# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 33fa9a4d-15bd-5b34-a7f1-471f68cfcc51
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-09-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.09.2023 D-984/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-984-2022_2023-09-27.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-984/2022 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 7  s e t t e m b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Yanick Felley, Nina Spälti Giannakitsas,  

cancelliere Adriano Alari. 
 

 
 

Parti 
 1. A._______, nato il (…), con la moglie 

2. B._______, nata il (…), alias 

C._______, nata il (…), alias 

D._______, nata il (…), e i figli 

3. E._______, nato il (…), 

4. F._______, nato il (…), 

5. G._______, nato il (…), 

            Turchia, 

tutti patrocinati dalla signora Simona Cautela, (…),  

ricorrenti,   
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito / procedura Dublino) ed  

allontanamento; 

decisione della SEM del 21 febbraio 2022 / N (…). 

 

D-984/2022 

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Fatti: 

A.  

Gli interessati, di nazionalità turca, hanno presentato una domanda d’asilo 

in Svizzera il (…) dicembre 2021 (cfr. atti SEM n. [{…}] - 2/2, 3/2, 4/2, 5/2 e 

6/2). 

B.  

Le successive indagini svolte dalla Segreteria di Stato della migrazione (di 

seguito: SEM) hanno permesso di accertare che, secondo la banca dati 

“Eurodac”, i richiedenti avevano già depositato una domanda d’asilo in 

Croazia il (…) novembre 2021 (cfr. atti SEM n. 29/1, 30/1, 31/1, 32/1, 33/1 

e 34/1). 

C.  

Il (…) gennaio 2022, gli interessati 1, 2 e 3 sono stati sentiti nel corso di 

un’audizione volta al rilevamento dei dati personali (cfr. atti n. SEM 40/12, 

41/11 e 42/9). 

D.  

In data (…) gennaio 2022, si è svolto con i summenzionati interessati il 

colloquio personale ai sensi dell’art. 5 del regolamento (UE) n. 604/2013 

del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce 

i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente 

per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno 

degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifu-

sione) (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 

29.06.2013; di seguito: Regolamento Dublino III) (cfr. atti SEM n. 48/6, 50/4 

e 53/3). In tale contesto, quest’ultimi, dopo aver confermato di aver chiesto 

asilo in Croazia, hanno espresso la loro contrarietà nel farvi ritorno. A loro 

dire, il contesto croato si apparenterebbe a quello turco, poiché non ver-

rebbero rispettati i diritti umani. In Croazia i richiedenti sarebbero stati vit-

time di maltrattamenti da parte delle autorità statali. 

E.  

Alla luce dei summenzionati riscontri, il giorno medesimo la SEM ha pre-

sentato alle competenti autorità croate una richiesta di ripresa in carico dei 

richiedenti fondata sull’art. 18 par. 1 lett. b del Regolamento Dublino III 

(cfr. atti n. SEM 55/5 e 56/5). 

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F.  

Il (…) gennaio 2022 la Croazia ha espressamente accettato di riprendere 

in carico gli interessati sulla base dell’art. 20 par. 5 del Regolamento Du-

blino III (cfr. atti SEM 62/2 e 101/2). 

G.  

Nel corso della procedura di prima istanza, i richiedenti sono stati oggetto 

di diversi accertamenti di natura medica. In sunto, l’interessato 1 presen-

tava problematiche di sonno e psicologiche, mentre gli “attacchi di cuore” 

lamentati sono stati reputati dai medici di natura psicosomatica. L’interes-

sata 2, dal canto suo, soffriva di anemia, probabile iperidrosi a mani e piedi 

oltre che noduli tiroidei da indagare. Dai risultati di laboratorio è emerso 

che l’ipermenorrea è la probabile causa dell’importante mancanza di ferro. 

Per i problemi al cuore, gli stessi erano già stati valutati dal medico gene-

ralista. Per quanto concerne l’interessato 3, è stato curato per una tonsillite. 

L’interessato 4 è stato curato per una infezione da scarlattina, mentre l’in-

sorgente 5 non ha svolto visite mediche.  

H.  

Con lo scritto del (…) febbraio 2022, la rappresentante legale ha chiesto 

all’autorità inferiore di esperire una perizia psichiatrica completa (rapporto 

“F4”) per i problemi che affliggono l’interessato 1.  

I.  

Con decisione del (…) febbraio 2022, notificata il giorno seguente (cfr. atto 

SEM 94/1), la SEM non è entrata nel merito della succitata domanda d’asilo 

ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi (RS 142.31), pronunciando nel con-

tempo il trasferimento dei richiedenti dalla Svizzera verso la Croazia come 

pure incaricando il Cantone Lucerna dell’esecuzione del trasferimento.  

J.  

Successivamente all’emissione della decisione avversata, la situazione 

medica degli interessati è ulteriormente evoluta e questi ultimi hanno pro-

dotto copiosa documentazione in tal senso.  

K.  

Il (…) marzo 2022 (cfr. tracciamento degli invii; data d’entrata: (…) marzo 

2022), gli interessati sono insorti contro la precitata decisione chiedendo in 

limine la sospensione – in via supercautelare – dell’esecuzione del provve-

dimento sindacato, nonché la concessione dell’effetto sospensivo al ri-

corso. In via principale, gli insorgenti hanno concluso all’accoglimento 

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dell’impugnativa ed all’annullamento della sindacata decisione; in subor-

dine essi hanno invece chiesto il rinvio degli atti all’autorità inferiore per il 

completamento dell’istruttoria. Contestualmente, i ricorrenti hanno propo-

sto istanza di concessione dell’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esen-

zione dal pagamento delle spese di giustizia e del relativo anticipo, il tutto 

con protesta di tasse e spese.  

L.  

Il (…) marzo 2022 il Tribunale ha sospeso l’allontanamento in via super-

cautelare. 

M.  

In data (…) dicembre 2022, il Tribunale ha richiesto agli insorgenti un ag-

giornamento del loro stato di salute. Il successivo (…) gennaio 2023, questi 

ultimi hanno trasmesso nuova documentazione medica al Tribunale, che 

ha richiesto all’autorità di prime cure di esprimersi in merito. Le osserva-

zioni della SEM del (…) gennaio 2023 sono infine state trasmesse ai ricor-

renti, su cui si sono espressi in data (…) febbraio 2023. 

N.  

In data (…) marzo 2022, (…) marzo 2022, (…) aprile 2022, (…) aprile 2022, 

(…) maggio 2022, (…) maggio 2022, (…) giugno 2022, (…) marzo 2023, 

(…) giugno 2023, (…) luglio 2023 e (…) agosto 2023 i ricorrenti hanno tra-

smesso al Tribunale degli aggiornamenti medici in modo spontaneo. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una de-

cisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), è 

di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e art. 52 

cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici (art. 21 cpv. 1 LTAF).  

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3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una deci-

sione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad esami-

nare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1). 

4.  

4.1 Gli insorgenti, nel loro ricorso, lamentano dapprima un accertamento 

incompleto dei fatti circa il profilo medico dell’insorgente 1, in quanto l’au-

torità inferiore non avrebbe atteso il completamento dell’istruzione e non 

avrebbe disposto la redazione di un rapporto medico di dettaglio (F4). In 

tal senso, l’autorità di prime cure non avrebbe neppure accertato in modo 

sufficiente lo stato di salute della ricorrente 2. Inoltre, la SEM avrebbe ac-

certato in modo incompleto ed inesatto la situazione del sistema d’acco-

glienza croato, che presenterebbe carenze sistemiche, segnatamente in 

rapporto all’uso della violenza da parte delle autorità croate. Dipoi, gli inte-

ressati lamentano una violazione del diritto di essere sentito, in quanto agli 

atti dell’autorità inferiore non sarebbero stati presenti gli accertamenti ef-

fettuati dalla SEM presso l’ambasciata svizzera in Croazia. Inoltre, l’auto-

rità di prime cure non si sarebbe espressa sui mezzi di prova prodotti dai 

ricorrenti e accertanti la loro presenza in Slovenia. La SEM non avrebbe 

infine analizzato in alcun modo il benessere superiore dei minori in rela-

zione al loro rientro in Croazia. 

4.2 Le succitate censure formali, in ordine ad un accertamento inesatto ed 

incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti da parte dell’autorità inferiore, 

oltre che ad una violazione del diritto di essere sentito, verranno esaminate 

d’ingresso dal Tribunale, in quanto sono suscettibili di condurre all’annulla-

mento della decisione avversata (cfr. DTF 144 I 11 consid. 5.3 e rif. ivi citati, 

142 II 218 consid. 2.8.1 e rif. cit., 138 I 232 consid. 5; DTAF 2019 VI/6 con-

sid. 4.1, 2013/34 consid. 4.2, 2013/23 consid. 6.1.3). 

4.3 Nelle procedure d’asilo – così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente accerta d’ufficio i fatti (art. 6 LAsi in relazione all’art. 12 PA). In 

concreto, essa deve procurarsi la documentazione necessaria alla tratta-

zione del caso, chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine 

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le opportune prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comun-

que le parti dal dovere di collaborare all’accertamento dei fatti ed in modo 

particolare dall’onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l’ammi-

nistrazione o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri 

(art. 13 PA ed art. 8 LAsi; cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). 

4.4 La determinazione dei fatti e l’applicazione della legge non sono aspetti 

disgiunti; senza considerare il diritto applicabile non vi è modo di delimitare 

quali fatti siano giuridicamente rilevanti (cfr. ISABELLE HÄNER, in: 

HÄNER/WALDMANN, Das erstinstanzliche Verwaltungsverfahren, 2008, n. 

34). Significativo è innanzitutto il substrato fattuale per le condizioni di ap-

plicazione della norma giuridica (cfr. KRAUSKOPF/EMMENEGGER/BABEY in: 

WALDMANN/WEISSENBERGER [ed.], Praxiskommentar VwVG, 2a ed. 2016, 

n. 17 ad art. 12 PA). Fatti che non sono rilevanti per la decisione, che l’au-

torità è convinta siano già stati provati o che si presumono veri a favore 

delle parti interessate non impongono lo svolgimento di indagini supple-

mentari (cfr. KRAUSKOPF/EMMENEGGER/BABEY in: op. cit., n. 29 ad art. 12 

PA). Onde circoscrivere l’ampiezza dell’accertamento d’ufficio nel corso del 

procedimento occorre effettuare una ripetuta valutazione delle risultanze 

probatorie raccolte (cfr. DTF 140 I 285 consid. 6.3.1; DTAF 2008/24 consid. 

7.2). Allorquando l’autorità reputa chiare le circostanze di fatto e che le 

prove assunte le abbiano permesso di formarsi una propria convinzione, 

essa emana la propria decisione (cfr. sentenze del Tribunale D-114/2021 

dell’11 maggio 2021 consid. 4.2, D-291/2021 del 9 marzo 2021 consid. 

7.3.1; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, Prozessieren vor dem Bun-

desverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 3.144, pag. 241). 

4.5 Così, sebbene nel diritto amministrativo la parte abbia di principio il di-

ritto di richiedere l’assunzione di prove all’autorità (art. 33 cpv. 1 PA), una 

tale richiesta deve vertere su fatti suscettibili d’influenzare l’esito della pro-

cedura e che non si evincono già dall’incarto (cfr. DTF 131 I 153 consid. 3; 

sentenze del Tribunale D-291/2021 consid. 7.3.2, A-3056/2015 del 22 di-

cembre 2016 consid. 3.1.3). Nemmeno detta massima impedisce d’altro 

canto all’autorità di procedere ad un apprezzamento anticipato delle prove 

offerte (“antizipierte Beweiswürdigung”), e di negarne l’assunzione ove le 

stesse appaiano chiaramente ininfluenti ai fini del giudizio, non potendo in 

altri termini condurla a modificare la propria opinione (cfr. DTF 134 I 140 

consid. 5.3; sentenza del TF 1C_179/2014 del 2 settembre 2014  

consid. 3.2; sentenza del Tribunale A-6515/2010 del 19 maggio 2011  

consid. 4.3; THIERRY TANQUEREL, Manuel de droit administratif, 2011, 

n. 1552 con rinvii). Procedendo in tal senso in modo non arbitrario, l’auto-

rità può porre un termine all’istruzione (cfr. DTF 133 II 384 consid. 4.2.3 

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con rinvii; sentenza del TF 2C_720/2010 del 21 gennaio 2011 con-

sid. 3.2.1; sentenze del Tribunale D-6763/2018 dell’11 giugno 2020 con-

sid. 9 e A-7392/2014 dell’8 agosto 2016 consid. 3.4.2.2). 

4.6  I principi sopra esposti delimitano sia l’attività istruttoria dell’ammini-

strazione che quella del Tribunale (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5; sentenza 

del Tribunale F-5065/2019 del 21 gennaio 2021 consid. 5.3; MOSER/ 

BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., in particolare 3.144, pag. 241) e tornano ap-

plicabili anche nel contesto del chiarimento delle questioni di natura medica 

(cfr. le sentenze del Tribunale D-114/2021 dell’11 maggio 2021 consid. 4.4, 

D-291/2021 consid. 7.3.3 e D-1665/2018 del 27 gennaio 2021  

consid. 8.3.5). 

4.7  Nel suo messaggio relativo al riassetto del settore, il Consiglio federale 

sottolineava come l’assistenza sanitaria per i richiedenti l’asilo dovesse es-

sere garantita mediante consultazioni mediche in loco, possibilità di tratta-

mento ambulatoriale in ospedale o una visita medica in caso di necessità 

(cfr. Messaggio concernente la modifica della legge sull’asilo del 3 settem-

bre 2014, FF 2014 6917, 6940). Nella prassi, nel caso in cui il personale 

curante / servizio di assistenza reindirizzi il richiedente l’asilo presso un 

medico esterno, quest’ultimo allestisce, di norma, un breve referto nella 

forma di un “formulario F2”. Qualora la documentazione agli atti non per-

metta di determinare in modo completo i fatti giuridicamente rilevanti, la 

SEM ordina di principio un rapporto più dettagliato, e meglio, la compila-

zione di un “formulario F4” da parte del curante. Nulla vieta inoltre al ricor-

rente di presentare ulteriori mezzi di prova al soggetto rispettivamente di 

rivolgersi autonomamente ad un medico (cfr. sentenze del Tribunale 

D-114/2021 consid. 4.5 e D-291/2021 consid. 7.3.4). Di principio, le auto-

rità svizzere non sono dal canto loro tenute a prendere in considerazione il 

potenziale insorgere di ulteriori affezioni non ancora diagnosticate o so-

spettate, essendo determinante lo stato di fatto presente al momento della 

decisione (cfr. DTAF 2012/21 consid. 5.1; 2010/44 consid. 3.6). 

Nel caso in parola, il Tribunale osserva che al momento dell’emissione 

della decisione impugnata l’incarto della SEM conteneva già ampia docu-

mentazione medica attinente alla situazione valetudinaria dei ricorrenti e 

pertanto non vi era alcuna obbligazione di istruire maggiormente la situa-

zione medica degli interessati. Pertanto, il fatto solo che i ricorrenti nel gra-

vame non concordino con l’apprezzamento esposto dall’autorità inferiore 

nel provvedimento sindacato, non risulta contrario al principio inquisitorio. 

Piuttosto, anche con tale censura in realtà gli insorgenti intendono ottenere 

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un apprezzamento differente nel merito rispetto a quello di cui all’impu-

gnata decisione riguardo sia alla competenza della Croazia nella tratta-

zione del seguito della procedura d’asilo dei ricorrenti – comprensiva la 

questione dell’asserita procedura di ripresa in carico formulata dalle auto-

rità slovene - sia riguardo all’applicazione della clausola di sovranità e alla 

presenza di carenze sistemiche nel sistema d’accoglienza croato. Queste 

ultime questioni verranno dunque esaminate di seguito. Pertanto, tali cen-

sure, dal profilo formale, sono da respingere. 

4.8 Invece, per quanto concerne la censura relativa alla violazione del di-

ritto di essere sentito vista la mancata presenza agli atti della presa di po-

sizione dell’Ambasciata svizzera in Croazia citata dalla SEM nella deci-

sione avversata, si rileva che l’autorità inferiore ha trasmesso durante la 

fase istruttoria la versione anonimizzata del rapporto d’Ambasciata relativo 

alla situazione del sistema d’asilo croato più aggiornato. In ogni caso, nel 

presente procedimento non sono state effettuate indagini individuali da 

parte dell’Ambasciata, motivo per il quale non vi erano documenti specifici 

nell’incarto della SEM che avrebbero potuto essere consultati. Non si rav-

visa pertanto una violazione del diritto alla consultazione degli atti. 

4.9 Oltre a ciò, i ricorrenti ritengono che l’autorità inferiore non avrebbe te-

nuto in debita considerazione l’interesse dei ricorrenti minorenni ai sensi 

della Conv. fanciullo. Poiché anche tale censura riguarda in realtà anche 

aspetti materiali e non formali, il Tribunale tratterà la medesima in seguito. 

Ne discende che, le censure mosse dal profilo formale da parte degli insor-

genti, nel senso di un accertamento inesatto ed incompleto dei fatti giuridi-

camente rilevanti da parte della SEM, sono in toto respinte. 

5.  

5.1 Ciò posto, venendo ora al merito, la SEM, nel contesto della procedura 

Dublino e nel caso di una procedura di ripresa in carico (inglese: take back), 

come è il caso di specie, non entra nel merito di una domanda d’asilo ai 

sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi quando, senza aver effettuato un 

nuovo esame di determinazione dello Stato membro competente secondo 

il capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1), e previa accettazione 

espressa o tacita di ripresa in carico del richiedente l’asilo da parte dello 

Stato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2), conclude che un altro 

Stato è competente per l’esecuzione della procedura e allontanamento. 

Inoltre, lo Stato membro competente in forza del RD III è tenuto a ripren-

dere in carico, alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25 e 29, il richiedente 

la cui domanda è in corso d’esame e che ha presentato domanda in un 

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altro Stato membro oppure si trova nel territorio di un altro Stato membro 

senza un titolo di soggiorno (cfr. art. 18 par. 1 lett. b RD III). 

5.2 Nel caso in parola, le investigazioni effettuate dalla SEM hanno rivelato, 

dopo consultazione dell’unità centrale del sistema europeo “Eurodac”, che 

gli interessati avevano già depositato una domanda d’asilo pregressa in 

Croazia il (…) novembre 2021 (cfr. atti SEM n. 30/1, 32/1 e 34/1). Nell’am-

bito dei colloqui Dublino effettuati dai ricorrenti, questi ultimi non hanno ne-

gato di aver depositato una domanda d’asilo in Croazia, ma unicamente di 

non aver svolto la procedura, contrariamente a quanto sollevato in sede 

ricorsuale (cfr. atti SEM n. 48/6, 50/4 e 53/3) ed hanno altresì indicato di 

essere transitati dalla Slovenia, producendo della documentazione com-

provante il loro passaggio da tale Paese (cfr. atto SEM n. 52/4). Su tali 

presupposti, in data (…) gennaio 2022 la SEM ha presentato due domande 

di ripresa in carico sulla scorta dell’art. 18 par. 1 lett. b RD III alle omologhe 

croate, indicando espressamente che i richiedenti sono una famiglia e che 

gli stessi sarebbero transitati dalla Slovenia dopo aver lasciato la Croazia 

(cfr. atti SEM n. 55/5 e 56/5). Quest’ultima autorità, ha esplicitamente ac-

colto la richiesta di ripresa in carico di tutti i ricorrenti in data (…) gennaio 

2022, quindi entro il termine previsto all’art. 25 par. 1 RD III, fondandosi 

sull’ 

art. 20 par. 5 RD III (cfr. atti SEM n. 62/2 e 101/2). A tali condizioni, la Croa-

zia è quindi tenuta, in principio, a riprendere in carico gli insorgenti, al fine 

di determinare la competenza per la trattazione della domanda d’asilo. 

5.3 Le censure sollevate in sede ricorsuale non sono atte ad inficiare la 

predetta conclusione. Difatti, in merito, i ricorrenti lamentano il fatto per cui 

le autorità croate avrebbero negato una richiesta di ripresa in carico da 

parte delle autorità slovene. Di tale aspetto non vi è tuttavia comprova 

nell’investigazione “Eurodac” ed inoltre ciò risulta inconferente al fine di de-

terminare la competenza ai sensi del Regolamento Dublino, in quanto è 

incontestato che il primo Paese dello Spazio Dublino in cui i ricorrenti sono 

stati registrati è la Croazia. Inoltre, quest’ultima ha accettato la ripresa in 

carico, anche essendo stata espressamente informata dalla SEM che i ri-

correnti si sono trattenuti in Slovenia. In tal senso, all’autorità inferiore non 

incombeva alcun ulteriore obbligo istruttorio, nemmeno per quanto con-

cerne l’asserita mancata registrazione dei ricorrenti da parte delle autorità 

slovene. Invece, per quanto attiene l’accettazione della ripresa in carico 

degli interessati sulla scorta dell’art. 20 par. 5 RD III, come correttamente 

rilevato dall’autorità inferiore nel proprio scritto del 31 gennaio 2023, ciò 

implica che gli interessati abbiano effettivamente depositato una domanda 

d’asilo in Croazia. Le autorità croate, inoltre, nella propria accettazione di 

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ripresa in carico, hanno indicato che le procedure che interessano gli in-

sorgenti sono ancora in corso (cfr. atti SEM n. 62/2 e 101/2). Gli interessati, 

inoltre, lamentano che le domande di ripresa in carico da parte della SEM 

sono state formulate separatamente per i due coniugi. A differenza di 

quanto sostenuto nel gravame dai ricorrenti, non si intravvede in specie 

alcun rischio di separazione del nucleo famigliare con il trasferimento in 

Croazia unicamente per la presenza di due domande e due risposte sepa-

rate per la ripresa in carico dei ricorrenti. Si osserva in tal senso che l’au-

torità di prime cure ha specificato nelle rispettive prese a carico che si tratta 

di un nucleo familiare (cfr. atti SEM n. 55/5 e 56/5). Pertanto, a ragione la 

SEM ha ritenuto data la competenza delle autorità croate per la trattazione 

della domanda d’asilo degli insorgenti.  

5.4 Tuttavia, giusta l’art. 3 par. 2 RD III, qualora sia impossibile trasferire 

un richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato come com-

petente in quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussistano delle 

carenze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di acco-

glienza dei richiedenti, che implichino il rischio di un trattamento inumano 

o degradante ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali 

dell’Unione europea (GU C 364/1 del 18.12.2000; di seguito: CartaUE), lo 

Stato membro competente prosegue l’esame dei criteri di cui al capo III per 

verificare se un altro Stato membro possa essere designato come compe-

tente. 

5.5 Agli occhi del Tribunale, nonostante le prese di posizione critiche di 

numerosi organismi – in particolare del Consiglio d’Europa – in materia, il 

sistema d’asilo e d’accoglienza croato non presenta delle carenze sistemi-

che, rispettivamente dei rischi avverati di push-back alla frontiera con la 

Bosnia ed Erzegovina, per quanto attiene ai richiedenti che hanno già de-

positato una domanda di protezione internazionale in Croazia e che sono 

esplicitamente ripresi in carico da tale Stato nel quadro di una procedura 

Dublino (cfr. tra le altre le sentenze del Tribunale D-440/2023 del 7 feb-

braio 2023 consid. 5.5 con ulteriori rif. cit.; D-407/2023 del 1° febbraio 2023 

consid. 7.2; D-5838/2022 del 9 gennaio 2023 consid. 5.5; cfr. anche la sen-

tenza di riferimento del Tribunale E-1488/2020 del 22 marzo 2023 con-

sid. 9.5). Le censure sollevate in sede ricorsuale, anche con riferimento ai 

propri timori e a rapporti di organizzazioni non governative, non permettono 

di giungere ad un apprezzamento diverso da quanto sopra esposto. Non è 

inoltre evincibile né dagli atti all’incarto né dal gravame alcun indizio serio 

e concreto suscettibile di dimostrare che lo Stato di destinazione non ri-

spetterebbe il principio del divieto di respingimento e, dunque, verrebbe 

meno ai suoi obblighi internazionali rinviando i ricorrenti in un paese dove 

D-984/2022 

Pagina 11 

la loro vita, integrità corporale o libertà sarebbero seriamente minacciate o 

da dove rischierebbero di essere respinti in un tale paese. 

5.6 Su tali presupposti, l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III non si 

giustifica nel caso di specie. 

6.  

6.1 Nel prosieguo, occorre esaminare se, come richiesto dai ricorrenti nel 

gravame, malgrado la competenza di principio della Croazia, l’autorità in-

feriore debba esaminare la domanda di protezione internazionale dei ri-

chiedenti in applicazione dell’art. 17 par. 1 RD III (“clausola di sovranità”), 

disposizione concretizzata in diritto interno svizzero all’art. 29a cpv. 3 

dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali (OAsi 1, 

RS 142.311), che prevede che se “motivi umanitari” lo giustificano la SEM 

può entrare nel merito della domanda anche qualora giusta il RD III un altro 

Stato sarebbe competente per il trattamento della domanda. Nell’applica-

zione di tale norma, la SEM dispone di potere di apprezzamento (cfr. 

DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Al contrario, se il trasferimento del richie-

dente nel paese di destinazione contravviene ad una norma imperativa del 

diritto internazionale, tra cui quelle della CEDU, l’autorità inferiore è obbli-

gata a entrare nel merito della domanda d’asilo ed il Tribunale dispone di 

potere di controllo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1). 

6.2 Gli insorgenti, nel loro ricorso e nei successivi scritti, si prevalgono dello 

stato di salute degli insorgenti 1 e 2, come pure delle violenze subite in 

Croazia, per rinunciare al loro trasferimento applicando la clausola di so-

vranità succitata. In tal senso, essi ritengono come le violenze che avreb-

bero perpetrato le autorità croate, evidenzierebbero delle criticità tali da 

rientrare nell’applicazione dell’art. 3 CEDU e dell’art. 4 della Carta UE. Inol-

tre, gli interessati hanno lamentato lo stato deplorevole in cui verserebbero 

i centri d’accoglienza in cui sono stati alloggiati durante la loro permanenza 

in Croazia. 

6.3 Nel caso in esame i maltrattamenti che i ricorrenti hanno addotto di 

aver subito in Croazia da parte di agenti di polizia non risultano conferenti 

dal profilo della conformità del trasferimento dei richiedenti in relazione agli 

art. 3 CEDU, art. 4 Carta UE o all’art. 3 della Convenzione contro la tortura 

ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicem-

bre 1984 (RS 0.105, Conv. tortura), in quanto non esiste alcuna ragione 

seria e concreta di ritenere che un trasferimento a Zagabria degli insorgenti 

rischierebbe di esporli ad una situazione simile a quella nella quale si sa-

rebbero trovati in quanto persone straniere in situazione irregolare su suolo 

D-984/2022 

Pagina 12 

croato nella zona di frontiera. Inoltre il Tribunale non ha alcuna ragione – 

neppure considerando quanto riportato nel ricorso dagli insorgenti – di met-

tere in dubbio che la Croazia sia uno Stato di diritto, con un sistema di 

giustizia funzionante, al quale gli insorgenti potranno indirizzarsi per de-

nunciare l’agito di alcuni funzionai di polizia nei loro confronti o se in futuro 

i loro diritti non venissero rispettati (art. 26 direttiva 2013/33/UE del Parla-

mento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme relative 

all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale [di seguito: diret-

tiva accoglienza]), anche con l’eventuale aiuto di organizzazioni non gover-

native presenti su suolo croato.  

In secondo luogo, nel caso in esame, i ricorrenti non hanno dimostrato in 

alcun modo, con degli elementi concreti e circostanziati, né è desumibile 

dagli atti all’inserto, che lo Stato di destinazione, che ha accettato espres-

samente la loro ripresa in carico, non sia intenzionato a riprenderli in carico 

ed a portare a termine correttamente la procedura relativa alla loro do-

manda di protezione in violazione della direttiva 2013/32/UE del Parla-

mento e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante procedure comuni ai fini 

del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale 

(di seguito: direttiva procedura), o ancora che loro non avrebbero avuto 

accesso alla procedura d’asilo in Croazia in passato o non l’avranno in fu-

turo. Non si evince peraltro né dagli atti all’incarto né dal gravame, alcun 

indizio serio e concreto, suscettibile di dimostrare che lo Stato di destina-

zione non rispetterebbe il principio del divieto di respingimento e, dunque, 

verrebbe meno ai suoi obblighi internazionali rinviandoli in un paese dove 

la loro vita, integrità corporale o libertà sarebbero seriamente minacciate o 

da dove rischierebbero di essere respinti in un tale paese. 

6.4 I ricorrenti, i quali hanno trascorso in totale circa 25 giorni in Croazia (di 

cui una parte in quarantena viste le misure di contenimento COVID-19) in 

un campo per richiedenti l’asilo, non hanno del resto allegato né apportato 

alcun indizio oggettivo, serio e concreto che sarebbero privati durevol-

mente, in tale Paese, di ogni accesso alle condizioni materiali d’acco-

glienza previste dalla direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del 

Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme relative all’accoglienza dei ri-

chiedenti protezione internazionale (di seguito: direttiva accoglienza) e che 

non potrebbero beneficiare dell’aiuto necessario per far valere i loro diritti, 

nel caso in cui sollevassero l’eventuale loro violazione, che appartiene a 

loro, utilizzando le adeguate vie di diritto dinnanzi alle autorità dello Stato 

in questione (cfr. art. 26 direttiva accoglienza). 

 

D-984/2022 

Pagina 13 

6.5  

6.5.1 In merito allo stato di salute dei ricorrenti, si osserva dapprima come 

il respingimento forzato di persone che soffrono di problemi medici, costi-

tuisce una violazione dell’art. 3 CEDU unicamente in circostanze eccezio-

nali (cfr. sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo [di seguito:  

CorteEDU] N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; Paposh-

vili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 segg.; 

DTAF 2011/9 consid. 7.1). 

Per quanto concerne lo stato valetudinario dell’insorgente 1, si constata 

che nell’ambito del colloquio Dublino, egli ha allegato di avere problemi 

psicologici. Dagli atti all’incarto, è poi desumibile come egli abbia effettuato 

diverse visite mediche, lamentando cefalea ed insonnia, causate da abusi 

fisici subiti in Turchia, per cui gli erano stati prescritti inizialmente Reba-

lance e Stilnox ed in seguito Trittico (cfr. atti SEM n. 61/2 e 74/2). Il medico 

curante ha inizialmente atteso prima di predisporre una presa a carico psi-

cologica (cfr. atto SEM n. 80/2). In seguito, il medico curante ha predisposto 

per l’interessato 1 un consulto psicologico/psichiatrico (cfr. atto SEM n. 

106/2). Durante il consulto psichiatrico presso la clinica LUPS a Sarnen, i 

medici specialisti hanno posto le diagnosi di disturbo dell’adattamento 

(F43.2) e di disturbo post traumatico da stress (F43.1), mentre è stata im-

postata una terapia farmacologica con Mirtazapin; in seguito il medico cu-

rante ha discusso nuovamente la terapia consigliata dagli specialisti, in 

quanto l’interessato si è rifiutato di assumerla (cfr. atti SEM n. 109/3 e 

113/2). A seguito di problematiche legate al sonno, il medico curante ha 

aggiunto alla terapia farmacologico Trimipramin (cfr. atto SEM n. 118/2). 

Dipoi, l’interessato 1 ha lamentato problematiche relative a sanguinamenti 

durante attacchi di tosse, per cui il medico curante, vista altresì la diagnosi 

di tubercolosi avvenuta 6 o 7 anni prima, ha predisposto una visita specia-

listica di pneumologia (cfr. atto SEM n. 119/2). Questi ultimi specialisti 

hanno ipotizzato quale causa della tosse un’asma bronchiale e proposto di 

procedere con inalazioni ad esempio con Symbicort, mentre non hanno 

fissato ulteriori visite mediche per tale problematica (cfr. atto SEM n. 

124/2). A seguito della richiesta di un aggiornamento dello stato di salute 

dei ricorrenti da parte del Tribunale, il medico curante ha redatto, in data 

29 dicembre 2022 un certificato in cui viene indicato che il ricorrente 1 sof-

fre di depressione e PTSD, per cui una terapia psicoterapeutica non era 

ancora iniziata e per cui assume una terapia farmacologica, inoltre l’inte-

ressato 1 soffrirebbe di una perdita dell’udito non acuta (cfr. risultanze 

istruttorie). Nel frattempo i ricorrenti hanno trasmesso uno scritto con cui 

indicavano che una visita psichiatrica era stata fissata in data 23 giugno 

2023, tuttavia nel frattempo non sono giunti ulteriori certificati medici. Ne 

D-984/2022 

Pagina 14 

discende pertanto che lo stato di salute di quest’ultimo possa essere rite-

nuto stabile, con diagnosi chiare e una terapia farmacologica impostata e 

pertanto le valutazioni effettuate dall’autorità inferiore in proposito risultano 

tutt’ora corrette. 

Per quanto concerne la ricorrente 2, ella ha dichiarato nell’ambito del col-

loquio Dublino di soffrire psicologicamente, di aver carenze a livello san-

guineo, di avere eczemi su mani e piedi, di soffrire di mal di denti e di avere 

problematiche cardiache. Dagli atti all’incarto emerge che alla stessa è 

stata diagnosticata un’anemia e una probabile iperidrosi a mani e piedi, 

oltre che noduli tiroidei da indagare e per le quali le è stato prescritto Xyzal, 

Dermocortal, Prurimed e Tardyferon (cfr. atto SEM n. 64/3). In seguito la 

stessa è stata sottoposta a controlli specialistici che hanno condotto alla 

somministrazione di ferro per via endovenosa, alla prescrizione di vitamina 

D3 e Excipial Kerasal (cfr. atti SEM n. 75/2, 79/2 e 81/2). In seguito, durante 

una visita ginecologica, non sono state riscontrate particolari anomalie ad 

eccezione di una menorragia e pertanto il medico ha effettuato una infu-

sione di ferritina all’interessata e le ha prescritto acido mefenamico e un 

medicamento per il forte sanguinamento mestruale (cfr. atto SEM n. 90/2). 

In seguito, durante una successiva visita presso il medico curante, quest’ul-

timo non ha rilevato alcuna problematica cardiaca, lamentata dalla ricor-

rente e pertanto non ordina alcun nuovo approfondimento specialistico in 

merito. In tale sede il medico ha rilevato una Pitiriasi versicolor, da curare 

tramite shampoo Ketoconazol (cfr. atto SEM n. 96/2). Successivamente, la 

ricorrente 2 si è sottoposta ad una visita specialistica al fine di investigare 

i noduli alla tiroide, durante la quale tuttavia non è emerso alcun problema 

particolare. Il medico ha prescritto tuttavia il farmaco Esomeprazol per un 

mese (cfr. atto SEM n. 111/1). Dipoi, il medico curante, ha ordinato una 

visita specialistica cardiologica, dato che la ricorrente 2 ha lamentato una 

precordialgia (cfr. atto SEM n. 115/2). Durante il successivo controllo spe-

cialistico circa i noduli alla tiroide non sono emerse particolari problemati-

che, nonostante la ricorrente 2 lamentasse dolori alla gola, pertanto i me-

dici hanno suggerito degli approfondimenti gastroenterologici (cfr. atto 

SEM n. 117/1). Successivamente la ricorrente 2 si è sottoposta ad una vi-

sita specialistica presso un reumatologo, che tuttavia non è riuscito a de-

terminare la causa della formazione dei noduli, prescrivendo Vimovo per 

14 giorni (cfr. atto SEM n. 127/4). Invece, durante la visita specialistica in 

cardiologia, è stato rilevato che le problematiche lamentate dalla ricorrente 

2 sono probabilmente di origine extracardiaca (cfr. atto SEM n. 129/3). In 

seguito, l’insorgente 2 è stata ricoverata d’urgenza a causa di una fibrilla-

zione atriale parossistica (cfr. atto SEM n. 134/2). Durante le successive 

visite presso il medico curante è stato prescritto Relaxane e Perinodipril, 

D-984/2022 

Pagina 15 

per lo stato di tensione (cfr. atto SEM n. 139/2). In seguito la ricorrente 2 è 

stata visitata da un medico a causa di attacchi di vomito continui, per una 

sospetta gastrite è stato prescritto Pantozol (cfr. atto SEM n. 142/2). A se-

guito della richiesta di un aggiornamento dello stato di salute dei ricorrenti 

da parte del Tribunale, il medico curante ha redatto, in data (…) gennaio 

2023 un certificato in cui viene indicato che la ricorrente 2 ha effettuato una 

gastroscopia ed ha seguito una terapia di eradicazione di H-Pylori ed i sin-

tomi sono leggermente migliorati, inoltre la stessa si sottopone regolar-

mente ad infusioni di ferro. L’interessata 2 soffre di tensione psicologica, 

ma si distanzia chiaramente dal suicidio. Una terapia psichiatrica non ha 

potuto essere iniziata in quanto vi è una lunga lista d’attesa. Senza una 

terapia medica, le problematiche dell’insorgente 2 peggiorerebbero con 

alta probabilità (cfr. risultanze istruttorie). La rappresentante legale, in data 

(…) febbraio 2023, (…) marzo 2023 e (…) giugno 2023 ha aggiornamento 

lo stato di salute della ricorrente 2, la quale soffre di tensione massiccia 

nella schiena, eczema disidrosico e atto di panico. La terapia farmacolo-

gica impostata prevede Quetiapin, Escitalopram, Relaxane, Pantoprazol, 

Vitamina D3, oltre che in riserva Iberogast, Elocom, Rheumalix e Cykolka-

pron. Inoltre l’interessata 2 ha ripreso le sedute di fisioterapia ed ha fissato 

un appuntamento in data 19 giugno 2023 presso l’ambulatorio psichiatrico 

(…) per una valutazione del suo stato di salute psicologico. In data (…) 

giugno 2023, l’ambulatorio psichiatrico LUPS ha redatto un rapporto dal 

quale emerge la diagnosi principale di episodio depressivo di media inten-

sità (disturbo depressivo ricorrente) e la diagnosi secondaria di disturbo 

post-traumatico da stress. Gli specialisti hanno raccomandato un inter-

vento di crisi con ricovero in una clinica femminile. Una verifica della poso-

logia medica dovrebbe avvenire in un contesto di ricovero protetto (cfr. ri-

sultanze istruttorie). In data (…)agosto 2023, la ricorrente 2 è stata visitata 

al pronto soccorso e le è stato diagnosticato un “Psychischer Ausnahme-

zustand” con iperventilazione. L’interessata ha saputo distanziarsi chiara-

mente da pensieri suicidi, utilizzati come minaccia nei confronti del marito. 

I medici non hanno reputato necessarie ulteriori misure mediche (cfr. risul-

tanze istruttorie). Il seguente (…) agosto 2023, durante la visita dal medico 

internista, l’insorgente ha lamentato bruciori ai piedi, alle mani, allo sto-

maco e dolori alla schiena. Avrebbe inoltre difficoltà respiratorie, non 

avrebbe energie, non riuscirebbe a cucinare e a prendersi cura dei figli, 

come pure il marito. Da tempo non assumerebbe più i farmaci prescritti, in 

quanto li avrebbe terminati. La diagnosi posta è quella di depressione con 

somatizzazione. L’insorgente rifiuta un ricovero per via dei bambini. Il me-

dico ha impostato la seguente terapia medicamentosa: Becozym forte, 

Symbicort, Duloxetin, Quetiapin, Relaxane, Pantoprozol, Vitamina D3 

Streuli ed i seguenti medicamenti in riserva: Magnesium diasporal, Riopan, 

D-984/2022 

Pagina 16 

Iberogast Tinkt, Elocom Salbe, Rheumalix forte, Cyklokaprom (cfr. risul-

tanze istruttorie). Ad oggi non sono pervenuti ulteriori aggiornamenti circa 

lo stato della ricorrente 2. Ne può quindi discendere come anche lo stato 

di salute dell’insorgente sia chiarito ed una terapia farmacologica impo-

stata. 

In rapporto all’insorgente 3, si rileva come dagli atti risulta che il medesimo, 

durante il colloquio ha lamentato una ferita al naso e di aver paura di dover 

tornare in Croazia (cfr. atto SEM n. 53/3). Dagli atti all’incarto emerge che 

egli sia stato curato per tonsillite curata con sciroppo Amoxcillin e per sin-

tomi influenzali curati con Algifor sciroppo e Rinosedin (cfr. atti SEM n. 82/2, 

85/2, 91/2 e 97/2). L’interessato 3 si è poi procurato una distorsione al polso 

cadendo, ma una frattura è stata esclusa dal medico (cfr. atto SEM n. 

108/1). Dalle successive visite mediche è stata diagnosticata insonnia do-

vuta a PTSD, oltre che una sospetta rinite ed anemia. Egli sarebbe inoltre 

stato curato per Thorax Zoster (cfr. risultanze istruttorie). Non sono perve-

nuti ulteriori certificati medici, in particolare per quanto concerne lo stato 

psicologico dell’interessato 3. Ad oggi non risulta alcuna terapia impostata. 

Pertanto, la diagnosi è posta e lo stato di salute del ricorrente 3 chiaro. 

Per quanto concerne il ricorrente 4, lo stesso è stato curato per un’infezione 

da scarlattina con antibiotico e sciroppo. Nel frattempo tale problematica è 

stata risolta (cfr. atti SEM n. 83/3, 84/2, 98/2 e 120/2). Da successivi accer-

tamenti è emerso che l’interessato 4 soffre di disturbi d’ansia e sensazioni 

cardiache psicogene dovute a PTSD, per le quali non risultano attualmente 

terapie impostate (cfr. risultanze istruttorie). 

Per quanto attiene lo stato di salute del ricorrente 5, dagli atti emerge che 

egli si è sottoposto a cure dentistiche (cfr. atto SEM n. 133/3), inoltre egli 

soffre di disturbi dello sviluppo dovuta a PTSD, oltre che enuresi (cfr. risul-

tanze istruttorie). Tuttavia non risultano attualmente terapie impostate.  

6.5.2 Alla luce dello stato di salute dei ricorrenti testé descritto, pur non 

volendo in alcun modo minimizzare le patologie di cui soffrono in partico-

lare i ricorrenti 1 e 2, dagli atti all’inserto non sono evincibili degli elementi 

concreti e circostanziati, che inducano a ritenere come il loro stato di salute 

sia di una gravità tale da comportare una violazione dell’art. 3 CEDU ai 

sensi della giurisprudenza sopra referenziata nel caso di un loro rinvio in 

Croazia, che non potrebbe essere ivi trattato, nel caso di necessità. Non 

risulta inopportuno evidenziare in tale contesto, come il Tribunale, in linea 

di principio – ed al contrario di quanto argomentato dagli insorgenti nel loro 

D-984/2022 

Pagina 17 

ricorso – ritenga che la Croazia disponga di infrastrutture mediche ade-

guate (cfr. le sentenze del Tribunale D-440/2023 del 7 febbraio 2023 con-

sid. 7.4.3; D-407/2023 del 1° febbraio 2023 consid. 8.2.2, D-1418/2022 del 

4 aprile 2022 consid. 5.3.6, D-1241/2022 del 25 marzo 2022 pag. 7). Per-

tanto, se i ricorrenti dovessero necessitare di ulteriori cure o trattamenti 

medici, potranno senz’altro fare capo all’infrastruttura medica presente in 

Croazia. Stato che si ricorda è firmatario della direttiva accoglienza ed in 

quanto tale, deve provvedere affinché i richiedenti ricevano la necessaria 

assistenza sanitaria comprendente quanto meno le prestazioni di pronto 

soccorso e il trattamento essenziale di malattie e di gravi disturbi mentali e 

fornire la necessaria assistenza medica o di altro tipo, ai richiedenti con 

esigenze di accoglienza particolari, comprese, se necessarie, appropriate 

misure di assistenza psichica (cfr. art. 19 par. 1 e 2 direttiva accoglienza). 

Va, infine, rammentato come il Tribunale abbia già più volte ritenuto che 

l’aiuto apportato da organizzazioni non governative permetta segnata-

mente di supplire alle lacune delle infrastrutture psicoterapeutiche statali 

presenti in Croazia (cfr., a tal proposito, le sentenze del Tribunale D-

5670/2022 del 3 febbraio 2023 consid. 8.3.3 con ulteriori rif. cit., E-

4859/2022 del 9 novembre 2022 consid. 6.5.1). 

6.6  

6.6.1 I ricorrenti invocano inoltre la Convenzione sui diritti del fanciullo per 

contestare l’ammissibilità del loro trasferimento verso la Croazia, lamen-

tandosi che la SEM non avrebbe analizzato né preso in considerazione il 

benessere superiore dei ricorrenti 3, 4 e 5.  

6.6.2 I criteri applicabili per determinare il benessere superiore del fanciullo 

comprendono valutazioni in merito alla sua età, al suo grado di maturità, ai 

suoi legami di dipendenza e alla natura delle relazioni con le persone di 

sostegno (prossimità, intensità, importanza per la sua crescita, impegno e 

capacità di presa a carico). Parimenti da analizzare sono lo stato e le pro-

spettive di sviluppo e di formazione scolastica rispettivamente professio-

nale nonché le possibilità e le difficoltà di reinserimento. Nell’analisi di tali 

criteri, la durata del soggiorno in Svizzera è un fattore di grande impor-

tanza, posto che i bambini in tenera età non devono essere sradicati senza 

validi motivi dall’ambiente nel quale sono cresciuti. Dal punto di vista psi-

cologico, occorre prendere in considerazione non solo la famiglia in senso 

stretto quanto più l’insieme delle relazioni sociali. Una forte integrazione in 

Svizzera, derivante in particolare da un lungo soggiorno e da una scolariz-

zazione in tale paese, può infatti avere quale conseguenza uno sradica-

mento dal paese d’origine, che può, secondo le circostanze, rendere inesi-

gibile l’esecuzione dell’allontanamento (cfr. DTAF 2009/51 consid. 5.6; 

D-984/2022 

Pagina 18 

DTAF 2009/28 consid. 9.3.2; sentenza del Tribunale D-2806/2021 del 

3 febbraio 2023 consid. 10.3.1).  

6.6.3 In proposito si deve sottolineare che i ricorrenti 3, 4 e 5 verranno tra-

sferiti insieme ai genitori, quale famiglia, in Croazia, e non saranno sepa-

rati, dimodoché i ricorrenti 1 e 2 potranno occuparsi dei loro figli, fornendo 

loro il necessario sostegno educativo, affettivo e psicologico. Sotto questo 

profilo, non si può dunque rimproverare alla SEM di non aver considerato 

il benessere superiore degli insorgenti 3, 4 e 5. Non sussistono inoltre agli 

occhi del Tribunale degli elementi per concludere che il loro trasferimento 

in Croazia equivarrebbe ad uno sradicamento completo, tale da pregiudi-

care il loro sviluppo ed equilibrio. Invero, essi risiedono in Svizzera da circa 

un anno e mezzo, un lasso di tempo troppo breve per considerarla una 

situazione di stabilità e di particolare integrazione. Peraltro, come già evi-

denziato sopra, anche lo stato di salute dell’insorgenti 3, 4 e 5 non risultano 

ostativi al loro trasferimento in Croazia con i genitori. Inoltre va aggiunto 

come l’art. 3 par. 1 CDF, non impone alle autorità di dare seguito al desi-

derio dei genitori che la loro domanda d’asilo sia esaminata dallo Stato che 

garantisce, secondo loro, le migliori condizioni d’accoglienza per i loro figli 

(cfr. le sentenze del Tribunale F-4998/2022 del 9 novembre 2022 con-

sid. 7.5, F-1532/2022 dell’8 aprile 2022 consid. 8.5 con rif. cit.).  

6.6.4 Pertanto, il trasferimento degli insorgenti 3, 4 e 5 in Croazia, assieme 

ai genitori, non è contrario al loro interesse superiore sancito dalla CDF. 

6.7 In siffatte circostanze, non si ravvisano indicatori per ritenere che l’au-

torità inferiore abbia esercitato in maniera arbitraria il suo potere di apprez-

zamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Non vi è quindi alcun motivo di 

applicare le clausole discrezionali previste all’art. 17 par. 1 RD III (clausola 

di sovranità), rispettivamente all’art. 29a cpv. 3 OAsi 1. 

Di conseguenza, in mancanza dell’applicazione di tali norme da parte della 

Svizzera, la Croazia è competente per la ripresa in carico dei ricorrenti in 

ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25 e 29 RD III. 

7.  

Ne discende che è quindi a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito 

della domanda d’asilo dei ricorrenti, in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 

lett. b LAsi ed ha pronunciato il loro trasferimento verso la Croazia confor-

memente all’art. 44 LAsi. In conclusione, con il provvedimento impugnato, 

l’autorità inferiore non ha violato il diritto federale né abusato del suo potere 

D-984/2022 

Pagina 19 

di apprezzamento ed inoltre non ha accertato in modo inesatto o incom-

pleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il ricorso deve 

quindi essere respinto e la decisione dell’autorità inferiore confermata. 

8.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la richiesta tendente 

all’esenzione dal versamento di un anticipo sulle spese processuali, risulta 

divenuta senza oggetto. 

9.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali andrebbero poste a ca-

rico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento 

sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, 

non essendo state le conclusioni ricorsuali d’acchito sprovviste di possibi-

lità di esito favorevole e potendo partire dal presupposto che gli insorgenti 

sono indigenti, v’è luogo di accogliere la domanda di assistenza giudiziaria 

nel senso della dispensa dal pagamento delle spese di giustizia (art. 65 

cpv. 1 PA). 

10.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione, e pertanto non può essere impugnata con ri-

corso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 

1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-984/2022 

Pagina 20 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è accolta. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Adriano Alari 

 

 

Data di spedizione: