# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0af2e95a-d551-583d-89ec-2776d8cedc64
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2016-03-04
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 04.03.2016 D-1270/2016
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1270-2016_2016-03-04.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-1270/2016 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  4  m a r z o  2 0 1 6  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 

con l'approvazione del giudice Thomas Wespi; 

cancelliera Zoe Cometti. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), alias 

C._______, nato il (…), 

Nigeria, 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 

decisione della SEM del 26 febbraio 2016 / N (…). 

 

 

 

D-1270/2016 

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Visto: 

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data 8 gennaio 2016 

in Svizzera, 

i verbali d'audizione del 26 gennaio 2016 (di seguito: verbale 1) e del 

16 febbraio 2016 (di seguito: verbale 2), 

la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) 

del 26 febbraio 2016, notificata all'interessato il giorno stesso  

(cfr. atto A17/1), con la quale detta Segreteria non è entrata nel merito della 

domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 3 LAsi (RS 142.31) ed ha 

pronunciato l'allontanamento nonché l'esecuzione dell'allontanamento del 

richiedente dalla Svizzera, 

il ricorso del 29 febbraio 2016 (cfr. timbro del plico raccomandato; data 

d'entrata: 1° marzo 2016) nel quale l'insorgente ha chiesto l'annullamento 

della decisione impugnata e la trasmissione degli atti all'autorità inferiore 

per una decisione e, in subordine, la concessione dell'ammissione 

provvisoria; l'ulteriore conclusione ricorsuale tendente, secondo il senso, 

alla concessione dell'assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal 

versamento delle spese processuali e del relativo anticipo, con protestate 

spese e ripetibili, 

l'incarto della SEM trasmesso via telefax al Tribunale amministrativo 

federale (di seguito: il Tribunale) in data 1° marzo 2016, 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

e considerato: 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una 

decisione in materia d'asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 LTAF), 

il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 

lett. a-c e 52 PA, 

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, 

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che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un 

secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti, 

che, nell'ambito dell'audizione sulle generalità, l'interessato ha dichiarato 

di essere cittadino nigeriano minorenne, nato e cresciuto a D._______, Edo 

State (cfr. verbale 1, pagg. 1, 3, 5 e 7); che avrebbe lasciato la Nigeria nel 

2015 poiché i genitori si sarebbero separati e non si sarebbero presi cura 

di lui (cfr. verbale 1, pag. 9 e verbale 2, pag. 5), 

che nella decisione contestata, la SEM ha ritenuto il richiedente come 

maggiorenne ed ha concluso che lo stesso non avrebbe inoltrato domanda 

d'asilo ai sensi dell'art. 18 LAsi, non avendo manifestato la volontà 

d'ottenere dalla Svizzera una protezione contro persecuzioni, 

che, di conseguenza, la SEM non è entrata nel merito della citata domanda 

ai sensi dell'art. 31a cpv. 3 LAsi e ha contestualmente pronunciato 

l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e la relativa esecuzione 

siccome lecita, esigibile e possibile, 

che nel ricorso l'insorgente ha reiterato essere minorenne e allegato che la 

SEM avrebbe dovuto garantirgli una persona di fiducia quale minore non 

accompagnato; che egli è dell'opinione che l'autorità inferiore avrebbe 

conferito un'eccessiva importanza all'esame osseo il quale stabilisce la sua 

età di diciannove anni; che nel merito, egli ha indicato che il mancato aiuto 

da parte dei suoi genitori e dello Stato nigeriano per la sua sussistenza 

sarebbe un motivo d'asilo sufficiente per ottenere la protezione della 

Svizzera; che, altresì, l'esecuzione dell'allontanamento sarebbe inesigibile 

ed inammissibile vista la situazione drammatica causata dai conflitti e le 

violenze presenti in Nigeria come pure le sue personali difficoltà, 

che preliminarmente v'è da stabilire se la SEM ha correttamente ritenuto 

l'insorgente come maggiorenne, 

che nella presente fattispecie l'insorgente non ha consegnato documenti di 

identità o di viaggio atti a provare la sua identità; che pertanto, 

conformemente alla prassi, l'autorità inferiore ha proceduto ad un 

apprezzamento globale di tutti gli elementi per giungere correttamente a 

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stabilire l'inverosimiglianza dell'allegata minore età giusta l'art. 7 LAsi  

(cfr. DTAF 2009/54 consid. 4.1 e giurisprudenza ivi citata), 

che l'insorgente ha invero indicato in maniera incoerente la sua data di 

nascita come pure le date della sua cronistoria con le esperienze maturate 

nel Paese d'origine e non ha saputo fornire neppure l'età dei suoi fratelli 

(cfr. verbale 1, pagg. 4-6); che contrariamente a quanto allegato in sede 

ricorsuale, la SEM non si è basata unicamente sull'esame osseo  

(cfr. atto A9/2), dal quale si evince che l'età dell'insorgente è stimata a 

diciannove anni o più, per esaminare la verosimiglianza della sua minore 

età, bensì sugli elementi sopracitati (cfr. verbale 1, pag. 10); che se da un 

lato, come indicato dall'insorgente, presentare la propria cronistoria 

comporti una certa capacità di calcolo e una buona memoria, dall'altro lato 

lo stesso non ha saputo fornire indicazioni concrete e collimanti circa gli 

anni di scuola frequentati e le attività svolte dopo la fine della scuola  

(cfr. verbale 1, pag. 4 e 6 e verbale 2, pag. 3), 

che sia come sia pur considerandolo alla soglia della maggiore età, nella 

presente fattispecie, l'assenza della persona di fiducia sembra quivi non 

determinante poiché l'insorgente non ha comunque formulato alcuna 

domanda di protezione ai sensi dell'art. 18 LAsi; che pertanto un eventuale 

rinvio della causa su questo punto, per la particolarità del caso si specie, 

non sarebbe giustificato, 

che, giusta l'art. 31a cpv. 3 LAsi, non si entra nel merito di domande d'asilo 

che non soddisfano le condizioni fissate dall'art. 18 LAsi; che 

segnatamente questa disposizione si applica se la domanda d'asilo è 

presentata esclusivamente per motivi economici o medici, 

che, ai sensi dell'art. 18 LAsi, è considerata come domanda d'asilo ogni 

dichiarazione con cui una persona manifesta di voler ottenere dalla 

Svizzera una protezione contro le persecuzioni; che la nozione di 

persecuzione presuppone un pregiudizio per opera di terze persone; che, 

pertanto, non rientrano in questa definizione i pregiudizi indipendenti 

dall'agire umano; che, di conseguenza, le domande di protezione fondate 

unicamente sulla situazione personale del richiedente l'asilo, in assenza di 

agenti esterni di persecuzione, non soddisfano tali condizioni; che, per 

contro, sono compresi nella nozione di persecuzione, ai sensi dell'art. 18 

LAsi, in senso lato, non solo i seri pregiudizi previsti all'art. 3 LAsi, ma 

anche gli ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento di cui all'art. 83 cpv. 3 

seg. LStr (RS 142.20), (cfr. DTAF 2011/8 consid. 4.2 e riferimenti ivi citati), 

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che sono rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, 

nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le loro 

opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali 

pregiudizi (art. 3 cpv. 1 LAsi); che tale definizione di rifugiato, è esaustiva, 

nel senso che esclude tutti gli altri motivi, suscettibili di condurre una 

persona a lasciare il proprio Paese d'origine o di residenza, quali per 

esempio le difficoltà derivanti da una situazione di crisi socio-economica 

come la povertà, le condizioni di vita precarie, la difficoltà a trovare un 

impiego o un alloggio, il reddito insufficiente oppure la disorganizzazione, 

la mancanza d'infrastrutture o problemi analoghi, ai quali ogni persona, nel 

Paese in questione, può essere confrontata, 

che, nel caso di specie, il ricorrente non ha chiesto alla Svizzera protezione 

contro delle persecuzioni, non avendo egli allegato di essere esposto 

personalmente e concretamente o di avere fondato timore di essere 

esposto in un futuro prevedibile, in caso di rientro nel suo Paese d'origine, 

a seri pregiudizi a causa della sua razza, religione, nazionalità, 

appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni 

politiche (art. 3 LAsi), 

che, infatti, la motivazione addotta dal ricorrente per giustificare il suo 

espatrio è legata esclusivamente a delle ragioni di ordine economico e 

famigliare, ovvero ragioni legate alle conseguenze economiche riscontrate 

dopo la separazione dei suoi genitori (cfr. verbale 1, pag. 9 e verbale 2, 

pagg. 5 seg.); che tali motivi, come manifestamente riconoscibile, non 

rientrano, in tutta evidenza, nella definizione di persecuzione in senso lato 

giusta l'art. 18 LAsi, 

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere che 

l'insorgente in Nigeria possa essere confrontato al rischio reale ed 

immediato di trattamenti contrari all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della 

convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o 

degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105), 

che nonostante si siano registrati episodi di violenza, la situazione in 

Nigeria non è caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza 

generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del 

territorio nazionale (cfr. sentenza del TAF E-3915/2013 del 

25 febbraio 2016 consid. 8.2), 

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che, da quanto esposto, la SEM rettamente non è entrata nel merito della 

domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 3 LAsi, 

che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, 

destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 

decisione impugnata va confermata, 

che l'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo 

relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4), 

che, in virtù di quanto poc'anzi indicato, l'esecuzione dell'allontanamento è 

ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr in relazione all'art. 44 LAsi), 

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, le autorità d'asilo 

possono esigere nell'ambito dell'esecuzione dell'allontanamento un certo 

sforzo da parte di persone in giovane età e in buona salute che permettano 

loro, in caso di ritorno, di superare le difficoltà iniziali legate all'alloggio ed 

alla ricerca di un impiego assicurante il minimo vitale (cfr. DTAF 2010/41 

consid. 8.3.5 e riferimenti ivi citati), 

che egli è giovane e in buona salute e gode di una buona rete famigliare in 

patria composta dai fratelli, da zie e dal nonno dal quale ha alloggiato  

(cfr. verbale 1, pag. 6 e verbale 2, pag. 4), 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 

Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr in relazione 

all'art. 44 LAsi), 

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in relazione 

all'art. 44 LAsi); che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà 

procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. art. 8 cpv. 4 

LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12); che l'esecuzione dell'allontanamento è 

dunque pure possibile, 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 

ragionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in 

materia di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e 

la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata, 

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Pagina 7 

che di conseguenza, la SEM con la decisione impugnata non ha violato il 

diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non 

ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA); che pertanto il ricorso va respinto, 

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda 

d'esenzione dal versamento d'un anticipo equivalente alle presunte spese 

processuali è divenuta senza oggetto, 

che, infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta, 

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 

21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF), 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

versamento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità 

cantonale. 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Zoe Cometti 

 

 

Data di spedizione: