# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7d1279c6-5901-56b1-98c5-9cbff20aff80
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-02-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.02.2025 D-4994/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4994-2024_2025-02-11.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4994/2024 

 

 

 
 S e n t e n z a  d e l l ’ 11  f e b b r a i o  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 

con l’approvazione del giudice Manuel Borla; 

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Camerun,  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM dell’11 luglio 2024 / N (…). 

 

 

 

D-4994/2024 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a L’interessato, il (…) maggio 2023, ha presentato una domanda d’asilo 

in Svizzera. A seguito di una procedura Dublino – con relativo colloquio 

tenutosi il (…) maggio 2023 – la SEM ha deciso di esaminare la domanda 

d’asilo del richiedente in Svizzera con decisione del 7 febbraio 2024.  

A.b Il (…) aprile 2024 si è così tenuta l’audizione federale, nell’ambito della 

quale l’interessato ha segnatamente dichiarato di aver vissuto nel suo 

Paese d’origine da ultimo a B._______ ([…] sita nel C._______ del Came-

run), e di essere espatriato dallo stesso il (…). Egli sarebbe partito dal Ca-

merun, poiché in primo luogo sarebbe inseguito dagli “Ambasonniens”, un 

gruppo di ribelli (indipendentisti anglofoni) che, il (…), sarebbe penetrato al 

suo domicilio mentre egli era assente, percuotendo e ferendo mortalmente 

sua sorella, che in seguito sarebbe deceduta, nonché avrebbero ucciso il 

padre, morte che egli avrebbe appreso il medesimo giorno recandosi al 

commissariato di polizia di B._______. In secondo luogo, egli sarebbe 

espatriato a causa delle sue condizioni di salute, soffrendo di epatite B vi-

rale cronica; ed in terzo ed in ultimo luogo, poiché non avrebbe collaborato 

con le forze dell’ordine per l’arresto dei suddetti ribelli, come esse gli avreb-

bero proposto di fare. Nel caso di un suo ritorno in patria, egli teme i ribelli, 

di non poter sostenere le cure della sua malattia, nonché non saprebbe 

cosa aspettarsi dalla polizia. A sostegno dei suoi asserti, egli ha conse-

gnato, in copia: quattro stampe di fotografie che raffigurerebbero sua so-

rella e le ferite a lei inferte; la sua fotografia del certificato di nascita; quattro 

fotografie di attestati di formazione e di note; varie fotografie di documen-

tazione medica, la maggior parte della quale nel frattempo assunta pure 

agli atti della SEM. 

B.  

Tramite la decisione dell’11 luglio 2024, notificata il 12 luglio 2024 (cfr. [atto 

della SEM] n. [{…}]-52/1), la SEM non ha riconosciuto la qualità di rifugiato 

all’interessato, ha respinto la sua domanda d’asilo, pronunciando pure il 

suo allontanamento dalla Svizzera e l’esecuzione della predetta misura. 

C.  

Il 23 luglio 2024, è cessato il mandato di rappresentanza legale con la Pro-

tezione giuridica incaricata, sottoscritto il 7 maggio 2024 (cfr. n. 44/4 e 

51/3). 

  

D-4994/2024 

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D.  

Con ricorso del 9 agosto 2024, in lingua tedesca, l’interessato ha impu-

gnato la suddetta decisione dell’autorità inferiore dinanzi al Tribunale am-

ministrativo federale (di seguito: il Tribunale), concludendo, a titolo proce-

durale, alla concessione dell’effetto sospensivo al ricorso ed alla sospen-

sione dell’esecuzione dell’allontanamento quale misura supercautelare, ol-

treché alla concessione dell’assistenza giudiziaria, secondo il senso, 

all’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anti-

cipo. In via principale, egli ha postulato l’annullamento della decisione av-

versata, il riconoscimento della qualità di rifugiato e la concessione 

dell’asilo. A titolo eventuale ha chiesto la concessione dell’ammissione 

provvisoria, mentre che a titolo ancora più eventuale ha concluso per la 

restituzione degli atti alla SEM, per maggiori approfondimenti e nuova de-

cisione. Al ricorso sono stati annessi quali nuovi documenti: lo scritto del 

12 luglio 2024 indirizzato al ricorrente dalla (…); l’attestato d’indigenza del 

24 luglio 2024 della (…) per il ricorrente; il computo delle prestazioni assi-

stenziali versate all’insorgente per il mese di gennaio 2024; un referto me-

dico del 19 luglio 2024 relativo all’insorgente; una stampa di una fotografia 

rappresentante una donna distesa in un letto d’ospedale. 

E.  

Tramite la decisione incidentale del 15 agosto 2024, il giudice istruttore in-

caricato della pratica, ha dapprima osservato come nel presente caso, es-

sendo che il ricorso ha effetto sospensivo ex lege – e ciò a prescindere da 

quanto erroneamente trascritto nel dispositivo della decisione impugnata 

dalla SEM – nonché che il ricorrente è autorizzato a soggiornare in  

Svizzera fino a conclusione della procedura, le richieste di concessione 

dell’effetto sospensivo al ricorso e alla sospensione dell’esecuzione del suo 

allontanamento in via supercautelare, risultano essere completamente 

evase e prive d’oggetto. Nella decisione incidentale, si è poi statuito che il 

procedimento si svolge in italiano, e si è respinta la concessione dell’assi-

stenza giudiziaria parziale, invitando parimenti il ricorrente a versare, entro 

il 30 agosto 2024, un anticipo di CHF 750.– a copertura delle presumibili 

spese processuali, con comminatoria d’inammissibilità del ricorso in caso 

d’inosservanza. Il ricorrente ha corrisposto tempestivamente l’anticipo 

spese richiesto, in data 26 agosto 2024 (cfr. risultanze processuali). 

F.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti, verranno ripresi nei conside-

randi, qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

  

D-4994/2024 

Pagina 4 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi (RS 142.31), non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

Il ricorso, presentato contro una decisione in materia di asilo della SEM 

(art. 6 e 105 LAsi; art. 31–33 LTAF), è tempestivo (art. 108 cpv. 2 LAsi) ed 

è ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c PA e art. 52 

cpv. 1 PA, avendo per il resto il ricorrente versato tempestivamente l’anti-

cipo spese richiesto dal Tribunale con decisione incidentale del 15 ago-

sto 2024. Occorre quindi entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 

PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 

argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

3.  

Il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è de-

ciso dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un se-

condo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto som-

mariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Altresì, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 

LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti. 

4.  

4.1 Nella sua decisione l’autorità inferiore ha ritenuto le dichiarazioni del 

ricorrente circa gli eventi che l’avrebbero condotto all’espatrio, inverosimili, 

a causa delle tante vaghezze, incoerenze su alcuni punti, ed illogicità nel 

suo racconto. La SEM, alla luce di quanto precede, ha quindi ritenuto di 

potersi esimere dall’analizzare se i fatti addotti dall’insorgente fossero pure 

rilevanti dal profilo dell’asilo.  

4.2 Il ricorrente, dal canto suo, ha proposto nel gravame quale conclusione 

in secondo subordine, la restituzione degli atti alla SEM, in quanto riter-

rebbe in primo luogo come quest’ultima autorità nella sua valutazione non 

avrebbe tenuto sufficientemente conto della sua situazione di salute. In 

particolare, mancherebbe un dettagliato esame dello stato dell’infrastrut-

tura medica presente in Camerun e le concrete possibilità di trattamento 

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per l’insorgente nel predetto Stato. In secondo luogo, le minacce e le per-

secuzioni derivanti dagli “Ambasonniens” di cui egli avrebbe narrato, non 

sarebbero state sufficientemente indagate dalla SEM, mancando nella de-

cisione un’approfondita analisi della situazione politica e di sicurezza in  

Camerun così come una valutazione della reale situazione di pericolo per 

il ricorrente. In terzo ed ultimo luogo, l’autorità sindacata, non avrebbe suf-

ficientemente incluso nel suo apprezzamento, la situazione di generale in-

sicurezza ed instabilità così come di estrema povertà e carenza alimentare, 

che sarebbe vigente in Camerun. Le condizioni di vita nel predetto Paese 

sarebbero difatti molto insicure e per questo un ritorno del ricorrente in pa-

tria, risulterebbe inesigibile. Altresì, la motivazione della decisione avver-

sata, sarebbe in più punti lacunosa. Invero, mancherebbero delle motiva-

zioni dettagliate e comprensibili, del perché i motivi d’asilo narrati siano 

stati ritenuti insufficienti, così come dei motivi che avrebbero condotto la 

SEM a concludere che un’ammissione provvisoria non fosse data, in parti-

colare dal profilo dello stato di salute del ricorrente e le manchevoli strutture 

di protezione statali. Proseguendo, l’insorgente, ha fondato tutto il resto 

delle sue argomentazioni sotto l’aspetto dell’art. 3 LAsi, ritenendo che le 

sue allegazioni soddisfino le condizioni per il riconoscimento della qualità 

di rifugiato. 

5.  

5.1 Dapprima, in relazione alla conclusione in secondo subordine del ricor-

rente, ovvero di accertamento incompleto ed inesatto dei fatti giuridica-

mente rilevanti da parte dell’autorità inferiore (cfr. art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi 

e 12 PA; cfr. per la nozione di accertamento inesatto ed incompleto: 

DTAF 2014/2 consid. 5.1, 2007/37 consid. 2.3; e per il contenuto del prin-

cipio inquisitorio: DTAF 2020 VI/6 consid. 2.2, 2019 I/6 consid. 5.1), non-

ché di motivazione lacunosa della decisione impugnata (cfr. per il suo con-

tenuto DTF 139 V 496 consid. 5.1, 136 I 184 consid. 2.2, 135 II 286 con-

sid. 5.1, 135 I 279 consid. 2.3; sentenza del Tribunale F-5363/2019 del 

26 maggio 2020 consid. 7.1), si osserva quanto segue. A differenza di 

quanto motivato dall’insorgente nel suo ricorso, si evince dalla decisione 

avversata, come la SEM abbia tenuto correttamente e completamente 

conto della situazione di salute del ricorrente, anche valutando e citando le 

possibilità di cure che lui potrà reperire in Camerun, nonché come egli potrà 

coprire i costi derivanti dalle stesse (cfr. p.to III, pag. 9 seg. della decisione 

impugnata). Altresì, agli occhi del Tribunale, l’autorità sindacata nel suo 

provvedimento, si è lungamente ed in modo chiaro espressa riguardo ai 

motivi fatti valere dal ricorrente, e che avrebbero potuto avere una qualche 

pertinenza dal profilo dell’asilo, esaminandoli soltanto però dall’aspetto 

della verosimiglianza. Essendo giunta alla conclusione che l’integralità del 

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racconto che avrebbe comportato l’espatrio dell’insorgente, anche tenuto 

conto dei mezzi probatori da lui versati agli atti, non fosse credibile, la SEM 

non aveva alcun obbligo di proseguire l’esame delle stesse dichiarazioni 

anche dal profilo della rilevanza, come sostenuto implicitamente dall’insor-

gente nel suo ricorso (cfr. n. 33, pag. 7). Peraltro l’autorità inferiore ha indi-

cato in modo puntuale i motivi per i quali avrebbe ritenuto l’esecuzione del 

ricorrente ammissibile ed esigibile, anche e soprattutto basandosi sulla sua 

situazione individuale (cfr. p.to III, pag. 9 seg. della decisione impugnata), 

e rispettando in tal senso i criteri posti dalla giurisprudenza topica resa in 

materia per quanto concerne le province anglofone del Camerun (cfr. sen-

tenze del Tribunale E-5624/2017 dell’11 agosto 2020 [pubblicata come 

sentenza di riferimento] consid. 7 con rif. cit.; E-1474/2021 del 20 lu-

glio 2022 consid. 6.2 seg. e rif. cit.). Non si ravvede poi nel procedere della 

SEM e nella motivazione della decisione avversata come già esposto so-

pra, alcun arbitrio (art. 9 Cost.) nello stabilimento dei fatti determinanti, 

come allegato genericamente e senza alcuna argomentazione dall’insor-

gente nel gravame (cfr. n. 2, pag. 3 del ricorso: “willkürlich”). Per quest’ul-

tima ragione, si ritiene poi che la precitata censura non vada trattata oltre. 

5.2 Ne discende quindi che l’autorità inferiore, ha soddisfatto al suo obbligo 

istruttorio, accertando in modo esatto e completo i fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi), come pure ha adempiuto all’obbligo di 

motivazione. Le censure formali mosse dal ricorrente nei confronti del prov-

vedimento impugnato, e la conseguente conclusione in secondo subordine 

esposta nel ricorso, devono quindi essere integralmente respinte. 

6.  

6.1 Venendo ora al merito della vertenza, la Svizzera, su domanda, ac-

corda asilo ai rifugiati secondo le disposizioni della LAsi. L’asilo comprende 

la protezione e lo statuto accordati a persone in Svizzera in ragione della 

loro qualità di rifugiato. Esso include il diritto di risiedere in Svizzera (art. 2 

LAsi).  

6.2 Sono rifugiati le persone che, nel Paese d’origine o d’ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi 

(art. 3 cpv. 1 LAsi). Ai sensi dell’art. 3 cpv. 2 LAsi, sono pregiudizi seri se-

gnatamente l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della 

libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica insop-

portabile. 

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6.3 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). Per il resto, essendo la giurispru-

denza in materia invalsa, si può senz’altro rinviare alla stessa (cfr. 

DTAF 2015/3 consid. 6.5.1; 2013/11 consid. 5.1 e rif. cit.). 

6.4 Il Tribunale condivide la conclusione alla quale la SEM è giunta nella 

decisione avversata circa l’inverosimiglianza degli asserti del ricorrente, in 

relazione ai fatti che sarebbero avvenuti nel (…) del (…) e che lo avrebbero 

condotto all’espatrio. Ciò in quanto gli stessi sono costellati da importanti 

discrepanze, vaghezze ed illogicità.  

6.4.1 A titolo esemplificativo, l’insorgente nel suo racconto spontaneo dei 

suoi motivi d’asilo, aveva riferito che sarebbero stati diversi suoi amici con 

i quali giocava a calcio nel quartiere, che lo avrebbero raggiunto il (…), 

mentre egli rincasava, e che gli avrebbero consigliato di non tornare a casa, 

poiché pericoloso, in quanto gli “Ambasonniens” erano entrati al suo domi-

cilio e che lo stavano cercando (cfr. n. 35/18, D41, pag. 5 seg.). Tuttavia, 

poco dopo, richiestogli di raccontare qualcosa in più di quanto accaduto in 

tale data, egli ha parlato di un solo amico che lo avrebbe chiamato (cfr. 

n. 35/18, D60, pag. 8), specificando anche più avanti, su quesito, che tale 

amico fosse solo (cfr. n. 35/18, D62, pag. 8). Salvo poi, interrogato sull’in-

coerenza nelle sue dichiarazioni, ha affermato: “Uno solo era un amico che 

giocava a calcio con me, gli altri non sono miei amici, non sono miei amici” 

(cfr. n. 35/18, D63, pag. 8), senza tuttavia spiegare effettivamente la con-

traddizione rilevata. Anzi, dichiarando anche che tale amico d’un canto non 

fosse solo (cfr. n. 35/18, D64, pag. 9) e susseguentemente invece che lo 

fosse (cfr. n. 35/18, D65, pag. 9), ha aggiunto ancora maggiore incoerenza 

su tale questione. Altresì, allorché gli è stato chiesto di descrivere il posto 

in cui si sarebbe trovato mentre era al commissariato, ha dapprima negato 

di poterlo fare, in quanto sarebbe stato in panico (cfr. n. 35/18, D104 seg., 

pag. 12); salvo poi, al contrario, chiestogli di descrivere il palazzo del com-

missariato, averne data una raffigurazione (cfr. n. 35/18, D106, pag. 12). 

Inoltre, se d’un canto ha riferito che la sorella non sarebbe andata all’ospe-

dale (cfr. n. 35/18, D118, pag. 13), questionato in merito al fatto che in una 

fotografia da lui presentata, la sorella risultava essere stata medicata, ha 

asserito che sarebbe stata una persona che ha studiato medicina che 

avrebbe provveduto alla medicazione (cfr. n. 35/18, D119, pag. 13), 

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dettaglio che non aveva mai addotto in precedenza. Salvo poi invece so-

stenere che lui avrebbe soltanto saputo che la sorella era morta, che gli 

avrebbero solo mandato le fotografie in cui la predetta era deceduta, ma di 

non essersi informato al riguardo (cfr. n. 35/18, D120 segg., pag. 13), 

quindi in realtà contraddicendo le precedenti informazioni che lui avrebbe 

invece avuto (cfr. n. 35/18, D119, pag. 13). Ancora, questionato se lavo-

rasse allorché gli è stata diagnosticata l’epatite B, ha dapprima negato che 

avrebbe esercitato un’attività lucrativa (cfr. n. 35/18, D127, pag. 14), allor-

ché alla domanda successiva, ha totalmente smentito i precedenti asserti, 

riferendo che lavorava nello smistamento di vestiti per poi venderli (cfr. 

n. 35/18, D128 seg., pag. 14). Le predette divergenze, che portano anche 

su degli elementi essenziali del suo racconto, permettono di concludere 

che l’interessato non ha vissuto gli avvenimenti in questione. 

6.4.2 Il carattere inverosimile delle sue dichiarazioni inerenti agli eventi 

successi nel (…) del (…), è ancora maggiormente rafforzato da asserzioni 

del ricorrente a tal proposito che sono rimaste vaghe, molto generali e prive 

di dettagli che ne possano attestare del suo reale vissuto. L’insorgente si è 

in particolare rivelato incapace di descrivere in cosa consistesse il lavoro 

di militare del padre (cfr. n. 35/18, D50 segg., pag. 7 seg.) e cosa avrebbe 

fatto quest’ultimo per trovarsi contro i ribelli (cfr. n. 35/18, D79, pag. 10), o 

ancora di descrivere i poliziotti che avrebbe visto al commissariato (cfr. 

n. 35/18, D100 seg.) o il luogo in cui si trovava allorché è giunto nel com-

missariato (cfr. n. 35/18, D104 seg., pag. 12). Il tentativo di spiegazione 

che egli ha fornito in entrambi questi ultimi casi, ovvero che sarebbe stato 

“in panico”, non risulta in alcun modo convincente, in quanto, malgrado la 

paura asserita, egli ha saputo riportare quanto gli avrebbero detto in polizia 

(cfr. n. 35/18, D41, pag. 6; D60, pag. 8; D89, pag. 11), o ancora descrivere, 

per quanto molto sommariamente e in modo stereotipato, il palazzo del 

commissariato, nonché che ci sarebbero stati “[…] circa quattro poliziotti, 

quelli che ho visto” (cfr. n. 35/18, D97, pag. 11). E ciò malgrado, ad un certo 

punto, abbia addirittura lasciato intendere che avrebbe ascoltato a testa 

bassa, senza osservare quanto avrebbe avuto attorno (cfr. n. 35/18, D105, 

pag. 12), quindi di fatto contraddicendo quanto avrebbe notato all’interno 

del commissariato e di cui avrebbe riferito poco prima. 

6.4.3 A quanto sopra, si aggiungono anche degli elementi d’illogicità nel 

suo narrato, che rendono lo stesso del tutto poco plausibile. Difatti, se real-

mente il padre fosse stato ucciso e la sua unica sorella sarebbe stata real-

mente ferita il medesimo giorno dagli “Ambasonniens”, risulta a dir poco 

sorprendente che il ricorrente, neppure una volta espatriato, si sia infor-

mato circa quanto sarebbe successo concretamente a questi ultimi, 

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accontentandosi unicamente degli asserti di terzi che gli avrebbero ripor-

tato essenzialmente che sarebbero deceduti (cfr. n. 35/18, D41 segg., 

pag. 6 segg.). Altresì del tutto illogico risulta il comportamento che avreb-

bero tenuto i poliziotti che, d’un canto avrebbero voluto trattenerlo perché 

potesse aiutarli a catturare i ribelli che sarebbero stati alla sua ricerca (cfr. 

n. 35/18, D41, pag. 6; D89, pag. 11, D103, pag. 12), e d’altro canto invece 

che la polizia non si sarebbe neppure recata nel suo quartiere dopo i fatti 

che avrebbero portato all’uccisione di alcuni militari tra i quali suo padre e 

la sorella, poiché avrebbe avuto paura dei ribelli (cfr. n. 35/18, D142, 

pag. 15).  

6.5 Per quanto attiene poi alla documentazione presentata dal ricorrente in 

corso di procedura, la stessa non è in grado di rendere maggiormente cre-

dibili le sue allegazioni circa i fatti che precedono. Invero, le copie di foto-

grafie presentate sia dinanzi alla SEM sia in fase ricorsuale, di parti del 

corpo ferite e di una ragazza riversa in un letto con delle ferite, non soltanto 

non sono in grado di provare che la persona raffigurata sia sua sorella, ma 

ancora che le ferite visibili sul corpo della ragazza, siano avvenute nelle 

circostanze allegate. Anzi, una fotografia in copia che è stata annessa 

senza alcuna spiegazione al ricorso – che mostra una donna distesa in un 

letto d’ospedale – fa dubitare piuttosto ancora maggiormente di quanto sa-

rebbe successo alla sorella, anche che la stessa sarebbe deceduta, e non 

sarebbe stata condotta in ospedale, come invece da egli sempre sostenuto 

in audizione (cfr. n. 35/18, D118 seg., pag. 13).  

6.6 Alla luce di quanto precede, il ricorrente non è quindi riuscito nell’intento 

di provare, o per lo meno di rendere verosimile in maniera preponderante, 

ai sensi dell’art. 7 LAsi, i fatti che sarebbero successi il (…) e che lo avreb-

bero fatto espatriare il (…). A ciò si aggiunge che nel suo ricorso, l’insor-

gente è restato del tutto silente in merito all’aspetto della verosimiglianza 

dei suoi asserti, ciò che ancor più conforta il Tribunale nella precitata con-

clusione. In tal senso, neppure il timore dei ribelli da lui esternato e di 

quanto potrebbe accadergli per mano della polizia nel caso tornasse in Ca-

merun, a causa dei fatti da lui descritti (cfr. n. 35/18, D163, pag. 16), non è 

in alcun modo stato reso credibile dal ricorrente.  

6.7 Da ultimo si evidenzia come né lo stato di salute del ricorrente, né la 

situazione di generale insicurezza e di estrema povertà – descritta per la 

prima volta nel suo ricorso come un motivo che avrebbe rafforzato la sua 

decisione di lasciare il Paese d’origine (cfr. n. 13, pag. 4 del ricorso) – ri-

sultano essere dei motivi che possano fondare per il ricorrente il 

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riconoscimento della qualità di rifugiato, in quanto esulano dai motivi esau-

stivamente previsti nell’art. 3 cpv. 1 LAsi.  

6.8 Ne discende quindi che, in relazione al riconoscimento della qualità di 

rifugiato ed alla concessione dell’asilo, v’è da confermare il giudizio nega-

tivo esposto nella decisione impugnata. 

7.  

Il Tribunale, è tenuto a confermare anche la pronuncia dell’allontanamento 

dell’insorgente, in quanto egli non adempie alle condizioni in virtù delle 

quali la SEM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare il suo allontana-

mento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 LAsi, nonché art. 32 

dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 ago-

sto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2011/24 

consid. 10.1). 

8.  

8.1 L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-

tegrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20), giusta il quale l’ese-

cuzione dell’allontanamento deve essere ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI), 

esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI) e possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI). In caso di 

non adempimento di una di queste condizioni, la SEM dispone l’ammis-

sione provvisoria (art. 83 cpv. 1 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 

8.2 Nella propria decisione, la SEM considera l’esecuzione dell’allontana-

mento dell’insorgente ammissibile, esigibile – in particolare dal profilo del 

suo stato di salute – nonché possibile. Nel suo memoriale ricorsuale, l’in-

sorgente avversa anche la predetta conclusione dell’autorità inferiore, rite-

nendo l’esecuzione del suo allontanamento inammissibile ai sensi 

dell’art. 3 CEDU e dell’art. 3 Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (RS 0.105, 

di seguito: Conv. tortura), così come inesigibile a causa del suo stato vale-

tudinario nonché della situazione d’insicurezza generale e di estrema po-

vertà in cui vigerebbe il Camerun. 

8.3  

8.3.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento 

non è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di 

diritto internazionale pubblico della Svizzera. 

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Pagina 11 

8.3.2 A ragione l’autorità sindacata, nel suo provvedimento, ha osservato 

che nel caso concreto il principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 

LAsi) non si applica, in quanto esso protegge soltanto persone alle quali è 

stata riconosciuta la qualità di rifugiato. Per di più, per i motivi già enucleati 

sopra (cfr. consid. 6), al contrario di quanto sostenuto dall’insorgente nel 

gravame senza apportare alcun ulteriore elemento concreto e sostanziato, 

non sono ravvisabili agli atti, degli elementi concreti che possano far rite-

nere, con una probabilità preponderante, che egli possa essere esposto ad 

una pena o ad un trattamento vietati dall’art. 3 CEDU o dall’art. 3 Conv. 

tortura nel caso di un suo rimpatrio (cfr. sentenza della Corte europea dei 

diritti dell’uomo [di seguito: CorteEDU], Grande Camera, Saadi contro Italia 

del 28 febbraio 2008, 37201/66, §§125 e 129 con rel. rif.). Altresì, le pro-

blematiche di natura medica risultano pertinenti in termini di ammissibilità 

solo in casi di estrema gravità (cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.1.2-9.1.6; sen-

tenza della CorteEDU [Grande Camera] Paposhvili contro Belgio del 13 di-

cembre 2016, 41738/10, §181 segg.), a cui non è apparentabile la presente 

fattispecie, visti gli atti di causa (cfr. anche infra consid. 8.4.4). 

8.3.3 Ne consegue pertanto che l’allontanamento del ricorrente verso il  

Camerun risulta essere ammissibile nei confronti delle norme nazionali 

(art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi) ed internazionali applicabili. 

8.4  

8.4.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non è 

ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di provenienza, 

lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situa-

zioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza me-

dica. 

8.4.2 Malgrado permangano in Camerun delle tensioni politiche ed etniche 

dalle elezioni avvenute nel 2018, nel predetto Paese non sussiste, come 

ritenuto da costante giurisprudenza di questo Tribunale, ora come prima, 

un contesto di guerra, guerra civile e violenza generalizzata, riguardante 

l’integralità del territorio, che renda l’esecuzione dell’allontanamento, com-

prese le regioni del Nord-Ovest e del Sud-Ovest del Camerun, di regola, 

come inesigibile (cfr. ex multis le sentenze del Tribunale D-3229/2021 del 

16 agosto 2024 consid. 8.4.1 con ulteriori rif. cit., E-1474/2021 del 20 lu-

glio 2022 consid. 6.2). Tuttavia, poiché la situazione umanitaria e d’insicu-

rezza politica nelle province anglofone del Camerun – in particolare nel 

C._______ dal quale il ricorrente proviene – è ora come prima instabile, 

occorre esaminare in ogni caso specifico, se l’esecuzione dell’allontana-

mento è esigibile e segnatamente valutare se la persona interessata 

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Pagina 12 

dispone di una valida alternativa interna di soggiorno. In tale contesto, oc-

corre rilevare come secondo alcuni recenti rapporti, la popolazione civile 

non è (più) l’obiettivo principale degli attacchi dei gruppi separatisti, bensì 

questi sarebbero rivolti principalmente contro persone dell’apparato statale 

come personale umanitario, personale medico, insegnanti o altre autorità. 

Anche il numero degli incidenti dovuti al conflitto, dal luglio del 2022, sa-

rebbe massicciamente diminuito (cfr. le sentenze del Tribunale  

D-5311/2024 del 18 ottobre 2024 consid. 9.4.1, D-3229/2021 succitata 

consid. 8.4.2 con ulteriori rif. cit.).  

8.4.3 Nel caso concreto, sebbene il ricorrente abbia vissuto gli ultimi due 

anni nella (…) di B._______, anglofona, situata nella regione C._______ 

del Camerun; in precedenza ha invece vissuto a D._______ per una decina 

d’anni, (…), (…) sita nella regione del E._______ (cfr. n. 35/18, D41, 

pag. 5; D50 seg., pag. 7 e D144 segg., pag. 15), che non è direttamente 

toccata dal conflitto vigente nelle regioni anglofone della zona, nonché an-

cora prima a B._______, per un anno e mezzo o due anni (cfr. ibidem, 

D146, pag. 15). Inoltre, egli non rientra nella categoria di persone sopra 

evocata che potrebbe interessare le autorità del suo Paese d’origine o che 

potrebbe essere direttamente toccata dagli attacchi, non avendo peraltro il 

ricorrente mai avuto problemi con le autorità camerunensi in passato o con 

terze persone (cfr. ibidem, D132 seg., pag. 14), salvo quanto già ritenuto 

inverosimile (cfr. supra consid. 6). Il ricorrente, ancora giovane, ha asserito 

di aver studiato per (…), ottenendo una licenza in (…), nonché di avere 

lavorato a D._______ (…) per sette anni, ed in seguito durante il suo viag-

gio d’espatrio, di avere lavorato per circa quattro anni come (…). Dalle sue 

dichiarazioni si evince inoltre come la figlia e la madre di quest’ultima vi-

vano tutt’ora a D._______, mentre che la sua genitrice vivrebbe a 

F._______, mantenendosi con un’attività di (…) (cfr. n. 35/18, D152 segg., 

pag. 16). Altresì, visto che la sua narrazione risulta essere integralmente 

inverosimile, non si esclude che anche la sorella ed il padre dell’insorgente 

siano tutt’ora in vita e soggiornanti nel suo Paese d’origine. Inoltre, egli 

dispone di più amici, anche a D._______, che l’avrebbero già aiutato in 

passato (cfr. ibidem, D41 segg. pag. 6 segg.). Pertanto il ricorrente dispone 

in Camerun di valide alternative interne di soggiorno, anche non tornando 

a vivere a B._______, dove potrà contare su una solida rete sociale, che 

potrà venirgli in aiuto, almeno per i primi tempi ed in caso di necessità, per 

coprire i suoi bisogni primari. Inoltre, visti i suoi studi ed il suo percorso 

professionale solidi, nonché le sue ottime conoscenze del francese, non 

v’è da dubitare che egli potrà reperire un’attività lucrativa in patria e reinte-

grarsi quindi in breve tempo nel tessuto sociale ed economico. 

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Pagina 13 

8.4.4 Anche lo stato di salute del ricorrente, non risulta essere ostativo 

all’esecuzione del suo allontanamento, in quanto dalla documentazione 

agli atti non si evince che egli soffra attualmente di problemi medici di tale 

gravità, che osterebbero all’esecuzione del suo allontanamento, in quanto 

altrimenti violante l’art. 3 CEDU ai sensi della giurisprudenza topica resa in 

materia (cfr. sentenze della CorteEDU [Grande Camera] N. contro Regno 

Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; Paposhvili contro Belgio del 13 di-

cembre 2016, 41738/10, §181 segg.; Savran contro Danimarca del 7 di-

cembre 2021, 57467/15, §§121 segg.; DTAF 2011/9 consid. 7.1). Invero, 

dalla documentazione medica agli atti, si evince come il ricorrente soffra di 

epatite B cronica (non attiva attualmente), già nota da diversi anni nel suo 

Paese d’origine (cfr. n. 10/2, 13/2, 20/1, 26/2, 45/3) e di epigastralgie trat-

tate con Pantoprazolo (cfr. n. 13/2, 19/2, 20/1), diagnosi per le quali sono 

stati fatti anche degli esami radiologici e endoscopici, che non hanno rile-

vato nulla di anormale (cfr. n. 21/1 e 25/3). Per la diagnosi ancora attuale 

dell’epatite B, sono necessari dei controlli di laboratorio di decorso e sono-

grafici (cfr.  n. 45/3), anche per eventualmente valutare l’inizio di una tera-

pia (cfr. certificato medico del 19 luglio 2024 annesso al ricorso). Inoltre egli 

è stato trattato in passato per una gastrite H.P positiva, nonché per una 

lombalgia acuta con prescrizione, in entrambi i casi, di una terapia farma-

cologica (cfr. n. 26/2, 27/2 e 45/3). Altresì, per l’umore deflesso che il ricor-

rente avrebbe esternato nel corso del consulto medico del 22 agosto 2023, 

il medico gli avrebbe prescritto un consulto psicologico appena possibile 

(cfr. n. 27/2), ciò che né dalla documentazione medica successiva né nep-

pure apportata dal ricorrente nel gravame, appare essersi concretamente 

realizzata come circostanza. Anche tenuto conto che il ricorrente necessi-

terà anche in futuro di medicamenti e di controlli di decorso per l’epatite B 

di cui egli è affetto, gli stessi potranno essere reperiti e esperiti a D._______ 

o a G._______, presso le strutture sanitarie già segnalate nella decisione 

avversata, alla quale si rinvia per ulteriori dettagli (cfr. p.to III/2, pag. 9 

seg.). Pertanto, le cure necessarie possono essere assicurate in Camerun, 

anche tenuto conto che egli ne aveva già ricevute in passato (cfr. n. 35/18, 

D25 segg., pag. 4), e quindi il suo stato di salute non si degraderà così 

rapidamente al punto da condurlo in maniera certa alla messa in pericolo 

concreta della sua vita o ad un pregiudizio serio, durevole e notevolmente 

grave della sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3). Per quanto 

poi concerne i costi di salute, al contrario di quanto da egli asserito circa il 

suo timore di non poterli sostenere (cfr. n. 35/18, D163, pag. 16), si rileva 

come egli era già riuscito a finanziare gli stessi in passato con il suo lavoro, 

potendo peraltro risparmiare dei soldi con i quali è riuscito (in parte) a fi-

nanziare il suo viaggio d’espatrio (cfr. ibidem, D24 segg., pag. 4; D41, 

pag. 6; D160, pag. 16). Non si vede quindi come egli, reintegrandosi nel 

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Pagina 14 

suo Paese, se necessario con l’aiuto della sua rete sociale disponibile sul 

posto, non possa affrontare anche in futuro i costi derivanti dalle cure delle 

sue patologie. Inoltre v’è in tale contesto da rammentare, che il ricorrente, 

in caso di bisogno, potrà richiedere un aiuto medico al ritorno (cfr. art. 93 

cpv. 1 lett. d LAsi).  

8.4.5 Riassumendo, non v’è da ritenere che il ricorrente, nel caso di un suo 

ritorno nel Paese d’origine, si ritroverà in una situazione di minaccia esi-

stenziale. Pertanto, l’esecuzione dell’allontanamento è pure ragionevol-

mente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 

8.5 In ultima analisi, nemmeno risultano esserci degli impedimenti sotto il 

profilo della possibilità dell’esecuzione dell’allontanamento, in quanto il ri-

corrente, potrà procurarsi ogni ulteriore documento indispensabile al rim-

patrio, usando della necessaria diligenza (art. 8 cpv. 4 LAsi; cfr. 

DTAF 2008/34 consid. 12). 

8.6 Ne discende che, anche in materia d’esecuzione dell’allontanamento, 

la decisione dell’autorità inferiore va confermata, e la concessione di 

un’ammissione provvisoria al ricorrente, non entra quindi in considerazione 

(art. 83 cpv. 1 LStrI a contrario). 

9.  

Alla luce di tutto quanto sopra considerato, con la decisione impugnata, la 

SEM non ha violato il diritto federale né abusato del suo potere d’apprez-

zamento ed inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Altresì, per quanto censura-

bile, la decisione non è inadeguata (art. 49 PA). Il ricorso va conseguente-

mente respinto e la decisione impugnata confermata. 

10.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che se-

guono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA; nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), e sono prelevate sull’anticipo spese 

versato il 26 agosto 2024. 

11.  

La presente decisione non può essere impugnata con ricorso di diritto pub-

blico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF) ed è quindi 

definitiva.   

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Pagina 15 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente e 

sono prelevate sull’anticipo spese di medesimo importo versato il 26 ago-

sto 2024. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari