# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c0df7b5e-0f30-53a0-833e-9bca06726f34
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-03-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.03.2024 D-1522/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1522-2024_2024-03-14.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1522/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 4  m a r z o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Lorenz Noli;  

cancelliere Adriano Alari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), 

Afghanistan, 

patrocinata da Rosa Maisto, (…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi);  

decisione della SEM del 1° marzo 2024 / N (…). 

 

 

 

D-1522/2024 

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Fatti: 

A.  

A.a L’interessata, cittadina afghana, ha presentato una domanda d'asilo 

in Svizzera in data (…) dicembre 2023. 

A.b Dai riscontri dattiloscopici nell'unità centrale del sistema europeo "EU-

RODAC" è risultato che l'interessata aveva già depositato una domanda 

d'asilo in Grecia il (…) febbraio 2023, ottenendo protezione internazionale 

il (…) settembre 2023. 

A.c In data (…) gennaio 2024 la Segreteria di Stato della migrazione (di 

seguito: SEM) ha effettuato con l'interessata un colloquio in merito al rinvio 

verso uno Stato terzo. In occasione dello stesso, alla richiedente è stato 

concesso il diritto di essere sentita in merito alla possibile non entrata nel 

merito della sua domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. a della 

legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) ed all'allontanamento 

verso la Grecia. 

A.d Il (…) gennaio 2024 la SEM ha presentato alle competenti autorità gre-

che una richiesta di riammissione della richiedente conformemente alla Di-

rettiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante le 

norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cit-

tadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicem-

bre 2008; di seguito: direttiva ritorno) ed all'Accordo bilaterale di riammis-

sione tra la Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una prote-

zione internazionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo 

della Repubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situa-

zione irregolare [RS 0.142.113.729]). Le suddette autorità hanno accettato 

la richiesta in data 11 gennaio 2024.  

A.e Con scritto del (…) febbraio 2024 la richiedente ha inoltrato il suo pa-

rere circa la bozza di decisione della SEM trasmessa il (…) febbraio 2024. 

A.f In corso di procedura l'interessata è stata sottoposta ad alcune visite 

mediche. 

B.  

Con decisione del 1° marzo 2024, notificata in medesima data, la SEM non 

è entrata nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. a 

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LAsi ed ha pronunciato l'allontanamento nonché l'esecuzione dell'allonta-

namento della richiedente verso la Grecia. 

C.  

Con ricorso dell’(…) marzo 2024 (cfr. timbro del plico raccomandato), l'in-

teressata è insorta dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: 

il Tribunale) contro la decisione menzionata e chiedendo, preliminarmente 

la sospensione dell’allontanamento, in via principale, l'annullamento della 

decisione impugnata e la concessione dell’ammissione provvisoria in Sviz-

zera ed in subordine la restituzione degli atti all'autorità inferiore per effet-

tuare i necessari complementi istruttori. Altresì, essa ha domandato la con-

cessione dell'assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal paga-

mento delle spese di giudizio e del relativo anticipo. Al ricorso ella ha alle-

gato la procura, la decisione impugnata, la ricevuta della ricezione della 

stessa, una lettera di accesso agli atti del (…) marzo 2024 e una lettera 

dell’autorità inferiore del (…) marzo 2024. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

2.  

2.1 La ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-

riore, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata e vanta un inte-

resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimata ad aggravarsi contro di 

essa. 

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2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre per-

tanto entrare nel merito del ricorso. 

3.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 

PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 

argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

4.  

4.1 I ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei considerandi che se-

guono, sono decisi dal giudice unico (art. 111a LAsi), con l'approvazione di 

un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). 

4.2 Ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti. 

5.  

5.1 Nella decisione impugnata, la SEM ha anzitutto ritenuto l’esecuzione 

dell’allontanamento ammissibile in quanto non vi sarebbero indizi per rite-

nere di essere sottoposta a trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione 

per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 4 

novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) in caso di rinvio in Grecia. In secondo 

luogo, l'esecuzione dell'allontanamento sarebbe ragionevolmente esigibile. 

Infatti, le condizioni di vita difficili in Grecia non costituirebbero un motivo 

d'inesigibilità. Circa l’asserita impossibilità di studiare, la SEM ha indicato 

che la ricorrente non ha indicato di aver fatto domanda di poter accedere a 

degli studi dopo aver ottenuto la protezione internazionale. Circo l’insicu-

rezza percepita al campo, la SEM rimarca che la Grecia è uno stato di 

diritto funzionante, con degli organi di polizia a cui potrà rivolgersi in caso 

di problematiche. Altresì, i problemi medici di cui soffrirebbe – sufficiente-

mente acclarati da parte della SEM – non sarebbero particolarmente gravi 

ai sensi della sentenza di riferimento del Tribunale E-3427/2021 e E-

3431/2021del 28 marzo 2022 e non apparterrebbe dunque alla categoria 

di persone particolarmente vulnerabili. 

5.2 In sede ricorsuale, l'insorgente ritiene innanzitutto che l'accertamento 

dello stato di salute sarebbe stato inesatto ed incompleto giacché farebbe 

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difetto un rapporto medico specialistico ed esaustivo in grado di indicare la 

gravità e l'estensione dei disturbi che la affliggerebbero. In seguito, la ricor-

rente ritiene di presentare un profilo di particolare vulnerabilità e che, non 

sussisterebbero delle circostanze particolarmente favorevoli (“besonders 

begünsigende Umstände”), ai sensi della giurisprudenza del Tribunale (cfr. 

sentenza di riferimento E-3427/2021 e E-3431/2021 del 28 marzo 2022). 

Inoltre, ella fa poi riferimento a diversi rapporti di organizzazioni non gover-

native che evidenzierebbero come il sistema di accoglienza greco sarebbe 

caratterizzato da gravi problematiche in diversi ambiti. Dipoi, l’interessata 

indica che non sarebbe chiaro se la ricorrente avrà accesso ad un alloggio 

adeguato, a cure mediche di base e ai servizi sanitari necessari, così come 

all’assistenza per l’integrazione sociale ed economica, visto che ella non 

conoscerebbe la lingua greca, in quanto le sarebbe stato negato l’accesso 

a corsi in tal senso. Di conseguenza, sulla base della situazione fattuale e 

della particolare vulnerabilità, a suo dire il trasferimento in Grecia appari-

rebbe come inammissibile ed inesigibile. 

6.  

6.1 Nel caso in narrativa viene anzitutto censurato un accertamento ine-

satto ed incompleto dello stato di salute della ricorrente. Il quadro clinico 

non sarebbe stato definito in modo completo in quanto difetterebbe un rap-

porto medico (F4) in punto al suo stato di salute. 

6.2 Nelle procedure d'asilo ‒ così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa ‒ si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l'autorità 

competente deve procedere d'ufficio all'accertamento dei fatti giuridica-

mente rilevanti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In concreto, essa deve procurarsi 

la documentazione necessaria alla trattazione del caso, chiarire le circo-

stanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune prove a riguardo. 

Il principio inquisitorio non dispensa comunque le parti dal dovere di colla-

borare all'accertamento dei fatti ed in modo particolare dall'onere di provare 

quanto sia in loro facoltà e quanto l'amministrazione o il giudice non siano 

in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed art. 8 LAsi; DTAF 

2019 I/6 consid. 5.1). Quando in sede ricorsuale vengono identificate delle 

carenze nell'accertamento dei fatti il caso va di principio retrocesso all'au-

torità di prima istanza, di modo che questa possa procedere ad un nuovo 

e completo accertamento dei fatti (cfr. André MOSER/MICHAEL BEUSCH/LO-

RENZ KNEUBÜHLER/MARTIN KAYSER, Prozessieren vor dem Bundesverwal-

tungsgericht, 3a ed. 2022, n. 2.191). Una violazione del principio inquisitorio 

non implica in ogni caso l'automatica retrocessione degli atti all'autorità in-

feriore, dal momento che il Tribunale resta libero di raccogliere gli elementi 

necessari al giudizio se una tale soluzione appare giudiziosa per ragioni di 

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economia procedurale (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.2; 2012/21 consid. 

5.1). 

I principi suesposti tornano applicabili anche nel contesto del chiarimento 

delle questioni di natura medica (sentenze del TAF  

D-291/2021 del 9 marzo 2021 consid. 7.3.3 ed ulteriori riferimenti).  

6.3 Al momento dell'emissione della decisione impugnata, l'incarto dell'au-

torità inferiore conteneva alcuni mezzi di prova riguardanti la situazione di 

salute della ricorrente. Il (…) dicembre 2023, nel preavviso speciale al can-

tone venivano indicate quali possibili problematiche mediche un’ipoacusia 

con otorrea dx, oltre che un probabile PTSD (cfr. atto SEM n. [{…}]-12/1). 

Il (…) dicembre 2023 l’interessata è stata visitata presso il punto medico 

dell’Ospedale Regionale di B._______ e le sono state diagnosticate le pa-

tologie di Cefalea di NDD, probabile PTSD e Ipoacusia con otorrea dx non 

obiettivata, in tale sede la ricorrente ha indicato che avrebbe voluto essere 

presa a carico da uno psicologo (in quanto già seguita in Grecia). In tale 

sede le sono stati prescritti i farmaci Brufen, Dafalgan e ReDormin. Per il 

proseguo delle cure, il medico ha indicato una vista da uno psicologo e una 

valutazione ORL (cfr. atto SEM n.14/2). Il seguente (…) gennaio 2024, la 

ricorrente è stata vistata da un otorinolaringoiatra, il quale ha effettuato de-

gli esami specialistici, risultati nei limiti. Ha indicato che ulteriori controlli o 

rivalutazioni sarebbero avvenuti al bisogno (cfr. atto SEM 20/2). Il giorno 

seguente, l’interessata è stata nuovamente visitata presso l’ospedale Re-

gionale di B._______, ivi, i medici hanno constatato che gli esami dell’oto-

rinolaringoiatra siano risultati nella norma ed hanno modificato la posologia 

farmacologica in Riopan, Magnesiocard, Riboflavine e Dafalgan, visto che 

hanno constatato una epigastralgia su assunzione di FANS. Quale proce-

dere hanno unicamente indicato che in caso di persistenza delle cefalee e 

dopo valutazione psichiatrica, sarebbero stati nuovamente a disposizione 

(cfr. atto SEM n. 21/2). Il (…) febbraio 2024, l’autorità inferiore ha fatto ri-

chiesta al servizio MedicHelp della tabella degli appuntamenti medici effet-

tuati e programmati, ivi sono risultate le 3 visite sopra indicate ed un ap-

puntamento presso uno psichiatra annullato (cfr. atto SEM n. 27/1). Non 

risultano ulteriori atti medici agli atti e non risultano ulteriori visite mediche 

programmate. 

La documentazione in forza della quale sono state poste le diagnosi appa-

riva, dunque, sufficientemente dettagliata, ben motivata e coerente conto 

tenuto della tipologia delle affezioni presenti, dell'ampiezza delle indagini 

effettuate e dell'anamnesi della paziente. Nei certificati medici versati agli 

atti non vi erano dipoi indicazioni quanto a sospetti di patologie gravi da 

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identificare ulteriormente. Tale conclusione risulta valida nonostante l'as-

senza della visita psichiatrica annullata, in quanto la stessa non era nep-

pure stata ordinata da un medico, bensì unicamente “indicata” (cfr. atto 

SEM n. 14/2). Inoltre, a titolo meramente abbondanziale, si osserva che 

l’insorgente stessa, nelle proprie osservazioni del 29 febbraio 2024 ha in-

dicato che la sua situazione medica e psicologica si sarebbe stabilizzata a 

Glaubenberg (cfr. atto SEM n. 29/5 pag.4). Nemmeno nell’allegato ricor-

suale è stato indicato che sarebbero previste ulteriori visite mediche. 

Alla luce degli atti, non vi sono indizi per ritenere indispensabile una visita 

specialistica o d'urgenza. 

6.4  Ferme queste premesse, lo stato di salute dell'insorgente risultava suf-

ficientemente acclarato (cfr. sentenza del Tribunale D-546/2022 

dell'11 marzo 2022 consid. 4), per il che non risultava necessario la stesura 

di un rapporto più dettagliato ("formulario F4"). Conseguentemente la cen-

sura relativa ad un accertamento inesatto ed incompleto dello stato di sa-

lute non può essere ammessa. 

7.  

7.1 Ciò posto, giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di norma non si entra nel 

merito della domanda di asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato 

terzo sicuro secondo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato 

precedentemente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene vi 

sia un effettivo rispetto del principio di “non-refoulement” ai sensi dell’art. 5 

cpv. 1 LAsi. Si presuppone inoltre, che tale Stato abbia garantito la riam-

missione del richiedente nei confronti delle autorità svizzere preposte 

all’asilo. Senza tale garanzia, l’allontanamento verso lo Stato terzo non può 

infatti essere eseguito e dunque è inutile (cfr. FF 2002 6087, 6125). 

7.2 Il Consiglio federale ha effettivamente inserito, il 14 dicembre 2007, la 

Grecia, come anche altri Paesi dell’Unione europea (UE) e dell’Associa-

zione europea di libero scambio (AELS), nel novero degli Stati terzi sicuri 

ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, per i quali esiste una presunzione di 

rispetto del principio di non respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi). 

7.3 In casu, la Grecia ha riconosciuto alla richiedente la protezione inter-

nazionale. L’(…) gennaio 2024 le autorità elleniche hanno accettato la 

riammissione dell’interessata sul proprio territorio (cfr. atto SEM 22/1). Tali 

elementi non sono stati contestati dall’insorgente, che non ha neppure ap-

portato alcun elemento suscettibile di ritenere che la Grecia rischierebbe di 

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allontanarla verso il suo Paese d’origine disattendendo al principio di non 

respingimento. 

7.4 Le condizioni dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano dunque osse-

quiate, ed è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do-

manda d’asilo dell’insorgente. 

8.  

Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia, 

di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; tiene 

però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi). 

In casu, posta che nessuna eccezione alla regola generale della pronuncia 

dell’allontanamento sia adempiuta (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 32 OAsi 1 

in combinato disposto con l’art. 44 LAsi; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 

2009/50 consid. 9), il Tribunale è tenuto a confermare tale misura. 

9.  

Occorre ora verificare se la SEM ha a giusto titolo ritenuto l'esecuzione 

dell'allontanamento ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile.  

9.1 L'esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-

tegrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20). Giusta la precitata 

norma, l’esecuzione dell’allontanamento deve essere possibile (art. 83 

cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile 

(art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di non adempimento d’una di queste condi-

zioni, la SEM dispone l’ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI). 

9.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli 

ostacoli all’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova con-

sacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero la ricorrente deve 

provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un ostacolo all’al-

lontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferimento). 

10.  

10.1 A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nella 

massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto interna-

zionale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in particolare 

l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

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trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-

tura, RS 0.105). La Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha più 

volte ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una 

situazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di 

destinazione non è sufficiente per ritenere una violazione dell'art. 3 CEDU. 

Spetta infatti all'interessata provare o rendere verosimile l'esistenza di seri 

motivi che permettano di ritenere che ella correrà un reale rischio ("real 

risk") di essere sottoposta, nel Paese verso il quale sarà allontanata, a trat-

tamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi rife-

rimenti). Inoltre, giusta l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, la ricorrente è rinviata in 

uno Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, os-

sia uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli impegni di 

diritto internazionale pubblico, tra cui il rispetto del principio di non respin-

gimento ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi così come del principio del divieto 

della tortura sancito dall’art. 3 CEDU e dall’art. 3 della Conv. tortura (cfr. 

FANNY MATTHEY, in: Cesla Amarelle/Minh Son Nguyen, Code annoté de 

droit des migrations, LAsi, 2015, n. 12 ad art. 6a LAsi). Appartiene quindi 

all’interessata sovvertire tale presunzione. A tal fine, ella deve presentare 

seri indizi che le autorità dello Stato in questione violino il diritto internazio-

nale nel caso specifico, non le concedano la necessaria protezione o la 

espongano a condizioni di vita disumane, o che si trovi in una situazione di 

emergenza esistenziale nello Stato in questione a causa di circostanze in-

dividuali di natura sociale, economica o sanitaria (cfr. tra le tante, le sen-

tenze del Tribunale E-4040/2021 del 7 ottobre 2021 consid. 9.3 e  

D-114/2021 dell'11 maggio 2021 consid. 8.2). 

10.2 Di seguito, occorre dunque verificare se, tenuto conto della situazione 

generale vigente attualmente in Grecia e delle circostanze proprie all’insor-

gente, vi siano delle serie ragioni di credere che ella sarebbe esposta al 

rischio reale di subire, come censurato in sede ricorsuale, un trattamento 

contrario all’art. 3 CEDU o ad altre disposizioni del diritto internazionale, in 

caso di un suo rinvio verso il succitato Paese. 

10.2.1 Con particolare riferimento alla situazione generale della Grecia, il 

Tribunale ha esaminato la situazione in questo Paese nel dettaglio ed ha 

ritenuto che essendo lo stesso firmatario della CEDU, della Conv. tortura e 

della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 

(RS 0.142.30; di seguito: Conv. rifugiati), si può partire dal presupposto che 

essa rispetti di principio i suoi obblighi di diritto internazionale (cfr. sentenza 

del Tribunale E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 [pubblicata 

come quale sentenza di riferimento] consid. 11.2). Concernente i benefi-

ciari di protezione internazionale, l’esistenza di ostacoli all’esecuzione 

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dell’allontanamento è, dal profilo dell’ammissibilità, ritenuta soltanto in casi 

particolari nei quali esistono degli indizi concreti di un rischio di violazione 

di disposizioni di diritto internazionale obbligatorie. A tal proposito il Tribu-

nale non ignora le informazioni risultanti dai rapporti e prese di posizione 

delle diverse organizzazioni non governative – peraltro citati in sede ricor-

suale – relative alla situazione attuale dei rifugiati e dei titolari di protezione 

internazionale in Grecia. Tuttavia, nonostante un certo numero di carenze 

sia stato rilevato nel sistema di accoglienza greco (cfr. sentenza di riferi-

mento E-3427/2021 e E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 9), il Tribu-

nale ha ritenuto che non vi è luogo di concludere che i beneficiari di prote-

zione internazionale si trovino in tale Paese in maniera generale (indipen-

dentemente quindi dalle fattispecie concrete) totalmente dipendenti 

dall’aiuto pubblico, confrontati all’indifferenza delle autorità ed in una situa-

zione di privazione o mancanza a tal punto grave che sarebbe incompati-

bile con la dignità umana o che confrontati ad una pratica di discrimina-

zione sistematica (cfr. sentenza di riferimento succitata consid. 11.2 [che 

conferma la precedente giurisprudenza di cui alla sentenza di riferimento 

D-559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 8.2]). I problemi noti in Grecia 

non permettono difatti di dedurre che tale paese non avrebbe, per principio, 

la volontà o la capacità di accordare la protezione internazionale, rispetti-

vamente che i beneficiari di protezione internazionale non possano otte-

nere una tale protezione per via giudiziaria. Al riguardo, occorre inoltre evi-

denziare come, tale categoria di persone possa pure contare sulle garanzie 

derivanti dalla Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 

13 dicembre 2011 recante norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi 

o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno 

status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare 

della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione ricono-

sciuta (rifusione; GU L 337/9 del 20.12.2011 [di seguito: direttiva qualifica-

zione]). Gli obblighi della Grecia, derivanti dal diritto europeo implicano pro-

prio la non discriminazione nei contesti citati (cfr. capo VII [contenuto della 

protezione internazionale] della direttiva qualificazione; cfr. sentenza di ri-

ferimento D-559/2020 consid. 8.2). Infine, in caso di violazione di diritti san-

citi dalla CEDU, l'interessata potrà adire i tribunali greci, ed in ultima istanza 

la Corte EDU (art. 34 CEDU). 

10.2.2 Nella fattispecie, risulta che alla ricorrente è stato riconosciuto lo 

statuto di rifugiato in Grecia in data (…) settembre 2023 e che è stata posta 

al beneficio di un permesso di soggiorno valido dal (…) settembre 2023 al 

(…) settembre 2026 (cfr. atto SEM 22/1). Di conseguenza, in qualità di be-

neficiaria della protezione internazionale può rivolgersi alle competenti au-

torità greche per far valere i diritti che le spettano. Invero, malgrado ella 

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abbia evidenziato di non aver ricevuto alcun aiuto da parte dello stato elle-

nico una volta ricevuto il permesso di soggiorno (cfr. atto SEM 15/7, D15), 

non ha mai allegato in corso di procedura, né men che meno in fase ricor-

suale, di essersi effettivamente rivolta alle autorità greche per far valere i 

suoi diritti in quanto gli stessi sarebbero stati in concreto violati (cfr. atto 

SEM 15/7, D16 segg., DD11 – D19, D27 – D28). Al contrario, la ricorrente 

ha indicato in modo molto chiaro di essere espatriata immediatamente 

dopo aver ottenuto la protezione internazionale, (cfr. atto SEM n. 15/7, D3 

– D6) e di aver lasciato lo stato ellenico anche su consiglio di altri richie-

denti l’asilo (cfr. atto SEM n. 15/7, D11). Per il resto, dalle tavole proces-

suali, non si evincono elementi che permettano di ritenere che in caso di 

un suo allontanamento verso la Grecia le sue prospettive future, conside-

rate dal punto di vista materiale, fisico o psicologico, denotino un rischio 

sufficientemente reale e imminente di incontrare privazioni di una gravità 

tale da rientrare nell’ambito di applicazione dell’art. 3 CEDU. Difatti, al con-

trario delle sue argomentazioni ricorsuali, risulta come ella, fintantoché 

avrebbe ottenuto lo statuto di rifugiato avrebbe soggiornato presso un 

campo di accoglienza, dove avrebbe ricevuto assistenza medica psicolo-

gica, durante la quale le sarebbe stata fornita una cura farmacologica (cfr. 

atto SEM 15/7, D30-D32). Nemmeno, gli asseriti lanci di “sassolini” verso 

il proprio box presso il campo e il fatto che ragazzi ubriachi la disturbassero, 

oltre che l’asserito episodio di un ragazzo (…) che avrebbe bussato alla 

sua tenda armato di pistola – nessuno dei quali comprovati - è in grado di 

sovvertire tale valutazione. Non risulta peraltro che ella si sia rivolta alle 

autorità di polizia al fine di denunciare tali accaduti. Dipoi, al suo ritorno in 

Grecia non dovrà più vivere presso un campo, in quanto ella ha ottenuto lo 

statuto di rifugiato. Alla luce di quanto precedentemente considerato, ed a 

differenza delle considerazioni contrarie contenute nel gravame, non ap-

pare che l'insorgente, nel caso di un suo ritorno in Grecia, sarà confrontata 

con una situazione di emergenza di carattere esistenziale o a dei tratta-

menti vietati dalle norme di diritto internazionali succitate. 

10.2.3 Da ultimo, né dal gravame né dagli atti, risultano esserci degli ele-

menti per ritenere che lo stato di salute della ricorrente (cfr. anche infra 

consid. 11.2.3 seg.), risulti ostativo all’ammissibilità dell’esecuzione dell’al-

lontanamento (cfr. sentenze della Corte EDU N. contro Regno Unito del 

27 maggio 2008, 26565/05; Paposhvili contro Belgio del 13 dicem-

bre 2016, 41738/10, § 181 segg.; cfr. anche DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2 e 

DTAF 2011/9 consid. 7.1). 

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Pagina 12 

10.3 In conclusione, l'esecuzione dell'allontanamento in Grecia è ammissi-

bile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi 

(art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

11.  

11.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito 

a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica. Ai sensi dell'art. 83 cpv. 5 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento 

verso i paesi dell’Unione europea (UE) e dell’Associazione europea di li-

bero scambio (AELS) è da ritenersi di principio esigibile e che tale presun-

zione legale può essere sovvertita solo se l'interessata rende verosimile 

che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può essere ritenuto ragio-

nevolmente esigibile (cfr. sentenza di riferimento D-559/2020 consid. 9).  

Il Tribunale ha inoltre confermato recentemente che l’esecuzione dell’allon-

tanamento in Grecia per delle persone beneficiarie di protezione interna-

zionale rimane esigibile, anche per persone vulnerabili, quali ad esempio 

donne incinte o persone che soffrono di problemi di salute, che non sono 

da considerare come malattie gravi (cfr. sentenza di riferimento precitata 

E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.3 – 11.5.1). Il Tribunale ha fissato 

dei criteri più rigidi invece soltanto per i nuclei famigliari e per le persone 

particolarmente vulnerabili, quali i minorenni o persone il cui stato di salute 

è compromesso in modo particolarmente grave (cfr. sentenza di riferimento 

precitata E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.5.2, cfr. anche la sen-

tenza del Tribunale D-309/2022 del 10 maggio 2022 consid. 5.4.2.3). 

11.2  

11.2.1 Nel caso in disamina, in primo luogo il Tribunale osserva che le dif-

ficili condizioni di esistenza vigenti in Grecia, peraltro questione già trattata 

sotto l’aspetto dell’ammissibilità, non sono in specie sufficienti per ritenere 

inesigibile l’esecuzione dell’allontanamento. In particolare, nella misura in 

cui la ricorrente fa riferimento nel suo gravame alle precarie condizioni di 

vita dei migranti in Grecia, e segnatamente anche in rapporto ai beneficiari 

di protezione internazionale, va effettivamente rilevato che il sistema di as-

sistenza sociale greco presenta delle criticità non soltanto per i richiedenti 

asilo, ma anche per le persone beneficiarie di protezione internazionale 

(cfr. sentenza di riferimento precitata E-3427/2021 e E-3431/2021 con-

sid. 8 – 9.10). Tuttavia va notato anche in tale contesto che la Grecia è 

vincolata dalla direttiva qualificazione. È quindi responsabilità dell’insor-

gente rivendicare i diritti che le spettano direttamente presso le autorità di 

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Pagina 13 

detto Paese (cfr. anche supra consid. 10.2.2). Anche se le condizioni di vita 

in Grecia non sono facili a causa della situazione economica prevalente, in 

specie, visto quanto già sopra rilevato anche sotto l’aspetto dell’ammissi-

bilità (cfr. supra consid. 10.2.1), non ci sono indicazioni che la ricorrente 

verrebbe esposta ad un’emergenza esistenziale nel caso di un suo rinvio 

in Grecia. 

11.2.2 Da ultimo, concernente lo stato di salute dell’interessata, si deve 

rilevare che per quanto attiene le persone in trattamento medico in Sviz-

zera, l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile se queste ultime 

potrebbero essere private delle cure mediche essenziali. Sono considerate 

come essenziali le cure di medicina generale ed acuta assolutamente ne-

cessarie ad un’esistenza conforme alla dignità umana. Se le cure neces-

sarie possono essere assicurate nel paese d’origine o di destinazione del 

richiedente, all’occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in 

Svizzera, l’esecuzione dell’allontanamento sarà ragionevolmente esigibile. 

Invece non lo sarà più, ai sensi della disposizione precitata se, in ragione 

dell’assenza di trattamento adeguato, lo stato di salute dell’interessata si 

degraderebbe così rapidamente al punto da condurla in maniera certa alla 

messa in pericolo concreta della sua vita o ad un pregiudizio serio, dure-

vole e notevolmente grave della sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50 con-

sid. 8.3 e rel. rif.). Tuttavia, al contrario di quanto argomentato nel gravame 

dall’insorgente, ciò non appare essere il caso di specie. 

Come rilevato in precedenza (sub. consid. 6.3) lo stato di salute della ricor-

rente può essere riassunto come segue: cefalea, ipoacusia anamnestica 

con otorrea destra non obiettivata, probabile PTSD e epigastralgia. 

11.2.3 Tenuto conto di quanto precede, pur non volendo in alcun modo mi-

nimizzare le stesse, le affezioni delle quali soffre la ricorrente, a differenza 

di quanto sostenuto nel suo ricorso, non appaiono essere suscettibili, dal 

profilo della loro gravità, di porre concretamente e seriamente in pericolo 

la sua vita o la sua salute a breve termine in caso di ritorno in Grecia, ri-

spettivamente non si rileva dagli atti che il suo stato di salute necessiti im-

perativamente di trattamenti medici che non possano essere proseguiti che 

in Svizzera, secondo la giurisprudenza restrittiva applicabile in materia 

(cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3; 2009/2 consid. 9.3.2). A ciò si aggiunge il 

fatto che nella fattispecie non sono riconoscibili ulteriori indicatori di vulne-

rabilità (cfr. per la questione la sentenza del Tribunale D-2952/2022 del 

21 marzo 2023 consid. 8.4) ed è pertanto a giusto titolo che la SEM ha 

considerato che la situazione della ricorrente non rientrasse nel profilo di 

particolare vulnerabilità stabilito dalla giurisprudenza. Per quanto concerne 

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Pagina 14 

invece la mancata conoscenza del greco e una formazione incompleta, tali 

elementi non risultano sufficienti per qualificarla come particolarmente vul-

nerabile. Infatti, ai sensi della sentenza di riferimento precitata E-

3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.5.2, la formazione e le conoscenze 

linguistiche vanno prese in considerazione nel caso in cui si dovesse con-

statare che l’interessata sia qualificabile come persona particolarmente 

vulnerabile, eventualità in casu non data. Dipoi, sempre ai sensi della sen-

tenza di cui copra, va valutato in tal senso se l’interessata ha effettuato dei 

ragionevoli sforzi per ottenere aiuto dallo stato greco, sforzi che la ricor-

rente ha negato in sede di audizione (cfr. atto SEM n. 15/7 D12 segg.). In 

tale contesto, risulta determinante se, nonostante sforzi ragionevoli, l’inte-

ressata si ritroverebbe con ogni probabilità in una situazione di emergenza 

esistenziale, che non sarebbe in grado di affrontare da sola (cfr. sentenza 

di riferimento E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.5.2). Dagli atti e come 

rilevato in precedenza tale probabilità non è data. La ricorrente, infatti, ha 

indicato in modo chiaro di non aver neppure fatto richiesta per ottenere 

aiuto dallo stato greco e di aver lasciato il Paese non appena ottenuta la 

protezione internazionale (cfr. atto SEM n. 15/7, D5). Inoltre la Grecia, al 

contrario di quanto lamentato nel gravame, dispone di strutture mediche 

sufficienti anche in campo psichiatrico, che possono dispensare le cure ed 

i trattamenti eventualmente necessitanti al suo stato di salute, essendo an-

cora una volta rammentato che l'interessata ha in principio accesso alle 

cure di salute alle stesse condizioni che i cittadini greci (art. 2 lett. b e g e 

art. 30 par. 1 della direttiva qualificazione). Peraltro, ella ha già beneficiato 

di visite mediche in Grecia (cfr. atto SEM 15/7, D30). Il Tribunale osserva 

infine che la ricorrente non ha fatto richiesta alle autorità di proseguire i 

propri studi successivamente all’ottenimento della protezione internazio-

nale (cfr. atto SEM n. 15/7, D26). Spetterà pertanto alla stessa attivarsi in 

tal senso una volta tornata in Grecia. 

11.2.4 L'esecuzione dell'allontanamento, risulta pertanto essere pure ra-

gionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

12.  

Infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStr) ri-

tenuto che le autorità elleniche hanno dato il loro benestare alla riammis-

sione della ricorrente. 

13.  

Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non ha 

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Pagina 15 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, la decisione non è inadeguata (art. 49 PA), 

per il che il ricorso va respinto. 

14.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, le domande di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

oltre che di concessione dell’effetto sospensivo al ricorso sono divenute 

senza oggetto. 

15.  

15.1 Infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria giusta l'art. 65 cpv. 1 PA, 

nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è re-

spinta. 

15.2 Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che 

seguono la soccombenza sono poste a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 

1 e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

16.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Pagina 16 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico della ricorrente. 

Il succitato importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 

termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione. 

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all'autorità can-

tonale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Adriano Alari 

 

 

Data di spedizione:  

  

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Pagina 17 

Comunicazione a: 

– rappresentante della ricorrente (raccomandata; allegato: bollettino di 

versamento)  

– SEM, per l'incarto N (…) (in copia) 

– autorità cantonale competente (in copia)