# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 46861d3e-9015-5ffd-9358-87715b8759f0
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-05-17
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht II. Strafkammer 17.05.2006 BK 2006 13
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_005_BK-2006-13_2006-05-17.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Tribunale cantonale dei Grigioni
Dretgira chantunala dal Grischun

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Rif.: Coira, 17 maggio 2006 Comunicata per iscritto il: 
BK 06 13

Decisione
Camera di gravame

Presidenza Vicepresidente Bochsler
Giudici Rehli e Hubert 
Attuario Crameri

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Visto il gravame 

di Z., impugnante, rappresentato dalla lic. iur. Martina Gorfer, presso studio legale 
Zinsli & Nater, Via Maistra 5, 7500 St. Moritz,

contro

il decreto d’abbandono della Procura pubblica dei Grigioni del 22 febbraio 2006, 
comunicato il 27 febbraio 2006, in re contro X., opponente al gravame, 

concernente violazione di domicilio,

è risultato:

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A. Alla fine di giugno 2005 X. è stata assunta quale donna delle pulizie 
da Z., proprietario della Chesa A. a B.. L’incarico di pulizia l’ha ricevuto da C., che 
durante l’assenza del proprietario era il sorvegliante della casa per vacanze. A 
tempo pieno in qualità di lavatrice alle dipendenze di D., proprietario dell’Albergo E., 
F., X. alla pulizia della Chesa A. accudiva di sera e poi rientrava al suo domicilio a 
G.. Di regola il sorvegliante apriva la casa e la chiudeva a pulizia ultimata. Alle volte, 
non spesso, egli in serata consegnava la chiave della casa alla donna delle pulizie 
che glièla restituiva il giorno dopo prima di andare al lavoro. 

Il 29 agosto 2005 H. ha denunciato al Posto della Polizia cantonale di B. che 
la Chesa A., malgrado l’assenza del suo proprietario, era abitata. Recatisi sul posto, 
gli agenti di polizia hanno rintracciato la donna delle pulizie e I., un suo conoscente. 
Quella loro ha dichiarato d’aver pernottato, col permesso di C., nel corso del mese 
di agosto 2005, circa 5 o 6 volte in casa del padrone, poiché s’era fatto tardi; questi 
d’esser stato invitato a farle una visita. Il sorvegliante ha contestato d’aver permesso 
alla donna delle pulizie il pernottamento in casa Z.

B. Il 30 agosto 2005 Z. ha querelato X. e I. per violazione di domicilio. 
Contro la donna delle pulizie la Procura pubblica dei Grigioni, in data 17 ottobre 
2005, ha aperto un procedimento penale per l’anzidetto delitto, mentre che nei 
confronti del conoscente ha rinunciato a procedere per difetto di sufficienti indizi.

Con decreto del 22 febbraio 2006, comunicato il 27 febbraio 2006, l’istrut-
toria è stata abbandonata. In sostanza l’organo inquirente si richiama alla dottrina 
(Niggli/Wiprächtiger, Basler Kommentar, Strafgesetzbuch II, 2003, art. 186, n. 23), 
secondo cui non commette violazione di domicilio colui che incaricato dal vicino 
d’innaffiargli i fiori, senza consenso telefona a carico del proprietario o gli svuota il 
bar, ed in analogia conclude che il pernottamento, non contemplato dal contratto di 
lavoro, va reputato una violazione contrattuale e non una violazione di domicilio. A 
dire dell’autorità d’inchiesta commette poi violazione di domicilio chi si trattiene in 
una casa contro l’ingiunzione d’uscirne, ma nel concreto caso non è documentato 
che la donna delle pulizie, dopo esser stata sorpresa un mattino in casa Z. e dopo 
esser stata edotta sul divieto di pernottamento, ivi abbia ulteriormente passato delle 
notti. Unicamente in tal caso sarebbe consumata la violazione di domicilio.

C. Il 20 marzo 2006 Z. s’è aggravato alla Camera di gravame del 
Tribunale cantonale dei Grigioni. Egli chiede, con protesta di spese e d’indennità a 

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titolo di ripetibili, l’annullamento del decreto d’abbandono ed il rinvio della causa alla 
Procura pubblica per il completamento dell’istruttoria.

L’autorità inquirente ha proposto la reiezione del gravame. L’opponente non 
ha inoltrato una presa di posizione.

La Camera di gravame considera :

1. Ai sensi dell'art. 138 LGP il gravame alla Camera di gravame del Tri-
bunale cantonale dei Grigioni può esser proposto contro i decreti e le decisioni di 
gravame del Procuratore pubblico nonchè contro gli atti degli organi inquirenti da lui 
approvati. Tale rimedio va motivato e presentato entro 20 giorni dalla ricezione della 
decisione impugnata (art. 139 cpv. 2 e 3 LGP, 20 LPAC). Giusta l'art. 139 cpv. 1 
LGP è legittimato ad inoltrarlo chiunque è colpito dalla stessa e fa valere un inte-
resse tutelabile alla sua abrogazione o modifica. Segnatamente la persona diretta-
mente danneggiata può aggravarsi contro il decreto d’abbandono. Presunta vittima 
della violazione di domicilio, Z. dev’essere reputato danneggiato ai sensi dell’art. 
139 LGP e di conseguenza legittimato ad impugnare il decreto con cui è stata ab-
bandonata l’inchiesta nei confronti di X.. Da lui il gravame è poi stato proposto nella 
dovuta forma e tempestivamente. Esso è perciò ricevibile in ordine. 

2. Contro il decreto d’abbandono può esser proposto gravame per illega-
lità o inadeguatezza (art. 138 LGP). Con questo rimedio l'impugnante può far valere 
non solo la violazione di diritto ma anche la disattenzione del potere d'apprezza-
mento; tuttavia soltanto l'eccesso o l'abuso di codesto potere è sindacabile da parte 
della Camera di gravame. Un decreto d'abbandono è adeguato e resiste al controllo 
del potere discrezionale se sulla scorta del risultato dell'istruttoria è da concludere 
che un reato oggettivamente e soggettivamente non è sufficientemente dimostrato 
e di conseguenza ci si dovrebbe aspettare il proscioglimento dell'imputato e se non 
sono più ravvisabili mezzi di prova, che potrebbero influenzare questo risultato (PTC 
1995 no. 45). Le premesse per l'abbandono dell'inchiesta sono quindi di massima 
sempre date, se vi sono dei motivi di fatto o di diritto materiale o formale, che esclu-
dono un'ulteriore attività processuale o che sono poco promettenti per la probabilità 
di una condanna, vale a dire se all'indiziato non può esser messo a carico un atto 
punibile. Il giudice istruttore deve quindi occuparsi del risultato dell'istruttoria sotto 
due aspetti. Da una parte devono essere fornite e valutate le prove, in altre parole 
devono esserci delle prove e va esaminata la loro attendibilità. L'abbandono della 
procedura si rivela giustificato se mancano le prove o se una valutazione comples-

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siva delle stesse porta alla sostenibile conclusione che una condanna è improbabile, 
che quindi l'indiziato sarebbe assolto. Dall'altra parte l'abbandono premette forzata-
mente che sia fondato su un risultato definitivo; oggettivamente non devono più es-
serci dei mezzi di prova, che potrebbero influenzarlo in senso contrario (Padrutt, 
Kommentar zur Strafprozessordnung des Kantons Graubünden, 2. Aufl., Chur 
1996, art. 82, cifra 3.3).

3. a) Commette violazione di domicilio ai sensi dell’art. 186 CP - ed è punito, 
a querela di parte, con la detenzione o con la multa - chiunque, indebitamente e 
contro la volontà dell’avente diritto, s’introduce tra l’altro in una casa, oppure vi si 
trattiene contro l’ingiunzione d’uscirne fatta da chi ne ha diritto.

b) Nella fattispecie è accertato, ed è peraltro pacifico, che X. accudiva 
alla pulizia della Chesa A. e che quindi ivi s’è introdotta debitamente. In discussione 
è soltanto se ella ha pernottato in casa legittimamente o illegittimamente, cioè con 
o senza diritto. A tal proposito l’imputata ha deposto che C. le ha dato il permesso 
di passare la notte in casa eccezionalmente, vale a dire, se i lavori di pulizia si 
fossero protratti in piena notte, così da risparmiare il viaggio di ritorno al suo 
domicilio a G. (atti 3.2 e 3.8). Il sorvegliante ha per contro messo a verbale che 
esplicitamente non ha mai autorizzato la donna delle pulizie - salvo una volta che 
non si sentiva bene - a pernottare in casa Z. (atto 3.11)  e che normalmente apriva 
lui la casa e la chiudeva a pulizia ultimata (atto 3.4). Egli ha altresì dichiarato che, 
onde evitare d’attendere fino ad alta notte per chiudere la casa, alle volte, non 
spesso, in serata dava la chiave alla donna delle pulizie, che gliela consegnava il 
giorno dopo (atti 3.4 e 3.11). Sempre a dire del sorvegliante del pernottamento è 
venuto a conoscenza a posteriori, poiché una mattina all’ora stabilita la donna delle 
pulizie non s’è presentata al buffet della stazione di F. per la consegna della chiave 
ed è stata rintracciata in casa del padrone, ove le ha ingiunto che qui non poteva 
permettersi di passare la notte (atto 3.11). Ne viene che contrariamente al parere 
dell’impugnante, la sua casa non è stata abitata dalla donna delle pulizie per 
settimane o addirittura mesi, ma ivi è stato unicamente pernottato, secondo 
l’imputata, 5 o 6 volte nel corso del mese di agosto 2005, rispettivamente, stando al 
sorvegliante, non spesso, quando la donna delle pulizie era in possesso della chiave 
della casa. Con ciò le circostanze di fatto non sono però chiare. Ciononostante la 
Procura pubblica ha ritenuto che l’imputata ha pernottato in casa Z. indebitamente, 
ma che il pernottamento, benchè irrispettoso, non è una violazione di domicilio ai 
sensi dell’art. 186 CP, bensì una violazione contrattuale. Sennonchè questo parere 
non può essere condiviso.

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c) Da quanto precede risulta che per quanto riguarda la questione di 
fondo, cioè il legittimo o illegittimo pernottamento della donna delle pulizie in casa 
A., v’è la deposizione dell’imputata contro la deposizione del sorvegliante ed agli 
atti non vi sono ulteriori prove, indizi o circostanze che sovvertono quella o 
corroborano questa esposizione dei fatti. Il valore di deposizioni dipende da una 
parte dalla credibilità del deponente, dall’altra dall’attendibilità della sua 
deposizione. Nel concreto caso allo stato degli atti non sussistono dei dubbi quanto 
alla credibilità dell’imputata e la sua deposizione poi non può esser valutata meno 
convincente e di conseguenza meno attendibile di quella del sorvegliante. Deve 
perciò esser concluso che le deposizioni sono d’ugual valore. Contrariamente 
all’assunto dell’impugnante non vi sono motivi che confutano l’esposizione dei fatti 
dell’imputata. Certo, sorpresa dalla polizia, ha detto dapprima che stava pulendo la 
lavanderia (atto 3.1), poi che stava lavando la biancheria da letto (atto 3.2); al 
giudice istruttore invece che stava cambiandosi per uscire (atto 3.8), ma da queste 
imprecisioni in particolarità di second’ordine, che non hanno nessuna relazione colla 
questione di fondo, non può essere inferito che anche la sua deposizione principale 
non sia degna di fede. Del resto non si può fare a meno di rilevare che il sorvegliante 
una volta ha esplicitamente permesso il pernottamento alla donna delle pulizie e 
anche se non spesso, contrariamente alla regola, le ha lasciato la chiave della casa 
per tutta la notte. In simili circostanze in base alla valutazione delle equivalenti prove 
addotte è lecito inferire che esse non sono sufficienti per mettere il preteso delitto a 
carico dell’imputata e che una condanna della stessa è quindi improbabile. 

d) Come è stato esposto, l’abbandono di un’istruttoria premette inoltre 
che il decreto si basi su un risultato maturo per decidere. Ciò è il caso se 
concretamente non sono più ravvisabili dei mezzi di prova che potrebbero invalidare 
il risultato a cui si è giunti. Unicamente la mancanza della possibilità di completare 
l’inchiesta giustifica l’abbandono della procedura. Fintanto che sono ancora 
reperibili concrete prove, il risultato dell’istruttoria non è maturo per una decisione.

L’impugnante si duole che la Procura pubblica non ha interrogato né lui né il 
denunciante H.. Intanto presupposto per assumere delle prove è che il giudice 
istruttore le ritenga utili per chiarire la fattispecie (art. 75 LGP), ciò che in concreto 
non è il caso, poiché sulla questione di sapere se il sorvegliante ha dato o non ha 
dato alla donna delle pulizie il permesso di pernottare in casa A. l’impugnante ed il 
denunciante non sono in grado di esprimersi.

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e) Ne segue che da una parte in base al concreto risultato delle prove un 
comportamento di rilevanza penale dell’imputata non è sufficientemente dimostrato 
e che dall’altra non sono ravvisabili ulteriori mezzi di prova che potrebbero 
influenzarlo. A ragione l’istruttoria è perciò stata abbandonata.

4. Il sorvegliante ha deposto che esplicitamente non ha dato alla donna 
delle pulizie il permesso di pernottare in casa Z. (atto 3.11, pag. 3). Non come di 
regola egli, non spesso, in serata le ha però consegnato la chiave della casa, che 
gli è stata restituita solo il giorno dopo (atto 3.4). Si porrebbe quindi il quesito di 
sapere se la donna delle pulizie, per effetto di una supposizione erronea delle 
circostanze, ha creduto di non agire indebitamente passando la notte in casa del 
padrone. Si tratterebbe invero di questione concernente l’errore di fatto (art. 19 CP). 
Infatti agisce con intenzione ai sensi dell’art. 18 cpv. 2 CP colui che soggettivamente 
si è rappresentato ed ha voluto l’atto delittuoso in tutti i suoi elementi costitutivi e del 
reato di cui all’art. 186 CP tra questi c’è quello di essersi trattenuto in casa 
illegittimamente, cioè senza diritto. Ora, il problema sarebbe quello di sapere se 
l’imputata ha creduto di potersi comportare come s’è comportata, senza realizzare 
tale elemento costitutivo del delitto. Intanto la questione può rimanere indecisa, 
poichè già per insufficienza di prove il preteso reato non è documentato.

5. Per le considerazioni che precedono, anche se con altra motivazione, 
l’abbandono della procedura dev’essere confermato e di conseguenza il gravame 
respinto. I costi della procedura di gravame vanno a carico dell’impugnante (art. 160 
cpv. 1 LGP). Per costante prassi all’opponente non rappresentata da un avvocato 
non è assegnata un’indennità a titolo di ripetibili (cfr. le decisioni della Camera di 
gravame del Tribunale cantonale BK 05 50 del 14 settembre 2005, 05 24 del 15 
febbraio 2005, 03 50 del 24 novembre 2003). A ciò s’aggiunge che essa non ha 
inoltrato una presa di posizione e non ha quindi avuto dei costi da indennizzare.

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La Camera di gravame decide :

1. Il gravame è respinto

2. I costi della procedura di gravame di fr. 800.-- vanno a carico dell’impugnante.

3. Comunicazione a:

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Per la Camera di gravame del Tribunale cantonale dei Grigioni 
Il Vicepresidente L'Attuario