# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9a84bd2c-62e3-5966-b27f-1fab1c94425b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-09-30
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 30.09.2005 16.2005.100
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2005-100_2005-09-30.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2005.100

  	
  Lugano

  30 settembre
  2005/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 1°
settembre 2005 presentato da

 

	
   

  	
   RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

la sentenza 25 agosto 2005 del Pretore della
giurisdizione di Locarno Città, nella causa civile inappellabile (inc. n.
IU.2004.27) promossa con istanza 22 giugno 2004 nei confronti di

 

	
   

  	
   CO 1  

  patr. dall'  PA
  1  

   

  

 

 

 

con la
quale l'istante ha chiesto il pagamento di fr. 3'900.- oltre accessori come
pure il rigetto in via definitiva dell'opposizione interposta dal convenuto al
PE n. __________ dell'UEF di Locarno, domande respinte dal giudice,

 

 

 

letti ed esaminati gli atti

 

 

 

 

 

considerato

 

in fatto e in diritto:      che con istanza 22 giugno 2004 RI 1 ha convenuto CO 1 davanti
al Pretore della giurisdizione di Locarno Città per ottenere il pagamento di fr.
3'900.–, a titolo di risarcimento dei danni che egli pretende aver subito per l'utilizzo
abusivo della sua proprietà da parte del convenuto durante i lavori di ristrutturazione
della propria abitazione nel periodo da dicembre 2002 a febbraio 2003. Il
convenuto si è opposto alla pretesa sostenendo che l'utilizzo del fondo di
proprietà dell'istante sarebbe avvenuto previo tacito accordo con quest'ultimo,
che peraltro non ha mai sollevato contestazione alcuna, e solleva in ogni caso
l'eccezione di prescrizione della pretesa avversaria in quanto basata sull'art.
41 CO;

 

                                         che con
sentenza 26 agosto 2005 il Pretore ha respinto l'istanza non avendo l'istante
comprovato la sussistenza del credito rivendicato nei confronti del convenuto,
in particolare l'eventuale esistenza di un contratto di locazione in virtù del
quale il vicino sarebbe tenuto al pagamento di una pigione per l'occupazione
del fondo dell'istante, occupazione che secondo il primo giudice le parti non
hanno inteso assoggettare a una qualsiasi remunerazione, tant'è che l'istante
si è attivato subito ma ha atteso la fine dei lavori prima di far valere le
proprie pretese;

 

                                         che con
scritto 1°settembre 2005, indirizzato alla Pretura e trasmesso a questa Camera per
essere trattato quale ricorso per cassazione, RI 1 è insorto contro il predetto
giudizio; 

 

                                          che
per la mancata indicazione dei rimedi di diritto nella sentenza del pretore,
occorre rilevare che, contrariamente a quanto vale – in linea di principio – nell'ambito
del diritto pubblico, l'indicazione dei rimedi di diritto in procedura civile
non è necessaria, non trattandosi di un presupposto formale della sentenza ai
sensi dell’art. 285 cpv. 2 CPC (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, art. 285, m. 22);

 

                                         che nel
merito va rilevato che secondo l'art. 8 CC, norma che regola
la ripartizione dell'onere probatorio e le conseguenze dell'assenza di ogni
prova (DTF 130 III 321 consid. 3.1 pag. 323; sentenza TF 4C.408/2004 del 18
marzo 2005), chi vuole dedurre il suo diritto da una circostanza di fatto da
lui asserita, deve fornirne la prova, ritenuto che la mancata
prova delle circostanze di fatto costitutive del diritto obbliga il giudice a
decidere in sfavore di chi ne sostiene l’esistenza (Kummer, Berner Kommentar,
n. 20 ad art. 8 CC);

 

                                         che pertanto
spettava all'istante provare la fondatezza della sua pretesa, ovvero la
conclusione di un accordo con il convenuto circa la remunerazione dell'utilizzo
del suo fondo durante i lavori di riattazione del suo stabile, rispettivamente
l'utilizzo abusivo del fondo da parte del medesimo e conseguentemente il danno
patito, prove che l'istante non ha apportato;

 

                                         che il
solo fatto per il convenuto di aver occupato il fondo dell'istante non comporta
automaticamente un obbligo di remunerazione anche perché, come correttamente rilevato
dal primo giudice, l'istante ha tollerato tale stato di cose per parecchi mesi
senza nulla eccepire, ciò che permette di non considerare arbitraria la
conclusione del primo giudice secondo la quale l'istante avrebbe permesso
l'utilizzo del suo fondo a titolo gratuito per la durata dei lavori di
ristrutturazione dello stabile del convenuto;

 

                                         che tale
conclusione, è peraltro implicitamente ammessa dall'interessato nel suo scritto
20 dicembre 2002 ove questi si limita ad impartire al convenuto un termine di
cinque giorni per liberare il suo fondo dalle strutture ivi istallate per i
lavori di riattazione ritenuto che trascorso questo tempo ci vediamo
costretti a fatturarle una adeguata somma di risarcimento per l'uso della
nostra proprietà (cfr. doc. B);  

 

                                         che a
queste risultanze l'istante nulla ha contrapposto, tantomeno l'esistenza di un
qualsiasi accordo circa il carattere oneroso dell'occupazione del suo fondo o
l'eventuale buon diritto di una pretesa di risarcimento danni;

 

                                         che per
quanto attiene alla procedura adottata dal primo giudice, egli si è correttamente
conformato ai disposti di cui agli art. 291 segg. CPC che regolano la procedura
inappellabile dinanzi al pretore, in particolare all'art. 292 CPC secondo il
quale se un parte non compare all'udienza di discussione dell'istanza, il giudice
procede nella lite giudicando in base all'istanza e alle prove addotte;

 

                                         che nel
caso di specie, siccome la parte convenuta ha proposto l'audizione di alcuni
testi, l'istante ha potuto partecipare alla loro assunzione e ha produrre un
memoriale conclusivo dal quale il pretore ha correttamente estromesso la
documentazione  fotografica allegata conformandosi agli art. 191a e 192
CPC, caso contrario, ovvero se il convenuto non avesse proposto nessuna prova
oltre a quelle documentali prodotte all'udienza del 21 settembre 2004, la
procedura si sarebbe conclusa quel giorno medesimo con l'emanazione della
sentenza;

 

                                         che in
merito alla presenza del legale del convenuto all'udienza, va rilevato che
l'art. 64 cpv. 1 CPC permette alla parte di farsi rappresentare in giudizio da
un avvocato iscritto nell'apposito Registro, ciò che è il caso per l'avvocato __________
sicché la sua partecipazione alla trattazione della presente causa era consentita
dal punto di vista procedurale, mentre la pretesa violazione di norme
deontologiche da parte del legale non può essere verificata e tantomeno sanzionata
da questa Camera alla quale non spetta alcuna competenza in tale ambito;

 

                                         che alla
luce di quanto sopra esposto il ricorso, che non ha evidenziato nessun titolo
di cassazione il pretore avendo correttamente applicato il diritto procedurale
e materiale e avendo valutato le risultanze istruttorie in modo sostenibile,
deve essere respinto;

 

                                         che
giusta l’art. 313 bis CPC, applicabile anche alla procedura di ricorso per cassazione
in virtù del rinvio di cui all’art. 331 cpv. 1 CPC, questa Camera può decidere
con breve motivazione la reiezione dello stesso senza notifica alla controparte
per le osservazioni qualora questo si rilevi inammissibile o manifestamente
infondato;

 

                                         che in considerazione della particolarità del caso e a titolo eccezionale
si prescinde dal prelevare tasse e spese per il presente giudizio, mentre non
si giustifica di assegnare ripetibili alla parte convenuta alla quale il
ricorso non è nemmeno stato notificato.

 

 

Per i quali motivi, 

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese
l’art. 148 cpv. 1 CPC e la tariffa 

giudiziaria

 

 

pronuncia:

                                   1.   Il
ricorso per cassazione 1° settembre 2005 di RI 1 è respinto.

 

 

                                   2.   Il
presente giudizio è esente da tasse e spese. Non si assegnano ripetibili.

 

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  -    ;

  -     .

  Comunicazione
  alla Pretura della giurisdizione di Locarno Città.

  

                                         

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale
d’appello

La presidente                                                               La
segretaria