# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 92c30f5a-3e75-5c89-8738-52adec14b533
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-02-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 02.02.1999 50.1997.28
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_50-1997-28_1999-02-02.html

## Full Text

Incarto n.

  50.97.00028

   

  	
  Lugano

  2 febbraio 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso  12 settembre 1997 dello

 

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr.
  da: __________  

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  sentenza 15 luglio 1997 (n. 455/88) con cui il Tribunale d'espropriazione
  della giurisdizione sopracenerina ha respinto le eccezioni di perenzione
  delle pretese e di carenza di legittimazione passiva sollevate dallo
  __________ avverso la notifica di indennità ex art. 32 Lespr presentata il 25
  novembre 1996 da __________ e __________, __________, in relazione ai lavori
  di realizzazione di una rotonda (rotonda in zona est) a __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    25 settembre 1997 del Tribunale di
espropriazione della giurisdizione del sopraceneri;

-    16 ottobre 1997 di __________ e
__________;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Nell'ottobre 1995 lo Stato
ha promosso una procedura di espropriazione formale dei fondi necessari alla
realizzazione di una rotonda (rotonda in zona est) a __________. Tra i fondi
interessati dall'evento figuravano i mapp. __________, di cui lo Stato ha
chiesto l'espropriazione di una superficie di circa 120 mq del sub d, corte, e
__________, censito quale prato-campo, di cui lo __________ ha chiesto
l'espropriazione di 895 mq.

 

 

                                  B.   Con notifica 25 novembre
1996 indirizzata al Tribunale d'espropriazione sopracenerino __________ e
__________, locatari del mapp. __________ di __________, ove gestiscono il
__________, hanno chiesto la condanna dello __________ al versamento di un
indennizzo per danni causati a seguito della costruzione della rotonda in rassegna.
I predetti, che si sono richiamati all'art. 32 Lespr, hanno sostenuto che i
posteggi dell'esercizio pubblico, ubicati al mapp. __________ e al dirimpettaio
mapp. __________ di __________, e il relativo accesso erano stati occupati
rispettivamente ostruiti dai macchinari e dai veicoli delle imprese esecutrici
dei lavori. Questo fatto aveva provocato una diminuzione della clientela e, di
riflesso, della cifra d'affari dell'__________.

 

Con risposta 19 dicembre 1996 lo __________ ha contestato le
pretese risarcitorie. Con ulteriore memoria 12 giugno 1997 esso ha sollevato le
eccezioni di perenzione delle pretese e di carenza di legittimazione passiva.

 

 

                                  C.   Con sentenza 15 luglio 1997
il Tribunale ha respinto entrambe le eccezioni.

 

 

                                  D.   Con impugnativa 12 settembre
1997 lo __________ é insorto innanzi a questo Tribunale avverso il giudizio
appena menzionato, chiedendo che venga annullato e che vengano ammesse le eccezioni
in rassegna.

 

__________ e __________ ed il Tribunale d'espropriazione
hanno sollecitato la reiezione del gravame.

 

Dei rispettivi motivi, così come delle considerazioni svolte
dall'istanza inferiore nel giudizio impugnato si dirà, per quanto necessario,
in diritto.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
é data (art. 50 cpv. 1 Lespr), il ricorso é tempestivo (art. 50 cpv. 3 Lespr) e
la legittimazione del ricorrente certa (art. 43 PAmm). Il ricorso é pertanto
ricevibile in ordine. Esso può inoltre essere deciso sulla scorta degli atti,
senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   Giusta l'art. 32 cpv. 1
Lespr, le pretese d'indennità possono essere presentate anche dopo il termine
di esposizione e dopo la procedura di stima: se l'interessato prova che egli o
il suo rappresentante sono stati nell'impossibilità di far valere la pretesa
(lett. a); se l'interessato prova di aver saputo solo più tardi dell'esistenza
di un suo diritto o se l'espropriante pretende di sottrarre un diritto non
contemplato negli atti (lett. b); se si manifesta nel corso della costruzione
dell'opera o dopo il compimento della stessa un danno che non era prevedibile o
non lo era in tale misura al momento del deposito dei piani (lett. c). Il
diritto di notificare pretese di indennità tardiva é perento tre mesi dopo il
momento in cui il titolare del diritto espropriato ha avuto conoscenza della proponibilità
delle pretese (art. 31 cpv. 2 Lespr).

 

 

                                   3.   a) La legge
d'espropriazione regola l'occupazione temporanea o l'acquisizione della
proprietà fondiaria, di diritti reali o di diritti personali relativi a fondi
in vista dell'attuazione di opere di interesse pubblico (art. 1 cpv. 1 della
stessa).

 

b) __________ e __________ sono locatari del mapp.
__________. Questa premessa fattuale fondamentale, ancorché non contestata, é
ulteriormente stata verificata da parte di questo Tribunale, che ha richiesto
al patrocinatore dei resistenti copia del relativo contratto di locazione. Il 3
settembre 1998 questi si é limitato a trasmettere al Tribunale unicamente una
copia dello scritto 29 dicembre 1995 con cui le proprietarie della menzionata
particella hanno notificato ai resistenti un aumento della pigione. Ciò basta,
nel concreto caso, a dimostrare la sussistenza di un rapporto locativo.

 

c) Meno chiaro appare invece il rapporto giuridico in virtù
del quale i resistenti usufruiscono del mapp. __________. Dietro richiesta del
Tribunale essi hanno prodotto un'ulteriore copia della dichiarazione 29
dicembre 1979 (doc. F dell'incarto di prima istanza) con cui __________ si era
assunto gli obblighi imposti con lettera 14 maggio 1973 dalla proprietaria del
fondo, __________, a __________, già gerente del  __________, il quale aveva
ricavato dallo stesso un posteggio per autoveicoli pesanti. Da quest'ultimo
documento risulta che affittuari della particella erano e rimanevano i signori
__________ e __________, con i quali __________ avrebbe dovuto concordare il
canone di locazione da versare in loro favore. Ai fini del presente giudizio
non appare comunque necessario di determinare con precisione la qualifica del
diritto che facoltizza i resistenti all'uso del mapp. __________, in
particolare se essi risultino sublocatari dello stesso. Basta difatti che essi
possano vantare, come é il caso, un diritto personale sullo stesso.

 

 

                                   4.   4.1. Gli atti relativi alla
procedura d'espropriazione per la formazione della rotonda in zona est di
__________ sono stati esposti nel periodo 6 novembre/5 dicembre 1995. Lo
__________ non ha promosso contro i resistenti nessun procedimento né questi
hanno notificato delle pretese nel termine di esposizione degli atti, per cui
non é stata avviata alcuna procedura di stima nei loro confronti. La loro
domanda di risarcimento del 25 novembre 1996 doveva pertanto essere esaminata,
come essi stessi hanno espressamente richiesto, in applicazione dell'art. 32
Lespr, ovvero - come indicato dal marginale - quale pretesa di indennità
tardive. In quanto titolari di diritti personali sui fondi espropriati essi
erano senz'altro legittimati ad inoltrare la domanda di risarcimento in esame.
Del pari questa doveva essere imperativamente rivolta contro lo __________, in
quanto ente espropriante.

 

4.2. Il ricorrente eccepisce di non possedere la
legittimazione passiva, per il motivo che l'invasione delle proprietà summenzionate,
all'origine dell'asserita impossibilità di utilizzare i parcheggi, ha avuto
luogo per scelta autonoma delle imprese di costruzione cui erano stati
deliberati i lavori. L'occupazione delle stesse, che non era prevista dal piano
di espropriazione, non ha dunque avuto luogo dietro indicazione dello __________.
Vi é anzi da presumere, secondo le affermazioni del ricorrente, che furono
presi degli accordi diretti in tal senso tra proprietari e imprese. Simile tesi
liberatoria non può essere ascoltata.

 

In primo luogo dal momento che - come é appena stato spiegato
- i resistenti sono titolari di diritti personali su fondi espropriati e lo
__________ é ente espropriante, solo e soltanto quest'ultimo poteva essere
citato in giudizio, quale convenuto, innanzi al Tribunale d'espropriazione per
rispondere sulle pretese d'indennità tardive notificate dai primi. In quanto
ente espropriante lo __________ possedeva pertanto indubitabilmente, e per di
più a titolo esclusivo, la legittimazione passiva in siffatto procedimento.
Questa non poteva invece pertoccare alle imprese appaltatrici dei lavori di
costruzione: ad esse non spettava il diritto d'espropriazione né tale diritto
era stato loro conferito all'uopo (art. 2 Lespr). Al più le imprese di
costruzione potevano essere chiamate in causa alle condizioni dell'art. 25
PAmm.

 

L'esame delle tesi del ricorrente costituisce, in secondo
luogo, un chiaro aspetto dell'esame di merito della vertenza, per la cui
soluzione appare però necessario procedere ad un'istruttoria, che a questo
stadio della causa non é ancora stata esperita. In questo ambito andrà
segnatamente accertato se vi fu effettivamente occupazione, per quale
estensione e periodo, ad opera di chi e dietro ordine o con il consenso di chi.
Solo in questo modo il Tribunale di prime cure sarà in grado di decidere se e fino
a che punto lo __________ possa essere tenuto responsabile dell'occupazione
temporanea dei mapp. __________ e __________ avvenuta nel corso dei lavori
della rotonda est. Il giudice di prima istanza potrebbe anzi decidere di
limitare l'istruttoria alla verifica di questo fondamentale aspetto preliminare,
senza procedere subito alla quantificazione del danno patito dai resistenti,
che potrebbe rivelarsi un lavoro inutile qualora lo __________ dovesse essere
affrancato da qualsiasi responsabilità risarcitoria nei confronti dei
resistenti.

 

Nel giudizio impugnato il Tribunale d'espropriazione, facendo
capo al diritto privato, ha respinto d'acchito l'eccezione sollevata dal
ricorrente per il motivo che l'ente pubblico, in quanto proprietario delle
opere stradali realizzate grazie all'evento espropriativo, deve essere tenuto
responsabile dei danni causati dai suoi ausiliari in applicazione dell'art. 679
CCS e pertanto anche di un'occupazione abusiva dei fondi in rassegna. Ora,
questo argomento potrebbe avere una rilevanza - il quesito non deve ad ogni
buon conto essere risolto ai fini del giudizio - nel caso in cui i resistenti avessero
inoltrato un'azione di risarcimento fondata sull'espropriazione dei diritti di
tutela del vicino, il cui esito presuppone però l'adempimento di requisiti di
merito differenti da quelli cui soggiace una notifica di indennità per
espropriazione di diritti personali su di un fondo espropriato, cui sembrava si
fossero limitati i resistenti. Nulla osta, sia ben chiaro, ed anzi nell'ambito
dell'applicazione d'ufficio del diritto che incombe ai Tribunali (art. 18 cpv.
1 PAmm) appare necessario di verificare le pretese risarcitorie anche sotto
questo aspetto. Così come dovrà essere esaminato, sempre in questa stessa
ottica, se per avventura - come obiettano i resistenti in questa sede - le loro
pretese non possano discendere dall'avverarsi di un'espropriazione materiale.
E' tuttavia imprescindibile che per ciascuna delle tre anzidette ipotesi sulle
quali potrebbero fondarsi, in diritto, le rivendicazioni formulate dai coniugi
__________, venga esperita - laddove necessario - una adeguata istruttoria e venga
parimenti effettuato un esame di merito specifico, ovvero distinto dagli altri.

 

 

                                   5.   5.1. Il ricorrente
eccepisce in secondo luogo la perenzione delle pretese risarcitorie dei
resistenti, adducendo in sostanza che i mapp. __________ e __________ vennero
occupati sin dall'inizio del mese di giugno 1996. I resistenti controbattono di
aver accertato per la prima volta una diminuzione della cifra d'affari del loro
esercizio pubblico al momento dell'allestimento del conteggio mensile relativo
al mese di settembre dello stesso anno: mese nel corso del quale venne occupati
per la prima volta i fondi in parola.

 

5.2. Giusta l'art. 32 cpv. 2 Lespr il diritto di notificare
pretese di indennità tardive é perento tre mesi dopo il momento in cui il titolare
del diritto espropriato ha avuto conoscenza della proponibilità delle pretese.
Poiché, nella fattispecie, é in discussione un'occupazione temporanea di fondi
non prevista dai piani d'espropriazione pubblicati, retta dall'art. 32 cpv. 1
lett. b Lespr, il termine di decadenza della relativa pretesa di indennizzo
comincia a decorrere con l'inizio dell'occupazione effettiva: momento che non
coincide però necessariamente con il primo giorno in cui si é verificata
l'invasione del fondo con automezzi, macchine e materiali ma con quello in cui
i resistenti, facendo prova della diligenza suggerita dalle circostanze,
potevano ragionevolmente ritenere che l'agire delle imprese di costruzione
fosse costitutivo di un'espropriazione temporanea dei loro diritti personali
sui mapp. __________ e __________. A torto il Tribunale di prime cure ha
considerato come decisiva la data in cui gli espropriati hanno avuto conoscenza
del danno, applicando di fatto l'ipotesi contemplata dall'art. 31 cpv. 1 lett.
c Lespr. Se difatti l'espropriazione temporanea delle dette particelle fosse
stata prevista nei piani pubblicati nel periodo 6 novembre/5 dicembre 1995, i coniugi
__________ avrebbero dovuto notificare le loro pretese di indennità per i danni
aziendali temuti a seguito dell'occupazione dei posteggi dell'__________ entro
il termine di esposizione degli atti, se non nell'importo - che non costituisce
oltretutto un requisito di validità della notifica - per lo meno nel principio
(fermo restando che la procedura di stima avrebbe dovuto essere posticipata ad
una data successiva al compimento dei lavori). Trattasi pertanto di verificare
se i resistenti hanno inoltrato le loro pretese di indennità entro tre mesi da
quando, usando la dovuta attenzione, potevano rendersi conto che le imprese
esecutrici dei lavori stessero svolgendo per conto dello __________ una vera e
propria espropriazione temporanea dei mapp. __________ e __________. Orbene,
come é stato specificato poco sopra, le opinioni delle parti divergono già
sulla data in cui debuttò l'invasione delle particelle (giugno rispettivamente
settembre): data che oltretutto - come si può dedurre dalle considerazioni che
precedono - non corrisponde necessariamente al dies a quo. In assenza di
ulteriori accertamenti che permettano di concludere in maniera affidante a
quale data i resistenti potevano rendersi conto che fosse in atto
un'espropriazione temporanea dei fondi in rassegna, il Tribunale non é in grado
di pronunciarsi sull'esito della censura di perenzione delle pretese dei resistenti
formulate con notifica del 25 novembre 1996. Per questo motivo si giustifica di
accogliere il gravame retrocedere gli atti al presidente del Tribunale
d'espropriazione affinché istruisca debitamente i fatti (art. 47 Lespr; 18 cpv.
1 PAmm) e si pronunci quale giudice unico (art. 38 cpv. 1 lett. a Lespr) sulla
proponibilità della notifica 25 novembre 1996.

 

 

                                   7.   Sulla scorta di quanto
precede, il ricorso deve essere parzialmente accolto. La tassa di giustizia e
le ripetibili devono essere poste a carico delle parti in proporzione al grado
di soccombenza (art. 28 e 31 PAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 1, 16, 20, 24, 25, 26, 32, 38, 39, 47, 50, 70 Lespr; 18, 28, 31 e 65
PAmm,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è parzialmente
accolto e di conseguenza:

1.1.        La
sentenza 15 luglio 1997 (no. 455/88) del Tribunale di espropriazione della
giurisdizione sopracenerina è confermata nella misura in cui respinge
l'eccezione di carenza di legittimazione passiva;

 

1.2.        La
sentenza 15 luglio 1997 (no. 455/88) del Tribunale di espropriazione della
giurisdizione sopracenerina è annullata nella misura in cui respinge
l'eccezione di perenzione delle pretese; gli atti sono retrocessi al presidente
del Tribunale d'espropriazione affinché, previa debita istruttoria, decida
nuovamente sulla stessa; viene inoltre annullato il dispositivo no. 2 (tassa di
giustizia).

 

 

                                   2.   La tassa di giudizio di fr.
800.-- è posta a carico dello __________ nella misura di 3/4 e per il resto a
carico dei resistenti in solido. Lo __________ é inoltre condannato a rifondere
ai resistenti fr. 400.-- a titolo di ripetibili.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario