# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5eb89427-d977-5459-90cf-5ef2d0a4d938
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-02-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 02.02.1999 52.1998.322
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1998-322_1999-02-02.html

## Full Text

Incarto n.

  52.98.00286-322

   

  	
  Lugano

  2 febbraio 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sui ricorsi della

 

 

	
   

  	
  __________ 

  patrocinata
  da: avv. __________ 

   

  a)
  del 12 ottobre 1998

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  risoluzione 24 settembre 1998 (n. 4397) della presidente del Consiglio di
  Stato che ha respinto la domanda di conferimento dell'effetto sospensivo al
  gravame inoltrato dall'insorgente il 21 agosto 1998 contro le decisioni 15
  luglio 1998, con cui il municipio di __________ ha revocato con effetto
  immediato l'autorizzazione provvisoria concessa il 10 giugno precedente per
  lo svolgimento di attività musicali presso il ristorante __________, e 11
  agosto 1998, con cui la stessa autorità ha ordinato di sospendere ogni
  attività musicale presso il menzionato ristorante e di rispettare gli orari
  di apertura e di chiusura dello stesso;

  
	
   

  	
   

  

 

	
   

  	
  b)
  del 18 novembre 1998

   

  contro

  
	
   

  	
   

  la
  risoluzione 28 ottobre 1998 (n. 4958) del Consiglio di Stato che ha respinto
  il ricorso 21 agosto 1998 dell'insorgente contro le decisioni 15 luglio 1998
  e 11 agosto 1998 suddette del municipio di __________

  

 

 

viste le risposte:

-    28 ottobre 1998 della Presidente
del Consiglio di Stato;

-      4 novembre 1998 del municipio di
__________;

al ricorso sub. a);

 

 

-    1º dicembre 1998 del Consiglio di
Stato;

-    9 dicembre 1998 del municipio di
__________;

al ricorso sub. b);

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Da quanto risulta
dall'incarto, il 4 aprile 1996 il municipio di __________ ha rilasciato una
licenza edilizia per l'inserimento di un esercizio pubblico presso il centro nord-sud,
al mapp. __________ di quel comune, posto in zona R-Ar (mista residenziale e
artigianale). Il 24 dicembre 1997 l'Esecutivo di quel comune ha invece negato
la concessione di una licenza edilizia per destinare quei locali a piano-bar.
Il 16 maggio 1998 il municipio ha indi autorizzato l'apertura provvisoria di un
ristorante senza alloggio (ristorante __________) presso quell'immobile, in
attesa che fosse esperita una procedura di variante di licenza edilizia
inoltrata il giorno precedente concernente un aumento della superficie
dell'esercizio pubblico. Facendo riferimento a ripetuti disturbi della quiete
pubblica, attestati da quattro rapporti della polizia comunale (di __________),
con decisione 3 giugno 1998 l'Esecutivo ha ordinato alla gerente, __________,
di sospendere l'attività musicale in atto presso l'esercizio in parola, poiché
questo non beneficiava di alcuna licenza edilizia per lo svolgimento della
stessa. Dopo un incontro con gli interessati, con lettera 10 giugno 1998 il
municipio di __________ ha informato __________ e __________, quest'ultima
gestore dell'esercizio, di non aver nulla in contrario allo svolgimento, a
titolo provvisorio, di un'attività musicale presso il ristorante Majevica
sino alle ore 23.00. Il 13 luglio 1998 il municipio ha rilasciato ai proprietari
del mapp. 237,
__________ e __________, la licenza edilizia "in sanatoria per la
trasformazione con parziale cambiamento di destinazione in ristorante
pasticceria e parcheggi" del fondo stesso. In coincidenza con il
rilascio della licenza edilizia, con decisione del 15 successivo il municipio
di __________ ha revocato con effetto immediato l'autorizzazione provvisoria concessa
il 10 giugno precedente per lo svolgimento di attività musicali presso il
ristorante __________. Con decisione 11 agosto 1998 il municipio di __________,
preso atto del mancato ossequio di quanto precedentemente disposto, ha ordinato
a __________ A, gestore dell'esercizio, ed a __________ e __________,
proprietari dell'immobile, di sospendere ogni attività musicale presso il ristorante
__________ e di rispettare gli orari di apertura e di chiusura dello stesso.
L'ordine, che é stato impartito sotto la comminatoria delle sanzioni previste dall'art.
292 CPS, toglieva l'effetto sospensivo ad un eventuale ricorso.

 

 

                                  B.   a) Con ricorso 21 agosto
1998 __________ é insorta innanzi al Consiglio di Stato contro le decisioni 15
luglio 1998 e 11 agosto 1998, delle quali ha chiesto l'annullamento ed inoltre
che le fosse confermata la possibilità di svolgere delle attività musicali sino
alle ore 23.00 presso il ristorante __________. In via provvisionale essa ha
anzitutto domandato che al gravame fosse conferito effetto sospensivo. Appoggiandosi
agli art. 111 cpv. 1 RLespubb, 22 del regolamento comunale sulla polizia locale
e 3 dell'ordinanza municipale sugli esercizi pubblici la ricorrente ha sostenuto,
nel merito, di non abbisognare di alcuna autorizzazione municipale per poter
ospitare esibizioni musicali nell'esercizio pubblico sino alle ore 23.00.
Quest'ultimo era inoltre già stato dotato dell'isolazione fonica necessaria per
accogliere un locale notturno. L'attività del ristorante - ha proseguito
l'insorgente - non aveva infine mai realmente arrecato disturbo ai vicini né
alla quiete pubblica. La ricorrente ha prodotto una serie di documenti, ha
chiesto il richiamo degli incarti edilizi e relativi all'esercizio pubblico,
l'esperimento di un sopralluogo e di un perizia volta a accertare le emissioni
foniche derivanti allo svolgimento di attività musicali presso il ristorante
__________.

 

b) Anche i proprietari dello stabile, __________ e __________
e __________, sono insorti contro la decisione 11 agosto 1998 innanzi al
Consiglio di Stato con ricorso del 31 agosto successivo, adducendo che ogni
eventuale responsabilità ricadeva sull'amministratore della __________,
__________, e che il giorno stesso avevano inoltrato la disdetta del contratto
di locazione del locale pubblico.

 

 

                                  C.   Con risoluzione 24 settembre
1998 la presidente del Consiglio di Stato ha respinto la domanda di
conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso. __________ ha impugnato quella
risoluzione con gravame 12 ottobre 1998 innanzi a questo Tribunale, al quale ha
domandato di annullarla e di concedere il sollecitato effetto al suo ricorso 21
agosto 1998.

 

 

                                  D.   Con risoluzione 28 ottobre
1998 il Governo ha evaso nel merito il ricorso 21 agosto 1998 di __________,
respingendolo. Esso ha rilevato, sulla scorta dei numerosi rapporti di polizia
versati agli atti dal municipio, che le serate musicali organizzate presso il
ristorante __________ andassero ben oltre le ore 23.00, termine ultimo per far
musica a tenore degli art. 22 del regolamento di polizia locale e 3 dell'ordinanza
municipale sugli esercizi pubblici, cagionando molestia ai vicini e turbando la
quiete pubblica. Per questo motivo il Consiglio di Stato ha tutelato le
decisioni municipali in applicazione della clausola generale di polizia.

 

 

                                  E.   Con impugnativa 18 novembre
1998 __________ é insorta davanti a questo Tribunale contro il giudicato
governativo appena menzionato, della quale ha postulato, in via principale, il
suo annullamento insieme a quello delle decisioni municipali che esso ha
protetto e, in via subordinata, la retrocessione degli atti al Consiglio di
Stato affinché abbia a completare l'istruttoria. La ricorrente ribadisce la
tesi secondo cui ella non abbisogna di alcuna autorizzazione per far musica
sino alle ore 23.00, contesta di aver turbato la quiete pubblica, obiettando
altresì che le lamentele, infondate, sono sempre venute da un solo vicino, nega
la competenza del municipio di applicare disposizioni della legislazione di
protezione ambientale così come l'adempimento dei requisiti che legittimino
quest'ultima autorità a far capo alla clausola generale di polizia.
L'insorgente critica anche il diniego, oltretutto immotivato, del Consiglio di
Stato di assumere i mezzi di prova offerti: i fatti sono pertanto stati
accertati, a suo giudizio, in maniera incompleta.

 

La ricorrente ha inoltre domandato che il suo ricorso 12
ottobre 1998 contro la risoluzione 24 settembre 1998 della presidente del
Governo venga dichiarato privo di oggetto, poiché superato dal giudizio di
merito del 28 ottobre 1998. Essa ha chiesto nel contempo al presidente del
Tribunale di conferire in via provvisionale al suo ricorso l'effetto
sospensivo; richiesta cui essa ha però rinunciato con scritto 23 dicembre 1998.

 

Il Consiglio di Stato ed il municipio di __________ hanno
sollecitato la reiezione dell'impugnativa.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
é data (art. 21 cpv. 1 LE, 208 cpv. 1 LOC, 21 cpv. 4 PAmm), i ricorsi sono
tempestivi (art. 46 cpv. 1 PAmm) e la legittimazione della ricorrente certa (art.
43 PAmm). Essi sono pertanto ricevibili in ordine. Possono inoltre essere
decisi sulla scorta degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm): l'assunzione
delle prove di cui la ricorrente chiede l'assunzione, oltretutto previa retrocessione
della causa al Consiglio di Stato, non appare difatti necessaria.

 

 

                                   2.   Il problema alla base delle
controverse decisioni municipali, avallate da parte del Consiglio di Stato, é
costituito dallo svolgimento di attività musicali presso il ristorante
__________, intraprese in sostanza immediatamente dopo la sua apertura provvisoria,
che ha avuto luogo il 16 maggio 1998. Come risulta dai documenti versati agli
atti dalla ricorrente innanzi al Governo, queste esibizioni sono state offerte
da un'orchestra di quattro elementi, la __________, ingaggiata dalla ricorrente
per il periodo 1 giugno-30 novembre 1998. Dopo aver ordinato la sospensione di
ogni attività musicale (decisione 3 giugno 1998), il municipio di __________
l'ha transitoriamente autorizzata fino alle ore 23.00 con risoluzione 10 giugno
1998, che esso ha però revocato il 15 luglio successivo. Quest'ultimo atto é
stato completato con decisione 11 agosto 1998. Il Governo ha tutelato quelle
decisioni in applicazione della clausola generale di polizia. Il giudizio
dell'istanza inferiore deve essere condiviso, se non nella motivazione,
sicuramente nel risultato.

 

 

                                   3.   3.1. Giusta l'art. 107 cpv.
1 LOC il municipio esercita le funzioni di polizia locale. Queste funzioni
hanno specialmente per oggetto, a tenore dell'art. 107 cpv. 2 LOC (cfr. inoltre
art. da 23 a 26 RALOC): il mantenimento dell'ordine e della tranquillità, la repressione
delle azioni manifestamente illegali e le misure dettate dallo stato di necessità
(lett. a); la tutela della pubblica salute ed igiene (lett. b); le misure
intese a gestire i beni comunali, ad assicurare l'uso dei beni comuni, a
disciplinarne l'uso accresciuto ed esclusivo (lett. c); le misure intese a
disciplinare il traffico sul territorio comunale, riservate le norme della
legge federale e cantonale (lett. d); le funzioni di polizia che la
legislazione cantonale e federale devolvono ai municipi (lett. e).

 

3.2. Questo Tribunale ha ripetutamente avuto modo di spiegare
che l'art. 107 LOC é essenzialmente una norma attributiva di competenze. Essa
si limita infatti di principio a designare, all'interno del comune, l'organo
(municipio) al quale é demandato il compito di tutelare i cosiddetti beni di
polizia. Esso non determina invece né la natura, né le modalità degli
interventi ammissibili. Il contenuto delle singole misure deve invece essere
fissato da ulteriori, specifiche norme di diritto materiale. E' tuttavia riservato
il caso in cui ricorrono i requisiti per far capo alla cosiddetta clausola generale
di polizia: rimedio di natura sussidiaria che, in caso di urgenza, permette al
municipio di adottare misure atte a prevenire rispettivamente eliminare un
pericolo grave e diretto per i beni di polizia fondandosi direttamente sull'art.
107 LOC (RDAT I-1993 N. 2 consid. 2.1. con numerosi rinvii).

 

3.3. La costruzione e la gestione di un esercizio pubblico soggiace
al rispetto di svariate disposizioni di diritto pubblico. Per quanto interessa
più particolarmente il contenimento del disturbo che un esercizio pubblico é
atto ad arrecare sulle sue adiacenze entrano in linea di conto - segnatamente -
la legislazione edilizia, pianificatoria, ambientale, quella concernente gli
esercizi pubblici e quella di tutela della quiete pubblica. Trattasi pertanto
di un complesso di norme assai esteso, la cui applicazione permette - di
principio - di regolamentare rispettivamente ridurre efficacemente la molestia
derivante dal funzionamento di un locale pubblico, senza dover far capo ad un
rimedio di natura sussidiaria, tale la clausola generale di polizia. Né, in
realtà, il municipio __________ si é appoggiato - e comunque non doveva nemmeno
appoggiarsi - su questo istituto d'emergenza per legittimamente colpire la
ricorrente. In effetti la revoca dell'autorizzazione provvisoria a far musica
al ristorante __________ é stata disposta con risoluzione 13 luglio 1998,
notificata il 15 luglio successivo, ovvero in coincidenza con il rilascio della
licenza di costruzione "in sanatoria per la trasformazione con parziale
cambiamento di destinazione in ristorante e pasticceria e parcheggi"
concernente l'esercizio pubblico, parimenti disposta con risoluzione del 13
luglio 1998 e notificata il 16 successivo. Quell'atto rilevava come la domanda
di costruzione non contemplasse lo svolgimento di un'attività musicale
all'interno del locale, per cui le condizioni particolari della licenza
precisavano che l'installazione di un impianto fisso per la riproduzione di
musica o la tenuta di serate danzanti regolari con un'orchestra presupponevano
l'inoltro di una domanda di costruzione ed il conseguimento di una licenza
edilizia. La licenza edilizia richiamava inoltre le restrizioni imposte con
l'avviso dipartimentale 3 luglio 1998, giusta il quale non poteva essere svolta
alcuna attività musicale: nell'eventualità appena accennata (trasformazione del
locale in piano-bar, disco-bar, dancing o simili) quell'avviso specificava che
si sarebbe dovuto preliminarmente presentare una perizia fonica. Nella lettera
15 luglio 1998 di revoca dell'autorizzazione provvisoria allo svolgimento di
attività musicali il municipio aveva pertanto espressamente specificato che
questa fosse ordinata "nel rispetto" della testé ricordata
licenza edilizia. Il fatto poi che questa revoca fosse totale, volta cioè ad
impedire qualsiasi attività musicale, e prescindesse pertanto dagli orari entro
i quali simile attività poteva essere considerata lecita a tenore degli art. 22
del regolamento comunale di polizia locale e 3 cpv. 1 dell'ordinanza municipale
sugli esercizi pubblici, ovvero sino alle ore 23.00, convalida ulteriormente la
dipendenza di quella misura dal permesso di costruzione. La completazione della
revoca in discussione con l'ulteriore decisione municipale 11 agosto 1998, che
ribadiva il divieto di tenere concerti presso il ristorante __________,
minacciando le sanzioni previste dall'art. 292 CPS e togliendo nel contempo
l'effetto sospensivo ad un eventuale ricorso, ricordava parimenti che l'attività
svolta nel locale pubblico non era conforme a quanto approvato mediante la
menzionata licenza edilizia. E' ben vero che quella risoluzione municipale rilevava
come lo svolgimento di attività musicali creasse disturbo alla quiete notturna
e che ciò era attestato da numerosi rapporti di polizia, i quali riferivano
circa la tenuta di concerti fin ben oltre le 23.00: disturbo comunque
contestato dalla ricorrente. Ma questo nulla toglie al fatto che il municipio
avesse in primo luogo negato la possibilità di tenere ogni sorta di
manifestazioni a carattere musicale presso l'esercizio pubblico in parola per
motivo di contrasto con il permesso edilizio che lo concerneva. In ogni caso,
poiché l'attività autorizzata dell'esercizio pubblico era stata predefinita e
circoscritta in sede di licenza edilizia in applicazione del diritto pianificatorio
e di tutela dell'ambiente, la legittimità dei controversi divieti doveva essere
necessariamente esaminata in funzione di quanto specificatamente autorizzato in
quella sede, non invece della clausola generale di polizia, ovvero di un (generico)
diritto sussidiario.

 

3.4. Ferme queste premesse il ricorso deve essere respinto,
poiché le decisioni emesse dal municipio di __________ sono semplicemente volte
a far rispettare alla ricorrente, gestore del ristorante __________, la licenza
edilizia rilasciata da codesta autorità il 13/16 luglio 1998 ai proprietari
dello stabile, __________ e __________, rimasta inimpugnata e pertanto regolarmente
cresciuta in giudicato. Invano la ricorrente pretende di poter comunque far
musica (nel senso sopradescritto, ovvero mediante orchestra) sino alle ore
23.00 appellandosi agli art. 111 cpv. 1 RLespubb, 22 del regolamento comunale
sulla polizia locale e 3 dell'ordinanza municipale sugli esercizi pubblici: l'applicazione
di queste disposizioni non pregiudica quella del diritto pianificatorio (RDAT
1995 N. 36, consid. 2c in fine) e di tutela dell'ambiente (URP 1997 495 segg., consid.
6d) che devono essere considerati in sede di rilascio di una licenza edilizia.

 

 

                                   4.   Nel ricorso inoltrato il 18
novembre 1998 la ricorrente ha chiesto che il suo gravame inoltrato il 12
ottobre 1998 contro la decisione cautelare della presidente del Governo del 24
settembre precedente venga stralciato dai ruoli siccome reso privo di oggetto
dalla decisione di merito emessa dal Governo il 28 ottobre 1998. Questa richiesta
deve essere accolta.

 

 

                                   5.   La tassa di giudizio deve
essere posta a carico della ricorrente (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 107 LOC, 21 LE, 3, 18, 21, 28, 31, 43, 46, 65 PAmm

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso 12 ottobre 1998 é
stralciato dai ruoli.

 

 

                                   2.   Il ricorso 18 novembre 1998
é respinto.

 

 

                                   3.   La tassa di giudizio, di fr.
800.--, é posta a carico della ricorrente.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario