# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1e157c05-b3a4-5e7b-8103-67548cf4f688
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-09-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 03.09.2003 52.2003.71
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-71_2003-09-03.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.71

   

  	
  Lugano

  3 settembre 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Flavio Canonica, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 4 marzo 2003 di

 

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 18 febbraio 2003 del Consiglio di Stato
  (n. 812) che ha respinto l’impugnativa presentata dai ricorrenti avverso la
  risoluzione con cui il municipio di __________ ha rilasciato a __________
  __________ il permesso di costruire una casa d’abitazione sul fondo n.
  __________ RF __________;

  

 

 

viste le risposte:

-        
17 marzo 2003 di
__________ __________;

-        
18 marzo 2003 del
Consiglio di Stato;

-     21 marzo 2003 del
municipio di __________;

 

 

preso atto della replica 31 marzo 2003 dei ricorrenti
e delle dupliche:

-        
10 aprile 2003 del
municipio di __________; 

-        
12 aprile 2003 di
__________ __________;

-        
16 aprile 2003 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che
__________ __________ è proprietario del fondo n. __________ RF di __________,
situato in zona residenziale __________, su cui sorge una stalla che serve
l’azienda agricola di cui il resistente è titolare;

 

                                         che,
negatagli a più riprese l’autorizzazione ad ampliare la stalla, il resistente
ha infine chiesto al municipio di __________ il permesso di costruire
contiguamente alla stessa la propria casa d’abitazione; 

 

                                         che
durante il periodo di pubblicazione, alla domanda di costruzione si sono
opposti __________, __________ e __________ __________, proprietari del fondo
vicino, adducendo che tramite l’edificio postulato __________ __________ intenderebbe
in realtà incrementare l’attività della sua azienda agricola;

 

                                         che,
raccolto il preavviso favorevole dell’autorità cantonale, il 20 dicembre 2002
il municipio ha rilasciato la licenza edilizia, respingendo l’opposizione;

 

                                         che con
giudizio 18 febbraio 2003 il Consiglio di Stato, ritenuto il progetto conforme
alle disposizioni legali applicabili, ha confermato il provvedimento,
rigettando l’impugnativa contro di esso inoltrata dagli opponenti;

 

                                         che
avverso la predetta pronuncia governativa Aurora, Domenico e __________ __________ si
aggravano ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, postulando che
venga annullata unitamente alla licenza edilizia rilasciata dal municipio, e ribadendo
in sostanza quanto eccepito in sede d’opposizione;

 

                                         che
all’accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, proponendo la
riconferma del giudizio impugnato, senza formulare particolari osservazioni; ad
identica conclusione pervengono il municipio e il beneficiario della
controversa licenza, le cui argomentazioni verranno, per quanto necessario,
riprese nel seguito;

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         che la
competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall’art. 21 cpv. 1
LE e la legittimazione attiva dei ricorrenti, proprietari del fondo confinante
con quello dedotto in licenza e già opponenti, è certa (art. 43 PAmm); il
ricorso, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e
può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm);

 

                                         che la
licenza edilizia è un atto amministrativo mediante il quale l’autorità
statuisce sulla conformità, per rapporto alle normative edilizie concretamente
applicabili, delle opere raffigurate sui piani presentati e della destinazione
d’uso indicata nei documenti che corredano la domanda (Scolari, Commentario, II
ed. N. 627); 

 

                                         che
l’autorità, per contro, non si pronuncia sulla legittimità delle opere che
dovessero venire effettivamente eseguite; se i piani non corrispondono alle
opere eseguite o se la destinazione dichiarata differisce da quella effettiva,
la licenza eventualmente rilasciata non pone rimedio al permesso mancante (cfr.
STA inedita 9.5.2001, in re S., consid. 2); 

 

                                         che,
nell’evenienza concreta, dalla domanda di costruzione, dai piani e dalla relazione
tecnica emerge inequivocabilmente come l’opera dedotta in licenza, futura residenza
di __________ __________, verrà destinata esclusivamente a fini abitativi, non
aziendali, come paventano i ricorrenti; 

 

                                         che la
progettata casa unifamiliare risponde pienamente alla funzione prevista per la
zona di utilizzazione (zona residenziale R2) e soddisfa gli ulteriori parametri
edilizi;

 

                                         che ciò
non viene invero eccepito nemmeno dai ricorrenti;

 

                                         che
nondimeno occorre esaminare se l’aggiunta della casa d’abitazione alla stalla,
quest’ultima in evidente contrasto con la funzione della zona residenziale,
configuri un ampliamento ammissibile ai sensi dell’art. 70 LALPT;

 

                                         che
secondo tale disposto edifici o impianti la cui destinazione non è conforme
alla funzione prevista per la zona di utilizzazione possono solo essere
conservati tramite lavori di manutenzione ordinari (cpv. 1); possono tuttavia
essere eccezionalmente autorizzati ampliamenti a condizione che la destinazione
non sia di grave pregiudizio alla zona di utilizzazione e che siano rispettate
le altre disposizioni del piano (cpv. 2); occorre in particolare considerare le
finalità delle norme applicabili, la natura del contrasto esistente, l’entità
dell’intervento e le conseguenze che ne derivano, soppesando gli interessi
pubblici e privati posti a confronto; inammissibili sono soprattutto quegli
interventi che incidono sui contenuti della costruzione, alterandone l’identità
in misura significativa o comunque tale da consolidare i momenti di contrasto
con il diritto successivamente entrato in vigore (RDAT 1999-I N. 28, II-1994 N.
46, II-1992 N. 39; Scolari, Commentario, 2a ed., ad art. 70 LALPT N. 516 seg.);

 

                                         che, in
concreto, l’opera dedotta in licenza, di per sé conforme con la legislazione
applicabile, pur destinata ad ospitare il fattore dell’azienda agricola,
persegue uno scopo abitativo; non è quindi atta ad incrementare l’utilizzo
della stalla esistente; è prevedibile semmai che l’insediamento di __________
__________ nella nuova abitazione comporti, nell’interesse proprio e dei vicini
qui ricorrenti, una riduzione delle eventuali immissioni moleste provenienti
dalla stalla;

 

                                         che,
pertanto, l’intervento edilizio all’esame non è suscettibile di aumentare i
motivi di contrasto con la zona residenziale in cui è previsto e quindi,
considerato il precipuo interesse del resistente alla sua realizzazione, deve
ritenersi ammissibile ai sensi dell’art. 70 cpv. 2 LALPT;

 

                                         che,
stante quanto precede, nulla osta dunque al rilascio della licenza edilizia;

 

                                         che,
qualora limitatamente al fondo in questione si verificasse il potenziamento
dell’attività agricola prospettato dai ricorrenti, in quanto rilevante dal
profilo ambientale, edilizio e pianificatorio, esso necessiterebbe di
un’ulteriore autorizzazione;

 

                                         che, in
esito ai precedenti considerandi, il ricorso va dunque respinto;

 

                                         che la
tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm);

 

 

per questi motivi,

visti gli art. 70 LALPT; 21 LE; 18, 28, 43, 46 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, per complessivi fr. 1'000.-, sono a carico dei ricorrenti
in solido.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario