# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2088b5ec-2a0d-562e-a8cf-aee9600c4a96
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-03-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 01.03.2006 52.2006.10
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2006-10_2006-03-01.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2006.10

   

  	
  Lugano

  1 marzo 2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretaria:

  	
  Katia Baggi Fiala, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 9 gennaio 2006 della

 

 

	
   

  	
  RI 1
  

  patrocinata da: PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 6 dicembre 2005 (n. 5828) del Consiglio
  di Stato, che ha accolto entrambe le impugnative della CO 1 ed ha dichiarato
  nulle le deroghe d'orario concesse dalla polizia comunale di __________ al RI
  1 (limitatamente all'assegnazione di tasse, spese e ripetibili);

   

  

 

viste le risposte:

-    11 gennaio 2006 del
Dipartimento delle istituzioni, Sezione dei permessi e dell'immigrazione;

-    12 gennaio 2006 di CO 1;

-    19 gennaio 2006 del CO 2;

-    18 gennaio 2006 del
Consiglio di Stato;

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che la
RI 1, qui ricorrente, è titolare dell'autorizzazione a gestire l'omonimo hotel,
situato a __________;

 

che nel corso del 2005 il comando della Polizia comunale di __________
ha più volte concesso alla ricorrente, che ne aveva fatto esplicita richiesta,
di mantenere aperto l'esercizio pubblico oltre gli usuali orari d'apertura;

 

che, avverso due delle numerose deroghe d'orario concesse, la
CO 1, titolare dell'autorizzazione a gestire la discoteca di __________, è
insorta dinanzi al Consiglio di Stato, postulandone l'annullamento;

 

che, con giudizio 6 dicembre 2005 il Governo ha accolto entrambi
ricorsi, dichiarando nulle le decisioni impugnate in quanto rilasciate da
un'autorità incompetente;

 

che le spese e la tassa di giudizio, per complessivi fr.
500.-, sono state poste a carico della RI 1, la quale è inoltre stata condannata
al pagamento di fr. 800.-, a titolo di ripetibili, alla CO 1 (dispositivo n.
2);

 

che avverso il predetto giudizio governativo, la RI 1 si
aggrava ora dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, limitatamente al
dispositivo n. 2;

 

che all'accoglimento del gravame si oppongono sia il
Consiglio di Stato, senza formulare osservazioni, sia la CO 1 con argomentazioni
di cui si dirà - per quanto necessario - in appresso;

 

che tanto il municipio, quanto la Sezione dei permessi e
dell'immigrazione si rimettono invece al giudizio di questa corte;

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         che la
competenza del Tribunale cantonale amministrativo può essere ammessa in base
all'art. 71 cpv. 3 LEsPubb, interpretato in modo estensivo al fine di
rispondere alle esigenze poste dall'art. 6 CEDU (STA 3 settembre 2003 in re S. S.;
6 settembre 2002 in re C; STA 11 gennaio 2002 in re B.);

 

che la legittimazione attiva della
ricorrente è certa; il ricorso, tempestivo è dunque ricevibile in ordine e può
essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm);

 

che, nella misura in cui dichiara nulle
entrambe le decisioni impugnare, in materia di deroghe d'orario, la risoluzione
governativa non è stata contestata ed è quindi cresciuta in giudicato: l'impugnativa
verte unicamente sulle tasse e le ripetibili addebitate in toto all'insorgente;

 

che, giusta l'art. 28 PAmm, il Consiglio di
Stato quale autorità di ricorso può applicare alle proprie decisioni una tassa
di giustizia variante da fr. 10.- a fr. 10'000.-, a seconda della natura pecuniaria
o meno del procedimento;

 

che la tassa di giustizia va posta, di
regola, a carico della parte soccombente e deve rispettare i principi di
copertura dei costi e di equivalenza (Borghi/Corti, op. cit., n. 2 ad art. 28
PAmm); la tassa deve, in particolare, risultare adeguatamente commisurata al
dispendio amministrativo occasionato dall'impugnativa;

 

che soccombente è da intendersi la parte che
propone un ricorso infondato o che resiste senza successo ad un ricorso
fondato;

 

che, di principio, anche l'ente pubblico, in
quanto parte di un procedimento ricorsuale, può essere chiamato a sopportare le
spese;

 

che nell'evenienza concreta, il Consiglio di
Stato ha accolto i ricorsi inoltrati dalla CO 1 dichiarando nulle entrambe le
decisioni impugnate;

 

che la RI 1, patrocinata da un avvocato, ha
resistito, chiedendo la reiezione di entrambi i gravami; anche il municipio ha
resistito senza successo;

 

che, ritenuto che il municipio è comparso in
causa soltanto per motivi derivanti dalla sua funzione e non per tutelare i
propri interessi particolari (STA 30 ottobre 1992 in re C., in RDAT I - 1993 N.
19), il Consiglio di Stato non ha violato il diritto ponendo interamente a
carico della RI 1 l'intera tassa di giustizia;

 

che la tassa di giustizia applicata appare adeguatamente
commisurata al dispendio lavorativo occasionato dall'impugnativa;

 

che in tema di ripetibili giova ricordare
che giusta l'art. 31 PAmm il Consiglio di Stato e il Tribunale cantonale
amministrativo condannano la parte soccombente al pagamento di un'indennità
alla controparte;

 

che l'assegnazione di ripetibili alla parte
vincente, rappresentata da un avvocato iscritto nel registro cantonale, è
obbligatoria;

 

che, di principio, anche l'ente pubblico, in
quanto parte di un procedimento ricorsuale, può essere condannato al pagamento
di un'indennità alla parte vincente; occorre tuttavia debitamente considerare
la particolarità della sua comparsa in causa;

 

che la condanna dell'ente pubblico
soccombente al pagamento di un'indennità alla controparte si giustifica
soltanto se lo stesso è comparso in causa quale unico antagonista della parte
che ha avuto successo; in questi casi, il fatto che abbia partecipato alla lite
soltanto per i motivi derivanti dalla sua funzione di autorità decidente non
permette di dispensarlo dal pagamento di un'indennità alla parte vincente (Borghi/Corti,
op. cit., N. 2 ad art. 31 Pamm; RDAT I - 1993, n. 19);

 

che, a torto, la RI 1 chiede di essere
liberata dall'obbligo di rifondere alla CO 1, vincente dinanzi al Consiglio di
Stato, un'indennità per ripetibili;

 

che, come già detto, sia la RI 1 che il
comune, hanno resistito senza successo;

 

che avendo il comune partecipato al
procedimento ricorsuale al fianco della qui ricorrente, il Consiglio di Stato
non ha violato il diritto addossando le ripetibili esclusivamente alla RI 1;

 

che interessato all'esito della procedura di
ricorso di prima istanza non era infatti il comune, bensì la RI 1 che ha
chiesto il rilascio delle deroghe d'orario, poi dichiarate nulle;

 

che per il calcolo dell'indennità,
l'autorità amministrativa si appoggia alla TOA; occorrerà pertanto avere
riguardo dell'insieme delle circostanze (RDAT II - 1994 n. 12);

 

che in concreto l'importo calcolato dall'autorità
di prime cure non viola la TOA ed appare equo e ragionevole;

 

che di conseguenza il ricorso va respinto;

 

che, dato l'esito, anche per questa sede la
tassa di giustizia e le ripetibili vanno addebitate alla ricorrente.

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 38, 71 cpv. 3 LEsPubb; 3, 28, 31, 60,
61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 300.- è posta a carico della ricorrente, che rifonderà alla CO
1 fr 200.- a titolo di ripetibili.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  .

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. Grease
  SA, 6900 Lugano, 

  1 patrocinata da: avv. Nello Bernasconi, 6903
  Lugano 3 Stazione Caselle, 

  2. Municipio
  di Paradiso, 6900 Paradiso, 

  3. Dipartimento
  delle istituzioni, Sezione permessi e immigrazione, 6500 Bellinzona, 

  4. Consiglio
  di Stato, 6500 Bellinzona, 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria