# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 99219059-51eb-51c1-8748-bf53a2d9912a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-06-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.06.2005 32.2004.68
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2004-68_2005-06-27.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2004.68

   

  BS/td

  	
  Lugano

  27 giugno
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 settembre 2004
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 8 luglio 2004 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, nata
nel 1992, è stata posta al beneficio di provvedimenti sanitari per la cura
delle infermità congenite cifre 395 (doc. AI 5) e 390 OIC (doc. AI 16, 49).

L’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha inoltre periodicamente rilasciato diverse
garanzie per l’assunzione dei costi relativi all’istruzione scolastica
speciale, da ultimo con decisione 6 luglio 2004 (doc. AI 101). 

 

                               1.2.   In data 27
maggio 2003 il padre della bambina ha chiesto all’UAI il rimborso dei costi concernenti
una valutazione neuropsicologica eseguita dalla dr.ssa __________, ordinata dalla
pediatra curante dr. ssa __________ (doc. AI 59, 60).

Eseguiti alcuni accertamenti, con decisione 30 settembre 2003 l’amministrazione
ha negato tale richiesta, facendo presente:

 

"  Assumiamo i costi degli accertamenti, quando:

- sono stati ordinati
dall'Ufficio AI,

- erano indispensabili
per il conferimento di prestazioni, oppure

- rappresentano un
componente inerente a provvedimenti 

  d'integrazione
riconosciuti in seguito (art. 78 cpv. 3 della Ordinanza 

  sull'assicurazione per
l'invalidità (OADI).

 

Con scritto del 27.5.03 è
stata richiesta l'assunzione delle spese relative a una valutazione presso la
Psicologa Signora __________ avvenuta nel periodo giugno 2002 ottobre 2002.

Secondo il rapporto
18.08.03 della dr.ssa __________ l'accertamento era consigliato per una
valutazione sul programma di insegnamento scolastico.

Dopo aver preso atto del
rapporto 14.02.2003 della Signora __________ nonché del fatto che da parte
della scuola non vi è stata un'indicazione o richiesta specifica e che, da
parte della scuola, vi erano elementi sufficienti per programmare la formazione
scolastica, non è possibile riconoscere le spese inerenti alla valutazione
citata.

Da rilevare inoltre che
la scuola, in caso di necessità, può provvedere a tale valutazione." (Doc.
AI 71)

                               1.3.   A seguito
della tempestiva opposizione inoltrata dal padre dell’assicurata, in data 8
luglio 2004 l’amministrazione ha emesso una decisione su opposizione avente il
seguente tenore:

 

"  Nel caso in esame l'UAI ha concesso con decisione 5
ottobre 1998 la misura dell'istruzione scolastica speciale (spese scolastiche e
pasto) per il periodo 1.9.1998 - 30.6.1999 e con decisione 13 luglio 1999 la
misura per il periodo 1.7.1999 - 30.6.2003.

La presentazione richiesta
il 30.5.2003 era l'assunzione da parte dell'AI del costo dell'accertamento
14.2.2003 (valutazione neuropsicologica) della psicologa E. Piazza, vale a dire
la copertura di un accertamento ordinato privatamente per la valutazione sul
programma di insegnamento scolastico. La giurisprudenza ha chiarito che la
garanzia dell'accertamento deve essere valutata nell'ambito all'art. 78 cpv. 3
OAI, da interpretare in senso stretto e quindi può essere riconosciuta solo se
ordinato dall'UAI, indispensabile per il conferimento delle prestazioni o
rappresenta un componente inerente a provvedimenti d'integrazione riconosciuti
in seguito (cfr. DTF 97 V 236) e necessaria relativamente al conferimento della
prestazione (cfr. DTF 98 V 41). In casu la necessità della misura
dell'istruzione scolastica speciale era già stata riconosciuta e tale misura
garantita ed in tale contesto il programma è definito efficacemente dagli operatori
della scuola. L'accertamento 14.2.2003 (valutazione neuropsicologica) della
psicologa __________ del quale è chiesto il pagamento rappresenta un
accertamento privato facoltativo, in concreto non indispensabile per il
conferimento delle prestazioni né componente inerente a provvedimenti
d'integrazione riconosciuti in seguito dell'AI. Non può quindi essere coperto
dall'AI. Le valutazioni della decisione impugnata risultano corrette e la
stessa viene confermata. L'opposizione è quindi respinta." (Doc. AI 104)

                               1.4.   Con il
presente ricorso, il padre dell’assicurata ha postulato l’annullamento della
decisione su opposizione, rispettivamente la condanna da parte dell’UAI a rimborsargli
la fattura di fr. 632 della dr. ssa __________ con interessi del 5% a decorrere
dal 26 aprile 2004. Egli ha inoltre protestato tasse e ripetibili.

Fatto presente come sua figlia sia stata sottoposta a diversi accertamenti
medici da parte di neurologi e di neuropsicologi, tutti finanziati dall’AI, il
padre ha in particolare rilevato che il contestato accertamento è stato
sollecitato dalle docenti e dalla pediatra al fine di valutare le difficoltà di
rappresentazione tridimensionale e dello spazio manifestate da sua figlia.

Riguardo al rifiuto da parte dell’amministrazione di riconoscere la fattura
della dr. ssa __________, il padre dell’assicurata ha rilevato:

 

"  La decisione censurata è innanzi tutto arbitraria in
quanto nelle motivazioni della prima decisione veniva indicato che la valutazione
della signora __________ non era presa a carico poiché non specificatamente
richiesta dalla scuola. La decisione negativa è poi stata confermata nonostante
si sia prodotta una dichiarazione delle docenti di RI 1 che attestano di avere
richiesto loro tale valutazione, avvallata poi da tutti i presenti alla
riunione e promossa dalla pediatra curante. Per i genitori la scuola è
rappresentata dai docenti, che sono gli unici con i quali hanno un contatto.
Chi altri all'interno della scuola avrebbe potuto richiedere la valutazione se
non quelle persone che quotidianamente si occupano della formazione di RI 1 sia
dal profilo scolastico che dello sviluppo globale della sua autonomia? Se
queste docenti avessero per caso in buona fede sbagliato i canali attraverso i
quali richiedere tale valutazione, questo non deve evidentemente andare a
discapito dei genitori, i quali hanno ben altro da fare con una bambina
handicappata, prima di quattro fratelli, che approfondire i meandri
legal-burocratici (certamente più burocratici che non legali) in base ai quali
la richiesta deve giungere in un modo anziché in un altro.

 

È oltremodo oscuro il
motivo per cui vi siano degli accertamenti che non rispondono ai requisiti
posti dall'art. 78 cpv. 3 OAI e comunque presi a carico dall'AI (ad es.
accertamento EPI), perfettamente sovrapponibili ad altri accertamenti per i
quali l'AI non risponde (accertamento __________).

 

Questo modo di agire
viola senz'altro il principio dell'affidamento nella misura in cui
l'Amministrazione, con il proprio comportamento, ha creato nel qui ricorrente
la certezza e l'aspettativa che determinate prestazioni fossero coperte dal
provvedimento relativo al riconoscimento dell'invalidità congenita." (Doc.
I)

 

                               1.5.   Con risposta
4 ottobre 2004 l’UAI ha postulato la reiezione del ricorso, osservando:

 

"  Con il ricorso in oggetto l'assicurata sostiene che la
decisione impugnata è espressione di arbitrio ed ha violato le sue aspettative.
La violazione dell'affidamento richiede una mancata prestazione successivamente
a garanzie relative a una determinata prestazione. L'ampia fascia di
prestazioni già riconosciute dall'UAI a beneficio dell'assicurata non ha creato
siffatta aspettativa specifica.

 

L'amministrazione ha
correttamente valutato i requisiti per il riconoscimento della prestazione
richiesta posti dalla legge e precisati dalla giurisprudenza. La decisione
amministrativa e la decisione su opposizione hanno applicato correttamente le
norme legali del caso, le quali delimitano le prestazioni riconosciute dall'AI.

 

Relativamente alla
richiesta degli interessi, gli stessi non sono dovuti in quanto non è dovuto il
pagamento della fattura, ma comunque si osserva che per legge non sono dovuti
per i versamenti a terzi." (Doc. III)

 

                               1.6.   In data 18
ottobre 2004 l’insorgente ha evidenziato:

 

"  In particolare occorrerebbe capire come mai l'Ufficio
AI abbia preso a carico il costo della valutazione effettuata presso l'__________
di __________, senza sollevare questioni per non aver ordinato essa stessa la
valutazione (e quindi senza invocare la non applicabilità della normativa
richiamata oggi dall'Autorità resistente a sostegno del rifiuto), mentre nega
la presa a carico di una prestazione analoga dispensata dalla signora __________.

 

E' poi anche il caso di
aggiungere che tale valutazione avrebbe potuto condurre all'assunzione di
misure terapeutiche a carico dell'AI." (Doc. V)

                                         

                               1.7.   Il TCA ha
chiesto delle informazioni all’UAI in merito alla presunta assunzione dei costi
relativi ai due rapporti medici (del dr. __________ e della Clinica svizzera __________)
menzionati nel ricorso (VIII), ricevendo risposta il 6 dicembre 2004 (IX).

Il 23 dicembre 2004 il padre dell’assicurata ha presentato le proprie
osservazioni scritte in merito al succitato accertamento (XI). 

Su richiesta dello scrivente Tribunale, il 14 gennaio 2005 il padre
dell’assicurata ha inviato il rapporto 21 ottobre 2000 del dr. __________ (XIII
bis).

                                         Con
lettera 25 gennaio 2005 l’amministrazione, preso atto del succitato referto, ha
dichiarato di non aver nulla da aggiungere (XV).

 

                                         Da
ultimo, il TCA ha chiesto all’UAI alcuni ragguagli in merito alle fatture precedentemente
riconosciute nell’ambito dell’infermità congenita di cui l’assicurata è affetta
(XVII), ricevendo risposta il 21 marzo 2005 (XVIII). 

Il 13 aprile 2005 il padre della ricorrente ha inoltrato le osservazioni al
succitato accertamento, producendo documentazione medica (XX).

Ne è seguita una presa di posizione dell’amministrazione datata 18 maggio 2005
(doc. XXIV).

 

 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito AI.

                                         Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e
poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si
basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b),
trattandosi nel caso in esame dell’eventuale rimborso dei costi per la stesura
del rapporto 14 febbraio 2003 della dr. ssa Piazza sono dunque applicabili le
disposizioni in vigore a partire dal 1° gennaio 2003.

Non applicabili per contro sono le nuove norme di legge introdotte a seguito
della 4a revisione della LAI, entrata in vigore al 1° gennaio 2004.

 

                                         Per
quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in
vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.

                               2.3.   Oggetto del
contendere è sapere se l’UAI deve assumersi la fattura di fr. 632 relativa alla
valutazione neuropsicologica eseguita dalla dr. ssa __________ (doc. AI 76).

                               2.4.   Secondo
l’art. 45 cpv. 1 LPGA, l’assicuratore sociale assume le spese per
l’accertamento, sempre che abbia ordinato i provvedimenti. Se non ha ordinato
alcun provvedimento, ne assume ugualmente le spese se i provvedimenti erano
indispensabili per la valutazione del caso oppure se fanno parte di prestazioni
accordate successivamente.

                                         L’art. 78
cpv. 3 OAI precisa invece che le spese dei provvedimenti d’accertamento sono assunte
dall’assicurazione se questi sono stati ordinati dall’ufficio AI o, altrimenti,
se erano indispensabili all’erogazione delle prestazioni, oppure erano inerenti
ai provvedimenti integrativi concessi in seguito. 

 

                                         Generalmente
spetta all’amministrazione procedere agli accertamenti dovuti, motivo per cui
l’assicurato non è tenuto a compiere passi in tal senso. L’esperienza insegna
tuttavia che misure d’accertamento non ordinate dall’assicuratore sociale –
quali rapporti medici o valutazioni specialistiche – possono condurre a delle conoscenze
rilevanti per l’esito dell’istruttoria amministrativa. In quei casi,
l’amministrazione deve assumersene i costi (Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo 2003,
N. 11 ad art. 45, pag. 456).

I provvedimenti presi dall’assicurato devono essere comunque indispensabili per
la valutazione del caso. 

Secondo Kieser, non è tuttavia richiesto che gli accertamenti intrapresi
dall’assicurato debbano portare a nuove e diverse conclusioni da quelle
già acquisite, necessario è invece che le risultanze acquisite possano essere
“utilizzate” ai fini istruttori (Kieser, op. cit., N.12 ad art. 45, pag. 456; di
diverso parere è invece Blanc, La procédure administrative en assurance-invalidité,
Friborgo 1999, pag. 129 in alto).

Non necessariamente, continua Kieser, l’accertamento eseguito dall’assicurato deve
portare al successivo riconoscimento di una prestazione assicurativa, questo contrariamente
a quanto stabilito dalla giurisprudenza in merito all’art. 78 cpv. 3 OAI che concettualmente
non corrisponde all’art. 45 cpv. 1 LPGA (Kieser, op. cit., N. 12 ad art. 45
pag. 456, con riferimento DTF 93 V 236). 

Secondo la giurisprudenza resa in ambito LAI, l’amministrazione non deve farsi
carico dei provvedimenti d’accertamento ordinati da terzi se tali misure non hanno
condotto all’erogazione di prestazioni, né fatto parte di provvedimenti
integrativi in seguito concessi (DTF 93 V 236 consid. 1, 101 V 214 consid. 1).

A determinate condizioni, tuttavia, l’assicuratore sociale deve assumersi i
costi sopportati dall’assicurato atti a completare un accertamento già precedentemente
eseguito (DTF 101 V 214 consid. 3; in quell’occasione il TFA ha evidenziato che
la perizia privata aveva permesso all’UAI di approfondire meglio lo stato di
salute dell’assicurato – in particolare era risultata una nuova infermità
congenita –, circostanza che avrebbe potuto portare al riconoscimento di
ulteriori provvedimenti assicurativi, motivo per cui le relative spese d’esecuzione
sono state poste a carico dell’AI).

                               2.5.   Oggetto del
contendere è la mancata assunzione da parte dell’amministrazione dei costi
relativi alla valutazione neuropsicologica eseguita dr. ssa __________. 

Dal relativo rapporto 14 febbraio 2003 si legge in particolare che, a seguito
di tre giorni di test attitudinali, l’assicurata è stata ritenuta affetta da un
disturbo neuropsicologico medio. 

In merito al procedere, la succitata specialista ha concluso:

 

"  Dall'odierna valutazione si evidenziano importanti
difficoltà, ma anche le buone risorse di RI 1. I risultati nella norma indicano
le potenzialità di RI 1, e che la bambina è stata stimolata sia a livello di
famiglia, che a livello scolastico e terapeutico. Le fluttuazioni nel
rendimento possono confondere, ma alcune difficoltà rilevate nell'odierna
valutazione, come le difficoltà di calcolo, la flessibilità del pensiero, di
pianificazione, di percezione nello spazio, sono tali da limitare RI 1 nella
quotidianità.

 

E inoltre è da tenere in
considerazione che la diminuita resistenza mentale, l'elevata stancabilità
mentale risp. la diminuita capacità d'attenzione e di concentrazione, si
ripercuotono sul rendimento generale. È da notare che RI 1 vuole lavorare con
impegno, ma le difficoltà d'attenzione e di concentrazione, l'elevata
affaticabilità mentale, risp. la diminuita capacità di resistenza mentale,
influenzano la capacità di prestazione di della bambina che, di conseguenza, a
volte è in grado di rendere di più e altre volte di meno.

 

Infine è da tener conto
del fatto che RI 1 si accorge quando è confrontata con le sue limitazioni. Il
suo atteggiamento di evitare le prove e il metodo di lavoro superficiale e
precipitoso, denotano imbarazzo e il tentativo di evitare le difficoltà.

 

A livello terapeutico è
indicato continuare ad aiutare RI 1 a convivere meglio e compensare le proprie
limitazioni.

Con un'adeguata
stimolazione RI 1 sarà, a mio avviso, in grado di raggiungere una certa
indipendenza ed autonomia nella sua vita di adolescente e giovane adulta."
(Doc. AI 70)

 

                                         I motivi
che hanno portato i genitori di RI 1 a rivolgersi alla dr.ssa __________ sono
stati indicati con scritto 18 agosto 2003 dalla pediatra curante, dr. ssa __________:

 

"  In seguito al comportamento nell'apprendimento
scolastico della giovane paziente a margine e dopo valutazione con gli insegnanti,
ho inviato la giovane RI 1 per un bilancio psicologico a __________ (__________).

In seguito a tale
valutazione e tenendo conto delle difficoltà generate dalla lingua al momento
dell'esame e peraltro dell'ulteriore evoluzione di __________, ho ritenuto
mostrare la paziente alla Signora __________.

 

La Signora __________,
con una valutazione scaglionata in 3 sedute, ha potuto fornire indicazioni che
ci sono state estremamente utili nella decisione dell'ulteriore programma di
insegnamento di RI 1 ormai volto all'ottenimento della sua autonomia di giovane
adulta." (Doc. AI 65)

                                         Anche le
docenti di scuola speciale hanno spiegato come si è giunti a richiedere
l’intervento della summenzionata neuropsicologa:

 

"  Con la presente intendiamo confermare che, durante la
riunione del 19 febbraio 2002, noi docenti, alla presenza degli altri operatori
che si occupano di RI 1 (pediatra, psicologo, ergoterapista, logopedista)
abbiamo richiesto una valutazione.

L'accertamento era volto
non tanto per un indirizzo di tipo scolastico, ma soprattutto per poter
realizzare un progetto mirato, che risultasse, in futuro, il più vicino
possibile alle reali capacità di RI 1.

Tutto ciò per non
giungere impreparati al momento della dimissione dalla scuola, e per favorire
l'ingresso nel mondo del lavoro.

Restiamo a sua completa
disposizione per qualsiasi eventuale chiarimento." (Doc. AI 75)

                                         Infine, con
scritto 18 novembre 2003 il Capo Ufficio dell’educazione speciale, __________,
ha indicato all’UAI quanto segue:

 

"  Con riferimento alla sua richiesta di precisazioni da
parte dell'Ues relative all'opposizione del signor __________ del 21 ottobre
2003, ribadisco quanto già indicatole a suo tempo.

La decisione di
effettuare una valutazione, che rientra nelle periodiche valutazioni organizzate
dalla famiglia e dal medico in Ticino o in Svizzera interna, è scaturita dopo
una delle tante riunioni indette dai genitori e/o dal medico curante alle quali
partecipano le docenti.

E' stata presa senza il
coinvolgimento dell'autorità scolastica competente (ispettorato o Ufficio).

Per questa ragione
l'autorità scolastica non ha mai ricevuto il rapporto dell'esame psicometrico e
non le è stata indirizzata la fattura." (Doc. AI 78)

                                         Orbene,
dalla lettura di tali atti medici si deduce che il motivo principale
dell’intervento della dr. ssa __________ è piuttosto da collocare nell’ambito
dello svolgimento dell’istruzione speciale dell’assicurata, anche se non vi è
stato il coinvolgimento diretto delle competenti autorità scolastiche.                                

                                         Le
indicazioni esposte dalla specialista servono dunque al buon funzionamento
dell’insegnamento speciale, rispettivamente al conseguimento degli obiettivi
educativi, non di competenza dell’AI. 

In effetti, conformemente alla giurisprudenza federale, gli accertamenti volti
a costatare la necessità di un assicurato a frequentare una scuola speciale
sono a carico dell’AI (RCC 1981 pag. 331; Meyer-Blaser, Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 302). Non va poi
dimenticato che ai sensi dell’art. 19 cpv. 2 LAI all’assicurato invalido sono
assegnati unicamente i sussidi per le tasse scolastiche, per le spese di vitto
e alloggio, per i necessari provvedimenti di natura pedagogico-terapeutica e
per le spese di trasporto (lett. a-d).

In casu, la valutazione della dr. ssa Piazza non ha permesso di conferire
all’assicurata il diritto a delle prestazioni nel campo dell’istruzione
scolastica che non sono state già assegnate dall’amministrazione. 

Già con decisione 5 ottobre 1998 l’UAI aveva rilasciato la garanzia per
l’assunzione dei costi relativi all’istruzione speciale scolastica (doc. AI
32), garanzie che sono state costantemente rinnovate (doc. AI 42, 63), da
ultimo con decisione 6 luglio 2004 (doc. AI 101).

In precedenza, con decisione 25 ottobre 1994, RI 1 era stata posta al beneficio
di provvedimenti pedagogico-terapeutici, quali la stimolazione ortopedagogica,
di logopedia con trattamenti ergoterapici (doc. AI 15). 

Infine, il rapporto 14 febbraio 2003 della dr. ssa __________ non è nemmeno servito
per l’erogazione di altre prestazioni dell’AI, questo con riferimento al
trattamento di fisioterapia garantito dall’amministrazione con decisione 17
maggio 2004 (doc. AI 92), oppure per quel che concerne la terapia logopedica
già precedentemente riconosciuta [la cui garanzia dei costi per il
prolungamento è stata recentemente rifiutata con decisione 1° giugno 2004 (doc.
AI 93) e tempestivamente contestata dai genitori dell’assicurata (doc. AI 98)].

Non adempiendo i presupposti dell’art. 78 cpv. 3 OAI, l’UAI ha rettamente respinto
la richiesta di copertura dei costi dell’accertamento privato in parola.

                               2.6.   Il padre
dell’assicurata sostiene che l’UAI abbia agito arbitrariamente, violando
l’aspettativa creata riguardo ad una copertura dei costi d’accertamento in parola.

Egli ha in particolare evidenziato che in precedenza l’amministrazione si era
fatta carico delle spese relative alle valutazione neuropsicologiche del dr. __________
(15 dicembre 2000) e della Clinica svizzera __________ di __________ (21 maggio
2001). 

Chiamato dal TCA a pronunciarsi in merito, nello scritto 6 dicembre 2004 l’amministrazione,
premesso che i due succitati accertamenti sono stati richiesti dalla pediatra
curante e che non sono stati determinanti per l’erogazione di provvedimenti
integrativi, quale la scolarizzazione speciale, ha tuttavia fatto presente:

"  Sono state pagate le fatture dell’__________ di fr.
772,20 e 415,80 (doc. G) nell’ambito dell’OIC 390 riconosciuta all’assicurata
(doc. 49 inc. AI).

Non sono state pagate le prestazioni del Dr. __________." (risposta no. 3,
XX).

 

                                         Con
scritto 23 dicembre 2004 il padre dell’assicurata ha comunque precisato che “
l’Ufficio AI non ha pagato le prestazioni del dr. __________ in quanto
quest’ultimo, da me direttamente interpellato in data odierna, è
particolarmente in ritardo con la propria fatturazione e quindi non ha ancora
inviato la fattura all’Ufficio AI” (XI).

Va fatto presente che l'art. 9 Cost. istituisce un diritto fondamentale del
singolo cittadino ad essere trattato secondo il principio della buona fede
dagli organi dello Stato (Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3a ed.,
Berna 1999, pag. 485).

                                         Il
diritto alla protezione della buona fede, permette al cittadino di esigere che
l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi. Così
un'informazione o una decisione erronee possono obbligare l'amministrazione a
consentire ad un assicurato un vantaggio contrario alla legge.

                                         Le
condizioni cumulative per tutelare la buona fede dell'assicurato, e discostarsi
così dal principio della legalità, sono precisate da una lunga e consolidata
giurisprudenza:

 

                                         1.   l'autorità
deve essere intervenuta in una situazione concreta nei riguardi di persone
determinate;

 

                                         2.   l'autorità
ha agito o creduto di agire nei limiti delle proprie competenze;

 

                                         3.   l'assicurato
non deve essersi reso conto immediatamente dell'inesattezza dell'informazione
ricevuta;

 

                                         4.   l'informazione
errata ha indotto l'assicurato ad adottare un comportamento che gli è
pregiudizievole;

 

                                         5.   la
legge non è stata modificata dal momento in cui l'informazione è stata data.

 

                                         (DTF 127 I 36 consid. 3a, 126 II 387 consid. 3a;
RAMI 2000 no. KV 126 pag. 223, no. KV 133 pag. 291 consid. 2a; cfr., riguardo
al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla
nuova norma, DTF 121 V 66 consid. 2a e sentenze ivi citate; cfr. anche il
commentario sulla nuova costituzione svizzera, a cura di Ehrenzeller,
Mastronardi, Schweizer, Vallender, Zurigo 2002, ad art. 9 pag. 143s; Thürer,
Aubert/Müller, Droit constitutionnel suisse, Zurigo 2001 pag. 687s).

Nel caso in esame non si è confrontati con un’informazione errata (DTF 124 V
220 consid. 2b con riferimenti), né con una violazione dell’obbligo di
delucidazione rispettivamente d’informazione (Aufklärungs- und
Informationspflicht), che, a determinate condizioni, può costituire la base per
invocare la protezione della buona fede (DTF 121 V 30 consid. 1b con
riferimenti).

                                         Non
essendoci stata nel caso in esame un’informazione o una decisione erronee, non è
quindi necessario verificare l’esistenza dei succitati cinque requisiti.

                               2.7.   Va poi fatto presente che l’UAI non ha mai garantito alcunché riguardo all’assunzione della fattura
qui in esame. 

Vero che le note d’onorario 9 maggio 2001 della clinica __________ (doc. G) sono
state pagate dall’amministrazione, secondo quanto indicato dall’UAI nello
scritto 6 dicembre 2004 (XX), nell’ambito dei provvedimenti sanitari volti alla
cura dell’infermità congenita 390 OIC (paralisi cerebrali spastiche). 

                                         Tuttavia
va fatto presente che già con decisione 8 giugno 2000 l’amministrazione aveva
posto RI 1 al beneficio di detti provvedimenti (doc. AI 49), questo sulla base
del rapporto 20 dicembre 1999 del dr. __________, attivo presso l`__________ di
__________ (doc. AI 46). 

Ora, la valutazione neuropsicologica dell’__________ e quella della 

                                         dr. ssa __________
hanno sì aggiornato lo stato di
salute dell’assicurata, ma, ciononostante, dagli atti non risulta che sulla
base dei due succitati referti l’UAI abbia concesso ulteriori prestazioni.

                                      

                                         Va
poi fatto presente che, al fine di accertare i motivi per cui le fatture della
Clinica __________ sono state assunte dall’AI e non anche quella della dr.ssa __________,
con scritto 10 marzo 2005 lo scrivente Tribunale ha chiesto all’amministrazione
quanto segue: 

"  … vogliate esporci dettagliatamente i motivi per cui
avete pagato le fatture 20 aprile 2001 della Clinica __________ nell’ambito
dell’infermità congenita 390 OIC (cfr. risposta no.3 delle vostre osservazioni
6 dicembre 2004), tenuto conto che già con decisione 8 giugno 2000 avevate
riconosciuto i succitati provvedimenti sanitari (doc. AI 49).

Per quale motivo, quindi, non assumete i costi relativi al rapporto 14 febbraio
2003 della dr.ssa __________, visto che in sostanza si tratta di un
aggiornamento della valutazione neuropsicologica a suo tempo eseguita dall’__________
? Al riguardo vi saremo grati nel ricevere una puntuale e dettagliata risposta."
(XVIII)

                                         Questa
è la risposta ricevuta, datata 21 marzo 2005

 

"  Come si può ben rilevare dalle
annotazioni 18 marzo 2005 del medico responsabile SMR Dr. __________ qui
allegatevi, le fatture 20.4.2001 della clinica __________ nell'ambito
dell'infermità congenita 390 OIC sono state pagate in seguito ad un errore
commesso dall'Ufficio AI del Canton Ticino.

In effetti,
nelle proprie annotazioni di cui sopra il Dr. __________ precisa che "[…]
Un esame neuropsicologico o psicologico non porta elemento alcuno alla
valutazione della paresi cerebrale. Lo stesso pensiero vale anche per l'esame
eseguito dalla Signora __________ poiché eseguito con le stesse finalità.
Possiamo dunque affermare che il pagamento di tali esami da parte dell'UAI in relazione
all'infermità congenita 390 è stato effettuato in modo erroneo".

 

Di conseguenza,
visto e considerato come l'amministrazione non avrebbe dovuto pagare le due
fatture 20.4.2001 della clinica __________ di __________, lo scrivente ufficio
non assume i costi relativi al rapporto 14.2.2003 della psicologa __________
per i motivi già esposti dettagliatamente nella propria decisione su
opposizione dell'8 luglio 2004 (cfr. in modo particolare il punto 8 della
stessa) nonché nei successivi allegati di causa (vedi risposta 4.10.2004 ed
osservazioni 25.1.2005 agli atti)." (Doc. XVIII)

 

                                         Con osservazioni 13 aprile
2005 il padre dell’assicurata ha contestato quanto sostenuto dal dr. __________,
ossia “ che un accertamento neuropsicologico non porti elemento alcuno alla
valutazione della paresi cerebrale in quanto certamente porta delle indicazioni
sul modo migliore per trattarne le conseguenze”, motivo per cui egli ha
chiesto al TCA di “incaricare un medico esterno all’AI per un parere a
questo riguardo”(XX). Al riguardo, nella già citata nota 18 marzo 2005 il
medico responsabile del SMR, dopo aver riportato un riassunto degli atti, ha
ben spiegato la sua presa di posizione, a cui va data piena adesione, motivo
per il quale non è necessario procedere ad alcun parere esterno nel senso
indicato dall'insorgente (sulla valutazione anticipata delle prove: cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag.
274, si veda pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119
V 344 consid. 3c con riferimenti).

In particolare egli ha rilevato:  

 

" 
Si considera che l'infermità
congenita secondo cifra OIC 390 (paresi cerebrale) è costituita da danno neuro-motorio,
debbono esser soddisfatte le condizioni delle normative cioè una spasticità, o
un'atassia o un'atetosi. L'atassia è stata certificata.

I problemi correlati con la
scolarità, cioè il deficit intellettivo, non sono correlati con la paresi
cerebrale, nel senso della LAI, anche se si può ammettere che i problemi di
ipossia in fase perinatale siano una causa comune alle due manifestazioni.

Per la paresi cerebrale la bambina è
beneficiaria delle misure di controllo medico e terapia specifica. Per i
problemi correlati al deficit intellettivo è beneficiaria delle misure di
scolarizzazione speciale.

Un esame neuropsicologico o psicologico
non porta elemento alcuno alla valutazione della paresi cerebrale.

Lo stesso pensiero vale anche per
l'esame eseguito dalla signora __________ poiché eseguito con le stesse
finalità." (Doc. XVIIIbis)

Vero che, come rilevato dal padre dell’assicurata nelle osservazioni 13 aprile
2005, “anche lo stesso dr. __________ dell’__________, le cui
visite annuali sono state sempre riconosciute dall’AI nell’ambito
dell’infermità congenita 390 OIC, proponeva/condivideva, già a partire dal
2001, le necessità della ricerca di strategie alternative e di sostegno
dell’autonomia in relazione alle quali la pediatra curante, di concerto con le
insegnanti delle scuole speciali, ha ritenuto necessario disporre
l’accertamento neuropsicologico” (XX).

Tuttavia, come già riportato al consid. 2.4, una valutazione neuropsicologica è
da inserire piuttosto nel contesto di una scolarizzazione nel senso più ampio
del termine (cfr. consid. 4), non coperto dall’art. 19 LAI.

Vero che il padre della ricorrente ha ricordato come la valutazione 14 febbraio
2003 della dr. ssa __________ abbia “permesso di decidere l’inserimento di RI
1 nella struttura scolastica speciale dell’Istituto __________ dopo quattro
anni presso il __________ di __________” (XX), ma è altrettanto vero che è
dal mese di settembre 1998 che l’assicurata beneficia di provvedimenti per
l’istruzione scolastica (doc. AI 32).                                                

                                         In
conclusione, visto quanto sopra, conformemente all’art. 78 cpv. 3 OAI (cfr.
consid. 2.3), a mente del TCA, non trattandosi in casu di accertamenti privati
indispensabili all’erogazione di prestazioni, tantomeno riguardanti provvedimenti
integrativi concessi in un secondo tempo, l’UAI non è
tenuto a liquidare la fattura 26 marzo 2003 della dr.ssa __________ (doc. AI 76).

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso è
respinto.

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                                    Il
segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti