# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4cd08777-0369-5b58-9466-8e889fada537
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-08-27
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 27.08.2001 15.2001.251
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2001-251_2001-08-27.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2001.00251

  	
  Lugano

  27 agosto
  2001

  /LG/fc/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Pellegrini e Rusca

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques, vicecancelliere

  

 

 

statuendo
sul ricorso 22 agosto 2001 di

 

	
   

  	
  __________

  (rappr. dall'avv__________)

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

__________ e meglio contro l'avviso d'incanto 10 agosto 2001
nell'ambito delle procedure esecutive in via di pignoramento e in via di
realizzazione di oggetti sottoposti a ritenzione, promosse da

 

	
   

  	
  __________ (rappr. __________)

   

  __________

   

  __________

  (rappr. dall'avv. __________)

  

 

richiamata l'ordinanza presidenziale 24 agosto 2001 con la quale è
stato concesso effetto sospensivo parziale al gravame nel senso che l'attività
aziendale dell'escusso sarà oggetto di chiusura solo a far tempo da martedì
__________ alle ore 13.00;

 

viste
le osservazioni 23 agosto 2001 dell'UEF di __________;

 

esaminati
atti e documenti;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                 A.      La
__________ (PE __________ e __________ dell'UEF di __________) e __________ (PE
__________ dell'UEF di __________) procedono in via di pignoramento nei
confronti di __________, __________ iscritto a registro di commercio quale
titolare della ditta individuale omonima in __________, Via __________

                                B.      __________
ha chiesto l'erezione di 4 inventari di ritenzione (n. __________, __________,
__________ e __________) per pigioni arretrate dovute da __________. Il
creditore ha inoltre  fatto spiccare contro il debitore i PE n. __________,
__________, __________ e __________.

 

                                C.      Con
verbale di ritenzione __________ del 26 gennaio 2001 l'UEF di __________ ha
inventariato presso il garage di __________ un elevato numero di pezzi di ricambio
vari per automobili, secondo una lista di 130 pagine datata 5 gennaio 2001.
L'escusso si è rifiutato di firmare il verbale.

 

                                D.      Con
verbale di ritenzione __________ del 26 gennaio 2001 l'UEF di __________ ha
inventariato 287 stecche di sigarette, 1'108 pacchetti di sigarette sciolte,
152 buste di tabacco, 879 sigari, 1'437 tavolette di cioccolato. L'escusso si è
rifiutato di firmare il verbale.

 

                                E.      Con
verbale di ritenzione __________ del 15 marzo 2001 l'UEF di __________ ha
inventariato gli stessi pezzi di ricambio di cui al verbale di ritenzione
__________. L'escusso si è rifiutato di firmare il verbale, ma ha dichiarato di
non possedere altri beni da sottoporre ad inventario.

 

                                F.      Con
verbale di ritenzione __________ del 15 marzo 2001 l'UEF di __________ ha
inventariato gli stessi oggetti di cui al verbale di ritenzione __________ e
vari "dadi–biscotti snackers". L'escusso si è rifiutato di firmare il
verbale, ma ha dichiarato di non possedere altri beni da sottoporre ad
inventario.

                                          Su
richiesta del creditore, l'UEF ha proceduto ad un complemento del verbale di
ritenzione, inventariando in data 17 aprile 2001 anche 14'000 litri di benzina
verde 95 ottani, 3'300 litri di benzina verde 98 ottani e 2'500 litri di
gasolio, carburanti contenuti nelle cisterne del garage di __________. Anche in
questa occasione l'escusso si è rifiutato di firmare il verbale.

 

                                G.      Il
31 maggio 2001 l'UEF di __________ ha pignorato nell'ambito delle procedure in
via di pignoramento di cui sopra le scaffalature metalliche pesanti complete di
cassettiere e ripiani, nonché uno schermo e un pianale mobile per il controllo
su schede dei pezzi di ricambio. L'escusso, dopo aver dichiarato di non possedere
altri beni da sottoporre al pignoramento, ha firmato il verbale di pignoramento.

 

                                H.      Ricevute
le domande di vendita da parte di tutti i creditori, l'Ufficio ha fissato
l'incanto per il __________ alle 14.00, comunicandolo alle parti il 12 luglio
2001.

 

                                  I.      L'UEF
di __________ ha poi inviato alle parti un avviso d'incanto datato 10 agosto
2001, che sintetizzava gli oggetti posti all'asta e ricordava la data
dell'incanto; privo di data, l'Ufficio ha pure apposto l'indicazione secondo la
quale "a partire da lunedì 27 agosto 2001 procederemo alla chiusura del
negozio, al controllo di tutto quanto inventariato e oppignorato e alla
preparazione dell'incanto".

 

                                L.      Con
ricorso 22 agosto 2001 __________ afferma di aver ricevuto l'avviso d'incanto
con la summenzionata indicazione complementare in data 21 agosto 2001; il ricorrente
ritiene che tale indicazione non sia valida perché inviata con lettera
semplice, priva di firma e di motivazione; il ricorrente sostiene che il negozio
può rimanere aperto durante l'inventario, che comunque non potrebbe durare 4
giorni (recte: 3 e mezzo) dal momento che egli esegue l'inventario annuale in
una giornata e senza chiudere il negozio; il ricorrente non si oppone tuttavia
a che i funzionari dell'UEF si rechino presso i locali per le loro incombenze e
alla tenuta dell'asta prevista per il 30 agosto 2001, ma chiede l'annullamento
della decisione dell'UEF di chiudere il negozio dal 27 agosto 2001 fino alla
tenuta dell'asta, formulando al contempo richiesta di effetto sospensivo.

 

                               M.      Con
osservazioni 23 agosto 2001 l'UEF di __________ rileva che i beni sottoposti a
diritto di ritenzione e pignoramento rappresentano pressoché la totalità dei
beni presenti presso il garage di __________ e che l'esecuzione dell'inventario
si impone soprattutto in considerazione del fatto che dall'esecuzione dei pignoramenti
e delle ritenzioni gli oggetti inventariati possono essere stati sostituiti.
L'Ufficio si oppone alla concessione dell'effetto sospensivo e chiede la
reiezione del gravame.

 

 

considerando

 

in diritto:               1.      Il
ricorso ex art. 17 LEF all'Autorità di vigilanza cantonale ha per oggetto non
l'accertamento con giudizio di merito di un diritto materiale posto a
fondamento di un'esecuzione forzata, bensì il provvedimento di un organo
amministrativo. Il ricorso LEF è un istituto di natura amministrativa, il cui
scopo è quello di controllare la legalità e la proporzionalità di una misura
esecutiva (Flavio Cometta,
Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, n. 1ss. ad
art. 17; Cometta, Commentario
alla LPR, Lugano 1998, n. 3.c pag. 14s.).

                                          1.1.  Tutte le comunicazioni
degli uffici d'esecuzione e dei fallimenti si fanno per iscritto e, salvo
disposizione contraria della legge, mediante lettera raccomandata o consegna
contro ricevuta (art. 34 LEF). Tale disposizione serve principalmente per scopi
probatori (la prova della notifica incombe infatti all'organo di esecuzione
forzata; DTF 121 III 12), e secondariamente per il computo dei termini
impartiti negli atti esecutivi. La violazione di tale norma da parte degli organi
di esecuzione forzata non costituisce motivo di nullità, ma di annullabilità rilevabile
unicamente con ricorso all'Autorità di vigilanza, a condizione che dai motivi
del ricorso si possa comprendere quale sia la conseguenza patita dal ricorrente
per l'errata forma della comunicazione (Francis
Nordmann, Basler Kommentar zum SchKG, n. 5 e 7 ad art. 34).

 

                                          1.2.  Nel caso in
esame il ricorrente non contesta la non ricezione dell'atto impugnato, ma
sostiene che lo stesso andava notificato per lettera raccomandata e con
l'apposizione di timbri e firma. Come precedentemente considerato, affinché tale
comunicazione debba essere annullata, è necessario che il ricorrente indichi
chiaramente quale sia stata la conseguenza negativa della notifica per invio
semplice: in casu occorre rilevare che né l'Ufficio né questa Camera possono
stabilire con certezza la data in cui l'escusso è venuto a conoscenza della contestata
decisione, valendo il principio in dubio pro debitore. Di conseguenza, ritenuto
che il presente gravame va dichiarato tempestivo ed è dunque ricevibile, gli
interessi del ricorrente restano salvi. Non occorre pertanto annullare – per
motivi di forma – la decisione contestata.

Per quanto riguarda invece la contestazione relativa alla mancata apposizione
del timbro dell'Ufficio e di una firma, occorre costatare che dalla semplice disamina
della decisione contestata si rileva chiaramente la presenza del timbro
dell'Ufficio e del timbro riproducente la firma dell'Ufficiale, __________: in
merito a quest'ultimo timbro, occorre rilevare che nulla ne impedisce l'uso
ritenuto inoltre che questa Camera ha emanato il 20 maggio 1998 la Circolare n.
11/1998 che permette anche l'uso di firme digitalizzate, non solo sugli atti esecutivi
di maggiore importanza, ma pure su quelli secondari (cfr. Cometta, Commentario alla LPR,
Appendice III n.7, pag. 358 ss. ed in particolare nota 24 pag. 359).

 

                                2.      In
virtù dell'art. 98 cpv. 2 e 3 LEF le cose mobili sottoposte a pignoramento
possono essere lasciate provvisoriamente nelle mani del debitore o del terzo
possessore con l'obbligo di tenerle pronte ad ogni richiesta, ritenuto che – se
l'Ufficiale nutre dubbi sulla cura e la conservazione da parte del debitore o
del terzo o se il creditore lo giustifica – questi oggetti dovranno essere collocati
in custodia dell'Ufficio o d'un terzo. La marginale dell'art. 98 LEF ("D.
Misure cautelari / 1. Beni mobili") indica chiaramente che l'Ufficiale
deve disporre tutte quelle misure conservative a tutela degli interessi dei
creditori, affinché i beni sottoposti a pignoramento restino nella sfera
dell'escusso e non vengano ceduti a terzi in buona fede (cfr. art. 96 cpv. 2
LEF). Fra queste misure conservative risulta esserci anche l'apposizione di
sigilli a locali o oggetti, con la conseguenza che gli stessi non possono
essere aperti o asportati senza la loro rottura (André Lebrecht, Basler Kommentar zum SchKG, n. 12
e 16 ad art. 98).

 

                                          2.1.  Nel caso in
esame occorre rilevare che gli oggetti posti sotto inventario di ritenzione e
sotto pignoramento costituiscono pressoché la totalità dei beni presenti presso
l'escusso, anche se quest'ultimo ha confermato a più riprese nei verbali (che
tuttavia si è rifiutato di firmare) di non avere più altri beni.

Alla luce di questa circostanza, unita alla dichiarazione ricorsuale di non
opporsi all'asta stessa, è possibile concludere che l'escusso è cosciente del
fatto che il 30 agosto tutti i beni presenti nel suo garage saranno posti
all'asta.

                                            Il fatto poi che
l'escusso non si oppone all'esecuzione di incombenze preparatorie dell'asta
dimostra che egli è pure cosciente del fatto che l'Ufficio deve allestire una
lista completa di tutti gli oggetti presenti nel suo garage al momento dell'asta,
per evitare di porre in vendita oggetti non inventariati o eventualmente anche
non più presenti.

 

                                          2.2.  La decisione
dell'UEF di __________ di chiudere il negozio del ricorrente da lunedì 27
agosto fino a giovedì 30 agosto 2001 alle 14.00, quando si terrà l'asta di
tutti gli oggetti del garage dell'escusso, è una misura conservativa e può – almeno
nel risultato – essere equiparata all'apposizione dei sigilli ai locali del
garage, che può essere giustificata solo in caso d'urgenza e di proporzionalità
della misura (cfr. Lebrecht,
Basler Kommentar zum SchKG, n. 16 ad art. 98).

Orbene in casu l'urgenza va ammessa, ritenuto che l'Ufficio ha pochi
giorni per allestire la lista completa dei beni che metterà all'asta il 30
agosto 2001 e che – al contrario del ricorrente abituato ad allestire inventari
di oggetti di garage – i funzionari dell'Ufficio necessiteranno con tutta
evidenza di almeno 2 giorni per inventariare pezzi sfusi e minuti contenuti in
circa 130 pagine fitte dell'inventario prodotto dall'escusso.

Occorre inoltre considerare che gli oggetti messi all'asta sono in parte quelli
contenuti nell'inventario fornito dall'escusso e in parte oggetti nuovi,
sostitutivi di oggetti ormai venduti (e il cui prodotto tuttavia non è stato
versato all'Ufficio). Durante i 2 giorni che precedono l'asta sarebbe
ipotizzabile la soluzione di lasciar svolgere l'attività del garage e di
inviare uno o due funzionari dell'UEF per effettuare l'inventario e per
controllare che il prodotto della vendita di beni da parte dell'escusso
profitti ai creditori, ma essa si rivela estremamente difficoltosa e comunque
sproporzionata in termini di costi. Di conseguenza, la decisione dell'Ufficio
di chiudere il negozio è corretta ma eccessiva se estesa su tre giorni e mezzo.
Essa è invece proporzionata e opportuna se limitata a due giorni.

A titolo abbondanziale occorre ricordare all'escusso che al termine dell'asta,
supposto che vi siano beni per i quali l'incanto è andato deserto e che di conseguenza
l'esecuzione cessa su di essi (cfr. art. 126 cpv. 2 LEF), egli potrà nuovamente
disporne e metterli in vendita.

                                                  Ne
consegue il parziale accoglimento del gravame.

 

                                3.      Sulle
spese occorre ricordare a futura memoria che – benché la gratuità della procedura
sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo
l'art. 17 LEF (Jean–François Poudret
/ Suzette Sandoz–Monod, Commentaire de la loi fédérale
d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990,n.2.10 all'art. 81, p.804) –
siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore
(art.20a cpv.1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF 125 III 383 cons.2a)
Per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

 

richiamati
gli art. 17, 20a, 34, 96, 98 e 126 LEF, art. 61 e 62 OTLEF,

 

 

pronuncia:           1.      Il ricorso
22 agosto 2001 __________, __________, è parzialmente accolto.

                                          Di conseguenze l'UEF di
__________ martedì __________ alle ore 13.00 alla chiusura dei locali occupati
dalla ditta individuale __________ garage (officina e negozio) in vista della
preparazione dell'incanto che avrà luogo il __________ alle ore 14.00. 

 

                                2.      Non
si prelevano tasse, né si assegnano indennità.

 

                                3.      Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello, in
conformità dell'art. 19 LEF.

 

                                4.      Intimazione
a:

                                          – __________

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità di vigilanza

Il
presidente                                                                            
Il segretario