# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7afc0fac-b53d-5ac3-af2e-74a805271bc0
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 09.03.2010 A 2009 34
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_A-2009-34_2010-03-09.pdf

## Full Text

A 09 34
4a Camera  

SENTENZA
del 9 marzo 2010

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente decisione di comprensorio "area industriale - tappa 1"

1. Il 3/4 settembre 2001 il Municipio di … decretava l’inizio della procedura di 

comprensorio per l’urbanizzazione della zona industriale. Venivano al 

proposito emanati cinque decreti d’inizio concernenti i comprensori della rete 

stradale e marciapiedi (no. 1), delle canalizzazioni acque chiare e nere (no. 

2), dell’acquedotto industriale (no. 3), della rete acqua potabile (no. 4) e della 

rete elettricità e illuminazione pubblica (no. 5). Contro i decreti d’inizio furono 

interposti diversi ricorsi al Tribunale amministrativo, tra l’altro pure dalla … SA 

(A 01 87). Con sentenze del 22 gennaio 2002 (A 01 78, A 01 81 e 85, A 01 

87) il Tribunale ampliava il perimetro dei singoli comprensori a tutte le 

particelle site nella zona industriale II, 1. tappa di urbanizzazione, e toglieva 

dal comprensorio no. 2 la parte inerente al canale a cielo aperto, dato che tale 

impianto sarebbe andato a beneficio anche di un'altra cerchia di proprietari. Il 

Tribunale confermava però la correttezza della procedura contributiva 

adottata e la chiave di ripartizione dei costi fra enti pubblici e privati. I piani dei 

cinque perimetri vennero modificati a seguito delle citate sentenze. A fine 

2007 i lavori risultavano praticamente ultimati. Dopo aver consultato anche la 

Commissione comunale di perimetro, il 23 giugno 2008 il Municipio del 

Comune di … emanava le decisioni di ripartizione dei costi per i cinque 

perimetri ad ogni singolo proprietario. Per il suo fondo no. 1089 di 11175 m2 

la … SA veniva obbligata a versare per il comprensorio rete stradale e 

marciapiedi (no. 1) fr. 37'234.40, per quello delle acque chiare e nere (no. 2) 

fr. 81'047.25 e per quello della rete elettrica e illuminazione (no. 5) fr. 8'091.50. 

2. L’11 luglio 2008 la … SA, proprietaria della particella no. 1089, interponeva 

opposizione contro il progetto di ripartizione dei costi di comprensorio inerente 

l’urbanizzazione dell’area industriale. La stessa postulava l’esclusione dai 

comprensori della rete stradale (no. 1), delle canalizzazioni acque chiare e 

nere (no. 2) e da quello per la rete elettricità ed illuminazione pubblica (no. 5). 

Allo stesso tempo prendeva atto di non dover alcun contributo perimetrale per 

l’acquedotto industriale (no. 3) e per la rete dell’acqua potabile (no. 4). Con 

decisione del 4 giugno 2009 del Municipio di … l’opposizione veniva 

integralmente respinta.

3. Con decisione dell’assemblea comunale del 13 ottobre 2008 l’attribuzione 

pianificatoria dei fondi, i quali erano stati inseriti solo nella 2.a tappa di 

utilizzazione della zona industriale II, veniva sottoposta ad una revisione 

parziale. Alla base della stessa vi era la richiesta di acquisto di un terreno 

industriale da parte di una ditta estera, la quale intendeva realizzare nella 

zona un nuovo importante insediamento industriale. Con decisione del 13 

gennaio 2009 il Governo del Cantone dei Grigioni approvava gli azzonamenti 

richiesti. Nel frattempo la ditta estera comunicava però la propria rinuncia al 

progetto a causa della grave crisi economica. Per questi motivi nella zona 

interessata non veniva eseguito alcun lavoro di urbanizzazione.

4. Nel proprio ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 6 luglio 2009, 

la … SA chiedeva in via principale il ritorno degli atti al comune convenuto per 

un nuovo calcolo dei contributi perimetrali inserendo nei comprensori 

perimetrali anche le particelle oggetto dell’ultima revisione parziale della 

pianificazione della zona industriale, ossia le particelle ni. 202, 203, 204, 210 

e parte della 208. In via eventuale, l’istante postulava di nuovo l’esonero dal 

versamento di qualsiasi contributo perimetrale per i comprensori della rete 

stradale (no. 1), delle canalizzazioni acque chiare e nere (no. 2) e da quello 

per la rete elettricità ed illuminazione pubblica (no. 5). L’istante ritiene 

innanzitutto che il comune avrebbe dovuto riconsiderare la nuova situazione 

venutasi a creare in seguito all’azzonamento formale di diversi fondi alla zona 

industriale II. La procedura contributiva non sarebbe ancora conclusa ed 

inoltre un decreto d’inizio non sarebbe immutabile, soprattutto quando le 

circostanze avrebbero subito un cambiamento sostanziale in corso di 

procedura. L’obbligo perimetrale scatterebbe inoltre già nel momento in cui 

un proprietario fondiario potrebbe trarre un vantaggio economico da 

un’infrastruttura pubblica, indipendentemente se quest’ultimo ne faccia 

concretamente uso o meno.

In merito ai singoli comprensori l’istante adduceva la seguente motivazione: 

La propria particella non avrebbe alcun fronte e accesso alla strada oggetto 

della procedura contributiva. L’esecutivo comunale non avrebbe stabilito nel 

dettaglio quale sarebbe la possibilità per il fondo no. 1089 di usufruire del 

regolare accesso stradale alla zona industriale. Il comprensorio in questione 

non apporterebbe pertanto alcun vantaggio. Per rendere la particella 

accessibile, l’istante si sarebbe vista costretta a trovare un accordo con i 

proprietari dei fondi vicini. Per questi motivi la ricorrente non potrebbe 

accettare il contributo impostole, anche se si sarebbe tenuto conto di un 

coefficiente ridotto del 50%. 

Per quel che concerne il comprensorio per le canalizzazioni acque chiare e 

nere, il comune non avrebbe tenuto conto che il fondo no. 1089 si troverebbe 

ad una quota inferiore rispetto all’unico punto di allacciamento alle condotte 

comunali. Sarebbe pertanto tecnicamente impossibile invertire il naturale 

scorrimento delle acque. Le acque chiare del suo fondo come pure di altre 

particelle andrebbero già a confluire nel canale a cielo aperto situato a nord-

ovest del fondo in questione. Le condutture pubbliche non sarebbero pertanto 

in grado di smaltire le acque in modo autonomo. Per le acque nere la 

ricorrente e i proprietari dei fondi vicini avrebbero invece predisposto un piano 

d’evacuazione che porterebbe direttamente verso il collettore CIDA. Le 

autorità cantonali avrebbero approvato il piano di smaltimento privato stipulato 

dai proprietari interessati. La ricorrente non trarrebbe pertanto alcun vantaggio 

dal comprensorio no. 2.

Infine anche per il comprensorio rete elettricità e illuminazione pubblica no. 5 

sarebbe ingiustificabile conteggiare alla ricorrente un coefficiente del 50%. 

Per quanto atterrebbe all’illuminazione pubblica il fondo in questione non 

avrebbe accesso alcuno sulla strada industriale. Relativamente 

all’allacciamento elettrico il fondo non sarebbe affatto servito dalle opere 

pubbliche. Lo stesso sarebbe stato costretto ad allacciarsi direttamente alla 

sottostazione ELIN, particella no. 1257, passando con tubo e cavi attraverso 

il fondo no. 1091.

5. Nella propria presa di posizione il comune proponeva di respingere il ricorso. 

La richiesta di ampliamento dei perimetri anche alle particelle della 2. tappa 

della zona industriale andrebbe respinta per più motivi: La delimitazione dei 

comprensori sarebbe stata effettuata già con il rilascio del decreto d’inizio 

della procedura. I proprietari fondiari interessati avrebbero già a suo tempo 

disposto di un rimedio giuridico contro il citato decreto. Durante il decorso della 

procedura non sarebbe più possibile sollevare critiche contro la delimitazione 

dei comprensori. Nel caso concreto la delimitazione sarebbe poi avvenuta 

giudizialmente. Il Tribunale amministrativo con sentenze del 22 gennaio / 14 

febbraio 2002 avrebbe fissato su ricorso i perimetri, ampliando quelli 

inizialmente definiti dall’autorità comunale. Le citate sentenze sarebbero 

cresciute in giudicato già da tempo. La revisione della pianificazione 

concernente la 2.a tappa di utilizzazione della zona industriale II sarebbe poi 

stata approvata dal Governo solamente il 13 gennaio 2009. Di conseguenza 

il 23 giugno 2008, al momento del rilascio delle decisioni di ripartizione dei 

costi, la citata modifica pianificatoria non avrebbe nemmeno potuto essere 

considerata. Inoltre le particelle interessate non sarebbero ancora 

urbanizzate. La realizzazione delle strutture necessarie implicherebbe 

forzatamente un’ulteriore tappa di urbanizzazione. Senza gli impianti di 

urbanizzazione previsti dal relativo piano generale non sarebbe neppure 

possibile rilasciare un’autorizzazione edilizia per l’edificazione dei fondi in 

questione. Determinante non sarebbe la questione dell’azzonamento, ma 

quella se le opere di urbanizzazione realizzate servano o meno i fondi. La 

presente problematica sarebbe inoltre già regolata dall’art. 27 OPTC. Se si 

dovesse procedere alla realizzazione della 2.a tappa di urbanizzazione e il 

modo di sfruttamento delle opere già eseguite dovesse cambiare, tornando 

utile anche ad ulteriori proprietari, dovrà essere avviata una nuova procedura 

contributiva, nella quale i contributi già versati dovranno venir computati ed 

eventualmente suddivisi di nuovo. 

In merito ai singoli perimetri il comune adduceva le seguenti argomentazioni 

alle diverse critiche della ricorrente: La particella no. 1089 della ricorrente non 

confinerebbe direttamente con la strada industriale realizzata nell’ambito del 

perimetro no. 1. La citata particella non disporrebbe inoltre di altri accessi. Per 

tale ragione alla stessa sarebbe stato imposto un coefficiente ridotto del 50% 

per tutta la superficie del fondo. Il Tribunale amministrativo avrebbe già 

sancito con Sentenza A 01 87 che la particella no. 1089 deve restare nel 

perimetro e che l’accesso dovrebbe avvenire tramite il fondo contiguo no. 

1091. 

Relativamente al perimetro canalizzazioni acque chiare e nere no. 2 il comune 

convenuto fa notare che la particella della ricorrente sarebbe stata inserita con 

un coefficiente del 100% in considerazione del fatto che lungo il margine sud 

della stessa sarebbe stata posata la canalizzazione comunale per le acque 

nere. Accanto alla stessa vi sarebbe poi un canale a cielo aperto che 

consentirebbe l’evacuazione anche delle acque chiare. Ciò nonostante la 

ricorrente non si sarebbe avveduta di tale opera e partirebbe dall’errato 

presupposto che per il comune avrebbe predisposto una condotta unicamente 

a est del fondo no. 1091. L’inclusione della particella della ricorrente nel citato 

perimetro sarebbe poi già cresciuta in giudicato. Inoltre da un profilo tecnico 

e pratico il suo fondo sarebbe perfettamente allacciabile tramite per esempio 

delle pompe, dei pozzi pompa o delle condotte in pressione. Queste soluzioni 

verrebbero adottate per motivi di ordine pratico ed economico nelle situazioni 

in cui non si sarebbe disposta una rete fittissima di canalizzazioni. La 

ricorrente ometterebbe inoltre di considerare che oltre alla canalizzazione 

nella strada collettrice di cui al perimetro no. 1 sarebbe stata posata anche 

una canalizzazione lungo il margine sud delle particelle ni. 1257, 1091 e 1089. 

Con la realizzazione di detta canalizzazione sarebbero stati costruiti due 

pozzetti (P1 e P2) per l’attraversamento della strada, del sedime ferroviario e 

del canale a cielo aperto per poi raccordarsi con il collettore consortile CIDA. 

La ricorrente affermerebbe di allacciarsi direttamente al collettore CIDA. In 

realtà quest’ultima si allaccerebbe nel pozzetto P2 della canalizzazione 

comunale realizzata nella 1.a tappa di urbanizzazione. 

Infine il perimetro elettrico non riguarderebbe la parte delle installazioni 

elettriche di distribuzione, ma unicamente le opere di genio civile inerenti 

l’intervento di messa a terra del cavo. I proprietari delle linee elettriche di 

distribuzione si sarebbero assunti i costi delle installazioni e anche una parte 

essenziale dei costi per le opere di genio civile. Il contributo residuo suddiviso 

nell’ambito del perimetro coinciderebbe con la somma spesa per le opere di 

illuminazione della strada. Per la ricorrente il comune avrebbe imposto un 

coefficiente del 50%. Le argomentazioni esposte in relazione al perimetro no. 

1 sarebbero pertinenti anche per il perimetro di cui in parola. 

6. In sede di replica la ricorrente contestava il fatto che le particelle ni. 202, 203, 

204, 210 e parte della 208 non incluse nella procedura di perimetro non 

sarebbero urbanizzate. Le stesse godrebbero infatti di un concreto e rilevante 

vantaggio delle opere di urbanizzazione già esistenti. Sarebbe inoltre 

irrilevante per l’inclusione nel perimetro il fatto che i fondi in rassegna non 

potrebbero essere edificati, poiché non urbanizzati. Non sarebbe neppure 

l’azzonamento a determinare l’inclusione nel comprensorio, ma solo il 

vantaggio che deriverebbe da determinate opere. Per questioni di equità e di 

parità di trattamento il comune sarebbe obbligato a riconsiderare la chiave di 

riparto. 

In merito ai singoli perimetri la ricorrente replicava quanto segue: La particella 

no. 1091 sarebbe di proprietà privata. Il comune non si sarebbe occupato di 

stabilire un regolare accesso per la particella della ricorrente attraverso il 

citato fondo contiguo. Anzi il comune avrebbe recentemente concesso una 

licenza edilizia ai proprietari del fondo no. 1091 per poter recintare lo stesso. 

In merito al perimetro no. 2, canalizzazioni acque chiare e nere, la ricorrente 

sosteneva che l’inclusione della particella nel relativo perimetro al momento 

del rilascio del decreto d’inizio non avrebbe ancora alcuna influenza sulla 

questione della ripartizione dei costi. L’attuale struttura sarebbe inadeguata 

per la ricorrente. Se la stessa dovesse ricorrere all’ausilio di pompe, il comune 

dovrebbe riconoscere e quantificare questo aspetto come svantaggio. Infine 

la posizione del collettore CIDA dovrebbe venir chiarita meglio.

7. Il comune convenuto nella propria duplica confermava essenzialmente le tesi 

esposte nella propria presa di posizione e ribadiva che la posizione delle 

particelle ni. 192, 193, 200, 201, 207 e parte della 208 sarebbe ben diversa 

da quella in cui si troverebbero ora le particelle ni. 202, 203, 204, 210 e parte 

est della particella no. 208. Per quest’ultime sarebbe necessaria un’ulteriore 

tappa di urbanizzazione. Bisognerebbe inoltre escludere che questa avvenga 

entro breve tempo. Per le particelle ni. 192, 193, 200, 201, 207 e parte della 

208, il Tribunale amministrativo aveva ritenuto che le stesse, visto anche 

l’esiguità della superficie ancora da urbanizzare dei citati fondi già inclusi nella 

zona industriale, avrebbero dovuto essere inseriti nella prima tappa di 

urbanizzazione, dato che la realizzazione entro breve della seconda tappa 

sarebbe stata poco probabile. Le particelle non ancora inserite nei perimetri, 

ossia ni. 202, 203, 204, 210 e parte est della particella no. 208, sarebbero 

situate talmente lontane dalle opere di urbanizzazione da doverle considerare 

come non urbanizzate. La tesi della ricorrente sarebbe infine inconsistente: 

Da un canto la stessa riterrebbe che il tipo di zona fosse ininfluente per 

determinare l’inserimento o meno nei comprensori. Allo stesso tempo 

quest’ultima richiederebbe l’ampliamento dei perimetri proprio in 

considerazione delle modifiche pianificatorie. 

In merito ai singoli perimetri il comune duplicava come segue: Il comune 

potrebbe inserire nel perimetro contributivo anche i fondi ai quali garantirebbe 

sono un accesso indiretto, ossia attraverso un altro fondo. Se la ricorrente 

avesse preferito concludere un accordo con i proprietari della particella no. 

177 e rinunciare al passaggio sulla particella no. 1089 non sarebbe un fatto 

imputabile al comune. La necessità di usare una pompa non 

rappresenterebbe poi uno svantaggio causato dall’opera di urbanizzazione, 

ma uno svantaggio dovuto alla configurazione del fondo della ricorrente. Il 

comune non dovrebbe pertanto tenere conto degli inconvenienti di questo 

tipo. 

8. In data 16 dicembre 2009, il Tribunale amministrativo esperiva un sopralluogo 

a … Presenti erano un rappresentante della ricorrente e quelli del comune 

convenuto con i propri legali, così come il Presidente della commissione di 

perimetro e l’ingegnere del progetto. Dopo aver visionato le opere realizzate 

e le particolarità della particella in questione alle parti interessate veniva data 

la possibilità di esprimersi sulla vertenza. Su quanto visto e sentito in detta 

sede si tornerà, per quanto utile ai fini decisionali, nelle considerazioni di 

merito che seguono. 

9. a) Il 18 dicembre 2009 il comune convenuto inoltrava un’istanza di assunzione 

di nuovi mezzi di prova. Nell’ambito della discussione inerente il perimetro no. 

1, strada e marciapiedi, i rappresentanti della ricorrente avrebbero in sede di 

sopralluogo sostenuto di non utilizzare la strada ed il marciapiedi 

recentemente realizzati, ma di utilizzare esclusivamente l’accesso diretto sulla 

strada comunale di cui disporrebbe la particella no. 177. Per il relativo diritto 

di transito la ricorrente avrebbe concluso un accordo con il proprietario della 

citata particella. Lo stesso giorno del sopralluogo però, …, avrebbe contattato 

il sindaco dato che in mattinata sarebbe stato costretto a liberare il 

sottopassaggio degli uffici della particella no. 177, attraverso il quale si 

accederebbe alla strada cantonale. Lo stesso avrebbe utilizzato da circa un 

anno e mezzo il citato sottopassaggio quale deposito per i propri mezzi 

agricoli. Il comune convento avrebbe ottenuto dall’Ufficio tecnico del Cantone 

dei Grigioni, Circondario 2 …, tre fotografie risalenti alla primavera del 2009, 

dalle quali si evincerebbe che l’intero accesso carrozzabile sarebbe stato 

integralmente ostruito dal citato deposito di macchinari. Il comune richiedeva 

pertanto che le citate fotografie venissero allegate agli atti e che il Sindaco 

così come pure … venissero escussi quali testi, al fine di dimostrare che le 

affermazioni della ricorrente, secondo le quali per accedere al fondo verrebbe 

utilizzato esclusivamente l’accesso attraverso la particella no. 177, e non la 

nuova strada realizzata nella zona industriale, sarebbero false. 

b) La ricorrente inoltrava il 18 gennaio 2010 le proprie osservazioni in merito. 

L’accesso diretto sulla strada cantonale sarebbe stato impedito unicamente 

durante i lunghi lavori di sistemazione della citata strada. La documentazione 

fotografica del comune convenuto non sarebbe quindi in grado di comprovare 

nulla. La ricorrente produceva agli atti una dichiarazione scritta di …, nella 

quale egli attestava di aver potuto usufruire del sottopassaggio sulla particella 

no. 177 solamente durante i lavori di rifacimento della strada cantonale. In 

seguito egli non avrebbe depositato che alcuni macchinari. Il passaggio 

sarebbe comunque stato garantito. 

c) Con scritto del 5 febbraio 2010 il comune convenuto richiedeva che la 

dichiarazione scritta di … venisse dichiarata nulla. L’inoltro della citata 

dichiarazione rappresenterebbe un tentativo della controparte di eludere la 

prova testimoniale. Infine il 10 febbraio 2010 la ricorrente comunicava di 

ritenere l’escussione del teste … del tutto superflua. Su proposta del Giudice 

istruttore le parti rinunciavano all’escussione dei testi proposti, ritenuta non 

determinante ai fini del giudizio.

10. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà per quanto utile ai fini del 

giudizio nelle considerazioni di merito che seguono.

Considerando in diritto:

1. Il Comune di … in data 6 settembre 2001 pubblicava sul Foglio ufficiale del 

Cantone dei Grigioni i cinque decreti d’inizio per l’urbanizzazione della zona 

industriale. Il 1. novembre 2005 è entrata in vigore la nuova Legge cantonale 

sulla pianificazione territoriale (LPTC). Giusta l’art. 108 cpv. 1 cifra 1 LPTC le 

procedure di pianificazione pendenti al momento dell’entrata in vigore della 

citata legge vengono portate avanti a livello comunale secondo le prescrizioni 

sulle competenze e procedurali già vigenti fino alla loro conclusione. Per i 

rimedi giuridici fa invece stato il nuovo diritto. Già con l’entrata in vigore il 1. 

gennaio 1988 della riveduta LPTC, la legislazione in materia di pianificazione 

restringeva il campo d’applicazione della Legge cantonale sui comprensori 

(LCompr), prevedendo all’art. 1 cpv. 4 LCompr (cfr. art. 106 cpv. 2 cifra 3 

LPTC) una esplicita riserva a favore delle norme sull’esecuzione e sul 

finanziamento dell’urbanizzazione giusta il diritto sulla pianificazione 

territoriale, lasciando però ai comuni la possibilità di emanare norme 

procedurali proprie (art. 29 vOPTC). Il comune convenuto, il quale non 

dispone di norme procedurali proprie in materia, ha quindi a ragione effettuato 

la ripartizione dei costi in base alle norme procedurali e sulle competenze degli 

art. 24 e ss. della vOPTC. In merito al diritto applicabile anche la ricorrente 

non ha sollevato critiche. 

2. Oggetto della presente controversia sono le seguenti tematiche sollevate dalla 

ricorrente: il perimetro dei comprensori (cons. 3), il calcolo e l’ammontare del 

contributo a carico della ricorrente per il comprensorio no. 1 riguardante la 

rete stradale e marciapiede (cons. 4), così come pure quello per il contributo 

per il comprensorio no. 2 riguardante la canalizzazione acque chiare e nere 

(cons. 5) ed infine quello per il comprensorio no. 5 inerente la rete elettrica e 

illuminazione (cons. 6). Per quel che riguarda i contributi per il comprensorio 

acqua industriale (no. 3) e quello per l’acqua potabile (no. 4) la ricorrente 

veniva invece già esonerata dal versamento di contributi con sentenza del 22 

gennaio 2002. 

3. a) Con il decreto d’inizio viene definito il perimetro del comprensorio, il quale 

deve includere tutti quei proprietari immobiliari che traggono un beneficio 

economico particolare dall’esecuzione dell’opera, trovandosi in una specifica 

situazione di proprietà immobiliare. Per l’inclusione di un fondo nel perimetro 

di un determinato comprensorio non è indispensabile che il proprietario faccia 

pure concretamente uso del vantaggio economico che gli deriva 

dall’infrastruttura pubblica, ma basta la possibilità di usufruire di un simile 

vantaggio (PTA 1991 no. 44). È infatti la semplice possibilità di usufruire degli 

impianti d’urbanizzazione che accresce il valore della proprietà immobiliare e 

non l’esistenza effettiva di un allacciamento (DTA 504/90). In principio 

pertanto, con l’inclusione di un fondo nel perimetro del comprensorio, l’autorità 

comunale afferma l’esistenza di un vantaggio particolare per una determinata 

particella dalla realizzazione dell’infrastruttura. Praticamente nel decreto 

d’inizio non è possibile motivare oltre la situazione concreta di qualsiasi fondo 

incluso e non incluso nel perimetro scelto. Materialmente la ricorrente 

contesta innanzitutto la non inclusione delle particelle della zona industriale II, 

2. tappa di utilizzazione, ossia le particelle ni. 202, 203, 204, 208 

(parzialmente) e 210, le quali a suo avviso trarrebbero pure degli indubbi 

vantaggi dall’urbanizzazione già presente e da quella prevista. La ricorrente 

argomenta la propria richiesta con il fatto che il 13 ottobre 2008 il comune 

convenuto avrebbe approvato una revisione parziale della pianificazione 

locale, nella quale anche la 2. tappa di utilizzazione veniva assegnata 

formalmente alla zona industriale II. Questa revisione della pianificazione 

locale sarebbe inoltre stata approvata dal Governo cantonale con decreto del 

13./14. gennaio 2009. Per questi motivi le citate particelle dovrebbero venir 

incluse nella zona di perimetro. Questa richiesta, come si preciserà qui di 

seguito, non merita protezione. 

b) Con sentenze STA A 01 78, 81, 82, 85 e 87 del 22 gennaio 2002 il Tribunale 

aveva ritenuto necessaria l’inclusione delle particelle ni. 192, 193, 200, 201, 

207 e 208 (parzialmente) nei relativi comprensori, come avevano postulato i 

relativi ricorrenti. Le stesse erano infatti già state assegnate legalmente alla 

1. tappa di utilizzazione della zona industriale II. La parte della zona industriale 

II che secondo il piano delle zone era stata assegnata alla 2. tappa di 

utilizzazione non era a quel tempo ancora stata approvata. Poiché 

l’approvazione da parte del Governo cantonale ha effetto costitutivo, la non 

approvazione della 2. tappa di utilizzazione comportò la mancata inclusione 

delle relative particelle nella zona industriale. Anche il Tribunale aveva ritenuto 

corretta la non inclusione delle particelle in oggetto. Anche se con decreto del 

13/14 gennaio 2009 del Governo la 2. tappa di utilizzazione è stata assegnata 

alla zona industriale II, la decisione del comune deve essere confermata. 

Innanzitutto come precisa lo stesso, anche se questo fatto non è decisivo, le 

decisioni di ripartizione dei costi erano state emanate già il 23 giugno 2008 e 

quindi prima della decisione di revisione parziale della pianificazione e della 

relativa approvazione da parte del Governo. Già per questo motivo il comune 

al momento della delibera delle decisioni impugnate non poteva ancora tenere 

conto di dette particelle. Nel caso concreto vi sono però anche altri motivi a 

sostegno della decisione di non ampliamento dei perimetri. Già dall’inizio era 

stato previsto che l’urbanizzazione della zona industriale II sarebbe avvenuta 

in diverse tappe, in modo di poter adeguare il procedere dell’urbanizzazione 

alla relativa richiesta nella zona industriale. Come si evince dai piani delle 

opere eseguite e come si è potuto constatare anche in sede di sopralluogo, le 

particelle non inserite nei perimetri non sono ancora affatto urbanizzate. Per 

l’urbanizzazione delle particelle interessate si renderà necessaria la creazione 

di ulteriori infrastrutture. La realizzazione vera e propria non è però prevista 

nel prossimo futuro come ha dichiarato il comune convenuto, dato che la ditta 

estera che intendeva insediarsi, ha in seguito all’attuale crisi economica 

rinunciato al proprio progetto. La problematica di un eventuale cambiamento 

dello sfruttamento dell’opera già eseguita è inoltre esplicitamente regolata 

dall’art. 27 OPTC. Detta norma prevede che se entro dieci anni dal passaggio 

in giudicato della ripartizione dei costi, il modo di sfruttamento delle opere già 

eseguite dovesse cambiare sostanzialmente, tornando utile anche ad ulteriori 

proprietari, su richiesta di persone con obbligo contributivo o d'ufficio potrà 

essere avviata una nuova procedura contributiva (STA A 07 49 cons. 3b; DTF 

del 03.03.2009, 2C_434/2008, cons. 3). Anche alla luce di questa possibilità, 

la decisione del comune convenuto non da adito a critiche. Ne risulta che la 

non inclusione nel perimetro in oggetto delle particelle assegnate alla citata 2. 

tappa di utilizzazione è corretta. Su questo punto il ricorso deve pertanto 

essere respinto. 

4. In merito al contributo perimetrale per il comprensorio no. 1 riguardante la rete 

stradale e marciapiede, l’istante richiede l’esonero dal versamento del relativo 

contributo. Il comune ha imposto un contributo nella misura del 50% anche se 

la particella non gode di un accesso diretto sulla strada di quartiere. Con 

sentenza del 22 gennaio 2002 (A 01 87) questo Tribunale aveva già stabilito 

che l’inclusione della particella no. 1089 nel comprensorio no. 1 non darebbe 

adito a critiche. Dalla citata sentenza si evince inoltre che l’intenzione 

dell’autorità comunale era quella di urbanizzare il fondo dell’istante tramite la 

contigua particella no. 1091. Dato che il diritto di passaggio era però stato 

eliminato nell’ambito dell’epurazione dei diritti reali condotta dal CRT, il 

Tribunale stabiliva che sarebbe spettato all’esecutivo comunale, trovare una 

soluzione in modo che dalla particella no. 1089 si sarebbe potuto accedere 

alla strada di quartiere. Contrariamente a quanto sostenuto nella citata 

sentenza, nei casi in cui non esiste un accesso sufficiente dal proprio fondo 

ad una strada pubblica, è compito del proprietario stesso in base all’art. 694 

CPC pretendere che i vicini gli consentano il passaggio necessario. La 

ricorrente ha infatti già intrapreso passi in questo senso ed ha concluso un 

accordo con i proprietari delle particelle ni. 177 e 1283 (doc. 16 della 

ricorrente), giusta il quale ai proprietari del fondo no. 1089 viene concesso il 

transito veicolare attraverso i citati fondi fino all’accesso diretto sulla strada 

cantonale sito sul fondo no. 177. In questo contesto bisogna innanzitutto 

precisare che entrambe le particelle ni. 177 e 1283 godono pure di un accesso 

diretto sulla strada di quartiere. L’istante con la conclusione del citato accordo 

può pertanto già accedere alla strada di quartiere. Inoltre pure le particelle ni. 

177 e 1283 non sono state esonerate dal contributo di cui in parola (cfr. STA 

A 09 32 e A 09 33). Già per questi motivi l’imposizione di un coefficiente ridotto 

del 50% è giustificato. Pure per il fondo no. 207 il comune ha richiesto il 

versamento di un contributo perimetrale, imponendo un coefficiente del 50% 

per tutta l’area della superficie, anche se il fondo no. 207 gode solo di un 

accesso indiretto sulla strada di quartiere, ossia attraverso la particella no. 

206. La ricorrente è chiaramente libera di garantirsi il diritto di passo nel modo 

in cui meglio crede, anche se come sostiene a ragione il comune, la soluzione 

adottata dalla ricorrente non dà alcuna garanzia di continuità nel tempo. 

Giusta l’art. 694 cpv. 2 CPC in caso di richiesta di un accesso necessario, la 

relativa richiesta va in primo luogo sollevata contro il vicino dal quale, a causa 

dello stato preesistente della proprietà e della viabilità, si può più 

ragionevolmente esigere la concessione del passo, in secondo luogo contro 

coloro per i quali il passaggio è di minor danno. In base a quanto stabilito dalla 

citata norma risulta palese, che nel caso concreto la ricorrente dovrebbe 

sollevare la propria domanda di diritto di passo ai proprietari della particella 

no. 1091, ossia come già aveva optato l’esecutivo comunale. Per ottenere il 

diritto di passo, anche se fosse possibile trovare un accordo consensuale, 

come adduce la ricorrente, la stessa sarà confrontata con delle spese. Anche 

se l’esecutivo comunale si fosse occupato di garantirle il diritto di passo 

attraverso una particella privata, come erroneamente presupposto in 

precedenza, vi sarebbero stati ulteriori costi da accollare alla particella 

beneficiaria del diritto. Riassumendo la particella ricorrente può già ora 

usufruire della strada perimetrale attraverso le particelle ni. 177 e 1283. Inoltre 

se la stessa dovesse in un prossimo futuro ottenere un diritto di passo 

godrebbe altresì dei vantaggi della strada di quartiere. La richiesta di esonero 

dei relativi costi non può pertanto essere accolta. Nel caso concreto il 

Tribunale ritiene giustificata l’imposizione di un coefficiente del 50%, il quale 

è stato previsto pure per il fondo no. 207. Su questo punto il ricorso è pertanto 

respinto. 

5. Per quanto riguarda il comprensorio no. 2 per le canalizzazioni acque chiare 

e nere alla ricorrente è stato imputato un vantaggio del 100% per tutta l’area 

della particella. La ricorrente con la propria istanza chiede di essere esonerata 

da qualsiasi contributo per il citato comprensorio, dato che la propria particella 

si troverebbe ad una quota inferiore per rispetto all’unico punto esistente 

possibile di allacciamento alle condotte comunali. La ricorrente, così come 

pure i proprietari delle particelle confinanti, avrebbero quindi predisposto a 

proprie spese un piano d’evacuazione delle acque nere che porterebbe 

direttamente verso il collettore CIDA. Mentre le acque chiare verranno 

evacuate come sinora in un canale a cielo aperto già esistente situato a ovest 

del fondo. La situazione specifica della particella della ricorrente non può 

essere valutata alla stessa stregua della particella adiacente no. 1283. Dal 

progetto definitivo delle canalizzazioni acque chiare e nere (doc. 47 del 

comune) si evince infatti che lungo tutto il margine sud della particella della 

ricorrente è stata posata la canalizzazione comunale per lo smaltimento delle 

acque nere. La citata canalizzazione non si trova solamente a est della 

particella della ricorrente, lungo la strada no. 211, come presume la ricorrente 

stessa. Accanto alla citata canalizzazione vi è poi un canale a cielo aperto che 

consente l’evacuazione delle acque chiare senza dover ricorrere all’ausilio di 

pompe per far convogliare le acque meteoriche. Come si è potuto constatare 

anche in sede di sopralluogo, l’unico punto di allacciamento alle condotte 

comunali non si trova pertanto a est e quindi ad un livello superiore in 

relazione alla particella della ricorrente. Le varianti di allacciamento proposte 

dal comune rappresentano così un concreto e rilevante vantaggio per la 

ricorrente, anche se la stessa con un accordo scritto del 17 / 18 luglio 2008 

ha optato per un concetto di smaltimento proprio delle acque chiare e nere 

(doc. 16 della ricorrente). Dal progetto definitivo delle canalizzazioni acque 

chiare e nere (doc. 47 del comune) si evince inoltre che la canalizzazione 

privata della ricorrente e degli altri proprietari non si allaccia direttamente al 

collettore CIDA, ma al pozzetto P2 della canalizzazione comunale. Per 

l’attraversamento dell’asse ferroviario, della strada agricola comunale e del 

canale a cielo aperto (canalizzazione no. 7) è stata infatti necessaria la 

costruzione di due pozzetti (P1 e P2). Per questa tratta la ricorrente usufruisce 

pertanto comunque già dell’opera perimetrale. Per questi motivi un esonero 

dei relativi costi di perimetro, come pretende la ricorrente, non è giustificato. 

Anche in questo punto il ricorso è respinto. 

6. Infine la ricorrente richiede l’esonero dal contributo per il comprensorio no. 5 

inerente elettricità e illuminazione pubblica, dato che la stessa non godrebbe 

di un accesso diretto sulla strada perimetrale e quindi non trarrebbe alcun 

vantaggio dalla relativa illuminazione. La stessa sarebbe poi già allacciata 

direttamente alla sottostazione ELIN, fondo no. 1257, passando con tubo e 

cavi attraverso il fondo no. 1091. Il comune ritiene di aver tenuto conto di 

questi svantaggi e le avrebbe imposto proprio in considerazione di questi 

motivi solo un coefficiente ridotto del 50% per il citato comprensorio. Come 

già esposto al considerando precedente (cfr. cifra 4) la ricorrente può disporre 

già ora, attraverso le particelle no. 177 e 1284 della strada perimetrale e quindi 

della relativa illuminazione. La stessa ha inoltre la possibilità giusta l’art. 694 

CPC di pretendere un diritto di passo nei confronti della particella no. 1091. 

Anche altre particelle della zona industriale che godono solamente di un 

accesso indiretto sulla strada di quartiere non sono state esonerate dal 

contributo per il perimetro no. 5, come per esempio la no. 207 (cfr. A 09 35). 

Per ponderare questo vantaggio bisogna tenere infatti conto dell’illuminazione 

di tutta la zona industriale. Il relativo contributo non è dovuto solamente dai 

proprietari delle particelle che confinano direttamente con la strada di 

quartiere. Un esonero dal relativo contributo come richiesto dalla ricorrente 

non può quindi essere accolto. Il Tribunale ritiene un coefficiente ridotto del 

50% per i soli costi dell’illuminazione stradale quale adeguato e giustificabile 

alla luce del principio di equità e parità di trattamento. La ricorrente deve però 

venir esonerata completamente dai costi per le infrastrutture elettriche. Dal 

relativo piano (doc. 23 del comune) si evince infatti che le condotte elettriche 

dell’opera perimetrale giungono solo fino alla particella della sottostazione 

ELIN no. 1257, dove la particella ricorrente era già allacciata (cfr. doc. 15 della 

ricorrente). La stessa aveva già provveduto al proprio allacciamento passando 

attraverso la particella no. 1091. L’opera perimetrale non le offre inoltre alcun 

punto di allacciamento alternativo. Alla particella ricorrente non possono 

pertanto venir accollati alcun costi per la rete elettrica, anche se gli stessi 

dovrebbero rappresentare solo una minima parte del contributo complessivo 

per il perimetro no. 5. Il comune sostiene infatti che i proprietari delle linee di 

distribuzione si sarebbero assunti i costi complessivi delle installazioni 

elettriche di distribuzione e pure parte dei costi per le opere di genio civile 

inerenti l’intervento di messa in cavo. In questo punto il ricorso viene 

comunque parzialmente accolto e la ricorrente viene esonerata dal 

versamento di contributi per la rete elettrica. L’imposizione di un coefficiente 

del 50% per il calcolo del contributo per l’illuminazione stradale non da invece 

adito a critiche. 

7. In conclusione, le censure addotte dalla ricorrente sono in parte fondate e il 

ricorso deve essere parzialmente accolto nel senso dei considerandi. Per la 

ripartizione dei costi il Tribunale ha innanzitutto tenuto conto del fatto che la 

ricorrente soccombe con il proprio petito principale, giusta il quale i contributi 

perimetrali avrebbero dovuto essere ricalcolati inserendo nei comprensori 

perimetrali anche le particelle ni. 202, 203, 204, 210 e parte della 208, inserite 

nella 2. tappa di urbanizzazione della zona industriale II. In via eventuale 

l’istante ha richiesto l’esonero dal versamento di contributi per i comprensori 

ni. 1, 2 e 5. Il Tribunale ha ridotto solo i contributi per il comprensorio no. 5. 

Dato che solamente una delle critiche sollevate in via subordinata è stata 

parzialmente accolta si giustifica accollare sei settimi dei costi alla parte attrice 

ed un settimo al comune convenuto. Alla ricorrente viene assegnata 

un’indennità ridotta a titolo di ripetibili (art. 78 cpv. 1 LGA), mentre al comune 

convenuto che ha agito nell’esercizio delle proprie attribuzioni ufficiali, non 

spettano ripetibili (art. 78 cpv. 2 LGA).

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è parzialmente accolto nel senso dei considerandi. In merito al 

calcolo e l’ammontare dei contributi dovuti dalla ricorrente per il comprensorio 

no. 5 gli atti vengono ritornati al comune convenuto per rispettiva nuova 

decisione nel senso dei considerandi. Per quanto attiene la richiesta 

d’ampliamento dei perimetri alle particelle inserite nella 2. tappa di 

urbanizzazione della zona industriale II e la richiesta di esonero dal 

versamento dei contributi da parte della ricorrente per i comprensori ni. 1 e 2 

il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 3'000.--

- e le spese di cancelleria di fr. 410.--

totale fr. 3'410.--

il cui importo sarà versato nella misura di sei settimi dalla … SA e nella misura 

di un settimo dal Comune di … entro trenta giorni dalla notifica della presente 

decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. Il Comune di … versa alla … SA un’indennità di fr. 642.85 (IVA inclusa) a titolo 

di ripetibili.