# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 78486e0d-d6c8-5265-a914-48be96ce3934
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-09-28
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 28.09.2009 C-7072/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-7072-2007_2009-09-28.pdf

## Full Text

Corte II I
C-7072/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 8  s e t t e m b r e  2 0 0 9

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio),
Beat Weber e Franziska Schneider, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______,
rappresentato dal Patronato INCA, Ufficio legale,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero (UAIE),
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
20 settembre 2007).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-7072/2007

Fatti:

A.
A._______,  cittadino  italiano,  nato  il  (...),  coniugato  con  figli,  ha 
lavorato  in  Svizzera  dal  1969  al  1985,  solvendo  regolari  contributi 
all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità 
(doc. 1). Rientrato in Italia, ha svolto attività lucrativa come saldatore, 
da ultimo (gennaio 1999) presso la ditta B._______ (doc. 10). Dal 17 
luglio del 2006 all'11 aprile del 2007, ha interrotto l'attività per causa di 
malattia  (doc.  10  e  11).  Il  12  settembre  2006,  ha  formulato  una 
richiesta volta all'ottenimento di una rendita dell'assicurazione svizzera 
per l'invalidità (doc. 2). A far tempo dal  1° ottobre 2006,  l'assicurato 
percepisce una pensione d'invalidità  italiana di  complessivi  Euro [...] 
mensili (doc. 2).

B.
Nel corso dell'istruttoria, l'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per 
gli assicurati  residenti all'estero (UAIE) ha in particolare assunto agli 
atti la seguente documentazione:

• una scheda di  dimissione  ospedaliera  del  15  luglio  2006,  ed 
annesso  elettrocardiogramma  (ECG),  concernente  il  ricovero 
dal  14 al  15 luglio  2006 per scompenso cardiaco in  soggetto 
con insufficienza mitralica severa da prolasso valvolare, stenosi 
aortica sottovalvolare di tipo dinamico (doc. 12 a 12-2);

• una dichiarazione di  degenza ospedaliera del  21 luglio  2006, 
ed allegata documentazione, concernente il  ricovero dal 19 al 
21  luglio  2006  per  insufficienza  mitralica  di  grado  severo  in 
soggetto  con  dispnea  da  sforzo,  crisi  di  fibrillazione  atriale 
parossistica, recente scompenso cardiaco (doc. 13 a 13-4);

• una cartella clinica concernente il ricovero dal 22 al 31 agosto 
2006 segnatamente per insufficienza mitralica severa da rottura 
di  corde  e  fibrillazione  atriale  parossistica  con  conseguente 
intervento  di  plastica  valvolare  mitralica  ed  ablazione  della 
fibrillazione  atriale  (FA)  parossistica  per  radiofrequenza;  il 
decorso  post-operatorio  è  stato  indicato  siccome  privo  di 
complicanze (doc. 14 a 14-75);

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• una  relazione  medico-legale  della  previdenza  sociale  italiana 
del 26 ottobre 2006 (basata su una visita del 4 ottobre 2006), 
da cui risulta la diagnosi di recente intervento cardiochirurgico 
per insufficienza mitralica severa e note di broncopatia cronica; 
l'interessato  è  stato  ritenuto  invalido  al  lavoro  in  misura 
superiore ai 2/3 in occupazioni confacenti alle proprie attitudini, 
ma non inabile, dal momento che non si trova nella assoluta e 
permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa 
(doc. 15);

• la  perizia  medica  particolareggiata  E  213  della  previdenza 
sociale  italiana  del  26  ottobre  2006,  attestante  recente 
intervento cardiochirurgico per insufficienza mitralica severa e 
note  di  broncopatia  cronica;  le  condizioni  di  salute 
dell'assicurato sono state definite come migliorate e lo stesso è 
stato  ritenuto  in  grado di  svolgere  regolari  lavori  pesanti,  ma 
non  il  suo  ultimo  lavoro  a  tempo  pieno  (massimo:  30% 
dell'orario  giornaliero)  né  un  lavoro  adeguato  alle  sue 
condizioni  a  tempo pieno  (senza  indicazione  del  massimo  in 
ore od in percentuale dell'orario giornaliero). È stato segnalato 
che l'assicurato è considerato invalido al 70% conformemente 
alle  disposizioni  di  legge  del  Paese  di  residenza  sia  nella 
precedente  attività  che  in  un'attività  adeguata  alle  sue 
condizioni (doc. 16);

• il  questionario  per  il  datore  di  lavoro  del  20  aprile  2007 
(doc. 10);

• il questionario per l'assicurato del 21 aprile 2007 (doc. 11).

C.
Nel  suo  rapporto  del  5  luglio  2007,  il  dott.  C._______,  del  Servizio 
medico  regionale  “Rhône” (SMR),  ha esposto la  diagnosi  principale, 
con ripercussioni sulla capacità lavorativa, di stato dopo intervento di 
protesi  valvolare  mitralica  per  insufficienza  grave  e  stato  dopo 
fibrillazione  atriale  trattata  mediante  termoablazione.  Ha  pure 
evidenziato la diagnosi secondaria, senza ripercussioni sulla capacità 
lavorativa,  di  intervento  di  ernia  iatale,  intervento  di  ernia  inguinale 
bilaterale e segni di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Il 
medico  ha  constatato  che  l'assicurato  ha  presentato,  nell'estate  del 
2006,  uno scompenso cardiaco causato da un'insufficienza mitralica 
severa con fibrillazione atriale (FA) e rottura di una corda della valvola 

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mitralica  (agosto  2006).  Ha  rilevato  che  il  medesimo  ha  subito  un 
intervento  di  protesi  nonché  di  riduzione  della  FA  mediante 
termoablazione. Ha altresì evidenziato che dal rapporto medico del 4 
ottobre 2006 dell'INPS risulta che l'interessato presenta una discreta 
diminuzione della capacità funzionale cardiaca nonché note di BCPO, 
ma che è abile al  lavoro. Il  dott. C._______ ha quindi concluso che, 
conto  tenuto  del  decorso  postoperatorio  privo  di  complicanze, 
l'assicurato è abile al 100% nella sua precedente attività 6 mesi dopo 
l'interruzione  dell'attività  stessa,  ma  al  più  tardi  a  far  tempo  dall'11 
aprile 2007 (doc. 18).

D.
Il  12  luglio  2007,  l'autorità  inferiore  ha  comunicato  all'assicurato  un 
progetto  di  decisione  da  cui  risulta  che  la  richiesta  di  prestazioni 
sarebbe  stata  respinta,  considerato  in  particolare  che  egli  esercita 
un'attività  lucrativa  confacente  al  suo  stato  di  salute  con  orario 
normale  e  senza  diminuzione  di  guadagno.  Contemporaneamente, 
l'UAIE ha concesso all'interessato la facoltà di formulare, nel termine 
di  30 giorni  dalla  ricezione del  progetto  di  decisione,  delle  obiezioni 
per iscritto (doc. 19), facoltà di cui l'assicurato non ha fatto uso.

E.
Il  20  settembre  2007,  l'autorità  inferiore  ha  respinto  la  domanda  di 
prestazioni  dell'assicurazione  per  l'invalidità.  Ha  osservato  che 
l'assicurato non ha subito né un'incapacità permanente di  guadagno 
né un'incapacità al lavoro media sufficiente per un anno, ai sensi delle 
disposizioni  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità.  In  particolare, 
ha precisato che quest'ultimo esercita un'attività lucrativa confacente 
al  suo  stato  di  salute,  con  orario  normale  e  senza  diminuzione  di 
guadagno (doc. 20).

F.
Il  17  ottobre  2007,  l'interessato  ha  interposto  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  contro  la  decisione  dell'UAIE  del 
20 settembre  2007  mediante  il  quale  ha chiesto,  sostanzialmente,  il 
riconoscimento del suo diritto ad un quarto di rendita d'invalidità a far 
tempo da settembre del 2006. Ha esibito un certificato medico del dott. 
D._______  del  27  luglio  2007  in  cui  è  indicato  che  per  causa 
segnatamente di  cardiopatia ischemica e ipertensiva in soggetto con 
insufficienza mitralica severa ed esiti d'intervento chirurgico di plastica 
mitrale,  frequenti  crisi,  intensa  dispnea  anche  a  riposo,  scompenso 

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emodinamico  classificabile  NYHA  II-III,  broncopneumopatia  cronica 
ostruttiva e cervicoartrosi, esiste una notevole limitazione, nella misura 
dell'80%,  della  capacità  lavorativa.  Ha  altresì  fatto  valere  di  essere 
stato costretto, a causa della patologia cardiaca di cui soffre, a ridurre 
al  60%  (rispetto  all'orario  medio  usuale  di  lavoro)  l'esercizio  della 
propria  attività  lavorativa.  Ha  pure  esibito  la  cartella  clinica 
dell'Ospedale E._______ del 31 agosto 2006, già agli atti (doc. TAF 1; 
v. doc. 14 a 14-75 dell'incarto dell'UAIE).

G.

G.a Chiamato  ad  esprimersi  sul  ricorso  dell'insorgente,  l'UAIE  ha 
sottoposto l'incarto al proprio servizio medico.

G.b Nel  suo  rapporto  del  20  febbraio  2008,  il  dott.  C._______  ha 
ripreso la  diagnosi  esposta nella  sua precedente  presa di  posizione 
del 5 luglio 2007. Ha rilevato che il certificato medico del luglio 2007 
del  dott.  D._______,  da  un  lato,  elenca  patologie  per  le  quali 
l'assicurato è già stato trattato e che per conseguenza non hanno più 
delle  ripercussioni  funzionali.  Così  il  dott.  D._______  riprende  la 
diagnosi  di  grave  insufficienza  valvolare  mitralica,  ciò  che  era  vero 
prima  dell'intervento  chirurgico  (dell'agosto  2006),  ma  non  lo  è  più 
dopo  l'intervento  medesimo.  Dall'altro  lato,  nel  citato  documento 
medico  è  menzionata  una  cardiopatia  ischemica,  affezione  mai 
diagnostica anteriormente e peraltro non documentata, ma non riporta 
alcuna  misura  della  funzione  cardiaca  benché  oggi  in  una  visita 
cardiologica standard si misuri ed oggettivi l'emodinamica del muscolo 
cardiaco. Il  dott. C._______ ha pure  rammentato  che l'INPS non ha 
considerato  l'interessato  inabile  al  lavoro.  A  suo  giudizio,  non 
emergono  pertanto  elementi  clinici  nuovi  suscettibili  di  modificare  il 
suo  precedente  apprezzamento,  secondo  il  quale  l'interessato  è  in 
grado di svolgere il suo precedente lavoro al 100% (doc. 23).

G.c Nella risposta al ricorso del 22 febbraio 2008, l'autorità inferiore 
ha  pertanto  proposto,  in  virtù  della  summenzionata  valutazione  del 
proprio servizio medico, la reiezione del ricorso. L'autorità inferiore ha 
rilevato  che  il  ricorrente  non  ha  presentato  alcun  fatto  nuovo 
suscettibile  di  giustificare  una  modifica  della  valutazione  di  cui 
all'impugnata  decisione  in  merito  alla  sua  capacità  lavorativa.  Il 
ricorrente deve pertanto ritenersi siccome in grado di svolgere al 100% 
la  sua precedente  attività  a far  tempo da sei  mesi  dopo l'intervento 

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chirurgico. Per conseguenza, non ha mai subito un'incapacità al lavoro 
di livello pensionabile. (doc. TAF 5).

H.
Nella replica del 12 marzo 2008,  il  ricorrente si  è riconfermato nelle 
argomentazioni  in  fatto  ed  in  diritto  di  cui  al  ricorso  del  17  ottobre 
2007.  Ha esibito  un referto  di  prova ergometrica,  che sarebbe stata 
interrotta per dispnea, del 21 febbraio 2008 (doc. TAF 7).

I.

I.a Nel  suo rapporto  del  27  marzo 2008,  la  dott.ssa F._______,  del 
servizio  medico  dell'UAIE,  ha  rilevato  che  il  referto  della  prova 
ergometrica  è  illeggibile  e  che  il  tracciato  ECG  comporta  molte 
interferenze.  Ha  quindi  concluso  che  è  impossibile  trarre  una 
qualsivoglia conclusione sulla base di detto referto (doc. 25).

I.b Nella  duplica  del  1°  aprile  2008,  l'autorità  inferiore,  dopo  avere 
constatato,  in  virtù  della  presa  di  posizione  del  proprio  servizio 
medico,  che la  documentazione medica prodotta  (prova ergometrica 
USL G._______ del 21 febbraio 2008) non comporta elementi tali da 
giustificare  una  modifica  della  valutazione  della  capacità  lavorativa 
dell'insorgente, ha nuovamente proposto la reiezione del ricorso (doc. 
TAF 9).

J.
Con decisione incidentale del 4 aprile 2008 (notificata il 7 aprile 2008; 
cfr.  avviso  di  ricevimento  agli  atti),  questo  Tribunale  ha  invitato  il 
ricorrente a versare, nel termine di 40 giorni dalla notificazione della 
decisione incidentale medesima, un anticipo di  fr. 300.--  a copertura 
delle  presumibili  spese  processuali.  L'anticipo  è  stato  versato  il 
22 aprile 2008 (doc. TAF 10 a 12).

K.
Con scritto del 15 maggio 2009, l'insorgente ha chiesto informazioni 
circa  lo  stato  della  procedura  promossa  dinanzi  a  questo  Tribunale 
(doc. TAF 13).

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Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena 
cognizione  la  sua  competenza  (art.  31  e  segg.  della  legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS 
173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che gli  vengono 
sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti).

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui 
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica,  in virtù  dell'art. 31 LTAF in 
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b  della 
legge  federale  del  19  giugno  1959  sull'assicurazione  per  l'invalidità 
(LAI, RS 831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA,  RS  172.021),  rese  dall'Ufficio  AI  per  le  persone  residenti 
all'estero.

1.3 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70),  sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.4 Il  ricorso – presentato tempestivamente e rispettoso dei requisiti 
previsti dalla legge (art. 59 e 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto 
ammissibile.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri 
sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento 
dei  sistemi  di  sicurezza  sociale,  nonché  il  Regolamento  (CEE)  n° 
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei 
regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  subordinati,  ai  lavoratori 
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità 
(RS  0.831.109.268.1),  che  si  applica  a  tutte  le  rendite  il  cui  diritto 

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sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e si sostituisce 
a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che vincoli due o più Stati 
(art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento (CEE) n° 574/72 del 
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento 
n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 
1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che 
risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini 
svizzeri.

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  legge  stessa  sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

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3.2 L'esame del diritto a prestazioni secondo la LAI è retto dal tenore 
della LAI al momento della decisione impugnata in virtù del principio 
secondo  il  quale  sono  determinanti  le  norme  materiali  in  vigore  al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  giuridicamente 
determinante  (DTF  130  V  445  consid.  1.2  e  relativi  riferimenti).  Le 
disposizioni della 5a revisione della LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, 
non sono pertanto applicabili  nel  caso concreto  e di  seguito è fatto 
riferimento alle disposizioni in vigore fino al 31 dicembre 2007.

3.3 Il  ricorrente  ha presentato la  richiesta  di  rendita  il  12 settembre 
2006. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se 
l'assicurato si  annuncia più di  dodici  mesi  dopo l'inizio  del  diritto,  le 
prestazioni  sono  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi  precedenti  la 
richiesta. In concreto, questo Tribunale può limitarsi ad esaminare se il 
ricorrente avesse diritto ad una rendita il 12 settembre 2005 (ossia 12 
mesi precedenti la presentazione della domanda), oppure se un diritto 
alla rendita sia sorto tra tale data e il  20 settembre 2007, data della 
decisione impugnata. Il  giudice delle assicurazioni sociali  esamina la 
decisione impugnata sulla  base della  situazione di  fatto  esistente al 
momento in cui essa è stata resa. Tiene conto dei fatti verificatisi dopo 
tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'accertamento 
retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 
V 1 consid. 1.2 e DTF 121 V 362 consid. 1b).

4.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una 
rendita  dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  deve  adempiere 
cumulativamente le seguenti condizioni:

• essere invalido ai  sensi  della LPGA e della LAI (art. 8  LPGA 
nonché art. 4, 28 e 29 cpv. 1 LAI);

• aver pagato i  contributi durante un anno intero (art. 36 cpv. 1 
LAI).

Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai 
sensi di legge.

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5.

5.1 L'invalidità  ai  sensi  della  LPGA  e  della  LAI  è  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata che può essere conseguente ad infermità congenita, malattia o 
infortunio  (art.  8  LPGA  e  4  cpv.  1  LAI).  Secondo  l'art.  7  LPGA,  è 
considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della 
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in 
considerazione,  provocata da un danno alla  salute  fisica,  mentale  o 
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed 
alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili.  In  caso 
d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata,  possono  essere  prese  in 
considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra  professione  o 
campo d'attività (art. 6 LPGA).

5.2 Giusta  l'art.  28  cpv.  1  LAI,  in  vigore  dal  1°  gennaio  2004, 
l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita se è invalido per almeno il 
40%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà,  a tre 
quarti  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  60% e  ad  una  rendita 
intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entrata in vigore 
dell'Accordo sulla libera circolazione, la limitazione prevista dall'art. 28 
cpv. 1ter LAI, secondo cui le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 
50%,  ma  pari  almeno  al  40%,  sono  versate  solo  ad  assicurati  che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  segnatamente  quando  l'assicurato  è  cittadino 
dell'UE o svizzero e risiede nell'UE (DTF 132 V 423 consid. 6.4.1 e 
sentenza del Tribunale federale I 702/03 del 28 maggio 2004 consid. 1 
e relativi riferimenti).

5.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  il  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  al  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando egli è stato per un anno senza notevoli interruzioni, incapace 
al lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La lettera a della citata 
norma  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato  ed  è  essenzialmente  irreversibile  e  suscettibile  di 
pregiudicare  la  capacità  di  guadagno  probabilmente  in  modo 
permanente,  in  una  misura  giustificante  il  riconoscimento  di  una 
rendita (sentenza del Tribunale federale I 146/02 del 5 agosto 2002). 
La  lettera  b se  lo  stato  di  salute è labile,  vale a dire  suscettibile  di 
evolvere verso un miglioramento od un peggioramento (DTF 111 V 21 

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consid. 2). Un danno alla salute tipicamente labile può essere reputato 
relativamente stabilizzato soltanto se la sua natura si è modificata a tal 
punto che si possa ammettere non essere verosimilmente suscettibile 
di  subire  modifiche  di  rilievo  in  un  futuro  presagibile  (sentenza  del 
Tribunale federale I 282/01 del 4 ottobre 2001; DTF 119 V 98 consid. 
4a).

5.4 Un'incapacità  al  lavoro  del  20%  deve  essere  presa  in 
considerazione  per  il  calcolo  dell'incapacità  al  lavoro  media  giusta 
l'art. 29  cpv.  1  lett.  b  LAI  (cfr.  nota  marginale  2020  della  Circolare 
sull'invalidità  e la  grande invalidità  nel  suo tenore applicabile  fino al 
31 dicembre  2007;  Jurisprudence  et  pratique  administrative  des 
autorités  d'exécution  de  l'AVS/AI  [Pratique  VSI]  1998  p. 126 
consid. 3c).

6.

6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b, DTF 
110 V 273 e DTF 105 V 205). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per 
il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito 
che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido;  metodo  generale  del 
raffronto  dei  redditi).  Se  non  è  possibile  determinare  o  stimare  in 
maniera  attendibile  i  due  redditi  di  cui  si  tratta,  si  deve procedere, 
ispirandosi al metodo specifico applicabile alle persone non esercitanti 
un'attività  lucrativa  (art.  27  dell'ordinanza  del  17  gennaio  1961 
sull'assicurazione per l'invalidità [OAI; RS 831.201]), al confronto delle 
attività  e  valutare  il  grado  d'invalidità  ritenendo  l'incidenza  della 
diminuita capacità di rendimento sulla situazione economica concreta 
(metodo  straordinario  di  graduazione;  v.  sentenza  del  Tribunale 
federale I 782/03 del 24 maggio 2006 consid. 2.3, DTF 128 V 29 e DTF 
104  V  135).  Peraltro,  l'invalidità  degli  assicurati  che  esercitano  solo 
parzialmente  un'attività  lucrativa  e  per  il  resto  sono  dediti  allo 
svolgimento delle  proprie  mansioni  va computata secondo il  metodo 
ordinario del raffronto dei redditi (art. 16 LPGA) per la parte di attività 
lucrativa,  mentre  in  merito  all'impedimento  a  svolgere  le  mansioni 

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consuete l'invalidità  deve essere  valutata sulla  base di  un confronto 
delle attività – da attuare mediante un'inchiesta domiciliare (DTF 130 V 
97) – conformemente all'art. 27 OAI. In tal caso occorre determinare la 
parte rispettiva dell'attività lucrativa e quella del compimento degli altri 
lavori  abituali  e  calcolare  il  grado  d'invalidità  globale  in  funzione 
dell'impedimento nei due ambiti  in questione (metodo misto; cfr. DTF 
125 V 148 consid. 2; sentenze del Tribunale federale 9C_35/2007 del 4 
aprile  2008  consid.  2,  I  503/04  del  13  settembre  2006  consid.  2, 
nonché in particolare I 382/04 del 18 ottobre 2005 consid. 2 e I 540/02 
del 12 maggio 2004 consid. 2).

6.2 L'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  pertanto,  e  di 
principio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla 
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la  conseguente  incapacità  lavorativa.  L'invalidità  dell'assicurato  che 
non esercita un'attività lucrativa, ma svolge le mansioni consuete e dal 
quale non si può ragionevolmente esigere che intraprenda un'attività 
lucrativa,  è  determinata,  in  deroga  all'art.  16  LPGA,  in  funzione 
dell'incapacità di svolgere le mansioni consuete (art. 28 cpv. 2bis LAI; 
metodo specifico). L'art. 27 OAI precisa che per mansioni consuete di 
una persona senza attività lucrativa occupata nell'economia domestica 
s'intendono gli usuali lavori domestici, l'educazione dei figli nonché le 
attività artistiche e di pubblica utilità.

6.3 Benché  l'invalidità  sia  una  nozione  economico-giuridica,  le 
certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  per 
apprezzare il  danno invalidante e per  determinare  quali  lavori  siano 
ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato  (DTF  115  V  133 
consid. 2 e DTF 114 V 310 consid. 3c).

7.

7.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di 
assicurazioni  sociali  (art.  43  LPGA),  l'amministrazione  deve 
intraprendere  d'ufficio  i  necessari  accertamenti  e  raccogliere  le 
informazioni di cui ha bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia 
allorquando è necessario per la valutazione medica del caso (DTF 117 
V 282 consid. 4a).

Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al 
giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, 
di  giungere  alla  convinzione  che  certi  fatti  presentino  una 

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verosimiglianza preponderante,  e che ulteriori  misure probatorie non 
potrebbero  modificare  questo  apprezzamento,  è  superfluo  assumere 
altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; UELI KIESER, ATSG-
Kommentar, 2a ed., Zurigo 2009, art. 42 n. 19 pag. 536; sentenza del 
Tribunale federale K 24/04 del 20 aprile 2005; DTF 122 II 464 consid. 
4a). In tal caso, non sussiste una violazione del diritto costituzionale di 
essere sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht 
[SVR] 2001 IV n. 10 pag. 28).

7.2 In  virtù  degli  art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con 
l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 
(PCF, RS 273), il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i 
fatti determinanti per la soluzione della controversia, assume le prove 
necessarie e le valuta liberamente.

8.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche litigiose. Affinché il giudizio medico acquisti valore di prova 
rilevante, esso deve essere completo in merito ai temi sollevati, deve 
fondarsi, in piena conoscenza della pregressa situazione valetudinaria 
(anamnesi),  su  esami  approfonditi  e  tenere  conto  delle  censure 
sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a fondate, 
logiche  e  motivate  deduzioni.  Peraltro,  per  stabilire  se  un  rapporto 
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la 
sua denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo 
contenuto (DTF 125 V 351 consid. 3a).

8.1 In  particolare,  per  quanto  concerne  le  perizie  giudiziarie  la 
giurisprudenza ha stabilito  che il  giudice non si  scosta senza motivi 
imperativi dal parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a 
disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, 
da  un  punto  di  vista  medico,  una  certa  fattispecie  (sentenza  del 
Tribunale  federale  U  505/06  del  17  dicembre  2007).  Ragioni  che 
possono indurre il  giudice a non fondarsi  su un tale referto sono ad 
esempio affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia, 
o  altri  rapporti  da cui  emergono validi  motivi  per  farlo  e,  meglio,  se 
l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fondata da mettere in 

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discussione  le  conclusioni  peritali  (sentenza  del  Tribunale  federale  I 
166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

8.2 Per quel che riguarda le perizie di parte, il  Tribunale federale ha 
precisato  che  esse  contengono  considerazioni  specialistiche  che 
possono contribuire ad accertare i  fatti,  da un punto di vista medico. 
Malgrado  esse  abbiano  lo  stesso  valore  probatorio  di  una  perizia 
giudiziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a 
mettere  in  discussione  la  perizia  giudiziaria  oppure  quella  ordinata 
dall'amministrazione  (DTF  125  V  351).  Giova  altresì  rilevare  come 
debba  essere  considerato  con  la  necessaria  prudenza  l'avviso  dei 
medici  curanti,  i  quali  possono  tendere  a  pronunciarsi  in  favore  del 
proprio paziente a dipendenza dei particolari  legami che essi  hanno 
con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti).

8.3 Non  va  infine  dimenticato  che  se  vi  sono  dei  rapporti  medici 
contraddittori  il  giudice non può evadere la vertenza senza valutare 
l'intero  materiale  e  indicare  i  motivi  per  cui  egli  si  fonda  su  un 
rapporto  piuttosto che su un altro. Al  riguardo va tuttavia  precisato 
che  non si  può  pretendere  dal  giudice  che raffronti  i  diversi  pareri 
medici  e  parimenti  esponga  correttamente  da  un  punto  di  vista 
medico,  come farebbe un  perito,  i  punti  in  cui  si  evidenziano delle 
carenze e quale sia l'opinione più adeguata (sentenza del Tribunale 
federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

9.
Le  affezioni  di  cui  soffre  il  ricorrente  –  segnatamente  stato  dopo 
intervento  di  protesi  valvolare  mitralica  per insufficienza grave, stato 
dopo  fibrillazione  atriale  trattata  mediante  termoablazione,  (stato 
dopo)  intervento  di  ernia  iatale,  (stato  dopo)  intervento  di  ernia 
inguinale bilaterale e segni di BCPO – sono di carattere labile, ossia 
suscettibili  di  migliorare  o  di  peggiorare.  Ne  discende  che,  in 
mancanza  di  uno  stato  di  salute  sufficientemente  stabilizzato,  è 
inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per cui può entrare 
in considerazione solo la seconda lettera della citata norma legale, la 
quale prevede un termine di attesa di un anno. Pertanto, il  ricorrente 
potrebbe  pretendere  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità  solo  a  partire  dal  momento  in  cui  ha  subito,  senza 
interruzione notevole, un'incapacità lavorativa media di almeno il 40% 
durante un anno.

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10.
Contestata è la questione di sapere se il  ricorrente ha subito, senza 
interruzione notevole, un'incapacità lavorativa media di almeno il 40% 
durante un anno giusta l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI. Secondo l'UAIE, tale 
non  è  manifestamente  il  caso  nella  vertenza  in  esame,  mentre 
l'insorgente ritiene d'avere diritto ad un quarto di rendita a decorrere 
da settembre del 2006.

10.1 Dalle  carte  processuali  emerge  che,  dopo  il  rimpatrio,  il 
ricorrente ha ancora esercitato un'attività  lucrativa. In  particolare, da 
gennaio  del  1999  è  alle  dipendenze  della  ditta  B._______,  come 
saldatore  ed  esplica  detta  attività  in  ragione  di  40  ore  settimanali. 
L'insorgente  ha  lavorato  senza  particolari  restrizioni  da  imputare  a 
motivi di salute fino al 16 luglio 2006. Dal 17 luglio 2006 all'11 aprile 
2007, ha interrotto l'attività per causa di malattia. Successivamente, e 
per quanto emerge dal questionario per l'assicurato del 21 aprile 2007 
(doc. 11) e dal questionario per il datore di lavoro del 20 aprile 2007 
(doc. 10),  l'insorgente ha ripreso, a tempo pieno, la  sua precedente 
attività.

10.2

10.2.1 Certo, nel ricorso il ricorrente fa valere che, a causa del danno 
alla salute subito (patologia cardiaca notevolmente maggiore di quella 
ritenuta dall'UAIE), egli ha ridotto la propria attività lavorativa a circa il 
60% di un orario normale. Sennonché, e da un lato, ben poteva l'UAIE 
– sulla base delle risultanze dei questionari per l'assicurato (doc. 11, in 
particolare punto 4a) e per il datore di lavoro (doc. 10, segnatamente 
punti 7, 8, 10a e 10b) – ritenere che il ricorrente il 12 aprile 2007 ha 
ripreso  al  100%  la  precedente  attività  lavorativa.  Dall'altro  lato,  nel 
progetto  di  decisione  del  12  luglio  2007  l'autorità  inferiore  ha 
esplicitamente richiamato l'attenzione del  ricorrente su questo punto 
(..."Un'attività lucrativa confacente allo stato di salute è esercitata, con 
orario  normale  e  senza  diminuzione  di  guadagno."  ...),  senza  che 
l'insorgente  stesso  abbia  poi  formulato  obiezione alcuna al  riguardo 
nel  termine di  30 giorni  impartitogli  a tal  fine prima dell'emanazione 
della decisione del 20 settembre 2007. In siffatte circostanze, non può 
essere rimproverato all'autorità inferiore di avere considerato siccome 
dimostrata, sulla base delle risultanze processuali e senza necessità 
d'ulteriori  accertamenti  d'ufficio,  la  ripresa  da  parte  dell'insorgente 
della precedente attività nella misura del 100% a partire dal 12 aprile 

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2007, con l'inevitabile conseguenza che ciò comporta di  massima ai 
sensi  dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI. Peraltro, le  indicazioni  fornite  dal 
ricorrente  in  sede  ricorsuale  con  riferimento  all'incapacità  lavorativa 
nella  sua  precedente  attività  sono  contraddittorie  ed  imprecise. 
Contraddittorie  perché  variano  da  circa  il  60%  (cfr.  ricorso  pag.  2) 
all'80% (certificato  medico  del  dott.  D._______  del  27  luglio  2007). 
Imprecise poiché l'insorgente,  peraltro  rappresentato  in  questa sede 
da persona qualificata,  deve sapere  a quale  precisa  percentuale  ha 
ripreso la precedente attività e che un grado d'invalidità anche fino al 
39,49% non  da  diritto  ad  un  quarto  di  rendita. L'insorgente  non  ha 
altresì neppure indicato esplicitamente nel ricorso del 17 ottobre 2007 
a partire da quale momento egli avrebbe ridotto a circa il 60% il suo 
impiego  nella  precedente  attività  lucrativa  né  ha  esibito 
documentazione idonea a dimostrare tale asserzione, ciò che avrebbe 
potuto e dovuto fare dando prova della necessaria diligenza. 

10.2.2 Inoltre,  non  è  dato  sapere  per  quale  motivo  il  ricorrente 
pretenda un diritto all'erogazione di un quarto di rendita a partire da 
settembre del 2006. In effetti,  ai sensi dell'art. 29 cpv. 1 let. b LAI, il 
diritto ad una rendita da parte dell'insorgente avrebbe potuto nascere 
al  più  presto  12  mesi  dopo  il  sorgere  delle  affezioni,  nel  luglio  del 
2006, che hanno causato un'invalidità (limitata nel tempo).

10.3 Giova ancora esaminare se in virtù della documentazione medica 
agli  atti  sia giustificata l'ammissione di  una piena capacità lavorativa 
del  ricorrente  nella  precedente  attività  al  più  tardi  a  partire  dall'11 
aprile 2007 (recte: 12 aprile 2007), come ritenuto dall'autorità inferiore 
sulla  base  delle  valutazioni  del  proprio  servizio  medico  del  5  luglio 
2007 e del 20 febbraio 2008 (doc. 18 e 23).

10.3.1 Il  dott.  C._______  ha  osservato,  da  un  lato,  che  dalla 
documentazione  economica  risulta  che  l'assicurato  ha  interrotto  il 
lavoro da meno di un anno e dunque non ha diritto a delle prestazioni 
AI.  Dall'altro  lato,  ha  constatato,  sulla  base  della  documentazione 
medica  agli  atti,  che  il  ricorrente  ha  sofferto  di  uno  scompenso 
cardiaco dovuto  ad un'insufficienza  mitralica  severa  con  fibrillazione 
atriale (FA) e rottura di una corda della valvola mitralica (estate 2006), 
che ha subito un intervento di protesi  (valvolare mitralica)  nonché di 
riduzione  della  FA  mediante  termoablazione  (agosto  2006),  che  il 
decorso  postoperatorio  è  risultato  privo  di  complicanze,  che  le 
patologie di  cui  è affetto – stato dopo intervento di  protesi  valvolare 

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mitralica per insufficienza grave, stato dopo fibrillazione atriale trattata 
mediante termoablazione, stato dopo intervento di  ernia iatale, stato 
dopo  intervento  di  ernia  inguinale  bilaterale  e  segni  di 
broncopneumopatia  cronica  ostruttiva  (BPCO)  –  non  hanno  mai 
comportato  rispettivamente  non  comportano  più,  dopo  l'intervento 
cardiochirurgico  del  mese  di  agosto  del  2006,  alcuna  limitazione 
funzionale  determinante  e  che  teoricamente  la  precedente  attività 
avrebbe potuto essere ripresa 6 mesi dopo l'intervento, ma al più tardi 
l'11 aprile 2007 (recte: 12 aprile 2007). Orbene, a tale valutazione può 
essere  fatto  riferimento,  non  senza  dimenticare  che  essa  trova 
fondamento anche nella relazione medico legale del 26 ottobre 2006 
(doc. 15) e nella perizia medica particolareggiata E 213 pure del 26 
ottobre 2006 (doc. 16). In effetti le limitazioni funzionali evidenziate in 
tali  documenti  sono  estremamente  limitate,  nel  senso  di  una  lieve 
riduzione della capacità respiratoria e di una discreta limitazione della 
capacità  cardio-circolatoria,  in  quest'ultimo  caso  senza  peraltro 
indicazioni  dettagliate  e  specifiche  sulle  restrizioni.  In  simili 
circostanze,  non  vi  è  ragione  di  dubitare  del  fatto  che  il  ricorrente, 
come  ritenuto  dal  servizio  medico  dell'UAIE,  avrebbe  potuto, 
quand'anche per denegata ipotesi  non lo avesse fatto (come appare 
invece dagli atti di causa), esercitare la sua precedente attività a più 
del 60% a partire dal 12 aprile 2007.

10.3.2 Certo,  il  ricorrente  appare  volere  fondare  la  sua  diversa 
opinione sulla base della cartella clinica dell'Ospedale E._______ del 
31 agosto 2006, della perizia medica particolareggiata E 213 del 26 
ottobre 2006, del certificato medico del dott. D._______ del 27 luglio 
2007  e  della  prova  ergometrica  del  21  febbraio  2008.  Tuttavia,  la 
cartella  clinica  dell'Ospedale  E._______  del  31  agosto  2006  non 
attesta di un'incapacità lavorativa del ricorrente nella sua precedente 
attività, tanto meno dopo l'11 aprile 2007. Lo stesso vale per la perizia 
medica  particolareggiata  E  213  del  26  ottobre  2006,  in  cui  è  certo 
stata  evidenziata  una  capacità  lavorativa  del  30%  solamente  nella 
precedente  attività  lavorativa  ma  nel  momento  della  sua  redazione 
(con segnalazione,  però,  di  un  intervenuto  miglioramento  [!]),  senza 
che da essa si debba o anche solo possa trarre elementi concludenti 
su un'eventuale incapacità lavorativa del 40% almeno a partire dal 12 
aprile 2007 (assenza di qualsivoglia riscontro medico oggettivo in tal 
senso). Per quanto attiene al certificato medico del 27 luglio 2007 del 
dott.  D._______,  esibito  con  il  ricorso,  può  essere  rinviato  alle 
considerazioni  del  dott.  C._______  riportate  nel  presente  giudizio 

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(lettera  G.b  dei  fatti  di  causa).  Giova  peraltro  precisare  che  nella 
misura  in  cui  il  certificato  medico  del  dott.  D._______,  peraltro 
estremamente  generico,  si  riferisce  alle  note  diagnosi  non  apporta 
alcun (nuovo) elemento medico oggettivo con riferimento ad eventuali 
limitazioni  funzionali  specifiche  aventi  incidenza  sulla  capacità 
lavorativa del ricorrente e laddove fa stato di nuove patologie – quali 
cardiopatia  ischemica,  dispnea  a  riposo,  edemi  e  cervicoartrosi  – 
queste  non  sono  corroborate  da  riscontri  medici  oggettivi  nella 
relazione  medesima  (peraltro  nella  relazione  medico  legale  del  26 
ottobre 2006 [doc. 15], nonostante che l'insorgente si sia lamentato di 
dispnea  al  minimo  sforzo  [pag.  7],  è  fatto  stato  di  una  capacità 
funzionale respiratoria solo lievemente ridotta [pag. 8]). Manca inoltre 
una motivazione con riferimento alle ragioni che stanno alla base della 
conclusione d'inabilità lavorativa dell'80%. Infine, la prova ergometrica 
del 21 febbraio 2008 è posteriore alla data della decisione impugnata, 
di  modo  che  non  può  essere  presa  in  considerazione  nel  caso  di 
specie, fermo restando che non dimostra altresì alcunché di rilevante 
con  riferimento  alla  situazione  del  ricorrente  fino  al  momento 
dell'emanazione, il 20 settembre 2007, della decisione impugnata.

10.4 Sulla  scorta  della  documentazione  medica  agli  atti  di  causa  e 
delle  considerazioni  che  precedono,  questo  Tribunale  condivide 
pertanto  la  valutazione  dell'autorità  inferiore  secondo  la  quale  la 
richiesta di una rendita AI svizzera da parte del ricorrente deve essere 
respinta  poiché  al  20  settembre  2007  egli  non  risulta  dalle  carte 
processuali  avere  subito  un'incapacità  al  lavoro  del  40% almeno  in 
media per un anno.

11.
Da quanto esposto, consegue che il ricorso, destituito di fondamento, 
non merita tutela e la decisione impugnata va confermata.

12.

12.1 Visto l'esito della  procedura,  le  spese processuali,  di  fr. 300.--, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché 
art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili  nelle 
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del  21  febbraio 
2008  [TS-TAF, RS  173.320.2]).  Esse  sono  computate  con  l'anticipo 
spese, di identico ammontare, versato dal ricorrente stesso il 22 aprile 
2008.

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12.2 Al  ricorrente,  soccombente,  non spetta  altresì  alcuna indennità 
per spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con 
l'art.  7  cpv. 1  e  2  TS-TAF a  contrario).  Peraltro,  le  autorità  federali, 
quand'anche vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a 
titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili 
nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205).

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 19

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 300.--, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo spese di fr. 300.--, versato il 22 aprile 2008, è computato con 
le spese processuali.

3.
Non si attribuiscono spese ripetibili.

4.
Comunicazione a:

- rappresentante del ricorrente (Atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

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