# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bf9800b1-b382-5f7c-affb-cde6c325900a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-11-11
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 11.11.2014 14.2014.204
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2014-204_2014-11-11.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2014.204

  	
  Lugano

  11 novembre 2014/rn

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Chiesi

  

 

 

statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG)
nella causa n. __________ (rigetto provvisorio dell'opposizione) della
Giudicatura di pace del Circolo della Magliasina promossa con istanza 9
settembre 2014 da

 

	
   

  	
  CO 1

  già in 

  (rappr. dall'erede RA 1)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 17 ottobre 2014 presentato
da RE 1 contro la decisione emessa il 9 ottobre 2014 dal Giudice di pace;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Con
precetto esecutivo n. __________ emesso il 29 agosto 2014 dall'Ufficio
esecuzione di Lugano (doc. A), la comunione degli eredi fu CO 1 ha escusso __________
per l'incasso di fr. 800.– oltre interessi del 5% dal 10 dicembre 2013,
indicando quale titolo di credito il “mancato pagamento dell'affitto del mese
di dicembre 2013”.

 

                            B.  Avendo
RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 9 settembre 2014
la procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Giudicatura di pace del
Circolo della Magliasina. Nel termine impartito, la parte convenuta si è
opposta all'istanza con osservazioni scritte del 23 settembre 2014.

 

                            C.  Statuendo
con decisione 9 ottobre 2014, il Giudice di pace ha accolto l'istanza e
rigettato in via provvisoria l'opposizione interposta dalla parte convenuta,
ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 100.– e un'indennità di
fr. 40.– a favore dell'istante.

 

                            D.  Contro
la sentenza appena citata RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 17
ottobre 2014 per ottenerne l'annullamento e la reiezione dell'istanza. Visto
l'esito dell'odierno giudizio, il reclamo non è stato intimato all'istante per
osservazioni.

 

 

Considerando

 

in diritto:              1.  La
sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell'oppo­­sizione – è una
decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC),
contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d'appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                           1.1  Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC).
Presentato il 17 ottobre 2014 contro la sentenza notificata a RE 1 il 14
ottobre, in concreto il reclamo è senz'altro tempestivo.

 

                           1.2  La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo sufficiente, i
requisiti al riguardo, che discendono dall'art. 321 cpv. 1 CPC, imponendo al
reclamante di formulare delle conclusioni chiare e di spiegare perché la
sentenza impugnata sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni
sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale
federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore
(art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l'art. 320 CPC con il reclamo possono essere
censurati sia l'applicazione errata del diritto sia l'accertamento manifestamente
errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni
di fatti e mezzi di prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC). Nel caso specifico, la
dichiarazione 16 ottobre 2014 di __________ e le due fotografie accluse al
reclamo sono pertanto inammissibili.

 

                             2.  Nella
decisione impugnata, il Giudice di pace ha considerato il contratto di
locazione prodotto dalla parte istante un valido titolo di rigetto provvisorio
dell'opposizione per la pigione di dicembre 2013 (di fr. 800.–) posta in
esecuzione, posto che l'escussa ha dato la disdetta il 25 settembre 2013 per la
fine di quell'anno e non ha provato di averla notificata già per il mese di
dicembre del 2013 né ha sollevato altre eccezioni convincenti atte a invalidare
il contratto di locazione. Donde l'accoglimento dell'istanza.

 

                             3.  Nel
reclamo RE 1 ribadisce che a causa del peggioramento della sua salute
consecutivo allo svilupparsi di muffe nell'appartamento datole in locazione
dalla parte istante, essa ha preso contatto telefonico con la cugina di RA 1,
la quale avrebbe acconsentito ad anticipare la fine del contratto alla fine di
novembre del 2013.

 

                             4.  In
virtù dell'art. 82 LEF, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell'opposizione
ove il credito posto in esecuzione sia fondato su un riconoscimento di debito
constatato mediante atto pubblico o scrittura privata (cpv. 1), a meno che l'escusso
sollevi e giustifichi immediatamente eccezioni tali da infirmare il riconoscimento
di debito (cpv. 2). La procedura di rigetto è una procedura documentale (Aktenprozess),
il cui scopo non è di accertare l'esisten­­za del credito posto in esecuzione
bensì l'esistenza di un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza
probatoria del titolo prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi
conferisce forza esecutiva ove l'escusso non renda immediatamente verosimili
eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142, consid. 4.1.1). La
decisione di rigetto provvisorio spiega solo effetti di diritto esecutivo,
senza regiudicata quanto all'esistenza del credito (DTF 136 III 587 consid.
2.3). Il pronunciato, quindi, non priva le parti del diritto di sottoporre
nuovamente il litigio al giudice ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF; DTF 136
III 530 consid. 3.2).

 

                             5.  Il
contratto di locazione firmato dal conduttore costituisce un riconoscimento di
debito per il canone scaduto. Se il contratto è di durata indeterminata, vale
titolo di rigetto fintanto che il conduttore non renda verosimile che il
contratto sia stato disdetto (CEF 14.2001.114 dell’8 febbraio 2002, consid.
3.1; Staehelin in: Basler
Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 116 ad art. 82 LEF).

 

                                  Nella
fattispecie il contratto di locazione agli atti (doc. B annesso all'istanza),
debitamente firmato dall'escussa, costituisce dunque senz’altro un valido
titolo di rigetto dell'opposizione per l'importo (di fr. 800.– oltre
accessori) posto in esecuzione (art. 82 cpv. 1 LEF). Quali eredi del locatore CO
1 (doc. F), la madre __________ e la sorella RA 1 sono legittimate a far valere
il credito in questione.

 

                             6.  All'escusso
incombe l'onere di rendere verosimili le eccezioni che deduce in giudizio (DTF
132 III 142 consid. 4.1.1 con rinvii). Secondo la giurisprudenza le eccezioni
non solo devono essere esposte in modo convincente ma devono anche essere sostanziate
in modo perlomeno verosimile nel senso che a conforto delle allegazioni devono
esserci riscontri oggettivi (Staehelin,
op. cit., n. 87 seg. ad art. 82 LEF).

 

                                  Nel
caso specifico, la reclamante sostiene che dopo aver dato la disdetta per la
fine del 2013 (doc. C) – in cui tra l'altro si riservava la facoltà di
anticipare la sua partenza di un mese “pagando lo stesso l'ultimo mese” –
avrebbe ottenuto per telefono dalla cugina di RA 1 (ma forse era sua madre)
l'ac­cordo per lasciare l'appartamento un mese prima di quanto pattuito in precedenza.
Sennonché RE 1 non ha prodotto in prima sede alcun documento – unico mezzo di
prova ammesso in questo tipo di procedura (v. sopra consid. 4) – che potesse
rendere verosimile la propria allegazione, peraltro nemmeno tanto chiara,
quanto ad un eventuale esonero dal pagare la pigione di dicembre. In queste
circostanze, la sentenza impugnata merita conferma.

 

                             7.  La
tassa del presente giudizio segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si
pone invece problema di ripetibili, il reclamo non essendo stato notificato
alla controparte per osservazioni. Circa i rimedi esperibili sul piano federale
(art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 800.–, non
raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1
lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il
reclamo è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

 

                             2.  La
tassa di giustizia e le spese processuali di complessivi fr. 150.– relative
al presente giudizio, già anticipate dalla reclamante, sono poste a suo carico.

 

                             3.  Notificazione
a:

	
   

  	
  –  

  –  .

   

  

                                  Comunicazione
alla Giudicatura di pace della Magliasina.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d'appello

Il presidente                                                 La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF).
Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1
LTF).