# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 34db6272-562c-5f9c-9ecb-b20082fd766c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-28
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 28.09.2010 D-3890/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3890-2008_2010-09-28.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3890/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 8  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), 
Martin Zoller e Fulvio Haefeli, 
cancelliere Federico Pestoni;

A._______, nato il (...), alias
B._______, nato il (...),
Iraq,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 9 maggio 2008 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3890/2008

Fatti:

A.
L'interessato,  dichiaratosi  di  origine  irachena,  etnia  curda,  nato  a 
C._______, D._______, nella provincia di E._______, con ultimo domi-
cilio a E._______, quartiere F._______, ha presentato domanda d'asilo 
in Svizzera il (...).

Interrogato  sui  motivi  di  asilo,  egli  ha  dichiarato,  in  sostanza  e  per 
quanto è qui di rilievo, di essere espatriato per il timore di essere ucci-
so dai famigliari di un suo amico, i quali vorrebbero vendicare la sua 
morte, causata accidentalmente dal ricorrente durante una battuta di 
caccia. In  un'ulteriore  versione,  il  ricorrente  ha poi  affermato  di  non 
aver avuto nessun problema con i famigliari della vittima e di essere 
espatriato in quanto era imbarazzante dover incontrare regolarmente i 
famigliari del suo amico.

B.
Con  decisione  del  9 maggio 2008,  notificata  al  richiedente  in  data 
13 maggio 2008, l'UFM ha respinto la domanda d'asilo suesposta. Det-
to  Ufficio  ha pure  pronunciato  l'allontanamento  del  richiedente  dalla 
Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento verso il suo Paese d'origi -
ne, ossia l'Iraq, siccome lecita, esigibile e possibile.

C.
In data 12 giugno 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinnanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  contro  la  decisione  dell'UFM.  Ha 
chiesto, previa concessione dell'effetto sospensivo, l'annullamento del-
la decisione impugnata e la trasmissione degli atti all'autorità inferiore 
per una nuova valutazione, subordinatamente, la concessione dell'am-
missione  provvisoria  vista  l'inesigibilità  e  l'inammissibilità  dell'esecu-
zione dell'allontanamento verso il proprio Paese d'origine. Egli ha al -
tresì presentato una domanda di esenzione dal pagamento anticipato 
delle spese di giustizia.

D.
Il  Tribunale  amministrativo  federale,  con  decisioni  incidentali  del 
19 giugno 2008,  ha autorizzato il ricorrente a soggiornare in Svizzera 
fino al termine della procedura accogliendo la domanda di esenzione 
dal  versamento dell'anticipo a copertura delle  presumibili  spese pro-

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cessuali e, rispettivamente, ha concesso all'UFM un termine, scadente 
il 21 luglio 2008, per produrre l'atto di risposta.

E.
Con scritto del 21 luglio 2008, l'UFM ha integralmente confermato la 
propria posizione senza aggiungere alcunché, vista l'assenza di fatti o 
mezzi di prova nuovi nell'atto ricorsuale.

F.
Con decisione incidentale del 23 luglio 2008, il Tribunale amministrati-
vo federale ha concesso al ricorrente un termine, scadente il 22 ago-
sto 2008, per produrre l'atto di replica.

G.
Con scritto del 22 agosto 2008, il ricorrente allegato di non avere nulla 
da aggiungere a quanto già sostenuto in sede di ricorso, confermando 
pienamente le conclusioni in esso contenute.

H.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Diritto:

1.
Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dal la legge sul Tri-
bunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32) 
e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giugno 2005  (LTF,  RS 
173.110),  in  quanto la  legge sull'asilo  del  26 giugno 1998 (LAsi,  RS 
142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale am-
ministrativo federale, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le 
decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art.  
33 LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA.

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Il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità 
inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della  stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a  – c PA); è pertanto legittimato ad 
aggravarsi contro di essa.

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma e  
al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

2.
Giusta l'art. 42 LAsi chi ha presentato una domanda d'asilo in Svizzera 
è autorizzato a soggiornarvi fino a conclusione della procedura.

Il ricorso ha effetto sospensivo (art. 55 cpv. 1 e 2 PA).

3.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi). Il  
Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti  
(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 
impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. sentenza del Tribu-
nale  amministrativo  federale  D-4917/2006  del  12  luglio  2007,  con-
sid. 3;  PIERRE MOOR,  Droit  administratif,  vol. II,  2. ed.,  Bern  2002, 
no. 2.2.6.5).

4.
4.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato le allegazioni del 
richiedente come insufficienti a soddisfare le condizioni richieste dalla 
legge per il riconoscimento dello statuto di rifugiato e pertanto all'am-
missione della sua domanda d'asilo. In particolare, l'autorità di prima 
istanza ha messo in evidenza diverse contraddizioni emerse nelle due 
audizioni sostenute dal richiedente. Inoltre, l'esecuzione dell'allontana-
mento sarebbe ammissibile, esigibile e possibile.

4.2 Nel  gravame, l'insorgente sostiene di  aver addotto validi  e  suffi -
cienti motivi a suffragio della propria domanda di asilo e che le con-
traddizioni  rilevate  dall'UFM,  sarebbero  fondate  su  un  accertamento 
incompleto ed inesatto dei fatti rilevanti ai fini della presente procedu-
ra. Egli ritiene inoltre che il suo rientro in patria non sarebbe ragione -

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volmente esigibile,  in quanto la situazione nel nord dell'Iraq sarebbe 
insostenibile dal profilo della sicurezza e della dignità umana. Per que-
sti motivi il ricorrente ritiene siano adempiute le condizioni per un rin -
vio degli atti all'autorità inferiore, la quale dovrebbe procedere ad ulte-
riori indagini e che, subordinatamente, siano adempiute le condizioni 
per la concessione in suo favore dell'ammissione provvisoria.

4.3 In  conclusione,  l'insorgente  ha  chiesto,  previa  concessione 
dell'effetto sospensivo, l'annullamento della decisione impugnata e la 
trasmissione degli atti all'autorità inferiore per una nuova valutazione, 
subordinatamente,  la  concessione  dell'ammissione  provvisoria  vista 
l'inesigibilità  e  l'inammissibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento 
verso  il  proprio  Paese  d'origine.  Egli  ha  altresì  presentato  una 
domanda  di  esenzione  dal  pagamento  anticipato  delle  spese  di 
giustizia.

4.4 Con  osservazioni  del  21  luglio  2008  rispettivamente  replica  del 
22 agosto 2008,  le  parti  si  sono  integralmente  riconfermate  nelle  ri -
spettive antitetiche posizioni, senza aggiungere alcunché a quanto al -
legato in precedenza.

5.
5.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le di -
sposizioni della LAsi (art. 2 LAsi). Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi sono rifu -
giate le persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, sono 
esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionali -
tà, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opi-
nioni  politiche, ovvero hanno fondato timore di  essere esposte a tali 
pregiudizi.

Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita,  
dell'integralità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano 
una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre al -
tresì tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizione femmini-
le (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi).

A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità  
di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una proba-
bilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare 
le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o con-

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traddittorie,  non  corrispondono  ai  fatti  o  si  basano  in  modo  deter -
minante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In  altre  parole,  per  poter  ammettere la  verosimiglianza,  ai  sensi  dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi-
lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr.  Giuri-
sprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere 
attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi-
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza de -
v'essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di 
limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di 
fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà  
giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità  giudicante  (cfr.  GICRA 
1995 n. 23, GICRA 2005 n. 21, consid. 6.1).

6.
Il  ricorrente ha  allegato  di  essere  espatriato  per  il  timore  di  essere 
ucciso dai famigliari  di  un suo amico, i  quali vorrebbero vendicare la 
sua morte, causata accidentalmente dal ricorrente durante una battuta 
di caccia. In un'ulteriore versione, il ricorrente ha poi affermato di non 
aver avuto nessun problema con i famigliari della vittima e di essere 
espatriato in quanto era imbarazzante dover incontrare regolarmente i 
famigliari del suo amico.

6.1 Questo Tribunale osserva preliminarmente che, come rettamente 
rilevato dall'autorità inferiore nella decisione impugnata, le dichiarazio-
ni determinanti in materia d'asilo rese dall'insorgente s'esauriscono in 
mere, generiche ed imprecise affermazioni di  parte, contraddittorie e 
non corroborate da elementi  di  seria consistenza, in sostanza per le 
ragioni indicate nel provvedimento litigioso.

In  particolare  questo  Tribunale  tiene  a  sottolineare  che  l'insorgente 
non ha saputo fornire indicazioni precise sui  fatti  addotti  a sostegno 
dei motivi presentati a fondamento della sua domanda d'asilo, ragione 
per cui v'è motivo di concludere alla loro inverosimiglianza.

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A titolo di esempio, basti rilevare che, il richiedente ha dapprima riferi -
to di essere espatriato poiché ogni tentativo di appianare bonalmente 
la  situazione tra la  sua famiglia  e quella  dell'amico accidentalmente 
ucciso sarebbe fallito e che questi  ultimi avrebbero voluto vendicarsi  
uccidendolo (cfr. verbale di audizione del 28 agosto 2006, pag. 5). In se-
conda battuta, egli ha dichiarato, di contro, che le due famiglie avreb-
bero trovato un accordo per cui il ricorrente non avrebbe avuto alcun 
problema con i famigliari dell'amico ucciso in quanto questi avrebbero 
riconosciuto l'involontarietà dell'accaduto. Il ricorrente ha quindi prose-
guito  dicendo  di  essere  espatriato  per  l'imbarazzo  di  dover  regolar-
mente  incontrare  i  famigliari  della  vittima,  i  quali,  tuttavia,  non  gli  
avrebbero mai creato alcun problema, ne minacciandolo ne tantomeno 
cercando di  ucciderlo  (cfr. verbale di audizione del 20 settembre 2006, 
pagg. 5, 7 e 8). A tal proposito, la censura sollevata dal ricorrente, se-
condo la quale l'interrogante non ha insistito nel chiarire la contraddi -
zione con ulteriori domande e che dunque non si può capire se il ricor -
rente abbia effettivamente capito quanto gli è stato chiesto, appare del 
tutto priva di fondamento ed al limite dell'abuso. La discrepanza in pa-
rola, riferita ai motivi della domanda di asilo, è palese e non necessita  
nessun ulteriore approfondimento. Essa emerge dal racconto sponta-
neo dell'interessato e non da qualsivoglia risposta a domande mal po-
ste o di  difficile  comprensione. Ciò dimostra,  semmai,  a non averne 
dubbio,  la  totale  incredibilità  del  racconto  (recte  dei  racconti)  fornito 
dal richiedente a sostegno della propria domanda di  asilo. A ciò ag-
giungasi che in sede di prima audizione, il ricorrente ha dichiarato di 
aver denunciato immediatamente l'accaduto alla polizia di E._______, 
ma che questa non ha preso nessun provvedimento demandando alle 
famiglie coinvolte il compito di trovare una soluzione (cfr. verbale di au-
dizione del 28 agosto 2006, pag. 5), mentre in seconda battuta egli ha ri-
ferito di essere stato arrestato per una quindicina di giorni finché la fami-
glia della vittima ha ritirato la denuncia riconoscendo l'accidentalità della 
tragedia (cfr. verbale di audizione del 20 settembre 2006, pagg. 5 e 7). 
Pure su questo punto essenziale, la censura sollevata dal ricorrente non 
può essere ritenuta e meglio per i motivi già opposti alla precedente con-
testazione. Ha ragione il ricorrente, invece, per quanto concerne, la que-
stione delle armi utilizzate nel corso della tragica battuta di caccia. Infatti, 
su questo punto le dichiarazioni del ricorrente sono complementari piutto-
sto che discrepanti, dove l'una precisa l'altra. Ciò non aiuta pertanto a ca-
pire la veridicità o meno della concreta situazione, la quale, comunque, ri-
sulta marginale a confronto delle grossolane antinomie testé analizzate.

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6.2 Tutto  ciò  stante,  vista  l'inverosimiglianza  delle  dichiarazioni  rila-
sciate, vengono a far difetto argomenti o prove suscettibili di giustifica -
re una diversa valutazione rispetto a quella di cui alla decisione impu-
gnata.

6.3 In virtù del principio della sussidiarietà della protezione internazio-
nale per rapporto alla protezione nazionale, si deve poter esigere da 
un richiedente d'asilo che abbia esaurito, nel proprio Paese, le possibi -
lità  di  protezione  contro  eventuali  persecuzioni  prima  di  sollecitare 
quella  di  uno  Stato  terzo. Infatti,  tali  situazioni,  ancorché  spiacevoli, 
non sono determinanti  per il  riconoscimento dello statuto di  rifugiato 
se la persona che ne è vittima beneficia nel suo luogo d'origine di un 
accesso concreto a delle strutture efficaci di protezione e che può es-
sere ragionevolmente richiesto che egli faccia appello a questo siste-
ma  di  protezione  interna  (cfr.  decisione  del  TAF  D-7847/2006  del 
18 agosto 2009; GICRA 2006 n. 18 pagg. 180 e segg.; GICRA 2000 
n. 15 pagg. 107 e segg.).

Stando alle dichiarazioni addotte dal richiedente, egli si è rivolto alla 
polizia  per  denunciare  l'accidentale  uccisione  dell'amico. A  seconda 
delle versioni,  la polizia non avrebbe preso alcun provvedimento de-
mandando  l'onere  di  una  soluzione  alle  famiglie  coinvolte  oppure 
avrebbe incarcerato il ricorrente per una quindicina di giorni, finché la  
famiglia della vittima ha ritirato la denuncia. Tuttavia, non risulta che il  
ricorrente si sia mai rivolto alle autorità per denunciare, cercando pro-
tezione, la presunta sete di vendetta della famiglia della vittima, allega-
ta in sede di  prima audizione. Pertanto non si  può ritenere che, nel 
caso in rassegna, le forze dell'ordine abbiano rinunciato a proteggerlo 
o siano state impossibilitate a farlo. Perciò, si deve ritenere che il ricor-
rente non ha intrapreso tutte le procedure che ci si poteva attendere 
da lui al fine di far valere i propri diritti presso le autorità competenti.  
Del resto, il ricorrente non è riuscito a dimostrare che le autorità ira -
chene non gli accorderebbero un'appropriata protezione contro l'even-
tuale futuro agire illegittimo di terzi nei suoi confronti.

6.4 A titolo meramente abbondanziale, fatte salve le discrepanze sue-
sposte, occorre rilevare che i famigliari della vittima avrebbero preteso 
che il ricorrente non si facesse più vedere in giro  (cfr. verbale di audi-
zione del 28 agosto 2006, pag. 5) e  meglio  che lasciasse E._______ 
(cfr. verbale di audizione del 20 settembre 2006, pag. 9). Pertanto, pare 
opportuno ritenere che il ricorrente avrebbe quantomeno potuto tentare di 

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trasferirsi altrove in Iraq, posto che una volta uscito dal raggio d'azione 
della famiglia della vittima, egli avrebbe con ogni probabilità potuto evita-
re ulteriori problemi. Non si può quindi escludere a priori il buon esito che 
avrebbe  avuto  un  tentativo  di  ricorrere  alla  fuga  interna  senza  dover 
espatriare per risolvere gli asseriti, ancorché inverosimili, disagi vissuti in 
patria.

6.5 Alla luce di quanto precede, a mente di questo Tribunale – anche 
indipendentemente dall'inverosimiglianza delle dichiarazioni dell'insor-
gente rettamente rilevata dall'UFM – i fatti addotti dal ricorrente nella  
presente procedura d'asilo, non sono propri a motivare la qualità di ri -
fugiato.

Ne consegue che sul punto di questione dell'asilo il ricorso, desti tuito 
d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione 
impugnata va confermata.

7.
Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'Ufficio federa-
le pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'e -
secuzione;  tiene  però  conto  del  principio  dell'unità  della  famiglia 
(art. 44 cpv. 1 LAsi; GICRA 2001 n. 21).

Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avreb -
be  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla  Svizzera 
(art. 14 cpv. 1 e 2 come pure art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Or-
dinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 
[OAsi 1, RS 142.311]).

Nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione del -
l'UFM relativa alla domanda d'asilo del ricorrente, quest'ultimo non può 
prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), 
generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale pubbli-
co ed espressamente enunciato all'art. 33 della Convenzione sullo sta-
tuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30).

8.
Per  quanto  concerne  l'esecuzione  dell'allontanamento,  l'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) 
prevede che la stessa sia ammissibile (cpv. 3), esigibile (cpv. 4) e pos-
sibile (cpv. 2). In caso di non adempimento di una di queste condizioni,  
l'Ufficio federale dispone l'ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 LStr). 

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8.1 Quo all'ammissibilità,  dalle  carte  processuali  non emergono ele-
menti da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricor-
rente in  Iraq possa violare l'art. 25 cpv. 2 della  Costituzione federale 
della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101), 
l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o possa esporre l'insorgente in patria al rischio rea-
le ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per  
la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degra-
danti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

Pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'autore  del  gravame è 
ammissibile.

8.2
Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, al quale rinvia l'art. 44 cpv. 2 LAsi, l'esecu-
zione non può essere ragionevolmente esigibile  qualora,  nello  Stato 
d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamen-
te in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza 
generalizzata o emergenza medica.

La prima disposizione citata si applica principalmente ai " réfugiés de 
la violence", ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni del-
la qualità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti,  ma 
che fuggono da situazioni di guerra, di guerra civile o di violenza gene-
ralizzata. Essa vale anche nei confronti delle persone per le quali l'al -
lontanamento comporterebbe un pericolo concreto, in particolare per-
ché esse non potrebbero più ricevere le cure del quale esse hanno bi-
sogno o che sarebbero, con ogni probabilità, condannate a dover vive-
re durevolmente e irrimediabilmente in stato di totale indigenza e per-
tanto esposte alla fame, ad una degradazione grave del loro stato di 
salute,  all'invalidità  o persino la  morte. Per contro, le  difficoltà  socio  
economiche che costituiscono l'ordinaria quotidianità di una regione, in 
particolare la penuria di cure, di alloggi, di impieghi e di mezzi di for-
mazione, non sono sufficienti, in sé, a concretizzare una tale esposi -
zione al pericolo. L'autorità alla quale incombe la decisione deve dun-
que, in ogni singolo caso, confrontare gli  aspetti umanitari legati alla 
situazione nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel suo 
Paese dopo l'esecuzione dell'allontanamento con l'interesse pubblico 

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militante a favore del suo allontanamento dalla Svizzera (GICRA 2005 
n. 24, consid. 10.1 pag. 215).

Si tratta, dunque, di esaminare con riferimento ai criteri suesposti se 
l'interessato conclude a giusta ragione o meno al carattere inesigibile 
dell'esecuzione del suo allontanamento, tenuto conto della situazione 
generale vigente attualmente in Iraq, da un lato, e la sua situazione 
personale, dall'altro.

Il ricorrente ha dichiarato di essere originario di C._______, D._______, 
nella provincia di E._______, con ultimo domicilio a E._______, quartiere 
F._______,  nel  nord  dell'Iraq  (cfr.  verbale  di  audizione  del  3 dicem-
bre 2007, pag. 1). Ora, in merito allo stato della sicurezza in Iraq, questo 
Tribunale ha già avuto modo di precisare che nelle tre province curde nel 
nord dell'Iraq (Duhok, Erbil e Suleimaniya) non vige, al momento, una si-
tuazione di violenza generalizzata e la situazione politica non è talmente 
tesa da considerare un rimpatrio come generalmente inesigibile. Segna-
tamente, lo stato della sicurezza è più stabile ed equilibrato rispetto al re-
sto del Paese. Inoltre, la situazione dei diritti dell'uomo è migliore rispetto 
alle zone nel sud e nel centro dell'Iraq. In particolare, l'esecuzione dell'al-
lontanamento verso le tre province curde è esigibile, di principio, per gli 
uomini curdi, non sposati, in buona salute e giovani, a condizione che la 
persona interessata sia originaria della regione o vi abbia vissuto un lun-
go periodo e disponga di una rete sociale, segnatamente famiglia, parenti 
o conoscenti, oppure di relazioni con i partiti al potere (DTAF 2008/5 con-
sid. 7.5, in particolare 7.5.1 e 7.5.8).

Quanto alla situazione personale dell'insorgente, si rileva che egli ha una 
minima formazione avendo egli frequentato tre anni di scuola. Inoltre, ha 
senz'altro una buona esperienza lavorativa avendo operato qualità di (…) 
per otto anni (cfr. verbale di audizione del 20 settembre 2006, pag. 4). Dai 
verbali di audizione emerge inoltre che il ricorrente dispone ancora di una 
discreta rete sociale in patria, dove ha sempre vissuto e dove ha lasciato 
la madre e due fratelli (cfr. verbale di audizione del 20 settembre 2006, 
pag. 4). Infine, il ricorrente non ha, nelle sue allegazioni ricorsuali, preteso 
di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare un'ammis-
sione provvisoria (GICRA 2003 n. 24), e nemmeno da un esame d'ufficio 
degli atti di causa emerge la necessità di una permanenza dell'autore del 
gravame in Svizzera per motivi medici. In siffatte circostanze, considera-
ti tutti gli elementi di fatto evidenziati, questa autorità ritiene, siccome 
adempiuti i presupposti per formulare una prognosi favorevole con rife -

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rimento alle effettive possibilità per il ricorrente, un adeguato reinseri -
mento sociale nel suo paese d'origine.

Pertanto, l'allontanamento del ricorrente deve essere considerata ra-
gionevolmente esigibile.

8.3 Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-
secuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti,  il  ricorrente, 
usando della dovuta diligenza potrà procurarsi  ogni documento neces-
sario al rimpatrio.

L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

8.4 Sulla scorta delle considerazioni che precedono, l'esecuzione dell'al-
lontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente  esigibile  e  possibile.  Di 
conseguenza, anche in materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il 
gravame va disatteso e la querelata decisione confermata.

9.
Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il dirit-
to federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di pri-
me cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridica-
mente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi), 
per il che il ricorso va respinto.

10.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art.  63 
cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

11.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF).

La pronuncia è quindi definitiva.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale importo deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrati-
vo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della 
presente sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di 
pagamento)

- UFM, Divisione soggiorno, (allegato: incarto N [...] per corriere inter-
no; in copia)

- G._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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