# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f1ee562b-6367-5838-9922-69aba5fd69f1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 09.03.2010 (publiziert) 90.2003.114
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-2003-114_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2003.114

   

  	
  Lugano

  4 aprile 2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della pianificazione del
  territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Raffaello Balerna, presidente,

  Lorenzo Anastasi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretaria:

  	
  Sonja Federspiel, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 20 dicembre 2003 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 18 novembre 2003 (n. 5028) con cui il
  Consiglio di Stato ha approvato la revisione del piano regolatore del comune
  di __________, oraPI 1, __________;

  

 

 

viste le risposte:

 

-    13 gennaio 2004 del RA 2;

-    14 gennaio 2004 della
divisione della pianificazione territoriale;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Nella
seduta del 9 aprile 2001 l'assemblea comunale del già comune di __________ ha
adottato la revisione generale del piano regolatore. In questa sede ha
proceduto ad alcuni adattamenti della zona edificabile che hanno portato all'inserimento
del mapp. 376, di proprietà di __________ RI 1, e parzialmente del fondo
contiguo, mapp. 502, in zona residenziale semi-intensiva (Rsi). Il mapp. 376,
di complessivi 400 mq, è ubicato in località __________, subito a valle del
sentiero che, attraversando longitudinalmente il territorio comunale, collega il
nucleo di __________ a __________. Sullo stesso insiste un rustico.

 

 

                                  B.   Con
risoluzione 17 dicembre 2002 (n. 6122) il Consiglio di Stato ha approvato il
piano regolatore del comune, frattanto fuso con altri nel comune di __________.
Esso ha tuttavia negato l'approvazione di alcune proposte pianificatorie,
sospeso su altre la propria decisione ed infine modificato d'ufficio il piano
regolatore su alcuni oggetti. 

 

                                         Per
quanto qui interessa il Consiglio di Stato ha manifestato la propria intenzione
di non approvare l'estensione della zona edificabile in località __________ ed
ha assegnato alle parti interessate un termine per presentare delle osservazioni.
Con scritto 8 aprile 2003 __________ RI 1 ha fatto presente che il terreno,
avente carattere essenzialmente prativo, era regolarmente oggetto di lavori di
mantenimento e pulizia proprio in vista di una possibile ristrutturazione del
rustico esistente nonché al fine di evitare un avanzamento del bosco che
contorna il sedime. Essa ha inoltre sostenuto che l'edificabilità del fondo non
doveva essere fatta dipendere dall'esistenza di un allacciamento stradale. Dal
canto suo l'autorità comunale ha sottolineato come la delimitazione della zona
edificabile del comune di __________ fosse stata effettuata tenendo conto dei
limiti dell'area forestale, dello sviluppo della rete di sentieri, e della
particolare conformazione morfologica del terreno; in questo particolare contesto,
la prospettata esclusione dei mapp. 376 e 502 dalla zona edificabile avrebbe avuto
per conseguenza la creazione di un limite arbitrario tra area edificabile e non
edificabile, e avrebbe comportato al contempo la creazione di un comparto isolato
a carattere prativo, circondato da bosco. Al contrario, la pianificazione
adottata dall'assemblea comunale, prevedente l'inserimento in zona residenziale
semi-intensiva dei mapp. 376 e 502 – congiuntamente con il mantenimento in tale
zona di parte del mapp. 501 – avrebbe favorito la realizzazione di unità
abitative aggregate, in consonanza coi principi di utilizzo razionale e parsimonioso
del suolo. Per quanto attiene l'assenza di un accesso carrabile al comporto il
municipio ha rilevato che questa situazione era comune a vari terreni di __________
(cfr. osservazioni del municipio di __________ di data 9 aprile e 15 ottobre
2003). 

 

 

                                  C.   Con
risoluzione 18 novembre 2003 (n. 5028) il Consiglio di Stato ha negato l'approvazione
all'inserimento in zona edificabile dei mapp. 376 e 502 per motivi legati al sovradimensionamento
del piano ed alla mancanza di una continuità strutturale con l'insediamento
principale legato al nucleo del villaggio originario di __________; il comparto
non disponeva neppure di un accesso viario sufficiente.

 

 

                                  D.   Con ricorso
20 dicembre 2003 __________ RI 1 si è aggravata contro questa risoluzione
innanzi a questo tribunale. La ricorrente, riproponendo in sostanza quanto allegato
nelle osservazioni al Consiglio di Stato di data 8 aprile 2003, domanda, in via
principale, che venga approvata l'assegnazione dei mapp. 376 e 502 alla zona residenziale
semi-intensiva, così come sancito dall'assemblea comunale di Roveredo, in via
subordinata, che venga inserito in predetta zona perlomeno il mapp. 376.

Il proprietario
del mapp. 502 non ha invece interposto ricorso.

 

 

                                  E.   Il
municipio postula l'accoglimento del ricorso mentre la divisione della
pianificazione territoriale ne chiede la reiezione.

 

 

                                  F.   In data 26
maggio 2004 si sono tenuti l'udienza ed il sopralluogo in contraddittorio
durante i quali sono state scattate alcune fotografie dei luoghi, acquisite in
seguito agli atti. In questa sede le parti si sono riconfermate nelle
rispettive allegazioni e domande.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del tribunale è data, il ricorso è tempestivo (art. 38 cpv. 1
LALPT), e la legittimazione della ricorrente certa (art. 38 cpv. 4 lett. c
LALPT). Il ricorso è dunque ricevibile.

 

 

                                   2.   In campo
pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è, però,
assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno un'istanza
di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato (art. 37
cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno potere
cognitivo: questo significa controllo non solo della legittimità ma anche dell'opportunità
delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità incaricate di compiti
pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità loro subordinate il
margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti (art. 2 cpv. 3
LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente sostituire il proprio
apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il diritto di questo di
scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più appropriata, ragionevole
od opportuna. Esso non può però limitarsi ad intervenire nei soli casi in cui
la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo e sia
manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare l'approvazione di
quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi pianificatori
fondamentali del diritto federale o non danno loro sufficiente attuazione,
rispettivamente che non tengono adeguatamente conto della pianificazione di
livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano direttore (cfr. anche l'art.
26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà segnatamente che sia stata effettuata
in modo corretto la ponderazione globale degli interessi richiesta dall'art. 3
OPT (RDAT II-2001 n. 78 consid. 6b; II-1999 n. 27 consid. 3).

                                         Il potere
cognitivo del Tribunale della pianificazione del territorio è invece
circoscritto alla violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT II-2001 n.
78 consid. 6c; II-1999 n. 27 consid. 3; II-1997 n. 23); fanno eccezione - per
poter ossequiare l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT - i casi in cui è impugnata una
modifica del piano regolatore disposta d'ufficio dal Consiglio di Stato.

 

 

                                   3.   I piani
regolatori hanno lo scopo di garantire un'appropriata e parsimoniosa utilizzazione
del suolo e un ordinato insediamento del territorio (cfr. art. 75 cpv. 1
Cost.). Essi devono delimitare, in primo luogo, le zone edificabili, agricole e
protette (art. 14 cpv. 2 LPT). Le zone edificabili comprendono, secondo l'art.
15 LPT, i terreni idonei all'edificazione che sono già stati edificati in larga
misura (lett. a) e quelli prevedibilmente necessari ed urbanizzati entro 15
anni (lett. b). Di massima un terreno che adempie queste esigenze va attributo
alla zona edificabile a meno che, dopo una ponderazione e globale degli
interessi che la legislazione sulla pianificazione del territorio tende a
salvaguardare (cfr. in particolare art. 1 e 3 LPT), debba venir incluso,
parzialmente o totalmente, nel territorio fuori della zona edificabile (RDAT
I-2001 n. 49 consid. 3a). I criteri posti dall'art. 15 LPT per l'assegnazione
di un terreno alla zona edificabile non hanno pertanto un valore assoluto, ma
una portata relativa. Essi rappresentano piuttosto dei principi generali della
pianificazione del territorio, dei punti di riferimento, che - ancorché soddisfatti
- non conducono necessariamente all'attribuzione del terreno interessato alla
zona fabbricabile (cfr. la giurisprudenza appena citata; inoltre Flückiger,
Commentario LPT, ad art. 15 n. da 25 a 29; Zen-Ruffinen/ Guy-Ecabert,
Aménagement du territoire, construction, expropriation, Berna 2001, n. 314).

 

 

                                   4.   In sede di
approvazione della revisione del piano regolatore, dopo aver eseguito la
verifica dell'estensione delle zone edificabili proposte, il Consiglio di Stato
ha concluso che queste erano abbondantemente sovradimensionate in relazione ad
un'ipotesi di sviluppo realistica del comune per i prossimi 10-15 anni. In
effetti la contenibilità teorica del piano superava di molto la tendenza di
incremento della popolazione che aveva caratterizzato gli ultimi 10 anni
(periodo 1990/2000, + 19 unità). Essa permetteva difatti, nei successivi 15
anni, una tendenza evolutiva di circa 4 volte maggiore, pari ad un incremento
della popolazione del 75% rispetto a quella accertata nel 2000 (contenibilità
del piano equivalente a 247 abitanti residenti contro una situazione reale - al
31 dicembre 2000 - di 141 abitanti ; cfr. risoluzione governativa 17 dicembre
2002, cifra 3.4.1, lett. a, p. 15 segg.; il relativo Annuario statistico ticinese
dei comuni). Per questo motivo, procedendo ad un esame puntuale delle varie
zone edificabili comunali, il Consiglio di Stato ha ritenuto di non poter
confermare l'ampliamento qui in esame. Questa valutazione merita di essere condivisa.
Avuto riguardo all'aumento oggettivamente pronosticabile della popolazione, la
contenibilità teorica del piano regolatore appare eccessiva e, pertanto, lesiva
dell'art. 15 lett. b LPT. A giusta ragione il Governo ha pertanto negato - in
linea di massima - l'estensione della zona edificabile sul territorio comunale
rispetto al piano della zona edificabile provvisorio, fondato sull'art. 8 DEPT,
entrato in vigore il 20 agosto 1981. Sussiste difatti un interesse generale ad
impedire, rispettivamente a ridurre, la formazione di zone edificabili troppo
estese (RDAT I-2001 n. 49 consid. 3c). Queste considerazioni valgono anche per i
mappali oggetto del presente procedimento.

 

 

                                   5.   In
concreto, neppure risulta adempiuto il presupposto dell'art. 15 lett. a LPT. Infatti
con terreni già edificati in larga misura si intende essenzialmente il
territorio costruito in maniera compatta, oltre eventualmente singole
particelle inedificate al suo interno, direttamente confinati con la zona
edificabile, in genere già edificate e di superficie relativamente ridotta
(RDAT I-2001 n. 49 consid. 3b; Flückiger, op. cit., ad
art. 15 n. 60; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, op. cit., n. 319). Il mapp. 376 misura complessivi 400 mq, di cui 372 mq censiti quale
prato e 28 mq quale stalla; il mapp. 502 ha invece una superficie di 3020 mq, di
cui 1480 mq censiti quale prato e 1540 mq quale bosco, quest'ultimo ubicato
nella parte ovest del terreno. I fondi sono siti in località __________ a valle
dell'angusto sentiero che collega il nucleo di __________ a __________ e che, attualmente,
costituisce anche l'unica via d'acceso agli stessi. Essi sono inoltre
caratterizzati da una forte pendenza. Come è stato possibile accertare in sede
di sopralluogo, l'area oggetto del presente contendere costituisce una radura
prativa - come ve ne sono altre sul territorio comunale - circondata per la sua
quasi totalità dalla zona boschiva. In effetti solo verso valle la stessa
confina con la zona edificabile (Rsi), cui è stato assegnato, in parte, il
mapp. 501: fondo ubicato a confine con la strada cantonale. Né il mapp. 376, di
proprietà della ricorrente, né il mapp. 502, sono edificati, se si eccettua il
rustico (stalla) sul fondo dell'insorgente. In ragione della sua collocazione
il comparto composto dai tre predetti fondi appare dunque slegato, sia
funzionalmente che fisicamente, dall'area residenziale posta più ad est, oltre
il ruscello ed il bosco, che si relaziona invece con l'insediamento principale
costituito dal nucleo del villaggio originario. Tenuto conto di quanto precede,
i fondi in oggetto non possono, di conseguenza, essere considerati ampiamente
edificati nel senso restrittivo della giurisprudenza. Un'attribuzione degli
stessi alla zona edificabile non appare pertanto giustificata; ancor meno lo
sarebbe l'inserimento in predetta zona del solo mapp. 376, come postulato - in
via subordinata - dalla ricorrente. 

 

 

                                   6.   Già per
assenza dei requisiti di cui all'art. 15 LPT, i mapp. 376 e 502 non possono essere
attribuiti alla zona edificabile. Il delicato quesito circa la loro urbanizzazione
può quindi rimanere irrisolto.

Nell'ambito di una ponderazione globale degli interessi in presenza va inoltre
osservato come la salvaguardia del carattere ricreativo e naturalistico del
comparto in cui sono ubicati i fondi costituisce un (ulteriore) ostacolo all'attribuzione
dello stesso alla zona edificabile. Come è stato possibile rilevare in sede di
sopralluogo, il comparto __________ si presta infatti particolarmente ad
attività ricreative e di svago; il suo carattere boschivo e la vasta rete di
sentieri pedonali che lo attraversano ne fanno un'area particolarmente idonea
alle escursioni. Un'estensione della zona edificabile in loco, con le (inevitabili)
conseguenze che la stessa comporta, rischierebbe di comprometterne le peculiarità.

L'intendimento, manifestato dalla proprietaria, di salvaguardare
il rustico ubicato sul mapp. 376 non permette di disattendere la normativa in
merito alla definizione delle zone edificabili. Tale salvaguardia potrà avere
luogo in ossequio alle disposizioni che regolamentano l'edificazione fuori
dalle zone edificabili.

 

 

                                   7.   In
conclusione il ricorso deve essere respinto e la decisione del Consiglio di Stato
confermata.

 

 

                                   8.   La tassa
di giustizia e le spese devono essere poste a carico della ricorrente, soccombente
in questo procedimento (art. 28 PAmm). 

 

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla
fattispecie, 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, di fr. 800.- (ottocento), sono poste a carico della ricorrente.

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  

 

 

	
  terzi implicati

  	
  PI 1 

  rappr. da: RA 2 

   

  

Per il Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente                                                             La
segretaria