# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b5e4856f-9fd8-5420-9db8-677922b837e4
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-03-19
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 19.03.2007 C-2768/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-2768-2006_2007-03-19.pdf

## Full Text

Corte III
C-2768/2006
{T 0/2}

Sentenza del 19 marzo 2007

Composizione Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), Stefan 
Mesmer e Michael Peterli, giudici

Paola Carcano, cancelliera

G._______,
ricorrente, patrocinata dall'Avv. Odilia De Blasi, Via Cerrate Casale 4, IT-73100 
Lecce,

contro

U._______,
Autorità inferiore

concernente
Prestazioni dell'assicurazione per l'invalidità.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

2

Ritenuto in fatto:

A. G._______,  cittadina  italiana,  nata  il  18  marzo  1953,  coniugata,  ha 
lavorato in Svizzera dal 1971 al 1975 e nel corso del 1981 come operaia 
solvendo, durante tali periodi, i contributi dovuti all'assicurazione svizzera 
per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  (cfr.  doc.  6  e  34).  Dopo  il 
rimpatrio,  e  piú  precisamente  dal  1982,  ha  continuato  ad  esercitare 
un'attività lucrativa indipendente quale commerciante, segnatamente come 
titolare di un negozio di merceria, fino al 31 dicembre 1992, allorquando si 
è ritirata dal lavoro per ragioni che l'interessata imputa alle sue condizioni 
precarie di salute (doc. 16, 17 e 19).

In data 12 novembre 2004, G._______ ha formulato una richiesta volta al 
conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità 
(doc. 1).

B. L'assicurata  è  stata  visitata  il  10  gennaio  2005  presso  i  servizi  medici 
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) di Casarano (Lecce), 
ove la sanitaria incaricata (Dott.ssa Lea Cinzia Caprioli) ha evidenziato la 
diagnosi  di  "sindrome  ansioso-depressiva  in  trattamento  farmacologico, 
ipertensione arteriosa, spondiloartrosi lombare a lieve incidenza funzionale 
in soggetto con sovrappeso corporeo"  ed ha posto un tasso di  invalidità 
parziale del 50% sia per l'ultimo lavoro svolto sia per qualsiasi altra attività 
confacente  all'assicurata  (doc.  33).  Il  tutto  sulla  base  della  seguente 
documentazione  medica  obiettiva  messa  a  disposizione  in  forma 
fotostatica:

-  una  cartella  clinica  relativa  al  ricovero  dal  23  al  28  settembre  1990 
presso l'ospedale civile di Gagliano del Capo per precordialgie reumatiche 
in ansiosa-depressa (doc. 21),

-  una  relazione  sanitaria  del  30  giugno  1998  stilata  presso  il  pronto 
soccorso di Tricase per una crisi ansiosa in soggetto già in trattamento per 
sindrome ansioso-depressiva,  a seguito della quale il  sanitario incaricato 
(Dott. Ullucci) ha praticato un colloquio psichiatrico (doc. 22),

- un referto di un elettrocardiogramma del 22 giugno 2001 che rileva uno 
stato ipertensivo non compensato (doc. 23),

-  un  referto  di  un  eco  color  doppler  degli  arti  inferiori  venoso  del  Dott. 
Mario Cancellieri del 25 marzo 2003 (doc. 24),

- un referto radiografico della colonna vertebrale del 16 maggio 2003 che 
evidenzia  una  spondiloartrosi  con  osteofitosi  dei  margini  dei  somi 
specialmente al 3° medio del tratto dorsale (doc. 25),

-  un  referto  di  un  esame  elettrocardiografico  del  3  febbraio  2004  che 
conclude  per  ipertensione  arteriosa  in  trattamento  –  buon  compenso  di 
circolo – sindrome ansiosa depressiva (doc. 26),

3

- un referto di un esame ecocardiografico del 10 febbraio 2004 (doc. 27),

- un referto di un esame ecoginecologico del 9 aprile 2004 che attesta la 
presenza di un nodulo fibromatoso di 3,5 cm come pure di una ciste di 3 
cm (doc. 28),

- un referto di una visita ortopedica-traumatologica del 17 dicembre 2004 
che  rileva  una  lombalgia  cronica  con  instabilità  L3-L5,  a  seguito  della 
quale è stato prescritto l'uso del corsetto ortopedico (doc. 29),

- un certificato dell'azienda unità sanitaria locale di Maglie del 7 gennaio 
2005 giusta il quale l'assicurata è loro nota dal giugno 1999 ad aprile 2004 
in quanto affetta da "disturbo ossessivo compulsivo" (doc. 30),

-  un  referto  di  una  visita  radiodiagnostica  del  rachide  lombosacrale 
effettuata il 26 gennaio 2005 (doc. 31),

- un referto di una risonanza magnetica lombosacrale del Dott. Tommaso 
Condó del 5 febbraio 2005 che rileva la presenza di "note degenerative di 
tipo spondilosico  con becchi  osteofitosici  ...  e  discoartrosi  in  L4-L5.  Allo 
stesso  livello  si  apprezza  ernia  discale  postero  laterale  sinistra...; 
coesistono  note  di  degenerazione  interapofisaria  e  dei  lagamenti  gialli 
responsabili  di una condizione di modesta stenosi dello speco vertebrale 
allo  stesso  livello.  Globale  ed  asimmetrica  protusione  del  disco 
intersomatico." (doc. 32).

Nell'apposito  formulario  per  assicurati  occupati  nell'economia domestica, 
l'interessata  afferma  inoltre  di  non  essere  praticamente  piú  in  grado  di 
svolgere  tutti  i  lavori  che  competono  ad  una  casalinga.  In  particolare, 
dichiara di necessitare, nell'arco della giornata, dell'aiuto di terzi per 5 ore 
(doc. 15).

C. Nel  suo  rapporto  del  4  ottobre  2005,  il  Dott.  Philipp  K.  Salzmann  del 
Servizio  medico  regionale  (SMR),  dopo  aver  ripreso  la  diagnosi  sopra 
riferita ed analizzato il caso sotto il  profilo delle malattie di lunga durata, 
condivide parzialmente le conclusioni della Dott.ssa Lea Cinzia Caprioli e 
fissa  un  tasso  d'invalidità  parziale  del  50%  dell'assicurata  quale 
commerciante  indipendente,  ma  considera  l'interessata  abile  al  100% 
(seppur  a  determinate  condizioni)  in  attività  lucrative  sostitutive 
fisicamente  meno  impegnative  e,  segnatamente,  leggere  e/o  sedentarie 
mentre, in ambito domestico, l'incapacità di lavoro si situerebbe al 16 %, 
limitatamente peró ai lavori pesanti (doc. 35, 36 e 36.1).

Con  decisione  del  13  ottobre  2005  l'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero (UAIE) ha pertanto respinto 
la richiesta di prestazioni di G._______ (doc. 37).

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D. Quest'ultima, regolarmente rappresentata dal Patronato Encal di Patú, ha 
formulato  in  data  2  novembre  2005  tempestiva  opposizione  contro  il 
suddetto  provvedimento  amministrativo,  chiedendo  in  sostanza  il 
riconoscimento del suo diritto a prestazioni assicurative (doc. 38). Nulla ha 
prodotto a suffragio delle sue conclusioni.

Mediante decisione su opposizione del 3 aprile 2006, l'UAIE ha respinto la 
predetta opposizione e confermato nel contempo la propria decisione del 
13 ottobre 2005 (doc. 41).

E. Con  tempestivo gravame del 24 aprile 2006, consegnato alla Posta il  13 
maggio  successivo,  G._______,  regolarmente  rappresentata  dall'avv. 
Odilia  De  Blasi,  chiede,  sostanzialmente,  l'annullamento  del 
summenzionato  provvedimento  amministrativo  e,  di  conseguenza,  il 
riconoscimento del suo diritto a prestazioni assicurative. A suffragio delle 
sue conclusioni produce in forma fotostatica, oltre ad alcuni documenti già 
agli atti, anche:

-  un  referto  di  una  visita  ortopedica-traumatologica  dell'azienda  unità 
sanitaria  locale  di  Maglie  del  21  febbraio  2005  che  evidenzia  una 
lombalgia cronica da spondilo-discoartrosi,

- un certificato medico della Dott.ssa Graziella Fersini dell'8 marzo 2005, 
giusta il quale l'assicurata è affetta da lombosciatalgia bilaterale cronica,

-  un  referto  neurologico  del  Dott.  Angelo  Zenzola  dell'8  settembre 2005 
che pone in  evidenza  una sindrome del  tunnel  carpale  dx,  con segni  di 
sofferenza  neurogena  cronica  e  di  denervazione  in  atto  nell'opponente 
pollice omolaterale,

- un certificato medico dell'azienda unità sanitaria locale di Maglie del 14 
novembre  2005  che  attesta  la  presenza  di  lombalgia,  ernia  discale, 
sindrome del tunnel carpale, discopatie,

- un certificato medico del 21 novembre 2005, giusta il quale l'assicurata 
soffre di sindrome del tunnel carpale dx cronica,

-  un  referto  specialistico  reumatologico  del  Dott.  Giorgio  Carlino  del  12 
dicembre  2005  che  apprezza:  "spondiloalgia  con  particolare 
interessamento  a  livello  L4-S1.  Presenza  di  sovraccarico  articolare. 
Poliartrosi con particolare coinvolgimento della colonna e discopatie".

Ricevuta  l'impugnativa,  l'amministrazione  ha  sottoposto  gli  atti  al  Dott. 
Werner  Luthi,  medico  dell'UAIE,  il  quale,  alla  luce  della  nuova 
documentazione prodotta, ha confermato, nella sua relazione del 5 agosto 
2006 (doc. 43), il parere del Dott. Philipp K. Salzmann.

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Nelle  sue  osservazioni  ricorsuali  del  13  maggio  2006  l'UAIE  propone 
pertanto la reiezione dell'impugnativa con argomenti  di cui  si riferirà, per 
quanto occorra, nei considerandi che seguono.

F. Dopo  aver  preso  atto  delle  osservazioni  dell'amministrazione  e  di  altra 
documentazione di rilievo, l'avv. De Blasi,  con scritto del 4 ottobre 2006, 
ha ribadito l'intenzione della propria assistita di mantenere il ricorso.

Considerando in diritto:

1.

1.1 I ricorsi pendenti presso le Commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o 
presso i servizi di ricorso dei dipartimenti il  1° gennaio 2007 sono trattati 
dal Tribunale amministrativo federale nella misura in cui è competente. È 
applicabile  il  nuovo  diritto  di  procedura  (cfr.  art.  53  cpv.  2  Legge  sul 
Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]).

1.2 In  virtù  dell'art.  31  LTAF,  questo  tribunale  giudica  i  ricorsi  contro  le 
decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  Legge  federale  sulla  procedura 
amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021)  emanate  dalle 
autorità  menzionate  agli  art.  33 e 34 LTAF,  riservate  le eccezioni  di  cui 
all'art.  32. In particolare, le decisioni  rese dall'Ufficio AI per gli  assicurati 
residenti  all'estero  (UAI)  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità 
possono essere portate innanzi  al  TAF conformemente all'art.  69 cpv.  1 
lett. b della Legge federale su l'assicurazione per l'invalidità del 19 giugno 
1959 (LAI, RS 831.20).

1.3 Ai sensi del combinato disposto degli art. 3 lett. dbis PA e 1 cpv. 1 LAI, la 
procedura  in  materia  di  assicurazioni  sociali  è  disciplinata,  di  principio, 
dalla  legge  federale  sulla  parte  generale  del  diritto  delle  assicurazioni 
sociali del 6 ottobre 2000, entrata in vigore il 1° gennaio 2003 (LPGA, RS 
830.1). Ai sensi dell'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse degno 
di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione.  Queste 
condizioni sono adempiute nella specie.

1.4 Il  ricorso  appare  tempestivo  ed ossequioso  dei  requisiti  minimi  prescritti 
dalla legge (art. 50 LPGA e 52 PA). Il gravame è dunque ricevibile, nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

6

2.

2.1 Il  1°  giugno 2002 sono entrati  in vigore l'Accordo tra la  Confederazione 
svizzera,  da  una  parte,  e  la  Comunità  europea  ed  i  suoi  Stati  membri, 
dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 21 giugno 1999 (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che regola il  coordinamento 
dei sistemi di sicurezza sociale nonchè il Regolamento (CEE) n° 1408/71 
del  Consiglio  del  14  giugno  1971  relativo  all'applicazione  dei  regimi  di 
sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro 
familiari  che si  spostano all'interno della Comunità (RS 0.831.109.268.1) 
come pure  il  corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento 
CEE n° 574/72 del Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione 
del  Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data dal 
1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della parità 
di  trattamento  tra  cittadini  che  risiedono  in  uno  Stato  membro  della 
Comunità europea ed i cittadini svizzeri (art. 3 e 6 del Regolamento CEE 
n° 1408/71).

2.2 Giusta l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta nell'allegato II, 
gli  accordi  bilaterali  tra  la  Svizzera  e  gli  Stati  membri  della  Comunità 
europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono  sospesi  a  decorrere 
dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora il medesimo campo sia 
disciplinato  da  quest'ultimo.  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in  particolare 
l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza sociale 
(art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie,  l'organizzazione  della 
procedura come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita 
di invalidità svizzera sono regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a  LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella  presente 
procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  che  risiede  nell'Unione  europea, 
dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 
1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo  1972  relativo 
all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza  l'ottenimento  di  una  pensione  straniera  di 
invalidità non pregiudica l'apprezzamento di un'invalidità secondo il diritto 
svizzero  (ATFA causa I  435/02  consid.  2 del  2  febbraio  2003;  Revue à 
l'attention des caisses de compensations (RCC) 1989 p. 330). Alla stessa 
maniera,  dopo  l'entrata  in  vigore  dell'ALC,  il  grado  di  invalidità  di  un 
assicurato che pretende una rendita di assicurazione-invalidità svizzera è 
determinato  esclusivamente  secondo  il  diritto  svizzero  (DTF  130  V  257 
consid. 2.4).

7

3. La legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali 
ha comportato la modifica di numerose disposizioni  legali,  segnatamente 
nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità.

Secondo l'art. 2 LPGA le disposizioni di questa legge sono applicabili alle 
assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione  federale,  se  e  per 
quanto  le  singole  leggi  sulle  assicurazioni  sociali  lo  prevedano.  Inoltre, 
l'art.  1  LAI  stabilisce  che  le  disposizioni  della  LPGA  sono  applicabili 
all'assicurazione  per  l'invalidità  (art.  1a-26bis e  28-70),  sempre  che  la 
presente legge non preveda espressamente una deroga.

È necessario precisare che, per quanto riguarda le prestazioni posteriori al 
1° gennaio 2004, la presente procedura è disciplinata dalla LAI nel tenore 
in vigore a partire da questa data (IV revisione della LAI).

4. La ricorrente ha presentato la richiesta di rendita il 12 novembre 2004. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se l'assicurato si 
annuncia  più  di  dodici  mesi  dopo  la  nascita  del  diritto,  le  prestazioni 
possono essere assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In 
concreto, lo scrivente Tribunale amministrativo federale (TAF) può quindi 
limitarsi  ad esaminare se la ricorrente avesse diritto ad una rendita il  12 
novembre  2003  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della 
domanda), oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data ed il  3 
aprile  2006,  data  della  decisione  su  opposizione.  Il  giudice  delle 
assicurazioni sociali analizza, infatti, la legalità della decisione impugnata, 
in  generale,  secondo  lo  stato  di  fatto  esistente  al  momento  in  cui  la 
decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

5. Per avere  diritto  ad una rendita dell'assicurazione invalidità  svizzera,  un 
cittadino italiano deve adempiere cumulativamente le seguenti condizioni :

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

- aver versato contributi all'AVS/AI svizzera durante un anno intero almeno 
(art. 36 cpv. 1 LAI). 

La  ricorrente  ha versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  durante  più  di  un 
anno  intero  in  totale  e,  pertanto,  adempie  la  condizione  della  durata 
minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di una 
rendita. 

Rimane ora da esaminare se sia invalida ai sensi di legge.

8

6.

6.1 In  base all'art.  8  LPGA è considerata  invalidità  l'incapacità  al  guadagno 
totale  o parziale  presumibilmente permanente o di  lunga durata.  L'art.  4 
LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infermità congenita, 
malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce che l'invalidità è 
considerata  insorgere  quando,  per  natura  e  gravità,  motiva  il  diritto  alla 
singola prestazione.

6.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  almeno  il 
70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza 
rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è 
invalido per almeno il 40 % (art. 28 cpv. 1 LAI). Va ricordato che fino al 31 
dicembre 2003, la LAI prevedeva il diritto al quarto di rendita con un tasso 
d'invalidità  del 40% almeno, alla mezza rendita con un tasso d'invalidità 
del 50% almeno ed alla rendita intera con un tasso d'invalidità dei due terzi 
(66.67%).  In  seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la 
limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter LAI, secondo il quale le rendite per 
un grado d'invalidità inferiore al 50 % sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è 
più applicabile quando l'assicurato è cittadino dell'UE e vi risiede.

6.3 Il diritto alla rendita, secondo l'art. 29 cpv. 1 LAI, nasce, al più presto, nel 
momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità  permanente  di 
guadagno pari almeno al 40 % (lettera a), oppure quando egli è stato per 
un anno e senza  notevoli  interruzioni,  incapace  al  lavoro per almeno il 
40 % in media (lettera b).  La prima lettera si applica allorché lo stato di 
salute dell'assicurato si  è stabilizzato;  la seconda se lo stato di  salute è 
labile,  vale a dire suscettibile  di  evolvere  verso un miglioramento  od un 
peggioramento (DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

6.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o parziale, 
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un 
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività 
abituale.  In  caso  d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata  possono  essere 
prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione 
o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al guadagno è definita all'art. 
7  LPGA  e  consiste  nella  perdita,  totale  o  parziale,  della  possibilità  di 
guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, 
provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura 
dopo aver sottoposto  l'assicurato  alle  cure ed alle  misure  d'integrazione 
ragionevolmente esigibili.

9

7. La ricorrente, dopo il rimpatrio, ha svolto un'attività lucrativa indipendente 
quale  commerciante,  e  piú  precisamente  come titolare  di  un  negozio  di 
merceria, fino al 31 dicembre 1992. Per il seguito non ha più lavorato per 
ragioni che imputa alle sue condizioni precarie di salute.

Ora,  la  nozione d'invalidità  di  cui  all'art.  4  LAI  e  8 LPGA è di  carattere 
giuridico  economico,  non  medico  (DTF  116  V  249  consid.  1b).  In  base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare 
il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire 
esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e 
l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione, tenuto conto di una 
situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il  reddito 
che egli  avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido.  In altri 
termini l'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce soltanto la perdita 
economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto a 
malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità 
lavorativa.

8. Nel  caso  di  specie  la  diagnosi  risulta  essere  articolata  su  due  livelli 
temporali. Dapprima, è stata evidenziata una sindrome ansioso-depressiva 
in trattamento farmacologico accompagnata, per un verso, da ipertensione 
arteriosa e, per altro verso,  da spondiloartrosi  lombare a lieve incidenza 
funzionale  in  soggetto  con  sovrappeso  corporeo  (cfr.  perizia  medica 
particolareggiata  dell'INPS  del  10  gennaio  2005:  doc.  33). 
Successivamente sono state pure rilevate una sindrome del tunnel carpale 
dx  cronica,  un'ernia  discale  ed  una  poliartrosi  con  particolare 
coinvolgimento  della  colonna  e  discopatie  (cfr.  documentazione  medica 
fotostatica allegata al ricorso in esame).

Giova  in  proposito  precisare  che  tali  affezioni  debbono,  dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI. Trattasi, 
infatti,  di  malattie  che,  per costante giurisprudenza,  sono da configurare 
non già di carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), 
bensì  patologico-labile,  ossia  suscettibili  di  migliorare  o  peggiorare.  Ne 
discende  che,  in  mancanza  di  uno  stato  di  salute  sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per cui 
può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata norma 
legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno.  Pertanto,  la 
ricorrente potrebbe pretendere una rendita dell'assicurazione svizzera per 
l'invalidità solo a partire dal momento in cui ha subito, senza interruzione 
notevole, un'incapacità lavorativa media del  40  %  (rispettivamente  del 
50 % per il periodo precedente l'entrata in vigore degli  Accordi  bilaterali) 
almeno durante un anno.

10

9. Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  del  primo  gruppo  di 
affezioni  menzionate,  la  sanitaria  medica  dell'INPS  pone  un  tasso  di 
invalidità  parziale del 50% sia per l'ultimo lavoro svolto sia per qualsiasi 
altra  attività  confacente  all'assicurata  (doc.  33).  Dal  canto  suo  il  Dott. 
Philipp  K.  Salzmann  del  servizio  medico  regionale  (SMR)  dell'Ufficio  AI 
condivide  parzialmente  le  conclusioni  della  Dott.ssa  Lea  Cinzia  Caprioli 
nella  misura  in  cui  ritiene l'assicurata  inabile  al  50%  per  l'ultimo lavoro 
svolto. D'altra parte peró, si distanzia dall'opinione della collega dell'INPS, 
nella  misura  in  cui  reputa  l'assicurata  abile  al  100%  a  determinate 
condizioni in attività lucrative sostitutive fisicamente meno impegnative e, 
segnatamente,  leggere  e/o  sedentarie,  rispettivamente  inabile  al  16% 
limitatamente peró ai lavori domestici pesanti (doc. 35, 36 e 36.1). Parere 
quest'ultimo integralmente avallato dal Dott. Werner Luthi dell'Ufficio AI per 
gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE),  alla  luce  della  documentazione 
medica  prodotta  dall'assicurata  nell'ambito  della  presente  procedura 
ricorsuale  ed  attestante  il  secondo  gruppo  menzionato  di  affezioni  che 
l'affliggono (doc. 43).

10.

10.1 Ai  sensi  dell'art.  4  cpv.  1  LAI  l'invalidità  puó  essere  determinata  da  un 
danno alla salute fisica, mentale e psichica. In quest'ultimo caso, peró, a 
condizione  che  lo  stesso  sia  di  gravità  tale  da  non  poter  praticamente 
esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato 
del lavoro o che ciò sia persino intollerabile per la società (DTF 127 V 298 
consid. 4c). Tra  i  danni  alla  salute  psichica la giurisprudenza annovera 
-  oltre  alle  malattie  mentali  propriamente  dette  -  anche  le  anomalie 
psichiche parificabili a malattia (DTF 102 V 166; Jurisprudence et pratique 
administrative [Pratique VSI] 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 
1a, pag. 324 consid. 1a). Va da sé che pure la combinazione di piú danni 
lesivi  dei  diversi  campi  poc'anzi  menzionati  (fisico,  mentale  e  psichico) 
possono determinare  nel  loro  complesso un'invalidità  ai  sensi  dell'art.  4 
cpv. 1 LAI.

10.2 Giusta  l'art.  69  cpv.  2  della  Ordinanza  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 17 gennaio 1961 (OAI, RS 831.201) l'ufficio AI procura gli 
atti necessari, in particolare circa lo stato di salute, l'attività, la capacità di 
lavoro e l'idoneità all'integrazione. A tale scopo puó domandare rapporti ed 
informazioni,  ordinare  perizie,  eseguire  sopralluoghi  e  consultare 
specialisti dell'aiuto pubblico e privato agli invalidi.

Il  giudice delle assicurazioni  sociali  deve esaminare  in maniera  obiettiva 
tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro  provenienza,  e  poi 
decidere se i documenti  messi a disposizione permettono di giungere ad 
un  giudizio  attendibile  sulle  pretese  giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352 

11

consid. 3a).

Per  costante  giurisprudenza  le  certificazioni  mediche  possono  costituire 
importanti  elementi  d'apprezzamento  del  danno  invalidante,  allorché 
permettono  di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno 
dell'interessato in un'attività  da lui  ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 
134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c). Affinché un rapporto medico abbia 
valore probatorio è in particolare determinante che esso si fondi su degli 
esami  approfonditi,  tenga  conto  di  tutti  i  disturbi  di  cui  si  lamenta 
l'assicurato,  sia  stabilito  in  piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti 
(anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle  correlazioni  mediche  o 
nell'apprezzamento  della  situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto 
devono  inoltre  essere  motivate  (Pratique  VSI  1997  pag.  123 consid.  1; 
UHLRICH MEYER-BLASER,  Die  Rechtspflege  in  der  Sozialversicherung,  in:  
Basler  Juristische  Mitteilungen  [BJM] 1989  pag.  31).  Invero  anche  il 
Tribunale federale ha già avuto occasione di evidenziare, a proposito delle 
perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa, che, 
nell'ipotesi  in cui sono state eseguite da medici specializzati  riconosciuti, 
hanno forza probatoria  piena,  se giungono a conclusioni  logiche e sono 
state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi 
concreti  non inducono a dubitare della loro attendibilità  (DTF 125 V 352 
consid. 3a; 123 V 176; 122 V 161, 104 V 212).

10.3 Ora,  con  particolare  riferimento  alla  fattispecie  in  oggetto,  appare 
importante rilevare che il Tribunale federale, nella sentenza del 5 ottobre 
2001 pubblicata in DTF 127 V 294 e seg., ha fatto proprie le considerazioni 
dell'autore  HANS-JAKOB MOSIMANN che ha descritto  in dettaglio  i  compiti  del 
perito medico che deve esprimersi sul carattere invalidante di un'affezione 
psichica  (HANS-JAKOB MOSIMANN,  Somatoforme  Störungen:  Gerichte  und 
[psychiatrische]  Gutachten,  in:  Schweizerische  Zeitschrift  für 
Sozialversicherung  und  berufliche  Vorsorge  [SZS]  1999  pag.  105  ss). 
Secondo  HANS-JAKOB MOSIMANN,  in  ambito  psichiatrico,  l'esperto  deve 
innanzitutto porre una diagnosi secondo una classificazione riconosciuta e 
pronunciarsi  sulla  gravità  dell'affezione.  Il  perito  deve  anche  valutare 
l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa da parte dell'assicurato. Tale 
prognosi deve tener conto di diversi criteri, quali il  carattere premorboso, 
l'affezione psichica e quelle  organiche croniche,  la perdita  d'integrazione 
sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico della 
malattia,  la  durata  pluriennale  della  stessa  con  sintomi  stabili  o  in 
evoluzione  e  l'impossibilità  di  ricorrere  a  trattamenti  medici  secondo  la 
regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve essere fatta in base all'insieme 
dei  succitati  criteri.  Inoltre,  l'esperto  deve  esprimersi  sull'aspetto 
psicosociale della persona esaminata.

12

10.4 L'assicurata  è  affetta  da  svariate  patologie  fisiche  e  psichiche.  Con 
espresso riferimento a queste ultime, risulta che l'interessata soffre di una 
"sindrome ansioso-depressiva" in trattamento farmacologico dagli anni '90 
(doc. 21 e doc. 22) e che è altresí nota all'azienda unità sanitaria locale di 
Maglie  dal  giugno  1999  ad  aprile  2004  in  quanto  affetta  da  "disturbo 
ossessivo compulsivo" (doc. 30).  Ora i referti  del Dott. Philipp Salzmann, 
del Dott. Werner Luthi e della loro collega dell'INPS (Dott.ssa Lea Cinzia 
Caprioli)  non  forniscono,  sotto  ogni  aspetto  in  particolare  quello 
psichiatrico, un'opinione chiara e sufficientemente motivata sulle condizioni 
di  salute  della  ricorrente.  Infatti,  le  affezioni  psichiche  di  cui  si  lamenta 
l'assicurata sono menzionate genericamente nella documentazione medica 
obiettiva  versata  agli  atti,  senza  alcuna  indicazione  debitamente 
circostanziata e motivata nei predetti rapporti in merito alla loro eventuale 
incidenza invalidante. Dev'essere pertanto precisato se, nel caso concreto, 
le affezioni psichiche di cui soffre l'assicurata da parecchi anni sono atte a 
rivestire il carattere di anomalie psichiche parificabili a malattia e, quindi, di 
danno  alla  salute  psichica.  Ed,  in  caso  di  risposta  affermativa,  se  la 
combinazione  dei  noti  problemi  fisici  e  psichici  dell'assicurata  è  atta  a 
cagionare un'invalidità pensionabile.

10.5 Stante  quanto precede,  il  collegio  giudicante si  trova nell'impossibilità  di 
determinare con certezza la misura complessiva dell'eventuale incapacità 
di  lavoro e di  guadagno subita dall'assicurata.  Pertanto  il  gravame deve 
essere parzialmente accolto. La decisione impugnata è quindi annullata e 
l'incarto  retrocesso  all'Ufficio  AI  affinché  emani  una  nuova  decisione. 
Certo,  l'art.  61 cpv.  1 PA permette  solo eccezionalmente  di  ricorrere ad 
una  tale  procedura.  Nel  caso  concreto  l'applicazione  dell'eccezione 
prevista  è  tuttavia  giustificata  se  si  considera  l'importanza  della  lacuna 
rilevata  e  l'ampiezza  delle  informazioni  mediche  bisognose  di  essere 
ancora raccolte.

10.6 L'Ufficio AI dovrà pertanto completare l'istruttoria delucidando la situazione 
psichiatrica della ricorrente sulla base dei criteri di cui alla summenzionata 
giurisprudenza, l'assicurata dovrà essere sottoposta a perizia psichiatrica 
da  effettuare  tramite  l'INPS.  Particolare  attenzione  dovrà  inoltre  essere 
prestata  al  periodo  intercorso  tra  il  12  novembre  2003  (ossia  12  mesi 
precedenti la presentazione della domanda) ed il 3 aprile 2006 (data della 
decisione su opposizione). L'incarto sarà poi inviato in esame al servizio 
medico dell'Ufficio  AI,  il  quale – sempre sulla  base dei  criteri  di  cui  alla 
summenzionata  giurisprudenza  -  si  pronuncerà  in  merito  all'evoluzione 
dell'incapacità  al  lavoro  della  ricorrente  nonché  in  merito  all'attività 
professionale  che la  stessa avrebbe potuto  espletare,  dal  punto  di  vista 
medico, nel periodo intercorso tra il 12 novembre 2003 ed il 3 aprile 2006. 
Se  del  caso,  l'Autorità  amministrativa  effettuerà  poi  un'adeguata  e 
circostanziata indagine comparativa dei redditi  ed emanerà in seguito un 

13

nuovo provvedimento impugnabile.

11.

11.1 Non vengono prelevate spese processuali.

11.2 In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in tutto o in 
parte, può assegnare al ricorrente un'indennità per le spese indispensabili 
e relativamente elevate che ha sopportato.

Nel  caso in  esame,  vista la  memoria  di  ricorso e di  replica,  si  giustifica 
riconoscere un'indennità per spese ripetibili di Fr. 500.-- da porre a carico 
dell'Ufficio AI.

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. Il  ricorso  è  parzialmente  accolto  nel  senso  che è  annullata  la  decisione 
impugnata  del  3  aprile  2006.  L'incarto  è  retrocesso  all'Ufficio  AI  per  gli 
assicurati  residenti  all'estero  affinché  completi  l'istruttoria  ai  sensi  del 
considerando 10 e statuisca di nuovo.

2. Non si  prelevano  spese  processuali.  Alla  parte  ricorrente  è  riconosciuta 
un'indennità per spese ripetibili di Fr. 500.--, la quale viene posta a carico 
dell'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero.

3. La presente sentenza è comunicata:

- alla ricorrente (raccomandata AR),

- all'autorità inferiore (n. di rif. 727.53.580.159/544/NCA)
 per atto giudiziario,

- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, per atto giudiziario.

Rimedi di diritto

Questa sentenza può essere impugnata entro 30 giorni dalla notifica innanzi al Tribunale federale, 
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna (cfr. art. 42, 48, 100 della legge federale del 17 giugno 2005 
sul Tribunale federale, LTF, RS 173.110).

In applicazione dell'Accordo fra la Svizzera e la Comunità europea ed i  suoi stati  membri sulla 
libera circolazione delle persone del  21 giugno 1999, dell'allegato II  e del  Regolamento (CEE) 
1408/71, il  ricorso può essere depositato nel  termine di  30 giorni  presso un ufficio postale del 
Paese di domicilio dell'assicurato o presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale locale.

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Paola Carcano

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