# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 23e6df3f-0273-5375-84c1-0f60158d208c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-04-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 20.04.2016 72.2015.212
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2015-212_2016-04-20.html

## Full Text

Incarto
  n.

  72.2015.212

  	
  Lugano,

  20 aprile 2016/md

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte delle assise criminali

  
	
   

  
					

 

	
  composta da:

  	
  giudice Amos
  Pagnamenta, Presidente

  
	
   

  	
  GILA_1,
  giudice a latere 

  GILA_2,
  giudice a latere

  
	
   

  	
  Cristina
  Laghi, vicecancelliera

  

 

sedente nell’aula penale di questo palazzo
di giustizia, per giudicare

 

	
  nella causa penale

  	
  Ministero pubblico

  

 

 

	
   

  	
  e in qualità di accusatori privati:

  
	
   

  	
   

  ACPR 1

  rappresentato dall’avv. RAAP 1

   

  ACPR 2

  ACPR 3

  ACPR 4

  ACPR 5

  ACPR 6

  ACPR 7

  ACPR 8

  

 

 

	
  contro

  	
  IMPU 1

  rappresentato dall’avv. DIUF 1

   

  in carcerazione preventiva dal 21.08.2015 al 19.10.2015
  (60 giorni),

  in esecuzione anticipata della pena dal 20.10.2015;

   

   

  
	
   

  	
   

   

  IMPU 2

  rappresentata dall’avv. DIUF 2

   

  in carcerazione preventiva dal 21.08.2015 al 19.10.2015
  (60 giorni),

  in esecuzione anticipata della pena dal 20.10.2015;

  

 

imputati, a
norma dell’atto d’accusa nr. 175/2015 del 22.12.2015 emanato dal Procuratore
pubblico PP_1, di

 

 

                                  A.   IMPU 2 e IMPU 1
congiuntamente

 

                                   1.   assassinio (tentato)

per avere,

agendo in correità tra loro,

a _______, in data 28 luglio 2015,

tentato di uccidere ACPR 1,

agendo con particolare mancanza di scrupoli, segnatamente agendo
con movente e scopo particolarmente perversi, ovvero quello di commettere una
rapina nei suoi confronti rispettivamente di vendicarsi per un asserito torto
subito, nonché dimostrando un totale disprezzo della sua persona, agendo quindi
con modalità particolarmente perverse, colpendo la vittima sino a sfinimento
con una chiave a croce e con calci, lasciandola poi esanime al suolo una volta
terminata la mattanza,

 

e meglio,

 

nel corso dell’estate/autunno 2014, focalizzando IMPU 2 il proprio
rancore verso ACPR 1, in seguito al rifiuto di quest’ultimo dell’offerta di una
prestazione sessuale, 

insinuando quindi medesimo rancore nel compagno IMPU 1,

infastidendo la coppia per tale motivo ACPR 1 già nel mese di
novembre 2014, danneggiandogli più volte il motorino, interrompendosi in tale
agire, avendoli ACPR 1 nel frattempo scoperti,

 

distraendosi quindi la coppia successivamente con altri passatempi
comuni, tra cui il consumo di cocaina,

 

incrementando la coppia quest’ultimo vizio nel corso dei mesi, 

necessitando di conseguenza IMPU 2 e IMPU 1 di maggior denaro per
l’acquisto dello stupefacente, 

 

 

 

risvegliando quindi la coppia, a partire da giugno/luglio 2015,
nuovamente il rancore nei confronti di ACPR 1, sapendolo oltretutto in possesso
di un orologio di valore, 

pianificando quindi una rapina e vendetta a suo danno,

 

informandosi dapprima presso terzi sul nome di ACPR 1, su dove
abitasse e sul suo numero di telefono,

 

telefonandogli una prima volta l’11 luglio 2015, per osservare le
sue mosse, fingendosi tale _______, dicendo a ACPR 1 che gli dovevano
restituire del denaro precedentemente prestato, fissando quindi un appuntamento
al bar _______, 

telefonandogli ancora il 21 luglio 2015 per sincerarsi del valore
dell’orologio e quindi, appreso il valore, richiamandolo ancora sotto le
mentite spoglie di tale _______, chiedendogli un appuntamento, sempre presso il
bar _______, al fine di farlo uscire di casa, non riuscendovi,

proseguendo nei giorni successivi nelle ricerche di ACPR 1, in
specie mediante anche a un sopralluogo a _______ per verificare dove abitasse, 

 

salendo nuovamente la sera del 27 luglio 2015 a _______ per
verificare se ACPR 1 fosse a casa, non trovandolo, 

scovandolo in seguito al Bar ______ a __________, vedendo il suo
motorino all’esterno,

 

recandosi a quel punto a casa loro, camuffandosi quindi IMPU 2 con
abiti scuri, guanti in lattice, un capellino nero con la scritta security e
per coprire il viso dei boxer neri con dei buchi, prendendo seco pure un
fucile soft air tipo Kalashnikov,

 

ritornando quindi IMPU 2 e IMPU 1 presso il parcheggio del Bar ________
in attesa dell’uscita di ACPR 1, definendo frattanto i dettagli dell’agguato,

 

seguendolo quindi dall’uscita dal bar, per poi superarlo, 

 

fingendo quindi IMPU 2, in territorio di _______, travisata come
descritto e con in mano il fucile softair e una torcia elettrica, un controllo
stradale, facendo in tal modo fermare ACPR 1, distraendolo chiedendogli patente
e documenti, 

sorprendendolo allora IMPU 1 da tergo, sbucando dal bosco, dove si
era nascosto armato di una chiave a croce,

 

assestando quindi IMPU 1 a ACPR 1, a mano della chiave a croce, un
colpo tra capo e collo, facendolo cadere dal motorino, colpendolo quindi IMPU 2
con il fucile alla schiena,

 

indi, ACPR 1 a terra, 

IMPU 1 colpendolo sulla schiena/spalle e sul casco ripetutamente
con la chiave a croce e IMPU 2 sferrandogli almeno una decina di calci ai
fianchi, schiacciandogli parimenti il braccio,

 

passando quindi IMPU 1, per riprendere fiato, la chiave a croce a IMPU
2, la quale con tale attrezzo a sua volta lo colpiva ripetutamente alla schiena
e almeno quattro volte al volto, 

 

ripassando quindi IMPU 2 la chiave a IMPU 1, il quale ricominciava
a colpirlo sul casco, 

 

sfilando nel mentre IMPU 2 l’orologio e la catenina a ACPR 1, e
quindi IMPU 1 sottraendogli il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ma non
riuscendo a sfilargli il bracciale, 

 

abbandonando la vittima a terra esanime, senza chiamare i
soccorsi, dandosi alla fuga con la refurtiva, commentando quindi IMPU 2 in auto
di aver sentito “l’osso della fronte rompersi”, 

 

riportando la vittima, a seguito dei circa quaranta colpi inferti,
le lesioni attestate dal certificato medico in atti e dalla delucidazione
medico legale, le quali non ebbero esito letale per mera fatalità,

 

tentato in tal modo di uccidere una persona, 

 

bruciando poi, una volta a casa, il contenuto del portafoglio e
rivendendo nei giorni successivi la refurtiva, acquistando con parte del
ricavato della cocaina;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reato previsto: art. 112 CPS richiamato l’art. 22 CPS; 

 

 

                                   2.   rapina

per avere,

agendo in correità tra loro,

a _______, in data 28 luglio 2015,

commesso un furto usando violenza contro una persona,
minacciandola di un pericolo imminente alla vita o all’integrità corporale, o rendendola
incapace di opporre resistenza,

 

e meglio,

al fine di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto e al
fine di appropriarsene,

agendo nelle modalità descritte al punto 1 del presente ACC,
segnatamente dopo aver colpito ACPR 1 con almeno una quarantina di colpi a mano
di una chiave a croce e con calci, lasciandolo esanime al suolo,

sottratto a ACPR 1 un orologio Rolex modello Submariner in acciaio
e oro del valore di CHF 3'500.00, una collana d’oro del valore di circa CHF
600.00, nonché un portafoglio contenete tra le altre cose banconote per un
ammontare di CHF 200.00 e EUR 180.00;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reato previsto: art. 140 cifra 1 cpv. 1 CPS; 

 

 

                                   3.   usurpazione di funzioni

per essersi,

agendo in correità tra loro,

a _______, in data 28 luglio 2015.

per un fine illecito, arrogati l’esercizio di una pubblica
funzione,

 

e meglio per avere,

al fine di compiere i reati di cui ai punti 1 e 2 del presente
ACC, simulato un posto di blocco stradale, mettendosi IMPU 2 in mezzo alla
strada travestita come descritto al punto 1 del presente ACC, facendo quindi
fermare ACPR 1 che sopraggiungeva in motorino e, fingendosi IMPU 2 un agente di
Polizia, chiesto a ACPR 1 di mostrargli documenti e patente, nel mentre IMPU 1
si nascondeva per poi intervenire così come indicato al punto 1 del presente
ACC;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reato previsto: 287 CPS;

 

 

                                   4.   truffa

per avere,

agendo in correità tra loro,

a _______ e _______, nel corso del mese di dicembre 2014,

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ingannandolo con astuzia, affermando cose false, dissimulando cose
vere oppure confermando subdolamente l’errore, indotto ACPR 8 ad atti
pregiudizievoli al proprio patrimonio,

e meglio, 

inserendo IMPU 1, su indicazione di IMPU 2, sul portale ______________
l’offerta di vendita di un orologio TAG HEUER FORMULA 1 al prezzo di CHF
2'000.00, 

intavolando quindi una trattativa sul prezzo con l’interessato ACPR
8, accondiscendendo a un ribasso del prezzo sino a CHF 1'000.00,

recandosi IMPU 1 e IMPU 2 il 17 dicembre 2014 a _______ per la
consegna dell’orologio, 

consegnando quindi a ACPR 8 un orologio TAG HEUER FORMULA 1
contraffatto, precedentemente acquistato da IMPU 2 al prezzo di CHF 50.00,
rendendo IMPU 2 più verosimile l’autenticità dell’orologio fornendo fittizie
raccomandazioni sul suo uso e esplicitando di non essere più in possesso della
garanzia,

 

venduto in tal modo a ACPR 8 un orologio contraffatto,
ingannandolo con astuzia sulla sua autenticità, e inducendolo così a pagare
alla consegna dell’orologio il corrispettivo di CHF 1'000.00;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reato previsto: art. 146 cpv. 1 CPS;

 

 

                                   5.   danneggiamento (ripetuto)

per avere,

agendo in correità tra loro, ripetutamente danneggiato una cosa
altrui,

 

e meglio

 

                               5.1.   a _______, in
data 22 settembre 2015, presso i parcheggi del bar _______, forandoli mediante
un coltellino, danneggiato i 4 pneumatici della vettura Toyota di ACPR 2;

 

                               5.2.   a _______, in ____________,
in data 31 dicembre 2014 / 1° gennaio 2015, sparando due colpi ciascuno
mediante un fucile calibro 12 verso la facciata dell’edificio di proprietà di ACPR
6, danneggiato la facciata del medesimo, una persiana e un vetro esterno
dell’appartamento al primo piano, nonché l’antenna parabolica;

 

                               5.3.   a __________, in __________,
in data 7/8 agosto 2015, sparando mediante un fucile di fabbricazione russa
calibro 410 x 76 contro la fermata del bus ___________, danneggiato la
medesima, frantumando la vetrata; 

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reato previsto: art. 144 cpv. 1 CPS; 

 

 

                                   6.   furto

per avere, 

agendo in correità tra loro,

in data 7 agosto 2015, a _______, in _______, presso un cantiere
della società ACPR 3,

 

per procacciarsi un indebito profitto e al fine di appropriarsene,

sottratto a danno di detta società 8 lampade da cantiere per un
valore di CHF 1’200.00 (refurtiva parzialmente recuperata e restituita
all’accusatore privato nella misura di 4 lampade);

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reato previsto: art. 139 cifra 1 CPS; 

 

 

                                   7.   vie di fatto (ripetute)

per avere,

agendo in correità tra loro,

a _______/_________, nei pressi dell’_____________, in data 7
agosto 2015, 

IMPU 1 conducendo la propria vettura e IMPU 2 sparando dall’auto
in movimento più colpi con la pistola soft-air verso gli avventori dell’_________,
colpendo ACPR 6 alla scapola sinistra e ACPR 4 all’anca,

commesso vie di fatto nei loro confronti;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reato previsto: art. 126 cpv. 1 CP;

 

 

                                   8.   infrazione alla LF sulle
armi e sulle munizioni

per avere,

senza diritto,

a ______, __________, _______ e in altre imprecisate località, in
data 7/8 agosto 2015, trasportato e portato in luoghi accessibili al pubblico,
all’interno della vettura di IMPU 1 e su di loro, un moschetto K31, un fucile
di fabbricazione russa calibro 410 x 76 e una pistola softair Baby II Cappa
3.8, senza essere in possesso del necessario permesso di porto d’armi;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reato previsto: art. 33 cpv. 1 lett. a LARM; 

 

 

                                  B.   IMPU 1 singolarmente

 

                                   9.   favoreggiamento
(tentato)

per avere,

in data 25 marzo 2015, a _______, presso gli uffici della Polizia
Cantonale,

dichiarando all’agente di Polizia interrogante di assumersi
interamente la colpa dei fatti di cui al punto 4 del presente ACC,
rispettivamente, contrariamente al vero, di essere l’unico responsabile della
vendita a ACPR 8 dell’orologio TAG HEUER falso e che IMPU 2 non era coinvolta,

tentato di sottrarre quest’ultima ad atti di un procedimento
penale;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reato previsto: art. 305 cpv. 1 CPS;

 

 

                                10.   contravvenzione alla LF
sulle armi (ripetuta)

per avere,

 

                             10.1.   senza essere autorizzato,
sparato con armi da fuoco in luoghi accessibili al pubblico al di fuori di
impianti di tiro autorizzati o di piazze di tiro,

e meglio, a _______, dal proprio appartamento in _______, in data
31 dicembre 2014 / 1° gennaio 2015, 

sparato due colpi con un fucile calibro 12 contro la parabola
dell’edificio di fronte, come indicato al punto 5.2. del presente ACC,

 

                             10.2.   senza essere autorizzato,
sparato con armi da fuoco in luoghi accessibili al pubblico al di fuori di
impianti di tiro autorizzati o di piazze di tiro,

e meglio,

a ______, nel bosco, in data 7/8 agosto 2015, sparato con il
moschetto K31 almeno una decina di colpi mirando in particolare le lampade da
cantiere sottratte, come descritto al punto 6 del presente ACC;

 

                             10.3.   a _______, nel
periodo da luglio 2015 al 13 agosto 2015, omesso di custodire con la richiesta
diligenza delle armi e in specie un moschetto 31 e un fucile russo calibro 410
x 76;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reato previsto: art. 34 cpv. 1 lett. b) ed e) LARM; 

 

 

                                11.   atti contro la pubblica
incolumità

per avere,

a _______, in data 31 dicembre 2014 / 1° gennaio 2015,

senza essere autorizzato, scaricato delle armi da fuoco
all’interno dell’abitato, sparando con un fucile come indicato al punto 10.1
del presente ACC;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reato previsto: art. 6 lett. d Lorp;

 

 

                                12.   contravvenzione alla LF
sugli stupefacenti 

per avere,

senza essere autorizzato, a _______ e in altre imprecisate
località, nel periodo da dicembre 2014 sino al 13 agosto 2015, personalmente
consumato un imprecisato quantitativo di cocaina, ma almeno 60 grammi;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reato previsto: art. 19a LS;

 

 

                                  C.   IMPU 2 singolarmente

 

                                13.   contravvenzione alla LF
sulle armi (ripetuta)

per avere, 

senza essere autorizzata, 

sparato con armi da fuoco in luoghi accessibili al pubblico al di
fuori di impianti di tiro autorizzati o di piazze di tiro,

 

                              13.1   a _______, dall’appartamento
di IMPU 1, in ____________, in data 31 dicembre 2014 / 1° gennaio 2015, sparato
due colpi con un fucile calibro 12 contro la facciata e la finestra
dell’edificio di fronte, come indicato al punto 5.2. del presente ACC;

 

                              13.2   a __________, in data 7/8
agosto 2015, sparato un colpo contro la fermata del bus con il fucile di
fabbricazione russa calibro 410 x 76, come descritto al punto 5.3 del presente
ACC;

 

                              13.3   a ______, nel bosco, in data
7/8 agosto 2015, sparato con un fucile di fabbricazione russa calibro 410 x 76
almeno quattordici colpi mirando in particolare contro le lampade da cantiere
sottratte, come descritto al punto 6 del presente ACC;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reato previsto: art. 34 cpv. 1 lett. b LARM;

 

 

                                14.   atti contro la pubblica
incolumità (ripetuti)

per avere,

a _______, in data 31 dicembre 2014 / 1° gennaio 2015, e a __________
in data 7/8 agosto 2015, senza essere autorizzata, scaricato delle armi da
fuoco all’interno dell’abitato, sparando con un fucile come indicato ai punti
13.1 e 13.2 del presente ACC;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reato previsto: art. 6 lett. d Lorp;

 

 

                                15.   contravvenzione alla LF sugli
stupefacenti

per avere,

senza essere autorizzata, a _______ e altre imprecisate località,
nel periodo dicembre 2013 sino al 13 agosto 2015, personalmente consumato un
imprecisato quantitativo di cocaina, ma almeno 60 grammi;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reato previsto: art. 19a LStup.

 

 

Presenti:                   -   il Procuratore pubblico PP_1
in rappresentanza del Ministero Pubblico;

                                     -   l’imputato IMPU 1,
assistito dal suo difensore d’ufficio, avv. DIUF 1;

                                     -   l’imputata IMPU 2,
assistita dal suo difensore d’ufficio, avv. DIUF 2;

                                     -   l’avv. RAAP 1,
patrocinatore d’ufficio (GP) dell’accusatore privato ACPR 1, unitamente
all’MLaw ___________.

 

 

Espletato il pubblico

dibattimento:               martedì 19 aprile 2016, dalle
ore 09:37 alle ore 16:40,

mercoledì 20 aprile 2016, dalle ore 09:32 alle ore 16:48.

 

Evase le seguenti

questioni:                      Verbale del dibattimento

Il Presidente propone le
seguenti modifiche formali dell’atto d’accusa:

 

- il punto 1 è modificato nel
senso che il nome della vittima è ACPR 1 e non, come erroneamente indicato, _______;

- il punto 1 è inoltre
modificato nel senso che il fucile soft air che sarebbe stato utilizzato da IMPU
2 risulta essere, sulla base delle fotografie, un M16 (AI 211, fotografie da 8
a 11; elenco oggetti sequestrati, p. 9 dell’AA: “fucile softair di marca _______
modello M83 (replica M16)”;

- il punto 2 è modificato nel
senso che la rapina è in parte tentata, posto come emerge dai verbali degli
imputati che gli stessi hanno pure tentato di sottrarre il bracciale alla
vittima, non riuscendo nel loro intento;

- il punto 2 è inoltre
modificato nel senso che il denaro sottratto all’AP corrisponde a CHF 180.00 e
EUR 200.00, come emerge dai verbali della vittima, e non CHF 200.00 e EUR
180.00.

 

Le parti di dichiarano d’accordo
e l’atto d’accusa è modificato di conseguenza.

 

 

Sentiti:                       §   il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria,
il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: gli imputati sono due anime
buie, lei ______, una bambina rimasta affamata, bisognosa di attenzioni, in
cerca affetto e abbracci, la quale non sembra distinguere i contesti nei quali
è opportuno fare qualcosa e i momenti in cui invece non lo è. IMPU 2 come sua
unica figura di riferimento ha avuto lo zio curatore, che per quanto si è
potuto vedere non ha caratteristiche educative, ma al contrario rappresenta una
minaccia. IMPU 2 è in sintesi una bambina ferita, feroce, che ha incontrato il
suo complementare, IMPU 1, insoddisfatto di tutto e cullato nella sua
depressione, e l’uno si ritrova nell’altro, l’uno diventa mezzo dell’altro per
sfuggire a sé stesso, creando una solitudine a due, ciò che crea un caos
intriso di odio e rancore. I due iniziano così la loro unione senza regole,
dettate dagli istinti, dai rancori e dal vizio, un’unione che li trasforma in
due soggetti feroci, un’unione criminale che parte da piccoli scherzi e
vendette, partendo da ACPR 2.

 

Ma vi è soprattutto ACPR 1, quello del “motorino allegro”,
che non piace a IMPU 2, perché l’ha vista piangere e perché le ha detto forse “allora
stai da sola”, il primo suo imperdonabile torto, che risveglia in lei
l’ansia dell’abbandono e non piace, soprattutto, perché l’ha rifiutata, ed ecco
il secondo imperdonabile torto, un torto insanabile che risveglia la parte
cattiva di IMPU 2, poi proiettata sulla vittima. IMPU 2 fa partecipe IMPU 1 di
questo torto instillando in lui il medesimo rancore. La PP sottolinea che ACPR
1 nulla ha fatto se non essere gentile, semplicemente voleva rimanere
tranquillo a bere la sua birra e mantenere la sua dignità. 

Per un certo periodo gli imputati si dimenticano di ACPR 1 e
riempiono la noia consumando cocaina, guardando la TV, sparando in giro e
rifilando patacche su _____. Passano i mesi, il denaro non basta per tutti
questi vizi e si fa quindi strada nuovamente la vendetta su ACPR 1, il quale
non solo è antipatico, ma possiede pure un Rolex, orologio che volevano
entrambi gli imputati. A luglio 2015 iniziano quindi a progettare in comune
come ottenere l’orologio, ciò che avviene con divertimento, senza paura.

La PP riassume i fatti del 28 luglio 2015, così come l’inchiesta
ha permesso di ricostruirli, rilevando che dopo la mattanza, IMPU 1, il quale
afferma di non avere avuto scopo di lucro, prende il portafogli di ACPR 1 e
cerca di sfilargli anche il bracciale. Gli imputati in fine scappano
abbandonando ACPR 1 consapevolmente in una pozza di sangue. Riassume le
dichiarazioni rilasciate dalla vittima ACPR 1 in merito ai colpi ricevuti,
ponendo l’accento sul fatto che la vittima indica di avere ricevuto “una
pioggia di bastonate” e che si è “sentito morire”. 

I colpi inferti sono almeno una quarantina, la forza dei medesimi
è riscontrabile dai solchi lasciati sull’asfalto, una ventina le lesioni tra
capo e schiena. La PP dà parziale lettura delle conclusioni del medico legale,
sottolineando che questi ha riferito che i colpi inferti dagli imputati alla
vittima potevano avere conseguenze letali. Rileva inoltre che IMPU 1 e IMPU 2
pensavano che ACPR 1 fosse morto, come hanno entrambi riferito. Entrambi oggi
in aula hanno inoltre confermato che con il loro agire avrebbero potuto
uccidere ACPR 1. 

 

Questo agire degli imputati in diritto riveste il carattere
particolarmente odioso richiesto dalla giurisprudenza per il reato di
assassinio. I due hanno agito senza scrupoli, spinti da crasso egoismo e
ferocia. Rilevante per IMPU 1 è che lui medesimo arriva a nutrire rancore per ACPR
1, che quando avrebbe potuto chiarirsi con lui decide di non farlo, che anche
lui ha goduto del frutto della vendita dell’orologio, che è stato lui ad armare
IMPU 2 con il ferro e che ha tentato di rubare il bracciale.

L’accusa cita i parametri della Sentenza del Tribunale federale
6P.93/2001 del 10 gennaio 2002, rilevando che sia il movente della rapina che
quello della vendetta e la futilità costituiscono il reato di assassinio. La
medesima cosa vale per le modalità con cui hanno agito gli imputati, la
ferocia, la raffica di colpi, che denotano la volontà di arrecare solo maggiori
sofferenze rispetto a quanto sarebbe stato necessario per sfilare un semplice
Rolex. Rileva inoltre che, secondo Stratenwerth, più vi è sproporzione tra lo
scopo perseguito e la distruzione della vita umana più si è vicini
all’assassino. 

Dal punto di vista soggettivo, a mente dell’accusa gli imputati
sapevano o hanno perlomeno accettato di uccidere ACPR 1, ciò che si evince dal
numero dei colpi, dalla direzione e dalla forza degli stessi. Rileva in fine
che un’eventuale scemata responsabilità non preclude l’adempimento delle
caratteristiche necessarie per l’assassinio. 

 

Quanto alla commisurazione della pena, rileva che entrambi gli
imputati hanno agito con una leggerezza e frivolezza che lascia una profonda
amarezza, la stessa frivolezza impiegata per forare delle ruote e sparare
contro un edificio è stata impiegata per massacrare ACPR 1. L’accanimento su ACPR
1 porta a concludere per una colpa molto grave per entrambi. 

La colpa singolarmente andrà attenuata a seguito delle conclusioni
peritali, in misura molto molto più attenuata per IMPU 1.

 

Per quanto riguarda la collaborazione fornita, IMPU 1 ha scelto di
andare a rimorchio dell’inchiesta, continuando a negare, mentre IMPU 2 già nel
verbale di arresto aveva riferito quanto importante ed ha risposto alle domande
con spontaneità. 

A IMPU 2 poi va riconosciuto il lungo periodo di carcerazione
sofferto in Farera.

 

Conclude chiedendo la condanna di IMPU 2 alla pena detentiva di 7
(sette) anni e 6 (sei) mesi, da sospendere in favore dell’esecuzione di una
misura stazionaria ai sensi dell’art. 59 cpv. 3 CP da eseguirsi in una
struttura chiusa visto il pericolo di recidiva, e per IMPU 1 la condanna alla
pena detentiva di 10 (dieci) anni e 6 (sei) mesi da accompagnare alla misura ambulatoriale
ex art. 63 CP, da iniziarsi già in carcere;

 

 

                                    §   l’avv.
RAAP 1, rappresentante dell’accusatore privato ACPR 1, il quale formula e
motiva le seguenti conclusioni: a seguito dei fatti oggetto del dibattimento ACPR
1 è diventata un’altra persona. La vittima, incredibilmente sopravvissuta agli
atti violenti, non ha infierito sugli imputati, ma ha sempre riferito i fatti
in maniera lineare e senza scorciatoie. 

Quanto alle asserzioni di IMPU 2 in merito all’asserito insulto
proferito nei suoi confronti, rileva che il rifiuto di ACPR 1 all’offerta di
prestazioni sessuali era chiaro e non necessitava di ulteriori offese ed egli
si è sempre dimostrato estraneo agli epiteti che avrebbe utilizzato nei
confronti dell’imputata. La vittima ha vissuto le offerte di IMPU 2 come
moleste e come diffamatorie le sue dichiarazioni da lui asseritamente
utilizzate nei di lei confronti. Anche gli scherzi al motorino sono stati da
lui vissuti in maniera molesta, perché già colmi di quella carica aggressiva
che ha caratterizzato gli atti degli imputati. 

Gli atti di violenza sono in contraddizione con l’attitudine
banalizzante degli imputati, che si esprime nella totale indifferenza per ACPR
1. ACPR 1 è un sopravvissuto e la sua qualità di vita ne ha risentito
fortemente, portando ad una sorta di morte sociale.

I danni subiti dalla vittima sono materiali, le multiple fratture
al seno frontale non sono semplici macchie estetiche, ma potrebbero mutare e
richiedere interventi chirurgici molto invasivi. Vi sono poi le lesioni
riscontrate, gli oggetti distrutti, la degenza in ospedale e l’isolamento in
casa, l’inabilità al lavoro, i danni all’orologio, che aveva per lui anche un
valore affettivo importante. Ma i danni sono anche immateriali e questi sono
forse più difficilmente riparabili: la sensazione di disagio per i continui
atti molesti prima dell’aggressione, il terrore provato durante l’aggressione,
lo shock dopo l’aggressione, il persistente stato di angoscia, il sentimento di
ingiustizia per le insinuazioni, l’isolamento sociale. 

 

Per questi motivi la patrocinatrice dell’AP aderisce alle
richieste dell’accusa e postula l’accoglimento della richiesta di risarcimento
di CHF 15'000.00 per i danni materiali e CHF 40’000.00 per quelli morali, oltre
a spese legali;

 

 

 

 

 

                                    §   l’avv.
DIUF 2, difensore dell’imputata IMPU 2, il quale formula e motiva le
seguenti conclusioni: in entrata sottolinea che IMPU 2 è afflitta da un ritardo
mentale, la sua vita è caratterizzata da esperienze traumatiche, violenze e
abusi, abusi che si sono protratti sino ai giorni nostri e che hanno comportato
un disturbo della personalità di tipo borderline. Il comportamento di IMPU 2
deve quindi essere analizzato prendendo in considerazione il suo doloroso
vissuto.

 

Per quanto riguarda il danneggiamento a danno di ACPR 2, il reato
è ammesso dagli imputati e sono adempiuti i presupposti sia oggettivi che
soggettivi del medesimo. 

 

Quanto all’imputazione di truffa, l’imputata non ha fornito
dettagli sull’orologio e ha dichiarato subito di non essere in possesso della
garanzia. Ella non ha quindi agito con astuzia. A comprova della mancanza di
astuzia, vi è anche che ACPR 8 ha dichiarato che dopo avere parlato al telefono
con l’imputata è rimasto un po’ perplesso, ma ha deciso comunque di acquistare
l’orologio. ACPR 8 avrebbe dovuto, secondo le elementari regole di prudenza,
chiedersi come mai sarebbe riuscito ad ottenere uno sconto fino a CHF 1'000.00
e avrebbe inoltre dovuto richiedere i documenti atti ad attestare l’autenticità
dell’orologio. Il reato di truffa non è quindi adempiuto.

 

Per quanto riguarda gli spari contro l’immobile la difesa non
contesta l’imputazione indicata nell’atto d’accusa. 

 

Per quanto attiene ai fatti del 28 luglio 2015, la difesa rileva
che l’imputata ricorda quasi tutto e ha precisato gli avvenimenti per filo e
per segno, senza mai minimizzare né banalizzare l’accaduto o attribuire la
responsabilità dei fatti ad altre persone, ella ha riportato le sue
dichiarazioni in maniera spontanea, come una bambina, senza alcuna strategia
difensiva, rispondendo alle domande in maniera sincera e diretta, senza
effettuare dichiarazioni nell’intento di giustificare una qualifica giuridica
piuttosto che un'altra. Non vi è quindi motivo per non crederle quando afferma
di essere stata tacciata di “troia” da ACPR 1. 

Confrontata con il rifiuto della prestazione sessuale offerta e
con l’insulto proferito, IMPU 2 si è arrabbiata, tanto da non riuscire a
metabolizzare l’accaduto, ed ha quindi maturato l’idea di farla pagare a ACPR 1,
spogliandolo anche di alcuni oggetti di valore. La difesa rileva che la volontà
di andare oltre alle semplici vie di fatto è evidente. Questo però non
significa ancora che l’imputata volesse la morte della vittima o avesse
accettato un esito infausto qualora questo si fosse prodotto. 

Per la difesa quanto accaduto configura il reato di rapina e non
quello di assassinio. Affinché possa essere ritenuto un tentativo di assassinio
è necessario che l’autore si sia rappresentato la possibilità della morte della
vittima. Ieri in aula IMPU 2 ha risposto alla Corte di avere considerato che ACPR
1 poteva morire mentre lo colpiva. Tradotto in termini giuridici si è
rappresentata la morte della vittima, ma questo non significa ancora che
avrebbe voluto la morte della vittima qualora questa si fosse prodotta. 

In via subordinata, qualora la Corte dovesse ritenere
l’intenzionalità, la difesa chiede che venga ritenuto il reato di omicidio, e
non di assassinio, posto che l’imputata non ha agito con particolare mancanza
di scrupoli. Il fatto che vi sia stata premeditazione, spirito di vendetta o
volontà di arricchimento, non è sempre sufficiente per giustificare
l’assassinio. L’intenzione di IMPU 2 era quella di farla pagare alla vittima
per quello che le aveva fatto, e il fatto di sottrarre l’orologio era
unicamente un aspetto secondario, la volontà di sottrarre beni di valore non
può essere considerata da sola quale elemento a favore dell’assassinio.

Cita i parametri della DTF 118 IV 127, nella quale l’assassinio,
nonostante la presenza di tutti gli elementi presenti anche nel caso concreto,
ovvero la premeditazione e lo spirito di vendetta, l’assassinio non è stato
ritenuto. Per la difesa nel caso che qui ci occupa la chiave per ruote è stata
utilizzata da IMPU 2 perché in possesso del compagno al momento dei fatti e non
denota nessuna crudeltà da parte dell’imputata. Il solo fatto di aggredire
qualcuno per mezzo di calci e tramite l’utilizzo di armi non è considerato dal
TF un elemento sufficiente per l’assassinio. Il rifiuto della vittima alla proposta
di prestazioni sessuali e l’epiteto utilizzato hanno alimentato rabbia e
collera in IMPU 2, la quale non è riuscita a controllare il suo agire. Ella non
ha quindi agito per futili motivi; seppure di poca importanza un atto della
vittima nei confronti di IMPU 2 vi è stato. Per questi motivi la qualifica di
assassinio non può essere ritenuta. 

La difesa chiede quindi che per i fatti descritti al punto A.1
dell’atto d’accusa sia ritenuto il reato di rapina, subordinatamente quello di
omicidio in concorso con rapina e postula il proscioglimento della sua
assistita dal reato di truffa di cui al punto A.4 dell’atto d’accusa.

 

Quanto alla commisurazione della pena, chiede di tenere conto
delle circostanze interne dell’autrice e della sua parziale impossibilità di
evitare in particolare il reato più grave commesso il 28 luglio 2015. Riassume
le conclusioni peritali, che concludono per una scemata imputabilità di grado
medio per tutti i reati commessi. 

 

Conclude chiedendo che alla sua assistita venga inflitta una pena
detentiva massima di 5 (cinque) anni e 6 (sei) mesi, la quale deve essere
sospesa in favore di una misura ai sensi dell’art. 59 cpv. 3 CP, ovvero il
trattamento stazionario in una struttura chiusa, così come suggerito dalla
perita psichiatrica. La struttura chiusa esiste ed è stata citata anche dalla
perita psichiatrica, di modo che l’art. 56 cpv. 3 lett. c CP è rispettato, e
l’imputata ha espresso il suo desiderio di intraprendere il trattamento. 

 

Con specifico riferimento alle pretese di diritto civile degli AP,
ritiene corretto riconoscere i danni comprovati da documenti giustificativi.
Per quanto attiene al torto morale per la vittima ACPR 1 riconosce l’importo di
CHF 15'000.00;

 

 

                                    §   l’avv.
DIUF 1, difensore dell’imputato IMPU 1, il quale formula e motiva le
seguenti conclusioni: rileva che occorre tenere in considerazione diversi
aspetti, che faranno comprendere che IMPU 1 non ha mai avuto l’intenzione o
preso in considerazione e accettato il fatto che ACPR 1 potesse morire. Si
tratta prima di tutto di comprendere perché un uomo, che nella sua vita non ha
mai fatto male ad una mosca, tutto ad un tratto inizia a comportarsi dapprima
in maniera adolescenziale e poi commette l’atto riprovevole imputatogli. Il
difensore riferisce della vita anteriore dell’imputato, ponendo l’accento sul
fatto che in un periodo buio egli ha conosciuto _______, ragazza di cui si è
innamorato follemente e che gli cambierà la vita facendolo uscire dal mondo
della droga. _______ però non riuscirà mai a salvare sé stessa, perché vittima
di quel terribile male che è l’AIDS e che la porterà alla morte. In seguito IMPU
1 si sposerà e avrà un figlio, per poi divorziare poco dopo. In questo momento
difficile, l’unica persona vicina a IMPU 1 è il padre. È in questa condizione
di vita che IMPU 1 ritrova IMPU 2. Lei lo fa sentire di nuovo giovane e lui la
fa sentire finalmente protetta. Quando IMPU 2 domanda a IMPU 1 di vendicarla
bucando le gomme dell’auto della cameriera _______, egli agisce unicamente
perché così gli ha chiesto IMPU 2. A questo proposito la difesa rileva che i
danneggiamenti non sono contestati. 

 

A questo punto IMPU 2 comprende che IMPU 1 è dalla sua parte e gli
racconta quindi quanto avvenuto con ACPR 1, fatti avvenuti solo in minima
parte, ciò che IMPU 1 scoprirà però solo in corso d’inchiesta. IMPU 2 racconta
di avere insistito con IMPU 1 per la vendetta, mentre lui inizialmente le
avrebbe detto di lasciar perdere. IMPU 1 è riuscito inizialmente a controllare
la rabbia, limitandosi a scherzi adolescenziali, ma la relazione tra IMPU 1 e IMPU
2 cresce, tanto che IMPU 1, dopo anni di astinenza, ad un certo punto decide
addirittura di ricominciare a consumare cocaina. Egli asseconda infatti IMPU 2
in tutto e per tutto, lei lo fa sentire nuovamente un ragazzino e come tale
inizia a comportarsi, come dimostrano tra le altre cose gli spari della notte
di capodanno, non contestati dalla difesa. 

 

Del reato di truffa, per contro, IMPU 1 non si ritiene minimamente
responsabile. Egli ha inizialmente deciso di assumersi tutte le colpe,
dimostrando chiaramente fino a che punto è riuscito ad arrivare per proteggere
la compagna. Di fatto, IMPU 1 ha unicamente prestato il suo PC a IMPU 2 per
inserire l’annuncio e, ricevuta la mail da ACPR 8, ha semplicemente chiesto a IMPU
2 se intendeva accettare l’offerta o meno. Anche IMPU 2 ha inizialmente
affermato che IMPU 1 non sapeva che l’orologio era falso e che lui di orologi
non si intendeva minimamente. Non esiste nessun elemento, oltre alle
dichiarazioni di IMPU 2, che lasci intendere l’adempimento oggettivo e
soggettivo del reato da parte di IMPU 1. La difesa chiede quindi il
proscioglimento del suo assistito dal reato di truffa, subordinatamente che
egli venga considerato quale complice e non correo. 

 

Il reato di favoreggiamento non è contestato. Ed è forse proprio
questa dimostrazione di fedeltà, che ha indotto IMPU 2 a credere che IMPU 1
l’avrebbe accompagnata in quella che all’epoca sarebbe stata solo una vendetta
nei confronti di ACPR 1. 

 

IMPU 2 ha quindi elaborato una strategia subdola per convincere IMPU
1 ad aiutarla, arrivando anche a riferirgli della morte di AIDS per farlo
imbestialire, come da lei stessa ammesso. IMPU 1 non è una bestia e nonostante
la rabbia nei confronti di ACPR 1, cerca di calmare IMPU 2. La stessa è però
sempre più insistente, dicendogli anche che è un uomo “senza palle”. In
fine, quindi, per paura di perdere anche lei, IMPU 1 si lascia convincere agli
scherzi telefonici. Quanto dichiarato da ACPR 1 in merito alle telefonate
comprova che IMPU 1 non intendeva passare all’atto concreto e che ha sempre
dissuaso IMPU 2 dall’agire. Dopo la prima telefonata nessuno si è infatti
presentato al bar per incontrare ACPR 1. La stessa IMPU 2 ha dichiarato che
quando gli diceva di uscire a cercare ACPR 1, IMPU 1 inventava sempre una
scusa. 

Il difensore rileva che proprio dopo questa prima telefonata viene
a mancare il padre di IMPU 1, l’unica persona che, oltre a IMPU 2, gli è
vicina. Riassume le conclusioni peritali in merito al carattere di IMPU 1,
sottolineando che gioca un ruolo determinante la malleabilità del peritando
rispetto alla volontà altrui, essendo egli un individuo debole e influenzabile.
IMPU 2 capisce quindi che è il momento giusto per preparare la sua vendetta nei
confronti di ACPR 1. È quindi da questo momento che prende piede il piano, con
la seconda telefonata. 

La notte del 28 luglio 2015, a nemmeno 10 giorni dalla scomparsa
del padre, dinanzi alla paura di perdere l’unica persona che gli è rimasta
accanto, IMPU 1 si lascia convincere a fare l’errore più grande della sua vita,
un errore che non ha mia contemplato però la morte di ACPR 1. IMPU 1 difatti
non si rende nemmeno irriconoscibile travestendosi, e non si munisce né di uno
dei suoi fucili né di uno dei numerosi coltelli a serramanico in suo possesso.
I due si muniscono di un fucile soft air col quale non avrebbero potuto
cagionare la morte di nessuno. IMPU 1, di fronte alla possibilità di prendere
una spranga più lunga e più facilmente impugnabile, anche presente nel baule, o
un fucile, decide di munirsi dell’oggetto meno atto a provocare ferite gravi,
ovvero la chiave a croce. 

IMPU 1 ha sempre avuto l’intenzione di colpire il casco per non
infierire sulla vittima. È quindi inverosimile pensare che IMPU 1 abbia mai
preso in considerazione e accettato il rischio di causare la morte di ACPR 1,
né con i suoi colpi né con quelli di IMPU 2, che lui ha visto colpire solo sul
corpo e non sul viso. IMPU 1 durante tutte le indagini ha sempre dichiarato di
non avere mai avuto l’intenzione di uccidere ACPR 1 e di non avere mai pensato
che ACPR 1 potesse morire (cfr. ad esempio VI PP 05.11.2015). Per quanto
riguarda la risposta da lui data in aula alla domanda a sapere se avesse
considerato di poter uccidere la vittima, rileva che se avesse capito il senso
della domanda non avrebbe certo risposto affermativamente, come invece ha
fatto. Anche se la corte dovesse ritenere che in quel momento IMPU 1 avesse
preso in considerazione il fatto che la vittima potesse morire, la Corte dovrà
pure dimostrare che egli abbia accettato questo rischio. Riassume i presupposti
del dolo eventuale e della negligenza cosciente (DTF 133 IV 222), per sostenere
che IMPU 1 non ha agito intenzionalmente.  

Subordinatamente, qualora la Corte dovesse ritenere
l’intenzionalità, contesta la qualifica giuridica dell’assassinio, essendo il
motivo unicamente quello di vendicarsi. Non è stata la rapina la ragione per
cui gli imputati si sono accaniti su ACPR 1; avrebbero infatti potuto portargli
via l’orologio senza tutto quello che hanno fatto. Cita i parametri della
sentenza del Tribunale cantonale di San Gallo del 19 giugno 2002, secondo cui
la situazione psichica dell’autore deve essere presa in considerazione nella
scelta della qualifica dell’atto quale omicidio o assassinio.

Alla luce di quanto esposto, chiede che il suo assistito venga
prosciolto dall’accusa di assassinio, mentre si riconosce invece colpevole del
reato di rapina e di tutti gli altri capi d’accusa, assumendosi la piena
responsabilità anche per i fatti avvenuti nei giorni successivi il 28 luglio
2015, i quali non sono comunque in relazione diretta con l’atto.

 

Quanto alla commisurazione della pena, la difesa si affida al
prudente giudizio della Corte, chiedendo di tenere conto della lieve scemata
imputabilità, della collaborazione, dell’assenza di precedenti, del
comportamento avuto in carcere, della carcerazione sofferta, che la pena
richiesta dall’accusa venga drasticamente ridotta e non sia superiore a quella
inflitta alla coimputata.

 

Per le pretese civili dell’AP ACPR 1 si rimette al prudente
giudizio della Corte, mentre postula il rinvio al competente foro civile per
quanto riguarda le pretese degli ulteriori AP.

 

 

Considerato,                  in fatto ed in diritto

 

 

                                    I)   Correzioni dell’atto
d’accusa

 

 

                                   1.   Per le correzioni dell’atto
d’accusa si rinvia al verbale del dibattimento osservando che, con l’accordo
delle parti, il punto 1 è stato modificato nel senso che il nome della vittima
è ACPR 1 e non, come indicato, _______. 

 

Le parti hanno inoltre acconsentito a modificare il punto 1 nel
senso che il fucile soft air che sarebbe stato utilizzato da IMPU
2 risulta essere, sulla base delle fotografie, un M16 (AI 211, fotografie da 8
a 11; elenco oggetti sequestrati, p. 9 dell’AA: “fucile softair di marca _______
(replica M16)” e non un Kalashnikov.

 

Con l’accordo delle parti, il punto 2 è stato modificato nel senso
che la rapina è in parte tentata, posto come emerge dai verbali degli imputati
che gli stessi avrebbero pure tentato di sottrarre il bracciale alla vittima,
non riuscendo tuttavia nel loro intento.

 

Le parti hanno in fine acconsentito alla proposta di modificare il
punto 2 nel senso che il denaro che sarebbe stato sottratto all’AP corrisponde
a CHF 180.00 e EUR 200.00, come emerge dai verbali della vittima, e non CHF
200.00 e EUR 180.00.

 

 

                                   II)   Curriculum vitae e
precedenti penali degli imputati

 

 

                                  a)   IMPU 1

 

                                   2.   IMPU 1 è nato il ___________
a _______, da genitori __________.

 

Al PP l’imputato ha fornito un breve riassunto della sua vita:

 

"
Sono nato a _____ perché in quel momento i miei genitori
lavoravano in _______. Mio papà era _______ e mia madre era _______. Quando
avevo 3 anni siamo rientrati in ______, a __________. 

…omissis…

 

ADR che in validità da 7 anni per motivi psichici.

L'ultima attività che ho avuto è quella di ________.

ADR che a parte alcuni episodi di circolazione stradale non ho
precedenti penali.

ADR che ho qualche debito di cassa malati e di carta di credito.
In totale dovrebbero essere circa CHF 4'500.-.”

(VI PP 21.08.2015, p. 2, AI 9).

 

In merito alla vita anteriore di IMPU 1 si richiama l’anamnesi
contenuta nella perizia psichiatrica del 21 ottobre 2015 del Dr. _______ (AI
179, p. 6-11):

 

"
Anamnesi famigliare

La madre, (____) sarebbe originaria di _____. 

…omissis…

Particolare attenzione merita la malattia psichiatrica della quale
avrebbe sofferto la madre. Sappiamo che si tratta di una patologia che avrebbe
cominciato a manifestarsi poco dopo la nascita del peritando (____). Non è
chiara la diagnosi; a detta del peritando sarebbe stata una patologia caratterizzata
dall'alternanza di periodi di grossa sofferenza psichica a momenti di maggior
compenso. Potrebbe essere stata una grave sindrome depressiva ricorrente.
Sappiamo inoltre che la donna sarebbe stata sottoposta a sedute di elettroshock
e ricoverata più volte presso cliniche psichiatriche. Le condizioni psichiche
si sarebbero poi progressivamente stabilizzate nel corso degli anni.

La madre viene descritta come una donna dal carattere difficile.
Il peritando avrebbe sofferto della sua assenza (fisica e affettiva) in età
infantile. Verosimilmente avrebbe giocato un ruolo decisivo, a tal proposito,
la malattia psichica, che sarebbe stata particolarmente invalidante proprio
negli anni dell'infanzia del peritando.

In età adulta i rapporti fra la madre e il figlio sarebbero
rimasti scarsi e, quando c'erano, conflittuali- il peritando ricorda di essersi
recato una volta in _______ per farle visita e di essere tornato in ______
subito dopo averla vista, perché avevano già cominciato a litigare.

I genitori si sarebbero separati pochi anni dopo la nascita del
secondogenito _________: a detta del peritando, perché il padre non avrebbe
accettato di dover "convivere" con la malattia della moglie. …omissis…

 

_____ (____) è il fratello secondogenito del paziente. Avrebbe iniziato
a manifestare problemi psichici da quando era bambino. Sarebbe stata formulata,
ormai molti anni fa, la diagnosi di schizofrenia e abuso etilico. 

…omissis…

 

Anamnesi personale.

Nasce il _________ a _____ (Canton _____) al termine di una
gravidanza fisiologica, da parto eutocico. Lo sviluppo somatopsichico, secondo
quanto appreso dal peritando negli anni, sarebbe stato normale. 

…omissis… 

Nel periodo dell'infanzia, non si sarebbero verificati particolari
eventi traumatici. Il peritando però non descrive un'infanzia serena e felice.
I genitori sarebbero stati piuttosto severi e lo avrebbero lasciato per molto
tempo da solo, affidato alle cure di bambinaie (vicine di casa); questo perché
molto impegnati sul lavoro. In particolare, il peritando avrebbe sofferto molto
della mancanza del contatto materno. Inoltre, il rapporto fra i genitori
sarebbe stato difficile e conflittuale, specie dopo l'esordio della malattia
psichiatrica della madre, che avrebbe manifestato i primi sintomi poco dopo la
nascita del peritando.

Di sé, il peritando dice di essere stato un bambino piuttosto
agitato, vivace e curioso. 

…omissis…

Nel ______ nasce il fratello secondogenito _______. Il peritando,
che allora aveva sette anni, descrive quest'evento in termini decisamente positivi:
sarebbe stato molto felice poiché sarebbe finito quel periodo di solitudine da
figlio unico.

…omissis… 

 

Dal 2003 i medici curanti avrebbero certificato un'inabilità
totale per motivi psichiatrici. Successivamente sarebbe stato riconosciuto
dall'ufficio AI un grado d'invalidità del 70% (rendita intera dal 2004).

 

Il peritando afferma di avere avuto la sua prima relazione
affettiva stabile a 18 anni, con una ragazza di nome __________. A questa
relazione, durata circa due anni, avrebbero fatto seguito relazioni brevi e
poco importanti, fino a quando avrebbe conosciuto la futura moglie _______. Il
matrimonio risalirebbe al _______. …omissis… in seguito la relazione si sarebbe
deteriorata e i due si sarebbero separati e poi divorziati. Secondo il peritando,
il primo matrimonio sarebbe finito perché _______ non avrebbe accettato i suoi
problemi psichici e le loro conseguenze sulla vita di coppia. Poco dopo la
separazione da _______, il peritando avrebbe conosciuto _______, di professione
_______, con cui si sarebbe risposato, nel _______. _______ avrebbe smesso di
lavorare dopo essere rimasta incinta di _______, il primo e unico figlio della
coppia. La famiglia si sarebbe stabilita a ______ e in seguito _______ avrebbe
ripreso a lavorare.

Per molti anni _______ avrebbe rappresentato l'unica ragione che
lo avrebbe tenuto legato alla moglie, con la quale il rapporto sarebbe
diventato progressivamente sempre più conflittuale. Dopo un lungo periodo di
crisi coniugale, il peritando avrebbe scelto di porre fine al matrimonio nel _______:
avrebbe ricevuto la "spinta decisiva" nel prendere questa decisione
da una dottoressa che l'avrebbe seguito durante un ricovero presso la ___ di ______.
In seguito il peritando avrebbe vissuto una situazione tendente all'isolamento sociale
e relazionale; avrebbe sofferto molto di solitudine e il periodo dopo il
divorzio sarebbe stato particolarmente difficile e penoso. L'unica figura in
grado di aiutarlo e sostenerlo sarebbe stato il padre.

 

Circa un anno fa il peritando avrebbe iniziato a frequentare IMPU
2 (_____), una ragazza che avrebbe conosciuto anni prima durante un ricovero
presso la ___ di ______: i due avrebbero cominciato una relazione vera e
propria a inizio 2015 e dopo poco tempo sarebbero andati a vivere insieme (a
casa della ragazza).

Lei viene descritta come "un maschiaccio", con una
passione per le armi e per gli orologi. Il peritando sarebbe stato da subito
attratto da lei, ma inizialmente non avrebbe creduto di poter avere una
relazione poiché immaginava fosse lesbica. Il peritando sarebbe rimasto
particolarmente colpito dal passato di IMPU 2, la quale avrebbe subito abusi e
violenze da parte di uomini. Lui sarebbe riuscito a toglierle la
"corazza", avrebbe cercato di renderla più dolce e l'avrebbe trattata
come nessun uomo aveva fatto prima.

Nell'ultimo anno il rapporto del peritando con il figlio sarebbe
decisamente peggiorato: i due si vedrebbero raramente, poiché _______ non
manifesterebbe mai il desiderio di incontrarlo. A detta del peritando, il
ragazzo sarebbe stato nettamente influenzato in merito dalla madre, la quale
penserebbe che il padre lo porti "sulla cattiva strada". Il
peritando, a malincuore, avrebbe comunque accettato di vedere così poco _______
e non avrebbe insistito molto per far valere i propri diritti genitoriali.

 

Anamnesi patologica psichiatrica:

Fino al 1994 assenza di disturbi soggettivi per quanto concerne
l'aspetto psichiatrico; dal 1994 il peritando avrebbe cominciato a sperimentare
una sintomatologia riconducibile ad attacchi di panico (malessere, sudorazione,
sensazione di svenire), soprattutto quando si sarebbe trovato in luoghi
affollati oppure in automobile, in attesa al semaforo. Per diverso tempo non
sarebbe stato più in grado di viaggiare in galleria, sia come conducente sia
come passeggero.

Nel _______ si sarebbe recato negli _____ per turismo con la prima
moglie: durante il viaggio d'andata si sarebbero manifestati i sintomi sopra
descritti e il paziente avrebbe deciso di ritornare in _______ il giorno
seguente poiché eccessivamente preoccupato e spaventato. Per diverso tempo il
peritando non avrebbe pensato a una problematica di natura psichiatrica; il
primo a spiegargli che soffriva di un disturbo psichico sarebbe stato il Dr. ________,
generalista di ____________. In seguito il Dr. ______ (internista di ______)
gli avrebbe prescritto Xanax (ansiolitico), che per diversi anni lo avrebbe
aiutato molto e gli avrebbe permesso di godere di un discreto compenso sul
piano dei sintomi ansiosi (gli attacchi di panico si sarebbero presentati meno
frequentemente). Il Dr. _______ lo avrebbe seguito sul piano psichiatrico per
qualche anno. Al disturbo d'ansia si sarebbe associata una sintomatologia di
tipo depressivo, con idee di morte ricorrenti.

Il peritando sarebbe giunto all'attenzione specialistica
psichiatrica solo nel 2003, quando sarebbe cominciata la presa a carico con la
Dr.ssa ______, la quale lo segue tuttora (negli atti si parla anche di una
presa a carico di qualche mese presso il Servizio _______ di ______, sempre nel
2003).

 

Il peritando è stato ricoverato nove volte in ambito psichiatrico;
seguono brevi riassunti dei rapporti d'uscita:

 

Degenza dal 28.08.2003 al 29.08.2003 presso la Clinica ___________:

vengono poste le diagnosi di sindrome mista ansioso -
depressiva (F41.2) e disturbo di personalità misto (tratti antisociali e
abbandonici) (F61.0). Il peritando avrebbe mostrato subito un atteggiamento
di rifiuto verso l'ambiente della clinica, affermando di temere che il suo
umore avrebbe potuto peggiorare. Dopo un giorno di degenza avrebbe chiesto le
dimissioni.

 

Degenza dal 12.05.2004 al 18.05.2004 presso l'Ospedale ________________:

posta una diagnosi di agorafobia con sindrome da attacchi di
panico (F 40.01). Durante la degenza sarebbe emersa una progressiva
difficoltà del paziente nel rimanere in reparto a causa del peggioramento
soggettivo della sintomatologia fobico-ansiosa che l'avrebbe portato a chiedere
la dimissione.

 

Degenza dal 17.09.2007 al 21.09.2007 presso l'Ospedale ____________:

poste le diagnosi di ansia episodica parossistica (F41.0) con
aspetti agorafobici e ansiosi generalizzati ed episodio depressivo di media
gravità (F32.1). Dal secondo giorno di degenza il paziente avrebbe
formulato la richiesta di rimanere in clinica solo pochi giorni, per ritornare
a casa e sostenere la moglie, reduce da un intervento chirurgico. Il paziente
avrebbe mostrato in quest'occasione buone capacità relazionali. Alla luce del
miglioramento del tono affettivo, già osservato qualche giorno prima del
ricovero, il paziente avrebbe confermato la sua volontà di essere dimesso dopo
cinque giorni di ricovero.

 

Degenza dal 27.04.2009 al 02.05.2009 presso la Clinica _______:
ricovero volontario che sarebbe stato chiesto dalla psichiatra curante per
peggioramento della sintomatologia ansioso-depressiva reattiva a conflittualità
coniugali e al recente ritiro della patente (eccesso di velocità).

Poste le diagnosi di disturbo di personalità non specificato
(F60.9) e sindrome mista ansioso depressiva (F41.2). Trasferimento presso
l'Ospedale ____________ in data 02.05.2009.

 

Degenza dal 02.05.2009 al 08.05.2009 presso l'Ospedale ____________:

poste le diagnosi di ansia episodica parossistica (F41.0) e
sindrome depressiva ricorrente, episodio di media gravità (F33.1). Ben
inserito nella vita di reparto, la qualità del sonno sarebbe migliorata e la
tensione endopsichica sarebbe diminuita, anche questo ricovero sarebbe stato
visto dal paziente come un intervento di crisi, di durata limitata.

 

Degenza dal 15.12.2010 al 23.12.2010 presso la Clinica _______:
ricovero volontario che sarebbe stato chiesto dalla psichiatra per
peggioramento del quadro depressivo con isolamento socio - relazionale e
apatia. Dopo alcuni giorni di degenza il peritando avrebbe chiesto la
dimissione, che sarebbe stata concordata per l'assenza di estremi per un
obbligo di ricovero. Confermate le diagnosi poste in occasione del primo
ricovero presso la ___.

 

Degenza dal 07.12.2011 al 14.12.2011 presso la Clinica _______:
ricovero volontario su segnalazione della psichiatra per un peggioramento del
quadro depressivo con attacchi di panico e quote d'ansia fluttuanti.
Rivalutazione della terapia e stabilizzazione del quadro clinico. Confermate le
diagnosi.

 

Degenza dal 15.12.2011 al 23.12.2011 presso la Clinica _______:

ricovero volontario per tensione endopsichica e ansia al domicilio
a causa di tensioni relazionali in ambito familiare. Il peritando si sarebbe
autodimesso al domicilio. Confermate le diagnosi.

 

Degenza dal 13.08.2015 al 21.08.2015 presso la Clinica _______:
dopo essere stato ascoltato dalla Polizia in relazione ai fatti del 07.08.2015
il paziente avrebbe chiesto volontariamente il ricovero, che sarebbe stato
organizzato dalla psichiatra curante. Il paziente avrebbe lamentato
all'ingresso la presenza di sintomatologia ansiosa, non oggettivabile durante
il ricovero. Non si sarebbero riscontrati elementi psicopatologici di rilievo
durante il periodo di osservazione. In data 21.08.2015, dopo essere stato
nuovamente interrogato dalla Polizia (a proposito dell'aggressione del 28.07.2015)
il peritando sarebbe stato arrestato. Diagnosi di disturbo di personalità
misto (F61.0).

 

Negli anni lo schema psicofarmacologico sarebbe rimasto
sostanzialmente invariato. Come detto sopra, il peritando avrebbe sempre
assunto Xanax come ansiolitico. In un secondo tempo avrebbe assunto Tofranil
(antidepressivo), poi sospeso. A Xanax sarebbero stati successivamente
affiancati Seropram (antidepressivo), Zyprexa (antipsicotico atipico) e Stilnox
(ipnotico).

Lo schema terapeutico psicofarmacologico attuale (al 27.09.2015)
sarebbe composto da questi quattro medicamenti.

 

Abitudini e anamnesi fisiologica:

Fumerebbe circa due pacchetti di sigarette al giorno da quando ha
14 anni.

Alcool: un quadro tendente all'abuso dai 18 ai 25 anni. Si sarebbe
ubriacato spesso con gli amici e sarebbe stato fermato due volte dalla Polizia
in stato d'impregnazione etilica: avrebbe trascorso nove giorni in carcere. Da
allora non avrebbe mai più consumato alcool (negli atti il peritando ammette
uno sporadico consumo di vodka).

Avrebbe consumato cocaina regolarmente dai 20 ai 25 anni, poi
avrebbe smesso del tutto.

Da quando frequenta IMPU 2 avrebbe ricominciato con la cocaina,
attualmente la utilizzerebbe una volta al mese (nel verbale di confronto del
02.10.2015 il peritando ammette tuttavia un consumo

maggiore, fino a 0,8 g ca ogni due giorni da febbraio / marzo).

Avrebbe inoltre consumato cannabis in passato (non regolarmente).

Il ritmo sonno veglia sarebbe ultimamente disturbato con
difficoltà nell'induzione.

L'appetito sarebbe ultimamente scarso.

Nega allergie.

 

Anamnesi patologica somatica.

Lombalgia non meglio specificata. 

Nefrolitiasi (2006). 

Mononucleosi (1995). 

Tonsillectomia (infanzia).”.

 

 

                                   3.   Quanto ai suoi precedenti
penali, IMPU 1 è stato oggetto di un procedimento penale in _______ nel 2009,
il quale ha portato alla sua condanna, con decreto d’accusa del 30 giugno 2009
del Ministero Pubblico del Cantone ______, alla pena pecuniaria di 10 aliquote
giornaliere da CHF 50.00 cadauna, sospesa per un periodo di prova di 3 anni,
per il reato di infrazione grave alle norme della circolazione (Estratto del
casellario giudiziale, AI 6).

 

In sede dibattimentale l’imputato ha riferito che al momento dei
fatti percepiva CHF 2'200.00 mensili dall’AI, oltre a CHF 1'100.00 ogni tre
mesi dalla LPP, denaro che - a suo dire - gli sarebbe bastato per far fronte al
suo fabbisogno mensile (VI DIB 19.04.2016, p. 2, allegato 1 al verbale
dibattimentale).

 

 

 

                                   4.   Relativamente al suo
rapporto con gli stupefacenti, IMPU 1 ha riferito di avere consumato cocaina
dai 20 ai 25 anni e di avere poi nuovamente assunto questa sostanza dal mese di
gennaio 2015 fino al mese di luglio 2015, finanziando il consumo con le sue
entrate mensili (VI DIB 19.04.2016, p. 2, allegato 1 al verbale
dibattimentale).

 

 

                                   5.   Interrogato in merito alle
sue prospettive di vita, l’imputato, che in carcere ha dichiarato di lavorare
percependo circa CHF 470.00 mensili occupandosi di “separare i metalli dalla
plastica” (VI DIB 19.04.2016, p. 2, allegato 1 al verbale dibattimentale),
ha dichiarato:

 

"
Sono consapevole di quello che ho fatto e quando uscirò sarò
un’altra persona. Questo è l’insegnamento che ho tratto da questa vicenda e non
ripeterò più fatti analoghi.”

(VI DIB 19.04.2016, p. 2, allegato 1 al verbale dibattimentale).

 

 

                                  b)   IMPU 2

 

                                   6.   IMPU 2 è nata il _________
a _________. Non potendo la madre biologica occuparsi di lei, alla nascita è
stata affidata alla nonna, la quale l’ha lasciata in un orfanotrofio. All’età
di 3 anni, l’imputata è stata adottata dai coniugi _____________ e portata in ______
(perizia psichiatrica della Dr.ssa _______, AI 176, p. 5).

 

Al PP IMPU 2 ha così riassunto la sua vita:

 

"
Sono nata in _________. Poco dopo la nascita sono stata collocata
in un orfanatrofio. All'età di 3 anni i miei genitori adottivi, i signori _______,
sono venuti a prendermi e mi hanno portato a casa loro a _______. Preciso che i
miei genitori avevano già adottato un'altra bambina di pochi mesi, che si
chiama _______.

 

ADR che con _______ non sono mai andata d'accordo già da quando
eravamo piccole.

 

Ho frequentato le scuole speciali di _________ e poi a ________.
Con l'Ai sono poi riuscita a ottenere il diploma di _______. Non so a che età
ho ottenuto il diploma. Comunque ero già maggiorenne. Non ho mai potuto
lavorare, perché avevo troppi problemi. Fin dall'adolescenza sono stata in cura
da psicologi e psichiatri. Sono in cura dal dr. ________ ormai da quattro anni.
Sin da adolescente ho iniziato ad assumere dei medicamenti. Attualmente assumo
degli antidepressivi e ansiolitici. Da quanto mi è stato spiegato ho questi
problemi un po' per quello che ho passato dalla mia infanzia. Mi è stato
raccontato che quando ero in _________ sono stata abusata. Mi è stato detto che
ero stata toccata e che mi avevano fatto dei pizzicotti nelle parti intime.
Questo quando mi trovavo in orfanatrofio. Ho poi avuto un'altra brutta
esperienza quando avevo 13 anni, e questo a causa del mio ex ragazzo, di cui
però non voglio parlare. Lui aveva 30 anni circa. Avevo fatto denuncia e la
questione si è conclusa.

Un po' per tutto questo insieme di cose non sono mai riuscita a
lavorare. Per altri problemi, oltre a questi, mi è stata anche riconosciuta una
rendita Al al 100%.

 

ADR che dopo che ho vissuto con i miei genitori, da maggiorenne,
ma non so esattamente quando, sono poi andata a vivere a _______, perché non
volevo più vivere con i miei. Da qualche anno vivo da sola. Dapprima da sola.
Da 4 o 5 mesi vivo con IMPU 1 a _______.

 

ADR che ho conosciuto IMPU 1 a ______ durante un ricovero. Non
saprei dire in che anno. Non l'avevo più visto per tanto tempo. L'ho poi
rincontrato a _______ circa un anno fa.

 

ADR che con i miei genitori non ho più rapporti, e non mi
interessa averne.

 

ADR che vado solitamene dal dr. _________ circa ogni due settimane
per un’ora. Attualmente ero ricoverata a ______, perché avevo fatto quella
scemata con la pistola soft-air. Ci era stato consigliato dalla Polizia e avevo
accettato, perché comunque non ristavo bene, e non sto bene tutt’ora, e volevo
anche cambiare i medicamenti, cosa che è stata fatta in clinica. 

 

ADR che oggi sono uscita dalla clinica, perché dovevo accompagnare
IMPU 1 a prendere la macchina a _______, per portarla a ______, in quanto non
era chiusa a chiave e avevo in auto tutti i miei orologi. Orologi che avrei poi
dato in custodia agli infermieri a ______.

 

ADR che avevo cessato di prendere i medicamenti il giovedì e il
venerdì dei fatti del soft-air, che sono avvenuti il 7 agosto. Non so neanch'io
perché in quei giorni ho smesso di prendere il medicamento. Non l'ho mai fatto
in precedenza. Sapeva che il medico che il medico voleva cambiarlo, e ho smesso
di prenderli.”

(VI PP 21.08.2015, p. 2 e 3, AI 8).

 

Nel verbale del 1. settembre 2015, IMPU 2 ha riferito di essere
stata vittima di abusi sessuali in _________, prima dei 3 anni, così come pure
più tardi, da parte di tale _______:

 

"
Voglio precisare che, non ricordo più quando, c’era stata una
denuncia da parte mia per degli abusi sessuali. Non ricordo a quando risalgono
i fatti. Ricordo però che l’autore era _______ e l’avevo denunciato dopo
diversi anni dai fatti. Ho già denunciato questi fatti; ma poi avrei dovuto
fare un confronto e un processo, ma il mio medico aveva detto che non ero in
grado di sopportarlo per via della mia patologia e delle mie crisi di nervi.

(…) ho subito degli abusi in _________ prima dei 3 anni, e poi
solo gli abusi da parte di _______.”

(VI PP 01.09.2015, p. 2, AI 58).

 

 

                                   7.   La vita della prevenuta è
stata oggetto di puntuale disanima da parte della perita psichiatrica Dr.ssa ________
(AI 176, p. 5-10):

 

"
Anamnesi familiare e personale

Gli elementi dell'anamnesi sono stati in parte raccolti durante i
colloqui con la peritanda ed integrati in seguito con i dati degli atti e delle
cartelle cliniche a causa della difficoltà della Sig. IMPU 2 a ricostruire
precisamente la cronologia degli eventi.

 

La Sig. IMPU 2 nasce in _________, a _______, il __________, ma la
data di nascita non è corroborata da un certificato ufficiale. La madre
biologica non può occuparsi della bambina, la affida alla nonna che la lascia
in seguito in orfanotrofio. All'età di tre anni, è adottata dai coniugi _______,
sposati dal _______ e che non possono avertigli. I genitori adottivi cambiano
il nome della bambina da _________ a IMPU 2. La famiglia ha già adottato un'altra
bambina, _______, che all'epoca ha _______ anni e che oggi abita in un
appartamento _______.

 

…omissis…

La Sig. IMPU 2 descrive oggi i suoi genitori come "buoni come
il pane" e giusti.

Al suo arrivo in ______, la bambina è sottopeso (11 kg), con un
manifesto ritardo di crescita e di sviluppo psicomotorio. Non parla, si rifugia
sotto il tavolo, mostra chiari segni di paura, non cammina e non controlla gli
sfinteri. Sarà seguita dal __________ di _________ (Dr.ssa _______, psicologa).

Frequenta per tre anni la scuola d'infanzia a _______, di cui uno
come bambina rinviata dalla scolarità obbligatoria. La madre descrive
comportamenti singolari della bambina come il terrore di entrare nella vasca da
bagno o il fatto di tagliare i capelli alle bambole o di decapitarle.

Integrerà comunque la scuola elementare, ripetendo _______. In
prima elementare è segnalata al Servizio di sostegno pedagogico per importanti
difficoltà di apprendimento e sarà seguita da un docente di sostegno.

Nel _______, quando la Sig. IMPU 2 frequenta la quinta elementare,
una proposta di integrazione in classe speciale ("i programmi erano più
semplici, c'erano meno bambini da seguire") è accolta dai genitori solo in
un secondo tempo. Il rapporto del Sig. _______ (servizio del sostegno pedagogico)
descrive una bambina dispersiva, invadente, in difficoltà nel rispettare le
regole del gruppo, poco rispettosa degli oggetti degli altri; con un ritardo
grafico e difficoltà di comprensione delle consegne. La conclusione parla in
favore di "un ritardo strutturale disarmonico all'interno dello stadio
operatorio, presenti competenze linguistiche e lessico carenti. Presenza di un
quadro di inibizione intellettuale. L'evoluzione è stata difficile per la
presenza delle varie carenze subite dalla ragazza nella prima infanzia. Il
quoziente intellettivo verbale, scala WISCV R è di 74".

Sempre a 13 anni, è molestata da un adulto conosciuto su un
battello a _________ che le avrebbe scattato delle foto e filmata in video
(questo episodio è raccontato dalla peritanda, ma i dettagli sono riportati
dalla cartella clinica).

La peritanda otterrà la licenza elementare nel giugno _______ dopo
_______ anni di scuola. Sulla base di questo risultato, l'Ispettorato delle
scuole speciali, nel _______, propone ai genitori della peritanda l'inserzione
in attività professionali di tipo protetto associate ad un inquadramento
scolastico che riprenda e accompagni rispetto alle regole del mondo del lavoro.

Questa proposta è rifiutata dai genitori che preferiscono
iscrivere la figlia ad un corso serale che prepara alla licenza della scuola
media al fine che questa possa integrare successivamente un apprendistato come _______.

La madre decide quindi di iscriverla in una scuola privata serale
(_____________) che le permetterà a _______ anni di ottenere la licenza media.

La peritanda proverà ad effettuare una formazione come _______ (4
mesi), poi _______, poi _______ senza che nessuno di questi apprendistati possa
concretizzarsi in un vero e proprio sbocco professionale.

Nel _______, integra la Scuola ___________ nel laboratorio
multifunzionale e il loro internato a _________. Il rapporto intermedio degli
operatori descrive una giovane motivata, rispettosa e volenterosa, ma molto
fragile ed influenzabile, con diversi sbalzi di umore, ancora alla ricerca
della sua identità. Presenta delle buone capacità manuali una certa attitudine
al disegno e un certo bisogno di muoversi. "Ha una grande sete di
relazioni che però non sempre riesce a gestire al meglio". E' carente
nella cura del corpo, nell'ordine in camera e nella gestione dei soldi. In
seguito a quest'anno di orientamento professionale, nel _______ la Sig. IMPU 2
integra il progetto di formazione come _______ sempre affiancata e inquadrata
dalla _________ (e in internato a _________).

Il rapporto del primo semestre del _______ mette in evidenza la
necessità di accompagnare la giovane in alcuni settori della gestione della sua
autonomia (igiene, e cure personali, gestione finanziaria, ordine e
pianificazione). La fragilità psichica, sempre presente, vede nel contempo un
incremento nella capacità di sopportare la solitudine, diminuire le crisi di
pianto e gli atti di autolesionismo. I genitori le hanno messo a disposizione
un appartamento a _______ in cui la peritanda si reca i fine settimana anche
per passare del tempo con il suo compagno dell'epoca (__________).

Nel _______, i progressi della Sig. IMPU 2 sono discreti, ma
rimangono evidenti le difficoltà nell'igiene, nell'organizzazione personale e
nella fragilità del carattere, tutti fattori che influenzano la sua regolarità
e il rendimento lavorativo.

Tra giugno ed agosto _______ affronta e riesce gli esami di _______,
superandoli con la media del 4.9. La capacità di guadagno è valutata attorno al
50%. In questo stesso periodo vi è la nomina di un curatore per la gestione
(Don _______) e il progetto per l'integrazione di un appartamento protetto
gestito dalla Fondazione ________ che sembra il quadro più adatto per la
peritanda a causa sempre delle difficoltà a gestire l'autonomia.

Nell'ottobre del _______, le viene riconosciuto un grado di
invalidità del 50% a il mandato di aiuto al collocamento.

Nel gennaio del 2011, l'integrazione nel mercato libero del lavoro
sembra ancora troppo difficile. La Sig. IMPU 2 integra in questo periodo la _______
di _______, ma l'instabilità emotiva e comportamentale richiederanno un grande
inquadramento ed anche un ricovero ospedaliero (___ 26.02.2011-17.03.2011).
Parallelamente la peritanda integra il laboratorio protetto ______ al _____, in
cui gli operatori segnalano un buon rendimento ed integrazione. In questo
stesso periodo, il Dr. _______ (psichiatra della _____________) sottolinea il
desiderio della Sig. IMPU 2 di intraprendere un percorso di cambiamento
dell'identità sessuale.

La proposta di integrare una struttura nel _______ non va in porto
a causa delle riattualizzazione di traumi legati ad un'aggressione subita
intorno ai 18 anni.

Dall'ottobre 2011 la rendita d'invalidità è passata al 100%.

Dal dicembre 2012 vive in un appartamento autonomo a _______.

Deciderà in seguito di non continuare un'attività professionale in
ambito protetto sentendosi "umiliata" dal fatto di guadagnare 2 CHF
al giorno e preferendo piuttosto rinunciare a lavorare.

Durante un ricovero a ______ conosce il Sig. IMPU 1 con cui stabilisce
dapprima una relazione amicale e in seguito una relazione sentimentale che si
concluderà nella convivenza iniziata nel febbraio 2015.

Durante il procedimento in corso, la Sig. IMPU 2 è identificata
come vittima di abusi sessuali operati dal suo curatore, _______, probabilmente
a partire dai suoi 13 anni. La peritanda riferisce di non aver mai voluto
denunciare lo "zio", come lei lo chiama, per non causare uno
scompiglio nella famiglia ed essere responsabile dell'allontanamento di una
persona considerata come significativa dai suoi genitori.

 

Anamnesi sentimentale

La ricostruzione della vita sentimentale della Sig. IMPU 2 non è
agevole perché la peritanda non è disponibile a discutere delle varie
relazioni.

La peritanda si definisce attualmente come omosessuale, ma ha
alternato nella sua vita delle relazioni sia etera che omosessuali.

Ha scoperto di essere omosessuale all'età di tre anni, alla scuola
materna, quando preferiva "giocare al dottore" con le bambine più che
con i bambini.

A 18 anni ha una relazione con _______, panettiera a __________,
di cui è innamorata. Alla domanda del perito definisce questo stato emotivo
come la volontà di "dividere un pezzo di pane con qualcuno". Questa
persona è considerata "buona come il pane" e la relazione si terminerà
dopo un anno o due.

A (19 ?) 21 anni conosce un ragazzo di 28 anni con cui inizia una
relazione di due anni che porta ad una convivenza. Verrà interrotta bruscamente
poiché si sentiva usata e maltrattata (cartella clinica, la peritanda
preferisce non parlarne).

A 26 anni convive con _______, conosciuto in un bar a _______
(cartella Dr. _______) con cui passa molto tempo e con cui sembra avere una
bella relazione. La relazione termina qualche mese dopo in seguito ad una lite.

Nel marzo del 2014 racconta al Dr. _______ di avere avuto molti
rapporti con uomini a pagamento.

Nel settembre 2014 incontra a _______ una persona di 50 anni che
aveva conosciuto a ______ (IMPU 1).

Nel gennaio 2015 parla di un'infatuazione per una commessa di un
distributore.

Nel maggio 2015 parla al suo terapeuta di volersi sposare con IMPU
1, malgrado le reticenze dei genitori.

 

Anamnesi psichiatrica e tossicologica

La Sig. IMPU 2 è seguita dall'infanzia da varie strutture
psicosociali, dapprima in relazione con l'inserimento scolastico e più tardi
con i diversi problemi psichiatrici. Il certificato della Dr.ssa _______
menziona un primo contatto nel _______, quando la peritanda ha cinque anni. I
genitori consultano per diverse questioni in relazione con l'adozione. La
bambina infatti sembra avere difficoltà a scuola e a regolare la distanza e la
relazione con gli altri non riuscendo sempre a comprenderne le intenzioni. La
psicologa mette in relazione queste difficoltà con i primi anni di vita della
bambina in orfanotrofio e con un vissuto di accudimento insicuro e
insoddisfacente. Sarà seguita dalla Dr.ssa _______ fino alla fine della terza
elementare e la ricontatterà in modo sporadico, quattro volte tra il _______ e
il _______. Nel marzo del 2007 (20 anni), il supplente del medico di famiglia
della peritanda (Dr. _______) la invia all'_______, Settore __________, per una
presa in carico in seguito ad un episodio di molestie subite durante il
carnevale da un conoscente ubriaco. Durante questi fatti, la peritanda permane
immobile e bloccata, senza parole, con diversi tremori nel corpo. Questa crisi
si complica nei giorni successivi con cefalee, palpitazioni, ansia, angoscia e
secchezza delle fauci. L'ipotesi diagnostica è quella di una crisi dissociativa
acuta.

La presa in carico è abbastanza regolare. Gli elementi clinici che
si ripetono in modo ciclico sono il lavoro sull'identità sessuale, la stabilità
emotiva e gli episodi di auto e etero aggressività, le "bugie". Nel
dicembre 2008 rapporta di essere stata disturbata da un uomo di colore mentre
si trovava in treno, e di essersi graffiata e battuta la testa contro il muro.
Nel 2009, la Dr.ssa _______ scrive: "Sempre più mi convinco della natura
borderline del suo disturbo".

Nel novembre 2010 riferisce alla terapeuta, Dr.ssa _______, del
colloquio avuto in polizia. La peritanda parla dei flash-back rispetto ai fatti
subiti 10 anni prima, ma il racconto è dotato di scarso coinvolgimento emotivo.
La mimica è inespressiva.

Nel febbraio 2011 in concomitanza con il trasferimento alla __________,
la presa in carico è interrotta.

Il primo ricovero alla _______ si svolge dal 26.02.2011 al
17.03.2011. Questo ricovero volontario su segnalazione del Dr. _______, si
situa qualche giorno dopo l'integrazione della Sig. IMPU 2 alla __________, nel
quadro di un'importante instabilità emotiva e rischio di agiti autolesivi (si
strappa i capelli e si graffia). Nel corso della degenza, sono messe in
evidenza le richieste di attenzione e di accudimento.

I test psicometrici hanno messo in evidenza la presenza di un
ritardo mentale, che seppure di lieve entità, condiziona la capacità di
mentalizzazione della peritanda, e da qui, la sua tendenza a comportamenti
autolesivi che in ambiente protetto è stata in grado di contenere. La diagnosi
alla dimissione è quella di "ritardo mentale lieve, significativa
compromissione comportamentale che richiede attenzione e trattamento (F71.1
della ICD-10). Alla dimissione la Sig. IMPU 2 è indirizzata al ____ (Dr.ssa _______,
psicologa) e al Dr. _______ (psichiatra). La terapia farmacologica alla
dimissione è Lorazepam expidet 3mg/die (ansiolitico), Zolpidem (sonnifero)
10mg/die.

II secondo ricovero volontario, sempre su certificato del Dr. _______,
si svolge tra il 28.11.2011 e il 04.05.2012. La settimana precedente il
ricovero, la Sig. IMPU 2 si era recata a _________ per visitare una struttura
abitativa che le avrebbe permesso di lasciare _________. Questa visita le
avrebbe fatto venire in mente dei bruttissimi ricordi (abusi subiti da un
ex-compagno), sarebbe uscita quindi con un'amica e avrebbe consumato importanti
quantità di vodka. Al momento del ricovero presenta un'ideazione suicidale
attiva.

Si descrivono durante la degenza dei fenomeni dispercettivi sotto forma di
allucinazioni visive a contenuto satanico che sembrano in relazione con gli
aspetti ansiosi. Anche durante questo ricovero sono stati abbordati i temi
inerenti all'identità sessuale, che sarebbero stati messi in secondo piano
dalla paziente perché non congrui con la filosofia della __________ in cui
risiede. La lunghezza della degenza è messa in relazione con la difficoltà di reinserimento
della peritanda che effettuava frequenti congedi ma spesso con rimando negativo
e col ripresentarsi dell'ansia e dei pensieri suicidali. La diagnosi alla
dimissione è di episodio depressivo grave con sintomi psicotici congrui
all'umore (F32.30), Ritardo mentale di media gravità, nessuna o minima
compromissione comportamentale (F71.0) con tratti di personalità dipendenti,
infantili e impulsivi. Alla dimissione la peritanda sarà seguita dal Dr.
_______. Terapia all'uscita: Lorazepam expidet (ansiolitico)3mg/die; Paroxetina
(antidepressivo) 40mg/die; Quetiapina (neurolettico) 600mg/die; Pantoprazolo
(antiulceroso) 40 mg/die.

Dal 18 settembre 2012, su segnalazione del Dr. _______, è seguita
in ambulatorio dal Dr. _______, che mette in evidenza momenti di profonda
angoscia alternati a momenti di remissione. Il lavoro psicologico si centra
sulla dismorfofobia che l'induce a voler programmare un intervento di riduzione
del seno. La diffusione dell'identità sessuale è segnalata durante tutta la
presa in carico.

 

Il terzo ricovero volontario alla _____ ha luogo dal 13.08.2015
fino al momento dell'arresto. Vi è accompagnata, insieme la suo convivente,
dalla polizia cantonale su indicazione del procuratore pubblico. La mattina del
ricovero, la Sig. IMPU 2 veniva trovata insieme al proprio compagno nell'area
di _______, mentre utilizzavano armi giocattolo incuranti dei passanti. I due
venivano imputati di infrazioni alla LArm, lesioni semplici e danneggiamento.
Durante il ricovero sono stati svolti test psicometrici (di cui si discuterà in
seguito). Non è stata messa in evidenza durante la degenza un'aggressività auto
e etero diretta. Lo screening delle urine è positivo per varie sostanze psicotrope
(benzodiazepine e cocaina). Alla dimissione la diagnosi è di Ritardo mentale di
media gravità, nessuna o minima compromissione comportamentale (F71.0). La
terapia psicofarmacologica include: Pantoprazolo (antiulceroso) 20mg/die,
Paliperidone (neurolettico) 3 mg/die; Topiramato (antiepilettico e
stabilizzatore dell'umore) 100mg/die; Paroxetina (antidepressivo) 60 mg/die.

 

Da un punto di vista tossicologico la peritanda riporta
utilizzazione di cocaina (fino ad 1 grammo/die) in dosi crescenti da quando è iniziata
la convivenza con il Sig. IMPU 1. Si ritrovano in cartella delle informazioni
al riguardo di un consumo di alcool e di cannabis, ma nessuna diagnosi nel
senso di una eventuale dipendenza. Al momento del ricovero di agosto 2015
risulta positiva all'analisi delle urine per benzodiazepine e cocaina. Dichiara
di non aver consumato nessuna sostanza al momento dei fatti in oggetto.

 

Antecedenti somatici personali e familiari

La peritanda non riferisce antecedenti somatici o psichiatrici
familiari ("sono la sola a soffrire di nervi").

Epatite C, probabilmente dall'infanzia.”.

 

In aula IMPU 2 ha riferito che al momento dei fatti percepiva uno
spillatico di CHF 1'400.00 tramite il suo curatore (VI DIB 19.04.2016, p. 3,
allegato 1 al verbale dibattimentale).

 

Quanto al suo rapporto con le sostanze stupefacenti, ha riferito
di avere iniziato a consumare cocaina circa un anno prima dei fatti del 27/28
luglio 2015, finanziando il consumo con il denaro ricevuto in cambio di
prestazioni sessuali (VI DIB 19.04.2016, p. 3, allegato 1 al verbale
dibattimentale).

 

Interrogata in merito alle sue prospettive di vita, l’imputata –
che ha dichiarato di avere iniziato, in carcere, dei corsi di cucito, disegno,
informatica, cucina e ginnastica e di avere ripreso i contatti con i suoi
genitori (VI DIB 19.04.2016, p. 3, allegato 1 al verbale dibattimentale) – ha
affermato:

 

"
ho avuto una bella lezione e sarò un’altra persona”

(VI DIB 19.04.2016, p. 3, allegato 1 al verbale dibattimentale).

 

 

                                   8.   La prevenuta è sconosciuta
al casellario giudiziale (AI 7).

 

 

                                  III)   La relazione tra IMPU 1
e IMPU 2

 

                                   9.   IMPU 1 e IMPU 2,
conosciutisi nel 2011 in occasione di un ricovero presso _______, si sono
ritrovati nel settembre del 2014 presso il Bar _______ di _______ ed hanno
iniziato a frequentarsi, inizialmente come amici (perizia psichiatrica del Dr.
_______, p. 8, AI 179; perizia psichiatrica della Dr.ssa _______, p. 8, AI
176).

 

IMPU 1 ha riferito di essere stato subito attratto da lei, ma
inizialmente non avrebbe creduto di poter avere una relazione, poiché
immaginava che fosse lesbica (perizia psichiatrica del Dr. _______, p. 8, AI
179).

 

Al PP l’imputato ha dichiarato:

 

"
(…) ho rivisto IMPU 2 un anno fa circa. Lei si è presentata a me
al Bar _______, chiamandomi per nome, lo all'inizio non l'avevo riconosciuta,
ma poi parlando con lei ho capito che c'eravamo visti nel 2011 a ______ alla ____,
dove entrambi eravamo ricoverati. Per diversi mesi abbiamo semplicemente bevuto
qualcosa insieme al bar e ci siamo parlati come amici. In un primo tempo lei mi
aveva detto che aveva altri gusti sessuali, che io rispettavo, ed è solo
quattro mesi fa circa che mi ha dichiarato in realtà che ci teneva molto a me e
che non osava farsi avanti prima per paura di subire un'ennesima delusione
amorosa. Da quattro mesi quindi siamo assieme come coppia perché anche a me lei
piace.”

(VI PP 21.08.2015, p. 2, AI 9).

 

IMPU 2, dal canto suo, ha riferito:

 

"
(…) ci eravamo conosciuti già prima durante una degenza a ______.
Durante quella degenza però eravamo rimasti solo amici. Dopo la degenza non ci
eravamo mai più rivisti e neppure sentiti. Quando sono andata ad abitare a _______
ho poi rivisto IMPU 1 alla _______. Siamo rimasti per un periodo ancora amici e
poi ci siamo messi assieme. Non siamo subito andati a vivere insieme. 

(…) da subito quando ci siamo rivisti però abbiamo iniziato a
trascorrere, anche da amici, tutto il nostro tempo assieme.”

(VI PP confronto IMPU 2/IMPU 1 02.10.2015, p. 3, AI 126).

 

L’imputato ha confermato queste dichiarazioni della compagna,
aggiungendo che:

 

"
 (…) passavamo 24 ore su 24 assieme. Preciso che io ho sempre
rispettato le inclinazioni sessuali di IMPU 2 e quindi ci volevamo bene senza
intimità.”

(VI PP confronto IMPU 2/IMPU 1 02.10.2015, p. 3 e 4, AI 126).

 

 

                                10.   Nel corso del mese di gennaio
2015, presso l’appartamento di IMPU 1 si è reso necessario l’intervento della
Polizia a seguito di una discussione nata tra i coimputati e sfociata poi in
vie di fatto reciproche (rapporto d’inchiesta 01.12.2015, p. 12, AI 210).

 

IMPU 2 ha così ricordato l’accaduto:

 

"
Ricordo che avevo detto al IMPU 1 di prendere le pastiglie. Lui
mi aveva risposto “anche se le prendo, che cazzo cambia”, poi aveva afferrato
per il collo con una mano, stringendo. Io mi sono quindi messa a piangere, lui
mi ha mollata e mi sono messa a correre le scale, dove ho perso l’equilibrio e
sono ruzzolata giù dalle scale. (…)

Ricordo però che io avevo dato uno spintone a IMPU 1, ma non
ricordo quando, se prima o dopo che mi mettesse le mani addosso. Posso però
dire che avevo anche sbattuto la testa contro il pavimento quando IMPU 1 mi
aveva preso per il collo.”

(VI PP 01.09.2015, p. 2 e 3, AI 58).

 

A confronto con IMPU 1, l’imputata ha descritto l’episodio come
segue:

 

"
(…) c’era stata una discussione con IMPU 1, una piccola aggressione
nei miei confronti. IMPU 1 mi aveva tirato due sberle sulla schiena e mi aveva
preso per il collo. Poi io sono caduta dalle scale e non ricordo più
esattamente cosa è successo.

(…) è capitato che io in precedenza possa avere dato degli
spintoni a IMPU 1.”

(VI PP confronto IMPU 2/IMPU 1 02.10.2015, p. 7, AI 126).

 

Da parte sua, IMPU 1 ha riferito che:

 

"
Effettivamente nel gennaio del 2015 durante una lite, per
difendermi da lei che aveva iniziato a prendermi a calci e a pugni, l’ho spinta
con due mani alla base del collo. Le ho dato solo una spinta e lei è caduta sul
divano. Non è vero che è caduta per terra picchiando la testa contro il
pavimento.

Successivamente IMPU 2 è uscita dall’appartamento ed è caduta
dalle scale. 

(…) il motivo della lite era legata al fatto che io volevo
lasciare IMPU 2.

(…) volevo lasciarla nel senso che volevo tagliare i ponti.

(…) io volevo tagliare i ponti con lei perché mi ero innamorato.
Lei invece mi diceva di essere lesbica. Io non stavo quindi bene ad avere
solamente una rapporto di amicizia, visto che ero innamorato.”

(VI PP 04.09.2015, p. 10, AI 69).

 

A confronto con la coimputata IMPU 1 si è così espresso:

 

"
(…) io quella volta l’ho premuta con le due mani sulla scapola,
ma quando mi stava picchiando lei. MI aveva tirato dei calci e delle sberle.”

(VI PP confronto IMPU 2/IMPU 1 02.10.2015, p. 7, AI 126). 

 

 

                                11.   Nel corso dei primi mesi del
2015 IMPU 1 e IMPU 2 hanno iniziato una vera e propria relazione e poco dopo
sono andati a convivere nell’appartamento della donna (perizia psichiatrica del
Dr. _______, p. 8, AI 179; perizia psichiatrica della Dr.ssa _______, p. 8, AI
176).

 

IMPU 2 ha dichiarato che:

 

"
(…) dopo che ci siamo messi assieme abbiamo avuto sì dei momenti
di alti e bassi come tutte le coppie, ma siamo rimasti sempre assieme.

(…) verso marzo 2015 IMPU 1 è venuto a vivere da me. Sono io che
gli avevo chiesto di venire a vivere a casa mia.

(…) Andavamo d’accordo su tante cose, sulla musica, parlavamo
tanto, di quello che succedeva in tele, sul nostro rapporto.”

(VI PP confronto IMPU 2/IMPU 1 02.10.2015, p. 3, AI 126).

 

IMPU 1, da parte sua, ha riferito che:

 

"
Non ci siamo subito fidanzati. Questo è successo solo nel mese di
giugno 2015, quando le avevo chiesto di sposarmi. (…)

Parlavamo molto. Lei non ha mai ricevuto dagli ex compagni quello
che le ho dato io. Per prima cosa le ho dato rispetto, l’ascoltarla molto, per
il fatto che tutti e due abbiamo dei problemi a livello psichico, questo ci
aiutava a compensarci, nel senso che io capivo quando stava male lei e io
capivo quando stavo male io, e ci aiutavamo.”

(VI PP confronto IMPU 2/IMPU 1 02.10.2015, p. 4, AI 126).

 

Al perito psichiatrico l’imputato ha dichiarato di essere rimasto
particolarmente colpito dal passato della compagna, la quale avrebbe subìto
abusi e violenze da parte di uomini. Egli sarebbe riuscito a “toglierle la
corrazza”, avrebbe “cercato di renderla più dolce” e l’avrebbe “trattata
come nessuno uomo aveva mai fatto prima” (perizia psichiatrica del Dr.
_______, p. 8, AI 179).

 

IMPU 1 ha peraltro spiegato di essersi particolarmente “attaccato”
a IMPU 2 in ragione del fatto che il figlio si stava allontanando da lui (cfr.
VI PP 05.11.2015, p. 5, AI 190; VI PP 21.08.2015, p. 9, AI 9).

 

IMPU 2, dal canto suo, ha confermato che negli ultimi 4 mesi di relazione
con il coimputato si era tolta “la corrazza” (VI PP confronto IMPU 2/IMPU
1 02.10.2015, p. 4, AI 126).

 

 

                                 IV)   La vittima

 

                                12.   ACPR 1, ______ al momento dei
fatti, è nato il ________ a __________ e ha riferito di vivere da solo a _______
da almeno 10 anni. 

 

Dal 1995 al 2005 avrebbe svolto l’attività di _______ presso il
proprio domicilio, effettuando lavori per privati, nonché per una ditta della
svizzera francese. Dal 2005 svolgerebbe lavori saltuari, commissionati da amici
e parenti, sempre nell’ambito _______. Nel 2015 gli sarebbe stato commissionato
un unico lavoro, non ancora concluso (VI PG 28.07.2015, p. 2, allegato al
rapporto d’inchiesta 01.12.2015, AI 210).

 

A livello finanziario, ACPR 1 ha indicato di essere al beneficio
della pensione anticipata, percependo CHF 1'591.00 mensili, di cui CHF 370.00
gli servirebbero per pagare il debito ipotecario della casa, ammontante a
complessivi CHF 200'000.00. Non avrebbe altri debiti (VI PG 28.07.2015, p. 2,
allegato al rapporto d’inchiesta 01.12.2015, AI 210).

 

 

                                  V)   Circostanze dell’arresto,
inchiesta e atto d’accusa

 

 

                                13.   Il 28 luglio
2015 ACPR 1 si è presentato in Polizia, raccontando di essere stato vittima di
un’aggressione avvenuta alle ore 01:30/02:00 del medesimo giorno, sulla strada
che porta da __________ a _______, mentre rincasava in sella al proprio
ciclomotore dopo avere passato la serata in un bar di __________.

 

Giunto a poche centinaia di metri dall’entrata del paese, sarebbe
improvvisamente stato aggredito e derubato di un orologio Rolex, nonché di una
catenina d’oro. Gli aggressori, che la vittima indicava essere almeno due,
l’avrebbero fatto cadere a terra per poi colpirlo con calci, pugni, bastoni e/o
oggetti simili. Prima di abbandonarlo sulla strada, gli avrebbero quindi
sottratto l’orologio che teneva al polso e una collana (rapporto d’inchiesta
01.12.2015, AI 210, p. 6).

 

 

                                14.   ACPR 1 è stato soccorso da
un’ambulanza della Croce Verde di _______ che, viste le ferite riportate, lo ha
accompagnato al Pronto Soccorso dell’Ospedale _______ (rapporto d’inchiesta
01.12.2015, AI 210, p. 6).

 

Immediatamente intervenuta sul luogo dell’evento, una zona
boschiva a pochi metri dall’abitato di _______, la Polizia Scientifica ha
rinvenuto due guanti di materiale sintetico semi trasparenti, parzialmente
rivoltati ed intrisi di sangue. Sul manto stradale è inoltre stato possibile
ritrovare la visiera di un casco da motociclista, un’arma lunga soft air
danneggiata, il bottone di una camicia ed un ciondolo, oggetti tutti impregnati
di sangue. 

 

Tra il centro della carreggiata e il bordo della strada, verso
valle, era presente una grossa chiazza di sangue e sul parapetto, a bordo della
strada, verso valle, sono state trovate abbondanti tracce ematiche dovute a
gocciolamenti così come all’appoggio di mani (rapporto d’inchiesta 01.12.2015,
AI 210, p. 6 e 7).

 

 

                                15.   I primi accertamenti medici
indicavano che la vittima aveva riportato un trauma cranico, fratture dei
processi trasversi di destra di T9, T10 e T11, fratture costali della IX e X
costa destra, frattura della parete anteriore del seno frontale, bordo e tetto
dell’orbita a destra con emoseno frontale a destra, nonché ferite lacero
contuse frontali (referto medico 29.07.2015 dell’Ospedale _______, allegato al
VI PG ACPR 1 28.07.2015, allegato al rapporto di arresto provvisorio, AI 3).

 

Dall’interrogatorio della vittima, effettuato il 28 luglio 2015
presso l’Ospedale _______, è emerso che nelle settimane precedenti i fatti,
sulla rete telefonica fissa del suo domicilio, egli aveva ricevuto ripetutamente
delle chiamate in cui non appariva il numero del “chiamante”. In queste
telefonate gli interlocutori, con diversi pretesti, gli avrebbero chiesto di
raggiungerli presso l’_______ di _______. Ai fini dell’inchiesta, la vittima ha
quindi richiesto presso la compagnia telefonica _________ i tabulati delle
telefonate in entrata, ciò che ha permesso di accertare che le utenze
utilizzate dagli sconosciuti per contattare la vittima erano intestate a _______
e IMPU 1, persona, quest’ultima, già nota alle autorità.

 

 

                                16.   Il 13 agosto 2015, infatti, IMPU
1, unitamente alla compagna IMPU 2, era stato fermato dalla Polizia per avere
ripetutamente sparato con un’arma soft air contro dei passanti a _______ e
dintorni. 

 

A seguito di questi fatti, entrambi si trovavano ricoverati
volontariamente presso la Clinica ______. 

 

Gli inquirenti hanno quindi proceduto ad un prelievo del DNA dei
due imputati al fine di effettuare un confronto con le tracce biologiche
rilevate sul luogo dei fatti a _______. Queste prime comparazioni hanno
permesso di rilevare, all’interno dei guanti insanguinati, il DNA della
vittima, così come il profilo appartenente a IMPU 2. Sull’impugnatura dell’arma
soft air, inoltre, era presente sia il DNA della vittima, che quello di IMPU 2
e IMPU 1.

 

 

                                17.   In data 21 agosto 2015, IMPU
2 e IMPU 1, presentatisi in Polizia a _______ per ritirare l’autovettura
Renault Kangoo di proprietà di quest’ultimo, sono quindi stati interrogati. 

 

Nel corso di queste prime audizioni, gli imputati hanno
parzialmente ammesso le loro responsabilità, da cui il loro arresto.

 

 

                                18.   In accoglimento delle istanze
del PP (AI 19 e 20), con decisioni del 24 agosto 2015 il GPC ha ordinato la
carcerazione preventiva di IMPU 1 e IMPU 2 fino al 21 ottobre 2015, ritenendo
sussistere, oltre a gravi indizi di reato, concreti elementi indizianti il
pericolo di collusione (AI 23 e 24). 

 

Accogliendo le richieste degli imputati (AI 161, 163 e 166), il PP
ha autorizzato IMPU 2 e IMPU 1 ad espiare anticipatamente la pena a far tempo
dal 20 ottobre 2015 (AI 170 e 171). 

 

 

                                19.   L’inchiesta è
sfociata nell’atto d’accusa 175/2015 del 22 dicembre 2015 per i titoli di tentato
assassinio, rapina, usurpazione di funzioni, truffa, ripetuto danneggiamento,
furto, ripetute vie di fatto e infrazione alla LF sulle armi e sulle munizioni,
nonché, per IMPU 1, tentato favoreggiamento, ripetuta contravvenzione alla LF
sulle armi, atti contro la pubblica incolumità e contravvenzione alla LF sugli
stupefacenti, e per IMPU 2, ripetuta contravvenzione alla LF sulle armi,
ripetuti atti contro la pubblica incolumità e contravvenzione alla LF sugli
stupefacenti. 

 

 

                                 VI)   Principi applicabili
all’accertamento dei fatti

 

 

                                20.   Giusta l’art. 139 cpv. 1 CPP,
per l’accertamento della verità, il giudice – così come le altre autorità
penali – si avvale di tutti i mezzi di prova leciti ed idonei secondo le
conoscenze scientifiche e l’esperienza (Galliani/Marcellini, commentario CPP,
n. 1 ad art. 139, p. 297).

 

Ai sensi dell’art. 10 cpv. 2 CPP il giudice valuta liberamente le
prove secondo il convincimento che trae dall’intero incarto (Schmid,
Praxiskommentar, n. 4 e 5 ad art. 10, p. 23; DTF 133 I 33; 117 Ia 401; STF
6B.936/2010 del 28 giugno 2011; 6B.10/2010 del 10 maggio 2010; 6B.1028/2009 del
23 aprile 2010). Il principio in dubio pro reo (art. 10 cpv. 3 CPP) è
conseguenza della presunzione d’innocenza (art. 10 cpv. 1 CPP) garantita dagli
art. 32 cpv. 1 della Costituzione federale, 6 n. 2 della Convenzione per la
salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e 14 cpv. 2
Patti Onu II. Esso trova applicazione sia nell’ambito della valutazione delle
prove sia in quello della ripartizione dell’onere probatorio (DTF 120 Ia 31).
Riferito alla valutazione delle prove, esso significa che il giudice non può
dichiararsi convinto dell’esistenza di una fattispecie più sfavorevole
all’imputato quando, secondo una valutazione oggettiva del materiale
probatorio, sussistano dubbi che i fatti si siano svolti in quel modo (DTF 127
I 38 nonché STF 6B.203/2008 del 13 maggio 2008 e 1P.20/2002 del 19 aprile
2002). Il precetto non impone però che l’assunzione delle prove conduca a un
assoluto convincimento. Semplici dubbi astratti e teorici non sono sufficienti,
poiché sempre possibili. Il principio è disatteso quando il giudice penale,
dopo un’analisi globale e oggettiva delle prove, avrebbe dovuto nutrire
rilevanti e insopprimibili dubbi sulla colpevolezza dell’imputato (DTF 127 I
38; 124 IV 86; STF 6B.253/2009 del 26 ottobre 2009; 6B.579/2009 del 9 ottobre
2009; CARP 17.2012.2 del 6 giugno 2012).

 

In mancanza di prove dirette, un giudizio può fondarsi anche su
prove indirette, cioè su indizi (STF 6P.218/2006 del 20 marzo 2007; 1P.333/2002
del 12 febbraio 2003; 1P.20/2002 del 19 aprile 2002). L’indizio per consolidata
dottrina e giurisprudenza è una circostanza di fatto certa dalla quale si può
trarre, dopo un processo di induzione condotto con un metodo rigorosamente
logico e preciso sulla base di una loro valutazione d’insieme, una conclusione
circa la sussistenza o non del fatto da provarsi (Hauser/Schweri/Hartmann,
Schweizerisches Strafprozessrecht, Basilea 2005, §59, n. 12
 a 15 e relativi richiami, p. 277; CARP 17.2014.103+122 dell’8 ottobre 2014
 in re D.D.).

 

In assenza di prove tranquillanti e sicure, si può dunque emanare
un giudizio di condanna soltanto se vi sono più indizi – cioè fatti certi –
che, correlati logicamente nel loro insieme, consentano deduzioni precise e
rigorose così da far concludere che l’esistenza dei fatti ritenuti nell’atto
d’accusa non può essere ragionevolmente posta in dubbio (Hans Walder, Der
Indizienbeweis im Strafprozess, in RPS 108 (1991) p. 309, citata in parte in
STF 6P.72/2004 del 28 giugno 2004 ed in 6P.37.2003 del 7 maggio 2003; CARP
17.2011.55 del 26 ottobre 2011; 17.2011.1 del’8 aprile 2011; 17.2010.69 del’8
aprile 2011; CCRP 17.2009.59 del 9 giugno 2010).

 

 

 

                               VII)   Imputazioni di tentato
assassinio, rapina e usurpazione di funzioni (punti 1, 2 e 3 dell’atto
d’accusa)

 

 

                                   A)   Dichiarazioni
dibattimentali e predibattimentali

 

                                  1)   I primi contatti tra la
vittima e gli imputati e il desiderio di vendetta

 

                                21.   IMPU 2 ha riferito di aver
conosciuto la vittima poco prima di rincontrare, presso il Bar _______ di _______,
il coimputato IMPU 1 (VI PP confronto IMPU 2/IMP