# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fdbfbe27-9ba0-579c-9be3-075243c59ede
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-12-31
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht Praxis des Verwaltungsgerichts (PVG) 31.12.2018 PVG 2018 29
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_006_PVG-2018-29_2018-12-31.pdf

## Full Text

8/29 Verfahren PVG 2018

Verfahren 8
Procedura 
Procedura

Forma di una decisione.
– Senza una sufficiente base legale una decisione comuni- 

cata per e-mail è nulla per vizio di forma.

Form einer Verfügung.
– Ohne eine entsprechende gesetzliche Grundlage ist eine 

per E-Mail mitgeteilte Verfügung wegen formellem Man- 
gel nichtig.

Considerando in diritto:
2. Giusta l’art. 23 cpv. 1 LGA, le decisioni devono essere

comunicate per iscritto alle parti e, per quanto prescritto dalla leg- 
ge, a terzi. Conformemente alla prassi del Tribunale federale invii 
per fax, posta elettronica o servizi di messaggeria elettronica (per 
esempio SMS, MMS, WhatsApp, ecc.) non soddisfano i requisiti 
della forma scritta (vedi in dettaglio sulla questione DTF 142 V 152 
cons. 2.4 e sentenza 8C_386/2016 del 10 novembre 2016 cons. 4.1). 
Affinché la comunicazione per via elettronica nell’ambito di proce- 
dimenti giudiziari e amministrativi possa essere fatta validamen- 
te occorrono delle specifiche basi legali (sentenze del Tribunale 
federale 5A_650/2011 del 27 gennaio 2012 cons. 4 e 1P.254/2005 
del 30 agosto 2005 cons. 2.3). Come anche la modifica di revisione 
della LGA del 16 giugno 2010 - mai entrata in vigore - dimostra, 
era nelle intenzioni del legislatore cantonale codificare le formalità 
d’intimazione delle decisioni giusta la LGA, adeguandole alla pos- 
sibilità di invii per via elettronica. Questa modifica volta, tra le altre 
cose, a garantire che l’autorità potesse qualificarsi (firma elettroni- 
ca) e a escludere eventuali ingerenze di terzi nello scambio di dati 
non è però mai stata approvata e messa in vigore. Ne consegue 
che giusta la normativa in vigore nel nostro cantone, l’invio di una 
decisione tramite posta elettronica non è valida e non esplica alcun 
effetto (vedi sugli invii per e-mail senza conseguenze giuridiche le 
sentenze del Tribunale amministrativo U 16 18 del 23 giugno 2016 
per la non validità di un ricorso, S 14 154 del 14 aprile 2015 per la 
mancata validità di una disdetta, U 17 50 del 22 agosto 2017 per 
l’incorrettezza di una domanda di assistenza e S 17 11 del 10 luglio

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2017 per la non validità di un’opposizione). Nella recente decisione 
R 17 16 del 25 gennaio 2018, il Tribunale amministrativo ha stabili- 
to che per acquisire efficacia giuridica, una decisione deve inoltre 
essere notificata correttamente. Infatti, solo in questo caso gli ob- 
blighi fissati nella decisione si manifestano come doveri di natura 
giuridica (cfr. Tschannen/Zimmerli/müller, Allgemeines Verwaltungs- 
recht, 4a ed., Berna 2014, § 31 n. 2 seg.). Un difetto della notifica 
rende il provvedimento nullo.

3.1. A giustificazione dell’intimazione della decisione per 
posta elettronica, il comune adduce la dichiarata volontà del- 
l’istante di essere contattato dal comune in questo modo, non 
essendo altrimenti reperibile. In principio, anche con l’espresso 
consenso dell’interessato il vizio di forma di cui è affetta una de- 
cisione intimata per via elettronica non viene sanato. Nel caso in 
cui l’istante avesse però acconsentito esplicitamente a tale for- 
ma di intimazione, il suo comportamento potrebbe assumere la 
forma dell’abuso di diritto (venire contra factum proprium). Che 
la semplice corrispondenza tra le parti avvenisse per posta elet- 
tronica può considerarsi nell’evenienza appurato. Per quanto ri- 
guarda l’invio di una formale decisione impugnabile l’espresso 
consenso dell’istante dovrebbe però risultare inequivocabilmente 
(per esempio richiesta o conferma scritta). Il comune non ha ad- 
dotto alcun documento o certificazione a sostegno della propria 
pretesa, mentre l’istante contesta di aver dato il proprio consenso 
per l’intimazione di una formale decisione in forma elettronica. 
In principio, volendo il comune dedurre la validità della decisio- 
ne malgrado il vizio della forma scritta e dell’intimazione, l’onere 
della prova che tale fosse espressamente la volontà del ricorrente 
spetta all’autorità comunale, che come detto non ha saputo forni- 
re alcuna comprova di quanto preteso. Non è allora dato ritenere 
che l’istante abbia espressamente dato il proprio consenso a tale 
forma di decisione.

3.2. Poiché l’istante risiede all’estero è evidente la diffi- 
coltà dell’autorità comunale a comunicare direttamente con l’inte- 
ressato. In questi casi però la legge prevede espressamente come 
debbano avvenire le comunicazioni ufficiali. In conformità all’art. 
23 cpv. 3 LGA, qualora una parte non sia domiciliata in Svizzera, 
l’autorità può obbligarla ad indicare un domiciliatario in Svizzera. 
In questo senso le comprensibili difficoltà fatte valere dal comune 
avrebbero potuto essere ovviate con gli strumenti messi a dispo- 
sizione dalla normativa applicabile alla procedura amministrativa 
comunale.

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4. La nullità di un atto amministrativo può essere invocata 
in ogni momento e può essere costatata d’ufficio da parte di tut- 
te le autorità chiamate ad applicare il diritto (PTA 2012 no.17; DTF 
132 II 27 cons. 3.1, 130 III 434 cons. 3.3, 127 II 47 cons. 3g, 122 Ia 98 
cons. 3a e 118 Ia 40 cons. 2a). Per prassi costante, una decisione 
amministrativa è affetta da nullità se il vizio risulta particolarmente 
grave, evidente o, perlomeno, facilmente riconoscibile e se, inoltre, 
l’accertamento della nullità non mette in pericolo in modo serio la 
sicurezza del diritto. Nel caso in parola la nullità di una decisione 
comunicata per via elettronica risulta evidente sia per difetto di 
valida forma scritta che per notifica viziata per cui al Tribunale am- 
ministrativo non resta che accertare la nullità del provvedimento 
qui impugnato.
U 18 6 Sentenza del 20 giugno 2018

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