# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c61122a3-d2b4-579c-ba05-cd35f4956ea4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-10-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 26.10.2011 32.2011.66
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2011-66_2011-10-26.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2011.66

   

  BS/lb

  	
  Lugano

  26 ottobre
  2011

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 febbraio 2011
di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 17 gennaio 2011 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1969, professionalmente attiva quale estetista indipendente, nel dicembre
 2009 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti indicando quale
danno alla salute “ernie cervicali” (doc. AI 2-7). 

 

                               1.2.   Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso – tra cui una valutazione da
parte del SMR (concludente per un’incapacità al lavoro del 30% dal 2 novembre
2009) ed un’inchiesta economica per persone indipendenti (che ha accertato,
mediante il metodo straordinario, un grado d’invalidità del 25%) con decisione
17 gennaio 2011 (preavvisata il 23 novembre 2010) l’Ufficio AI ha respinto il
diritto ad una rendita d’invalidità (doc. AI 45). 

                                         

                               1.3.   Contro
la succitata decisione l’assicurata ha interposto il presente ricorso, inoltrato
all’Ufficio AI e da questi trasmesso per competenza al TCA. Contestando la
valutazione medica dell’incapacità al lavoro operata dall’amministrazione, l’insorgente
in sostanza ritiene che debba essere preso in considerazione il fatto che nel
2010, per motivi di salute, ha dovuto parzialmente cedere a terzi parte della
sua attività con rilevanti ripercussioni dal punto di vista finanziario. 

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto la reiezione del ricorso. Le
singole motivazioni verranno riprese, se del caso, nei considerandi in diritto.

 

                               1.5.   Il
30 marzo 2011 l’insorgente ha inoltrato delle osservazioni alla risposta di
causa (VI). 

 

                               1.6.   In
data 29 agosto 2011 questa Corte ha svolto un accertamento presso il SMR (IX),
ricevendo risposta il 31 agosto 2011 (X). Su richiesta del Tribunale, il 12 settembre
2011 la ricorrente ha presentato delle osservazioni al succitato accertamento
(XII).

 

                                         Il
27 settembre 2011 il TCA ha chiesto alla ricorrente di produrre della documentazione
(XIV), ricevendo risposta con scritto pervenuto il 4 ottobre 2011 (XV) e un
altro datato 12 ottobre 2011 (XVI). Con scritto 20 ottobre 2011 l’Ufficio AI ha
fatto presente di non avere osservazioni da apportare al succitato accertamento
(XVIII). 

 

 

considerato
                   in diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008 e
giurisprudenza ivi citata).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se l’assicurata ha diritto o meno ad una rendita
d’invalidità. 

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance
invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band
XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46).
Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera
se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno
al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%. 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc,
op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n.
264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire
se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare,
benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di
eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi;
DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).

                               2.4.   Secondo la giurisprudenza del TFA,
nei casi in cui il calcolo dei redditi risulti particolarmente difficile,
occorre che la graduazione dell’invalidità avvenga, ispirandosi al metodo specifico
applicabile alla persone non esercitanti un’attività lucrativa (art. 27 OAI),
eccezionalmente secondo il metodo straordinario.

                                         Capita
in particolare nel caso di indipendenti, dove un calcolo sufficientemente
preciso dei redditi da porre a confronto sia escluso (Pratique VSI 1998 p. 121;
p. 255; SVR 1996 IV Nr. 74 p. 213ss. consid. 2b; RAMI 1996 p. 36 consid. 3b e
3c; DTF 104 V 137 consid. 2c; DTF 97 V 57; DTF 104 V 139; DTF 105
V 154ss consid. 2a; Duc, Les assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, p.
456).

                                         L’invalidità
è allora stabilita secondo la riduzione del rendimento nella situazione
concreta in cui si svolge l’attività (Pratique VSI 1999 p. 121s; Valterio, op. cit., p. 199). Perciò l’invalidità sarà valutata
considerando le ripercussioni economiche dovute alla riduzione del rendimento
sulla situazione concreta dove si svolge l’attività dell’assicurato divenuto
invalido (DTF 105 V 151). 

                                         In
tal caso si procede a paragonare le attività svolte prima e dopo la sopravvenienza
del danno alla salute, riferendosi al metodo specifico applicato a coloro i
quali non svolgono attività lucrativa (art. 27 OAI; Pratique VSI 1998 p. 122
consid. 1a). La differenza sostanziale tuttavia con quest’ultimo metodo
consiste nel fatto che il grado di invalidità non viene stabilito direttamente
sulla base del raffronto tra le attività. Dapprima, infatti, sulla base di tale
raffronto, si constata l’impedi-mento dovuto al danno, poi si valutano gli
effetti di tale impedimento sull’incapacità di guadagno (metodo straordinario;
Pratique VSI 1998 p. 123 consid. 1a; SVR 1996 IV Nr. 74
p. 213ss consid. 2b; DTF 105 V 151, 104 V 138). Una
determinata limitazione della capacità produttiva funzionale può, non deve
tuttavia forzatamente, produrre una perdita di guadagno della medesima entità
(Pratique VSI 1998 p. 123 consid. 1a).

                                      

                                         Al
riguardo, la circolare sull’invalidità e la grande invalidità nell'assicurazione per l'invalidità (CIGI), alla cifra marginale
3112, stabilisce che l'invalidità di una persona che esercita un'attività
lucrativa va sempre calcolata, nei limiti del possibile, con il metodo generale
del confronto dei redditi. Se non è possibile un accertamento diretto
affidabile dei due redditi – per esempio a causa della situazione economica –
il grado d'invalidità è determinato secondo il metodo straordinario (Pratique
VSI 1998 p. 121 e p. 255; RCC 1980 p. 318, 1979 p. 228). Nella pratica questo
metodo si applica spesso ai lavoratori indipendenti. 

 

                                         La
successiva cifra marginale 3113 CIGI dispone che in primo luogo si procede ad
un confronto delle attività, cioè si accerta quali attività e in che
misura potrebbe esercitarle la persona assicurata con e senza danno alla
salute. Occorre inoltre sempre verificare in che misura possono essere ridotte
le perdite di guadagno cercando nell'ambito delle precedenti attività
occupazioni più adeguate all'infermità. 

 

                                         In
seguito si effettua la valutazione del guadagno applicando per ogni attività il
salario di riferimento valevole nel ramo. Si ottengono così un reddito
d'invalido e uno di persona non invalida per poi procedere al raffronto dei
redditi (cifra 3114 CIGI).

 

                                         La
cifra 3115 CIGI stabilisce poi che in base alla valutazione del guadagno delle
attività che possono essere esercitate con e senza danno alla salute il metodo
di calcolo straordinario può essere considerato un raffronto dei redditi
preceduto da un confronto delle attività (RCC 1979 p. 230).     

                                      

                               2.5.   Nel
caso in esame, l’assicurata è stata visitata dal dr. __________, specialista in
medicina interna ed attivo presso il SMR. Con rapporto 5 agosto 2010, posta la
diagnosi invalidante di cervicalgia cronica su alterazioni degenerative multi
segmentali del rachide cervicale, egli ha proceduto alla seguente valutazione:

 

" 
(…)

Assicurata di 56 anni in buone condizioni generali.
Alterazioni degenerative del rachide cervicale documentate in RMN, ultima
valutazione eseguita il 13.3.2009. Sintomatologia dolorosa al rachide cervicale
di tipo cronico. Sintomatologia che si accentua con posizioni statiche del
rachide. L'assicurata dichiara di svolgere parte dell'attività lavorativa come
addetta alla gestione amministrativa e organizzativa, parte dell'attività come
addetta al trattamento del viso.

La valutazione clinica odierna permette di definire i
limiti funzionali descritti nell'esame della funzionalità fisica in allegato.

La valutazione clinica odierna confrontata con
l'obiettività del Dr. __________ eseguita nella perizia del 19.10.2009 permette
di definire la situazione come invariata e stabile nel tempo. Risulta medicalmente
giustificata in attività abituale come estetista, IL 50% da data 13.1.2009 al
1°.11.2009. Dal 2.11.2009 IL 30%. IL giustificata da posizioni inergonomiche
frequenti, pur considerando l'alternanza di attività
amministrativo/organizzativa con attività manuale. In attività rispettosa dei
limiti funzionali IL 0% dal gennaio 2009.

 

Prognosi favorevole in senso di stazionarietà.

 

Non sono proponibili ulteriori provvedimenti medici o
chirurgici atti al miglioramento della capacità funzionale. (…)" (doc. AI
32-5)

 

                                         L’assicurata
rileva come tale valutazione sia in contraddizione con quanto accertato dal dr.
__________ nella perizia 19 ottobre 2009 resa per la __________, agente quale
assicuratore contro gli infortuni, e confermata dal suo medico curante dr. __________
(doc. AI 23).

                                         Nella
citata valutazione infortunistica, il dr. __________, specialista in chirurgia,
ha rilevato:

 

"  (…)

in assenza di lesioni morfologico strutturali
ascrivibili ad infortunio ed in presenza di notevoli alterazioni
statico-degenerative del rachide già note ed indagate da tempo, tenuto conto
del tempo trascorso, un nesso di causalità naturale tra l'infortunio del
13.01.2009 e l'attuale situazione non è più data. Siamo in presenza di un
processo degenerativo progredente a livello del rachide cervicale da inquadrare
nel contesto di malattia.

Uno stato sine quo ante, è da considerare raggiunto con
il 31 ottobre 2009. (…)" (doc. AI 23-11)

 

                                         In
merito alla capacità lavorativa, egli ha evidenziato:

 

" 
(…)

vi è in atto una inabilità lavorativa in misura del 50%
dal 13.1.2009.

A fronte dei soli postumi infortunistici la signora RI
1 viene dichiarata abile al lavoro in misura completa a partire dal 01.11.2009.
A fronte dei soli postumi infortunistici il caso è da considerare chiuso.

Eventuali ulteriori inabilità lavorative dovranno
essere poste a carico della copertura perdita di salario per malattia.
(…)" (doc. AI 23-11)

 

                                         Quindi,
chiuso il caso dal punto di vista infortunistico il 30 ottobre 2009, il succitato
medico ha valutato un’incapacità lavorativa del 50% quale conseguenza delle
affezioni statico-degenerative da eventualmente porre a carico dell’assicura-zione
perdita di salario per malattia, ciò che effettivamente è stato il caso (cfr. annotazioni
30 giugno 2010 dr. __________ del SMR; doc. AI 30).

 

                                         Accertato
che dalla perizia del dr. __________ la situazione clinica è rimasta invariata,
con scritto 23 agosto 2011 questo TCA ha chiesto all’Ufficio AI i motivi che
hanno portato il SMR a valutare un’incapacità lavorativa del 30% e perché dal 2
novembre 2009 (IX). Alla risposta data con scritto 31 agosto 2011, l’amministrazione
ha allegato le annotazioni 30 agosto 2011 del dr. __________ del SMR (X) delle
quali si parlerà nel prosieguo.

 

                               2.6.   Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto
(anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le
conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se
un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né
la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23
aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; DTF 125 V 352 consid. 3a,
122 V 160 consid. 1c), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique
VSI 2001 p. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                         Per quel
che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto
di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di
dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125
V 353 consid. 3a/cc); Pratique VSI 2001 p. 109 consid. 3a/cc).

 

                                         Infine,
va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non
può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi
per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/
2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile
2007).

 

                               2.7.   Nel
caso in esame, questo TCA non può che confermare la validità della valutazione 5
agosto 2010 del SMR e questo per i seguenti motivi.

                                         Ai
sensi dell’art. 59 cpv. 2bis LAI i servizi medici regionali sono a
disposizione degli uffici AI per valutare le condizioni mediche del diritto
alle prestazioni, stabiliscono la capacità funzionale dell'assicurato -
determinante per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA - di esercitare un'attività
lucrativa o di svolgere le mansioni consuete in una misura ragionevolmente
esigibile e sono indipendenti per quanto concerne le decisioni in ambito medico
nei singoli casi.

                                         Scopo
e senso del succitato disposto, come pure dell’art. 49 OAI, consistono nella
possibilità, per gli uffici AI, di fare capo a propri medici per la valutazione
degli aspetti sanitari del diritto alla rendita. Questi ultimi, grazie alle
loro specifiche conoscenze medico-assicurative, sono quindi chiamati a valutare
la capacità funzionale della persona assicurata. In questo modo è stata creata
una chiara separazione di competenze tra medici curanti e assicurazione
sociale. Sulla base delle indicazioni del SMR, l’Ufficio AI deve così decidere
cosa si può ragionevolmente pretendere da un assicurato e cosa invece no (v.
sentenza 9C_9/2010 del 29 settembre 2010, 9C_323/2009 del 14 luglio 2009
consid. 4.2, in SVR 2009 IV n. 56 pag. 174, con riferimenti).

 

                                         Nelle
menzionate annotazioni del 30 agosto 2011 il dr. __________ del SMR ha motivato
la diversa valutazione rispetto a quella operata dal dr. __________: 

 

" 
(…)

La differente IL è stata da me valutata per i seguenti
motivi:

 

Preciso che nella perizia del Dr. __________ con data
19.10.2009 non è possibile identificare limiti funzionali.

 

La IL 30% veniva da me definita in base alla
descrizione dell'attività lavorativa svolta dall'Assicurata, attività che
prevedeva mansioni organizzative, amministrative e attività di estetica addetta
alla cura del viso.

Tale mansionario confrontato con i limiti funzionali
dettagliatamente descritti nell'allegato alla visita SMR del 05.08.2010,
"esame della funzionalità fisica" (Vedi Allegati al rapporto SMR con
data 09.08.2010) permette di definire una IL non superiore al 30%.

 

Incapacità lavorativa medicalmente giustificata dopo la
chiusura della patologia infortunistica con data 01.11.2009 (come descritto
nella perizia del Dr.med. __________).

Precedentemente a tale periodo non mi è possibile dal
punto di vista clinico accertare con la dovuta certezza e precisione una comorbidità
tra esiti infortunistici e malattia degenerativa." (doc. Xbis)

 

                                         Questa
Corte non può che condividere la succitata presa di posizione del SMR. Va
infatti evidenziato che la perizia del dr. __________ è stata eseguita con lo
scopo di accertare l’eventuale continuazione del diritto alle indennità LAINF. Vero
che egli ha accertato un’incapacità al 50% per le alterazioni
statico-degenerative del rachide, ma non ha provveduto ad una valutazione delle
limitazioni funzionali, così come invece eseguito dal SMR. Si rileva inoltre che
i limiti funzionali accertati dal dr. __________, descritti nel relativo formulario
(doc. AI 34-3), indicano in generale degli impedimenti non di grande importanza
ai fini dell’esercizio dell’attività di estetista. In particolare il sanitario
ha valutato lievemente ridotta l’assunzione di posizione a braccia elevate, con
rotazione e la postura seduta e piegata avanti; normale la posizione eretta e
piegata in avanti, inginocchiata e con ginocchia in flessione. Altrettanto
normale è stata ritenuta la possibilità di mantenere le posizioni statiche sia
da seduta come in piedi. Normale la manipolazione di oggetti leggeri /di
precisione, lievemente ridotta per gli oggetti di peso medio. Per quanto
riguarda l’impiego delle due mani, il medico del SMR l’ha valutato come
possibile solo in parte; ritenendo pienamente possibile l’assunzione di posizione
in equilibrio e normali gli spostamenti.

 

                                         Si
rileva infine che l’accennato peggioramento nel 2010 non è stato documentato
dall’insorgente. Al proposito va ricordato che se da una parte la procedura davanti al TCA è retta
dal principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio
devono essere accertati d'ufficio dal giudice, dall’altra si rileva che questo
principio non è però assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere
delle parti di collaborare all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid.
1a, 121 V 210 consid. 6c con riferimenti). Il dovere processuale di collaborazione
comprende in particolare l'obbligo delle parti di apportare ‑ ove ciò
fosse ragionevolmente esigibile ‑ le prove necessarie, avuto riguardo
alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti
rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V
264 consid. 3b con riferimenti).

                                      

                               2.8.   Per
quel che concerne gli effetti economici dell’invalidità, l’Ufficio AI,
procedendo all’indagine economica prevista per gli indipendenti, ha determinato
il grado d’invalidità secondo il metodo straordinario (cfr. consid. 2.4.). Come
si riscontra nell’inchiesta 30 settembre 2010, a quel momento non era ancora reperibile il conto economico 2010 e quindi l’ispettore non
poteva fare una valutazione della situazione economica su un lungo periodo,
tenuto conto che il danno alla salute è subentrato nel mese di gennaio 2009 (mese
in cui è verificato l’infortunio; doc. AI 37-6). Per l’anno 2009 egli ha
comunque costatato un leggero aumento della cifra di affari, il contenimento
dei salari dei collaboratori ed un utile simile agli anni precedenti. Questi sono
i motivi per cui l’amministrazione non ha proceduto al raffronto dei redditi (metodo
ordinario; cfr. consid. 2.3). 

                                         L’assicurata
ha sostenuto che per motivi fisici a metà settembre 2010 ha ceduto metà dell’azienda, facendo presente che la tassazione 2010 è in allestimento e, una
volta definitiva, verrà trasmessa al Tribunale. In particolare, nelle osservazioni
30 marzo 2011 essa ha precisato di “esibire la mia situazione 2010 dove appare
chiaramente la mia diminuzione di guadagno” (VII). Con scritto 27 settembre
2011 questo TCA le ha chiesto di trasmettere copia del bilancio e del conto economico
2010 relativi alla sua ditta individuale, come pure copia della notifica di
tassazione 2010 (XIV). In risposta, con scritto 27 settembre 2011 la ricorrente
ha informato di aver ricevuto una proroga sino a fine novembre per
l’allestimento della dichiarazione fiscale e di inviarla appena possibile, indicando
a fondo pagina quale allegato “listino di prestazioni” che tuttavia non è stato
prodotto (XV), nonostante sollecito telefonico (cfr. lettera 2 ottobre 2011 in cui essa sostiene che la citazione degli allegati alla lettera 27 novembre 2011 non “apparteneva”
a quest’ultima; doc. XVI).

                                         In
queste circostanze, non disponendo di affidabile e rappresentativa documentazione
contabile, la determinazione del grado d’invalidità mediante il metodo
straordinario va confermata.

 

                               2.9.   Con
rapporto 30 settembre 2010 l’ispettore AI, procedendo alla determinazione del
grado d’invalidità secondo il metodo straordinario, ha allestito un dettagliato
calcolo, ripreso  nella decisione contestata, al cui tenore va fatto
riferimento.

 

                                         Tale
calcolo va confermato. L’Ufficio AI ha infatti rettamente proceduto, su indicazioni
dell’assicurata, alla ripartizione delle mansioni componenti l’attività indipendente
di estetista, determinando il guadagno di ogni mansione facendo riferimento ai
salari valevoli nel corrispondente ramo economico, ottenendo così un reddito da
valido e da invalido e per poi procedere al raffronto dei redditi. In questo
modo, la presa in considerazione dei redditi statistici per ogni
mansione componente l’attività lucrativa indipendente dell’assicurata, tenendo
conto dei “salari di riferimento del ramo”, è conforme alla giurisprudenza
federale e alla prassi amministrativa (cfr. consid. 2.4; cfr. anche DTF 128 V
33 consid. 4c).

 

                                         Visto
quanto sopra, non presentando l’assicurata un grado d’invalidità pensionabile,
essa non ha diritto ad una rendita AI. 

 

                                         Ne
consegue la conferma della decisione contestata, mentre il ricorso va respinto.

 

                             2.10.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico della ricorrente.

 

 

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le
spese, per fr. 500.--, sono poste a carico della ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per
il Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                     Il
segretario

 

giudice
Raffaele Guffi    Fabio Zocchetti