# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ddec4918-a0ab-5893-bd6f-701bf4ae0e6e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-02-20
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 20.02.2013 14.2013.4
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2013-4_2013-02-20.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2013.4

  	
  Lugano

  20 febbraio
  2013

  B/fp/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Walser e Jaques

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa a procedura sommaria in materia
di esecuzione e fallimenti promossa con istanza del 16 luglio 2012 da

 

	
   

  	
  RE 1 

  patrocinato dall’ PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  CO 1 

  patrocinata dallo PA 2 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

tendente ad ottenere il rigetto provvisorio
dell’opposizione interposta al precetto esecutivo n. __________ del 13/27 giugno 2012 dell’Ufficio esecuzione di Lugano per il pagamento di fr. 100'000.-- oltre
interessi al 5% dal 1. giugno 2012;

 

sulla quale istanza il Pretore del Distretto di
Lugano, sezione 5, con sentenza dell’8 gennaio 2013 (__________) ha così deciso:

“1. L’istanza è respinta.

 

 2. Le spese e la tassa di giustizia per
complessivi fr. 300.--, da anticipare dalla 

     parte istante, restano a suo carico e dovrà
rifondere a controparte fr. 300.—

     a titolo di ripetibili.”

 

Decisione tempestivamente impugnata da RE 1 che
con reclamo del 

14 gennaio 2013 postula in
via principale l’accoglimento dell’istanza, con spese e ripetibili 

di fr. 3'000.-- a carico della convenuta, e in via
subordinata l’annullamento della sentenza

impugnata e il rinvio dell’incarto alla Pretura
per un nuovo giudizio, con spese e congrue

ripetibili di prima e seconda sede a carico della
convenuta; 

 

lette le osservazioni del 4 febbraio 2013 di controparte;

 

preso atto che con decreto presidenziale del 15 gennaio 2013 al reclamo è stato 

concesso effetto sospensivo;

 

ritenuto

 

in fatto:

 

                                  A.   Con
PE n. __________ del 13/27 giugno 2012 dell’Ufficio esecuzione di Lugano RE 1 ha escusso il CO 1 per l’incasso di fr. 100'000.-- oltre interessi al 5% dal 1. giugno 2012, indicando quale titolo di credito: “Convenzione dell’8 maggio 2009 (punto 2.a)”. Interposta tempestiva opposizione dall’escussa, l’istante ne ha chiesto il
rigetto provvisorio al Pretore.

 

                                  B.   Il
procedente fonda la sua pretesa su un accordo dell’8 maggio 2009 sottoscritto da A__________, quale presidente del CO 1, con cui gli è stato riconosciuto, in
relazione al suo impegno di non concorrenza nell’ambito delle sue dimissioni,
il pagamento di un corrispettivo di fr. 450'000.-- lordi da versare in rate di
fr. 150'000.--  alla conclusione dell’accordo, fr. 100'000.-- lordi a maggio
2010, fr. 100'000.-- lordi a maggio 2011 e fr. 100’000.-- lordi a maggio 2012
(doc. D). Con la procedura in oggetto l’istante pretende il pagamento della
quarta rata da pagare a maggio 2012. 

                                      

                                  C.   Con
la risposta la convenuta si è opposta all’istanza sostenendo  che al momento
della sottoscrizione dell’accordo in oggetto come pure all’epoca del versamento
delle prime tre rate non era a conoscenza, né poteva esserlo, di quanto emerso
dalla conclusione delle indagini preliminari nell’ambito di un procedimento
penale pendente in Italia nei confronti dell’istante. Apprese le circostanze,
con scritto del 29 dicembre 2011 ha comunicato all’istante di considerare nullo
l’accordo dell’8 maggio 2009 (doc. 4). L’escussa ha asserito che tale accordo
era compromesso da vizi della volontà, ossia da errore essenziale
rispettivamente da dolo. Subordinatamente ha sostenuto che l’importo posto in
esecuzione non era dovuto in quanto l’istante, con la sua condotta, aveva
violato gli obblighi discendenti dall’art. 321a CO. Ancor più subordinatamente
l’importo preteso dal procedente era da porre in compensazione con la penale
pattuita in caso di violazione degli obblighi convenzionali.

 

                                         Della
replica, della duplica esposta in sede di discussione e della triplica si dirà,
se del caso, in seguito.

 

                                  D.   Con
decisione dell’8 gennaio 2013 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5, ha respinto l’istanza, ritenendo che l’accordo dell’8 maggio 2009, sottoscritto solo dall’allora Presidente di CO 1, A__________, che, come risultava dall’estratto del
Registro di commercio della convenuta, aveva solo diritto di firma collettiva a
due, non poteva costituire valido riconoscimento di debito dell’escussa nei
confronti dell’istante ai sensi dell’art. 82 cpv. 1 LEF.

 

                                  E.   Con
il reclamo l’istante lamenta un’errata applicazione del diritto, riconducibile
da un canto ad un’erronea analisi della dottrina e giurisprudenza
sull’argomento e, dall’altro, ad un incompleto e parziale esame della
documentazione agli atti da parte del primo giudice, ritenuto che numerose
circostanze permettono di considerare, senza ombra di dubbio, che l’accordo dell’8 maggio 20 09 in oggetto costituisce valido riconoscimento di debito della convenuta nei
suoi confronti. Il reclamante rileva che questo scritto è stato firmato dal
presidente dell’escussa su carta intestata della banca. Quest’ultima non ha mai
contestato di essere effettivamente vincolata dagli impegni presi con il citato
accordo, atteso che ha regolarmente pagato, senza alcuna riserva, le prime tre
rate delle quattro previste. Inoltre, questa circostanza e la validità formale
del riconoscimento di debito in esame sono state espressamente confermate dallo
scritto del 29 settembre 2011 (doc. 4), firmato da due persone con diritto di
firma collettiva e quindi perfettamente vincolante, con cui è subentrata, se
ancora necessaria, una ratifica per atti concludenti dell’accordo dell’8 maggio 2009. L’istante osserva poi che il fatto che l’escussa tenti di invalidare
l’accordo in oggetto per vizi della volontà implica necessariamente il riconoscimento
dell’esistenza e della validità dello stesso. In merito alle eccezioni di vizi
della volontà rispettivamente di violazione dei suoi obblighi nei confronti
della banca rispettivamente di compensazione sollevate dalla convenuta, sulle
quali il primo giudice non ha preso posizione, il reclamante ha rinviato a quanto
esposto in sede pretorile, ribadendo che non vi sono sufficienti riscontri
oggettivi atti a rendere queste eccezioni verosimili ai sensi dell’art. 82 cpv.
2 LEF. Inoltre ha chiesto la fissazione di ripetibili di prima sede di fr.
3'000.-- e di congrue ripetibili di seconda sede, tenuto conto che è
patrocinato da un avvocato. 

 

F.Delle osservazioni di controparte si
dirà, se del caso, in seguito.

Considerando

 

in diritto:

 

                                   1.   Secondo l’art. 319 lett. a CPC sono impugnabili mediante

                                         reclamo,
tra l’altro, le decisioni inappellabili di prima istanza finale. Tale è il caso
per le decisioni nelle pratiche a tenore della LEF, segnatamente in tema di
rigetto dell’opposizione ex art. 80-84 LEF (cfr. art. 309 lett. b n. 3 CPC).

 

                                   2.   In base all’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati
sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato
dei fatti.

 

                                   3.   In virtù dell’art. 82 cpv. 1 LEF se il credito si fonda sopra un riconoscimento
di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore
può chiedere il rigetto provvisorio dell'opposizione.

 

                               4.1.   La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura
privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica
necessariamente il riconoscimento da parte dell'escusso o del suo
rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una somma di denaro
determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere
dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli
elementi necessari (DTF 132 III 480 consid. 4.1 pag. 481). Condizione essenziale
è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo
criteri oggettivi stabiliti in precedenza e sottratti a possibilità di modifica
unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (cfr. Cometta, Il rigetto provvisorio dell'opposizione nella
prassi giudiziaria ticinese, in Rep
1989, p. 338 con riferimenti).

 

                                         Il giudice del rigetto accerta d'ufficio ed in ogni stadio di
causa (quindi anche in sede di reclamo), se la documentazione prodotta
costituisce valido riconoscimento di debito e se vi è identità tra il
creditore, il debitore ed il credito indicati nel precetto esecutivo e
nell’istanza con il creditore, il debitore ed il credito di cui ai documenti
prodotti (cfr. Cometta, op. cit., p.
331; Staehelin, Basler Kommentar
zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco, 2010, vol. I, n. 50 ad art. 84; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. II,
Losanna 2000, n. 73 ad art. 82 e n. 68 ad art. 84; Stücheli, Die Rechtsöffnung, tesi Zurigo 2000, p. 112 ad c).

                               4.2.   In via di principio può essere concesso il rigetto provvisorio nei
confronti del rappresentato sulla base di un riconoscimento di debito firmato
dal rappresentante se i poteri del procuratore (art. 32 cpv. 1 CO) o
dell’organo della persona giuridica escussa (art. 55 cpv. 2 CC) sono
documentati o possono dedursi da atti concludenti del rappresentante, da cui
risulta chiaramente ch’egli ha firmato in virtù di un rapporto di
rappresentanza (art. 32 cpv. 2 CO) (DTF 132 III 140 cons. 4.1.1; 130 III 87
cons. 3.1; 112 III 89; Staehelin,
op. cit., n. 57 ad art. 82 LEF e rif. ivi). Per essere valido il riconoscimento
di debito di una persona giuridica iscritta a Registro di commercio deve essere
sottoscritto da una persona autorizzata a rappresentarla. Che la mancanza del
potere di rappresentanza possa, in via di principio, essere sanata
posteriormente, è fuori dubbio. L’art. 38 cpv. 1 CO prevede infatti esplicitamente
la ratifica posteriore di un negozio giuridico concluso da un rappresentante
non autorizzato da parte del rappresentato/principale. Questa norma è
applicabile per analogia pure a organi di persone giuridiche. Nel caso in cui
una persona con diritto di firma collettiva ha agito da sola, il vizio che ne è
derivato può essere sanato posteriormente tramite l’autorizzazione di una
seconda persona avente diritto di firma. La ratifica può avvenire anche
tacitamente o per atti concludenti (cfr. DTF 128 III 129 consid. 2.b).

 

                               4.3.   L’accordo dell’8 maggio 2009 in esame (doc. D) è stato sottoscritto solo dal presidente della convenuta, A__________, che - come risulta
dall’estratto del Registro di commercio agli atti (doc. B) - al momento della sottoscrizione
aveva diritto di firma collettiva a due. Dal  fatto che la convenuta ha versato
all’istante dal 2009 al 2011 tre delle quattro rate concordate per un importo
complessivo di fr. 350'000.-- e che nella lettera del 29 novembre 2011 (doc. 4) - che fa esplicitamente riferimento all’accordo dell’8 maggio 2009 -, firmata da G__________, direttore generale, e da An__________, vice direttore
generale, entrambi aventi diritto di firma collettiva a due (doc. B), la
convenuta nulla ha eccepito in merito alla mancante seconda firma collettiva,
oltre a quella del suo presidente, emerge chiaramente che il predetto vizio è
stato sanato tacitamente per atti concludenti. Va poi osservato che l’escussa, con
la risposta rispettivamente la duplica, ha sollevato eccezioni tese ad
invalidare l’accordo in oggetto, ma non l’eccezione del mancato potere di rappresentanza
del suo presidente, il che implica che si è considerata vincolata dalla sua
firma. Per questi motivi, contrariamente a quanto ritenuto in prima sede, l’accordo
dell’8 maggio 2009 (doc. D) costituisce, in via di principio, valido
riconoscimento di debito ai sensi dell’art. 82 cpv. 1 LEF della convenuta nei
confronti del reclamante.

 

5.     
In prima sede la
convenuta ha sollevato eccezioni ai sensi dell’art. 82 cpv. 2 LEF, in merito
alle quali il primo giudice non si è espresso. Nella fattispecie occorre quindi
annullare la sentenza e rinviare la causa al Pretore per un nuovo giudizio
(art. 327 cpv. 3 lett. a CPC). Non si può infatti considerare la causa matura
per una decisione, mancando le sue considerazioni sulle eccezioni sollevate
dall’escussa e sulla documentazione da questa a tale scopo prodotta.

 

6.Il reclamo va quindi parzialmente
accolto, nel senso dell’annullamento della decisione impugnata e del rinvio
della causa al primo giudice per un nuovo giudizio. 

La tassa di giustizia è posta a carico delle
parti nel rapporto di ½ per ciascuna, ritenuto che la convenuta si è opposta al
reclamo. Compensate le ripetibili (art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF; art. 95 cpv. 2 e
3, 105 cpv. 1, 106 cpv. 1 e 2 CPC).

                                        Le
spese e le ripetibili di prima sede saranno nuovamente fissate con la nuova
decisione dal primo giudice, al quale va ricordato che le parti sono
rappresentate da patrocinatori.

 

Per questi motivi,

 

richiamati gli art. 82 cpv. 1 LEF e 327 cpv. 3
lett. a CPC

 

pronuncia:

 

                                   1.   Il
reclamo è parzialmente accolto.

 

                               1.1.   Di
conseguenza, la decisone dell’8 gennaio 2013 del Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5 (__________), è annullata e la causa gli è rinviata per un nuovo
giudizio nel senso dei considerandi.

 

                                   2.   La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 500.--, già anticipata dal
reclamante, resta per ½ a suo carico e per ½ è posta a carico di CO 1.
Compensate le ripetibili.

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  -; 

  -. 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                                             La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Giacché il valore litigioso della vertenza è di fr.
100'000.-- contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione (art. 72 e segg. LTF).