# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6b69059b-c614-5c30-bcd0-f9310805a404
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-11-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 28.11.2005 52.2005.262
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2005-262_2005-11-28.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2005.262

   

  	
  Lugano

  28 novembre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Raffaello Balerna, quest'ultimo in sostituzione del Matteo
  Cassina, astenuto

  

 

	
  segretario:

  	
  Flavio Canonica, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 25 agosto 2005 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patrocinata da: PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 28 giugno 2005 (n. 3235) del Consiglio
  di Stato, che ha parzialmente accolto il ricorso presentato dalla ricorrente
  contro la risoluzione 30 marzo 2005 con cui il CO 1 le aveva ordinato di demolire
  le baracche di legno ubicate sul fondo n. 224 RFD di __________, fuori della
  zona edificabile, nonché di allontanare vari rifiuti ivi depositati;

  

 

 

viste le risposte:

-    6 settembre del
Consiglio di Stato;

-    6 settembre 2005 del CO
1;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che RI 1
è proprietaria del mapp. n. 224 RFD di __________, un fondo abbandonato situato
fuori della zona edificabile, sul quale insistono delle baracche edificate abusivamente;

 

che sulla particella sono altresì depositati
numerosi rifiuti di vario genere;

 

che con risoluzione 30 marzo 2005 il __________
ha ordinato alla ricorrente di demolire e sgomberare le baracche, nonché di allontanare
i rifiuti e sistemare il fondo;

 

che il municipio ha fondato il provvedimento
sull'art. 26a NAPR di Gerra Verzasca e sulla clausola generale di polizia;

 

che contro la predetta risoluzione
municipale la ricorrente è insorta davanti al Consiglio di Stato, che ha
parzialmente accolto il gravame;

 

che l'Esecutivo cantonale ha confermato
l'ordine di rimuovere i rifiuti, ritenuto che giusta l'art. 26a NAPR i proprietari
sono tenuti a mantenere i propri fondi in modo decoroso;

 

che ha invece annullato il provvedimento,
nella misura in cui ordinava la demolizione delle baracche di legno, in quanto
il municipio avrebbe omesso di raccogliere il preavviso del Dipartimento del
territorio, come disposto dall'art. 47 RLE;

 

che contro il suddetto giudizio governativo,
RI 1 si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che
la decisione municipale venga annullata;

 

che secondo la ricorrente il municipio
avrebbe abusato del proprio potere di apprezzamento;

 

che, ritenuta l'assenza di urgenza,
l'autorità comunale avrebbe infatti dovuto impartire l'ordine di demolizione e
di ripristino del fondo a coloro i quali hanno effettivamente depositato in
modo abusivo i rifiuti ed edificato i controversi manufatti senza il consenso
della proprietaria, ovvero ai perturbatori per comportamento;

 

che alla luce degli ingenti costi di
ripristino (stimati dalla ricorrente in fr. 7'000.–) e dell'esiguo valore del
fondo, l'ordine municipale sarebbe inoltre sproporzionato;

 

che all'accoglimento del gravame si
oppongono il Consiglio di Stato, senza formulare osservazioni, e il CO 1, che
rinvia alle osservazioni presentate davanti alla precedente istanza ricorsuale;

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         che la
competenza del Tribunale cantonale
amministrativo discende dagli art. 208 LOC, 45 e 21 LE; la legittimazione
della ricorrente è certa (art. 43 PAmm); il ricorso, tempestivo (art. 46 cpv. 1
PAmm) è dunque ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti,
senza istruttoria;

 

che giusta l'art. 26a NAPR (marginale: manutenzione
dei terreni), normativa riferita al piano delle zone del comune di __________,
i proprietari di terreni devono mantenere i propri fondi in modo decoroso
(cpv. 1); essi, in particolare, devono provvedere periodicamente al taglio
ed all'allontanamento della vegetazione cresciuta, alla cura di eventuali
piantagioni esistenti (vigna o piante da frutta), alla manutenzione e
riparazione di manufatti che fanno parte del fondo, onde evitare immissioni eccessive
a carico dei fondi confinanti (cpv. 2);

 

che, come osservato dal municipio nella
propria risposta davanti al Consiglio di Stato, con il suddetto disposto il
legislatore comunale ha d'un lato inteso salvaguardare gli interessi dei vicini
confinanti, dall'altro l'interesse pubblico legato al decoro, all'estetica e
alla salubrità dei fondi;

 

che, ritenuta la latitudine di giudizio che
compete all'autorità comunale nell'interpretazione del diritto autonomo, non
sono ravvisabili validi motivi per scostarsi dall'interpretazione fornita dal
municipio, secondo cui rientrano nel campo d'applicazione del suddetto disposto
anche operazioni di pulizia come l'allontanamento di eventuali rifiuti dai
fondi;

 

che nemmeno la ricorrente contesta tale deduzione;

 

che l'ordine di sgomberare i rifiuti
depositati abusivamente sul fondo in questione non presta dunque il fianco a
critiche;

 

che esso appare del tutto proporzionato; i
costi di ripristino preventivati dalla ricorrente (fr. 7'000.–), oltretutto
riferiti anche alla demolizione delle baracche, non sono suffragati dal benché
minimo riscontro probatorio e appaiono addotti per necessità di causa;

 

che, contrariamente a quanto assume la
ricorrente, l'art. 26a NAPR non presuppone una particolare gravità dello stato
di disordine del fondo, né l'urgenza ad intervenire;

 

che tale disposto autorizza dunque il comune
ad ordinare la pulizia di una proprietà, senza che sia necessario identificare
eventuali perturbatori per comportamento;

 

che, stante quanto precede, il ricorso va
dunque respinto;

 

che la tassa di giustizia e le spese seguono
la soccombenza.

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 43 LE; 47 RLE; 26a NAPR di __________;18,
28, 43, 46, 60, 61 PAmm;

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, di complessivi fr. 800.–, sono a carico della ricorrente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  ; 

  ;

  ;

  .

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  2. CO 2 

  3. CO 3 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario