# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 38e3a4e7-dc01-5545-8831-00bb38817cd3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-07-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.07.2017 32.2017.14
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2017-14_2017-07-18.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2017.14

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  18 luglio 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretaria:

  	
  Stefania Cagni

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 30 gennaio 2017 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 9 dicembre 2016 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                               1.1.   RI 1, classe 1961, attiva al
30% quale aiuto economia domestica presso una famiglia ed al 50% quale
ausiliaria di pulizie in una ditta, nel marzo 2015 ha inoltrato una domanda di
prestazioni AI (doc. AI 12). 

 

                                         Acquisita la documentazione
medica necessaria e dopo aver espletato una perizia multidisciplinare presso il
SAM (Servizio di accertamento medico dell’AI) datata 7 settembre 2016 e confermata
dal rapporto finale 4 ottobre 2016 del Servizio medico regionale (SMR), con
decisione 9 dicembre 2016 (preavvisata il 25 settembre 2015) l’Ufficio AI ha
respinto la domanda di prestazioni presentando l’assicurata un grado
d’invalidità del 24%.

 

                               1.2.   Contro la succitata decisione
l’assicurata interpone ricorso e postula in via principale il riconoscimento di
almeno un quarto di rendita e subordinatamente il rinvio degli atti
all’amministrazione per l’espletamento di ulteriori accertamenti. In sostanza
contesta la determinazione dei redditi da valida e da invalida. 

 

                               1.3.   Con la risposta di causa,
datata 7 marzo 2016, l’Ufficio AI, pur proponendo una modifica del reddito da
valida, ha chiesto la reiezione del ricorso e la conferma della decisione
contestata.  

 

                               1.4.   Il 17 marzo 2017 l’assicurata,
confermando il proprio ricorso, ha fatto presente che dovrebbe essere ancora
operata e che attualmente non è più abile al lavoro. 

 

 

considerato                    in diritto

                                                                                 

                               2.1.   Oggetto del contendere è
sapere se correttamente l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni
dell’assicurata. 

 

                               2.2.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente ad infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità,
secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la
conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso
possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc,
L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed.,
Basilea/Ginevra/Monaco di Baviera 2007, pag. 1411, n. 46).

                                         Giusta l'art. 28 cpv. 1
LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno
al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%.

                                         Ai sensi dell'art. 16
LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito
del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e
dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Al proposito va precisato
che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA,
dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), per il raffronto dei redditi sono
determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del
diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere
rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di
eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della
decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili
di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222; STFA I 600/01 del 26
giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01 del 13 giugno 2003, consid. 4.1).

                                      

                               2.3.   Nella presente fattispecie, l’Ufficio
AI ha ordinato una perizia multidisciplinare al SAM per valutare il grado
d’incapacità lavorativa dell’assicurata sia nell’originaria che in altre
attività lucrative. 

                                         

                                         Dal referto datato 7 settembre
2016 (doc. AI 90) risulta che i periti hanno fatto capo a tre consultazioni
specialistiche esterne, di natura reumatologica (dr. __________), neurologica
(dr. __________) e psichiatrica (dr. __________).

                                         Sulla base delle
risultanze dei singoli consulti e degli accertamenti eseguiti presso il citato
centro d’accertamento, i periti hanno posto le seguenti diagnosi:

 

" (…)

5.1    Diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa:

 

Sindrome lombovertebrale con componente spondilogena bilaterale a
carattere altalenante su delle discopatie plurisegmentali a livello lombare in
particolar modo con dark disk L2-L3 e L5-S1 nonché stato dopo intervento
chirurgico per ernia discale L4-L5 in data 25.8.2014, dal punto di vista
neurologico possibile eventuale irritazione intermittente occasionale della
radice L5 sin.

 

Sindrome cervicovertebrale senza componente irritativa radicolare
alle estremità superiori e alterazioni degenerative plurisegmentali con
condrosi da C4 fino a C7, iniziale uncartrosi e spondilartrosi.

 

Sindrome del tunnel carpale importante a ds.

 

Reazione mista ansioso-depressiva su sindrome da disadattamento.

5.2    Diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa:

 

Sviluppo di un quadro fibromialgico di tipo primario.

 

Sindrome del solco cubitale moderata e sindrome della loggia di
Guyon lieve ds. asintomatiche.

 

Nota BPCO asmatica stadio GOLD su tabagismo cronico. (…)” 

(doc. AI 90 pag. 14)

 

                                         I periti del SAM hanno ritenuto
l’assicurata totalmente inabile nelle abituali attività di ausiliaria di
pulizie e di collaboratrice nell’economia domestica dal 31 luglio 2014, ma abile
all’80% (da intendersi a tempo pieno con riduzione di rendimento) dall’8
dicembre 2014 in attività adeguate con le seguenti limitazioni:

 

" (…)

L’A. è limitata in attività non ergonomiche per la colonna
cervicale e lombare, attività in cui debba ripetutamente piegare ed estendere
la colonna lombare e con la colonna cervicale eseguire movimenti di rotazione.

Limitata in attività in cui debba mantenere le posizioni statiche
per circa 10-15 min., soprattutto se con la parte superiore del corpo flessa in
avanti.

Limitata nel mantenere posizioni in piedi cambiando appoggio per
un’ora e mezzo.

Limitata in attività in cui debba mantenere la posizione seduta
per più di un’ora.

Limitata nell’alzare dei pesi superiori ai 5 kg ripetutamente.

Secondo il nostro consulente in neurologia in un lavoro adeguato
che richiede solo l’utilizzo dell’arto superiore ds. con sforzi fisici lievi ma
non ripetitivi, vi è una capacità lavorativa piena. (…)” 

(doc. AI 90 pag. 21)

 

                                         Con rapporto finale 4 ottobre
2016 il SMR ha fatto proprie le risultanze della perizia multidisciplinare
(doc. AI 96). 

 

                                         Sulla base delle
risultanze mediche, con rapporto 23 novembre 2016 il consulente in integrazione
professionale ha individuato le attività ancora esigibili nonostante il danno
alla salute, riportate nella decisione contestata. Egli ha anche escluso
l’attuazione di misure d’ordine professionale, ritenendo indicato un aiuto al
collocamento (pag. 339 incarto AI).

 

                                         L’assicurata non contesta
la valutazione medico-teorico, frutto di un’accurata, dettagliata e convincente
perizia multidisciplinare.

                                      

                                         Con scritto 17 marzo 2017
essa ha tuttavia fatto presente che il suo medico curante gli ha “comunicato
che dovrei ancora essere operata e che attualmente non sono in grado di
svolgere alcuna attività lavorativa, essendo inabile al lavoro al 100%” e
che di conseguenza non è nemmeno collocabile per la ricerca di una nuova
occupazione. Pertanto ha fatto presente che “ ulteriori informazioni mediche
posso essere richieste al mio medico specialista citato” (VI).

                                         Va ricordato che se da una
parte la procedura davanti al TCA è retta dal principio inquisitorio, secondo
cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal
giudice, dall’altra si rileva che questo principio non è però assoluto, atteso
che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare
all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c con
riferimenti). Il dovere processuale di collaborazione comprende in particolare
l'obbligo delle parti di apportare – ove ciò fosse ragionevolmente esigibile –
le prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti
invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare le conseguenze
della carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).

                                         A prescindere dal fatto
che l’assicurata non ha prodotto alcun atto medico a suffragio di quanto
sostenuto nel succitato scritto occorre rilevare che eventuali peggioramenti
dello stato di salute subentrati successivamente alla decisione impugnata (9
dicembre 2016), debitamente comprovati, saranno presi in considerazione
dall’Ufficio AI nell’ambito di una nuova domanda di rendita.

  

                                         Contestato è invece
l’aspetto economico.

 

                               2.4.   Secondo giurisprudenza, per
il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento
dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita; i redditi da valido e da
invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la
valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone
intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere sul
diritto alla rendita (DTF 129 V 222; SVR
2003 IV Nr. 24; STFA inedite del 26 giugno 2003 nella causa R consid. 3.1, I
600/01 e del 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; vedi anche STFA
inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01). 

 

                                         Nel
caso in esame, presentando l’assicurata una rilevante  incapacità lavorativa
durevole dal 31 luglio 2014, l’eventuale rendita, scaduto il termine di attesa
ex art. 28 cpv. 1 lett. b LAI, avrebbe decorrenza dal 31 luglio 2015, motivo
per cui momento determinante per il calcolo del raffronto dei redditi
corrisponde all’anno 2015.

                            2.4.1.   Secondo
giurisprudenza, riassunta nella STF 9C_501/2013 del 28 novembre 2013, per determinare il reddito ipotetico
conseguibile dalla persona assicurata senza il danno alla salute (reddito da
valido), occorre stabilire quanto la stessa, nel momento determinante
(corrispondente all'inizio dell'eventuale diritto alla rendita), guadagnerebbe
secondo il grado di verosimiglianza preponderante quale persona sana, tenuto
conto delle sue capacità professionali e delle circostanze personali. Tale
reddito dev'essere determinato il più concretamente possibile. Di regola ci si
fonderà sull'ultimo reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del
danno alla salute, se del caso adeguandolo all'evoluzione dei salari. Soltanto
in presenza di circostanze particolari ci si potrà scostare da questo valore e
ricorrere ai dati statistici risultanti dall'ISS (v. DTF 134 V 322 consid.
4.1 pag. 325; 129 V 222 consid. 4.3.1 pag. 224 con riferimenti).
Questo sarà in particolare il caso qualora dovessero mancare indicazioni
riguardanti l'ultima attività professionale dell'assicurato o se l'ultimo
salario da lui percepito non corrisponde manifestamente a quello che egli
sarebbe stato in grado di conseguire con ogni verosimiglianza in qualità di
persona valida; per esempio se l'assicurato, prima di essere riconosciuto
definitivamente incapace al lavoro, si trovava in disoccupazione o aveva già
delle difficoltà professionali a causa del deterioramento progressivo del suo
stato di salute o ancora percepiva una remunerazione inferiore alle usuali
norme salariali. Entra ugualmente in linea di conto la situazione in cui il
posto di lavoro della persona assicurata prima dell'insorgenza del danno alla
salute non esiste più al momento determinante della valutazione dell'invalidità
(DTF 134 V 322 consid. 4.1 pag. 325; cfr. STF 9C_416/2010 del 26 gennaio 2011
consid. 3.2).

 

                                         Nel
caso in esame, come si evince nella decisione contestata, l’Ufficio AI ha
determinato il reddito da valida in fr. 43'693.-- (stato 2014) utilizzando i
dati statistici salariali relativi alle categorie 77, 79-82 (servizi
amministrativi), con livello di qualifica attività semplici e ripetitive.

                                         In
sede di ricorso l’assicurata contesta l’utilizzo dei dati statistici, 
rilevando:

 

" (…)

Nel caso che mi riguarda, come si evince dal dossier AI, la
scrivente realizzava presso i due datore di lavoro un reddito complessivo di CHF
28'980.00 (= CHF 12'000.00 annui presso la famiglia __________ di __________
e mediamente CHF 16'980.00 presso __________ di __________), attività come
visto svolta nella misura del 55.65%. Laddove la scrivente avesse potuto
lavorare a tempo pieno, ossia in misura del 100%, avrebbe potuto realizzare da
valida un reddito di CHF 57'960.00. (…)” (doc. I pag. 5)

                                         Essa
sostiene inoltre che, volendo ammettere la validità di ricorrere ai dati statistici
e secondo i suo calcoli, il reddito anno per le categorie 77,79-82 attività amministrative
e per la posizione “senza funzioni di quadro” corrisponde rispettivamente a fr.
56'880,20 e a fr. 52'248,55, valori adeguati al 2016. 

 

                                         In
sede di risposta l’Ufficio AI ha modificato la determinazione del reddito da
valida come segue:

 

" L’assicurata
– all’insorgenza del danno alla salute (31.07.2014) – era attiva quale
ausiliaria di pulizia presso la famiglia __________ di __________ nella misura
di 9 ore alla settimana (cfr. il questionario del datore di lavoro del 30.05.2015
agli atti) rispettivamente presso __________ di __________ nella misura di 16
ore alla settimana (cfr. il questionario del datore di lavoro del 22.06.2015
agli atti) per un totale di 25 ore alla settimana (ciò che comporta una
percentuale lavorativa del 59% (25 : 42,5 x 100 = 59%)).

 

Presso la famiglia __________ di __________, l’assicurata avrebbe
potuto guadagnare – nel 2014 – l’importo di CHF 12'000.-- all’anno (cfr. anche
in tal senso il ricorso 30.01.2017 alla pagina 5).

 

Presso __________ di __________ (dove l’assicurata ha iniziato a
lavorare nel mese di luglio/settembre 2013), essa ha invece guadagnato – da
settembre 2013 a luglio 2014 (in 11 mesi) – la somma di CHF 16'837.65.

Di conseguenza, essa ha guadagnato – in media – CHF 1'530.70 al
mese, ciò che comporta una somma annua di CHF 19'899.10 (1'530,70 x 13).

Si precisa che tale importo è maggiore rispetto a quello
determinato dall’assicurata all’interno del proprio gravame (cfr. in tal senso
il ricorso 30.01.2017 alla pagina 5).

 

Lavorando al 59% presso i due datori summenzionati, l’assicurata –
nel 2014 – avrebbe quindi potuto guadagnare l’importo annuo pari a CHF
31'899.10.

 

Per stabilire il rimanente importo corrispondente alla percentuale
lavorativa del 41%, in assenza di dati concreti, occorre far riferimento alle
statistiche RSS (si ricorda a tal proposito che l’assicurata si era iscritta in
disoccupazione alla ricerca di un lavoro al 100%).

 

Lavorando nella misura del 41% nella categoria 77, 79-82 (Att.
amministrative e di serv. di supporto – livello 1 – Tabella TA1 Tirage skill
level) – nella quale rientra la professione di ausiliaria di pulizia –,
l’assicurata avrebbe potuto guadagnare (in media) nel 2014 la somma di CHF
19'434,15 [ (3'753 : 40 x 42,1 x 12) : 100 x 41 = 19'434,15 ].

 

Il reddito da valido per l’anno 2014 corrisponde perciò
all’importo di CHF 51'333,25 (31'899,10 + 19'424,15), mentre per l’anno 2015
esso è pari a CHF 51'538,60 (+ 0,4% secondo l’evoluzione dei salari nominali).”
(doc. IV/1)

 

                                         Ora,
se da una parte rettamente l’amministrazione ha preso in considerazione i
salari effettivamente percepiti dall’assicurata (per una percentuale lavorativa
del 59%), dall’altra parte ci si può chiedere se per il restante 41% sia
corretto fare riferimento ai dati statistici. 

L’assicurata è stata considerata quale persona con attività
lucrativa, poiché, come visto, si era iscritta all’assicurazione disoccupazione
alla ricerca di un lavoro al 100% e quindi è ipotizzabile che non si sia
accontenta, rispettivamente abbia preferito un’attività a tempo parziale
rispetto ad una a tempo pieno. Questo, ad esempio, diversamente dal caso in cui
una persona assicurata, sana, che non sfrutta pienamente il suo potenziale
economico anche se sarebbe in grado di essere attiva a tempo pieno, ma preferisce
lavorare a tempo parziale per avere più tempo libero, si accontenta di un
reddito ridotto e rinuncia quindi volontariamente a una parte del reddito che
potrebbe conseguire se lavorasse a tempo pieno. Il fatto che il suo reddito da
attività lucrativa diminuisce configura la conseguenza della sua scelta e
quindi la parte non utilizzata della sua capacità lavorativa non è quindi
assicurata (DTF 142 V 297 consid. 7.1). Ciò non toglie che nella fattispecie
concreta l’assicurata non ha totalmente utilizzato la piena capacità lavorativa,
verosimilmente per motivi legati al mercato del lavoro, e quindi ci si potrebbe
chiedere se, come accennato sopra, sia corretto “assicurare” il restante 41% di
capacità lavorativa. 

Tale questione può rimanere aperta, visto che, come illustrato
nella risposta di causa e come verrà confermato in seguito (cfr. consid.
2.4.3), pur tenendo conto della parte salariale evinta dai dati statistici (fr.
19'899,10), l’assicurata non ha comunque diritto ad una rendita 

                                         

                            2.4.2.   Per
quel che concerne il reddito da invalido, lo stesso è determinato sulla base
della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che
quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa
residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia
adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126
V 76 consid. 3b/aa e riferimenti). Se invece non esiste un siffatto guadagno,
in particolare perché l'assicurato non ha intrapreso un'attività lucrativa da
lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella
determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti
statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono
agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76
consid. 3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni
invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità
residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a
raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una
riduzione percentuale sul salario teorico statistico. Il TFA ha precisato, al
riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse
di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito
del lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale
procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il
giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello
degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di
indicazioni economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla
tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita
dall’Ufficio federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella
TA13, che riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV
nr. 17; STFA I 222/04 del 5 settembre 2006).

                                         Se
una persona assicurata, per motivi estranei all'invalidità, ha realizzato un
reddito considerevolmente inferiore alla media senza che vi si sia
spontaneamente accontentata, si procede in primo luogo a un parallelismo dei
due redditi di paragone. In pratica, questo parallelismo può avvenire a livello
di reddito da valido aumentando in maniera adeguata il reddito effettivamente
conseguito oppure facendo capo ai valori statistici oppure ancora a livello di
reddito da invalido mediante una riduzione adeguata del valore statistico. In
una seconda fase, occorre esaminare la questione di una deduzione dal reddito
da invalido ottenuto sulla base dei valori medi statistici. A questo riguardo,
va tenuto presente che i fattori estranei all'invalidità di cui si dovesse già
aver tenuto conto con il parallelismo dei redditi di raffronto non possono
essere presi in considerazione una seconda volta nell'ambito della deduzione
per circostanze personali e professionali (DTF 134 V 322).

                                         Quando
il reddito da valido differisce considerevolmente dal salario statistico
riconosciuto nello specifico settore economico, il TF ha nel frattempo
stabilito, anche in casi ticinesi (cfr. ad esempio sentenza 8C_44/2009 del 3
giugno 2009 consid. 4), che se il guadagno effettivamente conseguito diverge di
almeno il 5 % dal salario statistico usuale nel settore, esso è
considerevolmente inferiore alla media ai sensi della DTF 134 V 322 consid. 4
pag. 325 e può giustificare - soddisfatte le ulteriori condizioni - un
parallelismo dei redditi di paragone, fermo restando però che questo
parallelismo si effettua soltanto per la parte percentuale eccedente la soglia
del 5% (STF 9C_1033/2008 e 9C_1038/2008 del 15 gennaio 2010 consid. 5.5).

 

                                         Nel caso di specie, conformemente alla citata giurisprudenza, l’Ufficio
AI ha utilizzato i dati salariali forniti dalla tabella TA1 (stato 2012)
elaborata dall'Ufficio federale di statistica e relativa ad una professione che
presuppone qualifiche inferiori (categoria 4) nel settore privato svizzero (a
proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr.
RAMI 2001 U 439, pagg. 347ss. e SVR 2002 UV 15, pagg. 47ss.) per un salario
mensile, aggiornato al 2014, di fr. 4'174,62.--. Riportando tale dato su 41.7
ore di durata media lavorativa settimanale, il dato statistico corrisponde a fr.
52'224,54 per un impiego a tempo pieno. 

                                         L’amministrazione,
tenuto conto di una capacità lavorativa dell’80% ed una riduzione di reddito
per attività leggere del 15%, ha determinato il reddito da invalida in fr. 35’512.--
(cfr. il rapporto 24 ottobre 2016 del consulente in integrazione professionale
in doc. 101 inc. AI). 

                                         

                                         In
sede di risposta l’Ufficio AI ha giustamente aggiornato i redditi tenendo conto
dei dati statistici applicando la tabella salariale TA1 2014 skill level
(valore centrale), settore privato, donne, livello 1 (attività semplici di tipo
fisico o manuale; a tal riguardo cfr. DTF 142 V 178,
in particolare il consid. 2.5.7), riportando
su un orario medio di lavoro settimanale nelle aziende di 41,7 ore computabili
nel 2015, pari ad un salario anno
lordo di fr. 53'793.-- (4'300 :40 x 41.7 x 12 = 53'793). Tenuto conto di
un’abilità dell’80% in attività adeguate, nonché di una riduzione del 15%
(rimasta incontestata), il reddito da invalida corrisponde a fr. 36'579,25 che,
aggiornato al 2015, è di fr. 36'725,55. 

 

                            2.4.3.   Raffrontando
il reddito da valida di fr. 51'538,60 con quello da invalida di fr. 36'725,55, si
ottiene un grado d’invalidità del 28% ([51'538,60 - 36'725,55] x 100 : 51'538,60 = 28.74% arrotondato, conformemente alla DTF 130 V
121, al 28%).

 

                                         Vista l’importante
differenza per raggiungere il grado d’invalidità pensionabile, non è
necessario, poiché ininfluente per l’esito della vertenza, aggiornare i dati al
2016, anno della decisione contestata.

 

                                         In queste circostanze a
ragione l’Ufficio AI non ha riconosciuto il diritto ad una rendita non
raggiungendo il grado d’invalidità la soglia pensionabile del 40% (cfr. consid.
2.3).

                                         La decisione contestata va
di conseguenza confermata, mentre il ricorso respinto.

 

                               2.5.   Secondo
l'art. 29 cpv. 2 LPTCA e l'art. 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in
caso di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI
dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.

                                         L'entità
delle spese è determinata fra fr. 200.-- e fr. 1'000.-- in funzione delle spese
di procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF
9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

 

                                         Visto
l'esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.--vanno poste a carico
dell'insorgente.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le
spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico della ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.

                                         Al  ricorso dovrà essere
allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          La
segretaria

 

Daniele Cattaneo                                                 Stefania
Cagni