# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d99d11ef-3e5d-561e-a45a-fa0e24d6cd98
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-03-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 07.03.2002 52.2002.25
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2002-25_2002-03-07.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2002.00025

   

  	
  Lugano

  7 marzo 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso  16 gennaio 2002 di

 

 

	
   

  	
  __________

  rappr. da __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 18 dicembre 2001 (n. 6109) del
  Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la decisione 26 ottobre 2001 del Dipartimento delle istituzioni, Sezione
  dei permessi e dell'immigrazione, in materia di mancato rinnovo del permesso
  di dimora;

  

 

 

viste le risposte:

-    30 gennaio 2002 del
Consiglio di Stato,

-    30 gennaio 2002 del
Dipartimento delle istituzioni;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   La
cittadina coniugata iugoslava (Kosovo) __________, nata __________, è entrata
la prima volta in Svizzera nel 1990, precisamente nel canton Berna,
beneficiando di diversi permessi di dimora temporanei (L). Il 1° aprile 1992,
la ricorrente è giunta in Ticino per lavorare come cameriera ai piani tramite
successivi permessi per stagionali (A), attività che ha svolto l'ultima volta fino
al 16 ottobre 1995. Il 23 ottobre 1995, __________ ha depositato una domanda
d'asilo e, in attesa della relativa decisione, ha ottenuto un permesso di
dimora (N), l'ultimo dei quali valido fino al 16 marzo 2000. Il 4 giugno 1998,
l'Ufficio federale dei rifugiati (UFR) ha respinto la richiesta d'asilo dell'insorgente
e le ha imposto di lasciare il territorio elvetico entro il 15 settembre 1998.
Il 25 giugno 1998, l'interessata ha impugnato la predetta decisione dinnanzi
alla Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo (in seguito: CRA). Con
sentenza 24 giugno/6 luglio 1998, il Segretario assessore della Pretura del
Distretto di Lugano ha sciolto per divorzio il matrimonio contratto nel 1990 in
Kosovo tra la ricorrente e il connazionale __________. Il 9 settembre 1999, la
CRA ha invitato l'interessata a prendere posizione sul fatto che l'11 agosto
precedente, il Consiglio federale aveva revocato l'ammissione collettiva in
Svizzera delle persone con ultimo domicilio in Kosovo. Il 13 settembre 1999,
__________ ha dichiarato di volere mantenere il ricorso fino all'ottenimento di
un permesso B a seguito del matrimonio, il giorno successivo, con un cittadino
svizzero.

 

 

                                  B.   a) Il
__________, __________ si è sposata a __________ con il cittadino svizzero
__________. Per questo motivo, essa ha ottenuto un permesso di dimora annuale,
in seguito regolarmente rinnovato, con ultima scadenza al 16 settembre 2001.
L'appartamento coniugale è stato notificato in via __________. Con ordinanza
del 15 dicembre 1999, la CRA ha stralciato dai ruoli il ricorso dell'interessata
in quanto divenuto privo d'oggetto. Il 1° aprile 2001, __________ ha notificato
all'Ufficio regionale degli stranieri di Lugano che si trasferiva con suo
marito in un appartamento di 1 ½ locali (pianterreno, interno n. 1) in via
__________, dove alloggiava prima del matrimonio.

 

b) Il 13 luglio 2001, la ricorrente ha
dichiarato alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento delle
istituzioni che la sua unione coniugale era gravemente turbata e che voleva
divorziare, chiedendo se fosse comunque disposta a rinnovarle il suo permesso
di dimora. Ha sostenuto di poter beneficiare dell'ammissione provvisoria
nell'ambito dell'azione umanitaria decretata il 1° marzo 2000 dal Consiglio
federale e ha posto in evidenza la sua buona integrazione sociale e professionale.
Il 19 luglio seguente, il dipartimento ha comunicato all'interessata di non
condividere i suoi argomenti e di voler valutare la richiesta al momento della
scadenza del suo permesso di dimora.

 

c) Il 15 giugno 2001, la Polizia cantonale
ha trasmesso alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione il seguente rapporto
di segnalazione relativo ai coniugi __________:

 

"Premessa

 

__________ è
vittima dei suoi errori causa il matrimonio di convenienza contratto con __________. I nostri discreti
accertamenti hanno permesso di appurare che effettivamente gli attori di questa
vicenda, sebbene uniti dal vincolo matrimoniale, mai hanno convissuto sotto lo
stesso tetto. __________, chiamata a rispondere per le accuse formulate dal
consorte, è stata lungamente sentita a verbale. Nel contempo è stata avviata
discreta indagine che possiamo però definire esaustiva.

 

Rapporto

 

·         
__________ non ha mai
vissuto e/o soggiornato in via __________ presso l'appartamento monolocale di
__________. Questi era stato sfrattato già nel novembre 2000 in quanto da molti
mesi non pagava la pigione. L'energia elettrica utilizzata in questo monolocale
da giugno 2000 a marzo 2001, verifiche alla mano tramite amministrazione AIL, è
pari a quanto potrebbe consumare un normale frigorifero o televisore, in
sostanza era disabitato. La custode di casa, sig.ra __________, ci ha
confermato che già dal febbraio 2001 __________ più non abitava in quel posto.

 

·         
Il matrimonio di
__________ con __________ è avvenuto con tale riservatezza che nessuno dei parenti dello sposo è
stato avvertito o invitato. Testimoni alle nozze sono stati __________ e la di
lui cugina __________.

 

·         
__________ non ha mai
giornalmente vissuto e/o pernottato presso l'appartamento di __________ in via
__________. All'amministrazione dello stabile, __________ di __________ via
__________, è giunta richiesta di cambiamento del contratto di locazione il 29
marzo 2001. In questa data __________ ha inteso far includere il nome del coniuge __________ nella documentazione.

 

·         
__________ sentita in
relazione all'onere finanziario sostenuto per maritarsi, nega ogni addebito e testualmente
dichiara: portatemi
__________ davanti a me perché voglio vedere se, in mia presenza, ha il
coraggio di raccontare queste cose. Io non gli ho mai dato denaro. Inutile
dire che __________ non avrà mai il coraggio di un confronto con __________ e/o
__________.

 

·         
__________, al
momento dell'audizione in polizia, non è stata in grado di mostrare alcuna
fotografia del marito __________. In evidenza, nel portafoglio, ne aveva però
una di __________ …

 

·         
La moglie di
__________, __________, ha raggiunto in più occasioni il negozio __________
luogo di lavoro di __________ e ciò per invitare quest'ultima a non molestare gli uomini sposati. Nella fattispecie
il riferimento è quantomai eloquente.

 

·         
Data l'ostinazione di
__________ nel sostenere di essere la compagna di __________ si è giunti a
formulare domande strettamente personali (dando per scontato che la risposta
già ci era nota). Ci riferiamo alla domanda n. 13 e confermiamo che
__________ non ha alcun neo di queste dimensioni sulla natica destra. Alla
richiesta di altri dettagli circa lo stato di salute del marito, l'interessata ha detto che
__________ è sordo dall'orecchio destro, mentre noi siamo in grado di confermare
che senza apparecchi acustici __________ non sente nulla. Infine abbiamo
chiesto a __________ il suo parere, segnatamente ad alcuni particolari, circa
lo scompenso cardiaco di cui __________ soffre (dando per scontato che la
risposta già ci era nota). L'interpellata ha detto di essere al corrente che il
marito soffre di cuore, che lo ha già visto sofferente malgrado la cura
a cui si sottopone mediante adeguati ma - a lei sconosciuti - medicinali.
Ebbene possiamo confermare che __________ non ha mai sofferto di cuore e
che non assume farmaci di sorta.

 

·         
__________ da alcuni
mesi si è licenziato dal posto che occupava presso la __________ di __________
ed è partito per destinazione ignota. Ha lasciato messaggio in polizia dicendo
che sarebbe andato a vivere in altro posto, così da evitare le persecuzioni di __________ e __________.

 

Per altri ed ulteriori particolari ci rimettiamo alla
documentazione già nota ed inviata ai Vs. uffici".

 

d) Fondandosi sulle premesse emergenze, il
26 ottobre 2001 il Dipartimento delle istituzioni ha respinto la domanda di
rinnovo del permesso di dimora a __________, ritenendo che avesse contratto un
matrimonio di comodo e fittizio. La decisione è stata resa sulla base degli
art. 7, 9, 12 e 16 LDDS; 8 ODDS.

 

 

                                  D.   Con giudizio
18 dicembre 2001 il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da __________. Riassunti i
fatti salienti, il Governo ha ritenuto che non sussistesse più un legame tra il
marito svizzero e la straniera, in ogni caso almeno dal giugno 2000, e che i
coniugi non fossero intenzionati a riprendere la vita in comune. Ha quindi
considerato manifestamente abusivo, da parte della ricorrente, appellarsi a
tale connubio al fine di poter continuare a dimorare sul territorio elvetico.
L'Esecutivo cantonale ha per contro lasciato aperto il quesito se il matrimonio
contratto fosse di natura fittizia, nonostante avesse rilevato numerosi indizi
in tal senso, segnatamente la breve durata della loro frequentazione (7 mesi),
la mancanza di un diritto a ottenere un permesso per risiedere in Svizzera,
l'assenza di parenti del marito al momento della celebrazione del connubio, la
relazione con il testimone di nozze, l'ignoranza di alcuni particolari fisici e
dello stato di salute del consorte, il quale aveva ammesso di aver contratto un
matrimonio d'interesse. Visto che la relazione coniugale non era più intatta,
il Governo ha ritenuto inapplicabile l'art. 8 CEDU, volto a tutelare la vita
famigliare. Ha inoltre rilevato come l'interessata non potesse invocare nemmeno
il fatto di lavorare al fine di poter continuare a soggiornare in Svizzera, in
quanto l'autorizzazione ad esercitare un'attività lucrativa era una diretta
conseguenza del ricongiungimento famigliare e non costituiva lo scopo della sua
dimora. L'Esecutivo cantonale ha infine considerato esigibile il rientro della
ricorrente nel proprio Paese d'origine.

 

 

                                  E.   Contro la
predetta pronunzia, __________ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rinnovo del suo
permesso di dimora. Contesta di aver contratto un matrimonio fittizio,
rimproverando all'autorità inferiore di aver violato il suo diritto di essere
sentita per aver fondato il giudizio sul verbale d'interrogatorio di suo marito
e della suocera senza darle la possibilità di consultare questi atti,
nonostante ne avesse fatto richiesta. Contesta pure di aver commesso abuso di
diritto per continuare a beneficiare del permesso di soggiorno, in quanto non
esclude di riprendere la vita in comune con suo marito.

 

 

                                  F.   All'accoglimento
del ricorso si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere impugnate
con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (art. 10 lett. a
LALPS).

 

1.2. In ambito di polizia degli stranieri,
il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile
contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione
federale non conferisce un diritto. L'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente
decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei trattati
con l'estero, in merito alla concessione del permesso di dimora o di domicilio.
Lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un simile permesso, solo
laddove tale pretesa si fonda su una disposizione particolare del diritto
federale o di un trattato internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a, 388 consid.
1a con rinvii).

 

1.3. Non esiste tra la Confederazione
Svizzera e la Repubblica federativa di Iugoslavia - o di Serbia - alcun
trattato che regoli in modo specifico il soggiorno in Svizzera dei cittadini
iugoslavi (Kosovo), accordo dal quale potrebbe scaturire un diritto al rilascio
di un permesso di dimora.

 

1.4. Giusta l'art. 7 cpv. 1 prima frase
LDDS, il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e
alla proroga di un permesso di dimora. Ai fini dell'applicazione della suddetta
norma, è determinante unicamente l'esistenza di un vincolo matrimoniale
giuridicamente valido (DTF 119 Ib 417 e segg., consid. 2c). In concreto,
l'interessata è sposata con un cittadino elvetico. Di conseguenza essa ha, in
linea di principio, diritto al rinnovo del permesso di soggiorno. Pertanto,
essendo la decisione impugnata suscettibile di essere dedotta davanti all'alta
Corte federale mediante un ricorso di diritto amministrativo, si deve concludere
che la competenza di questo Tribunale a statuire sull'impugnativa inoltrata da
__________ è data. Se il permesso in oggetto possa esserle rifiutato è
questione di merito, non di ammissibilità.

 

1.5. Il gravame in oggetto, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e
presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere (art.  43 PAmm), è
pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   La
ricorrente rimprovera all'autorità inferiore di non averle trasmesso, a stretto
giro di posta, nonostante la sua richiesta, il verbale d'interrogatorio 28
gennaio 2001 di __________, il rapporto di segnalazione 14 marzo 2001 della
Gendarmeria Sottoceneri di __________ e la dichiarazione manoscritta della suocera
__________, violando in tal modo il suo diritto di essere sentita. Secondo
l'insorgente tali atti, che contesta, sarebbero stati posti a fondamento della
decisione impugnata per dimostrare l'esistenza del matrimonio fittizio.

2.1. La natura ed i limiti del diritto di
essere sentito sono determinati innanzi tutto dalla normativa procedurale
cantonale. Se questa normativa risulta insufficiente, valgono le garanzie minime
dedotte dagli art. 29 Cost., norma che assicura all'interessato il diritto di
esprimersi su tutti i punti essenziali di un procedimento prima che sia emanata
una decisione e che gli garantiscono anche il diritto di partecipare all'assunzione
delle prove, di conoscere i risultati delle stesse, di determinarsi a riguardo
e di avanzare offerte di prova (DTF 120 Ib 379, 118 Ia 17; STF 7 giugno 1996 in
re M.).

 

2.2. In concreto, è vero che il Consiglio di
Stato ha emanato la decisione impugnata, senza chinarsi sulla richiesta della
ricorrente. D'altro canto, l'Esecutivo cantonale ha fondato il proprio giudizio
sull'abuso manifesto del diritto, da parte dell'insorgente, nell'invocare il
vincolo coniugale senza prendere in considerazione gli atti contestati (v.
risoluzione governativa, ad F pag. 13 segg.). La censura di __________, volta
in sostanza a confutare l'esistenza della natura fittizia del suo matrimonio,
cade pertanto nel vuoto.

 

 

                                   3.   Come già
indicato in precedenza (consid. 1.4.), l'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS dispone
che il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla
proroga del permesso di dimora. Questo diritto - soggiunge il cpv. 2 della
medesima norma - non sussiste se il matrimonio è stato contratto per eludere le
prescrizioni in materia di dimora e domicilio degli stranieri, segnatamente
quelle sulla limitazione del loro effettivo. Il permesso può anche essere negato
in caso di abuso di diritto. L'abuso sussiste quando un diritto viene invocato
per realizzare degli interessi che la legge, che prevede tale diritto, non
vuole proteggere (Häfelin/Müller, Grundriss des Allgemeinen Verwaltungsrechts,
p. 133; Imboden/Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, n. 74 e 78).
Sono dati segnatamente gli estremi dell'abuso, allorquando lo straniero si
richiama ad un matrimonio che sussiste solo formalmente unicamente per ottenere
il rilascio o il rinnovo di un permesso di dimora (cfr. DTF 121 II 97 consid.
4). Tuttavia, una separazione di fatto dei coniugi non provoca necessariamente
la perdita del diritto a un permesso di soggiorno (DTF 118 Ib 150 consid. 3c).
Tale soluzione è stata scelta al fine di evitare che la presenza in Svizzera
dello straniero dipenda dalla volontà del coniuge.

 

 

                                   4.   4.1. In
concreto, i coniugi __________ si sono sposati il 17 settembre 1999 a
__________. Sollecitata dall'agente interrogante il 5 giugno 2001 a dire la
verità sulla sua effettiva relazione con il marito, __________ ha dichiarato,
tra le altre cose:

 

"Risposta 21:

Devo dire che, da
quando sono in via __________, dal 01.04.2001, mio marito non ha mai abitato
con me. In precedenza, in via __________, soggiornavamo assieme. Come detto,
qualche mese fa, ha iniziato a prendere le sue cose ed a portarle via".

(verbale
d'interrogatorio della ricorrente, pag. 7 nel mezzo).

 

Alla luce di queste risultanze, che sono
rimaste incontestate anche in sede di ricorso, si può concludere che i coniugi
__________ vivono separati quantomeno dal 1° aprile 2001, organizzando ciascuno
autonomamente la propria vita. Infatti, il 13 luglio 2001 la ricorrente ha
confermato alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione che la sua unione
coniugale era gravemente turbata e che era intenzionata a divorziare. Essa ha
finanche riconosciuto che tale circostanza le vanificava il diritto al rinnovo
del suo permesso di dimora giusta l'art. 7 LDDS.

 

4.2. Da quanto precede risulta pertanto in
modo manifesto che l'insorgente si richiama ad un matrimonio che, da quasi un
anno, è privo di ogni contenuto e scopo. Di conseguenza, __________ commette
abuso di diritto, richiamandosi al matrimonio per poter continuare a
soggiornare in Svizzera. L'unione coniugale esiste solo dal lato formale e la
separazione appare definitiva. Che l'insorgente non escluda di riprendere la
vita in comune con suo marito è infatti un argomento privo di qualsiasi
supporto probatorio e rimane dunque del puro parlato.

 

 

 

 

                                   5.   La
ricorrente non potrebbe nemmeno invocare la protezione dell'art. 8 CEDU. In effetti,
a dipendenza delle circostanze, lo straniero può prevalersi del diritto al
rispetto della vita privata e famigliare, tutelato dalla norma in oggetto, per
opporsi all'eventuale separazione dalla famiglia ed ottenere il mantenimento
del proprio permesso di dimora. Per appellarsi alle garanzie sancite dall'art.
8 CEDU, lo straniero deve dimostrare che tra lui e la persona che beneficia del
diritto di risiedere in Svizzera esiste una relazione stretta, intatta ed
effettivamente vissuta (DTF 122 II 5 consid. 1e, 289 consid. 1c, 385 consid.
1c; 118 Ib 145). Orbene, a seguito dell'accertamento della mera natura formale
del vincolo matrimoniale, che non merita tutela alcuna siccome abusivo, non si
può ritenere che esista un legame familiare intatto ed effettivamente vissuto
tra __________ e suo marito __________.

 

 

                                   6.   Il ricorso
dev'essere pertanto respinto. Tassa e spese di giustizia seguono la soccombenza
(art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 4, 7 LDDS; 8 CEDU; 100 cpv. 1 lett.
b n. 3, 101 lett. d OG; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 28, 43, 46, 60 e 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

§. Di conseguenza, la cittadina iugoslava (Kosovo)
__________, nata __________, è tenuta a lasciare il territorio cantonale entro
il 15 maggio 2002 notificandone la partenza al competente ufficio
regionale degli stranieri.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, di complessivi fr. 800.–, sono a carico della ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario