# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 72f7ff45-e664-5d2f-a78b-094379372b6e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-07-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.07.2008 36.2008.41
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2008-41_2008-07-03.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2008.41

   

  cs

  	
  Lugano

  3 luglio 2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 marzo 2008 di

 

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione dell’11 febbraio
  2008 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa malati CO 1

   

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, nata
nel __________, è assicurata presso CO 1 dal 1° gennaio 1999 per
l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.

 

                                         Il 1°
luglio 2002 l’interessata ha scritto all’assicuratore una lettera del seguente
tenore:

 

" 
(…)

vogliate prendere nota del mio nuovo indirizzo:

 

                                      RI 1

                                      __________

 

dove potete inviarmi ogni vostra comunicazione e
le vostre fatture” (doc. 2)

 

                                         Sulla
base del citato scritto, a partire dal 1° luglio 2002, la Cassa malati ha modificato
l’ammontare dei premi chiesto a RI 1, applicando la tariffa (superiore) valida nel
Canton __________.

                                         

                                         Il 12
luglio 2006 l’assicurata ha informato CO 1 di aver cambiato indirizzo e di
essersi domiciliata a __________ (doc. 8). Dal 1° agosto 2006 l’assicuratore ha
pertanto applicato il premio relativo al Canton Ticino.

 

                                         In data
15 settembre 2006 RI 1, tramite l’avv. __________, ha chiesto a CO 1 la
restituzione della differenza tra l’importo (superiore) pagato secondo la
tariffa del Canton __________ e l’importo che avrebbe pagato secondo la tariffa
valida per i domiciliati nel Canton Ticino, per il periodo dal luglio 2002 al
luglio 2006 (doc. 9).

                                         A motivo della
sua domanda l’interessata ha affermato di essere sempre stata domiciliata a __________
e di essersi recata a __________, per 4 anni, unicamente per lavoro. L’assicurata
ha evidenziato che solo con il ritorno in Ticino, e dopo aver ricevuto le nuove
fatture, si è resa conto di aver pagato i premi dell’assicurazione malattie secondo
le tariffe applicabili a __________.

 

                                         Con
decisione formale del 17 settembre 2007, confermata dalla decisione su
opposizione dell’11 febbraio 2008, CO 1 ha respinto la richiesta di RI 1 a
motivo che la domanda, in applicazione dell’art. 25 cpv. 3 LPGA, è perenta
(doc. B).

 

                               1.2.   RI 1,
rappresentata dall’avv. RA 1, è tempestivamente insorta al TCA contro la
predetta decisione (doc. I). L’interessata sostiene di non essere mai stata
informata dell’assoggettamento al tariffario valido nel Canton __________ e di
aver inizialmente pagato quanto richiesto nell’erronea convinzione che l’importo
superiore da pagare fosse da ricondurre ad un ordinario aumento generale di
premio, rispettivamente che vi fossero delle partecipazioni a suo carico. Solo
in seguito al ribasso del premio avvenuto nell’agosto del 2006, l’interessata,
dopo aver chiesto informazioni a CO 1, è venuta a conoscenza dell’errore
commesso dall’assicuratore. L’insorgente, considerato che il termine di
perenzione di un anno previsto dall’art. 25 cpv. 3 LPGA decorre dal momento in
cui l’assicurato si rende conto di aver effettuato in buona fede pagamenti in
eccesso e non dal pagamento stesso, ritiene di aver agito tempestivamente e
sottolinea di aver sempre pagato i premi richiesti ritenendo in perfetta buona
fede che fossero dovuti. Essa chiede il rimborso di fr. 8'138.90 oltre
interessi legali di mora a titolo di restituzione di premi pagati in eccesso
tra il 1° luglio 2002 ed il 31 luglio 2006.     

 

                               1.3.   Con risposta
del 21 aprile 2008 l’assicuratore propone la reiezione del ricorso. La Cassa
ritiene in sostanza che l’interessata non poteva pensare che la modifica
dell’ammontare del premio fosse da ricondurre ad un aumento usuale, giacché
l’art. 7 cpv. 2 LAMal prevede che l’assicuratore deve annunciare i nuovi premi
ad ogni assicurato con almeno due mesi di anticipo e segnalare il diritto di
cambiare assicuratore. Nel caso di specie ciò non è avvenuto, per cui l’insorgente,
con un po' di attenzione avrebbe dovuto accorgersi dell’errore ed informarsi
subito presso la Cassa del motivo di questo aumento. Per il resto CO 1 rileva
che la differenza tra i premi del Canton __________ e del Canton Ticino per il
periodo dal 1° luglio 2002 al 31 luglio 2006 ammonta a fr. 6'171.50 e non a fr.
8.138.90 (doc. III).

 

                               1.4.   Pendente
causa le parti hanno ribadito le loro posizioni (doc. V e seguenti).
L’insorgente ha in particolare evidenziato di essere in buona fede poiché
l’assicuratore non l’ha mai avvisata che la modifica dell’ammontare del premio
era dovuta all’applicazione del tariffario del Canton __________.

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto del
contendere è la questione a sapere se la ricorrente ha chiesto tempestivamente
la restituzione dei premi pagati in troppo e, in caso di risposta affermativa,
l’ammontare esatto dell’importo che la Cassa deve restituire.

                                         L’assicuratore
non ha per contro mai contestato che RI 1 è sempre stata domiciliata nel Canton
Ticino.

                               2.2.   Giusta
l'art. 61 LAMal, l'assicuratore stabilisce l'ammontare dei premi dei propri
assicurati. Sempreché la legge non preveda eccezioni, l'assicuratore riscuote
dai propri assicurati premi uguali (cpv. 1). 

                                         L'assicuratore
può graduare i premi se è provato che i costi differiscono secondo i Cantoni e
le regioni. Determinante è il luogo di domicilio dell'assicurato. L’Ufficio
federale stabilisce in modo unitario le regioni per l’insieme degli
assicuratori (cpv. 2).

                                         Per gli
assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni (minorenni), l'assicuratore
deve fissare un premio più basso rispetto a quello degli assicurati d'età
superiore (adulti). Egli è legittimato a fare altrettanto nel caso di
assicurati che non hanno ancora compiuto 25 anni (cpv. 3).

                                         Il
Consiglio federale può stabilire le riduzioni di premio di cui al capoverso 3
(cpv. 3bis).

                                         

                               2.3.   Per l’art.
25 cpv. 3 LPGA può essere chiesto il rimborso di contributi pagati in eccesso.
Il diritto si estingue un anno dopo che il contribuente ha avuto conoscenza dei
pagamenti troppo elevati, al più tardi cinque anni dopo la fine dell’anno
civile nel corso del quale i contributi sono stati pagati.

 

                                         A
proposito di questa norma, con sentenza K 99/04 del 21 gennaio 2005 il TFA (dal
1° gennaio 2007: TF), ha affermato (cfr. anche DTF 119 V 298 per quanto
concerne le norme in vigore fino al 31.12.2002):

 

" 
(…)

Soweit die Versicherte in der beschriebenen
Verjährungs- und Verwirkungsregelung für Beitragsforderungen sodann eine
Ungleichbehandlung gegenüber dem Rückerstattungsanspruch der versicherten
Person ihrerseits auf zu viel bezahlte Beiträge gemäss Art. 16 Abs. 3 Satz 1
AHVG bzw. Art. 25 Abs. 3 ATSG sieht (einjährige Frist ab Kenntnisnahme;
fünfjährige Frist nach Ablauf des Kalenderjahres, in dem die Beiträge bezahlt
worden sind), verkennt sie den unterschiedlichen Bedeutungsgehalt der beiden
Anspruch-sarten. Während es bei der Einforderung der Beiträge seitens der
Verwaltung um die Durchsetzung der Beitragspflichten - und damit die
Wahrnehmung öffentlicher Interessen - an sich geht, bestehen Sinn und Zweck des
(Beitrags-)Rückerstattungsanspruchs der versicherten Person einzig darin, aus
Gründen der Rechtssicherheit und aus verwaltungstechnischen Erwägungen (...)
nach Ablauf eines bestimmten Zeitraumes in einem bestimmten Schuldverhältnis
zwischen AHV (oder - analog - der sozialen Krankenversicherung) und
beitragspflichtiger Person Ruhe einkehren zu lassen (BGE 119 V 300 Erw. 4a mit
Hinweis). Demgegenüber unterliegen die - in der Sache eher
vergleichbaren - Rückerstattungsansprüche von Krankenversicherern (auf
bereits erbrachte aber nicht geschuldete Leistungen) und Versicherten (auf
zu viel bezahlte Beiträge) derselben Verwirkungsordnung (Art. 16
Abs. 3 Satz 1 [Beiträge] und Art. 47 Abs. 1 Satz 1 in Verbindung mit Abs. 2
AHVG [Leistungen; in Kraft gestanden bis 31. Dezember 2002]; Art. 25 Abs. 1
Satz 1 in Verbindung mit Abs. 2 Satz 1 [Leistungen] und Abs. 3 ATSG [Beiträge];
BGE 119 V 301 Erw. 4c mit Hinweisen). Gleiches gilt ferner für den Anspruch auf
noch ausstehende Leistungen oder Beiträge (Beiträge: Art. 16 Abs. 1 Satz 1
sowie Abs. 2 Satz 1 AHVG, Art. 24 Abs. 1 ATSG; Leistungen: Art. 46 Abs. 1 AHVG
[in der bis 31. Dezember 2002 gültig gewesenen Fassung]; Art. 46 Abs. 1 AHVG
[in der seit 1. Januar 2003 geltenden Fassung] in Verbindung mit Art. 24 Abs. 1
ATSG).” (sottolineature del redattore)

 

                                         Il disposto è pertanto applicabile anche al caso in cui un assicurato
chiede il rimborso di premi dell’assicurazione malattie. 

 

                                         Il
termine di un anno, che inizia a decorrere da quando l’interessato ha avuto
conoscenza di aver effettuato dei pagamenti troppo elevati, è un termine di
perenzione. Ciò comporta che la giurisprudenza elaborata sotto l’egida del
vecchio diritto continui a trovare applicazione (U. Kieser, ATSG Kommentar,
2003, ad art. 25, n. 36, pag. 288). 

                                         Il
termine annuale inizia a decorrere quando l’assicurato riceve uno scritto da
cui emerge chiaramente il suo diritto alla restituzione (U. Kieser, ATSG
Kommentar, 2003, ad art. 25, n. 36, pag. 288).

                                      

                                         Con
sentenza del 4 luglio 1994 pubblicata in SVR 1994, AHV Nr. 36, il TFA, a
proposito della restituzione di contributi AVS pagati in eccesso di un
ricorrente che aveva scoperto l’errore leggendo una sentenza sulla Basler
Zeitung, ha affermato:

 

" 
(…)

Der Beschwerdeführer legte in seiner
Beschwerdefrist an die Vorinstanz dar, er habe die massgebliche Rechtslage und
damit die fehlerhafte Beitragserhebung erst im November 1988 bemerkt. Folglich
hat er in diesem Zeitpunkt von seinen „zu hohen Leistungen“ Kenntnis im Sinne
von Art. 16 Abs. 3 AHVG erhalten. Die Frage, ob der Beschwerdeführer
tatsächlich zu hohe Beiträge entrichtet hat, braucht – wie sich zeigen wird –
vorliegend nicht beantwortet zu werden. Entscheidend für die Beurteilung eines
allfälligen Rückerstattungsanspruchs ist nämlich, dass der Beschwerdeführer
durch die Entdeckung des behaupteten Fehlers einen Fristenlauf für die
relative Verwirkung analog zu Art. 16 Abs. 3 ausgelöst hat." (sottolineatura
del redattore)

 

                                         Nell’ambito della
restituzione di prestazioni (art. 25 cpv. 2 LPGA), dove è previsto un termine relativo analogo di perenzione di un anno, la giurisprudenza resa in
applicazione dell’ormai abrogato art. 47 LAVS trova applicazione anche con il
nuovo art. 25 cpv. 2 LPGA (U. Kieser, ATSG Kommentar, 2003, ad art. 25, n. 27,
pag. 285).

 

 

                                         Il
termine di un anno decorre dal momento in cui l'amministrazio-ne poteva
ragionevolmente avere conoscenza dei fatti giustificanti la restituzione.

 

                                         Statuendo
sull'art. 47 cpv. 2v LAVS in una sentenza pubblicata in DTF 110 V 304, il TFA
ha altresì precisato che qualora tale restituzione sia addebitabile ad un
errore dell'amministrazione, l'anno di perenzione inizia non il giorno in cui
l'errore è stato commesso, bensì quello in cui la medesima autorità avrebbe
dovuto, in un secondo tempo - per esempio in occasione di un controllo
contabile -, con l'attenzione da essa ragionevolmente esigibile avuto riguardo
alle circostanze, rendersi conto di tale errore (DTF 110 V 304, consid. 2b,
pag. 305-307; cfr. anche DTF 124 V 380 consid. 1, DTF 122 V 270, consid. 5,
pag. 274-277, DTF 111 V 14, consid. 3, pag. 16-17; sentenza I 118/97 del 6
luglio 1998).

                                         L’Alta
Corte ha ribadito tale principio in una sentenza C 317/01 del 29 aprile 2003,
consid. 2.1., pubblicata in RDAT II-2003 N. 72, afferente all’assicurazione
contro la disoccupazione, in cui ha precisato che:

 

" 
(…) 

In proposito l'istanza precedente ha correttamente precisato che
in caso di errore dell'amministrazione (ad esempio nel calcolo di una
prestazione) il termine non decorre dal momento in cui esso è stato commesso,
bensì da quello in cui l'amministrazione avrebbe dovuto in un secondo tempo
(per esempio in occasione di un controllo contabile oppure nel caso in cui
venga a conoscenza di fatti atti a far nascere dei dubbi sulla fondatezza della
pretesa) rendersi conto dello sbaglio commesso in base all'attenzione
ragionevolmente esigibile (DTF 124 V 383 consid. 1 e 385 consid. 2c)."

 

                                         Al
riguardo cfr. pure STCA 35.2005.83 del 13 giugno 2005, consid. 2.6.-2.7.,
massimata in RtiD I-2007 N. 44 pag. 187.

                                         In una
sentenza C 17/03 del 2 settembre 2003, pubblicata in SVR 2004 ALV Nr. 5 è
stato, poi, ribadito che per “momento in cui il servizio di pagamento ne ha
avuto conoscenza” a partire dal quale inizia a decorrere il termine di
perenzione di un anno bisogna intendere il momento in cui l’amministrazione,
dando prova dell’attenzione da essa esigibile, avrebbe dovuto riconoscere che i
presupposti per una restituzione erano dati.

 

 

                                         In una
decisione pubblicata in DTF 122 V 270 = SVR 1997 ALV Nr. 82 pag. 247 = DLA
1996/1997, Nr. 23, pag. 130, la Nostra Massima Istanza, ritenuto che
l’indennità per lavoro ridotto é versata per un periodo di conteggio di un mese
o di quattro settimane consecutive ha osservato che:

 

" 
(...) Es stellt sich somit im Hinblick auf diese
periodische Leistungserbringung die Frage, wie es mit der Verwirkungsfolge in
Bezug auf jene Monatsbetreffnisse zu halten sei, die im Zeitpunkt der
zumutbaren Kenntnis des rechtserheblichen Sachverhalt (Wissen um die
Verwaltungsratsstellung) noch gar nicht zur Ausrichtung gelangt waren. Der
Rückforderungsanspruch auf eine unrechtmässig ausgerichtete monatliche
Entschädigung kann solange nicht verwirken, als diese einzelne Leistungen im
Rahmen der gesamten Anspruchberechtigung tatsächlich noch nicht ausbezahlt war.
Dem hat das kantonale Gericht im Ergebnis zutreffend Rechnung getragen:
Bezüglich der länger als ein Jahr vor Erlass der Verfügung vom 15. November
1994 ausbezahlten Kurzarbeitsentschädigungen ist der Rückforderungsanspruch der
Arbeitslosenkasse verwirkt, dagegen nicht mit Bezug auf die später (ab Dezember
1993) bis und mit Juni 1994 ausgerichteten Betreffnisse." 

(cfr. SVR 1997 ALV Nr. 82, consid. 5 b) bb) pag. 249-250)

 

                               2.4.   Nell’evenienza concreta dalla documentazione agli atti emerge
che la ricorrente il 1° luglio 2002 ha segnato al proprio assicuratore il
cambiamento di indirizzo, nel senso di un trasferimento dal Canton Ticino al
Canton __________ (doc. 2).RI 1

                                         L’8
luglio 2002 la Cassa malati le ha trasmesso un conteggio dei premi relativi ai
mesi di luglio, agosto e settembre, intitolato “modifica di fatturazione”,
da cui risulta un importo complessivo a favore dell’assicuratore di fr. 941.60,
per una differenza mensile, rispetto al premio precedente, di fr. 152 (doc. 4).
Nel conteggio è stato precisato: “E’ possibile che eventuali modifiche
concernente la sua nuova copertura d’assicurazione non siano state ancora prese
in considerazione. Quest’ultime saranno applicate nella prossima fatturazione.”
(doc. 4). Frasi di questo tipo figurano tuttavia anche sulle polizze
precedenti, relative al mese di gennaio 2002 (doc. C2: “è possibile che le
modifiche riguardanti la vostra nuova copertura assicurativa non siano ancora
state prese in considerazione. In questo caso il cambiamento sarà effettuato
retroattivamente.”), febbraio e marzo 2002 (doc. C4), aprile, maggio e
giugno 2002 (doc. C5; cfr. anche doc. C7, fattura premi per i mesi di luglio,
agosto e settembre 2002 prima della notifica del nuovo indirizzo) e successive,
di ottobre, novembre e dicembre 2002 (doc. C 10).

 

                                         CO 1
afferma inoltre di aver trasmesso all’assicurata l’attestato di assicurazione
valido dal 1° luglio 2002  dove viene indicato “__________” (doc. 3). La
ricorrente sostiene che questo documento, la cui copia agli atti è stata
stampata il 4 dicembre 2007, non le è mai pervenuto.

                                         L’assicuratore
ha inoltre informato del cambiamento l’Ufficio assicurazione malattie (doc. 6 e
7). Copia delle notifiche non è tuttavia stata trasmessa alla ricorrente.

 

                                         Il 12
luglio 2006 l’insorgente ha notificato all’assicuratore il nuovo indirizzo di __________
(doc. 8) e il 15 settembre 2006, tramite il suo legale, ha chiesto la
restituzione dei premi pagati in troppo, affermando di non aver mai cambiato il
proprio luogo di domicilio (doc. 9). 

 

                                         In data
20 settembre 2006 l’Ufficio controllo abitanti della Città di __________ ha
rilasciato un attestato dove figura che la ricorrente “war lediglich als
Wochenaufenthalterin in der Stadt __________ gemeldet, was keinen Wohnsitz
begründete. Hauptdomizil: __________.” (allegato al doc. 9).

                                         Il 30
gennaio 2007 l’assicuratore ha informato l’interessata che, sulla base
dell’art. 25 cpv. 3 LPGA, la richiesta di restituzione era ormai prescritta
(doc. 10).

 

                                         L’insorgente
sostiene tuttavia di essere venuta a conoscenza dell’errato pagamento dei premi
solo nel mese di agosto 2006, in seguito alla forte diminuzione dell’importo
mensile dovuto (doc. 11).

 

                                         L’assicuratore
ha risposto che l’interessata ha avuto conoscenza del pagamento in eccesso già
il 2 agosto 2002 quando ha versato l’importo di fr. 152, corrispondente alla
differenza di tariffa tra il Canton Ticino ed il Canton __________ (doc. 12).

 

                               2.5.   Come visto
(cfr. consid. 2.3), determinante non è stabilire la data in cui l’errore è stato
commesso (in casu: pagamento del premio in applicazione della tariffa del
Canton __________ in luogo della tariffa del Canton Ticino), bensì quando
l’assicurata ha avuto, o avrebbe dovuto avere, dando prova dell’attenzione da
essa esigibile, conoscenza dell’errore.

 

                                         Con
sentenza del 17 gennaio 2007, inc. 36.2006.195, questo Tribunale, a proposito
di una ricorrente che chiedeva il rimborso della quota relativa al rischio
infortunio compresa nel premio dell’assicurazione malattia oltre due anni dopo
aver (creduto di aver) informato la Cassa malati di essere già assicurata
contro gli infortuni tramite il datore di lavoro, aveva stabilito che
l’assicurata avrebbe dovuto rendersi conto nei mesi successivi che il premio
non era stato modificato e dunque che la quota relativa all’infortunio non era
stata dedotta. Comunque, al più tardi al momento della ricezione della polizza
di assicurazione per l’anno seguente l’interessata avrebbe dovuto accorgersi che
il premio infortunio era ancora incluso e che aveva pagato più di quello che
avrebbe dovuto. La sua domanda era pertanto perenta.

                                         

                                         In
concreto la situazione è tuttavia diversa. Infatti l’interessata non ha
inoltrato alcuna richiesta di modifica del rapporto assicurativo alla Cassa
malati e dunque non aveva una ragione particolare di indagare per quale motivo
con il 1° luglio 2002 vi era stato un forte aumento del premio assicurativo.
L’insorgente, a giusta ragione, non essendo stata informata del fatto che il
cambiamento proveniva dall’errata interpretazione da parte della Cassa della
lettera del 1° luglio 2002, poteva ritenere che si trattava del “solito”
forte aumento del premio (in casu fr. 152 al mese) che gli assicurati subiscono
a scadenza regolare e dunque non poteva rendersi conto che pagando un importo
più elevato aveva commesso un errore. Del resto, come risulta dalla
documentazione prodotta dalla stessa Cassa, nel Canton Ticino, il premio
dell’assicurazione di base per i giovani fra i 19 e i 25 anni è effettivamente
aumentato dal 1°luglio 2002 (cfr. doc. 5a e 5b: ad esempio con una franchigia
di fr. 400, zona 1, il premio è passato da fr. 154.60 a fr. 177.90, mentre per
i minorenni è diminuito).

 

                                         Dopo
questo forte aumento, il premio è rimasto uguale nel 2003, è leggermente
aumentato, di circa fr. 8 al mese, nel 2004, e di circa fr. 12 al mese nel 2005
e nel 2006 è tornato a salire fortemente. 

                                         Per cui
l’interessata non aveva un motivo particolare per chinarsi nuovamente sulla
fattispecie. Non si può infatti esigere da un’assicurata in buona fede e non
avvezza al calcolo dei premi di Cassa malati, che, dopo aver effettuato il
primo pagamento, accerti in occasione di ogni versamento o di ogni modifica di
premio l’esattezza dell’applicazione del tariffario cantonale che la concerne
(cfr. per un caso in cui non è stata richiesta alla Cassa di disoccupazione,
che aveva commesso un iniziale errore di calcolo, una verifica in occasione di
ogni versamento periodico delle prestazioni l’esattezza dell’entità delle
stesse: STFA C 68/01 del 3 luglio 2002; C 30/05 del 26 aprile 2006).

 

                                         Non si può
infatti chiedere ad un assicurato una maggior attenzione rispetto a quella che
si pretende dall’amministrazione, che di principio dovrebbe conoscere meglio i
meccanismi che regolano le assicurazioni sociali, nell’ambito della
restituzione di prestazioni versate a torto sulla base dell’art. 25 cpv. 1 e 2
LPGA (cfr. consid. 2.3).

 

                                         Del resto,
dalla polizza d’assicurazione, che la Cassa è tenuta ad inviare all’inizio di
ogni anno (in casu: 2003, 2004, 2005 e 2006), l’insorgente non avrebbe potuto
comprendere che il premio applicato era quello del Canton __________. Infatti,
mentre nella polizza figura chiaramente se l’infortunio è incluso oppure è
escluso e quale franchigia viene applicata, non risulta invece se l’ammontare
del premio richiesto si riferisce alla tariffa del Canton __________ oppure a
quella del Canton Ticino. L’unica indicazione contenuta nella polizza è infatti
quella relativa all’Agenzia competente. Tuttavia la circostanza che ci sia scritto
“__________” non significa ancora che il premio applicato è quello del Canton __________.

 

                                         Non va
poi dimenticato che l’insorgente, appena accortasi, nel luglio 2006,
dell’errata applicazione della tariffa, ha immediatamente chiesto informazioni
all’assicuratore.

 

                                         Alla luce
di tutto quanto appena esposto e della giurisprudenza menzionata in precedenza,
applicando per analogia il principio secondo cui - giova ricordarlo - in caso di errore dell'amministrazione il termine non
decorre dal momento in cui esso è stato commesso, bensì da quello in cui
l'amministrazione avrebbe dovuto in un secondo tempo rendersi conto dello
sbaglio commesso in base all'attenzione ragionevolmente esigibile, questa Corte deve concludere che, nella presente fattispecie, il
termine di perenzione di un anno per chiedere la restituzione dei premi pagati
in eccesso è iniziato a decorrere nel luglio 2006, quando l’interessata,
rientrata in Ticino, in seguito alla forte diminuzione del premio richiesto, si
è accorta di aver pagato per 4 anni un premio calcolato secondo parametri
errati. 

 

                                         In queste
condizioni la domanda del 15 settembre 2006 è tempestiva.

 

                               2.6.   Va ora
esaminato a quanto ammonta l’importo da restituire. L’assicurata chiede fr.
8'138.90, la Cassa malati ritiene che la differenza tra i premi, nel corso dei
4 anni, sia di fr. 6'171.50.

 

                                         Dagli
atti prodotti dall’assicuratore emerge dal 1° luglio 2002 al 31 dicembre 2002
l’interessata ha pagato fr. 377.80 (doc. 5c) al mese in luogo di fr. 225.80
(doc. 5a e b), per una differenza di fr. 912 .

                                         Nel 2003
invece di fr. 377.80 (doc. 5e) al mese, avrebbe dovuto pagare fr. 249 (doc. 5d),
ossia fr. 1'545.60 in meno.

 

                                         Nel 2004
la differenza è di fr. 1'267.20 (fr. 385.30 [doc. 5g] invece di fr. 279.70
[doc. 5f]).

                                         La
ricorrente nel 2005 ha pagato fr. 397.30 (doc. 5i) al mese invece di fr. 290.30
([doc. 5h] differenza di fr. 1'284).

 

                                         Infine
nel 2006, per i primi 7 mesi ha pagato fr. 487.10 (doc. 5j), invece di fr. 321
(opposizione pag. 3), per un importo di fr. 1'162.70.

 

                                         Per cui
l’importo dei premi pagati in troppo è di fr. 6'171.50.

 

                               2.7.   La
ricorrente chiede anche, genericamente, il pagamento di “interessi legali di
mora.” 

 

                                         A questo proposito
va rilevato che fino all’entrata in vigore della LPGA, la corresponsione di
interessi di mora, laddove non espressamente prevista a norma di legge, poteva
avvenire eccezionalmente e soltanto in evenienze isolate che particolarmente
urtavano il senso del diritto, come ad esempio in presenza di manovre illecite
o puramente dilatorie (sentenza K 44/06 del 20 febbraio 2008, consid. 11.1, DTF
119 V 78 consid. 3a pag. 81, cfr. anche DTF 127 V 439 consid. 4 pag. 446 seg.).
In particolare per i premi dell’assicurazione malattia non era previsto il
prelievo di interessi moratori (cfr. sentenza K 68/04 del 26 agosto 2004,
consid. 7.2; SVR 2001, KV nr. 31, consid. 2a; Kieser, op. cit., ad art.
26 n. 4, pag. 295 e n. 32 pag. 309). 

                                         In
concreto alla Cassa non può essere addebitato alcun simile comportamento.

 

                                         A partire
dal 1° gennaio 2003, la LPGA, all’art. 26 cpv. 1, ha invece istituito un
obbligo generalizzato nei confronti dell’assicurazione sociale di corrispondere
interessi di mora o rimunerativi sui crediti di contributi dovuti o di
contributi indebitamente riscossi. Al Consiglio federale è stata data la
possibilità di prevedere eccezioni per importi esigui e termini di breve
durata.

 

                                         Per
l’art. 90a cpv. 1 OAMal, nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2003, gli
interessi compensativi ai sensi dell’articolo 26 capoverso 1 LPGA sono versati
per premi non dovuti che vengono restituiti o compensati dall’assicuratore e
per differenze di premi che l’assicuratore deve risarcire ai sensi
dell’articolo 7 capoversi 7 e 8 LAMal, purché la pretesa sia superiore a 3000
franchi e non venga saldata dall’assicuratore entro 6 mesi. Per il cpv. 2 il
tasso sull’interesse compensativo ammonta al 5 per cento all’anno. Per il
calcolo sono applicabili per analogia le disposizioni dell’articolo 7
dell’ordinanza dell’11 settembre 2002 concernente la legge sulla parte generale
del diritto delle assicurazioni sociali.

 

                                         A norma
dell’art. 7 cpv. 2 OPGA l’interesse di mora è calcolato ogni mese sulle
prestazioni spettanti al beneficiario sino alla fine del mese precedente. Il
suo decorso inizia il primo giorno del mese in cui ne è insorto il diritto e
cessa alla fine del mese in cui è stato emesso l’ordine di pagamento. Per il
cpv. 3 se la prestazione è soggetta soltanto in parte all’interesse di mora,
conformemente all’art. 6, al momento del pagamento degli arretrati l’interesse
di mora va calcolato sull’intera prestazione e versato in proporzione della
quota di prestazione sulla quale l’interesse è dovuto rispetto alla prestazione
complessiva.

 

                                         In DTF
133 V 9, il TF, a proposito dell’art. 26 cpv. 2 LPGA (diritto a interessi di
mora in caso di pagamento di arretrati) ha stabilito che l’obbligo di versare
interessi di mora giusta tale disposto comincia per l’insieme delle prestazioni
maturate fino a quel momento 24 mesi dalla nascita del diritto in quanto tale,
e non solo due anni dopo la scadenza di ogni singola rendita mensile (cfr.
anche DTF 131 V 358) e, a proposto dell’art. 7 cpv. 2 OPGA, ha precisato, al
consid. 3.3, che:

 

" 
Indessen betrifft Art. 7 ATSV nur die
Berechnungsweise nach Entstehung des Anspruchs auf Verzugszins und sagt nichts
aus über diesen Beginn."

 

                                         A
proposito della decorrenza degli interessi Kieser, op cit., n.
8 ad art. 26 pag. 297, così si esprime:

 

"  Veruzgszinsen sind auf den fälligen Beitragsforderungen zu
entrichten. Fälligkeit bedeutet, dass der Gläubiger bei der Schuldnerin die
Leistung einfordern und sie einklagen darf. Der Zeitpunkt der Fälligkeit einer
Forderung kann sich aus Vereinbarung, aus der Natur des Rechtsverhältnisses
oder gestützt auf eine gesetzliche Bestimmung ergeben (vgl. dazu Art. 75 OR). Wann
die Fälligkeit einer Beitragsforderung eintritt, legt das ATSG nicht fest.
Damit eine Verzugszinspflicht entstehen kann, muss somit gestützt auf die einzelgesetzliche
Regelung der Eintritt der Fälligkeit angenommen werden können." (sottolineatura
del redattore)

 

 

                                         In concreto l’art. 90a
cpv. 2 OAMal rinvia all’art. 7 OPGA per il calcolo, mentre l’art. 90a cpv. 1
OAMal prevede che gli interessi sono versati per premi non dovuti che vengono
restituiti o compensati dall’assicuratore (purché come in concreto la pretesa
sia superiore a 3000 franchi), se il debito non viene saldato entro 6 mesi.

 

                                         L’ordinanza non indica,
neppure nelle versioni tedesca (“[…] und vom Versicherer nicht innert sechs
Monaten beglichen wird.”) e francese („[…] et qu’elle ne soit pas acquittée
dans les six mois“), cosa si intende per “saldato entro 6 mesi” (6
mesi da quando è stato pagato il premio non dovuto oppure da quando è stata
chiesta la restituzione oppure da quando è cresciuta in giudicato la sentenza
che impone all’assicuratore la restituzione, ecc.). 

                                      

                                         Il TCA, con sentenza del
12 ottobre 2006, inc. 36.2006.151, ha già avuto modo di stabilire che gli
interessi sui premi in arretrato dovuti dall’assicurato alla Cassa malati decorrono,
di principio, dal 1° giorno del mese per il quale i premi sono dovuti. Ciò in
applicazione dell’art. 90 cpv. 1 vOAMal (ora art. 90 OAMal), per il quale i
premi devono essere pagati in anticipo, di regola mensilmente (cfr. anche art.
102 cpv. 2 CO: “quando il giorno dell’adempimento sia stato stabilito o
risulti determinato da una disdetta preventivamente convenuta e debitamente
fatta, il debitore è costituito in mora pel solo decorso di detto giorno.”),
tranne se le parti comprovano di aver previsto un altro termine, ad esempio
nelle CGA.

                                         A questo proposito va
segnalata la sentenza K 68/04 del 26 agosto 2004 [parzialmente pubblicata in
RAMI 2004, KV 306, pag. 463] dove il ricorrente si era accordato con la Cassa
per il pagamento semestrale dei premi (cfr. consid. 6 della sentenza) e gli
interessi dovuti sui premi arretrati del primo semestre 2003 hanno iniziato a
decorrere con il 1° gennaio 2003 (cfr. consid. 5.3 e 8 della sentenza), così
come sui premi dovuti nel 2002 (cfr. consid. 7.1. non pubblicato), nonché la
sentenza K 88/05 del 1° settembre 2006 dove gli interessi al 5% sui premi non
pagati sono stati fatti decorrere dal 1° giorno di ogni mese per il premio del rispettivo
mese (cfr. in particolare consid. B e 5).

 

                                         In concreto, per garantire
la parità di trattamento nel caso contrario, ossia laddove l’assicuratore deve
restituire i premi all’assicurato, questo Tribunale ritiene che gli interessi,
al 5% (art. 90a cpv. 1 OAMal), vanno calcolati a partire dal momento in cui
l’importo non dovuto è stato pagato.

 

                                         Per cui nel caso di
specie, allorché sui premi pagati in troppo nel 2002, ossia su
fr. 912, gli interessi al 5% decorrono dal 1° gennaio 2003 (cfr. sentenza K
68/04 del 26 agosto 2004, consid. 7.2), per i premi pagati successivamente
l’interesse decorre dal giorno del pagamento.

 

                                         Su questo
punto l’incarto deve essere rinviato all’assicuratore per un calcolo preciso
degli interessi dovuti.

 

                                         In questo
senso il ricorso va parzialmente accolto e la decisione impugnata va modificata
nel senso che l’assicuratore è condannato a versare all’insorgente fr.
6'171.50. Per il resto l’incarto è rinviato alla Cassa per il calcolo degli
interessi conformemente a quanto esposto nel presente considerando.

 

                                         Alla
ricorrente, rappresentata da un avvocato, vanno assegnate ripetibili parziali
(art. 61 lett. g LPGA).

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

                                         La
decisione impugnata è modificata nel senso che CO 1 è condannata a versare a RI
1 fr. 6'171.50. Per il resto l’incarto è rinviato a CO 1 affinché calcoli gli
interessi al 5% conformemente al considerando 2.7.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
CO 1 verserà a RI 1 fr. 1'000 (IVA inclusa) a titolo di ripetibili.       

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti