# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3211e77a-ffd8-5162-a0b3-c5858074b449
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.09.2010 D-115/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-115-2010_2010-09-10.pdf

## Full Text

Corte IV
D-115/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 0  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Kurt Gysi;
cancelliere Federico Pestoni;

A._______, nato il (...), alias
B._______, nato il (...),
Iraq,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo ed allontanamento;
decisione dell'UFM dell'11 dicembre 2009 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-115/2010

Visti:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera;

i verbali d'audizione dell'8 marzo 2007 e del 11 aprile 2007;

la decisione dell'UFM dell'11 dicembre 2009, notificata all'interessato il 
15 dicembre 2009 (cfr. risultanze processuali);

il ricorso dell'8 gennaio 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 11 gennaio 2010);

gli atti dell'UFM successivamente trasmessi al Tribunale amministrativo 
federale (TAF);

la decisione incidentale del 23 aprile 2008, con la quale il TAF ha auto-
rizzato il ricorrente a soggiornare in Svizzera fino al termine della pro -
cedura ed ha respinto la domanda di esenzione dal versamento del-
l'anticipo a copertura delle presumibili  spese processuali, fissando al 
ricorrente un termine, scadente il 27 gennaio 2010, per provvedere al 
pagamento dell'importo di fr. 600.-;

il pagamento del predetto anticipo, avvenuto in data 20 gennaio 2010;

lo scritto del 12 febbraio 2010, con cui l'UFM ha integralmente ricon-
fermato la propria posizione senza aggiungere alcunché, vista l'assen-
za di fatti o mezzi di prova nuovi nell'atto ricorsuale;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

Pagina 2

D-115/2010

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplif-
icata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un secondo 
giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino iracheno, di etnia curda, nato 
e  con  ultimo  domicilio  a  C._______,  D._______,  nella  provincia  di 
Sulaymaniya (cfr. verbale d'audizione dell'8 marzo 2007, pag. 1);

che, stando alle sue dichiarazioni, il richiedente avrebbe lasciato l'Iraq 
il  1° febbraio 2007  per  motivi  economici;  che  infatti  egli  vivrebbe  in 
condizioni  di  estrema povertà  presso  il  nonno; che,  inoltre,  avrebbe 
lasciato  il  proprio  lavoro  di  poliziotto  perché  diventato  troppo 
pericoloso e perché altrimenti avrebbe dovuto combattere nella guerra 
contro  l'Iran  rischiando  di  essere  ucciso;  che,  vista  la  mediocre 
scolarizzazione  e  la  difficile  situazione  economica  del  paese  gli  
sarebbe  praticamente  impossibile  trovare  un  altro  impiego  e  che, 
malgrado  ciò,  il  governo  iracheno  non  ha  gli  ha  mai  dato  alcuna 
assistenza (cfr. verbale d'audizione dell'8 marzo 2007, pag. 5 e verbale 
d'audizione del 2 febbraio 2007, pagg. 5 e 6);

che,  nella  decisione  impugnata,  l'UFM ha  considerato  le  allegazioni 
del  richiedente come insufficienti  a soddisfare le condizioni  richieste 

Pagina 3

D-115/2010

dalla legge per il riconoscimento dello statuto di rifugiato e pertanto al -
l'ammissione della sua domanda d'asilo; che, in particolare, l'autorità 
di prima istanza ha evidenziato che pregiudizi derivanti dalla situazio-
ne politica, economica o sociale generale di uno Stato non costituisco-
no  persecuzione  rilevante  in  materia  d'asilo  ai  sensi  dell'art.  3 LAsi; 
che, pertanto, la situazione di povertà addotta dal richiedente, espres-
sione  delle  difficili  condizioni  socio-economiche  vigenti  in  Iraq,  non 
soddisfa le condizioni previste dalla legge per il riconoscimento della 
qualità di rifugiato; che, infine, l'esecuzione dell'allontanamento sareb-
be ammissibile, esigibile e possibile.

che, di conseguenza, l'UFM ha respinto la citata domanda ai sensi del-
l'art. 3 LAsi nonché pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla 
Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento verso l'Iraq siccome lecita, 
esigibile e possibile;

che, nel gravame, l'insorgente sostiene che la propria condizione non 
può  essere  ritenuta  una  semplice  conseguenza  della  congiuntura, 
bensì una responsabilità del governo iracheno che non interviene a tu-
tela dei più bisognosi; che inoltre il governo del proprio paese sarebbe 
totalmente incapace di proteggere i suoi cittadini; che egli ritiene, inol-
tre, che il suo rientro in patria non sarebbe ragionevolmente esigibile,  
in quanto troverebbe applicazione l'art. 3 CEDU, e ciò perché in Iraq 
non sarebbe garantito il  rispetto della dignità umana e delle più ele-
mentari norme di sicurezza; che, per questi motivi il ricorrente ritiene 
di adempiere le condizioni necessarie all'ottenimento dell'asilo e, su-
bordinatamente  l'ammissione  provvisoria  non  essendo  l'esecuzione 
del suo allontanamento ragionevolmente esigibile ne ammissibile;

che, in conclusione, l'insorgente ha chiesto l'accoglimento del ricorso 
con  il  conseguente  annullamento  del  provvedimento  impugnato  e  la 
concessione dell'asilo  in  Svizzera,  subordinatamente  la  concessione 
dell'ammissione  provvisoria;  che  egli  ha  altresì  presentato  una 
domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese anticipate di giustizia;

che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le di -
sposizioni della LAsi (art. 2 LAsi); che, giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono 
rifugiate  le  persone  che,  nel  Paese  d'origine  o  di  ultima  residenza,  
sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, na -
zionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro 

Pagina 4

D-115/2010

opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali  
pregiudizi;

che sono pregiudizi  seri  segnatamente l'esposizione a pericolo della 
vita,  dell'integralità  fisica  o  della  libertà,  nonché  le  misure  che 
comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi); 
che  occorre  altresì  tenere  conto  dei  motivi  di  fuga  specifici  della 
condizione femminile (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi);

che,  i  motivi  fatti  valere dal  ricorrente  nell'ambito  della  procedura in 
esame, ovvero la  condizione di  estrema povertà  alla  quale deve far 
fronte senza peraltro avere un'occupazione, nonchè la totale passività 
del  governo iracheno di  fronte a tale situazione e più in generale di 
fronte al problema della sicurezza dei propri cittadini, sono, come facil -
mente riconoscibili, palesemente irrilevanti e non costituiscono, di per 
sé,  un indizio proprio a giustificare né la qualità di  rifugiato ai  sensi 
dell'art. 3 LAsi, né, tanto meno, la concessione della protezione provvi-
soria giusta gli art. 66 e segg. LAsi (che presuppone una decisione di 
principio del Consiglio federale che non è notoriamente data nel caso 
concreto);

che, a titolo meramente abbondanziale, dalle dichiarazioni del ricorren-
te, si rileva che il nonno svolge dei lavori agricoli nei terreni della fami -
glia; che ciò significa, da un lato, che il ricorrente potrebbe senz'altro  
imparare tale professione dal nonno e, dall'altro, che la sua famiglia,  
del quale egli sarebbe unico erede non avendo segnalato la presenza 
di altri parenti, è proprietaria di alcuni terreni (cfr. verbale d'audizione 
dell'11 aprile 2010, pag. 5); che inoltre, per affrontare il viaggio, costa-
to 5'500 USD, egli, tramite il nonno, sarebbe riuscito a trovare il denaro 
necessario (cfr. verbale d'audizione del 2 febbraio 2007, pag. 4); che, 
ciò posto, egli invece di espatriare avrebbe potuto usare tale importo 
per migliorare le proprie condizioni di vita e che comunque egli dimo-
stra di avere in patria la possibilità di chiedere aiuto, anche consisten-
te, a terzi; che, infine, è lecito  credere che per ottenere il  denaro in 
questione abbia dovuto offrire delle garanzie, ciò che contraddirebbe 
la sua asserita totale povertà;

che, alla luce di quanto precede, a mente di questo Tribunale e come 
rettamente  ritenuto  dall'autorità  inferiore,  i  fatti  addotti  dal  ricorrente 
nella presente procedura d'asilo non sono propri a motivare la qualità  
di rifugiato ai sensi dell'art. 3 LAsi;

Pagina 5

D-115/2010

che ne consegue che sul punto di questione dell'asilo il ricorso, desti -
tuito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la deci -
sione impugnata va confermata;

che,  parimenti,  l'insorgente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle 
quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento 
dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art.  
32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che, dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Iraq possa viola-
re  l'art. 25 cpv. 2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

che in merito allo stato della sicurezza in Iraq, questo Tribunale ha già 
avuto modo di precisare che nelle tre province curde nel nord dell'Iraq 
(Dohuk, Erbil  e Sulaymaniya) non vige, al  momento, una situazione di 
violenza generalizzata e la  situazione politica  non è  talmente  tesa da 
considerare  un  rimpatrio  come generalmente  inesigibile;  che  segnata-
mente, lo stato della sicurezza è più stabile ed equilibrato rispetto al resto 
del Paese e, inoltre, la situazione dei diritti dell'uomo è migliore rispetto 
alle zone nel sud e nel centro dell'Iraq; che in particolare, l'esecuzione 
dell'allontanamento verso le tre province curde è esigibile,  di  principio, 
per gli uomini curdi, non sposati, in buona salute e giovani, a condizione 
che la persona interessata sia originaria della regione o vi abbia vissuto 

Pagina 6

D-115/2010

un lungo periodo e disponga di una rete sociale, segnatamente famiglia, 
parenti  o  conoscenti,  oppure di  relazioni  con i  partiti  al  potere  (DTAF 
2008/5 consid. 7.5, in particolare 7.5.1 e 7.5.8);

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane, ha 
una formazione di base avendo egli frequentato cinque anni di scuola 
obbligatoria; che inoltre, egli una discreta esperienza lavorativa quale 
agente di polizia avendo lavorato presso la gendarmeria di Baghdad 
dal  2002  al  2003  ed  ha  inoltre  saltuariamente  aiutato  il  nonno  nei 
lavori  agricoli  (cfr.  verbale  d'audizione  dell'8 marzo 2007,  pag.  2  e 
verbale d'audizione dell'11 aprile 2007, pagg. 4 e 5); che il ricorrente, 
oltre ad aver lasciato in patria i nonni materni e un zio paterno, è nato e 
cresciuto  a  C._______,  D._______  (cfr.  verbale  d'audizione 
dell'8 marzo 2007,  pagg.  1  e  3);  che  pertanto  si  può  partire  dal 
presupposto  che  abbia  ancora  una  fitta  rete  sociale  in  patria;  che 
l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di  
salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria  (cfr. 
sulla problematica Giurisprudenza ed informazioni della Commissione 
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che 
da  un  esame  d'ufficio  degli  atti  emerga  la  necessità  di  una 
permanenza in Svizzera per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); che l'e-
secuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autori -

Pagina 7

D-115/2010

tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti  
giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 
106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che essendo le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità  d'esito 
favorevole,  la  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  di-
spensa  dal  pagamento  delle  spese  processuali,  è  respinta  (art.  65 
cpv. 1 PA);

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che tale  importo  è  interamente compensato dall'anticipo tempestiva-
mente versato dal ricorrente;

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia di  diritto pubblico dinanzi al  Tribunale federale (art. 83 litt. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva;

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 8

D-115/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale importo è interamente compensato dall'anticipo tempestivamente 
versato dal ricorrente.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- UFM, Divisione soggiorno, (allegato: incarto N [...],  per corriere in-

terno; in copia)
- E._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

Pagina 9