# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 83ee1933-9d1b-5251-8ea9-7b3ef18a5c8b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-07-14
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 14.07.2017 12.2017.20
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2017-20_2017-07-14.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2017.20

  	
  Lugano

  14 luglio 2017/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Bozzini
  e Balerna

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa inc. n. OA.2010.106
della Pretura della giurisdizione di Locarno-Campagna promossa con petizione 6
settembre 2010 da

 

	
   

  	
  IS
  1 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  CO 1 

  rappr. da RA 1 

  patr. dall'avv. RA 2 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

con cui l'attore ha
chiesto la condanna della convenuta al versamento di 

fr. 276'543.20 oltre
interessi, importo ridotto all'udienza per le arringhe finali a 

fr. 24'609.90 oltre interessi;

 

domanda avversata dalla
convenuta, che ha postulato la reiezione integrale della petizione;

 

che il Pretore, con
sentenza 14 dicembre 2016, ha integralmente respinto, condannando l'attore, e
per esso lo Stato, al pagamento della tassa di giudizio e delle spese e
condannandolo altresì, personalmente, alla rifusione delle ripetibili alla
convenuta;

 

appellante l'attore con
atto di appello 30 gennaio 2017, con cui chiede la riforma del giudizio
impugnato nel senso di accogliere la petizione e di condannare la convenuta a
versargli fr. 24'609.90 oltre interessi, protestando spese e ripetibili di
entrambe le procedure e di entrambe le sedi;

 

e ora
sull’istanza di ammissione al gratuito patrocinio per la procedura di appello
presentata dall'attore contestualmente all'appello, completata il 14 febbraio
e 28 maggio 2017;

 

letti ed esaminati gli atti e i documenti di causa,

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   Con sentenza 14
dicembre 2016 il Pretore della Giurisdizione di Locarno-Campagna ha respinto la
petizione 6 settembre 2010 con cui IS 1 gli aveva chiesto di condannare CO 1 a
pagargli fr. 276'543.20 oltre interessi, importo ridotto all'udienza per le
arringhe finali a fr. 24'609.90 oltre interessi, a titolo di risarcimento dei
danni subiti a seguito di un incidente avvenuto il 5 aprile 2006 in territorio
del comune del __________, in cui l'attore, alla guida dell'auto del figlio, è
stato tamponato dalla vettura guidata da __________ F__________, assicurato presso
la convenuta.

                                   2.   L'attore è insorto
contro il giudizio pretorile con appello 30 gennaio 2017 (inc. n. 12.2017.19),
con cui ha chiesto la riforma del giudizio impugnato nel senso di accogliere la
petizione e di condannare la convenuta a versargli fr. 24'609.90 oltre
interessi, protestando spese e ripetibili di entrambe le procedure e di entrambe
le sedi. Contestualmente alla presentazione dell'appello egli ha altresì
chiesto di essere ammesso al beneficio del gratuito patrocinio per la procedura
di secondo grado (inc. n. 12.2017.20), istanza che ha in seguito provveduto a
completare, dietro richiesta del Presidente di questa Corte.

 

                                   3.   Ai sensi dell’art.
117 CPC ha diritto al gratuito patrocinio chiunque sia sprovvisto dei mezzi
necessari (lett. a) e la cui domanda non appaia priva di probabilità di
successo (lett. b). Le due condizioni sono cumulative. Il giudice decide in
procedura sommaria (art. 119 cpv. 3 CPC), fondandosi sulle circostanze
esistenti al momento dell’introduzione dell’istanza di gratuito patrocinio (DTF
138 III 217 consid. 2.2.4, DTF 133 III 614 consid. 5 e rinvii).

 

                                   4.   

                               4.1.   È indigente colui che non è in
misura di sopportare le spese della procedura senza intaccare il minimo vitale
proprio e della propria famiglia. Un’eventuale eccedenza conduce a negare
l’indigenza se essa permette alla parte istante di pagare le spese processuali
entro un anno nel caso di processi relativamente poco esigenti, in procedimenti
più complessi entro due anni. All’istante incombe l’onere di indicare e
dimostrare in modo completo - per quanto possibile - la propria situazione
economica, in particolare l’entità delle proprie entrate, della propria sostanza
e delle proprie spese (art. 119 cpv. 2 CPC; DTF 135 I 221 consid. 5.1 con
rinvii; TF 18 ottobre 2011 5A_617/2011 consid. 2.2 con rinvii, 7 febbraio 2012
5A_810/2011 consid. 2.2 e 2.3, 5 ottobre 2011 4A_459/2011 consid. 1.2 - 1.5). 

                                      

                               4.2.   In seconda istanza il
gratuito patrocinio deve coprire l'onorario del patrocinatore per la sola
procedura di appello e le spese processuali di quel giudizio. Tenuto conto del
valore litigioso di 

fr. 24'609.90, le spese processuali del giudizio d’appello possono essere
stimate, alla luce dei criteri posti dagli art. 7, 8 e 13 LTG, in fr. 2'000.-. L'appellante,
che non è assistito in questa sede, non espone spese di patrocinio. Si tratta
quindi di verificare se l'appellante dispone di mezzi sufficienti per far
fronte all'onere del processo di questa sede, di fr. 2'000.-, entro uno, od in
subordine, due anni.

 

                               4.3.   Per quel che concerne il
reddito, va anzitutto rilevato che il certificato per l’ammissione
all’assistenza giudiziaria 7 novembre 2016 prodotto dall'insorgente è redatto
con una scrittura praticamente illeggibile. Soccorrono, comunque, alla causa
dell'appellante le informazioni rilasciate dall'agenzia comunale AVS di __________
e gli ulteriori documenti emessi dalle varie autorità, allegati al certificato,
dai quali si evince che l’attore percepisce una rendita AI di fr. 633.- mensili
e una rendita da prestazione complementare AI di fr. 2'879.- mensili. In totale
l'appellante può dunque contare su di un reddito annuo di 

fr. 42'144.-. Sull'altro fronte, il minimo di esistenza LEF, di 

fr. 1'700.- per coniugi, aumentato del 25% in base alla giurisprudenza (DTF 124
I 1 consid. 2a) ammonta a fr. 2'100.- mensili, ovvero fr. 25'200.- annui.
Quanto agli oneri che devono essere addizionati a tale importo, il canone di
locazione assomma a fr. 1'660.-/mese, dunque di fr. 19'920.-/anno. L'ammontare
dei premi dell'assicurazione malattia, di 

fr. 471.35/mese sia per l'interessato che per la moglie, in totale 11'312.40/anno,
sono coperti dalle prestazioni complementari forfettariamente, sino a concorrenza
di fr. 10'848.-, mentre che la differenza, pari a fr. 464.40, rimane a suo
carico. La somma del minimo vitale e degli oneri ricorrenti dell'appellante
conduce dunque a fr. 45'584.40. Non sussiste pertanto un'eccedenza che consentirebbe
all'appellante, il quale peraltro non possiede alcuna sostanza bensì degli
attestati di carenza di beni, di far fronte alle spese processuali e di
patrocinio presumibili in meno di 12 rispettivamente 24 mesi. La prima condizione
cumulativa fissata dall'art. 117 lett. a CPC per il riconoscimento del gratuito
patrocinio è pertanto data.

 

                                   5.   

                               5.1.   Per poter accogliere la
domanda dev'essere adempiuta anche una seconda condizione, ossia la causa non deve
apparire priva di probabilità di successo. La giurisprudenza definisce come prive
di probabilità di successo le conclusioni le cui prospettive di successo sono
notevolmente inferiori ai rischi di sconfitta e che non possono per questo
motivo essere considerate serie. Per contro, una conclusione non è priva di possibilità
di successo quando le possibilità di vittoria e di sconfitta sono più o meno
equivalenti, oppure se le prime sono solo lievemente inferiori alle seconde.
Determinante è in definitiva sapere se una parte che dispone di mezzi
finanziari sufficienti si determinerebbe ad intraprendere il processo in base
alle spese che si esporrebbe a sopportare (DTF 138 III 217 consid. 2.2.4, 133
III 614 consid. 5; TF 14 febbraio 2012 5A_565/2011 consid. 3.2). In
sede di ricorso l’esame consiste in un pronostico quanto all’esito del gravame
(II CCA 9 aprile 2014 inc. n. 12.2014.23).

                                         

                            5.2.   Nella
fattispecie, mediante la petizione 6 settembre 2010 l'attore aveva chiesto
la condanna della convenuta al versamento di 

                                         fr. 276'543.20 oltre
interessi, composti da fr. 251'933.30 a titolo di pregiudizio domestico, fr.
15'000.- per torto morale e 

fr. 9'609.90 per rimborso di spese di patrocinio preprocessuali. All'udienza per
le arringhe finali del 27 settembre 2016 egli ha tuttavia ridotto la pretesa a
fr. 24'609.90 oltre interessi, rinunciando alla pretesa principale, per il
motivo che le risultanze delle tre perizie esperite in corso di procedura
avevano escluso che l'incidente avesse "funto da elemento scatenante
per i danni alla salute dell'attore (assenza di nesso di causalità)"
(cfr. scritto allegato al verbale dell'udienza citata). Il Pretore si è quindi
pronunciato sulle due rimanenti pretese. Egli ha quindi, dapprima, escluso la
riparazione del torto morale giusta l'art. 47 CO per assenza del necessario
nesso di causalità adeguata con l'evento. Il giudice di prime
cure ha in seguito negato il rimborso anche delle spese preprocessuali, sia perché
le attività svolte dal legale rappresentavano gli usuali e imprescindibili atti
di preparazione di una causa, per cui quanto rivendicato per questo titolo non
poteva essere considerato quale posta di spesa a sé stante ma rientrava a pieno
titolo tra le attività coperte dalle ripetibili, sia perché l'attore era soccombente,
per non aver dimostrato il nesso di causalità adeguata tra l'incidente e le lesioni
fisiche e le lamentate sofferenze, per cui non poteva pretendere il
risarcimento di questi costi.

 

                               5.3.   In questa sede
l'appellante ripropone la tesi, già sottoposta al previo giudizio del Pretore,
secondo cui, assodata la colpa del coprotagonista dell'incidente __________ F__________,
i vari certificati medici attesterebbero il nesso di causalità naturale e
adeguato tra l'evento e il suo stato di salute. Donde il suo diritto all'indennità
per torto morale. Egli insiste pure sulla necessità delle prestazioni
preprocessuali del suo legale.

 

                               5.4.   Intanto, è in
larga parte dubbio che la scarna motivazione ricorsuale sia conforme ai dettami
dell’art. 311 cpv. 1 CPC, norma che impone all’appellante di spiegare non solo
perché le sue argomentazioni e la sua versione dei fatti siano fondate ma soprattutto
di confrontarsi criticamente con la decisione impugnata, spiegando per quali
ragioni di fatto e di diritto la stessa sarebbe errata e con ciò da riformare.
Inoltre, la convenuta non deve un'indennità per torto morale giusta l'art. 47
CO, a motivo dell'assenza del nesso di causalità adeguata tra il danno e l'incidente,
ammessa dallo stesso attore: nesso che dev'essere imprescindibilmente soddisfatto
anche per il versamento di un indennizzo per tale titolo. È quanto ha poi
ulteriormente confermato il Pretore, spiegando che la maggior sofferenza fisica
e psichica lamentata dall'attore è riconducibile esclusivamente alla pregressa
patologia di cui egli già soffriva al momento dell'evento (fibromalgia con
ipersensibilità del midollo spinale, che si presta a causare dolori cervicali e
altre sofferenze anche dopo traumi molto lievi) e non all'incidente (lieve urto
a velocità molto ridotta), che sarebbe stato del tutto innocuo per una persona
sana (circostanza peraltro ammessa dallo stesso attore). Del pari, già per il
fatto che il giudice di prime cure ha negato la sussistenza di ogni pretesa di risarcimento
cui si riferivano le spese preprocessuali, anche il loro rimborso è stato, a
giusta ragione, negato.

 

                               5.5.   La prognosi sull’esito
presumibile dell’appello conduce dunque a un risultato assai sfavorevole all’appellante.
Non è pertanto adempiuta la seconda condizione cumulativa per l’ottenimento del
gratuito patrocinio, posta dall’art. 117 lett. b CPC. 

 

                                   6.   L’istanza deve
dunque essere respinta e all’appellante sarà assegnato, con decisione separata,
un termine per versare alla cassa del Tribunale d’appello l’anticipo delle
spese di fr. 2'000.-, a passaggio in giudicato della presente decisione.

 

                                   7.   Nella procedura di
gratuito patrocinio non vengono di regola prelevate spese processuali, tranne
che in caso di temerarietà o malafede (art. 119 cpv. 6 CPC). Non vengono
inoltre attribuite ripetibili anche se la controparte, invitata ad esprimersi,
ha presentato osservazioni (DTF 139 III 334 consid. 4.2). In concreto, la
Camera non ha d’altronde ritenuto di dover sentire la convenuta, com'era sua
facoltà (art. 119 cpv. 3 CPC).

 

 

Per questi motivi,

 

decide:                        

 

                                   1.   L'istanza di
ammissione al gratuito patrocinio 30 gennaio 2017 di IS 1 è respinta.

 

                                   2.   Non si preleva una tassa
di giustizia. Non si attribuiscono ripetibili.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -;

  -.

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
della giurisdizione di Locarno-Campagna.

 

Per
 la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          Il vicecancelliere

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario è dato ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo
integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se il valore litigioso ammonta
a 

fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e a
fr. 30'000.- negli altri casi (art. 74 cpv. 1 LTF); per valori inferiori il ricorso
è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di
importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso
in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario
in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare
una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia
costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima
istanza (art. 119 LTF).