# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a614cada-8ec1-5bca-aad6-ee43de6002a0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-07-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.07.2015 32.2014.118
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2014-118_2015-07-14.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2014.118

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  14 luglio 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Megnhetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 30 agosto 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 30 giugno 2014 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1966, attiva a tempo parziale quale assistente di cura, nel mese di gennaio
 2012 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI (doc. AI 1).

 

                     1.2.   Nell’ambito
dell’istruzione della causa, l’Ufficio AI ha richiamato dall’assicuratore
malattie __________ (agente quale assicuratore d’indennità giornaliera per
perdita di guadagno per malattia) la perizia pluridisciplinare 14 febbraio 2011
(recte: 2012) del Servizio di accertamento medico dell’AI (SAM; doc. AI 17) ed
il complemento peritale 7 novembre 2012 (doc. Cassa malati 31) ed ha acquisito
il rapporto 27 luglio 2012 del dr. __________ (doc. AI 35), documentazione che
è stata valutata del Servizio medico regionale dell’AI (SMR) con rapporto
finale 13 settembre 2013 (doc. AI 48). 

                              Dal
punto di vista economico, l’amministrazione ha fatto capo all’inchiesta per
persone che si occupano dell’economia domestica del 16 gennaio 2014 (doc. AI
50) ed al rapporto finale 25 febbraio 2014 (doc. 57). 

                              Sulla
base dei succitati accertamenti, con progetto di decisione 4 aprile 2014 l’Ufficio
AI ha riconosciuto all’assicurata una rendita intera limitata nel tempo dal 1°
aprile 2012 (con versamento, causa domanda tardiva, dal 1° luglio 2012) al 31 ottobre
2012 non presentando successivamente a tale data un grado d’invalidità
pensionabile (doc. AI 60). 

 

                              Con
osservazioni 9 maggio 2014 al progetto di decisione, l’assicurata ha trasmesso
un certificato del medico curante, dr. __________, datato 2 maggio 2014 (doc.
AI 68). Il dr. __________ ha inviato all’amministrazione un suo certificato del
26 maggio 2014 (doc. AI 72).

 

                              Tale
documentazione è stata valutata dal SMR, il quale con annotazioni del 28 maggio
 2014 ha confermato la sua precedente valutazione (doc. AI 75). 

 

                              Di
conseguenza, con decisione 30 agosto 2014 l’Ufficio AI ha confermato la rendita
temporanea come preavvisata (doc. AI 78; cfr. le motivazioni in doc. AI 76).

 

                               1.3.   Contro
la succitata decisione insorge l’assicurata, rappresentata dall’avv. RA 1,
postulandone l’annullamento ed il riconoscimento del diritto ad una rendita
intera anche dal 1° novembre 2012. Contestata è la valutazione medica, ritenuta
non aggiornata, come pure l’esito dell’inchiesta economica. Dei singoli motivi
verrà detto, per quanto occorra, nel prosieguo. 

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa, confermando sia la valutazione medica che economica, l’Ufficio
AI ha chiesto la reiezione del ricorso. 

 

                               1.5.   Con
scritti 13 e 17 ottobre 2014 l’assicurata ha inoltrato delle osservazioni alla
risposta di causa, allegando nuova documentazione medica (VIII, X). Su richiesta
del TCA, il 17 e 24 ottobre 2014 l’Ufficio AI ha preso posizione in merito ai
nuovi atti prodotti (XI e XIV).

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008 e giurisprudenza ivi citata).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se l’assicurata ha diritto ad una rendita d’invalidità
temporanea (1° luglio 2012 – 31 ottobre 2012), come da decisione impugnata,
oppure, come da richiesta ricorsuale, anche ad una rendita (intera) dal 1° novembre
2012. 

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité,
in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale
Sicherheit, 2a ed., 2007, pag. 1411, n. 46). Secondo l'art. 28 cpv. 2
LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno
al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe,
dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido)
e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato
invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi
essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante
la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle
affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., pag. 1476, n. 213 e la
giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità
lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali
del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi
(metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique
VSI 2000 pag. 84).

 

                               2.4.   Se,
però, un assicurato maggiorenne non esercitava un'attività lucrativa prima di
essere invalido, l'applicazione nei suoi confronti del concetto dell'incapacità
di guadagno non è possibile poiché - in simili condizioni - l'invalidità non
può cagionare una vera e propria perdita di guadagno. Ciò, in special modo, se
non si può esigere da questi l'esercizio di un’attività lucrativa.

 

                                         Per
questo motivo l'art. 8 cpv. 3 LPGA parifica l'impedimento di svolgere le
proprie mansioni consuete all'incapacità al guadagno (metodo specifico di
calcolo dell'invalidità, SVR 1996 IV Nr. 76 pag. 221 consid. 1; RCC 1986 pag.
246 consid. 2b; DTF 104 V 136). In questo senso l’art. 28 a cpv. 2 LAI prevede che l'invalidità dell’assicurato che non esercita un’attività lucrativa ma
svolge le mansioni consuete e dal quale non si può ragionevolmente esigere che
intraprenda un’attività lucrativa è valutata, in deroga all’articolo 16 LPGA,
in funzione dell’incapacità di svolgere le mansioni consuete. A sua volta,
l'art. 27 cpv. 1 OAI precisa che per mansioni consuete di una persona senza
attività lucrativa occupata nell’economia domestica s’intendono in particolare
gli usuali lavori domestici, l’educazione dei figli nonché le attività artistiche
e di pubblica utilità e che per mansioni consuete dei religiosi s’intende ogni attività
svolta dalla comunità.

                                         L’invalidità
viene così valutata sulla base di un confronto delle attività domestiche, da
effettuare mediante un’inchiesta domiciliare (DTF 130 V 97; Pratique VSI 2001 pag.
158 consid. 3c). Si paragona quindi l'attività svolta dall'assicurato prima
della sopravvenienza del danno alla salute con quella che può svolgere
posteriormente, applicando l'impegno che si può esigere da lui (RCC 1984 pag.
139; Duc, Les assurances sociales en Suisse, Lausanne 1995, pag. 458; Maurer,
Bundessozialversicherungsrecht, 1994, pag. 145). Di regola si presume che non
vi è impedimento dovuto all'invalidità se l'assicurato è ancora attivo nella
sua economia domestica e segue, almeno parzialmente, le incombenze che lo concernono.
Questa presunzione può tuttavia essere rovesciata se è stabilito che la persona
lavora più di quanto è ragionevolmente esigibile oppure fa eseguire da altri la
maggior parte dei lavori che non può eseguire personalmente (RCC 1984 pag.
139). L'importanza dell'attività della persona che si occupa dell'economia
domestica dipende dalla struttura familiare, dalla situazione professionale del
congiunto e dalle circostanze locali. Si distinguono quindi tre tipi di
famiglia, quella senza figli, quella con figli o altri membri della famiglia
che richiedono cure o quella in cui un coniuge collabora nell'impresa dell'altro.

 

                               2.5.   Nel
caso in cui invece l’interessato svolga (o comunque svolgerebbe in assenza dei
fattori invalidanti) solo parzialmente un'attività lucrativa risulta applicabile
l’art. 28a cpv. 3 LAI secondo cui: “ se l’assicurato esercita un’attività
lucrativa a tempo parziale o collabora gratuitamente nell’azienda del coniuge,
l’invalidità per questa attività è valutata secondo l’articolo 16 LPGA. Se
svolge anche le mansioni consuete, l’invalidità per questa attività è
determinata secondo il capoverso 2. In tal caso, occorre determinare la parte
dell’attività lucrativa o della collaborazione gratuita nell’azienda del coniuge
e la parte dello svolgimento delle mansioni consuete e valutare il grado
d’invalidità nei due ambiti."

 

                                         Questo metodo di graduazione dell'invalidità (detto
"metodo misto") è stato ancora una volta dichiarato conforme alla legge
dal TFA in DTF 125 V 146.

                                         Anche
in altre occasioni l'Alta Corte ha confermato che il metodo misto, applicato ad
assicurati che svolgono un'attività lucrativa unicamente a tempo parziale e
consacrano il resto del loro tempo all’attività casalinga è conforme alla legge
e alla volontà del legislatore. Nemmeno è stata ravvisata una violazione
dell’art. 8 CEDU (cfr. STFA I 276/05 del 24 aprile 2006, parzialmente pubblicata
in Plädoyer 5/06 pag. 54 segg.; sentenza I 156/04 del 13 dicembre 2005,
pubblicata in SVR 2006 IV Nr. 42 pag. 151 segg.

                                         Questa
giurisprudenza è stata ribadita in una sentenza 9C 15/2007 del 25 luglio 2007 e in una STF I 126/07 del 6 agosto 2007, pubblicata in DTF 133 V 504.

                                         In
una sentenza pubblicata in DTF 134 V 9 l'Alta Corte ha precisato la propria giurisprudenza ed ha ammesso la possibilità di prendere in considerazione gli
influssi reciprochi dell'attività lucrativa e dello svolgimento di mansioni
consuete nell'ambito dell'applicazione del metodo misto.

                                         Una
eventuale ridotta capacità nell'ambito professionale o nell'ambito dell'adempimento
delle mansioni consuete (secondo l'art. 27 OAI [nella versione in vigore dal 1°
gennaio 2004]) in seguito a maggiori sforzi compiuti nell'altro settore
d'attività va tuttavia presa in considerazione solo a determinate condizioni.

 

                               2.6.   Infine,
quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce una
rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime per
un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le regole sulla
revisione ex art. 17 LPGA (DTF 131 V 164; DTF 131 V 120; DTF 125 V 143; SVR
2006 IV Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa K., I 597/04; STFA del 27
dicembre 2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19 ottobre 2005 nella causa
F., I 38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K., 12/04; STFA del 24
febbraio 2005 nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno 2004 nella causa T.,
I 299/03). 

                                         A
sua volta, l’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che:

 

" 
Se il grado d’invalidità
del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il
futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa,
d’ufficio o su richiesta."

 

                                         Qualsiasi
cambiamento importante delle circostante suscettibile di incidere sul grado
d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione
giusta l’art. 17 LPGA.

                                         La
rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica
sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso
sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano
subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid.
1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Una
semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste
sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi
dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

 

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre
mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare
(art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità
al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a
prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art.
29bis è applicabile per analogia (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma
anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel
tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 p. 137).

 

                                         I
principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto
il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.
17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

                                         

                               2.7.   Nella
presente fattispecie, per definire l’incapacità lavorativa relativa alla parte
salariata dell’assicurata, definita incontestatamente nella misura del’80%,
l’Ufficio AI ha proceduto come segue.

 

                                         In
primo luogo, esso si è fondato sulla perizia multidisciplinare SAM eseguita su
incarico dell’assicuratore malattia. Dal referto, datato 14 febbraio 2011
(recte: 2012; doc. AI 17), risulta che i periti hanno fatto capo a due consultazioni
specialistiche esterne, di natura psichiatrica (dr. __________) e ORL (dr. __________).

                                         Sulla
base delle risultanze dei singoli consulti e del soggiorno dell’insorgente
presso il citato centro d’accertamento, i periti hanno posto le seguenti diagnosi:

 

"  (…)

4.1      Diagnosi
con influenza sulla capacità lavorativa:

 

Disfunzione
vegetativa somatoforme (ICD-10 F 45.3) compromissione dell'apparato
vestibolare.

 

Episodio
depressivo di grado lieve (ICD-10 F 32.0).

 

Disturbo
di personalità misto (ICD-10 F 61.0) dipendente, anancastico.

 

4.2      Diagnosi
senza influenza sulla capacità lavorativa:

 

Nessuna.
(…)" (doc. AI 17/11)

 

                                         Alla
luce dei singoli consulti specialistici, accertato che le limitazioni della capacità
lavorativa sono dovute alle affezioni d’origine psichiatrica, i periti del SAM
hanno ritenuto l’assicurata inabile nella misura del 30% nella sua originaria attività,
dello 0% in attività adeguate e del 20% come casalinga (doc. AI 17/19). 

 

                                         Con
complemento peritale 7 novembre 2012 il SAM, esaminata la documentazione sia
oftalmologica che neurologica ricevuta dalla Cassa malati, ha rilevato:

 

" 
Dopo aver preso nota dell'atto
dell'oftalmologo Dr. med. __________, datato 10.5.2012, che di per sé non porta
elementi atti a giustificare un prolungamento dell'inabilità lavorativa,
prendiamo atto anche della presa di posizione del Dr. med. __________ del
19.9.2012, che di fatto non porta elementi oggettivi diversi o modificati
rispetto alla nostra perizia SAM precedente. In effetti lo specialista ORL richiede
di poter sottoporre nuovamente l'A. a tutta una serie di esami già eseguiti in
precedenza, ma non porta sintomatologia o elementi nuovi a livello ORL. 

 

La documentazione neurologica da parte del Dr. med. __________
solleva una nuova problematica, non tanto a livello sintomatologico, perché il
tremore al capo d'origine non chiara, era già presente durante la precedente
visita SAM, ma soprattutto per aver evocato la nozione di lesione della sostanza
bianca, in parte suggestiva per malattia demielinizzante incipiente in sede
frontale ds. e sopra/pericallosale, e altre lesioni aspecifiche. Il liquor
normale senza conferma di bande oligoclonali, PEV, PES e PEM nella norma.
Questo referto risale al maggio 2011 (la perizia SAM è datata febbraio 2011).
Pertanto, da questo punto di vista, è subentrata una problematica nuova che, a
nostro avviso, giustifica una valutazione da un punto di vista specialistico
neurologico. Non necessariamente questo nuovo reperto giustifica l'incapacità lavorativa.

 

Facciamo notare che il neurologo attesta un'abilità
lavorativa al 50% dal 5.8.2012, con successivamente la possibilità di una
ripresa al 100%. Quello che appare stupefacente che l'inabilità lavorativa ä
stata protratta nel tempo mentre invece l'adeguato trattamento psicoterapico e
psicofarmacologico da noi proposto mediante antidepressivi 30%. Segnaliamo che
già durante la perizia SAM, l'A. aveva evidenziato forti resistenze a
sottoporsi ad un trattamento in tal senso che, a nostro avviso, contribuirebbe
a migliorare ulteriormente la capacità lavorativa da noi attestata. 

 

In conclusione riteniamo utile una valutazione
neurologica, sulla base dei nuovi elementi presenti agli atti. Ribadiamo la
necessità di una presa a carico psichiatrica e psicoterapica assidua e
protratta nel tempo per evitare derive psicopatologiche futuro." (doc. AI
31/1)

 

                                         Sulla
base di tali atti, __________ ha riconosciuto un’incapacità lavorativa del 100%
dal 7 maggio al 22 luglio 2012 e 50% dal 23 luglio al 5 agosto 2012 versando le
rispettive indennità, soppresse dal 6 agosto 2012 per via di un’incapacità
lavorativa del 30% che non dava diritto a prestazioni (doc. Cassa malati 32).

 

                                         Tenuto
conto delle risultanze dell’assicuratore malattia, con rapporto finale 13
settembre 2013 il SMR ha riassunto le diagnosi invalidanti [disfunzione vegetativa
somatoforme F45.3 con coinvolgimento dell’apparato vestibolare, episodio depressivo
di grado lieve (ICD F.32.0), disturbo di personalità misto, dipendente e
anancastico (F 61.0)], ed ha osservato:

 

" 
(…)

Mi baso sulla perizia SAM del 14.02.2012, eseguita
per __________ e con valutazioni specialistiche ORL e psichiatrica.

 

Le successive valutazioni neurologiche, ORL e
oculistiche confermano che non vi è stato un cambiamento.

 

L'ultimo rapporto AI del medico di famiglia (dr. v. __________,
medicina interna FMH) datato 19.08.2013 conferma pure la stabilità, anche se
scrive che c'è una IL 100% nel lavoro di assistente di cura in casa anziani,
contraddicendosi però quando alla fine del rapporto elencate limitazioni.

 

L'A. non si è sottoposta a terapia psichiatrica, riceve
al bisogno tranquillanti (Xanax).

 

L'A. aveva comunicato di aver svolto indagini al __________
in gennaio 2013 (nota 19.06.2013), non vi è traccia di questi nel rapporto del
curante (anche richiesto telefonicamente da me ieri mi comunica che non ha
rapporti di esami __________)." (doc. AI 48/3)

 

                                         e ripreso le incapacità lavorativa definite dall’assicuratore
malattia. 

 

                                         L’assicurata,
fondandosi sugli atti medici prodotti con il ricorso, contesta la succitata
valutazione medica, sostenendo che la stessa non tiene conto dell’evoluzione
della situazione di salute, risultando peggiorata. 

                                      

                               2.8.   Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto
(anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le
conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se
un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né
la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF
125 V 352 consid. 3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF
8C_535/2007 del 25 aprile 2008). 

 

                                         In
una sentenza del 14 luglio 2009, (9C_323/2009), pubblicata in SVR 2009 IV Nr.
56, pag. 174, il TF, richiamati l’art. 59 cpv. 2bis LAI che regola i servizi
medici regionali e l’art. 49 OAI che stabilisce i compiti, ha sottolineato che
a un rapporto del SMR può essere riconosciuta la qualità di perizia, anche se è
stato redatto senza aver visitato personalmente l’assicu-rato.

 

                                         Al
riguardo, l’Alta Corte, nella sentenza 9C_524/2010 del 27 ottobre 2010, ha precisato quanto segue:

 

" 
(…)

per il nuovo art. 59 cpv. 2bis LAI, in vigore dal 1°
gennaio 2008 e - almeno in parte - applicabile in concreto, i servizi medici regionali
sono a disposizione degli uffici AI per valutare le condizioni mediche del
diritto alle prestazioni, stabiliscono la capacità funzionale dell'assicurato -
determinante per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA - ad esercitare un'attività
lucrativa o a svolgere le mansioni consuete in una misura ragionevolmente
esigibile e sono indipendenti per quanto concerne le decisioni in ambito medico
nei singoli casi.

 

A questo riguardo va ricordato che scopo e senso del
nuovo disposto come pure del nuovo art. 49 OAI risiedono nella possibilità, per
gli uffici AI, di fare capo a propri medici per la valutazione degli aspetti sanitari
del diritto alla rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche conoscenze
medico-assicurative, sono quindi chiamati a valutare la capacità funzionale
della persona assicurata. In questo modo è stata creata una chiara separazione
di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla base delle
indicazioni del SMR, l'UAI deve così decidere cosa si può ragionevolmente
pretendere da un assicurato e cosa invece no (v. sentenza 9C_323/2009 del 14
luglio 2009 consid. 4.2, in SVR 2009 IV n. 56 pag. 174 con riferimenti).
(…)" 

(STF 9C_524/2010 del 27 ottobre 2010, consid. 2)

 

                                         Va poi evidenziato che in
ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché
di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione
del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009,
STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del
rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in
caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008;
DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid.
3a)cc; Meyer, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum Sozial-versicherungsrecht, 2010, ad art. 28a, pag. 353)
e che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un’opinione contraddittoria
non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o
dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF 9C_9/2010 del 29
settembre 2010, consid. 3.4 e i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

 

                                         Infine,
va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non
può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi
per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007
del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                               2.9.   Ritornando
al caso in esame, dopo attento esame della docu- mentazione agli atti, questo
TCA può confermare l’operato dell’Ufficio AI per i seguenti motivi.

 

                                         Con
il ricorso l’assicurato ha prodotto la seguente documentazione:

 

                                   -
    rapporto 16 luglio 2014 de. Dr. __________, specialista in ORL, il quale ha
rilevato:

 

" 
Come richiestomi dalla paziente
stilo il seguente breve rapporto, che riassume l'ultima visita effettuata il  23.05.2014.

 

Discuto e visito la paziente, come sempre accompagnata
dal manta. Ella mi riferisce di una situazione nell'insieme poco mutate., e di
essere andata il giorno stesso dal suo psichiatra. Riferisce del fatto che
l'ultima MR cerebrale è stata consegnata in visione al Dr. med. __________. Ricevo
al contempo copia del rapporto del neurologo e della MR cerebrale in questione:
entrambi gli esami risultano invariati. 

 

Si evoca la presenza di ernie cervicali, problematica
di cui non sono al corrente. 

 

Ho scritto all'assicurazione __________ in data
26.05.2014 (documento noto a te e alla paziente). 

 

L'esame vestibolare clinico mi consente di evidenziare
una (già nota) ipotropia sinistra, il resto dell'esame essendo invariato
(sintomatologia vertiginosa compatibile con persistente deficit vestibolare
periferico sinistro)." (doc. F)

 

                                         -                                                                                rapporto
11 agosto 2014 del dr. __________, specialista in psichiatria, il quale evidenzia:

 

" 
Conosco la Signora RI 1 dal
23 maggio 2014. 

 

Si tratta di un'assistente di cura, madre di 3 figli,
maritata ad un macchinista di manovra che l'accompagna durante le consultazioni.

 

La paziente soffre e lamenta: disturbi dell'equilibrio
con difficoltà di lettura e comprensione con l'impressione costante di una
nebbia in testa con annebbiamento della vista (visione di righe nere e punti
bianchi) con fatica a trasferire le parole alla bocca, perdita di memoria, errori
di scrittura. 

 

Oltre a ciò la Signora vive uno stato di tristezza,
pianti, nervosismo e disorientamento. 

 

La paziente è esasperata dalla situazione, aggravata
dall'impressione che nessuno la capisca. 

 

La paziente non trae beneficio dalla fisioterapia. 

 

Lamenta dolori dietro il bulbo oculare e dentro
l'orecchio destro sino alla spalla destra. 

 

La paziente è visibilmente debordata dalla situazione
attuale. 

 

Procedere 

Ho sostenuto la paziente nella continuazione di una
presa a carico psichiatrica e neurologica.

 

La paziente era inabile al lavoro al 100%. 

 

La paziente beneficiava di un trattamento con Rebalance
ed eutonia. 

 

L'ultima seduta ha avuto luogo il 17.06.2014."
(doc. G)

 

                                         Esaminata
la succitata documentazione, rettamente con annotazioni 8 settembre 2014 i dr. __________
e dr.ssa __________ (quest’ultima specialista in psichiatria) hanno rilevato:

 

" 
Le certificazioni
psichiatriche prodotte non riportano una diagnosi secondo ICD o DSM, ma solo
nel primo certificato una generica definizione di “stato depressivo"; non
vengono specificate le limitazioni che sostengono la IL del 100% definita dal
Dr. __________. 

Sottolineo come il perito SAM, Dr. __________
(28.12.2011),aveva consigliato una presa a carico psichiatrica e l'inizio di un
trattamento adeguato antidepressivo. Di fatto tale suggerimento terapeutico non
è stato accolto dall'A (come anche riportato dal medico di famiglia Dr. __________
nel sub rapporto del 09.08.2013) se non solo dopo il progetto di decisione AI. 

In conclusione il perito SAM aveva identificato la
presenza di un lieve episodio depressivo nel 2011, l'A negli anni nonostante la raccomandazione non ha iniziato un trattamento, le documentazioni
mediche agli atti non mostrano e descrivono sintomi che possano far pensare ad
un quadro diverso da quello riscontrato al SAM, il trattamento psichiatrico
viene intrapreso dopo il progetto di decisione e lo psichiatra attuale Dr. __________,
non descrive una diagnosi codificata né le limitazioni a sostegno della
dichiarata IL del 100%. 

Pertanto non vi sono elementi per discostarsi dalla
valutazione SMR precedente del Dr. __________." (doc. IV/1)

 

                                         Del
resto, anche la successiva documentazione medica prodotta dall’assicurata, come
sostenuto il 18 ottobre 2014 dal SMR, non contiene nuovi elementi clinici e non
mostra alcuna evoluzione dello stato di salute e questo per i motivi che seguono
(cfr. XII bis).

 

                                         Con
rapporto 3 ottobre 2014 il dr. __________ evidenzia:

 

" 
Volentieri rispondo al suo
scritto del 01.10.2014, concernente la situazione della signora RI 1. 

 

Conosco la Signora RI 1 dal 2011, a causa di una persistente sintomatologia vertiginosa che il medico curante Dr. __________ mi
chiese di indagare. Eseguii esami otoneurologici, e richiesi consulenza al
collega neurologo Dr. __________ a __________. Una Risonanza Magnetica cerebrale
fu pure realizzata. 

 

La paziente non riuscendo a lavorare, il medico curante
le consegnò un certificato d'inabilitä lavorativa al 100% valido dal 30:04.2011.

 

La paziente fu rapidamente sottoposta ad intensiva
terapia riabilitativa dell'equilibrio. 

 

Nel tempo si poté osservare una lenta evoluzione della
sintomatologia, ma senza sparizione della stessa, una sintomatologia proteiforme,
composta si da vertigini, ma anche da tremore, problemi oculari (la paziente fu
valutata dal collega Dr. med. __________, oftalmologo) e psicologici (tendenza
depressiva). 

 

Considerando la complessa sintomatologia (andrebbero
interrogati anche i coinvolti), ritengo che si debba 

considerare la Signora RI 1 tuttora inabile al 100% ad un'attività
lavorativa uguale o simile a quella esercitata fino all'inizio della malattia.
Eventuali considerazioni su una possibile reintegrazione professionale a tempo
parziale con un'attività adeguata e consone allä sue passibilità andrebbe discussa
e valutata in collaborazione con tutti i colleghi coinvolti." (doc. I)

 

                                         Ora, il
succitato specialista, riportando la oramai nota problematica dell’assicurata,
ha sostenuto che andrebbero sentiti i diversi specialisti coinvolti, ciò ché è
stato fatto in occasione della perizia SAM, come anche nel successivo
complemento. Verosimilmente egli non sapeva di tale perizia, visto che non ne
ha fatto cenno. 

                                         Vero che
nel rapporto 2 settembre 2014 il dr. __________, neurologo, ha attestato una
totale incapacità lavorativa. Nel 2014 egli aveva effettuato una risonanza
magnetica cerebrale, riscontrando – comparandola con quelle eseguite nel 2011 e
nel 2012 – una situazione (zone di mielinizzazione periventricolare) stabilizzata.
A tal proposito, va fatto riferimento al rapporto 6 luglio 2012 del dr. __________,
neurologo, il quale ha invece riscontrato un miglioramento. Riportate le
diagnosi e valutato un’inabilità lavorativa del 100% dal maggio al 25 luglio
2012, del 50% fino al 5 agosto 2012 e “in seguito la paziente dovrebbe
essere nuovamente abile al lavoro al 100%” (doc. AI 35/11). Ha ragione
l’assicurata nel sottolineare come in quel rapporto lo specialista non fosse in
chiaro sull’origine del tremore al capo. Tuttavia, nel dettagliato rapporto 10
gennaio 2014 – rivalutazione neurologica auspicata dalla perizia SAM –  il dr. __________,
dopo aver visitato l’assicurata, ha sostanzialmente confermato quanto scritto
nel 2012, concludendo in particolare:

 

" 
Valutazione: L'evoluzione di questa
paziente nota per le diagnosi sopraccitate abbastanza favorevole, con
Miglioramento del tremore e dell'instabilità, soprattutto grazie ad un
trattamento di eutonia, che la paziente continuerà anche quest'anno. 

 

L'esame clinico non mostra nuovi deficit focali, mentre
si conferma una sindrome cerebellare statica, accennati segni centrali
emicorporali a destra, lieve tremore prevalentemente al capo e posturale, infine
una sindrome cervicale. Il controllo neuroradiologico conferma una stabilità della
nota placca attorno al corno frontale destro, non evolutiva e senza messa in
evidenza di nuove lesioni focali. 

 

Di fronte quindi a questa situazione non vi è da
proporre un trattamento medicamentoso di base, mentre è previsto un nuovo
controllo solo clinico nel dicembre prossimo, clinico e neuroradiologico fra
due anni." (doc. AI 54/2)

 

                                         Dal punto di vista psichiatrico, nel breve rapporto
8 ottobre 2014 lo psichiatra curante, utilizzando finalmente la diagnostica
ufficiale, ha riscontrato uno stato depressivo di grado medio (ICD 10: F 32.1) ed
un’inabilità lavorativa del 100% (doc. L). Tuttavia, come rettamente
evidenziato dalla specialista del SMR nelle annotazioni 23 ottobre 2014, lo
psichiatra curante non ha riportato un quadro clinico obbiettivo e non ha descritto
alcuna limitazione (doc. XIVbis), circostanze che non permettono di
distanziarsi dalla valutazione del SAM. 

 

                                         Anche la
problematica ORL non risulta essere invalidante, come certificato il 10 maggio
2012 dal dr. __________, il quale, dopo aver proceduto ad un regolare controllo
oftalmologico, non ha intravvisto alcuna disfunzione particolare (doc. AI 18). Né
del resto dalla documentazione prodotta è risultato diversamente.

 

Visto quanto sopra,
tenuto conto della perizia SAM e del complemento peritale, delle annotazioni
del SMR, è da ritenere dimostrato, con il grado della verosimiglianza
preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 126 V 360; DTF 125 V 195 consid. 2 e i
riferimenti ivi citati), che sino al momento della decisione contestata
nella propria ed in altre attività l’assicurata presentava un’incapacità
lavorativa del 100% dal 30 aprile 2011 al 22 luglio 2012, del 50% dal 23 luglio
2012 al 5 agosto 2012 e del 30% dal 6 agosto 2012.

                                        

 

                                                                                 

                             2.10.   Occorre
ora procedere alla graduazione dell’invalidità per la parte d’attività salariata
mediante il metodo ordinario (cfr. consid. 2.3), il cui calcolo è stato esposto
nella decisione impugnata ed è rimasto incontestato.

 

Visto che
l’assicurata presenta, secondo la valutazione pluridisciplinare del SAM e dei
rapporti finali del SMR succitati, un’incapacità lavorativa del 100% dal 30
aprile 2011 al 22 luglio 2012, del 50% dal 23 luglio 2012 al 5 agosto 2012 e
del 30% dal 6 agosto 2012 sia nella propria che in attività adeguate, conformemente
all’obbligo di ridurre il danno, essa mette a miglior frutto la residua
capacità lavorativa nella professione di assistente di cura appreso e da ultimo
esercitata. 

 

Di conseguenza,
rettamente l’amministrazione ha definito il reddito da invalida partendo dai
fr. 51'905.-- di reddito conseguito senza invalidità presso la __________ (doc
AI 10) per un pensum lavorativo dell’80% (stato 2012).

 

Ritenuto quanto
sopra, l’amministrazione ha correttamente definito i seguenti grado d’inabilità
lavorativa per la parte salariata:

 

" 
(…)

Dal 30.04.2011 al 22.07.2012

 

Essendo totalmente il minor discapito economico nella
sua abituale attività.

 

Dal 23.07.2012 al 05.08.2012

 

Con una capacità lavorativa del 50% (riferito su
un'attività al 100%), lei potrebbe conseguire un reddito di CHF 32'440.50.

 

Confronto dei redditi:

senza attività                                   CHF
51'905.00

con invalidità                                   CHF
32'440.50

Perdita di guadagno                      CHF 19'464.50 
=  Limitazione del 30%

 

Dal 06.08.2012 e continua

 

Con una capacità lavorativa del 70% (riferito su
un'attività al 100£%), lei potrebbe conseguire un reddito di CHF 45'416.70.

 

Confronto dei redditi:

senza attività                                   CHF
51'905.00

con invalidità                                   CHF
45'416.70

Perdita di guadagno                      CHF  
6'488.30  =  Limitazione del 10%" 

(doc. AI 60/3)

 

 

 

                             2.11.   

                          2.11.1.   Per
quel che concerne l'attività di casalinga, va rammentato che
l'invalidità delle persone che si occupano (esclusivamente o parzialmente)
dell'economia domestica, come si é visto (cfr. consid. 2.5), è stabilita
confrontando le singole attività ancora accessibili alla richiedente la rendita
AI con i lavori che può eseguire una persona sana.

 

                                         Nella
Circolare concernente l'invalidità e l'impotenza dell'assicurazione per
l'invalidità (CIGI), nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2012, allo scopo di garantire
un'uguaglianza di trattamento in tutta la Svizzera ha previsto una nuova ripartizione delle singole attività domestiche sulla base di un minimo ed un massimo -
che nel caso concreto risultano essere stati rispettati - attribuibile a ciascuna
di esse.

 

                                         In
particolare la cifra 3086 prevede:

 

" 
Di regola, si ammette che i lavori
di una persona sana occupata nell’economia domestica costituiscono le seguenti
percentuali della sua attività complessiva:

 

 

	
  Attività

  	
  Minimo
  %

  	
  Massimo
  %

  
	
  1.     Conduzione dell'economia domestica
  (pianificazione, organizzazione, ripartizione del lavoro, controllo)

  	
              2

  	
              5

  
	
  2.     Alimentazione (preparare i pasti, cucinare,
  apparecchiare, pulire la cucina, approvvigionamento)

  	
                

           10

  	
                

           50

  
	
  3.     Pulizia dell'abitazione (spolverare, passare
  l'aspirapolvere, curare i pavimenti, pulire le finestre, fare i letti)

  	
              5

  	
            20

  
	
  4.     Acquisti e altre mansioni (posta, assicurazioni,
  uffici)

  	
              5

  	
            10

  
	
  5.     Bucato, manutenzione vestiti (lavare, stendere
  e raccogliere il bucato, stirare, rammendare, pulire le scarpe)

  	
              5

  	
            20

  
	
  6.     Accudire i figli o altri familiari

  	
              0

  	
            30

  
	
  7.     Altre attività (p.es. curare i malati, curare
  le piante e il giardino, tenere animali domestici, cucire abiti, lavori di
  volontariato, corsi di perfezionamento, attività creative)*

  	
              0

  	
            50

  

 

* Va escluso l'impiego del tempo libero
(N. 3090)."

 

Mentre alle cifre
3087, 3088 e 3089 si legge ancora:

 

" 
Il totale delle attività dev'essere
sempre del 100% (Pratique VSI 1997 pag. 298).

 

Di norma, vanno applicate la ripartizione dei lavori e
la valutazione dei singoli compiti di cui al N. 3095. l valori minimi e massimi servono alla parità di trattamento a livello svizzero ed offrono un
margine per una valutazione realistica dei singoli casi. Un'altra valutazione
può essere applicata soltanto in caso di divergenze molto forti dallo schema
(RCC 1986 pag. 244). 

 

In virtù dell’obbligo di ridurre il danno, una persona
deve contribuire quanto ragionevolmente possibile a migliorare la propria
capacità lavorativa (p. es. metodo di lavoro con-facente, acquisizione di impianti
e apparecchi domestici adeguati N. 1048 e 3044 segg.) Deve cioè ripartire
meglio il suo lavoro e ricorrere all’aiuto dei membri della sua famiglia in
misura maggiore rispetto a chi non ha problemi di salute (decisione del TFA del
17 marzo 2005, I 257/04 e DTF 130 V 97 consid. 3.3.3). Se non adotta questi
provvedimenti volti a ridurre la sua invalidità, non sarà tenuto conto, al
momento della valutazione dell’invalidità, della diminuzione della capacità di
lavoro nell’ambito domestico. 

 

In virtù dell’obbligo di ridurre il danno, una persona
attiva nell’economia domestica deve contribuire quanto ragionevolmente
possibile a migliorare la propria capacità lavorativa (p. es. metodo di lavoro
confacente, acquisizione di impianti e apparecchi domestici adeguati, N. 1048 e
3044 segg.). La maggior mole di lavoro può essere presa in considerazione per
il calcolo dell’invalidità soltanto se l’assicu-rato non è in grado di svolgere
la totalità dei lavori domestici durante il normale orario di lavoro e
necessita dunque dell’aiuto di terzi (RCC 1984, pag. 143, consid. 5). L’interessato
deve ripartire meglio il suo lavoro e ricorrere all’aiuto dei familiari in
misura maggiore rispetto a chi non ha pro-blemi di salute (I 257/04 e DTF 130 V
97 consid. 3.3.3). Se non adotta i provvedimenti volti a ridurre il danno, al
mo-mento della valutazione dell’invalidità non sarà tenuto conto della
diminuzione della capacità al lavoro nell’ambito domestico."

 

                                         Al
riguardo, il TFA ha già avuto modo di stabilire che - in linea di massima e
senza valide ragioni - non vi è motivo di mettere in dubbio le conclusioni
delle inchieste effettuate dai servizi sociali, in quanto essi dispongono di
collaboratori specializzati, il cui compito consiste nel procedere a tali
inchieste (AHI-Praxis 1997 pag. 291 consid. 4a; ZAK 1986 pag. 235 consid. 2d;
RCC 1984 pag. 143, consid. 5; STFA I 102/00 del 22 agosto 2001 consid. 4, ). Un
intervento da parte dell'autorità giudiziaria nell'apprezzamento della persona
incaricata dell'inchiesta si giustifica unicamente nei casi in cui esso appaia
chiaramente erroneo (DTF 128 V 93 consid. 4; STFA I 681/02 dell’11 agosto 2003
consid. 2).

                                         Con
sentenza non pubblicata 22 agosto 2001 nella causa G. C., il TFA (I 102/00) ha
avuto modo di nuovamente confermare la legittimità di queste direttive, in
quanto il calcolo dell'invalidità ex art. 27 OAI deve essere effettuato
valutando l'attività domestica secondo l'importanza percentuale delle singole
summenzionate mansioni nelle circostanze concrete.

                                         Se,
tuttavia, non è possibile determinare con sufficiente certezza che
l’impedimento è effettivamente dovuto all’invalidità, nella misura in cui
l’incapacità di lavoro constatata dal medico non è unicamente teorica, questa
risulta decisiva (RCC 1989 pag. 131 consid. 5b, 1984 pag. 144 consid. 5).

 

                          2.11.2.   Nella
fattispecie in esame, in data 13 gennaio 2014 l'Ufficio AI (precisamente l’assistente sociale) ha proceduto ad un’inchie-sta economica concludente per un grado
d’impedimento complessivo del 20% (cfr. rapporto 16 gennaio 2014 in doc. AI 50). 

 

                                         Con
l’atto di ricorso l’assicurata ha contestato tale inchiesta, sostenendo che:

 

" 
(…)

L'assicurata ha importanti difficoltà di comprensione e
non è riuscita a capire correttamente le domande che le sono state poste e a
rispondere correttamente. Proprio per tali difficoltà della signora il marito
aveva chiesto all'Al di essere presente al colloquio, ciel che non è stato
fatto. Già per tali circostanze le risposte date e quindi la valutazione dell'attività
domestica da parte dell'assistente sociale non corrispondono alla situazione
affettiva. 

In merito alle singole voci dell'attività domestica si
osserva inoltre che gli impedimenti sono superiori a quanto ritenuto dall'Al.
La famiglia dell'assicurata comprende 5 persone e la relativa attività è di riflesso
molto impegnativa e pesante. Gli impedimenti, a causa del grande rallentamento
di movimento dell'assicurata e delle interruzioni frequenti per poi riprendere,
sono da ritenere almeno del 50% per la preparazione dei pasti, pulizia, spesa,
acquisti, !avare, stendere, stirare e del 100% nel giardinaggio che ormai non
può più svolgere. L'assicurata infatti non stira ormai più e molte attività non
riesce più a farle e le fanno i parenti. Essa ha inoltre problemi a guidare e
non può  più fare la spesa in grandi magazzini. (…)" (doc. I, pag. 7)

 

                                         Secondo
questa Corte l’assenza del marito durante l’inchie-sta domiciliare non permette
di inficiare la validità della stessa. Come visto, l’assicurata, di lingua
madre italiana, non risulta avere delle particolari problematiche psichiche
tali da mettere in dubbio la sua capacità di comprensione. Del resto, dal
tenore delle risposte riportate nel rapporto si deduce che l’assicurata abbia invece
ben compreso le domande a lei poste. Non va poi dimenticato che l’incarico è
stato portato a termine da un’assistente sociale, particolarmente formata. 

                                         Quanto
agli impedimenti, dal rapporto si deduce che l’incaricata ha fatto riferimento
alla documentazione medica, rispettivamente alla valutazione peritale che, va
qui ricordato, ha definito un’incapacità in ambito casalingo del 20%.

                                         La
ricorrente rileva che l’economia domestica è composta da altre cinque persone
(marito, tre figli e suocero). Dall’inchiesta risulta che i due figli maggiori
sono indipendenti e suo suocero “è molto autonomo e si occupa personalmente
delle proprie necessità” (doc. AI 50/6), motivo per cui la sua attività casalinga,
in questo contesto, non può essere definita molto impegnativa. Va poi fatta presente
la presenza del marito, ancorché professionalmente attivo, al quale è esigibile
richiedere un aiuto nella conduzione familiare (cfr. a tal riguardo no. 3089 CIGI
in consid. 11.1.) 

 

                                         In
conclusione, alla valutazione dell’assistente sociale va
prestata piena adesione, ritenuto in particolare come essa abbia compiutamente
valutato le difficoltà e l’esigibilità di ogni singola mansione. Nell’inchiesta
economica in questione è stata correttamente stabilita una ripartizione delle
singole attività domestiche nel rispetto dei parametri di cui alla cifra marginale
3086 CIGI, attribuendo un valore complessivo del 100% all'insieme dei lavori
abituali svolti nell'ambito dell'economia domestica. 

                                         

                             2.12.
  Visto quanto sopra, ritenuta una incontestata ripartizione del 80% quale salariata (tenendo anche conto di un grado d’invalidità corretto come
da consid. 10.2.2. e 10.2.4) e del 20% quale casalinga, si hanno le
seguenti invalidità globali, come rettamente riportato nella decisione
contestata:

 

                                         periodo
30 aprile 2011 – 22 luglio 2012

 

                                         Attività             Quota parte    Limitazione               Grado
d’inv. parziale

                                                      Salariata          
        80%              100%                                                80%

                                                      Casalinga                
20%               20%                                                   4%

                                                      Grado
d’invalidità globale                                                                       84%

 

                                                      

                                         periodo
23 luglio 2012–  5 agosto 2012

 

                                         Attività             Quota parte    Limitazione               Grado
d’inv. parziale

                                                      Salariata           
       80%               30%                                                   24%

                                                      Casalinga                
20%               20%                                                    4%

                                                      Grado
d’invalidità globale                                                                        28%

 

                                         Dal
6 agosto 2012

 

                                                      Attività
            Quota parte    Limitazione               Grado d’inv. parziale

                                                      Salariata                  
80%                 10%                                                8%

                                                      Casalinga                 
20%                100%                                             4%

                                                      Grado
d’invalidità globale                                                                      12%

 

                                         In
queste circostanze, alla scadenza dell’anno di attesa (art. 28 LAI), il 1° aprile
2012 l’assicurata avrebbe diritto ad una rendita intera sino al 31 ottobre
2012, vale a dire 3 mesi dopo l’attestato miglioramento (art. 88a cpv. 1 OAI) dal
luglio 2012. Siccome il versamento della rendita può avvenire al più presto 6
mesi dopo il deposito della domanda di prestazioni (nel caso concreto gennaio
2012), l’assicurata ha diritto ad una rendita intera per i mesi di luglio e
agosto 2012. 

                                         Visto
quanto sopra, nel suo esito la decisione contestata merita conferma, mentre il
ricorso va respinto. 

 

                             2.13.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle
spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

                                         

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico della ricorrente.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

1.Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le
spese, per fr. 500.--, sono poste a carico della ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                                   Il
segretario

 

giudice Raffaele Guffi                                         Gianluca
Menghetti