# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1e42a9d2-984a-56a5-9557-8950a986e88c
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht Praxis des Verwaltungsgerichts (PVG) 00.00.0000 PVG 2008 22
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_006_PVG-2008-22_0000-00-00.pdf

## Full Text

10/22 Raumordnung und Umweltschutz PVG 2008

Licenza edilizia. Ampliamento di costruzione esistente non 
conforme al vigente ordinamento legale comunale.
– Costruzione contraria all’ordinamento legale (cons. 1).
– Le condizioni alle quali tali costruzioni possono essere 

modificate risultano dal diritto cantonale e comunale 
(cons. 2a, b).

– Negato il diritto all’ampliamento, essendo la costruzione già 
contraria al diritto cantonale e conoscendo la legisla- zione 
comunale una normativa più severa (cons. 2c).

Baubewilligung. Erweiterung einer den geltenden kom- 
munalen Vorschriften nicht mehr entsprechenden, beste- 
henden Baute.
– Widerrechtliche Baute (E.1).
– Die Voraussetzungen, aufgrund derer solche Bauten 

geändert werden können, ergeben sich aus dem kanto- 
nalen und kommunalen Recht (E. 2a, b).

– Recht auf Erweiterung verneint, weil die Baute bereits 
gegen kantonale Vorschriften verstösst und das kommu- 
nale Recht strengere Vorschriften statuiert (E. 2c).

Considerandi:
1. a) Giusta l’art. 107 cpv. 2 cifra 5 LPTC entrata in vigore il

1. novembre 2005, le disposizioni direttamente applicabili della 
presente legge, come le prescrizioni edilizie cantonali, hanno la 
precedenza su prescrizioni comunali divergenti. Laddove la LPTC 
ammette prescrizioni comunali complementari o divergenti, con- 
tinua ad essere applicato il diritto comunale esistente. Restano 
inoltre riservate prescrizioni in genere  più  severe  dei  comuni  
(art. 107 cpv. 3 LPTC). Per quanto riguarda le distanze, l’art. 75 
cpv. 1 LPTC prevede che  nella costruzione di edifici che  superano   
il livello dell’originario terreno naturale, si deve osservare una di- 
stanza di 2,5 m dal confine del fondo vicino, se la legge edilizia del 
comune non prescrive distanze superiori. Restano riservate le 
prescrizioni sulle distanze dalle strade stabilite dai comuni (art. 77 
cpv. 3 LPTC). Ai sensi dell’art. 28 LE, le distanze dalle strade col- 
lettrici e di quartiere è di 3 m dal ciglio esterno del campo stradale 
o dal marciapiede esistente o previsto.

b) Nell’evenienza, la tettoia per la quale vengono chiesti gli 
interventi edilizi è stata visionata dal Tribunale amministrativo il  
31 agosto 2007 nell’ambito del sopralluogo indetto per il procedi- 
mento no. R 07 63. Poiché la situazione dello stabile è rimasta in-

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variata ed è nota a questo Giudice, la richiesta di un sopralluogo 
non trova giustificazione. La tettoia che l’istante vorrebbe legger- 
mente ingrandire e i cui materiali andrebbero sostituiti, dista 1 m 
dal ciglio esterno del campo stradale. Essa viola pertanto manife- 
stamente l’ordinamento comunale sulle distanze da confine. La- 
vori ad una simile struttura possono pertanto essere eseguiti nella 
misura in cui l’ordinamento cantonale o comunale diano al pro- 
prietario una certa garanzia a salvaguardia dei diritti di proprietà o 
acquisiti.

2. a) In conformità a quanto previsto all’art. 81 LPTC, edifici 
e impianti costruiti a norma di legge, che non soddisfano più le 
prescrizioni in  vigore,  possono  essere  mantenuti  e  rinnovati 
(cpv. 1). Tali edifici e impianti possono inoltre essere trasformati, 
moderatamente ampliati o modificati nella loro utilizzazione, se 
con ciò non viene aumentata la differenza rispetto alle prescrizioni 
in vigore e se non vi si oppongono interessi pubblici preponde-  
ranti o interessi dei vicini (cpv. 2). Nella legge edilizia i comuni pos- 
sono dichiarare ammessa anche la ricostruzione dopo distruzione  
o demolizione senza rispettare le prescrizioni vigenti dell’edifica- 
zione normativa (diritto di rifabbricare). Essi disciplinano i partico- 
lari tenendo conto degli interessi pubblici e dei vicini (cpv. 3). Re- 
stano riservati particolari obblighi legali di adeguamento o di 
risanamento, nonché regolamenti particolari del diritto federale o 
cantonale sull’applicazione di nuove prescrizioni ad edifici ed im- 
pianti esistenti (cpv. 4).

b) L’art. 81 LPTC protegge lo stato di proprietà in due si- 
tuazioni diverse. La prima, retta dal diritto cantonale, riguarda i la- 
vori che possono essere eseguiti ad una costruzione esistente 
eretta legalmente e riguardano i lavori di manutenzione, quelli di 
rinnovo e, a certe condizioni, anche delle modifiche più importanti 
se con queste il divario con la legislazione non aumenta ancora di 
più e se non vi si oppongono interessi preponderanti. La seconda 
situazione, retta dal diritto comunale, concerne invece il cosid- 
detto «diritto di rifabbricare» in senso stretto, ovvero la possibilità 
di rifare quanto è andato distrutto o demolito senza dover rispet- 
tare nel rifacimento le disposizioni in vigore. Giusta l’art. 81 cpv. 3 
LPTC, spetta ai comuni decidere se vogliono dichiarare ammessa 
anche la ricostruzione in questa seconda ipotesi. Se i comuni 
rinunciano a tale prerogativa, la ricostruzione dopo demolizione o 
distruzione non è ammissibile, mentre per gli interventi meno in- 
cisivi trova applicazione la legislazione cantonale, a meno che il 
comune abbia adottato anche a questo riguardo delle disposizioni

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più severe (art. 107 cpv. 3 LPTC). Giusta l’art. 2 cpv. 2 LE, edifici e 
impianti esistenti non conformi a questa legge edilizia, possono 
solamente essere mantenuti. Modifiche di poco conto possono es- 
sere approvate se non vi si oppongono interessi pubblici.

c) Come il ricorrente non contesta, con il previsto amplia- 
mento la già insufficiente distanza della tettoia dalla via pubblica 
di 1 m verrebbe ulteriormente ridotta e la costruzione verrebbe 
ubicata a diretto confine con la strada. Con ciò, come giustamente 
esposto dal comune convenuto, il divario tra la costruzione e la 
normativa legale verrebbe accresciuto, per cui è chiaro che il pro- 
getto è contrario a quanto previsto all’art. 81 cpv. 2 LPTC e non può 
già per questo motivo essere approvato. Per il comune convenuto, 
l’art. 2 cpv. 2 LE priverebbe poi l’istante di qualsiasi possibilità di 
apportare degli ampliamenti alla costruzione a parte dei semplici 
lavori di manutenzione, essendo la normativa comunale più re- 
strittiva rispetto al diritto cantonale. Anche se la portata che l’ese- 
cutivo comunale dà all’art. 2 cpv. 2 LE non collima esattamente con 
la sua interpretazione letterale la questione ha comunque nell’e- 
venienza importanza relativa, giacché il progetto contravviene al 
diritto cantonale e quindi non può già per questo motivo essere 
approvato. In ogni caso, anche in applicazione del diritto comu- 
nale, l’ampliare una costruzione come quella in oggetto nel senso 
perorato dall’istante non potrebbe essere considerata una «modi- 
fica di poco conto». La tettoia serve poi da deposito per ogni sorta 
di pezzo fuori uso, tra i quali figurano molti rottami arrugginiti 
(vedi la copiosa documentazione fotografica agli atti). L’ulteriore 
avvicinamento di simili depositi alla via pubblica, oltre ad offrire 
una triste panoramica dei dintorni, colliderebbe poi verosimil- 
mente anche con l’interesse alla protezione della salute pubblica, 
non essendo certo possibile escludere la fuoriuscita di sostanze in- 
quinanti sul suolo pubblico in caso di piogge.
R 08 104 Sentenza del 20 gennaio 2009

L’interposto ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale 
federale è ancora pendente.

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