# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 99bab875-b74d-5e3e-9e9e-d3c0b72751c1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-02-20
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 20.02.2013 12.2013.10
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2013-10_2013-02-20.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2013.10

  rinvio TF

  	
  Lugano

  20 febbraio 2013/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  Bozzini
  e Fiscalini

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini,
  vicecancelliere

  

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. OA.2009.13 della
Pretura della giurisdizione di Mendrisio nord - promossa con petizione 2 marzo
2009 da

 

	
   

  	
  AP 1 

  rappr. da RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO
  1 

  rappr. da RA 2 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

con cui l’attrice ha
chiesto la condanna della convenuta al pagamento di fr. 161'400.- e di €
80'132.44 oltre interessi, domanda avversata dalla convenuta che ha postulato
la reiezione della petizione;

 

ed ora sulle eccezioni di
carenza di legittimazione attiva e di intervenuta prescrizione sollevate dalla
convenuta nell’allegato responsivo, avversate dalla controparte, e che il
Pretore con sentenza 5 marzo 2010 ha accolto (limitatamente all’eccezione di
carenza di legittimazione attiva), respingendo con ciò la petizione;

 

appellante l'attrice con
atto di appello 26 marzo 2010, con cui chiede la riforma del querelato giudizio
nel senso di respingere le due eccezioni e di rinviare con ciò l’incarto al
Pretore, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre la convenuta con
osservazioni 7 maggio 2010 postula la reiezione del gravame pure con protesta
di spese e ripetibili;

 

preso
atto della sentenza 4A_224/2012 3 dicembre 2012 con cui la Prima Corte di diritto civile del Tribunale federale, accogliendo, in quanto ammissibile, il
ricorso in materia civile presentato il 26 aprile 2012 dall’attrice, ha
annullato la sentenza 26 marzo 2012 di questa Camera (inc. n. 12.2010.71),
rinviando la causa all’autorità cantonale per un nuovo giudizio nel senso dei
considerandi;

 

richiamato il decreto 24
febbraio 2012 con cui l’appellante è stata astretta a prestare una cauzione
processuale di fr. 3'000.-, nel frattempo tempestivamente fornita;

 

letti ed
esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

                             1.  Con contratto fiduciario 6
giugno 2000 (doc. C), retto dal diritto svizzero, il cittadino __________ ivi
domiciliato E__________ __________ ha incaricato la società svizzera AO 1 e tre
membri di direzione di quest’ultima e meglio __________, __________ e __________,
di amministrare, dopo averne assunto la qualità di organi formali (cfr. doc.
F), la società dell’__________ AP 1, di cui egli risultava essere l’avente
diritto economico (doc. 2).

                                  Il contratto è poi stato disdetto
il 21 settembre 2007 (doc. 1)

 

 

                             2.  Con petizione 2 marzo 2009 AP
 1 ha convenuto in giudizio innanzi alla Pretura della giurisdizione di
Mendrisio nord AO 1 per ottenere la condanna di quest’ultima al pagamento di
fr. 161'400.- (doc. M) e di € 80'132.44 (doc. I) oltre interessi, somma pari al
pregiudizio da lei asseritamente subito a seguito dell’operato negligente degli
amministratori designati (restituzione degli ingiustificati onorari esposti nel
doc. M e risarcimento del danno di cui al doc. I derivante dall’accettazione di
una transazione), di cui ha preso conoscenza nell’agosto 2007 (cfr. doc. 69 e
70).

 

 

                             3.  Con la risposta di causa la
convenuta si è opposta alla petizione, sollevando in via preliminare le
eccezioni di carenza di legittimazione attiva e di intervenuta prescrizione: da
una parte ha evidenziato come la parte contraente del contratto fiduciario
(doc. C) fosse E__________ __________ e non l’attrice; dall’altra ha osservato
che l’eventuale pretesa di quest’ultima, che non poteva con ciò essere di
natura contrattuale ma semmai solo di carattere extracontrattuale, non era
stata azionata nel termine di un anno.

                                  L’attrice si è opposta ad
entrambe le eccezioni: il fatto che la controparte l’avesse per anni
amministrata comprovava già di per sé l’esistenza di un rapporto contrattuale,
tanto più che E__________ __________ aveva sottoscritto il doc. C in sua
rappresentanza, rispettivamente il suo operato era poi stato da lei ratificato;
in tali circostanze l’eccezione di prescrizione risultava persino “futile”.  

 

 

                             4.  Il Pretore, dopo aver
preliminarmente limitato (giusta l’art. 181 CPC/TI) l’udienza preliminare del 2
dicembre 2009 e l’istruttoria all’esame delle due eccezioni, con la sentenza 5
marzo 2010 qui impugnata ha respinto la petizione, caricando all’attrice la
tassa di giustizia di fr. 1'000.-, le spese e le ripetibili di fr. 8'000.-. Il
giudice di prime cure ha in sostanza ritenuto fondata l’eccezione di carenza di
legittimazione attiva, rilevando che il fatto che E__________ __________,
sottoscrittore del contratto di cui al doc. C, fosse l’avente diritto economico
dell’attrice (ma non un suo organo, né titolare di un diritto di firma), non implicava
che egli potesse impegnare quest’ultima, tanto più che non risultava che
nell’occasione avesse agito a nome e per conto di quella società, che dunque
nemmeno poteva aver ratificato il suo operato. La disamina dell’eccezione di
prescrizione è pertanto stata lasciata aperta.

 

 

                             5.  Con l’appello 26 marzo 2010
che qui ci occupa, avversato dalla convenuta con osservazioni 7 maggio 2010, l’attrice
chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere le due
eccezioni e di rinviare con ciò l’incarto al Pretore. Essa, in estrema sintesi,
rimprovera al giudice di prime cure di non aver motivato in modo sufficiente la
sentenza ed in particolare di non aver esaminato la sua argomentazione, da lei
ora nuovamente riproposta, secondo cui il fatto che la convenuta l’avesse per
anni amministrata (fatturandole pure le relative prestazioni) comprovava già di
per sé l’esistenza di un rapporto contrattuale. Per il resto, l’esistenza di un
contratto fra le parti, a suo dire così dimostrata, faceva sì che la pretesa
azionata non era prescritta.

 

 

                             6.  Con sentenza 26 marzo 2012
(inc. n. 12.2010.71) questa Camera, dopo aver rammentato che la procedura di
primo e secondo grado rimaneva disciplinata dal CPC/TI, ha innanzitutto
respinto la censura con cui l’attrice aveva rimproverato al Pretore di non
essersi pronunciato su una sua argomentazione difensiva e di non aver con ciò
motivato in modo sufficiente la sentenza. Nel merito, essa ha ritenuto che la
legittimazione attiva dell’attrice doveva essere ammessa già per il solo fatto
che la convenuta l’aveva per anni amministrata, essendo incontestabile in base
al diritto svizzero che la società amministrata e i suoi amministratori siano
effettivamente legati tra loro da un rapporto contrattuale e meglio, a
dipendenza delle circostanze del caso, da un contratto di mandato, da un
contratto di lavoro o ancora da un contratto innominato assimilabile a questi.
Con riferimento all’eccezione di prescrizione, ha escluso, stante l’esistenza
di un rapporto contrattuale tra le parti, che la pretesa dell’attrice volta al
risarcimento del danno di € 80'132.44 (doc. I) potesse essere soggetta al
termine di prescrizione annuale dell’art. 60 cpv. 1 CO, nella peggiore - per
lei - delle ipotesi, risultandole in effetti applicabile il termine di
prescrizione di cinque anni (art. 760 CO), che al momento dell’inoltro della
petizione non era ancora scaduto; diversa era invece la situazione per l’altra
pretesa attorea, quella avente per oggetto la domanda di restituzione degli
onorari straordinari di fr. 161'400.- (doc. M) fatturati e già direttamente
addebitati dalla convenuta (cfr. il documento completo sub doc. 69), che
era retta dalle norme sull’indebito arricchimento e come tale soggetta ad un
termine di prescrizione annuale (art. 67 cpv. 1 CO), che, avendo preso inizio
nell’agosto 2007, al momento dell’inoltro della petizione era già scaduto. Di
qui, in parziale accoglimento del gravame, la riforma del giudizio pretorile
nel senso che l’eccezione di carenza di legittimazione attiva doveva essere
respinta, mentre l’eccezione di prescrizione doveva esserlo solo per quanto
riguardava la pretesa di € 80'132.44 ed andava invece accolta per quanto
riguardava la pretesa di fr. 161'400.-, ciò che comportava la conferma della
reiezione della petizione solo nella misura in cui aveva per oggetto
quest’ultima pretesa, mentre che, con riferimento a quella di € 80'132.44,
l’incarto doveva essere rinviato al primo giudice affinché affrontasse il
merito della controversia.

 

 

                             7.  Con sentenza 3 dicembre
2012 (4A_224/2012), la Prima Corte di diritto civile del Tribunale federale,
accogliendo in quanto ammissibile il ricorso in materia civile presentato il 26
aprile 2012 dall’attrice, ha annullato la sentenza 26 marzo 2012 di questa
Camera, rinviando la causa all’autorità cantonale per un nuovo giudizio nel
senso dei considerandi. L’Alta Corte ha innanzitutto respinto la censura di
carenza di motivazione del giudizio d’appello ed ha dichiarato irricevibile quella
riguardante il doppio grado di giurisdizione. Con riferimento all’eccezione di
prescrizione relativa alla pretesa di fr. 161'400.-, ha rilevato che i pochi accertamenti
effettuati dalla Corte cantonale in realtà non permettevano di discernere i
fatti che stavano alla base della domanda litigiosa, lasciando aperte due
ipotesi: qualora gli addebiti degli onorari fossero stati effettuati con il
consenso della convenuta (correttamente: recte: dell’attrice), dietro
presentazione delle fatture, così da poter essere equiparati a dei pagamenti
volontari, se del caso erronei, le prestazioni, in considerazione del
consapevole adempimento del contratto, avrebbero dovuto essere ripetute secondo
le regole dell’indebito arricchimento; se invece, come si sarebbe anche potuto desumere
da quegli accertamenti, l’attrice non avesse pagato né volontariamente né per
errore le prestazioni straordinarie, ma la convenuta avesse prelevato a sua
insaputa gli onorari litigiosi addebitando direttamente i conti che
amministrava, la controversia sulla legittimità degli addebiti sarebbe ancora
rientrata nel campo dell’esecuzione del contratto e la pretesa di restituzione
avrebbe perciò avuto carattere contrattuale. Siccome l’insufficienza degli
accertamenti di fatto non permetteva al Tribunale federale di applicare il
diritto federale, di stabilire cioè se la pretesa litigiosa si prescriveva
secondo le regole contrattuali oppure dell’arricchimento indebito, i giudici
cantonali, previo annullamento della loro decisione e rinvio dell’incarto al loro
indirizzo, sono stati invitati a completare gli accertamenti e a decidere di
nuovo in diritto. 

 

 

                             8.  La giurisprudenza sul
carattere vincolante di una decisione di rinvio del Tribunale federale
sviluppata in margine all’art. 66 cpv. 1 OG trova applicazione anche dopo il 1°
gennaio 2007 (DTF 135 III 334 consid. 2; TF 22 marzo 2012 4A_458/2011 consid. 2),
data in cui è entrata in vigore la nuova LTF. Si ha così che la cognizione del
giudice cantonale al quale la causa è rinviata è limitata dai motivi della
decisione di rinvio, ritenuto che costui è pure vincolato da ciò che è stato
deciso definitivamente dal Tribunale federale e dalle constatazioni di fatto
che non erano state impugnate davanti a quest’ultima Corte (DTF 135 III 334
consid. 1, 131 III 91 consid. 5.2; II CCA 31 maggio 2011 inc. n. 12.2010.160, 5
agosto 2011 inc. n. 12.2009.163, 14 settembre 2012 inc. n. 12.2012.146).

                                

 

                             9.  Visto quanto precede, a
questo stadio della lite devono ormai essere considerati assodati - per i
motivi già indicati nella sentenza 26 marzo 2012 di questa Camera (cfr. supra
consid. 6), che si intendono qui per riprodotti - l’applicabilità del
CPC/TI alla procedura di primo e secondo grado (quest’ultima per altro da
ammettere anche per l’attuale giudizio su rinvio del Tribunale federale: cfr. TF
17 gennaio 2012 inc. 4A_471/2011 consid. 3.3 e 3.4; II CCA 31 maggio 2011 inc.
n. 12.2010.160, 14 settembre 2012 inc. n. 12.2012.146), l’infondatezza della
censura di carente motivazione della sentenza pretorile, l’effettiva esistenza
della legittimazione attiva dell’attrice e la non intervenuta prescrizione
della pretesa volta al risarcimento del danno di € 80'132.44 (doc. I), questioni
queste che in effetti non erano state a suo tempo impugnate dalla convenuta
innanzi al Tribunale federale (II CCA 5 agosto 2011 inc. n. 12.2009.163).            

 

 

                           10.  In questa sede resta in
definitiva da decidere - come per altro rammentato esplicitamente nel giudizio
di rinvio - se la pretesa di fr. 161'400.- di cui al doc. M si prescriveva
secondo le regole dell’arricchimento indebito o quelle contrattuali, giudizio questo
per il quale è necessario chiarire se gli addebiti degli onorari siano stati
effettuati con il consenso dell’attrice, dietro presentazione delle fatture,
così da poter essere equiparati a dei pagamenti volontari, se del caso erronei,
oppure se la convenuta abbia prelevato ad insaputa dell’attrice gli onorari
litigiosi addebitando direttamente i conti che amministrava senza con ciò che quest’ultima
abbia pagato né volontariamente né per errore le prestazioni straordinarie
(cfr. infra consid. 11); nonché, ovviamente, di esprimersi sulle spese e
sulle ripetibili di primo e secondo grado (cfr. infra consid. 12 e 13).

 

 

                           11.  Nel caso di specie è
incontestabile che la pretesa qui ancora litigiosa sia retta dalle norme contrattuali
(come detto, relative al contratto di mandato, di lavoro o innominato) e non
invece da quelle sull’indebito arricchimento (art. 67 cpv. 1 CO). 

                                  

 

                         11.1  Negli allegati preliminari le
parti si sono espresse sul tema nei seguenti termini: l’attrice ha rimproverato
alla controparte di averle sottaciuto o di non averle illustrato o esposto l’esistenza
e l’ammontare di questi onorari (relativi alle prestazioni svolte in relazione
ai contenziosi con __________, __________ e __________), già addebitati dalla
convenuta sul suo conto in forza del diritto di firma conferitole, e da lei conosciuti
solo nell’agosto 2007 (petizione p. 5, 15 seg. e 17 seg.; replica p. 3, 11, 13
seg. e 16 seg.); la convenuta, pur avendo ammesso di aver prelevato direttamente
gli onorari in questione, ha obiettato che l’attrice ne era a conoscenza e che
li aveva approvati o ratificati (risposta p. 29, 36 segg., 42, 44 seg. e 47
seg.; duplica p. 6, 26 e 33 segg.).

 

                         11.2  Pacifico con ciò che questi
onorari straordinari siano stati prelevati direttamente dalla convenuta, che in
effetti disponeva di un diritto di firma sui conti dell’attrice, rimane ancora da
chiarire se quest’ultima, beninteso a conoscenza del fatto che la convenuta stava
effettuando quelle prestazioni straordinarie, fosse stata informata preventivamente
(e non invece solo successivamente) in merito al loro ammontare, possibile o
effettivo. Il quesito dev’essere risolto negativamente. La convenuta, gravata
dell’onere della prova, non ha in effetti dimostrato di aver informato
l’attrice, e meglio il suo avente diritto economico, circa l’entità degli
onorari straordinari, e di averne ottenuto il consenso preventivo al
prelevamento, avendo rinunciato a far esperire innanzi al Pretore le prove che
pure aveva preannunciato sul tema (risposta p. 38). Dal doc. 69, allestito a
seguito della richiesta dell’attrice volta ad ottenere un dettaglio analitico
delle spese a lei addebitate (doc. 68), si evince per altro che la convenuta, dall’ottobre
2002 all’aprile 2005, aveva sì provveduto ad incassare fr. 235'095.70 in forza di 6 acconti, sennonché non risulta che quelle richieste d’acconto - diversamente
dalle fatture, che l’attrice a p. 8 dell’appello ha ammesso esserle state
regolarmente recapitate - fossero state oggetto di comunicazione all’attrice o
all’avente diritto economico, e comunque se e in quale misura facessero
riferimento alle prestazioni straordinarie e non invece a quelle ordinarie; si
aggiunga, oltretutto, che il pagamento qui avvenuto di uno o più acconti, che
comporta pur sempre l’implicita riserva del debitore di farsi poi retrocedere
quanto versato in eccesso, non è equiparabile al pagamento di una fattura, che
nel caso di specie l’attrice, non appena ne ha preso effettiva conoscenza (doc.
69), ha prontamente provveduto a contestare, segnatamente nel suo ammontare
(doc. 70, 73, E e N).

                                

 

                         11.3  In tali circostanze non si
può dunque ritenere che gli addebiti degli onorari siano stati effettuati con
il consenso dell’attrice sul loro ammontare e dietro presentazione delle relative
fatture (in realtà inesistenti), così da poter essere equiparati a dei
pagamenti volontari, se del caso erronei, essendo al contrario chiaro che la
convenuta ha prelevato ad insaputa dell’attrice gli onorari litigiosi
addebitando direttamente i conti che amministrava senza che quest’ultima abbia con
ciò pagato né volontariamente né per errore le prestazioni straordinarie. Del
resto, lo stesso Tribunale federale nei suoi considerandi ha lasciato intendere
che già sulla base dei pochi accertamenti effettuati a suo tempo da questa
Camera e meglio “come si potrebbe anche desumere da quegli accertamenti” si
sarebbe potuto concludere a favore di questa seconda ipotesi. 

                                

 

                         11.4  Dovendosi con ciò ritenere
che la pretesa qui ancora litigiosa era retta dalle norme contrattuali, la
stessa non è assolutamente prescritta: essa è in effetti soggetta ad un termine
di prescrizione di 10 anni (art. 127 CO), che al momento dell’inoltro della
petizione non era ancora giunto a scadenza.    

 

 

                           12.  Ne discende che le eccezioni
di carenza di legittimazione attiva e di prescrizione devono essere respinte,
ciò che comporta il rinvio dell’incarto al primo giudice affinché affronti il
merito della lite.

La tassa di giustizia, le spese e le ripetibili della sede pretorile, calcolate
su un valore litigioso di fr. 161'400.- e € 80'132.44, seguono la rispettiva
soccombenza delle parti (art. 148 CPC/TI). Atteso che, in conseguenza del
presente giudizio, la decisione impugnata non pone più fine alla lite, le
ripetibili attribuite in primo grado - non così gli oneri processuali, già
assai contenuti - devono essere adeguatamente ridotte (II CCA 20 luglio 2007
inc. n. 12.2006.126, 23 ottobre 2008 inc. n. 12.2007.111, 12 aprile 2010 inc.
n. 12.2009.62, 18 giugno 2010 inc. n. 12.2009.149, 23 agosto 2010 inc. n.
12.2009.218, 17 febbraio 2011 inc. n. 12.2010.11, 16 ottobre 2012 inc. n.
12.2010.199).

 

 

                           13.  L’appello deve pertanto essere
parzialmente accolto (tranne che per quanto riguarda l’ammontare delle
ripetibili della prima istanza), ritenuto che la tassa di giustizia, le spese e
le ripetibili della procedura di secondo grado, calcolate su quel medesimo
valore litigioso, seguono la pressoché integrale soccombenza della convenuta
(art. 148 CPC/TI)

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 148 CPC/TI e la LTG

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                              I.  L’appello 26 marzo 2010 di
AP 1 è parzialmente accolto. 

                                  Di conseguenza la sentenza 5
marzo 2010 della Pretura della giurisdizione di Mendrisio nord è così
riformata:

                                   1.     Le eccezioni
di carenza di legittimazione attiva e di prescrizione sono respinte. 

                                         2.     La tassa di giustizia di fr. 1’000.- e le spese sono
poste a carico della convenuta, che rifonderà all’attrice fr. 4’000.- per
ripetibili.

 

                             II.  Le spese della procedura
d’appello consistenti in:

 

                                  a) tassa di giustizia                              fr.  
2’500.-

                                  b) spese                                             fr.     
100.-

                                  Totale                                                 fr.  
2’600.-

 

                                  da anticiparsi dall’appellante, sono
poste a carico dell’appellata, che rifonderà all’appellante fr. 3’000.- per
ripetibili.

 

                                  §   Ad
avvenuta crescita in giudicato della presente decisione, la cauzione
processuale di fr. 3'000.- prestata dall’appellante a seguito del decreto 24
febbraio 2012 di questa Camera sarà liberata a suo favore.

 

                            III.  Intimazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                  Comunicazione alla Pretura della
giurisdizione di Mendrisio nord

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                               Il segretario

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario è dato ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo
integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se il valore litigioso ammonta
a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e
a fr. 30'000.- negli altri casi (art. 74 cpv. 1 LTF). Il ricorso è ammissibile
contro le decisioni che pongono fine al procedimento (art. 90 LTF). Esso è pure
ammissibile contro una decisione che concerne soltanto talune conclusioni, se
queste possono essere giudicate indipendentemente dalle altre, o che pone fine
al procedimento soltanto per una parte dei litisconsorti (art. 91 LTF), oppure
ancora contro decisioni pregiudiziali e incidentali notificate separatamente e
concernenti la competenza  o domande di ricusazione (art. 92 cpv. 1 LTF). In
presenza di altre decisioni pregiudiziali o incidentali, il ricorso è
ammissibile solo se le stesse possono causare un pregiudizio irreparabile o se
l’accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente una decisione finale
consentendo di evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa (art.
93 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre
negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113,
117 LTF).  La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso
ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi
i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).