# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1c881c91-c18e-57ae-b534-ddc476f4ece8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-12-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 03.12.2004 52.2004.343
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2004-343_2004-12-03.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2004.343

   

  	
  Lugano

  3 dicembre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi e Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 11 ottobre 2004 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patrocinata dall' PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 21 settembre 2004 (n. 4220) del
  Consiglio di Stato, che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la decisione 13 luglio 2004 del Dipartimento delle istituzioni,
  Sezione dei permessi e dell'immigrazione, in materia di rilascio di un permesso
  di dimora (cambiamento di cantone);

  

 

 

viste le risposte:

-    14 ottobre 2004 del
Dipartimento delle istituzioni,

-    19 ottobre 2004 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

che con decisione 13 marzo 2000, l'allora
Ufficio federale degli stranieri (UFDS; ora dell'immigrazione,
dell'integrazione e dell'emigrazione: IMES) ha vietato l'entrata in Svizzera
alla cittadina bosniaca M__________ (1977) fino al 12 marzo 2002, in quanto
ella era giunta in maniera irregolare nel nostro Paese il 31 dicembre 1999 e vi
aveva soggiornato illegalmente fino al 5 gennaio 2000;

 

che il 22 gennaio 2001 la ricorrente è stata
comunque autorizzata a entrare in Svizzera per permetterle di sposarsi, il
giorno successivo a Küsnacht (ZH), con il cittadino elvetico __________ (1953);

 

che a seguito del matrimonio, le autorità
zurighesi le hanno rilasciato un permesso di dimora, in seguito regolarmente
rinnovato, l'ultima volta fino al 22 gennaio 2005;

 

che il 5 luglio 2001 la Sezione dei permessi
e dell'immigrazione del Dipartimento delle istituzioni del cantone Ticino ha
autorizzato l'insorgente a esercitare un'attività lucrativa presso un esercizio
pubblico del Bellinzonese fino al 22 gennaio 2002 ("consenso" giusta
gli art. 8 cpv. 2 LDDS e 14 cpv. 5 ODDS);

 

che tale autorizzazione è stata rinnovata
contestualmente al permesso di dimora fino al 22 gennaio 2005;

 

che con sentenza 31 dicembre 2002,
confermata su ricorso il 30 giugno 2003 dall'alta Corte di B__________, il
Tribunale di Z__________ (BiH) ha sciolto per divorzio il matrimonio dei coniugi
K__________;

 

che con giudizio di delibazione dell'11
febbraio 2004 il Gemeindeamt del canton Zurigo ha riconosciuto e reso esecutiva
la decisione di divorzio pronunciata dalle autorità bosniache, che è poi stata
iscritta il 26 febbraio successivo nel registro delle famiglie del comune di
Bäretswil (ZH), luogo d'origine di;

 

che il 23 marzo 2004 RI 1 ha chiesto alla
Sezione dei permessi e dell'immigrazione il rilascio di un permesso di dimora
(cambiamento di cantone) per vivere a Bellinzona, dove già lavora come aiuto
cucina in virtù del "consenso" menzionato in precedenza;

 

che il 13 luglio 2004 il dipartimento ha
respinto la domanda in quanto l'interessata, avendo nel frattempo divorziato da
un cittadino svizzero, non poteva prevalersi di alcuna norma che le conferisse
un diritto al rilascio di un permesso per risiedere in Ticino e le ha fissato
un termine con scadenza il 31 agosto 2004 per lasciare il territorio cantonale
(art. 4, 8, 16 LDDS e 8 ODDS);

 

che con giudizio 21 settembre 2004 il
Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione, respingendo
l'impugnativa contro di essa interposta da RI 1 per gli stessi motivi addotti
dal dipartimento, ciò che comportava pure la decadenza del "consenso"
di cui beneficiava per lavorare in Ticino;

 

che contro la predetta pronunzia
governativa, RI 1 si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo,
chiedendone l'annullamento e postulando il rilascio di un permesso di dimora
per vivere in Ticino, quantomeno fino al 22 gennaio 2005;

 

che la ricorrente sostiene che il
dipartimento non può revocarle il permesso di dimora rilasciatole dalle
autorità zurighesi, in quanto il cambiamento di cantone sarebbe soggetto a
semplice notifica: caso contrario, ella soggiunge, si creerebbe una disparità
di trattamento con i titolari di un permesso di dimora che continuano a soggiornare
nel cantone di residenza;

 

che in questo senso non potrebbe a suo dire
esserle revocato nemmeno il "consenso" per esercitare un'attività
lucrativa in Ticino valido fino al 22 gennaio 2005, perché rinnovato contestualmente
al permesso di dimora di cui è ancora titolare nel canton Zurigo;

 

che all'accoglimento del gravame si
oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato, con argomenti di cui
si dirà, se del caso, in seguito;

 

considerato,                   in
diritto

 

che in materia di diritto degli stranieri la
competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire in merito ai
gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di Stato è data soltanto
nella misura in cui queste ultime possono essere impugnate con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale (art. 10 lett. a LALPS);

 

che giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3
OG, in materia di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo
al Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di
permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto;

 

che l'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità
competente decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei
trattati con l'estero, in merito alla concessione del permesso di dimora o di
domicilio: lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un simile
permesso solo laddove tale pretesa si fonda su di una disposizione particolare
del diritto federale o di un trattato internazionale (DTF 127 II 60 consid. 1a,
126 II 425 consid. 1 con rinvii);

 

che non esiste alcun trattato tra la
Confederazione svizzera e la Repubblica di B__________ ed E__________ o altra
convenzione internazionale dal quale potrebbe scaturire un diritto al rilascio
di un permesso di dimora in favore dell'insorgente;

 

che RI 1 non può prevalersi neanche di una
disposizione del diritto federale per ottenere il rilascio del permesso richiesto;

 

che il permesso di dimora vale
esclusivamente per il cantone che l'ha rilasciato; lo straniero non può
tuttavia avere contemporaneamente un permesso in più cantoni (art. 8 cpv. 1
LDDS e 14 cpv. 2 ODDS);

 

che lo straniero il quale desidera cambiare
cantone necessita pertanto di un nuovo permesso, sul cui rilascio le autorità
decidono liberamente (art. 4 LDDS e 8 cpv. 1 e 3 LDDS; 14 cpv. 3 ODDS);

 

che, contrariamente a quanto assume la
ricorrente, il permesso di dimora non dà pertanto diritto al cambiamento di
cantone (DTF 126 II 265);

 

che in questo senso non è dato a vedere come
vi sia una disparità di trattamento con i titolari di un permesso di dimora che
continuano a soggiornare nel cantone di residenza;

 

che inoltre l'insorgente non può invocare
l'art. 7 LDDS, che conferisce il diritto di ottenere un permesso a seguito del
matrimonio con un cittadino svizzero, in quanto ella ha nel frattempo divorziato
dal marito elvetico e il connubio è durato meno di 5 anni;

 

che in esito alle considerazioni che
precedono, il gravame dell'insorgente dev’essere dichiarato irricevibile e non
necessita pertanto di ulteriore disamina;

 

che tassa e spese di giustizia seguono la
soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 10 lett. a
LALPS; 4, 8 LDDS; 14 ODDS; 3, 28, 43, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è irricevibile.

 

 

2.La tassa e le spese di giustizia, per complessivi di fr. 600.–, sono
poste a carico della ricorrente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  ;

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  2. CO 2 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario