# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d08044b8-f3b9-54a7-86a0-20dff156c7b7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-11-19
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 19.11.2004 15.2004.65
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2004-65_2004-11-19.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2004.65

  	
  Lugano

  19 novembre
  2004

  CJ/sc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente,

  Pellegrini e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques

  

 

 

statuendo nel procedimento disciplinare (art. 14 cpv.
2 LEF) promosso nei confronti di

 

 

	
   

  	
  DE 1 Gondola

   

  

 

Ritenuto

 

in
fatto:

 

A.    
Il 26 marzo 2004 questa Camera ha aperto un
procedimento disciplinare nei confronti di DE 1 in seguito a segnalazioni sul
suo operato e meglio come descritto nel seguito.

 

 

                                   B.  Dall’istruttoria
è emerso che __________ DE 1, chiamato nel suo ruolo presso l'Ufficio di
Locarno a trattare una rogatoria di pignoramento pervenuta dall'Ufficio di
Lugano il 31 ottobre 2004, ha inviato correttamente l’avviso di pignoramento ed
ha fatto iscrivere la restrizione della facoltà di disporre sugli immobili
della fallita; tuttavia non ha effettuato il blocco delle pigioni come
prescritto dall'art. 102 LEF. Chiamato a esprimersi in merito, egli ha
dichiarato: Nei primi giorni di novembre ho contattato il Municipio di __________,
luogo dove si trovano i fondi, chiedendo la lista degli inquilini e il nome
dell’amministratore, ma non sono stati in grado di fornirmi tali dati e mi
hanno indirizzato alla società C__________ di __________ che amministrava gli
immobili. Ho quindi telefonato al signor ____________________, responsabile
della ____________________, il quale si è rifiutato di consegnarmi tale lista,
chiedendo inoltre di poter continuare ad amministrare i fondi pignorati.
Il signor ____________________ mi ha chiesto di poter parlare con il supplente
Ufficiale __________ PI 1. Io ho quindi consegnato l’intero incarto al signor PI
1 con la preghiera di risolvere la questione. Mi sono quindi disinteressato
dell’incarto, ritenuto che il signor PI 1, essendo un mio superiore, era in
grado di gestire la questione. L’incarto non è quindi stato più trattato da me,
sino al rinvenimento dello stesso da parte della signora __________
__________ [cursore dell'UEF di __________], avvenuto nella settimana
dal 19 al 23 gennaio 2004. Sono quindi andato da PI 1 per informarmi è lui mi
ha detto di non aver più saputo niente (cfr. verbale DE 1 30 marzo
2004).

 

                                         Mentre
la signora __________ ha dichiarato di non aver mai visto l'incarto in parola,
il supplente Ufficiale PI 1 ha confermato di aver parlato con il signor ____________________
del caso __________ __________, in quanto lo stesso, contattato da DE 1 e
rifiutandosi di consegnare la lista degli inquilini degli immobili pignorati,
ha chiesto di poter parlare con il sottoscritto. Il __________ __________ mi ha
confermato di non voler consegnare la lista senza aver prima consultato il
legale della __________, avv. __________. Preciso di non aver mai avuto
l'incarto sul mio tavolo, ma che lo stesso è sempre stato gestito dal signor DE
1. Mi sono occupato della questione su richiesta di DE 1, in quanto conosco __________
__________ da diversi anni. Ribadisco che oltre alla telefonata avvenuta nei
primi giorni di novembre non ho più trattato la questione. PI 1 ha
poi precisato di aver avuto l'incarto sulla sua scrivania al massimo per uno o
due giorni. Dopo aver discusso con __________ __________, si era poi
disinteressato della questione, ribadendo: prima di oggi non mi ricordavo di
quest'incarto. Ricordo che __________ __________ ha detto di voler parlare con
l'avv. __________ e che non era escluso che poteva pagare le esecuzioni. Posso
affermare con certezza di aver riferito il contenuto di questo colloquio al
signor DE 1." (verbale __________, 30 marzo 2004).

 

 

                                   C.  In
seguito all'intervento scritto 23 gennaio 2004 di DE 1 alla __________, la
lista dettagliata degli inquilini è giunta all'UEF di Locarno il 4 febbraio
seguente. L’escussa ____________________, allo scopo di evitare il blocco delle
pigioni, ha poi saldato tutte le esecuzioni promosse nei suoi confronti con un
versamento di fr. 20'957.10 (cfr. verbale TE 1 30 marzo 2004 e telefax di __________
del 23 febbraio 2004).

 

Considerato

 

in
diritto:

 

                                          1.   L'Autorità
cantonale di vigilanza esercita il potere disciplinare sugli organi
d'esecuzione forzata in conformità con l'art. 14 LEF (art. 11 LALEF). Il
procedimento disciplinare, che riveste natura amministrativa, ha quale funzione
il mantenimento dell’ordine, così come la salvaguardia della considerazione nei
confronti delle autorità nonché la fiducia nelle stesse (cfr. Lorandi, Betreibungsrechtliche
Beschwerde und Nichtigkeit, n. 12-13 ad art. 14).

 

 

                                          2.   Il
procedimento disciplinare – per il quale non si applica l'art. 6 § 1 CEDU (cfr.
Joëlle Pralus-Dupuy, Discipline: Application de l'article 6 de la
Convention EDH devant le conseil de l'Ordre [des avocats], in: JCP G 1999, II,
10102, ad A n. 1 e nota 6 [p. 1091]), non trattandosi di contenzioso di
carattere penale o civile, tanto per i funzionari e gli impiegati dello Stato
(art. 2 cpv. 3 LALEF) quanto per gli organi di esecuzione e fallimento non
sottoposti alla LORD (art. 7 LALEF) – è retto nel nostro Cantone dalla LPR
(art. 11 cpv. 2 LALEF) e può essere promosso d'ufficio dall'Autorità cantonale
di vigilanza o su segnalazione/denuncia di ogni interessato al corretto
funzionamento del diritto esecutivo federale (Flavio Cometta, Commentario alla LPR, Lugano
1998, n. 2.5.a-b ad art. 3, p. 86).

 

 

                                          3.   Giusta
l’art. 14 cpv. 2 LEF nei confronti dell’ufficiale e del funzionario possono
essere prese le misure disciplinari seguenti: l’ammonimento, la multa sino a
1000 franchi, la sospensione dall’ufficio per una durata non maggiore di sei
mesi, la destituzione.

 

 

                                          4.   Dall'esposto
dei fatti risulta che DE 1, dopo aver tempestivamente informato delle
difficoltà riscontrate nel disbrigo della pratica __________ il proprio
superiore nella persona del supplente Ufficiale, non se ne è più occupato (almeno
fino al 23 gennaio successivo), ritenendo che la pratica fosse ormai nelle mani
di quest'ultimo. Da parte sua, questi afferma di essersi limitato al colloquio
telefonico con il signor __________ __________ della __________, di averne
riferito il contenuto a DE 1 e di essersi poi (a sua volta) disinteressato
della questione, segnatamente non essendo competente per disporre il blocco
degli affitti e non avendo nemmeno trattenuto l'incarto presso di sé. Se poi DE
1 -nel suo interrogatorio- avesse invece voluto lasciar intendere che l'incarto
fosse rimasto sul tavolo di PI 1 fino al 23 gennaio 2004, la sua affermazione
-come già detto- non ha avuto conferma (cfr. verbale __________ __________ 30
marzo 2004). Ne consegue che non v'è motivo per affermare che DE 1 sia stato
inadempiente, non potendosi escludere che il mancato blocco delle pigioni sia
stato il frutto di un malinteso tra DE 1 e il suo superiore PI 1. 

 

 

                                          5.   Anche
un ulteriore rimprovero, adombrato dall'Ufficiale __________ nella sua
audizione 30 marzo 2004 (e regolarmente contestato a DE 1), relativamente al
fatto di non aver dato seguito all’ordine di comunicare a __________ __________
il saldo aggiornato delle esecuzioni contro __________, affinché potesse
saldarle, evitando così il blocco degli affitti, non può avere conseguenze di
natura disciplinare. Al di là di ogni considerazione sulla gravità
dell'addebito, risulta infatti che, se è vero che -conosciuto il saldo delle
esecuzioni contro __________ il venerdì 6 febbraio 2004 (cfr. scritto 5
febbraio 2004 dell'UE di __________)- la lettera a __________ (poi allestita da
un'altra funzionaria solo il 12 febbraio 2004) avrebbe dovuto essere redatta e
inviata con urgenza, data l'assenza di blocco delle pigioni, dal profilo
soggettivo, si deve tener conto del fatto che la pratica ____________________
non era l'unica trattata da DE 1 e che egli ha affermato al proposito: Non
ho potuto trasmettere il saldo in quanto era un venerdì e mi sono dovuto
assentare per motivi famigliari ed in seguito mi sono ammalato. Al riguardo
manca la prova del contrario e non appare opportuno giungere al rimprovero -nel
caso particolare- di non aver avvertito i colleghi su quella pendenza. D'altra
parte, lo stesso Ufficiale ha confermato la malattia di DE 1, tanto da disporre
lui stesso (non risulta tuttavia quando) che l'incombenza fosse affidata a tale
signora __________.

 

 

                                        6.    Non si prelevano spese (art. 20a cpv. 1 LEF) e non si assegnano
indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), peraltro non chieste.

 

 

Richiamati
gli art. 14 cpv. 2 LEF; 11 LALEF

 

pronuncia:

 

                                          1.   Non
è dato seguito al procedimento disciplinare 26 marzo 2004 nei confronti di DE 1.

 

                                          2.   Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

                                          3.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla

                                               Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a
Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                          4.   Intimazione a:     - __________ DE 1, __________;

                                                                            - __________
TE 1 c/o UEF __________;

                                                                            - Dipartimento
delle istituzioni, Divisione della giustizia, Bellinzona.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                              Il
segretario