# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2211c11c-80e1-5886-a205-e2629633f33a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-10-11
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 11.10.2016 12.2016.113
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2016-113_2016-10-11.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2016.113

  	
  Lugano

  11 ottobre 2016/rn

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Bozzini
  e Balerna

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa a procedura sommaria (di tutela giurisdizionale nei
casi manifesti) - inc. n. SO.2016.407
della Pretura della giurisdizione di Mendrisio nord - promossa con istanza 5
luglio 2016 da

 

	
   

  	
   AO 1 

   AO 2 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP 1 

   AP 2 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

con cui gli istanti hanno
chiesto di far ordine ai convenuti, con la comminatoria dell’art. 292 CP, di
riconsegnare con effetto immediato la casa unifamiliare (con i relativi
accessori) sita in __________ a __________ e di condannare i convenuti al
pagamento di una somma poi quantificata all’udienza di discussione in fr.
17'500.- a titolo di indennità per occupazione illecita dell’ente locato e di
risarcimento dei danni; 

 

domanda a cui i convenuti non
si sono opposti salvo aver chiesto che lo sfratto avvenisse con effetto al 30
ottobre 2016 o almeno al 30 settembre 2016, e sulla quale il Pretore aggiunto
si è pronunciato, con decisione 25 luglio 2016, con cui ha fatto ordine ai
convenuti, con la comminatoria dell’art. 292 CP, di riconsegnare l’ente locato
con effetto dal 31 luglio 2016 e li ha condannati al pagamento in solido di fr.
17'500.- a titolo di indennità per occupazione illecita dell’ente locato e di
risarcimento dei danni;

 

appellanti i convenuti con
atto di appello 4 agosto 2016, con cui chiedono la concessione di una proroga
di 90 giorni per eseguire lo sfratto;

 

letti ed
esaminati gli atti ed i documenti prodotti;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in
diritto:

 

                                  che con contratto 26 gennaio 2013
(doc. A) AO 1 e AO 2 hanno concesso in locazione a AP 1 e AP 2 la casa unifamiliare
(con i relativi accessori) sita in __________ a __________;

 

                                  che i locatori, non avendo i
conduttori provveduto a pagare varie pigioni e spese scadute entro il termine
ultimativo di pagamento con comminatoria di disdetta di 30 giorni assegnato a
ciascuno di loro il 5 aprile 2016 (doc. H), in data 10 maggio 2016 (doc. I) hanno
significato sempre a ciascuno di loro, in applicazione dell’art. 257d CO, su
formulario ufficiale, la disdetta del contratto di locazione con effetto dal 30
giugno 2016;

 

                                  che con istanza 5 luglio 2016,
promossa nella procedura sommaria di tutela giurisdizionale nei casi manifesti
(art. 257 CPC), i locatori hanno chiesto di far ordine ai conduttori, con la
comminatoria dell’art. 292 CP, di riconsegnare con effetto immediato l’ente
locato e di condannarli al pagamento di una somma poi quantificata all’udienza
di discussione del 21 luglio 2016 in fr. 17'500.- a titolo di indennità per
occupazione illecita dell’ente locato e di risarcimento dei danni;

 

                                  che i convenuti non si sono
opposti all’istanza, salvo aver chiesto che lo sfratto avvenisse con effetto al
30 ottobre 2016 o almeno al 30 settembre 2016;

 

                                  che il Pretore aggiunto, con la decisione
25 luglio 2016 qui impugnata, ha fatto ordine ai convenuti, con la comminatoria
dell’art. 292 CP, di riconsegnare l’ente locato con effetto dal 31 luglio 2016
e li ha condannati al pagamento in solido di fr. 17'500.- a titolo di indennità
per occupazione illecita dell’ente locato e di risarcimento dei danni;

 

                                  che con l’appello 4 agosto 2016
che qui ci occupa i convenuti hanno chiesto la concessione di una proroga di 90
giorni (cioè fino al 30 ottobre 2016) per eseguire lo sfratto;

 

                                  che l’appello dei convenuti,
manifestamente improponibile e manifestamente infondato, deve essere respinto
già nell’ambito dell’esame preliminare dell’art. 312 cpv. 1 CPC senza necessità
di notificarlo alla controparte per le eventuali osservazioni;

 

                                  che i convenuti, in violazione
dell’obbligo di motivazione (art. 311 cpv. 1 CPC), non si sono in effetti
minimamente confrontati con il giudizio con cui il Pretore aggiunto aveva
ritenuto che l’espulsione dovesse essere ordinata con effetto dal 31 luglio
2016 e in particolare non hanno spiegato per quali ragioni di fatto o di
diritto quella decisione fosse errata (TF 7 dicembre 2011 4A_659/2011 consid.
4, 27 settembre 2012 4A_252/2012 consid. 9.2.1, 10 marzo 2014 4A_474/2013
consid. 3.2; per tante: II CCA 16 agosto 2016 inc. n. 12.2015.150);

 

                                  che essi, a sostegno della loro
richiesta, a loro dire volta ad agevolare la ricerca di “soluzioni migliori e
meno onerose”, hanno inoltre addotto unicamente l’esistenza di “una serie di
sgradevoli circostanze che non ci permettono di agire in così breve tempo” ed
in particolare hanno evidenziato “la mia sgradevole e disperata situazione
finanziaria, la difficoltà di trovare un posto all’altezza delle mie
possibilità economiche e non da meno, quella di avere il giusto tempo per
organizzare lo spostamento di tutti i mobili e oggetti di nostra pertinenza,
senza causare ulteriori danni o costi, impossibili da sostenere per noi e per i
miei famigliari”, sennonché non hanno minimamente provato - né in primo né in
secondo grado - l’esistenza di quelle circostanze, rimaste allo stadio di puro
parlato;

 

                                  che la giurisprudenza ha in ogni
caso già avuto modo di stabilire che la decisione pretorile di espulsione non
può essere ritardata dall’autorità d’appello (cfr. II CCA 11 giugno 2012 inc.
n. 12.2012.88, 6 luglio 2012 inc. n. 12.2012.93, 13 agosto 2012 inc. n.
12.2012.133, 8 maggio 2013 inc. n. 12.2013.56 secondo cui un’eventuale proroga
del termine entro cui dev’essere lasciato l’ente locato può semmai essere
accordata dalla parte istante), tanto più che nell’occasione si era in presenza
di una disdetta per mora del conduttore (ex art. 257d CO) e dunque la
concessione di un’eventuale protrazione sarebbe stata esclusa per legge (cfr.
art. 272a cpv. 1 lett. a CO);

 

                                  che la domanda dei convenuti, oltretutto
chiaramente irricevibile nella misura in cui essi pretendevano che l’espulsione
avesse effetto solo a far tempo dal 30 ottobre 2016 e non solo dal 30 settembre
2016 quando in prima sede avevano dato la loro adesione “almeno” a un’espulsione
con quest’ultima scadenza, è oltretutto divenuta in gran parte priva d’oggetto
in considerazione del fatto che nelle more della causa i 90 giorni di proroga
da loro richiesti sono in gran parte ormai trascorsi;

 

                                  che le spese processuali della
procedura di appello, calcolate sulla base di un valore litigioso di fr.
7'500.- (pari alla pigione per i 90 giorni di proroga postulati), seguono la
soccombenza (art. 106 CPC), ritenuto che non si attribuiscono indennità agli istanti,
che non sono stati invitati a presentare osservazioni.

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati l’art. 106 CPC e la LTG

 

 

decide: 

 

                             1.  L’appello 4 agosto 2016 di AP
1 e AP 2 è respinto nella misura in cui è ricevibile. 

 

                             2.  Le spese processuali di fr.
100.- sono a carico degli appellanti in solido. Non si attribuiscono indennità.

 

                             3.  Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                  Comunicazione alla Pretura della
giurisdizione di Mendrisio nord

 

 

Per
 la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                 Il vicecancelliere

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario in materia di locazione con un valore litigioso
inferiore a fr. 15'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Qualora non sia dato il
ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso
sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che
intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso
in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e
medesima istanza (art. 119 LTF).