# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f898d489-1d7d-5062-ae76-4203741d31d8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-09-12
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 12.09.2017 60.2017.160
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2017-160_2017-09-12.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2017.160

   

  In ogni caso, anche a voler
  prescindere dagli aspetti esposti sopra, alla luce della giurisprudenza
  federale, nella fattispecie in esame, non essendoci la prova concreta che RE
  1 sia stata informata del dibattimento e delle conseguenze della sua assenza
  allo stesso, non si giustifica ammettere la doppia finzione, come
  erroneamente ritenuto dalla Pretura penale.

   

  	
  Lugano

  12 settembre 2017/mr

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro
  Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Giovan Maria Tattarletti

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Valentina
  Item, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire sul reclamo 27/28.6.2017 presentato da

 

 

	
   

  	
  RE 1 

  patr. da: PR 1 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  il decreto 22.6.2017 emanato dal giudice della
  Pretura penale, Siro Quadri, mediante il quale è stato stralciato dai ruoli
  il procedimento penale susseguente all’opposizione al decreto d’accusa 24.3.2016
  (DA __________), in seguito alla sua mancata comparizione al dibattimento (inc.
  __________);

  

 

 

richiamati gli scritti 30.6/3.7.2017 dell’allora
procuratore pubblico Nicola Corti, rispettivamente 3/4.7.2017 del giudice della
Pretura penale, con cui comunicano di non avere osservazioni da formulare,
rimettendosi al giudizio di questa Corte;

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in
fatto

 

a.   Con decreto 24.3.2016 l’allora procuratore pubblico Nicola
Corti ha posto in stato di accusa dinanzi alla Pretura penale RE 1 siccome
ritenuto colpevole di trascuranza degli obblighi di mantenimento “per aver omesso, benché ne avesse i mezzi per farlo,
di prestare alle figlie minorenni __________ (__________) ed __________ (__________),
e per esse all’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento che li anticipa
alle beneficiarie, gli alimenti stabiliti con verbale d’udienza 23.06.2006
della pretura di __________, così da essere in arretrato per complessivi CHF
67'719.85 (già dedotto il versamento effettuato) per il periodo 01.01.2009 –
31.12.2013”, e ne ha proposto
la condanna alla pena pecuniaria di 90 aliquote giornaliere da CHF 80.-- cadauna
(pena sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 3 anni), ed alla
multa di CHF 1'000.-- (DA __________, inc. MP __________).

 

 

                                  b.   Con
scritto 6/7.4.2016 RE 1, per il tramite dell’avv. PR 1, ha interposto formale
opposizione contro il suddetto decreto d’accusa.

 

 

                                   c.   In
data 8.4.2016 il magistrato inquirente ha deciso di confermare il proprio decreto
d’accusa del 24.3.2016 (DA __________) a carico di RE 1.

 

Gli atti relativi al suddetto DA sono di
conseguenza stati trasmessi alla Pretura penale al fine di procedere al
dibattimento pubblico (cfr. doc. 1, inc. Pretura penale __________).

 

 

                                  d.   In
data 20.1.2017 il giudice della Pretura penale ha assegnato alle parti un termine
di 10 giorni per presentare e motivare eventuali istanze probatorie (cfr. doc.
2, inc. Pretura penale __________).

 

 

                                   e.   Con
scritto 23.1.2017 il giudice della Pretura penale ha citato le parti, a
comparire nell’aula udienze della Pretura penale a __________, il giorno giovedì
9 marzo 2017 alle ore 14:00 per procedere al dibattimento. In calce alla
citazione, è stato riportato l’art. 356 cpv. 4 CPP, secondo cui se l’opponente
ingiustificatamente non compare al dibattimento né si fa rappresentare,
l’opposizione è considerata ritirata (cfr. doc. 3, inc. Pretura penale __________). 

 

 

                                    f.   Con
scritto 3/6.2.2017 l’avv. PR 1 ha chiesto
una proroga del termine per presentare istanze probatorie, considerato che - nonostante
i molteplici tentativi - non sarebbe riuscito a prendere contatto con il suo
assistito in __________, dove risiede (cfr.
doc. 4, inc. Pretura penale __________).

 

 

                                  g.   In
data 3.2.2017 il giudice della Pretura penale ha prorogato il suddetto termine
di 10 giorni (cfr. doc. 5, inc. Pretura
penale __________).

 

 

                                  h.   Con ulteriore
scritto 1/2.3.2017, l’avv. PR 1, richiamato l’art. 331 cpv. 5 CPP, e viste le
difficoltà nell’ottenere riscontro da RE 1, ha chiesto il rinvio del
dibattimento previsto per il 9.3.2017, confidando di essere ricontattato dall’imputato
al fine di organizzare il suo rientro in Ticino per comparire in aula (cfr. doc. 6, inc. Pretura penale __________).

 

 

                                    i.   In
data 2.3.2017, il giudice della Pretura penale, ha rinviato il dibattimento a
giovedì 13.4.2017 alle ore 14:00, considerato unicamente il fatto che, “data
l’imminenza del processo oltre la circostanza che l’imputato risiede in __________
e che qualora intendesse affrontare il processo personalmente dovrà organizzare
una trasferta dall’__________ alla Svizzera sicuramente non fattibile oggi
entro il 9 marzo” (cfr. doc. 7,
inc. Pretura penale __________).

 

 

                                    l.   In
data 13.4.2017, il giudice della Pretura penale, considerato che l’imputato non
si è presentato al dibattimento, ha citato nuovamente le parti a comparire
giovedì 22 giugno 2017 alle ore 14:00, per procedere al dibattimento, indicando
(in grassetto), l’avvertenza che “se
l’opponente non compare, senza comunicare valide ragioni per l’assenza, né si
fa rappresentare (art. 127 cpv. 5 CPP), l’opposizione è considerata ritirata (art. 356 cpv. 4 CPP). Qualora
la notificazione della citazione dovesse avvenire in applicazione dell’art. 85
cpv. 4 CPP (...) si procederà nelle forme contumaciali” [cfr. doc. 8,
inc. Pretura penale __________].

 

 

                                 m.   Il
18.4.2017 il giudice della Pretura penale ha disposto la citazione per le vie
edittali (cfr. doc. 11, inc. Pretura penale
__________).

 

La suddetta citazione è stata
pubblicata, nella forma degli assenti, sul Foglio Ufficiale (in seguito FU) n. __________
del 21.4.2017, con l’avvertenza che “se l’imputato non si presenta neppure
questa volta si procederà in sua assenza (art. 366 cpv. 2 CPP)”. 

 

 

                                  n.   Mediante
decreto 22.6.2017 il giudice della Pretura penale ha stralciato dai ruoli il
procedimento penale susseguente all’opposizione al DA __________ di data
24.3.2016, ritenendo il citato decreto d’accusa definitivo, considerato che
l’imputato ingiustificatamente non è comparso né a seguito della prima citazione
per il 13.4.2017, né a seguito della seconda (pubblicata sul FU) per il dibattimento
del 22.6.2017, al quale era stato regolarmente citato, e considerato che
l’atteggiamento assunto dallo stesso, consapevole della vertenza penale pendente,
il quale non ha per almeno sei mesi preso contatto con nessuno, né per
telefono, né per email, deve essere considerato ingiustificato, (cfr. doc. 14, inc. Pretura penale __________).

 

 

                                  o.   Con
gravame 27/28.6.2017, RE 1, per il tramite dell’avv. PR 1, impugna la suddetta
decisione di stralcio chiedendone l’annullamento ed il rinvio dell’incarto al
giudice della Pretura penale, affinché proceda al dibattimento nella forma contumaciale
(ex art. 366 cpv. 2 CPP).

 

Il difensore d’ufficio ha premesso che,
già dal momento della procedura preliminare, RE 1 era residente all’estero, in
particolare in __________. Non avendo un indirizzo di corrispondenza
raggiungibile in tale paese, lo stesso ha quindi indicato - quale indirizzo di
corrispondenza - lo studio del proprio legale.

 

Il giorno del dibattimento, 22.6.2017, egli
si sarebbe presentato in rappresentanza dell’imputato, esponendo al giudice di
non essere riuscito ad avere alcun contatto con lo stesso, non potendo quindi
neppure confermare se egli avesse effettivamente preso visione della citazione.
In quell’occasione, ha chiesto quindi di sospendere il procedimento,
rispettivamente di procedere nelle forme contumaciali ex art. 366 cpv. 2 CPP,
come peraltro il giudice aveva indicato nelle precedenti citazioni. Nonostante
ciò il giudice ha considerato l’imputato assente ingiustificato.

 

Il difensore riprende l’art. 87 CPP,
nonché la procedura relativa al decreto di accusa, in particolare l’art. 355
cpv. 2 CPP, affermando che la finzione introdotta da tale norma, segnatamente
il fatto che se l’opponente ingiustificatamente non compare ad un
interrogatorio cui è stato correttamente citato, l’opposizione è considerata
ritirata, “va applicata con particolare rigore” (reclamo 27/28.6.2017,
p. 6).

 

Afferma che l’Alta Corte avrebbe precisato
che “l’autorità svizzera non può inserire nelle citazioni di un imputato soggiornante
all’estero minacce di sanzioni. In tali situazioni la citazione rappresenta un
semplice invito che, se disatteso, non può comportare per l’imputato alcun
pregiudizio giuridico o di fatto” (reclamo 27/28.6.2017, p. 6). I medesimi
principi si applicherebbero per analogia alla fattispecie di cui all’art. 356
cpv. 4 CPP.

Riprende poi l’art. 366 CPP relativo ai
presupposti della procedura contumaciale.

 

Ribadisce che - in casu - ogni notifica
è stata operata al domicilio elettivo dell’imputato, presso il difensore d’ufficio,
e che, solo l’ultima citazione datata 13.4.2017 (oltre che la decisione impugnata)
è avvenuta mediante pubblicazione sul FU, “peraltro con la citata avvertenza
secondo cui in caso di mancata comparsa dell’imputato si sarebbe proceduto
nella forma contumaciale, e non già stralciando la procedura per mancata
comparsa dell’imputato” (reclamo 27/28.6.2017, p. 7).

 

Non sarebbe inoltre dato sapere se RE 1
sia stato compiutamente informato circa il contenuto dell’art. 356 cpv. 4 CPP,
ma in ogni caso lo stesso non può essere considerato assente ingiustificato, né
la sua assenza quale ritiro dell’opposizione, considerato inoltre che il suo
difensore era presente al dibattimento.

 

La decisione impugnata sarebbe poi
silente circa il fatto che il legale sarebbe stato presente ad entrambi i
dibattimenti fissati, e neppure spiegherebbe il motivo per cui la presenza del
difensore non sarebbe sufficiente.

 

Conclude ritenendo che nel caso concreto
troverebbe applicazione l’art. 366 cpv. 2 CPP.

 

 

in diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         Giusta
l’art. 393 cpv. 1 lit. b CPP il reclamo può essere interposto contro i decreti
e le ordinanze, nonché gli atti procedurali dei tribunali di primo grado, ad eccezione
delle decisioni ordinatorie e dei casi in cui è espressamente escluso dal CPP o
quando è prevista un’altra impugnativa.

 

                                         Con il gravame si possono censurare le violazioni del
diritto, compreso l'eccesso e l'abuso del potere di apprezzamento e la denegata
o ritardata giustizia (art. 393 cpv. 2 lit. a CPP), l'accertamento inesatto o incompleto
dei fatti (art. 393 cpv. 2 lit. b CPP) e l'inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit.
c CPP).

 

                                         Il reclamo deve essere presentato entro dieci giorni,
per iscritto e motivato (art. 396 cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare
all’art. 390 CPP per la forma scritta e all’art. 385 CPP per la motivazione.

                                         In particolare il reclamo deve indicare i punti della
decisione che intende impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione
ed i mezzi di prova auspicati (art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

 

                                         La
prevalenza dei principi della verità materiale e della legalità impone alla
giurisdizione di reclamo, investita di un gravame, di decidere
indipendentemente dalle conclusioni o dalle motivazioni addotte dalle parti, esprimendosi
sugli argomenti rilevanti per il giudizio conformemente all'obbligo di motivazione giusta l'art. 81 cpv. 3 CPP, ed applicando il diritto penale ‒ che deve
imporsi d'ufficio ‒ senza con ciò ledere il diritto delle parti di essere
sentite, ancorato all'art. 29 cpv. 2
Cost. (Commentario CPP – M. MINI, art.
391 CPP n. 2; sentenza TF 6B_494/2015 del 25.5.2016 consid. 4.1.).

 

                                         1.2.

                                         Il gravame, inoltrato il 27/28.6.2017 alla Corte dei
reclami penali, competente ex art. 62 cpv. 2 LOG, contro il decreto di stralcio
22.6.2017 emanato dalla Pretura penale (inc. __________) è tempestivo e
proponibile (BSK StPO II – F.
RIKLIN, 2. ed., art. 356 CPP n. 2).

                                         Le esigenze di forma e di motivazione sono rispettate.

 

                                         RE
1, imputato e destinatario della
decisione impugnata, per il tramite del
suo difensore d’ufficio, avv. PR 1, è pacificamente legittimato a reclamare ex
art. 382 cpv. 1 CPP avendo un interesse giuridicamente protetto all'annullamento o
alla modifica del giudizio che ha ritenuto definitivo il DA __________ emesso
nei suoi confronti.

 

                                         Il reclamo è – nelle predette circostanze – ricevibile
in ordine.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Nell'ambito della
procedura del decreto d'accusa (disciplinata agli art. 352 ss. CPP) l'imputato può
impugnare il decreto d'accusa entro dieci giorni al pubblico ministero con
opposizione scritta (art. 354 cpv. 1 lit. a CPP), non necessariamente motivata
(cpv. 2). In mancanza di valida opposizione, il decreto d'accusa diviene
sentenza passata in giudicato (cpv. 3).

 

                                         Se
è fatta opposizione, il caso passa nuovamente nelle mani del pubblico ministero
[Messaggio concernente l'unificazione del diritto processuale penale del
21.12.2005, in: FF 2006 p. 989
ss. (in seguito: Messaggio), p. 1194; BSK StPO II – F. RIKLIN, op. cit., art.
355 CPP n. 1], che assume le ulteriori
prove necessarie al giudizio sull'opposizione stessa (art. 355 cpv. 1 CPP). Una volta
assunte le prove, il pubblico ministero decide se confermare il decreto d'accusa (lit.
a.), abbandonare il procedimento (lit. b.), emettere un nuovo decreto d'accusa (lit.
c.) oppure promuovere l'accusa presso il tribunale di primo grado (lit. d.) [art.
355 cpv. 3 CPP].

 

                                         Se decide di confermare il decreto d'accusa, il pubblico ministero trasmette senza indugio
gli atti al tribunale di primo grado affinché svolga la procedura dibattimentale;
in tal caso, il decreto di accusa è considerato atto di accusa (art. 356 cpv. 1
CPP). 

 

                                         Ai
sensi dell’art. 356 cpv. 2 CPP il tribunale di primo grado statuisce sulla
validità del decreto di accusa e dell'opposizione.

 

                                         2.2.

Giusta l’art. 356 cpv. 4 CPP, se
l’opponente ingiustificatamente non compare al dibattimento né si fa
rappresentare, l’opposizione è considerata ritirata. Vista la pesante conseguenza
giuridica dell’ingiustificata comparizione (BSK StPO II – F. RIKLIN, op. cit.,
art. 356 CPP n. 5), essa deve essere indicata nella citazione al dibattimento
(M. DAPHINOFF, Das Strafbefehlsverfahren
in der Schweizerischen Strafprozessordnung, p. 618 s.).

 

                                         La
disposizione in oggetto si applica soltanto all’opponente “privato” (BSK StPO II
– F. RIKLIN, op. cit., art. 356 CPP n. 5; Commentario CPP – P. BERNASCONI, art.
356 CPP n. 9) e non ad un’autorità (come ad esempio il pubblico ministero), che
non è tenuta a comparire dinanzi al tribunale, ma può presentare le sue
conclusioni per iscritto (Commentario CPP – P. BERNASCONI, art. 356 CPP n. 9).

 

                                         L’opponente,
parte alla procedura dibattimentale, può farsi rappresentare, nella misura in
cui colui che dirige il procedimento non esiga la sua comparizione personale
(CR CPP – G. GILLIERON / M. KILLIAS, art. 356 CPP n. 7; Messaggio, p. 1195).

 

                                         2.3.

                                         Chi
è oggetto di una citazione emessa da un’autorità penale deve darvi seguito
(art. 205 cpv. 1 CPP). Chi è impedito di dar seguito a una citazione deve comunicarlo
senza indugio all’autorità citante; l’impedimento va motivato e per quanto possibile
provato (art. 205 cpv. 2 CPP) [BSK StPO II – J. WEBER, op. cit., art. 205 CPP
n. 1 ss.]. 

 

                                         Allo
stesso modo, affinché la mancata comparizione al dibattimento non sia considerata
ingiustificata, l’opponente che non vi può partecipare è tenuto a comunicarlo
preventivamente al giudice che ha staccato la citazione, documentando le sue
ragioni. Un’omissione da parte sua comporta un’assenza ingiustificata (CR CPP –
G. GILLIERON / M. KILLIAS, art. 356 CPP n. 8).

 

                                         Se
l’opponente “privato” non si presenta al dibattimento senza valido motivo, non
si entra nel merito dell’opposizione: non viene dunque svolta una procedura
contumaciale ai sensi degli art. 366 ss. CPP e il decreto d’accusa viene confermato
(Messaggio, p. 1194 s.).

 

 

                                   3.   3.1.

Nel caso concreto, l’avv. PR 1, in nome
e per conto di RE 1, sostiene sostanzialmente che non si può considerare l’imputato
quale assente ingiustificato, né la sua assenza quale ritiro dell’opposizione
al DA __________, in quanto essendo residente all’estero la citazione nei suoi
confronti non poteva essere corredata da minacce, di modo che una sua mancata
comparizione al dibattimento, non può comportare - per lo stesso - alcun pregiudizio.

 

                                         A ragione.

 

                                         3.2.

                                         Sulla
questione - nell’ambito di alcune sentenze - il Tribunale federale ha specificato
la prassi da adottare in materia di finzione della notificazione.

 

 

                                         3.2.1.

                                         L’Alta
Corte ha analizzato le conseguenze di una mancata comparizione a seguito di una
citazione ex art. 205 CPP rispetto ad una mancata comparsa nell’ambito del
procedimento a seguito dell’opposizione al decreto d’accusa ex art. 355 cpv. 2
CPP (cfr. decisione TF 6B_87/2016 dell'11.4.2016).

 

                                         Il
Tribunale federale ha ritenuto che, chi ingiustificatamente non dà seguito ad
una citazione oppure lo fa troppo tardi, può essere punito con una multa
disciplinare e tradotto all’autorità citante con la forza pubblica (art. 205
cpv. 4 CPP). Per contro, secondo l’art. 355 cpv. 2 CPP, se una persona che ha
presentato opposizione contro un decreto di accusa, pur essendo stata citata ad
un interrogatorio non compare ingiustificatamente, l’opposizione è considerata
ritirata. Alla luce di ciò dunque, diversamente dall’art. 205 CPP, una mancata
comparizione secondo l’art. 355 cpv. 2 CPP può portare alla perdita completa
della protezione giuridica. Questo anche se l’interessato ha espressamente sollevato
opposizione al decreto d’accusa, chiedendo specificatamente questa tutela
giuridica all’autorità competente (DTF 140 IV 82 consid. 2.4.).

                                      

                                         Ha
inoltre ritenuto che le singole
disposizioni del CPP devono essere interpretate nel contesto generale della legge.
L’art. 3 CPP pone tra i principi del diritto processuale penale il rispetto della
dignità umana e della correttezza e vieta una valutazione strettamente
formalistica delle singole disposizioni (sentenza TF 6B_87/2016 dell’11.4.2016 consid.
3.3.). 

                                      

                                         Tali
principi devono parimenti essere rispettati nell’applicazione dell’art. 355
cpv. 2 CPP. L’insorgenza della conseguenza giuridica [ossia il ritiro
dell’opposizione a seguito di mancata comparizione] implica che l’opponente
debba essere effettivamente a conoscenza della citazione e delle conseguenze
della mancata comparizione. Ciò presuppone che sia garantito il diritto di essere
sentito.

 

                                         Secondo
un’interpretazione conforme alla Costituzione, la finzione legale del ritiro
dell’opposizione, tenuto conto del principio della buona fede (art. 3 cpv. 2
lett. a CPP), può entrare dunque in considerazione soltanto se
dall’ingiustificata mancata comparizione, può essere dedotto un disinteresse
dell’opponente all’ulteriore continuazione del procedimento penale (sentenza TF
6B_87/2016 dell’11.4.2016 consid. 3.3.; DTF 140 IV 82 consid. 2.5.; PC – CPP,
2. ed., art. 355 CPP n. 8a).

 

                                         3.2.2.

                                         Inoltre,
per quanto attiene ad un imputato avente domicilio all’estero, il Tribunale
federale ha ritenuto che l’autorità competente svizzera non può inserire nelle
citazioni a lui rivolte delle minacce o delle sanzioni (DTF 140 IV 86 consid. 2.). In tali circostanze, la citazione
rappresenta quindi un invito nel procedimento in causa, che, se viene
disatteso, non può comportare per l’imputato alcun pregiudizio di fatto o di
diritto. L’opposizione inoltrata contro un decreto di accusa non può dunque
essere considerata ritirata in caso di assenza dell’imputato ad un interrogatorio
fissato in Svizzera (DTF 140 IV 86 consid. 2.). La finzione del ritiro dell’opposizione a
un decreto di accusa è dunque inoperante in caso di mancata comparsa
dell’imputato ad un interrogatorio fissato in Svizzera (SJ 2016 I 61).

                                         Oltre
a ciò, in caso di domicilio all’estero una notifica per via edittale (cfr. art.
88 CPP) non permette di derogare a tale principio (PC – CPP, op. cit., art. 355 CPP n. 8b).

 

                                         I
principi suesposti si applicano per analogia alle fattispecie di cui all’art.
356 cpv. 4 CPP (PC – CPP, op. cit., art.
356 CPP n. 15), con la differenza che - in questi casi - l’imputato ha la
facoltà di farsi rappresentare. 

 

                                         3.3.

                                         Ora,
nella fattispecie in esame, come visto, risulta che l’imputato risiede
all’estero, in particolare nello stato __________ dell’__________.

 

                                         Alla
luce della giurisprudenza del Tribunale federale di cui sopra, avendo l’imputato domicilio all’estero, le citazioni
in questione non potevano essere corredate da minacce e/o sanzioni. Una sua
mancata comparizione al dibattimento non può quindi comportare – per lo stesso
– alcun pregiudizio di fatto o di diritto, di modo che l’opposizione al DA __________
non può essere ritenuta ritirata, con la conseguente perdita della protezione giuridica
che ciò implica. Nulla muta il fatto che la citazione 13.4.2017 è stata
disposta dal giudice per via edittale, considerato come tale pubblicazione
ufficiale non permette di derogare ai principi suesposti.

 

Già solo per tale circostanza, il
decreto di stralcio in esame dev’essere annullato.

 

                                         3.4.

                                         Inoltre,
in considerazione anche di quanto sostenuto dal difensore d’ufficio in merito
alle difficoltà di comunicazione con il suo assistito, non si può ritenere che RE
1 sia a conoscenza delle citazioni e
delle conseguenze della mancata comparizione, sicché la finzione del ritiro
dell'opposizione ai sensi dell'art. 356 cpv. 4 CPP non può trovare
applicazione.

                                         

Neppure si può affermare che lo stesso
si sia disinteressato della procedura in corso: sollevando l'opposizione al decreto di accusa DA __________ l’imputato ha
per contro manifestato la propria intenzione di essere giudicato da un tribunale.
Anche in tali circostanze, non essendo informato del dibattimento, non si giustificava
di opporgli una doppia finzione (della notificazione della citazione giusta
l'art. 85 cpv. 4 lit. a CPP e del ritiro dell'opposizione ai sensi dell'art.
356 cpv. 4 CPP). 

 

                                         L’Alta
Corte ha infatti stabilito che la finzione della notificazione torna
applicabile solo quando il destinatario della comunicazione è consapevole delle
conseguenze della sua omissione e rinuncia quindi, consapevolmente e con conoscenza
di causa, ai suoi diritti.

 

 

                                   4.   Alla luce di quanto sopra, ne discende che il
decreto di stralcio 22.6.2017 emanato dal giudice della Pretura penale nel contesto
dell’inc. __________ dev’essere annullato. Gli atti del citato incarto sono
ritornati alla Pretura penale affinché proceda
nei propri incombenti, ai sensi dei considerandi precedenti.

 

 

                                   5.   Il
gravame è accolto. Non si prelevano tassa di giustizia e spese. Lo Stato della
Repubblica e del Cantone Ticino rifonderà al reclamante adeguate ripetibili.

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 205, 355, 356 e 393 ss. CPP, 1 ss.
e 25 LTG ed ogni altra disposizione applicabile,

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il
reclamo è accolto.

 

                                    §   Il
decreto di stralcio 22.6.2017 emanato dal giudice della Pretura penale nel contesto
dell’inc. __________ è annullato.

                                 §§   Gli
atti dell’inc. __________ sono ritornati al giudice della Pretura penale per i
suoi incombenti ai sensi dei considerandi.

 

 

                                   2.   Non
si prelevano tassa di giustizia e spese. Lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino rifonderà a RE 1 CHF
300.-- (trecento) a titolo di ripetibili.

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali
e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

.

 

 

Per
 la Corte dei reclami penali

 

Il
presidente                                                          La cancelliera