# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5cfd364e-5b9b-54d5-b0f3-7a45ac4dedc6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-02-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 02.02.2023 52.2022.168
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2022-168_2023-02-02.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2022.168

   

  	
  Lugano

  2
  febbraio 2023      

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Giovan Maria Tattarletti, vicepresidente,

  Matea Pessina, Sarah Socchi

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Sabina Ghidossi

  

 

 

statuendo sul ricorso del 23 maggio
2022 di

 

 

	
   

  	
  RI
  1, , 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 13 aprile 2022 (n. 1820) del
  Consiglio di Stato che respinge l'impugnativa inoltrata dal ricorrente contro
  la risoluzione del 25 novembre 2021 con cui il Municipio di Alto Malcantone
  ha concesso a CO 1 la licenza edilizia per la formazione di un'autorimessa
  (part__________ e __________);

  

 

 

ritenuto,                         in
fatto

 

A.   a. CO 1 è proprietaria
di due terreni leggermente in pendio (part. __________ e __________), situati
nel comune di Alto Malcantone, a Fescoggia, in zona residenziale semi-estensiva
(R2). A sud la part. __________ confina con il fondo (part. __________)
appartenente a RI 1. 

 

b. Il 28 ottobre 2020 il Municipio di
Alto Malcantone ha rilasciato a CO 1 la licenza edilizia per edificare sui suoi
fondi una nuova abitazione monofamiliare. Il progetto approvato - modificato a
seguito dell'opposizione del vicino RI 1 (poi ritirata) - prevedeva in
particolare anche la costruzione di un garage nell'angolo sud-est della part. __________,
a m 0.60 rispettivamente m 3.00 dai relativi confini con la part. __________. 

SCHEMA PIANTA                                         N

 

 

 

 

ll manufatto, a pianta rettangolare (m 5.50 x 5.40), avrebbe dovuto essere alto
m 2.80 dal terreno naturale rispettivamente leggermente escavato a monte. 

B.   a. Durante i lavori, a
seguito di un sopralluogo dell'Ufficio tecnico comunale (UTC), l'Esecutivo
comunale ha constatato che era stato realizzato un basamento in calcestruzzo
(alto circa 1 m), in contrasto con il permesso di costruzione rilasciato. Ha
dunque ordinato alla proprietaria l'immediata sospensione di ogni e qualsiasi
opera relativa al garage e le ha assegnato un termine di 30 giorni per
presentare una domanda di costruzione in sanatoria, nella forma della notifica,
per le opere eseguite in contrasto con la licenza edilizia.

 

b. Con notifica di
costruzione a posteriori (variante in corso d'opera) del 5 luglio 2021, CO 1 ha
quindi chiesto al Municipio il permesso per costruire, nella medesima
ubicazione, un'autorimessa ad una falda sopra il predetto zoccolo in calcestruzzo.
Stando ai piani, l'altezza del manufatto, escludendo il basamento interrato nel
terreno esistente, sarà di m 2.75 a valle e m 3.00 a monte. 

c. Nel termine di pubblicazione, la domanda ha suscitato l'opposizione del
vicino RI 1, che ha eccepito una violazione della distanza minima da confine
del manufatto che sarebbe in realtà alto fino a 4 m. 

 

d. Il 25 novembre
2021, il Municipio ha rilasciato il permesso richiesto, respingendo nel
contempo l'opposizione del vicino. Ha in particolare escluso che nell'altezza
dell'autorimessa andasse conteggiato anche lo zoccolo su cui insiste. Dopo il
rinterro della fondazione, ha in particolare osservato, il terreno sarà
ripristinato seguendo il profilo del terreno naturale. 

 

C.   Con giudizio del 13
aprile 2022, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato da RI 1
avverso la predetta decisione, che ha confermato.

Il Governo ha a sua
volta ritenuto che l'autorimessa fosse una costruzione accessoria ex art. 25
delle norme di attuazione del piano regolatore di Alto Malcantone, sezione
Fescoggia (NAPR), che rispetta l'altezza massima (3 m) stabilita per queste
costruzioni. La base in calcestruzzo non andrebbe computata nell'altezza del
manufatto, poiché interrata. Motivo per il quale, l'Esecutivo cantonale ha ritenuto
irrilevante verificare l'eventuale applicazione delle nuove NAPR Armonizzate
Alto Malcantone, non ancora approvate (che prevedono per le costruzioni
accessorie un'altezza massima al colmo di 4 m). Infine, ha tutelato anche la
procedura di notifica seguita per l'apporto di materiale verso il mapp. __________,
che sarebbe frutto dello scavo del terreno per il basamento, che verrà
ripristinato al suo stato naturale. 

D.   Contro il predetto
giudizio, RI 1 si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo,
chiedendo che sia annullato insieme alla licenza edilizia.

Il ricorrente ribadisce
che l'autorimessa disattenderebbe la distanza minima da confine prevista per le
costruzioni principali, non potendo essere considerata un'opera accessoria
poiché alla sua altezza andrebbe aggiunta quella del basamento su cui poggia.
Il terrapieno che lo interra va conteggiato sull'altezza poiché largo meno di 3
m. Essendo l'autorimessa una costruzione principale, avrebbe dovuto essere
seguita la procedura ordinaria e non della notifica. Così pure per la
sistemazione del terreno verso il suo fondo. 

 

 

E.   All'accoglimento del
ricorso si oppone il Consiglio di Stato, senza formulare particolari
osservazioni.

L'Ufficio delle domande
di costruzione (UDC) si riconferma nella sua risposta presentata davanti al
Governo. Il Municipio e CO 1 chiedono la reiezione del gravame, con
argomentazioni di cui si dirà, nella misura del necessario, nei considerandi di
diritto.

 

 

F.    Con la replica e
le dupliche, le parti si sono essenzialmente riconfermate nelle rispettive tesi
e domande di giudizio, ad eccezione del Consiglio di Stato che è rimasto
silente.

 

 

Considerato,                in
diritto

 

1.    1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 cpv. 1 della
legge edilizia cantonale del 13 marzo 1991 (LE; RL 705.100). Certa è la
legittimazione attiva del ricorrente, vicino opponente, personalmente e
direttamente toccato dal giudizio impugnato, di cui è destinatario (art. 21
cpv. 2 LE; art. 65 cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa del 24
settembre 2013; LPAmm; RL 165.100). Il ricorso, tempestivo (art. 68 cpv. 1
LPAmm), è dunque ricevibile in ordine.

 

1.2. Il giudizio può
essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 25 cpv. 1 LPAmm).
Del resto, nemmeno le parti sollecitano l'assunzione di particolari prove.

 

 

2.    2.1. Secondo
l'art. 15 NAPR, nella zona R2 la distanza minima verso il fondo privato di un
edificio con facciate non superiori ai m 18 di lunghezza deve essere di m 3. In
base all'art. 25 NAPR, le costruzioni accessorie possono invece sorgere a
confine se senza aperture o ad una distanza di almeno m 1.50 se con aperture.
Inoltre, devono rispettare la distanza minima da edifici principali sui fondi
contigui: a confine o di m 3 da edifici esistenti senza aperture o di m 4 da
edifici esistenti con aperture.

Sempre ai sensi
dell'art. 25 NAPR, si ritengono accessorie le costruzioni al servizio di un
fabbricato principale che (a) non siano destinate all'abitazione o al lavoro e
che non abbiano funzione industriale, artigianale o commerciale e (b) non siano
alte più di 3 m e non superino la lunghezza pari al 40% del lato delle
particelle su cui sorgono. Qualora il lato della particella fosse inferiore a
18 m sarà autorizzata l'edificazione su 7 m. 

 

2.2. Secondo gli art.
23 NAPR e 40 LE, l'altezza di un edificio è misurata dal terreno sistemato al
punto più alto del filo superiore del cornicione di gronda o del parapetto. Determinanti
sono per principio gli ingombri verticali riscontrabili in corrispondenza delle
facciate, ovvero del perimetro esterno degli edifici. L'altezza di un edificio,
anche se ad una sola falda, va misurato in corrispondenza delle facciate (cfr.
RDAT I-1991 n. 36 consid. 2 e 3; Adelio Scolari,
Commentario, II ed., Cadenazzo 1996, n. 1238 ad art. 40/41 LE). 

Il punto inferiore di misurazione è dato dal livello del terreno sistemato
perpendicolarmente sottostante (cfr. RDAT II-1996 n. 35 consid. 4.1). Il
terreno naturale può essere sistemato mediante formazione di terrapieni, la cui
altezza va aggiunta a quella dell'edificio sovrastante soltanto nella misura in
cui supera il limite di m 1.50 ad una distanza di 3.00 m dal filo della
facciata (cfr. art. 41 LE).

2.3. Per terreno
naturale si intende in genere il terreno che non è mai stato oggetto di
interventi edilizi volti a modificarne l'assetto originario mediante colmate od
escavazioni. Ripiene e sbancamenti possono comunque perdere con il trascorrere
del tempo il carattere di sistemazione artificiale. In questi casi, benché
modificato, l'assetto del suolo torna ad assumere le connotazioni del terreno
naturale. Determinante ai fini della distinzione tra terreno naturale e terreno
sistemato non è tanto lo scopo della modifica attuata, quanto piuttosto il suo
grado d'integrazione nel contesto dei fondi circostanti: sistemazioni che si
scostano in modo abnorme dall'andamento del terreno adiacente sono da
considerare come tali anche dopo molti anni, mentre alterazioni che rimodellano
il suolo, inserendosi in modo armonioso nelle altimetrie dei fondi limitrofi possono essere assimilate al
terreno naturale anche in un lasso di tempo relativamente breve (cfr. cfr. RDAT
I-1996 n. 38 consid. 3.2; STA 52.2016.504 del 16 marzo 2018 consid. 3.1;
STA 52.2016.409 dell'8 agosto 2017 consid. 3.3; 52.2014.394 del 13 gennaio 2016
consid. 2.3 e rimandi; 

52.2012.137-142-161 del 13 novembre 2012 consid. 4.1, confermata da STF
1C_4/2013 in RtiD II-2013 n. 16). 

 

3.    3.1. In
concreto, la nuova autorimessa sarà costruita sullo zoccolo realizzato a 0.60 m
dal confine della part. __________, che secondo i piani verrà in buona parte
interrato nel terreno esistente (assimilato a terreno naturale).
L'altezza del garage - misurata in corrispondenza della facciata più alta a
monte, dal livello del terreno esistente (sistemato solo mediante
leggera ripiena, +0.10-20 m; cfr. viste sud e nord, linea verde) - sarebbe pari
a 3 m. Rispetterebbe quindi l'altezza massima per le costruzioni accessorie,
che possono sorgere a confine con i fondi privati. 

Sennonché, contrariamente a quanto assunto dalle precedenti istanze, è evidente
che il livello del terreno esistente indicato sui piani non può
essere ritenuto naturale. In particolare, verso il confine a sud-ovest, lo
zoccolo dell'autorimessa non sarà affatto interrato nel terreno ripristinato
seguendo il profilo del terreno naturale, come affermato dal Municipio, ma
in un terrapieno artificiale largo meno di 3 m. Basta raffrontare le fotografie
agli atti scattate prima dei lavori con quelle successive alla costruzione del
basamento per rendersene conto. Dalle immagini ben emerge in particolare come,
prima dell'intervento, l'andamento delle part. __________ e __________ -
separate solo da una rete di cinta - fosse sostanzialmente omogeneo e privo di
particolari dislivelli (cfr. in particolare foto allegate all'opposizione del
16 agosto 2021 e doc. F3 e F4 prodotti davanti al Governo). Il terreno della
resistente non è poi stato escavato a confine, ma semplicemente occupato dal
nuovo zoccolo, che verrà evidentemente inglobato in un terrapieno, modificando
in modo apprezzabile le altimetrie coordinate dei fondi (cfr. foto di cui al
doc. 10 prodotto davanti al Governo). A maggior ragione se si considera che,
stando agli atti prodotti in questa sede, il terrapieno sarà sorretto anche da
un nuovo muro di cinta alto m 0.70 (cfr. risposta del Municipio e
licenza edilizia del 15 giugno 2022). 

3.2. Ferme queste premesse, è giocoforza concludere che l'autorimessa
disattende l'altezza massima (m 3) prescritta dall'art. 25 NAPR. Sull'altezza
del manufatto deve infatti essere conteggiato anche il terrapieno previsto a
sud-ovest, poiché largo meno di m 3 (art. 41 LE). Tra la facciata sud del
manufatto e il ciglio del terreno - coincidente con il confine tra i fondi
(part. __________ e __________) - il terreno sistemato risulta come detto largo
solo m 0.60. Ne discende che il garage - contrariamente a quanto ritenuto dalle
istanze inferiori - non può essere considerato accessorio, poiché supera
l'altezza massima (m 3) fissata dall'art. 25 NAPR. 

Non rispettando la distanza minima dal confine (m 3), prescritta dall'art. 15
NAPR per le costruzioni principali, l'autorimessa non può quindi essere
autorizzata.

3.3. Il manufatto non potrebbe peraltro essere approvato neppure in base al
progetto delle nuove NAPR Armonizzate di Alto Malcantone, che prevedono per le
costruzioni accessorie un'altezza di 3 m alla gronda e 4 m al colmo. E questo
già solo perché tali norme non sono ancora entrate in vigore, in quanto non
approvate dal Governo e apparentemente nemmeno adottate dal Legislativo
comunale (cfr. pure risposta del Municipio al Governo). Considerato che la
quota del colmo è di regola da intendere in relazione all'intersezione delle
falde dei tetti a due o più falde e non anche al filo superiore di tetti ad una
falda (cfr. RDAT I-1991 n. 36 consid. 3), non è peraltro nemmeno scontato che
la nuova costruzione potrebbe essere approvata in base al diritto in divenire.
La questione può comunque rimanere aperta. 

 

 

4.    Ritenuto che il
giudizio governativo e la licenza edilizia devono essere annullati già solo per
le ragioni sopraccitate, non occorre confrontarsi con l'ulteriore censura
sollevata dall'insorgente relativa alla procedura adottata dall'autorità
comunale né tantomeno con la lamentela riferita alla paventata invasione del
proprio mappale e ai danni che potrebbero derivare dalla sistemazione del
terreno.

 

 

5.    5.1. Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso deve essere accolto,
annullando la contestata licenza nonché la decisione governativa che la
conferma.

 

5.2. Dato l'esito, la
tassa di giustizia è posta a carico della resistente, secondo soccombenza (art.
47 cpv. 1 LPAmm). Non si assegnano ripetibili, non essendo il ricorrente
patrocinato.

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

decide:

 

1.   Il ricorso è
accolto.

      Di
conseguenza, sono annullate:

1.1.       la
decisione del 13 aprile 2022 (n. 1820) del Consiglio di Stato;

1.2.       la
licenza edilizia del 25 novembre 2021 rilasciata dal Municipio a CO 1 per la
formazione di un'autorimessa.

 

 

2.   La tassa di
giustizia di fr. 1'500.-, è posta a carico di CO 1. Al ricorrente va restituito
l'importo versato a titolo di anticipo delle presumibili spese processuali. 

3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS
173.110).

 

 

	
  4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
vicepresidente                                                     La
vicecancelliera