# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ef6fe97b-7b41-5224-a3a4-2f08c8ab2602
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-05-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 23.05.2005 INC.2004.42003
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2004-42003_2005-05-23.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2004.42003

  	
  Lugano

  23 maggio 2005

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Edy
  Meli

  
	
   

  sedente per statuire
  sull'istanza di libertà provvisoria presentata il 12 maggio 2005 da

  
						

 

	
   

  	
  __________, attualmente
  detenuto c/o __________, __________

  (patrocinato di fiducia
  dall'avv. __________, __________)

  
	
   

  	
   

  ex
  art. 108 CPP e nell'ambito del procedimento di cui all'incarto MP __________
  e Acc. __________ (nonché __________ e __________ del TPC, __________ CCRP);

  

 

 

viste le osservazioni 13/17 maggio 2005 del
Procuratore pubblico, lo scritto 17 maggio 2005 del Presidente del TPC e le
controsservazioni della difesa del 19/20 maggio 2005;

 

visto l'incarto trasmesso dalla CCRP (__________);

 

 

ritenuto

 

 

in fatto

 

A.

 

__________ è stato posto in arresto a Lugano il 24
luglio 2004, siccome prevenuto per infrazione alla LFStup (aggravata, sub
semplice), furto (tentato e consumato), sottrazione di cose requisite o
sequestrate (tentata e consumata) e danneggiamento, in relazione alla
scomparsa/presa di possesso di un imprecisato quantitativo di canapa (ma,
comunque, nell'ordine del migliaio di Kg) presso la __________ di __________
(fatti dell'autunno 2003) dove era stata stoccata dagli inquirenti a seguito di
precedenti sequestri (doc. 1 e 6, inc. GIAR 420.2004.1).

__________ era giunto a __________ il giorno 23 luglio
2004 in quanto estradato dalla __________ dove era stato arrestato il 20 marzo
2004 (doc. 3, inc. GIAR 420.2004.1; Assise criminali di Bellinzona 2 settembre
2004, pag. 2; AI 52 nella traduzione italiana).

 

 

B.

 

Giudicato da una Corte di merito il 2 settembre 2004, __________
é stato ritenuto autore colpevole di ripetuto furto tentato e di furto
consumato, nonché di infrazione alla LFStup e danneggiamento, con conseguente
condanna ad una pena di due anni e nove mesi di reclusione, espulsione dal
territorio svizzero per sette anni e revoca (con esecuzione subordinata
all'autorizzazione dello stato estradante) della sospensione di una precedente
condanna a diciotto mesi di detenzione ed all'espulsione dal territorio
svizzero per tre anni (cfr. Assise criminali di Bellinzona 2 settembre 2004,
pag. 97 e ss.).

La Corte di merito ha, invece, prosciolto __________
dall'accusa di sottrazione di cose requisite o sequestrate.

 

La Corte di cassazione e revisione penale, con
giudizio del 4 maggio 2005 ed accogliendo un ricorso del condannato, ha
prosciolto __________ dalle accuse di furto, confermato la condanna per
danneggiamento e annullato la condanna per infrazione alla LFStup senza
proscioglimento, bensì con rinvio ad altra Corte d'assise per nuovo giudizio e
ricommisurazione della pena (CCRP 4 maggio 2005, pag. 21).

 

 

C.

 

Il 10 maggio 2005, quindi nel periodo intercorrente
tra la comunicazione del dispositivo e quella delle motivazioni/considerandi da
parte della CCRP (art. 294 CPP), la difesa di __________ ha inoltrato a questo ufficio
(ma anche ad altri) una richiesta di immediata scarcerazione, forse
interpretabile anche quale istanza di libertà provvisoria, ed un reclamo contro
il diniego di competenza opposto dal Ministero pubblico ad analoga richiesta
datata 6 maggio 2005 (cfr. inc. GIAR 420.2004.2).

La richiesta, l'istanza (se tale doveva essere
considerata) ed il reclamo, sono stati evasi (negativamente) con decisione
formale dell'11 maggio 2005 (doc. 3, inc. GIAR 420.2004.2). Per le motivazioni
si rinvia alla citata decisione.

 

 

D.

 

Con scritto del 12 maggio 2005, a seguito della
notifica (da parte della CCRP) delle motivazioni della sentenza, __________ ha
presentato nuova ed ulteriore istanza di immediata scarcerazione e/o messa in
libertà provvisoria (doc. 1, inc. GIAR 420.2004.3).

A suo dire, il proscioglimento dalle accuse di furto e
l'annullamento di quelle relative alla LFStup, con conferma di condanna
unicamente per il reato di danneggiamento rendono sproporzionato il perdurare
del carcere preventivo (Istanza, pag. 1).

Inoltre, sempre a suo dire, il (motivo del) rinvio
ordinato dalla CCRP non giustifica il mantenimento del carcere preventivo per
pericolo di inquinamento delle prove (Istanza, pag. 2 seconda parte), non è
dato pericolo di recidiva (ibidem), e non è neppure dato pericolo di
fuga vista la residenza in Ticino della compagna e dei figli (Istanza, pag. 3).

Da ultimo, come già accennato, l'istante chiede
immediata scarcerazione in quanto la richiesta sarebbe pendente da diversi
giorni e l'assenza di decisione in tempi ragionevoli sarebbe già di per sé
lesiva del principio di proporzionalità (Istanza, pag. 2 prima parte).

 

 

E.

 

Il Procuratore pubblico chiede la reiezione dell'istanza.

Dopo aver brevemente richiamato l'iter processuale
delle accuse formulate ad __________ (con l'atto d'accusa) e comunicato che
contro il proscioglimento per il titolo di furto verrà presentato ricorso al
Tribunale federale (doc. 4, inc. GIAR 420.2004.3), il magistrato requirente
afferma che gravi indizi di reato sono desumibili dalla sentenza di primo
grado, che ha prosciolto l'accusato unicamente dall'ipotesi di reato di cui
all'art. 289 CP (Osservazioni, pag. 2). Il carattere di stupefacente della
canapa oggetto delle imputazioni è desumibile, sempre secondo il Procuratore
pubblico, dagli accertamenti della Corte delle assise criminali, ritenuto che
su questo punto la CCRP si è limitata al rinvio per nuovo giudizio (ibidem).

Anche l'ipotesi di furto rimane, a dire del magistrato
requirente, ancora fortemente indiziata in base agli accertamenti della prima istanza
di merito e del preannunciato ricorso al TF.

In capo ad __________ sussisterebbe, inoltre, pericolo
concreto di fuga (assenza di valido titolo per rimanere sul territorio
svizzero, precedente latitanza), non limitabile con misure sostitutive (ibidem).

Il carcere preventivo sofferto dall'accusato (14 mesi)
è, sempre secondo il Procuratore pubblico, rispettoso del principio di
proporzionalità, se si considera l'eventualità di un accoglimento, da parte del
TF, del ricorso da parte dell'accusa in relazione al proscioglimento per le
ipotesi di furto.

Da ultimo, il Procuratore pubblico segnala come
all'istante sia stato recentemente notificato un ordine d'arresto
internazionale emesso dalle autorità italiane.

 

 

F.

 

Mediante scritto del 17/18 maggio 2005, la presidente
del TPC comunica che, anche in considerazione del fatto che le motivazioni
della sentenza CCRP sono appena state trasmesse, il caso (per nuovo
dibattimento) non è ancora stato assegnato. Comunque, visto lo stato di
detenzione di __________, si precisa che verrà fatto il possibile per
aggiornare il nuovo dibattimento non oltre il mese di luglio, eventualmente
inizio agosto (doc. 8, inc. GIAR 420.2004.3).

 

 

G.

 

All'istante è stato assegnato un termine per
presentare eventuali controsservazioni a quelle del magistrato requirente (doc.
5, inc. GIAR 420.2004.3).

Con scritto del 19/20 maggio 2005, la difesa rileva
che la recente notifica di un ordine di arresto a fini estradizionali (a suo
dire provvidenziale in quanto l'ordine sarebbe stato emesso da oltre due anni)
può aver influsso, in questa sede, solo ad ulteriore conferma dell'inesistenza
di un pericolo di fuga (doc. 9, inc. GIAR 420.2004.3).

Inoltre, viene ribadito il fatto che __________ è, ad
oggi, "colpevole" solo di danneggiamento e contestato che il ricorso
al TF sulla questione del furto (per la quale __________ è stato prosciolto
dalla CCRP) possa in qualche modo essere considerata in questa sede
(Controsservazioni, pag. 2).

La difesa, da ultimo, segnala come __________ sia in
detenzione preventiva da oltre dieci mesi, circostanza sulla quale il
magistrato requirente è silente (Controsservazioni, pag. 2).

 

 

H.

 

Con lettera del 17 maggio 2005, questo giudice ha
chiesto al magistrato requirente di confermare se la canapa oggetto delle
indagini e dei fatti imputati ad __________ è (immediatamente) disponibile per
le incombenze della Corte del merito così come disposto dal rinvio della CCRP
(cfr. CCRP 4 maggio 2005, cons. 2 h.). Con scritto del 17 maggio 2005, il
Procuratore generale ha trasmesso una dichiarazione della polizia giudiziaria
secondo cui la canapa prelevata dalla __________ di __________ "e poi
recuperata in val __________ il 29 ottobre 2003, si trova tuttora depositata in
luogo sicuro la cui ubicazione è considerata riservata. Il tutto a disposizione
della Polizia e dell'Autorità" (doc. 7, inc. GIAR 420.2004.3).

 

 

 

 

In diritto

 

 

 

1.

 

Sebbene la situazione di detenzione attuale
dell'istante, così come la decisione emanata da questo ufficio il 12 maggio
2005, possano far ritenere palese (rispettivamente già accertate) la
legittimazione di __________ a postulare la messa in libertà e la competenza di
questo giudice, alcune precisazioni si impongono, a scanso di equivoci, anche
alla luce di alcune affermazioni contenute sia nell'istanza di libertà, sia
nelle osservazioni del Procuratore pubblico.

La decisione della CCRP ha confermato il proscioglimento
di __________ per il reato di cui all'art. 289 CP e la condanna per il reato di
cui all'art. 144 cpv. 3 CP. Inoltre, ha prosciolto __________ dalle accuse di
furto.

Su questi punti (se si preferisce, imputazioni) non vi
è "ritorno" alla situazione post-atto d'accusa e pre-dibattimento: la
sentenza CCRP è esecutiva (sin dalla notifica del dispositivo - art. 294 cpv. 4
CPP) ed il ricorso al TF è ricorso straordinario, di mero diritto, senza
effetto sospensivo (artt. 268 ss., 269, 272 cpv. 7, 277ter PPF). Qualora
dovesse essere concesso tale effetto all'eventuale ricorso (quindi con
eventuale sospensione dell'esecutività della decisione della CCRP), ciò non
farebbe ritornare (in relazione a queste imputazioni) necessariamente il
procedimento allo stadio tra l'atto d'accusa e l'apertura del dibattimento, con
conseguente (perlomeno) dubbia competenza di questo giudice (cfr., per es.,
art. 290 CPP).

Solo la questione dell'eventuale infrazione alla
LFStup, a seguito di annullamento e rinvio ad altra Corte delle assise
criminali può essere considerata quale "ritorno" alla fase tra l'atto
d'accusa e l'apertura del dibattimento. 

Quindi, nella misura in cui l'istanza di libertà
provvisoria concerne il mantenimento della detenzione in relazione allo
svolgimento del nuovo processo, la stessa è ricevibile. L'esame delle
condizioni della detenzione cautelare da parte di questo giudice dovrà fondarsi
unicamente su questa ipotesi di reato e non anche su quella di furto (reato per
il quale __________ risulta prosciolto da una Corte di merito), ancorché
perlomeno nella valutazione della proporzionalità della detenzione, non si
potrà non considerare in qualche modo il fatto che per il danneggiamento la
condanna è stata confermata e dovrà essere scontata o imputata in sede di nuovo
giudizio (cfr. sentenza Assise criminali, n. 10 del dispositivo - pag. 103-,
sentenza CCRP, dispositivo n. 1 b.).

 

 

2.

 

Il fatto che un'istanza di libertà provvisoria (invero
una richiesta di immediata scarcerazione priva di ulteriori motivazioni) sia
stata inoltrata il 6 maggio 2005 al Ministero pubblico e da lì sia sorto un
conflitto negativo di competenza (poi risoltosi senza necessità d'intervento
della CRP), non comporta immediata scarcerazione in questa sede. In primo
luogo, non si comprende da cosa l'istante deduca che in presenza di un
effettivo conflitto di competenza l'istanza debba essere accolta prima ancora
che l'autorità preposta a dirimere il conflitto si pronunci; in secondo luogo,
per le istanze di libertà provvisoria inoltrate dopo l'emanazione dell'atto
d'accusa, il codice di rito non impone termini specifici per la loro evasione;
in terzo luogo, e abbondanzialmente, questo ufficio ha ricevuto
un'istanza/reclamo il 10 maggio 2005 ed ha deciso, su tutte le questioni, il
giorno successivo (inc. GIAR 420.2004.2) e con motivazioni che ritiene fondate
e che non ha alcuna ragione di modificare rivedere in questa sede.

Pertanto, la precedente istanza è già stata decisa e
qui ci si occupa (con la procedura prevista dall'art. 280 CPP: Rusca/Verda/Salmina,
Commento al CPP, n. 9 ad art. 108) dell'istanza presentata il 12 maggio 2005,
verificando (come segnalato dalla difesa - Istanza, pag. 2 terzo capoverso) se
ai fini del nuovo dibattimento vi sono ancora i presupposti per il mantenimento
della detenzione preventiva (gravi indizi di reato, bisogni dell'istruzione
intesi come pericolo di collusione o inquinamento delle prove, pericolo di
fuga, pericolo di recidiva e proporzionalità).

 

 

3.

 

Per quanto concerne l'esistenza di gravi indizi di reato,
questo giudice non può non tener conto di quanto accertato e considerato dai
giudici del merito (come peraltro la nuova Corte: cfr. per analogia art. 277
cpv. 2 PPF).

E allora, occorre constatare che il rinvio
(conseguente all'annullamento del relativo dispositivo della sentenza di primo
grado del 2 settembre 2004) concerne unicamente l'imputazione di infrazione
aggravata alla LFStup e che la nuova Corte dovrà decidere "nel senso
dei considerandi" (sentenza CCRP 4 maggio 2005, dispositivo n. 1 b.).
Potrebbe bastare questa constatazione (di non proscioglimento), in uno con il
fatto che il dispositivo della sentenza della CCRP non ha disposto la
scarcerazione di __________ (art. 106 CPP), per affermare che sono ancora
presenti gravi e sufficienti indizi del reato ascritto all'istante.

Comunque, al di là di questa constatazione, risulta
evidente anche dai considerandi della sentenza (della CCRP) che il carattere di
stupefacente dei circa 1000 Kg di canapa, prelevati dall'accusato (e dai
correi) ad __________, è fortemente indiziato. Gli indizi, in tal senso,
ritenuti nel giudizio di prima istanza non sono stati giudicati arbitrari dalla
CCRP (sentenza CCRP, cons. da 2 c. a 2 e.), ma solo insufficienti a fugare
"ogni ragionevole dubbio" che al momento del prelevamento dal __________
la canapa in questione (o parte di essa) avesse ancora un tenore di THC
superiore allo 0.3%; da qui la necessità di procedere ad una analisi (o,
meglio, perizia, "la Corte chiarirà per mezzo di uno specialista",
sentenza CCRP pag. 13) per determinare il tasso di THC attuale e, se inferiore
al 0,3%, quello al 26/27 ottobre 2005 (sentenza CCRP, cons. 2 h.).

Di particolare rilevanza risulta essere il fatto che
al momento dei sequestri nell'ambito dell'operazione __________, la canapa in
questione aveva un tasso di THC compreso tra il 2,8% ed il 19,7% (sentenza
CCRP, pag. 12). La stessa CCRP l'ha considerata fuori commercio in quanto
stupefacente, laddove ha analizzato il reato di furto (sentenza CCRP, cons. 3a.
e 3c.), pur nell' "ipotesi in cui fosse accertato un tenore di THC
superiore allo 0,3%" (sentenza citata, cons. 3).

In virtù di tutto quanto sopra riportato è evidente
che il carattere di stupefacente della canapa prelevata ad __________
dall'accusato e dai correi è tutt'altro che escluso, anzi fortemente indiziato.

Quindi, sono (ancora) dati, in capo ad __________,
gravi indizi di reato per l'infrazione LFStup, sulla quale la nuova Corte dovrà
pronunciarsi.

 

Va ancora detto che il fatto che la canapa prelevata
con l'operazione oggetto d'inchiesta sia ancora presente, ed a disposizione
dell'autorità (dispositivo n. 17 Assise criminali 2.09.2004, e documenti
menzionati al considerando H. della presente), rende possibile l'accertamento
menzionato dalla Corte di cassazione.

 

 

4.

 

Di principio:

 

"Il pericolo di fuga, per giustificare
carcerazione preventiva, deve essere concreto e rivestire di una certa
probabilità: in altri termini lo si ammette quando l’accusato, se posto in
libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento penale
ed alla (eventuale) esecuzione della pena. La gravità della pena presumibile
non basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre valutare l’insieme
delle circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la sua morale, i legami
famigliari, il domicilio, la professione, la situazione economica 

e tutti quegli elementi che rendono la fuga non solo
possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69).

Pacifico che a poco valgono, per quest'analisi, le
semplici dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso."

(sentenza 26 ottobre 2001 in re A., GIAR 529.2001.2)

 

 

Dopo i fatti, __________ (cittadino __________) si è
reso latitante ed è stato arrestato all'estero ed estradato, allorquando si celava
sotto false generalità (AI 7, Acc. __________).

La latitanza è avvenuta indipendentemente dai legami
affettivi che egli, ora, afferma di avere in Ticino per sostenere l'assenza di
tale pericolo (Istanza, pag. 3).

Va, inoltre, considerato il fatto che l'accusato è già
stato oggetto di un'espulsione dalla Svizzera e che con la sentenza del 2
settembre 2004 anche la sospensione della pena accessoria gli è stata revocata
(rimanendo sospesa l'esecuzione per motivi legati alla procedura di
estradizione) ed è stato condannato ad ulteriori 7 (sette) anni di espulsione.
Queste circostanze evidenziano, innanzitutto, l'assenza di legami particolari
con il territorio svizzero, meritevoli di particolare protezione, in secondo
luogo il rinvio per nuova commisurazione della pena non può far dimenticare
che, comunque, una parte della sentenza (danneggiamento) è stata confermata e
che tale condanna potrebbe già da sola condurre ad una pena accessoria da
scontare (per un crimine con pena edittale fino a cinque anni di reclusione -
cfr. 144 cpv. 3 CP; cfr. pure M. Luvini, I presupposti materiali del carcere
preventivo nel processo penale ticinese, in REP 1989 pag. 287 ss., pag. 292,
note 31 e 32), con buona pace dei legami pretesi con il territorio svizzero.

__________, quindi, non può vantare particolari legami
(personali e/o professionali) con il territorio svizzero che possano essere
considerati sufficientemente forti da scongiurare il pericolo di una nuova
latitanza.

 

I fatti oggetto del rinvio e, a questo stadio
indiziati, sono gravi e il rischio di una pena da espiare non di lieve entità è
concreto ancorché dipenda, in buona sostanza, dall'accertamento (della
percentuale di THC al momento dei fatti) cui è chiamata la nuova Corte. Quest'elemento,
pur non essendo, da solo, determinante, deve essere attentamente considerato in
particolare quando se ne aggiungono altri come sopra descritto (SJ 1980 186; SJ
1981 135; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701). Inoltre, non si può
dimenticare la volontà dell'autore (cfr. verbali citati in sentenza Assise
criminali, pag. 42 e 44) che può essere punita anche qualora l'oggetto del
reato risulti non corrispondente a ciò che egli riteneva (art. 23 CP; cfr. per
caso relativo a stupefacente: Favre, Pellet, Stoudmann, CP annoté, 2004, nota
1.8 ad art. 23).

 

A quanto sopra si può aggiungere il fatto che,
attualmente, __________ risulta essere oggetto di una procedura estradizionale;
anche il rischio (di consegna a stato terzo), derivante da tale procedura può
essere elemento ulteriore per fargli preferire la fuga alla permanenza (e ciò
indipendentemente dal fatto che al momento attuale la procedura di
estradizione, comunque gestita dalle autorità federali, sembra essere
assistita, anch'essa, da misura cautelare).

 

Alla luce di tutti questi elementi, il pericolo di fuga
è presente in modo concreto (DTF 102 Ia 382; DTF 106 Ia 407; DTF 117 Ia 69; SJ
1980 585) e non appare limitabile da misure sostitutive quali quelle proposte
dall'accusato (deposito documenti, firma in polizia e obbligo di residenza),
già per il solo fatto che egli non è cittadino svizzero.

 

 

5.

 

Ritenuta l'esistenza di un pericolo di fuga, non è
necessario approfondire più di tanto l'eventuale presenza di un pericolo di
collusione e/o inquinamento delle prove, rispettivamente di un pericolo di
recidiva (non segnalati neppure dal magistrato requirente).

 

6.

 

Anche nella valutazione della proporzionalità della
durata del carcere preventivo non si può prescindere totalmente dalle
determinazioni dei giudici di merito. L'ovvio rinvio della commisurazione della
pena alla nuova Corte (che dovrà pronunciarsi previo accertamento sulla qualità
di stupefacente della canapa prelevata) ha fatto sì che la CCRP non esaminasse,
in concreto, la pena comminata (nel caso del qui istante due anni e nove mesi,
oltre all'espulsione), ma si limitasse a rilevare che, comunque, le
argomentazioni di __________ non erano significative in merito ad un eventuale
arbitrio (sentenza CCRP 4 maggio 2005, cons. 5).

Dal canto suo, la Corte di prima istanza ha precisato
come, nella commisurazione della pena, poco peso abbiano avuto sia
l'accertamento del concorso ideale tra più reati, sia i due tentativi di furto
ed il furto compiuto (sentenza Assise correzionali 2 settembre 2004, cons. 9,
pag. 87), se non quale elemento dell'intensità della volontà delittuosa.
Inoltre, e per quanto concerne in modo più specifico il solo __________, è
stato evidenziato il suo ruolo di organizzatore dell'operazione e reclutatore
degli uomini necessari (che hanno agito dietro sue istruzioni e comando:
sentenza, pag. 88), nonché il fatto che egli abbia delinquito durante il
periodo di prova di una precedente condanna, ma anche la sua difficile
situazione finanziaria, il fatto che abbia reclutato "dilettanti"
nonché l'età (sentenza citata, pag. 89).

Quanto appena richiamato evidenzia come in caso di
condanna per l'ipotesi di infrazione alla LFStup, l'entità della pena con la
quale l'accusato istante rischia di essere confrontato non è certamente
inferiore o pari al carcere preventivo già sofferto e ancora da soffrire in
attesa del nuovo dibattimento, che sarebbe di circa dodici mesi,
rispettivamente quindici se si considera anche la detenzione in attesa
dell'estradizione alla Svizzera (contra: M. Luvini, I presupposti materiali del
carcere preventivo nel processo penale ticinese, in REP 1989 pag. 287 ss., pag.
296 e nota 54).

 

Da ultimo, e per quanto concerne il rischio di revoca
della sospensione condizionale della pena comminata in procedimento precedente
(diciotto mesi) che potrebbe aggiungersi alla pena da commisurare da parte
della nuova Corte, nessuno ha segnalato richiesta di estensione
dell'estradizione e questa non risulta dall'incarto ricevuto da questo ufficio
(né negli atti dell'Acc. __________, né nel classatore relativo agli atti
successivi all'atto d'accusa). Di conseguenza e anche avendo presente che la
revoca potrebbe avvenire non solo in caso di condanna per infrazione alla
LFStup, ma anche qualora la nuova Corte dovesse ricommisurare la pena
unicamente tenendo conto della confermata condanna per danneggiamento, è
alquanto aleatorio esprimersi in questa sede sulla questione, dato che le
autorità competenti non hanno fornito indicazioni circa le loro intenzioni (e
le possibilità di esito delle stesse). 

 

 

7.

 

In conclusione, nei confronti di __________ sono
ancora presenti gravi indizi del reato di infrazione alla LFStup in relazione
con il prelevamento e il possesso di ca. 1000 Kg di canapa destinata alla messa
in circolazione (oltre che condanna per danneggiamento) e concreto pericolo di
fuga. Il mantenimento della detenzione cautelare, ancora rispettoso del
principio di proporzionalità, è pertanto giustificato.

L'istanza di libertà provvisoria del 12 maggio 2005
viene pertanto respinta con la presente decisione impugnabile davanti alla CRP.

 

 

 

P.Q.M

 

 

 

viste le norme applicabili, in particolare gli artt.
95 ss., 106, 108, 280 ss. 282, 284 e contrario, 290, 294 CPP, 268 ss. PPF, 29
CF, 5 CEDU, 19 LFStup, ed ogni altra citata ed applicabile,

 

 

 

decide

 

 

1.     L'istanza
di libertà provvisoria è respinta.

 

 

2.     Non
si prelevano tasse e spese.

 

 

3.     Contro
la presente è dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di       Appello
entro 10 (dieci) giorni dalla sua notifica.

 

 

4.     Intimazione:

 

 

 

 

 

                                                                                    giudice
Edy Meli