# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 44828ff2-fe9f-5d93-8792-261a6e1c73c9
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-11-15
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 15.11.2011 U 2011 74
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2011-74_2011-11-15.pdf

## Full Text

U 11 74

1a Camera  

SENTENZA
del 15 novembre 2011

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente circolazione stradale (stop e specchio)

1. La strada cantonale che attraversa la frazione di …, sul territorio del Comune 

di …, subisce un sensibile restringimento in prossimità delle costruzioni ni. 

819, 821 e 823 a causa dell’adiacenza di questi edifici e di quelli successivi al 

sedime stradale. Il restringimento della carreggiata ad una sola corsia di 

marcia è tale da rendere impossibile il normale transito dell’autopostale, che 

serve la frazione percorrendo la strada comunale proveniente da … per poi 

immettersi sulla cantonale all’altezza della particella no. 3605. Per compiere 

tale manovra, il mezzo pubblico è costretto ad invadere interamente la 

carreggiata della strada cantonale fino a sfiorare la facciata dell’edificio posto 

quasi dirimpetto all’incrocio. Il 27 agosto 2007, il Comune di … procedeva ad 

una prima pubblicazione della nuova segnaletica stradale che intendeva 

apporre nel punto d’incrocio tra la strada comunale proveniente da … e la 

cantonale …-... Detta intersezione è, infatti, priva di visuale sulla destra per gli 

utenti che percorrono la strada comunale ed intendono immettersi sulla 

cantonale, essendo le adiacenti costruzioni a ridosso della carreggiata 

stradale e venendo l’incrocio a trovarsi perpendicolarmente e 

immediatamente dopo l’angolo dell’edificio no. 823. Per ovviare alle difficoltà 

di visuale per immettersi sulla cantonale, l’esecutivo comunale prevedeva la 

posa di uno stop (segnale 3.01) in prossimità dello sbocco della strada 

comunale sulla cantonale e di uno specchio di fronte all’incrocio sull’edificio 

no. 824, sito sulla particella no. 3654 di proprietà di ... Durante i termini di 

pubblicazione, quest’ultimi si opponevano tempestivamente al progetto. Il 29 

maggio/3 giugno 2009 la nuova segnaletica veniva approvata dalla polizia 

cantonale e poi nuovamente pubblicata. A causa dell’erronea indicazione dei 

rimedi legali, il 17 luglio 2009 … insorgevano al Tribunale amministrativo 

contro il progetto pubblicato e la competente autorità comunale, alla quale la 

pratica era stata trasmessa, evadeva poi l’opposizione il 17 agosto 2011. Sulla 

controversa questione e sulla variante proposta in sede di opposizione 

l’autorità comunale sentiva previamente ancora la polizia cantonale e poi 

respingeva il reclamo e ripubblicava la nuova segnaletica stradale. 

2. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 30 agosto 

2011, … chiedevano l’annullamento della segnaletica prevista e l’introduzione 

nella frazione di … di una limitazione della velocità a 30 km/h o eventualmente 

la posa di un segnale di stop sulla strada cantonale all’incrocio con quella 

comunale. Nel proprio concetto sulla sicurezza delle strade, l’autorità 

comunale difenderebbe esclusivamente gli interessi del traffico motorizzato e 

non dei pedoni. Nel centro di … l’utenza della strada tra pedone e automobile 

sarebbe già ora problematica a causa della mancanza di un marciapiede, 

delle ridotte dimensioni della carreggiata e della sostenuta velocità di marcia 

delle vetture. La posa di uno stop nel luogo previsto non farebbe che favorire 

coloro che corrono in macchina a velocità eccessiva anche in prossimità del 

restringimento della carreggiata della strada cantonale e incentivare il traffico 

nel centro paese. Uno stop sulla cantonale avrebbe invece il vantaggio di 

ridurre la velocità in prossimità del centro paese, a salvaguardia degli interessi 

degli utenti della strada più deboli, e di suggerire la percorrenza della strada 

comunale come alternativa per superare il borgo. L’argomento sicurezza, 

avanzato dall’autorità comunale, viene dai ricorrenti relativizzato, non 

essendosi da anni verificati fortunatamente incidenti all’incrocio in questione. 

Per contro, la velocità all’interno della frazione andrebbe rivista al fine 

d’introdurre una limitazione tale da rendere la coesistenza tra pedoni e 

automobilisti più armoniosa e meno pericolosa. La strada cantonale verrebbe 

poi anche ulteriormente ostruita dalla sosta di automezzi incaricati di rifornire 

i vicini negozi. In generale i ricorrenti considerano superata la risoluzione dei 

problemi all’interno dell’abitato mediante la segnaletica stradale, in quanto i 

nuovi concetti di condivisione dello spazio (shared space) andrebbero nella 

direzione opposta, ovvero tenderebbero a sopprimere la segnaletica ed a 

sensibilizzare gli utenti della strada ad una maggiore osservanza e rispetto 

reciproci. In tali moderne concezioni della regolamentazione del traffico nelle 

zone abitate, strisce pedonali, stop o specchi sarebbero assolutamente da 

evitare poiché pericolosi. Infine, gli istanti si oppongono categoricamente 

all’affissione di qualsiasi specchio sulla facciata della loro abitazione o 

comunque sul sedime del loro fondo, venendo un simile segnalatore 

rifrangente ad alterare il quadro locale ed a deturpare la facciata di una 

recentemente rinnovata e particolarmente caratteristica costruzione della 

frazione.

3. Nella propria presa di posizione, il Comune di … chiedeva la reiezione del 

ricorso. Per quanto riguarda la limitazione della velocità all’interno dell’abitato, 

la morfologia delle due tratte stradali in oggetto, in particolare il restringimento 

della carreggiata e la mancanza di visibilità, contribuirebbe già 

automaticamente a moderare la velocità. In ogni caso, la richiesta 

dell’introduzione della limitazione della velocità a 30 km/h non avrebbe alcuna 

pertinenza diretta con la problematica in oggetto, ma costituirebbe 

eventualmente una misura accompagnatoria che potrebbe venire vagliata a 

giudizio conosciuto sul suo impatto in altri centri abitati del comune dove 

sarebbe stata già introdotta. Attualmente però, anche in considerazione delle 

difficoltà di immettersi sulla strada cantonale del mezzo pubblico destinato al 

trasporto degli scolari, si imporrebbe l’adozione di una definitiva soluzione. La 

variante proposta dai ricorrenti sarebbe stata sottoposta alla sezione tecnica 

della polizia cantonale. Considerato però che la soluzione alternativa proposta 

dai ricorrenti richiederebbe la posa di ben cinque segnali stradali, la 

preferenza sarebbe stata data alla variante inizialmente presentata 

dall’esecutivo con la necessaria posa di un solo segnale di stop e dello 

specchio. 

4. Nella propria presa di posizione il Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità 

dei Grigioni, rimandava alla presa di posizione dell’autorità di approvazione, 

ovvero della polizia cantonale. Quest’ultima confermava di considerare la 

posa dello specchio come la giusta misura per accrescere la sicurezza della 

circolazione e ovviare alla mancanza di visibilità. Veniva poi confermato che 

lungo la tratta in oggetto, tra il 2002 e il 2011 non sarebbero stati registrati 

incidenti che avrebbero richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. 

5. Il 20 ottobre 2011, il comune convenuto ribadiva la necessità di regolamentare 

la situazione tramite la posa di un segnale di stop e di uno specchio.  

Considerando in diritto:

1. La controversia verte sulla legittimità della prevista segnaletica stradale 

all’interno dell’abitato, in prossimità dell’incrocio tra strada cantonale e 

comunale all’altezza della particella no. 3605. 

2. a) Ai sensi dell’art. 101 cpv. 2 dell’ordinanza federale sulla segnaletica stradale 

(OSStr) i segnali e le demarcazioni possono essere collocati o tolti soltanto 

per ordine dell’autorità o dell’ufficio federale; occorre seguire la procedura 

secondo l’art. 107 OSStr. L’autorità o l’ufficio federale deve decidere e 

pubblicare, menzionando i rimedi giuridici, le regolamentazioni locali del 

traffico che sono indicate da segnali di prescrizione o di precedenza o da altri 

segnali con carattere di prescrizioni. Questi segnali possono essere collocati 

soltanto dopo che la decisione è divenuta esecutiva (art. 107 cpv. 1 OSStr). 

L’opposizione è ammessa contro segnali e demarcazioni che non 

corrispondono alle prescrizioni, segnatamente quando sono stati utilizzati 

segnali o demarcazioni non previsti, sono stati collocati segnali o 

demarcazioni senza necessità, oppure mancano dove sono necessari (art. 

106 cpv. 1 lett. a OSStr). Giusta la legge d’applicazione della legge federale 

sulla circolazione stradale (LALCSt), l’autorità cantonale emana divieti di 

circolazione, limitazioni del traffico e altre disposizioni in materia di 

regolazione del traffico su strade cantonali (art. 6 cpv. 1 LALCSt) mentre il 

comune regola la circolazione locale su strade comunali, ed eccezione delle 

limitazioni della velocità. Provvedimenti della circolazione presi dall’autorità 

comunale sottostanno all’approvazione dell’autorità cantonale (art. 7 cpv. 1 

LALCSt). Provvedimenti alla circolazione con segnali di prescrizione o 

precedenza necessitano una previa approvazione dell’autorità cantonale. Una 

volta emanata l’approvazione, il comune deve esporre pubblicamente per 30 

giorni i provvedimenti alla circolazione. Dopo esame delle obiezioni e prese di 

posizione prevenute, il comune decide e pubblica la sua decisione (art. 7 cpv. 

2 LALCSt).  

b) Nell’evenienza, la decisione deferita a giudizio nell’ambito del presente 

procedimento riguarda un segnale di prescrizione ed è stata resa dall’autorità 

comunale - dopo la necessaria approvazione della segnaletica da parte della 

polizia cantonale - in evasione all’opposizione presentata dai qui ricorrenti, 

che contestano la necessità della segnaletica scelta, rispettivamente la 

mancanza della dovuta segnaletica altrove. Essendo stati a questo stadio del 

procedimento ossequiati il principio della via gerarchica e gli altri presupposti 

formali, nulla osta all’entrata nel merito del ricorso. 

3. a) Materialmente, i ricorrenti contestano la pertinenza della misura scelta, non 

ossequiosa degli interessi di altri utenti della strada, in particolare dei pedoni. 

Va in primo luogo precisato che la misura decretata dall’autorità comunale era 

intesa a scongiurare il pericolo derivante dell’immissione dei veicoli 

provenienti dalla strada comunale sulla cantonale, in assenza di visibilità. Si 

voleva pertanto trovare una soluzione ad una precisa problematica. Con la 

posa del segnale di stop sulla comunale e uno specchio sulla particella degli 

istanti viene oggettivamente ovviato alla mancanza di visibilità per immettersi 

sulla strada cantonale e conseguentemente la concreta problematica va 

considerata risolta. Il parere contrario sostenuto dai ricorrenti non si fonda su 

elementi oggettivabili. Per quale motivo la posa di un segnale di stop sulla 

strada comunale dovrebbe indurre gli automobilisti che transitano sulla 

cantonale ad aumentare la velocità nell’abitato non è comprensibile. 

b) Gli istanti chiedono in primo luogo l’introduzione di una limitazione della 

velocità a 30 km/h, ritenendo che con questo la pericolosità dell’incrocio in 

parola verrebbe automaticamente ridotta. Inoltre così facendo verrebbe dato 

un sensibile contributo ad una più armoniosa convivenza tra automobilisti e 

pedoni. Questa tesi non comporta però una soluzione della problematica in 

oggetto. Anche con la limitazione della velocità a 30 km/h nell’abitato, 

l’immissione sulla strada cantonale resta per i veicoli che provengono dalla 

strada comunale senza alcuna visibilità. Infatti, il restringimento della 

carreggiata ad una sola corsia di marcia per coloro che transitano sulla strada 

cantonale provenendo da sud comporta la necessità, per i veicoli provenienti 

dalla strada comunale, di invadere già la corsia di marcia sulla cantonale 

prima di poter aver un minimo di visuale sulla destra. La limitazione proposta 

potrebbe pertanto sminuire in parte il pericolo, ma non certo ovviarlo, come 

invece è possibile fare applicando la misura decisa dall’autorità comunale. 

Insistendo sull’introduzione della limitazione della velocità a 30 km/h i 

ricorrenti sembrano voler vedere realizzata una misura che come tale non ha 

alcuna relazione diretta con quanto è il problema di fondo nell’evenienza. 

Infatti, la sicurezza dei pedoni e l’eccessiva velocità all’interno dell’abitato non 

erano stati i motivi che avevano spinto l’autorità a proporre l’adozione di una 

nuova segnaletica stradale. Dando seguito al petito principale di ricorso, 

verrebbe nell’evenienza migliorata la situazione dei pedoni e alleviate le 

conseguenze del traffico in zona abitabile, senza però porre un rimedio 

efficace e definitivo alla mancanza di visibilità dell’incrocio. In questo senso, 

non può in questo contesto essere messa in dubbio la validità della misura 

proposta dall’istante per conseguire altri risultati, ma la stessa non si palesa 

certo essere la soluzione alla concreta insoddisfacente situazione 

dell’assenza di visibilità nel punto d’incontro delle due tratte stradali in parola. 

c) Per i ricorrenti la misura decretata sarebbe d’altro canto superflua, non 

essendosi verificati incidenti che avrebbero richiesto l’intervento della polizia 

all’intersezione delle due strade. Anche questa constatazione non permette di 

ritenere inutile la nuova segnaletica. In principio, per la sicurezza del traffico, 

ogni evidente situazione di pericolo dovrebbe essere per quanto possibile 

scongiurata, indipendentemente dalla questione di sapere se si siano o meno 

già verificati degli incidenti. Come emerge inconfutabilmente dagli atti, ogni 

immissione dalla strada comunale sulla cantonale genera una situazione di 

potenziale pericolo a causa dell’assenza di visibilità. Per questo non è certo 

dato ovviare alla situazione di oggettivo pericolo argomentando con il numero 

di incidenti non avvenuti.   

d) I ricorrenti ritengono che la misura adottata metta in pericolo l’incolumità 

soprattutto dei pedoni. Questa concezione non è però pertinente. Con la 

nuova segnaletica stradale non è stata in alcun modo modificata la situazione 

del traffico nell’abitato della frazione per quanto ha tratto alla velocità massima 

consentita di 50 km/h ed al potenziale pericolo che una simile velocità possa 

rappresentare per gli abitanti delle case con l’uscio che dà direttamente sulla 

cantonale o per coloro che sono costretti ad attraversare la strada per recarsi 

all’orto, al parco giochi o al posteggio. Tutte le censure invocate a questo 

riguardo sono in relazione all’attuale situazione del traffico e non hanno nulla 

in comune con la misura qui intrapresa. In realtà, sembra che gli istanti 

vogliano perorare la causa dei 30 km/h nell’abitato partendo da una situazione 

che però non richiama come tale una simile misura. A detta dell’autorità 

comunale, non è esclusa l’introduzione di una simile limitazione anche per 

l’abitato in questione, sarebbe però nelle intenzioni dell’esecutivo attendere le 

risultanze delle limitazioni già in corso in altri centri abitati. In questo senso, 

l’attuale pretesa dei ricorrenti non trova giustificazione per risolvere la 

concreta situazione di pericolo e va pertanto respinta.  

e) Per gli istanti la scelta della segnaletica sarebbe resa ancora più 

incomprensibile dal fatto che l’edificio in prossimità del segnale di stop 

avrebbe il portone dell’autorimessa che si aprirebbe verso la strada. Inoltre, 

sulla carreggiata sosterebbero in contromano anche i veicoli dei fornitori che 

verrebbero ad invadere la corsia della strada cantonale. Queste circostanze 

non mutano le sorti del giudizio. La problematica legata alla sosta temporanea 

dei mezzi motorizzati di eventuali fornitori accresce la pericolosità 

dell’incrocio, limitando ancora di più la già scarsa visuale o costringendo gli 

utenti sulla strada comunale ad invadere la corsia di contromano. Non è però 

dato sapere in che modo la soluzione scelta dall’autorità comunale possa 

peggiorare l’attuale situazione. Il fatto che il segnale di stop venga a trovarsi 

in prossimità di un deposito è ai fini del giudizio irrilevante. Anche adesso le 

vetture provenienti dalla strada comunale sono costrette a fermarsi per dare 

la precedenza a quelle che transitano sulla cantonale ed a evitare per quanto 

possibile gli ostacoli sulla carreggiata. Questa situazione non viene mutata 

dalla segnaletica apportata. Semplicemente, con la posa del segnale di stop 

l’automobilista ha il dovere di fermarsi (anche per poter debitamente 

consultare lo specchio) prima di immettersi sulla cantonale. Per il resto, la 

problematica legata ai mezzi dei fornitori che ostacolano la circolazione sulla 

carreggiata è notoria soprattutto laddove le condizioni di spazio tra le 

abitazioni e la strada sono come nel caso concreto alquanto ridotte. Tali 

ostacoli richiedono maggiore prudenza da parte degli automobilisti, ma non è 

dato intravedere alcun valido motivo per cui con la nuova segnaletica possa 

aggravarsi la situazione all’incrocio in questione, che al contrario potrebbe 

pure essere migliorata, soprattutto se le soste vietate venissero meglio 

controllate dagli organi competenti. 

4. a) Gli istanti propongono in via eventuale, la posa di un segnale di stop sulla 

strada cantonale e quindi di dare la precedenza al traffico proveniente dalla 

strada comunale di …, tratta che viene percorsa anche dai mezzi di trasporto 

pubblici, impossibilitati a transitare sulla cantonale nel centro dell’abitato dove 

la carreggiata conta una larghezza di soli 2.3 m. In questo modo verrebbe 

incentivato il traffico sulla strada comunale e favorita la circonvallazione del 

tratto più stretto della parte di strada cantonale che attraversa il villaggio, 

mentre il restante traffico sulla cantonale subirebbe il dovuto rallentamento. 

Dal canto suo il comune lasciava verificare questa variante e decideva 

altrimenti sulla base dei risultati ottenuti. Per il Tribunale non vi sono motivi 

per scostarsi da questo giudizio. In primo luogo, come è stato fatto notare 

anche dall’unità tecnica della polizia cantonale, la soluzione proposta dai 

ricorrenti richiederebbe la posa di ben cinque segnali di prescrizione e 

risulterebbe pertanto più complicata e invasiva di quella adottata 

dall’esecutivo comunale. Inoltre, non è per niente logico imporre uno stop sulla 

strada cantonale a favore di una strada comunale. Su tale questione sarebbe 

poi competente a decidere l’autorità cantonale e non quella comunale. In ogni 

caso, la richiesta di una segnaletica più complessa e la perdita di precedenza 

della strada cantonale a favore di quella comunale depongono a sfavore della 

proposta di parte attrice e a favore della segnaletica adottata. 

b) Per quanto riguarda la copiosità della segnaletica richiesta dalla variante dei 

ricorrenti, è bene ricordare che la semplicità della demarcazione e segnaletica 

stradale o la loro completa omissione erano anche dagli istanti stati 

considerati come degli elementi essenziali del nuovo concetto di condivisione 

dello spazio esperimentato già in altri paesi. Dalle esperienze fatte, gli 

automobilisti avrebbero, infatti, la tendenza a comportarsi in modo ben più 

responsabile nei confronti degli utenti più deboli della strada quanto meno 

copiosa risulti essere la segnaletica stradale (questo tipo di condivisione dello 

spazio trova da noi espressione nelle zone d’incontro). Per gli istanti 

andrebbero conseguentemente evitati gli specchi, le strisce pedonali o i 

segnali di stop. Questa teoria non collima però con il progetto presentato dagli 

attori stessi a titolo di variante. In primo luogo, l’alternativa proposta nel petito 

eventuale presuppone parimenti la posa del tanto contestato segnale di 

fermata e contravviene al principio di limitare per quanto possibile la 

segnalazione, richiedendo la posa di cinque segnali di prescrizione anziché di 

uno solo. In generale poi, come si è già detto in precedenza, per dirimere 

validamente la situazione dell’incrocio in oggetto, non è a questo Giudice dato 

ingerire nelle facoltà decisionali dell’autorità comunale in modo da imporre 

una misura teorica (abolizione di segnali o introduzione dei 30 km/h) 

comunque non propria a ovviare al pericolo che la concreta situazione da 

risolvere comporta. 

5. a) Infine i ricorrenti si oppongono categoricamente alla posa dello specchio lungo 

la facciata della loro costruzione o comunque sul loro fondo appellandosi alla 

OSSt. Giusta l’art. 101 cpv. 3bis OSSt, nei nuclei degli insediamenti meritevoli 

di protezione conformemente all’ordinanza del 9 settembre 1981 riguardante 

l’inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere la segnaletica deve 

prestare particolare riguardo alle caratteristiche architettoniche del luogo. In 

base all’appendice all’art. 1 dell’ordinanza riguardante l’inventario degli 

insediamenti svizzeri da proteggere (OISOS), … (…) come villaggio è incluso 

negli insediamenti da proteggere. La tesi stando alla quale la posa di uno 

specchio sarebbe particolarmente pregiudizievole per la caratteristica 

costruzione dei ricorrenti è soggettivamente comprensibile. Meno 

comprensibile è l’assoluto rifiuto della misura su tutta l’area della particella 

degli istanti. In termini oggettivi però, la misura del pregiudizio arrecato va 

comunque relativizzata. Per coloro che raggiungono la frazione provenendo 

da nord, il quadro caratteristico del villaggio non viene pregiudicato dallo 

specchio, che resterebbe praticamente invisibile. Ma anche da altre 

angolazioni (in uscita dal borgo) non è dato concludere all’adozione di una 

misura che pregiudichi le caratteristiche architettoniche del luogo. In ogni caso 

in quest’ottica la posa entro un breve perimetro di ben cinque segnali di 

prescrizione come proposto dagli istanti nella loro variante va considerata 

alterare ben più pesantemente il quadro locale di quanto sia reputata fare la 

variante scelta dall’autorità comunale. Per questo Giudice, considerato 

l’ingente interesse pubblico ad una regolamentazione soddisfacente della 

visibilità all’incrocio in oggetto, la segnaletica approvata non può essere 

reputata neppure contravvenire all’art. 101 cpv. 3bis OSSt. 

b) Come poi giustamente addotto dal comune convenuto, la possibilità per 

l’autorità comunale di procedere concretamente alla posa della segnaletica 

approvata contro la chiara volontà dei proprietari del fondo è una questione 

che va eventualmente risolta in sede espropriativa che non è però oggetto del 

presente ricorso. 

6. In conclusione, il ricorso è respinto e viene confermata la segnaletica stradale 

approvata. In applicazione all’art. 73 cpv. 1 della legge sulla giustizia 

amministrativa, l’esito della controversia giustifica l’accollamento dei costi 

occasionati dal procedimento ai due ricorrenti che soccombono nell’ambito 

dell’ambito della presente vertenza.

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 1'500.--

- e le spese di cancelleria di fr. 324.--

totale fr. 1'824.--

il cui importo sarà versato da … responsabili in solido, entro trenta giorni dalla 

notifica della presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone 

dei Grigioni, Coira.