# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b26711e1-92d8-5e84-95cb-0f79d9d0da5f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-06-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 21.06.1999 52.1999.50
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1999-50_1999-06-21.html

## Full Text

Incarto n.

  52.99.00050-51

   

  	
  Lugano

  21 giugno 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sui ricorsi

 

 

	
   

  	
  a)  10 febbraio 1999

        __________

   

  b)  11 febbraio 1999

  __________
  patrocinato da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 20 gennaio 1999, no. 143, del Consiglio di Stato che respinge
  l'impugnativa presentata dalle insorgenti __________ e __________,
  rispettivamente accoglie parzialmente l'impugnativa presentata
  dall'insorgente __________ avverso la licenza edilizia rilasciata a
  quest'ultimo dal municipio di __________ per trasformazioni interne
  dell'albergo __________ (part. no. __________ RFD);

  

 

 

viste le risposte:

-    16 febbraio 1999 di __________;

-    18 febbraio 1999 del Dipartimento
delle istituzioni, Bellinzona;

-    24 febbraio 1999 del Consiglio di
Stato, Bellinzona;

-      1º marzo 1999 del municipio di
__________;

al ricorso sub a)

 

 

-    16 febbraio 1999 di __________;

-    18 febbraio 1999 del Dipartimento
delle istituzioni, Bellinzona;

-    23 febbraio 1999 di __________

-    24 febbraio 1999 del Consiglio di
Stato, Bellinzona;

-      1º marzo 1999 del municipio di
__________;

al ricorso sub b)

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il ricorrente __________ è
proprietario di uno stabile, situato nel centro storico di __________ ed
adibito a ristorante-garni (part. no. __________ RFD). Alcuni anni fa, l'esercizio
pubblico è stato trasformato in postribolo senza particolari autorizzazioni e
come tale funziona in barba agli ordini di chiusura impartiti dal Dipartimento
delle istituzioni.

L'8 gennaio 1997 __________ ha inoltrato al municipio di
__________ una domanda di costruzione volta ad ottenere il permesso,
parzialmente in sanatoria, per alcune trasformazioni interne. In particolare,
si trattava di spostare la cucina dal primo piano al pianterreno, di formare
una nuova camera ed un nuovo locale per la colazione, di chiudere parzialmente
il porticato per ricavarne una lavanderia e di rendere abitabile il sottotetto.

Alla domanda si sono opposti alcuni vicini, fra cui le
sorelle __________ e __________, contestandola soprattutto per l'uso improprio
che veniva fatto dell'esercizio pubblico.

 

 

                                  B.   Raccolto il preavviso
dell'autorità cantonale, il 4 dicembre 1997 il municipio ha rilasciato la
licenza edilizia per tutte le trasformazioni previste ad eccezione di quella riguardante
il solaio. La licenza è stata subordinata a diverse condizioni, fra cui quella
di presentare un attestato di conformità con le disposizioni antincendio. 

Contro questo provvedimento __________ e le sorelle
__________ sono insorti davanti al Consiglio di Stato; il primo contestando le
restrizioni impostegli ed il diniego della licenza per la trasformazione del
solaio, le opponenti __________ chiedendo invece l'annullamento della licenza
in quanto tale per motivi che non occorre qui rievocare.

 

 

                                  C.   Con giudizio 20 gennaio 1999
il Consiglio di Stato ha accolto parzialmente il ricorso di __________,
annullando alcune delle condizioni imposte dal municipio di __________ nella
licenza, ma confermando il diniego del permesso per la trasformazione del
solaio e la condizione riferita all’obbligo di presentare un attestato di
conformità con le norme antincendio. 

Con lo stesso giudizio, il Governo ha inoltre respinto
l'impugnativa inoltrata dalle vicine __________ e __________.

 

 

                                  D.   Contro il predetto giudizio
governativo insorgono davanti al Tribunale cantonale amministrativo le sorelle
__________ ed il rilasciatario della licenza. 

 

a) __________ e __________ contestano anzitutto la sufficienza
e la congruenza dei piani annessi alla domanda di costruzione. Eccepiscono poi
la mancanza di piani relativi ai posteggi che sarebbero stati realizzati senza
permesso sul retro dello stabile e sollevano obiezioni in merito al numero
esatto dei posti a sedere previsti dai piani approvati.

Non si oppongono formalmente allo spostamento della cucina,
ma esigono garanzie in merito all’assenza di immissioni moleste sul loro fondo.

Contestano infine le tasse di giustizia e le ripetibili poste
a loro carico.

 

b) __________ contesta invece l'obbligo di produrre un
attestato comprovante il rispetto delle norme antincendio, sottolineando
l’irrilevanza dell’intervento. 

 

 

                                  E.   All'accoglimento dei ricorsi
si oppone il Consiglio di Stato senza formulare particolari osservazioni.

Il municipio di __________ si limita a puntualizzare alcuni
aspetti della vertenza.

I ricorrenti si avversano vicendevolmente, mentre l’opponente
__________ contesta succintamente le tesi del ricorrente __________.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo discende dall'art. 21 LE. La legittimazione attiva dei
ricorrenti è certa: __________, perché obbligato a produrre l’attestato di cui
si è detto; le sorelle __________, già opponenti, perché personalmente e
direttamente toccate dalla licenza impugnata in quanto proprietarie di fondi
contermini.

I ricorsi, tempestivi, sono quindi ricevibili in ordine e
possono essere decisi sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm).
La situazione dell'oggetto della contestazione è perfettamente nota a questo
Tribunale. Le prove sollecitate dalle ricorrenti __________ non sono quindi
atte a procurare la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio.

 

 

                                   2.   2.1. Giusta l'art. 41d LE,
i progetti per la costruzione e la riattazione di edifici di uso collettivo,
quali istituti di cura, scuole, alberghi, fabbriche, empori e sale di svago devono
essere corredati da un attestato che certifichi il rispetto delle norme
tecniche emanate dal Consiglio di Stato in materia di sicurezza e prevenzione
contro gli incendi.

Per gli edifici e gli impianti esistenti prima dell'entrata
in vigore della norma succitata (1.1.97), l’art. 41g LE riserva comunque
l’applicazione del diritto anteriore (cpv. 1). Per queste costruzioni,
l’obbligo di adattamento al nuovo diritto sorge solo in caso di trasformazioni,
ricostruzioni ed ampliamenti (cpv. 2). Deroghe a tale obbligo possono essere
accordate dal municipio, in via eccezionale, nel caso di interventi di modesta
entità, che non incidono sulla sicurezza (cpv. 3).

 

2.2. Nell'evenienza concreta, lo spostamento della cucina
costituisce una trasformazione interna di una certa rilevanza dal profilo della
sicurezza dell'edificio. L'intervento comporta in effetti un apprezzabile
spostamento di un impianto di dimensioni non trascurabili, destinato a produrre
calore e quindi suscettibile di accrescere il pericolo d’incendio.

In tali circostanze, sostanzialmente giustificato appare
quindi l’obbligo imposto dal municipio al ricorrente __________, a titolo di
condizione della licenza, di presentare un attestato che certifichi il rispetto
delle normative di sicurezza in materia di incendi. Contrariamente a quanto
assume l’insorgente, non si può rimproverare all’autorità comunale di aver
abusato della latitudine di giudizio che l’art. 41g LE le riserva in ordine
all’interpretazione del concetto di intervento di modesta entità, irrilevante
dal profilo della sicurezza della costruzione. Rifiutandosi di concedere una deroga
fondata sull’art. 41g cpv. 3 LE, il municipio non è sicuramente incorso in una
violazione del diritto. 

Sotto quest’aspetto, la decisione governativa impugnata va
quindi senz’altro confermata.

 

 

                                   3.   3.1. Giusta l'art. 11 RLE,
i progetti devono fornire tutte le indicazioni atte a rendere chiaramente
comprensibile la domanda di costruzione e l'estensione degli interventi per i
quali è chiesto il rilascio della licenza.

 

3.2. Nell'evenienza concreta, i piani presentati dal
ricorrente __________ erano sicuramente atti a permettere all'autorità e ad
eventuali interessati di rendersi conto della portata delle trasformazioni
previste e di verificare la conformità dell’intervento con le norme edilizie
concretamente applicabili. Non hanno per nulla impedito alle ricorrenti
__________ di esercitare compiutamente i loro diritti di difesa. Le insufficienze
che quest'ultime lamentano non erano di certo tali da imporre un rinvio della domanda
all'istante con l'invito a ripresentarla in forma corretta e completa. Non giustificano
quindi nemmeno un annullamento della licenza. 

 

3.3. Le ricorrenti lamentano la mancata presentazione di un
piano relativo ai posteggi. L'eccezione concerne un’opera edilizia che esula
dalla presente procedura. Oggetto della licenza in esame sono unicamente le
trasformazioni interne previste dalla domanda di costruzione inoltrata del
ricorrente __________. Il fatto che tale domanda non contempli tutte le opere
eseguite, per le quali quest’ultimo si era impegnato a chiedere il permesso in
sanatoria, non incide minimamente sulla legittimità della licenza accordata.

 

3.4. Né inficiano la validità della licenza in esame le
contestazioni che le ricorrenti sollevano in relazione al numero di posti a sedere
dell’esercizio pubblico. Nessuna norma del diritto edilizio comunale permette
di limitare il numero di posti a sedere di un esercizio pubblico.

Parimenti, non giustificano il diniego della licenza le
modalità di sfruttamento e l’arredo del cortile interno. 

 

3.5. Analoghe considerazioni valgono per lo spostamento interno
della cucina, che le ricorrenti peraltro non contestano formalmente. Alle
stesse restano comunque riservate le possibilità di difesa offerte dalla legge
in tema di tutela da immissioni moleste.

 

3.6. La modica tassa di giustizia (fr. 300.-), applicata dal
Consiglio di Stato a carico delle ricorrenti __________ è contenuta nei limiti
fissati dall’art. 28 PAmm ed è adeguatamente commisurata al loro grado di
soccombenza. Le obiezioni sollevate in proposito da quest’ultime vanno pertanto
disattese.

Analogamente, sfuggono alla critica delle ricorrenti le
altrettanto modiche ripetibili (fr. 100.-), poste a loro carico dall’istanza inferiore.

 

 

                                   4.   Sulla scorta delle
considerazioni che precedono, i ricorsi vanno quindi respinti, confermando la
decisione governativa impugnata siccome immune da violazioni del diritto.

La tassa di giustizia e le ripetibili seguono la soccombenza.

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21, 41d, 41g LE; 3, 18 , 28 , 31 , 43 , 60,
61 PAmm 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   I ricorsi sono respinti.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia di
fr. 600.-- è a carico del ricorrente __________ in ragione di fr. 300.-- e
delle ricorrenti __________, in solido, per il resto.

 

 

                                   3.   Il ricorrente __________
rifonderà fr. 200.-- a titolo di ripetibili al resistente __________.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario