# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 95dcc17c-bde4-50cc-88dd-98933a211e77
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-01-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 16.01.2015 33.2014.31
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_33-2014-31_2015-01-16.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  33.2014.31

   

  TB

  	
  Lugano

  16 gennaio 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
    

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 18 giugno 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 21 maggio 2014 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale di compensazione - Ufficio delle prestazioni,
  6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di prestazioni complementari

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in
fatto

 

                                  A.   Beneficiario
di prestazioni complementari dell'AVS, nel mese di settembre 2013 RI 1 ha
inviato alla Cassa cantonale di compensazione la fattura del 9 settembre 2013
(doc. 3) del dr. med. dent. __________ di __________ per una cura dentaria
avvenuta tra il 21 ed il 30 agosto precedente e ha chiesto il rimborso dell'importo
di Fr. 804,45.

Sentita l'apposita Commissione dentisti
(doc. 5), il 16 dicembre 2013 (doc. 6) la Cassa cantonale di compensazione ha
rifiutato di rimborsare all'assicurato l'ammontare fatturato, poiché "La
confezione di Cerec non rientra nel tipo di trattamenti riconosciuti di regola
nell'ambito delle prestazioni complementari.".

                                  B.   Il
23 gennaio 2014 (doc. 9) l'assicurato ha nuovamente chiesto alla Cassa l'assunzione
dei costi della cura dentaria a cui si è sottoposto, allegando il parere del 16
novembre 2013 (doc. A) del suo medico dentista.

Con decisione formale del 21 marzo 2014
(doc. 14) la Cassa di compensazione, preso atto del parere del 6 febbraio 2014
(doc. 11) della Commissione dentisti, ha proposto il rimborso di Fr. 303,80 per
una ricostruzione semplice del dente (posizioni 4752, 4580, 4581 e 4592), corrispondente
ad una soluzione semplice, adeguata ed economica, e ha quindi ribadito il
rifiuto di prendersi a carico il costo della cura effettuata.

 

                                  C.   La
Commissione dentisti si è espressa anche il 2 maggio 2014 (doc. 20) a seguito
dell'opposizione del 10 aprile 2014 (doc. 17) dell'assicurato che, appoggiandosi
ad un nuovo parere del medico dentista curante (doc. 15), ha sostenuto come la
cura adottata fosse l'unica disponibile stante lo stato del suo dente e come il
materiale scelto fosse la sola ed unica soluzione economica ed adeguata che
garantisse un risultato duraturo.

Con decisione su opposizione del 21
maggio 2014 (doc. II/1) la Cassa cantonale di compensazione ha quindi
confermato che in concreto poteva essere eseguita una ricostruzione semplice
del dente, perciò ha confermato il rifiuto del rimborso della fattura del dr.
med. dent. __________, ma ha concesso il rimborso di Fr. 303,80.

 

                                  D.   Il
18 giugno 2014 (doc. I) RI 1 si è rivolto dapprima in tedesco al TCA e poi, su
invito di quest'ultimo (doc. III), anche in italiano traducendo sostanzialmente
la prima versione del suo ricorso (doc. IV). Il ricorrente ha chiesto il
riconoscimento dell'intero importo fatturato dal suo medico dentista per la
cura del dente 14 avvenuta con la metodologia Cerec.

A suo dire, la stessa sarebbe stata la
più indicata visto lo stato del dente e, non di meno, più duratura rispetto
alla cura prospettata dalla Commissione dentisti, ovvero una ricostruzione semplice
(Fr. 300.-) che il dr. med. dent. __________ ha escluso proprio perché il dente
era troppo debole per effettuarla e negli anni avrebbe dovuto essere rifatta
più volte con conseguente maggiore spesa finale; una corona classica metallo
ceramica sarebbe invece costata circa Fr. 1'000.-, compreso il lavoro dell'odontotecnico,
e dunque sarebbe stata più cara della soluzione adottata.

Il ricorrente ha inoltre evidenziato
che i dentisti sentiti dalla Cassa di compensazione, peraltro non indipendenti
siccome scelti dall'amministrazione, si sono basati su delle semplici
radiografie, mentre il suo curante ha potuto scegliere come procedere avendo la
situazione reale davanti agli occhi.

Infine, l'assicurato ha fatto presente
come dopo essersi rotto il dente abbia espressamente interpellato la Cassa cantonale
di compensazione su come procedere e che in quell'occasione non gli sia stata
consegnata una lista delle terapie e dei materiali utilizzabili in ambito
odontoiatrico, ciò che gli avrebbe invece evitato di dovere ora sopportare la
differenza di costo non riconosciuta dalla Cassa.

 

                                  E.   Nella
risposta del 31 luglio 2014 (doc. VI) l'amministrazione ha proposto di respingere
il ricorso sulla scorta del nuovo parere del 10 luglio 2014 (doc. 24) della
Commissione medico dentistica che, riesaminata la documentazione a sua disposizione,
ha concluso che il difetto del dente n. 14 poteva essere risolto eseguendo
un'otturazione diretta in composito, usando la tecnica adesiva, mentre la
ricostruzione in Cerec è, in genere, una soluzione non economica e quindi rimborsabile
dalla Cassa solo in casi eccezionali, che in specie, sulla base delle radiografie,
non erano però dati.

La Cassa di compensazione ha dunque
confermato che la differenza fra l'importo complessivo della nota d'onorario
del dr. med. dent. __________ ed il rimborso accordato in precedenza rimane a carico
del ricorrente.

 

Il ricorrente non ha formulato
ulteriori osservazioni né ha prodotto nuovi mezzi di prova (doc. VII).

 

 

considerato                    in
diritto

 

in ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell'istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione giudiziaria
(STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF
H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007).

 

nel merito

 

                                   2.   La
controversia porta sulla questione a sapere se la Cassa di compensazione deve
rimborsare il costo del trattamento dentario effettuato dal dr. med. dent. __________,
ossia una corona Cerec sul dente 14 del ricorrente fatturata Fr. 804,45.

                                   3.   In
virtù dell'art. 4 cpv. 1 lett. a LPC, hanno diritto alle prestazioni
complementari le persone domiciliate e dimoranti abitualmente in Svizzera che
ricevono una rendita di vecchiaia dell'AVS.

 

Le prestazioni complementari
comprendono la prestazione complementare annua (art. 3 cpv. 1 lett. a LPC), che
è una prestazione pecuniaria (art. 3 cpv. 2 LPC), ed il rimborso delle spese di
malattia e d'invalidità (art. 3 cpv. 1 lett. b LPC).

 

L'art. 14 cpv. 1 LPC tratta proprio di
questo particolare rimborso, prevedendo che i beneficiari di una prestazione
complementare annua hanno diritto al rimborso delle spese dell'anno civile in
corso, debitamente comprovate, di dentista (lett. a), di aiuto, di cure e di
assistenza a domicilio e in strutture diurne (lett. b), di cure balneari e
rigeneratrici ordinate dal medico (lett. c), per diete (lett. d), di trasporto
al più vicino luogo di cura (lett. e), di mezzi ausiliari (lett. f) e di
partecipazione ai costi secondo l'art. 64 LAMal (lett. g).

Giusta l'art. 14 cpv. 2 LPC, i Cantoni
designano le spese che possono essere rimborsate secondo il capoverso 1.
Possono limitare il rimborso alle spese necessarie nell'ambito di una fornitura
di prestazioni economica e appropriata.

 

L'art. 15 LPC fissa il termine per
esercitare il diritto al rimborso e prevede che le spese di malattia e
d'invalidità sono rimborsate se il rimborso è fatto valere entro 15 mesi dalla
fatturazione (lett. a) e le spese sono insorte in un periodo in cui il
richiedente adempiva le condizioni di cui agli artt. 4-6 LPC (lett. b).

 

La disposizione transitoria dell'art.
34 LPC prevede che finché i Cantoni non hanno designato le spese che possono
essere rimborsate secondo l'art. 14 cpv.1, gli artt. 3-18 dell'Ordinanza sul
rimborso delle spese di malattia e delle spese dovute all'invalidità in materia
di prestazioni complementari (OMPC) nella versione in vigore il 31 dicembre
dell'anno precedente l'entrata in vigore della Legge federale del 6 ottobre
2006 che emana e modifica atti legislativi per la nuova impostazione della
perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e
Cantoni si applicano per analogia, ma per una durata massima di tre anni a
contare dall'entrata in vigore della legge.

 

Riguardo al rimborso delle spese, il
Cantone Ticino ha emanato la Legge di applicazione della LPC del 23 ottobre
2007 (LaLPC), che è entrata in vigore il 1° gennaio 2008, contemporaneamente
alla nuova LPC, rendendo non applicabile l'OMPC.

A differenza di quanto regolato fino al
31 dicembre 2007, con la nuova impostazione della perequazione finanziaria e
della ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni (NPC), dal 1°
gennaio 2008 sono i Cantoni - e non più la Confederazione - a finanziare le
prestazioni di cui all'art. 14 LPC (art. 16 LPC).

 

Così, gli artt. 5-24 LaLPC definiscono
il rimborso delle spese su rinvio del citato art. 14 cpv. 2 LPC.

 

Giusta l'art. 5 LaLPC, le spese di
malattia e d'invalidità e gli importi massimi sono quelli riconosciuti dalla
LPC.

 

Secondo l'art. 6 cpv. 1 LaPC, le spese
di malattia, d'invalidità e per i mezzi ausiliari debitamente comprovate sono
rimborsate soltanto per l'anno civile in cui ha avuto luogo la cura o è stato
fatto l'acquisto.

 

L'art. 7 LaLPC riprende l'art. 15 LPC e
prevede che le spese sono rimborsate se la domanda di rimborso è presentata
entro quindici mesi dalla fatturazione (lett. a), le spese sono insorte in un
periodo in cui il richiedente adempiva una delle condizioni menzionate
nell'art. 4 LPC (lett. b) e il termine di carenza previsto nell'art. 5 LPC è
adempiuto (lett. c).

 

Un diritto al rimborso delle spese può
essere fatto valere nella misura in cui tali spese non siano già prese a carico
da altre assicurazioni (art. 8 cpv. 1 LaLPC).

 

Le spese di malattia, d'invalidità e
per i mezzi ausiliari insorte in Svizzera sono rimborsate (art. 10 cpv. 1
LaLPC).

 

Per quanto attiene al caso in esame,
occorre illustrare l'art. 13 cpv. 1 LaLPC, che prevede che le spese per
trattamenti dentari semplici, economici ed adeguati sono rimborsate.

Per il rimborso è determinante la
tariffa dell'assicurazione infortuni, dell'assicurazione militare e dell'assicurazione
invalidità (tariffa AINF/AM/AI) per gli onorari delle prestazioni dentarie e la
tariffa AINF/AM/AI per i lavori di tecnica dentaria (art. 13 cpv. 2 LaLPC).

Infine, i preventivi e le fatture
devono rispettare le posizioni tariffali della tariffa AINF/AM/AI (art. 13 cpv.
3 LaLPC).

 

L'art. 4 cpv. 1 RLaLPC (Regolamento
della LaLPC del 19 dicembre 2007, in vigore dal 1° gennaio 2008) dispone che
sono rimborsate solo le spese fatturate da dentisti in possesso di un diploma
federale o da dentisti che sono in possesso di un'autorizzazione cantonale per
esercitare la professione.

Secondo l'art. 4 cpv. 2 RLaLPC, le
spese fatturate da dentisti in possesso di un diploma conseguito all'estero
sono rimborsate solo se essi sono in possesso di un'autorizzazione cantonale ad
esercitare la professione.

 

                                   4.   La
nuova LPC (art. 14 LPC) ha dunque delegato ai Cantoni la competenza (anche) in
ambito di spese di dentista.

Su questa tematica il Cantone Ticino,
nel suo art. 13 LaLPC, ha essenzialmente ripreso il tenore dell'art. 8 OMPC
(Ordinanza sul rimborso delle spese di malattia e delle spese dovute
all'invalidità in materia di prestazioni complementari) in vigore fino al 31 dicembre
2007 che, come l'intera OMPC, è stato abrogato dal 1° gennaio 2008 con
l'entrata in vigore della nuova LPC, adottata con la riforma della perequazione
finanziaria e della ripartizione dei compiti tra la Confederazione ed i Cantoni.

 

A questa stregua, visto l'uguale tenore
della nuova norma cantonale al citato art. 8 OMPC, d'avviso di questo Tribunale
l'allora prassi amministrativa, fondata sulle Direttive sulle prestazioni
complementari (DPC) edite dall'UFAS in ambito di spese per trattamenti dentari
(valide dal 1° gennaio 2002, stato 1° gennaio 2007, il cui tenore è stato
abrogato con la nuova versione in essere dal 1° gennaio 2008), deve essere qui
considerata per l'interpretazione della nuova legislazione ticinese. Fa
tuttavia eccezione l'art. 8 cpv. 3 OMPC, il cui contenuto non è più stato ripreso
a livello ticinese (questa norma prevedeva che se le spese per trattamenti
dentari (compreso il laboratorio), sono presumibilmente superiori a Fr.
3'000.-, prima del trattamento si deve sottoporre un preventivo alla Cassa di
compensazione. Se un trattamento il cui costo supera i Fr. 3'000.- è effettuato
senza l'approvazione del preventivo, sono rimborsati al massimo Fr. 3'000.-).

 

Secondo il N. 5038 DPC, per principio,
le spese per trattamenti dentari (spese per il dentista, per lavori
odontotecnici, per materiale e medicamenti) sono prese in considerazione nell'ambito
delle PC solo se corrispondono a trattamenti ed esecuzioni semplici, economici
ed adeguati.

Si può tenere conto delle spese di
sostituzioni dentarie (corone, ponti, protesi) a condizione che siano state
inserite da un dentista o da un odontotecnico autorizzato all'esercizio
indipendente della professione (da quest'ultimo tuttavia solamente protesi
complete o parziali e non corone e ponti).

Giusta il N. 5038.1 DPC, per valutare
se si è in presenza di un trattamento e di un'esecuzione semplici, economici e
adeguati sono determinanti le direttive dell'UFAS concernenti il rimborso di spese
per trattamenti dentari nell'ambito delle PC (cfr. Allegato IV DPC).

Per il rimborso di spese per
trattamenti dentari è determinante la tariffa dell'assicurazione contro gli
infortuni, dell'assicurazione militare e dell'assicurazione per l'invalidità
(tariffa AINF/AM/AI) relativa agli onorari per prestazioni dentarie e la tariffa
AINF/AM/AI per lavori odontotecnici (N. 5038.2 DPC).

La fattura del dentista e quella del
laboratorio odontotecnico vanno inoltrate conformemente alle posizioni
tariffarie della tariffa AINF/AM/AI. Devono figurarvi il numero del dente, il
numero tariffario, la quantità, il genere di trattamento, la quantità di punti
e il valore del punto. In caso di divergenze da un preventivo dei costi
approvato, le modifiche al piano di trattamento devono essere desumibili nel
dettaglio dalla fattura (N. 5038.3 DPC).

Giusta il N. 5038.5 DPC, i documenti
inoltrati devono essere conformi alla LAINF. Devono essere desumibili la
situazione prima del trattamento (prospetto e condizioni dei denti) e il trattamento
previsto. I documenti devono descrivere il trattamento previsto in modo tale
che il dentista consulente possa valutarlo dettagliatamente. Il preventivo dei
costi deve ragguagliare circa il numero dei denti, il numero tariffario, la
quantità, il genere di trattamento (testo esplicito relativo al numero
tariffario), la quantità di punti e il valore del punto. Il preventivo dei
costi deve essere corredato delle radiografie necessarie alla sua valutazione.
In caso di sostituzione mediante protesi, i modelli di studio e, se disponibile,
lo stato parodontale vanno inoltrati su richiesta del dentista consulente.

Secondo il N. 5038.7 DPC, un preventivo
dei costi approvato dall'ufficio PC non è da considerare come una garanzia dei
costi. La persona assicurata può tuttavia partire dal presupposto che non vi
saranno obiezioni di natura tecnica a qualsiasi trattamento corrispondente al
preventivo dei costi approvato. Un rimborso integrale è possibile unicamente se
l'importo disponibile per il rimborso delle spese di malattia e d'invalidità lo
permette, se non vi sono eccedenze negli introiti e se per principio esiste un
diritto alle PC. Riguardo alla decisione in merito al preventivo dei costi va
indicato che l'approvazione non significa una garanzia dei costi.

Le spese per il preventivo dei costi
vanno addebitate all'importo per il rimborso delle spese di malattia e
d'invalidità (N. 5038.8 DPC).

Giusta il N. 5038.10 DPC, l'ufficio PC
rammenta regolarmente ai beneficiari di PC che prima di un trattamento dentario
di una certa importanza devono informare il loro dentista in merito alle PC e
che occorre inoltrare un preventivo dei costi.

 

                                   5.   Dal
profilo formale, quindi, la fattura del dentista e quella del laboratorio odontotecnico
vanno inoltrate conformemente alle posizioni tariffarie della tariffa
AINF/AM/AI. Inoltre, dai documenti trasmessi devono essere desumibili sia la situazione
prima del trattamento sia il trattamento previsto, che deve essere descritto
cosicché il dentista consulente possa valutarlo dettagliatamente.

 

Dal lato sostanziale, i trattamenti
dentari devono essere semplici, economici ed adeguati affinché la Cassa di
compensazione possa procedere al rimborso delle relative spese.

 

Occorre ora verificare se, nella
sostanza, il parere della Commissione medico dentistica, posto a fondamento
della decisione della Cassa, debba essere confermato.

 

Per un coscienzioso esame dei casi
problematici relativi a richieste di rimborso quali quella in discussione, anni
fa la Cassa cantonale di compensazione ha infatti istituito una Commissione
medico dentistica, composta attualmente dai dr. med. dent. __________ e __________,
affinché, mediante l'avviso di medici dentisti esperti, essa possa giudicare le
fattispecie concernenti i trattamenti dentari necessari agli assicurati
beneficiari di prestazioni complementari.

 

                                   6.   Giusta
l'art. 43 cpv. 1 LPGA, l'assicuratore esamina le domande, intraprende d'ufficio
i necessari accertamenti e raccoglie le informazioni di cui ha bisogno. Le informazioni
date oralmente devono essere messe per scritto.

Per l'art. 43 cpv. 2 LPGA, se sono
necessari e ragionevolmente esigibili esami medici o specialistici per la
valutazione del caso, l'assicurato deve sottoporvisi.

Se l'assicurato o altre persone che
pretendono prestazioni, nonostante un'ingiunzione, rifiutano in modo
ingiustificato di compiere il loro dovere d'informare o di collaborare,
l'assicuratore può, dopo diffida scritta e avvertimento delle conseguenze giuridiche
e dopo aver impartito un adeguato termine di riflessione, decidere in base agli
atti o chiudere l'inchiesta e decidere di non entrare in materia (art. 43 cpv.
3 LPGA).

 

Inoltre, secondo l'art. 44 LPGA se per
chiarire i fatti l'assicuratore deve far ricorso ai servizi di un perito
indipendente, ne comunica il nome alla parte. Essa può ricusare il perito per
motivi fondati e presentare controproposte.

 

Per l'art. 36 LPGA
relativo alla ricusazione, le persone che devono prendere o preparare decisioni
su diritti o obblighi devono ricusarsi se hanno un interesse personale nella
questione o se, per altri motivi, potrebbero avere una prevenzione (cpv. 1).

Per l'art. 36 cpv. 2 LPGA, se la
ricusazione è contestata, decide l'autorità di vigilanza. Se si tratta della
ricusazione del membro di un collegio, decide il collegio in assenza
dell'interessato.

 

Sull'indipendenza degli esperti nella
procedura amministrativa si è pronunciato il Tribunale federale nella DTF 137 V
210, confermando che all'assicurato non deve derivare nessuno svantaggio, nella
procedura amministrativa, dal fatto che la controparte processuale è lo Stato.
Dal momento che le perizie, vista la loro funzione di supporto, sono spesso un
elemento caratteristico della conoscenza giuridica, i periti medici devono
principalmente essere allo stesso modo indipendenti ed imparziali come lo sono
i giudici.

 

Questo elementare requisito
costituzionale si applica anche alle perizie amministrative di carattere
medico, non appena formano la base per una decisione su un diritto fatto valere
e più che mai quando nel successivo procedimento di ricorso saranno utilizzate
come base per la valutazione giudiziaria. La natura formale della violazione
del diritto ad avere un esperto indipendente ha per conseguenza che la perizia,
che non presenta le necessarie caratteristiche, è da escludere come mezzo di
prova, indipendentemente dall'esito della fondatezza delle eccezioni materiali
(cfr. consid. 2.1.3).

 

Nella citata sentenza il Tribunale
federale ha anche analizzato la natura dell'art. 44 LPGA e le conseguenze
(giuridiche e pratiche) da essa derivanti, imponendo un rafforzamento dei
diritti di partecipazione (cfr. consid. 3.4).

 

                                   7.   In
concreto, con il primo scritto del 16 dicembre 2013 (doc. 16), facente seguito
alla ricezione della fattura del 9 settembre 2013 del medico dentista curante, l'amministrazione
ha comunicato all'assicurato che, per determinare il diritto al rimborso delle
cure dentarie, ha proceduto a degli accertamenti.

In effetti, la Cassa ha sottoposto
l'intera documentazione medica in suo possesso al giudizio dei medici dentisti
fiduciari a cui essa si appoggia, ovvero la Commissione medico dentistica.

 

D'avviso di questo Tribunale, seppure
l'istituzione di una tale Commissione dentisti non sia stata specificatamente
prevista dal Legislatore federale (LPC) né tanto meno cantonale (LALPC) - come
è invece per esempio il caso in ambito di assicurazione invalidità con la
creazione del Servizio Medico Regionale (art. 69 LAI e art. 69 OAI), mentre in
specie v'è solo un accenno nelle vecchie DPC, laddove per valutare la
situazione prima del trattamento ed il trattamento stesso previsto,
l'amministrazione può avvalersi di un consulente (N. 5038.5 DPC) - essa non può
che portare competenza, chiarezza ed elementi di valutazione alla Cassa
cantonale di compensazione.

 

Non va infatti dimenticato che, quale
organo amministrativo, forzatamente la Cassa di compensazione non dispone delle
necessarie conoscenze per valutare, dal profilo tecnico, se siano dati i
presupposti medici per ammettere le cure previste dai dentisti curanti e quindi
per concedere ai beneficiari di prestazioni complementari il rimborso delle
relative spese.

Il ricorso a questa Commissione, che
viene chiamata a valutare indistintamente tanti altri assicurati beneficiari di
PC e non è stata quindi appositamente creata per valutare il solo caso dell'insorgente,
è quindi opportuno.

 

Quanto all'affermazione del ricorrente secondo
cui detta Commissione non sarebbe indipendente siccome è la Cassa stessa a
nominare gli esperti che la compongono (doc. IV punto 2), la censura deve
essere respinta.

Infatti, in merito alla sua natura e
quindi alla possibilità, sottintesa dall'assicurato, di ricusare i periti che
la compongono, va qui evidenziato che i medici dentisti che lavorano in seno
all'unica Commissione medico dentistica esistente in Ticino creata ad hoc
dall'amministrazione cantonale non sono dei periti esterni.

Pertanto, l'art. 44 LPGA - e la
giurisprudenza su di esso promulgata dal Tribunale federale (DTF 137 V 210) -
non è qui applicabile.

 

La Cassa ha quindi correttamente e
validamente affidato a dei periti interni, della cui neutralità, indipendenza e
capacità professionale non v'è comunque motivo di dubitare, il compito di valutare
lo stato dei denti del ricorrente.

Di conseguenza, dal profilo formale la
Commissione medico dentistica che ha esaminato il caso dell'assicurato può,
come tale, e nelle persone dei medici dentisti che la compongono, essere
considerata come legittimata ad esprimere il proprio parere sul trattamento proposto
dal dentista del ricorrente.

 

                                   8.   Resta
ora da verificare se nella sostanza i pareri della predetta Commissione, posti
a fondamento della decisione della Cassa, debbano essere confermati.

 

Il trattamento dentario fatturato il 9
settembre 2013 (doc. 3) dal dr. med. dent. __________ è stato sottoposto alla
Commissione medico dentistica a cui fa capo la Cassa per valutare la semplicità,
l'economicità e l'adeguatezza delle cure dentarie proposte dai curanti.

 

Il 19 novembre 2013 (doc. 5) il dr.
med. dent. __________, nelle vesti di esperto di detta Commissione, si è
pronunciato basandosi sulle due radiografie (doc. 1 e 2) allegate alla nota
d'onorario e ha concluso che la confezione di Cerec non rientra nel tipo di trattamenti
sussidiabili dalle prestazioni complementari.

 

Nel gennaio 2014 (doc. 9) la medesima fattura
di Fr. 804,45 è stata nuovamente trasmessa alla Cassa unitamente ad un rapporto
del 16 novembre 2013 (doc. 8) del dr. med. dent. __________ indirizzato al
paziente, avente il seguente tenore:

 

"
(…)

Gerne bestätige ich
Ihnen, dass an Ihrem Zahn 14 eine Versorgung mit einer Cerec-Krone indiziert
ist, da nach der Fraktur des palatinalen Höckers der Restzahn zu schwach war um
mit einem Kunstoffaufbau langfristig saniert zu werden. Die Alternativtherapie
zur Cerec-Krone wäre eine VMK-Krone gewesen, die zusätzlich eine provisorische
Krone und die Rechnung des Zahntechnikers bedeutet hätte. Der Preis für so eine
Versorgung ist fast doppelt so hoch, wie die Cerec-Krone.

 

Im Übrigen kann ich
Ihnen mitteilen, dass die Vereinigung der Kantonszahnärzte schon vor ein paar
Jahren Cerec-Krone als probate und für die soziale Zahnmedizin zulässige
Therapie anerkannt hat. (…)".

 

La Commissione di dentisti si è riunita
il 6 febbraio 2014 (doc. 11) ed a seguito del suo parere la Cassa di
compensazione, con decisione del 21 marzo 2014 (doc. 14), ha concesso
all'interessato un importo di Fr. 303,80 per "una soluzione semplice,
adeguata ed economica, ossia la ricostruzione semplice del dente (posizioni
4752, 4580, 4581, 4592).".

All'opposizione del 10 aprile 2014
(doc. 17) l'assicurato ha allegato lo scritto del 31 marzo 2014 (doc. 15) inviatogli
dal curante, che si era così espresso sulla problematica:

 

" (…)

Ich habe eine Kopie
des Entscheids erhalten und bin über den Inhalt erstaunt. Ich würde an Ihrer
Stelle dagegen einen Rekurs einlegen.

 

Begründung:

Die Vereinigung der
Kantonszahnärzte der Schweiz hat vor einigen Jahren explizit die
Cerec-Versorgung eines stark zerstörten Zahnes aufgenommen in die Liste der
auch durch die Sozialämter zu vergütenden Zahnärztlichen Leistungen.

 

Ein Kunstoffaufbau,
wie ihn das Amt vorschlägt, wäre bei Ihnen zu schwach gewesen um dauerhaft und
beständig zu sein. Deshalb haben wir die Cerec-Krone angefertigt, um den Zahn
langfristig zu schützen. (…)".

 

Il 2 maggio 2014 (doc. 20) la
Commissione ha nuovamente esaminato il caso dell'assicurato e dopo
consultazione delle radiografie i dr. med. dent. __________ e __________ hanno
concluso che "poteva essere eseguita una ricostruzione semplice del
dente (soluzione semplice, adeguata ed economica).".

 

Il ricorrente si è lamentato che la
cura prevista dai due periti della Commissione non fosse adeguata alla
situazione, poiché il dente 14 era troppo debole per sopportare una
ricostruzione semplice - che non sarebbe poi nemmeno durata nel tempo - ed una
corona classica era invece addirittura più onerosa della soluzione in Cerec adottata
dal dentista curante.

 

Prendendo nuovamente posizione sulla
fattispecie, i medici dentisti __________ e __________ hanno affermato il 10
luglio 2014 (doc. 24) quanto segue:

 

"
I periti ritengono che il difetto del dente n. 14 poteva essere risolto
eseguendo un'otturazione diretta in composito, usando la tecnica adesiva.

 

Le posizioni rimborsabili per una
ricostruzione semplice del dente n. 14, diversamente da quanto affermato nella
nostra decisione del 21 maggio 2014 (e confermata con decisione su opposizione
del 21.05.2014), sono: 4002, 4551, 4580, 4581 (pari a complessivi fr. 274.35 -
valore del punto fr. 3.10 secondo tariffa AINF/AM/AI).

 

La ricostruzione in Cerec è considerata
una soluzione non economica e rimborsabile dalla Cassa solamente in casi
eccezionali. Nel caso specifico, dalla documentazione radiografica e dalla
descrizione del paziente (che afferma di avere rotto unicamente la cuspide
palatinale del dente), l'eccezione non può essere invocata.

Infine, ai nostri periti non risulta
che ci siano degli studi comparativi che dimostrino che una ricostruzione in
Cerec sia più duratura di un'otturazione diretta in composito eseguita a regola
d'arte.".

 

In concreto occorre determinare,
conformemente ai principi legali stabiliti dall'art. 13 LaLPC, quale fra le due
cure proposte dai medici dentisti intervenuti sia semplice, economica ed
appropriata per l'assicurato al fine di verificare se il rimborso di Fr. 303,80
inizialmente accordato sia corretto.

 

                                   9.   Per
costante giurisprudenza (sentenza 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare l'invalidità, all'amministrazione
(o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono
essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti, il compito
del medico consistendo nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare
in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure
nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori
siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente professionale,
avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali attività
professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser,
Rechtssprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).

 

Il giudice delle assicurazioni sociali
è tenuto a vagliare oggettivamente tutti i mezzi di prova, a prescindere dalla
loro provenienza, e a decidere se la documentazione a disposizione permette di
rendere un giudizio corretto sull'oggetto della lite. Qualora i referti medici
fossero contradditori fra loro, non gli è consentito di liquidare il caso senza
valutare l'insieme delle prove e senza indicare le ragioni per le quali si
fonda su un parere piuttosto che su un altro (DTF 125 V 352).

 

Per la valenza probante di un rapporto
medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di
uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri
parimenti le censure espresse dalla persona esaminata, che sia stato redatto in
piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto
medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate.
Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non
è né l'origine del mezzo di prova, né la sua denominazione quale perizia o
rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007;
STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF
122 V 160 consid. 1c; RAMI 1991 pag. 311 consid. 1; Meyer-Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI
3/1997 pag. 123), bensì semplicemente il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

 

A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa, il TF ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite
da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono
a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1
pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).

In una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA
ha però ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove
definire delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e
perizie. In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la
giurisprudenza ha statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi
dalla valutazione degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione
del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista
medico una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un
tale referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per
farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA
I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U
329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

 

Nella DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V
31; RAMI 1993 pag. 95).

Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in
sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA
I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

Per quel che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile
2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht,
Zurigo 1997, pag. 230).

 

L'Alta Corte, nella sentenza 9C_142/2008 del 16 ottobre 2008 -concetto
ribadito ancora nella STF 9C_721/2012 del 24 ottobre 2012 in un caso ticinese -, per quanto riguarda le divergenze d'opinioni tra medici curanti e periti
interpellati dall'amministrazione o dal giudice, ha precisato quanto segue:

 

" On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre experts et médecins
traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre
une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports médicaux des uns et des
autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels
(ATF 125 V 351 consid. 3a p. 352) qui permettent de leur reconnaître pleine
valeur probante. A cet égard, il convient de rappeler qu'au vu de la divergence
consacrée par la jurisprudence entre un mandat thérapeutique et un mandat
d'expertise (ATF 124 I 170 consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV Nr. 15 p. 43 consid.
2.2.1 et les références [arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]), on ne saurait
remettre en cause une expertise ordonnée par l'administration ou le juge et
procéder à de nouvelles investigations du seul fait qu'un ou plusieurs médecins
traitants ont une opinion contradictoire. Il n'en va différemment que si ces
médecins traitants font état d'éléments objectivement vérifiables ayant été
ignorés dans le cadre de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour
remettre en cause les conclusions de l'expert." (…).

 

Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori,
il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed
indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile
2007).

                                10.   Come
esposto, le opinioni degli odontoiatri intervenuti a valutare la situazione
orale del ricorrente sono discordanti.

 

Per decidere sulla questione della
rimborsabilità, ed in quale misura, di uno o dell'altro intervento proposto
dagli specialisti, è opportuno ricordare innanzitutto il principio legale in
materia, ossia che sono rimborsate (solo) le spese per trattamenti dentari
semplici, economici ed adeguati (art. 13 cpv. 1 LaLPC).

 

Nella sentenza 9C_576/2013 del 15
aprile 2014, il Tribunale federale si è pronunciato su una presunta violazione
del diritto federale che avrebbe commesso il Tribunale delle assicurazioni
sociali del Cantone di Basilea Città esaminando il diritto del ricorrente al
rimborso del costo di una prestazione dentaria alla luce, soltanto, delle Raccomandazioni
dell'associazione dei medici dentisti cantonali della Svizzera (VKZS-Empfehlungen).
A dire del ricorrente, dette Raccomandazioni, espressamente indicate all'art. 8
dell'Ordinanza cantonale sul rimborso delle spese di malattia e di invalidità
nelle prestazioni complementari emessa dal Consiglio di Stato del Cantone di
Basilea Città (KBV; SG 832.720), non sarebbero incluse nella delega dell'art. 14 cpv. 2 LPC, laddove esse limitano il rimborso dei costi all'esigenza
dell'economicità e dell'appropriatezza delle prestazioni.

Secondo il TCA, la
normativa criticata poggerebbe su una base legale formale (art. 14 cpv. 2 LPC e
art. 6 cpv. 2 1a frase LaLPC) e con l'art. 6 cpv. 2 LaLPC il legislatore
cantonale avrebbe voluto di principio la continuazione della precedente norma (art.
8 cpv. 1 1a frase OMPC). L'art. 8 cpv. 1 KBV ("Zahnbehandlungskosten (Zahnarztkosten, Kosten der
zahntechnischen Arbeiten, Material, Medikamente) sind nur soweit zu
berücksichtigen, als sie einer einfachen, wirtschaftlichen und zweckmässigen
Behandlung und Ausführung entsprechen."), che riprende la formulazione
dell'art. 8 cpv. 1 OMPC, corrisponderebbe quindi alle
intenzioni del legislatore cantonale di riallacciarsi dopo l'entrata in vigore
dell'art. 14 cpv. 2 LPC alla precedente regolamentazione federale, compresa la
giurisprudenza emanata sull'art. 8 OMPC (DTF 130 V
185). La medesima conclusione varrebbe per l'art. 8 cpv. 2 KBV ("Ob eine einfache, wirtschaftliche
und zweckmässige Behandlung und Ausführung vorliegt, bestimmt sich nach den
Behandlungsempfehlungen der Vereinigung der Kantonszahnärzte und
Kantonszahnärztinnen der Schweiz im Bereich Ergänzungsleistungen.").
Contrariamente all'opinione del ricorrente l'obbligo
prestativo non sarebbe quindi limitato ulteriormente, ma le Raccomandazioni
dell'associazione dei medici dentisti cantonali della Svizzera (AMDCS) servirebbero
piuttosto nel senso di linea guida per interpretare e concretizzare i concetti
giuridici indefiniti di "semplice", "economico" e "appropriato"
nell'ambito dei trattamenti dentari. In questo senso, anche l'UFAS ha elaborato,
unitamente alla Società Svizzera di Odontostomatologia, specifiche direttive
(N. 5308 e Allegato IV delle DPC in essere fino al 31 dicembre 2007). Pertanto,
il rinvio dell'art. 8 cpv. 2 KBV alle citate Raccomandazioni non sarebbe
censurabile (cfr. consid. 3.3.2).

L'Alta Corte è d'accordo
con l'esposta opinione dell'autorità giudiziaria cantonale. La regolamentazione
emanata dal Cantone di Basilea Città segue la precedente regolamentazione federale
e si fonda sulla delega dell'art. 14 cpv. 2 LPC. Anche il principio di fondarsi
sulle raccomandazioni dell'AMDCS non è criticabile (Carigiet/Koch, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, 2a ed. Zurigo
2009, pag. 210). È conforme al diritto federale se le autorità amministrative
che si occupano delle prestazioni complementari si attengono a queste Raccomandazioni
d'uso alla stregua di linee direttive.

Il TF ha quindi concluso
che nel caso esaminato la decisione della Cassa di compensazione di non
considerare come trattamento semplice, economico ed adeguato la cura proposta
per la mancanza del dente 26 procedendo con un impianto con corona non era
criticabile (cfr. consid. 3.3).

 

La citata sentenza prevede
dunque la possibilità di rifarsi alle Raccomandazioni dell'Associazione dei
medici dentisti cantonali della Svizzera per interpretare le nozioni di una cura
dentaria semplice, economica ed adeguata.

 

Queste Raccomandazioni (Behandlungsempfehlungen,
cfr. il sito http://www.kantonszahnaerzte.ch/franzoesisch/behandlungsempfehlungen/index.html) prevedono una serie di linee guida e consigli ai dentisti
esercitanti in Svizzera su come procedere in ambito di pianificazione e di
trattamenti dentari con pazienti richiedenti l'asilo, rifugiati, beneficiari di
assistenza sociale, di prestazioni complementari e di aiuto urgente.

Nelle Raccomandazioni
dell'AMDCS per le pianificazioni ed i trattamenti, raccomandazioni per gli
standard per i trattamenti dentari nel campo delle prestazioni complementari,
dell'aiuto sociale e dell'asilo, nel capitolo introduttivo redatto nell'aprile
2014 (http://www.kantonszahnaerzte.ch/downloads/vkzs_einleitung_21042014_behandlungsempfehlung.pdf), a pagina 5 vengono spiegati i criteri di efficacia, adeguatezza ed
economicità, non senza prima rilevare che gli esami ed i trattamenti devono
rispondere ad un bisogno e spesso essi non coprono i bisogni soggettivi del
trattamento.

Il dentista ed il
paziente sono quindi, per ciò che concerne la pianificazione e l'esecuzione del
trattamento, legati ai criteri di pianificazione specifici fissati dalla Conferenza
Svizzera delle istituzioni di Azione Sociale (COSAS). Per analogia con l'art.
32 LAMal, questi criteri sono concretamente l'efficacia, l'appropriatezza e
l'economicità o ancora i criteri di "economico ed adeguato" dell'art.
14 LPC.

 

Una prestazione medica è
efficace quando essa è oggettivamente utile per la diagnosi posta, per le
misure terapeutiche e per le cure desiderate. L'efficacia designa il
nesso di causalità tra le misure mediche ed il successo medico sulla guarigione.
L'adeguatezza ha per condizione l'efficacia e si valuta principalmente
secondo criteri medici; un'applicazione è adeguata quando presenta i migliori vantaggi
diagnostici e terapeutici. L'economicità nell'ambito della LAMal presuppone
l'efficacia e l'adeguatezza. È il criterio determinante per scegliere tra i
differenti trattamenti appropriati: fra vantaggi medici comparabili, la
variante meno cara corrisponde al criterio d'economicità. Adeguatezza ed economicità
presuppongono la necessità di una misura medica.

 

In effetti, il Tribunale
federale (delle assicurazioni) ha stabilito che se più trattamenti entrano in
considerazione conviene, nell'ambito delle prestazioni complementari, come in
quello della malattia, comparare i rispettivi costi ed i benefici dei
trattamenti previsti. Se uno fra questi permette di raggiungere lo scopo ricercato
- il ristabilimento della funzione masticatoria - ed è sensibilmente meno caro
degli altri, l'assicurato non ha diritto al rimborso dei costi del trattamento
più caro (DTF 124 V 200 consid. 3; STFA P 22/02 del 5 agosto 2002 consid. 2).

 

                                11.   Applicando
dunque i suesposti concetti al caso concreto, occorre verificare se il trattamento
dentario adottato dal medico dentista durante per il dente 14 era semplice,
economico ed adeguato giusta l'art. 13 LaLPC e se può essere rimborsato dalla Cassa.

 

Questo Tribunale osserva che
il dottor __________ ha in un primo tempo
subito scartato l'ipotesi di realizzare un restauro dentale diretto (ovvero
direttamente alla poltrona), siccome riteneva la parte di dente restante dalla
frattura della cuspide palatale troppo debole per essere sanata durevolmente (langfristig)
mediante un'otturazione in composito (doc. A).

Nel suo secondo referto (doc. 15), il
dentista curante ha ritenuto che un restauro in composito sarebbe stato troppo
debole per potere essere duraturo (langfristig) e stabile (beständig).

 

Una corona (classica) metallo-ceramica
sarebbe invece stata, a suo dire, più cara della corona Cerec, perché
necessitava di una corona provvisoria e dell'intervento dell'odontotecnico.

 

I medici dentisti __________ e __________
della Commissione medico dentistica a cui si appoggia di principio la Cassa cantonale
di compensazione hanno per contro ritenuto che, essendosi rotta soltanto la
cuspide palatale del dente 14 così come affermato dall'assicurato medesimo e
come risulta dalle radiografie agli atti, la ricostruzione in Cerec, in quanto
soluzione non economica che è pertanto accordata solo in casi eccezionali, in
specie non era data, visto che era possibile una ricostruzione semplice da mediante
un'otturazione diretta in composito, usando la tecnica adesiva.

 

Alla luce delle considerazioni espresse
sia dal medico dentista curante del ricorrente, sia dai periti dell'apposita
Commissione, tenuto conto della summenzionata norma secondo cui soltanto le
spese per trattamenti dentari semplici, economici ed adeguati sono rimborsate,
secondo questo Tribunale si deve concludere che le cure dentarie eseguite dal
dr. med. dent. __________ non rispettino i principi di semplicità, economicità
e di adeguatezza.

 

Il TCA osserva, infatti, che la
soluzione adottata dal medico dentista curante è stata scelta siccome si
prefiggeva un risultato più stabile e sicuro rispetto al trattamento diretto in
composito riconosciuto dalla Cassa di compensazione.

Sulla base delle radiografie agli atti,
però, si deve dedurre che l'elemento dentale residuo sarebbe stato sufficiente
per potere comunque realizzare un restauro dentale diretto senza ricorrere ad
un restauro indiretto, ovvero ad una corona in ceramica o in metallo ceramica,
e quindi ottenere un risultato simile a quello voluto dall'assicurato.

In altre parole, un'otturazione diretta
in composito eseguita con la tecnica adesiva ed a regola d'arte sarebbe stato
un intervento più semplice rispetto alla confezione di una corona Cerec.

 

Quanto al criterio dell'adeguatezza,
sebbene il dentista curante abbia in un primo tempo evidenziato la debolezza
dell'elemento dentario restante per potere eseguire una ricostruzione diretta
in composito, ciò che potrebbe rendere instabile l'intero dente, tuttavia il
TCA deve concludere che dalle radiografie a disposizione risulta (soltanto) una
piccola radiotrasparenza in basso a sinistra del dente 14 (dei tre, il dente
più a destra). Pertanto, la parte di cuspide mancante è tale che la confezione
di una corona sarebbe sproporzionata e quindi non necessaria ai fini
terapeutici.

 

Anche l'economicità della misura
suggerita dall'odontoiatra del ricorrente non è certo data, visto che il
trattamento fatturato dal dr. med. dent. __________ (Fr. 804,45) supera di gran
lunga il costo della soluzione proposta dalla Commissione medico dentistica (Fr.
 303,80 in un primo momento, considerando la ricostruzione totale del dente,
poi Fr. 274,35 poiché riferito alla sola cuspide).

Quand'anche si volesse far propria la
dichiarazione del ricorrente secondo cui si sarebbe fratturata metà cuspide
palatale, la posa di una corona, sia essa in Cerec sia essa in metallo
ceramica, non sarebbe comunque adeguata nel caso concreto, essendo la parte di
dente restante sufficiente per ricostruire direttamente alla poltrona l'elemento
dentario fratturato.

 

Valutati tutti i pareri medici agli
atti, in particolare gli scritti del 16 novembre 2013 e del 31 marzo 2014 del
medico dentista curante da una parte e le risposte date dalla Commissione
medico dentistica in data 19 novembre 2013, 6 febbraio 2014, 2 maggio 2014 e 10
luglio 2014 dall'altra parte, tutto ben considerato, a mente di questo
Tribunale, si deve ritenere che il trattamento dentario realizzato dal dr. med.
dent. __________, del costo di Fr. 804,45, non possa essere assunto
dalle PC.

 

Infatti, come esposto nelle considerazioni
che precedono, la soluzione proposta dal suo medico dentista non soddisfa i
criteri di semplicità, economicità ed appropriatezza esatti dalla legislazione
in materia.

I pareri della suddetta Commissione devono
dunque essere posti alla base del presente giudizio.

In tal senso, si deve concludere che
solo la proposta di cura dei medici fiduciari della Cassa portante sul restauro
dentale diretto era la soluzione più consona atta al risanamento della
situazione orale dell'assicurato, adempiendo ai summenzionati requisiti legali.
Pertanto, essa, ed essa soltanto, può essere rimborsata dalla Cassa cantonale
di compensazione in virtù dell'art. 14 cpv. 1 lett. a LPC.

 

Va infine osservato che la Commissione
medico dentistica ha dettagliatamente esposto, nel suo parere del 6 febbraio
2014 (doc. 11), il costo di tale trattamento, fissandolo in Fr. 303,80 (posizioni
4752, 4580, 4581, 4592) considerando la ricostruzione integrale del dente. Nel
suo successivo parere del 10 luglio 2014, i dentisti consulenti dell'amministrazione
Cassa hanno corretto il costo riconosciuto, stabilendolo a Fr. 274,35 siccome
riferito alla ricostruzione della (sola) cuspide.

 

Ciò nonostante, poiché con la risposta
di causa la Cassa di compensazione si è riconfermata nella decisione su
opposizione e quindi ha ribadito di concedere all'insorgente il rimborso di Fr.
303,80, non v'è motivo per peggiorare la situazione del ricorrente modificando in
Fr. 274,35 l'importo riconosciuto dalla Cassa, ritenuto che è una facoltà del
Tribunale riformare una decisione a svantaggio del ricorrente,
dopo avergli dato la possibilità di prendere posizione in merito e averlo reso
attento sulla possibilità di ritirare il ricorso (art. 20 cpv. 2 LPTCA; DTF 122 V 166).

Questo Tribunale, infatti,
considerate tutte le circostanze del caso, rinuncia ad effettuare una reformatio
in pejus, visto che comunque si tratta unicamente di una facoltà data all'autorità giudicante (STFA U 192/02 del 23 giugno
2003; STFA H 313/01 del 17 giugno 2003; STFA C 119/02 del 2 giugno 2003; STFA U
334/02 del 22 aprile 2003; DTF 119 V 249; STCA 36.2013.82 del 18 marzo 2014; STCA
del 4 marzo 2009, 33.2008.6).

 

In conclusione, le conseguenze della
scelta, da parte del ricorrente, di adottare la soluzione più complessa (corona
Cerec) e meno economica proposta dal suo dentista, peraltro senza sottoporre in
anticipo alla Cassa cantonale di compensazione un preventivo sul trattamento
proposto - malgrado la frattura della cuspide non sia stata trattata in
urgenza, ma sia avvenuta a distanza di tempo, visto che il ricorrente ha
affermato di essersi recato presso l'amministrazione cantonale per mostrare il
dente rotto e per chiedere ragguagli sulla procedura da adottare e sui tipi di
interventi riconosciuti e che è solo quando il dente gli faceva molto male che
ha contattato e preso un appuntamento presso il dentista curante (doc. IV punto
3) -, devono rimanere a suo carico.

 

In queste circostanze, la scrivente
Corte tutela la soluzione proposta dall'amministrazione e conferma che il
rimborso per spese dentarie che la Cassa di compensazione può adottare nei confronti
di RI 1 ammonta a Fr. 303,80.

 

                                12.   Stanti
le considerazioni esposte, il ricorso deve essere respinto integralmente e la
decisione impugnata confermata.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata
e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il giudice delegato                                                Il
segretario

 

Ivano Ranzanici                                                   Gianluca
Menghetti