# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0f80824c-9c54-5a2e-b715-2762eb1b6c67
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-01-14
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 14.01.2013 14.2012.185
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2012-185_2013-01-14.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2012.185

  	
  Lugano

  14 gennaio
  2013

  SL/fp/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Walser e Jaques

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Locatelli

  

 

 

statuendo sulla causa a procedura sommaria in materia
di rigetto dell'opposizione promossa con istanza 17 settembre 2012 da

 

 

	
   

  	
  CO 1 

  (patrocinata dall' PA 2) 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

  (patrocinato dall' PA 1) 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

tendente ad ottenere il rigetto provvisorio
dell'opposizione interposta da RE 1 al precetto esecutivo n. __________ del 30
agosto/31 agosto 2012 dell'UE __________;

 

sulla quale istanza il Pretore __________, con
decisione 5 novembre 2012 (SO.2012.3983), ha così deciso:

 

 “1.    L'istanza è parzialmente accolta:
l'opposizione interposta dalla parte convenuta al precetto esecutivo n. __________
dell'Ufficio esecuzione __________, è respinta in via provvisoria
limitatamente all'importo di fr. 199'293.85 oltre interessi al 6% su fr.
177'550.–.

 

2.     Le spese e la tassa di giustizia per complessivi
fr. 350.–, da anticipare dalla parte istante, sono poste a carico della parte
convenuta in misura di 19/20, mentre restano a carico della parte istante in
misura di 1/20. La parte convenuta rifonderà alla parte istante fr. 600.– a
titolo di indennità ripetibili.

 

3.     omissis”.

 

 

 

Decisione impugnata dal convenuto che con reclamo 15 novembre 2012
ne postula la riforma nel senso di respingere l'opposizione limitatamente
all'importo di fr. 177'550.–, protestate spese, tasse e ripetibili di primo e
di secondo grado; 

 

richiamato il decreto presidenziale 20 novembre 2012 che ha concesso
al reclamo l'effetto sospensivo contestualmente richiesto;

 

preso atto che con osservazioni [recte: risposta al reclamo]
20 dicembre 2012 la società istante propone la reiezione del reclamo, con
protesta di spese, tasse e ripetibili;

 

 

esaminati atti e documenti;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con precetto esecutivo n. __________ del 30 agosto/31 agosto 2012
dell'UE __________, la società CO 1 ha escusso RE 1 per l'incasso di: 1)
fr. 203'493.95 oltre gli interessi al 6% dal 1° luglio 2012 e 2) fr.
3'071.70. Quale titolo di credito ha indicato: “1) Riconoscimento di
debito/convenzione con ripresa cumulativa di debito sottoscritta il 26.05.2010.
Capitale” e “2) Interessi scaduti il 30.06.2012” (doc. E). Interposta
tempestiva opposizione, la società procedente ne ha quindi chiesto il rigetto
provvisorio.   

 

 

                                  B.   La
pretesa si fonda sulla convenzione datata 26 maggio 2010 con cui RE 1, a titolo solidale insieme a __________ e a __________ SA, ha dichiarato di assumersi personalmente
e singolarmente il debito residuo di fr. 177'550.–, concernente un
finanziamento che la società istante aveva a suo tempo concesso a __________
SA, da saldare definitivamente entro il 31 gennaio 2012 (doc. A). A fronte del ripetuto
mancato ossequio delle modalità di restituzione ivi pattuite (doc. B), con
scritto 31 luglio 2012 (doc. C) e 29 agosto 2012 (doc. D) la società istante ha
diffidato il convenuto a pagare il debito ancora dovuto e che al 30 giugno 2012
assommava a fr. 203'493.95 oltre interessi convenzionali scaduti di fr.
3'071.70. 

 

 

                                  C.   Il convenuto si è opposto all'istanza eccependo l'esistenza di un
litisconsorzio passivo necessario fra lui e gli altri due condebitori solidali,
contestando che la convenzione 26 maggio 2010 fosse un valido riconoscimento di
debito, e lamentando il computo di interessi usurari corrispondenti ad un tasso
complessivo pari al 22% in applicazione del sistema dell'anatocismo. In sede di
replica la società istante ha contestato la tesi del convenuto, riproponendo i
propri argomenti. Dal canto suo quest'ultimo ha ribadito il suo punto di vista
con relativa duplica.  

   

 

                                  D.   Con
decisione 5 novembre 2012, il Pretore __________, ha parzialmente accolto
l'istanza, rigettando in via provvisoria l'opposizione interposta al precetto
esecutivo “limitatamente all'importo di fr. 199'293.85 oltre interessi al 6%
su fr. 177'550.–”. Il primo giudice ha anzitutto evidenziato che il
convenuto, __________ e __________ SA erano fra loro legati da vincolo di
solidarietà e che pertanto la società istante poteva pretendere anche da uno
solo di loro l'intero pagamento del debito residuo di cui alla convenzione 26
maggio 2010. La tesi del litisconsorzio passivo necessario era quindi
infondata. La citata convenzione costituiva poi un valido titolo di rigetto
provvisorio dell'opposizione per l'importo capitale di fr. 177'550.–. Con
riferimento agli accessori, il Pretore ha ritenuto fondata la contestazione del
convenuto in relazione al calcolo degli interessi convenzionali posti in
esecuzione dalla società istante e, considerando il tasso del 6%, per il
periodo dal 26 maggio 2010 al 30 giugno 2012, li ha quantificati in fr.
21'743.85. Di qui, il parziale accoglimento dell'istanza ovvero limitatamente a
fr. 199'293.85 oltre gli interessi di mora del 6% dal 1° luglio 2012 calcolati solo
sull'importo di fr. 177'550.–. 

 

 

                                  E.   Con
il reclamo in esame l'escusso chiede di riformare il giudizio impugnato
respingendo a titolo provvisorio l'opposizione al precetto esecutivo emesso a
suo carico limitatamente all'importo capitale di fr. 177'550.–, in quanto il
computo di interessi usurari secondo il sistema anatocismo era nullo giusta
l'art. 20 CO.  

 

                                         Della
risposta al reclamo si dirà, se del caso, nel seguito.

 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Secondo l'art. 319 lett. a CPC sono impugnabili mediante reclamo
-tra l'altro- le decisioni inappellabili di prima istanza in tema -per quanto
qui d'interesse- di rigetto dell'opposizione giusta gli art. 80-84 LEF (art.
309 lett. b n. 3 CPC). Trattandosi di decisione pronunciata in procedura
sommaria (art. 251 lett. a CPC), il termine per l'inoltro del reclamo è di
dieci giorni (art. 321 cpv. 2 CPC). Un'eventuale risposta al reclamo deve poi
essere proposta entro il medesimo termine (art. 322 cpv. 2 CPC). La competenza
a pronunciarsi sull'impugnazione è della Camera di esecuzione e fallimenti
(art. 48 lett. e n. 1 LOG). Nella procedura di reclamo non sono inoltre ammesse
né nuove conclusioni, né l'allegazione di nuovi fatti o la produzione di nuovi
mezzi di prova (art. 326 cpv. 1 CPC). 

 

                                         Ciò detto, presentato il 15 novembre 2012 avverso la decisione
pretorile 5 novembre 2012 notificata lo stesso giorno e recapitata in data 6
novembre 2012 (cfr. estratto ricerca Track&Trace 19 novembre 2012: R
Svizzera n. __________), il reclamo è quindi senz'altro tempestivo. 

                                         La
notifica dell'impugnazione alla società istante risale al 3 dicembre 2012,
invio ritirato il giorno 11 (cfr. estratto ricerca Track&Trace 20 dicembre
2012: R Svizzera n. __________). Di modo che, risulta pure ammissibile la
risposta al reclamo 20 dicembre 2012. Vanno invece estromessi dall'incarto i
relativi documenti allegati visto che la convenzione 26 maggio 2010 indicata
quale doc. A figura già agli atti, mentre lo scritto 30 dicembre 2009 prodotto
quale doc. B è nuovo ai sensi dell'art. 326 cpv. 1 CPC.   

 

 

                                   2.   Giusta
l'art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l'applicazione
errata del diritto sia l'accertamento manifesta-mente errato dei fatti. In
concreto, il reclamante non pretende (più) che la convenzione con ripresa
cumulativa di debito 26 maggio 2010 (doc. A) non costituisca un valido titolo di
rigetto provvisorio ai sensi dell'art. 82 LEF per l'importo capitale di fr.
177'550.– (reclamo, pag. 2 n. 5 e pag. 3) come ritenuto dal Pretore. Sotto
questo profilo pertanto, la questione è pacifica. A detta del convenuto
tuttavia, il primo giudice si era per il resto limitato a considerare la
critica che egli aveva proposto in merito al computo di interessi di mora del
6% riconosciuti appunto dal 1° luglio 2012 su quell'importo capitale (decisione
impugnata, pag. 3 in basso), ma senza pronunciarsi sulle obiezioni concernenti
l'applicazione di un tasso d'interesse reale che nel complesso era del 16%
(interesse convenzionale del 10% e 6%), conteggiando quindi interessi su
interessi (anatocismo), che la medesima convenzione riconosceva alla società
istante e che, in quanto usurario, era nullo giusta l'art. 20 CO (reclamo, pag.
3 n. 6 segg.). A torto pertanto il Pretore aveva rigettato in via provvisoria e
sempre sulla base della convenzione 26 maggio 2010, l'opposizione anche per quanto riguardava gli interessi convenzionali rivendicati sul capitale.
Ma, invano.

 

 

                                   3.   Ora,
in concreto è anzitutto opportuno rammentare in base a quali principi è da
ammettere l’esistenza di un interesse a carattere usurario. Di regola, s'incorre
nel reato di usura giusta l'art. 157 CP ogni qual volta viene pattuito un tasso
d'interesse annuo del 18-20% e oltre (Weissenberger,
in: Niggli/ Wiprächtiger, Basler Kommentar, Strafrecht II, 2a ed., Basilea 2007, n. 32 ad art. 157; cfr. pure CEF 27 gennaio
2003, inc. 14.2002.77, consid. 3.3). Ciò significa in altre parole che,
accertata la pattuizione di un tasso di siffatta entità, si può senz'altro
presumere che l'interesse così applicato sia di tipo usurario, e meglio che in
quel contesto il beneficiario tragga un vantaggio pecuniario in manifesta
sproporzione rispetto alla prestazione da lui fornita (art. 157 cpv. 1 CP). Se
ne deve quindi dedurre che a fronte di un tasso d'interesse inferiore e in
assenza di altri elementi oggettivi, non si può a priori ritenere che il
vantaggio economico conseguito possa considerarsi “manifestamente
sproporzionato” (Weissenberger,
loc. cit.). Di modo che, nella misura in cui si duole dell'applicazione di un
tasso d'interesse usurario per il solo e semplice fatto che complessivamente
sarebbe stato pattuito e applicato un interesse reale sul capitale pari al 16%,
la censura è destituita di buon diritto. 

 

 

                                   4.   Giova
d'altra parte ricordare che, in sé, il divieto dell'anatocismo, esclude sì la
possibilità di pretendere interessi di ritardo sul mancato pagamento di
interessi moratori (art. 105 cpv. 3 CO; Wiegand,
in: Honsell/Vogt/Wiegand, Basler Kommentar. Obligationenrecht I, 4a ed., Basilea 2007, n. 5 ad art. 105; Thévenoz, in: Thévenoz/Werro, Commentaire Romand, Code des
obligations I, Basilea 2003, n. 6 ad art. 105), ma che ciò non impedisce alle
parti di concordare la trasformazione di interessi di ritardo scaduti in una
pretesa capitale (“Kapitalforderung”) e nemmeno che sul relativo importo
così capitalizzato vengano nuovamente conteggiati interessi di mora (Wiegand, op. cit., n. 6 ad art. 105; Thévenoz, op. cit., n. 7 ad art. 105).                   

                                4.1   Il
reclamante omette di considerare che premessa alla conclusione della
convenzione con ripresa cumulativa di debito del 26 maggio 2010 (doc. A) era
l'esistenza di un contratto di finanziamento, concesso in data 14 giugno 2007 dalla
società istante a __________ SA a titolo di mutuo per l'importo di fr.
190'000.– e ad un tasso d'interesse fisso del 10%, per il cui rimborso si erano
altresì solidalmente obbligati RE 1 appunto e __________ (doc. A, pag. 1 nel
mezzo), che il termine allora pattuito (30 giugno 2008) per il rimborso
integrale di capitale e interessi di quel finanziamento non era mai stato
ossequiato (doc. A, pag. 1 in basso), che al 1° gennaio 2010 la cifra capitale
del mutuo ancora scoperta insieme agli interessi contrattuali non versati
assommava a fr. 197'531.25 (doc. A, pag. 2 verso l'alto) ed infine che, tenuto
conto di un versamento a titolo di acconto di fr. 10'000.– da parte di __________
SA, il 26 maggio 2010 l'importo scoperto era di fr. 187'531.25 (doc. A, pag. 2
nel mezzo). Ed è proprio in questo contesto che le parti alla convenzione -fra
cui la società istante e il qui convenuto- hanno appunto liberamente scelto di
ridurre il debito residuo “comprensivo di capitale e interessi contrattuali”
all'importo capitale di fr. 177'550.– (doc. A, pag. 2 nel mezzo). Motivo
per il quale, il 26 maggio 2010 -giorno in cui la citata convenzione è stata
firmata- la questione relativa ad un eventuale computo del “tasso
d'interesse del 10%” risultava oramai superata e, con ciò, del tutto
ininfluente ai fini della decisione di rigetto qui in esame. Ne consegue che,
nella misura in cui rimprovera il Pretore per avere omesso di pronunciarsi al
riguardo, la censura non ha alcuna pertinenza e va così respinta.  

 

                                4.2   Non
solo. Neppure laddove afferma che la decisione impugnata non tiene altresì
conto delle contestazioni riferite al conteggio del tasso d'interesse
(convenzionale) del 6%, la tesi del reclamante merita invero di essere seguita.
La convenzione con ripresa cumulativa di debito del 26 maggio 2010, stabilisce
in effetti che sul debito residuo pari a fr. 177'550.– “è dovuto un
interesse del 6% annuo a partire dal 01.01.2010 che verrà versato a scadenza
trimestrale [...], in aggiunta all'importo delle rate mensili di ammortamento
indicate ai punti 4.1, 4.2, 4.3.” (doc. A, pag. 3 n. 4.4). E, in concreto,
il Pretore ha appunto riconosciuto che la stessa rappresentava un valido titolo
di rigetto provvisorio oltre che per l'importo capitale di fr. 177'550.–, anche
per il “tasso di interesse del 6% annuo, che calcolato dal 26.05.2010 [giorno
cui risale la sottoscrizione della convenzione appunto] al 30.6.2012 dà un
importo di fr. 21'743.85” (decisione impugnata, pag. 3 in basso) -conteggio questo rimasto incontestato- da cui la somma complessiva di fr. 199'293.85.
Ciò posto, ritenuto che per le ragioni di cui si è già detto (sopra, consid. 4.1),
il 26 maggio 2010 la questione relativa al computo del tasso d'interesse del 10%
era ormai superata, non si può certo affermare -come pretende il reclamante- né
che “il tasso reale di interesse sul capitale è stato del 16%” né che il
divieto dell'anatocismo sia stato violato (reclamo pag. 3 n. 7). Una
volta ancora, il reclamo risulta così destituito di buon fondamento.

 

 

                                   5.   In
definitiva, la decisione impugnata va confermata. Le spese processuali del
presente giudizio (art. 105 cpv. 1 CPC) e le ripetibili (art. 105 cpv. 2 CPC),
queste ultime commisurate  all'impegno profuso dal legale della società istante
nella redazione del memoriale di risposta 20 dicembre 2012, rivelatosi per
finire uguale a quello da lui presentato sempre in veste di patrocinatore nelle
contestuali e analoghe controversie altresì pendenti davanti a questa Camera
(inc. n. 14.2012.184 e inc. n. 14.2012.186) (art. 13 cpv. 1 del Regolamento
sulla tariffa per i casi di patrocinio d'ufficio e di assistenza giudiziaria e
per la fissazione delle ripetibili: RL 3.1.1.7.1), seguono la soccombenza del
reclamante (art. 106 cpv. 1 CPC).

 

 

                                   6.   Ai
fini dell’indicazione dei rimedi giuridici
esperibili sul piano federale contro la presente sentenza (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso corrisponde
all’importo delle conclusioni rimaste controverse dinanzi a questa Camera (art.
51 cpv. 1 lett. a LTF), ovvero a fr. 21'743,85, pari alla differenza tra quanto
deciso dal Pretore (fr. 199'293,85) e quanto riconosciuto dal reclamante (fr.
177'550.–).

 

 

 

 

Motivi per i quali,

 

 

 

richiamati gli art. 82 LEF, 105 cpv. 1 e 2, 106 cpv. 1 e 319 segg.
CPC, 48 e 61 cpv. 1 OTLEF e il Regolamento sulle ripetibili;

 

 

 

 

 

 

pronuncia:              1.   Il
reclamo è respinto.

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di fr. 300.–, già anticipata dal reclamante, resta a suo
carico, con l'obbligo di rifondere a CO 1, __________, fr. 400.– di ripetibili.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –; 

  –. 

   

  

 

                                         Comunicazione
alla Pretura __________.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                                    La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Giacché il
valore litigioso di fr. 21'743.85 della vertenza non raggiunge il limite di
legge di fr. 30'000.–, contro la presente decisione è possibile presentare ricorso
in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione, solo se la controversia concerne una questione
di diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2 lett. a LTF).

 

Nello
stesso termine è possibile proporre al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,
anche ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113 e segg.
LTF).