# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fa44e4a4-61c5-5057-9043-c0d4df6dce8a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-05-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 18.05.2020 11.2019.121
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2019-121_2020-05-18.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2019.121

  	
  Lugano

  18 maggio 2020/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Giani
  vicepresidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  F.
  Bernasconi 

  

 

 

sedente
per statuire nella causa SO.2019.774 (diffida ai debitori) della Pretura della giurisdizione di Locarno Campagna
promossa con istanza del 10 settembre
2019 dalla

 

	
   

  	
    AO
  1  

  (patrocinata
  dalle avvocate  PA 3  e

   PA
  4 )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
    AP
  1  

  (patrocinato
  dagli avvocati  PA 1  e  PA 2 ), 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando sull'appello
del 24 ottobre 2019 presentato da AP 1 contro la sentenza emanata il 16 ottobre
2019 dal Pretore aggiunto;

 

Ritenuto

 

in fatto:                   A.   Il 20 luglio 2018 AP 1 (1967)
e AO 1 (1974) hanno sottoposto al Pretore della giurisdizione una convenzione
sulla vita separata chiedendone l'omologazione quale misure a protezione
dell'unione coniugale. L'accordo prevedeva, in particolare, l'affidamento dei
figli V__________ (27 luglio 2004), F__________ (2 marzo 2006) e T__________
(14 settembre 2008) alla madre con esercizio in comune dell'autorità parentale,
riservato il diritto di visita paterno, l'impegno di AP 1 di versare un
contributo alimentare di fr. 8100.– mensili per la moglie, di 

fr. 2000.– mensili ciascuno per V__________ e F__________ e di 

fr. 1200.– mensili per T__________. All'udienza del 10 ottobre 2018, indetta
per incombenti, i coniugi hanno concordato di attenersi a tale convenzione “a
titolo cautelare” salvo accordarsi su una diversa ripartizione del grado di
occupazione dei figli. All'udienza del 21 marzo 2019 i coniugi si sono
nuovamente accordati su una diversa ripartizione della gestione dei figli nel
senso di “ritornare a una ripartizione di metà del tempo trascorso dai figli presso
ciascun genitore”. Il procedimento è poi stato sospeso salvo essere riattivato
il 3 settembre 2019 (inc. SO.2018.613).

 

                                  B.   Nel frattempo, il 9
settembre 2019, AO 1 si è rivolta al Pretore aggiunto perché ordinasse al datore di lavoro del marito di
trattenere dallo stipendio di lui la somma di fr. 13 900.– e di riversare tale
importo direttamente a lei. L'11 settembre successivo il Pretore aggiunto ha
accolto inaudita parte la richiesta. Nelle sue osservazioni del 25 settembre 2019 il convenuto ha proposto di respingere l'istanza. Statuendo il 16
ottobre 2019 il Pretore aggiunto ha ordinato all'__________ di trattenere dallo stipendio di AP 1 la somma
complessiva di fr. 13 900.– e di riversare tale importo direttamente
all'istante. Le spese processuali di fr. 400.– sono state poste a carico
del convenuto, tenuto a rifondere all'istante fr. 1400.– per ripetibili.

 

                                  C.   Contro la decisione appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con
un appello del 24 ottobre 2019 in cui chiede di riformare il giudizio impugnato
respingendo l'istanza. Nelle sue osservazioni del 25 novembre 2019 AO 1
conclude per la reiezione dell'appello.

 

                                  D.   Nel frattempo, il 25
settembre 2019 AP 1 ha adito a sua volta il Pretore rivendicando la custodia
dei figli e postulando la modifica retroattiva dei contributi alimentari in
loro favore. Nelle sue osservazioni del 21 ottobre 2019 AO 1 si è
sostanzialmente opposta all'istanza. Nel corso della procedura i figli sono
andati a risiedere dal padre e alla madre è stato concesso un diritto di visita.
Posto ciò, con decisione del 12 dicembre 2019 il Pretore aggiunto ha modificato
l'ordine di trattenuta dallo stipendio riducendolo a fr. 8100.– mensili. Tale
sentenza è passata in giudicato.

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   Nella
decisione impugnata il Pretore aggiunto ha ordinato una trattenuta di stipendio
a carico di AP 1 di fr. 13 300.– mensili. Se non che, con decisione del 12
dicembre successivo, egli ha ridotto l'importo della trattenuta a fr. 8100.–
mensili. Nella misura in cui tale provvedimento è passato in giudicato, l'appello
diretto contro la prima diffida ai debitori risulta senza interesse pratico e
attuale. Contrariamente all'assunto dell'appellante, anche in caso di “azzeramento”
della trattenuta decisa il 16 ottobre 2019, la decisione del 12 dicembre successivo
continuerebbe a esplicare i suoi effetti. Non è quindi dato a dividere quale utilità abbia modificare
una decisione superata da una successiva. Ne segue che nulla giustifica di statuire sull'appello
nonostante l'intervenuta caducità del litigio. In proposito la causa va dunque
tolta dai ruoli (art. 242 CPC). 

 

                                   2.   Qualora
una causa diventi senza oggetto o senza interesse il giudice stralcia il
procedimento dal ruolo (art. 242 CPC), limitandosi a statuire sulle spese
processuali e le ripetibili (art. 107 cpv. 1 lett. e CPC). Tale norma applicabile
per analogia, alle procedure divenute senza interesse prevede che quando una
lite diventi caduca il giudice “può prescindere dai principi di ripartizione”
secondo la soccombenza (art. 106 CPC) e suddividere le spese giudiziarie
secondo equità. A tal fine egli considera, segnatamente, “quale parte abbia
provocato la proposizione dell’azione, quale sarebbe presumibilmente stato
l'esito della causa e quale parte è all'origine dei motivi che hanno reso il
procedimento privo di oggetto” (FF 2006 pag. 6669; v. anche in: Commentaire romand, CPC, 2ª edizione, n.
25 ad art. 107; Rüegg in: Basler Kommentar,
ZPO, 3ª edizione, n. 8 ad art. 107; Sterchi
in: Berner Kommentar, Schweizerische ZPO, vol. I, edizione 2012, n. 18 ad art.
107; Jenny in: Sutter-Somm/Hasen­böhler/Leuenberger,
Kommentar zur Schweizerischen ZPO, 3ª edizione, n. 16 ad art. 107
CPC). Per decidere chi e in che misura debba sopportare le spese e le
ripetibili egli valuta quindi sommariamente – di regola – quale sarebbe stato
il presumibile risultato del procedimento. 

 

                                   3.   Nella fattispecie AP 1 eccepiva
anzitutto la legittimazione attiva della moglie a rivendicare la trattenuta
dallo stipendio in favore dei figli poiché essa non era detentrice della
custodia su di loro. L'appellante inoltre faceva valere che dalla sottoscrizione
della convenzione sugli effetti della vita separata la situazione era mutata,
nel senso che la custodia dei figli alla madre era superata da altri accordi
sicché la convenzione in esame non legittimava più il provvedimento adottato
dal primo giudice. Tanto più che, egli epilogava, non essendoci stata un'intesa
nel merito tale convenzione prevedeva la facoltà di chiedere l'adeguamento dei
contributi ragione per cui l'accordo quantunque assurto a disciplina cautelare
non era sufficiente per accordare una trattenuta di stipendio.

 

                                         a)   Ora,
in caso di autorità parentale congiunta, la rappresentanza del figlio da parte
del genitore affidatario, quantunque discussa in dottrina, non è esclusa e non
costituisce in astratto un conflitto d'interesse (cfr. DTF 145 III 396 consid.
2.6 e 2.7.2. e 2.7.3; v. anche in materia di diffida ai debitori Fountoulakis/ Breitschmid/Kamp in:
Basler Kommentar, ZGB I, 6ª edizione, n. 4f ad art. 291). Premesso ciò, la
convenzione sottoposta al Pretore per essere omologata, cui i coniugi
hanno concordato di attenervisi “a titolo cautelare”, prevedeva bensì l'autorità
parentale congiunta con affidamento dei figli alla madre. Ora, è senz'altro
vero che in corso di procedura i genitori abbiamo deciso di occuparsi dei figli
per un tempo analogo, fino a instaurare una custodia alternata, ma una
decisione giudiziaria in tal senso non era stata ancora emanata sicché i figli
erano pur sempre formalmente affidati alla madre. Sotto questo profilo
l'appello non avrebbe trovato ascolto.

 

                                         b)   Certo,
è possibile la situazione di fatto alla base della nota convenzione si fosse modificata.
Resta il fatto che il giudice della diffida ai debitori deve attenersi, per principio, al contributo alimentare
fissato per sentenza o per convenzione. Incombe al debitore che reputi il
contributo troppo elevato rivolgersi al giudice di merito per farlo
modificare. Detto altrimenti, non compete al giudice della diffida ai debitori
ristatuire sull'entità del contributo alimentare a carico del convenuto, salvo
se dalla fissazione del contributo la
situazione del debitore sia degradata al punto che la trattenuta di stipendio
intacchi il di lui fabbisogno minimo calcolato secondo i criteri del diritto
esecutivo.  

 

                                         c)   Infine
è vero che all'udienza del 10 ottobre 2018 il marito si è
riservato la facoltà di chiedere l'adeguamento dei contributi versati nel
frattempo se “le parti non dovessero giungere a un'intesa nel merito”. E in effetti
il 25 settembre 2019 si è rivolto al Pretore aggiunto, giudice delle misure
protettrici, chiedendo l'affidamento dei figli e la modifica retroattiva del
contributo alimentare in loro favore. Non consta tuttavia che fino al 12
dicembre 2019 sia stata emanata una decisione in tale senso. Né la nota
convenzione prevedeva la caducità in caso di mancato accordo, e nemmeno la sua
decadenza “come accordo cautelare” per altre evenienze. Il titolo, che l'appellante
di per sé non ne contesta la validità, ha così continuato a disciplinare le
relazioni tra le parti. Ne segue che la decisione del Pretore aggiunto avrebbe
resistito alla critica. In definitiva, non fosse diventato caduco, l'appello
sarebbe stato verosimilmente respinto, anche perché sulla trattenuta in favore
della moglie l'interessato nulla eccepiva.

 

                                   4.   Le
spese processuali seguono così la soccombenza dell'appellante, ma nella loro
commisurazione si tiene conto del fatto che il processo di appello termina
senza sentenza (art. 21 LTG). L'istante, che ha presentato osservazioni per il
tramite di una patrocinatrice, ha diritto a un'adeguata indennità per
ripetibili.  

                                         

Per questi motivi,

 

decreta:                   1.   L'appello è dichiarato senza
interesse e la causa è stralciata dal ruolo.

 

                                   2.   Le spese processuali di fr. 500.– sono poste a
carico dell'appellante che rifonderà alla controparte fr. 1500.– per
ripetibili.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  – avv.    ; 

  – avv.    . 

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
della giurisdizione di Locarno Campagna

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
vicepresidente                                                   La
vicecancelliera

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso
in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116
LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso
durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto
sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).