# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5ecc7fa3-a770-59b3-93cd-3571b5d54c0f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-10-25
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 25.10.2022 14.2022.62
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2022-62_2022-10-25.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2022.62

  	
  Lugano

  25 ottobre 2022

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Bertoni

  

 

 

statuendo nella causa SO.2022.70 (rigetto provvisorio
dell’opposizione) della Giudicatura di pace del Circolo di Locarno promossa con
istanza 10 marzo 2022 dalla

 

	
   

  	
  CO 1 

  (rappresentata dal proprio Servizio incassi)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 21 maggio 2022 presentato da RE 1 contro la
decisione emessa il 17 maggio 2022 dal Giudice di pace;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Con precetto esecutivo n. __________95 emesso il 4 gennaio 2022 dal­l’Ufficio
d’esecuzione di Locarno, CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 4'187.55
(indicando quale causa del credito: “LAMal Attestato di carenza di beni __________ del 11.05.2016 Premi
08/2014 – 03/2015 (incluse le spese) / LAMal Attestato di carenza di beni __________
del 06.01.2016 Partecipazione ai costi 05/2014 – 11/2014 (incluse le spese) /
LAMal Attestato di carenza di beni __________ del 11.05.2016 Partecipazione ai
costi 05/2014  – 01/2015 (incluse le spese)”) e fr. 73.30
(per “Spese d’esecuzione
(incluse le spese)”).

                                  B.   Avendo
RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 10 marzo
2022 CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Giudicatura di pace del
Circolo di Locarno. Nel termine impartito, la convenuta si è opposta all’istanza
con osservazioni scritte del 26 aprile 2022. 

 

                                  C.   Statuendo con decisione del 17 maggio 2022, il Giudice di pace ha
parzialmente accolto l’istanza per fr. 4'187.55 (ma non per le spese di fr. 73.30)
e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla convenuta,
ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 290.– senz’assegnare indennità.

 

                                  D.   Contro
la sentenza appena citata RE 1 è insorta al Tribunale cantonale
delle assicurazioni (TCA) con un reclamo del 21 maggio
2022, trasmesso per competenza a questa Camera con decisione 25 maggio 2021 del
giudice delegato del TCA, per ottenerne l’annullamento e l’assegnazione
delle spese all’istante. Nelle sue osservazioni dell’11 luglio 2022, CO 1 ha
concluso per la reiezione del reclamo.

 

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’oppo­­sizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett.
e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                                1.1   Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro
dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è
avvenuta in concreto a RE 1 il 18 maggio 2022, il termine d’impugnazione è
scaduto sabato 28 maggio, per cui la scadenza è stata riportata a lunedì 30
maggio (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF). Presentato il 21
maggio 2022 (data del timbro postale), il reclamo è dunque senz’altro
tempestivo. Invece il complemento al reclamo del 20 giugno 2022 intitolato “richiesta di conciliazione” è irricevibile. È pure inammissibile lo scritto dell’11 luglio 2022,
che non può essere considerato come una replica spontanea poiché inoltrata il
medesimo giorno delle osservazioni al reclamo.

 

                                1.2   La Camera decide in linea di principio in
base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2
CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate
(art. 321 cpv. 1 CPC)
contenute nel reclamo (DTF 147 III 179 consid. 4.2.1 e i rimandi). Secondo l’art. 320
CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del
diritto sia l’ac­­certamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando
che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi
(art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                                   2.   In
virtù dell’art. 82 LEF, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione
ove il credito posto in esecuzione sia fondato su un riconoscimento di debito
constatato mediante atto pubblico o scrittura privata (cpv. 1), a meno che l’escusso
sollevi e giustifichi immediatamente eccezioni tali da infirmare il
riconoscimento di debito (cpv. 2). La procedura di rigetto è una procedura
sommaria documentale (Aktenprozess), il cui scopo non è di accertare l’esi­­stenza del credito posto in
esecuzione, bensì l’esistenza di un titolo esecutivo (DTF 147 III 178 consid. 4.2.1), così da determinare
rapidamente i ruoli delle parti in un eventuale processo ordinario (art.
79 o 83 cpv. 2 LEF; sentenza del Tribunale federale 5A_552/ 2021 del 5 gennaio
2022 consid. 2.3). Il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo
prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza
esecutiva senza indugio (art. 84 cpv. 2 LEF) ove l’escusso non renda
immediatamente verosimili eccezioni liberatorie, in linea di massima mediante
documenti (art. 254 cpv. 1 CPC; DTF 145 III 163 consid. 5.1). La decisione di
rigetto provvisorio dispiega solo effetti di diritto esecutivo, senza
regiudicata quanto all’esistenza del credito (DTF 136 III 587 consid. 2.3). Il
pronunciato, quindi, non priva le parti del diritto di sottoporre nuovamente il
litigio al giudice ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF; DTF 143 III 567 consid.
4.1 e 136 III 530 consid. 3.2).

 

                                   3.   Nella
decisione impugnata, il Giudice di pace ha stabilito che gli attestati di
carenza di beni (ACB) costituiscono validi titoli di rigetto provvisorio e che
le eccezioni sollevate dalla convenuta non sono atte a infirmarli. D’altronde, a
suo giudizio la decisione di stralcio di cui si è avvalsa RE 1 riguarda una
precedente esecuzione (n. __________), in cui l’istanza di rigetto era stata
ritirata dall’CO 1, e nulla le impediva d’inoltrarne
una nuova, ossia quel­la oggetto del presente procedimento, anche per la medesima pretesa. Inoltre, il primo giudice ha
respinto l’eccezione d’incompeten­za territoriale della Giudicatura di
pace del circolo di __________, poiché l’istanza di rigetto è poi stata
trasmessa a quella corretta, ossia quella di Locarno. Egli ha infine respinto
pure la domanda di congiunzione della procedura con quella dinanzi al TCA vista
“la diversità della materia e
delle autorità giudicanti”, oltre al fatto che non ne
è stata comprovata la litispendenza. 

 

                                   4.   Nel
reclamo RE 1 si avvale nuovamente della decisione di stralcio affermando che,
contrariamente a quanto deciso dal primo giudice, promuovere una nuova
esecuzione è possibile solo in presenza di nuovi elementi, che difettano nel
caso di specie. D’altronde, ella continua, vista l’assenza di tali nova l’atti­­tudine
dell’istante risulta essere contraddittoria, posto che la decisione di stralcio
è stata emessa proprio a causa del ritiro della sua domanda di rigetto nell’esecuzione
precedente, basata sugli stes­si identici ACB fatti valere nel presente
procedimento. RE 1 contesta altresì la trasmissione dell’istanza alla Giudicatura
di pace di Locarno come anche il fatto di non aver comprovato la pendenza del
procedimento dinanzi al TCA.

 

                                         Nelle
sue osservazioni CO 1 conclude per la reiezione del reclamo, evidenziando in
particolare di essere in diritto d’introdurre una nuova esecuzione per la
medesima pretesa.

 

                                   5.   In
ogni stadio di causa, il giudice esamina d’ufficio (art. 57 CPC), a prescindere
dalle allegazioni delle parti, se la documentazione prodotta costituisce valido
titolo di rigetto dell’opposizione (DTF 140 III 377 consid. 3.3.3), fermo
restando che in sede di reclamo l’esame d’ufficio è limitato alle carenze
manifeste (DTF 147 III 178 consid. 4.2.1).

 

                                5.1   Nel
caso di specie CO 1 procede per l’incasso di “premi assicurativi
LAMal” e di “partecipazione ai
costi” come risulta dal
precetto esecutivo (sopra ad A e doc. A) e dalle
osservazioni al reclamo. Sono notoriamente pretese di diritto pubblico. Ora, tranne
che non abbia alcun potere sovrano relativamente all’accertamento
della propria pretesa, ma debba adire un tribunale amministrativo cantonale per
farla valere, l’autorità amministrativa (o il delegatario del potere pubblico) escutente può unicamente postulare (o secondo l’art. 79 LEF decidere) il rigetto definitivo dell’opposizione sulla scor­ta della decisione (amministrativa) di accertamento del
credito da essa emessa (DTF 147 III 361 consid. 3.3.1; sentenze
del Tribunale federale 5A_31/2019 del 31 maggio 2019 consid. 5.1 e 2C_3 50/2017
del 7 dicembre 2017 consid. 5.1, e della
CEF 14.2022.17 dell’11 luglio 2022 consid. 5.5 e 14.2018.112 del 18 ottobre 2018, pag. 3, e i
rinvii; Staehelin in: Basler Kommentar, SchKG I, 3a ed. 2021, n. 46 ad art. 82
LEF). Il Giudice di pace
avrebbe quindi dovuto chiedersi se CO 1 poteva agire come un semplice soggetto
di diritto privato sulla scorta degli attestati di carenza di beni oppure se
non avrebbe dovuto piuttosto statuire sulla pretesa contestata dall’assicurata con una decisione poi suscettibile
di autorizzarla a chiedere o
concedere il rigetto definitivo dell’opposizione. Si tratta di una mancanza manifesta che va
rilevata d’ufficio in que-sta sede. La causa gli andrebbe
quindi retrocessa perché statuisca su tale
questione. Nondimeno, essendo la stessa matura per il giudizio, la Camera può statuire essa stessa
senza indugio (art. 327 cpv.
3 lett. b CPC).

 

                                5.2   Ebbene,
le casse malati sono abilitate a emettere decisioni in merito ai premi dell’assicurazione
obbligatoria in caso di opposizione dell’assicurato (art. 49
cpv. 1 e 52 LPGA [RS 830.1]). Per
far rigettare un’opposizione interposta dall’assicurato a un’esecuzione vol­ta all’incasso dei premi, esse devono quindi
imperativamente emet­tere una
decisione sui premi contestati, che servirà da titolo per il rigetto definitivo
dell’opposizione. Un rigetto provvisorio dell’oppo­sizione in base al contratto
d’assicurazione o di un accordo scritto con l’assicurato è escluso (cfr. sentenze del Tribunale federale
5A_ 473/2016 del 15 novembre 2016,
consid. 3.1, BlSchK 2017, 119, e 5A_31/2019 del 31 maggio 2019 consid. 5.1).

 

                                         La
giurisprudenza anteriore (DTF 109 V 49, consid. 3/a), che
ammetteva la possibilità per le casse di assicurazione malattia di procedere
all’incasso dei premi dell’assicurazione obbligatoria senza emanare una
decisione formale, risulta superata dalle modifiche legislative intervenute
nel frattempo, e più precisamente dalla modifica dell’art. 80 cpv. 1 LAMal (RS
832.10), cui si è in parte sostituito l’art. 49 cpv. 1 LPGA (RS 830.1), entrato
in vigore il 1° gennaio 2003, il quale non esige più un’esplicita domanda dell’assicurato
perché l’assicuratore debba emanare una decisione sui premi (tranne se l’assicuratore
si è in precedenza validamente determinato in procedura semplificata: art. 51
cpv. 2 LPG), bastando un semplice “disaccordo con l’interessato”, non
subordinato ad alcun requisito di forma,
sicché può anche risultare tacitamente dalle circostanze (Défago Gaudin in: Commentaire romand, Loi sur la partie générale des assurances sociales, 2018, n. 15 ad art. 49 LPGA), in particolare dal fatto che l’assicurato ha interposto opposizione all’esecuzione
volta all’incasso dei premi e partecipazioni ai costi (sentenza della CEF 14.2011.190 dell’11 gennaio
2012, consid. 4.4, massimato in RtiD 2012 II 895 n. 56c). In caso di
opposizione al precetto esecutivo (o di domanda dell’assicurato giusta l’art.
51 cpv. 2 LPGA), l’assicuratore malattia è dunque tenuto a emettere una decisione,
pena un diniego di giustizia formale (cfr. DTF 133 V 188 segg.; Genner in: Basler Kommentar, ATSG, 2020,
n. 13 ad art. 49 LPGA; Kieser, ATSG-Kommentar, 4a ed. 2020, n. 39 ad art. 49 LPGA; Défago Gaudin, op.
cit., n. 18 ad art. 49). Non è (più) abilitato a procedere all’incasso sulla
scorta del contratto d’assicu­razione (quel che è sfuggito alla Camera nella
citata 14.2011.190, consid. 4.1 così come a Staehelin,
op. cit., n. 46 e 162 ad art. 82). Un’azione di disconoscimento di debito
(giusta l’art. 83 cpv. 2 LEF) direttamente al Tribunale cantonale delle
assicurazioni – come ipotizzato nella menzionata DTF 109 V 49 – sarebbe del
resto improponibile, giacché la competenza decisionale spetta in prima battuta
allo stesso assicuratore malattia.

 

                                5.3   Nel caso in esame, CO 1 chiede il rigetto provvisorio dell’opposi­zione in base a tre ACB (doc. B-D). Secondo quanto
appena espo­sto, si tratta di una via che le è preclusa.
Poteva solo chiedere (o decidere) il rigetto
definitivo dell’opposizione sulla scorta di una pro­pria decisione sulla contestazione dell’assicurato (art. 49 cpv. 1 LPGA).
Non è dato di sapere se l’escutente lo abbia fatto nelle precedenti esecuzioni
sfociate nei noti ACB. Ad ogni modo, CO 1 non ha prodotto alcuna decisione,
sicché la sua istanza andava respinta stante il carattere documentale della
procedura di rigetto (sopra consid. 2).

 

                                5.4   In
effetti, pur essendo un pubblico documento facente prova dei fatti che attesta
finché non sia dimostrata l’inesattezza del suo contenuto (art. 9 cpv. 1 CC), l’ACB
non costituisce una decisione – a parte per le spese esecutive (DTF 147 III 364
consid. 3.5.3) – né quindi un titolo di rigetto definitivo nel senso dell’art.
80 LEF, bensì solo un titolo di rigetto provvisorio per i crediti di diritto
privato e per quelli di diritto pubblico, per il cui accertamento l’ente
pubblico non gode di un potere decisionale, ma deve far capo alla via dell’azione
di diritto amministrativo (sopra, consid. 5.1; riguar­da in particolare le
controversie relative alla responsabilità degli enti pubblici e dai suoi
agenti, alle prestazioni pecuniarie derivanti da servizi degli agenti pubblici,
o alla restituzione di prestazioni pagate in eccesso e quelle opponenti due
collettività pubbliche: Veuillet in: Abbet/Veuillet
(ed.), La mainlevée de l’opposition, 2017, n. 70 ad art. 82 LEF).

 

                                5.5   Nelle
osservazioni al reclamo, CO 1 insiste per la conferma del rigetto provvisorio dell’opposizione nonostante l’indicazione con­tenuta
nell’assegnazione del termine di risposta del 4 luglio 2022. Non è quindi il
caso di concedere il rigetto definitivo dell’opposizione limitatamente alle
spese esecutive stabilite negli ACB.

 

                                         Le
rimane ad ogni modo salva la possibilità di chiedere di nuovo il rigetto definitivo dell’opposizione,
anche nella stessa esecuzione (DTF 143 III 567 consid. 4.1 e 140 III 461 consid. 2.5; sentenza della CEF 14.2015.245 del 21 aprile
2016, RtiD 2016 II 651 n. 42c, consid. 7.3/b), a patto di
produrre decisioni esecutive relative ai premi e alle partecipazioni ai costi
posti in esecuzione e gli ACB per la rifusione delle spese esecutive.

 

                                5.6   Il
reclamo va pertanto integralmente accolto. Diventa così superfluo statuire
sulle censure sollevate dalla reclamante. Non è comunque inutile ricordare che le
decisioni in materia di rigetto del­l’opposizione
non acquisiscono regiudicata materiale sulla
questio­ne dell’esistenza della pretesa litigiosa (DTF 136
III 587 consid. 2.3) – giacché il loro oggetto è il titolo e non il credito
stesso (sopra consid. 2) –, che passano in giudicato formalmente solo nell’ese­cuzione
in corso e che l’istanza può persino essere ripresentata nella stessa
esecuzione se è fondata su nuovi documenti e nuove allegazioni omessi nella
precedente istanza (sopra consid. 5.5).

 

                                5.7   Diventano
anche senza oggetto la “richiesta
di conciliazione” e di assunzione dello scritto 6
dicembre 2021 del Giudice di pace, formulata dalla reclamante il 20 giugno
2022, come pure la domanda dell’11 luglio 2022, intesa a che CO 1 “sia chiamata a rispondere formalmente”.

 

                                   6.   In
entrambe le sedi la tassa,
stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la
soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC).

 

                                         Non si pone invece problema d’indennità
non avendone RE 1 fatto richiesta motivata (art. 95 cpv. 3 lett. c CPC) né in
prima, né in seconda sede.

 

                                   7.   Circa i rimedi esperibili sul piano
federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 4'187.55, non raggiunge la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è accolto e di conseguenza i
dispositivi n. 1 e 2 della decisione impugnata sono così riformati:

                                          “1.  L’istanza è respinta.

                                          2.  Le spese processuali di complessivi fr. 290.–
sono poste a carico del­l’istante”.

 

                                   2.   Le
spese processuali di complessivi fr. 250.– relative al presente giudizio sono
poste a carico dell’CO 1.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   ;

  – .

   

  

                                         Comunicazione
alla Giudicatura di pace del Circolo di Locarno.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                            La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF
(art. 113 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie
(art. 46 cpv. 1 LTF).