# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b4126808-59c8-57b0-a680-67cf607e1fe4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-06-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 27.06.2001 80.2001.68
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2001-68_2001-06-27.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2001.00068

  	
  Lugano

  27 giugno 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  presidente della Camera di diritto tributario 

  del Tribunale d'appello

  
	
  giudice Alessandro Soldini

  
	
   

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Andrea Pedroli, vicecancelliere

  

 

statuendo sul ricorso del 3 maggio 2001

 

in materia di:                 IC 99/00

 

	
  presentato da:

  	
  _ _, _ _,  

  rappr. _ _ _, _ _,  

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto 

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

                                     -   che _ _,
domiciliata a _, è limitatamente imponibile nel Canton Ticino quale socia della
società in accomandita _ di _ _

 

                                     -   che, con
decisione del 19 febbraio 2001, l'Ufficio di tassazione di Lugano-Città notificava
alla contribuente la tassazione IC/IFD 1999-2000, nella quale commisurava il
reddito aziendale in fr. 8'400 e la sostanza imponibile in fr. 75'824;

 

                                     -   che la
contribuente impugnava la suddetta decisione con reclamo dell'8 marzo 2001,
chiedendo la riduzione del reddito aziendale, in considerazione del
peggioramento della situazione economica della società in accomandita;

 

                                     -   che
l'autorità fiscale accoglieva il reclamo con decisione del 26 marzo 2001, nella
quale riduceva il reddito a fr. 6'000 in media annua;

  

                                     -   che, con
ricorso del 3 maggio 2001, _ _ ha trasmesso alla Camera di diritto tributario
copia della notifica della tassazione emessa dal Cantone di domicilio e
dell'allegata ripartizione intercantonale dei fattori imponibili, notificate
entrambe in data 5 aprile 2001, ed ha chiesto che, in base a tali decisioni,
sia annullata la tassazione ticinese, poiché ella sarebbe uscita dalla società
in accomandita a partire dal 1.1.1999;

 

                                     -   che,
conformemente all’art. 26c cpv. 2 della legge organica giudiziaria civile e penale
del 24 novembre 1910, modificata il 14 maggio 1998, la Camera di diritto tributario
decide nella composizione di un Giudice unico la presente causa, che non pone
questioni di principio e non è di rilevante importanza;

 

                                     -   che, la
Camera di diritto tributario deve esaminare preliminarmente se un ricorso è
ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente motivato, spedito nei termini
di legge e presentato da una persona legittimata;

 

                                     -   che, in
primo luogo, questo giudice avrebbe dovuto esigere dalla ricorrente la traduzione
del ricorso in italiano, per il fatto che l'osservanza della lingua italiana
nei rapporti con le autorità ticinesi è considerata una esigenza essenziale e
irrinunciabile: per costante giurisprudenza, in tutti i settori del diritto, si
considera che un ricorso non redatto in lingua italiana non soddisfa i
requisiti formali (cfr. DTF 102 Ia 35; 83 III 58; Rep. 1975 p.
302; CDT n. 39 del 9 marzo 1990 in re V.M.);

 

                                     -   che,
tuttavia, essendo il gravame già irricevibile per un altro motivo, il giudice
ha ritenuto superfluo chiedere la traduzione alla ricorrente;

 

                                     -   che,
infatti, per l'art. 227 cpv. 1 LT, il contribuente
può impugnare con ricorso scritto la decisione su reclamo dell’autorità di tassazione,
entro trenta giorni dalla notifica, davanti alla Camera di diritto tributario;

 

                                     -   che
il termine decorre dal giorno successivo alla notificazione ed è reputato osservato
se l'opposizione perviene all'autorità di tassazione o è consegnata a un
ufficio postale svizzero ovvero a una rappresentanza diplomatica o consolare
svizzera all'estero il giorno della scadenza (art. 192 LT);

                                     -   che,
nella fattispecie, alla contribuente la decisione su reclamo è stata intimata
per raccomandata, in data 23 marzo 2001 e, secondo le risultanze della ricerca
postale appositamente intrapresa dall'Ufficio di tassazione, è stata notificata
alla ricorrente il 26 marzo 2001;

 

                                     -   che il
ricorso, consegnato all'ufficio postale di _ il 3 maggio 2001, si rivela
pertanto tardivo, essendo stato inoltrato ben oltre la scadenza del termine,
intervenuta il 25 aprile 2001;

 

                                     -   che è
vero, peraltro, che la ricorrente fonda la tempestività del proprio ricorso
sulla data in cui le è stata intimata la decisione del _ _, con la quale è
stata anche intrapresa la ripartizione intercantonale dei fattori imponibili;

 

                                     -   che,
tuttavia, la norma dell'art. 127 cpv. 3 Cost. fed., volta ad impedire i casi di
doppia imposizione, non ha come conseguenza di limitare la sovranità fiscale di
un cantone in favore di un altro, sicché, se un contribuente è imponibile in
più cantoni, ognuno di essi applica, per quanto lo concerne, la propria legge
fiscale sia per quanto attiene al merito sia per quanto attiene alla procedura
(Höhn, Interkantonales
Steuerrecht, 3a ediz., Berna 1993, p. 529
ss.);

 

                                     -   che,
pertanto, se, per motivi desunti dal divieto di doppia imposizione, un contribuente
intende contestare davanti ad una autorità cantonale una decisione di quest'ultima
autorità egli deve agire secondo il diritto processuale di questo cantone e
meglio entro i termini di reclamo rispettivamente di ricorso previsti da questa
legislazione (cfr. p. es. CDT n. 377 del 5 novembre 1987 in re K.M.; CDT
n. _._._ del 5 marzo 1997 in re K.M.); 

 

                                     -   che, di
conseguenza, non è legittimo far decorrere il termine per impugnare la decisione
su reclamo dell'autorità fiscale ticinese a partire dalla data in cui è stata
intimata la decisione del fisco zurighese;

 

                                     -   che
comunque il ricorrente ha ancora la facoltà di sollevare l'eccezione derivante
dall'art. 46 cpv. 2 Cost. fed. nel termine di 30 giorni dall'ultima decisione
cantonale, mediante ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale (cfr.
art. 89 cpv. 3 OG; DTF 111 Ia 45, c. 1a e richiami; ASA 53 pag. 212; RTT
1984 pag. 241 segg.; STF dell'8 gennaio 1986 in re F. St.: Höhn, op.
cit., p. 530; CDT n. 377 del 5 novembre 1987 in re K.M.);

 

                                     -   che,
inoltre, dal 1° gennaio 2001, all'art. 232 cpv. 1 LT è stata aggiunta la
lettera d, che prevede, quale nuovo motivo di revisione di una decisione
o sentenza cresciuta in giudicato, l'ipotesi in cui, in caso di conflitti in
materia di doppia imposizione intercantonale o internazionale, l’autorità che
ha deciso giunga alla conclusione che, secondo le norme applicabili per evitare
la doppia imposizione, il Cantone deve limitare il proprio diritto di imporre; 

 

                                     -   che, in
quest'ultima eventualità, la domanda di revisione deve essere presentata entro
trenta giorni dalla scoperta del motivo di revisione, ma al più tardi entro
dieci anni dalla notifica della decisione o della sentenza (art. 233 LT), e la
revisione compete all’autorità che ha emanato la decisione o sentenza (art. 234
cpv. 1 LT);

 

                                     -   che, in ogni
modo, se fosse vero che la ricorrente è uscita dalla società in accomandita nel
1999, ella non dovrebbe fare altro che documentare tale circostanza, trasmettendo
il relativo contratto all'autorità di tassazione, che procederebbe ad emettere
una decisione per cessazione dell'assoggettamento nel Canton Ticino;

 

                                     -   che della
pretesa uscita della ricorrente dalla società non vi è comunque alcuna prova
agli atti né tale evento risulta dalla consultazione del registro di commercio,
dove al contrario la ricorrente è ancora iscritta come socio accomandante al 13
aprile 2001;

 

                                     -   che il
ricorso deve pertanto essere dichiarato irricevibile.

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

visto per le spese l'art. 231 LT

 

 

 

 

 

 

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

 

                                   1.   Il ricorso
è irricevibile.

 

                                   2.   Le spese
processuali consistenti:

                                         a. nella
tassa di giustizia di                                  fr.    200.–

                                         b. nelle
spese di cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         per un
totale di                                                       fr.    280.–

                                         sono a
carico della ricorrente.

 

                                   3.   Intimazione
alle parti.

 

                                   4.   Il
presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT).

 

 

 

 

 

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il presidente:                                                       Il
segretario: