# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c36df6a0-fdd3-541e-8daa-c295f7231f13
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-12-31
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht Praxis des Verwaltungsgerichts (PVG) 31.12.2010 PVG 2010 12
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_006_PVG-2010-12_2010-12-31.pdf

## Full Text

5/12 Sozialversicherung PVG 2010

Assicurazione contro la disoccupazione. Corso d’introdu- 
zione di un mese in Tailandia.
– In principio, un’istruzione all’estero è esigibile solo se vi 

sono dei validi motivi e non vi è la possibilità di raggiun- gere 
lo stesso obiettivo in Svizzera (cons. 3a).

– Nel caso concreto, il soggiorno in Tailandia non poteva 
essere preteso (cons. 3b).

– Anche le altre condizioni poste prima della stipulazio- ne 
del contratto di lavoro davano sufficienti motivi all’i- stante 
per rifiutare l’offerta di lavoro (cons. 3c).

Arbeitslosenversicherung. Einmonatiger Einführungskurs in 
Thailand.
– Grundsätzlich ist eine Ausbildung im Ausland nur zu- 

mutbar, falls dafür wichtige Gründe vorhanden sind und es 
nicht möglich ist, das gleiche Ziel in der Schweiz zu er- 
reichen (E.3a).

– Im konkreten Fall durfte ein Aufenthalt in Thailand nicht 
verlangt werden (E.3b).

– Auch die übrigen, vor Abschluss des Arbeitsvertrages 
gestellten Bedingungen gaben dem Versicherten genü- 
gende Gründe, die Annahme der Stelle zu verweigern 
(E.3c).

Considerandi:
3. a) L’impiego che l’istante non ha accettato riguardava la

vendita online di body piercing. Prima di iniziare l’attività l’assicu- 
rato era tenuto a seguire un corso di un mese in Tailandia, dove la 
ditta produce le proprie creazioni. Per il datore di lavoro, la for- 
mazione in Asia era necessaria affinché il futuro consulente alla 
clientela imparasse quali fossero i materiali impiegati e si imprati- 
chisse con la tipologia dei prodotti da vendere. Contrariamente a 
quanto inizialmente preteso dall’UCIAML, non è in questa sede 
più contestato che la formazione all’estero sia stata una delle 
cause della mancata conclusione di un contratto di lavoro. Infatti, 
la necessità di seguire preliminarmente un corso di un mese inTai- 
landia, nella provincia nord-est di Nakhon Ratchasima, era stata 
confermata dal responsabile della ditta nell’ambito del colloquio 
di assunzione ed era contenuta espressamente nelle condizioni 
d’impiego protocollate da quest’ultimo.

b) L’assicurato ha trent’anni ed è senza obblighi di fami- 
glia, anche se vive ancora con i genitori. In base alla sua forma-

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zione ha buone conoscenze della lingua inglese e ha dimestichez- 
za con il tedesco. In questo senso il fatto di restare lontano da casa 
per un mese, disponendo di vitto e alloggio e frequentando un 
corso in una lingua di sua comprensione, non rappresenta certo 
un motivo di inesigibilità. La questione che si pone a proposito 
della formazione riguarda invece il luogo di soggiorno. In princi- 
pio, la LADI non conosce una base legale per obbligare gli assicu- 
rati a recarsi all’estero per una formazione. In base alla Circolare 
sui provvedimenti inerenti al mercato del lavoro (PML A21) che si 
rifà alla giurisprudenza (sentenza del TF C 44/ 04 dell’8 giugno 
2004 e riferimenti), i provvedimenti all’estero sono autorizzati sol- 
tanto a titolo eccezionale e in presenza di validi motivi. In partico- 
lare, se in Svizzera non vi è alcuna possibilità di raggiungere 
l’obiettivo prefissato in modo adeguato e conveniente. Nell’eve- 
nienza la possibilità di una formazione in Svizzera o dintorni è stata 
a priori esclusa dal potenziale datore di lavoro, anche se per que- 
sto Giudice tale rifiuto lascia alcune perplessità. Non è infatti del 
tutto chiaro per quali motivi il futuro venditore dovesse imperati- 
vamente recarsi sul posto di produzione per acquisire conoscenze 
sui materiali e i prodotti da vendere in un mondo dove le nuove 
forme di comunicazione e le tecnologie richiedono sempre meno 
degli spostamenti fisici. Di norma tali cognizioni dovrebbero es- 
sere apprendibili anche altrimenti (da una documentazione scritta, 
da un filmato, da un corso online). Analogamente a quanto trova 
validità per i PML, se in via eccezionale da un assicurato può es- 
sere preteso un soggiorno per formazione all’estero in un paese li- 
mitrofo secondo il luogo di domicilio e della relativa vicinanza con 
il posto di lavoro, la questione è ben diversa trattandosi della ne- 
cessità di recarsi in un altro continente, in un paese di cultura com- 
pletamente diversa dalla nostra e dove vigono condizioni di vita e 
lavoro essenzialmente differenti. Per il Tribunale amministrativo 
l’esigibilità di un simile soggiorno non può essere ammesso a pri- 
ori, anche se si tratta di un periodo di formazione di un solo mese 
per un giovane trentenne senza impegni di famiglia. Anche l’alto 
rischio di maremoti e il fatto che si tratti di un paese dove vige an- 
cora la pena di morte sono caratteristiche magari irrilevanti per al- 
cuni, ma simili particolarità possono avere un effetto deterrente 
per altri. Se poi si considera il clima politico del paese, il tipo d’im- 
piego in oggetto e le aspettative poste dal datore di lavoro il rifiuto 
opposto dall’istante non può essere oggetto di censura. Infatti, 
come non è neppure contestato da controparte, il regno di Tailan- 
dia è un paese attualmente politicamente instabile. Come docu-

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mentato anche dalla stampa locale, nell’aprile del 2009 il Governo 
decretava lo stato di emergenza per la capitale e dintorni in se- 
guito alle manifestazioni che provocavano disordini da settimane, 
con morti (Corriere del Ticino del 12 aprile 2009 e Mondo del 13 
aprile 2009). I disordini continuavano e si disacerbavano ancora 
una volta nella primavera del 2010. Il corso che l’istante era tenuto 
a seguire era previsto per il mese di marzo 2010. Le preoccupazioni 
quanto alla propria incolumità personale erano pertanto giustifi- 
cate. Il fatto che molte agenzie di viaggio continuavano e conti- 
nuino ad offrire viaggi inTailandia e che tale paese resti un’ambita 
destinazione per le vacanze non cambia nulla alla legittima preoc- 
cupazione del ricorrente, non trattandosi di un viaggio di propria 
scelta in una nota stazione turistica.

c) Nell’ambito del colloquio di lavoro era stata discussa la 
garanzia di permanenza nella ditta per la durata di quattro o cinque 
anni, con un salario mensile di fr. 4350.– (nessuna gratifica e nes- 
suna tredicesima). L’istante dal canto suo riteneva di non poter dare 
una simile garanzia prima di conoscere concretamente il tipo di la- 
voro, deducendo si trattasse di un impiego di tipo semplice e ripeti- 
tivo. Concretamente egli proponeva in alternativa, in data 18 gen- 
naio 2010, di iniziare immediatamente l’attività nonché di decidersi 
per il corso in Tailandia e per la garanzia di restare a lavorare per la 
ditta per anni al trascorrere dei tre mesi di prova, dopo aver avuto la 
possibilità di conoscere le mansioni assegnategli e di aver ottenuto 
maggiori ragguagli sull’attività svolta. L’assicurato evocava pure la 
propria disponibilità a svolgere la formazione in Svizzera o nei din- 
torni. Poiché anche la proposta di un simile tipo di formazione non 
veniva accettata dal datore di lavoro, il candidato rifiutava di assu- 
mere l’impiego. Per questo Giudice, alla luce delle concrete cir- 
costanze, non è dato intravedere una colpa nell’agire del ricorrente. 
Il particolare settore di attività in parola, il corso di formazione inTai- 
landia e la garanzia di una lunga permanenza erano dei fattori che 
nel loro insieme rendevano del tutto legittima la proposta di iniziare 
con il periodo di prova anziché impegnarsi sin dall’inizio con la for- 
mazione all’estero e con la garanzia di un impiego a lungo termine. 
Il fatto che il contratto non fosse previsto a tempo determinato, non 
è qui determinante, incontestato essendo il fatto che il datore di la- 
voro avesse richiesto all’istante la garanzia di una permanenza sul 
posto di lavoro per un minimo di quattro o cinque anni. Ne discende 
che per aver rifiutato di assumere l’occupazione al ricorrente non 
può essere imputata alcuna colpa.
S 10 109 Sentenza del 5 ottobre 2010

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