# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3c5787f1-08bb-5341-a35e-141ec1cbaa14
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-05-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.05.2008 C-3875/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-3875-2007_2008-05-15.pdf

## Full Text

Corte II I
C-3875/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 5  m a g g i o  2 0 0 8

Giudici Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Michael Peterli, Elena Avenati-Carpani,  
cancelliera Paola Carcano.

S._______,
patrocinata dall'avv. Francesca Gemnetti, _______,
ricorrente,

contro

Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone Ticino, 
6500 Bellinzona,
autorità inferiore.

Assicurazione malattie (decisione del 13 marzo 2007)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

Fatti:

A.
In  data  13  luglio  2006  la  Dott.ssa  S._______  ha  ottenuto  la 
specializzazione  FMH in  oftalmologia. Dopo  aver  ottenuto  altresì,  in 
data  31  agosto  2006,  l'autorizzazione  al  libero  esercizio  della 
professione  di  medico  l'interessata  ha  inoltrato,  in  data  24  gennaio 
2007, un'istanza volta all'ottenimento dell'autorizzazione ad esercitare 
a  carico  della  Legge  federale  del  18  marzo  1994  sull'assicurazione 
malattie (LAMal, RS 832.10) a contare dal 1° giugno 2007. A partire 
da  detta  data,  infatti,  avrebbe  ripreso  lo  studio  medico  del  Dott. 
P._______,  L._______,  che  ha  rinunciato  con  effetto  al  31  maggio 
2007 ad esercitare a carico della LAMal.

B.
Il Consiglio di Stato, dopo aver acquisito agli atti i preavvisi positivi del 
9  febbraio  2007  dell'Ordine  dei  medici  del  Cantone  Ticino  e  del  27 
febbraio  2007  di  santésuisse  Ticino  (quest'ultimo  condizionato  però 
alla  permanenza  dell'ubicazione  territoriale  dello  studio  medico  nel 
L1._______), ha autorizzato l'interessata ad esercitare a carico della 
LAMal a contare dal 1° giugno 2007 con risoluzione governativa no. 
1253 del 13 marzo 2007. Al punto 2 di quest'ultima l'Autorità cantonale 
ha  specificato  che  “l'attività  di  medico,  specializzato  in  oftalmologia, 
deve essere praticata nello studio medico ubicato a L._______”.

C.
Contro  quest'ultima  S._______,  rappresentata  dall'avv.  Francesca 
Gemnetti,  è  insorta  con  gravame  dell'11  aprile  2007  al  Tribunale 
cantonale  delle  assicurazioni  del  Tribunale  d'appello  del  Cantone 
Ticino  chiedendo,  in  via  principale,  lo  stralcio  del  punto  2  dal 
dispositivo della risoluzione governativa poiché, a suo avviso, impone 
una condizione restrittiva non motivata in modo conforme alla legge, 
non giustificata dalle circostanze e sproporzionata nei propri effetti che 
discriminano di fatto l'attività svolta dall'interessata da quella degli altri 
colleghi  attivi  in  Ticino.  In  via  provvisionale  ha  pure  chiesto  la 
concessione dell'effetto sospensivo per quanto concerne l'applicazione 
del  medesimo  punto  del  dispositivo.  Infine,  ha  protestato  spese  e 
ripetibili.

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D.
Con  sentenza  del  18  aprile  2007  il  Tribunale  cantonale  delle 
assicurazioni  si  è  dichiarato incompetente  ed ha trasmesso l'incarto 
per competanza alla scrivente Autorità.

E.
In  data  26  aprile  2007  l'interessata  ha  presentato  un'istanza  di 
revisione  al  Consiglio  di  Stato  ribadendo  la  richiesta  di  essere 
autorizzata ad esercitare a carico della LAMal senza limitazioni legate 
ad una sola località e, quindi, su tutto il territorio cantonale.

Il Consiglio di Stato ha respinto la predetta istanza con scritto del 29 
maggio 2007.

F.
In data 14 giugno 2007 la scrivente Autorità ha comunicato alle parti la 
ripresa della procedura in oggetto per competenza.

In data 18 giugno 2007 la ricorrente ha versato l'anticipo di Fr. 1'500.- 
equivalente alle presunte spese processuali.

Con ordinanza del 27 giugno 2007 la scrivente Autorità ha respinto la 
richiesta volta alla restituzione dell'effetto sospensivo. Lo stesso giorno 
ha  comunicato  alle  parti  la  composizione  del  collegio  giudicante 
mentre  con  ordinanza  del  2  maggio  2008  è  stata  comunicata  la 
sostituzione  del  giudice  Eduard  Achermann. Entro  i  termini  impartiti 
non sono state presentate istanze di ricusa.

G.
Chiamato a pronunciarsi in merito al ricorso, il Consiglio di Stato del 
Cantone Ticino propone, con risposta del 28 agosto 2007, la reiezione 
dell'impugnativa con argomenti  di  cui  si  riferirà,  per  quanto  occorra, 
nei  considerandi  che seguono mentre la ricorrente, dopo aver preso 
atto delle osservazioni dell'Autorità cantonale, non ha replicato.

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Diritto:

1.
In virtù  del  combinato disposto dell'art. 34 della Legge sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  [LTAF,  RS  173.32]  e 
dell'art. 83 lett. r della Legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
[LTF, RS 173.110] questo Tribunale giudica in ultima istanza i ricorsi 
contro le decisioni dei Governi cantonali di cui all'art. 55a LAMal (DTF 
134 V 45). La competenza della scrivente Autorità è, pertanto, data.

2.

2.1 Per l'art. 37 LTAF la procedura dinanzi al Tribunale amministrativo 
federale  (TAF)  è  retta  dalla  Legge  federale  sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021).

2.2 Secondo l'art. 48 PA ha diritto  di  ricorrere chi  ha partecipato al 
procedimento  dinanzi  all'autorità  inferiore  o  è  stato  privato  della 
possibilità  di  farlo,  è  particolarmente  toccato  dalla  decisione 
impugnata e ha un interesse degno di  protezione all'annullamento o 
alla  modificazione  della  stessa.  Queste  condizioni  sono  adempiute 
nella specie.

2.3 Il ricorso è inoltre tempestivo e rispetta i requisiti minimi prescritti 
dalla  legge  (art.  50  e  52  PA). Il  gravame  è  dunque  ricevibile,  nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

3.

3.1 In vista dell'entrata in vigore, il 1° giugno 2002, dell'Accordo tra la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681),  il  Parlamento federale ha 
deciso di emanare l'art. 55a LAMal, quale misura d'accompagnamento 
e  per  frenare  il  costante  aumento  dei  costi  della  salute  nell'ambito 
delle  cure  ambulatoriali.  Prima  dell'entrata  in  vigore  di  questa 
disposizione,  infatti,  la  Svizzera  era  l'unico  Paese  europeo  a 
permettere a tutti i medici di poter fornire le loro prestazioni a carico 
dell'assicurazione sociale. Con la limitazione introdotta in applicazione 

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dell'art.  55a  LAMal,  i  Cantoni  devono  determinare  se  i  fornitori  di 
prestazioni  cui  viene rilasciata  l'autorizzazione a  svolgere  la  propria 
professione  possono  anche  esercitare  a  carico  dell'assicurazione 
sociale. La decisione di autorizzazione al libero esercizio dell'attività e 
quella  di  autorizzazione  ad  esercitare  a  carico  della  LAMal  sono, 
quindi, formalmente separate. Per l'art. 55a LAMal cpv. 1 il Consiglio 
federale  può,  per  un  periodo  limitato  di  tre  anni  al  massimo,  far 
dipendere dall'esistenza di un bisogno l'autorizzazione a esercitare a 
carico dell'assicurazione delle cure medico-sanitarie ai sensi degli art. 
36-38 stabilendone i criteri (cpv. 1). Grazie ad una modifica legislativa, 
entrata in vigore il 1° gennaio 2005, il Consiglio federale può rinnovare 
detta misura, ma non più di una volta. Giusta il  cpv. 2 i  Cantoni e le 
federazioni di prestazioni e di assicuratori devono previamente essere 
sentiti mentre il cpv. 3 prevede che i Cantoni stabiliscono i fornitori di 
prestazioni secondo il  cpv. 1. Infine,  il  nuovo cpv. 4,  in vigore dal  1° 
gennaio 2005, prevede che l'autorizzazione decade se non è utilizzata 
entro un dato termine e che il Consiglio federale precisa le condizioni.

3.2 Il  3 luglio 2002 il  Consiglio federale, in applicazione dell'art. 55a 
LAMal,  ha  adottato  l'Ordinanza  che  limita  il  numero  di  fornitori  di 
prestazioni  ammessi  ad  esercitare  la  propria  attività  a  carico 
dell'assicurazione obbligatoria  contro le malattie  (OFL, RS 832.103). 
L'art. 1 OFL prevede che il numero di fornitori di prestazioni ammessi 
ad esercitare la propria attività a carico dell'assicurazione obbligatoria 
contro le malattie non può superare, in ogni Cantone e per ciascuna 
categoria, quello stabilito nell'allegato 1. I Cantoni possono prevedere 
che  il  numero  massimo  di  cui  all'art.  1  non  si  applica  a  una  o  più 
categorie  di  fornitori  di  prestazioni  (art.  2  cpv. 1  lett.  a)  e  possono 
prevedere  che  in  una  o  più  categorie  di  fornitori  di  prestazioni  non 
vengano  più  autorizzate  nuove  ammissioni  ad  esercitare  a  carico 
dell'assicurazione  obbligatoria  contro  le  malattie  fintanto  che  sul 
proprio territorio la densità della copertura sanitaria secondo l'allegato 
2  sia  maggiore  di  quella  esistente  nella  regione  cui  il  Cantone 
appartiene secondo l'allegato 2 o nella Svizzera intera (art. 2 cpv. 1 
lett. b). Per l'art. 2  cpv. 2  OFL i  Cantoni  tengono altresì  conto della 
densità della copertura sanitaria nei Cantoni limitrofi, nella regione cui 
appartengono secondo l'allegato 2 o nella Svizzera intera. In ciascuna 
categoria  contingentata  di  fornitori  di  prestazioni  i  Cantoni  possono 
ammettere  un  numero  di  fornitori  maggiore  di  quello  stabilito 
nell'allegato  1  qualora  nella  categoria  considerata  la  densità  della 
copertura sanitaria risulti insufficiente (art. 3 OFL). Giusta l'art. 4 OFL i 

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Cantoni  annunciano  all'Ufficio  federale  competente  le  disposizioni 
emanate  in  virtù  dell'art.  2  (lett.  a)  e  all'organizzazione  degli 
assicuratori  "santésuisse",  regolarmente  tutte  le  ammissioni 
autorizzate o negate in virtù dell'ordinanza (lett. b). Infine l'art. 5 OFL 
prevede  una  disposizione  transitoria  nel  senso  che  non  sottostanno 
alla limitazione i fornitori di prestazioni che, prima della sua entrata in 
vigore,  avevano  già  presentato  nel  Cantone  una  domanda 
d'autorizzazione ad esercitare la professione conformemente al diritto 
cantonale. La normativa è entrata in vigore il 4 luglio 2002 con effetto 
al  più  tardi  sino al  3  luglio  2005 (art. 6  cpv. 1 OFL). Grazie ad una 
modifica  legislativa,  entrata  in  vigore  il  4  luglio  2005,  la  durata  di 
validità è stata prorogata fino al 3 luglio 2008 (art. 6 cpv. 2 OFL).

3.3 Dopo  l'entrata  in  vigore  dell'OFL  i  Cantoni  non  possono  di 
principio  autorizzare  alcun fornitore di  prestazioni  supplementare  ad 
esercitare  a  carico  dell'assicurazione  malattie.  Se,  tuttavia,  è 
dimostrato che per (alcune) categorie di fornitori di prestazioni vi sia 
ancora un bisogno, un Cantone può decidere di non applicare il blocco 
dell'autorizzazione ad esercitare fondandosi sull'art. 55a cpv. 3 LAMal 
rispettivamente  sull'art.  2  cpv.  1  lett.  a  dell'OFL.  In  questo  modo  i 
Cantoni  possono  adempiere  al  loro  mandato  costituzionale  inerente 
alla  garanzia  dell'assistenza  medica. Il  Cantone  può  basarsi,  da  un 
lato,  sulla  densità  della  copertura  sanitaria  sul  proprio  territorio, 
dall'altro, su quella degli altri Cantoni, delle sette grandi regioni (région 
Lémanique,  espace  Mittelland,  Svizzera  nord-occidentale,  Zurigo, 
Svizzera  orientale,  Svizzera  centrale,  Ticino)  o  della  Svizzera  intera 
secondo l'Allegato 2. Malgrado il blocco delle autorizzazioni, i Cantoni 
possono determinare se rilasciare nuove autorizzazioni nel caso in cui 
il  numero di  fornitori  di  prestazioni  sia  inferiore  al  numero massimo 
stabilito nell'Allegato 1 (ad es. a causa della cessazione dell'attività in 
seguito  a  trasloco,  pensionamento  o  decesso).  In  questo  caso, 
possono rilasciare nuove autorizzazioni soltanto nella misura in cui il 
numero massimo di fornitori di prestazioni stabilito nell'allegato 1 non 
venga superato. I fornitori di prestazioni devono essere autorizzati ad 
esercitare  la  professione  medica  o  ad  aprire  uno  studio  medico  e, 
quando  viene  loro  concessa  l'autorizzazione  ad  esercitare  a  carico 
dell'assicurazione  obbligatoria  delle  cure  medico-sanitarie,  disporre 
dell'infrastruttura necessaria (p.es. uno studio medico) o per lo meno 
procurarsela entro un termine utile per poter  effettivamente offrire le 
cure mediche. In tal modo i Cantoni possono garantire che, in caso di 
blocco delle autorizzazioni, il numero di fornitori di prestazioni rimanga 

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invariato durante tre anni. Se un Cantone che ha deciso di bloccare le 
autorizzazioni ritiene che il numero massimo fissato per ogni categoria 
di  fornitori  di  prestazioni  nell'allegato  1  e  la  relativa  densità 
menzionata  nell'allegato  2  siano  troppo  elevati  rispetto  al  numero 
massimo e alla densità dei fornitori di prestazioni della sua regione o 
della  Svizzera,  può  decidere  di  rinunciare  a  rilasciare  nuove 
autorizzazioni  finché  il  suo  territorio  non  presenti  la  stessa  densità 
della sua regione o della Svizzera. In questo modo si vuole permettere 
ai  Cantoni  di  adeguare  la  loro  densità  della  copertura  sanitaria  al 
livello di quella dei Cantoni confinanti o a quello della loro regione o 
della  Svizzera.  Vi  possono  essere  altri  motivi  per  cui  un  Cantone, 
nonostante  abbia  deciso  di  bloccare  le  autorizzazioni,  permetta  di 
esercitare ad un numero di fornitori  di prestazioni superiore a quello 
nell'Allegato  1.  L'art.  3  OFL  permette  al  Cantone  di  garantire  la 
copertura  sanitaria  per  tutte  le  specializzazioni  che,  nonostante  il 
blocco delle autorizzazioni, erano già insufficienti in una determinata 
regione al momento dell'entrata in vigore di questa disposizione.

4.

4.1 Il  Parlamento  cantonale  ha  adottato  il  decreto  legislativo 
d'applicazione dell'OFL del 15 dicembre 2003 che è stato poi sostituito 
da quello del 10 maggio 2006 [DLOFL, RL 6.4.6.1.6] il cui scopo è di 
definire quali  categorie di fornitori  di prestazioni sono sottoposte alla 
limitazione di  esercitare la propria attività a carico dell'assicurazione 
obbligatoria contro le malattie, prevista dall'Ordinanza federale (art. 1 
cpv. 1 DLOFL) e di definire la procedura e le condizioni applicabili alle 
ammissioni  dei  fornitori  sottoposti  al  regime della  limitazione  (art.  1 
cpv. 2 DLOFL).

4.2 Conformemente all'art. 2 OFL il Canton Ticino ha previsto all'art. 2 
DLOFL quali categorie di fornitori di prestazioni sono ammesse senza 
limitazioni ad esercitare la propria attività a carico dell'assicurazione 
obbligatoria contro le malattie (per esempio i dentisti,  i  farmacisti,  le 
levatrici,  ecc.).  Al  cpv. 2  della  stessa  norma  ha  precisato  che  sono 
ammessi  senza  limitazioni  i  medici  che  adempiono  alle  condizioni 
previste  dall'art.  5  OFL  e  che  sono  automaticamente  autorizzati  a 
praticare a carico della LAMal. L'art. 3 cpv. 1 DLOFL prevede che tutti i 
medici,  indipendentemente  dalla  loro  categoria  e  dalla  loro 
specializzazione,  sono sottoposti  alla  limitazione  dell'ammissione  ad 
esercitare  a  carico  dell'assicurazione  obbligatoria  contro  le  malattie 

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mentre l'art. 3 cpv. 2 DLOFL precisa che sono soggetti alla limitazione 
anche i medici in possesso di un'autorizzazione ad esercitare a carico 
della  LAMal  rilasciata da un altro  Cantone. Giusta l'art. 4  DLOFL la 
domanda di  autorizzazione ad esercitare  a  carico  della  LAMal  deve 
essere  inoltrata al  Consiglio  di  Stato, il  quale la  concede quando la 
soglia di  fornitori  della categoria  e della specializzazione in oggetto, 
stabilita nell'allegato 1 all'Ordinanza federale, non è raggiunta (cpv. 1) 
e dopo aver segnatamente chiesto un parere all'Ordine dei medici del 
Cantone Ticino ed a santésuisse (cpv. 2).

4.3 Le  condizioni  per  ottenere  un'ammissione  eccezionale  ai  sensi 
dell'art. 3 OFL sono previste all'art. 5 DLOFL. La norma prevede che a 
titolo  eccezionale  il  Consiglio  di  Stato  può ammettere un numero di 
professionisti  superiore  a  quello  fissato  dall'allegato  1  all'Ordinanza 
federale qualora: a) la copertura sanitaria in parti  del Cantone risulti 
insufficiente; oppure  b)  delle  cure  particolari  non  siano  disponibili  a 
causa  della  mancanza  di  specialisti  nel  Cantone;  oppure  c)  una 
struttura  ospedaliera  stazionaria,  figurante  sull'elenco  degli  istituti 
giusta l'art. 39 LAMal, necessiti di un professionista per poter fornire le 
sue  prestazioni  tenuto  conto  del  mandato  e  dei  suoi  posti  letto. 
L'ammissione eccezionale a praticare a carico della LAMal è limitata 
alla  regione  geografica,  alla  specializzazione  o  all'ospedale  in 
questione (art. 5 cpv. 2 DLOFL). L'art. 6 cpv. 1 DLOFL prevede che la 
domanda di ammissione eccezionale deve essere inoltrata al Consiglio 
di  Stato  il  quale  la  concede  dopo  aver  accertato  se  le  condizioni 
previste  all'art.  5  del  decreto  sono  soddisfatte  (cvp. 1)  e  dopo  aver 
segnatamente  chiesto  un  parere  all'Ordine  dei  medici  del  Cantone 
Ticino  ed  a  santésuisse  (cpv. 2).  Gli  art.  7  e  8  DLOFL  regolano  la 
procedura in  caso di  ripresa di  studi  medici  esistenti  mentre  l'art.  9 
DLOFL  prevede  che  per  facilitare  una  rapida  trattazione  delle 
domande  di  ammissione  eccezionale  e  la  ripresa  di  studi  medici 
esistenti,  i  medici  autorizzati  all'esercizio secondo il  diritto cantonale 
che  adempiono  i  requisiti  necessari  per  l'autorizzazione  LAMal 
prescritti dall'Ordinanza federale del 27 giugno 1997 sull'assicurazione 
malattie  [OAMal,  RS  832.102],  ma  la  cui  richiesta  di  ammissione 
all'esercizio della professione a carico dell'assicurazione obbligatoria 
contro  le  malattie  non  può  per  il  momento  essere  accolta  per  le 
limitazioni poste dall'Ordinanza federale, potranno richiedere di essere 
iscritti  in  apposite  liste  per  categorie  e  specializzazione,  allestite  e 
aggiornate dal Dipartimento della sanità e della socialità.

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5.
Ai fini del presente giudizio, occorre ricordare che il Tribunale federale 
ha  già  riconosciuto  la  legittimità  generale  dell'art.  55a  LAMal  e 
dell'OFL del 3 luglio 2002 (cfr. DTF 130 I 126).

Per  quanto  riguarda  la  legalità  del  decreto  legislativo  cantonale  va 
osservato quanto segue. L'Autorità di ricorso, allo scopo di rispettare il 
principio  della  preminenza  del  diritto  superiore  (cosiddetta  forza 
derogatoria del diritto federale), può esaminare la compatibilità di una 
norma  di  diritto  cantonale  con  il  diritto  federale  paralizzandone 
l'applicazione in caso di esame di  atti  concreti  (controllo accessorio) 
mentre  non  può  annullarla  o  modificarla  operandone  un  controllo 
astratto  (DTF  131  I  313  e  128  I  102).  Nel  caso  concreto,  con 
l'adozione  dell'art.  55a  LAMal  e  dell'OFL  del  3  luglio  2002,  la 
Confederazione ha delegato ai Cantoni il potere di legiferare in materia 
di  autorizzazione  ad  esercitare  a  carico  della  LAMal  nel  rispetto  di 
determinati limiti  (temporali,  formali e materiali) e, con l'adozione del 
DLOFL,  il  Parlamento  cantonale  ticinese  ha  esercitato  detto  potere 
rimanendo nei limiti della delega conferitagli dal Parlamento federale. 
Di qui la legittimità generale anche del DLOFL che appare conforme 
alla normativa federale e rispettoso dei limiti conferiti dalla delega.

La legittimità generale del principio della moratoria (a livello federale e 
cantonale) è quindi acquisita.

6.

6.1 Con l'entrata in vigore dell'OFL (4 luglio 2002) nessun fornitore di 
prestazioni  supplementare  ai  sensi  degli  art.  36-38  LAMal  può,  di 
principio, essere autorizzato dai  Cantoni  ad esercitare in Svizzera a 
carico dell'assicurazione obbligatoria  delle  cure medico-sanitarie  per 
un periodo di tre anni (3 luglio 2005) prorogato di altri tre anni (3 luglio 
2008; cfr. art. 6 cpv. 1 e 2 OFL). I  fornitori  di  prestazioni  che hanno 
inoltrato la propria richiesta di esercitare a carico della LAMal dopo il 3 
luglio  2002 sono dunque sottoposti  automaticamente al  blocco delle 
autorizzazioni. Il Cantone Ticino ha limitato la restrizione ai soli medici 
(art.  3  DLOFL)  che,  comunque,  possono  ottenere  un'autorizzazione 
ordinaria  ad  esercitare  a  carico  della  LAMal  solo  se  il  numero  dei 
medici  è  inferiore  alla  soglia  decretata  nell'allegato  1  OFL  (art.  4 
DLOFL).  Nondimeno  i  fornitori  di  prestazioni  sottoposti 
automaticamente  al  blocco  delle  autorizzazioni  possono  chiedere 

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un'ammissione eccezionale ad esercitare a carico della LAMal ai sensi 
dell'art.  3  OFL conformemente  all'art.  5  DLOFL oppure  riprendendo 
uno studio medico esistente conformemente agli art. 7 e 8 DLOFL.

6.2 Nel  caso concreto,  l'interessata  ha inoltrato,  in  data  24 gennaio 
2007, un'istanza volta all'ottenimento dell'autorizzazione ad esercitare 
a carico della LAMal a contare dal 1° giugno 2007 in virtù della ripresa 
dello studio medico del Dott. P._______ di L._______. Il  Consiglio di 
Stato ha accolto questa istanza con risoluzione no. 1253 del 13 marzo 
2007 in applicazione dell'art. 7 DLOFL.

Con  il  ricorso,  l'interessata  chiede  di  annullare  il  punto  2  della 
risoluzione del  Consiglio  di  Stato  al  fine  di  potere  esercitare  la  sua 
professione a carico della LAMal  anche al di fuori dello studio medico 
del  Dott.  P._______.  In  primo  luogo,  l'interessata  fa  valere  che  la 
decisione impugnata non è motivata su questo punto. Inoltre, l'Autorità 
cantonale avrebbe interpretato arbitrariamente l'art. 7 DLOFL che non 
prevede alcuna limitazione territoriale  nell'esercizio  della  professione 
medica  a  carico  della  LAMal.  Questo  vincolo  costituirebbe  una 
discriminazione  rispetto  ai  medici  già  autorizzati  ad  esercitare  nel 
Cantone.

7.

7.1 Lo  scrivente  Tribunale  rileva  dapprima  che  la  censura  della 
ricorrente  concernente  la  motivazione  insufficiente  della  decisione 
impugnata è infondata. Infatti, con la risoluzione del 13 marzo 2007 il 
Consiglio di Stato ha accolto l'istanza dell'interessata del 24 gennaio 
2007  che  concerneva  appunto  la  richiesta  di  un'autorizzazione 
eccezionale sulla  base della  ripresa di  uno studio medico  esistente. 
Ora, ai sensi dell'art. 35 cpv. 3 PA applicabile nella fattispecie in virtù 
dell'art. 1 cpv. 3 PA, qualora una decisione sia conforme alla domanda 
di una parte, come nella fattispecie, l'autorità chiamata a decidere può 
rinunciare a fornire una motivazione dettagliata. Il modo di procedere 
del  Consiglio  di  Stato  è  pertanto  conforme  alla  legge.  Va  inoltre 
osservato che è solo con il ricorso che l'interessata ha precisato la sua 
richiesta  nel  senso  che  venisse  soppresso  il  vincolo  territoriale 
dell'autorizzazione che le era stata accordata. 

7.2 Con la decisione impugnata alla ricorrente non è stato vietato di 
esercitare la propria professione di medico libero professionista. Essa 
può lavorare nello studio di L._______ a carico della LAMal (in virtù 

Pagina 10

dell'autorizzazione eccezionale  riconducibile  alla  ripresa dello  studio 
medico  di  L._______).  Al  di  fuori  dello  studio  medico  di  L._______ 
(cioè  in  tutto  il  territorio  del  Cantone  Ticino)  essa  non  può  invece 
esercitare  a  carico  dell'assicurazione  sociale  ma  solo  quale  medico 
dipendente  e/o  ospedaliero,  oppure  a  carico  delle  assicurazioni 
complementari. A partire dal 2002, i medici non possono pretendere di 
esercitare liberamente a carico di un'assicurazione sociale, ossia in un 
ambito regolato dallo Stato e sottratto alla libertà economica (DTF 130 
I 26). Gli specialisti che hanno ottenuto l'autorizzazione ad esercitare a 
carico della  LAMal  possono essere  impediti  di  lavorare in  altri  studi 
medici poiché, come visto in precedenza, uno degli obiettivi dell'OFL è 
quello  dei  contenimento  dei  costi.  Uno  dei  fattori  che  incidono 
maggiormente sul costo della salute è proprio il numero di fornitori di 
prestazioni che esercitano la loro attività sul territorio cantonale. Per 
questi motivi la mobilità dei medici già al beneficio di un'autorizzazione 
ad esercitare a carico della LAMal potrebbe svuotare del suo senso 
l'OFL, impedendo ai Cantoni di raggiungere quell'equilibrio necessario 
al contenimento dei costi della salute che incidono in maniera gravosa 
sui premi delle casse malati.

7.3 Nella  misura in  cui  l'interessata  ha ripreso lo  studio  medico  del 
Dott. P._______ di L._______ a contare dal 1° giugno 2007, a ragione 
il Consiglio di Stato l'ha autorizzata con la risoluzione governativa qui 
impugnata ad esercitare a carico della LAMal a partire da detta data 
nello studio medico ubicato a L._______. Il fatto che il Dott. P._______ 
fosse titolare di un numero di concordato e che potesse esercitare su 
tutto il territorio cantonale senza limitazioni non è di alcun pregio per la 
ricorrente.  Infatti,  i  fornitori  di  prestazioni  al  beneficio  di 
un'autorizzazione anteriore al 4 luglio 2002 - come il Dott. P._______ - 
non  sottostanno  al  blocco  delle  autorizzazioni  (art.  5  OFL).  Deve 
essere  inoltre  disattesa  la  tesi  dell'insorgente  secondo  la  quale  il 
nuovo titolare di uno studio medico riprende tutti i diritti (e gli obblighi) 
del  precedente.  La  nuova  titolare  è  solo  al  beneficio  di 
un'autorizzazione eccezionale, giustificata dalla ripresa di  uno studio 
medico, la quale è pur sempre limitata dal sistema della moratoria (cfr. 
risoluzione del Consiglio di Stato del 29 maggio 2007).

Stante quanto precede la decisione del 13 marzo 2007 non presta il 
fianco ad alcuna critica e va confermata.

Pagina 11

8.

8.1 L'insorgente  fa ancore  valere  che il  vincolo  di  praticare  l'attività 
medica presso lo studio legale di  L._______ non è giustificato dalle 
circostanze  in  quanto  il  numero  di  oftalmogi  operanti  in  Ticino  è 
insufficiente.  La  copertura  sanitaria  non  sarebbe  a  suo  parere 
garantita (vedi punto 9 della memoria ricorsuale).

8.2 Ora,  questa  censura  non  può  essere  esaminata  dallo  scrivente 
Tribunale.  La  decisione  impugnata  concerne  unicamente  l'istanza  di 
autorizzazione all'esercizio a carico della LAMal in virtù della ripresa di 
uno studio medico (art. 7 DLOFL). Il Consiglio di Stato non ha invece 
esaminato la richiesta dell'insorgente volta a esercitare al di fuori dello 
studio  medico  di  L._______  in  virtù  di  altre  disposizioni,  come  ad 
esempio  l'ammissione  eccezionale  prevista  dall'art.  5  DLOFL.  Ora, 
spetta all'interessata,  se ritiene che le  condizioni  previste da questa 
disposizione  siano  adempiute,  presentare  una  nuova istanza. Come 
visto  precedentemente,  l'art.  5  DLOFL  permette  eccezionalmente  ai 
Cantoni di ammettere un numero superiore di fornitori  di prestazioni, 
tra  l'altro  quando  la  copertura  sanitaria  in  parti  del  Cantone  risulti 
insufficiente. L'autorità cantonale su questo punto dispone di un'ampia 
libertà di apprezzamento nel decidere se le condizioni per accordare 
un'autorizzazione straordinaria ed eccezionale sono date.

9.

9.1 Visto l'esito del ricorso, a titolo di spese processuali si prelevano 
Fr. 1'500.-,  importo  compensato  dal  corrispondente  anticipo  versato 
dalla  ricorrente  alla  scrivente  autorità  in  data  18  giugno  2007 
(combinato  disposto  art.  63  cpv.1  PA ed  art.  1-4  del  regolamento 
dell'11  dicembre  2006  sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  dinanzi  al 
Tribunale amministrativo federale (TS-TAF, RS 173.320.2).

9.2 Non si assegnano ripetibili (art. 64 PA).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Per quanto ricevibile, il ricorso è respinto.

2.
A  titolo  di  spese  processuali  si  prelevano  Fr.  1'500.-,  importo 
compensato  dal  corrispondente  anticipo  versato  dalla  ricorrente  alla 
scrivente autorità in data 18 giugno 2007.

3.
Non si assegnano ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante della ricorrente (atto giudiziario),
- autorità inferiore (n. di rif. ris. gov. 1253, atto giudiziario).

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Francesco Parrino Paola Carcano

Data di spedizione:

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