# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0c401f34-145e-5fbd-9eb3-4dcea7f1ceb8
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-01-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.01.2024 D-6633/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6633-2023_2024-01-10.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6633/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 0  g e n n a i o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Chiara Piras;  

cancelliera Francesca Bertini-Tramèr. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Georgia,   

patrocinato da Roberta Condemi,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (nessuna 

domanda asilo - art. 31a cpv. 3 LAsi);  

decisione della SEM del 23 novembre 2023 / N (…). 

 

 

 

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Visto: 

la domanda d'asilo che A._______ ha presentato in Svizzera l’(…) ago-

sto 2023, 

la procura conferita dall'interessato il 16 agosto 2023 alla rappresentanza 

legale assegnatagli, 

il verbale d'audizione del 14 settembre 2023 giusta l'art. 26 cpv. 3 della 

legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31), 

i mezzi di prova consegnati in corso di procedura e la documentazione me-

dica agli atti, dalla quale emergerebbe, la resezione del colon traverso per 

adenocarcinoma (stadio III) e il programma di chemioterapia adiuvante 

(cfr. mezzi di prova [mdp] n.1-2; atto SEM 47/3),  

l’esercizio del diritto di essere sentito del 16 novembre 2023, con il quale il 

richiedente ha preso posizione, conseguentemente allo scritto del 2 no-

vembre precedente della SEM, in merito agli accertamenti medici svolti 

dalla Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM),  

il parere della rappresentante legale, del 22 novembre 2023, sul progetto 

di decisione della SEM del 20 novembre,  

la decisione del 23 novembre 2023, notificata il medesimo giorno, con la 

quale l’autorità inferiore non è entrata nel merito della domanda d’asilo del 

richiedente ai sensi dell’art. 31a cpv. 3 LAsi ed ha pronunciato il suo allon-

tanamento dalla Svizzera, nonché l’esecuzione del medesimo siccome 

ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile,   

il ricorso del 30 novembre 2023 (cfr. timbro del plico raccomandato; data 

d’entrata 1° dicembre 2023 ) per mezzo del quale l'interessato è insorto 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale o TAF), 

postulando l’accoglimento del ricorso, l'annullamento della decisione impu-

gnata e la restituzione degli atti alla SEM per il complemento istruttorio 

nell’ambito di una procedura ampliata; egli ha altresì presentato istanza di 

assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal pagamento delle spese 

di giudizio e del relativo anticipo, con protesta di tasse e spese,  

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lo scritto del 14 dicembre 2023, tramite il quale il ricorrente allega il referto 

medico del 6 dicembre 2023 e sottolinea in particolare che l’intervento di 

“ripristino della continuità intestinale” è previsto per gennaio 2024,  

 

e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che, nel caso in esame, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) 

contro una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; 

art. 31‒33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli 

artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 cpv. 1 PA; che il ricorrente è altresì legittimato 

ad aggravarsi contro la decisione avversata, avendo egli partecipato al pro-

cedimento dinanzi all'autorità inferiore, essendo particolarmente toccato 

dalla decisione impugnata e vantando un interesse degno di protezione 

all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 PA),  

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso,  

che con il ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, 

la violazione del diritto federale (compreso l’eccesso o l’abuso del potere 

di apprezzamento) e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridica-

mente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi);  

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico con l'approvazione di una 

seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti,  

che il richiedente, cittadino georgiano, originario di B._______ e con ultimo 

domicilio a C._______, questionato sui motivi d'asilo ha ricondotto la sua 

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domanda d'asilo esclusivamente ai suoi problemi di salute; che questi si 

sarebbero manifestati a fine luglio/agosto 2022; che inizialmente egli si sa-

rebbe fatto visitare nel Paese d’origine, tuttavia non riuscendo a trovare un 

supporto adeguato egli avrebbe deciso di espatriare in data 27 gen-

naio 2023 e di recarsi a D._______ (Russia); che, in data 22 febbraio 2023, 

a seguito di spasmi molto forti, egli sarebbe stato ricoverato d’urgenza ed 

una settimana più tardi, in data 2 marzo 2023, avrebbe subìto un intervento 

chirurgico; che i medici gli avrebbero diagnosticato un carcinoma al colon 

e avrebbe iniziato un trattamento di chemioterapia; che ciononostante, il 

richiedente non avrebbe riposto sufficiente fiducia nella diagnosi e nei trat-

tamenti ai quali sarebbe stato sottoposto; che in particolare, le idee diver-

genti sulle cure l’avrebbero indotto a lasciare la Russia al fine di chiedere 

aiuto medico in Svizzera; che infine, l’interessato ha dichiarato di temere 

per la propria vita in caso di ritorno in Georgia, in quanto non vi sarebbe un 

apparato medico adeguato,  

che nella decisione impugnata la SEM ha dapprima constatato come la 

volontà di cercare protezione contro delle persecuzioni non sarebbe nella 

fattispecie soddisfatta, avendo il ricorrente addotto motivi d’asilo esclusiva-

mente medici: conseguentemente non sussisterebbe alcuna domanda d'a-

silo ai sensi dell'art. 18 LAsi; che, ciò posto, l’autorità inferiore non è entrata 

nel merito della domanda d’asilo dell’insorgente, ritenendo altresì ammis-

sibile, ragionevolmente esigibile e possibile l'esecuzione dell'allontana-

mento del richiedente in Georgia; che in particolare, per quanto concerne 

l’esigibilità, l’autorità di prima istanza ha esaminato i problemi di natura me-

dica del richiedente ed ha illustrato come nel Paese in questione vi sareb-

bero le strutture per garantire le terapie e l’intervento di cui necessiterebbe 

e per permettergli di tenere sotto controllo il suo stato di salute; che inoltre, 

egli potrebbe accedere al programma nazionale “Universal Health Care 

Program” (UHCP) e in aggiunta avrebbe anche la possibilità di rivolgersi a 

Caritas Georgia,  

che la SEM, confrontata con la presa di posizione relativa al progetto di 

decisione negativa, ha indicato come essa non conterrebbe fatti o mezzi di 

prova che giustificherebbero una modifica della decisione; che, inoltre, 

essa ha osservato come il parere dimostrerebbe il rispetto del diritto di ri-

sposta e la salvaguardia del diritto di ricorso,  

che dal canto suo, nel memoriale ricorsuale, l’insorgente censura anzitutto 

ripetute violazioni del diritto di essere sentito,  

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che egli sarebbe stato impedito di partecipare al colloquio relativo al pro-

getto decisionale come pure di esprimersi in merito, in ragione della sua 

degenza in ospedale; che a suo dire, la SEM avrebbe dovuto concedergli 

una proroga di detto termine,  

che inoltre, il ricorrente osserva come l’autorità inferiore non gli avrebbe 

fornito i rapporti medici del 4 e del 30 ottobre 2023; che pertanto, egli 

avrebbe esercitato il suo diritto di essere sentito sulla base di informazioni 

lacunose e incomplete, 

che dipoi, egli censura anche la mancata assegnazione alla procedura am-

pliata e il conseguente accertamento incompleto del suo stato di salute; 

che infatti, egli evidenzia come contestualmente all’adozione del progetto 

e della decisione definitiva, sarebbe stato degente in ospedale per svolgere 

una colonscopia; che il rapporto di dimissione sarebbe pervenuto alla SEM 

solo successivamente alla decisione e pertanto non sarebbe stato consi-

derato; che inoltre, egli dovrà sottoporsi ad un’importante operazione chi-

rurgica di ricanalizzazione intestinale; che dunque, al momento della deci-

sione non vi sarebbero state tutte le informazioni in merito alle cure neces-

sarie in futuro e alla prognosi con o senza cure; che pertanto non sarebbe 

neppure stato possibile valutare compiutamente l’esigibilità del suo rinvio; 

che, a suo dire, sarebbe opportuno poter completare la terapia in Svizzera; 

che altresì, in assenza di un rapporto medico “F4” indicante le terapie ne-

cessarie, non sarebbe possibile prevedere quali di queste sarebbero gra-

tuite in Georgia e quali, invece, potrebbero essere a pagamento; che infine, 

egli ribadisce di essere disoccupato e impossibilitato ad assumersi le spese 

derivanti da eventuali cure,  

che preliminarmente appare opportuno esaminare le censure formali pro-

poste dal ricorrente nel suo gravame,  

che per constante giurisprudenza, il diritto di essere sentito, disciplinato 

dall'art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Sviz-

zera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101) comprende segnatamente il diritto 

per l'interessato di consultare l'incarto, di offrire mezzi di prova su punti 

rilevanti e di esigerne l'assunzione, di partecipare alla stessa e di potersi 

esprimere sulle relative risultanze nella misura in cui possano influire sulla 

decisione (cfr. DTF 135 II 286 consid. 5.1; 135 I 279 consid. 2.3); che la 

portata della facoltà di esprimersi non può essere determinata in maniera 

generale ma dev'essere definita sulla base degli interessi concretamente 

in gioco; che il concetto a monte è che alla parte in causa debba essere 

concessa la facoltà di mettere in evidenza il suo punto di vista in maniera 

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efficace (cfr. DTAF 2013/23 consid. 6.1.1 e relativi riferimenti; ed a titolo 

esemplificativo la sentenza del TAF D-4781/2021 dell'8 novembre 2021 

consid. 6.2),  

che nella fattispecie la SEM, con scritto del 2 novembre 2023, ha concesso 

al ricorrente il diritto di essere sentito (cfr. atto SEM 48/2), facendo riferi-

mento a quanto emerso dal rapporto medico del 30 ottobre 2023 (cfr. atto 

SEM 47/3), senza però una sua trasmissione; che in proposito, il ricorrente 

non ne ha chiesto la consultazione e nemmeno se ne è lamentato in sede 

di risposta al diritto di essere sentito (cfr. atto SEM 51/4); che in aggiunta, 

si osserva che il precitato rapporto era stato commissionato dalla SEM in 

data 19 ottobre 2023 (cfr. atto SEM 45/2), in quanto il rapporto medico del 

4 ottobre 2023 non risultava sufficientemente esaustivo (cfr. atto SEM 

41/3); che di conseguenza, la SEM si è poi espressa facendo riferimento 

unicamente al rapporto medico del 30 ottobre 2023,  

che inoltre, il Tribunale non riscontra nemmeno una violazione del diritto di 

essere sentito relativa alla mancata concessione di una proroga del ter-

mine per presentare un parere al progetto decisionale integrante le osser-

vazioni del ricorrente; che tale modo di procedere risulta legittimo in quanto 

il/la rappresentante legale non è tenuto/a a consultarsi con il suo assistito 

e nemmeno a presentare un parere; che infatti, se il patrocinatore/la patro-

cinatrice non si esprime entro il termine impartito, il suo silenzio viene con-

siderato come una rinuncia, in modo tale che la procedura possa terminare 

in tempo utile; che ciò si giustifica in quanto il/la rappresentante legale potrà 

interporre ricorso anche dopo la notifica della decisione definitiva (cfr. Mes-

saggio concernente la modifica della legge sull'asilo [Riassetto del settore 

dell'asilo] Foglio federale [FF] 2014, 7014),  

che nel caso di specie, la patrocinatrice – sebbene non si sia potuta con-

sultare con il ricorrente – ha presentato in tempo le sue considerazioni 

(cfr. atto SEM 55/3) ed altresì, successivamente all’emanazione della de-

cisione definitiva, ha presentato ricorso; che oltretutto, nel gravame non 

emergono quali sarebbero le osservazioni aggiuntive del ricorrente,  

che inoltre, il richiedente ha censurato la mancata assegnazione alla pro-

cedura ampliata e il conseguente accertamento incompleto del suo stato 

di salute,  

che questo Tribunale, nella sentenza di principio DTAF 2020 VI/5, ha già 

avuto modo di precisare che la cernita del tipo di procedura incombe alla 

SEM (cfr. DTAF 2020 VI/5 consid. 7-8); che così, seppur non vi sia di 

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principio alcun diritto a che la domanda d’asilo venga trattata secondo un 

determinato tipo di procedura (cfr. Messaggio concernente la modifica della 

legge sull'asilo FF 2014 6917 segg., 6957), l’assenza di smistamento di un 

caso complesso nella procedura ampliata può comportare una violazione 

del diritto ad un ricorso effettivo di cui agli art. 29a Cost. e 13 della Con-

venzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamen-

tali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101, in combinato disposto con 

l’art. 3 CEDU) alla luce del breve termine per presentare un’impugnativa 

previsto nella procedura celere (cfr. DTAF 2020 VI/5 consid. 9); che in una 

tale eventualità si giustifica l’annullamento della medesima e la retroces-

sione degli atti all’autorità inferiore per il trattamento in procedura ampliata, 

che nel caso di specie, sarebbe stato giudizioso attribuire il caso alla pro-

cedura ampliata visto gli accertamenti svolti dall’autorità inferiore dopo l’au-

dizione del 14 settembre 2023 e i termini trascorsi; che tuttavia, il passag-

gio alla procedura ampliata non avrebbe mutato l’esito della procedura e 

nemmeno il termine ricorsuale trattandosi di una decisione di non entrata 

nel merito (cfr. sentenza del TAF D-408/2021 del 28 giugno 2021 con-

sid. 5.1); che la SEM, come si vedrà in seguito (cfr. infra) ha effettuato tutti 

gli accertamenti necessari prima di emanare la propria decisione; che di 

conseguenza un rinvio degli atti per ulteriori accertamenti istruttori risulta 

superfluo,  

che pertanto, le censure formali mosse dal ricorrente nel senso sopra espo-

sto, risultano infondate e vanno respinte,  

che sotto il profilo materiale, l'insorgente non ha contestato la decisione 

dell'autorità inferiore circa la non entrata nel merito della propria domanda 

d'asilo fondata sull'art. 31a cpv. 3 LAsi; che conseguentemente oggetto del 

litigio in questa sede risulta essere esclusivamente l'esecuzione dell'allon-

tanamento dalla Svizzera,  

che va dunque analizzato, se l’autorità inferiore ha a giusto titolo ritenuto 

ammissibile, esigibile e possibile l'esecuzione dell'allontanamento del ricor-

rente,  

che a norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera, 

che nella misura in cui il ricorrente non può prevalersi del principio del di-

vieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), non v’è neppure motivo di 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk

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considerare l’esistenza di un rischio personale, concreto e serio di essere 

esposto, in caso di allontanamento nel suo Paese d’origine, ad un tratta-

mento proibito in relazione all’art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 

dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 

(CEDU, RS 0.101) o all’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre 

pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 

(Conv. tortura, RS 0.105),  

che comunque, occorre rammentare che le questioni di natura medica pos-

sono avere influssi sull’ammissibilità dell’allontanamento solo in casi 

straordinari e di estrema gravità (cfr. tra le altre DTAF 2009/2 consid. 9.1.2-

9.1.6; sentenza della CorteEDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 

2016, 41738/10, §181 segg.); che ciò non risulta essere il caso nella fatti-

specie nonostante i timori espressi in sede ricorsuale (cfr. infra),  

per pertanto, come rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l’esecuzione 

dell’allontanamento è ammissibile ai sensi delle norme di diritto internazio-

nale pubblico nonché della LAsi (cfr. art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione 

all’art. 44 LAsi), 

che giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato di origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a seguito 

di situazioni di guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica,  

che anzitutto, per quanto riguarda la situazione generale, in Georgia – ad 

eccezione delle regioni secessioniste dell’Abkhazia e dell’Ossezia del sud, 

dalle quali la ricorrente non proviene – non vige attualmente una situazione 

di guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l’insieme 

della popolazione nella totalità del territorio nazionale che permetta di pre-

sumere, sin dall’inizio e indipendentemente dalle circostanze della fattispe-

cie – a proposito di tutti i cittadini di tale paese – l’esistenza di una messa 

in pericolo concreta ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI (cfr. tra le tante, la sen-

tenza del TAF D-1013/2023, D-1014/2023 del 7 marzo 2023 consid. 9.2); 

che altresì, l'art. 83 cpv. 5 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento o dell'e-

spulsione è di norma ragionevolmente esigibile,  

che in seguito, per quanto concerne le persone in trattamento medico in 

Svizzera, l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile nella misura 

in cui, nel caso di rientro nel loro paese d’origine o di provenienza, potreb-

bero non ricevere le cure essenziali che garantiscano loro delle condizioni 

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minime d’esistenza; che per cure essenziali, si intende le cure di medicina 

generale e d’urgenza assolutamente necessarie alla garanzia della dignità 

umana; che l’art. 83 cpv. 4 LStrI, non può invece essere interpretato quale 

norma che comprenderebbe un diritto di soggiorno lui stesso indotto da un 

diritto generale di accesso in Svizzera a delle misure mediche tendenti al 

recupero della salute o il suo mantenimento, per il semplice motivo che 

l’infrastruttura ospedaliera o le regole dell’arte medica nel paese d’origine 

o di destinazione, non raggiungono lo standard elevato elvetico 

(cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati); che in tal senso, se le 

cure necessarie possono essere assicurate nel paese d’origine del richie-

dente, all’occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in Sviz-

zera, l’esecuzione dell’allontanamento in tale Paese sarà ragionevolmente 

esigibile; che invece non lo sarà più, ai sensi della disposizione precitata 

se, in ragione dell’assenza di possibilità di trattamento adeguato, lo stato 

di salute dell’interessato si degraderebbe così rapidamente al punto da 

condurlo in maniera certa alla messa in pericolo concreta della sua vita o 

ad un pregiudizio serio, durevole e notevolmente più grave della sua inte-

grità fisica (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati), 

che nel caso in rassegna il Tribunale osserva come al momento dell’emis-

sione della decisione impugnata, l’incarto della SEM conteneva già nume-

rosi mezzi di prova riguardanti lo stato di salute dell’interessato,  

che dagli atti medici all’incarto emergeva difatti come il quadro anamne-

stico di quest’ultimo fosse contraddistinto da un pregresso adenocarci-

noma del colon traverso (stadio III), da un intervento chirurgico del 

2 marzo 2023 di resezione colon traverso con posa di colostomia terminale 

destra e da un successivo programma di chemioterapia di otto cicli, con 

Capecitabine, iniziato in Russia e terminato in data 19 settembre 2023; che 

inoltre, risultava come le condizioni di salute del ricorrente erano buone, gli 

esami di laboratorio nella norma e la prognosi del trattamento positiva; che 

altresì, vi erano previsti unicamente controlli di follow-up presso un centro 

di oncologia e una colonscopia (cfr. mezzi di prova [mdp] n. 1-2; atti SEM 

12/2, 16/2, 17/2, 19-24, 26-27, 36-43, 46-47, 54/2),  

che alla luce dei referti medici in parola, non si evincevano indicatori quanto 

all’esistenza, finanche potenziale, di affezioni suscettibili d’iscriversi nella 

restrittiva giurisprudenza convenzionale,  

che l’intervento chirurgico di ricanalizzazione intestinale e chiusura stomia 

al quale il ricorrente dovrà sottoporsi non permette manifestamente di sov-

vertire tale ponderazione; che a tal proposito si osserva come la SEM ha 

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indicato anche presso quale ospedale sarebbe possibile per l’interessato 

effettuare tale intervento in Patria (cfr. atti SEM 48/2, 53/7),  

che lo stato di salute dell’insorgente risultava dunque sufficientemente ac-

clarato e non ostativo all’esecuzione dell’allontanamento, 

che tale conclusione è ancora attuale anche alla luce dei nuovi referti me-

dici (cfr. atti SEM 61/3, 63-66); che in particolare, egli si è sottoposto alla 

prevista colonscopia in data 22 novembre 2023, la quale ha messo in evi-

denza regolari esiti di resezione del colon traverso e colite da diversione; 

che alla dimissione è stata prescritta unicamente una terapia a base di Da-

falgan 1gr.; che altresì, con regolarità egli si reca presso l’ambulatorio Sto-

mie per delle consultazioni (cfr. atti SEM 65-66) ed ogni due giorni o al 

bisogno egli è tenuto a cambiare il presidio,  

che ad ogni modo, l’invalsa giurisprudenza del Tribunale ha appurato come 

negli ultimi anni il sistema sanitario in Georgia ha conosciuto un’importante 

ristrutturazione e dei grandi progressi sono stati realizzati, nel senso che il 

trattamento della maggior parte delle problematiche fisiche e psichiche è 

ora possibile, anche se non corrisponde agli standard medici svizzeri (cfr. 

fra le tante le sentenze del TAF D-1078/2023 del 20 aprile 2023 con-

sid.  7.3.3; D-1165/2023 del 9 marzo 2023 consid. 8.4; D-2416/2022 del 

7 giugno 2022 consid. 8.4 con ulteriore rif. cit.), 

che a tal proposito va rammentato come a partire dalla messa in funzione 

del nuovo sistema finanziario statale dell’assicurazione-malattia univer-

sale, cosiddetto UHCP, nel febbraio del 2013, la copertura dell’assicura-

zione-malattia gratuita è assicurata a tutte le persone che in precedenza 

ne erano sprovviste, e copre un insieme di cure primarie e secondarie, 

come pure l’acquisto di un certo numero di medicamenti; che la riforma 

dell’UHCP nel 2017 ha introdotto un meccanismo di sostegno finanziario 

limitato per l’acquisto di ulteriori medicamenti, che sono altrimenti a carico 

quasi interamente degli interessati, per le persone socialmente vulnerabili 

o indigenti; che le stesse possono invero farsi rimborsare, in principio, il 

90% dei costi del medicamento, se questo costa almeno 1 GEL, per un 

limitato numero di patologie (cfr. sentenze del TAF D-1165/2023 con-

sid. 8.4; D-2416/2022 consid. 8.4); che sebbene non sia escluso che i pa-

zienti debbano a volte sostenere circa il 10% dei costi dei medicamenti, 

tuttavia in caso d’incapacità finanziaria, possono indirizzarsi alla “Referral 

Service Commission”, la quale in alcuni casi completa le prestazioni ero-

gate dall’UHCP, in particolare per delle famiglie giudicate come vulnerabili 

(cfr. sentenza del TAF D-3855/2022 del 14 settembre 2022); che per 

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quanto concerne i gruppi di persone vulnerabili, i bambini ed i pensionati, 

essi beneficiano di tutte le prestazioni dell’UHCP (cfr. sentenze del TAF  

D-1165/2023 consid. 8.4; D-2416/2022 consid. 8.4 con ulteriori rif. cit.), 

che alla luce di quanto sopra esposto, in Georgia, esistono delle strutture 

in grado di far fronte alle problematiche di salute del ricorrente, egli potrà 

procedere con l’intervento di cui necessita (cfr. decisione impugnata 

pag. 6) e accedere all’aiuto sociale per il finanziamento (cfr. supra), cosic-

ché una vita dignitosa può essergli assicurata; che infine, pur considerando 

con la dovuta attenzione lo stato di salute dell’insorgente, dalla documen-

tazione medica prodotta non si evince la necessità per lo stesso di rima-

nere in Svizzera, 

che nemmeno la situazione personale giustifica una diversa valutazione 

del caso; che il richiedente vanta di una solida formazione scolastica e di 

un diploma in (…) (cfr. atto SEM 28/9 D42); che inoltre, ha accumulato negli 

anni un’importante esperienza lavorativa, anche all’estero (cfr. atto SEM 

28/9 D43); che in Georgia, egli può contare sul sostegno di una solida rete 

famigliare e sociale, composta in particolare (…) (cfr. atto SEM D31, D36, 

D39); che di conseguenza, non vi è motivo di dubitare che l’interessato 

sarà in grado, anche con l’aiuto dei famigliari, di far fronte ai propri bisogni,  

che peraltro, l’insorgente potrà richiedere un sostegno finanziario per assi-

curare l’assistenza medica e l’eventuale proseguimento dei trattamenti ne-

cessari – ad esempio ottenendo una riserva di medicinali prima del suo 

allontanamento dalla Svizzera – per un periodo limitato nel Paese d’origine 

(cfr. art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi e art. 73 segg. dell’Ordinanza 2 sull’asilo re-

lativa alle questioni finanziarie dell’11 agosto 1999 [OAsi 2, RS 142.312]), 

che, pertanto, vi è luogo di ritenere l'esecuzione dell'allontanamento dell'in-

sorgente ragionevolmente esigibile, 

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI in relazione all’art. 

44 LAsi), 

che di conseguenza, la SEM con la decisione impugnata non ha violato il 

diritto federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non 

ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA); che pertanto il ricorso va respinto, 

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Pagina 12 

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen-

zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese pro-

cessuali è divenuta senza oggetto,  

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda di estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF), 

che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto 

pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF), 

che la pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-6633/2023 

Pagina 13 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta.  

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Manuel Borla Francesca Bertini-Tramèr 

 

 

Data di spedizione: