# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 597a10bb-8559-50cd-a859-a96a6ff8bdbb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-01-18
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera civile dei reclami 18.01.2018 16.2015.80
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_004_16-2015-80_2018-01-18.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2015.80

  	
  Lugano

  18 gennaio 2018/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Giani,
  presidente,

  Fiscalini
  e Stefani

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Jurissevich

  

 

 

sedente
per statuire sul reclamo del 19 novembre 2015 presentato da

 

	
   

  	
   RE
  1  

   

  
	
   

  	
  contro
  la decisione emessa il 19 ottobre 2015 dal Pretore del Distretto di Lugano,
  sezione 1, nella causa n. SE.2014.388 (azione di accertamento dell'inesistenza
  del debito a norma dell'art. 85a LEF) promossa con petizione del 22 ottobre 2014 nei
  confronti di

  	 

 

	
   

  	
   CO
  1 ;

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

esaminati gli atti

 

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Con precetto
esecutivo n. __________ dell'Ufficio esecuzione di Lugano, notificato l'11 ottobre
2013, CO 1 ha escusso la moglie RE 1, dalla quale vive separato, per l'incasso
di fr. 7050.– oltre interessi e spese. Avendo l'escussa interposto
opposizione, con istanza del 14 gennaio 2014 CO 1 ne ha chiesto il rigetto
definitivo al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5. All'udienza del 14
marzo 2014 la convenuta ha concluso per la reiezione dell'istanza dichiarando
di porre in compensazione un proprio credito verso il marito per contributi
alimentari arretrati. Con decisione del 14 marzo 2014 il Pretore, respinta l'eccezione
di compensazione in mancanza di decisione passata in giudicato che fissasse gli
importi a lei dovuti dal marito, ha parzialmente accolto l'istanza e ha
rigettato l'opposizione interposta dalla moglie in via definitiva limitatamente
a fr. 5250.– (inc. SO.2014.171). Il 16 ottobre 2014 l'Ufficio esecuzione
di Lugano ha trasmesso all'escussa la comunicazione della domanda di
realizzazione dei beni compresi nell'esecuzione n. __________ formulata il
medesimo giorno da CO 1.

                                          

                                  B.   Il 22 ottobre 2014 RE
1 ha promosso davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1, un'azione
di accertamento dell'inesistenza del debito fondata sull'art. 85a LEF
per ottenere che, sospesa provvisoriamente l'esecuzione nei suoi confronti, sia
accertata l'inesistenza del credito di fr. 5250.– e che in tale misura sia
annullata l'esecuzione stessa. Invitato a presentare osservazioni, in un
memoriale del 10 novembre 2014 CO 1 ha concluso per la reiezione della petizione.
Statuendo il 12 novembre 2014 il Pretore ha respinto la domanda di sospensione
provvisoria dell'esecuzione (inc. SO.2014.4523). Adita con reclamo del
24 novembre 2014 dall'attrice, con decisione del 14 gennaio 2015 questa Camera
ha annullato il giudizio impugnato e ha rinviato gli atti al primo giudice per
una nuova decisione (inc. 16.2014.64). 

 

                                  C.   Ripristinata la
litispendenza, il 19 ottobre 2015 il Pretore, constatato che l'attrice non
aveva replicato alle osservazioni del 10 novembre 2014 del convenuto, ha
respinto la domanda di sospensione provvisoria dell'esecuzione (inc. SO.2014.4523).
All'udienza del 26 giugno 2015, indetta per la discussione, le parti si sono
confermate nei loro punti di vista e hanno chiesto di richiamare dalla medesima
Pretura l'inc. SO.2014.4523, oltre all'incarto n. 16.2014.64 di questa Camera.
Statuendo con sentenza del 19 ottobre 2015 il Pretore ha respinto la petizione
e posto le spese processuali di fr. 250.– a carico dell'attrice.

 

                                  D.   Contro la decisione
appena citata RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 19 novembre
2015 in cui ne chiede – previo conferimento dell'effetto sospensivo –l'annullamento
e la riforma nel senso di accogliere la petizione. Con decisione del 27
novembre 2015 il presidente di questa Camera ha accordato al reclamo l'effetto
sospensivo. Con lettera dell'8 dicembre 2015 la reclamante ha trasmesso
a questa Camera la decisione del 1° dicembre 2015 del Pretore del Distretto di
Lugano, sezione 5. Nelle sue osservazioni dell'11 gennaio 2016 CO 1 ha concluso
per la reiezione del reclamo. 

 

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   Il termine per
impugnare una decisione in materia di “annullamento o sospensione giudiziali
dell'esecuzione” (art. 85 e 85a LEF) dipende dalla procedura con cui
tale azione è trattata (si veda i nuovi titoli marginali degli articoli art. 85
e 85a LEF). Ove il valore litigioso sia inferiore a fr. 10 000.– e la
causa sia disciplinata dalla procedura semplificata (art. 85a LEF) le
decisioni di prima istanza sono impugnabili mediante reclamo entro trenta
giorni dalla notificazione della decisione (art. 321 cpv. 1 CPC). Nella
fattispecie, il valore litigioso può essere fissato in fr. 5250.– (cfr. sul
valore litigioso di un'azione di accertamento di inesistenza del debito: II CCA
sentenza inc. 12.2012.226 del 26 marzo 2013 consid. 5.2 con riferimenti), donde la competenza di questa Camera (art. 48
lett. d n. 1 LOG). Quanto alla
tempestività del rimedio, la decisione impugnata è pervenuta all'attrice il 20
ottobre 2015. Consegnato alla cancelleria del Tribunale d'appello il 19
novembre 2015, ultimo termine utile, il reclamo è tempestivo.

 

                                   2.   Secondo l'art. 320
CPC con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione del diritto
(lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b). L'autorità di reclamo esamina con pieno potere di cognizione le censure
concernenti l'errata applicazione del diritto – federale,
cantonale o estero – da parte della giurisdizione inferiore. Per quanto
concerne invece i fatti, l'autorità di reclamo ha un potere di cognizione
limitato, potendo rivedere i fatti soltanto se essi sono stati accertati in
modo manifestamente errato. Quanto all'apprezzamento delle prove, esso è
arbitrario solo quando l'autorità inferiore ha manifestamente disatteso il
senso e la rilevanza di un mezzo probatorio o ha omes­so, senza fondati motivi,
di tenere conto di una prova importante, idonea a influire sulla decisione
presa, oppure quando, sulla ba­se degli elementi raccolti, essa ha fatto delle
deduzioni insosteni­bili (DTF 140 III 266 consid. 2.3 con rinvii).

 

                                   3.   Al reclamo RE 1 ha
allegato il decreto supercautelare del 2 giugno 2008 del Segretario assessore
della Pretura di Lugano, sezione 4 (inc. DI.2006.1130, doc. B) e il precetto
esecutivo n. __________ dell'Ufficio esecuzione di Lugano (doc. C). L'8
dicembre 2015 essa ha inoltre trasmesso a questa Camera la decisione del 1°
dicembre 2015 del Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5 (inc.
SO.2014.5081, doc. D). Con le osservazioni al reclamo CO 1 ha prodotto la
decisione del 9 ottobre 2013 del Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4
(inc. CA.2013.343) e dei documenti concernenti l'apertura del conto __________
presso la banca B__________, __________. Tutta la documentazione in questione,
non sottoposta al Pretore, è inammissibile, l'art. 326 cpv. 1 CPC vietando alle
parti di avvalersi davanti all'autorità di reclamo di nuove conclusioni, nuovi
fatti o nuovi mezzi di prova (Jeandin
in: Code de procédure civile commenté, Basilea 2011, n. 2 ad art. 326). 

 

                                   4.   Nella decisione
impugnata il Pretore dopo avere rilevato che  l'inc. SO.2014.4523 era già agli
atti del procedimento, ha respinto la richiesta di richiamare l'inc. 16.2014.64
poiché inutile, la relativa sentenza, già agli atti, essendo sufficiente. Egli
ha poi considerato che l'azione di accertamento dell'inesistenza del debito a
norma dell'art. 85a LEF è in sé ammissibile, “anche
se l'opposizione interposta dalla debitrice al PE di cui trattasi è stata respinta
in via definitiva, ma entro certi limiti, perché quella decisione è munita di
regiudicata e pertanto l'azione ex 85a LEF è limitata alle eccezioni
risultanti da quella stessa decisione di rigetto, rispettivamente se poggia su
dei veri nova” e ha stabilito che nel caso concreto i menzionati
presupposti non sono adempiuti. Ne ha concluso, il primo giudice, che  “questo
strumento difensivo risulta essere inaccessibile all'attrice, che dovrà pertanto
pagare il credito vantato dal convenuto e agire semmai in ripetizione dell'indebito
pagamento ex art. 86 LEF”. Ciò posto egli ha respinto la petizione. 

 

                                   5.   La
reclamante lamenta il fatto che il Pretore non ha tenuto conto del decreto
supercautelare del 2 giugno 2008 con cui il Segretario assessore della
Pretura di Lugano, sezione 4 ha obbligato il convenuto a versarle
un contributo di mantenimento in suo favore di fr. 3000.– mensili e uno di fr.
1675.– mensili per ogni figlio. A suo parere tale decreto, che costituisce il
titolo di rigetto definitivo dell'opposizione alla base della decisione del 22
febbraio 2010 della Camera di esecuzione e fallimenti, figurerebbe agli atti se
il primo giudice non avesse a torto respinto la sua richiesta di edizione dell'inc.
16.2014.64. Per di più tale decisione avrebbe permesso altresì di dimostrare che
il suo credito di fr. 16 829.70 nei confronti del convenuto è tuttora esistente,
quantunque l'esecuzione di cui al PE n. __________ sia ormai perenta. In tali circostanze,
il Pretore avrebbe dovuto giungere alla conclusione che il debito oggetto dell'esecuzione promossa dal marito si è estinto per
compensazione e accogliere di conseguenza la sua petizione. Tanto più, essa
epiloga, che la sua obiezione di compensazione avrebbe dovuto in realtà essere
accolta già nella procedura di rigetto definitivo dell'opposizione.

 

                                         a)   Per
l'art. 85a cpv. 1 LEF, l'escusso può domandare in ogni tempo al
tribunale del luogo dell'esecuzione di accertare l'inesistenza del debito, la
sua estinzione o la concessione di una dilazione. Come nell'azione in
disconoscimento di debito (art. 83 LEF), anche nell'azione di accertamento di
inesistenza del debito il creditore, che vi è convenuto, è tenuto a dimostrare
il fondamento del proprio credito (art. 8 CC), mentre spetta al debitore/attore
sostanziare le eccezioni liberatorie, delle quali si prevale per dimostrare l'inesistenza
del debito: l'inversione dei ruoli processuali non comporta in altri termini
anche il capovolgimento dell'onere della prova a danno del debitore e attore.
Questo mezzo di difesa dell'escusso, che nella sistematica si affianca a quelli
previsti dagli art. 85 e 86 LEF, è condizionato dall'esistenza di un'esecuzione
in corso, nell'ambito della quale il precetto è divenuto esecutivo (DTF 125 III
149 consid. 2c; sentenza del Tribunale federale 4A_224/2017 del 27 giugno 2017 consid.
3; II CCA sentenza inc. 12.2012.116 del 20 settembre 2013 consid. 9 con riferimenti),
com'è pacificamente il caso nella fattispecie, il Pretore del Distretto di
Lugano, sezione 5 avendo rigettato in via definitiva l'opposizione interposta
da RE 1 al PE (n. __________ dell'Ufficio esecuzione di Lugano) fattole
notificare dal marito (inc. SO.2014.171).

 

                                         b)   Nella
fattispecie nemmeno la reclamante contesta il credito vantato da CO 1, al quale
sostanzialmente oppone in compensazione contributi alimentari da lui non
versati. Ora, come in sede di rigetto definitivo (cfr. CEF sentenza inc. 14.2015.234
del 6 aprile 2016, nota alle parti), anche in un'azione di
accertamento dell'inesistenza del debito ai sensi dell'art. 85a LEF l'escusso
non può sollevare motivi di estinzione del debito che avrebbe potuto già
sollevare nella procedura che ha portato alla sentenza sulla base della quale è
stata rigettata l'opposizione in via definitiva. In altre
parole, tenuto conto dell'autorità di
cosa giudicata della decisione alla base del rigetto definitivo, nell'ambito di
una successiva azione di accertamento dell'inesistenza del debito a norma dell'art.
85a LEF, l'attore può prevalersi unicamente di ec­ce­zioni attinenti al
dispositivo di quest'ultima decisione (quali la condanna a un pagamento
condizionato) – e non della decisione con cui è stata rigettata in maniera definitiva
l'opposizione – o di fatti nuovi (veri
nova), ovvero quelli intervenuti dopo il passaggio in giudicato della
decisione (come ad esempio la prescrizione, l'estinzione del debito, la proroga dell'esigibilità), ma non temi che erano già oggetto di una precedente
sentenza (sentenze del Tribunale federale 5A_270/2013 del 26 luglio 2013
consid. 5.1.2 pubblicata in: RSPC 2013, pag. 522; 5A_591/2007 del 10 aprile
2008 consid. 3.2.2 pubblicata in: SJ 2008 I pag. 353 e 5C.234/2000 del 22
febbraio 2001 consid. 2b pubblicata in: SJ 2001 I pag. 443; v. anche CCC
sentenza inc. 16.2005.140 del 4 ottobre 2006 consid. 8).

 

                                         c)   In
concreto, l'attrice ha prodotto la decisione emessa il 22
febbraio 2010 dalla Camera di esecuzione e fallimenti (inc. 14.2009.105, doc.
B), ma una sentenza di rigetto dell'opposizione, sia esso provvisorio o
definitivo, non è una decisione esecutiva secondo l'art. 80 LEF, poiché non
condanna il convenuto al pagamento di una somma di denaro o alla prestazione di
una garanzia, ma dispiega solo effetti di diritto esecutivo,
senza regiudicata quanto all'esistenza del credito (DTF 136 III 587
consid. 2.3; sentenza del Tribunale federale 5A_533/2017
del 23 ottobre 2017 consid. 4). La procedura di rigetto dell'opposizione,
fondata in linea di principio su prove documentali, non ha lo scopo di
constatare l'esistenza del credito posto in esecuzione, ma l'esistenza di un
titolo esecutivo, il giudice del rigetto non statuisce quindi sul
merito della pretesa posta in esecuzione, ma si limita a rigettare l'opposizione
ove l'istante abbia prodotto un titolo nel senso degli art. 80 o 82 cpv. 1 LEF (CEF sentenza inc. 14.2016.128 del 4 novembre 2016 consid. 5.2).
La validità di tale decisione è quindi da un canto limitata a quella procedura
di rigetto dell'op­posi­zione, senza costituire un “titolo” di
rigetto definitivo dell'opposizione, mentre d'altro canto il richiedente può introdurre
una nuova istanza di rigetto dell'opposizione. Quanto al decreto supercautelare del 2 giugno 2008 del Segretario
assessore della Pretura di Lugano, sezione 4, nell'incarto 16.2014.64 di
questa Camera non figurava e dunque quand'an­che il Pretore lo avesse richiamato, come chiesto dall'attrice, esso non sarebbe stato agli
atti di questo procedimento. 

 

                                         d)   Si
volesse, per avventura, considerare come prova del credito opposto in
compensazione da RE 1 il predetto decreto supercautelare del 2 giugno 2008, i
cui estremi sono menzionati nel decreto cautelare del 15 aprile 2014 del
Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, prodotto da CO 1 con le
osservazioni all'istanza, ciò non gioverebbe comunque sia alla posizione della
reclamante. In effetti, il mancato pagamento dei contributi alimentari da parte
del marito è senz'altro precedente al credito di lui di modo che la reclamante
avrebbe dovuto sollevare l'obbiezione di compensazione già nella procedura che
ha portato alle sentenze che hanno costituito il titolo di rigetto definitivo
dell'opposizione. Essa non spiega perché ciò non le sarebbe stato possibile né
adduce altre eccezioni che le avrebbero permesso di ottenere l'accertamento
dell'inesistenza del debito fatto valere dal marito. Ne segue che il reclamo,
infondato, deve essere respinto. 

 

                                   6.   Le spese processuali
seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si giustifica riconoscere ripetibili
all'opponente, egli, non patrocinato da un legale, non avendo motivato i
requisiti per ottenere un'indennità d'inconvenienza (art. 95 cpv. 3 lett. c CPC).

 

 

Per questi motivi, 

 

 

decide:                     1.   Nella misura in cui
è ricevibile, il reclamo è respinto. 

 

                                   2.   Le spese processuali
di fr. 350.– sono poste a carico della reclamante.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –  
  ;

  –  
  .

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 1.

 

 

Per
la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore
litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie
in materia di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta
giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti
dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.