# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ae34ffd2-63f5-573f-8cbb-e5ae12dcf2f3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-08-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.08.2014 36.2014.22
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2014-22_2014-08-07.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  36.2014.22

   

  TB

  	
  Lugano

  7 agosto 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
    

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 4 marzo 2014 di

 

	
   

  	
  AT 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  CV 1  

   

   

  in materia di assicurazione complementare contro le
  malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                                  A.   AT
1, 1971, dal 2006 beneficia della copertura complementare __________ presso
l'assicuratore malattia CV 1 (doc. A7). Dal 2006 al 2013 compreso ha sempre pagato
un premio mensile di Fr. 33.- (doc. A8), mentre dal 1° gennaio 2014 questo
premio è aumentato a Fr. 35.- al mese (doc. A1C).

 

                                  B.   Il
6 novembre 2013 (doc. A1A) l'assicurato ha contestato questo aumento di premio,
giacché al momento della firma del contratto gli era stato garantito che il
premio sarebbe stato vincolato a vita senza subire variazioni in funzione
dell'età o di altri motivi. Infatti, sin dal 2006 il premio è rimasto lo
stesso, così come per un'altra copertura complementare di cui beneficia da ben
20 anni.

A suo dire farebbe stato l'art. 12.3
CGA, secondo cui dal 26esimo anno di età la tariffa applicabile diventa
definitiva e quindi l'art. 10 CGA sull'aumento dei premi non gli sarebbe applicabile.
Ha così chiesto il ripristino del premio di Fr. 33.-/mese.

 

                                  C.   Con
risposta del 17 dicembre 2013 (doc. A2) l'assicuratore malattia ha informato
l'interessato che l'art. 12.3 andava inteso come classe d'età di entrata (nel
suo caso: classe 31-35 anni), tanto che oggi, a 42 anni, il premio corrisponde
ancora a quello della classe di entrata. Il premio, aumentato di Fr. 2.- dal 2014 in virtù dell'art. 10 CGA, corrisponderà ancora alla stessa classe di età e l'assicurato ha comunque
la facoltà di disdire la copertura.

 

                                  D.   I
successivi scritti dell'assicurato (docc. A3A e A5) ribadiscono che la
tariffa (art. 12.3 CGA), ossia il costo di Fr. 33.-, è diventata definitiva
dal 26esimo anno di età e quindi non può più essere modificata. A suo avviso, la
tariffa non è la classe di età e la classe di età è servita soltanto per
stabilire l'importo del premio.

 

L'assicuratore malattia ha osservato
come ogni classe di età sia soggetta a modifiche di premio ex art. 10 CGA e ha
escluso l'applicazione degli artt. 2 e 3 LCA sollevati dall'assicurato (doc.
A4).

 

                                  E.   Con
petizione del 4 marzo 2014 (doc. I) AT 1 ha sostanzialmente riproposto i medesimi
argomenti, ricordando in particolare come l'art. 12.3 CGA stabilisca che la
tariffa diventa definitiva dopo i 26 anni e che l'art. 2 LCA gli permette di
chiedere la modifica del contratto, nel senso di pretendere il ripristino del
premio precedente, che quindi gli va rimborsato nella misura delle eccedenze di
premio pagate fino a giugno 2014.

 

                                  F.   CV
1 ha chiesto il 25 marzo 2014 (doc. III) la reiezione della petizione, argomentando
che l'art. 12.3 CGA non si applica nel caso concreto, dato che esso regola il
cambiamento di tariffa per bambini, adolescenti e giovani adulti prevedendo tre
fasce di età e precisando che con il compimento dei 26 anni la fascia di età diventa
definitiva. Tuttavia, l'attore ha stipulato la copertura __________ quando
aveva 35 anni e quindi è entrato direttamente nella classe 31-35, con la
rispettiva tariffa, soggetta a modifiche giusta l'art. 10 CGA. Pertanto, da un
lato si ha la classe d'entrata che rimane invariata per sempre, mentre
dall'altro si ha la possibilità che le tariffe della classe di entrata
subiscano una mutazione (aumento o diminuzione) sulla base dell'art. 10 CGA.

L'assicuratore ha infine contestato
l'applicazione dell'art. 2 LCA, non trattandosi di una proposta di modifica del
contratto.

                                  G.   Nel
successivo scritto del 4 aprile 2014 (doc. V) l'attore ha sostanzialmente riproposto
le medesime argomentazioni, evidenziando come una tariffa non sia una fascia di
età e dunque che l'art. 12.3 CGA va applicato in concreto, con il risultato di
ripristinare il premio, definitivo, precedentemente fissato secondo l'età.

 

L'assicuratore convenuto si è
riconfermato nelle sue osservazioni, rilevando come l'attore sia stato l'unico
assicurato a contestare l'aumento del premio di questa copertura complementare
(doc. VII).

Parte attrice si è nuovamente
pronunciata sull'interpretazione da dare all'art. 12.3 CGA (doc. IX) e
l'assicuratore malattia non ha più formulato osservazioni al riguardo (doc.
XI).

 

 

considerato                    in diritto

 

                                         in ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell'istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione giudiziaria
(STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF
H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007).

 

 

nel merito

 

                                   2.   Oggetto
del contendere è la pretesa dell'attore di ripristinare il premio di Fr. 33.-
al mese per la copertura complementare __________ in vigore dal 2006 al 31 dicembre
2013 e quindi di non ritenere applicabile al suo contratto l'aumento di premio
a Fr. 35.- al mese dal 1° gennaio 2014 comunicatogli da CV 1.

 

                                   3.   L'attore
fonda la sua tesi sull'interpretazione stessa delle Condizioni Generali per
l'assicurazione malattie complementare ed in particolare sull'art. 12.3.

 

Alla copertura complementare __________,
sottoscritta dall'attore nel 2005 ed avente inizio il 1° gennaio 2006, sono
applicabili le Condizioni Generali d'Assicurazione del 2001 (doc. A7) - e non
l'edizione 09.2010 aggiornata il 01.2013 (doc. A1D) prodotta dall'interessato,
seppure la norma in questione sia identica al 2001.

Secondo l'art. 12.3 CGA, i bambini e
gli adolescenti da 0 a 18 anni passano automaticamente alla tariffa superiore
quando compiono il 19esimo anno di età. Lo stesso vale per i giovani tra 19 e
25 anni quando compiono il 26esimo anno d'età. A partire da quest'ultima fascia
d'età, la tariffa applicabile diventa definitiva.

 

A mente di AT 1, la tariffa
prevista da questa norma non va intesa nel senso di fascia di età e quindi la fascia
di età è servita unicamente per stabilire l'ammontare del premio. La tariffa,
a suo dire, si riferisce al costo dell'assicurazione e quindi ai Fr. 33.-
mensili che, quindi, devono rimanere immutati vita natural durante essendo la
tariffa definitiva.

Così interpretando questa norma, l'art.
10 CGA portante sulla possibilità di modificare la tariffa del premio non può
trovare applicazione dopo il compimento dei 26 anni e quindi anche nel suo
caso, perciò il suo premio non può essere aumentato.

 

D'avviso dell'assicuratore malattia
convenuto, invece, l'interpretazione da dare all'art. 12.3 CGA diverge
manifestamente da quanto sostenuto dall'attore, visto che l'ultima frase di
questo disposto deve essere contestualizzata all'interno di tutta la norma e
non estrapolata e presa a sé stante come ha fatto l'assicurato.

In conclusione, ritenuto che
l'interessato aveva 35 anni quando è entrata in vigore la copertura __________,
il disposto relativo al passaggio di tariffa per i bambini, gli adolescenti ed
i giovani adulti non lo concerne (più) e quindi nemmeno l'ultima frase, che
stabilisce l'immobilità della tariffa una volta compiuti i 26 anni.

Ad ogni buon conto, anche una volta
raggiunta questa categoria un aumento (o diminuzione) del premio non è escluso in
futuro e ciò in virtù dell'art. 10 CGA, che va applicato anche in specie.

 

La controversia fra le parti nasce dall'interpretazione
dell'art. 12.3 CGA.

Per sapere se l'assicuratore debba
riconoscere all'attore il ripristino del precedente premio di Fr. 33.- al mese per
la copertura __________, occorre dunque interpretare questa norma secondo i
principi giurisprudenziali in materia.

 

                                   4.   Per giurisprudenza costante, al contratto d'assicurazione si applicano i
principi generali dell'interpretazione dei contratti, tanto più che la legge
speciale non contiene disposizioni particolari in proposito: l'art. 100 cpv. 1
LCA rinvia infatti al diritto delle obbligazioni e, di riflesso, al Codice
civile (sentenza 5C.13/2006 del 9 ottobre 2006, consid. 3.2; DTF 118 II 342
consid. 1a pag. 344). Dovendosi determinare il contenuto di un contratto di
assicurazione e delle condizioni generali che ne formano parte integrante, il
giudice deve, come per ogni altro contratto, ricorrere in primo luogo alla
cosiddetta interpretazione soggettiva, ovvero ricercare la “vera e concorde
volontà dei contraenti”, se del caso in modo empirico, basandosi su indizi
(art. 18 cpv. 1 CO; sentenza 5C.13/2006 del 9 ottobre 2006, consid. 3.2, cfr.
anche sentenza 4A_34/2007 del 26 luglio 2007, consid. 3.1). Se non gli è possibile
stabilire tale reale volontà, oppure se constata che uno dei contraenti non ha
compreso la reale volontà espressa dall'altro, il giudice ricercherà il senso
che le parti potevano e dovevano attribuire alle reciproche manifestazioni di volontà
(interpretazione oggettiva o principio dell'affidamento: sentenza 4A_371/2009
del 30 novembre 2009, consid. 6.1; sentenza 4A_34/2007 del 26 luglio
2007, consid. 3.1; sentenza 5C.13/2006 del 9 ottobre 2006, consid. 3.2, DTF 129
III 118 consid. 2.5; 126 III 119 consid. 2a; 122 III 118 consid. 2a). Punto di
partenza di tale interpretazione è l'espressione letterale del contratto; il
giudice dovrà tuttavia tenere conto delle circostanze che hanno caratterizzato
la conclusione del contratto (DTF 127 III 444 consid. 1b; 125 III 305 consid.
2b). Sarebbe infatti errato attribuire un'importanza decisiva ai termini
utilizzati dalle parti, seppur chiari; dall'art. 18 cpv. 1 CO traspare che non
si può erigere a principio l'assioma che in presenza di un testo chiaro si
debba escludere il ricorso ad altri mezzi di interpretazione; sebbene una
clausola contrattuale possa apparire a prima vista chiara ed indiscutibile, il
fine perseguito dalle parti, ma anche altre circostanze possono lasciar
intendere che l'espressione verbale non restituisca pienamente il senso
dell'accordo concluso (sentenza 5C.13/2006 del 9 ottobre 2006, consid. 3.2, DTF
128 III 212 consid. 2b/bb, consid. 3c).

 

Sussidiariamente,
all'interpretazione di clausole redatte esclusivamente dall'assicuratore ed
alle clausole generali prestampate trova applicazione il principio “in dubio
contra stipulatorem”, in virtù del quale esse vanno lette a sfavore di chi
le ha redatte, dunque dell'assicuratore (DTF 122 III 118 consid. 2a). L'art. 33
LCA ne è un'espressione (sentenza 5C.13/2006 del 9 ottobre 2006, consid. 3.2,
DTF 115 II 264 consid. 5a). Perché questa regola venga applicata non basta,
tuttavia, che le parti discordino sul significato da attribuire ad una
dichiarazione; questa deve effettivamente prestarsi a differenti
interpretazioni, ed inoltre deve essere impossibile, in assenza di altri mezzi
d'interpretazione, dissipare altrimenti il dubbio venutosi a creare (DTF 122
III 118 consid. 2d; 118 II consid. 1a).

                                   5.   Per
quanto concerne le Condizioni Generali d'Assicurazione, va ancora rilevato che
in virtù dell'art. 3 cpv. 1 LCA (nella versione in vigore fino al 31 dicembre
2006) esse devono essere inserite nel formulario di proposta rilasciato dall'assicuratore
o consegnate al proponente prima ch'egli abbia inoltrato il formulario contenente
la sua proposta (art. 3 cpv. 2 2a frase LCA in vigore dal 1° gennaio 2007). Da ciò deriva, come evidenziato dalla dottrina
(Carré, Loi fédérale sur le
contrat d'assurance, Losanna 2000,
pag. 120 ad art. 3 LCA; Viret, Assurances-maladie complémentaires et loi sur le contrat d'assurance,
in: Recueil de travaux en l'honneur de la Société suisse de droit des
assurances, ed. IRAL 1997, pag. 666 segg., in particolare pag. 673) e
giurisprudenza (sentenza 5C.13/2006 del 9 ottobre 2006, consid. 3.2), che le
condizioni generali d'assicurazione sono parte integrante del contratto d'assicurazione.

 

Come rammenta Vincent Brulhart,
Droit des assurances privées, Stämpfli 2008, n. 263 e segg., pag. 120 e segg.,
il contenuto del contratto può essere di principio determinato liberamente ed è,
il più delle volte, fissato nelle condizioni generali preformulate. Si tratta di "conditions contractuelles qui règlent les droits
et les obligations des contractants… fixent l'étendue de la couverture"
(n. 264).

 

La dottrina (Brulhart, op. cit., n. 267) ricorda
che l'uso di condizioni generali è la regola in materia di contratto d'assicurazione:

 

" De fait,
l'utilisation des conditions générales est indissociable de la technique d'assurance.".

 

La tecnica d'assicurazione
(Brulhart, op. cit., n. 15
e segg.) si fonda sulla legge dei grandi numeri ed il calcolo delle probabilità,
da ciò la necessità di considerare un grande numero di eventi simili per
dedurne le probabilità di sopravvenienza futura con necessità di definire
convenientemente il rischio e le condizioni della sua assunzione da parte
dell'assicuratore. Questi motivi, in uno con la necessità di mantenere ridotti
i costi amministrativi degli assicuratori (Brulhart, op. cit., n.
270, pag. 121), conducono all'offerta di prodotti standardizzati, con rischi e
garanzie uniformati "… ce qui intervient par l'utilisation de
conditions contractuelles préformulées" (Brulhart, op. cit., n.
271, pag. 121).

 

Come indicato le CGA, che
non hanno qualità di norme giuridiche, reggono il contratto solo se sono
integrate nello stesso.

 

La legge sul contratto d'assicurazione
non definisce il contratto che regola. L'assicurazione è una convenzione per la
quale, a fronte del versamento di un premio, l'assicuratore si impegna - in
caso di realizzazione di un rischio aleatorio previsto - a garantire la sua
controparte delle conseguenze dell'evento. Si tratta di un contratto
sinallagmatico, successivo, poiché esplica i suoi effetti nel tempo ed è
generalmente, come rileva parte della dottrina (Brulhart,
op. cit., n. 399), un contratto d'adesione siccome elaborato, redatto e
stampato dall'assicuratore prima della sua conclusione, ciò che ha per effetto
che il contraente dell'assicurazione aderisce, in genere senza discussione
delle clausole, all'elaborato dell'assicuratore.

 

Di per sé il contratto d'assicurazione
non è sottoposto ad alcuna condizione di forma e può essere concluso oralmente
o per atti concludenti (Willy König,
Schweizerisches Privatversicherungs-recht, 3a ed. Berna 1967,
pag. 69 e DTF 112 II 245).

Se il contratto
d'assicurazione non è sottoposto a condizioni di forma, anche la proposta
assicurativa ne è svincolata (Brulhart, op. cit., n. 404 e n. 262), pur potendo le parti convenire
altrimenti.

 

Per quanto attiene alle
CGA, definite da Ernst
Kramer e Bruno
Schmidlin, Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, Tomo
IV, 3 ed., Berna 1986, pag. 177-178, quali forma di legislazione emanata dall'economia
privata o di legislazione senza legislatore, le stesse regolano il contratto
nella misura in cui siano, come detto, integrate nello stesso.

 

                                   6.   In
applicazione del principio dell'affidamento scaturente dall'interpretazione oggettiva
del contratto, il TCA deve domandarsi come il destinatario oggettivo di questa
manifestazione di volontà poteva comprenderla in buona fede, quindi secondo il
senso che ogni contraente poteva e doveva ragionevolmente attribuire alle dichiarazioni
dell'altro nelle circostanze concrete (cfr. sentenza 4A_468/2008 del 20
febbraio 2009, consid. 2.4.1).

 

La frase che può dare luogo a
fraintendimenti è contenuta nell'art. 12.3 CGA, ossia:

 

"
A partire da quest'ultima fascia di età, la tariffa applicabile diventa
definitiva.".

 

Questa frase, come ha ben osservato
l'assicuratore malattia convenuto, deve essere contestualizzata all'interno del
suo stesso articolo, che è stato citato solo parzialmente dall'attore.

In effetti, l'art. 12 CGA si riferisce al
premio da corrispondere dai contraenti e l'art. 12.1 CGA stabilisce che il
premio è fissato secondo l'età dell'assicurato alla conclusione del contratto.

Nell'evenienza concreta, quindi, alla
conclusione del contratto l'interessato aveva 34 anni, visto che la polizza
assicurativa che contempla la nuova copertura dal 1° gennaio 2006 è datata 27
ottobre 2005 (doc. A7) e l'attore è nato nel 1971.

Di conseguenza, seguendo la tabella
allegata dall'assicuratore convenuto intitolata "Scala dei premi 2006
TI" (doc. 3), per la fascia di età 31-35 anni il premio mensile per la
copertura __________ era di Fr. 33.-. Quindi, secondo il citato art. 12.1 CGA, fintanto
che l'attore rimarrà affiliato in maniera continuativa ad CV 1, il premio da
pagare sarà sempre quello riferito alla fascia di età 31-35, anche quando egli
avrà un’età avanzata. La tariffa fissata al momento della conclusione del
contratto non cambierà mai più, essendo stata stabilita in base alla fascia di
età di entrata nell'assicurazione. Prova ne è che anche nel 2013, a 42 anni, l'interessato pagava il premio previsto per la categoria 31-35.

 

V'è tuttavia un'eccezione a questo
principio, che si realizza nella fascia di età fra gli 0 ed i 26 anni. In altre
parole, man mano che l'assicurato cresce cambia automaticamente fascia di età
e, conseguentemente, anche il suo premio muta di volta in volta - in funzione
della citata scala dei premi - finché raggiunge i 26 anni. A quel punto,
entrato a fare parte della categoria degli adulti, la tariffa applicata a questa
fascia di età (dai 26 anni in su) diventa definitiva.

L'art. 12.3 CGA spiega questa
circostanza, recitando che i bambini e gli adolescenti da 0 a 18 anni passano automaticamente alla tariffa superiore quando compiono il 19esimo anno di età. Lo
stesso vale per i giovani tra 19 e 25 anni quando compiono il 26esimo anno
d'età. A partire da quest'ultima fascia d'età, la tariffa applicabile
diventa definitiva.

Come detto, quest'ultima frase va
utilizzata unicamente nel caso in cui una persona si sia assicurata presso CV 1
quando ancora era bambina o adolescente e quindi, con il compimento dei 19
anni, passa nella categoria dei giovani adulti (19-25 anni), ciò che comporta
un cambio di tariffa ed in particolare un aumento del premio (nel 2006, il
premio da 0 a 18 anni era di Fr. 16.- senza infortunio, mentre dai 19 ai 25
anni di Fr. 20.-). In seguito, non appena compiuti i 26 anni, l'assicurato
entra nella fascia di età degli adulti, che prevede ancora un'altra tariffa.

Lo stesso procedere vale per un neo
assicurato giovane adulto (19-25 anni) che passa nella categoria degli adulti
con il compimento dei 26 anni.

La protezione consiste nella garanzia
della fascia d’età, non invece nella garanzia dell’ammontare del premio di
fascia  per tutta l’esistenza. Un tale soluzione sarebbe illogica, non
economica ed il premio non sarebbe più calcolato in base al rischio.

 

L'attore, che al momento della sua
affiliazione alla copertura __________ aveva 34 anni, come visto è stato
correttamente inserito nella fascia di età 31-35 anni e, pertanto, la tariffa
applicata a questa categoria varrà per sempre, anche in futuro. Per contro,
egli non può beneficiare della protezione di cui all'ultima frase dell'art.
12.3 CGA, ossia non può pretendere che il premio applicato alla fascia di età
26-30 gli sia riconosciuto. Ne discende che, senza alcun dubbio, l'art. 12.3
CGA non è applicabile all'attore.

 

                                   7.   L'aumento
del premio comunicato all'interessato a decorrere dal 1° gennaio 2014 é
giustificato alla luce dell'art. 10 CGA.

 

Secondo questa norma, in caso di
modifica dei premi CV 1 è autorizzata a proporre l'adattamento del contratto a
partire dalla prossima scadenza del premio. I nuovi premi saranno comunicati
allo stipulante almeno 25 giorni prima della loro entrata in vigore; costui disporrà
allora della facoltà di rescindere il contratto, per la parte modificata, al
più tardi il giorno precedente la scadenza del premio.

 

Questo disposto prevede che
l'assicuratore malattia è autorizzato ad aumentare i premi che, quindi, non
sono immutabili come sostenuto dall'attore. Tuttavia, in una tale evenienza,
l'assicuratore deve rispettare determinate condizioni, quali attendere la
scadenza del premio vecchio per potere applicare la nuova tariffa di premio e
comunicare questo aumento all'interessato almeno 25 giorni prima che il nuovo
premio esplichi effetto. Questa modifica contrattuale permette allo stipulante
di disdire il contratto senza rispettare il termine di sei mesi previsto dall'art.
9 CGA.

In concreto, l'assicuratore convenuto
ha comunicato all'attore i nuovi premi per l'anno 2014 il 14 ottobre 2013 (doc.
5), quindi nel pieno rispetto del tenore del summenzionato art. 10 CGA.

 

In assenza di una comunicazione di
rescissione della copertura __________, l'attore rimane dunque regolarmente vincolato
alla stessa, con l'obbligo di fare fronte al pagamento del premio mensile di
Fr. 35.-, correttamente aumentato in virtù della possibilità offerta dall'art.
10 CGA.

 

 

                                   8.   Infine,
l'art. 2 LCA a cui fa riferimento l'attore non torna per contro applicabile in
specie, dato che si riferisce a modifiche sostanziali di un contratto, mentre
l'aumento del premio concordato non lo è. Peraltro, come visto, si tratta di
un'opzione di cui dispone l'assicuratore conferitagli con le Condizioni
Generali d'Assicurazione, accettate dall'attore quando ha sottoscritto la
copertura assicurativa in questione.

 

L'art. 2 LCA si applica infatti
unicamente quando non è esclusa la possibilità di poter modificare un contratto
né per espresso accordo delle parti né se previsto dalle CGA (Stoessel in: Bundesgesetz über den
Versicherungsvertrag (VVG), Basilea 2001, N. 15 ad art. 2 LCA, pag. 66).

 

Per proposta ai sensi dell'art. 2 LCA
si intende ogni manifestazione di volontà dell'assicurato che necessita il
consenso da parte dell'assicuratore, eccetto per i diritti che l'assicurato può
far valere unilateralmente (per esempio gli artt. 23, 50 e 90 LCA). Il termine
di 14 giorni dell'art. 2 LCA comincia a decorrere dalla ricezione da parte
dell'assicuratore della proposta di modifica o di estensione (DTF 120 II 133
consid. 3; STCA 36.2009.149 del 7 ottobre 2009).

                                   9.   Stanti
le argomentazioni esposte, la petizione dell'attore deve essere respinta.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   La petizione è respinta.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

                                   3.   Comunicazione
alle parti ed alla FINMA (art. 49 cpv. 2 LSA).

Contro la presente sentenza è dato
ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. b LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, nel termine di 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1
LTF).

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve
indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una
breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il giudice delegato                                                Il
segretario

 

 

Ivano Ranzanici                                                   Fabio
Zocchetti