# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 05b9a63c-b767-54ed-89b6-1c5df9a90cef
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-09-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.09.2023 D-2551/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2551-2021_2023-09-18.pdf

## Full Text

i  B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-2551/2021 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 8  s e t t e m b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudici Chiara Piras (presidente del collegio),  

Manuel Borla, Jeannine Scherrer-Bänziger,  

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Burundi,   

patrocinato dall'avv. Paolo Bernasconi e dal MLaw Elios 

Suffiotti,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito / paese terzo) ed allontana-

mento; decisione della SEM del 20 maggio 2021 / N (…). 

 

 

 

D-2551/2021 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A._______, cittadino del Burundi di etnia tutsi, ha depositato una domanda 

in Svizzera il 27 settembre 2020.  

B.  

In data 1° ottobre 2020 egli ha conferito procura alla rappresentanza legale 

assegnatagli.  

C.  

La Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) ha sentito l'inte-

ressato sui suoi dati personali il 2 ottobre 2020, mentre sui motivi d'asilo 

egli è stato interrogato dapprima in data 9 novembre 2020 e poi in data 

4 dicembre 2020.  

D.  

Con decisione incidentale dell'11 dicembre 2020 la SEM ha deciso di trat-

tare la domanda di asilo nell'ambito della procedura ampliata e con deci-

sione di ripartizione del 14 dicembre 2020 ha attribuito l'interessato al can-

tone B._______.   

E.  

In data 11 dicembre 2020 la protezione giuridica della Regione (…) ha sot-

toscritto una dichiarazione di rinuncia al mandato di rappresentanza ed il 

medesimo giorno l'interessato ha autorizzato la suddetta protezione giuri-

dica a trasmettere al Consultorio giuridico cantonale le informazioni sullo 

stato della sua procedura d'asilo.  

F.  

La SEM, il 13 gennaio 2021 ed il 23 marzo 2021, ha richiesto delle infor-

mazioni relative al richiedente all'Ambasciata ruandese in Svizzera.  

G.  

In data 20 gennaio 2021 l'interessato ha trasmesso alla SEM la procura 

conferita al Consultorio Giuridico del cantone B._______ e quali nuovi 

mezzi di prova ha inoltrato due convocazioni. 

H.  

L'Ambasciata ruandese in Svizzera ha risposto con scritto del 

24 marzo 2021, riconoscendo l'interessato come straniero legalmente re-

sidente in Ruanda, con visto valido fino al (..) settembre 2021, e confer-

mando che egli potrebbe ritornare in tale Paese e ricongiungersi alla moglie 

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ed al figlio. Con scritto del 6 aprile 2021 la SEM ha concesso all'interessato 

il diritto di essere sentito in merito al contenuto essenziale delle informa-

zioni trasmesse dalla suddetta Ambasciata.   

I.  

In data 27 aprile 2021 l'interessato ha preso posizione in merito alle infor-

mazioni dell'Ambasciata ruandese ed ha allegato uno scritto in lingua fran-

cese. 

J.  

In corso di procedura l'interessato è stato sottoposto a delle visite mediche 

per dei problemi agli occhi.  

K.  

Con decisione del 20 maggio 2021, notificata il 21 maggio 2021, la SEM 

non è entrata nel merito della domanda d'asilo ed ha pronunciato l'allonta-

namento dell'interessato dalla Svizzera, incaricando il cantone B._______ 

dell'esecuzione della misura.  

L.  

In data 31 maggio 2021 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata; 

1° giugno 2021), l'interessato è insorto contro la decisione della SEM di-

nanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), chie-

dendo, anzitutto la concessione dell'effetto sospensivo al ricorso e la so-

spensione dell'esecuzione dell'allontanamento dalla Svizzera; in via princi-

pale, l'annullamento della decisione avversata ed il riconoscimento dello 

"statuto di asilante" al ricorrente, con protestate tasse e spese. Al gravame, 

oltre alla decisione impugnata ed alla procura, egli ha allegato diversi mezzi 

di prova (doc. C a S) nonché un video del discorso del Presidente del 

Ruanda del 1° maggio 2021. 

M.  

Il Tribunale, con decisione incidentale del 2 giugno 2021, ha informato il 

ricorrente che il ricorso ha effetto sospensivo, l'ha autorizzato a soggior-

nare in Svizzera fino a conclusione della procedura e l'ha nel contempo 

invitato a versare, entro il 17 giugno 2021, un anticipo di CHF 750.– a co-

pertura delle presunte spese processuali, con comminatoria d'inammissi-

bilità del ricorso in caso d'inosservanza. L'insorgente ha versato l'anticipo 

richiesto in data 8 giugno 2021.  

 

N.  

Il ricorrente, con complemento al ricorso del 22 luglio 2021, ha nuovamente 

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richiesto la concessione dell'effetto sospensivo al ricorso ed ha prodotto 

ulteriori mezzi di prova (doc. T a Z; AA a CC nonché una chiavetta USB 

contenente un'intervista). 

O.  

Con scritto del 3 agosto 2021 l'insorgente ha prodotto dei nuovi mezzi di 

prova (doc. DD a FF ed una chiavetta USB con un estratto di un’intervista).  

P.  

Il Tribunale, con ordinanza del 10 agosto 2021, ha trasmesso alla SEM un 

esemplare del ricorso, dei complementi del 22 luglio 2021 e del 3 ago-

sto 2021 e dei relativi allegati e l'ha invitata a presentare una risposta. 

Q.  

In data 24 agosto 2021 la SEM ha presentato le proprie osservazioni. Le 

stesse sono state trasmesse al ricorrente con possibilità di esprimersi. 

R.  

R.a Con replica del 4 ottobre 2021 l'insorgente ha allegato ulteriori mezzi 

di prova (doc. II a TT). 

R.b La suddetta replica è stata trasmessa alla SEM con possibilità di espri-

mersi.  

S.  

Con scritto del 19 novembre 2021 la SEM ha inoltrato le proprie osserva-

zioni. Le stesse sono state trasmesse all'insorgente con ordinanza del Tri-

bunale del 24 novembre 2021 e lo scambio scritti è stato chiuso, su riserva 

di altre misure d'istruzione.  

T.  

Con scritto del 23 novembre 2021 il ricorrente ha, da una parte, informato 

il Tribunale che i suoi famigliari, a causa delle dichiarazioni rilasciate dai 

testimoni (doc. LL a SS), sarebbero attualmente esposti ad un fondato ri-

schio di rappresaglie. D'altra parte, egli ha chiesto al Tribunale di astenersi 

dall'ordinare indagini per mezzo della SEM o dei canali diplomatici con il 

Ruanda e il Burundi. Infatti, queste richieste potrebbero generare delle 

gravi ritorsioni per l'incolumità della famiglia. La medesima lettera è stata 

inoltrata dall'insorgente anche alla SEM in data 10 dicembre 2021. 

U.  

In data 11 maggio 2022 l'insorgente ha trasmesso un complemento di ret-

tifica al ricorso del 31 maggio 2021. In particolare, egli chiede, senza voler 

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addurre nuovi fatti o mezzi di prova, di modificare il petitum come segue: 

in via supercutelare, la concessione dell'effetto sospensivo al ricorso e di 

conseguenza l'autorizzazione per il ricorrente di attendere l'esito della pro-

cedura in Svizzera e la sospensione dell'esecuzione dell'allontanamento; 

in via principale, l'annullamento della decisione impugnata e il riconosci-

mento dello "statuto di asilante"; in via subordinata il riconoscimento 

dell'ammissione provvisoria in Svizzera per inesigibilità dell'allontana-

mento.  

V.  

Con scritto del 28 agosto 2023 l'insorgente ha trasmesso un memoriale di 

aggiornamento della situazione generale e personale e diversi nuovi mezzi 

di prova (doc. VV a FFF). 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

2.  

2.1 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, 

è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. 

2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti.  

2.3 Nell'ambito di un ricorso contro una decisione di non entrata nel merito 

in materia d'asilo, l'autorità di ricorso si limita a esaminare se l'autorità in-

feriore ha rifiutato a giusto titolo di entrare nel merito della domanda d'asilo 

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e l'oggetto suscettibile di essere impugnato non può essere esteso alla 

questione della concessione dell'asilo che presuppone un esame materiale 

della domanda stessa (cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 2009/54 con-

sid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). Di conseguenza, la conclusione ricorsuale 

tendente alla concessione dell'asilo ("statuto di asilante") è inammissibile. 

Nei citati limiti, occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

4.  

4.1 Quali motivi d'asilo l'interessato ha fatto valere di avere avuto problemi 

con le autorità burundesi poiché egli sarebbe stato considerato un opposi-

tore al governo e a causa della sua etnia. In particolare, nel 2015 avrebbe 

avuto problemi con le milizie Imbonerakure, così si sarebbe recato in 

Ruanda dove avrebbe lavorato come (…), facendo comunque spesso rien-

tro in Patria per sostenere la famiglia. In seguito, a luglio 2019 la polizia 

avrebbe fatto irruzione a casa sua e l'avrebbe minacciato. Poco dopo, l'in-

teressato avrebbe ricevuto da parte delle autorità due convocazioni a com-

parire alle quali non avrebbe dato seguito. Le autorità avrebbero così 

emesso nei suoi confronti un mandato d'accompagnamento coattivo. Egli 

sarebbe dunque tornato in Ruanda senza più fare rientro in Burundi. In 

Ruanda tuttavia, avrebbe saputo che due suoi pazienti facevano parte dei 

servizi segreti ed avrebbero familiarizzato con il richiedente al fine di tra-

smettere sue informazioni alle autorità del Burundi. Approfittando di un vi-

sto per poter continuare i suoi studi presso l'Università di C._______, egli 

è venuto in Svizzera dove ha chiesto protezione. 

4.2 Nella decisione impugnata, la SEM ha ritenuto anzitutto che le autorità 

ruandesi avrebbero riconosciuto il diritto dell'interessato a risiedere nel loro 

territorio ed avrebbero confermato la sua possibilità di rientrare in tale 

Paese e ricongiungersi a sua moglie e suo figlio. Egli stesso avrebbe di-

chiarato di non aver avuto problemi con le autorità del Ruanda e le sue 

allegazioni a proposito di persone legate ai servizi segreti del Burundi con 

cui egli sarebbe entrato in contatto nell'ambito della sua professione di (…) 

sarebbero prive di indizi di persecuzione, così come quanto accaduto alla 

sua famiglia dopo l'espatrio. In merito ai recenti rinvii in Ruanda di rifugiati 

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del Burundi, la SEM ha rilevato che si tratterebbe di rimpatri su base vo-

lontaria che non giustificherebbero le inquietudini del richiedente.  

4.3 In sede di ricorso l'insorgente rileva anzitutto che a causa della sua 

appartenenza all'etnia tutsi e a causa del suo ruolo attivo nell'associazione 

cristiana della diocesi, egli sarebbe considerato un oppositore del governo 

del Burundi. Nel 2019 le autorità burundesi l'avrebbero convocato a due 

riprese e nei suoi confronti avrebbero emesso un mandato d'accompagna-

mento coattivo. In Burundi egli rischierebbe dunque di essere perseguitato 

sia per la sua etnia sia per la sua appartenenza religiosa e politica. In se-

condo luogo, il ricorrente avrebbe un giustificato timore di essere persegui-

tato dalle autorità del Burundi anche in Ruanda, infatti i servizi segreti bu-

rundesi lo avrebbero raggiunto in Ruanda dove avrebbero raccolto infor-

mazioni su di lui e sorvegliato i suoi spostamenti. Durante la sua perma-

nenza in tale Paese egli avrebbe visto più volte persone sospette informarsi 

sulla sua persona e aggirarsi intorno alla sua abitazione. L'insorgente 

avrebbe poi timori per la sua famiglia la quale, una volta scaduto il per-

messo di soggiorno a settembre 2021, avrebbero dovuto far ritorno in Bu-

rundi. Dalla sua partenza per la Svizzera la famiglia sarebbe già stata at-

taccata tre volte. Di conseguenza, la decisione della SEM accerterebbe in 

modo manifestamente inesatto o comunque incompleto i fatti. In seguito, il 

ricorrente ritiene che l'art. 31a cpv. 1 lett. c LAsi non sarebbe applicabile 

alla presente fattispecie. Invero, il Ruanda non potrebbe essere conside-

rato uno Stato terzo sicuro. Le autorità burundesi, nell'ambito delle relazioni 

bilaterali con il Ruanda, eserciterebbero pressioni al fine di ottenere l'espul-

sione di rifugiati tutsi. Il ricorrente teme dunque che una volta giunto in 

Ruanda verrebbe consegnato alle autorità del suo paese d'origine. Inoltre, 

sembrerebbe che anche le autorità del Ruanda avrebbero iniziato a sorve-

gliarlo. Dal rapporto di Amnesty International (doc. S) si evincerebbe che il 

governo del Burundi incoraggerebbe il rientro in patria dei suoi cittadini ri-

fugiati in Ruanda, tuttavia, i rimpatriati accusati di aver sostenuto l'opposi-

zione, verrebbero minacciati e aggrediti fisicamente da Imbonerakure.  

4.4 Con complemento al ricorso del 22 luglio 2021 l'insorgente trasmette 

nuovi mezzi di prova e reitera che non sarebbe possibile considerare il 

Ruanda come uno stato sicuro o uno Stato che garantisca una protezione 

effettiva dal respingimento. Egli rileva, in ragione della normalizzazione dei 

rapporti tra Burundi e Ruanda, di temere che la collaborazione tra i due 

Paesi potrebbe portare al suo rimpatrio forzato. A comprova del pericolo 

concreto che correrebbero i rifugiati burundesi nel campo profughi di 

D._______ (Ruanda) il ricorrente produce l'intervista alla signora 

E._______. Per quanto attiene alla situazione di persecuzione specifica 

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dell'insorgente e della sua famiglia egli produce un rapporto della polizia 

ugandese (doc. CC), dal quale si evincerebbe che alcuni membri della fa-

miglia rifugiati in un campo profughi in Uganda sarebbero stati attaccati da 

degli sconosciuti poiché considerati oppositori al governo del Burundi e di 

etnia tutsi. 

4.5 Con ulteriore complemento del 3 agosto 2021 l'insorgente trasmette 

dei nuovi mezzi di prova i quali comproverebbero ulteriormente che il 

Ruanda non potrebbe garantire una protezione effettiva dal respingimento. 

Invero, le infiltrazioni di agenti burundesi in Ruanda renderebbe tale Paese 

insicuro per i cittadini burundesi che vi si rifugiano. Altresì, il ricorrente rife-

risce della repressione nei confronti di persone considerate oppositori da 

parte della milizia Imbonerakure, egli avrebbe dunque un timore fondato di 

venire esposto a seri pregiudizi in caso di ritorno in Ruanda o in Burundi.  

4.6 In sede di risposta al ricorso la SEM, con osservazioni del 24 ago-

sto 2021, ritiene che i nuovi mezzi di prova presentati in sede ricorsuale 

non potrebbero cambiare la valutazione della SEM. Invero, in nessun 

mezzo di prova verrebbe nominato il ricorrente. In secondo luogo, non sa-

rebbero pertinenti i mezzi di prova che riguarderebbero problemi tra Paesi 

terzi (Uganda o Tanzania). Il Paese ritenuto sicuro sarebbe infatti il 

Ruanda. Questa valutazione sarebbe basata su una garanzia specifica ri-

guardante l'insorgente e fornita dalle autorità del Ruanda. La tesi ricor-

suale, secondo cui la normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi po-

trebbe condurre a non precisati problemi per il ricorrente non potrebbe es-

sere considerata come una concreta possibilità. La testimonianza della si-

gnora E._______ non potrebbe provare delle persecuzioni future nei con-

fronti del ricorrente. Anche le recenti informazioni di ordine generale in me-

rito ad una limitata libertà d'espressione dei media non avrebbero un rap-

porto diretto con la possibilità del ricorrente di tornare in Ruanda e svolgere 

la sua vita come avrebbe fatto negli ultimi anni.   

4.7 Con replica del 4 ottobre 2021, l'insorgente inoltra ulteriori mezzi di 

prova a sostegno delle allegazioni ricorsuali. In particolare, egli rileva che 

né il Ruanda né il Burundi figurerebbero attualmente nell'allegato 2 dell'or-

dinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 

(OAsi 1, RS 142.311), il quale elenca gli Stati d'origine o di provenienza 

sicuri da persecuzioni. Il ricorrente osserva in seguito che sebbene molti 

rifugiati burundesi abbiano fatto rientro in Burundi nell'ambito di un pro-

gramma di rimpatrio volontario, coloro che erano stati politicamente attivi 

in passato sarebbero stati accusati di collaborare con gruppi armati e alcuni 

di loro sarebbero stati arrestati, detenuti arbitrariamente e torturati. Delle 

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ingiustizie sarebbero pure state subite da alcune persone sulla base del 

loro profilo etnico. L'insorgente fornisce poi delle dichiarazioni di persone a 

lui vicine a testimonianza della sua situazione e dei rischi di persecuzioni 

future. In particolare, egli sarebbe stato soggetto ad un procedimento giu-

diziario, il quale sarebbe basato su un criterio esclusivamente etnico. Al-

tresì, egli sarebbe stato convocato dalle autorità burundesi e oggetto di un 

mandato di arresto e le autorità ruandesi avrebbero anche mostrato inte-

resse nei suoi confronti. A ciò si aggiungerebbe il fatto che diversi membri 

della famiglia del ricorrente sarebbero stati perquisiti ed avrebbero subito 

persecuzioni da parte delle autorità burundesi al fine di ottenere informa-

zioni in merito all'insorgente.  

4.8 Con duplica del 19 novembre 2021, la SEM rileva anzitutto che dagli 

atti non sarebbero emersi indizi di minacce o persecuzioni. In seguito, per 

quanto riguarda il fatto che il Ruanda non sia uno Stato sicuro ai sensi 

dell'art. 31a cpv. 1 LAsi, l'autorità inferiore precisa che la decisione è fon-

data sulla lettera c del cpv. 1. La dicitura "sicuro" utilizzata dalla SEM si 

riferirebbe al caso specifico della situazione di vita del ricorrente in Ruanda 

tenendo conto delle garanzie fornite dall'Ambasciata del Ruanda in Sviz-

zera e dalle dichiarazioni del ricorrente in merito al suo vissuto in Ruanda. 

Per quanto concerne il doc. II, la SEM conferma quanto già rilevato, ovvero 

che i rientri di rifugiati burundesi avverrebbero su base volontaria. In as-

senza, dunque, di volontà manifesta del ricorrente di rientrare in patria, 

l'autorità inferiore non ritiene di dover aggiungere altro in merito agli even-

tuali rischi nei quali potrebbe incorrere in caso di rientro in Patria dal 

Ruanda. In seguito, la SEM non ha riconosciuto il nesso tra i problemi subiti 

dalla famiglia del ricorrente e la possibilità di continuare a vivere in Ruanda. 

Per quanto riguarda le minacce espresse nei confronti della sorella del ri-

corrente, le stesse sarebbero state riportate in maniera diversa durante 

l'audizione, altresì si tratterebbe di fatti riportati da terzi. In seguito, la SEM 

ritiene che il comportamento delle autorità burundesi sarebbe parso asso-

lutamente libero da intimidazioni. Infine, a proposito degli attacchi di cui 

sarebbero stati vittima in Ruanda la moglie e il figlio del ricorrente, la SEM 

ritiene che gli stessi non potrebbero essere identificati e riconosciuti né 

come attacchi né tantomeno come indizi di persecuzione.  

5.  

5.1 Nelle procedure d'asilo – così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l'autorità 

competente procede d'ufficio all'accertamento dei fatti (art. 6 LAsi in rela-

zione con l'art. 12 PA). In concreto, essa deve procurarsi la documenta-

zione necessaria alla trattazione del caso, chiarire le circostanze giuridiche 

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Pagina 10 

ed amministrare a tal fine le opportune prove a riguardo (cfr. DTAF 2012/21 

consid. 5). Il principio inquisitorio non è tuttavia illimitato, in particolare visto 

il nesso con l'obbligo di collaborare delle parti (art. 13 PA ed art. 8 LAsi; cfr.  

AUER/ BINDER, in: Auer/Müller/Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesge-

setz über das Verwaltungsverfahren VwVG, 2a ed. 2019, ad art. 12 PA, n. 

9). 

5.2 Quando in sede ricorsuale vengono identificate delle carenze nell'istru-

zione del caso, gli atti vanno di principio retrocessi all'autorità di prima 

istanza, di modo che questa possa procedere ad un nuovo e completo ac-

certamento dei fatti. Ciò nondimeno, il Tribunale resta libero di raccogliere 

gli elementi necessari al giudizio se una tale soluzione appare giudiziosa 

per ragioni di economia procedurale (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.2 e rela-

tivi riferimenti; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, Prozessieren vor 

dem Bundesverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 2.191). 

5.3  

5.3.1 Giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. c LAsi, di norma la SEM non entra nel 

merito della domanda d'asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato 

terzo nel quale aveva soggiornato precedentemente. Prima di poter emet-

tere una decisione di non entrata nel merito, la SEM è tuttavia tenuta in 

particolare ad ottenere una garanzia di riammissione dal Paese terzo in 

questione.  

5.3.2 In conformità all'art. 31a cpv. 2 LAsi, il capoverso 1 lett. c-e non si 

applica se vi sono indizi che, nel singolo caso, nello Stato terzo non vi sia 

una protezione effettiva dal respingimento ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi. 

Nei casi previsti dall'art. 31a cpv. 1 lett. c LAsi in cui il Paese terzo non può 

essere definito "sicuro" ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 LAsi, spetta alla SEM di-

mostrare la sicurezza del Paese terzo nel singolo caso e, a tal fine, esami-

nare in modo approfondito e tenendo in debita considerazione le allega-

zioni individuali del richiedente asilo, se vi sono indicazioni che nel Paese 

terzo in questione non vi sia una protezione effettiva dal respingimento ai 

sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi (cfr. sentenza del TAF D-5806/2022 del 24 feb-

braio 2023 consid. 3.7). Qualora l'allontanamento in un Paese terzo è con-

siderato attuabile, di regola non si procede all'esame della qualità di rifu-

giato, bensì la SEM non entra nel merito della domanda d'asilo e ordina 

l'allontanamento verso il Paese terzo.  

5.4  

5.4.1 Nel caso in esamina, risulta indiscutibile e non contestato che l'insor-

gente, prima del suo arrivo in Svizzera, risiedeva legalmente in Ruanda 

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Pagina 11 

(Paese terzo; cfr. atti SEM 42/3). Di conseguenza, l'art. 31a cpv. 1 lett. c 

LAsi risulta essere in linea di principio applicabile. Tuttavia, nel frattempo, 

il titolo di soggiorno, così come il visto d'entrata per tale Paese terzo è sca-

duto. Di conseguenza, vi è già modo di chiedersi se ad oggi, la dichiara-

zione di riammissione delle autorità ruandesi emessa in data 

24 marzo 2021 – che riconosceva l'interessato quale straniero legalmente 

residente in Ruanda, in possesso di un visto d'entrata valido fino al (…) set-

tembre 2021 e confermava che egli aveva quindi la possibilità di tornare in 

tale Paese e raggiungere moglie e figlio ("He also holds a Rwandan fo-

reigner’s visa valid until […].09.2021 and can therefore, return to Rwanda 

where his wife and children reside") – sia tuttora attuale. Dal momento che 

non vi sono informazioni in merito ad un eventuale rinnovo del permesso 

di soggiorno per stranieri e/o la concessione di un nuovo visto d'entrata in 

tale Paese, già solo per questo motivo si giustifica il ritorno degli atti all'au-

torità inferiore per ulteriori accertamenti. 

5.4.2 In secondo luogo, il Tribunale rileva che vi sono ulteriori motivi che 

giustificano il rinvio degli atti alla SEM. Invero, nel caso di specie l'autorità 

inferiore non ha approfondito la questione della protezione effettiva del re-

spingimento ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi. L'autorità inferiore non ha né 

citato l'art. 31a cpv. 2 LAsi né citato il principio di non-refoulement, e si è 

limitata – nella decisione impugnata e negli scambi di scritti successivi, a 

fare riferimento alla dichiarazione di riammissione per ritenere che fosse 

sicuro per il ricorrente riprendere il soggiorno in Ruanda. Se da una parte 

è vero che l'autorità inferiore ha negato l'esistenza di persecuzioni in 

Ruanda, d'altra parte è necessario rilevare che tale analisi non può essere 

equiparata alla verifica di una protezione effettiva dal respingimento ai 

sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi. Né nella decisione né negli scambi di scritti 

successivi figura alcuna motivazione in merito all'esistenza di una prote-

zione effettiva dal respingimento da parte delle autorità ruandesi. L'autorità 

inferiore non ha neppure effettuato dei chiarimenti in merito al sistema di 

asilo in Ruanda ed in particolare in merito ad eventuali respingimenti di 

rifugiati. L'esame di una protezione effettiva dal respingimento deve essere 

effettuato dall'autorità inferiore nel caso di specie e non può essere basato 

su una dichiarazione di riammissione delle autorità ruandesi, dichiarazione 

che per altro non fornisce alcuna indicazione sull'esistenza di una tale pro-

tezione. Tale omissione della SEM risulta tanto più importante ritenuti i mo-

tivi d'asilo esposti dal ricorrente. Egli ha infatti a più riprese riferito di essere 

in pericolo, non soltanto nel suo Paese d'origine, bensì anche in Ruanda. 

Ciò risulta altresì contraddittorio alla motivazione in merito all'ammissibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento, in quanto la SEM ritiene che il ricor-

rente si può rendere in uno Stato terzo in cui potrebbe trovare protezione 

D-2551/2021 

Pagina 12 

dal respingimento, pertanto "il principio di non-refoulement relativo al 

Paese d'origine o di ultima residenza non deve essere esaminato".  

5.4.3 Alla luce delle suesposte considerazioni, la SEM ha dunque violato il 

diritto federale ai sensi dell'art. 106 cpv. 1 lett. a LAsi ed il ricorso va ac-

colto. 

6.  

6.1 Nel caso di specie, la violazione del diritto federale non può essere 

sanata da questo Tribunale, risultando l'amministrazione delle prove troppo 

gravosa ed al fine di salvaguardare il principio della doppia istanza di giu-

dizio, poiché il ricorrente potrà nuovamente contestare questi punti, i quali, 

per definizione, saranno nuovi (cfr. DTAF 2019 1/5 consid. 2.3, MO-

SER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, op. cit., n. 3.113). 

6.2 Di conseguenza, in conformità all'art. 61 cpv. 1 PA, il ricorso, per 

quanto ammissibile, è accolto e la decisione della SEM del 20 maggio 2021 

è annullata e gli atti di causa le sono ritrasmessi affinché la stessa proceda, 

in termini ragionevoli (art. 29 cpv. 1 della Costituzione federale della Con-

federazione Svizzera del 18 aprile 1999 [Cost., RS 101]), a completare l'i-

struttoria e a pronunciare una nuova decisione rispettosa dei considerandi 

della presente sentenza e delle seguenti istruzioni vincolanti. 

6.3 L'autorità inferiore è in particolare invitata a verificare se l'accordo di 

riammissione delle autorità ruandesi sia tuttora valido a seguito della sca-

denza del titolo di soggiorno e del visto d'entrata del ricorrente. In seguito, 

la SEM è invitata, in conformità all'art. 31a cpv. 2 LAsi, a verificare se in 

Ruanda, nel singolo caso, vi sia una protezione effettiva dal respingimento 

ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi ed effettuare degli ulteriori chiarimenti in me-

rito alla procedura d'asilo in Ruanda.  

7.  

7.1 Visto l'esito della procedura, non si prelevano spese processuali 

(art. 63 cpv. 1 e 2 PA). L'anticipo spese di CHF 750.– versato in data 8 giu-

gno 2021 è restituito al ricorrente.  

7.2 Giusta l'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in tutto o 

in parte, può d'ufficio o a domanda assegnare al ricorrente un'indennità per 

le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. La parte 

vincente ha diritto alle ripetibili per le spese necessarie derivanti dalla 

causa (art. 7 cpv. 1 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

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Pagina 13 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). Le parti che chiedono la rifusione di ripetibili de-

vono presentare al Tribunale, prima della pronuncia della decisione, una 

nota particolareggiata delle spese ed il Tribunale fissa l'indennità dovuta 

alla parte sulla base di tale nota (art. 14 cpv. 1 TS-TAF). In difetto di tale 

nota il Tribunale fissa l'indennità sulla base degli atti di causa (art. 14 cpv. 2 

TS-TAF). 

7.3 Nella fattispecie, in difetto di una nota particolareggiata, l'indennità per 

spese ripetibili è fissata d'ufficio dal Tribunale sulla base degli atti di causa 

in CHF 3'150.– (le spese ripetibili non comprendono l'imposta sul valore 

aggiunto ai sensi dell'art. 9 cpv. 1 lett. c TS-TAF). 

8.  

La presente decisione non concerne delle persone contro la quali è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno ab-

bandonato in cerca di protezione, per cui non può essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF).  

 

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo pagina seguente) 

  

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Pagina 14 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Per quanto ammissibile, il ricorso è accolto. La decisione della SEM del 

20 maggio 2021 è annullata e gli atti di causa le sono ritrasmessi per il 

completamento dell'istruttoria e la pronuncia di una nuova decisione ai 

sensi dei considerandi.  

2.  

Non si prelevano spese processuali. L'anticipo spese di CHF 750.–, ver-

sato in data 8 giugno 2021, è restituito al ricorrente. 

3.  

La SEM rifonderà al ricorrente CHF 3'150.– a titolo di spese ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

La presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Chiara Piras Sebastiana Bosshardt 

 

 

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