# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e9bddcec-f776-5266-86de-2cfe903d38fe
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-04-16
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 16.04.2008 14.2008.15
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2008-15_2008-04-16.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2008.15

  	
  Lugano

  16 aprile
  2008

  B/sc/sc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente,

  Pellegrini e Walser

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
15 novembre 2007 presentata da

 

	
   

  	
  AO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 

  patr. dall’ RA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

sulla quale istanza la Pretore del Distretto __________,
con sentenza 11 febbraio 2008 ha così deciso:

 

“1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________,
a far tempo da lunedì 

     11 febbraio 2008 alle ore 14.00. 

 

 2./3./4. Omissis.”

 

Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP
1 che con atto 

13 febbraio 2008 ne postula l’annullamento;

 

visto lo scritto 20 febbraio 2008 della AO 1;

 

preso atto che con ordinanza presidenziale 15
febbraio 2008 all’appello 

è stato concesso effetto sospensivo parziale;

ritenuto

 

In fatto

 

A.Nell’ambito dell’esecuzione n. __________
__________ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di
fr. 96'893.70 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.

 

B.    All’udienza di contraddittorio del 30 gennaio 2008 nessuno è
comparso.

 

C.    Con sentenza 11 febbraio 2008 la Pretore del __________, ha decretato
il fallimento di AP 1 a far tempo da quello stesso giorno alle ore 14.00.

 

D.    Con l’appello AP 1 asserisce di avere saldato il suo debito nei
confronti della creditrice, producendo una ricevuta 12 febbraio 2008 __________
relativa al pagamento di fr. 15'245.50 a saldo dell’esecuzione in esame n. __________
promossa dalla AO 1 (doc. B).

L’appellante
sostiene poi, presentando due estratti dei suoi conti presso __________ di
Lugano attestanti un saldo complessivo a suo favore di fr. 319'878.-- (doc. E),
di essere solvibile. Inoltre deve incassare fatture per un importo complessivo
di fr. 936'801.83 per lavori già eseguiti rispettivamente per lavori in corso
(doc. F e G). AP 1 rileva infine, che come risulta dall’estratto delle sue
esecuzioni (doc. D), ha sempre provveduto a saldare le procedure esecutive
promosse nei suoi confronti. I ritardi nel pagamento delle esecuzioni sono
dovuti alle sue difficoltà d’incasso.  

 

E. Con scritto 20 febbraio 2008 la
creditrice ha ritirato la domanda 

    
di fallimento.

 

 

Considerato

 

In diritto

                                   1.

                                  a)   In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria
superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore,
impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo
di documenti che nel frattempo:

                                         1)
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                         2)
l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria

                                         superiore
a disposizione del creditore; o che

                                         3)
il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

                                         L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio in
contrapposizione agli pseudonova o nova impropri) solo se risultano adempiuti i
presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non
vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far
valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità.
Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità
giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di
debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata
ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità
deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi
creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una
difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo
indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere
dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali
nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento
in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi
indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di
riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti
bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore
sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua
solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa
verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal
debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti
dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti
pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler
Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003,
§ 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung
des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in
Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95
(1999) n. 8 p. 172).

 

                                  b)   Dalla ricevuta __________ (doc. B)
risulta che l’appellante il 12 febbraio 2008, ossia posteriormente alla
dichiarazione di fallimento, ha saldato l’esecuzione in oggetto n. __________
promossa dalla creditrice, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto
all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.  D’altro canto la AO 1 con scritto 20 febbraio
2008 ha ritirato la sua domanda di fallimento, per cui pure il requisito di cui
all’art. 174 cpv. 2 n. 3 LEF è stato ossequiato. 

                                         Per
quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto
delle esecuzioni __________ all’8 aprile 2008 si evince che nei confronti
dell’appellante sono pendenti 42 esecuzioni, di cui 36 sono state saldate, una
è giunta allo stadio di opposizione totale, per tre il debitore non ha
interposto opposizione, mentre per due procedure è stato eseguito il
pignoramento. Il valore complessivo di queste sei procedure ammonta a fr.
94'921.45. Determinante nel caso di specie è che l’appellante ha prodotto due
estratti del suo conto presso il __________ da cui risultano sul conto corrente
un saldo a suo favore di fr. 129'145.10 rispettivamente sulla rubrica affitti
un saldo di fr. 190'733.32, e pertanto un saldo complessivo a suo favore di fr.
319'878.-- (doc. E). Orbene, a fronte di procedure esecutive per un valore
complessivo di fr. 94'921.45, il citato saldo porta a concludere che AP 1
dispone di liquidità sufficiente a far fronte ai suoi debiti. A questo
proposito va osservato che l’appellante sia durante il 2007 che nei primi mesi
dell’anno in corso ha saldato numerose esecuzioni, il che rende verosimile la
sua solvibilità (cfr. SJZ 99 (2003) no. 12 p. 306). 

                                         Ai sensi dell’art. 174 cpv.
2 LEF il fallimento di AP 1 

                                     va annullato.

 

 

                                   2.   L'appello
13 febbraio 2008 di AP 1 va pertanto accolto. 

                                         La
tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49
OTLEF), mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendone
presentato richiesta (art. 62 cpv. 1 OTLEF).

                                         Le
spese dell’Ufficio Fallimenti sono caricate all’appellante. 

 

 

 

Per questi motivi,

 

richiamato l'art. 174
LEF

 

 

pronuncia:               I.   L'appello 13 febbraio 2008 di AP 1, __________,
è accolto. 

                                      

                                         “1. La dichiarazione di
fallimento 11 febbraio 2008 pronunciata dalla Pretore __________, inc. EF. __________
nei confronti di AP 1__________, è annullata.

                                          2. La tassa di giustizia
di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, resta a carico di AP
1AP 1 Non si assegnano indennità.

 

                                          3. Le spese dell’Ufficio __________,
da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1”.

                                         

 

                                   II.   La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata
dall’appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

 

 

                                  III.   Intimazione
a:

                                         -
__________ RA 1;

                                         -
AO 1, __________;

                                         -
Ufficio __________;

                                         -
Ufficio __________;

                                         -
Ufficio __________;

                                    
- Ufficio del Registro fondiario del Distretto di __________;

 

                                         Comunicazione
alla Pretura __________ 

	
  terzi
  implicati

  	
   

   

   

  

 

Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                        
La segretaria

 

	
  terzi implicati

  	
   

  
	
  terzi implicati

  	
   

  
	
  timplicati

  	
   

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).

	
  terzi implicati

  	
   

  
	
  terzi implicati