# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fb55292c-895c-57aa-9d95-79a2dc107373
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-05-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 23.05.2002 52.2001.430
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2001-430_2002-05-23.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2001.00430

   

  	
  Lugano

  23 maggio
  2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso  4 dicembre 2001 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patr. dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 13 novembre 2001 (n. 5280) del
  Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa inoltrata dall'insorgente
  avverso la decisione 25 giugno 2001 del Dipartimento delle istituzioni,
  Sezione permessi e immigrazione, in materia di decadenza del permesso di domicilio
  in seguito a prolungato soggiorno all'estero;

  

 

 

viste le risposte:

-    11 dicembre 2001 del
Dipartimento delle istituzioni,

-    11 dicembre 2001 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Nel 1976,
la cittadina italiana __________ è stata posta al beneficio di un permesso di
dimora in Svizzera per lavorare come compositrice e segretaria presso una ditta
di __________. Nel 1984, essa ha ottenuto un permesso di domicilio, con ultimo
termine di controllo fissato per il 23 gennaio 2002. La ricorrente è
proprietaria di un appartamento in via __________ a __________, ma ha una casella
postale a __________. Essa lavora attualmente al 75%, con turni irregolari, in
qualità di infermiera in salute pubblica presso la __________ a __________.

 

 

                                  B.   a)
Nell'autunno 2000, l'Ufficio controllo abitanti di __________ (in seguito: UCA)
ha accertato che __________ si recava spesso in Italia per assistere un
famigliare ammalato ed aveva subaffittato l'appartamento in via __________, nel
quale teneva a disposizione una stanza in caso di bisogno. Il 2 novembre 2000
l'UCA ha informato l'Ufficio regionale degli stranieri (in seguito: URS) di
__________ della situazione della ricorrente e di averla invitata a regolare la
sua posizione, se del caso, tramite un permesso di assenza. Il 7 novembre 2000
e il 22 gennaio 2001 l'URS ha chiesto alla Polizia cantonale di accertare se
__________ soggiornasse effettivamente in Ticino. Il 30 aprile 2001 la Polizia
cantonale ha trasmesso alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione del
Dipartimento delle istituzioni il seguente rapporto di segnalazione:

"__________
è infermiera presso il __________ di __________, conseguentemente il suo lavoro
è suddiviso a turni. E' pertanto difficile eseguire delle verifiche presso la
sua abitazione senza il rischio di incorrere in contraddizioni. In tutti i
casi, i controlli esperiti e le informazioni assunte ci permettono di dichiarare
che ben raramente l'interessata raggiunge il domicilio a __________. Lei
medesima ha ammesso di passare buona parte del suo tempo libero a Varese, dai
genitori. A __________, di regola, si ferma a dormire dopo i turni notturni che
esegue nella misura da sei a dieci per mese. Giustifica il suo comportamento al
fatto che il padre è gravemente ammalato e necessita di continua assistenza.
Per evitare inconvenienti, era ed è tuttora sua intenzione chiedere
un'autorizzazione che la esoneri dall'obbligo di risiedere in Svizzera, per un
certo periodo, permettendogli di stare in Italia. Per ulteriori delucidazioni
facciamo riferimento al verbale allegato".

 

b) Fondandosi sulle premesse emergenze, con
decisione 25 giugno 2001 il Dipartimento delle istituzioni ha dichiarato decaduto
il permesso di domicilio di __________, perché non soggiornava da oltre sei
mesi in Svizzera ai sensi dell'art. 9 cpv. 3 lett. c LDDS.

 

 

                                  C.   Con
giudizio 26 giugno 2001, il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da __________. Esperita
l'istruttoria, il Governo ha in sostanza rilevato che l'insorgente,
dall'ottobre 2000 fino ad almeno il mese di maggio 2001, si era comportata come
una frontaliera, ciò che comportava la perdita di validità del suo permesso di
domicilio.

 

 

                                  D.   Contro la
predetta pronunzia governativa, __________ insorge ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo chiedendone l'annullamento. Contesta che sussistano i
presupposti legali per ritenere decaduto il suo permesso di domicilio, in
quanto la sua assenza all'estero non sarebbe stata provata. Rileva che il dipartimento
non è stato in grado di indicare il periodo esatto durante il quale essa avrebbe
risieduto in Italia per motivi famigliari, non informandosi nemmeno sui suoi
turni di lavoro. Precisa in ogni caso di essersi assentata dal territorio
elvetico soltanto durante qualche sera e non in maniera continuativa. In
seguito, pone in risalto il suo lungo soggiorno in Ticino e sottolinea che il
centro dei suoi interessi personali si trova nel nostro Cantone, dove lavora ed
è proprietaria di un appartamento. Notifica diversi mezzi di prova, al fine di
comprovare la sua presenza regolare a __________ e il suo pernottamento
saltuario in Italia.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del ricorso si oppone il Dipartimento delle istituzioni, con argomenti di cui
si dirà, per quanto necessario, in seguito. Anche il Consiglio di Stato propone
di respingere il gravame, riconfermandosi nelle motivazioni poste a fondamento
della decisione impugnata.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (cfr.
art. 10 lett. a LALPS).

 

1.2. Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3
OG, in ambito di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo
al Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di
permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto.
Sennonché, indipendentemente dalla sussistenza o meno di un diritto, il ricorso
di diritto amministrativo è ammissibile contro decisioni concernenti la revoca
di permessi (art. 101 lett. d combinato con l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG)
o la constatazione della loro decadenza (DTF 99 Ib 1 consid. 2; Wurzburger, La
jurisprudence récente du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers,
in: RDAF 53/1997, pag. 325). Anche la competenza del Tribunale cantonale
amministrativo a statuire sull'impugnativa inoltrata da __________ è pertanto data.

 

1.3. Il gravame in oggetto, tempestivo (art.
10 LALPS e 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a
ricorrere (art. 43 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso
sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm). Come si vedrà
in seguito (consid. 4), non è necessario procedere all'audizione di __________,
che sino al mese di marzo 2001 aveva alloggiato nell'appartamento di via
__________ di proprietà della ricorrente, in quanto non appare idonea a procurare
al Tribunale la conoscenza di ulteriori elementi affidabili e di rilievo per il
giudizio. Per gli stessi motivi, non è necessario nemmeno richiamare presso l'__________
l'estratto dei turni di lavoro dell'interessata durante il periodo ottobre 2000-maggio
2001. Va peraltro osservato che l'insorgente ha prodotto in questa sede il suo
piano lavorativo per l'anno 2001.

 

 

                                   2.   Giusta
l'art. 9 cpv. 3 lett. c LDDS, il permesso di domicilio perde ogni validità non
appena lo straniero notifica la propria partenza o quando egli risiede
effettivamente all'estero durante sei mesi. Questo termine può essere
prolungato fino a due anni se la domanda è presentata prima della scadenza dei
sei mesi. La residenza effettiva è stabilita mediante criteri oggettivi e non
secondo il volere soggettivo dell'interessato (DTF 120 Ib 369 consid. 2c). Non
sono quindi di rilievo considerazioni che attengono al trasferimento del
domicilio, rispettivamente al luogo ove lo straniero conserva il centro dei
propri interessi: il legislatore ha in effetti voluto evitare di considerare la
nozione di domicilio, la cui interpretazione risulterebbe difficile, e per
ragioni pratiche ha scelto due concetti semplici e formali: la notifica della
partenza e la residenza effettiva all'estero (DTF 120 Ib 369 consid. 2c; 112 Ib
1 consid. 2a; Wurzburger, op. cit., pag. 325 segg.).

 

 

                                   3.   Interrogata
il 30 aprile 2001 dalla Polizia cantonale in merito alla sua presenza effettiva
sul territorio cantonale, __________ ha dichiarato:

"Controlli eseguiti presso la sua abitazione
in via __________ a __________, sia di giorno sia di sera, ci permettono di
asserire che lei non è mai presente. Come si giustifica?

Io faccio un
lavoro a turni, per cui ho degli orari particolari e quantificare la mia
presenza a casa risulta perciò difficile, tenendo presente che gli appartamenti
sono sistemati in modo da non vederci uno con l'altro. Salvo la signora
__________, con la quale sono in amicizia, non ho altri contatti con gli altri
inquilini. Ammetto che da dicembre 2000, da quando avevo richiesto di potermi
assentare a seguito della malattia di un familiare, la mia presenza a
__________ è molto diradata causa l'assistenza al predetto suo domicilio a
__________, in particolare durante la notte. Era mia intenzione fare richiesta
di potermi assentare dal territorio svizzero per una durata indeterminata, per
prestare assistenza ai miei genitori a __________. A questo proposito mi ero
rivolta all'URS di __________, portando una lettera giustificativa unita al
certificato medico, ma colà come del resto poi anche in polizia mi fu detto che
non era il caso di inoltrarla, dato che la mia assenza da __________ non era continuativa.
Conseguentemente ho ritenuto che la faccenda fosse chiarita perché
tranquillizzata dagli uffici competenti. Da __________, sono rimasta assente in
febbraio per una settimana di ferie, poi quasi tutto marzo, perché ho fatto
ancora delle ferie e infortunio (giorni passati all'ospedale di __________). Ho
lavorato al cinquanta per cento fino al 27 c.m. Il resto delle giornate le
trascorrevo a __________ per la terapia di riabilitazione a __________ dai miei
e alcune volte anche a __________, anche se saltuariamente. Ribadisco che da
quando ho avuto il problema in casa, a __________, la mia presenza a __________
è subordinata a questa esigenza; comunque confermo che quando faccio il
servizio notturno al posto di lavoro, vado poi a __________ a dormire. Di
solito mi capita di effettuare circa sei, dieci notti al mese, conseguentemente
passo il pari numero di giornate a __________, fermo restante le esigenze di
terapia.

Per quale motivo la
corrispondenza non le viene recapitata a __________, ma ha una casella postale
presso l'ufficio di __________?

Io ho sempre
avuto la casella postale presso detto ufficio. Mi è comodo così. In passato ho
avuto diverse residenze in Svizzera, e la casella postale mi evitava di
cambiare tutte le volte il recapito. Presso questo ufficio ribadisco la volontà
di potermi assentare dalla Svizzera, per i motivi sopraddetti per almeno sei
mesi, fermo restante che io continuerò a raggiungere il mio posto di lavoro a
__________ e mantenere gli impegni che mi legano al Ticino. A __________, fino
al 15.03., ha condiviso il mio appartamento il sig. __________, ora lui è
partito, si è trasferito a __________. Attualmente vi soggiorna la figlia di
una mia amica, __________, mia ospite, in attesa di una sistemazione a breve
termine. Lei ha ad uso una camera, mentre io occupo il resto dei locali. Prendo
atto che il mio caso viene segnalato alla SPI di __________. Letto, confermo e
firmo".

(verbale
d'interrogatorio, agli atti)

 

In sostanza, l'insorgente ha confermato la
sua presenza limitata in Svizzera dal dicembre 2000 all'aprile 2001, volta
essenzialmente a svolgere i suoi turni di lavoro, a tempo parziale, presso il
CPC di __________.

 

Invitato dal Servizio dei ricorsi del
Consiglio di Stato a chiarire se __________ avesse trasmesso una richiesta di
autorizzazione ad assentarsi temporaneamente dalla Svizzera per motivi di famiglia,
il 16 ottobre 2001 il gerente __________ dell'URS di __________ ha precisato:

"L'interessata
in data 26 ottobre 2000, presso il nostro Ufficio, veniva correttamente
informata dal collega signor __________ in merito ad una sua eventuale assenza
e più precisamente che non poteva ottenere un'assenza all'estero (chiesta
conferma al servizio domiciliati) in quanto continuava l'attività presso l'__________
di __________. Per contro aveva la possibilità di chiedere la residenza in
Italia e di riflesso presentare domanda per l'ottenimento di un permesso per
frontalieri. Da notare che la signora __________ asseriva che la sua permanenza
presso il domicilio del padre era solo saltuaria.

Ci permettiamo
inoltre di segnalare che non siamo in possesso della lettera che l'interessata
avrebbe indirizzato al nostro Ufficio nel corso del mese di ottobre 2000. La
richiesta di accertamento è stata inoltrata dopo aver ricevuto segnalazione, da
parte dell'Ufficio controllo abitanti di __________. In allegato troverete la
nota redatta dal collega il giorno che la signora __________ si è presentata al
nostro Ufficio".

 

La nota del 26.10.2000 riporta quanto segue:

"La
straniera ci comunica che saltuariamente si reca presso il padre in Italia/__________
per accudirlo in quanto è gravemente ammalato. La stessa è stata informata sul
periodo massimo d'assenza dalla Svizzera. La signora __________ lavora presso l'__________
di __________. Il permesso d'assenza può essere richiesto solamente se cessa
l'attività in CH".

 

Il menzionato complemento istruttorio è stato
regolarmente intimato all'insorgente il 24 ottobre 2001 ed è rimasto
incontestato. Dallo stesso, risulta che __________ si era assentata dalla Svizzera,
quantomeno dall'ottobre 2000. 

 

 

                                   4.   Sulla
scorta di queste chiare ed inequivocabili affermazioni, si può concludere che
la ricorrente ha effettivamente soggiornato all'estero per oltre sei mesi, a
partire quantomeno dall'ottobre 2000 fino ad almeno la fine del mese di aprile
2001. Durante questo periodo, la sua presenza in Svizzera era limitata allo svolgimento
della sua - ridotta - attività professionale. Il fatto che essa conservi una
casella postale a __________, sulla strada per __________, che le permette di
evitare di recarsi quotidianamente a __________ per ritirare la corrispondenza,
non fa altro che confermare tali conclusioni. Comportandosi alla stregua di una
frontaliera, il suo permesso di domicilio ha quindi perso inesorabilmente ogni
validità. Su questa circostanza, il Tribunale federale ha già avuto modo di
precisare che il mantenimento di un'attività lavorativa in Svizzera, peraltro
ridotta nel caso dell'insorgente, comporta il decadimento del permesso di
domicilio giusta l'art. 9 cpv. 3 lett. c LDDS. La residenza effettiva, ai sensi
della menzionata disposizione, definisce infatti la permanenza di una persona
in un determinato luogo. Una persona risiede effettivamente dove abita
regolarmente; a maggior ragione se lo fa con la famiglia. Questo luogo non è
necessariamente quello in cui lavora. La volontà del legislatore di far dipendere
la perdita del permesso di domicilio da criteri prettamente formali non sarebbe
rispettata se, allorquando questi due luoghi non coincidono, si dovessero
valutare tutte le circostanze concrete e soppesare le relazioni mantenute nei
due posti per stabilire, in definitiva, dove lo straniero ha conservato il
centro dei propri interessi. L'adozione di criteri di giudizio di questo genere
contrasterebbe con l'esigenza di semplicità e chiarezza richiesta
nell'applicazione della norma di diritto federale (STF inedita 19 giugno 2000
in re E., consid. 4b). Va infine sottolineato che, nell'applicazione dell'art.
9 cpv. 3 lett. c LDDS, non vi è spazio per una ponderazione di interessi.
Determinante è sapere se lo straniero abbia risieduto all'estero per oltre sei
mesi senza domandare una proroga di tale termine, rinunciando alla propria
attività professionale. Sono di conseguenza irrilevanti gli argomenti
dell'insorgente, quando ritiene sproporzionato il provvedimento perché domiciliata
in Svizzera dal 1984 o quando adduce che il centro dei suoi interessi sarebbe
rimasto in Ticino, dove lavora ed è pure proprietaria di un appartamento (v.
consid. 2; cfr. anche art. 8 cpv. 2 ODDS).

 

 

                                   5.   Così
stando le cose, si deve dunque concludere che la decisione impugnata non presta
il fianco alle critiche sollevate dall'insorgente. Va dunque confermata la decadenza
del permesso di domicilio rilasciato a __________. Alla ricorrente rimane riservata
la possibilità di chiedere un permesso di lavoro per confinanti. Il ricorso dev'essere
pertanto respinto.

 

 

                                   6.   La tassa
di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 3 e 4 della Dichiarazione 5 maggio
1934 concernente l'applicazione del Trattato di domicilio e consolare del 22
luglio 1868 tra la Svizzera e l'Italia; 9 cpv. 3 lett. c LDDS; 2 cpv. 12 ODDS;
100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 10 LALPS; 3, 18, 28, 43, 46, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, per complessivi fr. 800.–, sono a carico della ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario