# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 476b9942-5603-576d-91c7-d8594e7479e4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-02-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 06.02.2002 52.2001.471
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2001-471_2002-02-06.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2001.00471

   

  	
  Lugano

  6 febbraio
  2002

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso  19 dicembre 2001 della

 

 

	
   

  	
  __________

  patr. da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 5 dicembre 2001 (n. 5728) con cui il
  Consiglio di Stato ha deliberato alla __________ di __________ la fornitura e
  la posa dei rivestimenti in pietra naturale dei pavimenti nell'ambito dei
  lavori di costruzione del __________ a __________;

  

 

 

viste le risposte:

-     7 gennaio 2002 del Dipartimento del territorio,
Ufficio lavori sussidiati e appalti;

-     8 gennaio 2002 del Dipartimento delle finanze e
dell'economia, Divisione delle 

                                risorse;

-   18 gennaio 2002 della __________;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 20
luglio 2001 il Consiglio di Stato, agente attraverso il dipartimento delle
finanze e dell'economia, ha indetto un concorso concernente la fornitura e la
posa dei rivestimenti in pietra naturale dei pavimenti nell'ambito dei lavori
di costruzione del __________ a __________ in applicazione delle disposizioni
del Concordato Intercantonale sugli Appalti Pubblici del 25 novembre 1994
(CIAP). Al concorso hanno partecipato nove ditte. Con decisione 5 dicembre 2001
il Governo ha deliberato i lavori alla __________, che aveva inoltrato
un'offerta di fr. 143'137,05. L'offerta della __________, di fr. 131'543,50,
corretta in sede di verifica in 

                                         fr.
131'995,40, è invece stata esclusa, tramite la stessa decisione, poiché la
società non aveva dimostrato di rispettare il contratto collettivo di lavoro
del ramo del granito e delle pietre naturali valevole per il Cantone Ticino.

 

 

                                  B.   Con ricorso
19 dicembre 2001 la __________ è insorta davanti al Tribunale cantonale
amministrativo contro la menzionata aggiudicazione. L'insorgente contesta anzitutto
i motivi della sua esclusione. Essa chiede pertanto, in via principale, l'annullamento
della delibera e la retrocessione degli atti al Consiglio di Stato affinché le
aggiudichi la commessa. La ricorrente eccepisce, in secondo luogo, una lesione
del suo diritto di essere sentita, essendo stata autorizzata a visionare - ai
fini dell'inoltro del ricorso in esame - la sola offerta dell'aggiudicataria,
oltretutto priva del campione di materiale proposto, della quale non ha nemmeno
potuto estrarre delle fotocopie. In questo modo essa non ha potuto verificare
l'ossequio dei requisiti di partecipazione alla gara da parte
dell'aggiudicataria e, subordinatamente, delle altre ditte che potevano entrare
in linea di conto per la delibera dei lavori, nel caso in cui l'offerta di
quest'ultima avesse dovuto essere estromessa. A suo giudizio, inoltre, alcune
offerte non dovevano essere considerate regolari. L'insorgente postula quindi,
in via subordinata, oltre all'annullamento della delibera, la restituzione
degli atti all'autorità governativa affinché renda una nuova decisione, ed il
riconoscimento del suo diritto di esaminare tutte le offerte e di estrarne
delle fotocopie in vista di un eventuale ricorso. In ogni caso la ricorrente
domanda che il Governo venga condannato a risarcirle i danni cagionati dall'illegalità
della risoluzione impugnata. Chiede infine che al ricorso venga conferito
l'effetto sospensivo.

 

Il dipartimento finanze e dell'economia,
divisione delle risorse, l'ufficio lavori sussidiati e appalti e __________
hanno sollecitato la reiezione dell'impugnativa.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data (art. 15 cpv. 1 CIAP e
4 cpv. 1 del decreto legislativo concernente l'adesione del Cantone Ticino al
CIAP del 6 febbraio 1996, DLACIAP). Il ricorso è inoltre tempestivo (art. 15
cpv. 2 CIAP). Circa la legittimazione della ricorrente il Tribunale considera
quanto segue.

 

                                         1.2.
Secondo l'art. 4 cpv. 2 DLACIAP, salvo disposizioni contrarie del concordato,
la procedura di ricorso è retta dalla PAmm. In assenza di regolamentazione da
parte del CIAP, la legittimazione a ricorrere è retta pertanto dall'art. 43
PAmm. Hanno quindi qualità per interporre ricorso persone o enti pubblici lesi
direttamente nei loro legittimi interessi dalla decisione impugnata (art. 43
PAmm). La nozione di interesse legittimo corrisponde, secondo la prassi di
questo Tribunale, a quella di interesse degno di protezione giusta gli art. 103
lett. a OG e 48 lett. a PA. Introducendo il requisito dell'interesse legittimo
il legislatore ha quindi voluto, in primo luogo, escludere l'actio popularis,
cosicché difetta della legittimazione ricorsuale chi dal provvedimento impugnato
non sia toccato altrimenti che qualsiasi altro singolo cittadino o che la
collettività; occorre pertanto l'esistenza di una relazione rilevante o
speciale del ricorrente con l'oggetto della contestazione. D'altro lato basta
però l'esistenza di un interesse degno di protezione dal profilo processuale e
non occorre la lesione di diritti soggettivi; anche un interesse di mero fatto,
ad esempio di natura economica, ideale o morale può essere sufficiente.
Affinché il gravame sia ricevibile in ossequio all'art. 43 PAmm basta pertanto
che il ricorrente possa prevalersi di un interesse personale, immediato ed
attuale all'annullamento o alla modificazione della decisione contestata e
dunque all'ottenimento di un giudizio più favorevole (cfr. RDAT I-2001 n. 27 consid.
2.1.; 1998 n. 13 consid. 2.2. e relativo rinvio a RDAT I-1993 n. 22 consid.
1.2.; inoltre RDAT I-1999 n. 11 consid. 2b).

 

Lo scopo della gara in esame consiste
nell'aggiudicazione di una commessa pubblica. Può pertanto prevalersi di un
interesse legittimo a contestare la relativa decisione del committente solamente
il concorrente che dimostra di avere la possibilità di conseguire tale
aggiudicazione. Questi deve pertanto, in primo luogo, adempiere alle condizioni
di partecipazione alla gara e, in particolare, avere inoltrato un'offerta
completa. In caso contrario il concorrente dev'essere escluso dalla gara e non
può, di conseguenza, vantare un interesse legittimo a contestare l'aggiudicazione
a favore d'altri (Denis Esseiva, BR 4/2000, pag. 132, nota alla sentenza S54,
con rinvio alla sentenza del Tribunale amministrativo del Canton Zurigo 15
dicembre 1999, pubbl. in BEZ 2000, pag. 25 segg., n. 8; inoltre Hubert Stöckli,
BR 4/2001, pag. 162, nota alla sentenza S57; nello stesso senso, la decisione
26 marzo 2001 della Commissione federale di ricorso in materia di acquisti
pubblici, pubbl. solo parzialmente in GAAC n. 65.79).

 

                                         Ferme
queste premesse, alla __________ dev'essere senz'altro riconosciuta la legittimazione
a ricorrere nella misura in cui il suo gravame è volto a far rientrare in gioco
la sua offerta ai fini dell'aggiudicazione, che è invece stata esclusa dal committente.
La legittimazione a censurare l'aggiudicazione a favore della __________ e,
inoltre, la regolarità delle offerte delle altre ditte concorrenti dipende
invece dall'esito della prima contestazione.

 

                                         1.3. Con
la precisazione che precede, il ricorso è ricevibile in ordine. Può inoltre essere
deciso sulla scorta degli atti, senza istruttoria (art. 4 cpv. 2 DLACIAP; 18
cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   Il CIAP
regola la reciproca apertura dei Cantoni nell'ambito dell'aggiudicazione delle
loro commesse pubbliche (art. 1 cpv. 1 CIAP). Esso intende armonizzare le norme
di aggiudicazione cantonali mediante principi stabiliti di comune accordo e in
conformità agli impegni internazionali della Svizzera (art. 1 cpv. 2 CIAP). I
suoi obiettivi sono, in particolare (art. 1 cpv. 2 CIAP): promuovere
un'efficace concorrenza tra gli offerenti (lett. a), garantire la parità di
trattamento tra tutti gli offerenti nonché un'aggiudicazione imparziale (lett.
b); assicurare la trasparenza della procedura di aggiudicazione (lett. c),
consentire un impiego parsimonioso delle risorse finanziarie pubbliche (lett.
d). In quest'ottica l'art. 11 CIAP pone i seguenti principi generali di aggiudicazione:
non discriminazione e parità di trattamento tra gli offerenti (lett. a), concorrenza
efficace (lett. b), divieto di negoziare le offerte presentate (lett. c);
rispetto delle norme di ricusa (lett. d), osservanza delle disposizioni in
materia di protezione dei lavoratori nonché delle condizioni di lavoro (lett.
e), parità di trattamento tra uomo e donna (lett. f), trattamento confidenziale
delle informazioni (lett. g). La promulgazione delle disposizioni d'esecuzione
del CIAP spetta ai Cantoni (art. 3 CIAP; inoltre art. 13 dello stesso). Nel
nostro Cantone le direttive d'esecuzione (DirCIAP) sono state approvate dal
Consiglio di Stato mediante decreto esecutivo 6 novembre 1996.

 

 

                                   3.   L'insorgente
contesta in primo luogo il motivo della sua esclusione dal concorso,
consistente nel fatto di non aver dimostrato di rispettare il contratto collettivo
di lavoro del ramo del granito e delle pietre naturali valevole per il Cantone
Ticino.

 

                                         3.1.
L'osservanza delle disposizioni in materia di protezione dei lavoratori nonché
delle condizioni di lavoro costituisce un principio (generale) d'aggiudicazione
(art. 11 lett. e CIAP). Il committente può quindi senz'altro escludere dalla
gara un offerente che non rispetta tale principio (§ 23 cpv. 1 lett. d
DirCIAP). In concreto il capitolato d'appalto richiedeva a questo scopo, alla
voce "Disposizioni finali" (pag. 8 seg.), di specificare
presso quale associazione padronale, commissione paritetica o sindacato la
ditta concorrente avesse firmato il contratto collettivo di lavoro (CCL). 

                                         Nella
propria offerta la __________ ha informato di essere assoggettata al contratto
nazionale mantello (CNM). In sede di esame delle offerte, con lettera 11
ottobre 2001 l'ufficio lavori sussidiati e appalti ha indi richiesto alla
società in esame una dichiarazione della commissione paritetica competente
attestante il rispetto del contratto collettivo di lavoro del ramo del granito
e delle pietre naturali. Dopo un primo rifiuto, con scritto del 30 ottobre
successivo la __________ ha insinuato una dichiarazione della commissione
paritetica cantonale dell'edilizia e del genio civile, del giorno precedente,
attestante che la ditta rispettava le disposizioni del CNM e del CCL del ramo
dell'edilizia e del genio civile: donde la decisione governativa, impugnata, di
escludere l'offerta della __________, in quanto non aveva dimostrato di rispettare
il CCL del ramo del granito e delle pietre naturali.

 

                                         3.2. Il
capitolato d'appalto e modulo d'offerta richiedeva di indicare presso quale associazione
padronale, commissione paritetica o sindacato la ditta concernente avesse
firmato il CCL, con ciò sottendendo che doveva trattarsi del CCL concernente lo
specifico settore dei lavori messi a concorso, ossia - in concreto - del
granito e delle pietre naturali. Dal momento che la partecipazione
all'aggiudicazione di una commessa pubblica non può essere subordinata
all'adesione ad un CCL (STA inedita 30 luglio 2001 in re __________; Lang,
Offertenbehandlung und Zuschlag im öffentlichen Beschaffungswesen, ZBl 2000,
pag. 225 segg., I 3 b cc, pag. 235 segg., con rinvio, in particolare a DTF 124
I 107), il committente avrebbe pertanto dovuto stabilire, già a livello di capitolato,
le prove che i concorrenti non firmatari del menzionato CCL avrebbero dovuto
produrre per dimostrare di ossequiare le condizioni di lavoro dallo stesso
prescritte (STA cit.). La testé rilevata carenza del capitolato d'appalto e
modulo d'offerta non dispensava tuttavia il committente dall'obbligo, prevalente,
di attuare il principio del rispetto delle disposizioni in materia di protezione
dei lavoratori e delle condizioni di lavoro sancito all'art. 11 lett. e CIAP e
di estromettere, di conseguenza, le offerte dei concorrenti che non
ossequiavano tale principio (§ 23 cpv. 1 lett. d Dir CIAP). L'ufficio lavori
sussidiati e appalti ha pertanto sollecitato alla __________ la presentazione
di una dichiarazione della commissione paritetica competente attestante il
rispetto del contratto collettivo di lavoro del ramo del granito e delle pietre
naturali. La società non ha dato seguito a questa richiesta; ha tuttavia
trasmesso all'autorità una dichiarazione della commissione paritetica cantonale
dell'edilizia e del genio civile attestante che la ditta rispettava le
disposizioni del CNM e del CCL di quel ramo. Ora è indubbio che la ricorrente
non ha insinuato la dichiarazione sollecitatagli dall'ufficio lavori sussidiati
e appalti; essa non sostiene nemmeno, del resto, di averla richiesta presso la
competente istanza e che quest'ultima si sia rifiutata, per un qualsiasi motivo
(non importa quale), di rilasciargliela. In tale ipotesi, del resto, la
ricorrente avrebbe comunque sia potuto dimostrare autonomamente di ossequiare
le prescrizioni del CCL del granito e delle pietre naturali, sottoponendo
all'autorità i documenti attestanti le condizioni di lavoro che essa riserva
alle sue maestranze (contratti di lavoro ecc.), allo scopo di permettere a
quest'ultima di verificare - direttamente o attraverso la consultazione della
competente commissione paritetica - la loro rispondenza con quelle del detto
CCL. La dichiarazione di rispetto del CCL dell'edilizia e del genio civile,
rilasciata dalla competente commissione paritetica di quel settore, non può
invece, di tutta evidenza, supplire a queste omissioni.

 

3.3. La decisione del Consiglio di Stato di
escludere dalla gara l'offerta trasmessale dalla __________ appare pertanto
legittima. Quest'ultima concorrente non ha difatti provato di rispettare le disposizioni
in materia di protezione dei lavoratori e delle condizioni di lavoro previste
dal CCL del granito e delle pietre naturali valevole per il Canton Ticino.

 

Invano la ricorrente eccepisce la mancanza
delle condizioni affinché possa essere pronunciato il conferimento del
carattere obbligatorio generale al surriferito CCL: in sede di aggiudicazione
di una commessa pubblica il committente può difatti, legittimamente, pretendere
il rispetto di un determinato CCL anche in assenza di una tale pronuncia (DTF
124 I 107, consid. 2e). Questa esigenza non discrimina, inoltre, l'insorgente -
in quanto offerente locale - rispetto agli altri offerenti: cadono quindi completamente
nel vuoto anche le asserite disattenzioni degli art. 3 e 5 LMI (cfr. oltre alla
citata DTF124 I 107, consid. 2f, M. Cassina, 

La legge federale sul mercato interno:
principi fondamentali e note in merito alla giurisprudenza del Tribunale federale,
pubbl. in RDAT I-2000, pag. 99 segg., 107 seg.). Se poi, come si desume
dall'opposizione formulata alla domanda intesa a conferire il carattere
obbligatorio generale al CCL in esame (doc. E annesso al ricorso), la ricorrente
ritiene che quest'ultimo disattenda, su taluni punti, il diritto federale per
quanto concerne la regolamentazione dei rapporti di lavoro, essa potrà eccepire
tale violazione nell'ambito della produzione all'autorità dei documenti che le
vengono da questa richiesti: documenti che, com'è stato spiegato sopra, essa
dovrà tuttavia irrinunciabilmente insinuare allo scopo di dimostrare il
rispetto disposizioni in materia di protezione dei lavoratori e delle condizioni
di lavoro.

 

 

                                   4.   Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, l'esclusione dell'offerta della ricorrente
non viola il diritto (art. 16 cpv. 1 lett. a CIAP). L'estromissione dalla gara
della __________ comporta inoltre l'irricevibilità del suo gravame, in quanto
volto a contestare l'aggiudicazione a favore della __________ e, parimenti, la
regolarità delle offerte inoltrate dalle altre ditte concorrenti (cfr. consid.
1.2. che precede). L'asserita lesione del diritto di essere sentito, che
avrebbe dovuto essere esercitato a questo scopo, segue la stessa sorte. Il
ricorso, nella misura in cui è ricevibile, deve dunque essere respinto.
L'emanazione del presente giudizio rende superflua l'evasione della domanda di
conferimento dell'effetto sospensivo all'impugnativa.

 

 

                                   5.   La tassa
di giudizio deve essere posta a carico della ricorrente (art. 28 PAmm), la
quale dev'essere altresì tenuta a rifondere delle adeguate ripetibili
all'aggiudicataria, assistita da un legale (art. 31 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 3, 11, 13, 15, 16, 17 CIAP, 4
DLACIAP, § 21, 23, 24 DirCIAP, 3, 18, 28, 31, 60, 61 PAmm;

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Nella
misura in cui è ricevibile, il ricorso è respinto.

                                      

 

                                   2.   La tassa di
giudizio, di fr. 800.--, è posta a carico della __________, la quale è inoltre
tenuta a versare alla __________ identico importo per ripetibili.

 

 

                                   3.   La presente
decisione è definitiva.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario