# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 87652f74-447f-5f93-8452-9d6808da1268
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-02-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 16.02.2015 35.2014.100
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2014-100_2015-02-16.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2014.100

   

  cr

  	
  Lugano

  16 febbraio 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa Somaini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 7 novembre 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 7 ottobre 2014 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 14 febbraio 2004, __________,
nato nel 1974, impiegato quale tecnico, in possesso di un diploma rilasciato
dalla Scuola __________ di __________, presso la ditta __________ - e, perciò,
assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l’CO 1 - è rimasto coinvolto
in un incidente della circolazione, riportando un politrauma con lussazione/frattura
del talo destro, frattura del radio distale destro, lussazione del gomito
sinistro e frattura multi frammentaria dell’ulna sinistra, frattura/lussazione
dell’anca sinistra posteriore (doc. 7 e doc. 51).

 

                                         A seguito dell’incidente
in questione, l’assicurato ha dovuto sottoporsi a diversi interventi chirurgici.

 

                                         L’Istituto
assicuratore ha ammesso la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente
le prestazioni di legge. 

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medici del caso, l’CO 1, con decisione del 30 maggio 2006 conseguente a
transazione intervenuta tra le parti, cresciuta incontestata in giudicato, ha
attribuito all’assicurato una rendita di invalidità del 10% e un’indennità per
menomazione dell’integrità del 10% (doc. 113).

 

                               1.3.   Con decisione formale del 27
giugno 2014, l’CO 1, informato dell’importante aumento di stipendio
dell’assicurato a partire dal mese di gennaio 2014, ha stabilito la soppressione della rendita retroattivamente a decorrere dal 1° gennaio 2014
(doc. 131).

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurato (doc. 132), in data 7
ottobre 2014, l’CO 1 ha confermato il contenuto della sua decisione (doc. 138).

 

                               1.4.   Con tempestivo ricorso del 7
novembre 2014, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha chiesto
l’annullamento della decisione impugnata e il ripristino di una rendita di
invalidità del 10%, posto che il suo stato di salute è rimasto immutato, così
come pure il suo rendimento, pari al 90%, a causa delle sue limitazioni
funzionali (doc. I).

 

                               1.5.   L’CO 1, in risposta, ha
postulato l’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà,
per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.6.   In data 26 gennaio 2015, il
TCA ha chiesto al patrocinatore dell’assicurato di trasmettere il “nuovo”
contratto di lavoro, valevole a partire dal 1° gennaio 2014 (doc. V).

 

                                         La risposta relativa è
pervenuta al Tribunale il 30 gennaio 2015 (doc. VI).

 

                               1.7.   Preso atto della risposta
fornita al TCA dal patrocinatore del ricorrente, con scritto del 10 febbraio
2015, il legale dell’assicuratore LAINF convenuto ha comunicato di
“riconfermarsi appieno nelle proprie allegazioni e domande” (doc. VIII). 

 

                                         Questo scritto è stato
trasmesso al ricorrente (cfr. doc. IX), per conoscenza.

                                         in diritto

                                      

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

                                      

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Il TCA è chiamato a stabilire
se l’CO 1 era legittimato oppure no a sopprimere, in via di revisione, la
rendita d’invalidità di cui era al beneficio RI 1.

 

                                         Secondo l'art. 17 cpv. 1
LPGA, se il grado di invalidità del beneficiario della rendita subisce una
notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta
proporzionalmente, oppure soppressa, d'ufficio o su richiesta.

 

                                         L'istituto della revisione
ha per scopo l'adeguamento della rendita di invalidità alle mutate circostanze
e non la correzione di errori di commisurazione dell'invalidità di cui sia
stata viziata la decisione iniziale o una revisione successiva (Ghélew,
Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l’assurance-accidents (LAA), Losanna
1992, p. 114).

 

                                         La revisione presuppone,
dunque, che l'invalidità abbia subito sostanziali mutamenti dopo la
costituzione della rendita o una sua successiva revisione (DTF 113 V 275
consid. 1a e riferimenti ivi menzionati).

 

                               2.3.   L'invalidità può modificarsi
essenzialmente per due ordini di motivi: sia perché cambia lo stato di salute,
sia perché il danno alla salute, pur rimanendo immutato, si ripercuote
diversamente sulla capacità lucrativa dell'assicurato, ossia sulla sua capacità
di procurarsi un guadagno col proprio lavoro (DTF 130 V 343 consid. 3.5; 113 V
273 consid. 1a; 109 V 116, consid. 3b). 

 

                                         L'assicurato può, infatti,
migliorare, in prosieguo di tempo, le proprie attitudini professionali,
acquisire conoscenze che gli consentano l'inserimento in attività meglio
rimunerate, reperire un posto confacente in modo ideale al suo stato di salute
e alle sue attitudini, ben pagato e sicuro, mettendo in atto una situazione non
prevedibile al momento di stabilire il reddito ipotetico da invalido.

                                         Oppure le sue capacità di
guadagno possono, per motivi diversi, peggiorare.

 

                               2.4.   Per rivedere una rendita di
invalidità non basta un semplice cambiamento passeggero: le circostanze di base
devono mutare presumibilmente a lungo termine.

                                         In particolare, non è
motivo di revisione un temporaneo aumento di guadagno dell'assicurato (cfr.
Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 114).

 

                               2.5.   Determinante per la revisione
è il raffronto tra le condizioni attuali e quelle esistenti al momento in cui
la rendita fu costituita o successivamente riveduta (DTF 133 V
108, consid. 5.4, 130 V 343 consid. 3.5.2 e 125 V 368 consid. 2 con
riferimento). 

 

                                         Non si tiene conto, né
prima né dopo, di fattori estranei al danno della salute. Ad esempio le scarse
conoscenze scolastiche, le difficoltà linguistiche, le insufficienti attitudini
professionali, ecc., non sono rilevanti ai fini della commisurazione
dell'invalidità.

                                         Ciò che importa è la
diminuzione della capacità di guadagno, presunta permanente o di rilevante
durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infortunio. Sola conta, infatti, per la determinazione dell'invalidità,
l'incapacità lucrativa in nesso causale con il danno alla salute (che, a sua
volta, nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, dev'essere in nesso
causale adeguato con l'infortunio).

 

                               2.6.   Nella concreta evenienza, l’CO
1, con la decisione formale del 30 maggio 2006, aveva attribuito all’assicurato
– tramite transazione – una rendita d’invalidità del 10% a partire dal 1° febbraio
2006 (doc. 113). 

 

                                         Nella decisione del 30
maggio 2006, cresciuta incontestata in giudicato, l’CO 1 aveva espressamente
indicato che:

 

" (…)

La diminuzione di rendimento del 10%, fissata durante l’incontro
del 23.2.2006, è riferita allo stato attuale. Il rientro in possesso della
licenza di condurre da parte del signor RI 1, così pure la partenza definitiva
dell’attuale responsabile della __________, sede di __________, possono essere
invocati quali motivo di revisione di questo accordo se gli stessi modificano
la percentuale di danno economico fissato. L’eventuale richiesta di revisione
sulla base dei motivi qui indicati, dovrà essere presentata dall’assicurato
assieme ai relativi mezzi di prova.” (Doc. 113)

 

                                         Nel mese di aprile 2014,
l’avv. RA 1 ha comunicato all’assicuratore LAINF che, a partire dal mese di
gennaio 2014, lo stipendio dell’interessato, per un lavoro al 90%, corrisponde
a fr. 10'000 lordi mensili (doc. 125).

                                      

                                         A seguito di tale
comunicazione, l’amministrazione ha deciso di sopprimere, a partire dal 1°
gennaio 2014, la rendita di invalidità del 10% precedentemente versata
all’assicurato, ritenuto che quest’ultimo, a partire dal mese di gennaio 2014,
non subisce più un discapito economico (doc. 138).

                                         

                                         Il patrocinatore del
ricorrente ha contestato la decisione con la quale l’amministrazione ha
stabilito la soppressione della rendita di invalidità, rilevando come lo stato
di salute dell’interessato, così come il suo rendimento del 90%, siano rimasti
immutati nonostante il rilevante aumento di stipendio concesso dal datore di
lavoro, per tenere conto “da una parte del lungo tempo trascorso dall’ultimo
adeguamento, dall’altra dall’aumento di responsabilità dato dal fatto che ora
egli è il responsabile della sede di __________ di __________, senza più il
supporto del signor __________” (doc. I). 

                                         Il legale ha infatti
rilevato che “le costrizioni di carattere medico che impediscono al ricorrente
di svolgere al 100% il suo lavoro, o meglio con un rendimento del 100%, sono
ancora presenti, tant’è che, come esposto ai fatti, egli ha ancora bisogno di
supporto nelle sue varie mansioni, supporto che sarebbe necessario in maniera
minore qualora non avesse quelle limitazioni di carattere fisico conseguenti
all’incidente. Proprio per questo __________ non gli può corrispondere il
medesimo salario che gli corrisponderebbe se la sua resa fosse completa” (doc.
I).

 

                               2.7.   Al fine di accertare se, come
sostenuto dal patrocinatore del ricorrente, il salario di fr. 10'000 mensili
versato a partire dal 1° gennaio 2014 all’assicurato corrisponda, secondo
quanto indicato in sede contrattuale, ad un rendimento del 90%, in data 26
gennaio 2015, il TCA ha chiesto all’avv. RA 1 di trasmettere il “nuovo”
contratto di lavoro stipulato fra le parti, rilevando quanto segue:

 

" (…)

Dalla documentazione agli atti e, in particolare, dal contratto di
lavoro datato 3 dicembre 2009 trasmesso in data 25 settembre 2014 dal Suo
studio legale all’CO 1, emerge che il signor RI 1 percepiva, per la sua
posizione dirigenziale di “responsabile tecnico della succursale di __________”,
una retribuzione lorda di fr. 7'200.--, “pari al 90% della retribuzione
completa, in considerazione della diminuzione di rendimento a causa
dell’infortunio del 14 febbraio 2004, che ha avuto conseguenze invalidanti”
(cfr. doc. 137/2, pag. 3).

 

In seguito, a partire dal 1° gennaio 2014, il signor RI 1 ha
ricevuto un importante aumento salariale, come da Lei comunicato
all’amministrazione tramite messaggio di posta elettronica dell’11 aprile 2014,
nel quale ha indicato che “faccio seguito al colloquio telefonico di
poc’anzi, per trasmetterle il conteggio di stipendio di gennaio 2014 del signor
RI 1, a conferma del fatto che la sua retribuzione, per un lavoro del 90%, è
ora di mensili lordi CHF 10'000 per tredici mensilità” (cfr. doc. 125).

 

Chiamata dall’amministrazione a produrre il nuovo contratto di
lavoro dell’assicurato (cfr. messaggio di posta elettronica del 10 settembre
2014 inviato dall’CO 1 alla signora __________ della ditta __________, doc.
134), rileviamo che, con messaggio di posta elettronica del 25 settembre 2014 trasmesso
al Suo studio legale (e successivamente inoltrato dal Suo studio legale all’CO
1, cfr. doc. 137), la signora __________ della ditta __________ ha comunicato
quanto segue:

 

“in allegato alla presente Le invio il regolamento e il
contratto per RI 1. La informo che dal 1° gennaio 2014 il salario lordo di RI 1
è di CHF 10'000.--, pari al 90% ….. (vedi pag. 3 del contratto di
lavoro) (…)” (cfr. doc. 137, sottolineatura della redattrice).

 

Al riguardo, rileviamo tuttavia che, contrariamente a quanto
indicato nel messaggio e-mail del datore di lavoro, nella documentazione agli
atti risulta unicamente il contratto di lavoro datato “__________, 3 dicembre 2009”, formato da quattro pagine, che riporta, a pag. 3, nel paragrafo “Stipendio, 13a mensilità e
altre indennità”, l’indicazione di un salario mensile lordo di fr. 7'200. 

Non è, per contro, stato allegato il “nuovo” contratto di lavoro
valevole a partire dal 1° gennaio 2014, con l’indicazione, a pagina 3 come
indicato dalla signora __________, del “nuovo” salario mensile aggiornato di
fr. 10'000, ma unicamente un documento estratto dall’“__________”, formato da
due pagine – e meglio pag. 26 e pag. 27 – intitolato “4.3.2. Responsabile della
sede di __________”, recante l’indicazione delle finalità della posizione
ricoperta dal signor RI 1, senza fare riferimento alcuno alla retribuzione
(cfr. doc. 137/1).

 

La invitiamo, pertanto, a volerci trasmettere il nuovo contratto
di lavoro valevole a partire dal 2014, comprendente l’indicazione, a pagina 3,
del “nuovo” stipendio di fr. 10’000 percepito dall’interessato a decorrere dal
1° gennaio 2014.”

                                          (Doc. V)

 

                                         Con scritto del 29 gennaio
2015, il legale del ricorrente ha risposto:

 

" In
riferimento alla procedura in epigrafe, in qualità di patrocinatore del signor RI
1, __________, faccio riferimento al Suo scritto del 26 gennaio 2015 per
osservare quanto segue.

Il riferimento alla pagina 3 del contratto di lavoro di cui al
messaggio di posta elettronica del 25 settembre 2014 della signora __________
non rinvia al nuovo contratto di lavoro, ma bensì al contratto di lavoro datato
“__________, 3 dicembre 2009”, come giustamente da Lei indicato, in quanto tale
riferimento era necessario al fine di mostrare l’incremento del salario,
richiamando quello precedente. Non è stato redatto alcun nuovo contratto,
poiché considerati i numerosi anni in cui il mio mandante ha lavorato per la
ditta __________ e il buon rapporto tra le parti, queste si sono comunicate le
modifiche del contratto unicamente verbalmente.” (Doc. VI)

 

                               2.8.   Chiamato a pronunciarsi nella
concreta evenienza, il TCA non intravede ragioni per scostarsi dalla decisione
dell’amministrazione.

                                     

                                         Infatti, il TCA constata
che l’assicurato, a partire dal 1° gennaio 2014, ha ricevuto un considerevole aumento di stipendio a seguito del fatto di essere divenuto - dopo
la partenza definitiva del precedente responsabile di filiale, che lo aveva
supportato durante un periodo transitorio - il responsabile “unico” della sede
di __________ della ditta __________.

 

                                         Ora, questa circostanza
corrisponde proprio ad una delle condizioni espressamente previste nella
transazione del 28 febbraio 2006 (cfr. doc. 109) e riprese nella decisione del
30 maggio 2006 (cfr. doc. 113) per potere procedere ad una revisione della
rendita di invalidità, fissata al 10%. 

                                         Nella decisione del 30
maggio 2006, l’amministrazione aveva espressamente indicato che, tra l’altro,
“la partenza definitiva dell’attuale responsabile della __________ possono
essere invocati quale motivo di revisione di questo accordo se gli stessi
modificano la percentuale di danno economico fissato” (cfr. doc. 113,
sottolineatura della redattrice).

                                      

                                         Il danno economico che
aveva dato diritto alla rendita di invalidità era stato fissato, nel 2006, al
10%, tenendo conto di un salario di fr. 78'834 (cfr. doc. 111).

                                         In occasione delle
successive revisioni del 2008, 2010 e 2013, l’INSAI ha sempre confermato il
diritto dell’assicurato ad una rendita di invalidità del 10%, tenuto conto di
un salario lordo mensile di fr. 7'200 conseguito dall’interessato, per un
rendimento ridotto e pari al 90% (cfr. doc. 117, 120 e doc. 123).

                                         

                                         In particolare, nel
rapporto del 1° dicembre 2008, l’ispettore incaricato ha indicato che
l’assicurato, che nel frattempo è stato nominato “responsabile della filiale di
__________ in sostituzione del signor __________, di 65 anni (che lavora
comunque ancora nella ditta, a __________, considerata la sua grande esperienza
professionale)”, percepiva un salario lordo mensile “di fr. 7'200/mese x 13
mesi. Si tratta di un salario un po’ ridotto rispetto a quello che potrebbe
percepire in qualità di responsabile al 100%. Come esempio possiamo citare il
caso del signor __________ (1967), responsabile della filiale di __________
(dalle dimensioni simili a quelle della filiale di __________), il quale
percepisce un salario lordo di fr. 8’000/mese x 13 mesi. Il signor RI 1 (che
rispetto al signor __________ ha un titolo di studio più qualificato) non merita
ancora un salario come quello del signor __________ perché ha appunto degli
impedimenti citati che non gli permettono di rendere al 100% sull’arco di tutta
la giornata. La speranza dell’impresa è comunque quella di poter recuperare
in misura totale il signor RI 1 entro qualche anno. Se ci riuscirà, in tal caso
il salario del signor RI 1 verrà aumentato a livello di quello di un capo di
succursale abile al 100%” (doc. 116, sottolineatura della redattrice).

 

                                         È quindi corretto ritenere
che, a seguito del cospicuo aumento di stipendio dell’interessato – passato, a
partire dal 1° gennaio 2014, a fr. 10’000 mensili dopo la definitiva partenza
del precedente responsabile di filiale - il discapito economico inizialmente
fissato al 10% non ha più ragione d’essere, come stabilito
dall’amministrazione.

 

                                         Questa soluzione si
giustifica tanto più se si considera che, come accertato dal TCA (cfr. consid.
2.7.), non è stato redatto, contrariamente a quanto sostenuto dal legale
dell’interessato, alcun nuovo contratto di lavoro recante l’indicazione che la retribuzione
di fr. 10'000 mensili viene corrisposta dal datore di lavoro per tenere conto
di un rendimento dell’assicurato del 90% (cfr. doc. VII).

 

                                         Inoltre, a proposito
dell’asserita riduzione di rendimento causata dai postumi infortunistici,
rimasta immutata nel tempo, cui ha fatto riferimento il patrocinatore in sede
ricorsuale, questo Tribunale rileva che l’esigibilità lavorativa indicata dal
dr. __________ in occasione della visita medica di chiusura dell’11 novembre
2005 – e tutt’ora valida vista la situazione medica rimasta stabile nel tempo,
come attestato dal dr. __________ nel referto del 21 agosto 2014 (cfr. doc. H)
– è assolutamente compatibile con le mansioni che RI 1 è chiamato a svolgere
presso la ditta __________ (cfr. doc. 137/1-2).

 

                                         Il dr. __________,
infatti, nella visita medica di chiusura dell’11 novembre 2005, aveva posto la
seguente esigibilità lavorativa:

 

" (…)

Esigibilità del lavoro:

l’assicurato non ha limitazioni nel portare pesi tra i 5 e i 10 kg fino all’altezza dei fianchi, può molto spesso portare pesi dai 10 ai 25 kg fino all’altezza dei fianchi, spesso pesi dai 25 ai 45 kg e di rado pesi superiori ai 45 kg.

L’assicurato non ha limitazioni nel sollevare oltre l’altezza del
petto pesi fino a 5 kg e può spesso sollevare pesi superiori ai 5 kg sopra l’altezza del petto.

L’assicurato non ha limitazioni nel maneggiare attrezzi leggeri e
di precisione o di media entità, l’assicurato può spesso maneggiare attrezzi
pesanti, talvolta attrezzi molto pesanti e spesso effettuare la rotazione della
mano (assicurato mancino).

L’assicurato può molto spesso effettuare lavori al di sopra della
testa, non ha limitazioni nell’effettuare la rotazione, l’assicurato può spesso
assumere la posizione piedi e inclinata in avanti, l’assicurato può spesso
assumere la posizione inginocchiata e spesso effettuare la flessione delle
ginocchia.

L’assicurato può molto spesso assumere la posizione seduta e di
lunga durata e spesso la posizione in piedi e di lunga durata.

L’assicurato non ha limitazioni per camminare oltre i 50 m, può spesso camminare per lunghi tragitti, spesso camminare su terreno accidentato, spesso
salire le scale e talvolta salire su scale a pioli." 

(Doc. 100 pag. 3) 

 

                                         Dal mansionario di cui al
doc. 137/1, si evince che RI 1, in qualità di responsabile della sede di __________
della ditta __________, è chiamato a svolgere le seguenti mansioni:

 

" 6.
Finalità della posizione:

 

Attività legate alla Direzione:

•   Partecipare alle sedute periodiche dei responsabili di sede

•   Esecuzione
delle decisioni e delle istruzioni impartite dalla Direzione

•   Informare regolarmente la Direzione sull’andamento della sede

•   Supportare la
Direzione per tutti i problemi connessi alla propria specifica attività

•   Supervisione della sicurezza in seno alla Direzione

 

Attività legate alla propria funzione di responsabile di sede:

•   Responsabile della
sede di __________ (legata all’attività operativa del Sottoceneri)

•   Garantire il
buono ed efficiente funzionamento della sede (intesa come da organigramma del
dicembre 2004), ottimizzando le risorse economiche e umane messe a disposizione
dalla Direzione

•   Mantenere gli
spazi, le attrezzature e i veicoli aziendali in stato di piena efficienza
funzionale e di decoro (pulizia e presentabilità). Per la riparazione delle
attrezzature si rivolgerà al responsabile (__________), mentre per la gestione
degli spazi, del personale (in particolare per quanto riguarda assenze,
vacanze, assunzioni e disdette) e di ogni questione amministrativa avrà come
riferimento l’Amministrazione (__________)

•   Acquisizione
“passiva”: allestimento di “offerte volanti” su richiesta dei clienti e
osservazione del mercato di zona, informando tempestivamente il responsabile di
vendita qualora si venga a conoscenza di possibili lavori

•   Applicare e far
rispettare da tutti i regolamenti e le procedure interne, in particolare quelle
relative alla sicurezza

 

Attività legate alla propria funzione di responsabile della
Direzione lavori (DL):

•   Organizzazione delle squadre esterne

•   Programmazione
in collaborazione con __________ e __________ per il materiale pronto per
l’assemblaggio 

•   Regolare controllo tecnico dei cantieri

•   Attenersi al
regolamento del personale d’ufficio (attenzione: gli operai hanno il proprio
regolamento annesso al Contratto collettivo di lavoro)

•   Stesura settimanale delle richieste di acconto

•   Finito il
cantiere, allestire la bozza della fattura entro 2/3 settimane al massimo da
inviare a __________ per l’allestimento della fattura finale (per casi
particolari avvisare __________)

•   Allestimento
per tutti i cantieri fatturati del consuntivo (consegnare poi ad __________)

•   Stretta
collaborazione e informazione completa ad __________ per quanto riguarda i
reclami, gli annunci alle assicurazioni per danni e la correzione delle
liquidazioni

•   Avvisare
tempestivamente __________ se sui cantieri vi sono possibili problemi.”

(Doc. 137/1)

 

                                         Nella concreta evenienza, alla
luce del mansionario dell’assicurato appena riprodotto per esteso, il TCA
ritiene che il danno residuale all’anca sinistra e agli arti superiori che
interessa RI 1 e che influisce sulla sua esigibilità lavorativa nei termini
indicati dal dr. __________, costituisce tutto sommato un modesto impedimento
nello svolgimento della sua attività professionale alle dipendenze della __________,
in qualità di “Tecnico - Responsabile di succursale, Membro di Direzione -
Procuratore”, con diritto di firma a due iscritto a registro di commercio (cfr.
doc. 137/1-2).

                                         

                                         Il TCA ritiene, infatti,
che il ruolo dirigenziale ricoperto dall’interessato in seno alla ditta __________
- comportante in larga misura compiti di direzione, supervisione,
organizzazione e controllo del buon funzionamento dell’attività lavorativa
della sede di __________ - gli consenta di ottimizzare l'organizzazione del
proprio lavoro, in maniera tale da compensare le limitazioni funzionali
derivanti dal danno alla salute infortunistico. 

 

                                         In proposito, è utile
rilevare che, come correttamente indicato dall’assicuratore LAINF convenuto, il
Tribunale federale e questo Tribunale hanno già avuto modo, in più di
un’occasione, di valutare il diritto a una rendita di invalidità per degli
assicurati titolari di un’azienda o che in tale azienda rivestivano cariche
dirigenziali.

 

                                         Ad esempio in una sentenza
35.1998.7 del 14 settembre 1998 - confermata dal TFA con pronunzia U 301/98 del
18 febbraio 1999 - riguardante un assicurato direttore e unico dipendente di
un’impresa di costruzioni di piccole dimensioni, il quale si trovava impedito a
trasportare o sollevare pesi superiori ai 15 kg a causa del danno infortunistico alla salute, questo Tribunale ha negato l’esistenza di un qualsiasi discapito
economico, nonostante che nella sua abituale attività era concretamente
chiamato a compiere delle mansioni inadeguate, proprio alla luce della sua
posizione di capo-muratore, ben diversa da quella di un semplice manovale (STCA
succitata, consid. 2.6.).

 

                                         In un’altra sentenza 32.1998.77 + 36.1998.203 del 24 luglio 2000, cresciuta in giudicato,
concernente un dipendente di un’impresa di pulizie a conduzione familiare,
impedito nel trasporto regolare di pesi superiori ai 10-15 kg, il TCA, in virtù dell’obbligo di ridurre il danno, ha ritenuto ragionevolmente esigibile che
in seno all’azienda si procedesse a una riorganizzazione del lavoro al fine di
offrire all’assicurato delle mansioni idonee alle sue condizioni di salute,
tenuto conto in particolare del ruolo dirigenziale ricoperto da quest’ultimo (STCA
succitata, consid. 2.4.5.).

 

                                         Questa Corte ha sviluppato
considerazioni analoghe in una sentenza 35.1999.57 del 5 ottobre 2000,
concernente un assicurato, direttore tecnico-amministrativo, impossibilitato a
sollevare, rispettivamente trasportare, pesi superiori ai 15/20 kg, a compiere
movimenti ripetuti sotto sforzo di reclinazione/inclinazione e torsione del
tronco e, infine, a mantenere per lungo tempo delle posizioni statiche. Il TCA
ha infatti ritenuto che la particolare funzione ricoperta in seno alla ditta –
che prevedeva, essenzialmente, dei compiti attinenti all'organizzazione ed alla
sorveglianza del lavoro nonché al contatto con la clientela – fosse rispettosa
dei limiti funzionali dell’interessato e gli consentisse di cambiare
frequentemente posizione e, più in generale, d'ottimizzare l'organizzazione del proprio lavoro (STCA
succitata, consid. 2.4.4.).

 

                                         In un’altra sentenza 35.2005.92
del 24 aprile 2006, concernente un assicurato, direttore di una ditta di
impianti elettrici, che prima dell’infortunio svolgeva, per gran parte del
tempo, mansioni implicanti l’assunzione di posizioni gravose per il suo
ginocchio infortunato, il TCA ha stabilito che determinante non é ciò che
l’assicurato era concretamente chiamato a fare presso il suo ex datore di
lavoro ma piuttosto l’attività normalmente svolta dal direttore di una ditta di impianti elettrici
sul mercato generale del lavoro, al quale competono in prevalenza delle
mansioni amministrative (in primo luogo, i contatti con la clientela), nonché
di sorveglianza e di verifica del lavoro espletato dalla maestranza e un suo
coinvolgimento diretto nell’esecuzione materiale di un’opera costituisce
generalmente l’eccezione.

 

                                         Infine e soprattutto, in
una sentenza 35.2006.42 del 20 marzo 2007, cresciuta incontestata in giudicato
e richiamata dall’Istituto assicuratore convenuto, il TCA ha considerato
corretta la decisione con la quale l’amministrazione aveva rifiutato
all’assicurato il diritto ad una rendita di invalidità, ritenendo che la carica
dirigenziale ricoperta presso il datore di lavoro - di vicepresidente del
Consiglio di amministrazione, nonché di membro di Direzione e di responsabile
della funzione “Vendite & Marketing” – rendesse ragionevolmente esigibile che
le sue mansioni fossero rivedute in modo tale da compensare le modeste
ripercussioni del danno alla salute infortunistico.  

 

                                         Tutto ben considerato, nel
caso di specie, questo Tribunale non ravvede alcun valido motivo che potrebbe
giustificare una soluzione diversa rispetto a quella adottata nelle fattispecie
appena menzionate.

                                         In particolare, il TCA non
condivide le critiche del patrocinatore del ricorrente concernenti la presunta
diversità dei casi giurisprudenziali sopra esposti rispetto alla fattispecie
oggetto della presente vertenza, visto che in quelle occasioni si trattava di
aziende di piccole dimensioni e le persone interessate presentavano un unico
impedimento funzionale.

                                         Al riguardo, il TCA
evidenzia innanzitutto che la sentenza 35.2006.42 del 20 marzo 2007 sopra
citata riguardava un assicurato che ricopriva una carica dirigenziale presso una
ditta di medie dimensioni. 

                                         Inoltre, le limitazioni
funzionali che presenta il ricorrente, analogamente alla giurisprudenza sopra
esposta, sono tutto sommato abbastanza ridotte e gli impediscono
sostanzialmente di portare pesi superiori ai 45 kg (cfr. esigibilità lavorativa valutata dal dr. __________, doc. 100 pag. 3).

 

                                         Alla luce delle
considerazioni che precedono, dunque, all’assicurato non può più essere
riconosciuto il diritto a una rendita di invalidità, visto che, tutto ben ponderato,
non si può ritenere che, dopo l’aumento salariale ottenuto a partire dal mese
di gennaio 2014, egli subisca ancora un discapito economico.

                                          

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti