# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0f238384-8450-5c7b-8c8e-0554847322bf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-06-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 21.06.1999 52.1999.139
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1999-139_1999-06-21.html

## Full Text

Incarto n.

  52.99.00139

   

  	
  Lugano

  21 giugno 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso 4 maggio 1999 di

 

 

	
   

  	
  __________, __________,

  patr.
  da: avv. __________;

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 15 aprile 1999 (no. 1767), con cui il
  Consiglio di Stato ha disdetto il rapporto d’impiego dell’insorgente a
  decorrere dal 1. marzo 1999;

  

 

 

vista la risposta 26
maggio 1999 del Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   La ricorrente __________
(1946) ha insegnato quale docente di educazione fisica presso le scuole medie
superiori del cantone dal 1968 al 31 agosto 1985: dapprima come incaricata
(1968-1971), poi come nominata a tempo pieno (1971-1984), rispettivamente
parziale (1984-1985).

A partire dal 1. settembre 1985 è stata pensionata per
invalidità nella misura del 100%.

 

 

                                  B.   Con decisione 12 maggio 1995
la commissione amministrativa della Cassa Pensioni dello Stato ha ridotto la
rendita dal 100 al 50%.

Il 5 settembre 1995 la prof. __________ ha manifestato al Dipartimento
dell’istruzione e della cultura (DIC) l’intenzione di riprendere ad insegnare.
L'autorità cantonale le ha attribuito qualche supplenza. 

Visti i rapporti positivi dei direttori delle scuole presso
le quali aveva svolto supplenze e del medico cantonale, il 30 ottobre 1996 il
Consiglio di Stato ha deciso di “reintegrare” la ricorrente nella funzione di
docente di educazione fisica a tempo pieno, conferendole per l’anno scolastico
1996/97 un incarico di docente di educazione fisica nelle scuole medie, a
orario parziale (9 ore settimanali) e con corresponsione dello stipendio proporzionale
al rapporto d’impiego previsto per i docenti di scuola media portatori di un
titolo di studio intermedio.

La predetta risoluzione faceva
obbligo alla ricorrente di frequentare l’istituto per l’abilitazione e
l’aggiornamento dei docenti (IAA) al fine di conseguire l’abilitazione
all’insegnamento nella scuola media. 

 

 

                                  C.   Durante l’anno scolastico
1996/97 la commissione abilitante ha effettuato tre visite, rassegnando tre
rapporti: due positivi ed uno negativo. Non avendo l’insorgente prodotto la
documentazione necessaria, con decisione 9 giugno 1997 la direzione dell’IAA le
ha negato l’ammissione agli esami. 

Con decisione 9 luglio 1997 il Consiglio di Stato le ha
comunque conferito un nuovo incarico a orario parziale (12 ore settimanali) presso
le scuole medie per l’anno scolastico 1997/98.

Anche questa risoluzione imponeva alla ricorrente di
conseguire l’abilitazione all’insegnamento presso l’IAA.

Nel corso del seguente anno scolastico la commissione abilitante
ha effettuato altre tre visite, tutte con esito negativo. Reputando
insufficiente l’attività professionale svolta dalla prof. __________, il 30
maggio 1998 la direzione dell’IAA ha quindi deciso di escluderla nuovamente
dagli esami.

 

 

                                  D.   Preso atto dell’ulteriore
insuccesso, il 19 gennaio 1999 il Consiglio di Stato ha prospettato
all’insorgente di rescindere il rapporto d’impiego. Fallito il tentativo di
conciliazione da questa promosso, il 15 aprile 1999 il Governo ha quindi
notificato alla prof. __________ la disdetta del rapporto d’impiego con effetto
al 1. marzo precedente, ritenendo in sostanza soddisfatti i presupposti dell’art.
60 cpv. 3 lett c LOrd.

 

 

                                  E.   Contro questa risoluzione la
prof. __________ è insorta davanti al Tribunale cantonale amministrativo,
chiedendogli di annullarla e di ripristinare la nomina a metà tempo nel settore
delle scuole medie superiori.

Secondo l’insorgente, il pensionamento per invalidità non
avrebbe posto fine al rapporto d’impiego. La reintegrazione disposta dal
Consiglio di Stato le avrebbe pertanto riconferito lo statuto di docente
nominata presso le scuole medie superiori.

Il mancato conseguimento dell’abilitazione non
giustificherebbe d’altro canto la rescissione del rapporto d’impiego. Questo
titolo sarebbe infatti necessario solo per l’ottenimento della nomina nelle
scuole medie.

Da qui la richiesta di reintegrazione nel posto di docente
nominata a metà tempo presso le scuole medie superiori.

 

 

                                  F.   Il ricorso è avversato dal
Consiglio di Stato con argomenti che saranno discussi qui appresso.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. La competenza del
Tribunale cantonale amministrativo è data dall’art. 67 cpv. 1 lett. f LOrd. La
legittimazione attiva della ricorrente, direttamente e personalmente toccata
dal provvedimento impugnato, è certa. In linea di massima, il ricorso, tempestivo,
è quindi ricevibile in ordine. Proponibile è tuttavia soltanto l’implicita
richiesta di accertamento dell’illegittimità della decisione con cui il
Consiglio di Stato ha disdetto il rapporto d’impiego. Improponibile è la domanda
di annullamento della decisione censurata e di reintegrazione nella funzione di
docente nominata a metà tempo presso le scuole medie superiori. Giusta l’art.
69 PAmm, dichiarato applicabile alla disdetta ordinaria dall’art. 67 cpv. 2 LOrd,
se il Tribunale cantonale amministrativo giudica ingiustificato il
licenziamento, esso deve limitarsi ad accertarlo nella propria sentenza. Non
può annullare il provvedimento ordinando la riassunzione o la reintegrazione
del dipendente licenziato nella funzione precedentemente occupata
(Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 69 PAmm,
N. 1 e 6).

 

1.2. Il ricorso può essere evaso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 18 PAmm). Gli accertamenti auspicati dalla ricorrente in
ordine all’esistenza di ore attribuibili per nomina presso le scuole medie
superiori non appaiono atti a procurare a questo tribunale la conoscenza di
ulteriori fatti rilevanti per il giudizio.

 

 

                                   2.   Ai fini del giudizio
occorre anzitutto definire lo statuto giuridico dell’insorgente.

 

2.1. Sino alla fine dell’anno scolastico 1984/85 la prof.
__________ era docente di educazione fisica nominata a tempo parziale presso le
scuole medie superiori. Con il 1. settembre 1985 è stata pensionata per
invalidità. Contrariamente a quanto assume l’insorgente, a quel momento il
rapporto d’impiego è cessato per pensionamento amministrativo. Le eccezioni che
essa solleva con riferimento agli art. 58 LOrd 1995 e 32 LCP vanno disattese.
La fattispecie è esclusivamente retta dall’art. 15 LOrd 1954 (BU 1954, 248), in
vigore sino al 1987, che conferiva al Consiglio di Stato la facoltà di
procedere al pensionamento amministrativo dei dipendenti che non erano più “in
grado di assolvere al loro compito con profitto”. L’art. 32 LCP non è applicabile.
Questa norma si limita in effetti a regolare lo statuto del pensionato per
invalidità che riprende il servizio in modo permanente o completo,
ricollocandolo nella situazione che aveva nella cassa all’atto del
pensionamento. Non conferisce al pensionato per invalidità alcun diritto alla
reintegrazione nella funzione occupata prima del pensionamento in caso di
cessazione dello stato invalidante.

 

2.2. Con decisione 30 ottobre 1996 il Consiglio di Stato ha
“reintegrato” la ricorrente “nella funzione di docente di educazione fisica
nominata a metà tempo”, attribuendole un incarico nel settore delle scuole
medie con l’obbligo di conseguire l’abilitazione. 

Il provvedimento è contraddittorio ed incongruente. La
reintegrazione nella funzione di docente nominata a metà tempo induce in
effetti a ritenere che il Consiglio di Stato abbia riconferito alla ricorrente
lo statuto di docente nominata presso le scuole medie superiori. L’assegnazione
di un incarico presso le scuole medie con l’obbligo di conseguire
l’abilitazione necessaria per la nomina in questo settore sembra invece
accreditare la tesi di una riassunzione a titolo di semplice incarico presso le
scuole medie, ove la ricorrente avrebbe potuto essere nominata una volta conseguita
l’abilitazione.

Il fatto che il Consiglio di Stato abbia avviato una
procedura di disdetta, del tutto inutile in caso di incarico, porta comunque a
concludere che l'autorità abbia effettivamente riconferito alla ricorrente lo
statuto di docente nominata a metà tempo presso le scuole medie superiori. Lo
riconosce, d’altronde, esplicitamente lo stesso Consiglio di Stato nel
provvedimento impugnato, laddove afferma che “solamente il possesso
dell’abilitazione all’insegnamento nella scuola media avrebbe consentito di tramutare
la nomina dalle scuole medie superiori alla scuola media” (cfr. ris. gov.
pag. 7). La contestuale attribuzione di un incarico presso le scuole medie
assume quindi il significato di un semplice rimedio, volto ad ovviare alla
mancanza di ore disponibili per la nomina presso questo settore scolastico.

 

 

                                   3.   3.1. Giusta l'art. 60 LOrd,
l’autorità di nomina può sciogliere il rapporto d’impiego per la fine di un
mese con un preavviso variante da tre a sei mesi, prevalendosi di giustificati
motivi. E’, fra l’altro, considerata giustificato motivo “qualsiasi
circostanza soggettiva od oggettiva, data la quale non si può pretendere in buona
fede che l'autorità di nomina possa continuare il rapporto d’impiego nella
stessa funzione o in un’altra funzione adeguata e disponibile nell’ambito dei
posti vacanti” (art. 60 cpv. 3 lett. c LOrd).

 

3.2. Nell’evenienza concreta, il Consiglio di Stato ha
disdetto il rapporto d’impiego perché la ricorrente, oltre a fornire
prestazioni lavorative considerate insufficienti, non aveva conseguito
dell’abilitazione all’insegnamento nelle scuole medie. 

La giustificazione addotta regge alla critica
dell’insorgente. 

Il mancato conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento
nella scuola media di per sé costituisce soltanto un impedimento alla nomina
presso le scuole medie. In quanto tale, questa circostanza non costituisce
invero un motivo sufficiente per rescindere il rapporto d’impiego della
ricorrente, il cui statuto è quello di docente nominata a metà tempo presso le
scuole medie superiori. L’insuccesso non è tuttavia dovuto a fattori esterni,
non imputabili alla ricorrente, ma all’insufficiente qualità delle prestazioni
lavorative da questa fornite nell’ambito dell’incarico d’insegnamento che le
era stato assegnato presso la scuola media. I rapporti della commissione
abilitante, in particolare quelli relativi all’anno scolastico 1997/98,
attestano chiaramente l’esistenza di gravi lacune a livello di preparazione, di
organizzazione e di conduzione delle lezioni. Significativa è soprattutto la
mancanza di autorità rilevata a più riprese dagli esperti. Decisamente negativa
è la valutazione espressa dai commissari nel corso delle ultime due visite
(22.1. e 25.3.98), ove vengono denunciate senza mezzi termini importanti
carenze d’ordine didattico.

Orbene, questi giudizi negativi, anche se espressi in un
contesto finalizzato al conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento nella
scuola media, possono essere considerati nel loro insieme alla stregua di una
circostanza, data la quale, non si può pretendere in buona fede la
continuazione del rapporto d’impiego, né nella funzione di docente nominata
presso le scuole medie superiori, né in un’altra funzione adeguata e
disponibile nell’ambito dei posti vacanti. Questi accertamenti permettono in
effetti di esprimere un giudizio sfavorevole di carattere generale sulle attitudini
della ricorrente all’insegnamento della materia: non solo per rapporto al
livello della scuola media, ma anche - ed a maggior ragione - per rapporto al
livello della scuola media superiore. Non è invero dato di vedere come una
docente che fornisce a più riprese prestazioni lavorative qualitativamente
insufficienti nel settore delle scuole medie possa invece fornire prestazioni accettabili
in un settore più impegnativo, qual’è quello delle scuole medie superiori. Una
docente che non è in grado di imporsi nei confronti di allievi di scuola media,
non è certo in grado di gestire con la dovuta fermezza allievi di scuola media
superiore. 

In quanto volta a contestare la congruenza e la sufficienza
del motivo addotto dal Consiglio di Stato per giustificare il licenziamento,
l’impugnativa va quindi disattesa.

 

 

                                   4.   Illegittimo è soltanto il
termine di disdetta, che la risoluzione impugnata ha fissato a decorrere dal 1.
marzo 1999, ovvero con effetto retroattivo. Il termine semestrale di disdetta,
stabilito dall’art. 60 cpv. 2 LOrd per i dipendenti con più di 15 anni di servizio
o 45 anni di età, decorre infatti dalla notifica della decisione di
licenziamento e non da una data fissata dall’autorità a proprio piacimento. Non
può quindi decorrere dal 1. marzo 1999, data che addirittura precede l’adozione
del provvedimento con cui il Consiglio di Stato ha deciso di rescindere il
rapporto d’impiego. 

Pervenuta alla ricorrente il 21 aprile 1999, la disdetta in
esame produce quindi i suoi effetti soltanto alla scadenza del sesto mese
successivo alla notifica, ovvero il 31 ottobre 1999.

Da questo profilo e nei termini sopra indicati il ricorso va
quindi parzialmente accolto.

Dato l’esito, la tassa di giustizia è compensata con le
ripetibili.

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 60, 67 LOrd; 3, 18, 28, 31, 60, 61, 69 PAmm;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   In quanto proponibile, il
ricorso è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi.

§.  di conseguenza è accertato che il rapporto d’impiego della ricorrente
è disdetto per il 31 ottobre 1999.

 

 

                                   2.   Non si prelevano né spese,
né tassa di giustizia.

 

 

                                   3.   Non si assegnano ripetibili.

	
   

   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  __________,

  __________ __________;

  	 

	
   

  	
  __________.

   

  

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario