# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2bd0bc07-6eae-5c28-93c2-836b3d9f7a21
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-06-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.06.2014 35.2013.44
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2013-44_2014-06-06.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2013.44

   

  cr

  	
  Lugano

  6 giugno 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa Somaini,
  vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 luglio 2013 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 31 maggio 2013 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 3  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 10 febbraio 2012 RI 1,
nato nel 1934, titolare di un’impresa di lattoniere, è scivolato sul fondo
ghiacciato, appoggiando malamente a terra la mano destra che pure è scivolata, riportando
una contusione alla spalla destra.

 

                                         L’Istituto assicuratore ha
assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

 

                                         In data 8 giugno 2012
l’assicurato è stato sottoposto ad una RM, la quale ha messo in luce un’importante
tendinopatia del sovraspinato e una piccola lesione transmurale del tendine a
livello dell’inserzione del tubercolo maggiore nonché dei discreti segni di
tendinopatia dell’infraspinato, per i quali il dr. __________ ha prospettato un
intervento di ricostruzione della cuffia.

 

                                         L’assicurato ha ripreso la
propria attività nella misura del 50% a partire dal 2 luglio 2012 e nella
misura del 75% a far tempo dal 1° ottobre 2012.

 

                               1.2.   Con decisione formale del 9
aprile 2013, l’Istituto assicuratore, sentito il parere del proprio medico ____________________,
il quale ha considerato l’assicurato nuovamente abile al lavoro al 100% nella
sua attività dal 25 marzo 2013, ha sospeso a partire dalla medesima data il
versamento delle indennità giornaliere (doc. F).

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurato (cfr. doc. G), in data 31
maggio 2013, l’amministrazione ha ribadito il contenuto della sua prima
decisione (cfr. doc. A).

 

                               1.3.   Con tempestivo ricorso del 23
settembre 2013, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha chiesto il
ripristino del versamento anche dopo il 25 marzo 2013 delle indennità
giornaliere, per un’incapacità lavorativa del 50% (doc. I).

 

                               1.4.   In data 28 agosto 2013,
l’assicuratore LAINF, tenuto conto del fatto che l’assicurato si era nel
frattempo sottoposto ad una visita di controllo presso il medico curante, dr. __________,
ha chiesto al TCA – e ottenuto (cfr. doc. IV e doc. VI) - una proroga del
termine per presentare la risposta di causa (doc. III).

 

                               1.5.   In data 8 ottobre 2013, la
patrocinatrice dell’assicurato ha trasmesso al TCA il referto del 24 settembre
2013 redatto dal dr. __________ (doc. VII + M).

 

                               1.6.   L’CO 1, in risposta, ha
postulato l’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà,
per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. XI).

 

                               1.7.   In data 2 dicembre 2013, la
patrocinatrice del ricorrente ha chiesto una sospensione della causa “dintanto
che il mio cliente non avrà potuto farsi visitare oltre Gottardo”. 

                                         In via subordinata, la
legale ha invece chiesto al TCA di sentire personalmente l’assicurato e, quale
teste, il dr. __________ (doc. XIII).

                               1.8.   Con scritto del 27 febbraio
2014, la patrocinatrice ha comunicato al TCA che l’interessato “non è ancora
riuscito ad ottenere un appuntamento con il medico di oltre Gottardo per un
secondo parere medico. Nemmeno è prevedibile quando ciò potrà avvenire visti
gli impegni del medico”, chiedendo nuovamente l’audizione personale
dell’assicurato e del dr. __________ (doc. XVI).

 

                                         Questo scritto del
ricorrente è stato trasmesso all’amministrazione (doc. XVII), per conoscenza.

 

                               1.9.   Pendente causa, il TCA ha
interpellato il dr. __________, al fine di ottenere dei chiarimenti a proposito
dell’evoluzione della capacità lavorativa dell’interessato (doc. XVIII).

 

                                         Il dr. __________ ha
risposto con scritto del 15 aprile 2014 (doc. XIX), che è stato immediatamente
sottoposto alle parti per una presa di posizione (doc. XX).

 

                             1.10.   Con scritto del 5 maggio 2014,
la patrocinatrice del ricorrente ha comunicato al TCA di non avere ulteriori
osservazioni da presentare (doc. XXII).

 

                             1.11.   In data 6 maggio 2014,
l’assicuratore LAINF si è riconfermato nelle proprie conclusioni e domande,
alla luce delle considerazioni espresse dal dr. __________ nell’apprezzamento
medico del 28 aprile 2014 (doc. XXIII + 1).

 

                             1.12.   Il 2 giugno 2014, l’avv. RA 1
ha genericamente contestato il contenuto del referto del medico ____________________,
riconfermandosi peraltro nelle proprie allegazioni e conclusioni (cfr. doc.
XXVIII). 

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Questa Corte è chiamata a
esaminare se lCO 1 era legittimata a dichiarare RI 1 abile al lavoro in misura
del 100% a decorrere dal 25 marzo 2013, oppure no. 

 

                                         Secondo
l'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare a
seguito d'infortunio o di malattia professionale ha diritto all'indennità
giornaliera.

 

                                         Giusta
l’art. 6 LPGA, è considerata incapacità al lavoro qualsiasi incapacità,
totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o
psichica, di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o
nel campo d’attività abituale. In caso d’incapacità al lavoro di lunga
durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in
un’altra professione o campo d’attività.

 

                                         Nella RAMI
2004 U 529, p. 572ss., consid. 1.4., il TFA ha precisato che la definizione di
incapacità al lavoro, così come quelle d’incapacità al guadagno e d’invalidità
contenute nella LPGA, corrispondono alle definizioni e ai principi
dell’assicurazione contro gli infortuni elaborati finora dalla giurisprudenza. 

 

                                         La questione
di sapere se l'assicurato sia o meno incapace di lavorare in misura
giustificante il riconoscimento del diritto a prestazioni deve essere valutata
sulla base dei fatti forniti dal medico.

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determinate funzioni.

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua
professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività.

 

                                         Determinante
ai fini della graduazione dell'incapacità lavorativa non è comunque
l'apprezzamento medico-teorico, bensì la diminuzione della capacità di lavoro
che effettivamente risulta dall'impedimento (RAMI 1987 K 720 p. 106 consid. 2,
U 27 p. 394 consid. 2b e giurisprudenza ivi citata; RJAM 1982 n. 482 p. 79
consid. 2).

                                         L'assicurato
che rinuncia a utilizzare la sua residua capacità oppure che non mette in atto
i provvedimenti da lui ragionevolmente esigibili per sfruttare al meglio la propria
capacità lavorativa è, ciò nonostante, giudicato per l'attività che egli
potrebbe esercitare dimostrando buona volontà. 

                                         Carenze di
volontà risultanti da un'anomalia caratteriale non sono prese in considerazione
nell'ambito dell'assicurazione infortuni: possono essere, tutt'al più,
considerate nell'ambito dell'assicurazione malattia se la loro causa é da
ricercare in un'affezione patologica (DTF 101 V 145 consid. 2b; 111 V 239
consid. 1b e 2a; RAMI 1986 p. 56; 1987 p. 105 consid. 2;
1987 p. 393 consid. 2b; 1989 p. 106 consid. 1d; Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire
de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 91).

 

                               2.3.   Per costante giurisprudenza,
in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U
259/02 dell'8 luglio 2003, consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.).

 

                                         Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356,
p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da
medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto valore
probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente
motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere
degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(cfr. anche Pratique VSI 2001 p. 108ss.).

                                         Per
quel che riguarda le perizie allestite da specialisti esterni
all'amministrazione, il TFA ha pure loro riconosciuto pieno valore
probante, fintantoché non vi sono degli indizi concreti che facciano dubitare
della loro attendibilità (cfr. STFA U 168/02 del 10 luglio 2003; DTF 125 V 353,
consid. 3b/bb).

 

                                         In
una sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il
Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può
fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle
dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno a
proposito della correttezza delle conclusioni contenute in tali rapporti.
Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli
assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei
medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra
questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le
certificazioni dei medici curanti.

 

                               2.4.   Nel caso di specie, dalla
documentazione agli atti emerge che il dr. __________, spec. FMH in chirurgia
ortopedica e traumatologia dell’Ospedale regionale di __________, dopo avere
posto, con referto del 14 giugno 2012, la diagnosi di rottura della cuffia dei
rotatori e avere attestato una completa inabilità lavorativa dell’interessato
(doc. 23 inc. 1), nei successivi referti del 27 agosto 2012 (doc. 34 inc. 1) e
del 6 settembre 2012 (doc. 36 inc. 1) ha attestato una capacità lavorativa del
50%.

 

                                         In occasione della visita __________
__________ del 26 settembre 2012, il dr. __________, spec. FMH in chirurgia
generale e della mano, dopo avere posto la diagnosi di “infortunio del
10.2.2012 con trauma contusivo spalla destra, all’esame RM della spalla destra
dell’8.6.2012 lesione rispettivamente rottura transmurale parziale del tendine
sovraspinato a livello dell’inserzione, l’assicurato ha portato il CD con
l’esame che ho potuto valutare durante la visita”, ha concluso che “sulla base
della visita medica odierna la capacità lavorativa dell’assicurato del 50% dal
2 luglio 2012 viene portata al 75% a partire dal 1° ottobre 2012” (doc. 34 inc. 1). 

 

                                         La percentuale di capacità
lavorativa del 75% posta dal dr. __________ è poi stata confermata dal curante
dell’assicurato, dr. __________, nei referti del 12 novembre 2012 (doc. 45 inc.
1) e del 21 febbraio 2013 (doc. 50 inc. 1).

 

                                         In occasione della visita __________
dell’8 marzo 2013, il dr. __________, ritenuto che l’assicurato svolge
esclusivamente lavori leggeri d’ufficio e di supervisione, ha portato dal 75%
al 100% la capacità lavorativa dell’interessato. Il medico __________ ha
infatti osservato:

 

" (…)

l’assicurato è titolare rispettivamente direttore della propria
ditta signor __________, impresa di lattoneria di __________ che recluta 50
operai. In data odierna si aumenta la capacità lavorativa dal 75% a totale del
100%, l’assicurato fa praticamente solo lavori di ufficio e di supervisione
quindi un lavoro considerato leggero. (…).” (Doc. 54 inc. 1)

 

                                         In sede di opposizione
contro la decisione del 9 aprile 2013, per contestare la valutazione di una
piena capacità lavorativa dell’interessato nell’esecuzione di lavori leggeri, la
rappresentante legale dell’interessato ha trasmesso all’assicuratore LAINF un referto,
datato 14 maggio 2013, nel quale il dr. __________, dopo avere indicato che “in
data odierna la situazione sembra essere peggiorata. Aumento dei dolori, ma
articolarità ancora completa. Il signor RI 1 riesce ad effettuare le attività
della vita quotidiana senza troppi problemi ma è comunque limitato nelle attività
a livello o al di sopra dell’orizzontale”, ha prospettato un intervento di
ricostruzione della cuffia dei rotatori dopo i mesi estivi, concludendo che
l’interessato “nel frattempo a mio avviso rimane inabile al 50%” (doc. 67 inc.
1).

 

                                         Nonostante questa
indicazione del curante, nell’apprezzamento medico del 21 maggio 2013, il dr. __________
ha confermato che l’assicurato va considerato pienamente abile al lavoro, visto
che egli si occupa esclusivamente di lavori d’ufficio (doc. 68 inc. 1). Il medico
__________ si è così espresso:

 

" (…)

Apprezzamento

Si ribadisce quanto espresso nella mia visita __________ del
8.3.2013, si riconferma che l’assicurato era d’accordo di aumentare la capacità
lavorativa dal 75% a un totale del 100% visto che fa praticamente solo lavori
di ufficio e di supervisione quindi un lavoro considerato leggero secondo
l’anamnesi.

L’assicurato riconfermava di non voler essere operato alla spalla
destra vista l’incertezza del risultato, strano che sul rapporto del 14.5.2013
il dr. __________ rileva di avere previsto di effettuare l’intervento
ricostruttivo della cuffia dei rotatori dopo i mesi estivi.

Ancora durante la visita del 8.3.2013 l’assicurato confermava di
non volere essere operato alla spalla destra vista l’incertezza e la non
garanzia del risultato.

Viene quindi confermata la capacità lavorativa totale del 100% dal
25.3.2013 al termine della cura della fisioterapia, per i lavori
sopradescritti.” (Doc. 68 inc. 1)

 

                                         Il dr. __________, dal
canto suo, con scritto del 24 settembre 2013 in risposta ad una richiesta di precisazioni della patrocinatrice dell’assicurato, dopo avere riassunto il caso dell’interessato,
ha nuovamente attestato una capacità lavorativa del 50% “in quanto il paziente
non dovrebbe più recarsi sui cantieri. Anche le mansioni di ufficio riescono ad
essere svolte solo a tempo parziale” (doc. M).

                                         Il dr. __________ si è
così espresso:

 

" (…)

Il signor RI 1 è stato vittima di un infortunio il 10.2.2012
scivolando su una lastra di ghiaccio e battendo la spalla destra. Gli
accertamenti allora effettuati avevano rilevato una rottura della cuffia dei
rotatori della spalla destra. Grazie a della fisioterapia la situazione è
progressivamente migliorata, al punto che abbiamo potuto rinunciare
all’intervento.

 

Attualmente, a più di un anno di distanza, persistenza di lievi dolori
e astenia all’arto, ma dalla RM effettuata il 6 settembre 2013 non vi è stato
un peggioramento della situazione. Abbiamo dunque deciso di rinunciare
all’intervento in quanto i dolori sono contenuti e la situazione è nell’insieme
relativamente buona. Ho comunque raccomandato al paziente di non sollevare pesi
superiori ai 10 kg e di non effettuare lavori al di sopra dell’orizzontale.

 

Tenuto conto di queste limitazioni ho nuovamente attestato
un’incapacità lavorativa al 50% in quanto il paziente non dovrebbe più recarsi
sui cantieri. Anche le mansioni di ufficio riescono ad essere svolte solo a
tempo parziale.” (Doc. M)

 

                                         In corso di causa, il TCA
ha ritenuto opportuno interpellare il dr. __________, al fine di chiarire i
motivi che lo hanno portato a considerare l’interessato inabile al lavoro al
50%, dopo che egli stesso lo aveva considerato inabile al lavoro nella misura
del 25% (cfr. doc. XVIII).                         

 

                                         Con scritto del 15 aprile
2014, il dr. __________ ha risposto:

 

" Il signor RI
1, nato il 9.11.1934, presenta una rottura della cuffia dei rotatori della
spalla destra. Per tale problematica gli ho consigliato di effettuare un
intervento ricostruttivo, che per motivi professionali e personali, per il momento
non desidera affrontare.

 

Per tale patologia il paziente presenta dolori alla spalla destra
sia all’utilizzo dell’arto, sia a riposo. Avevo dunque attestato un’incapacità
lavorativa del 25% in data 21.2.2013. Al controllo del 14.5.2013 il paziente mi
riferisce di un nuovo peggioramento della situazione con aumento dei dolori sia
con le attività della vita quotidiana, sia a riposo. Asseriva di faticare ad
effettuare le mansioni d’ufficio. Ho dunque nuovamente attestato un’incapacità
lavorativa al 50%. Il motivo principale di tale nuovo aumento è dunque da
attribuirsi alla recrudescenza dei dolori. Oltre alla limitazione funzionale
credo che sia questo l’aspetto di cui vada tenuto conto e che deve sicuramente
essere rivalutato prima di attribuire una capacità lavorativa a tempo pieno.

 

A prescindere da questo aspetto, da un punto di vista puramente
funzionale, concordo invece che si possa considerare una capacità lavorativa
per lo meno del 75% per delle mansioni di ufficio.” 

(Doc. XIX)

 

                                         Nel proprio apprezzamento
medico del 28 aprile 2014, il dr. __________ ha così commentato la presa di
posizione del dr. __________:

 

" (…)

3. Apprezzamento

 

In base alla rivalutazione del dossier dell’assicurato, ribadisco
la mia presa di posizione riguardo alla visita __________ sopraccitata e
all’apprezzamento medico del 21.5.2013. Si prende in considerazione le
dichiarazioni soggettive dell’assicurato sulla mia visita medica citata, non
erano subentrati miglioramenti rilevanti alla spalla destra dominante dopo la
visita precedente da parte mia del settembre 2012.

I movimenti attivi della spalla destra erano solo minimamente più
limitati rispetto alla spalla sinistra nei movimenti di abduzione e
ante/flessione e retro elevazione con buona forza ai test isometrici con solo
deboli dolori e spalla stabile.

Si ricorda che l’assicurato era stato d’accordo di aumentare la
capacità lavorativa dal 75% al 100% dal 25.3.2013, nella mansione dei lavori di
ufficio e di supervisione della sua ditta. Si rileva che l’evento del 10.2.2012
ha comportato un peggioramento della condizione degenerativa patologica
preesistente, i relativi sintomi senza lesioni strutturali aggiuntivi per
esperienza si attenuano nel giro di 3-4 mesi. Il dr. __________r (vedi sopra)
nel suo ampio apprezzamento medico del 16.10.2013 rileva che l’incapacità
lavorativa successiva al luglio 2012 non era più una conseguenza dell’evento
del 10.2.2012 e si poteva pertanto ritenere che al 25.3.2013 relativamente
all’evento fosse presente una piena capacità lavorativa. Si ricorda che
l’intervento dal punto di vista medico alla spalla destra non era ritenuto
esigibile.

 

In questo caso il rapporto del dr. __________ del 15.4.2014 non
apporta elementi nuovi tali da cambiare le nostre precedenti valutazioni, nelle
mansioni di ufficio l’assicurato era da ritenersi abile al lavoro al 100%,
anche perché per un eventuale peggioramento della situazione non era più stata
valutata la necessità di un intervento chirurgico. Bisogna inoltre prendere in
considerazione gli elementi degenerativi preesistenti.

Nel lavoro che era stato descritto dall’assicurato si mantiene
quindi la nostra presa di posizione di capacità lavorativa totale al 100% dalla
data prevista.” (Doc. XXIII/1)

 

                                         Chiamato a pronunciarsi
nella concreta evenienza, questo Tribunale non ha motivo per distanziarsi dalle
conclusioni alle quali è giunto il dr. __________, specialista proprio nella
materia che qui interessa, a proposito di una piena capacità lavorativa
dell’interessato nello svolgimento di attività leggere d’ufficio. 

                                         Tale valutazione presenta
infatti tutti i requisiti posti dalla giurisprudenza affinché a un
apprezzamento medico possa essere riconosciuta piena forza probatoria (cfr. RJJ
1995 p. 44; RAMI 1991 U 133 p. 311ss. consid. 1b).

                                         Del resto, la diversa
valutazione espressa dal dr. __________ si basa, per ammissione del medico
stesso, sulla presunta recrudescenza dei dolori denunciata dall’assicurato, ma
non su un peggioramento morfologico a livello della spalla infortunata. Tanto
più che lo stesso dr. __________ ha concluso il suo scritto di precisazioni del
15 aprile 2014 rilevando che “da un punto di vista puramente funzionale,
concordo invece che si possa considerare una capacità lavorativa per lo meno
del 75% per delle mansioni di ufficio” (cfr. doc. XIX - il corsivo é del
redattore).

 

                                         Il TCA rileva, infine, che
la valutazione espressa dal dr. __________ di una piena capacità lavorativa
nell’attività lavorativa leggera quale quella abitualmente svolta dall’insorgente
(mansioni di tipo amministrativo), risulta plausibile anche alla luce dei
precedenti giurisprudenziali riportati qui di seguito, riguardanti assicurati
che accusavano limitazioni nell’utilizzo degli arti superiori. 

 

                                         Ad esempio, in una
sentenza inedita del 12 novembre 1996 nella causa I., il TFA ha ritenuto
realistica la possibilità di mettere a frutto la restante capacità lavorativa
in attività alternative, trattandosi di un assicurato cinquantacinquenne che -
a causa dei postumi infortunistici interessanti, in particolare, la spalla
destra - era impedito nel sollevare pesi superiori ai 10 kg lungo tutto l'asse corporeo. La mobilità era ridotta di 2/3, certi movimenti non erano più
possibili, come ad esempio, il sollevamento del braccio oltre i 60°, di modo
che il braccio destro poteva unicamente servire come aiuto per il braccio
adominante. 

 

                                         In una sentenza 35.1997.23
dell'11 settembre 2000 - integralmente confermata dal TFA con sentenza U 449/00
dell'8 maggio 2002 -, questo Tribunale ha dichiarato totalmente abile in
attività sostitutive confacenti, specificatamente in professioni nell'esercizio
delle quali la mano sinistra, adominante, avesse funzione ausiliaria,
un'operaia che, secondo l'avviso dei medici, presentava una mano sinistra
infortunata praticamente inutilizzabile, fatta eccezione per delle prese a tre
dita senza forza.

 

                                         Il TFA é pervenuto alla
medesima conclusione in una sentenza U 240/99 del 7 agosto 2001, parzialmente
pubblicata in RAMI 2001 U 439, p. 347ss., concernente un assicurato di
professione autista che, a causa dei disturbi e dei deficit funzionali
all'estremità superiore destra, è stato dichiarato in grado di svolgere a tempo
pieno lavori manuali molto leggeri, che non richiedono l'impiego di forza con
la mano destra, e il sollevamento di pesi superiori ai 2 kg (e pertanto ritenuto praticamente monco di una mano). 

 

                                         In una sentenza 35.2002.88
del 14 aprile 2003, questa Corte ha giudicato completamente abile in attività
leggere dal profilo dell'impegno fisico, comportanti in prevalenza dei compiti
di sorveglianza, un assicurato che, a causa di un, citiamo: "importante
deficit funzionale e ipotrofia muscolare all'emicinto scapolare destro.
Flessione attiva 100°, abduzione 90° solo con il gomito flesso, rotazione
interna solo fino all'altezza del trocantere. Ipersensibilità nella regione del
deltoide in corrispondenza del territorio di innervazione del nervo
ascellare", il medico di fiducia dell'assicuratore aveva ritenuto,
citiamo: "… limitato nelle attività lavorative che richiedono l'ingaggio
dell'arto superiore destro al di sopra della vita, scostato dal tronco, così
come nei movimenti di rotazione. Limitato l'uso di utensili, rispettivamente,
macchinari vibranti e contundenti. Trasporto di pesi possibile solo con il
braccio pendente, sollevamento di pesi solo al massimo fino al di sotto della
vita, tenendo l'arto superiore destro accostato al tronco." (cfr. STCA
succitata consid. 2.6.).

 

                                         In un giudizio I 27/06 e U
18/06 del 24 agosto 2006 consid. 5.2.3, il TFA ha considerato in grado di
svolgere a tempo pieno semplici mansioni di sorveglianza, rispettivamente, di
controllo, così come lavori in un chiosco nonché attività ausiliarie nel campo
della gastronomia o in un magazzino, un assicurato, nato nel 1948, che soffriva
di dolori cronici alla spalla destra con irradiazione al braccio destro, di
un’importante rottura della cuffia dei rotatori a destra (con rottura completa
del tendine dei muscoli sovra- e infraspinato, rottura parziale del tendine
sottoscapolare e lussazione del tendine del bicipite), di un’artrosi dell’articolazione
acromio-claveare e di una persistente pseudoparalisi del braccio destro
(diagnosi differenziale: spalla congelata post-traumatica).

 

                                         In esito a tutto quanto
precede, il TCA ritiene quindi dimostrato, perlomeno
secondo il criterio della verosimiglianza preponderante, caratteristico del
settore della sicurezza sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op.
cit., p. 320 e A. Rumo-Jungo,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz
über die Unfallversicherung, Zurigo 2003, p. 343), che RI 1 ha ritrovato una piena capacità
lavorativa nei tempi e nei modi stabiliti dall’Istituto assicuratore
resistente nella decisione su opposizione impugnata. 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti