# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2447d2cd-e727-52dc-9829-8680c01fc4c2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-07-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.07.2015 32.2014.134
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2014-134_2015-07-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2014.134

   

  TB

  	
  Lugano

  21 luglio 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretaria:

  	
  Stefania Cagni

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 15 settembre 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 15 luglio 2014 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                                Aa.   Beneficiario
di una rendita intera di invalidità dal 1° luglio 2008 (doc. 26) a seguito di un
infortunio avvenuto l'anno precedente (decisione del 21 marzo 2010), nel maggio
2010 (doc. 31) il diritto alla rendita di RI 1, 1964, è stato sottoposto a
revisione e, dopo una serie di accertamenti medici protrattisi su più anni,
oltre all'esistente problematica somatica è emersa nel 2013 una componente
psichiatrica (doc. 71: episodio depressivo di media gravità) con incapacità
lavorativa del 50% dall'11 febbraio 2013, confermata dal Servizio Medico
Regionale (doc. 74).

                                Ab.   Stanti
le osservazioni del dr. __________ (doc. 81) al progetto del 18 giugno 2013
(doc. 76) di attribuzione di una rendita di tre quarti, che attestavano un peggioramento
della capacità lavorativa (nulla), è stata predisposta una perizia pluridisciplinare
(doc. 84) che ha avuto luogo nei mesi di novembre e dicembre 2013 (doc. 87).

 

                                Ac.   Sulla
scorta del referto peritale del 6 febbraio 2014 (doc. 92), del parere del dr.
med. __________ dell'SMR (doc. 94) e delle conclusioni del consulente in integrazione
professionale (doc. 95), il 31 marzo 2014 (doc. 97) l'Ufficio AI ha emesso un
progetto di decisione che annullava e sostituiva quello del 2013 e, riscontrato
un miglioramento che dal 1° novembre 2013 comportava un'incapacità lavorativa
del 20% in attività adeguate (nell'attività precedente la capacità rimaneva
nulla), il grado di invalidità è stato calcolato nel 34% e quindi il diritto
alla rendita è stato soppresso.

 

                                  B.   Le
osservazioni dell'assicurato supportate da documentazione medica (doc. 102)
sono state trasmesse al Servizio Accertamento Medico (doc. 106) per una presa
di posizione giunta il 13 giugno 2014 (doc. 107), sulla cui base l'UAI ha emesso
la decisione del 15 luglio 2014 (doc. A2) di rifiuto della rendita (grado 37%).

 

                                  C.   RI
1, rappresentato dalla RA 1, è insorto al TCA contro la predetta decisione
chiedendo sia l'annullamento di questo provvedimento sia l'erezione di una perizia
psichiatrica giudiziaria, avendo rilevato numerose lacune nella perizia pluridisciplinare
esperita dal Servizio Accertamento Medico (doc. I).

Secondo l'insorgente, il referto del
dr. med. __________ non adempirebbe alle condizioni poste da dottrina e
giurisprudenza in merito alla validità di una perizia psichiatrica, trattandosi
di un esame superficiale e insufficiente. Inoltre, vi sarebbe una chiara
divergenza fra l'opinione dello psichiatra curante (dr. med. __________) e il
perito, e visto che la principale caratteristica della sindrome depressiva
ricorrente consiste in fasi di quiescenza e fasi di riacutizzazione, a mente
del ricorrente la valutazione peritale avrebbe dovuto estendersi su un lasso di
tempo più lungo. Per questo motivo, a suo dire, si imporrebbe l'allestimento di
una nuova perizia psichiatrica ordinata dal Tribunale, non essendo invece giustificato
il rinvio degli atti all'amministrazione, che si ha soltanto quando l'accertamento
dei fatti è lacunoso, mentre in specie l'Ufficio AI ha agito in modo corretto.

 

 

 

 

                                  D.   Con
risposta del 3 ottobre 2014 l'UAI, sentita la dr.ssa __________ del Servizio Medico
Regionale (doc. IV/bis), propone il rinvio degli atti per esperire nuovi accertamenti
medici.

 

                                  E.   Chiamato
a determinarsi in merito e ad eventualmente aderire alla proposta dell'amministrazione,
il 14 ottobre 2014 (doc. VI) l'insorgente si oppone a questa soluzione e
ribadisce che venga invece ordinata una perizia psichiatrica giudiziaria
conformemente alla giurisprudenza in materia.

 

L'Ufficio AI non ha formulato nuove
osservazioni (doc. VII).

 

 

considerato                    in diritto

 

in ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell'istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione giudiziaria
(STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF
H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007).

 

nel merito

 

                                   2.   Secondo
l'art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità s'intende
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio.

 

Gli elementi fondamentali dell'invalidità,
secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno.

Occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso
possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les
rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea e
Francoforte sul Meno 1991, pag. 216 segg.).

 

L'art. 28 cpv. 1 LAI
prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al
guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere
ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente
esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in
media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di questo
anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.

L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive che gli
assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%,
a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se
sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al
40%.

 

In virtù dell'art. 28a cpv. 1 LAI, per valutare l'invalidità di un assicurato che esercita un'attività
lucrativa si applica l'articolo 16 LPGA. Il Consiglio federale definisce il
reddito lavorativo determinante per la valutazione dell'invalidità.

 

Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità
è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) ed il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto
conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello che egli
può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità
lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali
del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi
(metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136
consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

 

Nella DTF 107 V 21 consid. 2c, la Corte federale ha stabilito che l'assicurazione per l'invalidità non è tenuta a rispondere
qualora l'assicurato, in ragione della sua età, di una carente formazione
oppure a causa di difficoltà di apprendimento o linguistiche, non riesce a
trovare concretamente un'occupazione (giurisprudenza confermata dall'allora TFA
[dal 1° gennaio 2007: TF] con sentenza U 156/05 del 14 luglio 2006, consid. 5).

 

Nel confronto dei redditi la
giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità,
come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche
e l'età dell'assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit.,
pag. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende, d'altra
parte, dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di
applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è
essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il
TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere
calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR
1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

Al proposito va precisato che, secondo la DTF 128 V 174, resa in ambito LAINF, per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell'inizio dell'eventuale
diritto alla rendita (e non quello della decisione su opposizione) ed i
redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base
temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi
di paragone intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in
regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul
diritto alla rendita (DTF 129 V 222; DTF 128 V 174).

L'Alta Corte ha anche precisato che l'amministrazione è comunque tenuta,
prima di pronunciarsi sul diritto a una prestazione, a esaminare se nel periodo
successivo all'inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una
modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità
essa dovrà pertanto procedere a un ulteriore raffronto dei redditi prima di
decidere.

 

Tale principio è poi stato esteso anche all'assicurazione per l'invalidità
(DTF 129 V 222; cfr., pure, STFA I 600/01 del 26 giugno 2003 consid. 3.1, I 670/01 del 3 febbraio
2003, pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, I 761/01 del 18 ottobre 2002 consid.
3.1, pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e I 26/02 del 9 agosto 2002 consid. 3.1;
cfr. STFA I 475/01 del 13 giugno 2003, consid. 4.2).

 

                                   3.   Per quanto
riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica,
il TFA ha stabilito che è decisivo al proposito che il danno sia di gravità
tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua
capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile
per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165 = RCC 1977 pag. 169; STFA I
148/98 del 29 settembre 1998 consid. 3b; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324;
RCC 1992 pag. 180; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003,
pag. 128).

Nella STFA del 29
settembre 1998 (I 148/98), al considerando 3b, l'Alta Corte ha inoltre avuto
modo di precisare che:

 

" Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni
fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI,
devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le
anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno
stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione
per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato
potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è
ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo
possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità
di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo
accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente;
di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che l'utilizzazione
della capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui pretesa oppure
che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102 V 166; VSI 1996
pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid. 1a; RCC 1992 pag.
182 consid. 2a e sentenze ivi citate).".

 

Secondo la giurisprudenza
del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni
dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la
farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA I 441/99 del 18 ottobre 1999;
STFA I 148/98 del 29 settembre 1998 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a
con riferimenti).

 

Nella sentenza del
4 luglio 2007 (I 384/06), il Tribunale federale ha ribadito che “(…) il riconoscimento
di un danno alla salute psichica presuppone in particolare la diagnosi espressa
da uno specialista in psichiatria, poggiata sui criteri posti da un sistema di
classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr.
pure la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05 del 13
luglio 2006, consid. 4).”.

 

                                   4.   Nel
caso di specie l'Ufficio AI, dopo aver richiamato gli atti medici ritenuti determinanti
e avere sottoposto l'interessato ad una perizia medica pluridisciplinare, con la decisione impugnata ha soppresso il diritto del ricorrente a una
rendita d'invalidità.

Il raffronto fra il
reddito conseguito senza invalidità prima dell'insorgenza del danno (Fr. 63'832.-)
e il reddito medio ottenibile per un'attività semplice e ripetitiva (Fr. 62'414.-),
tenuto conto di una capacità lavorativa dell'80% in attività adeguate - mentre
nell'abituale attività era del 100% - e una riduzione personale
del 20% (Fr. 39'945.-), ha dato luogo a una perdita di guadagno (grado d'invalidità) del 37%, con conseguente rifiuto
della rendita AI.

 

Nel ricorso l'assicurato ha affermato che la sua incapacità lavorativa
per motivi psichici è del 50% dall'11 febbraio 2013, così come attestato il 22
aprile 2013 e ribadito il 6 maggio 2014 dallo psichiatra curante dr. med. __________.
Quest'ultimo, ha rilevato l'insorgente, è concorde con la diagnosi di sindrome
depressiva ricorrente posta dal perito dr. med. __________, il quale, però,
avrebbe raccolto l'analisi dell'assicurato in modo impreciso e sommario, ciò
che avrebbe portato ad un quadro distorto delle sue reali condizioni di salute.
Per questo motivo, il ricorrente ha chiesto al TCA di ordinare l'erezione di
una perizia giudiziaria che valuti in maniera dettagliata e completa il suo
stato di salute.

 

                                   5.   A
fine anno 2013 l'Ufficio AI ha sottoposto l'assicurato a una perizia
pluridisciplinare da parte del Servizio Accertamento Medico nei campi della
reumatologia, della neurologia e della psichiatria e le conclusioni di questi
specialisti sono state esposte nella perizia pluridisciplinare del 6 febbraio
2014 (doc. 92).

Questo referto espone l'anamnesi
(familiare, personale, sociale, professionale, patologica e sistemica), le
affezioni attuali, la descrizione della giornata e le constatazioni obiettive
da parte del perito SAM (status, esami radiologici).

Viene inoltre posta la
diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa di sindrome lombovertebrale cronica
su: iniziale discopatia a livello L5-S1, insufficienza muscolare; esiti da infortunio
subìto il 6 luglio 2007 con conseguente frattura del femore e del piatto
tibiale sinistro: stato dopo osteosintesi del femore con chiodo endomidollare
il 6 luglio 2007, stato dopo artroscopia diagnostica del ginocchio il 2 maggio
2008; rimozione del materiale di osteosintesi e reinchiodamento del femore con
alesaggio per pseudoartrosi il 22 ottobre 2008; stato dopo reintervento con
amozione del chiodo endomidollare, decorticazione del femore ed osteosintesi
tramite placca e viti il 23 settembre 2009.

Quale diagnosi senza
influenza sulla capacità lavorativa è stata osservata una sindrome depressiva
ricorrente attualmente in fase di remissione sintomatologica; ipertensione
arteriosa in trattamento; tabagismo cronico; obesità (BMI 31 kg/mq).

Esposte le valutazioni dei
singoli esperti, nella valutazione medico-teorica globale dell'attuale capacità
lavorativa i periti del SAM l'hanno ritenuta dello 0% nell'attività da ultimo
esercitata di autista con mansioni di carico e scarico di merci dal punto di
vista fisico e psichico.

Quanto alla capacità
lavorativa residua, dal punto di vista neurologico e psichiatrico non sono
state rilevate limitazioni. Dal profilo reumatologico è stata ritenuta un'abilità
lavorativa di almeno l'80% per lo svolgimento di qualsiasi professione
fisicamente medio-leggera stante determinate limitazioni dal 3 maggio 2011 (dal
6 luglio 2007 era del 100%), del 50% dall'11 febbraio 2013 tenendo in considerazione
il parere dello psichiatra curante e nuovamente un'abilità lavorativa dell'80%
dal novembre 2013, ossia da quando il perito dr. med. __________ ha stabilito
un miglioramento dello stato di salute psichico con un ritorno a una capacità
lavorativa completa. Lo psichiatra ha ritenuto utile la prosecuzione della
presa a carico psichiatrica affiancata dall'assunzione della terapia
psicofarmacologica a base di antidepressivi stimolanti e ha previsto una
prognosi favorevole.

 

Per quanto attiene, più
specificatamente, al referto psichiatrico, oggetto della contestazione del
ricorrente, va qui evidenziato che il dr. med. __________ ha visitato l'assicurato
il 20 novembre e il 4 dicembre 2013. Nella sua perizia del 9 gennaio 2014 (doc.
92-40) lo psichiatra e psicoterapeuta FMH ha riportato l'anamnesi riassuntiva,
l'esito dell'esame psichico e le sue conclusioni, rispondendo infine alle domande
sottoposte dall'Ufficio AI. In particolare, lo specialista ha indicato che in
quel momento la sintomatologia depressiva appariva in netto regresso nell'ambito
di una remissione della patologia depressiva ricorrente (ICD10-F33.4), perciò
ha ritenuto l'assicurato abile al lavoro al 100%. L'esperto ha evidenziato che
durante i due colloqui avuti con il peritato non sono emersi disturbi psichici
di particolare rilevanza, osservando però che l'apparente stato di benessere manifestato
avrebbe potuto indicare che l'interessato aveva superato il momento critico che
lo aveva portato a chiedere un aiuto specialistico, facendo quindi rientrare l'episodio
depressivo in una fase di remissione sintomatologica. Tuttavia, lo psichiatra
ha pure rilevato che tale situazione avrebbe potuto essere anche ricondotta ad
un atteggiamento di copertura di un disagio non ammissibile legato alla povertà
delle sue relazioni affettive e alla mancanza di vie chiare e percorribili
sulle quali costruire il suo futuro. La presenza di una costante autoironia e
di una certa semplificazione dei problemi della vita quotidiana come se l'assicurato
volesse intenzionalmente ridurne l'importanza avrebbe lasciato propendere per
una ricerca delle modalità più adatte per ridurre una sofferenza interiore
causata da legami affettivi insoddisfacenti vissuti sia durante la giovinezza
sia nel corso della sua vita adulta. Secondo il perito, probabilmente l'interessato
andava incontro a delle crisi depressive ricorrenti che sono l'espressione
clinica di un disagio profondo legato alle ferite emotive che in alcuni momenti
sono sintomatiche, mentre in altri non lo sono.

 

                                   6.   Per
costante giurisprudenza (cfr. sentenza 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare l'invalidità, all'amministrazione
(o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono
essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti, il compito
del medico consistendo nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare
in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure
nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori
siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente professionale,
avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali attività professionali
siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).

 

Quanto alla valenza probante di un
rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati
oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi,
che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato
approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del
contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate.
Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non
è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale
perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25
aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352
consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung,
BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il suo contenuto
(DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

 

A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa, il TF ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite
da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono
a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili
(DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).

In una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA
ha però ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove
definire delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e
perizie. In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la
giurisprudenza ha statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi
dalla valutazione degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione
del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista
medico una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un
tale referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per
farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa; STFA I 462/05 del 25
aprile 2007; STFA U 329/01
del 25 febbraio 2003).

 

Nella DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione
deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si
rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di
contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano
dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi
in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore non permette già di
metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere
delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente
fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V
31; RAMI 1993 pag. 95).

 

Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in
sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA
I 462/05 del 25 aprile 2007).

Per quel che concerne il Servizio di
Accertamento Medico (SAM) dell'assicurazione invalidità, l'Alta Corte nella DTF
132 V 376 ha rilevato che se un Centro d'accertamento medico è incaricato di
rendere una perizia, devono essere osservati i diritti di partecipazione
conferiti dall'art. 44
LPGA (consid. 6 e 7).

In merito al valore
probatorio delle perizie amministrative dei servizi medici di accertamento
(SAM), sotto il profilo dell'indipendenza, dell'equità del processo e della
parità delle armi, in una sentenza pubblicata in DTF 136 V 376 il
Tribunale Federale ha specificato che la qualità formale di parte
dell'organo esecutivo dell'assicurazione per l'invalidità nella procedura
giudiziaria, rispettivamente la sua legittimazione a presentare ricorso in materia
di diritto pubblico, non consentono di considerare come atti di parte le prove
assunte dall'amministrazione nella precedente fase non contenziosa.

 

Nella sentenza di principio 9C_243/2010
del 28 giugno 2011 pubblicata in DTF 137 V 210, il Tribunale federale ha preso
posizione sulle critiche della giurisprudenza federale relativa al valore probatorio
delle perizie dei Servizi di accertamento medico (SAM; art. 72 bis cpv. 1 OAI),
dal profilo della conformità alla CEDU e alla Costituzione, formulate
soprattutto nel parere del Prof. Dr. iur. Jörg Paul Müller e del
Dr. iur. Johannes Reich dell'11 febbraio 2010.

L'Alta Corte è arrivata alla
conclusione che l'acquisizione delle basi mediche per poter emettere una decisione
attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i SAM nell'assicurazione
invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle procedure giudiziarie, è
di per sé conforme alla Costituzione e alla Convenzione europea (consid.
2.1-2.3).

D'altra parte il Tribunale federale ha
riconosciuto che attraverso tali perizie vengono messe in pericolo in modo
latente le garanzie procedurali, visto il potenziale di ricavi dell'attività
dei SAM nei confronti dell'assicurazione invalidità e con ciò anche della loro
dipendenza economica (consid. 2.4). La nostra Massima Istanza ha perciò
ritenuto necessario adottare dei correttivi a livello amministrativo e a livello
dell'autorità giudiziaria di prima istanza:

 

a livello amministrativo

-  assegnazione a
caso dei mandati di perizia ai SAM (consid. 3.1),

                                     -  differenze
minime delle tariffe della perizia (consid. 3.2),

                                     -  miglioramento
e uniformizzazione dei criteri di qualità e di controllo (consid. 3.3),

                                     -  rafforzamento
dei diritti di partecipazione:

--  in caso di
divergenze l'amministrazione deve ordinare la perizia attraverso una decisione
incidentale impugnabile davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni o al
Tribunale federale amministrativo (consid. 3.4.2.6; cambiamento della
giurisprudenza secondo DTF 132 V 93);

--  alla persona
assicurata spettano precedentemente i diritti di partecipazione alla procedura
(ad esempio: quello di esprimersi sui quesiti peritali; consid. 3.4.2.9;
cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 133 V 446);

 

a livello dell'autorità giudiziaria di prima istanza

                                         In caso di accertata
necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il Tribunale federale
amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una perizia medica
(consid. 4.4.1.3 e 4.4.1.4; cambiamento della giurisprudenza secondo DLA 1997
Nr. 18 p. 85, C 85/95 consid. 5d con riferimenti, sentenza H 355/99 del 11
aprile 2000 consid. 3b), i cui costi sono posti a carico dell'assicurazione
invalidità (consid. 4.4.2).

 

Infine, il Tribunale federale ha
concluso che le perizie raccolte secondo il vecchio standard processuale non
perdono di per sé il loro valore probatorio. Piuttosto si dovrà decidere nel
contesto dell'esame del singolo caso, alla luce delle sue specifiche caratteristiche
e delle critiche sollevate nel ricorso, se il fatto di fondarsi esclusivamente
sui mezzi di prova disponibili per prendere la decisione impugnata è o no conforme
al diritto federale (consid. 6). (Sul tema cfr. STF 9C_120/2011 del 25 luglio
2011).

 

Occorre ancora evidenziare che l'allora
TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 concernente un caso di assicurazione per l'invalidità (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle
opinioni espresse dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità,
sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante ed il medico SMR
non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia. In
quell'occasione l'Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

" 3.2 L'on ne saurait certes mettre sur le même pied un rapport d'expertise
émanant d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence
a admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et
de l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le
SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion
entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale, nécessaire
de mettre en oeuvre une nouvelle expertise.

La
valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier
au regard des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf. consid. 3.1
supra). Il n'y a dès lors aucune raison d'écarter le rapport du SMR ici en
cause ou de lui préférer celui du médecin traitant, pour le seul motif que c'est
le service médical régional de l'AI qui l'a établi. Au regard du déroulement de
l'examen clinique pratiqué par les médecins du SMR et du contenu de leur rapport,
on ne relève, du reste, aucune circonstance particulière propre à faire naître
un doute sur l'impartialité de ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel." (…)

 

Per quel che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile
2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht,
Zurigo 1997, pag. 230).

 

L'Alta Corte, nella sentenza 9C_142/2008 del 16 ottobre 2008 -concetto
ribadito ancora nella STF 9C_721/2012 del 24 ottobre 2012 in un caso ticinese -, per quanto riguarda le divergenze d'opinioni tra medici curanti e periti
interpellati dall'amministrazione o dal giudice, ha precisato quanto segue:

 

" (…)

On
ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre experts et médecins traitants,
il n'est pas, de manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle
expertise. La valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit
bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels (ATF 125 V 351
consid. 3a p. 352) qui permettent de leur reconnaître pleine valeur probante. A
cet égard, il convient de rappeler qu'au vu de la divergence consacrée par la jurisprudence
entre un mandat thérapeutique et un mandat d'expertise (ATF 124 I 170 consid. 4
p. 175; SVR 2008 IV Nr. 15 p. 43 consid. 2.2.1 et les références [arrêt I
514/06 du 25 mai 2007]), on ne saurait remettre en cause une expertise ordonnée
par l'administration ou le juge et procéder à de nouvelles investigations du
seul fait qu'un ou plusieurs médecins traitants ont une opinion contradictoire.
Il n'en va différemment que si ces médecins traitants font état d'éléments
objectivement vérifiables ayant été ignorés dans le cadre de l'expertise et qui
sont suffisamment pertinents pour remettre en cause les conclusions de l'expert."
(…).

 

Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori,
il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed
indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile
2007).

 

Va ancora rilevato che, affinché un esame medico in ambito psichiatrico
sia ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni (D. Cattaneo,
“La promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni
sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota 158, pag.
628-629, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in
particolare la DTF 127 V 294; cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni
sociali” in: Le perizie giudiziarie, Ed. CFPG, Lugano e Helbing &
Lichtenhahn, Basilea 2008 pag. 203 e segg. (249-254)).

In quest'ultima sentenza l'Alta Corte
ha fatto proprie le considerazioni di Mosimann. In particolare, secondo questo
autore (Somatoforme Störungen: Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS
1999 pag. 105 ss), in ambito psichiatrico l'esperto deve innanzitutto porre una
diagnosi secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità
dell'affezione.

Il perito deve anche
valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa da parte dell'assicurato.
Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri, quali il carattere premorboso,
l'affezione psichica e quelle organiche croniche, la perdita d'integrazione
sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico
della malattia, la durata pluriennale della stessa con sintomi stabili o in
evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a trattamenti medici secondo la
regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve essere fatta in base all'insieme
dei succitati criteri.

Inoltre, l'esperto deve
esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

Del resto, un rifiuto di
una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le
divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni sull'intensità
dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una richiesta di cura,
le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente e quelle
risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative lascino
l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap nonostante
un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27 settembre 2001,
32.1999.124).

 

                                   7.   Questo
Tribunale, alla luce delle osservazioni del ricorrente, per i motivi che seguono
non può confermare la valutazione effettuata dal perito dr. med. __________ che
ha concluso per una capacità lavorativa piena dal profilo psichiatrico.

In effetti, come ha
evidenziato il ricorrente, dalla lettura dell'anamnesi riassuntiva riportata
dallo psichiatra non emergono dei particolari di vita dell'assicurato significativi
per una valutazione completa di carattere psichico.

A tale proposito, il TCA
rileva che alcuni di questi fatti influenti per qualificare lo status psichico
dell'interessato sono stati invece portati alla luce dai periti che l'hanno
visitato. Per esempio, il dr. med. __________ del SAM, specialista FMH medicina
interna generale, nella redazione del referto peritale ha evidenziato al
capitolo dell'anamnesi personale e sociale che "A causa di alcuni furti
rimane fino all'età di 18 anni presso l'istituto minorile a __________ ".

Anche il dr. med. __________,
specialista FMH medicina interna e malattie reumatiche, ha rilevato che l'assicurato
"È stato recluso per nove mesi nel 2005 a causa di diverse multe della circolazione non pagate." (doc. 92-30).

 

Nel suo memoriale
ricorsuale l'assicurato riporta inoltre diversi altri episodi che hanno
verosimilmente segnato la sua psiche, il suo modo di essere e quindi la sua
capacità lavorativa.

 

Al di là di queste
considerazioni, il Tribunale rileva che lo stesso dottor __________ ha espresso
dei dubbi sul reale stato di salute dell'assicurato.

Da un canto, lo
specialista ha osservato che l'apparente stato di benessere manifestato dall'assicurato
potrebbe indicare che ha superato il momento critico che l'ha portato a
chiedere aiuto ad uno psichiatra, facendo quindi rientrare l'episodio
depressivo in una fase di remissione sintomatologica.

D'altro canto, questa
remissione potrebbe anche essere ricondotta ad un atteggiamento di copertura di
un disagio non ammissibile legato alla povertà delle sue relazioni affettive e
alla mancanza di vie chiare e percorribili sulle quali costruire il suo futuro.

Malgrado queste
incertezze, il perito ha posto la diagnosi di sindrome depressiva ricorrente
(ICD10-F33.4) attualmente in fase di remissione sintomatologica e ha considerato
l'assicurato completamente abile al lavoro.

 

In merito alla sua
patologia, il ricorrente osserva di essere in cura dal dr. med. __________ dal
2013 e di incontrare il suo psichiatra ogni 2 o 3 settimane. Per contro, il
perito l'ha visto soltanto due volte e, soprattutto, in un lasso di tempo
ravvicinato, ciò che, a dire dell'assicurato, visto il tipo di malattia, non
gli ha permesso di valutare compiutamente il suo stato di salute. Infatti, l'insorgente
rileva, a proposito della remissione sintomatologica, come sia necessaria un'asintomaticità
di diversi mesi, che nell'ambito della perizia SAM non ha però potuto essere
verificata.

 

Una caratteristica della
sindrome depressiva ricorrente è proprio quella di variare nel tempo. La
periodicità dei momenti di remissione relativa della patologia, seguiti dai
momenti di media gravità della malattia, emergono in tutta la loro chiarezza
alla lettura del rapporto peritale del 6 febbraio 2014, in cui un perito ha affermato di avere visitato un assicurato trasandato e di discrete
condizioni generali, mentre un altro l'ha definito sufficientemente curato
nella persona e nell'abbigliamento.

La variazione nel tempo
dell'incidenza della patologia sulla salute del ricorrente è perdurata anche
durante il periodo in cui è stato visitato dagli specialisti del Servizio
Accertamento Medico.

 

Da quanto precede
discende che l'Ufficio AI, per stabilire se nel preciso caso di specie vi sia
stato un miglioramento duraturo dello stato di salute del ricorrente tale da
modificare il suo diritto alla rendita, non avrebbe dovuto accontentarsi di due
soli colloqui effettuati a due settimane di distanza l'uno dall'altro, ma
avrebbe dovuto disporre un'osservazione di lunga durata al fine di poter
esprimere una valutazione corretta e completa (STCA 32.2014.70 del 30 marzo
2015).

 

La stessa dr.ssa __________
del Servizio Medico Regionale, interpellata in proposito dall'amministrazione a
seguito del ricorso in oggetto, viste le considerazioni del dr. med. __________
e la diagnosi posta di sindrome depressiva ricorrente attualmente in fase di
remissione, stante un quadro depressivo di media gravità in essere dall'11
febbraio 2013 riscontrato dallo psichiatra curante, il 3 ottobre 2014 (doc.
IVbis) ha ritenuto "indicato una valutazione di decorso che valuti se effettivamente
il quadro clinico di remissione identificato dal perito SAM sia stato stabile,
in presenza di una s depressiva ricorrente, anche con valutazione longitudinale
protratta.".

 

In tale contesto va ricordato che il
Tribunale federale ha già avuto modo di sottolineare che non va dimenticata la
potenziale forza dei rapporti del medico curante, alla luce del fatto che quest'ultimo
ha l'occasione di osservare il paziente durante un periodo di tempo prolungato
(Pladoyer 3/09 pag. 74 e STF 9C_468/2009 del 9 settembre 2009, consid. 3.3.1; D. Cattaneo, in “Les expertises en droit des assurances
sociales”, in Cahiers genevois et romands de sécurité sociale n° 44-2010 pag.
124).

 

Ciò trova conferma in alcune sentenze
emanate da questo Tribunale (cfr. ad esempio STCA 32.2014.70 del 30 marzo 2015;
STCA 32.2012.185 del 14 febbraio 2013; STCA 32.2011.326 del 31 maggio 2012; STCA
32.2011.200 del 19 gennaio 2012; cfr. anche la STCA 32.2010.308 del 19 maggio
2011) sulla base di quanto a sua volta stabilito dal Tribunale amministrativo
federale il 5 dicembre 2008 (C-2693/2007).

Il TAF, dopo aver rilevato che la
patologia psichiatrica che affliggeva l'assicurato (in quel caso: sindrome
depressiva di gravità medio grave) fosse caratterizzata da fasi di quiescenza e
fasi di riacutizzazione, ha ritenuto non sufficientemente probante la valutazione
psichiatrica peritale eseguita da uno specialista in psichiatria, fondata su un
unico colloquio anziché, come sarebbe stato più opportuno, estendersi su di un
periodo di tempo più lungo, con colloqui approfonditi ed accompagnata dall'esecuzio-ne
di test indicativi e da un'attenta analisi delle dichiarazioni del paziente.

I giudici federali hanno esposto le
seguenti motivazioni:

 

"
(…)

Alla luce dei precedenti
rapporti e vista la principale caratteristica della patologia in esame che
consiste in fasi di quiescenza e fasi di riacutizzazione, la perizia
psichiatrica avrebbe dovuto estendersi su di un lasso di tempo più lungo,
segnato da colloqui approfonditi ed accompagnato dall'esecuzione di test
indicativi ed un'attenta analisi delle dichiarazioni del paziente. In altre
parole, il parere del Dott. T., fondato su di un unico colloquio ed una scarsa
motivazione, non può essere tenuto quale fondamento della soppressione della rendita
AI. A titolo di confronto si può paragonare la perizia del Dott. T. con quella
della Dott.ssa C., ove, specialmente nelle rubriche “disturbi lamentati dall'assicurato
ed esame oggettivo” si spiega in maniera convincente tutta la problematica,
affinché l'amministrazione (ed eventualmente il giudice) possano esprimere il
loro parere in modo convincente e senza esitazioni. Se, il giorno della
visita specialistica, il perito non ha riscontrato nulla di patologico ed
invalidante può essere anche imputabile alla circostanza che l'interessato
fosse in un periodo di relativa quiescienza del male. Va qui segnalato, oltretutto,
che egli assume dosi di antidepressivi massicce; questa posologia è verosimilmente
stata cambiata in occasione del ricovero presso la Clinica di riabilitazione di
N..

(…)

Nel suo rapporto del 3
aprile 2007, lo psichiatra curante indica che il paziente riceve ben 80mg die
di Citalopram e 0,75 mg die di Xanax, che la sindrome depressiva è solo in
parziale remissione e che la decisione dell'AI penalizza in maniera grave il
paziente nella sua volontà di riscatto. A questo proposito questo tribunale
osserva che anche un esame sugli effetti secondari della terapia in un'ottica
di capacità al lavoro sarebbe necessario, atteso che dosi così massicce di
medicinali provocano, oltre al resto, uno stato di iporeattività generale. Nel
suo rapporto del 14 agosto 2007, il Dott. X. riferisce un quadro nettamente
patologico ed invalidante, nonostante le terapie in atto; l'esame oggettivo
attesta una situazione psicologica grave e debilitante. Vero è che questo
rapporto, come osservato dall'UAI cantonale e dal proprio medico di fiducia,
esula dal periodo di cognizione giudiziaria, tuttavia il giudice delle
assicurazioni sociali può tenere conto dei fatti verificatisi dopo la data dell'impugnata
decisione quando essi possono imporsi quali elementi di accertamento
retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 121 V 366
consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a, 99 V 102).

 

In conclusione quindi,
questo tribunale non può trarre idonei, conclusivi e convincenti pareri dalla
perizia del Dott. T. nella misura in cui lo stato di salute del paziente ivi
descritto e la conseguente valutazione della capacità di lavoro, sembra
piuttosto riferita ad una fase di momentaneo benessere che non ad una
situazione temporalmente più corrispondente alla realtà. (…)." (sottolineature
della redattrice)

Analogamente a quanto già
stabilito dal TCA nelle succitate sentenze, in presenza di una patologia quale
quella di cui è afflitto in concreto l'insorgente (sindrome depressiva
ricorrente [ICD10; F33.4]) che, nel corso del tempo, può
comportare variazioni nell'incidenza della patologia sulla capacità lavorativa
dell'assicurato viste le affermazioni del medico
curante nonché quanto affermato dalla dottoressa dell'SMR, è a giusta ragione
che l'UAI non poteva basare la sua decisione al termine di una valutazione
peritale fondata su due colloqui effettuati nell'arco di due settimane, ma
avrebbe dovuto chiedere al perito di effettuare un numero maggiore di
osservazioni su un lasso di tempo più lungo.

 

In queste circostanze, questo Tribunale
ritiene che il miglioramento dello stato di salute del ricorrente, il cui onere
probatorio incombe all'amministrazione (STF 9C_158/2012 del 5 aprile 2013), non
è stato documentato con il grado di verosimiglianza preponderante valido nelle
assicurazioni sociali e che a questo proposito è necessario un approfondimento
istruttorio.

 

Stante quanto precede, visto
anche quanto proposto dal medico stesso del Servizio Medico Regionale (doc.
IVbis), il TCA ritiene che una nuova valutazione peritale psichiatrica si imponga.

 

                                   8.   Di
norma, l'incarto può essere rinviato all'Ufficio AI (DTF 137 V 210) o perché vi sono accertamenti peritali svolti dall'amministrazione
che necessitano di un complemento (“Ergänzung von gutachtlichen
Ausführungen”; cfr. STCA 32.2011.107 del 27 ottobre 2011), o perché vi sono carenze negli accertamenti peritali svolti dall'amministrazione
(“Eine Rückweisung an die IV-Stelle bleibt hingegen möglich, wenn sie allein
in der notwendigen Erhebung einer bisher vollständig ungeklärten Frage
begründet ist. Ausserdem bleibt es dem
kantonalen Gericht (unter dem Aspekt der Verfahrensgarantien) unbenommen, eine
Sache zurückzuweisen, wenn lediglich eine Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung
von gutachtlichen Ausführungen erforderlich ist”;
cfr. STCA 32.2011.115 del 27 ottobre 2011).

 

In concreto, in virtù
delle carenze evidenziate, e meglio della necessità di effettuare una perizia psichiatrica
che, come ha rilevato la dr.ssa med. __________ dell'SMR, "valuti se
effettivamente il quadro clinico di remissione identificato dal perito SAM sia
stato stabile, in presenza di una s depressiva ricorrente, anche con
valutazione longitudinale protratta", s'impone un rinvio degli atti
all'UAI stesso che si pronuncerà nuovamente, senza cagionare un pregiudizio non
altrimenti riparabile al ricorrente (DTF 139 V 99) che ha chiesto l'erezione di
una perizia medica giudiziaria.

                                   9.   L'insorgente
ha chiesto di essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria con
gratuito patrocinio.

 

Visto l'esito favorevole del ricorso l'assicurato, patrocinato dalla RA 1, ha
diritto al versamento da parte dell'Ufficio AI di ripetibili.

In virtù della costante giurisprudenza federale, l'assegnazione di ripetibili rende priva d'oggetto l'istanza di assistenza
giudiziaria con gratuito patrocinio (DTF 124 V 309 consid. 6, STF 8C_32/2012
del 14 maggio 2012; STF 9C_335/2011 del 14 marzo 2012; STF I 748/06 del 2
novembre 2007; STFA U 164/02 del 9 aprile 2003; STCA 33.2012.8 del 17
dicembre 2012; STCA 33.2010.13 del 10 gennaio 2011; STCA 32.2008.179 del 5 giugno
2009; STCA 32.2008.115 del 26 marzo 2009).

 

                                10.   Secondo
l'art. 29 cpv. 2 LPTCA e l'art. 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in
caso di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI
dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.

 

L'entità delle spese è determinata fra
Fr. 200.- e Fr. 1'000.- in funzione delle spese di procedura e senza riguardo
al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF
8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

 

Visto l'esito della vertenza, le spese
per complessivi Fr. 500.-vanno poste a carico dell'Ufficio AI.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

 

                                    §   La decisione impugnata è annullata e gli atti rinviati all'amministrazione
per l'allestimento di una nuova perizia psichiatrica.

 

                                   2.   Le
spese di Fr. 500.- sono poste a carico dell'Ufficio AI.

Lo stesso Ufficio verserà al ricorrente
Fr. 1'800.-- (IVA inclusa) a titolo di indennità per ripetibili, ciò che rende
priva di oggetto la domanda di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio.

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione
è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare
la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere
allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il giudice delegato                                                La
segretaria

 

Ivano Ranzanici                                                   Stefania
Cagni