# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 560800ce-2dc0-552d-b152-cb97b2d33014
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-08-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.08.2008 D-3244/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3244-2008_2008-08-15.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3244/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 5  a g o s t o  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice Therese Kojic-
Siegenthaler,
cancelliera Chiara Piras.

A._______, dichiaratosi cittadino sudanese, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 16 maggio 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3244/2008

Fatti:

A.
Il 23 marzo 2008, l'interessato ha presentato una domanda d'asilo in 
Svizzera. Ha dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. 
verbali d'audizione del 17 aprile e del 7 maggio 2008), d'avere lasciato 
il  suo Paese, poiché stanco della vita che faceva come combattente 
nel B._______. Sarebbe infatti stato portato via dalla propria famiglia 
all'età  di  sei  o  sette  anni  da  un  leader  dei  ribelli  e  portato  in  una 
foresta nel B._______ per combattere contro i soldati del C._______. Il 
15 giugno 2007 avrebbe lasciato il Sudan per raggiungere D._______ 
dove è  rimasto  per  cinque o sei  mesi  prima di  partire  in  aereo per 
l'Europa. 

B.
Il  16  maggio  2008,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett.  a  della  legge  sull'asilo  del 
26 giugno  1998  (LAsi,  RS 142.31).  L'autorità  inferiore  ha  pure 
pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e 
l'esecuzione dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile.

C.
Il 16 maggio 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della decisione 
impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per 
una nuova decisione nel  merito  della  sua domanda d'asilo  e,  in  via 
sussidiaria, la concessione dell'asilo o dell'ammissione provvisoria. Ha 
altresì  presentato  una  domanda  d'esenzione  dal  versamento 
dell'anticipo a copertura delle presumibili spese processuali.

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
LAsi e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 
2005 [LTF, RS 173.110]).

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2.

2.1 Nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito nei 
sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa. 

2.2 Nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie le condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 
della  legge federale  sulla  procedura  amministrativa del  20  dicembre 
1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Nella  decisione impugnata,  l'UFM ha considerato,  da  un lato,  che il 
ricorrente non ha addotto motivi che possano giustificare la mancata 
tempestiva  esibizione  di  documenti  di  viaggio  o  d'identità,  dall'altro 
lato,  ha ritenuto inverosimili  le  allegazioni  decisive in  materia  d'asilo 
presentate  dall'insorgente.  In  particolare,  quest'ultimo  avrebbe 
sostenuto di essere cittadino sudanese, senza però potere precisare la 
sua  etnia  o  la  provenienza  esatta  nel  C._______. L'interessato  non 
avrebbe,  altresì,  saputo  fornire  delle  informazioni  dettagliate  sul 
gruppo di  ribelli  con i  quali  avrebbe combattuto per quindici  o sedici 
anni  o  sul  luogo  di  combattimenti  come anche  sulle  armi  utilizzate. 
Infine,  l'autorità  inferiore  ha  considerato  che  non  sono  necessari 
ulteriori chiarimenti ai fini dell'accertamento della qualità di rifugiato o 
dell'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
del ricorrente. 

5.
Nel  ricorso,  l'insorgente  sostiene  di  non  avere  mai  posseduto  e 

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neppure richiesto un passaporto od una carta d'identità e dunque di 
non potere produrre alcun documento ufficiale sudanese. Segnala che 
nessuno  nel  suo  Paese  potrebbe  procurargli  un  siffatto  documento, 
visto  che  è  stato  allontanato  dalla  famiglia  quando  era  ancora 
bambino. Ritiene inoltre necessari ulteriori chiarimenti in relazione allo 
statuto di rifugiato o all'esecuzione dell'allontanamento, ragione per cui 
l'autorità  inferiore  avrebbe  dovuto  entrare  nel  merito  della  sua 
domanda  d'asilo.  In  particolare,  avrebbe  riportato  delle  ferite  dai 
combattimenti  e  avrebbe  vissuto  una  vita  senza  speranza  prima  di 
poter fuggire prima ad D._______ e poi verso l'Europa. 

6.
Giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. 
c).

6.1 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in 
particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(DTAF 2007/7 consid. 6).

6.2 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 

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nonché  dalla  evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

7.
Questo Tribunale osserva che il  ricorrente, senza valide ragioni,  non 
ha  presentato  documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai  sensi  di  legge, 
benché siano passati  più di tre mesi dall'invito da parte dell'UFM ad 
esibirli  (v.  verbale  d'audizione  del  17  aprile  2008,  pag.  5).  In 
particolare, e nella loro imprecisione, non possono ritenersi plausibili 
le  dichiarazioni dell'insorgente secondo le  quali  avrebbe viaggiato in 
aereo  da  D._______  all'Europa  con  un  passaporto  di  cui  non 
conosceva né la nazionalità, né le generalità. Non v'è, altresì, ragione 
di  ritenere  che  se  il  ricorrente  avesse  effettuato  dei  seri  e  concreti 
sforzi  per  procurarsi  tempestivamente  un  documento  di  viaggio  o 
d'identità,  detti  sforzi non avrebbero potuto avere esito favorevole. In 
siffatte  circostanze,  non  appare  giovare  all'insorgente  la  generica 
allegazione in sede di ricorso, secondo la quale avrebbe chiesto alle 
autorità,  durante  le  audizioni,  di  aiutarlo  a  trovare  un'ambasciata 
sudanese  a  cui  rivolgersi.  Infatti,  dal  verbale  dell'audizione  ai  sensi 
dell'art. 29 cpv. 1 LAsi, si evince che l'insorgente esprime l'eventualità 
di  cercare  l'Ambasciata  sudanese,  senza  tuttavia  chiedere 
espressamente al rappresentante dell'UFM di aiutarlo in questo senso. 
Inoltre, non vi è ragione di ritenere che l'UFM, se confrontato con la 
richiesta  di  ottenere  l'indirizzo  di  una  rappresentanza  estera  in 
Svizzera  da  parte  del  ricorrente,  si  rifiuterebbe  di  fornire  tali 
indicazioni.  Infine,  in  assenza  di  ragioni  valide  per  giustificare  la 
mancata  esibizione  di  documenti  ai  sensi  di  legge  in  procedura  di 
prima istanza, non v'è motivo d'annullare la decisione di  non entrata 
nel  merito  quand'anche  il  richiedente  avesse  presentato  un  siffatto 
documento in sede di ricorso (v. sentenza del Tribunale amministrativo 
federale  D-8199/2007  del  18  dicembre  2007  consid.  8  e  relativo 
riferimento).

8.
Il  TAF rileva, altresì,  che il  ricorrente non ha presentato, all'infuori  di 
generiche censure,  argomenti  o  prove suscettibili  di  giustificare  una 
diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione, 
delle allegazioni decisive in materia d'asilo da lui presentate in corso 
di procedura. Quest'ultime s'esauriscono in mere affermazioni di parte 
non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, 

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in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può 
essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF in relazione all'art. 6 LAsi, all'art. 
37  LTAF  ed  all'art.  4  PA).  Basti  ancora  rilevare  che  l'insorgente, 
malgrado abbia dichiarato di essere cittadino sudanese, non è stato in 
grado  né  di  disegnare  correttamente  la  bandiera  sudanese  (cfr. 
verbale  d'audizione  del  7  maggio  2008,  allegato  1),  né  di  indicare 
alcune  grandi  città  del  paese (cfr. verbale  d'audizione  del  7  maggio 
2008,  pag.  7)  o  di  precisare  la  tribù  alla  quale  apparterebbe  (cfr. 
verbale d'audizione del 7 maggio 2008, pag. 5). Inoltre, non ha saputo 
fornire alcun dettaglio in merito all'organizzazione generale del gruppo 
di ribelli con cui viveva, all'attività di quest'ultimi ed alle persone con le 
quali  avrebbe  vissuto  per  circa  quindici  o  sedici  anni  (cfr.  verbale 
d'audizione del 7 maggio 2008, pag. 6). Peraltro, il ricorrente si limita a 
mere congetture, non confortate da alcun elemento serio e concreto, 
sull'eventualità  d'essere  in  pericolo  rientrando  in  patria.  Per 
conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato come del tutto prive di 
fondamento,  con  riferimento  all'art.  32  cpv.  3  lett.  b  LAsi,  le 
dichiarazioni rese dall'insorgente.

9.
Ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni  decisive 
presentate dal ricorrente (v. considerando 8 del presente giudizio), non 
risultano elementi da cui dedurre la necessità d'ulteriori accertamenti 
ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente 
medesimo (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).

10.

10.1 Resta ora da esaminare se la seconda eccezione prevista all'art. 
32 cpv. 3 lett. c LAsi è applicabile, ovvero se sono necessari ulteriori 
chiarimenti per accertare l'esistenza di un impedimento all'esecuzione 
dell'allontanamento.  La questione del carattere possibile, ammissibile 
e esigibile dev'essere esaminata d'ufficio. Tuttavia, questo principio è 
limitato dall'obbligo dell'interessato di collaborare all'accertamento dei 
fatti  giusta  l'art.  8  cpv.  1  LAsi  (v.  la  sentenza  del  Tribunale 
amministrativo federale D-3975/2007 del 15 giugno 2007, consid. 3.4; 
WALTER KÄLIN,  Grundriss  des  Asylverfahrens,  Basel  und  Frankfurt  am 
Main, 1990, pag. 262). Si tratta di un tipico caso d'applicazione dell'art. 
13 cpv. 1 lett. c PA.

10.2 Nel caso di  specie, le affermazioni del  ricorrente in  merito alla 
propria  cittadinanza  sono  manifestamente  carenti  ed  inverosimili  al 

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punto tale che può essere esclusa la sua provenienza dal Sudan (v. 
considerando 8 del presente giudizio). Di conseguenza, il ricorrente ha 
violato l'obbligo di collaborare con riferimento all'indicazione della sua 
vera  cittadinanza,  a  lui  senza  dubbio  nota,  e  ha  posto  le  autorità 
nell'impossibilità di determinare il suo paese d'origine, e l'esistenza d' 
ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento.  Considerata  l'evidente 
mancanza di collaborazione, ulteriori accertamenti da parte dell'UFM, 
o da parte di questo Tribunale, ai fini della determinazione di eventuali 
ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento  non  sarebbero  stati  di 
alcun'utilità. 

11.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito 
la decisione impugnata va confermata.

12.
Il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo 
relativa  a  questioni  procedurali  dell'11  agosto  1999  [OAsi  1,  RS 
142.311]).

13.
Per  quanto  riguarda  l'esecuzione  dell'allontanamento,  non  spetta  a 
questo Tribunale ricercare eventuali impedimenti all'esecuzione di tale 
misura.  Per  conseguenza,  l'autorità  di  prima  istanza  ha  rettamente 
agito ordinandola.

14.
Il ricorso deve essere respinto. Essendo manifestamente infondato, il 
gravame  è  deciso  in  procedura  semplificata  (art.  111a  LAsi)  dal 
giudice unico, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e 
LAsi).

15.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 
nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione dimora e aiuto al ritorno (in copia; n. di rif. N )
- E._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

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