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**Case Identifier:** 22847c3c-5c2b-5305-9226-0067c0ef796f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-12-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.12.2023 D-5826/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5826-2023_2023-12-15.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5826/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 5  d i c e m b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudici Manuel Borla (presidente del collegio),  

Roswitha Petry, Daniela Brüschweiler,  

cancelliere Kevin Togni. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…),  

Turchia,  

patrocinato da Viviana Lino, 

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera, 

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo e allontanamento (procedura celere); 

decisione della SEM del 25 settembre 2023 / N (…). 

 

 

 

D-5826/2023 

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Visto: 

la domanda d’asilo che A._______ ha presentato in Svizzera il 10 maggio 

2023 (cfr. atto Segreteria di Stato della migrazione [di seguito: SEM o au-

torità inferiore] n. […]-2/2) e i relativi allegati (cfr. mezzi di prova SEM n. 

001/2 e 002/3), 

il verbale relativo alla prima audizione quale richiedente minorenne non 

accompagnato (RMNA) avvenuta il 22 agosto 2023 (cfr. atto SEM n. 23/10) 

e quello riguardante l’audizione sui suoi motivi d’asilo del 18 settem-

bre 2023 (cfr. atto SEM n. 27/12), 

il parere del 22 settembre 2023 (cfr. atto SEM n. 32/3) presentato dall’inte-

ressato a seguito della ricezione del progetto di decisione negativo della 

SEM del 21 settembre 2023 (cfr. atto SEM n. 31/10), 

la decisione dell’autorità inferiore del 25 settembre 2023, notificata il me-

desimo giorno (cfr. atto SEM n. 35/1), con la quale essa non ha riconosciuto 

la qualità di rifugiato all’interessato, respinto la sua domanda d’asilo e pro-

nunciato il suo allontanamento in Turchia, considerando tale misura am-

missibile, ragionevolmente esigibile e possibile (cfr. atto SEM n. 34/13), 

il ricorso del 24 ottobre 2023 (cfr. risultanze processuali; data di entrata: 

25 ottobre 2023), per mezzo del quale il ricorrente è insorto dinanzi al Tri-

bunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) avverso la precitata 

decisione, chiedendo, in via principale, l’annullamento della medesima, il 

riconoscimento della qualità di rifugiato e la concessione dell’asilo; in su-

bordine, l’ammissione provvisoria e, in via ancor più subordinata, la resti-

tuzione degli atti alla SEM per un complemento istruttorio e un nuovo 

esame delle sue allegazioni; contestualmente, egli ha presentato istanza 

di concessione dell’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal pa-

gamento delle spese di giustizia e del relativo anticipo, con protesta di 

tasse e spese, 

i complementi al ricorso del 27 ottobre e del 5 dicembre 2023 con il quale 

il ricorrente ha trasmesso ulteriore documentazione medica a sostegno 

delle proprie allegazioni, 

gli atti e le circostanze del caso di specie che, se necessari, verranno ri-

presi nei considerandi che seguono,  

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e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),  

che, fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, 

in virtù dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 

dell’art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF tra le quali 

figura la SEM (art. 105 LAsi), 

che i requisiti relativi al diritto di ricorrere (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA), ai 

termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi e art. 10 dell’Ordinanza del 1° 

aprile 2020 sui provvedimenti nel settore dell’asilo in relazione al coronavi-

rus [Ordinanza COVID-19 asilo; RS 142.318]; DTAF 2020 I/1 consid. 7), 

alla forma e al contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddi-

sfatti, 

che occorre pertanto entrare nel merito del gravame, 

che, di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici 

(art. 21 cpv. 1 LTAF); che, anche in questo caso, può esimersi dall’effet-

tuare uno scambio di scritti (art. 111a cpv. 1 LAsi), 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la 

violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5); che il Tribunale non è inoltre vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che il ricorrente sostiene, innanzitutto, che l’autorità avrebbe violato il diritto 

federale (art. 106 cpv. 1 lett. a LAsi) ed accertato in modo inesatto e incom-

pleto i fatti giuridicamente determinanti (art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi) non 

riconoscendogli lo statuto di rifugiato e rifiutando di concedergli l’asilo in 

ragione dei rischi ai quali sarebbe esposto in caso di ritorno nel suo Paese 

d’origine, 

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che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 cpv. 1 LAsi); che l’asilo comprende la protezione e 

lo statuto accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di 

rifugiato; che esso include il diritto di risiedere in Svizzera (art. 2 cpv. 2 

LAsi), 

che, giusta l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese di 

origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di 

essere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente 

l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché 

le misure che comportano una pressione psichica insopportabile 

(art. 3 cpv. 2 LAsi), 

che la definizione dello statuto di rifugiato, così come stabilita 

all’art. 3 cpv. 1 LAsi, è esaustiva, nel senso che esclude tutti gli altri motivi 

suscettibili di condurre una persona a lasciare il proprio Paese d’origine o 

di provenienza, 

che gli elementi costitutivi della nozione di rifugiato sono dunque: 

l’esistenza di una persecuzione attuale o di un fondato timore di 

persecuzione futura, sia da parte dello Stato che dei suoi organi, sia da 

parte di entità quasi statali o di terzi, a condizione che la vittima non possa 

trovare una protezione adeguata nel suo Paese d’origine (cfr. SAMAH 

POSSE/SARAH PROGIN-THEUERKAUF, Code annoté de droit des migrations 

– Volume IV Loi sur l’asile (LAsi), in: Pratiques en droit des migrations, 

2015, n. 9 ad art. 3 LAsi), 

che chiunque domanda asilo deve provare o per lo meno rendere verosi-

mile la sua qualità di rifugiato (art. 7 cpv. 1 LAsi); che la qualità di rifugiato 

è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità preponde-

rante (art. 7 cpv. 2 LAsi); che sono inverosimili in particolare le allegazioni 

che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, non 

corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova 

falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), 

che la dottrina riconosce quattro elementi costitutivi della “verosimiglianza”: 

le indicazioni del ricorrente devono essere, in primo luogo sufficientemente 

fondate, in secondo luogo concludenti e, in terzo luogo plausibili; il richie-

dente dev’essere, inoltre, credibile; che il giudizio sulla verosimiglianza non 

deve ridursi a una mera verifica della plausibilità del contenuto di ogni sin-

gola allegazione, bensì dev’essere il frutto di una ponderazione tra gli 

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elementi essenziali a favore e contrari ad essa; decisivo sarà dunque de-

terminare, da un punto di vista oggettivo, quali fra questi risultino prepon-

deranti nella fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e la giurisprudenza 

ivi citata), 

che, alla stessa stregua dell’autorità inferiore, ed al contrario di quanto ad-

dotto dall’insorgente nel suo gravame, il Tribunale osserva come le dichia-

razioni del ricorrente in merito ai propri motivi d’asilo siano, da una parte, 

inverosimili (art. 7 LAsi) e, d’altra parte, non rilevanti ai sensi dell’asilo 

(art. 3 LAsi), 

che, in merito alla prova della qualità di rifugiato, il Tribunale rileva che le 

dichiarazioni rilasciate dal ricorrente relative alla denuncia sporta a seguito 

del tentativo di rapimento da parte della sua famiglia, il quale sarebbe av-

venuto il (…), non sono concludenti; che, in particolare, egli non ha, in un 

primo momento, minimamente accennato di esserne stato vittima (cfr. atto 

SEM n. 23/10, 7.01); che, solamente successivamente, egli ha dichiarato 

che i suoi famigliari avrebbero tentato di rapirlo ma che egli sarebbe riuscito 

a fuggire quando si trovava nel distretto di B._______ (cfr. atto SEM 

n. 27/12, R15); che confrontato in merito a tale discordanza, egli ha am-

messo di aver fornito delle dichiarazioni contrastanti ma ha sostenuto che 

ciò fosse dovuto a un malinteso (cfr. atto SEM n. 27/12, R44); che tale 

spiegazione non fa che confermare l’inverosimiglianza delle sue allega-

zioni; che, inoltre, egli ha inizialmente dichiarato di non aver sporto alcuna 

denuncia perché ne temeva le possibili ripercussioni (cfr. atto SEM 

n. 23/10, 7.02) per poi dichiarare che non avrebbe potuto, in alcun modo, 

denunciare tali fatti siccome era minorenne (cfr. atto SEM n. 23/10, 7.02); 

che, tuttavia, egli avrebbe successivamente fornito un’altra versione dei 

fatti dichiarando di aver presentato una tale richiesta alle autorità di polizia 

(cfr. atto SEM n. 27/12, R15, R20), 

che anche volendo tenere in considerazione il difficile vissuto dell’interes-

sato, non è possibile ignorare che egli, pur essendo giovane, sia prossimo 

al raggiungimento della maggiore età e ha frequentato gli studi fino alla 

seconda liceo (cfr. atto SEM n. 23/10, 1.17); che, ciò posto, ci si poteva 

aspettare che egli fornisse delle dichiarazioni concordanti in merito al pro-

prio vissuto oltre che maggiori dettagli concernenti elementi determinanti 

del proprio racconto, 

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che, onde evitare inutili ridondanze, si può senz’altro rinviare, per quanto 

riguarda l’esame della verosimiglianza, alla decisione impugnata, la quale 

risulta essere sufficientemente motivata e condivisibile (cfr. atto SEM 

n. 34/13, pag. 4 e 5), 

che neppure le argomentazioni esposte nel gravame, che riprendono so-

stanzialmente le censure sollevate nella presa di posizione del 22 settem-

bre 2023 (cfr. ricorso del 24 ottobre 2023, pag. 5, 6 e 9), permettono di 

giustificare tali incongruenze, 

che, in merito alla rilevanza dei motivi d’asilo, il ricorrente ha dichiarato di 

essere stato vittima di violenza domestica per mano del di lui padre, che 

quest’ultimo avrebbe cercato di convincerlo a costringere la sorella minore 

a contrarre un matrimonio contro la sua volontà e tentato di coinvolgerlo 

nei disonesti affari della famiglia (cfr. atti SEM n. 23/10, 7.01; 27/12, R15); 

che tali motivi non sono tuttavia pertinenti ai sensi della suddetta norma; 

che, in particolare, egli non è esposto a seri pregiudizi in ragione della sua 

razza, religione, nazionalità o appartenenza ad un determinato gruppo so-

ciale, rispettivamente per le sue opinioni politiche (art. 3 cpv. 1 LAsi); che, 

per questo motivo, non è neppure necessario esaminare se le autorità tur-

che abbiano o meno fornito al ricorrente un’adeguata protezione; che, di 

conseguenza, è a giusto titolo che la SEM ha concluso che al ricorrente 

non andava riconosciuto lo statuto di rifugiato e concesso l’asilo in virtù 

dell’art. 3 LAsi, 

che, visto quanto sopra, il Tribunale non rileva alcuna violazione del diritto 

o un accertamento inesatto o incompleto dei fatti giuridicamente determi-

nanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) nel mancato riconoscimento dello statuto di ri-

fugiato e nel rifiuto della concessione dell’asilo al ricorrente; che, su questo 

punto, il ricorso non merita tutela e i punti 1 e 2 del dispositivo della deci-

sione impugnata vanno confermati, 

che, se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pro-

nuncia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione 

(art. 44 LAsi), 

che l’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 seg. nonché 44 LAsi come pure art. 32 dell’ordinanza 1 

sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, 

RS 142.311]; DTAF 2013/37 consid. 4.4), 

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che, pertanto, la pronuncia dell’allontanamento va confermata, 

che per quanto concerne invece l’esecuzione dell’allontanamento, l’art. 83 

della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 

2005 (RS 142.20, LStrI) prevede che la stessa sia ammissibile (cpv. 3), 

ragionevolmente esigibile (cpv. 4) e possibile (cpv. 2); che, in caso di non 

adempimento di una di queste condizioni, la SEM dispone l’ammissione 

provvisoria (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI), 

che, giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione può non essere considerata 

ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di provenienza, 

lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a 

situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica, 

che il Tribunale ha già avuto modo di specificare che i requisiti per 

l’ammissione di un pericolo concreto sono meno severi quando si deve 

prendere in considerazione l’interesse superiore del fanciullo ai sensi 

dell’art. 3 par. 1 della Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 

1989 (RS 0.107; di seguito: CDF; cfr. DTAF 2014/26 consid. 7.6 in fine), 

che la minore età del ricorrente impone alla SEM di subordinare 

l’esecuzione dell’allontanamento al soddisfacimento di specifiche 

condizioni; che, in particolare, in virtù del principio dell’interesse superiore 

del fanciullo (art. 3 CDF), la SEM deve verificare, concretamente, già 

durante l’istruttoria, se il richiedente asilo sia in grado di essere 

adeguatamente assistito dai membri della sua famiglia o, in caso contrario, 

se egli possa essere collocato presso una struttura adeguata 

(cfr. DTAF 2021 VI/3 consid. 11.5.2; ex multis sentenza del Tribunale 

D-6365/2015 del 20 novembre 2015), 

che, inoltre, l’art. 69 cpv. 4 LStrI, applicabile anche alle procedure di 

allontanamento susseguenti al rifiuto della concessione dell’asilo 

(cfr.  pluris sentenza del Tribunale D‑438/2020 dell’11 febbraio 2020 

pag. 5), prevede che l’autorità competente, prima del rinvio coatto di uno 

straniero minorenne non accompagnato, si accerta che nello Stato di 

rimpatrio questi sia affidato a un membro della sua famiglia, a un tutore o 

a una struttura di accoglienza che ne garantiscano la protezione, 

che, nella decisione del 25 settembre 2023, la SEM ha inizialmente 

riconosciuto che il ricorrente non avesse alcuna rete familiare alla quale 

appoggiarsi in caso di ritorno in Turchia (cfr. atto SEM n. 34/13, pag. 9); 

che, tuttavia, egli avrebbe potuto chiedere al “giudice del tribunale dei 

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minori” di essere collocato presso un istituto per minori, possibilità offritegli 

dall’ordinamento giuridico turco (cfr. atto SEM n. 34/13, pag. 9 in fine); che, 

a tal fine, avrebbe potuto prendere contatto con un organismo di 

coordinamento delle case di accoglienza per minorenni (cfr. atto SEM 

n. 34/13, pag. 19); che, per questi motivi, l’esecuzione dell’allontanamento 

del ricorrente in Turchia sarebbe ragionevolmente esigibile (cfr. atto SEM 

n. 34/13, pag. 11), 

che, tuttavia, come rettamente esposto nel gravame (cfr. ricorso del 

24 ottobre 2023, pag. 14), il Tribunale rileva che l’autorità inferiore non ha 

svolto alcuna indagine concreta, come invece richiesto dalle disposizioni 

legali di cui sopra e dalla giurisprudenza consolidata di questo Tribunale, 

con l’obiettivo di verificare se il ricorrente potesse concretamente essere 

affidato ad una struttura adeguata al fine di ottenere protezione e ciò fino 

al raggiungimento della maggiore età (15 dicembre 2024), 

che, alla luce di quanto sopra, non è possibile, con il versamento attuale 

degli atti, valutare se l’esecuzione dell’allontanamento dell’interessato 

verso la Turchia possa o meno essere considerata ragionevolmente 

esigibile ai sensi dell’art. 83 al. 4 LStrI, 

che, di conseguenza, i punti 3, 4 e 5 del dispositivo della decisione della 

SEM del 25 settembre 2023 devono essere annullati per violazione del 

diritto federale e accertamento incompleto dei fatti giuridicamente 

determinanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e gli atti rinviati all’autorità inferiore 

affinché proceda ai complementi istruttori necessari al fine di rendere una 

nuova decisione, in punto all’esecuzione dell’allontanamento in Turchia, 

rispettosa della presente sentenza (art. 61 cpv. 1 PA), 

che, in particolare, spetterà alla SEM estendere l’istruttoria conducendo 

ulteriori indagini, in particolare attraverso l’ambasciata svizzera, al fine di 

accertare se, in caso di allontanamento in Turchia, esista una struttura 

adeguata che abbia effettivamente la capacità e la possibilità di prenderlo 

in carico, 

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen-

zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese pro-

cessuali è divenuta priva d’oggetto, 

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che, in concreto, visto l’esito del ricorso, le spese processuali sarebbero da 

porre in parte a carico del ricorrente, parzialmente soccombente; che, tut-

tavia, per motivi di praticità, v’è luogo di accogliere la domanda di assi-

stenza giudiziaria giusta l’art. 65 cpv. 1 PA, nel senso dell’esenzione dal 

versamento delle spese processuali parziali (cfr. DTF 139 III 396 con-

sid. 4.1), 

che, giusta l’art. 64 cpv. 1 PA, l’autorità di ricorso, se ammette il ricorso in 

tutto o in parte, può, d’ufficio o su domanda, assegnare al ricorrente un’in-

dennità per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha soppor-

tato (cfr. anche artt. 7 e seg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle 

tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale [TS-TAF, RS 173.320.2]); che, tuttavia, nel caso di specie, non 

sono attribuite indennità ripetibili essendo il ricorrente rappresentato dal 

mandatario designato dalla SEM (artt. 102h e 111ater LAsi; CONSTANTIN 

HRUSCHKA, Migrationsrecht Kommentar Ausländer- und Integrationsgesetz 

(AIG), Asylgesetz (AsylG), Bürgerrechtsgesetz (BüG) sowie Freizügig-

keitsabkommen (FZA) mit weiteren Erlassen, 5a ed. 2019, ad art. 111ater 

n. 1), 

che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto 

pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); che essa 

è dunque definitiva, 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è accolto, nella misura in cui contesta l’esecuzione dell’allontana-

mento pronunciata nella decisione della SEM del 25 settembre 2023; per il 

resto, esso è respinto. 

2.  

I punti 3, 4 e 5 del dispositivo della decisione della SEM del 25 settem-

bre 2023 sono annullati e gli atti di causa le sono trasmessi per il comple-

tamento dell’istruttoria e la pronuncia di una nuova decisione nel senso dei 

considerandi della presente sentenza. 

3.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali parziali, è accolta. 

4.  

Non vengono assegnate indennità per le spese ripetibili. 

5.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Kevin Togni 

 

 

Data di spedizione: