# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e60b0985-f165-53ce-9185-f10b5f599e24
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-06-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 13.06.2013 35.2013.3
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2013-3_2013-06-13.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2013.3

   

  LG/sc

  	
  Lugano

  13 giugno
  2013

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattore:

  	
  Luca Giudici, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 4 gennaio 2013 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 5
  dicembre 2012 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con notifica
del 2 febbraio 2012 RI 1, dipendente dell’Impresa generale __________, __________,
in qualità di operaio d’impianti sanitari e perciò, assicurato d’obbligo contro
gli infortuni presso l’CO 1, ha annunciato che “viaggiando in macchina ha
tamponato la vettura che lo precedeva” riportando, secondo quanto indicato
nel formulario LAINF, una distorsione della colonna vertebrale (doc. 1,2). 

 

                                         L’Istituto
assicuratore ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di
legge.

                               1.2.   Con
decisione del 27 luglio 2012 (doc. 44), poi confermata con decisione su
opposizione del 29 agosto 2012 (doc. 50), cresciuta incontestata in giudicato,
l’CO 1 ha chiesto all’assicurato la restituzione di fr. 9'997.60 pari alle
prestazioni (indennità giornaliere e spese di cura) versate a torto
dall’Istituto assicuratore, con la seguente motivazione:

 

" 
(…)

Ci ha fatto annunciare un infortunio che le sarebbe
accaduto il 27.1.2012. Abbiamo quindi corrisposto le prestazioni di legge.
Sulla scorta di nuovi fatti (rapporto di complemento del 6.4.2012) annulliamo
la nostra decisione del 28.2.2012 nel senso di una revisione procedurale
conformemente all’articolo 53 capoverso 2 della legge federale sulla parte
generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) che è al seguente
tenore: “L’assicuratore può tornare sulle decisioni
o sulle decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato se è provato
che erano manifestamente errate e se la loro rettifica ha una notevole
importanza.”

                                      

Secondo il rapporto di complemento della Polizia di
__________ del 6.4.2012 si esclude che a bordo della vettura condotta da sua
moglie vi fosse un passeggero. Stando a questo rapporto lei giungeva sul posto
dell’incidente una quindicina di minuti dopo.

 

Abbiamo preso atto delle sue osservazioni
pervenuteci con lo scritto del 6.6.2012. Le stesse non portano nuovi elementi
di giudizio atti a modificare la nostra presa di posizione. 

 

Di conseguenza la RA 1 non può corrispondere
prestazioni. Quelle già versate finora devono essere restituite” (doc. 44). 

 

                               1.3.   Con scritto
del 25 settembre 2012, indirizzato all’CO 1, l’assicurato ha inoltrato una
richiesta di condono della somma chiesta in restituzione appellandosi alla sua
buona fede e alla grave difficoltà finanziaria in cui versa (doc. 52). 

 

                               1.4.   Con
decisione del 25 ottobre 2012 (doc. 53), poi confermata con decisione su
opposizione del 5 dicembre 2012 (doc. 57), lCO 1 ha respinto la richiesta di RI
1 non ravvisando il criterio della buona fede e rilevando in particolare:

 

" 
(…)

L'assicurato che fa annunciare dal proprio datore
di lavoro un infortunio nel quale non è mai stato coinvolto non può pretendere
che di aver ricevuto in buona fede le prestazioni da parte dell'assicuratore
infortuni competente. Non si tratta di una semplice negligenza ma di una truffa
ex art. 146 cp. Il fatto di sapere se l'assicurato lamentava effettivamente dei
problemi alla salute non ha alcuna influenza ai fini della presente procedura
dato che gli stessi dovevano essere notifiati all'assicuratore malattia.
(…)" (Doc. A1)

 

                               1.5.   Contro
questa decisione l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA (doc.
I), completato in data 17 gennaio 2013 (doc. III), non adempiendo lo stesso i
requisiti di cui all’art. 3 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale cantonale delle assicurazioni (Lptca), chiedendo l’annullamento,
eventualmente parziale, dell’ordine di restituzione (doc. I).

 

                               1.6.   L’CO 1, in
risposta, ha postulato la reiezione integrale dell’impugnativa con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. V).

 

                               1.7.   Il 1° marzo
2013 il ricorrente ha presentato nuova documentazione sostenendo di non aver
mai ricevuto la somma integrale richiesta dall’Istituto assicuratore (doc. VII+
C1-3).

 

                               1.8.   I doc. VII e
gli allegati (C1-3) sono stati inviati all’CO 1 per osservazioni (doc. VIII).

 

                               1.9.   L’CO 1, in
data 20 marzo 2013, si è riconfermata integralmente nelle proprie conclusioni e
domande (doc. IX).

 

                                         I doc.
VIII e IX sono stati trasmessi all’insorgente per conoscenza (doc. X).

 

                             1.10.   Con scritto
del 31 marzo 2013 l’assicurato ha sollevato obiezioni non solo in merito alla
domanda di condono, ma altresì sull’ammontare della restituzione (doc. XI).

 

                                         I doc. X
e XI, D 1-7 sono stati trasmessi all’RA 1 per osservazioni (doc. XII).

 

                             1.11.   Nello scritto
del 16 aprile 2013 l’CO 1 ha ribadito che la vertenza in oggetto è volta
unicamente a stabilire se le condizioni del condono sono date, essendo la
decisione di restituzione cresciuta in giudicato (doc. XIII).

 

                                         I doc.
XII e XIII sono stati inviati all’insorgente per conoscenza (doc. XIV)

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   L'art. 25
cpv. 1 LPGA stabilisce che le prestazioni indebitamente riscosse devono essere
restituite. La restituzione non deve essere chiesta se l'interessato era in
buona fede e verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà.

 

                                         I
principi giurisprudenziali attinenti alla restituzione di prestazioni elaborati
dal TFA anteriormente alla LPGA conservano tutta la loro validità anche sotto
l’egida di questa legge (cfr. DTF 130 V 318 consid. 5). 

                                         L'obbligo
di restituzione presuppone che siano adempiute le condizioni di una
riconsiderazione o di una revisione della decisione con la quale sono state
attribuire le prestazioni (cfr. sentenza C 128/06 del 10 maggio 2007; DTF 129 V
110 consid. 1.1; DLA 2006 p. 218 et DLA 2006 pag. 158).

 

                                         La
riconsiderazione e la revisione sono ormai esplicitamente regolate all'art. 53
LPGA, che ha codificato la giurisprudenza anteriore alla sua entrata in vigore
(cfr. STF U 408/06 del 25 giugno 2007; STF C 128/06 del 10 maggio 2007; STFA K
147/03 del 12 marzo 2004; STFA U 149/03 del 22 marzo 2004; STFA I 133/04 dell'8
febbraio 2005).

                                         Analogamente
alla revisione delle sentenze delle autorità giudiziarie, l'amministrazione
deve procedere alla revisione processuale di una decisione cresciuta in
giudicato quando sono scoperti nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti ad
indurre ad una conclusione giuridica differente (cfr. art. 53 cpv. 1 LPGA, STF
U 409/06 del 25 giugno 2007; STF C 128/06 del 10 maggio 2007; SVR 2004 ALV N°
14; DTF 127 V 466 consid. 2 a pag. 469).

 

                                         Inoltre,
l’amministrazione può riconsiderare una decisione cresciuta in giudicato
formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, se essa è senza
dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante (cfr. art. 53 cpv. 2
LPGA, STF U 408/06 del 25 giugno 2007).

 

                                         Questi
principi si applicano anche quando delle prestazioni sono state accordate senza una decisione formale e che il loro
versamento ha comunque acquisito forza di cosa giudicata (cfr. STF C 128/06 del
10 maggio 2007, DTF 129 V 110 consid. 1.1).

 

                               2.2.   La
giurisprudenza sviluppata dal Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) in
merito al condono regolato dal vecchio art. 95 LADI conserva tutta la sua
validità anche con l’entrata in vigore dell’art. 25 LPGA (cfr. STFA del 27
aprile 2005 nella causa R., C 174/04; U. Kieser, ATSG Kommentar, Schulthess
2003, ad art 25, n. 45).

 

 

                                         L'art. 4
OPGA regola il condono.

                                         Se il
beneficiario era in buona fede e si trova in gravi difficoltà, l’assicuratore
rinuncia completamente o in parte alla restituzione delle prestazioni
indebitamente concesse (cfr. art. 4 cpv. 1 OPGA).

 

                               2.3.   Relativamente
alla buona fede, la giurisprudenza distingue la mancanza di coscienza
dell’irregolarità commessa, dalla questione di sapere se, nelle circostanze
concrete, l’interessato poteva invocare la buona fede o avrebbe dovuto, facendo
prova dell’attenzione da lui esigibile, riconoscere l’errore di diritto
commesso. La problematica relativa alla coscienza dell'irregolarità commessa è
una questione di fatto, per contro quella concernente l'attenzione esigibile è
di diritto (sentenza 8C_617/2009 del 5 novembre 2009, consid. 5.2; SVR 2007 IV Nr. 13 p.49, 2003 IV Nr. 4 p.10, 2002 EL Nr. 9 p.21;
Pratique VSI 1994 p.126; DTF 122 V 221 = Pratique VSI 1996 p.269). La buona fede non è infatti compatibile con un comportamento di
grave negligenza da parte dell'assicurato (Meyer-Blaser, Die Rückerstattung von
Sozialversicherungsleistungen, in: RSJB 1995, p.481). Compete al giudice, sulla
base di un criterio oggettivo, cioè indipendentemente dalle conoscenze e dalle
attitudini particolari della parte, determinare il grado dell’attenzione
richiesta (DTF 79 II 59). La buona fede deve essere quindi esclusa, qualora i
fatti che hanno determinato l'obbligo di restituire (violazione dell'obbligo di
annunciare o di informare, cfr. art. 31 LPGA) siano imputabili a comportamento
doloso o a negligenza grave dell'interessato. Viceversa, l'assicurato può
prevalersene quando l'atto o l'omissione colpevole siano costitutivi unicamente
di una violazione lieve dell'obbligo di annunciare o di informare (sentenza
8C_617/2009 del 5 novembre 2009, consid. 5.2 e SVR 2007 IV Nr. 13 p.49 entrambe
con riferimenti) oppure se non ha violato tale obbligo. Infatti, la buona fede
presuppone che l'assicurato ignori che una prestazione gli è versata
indebitamente. Di detta ignoranza egli non si può avvalere se la stessa è stata
determinata da sua negligenza.

 

                               2.4.   In concreto
l’amministrazione sostiene che l’insorgente non è in buona fede avendo
annunciato, tramite il proprio datore di lavoro, un infortunio nel quale non è
mai stato coinvolto (doc. 53, 57).

 

                                         Dalle
tavole processuali emerge che RI 1 tramite la notifica d’infortunio del 2
febbraio 2012 ha annunciato all’assicuratore infortuni che in data 27 “viaggiando
in macchina ha tamponato la vettura che lo precedeva” (doc. 2).

 

                                         Nel
questionario del 17 febbraio 2012 egli ha indicato che il 27 gennaio 2012 alle
ore 12.45 si trovava a bordo del veicolo __________ TI __________ guidato da __________
(doc. 9).

 

                                         Nel
formulario per l’accertamento di casi riguardanti danni alla colonna cervicale
del 20 marzo 2012 l’assicurato ha, in particolare, dichiarato all’ispettore __________i:
“Mi trovavo come passeggero sul sedile anteriore destro della mia auto
guidata da mia moglie (…). A __________, nei pressi del distributore __________,
stavamo procedendo in colonna a velocità normale. All’improvviso il furgone
della ditta __________ che si trovava davanti alla nostra auto ha frenato di
colpo. Non so il perché. Mia moglie non è riuscita a fermarsi in tempo e ha
tamponato il citato furgone” (doc. 20).

 

                                         Dal
rapporto di complemento del 6 aprile 2012 del Posto di  Polizia di __________
emerge poi, per quanto riguarda l’incidente della circolazione del 27 gennaio
2012, quanto segue:

 

" 
(…)

Al nostro giungere erano presenti i protagonisti
coinvolti, vale a dire __________ e __________.

 

A nostra precisa richiesta nessuno si annunciava
quale teste o di aver subito ferite come pure nessuno dei protagonisti riferiva
di aver avuto a bordo dei passeggeri.

 

Infatti sul luogo del sinistro nessuno si
annunciava, come pure nessuno veniva notato da parte nostra.

 

Sul posto si provvedeva alla stesura del relativo
formulario di constatazione (IL95), che entrambe le parti sottoscrivevano
confermando così sia la dinamica e sia le persone coinvolte nell’incidente.

 

In merito alla dichiarazione che vi fosse un
passeggero a bordo della vettura condotta dalla __________, possiamo escluderlo
categoricamente anche perché dopo l’incidente, la signora __________ in mia
presenza ha contattato telefonicamente il marito informandolo del fatto.

 

Lo stesso giungeva sul posto una quindicina di
minuti dopo alla guida di un’altra autovettura e pertanto non è stato
minimanente interessato nell’incidente che vedeva coinvolta la moglie.

 

Rammento chiaramente la dichiarazione del signor __________
il quale ci informava di essere giunto in loco unicamente per accompagnare la
moglie e organizzare il trasporto del veicolo accidentato per tramite di un suo
conoscente” (doc. 32).

 

                                         Il
ricorrente negli scritti del 17 gennaio 2013 del 1° marzo 2013 e del 31 marzo 2013 ha – in maniera peraltro generica – postulato l’annullamento, eventualmente parziale,
dell’ordine di restituzione. Egli ha chiesto di beneficiare del condono
contestando anche l’ammontare della restituzione (doc. III, VII, XI).

 

                                         Alla luce
di quanto sopra, va innanzitutto sottolineato che la decisione su opposizione
dell’CO 1 del 29 agosto 2012 chiedente la restituzione di fr. 9'997.60 versati
a torto è cresciuta incontestata in giudicato (doc. 50).

 

                                         Ne
discende che le argomentazioni ricorsuali in merito all’ammontare della
restituzione non possono essere prese in considerazione da questa Corte.

 

                                         Per
quanto riguarda invece la questione della buona fede, in relazione alla domanda
di condono, secondo il TCA il fatto di aver annunciato tramite il
proprio datore di lavoro un infortunio nel quale l’assicurato non era coinvolto
è da ascrivere ad un comportamento doloso. 

 

                                         Dalla documentazione agli
atti non emergono dubbi infatti sul fatto che l’incidente automobilistico del
27 gennaio 2012 ha visto coinvolti unicamente la moglie dell’assicurato __________
e __________ (nel secondo veicolo). 

                                         Sia la dinamica
dell’evento che le persone coinvolte sono state confermate dai protagonisti
(cfr. rapporto di polizia del 6 aprile 2012, doc. 32).

 

                                         La buona
fede deve essere quindi esclusa, in quanto i fatti che hanno determinato
l'obbligo di restituire sono imputabili a un comportamento doloso dell'interessato.

 

                                         Non
essendo adempiuto il presupposto della buona fede, rettamente l’CO 1 ha
respinto la domanda di condono in oggetto senza verificare se l’ulteriore
condizione cumulativa, quella relativa all’onere gravoso, fosse o meno
realizzata. 

 

                                         Ne
consegue che la decisione impugnata va confermata, mentre il ricorso deve
essere respinto.

                             2.5.     A
norma dell’art. 29 cpv. 1 Lptca la procedura è gratuita per le parti. L’art. 29 cpv. 3 della legge di procedura per le cause
davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni (Lptca) del 23 giugno 2008,
entrata in vigore il 1° ottobre 2008, prevede che alla parte che provoca la
causa per leggerezza o per un comportamento temerario, sono imposte la tassa di
giustizia e le spese di procedura.

 

                                         Secondo
la giurisprudenza un processo è temerario o sconsiderato se la parte fonda
la propria richiesta su fatti di cui conosce o dovrebbe conoscere
l'inesattezza. La temerarietà è tra l'altro data nel caso in cui una parte si
attiene ad un opinione palesemente illegale e anche nel caso in cui un cui
questa violi un obbligo che le compete (ad esempio l'obbligo di collaborare o
di astenersi dal compiere un determinato atto; DTF 124 V 288-289, 112 V 335). 

 

                                         Nella presente fattispecie
il comportamento dell’assicurato che ha annunciato un
infortunio nel quale non è mai stato coinvolto – circostanza emersa chiaramente
in sede d’istruttoria amministrativa  – è da ritenere temerario nella misura in
cui egli ha ancora impugnato dinanzi a questa Corte la decisione su opposizione
dell’CO 1.

 

                                         Di
conseguenza, nel caso concreto, le spese vanno poste a carico del ricorrente e sono
fissate in fr. 500.--.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico
dell’assicurato.

                                      

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti