# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cb5f38a9-5ba1-567c-acd9-c7d6aaeed288
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-03-21
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 21.03.2025 14.2024.154
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2024-154_2025-03-21.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2024.154

  	
  Lugano

  21 marzo 2025

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Bertoni

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa SO.2024.881 (rigetto definitivo dell’opposizione) della
Giudicatura di pace del Circolo di Lugano Ovest promossa con istanza 6 agosto
2024 dal

 

	
   

  	
  Comune di Lugano, Lugano

  (rappresentato dall’Ufficio contribuzioni,
  Lugano)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 6 novembre 2024 presentato da RE 1 contro la
decisione emessa il 28 ottobre 2024 dal Giudice di pace;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Con precetto esecutivo n. __________ emesso il 7 marzo 2024 dalla sede
di Lugano dell’Ufficio d’esecuzione, il Comune di Lugano ha escusso RE 1 per l’incasso
di fr. 3'224.10 oltre agli interessi del 3.5% dal 29 febbraio 2024
(indicando quale causa del credito le “imposte comunali per l’anno 2022”), fr. 50.–
(per “spese diffida”) e fr. 45.05 (per “interessi
calcolati fino al 28-02-2024”);

 

                                  B.   Avendo
RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 6 agosto
2024 il Comune di Lugano ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Giudicatura
di pace del Circolo di Lugano Ovest. Nel termine impartito, il convenuto si è
opposto al­l’istanza con osservazioni scritte del 21 agosto 2024 e con replica
del 4 settembre 2024 il Comune di Lugano ha ribadito il suo punto di vista.

 

                                  C.   Statuendo con decisione del 28 ottobre 2024, il Giudice di pace ha
accolto l’istanza e rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dal
convenuto, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 220.–.

 

                                  D.   Contro
la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 6 novembre 2024 per ottenerne l’annullamento
e la reiezione dell’istanza, protestate spese e ripetibili.

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’oppo­sizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett.
e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                                1.1   Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro
dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato in concreto
il 7 novembre 2024 (data del timbro postale) contro la sentenza notificata a RE
1 al più presto il 29 ottobre 2024, il reclamo è tempestivo.

 

                                1.2   La
Camera decide in linea di
principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327
cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle
censure motivate (art. 321
cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 147 III 176 consid. 4.2.1, pag. 179 e i
rimandi). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono
essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento
manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili
conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                                   2.   In
virtù degli art. 80 e 81 LEF, il giudice pronuncia il rigetto definitivo dell’opposizione
ove il credito posto in esecuzione sia fondato su una decisione giudiziaria
esecutiva o un titolo parificato, a meno che l’escusso provi con documenti che
dopo l’emanazione della decisione il debito è stato estinto, il termine per il
pagamento è stato prorogato o che è intervenuta la prescrizione. La procedura
di rigetto è una procedura sommaria documentale (Urkundenpro­zess), il cui
scopo non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza
di un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo
prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva
senza indugio (art. 84 cpv. 2 LEF) ove l’escusso non dimostri immediatamente
una delle eccezioni liberatorie enumerate all’art. 81 LEF (DTF 139 III 444,
consid. 4.1.1).

 

                                   3.   Nella
decisione impugnata, il Giudice di pace ha considerato che le decisioni
prodotte dall’istante sono passate in giudicato sicché costituiscono un valido
titolo di rigetto per l’imposta comunale 2022, le spese di diffida e gl’interessi
di mora. Ha d’altronde constatato che diversi tentativi di notifica del
precetto esecutivo in via postale, anche attraverso una “distribuzione speciale”, sono andati a vuoto, perché l’escusso non l’ha ritirato, sicché è
stato necessario, il 17 luglio 2024,
pubblicarlo nel Foglio ufficiale svizzero di com­mercio (FUSC).

 

                                   4.   Nel
reclamo RE 1 sostiene che il precetto esecutivo è “nullo, da annullare o inadempibile” poiché gli è stato notificato durante le ferie esecutive (art. 56 LEF),
ciò che vale sia per i tre tentativi per posta (durante le ferie pasquali), sia
per la pubblicazione nel FUSC (durante le ferie estive).

 

                                4.1   Secondo
consolidata giurisprudenza, invero, un atto di esecuzio­ne compiuto durante le
ferie esecutive non è né nullo né annullabile, ma esplica i suoi effetti solo a
partire dal primo giorno utile che segue la conclusione delle ferie (DTF 121
III 284 consid. 2/b; Schmid/Bauer in:
Basler Kommentar, SchKG I, 3a ed. 2021, n. 51 ad art. 56 LEF). Detto altrimenti, la sanzione della
notifica del precetto esecutivo durante le ferie è unicamente l’inefficacia
temporanea, nel senso che il termine per interporre opposizione comincia a
decorrere solo dal primo giorno utile che segue la conclusio­ne delle ferie (sentenza
della CEF 15.2024.1 del 27 marzo 2024 pag. 2 con rinvii).

 

                                4.2   La
censura del reclamante è quindi infondata e per di più senza interesse, siccome
egli non ha subìto alcun pregiudizio, dal momento
che ha interposto opposizione al precetto esecutivo il 19 lu­glio 2024 (nello
stesso senso la citata 15.2024.1, pag. 2).

 

                                   5.   RE
1 ribadisce poi che l’istanza di rigetto andava dichiarata irricevibile d’ufficio
(art. 60 CPC) per “manifesta
incapacità processuale del firmatario” (art. 68 e 130
CPC), perché firmata da un unico rappresentante del Comune, la cui firma non è
né verificata né verificabile con certezza, siccome il nominativo indicato non
ne chiarisce l’identità personale. D’altronde, egli censura il fatto che la
procura data dal Municipio l’11 maggio 2021 in particolare a Danilo Sala è “vetusta, non attuale”, è prodotta solo in copia e su carta non intestata e non specifica se
è collettiva o singola, mentre a suo dire la sottoscrizione di atti a nome dell’autorità
comunale necessita sempre due firme valide.

 

                                5.1   In
realtà l’identità personale del firmatario dell’istanza di rigetto è immediatamente riconoscibile poiché in calce il nominativo “D. Sa­la” è indicato sotto la dicitura “Ufficio Contribuzioni” con la firma e il timbro dell’Ufficio contribuzioni di Lugano. Il nome
di Danilo Sala figura poi nella procura prodotta con l’istanza (doc. E) e nella
stes­sa egli è indicato come “Responsabile del
Servizio contribuzioni”.
Non vi è dunque motivo di dubitare che l’istanza di
rigetto è stata firmata da un valido rappresentante del Comune di Lugano.

 

                                5.2   La
procura agli atti (doc. E), d’altronde, non menziona l’esigenza di una doppia
firma. E il reclamante non cita la fonte legale dalla quale si dedurrebbe che sarebbero
invece sempre necessarie due firme valide, sicché l’istanza di rigetto avrebbe
dovuto essere firmata da due rappresentati del Municipio. L’art. 9 cpv. 4 della
legge organica comunale (LOC, RL 181.100) prevede invero che
il regolamento comunale, fissandone i limiti, può legittimare il municipio a delegare in particolare ai funzionari dell’amministrazione
com­petenze decisionali municipali che la legge non attribuisce in mo­do
vincolante al municipio. Giusta l’art. 62bis del Regolamento comunale
della città di Lugano del 14 marzo 1989 (n. 1.1.1) le competenze delegate dal
Municipio sono stabilite tramite ordinanza municipale, segnatamente dall’ordinanza municipale sulle deleghe operative dell’11
novembre 2021 (n. 1.1.6) che prevede in materia di contribuzioni la
delega di rappresentanza – inclusa la sottoscrizione d’istanze – per relazioni
con autorità amministrative, esecutive e giudiziarie in prima battuta al “Responsabile contribuzioni” (n. 2.33). Bastava
quindi la firma del solo responsabile del Servizio contribuzioni, vale a dire
di Danilo Sala.

 

                                5.3   Ove
il primo giudice non abbia avuto dubbi sulla validità della procura, spetta al
reclamante spiegare perché egli avrebbe ecceduto il proprio potere d’apprezzamento
nel rinunciare a richiedere una procura attuale e più circostanziata di quella
agli atti, pena l’inammissibilità del
reclamo (sentenza della CEF 14.2020.45 del 31 ago­sto 2020, consid. 4). Nella
fattispecie il reclamante non adduce alcun motivo per cui la procura agli atti
non rispecchierebbe la situazione attuale, che come già rilevato risulta anche
direttamente dal diritto comunale (sopra
consid. 5.2).

                                5.4   RE
1 disconosce inoltre che
nella procedura civile i documenti possono in linea di
massima essere prodotti in copia e solo in caso di dubbio
sull’autenticità del titolo il giudice o la
controparte possono esigere la produzione dell’originale o di una copia
certificata autentica (art. 180 cpv. 1 CPC, sentenza della
CEF 14.2019.117 del 18 novembre 2019 consid. 5.4).
Nel caso di specie, anche se la procura non è redatta su carta intestata,
vi è apposto il timbro ufficiale del Municipio e la stessa, comunque sia, è
conforme al diritto comunale (sopra consid. 5.2).

 

                                5.5   A
fronte dell’inconsistenza delle contestazioni meramente formaliste e
speculative mosse dal convenuto, non si può seriamente rimproverare al primo
giudice di non avere avuto dubbi sulla validità della procura prodotta dal
rappresentante dell’istante. In definitiva la censura è priva di pregio.

 

                                   6.   Il
reclamante si duole che la replica di prima sede è firmata da “R. Leoni”, il quale non
compare sulla procura. Lamenta pure che l’i­stante l’ha inoltrata tardivamente,
ossia diciotto giorni dopo la fissazione del termine, e ch’essa non gli è stata
trasmessa subito, ma solamente due mesi dopo, insieme alla decisione impugnata.

 

                                6.1   La
replica è firmata anche da “D.
Sala”, che come visto dispone al riguardo di un
diritto di firma individuale (sopra consid. 5.2). La doglianza è pertanto
infondata.

 

                                6.2   Stante
il diritto di essere sentite delle parti (art. 53 CPC), il Giudice di pace avrebbe
dovuto trasmettere la replica al convenuto prima di notificare la decisione
impugnata e, siccome aveva assegnato un termine all’istante per presentare
un’eventuale replica, per parità di trattamento avrebbe dovuto impartire al
convenuto un termine per formulare un’eventuale duplica (sentenza della CEF
14.2019.174 del 30 settembre 2019 consid. 1.3/a e 1.3/d).

 

                             6.2.1   Il
diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.) è una garanzia di natura
formale, la cui disattenzione determina di principio l’annullamento della
decisione impugnata, indipendentemente dalle possibilità di successo del
ricorso nel merito, perlomeno ove sia ravvisabile l’influenza che la lesione
del diritto di essere sentito potrebbe avere avuto sulla procedura (cfr. DTF 143 IV 380 consid. 1.4.1 con rinvii; sentenze del Tribunale
federale 4A_641/2023 del 17 settembre 2024
consid. 4.1.2 e della CEF 14.2023.24 del 18 settembre 2023 consid. 3).

 

                             6.2.2   Nel
caso in esame, RE 1 non indica quali motivi suscettibili di cambiare l’esito
del giudizio impugnato avrebbe potuto far valere con la duplica. Egli in particolare
non espone alcuna ragione per cui le decisioni prodotte dall’istante non
dovrebbero es-sere considerate validi titoli di rigetto definitivo
dell’opposizione, limitandosi a sollevare le censure formali già esaminate. Non
si giustifica pertanto di annullare la sentenza impugnata neppure per l’inosservanza
dell’art. 53 CPC in prima sede. In definitiva, il reclamo va di conseguenza respinto.

 

                                   7.   La
tassa del presente giudizio,
stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone invece problema di
ripetibili, la controparte, cui il reclamo non è stato notificato per
osservazioni, non essendo incorsa in spese in questa sede.

 

                                   8.   Circa i rimedi esperibili sul piano
federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 3'274.10,
non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art.
74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è respinto.

 

                                   2.   Le
spese processuali di complessivi fr. 250.– relative al presente giudizio,
già anticipate dal reclamante, sono poste a suo carico.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   ;

  –  Comune
  di Lugano, Ufficio contribuzioni, Via della Posta 8,

      Lugano.

   

  

                                         Comunicazione
alla Giudicatura di pace del Circolo di Lugano Ovest.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                            La
cancelliera

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF
(art. 113 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie
(art. 46 cpv. 1 LTF).