# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0f057ca7-69a7-5794-a1af-e75e0216cca6
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2000-01-24
**Language:** it
**Title:** Bundesgericht Eidgenössisches Versicherungsgericht 24.01.2000 I 449/99
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BGer/CH_BGer_016_I-449-99_2000-01-24.html

## Full Text

[AZA] 

I 449/99 Ws 

 

    
  IIa Camera 
  
 

 

composta dei giudici federali Meyer, Borella e Soldini, 

supplente; Schäuble, cancelliere 

 

    
  Sentenza del 24 gennaio 2000 
  
 

 

nella causa 

 

B.________, Italia, ricorrente, rappresentata dal Patronato 

X.________, Italia, 

 

contro 

 

Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero, Avenue 

Edmond-Vaucher 18, Ginevra, opponente, 

 

e 

 

Commissione federale di ricorso in materia d'AVS/AI per le 

persone residenti all'estero, Losanna 

 

    
  F a t t i : 
  
 

 

    A.- B.________, cittadina italiana nata nel 1956, ha 

lavorato in Svizzera dal 1974 al 1987 solvendo 

i contributi di legge. Rientrata in Italia, non ha più 

svolto alcuna attività lucrativa né ha mai versato contri- 

buti alle patrie assicurazioni. Non è titolare di una ren- 

dita d'invalidità in patria. 

    Il 22 ottobre 1997 B.________ ha presentato una 

domanda di rendita dell'assicurazione per l'invalidità 

svizzera lamentando un'ulcera duodenale e asma bronchiale. 

Il 16 aprile 1998 l'Ufficio AI per gli assicurati residenti 

all'estero le ha inviato un progetto di decisione, con cui 

respingeva la predetta domanda, poiché la richiedente dopo 

il 31 luglio 1987 non aveva più adempiuto il requisito 

assicurativo. 

    Dopo aver esaminato le osservazioni della richiedente, 

che, per il tramite del Patronato X.________, ha prodotto 

nuova documentazione medica, l'Ufficio AI, con decisione 20 

ottobre 1998, ha respinto la richiesta di prestazioni per 

difetto del requisito assicurativo. 

 

    B.- Ancora tramite il Patronato X.________, 

l'interessata è insorta contro il provvedimento 

amministrativo con gravame alla Commissione federale di 

ricorso in materia d'AVS/AI per le persone residenti 

all'estero, chiedendo l'accoglimento della richiesta di 

prestazioni. 

    Con giudizio 21 giugno 1999 la Commissione di ricorso 

ha respinto il gravame, rilevando, a sua volta, l'assenza 

del presupposto assicurativo e osservando inoltre che sino 

a fine luglio 1987, al momento della partenza dalla Svizze- 

ra, l'insorgente non aveva mai subito un'incapacità lavora- 

tiva. 

 

    C.- Con ricorso di diritto amministrativo B.________, 

sempre assistita dal Patronato X.________, chiede 

l'annullamento del predetto giudizio e l'erogazione di una 

rendita d'invalidità a contare dal 1980. 

    L'Ufficio AI opponente propone la reiezione del ricor- 

so. 

 

    
  D i r i t t o : 
  
 

 

    1.- a) Per avere diritto ad una rendita dell'assicura- 

zione per l'invalidità svizzera, il richiedente deve, in 

sostanza, essere invalido ai sensi della legge svizzera, 

aver versato i contributi stabiliti dall'assicurazione so- 

ciale svizzera per almeno un anno intero ed essere assicu- 

rato quando insorge l'invalidità. 

 

    b) Giusta l'art. 4 cpv. 1 LAI, l'invalidità è l'inca- 

pacità di guadagno, presunta permanente o di rilevante du- 

rata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica 

conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. 

    L'art. 28 cpv. 1 LAI consente di erogare non solo la 

rendita intera se l'assicurato è invalido almeno al 66 2/3% 

e la mezza rendita se è invalido almeno al 50%, ma anche il 

quarto di rendita se è invalido almeno al 40%. Tuttavia, 

secondo l'art. 28 cpv. 1ter LAI, le rendite per un grado 

d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicu- 

rati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in Sviz- 

zera. 

    Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determina- 

ta stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che 

l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invali- 

dità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'inte- 

grazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragione- 

volmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato 

del lavoro e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto 

conseguire se non fosse diventato invalido. 

    In altre parole, l'invalidità, nell'ambito delle assi- 

curazioni sociali svizzere, è un concetto di carattere eco- 

nomico-giuridico e non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b, 

110 V 275 consid. 4a); i dati economici risultano pertanto 

determinanti. Tuttavia, qualora essi difettino per l'inat- 

tività dell'assicurato, ci si fonderà sui fatti di natura 

medica. Il compito del sanitario consiste allora nel porre 

un giudizio sullo stato di salute e nell'indicare in quale 

misura l'interessato non può più svolgere, a causa del dan- 

no alla salute, la sua attività precedente o altri mestieri 

ragionevolmente esigibili (DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 

314 consid. 3c, 105 V 158 consid. 1). 

    Infine, conformemente all'art. 29 cpv. 1 LAI il dirit- 

to alla rendita giusta l'art. 28 LAI nasce il più presto 

nel momento in cui l'assicurato presenta un'incapacità per- 

manente di guadagno pari almeno al 40% (lett. a), oppure in 

cui è stato, per un anno e senza notevoli interruzioni, in- 

capace al lavoro per almeno il 40% in media (lett. b). 

 

    c) Già s'è detto che per aver diritto alla rendita me- 

desima il cittadino italiano deve non soltanto aver contri- 

buito all'AVS/AI per almeno un anno intero e essere invali- 

do ai sensi della legislazione svizzera, ma deve pure esse- 

re assicurato, al verificarsi del rischio assicurabile, o 

presso l'AVS/AI o presso le assicurazioni sociali italiane. 

    Egli adempie quest'ultima condizione quando sono ver- 

sati dei contributi nell'assicurazione obbligatoria, nella 

prosecuzione volontaria dell'assicurazione obbligatoria o 

nell'assicurazione facoltativa italiane (cifra 2 lett. a 

del Protocollo finale dell'Accordo aggiuntivo 4 luglio 1969 

alla Convenzione italo-svizzera relativa alla sicurezza so- 

ciale), durante i periodi assimilati secondo le disposizio- 

ni della legislazione italiana (cifra 2 lett. b del Proto- 

collo finale stesso) o quando egli ha diritto a pensione 

d'invalidità delle assicurazioni sociali italiane (art. 1 

del Protocollo aggiuntivo all'Accordo aggiuntivo 4 luglio 

1969). 

    Secondo la giurisprudenza, il cittadino italiano è 

considerato iscritto alle assicurazioni sociali italiane se 

sono versati contributi nell'assicurazione obbligatoria, 

nella prosecuzione volontaria dell'assicurazione obbligato- 

ria o nell'assicurazione facoltativa prima del verificarsi 

dell'evento assicurabile giusta il diritto svizzero o se 

sono accreditati - sempre per il momento della verifica del 

rischio - periodi assimilati, che devono essere comprovati 

prima della resa della decisione amministrativa (DTF 109 V 

180 consid. 2a). Questa giurisprudenza intende impedire la 

costituzione con effetto retroattivo di un rapporto assicu- 

rativo, quando già si è realizzato l'evento assicurato giu- 

sta il diritto svizzero. 

 

    2.- a) In concreto, va innanzitutto rilevato che la 

ricorrente fino al momento in cui ha lasciato definitiva- 

mente la Svizzera, vale a dire sino a fine luglio 1987, ha 

sempre lavorato normalmente, senza subire alcuna perdita di 

guadagno. Deve quindi essere condiviso il giudizio di prima 

istanza, secondo cui fino a quella data non era nato alcun 

evento assicurabile, segnatamente alcun diritto a una ren- 

dita d'invalidità, foss'anche soltanto parziale. 

    La pretesa della ricorrente di far risalire l'insorge- 

re del diritto a una rendita d'invalidità addirittura al 

1980 appare manifestamente destituita di fondamento. A mag- 

gior ragione se si considera che, indipendentemente dal 

fatto che ella abbia sempre lavorato normalmente in Svizze- 

ra, senza subire alcuna perdita di guadagno, manca del tut- 

to - e non certo per caso - una documentazione sanitaria 

oggettiva sugli anni passati che possa in qualche modo suf- 

fragare la tesi ricorsuale. Persino la documentazione rela- 

tiva a questi ultimi tempi appare assai lacunosa, non appe- 

na si consideri che manca, ad esempio, una spirometria che 

attesti i dati oggettivi rilevati subito dopo la prescri- 

zione di uno spray broncodilatatore. 

    È quindi chiaro, alla luce di queste circostanze, che 

un eventuale diritto alla rendita della ricorrente non può 

essere nato, come correttamente rilevato dal giudice di 

prime cure, se non in un'epoca posteriore alla sua partenza 

dalla Svizzera, avvenuta nel luglio del 1987. 

 

    b) Dopo la sua partenza dalla Svizzera, la ricorrente 

non ha più versato, come risulta dall'attestato concernente 

la carriera assicurativa in Italia, contributi alle patrie 

assicurazioni sociali. Ella nemmeno è titolare di una pen- 

sione d'invalidità italiana. Fa quindi pacificamente difet- 

to, dopo la partenza dalla Svizzera, il requisito assicura- 

tivo esatto dalla normativa convenzionale. 

    In simili condizioni non mette più nemmeno conto porsi 

teoricamente il quesito dell'eventuale nascita, in epoca 

posteriore alla partenza dalla Svizzera, di un diritto vir- 

tuale a prestazioni. 

 

    Per questi motivi, il Tribunale federale delle assicu- 

razioni 

 

    
  p r o n u n c i a : 
  
 

 

I.Il ricorso di diritto amministrativo è respinto. 

 

II.Non si percepiscono spese giudiziarie. 

 

III.La presente sentenza sarà intimata alle parti, alla 

    Commissione federale di ricorso in materia d'AVS/AI 

    per le persone residenti all'estero e all'Ufficio fe- 

    derale delle assicurazioni sociali. 

 

 

Lucerna, 24 gennaio 2000 

In nome del 

                    

Tribunale federale delle assicurazioni  

Il Giudice presidente la IIa Camera: 

 

Il Cancelliere: