# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6e4bcdcd-beaa-5643-8f6a-11e511474b6c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-10-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 13.10.2008 36.2008.107
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2008-107_2008-10-13.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2008.107

   

  cs

  	
  Lugano

  13 ottobre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 agosto 2008 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo dell’11 luglio
  2008 emanata da

  
	
   

  	
  Istituto assicurazioni sociali Ufficio
  assicurazione malattia, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI
1 ha chiesto, il 22 febbraio 2008, di poter beneficiare della riduzione del
premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie per il 2008.

                                         

                                  B.   La
richiesta ed il successivo reclamo sono stati respinti poiché la domanda è
stata inoltrata tardivamente.

 

                                  C.   Contro
la decisione su reclamo RI 1 ha presentato tempestivo ricorso, con uno scritto
in tedesco, tradotto in italiano su ingiunzione del Giudice delegato del TCA. 

 

 

                                  D.   Con
risposta del 10 settembre 2008 l’UAM ha proposto di respingere il ricorso con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. VII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         in
ordine

 

1.La presente vertenza non pone questioni
giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la
difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione
di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N.,
I 707/00) e 2 cpv. 1 LPTCA applicabile in virtù dell’art. 32 Lptca in vigore
dal 1° ottobre 2008.

 

                                   2.   Con
il ricorso l’insorgente contesta principalmente la decisione su reclamo emessa il
17 luglio 2008 dall’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI), che
ha respinto la richiesta volta ad ottenere l’assistenza sociale (cfr. doc. I)
ed oggetto di un altro incarto pendente presso questo Tribunale che sarà deciso
con una sentenza separata (inc. 42.2008.9). Visto l’esito del presente ricorso,
non occorre tuttavia esaminare oltre se l’interessato con la sua impugnativa
intende contestare anche la decisione su reclamo emessa dall’UAM.

 

 

                                   3.   L’insorgente,
nella versione tedesca del ricorso, ha affermato di aver chiesto un incontro
con le autorità per poter discutere della fattispecie. Egli fa valere una
violazione del diritto di essere sentito.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per
costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare
essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di
una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i
fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere
visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di
prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (STFA del 29 giugno 2006
nella causa J. e D., H 97/04; DTF 129 II 504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b,
127 III 578 consid. 2c, 126 V 131 consid. 2b; cfr. riguardo al previgente art.
4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF
126 I 16 consid. 2a/aa,  124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi
citate).

                                                                                

                                         In una
sentenza C 128/04 del 20 settembre 2005  il TFA (dal    1° gennaio 2007: TF) ha
rammentato che :

 

"  1.2 Art. 29 Abs. 2 BV räumt kein Recht auf mündliche Anhörung
ein, sondern beschränkt den Gehörsanspruch auf schriftliche Stellungnahmen (Pra
2003 Nr. 97 S. 520 Erw. 2.6; Urteil W. des Bundesgerichts vom 13. November
2002, 4P.195/2002; vgl. BGE 125 I 219 Erw. 9b sowie AHI 1993 S. 41 Erw. 3b
betreffend Art. 4 aBV), es sei denn, ein Erlass gäbe ausdrücklich das Recht auf
eine mündliche Anhörung (vgl. Pra 2003 Nr. 97 S. 520 Erw. 2.6). Art. 42 ATSG
sieht mündliche Anhörungen im Rahmen des Verwaltungsverfahrens nicht
ausdrücklich vor und auch aufgrund des VwVG oder des AVIG ergibt sich kein
explizit erwähntes Recht auf eine mündliche Anhörung.

 

Anhand der Akten ist ersichtlich, dass die Versicherte ausreichend
Gelegenheit hatte, zum Sachverhalt Stellung zu nehmen (vgl. Erw. 1.1 hievor).

Es sind hier auch keine Umstände gegeben, die zu einer Ausnahme vom
Regelfall der Möglichkeit, schriftlich Stellung zu nehmen, führen würden,
sodass das rechtliche Gehör der Beschwerdeführerin nicht verletzt wurde, indem
sie nicht mündlich angehört wurde."

 

                                         Non vi è pertanto alcun diritto, di regola, ad essere sentiti
oralmente. Una presa di posizione scritta è sufficiente.

                                         

                                         Nel
caso di specie l’insorgente, in sede di ricorso, ha ancora potuto far valere le
sue ragioni innanzi un’autorità giudiziaria che gode del pieno potere
cognitivo, come l’istanza precedente. Per cui, l’eventuale violazione del
diritto di essere sentito è stata comunque sanata in questa sede, dove
l’insorgente ha nuovamente ribadito le sue motivazioni (cfr. STCA del 13
dicembre 2005, inc. 36.2005.169).

                                         

 

                                         nel
merito

 

                                   4.   Conformemente
a quanto disposto dall'art. 23 LCAMal, il Cantone ed i Comuni partecipano al
pagamento delle quote a carico degli assicurati di condizioni economiche
modeste per le prestazioni minime previste dalla legge. Gli assicurati
di condizioni economiche modeste sono definiti dall'art. 29 LCAMal: si tratta
delle famiglie il cui reddito determinante non supera i Fr. 32'000.- e delle
persone sole il cui reddito non supera i Fr. 20'000.-. Di
regola, il reddito determinante risulta, secondo l'art. 30 LCAMal, dalla somma
arrotondata al mille franchi superiore:

 

                                         a)  del reddito
imponibile desunto dal periodo fiscale stabilito dal Consiglio di Stato;

                                         b)  di un quindicesimo della
sostanza imponibile desunta dal periodo fiscale stabilito dal Consiglio di
Stato per la parte eccedente l'importo di Fr. 150'000.- per le persone sole e
Fr. 200'000.- per le famiglie.

 

                                         L’espressione
“di regola” tende a volere salvaguardare la possibilità per l’amministrazione
designata (l’Ufficio Assicurazione Malattia) di accertare autonomamente il
reddito dell’assicurato in caso di persone adempienti i presupposti dell’art.
31 LCAMal.

 

                                         Per
l'anno 2008 il Consiglio di Stato ha definito le basi di calcolo per il
sussidio con il DE del 10 ottobre 2007, che ha confermato quello del precedente
anno (sul tema si vedano le sentenze TCA 36.2006.71, 72, 120, e 124). Il periodo fiscale per l'accertamento
del reddito determinante è quello delle classificazioni dell'imposta cantonale
per l'anno 2005. I limiti di reddito che conferiscono diritto al sussidio sono
quelli stabiliti dagli artt. 29-32, 35-38, 44-46 e 48 LCAMal, ossia Fr. 20'000.-
per le persone sole, Fr. 32'000.- per i membri maggiorenni delle famiglie e 1°
figlio e Fr. 50'000.- è il reddito di riferimento.

 

                                   5.   Di
principio, quindi, l'amministrazione fa capo ai dati fiscali determinati in
virtù della tassazione di riferimento (ossia quella del periodo indicato
dall’esecutivo cantonale nel DE emesso annualmente).

 

                                         L'amministrazione
(e meglio l’Ufficio dell'Assicurazione Malattia) deve però calcolare
autonomamente il reddito determinante, trasformandolo mediante apposite tabelle
e verificando il sussistere dei limiti per la concessione del sussidio in
specifici casi previsti dalla legge e dal regolamento d'applicazione. L'art. 31
LCAMal ha riservato l'accertamento del reddito determinante in maniera autonoma
da parte dell'amministrazione (con successiva commutazione delle entrate in
reddito determinante a partire dalle tabelle ufficiali di conversione, art. 17
cpv. 2 ed art. 36 RLCAMal) ne seguenti casi:

 

"a)   delle persone soggette
all'imposta cantonale solo per una parte del loro reddito o della loro
sostanza;

b)   delle persone soggette all'imposta alla fonte;

c)   delle persone sole con reddito
imponibile nullo o totale dei redditi registrati nella tassazione applicabile inferiore
a fr. 6'000.-, che esercitano un'attività lucrativa;

d)   in altri casi particolari."

 

In virtù dell’art. 31
RLCAMal (art. 67 vRLCAMal), il reddito determinante va accertato autonomamente
dall’Istituto delle assicurazioni sociali in particolare, nei seguenti casi:

 

" 
a)   persone
soggette all'imposta alla fonte;

b)   decesso del coniuge o del partner registrato;

c)   matrimonio, divorzio o separazione
per sentenza giudiziaria o di fatto, scioglimento dell'unione domestica
registrata, nel caso di assenza di tassazione applicabile;

d)   persone sole che esercitano
un'attività lucrativa o conducono esistenza autonoma, con reddito imponibile
nullo o totale dei redditi registrati nella tassazione applicabile inferiore a
fr. 6'000.-, secondo il periodo fiscale determinante;

e)   persone domiciliate che al momento
dell'istanza non dispongono di alcuna tassazione fiscale e per le quali non
sarà emessa una tassazione relativa al periodo fiscale determinante;

f)   persone al beneficio di misure ai
sensi della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione, dopo almeno sei
mesi di inattività lucrativa;

g)   persone al beneficio di prestazioni
ai sensi della legge sull'assistenza sociale; d'intesa con il competente
Ufficio;

h)  cessazione definitiva dell'attività
lucrativa a causa di pensionamento o di invalidità;

i)    cessazione temporanea di attività
lucrativa per riqualificazione o perfezionamento professionale;

l)    cessazione dell'attività lucrativa a seguito di maternità;

m) diminuzione importante del reddito
netto da attività dipendente o indipendente, oppure del reddito da pensioni,
rendite e assegni, rispetto al medesimo dato desumibile dai parametri fiscali
applicabili;

n)  persone soggette all'obbligo
d'assicurazione svizzero in forza dell'Accordo CH/CE sulla libera circolazione
delle persone o dell'Accordo di emendamento della Convenzione istitutiva
dell'AELS, non tassate in Svizzera o tassate alla fonte."

 

                                         Nel
corso del corrente anno, con pubblicazione avvenuta sul BU 37/2008 dell'11
luglio 2008 l'esecutivo cantonale ha previsto una modifica del Reg.LCAMal
introducendo una nuova ipotesi (lettera o) per il calcolo autonomo del reddito
(e della sostanza) da parte dall'amministrazione cantonale. In dettaglio tale
novella - vigente retroattivamente dal 1° gennaio 2008 - prevede:

 

"  o) diminuzione importante dei valori di sostanza
desunti dalla tassa-

sazione applicabile, nel caso in cui si comprovato,
e giustificato, l'utilizzo della sostanza per necessità primarie proprie. In
questo caso la riduzione di premio è decisa in considerazione dei parametri di
sostanza riportati nell'ultima tassazione cresciuta in giudicato al momento
dell'istanza."

 

                                         L'esecutivo
cantonale ha poi previsto un correttivo, per porre rimedio a possibili abusi in
materia di sussidi, relativo all'alienazione di beni immobili da parte
dell'assicurato (ciò sulla base di alcuni casi giudicati dal TCA, in
particolare a partire dalla sentenza 3 settembre 2004, inc. 36.2004.40 e sino
alla recente sentenza 11 settembre 2007, inc. 36.2007.9) introducendo nel Reg. LCAMal
il nuovo 

 

"  Art. 36

1In caso di rinuncia a sostanza, per donazione o
cessione in usufrutto durante il periodo fiscale di riferimento, sul medesimo
sono riportati i valori antecedenti la rinuncia.

2Tali valori sono riportati anche sui periodi
fiscali successivi.

L'ammontare è ridotto annualmente di 10 000.- franchi."

 

                                         La
nuova ipotesi di accertamento d'ufficio da parte dell'amministrazione cantonale
è la conseguenza diretta, e necessaria, dell'introduzione, con effetto al 1°
gennaio 2008, dell'art. 29 cpv. 2 LCAMal secondo cui:

 

"  La riduzione di premio decade nei seguenti casi:

a)   se l'importo di sostanza lorda
registrato nella tassazione applicabile supera fr. 60'000.--, o se l'importo di
sostanza imponibile supera fr. 400'000.--;

b)                                  persone
sole: se il totale dei redditi al netto degli oneri sociali registrati nella
tassazione applicabile supera fr. 60'000.--;

c)   persone sole intese quali «reddito
di riferimento» (art. 32): se il totale dei redditi al netto degli oneri
sociali registrati nella tassazione applicabile supera fr. 80'000.--;

d)   famiglie: se il totale dei redditi
registrati nella tassazione applicabile supera fr. 90'000.--. Per i primi tre
figli è data un'aggiunta di fr. 10'000.-- cadauno; per i successivi di fr.
5000.-- cadauno."

 

                                   6.   Giusta
l'art. 28 LCAMal, riservato l'art. 40 che fa riferimento ai beneficiari di
prestazioni PC, il sussidio è corrisposto tramite presentazione di un'istanza
scritta. Il regolamento determina le modalità di presentazione dell'istanza e
il contenuto della stessa. A norma dell’art. 28 LCAMal cpv. 2 per gli assicurati
tassati in via ordinaria, l’istanza è presentata entro la fine dell’anno che
precede l’anno di competenza. Nel cpv. 3 figura che il regolamento determina le
modalità di presentazione dell’istanza e il contenuto della stessa. 

                                         L'art.
10 Reg. LCAMal prevede che l'istanza di sussidio avviene per mezzo dei moduli
ufficiali. I moduli ufficiali sono recapitati dall'Istituto delle assicurazioni
sociali ai potenziali beneficiari del sussidio, in questo caso corredati da
etichetta collante munita di numero di identificazione personale, o possono
essere ritirati dai singoli richiedenti presso la Cancelleria del Comune di
residenza. L'istanza deve essere corredata dei documenti richiesti con il
modulo ufficiale.

                                         Per
l'art. 11 cpv. 1 Reg. LCAMal l'Istituto delle assicurazioni sociali stabilisce
i termini di presentazione dell'istanza, tenuto conto che di regola:

 

                                         a)  per gli
assicurati tassati in via ordinaria l’istanza è presentata nel corso dell’anno
che precede la corresponsione della riduzione di premio;

                                         b)  per gli assicurati
tassati alla fonte l’istanza è presentata nel corso dell’anno medesimo per il
quale si richiede la riduzione di premio;

                                         c)   gli assicurati che
si stabiliscono nel Cantone ad anno inoltrato, possono avanzare l’istanza nel
corso dell’anno stesso per il quale si richiede la riduzione di premio;

                                         d)  gli assicurati che nel
corso dell’anno, per inizio di assoggettamento fiscale o per le situazioni di
cui all’art. 31, ritenessero di rientrare nel diritto alla riduzione di premio,
possono presentare istanza nel corso dell’anno stesso.

 

                                         Il
cpv. 2 prevede che per casi particolari e per ragioni comprovate, l'Istituto
delle assicurazioni sociali può ritenere anche istanze che giungessero fuori
dei termini stabiliti per l'inoltro della richiesta.

 

                                         Giusta
l'art. 53 LCAMal il diritto al beneficio di un sussidio nella forma retroattiva
decade dopo cinque anni a partire dall'anno in cui tale diritto si verifica.
Costituisce eccezione l'applicazione del sussidio retroattivo nell'ambito delle
procedure di revisione delle prestazioni complementari AVS/AI. Il sussidio
retroattivo è oggetto di richiesta scritta da parte dell'assicurato all'istanza
designata dal Consiglio di Stato e deve specificare le motivazioni del ritardo
(riservato l'art. 54 cpv. 2). Le domande di sussidio retroattivo sono accolte
solo se suffragate da motivazioni particolari e fondate (art. 55 LCAMal). La
negligenza a giustificazione del mancato rispetto dei termini stabiliti dal
regolamento non è considerata motivo valido per il riconoscimento del sussidio
nella forma retroattiva. Il Messaggio relativo all'introduzione della LCAMal,
circa l'art. 55, a pag. 59, precisa che:

 

" 
Il riconoscimento di
sussidi retroattivi può essere concesso quando l'assicurato fa valere ragioni
oggettive e fondate circa i motivi per cui non è riuscito a produrre l'istanza
in forma tempestiva. Relativamente alla fattispecie, all'autorità
amministrativa competente è riconosciuto un margine di ponderazione nell'esame
delle richieste. La pura e semplice negligenza nell'inoltro dell'istanza di
sussidio nei termini stabiliti non è comunque considerata motivo valido per il
riconoscimento di un sussidio nella forma retroattiva."

 

                                   7.   Nel
caso in esame l'istanza di sussidio 2008 è stata inoltrata nel corso del 2008. Di
per sé l’istanza è tardiva, poiché trasmessa oltre il termine previsto
dall’art. 28 cpv. 2 LCAMal (cfr. anche art. 11 cpv. 1 lett. a Reg. LCAMal). Infatti
l’insorgente, tassato in via ordinaria e domiciliato in Ticino dal 1° settembre
2006, avrebbe dovuto trasmettere il formulario entro il 31 dicembre 2007. Va
qui rammentato che, per costante giurisprudenza di questo Tribunale, anche in
assenza della tassazione determinante, il ricorrente avrebbe comunque potuto
inoltrare la sua istanza segnalando semplicemente l’assenza dell’atto siccome
ancora non emesso. 

 

                                         La
richiesta andava pertanto presentata entro il 31 dicembre 2007. Questo termine
non è stato rispettato. Alla luce di ciò occorre verificare se il ritardo
nell’inoltro della domanda sia scusabile e giustificato.

 

                                   8.   L’art.
11 cpv. 2 Reg. LCAMal prevede, per casi particolari e per ragioni comprovate,
che l'Istituto delle assicurazioni sociali possa ritenere anche richieste che
giungessero fuori dei termini stabiliti. Questo Tribunale Cantonale delle
Assicurazioni ha sviluppato una giurisprudenza dettagliata in merito. Nei casi
giudicati in precedenza è già stato considerato che un ritardo di oltre 1 anno
a fronte di una importante malattia dello stesso assicurato non poteva essere
considerato fatto giustificativo sufficiente (sentenza del 24 aprile 2002, inc.
36.2002.5), così come non è stato considerato quale motivo sufficiente
l’assenza di conoscenza della possibilità di chiedere il sussidio da parte di
due coniugi confederati appena giunti in Ticino (sentenza del 9 dicembre 2002, inc.
36.2002.119). Nemmeno l'informazione errata da parte dell'assicuratore malattia
è stata considerata motivo adeguato per giustificare il ritardo (sentenza del
25 settembre 2003, inc. 36.2002.141) 

                                         Va
ancora rilevato che con sentenza del 12 settembre 2002 il TCA non ha ritenuto
fatto giustificante il ritardo nella domanda di sussidio la giovane età
dell'assicurata ancora studentessa liceale e quindi la sua immaturità e la sua
inesperienza (sentenza del 12 settembre 2002, inc. 36.2002.54).

 

                                         Con sentenza 3 ottobre 2005 (36.2005.112) questo
Tribunale ha inoltre considerato che:

 

" 
Ancora va verificato se
il ritardo dell’istanza formulata da X. X. tendente ad ottenere la concessione
del sussidio 2005, redatta e trasmessa all’amministrazione nel corso del 2005,
possa essere considerato giustificato. Nelle considerazioni precedenti già si è
precisato che la negligenza nell’inoltro della domanda non è giustificato. In
casu il ritardo nella trasmissione viene ricondotto alla ambiguità della
decisione formulata dalla Cassa alla domanda di sussidio dell’avv. Y. X. e
della moglie, laddove la decisione accenna al diritto al sussidio per “ogni
membro della famiglia regolarmente assicurato”. Ora il concetto di famiglia,
come precisato più sopra, è un concetto giuridico specifico della LCAMal,
circostanza che all’avv. X. padre del ricorrente e suo patrocinatore non poteva
sfuggire, in altri termini i coniugi compongono, con o senza figli, la
famiglia, ritenuto che comunque i figli sono tali unicamente sino al compimento
dei 18 anni, successivamente vengono considerati persone sole (ancorché
conviventi con i genitori od in formazione). Se ne deve dedurre che la
decisione 31 agosto 2004 trasmessa all’avv. Y. X., che aveva redatto ed
inoltrato la domanda di sussidio 4 agosto 2004 per sè e per la moglie (come nel
caso del 2004, mentre la domanda 2004 di X. era stata sottoscritta dallo
stesso), non poteva essere intesa altrimenti che come indicato
dall’amministrazione nelle sue osservazioni, ciò anche a fronte della pretesa
mancata trasmissione a X. X. della formale decisione relativa ai suoi sussidi
2004 (comunque ammessi e debitamente (annunciati) … all’assicuratore malattia).
L’avv. X., per il figlio X., avrebbe comunque – nel 2004 – potuto e dovuto lamentare
la mancata notifica della decisione formale relativa ai sussidi di quell’anno.
L’ambiguità pretesa con la … mancata notifica della decisione sui sussidi 2004
a X. e scaturente dai termini della decisione 31 agosto 2004 emessa in favore
dell’avv. Y. X. non solo non costituisce promessa od impegno
dell’amministrazione tale da giustificare la buona fede degli assicurati, ma
neppure valida giustificazione del ritardo nell’inoltro dell’istanza."

 

                                         Sempre
nella sentenza 3 ottobre 2005 citata, a proposito del
tema della mancata trasmissione dei formulari per la richiesta dell’aiuto
sociale, si rilevava poi come:

 

" 
La mancata trasmissione
dei formulari per la presentazione della domanda di sussidio viene indicata
come ulteriore motivo atto a giustificare il ritardo nella presentazione
dell’istanza. L’argomento del ricorrente non regge già ad un primo sommario
esame. Infatti i formulari vengono trasmessi d’ufficio ai potenziali
beneficiari da parte dell’amministrazione sulla scorta della decisione di
tassazione del biennio ritenuto dal Consiglio di Stato nel decreto annualmente
emesso per la determinazione del diritto al sussidio ed a dipendenza
dell’imponibile considerato in quella sede.

(…)

L’invio dei formulari a chi non è destinato a beneficiare dei sussidi
rispettivamente la mancata trasmissione ad un potenziale beneficiario non
permettono di ritenere il diritto al sussidio in virtù delle regole sulla buona
fede come anticipato nelle considerazioni che precedono (in questo senso la
sentenza 22 settembre 2005 nell’inc. B. 36.2005.78). Infatti l’invio errato non
può fare ritenere agli assicurati l’esistenza degli estremi per la concessione
del sussidio. L’eventuale omissione della trasmissione a potenziali interessati
del modulo per la richiesta di sussidio non permette di giustificare un ritardo
nell’inoltro delle domande di sussidio (in questo senso la sentenza in re B.
citata). La diligenza che incombe all’assicurato – cui è noto per le campagne
informative che da anni l’Ufficio dell'Assicurazione Malattia e più
generalmente l’amministrazione cantonale conducono – gli impone di provvedere
al recupero dei formulari disponibili presso le cancellerie comunali in caso di
mancata trasmissione d’ufficio."

 

                                         Si
aggiunga che con sentenza del 10 ottobre 2005, inc. 36.2005.124 l’informazione
fornita da un assicuratore mesolcinese fondata sulle norme applicative della
LAMal relative ai sussidi vigente nel Cantone Grigioni, in parte diversa da
quella ticinese, non è stata ritenuta motivo giustificante il ritardo
nell’inoltro della domanda di riduzione individuale dei premi dell’assicura-zione
malattia obbligatoria. Questo Tribunale ha infatti considerato che:

 

"  L’adozione di modalità diverse in altri cantoni non
può essere ritenuta. Come detto le informazioni errate di un assicuratore
malattia e la non conoscenza della prassi da parte dell’assicurato sono stati
esclusi quali motivi giustificanti il ritardo."

 

                                         Con
sentenza 17 ottobre 2005 (inc. 36.2005.86 cons. 12) il Tribunale Cantonale
delle Assicurazioni ha inoltre ritenuto:

 

" 
(…) la motivazione che
soggiace al ritardo è costituita dal convincimento, o meglio dalla certezza
della madre della ricorrente, di avere tempestivamente inoltrato la domanda ancora
nel 2004. La mancata ricezione degli atti, l’eventuale smarrimento degli stessi
od il mancato corretto invio, non assurgono palesemente a motivo giustificante
il ritardo. Se la prova dell’avvenuta tempestiva spedizione fosse stata
adeguatamente prodotta, e l’onere della mancata prova  ricade sulla ricorrente,
allora l’inoltro di una nuova richiesta nel corso del 2005, a fronte del
dimostrato smarrimento della documentazione da parte dello Stato, sarebbe stato
da considerare motivo sufficiente. Il semplice assunto di avvenuta spedizione
non recepita dall’ammini-strazione non permette di giustificare l’omissione
dell’atto o suo ritardo.”

 

                                         Il
TCA nemmeno ha considerato come motivo giustificativo il fatto che l'assicurato
fosse tossicodipendente - con conseguenti difficoltà fisiche e psichiche - nel
periodo per il quale ha chiesto il diritto alla riduzione del premio di cassa
malati. Infatti, essendo coniugato e ritenuto come sua moglie si fosse occupata
di lui e l'avesse aiutato a passare il brutto periodo che stava vivendo, è
stato ritenuto che il ricorrente potesse e dovesse fare capo alla moglie anche
per la gestione delle sue pratiche correnti e quindi anche quella relativa alla
riduzione dei premi di cassa malati (sentenza del 14 marzo 2006, inc. 36.2006.16).
Alla medesima soluzione il TCA è giunto nel caso di un assicurato alla ricerca
di un lavoro la cui moglie, gestante, ha avuto problemi di salute sia prima sia
dopo il parto. Queste difficoltà non avrebbero comunque impedito di compilare e
spedire la richiesta di sussidio, operazione che in sé richiede poco tempo
(sentenza dell'11 ottobre 2006, inc. 36.2006.113).

                                         Nella
sentenza 15 febbraio 2007 (inc. 36.2006.253) un giovane studente universitario
impegnato all’estero aveva giustificato il ritardo con il trasferimento per gli
studi e con gli impegni universitari. Anche in quel caso il motivo, non attinente
alle capacità di gestire le problematiche amministrative per periodi
prolungati, non era stato ritenuto.

 

                                         Nel
caso giudicato il 13 febbraio 2007 il trasferimento in Ticino da un altro
Cantone di un assicurato con la sua famiglia qualche mese prima della scadenza
del termine per l'inoltro della domanda di sussidio non era stato ritenuto
giustificante il ritardo (inc. 36.2006.225). Non diversamente è stata
considerata l'assenza dei documenti da annettere alla domanda. Nell'inc.
36.2006.245-246 (sentenza del 9 febbraio 2007) l'assenza della tassazione di
riferimento - siccome non ancora emessa - non é stata ritenuta elemento
sufficiente (analogamente al caso giudicato con la sentenza 15 gennaio 2007,
inc. 36.2006.216). Insufficienti, ancora, i gravi motivi di salute che
attanagliavano la madre di un assicurato da oltre un anno (sentenza 8 febbraio
2007, inc. 36.2006.244). Anche il pensionamento intervenuto già l'anno
precedente il periodo del sussidio non ha permesso ad un assicurato di
giustificare il suo ritardo per la domanda inoltrata l'anno stesso (sentenza 17
gennaio 2007, inc. 36.2006.232).

 

                                         Nella
sentenza 25 maggio 2007 la dimenticanza della scadenza del termine per una
persona attiva socialmente e che ha privilegiato “il suo lavoro in maniera
certamente altruista e lodevole” invece della propria necessità, non è
stato ritenuto sufficiente (inc. 36.2007.55), ciò analogamente al caso di una
giovane donna che, per ragioni umanamente comprensibili, si è avviata con
notevoli difficoltà nel mondo del lavoro in un’epoca di concreta difficoltà
(sentenza 21 maggio 2007 inc. 36.2007.50).

 

                                         Nella
sentenza del 16 agosto 2007 (inc. 36.2007.86+108) il Tribunale Cantonale delle
Assicurazioni ha evidenziato, nel caso di una giovane che, confrontata con la
grave malattia di due parenti stretti di cui uno domiciliato all’estero con
necessità di impegnativi viaggi non ha ritenuto giustificato il ritardo nella
presentazione della domanda di sussidio ritenendo che:

 

"  Come appare dalla giurisprudenza riassunta al punto
precedente la malattia, e la morte ad essa conseguente, di un congiunto, anche
quando imponga trasferte impegnative e soggiorni all'estero prolungati, non
sono tali da giustificare il ritardo nell'inoltro delle domande in questione.
…  la richiesta del sussidio è procedura amministrativa semplice che comporta
un impegno contenuto ed impone di allegare pochi documenti. La redazione
dell’istanza comporta quindi onere contenuto anche per chi è meno avvezzo alle
questioni amministrative. L’inoltro di una istanza incompleta non causa poi
necessariamente declaratoria di irricevibilità ma, salvaguardato il termine
d’inoltro, permette (rispettivamente impone all’amministrazione di domandare)
suo successivo completamento mediante produzione dei documenti non ancora
reperiti.

 

Pur con tutto il rispetto dovuto per le tribolazioni, le
preoccupazioni e le sofferenze di un'intera famiglia, duramente toccata da due
gravi lutti nel giro di pochi mesi uno dall'altro, lutti conseguenti a periodi
di malattia con necessità di spostamenti anche importanti, in concreto il
ritardo … nel chiedere il sussidio non appare giustificato e non può qui essere
ritenuto.”

 

9.In concreto a motivazione del suo ricorso
l’insorgente afferma che la sua convivente, con la quale abita in concubinato,
non vuole più pagare la sua AVS, l’assicurazione malattia, le imposte e le
fatture del medico, del dentista e della farmacia. Egli fa inoltre valere le
scarse conoscenze della lingua italiana.

 

Questi motivi non permettono di giustificare il ritardo nell’inoltro
dell’istanza. 

 

Per quanto concerne la non perfetta conoscenza dell’italiano va
rammentato che con sentenza del 9 gennaio 2007 (inc. 36.2006.155), questo
Tribunale ha rammentato che:

 

"  (…) in DTF 128 V 34, a proposito della
territorialità della lingua (art. 70 cpv. 2 Cost.), il TFA ha affermato:

 

“                                                aa)
D'après la jurisprudence rendue sous l'empire de la Constitution de 1874, la
liberté de la langue faisait partie des libertés non écrites de la Constitution
fédérale. Elle garantit l'usage de la langue maternelle, ou d'une autre langue
proche, voire de toute langue de son choix. Lorsque cette langue est en même
temps une langue nationale, son emploi était en outre protégé par l'art. 116 al. 1 aCst. Dans les rapports avec les
autorités toutefois, la liberté de la langue est limitée par le principe de la
langue officielle.
En effet, sous réserve de dispositions particulières (par exemple les art. 5
par. 2 et 6 par. 3 let. a CEDH), il n'existe en principe aucun droit à
communiquer avec les autorités dans une autre langue que la langue officielle. Celle-ci
est elle-même liée au principe de la territorialité, au sens où elle correspond
normalement à la langue qui est parlée dans le territoire concerné. Ces principes ont été
formalisés dans la Constitution de 1999, notamment aux art. 18 et 70 (sur ces
divers points: ATF 127 V 225 consid. 3b/aa et les références citées).

 

bb) Le principe de la
territorialité des langues a pour conséquence que les parties doivent
s'adresser aux autorités judiciaires cantonales dans la langue officielle du
canton (ATF 108 V 208; RDAT 1993 II no 78 p. 215; MARCO BORGHI, Langues
nationales et langues officielles, in: THÜRER/AUBERT/MÜLLER [éd.], Droit
constitutionnel suisse, Zurich 2001, § 37 ch. 39; en ce qui concerne la
procédure administrative dans le domaine de l'assurance-invalidité: STÉPHANE
BLANC, La procédure administrative en assurance-invalidité, thèse Fribourg
1999, p. 125 sv.). Selon la jurisprudence, dans les relations avec ses
autorités, les cantons peuvent imposer leur langue officielle comme langue
judiciaire et exiger la traduction des actes de procédure rédigés dans une
autre langue, fût-elle l'une des langues officielles de la Confédération (SJ
1998 p. 312 consid. 3 et les références).”

 

Per
cui nel caso di specie l’insorgente non può lamentarsi di non aver trovato
interlocutori con i quali parlare nella sua lingua madre. Inoltre, va comunque
evidenziato come le
asserite difficoltà linguistiche non hanno impedito all’insorgente di inoltrare
le domande di sussidio per il 2004 e per il 2005, di rispondere alle richieste
dell’amministrazione in ambito di accertamento dei redditi (cfr. allegati al
doc. 1), di inoltrare, a suo dire, un reclamo (cfr. doc. 2), di rivolgersi, con
uno scritto in tedesco, ad un funzionario del Cantone e di impugnare la
decisione litigiosa al TCA.

 

In questo senso le difficoltà linguistiche non sono state di
impedimento per la salvaguardia dei suoi diritti.”

 

                                         Nel
caso di specie l’assicurato fa valere difficoltà di contatto con l’UAM. Egli ha
tuttavia potuto dapprima inoltrare reclamo all’autorità cantonale ed in seguito
ricorso al TCA, che dispone di pieno potere cognitivo. Le sue censure, seppur
respinte, sono state tenute in debita considerazione da questo Tribunale. Per
cui l’asserita mancata conoscenza dell’italiano non gli è stata di pregiudizio.

 

                                         Anche
il fatto che la convivente non sia disposta ad assumersi gli oneri derivanti
dal pagamento della Cassa malati non rientra nelle condizioni previste dall’art.
31 Reg. LCAMal per giustificare il ritardo nella trasmissione del formulario
per l’ottenimento del sussidio. Infatti, per costante prassi dell’UAM,
confermata da questo Tribunale, in assenza di base legale, per i conviventi non
coniugati o non registrati secondo la LUD, nell’ambito del calcolo del diritto
al sussidio, i redditi non vanno sommati (STCA dell’8 maggio 2006, inc.
36.2006.27, STCA del 20 novembre 2002, inc. 36.2002.82, STCA del 27 agosto
1999, 36.1998.151; cfr. tuttavia, ma sulla base di un regolamento cantonale, la
sentenza 8C_790 del 23 luglio 2008, destinata a pubblicazione: in quel caso
tuttavia la regolamentazione cantonale prevedeva espressamente il cumulo dei
redditi anche dei conviventi e si trattava di stabilire se la base legale era
sufficiente).

 

                                         In
particolare nella citata sentenza dell’8 maggio 2006 (inc. 36.2006.27), il TCA
ha affermato:

 

" 
Con sentenza del 27 agosto 1999,
nella causa M., inc. 36.1998.151 il TCA aveva affermato che:

 

“                                                                                                       AI
proposito, va rilevato che, in questa valutazione, é del tuttoirrilevante la
questione di sapere se la ricorrente convive o meno con il padre del bambino.

Basta a fondare una
"famiglia" ai sensi dell'art 25 LCAMal la convivenza fra un genitore
e un figlio minorenne."

  

e che  

 

“                                                (Nei
casi di) convivenza di persone con figli: l'ICAS - adito con una richiesta
emanante da una "persona sola" con figlio convivente - non esperisce,
certamente, un'istruttoria volta a verificare un'eventuale convivenza -
informazione non richiesta nei formulari ufficiali per la presentazione
dell'istanza di sussidio - per poi, se del caso, considerare anche il reddito
del convivente. Né, altrettanto verosimilmente, considera - ciò che sarebbe in
contrasto con la legge, in particolare contrario all'art. 25 lett. a LCAMal -
come un nucleo familiare unico due persone conviventi ma non coniugate: in
questi casi il diritto al sussidio viene sicuramente accertato secondo i
parametri stabiliti per le persone sole e la determinazione del reddito viene
fatta considerando soltanto il reddito del richiedente."

 

In
sostanza quindi per fondare una "famiglia" ai sensi dell'art. 25
LCAMal occorre un rapporto di parentela (madre - figlio/a o padre - figlia/o)
ed occorre una convivenza. Unicamente il rapporto parentale e la vita in comune
permettono di ritenere adempiuto il concetto regolato all'art. 25 LCAMal. 

 

In
concreto la convivente del ricorrente e madre di sua figlia, nonché sua figlia,
sono state considerate quale famiglia ai sensi dell'art. 25 LCAMal.

 

Il ricorrente va quindi considerato persona sola, in specie nei casi
come quello in discussione dove la convivente, per sè e per la figlia, ha
ottenuto il sussidio quale famiglia, senza che fosse considerato il reddito del
convivente qui ricorrente (cfr. STCA del 20 novembre 2002 nella causa A., inc.
36.2002.84).

 

In altri termini quando due persone convivono con prole solo per uno
di essi è possibile ritenere, ai sensi dell'art. 25 LCAMal, la costituzione di
una famiglia, con la conseguente fissazione dei limiti di reddito imponibile
per la concessione dei sussidi (cfr. STCA del 20 novembre 2002 nella causa A.,
inc. 36.2002.84).

 

Per l'altro convivente ciò non sarà il caso. Questo trattamento
diverso rispetto ai coniugati trova la sua giustificazione anche nell'assenza
del cumulo dei redditi tra i conviventi (cfr. STCA del 20 novembre 2002 nella
causa A., inc. 36.2002.84).”

 

                                         A
proposito dell’obbligo di informare, con sentenza del 23 novembre 2006, inc.
36.2006.162, al consid. 2.11, il TCA ha affermato:

 

"  Per quanto attiene alla censura ricorsuale secondo
cui l’insorgente non sarebbe stato informato circa la possibilità in generale
di chiedere il sussidio, va innanzitutto rilevato che egli non sostiene di aver
ottenuto informazioni errate o di essersi rivolto ad uffici amministrativi
senza ottenere risposte in merito alle sue richieste. 

In casu non può, dunque, essere richiamato il diritto alla protezione
della buona fede di cui all’art. 9 Cost.

Infatti, secondo la giurisprudenza, di
regola un'informazione erronea è vincolante quando l'autorità, intervenendo in
una situazione concreta nei confronti di persone determinate, era competente a
rilasciarla, il cittadino non poteva riconoscerne l'inesattezza e, sempre che
l'ordinamento legale non sia mutato nel frattempo, fidandosi dell'informazione
ricevuta egli abbia preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio
(cfr. STFA del 25 ottobre 2005 nella causa K. e B., K 107/05, consid. 3.1.; DTF
127 I 36 consid. 3a, 126 II 387 consid. 3a; RAMI 2000 no. KV 126 pag. 223, no.
KV 133 pag. 291 consid. 2a; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost.,
la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 121 V 66 consid.
2a e sentenze ivi citate). 

Non essendo in presenza, in concreto, di
informazioni erronee fornite dalle autorità competenti, la buona fede del
ricorrente non può in nessun caso essere tutelata.

 

Va poi rammentato che di principio il sussidio dell’assicurazione
malattia viene concesso solo se l’assicurato bisognoso ne fa esplicita
richiesta. Se l’interessato non inoltra l’istanza, il sussidio non viene
attribuito. Solo i beneficiari di prestazioni complementari, di regola,
ottengono la riduzione del premio automaticamente (cfr. art. 28 e 40 LCAMal). 

 

Non esiste invece, di regola, un obbligo, per l’UAM, di informare
personalmente tutti i cittadini residenti in Ticino della possibilità di
ottenere il sussidio. L’informazione avviene in forma generale con
pubblicazioni sui giornali e sul Foglio Ufficiale. In particolare le modifiche
legislative e i decreti esecutivi con i quali il Consiglio di Stato fissa i
limiti di reddito che danno diritto all’ottenimento della riduzione del premio
sono pubblicati sul Foglio Ufficiale, mentre i termini per l’inoltro della
richiesta, oltre ad essere fissati nella legge, posso essere chiesti agli
Uffici competenti per il rilascio di tali informazioni (in particolare l’UAM e
le cancellerie comunali).

 

Di conseguenza l’assicurato non può prevalersi dell’ignoranza della
legge (per dei casi analoghi cfr. STCA del 5 ottobre 2006 nella causa C.,
36.2006.157; STCA del 9 dicembre 2002 nella causa D., 36.2002.119, già
menzionata al consid. 2.9.).”

 

Per quanto concerne le difficoltà economiche in caso di rifiuto
della domanda, va rammentato che con sentenza del 5 settembre 2007, inc.
36.2007.105, il Tribunale ha affermato che:

 

"  Anche la richiesta di un sussidio almeno a partire
dal 1° aprile 2007 poiché la conseguenza del ritardo sarebbe decisamente
gravosa non può qui essere recepita. Questo Tribunale ha già più volte indicato
come il giudice deve applicare le norme vigenti e non può scostarsene, ciò
anche se l’applicazione del rigoroso termine del 31 dicembre, comunque
adeguatamente lungo, appare iniquo nel suo risultato (… omissis …). La legge e
le norme applicabili al caso concreto (volute da Parlamento e Governo) non
permettono neppure, come evidenziato nelle recenti sentenze di questo Tribunale
citate dall’Ufficio dell'Assicurazione Malattia nelle sue osservazioni, di
concedere un aiuto parziale limitato nel tempo o ridotto per l’importo (si
vedano le sentenze di cui agli inc. 36.2005.177 in re D. del 24 gennaio 2006 e
36.2005.127 in re O. sentenza del 30 novembre 2005). Non può essere purtroppo
apportato un correttivo al ritardo nella domanda di sussidio con un diritto
ammesso in parte o limitato.”

 

                                         Infine,
l’UAM in sede di risposta afferma che l’interessato imputa all’autorità
cantonale un atteggiamento formalistico. Come rileva giustamente l’UAM, questo
tema è stato oggetto di diverse sentenze di questo Tribunale, dalle quali non
occorre scostarsi e che hanno confermato la correttezza dell’agire
dell’autorità cantonale (cfr. STCA del 25 febbraio 2008, inc. 36.2007.151 e
STCA del 4 settembre 2007, inc. 36.2007.116, nonché risposta di causa pag. 4).
Infatti, nell’ambito della procedura applicabile per la richiesta del sussidio
i Cantoni godono di un’ampia autonomia e possono pertanto adottare le norme
procedurali necessarie a mettere in atto quanto imposto dal diritto federale
(cfr. STCA del 25 febbraio 2008, inc. 36.2007.151).

 

                                         Alla
luce di tutto quanto sopra esposto la decisione merita conferma, mentre il
ricorso va respinto.

 

                                10.   Con
il ricorso l’insorgente dice di essere a disposizione per chiarimenti ed indica
il suo numero di telefono.

 

                                         Il
TCA rileva innanzitutto che l’audizione richiesta può essere rifiutata senza
per questo ledere il diritto d’essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2
Cost. e dall'art. 6 n. 1 CEDU.

                                         Infatti,
secondo la giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento
pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e
inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad
esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di
testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile
obbligo (cfr. sentenza del 21 agosto 2007, I 472/06, consid. 2
che ha confermato questo principio, nonché DTF 122 V 47; cfr. pure DTF
124 V 90, consid. 6, pag. 94 e il rinvio alla DTF prima citata).

 

                                         In
concreto, non essendo stata presentata una domanda espressa di procedere ad
un’udienza pubblica (il ricorrente ha indicato di essere a disposizione per
chiarimenti), questo TCA rinuncia ad un’audizione delle parti poiché superflua
ai fini dell’esito della vertenza (cfr. sentenza del 21 agosto 2007, I 472/06,
consid. 2).

 

 

 

                                         Del
resto dagli atti prodotti emerge chiaramente la correttezza della decisione
dell’UAM.

 

                                         Conformemente
alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio
conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungs-rechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no.
320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA
dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122
III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere
sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4
vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e
riferimenti).

 

                                         In
concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficiente-mente chiarita
dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori
prove e all’audizione delle parti.

                                      

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti