# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 577ddbd2-b7d9-5836-977d-35999d63607c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.09.2010 D-6508/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6508-2006_2010-09-20.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6508/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 0  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),
Jean-Pierre Monnet e Daniel Schmid;
cancelliere Federico Pestoni;

A._______, nato il (...),
B._______, nata il (...),
C._______, nata il (...),
D._______, nata il (...),
E._______, nato il (...), alias
F._______, nato il (...)
Turchia,
tutti patrocinati dall'avvocato G._______,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo ed allontanamento;
decisione dell'UFR del 10 luglio 2003 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6508/2006

Fatti:

A.
Gli  interessati,  di  origine  turca,  etnia  curda,  con  ultimo  domicilio  a 
H._______, I._______, L._______, hanno presentato domanda d'asilo 
in Svizzera il  (...). Essi hanno dichiarato, in sostanza e per quanto è 
qui di rilievo, di essere espatriati poiché il marito sarebbe stato minac-
ciato di morte se avesse rifiutato di diventare una spia al servizio del 
M._______. Il marito ha inoltre riferito di aver subito direttamente delle 
pressioni  e  persino  delle  torture  da  parte  degli  agenti  del  predetto 
gruppo militare,  poiché sospettato,  insieme al  fratello,  di  collaborare 
con il N._______ e il O._______. Egli ha riferito di essere stato prele-
vato cinque volte, l'ultima delle quali nel mese di giugno del (...), quan-
do gli sarebbe stato chiesto di diventare una spia del gruppo altrimenti 
lo avrebbero ucciso. Di qui la decisione di lasciare il paese con tutta la 
famiglia.

B.
Con decisione del 10 luglio 2003,  l'allora  Ufficio  federale  dei  rifugiati 
(UFR, attualmente e di seguito UFM, autorità inferiore) ha respinto la  
domanda  d'asilo. Detto  Ufficio  ha  pure  pronunciato  l'allontanamento 
dei richiedenti dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento verso 
il loro Paese d'origine, ossia la Turchia, siccome lecita, esigibile e pos-
sibile.

C.
L'8  agosto 2003,  gli  interessati,  per  il  tramite  del  loro  patrocinatore, 
hanno inoltrato ricorso dinanzi alla Commissione svizzera di ricorso in  
materia d'asilo (in seguito: CRA) contro la menzionata decisione del -
l'UFM. Hanno  chiesto  l'annullamento  della  decisione  impugnata  con 
conseguente  concessione  dell'asilo  in  Svizzera  rispettivamente  ogni 
altra misura pertinente atta ad impedire il rientro in patria, subordinata-
mente, la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per la re-
visione della procedura sia per quanto attiene alla questione sull'asilo 
che  per  quella  relativa  all'inesigibilità  del  ritorno.  Essi  hanno  altresì 
presentato una domanda di assistenza giudiziaria nel senso dell'esen-
zione dal  pagamento  delle  spese di  giustizia  e  dal  relativo anticipo, 
nonché di essere posti al beneficio del gratuito patrocinio a favore del-
l'avvocato G._______.

Nel  gravame,  oltre  a  contestare  le  contraddizioni  ritenute  dall'UFM, 

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essi hanno sollevato la questione formale della violazione del diritto di  
essere sentiti  posto che l'UFM avrebbe utilizzato le dichiarazioni rila-
sciate dalla moglie in sede di audizione del 26 settembre 2001 per ne-
gare la concessione dell'asilo senza conferire al marito la possibilità di  
esprimersi in merito. Inoltre, i ricorrenti hanno sollevato non poche per-
plessità riguardo alla figura dell'interprete, da un lato mettendo in dub-
bio la sua competenza ad effettuare traduzioni come quelle richieste 
nel caso in rassegna e, dall'altro, avanzando dei sospetti circa la sua 
soggettiva neutralità.

D.
La CRA, con decisione incidentale del 4 settembre 2003, ha informato 
i  ricorrenti  del  diritto  a  soggiornare  in  Svizzera fino  al  termine della 
procedura. Inoltre, non ritenendo dimostrata l'indigenza dei ricorrenti,  
la CRA ha respinto la loro domanda volta ad ottenere il beneficio del 
gratuito patrocinio rinunciando, tuttavia, ritenuta la sussistenza di moti-
vi particolari (art. 63 cpv. 4 della legge federale sulla procedura ammi -
nistrativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 172 021]), a chiedere ai ricor-
renti il  versamento di un anticipo a copertura delle presumibili  spese 
processuali.

E.
In data 19 gennaio 2004, pendente ricorso, è nato E._______, terzo fi-
glio dei ricorrenti, che segue pertanto il destino dei genitori e delle so-
relle nella presente procedura.

F.
Con osservazioni del 28 dicembre 2005, l'UFM ha confermato quanto 
già espresso con decisione del 10 luglio 2003, posto che l'atto ricor -
suale non contiene fatti o mezzi di prova nuovi che potrebbero giustifi -
care una modificazione della sua posizione. Tuttavia, l'UFM ha voluto 
precisare che, quo alla censura concernente il diritto di essere sentito 
del marito, tutte le contraddizioni evidenziate nella decisione del 10 lu-
glio 2003 riguardano esclusivamente le dichiarazioni rese dal marito ri -
spettivamente dalla moglie, separatamente. L'autorità di prime cure ha 
inoltre  rilevato  che,  malgrado  sia  stata  emessa  un'unica  decisione 
comprendente entrambe le domande d'asilo dei coniugi, le loro dichia-
razioni sono state apprezzate separatamente. In merito alla contesta-
zione circa l'attendibilità dell'interprete, l'UFM ha ribadito che, avendo 
sottoscritto i verbali, i ricorrenti li hanno ritenuti conformi a quanto da 
loro espresso.

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G.
Con scritto del 13 gennaio 2006, la Sezione dei permessi e dell'immi-
grazione del Cantone Ticino ha confermato il proprio preavviso favore-
vole, già espresso in data 9 novembre 2005, alla concessione dell'am-
missione provvisoria in favore dei ricorrenti.

H.
In data 30 gennaio 2006, i ricorrenti hanno prodotto l'allegato di repli -
ca, nel quale hanno integralmente riconfermato le loro censure avver-
so la decisione dell'autorità inferiore.

I.
Dal  momento dello  scioglimento  della  CRA avvenuto  il  31  dicembre 
2006 e l'istituzione del Tribunale amministrativo federale il 1° gennaio 
2007 con l'entrata in vigore della Legge del 17 giugno 2005 sul Tribuna-
le amministrativo federale (LTAF, RS 173.32) non sono stati comunicati ul-
teriori mutamenti nella situazione dei ricorrenti ed ulteriori fatti ed argo-
menti addotti dalle parti  negli scritti verranno ripresi nei considerandi 
qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza.

Diritto:

1.

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sul -
la procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), 
dalla legge sul  Tribunale amministrativo federale del  17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

1.2 Il  Tribunale  amministrativo  federale  osserva,  altresì,  che  dal  1° 
gennaio 2007 giudica, in quanto sia competente, i ricorsi pendenti al 
31 dicembre 2006 presso le commissioni federali di ricorso o d'arbitra-
to o presso i servizi dei ricorsi dei dipartimenti. Il giudizio si svolge se-
condo il nuovo diritto processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).

1.3 Giusta il  capoverso 1 delle disposizioni transitorie della modifica 
della LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento 
dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

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2.
Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il TAF, in virtù 
dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 
PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA.

I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-
riore, sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vanta-
no un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica-
zione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA); sono pertanto legitti -
mati ad aggravarsi contro di essa.

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 105 vLAsi), alla forma e al 
contenuto dell'atto di ricorso (art. 50 e 52 PA) sono soddisfatti.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

3.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi). Il  
Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti  
(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 
impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. sentenza del Tribu-
nale amministrativo federale D-4917/2006 del 12 luglio 2007 consid.  3; 
PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. II, 2. ed., Bern 2002, no. 2.2.6.5).

4.

4.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato le allegazioni dei 
richiedenti come insufficienti a soddisfare le condizioni richieste dalla 
legge per il riconoscimento dello statuto di rifugiato e pertanto all'am-
missione della sua domanda d'asilo. In particolare, l'autorità di prima 
istanza ha messo in evidenza le diverse contraddizioni emerse nelle 
audizioni  sostenute dai  richiedenti. Inoltre l'autorità  di  prime cure ha 
deciso l'allontanamento dei ricorrenti dalla Svizzera, ritenendone l'ese-
cuzione ammissibile, esigibile e possibile.

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4.2 Nel gravame, in limine, i ricorrenti sollevano la censura della viola-
zione del diritto di essere sentito da parte del marito in quanto l'UFM 
avrebbe rilevato una contraddizione ascoltando posteriormente la mo-
glie e senza più dare la possibilità al marito di esprimersi in proposito. 
Nel  merito  della  decisione  gli  insorgenti  contestano  inizialmente  la 
competenza e l'imparzialità dell'interprete utilizzato per le audizioni. In 
seguito, essi sostengono di aver addotto validi motivi a suffragio delle 
proprie rispettive domande d'asilo e che le contraddizioni rilevate dal -
l'UFM sarebbero anzitutto il frutto di una infedele traduzione delle au-
dizioni dei ricorrenti e di conclusioni illogiche tratte dall'UFM nella valu -
tazione delle stesse. Essi ritengono inoltre che il loro rientro in Patria 
non sarebbe ragionevolmente esigibile, in quanto troverebbe applica-
zione l'art. 3 CEDU, e ciò per il motivo che rivolgendosi al Consolato 
turco al  fine di  ottenere i documenti necessari al rimpatrio, la polizia 
militare verrebbe senz'altro informata del loro arrivo in patria.

4.3 In conclusione, gli  insorgenti hanno chiesto l'accoglimento del ri -
corso con il conseguente annullamento del provvedimento impugnato 
e la concessione dell'asilo in Svizzera o di ogni altra misura pertinente 
atta ad impedire il rientro in patria, subordinatamente il rinvio della de-
cisione avversata all'istanza inferiore per la revisione della procedura, 
sia per quanto attiene alla questione sull'asilo che per quella relativa 
all'inesigibilità dell'allontanamento. Essi  hanno altresì  presentato una 
domanda di assistenza giudiziaria nel senso dell'esenzione dal paga-
mento delle spese di giustizia e dal relativo anticipo, nonché di essere 
posti al beneficio del gratuito patrocinio a favore dell'G._______.

4.4 In sede di osservazioni al ricorso rispettivamente replica, le parti  
si  sono  confermate  sostanzialmente  nelle  loro  rispettive,  antitetiche 
posizioni.

5.
I ricorrenti sollevano, in entrata, la violazione del diritto di essere senti-
to nei confronti del marito, il quale si sarebbe visto negare la conces-
sione dell'asilo  anche sulla  scorta di  una contraddizione emersa dai 
verbali di audizione della moglie senza che egli abbia avuto l'occasio -
ne di potersi esprimere in merito.

5.1 La giurisprudenza ha dedotto dal diritto di essere sentito in parti -
colare per l'interessato di prendere conoscenza del dossier, di espri -
mersi sugli elementi pertinenti prima che sia presa una decisione con-
cernente la sua situazione giuridica, di produrre delle prove pertinenti,  

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di partecipare all'amministrazione delle  prove essenziali  o almeno di 
esprimersi sul suo risultato, quando ciò tende ad influire sulla decisio-
ne da prendere (DTF 132 II 485 consid. 3; DTF 132 V 368 consid. 3.1; 
DTF 129 II 497  consid. 2.2;  DTF 126 I 7  consid.  2b,  e  rif.  cit.;  DTAF 
2007/21, consid. 10 e 11.1.3, pagg. 248 e segg.; Giurisprudenza ed in-
formazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo 
[GICRA] 2004 n. 38 consid. 6.1 pag. 263). Affinché il diritto di un richie -
dente sia rispettato, egli deve, in particolare, essere confrontato, prima 
di una decisione a suo sfavore, con le dichiarazioni di terzi ( in casu il 
coniuge) che sono in contraddizione con le sue, cosicché possa recare 
tutte le spiegazioni utili  a dissipare qualsiasi malinteso (sentenza del 
Tribunale amministrativo federale E-4704/2007 del  5 luglio 2010; GI-
CRA 1994 n. 14, pagg. 118 e segg.).

5.2 Nella sua decisione,  l'UFM ha sollevato diverse contraddizioni  – 
che verranno trattate in seguito nel dettaglio – emerse dalle audizioni  
dei  coniugi A._______ e B._______. Così come avvenuto per quelle 
derivanti dalle dichiarazioni del marito, anche l'avversata incongruenza 
in esame (cfr. decisione dell'UFM, pag. 4), è dedotta unicamente dalle 
allegazioni della moglie senza che esse siano state messe a confronto 
con le affermazioni dell'altro coniuge. In sostanza, le dichiarazioni dei 
due coniugi sono state analizzate verticalmente, ovvero confrontando 
la prima e la seconda audizione dello stesso singolo coniuge e mai in -
crociando le allegazioni dell'uno con quelle dell'altro. Ne discende che 
le antinomie evidenziate dall'autorità inferiore scaturiscono dal raccon-
to dei coniugi presi singolarmente e quindi in pieno ossequio del diritto 
degli stessi ad essere sentiti.

5.3 Pertanto,  non avendo  l'UFM contestato  ai  ricorrenti  alcuna  con-
traddizione risalente ad un confronto incrociato delle rispettive audizio-
ni, la censura si rivela infondata e va respinta.

6.
I ricorrenti sollevano inoltre la questione relativa alla persona dell'inter-
prete operante presso il Centro di registrazione, ritenuta inappropriata 
in quanto, da un lato, sarebbe stata incapace di tradurre correttamente 
le allegazioni da loro proposte e, dall'altro, poiché presumibilmente di 
etnia e religione diverse da quelle degli interessati, non avrebbe dato 
sufficiente garanzia di imparzialità.

6.1 Anzitutto occorre rilevare che l'interprete utilizzato per le audizioni 
dei  coniugi  A._______  e  B._______in  data  17  luglio  2001  presso  il 

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centro di registrazione di P._______ non è lo stesso che ha prestato 
servizio in occasione delle seconde rispettive audizioni sostenute dai 
ricorrenti il 5 settembre 2001 rispettivamente 26 settembre 2001. Ciò 
si evince, a non averne dubbio, dalla firma differente con la quale i tra -
duttori hanno sottoscritto i relativi documenti.

6.2 Da un lato, i ricorrenti si limitano a mere congetture sull’apparte-
nenza etnica e religiosa dell’interprete, dall’altro, quand’anche l’inter -
prete fosse d’etnia e fede religiosa diversa da quella dei ricorrenti, ciò 
non sarebbe di per sé sufficiente per fondare un’apparenza di preven-
zione, non potendosi genericamente sospettare di parzialità un inter-
prete per questa sola circostanza, pure se, turco, è chiamato a tradur -
re dichiarazioni di cittadini d’etnia curda di confessione alevita. I ricor -
renti non hanno peraltro neppure dimostrato l’esistenza di  una grave 
inimicizia  personale  con  l’interprete  o  un  interesse  dello  stesso  nel 
procedimento in esame. Inoltre, gli insorgenti non ha preteso, ne tanto 
meno dimostrato, che l’interprete ha manifestato il suo parere sull’og-
getto  del  procedimento  fuori  dell’esercizio  delle  sue  funzioni.  Infine, 
neppure dal ricorso si evince con chiarezza se e in quali punti le di -
chiarazioni degli insorgenti siano state tradotte in modo scorretto. Essi 
parlano infatti  piuttosto di errori  di trascrizione o di battitura, laddove 
gli sono state contestate delle contraddizioni. Conseguentemente, non 
è dato sapere concretamente dove sia ravvisabile un problema nell’at-
tività svolta dall’interprete.

6.3 Ciò posto ed avendo i ricorrenti sottoscritto i propri verbali di audi-
zione confermandone il  contenuto ed avendo affermato in occasione 
delle rispettive interrogazioni di aver capito bene quanto tradotto dal-
l'interprete, essi non possono ora sostenere l'incapacità dello stesso.

6.4 Il Tribunale amministrativo federale osserva pertanto che tali cen-
sure, non sostanziate, sono palesemente destituite d’ogni anche mini-
ma parvenza di fondamento.

7.
7.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le di -
sposizioni della LAsi (art. 2 LAsi). Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi sono rifu -
giate le persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, sono 
esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionali -
tà, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opi-
nioni  politiche, ovvero hanno fondato timore di  essere esposte a tali 
pregiudizi.

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Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita,  
dell'integralità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano 
una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre al -
tresì tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizione femmini-
le (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi).

A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità  
di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una proba-
bilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare 
le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o con-
traddittorie,  non  corrispondono  ai  fatti  o  si  basano  in  modo  deter -
minante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In  altre  parole,  per  poter  ammettere la  verosimiglianza,  ai  sensi  dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi-
lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr.  GI-
CRA 1993 n. 21). Le dichiarazioni devono essere attendibili, cioè resi-
stenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche e non suscettibili di 
diversa interpretazione (altrettanto o più verosimile), e concordanti, o 
meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con altri  dati o elementi 
certi.  Peraltro,  il  giudizio  sulla  verosimiglianza dev'essere  il  frutto  di 
una valutazione complessiva, e non esclusivamente atomizzata, delle 
singole allegazioni decisive, in modo da consentire di limitare al mini -
mo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di fondare il giudi -
zio valorizzando, contro indiscutibili  postulati di civiltà giuridica, sem-
plici impressioni dell'autorità giudicante (cfr. GICRA 1995 n. 23, GICRA 
2005 n. 21, consid. 6.1).

7.2 I ricorrenti hanno allegato, in sostanza e per quanto è qui di rilievo, 
di essere espatriati poiché il marito sarebbe stato minacciato di morte  
se avesse rifiutato di diventare una spia al servizio del M._______. Il 
marito  ha inoltre riferito di  aver subito direttamente delle pressioni  e 
persino delle torture da parte degli agenti del predetto gruppo militare,  
poiché sospettato, insieme al fratello, di collaborare con il N._______ e 
il O._______. Egli ha riferito di essere stato prelevato cinque volte, l'ul -
tima delle quali nel mese di giugno del (...), quando gli sarebbe stato 
chiesto per l'ultima volta di diventare una spia del gruppo altrimenti lo 

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avrebbero ucciso. Di qui la decisione di lasciare il paese con tutta la 
famiglia.

7.3 Questo Tribunale osserva preliminarmente che, come rettamente 
rilevato dall'autorità inferiore nella decisione impugnata, le dichiarazio-
ni determinanti in materia d'asilo rese dagli insorgenti s'esauriscono in 
mere affermazioni di parte, contraddittorie e pertanto non verosimili, in 
sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso.

7.3.1 In casu, l'autorità inferiore ha rilevato che, nel corso della prima 
audizione, il ricorrente ha affermato di aver già subìto, e come lui tutta 
la  famiglia,  pressioni  a causa dell'attività  politica  del  fratello  quando 
ancora abitava ad Q._______ (che ha poi lasciato nel [...], cfr. verbale 
di audizione del 17 luglio 2001, pag. 1) e di essere stato preso dai mili-
tari  in  borghese  sin  dal  (...)  (cfr.  verbale  di  audizione  del  17  luglio  
2001, pag. 4). Tuttavia egli ha poi dichiarato, in sede di seconda audi-
zione, di non essere mai stato fermato e di non aver mai avuto proble-
mi in patria prima del mese di (...) (cfr. verbale di audizione del 5 set -
tembre 2001, pag. 9). Egli sostiene poi, riferendosi all'inizio delle per-
secuzioni, di non aver mai inteso il (...) e che si tratterebbe di un errore  
di trascrizione o di battitura. Ciò sarebbe giustificato, a suo dire, anche 
dal fatto che, nel (...), il M._______ non sarebbe ancora esistito. 

A  tal  pro,  codesto  Tribunale  osserva  anzitutto  che  la  nascita  del 
M._______ – (...) – è difficilmente collocabile a livello temporale poi-
ché la sua esistenza è sempre stata negata, visto che la gendarmeria 
turca ha acquisito la capacità di condurre legalmente delle operazioni  
di intelligence soltanto nel 2005. Non di meno, molti documenti, e testi -
monianze farebbero risalire la costituzione del gruppo militare in que-
stione alla fine degli anni '80. Di conseguenza, è lecito credere che il  
M._______, fosse già operativo nel (...) e che dunque la tesi del ricor-
rente fondata sull'errore di trascrizione o di battitura nonché sulla pre-
sunta parzialità dell'interprete si rivela senza fondamento. Infatti,  non 
solo il ricorrente ha fatto riferimento esplicito al (...), ma egli ha pure 
affermato di aver subìto, unitamente al resto della famiglia, delle pres-
sioni a causa dell'attività politica del fratello quando ancora abitava ad 
Q._______ (ovvero prima del [...]). Ciò, oltre ad avvalorare l'ipotesi che 
il  primo sequestro  sia  avvenuto  già  nel  (...),  dimostra  a  non averne 
dubbio, la contraddizione del ricorrente che ha poi allegato di non aver 
mai avuto problemi in patria prima del mese di (...).

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7.3.2 L'UFM ha messo poi in evidenza come il ricorrente abbia inizial-
mente  riferito  di  essere  obbligato  ad  aiutare  il  N._______  ed  il  
O._______, mentre in un secondo momento egli ha allegato di aiutare 
solamente il N._______ poiché, pur non essendo attivo nell'organizza-
zione,  ne  è  simpatizzante,  contrariamente  al  O._______  al  quale 
avrebbe rifiutato ogni aiuto.

I ricorrenti, nel gravame, fanno notare che è normale per il N._______ 
chiedere aiuti alle persone di etnia curda e che quindi non v'è nulla di 
insolito  se il  signor  A._______ ha aiutato il  N._______. Inoltre,  essi  
non intravvedono alcuna contraddizione legata alla richiesta da parte 
del O._______, che il ricorrente avrebbe aiutato la prima volta poiché 
obbligato, ma non più in seguito, posto che con l'aiuto del N._______, 
gli esponenti del O._______ lo avrebbero lasciato in pace.

A mente dello scrivente Tribunale, l'incongruenza sollevata dall'autorità 
di prime cure è senz'altro pertinente sia per quanto riguarda i rapporti 
tra il ricorrente ed il N._______ sia per quelli concernenti il ricorrente  
con il O._______. Egli ha infatti dichiarato in un primo momento di es-
sere stato obbligato ad aiutare sia l'uno che l'altro movimento, non fa-
cendo egli parte di alcuna organizzazione politica (cfr. verbale di audi-
zione del 17 luglio 2001, pag. 5). Tuttavia, il ricorrente ha successiva-
mente riferito che membri del N._______ gli avrebbero chiesto la sua 
disponibilità a prestare loro aiuto, in particolar modo procurando loro 
dei medicinali. Egli ha quindi deciso di aiutarli poiché lo riteneva giusto 
e poiché nutriva una certa simpatia nei loro confronti, tanto da prepa -
rare, oltre a quanto richiesto, anche dei dolci (cfr. verbale di audizione 
del 5 settembre 2001, pag. 7). Ora, o si tratta di un obbligo, o si tratta 
di una semplice richiesta di disponibilità alla quale, peraltro, il ricorren-
te ha aderito di buon grado preparando pure dei dolci da aggiungere 
alla fornitura di medicinali. In secondo luogo, per quanto riguarda la re-
lazione con il O._______, non emerge dalla cronologia delle visite rac-
contata in sede di seconda audizione, che il ricorrente abbia mai effet -
tivamente prestato alcun servizio al O._______. Anzi, quando gli espo-
nenti di questo movimento si sono presentati da lui, li ha respinti di -
cendo semplicemente che non aveva intenzione di aiutarli, dopo di che 
non li ha più rivisti. Il ricorrente non ha mai precisato che ciò è avvenu-
to  grazie  all'intervento  del  N._______  e,  tuttavia,  un  tale  comporta-
mento remissivo da parte del O._______ non può essere considerato 
un'insistente tentativo di obbligare qualcuno a rendere dei favori. Per-
tanto, la censura mossa dai ricorrenti  su questo punto, non trova ri -

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scontro nelle dichiarazioni fornite dagli stessi in occasione delle audi -
zioni sostenute.

7.3.3 Quanto  alla  fine  della  carcerazione del  fratello,  l'UFM osserva 
che il ricorrente dapprima ha riferito di aver saputo che fosse stato li -
berato per poi affermare di aver appreso che in realtà era fuggito.

I ricorrenti, a questo proposito, contestano ogni contraddizione giustifi -
cando le due versioni come la corretta conseguenza della cronologia 
del racconto.

Effettivamente il fatto che i ricorrenti fossero stati inizialmente informati 
che il fratello di lui era stato liberato non preclude che in seguito il si -
gnor A._______ sia venuto a conoscenza del fatto che in realtà il fra -
tello era fuggito. Ciononostante, tale costruzione cronologica è il frutto 
di  una sovrapposizione delle  due audizioni,  le  quali,  prese singolar -
mente, contemplano soltanto l'una rispettivamente l'altra versione sen-
za  alcun  riferimento  alla  combinazione  di  notizie  ottenute,  l'incon-
gruenza rilevata dall'UFM ha pertanto ragione di essere ritenuta.

7.3.4 Di seguito, l'UFM solleva una discrepanza nelle allegazioni del 
ricorrente circa le richieste di  collaborazione che gli  sarebbero state 
sottoposte. In una prima versione il  ricorrente ha riferito che durante 
l'ultimo fermo, avvenuto nel mese di giugno (...), i militari in borghese 
gli avrebbero chiesto di collaborare, mentre in un secondo tempo, egli  
ha dichiarato che tale richiesta gli è stata avanzata in occasione di tutti  
cinque i fermi subiti.

Nel gravame, i ricorrenti sostengono che occorre fare una distinzione 
terminologica, la quale dimostrerebbe la veridicità di quanto riportato 
dal signor A._______. Essi ritengono che fare la spia – ciò che sareb-
be  stato  imposto  al  ricorrente  in  occasione  dell'ultimo  fermo  –  non 
equivale ad una semplice collaborazione, che sarebbe invece sempre 
stata richiesta in occasione di tutti i fermi subiti dal signor A._______.  
Effettivamente, nel corso della prima audizione, il  ricorrente ha affer-
mato che in  occasione dell'ultimo fermo gli  avrebbero intimato di  di-
ventare una loro spia (cfr. verbale di audizione del 17 luglio 2001, pag.  
5), mentre nella successiva audizione egli usa il termine "collaborazio -
ne" per descrivere le richieste rivoltegli in occasione di tutti i fermi (cfr. 
verbale di audizione del 5 settembre 2001, pagg. 7, 8 e 9). Tuttavia, a 
una più attenta lettura, emerge che pur quando parla di collaborazione 
il  richiedente specifica dicendo "mi  hanno chiesto di  collaborare con 

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loro, volendomi mandare nel mio villaggio Q._______ e dare a loro le 
informazioni necessarie", e ancora "dicendomi di rintracciare Mustafa 
e consegnarlo a loro" (cfr. verbale di audizione del 5 settembre 2001, 
pagg. 7 e 8).

Alla luce di quanto precede, la distinzione linguistica proposta dai ri -
correnti a giustificazione delle dichiarazioni fornite non può essere rite -
nuta, posto che, malgrado la semantica generale ed estesa del termi-
ne "collaborazione", nel caso concreto il suo significato è da conside-
rare nel senso di portare informazioni sensibili e quindi di fare la spia.  
Pertanto, la contraddizione rilevata dall'UFM a proposito delle richieste 
di collaborazione rispettivamente spionaggio del M._______ è valida e 
pertinente.

7.3.5 L'UFM ha inoltre ravvisato che il ricorrente ha più volte sostenu-
to di aver subito l'ultimo fermo dei militari in borghese in data (...), per 
poi  dichiarare  che  durante  l'ultimo  fermo  essi  gli  hanno  intimato  di 
chiudere il negozio, ciò che ha fatto il (...).

I ricorrenti hanno dapprima contestato che la chiusura del negozio sia 
avvenuta nel (...) bensì nel (...). Essi contestano pure che l'ultimo fer -
mo sia avvenuto il (...), adducendo che quella era l'ultima volta in cui il 
ricorrente aveva ancora il negozio.

Anzitutto va rilevato che effettivamente il negozio è stato chiuso il (...)  
e non nel (...) come erroneamente riportato dall'UFM. Malgrado ciò, la  
referenza alla fine della frase in questione lascia intendere che l'autori -
tà inferiore sia incappata in un errore di trascrizione.

Secondariamente si rileva che il  ricorrente ha dapprima dichiarato di 
essere stato fermato dal M._______ cinque volte in totale (cfr. verbale 
di audizione del 17 luglio 2001, pag.4), salvo poi affermare che tali fatti  
sono avvenuti in cinque occasioni e che l'ultima volta gli dissero che 
doveva chiudere il  negozio, ciò che è avvenuto il  (...)  (cfr. verbale di 
audizione del 5 settembre 2001, pagg. 7 e 8). Resta quindi ancora da 
computare l'ultimo fermo annunciato dal ricorrente, ovvero quello del 
(...). Pertanto quand'anche il ricorrente avesse voluto effettivamente in-
tendere che si trattava dell'ultimo fermo finché il  negozio era aperto, 
non torna la somma dei fermi dichiarati dal ricorrente.

7.3.6 Infine, come rettamente rilevato dall'UFM e non contestato dai 
ricorrenti, pure la moglie è caduta in contraddizione sul numero di fer-

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mi subiti dal marito, affermando inizialmente che egli è stato fermato 
due volte (cfr. verbale di audizione del 17 luglio 2001, pag.5) e cam-
biando versione in seguito, dicendo che è stato fermato il (...) ed altre 
cinque o sei volte (cfr. verbale di audizione del 5 settembre 2001, pag. 
7).

7.3.7 Quo alla strategia che il M._______ avrebbe adottato, e meglio 
alle continue minacce mai messe in pratica malgrado il rifiuto sistema-
tico del ricorrente a voler collaborare, pur difficilmente comprensibile 
visto anche l'arco di tempo piuttosto lungo durante il quale è stata di -
sposta, non si possono nemmeno escludere, in mancanza di ulteriori 
elementi,  le  ragioni  dei  ricorrenti  secondo cui  il  M._______ avrebbe 
avuto più interesse alla collaborazione del ricorrente che alla sua ucci-
sione.

8.
Tutto ciò stante, vista l'inverosimiglianza delle dichiarazioni, considera-
te nel suo insieme, vengono a far difetto argomenti o prove suscettibili  
di giustificare una diversa valutazione rispetto a quella di cui alla deci -
sione impugnata.

Ne consegue che sul punto di questione dell'asilo il ricorso, destituito  
di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione 
impugnata va confermata. 

9.
Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'Ufficio federa-
le pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'e -
secuzione; tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 
44 cpv. 1 LAsi).

I  ricorrenti  non  adempiono  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 come pure art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 
dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 ago-
sto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

Nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione del -
l'UFM relativa alle domande d'asilo dei ricorrenti, quest'ultimi non pos-
sono prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 
LAsi),  generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale 

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pubblico  ed  espressamente  enunciato  all'art.  33  della  Convenzione 
sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30).

10.
Giusta l'art. 44 cpv. 2 LAsi, se l'esecuzione dell'allontanamento è im-
possibile, inammissibile o non ragionevolmente esigibile, l'Ufficio fede-
rale disciplina le condizioni di soggiorno conformemente alle disposi-
zioni relative all'ammissione provvisoria della legge federale del 16 di -
cembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20).

10.1 Le summenzionate tre condizioni per una rinuncia all'esecuzione 
dell'allontanamento  –  impossibilità,  inammissibilità  ed  inesigibilità  – 
sono  di  natura  alternativa:  non  appena  una  di  queste  condizioni  è 
adempita, non può più essere pronunciata l'esecuzione dell'allontana-
mento e vanno disciplinate le condizioni del soggiorno in Svizzera del -
l'interessato  secondo  le  regole  sull'ammissione  provvisoria  (cfr. 
DTAF 2009/51 consid. 5.4,  pag. 748; GICRA 2006 n. 6,  consid. 4.2., 
pag. 54). È sul punto dell'esigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento 
che  il  Tribunale  amministrativo  federale  intende  concentrare  la  sua 
analisi.

10.2 Il  fatto che l'esecuzione dell'allontanamento non sia ragionevol-
mente esigibile costituisce, come detto, uno dei motivi che giustificano 
la  pronuncia  della  misura  sostitutiva  dell'ammissione  provvisoria 
(art. 44 cpv. 2 LAsi e 83 cpv. 1 LStr).

10.3 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, al quale rinvia l'art. 44 cpv. 2 LAsi, l'e -
secuzione  non  può  essere  ragionevolmente  esigibile  qualora,  nello 
Stato d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concre-
tamente in pericolo.

La prima disposizione citata si applica principalmente ai " réfugiés de 
la violence", ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni del-
la qualità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti,  ma 
che fuggono da situazioni di guerra, di guerra civile o di violenza gene-
ralizzata. Essa vale anche nei confronti delle persone per le quali l'al -
lontanamento comporterebbe un pericolo concreto, in particolare per-
ché esse non potrebbero più ricevere le cure del quale esse hanno bi -
sogno o che sarebbero, con ogni probabilità, condannate a dover vive-
re durevolmente e irrimediabilmente in stato di totale indigenza e per-
tanto esposte alla fame, ad una degradazione grave del loro stato di 
salute, all'invalidità o persino la morte. Per contro, le difficoltà socio-

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economiche che costituiscono l'ordinaria quotidianità di una regione, in 
particolare la penuria di cure, di alloggi, di impieghi e di mezzi di for-
mazione, non sono sufficienti, in sé, a concretizzare una tale esposi -
zione al pericolo. L'autorità alla quale incombe la decisione deve dun-
que, in ogni singolo caso, confrontare gli  aspetti umanitari legati alla 
situazione nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel suo 
Paese dopo l'esecuzione dell'allontanamento con l'interesse pubblico 
militante a favore del suo allontanamento dalla Svizzera (GICRA 2005 
n. 24 consid. 10.1 pag. 215; DTAF 2007/10 e relativi riferimenti).

10.4 Si tratta, dunque, di esaminare con riferimento ai criteri suesposti 
se gli interessati concludono a giusta ragione o meno il carattere inesi -
gibile dell'esecuzione del suo allontanamento, tenuto conto della situa-
zione generale vigente attualmente in Turchia, da un lato, e la loro si -
tuazione personale, dall'altro.

10.5 In  caso  di  allontanamento  di  fanciulli,  l'interesse  superiore  dei 
medesimi è un elemento che deve essere preso in considerazione. Il  
benessere del fanciullo è un elemento di rilievo per l'esame dell'esigi -
bilità. In tale contesto, vanno ponderate tutte le circostanze che appa-
iono  rilevanti  in  vista  dell'allontanamento  (cfr.  DTAF 2009/28  con-
sid. 9.3.2,  pag.  367; GICRA  2005  n.  6,  consid.  6.1,  pag.  57  GI-
CRA 1998  n. 13,  consid. 5e aa,  pag. 98). Delle  difficoltà  di  reinseri-
mento  nel  Paese d'origine,  causate  da un'integrazione avanzata  del 
fanciullo in Svizzera, possono comportare l'inesigibilità dell'esecuzione 
dell'allontanamento dell'intera famiglia (cfr. GICRA 2005 n. 6, consid. 
6.2, pag. 57 e seg. nonché GICRA 1998 n. 31, consid. 8c ff ccc, pag. 
260 e seg.).

10.6 Nella fattispecie, la situazione circa i tre figli attualmente in età di  
formazione si presenta oggi nel modo che segue: la figlia maggiore ha 
17 anni e soggiorna in Svizzera dal suo ottavo anno di vita, la seconda 
figlia ne ha quasi 14 e vive in Svizzera dal suo quarto anno di vita, infi -
ne il terzo figlio dei ricorrenti ha 6 anni ed è nato in Svizzera. Le due 
ragazze abitano da nove anni in Svizzera ove entrambe hanno comin-
ciato, e stanno tuttora seguendo, il loro percorso scolastico e formativo 
in Svizzera. Tenuto conto della loro età e degli anni trascorsi in Svizze -
ra le due figlie e, anche se in misura minore, il figlio, si sono adeguati  
al  modo di  vivere svizzero e sono stati  notevolmente influenzati  dal-
l'ambiente socio-culturale locale. A ciò aggiungasi che le conoscenze 
della loro lingua materna – in particolare di quella scritta – non posso-

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no considerarsi tali da presupporre un inserimento adeguato nel siste-
ma scolastico e professionale del loro Paese d'origine. Inoltre, pure in 
altri  ambiti sociali  è dubbia la loro possibilità d'integrazione in Patria.  
Sussiste quindi,  da un lato, il  pericolo concreto di  uno sradicamento 
dall'ambiente sociale svizzero nel quale sono cresciuti e, dall'altro, la  
problematica dell'integrazione che si presenterebbe in un ambiente a 
loro divenuto estraneo, e ciò soprattutto per le figlie più grandi. Tali fat -
tori  inciderebbero  marcatamente  sul  loro  sviluppo  adolescenziale  e 
non sono compatibili  con il  principio di protezione del benessere del  
fanciullo.

10.7 Da quanto suesposto, discende che l'esecuzione dell'allontana-
mento dei figli e quindi dell'intera famiglia non è ragionevolmente esigi-
bile ai sensi dell'art. 83 cpv. 4 LStr. Inoltre, dagli atti di causa non risul -
tano alcuni indizi per eventuali motivi d'esclusione giusta l'art. 83 cpv. 
7 LStr. Si rivela pertanto giudizioso pronunciare l'ammissione provviso-
ria.

11.
Per conseguenza, il gravame, limitatamente alla questione dell'esecu-
zione dell'allontanamento, va accolto. La decisione dell'UFM del 10  lu-
glio 2003 è annullata per quanto concerne i punti 4 e 5 del dispositivo. 
L'UFM è invitato a regolare le condizioni di soggiorno dei ricorrenti in 
conformità alle disposizioni dell'ammissione provvisoria per gli stranie-
ri.

12.
Visto l'esito parzialmente positivo del gravame, le spese processuali di 
CHF 600.-, che seguono la soccombenza, sono poste a carico dei ri -
correnti in ragione di un mezzo (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. 
a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinan -
zi  al  Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 
RS 173.320.2]).

13.
La parte vincente ha diritto ad un'indennità a titolo di ripetibili  per le  
spese necessarie derivanti dalla procedura di ricorso (art. 64 PA in re-
lazione all'art. 7 e segg. del Regolamento sulle tasse e sulle spese  ri-
petibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 
febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). L'indennità per spese ripetibili, 
in assenza di una nota particolareggiata e tenuto conto sia dell'acco -
glimento parziale del ricorso sia dell'influenza del tempo trascorso sul-

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l'esito espresso, è fissata d'ufficio dal Tribunale amministrativo federale 
sulla base degli atti di causa in CHF 1000.- (art. 16 cpv. 1 lett. a LTAF 
nonché art. 10 e 14 cpv. 2 TS-TAF).

14.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d Legge 
del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

La pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto.

2.
I punti 4 e 5 della decisione dell'UFM del 10 luglio 2003 sono annullati. 
L’UFM è invitato a regolare le condizioni di soggiorno dei ricorrenti in 
conformità  alle  disposizioni  dell'ammissione  provvisoria  per  gli 
stranieri.

3.
Le spese processuali, di fr. 300.-, sono poste a carico dei ricorrenti. Il 
succitato saldo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

4.
L'UFM rifonderà ai ricorrenti fr. 1000.- a titolo di spese ripetibili.

5.
Comunicazione a: 

- rappresentante dei ricorrenti (Raccomandata)
- UFM,  Divisione  soggiorno,  (allegato:  incarto  N [...],  per  corriere 

interno; in copia)
- R._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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