# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f869d024-f2ec-56c6-933e-b7349804406d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-03-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 02.03.2000 INC.1999.53106
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-53106_2000-03-02.html

## Full Text

N. 531.99.6 R                                                             Lugano,
2 marzo 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

 

sedente per statuire sull'istanza
1. marzo 2000 formulata dalla

 

 

Procuratrice Pubblica avv.
__________

 

tendente ad ottenere la proroga
della detenzione preventiva cui è astretto

 

__________, c/o PCT
La Stampa, Cadro

(patr. d'ufficio dall'avv.
__________)

 

 

sino e compreso il prossimo 5
aprile 2000;

 

 

lette le osservazioni formulate
all'istanza da parte del patrocinatore dell'accusato in data 2 marzo 2000;

 

 

letti gli atti (attualmente
depositati all'attenzione delle parti);

 

 

 

 

considerato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

in fatto ed in
diritto:

 

 

 

-    che la situazione processuale dell'accusato è nota alle parti ed
a questo giudice per i suoi pregressi interventi (si vedano le decisioni: 5
gennaio 2000 in materia di prove, 13 gennaio 2000 in materia di libertà
provvisoria e 21 gennaio 2000 in materia di proroga della detenzione);

 

 

-    che i fatti possono essere
così descritti:

 

     "-  … nei confronti di
__________ e contro la ex convivente dello stesso __________ la PP avv.
__________ ha aperto un procedimento penale ed ha promosso l'accusa per titolo
di infrazione aggravata alla Legge Federale sugli Stupefacenti;

 

     -    … in particolare, a carico di
__________ vi sono chiamate in correità per importanti vendite di cocaina. Il
nome dell'accusato è stato fatto inizialmente da __________ che lo ha
riconosciuto come importante acquirente di __________ e facente capo a
__________ per i suoi acquisti di stupefacente;

 

     -    … anche l'accusato __________
ha ammesso di avere venduto al duo __________ /__________ cocaina;

 

     -    …, a carico di __________, vi
sono poi le deposizioni della stessa __________ (v. 11 agosto 1999) che ha
ammesso acquisti importanti (superiori al chilogrammo) sia dalla __________ che
da __________;

 

     -    … lo stesso __________ ha
ammesso, inizialmente, acquisti di cocaina per non meno di 9 etti, circostanza
ridimensionata dinnanzi alla PP avv. __________ nel verbale 12 agosto 1999 con
ammissione di acquisti per non meno di 6 etti;

 

     -    … successivamente l'accusato
ha ritrattato il suo dire ammettendo traffico per quantitativi contenuti;"

 

 

-    che nelle more della procedura prima ancora del deposito degli
atti la difesa ha postulato l'accoglimento di prove in parte ammesse da questo
giudice a seguito di impugnativa;

 

 

-    che l'accusato, al contrario della ex convivente __________ (che
nel frattempo è stata posta al beneficio della libertà provvisoria), risulta
essere stato più volte condannato in precedenza;

 

 

 

 

 

 

 

-    che con decisione 21 gennaio 2000 questo Giar ha prorogato la
detenzione preventiva cui è astretto l'accusato sino al prossimo 5 marzo 2000;

 

 

-    che la fase istruttoria è sostanzialmente terminata, gli atti
sono depositati all'attenzione delle parti interessate e, con atto del 1. marzo
2000 la difesa di __________ ha postulato l'accoglimento di istanza di
complemento istruttorio tendente ad acquisizione di atti ed interrogatorio di
una persona;

 

 

-    che la Procuratrice pubblica avv. __________, vista la richiesta
di acquisizioni probatorie e ritenuto il sussistere di gravi indizi di
colpevolezza nonché concreto rischio di recidiva (come già ritenuto da questo
Giar) postula la proroga della detenzione preventiva cui è astretto __________
sino e compreso il prossimo 5 aprile 2000;

 

 

-    che la difesa dell'accusato ha indicato di non opporsi alla
richiesta del magistrato d'accusa ;

 

 

-    che la difesa e l'accusato si sono espressi sull'istanza nel
corso dell'udienza del 2 marzo 2000 richiamando il necessario rispetto del
principio di proporzionalità che la richiesta della Procuratrice Pubblica non
ossequierebbe;

 

 

-    che in diritto, come rammentato nella decisione 21 gennaio 2000
relativa allo stesso accusato, la materia è retta dall'art. 95 CPP - corrispondente
all'art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992/1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)
proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali i bisogni dell'istruzione, il pericolo di fuga e
quello di recidiva (senza dimenticare che l'arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell'istruttoria, ma anche ad
assicurare la presenza dell'accusato al processo e a garantire l'eventuale
espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16
novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P 477/1993, consid. 3).
L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato
codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283
cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla
giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del
Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP
1980 pag. 44; 1986 

 

 

 

 

     pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss). Ed anche
questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua
cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128);

 

 

-    che nel caso di specie, non diversamente da quanto analizzato lo
scorso 21 gennaio 2000, sono dati manifestamente tutti gli elementi
giustificanti la detenzione preventiva dell'accusato ed anche per concedere la
proroga della detenzione preventiva così come richiesto dalla PP;

 

 

-    che, come già ritenuto, a carico di __________ sussistono gravi e
concreti indizi di colpevolezza elemento questo neppure approfonditamente
discusso nell'istanza in questione. In effetti nel corso dell'istruttoria sono
state acquisite numerose chiamate in correità da parte degli inquirenti a
carico dell'accusato. Basta qui il rinvio alla lettura dei verbali di
__________, __________, __________, nonché di __________. __________ indicava
acquisti importanti di cocaina, per oltre un chilogrammo, in parte consumata
dalla stessa __________ e dall'accusato ed in parte venduta a terzi.

     Lo stesso accusato ha ammesso forti vendite di sostanza
stupefacente ritrattando poi il suo dire confermato (ma ridimensionato) dinanzi
alla PP.

     Gli indizi, seri e concreti, contro __________ si riferiscono ad
un importante traffico di cocaina posto in atto da un giovane (poco più che
trentenne) più volte condannato per analoghi reati;

 

 

-    che sussistono ancora limitate necessità istruttorie finalizzate
all'acquisizione dei documenti proposti con l'istanza 1. marzo 2000 da parte
della difesa e per il voluto interrogatorio rispettivamente finalizzate
all'evasione della procedura di complemento istruttorio;

 

 

-    che va ritenuto comunque un concreto rischio di inquinamento
probatorio a fronte delle chiamate in correità, sempre contestate da
__________, e formulate dalla sua ex convivente __________ ora a piede libero.
In effetti non può essere omesso di indicare che l'accusato ha sempre tentato
di screditare il dire della compagna chiedendo addirittura l'erezione di una
perizia psichiatrica in favore della stessa. L'atteggiamento processuale di
__________ ed i suoi stretti legami con la chiamante in causa permettono
seriamente di ritenere un possibile tentativo di intervento nei confronti della
giovane principalmente per ricondurre il dire della stessa alle più contenute
ammissioni dell'accusato;

 

 

 

 

 

-    che sussiste quindi ancora un certo rischio di collusione e di
possibilità di inquinamento probatorio che non permette la liberazione
dell'accusato;

 

 

-    che, come già rammentato nelle decisioni 13 e 21 gennaio 2000,
per poter ritenere un rischio di recidiva occorre che l'accusato possa, con
verosimiglianza, delinquere nuovamente e costituire così un rischio per la
società. Al fine di ammettere un rischio di recidiva la possibilità di ricaduta
deve essere concreta (DTF 105 Ia 31) e risultare da una valutazione
dell'insieme delle circostanze, tra cui i precedenti, il comportamento in
istruttoria, la personalità, la costituzione fisica e soprattutto psichica e le
modalità di commissione dei reati (Luvini, REP 1989 p. 287 ss; Piquerez n.
1186/7). In particolare, tenendo anche conto del tempo trascorso dalla
cessazione della attività criminosa, il rischio di recidiva sarà più facilmente
ammesso quando l'accusato sia un delinquente abituale o uno squilibrato, più
difficilmente quando si sia reso colpevole di un solo reato o di più reati
concentrati in un breve lasso di tempo (Luvini con rif. a STF 12.8.81 cons. 5
in re C.). Occorre quindi fondarsi su circostanze concrete che rendano
l'eventualità della reiterazione assai verosimile, rispettando così anche in
tal modo il criterio di proporzionalità e senza dimenticare l'effetto
deterrente del procedimento penale;

 

 

-    che possono essere riprese quindi le argomentazioni di cui alla
decisione del 13 gennaio scorso che non hanno perso il loro valore:

 

          "Nel caso di specie
l'accusato, pur essendo poco più che trentenne, è già stato oggetto di numerosi
procedimenti penali. __________ risulta essere stato condannato la prima volta
il 9 settembre 1988 con decreto d'accusa a 6 giorni di detenzione per furto e
ripetuta contravvenzione alla LFStup. La pena  è stata sospesa condizionalmente
ma la condizionale è stata revocata il successivo 7 agosto 1989 quando
all'accusato è stata inflitta la prima condanna da una corte delle assise: 13
mesi per infrazione aggravata e ripetuta contravvenzione alla LFStup. Questa
pena è stata sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 4 anni (e si
tratta di periodo eccezionalmente lungo) ma la fiducia nell'accusato si è
rilevata mal riposta: il 28 marzo 1990 a __________ sono stati inflitti 90
giorni di detenzione (sempre per i medesimi reati) senza revoca della
sospensione di cui alla condanna del 7 agosto 1989. L'indulgenza dei magistrati
nulla ha potuto a fronte dell'ostinatezza dell'accusato che, il 14 marzo 1991,
è stato condannato a 7 mesi di detenzione sospesi condizionalmente ma con
revoca della condanna a 13 mesi. Anche in questo caso i 7 mesi sono stati
sospesi per 3 anni quale nuovo monito a migliore comportamento. Inutile il
tentativo del giudice. Il 14 marzo 1995 __________ è stato condannato dalla
Corte delle Assise Criminali (il che da la dimensione del suo nuovo agire) ad
una pena di 3 anni e 8 mesi di reclusione, pena che l'accusato ha terminato di
espiare (con liberazione condizionale ed un periodo di prova di 4 anni) il 21
maggio 1997 … appena pochi mesi (undici circa) prima di commettere - come
ritenuto dall'inquirente - i nuovi reati per i quali è oggi accusato.

 

 

 

 

          A non averne dubbio tali
precedenti, in crescendo, sono significativi di una personalità che si ostina a
delinquere. I vari ammonimenti, le sanzioni sospese condizionalmente,
l'indulgenza delle Corti (sensibili alla situazione personale dell'accusato ed
all'allora sua giovane età) a nulla sono serviti.

          5 condanne, due da parte della
Corte delle Assise Correzionali, due da parte del PP ed una da parte della
Corte delle Assise Criminali appaiono decisamente troppe e concretizzano
gravemente un rischio di recidiva per un giovane che non ha dimostrato
ravvedimento, che non si è mai distanziato seriamente dalla droga, che non ha
concreta possibilità lavorativa e di reinserimento sociale nulla potendo
dimostrare il curriculum prodotto dalla difesa con le osservazioni";

 

 

-    che il carcere preventivo appare quindi giustificato non solo da
residue necessità istruttorie e da residuo rischio di inquinamento probatorio
ma anche poiché sussiste un concreto rischio di recidiva;

 

 

-    che la detenzione preventiva cui è astretto l'accusato appare
rispettosa del principio di proporzionalità, infatti

 

          "Giusta l'art. 102 cpv. 2
CPP la durata del carcere preventivo durante l'istruzione formale può essere di
sei mesi; tale termine può essere convenientemente prorogato (art. 103 CPP).

          La prassi del Tribunale
federale ha comunque stabilito un limite massimo, ritenendo eccessiva ogni
carcerazione preventiva la cui durata complessiva superi quella della pena
privativa della libertà che presumibilmente potrebbe essere inflitta dal
giudice di merito (DTF 116 Ia 147 consid. 5a, 113 Ia 185, 107 Ia 257 consid. 2
e 3, 105 Ia 32 consid. 4b; Rep. 1980, p. 46 consid. 3b). Il protrarsi del
carcere preventivo deve comunque obbedire al principio della proporzionalità,
stando al quale la durata dipende anche dalle circostanze concrete, in
particolare, dalla vastità e complessità dell'inchiesta e dal comportamento
dell'arrestato (DTF 107 Ia 259 consid. 3b, 105 Ia 33 consid. 4b)."

 

 

-    che nel caso di specie l'istruttoria è complessa, volge al suo
termine e coinvolge numerosi accusati. La prevedibile pena - in caso di
giudizio di condanna - appare elevata sia per i quantitativi di droga trattati
sia per la recidiva dell'accusato (senza dimenticare la revoca della libertà
concessa il 21 maggio 1997 all'accusato in conseguenza alla condanna delle
assise criminali evocata). La misura chiesta dalla PP, un mese di proroga della
detenzione preventiva, giustificata dal completamento dell'istruttoria voluto
dalla difesa e dall'eventuale evasione delle richiesta di complemento che
dovessero ancora provenire dalla difesa, appare adeguata alle circostanze ed
ancora limitata nel tempo. La detenzione complessiva subita, considerata
dall'arresto, e quella ancora prevedibile per giungere al processo appaiono di
gran lunga inferiori alla possibile pena in caso di giudizio di colpevolezza;

 

 

 

 

 

 

-    che il principio di proporzionalità cui deve sottostare la
detenzione preventiva appare rispettato come d'altra parte lo è il principio di
celerità le inchieste __________ e __________ coinvolgendo numerosi detenuti
con fatti complessi intrecciati tra loro;

 

 

-    che, visto quanto precede, l'istanza va integralmente accolta con
il presente giudizio, esente da spese, soggetto ad impugnativa alla Camera dei
Ricorsi Penali del Tribunale di Appello nel termine di 10 (dieci) quindi
dall'intimazione della presente.

 

 

P.q.m., visti gli artt. citati e
gli artt. 284 e segg. CPP

 

 

 

decide:

 

 

1.    L'istanza di proroga di cui
in ingresso è accolta.

 

       Di conseguenza la detenzione preventiva cui è astretto __________
è prorogata sino e compreso il prossimo 5 aprile 2000.

 

 

2.    Non si percepiscono tasse e
spese.

 

 

3.    Avverso la presente decisione è data facoltà di ricorso alla
Camera dei Ricorsi Penali del Tribunale di Appello nel termine di 10 (dieci)
giorni dall'intimazione.

 

 

4.    Intimazione:

       -    all'accusato __________, per il tramite del difensore
d'ufficio avv. __________;

       -    all'avvocato __________, personalmente;

       -    alla Procuratrice Pubblica avv. __________, con gli atti
di ritorno.

 

 

 

 

                                                                            giudice
__________