# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 18334f9a-1115-5df2-ada1-f920cf239ea9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-04-21
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 21.04.2021 15.2021.10
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2021-10_2021-04-21.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2021.10

  	
  Lugano

  21 aprile 2021

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) sul ricorso per denegata o ritardata giustizia presentato il 1° febbraio
2021 dalla

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’Ufficio d’esecuzione di Lugano, o meglio
contro il mancato trattamento delle domande di realizzazione dei beni pignorati
presentate il 12 e il 22 novembre 2018 nelle esecuzioni n. __________, __________,
__________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________
(gruppo n. 14) dirette nei confronti della

 

	
   

  	
  PI 1, __________

   

  

ritenuto
in fatto e considerato in diritto:

 

                                         che la ricorrente fa valere di non avere notizia da più di due anni
delle sue domande di realizzazione, che secondo la legge (art. 122 cpv. 1 LEF)
avrebbero dovuto condurre alla vendita dei beni mobili pignorati al più tardi
entro due mesi dalla loro presentazione, riconoscendo però il versamento di fr. 1'467.30
sulla prima esecuzione il 25 gennaio 2021 dopo che, l’11 gennaio, essa aveva sollecitato
l’Ufficio d’esecuzione (UE) minacciando un ricorso all’autorità di vigilanza in
caso di mancato riscontro;

 

                                         che
in risposta all’ordinanza 2 febbraio 2021 di questa Camera, due giorni dopo l’UE
ha comunicato che tra il 1° settembre 2020 e il 3 febbraio 2021 l’escussa aveva
versato fr. 153'000.– complessivi a favore del gruppo n. 14 di cui fanno
parte le esecuzioni della ricorrente, dando luogo all’emissione di cinque stati
di ripartizione (il 1° settembre 2020, 7, 20, 28 gennaio e 4 febbraio 2021), che
hanno permesso di estinguere tutte le esecuzioni menzionate dalla ricorrente;

 

                                         che
nel termine impartito da questa Camera, il 18 febbraio 2021 la ricorrente ha
ringraziato per le somme ricevute a saldo delle proprie esecuzioni (fr. 82'000.–
in tutto, compresi importi relativi ad altre esecuzioni), ma le ha considerate
senza rilevanza per la procedura di ricorso, ritenendo che la questione
fondamentale sia invece se l’UE conosce e applica effettivamente la LEF, in
particolare per quanto concerne il limite di un anno delle dilazioni di
pagamento giusta l’art. 123 LEF;

 

                                         che
visto come l’escussa sia stata in grado di pagare tutte le esecuzioni subito
dopo la presentazione del ricorso, la RI 1 ha inoltre auspicato il pagamento
delle altre fatture in sospeso e, per quanto attiene agli oltre trenta
provvedimenti ancora pendenti (vertenti su debiti di fr. 283'000.– complessivi
che aumentano di fr. 9'000.– mensilmente), il rispetto da parte dell’UE in
futuro delle regole della LEF senza differimento dei procedimenti;

 

                                         che l’UE ha comunicato il 31
marzo 2021 di aver fissato l’asta, per le procedure esecutive in corso, per il
prossimo 9 giugno;

 

                                         che
con il pagamento delle esecuzioni indicate dalla ricorrente e la fissazione
dell’asta del materiale elettrico pignorato, il ricorso è diventato senza
oggetto, l’UE avendo eseguito quanto richiesto dalla ricorrente;

 

                                         che
occorre quindi stralciare la causa dal ruolo (art. 24b Legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e
fallimento [LPR, RL 3.5.1.2]), la vendita e il riparto
chiesti dalla ricorrente essendo diventati inutili con l’estinzione delle esecuzio­ni
da essa menzionate;

 

                                         che
l’UE è evidentemente a conoscenza delle prescrizioni degli art. 122 e 123 LEF,
ma ha ritenuto opportuno, nell’interesse dei creditori, dare la possibilità all’escussa
di pagare le esecuzioni in corso, tenuto conto anche del proprio sovraccarico e
delle incertezze che la pandemia comporta circa la tenuta delle aste pubbliche;

 

                                         che
l’attendismo dell’UE pare del resto essere stato condiviso anche dalla
ricorrente, perlomeno tacitamente, fino alla fine dell’an­­no scorso, siccome
l’unico richiamo accluso al ricorso risale all’11 gennaio 2021;

 

                                         che
ciò posto l’UE di Lugano è invitato in futuro a fissare le aste dei beni
pignorati entro i termini stabiliti dalla legge, pandemia permettendo, e
qualora la concessione di un ultimo termine di pagamento appaia opportuna, fare
in modo di passare senza indugio alla realizzazione ove il debitore non vi dia
seguito tempestivamente;

 

                                         che
per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è dichiarato senza oggetto ed è stralciato dai ruoli.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –  ;

  –  .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio d’esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.