# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b5a3a87e-9522-59d0-bb08-871355ec7f34
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.04.2010 D-2387/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2387-2010_2010-04-14.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2387/2010/dei
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 4  a p r i l e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione di Bendicht Tellenbach, giudice;
cancelliere Carlo Monti;

A._______ nato il (...),
Mongolia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 7 aprile 2010 / N 538 598.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2387/2010

Visti:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera;

i verbali d'audizione del 25 marzo e del 7 aprile 2010;

il  verbale della decisione dell'Ufficio federale della migrazione (UFM, 
autorità inferiore) del 7 aprile 2010, notificata al richiedente il medesi-
mo giorno (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso  del  9 aprile 2010  (cfr. timbro  del  plico  raccomandato,  data 
d'entrata 12 aprile 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo federale (TAF)  in  
data 12 aprile 2010;

gli ulteriori fatti che, se del caso, verranno ripresi nei considerandi che 
seguono;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale 
del 17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del -
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore,  è particolarmente toccato dalla  decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

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che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che,  nell'ambito delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  l'interessato  ha di-
chiarato  di  essere  originario  della  Mongolia  con  ultimo  domicilio  a 
B._______,  nella  regione  di  C._______  (cfr. verbale  d'audizione  del 
25 marzo 2010, pagg. 1 e 2); che egli ha allegato che, nel (...) sarebbe 
stato  testimone  involontario,  insieme  ad  un  amico,  un  certo 
D._______,  mentre  alcune  persone  avrebbero  cacciato  ed  ucciso 
alcuni  cervi,  atto  illegale  in  tale  zona,  e,  non  appena  scoperti,  di 
essere stati percossi da questi cacciatori; che, in seguito all'arresto di  
dette  persone,  l'insorgente  e  D._______ sarebbero  stati  convocati  a 
testimoniare al processo contro di essi; che la sera del (...) due degli 
imputati si sarebbero recati con D._______ a casa del ricorrente, mi -
nacciandolo di morte nel caso di una sua testimonianza, e forzandolo 
immediatamente a salire sulla loro automobile portandolo quindi, insie-
me a D._______, ad E._______, ove li avrebbero poi costretti a salire 
su  un  treno  diretto  a  F._______  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
25 marzo 2010, pag. 6); che da tale luogo egli sarebbe ripartito con un 
TIR, giungendo ad un bosco ove avrebbe atteso di poter salire su di un 
furgone, con il  quale sarebbe poi  giunto a Chiasso in  data  (...)  (cfr. 
ibidem, pagg. 6 e 7);

che, nella decisione impugnata l'UFM ha constatato, da un lato, che il 
Consiglio federale in data 28 giugno 2000 ha inserito la Mongolia nel-
l'elenco dei  Paesi  sicuri  e,  dall'altro  ha ritenuto  che le  allegazioni  in 
materia d'asilo presentate dal richiedente sarebbero contraddittorie ed 
illogiche, di modo che non emergerebbero dalle carte processuali degli 
indizi d'esposizione dell'interessato a persecuzioni in caso di rientro in 
patria;  che,  infatti,  egli  si  sarebbe  contraddetto  in  merito  al  proprio 
espatrio,  affermando  prima  di  essere  stato  obbligato  dalle  persone 
coinvolte nella caccia ai cervi, e poi di aver pagato D._______ per or -
ganizzare  il  viaggio  d'espatrio; che,  inoltre,  malgrado le  percosse di 
dette persone, egli non si sarebbe mai rivolto alle autorità del proprio 
paese;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure 
pronunciato l'allontanamento degli interessati dalla Svizzera e l'esecu-
zione dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile;

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che, nel ricorso, l'insorgente ha ribadito la verosimiglianza dei propri 
motivi d'asilo, dichiarando che avrebbe ubbidito all'ordine di lasciare il 
paese  impartitogli  dalle  suddette  persone,  consegnando  i  soldi  per 
detto  viaggio  a  D._______  (cfr. ricorso,  pag. 2);  che  egli  inoltre  so-
stiene di non poter ritornare in patria a causa delle minacce di morte 
ricevute e per le sanzioni da parte delle autorità, in cui incorrerebbe 
per non essersi presentato a testimoniare il giorno del processo; che, 
infine, visto quanto esposto, un rinvio sarebbe impossibile, non ragio-
nevolmente esigibile né ammissibile;

che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, in via principale, l'annulla-
mento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa 
all'autorità inferiore per una nuova decisione nel merito della sua do-
manda d'asilo; in subordine la concessione dell'ammissione provviso-
ria, congiuntamente alla domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso 
della dispensa dal versamento delle spese processuali  e del relativo 
anticipo;

che, giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una doman-
da d’asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio fe -
derale ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, a 
meno che non risultino indizi di persecuzione;

che allorquando il Consiglio federale inserisce un Paese nel novero dei 
Paesi sicuri, sussiste di massima una presunzione d’assenza di perse-
cuzioni in detto Paese; 

che incombe al richiedente l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per 
quanto attiene alla sua situazione personale;

che la nozione d’indizi di persecuzione ai sensi del l’art. 34 cpv. 1 LAsi 
va intesa in  senso lato, comprendendo non soltanto i  seri  pregiudizi 
previsti dall’art. 3 LAsi, ma pure gli ostacoli all’esecuzione dell’allonta-
namento, di cui all’art. 44 cpv. 2 LAsi, imputabili all'agire umano (Giuri-
sprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in 
materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 18);

che peraltro, per ammettere l'esistenza di  indizi  di  persecuzione che 
implicano l'entrata nel merito di una domanda d'asilo, vale un grado di 
verosimiglianza ridotto (GICRA 2004 n. 35 consid. 4.3, pag. 247);

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che, visto l'inserimento della Mongolia a partire dal 28 giugno 2000 da 
parte del Consiglio federale nel novero dei Paesi esenti da persecuzio-
ni, sussiste una presunzione d'assenza di persecuzioni in detto Paese;

che, nella fattispecie, il  ricorrente non è riuscito ad invalidare la pre-
sunzione d'assenza di persecuzioni, ritenuto segnatamente che dagli 
atti di causa non emergono indizi di persecuzione; 

che l'insorgente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili  di giustificare una diversa valutazione ri-
spetto a quella di cui all'impugnata decisione; che le allegazioni decisi -
ve in materia di asilo si esauriscono in mere affermazioni di par te non 
corroborate  da alcun elemento  della  benché minima consistenza,  in 
sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso e pur te-
nendo conto di un grado di verosimiglianza ridotto;

che, in particolare, il ricorrente ha, in un primo tempo, dichiarato che 
gli uomini che l'avrebbero picchiato si sarebbero presentati da lui una 
sera, del (...) o del (...), a seconda delle versioni (cfr. verbale d'audi-
zione del 25 marzo 2010, pagg. 5 e 6) senza che se ne possa peraltro 
dedurre alcun preavviso, e l'avrebbero obbligato a recarsi con loro ad 
E._______ ed in seguito a salire su un treno per F._______ (cfr. verba-
le d'audizione del 25 marzo 2010, pag. 5 e del 7 aprile 2010, pag. 2), 
mentre, durante la seconda audizione, egli ha allegato di aver conse-
gnato all'amico D._______ i soldi guadagnati con la vendita del proprio 
bestiame per poter pagare il viaggio d'espatrio (cfr. verbale d'audizione 
del 7 aprile 2010, pagg.4 e 5); che, confrontato con tale contraddizio-
ne, egli  ha dichiarato che pensandoci,  forse D._______ l'avrebbe in-
gannato,  tenendo  i  suoi  soldi  (cfr. ibidem, pag. 5);  che non  è  inoltre 
chiaro perché il ricorrente, essendo stato obbligato ad espatriare con-
tro la propria volontà, non abbia cercato di fuggire, tanto più che si sa-
rebbe separato già a F._______ dall'uomo che si sarebbe dovuto assi-
curare del suo espatrio (cfr. ibidem, pag. 3),  ma è contro ogni logica 
che egli si sia addirittura assoggettato a percorrere una successione di  
percorsi casuali, tramite i quali sarebbe giunto in Svizzera; che l'inte-
ressato non ha saputo controbattere a quanto contenuto nella decisio-
ne predetta, se non limitandosi a confermare le proprie allegazioni e 
comunque senza fornire alcuna spiegazione attendibile; che, in conclu-
sione, le allegazioni del ricorrente non sono state rese verosimili; che, 
in particolare, non v'è motivo di ritenere che egli non possa ottenere in 

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patria, se opportunamente sollecitata, un'appropriata protezione stata-
le contro l'eventuale futuro agire illegittimo di terzi nei suoi confronti;

che, in considerazione di quanto suesposto, non appaiono sussistere 
seri pregiudizi ai sensi degli art. 3 e 18 LAsi;

che non emergono dalle carte processuali neppure elementi da cui de-
sumere che l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente in Mongo-
lia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confe-
derazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28 luglio  1951  (Conv., 
RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto di  respingimento) nonché l'art. 83 
cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, 
RS 142.20) o esporre il  ricorrente in patria al rischio reale ed imme-
diato di  trattamenti  contrari  all'art. 3 della Convenzione per la  salva-
guardia dei diritti  dell'uomo e delle libertà fondamentali  del 4 novem-
bre 1950 (CEDU, RS 0.101)  o  all'art. 3  della  Convenzione contro  la 
tortura ed altre pene o trattamenti  crudeli,  inumani  o degradanti  del 
10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, premesso ciò,  quanto agli  ostacoli  all'esecuzione dell'allontana-
mento  riconducibili  all’art. 44 cpv. 2 LAsi  e  all'art. 83 cpv. 4 LStr,  in 
Mongolia non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile 
o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nel-
la totalità del territorio nazionale;

che, nel caso di specie, non risultano manifestamente esservi indizi di 
persecuzione ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi;

che, di conseguenza, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della 
domanda d'asilo secondo l'art. 34 cpv. 1 LAsi, di modo che, su questo 
punto, il  ricorso,  destituito  d'ogni  e benché minimo fondamento,  non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata;

che il  ricorrente non adempie le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 e 44 cpv. 1 LAsi come pure art. 32 dell'ordinanza 1 sull'a -
silo  relativa  a  questioni  pregiudiziali  dell'11  agosto  1999  [OAsi  1, 
RS 142.311]; GICRA 2001 n. 21);

che dalle carte processuali non emergono neppure ostacoli dal profilo 
dell'esigibilità dell'allontanamento quanto alla situazione personale del 

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ricorrente; vista la giovane età e la pluriennale esperienza come pa-
store di bestiame (cfr. verbale d'audizione del 25 marzo 2010, pag. 2) 
e ritenuta l'inverosimiglianza dei motivi d'asilo, si può partire dal pre-
supposto che egli disponga in patria di una rete sociale, tanto più che 
egli  ha  dichiarato  di  aver  trascorso  tutta  la  vita  a  B._______,  nel 
C._______ (cfr. ibidem, pag. 1);

che l'insorgente non ha tanto meno preteso nel gravame di soffrire di 
gravi  problemi  di  salute che possano giustificare la  sua ammissione 
provvisoria (GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio degli 
atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per 
motivi medici;

che, per le ragioni sopraindicate, l'autorità inferiore ha rettamente rite-
nuto  siccome  ammissibile  e  ragionevolmente  esigibile  l'esecuzione 
dell'allontanamento;

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi ed art. 83 
cpv. 2 LStr);  che  il  ricorrente,  usando  la  necessaria  diligenza,  potrà 
procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (art.  8 
cpv. 4 LAsi); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure pos-
sibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il  gravame va disatteso e la querelata decisione confer-
mata;

che, il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità 
d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della 
dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali,  è  respinta 
(art. 65 cpv. 1 PA);

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che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse e sulle spese ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-
strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia  di  diritto  pubblico  dinanzi  al  Tribunale  federale  (art. 83 
lett. d LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali e del relativo anticipo, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del TAF, entro un termi-
ne di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

4.
La presente sentenza è indirizzata:

- al ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- all'UFM, Centro di registrazione e di procedura di Chiasso (via fax, 

per  l'incarto  N (...),  con  preghiera  di  notificare  la  sentenza  al  ri -
corrente e di  ritornare l'avviso di  ricevimento allegato al  Tribunale 
amministrativo federale)

- G._______ (via fax)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione: 

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