# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 637c5f03-3192-5bec-8362-04f71aa6cd92
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-09-02
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 02.09.2002 12.2001.191
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2001-191_2002-09-02.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2001.00191

  	
  Lugano

  2 settembre
  2002/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La
  seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente 

  Chiesa e Rusca

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa -inc. n.
OA.1994.00077 (già 14/1994) della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 1-
promossa con petizione 28 gennaio 1994 da

 

	
   

  	
  __________

  rappr. dall'avv. __________

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________

  rappr. dallo studio legale __________

   

  

con cui
l’attore ha chiesto la condanna della convenuta a riconsegnargli il 38.4% delle
partecipazioni nelle società __________ con sede a __________ (4'387'498 azioni
"serie B"), __________ con sede a __________ (4'387'448 azioni),
__________ con sede a __________ (2'360'602 azioni), __________ con sede a
__________ (36'000'000 azioni), __________ con sede a __________ (1'603'875
azioni) e __________ con sede a __________ (49 azioni), nonché il 38.4% dei
crediti verso banche e verso società del gruppo, da lei detenuti
fiduciariamente in virtù della convenzione fiduciaria del 28 agosto 1989,
statuiti in fr. …, ritenuto che in sede conclusionale la seconda parte del petitum
è stata corretta e completata nel senso che andavano pure restituiti il 38.4%
di ogni altra partecipazione societaria, dei crediti verso altre persone e di
ogni altro bene della convenuta, detenuti sulla base del medesimo contratto
fiduciario, senza più indicare alcun importo; 

 

domande
avversate dalla convenuta che ha postulato la reiezione della petizione, e che
il Pretore, dopo aver decretato il 1° marzo 2001 l'accoglimento di una domanda
di restituzione in intero formulata dall'attore il 4 ottobre 1999, ha
parzialmente accolto, con sentenza 22 ottobre 2001, in particolare nella misura
in cui la petizione aveva per oggetto le partecipazioni nelle società
__________ con sede a __________, __________ con sede a __________, __________
con sede a __________, __________ con sede a __________, __________ con sede a
__________ e __________ con sede a __________, caricando gli oneri processuali
alle parti in ragione di metà ciascuna, compensate le ripetibili;

 

appellanti
entrambe le parti: l'attore, con atto di appello 13 novembre 2001, con cui
chiede la riforma della sentenza nel senso di accogliere integralmente la
petizione, in subordine di accertare l'esistenza e la fondatezza della pretesa
relativa alla restituzione degli altri beni, crediti e partecipazioni, e in
ogni caso di caricare tutti gli oneri processuali e le ripetibili alla
controparte, il tutto protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi; la
convenuta, con atti di appello 22 marzo 2001 e 13 novembre 2001, con cui chiede
di riformare il decreto 1° marzo 2001 nel senso di respingere la domanda di
restituzione in intero rispettivamente di riformare la sentenza 22 ottobre 2001
nel senso che la petizione sia stralciata dai ruoli siccome priva d'oggetto
nella misura in cui si riferiva alle partecipazioni nelle società __________
con sede __________, __________ con sede a __________, __________ con sede a
__________, __________ con sede a __________, __________ con sede a __________
e __________ con sede a __________ con spese e ripetibili a carico della
controparte o in subordine di respingerla integralmente, e in ogni caso di
respingere formalmente le domande cautelari ancora pendenti, il tutto pure con
protesta di spese e ripetibili delle due sedi;

 

mentre
l'attore, con osservazioni 14 gennaio 2002, e la convenuta, con osservazioni 8
gennaio 2002, postulano la reiezione dei gravami di parte avversa con protesta
di spese e ripetibili;

 

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:

 

                                  A.   Nel
corso del 1975 __________ e __________, soci il primo al 60% e il secondo al 40%
della società colombiana __________ con sede a __________, sottoscrissero un
mandato fiduciario (doc. B) con la società svizzera __________, in forza del
quale quest'ultima avrebbe dovuto detenere ed amministrare le loro
partecipazioni nella società colombiana, fermo restando che essa avrebbe potuto
e dovuto agire solo in presenza di istruzioni concordi di tutti i mandanti; col
passare del tempo anche ulteriori loro partecipazioni in altre società
latinoamericane vennero sottoposte all'accordo. Nell'agosto 1989 la convenzione
fiduciaria è stata rinnovata (doc. C), con il solo aumento del numero dei
mandanti, che ora erano tre, ritenuto che accanto a __________, socio ora al
57.6%, ed __________, socio al 38.4%, subentrava pure __________ con una quota
del 4%.

                                         Con
scritto 10 settembre 1993 (doc. H) __________ ha revocato con effetto immediato
il mandato fiduciario, chiedendo la restituzione dei beni di sua spettanza. Il
rifiuto opposto dalla fiduciaria ha dato origine alla presente causa.

 

 

                                  B.   Con
petizione 28 gennaio 1994 __________, ritenendosi legittimato a revocare il
mandato fiduciario segnatamente per motivi gravi, a seguito delle violazioni
contrattuali commesse dalla fiduciaria, che in relazione a un'assemblea di
__________ di __________ svoltasi nel giugno 1993 non si era attenuta alle sue
istruzioni seguendo invece quelle, per lui svantaggiose, dell'azionista di
maggioranza __________, ha chiesto la condanna di __________. a riconsegnargli
tutte le partecipazioni, beni e crediti di sua spettanza, da lei detenuti
fiduciariamente, ovvero il 38.4% delle partecipazioni nelle società __________
con sede a __________ (4'387'498 azioni "serie B"), __________ con
sede a __________ (4'387'448 azioni), __________ con sede a __________
(2'360'602 azioni), __________ con sede a __________ (36'000'000 azioni),
__________ con sede a __________ (1'603'875 azioni) e __________ con sede a
__________ s (49 azioni), nonché il 38.4% dei crediti verso banche e verso
società del gruppo, statuiti in un importo imprecisato, ritenuto che in sede
conclusionale la seconda parte del petitum è stata corretta e completata
nel senso che andavano pure restituiti il 38.4% di ogni altra partecipazione
societaria, dei crediti verso altre persone e di ogni altro bene detenuto dalla
convenuta.

 

 

                                  C.   La
convenuta si è opposta alla petizione, contestando innanzitutto che l'attore,
da solo, potesse validamente revocare il mandato fiduciario conferitole
congiuntamente dai tre mandanti. In ogni caso, in occasione dell'assemblea di
__________ essa non avrebbe agito alle spalle dell'attore e l'opposizione di
quest'ultimo alle decisioni assembleari adottate, per nulla giustificata,
sarebbe pretestuosa e per nulla ragionevole.

 

 

                                  D.   Al
termine dell'istruttoria, il 2 settembre 1999, la convenuta ha comunicato alla
pretura di aver nel frattempo ottenuto il consenso che mancava da parte degli
altri due fiducianti a che venissero restituiti all'attore i titoli societari
da lui rivendicati con la petizione: di conseguenza, essendo venuta meno la sua
riserva in merito alla richiesta di restituzione dei titoli azionari formulata
dall'attore, essa aveva provveduto a notificare alle diverse società il
trasferimento dei titoli all'attore e simultaneamente a restituirgli i titoli
detenuti fiduciariamente. Essa ha tenuto a precisare che in ogni caso la
restituzione dei titoli non significava accettazione da parte sua delle tesi di
fatto e di diritto dell'attore nella causa, che rimaneva pendente limitatamente
a quanto non ancora consensualmente restituito.

 

 

                                  E.   Con
decreto 1° marzo 2001 il Pretore ha accolto la domanda di restituzione in
intero 4 ottobre 1999, con cui l'attore chiedeva di poter assumere agli atti
alcuni documenti (doc. III-MMM), a suo dire significativi, nella misura in cui
attestavano un'ulteriore scorrettezza da parte della convenuta, tale da
legittimare la revoca del mandato con effetto immediato, convenuta che
nell'autunno 1999 non gli aveva restituito incondizionatamente i titoli, ma per
una parte di essi aveva fatto annotare una restrizione della facoltà di
disporre a vantaggio di __________.

 

 

                                  F.   Con
appello 22 marzo 2001 la convenuta ha chiesto la riforma del decreto nel senso
di respingere la domanda di restituzione in intero, contestando in sostanza la
rilevanza dei documenti di cui l'attore chiedeva di potersi prevalere. 

                                         Il
Pretore, con pronuncia 23 marzo 2001, non ha ritenuto di dover concedere al
gravame l'effetto sospensivo richiesto. 

 

 

                                  G.   Con
sentenza 22 ottobre 2001 il Pretore ha accolto la petizione nella misura in cui
aveva per oggetto le partecipazioni della convenuta nelle società __________
con sede a __________, __________ con sede a __________, __________ con sede a
__________, __________ con sede a __________, __________ con sede a __________
e __________ con sede a __________, caricando gli oneri processuali alle parti
in ragione di metà ciascuna, compensate le ripetibili.

                                         Il
giudice di prime cure ha innanzitutto preso atto dello scritto 2 settembre 1999
della convenuta e, visto che l'attore contestava che la controparte avesse dato
seguito al suo impegno di restituzione, ha condannato quest'ultima a
restituirgli le partecipazioni chieste con la petizione; per sapere se lo
scritto in questione dovesse essere considerato come acquiescenza, egli ha
quindi provveduto ad esaminare se la petizione fosse fondata già al momento
della sua introduzione, concludendo per l'affermativa: a suo giudizio, in
effetti, ritenuto in particolare che tra i mandanti non vi era quella comunanza
di interessi che caratterizzava la società semplice, l'attore era senz'altro
legittimato a revocare singolarmente il mandato fiduciario, oltretutto in
considerazione del fatto che la convenuta gli aveva fornito un valido motivo
per la revoca dello stesso, dipartendosi nel giugno 1993 dalle istruzioni da
lui ricevute. Diversa invece era la soluzione in punto alla domanda di
restituzione del 38.4% dei crediti verso banche e società del gruppo, che, non
quantificati con la petizione, non erano stati specificati nella loro entità
nemmeno con gli allegati successivi, per cui tale richiesta è stata sanzionata
come irricevibile. Il Pretore ha infine precisato che l'emanazione del giudizio
di merito rendeva prive d'oggetto le domande cautelari ancora pendenti,
circostanza di cui si sarebbe tenuto conto nell'attribuzione delle ripetibili.

 

 

                                  H.   Entrambe
le parti hanno inoltrato appello contro la sentenza.

                                         L'attore,
con memoriale 13 novembre 2001, ha chiesto di riformare il giudizio pretorile
nel senso di accogliere integralmente la petizione, in subordine di accertare
l'esistenza e la fondatezza della pretesa relativa alla restituzione degli
altri beni, crediti e partecipazioni, e in ogni caso di caricare tutti gli
oneri processuali e le ripetibili alla controparte: a suo dire, la pretesa
volta alla restituzione degli altri beni, crediti e partecipazioni, già
formulata in sede conclusionale senza che la controparte avesse avuto nulla da
obiettare, era perfettamente ricevibile come domanda condannatoria e in ogni
caso, se anche non lo fosse stata, il primo giudice avrebbe dovuto accoglierla
nella forma di un'azione di accertamento.

                                         La
convenuta, con appello di pari data, oltre a confermare il mantenimento del suo
precedente gravame (art. 309 cpv. 3 CPC), ha chiesto di riformare la sentenza
nel senso che la petizione fosse stralciata dai ruoli siccome priva d'oggetto
nella misura in cui si riferiva alle partecipazioni nelle 6 società
latinoamericane con spese e ripetibili a carico della controparte o in
subordine di respingerla integralmente: a suo dire, lo scritto del 2 settembre
1999 aveva reso priva d'oggetto la lite relativa alle partecipazioni azionarie,
che in quella misura doveva dunque essere stralciata dai ruoli; ad ogni buon
conto la petizione era ampiamente infondata sin dall'inizio, atteso che la
dottrina maggioritaria, confortata dal Tribunale federale, non riconosceva al
singolo mandante la facoltà di revocare un mandato conferito congiuntamente e
in ogni caso, anche seguendo la tesi minoritaria fatta propria dal Pretore,
l'esito non sarebbe stato diverso, in quanto tra i mandanti vi era senz'altro
un rapporto societario. Essa chiede infine che le domande cautelari ancora
pendenti, dichiarate prive d'oggetto dal Pretore, il quale tuttavia non ha
concretizzato tale decisione nel dispositivo, vengano formalmente respinte. 

 

 

                                    I.   Delle
osservazioni con cui entrambe le parti postulano la reiezione dei gravami
avversari si dirà, se necessario, nei prossimi considerandi.

 

 

considerando

 

 

in diritto:

 

                                   1.   Motivi
di opportunità impongono di esaminare dapprima l'appello inoltrato dall'attore
(consid. 2) e solo successivamente gli appelli presentati dalla convenuta
(consid. 3 e 4).

 

 

                                   2.   Come
accennato, l'attore chiede di accogliere integralmente la petizione, in
subordine di accertare l'esistenza e la fondatezza della pretesa volta alla
restituzione del 38.4% degli altri beni, crediti e partecipazioni detenuti
fiduciariamente dalla convenuta, e in ogni caso di caricare a quest'ultima
tutti gli oneri processuali e le ripetibili, ritenendo in sostanza di essere
legittimato a revocare singolarmente il mandato, a maggior ragione in presenza
di motivi gravi. Le sue richieste sono manifestamente infondate. 

                                         Pacifica
l'applicazione del diritto svizzero (cfr. clausola 10, doc. B e C) al contratto
fiduciario che lega l'attore, __________ e __________ da una parte e la
convenuta dall'altra, va in effetti rilevato che la dottrina maggioritaria (Gautschi,
Berner Kommentar, N. 13d ad art. 404 CO; Hofstetter, Der Auftrag und die
Geschäftsführung ohne Auftrag, in Schweizerisches Privatrecht, Vol. VII/2 p.
56; Von Tuhr/Peter, Allgemeiner Teil des schweizerischen
Obligationenrecht, Vol. I, p. 367 n. 68), fatta propria dal Tribunale federale
(sia pure in materia di conto congiunto, DTF 94 II 318 e 101 II 120;
contra: Oser/Schönenberger, Zürcher Kommentar, N. 6 ad art. 404 CO; Weber,
Basler Kommentar, 2. ed., N. 7 ad art. 404 con rinvio a N. 4 ad art. 403 CO),
ha avuto modo di stabilire che un mandato conferito congiuntamente non può
essere revocato ai sensi dell'art. 404 CO da ogni singolo mandante, ma va
invece revocato congiuntamente. Se anche si volesse seguire, come il Pretore,
la tesi di Fellmann (Berner Kommentar, N. 45 ad art. 404 CO), che
propugna una soluzione differenziata, rilevando che la revoca individuale è
possibile se i mandanti non sono legati tra loro da un rapporto sociale o da
una comunione d'interessi, l'esito della lite non sarebbe comunque diverso,
visto e considerato che nel caso di specie i tre mandanti della convenzione
fiduciaria non perseguivano, almeno inizialmente -finché l'attore, nel 1993,
non ha contestato le modalità di pagamento del suo salario e la mancata
ridistribuzione degli utili (cfr. la testimonianza dell'attore avanti al
tribunale arbitrale doc. 21 p. 3, teste __________ p. 5, __________ p. 2; risposta
p. 5)- interessi contrastanti (ipotesi quest'ultima che escluderebbe l'affectio
societatis, cfr. Fellmann, op. cit., N. 21 e 30 ad art. 403 CO), ma
avevano conferito il mandato fiduciario non solo allo scopo di celare la loro
qualità di azionisti in __________, ma anche per meglio amministrare e dunque
far progredire il gruppo chimico-industriale di cui essi erano soci, formando
con ciò implicitamente una società semplice: ciò è innanzitutto provato dal
teste __________, il quale, rispondendo affermativamente alla domanda 5, ha
confermato che la sottoscrizione della convenzione aveva proprio come scopo di
tenere legati i tre soci e di imporre loro un atteggiamento comune e una linea
comune nell'amministrazione delle __________ (rogatoria p. 3); l'esistenza di
una società semplice tra i fiducianti o comunque di un rapporto giuridico
analogo, cui le parti -contrariamente a quanto ritenuto dall'attore- avevano
già accennato negli allegati preliminari (cfr. risposta p. 2, 20 e seg.,
replica p. 5 e 12, duplica p. 10 e 21, con riferimento a non meglio definiti
"rapporti interni" tra le parti), è in ogni caso pure provata dal
fatto che essi erano soci, ciascuno con mansioni diverse, ma sempre nelle
medesime proporzioni (57.6%, 38.4% e 4%), in tutta una serie di società
formanti il gruppo __________ (cfr. doc. 21 p. 1 e seg.), partecipazioni che
erano state sottoposte alla convenzione fiduciaria con la convenuta, di cui
essi erano a loro volta azionisti nella solita percentuale (doc. 21 p. 2);
tanto più che lo stesso attore, riferendosi ai mandanti, parlava di un rapporto
tra "soci" (doc. 21 p. 6) e di "unione societaria"
(interrogatorio formale ad 7), mentre egli, analogamente agli altri testimoni
(testi __________, __________, __________ e __________), riferendosi alle
società da loro partecipate, parlava di "gruppo" rispettivamente di
"società __________ " (ad es. doc. M, 2a; interrogatorio formale ad
3, 6 e 7; teste __________ p. 13; petizione p. 9, duplica p. 5 e 13). 

                                         L'attore
non può d'altro canto richiamarsi ad un'eventuale revoca del mandato per motivi
gravi, che in realtà non costituisce una nuova e diversa facoltà di
scioglimento del mandato accanto a quella di cui all'art. 404 cpv. 1 CO:
l'unica differenza con quest'ultima risiede in effetti nel fatto che in tal
caso colui che revoca il mandato intempestivamente non è tenuto a risarcire
all'altra parte il danno che gliene deriva, come invece sancito dall'art. 404
cpv. 2 CO (cfr. Fellmann, op. cit., N. 91 ad art. 404 CO), ritenuto che
per la legittimazione attiva a revocare in caso di più mandanti vale quanto
esposto in precedenza.

 

 

                                   3.   Delle
due richieste principali formulate dalla convenuta con il suo gravame del 13
novembre 2001, ovvero la riforma della sentenza nel senso di stralciare dai
ruoli la petizione siccome priva d'oggetto nella misura in cui si riferiva alle
partecipazioni nelle 6 società latinoamericane rispettivamente di respingerla
integralmente, la seconda è senz'altro irricevibile, atteso che in sede
conclusionale la parte convenuta non aveva più preteso l'integrale reiezione
della petizione (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, Lugano 2000, m. 19 ad art.
307; IICCA 10 luglio 1995 in re B. SA/R.), ma si era limitata a
postulare che la stessa fosse respinta nella misura in cui non fosse stata
stralciata dai ruoli siccome priva d'oggetto (conclusioni p. 29); l'altra, come
vedremo, deve a sua volta essere disattesa. 

                                         Contrariamente
a quanto ritenuto dalla convenuta, la dichiarazione 2 settembre 1999 con cui
essa aveva comunicato alla pretura di aderire alla richiesta di restituzione
delle partecipazioni azionarie in 6 società latinoamericane non implicava che
la lite relativa alle stesse diventava priva d'oggetto, eventualità che al
contrario si verifica allorché l'oggetto del contendere viene meno per motivi
non ascrivibili alle parti (Guldener, Schweizerisches Zivilprozessrecht,
3. ed., Zurigo 1979, p. 204), ma piuttosto che la stessa veniva meno per
acquiescenza (IICCA 17 febbraio 1998 in re S. AG/S. S.r.l. e lc.), tanto
più che la circostanza che essa con quello scritto non abbia inteso riconoscere
il buon fondamento della pretesa attorea, ma abbia deciso di agire in tal senso
siccome in definitiva autorizzata dagli altri due fiducianti, è irrilevante,
ritenuto che per costante giurisprudenza l'acquiescenza è un atto processuale
che pone termine alla lite per ragioni di diritto processuale, a prescindere
dal fatto che la parte acquiescente riconosca o meno le ragioni della
controparte, perché un processo può continuare solo se l'attore mantiene le domande
o il convenuto le contestazioni (Cocchi/Trezzini, op. cit., m. 12
ad art. 352; cfr. pure Guldener, op. cit., p. 400 e seg.). Il quesito a
sapere se nelle particolari circostanze l'acquiescenza (in casu
parziale) debba essere in concreto sanzionata con un giudizio di stralcio
invece che con un giudizio di condanna, come stabilito dal primo giudice, può
in definitiva rimanere irrisolto, ritenuto che nel petitum d'appello,
che è vincolante per l'autorità giudicante, pena la nullità della sentenza (Cocchi/Trezzini,
op. cit., m. 7 ad art. 309), la convenuta -rappresentata nell'occasione da un
avvocato professionista, ciò che non consente di ammettere un minor rigore
formale (Häfliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze gleich, Berna
1985, p. 122; ICCTF 7 marzo 1997 in re C./C.; IICCA 21 luglio
1997 in re C./R. SA, 28 luglio 1997 in re T. S.n.c./G., 29 settembre 1997 in re
L./O., 9 settembre 1998 in re F./G.)- si è limitata a postulare lo stralcio
(parziale) perché la lite era divenuta priva d'oggetto, ma non ha assolutamente
preteso, nemmeno in via subordinata, che lo stralcio si imponesse anche per la
sua acquiescenza, fermo restando che a favore della tesi condannatoria del
Pretore vi è comunque il fatto che non era stato provato che la riconsegna
delle partecipazioni fosse avvenuta incondizionatamente. Ritenuto che per
costante giurisprudenza l'acquiescenza, totale o parziale, implica soccombenza
della parte convenuta e l'obbligo per quest'ultima, seppur con ampio margine
d'apprezzamento per il giudice, di assumersi le spese processuali e le
ripetibili (Cocchi/Trezzini, op. cit., m. 12 ad art. 352 e m. 1 seg. ad
art. 151; IICCA 17 febbraio 1998 in re S. AG/S. S.r.l. e lc.), nel caso
di specie il giudizio di prima istanza, che a fronte di un'acquiescenza parziale
ha posto a carico delle parti in ragione di metà ciascuna gli oneri processuali
compensate le ripetibili, non si appalesa come arbitrario o altrimenti
insostenibile (Cocchi/Trezzini, op. cit., m. 32 ad art. 148) e può
senz'altro essere confermato dall'autorità d'appello (IICCA 14 dicembre
1994 in re B./G. Ltd.).

 

                                         Del tutto
infondata è pure la richiesta con cui la convenuta chiede di riformare la
sentenza pretorile nel senso di respingere formalmente le domande cautelari
ancora pendenti (quella relativa alla nomina di un amministratore giudiziale e
quella avente per oggetto la richiesta dell'attore di disporre delle azioni di
__________ con sede a __________, non ancora consegnategli nell'autunno 1999)
che il Pretore aveva dichiarato prive d'oggetto in conseguenza dell'emanazione
del giudizio di merito, senza tuttavia aver concretizzato tale decisione nel
dispositivo. Intanto si osserva che il mancato accoglimento delle stesse
risulta implicitamente dalla particolare formulazione del primo giudizio, nella
misura in cui si dice che la petizione è accolta, ma unicamente con riferimento
alla consegna delle partecipazioni delle 6 società del gruppo __________.
D'altro canto va evidenziato che il fatto che le cautelari fossero divenute
prive d'oggetto comportava semmai il loro stralcio (art. 351 CPC) e non invece
l'emanazione di un giudizio di reiezione, come preteso nel gravame. Nulla
permette infine di concludere che il giudice di prime cure non abbia
effettivamente tenuto conto dell'esito delle cautelari nella fissazione e nella
ridistribuzione delle spese e delle ripetibili complessive, tanto più che
l'attribuzione degli oneri processuali alle parti in ragione di metà ciascuna,
compensate le ripetibili, da lui decisa, non sarebbe arbitraria nemmeno nel caso
in cui si concludesse che le stesse erano destinate ad essere respinte.

 

                                         Prima di
passare all'altro appello inoltrato dalla convenuta, si impone un'ultima
considerazione. Sempre nel gravame 13 novembre 2001, dopo aver evidenziato il
fatto che al momento della riconsegna essa deteneva ancora 99'991 azioni di
__________ con sede a __________ e 9 azioni di __________ con sede a
__________, la convenuta ha asserito che il dispositivo adottato dal Pretore
era in ogni caso erroneo, laddove essa era stata condannata a riconsegnare
anche le azioni di __________ con sede a __________, che nel frattempo era
stata assorbita da un'altra società (p. 12): ora, a parte il fatto che in sede
conclusionale essa non aveva più ritenuto di evidenziare tali circostanze -in
parte da lei già allegate in precedenza (cfr. risposta p. 10)- con la
conseguenza che le stesse, abbandonate o comunque non più riproposte e dunque
non più ritenute rilevanti dalla parte stessa, non sono state considerate,
giustamente, dal Pretore, va evidenziato che le stesse, in particolare la
critica relativa alle azioni __________ -l'unica che la parte sembrerebbe aver
formalmente sollevato- nuovamente eccepite in questa sede, sono senz'altro
irricevibili (Cocchi/Trezzini, op. cit., m. 19 ad art. 307). Ma non
solo: il preteso diverso quantitativo di azioni da riconsegnare nemmeno è stato
provato con l'appello e dunque non può essere preso in considerazione; la prova
in tal senso è stata in definitiva apportata, anche per quanto riguarda le
azioni di __________ con sede a __________, solo con le osservazioni
all'appello di controparte (ad II/8a), ma all'assunzione dei documenti
attestanti quelle circostanze, prodotti in quell'occasione (doc. 36-43), oltre
al fatto che gli stessi nulla avevano a che vedere con l'avverso gravame, osta
ovviamente l'art. 321 cpv. 1 lett. b CPC. Ad ogni buon conto, le censure della
convenuta a tale riguardo neppure sono state concretizzate con una
corrispondente richiesta di petitum, di modo che le stesse rimangono
fine a sé stesse e non possono in nessun caso comportare la modifica del primo
giudizio (Cocchi/Trezzini, op. cit., m. 7 ad art. 309).

 

 

                                   4.   La
convenuta contesta pure il giudizio con cui il Pretore ha accolto la domanda di
restituzione in intero 4 ottobre 1999 dell'attore, osservando che i doc.
III-MMM che quest'ultimo intendeva produrre non erano in realtà rilevanti per
l'esito della causa. A torto.

                                         Per
giurisprudenza invalsa, nell'esaminare l'influenza di prove e fatti ai sensi
dell'art. 138 CPC il giudice deve limitarsi ad un giudizio di apparenza e di
verosimiglianza, senza dover controllare troppo in profondità la fondatezza
delle circostanze allegate o la rilevanza delle prove, che saranno in ogni caso
oggetto di un più accurato esame da parte del giudice di merito (Cocchi/Trezzini,
op. cit., m. 5 ad art. 138). Nel caso di specie i documenti di cui l'attore
chiedeva l'assunzione non apparivano, ad un primo sommario esame, del tutto
irrilevanti, nella misura in cui permettevano di comprovare un comportamento
non neutrale della convenuta, a svantaggio dell'attore e a vantaggio
dell'azionista di maggioranza __________, che in quanto tale, seguendo la tesi
di diritto dell'attore, fatta propria dal Pretore con il giudizio di merito,
avrebbe costituito un ulteriore motivo grave per revocare il mandato con
effetto immediato. Poco importa se, statuendo sull'appello contro il giudizio
di merito, questa Camera non abbia condiviso l'assunto del Pretore circa la
facoltà del singolo fiduciante di revocare individualmente il mandato conferito
congiuntamente, determinante essendo, come detto, unicamente l'esito dell'esame
sommario.

 

 

                                   5.   Ne
discende la reiezione dei tre gravami.

                                         La tassa
di giustizia, le spese e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 148 CPC e la TG

 

dichiara e pronuncia

 

                                    I.   L’appello 22 marzo 2001 di __________ è respinto. 

 

                                   II.   Le spese della procedura d'appello di cui al dispositivo n. I,
consistenti in:

 

                                         a) tassa
di giustizia                                    fr.     480.-

                                         b) spese                                                      fr.      
20.-

                                         Totale                                                           fr.    
500.-

 

                                         da
anticiparsi dall’appellante __________, restano a suo carico con l’obbligo di
rifondere alla parte appellata fr. 500.- per ripetibili.

 

                                  III.   L’appello 13 novembre 2001 di __________ è respinto. 

 

                                 IV.   Le spese della procedura d'appello di cui al dispositivo n. III,
consistenti in:

 

                                         a) tassa
di giustizia                                    fr.   4'950.-

                                         b) spese                                                      fr.       
50.-

                                         Totale                                                           fr.  
5'000.-

 

                                         da
anticiparsi dall’appellante __________, restano a suo carico con l’obbligo di
rifondere alla parte appellata fr. 5'000.- per ripetibili.

 

                                  V.   L’appello 13 novembre 2001 di __________ è respinto. 

 

                                 VI.   Le spese della procedura d'appello di cui al dispositivo n. V,
consistenti in:

 

                                         a) tassa
di giustizia                                    fr.   4'950.-

                                         b) spese                                                      fr.       
50.-

                                         Totale                                                           fr.  
5'000.-

 

                                         da
anticiparsi dall’appellante __________, restano a suo carico con l’obbligo di
rifondere alla parte appellata fr. 5'000.- per ripetibili.

 

                                VII.   Intimazione a:      -   __________

                                         Comunicazione
alla Pretura del distretto di Lugano, Sezione 1

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario