# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e3006ae6-4f77-543d-80f8-26eed9658931
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-03-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.03.2005 38.2005.6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2005-6_2005-03-03.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2005.6

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  3 marzo 2005 

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 gennaio 2005
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 29
  dicembre 2004 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento di CO
  1 

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il 7
dicembre 2004, l'URC di __________ ha sospeso RI 1 per 16 giorni dal diritto
all'indennità di disoccupazione, facendo valere:

 

" 
Giusta gli art. 17 cpv. 1, 30 cpv. 1 lett. c
LADI l'assicurato ha l'obbligo di cercare lavoro. Nel presente caso le ricerche
di lavoro per il periodo antecedente la disoccupazione sono considerate
insufficienti.

 

In sede di colloquio d'iscrizione l'assicurata ha
portato 10 ricerche per il periodo dal 10 al 12 novembre 2004.

 

L'assicurata da tempo controllava la
disoccupazione, e durante l'iscrizione del 27.11.02 è stata istruita e resa
attenta sul fatto che, chi ha un contratto stagionale, è tenuto a fare le
ricerche per tutto il periodo estivo e aumentare tali ricerche gli ultimi 3
mesi.

Ora dopo l'attività svolta presso l'__________ a __________
l'assicurata non ha fornito prove di ricerca di lavoro sufficienti.

 

Visto quanto sopra si decide di sospendere l'assicurata
per 16 IG.

 

Nessuna ricerca per gli ultimi 3 mesi antecedenti
la disoccupazione (agosto, settembre e ottobre) 4 giorni di sospensione per
mese. Per il periodo di giugno, luglio (periodo estivo) due giorni di
sospensione per ogni mese." (Doc. A2)

 

                               1.2.   A seguito
dell'opposizione interposta dall'assicurata (cfr. doc. VB), l'amministrazione,
in data 29 dicembre 2004, ha emanato una decisione su opposizione con la quale
ha ribadito il contenuto del suo primo provvedimento, riducendo i giorni di
sanzione a 14 per i seguenti motivi:

 

" 
Fatti e motivazioni

 

Lei si è reiscritta al nostro ufficio a partire
dal 9 novembre 2004.

Ha lavorato presso l'__________ di __________ in
qualità di cameriera con un grado di occupazione del 60% dal 1.04.2004 al
30.06.2004, mentre dal 1.07.2004 al 31.10.2004 il grado di occupazione è stato
del 100%.

Fino al 30.06.2004 ha usufruito di una
compensazione di salario da parte della cassa disoccupazione, nel corso del
colloquio svoltosi il 14.06.2004 ha annunciato al suo consulente che dal
1.07.2004 il grado di occupazione sarebbe stato del 100%, pertanto da tale data
il suo caso sarebbe stato chiuso. Come risulta dal Verbale di colloquio del
14.06.2004, trattandosi di un'occupazione a carattere stagionale, il suo
consulente le ha ricordato le disposizioni inerenti le ricerche di lavoro
durante l’attività di carattere stagionale.

Al momento della sua reiscrizione le è stato
contestato il fatto di non aver effettuato ricerche di lavoro nel corso della
stagione lavorativa (periodo giugno - ottobre 2004).

Tramite una Richiesta di giustificazione (no. __________)
inviata alla sua attenzione il 16 novembre 2004 le è stata data la possibilità
di esprimere le sue motivazione per iscritto. Le motivazioni da lei presentate
con lettera del 22 novembre 2004 non sono state accettate e pertanto è stata
sospesa dal diritto alle indennità per 16 giorni in totale (art. 30 cpv. 1
lett. c LADI).

 

Con opposizione del 13 dicembre 2004 lei ci
comunica di ritenere la sanzione ingiusta e ne chiede l'annullamento, afferma
di aver segnalato al suo consulente l'impossibilità di effettuare ricerche di
lavoro.

 

Tra gli obblighi dell'assicurato rientra quello
di cercare personalmente un'occupazione adeguata (art. 16 LADI), se necessario
anche al di fuori della professione precedente (art. 17 cpv. 1 LADI) ed anche
fuori dal proprio luogo di domicilio (art. 16 cpv. 2 lett. f LADI). II
disoccupato, per ogni periodo di controllo, deve provare al servizio competente
gli sforzi che ha intrapreso per trovare lavoro (art. 26 OADI). Annunciandosi
per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato deve provare al servizio
competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare lavoro (art. 26 cpv. 2
OADI). Se l'assicurato non compie sufficienti sforzi egli deve essere
sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI. Secondo tale norma
l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il suo possibile per
ottenere un'occupazione adeguata.

 

II riesame del caso ha evidenziato come i 2
giorni di sospensione decisi per le mancate ricerche di lavoro inerenti il mese
di giugno non siano giustificati e pertanto dovranno essere sottratti dalla
decisione globale. Infatti come già descritto in precedenza fino alla fine di
giugno 2004 lei ha controllato la disoccupazione, le ricerche in questione sono
state consegnate nel colloquio del 14.06.2004.

La valutazione globale per il periodo tra luglio
e ottobre 2004 è invece corretta e rispecchia le disposizioni comunicate
all'assicurata nel corso del colloquio di giugno 2004. Contrariamente a quanto
da lei scritto in fase di opposizione in nessun documento contenuto nel dossier
viene fatto riferimento ad un possibile esonero dalle ricerche di lavoro per il
periodo luglio-ottobre 2004. Alla luce di quanto sopra la decisione di sanzione
deve essere modificata, i giorni totali di sospensione passano da 16 a 14.

Non si entra nel merito della richiesta di
anticipo della data di diritto alle indennità in quanto non inerente alla
contestata decisione di sospensione.

 

Gli argomenti da lei sollevati con l'opposizione
permettono di giungere ad una conclusione differente rispetto a quanto
stabilito con la decisione contestata, in particolare la valutazione data alla
sue ricerche di giugno è errata, pertanto appare adeguato valutare con meno
severità il suo comportamento e ridurre la durata della sospensione."
(Doc. A1)

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso del 14 gennaio 2005, l'assicurata ha chiesto l'annullamento
della decisione su opposizione, rilevando:

 

" 
(...)

Esposizione dei fatti:

La sottoscritta fa capo all'assicurazione
disoccupazione a partire dal 14.11.02. Dopo molti tentativi di ricerca senza
esito nel corso del mese di aprile del corrente anno sono riuscita a trovare un
posto di lavoro presso l'__________ di __________. Inizialmente l'occupazione
prevede un impiego al 60% successivamente a partire dal mese di luglio
l'occupazione diventa a tempo pieno fino al termine del contratto. Solo in data
9 novembre c.a. riesco ad annunciarmi nuovamente all'assicurazione
disoccupazione a causa dell'assenza del collocatore il sig. __________. 

In data 7 dicembre 2004 ricevo la decisione di
sanzione.

In data 13 dicembre 2004 inoltro opposizione
contro la decisione di sanzione del 7 dicembre 2004. In data 29 dicembre 2004
l'ufficio regionale di collocamento decide di accogliere parzialmente la mia
opposizione.

 

 

Fatti contestati:

 

La sottoscritta ritiene di avere fornito valide
giustificazioni alle mancate ricerche per il periodo luglio- ottobre 2004 in
considerazione del fatto che l'art. 17 cpv. 1 della Legge federale su
l'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e l'indennità per
insolvenza indichi in modo chiaro che l'assicurato deve "intraprendere
tutto quanto si possa ragionevolmente pretendere da lui per evitare o
abbreviare la disoccupazione".

La ricorrente ritiene che sia nella decisione di
sanzione del 7 dicembre 2004 che nella decisione su opposizione del 29 dicembre
2004, i funzionari preposti non tengano assolutamente in considerazione la mia
situazione nel periodo dell'anno sopramenzionato. Ricordo al lodevole tribunale
delle assicurazioni di essere una cittadina della __________ in Svizzera dal 22
gennaio 2002 e di provenire da una realtà molto diversa dalla vostra, per cui
non sono capace di scrivere in italiano, non ho una licenza di condurre, sono
domiciliata nel comune di __________ nelle __________ dove non esiste nessun
mezzo pubblico per raggiungere il paese e la stazione FART dista a quasi 4 km
dal mio domicilio. Ho due figli a carico di 8 e 10 anni e nel periodo citato
lavoravo a tempo pieno presso l'__________ di __________ (frazione di __________)
a circa 4 km dal mio domicilio.

Sfortunatamente, nel periodo citato, mio marito
che è un indipendente e che solitamente mi aiuta nella gestione familiare, era
impegnato presso la scuola universitaria professionale della Svizzera italiana
negli esami di diploma di ingegneria civile per il periodo agosto-novembre 2004
ed alla sera rimaneva a __________.

In allegato vi trasmetto il documento comprovante
l'impegno di mio marito." (Doc. I)

 

                               1.4.   L’amministrazione,
con la sua risposta del 4 febbraio 2005, ha postulato la reiezione del ricorso,
osservando:

 

" 
(...)

L'assicurata è iscritta al nostro ufficio a
partire dal 9 novembre 2004, dal 01.04.2004 al 31.10.2004 ha lavorato presso l'__________
di __________ in qualità di cameriera (attività stagionale). Fino al 30.06.2004
era impiegata a tempo parziale (60%) e ha usufruito di indennità compensative
da parte della cassa disoccupazione, mentre dal 01.07.2004 ha lavorato a tempo
pieno.

Al momento della sua reiscrizione, avvenuta il 16
novembre 2004, non è in grado di comprovare ricerche di lavoro per il periodo
luglio - ottobre 2004. Le viene inviata una Richiesta di giustificazione (doc.
1), le motivazioni espresse dall'assicurata nella lettera del 22 novembre 2004 (doc.
2) non vengono giudicate come valide.

Con decisione del 7 dicembre 2004 (doc. 3)
l'assicurata viene temporaneamente sospesa dal diritto alle indennità di
disoccupazione per 16 giorni. 

Contro tale decisione la signora RI 1 ha
interposto Opposizione in data 13 dicembre 2004 (doc. 4), il nostro ufficio con
Decisione su opposizione del 29 dicembre 2004 (doc. 5) ha modificato da 16 a 14
giorni la sospensione.

 

 

Fatti e motivazioni

 

Sia il contratto a tempo parziale (doc. 6), sia
quello a tempo pieno (doc. 7) erano di tipo determinato (stagionale), fino a
quando ha usufruito delle Indennità di compensazione l'assicurata ha
controllato regolarmente e correttamente la disoccupazione. Al colloquio di
consulenza del 14.06.2004 comunica al proprio consulente che dal 01.07.2004 l'impiego
sarà del 100% e pertanto si potrà procedere con l'annullamento del suo caso (doc.
8). In quella occasione le vengono ricordate le disposizioni concernenti le
attività lavorative stagionali e le relative ricerche di lavoro da effettuare (doc.
8).

 

La ripetizione di questa disposizione si è resa
necessaria poiché precedentemente le stesse informazioni le erano state
notificate il 27 novembre 2002, momento del suo primo annuncio in
disoccupazione. In quella occasione le era stata anche consegnata la circolare
"Promemoria ricerche di lavoro" (doc. 9).

 

Pur riconoscendo la difficoltà di abbinare
famiglia e lavoro è nostro dovere ricordare che il reperimento di un posto di
lavoro presuppone un costante impegno nelle ricerche di lavoro. Ciò che viene
chiesto alle persone impiegate stagionalmente è quello di tenersi costantemente
aggiornate sulle possibilità di lavoro che il mercato del lavoro propone.

L'assicurata risiede indubbiamente in una
località discosta dove ovviamente le possibilità di collocamento sono molto
ridotte e pertanto il fatto di aver trovato un posto di lavoro molto vicino al
suo domicilio è già di per sé straordinario. 

A questo proposito ricordiamo che il posto di
lavoro presso l'__________ è stato ottenuto dalla signora RI 1 tramite una
nostra proposta di lavoro (doc. 10). 

Qualsiasi altra possibilità di lavoro la vedrebbe
costretta ad una trasferta giornaliera più o meno lunga, magari con un'assenza
prolungata da casa. 

Alla luce di quanto scritto sopra il fatto di
essersi impegnata nella ricerca di un nuovo lavoro solo a partire dal 9
novembre 2004 (doc. 11), non può essere considerato come sufficiente dal nostro
ufficio.

 

Per i motivi di cui sopra si chiede pertanto a
codesto Tribunale di voler respingere il ricorso." (Doc. III)

 

                               1.5.   Con scritto
del 15 febbraio 2005 l’assicurata ha osservato:

 

" 
(...)

1.                                                                            La
sottoscritta ha comunicato durante il colloquio di consulenza del 14.06.04 che
non sarebbe stata in grado di effettuare ricerche per il periodo luglio-ottobre
2004 per i motivi menzionati nel ricorso del 14 gennaio c.a. Nel verbale
di colloquio, redatto dal funzionario responsabile, non viene menzionata questa
mia osservazione.

 

2.                                                                            Ho
più volte segnalato all'ufficio regionale di collocamento come fino al gennaio
2002 ho vissuto in realtà molto diverse da quella Svizzera e che non sono in
grado di comprendere termini tecnici e burocratici usati nel vostro paese.
Visto quanto precede avevo comunicato all'ufficio citato che non avrei più
firmato nessun documento se questo non fosse stato visionato da mio marito in
data 6 febbraio 2003. Purtroppo questa mia richiesta è stata regolarmente
ignorata e ogni volta sono stata costretta a firmare altrimenti non mi sarebbe
stato consegnato il documento da trasmettere alla cassa disoccupazione per il
versamento dell'indennità. A tal riguardo allego mia corrispondenza con
l'ufficio regionale di collocamento del 6 febbraio 2003." (Doc. V)

 

Il doc. V è stato trasmesso all’amministrazione
(cfr. doc. VI), per conoscenza.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
della presente vertenza è la questione a sapere se l'assicurata deve essere o
meno sospesa dal diritto all'indennità di disoccupazione per mancate ricerche
di lavoro nei mesi precedenti l'iscrizione in disoccupazione nei quali era
impegnata in un'attività stagionale.

 

                                         Il 1°
luglio 2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal
popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg., RU
N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

                                         Dal
profilo temporale il giudice delle assicurazioni sociali applica di principio
le norme di diritto materiale in vigore al momento in cui si realizza la
fattispecie che esplica degli effetti (cfr. DTF 129 V 1, consid. 1.2., pag. 4;
DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, pag. 467; DTF 126 V
166 consid. 4b, pag. 166; DTF 125 V 42, consid. 2b, pag.
44; DTF 123 V 70, consid. 2, pag. 71; DTF 122 V 34,
consid. 1, pag. 36 con riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2; STFA
del 16 febbraio 2004 nella causa S., C 154/03; STFA del 20 gennaio 2003 nella
causa V. e V.-A., K 133/01 e STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H
114/01).

                                         Inoltre,
il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell'esame della vertenza, si fonda
di regola sui fatti che si sono realizzati fino all'emanazione della decisione
amministrativa contestata (cfr. DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 121 V 366
consid. 1b; qui: il 29 dicembre 2004).

                                         Nel caso
in esame, l'amministrazione ha sanzionato l'assicurata per mancate ricerche di
lavoro nei mesi precedenti l'iscrizione al collocamento nei quali svolgeva
un'attività stagionale. A quel momento la terza revisione della LADI era già in
vigore e deve dunque essere presa in considerazione.

 

                               2.3.   Dapprima va
rilevato che la terza revisione della LADI non ha sostanzialmente modificato né
l'obbligo per gli assicurati di cercare un impiego adeguato, né il principio di
sanzionare la violazione di questo dovere vigenti precedentemente al 1° luglio
2003. È stato invece parzialmente modificato l'art. 26 dell'ordinanza. Pertanto
resta valida la giurisprudenza elaborata fino al 30 giugno 2003.

 

                                         Come
appena visto, tra gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare
personalmente un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 LADI), se necessario
anche fuori della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI) ed anche
fuori del proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).

                                         Alla fine di ogni periodo
di controllo egli dovrà dunque presentare al servizio competente le prove
documentali relative alle ricerche di lavoro intraprese (cfr. STFA del 29.1.92
nella causa E.R., non pubblicata). 

 

                                         Secondo l'art. 26 cpv. 1
OADI:

 

" 
L'assicurato deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di
regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2 OADI
prevede che:

 

" 
Annunciandosi per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato deve
provare al servizio competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare
lavoro."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2bis OADI
precisa che

 

"  Egli deve fornire tale prova per ogni periodo di
controllo al più tardi entro il quinto giorno del mese seguente o il primo
giorno lavorativo successivo a tale data. In caso contrario, il servizio
competente gli accorda un termine adeguato per rimediarvi. Nel contempo lo
informa per scritto che, se lascia scadere il termine senza una giustificazione
valida, le ricerche di lavoro non potranno essere prese in considerazione."

 

L'art. 26 cpv. 3 OADI, in vigore dal 1° gennaio 2000, stabilisce
che:

 

" 
Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro
dell’assicurato."

 

                                         Conformemente al principio
dell'obbligo della riduzione dei danni ancorato nel diritto delle assicurazioni
sociali (cfr. Maurer, Sozialversicherungsrecht, Band I, 1979 p. 323), la LADI
ha dunque previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue
possibilità per evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.

                                         Se non adempie il suo
obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il
suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata.

 

                               2.4.   La giurisprudenza federale ha
stabilito che questo motivo di sospensione è dato anche quando l'assicurato non
si attiene all'obbligo della ricerca di un lavoro prima di essere disoccupato.
L'assicurato deve così, ad esempio, adoperarsi già durante il periodo di
disdetta (e cioè a partire dal momento in cui gli viene notificato il
licenziamento) per trovare una nuova occupazione (cfr. DLA 1966 N° 11 e N° 21;
DLA 1977 N° 33; DLA 1987 pag. 41, DTF del 29 gennaio 1992 nella causa E.R., C
77/91; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici
regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti
sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.; vedi pure
art. 45 cpv. 1 lett. a OADI).

 

Questa giurisprudenza viene regolarmente
confermata dal TFA (cfr. ad esempio: STFA del 22 ottobre 2002 nella causa N. (C
305/01), non pubblicata; STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C. (C 280/01);
STFA del 15 dicembre 2003 nella causa P. (C 200/03); STFA del 10 dicembre 2004
nella causa M. (C 210/04)).

 

 

                               2.5.   Per
stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare
un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la
qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76
consid. 2 con riferimenti; STFA del 15 gennaio 2001 nella causa C.P.-B., C 49/00).

                                         Il
disoccupato, per ogni periodo di controllo, deve, infatti, fornire
all'amministrazione la prova d'aver compiuto un certo numero di ricerche di
lavoro qualitativamente valide (cfr. DTF 124 V 231; DTF 120 V 74; DLA 1993/1994
pag. 55; DTF 112 V 217; DLA 1987 n. 2 p. 40; DLA 1986 n. 26 p. 101).

 

                                         Secondo costante
giurisprudenza cantonale, gli assicurati, durante ogni periodo di controllo,
devono comprovare, di regola, almeno 4 ricerche qualitativamente valide (cfr.
per tutte la STCA del 28 gennaio 1987 nella causa M.Z., AD 247/86). Il TFA, in
una sentenza del 13 luglio 1987, ha approvato questo principio (cfr. STFA nella
causa M.Z., C 33/87).

 

In una sentenza del 3 luglio 2003 nella causa AWA
contro E. (C 286/02), il TFA ha ritenuto sufficienti quattro ricerche di lavoro
compiute da un assicurato durante uno dei tre mesi di disdetta, osservando:

 

" 
(…)

Mit der Vorinstanz sind die fünf
Arbeitsbemühungen während des Monats November als genügend und die drei,
eventuell vier Bewerbungen im Dezember 2001 als gerade noch ausreichend zu
qualifizieren. Dies insbesondere angesichts des in diesem Monat knappen
Angebots an Arbeitsstellen und der Tatsache, dass sich der Versicherte nicht
darauf beschränkte, sich bloss telefonisch nach offenen Stellen zu erkundigen,
sondern sich in der Regel schriftlich bewarb. Dem geringen Fehlverhalten des
Beschwerdegegners, sich während des letzten Monats in der Kündigungsfrist nur
um eine oder zwei Stellen beworben zu haben, hat das kantonale Gericht mit der
am unteren Rand des leichten Verschuldens liegenden Einstellung von 3 Tagen
angemessen Rechnung getragen. Diese Bemessung der Einstelldauer ist unter
Berücksichtigung des nicht nur der Verwaltung, sondern auch der Vorinstanz
zustehenden Ermessens, in welches das Eidgenössische Versicherungsgericht ohne
triftigen Grund nicht eingreift (BGE 123 V 152 Erw. 2 mit Hinweisen), nicht zu
beanstanden." 

(STFA del 3 luglio 2003 nella causa AWA
contro E., C 286/02)

 

                                         In una
sentenza del 3 agosto 2000 nella causa K. (C 399/99), la nostra Alta Corte ha
inoltre avuto modo di rilevare quanto segue:

 

" 
1.- Das kantonale Gericht hat die vorliegend massgebenden
Bestimmungen über die Pflicht zur Stellensuche (Art. 17 Abs. 1 AVIG), die
Einstellung in der Anspruchsberechtigung bei ungenügenden Arbeitsbemühungen
(Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG), die verschuldensabhängige Dauer der Einstellung
(Art. 30 Abs. 3 AVIG und Art. 45 Abs. 2 AVIV) sowie die Rechtsprechung zu
Qualität und Quantität der Arbeitsbemühungen (vgl., nebst den erwähnten BGE 120
V 76 Erw. 2 und 112 V 217 Erw. 1b, BGE 124 V 231 Erw. 4a) zutreffend dargelegt.
Darauf kann verwiesen werden.

Richtig ist auch, dass gemäss Verwaltungspraxis
in der Regel durchschnittlich 10 bis 12 Bewerbungen pro Monat verlangt werden
(Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, Bd. I, N. 15 zu Art.
17). Eine allgemein gültige Aussage über die erforderliche Mindestanzahl an
Bewerbungen ist indes nicht möglich. Das Quantitativ beurteilt sich vielmehr
nach den konkreten Umständen (Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in:
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Bd. Soziale Sicherheit, Fn
1330). Zu berücksichtigen sind namentlich Alter, 

Schul- und Berufsbildung der versicherten Person
sowie die Verhältnisse im für diese in Betracht kommenden
Arbeitsmarkt. (…)"

 

Questa giurisprudenza è stata confermata in una
sentenza del 6 agosto 2002 nella causa Z. (C 338/01), nella quale il TFA ha
ritenuto insufficienti sei ricerche di lavoro in un mese.

 

In un'altra sentenza del 23 gennaio 2003 nella
causa C. 

(C 280/01) il TFA ha ritenuto insufficienti
quattro ricerche di lavoro in un periodo di tre mesi.

 

In una sentenza del 26 maggio 2003 nella causa M.
(C 98/02), il TFA ha ritenuto non colpevole un assicurato che aveva compiuto,
durante due periodi di controllo, sei ricerche di lavoro lavorando a tempo
pieno in un programma di occupazione temporanea.

 

Il TFA, in una sentenza del 4 giugno 2003 nella
causa R. (C 319/02), ha ritenuto insufficienti sei ricerche di lavoro in un
mese.

 

In un'altra sentenza dell'11 luglio 2003 nella
causa D. (C 63/03) la nostra Alta Corte, dopo avere ricordato che i giudici di
prima istanza avevano ritenuto che l'obiettivo fissato ad un'assicurata
dall'amministrazione di effettuare dieci ricerche di lavoro mensili non era
sproporzionato, ha ritenuto insufficienti tre ricerche di lavoro durante un
periodo di controllo.

 

Infine, in una sentenza del 10 dicembre 2004
nella causa M. (C 210/04), il TFA ha confermato la sanzione inflitta
dall’amministrazione ad un assicurato che aveva svolto due ricerche di lavoro
nel mese antecedente l’annuncio al collocamento, ritenute insufficienti e che
aveva omesso di compiere ricerche di lavoro durante il primo periodo di
controllo; l’Alta Corte ha pure considerato insufficienti cinque ricerche di
lavoro, di cui tre erano già state compiute nel mese precedente, effettuate
dall’assicurato durante un periodo di controllo. La nostra Massima Istanza ha
in particolare sottolineato:

 

" 
(...)

Bei der Beurteilung der Frage, ob sich eine
versicherte Person genügend um zumutbare Arbeit bemüht hat, ist nicht nur die
Quantität, sondern auch die Qualität ihrer Bewerbungen von Bedeutung (BGE 124 V
231 Erw. 4a mit Hinweis).

Wenn jedoch dem Versicherten grössere
Anstrengungen in quantitativer Hinsicht hätten zugemutet werden können, ist er
wegen ungenügender persönlicher Bemühungen um Arbeit in der
Anspruchsberechtigung einzustellen. Dabei kommt es immer auf die konkreten
Umstände an. Im Sinne einer Grössenordnung ist jedoch zu beachten, dass einige
Kassen durchschnittlich zehn bis zwölf geeignete Arbeitsbemühungen im Monat
verlangen (BGE 124 V 234 Erw. 6 mit Hinweis)."

 

La giurisprudenza cantonale più sopra ricordata
ha dunque fissato semplicemente una linea di riferimento e non ha carattere
assoluto ("di regola") e, secondo quanto stabilito dal TFA nelle
sentenze appena citate, occorre valutare, nel singolo caso concreto, quante
ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato, a seconda delle condizioni
particolari di ogni singola fattispecie (cfr. STCA del 28 gennaio 2003 nella causa
K., inc. 38.2002.186).

A proposito dei compiti dei consulenti del
personale, in una sentenza del 5 ottobre 2000 nella causa B. (inc. 38.2000.74)
il TCA ha ricordato che:

 

" 
Riguardo al desiderio dell'assicurato di seguire
altri tipi di programmi occupazionali, va pure ricordato che spetta ai
consulenti degli URC di decidere di volta in volta quali sono le misure più
idonee per favorire un rapido collocamento dei singoli assicurati (cfr. art. 85
cpv. 1 lett. a e c LADI; art. 85 b LADI, art. 17 cpv. 3 LADI)." 

 

 

                               2.6.   Giusta l'art. 17 cpv. 1 in
fine LADI, l'assicurato deve comprovare il suo impegno per trovare un nuovo
posto di lavoro, fornendo al servizio competente le prove relative agli sforzi
intrapresi a tal fine (cfr. art. 26 cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. DLA 1988 p.
95; DTF 120 V 74). La prova degli sforzi volti al reperimento di una nuova
occupazione deve essere fornita, giusta l'art. 26 cpv. 2 OADI, al servizio
competente. Nel Cantone Ticino, sulla base dei combinati disposti dell'art. 30
cpv. 2, 85 e 85b LADI, questa competenza è stata delegata agli URC (cfr. l'art. 2a lett. e del Regolamento della legge sul rilancio
dell'occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 15 ottobre 2003; D.
Cattaneo, op. cit., pag. 92-93).

                                         La legge non prevede nessun
modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire effettuate
sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi datori di
lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla fine di ogni
periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio competente d'avere
realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del 29.1.92 nella
causa E.R., non pubblicata).

 

 

                                         L'obbligo
di comprovare le ricerche di lavoro è stato ribadito dal TFA in una sentenza
del 23 gennaio 2003 nella causa C.

                                         (C
280/01), nella quale ha osservato:

 

" 
Selbst wenn sich der Versicherte sodann
tatsächlich bei 10 potentiellen Arbeitgebern oder Arbeitgeberinnen gemeldet
hätte, kann er sich nur auf jene Arbeitsbemühungen berufen, welche er
nachzuweisen vermag (Art. 17 Abs. 1 Satz 3 AVIG in Verbindung mit Art. 26 Abs.
2 AVIV; Gerhards, a.a.O., N 22 zu Art. 17 AVIG)."

 

                                         Concretamente
ciò significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.

                                         In caso di ricerca
personale il disoccupato non può limitarsi ad un puro e semplice elenco dei
datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è
necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo
"timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra
forma scritta, che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del
28.1.1987 nella causa S.P., AD 5/87).

                                         Inoltre
il TFA ha avuto occasione di rilevare che sul modulo utilizzato per comprovare
le ricerche compiute o sulle eventuali dichiarazioni dei potenziali datori di
lavoro deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il
disoccupato si è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre
1999 nella causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

                                         L'assicurato potrà
servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dall'UFSEL (Ufficio
federale dello sviluppo economico e del lavoro; dal 1° luglio 1999 Segretariato
di stato dell'economia, SECO).

                                         In caso di rifiuto del
datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà
comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al
servizio competente tale rifiuto.

                                         Infine, in caso di ricerca
telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,
confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto
(cfr. DLA 1988 p. 95). 

                                         In una
sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000 pag. 156 segg., il TFA ha
ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno l'assicurato che effettua le
ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

In merito alle ricerche di lavoro compiute
esclusivamente per telefono e alla continuità delle ricerche durante un periodo
di controllo, il TFA, in una sentenza del 4 giugno 2003 nella causa R. (C
319/02), ha avuto modo di rilevare:

 

" 
(…)

Pour trancher le point de savoir si l'assuré a fait
des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir compte
aussi bien de la quantité que de la qualité de ses recherches (ATF 124 V 231
consid. 4a et l'arrêt cité). Sur
le plan quantitatif, la pratique administrative exige dix à douze offres
d'emploi par mois en moyenne. On ne peut cependant pas s'en tenir à une limite
purement quantitative et il faut bien plutôt examiner, au regard des
circonstances concrètes, la qualité des démarches (Nussbaumer, op. cit., note
de bas de page 1330). Sur le plan qualitatif, on peut attendre d'un assuré
qu'il ne se contente pas de démarches par téléphone, mais qu'il réponde
également à des offres d'emploi par écrit (Chopard, op. cit., p. 139 sv.). La
continuité des démarches joue également un certain rôle, même si l'on ne
saurait exiger d'emblée que l'assuré répartisse ses démarches sur toute une
période de contrôle. S'agissant d'offres écrites, il peut au contraire être
rationnel et judicieux de préparer ses postulations de manière concentrée sur quelques
jours dans le mois, eu égard à la périodicité des offres d'emplois dans les
journaux et compte tenu du fait que les délais de postulation sont en général
relativement longs (arrêt non publié du 5 juillet 1988 dans la cause R., C
14/88). (…)" 

(STFA del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02)

 

                               2.7.   L'art. 30
cpv. 1 lett. c LADI sanziona dunque una violazione dell'obbligo di ridurre il
danno fissato all'art. 17 cpv. 1 LADI (cfr. DLA 1981 pag. 126).

                                         In una
sentenza del 17 marzo 1998 nella causa H. il Tribunale federale delle
assicurazioni ha ribadito questo concetto ed ha avuto modo di formulare le
seguenti osservazioni circa la natura, il carattere e lo scopo della
sospensione:

 

" 
Mittels Einstellung in der Anspruchsberechtigung
soll dieser Pflicht zum Durchbruch verholfen werden. Praxisgemäss handelt es
sich dabei nicht um eine strafrechtliche, sondern eine verwaltungsrechtliche
Sanktion (BGE V 151 Erw. 1c; ARV 1990 Nr. 20 S. 133 Erw. 2b; vgl. auch Gerhards,
Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, N 2 zu Art. 30). Mit der
Verknüpfung von Schadenminderungspflicht und Sanktion will das AVIG Arbeitslose
zur Stellensuche anspornen. Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung soll
den Versicherten davon abhalten, die Arbeitslosenversicherung missbräuchlich in
Anspruch zu nehmen. Wenn er sich nicht genügend um Arbeit bemüht, nimmt er in
Kauf, länger arbeitslos zu bleiben. Dadurch erwächst der Versicherung insofern
ein Schaden, als sie länger Leistungen erbringen muss. Zweck der Einstellung in
der Anspruchsberechtigung ist eine angemessene Mitbeteiligung des Versicherten
an diesem Schaden, den er durch sein pflichtwidriges Verhalten der
Arbeitslosenversicherung natürlich und adäquat kausal verursacht hat (BGE 122 V
40 Erw. 4c/aa und 44 Erw. 3c/aa; Gerhards, a.a.O., n 2 und 51 zu Art.
30). Ohne die einstellungsrechtliche Sanktion käme Art. 17 Abs. 1 AVIG im
Taggeldrecht nicht zum Tragen.

  Wüsste nämlich eine
arbeitslose Person zum voraus, dass ungenügende Bemühungen bezüglich ihrer
Leistungen keine Folgen zeitigten, fehlte ein wesentlicher Ansporn, dem
gesetzlichen Gebot zur Stellensuche nachzuleben." (DTF 124 V 227-
228)

 

                                         In questa
sentenza (cfr. DTF 124 V 228- 230 ) il TFA ha pure avuto modo di sancire la
conformità dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI con le disposizioni della
Convenzione OIL Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (al
proposito cfr. D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de
l'assurance chômage" Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte
sul Meno, 1992 pag. 193 seg.).

 

                                         In una
sentenza del 4 agosto 2003 nella causa S. (C 221/02) l'Alta Corte ha, tra
l'altro, ribadito che:

 

" 
(…)

2.2 Anche nell'ambito dell'assicurazione contro
la disoccupazione, così come negli altri ambiti delle assicurazioni sociali, all'assicurato
incombe l'obbligo di ridurre il danno (DTF 125 V 199 consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, pag.
48). La violazione di questo obbligo viene sanzionata
per evitare l'ottenimento abusivo di prestazioni da parte dell'assicurazione
contro la disoccupazione (DLA 1998 no. 34 pag. 187 consid. 2b e riferimenti).
Con lo strumento della sospensione, quale sanzione amministrativa e non penale
(DLA 1993/1994 no. 3 pag. 22 consid. 3d con riferimenti), il legislatore ha
così voluto regolamentare la partecipazione dell'assicurato al danno da lui
provocato (DTF 126 V 523; Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz,
vol. I, no. 2 ad art. 30) e scaricare, per motivi di equità, la comunione dei
contribuenti dagli effetti negativi di comportamenti ingiustificati (Jacqueline
Chopard, Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung, tesi Zurigo 1998, pag.
24 seg.). (…)"

(cfr. STFA del 4 agosto 2003 nella causa S., C
221/02)

 

                               2.8.   Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI
la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e
ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di
cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La sospensione del diritto
all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in
caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave (cfr. art.
45 cpv. 2 OADI).

                                         La sua durata è
determinata secondo la gravità della colpa (cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace
in altre parole al principio della proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

                                         In virtù dell'art. 45 cpv.
2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità
entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della
sospensione è prolungata in modo adeguato.

                                         L'art. 45 cpv. 3 OADI
stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato senza
valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha rifiutato un
lavoro idoneo.

 

                                         Per quel
che concerne la sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione fondata
sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una sanzione
da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni
per insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo successivo i
parametri del SECO e dell'UCL prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate
ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di
lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali aumenti per i periodi
successivi, visto l'art. 45 cpv. 2 bis OADI (cfr. Circulaire relative à
l'indemnité de chômage (IC) del SECO in vigore dal 1° gennaio 2002, D68 punto
1; Lista delle sospensioni URC/UCL aggiornate dal SECO al 25.01.1999).

Queste direttive sono conformi alla legge (cfr.
D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento
alla luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed.
OCST, Pregassona 2000, pag. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione
su queste basi vengono regolarmente confermate dal TCA. Anche il TFA ha
approvato il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. la sentenza del 23
gennaio 2003 nella causa C., C 280/01, nella quale l'Alta Corte ha confermato
la sanzione di 9 giorni di sospensione dal diritto alle indennità di
disoccupazione inflitta dall'amministrazione ad un assicurato che aveva saputo comprovare
unicamente quattro ricerche di lavoro svolte nei tre mesi di disdetta del
precedente rapporto di lavoro; la sentenza del 6 agosto 2002 nella causa Z., C
338/01, nella quale il TFA ha confermato 4 giorni di sospensione per
insufficienti ricerche in un periodo di controllo; la sentenza del 2 maggio
2003 nella causa X., C 275/02, nella quale la nostra Massima Istanza ha
confermato una sanzione di 15 giorni di sospensione per mancate ricerche
durante tre mesi di disdetta; la sentenza del 3 luglio 2003 nella causa AWA
contro E., C 286/02, nella quale l'Alta Corte ha confermato 3 giorni di
sanzione per insufficienti ricerche di lavoro durante uno dei tre mesi di
disdetta; la sentenza del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02, nella quale
l'Alta Corte ha confermato la sanzione di 5 giorni di sospensione dal diritto
alle indennità di disoccupazione inflitta dall'amministrazione ad un
assicurato, nato nel 1939, che aveva saputo comprovare unicamente sei ricerche
di lavoro, di cui cinque svolte per telefono, durante un periodo di controllo
nel corso del quale egli aveva, tra l'altro, lavorato cinque giorni, per un
totale di trentaquattro ore; la sentenza dell'11 luglio 2003 nella causa D., C
63/03, nella quale il TFA ha confermato una sanzione di 4 giorni di sospensione
per insufficienti ricerche di lavoro durante un periodo di controllo; la
sentenza del 2 marzo 2004 nella causa B., C 305/02, nella quale l'Alta Corte ha
confermato 4 giorni di sospensione per insufficienti ricerche durante il
periodo di disdetta e la sentenza del 10 dicembre 2004 nella causa M., C
210/04, nella quale la nostra Massima Istanza ha confermato sia una sanzione di
9 giorni di sospensione per insufficienti ricerche durante il mese precedente
l’annuncio al collocamento e mancate ricerche durante il primo periodo di
controllo, sia una sanzione di 4 giorni di sospensione per insufficienti
ricerche di lavoro durante un periodo di controllo).

 

                               2.9.   Nella già
citata sentenza H. del 17 marzo 1998, il Tribunale federale delle assicurazioni
ha stabilito che è possibile sospendere l'assicurato che commette (soltanto)
una colpa lieve non compiendo sufficienti ricerche di lavoro. L'Alta Corte ha
al proposito rilevato:

 

"  b) Die
Vorinstanz hat erwogen, bloss drei Stellenbewerbungen im Monat Juni 1994
vermöchten wohl qualitativ, nicht aber quantitativ zu genügen.  Indessen sei
der Beschwerdegegnerin aufgrund einer lange dauernden Krankheit gekündigt
worden; zudem finde sie im Alter von 54 Jahren bei der gegenwärtigen Lage auf
dem Arbeitsmarkt kaum noch eine Stelle.  Sodann habe das Arbeitsamt ihr bei der
Stellensuche nicht geholfen und jeweils drei Bewerbungen in den vorangegangenen
Monaten ungeahndet gelten lassen.  Insgesamt sei das Verhalten der Versicherten
deshalb bloss leichtfahrlässig.  Analog zur Invaliden-, Unfall- und
Militärversicherung, welche Leistungen nur bei Vorsatz und Grobfahrlässigkeit
kürzten, sei deshalb vorliegend von einer Einstellung in der
Anspruchsberechtigung abzusehen.  Das Verwaltungsgericht des Kantons Bern
pflege unangefochtenerweíse dieselbe Praxis.

  Demgegenüber macht die
Kasse geltend, eine Einstellung habe bei jedem Verschulden zu erfolgen.  Dass
die Verwaltung der Versicherten nicht geholfen habe, entbinde diese nicht von
der Pflicht zur Stellensuche.  Da zudem eine Überprüfung der Bewerbungen nur
stichprobenweise möglich sei, könne die Beschwerdegegnerin nichts zu ihren
Gunsten aus dem Umstand ableiten, dass die Kasse die jeweils bloss zwei oder
drei Bewerbungen der vorangehenden Monate nicht beanstandet habe.

 

  c)  Die Vorinstanz
beruft sich für ihre Auffassung, wonach eine Einstellung in der
Anspruchsberechtigung nur bei vorsätzlichem oder grobfahrlässigem Verhalten
zulässig sei, auf die Praxis des Verwaltungsgerichts des Kantons Bern. Dieses
führte in einem Entscheid aus dem Jahre 1990 (BVR 1991 S. 82 ff.) aus, im
Sozialversicherungsrecht werde als allgemeiner Grundsatz anerkannt, dass
Leistungen gekürzt oder sogar für gewisse Fälle verweigert werden könnten, wenn
Versicherte die Leistungspflicht vorsätzlich oder grobfahrlässig verursacht
oder verlängert hätten (vgl.  Art. 7 IVG, Art. 37 und 39 UVG, Art. 7 aMVG, Art.
35 BVG und - betreffend die Krankenkassen BGE 107 V 228 Erw. 2a).  Dies müsse gleihermassen
für den Bereich der Arbeitslosenversicherung gelten.  Auch bezüglich solcher
Leistungen könne daher eine Kürzung (oder befristete Verweigerung) der
Entschädigung nur bei vorsätzlichem oder grobfahrlässigem Verhalten verfügt
werden, nicht aber bei bloss leichter Fahrlässigkeit, da insbesondere nicht
einzusehen sei, weshalb in diesem Zweig die Anforderungen an die
Sorgfaltspflicht des einzelnen derart strenger sein sollten Als in den übrigen
Bereichen der Sozialversicherung (BVR 1991 S. 83 f. Erw. 4b).

 

  d) Die im genannten
Entscheid zitierten Bestimmungen des IVG, UVG, aMVG und BVG statuieren alle den
Grundsatz, dass bei vorsätzlicher oder grobfahrlässiger Herbeiführung des
Versicherungsfalles durch den Versicherten die Leistungen gekürzt oder
verweigert werden können.  Sie schliessen von Gesetzes wegen zugleich Sanktionen
für leichtfahrlässiges Verhalten aus.  Im Arbeitslosenversicherungsrecht
hingegen fehlt eine derartige Beschränkung des -sanktionsbedrohten Verhaltens
auf Grobfahrlässigkeit und Vorsatz.  Die Einstellung in der
Anspruchsberechtigung ist ausdrücklich "nach dem Grad des
Verschuldens" zu bemessen (Art. 30 Abs. 3 AVIG).  Eine Absicht, das
Verschulden bei leichter Fahrlässigkeit von jeglicher Sanktion auszunehmen, ist
im Unterschied zum Wortlaut der zitierten Bestimmungen aus den andern
Sozialversicherungszweigen nicht erkennbar.  Folgerichtig unterscheidet Art. 45
Abs. 2 AVIV nach leichtem, mittelschwerem und schwerem Verschulden.  Es
widerspräche daher dem Arbeitslosenversicherungsgesetz, wenn die leichte
Fahrlässigkeit als eine der Formen des Verschuldens ausgeklammert würde. 
Darauf weist auch die Botschaft zum Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und die Insolvenzentschädigung vom 2. Juli 1980 in BB1
1980 IlI S. 588 ff. hin, in der ausdrücklich von Einstellungen gesprochen wird,
die nicht pönalen Charakter hätten (vgl. auch Gerhards, a.a.O., N 2 zu
Art. 30).  Beispielsweise stehe es dem Versicherten frei und sei auch nicht
ehrenrührig, sich ungenügend um eine Arbeitsstelle zu bemühen oder eine
zumutbare Arbeit abzulehnen.  Der Arbeitslosenversicherung entstehe hieraus
trotzdem ein Schaden, der zu einer angemessenen Leistungsreduktion führen
müsse.  Gerade um unterschiedlichen Verhältnissen und Verschuldensgraden mit
der nötigen Differenzierung Rechnung tragen zu können, sei die Spanne der
Einstellungsfristen möglichst weit zu fassen.  Daher hat auch leichte
Fahrlässigkeit bei ungenügenden Arbeitsbemühungen nach Art. 30 Abs. 1 lit. c
AVIG zu einer Einstellung in der Anspruchsberechtigung zu führen.

 

  e) Aus diesen Ausführungen
folgt, dass die Praxis des Berner Verwaltungsgerichts zu Art. 30 Abs. i lit. c
AVIG (BVR 1991 S. 83 f.), welcher sich die Vorinstanz anschloss, der Regelung
des Arbeitslosenversicherungsgesetzes und der Absicht des Gesetzgebers zuwiderläuft. Der kantonale Entscheid verletzt daher
insoweit Bundesrecht, als er die leichte Fahrlässigkeit  von Sanktionen
befreit." (DTF 124 V 231-233)

 

                                         Nella
sentenza citata il TFA ha poi stabilito che tre ricerche di lavoro
qualitativamente valide in un periodo di controllo sono insufficienti ed ha
sottolineato:

 

"  Die
Beschwerdegegnerin weist im Monat Juni 1994 lediglich drei Bewerbungen auf.
Dies ist quantitativ ungenügend, verlangen doch einige Kassen durchschnittlich
10 bis 12 Bemühungen im Monat (Gerhards, a.a.O. N 15 zu Art. 17).  Das Alter der Versicherten erschwert zwar die
Erfolgsaussichten, hindert sie aber nicht daran, intensiver nach einer Stelle
Ausschau zu halten (ARV 1980 Nr.- 45 S. 112 Erw. 2; Gerhards, a.a.O.,.
N 14 zu Art. 17).  Massgebend ist einzig die ausreichende Intensität der
Bemühungen und nicht deren Erfolg.  Dass die Verwaltung keine aktive
Hilfeleistung geboten hat, vermag die Beschwerdegegnerin ebenfalls nicht von
der ihr obliegenden Pflicht zur Schademinderung zu befreien.  Die von der
Verwaltung verfügte Einstellung im unteren Bereich des leichten Verschuldens
ist Rechtens und trägt den gesamten Umständen des Falles angemessen Rechnung. 
Damit ist der Entscheid der Vorinstanz aufzuheben." (DTF 124 V 234)

 

                                         La Cassa
di disoccupazione aveva sospeso l'assicurata per 3 giorni dal diritto
all'indennità di disoccupazione.

 

                                         Infine,
nella sentenza citata, il TFA ha stabilito che l'amministrazione prima di
applicare l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, non deve raccomandare all'assicurato
di intensificare le ricerche di lavoro ed ha rilevato:

 

"  Eine
der Einstellung vorangehende Mahnung ist in der Arbeitslosenversicherung nicht
vorgesehen.  Insofern besteht ein Unterschied zur Invalidenversicherung, welche
in Art. 31 IVG ausdrücklich ein Mahn- und Bedenkzeitverfahren vorsieht (vgl. 
BGE 122 V 218).  Dieses Verfahren ist unter anderem deswegen sinnvoll, weil der
Versicherte sonst unter Umständen von einem ablehnenden Verwaltungsakt
überrascht würde.  Anders sind die Verhältnisse in der
Arbeitslosenversicherung; hier wird der Versicherte von Anfang an auf seine
Pflichten, insbesondere auf diejenige zur Stellensuche, aufmerksam gemacht
(Art. 19 Abs. 4 AVIV in der bis Ende 1996 gültig gewesenen Fassung, nunmehr
Art. 20 Abs. 4 AVIV).  Ferner pflegt er wegen der Erfüllung der Kontrollvorschriften
Kontakt zum zuständigen Arbeitsamt.  Deshalb ist es nicht notwendig, vor einer
Einstellung eine Mahnung auszusprechen, auch dann nicht, wenn die Verwaltung in
den vorangegangenen Kontrollperìoden ungenügende Arbeitsbemühungen nicht
sanktioniert hat.  Das Eidgenössische   Versicherungsgericht hat denn auch in
ständiger Praxis (nicht veröffentlichte Urteile M. vom 23. Juni 1989, C 20/890
und N. vom 6. August 1985, C 8/85; vgl. auch Gerhards, &.&.O., N
61 zu Art. 30) festgehalten, dass eine Einstellung verfügt werden muss, wenn
der entsprechende Tatbestand erfüllt ist; eine blosse Verwarnung ist
unzulässig.  Von dieser Rechtsprechung abzuweichen besteht vorliegend kein
Anlass." (DTF 124 V 233)

 

                             2.10.   Nella presente evenienza risulta dagli atti all'incarto che
l'assicurata ha lavorato quale cameriera presso l'__________ di __________ dal 1°
aprile 2004 al 30 giugno 2004, al 60% (cfr. doc. 6) e dal 1° luglio 2004 al 31
ottobre 2004, al 100% (cfr. doc. 7).

                                         Ella si è
poi iscritta in disoccupazione a decorrere dal 15 novembre 2004 (cfr. doc. 12a).

 

                                         Al
momento del suo annuncio per il collocamento l'assicurata non ha saputo consegnare
all'amministrazione nessuna ricerca di lavoro concernente il periodo precedente
l'iscrizione in disoccupazione, dal 1° luglio 2004 al 31 ottobre 2004, nei
quali lavorava a tempo pieno presso l'__________ di __________.

                                         L'amministrazione,
con decisione formale del 7 dicembre 2004, ha sospeso la ricorrente dal diritto
alle indennità di disoccupazione per 16 giorni (cfr. doc. A2).

                                         Tale
provvedimento è stato poi parzialmente modificato con decisione su opposizione
del 29 dicembre 2004, nella quale l'amministrazione ha ridotto a 14 i giorni di
sanzione inflitti all'assicurata (cfr. doc. A1).

 

                                         L'art. 42
LPGA prevede che le parti hanno il diritto di essere sentite. Non devono
obbligatoriamente essere sentite prima di decisioni impugnabili mediante
opposizione.

 

                                         A tale
proposito in una sentenza del 23 giugno 2003 nella causa S. (C 49/03) l'Alta
Corte ha rilevato che:

 

" 
Die Sache geht daher an die Arbeitslosenkasse
zurück, damit sie nach Erfüllung des Gehörsanspruchs erneut über eine
allfällige Einstellung in der Anspruchsberechtigung wegen selbstverschuldeter
Arbeitslosigkeit befinde. In diesem Rahmen kommt nunmehr Art. 42 Satz 2 ATSG
zur Anwendung, wonach die Gewährung des rechtlichen Gehörs ins
Einspracheverfahren verschoben ist (Kieser, a.a.O. Art. 42 Rz. 24)."

 

                                         In una sentenza del 22 dicembre 2003 nella causa J. (H 272/03) il
TFA, al consid. 3.3., si è così espresso:

 

" 
(…) Selon un principe général de la procédure
administrative, l'autorité n'est pas tenue d'entendre les parties avant de
prendre une décision susceptible d'être frappée d'opposition (art. 30 al. 2
let. b PA). Ce principe est aujourd'hui spécifiquement consacré, en matière
d'assurances sociales, à l'art. 42 2ème phrase LPGA."

 

                                         Nel caso di specie, prima di emanare la decisione di sanzione il consulente del
personale ha provveduto ad inviare all'assicurata una "Richiesta di
giustificazione" con la quale le richiedeva di motivare le mancate
ricerche entro il 29 novembre 2004, precisando che oltre questa data l'autorità
cantonale avrebbe deciso sulla base degli atti in suo possesso e menzionando
espressamente l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la
sospensione di un assicurato nel caso in cui non fa il suo possibile per
ottenere un'occupazione adeguata (cfr. doc. 1).

 

                                         L'assicurata, con scritto
del 22 novembre 2004, ha fornito le seguenti giustificazioni:

 

"  (...)

Ho iniziato il mio lavoro presso l'__________ di __________ il
mese di Aprile c.a. con un'occupazione iniziale al 60% per i primi tre mesi,
successivamente la mia occupazione è diventata a tempo pieno per i rimanenti
mesi.

 

Questa attività, la famiglia da accudire, il mio domicilio, la mancanza
di una licenza di condurre, l'assenza del marito impegnato con gli esami finali
alla Supsi di __________ per il periodo agosto-ottobre, mi hanno impedito di
presentare delle ricerche di lavoro.

 

Durante i colloqui con il mio collocatore preposto ho segnalato
queste mie difficoltà facendo notare che a causa delle problematiche
sopraccitate non avrei potuto presentare queste ricerche.

Non ho effettuato ricerche scritte in quanto non sono in grado di
redigere una lettera in italiano ed inoltre quando ho effettuato delle ricerche
in tal senso, con l'aiuto di mio marito, non ho mai ricevuto alcuna
risposta." (Doc. 2)

 

Nella presente fattispecie il TCA constata che
l'amministrazione, inviando all'assicurata la richiesta di giustificazione
citata, ha dato l'opportunità alla ricorrente di giustificare il suo
comportamento e di esprimersi in merito al ventilato provvedimento nei suoi
confronti.

                                         Dunque il
diritto di essere sentito dell'assicurata è stato rispettato già prima
dell'emanazione della decisione formale, conformemente alla chiara
giurisprudenza federale emessa prima dell'entrata in vigore della LPGA (cfr. STFA
del 6 agosto 2002 nella causa C., C 91/02, consid. 1a; RAMI
2002 pag. 77, consid. 3d, pag. 83; SVR 2002 ALV Nr. 4 pag. 9; DTF 126 V 130 =
SVR 2001 ALV Nr. 12 pag. 37), che mantiene comunque, in talune circostanze, la
sua validità anche successivamente (cfr. U. Kieser, op. cit., ad art. 42, n.
1-28; Th. Locher, "Grundriss des
Sozialversicherungsrechts", Ed. Staempfli Verlag AG, Berna 2003, pag. 466
n° 53 e 54).

 

                             2.11.   Per quanto attiene agli assicurati che entrano in
disoccupazione al termine di un'attività stagionale (per es. nell'edilizia o
nella ristorazione), va osservato che, per un certo periodo, l'UCL ha applicato
anche a costoro la giurisprudenza relativa ad assicurati che si annunciano in
disoccupazione e dichiarano la loro disponibilità ad essere collocati solamente
durante qualche mese, prima di assolvere il servizio militare o effettuare un
soggiorno di perfezionamento all'estero o intraprendere un'altra formazione o
lasciare definitivamente il nostro paese. 

                                         Il TFA considera queste
persone inidonee al collocamento (e quindi rifiuta loro il diritto
all'indennità di disoccupazione), poiché, se si prescinde dal campo delle
attività per le quali non sono richieste una formazione o un'esperienza
professionale, bisogna ammettere che un datore di lavoro è poco incline,
generalmente, a prendere in considerazione un'offerta di servizio di durata
limitata, mentre cerca di attribuire un posto di lavoro duraturo (cfr. DLA 2000
pag. 152; DLA 1995 pag. 57; DTF 123 V 218; DTF 120 V 288; DLA 1991 pag. 24; DLA
1990 pag. 25; DLA 1988 pag. 23; DLA 1992 pag. 124; DLA 1992 pag. 127; DTF 110 V
209; Prassi AD 98/1 fogli 7.1-7.3; J.L. Plattet, "L'assurance-chômage au
quotidien et ses aides à l'emploi", Friborgo 1998, pag. 56-58; B.
Despland, "Votre sécurité sociale au quotidien", Losanna 1998, pag.
155-156; DTF del 2.5.97 nella causa P.F.; D. Cattaneo, "Alcuni compiti
degli Uffici regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza".
Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 19 segg.).

                                         In una sentenza del 18
novembre 1998 nella causa F.B., il TCA ha stabilito che la giurisprudenza
appena menzionata non deve essere applicata agli assicurati che terminano
un'attività stagionale e che hanno un impiego per la stagione seguente. In
questo caso, l'idoneità al collocamento non deve più essere esaminata (cfr. DLA
2000 pag. 152; DTF 110 V 207; DTF 120 V 390-391; DTF 123 V 217-218; DTF 111 V
38; D. Cattaneo , op. cit., pag. 24).

 

                                         Tuttavia, alla luce della
giurisprudenza federale citata, questo Tribunale ha deciso che proprio nel caso
di assicurati che controllano la disoccupazione tra una stagione e l’altra o
durante le vacanze scolastiche, e quindi si annunciano in disoccupazione
soltanto alcuni mesi ogni anno, le esigenze relative alla ricerca costante
di un impiego duraturo devono essere molto severe, al fine di evitare che venga
decretata la loro inidoneità al collocamento dal profilo soggettivo. In
particolare questi assicurati devono svolgere tali ricerche durante tutto il
periodo in cui lavorano e devono ricercare un'occupazione annuale - o
almeno un'occupazione, di breve durata, per la "stagione morta" fuori
dalla propria professione e in un'attività realmente esistente sul mercato del
lavoro. Essi sono pure tenuti ad accettare un impiego annuale duraturo
ufficialmente assegnato (cfr. STCA del 17 aprile 2001 nella causa M.-B.,
38.2000.190; STCA del 17 aprile 2001 nella causa V.-S; STCA del 16 marzo 2000
nella causa P.B.; STCA del 21 settembre 1999 nella causa A.T. contro URC di
Biasca, STCA del 21 aprile 1999 nelle cause T.B. de S.P. contro UCL e N.Q
contro UCL; DTF 120 V 385; D. Cattaneo, op. cit. pag. 21; 24-25).

                                         Il TCA ha
pure stabilito che l'amministrazione, per valutare se sono stati compiuti
sufficienti sforzi per reperire un impiego e decidere un'eventuale sanzione,
deve riferirsi a tutto il periodo in cui viene esercitata un'attività lucrativa
e non solo agli ultimi mesi di lavoro (cfr. STCA del 17 agosto 2001
nella causa M., 38.2001.15; STCA del 17 aprile 2001 nella causa M.-B.,
38.2000.190; STCA del 17 aprile 2001 nella causa V.-S., 38.2000.270).

 

                             2.12.   Nella
fattispecie concreta, l'assicurata ha lavorato in qualità di cameriera presso
l'__________ di __________ dapprima, dal 1° aprile 2004 al 30 giugno 2004, al
60% (cfr. doc. 6), successivamente, dal 1° luglio 2004 al 31 ottobre 2004, al
100% (cfr. doc. 7). Ella aveva infatti sottoscritto, in data 31 marzo 2004, un primo
contratto di lavoro, al 60%, dal 1° aprile 2004 al 31 ottobre 2004 (cfr. doc.
6) e in seguito, in data 1° luglio 2004, un secondo contratto di lavoro, per un
grado occupazionale del 100%, dal 1° luglio 2004 al 31 ottobre 2004 (cfr. doc.
7).

In data 15 novembre 2004 l'assicurata si è
reiscritta in disoccupazione (cfr. doc. 12a).

 

In sede di opposizione l’assicurata ha osservato
di avere segnalato al proprio consulente del personale l’impossibilità di
effettuare ricerche di lavoro, dato che ella lavorava al 100%, aveva a
disposizione solo due giorni di libero alla settimana e doveva accudire i suoi
figli, ricevendo, a suo dire, dal signor __________ l’indicazione di non effettuare
le ricerche di lavoro durante i mesi in cui lavorava (cfr. doc. 4). Ella ha poi
aggiunto che in una situazione particolare quale la sua, non si può
ragionevolmente pretendere che una madre trascuri i suoi doveri familiari per
compiere delle ricerche di lavoro (cfr. doc. 4).

Nel ricorso inoltrato al TCA (cfr. doc. I) e
nelle successive osservazioni (cfr. doc. V), l’assicurata ha evidenziato di
provenire da __________, realtà molto diversa rispetto a quella svizzera e di
avere molte difficoltà a comprendere termini tecnici e burocratici usati
dall’amministrazione.

 

Il TCA constata innanzitutto che
l’amministrazione ha giustamente qualificato di impiego stagionale quello
svolto dall’assicurata in qualità di cameriera presso l'__________.

In precedenza, infatti, l’assicurata aveva
lavorato in qualità di aiuto cucina e poi donna tuttofare presso il __________
di __________, dal 26 marzo 2002 al 31 ottobre 2002 (cfr. doc. 12z).

Successivamente, ella si era iscritta in
disoccupazione, a partire dal 14 novembre 2002 (cfr. doc. 12c) ed era rimasta
iscritta al collocamento fino al 31 agosto 2004 (cfr. doc. 12b), giorno in cui
l’amministrazione, ricevuta la conferma che a partire dal 1° luglio 2004 e fino
al 31 ottobre 2004 l’assicurata era impegnata in qualità di cameriera al 100%
presso l’__________, ha provveduto ad annullare il suo nominativo dalla liste
delle persone iscritte al collocamento. 

In occasione del colloquio di consulenza del 19
maggio 2004 (cfr. doc. 12i) e soprattutto del colloquio di consulenza del 14
giugno 2004 (cfr. doc. 8) il consulente del personale aveva provveduto a
spiegare all’assicurata che essendo il suo un impiego a carattere stagionale,
ella era tenuta ad effettuare le ricerche di lavoro durante tutto il periodo
estivo, intensificandole poi negli ultimi tre mesi di attività, così da non
dover fare ricorso alle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione
una volta terminato il rapporto lavorativo con l’__________.

Inoltre, in occasione del colloquio di consulenza
del 15 dicembre 2004, il consulente del personale ha verbalizzato che
l’assicurata avrebbe provveduto a contattare i proprietari dell’__________,
onde valutare la possibilità di un’eventuale riassunzione per la stagione 2005
(cfr. doc. 12f).

 

                                         Occorre poi
rilevare che l'assicurata, essendo già stata iscritta in disoccupazione dal 14
novembre 2002 al 31 agosto 2004 (cfr. doc. 12b e 12c), aveva già ricevuto
dall'amministrazione le opportune informazioni circa i suoi diritti e doveri di
disoccupata, con riferimento in particolare alla necessità di compiere
regolarmente gli sforzi necessari al fine di trovare un'occupazione duratura o
perlomeno un'attività temporanea durante i mesi di inattività.

                                         L'assicurata
ha inoltre ricevuto e sottoscritto in data 27 novembre 2002 (cfr. doc. 9), il
"Promemoria ricerche di lavoro", nel quale è indicato che gli
assicurati devono compiere le ricerche di lavoro già prima di iscriversi al
collocamento, durante il periodo di disdetta dal precedente rapporto lavorativo
o, in caso di contratti di lavoro di durata determinata, nei tre mesi
precedenti l'iscrizione al collocamento; nello stesso documento
l'amministrazione ha poi ricordato la necessità, per gli assicurati che
svolgono un'attività stagionale e che ricorrono al collocamento solo durante
brevi periodi tra una stagione e l'altra, di effettuare gli sforzi necessari
per reperire di un'occupazione duratura durante tutto l'anno.

 

In simili condizioni, questo Tribunale ritiene
che l'assicurata era o doveva essere perfettamente a conoscenza del dovere di
ricercare un'occupazione annuale o perlomeno un impiego temporaneo durante tutto
il periodo in cui ha lavorato, così da non dovere fare ricorso alle prestazioni
dell'assicurazione contro la disoccupazione al termine della stagione
lavorativa.

L'assicurata ha invece omesso di svolgere delle
ricerche di lavoro durante tutto il periodo in cui ha lavorato.

 

                                         Inoltre,
va rilevato che in occasione dell'ultimo colloquio di consulenza del 14 giugno
2004 (colloquio che precedeva il passaggio del grado occupazionale della sua attività
stagionale dal 60% al 100% presso l'__________ di __________) l'assicurata era
stata informata dal proprio consulente del personale circa l'obbligo di
compiere delle ricerche di lavoro durante tutto il periodo in cui lavorava ed
in particolare di intensificarle durante gli ultimi tre mesi di lavoro. Al
riguardo, il consulente del personale ha verbalizzato quanto segue (verbale
sottoscritto dall'assicurata):

 

" 
L'assicurata si è presentata; mi dichiara che
durante il mese di luglio verrà assunta a tempo pieno, l'assicurata riceverà un
contratto nuovo.

 

In data odierna all'assicurata, viene consegnato
il FAUT di giugno. Quando ci farà pervenire il contratto di lavoro al 100 % il
nostro ufficio provvederà all'annullamento.

 

Considerato il fatto che è un occupazione
stagionale è stato ripreso il promemoria delle ricerche. In particolare il
fatto che le ricerche vanno fatte durante tutto il periodo estivo per dei posti
annuali, e che negli ultimi tre mesi tali sforzi vanno intensificati."
(Doc. 8)

 

Infine, va ricordato che al momento della sua
prima iscrizione al collocamento l’amministrazione, con decisione del 4
dicembre 2002, aveva inflitto all’assicurata una sanzione di 9 giorni per
mancate ricerche di lavoro nei tre mesi precedenti l’annuncio in disoccupazione
nei quali ella aveva lavorato presso il __________ di __________ (cfr. doc. 14p).

 

La ricorrente è quindi stata più volte informata
dall'amministrazione circa i suoi diritti e doveri di disoccupata, con
riferimento in particolare alla necessità di compiere regolarmente gli sforzi
necessari al fine di trovare un'occupazione duratura o perlomeno un'attività
temporanea durante i mesi di inattività.

Ella era dunque perfettamente a conoscenza del
dovere di ricercare un'occupazione annuale o perlomeno un impiego temporaneo
durante tutto il periodo in cui ha lavorato per l'__________ di __________,
così da non dovere fare ricorso alle prestazioni dell'assicurazione contro la
disoccupazione al termine della propria attività, a tempo determinato, presso
il citato datore di lavoro, dove è stata impiegata al 60% dal 1° aprile 2004 al
30 giugno 2004 e al 100% dal 1° luglio 2004 al 31 ottobre 2004 (cfr. doc. 6 e
doc. 7).

 

                             2.13.   A nulla giova
la motivazione fornita dall’assicurata nella risposta alla richiesta di
giustificazioni inviatale dall'amministrazione (cfr. doc. 2) e ancora in sede
ricorsuale (cfr. doc. I), ossia di non avere potuto compiere delle ricerche di
lavoro nei mesi compresi fra luglio 2004 e ottobre 2004 in cui ha lavorato
presso l’__________ in quanto, essendo cittadina di __________, in Svizzera dal
22 gennaio 2002, non è capace di scrivere in italiano. Nemmeno pertinente
risulta l’altra giustificazione della ricorrente, vale a dire il fatto che,
vivendo a __________, nelle __________ e non avendo né la licenza di condurre,
né la possibilità di utilizzare i mezzi pubblici, inesistenti (stazione FART a
4 km dal suo domicilio), era impossibile compiere gli sforzi necessari al
reperimento di una nuova occupazione. Infine, va respinta pure l’ultima
motivazione ricorsuale dell’assicurata, ossia di non avere avuto il tempo
necessario per svolgere le ricerche di lavoro, avendo dovuto lavorare a tempo
pieno, a __________, frazione di __________ (distante circa 4 km) e nello
stesso tempo avendo dovuto accudire due figli, di otto e dieci anni, senza
poter contare sull’aiuto del marito, impegnato nei mesi compresi fra agosto e
novembre 2004 negli esami di diploma in ingegneria civile presso la Scuola
universitaria professionale della Svizzera italiana di __________, dove
rimaneva anche a dormire durante tutta la settimana, senza far rientro al
proprio domicilio.

 

Alla luce della giurisprudenza citata (cfr.
consid. 2.3.-2.5. e 2.9.) e pur considerando l'impegno che richiedeva, da una
parte,  l'attività professionale della ricorrente e, dall’altra, la conduzione
della vita familiare, con due bambini a cui badare, a mente del TCA
l'assicurata avrebbe dovuto compiere gli sforzi necessari al fine di trovare
una nuova occupazione durante tutto il periodo antecedente l'annuncio al
collocamento in cui svolgeva la sua attività stagionale.

Ella avrebbe in particolare potuto effettuare le
ricerche di lavoro durante i suoi due giorni di libero settimanali, di persona,
per telefono o per iscritto, rispondendo a reali offerte di lavoro presenti sul
mercato. L'assicurata avrebbe potuto farsi aiutare, viste le sue difficoltà
linguistiche, a redigere qualche richiesta di lavoro dal marito, durante i fine
settimana, allorquando egli faceva rientro al domicilio.

 

In tale contesto si ricorda peraltro che
fondamentale presupposto per potere beneficiare dell'indennità di
disoccupazione è di essere idoneo al collocamento (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. f
LADI) e cioè "disposto, capace ed autorizzato ad accettare un'occupazione
adeguata" (art. 15 cpv. 1 LADI) e che l'art 16 cpv. lett. f LADI considera
non adeguata e quindi esclusa dall'obbligo di accettazione un'occupazione che
"necessita di un tragitto di oltre due ore sia per recarsi sul posto di
lavoro, sia per il rientro e che non offre la possibilità di un alloggio
conveniente nel luogo di lavoro  o che, in questo secondo caso, rende
notevolmente difficile l'adempimento dell'obbligo di assistenza verso i
familiari da parte dell'assicurato".

 

                             2.14.   In simili
condizioni, questo Tribunale deve concludere che la ricorrente ha violato
l'obbligo di ridurre il danno che la legge le impone per cui, a ragione,
l'amministrazione l'ha sospesa dal diritto all'indennità di disoccupazione
sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI.

 

                                         Per
quanto riguarda la commisurazione della sanzione, va preliminarmente osservato
che il 27 agosto 2001 l'Ufficio cantonale del lavoro ha emanato una circolare
interna no. 114a, la quale è stata esaminata da questa Corte nell'ambito di una
vertenza analoga alla presente (cfr. STCA del 5 febbraio 2002 nella causa S.,
inc. 38.2001.201).

                                         Essa
indica che:

 

" 
(…)

1.   Periodo di tempo
da esaminare

 

L'esame delle ricerche di
lavoro è esteso a tutti gli sforzi intrapresi prima dell'iscrizione in
disoccupazione e durante tutto il periodo durante il quale il disoccupato ha
lavorato (l'esame non va limitato agli ultimi 3 mesi).

 

2.   Quantità/qualità
delle ricerche

 

Nella valutazione delle
ricerche di lavoro svolte durante l'anno l'accento va posto soprattutto sulla
qualità e non sulla quantità. In particolare bisognerà verificare se gli sforzi
effettuati sono mirati ad ottenere degli impieghi duraturi in settori e aziende
non tradizionalmente noti per la loro attività stagionale e se il disoccupato
ha risposto ad annunci di impieghi annuali pubblicati regolarmente sui
giornali. La valutazione dovrà ovviamente tenere conto della situazione
concreta (per esempio offerte sul mercato del lavoro, profilo dell'assicurato,
se si tratta d'impieghi duraturi, in settori che offrono concretamente posti
annuali, di candidature spontanee, di risposte a reali offerte del mercato, di
ricerche anche al di fuori del proprio settore, eventualmente fuori Cantone -
tipico per settore alberghiero, v. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI - con
possibilità di pernottamento).

 

L'obiettivo è quello di
spingere l'assicurato a svolgere ricerche mirate e non "ricerche
alibi" a tappeto. Gli sforzi durante l'anno dovranno consistere nel
rispondere ad offerte di lavoro durature che dovessero apparire sul mercato del
lavoro e che vengono normalmente portate all'attenzione di ogni potenziale interessato
tramite annunci su giornali, riviste settoriali o in altro modo. Gli assicurati
non sono tenuti a presentare offerte spontanee presso datori di lavoro che non
cercano nuovo personale ma a rispondere a delle reali offerte presenti sul
mercato.

Nel periodo immediatamente precedente la fine del lavoro
stagionale - rispettivamente inizio della disoccupazione ‑ gli sforzi per
il reperimento di un nuovo posto di lavoro dovranno essere maggiormente intensi
e valutati secondo la prassi applicata a tutti gli assicurati (esame rigoroso
degli ultimi 3 mesi).

 

3.  Durata della sospensione

 

La durata della sospensione avviene in considerazione della colpa
dell'assicurato, operando una valutazione complessiva degli sforzi svolti
durante i 3 mesi immediatamente precedenti la disoccupazione e durante tutta la
durata dell'impiego stagionale. Per garantire omogeneità d'applicazione e
offrire una base di valutazione comune i giorni di sospensione dovranno essere
determinati tenendo conto di quanto segue:

 

3‑4 giorni per ogni mese di ricerche insufficienti o
inesistenti durante i tre mesi prima della disoccupazione, aumentati di 1‑2
giorni per ogni mese nel resto dell'anno con sforzi insufficienti o
inesistenti, senza superare in ogni caso il massimo di 18 giorni." 

(Doc. 10, inc. 38.2001.201)

 

                                         Nell'ambito della vertenza
sopra menzionata, il TCA ha ritenuto tale direttiva conforme a quanto previsto
dalla giurisprudenza cantonale in merito ai lavoratori stagionali (cfr. consid.
2.11.; STCA del 5 febbraio 2002 nella causa S., inc. 38.2001.201).

                                         La circolare interna no.
114a, come appena esposto, prevede che per ricerche insufficienti o inesistenti
durante i tre mesi prima della disoccupazione vengano irrogati 3-4 giorni di
sospensione, mentre per i restanti mesi dell'anno 1-2 giorni per mese, senza
superare il massimo di 18 giorni.

 

                                         Nel caso
in esame l'URC ha inflitto alla ricorrente 14 giorni di sospensione dal diritto
alle indennità.

                                         Al
riguardo, nella decisione su opposizione del 29 dicembre 2004 l’amministrazione
ha indicato che la sanzione è stata così calcolata: 4 giorni di penalità per
ognuno dei tre mesi di agosto, settembre e ottobre 2004 immediatamente
precedenti l’annuncio in disoccupazione durante i quali l'assicurata ha omesso
di compiere ricerche di lavoro, aumentati di 2 giorni per mancate ricerche di
lavoro durante il mese di luglio 2004 (cfr. doc. A1).

Per contro, non sono stati oggetto di sanzione i precedenti
mesi da aprile a giugno 2004 nei quali l’assicurata svolgeva la sua attività
presso l’__________ di __________, dato che durante tale periodo ella era
ancora iscritta al collocamento (visto che era attiva al 60% e percepiva quindi
un guadagno intermedio) e aveva continuato a svolgere le ricerche di lavoro (cfr.
doc. A1).

 

                                         Quanto
all’entità della sospensione, va rilevato che la circolare specifica per i
lavoratori stagionali citata, prevede, in caso di mancate ricerche di lavoro
nei tre mesi precedenti l'iscrizione, 4 giorni di sanzione per ogni mese,
mentre invece la sanzione da infliggere per mancate ricerche di lavoro nei mesi
precedenti in cui l'assicurato lavorava ammonta a 2 giorni per ogni mese.

 

                                         In una
sentenza del 24 settembre 2002 nella causa P. (cfr. inc. 38.2001.241) il TCA, a
proposito della Circolare interna no. 114a, ha avuto modo di precisare quanto
segue:

 

" 
(…)

Va peraltro rilevato che la Circolare no. 114a
non indica in modo preciso, relativamente agli ultimi tre mesi di attività
lavorativa, quando infliggere 3 o 4 giorni per mese. 

Il TCA ritiene, in analogia con quanto enunciato dalla
"Circulaire relative à l'indemnité de chômage" del SECO in vigore dal
1° gennaio 2002 (p.to D68), la quale prevede per il periodo di disdetta
sanzioni più severe per mancate ricerche che per insufficienti ricerche, che si
debbano applicare 3 giorni per insufficienti ricerche e 4 giorni per mancate
ricerche.

Il medesimo ragionamento vale per i giorni di
sanzione da irrogare nei mesi precedenti gli ultimi tre prima della
disoccupazione, per cui 2 giorni vanno applicati per mancate ricerche e 1
giorno è da infliggere per insufficienti ricerche.

Gli URC, pertanto, dovranno in futuro attenersi a
quanto stabilito nell'ambito della presente vertenza."

 

Applicando la giurisprudenza appena citata al
caso concreto, l'amministrazione ha quindi correttamente inflitto
all'assicurata 2 giorni di sospensione per mancate ricerche nel mese di luglio
2004 e 4 giorni per ognuno dei mesi di agosto, settembre e ottobre 2004 in cui
non ha svolto nessuna ricerca di una nuova occupazione, per un totale di 14
giorni (cfr. doc. A1).

 

                                         La decisione impugnata
deve dunque essere confermata.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso è
respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti