# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ba223a66-a00a-56e5-b2f6-91fbeca6fe34
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-12-27
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 27.12.1999 14.1999.115
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-1999-115_1999-12-27.html

## Full Text

Incarto n.

  14.1999.00115

  	
  Lugano

  27 dicembre
  1999

  B/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall'istanza 21 settembre 1999 presentata da

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ patr. dallo Studio legale __________ 

   

  

 

sulla cui istanza la Pretore del Distretto di Lugano,
Sezione 5, con sentenza 2 novembre 1999 ha così deciso:

 

     "1.  È
pronunciato il fallimento di __________, a far tempo da martedì __________ alle
ore 14.00.

 

2./ 3./4. Omissis"

 

Sentenza
tempestivamente dedotta in appello da __________ che con atto 9 

novembre 1999 ne
postula l'annullamento, con protesta di spese e ripetibili;

 

preso atto che la
parte appellata non ha presentato osservazioni;

 

rilevato che con
ordinanza presidenziale 10/12 novembre 1999 all'appello è stato 

concesso effetto
sospensivo parziale;

 

ritenuto

 

 

in fatto:                    A.   Con istanza 21 settembre 1999 la
__________ ha chiesto il fallimento di __________ per fr. 388.60 oltre
accessori e dedotti eventuali acconti.

 

 

                                  B.   All’udienza
di contraddittorio del 20 ottobre 1999 nessuno è comparso.

 

                                  C.   __________
ha postulato l’annullamento del fallimento, invocando di avere saldato il 4
novembre 5 esecuzioni promosse nei suoi confronti dalla __________ (doc. B) e
l'8 novembre di avere proceduto a saldare le ulteriori 11 esecuzioni pendenti a
suo carico (doc. D). L'appellante ha poi rilevato che con dichiarazione 8
novembre 1999 (doc. E) l'UE di Lugano ha attestato che nei suoi confronti non
vi sono più procedure esecutive in corso, né risultano iscritti attestati di
carenza di beni. 

 

considerato

 

 

in diritto:                  1.

                                  a)   Ex
art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (Roger Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco, n. 22 ad art. 174
LEF).

                                         L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non esser in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti  pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Dal debitore viene inoltre pretesa la produzione,
già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione
della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione
dell’effetto sospensivo (Roger Giroud; op. cit., n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, §
36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Bronimann, Novenrecht und
Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p.
446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht- und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994;
SJZ  95 (1999) n. 8 p. 172).

 

                                  b)   In
prima sede il fallimento di __________ è stato decretato per il mancato
pagamento nei confronti della __________ dell’importo di fr. 388.60 oltre
accessori. Dalle ricevute 4 risp. 8 novembre 1999 dell’UE di Lugano (doc. B e
D) emerge che la debitrice ha saldato sia l'esecuzione promossa per il predetto
importo che tutte le ulteriori esecuzioni promosse nei suoi confronti. Dalla
dichiarazione 8 novembre 1999 dell'UE di Lugano (doc. E) risulta poi che contro
l'appellante non vi sono più procedure esecutive in corso, né risultano
attestati di carenza di beni a suo carico (doc. E).                         

                                         Sulla
base di questi riscontri oggettivi non può quindi essere ritenuto che
l’appellante non sia più solvibile, che non sia più in grado di tacitare i suoi
creditori, né di pagare importi anche-+ modesti e nemmeno che si trovi in una
situazione di insolvibilità per un periodo indeterminato. Il fallimento di
__________ va pertanto annullato ex art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF. 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia  è posta a carico dell’appellante (art. 49 OTLEF).

                                         Non
si assegnano indennità (art. 62 cpv. 1 OTLEF).

                                         Le
spese dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante.

                                         

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art.
171, 172 e 174 LEF

 

 

pronuncia:               I.   L’appello 9 novembre 1999 __________, è
accolto.

 

                                         1.   La dichiarazione di fallimento 2
novembre 1999  pronunciata dalla Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5,
inc. FA.99.00752, nei confronti di __________, è annullata.

 

                                         2.   La
tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, è
posta a carico di __________.

                                         

                                         3.   Le
spese dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Mendrisio, da anticipare come di
rito, sono poste a carico di __________                         

                                   II.   La
tassa di giustizia di Fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata
dall’appellante, resta a carico di __________.

 

                                  III.   Intimazione:    -    __________

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                                           La
segretaria: