# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3e6b556c-3f92-55a5-8ca1-58a8b82c7c69
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-09-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 22.09.2005 60.2005.287
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2005-287_2005-09-22.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2005.287

   

  	
  Lugano

  22 settembre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Daniela Rüegg,
  vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso 1/2.9.2005 presentato da

 

 

	
   

  	
  RI 1 , 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 29.8.2005 del giudice dell’istruzione e dell’arresto
  Claudia Solcà in materia di assistenza giudiziaria;

  

 

 

richiamate le osservazioni 6.9.2005 del sostituto procuratore
pubblico Andrea Pagani e 12/13.9.2005 del giudice dell’istruzione e
dell’arresto, di cui si dirà in seguito;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto

 

a.Nell’ambito
di due procedimenti penali ancora pendenti allo stadio delle informazioni
preliminari presso la polizia (inc. MP __________ e MP __________), con duplice
istanza 23/25.8.2005 RI 1 ha postulato la nomina di un difensore d’ufficio e la
concessione del beneficio del gratuito patrocinio.

 

 

b.     
Con decisione 29.8.2005 il giudice
dell’istruzione e dell’arresto ha respinto la duplice richiesta 23/25.8.2005,
rilevando tra l’altro che la fattispecie in esame, in base alla giurisprudenza
del Tribunale federale, è da considerarsi un “Bagatelldelikt”, essendo
un caso di minore importanza (cfr. decisione 29.8.2005, p. 1). Delle altre
motivazioni si dirà, laddove necessario, nei considerandi di diritto.

 

 

c.     
Con il presente tempestivo gravame RI 1
postula l’assegnazione di un difensore d’ufficio, ritenendo parimenti che “(...)
le spese, deve assumersele la persona che ha causato questa situazione e non la
sottoscritta, e poiché attualmente devo far fronte a un debito (...) che dovrebbe
pagare il signor __________” (ricorso 1/2.9.2005). Ritiene inoltre che la
sua situazione non sarebbe da considerarsi di minore importanza, avendo a che
fare “(...) con una persona, il signor __________ __________, la quale è
prepotente, violenta e pronta a tutto pur di storcere denaro a chiunque”
(ricorso 1/2.9.2005). Delle sue altre motivazioni si dirà, se indispensabile,
in seguito.

 

 

d.     
Con osservazioni 6.9.2005 il sostituto
procuratore pubblico evidenzia, in sintesi, che per entrambi i procedimenti
penali ancora pendenti nella fase delle informazioni preliminari presso la
polizia, non sarebbero adempiuti i presupposti per l’assegnazione di un difensore
d’ufficio e per la concessione del gratuito patrocinio, chiedendo
contestualmente la reiezione del gravame (cfr. osservazioni 6.9.2005). Il
giudice dell’istruzione e dell’arresto, dal canto suo, ha comunicato di non
avere osservazioni da formulare (cfr. osservazioni 12/13.9.2005).

 

in diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         Il
principio, l'estensione ed i limiti del diritto all'assistenza giudiziaria
gratuita sono determinati innanzitutto dalle norme di diritto procedurale
cantonale. Solo quando esso non contenga disposizioni in proposito, o non
assicuri all'accusato indigente una sufficiente difesa dei suoi diritti,
possono essere invocati gli art. 29 cpv. 3 Cost. fed. (secondo cui chi non
dispone dei mezzi necessari ha diritto alla gratuità della procedura se la sua
causa non sembra priva di probabilità di successo ed al patrocinio gratuito
qualora la presenza di un legale sia necessaria per tutelare i suoi diritti;
cfr. art. 4 vCost. fed.) e 6 cifra 3 lit. c CEDU [secondo cui ogni accusato ha
il diritto di difendersi da sé o avere l'assistenza di un difensore di propria
scelta e, se non ha i mezzi per ricompensare un difensore, poter essere
assistito gratuitamente da un avvocato d'ufficio quando lo esigano gli interessi
della giustizia (prescrizione che non assicura tuttavia una protezione più
estesa rispetto a quella costituzionale)], norme che garantiscono un minimo di
protezione giuridica (cfr. decisioni TF 1P.765/2004 del 22.6.2005, 1P.500/2003
del 5.12.2003, 1P.542/2003 del 20.10.2003, 1P.128/2002 del 9.4.2002, pubblicata
in RDAT 65/II - 2002, e 12.2.2001 in re J., pubblicata in RDAT 56/II - 2001;
DTF 129 I 281 e 127 I 202).

 

                                         1.2.

                                         1.2.1.

                                         Giusta
l'art. 26 della legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria
(Lag) il beneficio del gratuito patrocinio nella procedura penale - che ha
effetto a partire dal momento della presentazione della domanda - è concesso
dal giudice dell'istruzione e dell'arresto, esperite le necessarie indagini, a
chi giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese della difesa. 

 

                                         Questa
disposizione concretizza il disposto di cui all'art. 3 Lag: l'istituto
dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica indigente, che non
ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle
spese di patrocinio, la tutela adeguata dei suoi diritti davanti alle Autorità
giudicanti del Cantone. L'art. 3 Lag "(…) riprende i principi espressi
dall'art. 52 cpv. 1 e cpv. 2 CPP (vCPP), con l'aggiunta del momento a
partire dal quale il beneficio esplica i suoi effetti (…)" (messaggio
n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 26). Al di là del tenore letterale
dell'art. 52 vCPP, l'assistenza giudiziaria veniva nondimeno accordata solo nei
casi in cui fossero dati gli estremi della difesa obbligatoria (art. 49 cpv. 2
e 3 vCPP), ritenuto che non sarebbe stato corretto che lo Stato dovesse finanziare
"(…) una difesa oggettivamente non necessaria" e che "anche
se l'indigente ha già scelto un patrocinatore, la sua istanza di gratuito
patrocinio dovrà essere respinta quando gli interessi della giustizia non
rendano necessario l'intervento di un difensore" (M. RUSCA / E.
SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano
1997, n. 3 ad art. 52 vCPP; cfr. anche n. 2 ad art. 73 vCPP). Il medesimo principio
deve quindi valere anche per l'art. 26 Lag, come del resto emerge dai lavori
preparatori ("trattandosi di un diritto relativo, la concessione del
gratuito patrocinio e dell'assistenza giudiziaria è subordinata alla realizzazione
di alcune condizioni, segnatamente l'indigenza del richiedente, il cosiddetto
fumus boni juris, ossia la probabilità di esito positivo nella causa, fatta
eccezione per i processi penali, e la necessità di una protezione giuridica che
legittima la designazione di un avvocato", rapporto n. 5123 del
17.4.2002 e messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag). 

 

                                         1.2.2.

                                         Secondo
la giurisprudenza del Tribunale federale, chi non dispone dei mezzi necessari
ha diritto al gratuito patrocinio quando i suoi interessi sono colpiti in
misura importante e la fattispecie presenta difficoltà di fatto e di diritto
che superano le capacità dell'accusato e che quindi rendono necessaria la
presenza di un patrocinatore (decisione TF 1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 127 I
202). In ambito penale questo è segnatamente il caso quando, indipendentemente
dalle difficoltà di fatto e di diritto, l'accusato si debba attendere l'irrogazione
di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale della stessa o
l'assunzione di misure privative della libertà personale; nei casi in cui la
verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi si devono considerare le difficoltà
giuridiche e fattuali della procedura, alle quali l'interessato non è in grado
di far fronte (per es. la complessità delle questioni giuridiche e procedurali,
la facoltà di difendersi efficacemente nella procedura). Nel caso di evidenti
reati minori ("Bagatelldelikte"), ove entri in considerazione
solo una multa o una pena privativa della libertà di poco conto, il Tribunale
federale nega invece il diritto costituzionale al gratuito patrocinio (cfr.
art. 2 cpv. 1 Lag; decisioni TF 1P.739/2004 del 24.1.2005, TF 1P.553/2002 del
18.11.2002, 1P.411/2002 del 6.11.2002, e 1P.263/2002 del 28.8.2002; DTF 128 I
225, 126 I 194, 122 I 49 e 275, 120 Ia 43; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA,
op. cit., n. 2 e 18 ss. ad art. 49 vCPP; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN,
Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005, § 40 n. 11 e 16; G.
PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 1259 ss.; B. CORBOZ, Le
droit constitutionnel à l'assistance judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.).

                                         

                                         1.3.

Secondo il Tribunale federale anche la parte lesa può
di principio invocare l’art. 29 cpv. 3 CP nell’ambito di un procedimento penale
(decisione TF 1P.427/2002 del 4.6.2003 e riferimenti). Occorre verificare in
ogni singolo caso se i presupposti previsti da questa disposizione sono
adempiuti: secondo la prassi costante l’assistenza giudiziaria per una parte lesa
richiede l’adempimento di tre presupposti cumulativi, segnatamente l’indigenza
del richiedente, la sua posizione di parte con probabile esito positivo (“Nichtaussichtslosigkeit
seines Parteistand-

punktes”)
rispettivamente che le sue pretese non siano sprovviste di fondamento e,
infine, la necessità di una protezione giuridica che legittima la designazione
di un avvocato (decisione TF 1P.427/2002 del 4.6.2003 e riferimenti; DTF 123 I
147 e riferimenti). Appare pertanto che per quanto concerne la posizione della
parte lesa occorre prendere in considerazione il cosiddetto fumus boni juris
- ossia la probabilità di esito positivo nella causa - che di principio nei
processi penali non viene esaminato (cfr. rapporto n. 5123 del 17.4.2002 sulla
Lag, p. 1).

 

La legge cantonale ticinese prevede alla disposizione
di cui all’art. 71 CPP che la parte civile può avvalersi in ogni stadio della
procedura dell’assistenza di un patrocinatore. Inoltre, il beneficio
dell’assistenza giudiziaria è concesso, a chi giustifica di non essere in grado
di sopperire alle spese del processo, dal giudice dell’istruzione e
dell’arresto; ha effetto a partire dal momento della presentazione della
domanda ed è commisurato alla situazione economica della persona richiedente e
può estendersi alla dispensa, totale o parziale, dal pagamento della tassa di
giustizia e delle spese; all’anticipazione, totale o parziale, da parte dello
Stato delle spese di prova cui è ammessa la persona richiedente e
all’ammissione, totale o parziale, al gratuito patrocinio (art. 31 Lag). Questa
disposizione corrisponde all’art. 73 cpv. 2 vCPP: la nuova disposizione precisa
soltanto che il beneficio del gratuito patrocinio esplica i suoi effetti dalla
presentazione della domanda (rapporto sul messaggio n. 5123 del 17.4.2002 sulla
Lag, ad art. 31). Il concetto di “non essere in grado di sopperire alle spese
del processo” coincide con quello relativo all’accusato (M. RUSCA / E. SALMINA
/ C. VERDA, op. cit., n. 1 ad art. 73 vCPP; cfr. anche n. 9 ad art. 52 vCPP).

 

 

2.Come
esposto, sono in atto due procedimenti penali pendenti nella fase delle
informazioni preliminari concernenti RI 1, i cui incarti sono attualmente
presso la polizia (cfr. osservazioni SPP 6.9.2005). 

 

                                         Il
sostituto procuratore pubblico rileva che nell’ambito del primo procedimento RI
1 avrebbe assunto la veste di querelata, avendo __________ __________ sporto
querela nei suoi confronti per titolo di vie di fatto (art. 126 cpv. 1 CP) “(...)
in relazione ad un episodio asseritamente avvenuto il __________, allorché”
la stessa “(...) avrebbe sferrato un ceffone al querelante”
(osservazioni SPP 6.9.2005). Osserva al proposito che “a non averne dubbio,
l’eventuale reato che si può oggi ipotizzare a carico della querelante è un
cosiddetto “Bagatelldelikt”, in presenza del quale la consolidata prassi”
della Camera dei ricorsi penali “(...) non concede l’assistenza giudiziaria“
(osservazioni SPP 6.9.2005). 

                                         Per
quanto concerne, per contro, il secondo procedimento penale, il magistrato
inquirente evidenzia che RI 1 riveste il ruolo di querelante, avendo la stessa querelato
__________ __________ per l’ipotesi di reato di minaccia (art. 180 cpv. 1 CP),
osservando in ogni modo che “anche in questo caso la fattispecie non impone
accresciute difficoltà fattuali o giuridiche tali da imporre la presenza di un
difensore d’ufficio” (osservazioni SPP 6.9.2005).

 

Ora, nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena
è di poco conto - come emerge dalle osservazioni 6.9.2005 del sostituto
procuratore pubblico e come già rilevato in precedenza dal Ministero pubbilico
(AI 4, inc. GIAR __________) - si devono esaminare l’eventuale complessità
della procedura e le possibili difficoltà dell’interessato al proposito.

Tenuto conto delle considerazioni del magistrato
inquirente, non appare che i procedimenti in corso in cui RI 1 riveste il ruolo
di querelante, rispettivamente di querelata, presentino difficoltà particolari
di fatto e non sembrano nemmeno imporre approfondimenti specifici dal profilo
giuridico. La ricorrente del resto nemmeno lo sostiene. Essa, infatti, afferma
soltanto che sarebbe costretta a saldare un debito “(...) che dovrebbe
pagare il signor __________, il quale non fa assolutamente niente per
restituirmi il denaro che gli ho prestato, precisando che mi è stato storto
sotto minaccia, per questo motivo ho bisogno dell’aiuto indispensabile di un
avvocato” (ricorso 1/2.9.2005).

 

Per il che, si deve concludere che la ricorrente
appare in grado di spiegare le sue ragioni sia in veste di querelante, sia in
veste di querelata anche senza l’ausilio di un patrocinatore, non essendo
impedita in questo modo di difendere efficacemente i suoi interessi.

 

Non si impone pertanto la designazione di un difensore
e quindi neppure la concessione del gratuito patrocinio, gli interessi della
ricorrente non essendo colpiti in misura importante ed entrambi i casi non presentando
difficoltà tali da rendere necessaria l’assistenza di un avvocato. È quindi
superfluo l’esame della situazione economica.

 

 

3.Il
ricorso è respinto. Tassa di giustizia e spese sono poste a carico della
ricorrente, soccombente.

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 1 ss. Lag, 56bis CPP, 1 ss. e 39 lit. f
LTG e ogni norma applicabile,

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di CHF 50.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF
100.-- (cento), sono poste a carico di RI 1, __________.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                   3.   Intimazione:

                                         

 

 

 

	
  terzi
  implicati

  	
  PI 1 

   

  

Per la Camera dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                             La
segretaria