# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7a461f1a-fcb5-50fc-a992-298a9f536f30
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-10-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 20.10.2025 35.2025.46
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2025-46_2025-10-20.html

## Full Text

Incarto
  n.

  35.2025.46

   

  cr

  	
  Lugano

  20 ottobre 2025        

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Cinzia Raffa Somaini, cancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 5 giugno 2025 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 5 maggio
  2025 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro
  gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  In data 23 maggio 2019, RI 1, nato
nel 1989, a quel momento dipendente dell’Impresa __________ in qualità di
gruista e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni e le malattie
professionali presso l’CO 1, scendendo da un gradone ha distorto la caviglia
destra (cfr. doc. 1 e doc. 12). 

                                  I sanitari del Servizio di PS
dell’Ospedale __________ hanno diagnosticato una distorsione della caviglia
destra (doc. 18). La RMN del 26 luglio 2019 ha evidenziato la presenza di un
processo algodistrofico post-traumatico a carico dell’astragalo (doc. 30). A
margine della consultazione del 18 dicembre 2019, il dott. __________ ha posto
la diagnosi di CRPS alla caviglia destra (doc. 58).

 

                                  L’istituto assicuratore ha
assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge. 

                                  L’assicurato ha ripreso
l’attività lavorativa a contare dal 14 novembre 2019 (doc. 65). 

 

                          1.2.  Nel febbraio 2020, il datore di
lavoro ha annunciato una ricaduta dell’evento traumatico del maggio 2019, con
inabilità lavorativa completa a far tempo dal 4 febbraio 2020 (doc. 62),
ricaduta riguardo alla quale l’amministrazione ha ammesso la propria
responsabilità. 

 

                                  In quel contesto, l’assicurato è
stato sottoposto il 28 luglio 2021 a un intervento artroscopico di
sbrigliamento e di débridement a livello sottotalare e calcaneo-cuboideo
destro (cfr. doc. 175), successivamente al quale egli ha lamentato
un’importante recidiva di CRPS (cfr. doc. 191, p. 4, doc. 220, p. 3 e doc. 227,
p. 3). 

 

                          1.3.  Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 23 gennaio 2023,
l’assicuratore ha negato all’assicurato il diritto a una rendita d’invalidità,
mentre gli ha assegnato un’indennità per menomazione dell’integrità (IMI) del
35% (doc. 291). 

 

                                  A seguito dell’opposizione
interposta dall’avv. RA 1 (cfr. doc. 298 e doc. 306), in data 24 luglio 2023,
l’CO 1 ha modificato la sua prima decisione nel senso che all’assicurato è
stata riconosciuta una rendita d’invalidità del 10%, versata a titolo
transitorio in considerazione dei provvedimenti decisi nel frattempo
dall’assicurazione per l’invalidità (doc. 318). 

 

                                  Con STCA 35.2023.80 del 18 marzo
2024 questo Tribunale - chiamato ad esprimersi unicamente riguardo all’entità
del grado dell’invalidità che presenta il ricorrente (essendo incontestata sia
la stabilizzazione dello stato di salute infortunistico dal 1° gennaio 2023,
che l’entità dell’IMI assegnata con la decisione formale del 23 gennaio 2023) –
ha annullato la decisione su opposizione impugnata e ha rinviato
gli atti all’assicuratore resistente affinché disponesse un approfondimento
peritale esterno (art. 44 LPGA) volto, in ultima analisi, a determinare
l’esigibilità lavorativa in relazione al danno alla salute infortunistico e, in
seguito, l’entità del grado d’invalidità dell’insorgente (cfr. doc. 350).

 

                          1.4.  Dopo aver fatto esperire una
perizia ortopedico-traumatologica, affidata al dr. __________ (cfr. doc. 373), con
decisione del 21 febbraio 2025 l’assicuratore infortuni ha assegnato
all’assicurato una rendita di invalidità del 18% dal 25 giugno 2023 (al termine
dei provvedimenti professionali dell’AI) (cfr. doc. 392).

 

                                  A seguito dell’opposizione
interposta dall’avv. RA 1, chiedendo che all’assicurato venga riconosciuta una
rendita di invalidità del 100% (cfr. doc. 398), in data 5 maggio 2025 l’CO 1 ha
integralmente confermato la sua decisione (doc. 411). 

 

                          1.5.  Con tempestivo ricorso del 5 giugno
2025, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha chiesto che, annullata la
decisione su opposizione impugnata, all’assicurato venga riconosciuto il
diritto ad una rendita di invalidità del 100%.

 

                                  Sostanzialmente, il patrocinatore
ha rilevato che l’assicurato, afflitto oltre che da disturbi di indubbia natura
somatica che ancora lo obbligano a deambulare con l’ausilio di stampelle, anche
da uno scompenso di origine psichica, è totalmente inabile al lavoro.

 

                                  L’avv. RA 1 ha poi sostenuto che,
anche qualora si volesse ritenere che l’assicurato dispone di una minima
capacità lavorativa nello svolgimento di attività leggere e sedentarie, il
reddito da invalido andrebbe maggiormente ridotto in considerazione del tipo di
permesso in possesso dell’assicurato, del suo livello formativo e della
persistente inabilità lavorativa (cfr. doc. I).

 

                          1.6.  L’CO 1, in risposta, ha postulato
che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra,
nei considerandi di diritto (doc. III). 

 

                          1.7.  In data 12 settembre 2025, l’avv. RA
1 ha prodotto ulteriore documentazione medica (doc. XI + 1-5).

 

                          1.8.  L’istituto assicuratore resistente
si è pronunciato in proposito il 26 settembre 2025 (doc. XIII). 

                                  Le considerazioni
dell’assicuratore infortuni sono state trasmesse all’assicurato (cfr. doc. XIV),
per conoscenza. 

 

considerato                 in diritto

 

                                  in
ordine

 

                          2.1.  Preliminarmente, richiamata la STF
8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2 (relativa a un caso in cui l’incarto
era stato affidato dall’assicuratore a un legale esterno all’istituto per le
fasi della procedura giudiziaria; sul tema, si veda pure la STF 8C_561/2019
dell’11 maggio 2020 consid. 1), questa Corte rileva che decide la presente vertenza
nella sua composizione ordinaria (pubblicata su FUCT N. 94 del 16 maggio 2024)
poiché, come dichiarato dall’CO 1 in una comunicazione dell’8 giugno 2020 al
TCA, l’incarto sub judice è stato trattato dalla funzionaria che figura nell’intestazione degli
allegati prodotti (in concreto, dall’avv. RA 2), senza che la giurista di
lingua italiana figlia del Giudice Ivano Ranzanici se ne sia in alcun modo
occupata (cfr. STF 8C_668/2021 del 18 febbraio 2022 consid. 2.1).

 

                                  nel
merito

 

                          2.2.  In concreto, litigiosa è unicamente
l’entità del grado dell’invalidità che presenta il ricorrente. 

 

                                  Giusta
l'art. 18 cpv. 1 LAINF, l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per
cento a seguito d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.

 

                                  Secondo
l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale
o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

                                  Il
TF, in una sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, pubblicata in RAMI 2004 U 529,
p. 572 ss., ha rilevato che l'art. 18 LAINF rinvia direttamente all'art. 8
LPGA; l'art. 8 cpv. 1 LPGA, a sua volta, corrisponde al previgente art. 18 cpv.
2 prima frase LAINF, motivo per il quale occorre concludere che non vi sono
stati cambiamenti di rilievo in seguito all'introduzione della LPGA.

                                  Da
parte sua, l'art. 16 LPGA prevede che per valutare il grado d’invalidità, il
reddito che l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività
ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione
di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del
mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto
ottenere se non fosse diventato invalido.

                                  L'Alta
Corte, nella sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, citata in precedenza, ha
rilevato che anche l'art. 16 LPGA non ha modificato la valutazione del grado di
invalidità dell'assicurato previsto dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18
cpv. 2 seconda frase LAINF.

                                  Nella
stessa pronuncia la nostra Massima Istanza ha quindi concluso che in ambito
LAINF la giurisprudenza relativa ai concetti di inabilità lavorativa, inabilità
al guadagno e invalidità continua a mantenere la sua validità anche in seguito
all'introduzione della LPGA.

                                  Su
questi aspetti si veda pure la DTF 130 V 343.

                                  Due
sono, dunque, di norma gli elementi costitutivi dell'invalidità:

 

                                  1.  il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)

                                  2.  la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).

 

                                  Tra
il danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un
nesso causale adeguato (fattore causale). 

                                  Nell'assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni deve esserci inoltre un nesso causale,
naturale ed adeguato, tra il danno alla salute e l'infortunio.

 

                          2.3.  L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della
capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di
salute.

                                  D'altro
canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui
dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in
questione.

 

                                  Spetta
al medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato
e di tracciare un esatto quadro degli impedimenti che egli incontra
nell'esplicare determinate funzioni.

                                  Il
medico indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua
professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in
altre analoghe.

 

                                  Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti
provocano sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente
confacenti (cfr., su questi aspetti, STF I 871/02 del 20 aprile 2004 e STF I
162/01 del 18 marzo 2002). 

                                  L'invalidità,
proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello che egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo
l'adozione di eventuali provvedimenti integrativi (cfr. art. 16 LPGA).

 

                                  I
due redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipotetici. L'ipotesi deve
però poggiare su solide basi, avere un fondamento oggettivo.

                                  La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'è la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

                                  Il
TF ha avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un
rapporto di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se
l'assicurato può esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo
lavora tutta la sua residua capacità lavorativa (STF U 25/94 del 30 giugno
1994).

                                  La
perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno computabile
soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al mercato del
lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro particolarmente
stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato esercita un'attività
ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare che sfrutti al
massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito corrisponde ad una
prestazione di lavoro e non a un salario sociale (RAMI 1991 U 130, p. 270ss.
consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

                                  Le
ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale
della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se,
sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego,
esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la
propria residua capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).

 

                                  I.
Termine: reddito da invalido

 

                                  La
misura dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va
valutata in funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze
personali come l'età, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione
professionale.

                                  Secondo
la giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno
considerate circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria.
Particolarità quali formazione professionale o conoscenza linguistiche carenti
hanno, in quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla
media. In tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due
redditi da porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p.
97ss., consid. 5a, b).

                                  Nel
valutare la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla
in capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del
mercato del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato,
nella situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si
controbilancino (cfr. RAMI 1994 U 187, p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STF del
30 giugno 1994 succitata).

 

                                  Specifica
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni è la norma di cui all'art.
28 cpv. 4 OAINF:

 

"
Se a causa della sua età
l'assicurato non riprende più un'attività lucrativa dopo l'infortunio o se la
diminuzione della capacità di guadagno è essenzialmente dovuta alla sua età
avanzata, sono determinanti per valutare il grado d'invalidità i redditi che
potrebbe eseguire un assicurato di mezza età vittima di un danno alla salute
della stessa gravità."

 

                                  II.
Termine: reddito conseguibile senza invalidità

 

                                  Nel
determinare il reddito conseguibile senza invalidità ci si baserà per quanto
possibile sulla situazione antecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà
l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazione si
sarebbe mantenuta sostanzialmente stabile (cfr. STF del 15 dicembre 1992 nella
causa G.I.M.). Ci si discosterà da questa proiezione solo se le premesse per
modifiche di qualche rilievo sono già date al momento dell'infortunio o se
particolari circostanze ne rendono il verificarsi altamente probabile (cfr.
RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5b; 4a, b).

 

                                  Il
grado di invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra
il reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico,
conseguibile da invalido.

 

                          2.4.  Nel
caso di specie, dalle tavole processuali si evince che l’assicuratore infortuni
ha considerato l’assicurato pienamente abile al lavoro in attività leggere e
sedentarie, con una riduzione del rendimento del 10%, fondandosi, conformemente
a quanto disposto dal TCA nella sentenza di rinvio 35.2023.80 del 18 marzo
2024, sulla valutazione peritale svolta dal dr. __________, spec. in chirurgia
ortopedica e traumatologia.

 

                                  In effetti quest’ultimo, con
apprezzamento peritale del 3 settembre 2024, dopo
aver posto le diagnosi ortopediche di “1.
Schmerzhaft eingeschänkte OSG-Beweglichkeit rechts nach: OSG-Distorsion am
23.05.2019, konservativ behandelt, vermutlich CRPS; Arthroskopie rechtes OSG,
Narben-Debridement, offene Sinus-tarsi-Ausräumung am 28.07.2021 mit
nachfolgendem CRPS; 2. Ganua vara, rechts mehr als links; 3. Os trigonum am
rechten Rückfuss” e avere discusso nel dettaglio ogni aspetto di ciascun disturbo
(cfr. “7.2.1 Verkehrsunfall am 20.07.2016”; “7.2.2 Genua vara”; “7.2.3 Os
trigonum am rechten Fuss”; “7.2.4 Bein-Längen-Differenz”; “7.2.5
Rückenbeschwerden”), ha eseguito la seguente disamina:

 

" 7.3
Aktueller Zustand

 

7.3.1 klinisch-orthopädische Befunde

Bei der Gutachter-Untersuchung am 23.08.2024 gab der Versicherte
an, er habe andauernd starke Schmerzen in der unteren Hälffe des rechten Beines
bis zu den Zehen. Die Lokalisation und das Ausmass der geschilderten Schmerzen
stehen in keinem Verhältnis zum Unfallereignis mit der Distorsion, aber ohne
objektivierbare Struktur-Schäden.

 

Die geschilderten Schmerzen stehen auch nicht in einem
nachvollziehbaren Verhältnis bezüglich Lokalisation und Narben-Zustand nach dem
Eingriff vom 28.07.2021.

Zudem sagt der Versicherte, der Unterschenkel und
Fuss seien immer kalt. Dies entspricht einer Allodynie Bei der klinisch-orthopädischen Untersuchung am 23.08.2024 findet
der Unterzeichnende reizlose Narben. Die Haut ist am distalen Unterschenkel und
Fuss stark berührungsempfindlich,

entsprechend einer Hyperalgesie. Im Vergleich mit
der Gegenseite bestehen jedoch keine Farb-Veränderungen, keine ödeme
oder vermehrte Behaarungen (Foto Nr. 3 und 4 im Anhang), auch keine
Temperatur-Differenzen. Die Beweglichkeit rechts ist schmerzhaff reduziert.

Gestützt auf die Budapest-Kriterien [1 ] liegt demnach aktuell kein CRPS
vor (siehe Tabelle).

(…)

 

7.3.2 Diskrepanzen

Wie bereits bei der kreisärztlichen Untersuchung am 17.12.2020 (Bericht Dr. __________, Akten
Nr. 131) weisen auch aktuell gewisse Befunde auf Diskrepanzen hin.

Aktiv wird das rechte OSG kaum bewegt. Passiv ist
die Beweglichkeit nur durch die Schmerzabwehr und nicht durch in den
Bild-Dokumenten objektivierbare strukturelle Veränderungen begrenzt.

Die seitengleiche Fuss-Beschwielung spricht gegen
eine konsequente Nicht-Belastung des rechten Fusses.

Aufgrund der objektivierbaren Befunde ist die
Verwendung von Gehstöcken einzig durch die subjektiv empfundenen Schmerzen
erklarbar.

Der Versicherte klagt über eine Hyperalgesie,
Dysästhesie und Allodynie des rechten Fusses und Unterschenkels. Trotzdem trägt
er Socken, eine Diskrepanz auf die auch Dr. __________, Oberarzt der __________
aufmerksam macht (Mail vorn 12.11.2021, Akten Nr. 202).

 

7.3.3 psycho-soziale Situation

Im Austrittsbericht der __________ vom 03.01.2022
(Akten Nr. 221) wird erwähnt,
dass am 02.11.2021 eine Beurteilung durch die Psychologin Frau __________
erfolgt sei. Ein diesbezüglicher
Bericht liegt nicht vor.

 

Die Neurologin Frau Dr. __________, __________
behauptet, der Versicherte leide an einem posttraumatischen Angst- und
Depressions-Syndrom mit Schlaflosigkeit und chronischen

Kopfschmerzen (Bericht vom 07.10.2023, Akten Nr.
335). Laut dem Rechts- und Versicherungsmediziner Dr. __________ leide der
Versicherte an schweren posttraumatischen Stress-Störungen (Bericht vom 13.10.2023, Akten Nr. 335).

Zudem stand der Versicherte in psychologischer
Behandlung (Bericht ohne Datum der Psychologin Frau Dr. __________, Akten Nr.
335).

Der unterzeichnende Facharzt für Orthopädie ist nicht in der Lage, die psychische Situation des Versicherten
fachkundig und abschliessend einzuordnen. Es ist jedoch auch für den Nicht-Psychiater offensichtlich, dass
eine nicht-somatische Störung
die Fixierung des Versicherten auf die Stock-Entlastung und folglich die anhaltende
ArbeitSunfähigkeit beeinflusst.

 

Unbestritten ist, dass beim CRPS auch psychische
Faktoren mitspielen. Es wird eine psychologische Mit-Behandlung empfohlen.

Aufgrund der Schilderungen des Versicherten und
des Vaters des Versicherten am 23.08.2024 (siehe Aussagen des im Kapitel 4)
lebt der Versicherte zurzeit ohne Einkünfte und sozialen des-Integriert. Dass diese Des-Integration in
Wechselwirkung mit der Psyche

steht, ist auch für den Nicht-Psychiater nachvollziehbar.

Im Widerspruch dazu steht allerdings das
Schreiben der CO 1 vom 25.07.2023, wonach er ab dem 24.04.2023 wieder ein
Taggeld erhalte (Akten Nr. 323). Ein Folge-Entscheid, der dies ändert,
konnte der Unterzeichnende in den Akten nicht finden.”

 

Alla luce di tale accurata analisi, il perito si è quindi espresso
riguardo alla capacità lavorativa, ritenendo l’assicurato, per motivi di
sicurezza, totalmente inabile nella propria precedente attività di gruista.

 

Lo specialista ha poi elencato i limiti funzionali, ritenendo
inesigibile per l’assicurato il trasporto di carichi superiori a
5 kg; la posizione in piedi in modo continuo e prolungato (oltre 5 minuti),
così come il dover percorrere lunghe distanze a piedi, superiori a mezz'ora;
camminare su terreni irregolari o in pendenza; lavorare su scale e impalcature;
utilizzare macchinari con il piede destro (ad esempio, azionare i pedali) e
guidare un veicolo.

Rispettando tali limiti funzionali, il dr. __________
ha considerato che, da un punto di vista puramente ortopedico, è esigibile lo
svolgimento di attività leggere e sedentarie a tempo pieno, con una riduzione
del rendimento del 10% a causa del dolore (cfr. punto 7.4). 

 

Il perito si è poi così espresso riguardo ai fattori cognitivi:

 

" 7.4
Kognitive Faktoren

Beim Unfall-Ereignis am 23.05.2019 kam es weder zu Verletzungen
zentral-neurologischer Strukturen noch zur Schädigung der Sinnes-Organe. Daher
sind die kognitiven Fähigkeiten direkt unfall-bedingt nicht beeinträchtigt.

Die vom Versicherten genannten Medikamente - zurzeit nicht-steroidale
Antirheumatika NSAR - vermögen die kognitiven Funktionen nicht einzuschränken.

Eine allfällige weiterführende Klärung kognitiver Probleme müsste
durch einen Neuro-Psychologe erfolgen.”

 

Da ultimo, il dr. __________ ha quindi risposto ai quesiti peritali:

 

" 8.
Beantwortung der Fragen

 

1. Tenuto conto unicamente dei postumi infortunistici in relazione
di causalità almeno probabile con l'infortunio come valutate la capacità di lavoro
dell'assicurato in un'attività leggera prettamente sedentaria?

 

Aus orthopädischer Sicht sind folgende Tätigkeiten zumutbar:

-     Ieichte
sitzende Arbeiten

-     gelegentliches
kurzdauerndes Gehen

 

nicht zumutbar sind:

-   Tragen von Lasten über 5 kg (infolge des
Stockgebrauchs)

-   häufiges und längeres Stehen (über 5 min.)

-   Iängere Gehstrecken über 1/2 h

-   gehen auf unebenem oder abfallendem Gelände

-   Arbeiten auf Leitern und Gerüsten

-   das Bedienen von Maschinen unter Einsatz des
rechten Fusses (z.B. betätigen von Pedalen)

-   steuern
eines Fahrzeugs, was den Arbeitsweg eingeschränkt oder zeitaufwändig macht.

Quante ore al giorno è in grado di lavorare l'assicurato?

Aus orthopädischer Sicht ist eine vollzeitliche Tätigkeit zumutbar.

 

Con che rendimento durante le ore di presenza?

Aus orthopädischer Sicht ist das Rendement infolge der Schmerzen
um schätzungsweise 10% eingeschränkt.

 

2. L'assicurato presenta dei problerni cognitivi in relazione con
la sintomatologia algica che può essere messa in relazione con i postumi dell'infortunio
(dolori neuropatici, CPRS o altro)?

Aus orthopädischer Sicht hat das Ereignis vom 23.05.2019 nicht zu
kognitiven Störungen geführt.

Auch die derzeit eingenommenen Medikamente führen nicht zu
kognitiven Störungen.” (Doc. 373)

 

                                  In
sede di opposizione, l’insorgente ha contestato le conclusioni peritali del dr.
__________, escludendo di poter svolgere un’attività lavorativa seppur leggera.

                                  A
comprova delle proprie pretese, egli ha prodotto il referto del 12 novembre
2024 con il quale la dott.ssa __________, psicologa, posta la diagnosi di
“ICD-10: F43.1 disturbo post-traumatico da stress (PTSD) catratterizzato da
insonnia, pessimismo e un forte senso di abbandono; DSM 5 309.81 (F43.10) –
disturbo da stress post-traumatico associato a umore depresso, difficoltà di
concentrazione, irritabilità e sentimenti di sfiducia e isolamento”, ha
raccomandato un supporto psicologico continuativo; interventi riabilitativi
mirati al miglioramento della qualità del sonno e alla gestione del dolore
cronico; sostegno economico e sociale per ridurre il disagio finanziario; programmi
di reinserimento lavorativo realistici e mirati per permettere al paziente di
ritrovare uno scopo e un senso di utilità sociale” (doc. 408).

 

                                  Esprimendosi in merito ai
disturbi psichici, nella decisione su opposizione l’istituto assicuratore ha indicato
di “rinviare a quanto figura nell’allegato del 13 novembre 2023” (cfr. doc. A),
nel quale aveva già negato l’adeguatezza del nesso causale, dato che
l’infortunio occorso all’assicurato “costituisce un evento banale o di poca
gravità per cui la causalità adeguata può essere negata d’acchito” (cfr. doc.
338).

                                  

In corso di causa, il patrocinatore dell’insorgente ha ribadito
che l’interessato, per motivi fisici e psichici, non è tuttora in grado di
lavorare, trasmettendo al TCA ulteriori referti medici e meglio:

 

-       
referto della RM colonna cervicale del 16 luglio 2025 (cfr. doc. XI/1);

-       
attestazione fisioterapica del 29 agosto 2025 (cfr. doc. XI/2);

 

-       
breve referto del 5 settembre 2025 del dr. __________, ortopedico,
attestante la riduzione del tono e del trofismo dei muscoli della gamba da non
uso (doc. XI/3);

-       
breve referto dell’11 settembre 2025 del dott. __________, medico
chirurgo, il quale certifica che l’assicurato “presenta una s. algodistrofica
del piede destro con dolore neuropatico ed aree di allodinia ed iperalgesia
nella regione perimalleolare esterna. La deambulazione può avvenire solo con
l’ausilio di un doppio sostegno. Tale condizione ha inficiato fortemente il suo
profilo psicologico evidenziandosi una difficoltà relazionale con tendenza
all’autoisolamento sociale, perdita dell’autostima e timopsiche depressa. È in
trattamento psicoterapico e farmacologico” (doc. XI/4); 

-       
relazione di Follow-up psicologico dell’11 settembre 2025, con la quale
la dott.ssa __________, aggiornando la situazione rispetto al 2024, ha indicato
la sostanziale stazionarietà della sintomatologia sul piano clinico, osservando
una maggiore rassegnazione e ridotta speranza di miglioramento (cfr. doc.
XI/5).

 

Al riguardo l’istituto
assicuratore, con le osservazioni del 26 settembre 2025, ha ritenuto che “per
quanto riguarda la situazione organica la documentazione prodotta non permette
di mettere in dubbio il fondamento della perizia amministrativa esperita dal
dott. __________ in un assicurato che lamenta peraltro problemi alla salute che
non concernono l’CO 1”, evidenziando come i disturbi a livello lombare non siano
di natura post-infortunistica e negando pure, alla luce dei criteri di
Budapest, la presenza di una CRPS. L’assicuratore infortuni ha, inoltre,
ribadito che “dal lato psichico l’CO 1 ha rifiutato la causalità adeguata”
(doc. XIII).

 

                          2.5.  Per
costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale
l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia
giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo
amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U
281, p. 282; DTF 104 V 209; STF U 259/02 dell'8 luglio 2003 consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in
BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                  Nella DTF 125 V 351 seg. (=
SVR 2000 UV Nr. 10 p. 33 ss. e RAMI 1999 U 356 p. 572),
la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle
dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante,
a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente
motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere
degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. 

                                  Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                  In una sentenza 8C_216/2009
del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale federale ha
precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la propria
sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze
dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno, neppure il
più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in tali
rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi
che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU,
discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità
dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova
propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare,
anche le certificazioni dei medici curanti.

 

                                  In
una sentenza 8C_624/2024 del 24 aprile 2025, il Tribunale federale ha
confermato la propria giurisprudenza e ha in particolare sottolineato che: 

 

"
(…).

5.2.1. Das
Bundesgericht hat mit Urteil BGE 135 V 465 entschieden, auch unter Berücksichtigung der
neueren Rechtsprechung des Europäischen Gerichtshofes für Menschenrechte
bestehe im Verfahren um Zusprechung oder Verweigerung von
Sozialversicherungsleistungen kein förmlicher Anspruch auf eine
versicherungsexterne Begutachtung. Eine solche sei indessen anzuordnen, wenn
auch nur geringe Zweifel an der Zuverlässigkeit und Schlüssigkeit der
versicherungsinternen ärztlichen Feststellungen bestünden (E. 4). Diese
Rechtsprechung wurde zuletzt mit Urteil BGE 145 V 97 E. 8.5 in fine bestätigt.  

Soweit der Beschwerdeführer rügt, es gebe keine
rechtliche und fachliche Grundlage, den Suva-Ärzten im Vergleich zu beratenden
Ärzten anderer Versicherer im Rahmen der Verfahrensfairness eine besondere
Stellung einzuräumen, ist dies nicht stichhaltig. Denn praxisgemäss sind
beratende Ärzte, was den Beweiswert ihrer ärztlichen Beurteilung angeht,
versicherungsinternen Ärzten gleichgesetzt (nicht publ. E. 4.3 des Urteils BGE
150 V 188, veröffentlicht
in SVR 2024 UV Nr. 27 S. 107; Urteil 8C_381/2024 vom 14. Februar 2025 E.
2.3 mit Hinweis). 

 

5.2.2. Insgesamt vermag der Beschwerdeführer - auch mit
seinem pauschalen Verweis auf die Literatur - keine Gründe für eine Änderung
dieser Rechtsprechung aufzuzeigen (hierzu vgl. BGE
145 V 304 E. 4.4),
wonach auf die Berichte versicherungsinterner medizinischer Fachpersonen
abgestellt werden kann, wenn keine auch nur geringen Zweifel an der Richtigkeit
ihrer Schlussfolgerungen bestehen. Nachfolgend ist somit zu prüfen, ob die
Vorinstanz solche Zweifel hinsichtlich der Beurteilungen des Dr. med. univ.
F.________ zu Recht verneinte.  

 

5.3. Weiter ist festzuhalten, dass alleine das
Anstellungsverhältnis einer versicherungsinternen Fachperson zum
Versicherungsträger nicht schon auf mangelnde Objektivität und Befangenheit
schliessen lässt (BGE
137 V 210 E.
1.4; 135 V
465 E. 4.4). Konkrete
Indizien für eine Voreingenommenheit des Kreisarztes Dr. med. univ. F.________
werden in der Beschwerde nicht benannt und sind nicht erkennbar.”

 

                                  Trattandosi invece di
perizie affidate dagli assicuratori sociali, durante la procedura amministrativa,
a medici esterni all’amministrazione o a servizi specializzati indipendenti,
esse godono di piena forza probatoria, a condizione che non esistano indizi
concreti che ne mettano in dubbio l’affidabilità (cfr. STF 8C_862/2014 del 2
aprile 2015 consid. 3.2 e riferimenti ivi citati). 

                                  Per quel che concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante
è che esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami
approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata,
che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella
presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano
motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352;
RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160 ss.,
consid. 1c e riferimenti). 

 

                                  L'elemento
rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo
di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma
semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

                                  È utile osservare che se vi sono dei
rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la vertenza senza
valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un
rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia, precisato che non
si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri medici e parimenti
esponga correttamente da un punto di vista medico, come farebbe un perito, i
punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è l’opinione più adeguata
(cfr. STF I 811/03 del 31 gennaio 2005 consid. 5 in fine; STF I 673/00 dell’8
ottobre 2002; SVR 2000 UV Nr. 10 p. 35 consid. 4b).

 

                                  Va infine segnalato che, in
una sentenza 9C_311/2024 del 6 maggio 2025 consid. 6.2.4, l’Alta Corte ha
ribadito che:

 

"
… la prassi prevede che, di
principio, deve essere considerato con la necessaria prudenza l’avviso dei
medici curanti a causa dei particolari legami che essi hanno con il paziente
(DTF 125 V 351 consid. 3b/cc), come pure in relazione allo scopo di trattamento
del curante rispetto a quello di un medico perito (cfr. sentenza 9C_662/2021
del 2 agosto 2022 consid. 5.2.1), per cui, secondo l’esperienza comune, il
medico curante tende generalmente, in caso di dubbio, a pronunciarsi in favore
del proprio paziente in ragione del rapporto di fiducia che lo unisce a
quest’ultimo.”

 

                          2.6.  Chiamato a
pronunciarsi nella concreta evenienza, tutto ben considerato, il TCA ritiene di
poter validamente fondare il proprio giudizio sull’apprezzamento peritale
espresso - a seguito della sentenza cantonale di rinvio e nel rispetto della
procedura di cui all’art. 44 LPGA - dall’esperto amministrativo, specialista
proprio nella materia che qui interessa e che vanta un’ampia esperienza nella
medicina infortunistica e assicurativa, secondo il quale i postumi
infortunistici rendono ancora esigibile al 100%, con una riduzione del
rendimento del 10% per tenere conto della dolorabilità, lo svolgimento di
attività adeguate, leggere, essenzialmente sedentarie. 

 

                                  In
particolare, dalla documentazione agli atti non emergono indizi concreti
suscettibili di sminuire il valore probatorio attribuito alla perizia elaborata
dal dr. __________.

 

Da notare, al riguardo, come i
referti prodotti in corso di causa dall’insorgente a dimostrazione della sua
presunta totale inabilità lavorativa (cfr. la documentazione medica allegata al
doc. XI) non abbiano messo in evidenza disturbi che non siano già stati
accuratamente presi in considerazione e valutati dal dr. __________ in ambito
peritale. 

 

Al contrario, il perito ha, attraverso una articolata e ben
motivata disamina, spiegato le ragioni per le quali i disturbi accusati a
livello della colonna vertebrale non possano essere ritenuti di natura
post-infortunistica. Al punto “7.2.5” dell’apprezzamento peritale, difatti, lo
specialista ha evidenziato che la colonna vertebrale non è stata coinvolta
nell’infortunio; che le radiografie del 20 luglio 2020 non hanno mostrato
anomalie alla colonna cervicale, toracica e lombare e che l'esame
clinico svolto al momento dell’esame peritale del 23 agosto 2024 ha rivelato
una forma e una funzione normali della colonna vertebrale. 

Il dr. __________ ha anche escluso l’esistenza di un
nesso causale tra la zoppia - e il correlato uso delle stampelle - e il mal di schiena,
non ricorrendo nel caso di specie gli estremi per poterlo eccezionalmente
riconoscere.

                                  Il
TCA concorda con la valutazione del perito.

                                  Da
una parte, infatti, la schiena non è rimasta coinvolta nell’infortunio in
discussione, ciò che consente di escludere a priori l’esistenza di un
nesso causale diretto. 

                                  D’altra
parte, può anche essere escluso che i disturbi lombari lamentati costituiscano
una conseguenza indiretta del sinistro (quale risultato di una
deambulazione viziata provocata dal danno al piede destro). Come spiegato dal
dr. __________, il caso dell’assicurato non rientra, infatti, fra quelli limite
enumerati dalla giurisprudenza (cfr. sul tema la STCA 35.1999.92-93 del 4
maggio 2000, nella quale i periti giudiziari, i dottori __________ e __________,
a quell’epoca Primari presso la Clinica di chirurgia ortopedica dell'Ospedale
universitario di __________, avevano spiegato che solo in casi eccezionali
lo zoppicare può condurre a un sovraccarico del rachide; principi
costantemente confermati in successive pronunzie (cfr. STCA 35.2011.22 del 20
marzo 2012 consid. 2.3.3., 35.2006.93 del 26 luglio 2007 consid. 2.3.3.,
35.2007.33 del 27 giugno 2007 consid. 2.5., 35.2006.73 del 14 giugno 2007
consid. 2.13., 35.2004.100 del 9 marzo 2005 consid. 2.8. e 35.2001.79 del 25
febbraio 2002 consid. 2.5.2.2., confermata dal TFA con sentenza U 122/02 del 28
maggio 2004 consid. 4.1, pubblicata in RtiD II-2004 n. 62).

                                  Questi principi sono poi stati pienamente condivisi in una perizia giudiziaria a cura
del PD dott. __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia,
nella causa sfociata nella STCA 35.2013.63 del 4 dicembre 2014 consid. 2.2.4..

 

Il dr. __________ ha pure
negato, alla luce dei criteri di Budapest, la presenza di una CRPS.

Egli ha rilevato come il dolore descritto non abbia
alcuna correlazione comprensibile con la posizione e le condizioni delle
cicatrici dopo l'intervento del 28 luglio 2021. Inoltre, egli ha anche chiarito
che, nonostante l’assicurato affermi di avere gamba e piede destro sempre
freddi, durante la visita clinico-ortopedica del 23 agosto 2024 non ha
riscontrato differenze di colore, edema o aumento della crescita dei peli, né
di temperatura, rispetto al lato opposto.

                                  Il TCA non ha motivo per
scostarsi da tali considerazioni, ben motivate e condivisibili.

 

Infine, a proposito dei
disturbi psichici fatti valere dalla dott.ssa __________, l’assicuratore
infortuni ha, correttamente, rifiutato di riconoscere la causalità adeguata
(cfr. doc. A e doc. XIII).

Nel caso di specie, ritenuto che comuni cadute e scivolate
vanno considerate infortuni leggeri (DTF 115 V 139 consid. 6a; cfr. anche RAMI
1992 U 154 p. 246, riguardante una caduta durante una partita di calcio),
l’infortunio di cui è rimasto vittima l’assicurato (storta alla caviglia
destra mentre scendeva da un gradone)
deve essere classificato nella categoria degli infortuni insignificanti o
leggeri (per dei casi analoghi, cfr. STF 8C_406/2022 del 23 marzo 2023 consid.
4.4, concernente un assicurato scivolato sulle scale interne di casa che,
nel cadere, per evitare di battere a terra la schiena e la testa, si era
appoggiato sull’arto superiore sinistro, subendo in tal modo un contraccolpo a
livello della spalla con rottura della cuffia dei rotatori; 8C_291/2012 dell'11
giugno 2012, riguardante un assicurato caduto dalle scale che aveva riportato
una contusione alla caviglia sinistra con insorgenza di dolori neuropatici;
STFA U 347/01 del 9 gennaio 2003 consid. 5.2, concernente un’assicurata
scivolata su fondo ghiacciato che si era procurata delle contusioni all’anca
destra).

                                  Stante
ciò, questa Corte concorda con la scelta dell’amministrazione di negare a
priori l’adeguatezza del nesso di causalità tra le turbe
psichiche di cui è portatore l'insorgente e l’evento assicurato.

                                  La decisione impugnata merita,
dunque, conferma nella misura in cui l’istituto assicuratore ha valutato
l’entità dell’invalidità facendo astrazione dalla problematica psichica.

 

                                  Alla luce delle chiare e ben
motivate considerazioni espresse dal perito incaricato dalla CO 1, il TCA non
può che condividere le conclusioni alle quali è giunto il dr. __________ a
proposito di una piena capacità lavorativa dell’interessato nello svolgimento
di attività adatte, rispettose delle sue limitazioni funzionali.

 

                                  Va, peraltro, rilevato che gli
impedimenti funzionali che presenta l’insorgente sono quelli che si
riscontrano, usualmente, in assicurati che hanno subito danni agli arti
inferiori e la valutazione dell'esigibilità
lavorativa espressa dal dott. __________ risulta plausibile anche alla luce dei
precedenti giurisprudenziali riportati qui
di seguito.

                                 
                                   In una sentenza 35.2022.44 del 6 marzo 2023,
concernente un assicurato, muratore,
caduto scendendo le scale procurandosi un’instabilità al compartimento
peroneale della caviglia destra con conseguente lussazione del
peroneo breve e necessità di trattamento chirurgico, è stata confermata
un’esigibilità lavorativa nella misura del 90% nello svolgimento di attività
adeguate, rispettose delle limitazioni funzionali.

                                  In un’altra sentenza 35.2015.119
del 9 agosto 2016, questo Tribunale ha ritenuto accertato che, nonostante il
danno alla salute infortunistico, l'assicurato (di professione carpentiere, al
quale era rimasta schiacciata l'estremità inferiore sinistra sotto un manufatto
di cemento posizionato a lato dei binari di un treno, riportando una frattura
complessa della caviglia sinistra) era in grado di svolgere a tempo pieno e con
un rendimento completo, un’attività lavorativa adeguata, ovvero un lavoro leggero
dal punto di vista del sollevamento/trasporto di pesi e della manipolazione di
attrezzi, da esercitare in posizione prevalentemente seduta e non implicante
(in particolare) la deambulazione su terreno sconnesso o su lunghi tratti e
l’utilizzo di scale a pioli.

                                    In
una pronunzia 35.2016.3 del 27 settembre 2016, il TCA è pervenuto alla medesima
conclusione trattandosi di un assicurato al quale era rimasta schiacciata
l'estremità inferiore sinistra sotto il tetto di un escavatore che si era
ribaltato, riportando la lussazione dell’articolazione di Chopard, la frattura
della base del II. e III. metatarso con distacco della base del I. metatarso,
nonché la frattura parzialmente dislocata del calcagno sinistro.

                                    Idem
in una sentenza 35.2016.41 del 14 dicembre 2016, riguardante un magazziniere
che, mentre stava percorrendo la strada cantonale alla guida del proprio
ciclomotore ad una velocità di 15/30 km/h, è stato investito da una macchina in
una rotonda e ha riportato la frattura intrarticolare metafisaria
pluriframmentaria del piatto tibiale sinistro e la frattura peroneale
prossimale composta sinistra con conseguente un problema di limitazione
funzionale stabile attorno al 90°.

                                 
  Va inoltre segnalato che, in una sentenza 8C_624/2015 del 25 gennaio 2016
consid. 3.2.1, concernente un’assicurata che soffriva di disturbi residuali
localizzati all’articolazione tibiotarsica e a quella sottoastragalica sinistra
in stato dopo molteplici interventi chirurgici al piede sinistro, pronunciata
artrosi attiva a livello dell’articolazione di Lisfranc/tarso-metatarsale e
completa consolidazione dell’artrodesi nella regione dell’articolazione
sottoastragalica/mesopiede, il Tribunale federale ha ammesso una capacità
lavorativa del 100% in un’attività confacente ai disturbi interessanti il piede
(in questo stesso senso, si vedano pure STF U 93/04 del 14 febbraio 2005
consid. 5, inerente un assicurato che accusava le sequele di una frattura del
calcagno destro e STF U 38/01 del 5 giugno 2003 consid. 5.2.1, riguardante un
assicurato che, a seguito di un’importante frattura comminuta del pilone
tibiale con frattura del malleolo laterale, aveva reliquato una grave artrosi
alle articolazioni tibiotarsica e sottoastragalica, così come un’artrodesi
della tibiotarsica sinistra).

 

                          2.7.  Si
tratta ora di valutare le conseguenze economiche del danno alla salute
infortunistico.

 

                                  Preliminarmente
va ricordato che, secondo la giurisprudenza, per il raffronto dei redditi fa
stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (cfr. DTF 129
V 222; cfr., pure, STF I 600/01 del 26 giugno 2003 consid. 3.1; STF I 670/01
del 3 febbraio 2003, pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, STF I 761/01 del 18
ottobre 2002 consid. 3.1, pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e STF I 26/02 del 9
agosto 2002 consid. 3.1; cfr. inoltre STF I 475/01 del 13 giugno 2003 consid.
4.2.).

                                  Nel
caso di specie sono quindi determinanti, come correttamente ritenuto
dall’amministrazione, i dati del 2023, essendo stato ritenuto lo stato
di salute stabilizzato a partire dal 1° gennaio 2023.

 

                       2.7.1.  Per
determinare il reddito ipotetico conseguibile dalla persona assicurata senza il
danno alla salute (reddito da valido), è decisivo stabilire quanto essa
guadagnerebbe, secondo il principio della verosimiglianza preponderante, se non
fosse divenuta invalida, tenuto conto delle sue capacità professionali e delle
circostanze personali. Tale reddito dev'essere valutato nel modo più concreto
possibile. Partendo dalla presunzione che l’assicurato avrebbe continuato a
esercitare la sua attività nel caso in cui non fosse stato vittima
dell’infortunio, il reddito in questione si deduce di principio dall’ultimo
salario che la persona assicurata ha conseguito prima dell’insorgenza del danno
alla salute, tenuto conto dell’evoluzione dei salari sino al momento della
nascita del diritto alla rendita; eccezioni possono essere ammesse soltanto se
dimostrate con il grado della verosimiglianza preponderante (cfr. DTF 144 I 103 consid.
5.3; 139 V 28 consid. 3.3.2; 135 V 297 consid. 5.1;
134 V 322 consid. 4.1;
129 V 222 consid.
4.3.1).

                                  Tuttavia,
allorquando la perdita del posto di lavoro è imputabile a motivi estranei
all’invalidità, il salario deve essere stabilito in base a dei valori medi.
Altrimenti detto, in una tale evenienza, per fissare il reddito da valido non è
determinante il salario che la persona assicurata realizzerebbe attualmente
presso il suo ex datore di lavoro ma piuttosto quello che conseguirebbe se non
fosse divenuta invalida (cfr. STF 8C_50/2022 dell’11 agosto 2022 consid. 5.1.1,
in: SVR 2023 UV n. 8 p. 22 e il riferimento ivi citato). Secondo una costante
giurisprudenza federale, ciò è il caso, ad esempio, se il posto di lavoro che
l’assicurato occupava prima dell’insorgenza del danno alla salute non esiste
più al momento della valutazione dell’invalidità, se egli non avrebbe potuto
conservare l’occupazione a causa delle difficoltà economiche, in caso di
fallimento o di ristrutturazione dell’azienda (cfr. STF 8C_240/2023 del 14
marzo 2024 consid. 6.1; 8C_148/2017 del 19 giugno 2017 consid. 6.2.2;
8C_462/2014 del 18 novembre 2014 consid. 4.2; 9C_501/2013 del 28 novembre 2013
consid. 4.2). 

 

                                  Nel
caso in cui risulti che l’assicurato percepiva un salario nettamente inferiore
ai salari abituali del settore per delle ragioni estranee all’invalidità e che
le circostanze concrete non consentono di ritenere che egli si sia accontentato
di un salario più modesto rispetto a quello che avrebbe potuto pretendere,
occorre tenerne conto al momento del raffronto dei redditi, operando un parallelismo
dei redditi da confrontare. Il reddito effettivamente realizzato deve essere
considerato nettamente inferiore ai salari abituali del settore, se è inferiore
di almeno il 5% al salario statistico del ramo (cfr. DTF 134 V 297 consid.
6.1.2). Il reddito nettamente inferiore può allora giustificare un parallelismo
dei redditi da raffrontare, il quale deve riguardare soltanto la parte che
eccede il tasso determinante del 5% (cfr. DTF 134 V 322 consid.
4.1). 

 

                                  In
una recente sentenza 8C_546/2024 del 13 febbraio 2025 consid. 6.2.4 -
riguardante un assicurato che si trovava alle dipendenze di un’azienda
familiare in qualità di direttore tecnico, da lui stesso fondata e in seguito
ceduta al figlio primogenito, al quale il TCA aveva negato l’applicazione di
una deduzione sul reddito statistico da invalido a titolo di parallelismo, in
quanto la sua posizione in seno alla ditta non poteva essere equiparata a
quella di un comune lavoratore dipendente che subisce gli effetti del fenomeno
del dumping salariale -, la Corte federale ha ribadito l’importanza del
parallelismo quale strumento di correzione, sviluppando la seguente
argomentazione:

 

"
(…).

6.2.4 (…). Si noterà tuttavia già sin d’ora che il
rifiuto da parte della Corte ticinese di operare una riduzione a titolo di
parallelismo dei redditi (sul tema, cfr. DTF 148 V 174 consid. 6.4, con
riferimenti) non appare fondarsi su circostanze sufficientemente comprovate.
Dai relativi considerandi del giudizio impugnato non si comprende in effetti in
che modo il legame di parentela tra il ricorrente e il figlio, allora socio e
gerente della società datrice di lavoro, si trovi in relazione causale con la
circostanza che il primo si sarebbe accontentato di un reddito da valido
nettamente inferiore a quello statistico, o più in generale che non fosse
realmente esposto a una tale differenza. In assenza di indicazioni contrarie,
non si giustificherebbe in effetti in alcun modo contrapporre a un reddito
senza invalidità nettamente al di sotto della media (nazionale) un reddito da
invalido medio (nazionale: sentenza U 75/03 del 12 ottobre 2006, pubblicata in
SVR 2007 UV n. 17 pag. 56) realisticamente irrealizzabile (DTF 135 V 58 consid.
3.4.3 e. 3.4.4; cfr. sentenze 9C_179/2013 del 26 agosto 2013 consid. 4.4 con
riferimenti). Su questo aspetto, indipendente dall’esito della perizia
giudiziaria da allestire, il Tribunale cantonale dovrà pertanto procedere ad
ulteriori accertamenti e pronunciarsi nuovamente.”

 

                                  Il
reddito da valido non può però essere ritenuto inferiore alla media qualora
rispetti i salari minimi previsti da un contratto collettivo di lavoro (CCL)
dichiarato di obbligatorietà generale dal Consiglio federale nel corrispondente
ramo professionale, siccome in quel contesto i salari usuali del settore sono
rappresentati in maniera più precisa che nella RSS. In questo caso, non si
procede a un parallelismo dei redditi da raffrontare (cfr. STF 8C_392/2023 del
21 dicembre 2023 consid. 7.2, che ha confermato la STCA 35.2022.95 del 10
maggio 2023 consid. 2.10.8; 8C_756/2022 del 14 dicembre 2023 consid. 5.1.2 e 52
[SVR 2024 UV n. 17]; 8C_541/2021 del 18 maggio 2022
consid. 4.2.2; 8C_461/2021 del 3 marzo 2021
consid. 4.2.1; 8C_310/2020 del 23 luglio 2020
consid. 2 e 3; 8C_88/2020 del 14 aprile 2020
consid. 3.2.2; 8C_141/2016 del 17 maggio 2016
consid. 5.2.2).

 

                       2.7.2.  Nella
presente fattispecie, dalla decisione su opposizione impugnata si evince che
l’assicuratore convenuto ha stabilito in fr. 70’700 il salario da valido,
conformemente a quanto comunicato dal datore di lavoro, ditta __________ (cfr.
doc. 312).

 

                                  Con
la propria impugnativa, il patrocinatore dell’assicurato non ha contestato tale
importo (cfr. doc. I).

 

                                  Nella
misura in cui il reddito senza invalidità ritenuto dall’assicuratore resistente
è conforme al salario minimo contemplato dal CCL del settore in cui era
professionalmente attivo l’insorgente (cfr. espressa dichiarazione in tal senso
del datore di lavoro, cfr. doc. 287), tornerebbe applicabile l’eccezione
prevista dalla giurisprudenza federale, di modo che si dovrebbe rinunciare alla
parallelizzazione dei redditi. 

 

                                  Va
tuttavia segnalato che, in una sentenza 35.2024.84 del 24 marzo 2025,
attualmente oggetto di ricorso al Tribunale federale (inc. n. 8C_254/2025), il
TCA ha ammesso che l’art. 26 cpv. 2 OAI, disposizione entrata in vigore il 1°
gennaio 2022 nel quadro della revisione «Ulteriore sviluppo dell’AI», in virtù
della norma di delega prevista dall’art. 28a cpv. 1, seconda frase, LAI, può
essere applicato per analogia nel settore dell’assicurazione contro gli
infortuni.

 

                                  La
giurisprudenza appena evocata è stata confermata nella sentenza 35.2024.86 del
30 luglio 2025, anch’essa oggetto di ricorso al TF (inc. n. 8C_481/2025) e
nelle successive sentenze 35.2025.16 e 35.2025.23 entrambe del 22 settembre
2025.

 

                                  Secondo
questa Corte, i medesimi argomenti che hanno giustificato in quelle fattispecie
l’applicazione per analogia dell’art. 26 cpv. 2 OAI, devono valere anche in
concreto.

 

                       2.7.3.  Nel
caso di specie, l’assicurato, senza il danno alla salute, continuando a
svolgere la professione di gruista a tempo pieno, nel 2023 avrebbe conseguito
un reddito annuo lordo, di per sé non contestato, di fr. 70’700 (cfr. doc. B). 

 

                                  Secondo
la tabella RSS TA1 tirage_skill_levels 2022, settore economico 41-43 (“Costruzioni”),
livello di competenze 1, il reddito lordo mediamente conseguito in Svizzera da
un uomo, era di fr. 5’825/mese oppure di fr. 69’900/anno. 

                                  Questo
reddito deve essere riportato su 41.2 ore/settimana, dato che corrisponde alla
durata normale del lavoro nel settore 41-43 in base alla relativa tabella
pubblicata sul sito web dell’UFS (“Durée normale du travail dans les
entreprises selon la division économique [NOGA 2008]”), per cui esso si
attesta a fr. 71’997/anno.

                                  Aggiornandolo al 2023 (in base alla tabella T1.1.20 - Indice dei salari nominali, costruzioni, 2022 –
2023), il reddito centrale del settore delle costruzioni ammontava a fr. 73’652.93/anno.

 

                                  Posto che continuando a lavorare in quello
stesso settore, l’insorgente avrebbe realizzato nel 2023 un reddito pari a fr.
70’700, il gap salariale
corrisponde all’4%. 

 

                                  Non essendo adempiuta
la condizione posta dall’art. 26 cpv. 2 OAI (reddito effettivamente conseguito
inferiore di almeno il 5% al valore centrale usuale del settore secondo la
RSS), il reddito da valido corrisponde a 70’700, come correttamente
calcolato dall’amministrazione.

 

                       2.7.4.  Il reddito da invalido deve essere
valutato in primo luogo in funzione della situazione concreta dell’assicurato.
Esso corrisponde al reddito effettivamente conseguito dall’interessato, a
condizione che i rapporti di lavoro appaiano particolarmente stabili, che
esercitando l’attività in questione egli sfrutti al meglio la sua capacità
lavorativa residua ragionevolmente esigibile e che il guadagno in tal modo
ottenuto corrisponda al suo effettivo rendimento, senza comportare elementi di
salario sociale. 

                                  In
assenza di un reddito effettivamente realizzato, ossia quando la persona
assicurata, dopo l’insorgenza del danno alla salute, non ha più esercitato
un’attività lucrativa o almeno un’attività esigibile confacente al suo stato di
salute, il reddito da invalido può essere determinato in base a salari fondati
sui dati statistici risultanti dalla RSS oppure sui dati salariali derivanti
dalle DPL elaborate dall’INSAI (DTF 135 V 297 consid. 5.2; 129 V 472 consid.
4.2.1; da notare che l’INSAI ha rinunciato alla banca dati DPL a far tempo dal
1° gennaio 2019 [STF 8C_171/2021 del 14 dicembre 2021 consid. 3.2]). 

 

                                  Di
regola, occorre fondarsi sui salari mensili indicati nella tabella RSS TA1,
alla linea “totale settore privato” (DTF 124 V 321 consid. 3b/aa). In questo
senso, si fa riferimento alla statistica dei salari lordi standardizzati,
basandosi sempre sul valore mediano o centrale (DTF 124 V 321 consid. 3b/bb). 

                                  Il
valore statistico – mediano – si applica di principio a tutti gli assicurati che
non possono più svolgere la loro precedente attività in quanto troppo
impegnativa per le loro condizioni di salute, ma che conservano una capacità
lavorativa in attività più leggere. Per questi assicurati, il salario
statistico è sufficientemente rappresentativo di quanto sarebbero in grado di
guadagnare in quanto invalidi, nella misura in cui comprende un largo ventaglio
di attività variegate e non qualificate che non richiedono una specifica
esperienza professionale, né una particolare formazione (cfr. STF 8C_732/2019
del 19 ottobre 2020 consid. 4.5; 8C_549/2019 del 26 ottobre 2020 consid. 4.5;
9C_603/2015 del 25 aprile 2016 consid. 8.1; 9C_242/2012 del 13 agosto 2012
consid. 3).

                                  Occorre
fare capo alla versione della RSS pubblicata al momento determinante della
decisione impugnata (DTF 143 V 295 consid. 4). 

 

                                  La
misura in cui i salari risultanti dalle statistiche devono essere ridotti,
dipende dall’insieme delle circostanze personali e professionali del caso di
specie (limitazioni funzionali legate al danno alla salute, età, anni di
servizio, nazionalità/tipo di autorizzazione di soggiorno e grado di
occupazione) ed è il risultato di una valutazione entro i limiti del potere
d’apprezzamento. Una riduzione massima del 25% sul salario statistico permette
di tenere conto dei diversi elementi che possono influenzare il reddito di
un’attività lucrativa (DTF 126 V 75 consid. 5b/aa-cc). 

                                  L’entità
della riduzione che si giustifica in un caso concreto rileva dal potere
d’apprezzamento (DTF 132 V 393 consid. 3.3). Questa valutazione compete in
primo luogo all’amministrazione che in questo contesto gode di un ampio potere
d’apprezzamento. Il giudice deve dare prova di riserbo allorquando è chiamato a
verificare la fondatezza di tale apprezzamento. In questo senso, egli non può,
senza motivo pertinente, sostituire il suo apprezzamento a quello
dell’amministrazione; deve fondarsi su circostanze suscettibili di far apparire
il suo apprezzamento come il più appropriato (DTF 126 V 75 consid. 6; 123 V 150
consid. 2). 

 

                                  In
una sentenza 8C_256/2021 del 9 marzo 2022, pubblicata in DTF 148 V 174, emanata
in materia di assicurazione per l’invalidità (in applicazione delle
disposizioni di legge e di ordinanza in vigore sino al 31 dicembre 2021), il
Tribunale federale (di seguito: TF) ha negato che
fossero adempiuti i presupposti per un cambiamento della propria giurisprudenza
in materia di determinazione del grado d’invalidità in applicazione dei dati
salariali statistici pubblicati dall’UFS (Rilevazione svizzera della struttura
dei salari [RSS]).

                                  Nel
comunicato stampa del 9 marzo 2022 figurano in particolare le seguenti
indicazioni:

 

"
(…) La determinazione del grado
d'invalidità è in linea di principio disciplinata dalla legge. Con il concetto
di un mercato del lavoro equilibrato (secondo l'articolo 16 della legge
federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali, LPGA),
il legislatore presuppone fondamentalmente che un lavoro corrispondente alle
loro capacità sia disponibile anche per le persone con problemi di salute.
Questo concetto giuridico non può essere derogato utilizzando invece
opportunità di lavoro concretamente esistenti o condizioni concrete del mercato
del lavoro. Il computo del valore del reddito da valido e da invalido non era
stato fino ad ora disciplinato in dettaglio dalla legge. Principalmente, in
conformità della giurisprudenza finora in vigore, vengono prese in
considerazione le circostanze concrete, ovvero il salario effettivamente
ottenuto prima o dopo l'inizio dell'invalidità. Solo se questo non è possibile
si usano i dati statistici salariali, di solito quelli risultanti dalle tabelle
RSS. L'uso delle RSS per determinare l'invalidità è quindi "ultima
ratio". Le RSS si basano su un sondaggio condotto ogni due anni tra le aziende
in Svizzera. Si fonda quindi su dati completi e concreti del mercato del lavoro
reale. Il salario mediano dei salari lordi standardizzati della RSS, che deve
essere preso come base secondo la prassi finora in vigore del Tribunale
federale, è in linea di principio adatto come valore di partenza per
determinare il reddito da invalido. Per tener conto del fatto che una persona
invalida può essere in grado di utilizzare la sua capacità lavorativa residua
solo con un successo inferiore alla media, anche in un mercato del lavoro
equilibrato, la giurisprudenza vigente prevede la possibilità di una
decurtazione ("deduzione per circostanze personali e professionali")
fino al 25 % dal salario tabellare.

Questa deduzione è di fondamentale importanza come
strumento di correzione per determinare un reddito da invalido che sia il più
concreto possibile. Tenuto conto della possibilità della deduzione per
circostanze personali e professionali, il Tribunale federale ha finora
espressamente rifiutato di prendere come base il quartile più basso del valore
della tabella. Un altro strumento di correzione è il parallelismo dei redditi.
Questo serve anche a prendere in considerazione i casi individuali quando si
confrontano i redditi. Non è chiaro fino a che punto la determinazione del reddito
da invalido sulla base del valore mediano della RSS, eventualmente corretto per
mezzo degli strumenti menzionati, debba essere considerato discriminatorio.

Dalla circostanza che i presupposti per un cambiamento
di prassi non siano oggi adempiuti non si può dedurre che la giurisprudenza –
segnatamente in considerazione della modifica dal 1° gennaio 2022 della legge
federale e dell'ordinanza sull'assicurazione per l'invalidità – non possa
svilupparsi ulteriormente. Un cambiamento della giurisprudenza in questo
momento non sarebbe tuttavia opportuno, anche in considerazione della revisione
ormai entrata in vigore. Questo concerne l'uso dei dati statistici salariali
per il confronto dei redditi e gli strumenti di correzione. Su tale questione
il Tribunale federale non deve esprimersi nel caso in rassegna. (…)” (cfr.
Comunicato stampa del Tribunale federale:
https://www.bger.ch/files/live/sites/bger/files/pdf/it/8c_0256_2021_yyyy_mm_dd_T_i_13_37_00.pdf)

 

                                  In
una sentenza 8C_541/2021 del 18 maggio 2022 consid. 5.2.1, la Corte federale ha
precisato che quanto stabilito nella pronunzia 8C_256/2021 succitata vale anche
in materia di assicurazione contro gli infortuni, e ciò in ragione del
principio dell’unità della nozione d’invalidità (“Dieses zur bis 31. Dezember
2021 geltenden Rechtslage im Bereich der Invalidenversicherung ergangene Urteil
gilt – wie in dessen E. 9.2.3 deutlich zum Ausdruck kommt – infolge des
Grundsatzes der Einheitlichkeit des Invaliditätsbegriffs (BGE 133 V 549 E. 6.1;
vgl. Christoph Frey/Nathalie Lang, in: Basler Kommentar, Allgemeiner Teil des
Sozialversicherungsrechts, 2020, N. 2, 5 und 79 zu Art. 16 ATSG) auch für den
Bereich der Unfallversicherung.”; si veda inoltre la precedente STF
8C_682/2021 del 13 aprile 2022 consid. 12.1, anch’essa emanata in materia di
assicurazione contro gli infortuni, in cui l’Alta Corte, richiamandosi alla
sentenza 8C_256/2021, ha negato che vi fossero validi motivi per ridurre
uniformemente e linearmente i salari statistici del 15-25%). 

                                

                                  L’art. 26bis cpv. 3
OAI, nella versione in vigore dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2023,
prevedeva quanto segue:

 

" 3Se a causa dell’invalidità l’assicurato
può lavorare soltanto con una capacità funzionale secondo l’articolo 49
capoverso 1bis pari o
inferiore al 50 per cento, al valore determinato in base a valori statistici è
applicata una deduzione del dieci per cento per attività lucrativa a tempo
parziale.”

 

                                  Nella
DTF 150 V 410, emanata in materia di assicurazione per l’invalidità,
interpretato l’art. 28a cpv. 1 seconda frase LAI, tenuto conto dell’art.
16 LPGA e di elementi storici, grammaticali, sistematici e teleologici, il TF
ha stabilito che l’art. 26bis cpv. 3 OAI, nella versione in
vigore nel periodo 1° gennaio 2022 – 31 dicembre 2023, non rispetta
la volontà del legislatore e non è pertanto conforme al diritto
federale. 

                                  In
quella fattispecie, in cui il tribunale cantonale aveva determinato un tasso
d’invalidità del 59% operando sul reddito statistico da invalido una riduzione
del 15% in applicazione delle direttive dell’attuale giurisprudenza (senza
applicare l’art. 26bis cpv. 3 OAI, giudicato non rispettoso delle
intenzioni del legislatore), la Corte federale ha ritenuto opportuno,
trattandosi dei fattori da considerare e della loro ponderazione, fare capo a
titolo complementare ai principi stabiliti finora dalla giurisprudenza
federale, e ciò data l’assenza di un’alternativa disponibile sotto forma di
salari di riferimento corretti. 

                                  In
questo modo, sempre secondo il TF, l’art. 26bis cpv. 3 OAI può
essere applicato conformemente alla legge, senza con ciò contravvenire al suo
testo.

                                  In
particolare, l’Alta Corte ha chiarito che i materiali legislativi non lasciano
dubbi circa il fatto che la volontà del legislatore formale è quella che si
tenga conto essenzialmente della precedente giurisprudenza federale (cfr.
consid. 9.4.2 della DTF 150 V 410). D’altro canto, il TF ha evidenziato che, a
fronte dei correttivi messi a disposizione dalla giurisprudenza (decurtazione
del salario statistico e parallelismo dei redditi), l’autore dell’ordinanza ha
scelto un’altra via: invece di una riduzione da accordare in base a una
moltitudine di criteri o di caratteristiche differenti, che non doveva essere
applicata in modo schematico né addizionata in funzione di ogni caratteristica,
ma stabilita in maniera globale e il cui tasso era limitato al 25%, sussiste un
unico criterio, e meglio una “deduzione per tempo parziale”, accordata a
partire da una capacità funzionale del 50% o
inferiore e limitata al 10% (cfr. art. 26bis cpv. 3 OAI, nella versione in vigore sino al 31
dicembre 2023). Ciò costituisce una restrizione considerevole per rapporto al
ventaglio utilizzato in precedenza, esistente per l’essenziale a partire dalla
DTF 126 V 75 consid. 5a/cc (cfr. consid. 9.4.3). 

                                  Infine,
la Corte federale ha precisato che gli sforzi volti a ottenere un risultato il
più possibile concreto nella valutazione dell’invalidità in funzione del caso
di specie, quali quelli che si riflettono nella giurisprudenza relativa
all’art. 16 LPGA (cfr. DTF 148 V 419 consid. 5.2; 148 V 174 consid. 6.2 e
9.2.2; 143 V 295 consid. 2.2 e 4.2.1; 135 V 297 consid. 5.2), non sono stati
ristretti dalla recente revisione della LAI. Parimenti, la necessità di fattori
di correzione, confermata dal legislatore formale e alla base della precedente
giurisprudenza, non viene rimessa in discussione. Ciò si spiega con il fatto
che i valori centrali previsti nelle statistiche salariali non possono essere
utilizzati tali e quali come reddito da invalido, ovvero senza correzione e
senza tenere conto delle circostanze concrete del caso di specie. Ciò è quanto
conferma l’adeguamento dell’art. 26bis cpv. 3, prima frase, OAI in
vigore dal 1° gennaio 2024, a seguito della mozione 22.3377 del 6 aprile 2022
(cfr. consid. 10.2). 

 

                       2.7.5.  Al
riguardo, il TCA rileva che in base
ai dati forniti dalla tabella RSS TA1_tirage_skill_level 2022, ramo economico
totale, uomini, livello di competenze 1, il ricorrente avrebbe potuto
conseguire un salario mensile lordo pari a fr. 5'305 oppure a fr. 63’660/anno.

                                  Riportando questo
dato su 41.7 ore e aggiornandolo al 2023, esso ammonta a fr. 67'494.72/anno.

 

                    2.7.5.1.  A tale importo l’istituto assicuratore ha innanzitutto applicato
una deduzione del 10% per tenere conto della riduzione del rendimento causata
dal danno alla salute, così come stabilito in sede peritale dal dr. __________,
ottenendo un importo di fr. 60'745.25 (90% di 67'494.72) (risultato
intermerdio).

 

                                  Con
il ricorso, il patrocinatore dell’insorgente ha contestato la riduzione
applicata al reddito da invalido, chiedendo che la stessa venga incrementata
per tenere conto degli impedimenti derivanti dal danno alla salute
infortunistico (cfr. doc. I).

 

                                  Con
la risposta di causa (cfr. doc. III), l’assicuratore resistente ha confermato la
correttezza del proprio calcolo, rilevando che un’ulteriore riduzione non appaia
giustificata per le limitazioni funzionali derivanti dal danno alla salute, le
quali sono già state debitamente considerate nella riduzione del 10% operata
per il diminuito rendimento, conformemente a quanto valutato dal dr. __________
(cfr. doc. 318 p.5). 

                                  Il TCA concorda con queste
considerazioni dell’amministrazione. 

 

                                  Occorre a tale riguardo ricordare
che le limitazioni mediche già incluse nell'esame della capacità lavorativa
residua non devono influire ulteriormente nella disamina della riduzione del
reddito da invalido e a un conteggio doppio del medesimo aspetto: la sola
circostanza che per l'assicurato siano esigibili soltanto attività leggere fino
medio complesse non giustifica anche in caso di una capacità lavorativa
limitata una riduzione aggiuntiva dovuta alle limitazioni personali (cfr. STF
8C_805/2016 del 22 marzo 2017 consid. 3.1 e 3.4.2 e 9C_846/2014 del 22 gennaio
2015 consid. 4.1.1 con riferimenti; cfr. pure, tra le tante, la STCA 35.2023.93
del 22 gennaio 2024, consid. 2.10).

 

                                  Questa giurisprudenza è stata
sostanzialmente confermata anche dalla STF 8C_ 623/2022 del 12 gennaio 2023
consid. 5.1.1 e 5.2.2, dalla STF 8C_410/2023 del 5 dicembre 2023 consid.
5.4.2.3 e pure dalla recente STF 8C_215/2023 del 1° febbraio 2024, consid.
5.2.2.3.

A proposito del criterio del tasso d’occupazione, giova qui ricordare che,
nella STF 9C_40/2011 del 1° aprile 2011, l’Alta Corte ha stabilito che la
circostanza che una persona assicurata  presenta una capacità lavorativa a
tempo pieno, ma con una riduzione del rendimento, non giustifica di per sé
stessa una decurtazione sociale: 

 

" (…) 

2.3.1 Unter dem Titel Beschäftigungsgrad
wird bei Männern, welche gesundheitlich bedingt lediglich noch teilzeitlich
erwerbstätig sein können, ein Abzug anerkannt. Damit soll dem Umstand Rechnung
getragen werden, dass bei Männern statistisch gesehen Teilzeitarbeit
vergleichsweise weniger gut entlöhnt wird als eine Vollzeittätigkeit (vgl. die
nach dem Beschäftigungsgrad differenzierenden Tabellen T2* in der LSE 06 S. 16
und T6* in der LSE 04 S. 25; Urteile I 69/07 vom 2. November
2007 E. 5.1 und I 793/06 vom 4. Oktober 2007 E. 2; vgl. auch Urteile 8C_664/2007
vom 14. April 2008 E. 8.3 und I 101/07 vom 3. Januar 2008 E. 6.2; anders
dagegen bei den Frauen: Urteil 9C_382/2007 vom 13. November 2007 E. 6.2 sowie
Urteile des Eidg. Versicherungsgerichts U 454/05 vom 6. September 2006 E. 6.6.2
und I 704/03 vom 28. Dezember 2004 E. 4.1.2; Urteil 9C_728/2010 vom 21.
September 2010 E. 4.1.1). Dagegen rechtfertigt der Umstand, dass eine
grundsätzlich vollzeitlich arbeitsfähige versicherte Person gesundheitlich
bedingt lediglich reduziert leistungsfähig ist, an sich keinen Abzug vom Tabellenlohn
(Urteile 8C_827/2009 vom 26. April 2010 E. 4.2.1, 9C_980/2008 vom 4.
März 2009 E. 3.1.2, 8C_765/2007 vom 11. Juli 2008 E. 4.3.3, 9C_344/2008 vom 5.
Juni 2008 E. 4 und I 69/07 vom 2. November 2007 E. 5.1).” (n.d.r.: il corsivo è
della redattrice)  

                                  In una sentenza 9C_780/2023 de 23
aprile 2024, al consid. 6, il Tribunale federale ha sottolineato che:

 

" C'est finalement en vain que la recourante demande la prise en
considération d'un abattement de 20 %. Outre que la critique ne remplit pas les
conditions de motivation d'un grief devant le Tribunal fédéral, la
jurisprudence considère que lorsqu'une personne assurée est capable de
travailler à plein temps mais avec une diminution de rendement, celle-ci est
prise en considération dans la fixation de la capacité de travail. Il n'y a pas
lieu, en sus, d'effectuer un abattement à ce titre (arrêts 9C_677/2012 du 3
juillet 2013 consid. 2.2; 8C_93/2013 du 16 avril 2013 consid. 5.4 et les
références). On peut dès lors renvoyer aux considérations convaincantes de
l'autorité précédente.” (n.d.r.: il corsivo è della redattrice)

                                  (vedi pure la STF 8C_673/2012 del
16 maggio 2013 consid. 5.2; la STF 9C_359/2014 del 5 settembre 2014 consid.
5.4; la STF 9C_603/2015 del 25 aprile 2016 consid. 8.1; la STF 9C_763 /2015 del
9 maggio 2016, consid. 4.2; la STF 9C_635/2016 del 14 dicembre 2016 consid.
4.3; la STF 8C_884/2017 del 24 maggio 2018 consid. 4.4 e la STF 8C_705/2018 del
16 maggio 2019, consid. 3.2).

Questo Tribunale ritiene che le limitazioni infortunistiche - che determinano
secondo le risultanze peritali del dr. __________ una riduzione della capacità
lavorativa dell’insorgente anche in attività adeguate (attività leggera e
sedentaria) - non esplicano ulteriori effetti rilevanti dal profilo del reddito
conseguibile nel ventaglio di attività ancora esigibili nel mercato del lavoro
equilibrato. In simili condizioni, una decurtazione sociale, per questi
aspetti, non appare giustificata.

                                

                                  Inoltre,
secondo la giurisprudenza federale, il livello di qualifica 1 dei dati RSS
comprende già tutta una serie di attività leggere che tengono conto di molte
limitazioni. In altre parole, possono essere considerate sotto il cappello
delle limitazioni funzionali che consentono in linea di principio di applicare
una riduzione percentuale al reddito statistico solo circostanze che in un
mercato equilibrato del lavoro devono essere considerate come eccezionali.
Negli altri casi non viene attuata nessuna deduzione a questo titolo neppure se
la capacità lavorativa è totale in attività adeguate e non si pone dunque il
problema di un’indebita doppia deduzione (cfr. STF 8C_495/2019 dell'11 dicembre
2019 consid. 4.2.2 con riferimento e 8C_82/2019 del 19 settembre 2019 consid.
6.3.2; 8C_730/2019 del 10 giugno 2020 consid. 4.4.4; 8C_765/2019 del 10 giugno
2020 consid. 5.4.4; 8C_9/2020 del 10 giugno 2020 consid. 4.4.4; in questo
senso, si veda pure Ares Bernasconi, “8C_9/2020 du 10 juin 2020 - Abattement
sur le revenu d’invalide selon l’ATF 126 V 75”, in SZS/RSAS 1/2021 n. 49; cfr.
pure, tra le tante, la STCA 35.2023.93 del 22 gennaio 2024, consid. 2.10).

                    2.7.5.2.  L’amministrazione ha poi applicato una
deduzione sociale del 5% per tenere conto del fatto che sono esigibili solo
attività prevalentemente sedentarie (cfr. doc. 386), per un reddito da invalido
di fr. 57'707. 

 

                                  L’assicurato
ha chiesto di beneficiare di una deduzione maggiore, giustificata dal suo
statuto di frontaliere e dal basso livello formativo (cfr. doc. I).

                                  Con
la risposta di causa, l’assicuratore resistente ha confermato la correttezza
della deduzione sociale del 5%, ritenendo che ulteriori riduzioni sociali, come
preteso dall’insorgente, non siano giustificate né dall’assenza di formazione,
né ancora dallo statuto di frontaliere, così come già illustrato nella
precedente decisione su opposizione del 24 luglio 2023 (cfr. doc. 318 p.5). 

                                

                                  Il
TCA condivide le considerazioni dell’amministrazione.

 

                                  Al
riguardo, questa Corte segnala che, nella STF 8C_482/2016 del 15 settembre 2016
consid. 5.4.3, pubblicata in SVR 2017 IV Nr. 17, l’Alta Corte ha stabilito che
in caso d’applicazione del livello di competenze 1 della RSS sono già
considerate le carenti conoscenze linguistiche (in questo senso, si veda
pure la STF 8C_35/2019 del 2 luglio 2019 consid. 6.3; cfr. pure, tra le tante,
la STCA 35.2023.36 del 14 agosto 2023, consid. 2.8).

 

                                  Lo
stesso vale a proposito dell’assenza di formazione (cfr. STF 8C_48/2021
del 20 maggio 2021 consid. 4.3.4) e di esperienza in taluni ambiti di
attività (cfr., tra le tante, la STF 8C_659/2021 del 17 febbraio 2022
consid. 4.3.2, 8C_603/2020 del 4 dicembre 2020 consid. 6.2, 8C_122/2019 del 10
settembre 2019 consid. 4.3.2 e la 8C_46/2018 dell’11 gennaio 2019 consid. 4.4;
cfr. pure, tra le tante, la STCA 35.2023.36 del 14 agosto 2023, consid. 2.8).

Infine, neppure lo statuto di frontaliere dell’assicurato può
giustificare una decurtazione del reddito statistico da invalido.

 

                                  In
effetti, in una sentenza 8C_20/2023 del 10 maggio 2023 consid. 5.3, la Corte
federale ha negato l’applicazione di una riduzione salariale in ragione dello
statuto di frontaliere della persona assicurata (di nazionalità italiana),
evidenziando in particolare che “…, di principio, le persone di nazionalità
di uno Stato comunitario non possono essere trattate diversamente dai
lavoratori svizzeri sotto il profilo salariale (cfr. sentenza 8C_610/2017 del 3
aprile 2018 consid. 4.4).”. Del resto, in concreto, l’insorgente non
dimostra (né tantomeno sostiene) in alcun modo di essere stato svantaggiato dal
punto di vista retributivo per rapporto ai suoi (eventuali) colleghi di
nazionalità svizzera, allorquando si trovava alle dipendenze della ditta __________
(in questo senso, cfr. STF 8C_610/2017 del 3 aprile 2018 consid. 4.4; cfr.
pure, tra le tante, la STCA 35.2023.36 del 14 agosto 2023, consid. 2.8).

                                  Alla
luce di quanto appena esposto e considerato il riserbo di cui deve dare prova
il giudice delle assicurazioni sociali nel sostituire il proprio apprezzamento
a quello dell’amministrazione (cfr. DTF 137 V 71; 132 V 393 consid. 3.3),
questa Corte ritiene che, operando una riduzione del 5%, l’CO 1 abbia
adeguatamente tenuto conto delle circostanze personali e professionali del caso
di specie. 

 

                                  Il
reddito statistico da invalido ammonta quindi a fr. 57'707 (risultato definitivo).

 

                       2.7.6.  Confrontando
i fr. 57'707 (cfr. supra, consid. 2.7.5.2.) al reddito che il
ricorrente avrebbe potuto conseguire senza il danno alla salute, e cioè fr. 70'700 (cfr. supra, consid.
2.7.3.), risulta una perdita di guadagno del 18.38%, arrotondata al 18%.

 

                                  La
decisione su opposizione impugnata mediante la quale all’assicurato è stata
assegnata una rendita d’invalidità del 18% appare, quindi, corretta e va
confermata.

 

                          2.8.  L’art.
61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura
deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti;
la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte
alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

 

                                  In
data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61
lett. a LPGA prevede ora unicamente che la procedura deve essere semplice,
rapida e, di regola pubblica.

 

                                  Dalla
medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo
cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a
spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo
prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un
comportamento temerario o sconsiderato.

                                  Trattandosi
di una controversia relativa a prestazioni LAINF, il legislatore non ha
previsto di prelevare le spese.

 

                                  Sul
tema, cfr. anche STF 9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2
giugno 2022; SVR 2022 KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF
9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo
cfr. Ares Bernasconi, Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais
judiciaires pour les tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la
LPGA du 21 juin 2019, in SZS/RSAS 2/2022 p. 107; Messaggio Nr. 8480 del
Consiglio di Stato del 21 agosto 2024 “Rapporto sull’iniziativa parlamentare
presentata il 4 maggio 2021 nella forma elaborata da Lara Filippini e Sabrina
Aldi per la modifica dell'art. 29 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale cantonale delle assicurazioni (Lptca) del 23 giugno 2008
(Implementazione della revisione LPGA alle spese giudiziarie dinanzi al
Tribunale cantonale delle assicurazioni) e controprogetto”).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                             1.  Il ricorso è respinto.

 

                             2.  Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                             3.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                  L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti