# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** baca5429-8b8e-55cf-8e3f-11eba9356f3b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-03-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 03.03.2006 53.2005.21
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_53-2005-21_2006-03-03.html

## Full Text

Incarto n.

  53.2005.21

   

  	
  Lugano

  3 marzo 2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli 

  

 

 

statuendo
sulla petizione 22 novembre 2005 di

 

 

	
   

  	
  AT 1 

  AT 2 

  patrocinati da: PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  CV 1CV 2CV 3CV 4CV 5Comune di CV 6 

  Comune di CV 7 

  Comune di CV 8 

  Comune di CV 9 

  Comune di CV 10 

  Comune di CV 11 

  Comune di CV 12 

  rappresentati dai rispettivi municipi; 

  

chiedente: 

 

 

AT 1

1.           
Il comune di CV 1 è condannato a versare a AT 1 un'indennità del 10.9 %
sulle indennità di supplenza, con interesse del 5 % all'anno calcolato sulle
scadenze delle singole indennità di supplenza, e più precisamente fr. 119.90
con interesse del 5% dalla data dei singoli conteggi; 

 

2.           
Il comune di CV 2 è condannato a versare a AT 1 un'indennità del 

10.9 % sulle indennità di supplenza, con interesse del 5% all'anno calcolato
sulle scadenze delle singole indennità di supplenza, e più precisamente fr.
721.25 con interesse del 5% dalla data dei singoli conteggi; 

 

3.           
Il comune di CV 3 è condannato a versare a AT 1 un'indennità del 10.9 %
sulle indennità di supplenza, con interesse del 5% all'anno calcolato sulle
scadenze delle singole indennità di supplenza, e più precisamente fr. 213.55
con interesse del 5% dalla data dei singoli conteggi; 

 

4.           
Il comune di CV 4 è condannato a versare a AT 1 un'indennità del 10.9 %
sulle indennità di supplenza, con interesse del 5% all'anno calcolato sulle
scadenze delle singole indennità di supplenza, e più precisamente fr. 133.05
con interesse del 5% dalla data dei singoli conteggi; 

 

5.           
Il comune di CV 5 è condannato a versare a AT 1 un'indennità del 

10.9 % sulle indennità di supplenza, con interesse del 5% all'anno calcolato
sulle scadenze delle singole indennità di supplenza, e più precisamente fr.
147.15 con interesse del 5% dalla data dei singoli conteggi; 

 

6.           
Il comune di CV 6 è condannato a versare a AT 1 un'indennità del 10.9 %
sulle indennità di supplenza, con interesse del 5% all'anno calcolato sulle
scadenze delle singole indennità di supplenza, e più precisamente fr. 202.40
con interesse del 5% dalla data dei singoli conteggi; 

 

7.           
Il comune di CV 7 è condannato a versare a AT 1 un'indennità del 10.9 %
sulle indennità di supplenza, con interesse del 5% all'anno calcolato sulle
scadenze delle singole indennità di supplenza, e più precisamente fr. 880.05
con interesse del 5% dalla data dei singoli conteggi; 

 

8.           
Il comune di CV 8 è condannato a versare a AT 1 un'indennità del 10.9 %
sulle indennità di supplenza, con interesse del 5% all'anno calcolato sulle
scadenze delle singole indennità di supplenza, e più precisamente fr. 119.90
con interesse del 5% dalla data dei singoli conteggi; 

 

9.           
Il comune di CV 9 Inferiore è condannato a versare a AT 1 un'indennità
del 10.9 % sulle indennità di supplenza, con interesse del 5% all'anno
calcolato sulle scadenze delle singole indennità di supplenza, e più
precisamente fr. 134.90 con interesse del 5% dalla data dei singoli conteggi; 

 

10.        
Il comune di CV 10 è condannato a versare a AT 1 un'indennità del 

10.9 % sulle indennità di supplenza, con interesse del 5% all'anno calcolato
sulle scadenze delle singole indennità di supplenza, e più precisamente fr.
131.25 con interesse del 5% dalla data dei singoli conteggi; 

 

11.        
Il comune di CV 11 è condannato a versare a AT 1 un'indennità del 10.9 %
sulle indennità di supplenza, con interesse del 5% all'anno calcolato sulle
scadenze delle singole indennità di supplenza, e più precisamente fr. 162.10
con interesse del 5% dalla data dei singoli conteggi; 

 

12.        
Il comune di CV 12 è condannato a versare a AT 1 un'indennità del 

10.9 % sulle indennità di supplenza, con interesse del 5% all'anno calcolato
sulle scadenze delle singole indennità di supplenza, e più precisamente fr.
200.50 con interesse del 5% dalla data dei singoli conteggi; 

 

AT 1 e
Sindacato svizzero dei servizi pubblici, SSP/VPOD

 

13.        
È accertato che l'art. 5 cpv. 1 primo trattino del Regolamento sulle
supplenze dei docenti è discriminatorio ai sensi dell'art. 8 cpv. 1 e 2 Cost. e
3 LPar.

14.        
È accertato che alle docenti di scuola dell'infanzia con refezione
supplenti è dovuta un'indennità del 10.9 % per la refezione, con interesse del
5% all'anno calcolato sulle scadenze delle singole indennità di supplenza
svolte negli ultimi 5 anni prima della richiesta al rispettivo municipio.

15.        
Protestate spese e ripetibili.

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                          in
fatto

 

                                  A.   Giusta l'art. 21 cpv. 2 della legge sulla scuola
dell'infanzia e sulla scuola elementare (LSIE), l'orario settimanale degli
allievi della scuola dell'infanzia è di 32 ore nelle sedi con refezione e di 25
ore e 15 minuti nelle sedi senza refezione. Per compensare il maggior onere di
lavoro, l'art. 39 del regolamento dei dipendenti dello Stato (RDS), in vigore
sino all'anno scorso, riconosceva alle docenti che sovrintendono alla refezione
un'indennità di 

fr. 2'000.- all'anno oltre al pasto gratuito, valutato fr. 1'400.- 

l'anno (fr. 10.- per pasto). 

Alcuni anni fa numerose docenti di scuola dell'infanzia con l'onere
della refezione hanno convenuto in giudizio davanti a questo tribunale i comuni
presso i quali lavoravano, denunciando la discriminazione di cui sarebbero
state oggetto a livello di trattamento salariale per rapporto alle colleghe
senza refezione. 

Con sentenza del 6 luglio 2004 il Tribunale cantonale amministrativo
ha parzialmente accolto la prima di queste petizioni, riconoscendo il carattere
discriminatorio del trattamento salariale riservato dall'art. 39 RDS alle
docenti con l'onere della refezione. 

Con articolata motivazione, di cui si dirà più avanti per
quanto necessario, questo tribunale ha in sostanza stabilito che l'onere
lavorativo annuo delle docenti senza refezione era valutabile in 1'925.375 ore,
mentre quello delle docenti con refezione ammontava a 2'135.25 ore. Reputando
che l'indennità di fr. 3'400.- l'anno, corrisposta parzialmente in natura, non
remunerasse a sufficienza il maggior onere lavorativo (+ 209.875 ore) delle
docenti con refezione, il comune convenuto è stato condannato a versare all'attrice
un'indennità supplementare pari al 10.9% dello stipendio annuo effettivamente
corrisposto (comprensivo dell'indennità di fr. 2'000.- per la refezione)
dedotto l'importo fisso di 

fr. 3'618.-. 

 

 

                                  B.   Con petizione 22 novembre
2005 AT 1 ha convenuto in giudizio davanti a questo tribunale i comuni
menzionati in epigrafe, presso i quali ha lavorato come docente supplente di
scuola d'infanzia, chiedendo che siano condannati a versarle 

un'indennità supplementare, pari al 10.9% dello stipendio che le è stato
corrisposto. 

Richiamata la sentenza di cui si è appena detto, l'attrice
rileva che l'art. 5 del regolamento sulle supplenze dei docenti del 13 febbraio
1996 (RSD), prevedendo di retribuire le supplenti con un compenso settimanale
di fr. 1'100.-, comprensivo dell'eventuale indennità di refezione, non opera le
necessarie distinzioni tra le docenti con l'onere della refezione e quelle
esenti. La discriminazione andrebbe eliminata riconoscendo anche alle supplenti
con refezione il supplemento fissato da quella sentenza. 

 

 

                                  C.   All'accoglimento della
petizione si oppongono i comuni convenuti, ad eccezione di quello di CV 6, che
invece vi aderisce. 

Ad identica conclusione perviene il DECS, chiamato a pronunciarsi
in proposito. 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. Giusta l'art. 68 LOrd,
le contestazioni per pretese di natura pecuniaria derivanti dal
rapporto d'impiego tra l'autorità di nomina e il dipendente sono di competenza
del Tribunale cantonale amministrativo quale istanza unica. Per autorità di
nomina va inteso il datore di lavoro (Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di
procedura amministrativa ticinese, ad art. 71 PAmm, n. 5 c). 

La proponibilità dell'azione diretta non
dipende dalla natura del rapporto d'impiego, ma dallo statuto giuridico delle
parti, in particolare da quello di dipendente del Cantone, di una sua azienda o
di un suo istituto come funzionario o impiegato, rispettivamente di direttore o
di docente di scuole cantonali o comunali. L'art. 1 LOrd non limita invero il
campo d'applicazione della legge ai rapporti retti dal diritto pubblico. Né una
limitazione della giurisdizione amministrativa ai rapporti assoggettati al
diritto pubblico può essere dedotta dall'art. 68 LOrd. Non possono dunque essere
confermate le conclusioni alle quali è pervenuto questo tribunale in un
precedente giudizio (STA 30.3.1999 in re T.). 

 

1.2. L'attrice AT 1 è stata a più riprese alle dipendenze dei
comuni convenuti quale docente supplente presso le rispettive scuole dell'infanzia.
Le pretese fatte valere sono di natura pecuniaria. La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo a dirimere la vertenza va dunque ammessa. L'art. 20
cpv. 2 LOrd, che assoggetta il rapporto d'impiego del personale amministrativo,
in particolare quello dei supplenti, al diritto privato (art. 319 seg. CO), non
osta al riconoscimento della giurisdizione amministrativa. Ai fini del presente
giudizio la natura effettiva del rapporto d'impiego può peraltro rimanere
indecisa (cfr. sul tema STF 2P.136/2005 del 14.12.2005; Peter Hänni, Das
öffentlichrechtliche Dienstverhältnis, 2002, pag. 38 seg.). 

 

1.3. Il sindacato non è invece un dipendente dei comuni qui
convenuti in giudizio. La sua petizione è dunque manifestamente inammissibile.
Trattandosi di un procedimento proponibile mediante azione diretta e non in via
di ricorso, la legittimazione ad rem non può essere dedotta dall'art. 43
PAmm. 

 

 

                                   2.   Per prassi costante, il
principio della parità di trattamento, garantito in termini generali dall'art.
8 cpv. 1 della Costituzione federale del 18 aprile 1999 (Cost.), non permette
di fare, tra casi simili, delle distinzioni che nessun fatto importante
giustifica o di sottoporre ad un regime identico situazioni che presentano tra
di loro delle differenze rilevanti e di natura tale da rendere necessario un
trattamento diverso. Le situazioni paragonate non devono necessariamente essere
identiche sotto ogni aspetto, la loro similitudine va stabilita per quel che
riguarda i fatti pertinenti per la decisione da prendere (DTF 129 I 113 consid.
5.1.; 346 consid. 6. 125 II 345 consid. 10b; 124 II 193
consid. 8d/aa; 121 I 104 consid. 4a; RDAT 1997 I n. 10 consid. 3a; Jörg Paul
Müller, Die Grundrechte der schweizerischen Bundesverfassung, pag. 239;
Beatrice Weber-Dürler, Zum Anspruch auf Gleichbehandlung in der
Rechtsanwendung, ZBl 2004, 1 seg.).

Nei rapporti di pubblico impiego l'art. 8 cpv. 1 Cost. esige
che i dipendenti che svolgono lo stesso lavoro percepiscano la stessa
retribuzione. Agli enti pubblici è per principio riconosciuto un ampio margine
discrezionale nell'allestimento degli ordinamenti retributivi. Nel rispetto del
divieto d'arbitrio e del principio di uguaglianza, fra i molti fattori che
caratterizzano l'attività del singolo funzionario gli enti pubblici possono
scegliere gli aspetti che ritengono maggiormente qualificanti per definirne la
retribuzione (DTF 129 I 162 consid. 3.2. 165; 125 I 71 consid. 2c/aa 79).
Censurabili sono soltanto le distinzioni che, non fondandosi su motivi
oggettivi e pertinenti, non appaiono ragionevolmente sostenibili. 

 

 

                                   3.   3.1. Secondo l'art. 5 cpv.
1 del regolamento sulle supplenze dei docenti (RSD) del 13 febbraio 1996, nella
versione in vigore sino al 31 agosto 2005, i supplenti erano retribuiti per le
ore di lezione effettivamente impartite, sulla base di un compenso settimanale
corrispondente all'orario completo del docente supplito. Per le scuole dell'infanzia,
il compenso era fissato a fr. 1'100.-, comprensivo delle eventuali indennità
di refezione. 

Considerato che l'orario settimanale completo delle docenti
senza refezione è di 25.25 ore, il compenso orario di questa categoria di
docenti ammontava dunque a fr. 43.56 (1'100.- : 25.25), mentre quello delle
docenti con refezione, gravate da un onere d'insegnamento settimanale di 32
ore, era di fr. 34.375 (anzi, 35.625 se si considera che beneficiano di 4 pasti
gratuiti del valore di fr. 10.- l'uno per settimana). Lo stipendio orario delle
docenti con refezione era di conseguenza sensibilmente inferiore (18.2%) a quello
delle docenti senza refezione. Fra le due categorie di docenti, sussisteva
quindi un'evidente disparità di trattamento, priva di qualsiasi giustificazione
oggettiva, sostanzialmente analoga a quella riscontrata da questo tribunale tra
le docenti nominate od incaricate nella sentenza di cui si è detto in narrativa,
che il semplice pasto gratuito evidentemente non compensava. 

 

3.2. L'attrice chiede che la discriminazione sia corretta
concedendole lo stesso supplemento (10.9%), che è stato riconosciuto alle
docenti nominate e incaricate. La richiesta misconosce che tale supplemento era
stato calcolato valutando l'onere lavorativo annuale complessivo delle docenti
in questione, che non è dato soltanto dalle ore settimanali d'insegnamento
moltiplicate per il numero di settimane di scuola, ma comprende anche tutto il
lavoro di preparazione delle attività scolastiche ed il tempo dedicato ai
contatti con i genitori, con i colleghi e con la direzione dell'istituto
scolastico. Oneri, questi, che, specialmente nel caso di supplenze di breve
durata, non incombono o incombono in misura comunque limitata ai docenti
supplenti. L'attrice dimentica inoltre che quella sentenza stabiliva anche che dall'indennità
supplementare, calcolata moltiplicando lo stipendio annuo versato alle docenti
con refezione per il fattore 0.109, andava ancora dedotta la somma fissa di fr.
3'618.-. Percentualmente, per rapporto allo stipendio, il supplemento
effettivamente dovuto era variabile (1.85% per uno stipendio annuo di fr. 40'000.-;
4.87% per uno stipendio annuo di fr. 60'000.-; 6.37% per uno stipendio annuo di
fr. 80'000.-). 

La discriminazione lamentata dall'attrice non può dunque essere
corretta semplicemente moltiplicando lo stipendio orario delle docenti con
refezione per il fattore 0.109. Per porvi rimedio occorrerebbe valutare in modo
analitico l'onere lavorativo effettivo delle due categorie di docenti
supplenti, tenendo in particolare presente che già nel giudizio più volte
citato l'onere lavorativo corrispondente al momento della refezione è stato
considerato inferiore a quello d'insegnamento. 

Una simile laboriosa indagine può tuttavia essere evitata se
si considera che il Consiglio di Stato ha nel frattempo modificato l'art. 5 RDS
riconoscendo alle docenti supplenti con oneri di refezione un'indennità
supplementare di fr. 25.- per ogni momento di refezione oltre al pasto
gratuito. Indennità, questa, che corrisponde a circa il 10.4% del compenso
giornaliero versato alle docenti supplenti, calcolato in base ad un salario
orario di 

fr. 34.375 per 7 ore di lavoro. 

 

 

4.    Nel caso in
esame, i conteggi presentati dall'attrice consentono al massimo di stabilire i
giorni supplenza effettuati presso ogni singolo comune convenuto. Dato che le
docenti senza refezione erano retribuite allo stesso modo di quelle con
refezione, tali conteggi non permettono tuttavia di stabilire con la dovuta
precisione se l'attrice abbia effettivamente o meno sovrinteso alla refezione. 

La petizione, nella misura in cui è proposta dalla docente AT
1, può dunque essere accolta soltanto nel senso di riconoscere all'attrice un'indennità
supplementare di fr. 25.- per ogni momento di refezione effettivamente prestato,
sino ad un massimo della pretesa fatta valere nei confronti del singolo comune,
lasciando alle parti il compito di stabilirne esattamente il numero. L'accertamento
del carattere discriminatorio dell'art. 39 cpv. 1 RSD nella versione in vigore
sino al 31 agosto 2005 non deve essere esplicitato, perché è sottinteso al
riconoscimento della pretesa pecuniaria fatta valere in giudizio. Considerato
che il difetto è stato nel frattempo emendato, la richiesta non appare d'altronde
più sorretta da alcun interesse. 

La petizione va invece respinta siccome inammissibile nella misura
in cui è proposta dal sindacato SSP/VPOD, perché l'attore non è parte del rapporto
d'impiego con i comuni convenuti. 

 

 

5.    Dato l'esito, si
prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia. 

Le ripetibili, commisurate tenendo conto del carattere
seriale della petizione, analoga ad altre undici, sono suddivise fra i convenuti
proporzionalmente al prevedibile esito dei conteggi di dettaglio. 

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 1, 2, 68, 78, 79 LOrd; 34 LStip; 52 LSc; 7, 12, 21, 30, 37 LSIE; 39
RLALSIE; 8 Cost.; 39 RSD; 31, 51, 71, 74 PAmm; 

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   La petizione è parzialmente
accolta. 

§   Di conseguenza:

 

1.1.       Il
comune di CV 1 verserà all'attrice un compenso di fr. 25.- per ogni momento di
refezione prestato tra il 25 febbraio 2000 ed il 31 agosto 2005, comunque non
oltre fr. 119.90, oltre agli interessi del 5% dalla data dei singoli conteggi. 

 

1.2.       Il
comune di CV 2 verserà all'attrice un compenso di fr. 25.- per ogni momento di
refezione prestato tra il 25 febbraio 2000 ed il 31 agosto 2005, comunque non
oltre fr. 721.25, oltre agli interessi del 5% dalla data dei singoli conteggi. 

 

1.3.       Il
comune di CV 3 verserà all'attrice un compenso di fr. 25.- per ogni momento di
refezione prestato tra il 25 febbraio 2000 ed il 31 agosto 2005, comunque non
oltre fr. 213.55, oltre agli interessi del 5% dalla data dei singoli conteggi. 

 

1.4.       Il
comune di CV 4 verserà all'attrice un compenso di fr. 25.- per ogni momento di
refezione prestato tra il 25 febbraio 2000 ed il 31 agosto 2005, comunque non
oltre fr. 133.05, oltre agli interessi del 5% dalla data dei singoli conteggi. 

 

1.5.       Il
comune di CV 5 verserà all'attrice un compenso di fr. 25.- per ogni momento di
refezione prestato tra il 25 febbraio 2000 ed il 31 agosto 2005, comunque non
oltre fr. 147.15, oltre agli interessi del 5% dalla data dei singoli conteggi. 

 

1.6.       Il
comune di CV 6 verserà all'attrice un compenso di fr. 25.- per ogni momento di
refezione prestato tra il 25 febbraio 2000 ed il 31 agosto 2005, comunque non
oltre fr. 202.40 oltre agli interessi del 5% dalla data dei singoli conteggi. 

 

1.7.       Il
comune di CV 7 verserà all'attrice un compenso di fr. 25.- per ogni momento di
refezione prestato tra il 25 febbraio 2000 ed il 31 agosto 2005, comunque non
oltre fr. 880.05, oltre agli interessi del 5% dalla data dei singoli conteggi. 

 

1.8.       Il
comune di CV 8 verserà all'attrice un compenso di fr. 25.- per ogni momento di
refezione prestato tra il 25 febbraio 2000 ed il 31 agosto 2005, comunque non
oltre fr. 119.90, oltre agli interessi del 5% dalla data dei singoli conteggi. 

 

1.9.       Il
comune di RA 9 verserà all'attrice un compenso di fr. 25.- per ogni momento di
refezione prestato tra il 25 febbraio 2000 ed il 31 agosto 2005, comunque non
oltre fr. 134.90, oltre agli interessi del 5% dalla data dei singoli conteggi. 

 

1.10.    Il comune di CV
10 verserà all'attrice un compenso di fr. 25.- per ogni momento di refezione
prestato tra il 25 febbraio 2000 ed il 31 agosto 2005, comunque non oltre fr.
131.25, oltre agli interessi del 5% dalla data dei singoli conteggi. 

 

1.11.    Il comune di CV
11 verserà all'attrice un compenso di fr. 25.- per ogni momento di refezione prestato
tra il 25 febbraio 2000 ed il 31 agosto 2005, comunque non oltre fr. 162.10, oltre
agli interessi del 5% dalla data dei singoli conteggi. 

 

1.12.    Il comune di RA
12 verserà all'attrice un compenso di fr. 25.- per ogni momento di refezione
prestato tra il 25 febbraio 2000 ed il 31 agosto 2005, comunque non oltre fr.
200.50, oltre agli interessi del 5% dalla data dei singoli conteggi. 

 

 

2.    Non si prelevano
né tasse, né spese. 

 

 

3.    Le ripetibili di
fr. 300.- sono suddivise fra i comuni convenuti come segue: 

– fr. 10.- a carico del comune di CV 1; 

– fr. 70.- a carico del comune di CV 2; 

– fr. 20.- a carico del comune di CV 3; 

– fr. 15.- a carico del comune di CV 4; 

– fr. 15.- a carico del comune di CV 5; 

– fr. 90.- a carico del comune di CV 7; 

– fr. 15.- a carico del comune di CV 8; 

– fr. 15.- a carico del comune di CV 9; 

– fr. 15.- a carico del comune di CV 10; 

– fr. 15.- a carico del comune di CV 11; 

– fr. 20.- a carico del comune di CV 12. 

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                            Il
segretario