# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d4daff6a-3041-5573-b568-c9ee9e78ccfd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 09.03.2010 (publiziert) 34.2003.20
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2003-20_2010-03-09.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2003.20

   

  fc/td

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Francesca Cassina-Barzaghini,
  vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 17 marzo 2003
di

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

   

  in materia di previdenza professionale

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________ è
titolare di una ditta specializzata in taglio boschi e autotrasporti di legnami
con sede a __________. 

                                         Ai fini
dell’attuazione della previdenza professionale a favore dei suoi dipendenti si
è affiliato alla Fondazione collettiva LPP della __________ (in seguito
Fondazione) sottoscrivendo in data 6 ottobre 1987 la relativa convenzione
d'adesione (doc. _). Il 17 giugno 1988 la Fondazione e la __________ Assicurazioni
hanno concluso con effetto dal 1. ottobre 1987 per il conto di __________ un
contratto di assicurazione vita collettiva (doc. _), contratto che ratificava
la relativa proposta sottoscritta da __________ e la Fondazione il 6 ottobre
1987 (doc. _).

                                         Tra le
parti, in data 11 maggio 1993, ma con effetto retroattivo al 1. ottobre 1987, è
inoltre stato sottoscritto un Regolamento di previdenza (doc. _).   

 

                               1.2.   Relativamente
agli anni 1996 e 1997, la Fondazione ha preteso il pagamento di fr. 14'297.10 e
12'900.90 a titolo di contributi previdenziali, ammontare al quale andavano ad
aggiungersi fr. 3'526.40 e fr. 9'477.40 a tritolo di contributi arretrati
relativi al biennio precedente (doc. _). 

                                         __________
ha contestato il calcolo dei contributi e, quindi, provveduto unicamente al
pagamento di acconti per totali  fr. 20'445.90 su un credito complessivo
vantato dalla Fondazione di fr. 40'201.80 . Per il resto ha rifiutato di
versare il saldo relativo ai premi per gli anni 1994-1997. 

                                         A
decorrere dalla fine del 1997 le parti hanno sciolto la convenzione di adesione
e __________ si è affiliato ad un altro istituto di previdenza (doc. _).   

 

                               1.3.   A seguito
del mancato pagamento del saldo dei contributi richiesti, malgrado i solleciti
inviati al debitore, in data 29 aprile 2002, l’istituto di previdenza ha fatto
spiccare, dall’Ufficio esecuzioni di __________, il precetto esecutivo no.
__________ per un ammontare di fr. 22’059.85, oltre a interessi del 5 % dal 1.
gennaio 2002, a cui il convenuto ha interposto opposizione (Doc. _).

 

                               1.4.   Con istanza
del 27 novembre 2002 la Fondazione ha postulato il rigetto provvisorio
dell'opposizione interposta al PE __________. Detta istanza è stata accolta dal
Pretore di __________, il quale, con giudizio 13 febbraio 2003, ha pronunciato
il rigetto provvisorio dell'opposizione al precetto esecutivo notificato nei
confronti di __________ accollando a quest'ultimo fr. 210 di tassa di giustizia
e fr. 450 a titolo di indennità di ripetibili (doc._).

 

                               1.5.   Con
petizione 17 marzo 2003 al TCA nei confronti della Fondazione collettiva LPP
della __________ assicurazioni , __________, assistito dall'avv. __________, ha
chiesto:

 

 

"Si chiede di

 

giudicare:

 

1.   La presente
azione di disconoscimento di debito ex art. 83 cpv. 2 LEF è accolta.

 

2.   Di conseguenza è accertata l'inesistenza del debito di fr. 

      22'059.85 oltre interessi e spese
d'incasso vantato dalla 

      Fondation Collective LPP __________ nei 

      confronti del signor __________.

 

3.   E' mantenuta l'opposizione interposta al PE no.
__________dell'UE di 

      __________.

 

4.   Protestate tasse, spese e ripetibili." (Doc. _)

 

                                         A
motivazione delle proprie domande ha fatto, tra l'altro, valere:

 

"  8.   Se
da un lato la perizia dovrà ricostruire la corretta entità dei 

contributi da fatturare all'attore
per la previdenza del suo personale, d'altro canto dovranno evidentemente
essere considerate tutte quelle eccezioni che da anni l'attore ha sollevato in
fase extragiudiziale ma a cui egli non ha mai ottenuto riscontro o
giustificazione alcuna, e di cui si va a dire qui di seguito:

 

      a) Errate basi di calcolo:

 

La fatturazione dei premi definitivi
e sempre stata operata sulla base dei certificati globali emessi nel corso
degli anni, che avevano quale base di calcolo i salari dell'anno precedente. 1
salari quale base di computo per il calcolo dei contributi definitivi dovevano
invece essere rigorosamente riferiti agli stipendi annui in corso e non a
quelli precedenti.

La controparte non ha dal canto suo
mai dato seguito alle richieste dell'attore di aggiornare i conteggi ai salari
annui definitivi, soli determinanti ai fini del computo dei contributi
assicurativi, e che venivano puntualmente forniti all'istituto di previdenza.

 

La tabella riassuntiva di cui al doc.
_ espone in maniera chiara e dettagliata tale assunto.

 

      b)  Caso __________:

 

A seguito dell'infortunio occorso nel
1991 al dipendente signor __________, che lo ha portato ad un grado di
invalidità del 30%, l'istituto di previdenza, in deroga ai disposti legislativi
e regolamentari, operava arbitrariamente una deduzione di coordinazione
proporzionale al grado di invalidità definitivo dell'assicurato.

 

Con riferimento agli anni 1996 e
1997, dai certificati globali si evince infatti come a fronte di un salario
dichiarato di fr. 30'507.-- (peraltro errato per l'anno
1997 se comparato con l'effettivo stipendio percepito di fr. 27'010.20
risultante dalla lista dei salari al doc. _), è stato computato un salario
annuo assicurato di fr. 14'211.-- per l'anno 1996 e fr. 13'791.-- per l'anno 1997 (doc. _).

 

A torto l'istituto di previdenza, a
fronte dell'invalidità dell'assicurato __________, accertata dall'__________
nella misura del 30 % (doc. _), ha operato un abbassamento della quota di
coordinamento al 70%, imputando all'attore dei salari assicurati, superiori
alla previdenza minima obbligatoria LPP, cui l'attore si era affiliato. Giusta
Part. 4 OPP2 e Part. 2.2.2 del regolamento (doc. _) la quota di coordinamento
da dedurre dal salario si riduce solo nei casi di invalidità al 50%. Quindi è
ben evidente che essendoci un'invalidità del 30%, la quota di coordinamento
andava dedotta nella sua integralità, ossia nella misura di fr. 23'280.--
per il 1996 e di fr. 23'880.-- per il 1997 (doc. _),
ottenendo pertanto dei salari annui assicurati di fr. 7'227.--
(fr. 30'507.-- - fr. 23'280.--) e
rispettivamente di 3'130.20.-- (fr. 30'507.-- (recte fr. 27'010.20)- fr. 23'880.--). Conseguentemente
anche i premi relativi andavano sensibilmente ridotti.

 

A comprova della correttezza di tale
assunto si rinvia al certificato di previdenza emesso dall'istituto di
previdenza __________, cui il signor __________ è tuttora affiliato, da cui si
evince à fronte di un salario annuale di fr. 27'010.-- un
salario assicurato di fr. 3'130.-- (fr. 27'010.--
- fr. 23'880.--) (doc. _).

 

      c)  Premi maggiorati:

Non solo la posta dell'assicurato
__________ e stata calcolata in modo errato ma pure quelle di ogni singolo
dipendente affiliato sono state maggiorate a partire dall'anno 1996, senza che
fosse intervenuto cambiamento alcuno a livello di contratto assicurativo, che
era sempre mantenuto sui minimi di previdenza LPP (plico doc. _). Una richiesta
di premi di oltre fr. 40'000.-- in meno di 2 anni è a dir
poco spropositata e spetterà pertanto alla controparte, cui incombe l'onere
della prova, giustificare le sue assurde pretese.

 

Sarà in ogni caso la perizia a dover
verificare tutti i dati relativi al contratto di previdenza, determinando
l'esatto ammontare dei contributi assicurativi LPP a partire dall'anno 1994.

 

Prove:                           doc., testi, richiamo incarto
dalla Pretura di __________ 

dell'incarto no. EF.__________; edizione
dalla controparte e/o dalla __________ Assicurazione di tutta la documentazione
riguardante il contratto assicurativo per la previdenza professionale minima
LPP dell'impresa __________, ivi compresi i certificati di previdenza dei
singoli dipendenti, le fatture di premi emesse, le tabelle premi, e tutti i
dati attuariali in vigore negli anni 1994-1997 necessari ai fini della
determinazione delle quote di contributi, perizia.

 

9.   La perizia avrà modo di comprovare come la convenuta, 

fondandosi sull'autonomia degli
istituti di previdenza sancita all'art. 49 LPP, ha abusato del proprio margine
di manovra, istituendo un sistema di finanziamento di premi certamente non
conforme all'assicurazione obbligatoria LPP con richiesta di premi
esorbitanti." (Doc. _)

 

 

                               1.6.   Con risposta
del 19 maggio 2003 la Fondazione, patrocinata dall'avv. __________, ha
postulato la reiezione integrale della petizione osservando tra l'altro quanto
segue:

 

"  Ad 3 Contestata l'azione

 

I salari definitivi per gli anni
1994195196 vennero comunicati ufficialmente dall'attore alla convenuta solo in
data 12 maggio 1997 (cfr. doc. _).

 

Pertanto - come spiegato nelle
premesse - sino a tale data avvenne il calcolo provvisorio dei premi.

Solo nel corso del 1997 venne poi
eseguito il calcolo definitivo per gli anni 1994195196.

Vennero emesse dunque le nuove
fatture, calcolate in base ai salari effettivi e vennero ristorante quelle già
emesse.

Si confronti a riguardo il doc.
_, qui allegato, che consiste nelle fotocopie parziali del plico di cui
al doc. _.

 

Si confronti pure il doc. _,
che per l'anno 1997 porta nella posizione del "Dare" le nuove fatture
(coincidono i numeri delle fatture con quelle indicate al doc. _),
e dell"avere" quelle vecchie - appunto - ristorante.

 

Visto che il doc. _ consiste in un
plico di documenti che riguardano sia la situazione calcolata provvisoriamente
sia quella definitiva, si fa notare che, appunto per quanto concerne i
documenti relativi alla situazione provvisoria, essi vennero emessi prima
del 12 maggio 1997. Nel doc. _ vi sono quindi queste fatture annuali
provvisorie, suddivise per ciascun assicurato, accanto a quelle definitive
(riprodotte nel doc. _).

 

È vero che al 31 dicembre 1995
vi era un saldo a favore del __________ di fr. 4'937.10
(confronta doc. _ e _), ma al 31 dicembre 1996 la Fondazione
vantava già una somma di fr. 13'454.90 (doc. _ e _).

 

II doc. _, citato e prodotto da
controparte, che riporta gli importi versati da __________, viene confermato
dal doc. _ sotto la voce "acconti".

 

Per concludere, l'esatto ammontare
dei premi che l'attore doveva pagare al 31 dicembre 1997 (ovvero dopo il
calcolo definitivo per gli anni 1994-95-96 e provvisorio per il 1997) alla
convenuta è quello indicato sub doc. _ e nella tabella
riassuntiva di cui alla prima pagina del doc. _.

 

         Prove: doc., testi

                     doc. _: tabelle premi e fatture definitive
per gli anni 

                    1994/95/96

 

 

Ad 4 Contestata l'azione

 

La convenuta fornì all'attore sempre
regolarmente tutta la documentazione atta a comprovare l'esattezza dei calcoli
da essa effettuati (si confrontino ad esempio i certificati globali ed
individuali - doc. _ -, le tabelle dei premi - doc. _ -, gli
estratti conto - doc. _).

 

 

Ad 6 Contestata l'azione per quanto non agli atti

 

Nella "tabella premi" (doc.
_) è chiaramente illustrata la suddivisione dei premi effettuata dalla
Fondazione.

 

 

         I due fattori principali sono i seguenti:

 

         -    la percentuale sull'accredito di vecchiaia, che è fissata
dalla 

             legge (art. 16 LPP);

 

         -    il premio di assicurazione, che è fissato dalla
fondazione 

annualmente, per ogni assicurato a
dipendenza del sesso e dell'età, così come previsto nel contratto all'art. 6
(doc. _). Questi dati sono forniti dalla convenuta ad ogni parte contraente con
la fatturazione emessa all'inizio dell'anno, allorquando vengono consegnati il
certificato globale ed il certificato individuale di previdenza, il quale
dev'essere poi consegnato dal datore di lavoro al proprio dipendente (cfr. doc.
_).

 

Questi fattori di calcolo vengono
applicati al salario assicurato, ovvero all'importo ottenuto deducendo dal
salario effettivo il salario coordinato previsto pure dalla legge.

         Si tratta dunque di un calcolo matematico

 

Prove: doc. testi,

 

 

Ad 8 Contestata l'azione

 

Premesso che l'attore ha contestato
solo con gli scritti di cui ai doc. _ e _ il modo di
fatturazione della convenuta e premesso come quest'ultima abbia risposto, sia
direttamente sia indirettamente poiché interpellata dall'Ufficio federale delle
assicurazioni sociali, con le lettere di cui al doc. _ producendo
le varie tabelle di calcolo, che erano già appunto state consegnate all'Ufficio
federale delle assicurazioni sociali, ci si oppone alla richiesta di una
perizia per i motivi già sopra esposti sub punto 7.

 

Ad a)Come già più volte riferito, la Fondazione __________ 

Assicurazioni non è partita da
"errate basi di calcolo", bensì ha effettuato dapprima i calcoli
provvisori e poi, solo dopo il 12 maggio 1997, ha potuto effettuare i calcoli
definitivi per gli anni 1994, 1995 e 1996.

Viene dunque contestato che l'attore
abbia fornito "puntualmente" i necessari dati per il computo
dei contributi.

 

Si contesta pure il doc. _,
che costituisce una presa di posizione della controparte o, forse, di una nuova
assicurazione. Esso comunque deve essere completamente verificato.

 

Ad b)Costatando
che il doc. _ si riferisce solo all'anno 1995, mentre in questione sono
gli anni 1996-97 si osserva quanto segue:

 

Per il 1996, il salario indicato
definitivamente dalla convenuta è pari a fr. 30'507.-- (doc.
_).

 

Per il 1997, la Fondazione ha emesso
le fatture in base agli stipendi del1996. __________ non ha mai più confermato
i salari definitivi per questo anno e neppure ha inviato il documento rilasciato
dalla Cassa cantonale AVS.

 

II Regolamento di previdenza (doc.
_) - che è parte integrante degli accordi contrattuali - prevede all'art.
2.3.7 § s, che la rendita di invalidità rispettivamente la liberazione dal
pagamento dei premi vengano calcolate ed accordate proporzionalmente al grado
di incapacità al guadagno.

 

Di conseguenza per __________, vista
la sua incapacità al 30%, la quota di coordinamento venne diminuita nella
stessa proporzione (30%).

 

Ad c)  Contestato che vi sia stata
una maggiorazione dei premi. Ciò 

           non è possibile visto che
tutti i salari elargiti dall'impresa 

           __________ erano al di
sotto del salario massimo, previsto dalla 

           legge LPP. Le prestazioni
sono dunque calcolate in base ai 

           parametri minimi previsti
dalla legge (cfr. doc. _, art. 2 e in 

           particolare 2.4 e
2.5)." (Doc. _)

 

 

                               1.7.   Il seguito
l'attore ha notificato una richiesta di prove da assumere (VII) e la convenuta
ha provveduto a produrre ulteriore  documentazione (IX, XV). Il TCA ha
proceduto ad ulteriori accertamenti, che sono stati intimati alle parti (XVI,
XVIII, XX, XXII, XXV, XXVI, XXVII, XXIX, XXXII). Delle relative risultanze si
dirà, ove necessario, nel prosieguo.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   __________
risulta titolare di una ditta individuale. Questo tipo di società non dispone,
per legge, della capacità civile e, di conseguenza, neppure quella di essere
parte e di quella processuale. Di conseguenza è il suo titolare ad essere parte
nel processo (F. Ottaviani, Le parti nel processo civile ticinese, Zurigo 1989,
p.14 e 21). Da questo punto di vista l’azione è pertanto ricevibile.

 

                               2.2.   Giusta
l'art. 73 cpv. 1 LPP le controversie tra isti­tuti di previdenza, datori di
lavoro e aventi diritto sono decise da un Tribunale di ultima istanza
cantonale.

                                         Competente
nel Canton Ticino è il Tribunale cantonale delle assicurazioni quale istanza
unica (art. 1 del Regolamento provvisorio concernente le controversie in
materia di LPP).

 

                                         L'art. 73
LPP si applica, da un lato, agli istituti di previdenza registrati di diritto
privato o di diritto pubblico, sia per quel che concerne le prestazioni minime
obbligatorie che per quel che attiene alle prestazioni più estese di quelle
minime (art. 49 cpv. 2  LPP) e, d'altro lato, alle fondazioni di previdenza a
favore del personale non registrate, nel campo delle prestazioni che eccedono
il minimo obbligatorio (art. 89bis cpv. 6 CCS; DTF 119 V 443; RDAT I-1994 pag.
195; SZS 1994 pag. 65; RDAT I-1993 pag. 233, DTF 116 V 220 consid. 1a, DTF 115
V 247 consid. 1a, DTF 114 V 104 consid. 1a, DTF 113 V 200 consid. 1a, DTF 112 V
358 consid. 1a = RCC 1987 pag. 179, RCC 1988 pag. 48 = SZS 1988 pag. 47; Viret,
"La jurisprudence du TFA en matière de prévoyance professionnelle:
Questions de procédure" in RSA 1989 pag. 84; Schwarzenbach-Hanhart,
"Die Rechtspflege nach BVG" in SZS 1983 pag. 174).

 

                                         Le
controversie tra gli assicurati (o gli aventi diritto) e gli istituti di
previdenza competono tuttavia a questo Tribunale unicamente se la contestazione
concerne la previdenza professionale in senso stretto o in senso lato (SZS 1995
p. 374 consid. 1a; DTF 125 V 168, 122 V 323, 120 V 18 consid. 1a; 129; DTF 119
V 443; DTF 116 V 112; 221; DTF 112 Ia 613; Meyer, die Rechtswege nach dem
Bundesgesetz über die beruflichen Alters- Hinterlassenen- und
Invalidenversicherung, ZSR 1987 I p. 608¸613).

 

                                         Vertenze
tra istituti di previdenza e aventi diritto sono segnatamente quelle
concernenti le prestazioni finanziarie degli istituti, quelle relative a
questioni contributive, ad altre prestazioni o a particolari temi riferiti per
esempio alla produzione di atti o al rilascio di informazioni; pure da
annoverare in quest’ambito sono determinate azioni di accertamento o azioni
costitutive (DTF 116 V 113; DTF 115 V 381 consid. 5b-c-d; RDAT I 1994 p. 197
consid. 5 e giurisprudenza ivi citata; H. Walser, aktuelle rechtliche Probleme
im Hinblick auf den Vollzug des BVG, SZS 1988 p. 293).

 

                                         Nel caso
di specie la controversia è di natura contributiva, vertendo segnatamente sulla
fissazione e quindi sull’ammontare dei contributi previdenziali, che il datore
di lavoro deve versare all’istituto di previdenza in virtù dell’art. 66 LPP
(cfr. DTF 119 II 399ss.; Meyer Blaser, Die Rechtsprechung von Eidgenössichem
Versicherungsgericht und Bundesgericht zum BVG, SZS 2000 p. 316 e SZS 1995 p.
106; cfr. anche SZS 2002 p. 499, 2000 p. 145.).

                                         La stessa
deve quindi essere ritenuta relativa alla previdenza professionale (cfr. U.
Meyer/Blaser, op. cit., SZS 1995 p. 106). Questo TCA, quale istanza giudicante
statuita giusta l'art. 73 LPP, è quindi competente a statuire nel merito della
lite.

 

                                         Da questo
punto di vista la petizione dev’essere considerata ricevibile.

 

                               2.3.   In secondo
luogo va rilevato che la petizione tende all’ accertamento
dell'inesistenza del debito posto in esecuzione da parte della convenuta nei
confronti dell'attrice e oggetto della procedura d'incasso forzato n.
__________dell'Ufficio Esecuzioni di __________. 

 

                                         Riguardo
alla ricevibilità della presente azione va preliminarmente rilevato che,
secondo dottrina e giurisprudenza, l'art. 73 cpv. 1 LPP consente di proporre
un'azione di accertamento (RDAT I-1994 p. 198, DTF 119 V 13, DTF 118 V 102, DTF
117 V 320, DTF 115 V 372, DTF 112 Ia 185, SZS 1992 pag. 234, SZS 1992 pag. 294;
Riemer, Das Recht der beruflichen Vorsorge in der Schweiz, § 6 n° 4, pag. 128;
Meyer, "Die Rechtswege nach dem BVG" in RDS 1987 I pag. 614; Helbing,
Les institutions de prévoyance et la LPP, pag. 401; Schwarzenbach-Hanhart,
"Die Rechtspflege nach dem BVG" in SZS 1983 pag. 183).

                                         Conformemente
alle condizioni alle quali la legge e la giurisprudenza sottopongono la
ricevibilità di un'azione di accertamento in materia amministrativa (DTF 114 V
202, DTF 110 Ib 215, RAMI 1991 pag. 315, RCC 1990 pag. 469, RCC 1989 pag.
33-34) e in materia civile (DTF 115 II 482, DTF 114 II 255, DTF 110 II 253;
Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, n° 1.3.2.8
ad art. 43 LOG), tale azione é tuttavia proponibile solo se l’istante si avvale
di un interesse degno di protezione alla constatazione immediata di un rapporto
giuridico litigioso (DTF 119 V 13, DTF 118 V 102, DTF 117 V 320, DTF 115 V 231,
DTF 115 V 373, SZS 1992 pag. 234). 

                                         Un
interesse di fatto è sufficiente, purché si tratti di un interesse attuale e
immediato (DTF 117 V 320, DTF 115 V 373, DTF 114 V 202-203).

                                         L'esistenza
di un interesse degno di protezione è ammesso quando l'assicurato sarebbe
incline, in ragione della sua ignoranza quanto all'esistenza, all'inesistenza o
all'estensione di un diritto o di un obbligo di diritto pubblico, a prendere
delle disposizioni o, al contrario, a rinunciarvi, con il rischio di subire un
pregiudizio da questo fatto (DTF 118 V 102, SZS 1992 pag. 234, STFA 22 maggio
1991 in re K.).

                                         

                                         L'interesse
degno di protezione fa comunque difetto quando è proponibile un'azione
condannatoria.

                                         Il
diritto di ottenere una decisione di accertamento è sussidiaria a quella
condannatoria (RDAT I-1994 p. 199; DTF 119 V 13, DTF 108 Ib 546, ZBl 1989 pag.
482; Grisel, Traité de droit administratif, pag. 867; Rhinow/Krähenmann,
Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, § 36 III d pag. 110;
Moor, Droit administratif, vol. II, pag. 110; Gueng, "Zur Tragweite des
Festellungsanspruchs gemäss Art. 25 VwG" in SJZ 1971 pag. 373 ad lett. d).
In simili casi l'accertamento del rapporto giuridico è una condizione del
giudizio di condanna e non ha, come tale, portata autonoma (RDAT I-1994 p. 199;
SJ 1988 pag. 589, DTF 96 II 131).

                                         

                                         Nel caso
in esame l'istituto di previdenza cui si è affiliato l'attore ha postulato il
pagamento dei contributi rimasti insoluti procedendo quindi all'incasso dello
scoperto in via esecutiva. Avendo l'attore sollevato opposizione al precetto
esecutivo fattogli intimare, la Fondazione convenuta ha inoltrato istanza
tendente al rigetto provvisorio dell'opposizione, istanza accolta dal Pretore
di __________ con giudizio del 13 febbraio 2003 (doc. _). Ora, in queste
condizioni all'attore non restava altra via che l'inoltro della presente azione
di accertamento dell'inesistenza del debito, al fine di impedire che il rigetto
dell'opposizione al PE n. __________divenisse definitivo. Un'azione
condannatoria non era invece evidentemente possibile.

 

                                         Ne
consegue che l’esistenza di un interesse degno di protezione ad inoltrare
un’azione di accertamento deve essere ammesso e la petizione va considerata
ricevibile.

 

                               2.4.   Il principio
indagatorio vigente nell'ambito delle assicurazioni sociali (SVR 1998 UV n. 1;
DTF 117 V 263 consid. 1b) ha i suoi limiti nell'obbligo delle parti di
collaborare all'istruzione della causa (DTF 125 V 195 consid. 2, 122 V 150
consid. 1a con riferimenti). In particolare, nel processo riguardante il
versamento di contributi della previdenza professionale l'istituto di
previdenza deve sostanziare la pretesa in maniera completa al fine di
permetterne l'esame. D'altro canto il datore di lavoro deve sostanziare i
motivi per cui la pretesa non sarebbe fondata. Se la richiesta risulta
sufficientemente sostanziata, le contestazioni immotivate non vengono
considerate, ritenuto come i fatti da dimostrare vanno sostanziati in maniera
sufficiente e meglio vanno indicati in maniera completa alfine di poter
assumere le prove necessarie (SZS 2003 pag. 500; SZS 2001 pag. 562).

 

                                         D'altra
parte, come correttamente evidenziato dall'attore (cfr. petizione, consid. 7)
se il datore di lavoro promuove azione di disconoscimento del debito ex art. 83
cpv. 2 LEF, nel processo che ne segue se i ruoli processuali sono rovesciati,
non lo è la posizione giuridica materiale dell'istituto di previdenza nella sua
qualità di creditore dei contributi e del datore di lavoro quale debitore degli
stessi. Di conseguenza, all'istituto di previdenza convenuto in causa incombe
l'onere di sostanziare e provare l'esistenza e l'entità dei contributi
controversi e al datore di lavoro attore l'onere di contestarne compiutamente
la correttezza (DTF 118 II 526, DTF 128 III 46; STFA dell'11 dicembre 2002 in
re S., B 21/02). 

 

                                         

                                         Nel
merito

 

                               2.5.   Oggetto del
contendere è l’ammontare dei contributi dovuti per gli anni 1996 e 1997 (cfr.
petizione consid. 3, 7, 8, 9), oltre che il saldo relativo agli anni 1994 e
1995, da parte di __________ alla Fondazione collettiva LPP __________
Assicurazione (in seguito Fondazione), a favore della previdenza professionale
dei suoi dipendenti. In particolare sono contestate le modalità di calcolo dei
premi. 

                                         L'attore
ritiene infatti errate le basi di calcolo applicate dalla Fondazione, in
generale e specificatamente per quanto concerne un dipendente parzialmente
invalido, denunciando altresì una ingiustificata maggiorazione dei premi a
partire dall'anno 1996. 

                                         Sulla
base delle contestazioni sollevate egli si rifiuta di versare il saldo di fr.
22'059.85 sul saldo dei contributi dovuti (inclusi spese e interessi).

                                         La
convenuta, dal canto suo, ribadisce la correttezza dei calcoli operati e,
quindi, dei contributi richiesti in pagamento.

 

                               2.6.   Secondo
l’art. 2 LPP i lavoratori che hanno compiuto i diciassette anni e riscuotono da
un datore di lavoro un salario annuo maggiore di fr. 22’560 (nel 1994, fr.
23'280 nel 1995 e 1996, fr. 23'880 nel 1997 e 1998; cfr. l'art. 5 OPP2 e le
relative modifiche) sottostanno all’assicurazione obbligatoria.

 

                                         L’art. 7
cpv. 2 LPP precisa che

 

"  è
tenuto conto del salario annuo determinante giusta la legge federale
sull’assicurazione vecchiaia e superstiti. Il Consiglio federale può consentire
delle deroghe."

 

 

                                         Al
proposito l’art. 3 OPP2 stabilisce che:

 

 

" 
Nel suo regolamento l'istituto di previdenza può
derogare al salario determinante nell'AVS:

 

a. facendo astrazione di elementi occasionali del
salario;

 

b. fissando anticipatamente il salario coordinato
annuo in base all'ultimo salario annuo noto, si deve tuttavia tener conto dei
cambiamenti già convenuti per l'anno in corso;

 

c. determinando il salario coordinato in modo
forfettario, in quelle professioni in cui le condizioni d'occupazione e di
retribuzione sono irregolari, in base al salario medio di ogni categoria
professionale.

 

L'istituto di previdenza può pure derogare al
salario annuo e determinare il salario coordinato basandosi sul salario versato
per un determinato periodo di pagamento. Gli importi limite fissati negli
articoli 2, 7, 8 e 46 LPP devono allora essere convertiti per il corrispondente
periodo di pagamento. Se il salario diventa temporaneamente inferiore
all'importo limite minimo, il salariato resta comunque sottoposto
all'assicurazione obbligatoria."

 

                                         Secondo
l’art. 8 LPP, nel tenore valido nel 1993 e 1994

 

"  Dev’essere
assicurata quella parte di salario annuo tra i 22’560 franchi e i 67’680
franchi. Tale parte è detta salario coordinato”.

                                      

(nel 1993 e
1994 i salari determinanti erano di fr. 22'560 risp. 67'680, nel 1995 e nel
1996 di fr. 23'380 risp. 69'840, nel 1997 e 1998 di fr. 23'880 risp. 71'640)

 

Per il cpv. 3
di quest'ultimo disposto quando il salario annuo diminuisce temporaneamente per
malattia, infortunio, disoccupazione o motivi analoghi, il salario coordinato
vigente continua ad essere valido almeno fintanto che sussista l'obbligo del
datore di lavoro di continuare a pagare il salario giusta l'art. 324a del CO.
L'assicurato può tuttavia chiedere la riduzione del salario coordinato.

  

                               2.7.   D'altra
parte, l'art. 11 LPP impone al datore di lavoro che occupa lavora­tori da
assicurare obbligatoriamente di affiliarsi ad un istituto di previdenza
regolarmente registrato.

 

                                         Uno degli
obblighi derivanti dalla legge, così come dal contratto di adesione, consiste
nel pagamento di contributi all’istituto di previdenza (T. Lüthy, das
Rechtsverhältnis zwischen Arbeitgeber und Personalvorsorgestiftung, Zurigo
1989, p. 85/86). In effetti, secondo l’art. 66 LPP, tranne nei casi in cui
assume interamente a suo carico l'onere contributivo, il datore di lavoro
preleva i contributi dei lavoratori e li versa unitamente ai suoi all'Istituto
di previdenza, nella misura stabilita dal regola­mento. Egli è infatti l’unico
debitore dei contributi (T. Lüthy, op. cit. p. 32). Sui contributi non pagati
alla scadenza l'istituto può pre­tendere interessi di mora (art. 66 cpv. 2
LPP).

                                      

                                         L’art. 66
cpv. 1 prima frase LPP prevede che “l’istituto di previdenza stabilisce nelle
disposizioni regolamentari l’importo dei contributi del datore di lavoro e dei
lavoratori “.

                                         Secondo
la LPP gli accrediti di vecchiaia, vengono calcolati annualmente in percento
del salario coordinato (art. 8 LPP; tra fr. 22'560 e fr. 67'680 negli anni
1993/1994, tra fr. 23'280 e fr. 69'840 per il 1995, tra fr. 23'880 e  71'640
per il 1996 e 1997) sulla base di determinate aliquote che dipendono dall’età
(art. 16 LPP). A tale importo vanno aggiunti i contributi relativi alle misure
speciali (art. 70 cpv. 1 LPP), al rincaro (art. 36 cpv. 1 LPP e relativa
ordinanza) e al fondo di garanzia (art. 59 LPP e 4 OFG2) così come una
partecipazione ai costi amministrativi. 

                                         Gli
accrediti di vecchiaia maturano degli interessi (art. 12 OPP2). Il premio di
rischio infine, viene di regola determinato in base alle tariffe per
l'assicurazione collettiva approvate dall'Ufficio federale per le assicurazioni
private (art. 68 LPP; C. Helbling, Personalvorsorge und BVG, Berna Stoccarda
1990, p. 67; cfr. in concreto l'art. 6 del contratto doc. _).

 

                                         L’Istituto
di previdenza non è tuttavia obbligato a fissare i contributi con gli stessi
criteri stabiliti dalla LPP per gli accrediti di vecchiaia. Gli istituti di
previdenza possono infatti strutturare liberamente le prestazioni, il
finanziamento di queste e l’organizzazione (art. 49 cpv. 1 LPP;Messaggio del
Consiglio federale sulla LPP p. 98;  Riemer, op. cit. p. 28/29; Brühwiler, Die
betriebliche Personalvorsorge in der Schweiz, Berna 1989, p. 203; A. Maurer,
Bundessozialversicherungsrecht, Basilea 1994, p. 189, 206; Locher,
Bundessozialversicherungsrecht, Basilea Francoforte 1994, p. 238). Ne discende
che i contributi non devono necessariamente corrispondere agli accrediti di
vecchiaia di cui all'art. 16 LPP: i primi servono infatti per il finanziamento
del fondo di previdenza, i secondi a stabilire le prestazioni minime previste
dalla legge (Messaggio del Consiglio Federale sulla LPP, p. 98).  

 

Non è
superfluo ricordare in questa sede che il sistema contributivo e il
finanziamento del rapporto previdenziale tra datore di lavoro e istituto di
previdenza è in linea di massima - salvo cioè poche norme legali - oggetto
dell'autonomia dispositiva concessa agli istituti di previdenza (art. 49 LPP),
i quali devono per legge in ogni tempo offrire garanzia di poter adempiere gli
impegni assunti (cfr. art. 65 cpv. 1 e 2 LPP). Il consenso del datore di lavoro
alle disposizioni regolamentari o a eventuali cambiamenti degli stessi non è
necessario (Brühwiler, Die betriebliche Personalvorsorge in der Schweiz, Berna
1989, pag. 452; Wirth/Saager/Bär, Die zweite Säule, Zurigo 1984, pag. 60;
Gerhards, Grundriss Zweite Säule, Berna 1989, pag. 113).

                                         

                               2.8.   Nella
fattispecie, il contratto d'assicurazione vita collettiva concluso con effetto
dal 1. ottobre 1987 tra la Fondazione convenuta e la __________ Assicurazioni
per il conto di __________ prevede al suo art. 2.4. che il salario annuo
determinante è uguale al salario AVS definito nel regolamento di previdenza e
annunciato dall'impresa alla __________. Per l'art. 2.5. il salario annuo
assicurato è uguale al salario annuo determinate diminuito dell'importo
coordinativo LPP e limitato al salario massimo assicurato secondo la LPP (doc. _).

                                         Analogamente,
l'art. 2 della parte A del Regolamento di previdenza applicabile al contratto
tra le parti con effetto dal 1. ottobre 1987 (doc. _) prevede che il salario
dichiarato dall'impresa è pari al salario annuo stabilito secondo le norme
dell'AVS e determinato al 1. gennaio di ogni anno o al momento
dell'affiliazione all'assicurazione. Inoltre, il salario assicurato è pari al
salario dichiarato e si situa tra gli importi limite stabiliti dalla legge
(salario coordinato; art. 2.2. parte B del Regolamento; cfr. Helbling,
Personalvorsorge und BVG, Basilea e Francoforte 1995, p. 131). Non viene tenuto
conto degli elementi di salario di natura occasionale né delle indennità per
lavoro supplementare (art. 2.2., cifra 1 e 4 della parte B del Regolamento,
doc. _).

 

                                         La cifra
6 del contratto d'assicurazione prevede inoltre:

 

"  6.
PREMI

 

I premi sono ricalcolati di anno in anno alla data anniversario
del contratto per ogni assicurato sulla base

 

- dell'importo delle prestazioni assicurate, 

- dell'età raggiunta e

- del sesso.

 

Il premio di ogni assicurato è dovuto dall'inizio della copertura
d'as­sicurazione quando quest'ultima corrisponde al primo giorno del mese; il
premio è dovuto dal primo giorno del mese seguente, quando la copertura
interviene durante il mese. Quando l'assicurato lascia l'impresa o è messo al
beneficio di prestazioni assicurate dal presente contratto, il premio è dovuto
sino alla fine del mese in corso.

 

Il premio è versato dall'impresa alla __________ tramite un conto
cor­rente aperto presso quest'ultima. Un regolamento stipula le disposizioni in
materia (art. 53 cpv. 3 CGA).

 

Il presente contratto è concluso sulla base della tariffa delle
assicu­razioni collettive per i contratti sottoscritti nel quadro della LPP
(art. 3 CGA)." (Doc. _)

 

 

                                         Sempre
con riferimento al calcolo dei premi dovuti, l'art. 2.4. parte B del
Regolamento, con specifico riferimento al "Finanziamento delle prestazioni
assicurate", stabilisce:

 

	
  Finanziamento delle prestazioni assicurate

  	
   

  	
   

  
	
  1   La quota di ogni ASSICURATO figura sul suo
  certificato individuale; essa si compone di:

  
	
       a)   Quota per rischi morte         dal
  1° gennaio che segue            La quota è in funzione

            e invalidità                            il
  17mo compleanno                      dell'età e del sesso 

                                                                                  dell'ASSICURATO

             

  
	
       b)   Accrediti di vecchiaia          dal
  1° gennaio che segue            Accrediti di vecchiaia in 

                                           il 24mo compleanno                      %
  del salario coordinato

  
	
   

  
	
                                                                                                              Età determinante                    Tasso

                                                                                         (cifra 1.4.)

                                                                                                                                                                   Uomini       
  Donne

                                                                                                                                                                   25-34          
  25-31                      7%

                                                                                                                                                                   35-44          
  32-41                    10%

                                                                                                                                                                   45-54          
  42-51                    15%

                                                                                                                                                                   55-65          
  52-62                    18%

                                                                                                                                                                   Si
  veda 6. Disposizioni transitorie

  
	
       c)   Quota per misure                 dal
  1° gennaio che segue            1% del salario coordinato   

            speciali (cifra 5.1.)              il 24mo
  compleanno

   

  
	
       d)   Quota per sovvenzioni        dal
  1° gennaio che segue            secondo le prescrizioni del

            in caso di struttura              il 24mo
  compleanno                      fondo di garanzia

            d'età sfavorevole e d'in-

            solvibilità (cifra 5.2.)         

  
	
  2   La quota è finanziata da contributi uguali
  dell'ASSICURATO e dell'IMPRESA.

  3   L'IMPRESA deduce il contributo degli
  ASSICURATI dal loro salario.

  4   La quota di ogni ASSICURATO è dovuta
  dall'effetto dell'assicurazione, quando questo 

       corrisponde al 1° del mese; essa è
  dovuta dal 1° del mese seguente, quando l'effetto 

       interviene nel corso del mese.
  Allorché l'ASSICURATO lascia l'IMPRESA o è messo al 

       beneficio delle prestazioni derivanti
  dal presente regolamento, la quota è dovuta fino alla fine 

       del mese in corso.

  

 

                                         Inoltre,
gli art. 5.1. (Misure speciali) e 5.2. (Sfavorevole struttura d'età e
insolvibilità) dispongono:

 

"  Disposizioni
speciali

 

5.1    Misure speciali

 

         1   Le
quote per misure speciali (cifra 2.4.) sono utilizzate in 

primo luogo per
finanziare le prestazioni minime durante il periodo transitorio (cifra 6.2.).

 

         2   In seguito, esse sono utilizzate
per:

             a)  migliorare le prestazioni in
favore della generazione 

                  d'entrata (persone che al
1°.1.1985 hanno più di 25 anni e 

                  non hanno ancora raggiunto
l'età termine), favorendo gli 

                   assicurati in età avanzata,
che dispongono soltanto di 

                  redditi modesti;

 

             b)  adattare all'evoluzione dei
prezzi le rendite in corso di 

                  persone che hanno raggiunto
l'età termine.

 

 

5.2    Sfavorevole struttura d'età e
insolvibilità

         

         1   La FONDAZIONE versa le quote per
struttura d'età 

             sfavorevole e insolvibilità (cifra
2.4) al Fondo di garanzia.

 

         2   L'istituto di previdenza
dell'IMPRESA riceve delle sovvenzioni 

             per sfavorevole struttura d'età,
nella misura in cui la somma 

             degli accrediti di vecchiaia supera
il 14 % della somma dei 

             salari coordinati e a condizione che
l'insieme del personale 

             soggetto all'assicurazione
obbligatoria sia assicurato nel 

             quadro del presente regolamento.

 

             Le sovvenzioni sono calcolate
annualmente sulla base 

             dell'anno civile trascorso.

 

             Il Consiglio federale può modificare
il tasso che dà diritto alle 

             sovvenzioni.

 

         3   Il Fondo di garanzia prende d'altra
parte a suo carico le 

             prestazioni legali dovute in caso
d'insolvibilità dell'istituzione 

             di previdenza dell'IMPRESA."

 

                                         Da quanto
esposto discende che le modalità di calcolo dei contributi previdenziali
previste nel regolamento corrispondono a quanto previsto all’art. 16 LPP per
l’accredito di vecchiaia (cfr. l'art. 2.4 e l'art. 6.1. parte B del
Regolamento, doc. _ e l'art. 5 del contratto d'assicurazione doc. _). Per
quanto riguarda il finanziamento delle spese accessorie LPP, esse si compongono
di una quota del salario annuo assicurato come quota di finanziamento per il
fondo di garanzia ai sensi dell'art. 59 LPP (cfr. doc. _), di un contributo per
le misure speciali - fissato all’1% - corrispondente a quanto statuito all’art.
70 cpv. 1 LPP,  e da un premio supplementare  per l'adeguamento al rincaro
delle rendite giusta l'art. 36 LPP (e relativa ordinanza); inoltre il premio di
rischio è determinato in base alle tariffe ratificate ufficialmente e allegate
al contratto doc. _ (cfr. doc. _, doc. _; cfr. esplicitamente l'art. 6 cifra 4
del contratto doc. _; cfr. le tariffe per l'assicurazione collettiva approvate
dall'Ufficio federale per le assicurazioni private; C. Helbling,
Personalvorsorge und BVG, Berna e Stoccarda 1990, p. 67). 

La copertura
assicurata corrisponde a quella minima prevista dalla LPP.

 

                               2.9.   Da un
attento esame dell'ampia documentazione agli atti (certificati globali, doc. _,
certificati di previdenza individuali, doc. _, fatture, estratti conto, doc. _,
doc. _) questo Tribunale deve concludere che il calcolo dei contributi
previdenziali dovuti negli anni oggetto della lite è stato effettuato, in
quanto la copertura assicurata corrisponde al minimo LPP (art. 6, 49 cpv. 1 e
16, 70, 56segg. LPP), in conformità alle disposizioni del regolamento e della
LPP per quel che riguarda gli accrediti di vecchiaia, il contributo per le misure
speciali e per il fondo di garanzia, l'adeguamento al rincaro (cfr. anche doc.
_). 

 

                                         Per
quanto concerne il premio di rischio - messo in discussione dall'attore - la
convenuta ha esposto come lo stesso venisse fissato dalla Fondazione
annualmente in base alla relativa tariffa per l'assicurazione collettiva
approvata dall'OFAP, autorità di vigilanza competente ai sensi dell'art. 68 LPP
(cfr. anche XL) per ogni assicurato a dipendenza dell'età e del sesso
conformemente all'art. 6 del contratto (doc. _). 

                                         I dati
venivano regolarmente forniti al datore di lavoro con la fatturazione
all'inizio dell'anno, contestualmente alla consegna del certificato globale e
dei certificati individuali per ogni dipendente (cfr. doc. _). Dette asserzioni
sono rimaste fondamentalmente incontestate da parte dell'attore.

                                         Considerato
d'altra parte come la convenuta abbia provveduto in corso di causa a fornire la
tariffa e i dati attuariali applicabili in concreto per gli anni 1996/1997
unitamente ai calcoli dettagliati riferiti ad ogni singolo dipendente per
questi due anni (XVIII e doc. _), la mancata produzione di quelli relativi al
biennio precedente, viste anche le motivazioni addotte dalla convenuta (cfr.
XV, XVIII, XXII, XXIX), non può essere sanzionata nel senso di non ammettere la
correttezza dei dati relativi. In proposito basti d'altra parte rilevare come
oggetto della presente controversia siano primariamente i premi relativi agli
anni 1996/1997, mentre i contributi pretesi per i due anni precedenti
costituiscono solo il saldo dovuto in base alle rettifiche operate sulla base
dei salari definitivi, a parità - comunque - di parametri di calcolo; parametri
questi ultimi che, nel loro principio, non sono contestati dall'attore, il
quale censura per contro essenzialmente quelli applicati a partire dal 1996.
Inoltre, essi non presentano, rispetto a quelli del 1996/97, differenze tali da
lasciar dubitare circa la correttezza dei dati applicati dalla convenuta.
Ricordato altresì come l'operato dell'istituto di previdenza sia sottoposto
alla vigilanza della competente autorità, specie per quanto concerne le tariffe
per l'assicurazione di rischio (cfr. l'art. 68 LPP), e osservato d'altro canto
come l'attore non abbia saputo concretizzare o precisare la sua contestazione -
che ha mantenuto in toni generici -, nemmeno sulla base dei certificati
personali versati agli atti (cfr. XX), questo TCA deve ritenere provata, con il
grado della verosimiglianza preponderante, valido nelle assicurazioni sociali
(DTF 125 V 195 consid. 2, 121 V 47 consid. 2a e 208 consid. 6b; SVR 1996 KV Nr.
85 p. 269; SVR 1996 LPC Nr. 22 p. 263ss; RAMI 1994 p. 210/211), la correttezza
dei calcoli operati. 

                                      

                                         D'altra
parte, le persone assicurate, i salari erogati e le mutazioni (doc. _),
risultano chiaramente dai documenti di causa, in particolare dai certificati
personali versati agli atti (doc. _; cfr. anche doc. allegati a _ dai quali si
evince in modo dettagliato il calcolo delle deduzioni operato dalla Fondazione.

 

                                         Visto
quanto sopra, riservato l'esame delle singole contestazioni sollevate
dall'attore e di cui ai considerandi che seguono, poiché non vi è motivo di
ritenere che i dati esposti dalla Fondazione relativamente al calcolo dei
contributi, in particolare i salari assicurati e le percentuali delle deduzioni,
siano errati, né - come verrà esposto nel prosieguo - l'attore ha saputo
indicare concretamente in cosa consisterebbe l’errore nel calcolo dei
contributi effettuato dalla convenuta, il calcolo va considerato corretto e
conforme alle suesposte disposizioni della LPP e del regolamento.

 

                             2.10.   L'attore
contesta l'entità dei contributi pretesi dalla convenuta per gli anni 1996 e
1997 ritenendo innanzitutto errate le basi di calcolo. A suo dire la
fatturazione dei premi definitivi sarebbe sempre stata operata sulla base dei
certificati globali emessi nel corso degli anni, che avevano quale base di
calcolo dei contributi i salari dell'anno precedente, non quelli annui in corso
(cfr. petizione, consid. 8). 

Ora, ad
un'attenta valutazione degli atti tale censura non è, almeno nel suo principio,
giustificata. 

La convenuta
ha infatti  compiutamente  esposto che il sistema di fatturazione adottato nel
caso concreto era del tipo "conto corrente", come previsto
esplicitamente dall'art. 6 cifra 3 del contratto (doc. _). All'inizio di ogni
anno veniva effettuata una fatturazione in base alla lista dei salari
comunicata dal datore di lavoro e, quindi, emesso un calcolo provvisorio dei
contributi dovuti. 

Una volta poi
comunicati i salari effettivamente versati, e meglio  mediante invio della
relativa comunicazione alla Cassa di compensazione competente, veniva emesso un
calcolo definitivo che poteva quindi chiudere con una richiesta di conguaglio
o, al contrario, con un saldo a favore del datore di lavoro (vedi doc. allegati
a _). 

Per quanto
riguarda i contributi oggetto del presente litigio, dalla documentazione
all'inserto si evince come  l'attore fornì alla convenuta i dati definitivi
relativi agli anni 1994/95/96 solo in data 12 maggio 1997 (doc. _). Di conseguenza,
solo a questo momento la fondazione fu in grado di compilare i calcoli dei
contributi definitivi per gli anni in oggetto, emettere  le nuove fatture
calcolate sulla base dei salari effettivi e correggere quelle già emesse. Il
saldo definitivo al 31.12.1997, compresi i contributi per l'anno 1997 calcolati
sui salari versati nel 1996, ammontava quindi a fr. 40'201.80 suddivisi nel
saldo per il 1994 di fr. 3'256.40, per il 1995 di fr. 9'477.40, per il 1996 di
fr. 14'297.10, e per il 1997 di fr. 12'900.90 (doc. _).

 

Quanto ai dati
relativi al 1997 la convenuta ha emesso le fatture in base agli stipendi
definitivi del 1996 e non ha poi più potuto effettuare  una correzione
considerato come il datore di lavoro non ha notificato i salari definitivi per
quell'anno e neppure inviato il relativo documento rilasciato dalla Cassa di
compensazione competente. Tale circostanza non è del resto messa in discussione
all'attore. 

Ne discende
che il calcolo operato dalla fondazione non può essere censurato nemmeno per
quel che concerne questo ultimo anno, considerato appunto come la stessa non
disponesse di altri dati relativi al 1997. Il rimprovero mosso - in modo
generico - alla convenuta dall'attore si appalesa di conseguenza infondato,
giacchè chiaramente smentito dagli atti di causa (doc. _).

 

Per quel che
concerne l'anno 1997, bisogna tuttavia osservare come l'attore abbia prodotto
in corso di causa, per la prima volta, la dichiarazione dei salari inviata alla
Cassa di compensazione il 14 marzo 1998 (doc. _). Considerato come dalla stessa
si evincano divergenze rispetto ai salari definitivi del 1996 (doc. _) e,
quindi anche a quelli ritenuti dalla Fondazione per il calcolo dei contributi
per il 1997 (doc. _ e doc. allegati a _) occorre in questa sede procedere alle
dovute correzioni degli importi dovuti a titolo di contributi sui salari
effettivamente versati.

Ritenuta da un
lato una massa salariale di fr. 200'303 considerata dalla convenuta per il
calcolo dei contributi per il 1997 (doc. _), di complessivi fr. 12'900.90 (doc.
_), e accertato dall'altro che in realtà i salari effettivamente versati ai
dipendenti di __________ in quell'anno furono di fr. 184'932 (doc. _), ne
discende che i contributi sarebbero dovuti ammontare a fr. 11'910.90. Si deve
quindi ammettere per questo anno un saldo a favore di __________ di fr. 990
(fr. 12'900.90 - fr. 11'910.90), importo che andrà quindi dedotto dal credito
vantato dalla Fondazione. Pure dedotto andrà un ammontare di fr. 220 pari ai
presumibili interessi maturati (e fatturati sul conto corrente dell'attore) su
quest'importo negli anni 1998-2001 (per i tassi applicati cfr. doc. _). 

 

                             2.11.   In secondo
luogo __________ ritiene errata la fatturazione operata dalla convenuta
relativamente al dipendente __________, posto come la Fondazione, ammesso un
grado d'invalidità dell'interessato del 30% conformemente alla decisione
dell'__________ che gli ha riconosciuto un'invalidità del 30% dal 1. agosto
1993 (doc. _), nel calcolo dei contributi dovuti per il 1996 e 1997 ha operato
una deduzione di coordinazione proporzionale al grado d'invalidità
dell'assicurato e, quindi, del 70% soltanto. Secondo l'attore invece solo nei
casi di invalidità superiori al 50% la quota di coordinamento va ridotta giusta
l'art. 4 OPP2 e l'art. 22 del Regolamento (doc. _). In casu la quota andava
pertanto dedotta nella sua integralità e, quindi, nella misura di fr. 23'280
per il 1996 e di fr. 23'880 per il 1997, così da ottenere salari assicurati di
fr. 7'227 rispettivamente fr. 3'130.20 e, quindi, premi, inferiori a quelli
effettivamente fatturati. __________ censura inoltre il salario assicurato, di
fr. 30'507, ritenuto dalla Fondazione per l'anno 1997 in luogo dei fr.
27'010.20 (doc. _) effettivamente elargiti (cfr. petizione, consid. 8b).   

 

Dal canto suo
la convenuta fa rilevare che il salario ritenuto per il 1997, fr. 30'507, è
quello dichiarato a titolo definitivo dal datore di lavoro per il 1996 (doc. _
del 12 maggio 1997). Ritenuto come la comunicazione definitiva relativa
all'anno 1997 non sia infine mai pervenuta, ha considerato lo stesso ammontare
anche per il calcolo dei contributi per l'anno seguente.

Quanto alla
riduzione della quota di coordinamento, rimanda all'art. 2.3.7. cifra 3 del
Regolamento che prevede il calcolo della rendita d'invalidità e della
liberazione dal pagamento dei premi proporzionalmente al grado d'incapacità al
guadagno. Ne consegue per il dipendente interessato una diminuzione in pari
proporzione (30%) della quota di coordinamento. 

In proposito,
su richiesta della vicecancelliera, in data 3 settembre 2004 la convenuta ha
precisato:

 

"  Riprendo
il mio scritto del 31 agosto u.s e riferendomi al punto 4, mi permetto ancora
segnalare quanto segue.

 

In generale va precisato che la polizza LPP della __________ si
divide in due parti: quella attiva e quella passiva (invalidità).

II totale della deduzione di coordinamento per le due polizze deve
essere pari al 100%.

 

Le prestazioni di invalidità della __________ vengono versate già
a partire dal grado di invalidità del 25% (ciò diversamente da quanto previsto
dalla legge che prevede un obbligo a partire dal 50%)

 

Per il signor __________ la polizza invalidità presentava una
deduzione di coordinamento del 30% (pari alla sua incapacità lavorativa). Di
conseguenza la polizza attiva aveva una deduzione di coordinamento del 70%.

__________ è stato liberato dal pagamento dei premi nella misura
del 30%." (Doc. _)

 

 

                                         Ora,
secondo l’art. 8 LPP, nel tenore valido nel 1993 e 1994

 

"  Dev’essere
assicurata quella parte di salario annuo tra i 22’560 franchi e i 67’680
franchi. Tale parte è detta salario coordinato”.

                                      

(nel 1993 e
1994 i salari determinanti erano di fr. 22'560 risp. 67'680, nel 1995 e nel
1996 di fr. 23'380 risp. 69'840, nel 1997 e 1998 di fr. 23'880 risp. 71'640)

 

Per il cpv. 3
del medesimo disposto quando il salario annuo diminuisce temporaneamente per
malattia, infortunio, disoccupazione o motivi analoghi, il salario coordinato
vigente continua ad essere valido almeno fintanto che sussista l'obbligo del
datore di lavoro di continuare a pagare il salario giusta l'art. 324a del CO.
L'assicurato può tuttavia chiedere la riduzione del salario coordinato.

  

L'art. 4 OPP2
(Salario coordinato di assicurati invalidi in misura del 50%) prevede che per
le persone invalide in misura del 50% ai sensi della LAI gli importi limite
fissati negli articoli 2,7,8 e 46 LPP sino ridotti a metà.

 

Val la pena di
osservare che questa disposizione verrà modificata, a partire dal 1. gennaio
2005 (cfr. tuttavia la cifra f delle disposizioni transitorie alla 1. revisione
della LPP), come  segue:

 

" 
Art. 4     Salario coordinato di assicurati
parzialmente invalidi 

 

Per le persone parzialmente invalide ai sensi
della LAI gli importi limite fissati negli articoli 2,7 ,8 cpv. 1 e 46 LPP sono
ridotti come segue:

 

	
  Diritto alla rendita in
  frazioni                     Riduzione degli importi limite

  di una rendita intera

  
	
   

  
	
  ¼                                                              ¼
  

  
	
  ½                                                              ½
  

  
	
  ¾                                                              ¾
  

  
	
   

  

 

 

Questa norma è
stata introdotta a seguito dell'introduzione, da parte della 1. revisione della
LPP e con effetto dal 1. gennaio 2005, del quarto di rendita d'invalidità con
un grado di invalidità del 40% e del tre quarti di rendita con un grado
d'inabilità del 60% (cfr. nuovi art. 23 e art. 24 LPP).

Nel suo
Commento al nuovo testo dell'art. 4 OPP2 il Consiglio Federale ha esposto come
l'articolo riprende il contenuto materiale dell'attuale art. 4 OPP2, ma tiene
conto che la nuova LPP prevede l'erogazione di quarti e tre quarti di rendita,
e, quindi, non più soltanto della prestazione intera o della mezza rendita. Nei
casi di invalidità parziale, la riduzione degli importi limite deve quindi
avvenire proporzionatamente al diritto alla rendita vantato dall'assicurato.
Soggetti a riduzione sono di conseguenza gli importi per il salario minimo che
deve essere raggiunto per l'obbligo assicurativo (art. 2 e 7 LPP), la riduzione
di coordinazione e l'importo limite massimo (art. 8 LPP). Nel caso di
attribuzione di una rendita parziale, gli importi limite vengono ridotti nello
stesso rapporto come il diritto alla rendita. Nel caso di un quarto di rendita,
per esempio, gli importi limite vengono diminuiti di un quarto.     

 

D'altra parte,
per quanto concerne le norme contrattuali e regolamentari applicabili nel caso
concreto, con riferimento al caso di un assicurato divenuto invalido,
riprendendo essenzialmente il contenuto dell'art. 4 OPP2, l'art. 2.2. cifra 2
parte B del Regolamento (doc. _) dispone che per gli assicurati invalidi in
misura del 50% ai sensi dell'AI gli importi limite sono ridotti della metà. Per
la cifra 6 della medesima disposizione, quando il salario coordinato subisce
una modifica le prestazioni assicurate sono adattate alla nuova rimunerazione
che l'impresa indicherà alla __________ o alla fondazione, ritenuto come per la
cifra 7 della medesima disposizione, l'adattamento ha luogo a condizione che
l'assicurato non sia invalido. 

Quanto alle
prestazioni d'invalidità, secondo il Regolamento vi hanno diritto le persone
che sono invalide per almeno il 25% (art. 2.3.6. parte B), ritenuto che in caso
d'incapacità di guadagno parziale le prestazioni sono proporzionali al grado
d'incapacità al guadagno (art. 2.3.7. parte B, doc. _). Per l'art. 2.3.11 del
Regolamento il rischio infortuni LAINF/AM è escluso, tranne per quanto concerne
la liberazione dal pagamento delle quote (cfr. anche gli art. 4.2. e 5.8. del
contratto d'assicurazione collettiva doc. _).

 

Dalla
normativa citata sopra non è deducibile una risposta chiara al quesito -
oggetto della presente lite - di sapere se nel caso di un assicurato invalido
nella misura del 30% la deduzione di coordinamento dal salario percepito per
ottenere il guadagno assicurato determinante per il calcolo dei contributi,
vada operata per intero o proporzionatamente al grado d'inabilità.

Ora, tutto ben
considerato, questo Tribunale è dell'avviso che la convenuta ha a ragione
operato una deduzione proporzionale alla quota d'inabilità riconosciuta
all'assicurato poiché solo in questo modo viene rispettato il principio cui si
ispira l'art. 4 OPP2 per cui nei casi di invalidità parziale gli importi limite
(art. 2, 7, 8 LPP) vanno ridotti proporzionatamente al diritto alla rendita
vantato dall'assicurato. E questo coerentemente con il fatto che
all'attribuzione di una invalidità parziale segue di regola una proporzionale
riduzione della capacità lavorativa e, quindi, del salario percepito
dall'assicurato. La riduzione deve quindi avvenire nella stessa percentuale
come il diritto alla rendita medesima.   

A questa
conclusione non può mutare il richiamo, da parte dell'attore, al tenore
dell'art. 4 OPP2 ( cui si rifà pure l'art. 2.2. del Regolamento) ove si
consideri che questa disposizione menziona soltanto l'assicurato invalido in
misura del 50% per il semplice motivo che la normativa legale attualmente in
vigore prevede la concessione soltanto della mezza rendita e della prestazione
intera, non invece di quarti di rendita. Qualora tuttavia, come in concreto, le
disposizioni dell'istituto di previdenza prevedano la concessione di rendite
d'invalidità già in presenza di gradi d'inabilità inferiori al 50%, il menzionato
principio della coordinazione tra importi limite e grado d'inabilità deve
essere conseguentemente rispettato. 

 

A titolo
abbondanziale deve altresì essere osservato come anche l'Ufficio federale delle
assicurazioni sociali (UFAS), interpellato in proposito dall'attore (cfr.
consid. 2.13), ricevute dalla Fondazione le spiegazioni e la documentazione
relative al dipendente __________, non ha più ritenuto necessario un ulteriore
intervento ritenendo manifestamente corretto il modo di operare dell'istituto
di previdenza e in particolare la deduzione di coordinamento operata sul
salario percepito (cfr. doc. _). E questo a prescindere dal fatto che, come
comunicato dalla convenuta al legale dell'attore, anche operando una deduzione
di coordinamento completa, considerato come i premi relativi alla parte
invalida dell'assicurato sono assunti integralmente dall'istituto previdenziale
(doc. _), la differenza nel conteggio dei premi sarebbe minima (cfr. doc.
_).       

 

Quanto infine
al salario annuo ritenuto dalla Fondazione per l'anno 1997, dagli atti risulta
che l'importo ritenuto, di fr. 30'507 (doc. _),  corrisponde effettivamente al
salario erogato nel 1996 e annunciato alla competente Cassa di compensazione
dal datore di lavoro il 15 gennaio 1997 (doc. _) e comunicato dal datore di
lavoro alla Fondazione il 12 maggio 1997 (doc. _). Non risulta per contro, né
del resto l'attore l'ha sostenuto, che alla convenuta sia in seguito stata
notificata documentazione ulteriore attestante i salari definitivi relativi all'anno
1997. Alla convenuta non restava quindi altro che calcolare i premi dovuti
sulla base dei dati in suo possesso e, quindi, sulla base di una retribuzione
annua di fr. 30'507.

 

Come è già
stato esposto relativamente a tutti i dipendenti di __________ (consid. 2.10),
ritenuto tuttavia come dalla documentazione versata agli atti in corso di
causa, in particolare dalla dichiarazione dei salari per l'anno 1997 inviata da
__________ alla Cassa di compensazione in data 14 marzo 1998, emerge un salario
versato a __________ di fr. 27'010.20 (doc. _), la Fondazione convenuta è
tenuta a correggere il calcolo dei contributi dovuti anche relativamente a
questo dipendente considerando un salario annuo di fr. 27'010,20 in luogo di
fr. 30'507. Del saldo, a favore dell'attore, che ne risulterà, è tuttavia già
stato tenuto conto nella deduzione stabilita al consid. 2.10 che precede.

 

                             2.12.   __________
denuncia inoltre in via generale una ingiustificata maggiorazione di premi
intervenuta a partire dall'anno 1996 (cfr. petizione, consid. 8c). La convenuta
contesta tale assunto rilevando come i salari elargiti dall'attore fossero al
di sotto del salario massimo LPP per cui le prestazioni erano calcolate in base
ai parametri minimi previsti dalla legge (Doc. _ art. 2.5.). Questo fatto
escluderebbe una maggiorazione dei premi, se non nella misura derivante
dall'applicazione della nuova tariffa aggiornata sulla base delle nuove tavole
sulla mortalità, ritenuto che l'aumento dei casi d'invalidità ha comportato
detto aumento della tariffa (XL). 

 

Ora, in
proposito questo TCA si può limitare ad osservare che, come detto sopra, il
calcolo dei premi dovuti non presta il fianco a censura alcuna. Per quel che
concerne l'addotta maggiorazione dei costi dal 1996 si deve comunque rilevare
che a fronte di una massa salariale di fr. 176'937 nel 1995 (doc. _), nel 1996
__________ ha annunciato salari complessivi per fr. 198'037 (doc. _). A questo
aumento di circa il 12% doveva quindi forzatamente seguire un aumento anche dei
premi dovuti, passati di conseguenza da fr. 9'477.40 nel 1995 a fr. 14'297.10
nell'anno successivo (doc. _). L'aumento dei premi, effettivamente superiore,
in proporzione, a quello salariale, è verosimilmente da attribuire alla
modifica della tariffa per l'assicurazione collettiva sulla correttezza della
quale non vi è motivo di dubbio, vista l'approvazione dell'autorità di
sorveglianza competente (cfr. XVIII/36).    

 

Del resto le
contestazioni formulate dall'attore sono avvenute, anche su questo punto, in
maniera del tutto generica e non sostanziate. Basti rilevare come egli non si
sia nemmeno premurato di allestire una lista dei salari versati nei vari anni e
una dei contributi pretesi, così da poter documentare le proprie asserzioni. 

Ne discende
che, ricordato nuovamente il principio per cui nel processo riguardante il
versamento di contributi della previdenza professionale il datore di lavoro
deve sostanziare in modo preciso i motivi per cui la pretesa dell'istituto di
previdenza non sarebbe fondata, le censure attoree vanno disattese (SZS 2003
pag. 501).

 

                             2.13.   Quanto poi ai
rimproveri mossi dall'attore alla convenuta nel senso che la stessa non diede
seguito alle richieste di spiegazione dei contributi pretesi, la stessa si
appalesa infondata o comunque non rilevante ove si consideri che la
documentazione agli atti comprova in maniera sufficiente come 

i conteggi
emessi dalla Fondazione e inviati all'attore, rispettivamente al suo legale
(cfr. doc. _), fossero sufficientemente precisi e completi e comunque idonei a
comprovare l'esattezza dei calcoli da essa effettuati (cfr. in particolare doc.
_). Del resto, con riferimento alle presunte contestazioni mosse dall'attore,
agli atti risultano solo le lettere del 10 dicembre 1997 dell'interessato
stesso (doc. _) e 4 dicembre 1998 del suo legale (doc. _). Nessun altro scritto
agli atti documenta una qualsivoglia reazione da parte di __________. 

D'altro canto,
l'interessato si rivolse, nel corso del 1998, anche all'UFAS lamentando una
mancanza d'informazione da parte della convenuta e denunciando scorrettezze nel
calcolo dei premi fatturati, in generale  e per quanto riguarda __________. Ne
seguì una richiesta d'informazione dell'UFAS alla convenuta, la quale vi diede
seguito in data 3 giugno 1998 mediante invio delle chiarificazioni e della
documentazione richieste (doc. _). Dagli atti non figura ulteriore
corrispondenza intercorsa con l'UFAS per cui vi è da presumere che l'ufficio
federale non ravvisò nessuna irregolarità e non ritenne quindi opportuno
ulteriori verifiche.    

Né del resto
l'attore sostiene in questa sede altrimenti.

 

                             2.14.   Riguardo
infine alla ulteriori, non sempre chiare e poco circostanziate critiche mosse
dalla convenuta in punto al calcolo dei contributi, già si è detto che sulla
base delle notifiche di salario e relative modifiche comunicate alla Fondazione
da parte del datore di lavoro, come pure dalle liste dei salari comunicate alla
competente Cassa di compensazione, la Fondazione risulta aver correttamente
proceduto alla determinazione dei salari coordinati ed alla quantificazione dei
relativi contributi complessivamente dovuti per ogni dipendente negli anni
oggetto di contestazione.

 

                                         Privo di
pertinenza è d'altra parte il riferimento all'istituto di previdenza cui è
affiliato attualmente __________, il quale, a dire dell'interessato,
fatturerebbe premi sensibilmente minori di quelli pretesi dalla convenuta. In
proposito basti in effetti rammentare che, come è stato esposto al consid. 2.7.
che precede, gli istituti di previdenza sono liberi di strutturare liberamente
le prestazioni, il finanziamento di queste e l'organizzazione (art. 49 cpv. 1
LPP). Richiamato il principio dell'equivalenza (cfr. anche l'art. 65 cpv. 1 e 2
LPP), l'entità dei contributi può quindi variare sensibilmente da un istituto di
previdenza ad un altro ritenuto tuttavia come a tale differenza corrisponderà
pure inevitabilmente una variazione nelle prestazioni, le quali sono
direttamente influenzate dalle entrate dell'istituto di previdenza (cfr. in
proposito J. Brühwiler, Beitragsbemessung in der obligatorischen beruflichen
Vorsorge nach BVG, insb. Zusatzbeiträge für die Finanzierung des
BVG-Mindestzinses und des BVG-Umwanlungssatzes, in SZS 2003 p. 319segg, in
particolare 323-327). 

 

                                         In realtà
ancora una volta deve ribadito che l'attore non ha precisato in cosa
esattamente consisterebbero le lacune nei calcoli operati dalla convenuta,
limitandosi a ripetutamente chiedere l'erezione di una perizia. 

                                         In
proposito, si ricorda che il diritto delle parti di essere sentito di cui all'art.
29 cpv. 2 Cost. - che include tra l'altro anche il diritto di fornire prove
rilevanti riguardanti fatti giuridicamente determinanti (cfr. DTF 127 I 56 e
126 V 130) - si riferisce unicamente ai fatti giuridicamente determinanti e
presuppone che i fatti da dimostrare vadano sostanziati in maniera sufficiente
e indicati in maniera completa al fine di poter assumere le prove necessarie
(cfr. DTF 127 III 368; STFA del 11 dicembre 2002 in re S., B 21/02 citata in
SZS 2003 pag. 501). 

                                         D'altra
parte, la giurisprudenza ha già avuto modo di precisare che, nell’ambito delle
assicurazioni sociali, si applica il principio indagatorio (SVR 1998 UV Nr. 1;
DTF 117 V 263 consid. 1b), secondo cui incombe all’autorità - che non è
vincolata né alle dichiarazioni né alle richieste di prova delle parti -
stabilire i fatti rilevanti ai fini del giudizio. Alle parti incombe tuttavia
l’obbligo di collaborare all’accertamento dei fatti (SVR 1998 UV Nr. 1 e
giurisprudenza ivi citata; DTF 121 V 210 consid. 6c; T. Locher, Grundriss des
Sozialversicherugsrechts, Berna 1997, p. 340). In particolare è imposto loro
l’obbligo di motivare in relazione a quei fatti, su cui fondano le presunte
pretese (SZS 1989 p. 92). L’obbligo di collaborare riveste inoltre particolare
importanza nel caso in cui, senza l’aiuto della parte interessata, i fatti non
possono essere accertati (Locher, op. cit., p. 341).

                                         Quindi,
se una parte rifiuta la necessaria e ammissibile collaborazione, l’autorità può
decidere in base agli atti e dovrà sopportare le conseguenze dell'assenza di
prove (SVR 1995 n. 57 p. 164; RAMI 1993 p. 158; DTF 117 V 264 e 108 V 230
consid. 2; Locher, op. cit. p. 341).

                                         Inoltre,
per un principio giurisprudenziale consolidato, quando l'istruttoria da
effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predomi­nante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione
anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (RCC 1986 pag.
202 consid. 2 d; sentenza TFA del 3 dicembre 1993 in re M.T., sentenza TFA del
27 ottobre 1992 in re A.B.P., sentenza TFA del 13 febbraio 1992 in re M.O.,
sentenza TFA del 13 maggio 1991 in re A.A., sentenza TCA del 25 novembre 1991
in re G.M.; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274). Un tale
modo di procedere non lede il diritto di essere sentito sancito dalla CF (RCC
1986 pag. 202, consid. 2 d; RAMI 1985 pag. 238 consid. 2d; DTF 106 Ia 162
consid. 2b; Walter, "Il diritto alla prova in Svizzera" in Rivista
trimestrale di diritto e procedura civile, 1991, pag. 1292).

 

                                         Nel caso
in esame l'attore ha più volte chiesto l'erezione di una perizia in modo generico
senza tuttavia sostanziare in modo dettagliato e preciso i fatti da provare
rispettivamente il motivo per cui la richiesta di contributi sarebbe
ingiustificata o errata (cfr. XX). Con riferimento alla richiesta di perizia ha
ripetutamente affermato che tale prova dovrebbe "ricostruire la corretta
entità dei contributi da fatturare all'attore" (petizione consid. 8)
rispettivamente "atta alla ricostruzione contabile della corretta entità
dei contributi assicurativi da addebitare" (VII, XI, XX, XXVII). In questo
senso l'interessato ha contestato la correttezza del credito contributivo solo
in modo generico non quantificando né motivando le sue censure e senza esporre
concretamente quali elementi di calcolo sarebbero a suo avviso sbagliati (cfr.
da ultimo XXVII). E questo malgrado ciò gli sia stato espressamente chiesto in
corso di causa dal giudice delegato e dalla vicecancelliera.

                                         In queste
condizioni, l'attore non ha fatto fronte in modo completo al suo obbligo di
collaborare all'accertamento dei fatti rilevanti per il giudizio. La richiesta
di perizia si fonda pertanto su contestazioni non sufficientemente sostanziate
e, richiamato altresì il principio dell'economia processuale, non può che
essere respinta ove altresì si ricordi che una prova peritale (oltretutto di
presumibili ingenti costi che peraltro nel presente caso sarebbero a carico
dello Stato) non deve e non può supplire ad una carenza della parte in causa
nel sostanziare e precisare le proprie allegazioni. 

 

                                         Del
resto, già è stato ampiamente illustrato come il TCA non dispone di alcun
elemento atto a mettere in dubbio la conformità alla LPP e al regolamento dei
dati posti alla base del calcolo dei contributi per cui, già sulla base di una
valutazione anticipata delle prove, ritiene superflua l'assunzione di ulteriori
mezzi probatori.

 

                                         Di
conseguenza il datore di lavoro dev'essere condannato a versare i contributi
previdenziali chiesti con la procedura esecutiva promossa dalla convenuta,
fatta salva la deduzione stabilita al consid. 2.10.

                                         

                             2.15.   A proposito
infine della richiesta della convenuta di assumere quale teste la signora
__________ al fine di chiarire le richieste di chiarimento formulate
dall'attore alla convenuta (cfr. VII) si rileva che, come detto al consid.
2.13., la documentazione agli atti risulta già esaustiva con riferimento alla
lamentata denuncia di richieste di informazioni alla fondazione convenuta. Ma a
prescindere da tale circostanza, tale circostanza non appare di rilievo ai fini
del contendere. 

                                         Inoltre,
la documentazione prodotta agli atti dall’attrice è sufficiente per stabilire i
dati posti e da porre alla base del calcolo dei contributi previdenziali dovuti
alla convenuta. Parte della documentazione è del resto stata sottoscritta dallo
stesso datore di lavoro. A quest’ultimo è inoltre stato chiesto di precisare in
che misura i dati posti alla base del calcolo dei contributi sarebbero errati.
Egli non ha tuttavia ritenuto necessario dar seguito alla richiesta in modo
adeguato. In tali circostanze l’assunzione della teste non è necessaria ai fini
dell'esito della vertenza (sul cosiddetto apprezzamento anticipato delle prove,
cfr. fra le tante DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 120 Ib 229).

 

                             2.16.   Da quanto
precede, riservata la correzione relativa all'anno 1997 e di cui al consid. 2.
10, la petizione non può che essere respinta. Ritenuto come le spese fatturate
dalla convenuta risultano giustificate e conformi al regolamento, così come gli
interessi addebitati sul conto corrente (art. 66 cpv. 2 LPP e 104 CO) - che non
sono del resto stati contestati, né prima dell'inoltro della presente causa,
segnatamente al ricevimento degli estratti conto - doc. _- , né nel corso della
stessa, né nel loro principio né nel loro ammontare (cfr. la petizione, doc. _
consid. 10; sulla liceità della pattuizione di un interesse moratorio più
elevato di quello legale per atti concludenti - art. 1 CO - cfr. SZS 1990 p.
162) - l'attore è tenuto al pagamento di complessivi fr.  20'849.85 (fr.
22'059.85 - fr. 990 - fr. 220) oltre interessi al 5% dal 1. gennaio 2002.   

 

                             2.17.   Per quel che
riguarda invece l’addebito di tasse e spese relative alla presente procedura,
si osserva che secondo la legge di procedura per i ricorsi al Tribunale
cantonale delle assicurazioni in materia di assicurazioni sociali (art. 20
capoverso 1), applicabile in virtù dell’articolo 2 del Regolamento provvisorio
concernente le controversie in materia di LPP dell’11 luglio 1984, la procedura
è di principio gratuita. Non si prelevano pertanto tasse di giustizia e le
spese sono poste a carico dello Stato.

 

                             2.18.   Il tema della
rifusione delle ripetibili non è regolato dalla LPP.

                                         L'art. 73
cpv. 2 LPP si limita a delegare ai Cantoni l'istituzione di una procedura di
ricorso semplice, spedita e di regola gratuita, in cui il giudice accerta
d'ufficio i fatti.

                                         Il
principio, enunciato sia dall'art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS (estensibile all'AI,
PC, IPG, AF contadini di montagna) sia dall'art. 108 cpv. 1 lett. g LAINF,
secondo cui il ricorrente vittorioso ha diritto a ripetibili, non può essere
applicato per analogia in materia di LPP. E neppure, per costante
giurisprudenza (DTF 114 V 228ss, 112 V 111 con riferimenti), il diritto a
ripetibili può essere dedotto dall'art. 4 CF così come non è deducibile
dall'art. 6 CEDU. Spetta ai cantoni precederlo.

                                         Vi ha
provveduto, nel Ticino, la Legge di procedura per i ricorsi al Tribunale
cantonale delle assicurazioni, che il "diritto nella misura stabilita dal
giudice al rimborso delle spese processuali, dei disborsi e delle spese di patrocinio".

                                         Il
diritto è dunque riservato, analogamente alle norme di diritto federale sopra
citate, al solo ricorrente.

                                         Il motivo
di questo privilegio è esposto dal TFA in DTFA 7 dicembre 1989 in causa D.W.,
pubblicata in RAMI 1990 U 98 p. 195 a proposito dell'art. 108 LAINF, precisando
che scopo della norma è di consentire all'assicurato, spesso socialmente
debole, di far valere ingiustizia le sue pretese a prestazioni assicurative
senza esserne trattenuto dal timore di dover sborsare, in caso di soccombenza,
un'indennità alla controparte. Motivi analoghi presiedono all'esclusione del
diritto a ripetibili a favore di organismi adempienti funzioni di diritto
pubblico, sancito dall'art. 159 cpv. 2 OG in fine (DTF 112 V 49).

                                         In
materia di LPP il diritto a ripetibili dev'essere esclusivamente riservato al
convenuto-assicurato vittorioso in causa: le ripetibili sono in tale ipotesi
accollate all'assicuratore che ha introdotto la causa e l'ha persa.

                                         L'assicuratore
che vinca la causa non ha, di regola, diritto a ripetibili (DTF 112 V 356, STCA
del 9 marzo 1992 in re F.P. c/S. SA; per le eccezioni vedasi: DTF 112 V 362,
RAMI 1992 pag. 164).

 

                                         Visto
quanto sopra alla parte vincente non possono essere assegnate ripetibili.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   La
petizione è parzialmente accolta.

                                         Di
conseguenza è accertata l'inesistenza del debito vantato dalla Fondazione
collettiva LPP della __________ assicurazioni nei confronti di __________ nella
misura di fr. 990 e fr. 220. 

                                         Per
il restante credito, di fr. 20'849.85 (fr. 22'059.85 - fr. 990 - fr. 220),
oltre interessi del 5% dal 1. gennaio 2002, la petizione è respinta e
l'opposizione interposta al PE. n. __________dell'UE di __________ rigettata in
via definitiva.                                                                            

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti