# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dd4226e8-73c6-5d66-b11e-b35ed665f80c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-06-24
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 24.06.2008 D-7214/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7214-2006_2008-06-24.pdf

## Full Text

Corte IV
D-7214/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 4  g i u g n o  2 0 0 8

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 
Walter Lang e Kurt Gysi, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______, Iraq,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo ed allontanamento; decisione dell'UFM del 
9 luglio 2001 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-7214/2006

Fatti:

A.
Il 21 febbraio 2000, l'interessato ha presentato una domanda d'asilo in 
Svizzera.  Successivamente  è  stato  attribuito  al  Cantone  Ticino.  Ha 
dichiarato,  nella  sostanza  e  per  quanto  è  qui  di  rilievo  (cfr.  verbali 
d'audizione  del  24  febbraio  2000  e  del  7  giugno  2001),  d'essere 
cittadino  iracheno  d'etnia  curda,  minorenne  non  accompagnato, 
d'avere vissuto dalla nascita a [...] (nord dell'Iraq) e d'avere fatto parte, 
nel  [...], del B._______. Per questo motivo sarebbe stato ricercato da 
membri  del  C._______  benché  abbia  rapidamente  lasciato  il 
B._______. a causa del mancato gradimento delle attività svolte. Non 
si sarebbe mai interessato di politica. Non sarebbe mai stato arrestato 
dalle  autorità.  Temendo d'essere  arrestato rispettivamente ucciso da 
aderenti del C._______, come pure da aderenti del B._______, il  [...] 
2000 sarebbe espatriato.

B.
L'8 marzo 2000, la Delegazione tutoria del comune di D._______ ha 
nominato  all'interessato  un  curatore,  al  quale  è  stato  assegnato  il 
compito  di  rappresentare  il  minorenne  nella  procedura  d'asilo  in 
Svizzera. Il 6 luglio 2001, la Commissione tutoria regionale E._______ 
– preso atto della relazione finale del 2 luglio 2001 del curatore del 
richiedente  sul  raggiungimento  della  maggiore  età  da  parte  del 
curatelato  e  della  sua  capacità  di  rappresentarsi  da  solo  –  ha 
pronunciato la fine della misura di curatela.

C.
Il 9 luglio 2001, l'allora Ufficio federale dei rifugiati (UFR, attualmente, 
e  di  seguito,  UFM)  ha  respinto  la  domanda  d'asilo  dell'interessato. 
Nello stesso tempo, ha pronunciato l'allontanamento dello stesso dalla 
Svizzera  e  ritenuto  lecita,  esigibile  e  possibile  l'esecuzione  del  suo 
allontanamento verso l'Iraq.

D.
Il  3  agosto  2001,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  alla 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  (CRA)  contro  la 
menzionata  decisione  dell'UFM.  Ha  chiesto,  in  via  principale,  la 
concessione  dell'asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  pronuncia 
dell'ammissione  provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una  domanda 

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d'esenzione dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili 
spese processuali.

E.
Il 24 agosto 2001, la CRA ha rinunciato a chiedere il versamento di un 
anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese  processuali,  ritenuta  la 
sussistenza di motivi particolari.

F.
Il  2  ottobre  2001,  l'UFM,  invitato  ad  esprimersi,  ha  proposto  la 
reiezione del gravame.

G.
Il  3  ottobre  2005,  l'UFM,  nuovamente  invitato  ad  esprimersi,  ha 
parzialmente  riesaminato  la  decisione  del  9  luglio  2001,  annullato  i 
punti  4  e  5  del  dispositivo  della  decisione  impugnata  e  pronunciato 
l'ammissione provvisoria in Svizzera dell'insorgente.

H.
Il 4 novembre 2005, la CRA ha concesso al ricorrente un termine di 
sette giorni per esprimersi sul mantenimento del gravame sui punti di 
questione  dell'asilo  e  dell'allontanamento.  Il  termine  è  decorso 
infruttuoso.

I.
Il  4  maggio 2006,  l'interessato ha chiesto il  riesame della  decisione 
dell'UFM  del  9  luglio  2001  sul  punto  di  questione  dell'esecuzione 
dell'allontanamento  e  pertanto  la  concessione  dell'ammissione 
provvisoria.

J.
L'8  giugno 2006,  la  CRA ha comunicato  al  ricorrente  che in  data 3 
ottobre 2005 l'UFM ha pronunciato la sua ammissione provvisoria in 
Svizzera. All'insorgente  è  stato  concesso  un  ulteriore  termine  di  15 
giorni  per  esprimersi  sul  mantenimento  del  gravame  sui  punti  di 
questione dell'asilo e dell'allontanamento, con la precisazione che, nel 
caso  in  cui  tale  termine  fosse  scaduto  infruttuoso,  la  CRA avrebbe 
statuito  nel  merito  del  suo  ricorso per  quanto  il  gravame non fosse 
divenuto senza oggetto.

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Diritto:

1.
Il  Tribunale  amministrativo  federale  (TAF) giudica  definitivamente  sui 
ricorsi contro le decisioni dell'UFM in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 
lett. d  della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 
2005 [LTAF, RS 173.32],  art. 105 della  legge sull'asilo  del  26 giugno 
1998  [LAsi,  RS 142.31]  e  art.  83  lett. d  della  legge  sul  Tribunale 
federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
Il  TAF  osserva  che  dal  1°  gennaio  2007  giudica,  in  quanto  sia 
competente,  i  ricorsi  pendenti  al  31  dicembre  2006  presso  le 
commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ricorsi 
dei  dipartimenti.  Il  giudizio  si  svolge  secondo  il  nuovo  diritto 
processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).

3.
Giusta il capoverso 1 delle disposizioni transitorie della modifica della 
LAsi  del  16  dicembre  2005,  ai  procedimenti  pendenti  al  momento 
dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

4.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità  di  cui  all'art. 48 cpv. 1 nonché all'art. 50 e all'art. 52 
della  legge federale  sulla  procedura  amministrativa del  20  dicembre 
1968 (PA, RS 172.021).

5.
Il TAF esamina liberamente il diritto federale, l'accertamento dei fatti e 
l'inadeguatezza senza essere vincolato dai motivi  invocati  dalle parti 
(art. 62 cpv. 4  PA) o dai  considerandi  della  decisione impugnata  (v. 
sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  D-4917/2006  del  12 
luglio 2007 consid. 3).

6.

6.1 Conformemente  all'art.  33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, il pro-
cedimento può svolgersi in tale lingua.

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6.2 Nel  caso  concreto,  la  decisione  impugnata  è  stata  resa  in 
francese,  mentre  il  ricorso  è  stato  presentato  in  lingua  italiana.  Il 
presente giudizio può pertanto essere redatto in italiano.

7.
Il  TAF  osserva  che  il  3  ottobre  2005  l'UFM  ha  pronunciato 
l'ammissione provvisoria del ricorrente in Svizzera. Oggetto del litigio 
in questa sede risultano pertanto essere esclusivamente la decisione 
riguardante  il  mancato  riconoscimento  della  qualità  di  rifugiato 
dell'insorgente,  il  conseguente  rifiuto  della  sua  domanda  d'asilo, 
nonché la pronuncia dell'allontanamento. Per contro, la conclusione sul 
punto  di  questione  dell'esecuzione  dell'allontanamento  è  divenuta 
senza oggetto.

8.
Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato siccome inverosimili 
le  allegazioni  determinanti  presentate dal  ricorrente. Quest'ultimo ha 
reso dichiarazioni  poco dettagliate  ed imprecise  su  punti  importanti, 
riguardanti  segnatamente  il  cognome  dell'amico  con  cui  sarebbe 
entrato a far parte del B._______, il motivo per cui avrebbe aderito a 
tale movimento e lo avrebbe poi lasciato nonché le ricerche intraprese 
nei suoi confronti. L'UFM ha pure osservato che i timori dell'insorgente 
d'essere ricercato in Iraq sono inconsistenti anche perché il ricorrente 
non  è  stato  in  grado  di  rendere  verosimile  la  sua  adesione  al 
B._______,  non  si  è  mai  interessato  di  politica  e  non  è  mai  stato 
arrestato dalle autorità statali.

9.
Nel gravame, il ricorrente contesta il giudizio d'inverosimiglianza reso 
dall'UFM con riferimento alle allegazioni decisive da lui rese in corso di 
procedura. Allega d'aver indicato il nome del suo amico. Fa valere di 
“non sapere nulla  di  politica” e di  essersi  lasciato  convincere da un 
amico di far parte, per un mese, del B._______, ma di aver lasciato il 
partito perché “si  è accorto che non faceva” per lui. Non è quindi in 
grado  di  fornire  informazioni  sul  B._______.  Peraltro,  in  caso  di 
rimpatrio  in  Iraq  sarebbe  esposto  a  reale  pericolo  per  la  sua  vita 
perché il C._______ è molto spietato con le persone che hanno avuto 
contatti con il B._______.

10.
Preliminarmente, il TAF osserva che, secondo la prassi della CRA, la 
regola di cui all'art. 11 cpv. 3 PA – secondo cui, fintanto che la parte 

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non revochi la procura l'autorità comunica con il rappresentante – vale 
anche per i rappresentanti legali,  quali il  curatore del minorenne non 
accompagnato  (Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione 
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2004 n. 23). La CRA ha 
altresì  statuito  che  l'obbligo  di  designare  al  richiedente  l'asilo 
minorenne un consulente giuridico deriva dal diritto d'essere sentito; 
non  convocare  il  consulente  giuridico  potrebbe  costituire  una 
violazione  del  diritto  d'essere  sentito  (GICRA  1999  n.  2).  Non  v'è 
motivo di scostarsi da tale giurisprudenza.

10.1 Nel caso concreto, l'8 marzo 2000 l'autorità tutoria ha nominato 
al  ricorrente  un  curatore.  Dagli  atti  di  causa  emerge  che  la 
convocazione all'audizione principale sui motivi d'asilo è stata inviata 
all'insorgente benché fosse ancora minorenne. Non risulta, per contro, 
una notificazione di detta convocazione al curatore.

10.2 Al momento dell'audizione sui motivi d'asilo, svoltasi il 7 giugno 
2001,  l'insorgente  era  tuttavia  divenuto  maggiorenne.  Inoltre,  il 
curatore, persona cognita di diritto ed idonea ad assumere gli interessi 
del minorenne non accompagnato nella procedura d'asilo (cfr. GICRA 
2006 n. 14), nella sua relazione finale ha indicato che l'insorgente, dal 
momento del raggiungimento della maggiore età, era perfettamente in 
grado  di  rappresentarsi  da  solo. Il  ricorrente  non  ha  mai  preteso  il 
contrario,  nonostante  ne  abbia  avuto  il  tempo,  data  la  durata  della 
procedura,  né  emergono  dagli  atti  degli  indizi  seri  in  tal  senso.  In 
siffatte  circostanze,  la  menzionata  notificazione  difettosa  della 
convocazione all'audizione principale sui motivi d'asilo non ha causato 
al  ricorrente  alcun  pregiudizio,  di  modo  che  un  annullamento  del 
provvedimento  impugnato  costituirebbe,  da  questo  profilo,  una  vana 
formalità.

11.
Il TAF osserva, altresì, che, conformemente all'art. 30 cpv. 1 LAsi, le 
istituzioni  di  soccorso  inviano  un  rappresentante  all'audizione  sui 
motivi  d'asilo,  a  meno  che  il  richiedente  non  vi  si  opponga. In  una 
decisione  di  principio,  la  CRA aveva ritenuto  che la  presenza  di  un 
rappresentante di un'istituzione di soccorso non costituiva una regola 
imperativa  risultante  dal  diritto  di  essere  sentito,  la  cui  violazione 
implicava  in  modo  sistematico  l'annullamento  della  decisione 
querelata.  Incombe  all'autorità  di  determinare,  tenendo  conto 

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dell'insieme delle circostanze particolari del caso di specie, se il vizio 
sia essenziale o meno (cfr. GICRA 1996 n. 13).

11.1 Nel  caso  concreto,  l'audizione  del  7  giugno  2001  sui  motivi 
d'asilo  si  è  svolta  senza  la  presenza  di  un  rappresentante  di  un' 
istituzione di  soccorso accreditata. Certo, l'accordo del ricorrente sul 
fatto  che  l'audizione  principale  sui  motivi  d'asilo  poteva  tenersi, 
contrariamente  a  quanto  esplicitamente  previsto  dalla  legge, 
nonostante  l'assenza  di  un  siffatto  rappresentante  non  può  essere 
considerata decisiva. Tuttavia, non risulta dalle carte processuali, né il 
ricorrente  lo  ha  mai  preteso  in  corso  di  procedura,  che  nell'ambito 
della menzionata audizione non abbia avuto l'occasione di allegare in 
modo  completo  i  fatti  giuridicamente  rilevanti  alla  base  della  sua 
domanda  d'asilo  o  comunque  che  l'assenza  del  rappresentante 
dell'istituzione di soccorso abbia in altro modo inciso negativamente, e 
decisivamente, sulla regolarità della procedura.

11.2 Considerato  quanto  precede,  la  menzionata  informalità  non 
giustifica  un  annullamento  della  decisione  impugnata,  annullamento 
che,  date  le  premesse,  sconfinerebbe  nuovamente  in  una  vana 
formalità.

12.
Per poter ammettere la verosimiglianza, ai sensi dell'art. 7 LAsi, delle 
dichiarazioni determinanti rese da un richiedente l'asilo, occorre che le 
stesse abbiano insito un grado di convinzione logica tale da prevalere 
in  modo  preponderante  sulla  possibilità  del  contrario,  così  che 
quest'ultima risulti  secondaria. In altri termini, le dichiarazioni devono 
essere  attendibili,  cioè  resistenti  alle  obiezioni,  precise,  ovvero  non 
generiche e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più 
verosimile),  e  concordanti,  o  meglio  non  in  contrasto  fra  loro  e 
nemmeno  con  altri  dati  o  elementi  certi.  Peraltro,  il  giudizio  sulla 
verosimiglianza dev'essere il  frutto di una valutazione complessiva, e 
non esclusivamente atomizzata,  delle singole allegazioni  decisive, in 
modo  da  consentire  di  limitare  al  minimo  il  rischio 
dell'approssimazione,  ovvero  il  pericolo  di  fondare  il  giudizio 
valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà  giuridica,  semplici 
impressioni dell'autorità giudicante (v. GICRA 1995 n. 23).

12.1 Il TAF osserva che le dichiarazioni decisive rese dal ricorrente in 
corso di procedura s'esauriscono in mere ed imprecise affermazioni di 
parte, non corroborate da elementi di seria consistenza. In particolare, 

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le stesse risultano inverosimili segnatamente in merito all'adesione al 
B._______  ed  alle  relative  ricerche  nei  suoi  confronti  da  parte  del 
C._______. Basti qui rilevare che l'insorgente non può essere creduto 
allorquando  afferma  d'avere  raggiunto  i  guerriglieri  del  B._______ 
senza motivazione particolare, ma su semplice insistenza di un amico 
di  cui  conosce  solo  il  nome,  ma  non  il  cognome  (cfr.  verbale 
d'audizione  del  7  giugno  2001  pag.  6).  Egli  non  ha  inoltre  saputo 
indicare  esattamente  il  significato  della  sigla  del  B._______  (cfr. 
verbale  d'audizione  del  24  febbraio  2000  pag.  4),  benché  abbia 
dichiarato  d'avere  ricevuto  da  membri  di  detto  movimento  lezioni  in 
ambito politico (cfr. verbale d'audizione del 7 giugno 2001 pag. 9). Non 
può  inoltre  essere  creduto  che  un  ragazzo  senza  particolari 
motivazioni  politiche,  ed  il  cui  padre  sarebbe  persino  stato  un 
guerrigliero del  C._______ (cfr. ibidem pag. 6),  possa integrare così 
facilmente  un  gruppo  di  guerriglieri  del  B._______  ed  essere 
rapidamente  addestrato  all'uso  d'armi.  Peraltro,  le  conoscenze  del 
ricorrente  sulle  motivazioni  dell'azione  del  B._______  risultano 
particolarmente  generiche  ed  imprecise  per  persona  che  abbia 
realmente partecipato a lezioni in ambito politico (cfr. ibidem pag. 9). 
Generiche ed imprecise sono pure le dichiarazioni del ricorrente sulle 
asserite ricerche di guerriglieri del C._______ nei suoi confronti, fermo 
restando che egli stesso si limita a mere congetture al riguardo (non 
ha per esempio saputo indicare se dopo la sua partenza dall'Iraq sia 
mai stato ricercato; cfr. verbale d'audizione del 7 giugno 2001 pag. 8).

12.2 Infine,  non  v'è  altresì  ragione  di  ritenere  che  le  competenti 
autorità statali irachene non accorderanno al ricorrente, se del caso e 
nella  misura  in  cui  adeguatamente  sollecitate,  un'appropriata 
protezione  contro  l'eventuale  futuro  agire  illegittimo  di  terzi  nei  suoi 
confronti. Da questo profilo, il TAF ha già avuto modo di precisare che 
le forze dell'ordine e le autorità giudiziarie delle tre province curde del 
nord dell'Iraq – fra cui  [...],  regione da cui è originario l'insorgente – 
hanno,  di  principio, la  capacità  e la  volontà di  garantire  agli  abitanti 
delle  tre  province  la  protezione  dalle  persecuzioni  (v.  sentenza  del 
Tribunale amministrativo federale E-6982/2006 del  22 gennaio 2008, 
destinata alla pubblicazione, consid. 6.1 a 6.7).

12.3 Da  quanto  esposto,  consegue  che  sul  punto  di  questione 
dell'asilo  il  ricorso,  destituito  di  fondamento,  non  merita  tutela  e  la 
decisione impugnata va confermata.

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13.
Il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 
32  dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 
agosto  1999  [OAsi  1,  RS  142.311]).  Pertanto,  anche  sul  punto  di 
questione  dell'allontanamento  il  ricorso  non  merita  tutela  e  la 
decisione impugnata va confermata. 

14.

14.1 Visto l'esito della procedura, le spese processuali, che seguono 
la  soccombenza,  ma  che  sono  ridotte  in  conseguenza  dell'esito 
favorevole in materia d'esecuzione dell'allontanamento (riesame della 
decisione da parte dell'UFM), sono poste a carico del ricorrente (art. 
63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e 
sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo 
federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

14.2 Considerato  inoltre  che  l'insorgente  non  è  rappresentato  in 
questa  sede  e  che  non  risulta,  comunque,  che  abbia  dovuto 
sopportare  delle  spese  indispensabili  e  relativamente  elevate  in 
relazione  alla  procedura  di  ricorso,  non  si  giustifica  l'attribuzione  di 
spese ripetibili (art. 64 PA ed art. 7 e segg. TS-TAF.)

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui non è divenuto senza oggetto, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 300.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

3.
Non si attribuiscono spese ripetibili.

4.
Comunicazione a:

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM,  Divisione  dimora  e  aiuto  al  ritorno  (in  copia;  n.  di  rif. N  ; 

allegato: incarto UFM)
- F._______ (in copia)

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

Data di spedizione:

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