# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** afb8b7d4-e624-5838-9ae2-1df0032f83c2
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-09-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.09.2008 D-2607/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2607-2008_2008-09-15.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2607/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 5  s e t t e m b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice Christa Luterbacher,
cancelliera Chiara Piras.

A._______, Mongolia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 21 aprile 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2607/2008

Fatti:

A.
Il  3  marzo 2008,  l'interessato ha presentato una domanda d'asilo  in 
Svizzera. Ha dichiarato, in sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. 
verbali d'audizione del 21 marzo 2008 e del 14 aprile 2008), di avere 
lasciato la Mongolia dopo essere stato ingiustamente imprigionato con 
l'accusa di avere ucciso una persona. Il [...], nella sua funzione come 
poliziotto  avrebbe controllato con il  suo superiore la  macchina di  un 
parlamentare,  trovandovi  una  borsa  piena  di  polvere  bianca.  In 
seguito, il  superiore e sua moglie sarebbero stati  uccisi. Pochi giorni 
dopo,  l'interessato  sarebbe  stato  picchiato  da  tre  o  cinque  persone 
prima davanti  al  proprio  appartamento  e poi  portato  ad un cimitero, 
dove  sarebbe  stato  maltrattato  una  seconda  volta.  All'ospedale,  il 
ricorrente  avrebbe raccontato la  propria  storia  ad un collega. Alcuni 
giorni più tardi, sarebbe stato, a seconda delle versioni,  portato prima 
in procura e poi alla prigione di B._______ o direttamente alla prigione 
con l'accusa di omicidio. Dopo la morte del padre, nel [...], l'interessato 
avrebbe  approfittato  di  un  congedo  accordatogli  per  lasciare  la 
Mongolia accompagnato dalla sorella. 

B.
Il 21 aprile 2008, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art.  34  cpv. 1  della  legge sull'asilo  del  26  giugno 1998 
(LAsi, RS 142.31). Detto Ufficio ha pure pronunciato l'allontanamento 
dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento verso 
la Mongolia siccome lecita, esigibile e possibile. 

C.
Il 23 aprile 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM.  Ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  del 
provvedimento litigioso e la trasmissione degli atti di causa all'autorità 
inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua  domanda 
d'asilo,  e  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione 
provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una  domanda  d'esenzione  dal 
versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali.

D.
Il  29 aprile 2008, con decisione incidentale, il  TAF ha respinto, per i 

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motivi  ivi  indicati  (ricorso  privo  di  probabilità  d'esito  favorevole),  la 
domanda d'esenzione dal versamento di un anticipo a copertura delle 
presumibili spese processuali ed ha invitato il ricorrente a versare un 
siffatto anticipo, di fr. 600.--, entro il 9 maggio 2008, con comminatoria 
d'inammissibilità  del  gravame  in  caso  di  decorso  infruttuoso  del 
termine. 

E.
Il  5  maggio 2008,  il  ricorrente ha tempestivamente versato l'anticipo 
richiesto. 

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
LAsi, e art. 83 lett d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 
2005 [LTF, RS 173.110]). 

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 
sulla  procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS 
172.021), nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi. 

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua. 

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano. 

4.
Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  rilevato,  da  un  lato,  che  il 
Consiglio  federale  ha  inserito  la  Mongolia  nel  novero  delle  safe 

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countries.  Dall'altro  lato,  l'autorità  inferiore  ha  ritenuto  siccome 
inverosimili  le  allegazioni  decisive  in  materia  d'asilo  presentate 
dall'insorgente,  visto  che  quest'ultimo  avrebbe  reso  dichiarazioni 
fortemente contraddittorie sulle  modalità del  controllo del veicolo del 
parlamentare, sul proprio trasferimento dall'ospedale al carcere e sul 
proprio soggiorno in carcere. Infine, dagli atti non risulterebbero indizi 
che potrebbero capovolgere la presunzione confutabile dell'art. 6a cpv. 
2 lett. a LAsi. 

5.
Nel  gravame,  il  ricorrente  contesta  la  presenza di  contraddizioni  nel 
proprio racconto. Quest'ultimo sarebbe infatti dettagliato, spontaneo e 
ricco di  indicazioni importanti. Infine, le conseguenze di  un rimpatrio 
sarebbero fatali, poiché sarebbe mandato in prigione. 

6.

Giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi,  non si  entra nel merito di  una domanda 
d’asilo se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio federale 
ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi a meno 
che non risultino indizi di persecuzione.

6.1 Da un lato, giova rilevare che allorquando il Consiglio federale ha 
inserito un Paese nel novero delle safe countries, sussiste di massima 
una presunzione d’assenza di persecuzioni in detto Paese. Incombe al 
richiedente l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per quanto attiene 
alla sua situazione personale.

6.2 Dall'altro  lato,  la  nozione  d’indizi  di  persecuzione  ai  sensi 
dell’art. 34 cpv. 1 LAsi s’intende in senso lato: comprende non soltanto 
i  seri  pregiudizi  previsti  dall’art.  3  LAsi,  ma  pure  gli  ostacoli 
all’esecuzione  dell’allontanamento,  di  cui  all’art.  44  cpv.  2  LAsi, 
imputabili all'agire umano (GICRA 2003 n. 18).

7.

7.1 Questo  Tribunale  osserva  che  siccome  il  Consiglio  federale  ha 
effettivamente inserito, in data 28 giugno 2000, la Mongolia nel novero 
dei  Paesi  esenti  da  persecuzioni,  sussiste  di  massima  una 
presunzione d'assenza di persecuzioni in detto Paese.

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7.2 Nella fattispecie, il ricorrente non è riuscito, per quanto attiene alla 
sua situazione  personale,  ad  invalidare  la  presunzione d'assenza di 
persecuzione,  ritenuto  segnatamente  che  dagli  atti  di  causa  non 
emergono  indizi  di  persecuzione. In  particolare,  l'insorgente  non  ha 
presentato,  all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove 
suscettibili  di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di 
cui  all'impugnata  decisione.  Quest'ultime  s'esauriscono  in  mere 
affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché 
minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF 
in  relazione  all'art. 6 LAsi,  all'art. 37 LTAF  ed  all'art. 4 PA).  Basti 
ancora rilevare che non compete alle autorità svizzere di pronunciarsi 
su una presunta ingiustizia giudiziaria da parte della autorità mongole 
nei confronti del ricorrente. Inoltre, di regola una sentenza ingiusta o 
un'errore  giudiziario  ai  danni  dell'insorgente  è  irrilevante  in  materia 
d'asilo,  senza  che  il  ricorrente  abbia  presentato  argomenti  precisi  e 
seri  suscettibili  di  giustificare  un'eccezione  alla  regola.  Inoltre,  il 
ricorrente  si  limita  a  pure  congetture,  non  confortate  da  alcun 
elemento attendibile  e concreto, sull'impossibilità  d'ottenere  un equo 
processo  in  patria.  Non  v'è,  infatti,  ragione  di  ritenere  che  egli  non 
possa  ricevere  un'appropriata  protezione  statale  contro  l'eventuale 
futuro  agire  illegittimo  nei  suoi  confronti  da  parte  di  terzi 
rispettivamente  non  possa  beneficiare  di  un  equo  processo  in 
relazione ad eventuali accuse mosse nei suoi confronti per ragioni che 
non  appaiono  avere  alcuna  relazione  con  uno  dei  motivi  enumerati 
all'art. 3 LAsi. Per conseguenza, l'UFM rettamente non è entrato nel 
merito della domanda d'asilo, considerato che non sussistono indizi di 
persecuzione.

8.

8.1 In considerazione di quanto suesposto, non emergono dalle carte 
processuali  neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Mongolia  possa  violare 
l'art. 25 cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera  del  18 aprile 1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) o  esporre il  ricorrente in patria al  rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 

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salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

8.2 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno che  in  Mongolia  non  vige  attualmente  una  situazione  di 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nella totalità del territorio nazionale.

8.3 Dalle  carte  processuali  non  emergono  neppure  ostacoli 
all'esecuzione  dell'allontanamento  non  imputabili  all'agire  umano.  Il 
ricorrente  è  giovane,  ha  una  certa  esperienza  professionale  (cfr. 
verbale  d'audizione  del  21  marzo  2008  pag.  2)  e  non  ha,  altresì, 
preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano 
giustificare  un'ammissione  provvisoria  (v.  sulla  problematica 
GICRA 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa 
emerga  la  necessità  di  una  permanenza  dell'insorgente  in  Svizzera 
per  motivi  medici.  In  siffatte  circostanze,  l'autorità  inferiore  ha 
rettamente ritenuto siccome adempiti i presupposti per formulare una 
prognosi  favorevole  con  riferimento  alle  effettive  possibilità  per  il 
ricorrente  di  un  adeguato  reinserimento  sociale  nel  suo  Paese 
d'origine.

8.4 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 83 cpv. 2 LStr).  Il 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile.

8.5 L'insorgente non adempie le condizioni in virtù  delle quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

9.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

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10.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per  le  ragioni  indicate  al  considerando  8  del  presente  giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

11.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice  unico,  con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

12.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 cpv. 1  e 
cpv. 5 PA  nonché  art. 3 lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del  21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Esse sono computate 
con  l'anticipo  spese,  di  fr.  600.--,  versato  dall'insorgente  il 
5 maggio 2008.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo  spese di  fr. 600.--,  versato  il  5 maggio 2008,  è  computato 
con le spese processuali.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato)
- UFM, Divisione dimora ed aiuto al ritorno (in copia; n. di rif. N )
- C._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

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