# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 215628e1-8020-525e-bdd6-e733daa90a53
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.04.2010 D-2760/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2760-2010_2010-04-27.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2760/2010/cac
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 7  a p r i l e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione di Hans Schürch, giudice;
cancelliere Carlo Monti;

A._______, nato il (...),
Armenia,
alias B._______, nato il (...),
provenienza sconosciuta,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell' UFM del 21 aprile 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2760/2010

Visti:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera ed il deposito del libretto militare armeno;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha rimesso 
al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale l'ha reso attento 
circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro  
della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con la commi-
natoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scu-
sabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 29 marzo e del 13 aprile 2010;

la  decisione  dell'UFM  del  21 aprile 2010,  notificata  all'interessato  il 
medesimo giorno (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso del 21 aprile 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 22 aprile 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi per fax al Tribunale amministrativo federale 
(TAF) in data 22 aprile 2010;

gli ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verran-
no  ripresi  nei  considerandi  qualora  risultino  decisivi  per  l'esito  della 
vertenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del -
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore,  è particolarmente toccato dalla  decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato  ha  dichiarato  di  essere  cittadino  armeno  nato  a  C._______ 
(Repubblica di Nagorno-Karabakh, Azerbaijan) e con ultima residenza 
a  D._______  (Armenia)  fino  al  (...)  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
29 marzo 2010,  pagg. 1 e 2);  che  egli  avrebbe  lasciato  l'Armenia  in 
seguito a minacce di  morte rivoltegli  dal  suocero, deputato influente 
della Duma di D._______, dopo che l'insorgente avrebbe espresso la 
volontà di  lasciare la propria moglie, poiché malata psichica (cfr.  ibi-
dem, pag. 5 e verbale d'audizione del 13 aprile 2010, pag. 3); che egli 
già cinque mesi prima dell'espatrio avrebbe lasciato la moglie, trasfe-
rendosi  da  solo  in  un  appartamento  situato  in  un  altro  quartiere  di 
D._______  (cfr.  verbale  d'audizione  del  13 aprile 2010,  pag. 3), 
subendo per questo motivo nuove minacce e venendo anche percosso 
dalle  guardie  del  corpo  del  suocero,  finché  un  giorno  qualcuno 
avrebbe  incendiato  la  porta  dell'appartamento  del  ricorrente 
(cfr. ibidem, pagg. 4 e 5); che il suocero gli avrebbe inoltre sequestrato 
il  passaporto  e  avrebbe  ordinato  alla  polizia  di  interrogarlo  e  di 
ammonirlo  che,  se   non  si  fosse  comportato  bene,  gli  avrebbero 
nascosto  della  droga  in  tasca  e  l'avrebbero  incarcerato  (cfr. ibidem, 
pag. 7 e 8); che egli sarebbe espatriato recandosi dapprima a Mosca, 
in aeroplano, poi dallo zio a E._______, Russia occidentale, e quindi a 
F._______, Bielorussia, da cui sarebbe poi giunto a piedi in Polonia, 
ove  avrebbe  incontrato  il  passatore  che  l'avrebbe  poi  portato  in 
Svizzera,  attraversando  forse  la  Germania,  e  deponendo  quindi  la 
propria domanda d'asilo a Chiasso in data (...) (cfr. ibidem, pag. 7);

che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi -
tà;

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che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente  non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del-
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11  agosto  1999  (OAsi  1,  RS 142.311); che  dall'altro  lato, 
detto Ufficio ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste al l'art. 32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al -
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso l'Armenia siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di  documenti  d'identità,  dichiarato di  non aver mai  posseduto 
una  carta  d'identità  ed  inoltre  che  il  suocero  gli  avrebbe  ritirato  il 
passaporto,  considerando  dunque  come  scusabili  i  motivi  della 
mancata  presentazione  di  documenti  e  ritenendo  la  consegna  del 
libretto militare come una dimostrazione della volontà di  collaborare; 
che egli  ritiene inoltre che l'UFM potrebbe verificare,  tramite l'amba-
sciata armena in Svizzera, se le generalità da lui dichiarate così come 
il libretto militare depositato siano falsi; che egli ha spiegato le circo -
stanze del proprio viaggio asserendo che per recarsi in Russia senza 
documenti validi gli  sarebbe bastato pagare (cfr. ricorso, pag. 2); che 
egli conclude che la situazione vigente in Armenia unitamente a quan-
to da lui esposto nei propri motivi d'asilo, renderebbero un suo rimpa-
trio inesigibile, in quanto egli verrebbe esposto a pericoli concreti ed a 
trattamenti inumani e degradanti (cfr. ibidem, pag. 3);

che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, in via principale, l'annulla-
mento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa 
all'autorità inferiore per una nuova decisione nel merito della domanda 
d'asilo  congiuntamente  alla  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel 
senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali  e  del 
relativo anticipo;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda; 

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che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esisten-
za di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari  formalità  amministrative; che,  per  contro,  non sono documenti 
validi  giusta l'art. 32  cpv. 2 lett. a LAsi  quelli  emessi  per  altri  scopi,  
come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di na -
scita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di  fine  degli  studi 
(cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre un mese dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che, riguardo al proprio passaporto, egli ha in un primo tempo dichia-
rato che "circa otto mesi fa sono venuti a casa mia e l'hanno preso" 
(cfr. verbale d'audizione del 29 marzo 2010, pag. 6), ed in seguito alle-
gato che il suocero, circa un anno prima, gli avrebbe detto di necessi -
tare del passaporto del ricorrente per acquistare un terreno da intesta-
re a questi ed alla moglie ed ha aggiunto che "questa era una scusa 
per ritirarmelo" (cfr. verbale d'audizione del 13 aprile 2010, pag. 5);

che, oltre a ciò, interrogato sul proprio viaggio, il ricorrente non è riu-
scito a corroborare della benché minima verosimiglianza il proprio rac-
conto; che egli non è stato in grado di fornire alcun dettaglio che possa 
dare credibilità al proprio racconto, dichiarando ad esempio che forse 
avrebbe transitato attraverso la  Germania ma di  non esserne sicuro 
(cfr.  verbale  d'audizione  del  29 marzo 2010,  pag. 7)  dimostrandosi 
quindi vago ed impreciso; che risulta inoltre impossibile che egli si sia  
potuto imbarcare su un volo internazionale sprovvisto di  validi  docu-
menti di viaggio e che abbia potuto varcare lo spazio Schengen con la 
Polonia  fino  a giungere in  Svizzera  senza essere mai  stato  fermato 
(cfr. ibidem); che vale sottolineare che varcare tale confine senza subi-

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re alcun controllo, come il ricorrente ha dichiarato di aver fatto, risulta 
ad oggi pressoché impossibile; 

che,  in  aggiunta,  l'autore  del  gravame  non  ha  fornito  alcuna  valida 
spiegazione circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle 
modalità del suo viaggio;

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra -
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per bisogni di causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità  
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla -
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 
non  adempia  manifestamente  la  qualità  di  rifugiato;  che  ciò  può 
risultare sia dalla manifesta inconsistenza sia dalla manifesta irrilevan-
za dei motivi d'asilo addotti; che la manifesta irri levanza può risultare, 
fra l'altro, dalla palese assenza di una sufficiente intensità dei pregiudi-
zi,  dall'inattualità  degli  stessi  nonché  dall'evidente  esistenza  di 
un'alternativa  di  rifugio  interna  dalle  persecuzioni  statali  oppure  di 
un'appropriata  protezione  statale  contro  l'agire  illegittimo  di  terzi 
(DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

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che l'insorgente ha dichiarato sostanzialmente di non avere avuto altra 
scelta  che  espatriare  dall'Armenia,  avendo  deciso  di  non  vivere  più 
con la propria moglie e, per questo motivo, subito minacce dal suoce-
ro, e di non potersi neppure rivolgere alla polizia poiché essendo que-
sti un deputato della Duma sarebbe stato inutile (cfr. verbale d'audizio -
ne  del  13 aprile 2010,  pagg. 3  e 6);  che tuttavia,  quando  interrogato 
sulle attività di costui, egli è rimasto vago ed impreciso, dichiarando di 
non conoscere l'occupazione del suocero all'interno della Duma, ed al -
legando che "da quello che so" egli non sarebbe stato membro di al-
cun  partito  (cfr. verbale  d'audizione del  13 aprile 2010,  pag. 7);  che, 
quando invitato  ad esplicare maggiormente il  ruolo della  Duma, egli 
non è stato in grado di fornire alcun ulteriore dettaglio oltre all'allega-
zione secondo la quale "dodici persone e il sindaco si riuniscono e ri -
solvono i problemi della città" (cfr. ibidem); che risulta alquanto impro-
babile che il ricorrente, essendo espatriato per le persecuzioni dovute 
dal potere del proprio suocero, tale dal (...) (cfr. ibidem, pag. 4), abbia 
saputo descrivere così sommariamente il  ruolo e le attività di questi; 
che inoltre egli ha dichiarato di essere stato colpito dal suocero, e di 
essere stato percosso dalle di lui guardie del corpo dopo aver risposto 
ai  colpi,  due  anni  prima  dell'espatrio  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
29 marzo 2010, pag. 6), contraddicendosi in seguito con l'allegazione 
che ciò  sarebbe avvenuto  un anno e  mezzo prima dell'espatrio  (cfr. 
verbale d'audizione del 13 aprile 2010, pag. 5);

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati esaminati e ret -
tamente  ritenuti  come  inverosimili  dall'autorità  inferiore,  giusta 
l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi; che, tanto meno, a mente di questo Tribuna-
le, le allegazioni prodotte sarebbero state di un'intensità tale da essere 
considerate decisive in materia d'asilo né che si evincono elementi da 
cui dedurre che al ricorrente gli sarebbe stata preclusa un'appropriata 
protezione contro le persecuzioni statali (cfr. GICRA 2006 n. 18);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità d'ulterio -
ri accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato del -
l'insorgente medesimo;

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che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione com-
plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 
all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista del -
l'ammissibilità  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale 
E-423/2009 dell'8 dicembre 2009 consid. 8, destinata alla pubblicazio-
ne);

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Armenia possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio-
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei  
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al -
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del 10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi  dell'art. 32 cpv. 2 
lett. a LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

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che, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontana-
mento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);

che, inoltre, notoriamente, la situazione vigente in Armenia non appare 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga l'insieme della  popolazione nell'integralità  del  territorio  na-
zionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane ed 
ha vissuto a D._______ dal  (...)  fino all'espatrio,  ove si  può dunque 
presupporre l'esistenza di una solida rete sociale in patria, e ove inol-
tre  risiede la  figlia  del  ricorrente; che l'insorgente  non ha nemmeno 
preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano 
giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. sulla problematica Giu-
risprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in 
materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio 
degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera 
per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); che l'e-
secuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

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che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese pro-
cessuali è divenuta senza oggetto;

che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità 
d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della 
dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali,  è  respinta 
(art. 65 cpv. 1 PA);

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia di  diritto  pubblico dinanzi  al  Tribunale federale (art. 83 litt. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali e del relativo anticipo, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo  federale  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  data  di 
spedizione della presente sentenza. 

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
Chiasso (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di Chiasso (via fax, per 
l'incarto N (...), con preghiera di notificare la sentenza al ricorrente 
e  di  ritornare  l'avviso  di  ricevimento  allegato  al  Tribunale 
amministrativo federale)

- G._______ (via fax)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione: 

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