# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4eb41870-ce92-50c7-9e9d-22a94259c5b7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-06-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.06.2010 36.2009.189
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2009-189_2010-06-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2009.189

   

  TB

  	
  Lugano

  15 giugno
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 25 novembre 2009
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 12
  novembre 2009 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                                  A.   Nel
2008 RI 1, 1963, era affiliata ad CO 1 per l'assicurazione malattia di base (doc. 1).

 

                                  B.   Il
3 aprile 2008 (doc. N) l'assicurata
si è recata in vacanza nella Repubblica __________, a __________, di cui è
originaria ed il 17 ottobre 2008 (doc. F) è stata ricoverata in loco fino al 27
seguente al __________ per diversi disturbi (doc. 21), sia respiratori (doc.
18) sia alla colonna vertebrale (doc. F).

La struttura __________
ha fatturato questa degenza in __________ 1'327'300.- (__________), pari a Fr. 48'797,80, che l'assicurata
ha pagato in contanti in dollari americani (doc. O).

 

                                  C.   Rientrata
in Svizzera il 2 dicembre 2008 (doc. 9), l'assicurata ha chiesto alla sua Cassa malati il rimborso della somma
pagata per le cure ricevute a __________. Il 17 marzo 2009 (doc. L) la Cassa
malati ha espresso delle perplessità sulla veridicità dei trattamenti a cui si
è sottoposta e sul loro costo, così pure sulle modalità di pagamento della
fattura. Di conseguenza, il 28 aprile 2009 (doc. N) ha chiesto all'interessata di produrre ulteriori documenti
a comprova dell'effettivo
ricovero, dell'urgenza dello
stesso e dei relativi costi. Il 18 maggio 2009 (doc. O) l'assicurata ha presentato altra
documentazione (docc. 9-21) ed il 18 giugno 2009 (doc. P) pure la sua cartella
clinica, in originale.

 

                                  D.   Il
22 luglio 2009 (doc. 24) CO 1 ha emanato una decisione formale con cui ha
rifiutato una partecipazione ai costi dei trattamenti effettuati all'estero, poiché ha ritenuto che la fattura
non fosse stata emessa regolarmente.

Contro questa
decisione l'assicurata,
rappresentata da RA 1, il 5 agosto 2009 (doc. 25) ha formulato opposizione sia
di carattere formale sia di merito, chiedendo il rimborso del disborso totale di
Fr. 48'797,80.

Il 26 agosto 2009
(doc. 23) il medico di fiducia della Cassa malati si è pronunciato sugli atti
clinici ed il seguente 11 settembre 2009 (doc. Q) l'assicuratore ha espresso dubbi sulla "presenza di un vero
caso di necessità" del ricovero e sull'ammontare della fattura, non corrispondendo alla tariffa standard di
quel Paese. Tuttavia, "con l'intento di chiudere in tempi brevi ed in modo ragionevole la
richiesta", la Cassa era disposta ad assumersi
la somma di Fr. 4'573,48, corrispondente
al doppio di quanto sarebbe costato lo stesso trattamento nel Canton Ticino.

 

                                  E.   Visto
il rifiuto dell'assicurata di
accettare questa proposta (doc. 27), il 12 ottobre 2009 (doc. 28) la Cassa
malati ha emesso una nuova decisione formale con cui ha riconosciuto, per il
ricovero presso il __________, la citata cifra di Fr. 4'573,50.

 

Con decisione su
opposizione del 12 novembre 2009 (doc. 31) la Cassa malati ha respinto l'opposizione del 14 ottobre 2009 (doc. R),
riconoscendo lo stato d'urgenza
sorto durante il soggiorno all'estero,
ma evidenziando comunque la difficoltà nel qualificarlo come temporaneo ex art.
36 cpv. 2 OAMal, ritenuta la durata della vacanza dal 3 aprile al 2 dicembre
2008.

Ha poi ribadito le
proprie perplessità riguardo all'ammontare del costo totale del ricovero, poiché l'assicurata non ha debitamente giustificato
il pagamento eseguito ed ha anzi addirittura richiesto che fosse l'assicuratore ad occuparsene. La Cassa
malati ha riconosciuto all'opponente
il trattamento in base all'art.
36 cpv. 4 OAMal, applicabile in assenza di disposizioni sull'assistenza reciproca internazionale in materia
di prestazioni (art. 36 cpv. 5 OAMal) perfezionate tra la Svizzera e la Repubblica
__________.

 

                                  F.   Con
ricorso del 25 novembre 2009 (doc. I) RI 1, sempre rappresentata da RA 1, ha
chiesto di annullare la predetta decisione su opposizione e di condannare la
Cassa malati al pagamento del saldo delle fatture emesse dal __________ di __________
1'327'000.-, pari a Fr. 48'797,80, oltre interessi del 5% dal 2 dicembre 2008. La ricorrente ha
rilevato che a causa della broncopatia cronica-ostruttiva di cui è affetta, il
17 ottobre 2008 ha avuto forti dolori e alle ore 20 si è recata presso il
citato ospedale, nel cui reparto di medicina intensiva è stata ricoverata a causa
della gravità del suo stato di salute. Appena si è ripresa, ha contattato la
Centrale del servizio di CO 1 ed una dipendente l'ha rassicurata sul fatto che tutti i costi della degenza sarebbero
stati presi a carico dalla sua Cassa malati. L'ha contattata anche un dipendente dell'Ufficio Prestazioni Estero, che le ha chiesto se era in grado di
anticipare il pagamento della fattura e che comunque sarebbe stata rimborsata
al suo rientro in Svizzera. Quindi, l'insorgente rimprovera alla Cassa malati un atteggiamento sia superficiale
e defatigatorio nella conduzione della pratica che le ha cagionato un danno economico, sia temerario dal profilo processuale.
Visto che l'assicuratore non contesta né l'urgenza né la patologia, ma solo la
fattura emessa dall'ospedale __________, spetta quindi alla Cassa malati
esigere chiarezza e trasparenza dal nosocomio.

 

                                  G.   Nella
risposta di causa del 4 dicembre 2009 (doc. III) la Cassa malati ha espresso
dubbi sul ricovero d'urgenza e
sul fatto che la ricorrente abbia anticipato una così grossa somma senza porsi
domande sull'elevato costo
delle cure ricevute. Con la decisione del 22 luglio 2009, sostituita da quella
del 12 ottobre 2009, essa ha comunque riconosciuto il concetto di urgenza del
ricovero a __________, sebbene abbia ancora dei dubbi sulla qualifica di
"soggiorno temporaneo" di una vacanza durata otto mesi. Ciò ha fatto
sì che, tutto sommato, l'assicuratore
malattia abbia comunque riconosciuto alla ricorrente una prestazione in virtù
dell'art. 36 cpv. 4 OAMal,
conformandosi così ad uno scritto dell'UFAS riguardo alle prestazioni fornite in Paesi fuori UE/AELS.

                                  H.   Il
14 dicembre 2009 (doc. V) la ricorrente ha contestato di avere presentato della
documentazione falsificata come alluderebbe la Cassa malati. Sarebbe
infatti bastato rivolgersi al DFAE per verificare se le fatture emesse dal __________
corrispondevano alle tariffe stabilite dal Dipartimento di sanità della
Repubblica __________. A suo dire, lì i costi sanitari sono molto elevati, paragonabili
a quelli delle cliniche statunitensi, tanto che la struttura ospedaliera __________
non ha nulla da invidiare ai nosocomi svizzeri. Le prove della somma da
rimborsare sono inconfutabili, quindi la Cassa deve versarle i Fr. 48'797,80.

 

Dopo un ulteriore scambio di
corrispondenza (doc. VII e IX), il TCA ha effettuato un accertamento (doc. XI) ed
il 28 maggio 2010 (doc. XIX), durante un'udienza, ha sentito la ricorrente.

 

                                    I.   La
qui ricorrente ha fatto valere pretese anche in base alle sue coperture complementari.
Tali richiese hanno fatto oggetto di una procedura separata (36.2010.71) per la
quale, in data odierna, è stata emessa una decisione da parte del TCA.

 

 

considerato                    in
diritto

 

in ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell'istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione giudiziaria (STF H 180/06
del 21 dicembre 2007, STFA I 707/00 del 21 luglio 2003).

 

nel merito

 

                                   2.   Oggetto
del contendere è soltanto sapere se CO 1 debba riconoscere il rimborso di Fr.
48'797,80, somma che l'assicurata si è assunta a dipendenza del
suo ricovero in ospedale a __________ dal 17 al 27 ottobre 2008, dedotta la
somma di Fr. 4'573,50 già
ammessa dalla Cassa malati.

 

La questione dell'urgenza di questo ricovero è infatti già
stata evasa, seppure ancora con qualche dubbio, dalla Cassa malati con la
decisione formale del 12 ottobre 2009 ed è stata ribadita con la risposta di
causa. In quell'occasione, l'assicurazione ha "chiaramente
riconosciuto il concetto "d'urgenza" del ricovero e contestualmente a ciò ha approvato l'erogazione di CHF 4'573,50 corrispondente al doppio del costo
di quanto sarebbe costato il trattamento ottenuto a __________ se lo stesso
identico trattamento fosse stato effettuato in Svizzera e più precisamente nel
cantone di domicilio cioè il Ticino." (doc.
III punto 5).

 

                                   3.   Per
l'art. 24 LAMal, l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie
assume i costi delle prestazioni definite negli articoli 25-31, secondo le
condizioni di cui agli articoli 32-34.

 

Giusta l'art. 25 cpv.
1 LAMal, l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i
costi delle prestazioni atte a diagnosticare o a curare una malattia e i relativi
postumi.

Secondo quanto
stabilito dal cpv. 2 dello stesso articolo, queste prestazioni comprendono, tra
l'altro, gli esami, le terapie e le cure dispensate ambulatoriamente, al
domicilio del paziente, in ospedale, parzialmente in ospedale o in una casa di
cura dal medico, dal chiropratico e da persone che effettuano prestazioni
previa prescrizione o indicazione medica (lett. a), le analisi, i medicamenti,
i mezzi e gli apparecchi diagnostici e terapeutici prescritti dal medico (lett.
b), un contributo alle spese di cure balneari prescritte dal medico (lett. c),
i provvedimenti di riabilitazione medica, eseguiti o prescritti dal medico
(lett. d), nonché la degenza nel reparto comune di un ospedale (lett. e).

 

I presupposti dell'assunzione
dei costi delle prestazioni definite dagli art. 25 e seg. sono specificati all'art.
32 LAMal.

Questo disposto
precisa che le prestazioni di cui agli art. 25-31 devono essere efficaci,
appropriate ed economiche.

 

L'art. 41 LAMal deve
essere applicato nella versione in vigore fino al 31 dicembre 2008 poiché, in
caso di modifica delle basi legali ed in mancanza, come si avvera in concreto,
di regolamentazione transitoria contraria, si applicano le disposizioni in vigore
al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente
o che produce conseguenze giuridiche (STF K 139/06 del 31 gennaio 2008; DTF 131
V 9 consid. 1), quindi quando la ricorrente è stata degente a __________.

Il capoverso 1 dell'art. 41 LAMal dispone che l'assicurato ha
la libera scelta fra i fornitori di prestazioni autorizzati ed idonei alla cura
della sua malattia. Tale libera scelta è, però, concretamente limitata dalla
successiva precisazione secondo cui, in caso di cura ospedaliera o
semiospedaliera, l'assicuratore deve assumere al massimo i costi secondo la
tariffa applicata nel Cantone di domicilio dell'assicurato.

L'art. 41 cpv. 2 LAMal precisa, poi, che, se
per motivi di ordine medico, l'assicurato ricorre ad un altro fornitore di
prestazioni, la rimunerazione è calcolata secondo la tariffa applicabile a
questo fornitore di prestazioni. Sono considerati motivi di ordine medico i
casi di urgenza e quelli in cui le necessarie prestazioni non possono essere
dispensate:

 

                                         a)  nel luogo di domicilio
o di lavoro dell'assicurato oppure nei relativi dintorni se si tratta di cura
ambulatoriale;

 

                                         b)  nel Cantone di
domicilio dell'assicurato o in un ospedale fuori da questo Cantone che figura
nell'elenco allestito dal Cantone di domicilio dell'assicurato giusta l'art. 39
cpv. 1 lett. e, se si tratta di cura ospedaliera o semiospedaliera.

 

                                   4.   A
norma dell'art. 34 cpv. 2 LAMal, il Consiglio federale può decidere che l'assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie assuma i costi delle prestazioni di
cui agli art. 25 cpv. 2 o 29 eseguite all'estero per motivi di ordine medico.
Può designare i casi in cui detta assicurazione assume i costi del parto
effettuato all'estero non per motivi di ordine medico. Può limitare l'assunzione
dei costi di prestazioni dispensate all'estero.

 

L'art. 34 cpv. 2 LAMal
corrisponde all'art. 28 cpv. 2 del progetto di legge elaborato dal Consiglio
federale (FF 1992 I 236), ripreso dalle Camere federali senza che abbia dato
luogo ad obiezioni di sorta (cfr. Boll. uff. CS 1992 pag. 1305, CN 1993, pag.
1847).

 

Sulla base dell'art.
34 cpv. 2 LAMal, l'autorità esecutiva ha emanato gli art. 36 e 37 OAMal.

 

Secondo il cpv. 1 dell'art.
36 OAMal, il dipartimento, sentita la competente commissione, designa le
prestazioni di cui agli art. 25 cpv. 2 e 29 della legge, i cui costi sono a
carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie se le stesse
non possono essere effettuate in Svizzera.

 

Giusta l'art. 36 cpv.
2 OAMal, l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i
costi dei trattamenti effettuati all'estero in caso d'urgenza. Esiste urgenza
se l'assicurato che soggiorna temporaneamente all'estero necessita di un trattamento
medico e se il rientro in Svizzera è inappropriato. Non esiste urgenza se l'assicurato
si reca all'estero allo scopo di seguire questo trattamento.

Per l'art. 36 cpv. 4 OAMal, le
prestazioni di cui ai capoversi 1 e 2 e i trattamenti dispensati all'estero ai
frontalieri, ai lavoratori distaccati all'estero e alle persone al servizio di
una collettività pubblica, come pure ai loro familiari (art. 3 a 5), sono assunti
al massimo fino a un importo pari al doppio del corrispettivo rimborso in Svizzera
e, nei casi di cui al capoverso 3, per un importo pari a quello in Svizzera.
Per gli assicurati di cui agli articoli 4 e 5, la rimunerazione è effettuata in
base alle tariffe e ai prezzi valevoli nel loro ultimo luogo di domicilio in
Svizzera. Se ad assicurati ai sensi dell'articolo 1 capoverso 2 lettere d ed e
vengono dispensate cure difformemente dalle regole dell'assistenza reciproca
internazionale in materia di prestazioni, i costi vengono assunti secondo le
tariffe ed i prezzi praticati nel loro ultimo luogo di residenza o di lavoro;
non potendosi determinare alcuno di questi luoghi, i costi saranno assunti
secondo le tariffe ed i prezzi del Cantone di domicilio dell'assicuratore.

 

Sono salve le disposizioni sull'assistenza
reciproca internazionale in materia di prestazioni (art. 36 cpv. 5 OAMal).

 

                                   5.   L'allora TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale
federale), in una sentenza del 7 marzo 2002 (DTF 128 V 75), a proposito di una
lite avente come oggetto l'assunzione di cure prestate all'estero, senza che
sia data l'ipotesi di un caso d'urgenza, nella misura in cui le medesime non
possono essere prodigate in Svizzera, e concernente __________ di __________
(cfr. anche RDAT I-2001, n. 66 pag. 271 segg.), ha rammentato che il
Dipartimento federale dell'interno (DFI) - dopo che la Commissione federale
delle prestazioni generali ha ritenuto irrealizzabile l'allestimento di un elenco
dei trattamenti, da porre a carico dell'assicurazione di base, dispensati all'estero
perché non lo possono essere in Svizzera - non ha finora fatto uso di questa
delega legislativa e non ha pertanto designato le prestazioni in questione
(STFA K 44/00 dell'8 ottobre 2002). Il Tribunale federale delle assicurazioni,
da parte sua, effettuata l'esegesi della norma legislativa in oggetto, ha osservato,
in virtù del principio della territorialità che caratterizza il sistema stesso
dell'assicurazione malattia, di non poter dedurre direttamente dall'art. 34
cpv. 2 LAMal un diritto a prestazioni per i trattamenti effettuati all'estero
(DTF 128 V 75 consid. 3). Cionondimeno, la stessa Corte ha evidenziato la volontà
manifestata dal Consiglio federale di fare uso della facoltà prevista dall'art.
34 cpv. 2 LAMal dal momento che non solo esso ha delegato al DFI il compito di
allestire l'elenco delle prestazioni che non possono essere fornite in
Svizzera, ma ha anche fissato il quadro per l'assunzione dei relativi costi (art.
36 cpv. 4 OAMal; DTF 128 V 75 consid. 4b).

Il TFA ha concluso che
il mancato allestimento della lista delle prestazioni non può, di per sé e in
maniera generale ed assoluta, costituire un impedimento all'assunzione dei
trattamenti medici che non possono essere effettuati in Svizzera. Ciò ancor
meno dal momento che l'UFAS, preso atto dell'irrealizzabilità di un simile
elenco, raccomanda, in taluni casi e a determinate condizioni, l'assunzione di
queste spese. Ritenendo la norma legale sufficientemente precisa per essere
applicata (DTF 128 V 75 consid. 4b) e rilevando comunque la necessità di
assicurarsi, da un lato, che la prestazione ai sensi dell'art. 25 cpv. 2 e 29
LAMal, che deve rispondere al criterio di idoneità, non possa realmente essere
fornita in Svizzera, e, dall'altro, che i requisiti di efficacia e di
economicità vengano ugualmente presi in considerazione, la Corte federale non
ha giudicato necessario di dover colmare una lacuna e di dover stabilire, caso
per caso, l'elenco delle prestazioni, visto che la disposizione legale è sufficientemente
chiara per essere applicata (DTF 128 V 81).

 

Il fatto che la
Commissione preposta non si sia (ancora) espressa sull'assunzione, a carico
dell'assicurazione di base, di interventi effettuati all'estero e non praticati
in Svizzera, non può escludere a priori un obbligo prestativo da parte degli
assicuratori malattia (STFA K 44/00 dell'8 ottobre 2002).

 

                                   6.   In
concreto l'assicuratore, dopo un'iniziale e più che comprensibile reticenza
dovuta alle modalità e soprattutto al costo fatturato alla ricorrente dal
nosocomio __________, ha ammesso che il ricovero dal 17 ottobre al 27 ottobre
2008 è stato di tipo urgente.

 

Quindi, la Cassa
malati ha riconosciuto che la ricorrente, soggiornante temporaneamente all'estero, ha necessitato di un trattamento
medico e che il suo rientro in Svizzera era inappropriato (art. 36 cpv.
2 2a frase OAMal).

 

Oggetto del litigio
rimane unicamente l'estensione delle prestazioni dovute da CO 1 per un ricovero
fuori nazione, e meglio in un Paese extra UE/AELS.

 

In tal caso, deve essere applicato l'art.
36 cpv. 4 OAMal, come stabilito sia dalla STF K 69/04 dell'8 aprile 2005 sia ancora
dalla STF K 120/06 del 26 luglio 2007, dove quest'ultima recita:

 

"  (…)

3.3
Dès lors qu'il convient d'admettre le principe de la prise en charge des frais
relatifs au traitement suivi par l'assuré à l'Hôpital A. du 14 juillet au 7
août 2003, le renvoi par les premiers juges de l'affaire à la caisse pour qu'elle
en fixe le montant, dans les limites posées par l'art.
36
al. 4 OAMal, n'est pas
critiquable. (…).".

 

Secondo questo disposto, le prestazioni
di cui ai capoversi 1 e 2 dell'art. 36 OAMal sono assunte al massimo fino ad un
importo pari al doppio del corrispettivo rimborso in Svizzera.

 

A questo proposito, in un litigio che
opponeva un assicuratore agli eredi di un assicurato nel Cantone Vallese, l'allora
Tribunale Federale delle Assicurazioni, nella sentenza 5 luglio 2005 (K 31/05),
ha indicato che nell'eventualità in cui un assicurato, all'estero, necessiti di
un trattamento medico d'urgenza, il suo diritto al rimborso delle prestazioni
da parte della sua Cassa malati non porta sull'intero importo fatturato all'assicurato
dai sanitari e da esso sborsato all'estero, bensì le prestazioni sono assunte
al massimo fino ad un importo pari al doppio del corrispettivo rimborso in
Svizzera.

 

Più concretamente, il costo del ricovero
d'urgenza della ricorrente nella Repubblica __________ non può esserle
rimborsato integralmente, ma unicamente in virtù del summenzionato art. 36 cpv.
4 OAMal.

 

L'insorgente non ha pertanto
diritto, come preteso, al riconoscimento della somma di Fr. 48'797,80 oltre
interessi del 5% dal 2 dicembre 2008.

 

                                   7.   Resta
però ancora da determinare in quale misura, giusta l'art. 36 cpv. 4 OAMal, le
cure ricevute all'estero dall'assicurata debbano comunque esserle rimborsate dalla
sua assicurazione malattie obbligatoria.

In effetti, la Cassa malati ha
riconosciuto l'importo di Fr. 4'573,50 corrispondente al doppio di quanto
sarebbe costato il trattamento ottenuto a __________ se la stessa identica cura
medica fosse stata effettuata in Svizzera, e meglio nel Cantone Ticino.

 

Pendente causa (doc. XI), il TCA ha chiesto ad CO 1 il dettaglio dell'ammontare riconosciuto alla ricorrente, ovvero uno
specimen della fattura che sarebbe stata effettivamente allestita da una
competente struttura sanitaria se l'assicurata fosse stata curata nel nostro
Cantone a dipendenza delle sintomatologie presentate al momento del ricovero d'urgenza
nel suo Paese d'origine.

Il 3 maggio 2010 (doc. XIII) la Cassa
malati ha specificato che per determinare il costo del ricovero dell'assicurata
come se fosse avvenuto in Ticino, si è basata sulle diagnosi figuranti sul foglio
di ammissione al __________ il 17 ottobre 2008 (doc. 32). Ha quindi ritenuto la
diagnosi di crisi nevrotica e la necessità di un trattamento stazionario, ciò
che comporta una fatturazione fondata sul principio di fatturazione forfetaria
in funzione della diagnosi d'entrata e del numero di giorni di degenza. Di conseguenza,
dieci giorni di ricovero stazionario in un nosocomio nel Cantone Ticino per
crisi nevrotica costano Fr. 2'286,74 secondo il sistema di fatturazione APDRG,
e meglio applicando la tariffa 425 "reazione acuta di adattamento, disfunzione
psicosociale" (doc. 33).

 

Raddoppiando dunque questo importo in
virtù dell'art. 36 cpv. 4 OAMal, la Cassa malati ha indicato in Fr. 4'573,50 la
somma che avrebbe riconosciuto all'insorgente se il ricovero fosse avvenuto in una
struttura ospedaliera in Ticino.

 

In queste circostanze, il Tribunale ritiene
non vi sia motivo per scostarsi da questa cifra, che appare correttamente
calcolata in applicazione delle norme vigenti.

L'insorgente non può pertanto pretendere
importi maggiori da parte della sua Cassa malati in ambito LAMal.

 

                                   8.   Alla
luce di quanto precede, ritenuto che con la decisione su opposizione impugnata,
che va qui confermata, l'assicuratore aveva già riconosciuto all'interessata la
somma di Fr. 4'573,50, mentre la ricorrente ha preteso il rimborso anche della
differenza con il costo totale del suo ricovero (Fr. 48'797,80 – Fr. 4'573,50),
che va qui negato, il ricorso deve pertanto essere respinto.

 

                                   9.   Infine,
la ricorrente ha chiesto, eventualmente, di attivare una procedura di rogatoria
internazionale qualora il TCA lo ritenesse necessario per la soluzione della
presente vertenza, nel senso di interpellare le autorità della Repubblica __________
onde ottenere informazioni circa il loro sistema sanitario e di fatturazione delle
prestazioni mediche dispensate (doc. V pag. 5).

 

Conformemente alla
costante giurisprudenza, qualora l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduca l'amministrazione
o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione
che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e
che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 n. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 n. 111 e pag. 117 n. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a
ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002, H 103/01; DTF 122 II 469
consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c
e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del
diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza
dall'art. 4 vCost. fed.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V
344 consid. 3c).

 

In concreto il TCA, che dispone del
potere di indagare d'ufficio e di applicare d'ufficio il diritto, rinuncia ad
avviare una rogatoria internazionale, poiché essa non apporterebbe alcunché.

Infatti, la soluzione adottata si è
fondata sull'art. 36 cpv. 4 OAMal, che nulla ha a che vedere con una rogatoria
internazionale. Pertanto, interpellare le autorità straniere non apporterebbe
nulla alla soluzione della problematica in oggetto.

Non va comunque
dimenticato che questo Tribunale ha chiarito nel corso della procedura tutte le
questioni necessarie alla risoluzione del caso in esame.

In queste circostanze,
ritenuto inoltre come la ricorrente abbia avuto ampia facoltà di esprimersi anche
oralmente in occasione dell'udienza,
il TCA rinuncia all'assunzione
di ulteriori prove.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio Zocchetti