# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bb79f759-49cf-5942-a68a-c0103a75218c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-04-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.04.2017 A-3818/2016
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-3818-2016_2017-04-12.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-3818/2016 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 2  a p r i l e  2 0 1 7  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio),  

Maurizio Greppi, Jérôme Candrian,  

cancelliere Manuel Borla. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, 

…,   

patrocinato …,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ferrovie federali svizzere FFS, 

Diritto & compliance Human Resources, Hilfikerstrasse 1, 

3000 Bern 65 SBB,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Scioglimento del rapporto di lavoro. 

 

 

 

A-3818/2016 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A. 

Il … A._______ è entrato alle dipendenze delle Ferrovie federali svizzere 

(in seguito FFS), presso lo stabilimento di Bellinzona, con la funzione di 

Maestro artigiano addetto al controllo di qualità del materiale impiegato, nel 

settore RRSQ (Rischio, Sicurezza e Qualità). Il contratto di lavoro, di durata 

indeterminata, prevedeva una retribuzione annua di 64'500 CHF suddivisa 

in 13 mensilità. 

B.  

Il … 2015 A._______ e le FFS (in seguito anche le parti) hanno stilato un 

accordo scritto (in seguito Accordo) tendente a risolvere problematiche 

sorte nel quadro della timbratura delle ore come pure ad adeguare l’atteg-

giamento assunto dal dipendente nei confronti della diretta superiore, defi-

nito “poco rispettoso ed ironico”. In particolare, le FFS hanno preteso 

l’astensione dall’inserimento manuale delle timbrature, senza previo ac-

cordo della superiore, come pure il ripristino della fiducia e del rispetto nei 

confronti di quest’ultima. Le parti hanno quindi concordato la verifica degli 

obbiettivi con un colloquio che avrebbe dovuto tenersi entro il … 2015. 

C.  

Il 16 giugno 2015 le FFS, rilevato che il lavoratore non si è dimostrato “co-

struttivo e cooperativo” con i colleghi e con la superiore come pure il man-

cato rispetto di procedure e termini, hanno notificato a A._______ “un’istru-

zione”. Nello specifico il datore di lavoro ha sottolineato che al ripetersi di 

“situazioni simili” sarebbero state intraprese misure “secondo i provvedi-

menti di diritto del lavoro ai sensi del CCL, tra cui la minaccia di licenzia-

mento”. 

D. 

Con scritto del 7 ottobre 2015 le FFS hanno notificato a A._______ la “Mi-

naccia di licenziamento” “da attuarsi qualora si verifichino altre violazioni 

dei doveri di servizio (prestazioni e/o comportamento)” (in seguito minaccia 

o avvertimento). In particolare le FFS hanno riscontrato diverse violazioni 

degli obblighi di servizio durante il mese di settembre 2015 e meglio: la 

deliberazione di due ordini per piastre di contatto per il graduatore non con-

formi; il mancato controllo secondo specifica di 500 cuscinetti; la registra-

zione di alcune transazioni non conformi a quanto riportato nell’istruzione 

di lavoro; la nuova omissione nell’impostazione della risposta automatica 

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standard delle FFS in caso di assenza fuori sede; nuove assenze comuni-

cate in modo non tempestivo; violazione della direttiva sui diritti ed obblighi 

in caso di malattia ed infortunio, con la produzione di un certificato non 

conforme. Le FFS hanno indicato a A._______ che la minaccia di licenzia-

mento sarebbe stata attuata, in particolare qualora egli non si fosse “all’ac-

cordo del 04.03.2015 e all’istruzione del 16.06.2015”. Il 16 dicembre 2015, 

tale provvedimento è divenuto definitivo, dopo evasione dell’opposizione 

interposta dal lavoratore. 

E. 

Con scritto del 26 aprile 2016 le FFS hanno trasmesso a A._______ bozza 

decisionale di rescissione unilaterale del contratto di lavoro con effetto dal 

31 luglio 2016, “a causa di ripetute mancanze nelle prestazioni”. In osse-

quio al proprio diritto di essere sentito, l’interessato ha preso posizione 

sulle considerazioni delle FFS con osservazioni del 4 maggio 2016. 

F. 

Con decisione del 23 maggio 2016 le FFS hanno sciolto in via ordinaria il 

rapporto di lavoro con A._______, a partire dal 31 agosto 2016, “a causa 

di ripetute mancanze nelle prestazioni e nel comportamento”, che “hanno 

gravemente compromesso la fiducia” che il datore di lavoro deve riporre 

nel proprio collaboratore. 

G. 

Con impugnativa del 16 giugno 2016, A._______ (in seguito ricorrente o 

insorgente) ha chiesto, in via principale l’annullamento della decisione del 

23 maggio 2016, con rinvio dell’incarto all’autorità inferiore per un nuovo 

giudizio dopo completamento degli atti, e in via subordinata l’accertamento 

della violazione di norme procedurali e l’assenza di motivi oggettivi suffi-

cienti per ammettere la disdetta ordinaria, con il contestuale riconosci-

mento di un’indennità pari a 12 mesi di salario. 

H. 

Con risposta del 27 luglio 2016, le FFS hanno chiesto di respingere il ri-

corso e le relative richieste di causa sia in via principale che in via subordi-

nata. 

I. 

Il 25 agosto 2016 il ricorrente ha chiesto in via principale il conferimento 

dell’effetto sospensivo al ricorso con la conseguente ripresa dell’attività la-

vorativa in seno alle FFS rispettivamente il versamento dello salario. In via 

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subordinata, A._______ ha postulato unicamente il versamento dello sti-

pendio in pendenza di causa. 

L. 

Con decisioni incidentali del 30 agosto 2016 e del 19 settembre 2016, il 

Tribunale amministrativo federale (in seguito: TAF o il Tribunale) ha re-

spinto, in via supercautelare, la richiesta di ripristino dell'effetto sospensivo, 

e, in via cautelare, le richiesta di ripristino dell’effetto sospensivo e di ver-

samento del salario in pendenza di causa. 

M. 

Con osservazioni finali del 25 ottobre 2016 il ricorrente si è riconfermato 

nelle proprie allegazioni e conclusioni di causa, che per quanto di interesse, 

saranno ripresi in appresso. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni 

ai sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla proce-

dura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità menzionate 

all'art. 33 della Legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale ammini-

strativo federale (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni di cui all'art. 32 

LTAF (cfr. art. 31 LTAF). La procedura dinanzi ad esso è retta dalla PA, in 

quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). 

1.2 Nella presente fattispecie, l'atto impugnato costituisce una decisione ai 

sensi dell'art. 5 PA, emessa dalle FFS, che sono un'azienda della Confe-

derazione ai sensi dell'art. 33 lett. e LTAF. 

1.3 Pacifica è la legittimazione ricorsuale del ricorrente, essendo lo stesso 

destinatario della decisione appellata e avendo un interesse a che la stessa 

venga qui annullata (art. 48 PA). Il ricorso è poi stato interposto tempesti-

vamente (art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di forma e 

di contenuto previste dalla legge (art. 52 PA). 

1.4 Il ricorso è ricevibile in ordine e deve essere esaminato nel merito. 

 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/2dc1cb16-a63f-4d9b-8b3f-39a8bfe8831a?source=document-link&SP=3|a4tady
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/8a5dd572-7de5-4501-9bc3-2950bbd021ab?source=document-link&SP=3|a4tady

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Pagina 5 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo-

cati la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del po-

tere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l'accertamento inesatto o incom-

pleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. b PA) nonché l'inadegua-

tezza (art. 49 lett. c PA; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor 

dem Bundesverwaltungsgericht, Basilea 2013, pag. 88 n. 2.149 segg; 

HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 7a ed. 2016, 

pag. 247 n. 1146 segg). 

2.2 Lo scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62 

cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, 

né dalle argomentazioni delle parti (DTAF 2007/41 consid. 2 [pag. 529 e 

seg.]; MOOR/POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3a ed. 2011, pag. 300 n. 

2.2.6.5). I principi della massima inquisitoria e dell'applicazione d'ufficio del 

diritto sono tuttavia limitati: l'autorità competente procede difatti spontanea-

mente a constatazioni complementari o esamina altri punti di diritto solo se 

dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (DTF 135 I 

190 consid. 2.1; DTAF 2014/24 consid. 2.2 [pag. 348 e seg].). 

2.3 Nell'ambito dell'ampio potere d'apprezzamento di cui dispone lo scri-

vente Tribunale, si deve comunque considerare ch'egli lo eserciterà con 

prudenza qualora si debba giudicare di questioni per le quali l'autorità di 

prima istanza, a sua volta, dispone pure di siffatto ampio potere d'apprez-

zamento. Tale è il caso, per quanto concerne l'esame del criterio dell'ade-

guatezza in rapporto alla valutazione delle prestazioni di un impiegato, del 

rapporto di fiducia tra datore di lavoro e impiegato, della responsabilità di 

assicurare una corretta esecuzione dei compiti di un'unità amministrativa, 

nonché della classificazione delle funzioni ("Stelleneinreihung"). In caso di 

dubbio, esso non si scosta dalla posizione assunta dall'autorità inferiore 

rispettivamente non sostituisce il proprio apprezzamento a quello di  

quest'ultima ([tra le tante] sentenze del TAF A-4813/2014 del 9 febbraio 

2015 consid. 2.1 con rinvii e A-2878/2013 del 21 novembre 2013 consid. 

2.1 con rinvii). 

3.  

3.1 L’insorgente censura anzitutto la violazione del diritto di essere sentito 

nel corollario del diritto a proporre l'assunzione di prove, e meglio nel di-

niego da parte delle FFS all’audizione di B.________ proposto quale teste, 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/9e079245-5dc0-492e-a2b5-b94579fa83e4?source=document-link&SP=3|a4tady
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https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/f2a267d6-8dc6-4d54-ae40-b1350ff5c759?source=document-link&SP=3|a4tady
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https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/94710918-49eb-4003-abb7-ca1b0d084266?citationId=8c6f56fd-bab1-4a4f-ab0e-dd4e9d10c383&source=document-link&SP=3|a4tady
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https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/d59835c0-a7d0-4488-ab68-4f777f4e0fdc?citationId=5e450188-d59f-4e62-96f1-a1f82f320d6d&source=document-link&SP=3|a4tady

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Pagina 6 

e nella rinuncia da parte del datore di lavoro a espletare ulteriori nuovi ac-

certamenti sul sistema SAP e sulla chiave dinamometrica. 

3.2 Il diritto di fare assumere delle prove deriva dal diritto di essere sentito, 

sancito dagli art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale del 18 aprile 1999 

(Cost., RS 101), la cui lesione comporta di regola l'annullamento della de-

cisione impugnata, indipendentemente dalla fondatezza materiale del ri-

corso. In particolare, ciascuna delle parti ha il diritto di fare assumere prove 

dall'autorità amministrativa come pure dallo scrivente Tribunale (art. 33 PA 

e 29 cpv. 2 Cost.). Tuttavia, esso non comporta un obbligo incondizionato 

all'assunzione delle prove ed è comunque subordinato all’adempimento di 

tre condizioni: l'offerta o la richiesta di prove deve portare su fatti pertinenti 

(giuridicamente importanti), e quindi suscettibili d'influenzare l'esito della 

procedura; deve essere necessaria (non è necessario comprovare un fatto 

che già si evince dall'incarto o che comunque è pacifico o notorio); deve 

essere atta a comprovare i fatti di cui si prevale la parte (DTF 131 I 153 

consid. 3). Va infine rilevato che l'autorità competente gode di un ampio 

potere d'apprezzamento, segnatamente può procedere ad un apprezza-

mento anticipato di una prova e decidere di non assumerla, se ritiene, in 

modo non arbitrario, che essa non è atta a fondare, modificare o influen-

zare la decisione da adottare, nel senso che le prove già assunte hanno 

permesso di formare un’intima convinzione (DTF 130 II 425, consid. 2.1; 

DTAF B-2213/2006; PATRICK SUTTER, in: AUER/MÜLLER/SCHINDLER [ed.], Kom-

mentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren (VwVG), Zu-

rigo/San Gallo 2008, pag. 458 segg). 

3.3 In concreto, il Tribunale ritiene che l’audizione di B._______, sindacali-

sta del SEV e rappresentante dell’insorgente nella procedura di ricorsuale 

[recte procedura di opposizione] (cfr. scritto 7 e 21 ottobre 2015) contro la 

minaccia di licenziamento, fosse superflua, poiché dalla stessa non sa-

rebbe potuto emergere alcunché di diverso rispetto a quanto già costatato 

con tale misura, la quale, dopo impugnativa, è divenuta definitiva (cfr. de-

cisione del 16 dicembre 2016). Per quanto attiene ad eventuali accerta-

menti peritali relativi alla chiave dinamometrica rispettivamente al sistema 

SAP, il Tribunale rileva che la questione può rimanere aperta, poiché dagli 

atti di causa emerge che l’autorità inferiore godeva di sufficienti elementi 

per pronunciare il giudizio di merito qui impugnato; in altri termini le prove 

offerte da A._______ non erano suscettibili d'influenzare l'esito della pro-

cedura (cfr. considerando qui di seguito). 

  

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Pagina 7 

4.  

4.1 L’insorgente lamenta inoltre la violazione dei presupposti necessari per 

la pronuncia della disdetta ordinaria, in particolare poiché i motivi a fonda-

mento del licenziamento non erano contemplati nell’avvertimento del 7 ot-

tobre 2015: a suo dire, essi sarebbero emersi posteriormente alla stessa. 

Inoltre, egli rileva che le manchevolezze riscontrate dal datore di lavoro 

siano minime e non sufficienti a giustificare la misura amministrativa qui 

impugnata. 

4.2 Secondo l'art. 2 della Legge del 24 marzo 2000 sul personale federale 

(LPers, RS 172.220.1) e l'art. 15 della Legge federale del 20 marzo 1998 

sulle Ferrovie federali svizzere (LFFS, RS 742.31) i rapporti di lavoro degli 

impiegati delle FFS sottostanno alla LPers. Conformemente all'art. 38 

LPers e all'art. 15 cpv. 2 LFFS, le FFS hanno negoziato un contratto collet-

tivo di lavoro (dal 1° gennaio 2015 è in vigore il nuovo CCL FFS 2015) con 

le associazioni del personale, applicabile per principio a tutto il loro perso-

nale (art. 38 cpv. 2 LPers). Ai sensi dell'art. 6 cpv. 2 LPers, il rapporto di 

lavoro è sottoposto, sempre che la LPers non prevedeva disposizioni de-

rogatorie, anche al CO (per quanto concerne l'applicabilità del CO, si veda 

la sentenza del Tribunale amministrativo federale A-4659/2010 del 14 giu-

gno 2011, consid. 3 e riferimenti citati). Entro i limiti della LPers e del CO, 

il rapporto di lavoro è regolato in dettaglio nelle disposizioni d'esecuzione, 

in particolare dal contratto collettivo di lavoro e dal contratto di lavoro (art. 

6 cpv. 4 LPers). Qualora le disposizioni d'esecuzione di cui all'art. 37 LPers, 

rispettivamente il contratto collettivo di lavoro e il contratto di lavoro diver-

gano, sono applicabili le disposizioni più favorevoli all'impiegato (art. 6 cpv. 

4 LPers). 

4.3  

4.3.1 Giusta l'art. 10 LPers, il datore di lavoro può disdire in via ordinaria il 

rapporto di lavoro di durata indeterminata per motivi oggettivi sufficienti, 

segnatamente per mancanze nelle prestazioni o mancanza nel comporta-

mento (art. 10 cpv. 3 lett. b LPers) o come indica, in maniera pressoché 

identica il CCL FFS per mancanze riscontrate nelle prestazioni o nel com-

portamento (art. 174 let. b CCL FFS 2015). Sino alla revisione della LPers 

entrata in vigore il 1° luglio 2013, i motivi di disdetta erano menzionati in 

maniera pressoché identica all'art. 12 in particolare il cpv. 6 lett. b vLPers 

recitava quale motivo di disdetta ordinaria "ripetute o continue gravi man-

canze nelle prestazioni o nel comportamento, nonostante un avvertimento 

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Pagina 8 

scritto". Il requisito dell'avvertimento scritto, oltre che essere espressa-

mente indicato al disposto di legge, era stato pure ammesso dalla costante 

giurisprudenza (fra le tante, sentenza TAF A-6723/2013 del 28 gennaio 

2015 consid. 6.1). 

4.3.2 Nell'elencare i motivi di disdetta contenuti nella vigente LPers, il legi-

slatore ha rinunciato a menzionare il requisito dell'avvertimento prelimi-

nare. Tuttavia esso, e conseguentemente la giurisprudenza recente, ne ha 

evidenziato la necessità prima della pronuncia di disdetta ordinaria, qua-

lora le circostanze del caso lo giustifichino (Messaggio, pag. 5971; Sen-

tenza TAF del 28 gennaio 2015, A-6723/2013, consid. 6.2). In questo senso 

la disdetta del rapporto di lavoro rappresenta per il datore di lavoro l’ultima 

ratio a cui ricorrere. Al lavoratore deve pertanto essere presentata l'oppor-

tunità di migliorarsi (Messaggio, pag. 5971). 

4.3.3 L'avvertimento che precede la disdetta ordinaria adempie due fun-

zioni: da una parte contiene il rimprovero formulato dal datore di lavoro con 

riferimento al comportamento criticato (Rügefunktion); dall'altra esprime la 

minaccia di una sanzione (Warnfunktion; sentenze del Tribunale ammini-

strativo federale A-1684/2009 del 14 settembre 2009 consid. 6.2.2;  

A-5983/2007 dell'11 aprile 2008 consid. 3.7). Esso deve esser inteso come 

avviso all'indirizzo del lavoratore con lo scopo di evitargli conseguenze 

spiacevoli; in questo senso l'avvertimento rappresenta una misura di pro-

tezione per il lavoratore, il quale beneficia dunque della facoltà di miglio-

rarsi (concretizzazione del principio di proporzionalità) (sentenze TAF  

A-6723/2013 del 28 gennaio 2015 consid. 6.2; A-692/2014 del 17 giugno 

2014 consid. 3.2.1). 

Da un punto di vista formale, ad eccezione della forma scritta, la vLPers 

non sottoponeva l'avvertimento, giusta l'art. 12 cpv. 6 vLpers, ad alcuna 

condizione formale. Tuttavia, dal principio costituzionale della buona fede 

e del divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.), si può dedurre che l'avvertimento 

debba essere riconoscibile come tale e che debba permettere all'interes-

sato di individuare chiaramente quali sono le mancanze imputategli e quali 

siano le esigenze alle quali egli debba adempiere (sentenza TF 

8C_358/2009 dell'8 marzo 2010 consid. 4.3.1; sentenze TAF A-6723/2013 

del 28 gennaio 2015 consid. 6.2; A-1352/2011 del 20 settembre 2011 con-

sid. 3.2.1, A-4659/2010 del 14 giugno 2011 consid. 4.3). In altre parole, il 

datore di lavoro ha l'obbligo di indicare chiaramente al lavoratore che con-

sidera un determinato comportamento come inammissibile e che una 

nuova commissione comporterà delle sanzioni (sentenza TAF  

A-6723/2013 del 28 gennaio 2015 consid. 6.4, e sentenze citate). Nello 

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Pagina 9 

specifico, la minaccia di una disdetta ordinaria del contratto di lavoro deve 

perlomeno essere implicita (sentenze TAF A-6723/2013 del 28 gennaio 

2015 consid. 6.4; A-1684/2009 del 14 settembre 2006 consid. 6.2.2). Le 

esigenze relative al contenuto dell'avvertimento seguono dei criteri posti 

dalla giurisprudenza in merito al contenuto e alla portata degli avvertimenti 

necessari al fine di procedere con un licenziamento immediato ai sensi 

dell'art. 337 CO, quando la mancanza del lavoratore non è così grave per 

giustificare un tale licenziamento senza preavviso (sentenze del TF 

8C_358/2009 dell'8 marzo 2010 consid. 4.3.1; 1C_277/2007 del 30 giugno 

2008 consid. 6.2). 

5.  

Il Tribunale determinerà anzitutto se i requisiti procedurali adottati dalle 

FFS siano conformi alle prescrizioni legali. In effetti a determinate condi-

zioni, la violazione di disposizioni e regole procedurali può portare all'am-

missione del ricorso indipendentemente dai motivi all'origine del licenzia-

mento (art. 34b let. a LPers e 184 cpv. 1 let. a CCL FFS; sentenza TAF A-

6723/2013 del 28 gennaio 2015 consid. 5) (consid. 7). In un secondo mo-

mento, il Tribunale verificherà se il comportamento adottato dal dipendente 

possa configurare un motivo di licenziamento (consid. 9). 

6.  

6.1 Con riferimento al rispetto delle regole procedurali ed in particolare  

all'esigenza di una preventiva minaccia di licenziamento, il Tribunale evi-

denzia che con lettera del 7 ottobre 2015 le FFS hanno comunicato al ri-

corrente: “[l]e viene notificata questa minaccia di licenziamento da attuarsi 

qualora si verifichino altre violazioni dei doveri di servizio (prestazioni e/o 

comportamento). Ciò vale in particolare, se non si attiene all’accordo del 

04.03.2015 e all’istruzione del 16.06.2015”. A fondamento dell'avverti-

mento vi erano diverse violazioni degli obblighi di servizio durante il mese 

di settembre 2015 e meglio: la deliberazione di due ordini per piastre di 

contatto per il graduatore non conformi alle prescrizioni (settembre 2015); 

la mancata “specifica di controllo” di 500 cuscinetti (4 settembre 2015); la 

registrazione di alcune transazioni non conformi a quanto riportato 

nell’istruzione di lavoro (settembre 2015); la nuova omissione nell’imposta-

zione della risposta automatica standard delle FFS in caso di assenza fuori 

sede (10 settembre 2015); assenze comunicate in modo non tempestivo 

(10 settembre 2015); violazione della direttiva sui diritti ed obblighi in caso 

di malattia e infortunio, con la produzione di un certificato non conforme 

(15 settembre 2015). 

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Pagina 10 

6.2 Con disdetta del rapporto di lavoro del 23 maggio 2016, le FFS hanno 

rimproverato all’insorgente puntuali “violazioni dei suoi doveri di servizio e 

negligenze nello svolgimento del suo lavoro”. Per quanto attiene gli acca-

dimenti, commessi precedentemente l’avvertimento ma emersi dopo il 7 

ottobre 2015, il Tribunale ritiene superfluo determinare se essi possano 

giustificare la disdetta ordinaria: la questione resta dunque aperta. Infatti 

all’insorgente sono state biasimate numerose altre violazioni e negligenze 

ai doveri di servizio, in particolare commesse tra la fine di ottobre e l’inizio 

di novembre del 2015, in particolare (in ordine come da decisione impu-

gnata): 

- il 4 novembre il ricorrente ha riscritto il protocollo di controllo delle 

chiavi dinamometriche modificando per la chiave P-11848 del team …, 

i valori al fine di ossequiare la tolleranza richiesta; 

- il 21 ottobre 2015 il ricorrente ha deliberato “un ordine di occhi filettati 

che dovevano essere montati su un cassone degli ingranaggi destinato 

a Yverdon, dove tutti i pezzi erano fuori tolleranza”; 

- il 9 novembre 2015 il ricorrente ha deliberato un ordine in cui, su 20 

pezzi controllati 14 non rispettavano la tolleranza riportata nel protocollo. 

La delibera è tuttavia continuata poiché pure la tolleranza indicata dal 

ricorrente era errata, mentre applicando quella corretta vi era sufficiente 

margine; 

- il 22 ottobre 2015, il ricorrente ha modificato dei protocolli di controllo 

precedenti, in violazione delle norme procedurali e delle regole di appli-

cazione ISO. 

- il 21 ottobre 2015 il ricorrente ha deliberato un ordine senza apporre la 

firma autografa; 

- il 22 marzo 2016 il ricorrente ha deliberato e redatto un protocollo con 

errori di trascrizione rispettivamente un protocollo contenete un valore 

fuori dal margine di tolleranza; 

- infine al ricorrente è stato rimproverato il ripetuto riposizionamento er-

rato del “Muletto”, in particolare in mezzo al reparto e davanti alla via di 

fuga. 

Dalle risultanze documentali è incontestabilmente emerso che dopo il 7 

ottobre 2015 il ricorrente ha violato in più occasioni i propri obblighi di ser-

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Pagina 11 

vizio (cfr. emails e protocolli di cui al doc. 7.10). Le contestazioni del ricor-

rente, limitate alle violazioni emerse dopo la notifica dell’avvertimento, ma 

emerse in precedenza, non lo soccorrono nella propria tesi ricorsuale. E 

ciò alla luce delle ulteriori e chiare violazioni ai doveri di servizio, di cui 

sopra, con le quali lo stesso insorgente nemmeno si confronta con impu-

gnativa del 17 giugno 2016.  

6.3 Ne discende dunque che il requisito formale della minaccia di licenzia-

mento preventiva è adempiuto. 

7.  

Il ricorrente censura altresì la validità dalla disdetta sottolineando che “le 

mancanze o le violazioni invocate dopo la minaccia di licenziamento non 

giustificano la disdetta regolare, trattandosi di manchevolezze minime op-

pure non provate”. 

7.1 Con la revisione della LPers il legislatore ha voluto garantire una mag-

giore flessibilità ai datori di lavoro nella misura in cui la prassi aveva dimo-

strato che per la Confederazione risultava sovente difficile sciogliere un 

contratto di lavoro senza generare costi sproporzionati. Sebbene già il pre-

vigente art. 12 cpv. 6 vLPers, relativo all'elenco dei motivi sufficienti per la 

disdetta ordinaria, accordava un margine d'azione relativamente ampio, 

con la revisione si è voluto indicare un elenco non esaustivo all'art. 10 cpv. 

3 LPers; in altre parole è dunque possibile sciogliere un rapporto di lavoro 

anche per altri motivi, sempre che esista però un "motivo oggettivamente 

sufficiente" (Messaggio LPers, pag. 5970; FF 2011 5959) (sentenze del 

TAF A-6428/2015 del 26 aprile 2016 consid. 4.2; A-2667/2016 del 21 marzo 

2017 consid. 3.1). Occorre tuttavia tenere conto del fatto che la Costitu-

zione federale limita la libertà di disdetta. Gli organi dello Stato devono 

agire secondo i principi fondamentali sanciti nella Costituzione, in partico-

lare sono tenuti a garantire la parità di trattamento e a rispettare il divieto 

dell'arbitrio. Diversamente dai datori di lavoro del settore privato, la Confe-

derazione non può sciogliere un rapporto di lavoro discrezionalmente e 

senza motivo. L'obbligo di motivare non concerne solo la risoluzione, ma 

qualsiasi altra decisione mediante la quale un datore di lavoro imponga 

obblighi a un impiegato o introduca limitazioni ai suoi diritti. L'obbligo del 

datore di lavoro di rendere noti i motivi delle sue decisioni è quindi mante-

nuto ed è parte integrante e necessaria di ogni sua decisione (cfr. sentenza 

TAF A-2572/2014 del 10 giugno 2015 consid. 9.1; Messaggio LPers, pag. 

5971). 

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Pagina 12 

In concreto, tra i motivi che giustificano una disdetta del contratto di lavoro 

da parte del datore di lavoro vi sono le "mancanze nelle prestazioni e nel 

comportamento" (art. 174 cpv. 1 let. b CCL FFS 2015), indicato in maniera 

pressoché identica dalla LPers con "mancanze nelle prestazioni o nel com-

portamento" (art. 10 cpv. 3 let. b LPers), ma pure la violazione di "importanti 

obblighi legali o contrattuali" (art. 174 cpv. 1 let. a CCL FFS 2015 e art. 10 

cpv. 3 let. a LPers). In proposito, la giurisprudenza ha evidenziato che la 

distinzione tra le due nozioni sia labile e che un comportamento determi-

nato possa ricoprire sia una "manchevolezza" sia una "violazione" ai sensi 

della lettera a e b (sentenza TAF A-531/2014 del 17 settembre 2014 consid. 

4.4; sentenze del TF 1_C245/2008 del 2 marzo 2009 consid. 5.4; 

1C_234/2008 consid. 5.2). 

7.2 Nella fattispecie in esame emerge dagli atti di causa che le FFS hanno 

ritenuto che le manomissioni di protocolli di controllo rispettivamente le de-

libere in violazione di alcuni parametri di tolleranza e non conformi alle pro-

cedure in essere fossero sufficienti per inoltrare la disdetta ordinaria qui 

impugnata. 

A giusta ragione. In effetti, fatta astrazione delle contestazioni delle FFS 

relative al “muletto”, alle presunte violazioni emerse dopo il 7 ottobre ma 

commesse precedentemente e a quelle su cui il ricorrente ha postulato 

l’assunzione di ulteriori prove, sussistono elementi sufficienti tali da giusti-

ficare e ritenere lecita la decisione qui impugnata.  

In particolare, si vedano le manchevolezze / violazioni agli obblighi contrat-

tuali di cui al consid. 6.2, dalle quali emerge in particolare la manomissione 

di protocolli di controllo e le delibere di oggetti in violazione ai valori di tol-

leranza. La gravità degli atti commessi dall’insorgente deve essere ritenuta 

particolarmente importante anche in funzione della natura stessa dell’atti-

vità del lavoratore, il quale prestava la propria attività nel team “qualità nel 

reparto QK”. Un errore in questo servizio è atto non solo a causare impor-

tanti danni alle infrastrutture delle FFS ma pure a mettere a repentaglio 

l’integrità fisica e la vita degli utenti dei servizi offerti; non stupiscono dun-

que le rigide e scrupolose norme in materia di controllo della qualità dei 

componenti. In questo contesto, il comportamento irresponsabile assunto 

dall’insorgente non permette al datore di lavoro di continuare nel rapporto 

contrattuale, con la conseguenza che la decisione di licenziamento ordina-

rio, dopo valido avvertimento, è giustificata. Va infine evidenziato, come già 

indicato al consid. 6.2 in fine, che l’insorgente non ha contestato i vari com-

portamenti imputatigli se non genericamente e limitatamente ai motivi 

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Pagina 13 

emersi posteriormente alla minaccia di licenziamento ma avvenuti in pre-

cedenza. 

7.3 A fronte di quanto sopra, il Tribunale ritiene che il ricorrente abbia vio-

lato i propri doveri e abbia avuto delle manchevolezze nelle prestazioni 

giustificanti la pronuncia della disdetta ordinaria in base all'art. 10 cpv. 3 

lett. b e 174 cpv. 1 lett. b CCL FFS 2015. 

8.  

Infine nel proprio atto ricorsuale l’insorgente contesta le modalità di accer-

tamento adottate dalle FFS, ritenute abusive e inammissibili, come pure la 

modalità di comunicazione del licenziamento. Egli contesta inoltre la viola-

zione dell’obbligo, imposto al datore di lavoro, di adottare misure di soste-

gno e di sviluppo a favore del lavoratore conformemente alla LPers, seb-

bene le FFS avessero costatato la “difficile situazione famigliare” in cui egli 

versava. Tali generiche allegazioni, perdipiù in assenza di documentazione 

probatoria, non soccorrono il ricorrente nella propria tesi ricorsuale e non 

vengono pertanto approfondite dalla presente autorità giudiziaria. 

9.  

In base all'art. 34 cpv. 2 LPers, rispettivamente dell'art. 7 cpv. 3 del regola-

mento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle ripetibili nelle cause dinanzi 

al Tribunale amministrativo federale (TS-TAF; RS 173.320.2), non vengono 

prelevate spese, né assegnate ripetibili alla FFS. 

(il dispositivo è sulla pagina seguente) 

  

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Pagina 14 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Non vengono prelevate spese, né vengono assegnate ripetibili. 

3.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– autorità inferiore (atto giudiziario) 

 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Manuel Borla 

 

  

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Pagina 15 

 

Rimedi giuridici: 

Le decisioni del Tribunale amministrativo federale in ambito di rapporti di 

lavoro di diritto pubblico possono essere impugnate davanti al Tribunale 

federale a condizione che concernano controversie di carattere 

patrimoniale il cui valore litigioso sia pari almeno a fr. 15'000.– 

rispettivamente – se ciò non è il caso – nelle quali si ponga una questione 

di diritto di importanza fondamentale (art. 85 cpv. 1 lett. b e cpv. 2 LTF). Se 

non si tratta di una contestazione a carattere pecuniario, il ricorso è 

ricevibile soltanto nella misura in cui concerna la parità dei sessi (art. 83 

lett. g LTF). Se il ricorso in materia di diritto pubblico è ammissibile, esso 

deve essere inter-posto, nel termine di 30 giorni dalla notificazione della 

decisione contestata, presso il Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 

6004 Lucerna (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Gli atti scritti devono 

essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e 

l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata 

e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi 

di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

 

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