# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c3964b2c-0b0f-5f43-9ca9-e3fc1de3bb3f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-06-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.06.2020 50.2016.3
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_50-2016-3_2020-06-09.html

## Full Text

Incarto n.

  50.2016.3

   

   

   

   

  	
  Lugano

  9
  giugno 2020

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Flavia Verzasconi, presidente,

  Giovan Maria Tattarletti, Fulvio Campello

  

                                                                                            

	
  vicecancelliera:

  	
  Giorgia Ponti

  

 

 

statuendo
sul ricorso del 14 settembre 2016 della 

 

 

	
   

  	
  RI
  1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 27 luglio 2016
  del Tribunale di espropriazione (n. 20.2012.11-6) resa nell'ambito del
  procedimento espropriativo promosso
  dallo Stato del Cantone Ticino per acquisire parte del mapp. __________ di __________,
  Sezione di __________, per la costruzione di una rotonda sulla strada
  cantonale P__________ __________ zona centro commerciale;

  

 

 

ritenuto,                          in
fatto

 

                                  A.   Dal 7 ottobre 2010 CO 1 è
proprietario del mapp. __________ di __________, Sezione di __________, sul
quale in seguito è stata costituita una proprietà per piani (PPP). Il fondo, di
4'064 m2, si trova in zona __________ a valle dell'incrocio tra la
strada cantonale P__________ __________ e la strada comunale via __________.

                                         b. In forza di una licenza
edilizia rilasciata nel 2011, sul fondo è stato edificato un complesso
commerciale/residenziale.

c. CO 1 ha in seguito ceduto alcune PPP a terzi. 

 

 

                                  B.   a. Il 28 marzo 1978 il
Comune di __________ ha adottato il primo piano regolatore che attribuiva la
part. __________ e altri fondi limitrofi alla zona residenziale R3. Il piano
della rete viaria prevedeva dal canto suo lungo tutto il confine est del fondo __________
una strada di raccordo (C2), calibro di 5.20 m, con linee di arretramento di 4
m su entrambi i lati. Vista la preesistenza di alcune costruzioni artigianali,
il Consiglio di Stato ha tuttavia negato l'approvazione della zona R3 e invitato
il Comune a istituire una vera e propria zona artigianale (cfr. ris. gov. 2714
del 12 maggio 1981, n. 3.3.2 lett. c, pag. 15 e seg.). Gli atti sono quindi
stati rinviati all'autorità comunale per l'adozione di una variante. 

b. La modifica pianificatoria auspicata è stata approvata dal Governo il 16
dicembre 1986 (ris. gov. 7900). Il fondo __________ si trovava quindi da quel
momento inserito nella zona Ar, servito sempre dalla strada di raccordo C2.

c. Con la revisione dello strumento pianificatorio del 1997, il Comune ha
istituito per il comparto che qui interessa un piano particolareggiato (P.PA2 __________;
ris. gov. 6565 del 19 dicembre 1997). Il piano del traffico prevedeva sempre
una strada di servizio a est del comparto (SS1), con un calibro di 4.50 metri e
un marciapiede di 2.50 metri. Ridotto nel 2004 il perimetro del comparto verso
sud, con variante approvata il 6 maggio 2008 dal Consiglio di Stato, sono stati
definiti nuovi contenuti misti di utilizzazione (residenziale, amministrativa,
commerciale, alberghiera), con precisi perimetri di edificazione, aree verdi e
non edificabili e aree di accesso e posteggio. L'accesso al comparto è stato previsto
da via __________.

d. A seguito di questo iter pianificatorio,
il fondo __________ si è quindi venuto a trovare per la maggior parte all'interno
del P.PA2, mentre una piccola parte, ubicata lungo la strada comunale, è stata
destinata a superficie di circolazione (strada di servizio SS1).  

 

                                  C.   a. Il 12 ottobre 2011 il Consiglio di Stato ha approvato il progetto
stradale concernente la formazione di una rotonda ovoidale sulla strada
cantonale in zona centri commerciali, in corrispondenza con via __________,
nonché la sistemazione delle strade comunali ad essa collegate e altri
interventi di risanamento e sistemazione della strada cantonale. Le opere hanno
interessato anche il fondo __________, lungo tutto il confine est, in
corrispondenza della SS1, dal quale è stata avulsa una superficie di circa 390
m2 che, secondo le tabelle di espropriazione, lo Stato ha proposto
di indennizzare a fr. 15.-/m2.

 

b. Il 24 ottobre 2011
sono iniziati i lavori di costruzione delle opere stradali.

 

 

                                  D.   La decisione sulle pretese
di natura espropriativa notificate da CO 1 nel procedimento di approvazione dei
piani stradali (fr. 400.- al m2 per il terreno avulso dalla part. __________),
in assenza di accordo tra le parti, è stata demandata al Tribunale di
espropriazione così come previsto dall'art. 26 della legge sulle strade del 23
marzo 1983 (LStr; RL 725.100).

 

 

                                  E.   Nel corso della procedura
avviata dinanzi al Tribunale d'espropriazione, il 5 settembre 2015 lo Stato, il
Comune di __________ e CO 1, per sé e per i comproprietari delle unità di
proprietà per piani nel frattempo alienate, hanno stipulato un accordo
comprendente alcune rettifiche dei confini delle rispettive proprietà a ridosso
della strada cantonale e di via __________, dalle quali è risultata una
maggiore cessione di 272 m2 in favore dell'ente espropriante, di cui
44 m2 appartenenti all'area di accesso e di posteggio privata e 228
m2 definiti quale superficie di circolazione (strada di servizio
SS1). Per i 44 m2 le parti hanno fissato un'indennità di fr. 180.-
al m2, per gli altri 228 m2 non hanno invece trovato un'intesa.

                                  F.   Preso atto di ciò, con
giudizio del 27 luglio 2016, il Tribunale di espropriazione ha quindi stabilito
in fr. 350.- al m2, oltre interessi, l'indennità dovuta agli
espropriati per 228 m2 della part. __________. Ha nel contempo stralciato
le questioni per le quali le parti hanno raggiunto un accordo (art. 43 e 44
della legge sull'espropriazione dell'8 marzo 1971; Lespr; RL 710.100).

 

 

                                  G.   Lo Stato del Cantone Ticino
ha impugnato il predetto giudizio dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo,
al quale ha chiesto di ridurre l'indennità per espropriazione formale a fr.
15.- al m2 oltre a interessi ai saggi usuali. In via subordinata ha
domandato di attribuire alla striscia di terreno contestata un valore di fr.
100.- al m2. In sunto, ripercorso l'iter pianificatorio della
particella __________ degli espropriati, lo Stato reputa che non vi sia mai
stata un'attribuzione della stessa ad una zona edificabile conforme alla legge
sulla pianificazione del territorio del 22 giugno 1979 (LPT; RS 700). L'area
espropriata sarebbe sempre stata destinata a suolo pubblico (strada), ai fini
dell'urbanizzazione del comparto. Né vi potrebbe essere miglior uso del fondo,
ritenuto che il piano regolatore del 1981 sarebbe decaduto nel 1988 e la
proprietà non avrebbe mai fatto parte del comprensorio largamente edificato.
Da qui la richiesta di indennizzo sulla base del valore di un terreno agricolo
o non edificabile. Ma quand'anche così non fosse, la ricorrente rileva che la
costruzione dell'edificio residenziale/

commerciale avvenuta attorno al 2011 avrebbe esaurito gli indici edificatori di
tutta la particella, compresa la parte qui dedotta in espropriazione. Lo
scorporo non sarebbe quindi più sfruttabile a fini edilizi. Annota inoltre che la
part. __________ è gravata da un onere di passo pubblico veicolare, a garanzia
dell'accesso ai mappali retrostanti __________ e __________. Questi fatti fanno
sì che il valore venale della porzione espropriata non potrebbe in ogni caso
essere superiore a circa 100.- fr. al m2.

 

 

                                  H.   Al ricorso si oppongono i
comproprietari del mapp. __________, tranne la titolare di una quota di
comproprietà CO 13, che ha accettato nel corso della procedura di prima istanza
le condizioni di espropriazione stabilite
dall'ente espropriante e che non si è espressa in questa sede. Essi ritengono
che la vocazione edilizia del fondo è data sin dal primo piano di
utilizzazione comunale del 1981, rispettivamente a partire dal 1986,
allorquando su richiesta dell'autorità cantonale il fondo è stato inserito
nella zona artigianale e gravato dal vincolo di strada di servizio. Confermano
che, come rettamente rilevato dai giudici di prime cure, in concreto non
ricorrono gli estremi per un'espropriazione materiale, vista l'esiguità dell'area
avulsa dalla loro proprietà. Ciò non toglie tuttavia che questa debba essere
espropriata al valore edilizio pieno, per i motivi indicati nel giudizio
impugnato. L'opera stradale ha del resto impedito ai comproprietari di poter
adibire a comodo posteggio l'area litigiosa. Questi hanno dovuto essere
edificati su un altro terreno (part. __________ del Comune) o in autorimessa
sotterranea, con maggiori costi. 

Il Tribunale di espropriazione non ha formulato osservazioni.

 

 

                                    I.   In replica e duplica le
parti si sono confermate nelle rispettive antitetiche allegazioni e domande, di
cui si dirà, per quanto necessario, nei seguenti considerandi.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.    1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 50 cpv. 1
Lespr. Certa è la legittimazione attiva della ricorrente, espropriante, direttamente toccata dal giudizio impugnato che ha
stabilito un'indennità maggiore a quanto inizialmente offerto (art. 65 cpv. 1 della legge sulla procedura
amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 165.100; per il rinvio
di cui all'art. 70 Lespr). Il ricorso, tempestivo (art. 50 cpv. 3
Lespr), è dunque ricevibile in ordine.

1.2. Il giudizio può essere emanato sulla base degli atti, senza istruttoria
(art. 25 cpv. 1 LPAmm). La situazione dei luoghi e l'oggetto della
contestazione emergono con sufficiente chiarezza dalle carte processuali.
Nemmeno le parti sollecitano l'assunzione di particolari prove.

 

 

2.    Dal profilo
espropriativo, oggetto di contestazione in questa sede è esclusivamente l'indennità
a titolo di espropriazione formale stabilita con la decisione impugnata,
secondo cui per lo scorporo di 228 m2 del mapp. __________ l'ente
espropriante deve versare agli espropriati un'indennità di fr. 350.- al m2.
L'insorgente pretende invece una riduzione a rispettivamente fr. 15.- o fr.
100.- al m2, corrispondente al prezzo di un terreno destinato a
strada e privato di qualsiasi possibilità edilizia.

 

 

                                   3.   3.1. Giusta l'art. 9 Lespr,
l'espropriazione ha luogo mediante piena indennità. La sua determinazione è
disciplinata dal principio secondo cui l'espropriato non deve subire un danno
individuale, né conseguire particolari vantaggi a seguito dell'espropriazione.
In altre parole, all'espropriato deve essere garantita la stessa situazione economica
in cui si troverebbe se l'espropriazione non avesse avuto luogo, in modo che,
per effetto della medesima, non subisca danni né consegua vantaggi pecuniari (Heinz Hess/Heinrich Weibel, Das
Enteignungsrecht des Bundes, Berna 1986, n. 3 e segg. ad art. 16 della legge
federale sull'espropriazione del 20 giugno 1930; LEspr; RS 711). L'importo
dell'indennità è calcolato in base all'intero valore venale del diritto
espropriato (art. 11 lett. a Lespr). Essa comprende pure l'ammontare di tutti
gli altri pregiudizi subiti dall'espropriato come conseguenza
dell'espropriazione. Il dies aestimandi si situa al momento
dell'anticipata immissione in possesso (art. 19 prima frase Lespr), data a far
tempo dalla quale decorrono pure gli interessi al saggio usuale sull'indennità
definitiva (art. 52 cpv. 3 Lespr). 

3.2. In quest'ordine di idee, non è tenuto conto delle variazioni di valore
derivanti dall'opera dell'espropriante (cfr. art. 12 cpv. 2 Lespr; cfr. anche
art. 20 cpv. 3 LEspr), ancorché queste si manifestino prima della pubblicazione
del progetto, rispettivamente prima dell'avvio della procedura espropriativa.
Tali effetti anticipati si avverano in particolare anche allorquando
determinati vincoli pianificatori modificano lo statuto giuridico del fondo,
allo scopo di assicurare la realizzazione dell'opera dell'espropriante (cfr.
DTF 114 Ib 321 consid. 5a). Nel caso in cui essi integrano gli estremi di
un'espropriazione materiale, il proprietario deve fare valere le sue pretese
per questo titolo, senza che egli debba attendere l'avvio di una procedura di
espropriazione formale. In caso contrario, gli effetti anticipati dell'opera
dell'espropriante - siano essi positivi o negativi - non vengono presi in
considerazione nell'ambito della relativa procedura di espropriazione formale.
In questa evenienza, occorre pertanto stabilire quale statuto giuridico il
fondo avrebbe verosimilmente assunto in assenza dei vincoli pianificatori
apposti per realizzare l'opera dell'espropriante (DTF 119 Ib 366 consid. 3a,
115 Ib 13 consid. 5b, 114 Ib 321 consid. 5a; Piermarco
Zen-Ruffinen/ Chri-stine Guy-Ecabert, Aménagement du territoire,
construction, expropriation, Berna 2001, n. 1180 e segg.; cfr. anche Hess/

Weibel, op. cit., n. 106 ad art. 19 e n. 8 e segg. ad art. 20).

 

3.3. Dottrina e
giurisprudenza concordano nel ritenere che il valore venale di un terreno venga
di regola stabilito in base al metodo statistico, detto anche comparativo (cfr.
DTF 122 I 168, 122 II 337, 115 Ib 408; Hess/Weibel,
op. cit., n. 80 segg. ad art. 19 LEspr; Zen-Ruffinen/
Guy-Ecabert, op. cit., n. 1170). Secondo questo metodo il valore venale
di un fondo viene individuato confrontando i prezzi già soluti nella regione di
cui si tratta per analoghi terreni in libere contrattazioni; nel limite del
possibile vengono prese in considerazione le contrattazioni attendibili
realizzate nell'anno precedente il dies aestimandi. Di eventuali
differenze (per forma, situazione, dimensione, possibilità di sfruttamento
ecc.) si tiene conto attraverso adeguati aumenti o diminuzioni. In sostanza, il
valore corrisponde al prezzo che l'espropriato potrebbe conseguire in una
normale contrattazione, rispettivamente alla somma che un numero imprecisato di
acquirenti sarebbe disposto a pagare, tenuto conto dei prezzi praticati in zona,
corretti e adeguati alle peculiarità dei singoli terreni. Il prezzo di gran
lunga inferiore o superiore alla media convenuto in un contratto isolato non è
evidentemente determinante, e non può essere assunto quale esempio, dal momento
che vi possono influire elementi che impediscono di considerarlo oggettivo
(cfr. Hess/Weibel, op. cit., n. 87
ad art. 19 LEspr). L'applicazione del metodo statistico comparativo presuppone
d'altro canto che esistano sufficienti contrattazioni relative a fondi che
possano essere paragonati a quello in esame, ma non è necessario che si tratti
di fondi identici riguardo a situazione, dimensione, qualità,
grado di urbanizzazione e possibilità di sfruttamento, occorrendo piuttosto
ch'essi siano paragonabili (cfr. STA 50.2008.5 del 7 novembre 2011 consid. 2.2).
Le cifre indicative ottenute con questo approccio analitico vanno quindi
corrette e adeguate in funzione delle peculiarità, siano esse negative o
positive, riguardanti il fondo oggetto dell'esproprio. Occorre infine
rammentare che il metodo statistico comparativo non conduce alla determinazione
di valori assoluti, bensì serve a mettere in evidenza una tendenza
nell'evoluzione dei prezzi dei terreni in una determinata zona, che può essere
influenzata dalla situazione di fatto e di diritto che la caratterizza.

 

 

                                   4.   4.1. In concreto,
rettamente i giudici di prime cure hanno negato l'avverarsi di espropriazione
materiale a seguito dell'esclusione della fascia di terreno a ridosso di via __________
dal P.PA2 e della sua attribuzione alla strada di servizio SS1. Il tracciato
della pubblica via invade infatti solo marginalmente il fondo __________ e non
comporta gravi restrizioni alla proprietà. Nemmeno le parti pretendono il
contrario. Ciò nondimeno, questa restrizione della proprietà è stata
indiscutibilmente introdotta per garantire la sistemazione di via __________,
peraltro avvenuta in concomitanza con l'edificazione del centro commerciale e
residenziale sul fondo __________. L'ente espropriante non può quindi eludere
la garanzia della proprietà sottraendo il sedime ad un prezzo irrisorio solo
perché in sede pianificatoria il Comune vi ha apposto una restrizione non
costitutiva di espropriazione materiale (STA 50.2003.3-5 del 23 febbraio 2004
consid. 2, 50.2003.6 dell'11 novembre 2005 consid. 4). In questo senso, le
considerazioni della ricorrente, che sembra confondere i principi applicabili
all'espropriazione materiale in occasione dell'attribuzione o esclusione di un
fondo dalla zona edificabile, non possono essere seguite. Occorre dunque
determinare lo statuto giuridico che il pianificatore comunale avrebbe
verosimilmente attribuito al fondo senza il vincolo litigioso.

4.2. Come visto in narrativa il Comune di __________ con l'adozione del primo
piano regolatore in vigenza della LPT) ha inserito il fondo litigioso nella
zona edificabile R3. Tale azzonamento non è stato condiviso dall'Esecutivo
cantonale che ha reputato più corretto l'inserimento del comparto a valle della
strada cantonale in una zona artigianale, vista anche la presenza a quell'epoca
di alcuni edifici di quella natura. Seguendo le indicazioni governative, l'autorità
comunale ha quindi inserito nella zona Ar il mapp. __________ e altri fondi ad
esso limitrofi. Come ricordato in narrativa, tale azzonamento è stato approvato
nel 1986. Con la revisione del piano di utilizzazione comunale nel 1997, il
fondo è stato per finire compreso nel piano particolareggiato P.PA2, con
destinazione residenziale (estesa nel 2008 anche a quella commerciale e
amministrativa). La vocazione e destinazione edilizia del comparto sono quindi
sempre state chiare nelle intenzioni del Comune e del Cantone. Le allegazioni di
quest'ultimo in merito al fatto che il mapp. __________ non sarebbe mai stato
attribuito ad una zona edificabile sono quindi chiaramente smentite da questi
atti. Non si vede del resto nemmeno perché, come asserito dalla ricorrente, il
piano regolatore del 1981 sarebbe decaduto al più tardi nel 1988, per effetto
dell'art. 35 cpv. 1 lett. b LPT che assegnava ai comuni un termine di 8 anni
dall'entrata in vigore della LPT nel 1980 per dotarsi di uno strumento
pianificatorio. Vero è che per il comparto dove è sito il fondo __________ il
primo piano regolatore del 1981 non ha ricevuto l'approvazione cantonale. A
partire dal 1986 è in ogni caso stato reso edificabile a tutti gli effetti,
edificabilità confermata anche in seguito in occasione della revisione
pianificatoria del 1997 e dell'approvazione nel 2008 delle normative vigenti
all'interno del P.PA2. Ora, appare del tutto verosimile che senza il
controverso vincolo espropriativo, il pianificatore comunale avrebbe compreso
lo scorporo del fondo __________ nel perimetro del P.PA2. Più precisamente, l'area
litigiosa, senza l'evento espropriativo, avrebbe quasi con certezza condiviso
le sorti dell'area di accesso e posteggio privata secondo il P.PA2.
Quest'area fa in effetti da contorno a quella centrale del comparto dove sono
stati tracciati i soli perimetri in cui è possibile l'edificazione, delimitati
con linee di arretramento e di costruzione. La decisione impugnata, che
considera come edificabile lo scorporo interessato dalla nuova strada di
servizio SS1, ora espropriato, è quindi conforme al diritto e merita tutela.

 

 

                                   5.   Occorre a questo punto
stabilire il valore del terreno espropriato. 

5.1. La striscia lungo via __________ viene avulsa da un tipico terreno
complementare. Tale si definisce il sedime circostante un edificio che per
natura e dimensioni non può essere usato a fini edilizi, ad esempio quando il
resto del fondo è già edificato in maniera razionale e tale edificazione
appare, secondo le comuni previsioni, duratura. Il valore economico della
superficie complementare dipende dai plurimi scopi cui serve o può venir
destinata. È indennizzato secondo il suo pieno valore edilizio soltanto se la
sua sottrazione incide sul potenziale edilizio della superficie restante,
oppure se esso conferisce prestigio ad una proprietà di carattere esclusivo
(cfr. Peter Widerkehr, Die
Expropriationsentschädigung, tesi 1966, p. 70 seg.). Negli altri casi, il
valore economico di un terreno complementare è invece inferiore a quello del
terreno pienamente sfruttabile a fini edilizi; di quanto, è una questione che
l'autorità competente deve esaminare in base al proprio prudente giudizio (DTF
122 I 180). Secondo la giurisprudenza dell'Alta corte, seguita dal Tribunale
cantonale amministrativo, si può arrivare a percentuali del 50% rispetto al
pieno valore edilizio (DTF 122 I 180; STA 50.2003.6 dell'11 novembre 2005
consid. 4.4.; RDAT 1981 n. 65; 1986 n. 75 consid. 2). 

5.2. In concreto, l'avulsione della suddetta porzione di terreno non comporta
una riduzione del potenziale edilizio della parte restante del fondo. Anzitutto
si osserva che per il comparto del P.PA2 non sono definiti gli abituali indici
edificatori (di sfruttamento o di occupazione). L'edificazione è definita all'interno
di precisi perimetri, nei quali devono essere rispettate solo le distanze
minime di 4 metri tra edifici (cfr. art. 3.1 dell'allegato II delle norme di
attuazione del piano regolatore; NAPR). Inoltre, il pianificatore comunale ha
stabilito quote obbligatorie/massime di altezza delle costruzioni nei singoli
perimetri di costruzione (art. 3.2 allegato II NAPR). Appare dunque improprio
affermare, come fa la ricorrente, che in concreto gli indici sarebbero già
stati sfruttati interamente per cui la striscia utilizzata per la sistemazione
di via __________ sarebbe priva di qualità edificatorie, circostanza che
influirebbe sul suo valore venale. Tuttavia, è vero che la costruzione del
comparto avvenuta a partire dal 2010-2011 non ha risentito delle limitazioni
imposte dall'evento espropriativo ma ha consentito ai proprietari di sfruttare
appieno le possibilità edificatorie concesse secondo la disciplina del P.PA2.
Lo scorporo in questione non conferisce nemmeno particolare pregio a immobili,
di carattere residenziale-commerciale, presenti. In questo senso, non può che
essere riconosciuta un'indennità espropriativa ridotta. 

                                         Considerata l'esigua
estensione della porzione avulsa, questo Tribunale ritiene pertanto che una
riduzione del 50% rispetto al valore edilizio pieno di fr. 350.- al m2
stabilito dal Tribunale di espropriazione, sul quale le parti del resto nulla
obiettano, sia del tutto adeguata alle specifiche circostanze del caso
concreto. L'indennizzo può essere arrotondato in eccesso a fr. 180.- al m2.
Ininfluente sulla fissazione di questo importo è il fatto che un minuscolo
angolo della parte espropriata, all'incrocio tra la strada cantonale e via la
Fiume, è gravato da un onere di passo pedonale pubblico, tanto più che di tale
accesso beneficiano anche gli espropriati per accedere alla parte nord della
loro proprietà. Nemmeno le tesi di questi ultimi secondo cui l'avulsione della
porzione espropriata avrebbe comportato la rinuncia alla costruzione di alcuni
posteggi può essere seguita. In
effetti, l'indennità di espropriazione si calcola o secondo il valore che il
diritto espropriato rappresenta per un potenziale acquirente (danno oggettivo,
che essi hanno sin dall'inizio fatto valere), o secondo l'interesse speciale
dell'espropriato a conservare tale diritto (danno soggettivo), fermo restando
che gli elementi di questi due metodi non possono essere combinati se così
facendo si produce un indebito cumulo di indennizzi e un illecito arricchimento
(DTF 113 Ib 39 consid. 2a,
STF 1C_2/2014 del 4 aprile 2014 consid. 2; Raphaël
Eggs, Les "autres préjudices" de l'expropriation, Ginevra/Zurigo/Basilea
2013, n. 251 pag. 91). Infine, a
comprova della bontà del valore di fr. 180.- al m2 qui stabilito, vi
è il fatto che per la porzione di terreno espropriato che si trova all'interno
del P.PA2 (area di accesso e di posteggio privata) e che pure è destinata all'allargamento
di via __________ e alla sistemazione della strada cantonale le parti si sono
accordate nelle more della procedura di prima istanza per un'indennità proprio
di fr. 180.- al m2.  

                                   6.   6.1. Visto quanto precede,
il ricorso è parzialmente accolto e la decisione impugnata riformata nel senso
che l'indennità per l'esproprio di 228 m2 è fissata in fr. 180.- al
m2. Sull'indennità decorrono gli interessi agli usuali saggi.  

6.2. Per quanto riguarda le spese processuali
e le ripetibili di questa sede, sono applicabili, giusta il rinvio dato
dagli art. 50 cpv. 3 e 70 Lespr, gli art. 47 e 49 LPAmm (STF 1P.323/1996 del 9
giugno 1997). Vista la reciproca soccombenza
delle parti, queste sono ripartite tra di esse in ragione di metà ciascuno. L'espropriante
rifonderà alle controparti, assistite da un legale, un'indennità ridotta per ripetibili.

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

decide:

 

                                   1.   Il ricorso è parzialmente
accolto.

Di conseguenza il dispositivo n. 1 della decisione del 27 luglio 2016 (inc.
20.2012.11-6) del Tribunale di espropriazione è così riformato:

1.     Per l'espropriazione formale di 228 m2
del mappale n. __________ di __________ l'ente espropriante verserà agli
espropriati un'indennità di fr. 180.- al m2  oltre interessi ai
seguenti saggi annui:

 

      - del 2.75% dal 24.10.2011 al 01.12.2011

      - del 2.5% dal 02.12.2011 al 01.06.2012

      - del 2.25% dal 02.06.2012 al 02.09.2013; 

      - del 2% dal 03.09.2013 al 01.06.2015

      - del 1.75% dal 02.06.2015 al 01.06.2017

      - del 1.5% dal 02.06.2017 al 02.03.2020

- del 1.25% dal 03.03.2020 in poi

 

 

2.   La tassa di
giustizia di fr. 2'000.- è posta a carico dello Stato e degli espropriati in
ragione di 1/2 ciascuno. Lo Stato rifonderà agli espropriati un importo unico
di fr. 1'000.- a titolo di ripetibili.     

3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS
173.110).

 

 

	
  4. Intimazione a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                            La
vicecancelliera