# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e17eb28b-c234-5357-af19-74d16d556575
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-10-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 24.10.2002 33.2002.52
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_33-2002-52_2002-10-24.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  33.2002.00052

   

  TB

  	
  Lugano

  24 ottobre 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca
  Menghetti

  

 

 

statuendo sul ricorso del 18 agosto 2002 di

 

	
   

  	
  __________

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 25 luglio 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa cant. di compensazione, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di prestazioni complementari

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione 25 luglio 2002 la Cassa cantonale di compensazione di Bellinzona ha
respinto la richiesta di concessione di una prestazione complementare inoltrata
il 29 marzo 2002 da __________ con effetto dal 1° febbraio 2002, a motivo che i
redditi superavano le spese riconosciute (doc. _).

 

                               1.2.   Con
tempestivo ricorso 18 agosto 2002 (doc. _) l'assicurato, per il tramite di
__________, suo rappresentante, si è aggravato contro il predetto rifiuto della
PC, sostenendo che il valore commerciale della part. n. __________RFD di
__________ ritenuto dalla Cassa nella contestata decisione (Fr. 100'000.-) è
sproporzionato rispetto al reale valore di realizzazione in caso di vendita
(Fr. 50'000.-). Lo stesso dicasi dell'importo di Fr. 59'486.- relativo al
valore venale di otto fondi detenuti dal ricorrente in Comunione ereditaria
(CE). Inoltre, quest'ultimo sostiene che gran parte di tale valore è
rappresentato da una vecchia casa fatiscente difficilmente vendibile. Infine,
egli lamenta il computo dell'intero prezzo di tutte le predette proprietà
detenute in Comunione ereditaria, anziché le sue sole quote di partecipazione.
Conseguentemente, anche il reddito della sostanza computabile (Fr. 17'905.-)
deve essere rivisto (doc. _).

 

                               1.3.   Nella
propria risposta 29 agosto 2002 (doc. _) la Cassa di compensazione ha
integralmente confermato i contestati importi di ogni singolo fondo, proponendo
quindi la reiezione del gravame. In specie essa ha applicato l'art. 17 cpv. 4
OPC-AVS/AI relativo alla stima, al valore venale, della sostanza detenuta
dall'assicurato che non gli serve da abitazione.

Contestualmente l'Amministrazione ha prodotto le
perizie complete dei mappali nn. _ e __________RFD di __________ - detenuti per
la maggior parte dall'interessato in Comunione ereditaria con __________ -
esperite in data 4 luglio 2002 dall'arch. __________ dell'Ufficio cantonale di
stima (doc. _).

 

                               1.4.   Invitato a
produrre delle osservazioni ai summenzionati referti peritali, il ricorrente è
rimasto silente (doc. _).

 

 

In diritto

 

In ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1  della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H
335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio
2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

Nel merito

 

                               2.2.   Va avantutto
rilevato come la LPC persegue lo scopo di garantire un "reddito
minimo" per far fronte ai "fabbisogni vitali" ai sensi dell'art.
112 cpv. 2 lett. b Cost. fed. e Disp. Trans. all'art. 112 Cost. fed. (RCC 1992
pag. 346). Questa nozione è più ampia rispetto al "minimo vitale"
disciplinato dal diritto esecutivo (art. 93 LEF). La Legge federale sulle
prestazioni complementari all'AVS/AI (LPC) contiene dunque la garanzia di un
reddito minimo per le persone anziane e invalide (su queste questioni cfr. DTF
113 V 280 (285), RCC 1991 pag. 143 (145), RCC 1989 pag. 606, RCC 1986 pag. 143;
CATTANEO, "Reddito minimo garantito: prossimo obiettivo della sicurezza
sociale" in RDAT 1991-II pagg. 447 segg., spec. pag. 448 nota 12 e pag.
460 nota 83). I limiti di reddito rivestono pertanto una doppia funzione e
meglio quella di limite dei bisogni e di reddito minimo garantito (DTF 121 V
204; Pratique VSI 1995 pagg. 52 e 176; 1994 pag. 225; RCC 1992 pag. 225; cfr.
anche Messaggio concernente la terza revisione della Legge federale sulle
prestazioni complementari all’AVS/AI, pagg. 3, 8 e 9).

 

                               2.3.   Per l’art.
2a lett. a LPC hanno diritto alle prestazioni complementari giusta l’articolo 2
LPC le persone che ricevono una rendita di vecchiaia dell'AVS.

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 3a cpv. 1 LPC,

 

"  L'importo
della prestazione complementare annua deve corrispondere alla differenza tra
l'eccedenza delle spese riconosciute e i redditi determinanti."

 

                               2.5.   Circa le
spese riconosciute l’art. 3b cpv. 2 e 3 LPC prevede che

 

" 
Per le persone che vivono durevolmente o per un
lungo periodo in un istituto o in un ospedale (persone che vivono in un
istituto), le spese riconosciute sono le seguenti:

 

a. tassa
giornaliera;

b. importo
per le spese personali (cpv. 2).”

 

" 
Per le persone che vivono a casa e per le
persone che vivono in un istituto sono inoltre riconosciute le spese seguenti:

 

a. spese
per il conseguimento del reddito fino a concorrenza del reddito lordo
dell'attività lucrativa;

b. spese
di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a concorrenza del
ricavo lordo dell'immobile;

c. premi
versati alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata
l'assicurazione malattie;

d. importo
forfettario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.
L'importo forfettario deve corrispondere al premio medio cantonale per
l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (compresa la copertura
infortuni);

e. pensioni
alimentari versate in virtù del diritto di famiglia (cpv. 3)."

 

                               2.6.   Ancora,
giusta l’art. 3c LPC i redditi determinanti comprendono:

 

"a.  le entrate in denaro o in natura provenienti
dall'esercizio di un'attività lucrativa. Un importo di 1000 franchi per le
persone sole e di 1500 franchi per i coniugi e le persone con figli che hanno o
danno diritto a una rendita è dedotto dal reddito annuo proveniente
dall'esercizio di un'attività lucrativa, il saldo è computato in ragione di due
terzi. Per gli invalidi ai sensi dell'articolo 2c lettera d, il reddito
dell'attività lucrativa è interamente computato;

b. il
reddito proveniente da sostanza mobile e immobile;

c. un
quindicesimo della sostanza netta oppure un decimo per i beneficiari di rendite
di vecchiaia, nella misura in cui superi per persone sole 25000 franchi, per
coniugi 40000 franchi e per orfani e figli che danno diritto a rendite per
figli dell'AVS o dell'AI 15000 franchi. Se l'immobile appartiene al
beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra persona compresa nel
calcolo della prestazione complementare e serve quale abitazione ad almeno una
di queste persone, soltanto il valore dell'immobile eccedente 75000 franchi é
preso in considerazione quale sostanza;

d. le
rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche, comprese le rendite
dell'AVS e dell'AI;

e. le
prestazioni derivanti da un contratto di vitalizio o da un'altra convenzione
analoga;

f.  gli
assegni familiari

g. le
entrate e le parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato;

h. le
pensioni alimentari del diritto di famiglia. (cpv. 1)"

 

" 
Non sono computati come redditi determinanti:

a. le
prestazioni dei parenti giusta gli articoli 328 e seguenti del Codice civile;

b. le
prestazioni d'aiuto sociale;

c. le
prestazioni pubbliche o private di natura manifestamente assistenziale;

d. gli
assegni per grandi invalidi dell'AVS o dell'AI;

e. le
borse di studio e altri aiuti finanziari all'istruzione. (cpv. 2)"

 

 

                               2.7.   In concreto,
a far tempo dal 21 gennaio 2002 il ricorrente è degente in modo definitivo
presso la Casa di cura __________ (cfr. dichiarazione 12 aprile 2002 agli atti
dell'Amministrazione).

 

A norma dell’art. 5 cpv. 3 lett. a LPC, i Cantoni
possono limitare le spese prese in considerazione a causa del soggiorno in un
istituto o in un ospedale.

In ossequio a questa delega legislativa, il
Cantone Ticino ha stabilito che la retta giornaliera massima computabile per il
calcolo della prestazione complementare degli assicurati che sono ospiti
permanenti o per periodi di lunga durata in case per anziani o case di cura è
di Fr. 75.- (art. 2 del Decreto esecutivo concernente la Legge federale sulle
prestazioni complementari all’AVS e all’AI (LPC) del 6 dicembre 2000, in vigore
dal 1° gennaio 2001).

Pertanto, per il calcolo delle spese riconosciute
ai sensi delle prestazioni complementari, la Cassa ha computato al ricorrente a
giusta ragione per l'anno 2002 l’importo totale di Fr. 27'375.- (Fr. 75.- x 365
giorni). A tale ammontare sono stati aggiunti Fr. 3'600.- (Fr. 300.- mensili x
12 mesi) a titolo di spese personali per gli assicurati, come pure il
contributo fisso per l'assicurazione malattia (Fr. 3'372.-).

 

                               2.8.   Con il suo
ricorso l'assicurato censura la valutazione delle partt. nn. __________e
__________RFD di __________ - detenute per la maggior parte in comunione
ereditaria con __________. Il ricorrente lamenta infatti che i referti peritali
4 luglio 2002 giungano a dei valori venali eccessivi per quel che attiene alle
sue quote di partecipazione di proprietà sui predetti fondi, eccetto che per il
mappale __________, laddove l'assicurato è l'unico proprietario; inoltre, i
fondi nn. __________ e __________hanno una proprietà coattiva sulle partt. n.
__________rispettivamente n. __________ RFD di __________.

 

Per quanto attiene alla modalità di calcolo della
sostanza alienata, si rileva che ai sensi dell’art. 3a cpv. 7 lett. b LPC, il
Consiglio federale disciplina la valutazione dei redditi determinanti, delle spese
riconosciute, nonché della sostanza.

 

Giusta l’art. 17 cpv. 4 OPC-AVS/AI, la sostanza
immobiliare che non serve d'abitazione al richiedente o a una persona compresa
nel calcolo delle PC deve essere computata al valore corrente.

 

Secondo tali termini, nella misura in cui la
sostanza non serve più da abitazione al richiedente o ad una persona compresa
nel calcolo della prestazione complementare, il legislatore ha voluto che
venisse imputato il valore che l’immobile rappresenta effettivamente sul mercato.

Non sarebbe infatti corretto che agli assicurati
fosse consentito di mantenere la sostanza a vantaggio degli eredi grazie alle
prestazioni complementari. I titolari di carte valori e libretti di risparmio
non devono essere trattati peggio dei proprietari immobiliari (Pratique VSI
1994 pag. 195; RCC 1991 pag. 424).

In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 1994
pag. 290, il TFA ha specificato che tale disposizione è applicabile solo se il
richiedente (o un’altra persona compresa nel calcolo delle prestazioni
complementari) non abita personalmente nell’immobile di sua proprietà.

 

Le Direttive sulle prestazioni complementari
all’AVS e AI (DPC) edite dall'UFAS prevedono al N. 4010 che:

 

" 
Il soggiorno in un istituto deve essere
considerato permanente quando il beneficiario della PC ha disdetto il suo
alloggio oppure se un ritorno a casa è molto improbabile.”

 

Nel caso di specie, poiché l’assicurato è degente
in modo definitivo presso la Casa di cura __________ a far tempo dal 21 gennaio
2002 (cfr. consid. 2.7.), gli otto immobili posseduti in Comunione ereditaria
(partt. nn. __________e __________RFD di __________) e la part. n.
__________RFD di __________ di proprietà del solo ricorrente non servono più a
quest'ultimo quale abitazione primaria.

Correttamente, quindi, la Cassa di compensazione
ne ha conteggiato il valore venale.

Tuttavia, per ogni singolo immobile in questione
all'assicurato va computata unicamente la sua quota di partecipazione.

 

                               2.9.   In proposito
va rilevato che secondo la prassi del TFA, per determinare il valore
commerciale l’Amministrazione deve far esperire una perizia da un ufficio
competente. Il TCA ha infatti dichiarato illegale la precedente prassi della
Cassa, che consisteva nell’aumentare sistematicamente del 30% il valore di
stima ufficiale. Applicando questo metodo, nel caso di nuove stime poteva
risultare un valore superiore a quello corrente (RDAT II-1995 pagg. 203 segg.).

Secondo la giurisprudenza del TFA, infine, per la
determinazione del valore corrente degli immobili l’ufficio cantonale deve
sempre far capo allo stesso servizio (SVR 1998 LPC N. 5). A mente dell’Alta
Corte federale sarebbe infatti inammissibile calcolare l’importo delle
prestazioni complementari in base a stime elaborate da autorità differenti
(Pratique VSI 1993 pag. 137).

In concreto, nel Canton Ticino la Cassa affida
detto compito all’Ufficio stima.

 

Al riguardo si osserva ancora che il TFA, in un
caso riguardante il Canton Ticino in cui il ricorrente aveva contestato la
valutazione immobiliare operata dall’Ufficio cantonale di stima, ha confermato
l’operato dei periti (STFA del 27 febbraio 1998 in re S.S.).

 

                             2.10.   In specie,
con perizie immobiliari 4 luglio 2002 (doc. _) l'Ufficio stima (arch.
__________) ha stabilito - come esposto di seguito - il valore venale complessivo
dei singoli fondi di __________. Su tali basi la Cassa ha quindi determinato
l'importo imputabile all'assicurato, ritenendo per quest'ultimo - siccome
proprietario dei sedimi sotto elencati in seno a delle Comunioni ereditarie
composte di sei persone - una quota effettiva di partecipazione di un sesto,
eccetto per i mappali __________e __________, laddove è stata ritenuta una
quota di sei diciottesimi (6/18), pari ad un terzo:

 

part. n.          valore venale totale       valore
imputabile ricorrente

 

__________       Fr.     1'000.-           x 6/18                Fr.       
333.33

__________       Fr.     1'000.-           x 1/6                 Fr.       
166.66

__________       Fr. 200'000.-           x 1/6                 Fr.  
33'333.33

__________       Fr.   40'000.-           x 6/18               Fr.  
13'333.33

__________       Fr.   35'000.-           x 1/6                 Fr.    
5'833.33

__________       Fr.   35'000.-           x 1/6                 Fr.    
5'833.33

__________       Fr.     2'000.-           x 1/6                 Fr.       
333.33

__________       Fr.     1'900.-           x 1/6                  Fr.       
316.66

TOTALE              Fr. 315'900.-                                    Fr.  
59'483.-

 

A tale importo, erroneamente riportato nella
tabella di calcolo PC in Fr. 59'486.-, bisogna ancora aggiungere l'ammontare
relativo alla proprietà fondiaria n. __________RFD di __________, anch'essa
valutata al valore commerciale, individuato in Fr. 100'000.- dall'arch.
__________ con perizia di medesima data. Tale importo è stato giustamente
interamente attribuito dall'Amministrazione al ricorrente poiché, come risulta
dall'estratto RF agli atti della Cassa, egli ne è l'unico proprietario.

 

                             2.11.   In merito a
quanto sopra va rilevato che, secondo costante giurisprudenza federale, le
perizie mediche eseguite nell’ambito della procedura amministrativa da medici
specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, fintanto che indizi
concreti non inducono a ritenerle inaffidabili, se giungono a conclusioni
logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi (ZAK
1986 pag. 189; RAMI U 167 pag. 96; DTF 104 V 212; SZS 1987 pagg. 237-239; SZS
1988 pagg. 329 e 332; DTF non pubblicato del 24.12.1993 in re S.H.; LOCHER,
Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).

Lo stesso vale per quel che riguarda perizie
dell’Amministrazione presso medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 pag. 188;
RAMI 1993 pag. 95).

 

Per quanto concerne il valore probatorio d'un
rapporto si deve accertare se è completo per quanto riguarda i temi sollevati,
se si riferisce a esami approfonditi, se tiene conto delle censure sollevate,
se è chiaro nella presentazione e se le conclusioni cui perviene sono fondate.
Elemento determinante dal profilo probatorio non è in linea di principio
l'origine del mezzo di prova né la designazione del materiale probatorio
richiesto sotto qualifica di rapporto o di perizia, bensì il suo contenuto (DTF
122 V 160 consid. 1c; STFA del 29 settembre 1998 in re S.F.).

Il giudice non si scosta, senza motivi imperativi,
dalle risultanze di una perizia, compito del perito essendo infatti proprio
quello di mettere a disposizione della giustizia le sue specifiche conoscenze,
allo scopo di chiarire gli aspetti specialistici di una determinata fattispecie
(DTF 122 V 161).

 

La citata giurisprudenza del TFA deve valere per
tutte le perizie (cfr. ad esempio per la previdenza professionale SVR 1998 LPP
n. 16), e quindi deve essere applicata anche per quelle esperite in ambito
immobiliare (STCA del 24 febbraio 1997 in re L.M.).

 

Nel caso in esame l'assicurato non ha
concretamente contestato la valutazione tecnica oggetto delle perizie
immobiliari. Agli atti non figurano dunque argomenti contrastanti i dati
forniti dall'Ufficio stima. Ritenuto inoltre come nelle sue valutazioni il
perito ha considerato gli immobili al loro stato attuale tenendo conto di tutte
le peculiarità rilevanti quali la posizione, le dimensioni, le caratteristiche
fisiche, la configurazione, la topografia, l'esposizione, lo sfruttamento, il
grado d'urbanizzazione, gli accessi, le servitù, le condizioni di manutenzione,
gli elementi costruttivi, le diverse installazioni, le infrastrutture e gli
arredamenti, occorre quindi concludere che non vi sono elementi tali da mettere
in discussione la correttezza delle citate perizie. Del resto, queste si
fondano su accertamenti approfonditi, esperiti da uno specialista del ramo che
si è basato su criteri generalmente applicabili in questo ambito, ponderando
inoltre tutti gli usuali parametri. I referti peritali giungono oltre a ciò a
conclusioni logiche, conformemente a quanto stabilito dai succitati principi
giurisprudenziali.

 

Per questi
motivi il TCA non ha quindi motivo di scostarsi dalle conclusioni peritali che
risultano pienamente affidabili (STFA del 27 febbraio 1998 in re S.S. consid.
2b).

 

                             2.12.   In merito
alla contestazione del ricorrente relativa al computo delle sole quote di sua
spettanza nonostante l'usufrutto precedente della casa, questa Corte deve
rilevare che la Cassa ha operato correttamente. In effetti le quote spettanti a
__________, rimaste incontestate come tali e che non vanno approfondite in
questa sede, sono state rettamente considerate come esposto al punto 2.10.
Quindi solo le parti della sostanza spettanti al ricorrente sono state calcolate.

 

Il ricorso va pertanto respinto.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Gianluca
Menghetti