# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1a0a7866-2e97-5c55-99f7-c0801669419f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-12-22
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 22.12.2010 16.2009.38
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2009-38_2010-12-22.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2009.38

  	
  Lugano

  22 dicembre
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Giani, presidente,

  Epiney-Colombo e Pellegrini

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso per cassazione 6
aprile 2009 presentato da

 

	
   

  	
  RI 1 

  (patrocinata dall'avv.
  __________) 

   

  
	
   

  	
  contro la sentenza emessa il 16 marzo 2009 dal
  Pretore del Distretto di Bellinzona, nella causa civile IU.2007.84 (contratto
  d'appalto) promossa con istanza 12 novembre 2007 nei confronti di 

  	 

 

	
   

  	
  CO 1 

  (patrocinata dall');
  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

esaminati gli atti

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con
atto notarile del 12 gennaio 2006 AP 1ha venduto a __________ la particella n. __________
RFD di __________ scaturita dal frazionamento della sua particella n. __________.
Lo stesso giorno essa ha sottoscritto con RI 1 un preventivo definitivo concernente
la posa delle canalizzazioni sui due fondi per un costo a carico della
proprietaria della particella n. __________ di fr. 1431.– “pagabili a lavori
eseguiti in quanto utilizzabili solo per la part. n. __________”. Il 2 febbraio
2006 il Municipio di __________, esaminata la domanda di costruzione della particella
n. __________ e preso atto che per l'allacciamento alla canalizzazione pubblica
era previsto l'attraversamento della particella n. __________, ha chiesto ad RI
1 di presentare una richiesta edilizia per tale canalizzazione, così come di adeguare
il piano delle canalizzazioni nel senso di prevedere l'esecuzione di un
pozzetto prima dell'immissione nella condotta pubblica. Il 9 febbraio 2007 RI 1 ha emesso la propria fattura con un costo, a carico di CO 1, di fr. 2514.95.

 

                                  B.   Con
istanza 12 novembre 2007 RI 1 ha convenuto CO 1 davanti al Pretore del Distretto
di Bellinzona per ottenere il pagamento di fr. 2514.95 così come il rigetto dell'opposizione interposta
dalla convenuta al precetto esecutivo n. __________ dell'UEF di Bellinzona. All'udienza
del 19 febbraio 2008, indetta per la discussione, la convenuta ha proposto di
respingere l'istanza. Statuendo con sentenza del 16 marzo 2009 il Pretore ha
respinto l'istanza. 

 

                                  C.   Con
ricorso per cassazione del 6 aprile 2009 RI 1 è insorta contro il predetto giudizio
postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art.
327 lett. g CPC. Nelle sue osservazioni dell'11 maggio 2009 CO 1 conclude per
il rigetto del ricorso.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Giusta
l'art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere
annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale
o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa
o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è
arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed
indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della
giustizia e dell'equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi;
per essere definita come arbitraria tale violazione dev'essere manifesta e
riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l'arbitrio non può essere
ravvisato già nella circostanza che un'altra soluzione sarebbe immaginabile o
persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile
soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione
reale, non sorretta da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (DTF 135
V 4 consid. 1.3).

 

                                   2.   Il
Pretore, premesso che il contratto d'appalto a prezzo fisso è composto di due categorie,
quello a corpo e quello unitario, ha accertato che l'istante non aveva comunicato
alla committente la modifica delle circostanze, ovvero le modifiche imposte dal
Comune di __________. Egli ha poi rimproverato all'istante di non essersi informata
presso l'autorità comunale delle condizioni pianificatorie e del tracciato
delle canalizzazioni, tanto più che i piani sui quali essa si è fondata erano
superati e due tubazioni erano già esistenti al momento dell'allestimento del
preventivo. Donde, per il primo giudice, la mancanza dei requisiti per l'auspicato
aumento della mercede. Egli ha altresì appurato che l'appaltatore non avesse adempiuto
scrupolosamente l'opera ciò che escludeva un aumento della mercede anche ove
questa fosse contrattualmente prevista come unitaria. Il Pretore ha infine rilevato
che “dandosi opera completamente diversa da quella pattuita, invano si
cercherebbe nel fascicolo processuale un qualsivoglia elemento probatorio che
consenta di desumere la benché minima utilità dell'opera per la committente”
donde l'integrale reiezione dell'istanza.

 

                                   3.   La
ricorrente censura quest'ultima argomentazione sostenendo che il Pretore non ha
spiegato per quale ragione l'opera “sarebbe completamente diversa da quella pattuita”
e per quale ragione la stessa sarebbe senza utilità alcuna per la committente,
ciò costituisce una carenza di motivazione che configura una violazione
del diritto di essere sentito. Essa sostiene che quand'anche la sentenza fosse sufficientemente
motivata, il Pretore, pur avendo accertato l'avvenuta esecuzione effettiva dell'opera,
a torto l'ha ritenuta completamente diversa. In effetti l'opera eseguita,
segnatamente il percorso della canalizzazione e il punto d'entrata nel fondo
della convenuta è identica – eccezion fatta per il punto esatto di
allacciamento alla rete fognaria comunale, che però non riguarda la convenuta –
a quanto originariamente pattuito nel preventivo. In tal caso la convenuta deve
pertanto corrisponderle quanto originariamente pattuito, ciò a maggior ragione poiché
il prezzo per l'opera preventivata, integralmente eseguita, corrisponde a
quello di mercato ed è corretto, come è risultato dalla perizia.  

 

                                         a)   Per
l'art. 368 cpv. 1 CO se l'opera è così difettosa o difforme dal
contratto, che riesca inservibile per il committente, o che non si possa
equamente pretenderne dal medesimo l'accettazione, egli può ricusarla e
chiederne inoltre, quando siavi colpa dell'appaltatore, il risarcimento dei
danni. Il contratto è  in tal caso rescisso (Chaix, Commentaire romand, n. 23 segg. ad
art. 368 CO). Presupposto per far valere i propri diritti è l'esistenza di un
difetto, ovvero di un'opera non conforme alle pattuizioni intervenute tra le
parti, o alle quali il committente poteva in buona fede attendersi (Gauch, Le contrat d'entreprise, Zurigo
1999, n. 1356 segg. e 1406 segg.), difetto che spetta a quest'ultimo provare (Gauch, op. cit. n. 1507). 

 

                                         b)   In
concreto, nella sua opposizione del 1° luglio 2008 ai quesiti peritali la convenuta
ha riconosciuto che i lavori elencati sul preventivo del 12 gennaio 2006 (doc.
B) e sul conteggio del 9 febbraio 2009 (doc. D) erano stati effettivamente
realizzati. D'altro canto confrontando il conteggio del 9 febbraio 2009 (doc.
D) con il preventivo del 12 gennaio 2006 (doc. B) non si scorge alcuna
sostanziale differenza tra le opere da realizzare e quelle realizzate. Non
consta, né è preteso, che le canalizzazioni come tali siano difettose. 

 

                                         c)   La
convenuta ha invero preteso che l'opera eseguita non le serve poiché in seguito
alla costruzione di un muro di cinta sul confine tra la sua proprietà (particella
n. 1388) e quella appartenente a __________ (particella n. 1043) l'allacciamento
alla canalizzazione pubblica non può più avvenire attraverso quest'ultimo fondo.
Ora, che per collegare le proprie infrastrutture alla rete pubblica l'interessata
abbia ottenuto il permesso di attraverso la particella n.1042 è vero (doc. 4).
Sennonché la costruzione del muro di cinta è successiva all'esigibilità della
mercede (art. 372 CO) e comunque sia non può essere addebitata all'istante, che
non si è occupata della questione, l’edificazione del muro essendo  stata direttamente
commissionata dal vicino (deposizione __________ del 23 giugno 2008, verbali
pag. 2). Non si può quindi ritenere che l'inutilizzabilità dell'opera fornita
dall’istante sia da ricondurre a un difetto della stessa. In circostanze siffatte
la convenuta non ha fornito alcuna prova in merito al carattere inservibile dell'opera
eseguita, rispettivamente alla presenza di un difetto di una gravità tale da
giustificarne la ricusa. Ne segue che, sotto questo profilo, la sentenza del
primo giudice è arbitraria. Quanto alla mercede supplementare, la ricorrente si
limita a rivendicarla ma non si confronta minimamente con le argomentazioni del
Pretore, che anzi la ricorrente dichiara espressamente non essere “oggetto del
presente ricorso” (cfr. ricorso pag. 3 punto 3).         

 

                                   4.   Accogliendo
parzialmente il ricorso e ricorrendo i presupposti d'applicazione dell'art. 332
cpv. 2 CPC, si impone una nuova pronuncia da parte di questa Camera, con il
conseguente parziale accoglimento dell'istanza, limitatamente a fr. 1431. – oltre
interessi al 5% dal 3 agosto 2007 (cfr. scritto del 2 luglio dello Studio
legale __________, doc. H). 

 

                                   5.   Gli
oneri processuali seguono la vicendevole soccombenza (art. 148 cpv. 2 CPC). La
convenuta, maggiormente soccombente, verserà all'istante un'adeguata indennità
per ripetibili ridotte. 

                                      

Per questi motivi, 

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria

 

pronuncia:               I.   Il
ricorso per cassazione è parzialmente accolto, la sentenza 16 marzo 2009 del Pretore
del Distretto di Bellinzona è annullata e sostituita dal seguente giudicato:

 1. L'istanza è parzialmente accolta. CO 1 è condannata
a versare ad RI 1 l'importo di fr. 1431.– oltre interessi al 5% dal 3 agosto
2007.

 2. La tassa di giustizia di fr. 200.– e le spese di fr.
900.–, da anticipare dall'istante, sono poste per 2/5 a carico di quest'ultima
e per 3/5 a carico della convenuta, che rifonderà alla controparte fr. 360.– per
ripetibili ridotte.

 

                                II.  Gli oneri del
presente giudizio, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia     fr. 370.–

                                         b)
spese                      fr.   50.–

                                                                        fr.
 420.–

                                         sono
posti per due quinti a carico della ricorrente e per tre quinti a carico di CO
1, la quale rifonderà alla controparte fr. 300.–  per ripetibili ridotte.

 

                                   III.   Intimazione
a:

	
   

  	
  –; 

  –. 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria

 

 

Rimedi
giuridici

Nelle
cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso di almeno
30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia di
diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art.
 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione
di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il
ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso
sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi
previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata
in tal caso dall'art. 115 LTF.