# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d5fbe8ff-108c-50bc-b2f7-da9fd8e5dfcf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-03-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.03.2005 38.2004.98
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2004-98_2005-03-29.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2004.98

   

  DC/sc

  	
  Lugano

  29 marzo 2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 17 dicembre 2004
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 14
  dicembre 2004 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa disoccupazione CO 1 

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, nata
nel __________, ha appreso la professione di maestra di scuola elementare.

                                         Essa ha
svolto una riformazione professionale, a spese dell'assicurazione per l'invalidità,
per diventare impiegata di commercio presso il __________, dal 19 giugno 2001
al 31 agosto 2004 (cfr. Doc. 2, Doc. 5, Doc. 6, Doc. 10)

                                         Successivamente
l'assicurata ha rivendicato il diritto alle indennità di disoccupazione dal 1°
settembre 2004 (cfr. Doc. 1).

 

                               1.2.   Il 16
novembre 2004 la Cassa disoccupazione CO 1 ha chiesto all'assicurata la
restituzione di fr. 2'507.85 per indennità di disoccupazione indebitamente
riscosse nei mesi di settembre e ottobre 2004 (cfr. Doc. 32).

                                         A seguito
dell'opposizione fatta inoltrare dall'assicurata (cfr. Doc. 33), nella
decisione su opposizione del 14 dicembre 2004 la Cassa di disoccupazione ha
confermato quanto precedentemente stabilito, argomentando:

 

" 
(...)

La sig.ra RI 1 si è annunciata all'URC di __________
il 1 ° settembre 2004 alla ricerca di un impiego a tempo pieno.

Il 21 ottobre 2004 l'__________ di __________ ci
ha comunicato che la sig.ra RI 1 è stata ritenuta invalida nella misura del 48%
a partire dal 10 settembre 2004. Nel medesimo scritto si legge che, se un
assicurato/a riceve un'indennità di disoccupazione, prima di notificare la
decisione di rendita, la Cassa Compensazione deve darne comunicazione alla
Cassa disoccupazione, al fine di esaminare se esiste una sovrassicurazione e se
del caso, effettuare la relativa compensazione con gli arretrati della rendita.

Visto quando sopra, la Cassa disoccupazione il 16
novembre 2004 ha stornato i relativi conteggi (mese di settembre e ottobre
2004) i quali generano uno rimborso a nostro favore di Chf. 2'507.85 netto.

 

Il 19 novembre 2004, la sig.ra RI 1 per il
tramite del RA 1, ha presentato opposizione alla nostra decisione;
inizialmente, poiché la decisione dell'__________ non è una decisione formale,
che possa essere contestata dalla sig.ra RI 1 e tantomeno essa è cresciuta in
giudicato; sottolineando che, l'assicurata non ha ancora ricevuto alcuna
rendita; inoltre, il quarto di rendita prospettato dall' __________ dal 1°
settembre 2004 è fondato sul calcolo della perdita di guadagno tra la
professione di maestra di scuola elementare e la professione di impiegata di
commercio (oggetto della riqualifica) ed esso non influisce sulla capacità di
lavoro della sig.ra RI 1, che rimane al 100% in una professione diversa da
quella appresa ed esercitata per anni. In conclusione della lettera viene
richiesto di annullare la nostra decisione e di ripristinare il guadagno
assicurato a Chf. 5'545.--.

 

Dalla lettera del 21 ottobre 2004 dell'__________
di __________ inviata alla sig.ra RI 1 si rileva il grado di rendita che è
stato riconosciuto all'assicurata e a partire da quando. E' inoltre spiegato che,
se un assicurato/a percepisce un'indennità di disoccupazione, al fine di
evitare una sovrassicurazione devono dare comunicazione alla Cassa
disoccupazione, unicamente quando ricevono una risposta notificano la relativa
decisione formale.

 

Secondo l'art. 95 cpv. l bis LADI,
"l'assicurato che ha ricevuto indennità di disoccupazione e che
successivamente riceve per lo stesso periodo rendite o indennità giornaliere
dell'assicurazione invalidità, della previdenza professionale, dell'ordinamento
delle indennità di perdita di guadagno per gli obblighi al servizio militare è
tenuto al rimborso delle indennità giornaliere versate per lo stesso periodo
dall'assicurazione contro la disoccupazione". 

Secondo l'art. 40b OADI, "Nel caso di
assicurati che subiscono, a cagione del loro stato di salute, una menomazione
della loro capacità lucrativa durante la disoccupazione o immediatamente prima,
è determinante il guadagno che corrisponde alla capacità lucrativa
rimanente".

 

Considerato quanto sopra, confermiamo la
decisione della Sezione di __________ del 16 novembre 2004." (Doc. A1)

 

                               1.3.   Contro
questa decisione l'assicurata ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA
nel quale il suo patrocinatore si è così espresso:

 

" 
(...)

Le nostre motivazioni sono duplici:

 

1)                                                                           innanzi
tutto la comunicazione 21.10.2004 dell'__________ non è una decisione formale:
la decisione formale dell'__________ è stata presa in data 24.11.2004 ed è
stata contestata dalla signor RI 1, per cui non è cresciuta in giudicato;

 

2)                                                                           inoltre
il ¼ di rendita prospettato dall'__________ dal 1.9.2004 è fondato sul calcolo
della perdita di guadagno tra la professione di maestra di scuola elementare e
la professione di impiegata di commercio (oggetto della riqualifica): esso non
tocca la capacità di lavoro della signora RI 1, che rimane al 100%, ma in una
professione diversa da quella appresa ed esercitata per anni;

 

3)                                                                           ammettendo
che vi sia un problema di sovrassicurazione il calcolo appare penalizzante: a
fronte di una rendita AI di 494 mensili CO 1 Cassa Disoccupazione riduce il
guadagno assicurato del 48% (e non del 25%), ossia di 2'662 fr. (da 5545 fr. a
2883 fr.), che corrisponde a una riduzione dell'indennità 1'574 fr. mensili.

 

Chiediamo quindi:

 

1.                                                                            è
annullata la decisione di CO 1 Cassa Disoccupazione del 14.12.2004 relativa
all'assicurata RI 1 __________;

 

2.                                                                            è
ripristinato il guadagno assicurato dell'assicurata di 5545 fr. stabilito dal
conteggio 6.10.2004 relativa al mese di settembre 2004, in via subordinata esso
è ridotto di ¼;

 

3.   spese e ripetibili protestate." (Doc. I)

 

                               1.4.   Nella sua
risposta del 12 gennaio 2005 la Cassa di disoccupazione propone di respingere
il ricorso e rileva in particolare:

 

" 
(...)

Visti gli articoli di legge sopra indicati e lo
scritto del 21 ottobre 2004 dell'__________, abbiamo provveduto a stornare i
versamenti citati in precedenza diminuendo il grado di occupazione della sig.ra
RI 1 al 52% (non al 48% come sostenuto dalla controparte), al fine di evitare
una sovrassicurazione. Questi storni generano un rimborso a nostro favore di Chf.
2'507.85 che, come specificato nella nostra decisione di restituzione, tale
importo dovrà essere compensato una parte dall'__________ di __________ ed una
parte con gli eventuali arretrati che l'assicurata riceverà dalla Cassa
Pensioni dell'ultimo datore di lavoro (doc. 30-31-32).

Qualora il saldo non venisse interamente versato
dagli enti sopra indicati, verrà messo a carico del Fondo di Compensazione.

 

Al punto 3 dell'atto di ricorso del 17 dicembre
2004 della controparte, anche quest'ultima ammette che esiste un problema di
sovrassicurazione. La riduzione del grado occupazionale è stata effettuata, in
conformità dell'art. 40b OADI, quindi in proporzione tra il grado di
occupazione che la sig.ra RI 1 ha dichiarato in precedenza all'URC di __________
ed il grado di rendita stabilito dall'__________ di __________." (Doc. III)

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   L'art. 95
LADI regola la restituzione di prestazioni.

                                         Secondo
il cpv. 1 di questo articolo la domanda di restituzione è retta dall'art. 25
LPGA ad eccezione dei casi di cui all'articolo 55.

 

                                         L'art. 25
cpv. 1 LPGA stabilisce che le prestazioni indebitamente riscosse devono essere
restituite. La restituzione non deve essere chiesta se l'interessato era in
buona fede e verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà.

                                      

                                         L'art. 95
LADI, nella versione valida fino al 31 dicembre 2002, prevedeva che la cassa è
tenuta ad esigere il rimborso delle prestazioni dell'assicurazione contro la
disoccupazione alle quali il beneficiario non aveva diritto e che il rimborso è
condonato se la riscossione è avvenuta in buona fede e se esso cagionasse un
grave rigore.

 

                                         La
giurisprudenza del TFA in merito alla restituzione di prestazioni (che come
visto sopra conserva tutta la sua validità; cfr. consid. 2.4) ha in particolare
stabilito quanto segue.

 

                                         Conformemente
ad un principio generale valido per il diritto delle assicurazioni sociali,
l’amministrazione può riconsiderare una decisione cresciuta in giudicato
formale, che non é stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui é
senza dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante (cfr. STFA del
23 marzo 2004 nella causa D., C 227/03; STFA del 12 febbraio 2004 nella causa
B., C 349/00; STFA del 17 dicembre 2003 nella causa B., C 19/03; STFA del 28
novembre 2003 nella causa S., C 307/01; STFA del 21 luglio 2003 nella causa T.,
C 81/03; STFA del 28 aprile 2003 nella causa F., C 24/01 e C 137/01; STFA del 7
marzo 2003 nella causa D., C 354/01; STFA del 28 febbraio 2003 nella causa M.,
C 353/01; STFA del 5 novembre 2002 nella causa C., C 165/02; le STFA del 6
luglio 2001 nelle cause B., C 274/99; I, C 278/99 e O, C 279/99; STFA del 6
giugno 2000 nella causa B., C 407/99, consid. 2; DTF 129 V 110 = SVR 2003 ALV
Nr. 5, pag. 15; DTF 127 V 466, consid, 2c, pag. 469; DTF 126 V 399 = DLA 2001
N. 37, pag. 247; DLA 2000 N. 40, pag. 208; DLA 1998 N. 15, consid. 3b, pag. 79
e 80; SVR 1997 ALV Nr. 101, pag. 309 consid. 2a e riferimenti,).

 

                                         Dalla
riconsiderazione va distinta la revisione processuale delle decisioni
amministrative.

                                         In questo
caso l’amministrazione deve procedere a una revisione processuale se si
manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti ad indurre ad una
conclusione giuridica differente (cfr. STFA del 23 marzo 2004 nella causa D., C
227/03; STFA del 12 febbraio 2004 nella causa B., C 349/00; STFA del 17
dicembre 2003 nella causa B., C 19/03; STFA del 21 luglio 2003 nella causa T.,
C 81/03; STFA del 7 marzo 2003 nella causa D., C 354/01; STFA del 6 giugno 2000
nella causa B., C 407/99; DTF 127 V 466, consid. 2c, pag. 469 e la
giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 ALV Nr. 101, pag. 309 consid. 2a e
riferimenti; DLA 1998 N. 15, consid. 3b, pag. 79 e 80). Tali sono quelle
circostanze che già al momento della decisione principale si sono realizzate,
ma che però, nonostante sufficiente attenzione e senza colpa, sono rimaste
sconosciute e non provate (cfr. STFA del 7 marzo 2003 nella causa D., C 354/01;
DLA 1995, pag. 64 consid. 2b e riferimenti; DTF 122 V 134 e seg.).

 

                                         I
principi validi per la riconsiderazione di una decisione formalmente cresciuta
in giudicato valgono anche nel caso in cui, prestazioni ricevute indebitamente,
sono da restituire a norma dell’art. 95 LADI, e questo anche se le prestazioni
oggetto di restituzione non sono state erogate per decisione formale (cfr. STFA
del 28 aprile 2003 nella causa F., C 24/01 e C 137/01; STFA del 6 giugno 2000
nella causa B., C 407/99; SVR 2003 ALV Nr. 5, pag. 15 = DTF 129 V 110; SVR 1997
ALV Nr. 101, pag. 309-310 consid. 2a e riferimenti; DLA 2001 N. 37, pag. 247 =
DTF 126 V 399; DLA 1998 N. 15, consid. 3b, pag. 79 e 80).

 

                                         Per
inciso va osservato che i principi appena enunciati validi per la
riconsiderazione e la revisione di decisioni amministrative sono stati
concretizzati all'art. 53 LPGA (cfr. STFA del 12 marzo 2004 nella causa D., K
147/03, consid. 5.3 in fine).

 

                                         Circa
l'ulteriore presupposto necessario per poter riconsiderare una decisione,
ovvero quello dell'importanza particolare che deve rivestire la rettifica, vedi
pure la STFA del 28 aprile 2003 nella causa C., C 24/01 e C 137/01; STFA del 6
giugno 2002 nella causa K., C 44/02 e DLA 2000 N. 40, pag. 208.

 

                                         In una
sentenza del 26 ottobre 2004 nella causa B. (C 185/01) l'Alta Corte ha in
particolare ricordato che:

 

" 
(...)

2.3  Nach Art. 95 Abs. 1 AVIG muss die Kasse
Leistungen der Versicherung, auf die der Empfänger keinen Anspruch hatte,
zurückfordern. Zu Unrecht bezogene Geldleistungen können jedoch nur dann
zurückgefordert werden, wenn die Voraussetzungen einer prozessualen Revision
oder Wiedererwägung gegeben sind (vgl. BGE 122 V 368 Erw. 3 und ARV 1998 Nr. 15
S. 79 Erw. 3b): Gemäss einem allgemeinen Grundsatz des
Sozialversicherungsrechts kann die Verwaltung eine formell rechtskräftige
Verfügung, welche nicht Gegenstand materieller richterlicher Beurteilung
gebildet hat, in Wiedererwägung ziehen, wenn sie zweifellos unrichtig und ihre
Berichtigung von erheblicher Bedeutung ist (BGE 127 V 469 Erw. 2c mit
Hinweisen). Von der Wiedererwägung ist die so genannte  prozessuale Revision
von Verwaltungsverfügungen zu unterscheiden. Danach ist die Verwaltung
verpflichtet, auf eine formell rechtskräftige Verfügung zurückzukommen, wenn
neue Tatsachen oder neue Beweismittel entdeckt werden, die geeignet sind, zu
einer andern rechtlichen Beurteilung zu führen (BGE 127 V 469 Erw. 2c mit
Hinweisen)." (...)"

 

                               2.2.   L'art.
23 cpv. 1 LADI stabilisce che è considerato guadagno assicurato il salario
determinante nel senso della legislazione sull'AVS, normalmente riscosso
durante un periodo di calcolo nel corso di uno o più rapporti di lavoro,
compresi gli assegni contrattuali periodici che non siano indennità per
inconvenienti connessi al lavoro. L'importo massimo del guadagno assicurato
corrisponde a quello dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni. Il
guadagno non è considerato assicurato se non raggiunge un limite minimo. Il
Consiglio federale stabilisce il periodo di calcolo e il limite minimo.

 

                                         Secondo l'art. 23 cpv. 2
LADI per gli assicurati che riscuotono un'indennità di disoccupazione dopo il
compimento del tirocinio e per le persone esonerate dall'adempimento del
periodo di contribuzione, il Consiglio federale stabilisce importi forfetari
quale guadagno assicurato. Esso tiene conto in particolare dell'età, del
livello di formazione nonché delle circostanze che hanno indotto l'esenzione
dall'adempimento del periodo di contribuzione (art. 14).

 

                                         L'art. 40b OADI prevede
che nel caso di assicurati che subiscono, a cagione del loro stato di salute,
una menomazione della loro capacità lucrativa durante la disoccupazione o
immediatamente prima, è determinante il guadagno che corrisponde alla capacità
lucrativa rimanente.

 

                               2.3.   Nella già citata sentenza del
26 ottobre 2004 nella causa B. (C 185/01) l'Alta Corte si è occupata del caso
di un'assicurata, nata nel 1964, che ha effettuato una riformazione
professionale quale  impiegata di commercio a spese dell'assicurazione per
l'invalidità. Subito dopo la riformazione l'assicurata si è iscritta per il
collocamento e ha beneficiato di indennità di disoccupazione nei mesi di
agosto, settembre e ottobre 1995 prima di iniziare un nuovo rapporto di lavoro
nel mese di novembre 1995.

 

                                         Con decisione del 16
aprile 1996 l'__________ le ha attribuito un quarto di
rendita, retroattivamente al 1° agosto 1995, con un grado di invalidità del
46%.

                                         La Cassa di disoccupazione
ha chiesto all'assicurata la restituzione di fr. 5291.55 dopo avere ridotto il
guadagno assicurato del 46%.

                                         Il Tribunale federale
delle assicurazioni ha accolto il ricorso dell'assicurata sulla base delle
seguenti argomentazioni:

 

"  (...)

3.3  Die Rechtmässigkeit der Taggeldleistungen
ist weiter unter dem  Gesichtspunkt des versicherten Verdienstes zu prüfen. Die
Ausrichtung einer Rente der Invalidenversicherung stellt nämlich nicht nur im
Hinblick auf die Frage der Vermittelbarkeit (vgl. Erw. 3.2 hievor), sondern
auch betreffend Höhe des versicherten Verdienstes eine neue Tatsache im Sinne
der prozessualen Revision dar, weshalb grundsätzlich auf dessen Festsetzung zurückgekommen
werden kann.

 

Die Vorinstanz verneint in dieser Hinsicht zu
Recht die Anwendbarkeit des  Art. 40b AVIV, wonach bei Versicherten, die
unmittelbar vor oder während der Arbeitslosigkeit eine gesundheitsbedingte
Beeinträchtigung ihrer Erwerbsfähigkeit erleiden, der Verdienst massgebend ist,
welcher der  verbleibenden Erwerbsfähigkeit entspricht. Denn der Versicherte
ist während und nach seiner Umschulung in einen Büroberuf vollständig arbeits-
und  erwerbsfähig gewesen und hat im November 1995 eine Vollzeitstelle
angetreten, so dass er weder unmittelbar vor noch während der - im August 1995 eingetretenen
- Arbeitslosigkeit eine gesundheitsbedingte Beeinträchtigung seiner
Erwerbsfähigkeit erlitten hat. Damit führt die neue Tatsache der nachträglich
zugesprochenen Teilinvalidenrente nicht zu einer anderen  rechtlichen
Beurteilung im Sinne der prozessualen Revision (vgl. Erw. 2.3 hievor), und es
ändert sich nichts an der Bemessungsgrundlage des versicherten Verdienstes,
weshalb die Arbeitslosenkasse den versicherten Verdienst nicht nachträglich um
das Mass der Resterwerbsfähigkeit gemäss Invalidenversicherung (beim hier
vorliegenden Invaliditätsgrad von 46% also auf 54%) verkleinern kann. Die in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde aufgeworfene Frage der Gesetzmässigkeit des Art.
40b AVIV kann deshalb offen bleiben. Schliesslich kann auch aus BGE 127 V 486
Erw. 2b nichts zu  Ungunsten des Beschwerdeführers abgeleitet werden, da dort
Arbeitslosigkeit und Invalidität zeitlich nahe zusammen lagen und mithin die
Voraussetzungen des Art. 40b AVIV gegeben waren (vgl. BGE 127 V 485 Erw. A).
Eine andere Grundlage, die zu einer anderen rechtlichen Beurteilung - und damit
zu einer Unrechtmässigkeit - der Leistungserbringung von September bis November
1995 führen würde, ist nicht ersichtlich, so dass die Leistungen der Invaliden -
und Arbeitslosenversicherung nebeneinander zu erbringen sind und die Arbeitslosenkasse
die ausgerichteten Taggelder nicht (teilweise) zurückfordern kann (Urteil B.
vom 12. Februar 2004, C 349/00). Entgegen der Auffassung des kantonalen
Gerichts ergibt sich die Unrichtigkeit der  Leistungserbringung insbesondere
auch nicht aus Art. 99 Abs. 1 AVIG, wonach der Bundesrat das Verhältnis zu den
anderen Sozialversicherungszweigen regelt und ergänzende Vorschriften erlässt,
um Überentschädigungen beim Zusammenfallen von Leistungen zu verhindern.
Einerseits enthält Art. 99 Abs. 1 AVIG (in der bis Ende 2002 geltenden und hier
massgebenden Fassung) für sich allein kein eigentliches
Überentschädigungsverbot, sondern nur einen diesbezüglichen
Koordinationsauftrag an den Bundesrat, was dieser in Art. 125 AVIV (in der bis
Ende 2000 geltenden und hier anwendbaren Fassung) allein betreffend
Auskunftserteilung getan hat. Andererseits besteht im Bundessozialversicherungsrecht
nach ständiger Rechtsprechung kein Überentschädigungsverbot (BGE 128 V 247 Erw.
2a mit Hinweisen), weshalb es einer gesetzlichen Grundlage bedarf, um das
Gewinnverbot im Verhältnis aller oder bestimmter Zweige der Sozialversicherung
und bezüglich aller  gleichartigen Leistungen zu verwirklichen (BGE 113 V 148
Erw. 7c mit Hinweis). Eine solche ist hier jedoch nicht ersichtlich. Eine
Änderung der Rechtslage durch eine allfällige Koordination von Leistungen der Arbeitslosen-
und Invalidenversicherung wäre Sache des Normgebers (Urteil B. vom 12. Februar 2004, C 349/00). (...)"

 

                                         Questa sentenza ha
confermato quanto stabilito dalla prima Camera del TFA in una sentenza del 12
febbraio 2004 nella causa B., C 349/00:

 

"  (...)

Da der Versicherte jedoch während und nach seiner
Umschulung in einem Büroberuf vollständig arbeits- und erwerbsfähig gewesen ist
und per 1. November 1995 eine Vollzeitstelle angetreten hat, erlitt er weder
unmittelbar vor noch während der - im August 1995 eingetretenen -
Arbeitslosigkeit eine gesundheitsbedingte Beeinträchtigung seiner
Erwerbsfähigkeit, weshalb Art. 40b AVIV und die darauf gestützte Rechtsprechung
(ARV 1991 Nr. 10 S. 92) nicht anwendbar ist.

Damit führt die neue Tatsache der nachträglich
zugesprochenen  Teilinvalidenrente nicht zu einer anderen rechtlichen
Beurteilung im Sinne der prozessualen Revision (vgl. Erw. 2.3 hievor), und es
ändert sich nichts an der Bemessungsgrundlage des versicherten Verdienstes,
sodass die Arbeitslosenkasse den versicherten Verdienst nicht nachträglich um
das Mass der Resterwerbsfähigkeit gemäss Invalidenversicherung (beim hier
vorliegenden Invaliditätsgrad von 46 % also auf 54 %) verkleinern kann. Die in
der  Verwaltungsgerichtsbeschwerde aufgeworfene Frage der Gesetzmässigkeit des
Art. 40b AVIV kann deshalb offen bleiben. Eine andere Grundlage, die zu einer
anderen rechtlichen Beurteilung - und damit zu einer Unrechtmässigkeit - der
Leistungserbringung im August 1995 führen würde, ist nicht ersichtlich, sodass
die Leistungen der Invaliden- und Arbeitslosenversicherung nebeneinander zu
erbringen sind und die Arbeitslosenkasse die ausgerichteten Taggelder nicht
(teilweise) zurückfordern kann. Eine Änderung der Rechtslage durch eine allfällige
Koordination von Leistungen der Arbeitslosen- und Invalidenversicherung wäre
Sache des Normgebers.(...)"

 

                                         In
un'altra sentenza del 20 ottobre 2004 nella causa B. (C 300/00 - C 307/00)
trattandosi di un assicurato che ha dovuto abbandonare il proprio impiego per
motivi di salute ed è stato posto al beneficio di una mezza rendita
d'invalidità, l'Alta Corte ha innanzitutto stabilito che egli è idoneo al
collocamento:

 

"  (...)

Der für die Zusprechung einer Rente notwendige -
hier 63 % betragende - Invaliditätsgrad (Art. 28 Abs. 1 IVG) basiert denn auch
weniger auf gesundheitsbedingten Einschränkungen, sondern  offenbar vor allem
darauf, dass die Versicherte vor Eintritt des  Gesundheitsschadens einen
relativ hohen Verdienst erzielt hatte; weiter hat der Krankentaggeldversicherer
nur bis zum 29. Februar 1996 Leistungen erbracht, obwohl die Bezugsdauer noch
nicht abgelaufen war, weshalb davon auszugehen ist, dass ab März 1996 keine
massgebenden gesundheitsbedingten Einschränkungen mehr vorlagen. Die Vermutung
des Art. 15 Abs. 2 AVIG ist nach Lage der Akten damit nicht widerlegt worden
(vgl. Gerhards, a.a.O., N 87 in  fine zu Art. 15; nach BGE 127 V 478 Erw. 2b/cc
soll es sich sogar um eine nicht widerlegbare Vermutung, d.h. eine Fiktion,
handeln). Wegen der Vermittelbarkeit für die gesuchte Vollzeitstelle fehlt es
in dieser Hinsicht an der Unrechtmässigkeit des Leistungsbezuges, woran die
neue Tatsache der Zusprechung einer halben Rente der Invalidenversicherung
nichts ändert. (...)"

 

                                         Il
TFA ha tuttavia ridotto il guadagno assicurato argomentando:

 

"  (...)

3.2  Die Rechtmässigkeit der Taggeldleistungen
ist im Weiteren unter dem Gesichtspunkt des versicherten Verdienstes zu prüfen,
welcher von der Verwaltung auf Fr. 7150.- festgesetzt worden ist. Die
Ausrichtung einer Rente der Invalidenversicherung stellt nämlich nicht nur im
Hinblick auf die Frage der Vermittelbarkeit (vgl. Erw. 3.1 hievor), sondern
auch betreffend Höhe des  versicherten Verdienstes eine neue Tatsache im Sinne
der prozessualen Revision dar, weshalb grundsätzlich auf dessen Festsetzung
zurückgekommen  werden kann. Dieser Aspekt ist von der Vermittelbarkeit strikte
zu trennen und in Art. 40b AVIV speziell normiert; insbesondere geht es bei der
Vermittelbarkeit nach Art. 15 Abs. 1 AVIG (unter anderem) darum, dass ein Arbeitsloser
"in der Lage" ist zu arbeiten, während die Spezialregelung des
versicherten Verdienstes gemäss Art. 40b AVIV auf die Erwerbsfähigkeit als solche
abstellt.

Die Versicherte hat ihre letzte Stelle wegen
Krankheit auf Ende August 1995 gekündigt und sich per 1. März 1996 bei der
Arbeitslosenversicherung angemeldet, nachdem sie vorher von Juli 1995 bis
Februar 1996 Krankentaggelder bezogen hatte. Am 16. Januar 1997 meldete sie sich bei der Invalidenversicherung zum
Leistungsbezug an; sie erhält mit Wirkung ab dem 1. April 1996 eine halbe
Rente. Damit erlitt die Versicherte während der im März 1996 eingetretenen
Arbeitslosigkeit eine gesundheitsbedingte Beeinträchtigung ihrer
Erwerbsfähigkeit, weshalb Art. 40b AVIV und die darauf gestützte Rechtsprechung
(BGE 127 V 484, ARV 1991 Nr. 10 S. 92) grundsätzlich anwendbar ist. Daran
ändert auch das Wartejahr gemäss Art. 29 Abs. 1 lit. b IVG nichts, denn dieses
setzt nur (aber immerhin) eine Arbeitsunfähigkeit und nicht - wie Art. 40b AVIV
- eine Erwerbsunfähigkeit voraus. Damit führt die neue Tatsache der
nachträglich zugesprochenen Invalidenrente zu einer anderen rechtlichen
Beurteilung im Sinne der prozessualen Revision, und es ändert sich die
Bemessungsgrundlage des versicherten Verdienstes, sodass die Arbeitslosenkasse
gemäss dieser Verordnungsbestimmung und der darauf gestützten Rechtsprechung
(BGE 127 V 484; ARV 1991 Nr. 10 S. 92) den versicherten Verdienst nachträglich
zu Recht um das Mass der Resterwerbsfähigkeit gemäss Invalidenversicherung
(beim hier vorliegenden Invaliditätsgrad von 63 % also auf 37 %) herabgesetzt
hat. Es liegt hier ein analoger Fall zu BGE 127 V 486 Erw. 2b vor, in welchem
Urteil Arbeitslosigkeit und Invalidität ebenfalls zeitlich nahe zusammen lagen
(BGE 127 V 485 lit. A) und mithin die Voraussetzungen des Art. 40b AVIV gegeben
waren. In dieser Hinsicht ist zu berücksichtigen, dass die
Arbeitslosenversicherung auf die Einschätzung der Erwerbsunfähigkeit der
Invalidenversicherung abzustellen hat, da erstere allenfalls die
Arbeitsfähigkeit (Art. 15 Abs. 3 AVIG), nicht aber die Erwerbsfähigkeit zu überprüfen
hat, deckt die Arbeitslosenversicherung doch das Risiko der Invalidität nicht
ab, weshalb ihre Organe eine entsprechende Kontrolle gar nicht vornehmen
können. Da der versicherte Verdienst gemäss Art. 40b AVIV gekürzt werden muss,
ist der Standpunkt der Arbeitslosenkasse begründet. Die Rückforderung, welche masslich
auf einem um 63 % gekürzten versicherten Verdienst beruht, ist daher zu Recht
erfolgt. Die Verwaltung wird in der Folge über das bereits gestellte 
Erlassgesuch zu befinden haben. (...)"

 

                                         Nella
sentenza pubblicata in DTF 127 V 484 la situazione di fatto era la seguente:

 

"  (...)

A.- Du 1er novembre 1993 au 31 octobre 1998 F. a
perçu des indemnités de chômage de la Caisse publique de chômage du canton de
Fribourg (ci-après: la caisse publique). Le 9 août 1993, il avait déposé une
demande de prestations auprès de l'Office de l'assurance-invalidité du canton
de Fribourg. A la suite de la décision du 8 mars 2000
de l'office de l'assurance-invalidité lui reconnais­sant un taux d'invalidité
de 58 pour cent à compter du 1er novembre 1993, la Caisse de compensation interprofessionnelle
AVS de la Fédération romande des syndicats patronaux (FRSP-CIFA) a com­muniqué
à la caisse publique le montant des arrérages de rentes en faveur de F.
(164'784 francs).

Par décision du 26 mai 2000, la caisse publique a
réclamé à l'assuré la restitution, jusqu'à concurrence de 66'502 fr. 65, des indemnités
versées du 1er novembre 1993 au 31 octobre 1998. Le_ montant. soumis à restitution
était proportionnel au degré de l'inca­pacité de gain retenu par l'assurance
invalidité (68 pour cent). Le même jour, la caisse publique a requis de la
FRSP-CIFA la compensation avec des paiements rétroactifs de l'assurance-invalidité
de 65'542 fr. 20, montant qui lui a été versé. La différence, par 960 fr. 45 devait
être remboursée directement par l'assuré." (DTF 127 V 485)

 

                                         L'Alta
Corte ha così concluso:

 

" 
(...)

   c)  En l'espèce, la décision de l'office de I'assurance-invalidité
date du 8 mars 2000. La créance de la caisse publique
n'était donc pas - même partiellement - éteinte par la péremption. Partant. la caisse
était en droit de compenser sa créance avec des arriérés de rentes et de réclamer
directement à I'assuré la restitution du solde non compensable.

   S'agissant du montant soumis à restitution, il
n'est pas contesté et il n'apparaît du reste pas sujet à discussion; il en va
de même en ce qui concerne les modalités de la compensation (voir à ce sujet
DTA 1999 no 39 p. 227). C'est dire, en conclusion, que
la compen­sation pouvait s'opérer sur la totalité du montant de 65'542 fr. 20
et que la caisse était fondée à rendre à l'endroit de l'assuré une déci­sion de
restitution pour le solde de sa créance, par 960 fr. 45. 

   Le recours de droit administratif est dès lors
bien fondé."

(DTF 127 V 490)

 

                               2.4.   Nella
presente fattispecie il TCA è chiamato a pronunciarsi su un caso analogo a quelli
già decisi dal TFA nelle sentenze del 12 febbraio 2004 nella causa B. (C
349/00) e del 26 ottobre 2004 nella causa B. (C 185/01) riprodotta al consid.
2.3.

                                         Pertanto, conformemente a
quanto stabilito dall'Alta Corte in quei  casi, occorre anche qui concludere
che la circostanza che l'assicurata sia stata posta al beneficio di un quarto
di rendita dell'assicurazione per l'invalidità non costituisce un fatto nuovo giustificante
la revisione del conteggio con il quale sono state attribuite all'assicurata
indennità di disoccupazione (cfr. consid. 2.1 e STFA del 12 febbraio 2004 nella
causa  B., C. 349/00) nella misura in cui la ricorrente durante la
disoccupazione e immediatamente prima resta totalmente abile al lavoro nella
professione di impiegata di commercio.

 

                                         Dall'esame della decisione
dell'__________, emerge peraltro che, nel caso
dell'assicurata, il grado d'invalidità del 48% è stato così fissato:

 

"  (...)

Ÿ                                                                             Dalla
documentazione raccolta agli atti ed in particolare dal rapporto stilato dal
consulente in integrazione professionale risulta che lei ha terminato con
successo la riformazione professionale quale impiegata di commercio e può
realizzare un reddito annuo pari a ca. CHF 49'000.--.

Ÿ                                                                             Confrontando
tale reddito con quanto avrebbe potuto conseguire oggi nella sua attività di
docente di scuola elementare se non fosse insorto il danno alla salute (CHF
93'653.--) si determina una perdita di guadagno e quindi un grado AI pari al
48%. (...)" 

(Doc. A4)

 

 

                                         Ora, il guadagno
assicurato della ricorrente di fr. 5545.-- (determinato considerando le
indennità giornaliere versate all'assicurata durante la riformazione
professionale - cfr. Doc. 14 e Doc. 7 - le quali sono state fissate partendo
dallo stipendio percepito nella precedente professione, cfr. art. 23 cpv. 1
LAI: "l'indennità di base ammonta all'80 per cento del reddito del lavoro
conseguito dall'assicurato nell'ultimo periodo di attività esercitata senza
limitazioni dovute a ragioni di salute. Essa ammonta tuttavia almeno al 30 per
cento e al massimo all'80 per cento dell'importo massimo dell'indennità giornaliera
secondo l'articolo 24 capoverso 1") è superiore all'importo mensile di 

                                         fr. 4'083.-- (fr.
49'000.-- considerato dall'AI quale reddito da 12 mesi) conseguibile, su un mercato
di lavoro equilibrato, lavorando quale impiegata di commercio.

                                         In altri termini il
guadagno assicurato non corrisponde al reddito ipotetico da invalido ma è
superiore.

                                         Ci si potrebbe pertanto
chiedere, al fine di non favorire gli assicurati che hanno seguito una
riformazione professionale rispetto agli altri (cfr. STFA del 20 ottobre 2004
nella causa B. C 300-307/00) se l'importo del guadagno assicurato non dovrebbe
essere parzialmente ridotto (e cioè di circa il 26,3%).

 

                                         Siccome l'Alta Corte nelle
recenti sentenze citate (STFA del 26 ottobre 2004 nella causa B., C 185/01) non
ha operato nessuna riduzione nel senso appena descritto, anche il TCA rinuncia
a modificare il guadagno assicurato della ricorrente. 

                                         Di conseguenza il ricorso
deve essere accolto e la decisione impugnata va annullata. 

                                         Gli atti vengono
ritrasmessi alla Cassa di disoccupazione affinché esamini la questione di un
eventuale sovraindennizzo ai sensi dell'art. 69 LPGA, in vigore dal 1° gennaio
2003 (per la situazione precedente, cfr. le sentenze federali 12 febbraio 2004
nella causa B. (C 349/00) e del 26 ottobre 2004 nella causa B. C 185/01, riprodotta
al consid. 2.4).

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto e la decisione impugnata è annullata.

 

                                 2.-   Gli atti
sono ritrasmessi alla Cassa di disoccupazione affinché esamini la questione di
un eventuale sovraindennizzo ai sensi dell'art. 69 LPGA.

 

                                 3.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         La Cassa
disoccupazione CO 1 verserà alla ricorrente 

                                         fr.
500.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti