# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9cbe5ba4-485a-5572-a2a0-03f9977d1749
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-05-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 25.05.1999 INC.1998.99107
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1998-99107_1999-05-25.html

## Full Text

N. 991.98.7 R                                                             Lugano,
25 maggio 1999

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

Ivano Ranzanici

 

 

sedente per statuire sull’istanza
18 maggio 1999 formulata dal:

 

 

Procuratore Pubblico avv.
Marco Bertoli, Lugano

 

e dal

 

Procuratore Pubblico
Generale avv. Luca Marcellini, Lugano

 

 

tendente ad ottenere la proroga
della detenzione preventiva cui é astretto

 

 

_____________    detenuto
c/o __________

(patrocinato dall’avv. __________)

 

sino e compreso il 30
novembre 1999;

 

 

lette le osservazioni della
difesa di data 21 maggio 1999;

 

 

preso conoscenza della sentenza
19 maggio 1999 della Lod. Camera dei Ricorsi Penali conseguente a ricorso
dell’accusato contro decisione 15 aprile 1999 di questo giudice in materia di
libertà personale dell’accusato e della sentenza di pari data ancora della Lod.
camera dei Ricorsi Penali in materia di ricusa del Procuratore Pubblico avv.
Marco Bertoli;

 

 

avuti gli atti dell’incarto a
disposizione, ritenuto

 

 

 

 

 

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

1.

 

Questo GIAR e, con recentissimo
intervento, la Camera dei Ricorsi Penali del Tribunale di Appello si sono
occupati della situazione processuale, con particolare riferimento alla libertà
personale, dell’accusato _____________. In data 24 dicembre 1998 questo giudice
ha decretato lo stralcio di una prima istanza di libertà provvisoria formulata
da _____________ motivando comunque il suo decreto. Successivamente, il 1.
marzo 1999, ulteriore istanza di libertà provvisoria dell’accusato é stata
respinta senza seguito di impugnativa. Più recentemente istanza di libertà
provvisoria di data 12 aprile 1999 di _____________ é stata respinta, con
motivazioni in tutto simili a quelle contenute nella decisione del 1 marzo
precedente, da questo giudice. Il successivo ricorso alla Camera dei Ricorsi
Penali del Tribunale di Appello é stato respinto con decisione 19 maggio 1999.
Nelle more della procedura ricorsuale alla CRP questo giudice si era inoltre
chinato su due distinti reclami in materia di trasferimento a Ginevra di _____________
rispettivamente sulla richiesta di arresti domiciliari. Dette impugnative sono
state evase, con decisione 6 maggio scorso, in un unico giudizio. Da
evidenziare ancora come la difesa dell’accusato abbia inoltrato istanza di
ricusa del PP avv. Marco Bertoli. La richiesta é stata respinta dalla CRP con
decisione 19 maggio scorso.

 

In sostanza i fatti posti alla
base della presente decisione possono essere ripresi dai precedenti interventi
giudiziari. Si può qui ritenere come:

 

 

“_____________, medico psichiatra, é stato
arrestato il 1 dicembre 1998 siccome accusato di truffa e falsità in documenti.
Come noto l’arresto é avvenuto contestualmente con l’esecuzione di numerose
perquisizioni e sequestri presso lo studio medico dell’accusato, e presso le
cliniche __________, con l’acquisizione di un'impressionante mole di
documentazione sia di tipo contabile che medico (in specie cartelle riferite a
numerosi pazienti), documentazione attualmente al vaglio degli inquirenti come
noto alla difesa. Nel corso dell’istruttoria sia i magistrati che la polizia
hanno proceduto a numerose verbalizzazioni di testi ed indiziati e sin
dall’inizio il compito istruttorio é apparso notevole a fronte del numero delle
persone coinvolte od interessate ai fatti di cui si tratta ed alla luce della
mole di documentazione acquisita e da acquisire attraverso le casse malati
vittime degli ipotizzati reati.

 

 

 

 

 

 

 

Sin dal suo arresto _____________, già colpito
da infarto (come attestano i periti incaricati dal PP nel loro scritto 21 marzo
1999) nel corso del 1991, é stato trattenuto presso la cella dell’Ospedale __________
sotto cura medica da parte del primario prof. __________ ed in cura presso il
dott. __________. In pratica _____________ non é stato considerato carcerabile
(nel senso che non é stato possibile trattenerlo presso una cella del PCT) per
ragioni mediche.

 

A _____________ il PP rimprovera numerose
malversazioni, commesse con varie modalità, in danno di Casse malati, di
pazienti, di assicurazioni sociali e di case farmaceutiche. Più
specificatamente _____________ avrebbe fatturato, per prestazioni mai eseguite,
ricoveri di pazienti che in realtà non si trovavano degenti nelle cliniche da
lui dirette o che si trovavano congedati dalle stesse (con l’apposizione di
indicazioni fasulle sulle cartelle mediche come se i pazienti fossero
ricoverati, il tutto al fine di conseguire ... un indebito profitto personale
rispettivamente in favore di terzi).

 

L’inchiesta condotta dal magistrato d’accusa
ha permesso di evidenziare numerose e diverse modalità operative ritenute
truffaldine in danno principalmente delle casse malati, e ciò sia nell’ambito
della gestione delle cliniche che facevano capo all’accusato sia nella
conduzione dello studio ove venivano fatturate giornalmente prestazioni mediche
per un complessivo di ore fatturate a volte superiore al numero di ore di cui
un giorno é composto.

 

... sono emerse poi nuove ipotesi fattuali
riferite principalmente all’inserimento di pazienti in sperimentazioni
remunerate da case farmaceutiche, pazienti non adatti a tali sperimentazioni,
con lo scopo di ottenere rispettivamente non perdere i compensi versati dalle
citate case farmaceutiche, il tutto mediante falsificazione dei dati del
paziente. Come detto nella decisione 1 marzo 1999 di questo giudice i fatti
sono di inusuale estensione ed oggettiva gravità siccome ripetuti nel tempo in
numero elevato.

 

In corso d’istruttoria il magistrato d’accusa,
che ha profuso notevole impegno, ha proceduto a sentire personalmente
rispettivamente a fare interrogare numerose persone, sono stati acquisiti un
centinaio di verbali (ad oggi aumentati a quasi duecento per il
procedere sollecito dell’istruttoria da parte del magistrato d’accusa e dei
funzionari di polizia a lui preposti) e
numerose sono pure le audizioni dell’accusato che non sempre é apparso collaborativo
ammettendo i fatti indicando comunque sua consapevolezza della illiceità
dell’agire quasi sistematico adottato nelle cliniche unicamente dopo il suo
arresto. Ancora al vaglio degli inquirenti é l’esame dell’enorme mole 

 

 

 

di documentazione sequestrata, in particolare
il medico legale dott. __________ sta esaminando (come a recente nomina a
perito) 

tutte le cartelle mediche sequestrate. Gli
accertamenti sin qui svolti, il cui risultato appare riassunto nel Rapporto
intermedio di data 13 febbraio scorso, evidenziano la commissione di differenti
e numerose “irregolarità” nella fatturazione di prestazioni.

 

Come già ricordato nella decisione 1 marzo
1999 all’accusato sono state contestate sostanzialmente tutte le diverse
tipologie di malversazione ritenute dalla pubblica accusa. In particolare si
ricordano le ipotesi di reato riferite ai pazienti fittizi, ossia non presenti
in clinica, rispettivamente per pazienti diurni o notturni, vi sarebbero poi
malversazioni con riferimento a pazienti amministrativi, ossia a pazienti per i
quali si procedeva ad ammissioni anticipate (la fatturazione iniziava prima
della reale ammissione del paziente in clinica), rispettivamente a dimissioni
posticipate (la fatturazione proseguiva oltre il reale periodo di degenza), ed
ancora malversazioni riferite alla fatturazione di congedi effettivi ma con
falsa iscrizione sulle cartelle mediche o congedi prolungati. Tra le ipotesi
accusatorie vi sono poi le irregolarità, riferite alla “sovrappopolazione” di
letti ossia letti fatturati a più pazienti, le sovrafatturazioni per farmaci,
terapie e per analisi (per avere _____________ operato iscrizioni nelle
cartelle mediche relative a fasulle prescrizioni di farmaci - pagati dalle CM -
in sostituzione di prestazioni fisioterapeutiche invece non pagate dalle CM
come ammesso dall’accusato stesso che tende comunque a ridimensionare i casi a
pochi e per contenuto indebito arricchimento). Ulteriori capitoli attualmente
al vaglio del magistrato d’accusa si riferiscono, e ci si atterrà qui alla
nomenclatura convenuta tra le parti nel verbale 30 dicembre 1998 dell’accusato,
alle consultazioni degli psicologi, all’AI, alle problematiche connesse con
l’esenzione militare, ad incassi non dichiarati ed ai ricoveri forzati. Va qui
rilevato come numerosi collaboratori ed ex collaboratori dell’accusato abbiano
ammesso le loro responsabilità riconducendo comunque il loro agire al dott. _____________
giustificandolo con la volontà del “capo” ed il rischio di perdere il posto di
lavoro oltre che a pressioni specifiche in questo senso subite dal dott. _____________.”

 

 

_____________ é stato sottoposto
a numerose visite mediche, stante pregresse difficoltà cardiache, ed il
magistrato d’accusa ha ritenuto necessario, nell’ambito della problematica
connessa alla verifica della carcerabilità, sottoporre _____________ ad esame
medico da parte di tre medici italiani. Le conclusioni degli stessi sono
ampiamente note alla diligente difesa. Da evidenziare qui, per quanto
d’interesse nell’istanza in discussione, le conclusioni dell’esame psichiatrico
dello psichiatra accusato (riservate le conclusioni della perizia affidata al
prof. __________):

 

 

 

“ ... dal punto di vista psichiatrico - hanno
accertato un “Disturbo Post-Traumatico da Stress in un soggetto con Disturbo
narcisistico ed Istrionico di Personalità”.

 

 

2.

 

L’ampia discussione e la
necessità di procedere a continue visite, come sopra ricordato, per la verifica
delle condizioni di carcerazione di _____________ hanno assorbito, non poco,
sia la difesa che il magistrato d’accusa sicché la conduzione del procedimento
ne ha, in parte almeno, risentito. Da osservare comunque come il magistrato
d’accusa abbia delegato l’audizione di numerose persone coinvolte nei fatti a
funzionari di polizia. Ad oggi sono stati acquisiti numerosi verbali di
interrogatorio, ciò al fine di accertare sia le modalità operative rimproverate
all’accusato sia l’estensione dell’agire che il PP ritiene illecito. Il perito
incaricato dell’esame delle numerose cartelle mediche ha, dal canto suo,
esaminato parte del materiale sequestrato evidenziando le risultanze del suo
esame in un rapporto intermedio intitolato “Sintesi” cui sono allegati 8
classificatori contenenti gli elementi documentali a sostegno del lavoro
peritale. In particolare il perito ha inserito in 5 classificatori conteggi
assenza/congedi riferiti ad una trentina di pazienti. L’esame di questi
limitati casi ha evidenziato ipotesi di reato (“soprassedendo ad una valutazione
in merito alla fisioterapia”) per un danno totale di oltre 2,2 mio CHF. Il
perito ha annesso al suo lavoro intermedio un classificatore contenente le
schede relative alle ipotizzate sovrafatturazioni eseguite dall’accusato in
seno al suo studio medico. L’importo ipotizzato malversato ammonta a CHF 2,9
mio.

 

Pur non essendo stato più
interrogato l’accusato, che da ultimo aveva presentato un certificato medico
attestante momentaneo impedimento (come evidenziato nella decisione 6 maggio
1999 di questo giudice), l’istruttoria é proseguita mediante audizioni di
pazienti in particolare.

 

Il magistrato é ancora in attesa,
da parte delle casse malati e dalla federazione ticinese degli assicuratori
malattia, dell’invio della documentazione oggetto di suo ordine. Il lavoro di
ricerca e selezione che incombe alle CM appare importante e detta
documentazione appare di rilievo per la completa verifica delle ipotizzate
malversazioni. Il PP sta procedendo, con la collaborazione della polizia da un
lato e le indicazioni del perito, all’audizione dei pazienti che sono stati in
cura dell’accusato e che, consapevolmente o meno, sono stati coinvolti nei
fatti. Si tratta, a non averne dubbio (poiché lo ricorda anche la CRP nella sua
decisione 19 maggio 1999 su ricorso dell’accusato in materia di libertà
personale, di poi citata CRP1, al pto. 4 pag. 6 a metà ed in fine al pto.
4.1.), di importanti elementi ai fini dell’istruttoria per accertare l’esatto
ruolo di _____________ e per definire il ruolo dei pazienti stessi nonché per
accertare con precisione (ciò che solo le deposizioni dei pazienti
permetteranno di ottenere) l’ammontare del danno cagionato con l’agire ritenuto
illecito dal magistrato inquirente.

 

 

 

Già si é detto che, a fronte
della decisione 6 maggio 1999 di questo giudice, con provvedimento non
impugnato _____________ é stato trasferito alla __________ sempre in stato di
detenzione preventiva.

 

 

3.

 

Con istanza 18 maggio 1999 il PP
avv. Marco Bertoli ed il PPG avv. Luca Marcellini hanno postulato la proroga
della detenzione preventiva cui é astretto l’accusato sino e compreso il 30
novembre 1999. I magistrati, la firma a due procuratori pubblici é chiaramente
dettata dalla pendente (il 18 maggio 1999) istanza di ricusa del PP avv. Bertoli,
dopo avere riepilogato i fatti posti alla base del procedimento penale in
discussione ritengono l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza
per le ammissioni di irregolarità degli interrogati (collaboratori
dell’accusato), per gli accertamenti preliminari svolti dal perito tecnico, per
le seppur parziali ammissioni dell’accusato stesso. Essi rilevano le diverse
tipologie di reato ricapitolate nel verbale 30 dicembre 1998 dell’accusato, il
danno sin qui evidenziato e l’evoluzione dell’istruttoria che ha mostrato nuove
situazioni dalla possibile connotazione illecita. I magistrati evidenziano come
all’accusato fosse ben chiaro che i congedi (che non formano che una delle
tante tipologie di presunte malversazioni) non potessero essere fatturati. Per
l’inquirente sussistono inoltre ulteriori e numerosi bisogni istruttori. 130
persone sono già state sentite dalla PS rispettivamente dal PP, con necessità
di prospettare integralmente le risultanze di dette deposizioni all’accusato.
Accusato che risulta essere lume medico, datore di lavoro e proprietario delle
cliniche dove ancora oggi numerose persone interrogate sono attive. Appare
necessario, per i PP, procedere sia personalmente sia per il tramite della
polizia all’audizione di un numero considerevole di pazienti solo in parte indicati
dall’accusato e solo in parte (per la parziale esecuzione dell’esame delle
cartelle mediche da parte del perito) identificati. Sembrano ancora necessari
numerosi verbali a confronto dato l’atteggiamento processuale assunto
dall’accusato (di per se legittimo) che ricusa di riconoscere la propria
responsabilità se non per situazioni minori ed in toni minori riversando sulle
spalle dei collaboratori (medici, personale amministrativo ed infermieristico)
le azioni illecite ad indebito profitto dello stesso accusato e delle cliniche
a questi facenti capo. Per i PP appare importante permettere al perito di
completare la sua attività ed ottenere la documentazione attesa dalla FTAM ed
ancora ulteriori ipotesi di malversazioni sarebbero emerse con riferimento all’AI
(con l’indicazione di 481 casi da sottoporre ulteriormente al perito per le sue
verifiche). Anche con riferimento alle ipotesi di malversazioni connesse alle
sperimentazioni eseguite in accordo con le case farmaceutiche sembra rilevante
acquisire completa documentazione per le puntuali verifiche che il caso impone.
I magistrati osservano come il compito che li attende ancora appare immane,
così come lo é quello del perito incaricato con il rilievo che il Cantone ha
dovuto far capo a supplente per i normali compiti che incombono al medico
legale. Gli istanti osservano di avere proceduto con celerità ed evidenziano la
necessità di 

 

 

 

disporre ancora di un termine di
6 mesi, ossia sino e compreso il 30 novembre 1999, per avanzare con
l’istruttoria avendo l’accusato privato della sua libertà personale e ciò per
evitare rischio di inquinamento probatorio e di collusione. In effetti vi
sarebbe concreto rischio di pressione facilmente esercitabile da parte
dell’accusato sia nei confronti dei colleghi e collaboratori (comunque ancora
dipendenti - in buona parte - delle sue cliniche rispettivamente succubi dello
stesso _____________ come gli atti hanno evidenziato) rispettivamente dei
pazienti (che per il loro presumibile stato e per il rapporto di fiducia instaurato
con il medico potrebbero essere facilmente influenzati). I magistrati indicano
che, contrariamente all’assunto difensivo, l’accusato non é confesso.

 

 

4.

 

Dal canto suo il difensore
dell'accusato contesta il sussistere di un rischio collusivo a fronte dei
numerosi verbali già acquisiti e visto come la documentazione medica sia stata
sequestrata.

Richiamando il principio di
proporzionalità e la necessità di contenere per quanto possibile la durata
della detenzione preventiva la Difesa ritiene che un termine di 30 giorni sia
quanto al massimo concedibile al magistrato per porre in essere quegli atti
ritenuti imprescindibili. _____________ lamenta di essere stato sentito una
sola volta negli ultimi due mesi, contesta le ulteriori argomentazioni di
ordine pubblico dei Procuratori Pubblici, postula celere conduzione
dell'inchiesta e rammenta la delega alla Polizia dell'audizione dei pazienti.

 

 

5.

 

Alle parti il diritto che regge
la materia é noto, basti qui ricordare che l'art. 95 CPP - corrispondente all'art.
33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 -
dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola
in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga
del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico
dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o
un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse
pubblico, quali i bisogni dell'istruzione, il pericolo di fuga e quello di
recidiva (senza dimenticare che l'arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell'istruttoria, ma anche ad
assicurare la presenza dell'accusato al processo e a garantire l'eventuale
espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16
novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P 477/1993, consid. 3).
L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato
codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283
cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla
giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del
Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP
1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

 

 

 

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della  libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

 

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP
1980 pag. 128).

 

 

6.

 

Come riferito la situazione
processuale di _____________ è stata recentemente analizzata dalla Camera dei
ricorsi penali con decisione del 19 maggio 1999. Questa autorità ha ritenuto
pacifici i gravi indizi di colpevolezza a carico dell'accusato.

Detto presupposto legale va qui
oggi pienamente confermato. L'accusato è indiziato di truffa ripetuta e falsità
in documenti ripetuta, in correità con terzi. A suo carico vi sono tutta una
serie di indizi consistenti in particolar modo negli accertamenti peritali
svolti dal dott. __________ deducibili sia dal rapporto intermedio del febbraio
scorso, sia dal rapporto denominato "Sintesi" di cui è parola sub. 1.
Sussistono poi tutta una serie di deposizioni, in specie di chiamate in
correità quali quelle rese dal dott. __________ (comunque posto a confronto con
_____________), le deposizioni di __________ per non citarne che alcune.

 

Dette deposizioni, o perlomeno
parti di esse, sono state prospettate all'accusato il quale, come detto, ne ha
almeno in parte ricusato il contenuto.

Vanno poi evocate le, seppur
parziali, ammissioni di _____________ accompagnate comunque dalla precisazione
di consapevolezza dell'illecito agire acquisita solo dopo l'intervento della
magistratura.

Le deposizioni agli atti appaiono
significative - ancorché il loro contenuto debba essere semmai approfondito e
quindi contestato a _____________ - ed indicano la sistematica pratica di
ammissioni anticipate e dimissioni posticipate di pazienti, evocano la
fatturazione fasulla di prestazioni non coperte dalle casse malati in luogo di
prestazioni diverse coperte, ricordano le fatturazioni dello studio secondo
direttive di _____________ per orari non corrispondenti - tanto che vi sono
fatturazioni per ore di lavoro superiori a quanto un giorno ne contenga - ed
attestano (dott. __________) malversazioni in ordine alle sperimentazioni con
le case farmaceutiche.

Si tratta di elementi seri e
convergenti che imputano all'accusato un agire illecito sistematico, costante
nel tempo e riferito ad un danno di tutto rilievo. 

Come detto la somma preliminare
accertata sin qui, ma l'analisi che incombe al dott. __________ è lungi
dall'essere completa, è di 5,1 mio CHF.

 

Si tratta quindi di elementi
sufficienti a giustificare il permanere in carcere di _____________.

 

 

 

 

 

 

7.

 

Dal profilo delle necessità
istruttorie basterebbe fare semplice rinvio a quanto ritenuto dalla Camera dei
ricorsi penali nella sentenza citata al suo punto 4.1.

 

Detta autorità giudiziaria
ricorda come l'accusato

 

              "... non abbia
fornito all'autorità inquirente una collaborazione piena ed      incondizionata,
limitandosi a fare ammissioni solo dinnanzi a precise e       documentate
circostanze di fatto..",

 

ciò che, per la CRP

 

              "... rende
perlomeno verosimile un suo tentativo, qualora posto in    libertà provvisoria,
di inquinare le prove".

              (CRP 19 maggio
1999, pag. 5 in fine, 5 in inizio).

 

 

La CRP appare poi particolarmente
chiara nell'evidenziare "l'atteggiamento negativo di _____________"
riferendosi alle giustificazioni mediche paventate, da un lato, ed al desiderio
dei suoi collaboratori di compiacerlo dall'altro.

 

Questo giudice non può qui far
altro che ribadire quanto già espresso nelle decisioni 24 dicembre 1998, 1.
marzo 1999 e 15 aprile 1999.

A carico di _____________ sono
state in particolare raccolte un numero importante di deposizioni, sia a
livello di Polizia sia da parte del PP, e deponenti risultano essere suoi
stretti collaboratori in formazione (medici), sia personale infermieristico ed
amministrativo dello studio e delle cliniche. Con tali persone l'accusato ha
instaurato, prima del suo arresto, stretti rapporti in conseguenza allo
svolgimento - fianco a fianco - dell'attività lavorativa in un campo delicato
quale quello della medicina psichiatrica. Il rapporto di datore di lavoro (_____________
è ancora proprietario delle cliniche oggetto d'indagine) e collaboratore, che
notoriamente si basa sulla fiducia, la collaborazione giornaliera, con
conseguenza di delega nello svolgimento delle mansioni, ed il rapporto di
subordinazione che ne deriva, oltre che il rapporto di dipendenza conseguente
ai ruoli svolti (medici in formazione ed infermieri con professore
universitario) sono elementi che lasciano presumere - viste le contrastanti
versioni rese dai protagonisti - facile e possibile intervento dell'accusato
per ottenere versioni "ammorbidite" o ritrattazioni delle deposizioni
raccolte.

 

A puro titolo esemplificativo
bisogna qui ricordare il verbale __________ (v. PP 2.12.1998):

 

              "... era per
me tuttavia chiaro che se non rispettavo queste indicazioni       ... perdevo
il posto di lavoro",

 

 

 

 

 

 

ed ancora il verbale del dott. __________
in merito al collega dott. __________ il quale, con riferimento a
"procedure poco corrette" riferite a pazienti non presenti in clinica
gestiva in generale detti pazienti e ricorda come questi

 

              "... subiva
l'influenza del dott. _____________ nella peggiore delle accezioni. In  pratica
lui faceva tutto quello che gli chiedeva _____________".

              (v. Pol. __________,
pag. 2).

 

Anche __________ rammenta le
"pressioni che egli esercitava sul nostro capo clinica" evocando -
nell'ambito delle ricerche riferite a case farmaceutiche - che 

 

              "... abbiamo
fatto sparire dalla clinica tutta la documentazione medica       di questi
pazienti i cui dati anamnestici erano stati manipolati"

              (in questo senso
GIAR 1. marzo 1999, pag. 9 in fine e 10 in inizio).

 

Sussiste quindi, nei confronti
delle persone già sentite e collaboratrici / collaboratori rispettivamente
colleghi (comunque subalterni di _____________) un forte rischio di collusione.

 

Ma vi è di più. A ragione, in
effetti, il PP avv. Marco Bertoli ed il PPG avv. Luca Marcellini rammentano i
risultati delle censure telefoniche poste in essere al momento delle indagini a
fronte degli indizi che si raccoglievano.

 

__________ ha temuto molto per il
suo futuro professionale ed ha tentato di contattare l'accusato, ed ancora si
vedano le telefonate specificatamente ricordate dai PP nella loro istanza.

 

Vi è quindi, e lo si ribadisce,
un forte rischio di collusione, rischio che appare ancora più elevato nei
confronti dei pazienti. L'esame del perito sta evidenziando, come il Rapporto
"Sintesi" riferisce, tutta una importante serie di ipotizzate
malversazioni sulla pelle delle Casse Malati con l'intervento, consapevole od
inconsapevole, di numerosi pazienti.

 

La CRP (sentenza 19 maggio 1999,
pag. 6) evoca un concreto rischio di collusione nei confronti dei pazienti

 

              "... i quali,
sia per le loro patologie che per il particolare rapporto di            fiducia
esistente con l'accusato sarebbero da quest'ultimo facilmente            influenzabili".

 

Va qui rilevato come _____________
ben conosca i suoi pazienti - tanto da ricordare (a 10 anni di distanza) che la
madre del PP __________ sarebbe stata sua paziente - e li ricorda. D'altro
canto invece il PP ed il PPG non hanno ancora proceduto (per tramite del dott. __________)
a completare l'esame delle cartelle mediche acquisite e di quelle preannunciate
dall'AI.

 

 

 

 

 

 

Il dott. _____________ sa quindi
perfettamente chi potrebbe contattare mentre la magistratura non ha ancora
identificato i pazienti nell'ambito delle cui cure sarebbero state commesse
malversazioni.

 

A ragione la CRP ricorda poi il
legame di fiducia, soprattutto in ambito delicato come quello della medicina
psichiatrica, che si instaura tra medico e paziente, rapporto particolarmente
forte per l'esistenza del segreto medico che copre tutti gli aspetti delicati
che i pazienti possono riferire al medico.

 

Non solo. La malattia, in
particolare quelle nell'ambito del dott. _____________, pone spesso il paziente
in condizione di subordinazione nei confronti del medico come l'esperienza
insegna.

 

In questo senso va ritenuto un
concreto rischio di collusione nei confronti dei pazienti in parte già
identificati e sentiti ed in parte ancora da identificare.

 

Vi sono poi concrete esigenze
istruttoria. _____________ deve essere approfonditamente interrogato, gli
devono essere prospettati i verbali raccolti (semmai, dopo necessario
approfondimento) e deve essere possibile procedere ai necessari confronti.
D'altro canto i magistrati ancora attendono documentazione sia dalle Case farmaceutiche
interessate alla sperimentazione che dalla FTAM con conseguente necessità di
verifica in parallelo con quanto sta svolgendo il perito e con successiva
contestazione all'accusato.

 

Sussistono quindi esigenze
istruttorie, rischio di collusione ed inquinamento probatorio, particolarmente
forti ed evidenti, tali da giustificare il mantenimento in carcere
dell'accusato.

 

 

8.

 

Stanti i gravi indizi di
colpevolezza e le necessita istruttorie nonché il rischio di collusione e di
inquinamento probatorio non si giustifica esaminare le ulteriori argomentazioni
attinenti i motivi di interesse pubblico invocati dalla pubblica accusa.

 

 

9.

 

Resta da esaminare il rispetto
del principio di proporzionalità del carcere preventivo sofferto ed ancora
prospettabile sia di per sé stesso (ossia riferito alla carcerazione già subita
ed alla presumibile durata dell'evasione delle necessità istruttorie ancora
incombenti) sia in rapporto alla presumibile pena che la Corte del merito
potrebbe infliggere in caso di giudizio di condanna.

 

Giusta l’art. 102 cpv. 2 CPP la
durata del carcere preventivo durante l’istruzione formale può essere di sei
mesi; tale termine può essere convenientemente prorogato (art. 103 CPP).

 

 

 

La prassi del Tribunale federale
ha comunque stabilito un limite massimo, ritenendo eccessiva ogni carcerazione
preventiva la cui durata complessiva superi quella della pena privativa della
libertà che presumibilmente potrebbe essere inflitta dal giudice di merito (DTF
116 Ia 147 consid. 5a, 113 Ia 185, 107 Ia 257 consid. 2 e 3, 105 Ia 32 consid.
4b; Rep. 1980, p. 46 consid. 3b). Il protrarsi del carcere preventivo deve
comunque obbedire al principio della proporzionalità, stando al quale la durata
dipende anche dalle circostanze concrete, in particolare, dalla vastità e
complessità dell’inchiesta e dal comportamento dell’arrestato (DTF 107 Ia 259 consid.
3b, 105 Ia 33 consid. 4b).

 

Nel caso concreto il procedimento
risulta essere estremamente vasto e complesso. Numerosissimi appaiono i
collaboratori ed i pazienti sentiti e da sentire, la ricostruzione del danno
risulta essere laboriosa e non facile. Restano da acquisire un notevole
quantitativo di prove, in specie attraverso audizioni, e resta da completare il
lavoro peritale di ricostruzione. Questi elementi, in uno con l'atteggiamento
processuale assunto dal dott. _____________ - di per se legittimo ma che impone
approfondimento istruttorio non indifferente - giustificano proroga della
detenzione preventiva di ulteriori 6 mesi. Al magistrato d'accusa va dato atto
di notevole impegno sia riferito alla raccolta delle prove, sia riferito al
dispendio di tempo per il doveroso accertamento delle condizioni di
carcerazione di _____________ come imposto dalle istanze della difesa.

Le indagini, come detto, sono ben
lungi dall'essere concluse.

 

Il periodo di 6 mesi che viene
ulteriormente concesso al magistrato d'accusa risulta rispettoso del principio
della proporzionalità anche in considerazione della possibile pena che - in
caso di giudizio di colpevolezza - la Corte del merito potrebbe infliggere
all'accusato ritenuto l'ampiezza dell'agire illecito rimproverato a _____________,
l'entità presumibile del danno ed il ruolo di _____________ nell'ambito delle
cliniche e dello Studio.

Il magistrato d'accusa é invitato
quindi a volere procedere con la medesima solerzia che sin qui ha
contraddistinto il suo agire per evitare un giudizio di merito ritardato nel
tempo (si vedano in proposito le DTF Cassazione Penale 30 novembre 1998 in re E.F.,
A.P. e E.P. dove si ricorda il diritto per ogni accusato a che
l'inchiesta e il procedimento penale aperti nei suoi confronti siano portati a
compimento senza inutili ritardi, ovvero entro un termine ragionevole,
situazione questa certamente voluta in casu anche dalla Difesa).

 

 

10.

 

Visto quanto precede l’istanza di
proroga del carcere preventivo va integralmente accolta con la presente
decisione esente da tassa e spese di giudizio (art. 39 litt. f TG e contrario)
e suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di
Appello nel termine di 10 (dieci) giorni dall'intimazione.

 

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli articoli
menzionati e gli art. 103 e 280 e segg. nonché 284 CPP;

 

 

 

 

 

decreta

 

 

1.   L’istanza
18 maggio 1999 formulata dal Procuratore Pubblico avv. Marco Bertoli e dal
Procuratore Pubblico Generale avv. Luca Marcellini é integralmente accolta.

 

2.   Di
conseguenza il carcere preventivo cui é astretto _____________ é prorogato sino
e compreso il 30 novembre 1999.

 

3.   Non
si percepiscono tasse e spese.

 

4.   Avverso
la presente decisione in materia di libertà personale é data facoltà di ricorso
alla Camera dei Ricorsi Penali del Tribunale di Appello nel termine di dieci
giorni dall’intimazione.

 

5.   Intimazione:

-    
all’accusato _____________, per il tramite del patrocinatore avv.
__________;

-    
all’avv. __________;

-    
al Procuratore Pubblico avv. Marco Bertoli, Lugano, con gli atti
di ritorno.

-    
al Procuratore Pubblico Generale avv. Luca Marcellini, Lugano

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                     giudice
Ivano Ranzanici