# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c5168026-48df-5d7f-b06b-22dfef28b7a2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-12-14
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 14.12.1995 15.1995.00172
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1995-00172_1995-12-14.html

## Full Text

Incarto n.

  15.95.00172

  	
  Lugano

  14 dicembre 1995/C/fc/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini e Zali

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

statuendo sul reclamo 22 maggio 1995 della

 

	
   

  	
  __________

  patr. dall’avv. __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti di
Bellinzona nell’esecuzione n.
__________ in via di realizzazione del pegno immobiliare promossa dalla 

 

	
   

  	
  __________

  patr. dallo st.leg.
  __________

   

  contro

   

  __________

   

  

 

 

in tema di stato di riparto dei proventi delle pigioni
e affitti;

 

 

viste le osservazioni:       - 22 giugno 1995 del
__________

                                           - 30
giugno 1995 della __________

                                          -  31 luglio
1995 dell’UEF di Bellinzona;

ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

                                    A.  Con domanda di esecuzione in via di realizzazione del
pegno immobiliare del 6 febbraio 1992 __________ ha chiesto all’UEF di
Bellinzona di procedere contro __________ per l’incasso di Fr. 2’300’000.--
oltre accessori. Quale titolo di credito essa ha indicato sette cartelle
ipotecarie al portatore dal II al V grado di valore nominale corrispondente
all’importo posto in esecuzione e gravanti la part. n. __________ RFD di
__________. Nella domanda di esecuzione la creditrice ha chiesto all’ufficio di
procedere al blocco degli affitti. Al PE n. __________ del 13/18 febbraio 1992
l’escussa non ha interposto opposizione.

 

 

                                    B.  Ordinata l’amministrazione coatta del fondo n.
__________ di __________, con provvedimento 12 marzo 1992 l’UEF di Bellinzona
ha delegato l’amministrazione dell’immobile all’Immobiliare __________.

 

 

                                    C.  Il 28 ottobre 1992 la __________ ha chiesto la vendita
del pegno.

 

 

                                    D.  Il 9 maggio 1995 l’UEF di Bellinzona ha allestito lo
stato di riparto provvisorio sui redditi del fondo part. __________ di
__________, assegnando l’importo da ripartire di Fr. 120’000.-- interamente
alla __________.

 

 

                                    E.  Con tempestivo reclamo 22 maggio 1995 la __________ ha
postulato, con protesta di spese e ripetibili, che “lo stato di riparto
provvisorio 9 maggio 1995 venga modificato nel senso che l’importo di Fr.
120’000.-- attribuito alla __________ venga assegnato alla __________, oltre
alle somme globalmente incassate sino al momento della vendita della part. n.
__________ RFD di __________ ”, atteso che:

 

                                          -     “dal
19 luglio 1988 la __________ risulta essere cessionaria della __________ di sei
cartelle ipotecarie per complessivi Fr. 1’300’000, gravanti in II-IV rango la
part. n. __________ di __________ ”;

 

                                          -     “la
realizzazione forzata del mappale __________ non è ancora potuta avvenire a
seguito di contestazioni giudiziarie dei crediti d’ipoteca legale insinuati dal
Cantone Ticino e dal Comune di __________, alcune delle quali sono tuttora
pendenti”;

 

                                          -     il
riparto provvisorio è stato allestito “esclusivamente a favore della
__________, poiché non è stato tenuto conto ai fini del computo di ripartizione
a favore della banca, in qualità di creditrice ipotecaria, del suo diritto
prevalente a percepire tutti i proventi derivanti da affitti del fondo
ipotecato, vantando la stessa ranghi anteriori rispetto all’asserita
beneficiaria del riparto e essendo essa al beneficio di una cessione dei
crediti per affitti conferitole proprio dalla __________ ”;

 

                                          -     “la
debitrice __________ a fronte dei crediti ricevuti dalla __________, inglobati
nei titoli ipotecari consegnatile in proprietà, aveva ceduto alla mutuante
anche i proventi degli affitti derivanti dall’immobile __________. In seguito,
mediante l’atto di cessione __________ di cui al doc. B, i cui effetti
principali si rilevano dal doc. C, sono stati trasferiti alla cessionaria
__________ anche tutti i diritti accessori e privilegi del credito ceduto, fra
cui le cartelle ipotecarie, il diritto di pegno immobiliare e segnatamente i
crediti vantati verso la debitrice ceduta, rispettivamente verso gli inquilini
dello stabile locato (art. 170 cpv. 1, 2 e 3 CO)”;

 

                                          -     “l’importo
di Fr. 120’000.--, il cui riparto è tuttavia erratamente previsto a favore
della __________, compete esclusivamente alla reclamante sulla base della
duplice cessione di credito sopra ricordata, nonché in virtù del suo diritto di
pegno potiore”.

 

 

                                    F.   Contestualmente al reclamo la __________ ha presentato
un’istanza di edizione documenti tendente all’edizione da parte della
__________ “dell’atto di cessione generale, rispettivamente speciale avente per
oggetto le pigioni del fondo part. n. __________ RFD di __________,
sottoscritto a suo favore dalla Immobiliare __________ proprietaria del
predetto immobile”. Con l’edizione di siffatti documenti la reclamante vuole
provare “l’avvenuta cessione da parte della __________ proprietaria del
predetto immobile, alla __________ dei crediti per pigioni vantati verso gli
inquilini dell’immobile in parola”.

 

 

 

                                    G.  Con osservazioni 22 giugno 1995 il __________ ha
asseverato che il 19 agosto 1991 gli è stato ceduto il provento degli affitti e
il 9 maggio 1995 ha presentato contro __________ la domanda di esecuzione in via
di realizzazione del pegno immobiliare. A mente dell’osservante l’importo
incassato dagli affitti sarebbe di sua spettanza, atteso che esso è creditore
ipotecario procedente di primo rango e cessionario degli introiti degli
affitti.

 

 

                                    H.  Con osservazioni 30 giugno 1995 __________ ha
postulato, con protesta di spese e ripetibili, la reiezione del gravame e della
domanda di edizione di documenti.

                                          __________
assevera che il 19 novembre 1991 ha “acquistato ai pubblici incanti,
nell’ambito di una procedura esecutiva in via di realizzazione di pegno
promossa contro __________, la proprietà di una cartella ipotecaria al
portatore di nominali Fr. 1’000’000.-- gravante in quinto rango la part. n.
__________ RFD di __________ di proprietà dell’__________. In tal modo
__________ è divenuta titolare del credito di Fr. 1’000’000.-- oltre interessi
al 7% incorporato nella cartella di quinto rango e garantito da pegno
immobiliare sulla particella in questione”. Il 6 febbraio 1992 __________ ha
poi presentato “domanda di esecuzione in via di realizzazione del pegno
immobiliare __________ chiedendo l’estensione del pegno immobiliare agli
incassi per pigioni e affitti. Al PE n. __________ non è stata interposta
opposizione e il 28 ottobre 1992 __________ ha presentato domanda di vendita.

                                          A
mente della __________ irrilevanti sarebbero le affermazioni della __________
secondo cui la stessa sarebbe “cessionaria della __________ di sei cartelle
ipotecarie per complessivi Fr. 1’300’000.--, gravanti in II-IV rango la part.
__________ di __________ ”. Rilevante sarebbe infatti unicamente “che a
tutt’oggi la __________ non ha avviato alcuna procedura esecutiva riguardo alle
cartelle ipotecarie di II-IV rango di cui asserisce essere cessionaria”.
__________ contesta inoltre che la __________ sarebbe “al beneficio di una
cessione di crediti per pigioni e affitti conferitale dalla __________ ”.

                                          __________
nega “che la debitrice __________ le avrebbe ceduto i proventi di pigioni ed
affitti dell’immobile __________ __________ ” e che “con l’atto di cessione
__________ di cui al doc. B sarebbero stati ceduti tutti i diritti accessori e
privilegi del credito ceduto”, in particolare i crediti vantati verso il “debitor
cessus” (il signor __________ e non l’escussa) rispettivamente verso gli
inquilini dello stabile locato.

 

 

 

                                    I.    Delle osservazioni 31 luglio 1995 dell’UEF di
Bellinzona si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

 

Considerato

 

 

 

in diritto:

 

 

                                    1.

                                    a)   Se il fondo gravato da pegno immobiliare è dato in
locazione, il diritto del creditore si estende anche ai crediti per pigioni e
fitti decorrenti dopo introdotta l'esecuzione per realizzazione del pegno fino
alla realizzazione (art. 806 cpv. 1 CC): ciò indipendentemente dal fatto che
proprietario del pegno sia il debitore od un terzo, atteso che il diritto di
pegno sui crediti per pigioni e fitti altro non è che un accessorio del diritto
di pegno che grava l’immobile (DTF 42 III 36 s.).

                                          Malgrado
il tenore dell'art. 806 cpv. 1 CC, l'estensione del diritto di pegno ai crediti
per pigioni e fitti non avviene ope legis con l'introduzione della procedura
esecutiva (DTF 64 III 28; Paul-Henri Steinauer, Les droits réels,
vol. III, 1992, n. 2732 d). Compete infatti al creditore, se vuole profittare
dei canoni locativi scadenti prima della presentazione della domanda di
vendita, avvalersene presentando richiesta e anticipandone le spese.

                                          Per
l'art. 91 cpv. 1 RFF "salvo il caso in cui il creditore pignoratizio
procedente abbia rinunciato al diritto di pegno sulle pigioni e sugli affitti (art.
806 CC), sia con dichiarazione espressa fatta nella domanda di esecuzione, sia
omettendo di anticipare le spese (art. 68 LEF), l'ufficio d'esecuzione,
ricevuta la domanda di esecuzione, constaterà se esistono contratti di
locazione o affitto sul fondo secondo il registro fondiario e, appena
notificato il precetto esecutivo al proprietario del pegno, ingiungerà agli
inquilini o affittuari di pagare d'ora innanzi pigioni ed affitti solo in mano
dell'ufficio avvisandoli del pericolo di dover pagare due volte".

                                          La
volontà del creditore di estendere la garanzia ipotecaria a pigioni e fitti non
è presunta. Egli deve infatti avvalersi esplicitamente, o con semplice anticipo
delle relative spese, del privilegio conferitogli dalla legge (DTF 64
III 28-29).

                                          Solo
dopo la presentazione della domanda di vendita, la garanzia ipotecaria si
estende pure, se il creditore procedente non vi ha in questo caso espressamente
rinunciato, a pigioni e fitti (art. 101 RFF; DTF 71 III 158). A garanzia
del privilegio conferito al creditore pignoratizio, l’art. 806 cpv. 3 CC
prevede che le convenzioni con cui il proprietario avesse disposto delle
mercedi non ancora scadute ed i pignoramenti di queste da parte di altri
creditori, non sono opponibili al creditore pignoratizio, che avesse promosso
l’esecuzione in via di realizzazione del pegno, prima della scadenza delle
mercedi stesse. Ciò significa che la legge accorda al creditore ipotecario un
diritto di preferenza alla condizione che questi abbia promosso l’esecuzione in
via di realizzazione del pegno prima della scadenza delle pigioni (Steinauer,
op. cit., n. 2732 i).

 

                                    b)  Nel caso di specie la creditrice __________ nella
domanda di esecuzione in via di realizzazione del pegno immobiliare ha chiesto all'UEF
di Bellinzona di procedere al blocco degli affitti. Essa ha così chiaramente
manifestato la propria volontà di avvalersi dell’estensione del privilegio ex art.
806 CCS/91 RFF.

                                          Corretto
è stato l'operato dell'Ufficio, che ha ordinato l’amministrazione coatta del fondo
n. __________ di __________ e, con provvedimento 12 marzo 1992, ha delegato
l’amministrazione dell’immobile all’__________.

 

 

                                    2.   Come evidenziato sub 1 a) ex art. 806 cpv. 1 CC “se il
fondo è dato in locazione, il diritto del creditore si estende anche ai crediti
per pigioni e fitti decorrenti dopo introdotta l’esecuzione per realizzazione
del pegno”.

                                          Le
pigioni e gli affitti non possono servire al pagamento degli interessi di
crediti garantiti da pegno pei quali non sono introdotte esecuzioni, ma
potranno servire per versare, anche prima della domanda di vendita, degli
acconti al creditore istante purché esso giustifichi che il suo credito fu
riconosciuto o è stato constatato da giudizio passato in giudicato (art. 95
cpv. 1 RFF). Il ricavo netto delle pigioni e degli affitti incassati dalla
domanda di esecuzione in via di realizzazione del pegno fino alla vendita del
fondo sarà assegnato al creditore pignoratizio istante in acconto del suo
credito, anche se il prodotto della vendita del fondo bastasse per soddisfarlo
(art. 114 cpv. 1 RFF).

                                          Per
l’art. 114 cpv. 2 RFF “se più creditori pignoratizi hanno inoltrato domanda
d’esecuzione in epoche diverse, il creditore pignoratizio poziore in grado avrà
diritto di preferenza sulle pigioni e sugli affitti scaduti posteriormente alla
sua domanda d’esecuzione”.

                                          I
creditori ipotecari che non hanno promosso l’esecuzione non hanno alcun diritto
sulle pigioni scadute anche se i loro crediti sono poziori in grado rispetto a
quelli dei creditori ipotecari procedenti (DTF 42 III 412).

 

                                    3.   La __________ ha chiesto di procedere in via di
realizzazione del pegno immobiliare contro __________ il 6 febbraio 1992 mentre
la __________ non ha presentato alcuna domanda di esecuzione. L’importo di Fr.
120’000.-- per le pigioni incassate dall’UEF di Bellinzona spettano, in
principio, alla __________ e ciò indipendente dal grado del proprio credito
ipotecario.

                                          Nel
caso di specie con il PE n. __________ del 13/18 febbraio 1992 la __________ ha
però posto in esecuzione anche il credito della __________ di Fr. 1’300’000.--
oltre accessori garantito da cartelle ipotecarie dal II al IV rango cedute a
quest’ultima dalla __________ il 19 luglio 1988 (cfr. doc. B). Ne consegue che,
sebbene sia stata la __________ a richiedere il blocco dei crediti per pigioni
e fitti, questi sono stati bloccati anche a favore della reclamante come ad
esplicita richiesta della __________ che è ora malvenuta a censurare tale fatto
da lei voluto, cfr. doc. 3 e in particolare l'allegato n. I alla domanda
d'esecuzione 6 febbraio 1992. Considerato che la __________ è creditrice poziore
in grado rispetto alla __________, l’importo di Fr. 120’000.-- riscosso
dall’ufficio nel periodo della sua amministrazione, deve essere assegnato alla
reclamante. In questo senso va pertanto riformato il provvedimento impugnato.

 

 

                                    4.   La __________ chiede che le vengano assegnati anche
gli importi che verranno incassati dall’amministrazione coatta sino alla
vendita del fondo.

                                         Il
reclamo all'Autorità di vigilanza è ammesso contro ogni provvedimento
degli uffici di esecuzione e fallimento (art. 17 cpv. 1 LEF).

                                         Con
siffatta richiesta la __________ solleva una questione sulla quale l'UEF, a
questo stadio della procedura esecutiva, non si è ancora pronunciato: il
reclamo a tal riguardo è pertanto irricevibile.

 

 

                                    5.   Visto l’esito del reclamo, già favorevole alla
reclamante, si prescinde dall’esaminare l’istanza di edizione di documenti
presentata unitamente al reclamo perché divenuta priva di interesse.

 

 

                                    6.   Con osservazioni 22 giugno 1995 il __________ ha
asseverato che il 19 agosto 1991 gli è stato ceduto il provento degli affitti e
quindi l’importo incassato è di sua spettanza, perché “creditrice ipotecaria
procedente di primo rango e cessionaria degli introiti degli affitti”.

                                          Lo
stato di riparto in oggetto è stato trasmesso ai creditori il 9 maggio 1995: ne
risulta che le censure del __________ sono inammissibili per tardività, a
prescindere dalla loro evidente irritualità nell’ambito della procedura
connessa al reclamo della __________.

                                          In
via abbondanziale va comunque rilevato che le censure mosse dal __________ allo
stato di riparto sono da respingere anche nel merito. Il __________ ha infatti
presentato contro __________ la domanda di esecuzione in via di realizzazione
del pegno immobiliare solo il 9 maggio 1995, quando è stato allestito lo stato
di riparto impugnato. L’importo di Fr. 120’000.-- per le pigioni scadute fino a
quel momento e bloccate dall’UEF di Bellinzona spettano quindi alla __________
indipendentemente dal grado dei propri crediti ipotecari. A ciò nulla muta la
circostanza che con cessione 19 agosto 1991 la __________ ha ceduto al
__________ gli “affitti inerenti lo stabile oggetto d’ipoteca”. Infatti per l’art.
806 cpv. 3 CC siffatto atto di cessione, per quanto riguarda le pigioni non
ancora scadute al momento della presentazione della domanda di esecuzione, non
è opponibile alla creditrice procedente.

 

 

                                    7.   Il reclamo 22 maggio 1995 della __________ in
quanto ricevibile, è accolto.

                                          Non
si prelevano spese (art. 67 cpv.2 OTLEF) e non si assegnano indennità, benché
espressamente protestate dalla reclamante, perché così imposto per norma di
diritto regolamentare federale (art. 68 cpv.2 OTLEF).

 

 

                                    Per questi motivi,

                                    richiamati
gli art. 17 cpv. 1, 68 LEF; 91, 95 cpv. 1 e 114 cpv. 1 RFF; 806 CC

 

 

 

pronuncia:

 

 

                                    1.   Il
reclamo 22 maggio 1995 della __________ in quanto ricevibile, è accolto.

 

                                    1.1. Di
conseguenza lo stato di riparto 9 maggio 1995 nell’esecuzione n. __________
promossa contro __________ è modificato nel senso che l’importo di Fr.
120’000.-- da ripartire è interamente assegnato alla __________

 

                                    2.   Non si
prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

                                    3.   Intimazione:

                                          -     __________

 

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

 

Il
presidente                                                                   
La segretaria