# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 31489fda-af5b-5216-8e8c-5e8962c99b5d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-08-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.08.2021 C-4249/2019
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-4249-2019_2021-08-18.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-4249/2019 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 8  a g o s t o  2 0 2 1  

Composizione 

 
Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 

Caroline Gehring e Michael Peterli, 

cancelliera Marcella Lurà. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, (Italia), 

rappresentata dall'avv. Sergio Sciuchetti, 

ricorrente, 

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero (UAIE), 

autorità inferiore. 

 
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione per l'invalidità; rendita limitata nel tempo (deci-

sione del 19 giugno 2019). 

 

 

 

C-4249/2019 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A._______ (di seguito, interessata, ricorrente o insorgente) – cittadina po-

lacca residente in Italia, nata il (…), madre di un figlio (nato il […]) – ha 

lavorato in Svizzera come ausiliaria di cure presso una casa per anziani, 

dal settembre del 2007 al febbraio del 2018, in ragione di 42 ore alla setti-

mana dal 1° settembre 2007, poi di 29.40 ore alla settimana dal 6 aprile 

2010 e di 33.60 ore alla settimana dal 1° luglio 2010, solvendo contributi 

all’assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (doc. 9, 

68, 69 e 71 dell’incarto dell’autorità inferiore [di seguito, doc. A 9, A 68, A 

69 ed A 71]). Ha interrotto l’attività lavorativa il 12 febbraio 2012 a seguito 

di un infortunio (caduta accidentale), ha ripreso a lavorare al 50% dal 2 

giugno 2014 ed all’80% dal 1° luglio 2015 ed è stata licenziata con effetto 

al 28 febbraio 2018 (doc. A 3, A 24, A 53 ed A 87). Il 21 maggio 2014, ha 

formulato una richiesta volta all’ottenimento di una rendita dell’assicura-

zione svizzera per l’invalidità (doc. A 3). 

B.  

B.a Nel corso dell’istruttoria, l’Ufficio dell’assicurazione invalidità del Can-

tone B._______ (Ufficio AI) ha in particolare assunto agli atti documenti 

medici di data intercorrente da luglio 2009 ad aprile 2015 (doc. A 12, A 28 

ed A 32; v. anche doc. 1 a doc. 105 dell’incarto dell’assicurazione 

C._______ [di seguito, doc. B 1 a B 105]), segnatamente i rapporti interni-

stici del 1° giugno, 21 agosto 2012 ed 11 aprile 2013 del dott. D._______ 

(doc. B 20, B 25 e B 41) nonché la perizia medica E 213 del 20 aprile 2015, 

in cui è posta la diagnosi di sclerodermia, sindrome da disadattamento 

(con) reazione mista ansioso depressiva (ICD-10 F 43.22), postumi funzio-

nali di frattura gomito sinistro e ritenuto che l’interessata poteva svolgere 

regolarmente lavori leggeri nonché, e a tempo pieno, un lavoro adeguato 

alle sue condizioni, ma non il suo ultimo lavoro (doc. A 32). Tra gli atti va 

annoverato anche il questionario per il datore di lavoro del 4 giugno 2014 

(doc. A 9). 

B.b Con rapporto del 13 luglio 2015, il dott. E._______, medico del Servizio 

medico regionale dell’AI (SMR) ha proposto l’effettuazione di una perizia 

reumatologica (precisando altresì che, una volta ricevuto il rapporto sulla 

perizia reumatologica, si sarebbe riservato di “demandare una valutazione 

psichiatrica” [doc. A 41]; v. anche lo scritto dell’Ufficio AI del Cantone 

B._______ del 5 agosto 2015 [doc. A 47]). 

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B.c Nella perizia reumatologica del 19 ottobre 2015 (fondata su una visita 

del 15 ottobre 2015; doc. A 52), il dott. F._______, specialista in medicina 

interna e malattie reumatiche, ha posto la diagnosi segnatamente di sin-

drome sclerodermica, sindrome del dolore cronico e persistenti dolori e li-

mitazione funzionale al gomito sinistro in stato dopo frattura pluriframmen-

taria. L’interessata è, a suo giudizio, inabile al lavoro al 50% da luglio del 

2015 in qualsiasi attività, ma soprattutto in quella di assistente di cura, e 

ciò in considerazione delle descritte patologie di natura autoimmune ed in 

parte post-infortunistica e “sebbene l’assicurata stia attualmente lavorando 

all’80%, con però enormi difficoltà”. Per il perito reumatologo, la patologia 

sclerodermica limita altresì fortemente l’utilizzo delle mani anche per lo 

svolgimento di mansioni fisicamente leggere. Egli ha peraltro ritenuto che 

la citata incapacità del 50% vale anche nello svolgimento delle mansioni di 

casalinga. Per il periodo anteriore alla valutazione peritale, il perito ha infine 

valutato che si giustifica un’abilità lavorativa del 100% dal 12 febbraio 2012, 

del 50% dal 13 giugno 2012, del 100% dal 1° novembre 2013 e del 50% 

dal 2 giugno 2014 (in una qualsiasi attività lucrativa). 

B.d Con rapporto del 9 novembre 2015, il dott. E._______, medico SMR, 

ha proposto l’effettuazione di una perizia psichiatrica (doc. A 54; v. anche 

lo scritto dell’Ufficio AI del Cantone B._______ del 17 novembre 2015 [doc. 

A 57]). 

B.e Dalle carte processuali risulta che sono poi stati prodotti dei rapporti 

reumatologici del 26 ottobre, 23 novembre, 18 dicembre 2015 e 12 gennaio 

2016 nonché un rapporto psichiatrico del 4 dicembre 2015 ed un rapporto 

neurologico del 5 gennaio 2016 (doc. A 60). 

B.f Nella perizia psichiatrica del 28 gennaio 2016 (consecutiva ad esami 

del 20 e 28 gennaio 2016), la dott.ssa G._______, specialista in psichiatria 

e psicoterapia, ha diagnosticato una sindrome ansiosa depressiva (ICD-10 

F 41.2). Ha ritenuto per l’interessata, a decorrere da luglio del 2015, una 

capacità lavorativa dell’80% in una qualsiasi attività lucrativa (doc. A 60). 

B.g Nel rapporto del 18 febbraio 2016, il medico SMR dott. E._______ ha 

ritenuto per l’interessata, in virtù delle menzionate perizie reumatologica e 

psichiatrica, un’incapacità lavorativa del 100% dal 12 febbraio 2012, del 

50% dal 13 giugno 2012, del 100% dal 1° novembre 2013 e del 50% dal 2 

giugno 2014 sia nell’attività di ausiliaria di cure sia in un’attività sostitutiva 

adeguata (doc. A 61). 

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B.h Dalle carte processuali risultano poi essere stati assunti agli atti le di-

chiarazioni del datore di lavoro del 20 maggio 2008 e 21 febbraio 2017 

(doc. A 70 ed A 76), i contratti di lavoro del 1° settembre 2007, 30 agosto 

2008, 11 marzo e 18 giugno 2010 (doc. A 67, A 68, A 69 ed A 71) nonché 

un rapporto ortopedico del 7 aprile 2016 (doc. A 64). 

B.i Nel rapporto d’inchiesta economica per le persone che si occupano 

dell’economia domestica dell’8 marzo 2017, l’assistente sociale ha repu-

tato che il grado d’invalidità dell’interessata quale casalinga (consuete 

mansioni domestiche) è del 48% da febbraio del 2012 (doc. A 78; v. anche 

doc. A 73). 

B.j Nel rapporto del 20 settembre 2018, il dott. E._______, medico SMR, 

ha poi rilevato, in virtù segnatamente del rapporto sulla valutazione della 

capacità funzionale (VCF) del 19 gennaio 2018 del dott. H._______, spe-

cialista in reumatologia (medico incaricato dall’assicurazione C._______; 

doc. B 103), che vi è stato un miglioramento dello stato di salute dell’inte-

ressata (rispetto al quadro clinico esistente al momento della sua presa di 

posizione del febbraio 2018). Il medico SMR ha quindi ritenuto per l’inte-

ressata dal 19 gennaio 2018 – fermo restando un’incapacità lavorativa del 

100% dal 12 febbraio 2012, del 50% dal 13 giugno 2012, del 100% dal 1° 

novembre 2013 e del 50% dal 2 giugno 2014 in una qualsiasi attività – una 

capacità lavorativa dell’80% in un’attività sostitutiva adeguata (doc. A 93). 

B.k Nel rapporto del 22 gennaio 2019, la consulente in integrazione pro-

fessionale ha ritenuto esigibile per l’interessata l’esercizio di professioni 

(nei settori dell’industria e dei servizi) con mansioni leggere, poco qualifi-

cate e confacenti con le limitazioni funzionali, che non richiedono necessa-

riamente la messa in atto di particolari misure di riformazione professionale 

(doc. A 97). 

B.l Il 12 febbraio 2019, l’interessata ha poi prodotto un rapporto psichiatrico 

dell’8 agosto 2018, un rapporto cardiaco del 29 gennaio 2019 ed i rapporti 

reumatologici del 30 gennaio e 7 febbraio 2019 (doc. A 98). 

B.m Con annotazione del 15 febbraio 2019, il medico SMR dott. 

E._______ ha ritenuto che la documentazione medica prodotta non ap-

porta nuovi elementi clinici tali da modificare la sua precedente presa di 

posizione (doc. A 99). 

B.n Il 13 maggio 2019, l'Ufficio AI ha determinato, nell'ambito di un'attività 

sostitutiva adeguata, un grado d'invalidità del 56,91% dal 12 febbraio 2013, 

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del 55,28% dal 2 giugno 2014 e del 32,35% dal 19 gennaio 2018 (doc. A 

106 ad A 110). 

B.o Con progetto di decisione del 14 maggio 2019, l'Ufficio AI del Cantone 

B._______ ha segnalato che l'assicurata è stata considerata salariata nella 

misura dell’80% e casalinga nella misura del 20%. Ha indicato che, esami-

nati gli atti acquisiti in sede istruttoria, risulta un’incapacità lavorativa del 

100% dal 12 febbraio 2012, del 50% dal 13 giugno 2012, del 100% dal 1° 

novembre 2013 e del 50% dal 2 giugno 2014 nell’attività di ausiliaria di cure 

ed un’incapacità lavorativa del 100% dal 12 febbraio 2012, del 50% dal 13 

giugno 2012, del 100% dal 1° novembre 2013, del 50% dal 2 giugno 2014 

e del 20% dal 19 gennaio 2018 in un’attività sostitutiva adeguata. Ha rile-

vato che dal rapporto d'inchiesta economica per le persone che si occu-

pano dell’economia domestica del marzo 2017 emerge un impedimento del 

48% nel compimento delle mansioni consuete di casalinga. Infine, ha sot-

tolineato che il grado d'invalidità complessivo, in funzione dell'impedimento 

nell'esercizio di un'attività lucrativa e nello svolgimento dell'attività di casa-

linga, è del 55,12% dal 12 febbraio 2013 ([0,80 x 56,91] + [0,20 x 48]), 

dell’89,60% dal 1° novembre 2013 ([0,80 x 100] + [0,20 x 48]), del 53,82% 

dal 2 giugno 2014 ([0,80 x 55,28] + [0,20 x 48]) e del 35,48% dal 19 gennaio 

2018 ([0,80 x 32,35] + [0,20 x 48]). Pertanto, sussisterebbe un diritto ad 

una mezza rendita d’invalidità svizzera dal 1° febbraio 2013 (decorso il ter-

mine di attesa legale di un anno), ad una rendita intera dal 1° febbraio 2014 

(tre mesi dopo l’accertato peggioramento dello stato di salute) e ad una 

mezza rendita dal 1° ottobre 2014 (tre mesi dopo l’accertato miglioramento 

dello stato di salute) al 30 aprile 2018 (tre mesi dopo l’accertato migliora-

mento dello stato di salute). Sennonché, la mezza rendita d’invalidità sa-

rebbe stata versata solamente dal 1° novembre 2014, ossia sei mesi dopo 

la data della richiesta di una rendita d'invalidità svizzera (doc. A 112). 

B.p Con decisione del 19 giugno 2019, l’Ufficio dell’assicurazione per l’in-

validità per gli assicurati residenti all’estero (UAIE) ha deciso di erogare in 

favore dell’interessata una mezza rendita d’invalidità svizzera dal 1° no-

vembre al 31 dicembre 2014 (per un grado d’invalidità del 54%) e poi an-

cora una mezza rendita dal 1° gennaio 2015 al 30 aprile 2018 (per un grado 

d’invalidità del 56%; doc. A 118 e doc. A 119; v. anche doc. A 111). 

C.  

C.a Il 21 agosto 2019, l’interessata ha interposto ricorso dinanzi al Tribu-

nale amministrativo federale contro la decisione dell’UAIE del 19 giugno 

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2019 mediante il quale ha chiesto l’annullamento della decisione impu-

gnata ed il rinvio degli atti di causa all’autorità inferiore affinché provveda a 

completare l’istruttoria sulle sue condizioni di salute e la sua inabilità lavo-

rativa (ed a pronunciare una nuova decisione). Ha comunque chiesto che 

in tutti i casi la rendita dovrà decorrere dal 1° marzo 2014. Si è doluta di 

un’errata valutazione del suo stato di salute nonché della sua capacità la-

vorativa. L’insorgente ha poi chiesto che, nel calcolo per la determinazione 

del grado d’invalidità, sia operata (sul salario annuo da valida) una dedu-

zione per il gap salariale (del 6,44%) ed una riduzione giurisprudenziale 

perlomeno del 15% in considerazione del fatto che non può più svolgere 

l’attività di assistente di cura, da cui risulterebbe una perdita di guadagno 

del 40% (con un’incapacità lavorativa del 20%) rispettivamente del 60% 

(con un’incapacità lavorativa del 50%; doc. TAF 1). 

C.b Il 3 settembre 2019, la ricorrente ha versato l’anticipo a copertura delle 

presumibili spese processuali (doc. TAF 2 a 5). 

C.c Con risposta al ricorso del 29 ottobre 2019, l’UAIE ha proposto la reie-

zione del ricorso e la conferma della decisione impugnata. Ha rinviato al 

preavviso dell’Ufficio AI del Cantone B._______ del 24 ottobre 2019, se-

condo il quale, in virtù del rapporto del 20 settembre 2018 del medico SMR, 

il quale, a sua volta, si è fondato sulla perizia reumatologica del 19 ottobre 

2015, sulla perizia psichiatrica del 28 gennaio 2016 e sul rapporto di valu-

tazione della capacità funzionale del 19 gennaio 2018, la ricorrente è abile 

al lavoro all’80%, dal 19 gennaio 2018, in attività confacenti allo stato di 

salute. Per quanto attiene all’aspetto economico, l’Ufficio AI ha ribadito la 

correttezza della valutazione effettuata (doc. TAF 7). 

C.d Con provvedimento del 4 novembre 2019 (notificato il 5 novembre 

2019; doc. TAF 9 [estratto “Tracciamento degli invii” della Posta svizzera]), 

il Tribunale amministrativo federale ha trasmesso alla ricorrente la risposta 

al ricorso dell’UAIE del 29 ottobre 2019, unitamente alla presa di posizione 

dell’Ufficio AI del Cantone B._______ del 24 ottobre 2019 ed a copie dei 

documenti dell’incarto dell’Ufficio AI menzionati nella presa di posizione, e 

le ha concesso la facoltà di pronunciarsi in merito alle osservazioni dell’au-

torità inferiore (doc. TAF 8), facoltà di cui l’insorgente non ha fatto uso. 

 

 

 

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Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-

gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF) rispettivamente l'am-

missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 

e relativi riferimenti). 

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art. 

32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione 

con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi 

contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione 

per l'invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE). 

1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni 

sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA 

(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-

plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che 

la LAI non deroghi alla LPGA. 

1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente 

un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica 

(art. 59 LPGA e art. 48 cpv. 1 PA), il ricorso è stato interposto tempestiva-

mente (art. 60 LPGA e art. 50 cpv. 1 PA) e rispetta i requisiti previsti dalla 

legge (art. 52 PA). Esso è pertanto ammissibile. 

2.  

2.1 La ricorrente è cittadina di uno Stato membro della Comunità europea, 

risiede in Italia e sussiste un nesso transfrontaliero (DTF 143 V 81, in par-

ticolare consid. 8.1), per cui è applicabile, di principio, l’ALC (RS 

0.142.112.681). 

2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione 

1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua 

nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-

cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-

ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese 

eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed 

assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione 

europea (art. 1 ch. 2). 

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2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-

lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-

glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei 

sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE) 

n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 

(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-

lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del 

Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831) 

relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-

dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno 

della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72 

del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621 

4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 

1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli 

Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-

lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure 

quando si tratta di casi verificatisi in passato. 

2.4 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulte-

riormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento eu-

ropeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decor-

rere dal 1° gennaio 2015 (sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile 2016 

consid. 4.2 e relativi riferimenti). 

2.5 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-

samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle 

medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-

zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale 

Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-

gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-

dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-

validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253 

consid. 2.4). 

3.  

3.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-

mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-

ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 

4.3; 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti; 129 V 1 consid. 1.2). La 

domanda di una rendita AI essendo stata presentata il 21 maggio 2014, al 

caso in esame si applicano di principio le disposizioni della 6a revisione 

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della LAI entrate in vigore il 1° gennaio 2012 e delle ulteriori modifiche le-

gislative intervenute fino alla data della decisione impugnata. 

3.2 La ricorrente, come già menzionato, ha presentato la domanda di ren-

dita il 21 maggio 2014. L'art. 29 LAI prevede che il diritto alla rendita nasce 

al più presto dopo sei mesi dalla data in cui l'assicurato ha rivendicato il 

diritto alle prestazioni conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA (riservate al-

tresì le condizioni dell'art. 28 cpv. 1 LAI [cfr. consid. 5.1.3 del presente giu-

dizio]). Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è 

delimitato dalla data della decisione impugnata. 

3.3 Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione impu-

gnata sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa 

è stata resa (DTF 136 V 24 consid. 4.3). Tiene tuttavia conto dei fatti veri-

ficatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'accer-

tamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 

129 V 1 consid. 1.2; 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono 

strettamente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire 

sull'apprezzamento del giudice al momento in cui detta decisione litigiosa 

è stata resa (DTF 118 V 200 consid. 3a in fine; sentenze del TF 

8C_279/2015 del 27 agosto 2015 consid. 3.2.1 con rinvii, 9C_369/2011 del 

3 febbraio 2012 consid. 3.3. e 3.4, 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 

5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2). 

4.  

Giova peraltro rilevare che la ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI 

svizzera per più di 6 anni (doc. A 119) e, pertanto, adempie in ogni caso la 

condizione della durata minima di contribuzione. 

5.  

5.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno 

totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può 

essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8 

LPGA e art. 4 cpv. 1 LAI). 

5.1.1 Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al guadagno la per-

dita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro 

equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute 

fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato 

alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. In caso 

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d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono essere prese in considera-

zione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività 

(art. 6 LPGA). 

5.1.2 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita 

se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per 

almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad 

una rendita intera se è invalido per almeno il 70%. 

5.1.3 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita 

se la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni 

consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante prov-

vedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto 

un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un 

anno senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è 

invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c). 

5.1.4  

5.1.4.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto 

di carattere economico-giuridico e non medico (sentenze del TF 

9C_318/2014 del 10 settembre 2014 consid. 3.1 e 8C_636/2010 del 17 

gennaio 2011 consid. 3 e relativi riferimenti). 

5.1.4.2 Qualora l'assicurato eserciti un'attività lucrativa a tempo parziale o 

collabori gratuitamente nell'azienda del coniuge, l'invalidità per quest’atti-

vità è valutata secondo il metodo ordinario del raffronto dei redditi. Se, inol-

tre, svolge anche le mansioni consuete, l'invalidità per questa attività è va-

lutata sulla base di un confronto delle attività domestiche di principio da 

attuare mediante un’inchiesta domiciliare (DTF 130 V 97 consid. 3.3.1; cfr. 

la sentenza del TF I 733/2006 del 16 luglio 2007 consid. 4.2.1 sui presup-

posti di un’inchiesta domiciliare all'estero). In tal caso, occorre determinare 

la parte dell'attività lucrativa o della collaborazione gratuita nell'azienda del 

coniuge e la parte dello svolgimento delle mansioni consuete e valutare il 

grado d'invalidità (globale in funzione dell’impedimento) nei due ambiti 

(metodo misto; art. 28a cpv. 3 LAI e art. 27bis OAI in combinazione con gli 

art. 28a cpv. 1 e 2 LAI, 16 LPGA e 27 OAI; v. pure DTF 141 V 15 consid. 

3.2, 137 V 334 consid. 3.1.3, 130 V 393 e 130 V 97 consid. 3.3.1 nonché 

sentenza del TF 8C_912/2015 del 18 aprile 2016 consid. 4). 

5.1.4.3 In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28a cpv. 1 

LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe 

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Pagina 11 

conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la 

cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione (red-

dito da invalido), tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del 

lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non 

fosse diventato invalido (reddito da valido; metodo generale del raffronto 

dei redditi). L’art. 27bis cpv. 3 OAI, nella versione in vigore dal 1° gennaio 

2018, prevede che il calcolo del grado d’invalidità nell’ambito dell’attività 

lucrativa è disciplinato dall’articolo 16 LPGA, secondo le modalità seguenti: 

il reddito che l’assicurato potrebbe conseguire esercitando l’attività lucra-

tiva a tempo parziale se non fosse divenuto invalido è calcolato sulla base 

della stessa attività lucrativa esercitata a tempo pieno (lett. a); la perdita di 

guadagno percentuale è ponderata in funzione del grado d’occupazione 

che l’assicurato avrebbe se non fosse divenuto invalido (lett. b). 

5.1.4.4 In virtù dell’art. 27 cpv. 1 OAI, nella versione in vigore dal 1° gennaio 

2018, per mansioni consuete secondo l’art. 7 cpv. 2 LAI di assicurati occu-

pati nell’economia domestica s’intendono gli usuali lavori domestici nonché 

la cura e l’assistenza ai familiari. L’art. 27bis cpv. 4 OAI, nella versione in 

vigore dal 1° gennaio 2018, precisa che per il calcolo del grado d’invalidità 

nell’ambito delle mansioni consuete viene determinata la quota percen-

tuale che le limitazioni dell’assicurato rappresentano nello svolgimento 

delle mansioni consuete rispetto alla sua situazione se non fosse divenuto 

invalido. Questa quota viene ponderata in funzione della differenza tra il 

grado d’occupazione (che l’assicurato avrebbe se non fosse divenuto inva-

lido) e un’attività lucrativa esercitata a tempo pieno. 

5.1.4.5 Secondo giurisprudenza, l'inchiesta domiciliare – se redatta se-

condo le indicazioni fornite dalle cifre 3081 segg. della Circolare dell'UFAS 

sull'invalidità e la grande invalidità nell'assicurazione per l'invalidità – costi-

tuisce una base di giudizio idonea e di regola anche sufficiente. Per potergli 

attribuire piena forza probatoria, è però essenziale che il rapporto sia re-

datto da una persona qualificata – quale è normalmente un collaboratore 

dei servizi sociali – che conosca le circostanze territoriali e locali come pure 

le limitazioni risultanti dagli accertamenti medici. Inoltre, il rapporto deve 

tenere conto delle indicazioni della persona assicurata e menzionare, se 

del caso, le opinioni divergenti. L'inchiesta deve infine essere plausibile, 

motivata e sufficientemente dettagliata in merito alle singole limitazioni e 

deve riprodurre quanto accertato in loco (sentenza del TF 9C_642/2010 

del 26 aprile 2011 consid. 5.1). Secondo la citata Circolare dell’UFAS, di 

regola, si ritiene che i lavori di una persona sana occupata nell’economia 

domestica comprendono queste cinque attività usuali: pasti, pulizia e or-

dino dell’alloggio, acquisti e altre commissioni, bucato e cura dei vestiti, 

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Pagina 12 

cura e assistenza ai figli e/o ai familiari, per le quali è assegnato un rispet-

tivo limite massimo. Il grado di disabilità per ogni singola attività risulta dal 

confronto percentuale tra la ponderazione senza disabilità – da persona 

qualificata dei servizi sociali – e la limitazione dovuta alla disabilità (cfr. cifre 

marginali 3083, 3085 e 3087 della Circolare dell’UFAS sull’invalidità e la 

grande invalidità nell’assicurazione per l’invalidità). Il ricorso al giudizio di 

un medico che abbia a pronunciarsi sulle singole posizioni dell'inchiesta 

sotto il profilo dell'esigibilità è solo eccezionalmente necessario, segnata-

mente in presenza di dichiarazioni inverosimili della persona assicurata in 

contraddizione con i reperti medici (sentenza del TF 9C_642/2010 consid. 

5.1). Se la persona assicurata, a causa della sua inabilità, può svolgere 

determinate mansioni domestiche solo con difficoltà e con un impegno tem-

porale assai più elevato, deve provvedere a riorganizzare il proprio lavoro 

e, nella misura usuale, ricorrere all'aiuto dei familiari. Nel caso di persone 

attive nell'economia domestica, un impedimento può così essere conside-

rato dall'assicurazione per l'invalidità solo se le mansioni non più esercita-

bili personalmente devono essere eseguite da terze persone dietro paga-

mento oppure dai familiari che per fare ciò dimostrino di subire una perdita 

di guadagno o comunque un aggravio eccessivo. Il grado di assistenza che 

si può pretendere dai famigliari per l'aiuto in favore di un/a casalingo/a va 

oltre il sostegno che si può normalmente attendere in assenza di danno 

alla salute (sentenza del TF 9C_673/2009 del 14 aprile 2010 consid. 5.8). 

5.1.5 L'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce peraltro, e di princi-

pio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica 

o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente 

incapacità lavorativa. 

5.2 Secondo l'art. 17 LPGA se il grado d'invalidità del beneficiario della ren-

dita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata 

o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il cpv. 2 

della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole accordata 

in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è, d'ufficio o 

su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni che l'hanno 

giustificata hanno subito una notevole modifica. 

5.2.1 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'as-

sicurato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se 

la grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità 

si riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-

pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che 

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Pagina 13 

il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-

siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che 

presumibilmente continuerà a durare. Detta norma si applica anche in caso 

di assegnazione retroattiva di una rendita scalare (DTF 133 V 263 consid. 

6.1; sentenze del TF 8C_578/2019 del 5 marzo 2020 consid. 4.2 con rinvii 

nonché 8C_759/2020 del 22 gennaio 2020 consid. 2.2). 

5.2.2 Costituisce motivo di revisione della rendita d'invalidità ogni modifica 

rilevante delle circostanze di fatto suscettibile d'influire sul grado di invali-

dità e, quindi, sul diritto alla rendita. Ne consegue che la rendita può essere 

soggetta a revisione non soltanto in caso di modifica significativa dello stato 

di salute, ma anche quando detto stato è rimasto invariato, ma le sue con-

seguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento signi-

ficativo (DTF 130 V 343 consid. 3.5; sentenza del TF 9C_347/2020 del 25 

marzo 2021 consid. 3). 

5.2.3 Quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce una 

rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sop-

prime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le 

regole sulla revisione di decisioni amministrative ai sensi dell’art. 17 LPGA 

(DTF 131 V 164; 131 V 120; 125 V 143; sentenza del TF 9C_362/2014 del 

19 agosto 2014 consid. 3 con rinvii). 

6.  

6.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-

tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi 

decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad 

un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio 

medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in 

merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa 

situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto 

delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a 

fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto 

medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua 

denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-

nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1; 125 V 351 consid. 3). 

6.2 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-

ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-

dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-

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Pagina 14 

fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-

tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi 

siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V 

210 consid. 6.2.4; 134 V 231 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore 

probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V 

254 consid. 3.3 e 3.4]). 

6.3 Per quel che riguarda le perizie di parte, il Tribunale federale ha preci-

sato che esse contengono considerazioni specialistiche che possono con-

tribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non 

abbiano lo stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve 

valutare se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia 

giudiziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione. Giova altresì rile-

vare come debba essere considerato con la necessaria prudenza l'avviso 

dei medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi in favore del pro-

prio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno con gli 

stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b con rinvii). 

6.4 In presenza di rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere 

la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli 

si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia 

precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri 

medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, 

come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale 

sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24 gennaio 

2011 consid. 7.2 con rinvii). 

6.5 In ambito psichiatrico, la diagnosi deve essere espressa da uno spe-

cialista in psichiatria e fondata sui criteri posti da un sistema di classifica-

zione riconosciuto scientificamente (DTF 141 V 281 consid. 2.1; 130 V 396 

consid. 6.3; sentenza del TF 9C_815/2012 del 12 dicembre 2012 consid. 

3). In presenza di tutte le malattie psichiche (DTF 143 V 418 consid. 6 e 7), 

in particolare di disturbi da dolore somatoforme, di disturbi derivanti da af-

fezioni psicosomatiche assimilate a questi ultimi (DTF 140 V 8 consid. 

2.2.1.3) oppure di disturbi depressivi di grado da leggero a medio (DTF 143 

V 409), la capacità lavorativa esigibile di una persona che soffre di tali di-

sturbi deve essere valutata sulla base di una visione d’insieme, nell’ambito 

di una procedura d’accertamento dei fatti strutturata fondata su indicatori 

atta a stabilire, da un lato, i fattori invalidanti e, dall’altro, le risorse della 

persona (DTF 141 V 281 consid. 2, 3.4-3.6 e 4.1 nonché 143 V 418 consid. 

6 segg.). Il Tribunale federale ha suddiviso gli indicatori per la valutazione 

della capacità lavorativa in due categorie (DTF 141 V 281 consid. 4.1.3), 

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Pagina 15 

segnatamente categoria “gravità funzionale” (consid. 4.3) con i complessi 

“danno alla salute” (consid. 4.3.1; risultati e sintomi rilevanti per la diagnosi; 

successo od insuccesso del trattamento e della reintegrazione; comorbi-

dità), “personalità” (sviluppo e struttura della personalità, funzioni psichiche 

[consid. 4.3.2] e contesto sociale [consid. 4.3.3]) nonché categoria “coe-

renza” (aspetti del comportamento [consid. 4.4] in rapporto alla limitazione 

uniforme dei livelli di attività in tutti gli ambiti della vita paragonabili [consid. 

4.4.1] ed alla sofferenza dimostrata secondo l’anamnesi in vista di un trat-

tamento o di una reintegrazione [consid. 4.4.2]). Si può tuttavia rinunciare 

ad effettuare la valutazione della capacità al lavoro di una persona nell’am-

bito di una procedura d’accertamento dei fatti strutturata fondata su indica-

tori allorquando le limitazioni all’esercizio di un’attività risultano da un’esa-

gerazione dei sintomi, o costellazioni simili, ciò che esclude l’esistenza di 

un danno alla salute suscettibile di cagionare un’invalidità (DTF 141 V 281 

consid. 2.2 nonché sentenze del TF 9C_534/2015 del 1° marzo 2016 con-

sid. 2.2.2 con rinvii e 8C_562/2014 del 29 settembre 2015 consid. 8.4). Va 

tuttavia rammentato che secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, 

va fatta una distinzione tra una tendenza all’esagerazione dei sintomi – con 

la conseguenza precedentemente indicata – e una semplice accentua-

zione dei sintomi, la quale, per contro, non consente di per sé di escludere 

il diritto ad una rendita (sentenza del TF 9C_899/2014 del 29 giugno 2015 

consid. 4.2.1 con rinvii). Ad una procedura d’accertamento dei fatti struttu-

rata fondata su indicatori può essere rinunciato anche allorquando è stata 

diagnosticata un’affezione (psichica) senza ripercussione sulla capacità la-

vorativa (DTF 143 V 409 consid. 4.5.3). 

7. Data d’inoltro della domanda di rendita 

7.1 Va innanzitutto esaminata la questione della contestata data dell’inoltro 

della domanda di rendita (terza censura di cui all’atto ricorsuale [pag. 6]). 

7.2 L’UAIE ha indicato, nella decisione impugnata del 19 giugno 2019 (doc. 

A 118), il 21 maggio 2014 quale data di presentazione della domanda di 

rendita. L’autorità inferiore ha considerato, nella motivazione della deci-

sione (doc. A 118 pag. 438), che “a decorrere dal 01.02.2013, ovvero dopo 

la carenza dell’anno d’attesa, lei avrebbe avuto diritto a mezza rendita (…), 

a far capo dal 01.02.2014 (3 mesi dal peggioramento dello stato di salute, 

art. 88a cpv. 2 OAI), lei avrebbe avuto diritto ad una redita intera (…) dal 

01.10.2014 (3 mesi dal miglioramento dello stato di salute, art. 88a cpv. 1 

OAI), lei avrebbe avuto nuovamente diritto a mezza rendita (…). Tuttavia, 

avendo ricevuto la domanda ufficiale di rendita solo in data 21.05.2014 

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Pagina 16 

(domanda tardiva, art. 29 cpv. 1 LAI), la rendita potrà essere versata uni-

camente a partire dal 01.11.2014, ovvero dopo sei mesi dalla data in cui è 

stato rivendicato il diritto alla prestazione (…) limitatamente al 30 aprile 

2018 (tre mesi dal miglioramento dello stato di salute, art. 88a cpv. 1 OAI), 

in quanto il grado successivo è inferiore al 40% e non sussiste più diritto a 

prestazioni AI (art. 28 LAI)”. 

7.3 Nel gravame, la ricorrente asserisce che “ha ricevuto una prima volta il 

formulario dell’AI dall’C._______ assicurazione sei mesi dopo il sinistro, 

con preghiera di compilarlo e di corredarlo dei documenti richiesti, rinvian-

dolo poi all’C._______ che avrebbe provveduto a sua volta ad inviarlo 

all’UAI. Sennonché, ciò non è mai stato fatto. Qualche tempo dopo (…) si 

rende conto dell’omissione e ripropone la domanda, allestendo il formulario 

ed accludendovi la documentazione richiesta. Il formulario di richiesta della 

rendita è stato compilato e sottoscritto (…) il 27.09.2013 (come risulta sul 

medesimo) ed è stato consegnato a mano (…) negli uffici dell’UAI a (…), 

ove vi si è resa di persona accompagnata dal marito”. Chiede pertanto che 

la decorrenza della rendita di cui ha diritto prenda effetto al 1° marzo 2014, 

ossia sei mesi dopo l'inoltro, il 27 settembre 2013, della domanda di rendita 

(doc. TAF 1 pag. 6 ad pto II.8]). 

7.4 Questo Tribunale rileva, con riferimento al momento a partire dal quale 

una rendita può essere accordata alla ricorrente, che il formulario “richiesta 

per adulti: integrazione professionale/rendita” reca certo quale data, appo-

sta a mano dalla ricorrente al punto 11, il 27 settembre 2013 (v. doc. A 3 

pag. 17). Sennonché, agli atti di causa non figura alcun documento ufficiale 

attestante che tale giorno corrisponde al giorno dell’inoltro/consegna di tale 

formulario/domanda di rendita alla competente autorità. Sul formulario in 

questione è, per contro, indicata la data del 21 maggio 2014 quale data di 

ricezione da parte dell’Ufficio AI del Cantone B._______ della domanda di 

rendita (doc. A 3 pag. 12). Non vi è peraltro alcun serio motivo, in assenza 

di elementi seri e concreti, per dubitare della correttezza della data apposta 

sul formulario dall’Ufficio AI del Cantone B._______. Al di là di mere e ge-

neriche allegazioni, la ricorrente non ha corroborato con alcun elemento 

probatorio, tanto meno convincente/concludente, la circostanza da lei as-

serita secondo la quale la data da lei apposta sul formulario/domanda di 

rendita corrisponde a quella della sua visita all’Ufficio AI del Cantone 

B._______ per la consegna di detto formulario. A giusta ragione, l’autorità 

inferiore ha quindi considerato quale data dell’inoltro della domanda di ren-

dita quella del 21 maggio 2014 in cui risulta avere ricevuto il formulario/do-

manda di rendita in questione recante la data del 27 settembre 2013 appo-

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Pagina 17 

sta dalla ricorrente. Quest’ultima data avrebbe potuto considerarsi deter-

minante solo se avesse corrisposto alla data della consegna all’autorità 

oppure all’indirizzo di questa, ad un ufficio postale, ad una rappresentanza 

diplomatica o consolare o ad un’altra autorità incompetente che avesse un 

obbligo di trasmissione a quella competente.  

7.5 La citata doglianza della ricorrente va pertanto respinta, e la data rile-

vante ai fini processuali relativa all’inoltro della domanda di rendita è quella 

del 21 maggio 2014 rettamente ritenuta dall’autorità inferiore. La ricorrente 

avendo presentato una richiesta di una rendita d’invalidità svizzera sola-

mente il 21 maggio 2014, il suo diritto ad una rendita d'invalidità può na-

scere al più presto il 1° novembre 2014 (sei mesi dopo la data della richie-

sta, giusta l'art. 29 cpv. 1 LAI). 

8. Accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti dal profilo medico 

La censura principale sollevata dalla ricorrente riguarda poi l’accertamento 

inesatto ed incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti da parte dell’auto-

rità inferiore dal profilo medico con riferimento particolare alle ritenute in-

capacità lavorative.  

8.1  

8.1.1 In virtù degli atti acquisti in sede istruttoria, il medico SMR, nel suo 

rapporto del 20 settembre 2018, ha ritenuto le seguenti diagnosi, con riper-

cussione sulla capacità lavorativa: sindrome sclerodermica – con impor-

tante fenomeno di Raynaud con disturbi circolatori periferici, evidente scle-

rodattilia alle mani e diffuse artromialgie – sindrome del dolore cronico, sin-

drome fibromialgica primaria, secondaria alla sindrome sclerodermica, e 

sindrome somatoforme, persistenti dolori e limitazione funzionale al gomito 

sinistro in stato dopo frattura pluriframmentaria e leggere alterazioni dege-

nerative postraumatiche nonché sindrome ansiosa depressiva (ICD-10 F 

41.2). Ha peraltro valutato lo stato dopo asportazione di una neoforma-

zione cistica sublinguale il 15 febbraio e il 14 aprile 2012 come senza ri-

percussione sulla capacità lavorativa (doc. A 93 pag. 358 e segg.). Tale 

rapporto è poi stato confermato dal medico SMR il 15 febbraio 2019 con 

l’indicazione che la nuova documentazione medica “pervenuta agli atti, non 

apporta alcun nuovo elemento medico che non sia già stato considerato” 

(doc. A 99 pag. 382 [la documentazione cui pare riferirsi il medico SMR è 

quella esibita dalla ricorrente al doc. A 98 pag. 372 e segg.]). 

8.1.2 Nel gravame, la ricorrente, rettamente, neppure contesta in quanto 

tali le diagnosi, precedentemente indicate, ritenute dal medico SMR, né 

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Pagina 18 

quelle con né quella senza ripercussione sulla capacità lavorativa. Ad un 

esame d’ufficio delle carte processuali non emerge altresì alcun motivo tale 

da implicare un intervento d’ufficio su questo aspetto da parte di questo 

Tribunale. Pertanto, le succitate diagnosi sono state indicate e riassunte 

correttamente dal medico SMR nel suo rapporto del 20 settembre 2018. 

8.2 L’insorgente si è poi doluta delle ritenute conseguenze sulla capacità 

lavorativa delle surriferite diagnosi con particolare riferimento all’eccessiva 

rilevanza attribuita alla valutazione sulla capacità funzionale (di seguito an-

che VCF), di cui al rapporto del 19 gennaio 2018 del reumatologo dott. 

H._______, effettuata su incarico dell’assicuratore infortuni (C._______ 

[doc. B 103, pag. 185 e segg.]). Detta valutazione della capacità funzionale 

avrebbe spinto il medico SMR nell’ambito della procedura AI (e poi l’auto-

rità inferiore nella decisione impugnata) a ritenere, in contrasto con l’ap-

prezzamento di cui alla perizia reumatologica eseguita su incarico dell’Uf-

ficio AI del Cantone B._______ dal dott. F._______ (cfr. rapporto del 19 

ottobre 2015 [doc. A 52 pag. 253 e segg.]), una residua – accresciuta – 

capacità lavorativa dell’80% (probabilmente per le sole affezioni psichiche) 

in attività sostitutive adeguate a decorrere dalla data della VCF. L’insor-

gente ha inoltre fatto valere, in sostanza, che tale conclusione del medico 

SMR non ha sufficiente substrato e si fonda, senza esplicitamente nomi-

narlo, sulla VCF del dott. H._______ che non ha però valore di perizia cli-

nica e in cui non sono, fra l’altro, state minimamente esaminate l’insieme 

delle patologie di origine extra-infortunistica di cui essa soffre, segnata-

mente di natura reumatologica. Già solo per questo motivo si imporrebbe 

la cassazione della decisione impugnata ed il rinvio all’amministrazione per 

l’effettuazione di ulteriori accertamenti di natura reumatologica. La ricor-

rente si rimette altresì all’apprezzamento di questo Tribunale per quanto 

attiene alla necessità dell’aggiornamento della perizia psichiatrica della 

dott. G._______ (rapporto peritale del 28 gennaio 2016 [doc. A 60 pag. 279 

e segg.]). 

8.2.1 Nella perizia reumatologica del 19 ottobre 2015 (doc. A 52), il dott. 

F._______, specialista in medicina interna e malattie reumatiche, ha indi-

cato che la ricorrente soffre, dal 2010, di sclerodermia con importante fe-

nomeno di Raynaud e gravi disturbi circolatori periferici, tali da necessitare 

di regolari infusioni. Lamenta inoltre diffusi dolori al sistema locomotore, 

associati a rigidità e stanchezza generale. Il quadro clinico, a parere del 

reumatologo, si è aggravato a seguito di un infortunio, nel febbraio del 

2012, allorquando l’insorgente è caduta procurandosi una frattura al gomito 

sinistro, frattura che ha necessitato di un intervento di osteosintesi (nel feb-

braio del 2012) e di un intervento di asportazione del metallo di osteosintesi 

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(nel gennaio del 2014). La ricorrente riferisce che persistono dolori ed im-

potenza funzionale al braccio sinistro. All’esame clinico, sono in particolare 

stati rilevati evidente sclerodattilia alle mani con notevole difficoltà a strin-

gere il pugno, parziale limitazione dell’estensione del gomito sinistro, mo-

vimenti della colonna vertebrale parzialmente limitati, diffusi dolori alla pal-

pazione del sistema locomotore, ben oltre ai classici cosiddetti “tender 

points” fibromialgici. Secondo il perito, il quadro clinico è caratterizzato da 

due distinte patologie. Da una parte, le conseguenze della sclerodermia, 

affezione che si manifesta soprattutto con una sclerodattilia alle mani. Dif-

ficile valutare, a giudizio del reumatologo, se i diffusi dolori lamentati siano 

riconducibili ad una sindrome del dolore cronico di origine somatoforme 

oppure siano riconducibili alla descritta collagenosi. È comunque ben noto, 

sempre secondo il perito, come le sindromi fibromialgiche siano frequenti 

nei pazienti sofferenti di malattie immunologiche. Dall’altra parte, la ricor-

rente soffre dei postumi di una frattura del gomito sinistro. Malgrado gli in-

terventi chirurgici al gomito e le terapie svolte, persistono, a parere del reu-

matologo, dolori di difficile valutazione ed un’evidente limitazione funzio-

nale. L’incipiente artrosi al gomito non può comunque spiegare, sempre a 

parere del perito, gli intensi dolori lamentati. Il dott. F._______ ha pertanto 

posto la diagnosi segnatamente di sindrome sclerodermica con importante 

fenomeno di Raynaud con disturbi circolatori periferici, evidente sclerodat-

tilia alle mani e diffuse artromialgie, sindrome del dolore cronico, sindrome 

fibromialgica primaria, secondaria alla sindrome sclerodermica, e sindrome 

somatoforme, persistenti dolori e limitazione funzionale al gomito sinistro 

in stato dopo frattura pluriframmentaria e leggere alterazioni degenerative 

postraumatiche. Ha quindi concluso che la ricorrente è abile al lavoro al 

50%, da luglio del 2015, in qualsiasi attività. Il 50% d’incapacità vale a suo 

giudizio anche per lo svolgimento delle mansioni di casalinga. Per il periodo 

anteriore alla valutazione peritale, ha ritenuto che si giustifica un’inabilità 

lavorativa del 100% dal 12 febbraio 2012, del 50% dal 13 giugno 2012, del 

100% dal 1° novembre 2013 e del 50% dal 2 giugno 2014 (in una qualsiasi 

attività lucrativa; v. doc. B 74). 

8.2.2 Nella perizia psichiatrica del 28 gennaio 2016 (doc. A 60), la dott.ssa 

G._______, specialista in psichiatria e psicoterapia, ha segnalato che l’in-

sorgente ha presentato, nei primi anni 2000, una sintomatologia depres-

siva reattiva al manifestarsi di cefalea accompagnata da aura, con sviluppo 

di preoccupazioni ipocondriache, disturbi del sonno, crisi di pianto, idea-

zione autolesiva, sentimenti di incapacità, tensione ed ansia, e remissione 

dei disturbi dopo l’inizio di una terapia antiemicranica. L’esordio, nel 2010, 

di una sclerodermia ha comportato, a parere della psichiatra, una riacutiz-

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Pagina 20 

zazione della sintomatologia depressiva dovuta all’incapacità della ricor-

rente di accettare una malattia cronica con un effetto limitante sul suo fun-

zionamento personale e sulla sua autonomia. Secondo la perita, l’essersi 

confrontata, nel luglio del 2015, con la ripresa dell’esercizio dell’attività la-

vorativa nonché con le limitazioni fisiche causate dalla sclerodermia e dagli 

esiti della frattura al gomito sinistro, ha acuito il disagio psichico dell’insor-

gente, con abbassamento del tono dell’umore, riacutizzazione dei pensieri 

di morte, peggioramento dei disturbi del sonno, della sintomatologia nega-

tiva e dell’irritabilità, ed ha comportato l’assunzione di un trattamento far-

macologico e la prescrizione di un trattamento psicoterapeutico. L’esame 

psichico evidenzia in particolare un moderato stato di tensione, importante 

labilità affettiva, tono dell’umore moderatamente depresso, sentimenti di 

inadeguatezza, incapacità ed inutilità, calo della stima di sé, anedonia, 

lieve abulia, pensiero polarizzato sulla problematica fisica, difficoltà nel 

mantenere la concentrazione e l’attenzione, aumentata astenia ed idea-

zione passiva di morte, senza pianificazione suicidaria. La dott.ssa 

G._______ ha poi indicato che non condivide la diagnosi di disturbo da 

disadattamento posta dalla psichiatra curante. A suo parere, visto un de-

corso protratto da oltre due anni, si giustifica di porre la diagnosi di sin-

drome ansiosa depressiva di tipo reattivo (ICD-10 F 41.2). Alla base dello 

sviluppo del quadro affettivo e della sua persistenza nel tempo, è emersa, 

a giudizio della perita, la presenza di tratti di personalità connotati da una 

bassa soglia di tolleranza e resilienza che non hanno permesso alla ricor-

rente di elaborare la ferita narcisistica dovuta alla perdita della propria in-

tegrità fisica e della propria autonomia e di sviluppare un adattamento ad 

esse. Questo può giustificare la persistenza di un disturbo affettivo dal 

2010, senza sostanziali modifiche con il solo approccio farmacologico. Aver 

iniziato anche un percorso psicoterapeutico appare, sempre a giudizio 

della perita, una scelta indicata, ritenuto che durante il colloquio l’insor-

gente ha dimostrato di possedere discrete risorse personali da poter utiliz-

zare nel lavoro psicoterapeutico. Secondo la psichiatra, le limitazioni a li-

vello psicologico sono dovute alla patologia depressiva ed alla mancata 

accettazione dei limiti funzionali della patologia somatica. La dott.ssa 

G._______ ha quindi ritenuto che, a causa della sintomatologia astenica, 

dei disturbi della concentrazione, della facile esauribilità e della sintomato-

logia affettiva negativa, la ricorrente presenta, da luglio del 2015, una ca-

pacità lavorativa dell’80% in una qualsiasi attività lucrativa. 

8.2.3 Questo Tribunale osserva che la perizia reumatologica dell’ottobre 

2015 (doc. A 52) e la perizia psichiatrica del gennaio 2016 (doc. A 60) si 

fondano su informazioni fornite dalla persona esaminata e dai medici cu-

ranti, sull’esame del quadro clinico e del comportamento della ricorrente, 

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Pagina 21 

sulle risultanze della visita dell’insorgente nonché sulla documentazione 

medica agli atti. I rapporti di perizia comportano un’introduzione, l’anam-

nesi, informazioni tratte dall’incarto, indicazioni della peritanda, la diagnosi, 

la discussione nonché la risposta alle domande poste. Tali perizie possono 

pertanto essere considerate un mezzo probatorio idoneo per la valutazione 

dello stato di salute dell’insorgente e dell’esigibilità dell’esercizio sia dell’at-

tività di ausiliaria di cura sia di un’attività sostitutiva adeguata. In partico-

lare, non sussistono in effetti – in virtù della documentazione medica di cui 

agli atti di causa e delle ritenute ed incontestate affezioni di cui soffre la 

ricorrente – elementi per scostarsi dalla valutazione peritale in merito allo 

stato di salute ed alla capacità lavorativa dell’insorgente per il periodo in-

tercorrente da febbraio 2012 (data dell’interruzione al lavoro a seguito d’in-

fortunio) perlomeno fino al 19 gennaio 2018, data della valutazione della 

capacità funzionale (VCF) del dott. H._______ ordinata dall’assicuratore 

infortuni. Peraltro, l’autorità inferiore ha giustamente accordato una 

(mezza) rendita alla ricorrente dal 1° novembre 2014 fino al 30 aprile 2018 

nella sostanza proprio in virtù della constatazione dello stato di salute e 

della valutazione sulla residua capacità lavorativa di cui alla perizia reuma-

tologica e quella psichiatrica eseguite in ambito AI. 

8.2.4 Basti ancora rilevare, benché la ricorrente neppure abbia sollevato 

una specifica censura in merito, che la perizia reumatologica del 19 ottobre 

2015 e la perizia psichiatrica del 28 gennaio 2016 soddisfano nella so-

stanza i requisiti della DTF 141 V 281. Questo Tribunale rileva che la peri-

zia reumatologica del 19 ottobre 2015 del dott. F._______ (doc. A 52) e la 

perizia psichiatrica del 28 gennaio 2016 del dott.ssa G._______ (doc. A 60) 

espongono una chiara visione d’insieme della situazione della ricorrente. I 

periti hanno in particolare spiegato per quale motivo sono stati diagnosticati 

una sindrome del dolore cronico, una sindrome fibromialgica, una sindrome 

somatoforme ed una sindrome ansiosa depressiva (ICD 10 F 41.2). Si sono 

pronunciati sullo stato psichico dell’insorgente. Hanno segnalato che la 

medesima è in cura presso una psichiatra ed una psicologa ed assume 

degli psicofarmaci. Si sono altresì espressi in merito alle risorse personali 

ed al mantenimento di un contesto familiare e sociale, la ricorrente vivendo 

con il compagno ed il figlio ed intrattenendo delle relazioni soddisfacenti in 

ambito famigliare e con i colleghi di lavoro. I periti hanno poi descritto le 

attività giornaliere dell’insorgente, la quale trascorre le sue giornate in 

modo strutturato. Nel determinare le conseguenze sulla capacità di lavoro, 

la dott.ssa G._______ ha poi proceduto alla descrizione delle limitazioni 

secondo lo schema MINI-ICF. In altri termini, tutti gli elementi essenziali 

che permettevano di fare un’analisi degli indicatori erano presenti. 

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Pagina 22 

8.2.5  Il medico SMR – in ciò seguito dall’autorità inferiore nella decisione 

impugnata – ha però poi ritenuto che a decorrere dalla summenzionata 

VCF del 19 gennaio 2018 la capacità lavorativa dell’insorgente sarebbe 

migliorata al punto da consentirle l’esercizio di un’attività sostitutiva ade-

guata nella misura dell’80%, invece che del 50% fino alla data della VCF 

da lui rettamente ritenuto in virtù delle citate perizia reumatologica del 19 

ottobre 2015 e psichiatrica del 28 gennaio 2016 (cfr. rapporto SMR del 20 

settembre 2018). La ricorrente contesta recisamente che una VCF fatta 

eseguire nell’ambito di una procedura in materia d’assicurazioni infortuni, 

con un’analisi limitata alle affezioni infortunistiche, possa mettere in discus-

sione una perizia clinica e costituire una base sufficiente per potersi sco-

stare dagli esami peritali. 

8.2.5.1 Con riferimento al valore probatorio di una VCF come quella redatta 

dal dott. H._______ il 19 gennaio 2018, va osservato, da un lato, che il 

Tribunale federale ha già avuto modo di precisare che i risultati di una sif-

fatta valutazione non sono in grado di principio di mettere in discussione 

una perizia (cfr. sentenza del TF 9C_363/2018 del 10 ottobre 2018 consid. 

4.3.1). Non lo sono a maggior ragione nel caso di specie, ove solo si con-

sideri che nell’ambito della VCF in questione non sono neppure state esa-

minate le, incontestate, affezioni extra-infortunistiche di cui soffre la ricor-

rente e le loro conseguenze sulla capacità lavorativa. Peraltro, il reumato-

logo dott. H._______, che ha appunto effettuato tale VCF per conto dell’as-

sicuratore infortuni, non ha citato nel suo rapporto, tanto meno preso debi-

tamente in considerazione, né la perizia reumatologica del 19 ottobre 2015 

del dott. F._______ né quella psichiatrica del 28 gennaio 2016 della dott. 

G._______ effettuate su incarico dell’Ufficio AI del Cantone B._______. 

Non risulta altresì che nella VCF siano state messe in dubbio le importanti 

affezioni di natura extra-infortunistica di cui soffre la ricorrente, anzi le 

stesse sono persino, e nella sostanza (sclerosi sistemica, sclerodermia, 

importante sindrome di Raynaud, problemi da dolori cronici), state indicate 

a pagina 8 della VCF, senza peraltro essere state oggetto di un esame di 

merito, il dott. H._______ avendo peraltro egli stesso precisato, con riferi-

mento ai test ergonomici effettuati nell’ambito della VCF, che gli stessi va-

lutano la funzione e non il dolore (VCF pag. 8). Non risulta dunque che lo 

stato di salute della ricorrente abbia subito una modifica rispetto a quello 

determinato nelle perizie del 19 ottobre 2015 e 28 gennaio 2016, stato di 

salute che deve pertanto considerarsi (in materia di AI) stazionario, come 

la ricorrente stessa appare avere allegato nell’ambito della valutazione 

sulla capacità funzionale del 19 gennaio 2018 (VCF pag. 4 ultimo para-

grafo). Inoltre, nelle conclusioni e proposte della VCF (pag. 9) è indicato 

che in base ai risultati dei test, la ricorrente è in grado – ben inteso dal 

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Pagina 23 

profilo infortunistico – di lavorare a tempo pieno come assistente di cura 

(precedente attività) e in attività leggere che possano comportare talvolta 

compiti medio pesanti. Tuttavia, a pagina 13 della medesima VCF è poi 

indicato che la capacità funzionale dimostrata dall’insorgente risulta com-

patibile con le esigenze del lavoro attuale (di assistente di cura), lavoro che 

potrebbe svolgere al 50% con talune limitazioni di carico (senza ulteriori 

indicazioni in merito ad attività sostitutive adeguate). Ora, non vi è chi non 

veda la discrepanza tra le due valutazioni di cui a pagina 9 e 13 della VCF 

con la conseguenza che per questo motivo tale valutazione risulta altresì 

anche inattendibile. 

8.2.5.2 Inoltre, l’autorità inferiore – in virtù delle menzionate perizia reuma-

tologica e psichiatrica, a giusta ragione ritenute siccome aventi pieno va-

lore probatorio – ha già accordato alla ricorrente una mezza rendita dal 1° 

novembre 2014 al 30 aprile 2018, senza che sia stata effettuata una VCF 

o i periti reumatologo e psichiatra l’abbiano raccomandata. Il Tribunale fe-

derale ha peraltro pure già avuto modo di precisare che allorquando la re-

sidua capacità lavorativa è determinata, come nel caso concreto, sulla 

base di valutazioni peritali attendibili/concludenti e che i periti non hanno 

raccomandato l’effettuazione di una VCF, non vi è alcuna necessità di sot-

toporre la residua capacità lavorativa come ritenuta dai periti medesimi ad 

una verifica per il tramite appunto di una VCF (cfr. sentenza del TF 

9C_433/2018 del 5 ottobre 2018 consid. 4.2 con rinvii). 

8.2.5.3 Dall’altro lato, non essendo a ragione stata raccomandata/effet-

tuata una VCF per accordare una mezza rendita alla ricorrente dal 1° no-

vembre 2014 fino al 30 aprile 2018, non si vede come l’autorità inferiore 

possa poi decidere che – sulla base dei risultati di una VCF eseguita nel 

gennaio del 2018 in ambito infortunistico, con riferimento alle affezioni in-

fortunistiche (e riportante un apprezzamento divergente per quanto attiene 

alla residua capacità lavorativa [pag. 9 e 13]) – sia dato un motivo di revi-

sione della rendita AI accordata in considerazione dell’insieme delle pato-

logie di cui soffre la ricorrente e non solo di quelle infortunistiche. 

8.2.5.4 Da quanto esposto, discende che conto tenuto dell’insieme delle 

circostanze del caso di specie, ai risultati della VCF eseguita dal dott. 

H._______ nel gennaio del 2018 per l’assicuratore infortuni non può essere 

attribuito valore probatorio nell’ambito della procedura di revisione della 

mezza rendita AI accordata giustamente dall’autorità inferiore alla ricor-

rente in virtù segnatamente delle risultanze attendibili/concludenti della pe-

rizia reumatologica del dott. F._______ del 19 ottobre 2015 e della perizia 

psichiatrica della dott. G._______ del 28 gennaio 2016. Fino alla data della 

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Pagina 24 

decisione impugnata non sussiste neppure un motivo per ordinare un ag-

giornamento delle citate perizie. Da un esame d’ufficio delle carte proces-

suali non emerge infatti alcun indizio serio e concreto da cui poter desu-

mere che fino alla data della decisione impugnata lo stato di salute dell’in-

sorgente, che ha condotto al riconoscimento di una mezza rendita dal 1° 

novembre del 2014, abbia effettivamente subito un cambiamento (in meglio 

o in peggio) suscettibile d’incidere sulla residua capacità lavorativa deter-

minata dal medico SMR sulla base delle perizie reumatologica del 19 otto-

bre 2015 e psichiatrica del 28 gennaio 2016. Può essere dunque rinunciato 

all’aggiornamento delle citate perizie reumatologica e psichiatrica (sull’am-

missibilità della valutazione anticipata delle prove v., fra l’altro, la DTF 141 

I 285 consid. 6.3.1; 141 I 60 consid. 3.3; DTF 136 I 229 consid. 5.3 con 

rinvii). In particolare, dalla valutazione della VCF del 19 gennaio 2018, ma 

anche dagli altri documenti di cui agli atti di causa, non risulta alcun ele-

mento serio e concreto suscettibile di concretamente suffragare, tanto 

meno rendere verosimile, una modifica dello stato di salute dell’insorgente 

rispetto a quello determinato in virtù della perizia reumatologica dell’ottobre 

2015 e di quella psichiatrica del gennaio 2016, ma neanche una modifica 

delle conseguenze di detto stato di salute sulla capacità lavorativa, il dott. 

H._______ limitandosi nella più volte menzionata VCF ad una mera diversa 

valutazione di uno stato di salute rimasto sostanzialmente invariato, peral-

tro con valutazione divergente e non convincente basata unicamente sulle 

problematiche infortunistiche (che non paiono neppure come le più deter-

minanti nella valutazione della fattispecie). Il medico SMR, per scostarsi 

nei rapporti del 20 settembre 2018 e 15 febbraio 2019, dalla valutazione 

risultante dalle perizie reumatologica del 19 ottobre 2015 e psichiatrica del 

26 gennaio 2016 a decorrere dal 19 gennaio 2018 non può che essersi 

basato in gran parte e a torto sulla VCF del 19 gennaio 2018 del reumato-

logo dott. H._______. 

8.2.6 Pertanto, sulla scorta in particolare delle risultanze della perizia reu-

matologica dell’ottobre 2015, della perizia psichiatrica del gennaio 2016 

nonché delle considerazioni che precedono, questo Tribunale ritiene che 

risulta giustificato riconoscere che la ricorrente ha presentato un’incapacità 

al lavoro del 100% dal 12 febbraio 2012, del 50% dal 13 giugno 2012, del 

100% dal 1° novembre 2013 e del 50% dal 2 giugno 2014 in una qualsiasi 

attività lucrativa e che a giusto titolo le è stato riconosciuto una (mezza) 

rendita con decorrenza dal 1° novembre 2014 (la domanda di rendita AI 

risultando essere stata presentata solo il 21 maggio 2014). 

Tuttavia, senza particolare motivazione in merito, il medico SMR e l’autorità 

inferiore hanno ritenuto, senza dubbio a torto, o che le risultanze della VCF 

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Pagina 25 

dimostravano un miglioramento dello stato di salute della ricorrente o una 

diminuzione delle conseguenze di uno stato di salute invariato sulla residua 

capacità lavorativa. In conclusione, non vi era né vi è motivo – sulla base 

degli attendibili e convincenti accertamenti fattuali di cui agli atti di causa in 

ambito AI che non necessitano di aggiornamenti (per i motivi precedente-

mente già indicati) – di limitare nel tempo, ossia fino al 31 aprile 2018, la 

rendita accordata alla ricorrente. Su questo punto il ricorso va pertanto ac-

colto e la decisione impugnata riformata nel senso che la ricorrente ha di-

ritto ad una (mezza) rendita AI con decorrenza al 1° novembre 2014 e per 

tempo indeterminato, dunque anche successivamente al 30 aprile 2018. 

9.  

Nel gravame, la ricorrente contesta poi la conformità del grado d'invalidità 

determinato dall'autorità inferiore. Le censure riguardano la determina-

zione del reddito da valida, la mancata effettuazione del parallelismo dei 

due redditi di paragone (gap salariale), la mancata presa in considerazione 

di una (adeguata) riduzione giurisprudenziale e l’errata applicazione del 

nuovo art. 27bis OAI solo per i periodi d’invalidità successivi alla sua entrata 

in vigore il 1° gennaio 2018 (per quanto attiene a quest’ultima censura ha 

fatto riferimento alle disposizioni finali di cui alla modifica dell’OAI del 1° 

dicembre 2017). 

9.1 Statuto della ricorrente 

Questo Tribunale rileva innanzitutto che in sede ricorsuale la ricorrente, 

rappresentata da mandatario professionale, non ha più esplicitamente con-

testato il suo statuto come ritenuto nella decisione impugnata, secondo cui 

da sana avrebbe svolto un’attività lavorativa nella misura dell’80% e per il 

restante 20% si sarebbe occupata delle mansioni di casalinga. In partico-

lare, non ha indicato per quali motivi lo statuto ritenuto dall’autorità inferiore 

dovrebbe essere rivisto in sede ricorsuale. Non vi è altresì motivo strin-

gente per un intervento d’ufficio da parte del TAF su questo punto. Per so-

vrabbondanza, può tutt’al più essere osservato che in procedura di prima 

istanza la ricorrente aveva certo sostenuto che da sana avrebbe svolto at-

tività lavorativa al 100% e che solo a causa dei sintomi della malattia (e 

non per accudire il figlio nato nel […]), ha ridotto tale suo impegno in ambito 

lavorativo (v., in tal senso, anche la perizia psichiatrica del 28 gennaio 2016 

[doc. A 61 pag.10] e il rapporto d’inchiesta economica del 17 gennaio 2017 

[doc. A 73 pag. 324]). Sennonché, dagli atti di causa emerge che la ricor-

rente ha iniziato a lavorare al 100% dal 1° settembre 2007 quale ausiliaria 

di cure presso la I._______ di (…; cfr. il contratto di lavoro [doc. A 67 ed A 

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Pagina 26 

71]), ma che (dopo la nascita del figlio [il …; doc. A 2] ed il congedo mater-

nità) ha ripreso l’attività lavorativa dapprima al 70% dal 6 aprile 2010 e poi 

all’80% dal 1° luglio 2010 (cfr. i contratti di lavoro dell’11 marzo e 18 giugno 

2010 [doc. A 68 ed A 69]). La riduzione dell’impegno lavorativo, dapprima 

al 70% e poi all’80%, appare dunque essere intervenuta prima del manife-

starsi della malattia reumatologica (sclerodermia), il 30 luglio 2010 (v. il 

verbale di pronto soccorso del 30 luglio 2010, in cui è fatto stato di una 

sospetta ischemia II dito arto superiore destro [doc. A 12], ed il rapporto 

reumatologico del 27 agosto 2010, in cui è diagnosticata una “scleroderma 

pattern early” [doc. A 12]) come pure prima dell’infortunio del 12 febbraio 

2012 (caduta accidentale con conseguente frattura al gomito sinistro), in-

fortunio a seguito del quale l’insorgente ha poi interrotto l’attività lavorativa 

(v. l’annuncio d’infortunio del 13 febbraio 2012 [doc. B 13]). Appare quindi 

che la ricorrente per sua scelta, senza che ciò fosse dovuto a motivi di 

salute (o alla necessità di accudire il figlio [ciò che ha peraltro esplicita-

mente escluso nell’ambito delle citate perizia psichiatrica e inchiesta domi-

ciliare {v. anche lo scritto del datore di lavoro del 21 febbraio 2017, doc. A 

76}]), ha svolto l’attività di ausiliaria di cure all’80%. 

9.2 Reddito da valida e parallelismo dei redditi 

9.2.1 Per determinare il reddito ipotetico da valido, occorre stabilire quanto 

guadagnerebbe la persona assicurata, secondo il principio della verosimi-

glianza preponderante, quale persona sana al momento della decorrenza 

del diritto alla rendita, tenuto conto delle sue capacità professionali e delle 

circostanze personali. Tale reddito deve essere determinato nel modo più 

concreto possibile. Di regola, ci si fonderà sull’ultimo reddito che la persona 

assicurata ha conseguito prima dell’insorgenza del danno alla salute, se 

del caso adeguandolo all’evoluzione dei salari. Questo perché normal-

mente, in base all’esperienza comune, la persona interessata avrebbe con-

tinuato la precedente attività in assenza del danno alla salute (DTF 139 V 

28 consid. 3.3.2; 134 V 322 consid. 4.1). 

9.2.2 Per il resto, allorquando il reddito da valido è inferiore alla media dei 

salari per un'attività equivalente e la persona assicurata, per motivi non 

imputabili all'invalidità (quali scarsa formazione scolastica, formazione pro-

fessionale carente, conoscenze linguistiche lacunose, limitate possibilità di 

assunzione a causa dello statuto di stagionale rispettivamente problemati-

che legate al mercato del lavoro), ha realizzato un reddito considerevol-

mente inferiore alla media e non vi è motivo di ritenere che fosse intenzio-

nata ad accontentarsi di un reddito modesto, si procede ad un parallelismo 

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dei due redditi di paragone (sentenze del TF 9C_112/2012 del 19 novem-

bre 2012 consid. 4.4 e 9C_205/2011 del 10 novembre 2011 consid. 6.2 e 

6.4; DTF 135 V 58 consid. 3.1 e DTF 134 V 322 consid. 4.1, 5.2 e 6.2). Il 

Tribunale federale ha precisato che un reddito è inferiore alla media dei 

salari per un'attività equivalente, allorquando il guadagno effettivamente 

conseguito diverge di almeno il 5% dal salario statistico usuale nel settore. 

Pertanto, il parallelismo dei redditi di paragone va effettuato soltanto per la 

parte percentuale eccedente la soglia del 5% (DTF 135 V 297 consid. 

6.1.2). Il Tribunale federale ha altresì precisato che non occorre procedere 

ad un parallelismo dei due redditi di paragone qualora la persona assicu-

rata si è accontentata, volontariamente e senza necessità economiche, di 

un reddito più basso di quello che avrebbe potuto pretendere e non sussi-

stono indizi secondo cui la persona assicurata medesima, senza il danno 

alla salute, avrebbe rinunciato all'attività in questione in favore di un lavoro 

meglio remunerato (sentenze del TF 9C_520/2012 del 20 agosto 2012 e 

9C_409/2009 dell'11 dicembre 2009 consid. 3.3; cfr. anche sentenza del 

TF I 644/06 del 15 febbraio 2007 consid. 5.2). 

9.2.3 L’insorgente ha fatto valere che l’autorità inferiore avrebbe dovuto 

considerare che il salario da valida da essa percepito era inferiore 

dell’11.44% al salario statistico di cui al settore 2 delle attività di cura e delle 

professioni sanitarie (86-88) che prevede un salario mensile fr. 5'156.-, pari 

a complessivi fr. 64’501.55 annui (5'156.-:40x41.7h/sett.x12). Dal gap sa-

lariale dell’11.44% andava poi dedotta la “franchigia” del 5% prevista dalla 

giurisprudenza (DTF 135 V 302; 135 V 297; 134 V 322) per una differenza 

del 6.44%. Conseguentemente il salario da valida avrebbe dovuto essere 

fissato a fr. 60'882.60 (fr. 57'199.- x 1.0644). L’applicazione del salario sta-

tistico di cui al settore 2 si giustificherebbe con il fatto che ha conseguito in 

Polonia un diploma riconosciuto in Svizzera. 

9.2.4 L’autorità inferiore, da parte sua, nella decisione impugnata ha fatto 

riferimento al reddito da valida indicato dal datore di lavoro, segnatamente 

di fr. 43'300.-, per un’attività all’80%, che la ricorrente avrebbe conseguito 

dal 1° gennaio 2013 senza danno alla salute (doc. A 9, pag. 25 e segg.) 

con successivi aggiornamenti (doc. A 105 pag. 389). 

9.2.5 Questo Tribunale considera che, quale reddito annuo da valida, l’au-

torità inferiore ben poteva considerare il salario che la ricorrente ha pat-

tuito/percepito come ausiliaria di cure presso la residenza per anziani 

I._______ (v. doc. A 9 e doc. A 105), a prescindere da un’eventuale diffe-

renza tra il reddito da lei percepito ed il dato statistico (cfr. risposta al ricorso 

doc. TAF 7 pag. 4), dunque senza dovere procedere ad un parallelismo dei 

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Pagina 28 

redditi. Da un lato, non sussiste una presunzione secondo la quale un as-

sicurato non intendeva accontentarsi di un salario modesto o più modesto 

di quanto poteva pretendere secondo i dati pertinenti dati statisti (cfr. la 

sentenza del TF 9C_21/2014 del 2 aprile 2014 consid. 4.2 con rinvio). 

Dall’altro lato, può ritenersi che la ricorrente, che ha lavorato presso tale 

datore di lavoro da settembre del 2007 in un rapporto stabile, avrebbe con-

tinuato a svolgere, all’80%, l’attività di ausiliaria di cure (con mansioni di 

cura quotidiana agli ospiti e di lavori di pulizia nelle loro camere; v. doc. A 

9) per tale datore di lavoro anche in caso di capacità lavorativa intatta. Inol-

tre, la ricorrente ha certo conseguito un diploma quale assistente di cura 

nell’agosto del 2010 ed ha seguito dei corsi di formazione nel 2012, ma ha 

comunque continuato a lavorare per il medesimo datore di lavoro, che poi 

ha disdetto il rapporto di lavoro per il 28 febbraio 2018 (doc. A 1, A 9 ed A 

87), senza che, come rettamente rilevato dall’autorità inferiore nella rispo-

sta al ricorso, risulti che l’insorgente abbia ricercato nei dieci anni in cui ha 

lavorato per tale datore di lavoro un’attività lavorativa meglio remunerata. 

L’insorgente ha peraltro riferito “un buon clima (al lavoro), si sente molto 

sostenuta sia dai colleghi che dalla direzione (…) le piace il suo lavoro, 

dove si sente importante e utile nei confronti degli altri” (v. la perizia psi-

chiatrica del 28 gennaio 2016; doc. A 60 pag. 288 e 289). Dalle carte pro-

cessuali emergono dunque sufficienti elementi per ritenere che, come ret-

tamente rilevato dall’autorità inferiore nella risposta al ricorso, la ricorrente 

si sia accontentata del salario “incamerato”, dal proprio datore di lavoro, di 

modo che non si giustifica l’applicazione del parallelismo dei redditi (cfr., su 

questo punto, la sentenza del TF 9C_430/2013 del 22 luglio 2013 consid. 

5.1 con rinvii). 

9.3 Reddito da invalida e deduzione dal salario statistico 

9.3.1  Per quanto attiene al reddito da invalido, l’autorità inferiore ha fatto 

riferimento ai dati statistici della Tabella TA1 per attività semplici e ripetitive 

valore mediano (di fr. 51'882.- nel 2013, 53'793.- nel 2015, 53'991.- nel 

2015/2016/2017 e 57'883.- dal 2018), ciò che la ricorrente non ha conte-

stato. 

9.3.2 Quanto al richiesto aumento della riduzione giurisprudenziale dal 

10% al 15%, può essere rilevato che la ricorrente lo motiva in sede ricor-

suale con il fatto che non può più svolgere l’attività lavorativa per cui era 

formata. Tuttavia, considerato che le attività sostitutive adeguate entranti 

in linea di conto (segnatamente semplici e ripetitive) non richiedono né 

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Pagina 29 

un’esperienza professionale diversificata né un grado di istruzione partico-

lare (cfr. DTF 137 V 71 consid. 5.3) non si giustifica di scostarsi dalla valu-

tazione di cui alla decisione litigiosa con deduzione del 10%. 

9.4 Raffronto dei redditi in ambito lavorativo 

9.4.1 Ciò premesso, dal momento che al 12 febbraio 2013, ossia alla sca-

denza dell’anno d’attesa, sarebbero state proponibili all’insorgente attività 

confacenti al suo stato di salute nella misura del 50% (cfr. il rapporto del 

medico SMR del 18 febbraio 2016 [doc. A 61]), l’UAIE ha indicato, nella 

motivazione della decisione (doc. A 118 pag. 439), che ha determinato, a 

tale data, un grado d’invalidità del 56,91% in ambito salariato (confronto fra 

un reddito annuo da valida di fr. 43'300.-, conseguibile come ausiliaria di 

cure [secondo le indicazioni del datore di lavoro; doc. A 9] ed un reddito 

annuo da invalida di fr. 18'656.- ottenibile in attività semplici e ripetitive [te-

nuto conto di un reddito annuale di fr. 51'882 {salario medio mensile nel 

2012 di fr. 4’112.-, valore mediano totale, livello di competenze 1, secondo 

la pertinente tabella TA1 dell’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari}, di 

un’indicizzazione del salario dello 0,7% e di un orario usuale di 41.7 ore 

settimanali nel 2013 {cfr. statistiche pubblicate dall’Ufficio federale di stati-

stica} nonché della presa in considerazione di una quota parte salariata 

dell’80%, di una diminuzione del 50% per l'incapacità lavorativa e di una 

riduzione giurisprudenziale del 10% per le particolarità personali e profes-

sionali del caso]), calcolo che appare corretto e dal quale il Tribunale am-

ministrativo federale non ha motivo di scostarsi d’ufficio. 

9.4.2 Nella misura in cui, dal 1° novembre 2013 al 1° giugno 2014, la ricor-

rente ha poi presentato un’incapacità lavorativa del 100% in un’attività so-

stitutiva adeguata (cfr. il rapporto del medico SMR del 18 febbraio 2016 

[doc. A 61]), l’UAIE ha rilevato, nella motivazione della decisione (doc. A 

118 pag. 439), che, per tale periodo, fa stato un grado d’invalidità del 100% 

in ambito salariato. Anche su questo punto il calcolo effettuato dall’autorità 

inferiore è corretto. 

9.4.3 Ritenuto che al 2 giugno 2014 sarebbero di nuovo state proponibili 

alla ricorrente attività confacenti al suo stato di salute nella misura del 50% 

(cfr. il rapporto del medico SMR del 18 febbraio 2016 [doc. A 61]), l’UAIE 

ha segnalato nella motivazione della decisione (doc. A 118 pag. 440), che 

ha stabilito, a tale data, un grado d’invalidità del 55,28% in ambito salariato 

(confronto fra un reddito annuo da valida di fr. 43'300.-, conseguibile come 

ausiliaria di cure [secondo le indicazioni del datore di lavoro; doc. A 9] ed 

un reddito annuo da invalida di fr. 19’365.- ottenibile in attività semplici e 

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Pagina 30 

ripetitive [tenuto conto di un salario medio mensile nel 2014 di fr. 4’300.- 

{valore mediano totale, livello di competenze 1, secondo la pertinente ta-

bella TA1 dell’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari}, di un orario 

usuale di 41.7 ore settimanali nel 2014 {cfr. statistiche pubblicate dall’Uffi-

cio federale di statistica} nonché della presa in considerazione di una quota 

parte salariata dell’80%, di una diminuzione del 50% per l'incapacità lavo-

rativa e di una riduzione giurisprudenziale del 10% per le particolarità per-

sonali e professionali del caso]), calcolo che appare corretto e dal quale il 

Tribunale amministrativo federale non ha motivo di scostarsi d’ufficio. 

9.4.4 Peraltro, nella motivazione della decisione (doc. A 118 pag. 440), 

l’UAIE ha sottolineato che ha aggiornato il calcolo del grado d’invalidità in 

ambito salariato al 2015 ed al 2016, determinando un grado d’invalidità del 

58,11% per il 2015 e del 57,72% per il 2016 (doc. A 107 ed A 108). Pure su 

questo punto il calcolo effettuato dall’autorità inferiore è corretto. 

9.4.5 Per il resto, dato che al 1° gennaio 2018 sono entrati in vigore gli 

articoli 27 e 27bis cpv. 2-4 OAI (calcolo dell’invalidità secondo il metodo mi-

sto) nel loro nuovo tenore, occorre aggiornare il calcolo del grado d’invali-

dità in ambito salariato al 1° gennaio 2018. Quanto al calcolo effettuato 

dall’UAIE per la determinazione del grado d’invalidità, secondo le basi di 

calcolo di cui al documento A 106, a prescindere che occorre fare riferi-

mento ai dati del 2018, questo Tribunale deve correggere tale calcolo, la 

ricorrente presentando, a tale data, invero un’incapacità lavorativa del 50% 

(v. consid. 8.2.6 del presente giudizio). Per quanto attiene al reddito da 

valida, si sarebbe dovuto tenere conto di un reddito annuo di fr. 58'102.45, 

conseguibile come ausiliaria di cure nel 2018 (salario annuo di fr. 46'481.95 

nel 2018 [secondo le indicazioni del datore di lavoro; doc. A 105] rapportato 

ad una percentuale lavorativa del 100%). Per quel che concerne il reddito 

da invalida, va fatto riferimento al reddito annuo ottenibile in attività semplici 

e ripetitive nel 2018 di fr. 24'606.55 (tenuto conto di un salario medio men-

sile nel 2018 di fr. 4’371.- [valore mediano totale, livello di competenze 1], 

secondo la pertinente tabella TA1 dell’inchiesta svizzera sulla struttura dei 

salari, per una percentuale lavorativa del 100%, di un orario usuale di 41.7 

ore settimanali nel 2018 [cfr. statistiche pubblicate dall’Ufficio federale di 

statistica] e della presa in considerazione di una diminuzione del 50% per 

l'incapacità lavorativa e di una riduzione giurisprudenziale del 10% per le 

particolarità personali e professionali del caso). Dal confronto fra il reddito 

da valida di fr. 58'102.45 e quello da invalida di fr. 24'606.55 consegue la 

determinazione di un grado d’invalidità del 57,65% ([{58'102.45 – 

24'606.55} x 100] : 58'102.45 = 25,27). Peraltro, e come rettamente indi-

cato dalla ricorrente stessa nel gravame per quanto attiene alla censura 

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Pagina 31 

sull’applicabilità retroattiva del nuovo art. 27bis OAI, il calcolo del raffronto 

dei redditi basato su tale disposizione non implica una modifica del grado 

d’invalidità in ambito lavorativo. 

10. Calcolo del grado d’invalidità nell’effettuazione delle mansioni di 

casalinga 

10.1 La ricorrente non ha invero contestato il grado d’invalidità del 9.60% 

come determinato dall’autorità inferiore per l’esecuzione delle mansioni do-

mestiche. 

10.2 Ad un esame d’ufficio degli atti di causa, giova rilevare che nel rap-

porto d'inchiesta economica per le persone che si occupano dell’economia 

domestica dell’8 marzo 2017 (consecutivo ad una visita a domicilio del 5 

gennaio 2017; doc. A 78 [v. anche doc. A 73]), l'assistente sociale, dopo 

avere descritto la situazione familiare e abitativa della ricorrente, ha stabi-

lito la ripartizione delle singole attività domestiche, analizzato le mansioni 

consuete che l’insorgente può o non può più svolgere e valutato gli impe-

dimenti riscontrati nello svolgimento delle singole mansioni, conto tenuto 

delle limitazioni funzionali e della situazione concreta della stessa, che vive 

insieme al figlio ed al compagno e può contare sull'aiuto di quest’ultimo. In 

particolare, l'assistente sociale ha quantificato al 20% gli impedimenti nella 

conduzione dell’economia domestica (pianificazione, organizzazione, ri-

partizione del lavoro, controllo; importanza assegnata del 5%) dal mo-

mento che la ricorrente necessita di un regolare sostegno psicologico per 

poter affrontare la sua quotidianità, fermo restando l’esigibilità di collabora-

zione del compagno. Per l'alimentazione (preparazione dei pasti, pulizia 

della cucina; importanza assegnata del 30%), ha indicato che il tasso d'im-

pedimento del 40% tiene conto delle limitazioni funzionali dell'insorgente 

(che riesce a preparare un pasto con prodotti, surgelati o freschi, pronti 

all’uso, utilizzare la lavastoviglie e pulire il piano di lavoro superficialmente) 

nonché degli aiuti forniti da una terza persona (a cui sono delegate le puli-

zie più accurate della cucina), data l’esigibilità di collaborazione del com-

pagno. Ha riconosciuto un tasso d'impedimento del 60% per la pulizia 

dell'appartamento (rispolvero, pulizia dei vetri, dei pavimenti, rifare i letti; 

importanza assegnata del 15%) in quanto la ricorrente riesce a fornire un 

minimo aiuto (riordina, spolvera alla sua altezza) al compagno che si oc-

cupa delle pulizie. Per spesa e acquisti diversi (importanza assegnata del 

10%), ha segnalato che l'insorgente acquista poche cose leggere, mentre 

la spesa settimanale è effettuata con il compagno (che si occupa di pren-

dere i prodotti in alto sugli scaffali e di tutti gli acquisti pesanti o ingombranti, 

C-4249/2019 

Pagina 32 

riordinandoli una volta rientrati a casa), da cui una percentuale di impedi-

menti del 50%. In merito al bucato (lavare, stendere, stirare; percentuale 

degli impedimenti del 60% con importanza assegnata del 15%), ha preci-

sato che la ricorrente “butta” il bucato dalle scale per non trasportare peso 

e carica la lavatrice, mentre il compagno si occupa di stendere i panni e di 

stirare i capi “che lo necessitano”. Quanto alla cura del figlio, che frequenta 

la seconda elementare (importanza assegnata del 20%), ha sottolineato 

che l’insorgente dichiara di potersi alternare nella cura del figlio con il com-

pagno, ma di non poter svolgere alcuna attività nel tempo libero con il figlio 

a causa della malattia cronica (sclerodermia) di cui soffre, da cui una per-

centuale di impedimento del 40%, ritenute le limitazioni funzionali della 

stessa (il suo stato di salute richiede una condotta di vita regolare, tran-

quilla, con possibilità di movimento limitato), ma data l’esigibilità di collabo-

razione del padre. Infine, ha evidenziato che i lavori di manutenzione in 

casa ed i lavori in giardino (compreso taglio siepe, potature, orto, roseto; 

percentuale degli impedimenti dell’80% con importanza assegnata del 

5%), sono attività che la ricorrente non può più svolgere e completamente 

delegate al compagno. L'assistente sociale ha concluso ad un grado d'in-

validità del 48% nell'attività di casalinga, a far tempo da febbraio del 2012 

(data a partire dalla quale sono “medicalmente” certificate delle ripercus-

sioni sulla capacità lavorativa). 

10.3 In siffatte circostanze, e ritenuto altresì che la ricorrente non ha co-

munque sollevato in sede ricorsuale alcuna censura in merito all’incapacità 

a svolgere le consuete mansioni domestiche, questo Tribunale non ha mo-

tivo di scostarsi dalla valutazione dell'assistente sociale, di cui al rapporto 

d’inchiesta economica per le persone che si occupano dell’economia do-

mestica dell’8 marzo 2017 (doc. A 78), sulla ripartizione delle singole atti-

vità domestiche e sugli impedimenti nello svolgimento delle singole man-

sioni, valutazione da cui deriva un grado d'invalidità del 48% nell'attività di 

casalinga a far tempo dal 12 febbraio 2012. 

11. Calcolo del grado d’invalidità nei due ambiti (lavorativo e di casa-

linga). Metodo misto 

11.1 A far tempo da febbraio del 2013 (decorso il termine di attesa legale 

di un anno), l’UAIE ha determinato, in applicazione del metodo misto, in 

funzione di un impedimento del 56,91% nell’esercizio di un’attività lucrativa 

(v. consid. 9.2 a 9.4) e del 48% nello svolgimento dell’attività di casalinga 

(v. consid. 10), un grado d’invalidità complessivo del 55,12% ([0,80 x 56,91] 

+ [0,20 x 48]), che avrebbe determinato il diritto ad una mezza rendita d’in-

validità svizzera (doc. A 118 pag. 441), rendita che non può essere versata 

C-4249/2019 

Pagina 33 

alla ricorrente, ritenuto che la stessa ha presentato una richiesta di rendita 

all’assicurazione svizzera per l’invalidità il 21 maggio 2014 e che il suo di-

ritto ad una rendita d’invalidità avrebbe potuto nascere al più presto il 1° 

novembre 2014 (giusta l’art. 29 cpv. 1 LAI). 

11.2 Nella misura in cui dal 1° novembre 2013, l’insorgente ha poi presen-

tato un impedimento del 100% nell’esercizio di un’attività lucrativa (v. con-

sid. 9.2 a 9.4) e del 48% nello svolgimento dell’attività di casalinga (v. con-

sid. 10), l’autorità inferiore ha determinato, in applicazione del metodo mi-

sto, un grado d’invalidità complessivo dell’89,60% ([0,80 x 100] + [0,20 x 

48]), che determina il diritto, dal 1° febbraio 2014 (tre mesi dopo l’accertato 

peggioramento dello stato di salute, giusta l’art. 88a cpv. 2 LAI), ad una 

rendita intera d’invalidità svizzera (doc. A 118 pag. 441), rendita che non 

può essere versata all’insorgente, ritenuto che la stessa ha presentato una 

richiesta di rendita all’assicurazione svizzera per l’invalidità il 21 maggio 

2014 e che il suo diritto ad una rendita d’invalidità avrebbe potuto nascere 

al più presto il 1° novembre 2014 (giusta l’art. 29 cpv. 1 LAI). 

11.3 Ritenuto, inoltre, che dal 2 giugno 2014, l’insorgente ha presentato un 

impedimento del 55,28% nell’esercizio di un’attività lucrativa (v. consid. 9.2. 

a 9.4) e del 48% nello svolgimento dell’attività di casalinga (v. consid. 10), 

ne deriva, in applicazione del metodo misto, un grado d’invalidità comples-

sivo del 53,82% ([0,80 x 55,28] + [0,20 x 48]), che determina il diritto, a 

partire dal 1° novembre 2014 (decorso il termine di attesa di un anno [giu-

sta l’art. 28 cpv. 1 LAI] rispettivamente quello di sei mesi dalla data della 

richiesta di una rendita d’invalidità svizzera [giusta l’art. 29 cpv. 1 LAI]), ad 

una mezza rendita d’invalidità svizzera (doc. A 118 pag. 442). 

11.4 Per il resto, dato che al 1° gennaio 2018, calcolato sulla base del 

nuovo art. 27bis OAI entrato in vigore il 1° gennaio 2018, l’insorgente ha 

presentato un impedimento del 57,65% nell’esercizio di un’attività lucrativa 

(v. consid. 9.2. a 9.4) e del 48% nello svolgimento dell’attività di casalinga 

(v. consid. 10), ne deriva, in applicazione del metodo misto, un grado d’in-

validità complessivo del 55,72% ([0,80 x 57,65] + [0,20 x 48]), che con-

ferma il diritto ad una mezza rendita d’invalidità svizzera (per tutto il periodo 

a decorrere dal 1° novembre 2014), con la conseguenza che la ricorrente 

non trarrebbe alcun beneficio dall’applicazione retroattiva dell’art. 27bis OAI. 

12.  

Visto quanto esposto, il ricorso deve essere parzialmente accolto e l'impu-

gnata decisione del 19 giugno 2019 riformata nel senso che alla ricorrente 

è riconosciuto il diritto ad una mezza rendita dell'assicurazione svizzera per 

C-4249/2019 

Pagina 34 

l'invalidità dal 1° novembre 2014 a tempo indeterminato, dunque anche 

successivamente al 30 aprile 2018. Gli atti di causa sono pertanto rinviati 

all'autorità inferiore affinché la stessa proceda al calcolo delle prestazioni 

di legge dovute, se del caso con i relativi interessi. Nell’ambito di una nuova 

procedura di revisione, l’autorità inferiore potrà poi verificare se sono inter-

venuti, posteriormente alla promozione di tale nuova procedura di revi-

sione, dei fatti nuovi suscettibili di giustificare una modifica rilevante del 

grado d’invalidità (e della rendita da versare alla ricorrente). 

13.  

13.1 Visto l'esito della causa, sono prelevate delle spese processuali ri-

dotte di fr. 400.- (art. 63 cpv. 1 PA). L'eccedenza dell’anticipo equivalente 

alle presunte spese processuali di fr. 800.-, versato il 3 settembre 2019, 

sarà restituito alla ricorrente allorquando la presente sentenza sarà cre-

sciuta in giudicato. 

13.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentata in questa sede da un man-

datario professionale, si giustifica altresì l'attribuzione di un’indennità a ti-

tolo di spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con gli art. 7 e segg. del 

regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

173.320.2]). Conto tenuto dell’esito della lite e del fatto che si giustifica di 

considerare la ricorrente vincente solo nella misura di ½ (la ricorrente nep-

pure avendo formulato esplicitamente, tanto meno motivato, una conclu-

sione subordinata tendente al versamento della mezza rendita già accor-

data anche dopo il 30 aprile 2018), l’autorità inferiore verserà alla ricorrente 

un’indennità per spese ripetibili di fr. 1'400.- (senza IVA; cfr., sulla que-

stione, la sentenza del TAF C-5816/2018 del 19 agosto 2020 consid. 13.2), 

indennità che, in assenza di una nota dettagliata, è fissata d'ufficio (art. 14 

cpv. 2 TS-TAF), tenuto conto del lavoro effettivo ed utile svolto dal patroci-

natore della ricorrente. L'indennità per ripetibili è posta a carico dell'UAIE. 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

C-4249/2019 

Pagina 35 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è parzialmente accolto e l'impugnata decisione del 19 giugno 

2019 è riformata nel senso che alla ricorrente è riconosciuto il diritto ad una 

mezza rendita d’invalidità svizzera dal 1° novembre 2014 a tempo indeter-

minato, dunque anche dopo il 30 aprile 2018. Per il resto, il ricorso è re-

spinto. 

2.  

Gli atti di causa sono ritornati all'UAIE affinché proceda al calcolo delle pre-

stazioni dovute, se del caso con i relativi interessi. 

3.  

Le spese processuali ridotte, di fr. 400.-, sono poste a carico della ricor-

rente. L'anticipo di fr. 800.-, corrisposto il 3 settembre 2019, è computato 

con le spese processuali. L’eccedenza di fr. 400.- sarà restituita alla ricor-

rente allorquando il presente giudizio sarà cresciuto in giudicato. 

4.  

L'UAIE rifonderà alla ricorrente fr. 1'400.- a titolo di spese ripetibili. 

5.  

Comunicazione a: 

– rappresentante della ricorrente (Atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif. […]; Raccomandata) 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata) 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Vito Valenti Marcella Lurà 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

C-4249/2019 

Pagina 36 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 

segg. e 100 LTF). Il termine è reputato osservato se gli atti scritti sono 

consegnati al Tribunale federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta 

svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più 

tardi l'ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono 

contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed 

essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte 

ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

 

Data di spedizione: