# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d96d3a8f-4d73-52aa-bbf7-89d5ae346373
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-12-03
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 03.12.2018 15.2018.73
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2018-73_2018-12-03.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2018.73

  	
  Lugano

  3 dicembre 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo sul ricorso 31 luglio 2018 di

 

	
   

  	
   RI 1 

  (patrocinata dall’__________ PA 1, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Lugano,
o meglio la decisione del 2 luglio 2018 con cui esso ha rifiutato di pagare una
mensilità locativa arretrata con il provento del pignoramento di rendite a
carico della ricorrente;

	
   

  	
   

  

ritenuto
in fatto e considerato in diritto:

 

                                         che con richiesta del 25 giugno 2018 RI 1 ha chiesto all’Ufficio d’esecuzione
(UE) di Lugano di liberare le somme pignorate a suo carico a concorrenza di fr. 1'800.–
perché essa potesse pagare la pigione di locazione relativa al luglio del 2014,
che era “saltata”, oppure di provvedere esso stesso direttamente al pagamento in questione;

 

                                         con
decisione del 2 luglio 2018 l’UE ha respinto la richiesta, adducendo che la
locatrice non godeva di alcun privilegio nei confronti dei creditori
pignoranti;

 

                                         che
con il ricorso in esame RI 1 ribadisce la propria richiesta, facendo valere che
il canone di locazione in questione rientra nel proprio minimo vitale, “trattandosi del diritto fondamentale alla
casa”;

 

                                         che
con comunicazione del 5
ottobre 2018 la ricorrente ha notificato all’UE il trasferimento del proprio
domicilio all’estero “con effetto al 31.12.2017”, chiedendo che le decisioni e
comunicazioni fossero notificate al suo nuovo indirizzo in Croazia;

 

                                         che
pertanto il suo appartamento in __________ a __________ non le risulta più
indispensabile nel senso dell’art. 93 LEF;

 

                                         che
di conseguenza la decisione impugnata, perlomeno al momento attuale, non presta
il fianco alla critica;

 

                                         che
per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione all’avv.     .

                                         

                                         Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.