# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 703ab949-6dfb-54c6-ad92-f31f18ccc9eb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-03-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.03.2001 34.2000.17
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2000-17_2001-03-15.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2000.00017

   

  MB

  	
  Lugano

  15 marzo 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Michela Bürki
  Moreni

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sulla petizione dell' 11 maggio
2000 della

 

	
   

  	
  Fondazione Istituto Collettore LPP, 6900 Lugano,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

	
   

  	
   

  	 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  in materia di previdenza professionale

  	 

 

 

ritenuto in fatto           -   che dal 1 aprile
1997 __________ è stata affiliata d'ufficio all'Istituto collettore, ai fini
della realizzazione della previdenza professionale dei suoi dipendenti (doc.
_);

 

                                     -   che,
sulla base dei salari indicati dalla rappresentante del datore di lavoro (doc.
_), il Fondo di previdenza ha stabilito e trasmesso l’ammontare dei contributi
previdenziali dovuti a favore dei dipendenti dal 1 aprile 1997 al 1999 (doc.
_); 

 

                                     -   che il
saldo contributivo insoluto a carico della __________ era pari al 31 dicembre
1998 a fr. 21'065.90 (doc. _);

 

                                     -   che, in
data 2 febbraio 1999 l’Istituto collettore ha sollecitato il pagamento, da
parte del datore di lavoro, del saldo al 31 novembre 1998, del contributo al 1
dicembre 1998 e delle spese di diffida di fr. 100, per un importo complessivo
di fr. 21'156.90 (doc. _);

 

                                     -   che in
data 8 febbraio 1999 la __________, in rappresentanza della datrice di lavoro,
ha proposto di tacitare il debito in dieci rate mensili di circa fr. 1500; in
data 19 agosto 1999 la rappresentante del datore di lavoro ha chiesto di
aggiungere alle rate anche l'importo di fr. 5'276.80 (allegati al doc. _); 

 

                                     -   che il 26
agosto 1999 l'Istituto collettore ha accettato la proposta del datore di lavoro
(doc. _); 

                                         

                                     -   che in
data 2 novembre 1999 l’Istituto collettore ha sollecitato nuovamente il
pagamento, da parte del datore di lavoro, del saldo al 31 agosto 1999, del
contributo al 1 settembre 1999 e delle spese di  diffida, per fr. 17'852.50
(doc. _); 

 

                                     -   che,
visto il mancato versamento dei contributi rimasti impagati, l'8 febbraio 2000
la Fondazione ha fatto spiccare dall'Ufficio esecuzione e fallimenti di
__________ il precetto esecutivo no. __________per fr. 18'278.50 e spese di fr.
150 oltre a interessi del 5% dal 4 febbraio 2000, pari ai contributi della
previdenza professionale dovuti dovuti dal 1997 al 1999  (cfr.  doc. _);

 

                                     -   che
l’interessata ha interposto opposizione;

 

                                     -   che con
petizione 11 maggio 2000 l'Istituto collettore ha chiesto al TCA di condannare
__________, al pagamento di fr.18'428.50 più interessi e spese, a titolo di
contributi della previdenza professionale dal 1997 al 1999, così come il
rigetto definitivo dell'opposizione interposta al precetto esecutivo no.
__________dell'Ufficio esecuzione e fallimenti di __________;

 

                                     -   che con
riposta 14 luglio 2000 la rappresentante della ricorrente ha chiesto che venga
concessa una nuova dilazione di pagamento per fr. 2'000 mensili;

 

                                     -   che
l'attrice ha accettato la proposta e chiesto di sospendere la pratica fino al
mese di novembre 2000 (VII);

 

                                     -   che in
data 10 novembre 2000 l'attrice ha chiesto di riattivare la procedura in quanto
non ha ricevuto alcun pagamento (X, doc. _); 

                                         

                                     -   che una
nuova sospensione della procedura è stata chiesta dall'attrice il 30 novembre
2000, mentre il 13 marzo 2001 la fondazione ha chiesto al TCA di procedere nei
propri incombenti (XIV);

 

                                         

considerato   in diritto,

 

                                     -   che, in
ordine, la presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è
di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le
cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999
nella causa D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H
304/99);

 

                                     -   che, nel
merito, l'art. 11 cpv. 1 e 3 LPP impone al datore di lavoro che occupa lavora­tori
da assicurare obbligatoriamente di affiliarsi a un istituto di previdenza
regolarmente registrato;

 

                                     -   che
l’Istituto collettore è un istituto di previdenza obbligato ad affiliare
d’ufficio i datori di lavoro che non adempiono il loro obbligo di aderire ad un
istituto di previdenza (art. 60 cpv. 1 e 2 lett. a LPP; cfr. art. 2 cpv. 1
dell’Ordinanza concernente i diritti dell’istituto collettore in materia di
previdenza professionale);

 

                                     -   che
l’Ordinanza citata precisa che il datore di lavoro deve versare all’Istituto
collettore i contributi dovuti per l’insieme dei salariati sottoposti alla
legge con effetto dal momento in cui avrebbe dovuto essere affiliato ad un
istituto di previdenza (art. 3; art. 3 delle condizioni di affiliazione, art. 16
del regolamento);

 

                                     -   che
l’obbligo contributivo del datore di lavoro, affiliato d’ufficio, non è mai
stato contestato e dev’essere ammesso;

 

                                     -   che
secondo l’art. 66 LPP l’Istituto di previdenza stabilisce nelle disposizioni
regolamentari l’importo dei contributi del datore di lavoro e dei lavoratori e
che il datore di lavoro è l’unico debitore dei contributi (T. Lüthy, Das
Rechtsverhältnis zwischen Arbeitgeber und Personalvorsorgestiftung, Zurigo
1989, p. 32); 

 

 

                                     -   che in
concreto le modalità di calcolo dei contributi sono previste nel regolamento
dell’Istituto collettore all’art. 16. Tale normativa corrisponde a quanto
previsto all’art. 16 LPP per l’accredito di vecchiaia. Il premio di rischio è
inoltre determinato in base alle tariffe ratificate ufficialmente (cfr. tariffe
per l'assicurazione collettiva approvate dall'Ufficio federale per le
assicurazioni private; C. Helbling, Personalvorsorge und BVG, Berna e Stoccarda
1990, p. 67). Il contributo per le misure speciali, il quale ammonta all’1%
corrisponde a quanto statuito all’art. 70 cpv. 1 LPP, quello per il rincaro
all’art. 36 LPP, (art. 9 del regolamento);

                                      

                                     -   che con
la petizione l’Istituto collettore chiede al TCA di condannare la __________ al
pagamento dei contributi della previdenza professionale dovuti a favore dei
suoi dipendenti da aprile 1997 al 1999 oltre a interessi e spese, quantificando
l’importo in fr. 18'428.50 (doc. _, saldo al 31 dicembre 1999 e spese);

 

                                     -   che la
pretesa non è stata contestata dalla convenuta, ma anzi è stata riconosciuta
sia prima che dopo la presentazione della petizione, tramite la proposta di
pagare ratealmente il debito, accettata dall'attrice;

 

                                     -   che
tuttavia la convenuta non ha mai fatto fronte ai pagamenti promessi (X; XIV;
doc. _); 

 

                                     -   che il
calcolo dei contributi dovuti eseguito dalla Fondazione risulta suffragato
dalla necessaria documentazione (nominativo  e età degli assicurati, ammontare
del salario, conteggi dettagliati; doc. _);

 

                                     -   che,
infatti, le persone assicurate e i salari erogati risultano dai documenti di
causa, in particolare dalla documentazione inviata dalla Cassa di compensazione
all’Istituto collettore;

 

                                     -   che il
calcolo dei contributi dovuti, rimasti insoluti, si fonda su questi elementi e
su quelli ricordati al paragrafo precedente (doc. _);

 

                                     -   che in
quanto stabilito conformemente alle disposizioni di legge e regolamento,
l’importo chiesto con la petizione, pari ai contributi della previdenza
professionale, dovuti a favore dei suoi dipendenti dal mese di aprile 1997 al
1999 oltre alle spese, per fr. 18'428.50 (cfr. doc. _, saldo al 31 dicembre
1999 e spese), dev’essere pertanto confermato; 

 

                                     -   che
l'Istituto chiede pure il versamento di interessi di mora;

 

                                     -   che
poiché la convenuta è palesemente in mora (cfr. art. 4 cpv. 3 e cpv. 4 delle
condizioni affiliazioni; art. 102 CO; art. 103 CO) con il pagamento dei
contributi, possono essere riconosciuti interessi dimora al tasso legale del 5%
(art. 104 cpv. 2 CO);

 

                                     -   che
pertanto la convenuta dev’essere condannata a versare 

                                         fr.
18'428.50 oltre a interessi del 5% dal 4 febbraio 2000 (Doc. _);

 

                                     -   che con
la petizione l’attrice chiede la pronuncia del rigetto definitivo dell’opposizione
interposta al precetto esecutivo no. __________emesso dall’Ufficio esecuzione e
fallimenti di __________;

 

                                     -   che
secondo la giurisprudenza federale il creditore che "in seguito
d'opposizione ha fatto riconoscere i propri diritti conformemente all'art. 79
LEF, può chiedere direttamente la continuazione dell'esecuzione senza dover
esperire la procedura speciale di rigetto dell'opposizione prevista dall'art.
80 LEF; lo stesso vale laddove la decisione pronunciata ai sensi dell'art. 79
LEF sia emanata da un'autorità o da un Tribunale amministrativo della
Confederazione o del cantone del foro dell'esecuzione (conferma della
giurisprudenza). Occorre tuttavia che il dispositivo del giudizio civile o
della decisione amministrativa si riferisca con precisione all'esecuzione in
corso e rigetti formalmente l'opposizione integralmente o fino a concorrenza di
un determinato importo (modifica della giurisprudenza)." Così la massima
del DTF 107 III 60ss.

                                         Il
principio è che qualora il creditore segua la procedura dell'art. 79 e quindi
intenti un'azione in riconoscimento del credito non debba, vistosi riconoscere
definitivamente il credito, adire successivamente la procedura dell'art. 80 LEF
(cfr. T. Adler, "La mainlevée de l'opposition par une caisse-maladie dans
une poursuite pour dettes", in Droit privé et assurances sociales,
Friborgo 1990, p. 241ss (251 e 252);

                                         

                                     -   che la
presente sentenza varrà pertanto quale titolo per la prosecuzione
dell'esecuzione,  per l’importo di fr. 18'428.50, oltre a interessi del 5% dal
4 febbraio 2000, senza che il creditore debba previamente chiedere il rigetto
definitivo dell'opposizione al giudice dell'esecuzione;

                                     -   che
secondo la legge di procedura per i ricorsi al Tribunale cantonale delle assicurazioni
in materia di assicurazioni sociali (art. 20 capoverso 1), applicabile in virtù
dell’articolo 2 del Regolamento provvisorio concernente le controversie in
materia di LPP dell’11 luglio 1984, la procedura è di principio gratuita;

 

                                     -   che,
tuttavia, il TFA ha stabilito un’eccezione alla gratuità della procedura in
caso di introduzione di procedimenti temerari o per leggerezza (DTF 124 V 285-287;
SZS 1998 pag. 64; DTF 118 V 319ss; STFA del 17 luglio 1998 in re T);

 

                                     -   che
secondo la giurisprudenza un processo è temerario o sconsiderato se la parte
fonda la  propria richiesta su fatti di cui conosce o dovrebbe conoscere
l'inesattezza. La temerarietà è tra l'altro data nel caso in cui una parte si
attiene ad un opinione palesemente illegale.

                                         Al
contrario non si può ritenere temerario colui che sottopone al giudice un
parere non arbitrario. Ciò vale anche quando pendente causa il giudice intende
convincere la parte dell'infondatezza della richiesta per indurlo a ritirare il
ricorso (DTF 112 V 334). La presentazione di un ricorso privo di esito
favorevole non significa che il gravame è temerario. Per ammettere la
temerarietà la carenza di esito favorevole dev'essere accompagnata da un
fattore soggettivo: la parte ha riconosciuto o poteva a riconoscere
l'impossibilità di successo e malgrado ciò ha introdotto il gravame (DTF 124 V
287/288; AHI Praxis 1998 p. 189; STFA del 13 luglio 1998 in re T).

                                         La
temerarietà è inoltre data nel caso in cui una parte viola un obbligo che le
compete (ad esempio l'obbligo di collaborare o di astenersi dal compiere un
determinato atto; DTF 124 V 288, 289; DTF 112 V 335).

                                         Nell'ambito
dell'azione in materia di contributi LPP il solo fatto di non intervenire in
causa non è sufficiente per ritenere temerario il comportamento della
convenuta. Tuttavia, in tale contesto il comportamento della controparte
dev'essere valutato tenendo conto anche dell'agire che l'interessato ha tenuto
precedentemente al processo. Se, quindi, il datore di lavoro o l'assicurato non
rispetta fatture e solleciti, provoca l'avvio di procedure esecutive e obbliga
l'Istituto di previdenza, malgrado una situazione palesemente infondata, a
inoltrare un'azione, tramite la presentazione dell'opposizione al precetto
esecutivo, e non interviene in causa, agisce in modo temerario. In simili
condizioni si può infatti ritenere che egli abbia messo in atto manovre
dilatorie passibili d’essere sanzionate tramite il pagamento di spese di
giustizia (DTF 124 V 288, 290; STCA del 28 gennaio 1998 in re FICLPP contro P
Sagl).

 

                                     -   che nel
caso in esame la convenuta non ha dato seguito alle richieste di pagamento e i
solleciti trasmessi dall’attrice, ha interposto opposizione al  precetto
esecutivo, è intervenuta in causa, per promettere a più riprese pagamenti
rateali a cui non ha mai fatto fronte;

 

                                     -   che alla
luce della suesposta giurisprudenza il comportamento della convenuta va
considerato temerario. Di conseguenza vanno poste a suo carico tasse e spese di
procedura per fr. 500 (cfr. STCA del 28 gennaio 1999 nella causa FICLPP contro
P. Sagl).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   La
petizione è accolta.

 

                                         §)     Di
conseguenza la __________, è condannata a versare all’Istituto collettore LPP
fr. 18'428.50 a titolo di contributi previdenziali e spese dovuti dal 1997 al
1999 oltre a interessi del 5% dal 4 febbraio 2000.

 

                                         §§)  E'
rigettata in via definitiva l'opposizione interposta al precetto esecutivo no.
__________dell'Ufficio esecuzione e fallimenti di __________ per l’importo di
fr. 18'428.50 oltre a interessi del 5% dal 4 febbraio 2000.

 

                                 2.-   Non si
percepisce  tassa di giustizia e le spese per complessivi fr. 500 sono posti a
carico della __________.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

                                         Al 
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti