# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 50400389-896d-5b73-adf9-cccb2a605b92
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-05-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.05.2008 C-500/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-500-2006_2008-05-20.pdf

## Full Text

Corte II I
C-500/2006
{T 0/2}

Sentenza del 20 maggio 2008

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Antonio Imoberdorf (presidente di camera), 
Bernard Vaudan,
cancelliere Graziano Mordasini.

A._______,
patrocinato dall'Avv. Cesare Lepori,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 
3003 Berna,
autorità inferiore.

Rifiuto dell'approvazione alla proroga del permesso di 
dimora e rinvio.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-500/2006

Fatti:

A.
In  data  8 giugno  2000,  A._______,  cittadino  angolano  nato  il...,  ha 
presentato presso l'Ambasciata di Svizzera a Lisbona una domanda di 
visto  per  la  Svizzera  al  fine  di  convolare  a  nozze  con  B._______, 
cittadina elvetica nata il.... 

Giunto  in  Svizzera  il  6 agosto  2000,  A._______  ha  contratto 
matrimonio con l'interessata il 28 ottobre successivo ed è stato quindi 
posto a beneficio di un permesso di dimora in applicazione dell'art. 7 
cpv. 1 della legge federale del 26 marzo 1931 concernente la dimora e 
il domicilio degli stranieri (vLDDS, CS 1 117), puntualmente rinnovato 
a scadenze annuali.

B.
Con sentenza del 7 settembre 2004, il Giudice della Pretura penale di 
Bellinzona  ha  riconosciuto  A._______  autore  colpevole  di  infrazione 
alle  norme  della  circolazione  e  inosservanza  dei  doveri  in  caso  di 
infortunio,  condannandolo  alla  pena  di  dieci  giorni  di  detenzione, 
sospesi condizionalmente per un periodo di prova di due anni, ed al 
pagamento di una multa di Fr. 200.-.

C.
Con sentenza del 20 aprile 2005, il Segretario assessore della Pretura 
di  Lugano ha sciolto  per  divorzio  il  matrimonio  contratto  dai  coniugi 
C._______ in data 28 ottobre 2000.

D.
Invitato dalla Sezione dei permessi e dell'immigrazione di  Bellinzona 
(di seguito: SPI) a pronunciarsi in merito alla richiesta di proroga del 
permesso di  dimora presentata da A._______ Edgar, con scritto del 
23 dicembre 2005,  l'UFM ha informato l'interessato dell'intenzione di 
rifiutare  l'approvazione  della  proroga  del  permesso  di  dimora  e  di 
pronunciare il suo rinvio dalla Svizzera, accordandogli la possibilità di 
prendere posizione in merito sulla base degli art. 29 e 30 della legge 
federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 
172.021).

E.
Agendo  per  il  tramite  del  suo  patrocinatore,  con  osservazioni  del 

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25 gennaio  2006,  A._______  ha  in  primo  luogo  affermato  di 
beneficiare di un permesso di dimora da oltre cinque anni. Egli ha poi 
negato  che  la  separazione  dalla  moglie  sia  intervenuta  già  nel 
dicembre  2003,  sottolineando  di  aver  mantenuto  con  quest'ultima 
normali e regolari rapporti matrimoniali, che la decisione di divorziare 
era stata presa solo nell'autunno 2004 dalla moglie e che egli  aveva 
assecondato  questa  scelta  con  l'unico  scopo  di  evitare  una  lunga 
causa  giudiziaria  (cfr.  dichiarazione  di  B._______  del  20 gennaio 
2006).  L'interessato  ha  inoltre  rilevato  che  la  sua  responsabilità 
nell'ambito  dei  fatti  che  hanno  condotto  alla  sua  condanna  andava 
ridimensionata e che l'infrazione in questione costituisce l'unico fatto in 
cui  egli  sia  stato  coinvolto  durante  il  suo  soggiorno  in  Svizzera. 
A._______  ha  infine  posto  l'accento  sulla  sua  integrazione 
professionale  (diverse  attività  lucrative  svolte  dal  suo  arrivo  sul 
territorio  elvetico),  scolastica  (conseguimento  del  diploma  di 
informatico di  gestione)  e personale (attivo in diverse formazioni  del 
calcio regionale).

F.
Con  decisione  del  16  marzo  2006,  l'UFM  ha  rifiutato  la  propria 
approvazione  alla  proroga  del  permesso  di  dimora  postulata, 
impartendo all'interessato un termine al 30 giugno 2006 per lasciare la 
Svizzera.

A motivo della propria decisione, l'autorità di prime cure ha evidenziato 
come  l'affermazione  secondo  cui  i  rapporti  tra  i  coniugi  C._______ 
sarebbero proseguiti anche dopo la data della separazione e secondo 
cui la decisione di divorziare sarebbe intervenuta in un secondo tempo 
e su sola volontà dell'ex-moglie, non invalida in nessun modo il  fatto 
che gli interessati si siano separati solo tre anni dopo il matrimonio e 
che da allora non abbiano più ripreso la vita in comune, rilevando poi 
come il  rilascio del permesso di  dimora a favore di A._______ fosse 
stato giustificato unicamente dall'esistenza del vincolo matrimoniale e 
che quindi il fatto che l'interessato ne benefici da oltre cinque anni non 
è  determinante,  dal  momento  che  la  durata  dell'unione  coniugale  è 
stata nettamente inferiore a questo periodo. Essa ha poi affermato che 
la portata delle conclusioni a cui è giunta l'autorità giudiziaria in merito 
alla condanna del 7 settembre 2004, cresciuta in giudicato, non poteva 
più  essere  rimessa  in  discussione,  precisando  nel  contempo  che 
A._______  non  presenta  un'integrazione  professionale  derivante  da 

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una stabile e duratura attività lucrativa, di modo che egli non dispone 
di una sufficiente autonomia finanziaria.

G.
In  data  4 maggio  2006,  A._______  è  insorto  avverso  la  suddetta 
decisione,  riprendendo per  l'essenziale  le  argomentazioni  sviluppate 
nelle sue osservazioni  del  25 gennaio 2006. A sostegno del  proprio 
gravame egli ha considerato sproporzionato il fatto di negare il rinnovo 
del permesso di dimora perchè il suo vincolo matrimoniale si è sciolto 
quattro mesi prima del diritto all'ottenimento del permesso di domicilio 
a seguito della sua presenza sul territorio della Confederazione per la 
durata  di  cinque anni,  sottolineando  poi  di  non  rappresentare  alcun 
pericolo per la sicurezza della Svizzera. Il ricorrente ha poi sottolineato 
di  non  avere  alcun  legame  in  Angola  vista  la  sua  tenera  età  al 
momento della partenza per il Portogallo e l'assenza di parenti presso 
i  quali  potrebbe  tornare,  di  modo  che  un  suo  rientro  in  patria  non 
appare possibile.

H.
Chiamato ad esprimersi  in  merito  al  suddetto ricorso,  con preavviso 
del 24 luglio 2006, l'UFM ha proposto la reiezione del gravame.

I.
Invitato  a  prendere  posizione  in  merito  al  preavviso  dell'autorità 
inferiore,  con  replica  dell'8 settembre  2006,  il  ricorrente  si  è 
riconfermato  nelle  considerazioni  formulate  nel  ricorso,  producendo 
inoltre agli atti una lista di dichiarazioni di suoi amici e conoscenti, con 
le  quali  essi  attestano che egli  padroneggia  perfettamente  la  lingua 
italiana, che è ben integrato nel contesto ticinese e che si è sempre 
dimostrato una persona corretta.

J.
Chiamato ad esprimersi in merito allo scritto del 22 febbraio 2008 con 
il  quale  il  ricorrente  ha  comunicato  di  avere  sottoscritto  un  nuovo 
contratto  di  lavoro,  con  duplica  del  19 marzo  2008,  l'UFM  si  è 
riconfermato nelle sue allegazioni.

Diritto:

1.
Riservate  le  eccezioni  previste  all'art.  32  della  legge  federale  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS 

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173.32),  giusta  l'art. 31  LTAF il  Tribunale  amministrativo federale  (di 
seguito: TAF o il Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 
dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate agli art. 33 e 34 LTAF.

In particolare,  le  decisioni  in  materia  di  rifiuto  dell'approvazione alla 
proroga  di  un  permesso  di  dimora  e  di  rinvio  dalla  Svizzera  rese 
dall'UFM -  il  quale  costituisce  un'unità  dell'amministrazione  federale 
come  definita  all'art.  33  let.  d  LTAF  -  possono  essere  impugnate, 
conformemente  all'art.  20  cpv.  1  vLDDS,  dinanzi  al  TAF,  il  quale 
statuisce in via definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 
83  let.  c  cifre  2  e  4  della  legge  federale  del  17  giugno  2005  sul 
Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

I ricorsi pendenti presso le commissioni federali di ricorso o d'arbitrato 
o presso i servizi dei ricorsi dei dipartimenti al 1° gennaio 2007 sono 
trattati dal TAF sulla base del nuovo diritto processuale (art. 53 cpv. 2 
LTAF).

2.
L'entrata  in  vigore,  il  1° gennaio  2008,  della  legge  federale  sugli 
stranieri  del  16 dicembre  2005  (LStr,  RS  142.20)  ha  comportato 
l'abrogazione  della  vLDDS  conformemente  all'art.  125  LStr  (in 
relazione  con  la  cifra  I  del  suo  allegato),  e  delle  ordinanze 
d'esecuzione  di  cui  all'art.  39  dell'ordinanza  del  24 ottobre  2007 
concernente la procedura d'entrata e di  rilascio del visto (OPEV, RS 
142.204)  e  all'art.  91  dell'ordinanza  del  24 ottobre  2007 
sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa (OASA, RS 142.201).

Conformemente all'art. 126 cpv. 1 LStr, alle procedure introdotte prima 
del  1° gennaio  2008  rimangono  tuttavia  applicabili  le  vecchie 
disposizioni  di  legge  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  amministrativo 
federale  C-3912/2007  del  14 febbraio  2008  consid.  2).  La  decisione 
impugnata  è  stata  emessa  prima dell'entrata  in  vigore  della  LStr;  il 
vecchio diritto (materiale) è quindi applicabile alla presente fattispecie.

Conformemente  alla  regolamentazione  transitoria  di  cui  all'art.  126 
cpv.  2  LStr,  la  procedura  inerente  le  domande  presentate  prima 
dell'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della LStr è retta dal nuovo 
diritto. 

Salvo  i  casi  in  cui  la  LTAF  non  disponga  altrimenti,  la  procedura 

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davanti  al  Tribunale amministrativo federale  è retta  dalla  PA (art. 37 
LTAF).

3.
A._______  ha  diritto  di  ricorrere  (art.  48  PA)  e  il  suo  ricorso, 
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile 
(cfr. art. 50 e 52 PA).

4.
Secondo  l'art.  1a vLDDS  ha  diritto  di  risiedere  in  Svizzera  ogni 
straniero che sia al  beneficio  di  un permesso di  dimora o domicilio, 
ovvero  che,  secondo  la  presente  legge,  non  abbia  bisogno  di  un 
permesso siffatto.

L'autorità decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e 
dei trattati con l'estero, circa la concessione del permesso di dimora o 
di domicilio (art. 4 vLDDS). La libera decisione delle autorità circa la 
concessione della dimora o del domicilio non può essere pregiudicata 
da  alcun  atto  dello  straniero  (cfr.  art.  8  cpv.  2  dell'ordinanza 
d'esecuzione della legge federale concernente la dimora e il domicilio 
degli stranieri [vODDS del 1949, RU 1949 I 233]).

Nelle  loro  decisioni,  le  autorità  competenti  a  concedere  i  permessi 
terranno conto degli interessi morali ed economici del Paese, nonché 
dell'eccesso della popolazione straniera (art. 16 cpv. 1 vLDDS).

Lo straniero è tenuto a partire quando gli sia rifiutata la concessione o 
la proroga di un permesso ovvero quando il permesso gli sia revocato 
o ritirato in applicazione dell'articolo 8 capoverso 2 vLDDS. In questi 
casi  l'autorità  gli  assegna  un  termine  di  partenza.  Se  l'autorità  è 
cantonale, l'ordine di partire vale solo per il territorio del Cantone; se 
l'autorità è federale,  lo  straniero deve lasciare la Svizzera. L'autorità 
federale competente può trasformare l'ordine di lasciare un Cantone in 
un ordine di lasciare la Svizzera (art. 12 cpv. 3 vLDDS). 

5.

5.1 Secondo l'art. 99 LEtr, il Consiglio federale determina i casi in cui i 
permessi di soggiorno di breve durata, di dimora e di domicilio nonché 
le decisioni preliminari delle autorità cantonali preposte al mercato del 
lavoro sono soggetti all'approvazione dell'Ufficio federale. Quest'ultimo 
può  rifiutare  l'approvazione  o  limitare  la  portata  della  decisione 

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cantonale.

Giusta  l'art.  85  cpv.  1  lett.  a  e  b  OASA,  l'UFM  è  competente  per 
l'approvazione del rilascio dei permessi di soggiorno di breve durata, 
di dimora o domicilio e alla proroga dei permessi di dimora se ritiene 
necessaria una procedura d'approvazione per determinate categorie di 
stranieri  e  domande  o  qualora  una  tale  procedura  si  rileva 
indispensabile per un singolo caso.

Queste  norme  corrispondono  nella  loro  portata  alle  disposizioni 
abrogate (cfr. art. 51 vOLS, art. 18 cpv. 1 e 3 vLDDS e art. 1 cpv. 1 let. 
c vOPADS).

5.2 In  virtù  della  regolamentazione  in  merito  alla  ripartizione  delle 
competenze in materia di polizia degli stranieri tra la Confederazione e 
i  cantoni,  l'UFM  dispone  quindi  della  competenza  di  approvare  il 
permesso di dimora che la SPI propone di rilasciare a A._______ (cfr. 
DTF 130 II 49 consid. 2.1; 127 II 49 consid. 3a e riferimenti ivi citati). In 
ragione  della  libertà  di  apprezzamento  di  cui  esso  gode  (cfr. art.  4 
vLDDS), il suddetto ufficio, né a fortiori il Tribunale, non sono legati dal 
preavviso  favorevole  della  SPI  e  possono  quindi  distanziarsi 
dall'apprezzamento formulato da questa autorità. 

6.

6.1 Lo  straniero  non  gode  in  principio  di  un  diritto  al  rilascio  di  un 
permesso di soggiorno (rispettivamente alla proroga o al rinnovo dello 
stesso) o di domicilio, a meno che possa prevalersi di una disposizione 
particolare  di  diritto  federale  o  di  un  trattato  che  gli  attribuisce  tale 
prerogativa (cfr. DTF 131 II 339 consid. 1; DTF 130 II 281 consid. 2.1 e 
giurisprudenza ivi citata).

6.2 Giusta  l'art.  7  cpv. 1  1a frase  vLDDS,  il  coniuge straniero  di  un 
cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di 
dimora.  Dopo  una  dimora  regolare  e  ininterrotta  di  cinque  anni,  ha 
diritto al permesso di domicilio (art. 7 cpv. 1 2a frase vLDDS).

6.3 Nella  fattispecie,  A._______  è  stato  messo  a  beneficio  di  un 
permesso  di  dimora  unicamente  in  ragione  del  suo  matrimonio, 
celebrato  il  28 ottobre  2000,  con  una  cittadina  svizzera.  Dal 
dicembre 2003 i  coniugi  C._______ hanno vissuto separati  e  la  loro 
unione è poi stata sciolta con sentenza di divorzio del 20 aprile 2005 

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(cresciuta  in  giudicato),  di  modo  che  l'interessato  non  può  più,  da 
quella  data,  prevalersi  del  diritto  alla  proroga  (rispettivamente  al 
rinnovo)  del  suo  permesso  di  dimora  sulla  base  della  succitata 
disposizione, in quanto lo scopo iniziale del suo soggiorno in Svizzera 
non esiste più.

Il  ricorrente  ha  affermato  che  i  rapporti  con  l'ex-moglie  erano 
proseguiti anche dopo il dicembre 2003, che la decisione di divorziare 
era intervenuta solo nell'autunno 2004, che il divorzio era stato voluto 
esclusivamente  dalla  ex-moglie  e  che  egli,  pur  avendo  desiderato 
continuare nel matrimonio, vi si era adeguato allo scopo di evitare una 
lunga causa giudiziaria (cfr. dichiarazione di B._______ del 20 gennaio 
2006).  Sarebbe  pertanto  sproporzionato  revocargli  il  permesso  di 
dimora,  soprattutto  tenuto  conto  del  fatto  che  il  divorzio  è  stato 
pronunciato  dopo circa  quattro  anni  e  mezzo dalla  celebrazione del 
matrimonio,  quindi  a  soli  sei  mesi  dalla  nascita  del  suo  diritto 
all'ottenimento di  un permesso di  domicilio ai  sensi  l'art. 7  cpv. 1 2a 

frase vLDDS.

Come rilevato a giusto titolo dall'autorità di prime cure nella decisione 
impugnata, queste allegazioni non invalidano il fatto che gli interessati 
si siano separati solo tre anni dopo il matrimonio e che da allora non 
abbiano  più  ripreso  la  vita  in  comune.  Inoltre,  il  proseguimento  di 
rapporti di tipo coniugale durante un certo periodo non rappresenta di 
per  sè  un  elemento  suscettibile  di  attenuare  il  valore  di  una 
separazione già in atto, la cui validità è stata peraltro confermata dalla 
decisione  degli  interessati  di  continuare  a  vivere  separati  e  di 
divorziare.

Dagli atti di causa si evince che il ricorrente è giunto sul territorio della 
Confederazione in data 6 agosto 2000 ed il  28 ottobre successivo è 
convolato  a  nozze  con  una  cittadina  svizzera.  Al  momento  della 
crescita in giudicato della sentenza di divorzio pronunciata il 20 aprile 
2005, l'interessato aveva dimorato in maniera regolare ed ininterrotta 
in  Svizzera per  un periodo inferiore a quello  di  cinque anni  previsto 
all'art. 7 cpv. 1 2a frase vLDDS, di  modo che egli  non può esigere il 
rilascio di un permesso di domicilio, né il rinnovo del suo permesso di 
soggiorno in base a questa norma.

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7.

7.1 Nella misura in cui A._______ non è più coniuge di una cittadina 
svizzera,  e  che  quindi  il  motivo  che  aveva  inizialmente  condotto  al 
rilascio di un permesso di dimora in suo favore in applicazione dell'art. 
7  cpv.  1  1a frase  vLDDS  non  esiste  più,  si  deve  esaminare  se  le 
circostanze del  caso concreto  giustificano ugualmente  il  rinnovo del 
suo permesso di dimora. In questo contesto, le autorità di polizia degli 
stranieri  esaminano la questione del proseguimento del soggiorno di 
uno straniero in Svizzera prendendo in considerazione segnatamente i 
seguenti criteri: durata del soggiorno, legami personali con la Svizzera 
(segnatamente  se  ci  sono  figli),  situazione  professionale,  situazione 
economica  e  del  mercato  del  lavoro,  comportamento  e  grado  di 
integrazione. Esse godono di un ampio potere di apprezzamento (art. 
4 vLDDS; cfr. DTF 128 II 145 consid. 3.5).

Le suddette autorità devono inoltre tenere conto degli interessi morali 
ed  economici  del  paese,  nonché  dell'eccesso  della  popolazione 
straniera  (cfr.  art.  16  cpv. 1  vLDDS  in  relazione  con  l'art.  8  cpv. 1 
vODDS e l'art. 1 let. a vOLS). A questo proposito giova rilevare che la 
Svizzera pratica  una politica  restrittiva in  materia  di  soggiorno degli 
stranieri  e  di  immigrazione  con  lo  scopo  di  assicurare  un  rapporto 
equilibrato  tra  l'effettivo  della  popolazione  svizzera  e  quello  della 
popolazione straniera residente, nonché di  migliorare la struttura del 
mercato  del  lavoro  assicurando  un  equilibrio  ottimale  in  materia  di 
impiego  (cfr.  DTF  122  II  1  consid.  3a;  ALAIN.  WURZBURGER,  La 
jurisprudence  récente  du  Tribunal  fédéral  en  matière  de  police  des 
étrangers, Rivista di  diritto  Amministrativo e di  Diritto fiscale [RDAF] 
1997, p. 287). 

7.2 Dagli  atti  di  causa  emerge  che  A._______  ha  conseguito  nel 
gennaio 2006 un diploma quale informatico di gestione frequentando a 
tempo  pieno  la  Scuola  superiore  di  informatica  di  gestione  a 
Bellinzona dall'agosto 2001 al  giugno 2005, lavorando nel  contempo 
quale  addetto  delle  pulizie  dal  30 luglio  2004 e svolgendo nel  2005 
uno  stage  di  informatica  della  durata  di  cinque  mesi.  Dopo  aver 
conseguito il suddetto diploma, l'interessato ha lavorato per un periodo 
di sei mesi nel 2006 e nel febbraio 2008 ha sottoscritto un contratto di 
durata indeterminata la cui validità sottostà all'ottenimento da parte del 
ricorrente di un permesso di dimora. L'interessato ha inoltre prodotto 
delle  dichiarazioni  di  amici  e  conoscenti  attestanti  che  egli 

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padroneggia  perfettamente  l'italiano,  si  è  sempre  dimostrato  una 
persona corretta  ed è ben inserito  ed integrato nel  contesto sociale 
ticinese,  in  particolare  nell'ambito  del  calcio  regionale  (cfr. 
dichiarazioni annesse alla replica dell'8 settembre 2006).

L'esame della fattispecie permette quindi di constatare che durante il 
suo soggiorno in Svizzera A._______ ha esercitato nel corso della sua 
formazione delle attività lucrative (addetto alle pulizie, stage e lavoro a 
tempo  determinato  in  ambito  informatico)  in  maniera  discontinua, 
assicurando la sua indipendenza finanziaria anche grazie al sostegno 
dell'ex  suocera  (cfr.  rapporto  informativo  della  polizia  cantonale 
ticinese del 28 luglio 2005). Il ricorrente non può tuttavia pretendere di 
avere acquisito in questo paese una formazione e delle conoscenze e 
qualifiche  professionali  specifiche  a  tal  punto  da  non  poterle  più 
mettere in pratica nel suo paese d'origine. Dal punto di vista sociale, il 
fatto che egli abbia appreso l'italiano ed allacciato dei legami, anche 
stretti,  in  Svizzera  è  del  tutto  normale  dopo  avervi  soggiornato  per 
alcuni  anni.  Alla  luce  di  quanto  esposto,  benché  in  particolare  la 
formazione  conseguita  da  A._______  non  possa  essere  ignorata,  il 
processo  di  integrazione  personale,  scolastica  e  professionale 
dell'interessato non risulta essere a tal punto profondo e duraturo da 
giustificare  il  rinnovo  del  permesso  di  soggiorno  che  gli  era  stato 
accordato unicamente in ragione del suo matrimonio con una cittadina 
svizzera. 

Quo alla durata del soggiorno del ricorrente in Svizzera, giova rilevare 
come, a far data dalla crescita in giudicato della sentenza di divorzio 
del  20 aprile  2005,  A._______  risiede  sul  territorio  della 
Confederazione  unicamente  in  ragione  delle  procedure  che  egli  ha 
successivamente  introdotto,  al  fine  di  proseguirvi  il  suo  soggiorno 
nonostante  lo  scioglimento  del  suo  matrimonio  con  B._______.  In 
queste circostanze, la durata totale della sua permanenza in Svizzera 
(circa  sette  anni  e  mezzo),  certo  non  trascurabile,  deve  essere 
fortemente  relativizzata,  segnatamente  anche  in  paragone  ai  quasi 
ventitrè  anni  della  sua  vita  precedentemente  vissuti  all'estero, 
dapprima  in  Angola  (fino  all'età  di  14  anni)  e  successivamente  in 
Portogallo.  L'interessato  ha  infatti  trascorso  all'estero  tutta  la  sua 
infanzia,  la  sua adolescenza  ed i  primi  anni  della  sua  vita  d'adulto, 
anni determinanti per lo sviluppo della personalità (cfr. DTF 123 II 125 
consid. 5b/aa). A._______, oggi trentunenne e senza obblighi familiari, 
appare  quindi  perfettamente  in  misura  di  riadattarsi  alla  vita  e  alla 

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cultura  dei  paesi  dove  ha  trascorso  la  maggior  parte  della  sua 
esistenza. Si constata poi che A._______ non può prevalersi di alcun 
legale famigliare in Svizzera, mentre sua madre vive in Portogallo.

L'esame  dell'insieme  degli  elementi  dell'incarto  porta  il  Tribunale  a 
ritenere che è a giusto titolo che l'UFM ha considerato che A._______, 
nonostante  le  sue  qualità  professionali,  la  sua  attuale  indipendenza 
finanziaria ed il suo buon comportamento generale, non ha compiuto 
in  Svizzera  un processo  d'integrazione sociale  e  professionale  a  tal 
punto profondo e duraturo da giustificare il  rinnovo del  permesso di 
dimora  che  gli  era  stato  accordato  unicamente  in  ragione  del  suo 
matrimonio con una cittadina elvetica.

A  titolo  abbondanziale,  la  condanna  pronunciata  nei  confronti  del 
ricorrente  dalla  Pretura  penale  di  Bellinzona  con  sentenza  del  7 
settembre  2004,  peraltro  fermamente  contestata  dall'interessato  nel 
corso della  presente procedura,  riveste un'incidenza marginale nella 
fattispecie e non è tale da rimettere in causa il buon comportamento 
generale di A._______ in Svizzera.

8.
Nella misura in cui A._______ non ottiene il rinnovo del permesso di 
dimora, è a ragione che l'autorità di prime cure ha pronunciato il suo 
rinvio  dalla  Svizzera  giusta  l'art.  12  vLDDS. Occorre  tuttavia  ancora 
analizzare se l'esecuzione dell'allontanamento è possibile, ammissibile 
e ragionevolmente esigibile ai sensi dell'art. 14a cpv. 2 a 4 vLDDS.

8.1 Il  ricorrente possiede i documenti necessari  o gode per lo meno 
della  possibilità  di  intraprendere  presso  la  rappresentanza  del  suo 
paese d'origine i passi volti ad ottenere i documenti di viaggio che gli 
permettono di fare ritorno in Angola. Ne discende che nessun ostacolo 
insormontabile  di  ordine  tecnico  si  oppone  all'esecuzione  del  suo 
rinvio (art. 14a cpv. 2 vLDDS).

8.2 Per quanto attiene l'ammissibilità dell'esecuzione di  tale  rinvio, il 
ricorrente  non  ha  sostenuto,  né  tanto  meno  dimostrato,  che  esso 
sarebbe  contrario  ad  impegni  di  diritto  internazionale  assunti  dalla 
Svizzera. Non è infatti  per nulla  accertato che l'interessato potrebbe 
subire una persecuzione da parte delle autorità del suo paese e che 
rischierebbe  quindi  di  essere  personalmente  e  concretamente 
sottoposto a torture o a pene o trattamento inumani  o degradanti  in 

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violazione dell'art. 3  della  Convenzione del  4  novembre 1950 per la 
salvaguardia dei  diritti  dell'uomo e delle libertà fondamentali  (CEDU, 
RS  0.101).  Ne  consegue  che  l'esecuzione  del  rinvio  del  ricorrente 
appare  ammissibile  ai  sensi  dell'art.  14a cpv.  3  vLDDS  (cfr. 
Giurisprudenza  delle  autorità  amministrative  della  Confederazione 
[GAAC]  60.97,  57.56,  56.50;  WALTER KÄLIN,  Grundriss  des 
Asylverfahrens, 1990, pag. 245 e riferimenti ivi citati).

8.3 Giusta  l'art.  14a cpv.  4  vLDDS,  l'esecuzione  del  rinvio  non  è 
ragionevolmente  esigibile  in  particolare  se  implica  per  lo  straniero 
un'esposizione concreta a pericolo. Questa norma si riferisce ai casi di 
persone che, pur non essendo perseguitate personalmente, fuggono 
delle  situazioni  di  guerra,  guerra  civile  o  di  violenza  generalizzata, 
nonché  a  quelle  per  le  quali  un  ritorno  nel  loro  paese  d'origine 
equivarrebbe  a  metterle  concretamente  in  pericolo,  o  che  non 
potrebbero più ricevere le cure mediche delle quali necessitano (KÄLIN, 
op. cit., p. 26). Questa disposizione, redatta in forma potestativa, indica 
chiaramente che la Svizzera interviene in questo caso non in ragione 
di  un obbligo derivante dal diritto internazionale, ma unicamente per 
delle preoccupazioni di natura umanitaria. Ne consegue che l'art. 14a 
cpv. 4 vLDDS conferisce un certo potere d'apprezzamento alle autorità 
competenti,  le  quali  dovranno,  in  ogni  caso di  specie,  procedere ad 
una  ponderazione  tra  gli  aspetti  umanitari  legati  all'esecuzione  del 
rinvio dello straniero e gli  interessi  pubblici che militano a favore del 
suo  allontanamento  dalla  Svizzera  (cfr.  Messaggio  del  Consiglio 
federale relativo al decreto federale sulla procedura d'asilo [DPA], FF 
1990 II 470). 

Al fine di valutare l'esigibilità dell'esecuzione del rinvio di A._______, 
occorre  esaminare  la  situazione  prevalente  attualmente  in  Angola, 
nonché  quella  particolare  del  ricorrente.  Quest'analisi  deve  essere 
attuata facendo riferimento a criteri quali i legami dell'interessato nella 
sua regione d'origine, in particolare le sue relazioni familiari e sociali, i 
suoi soggiorni antecedenti, rispettivamente le attività esercitate, le sue 
conoscenze  linguistiche  e  professionali,  il  sesso,  l'età,  lo  stato  di 
salute, lo stato civile e gli obblighi familiari. Per quanto attiene l'analisi 
della  situazione  regnante  attualmente  in  Angola, il  Tribunale  si  è 
fondato  su  rapporti  emanati  dallo  Human  Rights  Watch,  da 
organizzazioni  internazionali  operanti  nel  paese  quale  ad  esempio 
l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite (ONU) per i diritti umani a dal 
Dipartimento  di  Stato  americano  (cfr.  a  questo  titolo  i  siti  internet 

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www.un.org,  www.state.gov). Dopo 27 anni  di  guerra civile,  la morte 
nel  2002 del  capo dei  ribelli  D._______ ha condotto  ad una fase di 
pace (ad eccezione dell'enclave della Cabinda). Quasi tre decenni di 
conflitti hanno però lasciato alle spalle una situazione molto difficile a 
livello  di  infrastrutture  (vie  di  comunicazione  obsolete,  strutture 
sanitarie  inesistenti  o  fatiscenti,  approvvigionamento  energetico 
insufficiente) e, malgrado un'importante crescita economica registrata 
negli ultimi anni, larghe fasce della popolazione angolana si trovano in 
una situazione di  povertà. Ciò malgrado, le garanzie di  un ritorno in 
tutta  sicurezza  sono  sufficienti,  per  lo  meno  nelle  città  facilmente 
accessibili  della  provincia  di  Benguela  (regione  di  origine  del 
ricorrente),  in  particolare  per  le  persone  come  A._______,  giovani, 
celibi  e  senza  alcun  problema  di  salute  (cfr.  decisione  della 
Commissione  di  ricorso  in  materia  di  asilo  [CRA]  del  17 settembre 
2004  in  Giurisprudenza  della  Commissione  di  ricorso  in  materia  di 
asilo [GICRA] 2004/32 consid. 7.3). Quo alla sua situazione personale, 
si rileva che l'interessato ha lasciato l'Angola da parecchi anni e che 
egli afferma di non disporre più in loco di legami familiari stretti. L'adito 
Tribunale è certo  cosciente  che una partenza dopo un soggiorno di 
qualche anno in Svizzera non è priva di difficoltà, ma nonostante tutto 
deve constatare che questi problemi non possono di per sé giustificare 
il  rinnovo  di  un  permesso  di  dimora  di  cui  l'interessato  ha  potuto 
beneficiare  unicamente  in  ragione del  matrimonio  contratto  con  una 
cittadina svizzera. La situazione del ricorrente è pertanto paragonabile 
a  quella  di  numerosi  stranieri  chiamati  a  lasciare  il  territorio  della 
Confederazione al termine di un soggiorno di durata determinata per il 
quale  avevano  ottenuto  un  permesso.  Infine,  la  giovane  età 
dell'interessato e la formazione in ambito informatico da egli svolta in 
Svizzera  sono  proprie  a  facilitarne  il  reinserimento  professionale  in 
patria.

Alla  luce  di  quanto  esposto,  il  Tribunale  ritiene  pertanto  che 
l'esecuzione  del  rinvio  di  A._______  è  possibile,  ammissibile  e 
ragionevolmente esigibile ai sensi dell'art. 14a cpv. 2 a 4 vLDDS.

9.
Ne  discende  che  l'UFM  con  decisione  del  16 marzo  2006  non  ha 
violato il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non é inadeguata 
(art. 49 PA). Per questi motivi il ricorso deve essere respinto.

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Il termine di partenza fissato all'interessato nella decisione impugnata 
è  trascorso,  l'UFM è  invitato  pertanto  ad  impartire  a  A._______  un 
nuovo termine per lasciare la Svizzera.

10.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali  vengono  poste  a 
carico della parte ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con gli art. 1 
a 3 del regolamento dell'11 dicembre 2006 sulle tasse e sulle spese 
ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-
TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo pagina seguente)

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C-500/2006

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.
Il ricorso è respinto. 

2.
A._______  deve  lasciare  la  Svizzera  entro  il  termine  che  gli  verrà 
comunicato dall'UFM in esecuzione della presente decisione.

3.
Le  spese  processuali,  pari  a  Fr.  800.-,  sono  poste  a  carico  del 
ricorrente e sono computate con l'anticipo dello stesso importo versato 
in data 16 giugno 2006. 

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto 3115889.4 di ritorno)
- Sezione  dei  permessi  e  dell'immigrazione,  Bellinzona,  per 

informazione (incarto cantonale di ritorno)

Il presidente della camera: Il cancelliere:

Antonio Imoberdorf Graziano Mordasini

Data di spedizione: 

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