# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 923a7ca8-1f3e-5ef2-8394-cce6d9b72a70
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-10-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 17.10.2011 15.2011.88
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2011-88_2011-10-17.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2011.88

  	
  Lugano

  17 ottobre
  2011

  CJ/fp/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Walser e Bozzini

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques

  

 

 

statuendo sul ricorso 30 settembre 2011 di

 

	
   

  	
    RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

l’operato dell’CO 1, e meglio contro lo stato di
riparto 19 settembre 2011 allestito nella procedura fallimentare relativa a:

 

	
   

  	
  PI 1 già in __________

   

  

viste le
osservazioni 10 ottobre 2011 dell’CO 1;

 

esaminati
atti e documenti;

 

ritenuto
in fatto e considerato in diritto:

 

                                         che il 19
settembre 2011, nella procedura fallimentare aperta il 26 febbraio 2010 nei
confronti dell’PI 1, l’CO 1, sulla base della graduatoria depositata il 28
giugno 2010 e regolarmente passata in giudicato (cfr. attestazione della
Pretura del 30 luglio 2010), ha allestito lo stato di riparto, che per il
credito insinuato dall’avv. RI 1, pari a fr. 19'750,70 e ammesso in terza
classe, è previsto un dividendo di fr. 151,35 (pari allo 0,766355%);

 

                                         che
l’avv. RI 1 contesta tale atto, “chiedendo che la graduatoria debba essere modificata,
e ciò poiché nelle precedenti comunicazioni dell’Ufficio esecuzione e fallimenti,
non risultavano gli altri creditori (cfr. riparto 21 settembre 2009)”;

 

                                         che il
ricorrente si riferisce al riguardo ad un verbale di pignoramento del 20 aprile
2007 e ritiene che il suo credito, per il cui incasso egli aveva inoltrato
un’esecuzione il 17 febbraio 2006, “deve essere precedente a quelli indicati
nello stato di riparto impugnato”;

 

                                         che la
ricevibilità del ricorso è dubbia, siccome il ricorrente, contrariamente a
quanto stabilito dall’art. 7 cpv. 3 lett. a della legge cantonale sulla
procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento (LPR), non ha
formulato domande precise, sicché non si capisce se pretende che il proprio
credito sia interamente tacitato o se fa valere unicamente un diritto
preferenziale sul dividendo spettante ai crediti – ne cita solo due – che non
figuravano nel verbale di pignoramento del 20 aprile 2007;

 

                                         che in
ogni caso il ricorso andrebbe respinto nel merito in quanto manifestamente
infondato;

 

                                         che
infatti l’avv. RI 1, in modo invero sorprendente vista la sua professione,
confonde esecuzione in via di pignoramento e fallimento;

 

                                         che
giusta l’art. 206 cpv. 1 LEF tutte le esecuzioni in corso al momento
dell’apertura del fallimento dell’escusso cessano di diritto e, nella fase di
riparto, i creditori concorrono fra loro a parità di diritto, nell’ordine delle
classi stabilite all’art. 219 LEF (art. 220 LEF);

 

                                         che
pertanto gli eventuali benefici procedurali ottenuti in procedure esecutive promosse
prima dell’apertura del fallimento decadono con la stessa, con riserva
dell’ipotesi contemplata all’art. 199 cpv. 2 LEF, che comunque il ricorrente
non pretende né dimostra sia realizzata nella fattispecie;

 

                                         che in
ogni caso si evince dallo stato di riparto allestito il 21 settembre 2009 nella
procedura di realizzazione immobiliare relativa ai fondi n. __________, __________
e __________ RFD di __________ di spettanza del defunto (doc. C allegato al
ricorso) che nessuna eccedenza era potuta essere versata ai favori dei
creditori pignoranti, tra cui figurava l’avv. RI 1 (es. n. __________);

 

                                         che va
infine ricordato che i creditori possono insinuare il proprio credito nel fallimento
fino alla sua chiusura (art. 251 LEF), anche se non avevano in precedenza
promosso un’esecuzione contro il fallito, e che la graduatoria di regola non
può più essere rimessa in discussione con un ricorso contro lo stato di riparto
(DTF 56 III 22; CEF 27 settembre 2005, inc. 15.05.97);

 

                                         che il
ricorso va pertanto respinto;

 

                                         che visto
il suo carattere manifestamente infondato, si prescinde dal notificare agli altri
creditori sia il ricorso che la presente decisione;

 

                                         che non
si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2
lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

Richiamati
gli art. 17, 20a, 206, 219, 251, 264 LEF; 7 LPR; 61, 62 OTLEF;

 

pronuncia:

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Intimazione
all’avv. RI 1.

 

                                          Comunicazione
all’CO 1.

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                             Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso
in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10
(dieci) giorni dalla notificazione, rispettivamente entro 5 (cinque)
giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata
pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.