# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a9dea53d-176d-547f-bae9-f3b2ade585f7
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2004-03-03
**Language:** it
**Title:** Verwaltungspraxis der Bundesbehörden (1987-2017) Schweizerische Asylrekurskommission (ARK) 03.03.2004 JAAC 68.147
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_VB/CH_VB_031_JAAC-68-147--_2004-03-03.pdf

## Full Text

JAAC 68.147

Estratto della sentenza della Commissione svizzera di

ricorso in materia d’asilo del 3 marzo 2004 nel caso
R.M.A., Bulgaria, anche pubblicato in Giurisprudenza
ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso
in materia d’asilo [GICRA] 2004 n. 17

Art. 29 al. 2 Cst. Art. 30 al. 1 et art. 33 al. 1 PA. Droit d’être entendu et
appréciation anticipée des preuves.

1. Le droit d’être entendu comprend diverses facultés dont celle de
l’intéressé de s’exprimer avant le prononcé d’une décision qui lui est
défavorable et celle de produire des preuves sur des faits susceptibles
d’influencer la décision et d’en exiger l’administration (consid. 8).

2. Le droit d’être entendu n’empêche pas l’autorité de décision de
procéder à une appréciation anticipée des preuves et d’en refuser
l’administration, lorsqu’il peut être admis que ces preuves ne seraient
manifestement pas susceptibles de conduire à une décision plus
favorable au requérant (consid. 8).

3. Dans le cas d’espèce, l’Office fédéral des réfugiés a violé le droit d’être
entendu. En particulier, il n’a pas permis à l’intéressé de s’exprimer de
manière complète sur la pertinence des moyens de preuves que celui-ci
avait offerts ni n’a indiqué la raison pour laquelle il avait été amené à
en refuser l’administration (consid. 9 et 10).

Art. 29 Abs. 2 BV. Art. 30 Abs. 1 und Art. 33 Abs. 1 VwVG. Anspruch auf
rechtliches Gehör und antizipierte Beweiswürdigung.

1. Der Anspruch auf rechtliches Gehör beinhaltet unter anderem
das Recht auf vorgängige Anhörung vor Ergehen eines negativen
Entscheides sowie das Recht, zu entscheidrelevanten Tatsachen Beweise
anzubieten und deren Abnahme zu verlangen (E. 8).

1

2. Der Anspruch auf rechtliches Gehör verbietet es der Behörde nicht,
aufgrund einer antizipierten Würdigung die Abnahme von angebotenen
Beweisen abzulehnen, wenn diese offensichtlich nicht geeignet sind, zu
einem anderen Entscheid zu führen (E. 8).

3. Vorliegend hat das Bundesamt für Flüchtlinge (BFF) den Anspruch
auf rechtliches Gehör verletzt, indem weder der Gesuchsteller sich
umfassend zur Relevanz der anerbotenen Beweise äussern konnte noch
das BFF die Verweigerung der Beweisabnahme begründet hat (E. 9 und
10).

Art. 29 cpv. 2 Cost. Art. 30 cpv. 1 e art. 33 cpv. 1 PA. Diritto d’esser sentito
e apprezzamento anticipato delle prove.

1. Il diritto d’essere sentito comprende varie facoltà, fra cui il diritto
dell’interessato d’esprimersi prima della pronuncia di una decisione
a lui sfavorevole, quella di fornire prove su fatti suscettibili d’influire
sulla decisione e d’esigerne l’assunzione (consid. 8).

2. Il diritto d’essere sentito non impedisce l’autorità giudicante di
procedere ad un apprezzamento anticipato delle prove, e di non
assumerle, allorquando possa ammettere che dette prove non sono
manifestamente suscettibili di condurla ad una decisione più favorevole
al richiedente (consid. 8).

3. Nel caso concreto, l’Ufficio federale dei rifugiati ha violato il diritto
d’essere sentito. Segnatamente, non ha consentito all’interessato
d’esprimersi esaurientemente sulla rilevanza dei mezzi di prova offerti
né ha indicato il motivo per cui è stato indotto a non assumere le prove
offerte (consid. 9 e 10).

Riassunto dei fatti:

Il richiedente [RA], a conclusione dell’audizione sui motivi d’asilo, si è rifiutato
di firmare il relativo verbale. Il 20 agosto 2003, l’Ufficio federale dei rifugiati
(UFR) non è entrato nel merito della succitata domanda d’asilo (art. 32 cpv. 2
lett. a della legge sull’asilo del 26 giugno 1998 [LAsi], RS 142.31). Nel gravame, il
ricorrente ha fatto valere una violazione del suo diritto d’essere sentito.

La Commissione svizzera di ricorso in materia d’asilo (CRA) ha accolto
il gravame inoltrato dal ricorrente, annullato la decisione impugnata e
rinviato gli atti di causa all’autorità inferiore per nuovo giudizio ai sensi dei
considerandi.

Estratto dei considerandi:

8. Il diritto d’essere sentito garantito dall’art. 29 cpv. 2 della Costituzione
federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101)
comprende varie facoltà, fra cui il diritto dell’interessato d’esprimersi prima
della pronuncia di una decisione a lui sfavorevole, quella di fornire prove su

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fatti suscettibili d’influire sulla decisione e d’esigerne l’assunzione, quella di
partecipare all’assunzione delle prove o perlomeno di potersi esprimere sui
suoi risultati, nella misura in cui essi possano influire sulla decisione, nonché
quella d’ottenere una decisione motivata (DTF 126 I 15 consid. 2a/aa nonché
Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in
materia d’asilo [GICRA] 1994 n. 29 e relativi riferimenti). Tale diritto non
impedisce all’autorità di procedere a un apprezzamento anticipato delle
prove, se è convinta che non potrebbero condurla a modificare la sua opinione
(DTF 124 I 208 consid. 4a, DTF 122 II 464 consid. 4a). In altri termini, non è
violato il diritto d’essere sentito della parte ove l’autorità, in seguito ad una
valutazione anticipata, possa ammettere senza arbitrio che il convincimento
da essa raggiunto in base alle prove di cui dispone non sarebbe modificato dal
risultato, persino se favorevole all’interessato, dell’assunzione di determinate
ulteriori prove (GICRA 1995 n. 23). Peraltro, l’obbligo della motivazione
è formalità essenziale, e se da un lato rappresenta un limite intrinseco
alla libertà di convincimento, costringendo l’autorità giudicante a rendere
ragione della razionalità dell’itinerario seguito per giungere alla decisione,
dall’altro si configura quale premessa logica imprescindibile per l’esercizio
del successivo controllo sulle linee di formazione di quel convincimento.
L’autorità giudicante ha pertanto l’obbligo di esplicitare, nel modo più rigoroso
e completo possibile ed esigibile, la motivazione posta a base della decisione
adottata, ancorando così il principio del libero convincimento alla necessità
di indicazione specifica dei risultati acquisiti e dei criteri adottati, al fine di
evitare che detto principio venga attuato per un uso arbitrario (GICRA 1995
n. 12).

9. La CRA constata che dal verbale d’audizione del 18 agosto 2003 risulta che
il ricorrente si è rifiutato di firmare il verbale medesimo dopo rilettura. Per
contro, non è verbalizzato il motivo del rifiuto. Sul motivo del rifiuto vi è
un’indicazione nell’attestato della rappresentante dell’istituzione di soccorso
presente all’audizione, ed un’altra in una nota interna dell’UFR. Nell’attestato,
la rappresentante dell’istituzione di soccorso ha segnalato: «Il RA rifiuta di
firmare il verbale, dichiara di non essersi potuto esprimere liberamente ed
esaurientemente. La sua protesta è fondata, ritengo che debba essere assistito
giuridicamente. Il recupero della documentazione clinica che avrebbe affidato
a un sacerdote di Annemasse, sulla quale si baserebbe la sua denuncia, viene
ritenuto argomento non pertinente, gli si impedisce di discuterlo. Il RA viene
zittito durante la sua dichiarazione conclusiva inerente i motivi di fuga e di
richiesta d’asilo e deve insistere molto perché sia messa a verbale». Nella nota
interna dell’UFR, è indicato che il richiedente si è rifiutato di firmare il verbale
d’audizione perché avrebbe voluto che l’UFR l’aiutasse a recuperare la sua
documentazione medica depositata ad Annemasse e non vorrebbe capire che
ciò non incombe all’UFR.

Stante le sufferite premesse, non vi è motivo di dubitare che le ragioni del
rifiuto, da parte del ricorrente, di firmare il verbale del 18 agosto 2003
sia legato alla problematica sull’offerta di prove da parte del medesimo.
Infatti, il più volte citato verbale del 18 agosto 2003 non riporta alcuna
indicazione con riferimento alla discussione che vi è stata in relazione alla
documentazione clinica oggetto dell’offerta di prove. Orbene, il ricorrente ha
diritto d’esprimersi sulle prove che intende versare agli atti, o di cui esige
l’assunzione, e di ciò deve essere dato riscontro nel verbale d’audizione,

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http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?id=BGE_126_I_15&resolve=1
http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?id=BGE_124_I_208&resolve=1
http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?id=BGE_122_II_464&resolve=1

a maggior ragione allorquando l’UFR non intende assumere dette prove
o intende scartarle nell’ambito di una valutazione anticipata. Neppure
nella decisione impugnata, o nella risposta al ricorso, l’UFR ha fornito una
qualsivoglia ragione sul motivo per cui non ha accordato al ricorrente un
termine per l’inoltro dei documenti offerti, rispettivamente sui motivi per cui
li ha scartati secondo una valutazione anticipata delle prove. Non soccorre
l’UFR l’argomento secondo cui incombe al ricorrente di produrre le prove
di cui intende valersi, giacché in discussione non è tanto la questione di
sapere a chi incombe di fornire i mezzi di prova, quanto piuttosto il diritto
alla discussione ed eventualmente all’assunzione delle prove offerte. Tuttavia,
della ragione per cui il ricorrente voleva offrire le prove di cui trattasi non vi
è traccia nel verbale, come non vi è traccia del motivo per cui l’UFR non gli
ha concesso un termine per l’inoltro delle prove stesse. Peraltro, la facoltà
data all’autorità di valutare anticipatamente un mezzo di prova, e quindi di
scartarlo se effettivamente ininfluente, non deve sconfinare nell’arbitrarietà.
In altri termini, l’autorità giudicante deve esporre i motivi che l’hanno indotta
a negare l’assunzione di un determinato mezzo di prova. Nel caso concreto,
tuttavia, l’UFR si è limitato a scartare l’offerta di prove, senza indicazione
alcuna dei motivi, impedendo così all’insorgente di ricorrere con criteri
adeguati e all’autorità di ricorso d’effettuare l’indispensabile verifica della
fondatezza del suo operato.

10. Il diritto di essere sentito essendo di natura formale, la sua violazione
implica, in principio, l’annullamento della decisione impugnata, senza che il
ricorrente debba provare un interesse materiale al suo annullamento. È fatta
eccezione a questa regola rigida - e dunque la violazione può essere sanata
in sede ricorsuale - allorquando l’interessato abbia la facoltà di esprimersi
innanzi ad un’autorità di ricorso che gode di piena cognizione, il vizio non
sia grave, ragione per cui l’annullamento del giudizio querelato con rimando
all’autorità inferiore costituirebbe un’inutile formalità (GICRA 1994 n. 29; 1998
n. 34 = GAAC 63.41)

Nel caso in esame, l’UFR ha reso la sua decisione violando, in modo grave,
una regola fondamentale di procedura, quale il diritto d’essere sentito.
Ne discende che la decisione dell’UFR dev’essere annullata e gli atti di
causa rinviati all’autorità inferiore affinché proceda, in tempi ragionevoli
(art. 29 cpv. 1 Cost.), a completare l’istruttoria e a pronunciare una nuova
decisione. L’autorità di prima istanza dovrà, in particolare, procedere ad una
nuova audizione, onde conferire al ricorrente la facoltà d’esprimersi, infine
esaurientemente, sulla relazione fra i mezzi di prova offerti e i motivi d’asilo
allegati, nonché sulla loro rilevanza dal profilo dell’asilo come dell’esecuzione
dell’allontanamento. Tali dichiarazioni andranno verbalizzate. Se del caso,
l’UFR assegnerà inoltre al ricorrente un termine per l’esibizione di siffatti
mezzi di prova nonché del referto medico contenente le risultanze dell’evocato
esame neurologico del 9 gennaio 2004.

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https://www.amtsdruckschriften.bar.admin.ch/viewOrigDoc/150004262.pdf?ID=150004262

Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften

Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées

Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

JAAC 68.147 - Estratto della sentenza della Commissione svizzera di ricorso in materia

d'asilo del 3 marzo 2004 nel caso R.M.A., Bulgaria, anche pubblicato in Giurisprudenza ed

informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GI...

In Verwaltungspraxis der Bundesbehörden
Dans Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération
In Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione

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Band 68
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Ref. No 150 006 344

Das Dokument wurde durch das Schweizerische Bundesarchiv und die Bundeskanzlei konvertiert.

Le document a été digitalisé par les Archives Fédérales Suisses et la Chancellerie fédérale.

Il documento è stato convertito dall'Archivio federale svizzero e della Cancelleria federale.

	Estratto della sentenza della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo del 3 marzo 2004 nel caso R.M.A., Bulgaria, anche pubblicato in Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2004 n. 17