# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2aa49f01-1b73-5afb-a1d3-b421e76386f2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-04-21
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 21.04.2008 15.2007.123
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2007-123_2008-04-21.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2007.123

  	
  Lugano

  21 aprile
  2008

  EC/sc/lw

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente,

  Pellegrini e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Cassina, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 12 novembre 2007 di

 

	
   

  	
   RI 1  

  rappr. da:   RA 1  

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato dell’CO 1 e meglio contro l’emissione in
data 30 ottobre 2007 dell’attestato di carenza di beni nell’esecuzione n. __________
promossa dalla ricorrente contro

 

	
   

  	
   PI 1  

   

  

 

 

viste le
osservazioni 13 dicembre 2007 dell’ CO 1; 

 

 

esaminati
atti e documenti;

 

 

ritenuto

 

 

in
fatto:

 

 

                                     A.      Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ promossa da RI 1 contro PI 1 il 25 ottobre 2006,
l’__________ ha emesso a favore della ricorrente un attestato di carenza di
beni, indicando nella rubrica “Risultato del
pignoramento” quanto segue: “Il debitore dichiara di non possedere beni di
sorta, né mobili, né immobili, né qualsiasi altro attivo da potersi sottoporre
a pignoramento. Lavora in proprio con un guadagno di fr. 3'000.-- mensili lordi
di media. Abita c/o la madre alla quale versa fr. 1'000.-- di affitto al mese.
CM non viene pagata.”

 

 

 

                                     B.      Il
6 novembre 2006, RI 1 ha tempestivamente contestato il provvedimento,
sostenendo che l’escusso non avrebbe dichiarato le proprie interessenze nelle
società __________ e __________ (amministrata da sua madre). Inoltre, l’escusso
eserciterebbe attività di intermediazione immobiliare a titolo indipendente e
per conto di __________. La ricorrente ha contestato che PI 1 viva dalla madre
e le versi fr. 1'000.-- al mese di affitto. Oltre a una lunga lista di
accertamenti, RI 1 ha chiesto che l’escusso indichi su quali relazioni postali
o bancarie egli percepisce l’asserito reddito mensile medio di fr. 3'000.-- e a
quale titolo ha in uso il veicolo targato TI __________, immatricolato a nome
di __________.

 

 

 

                                  C.         Il
20 novembre 2006, dopo aver assunto l’ultima decisione di tassazione fiscale
(anno 2003), l ‘Ufficio ha nuovamente interrogato l’escusso, che ha dichiarato
di possedere un solo conto bancario, con un saldo attivo di fr. 376,05, e di
aver percepito, a contanti, per tutto il 2006 redditi per circa fr. 25'000.-- (fr.
10'000.-- da __________ e fr. 15'000.-- da __________). PI 1 ha precisato che sua madre, quale amministratrice di __________, società senza attività, provvede
al pagamento del leasing dell’automobile da lui usata e delle bollette del
telefono. Ha peraltro ribadito di essere domiciliato presso la madre. In base a
queste risposte, l’Ufficio ha confermato il provvedimento impugnato.

 

 

 

                                     D.      Con
sentenza 7 dicembre 2006 (inc. n. 15.2006.__________) questa Camera ha
parzialmente accolto il ricorso, annullando l’attestato di carenza di beni e retrocedendo
l’incarto all’CO 1 affinché procedesse ad un nuovo pignoramento. Questo perché
l’Ufficio aveva omesso di chiedere all’escusso dove si trovano gli attivi che
emergono dalla tassazione fiscale per l’anno 2003 e la prova del pagamento del
canone locatizio mensile di fr.  1'000.-- alla madre nonché di interpellare gli
amministratori delle società per le quali egli ha lavorato o con cui pare avere
delle relazioni.

 

 

 

                                     E.      Il
20 marzo 2007 e il 15 giugno 2007 l’Ufficio ha nuovamente sentito PI 1, che ha
dichiarato di non essere azionista e di non detenere delle partecipazioni della
__________, della __________ e della __________. L’escusso ha inoltre
dichiarato che nel 2006 egli ha percepito onorari per fr. 8'000.-- dalla __________
e per fr. 15'000.-- dalla __________. Egli, oltre a queste attività, non
svolgerebbe alcuna attività lavorativa. Alla madre, con la quale non avrebbe
un’economia domestica comune, verserebbe fr. 1'000.-- mensili per l’affitto di
una camera. In merito alla tassazione per il 2003 egli ha evidenziato che la
stessa sarebbe una tassazione fatta d’ufficio e che pertanto egli non avrebbe percepito
il reddito indicato. In merito alla vendita della PPP n. __________ RFD di __________
PI 1 ha precisato che con il ricavato di fr. 400'000.-- avrebbe estinto l’esistente
ipoteca di fr. 290'000.--, mentre la rimanenza di fr. 110'000.-- sarebbe stata
compensata con un credito dell’acquirente nei suoi confronti. Per quanto
riguarda l’autovettura Porsche, immatricolata a nome della __________, egli ha dichiarato
che la stessa è stata acquistata in leasing dalla società, che gliela lascia
usare saltuariamente.

 

 

 

                                     F.      Sulla
base degli accertamenti effettuati, il 26 ottobre 2007 l’Ufficio, a fronte di un
reddito dell’escusso di fr. 2'000.-- e di un minimo base di fr. 2'540.-- mensili
(fr. 1'100.-- minimo base, fr. 1'000.-- per l’affitto, fr. 200.-- per le trasferte
e fr. 240.-- per i pasti fuori domicilio), ha stabilito l’assenza di
un’eccedenza pignorabile e ha pertanto emesso un attestato di carenza beni
contro PI 1.

 

 

 

G.          
Il 12 novembre 2007 RI 1 ha contestato l’emissione dell’attestato di carenza beni.

                                             La
ricorrente lamenta innanzitutto una violazione del diritto di essere sentita
perché ella non avrebbe potuto partecipare, in contraddittorio, agli atti
dell’Ufficio tendenti alla determinazione dei redditi e dei beni pignorabili dell’escusso
e perché non si sarebbe potuta esprimere prima del rilascio dell’ACB, malgrado
ancora il 25 settembre 2007 l’Ufficio le avrebbe anticipato che l’accesso alla
documentazione le sarebbe stato garantito prima di qualsiasi decisione.

                                             RI
1 afferma poi che l’Ufficio avrebbe considerato un guadagno medio del debitore
di fr. 2'000.-- mensili, quando quest’ultimo in occasione del pignoramento del 23
ottobre 2006 avrebbe affermato di avere entrate per fr. 3'000.-- mensili. A
mente della ricorrente non sarebbe credibile l’affermazione del debitore
secondo cui egli avrebbe a disposizione presso la madre una singola camera per
la locazione della quale verserebbe a quest’ultima fr. 1'000.-- mensili:
inoltre egli avrebbe con la madre un’economia domestica comune, motivo per cui
si doveva tener conto dei redditi e della sostanza di quest’ultima per il
calcolo del minimo di esistenza. A tal riguardo l’Ufficio dovrebbe acquisire agli
atti le dichiarazioni di imposta della madre per verificare se quest’ultima ha
dichiarato il provento della locazione al figlio. L’Ufficio avrebbe omesso di verificare
la natura e la reale sussistenza del credito compensato in occasione della
vendita a __________ della PPP n. __________. Esso non avrebbe dovuto
accontentarsi dell’affermazione dell’escusso secondo cui la tassazione 2003 è
stata rilasciata d’ufficio. L’escusso non avrebbe provato che la Porsche
immatricolata al nome di __________ è stata acquistata in leasing. L’Ufficio
poi non avrebbe chiarito chi sono gli azionisti di __________, di __________ e della __________, non
potendo bastare le dichiarazioni da parte dei rispettivi amministratori.

                                             La
ricorrente chiede di verificare la legittimità della spesa di fr. 200.-- per
trasferte e di fr. 240.-- per i pasti fuori domicilio.

 

 

 

                                     H.      Delle
osservazioni 13 dicembre 2007 dell’CO 1, chiedenti che il ricorso venga
respinto, si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

 

Considerato

 

 

 

in diritto:

 

 

                                     1.      Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito del
debitore le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le
circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del
pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua
famiglia (DTF 112 III 21; 108 III 12; 106 III 13; Vonder Mühll, Basler
Kommentar zum SchKG, Vol. II, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, n. 17 ad art. 93),
ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto
conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).

 

 

 

                                     2.      Nell’esecuzione del pignoramento o del sequestro di salario l’organo
di esecuzione forzata allestisce il relativo verbale, tenendo conto dei ricavi
e delle spese effettivi mensili.

 

 

 

                                     3.      Nell'ambito del
pignoramento l'escusso deve informare esaurientemente l'ufficio circa la sua
sostanza e il suo reddito, fintanto che questi non siano sufficienti a coprire
tutte le esecuzioni che partecipano al pignoramento (cfr. art 91 cpv. 1 n. 2
LEF; DTF
117 III 61 ss.; Lebrecht,
Basler Kommentar zum SchKG, Vol. II, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, n. 9 ad art.
91). Gli uffici sono tenuti a verbalizzare le dichiarazioni dell'escusso, che
le deve sottoscrivere. L’ufficio di esecuzione nell’allestimento del verbale di
pignoramento deve di regola attenersi alle indicazioni fornite dal debitore e
non è tenuto ad effettuare ulteriori ricerche sulla base di semplici asserzioni
del creditore (cfr. Lebrecht, op. cit., n. 12 e 13 ad art. 91), se non quando vi siano indizi
concreti in tale senso.

 

 

 

                                     4.      Nel caso di specie in sede di pignoramento il 20 marzo 2007 e il 15
giugno 2007 PI 1, reso attento delle conseguenze penali
di una falsa dichiarazione, ha dichiarato all’Ufficio di non essere azionista e di non
detenere partecipazioni della __________, della __________, della __________,
di aver percepito nel 2006 onorari per        fr. 8'000.-- dalla __________ e
per fr. 15'000.-- dalla __________ e di non svolgere altre attività lavorative.
L’escusso ha pure dichiarato di non avere con la madre un’economia domestica
comune e di versare a quest’ultima fr. 1'000.-- mensili per l’affitto di una
camera. In merito alla tassazione per il 2003 egli ha evidenziato che la stessa
è una tassazione d’ufficio e che pertanto il reddito indicato non sarebbe mai
stato da lui realizzato. In merito alla vendita della PPP n. __________ egli ha
argomentato che con il ricavato di fr. 400'000 avrebbe estinto l’ipoteca di   fr.
290'000.--, mentre la rimanenza di fr. 110'000.-- sarebbe stata compensata con
un credito dell’acquirente nei suoi confronti. In merito all’autovettura Porsche
immatricolata a nome della __________, egli ha dichiarato che la stessa è stata
acquistata in leasing dalla società, che gli permette di usarla saltuariamente. A sostegno di quanto dichiarato PI 1  ha consegnato
all’Ufficio:

                                               -    gli
scritti 31 dicembre 2005 e 7 febbraio 2007 della __________, mediante i quali
la società ha dichiarato di aver versato a PI 1 fr. 10'000.-- nel 2005 e fr. 15'000.--
nel 2006 per le sue prestazioni quale intermediario immobiliare, 

                                               -    lo
scritto 8 febbraio 2007 della __________, mediante il quale la società ha
dichiarato di aver versato all’escusso nel 2006 fr. 8'000.-- per sue
prestazioni,

                                               -    gli
scritti 7/8 febbraio 2007 della __________, della __________ e della __________,
mediante i quali gli amministratori unici delle società hanno confermato che
l’escusso non è azionista e non detiene partecipazioni delle medesime, 

                                               -    la
copia autentica del rogito di compravendita immobiliare di data 22 marzo 2005
dell’__________ mediante il quale PI 1 ha venduto a __________ la PPP n. __________ al prezzo di fr. 400'000.--, dal quale emerge che tale importo è stato
soluto per fr. 290'000.-- mediante l’assunzione del debito ipotecario esistente
e per fr. 110'000.-- mediante compensazione di un credito di pari importo
dell’acquirente nei confronti del venditore,

                                               -    la
dichiarazione 9 febbraio 2007 della signora __________, madre dell’escusso, che
ha confermato che il figlio le versa fr. 1'000.-- mensili per l’affitto.

 

                                               A fronte della
documentazione prodotta dall’escusso e in assenza di elementi
concreti che facciano ritenere che egli possegga, dopo la vendita della PPP n.__________,
ancora della sostanza oppure abbia un reddito superiore a quanto dichiarato,
l’Ufficio non è tenuto ad effettuare ulteriori ricerche e deve attenersi alle
indicazioni fornitegli da PI 1, rinunciando ad acquisire
l’incarto fiscale della madre dell’escusso, gli incarti fiscali e i bilanci delle
società con cui questi ha avuto delle relazioni come pure rinunciando a sentire
i testi proposti dalla ricorrente. L’operato
dell’Ufficio è quindi stato corretto e nessuna violazione dei propri doveri
nell’esecuzione del pignoramento a carico di PI 1 è ravvisabile. Se la creditrice
ritiene comunque contrario al vero quanto sostenuto dall’escusso e dalle
persone che hanno sottoscritto le varie dichiazioni agli atti, potrà trovare
tutela nelle appropriate sedi penali, alle quali d’altronde rinvia l’art. 91
LEF, sfuggendo tale questione al potere di cognizione di questa Camera.

 

 

 

                                     5.      La
ricorrente chiede una verifica delle spese per le trasferte e per i pasti fuori
domicilio.

                                              Sebbene
dagli atti dell’Ufficio non emergano le ragioni per le quali questi ha riconosciuto
a PI 1 fr. 200.-- per le trasferte e fr. 240.-- per i
pasti fuori domicilio, in concreto si può prescindere dal rinviare l’incarto all’organo di esecuzione affinché esperisca
i necessari accertamenti e proceda ad una completazione
del verbale di pignoramento. Questo perché anche se tali
spese non si rivelassero giustificate, PI 1 non disporrebbe di un’eccedenza
pignorabile, atteso che a fronte di entrate per fr. 2'000.-- il suo minimo base
assommerebbe a fr. 2'100.-- mensili (fr. 1'100.-- minimo base e fr. 1'000.-- affitto).

 

 

 

                                      6.      La
ricorrente lamenta una violazione del diritto di essere sentita perché non
avrebbe potuto partecipare agli atti dell’Ufficio tendenti alla determinazione
del reddito e dei beni pignorabili dell’escusso e perché non si sarebbe potuta
esprimere prima del rilascio dell’attestato di carenza beni.

                                               Per
l’art. 90 LEF il debitore deve essere avvisato del pignoramento almeno il
giorno prima. L'avviso richiamerà le disposizioni dell'articolo 91 LEF. Il
creditore viene informato solo con l'atto di pignoramento (art. 112 LEF) sul
risultato del pignoramento. Egli non ha in via di principio alcun diritto di
essere precedentemente informato in merito al momento in cui verrà effettuato
il pignoramento, di partecipare all'esecuzione del medesimo oppure ancora di
essere preventivamente interpellato in merito al risultato dello stesso. Il suo
diritto di partecipare all'esecuzione del pignoramento è infatti limitato a
dare informazioni al funzionario dell'Ufficio esecuzione riguardanti oggetti
pignorabili (Lebrecht, op. cit., n. 13 ad art. 90). Ne consegue che le modalità con cui l’CO 1 ha eseguito il pignoramento contro PI 1 sono state corrette, ritenuto che anche nello scritto trasmesso
il 25 settembre 2007 alla ricorrente, l’Ufficio non le ha garantito né la
partecipazione all’esecuzione del pignoramento né la possibilità di esprimersi
preventivamente sulle risultanze dello stesso.

 

 

 

                                      7.      Il ricorso 12 novembre 2007 di RI 1 è dunque respinto.

                                              Non si prelevano spese
(art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2
OTLEF).

 

 

Per questi motivi;

richiamati gli art. 17, 90, 91, 93, 112 LEF; 61 cpv. 2 lett.
a, 62 cpv. 2 OTLEF

 

 

pronuncia:                1.      Il
ricorso 12 novembre 2007 di RI 1, __________, è respinto.

 

                                     2.      Non si prelevano
spese e non si assegnano indennità.

 

                                     3.      Intimazione:

                                              - __________
RA 1, __________;

                                              - PI
1, __________.

                                              Comunicazione
all’CO 1.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                           Il
segretario

 

 

 

 

 

Contro la presente
decisione -a norma dell’art. 72 e segg. LTF- è possibile presentare ricorso
in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10
giorni dalla notificazione, il termine è di 5 giorni dalla
notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata
nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.