# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4a17d3fe-30d9-51bc-8635-1eaf7dc0ff1e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-07-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.07.2014 30.2014.26
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2014-26_2014-07-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  30.2014.26

   

  cs

  	
  Lugano

  21 luglio 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 10 giugno 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 14 maggio 2014 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                                  A.   Il
18 aprile 2012 RI 1, nato nel 1977, ha compilato il formulario per
l’affiliazione dei salariati il cui datore di lavoro non è tenuto al versamento
dei contributi AVS, indicando di essere domiciliato a __________ e di esercitare
un’attività lavorativa in __________ dove percepisce un reddito di fr. 9'162.
L’interessato ha chiesto di essere affiliato dal 1° gennaio 2011 (doc. 20).

 

                                  B.   Il
25 aprile 2012 la CO 1 ha informato RI 1 di averlo affiliato con effetto dal 1°
gennaio 2011 nella categoria delle persone il cui datore di lavoro non è tenuto
al versamento dei contributi AVS (doc. 19), mentre il 9 gennaio 2013 è stato
stralciato con effetto dal 31 dicembre 2012 (doc. 17).

 

                                  C.   Con
decisione formale del 1° aprile 2014 (doc. 15), confermata dalla decisione su
opposizione del 14 maggio 2014 (doc. 10), la CO 1 ha fissato i contributi
dovuti dall’interessato nel 2012 sulla base di un reddito professionale di fr.
17'192, per un importo di fr. 2'571.25 (comprensivo dei contributi disoccupazione,
contributi AF, contributi AF integrativi, spese amministrative).

                                         

                                  D.   RI
1 è insorto al TCA contro la predetta decisione su opposizione (doc. I).  

                                         L’insorgente
evidenzia di vivere e di lavorare in __________ dove paga imposte, contributi sociali,
tra cui quelli per la vecchiaia e, avendo mantenuto il domicilio a __________,
di aver deciso di iscriversi volontariamente quale persona il cui datore di
lavoro non paga i contributi AVS in Svizzera.

                                         Dopo
aver pagato i contributi dovuti nel 2011, il 1° aprile 2014 si è visto
recapitare la decisione tramite la quale sono stati fissati i contributi da
versare nel 2012. Il ricorrente rileva che all’importo soggetto a contribuzione
è stato applicato un tasso doppio rispetto a quello utilizzato per il calcolo
dei contributi del 2011 e che solo in quel momento è venuto a conoscenza del
fatto che dal 1° gennaio 2012 era entrata in vigore una modifica della legge
con conseguente aumento del tasso contributivo dal 5,223% al 10,3%.

                                         L’insorgente
sottolinea di non essere stato informato circa la modifica legislativa avvenuta
proprio quando ha chiesto l’affiliazione quale persona il cui datore di lavoro
non è soggetto a contribuzione AVS. Se lo avesse saputo, non si sarebbe
affiliato. L’interessato evidenzia di essersi fidato delle informazioni
ricevute quando ha compilato il formulario n. 114 ed in buona fede ha pensato
che fossero corrette, complete e che le condizioni di assicurazione fossero le
medesime del 2011.

                                         Il
ricorrente evidenzia che né sul citato formulario, né sui cedolini di
versamento è esposto il tasso di contribuzione applicato e di non essere stato
informato, da parte del Comune di __________, dell’aumento come invece prevede
l’art. 116 OAVS. L’interessato afferma che la Cassa gli ha spedito il libretto
(stato 1° gennaio 2012) “Contributi degli indipendenti all’AVS, all’AI e
alle IPG”, nel quale, a pag. 7, vi è una tabella dove viene applicato un
tasso del 5.348% al reddito di fr. 17'192. “Io non sono però un
indipendente. Quindi oltre a non essere stato informato del tutto dell’aumento
del tasso contributivo da parte del Comune, sono anche stato informato
erroneamente da parte della Cassa.” L’insorgente, che evidenzia di non aver
usufruito in alcun modo della copertura assicurativa, vista la residenza e la
copertura in __________, chiede che l’affiliazione per il 2012 sia
retroattivamente annullata e i contributi versati nel 2013 siano restituiti,
maggiorati di un interesse annuo del 5%.

 

                                  E.   Con
risposta del 24 giugno 2014 la Cassa ha proposto la reiezione del ricorso con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. III).

 

                                  F.   Tramite
osservazioni del 2 luglio 2014 l’insorgente ha ribadito la sua totale buona
fede, ha proposto alla cassa, a titolo di compromesso, che al 2012 venga
eccezionalmente applicato il medesimo tasso che nel 2011 e ha prodotto scambi
di e-mail con una funzionaria del Comune di domicilio a proposito della causa
in esame (doc. VIII). L’insorgente evidenzia che “non c’è stata alcuna
informazione in merito ai tassi contributivi applicati né di modifiche agli
stessi, prima e durante il periodo assicurativo” e sostiene che “l’unica
indicazione vaga e figurante comunque soltanto nella notifica di stralcio dal
registro degli affiliati “come persona che non esercita un’attività lucrativa”
del 12.4.2012 era “onere contributivo = ca 15% del reddito lordo estero”.

                                         L’interessato
afferma di aver versato gli acconti trimestrali per il 2012 con delle cifre
simili agli acconti trimestrali per il 2011 e che “da queste cifre ho
dedotto che le condizioni assicurative e il tasso contributivo per il 2012
erano le medesime. Fossi stato informato dei cambiamenti e avessi dovuto
pagare degli acconti molto superiori per il 2012 (in paragone a quelli per il
2011), mi sarei al più presto disiscritto dalla Cassa. Inoltre la base di
calcolo (ovvero il mio contratto di lavoro con l’indicazione del salario lordo)
era in dotazione alla Cassa sin dall’affiliazione il 18.4.2012 e quindi i
contributi trimestrali per il 2012 sarebbero dovuti essere adattati al nuovo
tasso contributivo.”

 

                                  G.   All’amministrazione
è stato assegnato un termine scadente il 14 luglio 2014 per presentare eventuali
osservazioni scritte in merito (doc. IX).

 

 

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

1.La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione
giudiziaria (cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00
del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4
febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre
2001, pubblicata in RDAT  I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre
2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

nel merito

 

                                   2.   Oggetto
del contendere è il calcolo dei contributi dovuti dal ricorrente nel 2012 quale
persona il cui datore di lavoro non è tenuto a versare i contributi AVS in
Svizzera. 

                                         Non
è invece contestata l’affiliazione a partire dal 1° gennaio 2011, né è oggetto della
presente procedura la cessazione dell’affiliazione in Svizzera con effetto dal
1° gennaio 2013.

 

                                   3.   A
norma dell’art. 1a cpv. 4 lett. a LAVS possono aderire all’assicurazione le
persone domiciliate in Svizzera non assicurate in virtù di una convenzione
internazionale.

 

                                         Ai
sensi dell’art. 5d OAVS le persone domiciliate in Svizzera che non sono
assicurate in base a una convenzione internazionale possono aderire
all’assicurazione. L’adesione deve essere dichiarata presso la cassa di
compensazione del Cantone di domicilio.

 

                                         Per
il marginale 4046 delle direttive sull’obbligo assicurativo (DOA) possono
aderire volontariamente all’AVS/AI/IPG/(AD) obbligatoria le persone che hanno
il domicilio in Svizzera secondo il diritto civile e che sono affiliate a
un’assicurazione sociale estera obbligatoria in virtù dell’Accordo con
l’UE/dell’Accordo AELS o di una convenzione sociale. Le persone affiliate a
un’assicurazione sociale estera obbligatoria per effetto di un accordo speciale
secondo una convenzione di sicurezza sociale o l’Accordo con l’UE/l’Accordo
AELS non possono invece aderire volontariamente all’AVS/AI/IPG/(AD)
obbligatoria. Le persone domiciliate in Svizzera che esercitano un’attività
lucrativa in uno Stato non contraente sono assicurate obbligatoriamente (art.
1a cpv. 1 lett. a LAVS), per cui non devono aderire all’assicurazione.

 

                                         Secondo
l’art. 6 LAVS in vigore fino al 31 dicembre 2011 i contributi
degli assicurati i cui datori di lavoro non sono soggetti all’obbligo di pagare
i contributi sono fissati al 7,8 per cento del salario determinante. Per il
calcolo del contributo questo è arrotondato al multiplo di 100 franchi
immediatamente inferiore. Se il salario determinante è inferiore a 48 300
franchi l’anno,
il tasso del contributo è ridotto fino al 4,2 per cento secondo una tavola
scalare stabilita dal Consiglio federale (cpv. 1).

                                         I
contributi degli assicurati il cui datore di lavoro non è soggetto a
contribuzione possono essere percepiti, d’intesa con lo stesso, secondo il
metodo previsto dall’articolo 14 capoverso 1. In simili casi, il tasso del contributo è del 4,2 per cento del salario determinante, tanto per il
datore di lavoro quanto per l’assicurato (cpv. 2).

 

                                         Per
l’art. 6 LAVS in vigore dal 1° gennaio 2012, gli assicurati il
cui datore di lavoro non è tenuto a pagare contributi versano contributi pari
all’8,4 per cento del salario determinante (cpv. 1).

                                         I
contributi degli assicurati il cui datore di lavoro non è tenuto a pagare
contributi possono essere riscossi, d’intesa con lo stesso, secondo il metodo
previsto dall’articolo 14 capoverso 1. In simili casi, il tasso del contributo è del 4,2 per cento del salario determinante, tanto per il datore di lavoro
quanto per l’assicurato (cpv. 2).

 

                                         La
modifica dell’art. 6 LAVS è così stata spiegata nel Messaggio concernente la
modifica della legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i
superstiti (LAVS) (Miglioramenti esecutivi; FF 2011, pag. 497 e seguenti, in
particolare pag. 502 e seguenti):

 

"
(…)

Oggi gli assicurati il
cui datore di lavoro non è soggetto all’obbligo di pagare i contributi versano
all’AVS un importo pari al 7,8 per cento del salario determinante in virtù
dell’articolo 6 capoverso 1 LAVS. Se il salario determinante è inferiore a 55
700 franchi
l’anno, l’aliquota contributiva è ridotta fino al 4,2 per cento secondo una
tavola scalare. Questi salariati beneficiano dunque, come le persone
esercitanti un’attività lucrativa indipendente, di un’aliquota contributiva
preferenziale e di una tavola scalare. Contrariamente a questi ultimi non
partecipano però ai costi di amministrazione.

 

 

(…)

 

L’aliquota contributiva preferenziale
non può essere difesa neppure nel caso delle persone che aderiscono
volontariamente all’assicura-zione obbligatoria in virtù dell’articolo 1a capoverso 4 lettere a o b LAVS. Questa categoria di salariati il cui
datore di lavoro non è soggetto all’obbligo di versare i contributi, per i
quali l’assicurazione svizzera rappresenta generalmente un’assicurazione
complementare, beneficiano infatti della solidarietà della comunità degli
assicurati e dello Stato ed è pertanto giusto che anche essi contribuiscano
nella stessa misura degli altri assicurati a questa solidarietà. Del resto, dal
1° gennaio 2001 per i salariati assicurati facoltativamente giusta l’articolo 2
LAVS è applicata l’aliquota contributiva intera senza la possibilità di
beneficiare della tavola scalare. Il nostro Collegio propone quindi di modificare
l’articolo 6 capoverso 1 LAVS in modo che a tutti i redditi da attività lucrativa
dipendente sia applicata l’aliquota contributiva dell’8,4 per cento. Gli assicurati
che non dovessero disporre dei mezzi finanziari necessari per il pagamento dei
loro contributi avranno sempre la possibilità di chiedere una riduzione o un condono
conformemente all’articolo 11 LAVS.”

 

                                   4.   In
concreto l’insorgente chiede l’annullamento dell’affiliazione per il 2012
poiché non sarebbe stato informato della circostanza che nel 2012 il tasso
applicabile al reddito soggetto a contribuzione è raddoppiato rispetto all’anno
precedente e fa valere la propria buona fede.

 

                                         L’interessato
invoca l’art. 116 OAVS, il cui cpv. 1 prevede che alle agenzie comunali delle
casse di compensazione cantonali incombono in ogni caso i compiti seguenti:

 

a.    dare
informazioni;

b.    ricevere e
trasmettere la corrispondenza;

c.    distribuire i
moduli e i testi legali;

d.    collaborare al
regolamento dei conti;

e.    collaborare
all’assunzione dei documenti necessari alla fissazione delle rendite
straordinarie;

f.     collaborare
all’accertamento delle condizioni di reddito e di sostanza delle persone che
esercitano un’attività lucrativa indipendente e delle persone che non
esercitano un’attività lucrativa;

g.    collaborare
all’assoggettamento di tutte le persone tenute al pagamento dei contributi.

Alle agenzie comunali possono
essere affidati altri compiti.

 

                                         Va
ancora rammentato che il diritto alla protezione della buona fede, principio
generale dell'ordinamento giuridico svizzero che dal 1° gennaio 2000 trova il
suo fondamento nell'art. 9 della nuova Costituzione federale, permette al
cittadino di esigere che l'Autorità rispetti le proprie promesse e che eviti di
contraddirsi. Così un'informazione o una decisione erronea possono obbligare
l'Amministrazione a consentire ad un assicurato un vantaggio contrario alla
legge.

Le condizioni per tutelare la buona
fede dell'assicurato, e scostarsi dal principio della legalità, sono precisate
da una lunga e consolidata giurisprudenza e possono così essere formulate:

 

                                         1.   l'autorità
deve essere intervenuta in una situazione concreta nei riguardi di persone
determinate;

 

                                         2.   l'autorità
ha agito o creduto di agire nei limiti delle proprie competenze;

 

                                         3.   la
promessa dell'autorità deve essere propria a ispirare fiducia all'assicurato.

                                         Ciò
significa che l'interessato, date le circostanze, non deve poter riconoscere
immediatamente l'erroneità della disposizione o dell'informazione ricevuta. La
comunicazione dell'amministrazione deve infatti essere interpretata come il
destinatario può e deve capirla usando tutta l'attenzione da lui esigibile
(protezione della buona fede dell'assicurato).

                                         Una
mancanza di chiarezza di un'informazione da parte della Cassa non può trarre
seco conseguenze sfavorevoli per il cittadino (DTF 106 V 33 consid. 4; DTF 104
V 18 consid. 4; RAMI 1991 pag. 68).

                                         Inoltre
l'informazione deve essere incondizionata. Qualora l'organo amministrativo che
fornisce la comunicazione esprime - almeno implicitamente, ma con chiarezza -
che la comunicazione non è definitiva, il destinatario della comunicazione non
può far valere la propria buona fede (IMBODEN-RHINOW, Schweiz.
Vewaltungsrechtsprechung, 5a edizione, n. 75 B III b 3);

 

                                         4.   l'informazione
errata ha indotto l'assicurato ad adottare un comportamento o un omissione che
gli è pregiudizievole;

 

                                         5.   la
legge non è stata modificata dal momento in cui l'informazione è stata data
(RAMI 1991 pag. 68 segg.; DTF 113 V 87 consid. 4c; DTF 112 V
199 consid. 3a; DTF 111 V 71; DTF 110 V 155 consid. 4b; DTF 109 V 55).

 

                                         La
giurisprudenza applicabile in materia, in relazione con l'art. 4 vCost. fed.
(DTF 121 V 66 consid. 2), è applicabile anche in virtù del nuovo art. 9 Cost.
fed. (RAMI 2000 pag. 223).

 

                                         Non va poi dimenticato che per l’art. 27 LPGA:

 

" 1 Gli assicuratori e gli organi esecutivi delle singole assicurazioni
sociali, nei limiti delle loro competenze, sono tenuti ad informare le persone
interessate sui loro diritti e obblighi.

 

2 Ognuno ha diritto, di regola gratuitamente, alla
consulenza in merito ai propri diritti e obblighi. Sono competenti in materia
gli assicuratori nei confronti dei quali gli interessati devono far valere i
loro diritti o adempiere i loro obblighi. Per le consulenze che richiedono
ricerche onerose, il Consiglio federale può prevedere la riscossione di
emolumenti e stabilirne la tariffa.

 

3 Se un assicuratore constata che un assicurato o i suoi congiunti
possono rivendicare prestazioni di altre assicurazioni sociali, li informa
immediatamente."

 

                                         L'art.
27 LPGA sancisce, in particolare, per l'amministrazione un dovere di carattere
collettivo, generale e permanente di fornire informazioni - ad esempio tramite
opuscoli informativi - (cpv. 1) e il diritto soggettivo e individuale
dell'assicurato alla consulenza (cioè un parere su ciò che conviene fare) su un
caso preciso e su esplicita richiesta, che può essere fatto valere in giustizia
(cpv. 2) (Su questi aspetti cfr. in particolare STFA del 14 settembre 2005
nella causa C 192/04, consid. 4.1., pubblicata in DTF 131 V 472;
STFA del 28 ottobre 2005 nella causa C 157/05, consid. 4.2.;
E. Imhof – Ch. Zünd, "ATSG und Arbeitslosenversicherung" in
SZS 2003 pag. 291 seg. (306); E. Imhof, "Anhang zur Vertiefung von art.
27 ATSG über Aufklärung, Beratung und Kenntnisgabe" in SZS 2002 pag.
315 seg. (315-318); R. Spira, "Du droit d'être
renseigné et conseillé par les assureurs et les organes d'exécution des
assurances sociales art. 27 LPGA" in SZS 2001 pag. 524 seg. (527); U. Kieser, "ATSG - Kommentar", 2a edizione
2009, ad art. 27 pag. 400 e pag. 402-407).

 

                                         Per
quanto attiene più specificatamente al diritto alla consulenza enunciato
all'art. 27 cpv. 2 LPGA, va segnalato che ogni assicurato può esigere che il
proprio assicuratore gli fornisca consulenza in merito ai suoi diritti e
obblighi (cfr. DLA 2007 pag. 193 segg.). Quest'obbligo concerne soltanto
l'ambito di competenza dell'assicuratore in questione e le informazioni possono
esse fornite anche da non giuristi, come del resto prima dell'entrata in vigore
della LPGA. Contrariamente alle informazioni di carattere generale, la
consulenza deve riferirsi al caso specifico (cfr. FF 1999 IV 3953).

                                         Inoltre
tale diritto non è limitato alle persone assicurate, tuttavia deve esistere uno
stretto rapporto con l'assicurazione interpellata, nel senso che la consulenza
deve riferirsi a diritti e doveri che già esistono o che possono sorgere tra la
persona che ha richiesto le informazioni e l'assicurazione interessata (cfr. U.
Kieser, op. cit., ad art. 27 n. 29 pag. 405).

 

                                         Riguardo,
più specificatamente, all’art. 27 cpv. 2 LPGA, il Tribunale federale delle
assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) in una sentenza del 14
settembre 2005 nella causa C 192/04, pubblicata in DTF 131 V 472, nel caso di
un assicurato ritenuto inidoneo al collocamento, in quanto il lasso di tempo
fra la presentazione della domanda e l’inizio del soggiorno linguistico che
avrebbe effettuato all’estero - di cui aveva peraltro informato i funzionari
dell’ufficio regionale di collocamento durante il primo colloquio - era troppo
breve per poterlo collocare, ha stabilito che ai sensi dell’art. 27 cpv. 2
LPGA, gli assicurati devono essere resi attenti che il loro comportamento può
pregiudicare il diritto alle prestazioni. Nella fattispecie l’ufficio regionale
di collocamento avrebbe dovuto avvertire l’assicurato che la prevista partenza
a breve scadenza non permetteva di collocarlo. 

                                         L’allora
TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha, tuttavia, accolto il ricorso dell’ufficio
regionale di collocamento e rinviato gli atti al Tribunale cantonale, al fine
di appurare se il soggiorno avrebbe potuto essere rinviato e se l’assicurato
secondo la verosimiglianza preponderante era disposto a posticiparlo. 

                                         In
caso affermativo, l’amministrazione deve rispondere della sua omissione - che
implica la tutela della buona fede dell’assicurato - ed erogare, quindi, a
quest’ultimo le prestazioni dell’assicura-zione contro la disoccupazione.

                                          

                                         Con
sentenza C 36/06 del 16 aprile 2007, pubblicata in DTF 133 V 249, l’Alta Corte
ha stabilito che fintanto che, nel prestare l'usuale attenzione, non può
riconoscere che la situazione in cui si trova la persona assicurata è tale da
pregiudicarne il diritto alle prestazioni, l'assicuratore non ha un obbligo di
informazione e di consulenza ai sensi dell'art. 27 LPGA.

 

                                         L’assenza
di informazioni in una situazione concreta laddove l’obbligo di informare è
previsto dalla legge o quando le circostanze particolari del caso avrebbero
presupposto un’informazione da parte dell’assicuratore è assimilato ad una
dichiarazione erronea e può, a certe condizioni, obbligare l’autorità a
consentire ad una persona assicurata un vantaggio al quale non avrebbe potuto
pretendere in virtù del principio della buona fede derivante dall’art. 9 Cost.
fed. (DTF 131 V 472 consid. 5). Secondo la giurisprudenza un’informazione
sbagliata o una decisione erronea possono obbligare l’amministrazione a
concedere a un amministrato un vantaggio contrario alla legge se (a) l'autorità
è intervenuta in una situazione concreta nei confronti di determinate persone,
(b) l'autorità ha agito entro i limiti della propria competenza o comunque è
supposta avere agito entro tali limiti, (c) l'amministrato non ha potuto
rendersi conto immediatamente dell'inesattezza dell'informazione ricevuta, (d)
facendo affidamento sull'informazione ricevuta egli ha preso delle disposizioni
non reversibili senza pregiudizio, (e) da quando l'informazione è stata resa
non è intervenuta una modifica del quadro giuridico (DTF 131 II 627 consid. 6.1
pag. 636, 130 I 26 consid. 8.1 pag. 60 e rispettivi rinvii).

                                         Questi
principi si applicano per analogia in caso di mancanza di informazione, la
condizione c) dovendo tuttavia essere formulata nel seguente modo: che
l’amministrato non ha avuto conoscenza del contenuto dell’informazione omessa o
che il contenuto era talmente evidente che non doveva attendersi un’altra
informazione (sentenza 8C_320/2010 del 14 dicembre 2010, DTF 131 V 472 consid.
5, sentenza 8C_66/2009 consid. 8.4 non pubblicato in DTF 135 V 399).

 

                                         Nell’ambito
dell’assicurazione malattie, il TF ha stabilito che l’assicuratore, in
applicazione dell’art. 27 cpv. 1 LPGA, è tenuto ad informare l’assicurato che
reclama per il mancato pagamento di una fattura giudicata troppo onerosa, della
possibilità di contestare la nota d’onorario innanzi al Tribunale arbitrale con
la rappresentanza dell’assicuratore stesso (cfr. sentenza 9C_687/2010 del 30
dicembre 2010, consid. 5: “Nach Art. 27 Abs. 1 ATSG sind die
Versicherer verpflichtet, die Versicherten über ihre Rechte und Pflichten
aufzuklären. Hier war die Beschwerdegegnerin sich des ihr gesetzlich
garantierten Rechts auf Vertretung vor dem Schiedsgericht durch die
Beschwerdeführerin ganz offensichtlich nicht bewusst. Daher wäre es an der
Beschwerdeführerin gewesen, sich der Sache anzunehmen, die Versicherte
aufzuklären und deren Vertretung im Klageverfahren vor dem Schiedsgericht zu
übernehmen”).

 

                                   5.   Nel
caso di specie l’insorgente afferma di non essere stato messo al corrente della
circostanza che dal 2012 il tasso del contributo è stato modificato con un notevole
incremento dell’importo dovuto. Egli si lamenta inoltre del fatto di aver
ricevuto dalla Cassa il libretto esplicativo inerente gli indipendenti,
allorché è stato affiliato quale persona il cui datore di lavoro non è soggetto
all’obbligo contributivo AVS.

                                         A
proposito di quest’ultimo punto, va evidenziato che nella misura in cui lo
stesso insorgente afferma che “io non sono però un indipendente” e
sostiene di essere stato informato erroneamente (doc. I), sarebbe spettato a
lui far parte all’amministrazione dell’invio sbagliato, facendo presente di
essere stato affiliato quale persona il cui datore di lavoro non è soggetto
all’obbligo contributivo in Svizzera e domandando l’invio del libretto relativo
al suo statuto contributivo. Dalla circostanza che la Cassa gli avrebbe spedito
il libretto relativo agli indipendenti, il ricorrente non può trarre alcun
vantaggio, proprio perché non concerne la sua fattispecie.

 

                                         Circa
l’asserita assenza di informazioni relative al tasso contributivo applicabile
dal 1° gennaio 2012, va evidenziato che già il 12 aprile 2012, quando la Cassa
lo ha stralciato con effetto al 31 dicembre 2010 dalla categoria delle persone
senza attività lucrativa poiché lavorava in __________, l’amministrazione aveva
precisato che “Se del caso può iscriversi quale “salariato il cui datore di
lavoro non è tenuto al versamento di contributi AVS” a titolo facoltativo”,
aggiungendo: “(onere contributivo = ca. 15% del reddito lordo estero) ”
(doc. 21). Ora, il contributo chiesto con la decisione impugnata corrisponde a
circa il 14.95% del reddito soggetto a contribuzione, ossia non molto distante
da quanto indicato nello scritto del 12 aprile 2012. Infatti su un reddito
professionale (incontestato) di fr. 17'192, la Cassa ha calcolato un contributo
AVS/AI/IPG, contributi disoccupazione, contributi AF, contributi AF
integrativi, spese amministrative di fr. 2'571.25.

 

                                         Ne
segue che la convenuta lo ha correttamente informato circa il tasso
contributivo complessivo applicabile nel 2012.

 

                                        L’insorgente
sostiene inoltre che gli acconti trimestrali richiesti nel 2012 corrispondono
al contributo fissato nel 2011 e sottolinea che la Cassa avrebbe semmai dovuto
chiedergli degli importi maggiori. Non avendolo fatto, sarebbe stato indotto a
credere che anche nel 2012 erano applicati i medesimi tassi del 2011.

 

                                         Dalla
documentazione prodotta dal ricorrente si evince tuttavia che l’amministrazione
ha chiesto tre importi di fr. 553.40 quali acconti per il “II trimestre 2012” (doc. A2), “III
trimestre 2012” (doc. A3) e “IV trimestre 2012” (doc. A4).
Per cui, complessivamente, l’interessato per 3 trimestri su 4 ha dovuto pagare fr. 1'660.20 (553.40 X 3), ciò che corrisponde, per 4 trimestri, e meglio per un
anno, a fr. 2'213.60 (553.40 X 3), ossia un importo nettamente superiore
rispetto a quello dovuto per il 2011 e fissato con decisione definitiva del 27
novembre 2012 in fr. 1'341.60 (allegato al doc. VIII).

 

                                         Per
cui, dall’ammontare degli acconti richiestigli l’assicurato non poteva dedurre
di dover pagare il medesimo contributo del 2011.

 

                                         Infine,
al ricorrente non possono neppure essere d’aiuto i contenuti degli e-mail
scambiati con una funzionaria dell’agenzia __________ di __________. Infatti,
l’interessata non afferma di aver fornito indicazioni errate, ma tutt’al più di
non averlo informato circa la percentuale applicabile nel 2012 (doc. B1:“ […]
sono riuscita a parlare con […] la quale mi ha detto che l’annullamento
dell’affiliazione da parte loro non è possibile anche se noi scriviamo una
lettera nella quale diciamo che non eri stato informato dell’aumento al 10.3%”).
Sennonché, come visto in precedenza, questa circostanza è comunque superata dal
fatto che la Cassa convenuta ha provveduto ad informare l’interessato circa il
tasso globale applicabile al suo caso (cfr. scritto del 12 aprile 2012, doc.
21).

 

                                         Alla
luce di quanto sopra esposto l’insorgente non può far valere la propria buona
fede e la decisione contestata deve di conseguenza essere confermata.                                                                                 

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il giudice delegato                                                Il
segretario

 

Ivano Ranzanici                                                   Fabio
Zocchetti