# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 67eb2a10-e1a8-50aa-bd12-ed30ce31d07b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-12-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 09.12.2016 15.2016.71
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2016-71_2016-12-09.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2016.71

  	
  Lugano

  9 dicembre 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) sul ricorso presentato il 10 giugno 2016 da

 

	
   

  	
  RI 1  

  (patrocinata dall’ PA 1, )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Mendrisio,
o meglio contro i verbali di pignoramento emessi il 1° giugno 2016 nelle
esecuzioni n. __________ e __________ promosse dalla ricorrente nei confronti
di

 

	
   

  	
  PI 1,  

   

  

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Sulla scorta dei precetti esecutivi n. __________ e __________ emessi
rispettivamente il 2 febbraio 2015 e il 19 gennaio 2016 dall’Ufficio di esecuzione (UE) di Mendrisio, la RI 1 procede contro PI 1 per l’incasso di fr. 13'750.– e fr. 6'327.30
oltre ad accessori.

 

                                  B.   Non avendo rinvenuto beni né redditi pignorabili, il 1° giugno 2016 l’UE
ha trasmesso alle parti i verbali di pignoramento e contestualmente gli attestati
di carenza beni relativi alle predette esecuzioni, motivando la propria decisione
nel seguente modo:

                                                   “L’Ufficio non ha accertato presso il debitore la
presenza di beni pignorabili e non ha potuto procedere ad un pignoramento
di salario. 

                                                   Broker
indipendente con entrate mensili irregolari e dichiarate inferiori al minimo d’esistenza.
Coniuge casalinga.

                                                   Così
richiesto dichiara di non possedere beni da sottoporre al pignoramento, né
fondi, mobili o crediti”.

 

                                  C.   Con
ricorso del 10 giugno 2016 la RI 1 si aggrava contro i provvedimenti appena
menzionati, chiedendo che sia fatto ordine all’Ufficio di procedere a ulteriori
verifiche e approfondimenti.

 

                                  D.   Dopo
aver svolto ulteriori indagini, con osservazioni del 9 agosto 2016 l’UE ha
nondimeno concluso per la reiezione del ricorso. PI 1 è invece rimasto silente.

 

                                  E.   Alla
luce degli approfondimenti effettuati dall’Ufficio, con replica del 18 agosto
2016 la ricorrente ripropone in sostanza le medesime argomentazioni, limitando
tuttavia le proprie richieste di accertamento.

 

 

Considerato

 

in diritto:                 1.   Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino
la Camera esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 3 LPR) – entro 10 giorni dalla notifica degli atti impugnati avvenuta
il 3 giugno 2016, il ricorso è in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF).

 

                                   2.   La
ricorrente contesta all’Ufficio di non aver eseguito tutti gli accertamenti
necessari a determinare eventuali beni pignorabili appartenenti all’escusso. Al
riguardo, chiede che l’UE sia invitato ad accertare il reddito effettivo del
debitore, richiamando in particolare le sue dichiarazioni e notifiche di
tassazione, il suo incarto fiscale presso il competente ufficio di tassazione,
l’incarto relativo ai contributi personali presso la Cassa cantonale di compensazione,
l’intera contabilità della sua ditta individuale __________ di PI 1 e della
società D__________ SA con sede a __________, la cui ragione sociale è molto
simile alla ditta individuale D__________ __________, ovvero della coniuge del
debitore. L’insorgente chiede altresì di ottenere la medesima documentazione
per quanto riguarda la moglie dell’escusso, onde accertarne il reddito
effettivo, ritenuto ch’essa è socia e gerente della T__________ Sagl. Domanda
infine di verificare se il debitore è azionista della D__________ SA, mediante
esame dei libri contabili, dell’incarto fiscale e dell’elenco dei titolari
delle azioni al portatore di tale società.

 

                                2.1   Da parte sua, l’Ufficio spiega nelle osservazioni che l’ultimo atto
presente nell’incarto fiscale dell’escusso fa riferimento a un accordo con l’ufficio
di tassazione concernente gli anni fiscali 2013 e 2014, allorquando PI 1
esercitava ancora un’attività lucrativa dipendente e aveva percepito uno
stipendio annuo lordo di fr. 70'049.– nel 2013 e di fr. 50'000.– nel
2014. Siccome il debitore è ormai un lavoratore indipendente, l’UE ritiene che
i documenti fiscali non siano più determinanti ai fini del calcolo del suo
minimo d’esistenza. L’organo esecutivo rileva altresì che la moglie dell’escusso
non è più titolare della ditta individuale D__________, il cui fallimento è stato
sospeso per mancanza d’attivo il 19 novembre 2015, e che la socia e gerente
della T__________ Sagl non è la moglie del­l’escusso bensì tale __________.

 

                                2.2   Preso
atto degli approfondimenti dell’Ufficio, nella replica la ricorrente ribadisce
sostanzialmente le proprie argomentazioni, limitando tuttavia le proprie
richieste di accertamento alla verifica degli incarti personali dell’escusso e
di sua moglie presso la Cassa cantonale di compensazione, della contabilità
della ditta individuale del debitore e dell’elenco dei titolari di azioni al
portatore della D__________ SA.

 

                                   3.   Nell’ambito
del pignoramento l’escusso deve informare esaurientemente l’ufficio circa la
sua sostanza e il suo reddito, fintanto che questi non siano sufficienti a
coprire tutte le esecuzioni che partecipano al pignoramento (cfr. art 91
cpv. 1 n. 2 LEF; DTF 117 III 61 segg.;
Lebrecht, in: Basler Kommentar,
SchKG I, 2a ed. 2010, n. 9 ad art. 91 LEF). Gli uffici sono tenuti a
verbalizzare le dichiarazioni dell’escusso, che le deve sottoscrivere. Nell’al­­lestire
il verbale di pignoramento l’ufficio di esecuzione può di regola attenersi alle
indicazioni fornite dal debitore e non è tenuto a effettuare ulteriori ricerche
sulla base di semplici asserzioni del creditore (Lebrecht, op. cit., n. 12 e 13 ad art. 91). Tuttavia, quand’anche
l’escusso risponda penalmente in caso di distrazione (art. 169 CP) o d’inosservanza
del suo dovere d’informazione (art. 323 n. 2 CP), l’ufficio d’esecuzione non
può limitarsi a registrare acriticamente le sue dichiarazioni, ma deve
attivamente indagare sull’estensione e la composizione del suo patrimonio e
verificare le sue affermazioni qualora dalle informazioni assunte autonomamente
o fornite dall’escutente emergano fondati dubbi sulla loro attendibilità o
completezza (DTF 112 III 80; in ultimo luogo: sentenza della CEF 15.2015.27 del
10 agosto 2015, consid. 2.1). 

 

                                         In
particolare, se il debitore esercita un’attività lucrativa indipendente,
l’ufficio d’esecuzione lo interroga sul genere di attività che svolge, così
come sulla natura e il volume dei suoi affari; stima il reddito, ordinando d’ufficio
le indagini necessarie e assumendo le informazioni che ritiene utili; può
inoltre farsi consegnare i libri contabili e i documenti concernenti l’azienda
del debitore, il quale è tenuto a fornire le indicazioni richieste (art. 91
cpv. 1 n. 2 LEF). In assenza di elementi sicuri, risultanti in particolare da
una contabilità tenuta regolarmente, la determinazione del reddito è effettuata
sulla base degli indizi a disposizione per raffronto tra attività similari e,
se ciò non fosse possibile, mediante valutazione per stima (sentenza del
Tribunale federale 5A_16/2011 del 2 maggio 2011, consid. 2.1; DTF
126 III 91 consid. 3/a; sentenza della CEF 15.2014.85 del 5 novembre 2014, consid.
3.1).

 

                                3.1   Nel caso in rassegna, in seguito al
ricorso l’Ufficio si è limitato a esaminare l’incarto fiscale dell’escusso e a
effettuare ricerche sulla socia e gerente della T__________ Sagl. Pur sapendo
che PI 1 è organo della D__________ SA, la cui ragione sociale è simile a
quella della ditta individuale della moglie, la D__________, nel frattempo
fallita, e ne condivide il recapito, l’UE non ha invece proceduto ad alcun accertamento
sugli eventuali redditi ch’egli percepisce dalla stessa, né sulle eventuali
azioni in suo possesso. E di fronte a evidenti dubbi sull’attendibilità e
la completezza delle dichiarazioni del­l’escusso sui propri redditi, a suo dire limitati a “entrate
mensili irregolari […] inferiori al minimo d’esistenza”, sull’entità delle quali però egli non ha fornito alcuna informazione
né giustificativi, come del resto sui suoi beni – sintomatico al riguardo il
colpevole ritardo con cui ha giustificato la vendita del suo motoveicolo (v. osservazioni
dell’UE, ad 1) –, non emerge dagli atti che l’organo esecutivo abbia
attivamente indagato, secondo i principi previsti dalla giurisprudenza (consid.
2.1), sul reddito da attività lucrativa indipendente che effettivamente
consegue il debitore. L’UE non ha neppure spiegato perché ha rinunciato a
eseguire gli altri accertamenti richiesti dalla ricorrente in punto alle
verifiche presso la Cassa cantonale di compensazione, all’esame della
contabilità della ditta individuale del debitore e dell’elenco dei titolari di
azioni al portatore della D__________ SA.

 

                                3.2   Alla
luce di quanto precede, il ricorso risulta fondato, ciò che giustifica l’annullamento
degli attestati di carenza di beni e il rinvio dell’incarto all’Ufficio
affinché proceda a un nuovo interrogatorio dell’escusso, ingiungendogli di
portare i libri contabili e i documenti concernenti la sua azienda (fatture,
contratti, ricevute, ecc.), nonché gli estratti dei conti bancari e/o postali
suoi e della ditta __________ dall’inizio della sua attività indipendente sino
al momento del nuovo interrogatorio, specie quelli utilizzati per pagare le
pigioni degli appartamenti di __________ e di __________ (doc. D e D1).
L’Ufficio confronterà inoltre i dati così accertati con quelli della Cassa
cantonale di compensazione relativi ai contributi versati dall’escusso e della
moglie dal 2015 in poi. L’organo esecutivo inviterà altresì PI 1,
nella sua qualità di amministratore unico della D__________ SA, a
fornire informazioni sugli eventuali redditi percepiti dalla
società e sulle eventuali azioni da lui detenute, facendosi
consegnare il registro degli azionisti. Provvederà infine a sentire l’escusso
sui dati raccolti e ad allestire su tale base un nuovo verbale di pignoramento.

 

                                   4.   Per
legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è accolto e di conseguenza l’incarto è rinviato
all’Ufficio di esecuzione di Mendrisio, affinché proceda a ulteriori accertamenti
e si determini nuovamente sul pignoramento dei beni di PI 1 nel senso del
considerando 3.2.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –     ;

  –    .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione, Mendrisio.

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.