# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9a25cd41-37ca-5450-80b3-576a6c5cf1b5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2019-08-30
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 30.08.2019 D-4192/2019
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4192-2019_2019-08-30.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4192/2019 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  3 0  a g o s t o  2 0 1 9  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Grégory Sauder, Jeannine Scherrer-Bänziger, 

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Sri Lanka,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 7 agosto 2019 / N (…). 

 

 

 

D-4192/2019 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

L’interessato, asserito cittadino dello Sri Lanka, di etnia tamil, con ultimo 

domicilio a B._______ (cfr. verbale di rilevamento dei dati personali del 

(…) giugno 2019, atto n. 1042575-11/6 [di seguito: verbale 1], p.to 1.08 

segg., pag. 3 e p.to 2.01 seg., pag. 4), ha presentato una domanda d’asilo 

in Svizzera il (…) maggio 2019 (cfr. atto n. 1042575-1/2). 

B.  

Il (…) giugno 2019, il richiedente ha sostenuto un colloquio ai sensi 

dell’art. 5 del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del 

Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di de-

terminazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda 

di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cit-

tadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione) (Gazzetta ufficiale 

dell’Unione [GU] L 180/31 del 29.06.2013; Regolamento Dublino III), con 

contestuale diritto di essere sentito in merito al viaggio intrapreso dallo Sri 

Lanka in Europa ed alle sue relazioni famigliari nella stessa, come pure in 

merito al suo stato di salute (cfr. atto n. 1042575-15/2).  

C.  

Sentito in merito ai suoi motivi d’asilo durante le audizioni tenutesi rispetti-

vamente il (…) luglio 2019 (cfr. atto n. 1042575-19/22; di seguito: verbale 

2) ed il (…) luglio 2019 (cfr. atto n. 1042575-22/22; di seguito: verbale 3), 

l’interessato ha segnatamente affermato che nel mese di febbraio 2017 il 

padre avrebbe ricevuto delle telefonate da persone sconosciute, che gli 

avrebbero richiesto del denaro. Il genitore non avrebbe però preso seria-

mente le stesse, sino a quando non gli avrebbero riferito di sapere ove il 

richiedente frequentasse la scuola. Avrebbero pertanto denunciato il fatto 

presso la stazione di polizia principale a B._______. Dopo alcune ricerche 

da parte di un poliziotto presente al momento della denuncia, non avreb-

bero più saputo nulla in merito a quest’ultima. Successivamente, il 

(…) marzo 2017, mentre l’interessato ed il padre stavano pulendo il loro 

terreno, avrebbero rinvenuto nello stesso un sacchetto contenente delle 

bombe. Qualcuno avrebbe avvisato il C.I.D. (Criminal Investigation Depar-

tement) che sarebbe sopraggiunto sul posto, li avrebbe condotti in casa, 

fatto una foto della loro famiglia, nonché richiesto il versamento di (…), 

minacciando altrimenti il padre che i suoi figli avrebbero avuto delle proble-

matiche nella frequentazione della scuola. Due giorni dopo il padre avrebbe 

consegnato il corrispettivo di (…), provento della vendita di alcuni gioielli di 

famiglia. Il (…) marzo 2017, il padre avrebbe nuovamente ricevuto una 

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chiamata con la richiesta di ulteriori soldi. Alla sua risposta negativa, lo 

avrebbero minacciato di conseguenze negative. Il giorno seguente, l’inte-

ressato sarebbe stato fermato in strada da tre persone, trascinato e ben-

dato, riportando nella colluttazione una ferita al braccio (…). Successiva-

mente egli sarebbe svenuto ed al suo risveglio tali persone gli avrebbero 

puntato un coltello al collo, obbligandolo a telefonare al padre, ed a 

quest’ultimo chiedendogli il versamento di denaro. Dopo che il padre 

avrebbe risposto affermativamente alla loro richiesta, l’interessato sarebbe 

stato liberato. Questo evento non sarebbe stato denunciato alla polizia, in 

quanto il padre temeva delle conseguenze per il fatto di essere un ex mem-

bro delle LTTE (“Liberation Tigers of Tamil Eelam”). Il genitore si sarebbe 

però informato in merito a come comportarsi presso un conoscente poli-

ziotto. Poiché il giorno seguente il padre avrebbe nuovamente ricevuto una 

telefonata dai rapitori del figlio, reiterando la loro richiesta di denaro nonché 

chiedendogli la ragione per la quale egli si sarebbe rivolto alla polizia, il 

genitore si sarebbe convinto che tali persone sarebbero state collegate con 

le forze di polizia. A seguito degli eventi pregressi, il padre avrebbe sosti-

tuito la carta SIM del suo telefono nonché avrebbero chiuso per (…) il (…). 

Il (…) aprile 2017 quattro o cinque persone sarebbero penetrate al loro do-

micilio. Uno dei malviventi avrebbe spinto e picchiato con una torcia la ma-

dre dell’interessato. Al che sarebbe sopraggiunto il padre che avrebbe fe-

rito con un coltello, in possesso dei delinquenti, l’aggressore della moglie. 

Questi ultimi, si sarebbero spaventati e sarebbero fuggiti. Il padre si sa-

rebbe presentato il giorno stesso in polizia per raccontare la vicenda. Nel 

frattempo sarebbero però sopraggiunti al domicilio del richiedente, 

dall’ospedale ove era stata ricoverata la persona ferita, quattro o cinque 

poliziotti armati di bastoni, che avrebbero arrestato e condotto presso il po-

sto di polizia di B._______ l’interessato, dove si trovavano già suo padre e 

sua madre. Dopo averli condotti in tribunale, lui ed il padre sarebbero stati 

incarcerati rispettivamente per (…) giorni e per (…) giorni. Il richiedente 

sarebbe stato rilasciato dopo questi (…) giorni, con la garanzia di tenere 

un buon comportamento nonché di presentarsi in polizia a sottoscrivere dei 

documenti. Il (…) maggio 2017 avrebbero ricevuto uno scritto da parte 

della polizia, ove intimavano all’interessato ed al padre di presentarsi il (…) 

al “(…)” a C._______. Poiché temevano delle conseguenze negative da 

tale invito, il (…) maggio 2017 si sarebbero rivolti presso la “(…)” per spie-

gare la loro situazione, chiedendo un intervento del medesimo nel caso in 

cui fosse loro successo qualcosa. Nella data prefissata, si sarebbero pre-

sentati al posto succitato, ove degli agenti del C.I.D. li avrebbero dapprima 

bendati, ed in seguito separati ed interrogati personalmente. L’interessato 

ha dichiarato che a lui avrebbero richiesto informazioni in merito alle rela-

zioni ed ai contatti del padre, rivelandogli che il padre era un ex membro 

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delle LTTE, ciò di cui il richiedente non sarebbe stato in precedenza a co-

noscenza, confermatogli nei giorni successivi da parte della madre. Dopo 

(…) giorni di reclusione nel posto summenzionato, sarebbero stati rilasciati, 

con l’esigenza però di tenersi sempre a loro disposizione nel caso fossero 

stati chiamati. Poiché a scuola avrebbe avuto delle problematiche con i 

compagni e con gli insegnanti, in particolare a causa delle ricerche che 

avrebbero fatto degli agenti di polizia nei suoi confronti, egli avrebbe 

smesso di frequentare la scuola, iscrivendosi invece a dei corsi privati. Nel 

febbraio 2019, mentre egli era in bicicletta, due persone in moto gli si sa-

rebbero avvicinate e una delle predette lo avrebbe colpito alla testa con il 

casco. Inoltre, a seguito del ferimento da parte del padre nell’aprile 2017, 

egli si sarebbe dovuto presentare in Tribunale a delle scadenze regolari. 

Ad un’udienza dell’(…) 2018 egli non si sarebbe però presentato, e per 

questo il Tribunale avrebbe emesso nei suoi confronti un mandato di arre-

sto, perché egli venisse condotto il (…) ad un’udienza. Infine, dopo l’atten-

tato successo a C._______ a (…), dei militari si sarebbero presentati al loro 

(…) per un controllo, ed il padre avrebbe nuovamente ricevuto una telefo-

nata da persone sconosciute, che lo avrebbero minacciato di uccidere il 

richiedente con le bombe che avevano rinvenuto presso il loro domicilio. A 

seguito di tutti questi eventi e dopo la ricerca da parte di militari presso il 

suo domicilio, temendo per la sua incolumità, l’interessato sarebbe espa-

triato illegalmente dal suo Paese d’origine il (…) maggio 2019, partendo 

dall’ (…) di C._______ in direzione dell’Europa ed entrando in Svizzera il 

(…) maggio 2019 (cfr. verbale 2, D15 segg., pag. 3 seg.; D56 segg., pag. 6 

seg.; verbale 3, D4 segg., pag. 2 segg.). 

Dopo il suo espatrio, il richiedente avrebbe appreso dalla madre, rimasta 

con il padre presso il loro domicilio in Sri Lanka, che degli agenti del C.I.D. 

sarebbero nuovamente passati a controllare il loro domicilio ed il (…) (cfr. 

verbale 3, D167 seg., pag.19 e D171, pag. 19). Nel caso di un suo ritorno 

nel Paese d’origine, egli teme di essere condotto al “(…)”, che lo torture-

rebbero e che non potrebbe circolare liberamente, nonché che ne scaturi-

rebbero delle problematiche per la sua famiglia d’origine (cfr. verbale 3, 

D158 seg., pag. 18; D170, pag. 19; D172, pag. 20).  

A supporto della sua domanda d’asilo, l’interessato ha consegnato la se-

guente documentazione: il certificato di nascita originale (di seguito: 

doc. 1), una fotocopia dell’ordine d’arresto della (…) di  

B._______ (di seguito: doc. 2), un messaggio della (…) di B._______, in 

lingua cingalese, datato (…) (di seguito: doc. 3), la scansione di una rice-

vuta di segnalazione della “(…)” dello Sri Lanka datata (…) (di seguito: 

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doc. 4), la scansione di uno scritto rilasciato dal partito D._______ che at-

testa l’appartenenza del padre del richiedente alle LTTE dal (…) sino al 

(…), datato (…) (di seguito: doc. 5). 

D.  

D.a Il 2 agosto 2019 la SEM ha notificato il suo progetto di decisione al 

rappresentante legale del richiedente (cfr. atto n. 1042575-25/11). 

D.b A seguito della proroga richiesta per la consegna di un parere da parte 

del rappresentante legale (cfr. atto n. 1042575-24/1) – concessa dalla SEM 

con scritto del 2 agosto 2019 (cfr. atto n. 1042575-27/1) – il ricorrente ha 

presentato lo stesso in data 6 agosto 2019 (cfr. atto n. 1042575-29/19). Al 

parere è stato allegato un rapporto dell’(…) del (…), intitolato: “(…)” (cfr. 

atto n. 1042575-29/19). 

E.  

Con decisione del 7 agosto 2019, notificata il medesimo giorno (cfr. atto 

n. 1042575-31/1), la Segreteria di Stato della migrazione, non ha ricono-

sciuto la qualità di rifugiato al richiedente ed ha respinto la sua domanda 

d’asilo. L’autorità inferiore ha altresì pronunciato l’allontanamento dell’inte-

ressato dalla Svizzera ed ordinato l’esecuzione dello stesso provvedi-

mento, in quanto ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile. 

F.  

Sempre alla data sopraccitata, il rappresentante legale dell’interessato, ha 

rinunciato al mandato di rappresentanza nei suoi confronti (cfr. atto 

n. 1042575-32/1). 

G.  

Il 19 agosto 2019 (cfr. timbro del plico raccomandato), l’interessato è in-

sorto con ricorso al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribu-

nale) contro la summenzionata decisione della SEM. Nel gravame il ricor-

rente ha postulato, a titolo principale, il riconoscimento della qualità di rifu-

giato e la concessione dell’asilo; a titolo subordinato ha chiesto la restitu-

zione degli atti di causa all’autorità inferiore per una nuova valutazione; ed 

infine, a titolo eventuale, che gli sia concessa l’ammissione provvisoria in 

Svizzera per inesigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento. Contestual-

mente, ha presentato un’istanza di assistenza giudiziaria, nel senso 

dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anti-

cipo, il tutto con protesta di spese e ripetibili. 

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H.  

In data 23 agosto 2019 il Tribunale ha ricevuto l’incarto N (…) dalla SEM, 

contenente in particolare i documenti prodotti dall’insorgente e citati supra 

al p.to C (cfr. doc. 1 – doc. 5). 

I.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti, verranno ripresi nei  

considerandi seguenti, qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi (RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).  

Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù 

dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA 

prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF.  

La SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi) e l’atto impugnato costitui-

sce una decisione ai sensi dell’art. 5 PA.  

Altresì il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità infe-

riore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un inte-

resse degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA). Pertanto, l’insorgente è legittimato ad 

aggravarsi contro di essa.  

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al 

contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti.  

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti. 

3.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

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consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62  

cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, 

né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). Inoltre, 

tiene conto della situazione del Paese d’origine dell’insorgente e degli ele-

menti che si presentano al momento della sentenza, prendendo quindi in 

considerazione l’evoluzione della situazione avvenuta dopo il deposito 

della domanda d’asilo (cfr. DTAF 2010/44 consid. 3.6; 2008/4 consid. 5.4). 

4.  

4.1 Nella prima parte della decisione querelata, l’autorità di prime cure ha 

considerato inverosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi, le dichiarazioni dell’insor-

gente circa i suoi motivi d’asilo. In primo luogo, in relazione alle minacce 

telefoniche ricevute a partire dal mese di febbraio 2017, l’interessato 

avrebbe spiegato in modo vago e confuso le motivazioni alla base di tali 

telefonate, come pure in merito all’identità delle persone che avrebbero 

chiamato. In secondo luogo, anche le sue asserzioni relative l’episodio del 

ritrovamento delle bombe nel loro giardino, non sarebbero maggiormente 

sostanziate, malgrado i numerosi quesiti posti in merito durante le audi-

zioni, né circa l’identità di chi avrebbe sotterrato gli stessi esplosivi nel loro 

terreno, come neppure di chi fossero ed il ruolo svolto dalle quattro persone 

che avrebbero assistito al loro ritrovamento, in merito al movente che 

avrebbe avuto una di queste ultime per chiamare il C.I.D., nonché infine 

quale fosse l’accusa mossa dal precitato all’insorgente e per quale motivo 

gli agenti del C.I.D. avrebbero chiesto loro del denaro. Inoltre, vi sarebbero 

molti elementi discordanti circa la sua descrizione della dinamica 

dell’evento, interni allo stesso verbale d’audizione del (…) luglio 2019, che 

renderebbero ancor meno plausibile l’evento del ritrovamento degli esplo-

sivi. Ad identica conclusione si giungerebbe per l’aggressione, il ferimento 

ed il successivo sequestro a fini estorsivi, avvenuto il (…) marzo 2017, a 

causa delle differenti versioni fornite durante la prima audizione federale 

dal ricorrente. Proseguendo nell’analisi, a mente della SEM, risulterebbe 

poco plausibile che l’interessato, malgrado sia stato riconosciuto dal tribu-

nale competente come non implicato nei fatti accaduti il (…) aprile 2017, si 

sia dovuto presentare per delle udienze ed a scadenze regolari nei due 

anni successivi. Risulterebbe pertanto pure inverosimile che sia stato 

emesso un mandato d’arresto nei suoi confronti nel (…) del (…) a causa 

della sua mancata presentazione in tribunale nel mese di (…) 2018. Dipoi, 

anche le sue dichiarazioni in merito allo svolgimento delle udienze nel tri-

bunale, risulterebbero ripetitive, non sufficientemente dettagliate e stereo-

tipate. Vi sarebbero inoltre delle incongruenze circa l’identità delle persone 

che avrebbero fatto irruzione al loro domicilio ed al loro movente, come 

pure non sarebbe comprensibile come mai l’interessato non conosca per 

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lo meno i nominativi della persona ferita dal padre, e che il genitore si rifiuti 

ancora attualmente di pagare la somma richiesta alla persona ferita per 

chiudere la vertenza, dato che pure tale fatto avrebbe influito sulla deci-

sione del ricorrente di espatriare. Anche le asserzioni attinenti quanto sa-

rebbe accaduto il (…) presso gli uffici del C.I.D. non sarebbero credibili, in 

quanto il richiedente non sarebbe stato in grado di spiegare in modo intel-

ligibile né il motivo per il quale sarebbero stati convocati a presentarsi al 

“(…)” né quale fosse l’accusa mossa nei loro confronti. Per quanto con-

cerne le sue dichiarazioni relative all’interruzione della scuola, le stesse 

sarebbero in più punti contraddittorie ed indistinte, ciò che ne minerebbe la 

loro veridicità. Medesima vaghezza delle allegazioni la si riscontrerebbe 

nell’evento accaduto nel febbraio 2019, ove l’insorgente non sarebbe in 

particolare riuscito a spiegare né l’identità delle persone che lo avrebbero 

aggredito né il loro movente. Proseguendo ancora nell’analisi, a mente 

della SEM, le ricerche effettuate dai militari nel loro (…) seguite all’attentato 

di C._______, non sarebbero collegate al vissuto personale del ricorrente, 

ma attinenti ad un evento che avrebbe interessato tutto il suo Paese d’ori-

gine. Inattendibili sarebbero infine le asserzioni del richiedente circa il le-

game esistente tra le vicende esposte e la presunta appartenenza del pa-

dre alle LTTE, per le numerose contraddizioni e la mancanza di dettagli 

nelle stesse. 

In una seconda parte della decisione impugnata, l’autorità di prime cure ha 

esaminato i documenti presentati dall’insorgente a supporto delle sue alle-

gazioni. Gli stessi sarebbero dapprima inadeguati per dimostrare un’even-

tuale persecuzione nei suoi confronti, in quanto non essendo documenti 

originali, sarebbero facilmente confezionabili e manipolabili. Inoltre, per 

quanto concerne in particolare la fotocopia del mandato d’arresto emesso 

nei confronti del richiedente (cfr. sub doc. 2), la stessa dimostrerebbe uni-

camente che egli non si è presentato in tribunale come pure la scansione 

dello scritto della (…) (cfr. sub doc. 4) che il ricorrente si sarebbe rivolto a 

loro, senza però fornire ulteriori elementi circa la veridicità dei motivi invo-

cati. Infine, per quanto attiene i documenti prodotti sub doc. 3 e doc. 5, in 

quest’ultimo caso anche se lo stesso risultasse autentico, i medesimi sa-

rebbero stati prodotti ai fini della causa e non apporterebbero in alcun modo 

delle delucidazioni maggiori a sostegno delle sue affermazioni. 

In una terza parte della sua decisione, la SEM ha infine preso puntual-

mente posizione in merito al parere espresso dal rappresentante legale 

dell’insorgente circa la bozza della decisione, sostenendo in sunto che le 

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argomentazioni ivi presentate, non portino ad alcuna modifica delle conclu-

sioni presenti nella decisione avversata e relative all’inverosimiglianza de-

gli asserti dell’interessato. 

4.2 Il ricorrente rileva dapprima nel suo gravame che lui, a differenza di 

quanto sostenuto nella decisione impugnata, avrebbe fornito delle dichia-

razioni dettagliate e non divergenti circa i suoi motivi d’asilo. Sulla presunta 

inverosimiglianza delle precitate secondo la SEM, egli osserva che, vista 

la natura stessa degli eventi successigli, non poteva che formulare delle 

ipotesi sia relative agli autori dei diversi episodi, che il loro movente o se 

avessero dei collegamenti con l’appartenenza del padre alle LTTE. Si do-

vrebbe inoltre considerare nell’esame globale della plausibilità dei suoi as-

serti, che egli ha presentato a sostegno delle sue affermazioni diversi 

mezzi di prova, nonché che al momento dei fatti invocati, egli sarebbe stato 

minorenne ed avrebbe un’esperienza di vita ridotta rispetto ad una persona 

adulta. Circa i mezzi di prova presentati, egli ritiene illegittimo che gli stessi 

siano stati scartati senza un esame nel merito, in quanto le sue allegazioni 

sono state ritenute inverosimili, ed afferma che tenterà di fornire gli originali 

di alcuni di loro, per provare la veridicità dei suoi asserti. Alla luce di tali 

elementi, egli ritiene che la decisione della SEM si fondi su un accerta-

mento inesatto ed incompleto dei fatti rilevanti per la sua domanda d’asilo. 

5.  

5.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi. L’asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a 

persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Esso com-

prende il diritto di risiedere in Svizzera (art. 2 cpv. 2 LAsi). 

5.2 Secondo l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese di 

origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di es-

sere esposte a tali pregiudizi. Costituiscono pregiudizi seri segnatamente 

l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché 

le misure che comportano una pressione psichica insopportabile  

(art. 3 cpv. 2 LAsi). 

 

6.  

6.1 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

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Pagina 10 

rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). È pertanto necessario che i fatti 

allegati dal richiedente siano sufficientemente sostanziati, plausibili e coe-

renti fra loro. In questo senso dichiarazioni vaghe, quindi suscettibili di mol-

teplici interpretazioni, contraddittorie in punti essenziali, sprovviste di una 

logica interna, incongrue ai fatti o all’esperienza generale di vita, non pos-

sono essere considerate verosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi. È altresì neces-

sario che il richiedente stesso appaia come una persona attendibile, ossia 

degna di essere creduta. Questa qualità non è data, in particolare, quando 

egli fonda le sue allegazioni su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7  

cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti o li espone consapevolmente in  

maniera falsata, in corso di procedura ritratta dichiarazioni rilasciate in  

precedenza o, senza motivo, ne introduce tardivamente di nuove, dimostra 

scarso interesse nella procedura oppure nega la necessaria collabora-

zione. Infine, non è indispensabile che le allegazioni del richiedente l’asilo 

siano sostenute da prove rigorose. Al contrario, è sufficiente che l’autorità 

giudicante, pur nutrendo degli eventuali dubbi circa alcune affermazioni, 

sia persuasa che, complessivamente, tale versione dei fatti sia in  

preponderanza veritiera. Il giudizio sulla verosimiglianza non deve, infatti, 

ridursi a una mera verifica della plausibilità del contenuto di ogni singola 

allegazione, bensì dev’essere il frutto di una ponderazione tra gli elementi 

essenziali a favore e contrari ad essa. Sarà dunque decisivo determinare, 

da un punto di vista oggettivo, quali fra questi risultino preponderanti nella 

fattispecie (cfr. DTAF 2015/3 consid. 6.5.1; 2013/11 consid. 5.1 e giurispru-

denza ivi citata). 

6.2 Nelle procedure d’asilo – così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità  

competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo 

dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi in relazione con l’art. 12 PA, 

art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi). In concreto, l’autorità deve occuparsi del cor-

retto e completo accertamento della fattispecie, procurarsi la documenta-

zione necessaria alla trattazione del caso, accertare le circostanze giuridi-

che ed amministrare in tal senso le opportune prove a riguardo (cfr. 

DTAF 2012/21 consid. 5). D’un lato, v’è un accertamento inesatto dei fatti 

quando la decisione si fonda su fatti incorretti e non conformi agli atti, e 

dall’altro lato, v’è un accertamento incompleto dei fatti quando non è tenuto 

conto di tutte le circostanze di fatto giuridicamente rilevanti (cfr. 

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Pagina 11 

DTAF 2015/10 consid. 3.2 con rinvii; KÖLZ/HÄNER/BERTSCHI, Verwaltungs-

verfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 3a ed. 2013, n. 1043, 

pag. 369 segg.). 

6.3 La SEM ha ritenuto le dichiarazioni dell’insorgente come complessiva-

mente inverosimili. Tuttavia il Tribunale, per i motivi dappresso, non può 

confermare in toto tale conclusione dell’autorità inferiore. 

6.3.1 Circa le telefonate anonime che il padre del ricorrente avrebbe rice-

vuto nel mese di febbraio del 2017, per quanto, come denotato rettamente 

nella decisione impugnata, l’insorgente non sia riuscito a spiegare in modo 

chiaro chi fossero le persone che chiamavano ed il loro movente  

(cfr. verbale 2, D62 seg., pag. 10), tali elementi non risultano  

sufficientemente determinanti per considerare le asserzioni fornite in  

merito dall’interessato come poco credibili. Invero, a differenza di quanto 

sostenuto dalla SEM nella sua decisione, il ricorrente ha descritto in modo 

lineare, fornendo anche diversi dettagli plausibili, le circostanze di tali tele-

fonate. In particolare, ha riportato gli avvicendamenti della denuncia che 

avrebbero seguito i colloqui telefonici a fini estorsivi in maniera coerente 

(cfr. verbale 2, D57, pag. 7; D58 segg., pag. 9 seg.), come pure congruenti 

risultano le sue allegazioni in merito al sunto delle telefonate ricevute, ov-

vero alle informazioni che gli autori avrebbero posseduto in merito alla sua 

famiglia (cfr. verbale 2, D57, pag. 7; D58, pag. 9 seg.; D60, pag. 10), non-

ché la reazione iniziale del padre, che non avrebbe preso seriamente le 

telefonate (cfr. verbale 2, D57, pag. 7; D60, pag. 10). Pertanto la plausibi-

lità delle stesse risulta data.  

6.3.2 Non si può invece giungere a medesima conclusione quo l’episodio 

narrato dall’insorgente relativo al ritrovamento delle bombe nel giardino 

della loro casa, in quanto le dichiarazioni dell’interessato in merito risultano 

essere in punti determinanti dissonanti e confuse. Invero, egli ha dapprima 

sostenuto che le persone che avrebbero assistito al rinvenimento degli 

esplosivi nel loro giardino fossero quattro, ovvero un signore musulmano e 

tre persone che lavoravano sul loro terreno, nonché che tali persone avreb-

bero informato la polizia (cfr. verbale 2, D57, pag. 7), poi invece, senza 

alcuna risposta convincente (cfr. verbale 2, D97 segg., pag. 13; D108 seg., 

pag. 14), ha modificato più volte sia il numero di persone presenti 

all’evento, che il ruolo che avrebbero giocato, asserendo rispettivamente 

che si trattasse di tre giovani ragazzi e di un signore musulmano, e che 

avrebbero avuto il sospetto che fosse quest’ultimo che avesse informato la 

polizia (cfr. verbale 2, D64, pag. 10), o di cinque persone tra le quali il si-

D-4192/2019 

Pagina 12 

gnore musulmano (cfr. verbale 2, D67; D81, pag. 12), e che le quattro per-

sone avrebbero riferito al padre di chiamare la polizia (cfr. verbale 2, D81, 

pag. 12), o ancora che fossero tre persone oltre alla persona di religione 

islamica (cfr. verbale 2, D100, pag. 14), e che sarebbero stati loro (ovvero 

lui ed il padre) a chiamare la polizia (cfr. verbale 2, D100, pag. 14), per poi 

capovolgere nuovamente tali asserti, sostenendo che fosse soltanto loro 

intenzione di chiamare la polizia, ma che gli agenti del C.I.D. si sarebbero 

presentati prima presso il loro domicilio (cfr. verbale 2, D101, pag. 14), e 

che avessero avuto il dubbio che fosse stato il signore musulmano ad  

avvertirli (cfr. verbale 2, D102 segg., pag. 14). Anche in relazione alla  

dinamica del ritrovamento degli esplosivi vi sono diverse incongruenze. Se 

dapprima le succitate persone si sarebbero trovate all’interno del (…) al 

momento del rinvenimento delle bombe e si sarebbero avvicinate soltanto 

in seguito (cfr. verbale 2, D69, pag. 11), in un secondo momento il ricor-

rente ha invece sostenuto che mentre le quattro persone erano giunte sul 

loro terreno per chiedere se stessero pulendo lo stesso, lui ed il padre 

avrebbero rinvenuto gli esplosivi (cfr. verbale 2, D81, pag. 12), ovvero im-

plicitamente che le stesse persone fossero presenti al momento della sco-

perta dei medesimi (cfr. anche in merito, verbale 2, D103, pag. 14), per poi 

nuovamente modificare tale versione, sostenendo d’un canto che tali per-

sone stessero fumando sul sentiero al di fuori della recinzione e che loro 

non avrebbero visto ciò che stavano facendo (cfr. verbale 2, D91 e D93 

seg., pag. 13) e d’altro canto che sarebbe stato lui stesso a rinvenire il  

sacchetto contenente gli esplosivi e quando avrebbe chiesto spiegazioni in 

merito al padre, anche tali persone avrebbero visto il contenuto della  

medesima busta (cfr. verbale 2, D95, pag. 13). Le circostanze menzionate 

dall’insorgente, relative il rinvenimento degli esplosivi, risultano  

talmente incoerenti, da rendere l’intero episodio, come pure di convesso la 

venuta e le minacce a fini estorsivi da parte del C.I.D., inverosimili.  

6.3.3 Proseguendo nell’analisi, non risulta condivisibile la conclusione d’in-

verosimiglianza alla quale è giunta l’autorità inferiore attinente l’aggres-

sione ed il sequestro dell’insorgente successo il (…) marzo 2017. Invero, 

la dinamica presentata dallo stesso, seppure con qualche piccola incoe-

renza (il fatto che egli si stesse recando o stesse rientrando dalla lezione 

extra-scolastica, cfr. verbale 2, D57, pag. 7; D125, pag. 16; come pure il 

fatto che abbia nominato soltanto in un secondo momento il “(…)” (cfr. ver-

bale 2, D125 segg., pag. 16), risulta nel complesso lineare e dettagliata, 

ciò che rende credibile l’intera vicenda e quanto successo in seguito. In 

particolare ha riportato che nella colluttazione con i malviventi si sarebbe 

ferito e sarebbe svenuto; al suo risveglio si sarebbe trovato con un coltello 

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Pagina 13 

puntato al collo, e che tali persone avrebbero telefonato al padre per chie-

dergli un riscatto in denaro in cambio della sua liberazione (cfr. verbale 2, 

D57, pag. 7; D125, pag. 16). Nella sua narrazione l’interessato ha inoltre 

segnatamente addotto spontaneamente dei dialoghi diretti ed indiretti in-

tercorsi tra lui ed i suoi rapitori, come pure tra questi ultimi/lui ed il padre 

(cfr. verbale 2, D57, pag. 7; D125, pag. 16; D129, pag. 16), come pure for-

nito diversi dettagli sempre congruenti circa il luogo ove sarebbe stato cu-

rato, la sua degenza in ospedale, come pure al seguito che avrebbe avuto 

la vicenda, con il padre che non avrebbe voluto denunciare i fatti diretta-

mente alla polizia, chiedendo invece delle informazioni in merito ad un co-

noscente poliziotto (cfr. verbale 2, D57, pag. 7; D135 segg., pag. 17). 

6.3.4 Anche rispetto all’episodio successo il (…) aprile 2017, il Tribunale 

giunge ad un esito differente rispetto alle motivazioni presenti nella  

decisione avversata. Vi è in primo luogo da constatare che nella decisione  

impugnata, manca totalmente da parte dell’autorità inferiore, un confronto 

individuale tra gli argomenti a favore e contrari alla verosimiglianza degli 

asserti dell’interessato, e si è unicamente dato spazio agli elementi avversi, 

perdendo quindi di vista che i requisiti per la verosimiglianza consentono 

anche alcune obiezioni e dubbi, laddove, in una visione complessiva, le 

circostanze essenziali presentate fanno giungere alla conclusione di credi-

bilità delle dichiarazioni addotte, come risulta essere il caso di specie. In-

vero, gli elementi fattuali a sostegno della verosimiglianza degli asserti 

dell’insorgente, risultano innumerevoli nelle audizioni federali rese dal ri-

corrente. Egli ha in particolare descritto, in maniera dettagliata, persuasiva, 

e priva di contraddizioni importanti la dinamica dell’aggressione, quanto 

sarebbe occorso in seguito presso il posto di polizia, i giorni trascorsi in 

carcere come pure il seguito della vertenza in tribunale (cfr. verbale 2, D57, 

pag. 8; D141 segg., pag. 17 seg.; verbale 3, D19 segg., pag. 3 seg.). Se-

gnatamente egli ha riportato spontaneamente diversi dialoghi diretti inter-

corsi tra lui e gli agenti di polizia, come pure tra questi ultimi ed il padre (cfr. 

verbale 2, D57, pag. 8; verbale 3, D23 e D26, pag. 4), descrivendo anche 

in modo circostanziato il luogo dove sarebbe stato incarcerato per (…) 

giorni (cfr. verbale 3, D24 seg., pag. 4; D36 segg., pag. 5). L’interessato ha 

inoltre espresso il suo sentimento di vergogna provato al momento dell’ar-

resto (cfr. verbale 2, D57, pag. 8; verbale 3, D19, pag. 4), come pure de-

scritto le condizioni nelle quali lui ed il padre sarebbero stati detenuti (cfr. 

verbale 3, D36, pag. 5: “[…]”; D37, pag. 5: “[…]. […]”). A differenza di 

quanto constatato dall’autorità inferiore, l’insorgente ha vieppiù raccontato 

in modo plausibile quanto avveniva in tribunale, rilasciando delle dichiara-

zioni sufficientemente dettagliate e concrete circa quanto succedeva du-

rante le udienze (cfr. verbale 3, D43 segg., pag. 6 seg.), il motivo per il 

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Pagina 14 

quale veniva convocato anche lui (cfr. verbale 3, D55, pag. 7), come pure 

perché il padre a tutt’oggi si rifiuterebbe di risarcire la persona che avrebbe 

ferito (cfr. verbale 3, D75 segg., pag. 9 seg.).Tali indizi reali, così come la 

mancanza di contraddizioni circa gli elementi essenziali delle sue dichiara-

zioni, conducono alla conclusione di verosimiglianza delle medesime. Vi è 

infine da denotare che le circostanze addotte dall’insorgente si sposano 

perfettamente con il contesto politico attuale presente in Sri Lanka. Invero 

il comportamento adottato e descritto dal ricorrente relativo al comporta-

mento delle forze di polizia e di giustizia del suo Paese d’origine, in parti-

colare il fatto che egli si sia dovuto presentare in tribunale anche senza 

delle chiare imputazioni a suo carico, risultano essere plausibili rispetto alle 

informazioni a disposizione del Tribunale (cfr. Freedom House, Freedom in 

the World 2019 – Sri Lanka, 4 febbraio 2019,  

< https://freedomhouse.org/report/freedom-world/2019/sri-lanka >,  

consultato il 26.08.2019; US Departement of State, Country Report on  

Human Rights Practices 2017 – Sri Lanka, 20 aprile 2018,  

< https://www.ecoi.net/de/dokument/1430115.html >, consultato il 

26.08.2019; Amnesty International, Amnesty International Report 

2017/2018 – The State of the World’s Human Rights: Sri Lanka,  

22 febbraio 2018, < https://www.amnesty.org/en/countries/asia-and-the-

pacific/sri-lanka/report-sri-lanka/ >, consultato il 26.08.2019). 

6.4 Conto tenuto di tutto quanto precede, da un punto di vista globale, la 

verosimiglianza degli avvenimenti attinenti le telefonate anonime ricevute, 

come pure i fatti accaduti il (…) marzo 2017 ed il (…) aprile 2017, con il 

procedimento tutt’ora pendente perlomeno a carico del padre dell’insor-

gente, non possono essere messi in dubbio senza ulteriori approfondi-

menti, in ragione delle sole presunte incongruenze ed inconsistenze nelle  

dichiarazioni dell’insorgente denotate dall’autorità inferiore. 

6.5 Di conseguenza, le dichiarazioni del ricorrente a proposito  

dell’aggressione, del rapimento e successiva richiesta di riscatto in denaro 

avvenuti nel marzo 2017 come pure il suo arresto, detenzione e susse-

guente procedura penale a suo carico per i fatti accaduti nell’aprile 2017, 

ossequiano alle condizioni prescritte dall’art. 7 LAsi, ed il Tribunale parte 

quindi dall’assunto che tali eventi siano realmente accaduti. A proposito di 

quanto allegato circa l’emissione di un mandato d’arresto nei suoi confronti 

nel (…) del (…), come pure quanto sarebbe accaduto presso il (…) di 

C._______ nel (…) del (…) e l’aggressione subita nel febbraio del 2019, 

l’autorità di prime cure resta libera di metterne nuovamente in discussione 

la verosimiglianza, posta una previa ed esaustiva analisi delle dichiarazioni 

D-4192/2019 

Pagina 15 

dell’interessato sotto il profilo della sostanza, della plausibilità e della coe-

renza e nel solo caso in cui non dovesse ritenere gli avvenimenti precedenti 

sufficienti a giustificare una modifica del provvedimento avversato dal pro-

filo della rilevanza. Malgrado sia appurata la verosimiglianza degli elementi 

succitati relativi i motivi d’asilo del ricorrente, permangono difatti delle la-

cune ed incertezze riguardo la determinazione di alcuni fatti giuridicamente 

rilevanti, che risultano preliminarmente indispensabili da chiarire per poter 

valutare se fosse dato o meno il fondato timore al momento della fuga del 

ricorrente dal suo Paese d’origine, come pure se lo stesso sia tutt’ora at-

tuale. In particolare andrà verificato – ad esempio tramite una domanda 

d’ambasciata – dall’autorità inferiore se lo stesso, viste segnatamente le 

asserzioni del richiedente in merito al supposto e possibile legame tra i fatti 

avvenuti e la presunta appartenenza di suo padre alle LTTE dal (…) al (…), 

nonché il procedimento penale a cui egli ha perlomeno verosimilmente par-

tecipato, sia stato inserito in una “Stop List” o una “Watch List”, utilizzata 

dalle autorità srilankesi all’aeroporto di Colombo, nelle quali sono reperto-

riate le persone che hanno segnatamente un ordine d’arresto, i sospettati 

di avere una relazione con le LTTE o di attività criminali. Se invero il Tribu-

nale ha considerato nella sua sentenza di riferimento E-1866/2015 del 

15 luglio 2016, d’un canto che non esista un rischio serio e generalizzato 

di arresto e di tortura per le persone di etnia tamil rinviate in Sri Lanka 

dall’Europa, rispettivamente dalla Svizzera (cfr. ibidem, consid. 8.3), d’altro 

canto, nella medesima sentenza, il Tribunale ha definito dei fattori di rischio 

detti forti, quali: l’iscrizione nella “Stop List” o nella “Watch List” (cfr. ibidem, 

consid. 8.4.3 e 8.5.2); l’esistenza di legami presunti o effettivi con le LTTE, 

attuali o passati, purché la persona sia sospettata, dal punto di vista delle 

autorità srilankesi di voler riaccendere il conflitto etnico nel paese (cfr. ibi-

dem, consid. 8.4.1 e 8.5.3); un impegno politico particolare contro il regime 

durante l’esilio, con lo scopo di voler rianimare in movimento separatista 

tamil (cfr. ibidem, consid. 8.4.2 e 8.5.4), che sono in generale sufficienti, 

presi a sé stanti, per fondare un timore di  

persecuzione futura determinante in materia d’asilo (cfr. ibidem,  

consid. 8.5.5). Inoltre, il Tribunale ha pure definito dei fattori di rischio detti 

deboli, ovvero che da soli e presi separatamente, non risultano sufficienti 

per fondare un timore di persecuzione futura determinante in materia 

d’asilo, ovvero: il ritorno in Sri Lanka senza documenti d’identità validi  

(cfr. ibidem, consid. 8.4.4); il rinvio forzato od il rimpatrio con l’intermedia-

zione dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM,  

cfr. ibidem, consid. 8.4.4); la presenza di cicatrici ben visibili sul corpo  

(cfr. ibidem, consid. 8.4.5). Tuttavia questi ultimi, combinati con dei fattori 

di rischio forti, sono atti ad aumentare il rischio che possono incorrere i 

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Pagina 16 

richiedenti di essere interrogati e controllati al loro ritorno in Sri Lanka. Inol-

tre, secondo le fattispecie, i fattori di rischio deboli possono essere pure 

combinati tra di loro e pertanto risultare determinanti per fondare un timore 

di persecuzione rilevante ai sensi dell’asilo (cfr. ibidem, consid. 8.5.5).  

7.  

Giunti a tale conclusione, il Tribunale ritiene giudizioso – sia per i comple-

menti istruttori che risulteranno necessari, sia per motivi di economia pro-

cessuale – retrocedere gli atti di causa alla SEM per il completamento 

dell’istruttoria e l’emanazione di una nuova decisione rispettosa dei  

considerandi della presente sentenza (cfr. consid. 6). È inoltre opportuno, 

onde evitare di privare il ricorrente di un’istanza di ricorso e conto tenuto 

della necessità di esperire ulteriori atti istruttori, che sia l’autorità di prima 

istanza ad incaricarsene. Non può in effetti, in specie ed in questa sede – 

anche tenuto conto dei termini procedurali imposti dalla nLAsi ex art. 109 

cpv. 1 LAsi per la procedura celere – essere compito del Tribunale di ac-

certare fatti giuridicamente rilevanti precludendo di conseguenza al ricor-

rente un’eventuale istanza di ricorso (cfr. DTF 137 I 195 con referenze ci-

tate; HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 7a ed. 

2016, n. 1039, pag. 226 e n. 1774 segg., pag. 252 segg.). Non risulta frat-

tanto necessario, neppure dirimere le ulteriori censure sollevate nel gra-

vame dall’insorgente. 

8.  

Alla luce di tutto quanto sopra, il ricorso è accolto e la decisione della SEM 

del 7 agosto 2019 è annullata, per violazione dell’obbligo di accertare in 

modo esatto e completo i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1  

lett. b LAsi), derivante dal diritto di essere sentito e dal principio inquisitorio 

(cfr. supra consid. 6.2). Gli atti di causa sono trasmessi all’autorità intimata 

(art. 61 cpv. 1 PA), affinché la stessa proceda, in termini ragionevoli (art. 29 

cpv. 1 Cost.), a pronunciare una nuova decisione rispettosa dei conside-

randi della presente sentenza, a seguito di ulteriori misure d’istruzione che 

risulteranno necessarie. 

9.  

Visto l’esito della procedura non si prelevano spese processuali (art. 63 

cpv. 1 seg. PA) e la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esen-

zione dal pagamento delle spese di giudizio e del relativo anticipo, è da 

considerarsi priva di oggetto. 

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Pagina 17 

10.  

Al ricorrente, non patrocinato in questa sede, non sono attribuite indennità 

ripetibili (art. 64 PA). 

11.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda di estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione per il che non può essere impugnata con ricorso 

in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d  

cifra 1 LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-4192/2019 

Pagina 18 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è accolto. La decisione della SEM del 7 agosto 2019 è annullata 

e gli atti di causa le sono ritrasmessi per il completamento dell’istruttoria e 

la pronuncia di una nuova decisione ai sensi dei considerandi. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Non sono accordate indennità ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

Data di spedizione: