# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6245f716-ba1a-58b6-afc1-11cf46c156d0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-04-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.04.2016 35.2015.129
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2015-129_2016-04-18.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2015.129

   

  cr

  	
  Lugano

  18 aprile 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattrice:

  	
  Cinzia Raffa Somaini,
  vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 30 novembre 2015 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 29 ottobre 2015 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 30 aprile 2013 RI 1,
nato nel 1963, di professione carpentiere ma a quel momento iscritto in
disoccupazione, mentre era intento a tagliare l’erba, nell’ambito di un
programma di occupazione temporanea (POT), avrebbe appoggiato il piede sinistro
su di un sasso bagnato, riportando, come risulta dalla notifica di
infortunio-bagatella dell’8 maggio 2013, una “storta gamba sinistra” (doc. 1).

 

                                         L’Istituto assicuratore ha
assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con scritto del 24 settembre 2013
l’assicuratore LAINF ha comunicato all’interessato la sospensione del
versamento delle prestazioni a partire dal 1° ottobre 2013, ritenendo i
disturbi ancora presentati dall’assicurato imputabili esclusivamente a malattia
(doc. 69).

 

                                         In data 27 settembre 2013,
il medico curante dell’assicurato, dr. __________, ha informato l’Istituto
assicuratore che, a livello conservativo, rimaneva a disposizione un ciclo
infiltrativo con acido ialuronico mentre, dal lato chirurgico, entrava in
considerazione una plastica mosaico a livello trocleare o addirittura una
protesi monocompartimentale verso totale al ginocchio sinistro) (doc. 70).

                                         Con scritto del 20
novembre 2013 inviato al dr. __________, l’assicuratore infortuni, su parere
del proprio medico di circondario, ha confermato l’estinzione del nesso causale
tra i disturbi risentiti dall’assicurato e l’evento infortunistico, rifiutando
di conseguenza il proprio benestare per le terapie proposte (doc. 72).

 

                                         Dopo la trasmissione da
parte dell’assicurato di un nuovo referto del dr. __________ datato 31 luglio
2014 (con il quale il curante chiedeva il benestare per un intervento
atroscopico al ginocchio sinistro, cfr. doc. 74) e dopo avere nuovamente
sentito il parere del proprio medico di circondario (cfr. doc. 76), con scritto
del 14 agosto 2014 l’assicuratore LAINF ha ancora una volta confermato l’estinzione
del nesso causale tra i disturbi accusati dall’interessato e l’infortunio del
30 aprile 2013 (doc. 77).

 

                               1.3.   A seguito della presa di
posizione del 20 febbraio 2015, con la quale l’assicuratore malattia
dell’interessato ha chiesto l’emanazione di una decisione formale da parte
dell’assicuratore LAINF, ritenendo che la relazione causale tra i disturbi
dell’interessato e l’infortunio continui a sussistere (cfr. doc. 80),
l’amministrazione, con decisione del 1° aprile 2015, ha ribadito che “gli
attuali disturbi accusati al ginocchio sinistro, rispettivamente l’intervento
chirurgico previsto dal dr. Bianchi, non possono più essere messi in relazione
causale con l’infortunio del 30 aprile 2013” (doc. 81).

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dal sindacato RA 1 per conto dell’assicurato (doc. 82 e doc. 91), in
data 29 ottobre 2015 l’assicuratore LAINF, sulla base delle considerazioni
espresse dal proprio medico fiduciario (doc. 94 e doc. 101), ha confermato il
contenuto della sua prima decisione (doc. A1).

 

                               1.4.   Con tempestivo ricorso del 30
novembre 2015, RI 1, sempre rappresentato dal sindacato RA 1, ha chiesto, in
via principale, l’annullamento della decisione impugnata e il riconoscimento
delle prestazioni del caso anche dopo il 1° ottobre 2013 o, in via subordinata,
che l’incarto venga retrocesso all’assicuratore LAINF “affinché proceda con un
accertamento specialistico ed universitario a determinare la causalità e la
competenza assicurativa” (doc. I).

 

                                         Sostanzialmente il
rappresentante del ricorrente ha contestato che i disturbi accusati
dall’assicurato, per i quali si è reso necessario un intervento chirurgico di posa
di protesi totale al ginocchio sinistro, non siano in nesso causale con l’infortunio,
sottolineando come l’interessato, dopo l’evento in questione, abbia
immediatamente accusato forti dolori al ginocchio sinistro e gonfiore con edema,
aggiungendo che “l’avvenimento infortunistico è avvenuto in due fasi: dapprima
vi è stata la torsione-storta, come descritto negli atti, con l’avvertenza
immediata del forte dolore, poi è avvenuta la caduta”.

                                         Il rappresentante legale,
alla luce della dinamica dell’infortunio, ha quindi criticato l’opinione
espressa dall’assicuratore LAINF relativo alla preesistenza di alterazioni
degenerative, rilevando come prima dell’infortunio l’interessato abbia sempre
lavorato e praticato sport attivo, senza mai presentare problemi al ginocchio
sinistro.

                                         Infine, il rappresentante
del ricorrente ha osservato che “occorre pure confrontarsi con la circostanza
che possa essere avvenuto un peggioramento direzionale, ossia un peggioramento
duraturo dell’arto leso, con una relazione di causa effetto, benché in un
quadro di degenerazione già in atto, che però comporta i problemi e le
conseguenze attuali”.

                                         Per tali motivi, il
rappresentante del ricorrente ha concluso che “lo status quo sine non è affatto
raggiunto con effetto al 1° ottobre 2013” (doc. I).

 

                               1.5.   L’CO 1, in risposta, ha
chiesto che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. III).

 

                               1.6.   In data 22 gennaio 2016 il
rappresentante del ricorrente ha comunicato al TCA di non disporre di nuovi
mezzi di prova, rimettendosi al giudizio del Tribunale e riservandosi la
facoltà di produrre, se del caso, altri atti (doc. V).

 

                                         Questo scritto del
ricorrente è stato trasmesso all’amministrazione (doc. VI), per conoscenza.

 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Oggetto del contendere è la
questione di sapere se l’CO 1 era legittimato, oppure no, a sospendere a
partire dal 1° ottobre 2013 il proprio obbligo a prestazioni in relazione ai
disturbi somatici al ginocchio sinistro ancora accusati dall’assicurato
(negando, pertanto, anche la presa a carico dei costi generati dall’intervento
artroscopico del 30 settembre 2014 e da quello di posa di una protesi totale in
data 12 maggio 2015). 

 

                               2.2.   L’art. 6 cpv. 1 LAINF recita
che, per quanto non previsto altrimenti dalla legge,
le prestazioni assicurative sono effettuate in caso d’infortuni professionali,
d’infortuni non professionali e di malattie professionali.

                                         Secondo l’art. 7 cpv. 1
LAINF, sono infortuni professionali quelli (art. 4 LPGA) di cui è vittima
l’assicurato nell’eseguire lavori per ordine del datore di lavoro
o nell’interesse di quest’ultimo (lett. a) oppure durante le pause, come pure
prima o dopo il lavoro se autorizzato a rimanere sul luogo di lavoro o entro la
zona di pericolo inerente alla sua attività professionale (lett. b).

                                         Sono pure
infortuni professionali quelli di cui sono vittima gli occupati a tempo
parziale, la cui durata di lavoro è inferiore al minimo previsto dal Consiglio
federale, e occorsi sul tragitto per recarsi al lavoro o sulla via di ritorno
(cpv. 2). 

                                         Giusta
l’art. 8 cpv. 1 LAINF, sono infortuni non
professionali tutti quelli (art. 4 LPGA) che non rientrano nel novero degli
infortuni professionali. Gli occupati a tempo parziale ai sensi dell’articolo 7
capoverso 2 non sono assicurati contro gli infortuni non professionali (cpv. 2).

 

                               2.3.   Giusta l'art. 10 LAINF,
l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr.
DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF,
l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (cfr. art. 6 LPGA)
a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.

                                         Il diritto all'indennità
giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si
estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione
di una rendita o con la morte dell'assicurato.

                                         Parimenti, il diritto alle
cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile
miglioramento della salute dell'assicurato: nemmeno persistenti dolori bastano
a conferire il diritto alla continuazione del trattamento se da questo non si
può sperare un miglioramento sensibile dello stato di salute (cfr. Ghélew,
Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna
1992, p. 41ss.).

                                         Se, al momento dell'estinzione
del diritto alle cure mediche, sussiste un'incapacità lucrativa, viene
corrisposta una rendita d'invalidità o un'indennità unica in capitale:
l'erogazione di indennità giornaliere cessa con il diritto alle prestazioni
sanitarie.

                                         D'altro canto, nella
misura in cui l'assicurato è portatore di una menomazione importante e durevole
all'integrità fisica o mentale, egli ha diritto ad un'indennità per menomazione
all'integrità giusta gli artt. 24s. LAINF.

 

                               2.4.   Presupposto essenziale per
l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è
l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue
conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo presupposto è da
considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si
sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia
stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È questione di fatto lo
stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di
causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano
secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo
l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito
dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT
II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF
125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio
2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella
causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00;
STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6
aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC
1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b;
DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c,
DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p.
31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la
sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono,
di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a
giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53;
DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).

                                         Ne discende che ove
l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non
possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato
dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406
consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                         L'assicuratore contro gli
infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele
dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione delle
prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi: 

 

-  quando lo stato
di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima
dell'infortunio (status quo ante);

                                         -  quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche
senza l'infortunio (status quo sine) 

                                         (cfr. RAMI 1992 U 142, p.
75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von
Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici
svizzeri 71/1990, p. 1093).

 

                                         Secondo
la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia
dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è
liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non
costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute.
Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il
diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio
deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza
preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un
effetto causale non è sufficiente. Trattandosi della soppressione del diritto
alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già all'assicurato, ma
all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e riferimenti ivi
citati). 

 

                               2.5.   Occorre inoltre rilevare che
il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso
di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.

                                         Un evento è da ritenere
causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario
delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare
un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in
linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e
405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid.
4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque, qualora sia
carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare
le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata
(cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure:
Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).

                                         La giurisprudenza ha
inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della
responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un
rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi
fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde
anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano
secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5
b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser,
Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS
2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).

 

                               2.6.   Dalle carte processuali emerge che l’amministrazione ha
fondato la decisione di negare, a partire dal 1° ottobre 2013, il proprio
obbligo a ulteriori prestazioni in relazione al danno al ginocchio sinistro
subito dall’assicurato, sulla base delle valutazioni con le quali il dr. __________,
spec. FMH in chirurgia generale e della mano, nonché medico di circondario
dell’amministrazione, ha attestato la natura degenerativa delle affezioni ancora
presentate da RI 1.

                                         

                                         In particolare lo
specialista, nel rapporto del 29 agosto 2013 concernente la visita medica
circondariale del 27 agosto 2013, poste le diagnosi di “infortunio del
30.04.2013 con trauma distorsivo ginocchio sinistro. Sull’esame di artroscopia
diagnostica e débridement artroscopico (dott. __________, spec. FMH chirurgia
ortopedica ortopedia) si descrivono lesioni osteocondrali di secondo grado in
zona di carico condilo femorale mediale sinistro, stesso tipo di lesione a ore
9 piatto tibiale mediale sinistro, lassità legamento crociato anteriore
sinistro e lesione osteocondrale di grado 1 della troclea femorale. Il menisco
mediale viene descritto come lievemente malacico ma senza particolarità alla
palpazione con uncinetto, al compartimento laterale cartilagine condilare
presente ma sclerotica, idem cartilagine del piatto tibiale menisco laterale.
Secondo il rapporto operatorio 28.05.2013 non è stata fatta una meniscectomia
parziale in particolar modo al menisco mediale”, ha chiesto di potere disporre
della copia della artro-RMI al ginocchio sinistro eseguita presso il servizio
di radiologia dell’__________ di __________ in data 13.05.2013, aggiungendo che
“vista la persistenza dei problemi e dei disturbi dovuti al ginocchio sinistro,
ho previsto un nuovo esame di artro-RMI per questa articolazione sempre all’__________
di __________, appuntamento già fissato dalla nostra segretaria di ricezione,
relativa richiesta consegnata all’assicurato. Al 29.08.2013 è previsto un
controllo ortopedico dall’operatore dott. __________. L’assicurato riferirà che
abbiamo previsto un nuovo esame artro-MRI del ginocchio sinistro. Ad esami
avvenuti clinico e radiologico sarà da rivalutare la nostra responsabilità
assicurativa” (doc. 58).

 

                                         Dall’esame di risonanza
magnetica del ginocchio sinistro del 13 maggio 2013 è risultato quanto segue:

 

" (…)

Conclusioni

Degenerazione del corno posteriore e corpo
del menisco mediale.

Importante versamento intra-articolare.

Importante condropatia ed alterazioni
degenerative della troclea, del condilo femorale mediale e meno marcate del
piatto tibiale laterale.” (Doc. 61)

 

L’esame di artrorisonanza magnetica del ginocchio sinistro del 4
settembre 2013 riporta le seguenti conclusioni:

 

" (…)

Conclusioni

condropatia importante della cartilagine
trocleare, meno marcata del condilo femorale mediale e del piatto tibiale
laterale.

Gonartrosi tricompartimentale.”(Doc. 63)

Inoltre, dal referto del 30 aprile 2013 dell’Ospedale __________
di __________, risulta che “Rx ginocchio: non evidenti fratture, rapporti
articolari nella norma” (doc. 64).

 

Preso atto di tali ulteriori esami, in data 20 settembre 2013 il
dr. __________, medico fiduciario dell’assicuratore LAINF, ha indicato che “la
MRI non porta alcun elemento nuovo rispetto alla visita in AC. Presenza di
fattori morbosi. Nulla di post-traumatico. Propongo di mantenere la decisione
del dr. __________. In caso di contestazione nuova convocazione” (doc. 66).

 

A fronte delle contestazioni sollevate in sede di opposizione dal rappresentante
dell’assicurato contro la decisione che dichiarava estinta la causalità a
partire dal 1° ottobre 2013, l’amministrazione ha quindi predisposto una nuova
visita medica in agenzia.

                                         Nell’apprezzamento medico
del 7 settembre 2015, il dr. __________, dopo aver riassunto tutti i numerosi
referti presenti agli atti e le contestazioni sollevate dal rappresentante
dell’interessato in sede di opposizione, ha ribadito, come già rilevato in
occasione della visita del 27 agosto 2013 (doc. 58) e in data 20 settembre 2013
(doc. 66), che l’assicurato presenta unicamente delle lesioni degenerative,
escludendo categoricamente la presenza di lesioni traumatiche o post-traumatiche,
confermando quindi l’estinzione del nesso causale tra i disturbi ancora
presenti al ginocchio sinistro e l’infortunio del 30 aprile 2013.

                                         Il dr. __________ ha,
infatti, osservato:

 

" (…)

Apprezzamento:

Valutando la documentazione entrata dopo la visita medico-circondariale
del 27.08.2013 e l’esame RM che era stato da me richiesto alla fine di detta
visita, vengono evidenziate lesioni degenerative con condropatia importante
alla cartilagine trocleare, meno marcata al condilo-femorale mediale e al
piatto tibiale laterale con gonartrosi tricompartimentale. Già il precedente
esame RM del ginocchio sinistro del 13.05.2013 non aveva rilevato lesioni
traumatiche o post-traumatiche, fatto confermato intervento chirurgico di
artroscopia del 28.05.2013, lesioni osteocondrali di grado II di carico
condilo-femorale mediale sinistro, stesso tipo di lesione ore 9 piatto tibiale
mediale sinistro, lassità e non rottura del legamento crociato anteriore
sinistro e lesione osteocondrale di grado I della troclea femorale. Descritta
come lievemente malacica ma senza particolarità o rottura alla palpazione con
uncinetto, al compartimento laterale cartilagine condilare presente ma
sclerotica, idem la cartilagine del piatto tibiale a livello del menisco
laterale. Nessuna lesione e resezione in particolar modo al menisco mediale.

Ribadisco ancora le mie conclusioni, la documentazione entrata non
apporta nessun cambiamento alla nostra decisione di causalità estinta per il
ginocchio sinistro in data 01.04.2015. Le motivazioni inviateci dalla
spettabile RA 1 non apportano nuovi elementi di giudizio atti ad invalidare la
nostra presa di posizione sopradescritta.” 

(Doc. 94)

                                      

                                         Con ulteriore apprezzamento
medico del 16 ottobre 2015, poi, il dr. __________, dopo avere esaminato la
documentazione radiologica (RM ginocchio sinistro del 13 maggio 2013) e i
rapporti operatori relativi all’artroscopia del 28 maggio 2013 e del 30
settembre 2014, nonché il rapporto operatorio relativo alla posa di protesi
totale al ginocchio sinistro effettuata dal dr. __________ in data 12 maggio
2015, ha ribadito che l’assicurato presenta unicamente lesioni degenerative e
non post-infortunistiche, motivando come segue il proprio parere:

 

" (…)

Apprezzamento

Valutando la documentazione entrata dopo la mia visita
medico-circondariale del 27.08.2013 e l’esame RM che era stato da me
specificamente richiesto alla fine di detta visita, vengono evidenziate lesioni
degenerative con condropatia importante alla cartilagine trocleare, meno
marcata al condilo femorale mediale e al piatto tibiale laterale con gonartrosi
tricompartimentale.

Già il precedente esame RM del ginocchio sinistro del 13 maggio
2013 non aveva rilevato lesioni traumatiche o post-traumatiche, fatto
confermato dall’intervento chirurgico di artroscopia del 28.05.2013 dove il dr.
__________ descrive lesioni osteocondrali di grado II di carico condilo
femorale mediale sinistro, stesso tipo di lesione a ore 09.00 del piatto
tibiale mediale sinistro, lassità e non rottura del legamento crociato anteriore
sinistro e lesione osteocondrale di grado I della troclea femorale. Questa
viene descritta come lievemente malacica ma senza particolarità o rottura alla
palpazione con uncinetto, al compartimento laterale cartilagine condilare
presente, ma sclerotica, idem alla cartilagine del piatto tibiale a livello del
menisco laterale. Nessuna lesione quindi resezione in particolar modo del
menisco mediale. A partire dal 27.09.2013 quindi lo status quo sine veniva
raggiunto. La documentazione medica prodotta di seguito non apporta alcun nuovo
elemento di giudizio atto ad invalidare la nostra presa di posizione.

Anche se fosse presente una caduta, ciò che ci viene segnalato, 
questa non ha alcuna incidenza ai fine della causalità, questo viene
ulteriormente precisato, difatti i due esami RM al ginocchio sinistro
sopradescritti non mostrano lesioni, fratture ossee, nel loro insieme anche
all’interno del ginocchio nessuna lesione traumatica o post-traumatica.

Ho valutato attentamente anche l’ulteriore documentazione entrata,
le mie decisioni non vengono modificate dopo la valutazione di quest’ultima.

Secondo i rapporti delle valutazioni radiologico-strumentali e dei
tre rapporti operatori citati al ginocchio sinistro da parte del dr. __________,
si rilevano nell’insieme, considerando questi due aspetti, soltanto lesioni
degenerative, non vengono mai e poi mai segnalate lesioni traumatiche o
post-traumatiche, ma una lesione osteocondrale rispettivamente condropatia nei
vari stadi al ginocchio sinistro, questi aspetti sono di origine degenerativa e
assolutamente non di causa traumatica o post-traumatica. Nessuna modificazione
quindi da parte mia alla già avvenuta estinzione del nesso causale anche in
considerazione degli ultimi aspetti citati sotto decorso secondo gli atti di questo
apprezzamento.” (Doc. 101)

 

                               2.7.   Secondo la giurisprudenza, il
giudice delle assicurazioni sociali è tenuto a vagliare oggettivamente tutti i
mezzi di prova, a prescindere dalla loro provenienza, e a decidere se la
documentazione a disposizione permette di rendere un giudizio corretto
sull'oggetto della lite. Qualora i referti medici fossero contradditori fra
loro, non gli è consentito di liquidare il caso senza valutare l'insieme delle
prove e senza indicare le ragioni per le quali si fonda su un parere piuttosto
che su un altro (DTF 125 V 352). Determinante è, del resto, che il rapporto sia
completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga
conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in
piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto
medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. DTF 125 V 352;
RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss,
consid. 1c e riferimenti). 

                                         L'elemento rilevante per
decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la
sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo
contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la Corte federale ha stabilito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                         

                                         In
una sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il
Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può
fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle
dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno,
nemmeno il più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni
contenute in tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della
parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto
dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere
in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei medici interni all’amministrazione
mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea
di conto, in particolare, anche le certificazioni dei medici curanti.

 

                               2.8.   Nella
concreta evenienza, attentamente vagliato l’insieme della documentazione medica
agli atti, questo Tribunale ritiene che il parere espresso in piena conoscenza
di causa dal chirurgo ortopedico dr. __________ possa validamente costituire da
base al giudizio che è ora chiamato a rendere.

 

                                         Il dr. __________
ha spiegato in maniera chiara, precisa e dettagliata le ragioni per le quali ha
ritenuto che le lesioni ancora presentate al ginocchio sinistro dall’assicurato
siano esclusivamente di natura degenerativa, con
un’importante condropatia e non assolutamente di origine traumatica o
post-traumatica.

                                         Lo
specialista ha illustrato in modo approfondito il proprio ragionamento, fondato
anche sulle risultanze dei diversi esami strumentali eseguiti (in particolare, RM
del ginocchio sinistro del 13 maggio 2013, cfr. doc. 61; rapporto operatorio
dell’intervento di artroscopia diagnostica, débridement artroscopico del 28
maggio 2013, cfr. doc. 29; artrorisonanza magnetica del ginocchio sinistro del
4 settembre 2013, cfr. doc. 63).

Dagli esami RM al ginocchio sinistro è stato possibile escludere l’esistenza di fratture
ossee, mettendo in luce la presenza di una lesione osteocondrale rispettivamente
di condropatia nei vari stadi al ginocchio sinistro, aspetti questi che come
più volte evidenziato dal dr. __________ sono di origine degenerativa e
assolutamente non di causa traumatica o post-traumatica (cfr. doc. 94 e 101).

 

Il TCA non ha motivo per distanziarsi da queste motivate
conclusioni del dr. __________, che, del resto, non sono state smentite in sede
ricorsuale tramite la presentazione di documentazione medico specialistica di
senso contrario.

 

                                         Il rappresentante del
ricorrente si è, infatti, limitato a ribadire quanto già fatto valere in sede
di opposizione, considerando che i disturbi ancora accusati dall’assicurato al
ginocchio sinistro siano di indubbia origine infortunistica, vista l’assenza di
uno stato degenerativo preesistente importante e di altri traumi, ritenuto
inoltre che la sintomatologia algica è stata avvertita immediatamente dall’assicurato
dopo l’evento del 30 aprile 2013.

                                         A tale propostito, il TCA
rileva che, secondo una costante giurisprudenza, la regola “post hoc, ergo
propter hoc” (dopo questo, dunque a causa di questo) non ha valenza
scientifica. Il Tribunale federale ha, infatti, stabilito, al riguardo, che per
il solo fatto d’essere insorto dopo l’infortunio, un disturbo alla salute non
può già essere ritenuto una sua conseguenza (cfr. SVR 2010 UV Nr. 10 p. 40
consid. 3.2; DTF 119 V 341s. consid. 2b/bb con riferimenti;
Th. Frei, Die Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes
über die Unfallversicherung, Friborgo 1998, p. 30, nota 96; A. Rumo-Jungo,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz
über die Unfallversicherung, Zurigo 1995, p. 41).

                                      

                                         Quanto
al fatto che l’infortunio sia avvenuto in due tappe, dapprima con una
tosione-storta che rappresenta un movimento straordinario e inabituale, seguita
poi da una caduta, come sottolineato dal rappresentante in sede ricorsuale, il
TCA rileva che non è qui in discussione il fatto che quanto successo il 30
aprile 2013 costituisca un infortunio, circostanza riconosciuta
dall’assicuratore LAINF il quale ha, infatti, regolarmente assunto il caso e
corrisposto le relative prestazioni fino al 30 settembre 2013. 

                                         Questa argomentazione
ricorsuale non influisce quindi minimamente sulla valutazione dell’estinzione
del nesso causale, oggetto della presente vertenza. 

 

                                         A proposito, poi, del
fatto - anch’esso addotto in sede ricorsuale - che l’altro ginocchio, quello
destro, sia sano, questo Tribunale rileva che tale circostanza è del tutto ininfluente
ai fini di causa, visto che l’infortunio ha riguardato unicamente la gamba e il
ginocchio sinistro.

 

                                         Infine, a proposito del
peggioramento direzionale che, secondo il parere del rappresentante legale del
ricorrente, sarebbe intervenuto sull’arto leso, questo Tribunale non può che
constatare che si tratta di una mera allegazione di parte, non suffragata da
adeguata documentazione medica a comprova di quanto asserito. 

                                         Non è quindi necessario
dilungarsi oltre sull’argomento.

                                        

In queste condizioni, il TCA ritiene che non vi sia la necessità
di dar seguito alla richiesta dell’insorgente di rinviare gli atti
all’amministrazione per compiere ulteriori accertamenti medici.

 

                                         In esito alle
considerazioni che precedono, il TCA non ritiene dimostrato, secondo il grado
della verosimiglianza preponderante caratteristico del settore della sicurezza
sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p.
320 e A. Rumo-Jungo, Rechtspre-chung
des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die
Unfallversicherung, Zurigo 2003, p. 343), un legame causale tra i disturbi ancora accusati dopo il 1° ottobre 2013 dall’assicurato al
ginocchio sinistro e oggetto di intervento chirurgico di posa di una protesi da
parte del dr. __________ e l’infortunio del 30 aprile 2013.

 

                                         A ragione, pertanto, l’CO
1 ha posto termine alle prestazioni a decorrere dal 1° ottobre 2013, non assumendo
dopo tale data le ulteriori cure mediche e l’inabilità lavorativa derivante dai
disturbi al ginocchio sinistro di RI 1.

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti