# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e68bfb98-194c-514c-a501-17a6a0c47956
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-06-28
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 28.06.2021 D-408/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-408-2021_2021-06-28.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-408/2021 

 

 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 8  g i u g n o  2 0 2 1  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Esther Marti, Daniela Brüschweiler,  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Algeria,   

rappresentato dalla signora Simona Cautela,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Esecuzione dell’allontanamento (non entrata nel merito /  

assenza di domanda ai sensi della LAsi);  

decisione della SEM del 22 gennaio 2021 / N (…). 

 

 

 

D-408/2021 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

L’interessato, asserito cittadino algerino, ha presentato una domanda 

d’asilo in Svizzera il (…) ottobre 2020 (cfr. atto della Segreteria di Stato 

della migrazione [di seguito: SEM] n. [{…}]-2/2). 

B.  

In data (…) novembre 2020 si è tenuta con l’interessato un’audizione rela-

tiva il rilevamento dei suoi dati personali (cfr. atto SEM n. 12/10), allorché 

invece il (…) novembre 2020 egli è stato sentito, nell’ambito di un colloquio  

Dublino, segnatamente riguardo al suo stato di salute (cfr. atto SEM 

n. 15/2; di seguito: verbale 1). Durante quest’ultimo, egli ha in particolare 

riferito di avere avuto un’infezione ad un dito della mano (…), che sarebbe 

ora in trattamento – di cui ai fogli di trasmissione di informazioni mediche 

(F2) del (…) (cfr. atto SEM n. 17/2) e del (…) (cfr. atto SEM n. 18/2) – non-

ché di presentare del “dolore alle ossa” e di “sentirsi stressato perché non 

si sente bene psicologicamente per le cose che ha vissuto durante il viag-

gio e che vorrebbe vedere uno psicologo”. 

C.  

Il (…) gennaio 2021 il richiedente è stato questionato segnatamente ri-

guardo i suoi motivi d’asilo (cfr. atto SEM n. 24/13; di seguito: verbale 2). 

Nel corso della stessa audizione egli ha addotto di essere espatriato il (…) 

dal suo Paese d’origine, in direzione della B._______. Ha inoltre dichiarato 

di aver vissuto dalla nascita sino ad (…) prima il suo espatrio a C._______, 

ed in seguito si sarebbe trasferito con la famiglia ad D._______, a causa di 

problematiche famigliari con la nonna (…), nel frattempo deceduta, ed una 

zia (…). Difatti egli ha allegato che sospettava che le predette esercitassero 

della magia nera ai danni della sua famiglia. Tuttavia, allorché si sarebbero 

trasferiti ad D._______, tali problematiche famigliari sarebbero cessate. La 

sua partenza dal Paese d’origine sarebbe inoltre ingenerata esclusiva-

mente dal fatto di non trovare un’occupazione fissa e ben retribuita in Al-

geria, e non invece a causa dei problemi famigliari precitati. Nel caso di un 

suo rientro in patria, egli teme difatti di ritrovarsi nella situazione precaria 

lavorativa precedente il suo espatrio. L’interessato, durante la medesima 

audizione, è stato sentito anche riguardo il suo stato di salute, ove ha ad-

dotto di far fatica ad addormentarsi ed a svegliarsi a causa del mal di denti, 

ed inoltre di soffrire di stress per le vicissitudini patite durante il viaggio dalla 

B._______ sino in Svizzera, la quale si manifesterebbe con una pressione 

interna, angoscia, incubi notturni che lo risveglierebbero a volte durante la 

notte (cfr. verbale 2, D3 segg., pag. 2). Interrogato più specificatamente 

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Pagina 3 

riguardo se si fosse già indirizzato all’assistenza medica del Centro fede-

rale per richiedenti l’asilo (di seguito: CFA) ove era alloggiato al momento, 

egli ha riferito di essersi rivolto più volte alla stessa, ma che soltanto l’ultima 

volta – circa una settimana prima l’audizione – la persona con la quale 

avrebbe parlato avrebbe preso nota. Gli avrebbero inoltre riferito che per 

potersi recare da uno psicologo, egli sarebbe dapprima dovuto passare per 

una visita dal medico generico, per la quale starebbe tutt’ora aspettando 

un appuntamento (cfr. verbale 2, D7 segg., pag. 2 seg.). 

D.  

Con il parere del 21 gennaio 2021, la rappresentante legale dell’interes-

sato ha potuto presentare le sue osservazioni al progetto di decisione reso 

dall’autorità inferiore il 20 gennaio 2021 (cfr. atti SEM n. 28/5 e n. 30/2). 

E.  

Per il tramite della decisione del 22 gennaio 2021, notificata in medesima 

data all’interessato (cfr. atto SEM n. 33/1), la SEM non è entrata nel merito 

della sua domanda d’asilo ex art. 31a cpv. 3 della legge sull’asilo (LAsi, 

RS 142.31) in combinato disposto con l’art. 18 LAsi, in quanto l’interessato 

non avrebbe addotto alcun motivo di persecuzione rientrante nell’art. 3 

LAsi o nell’art. 3 CEDU (RS 0.101). Invero egli avrebbe deciso di espatriare 

e di chiedere asilo alla Svizzera esclusivamente per motivi economici. Al-

tresì, l’autorità resistente ha pronunciato l’allontanamento del ricorrente 

dalla Svizzera e la relativa esecuzione siccome lecita, esigibile – sia dal 

profilo della situazione vigente in Algeria che dal profilo personale – e pos-

sibile. In particolare, riguardo al suo stato di salute, neppure il parere pre-

sentato dalla rappresentante legale dell’interessato condurrebbe ad una 

modifica della valutazione della SEM. Invero, per i disturbi da lui allegati, 

ovvero il mal di denti e lo stress che gli procurerebbe degli incubi notturni, 

gli stessi non presenterebbero degli indizi di patologie la cui gravità po-

trebbe opporsi ad un suo rinvio in Algeria, ove vi sarebbe la possibilità di 

ricevere cure psicologiche e psichiatriche adeguate, in particolare in una 

(…) come D._______, ove risiederebbe attualmente la sua famiglia.  

F.  

Con ricorso del 28 gennaio 2021 (cfr. risultanze processuali), l’interessato 

è insorto avverso la succitata decisione al Tribunale amministrativo fede-

rale (di seguito: il Tribunale), chiedendo l’annullamento della stessa e la 

restituzione degli atti all’autorità inferiore per completamento dell’istru-

zione. Contestualmente ha inoltre presentato un’istanza di assistenza giu-

diziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali 

e del relativo anticipo. 

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Pagina 4 

Nel proprio gravame, l’insorgente ha in primo luogo ritenuto che l’autorità 

inferiore abbia accertato in modo incompleto ed inesatto i fatti giuridica-

mente rilevanti per la fattispecie ed abbia violato il suo diritto di essere sen-

tito riguardo al suo stato di salute, il quale sarebbe di evidente rilievo ai fini 

dell’esame della sussistenza di ostacoli all’esecuzione del suo allontana-

mento, sia dal profilo dell’ammissibilità che dell’esigibilità della stessa mi-

sura. Data l’assenza della documentazione medica pertinente per il caso 

di specie, in particolare in assenza del F2 della visita presso il medico ge-

nerico che avrebbe svolto l’interessato, come pure il mancato accesso ad 

una visita specialistica di tipo psicologico-psichiatrico e la relativa valuta-

zione espressa da un medico, nonché l’assenza del servizio d’interpreta-

riato presso l’infermeria del CFA, il ricorrente ha ritenuto che la SEM 

avrebbe violato il principio inquisitorio, accertando in modo incompleto il 

suo stato di salute. Inoltre, a mente dell’insorgente, non si comprenderebbe 

come l’autorità sindacata possa aver giudicato, nella decisione impugnata, 

l’adeguatezza delle cure mediche presenti nel suo Paese d’origine, pre-

scindendo da una qualsivoglia diagnosi delle patologie da lui sofferte. In 

secondo luogo, riferendosi alla sentenza coordinata del Tribunale  

E-6713/2019 del 9 giugno 2020 (prevista per la pubblicazione quale 

DTAF), il ricorrente ha sollevato che la trattazione del suo caso in proce-

dura celere, avrebbe comportato, in connessione con il termine ricorsuale 

di cinque giorni lavorativi ex art. 108 cpv. 3 LAsi, la violazione della garan-

zia della via giudiziaria secondo l’art. 29a Cost. fed., nonché parimenti la 

violazione dell’art. 13 CEDU in combinato disposto con l’art. 3 CEDU. A 

seguito di una fase preparatoria di (…) giorni, la SEM, pur sollecitata ri-

spetto alle esigenze di accertamento medico evidenziate anche in sede di 

parere, avrebbe invero ritenuto improvvisamente ed inderogabilmente di 

dover decidere il giorno seguente il caso di specie, senza svolgere alcuna 

verifica circa le visite mediche effettuate come pure riguardo alla documen-

tazione medica potenzialmente ancora in arrivo, e senza peraltro conside-

rare le ripetute richieste di sostegno psicologico e psichiatrico espresse dal 

ricorrente. 

G.  

Il (…) il richiedente è stato segnalato da parte dell’infermeria del CFA, ove 

si trova alloggiato, quale caso speciale al Cantone per insonnia e stress 

(cfr. atto SEM n. 35/1). 

H.  

Con decisione del 16 marzo 2021, il ricorrente è stato attribuito dalla SEM 

al E._______ (cfr. atto SEM n. 36/1). 

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Pagina 5 

I.  

Con decisione incidentale del 31 marzo 2021, il Tribunale ha autorizzato il 

ricorrente a soggiornare in Svizzera fino a conclusione della procedura, ha 

invitato l’autorità inferiore a presentare una risposta al ricorso entro il 

15 aprile 2021, nonché ha pronunciato che l’istanza di concessione dell’as-

sistenza giudiziaria presentata dal ricorrente, verrà evasa in prosieguo di 

procedura, rispettivamente con la decisione finale (cfr. risultanze proces-

suali). 

J.  

Con scritto dell’8 aprile 2021 alla SEM (cfr. atto SEM n. 43/8), la rappre-

sentante legale del ricorrente ha trasmesso alla precitata autorità inferiore 

copie del F2 del (…), inerente una visita dentistica dell’insorgente; del F2 

del (…) relativa un consulto medico con valutazione di presa in carico psi-

chiatrica del ricorrente, ove gli è stata diagnosticata: insonnia, stress e con-

gestione nasale notturna, con trattamento farmacologico a base di (…) la 

sera, (…) e (…); nonché da ultimo del F2 del (…) relativo un’ulteriore valu-

tazione di presa in carico psichiatrica (con diagnosi di insonnia, stress e 

congestione nasale e la prescrizione di un trattamento a base di […] fino al 

[…], […] e […]). 

K.  

Per il tramite del messaggio elettronico del 9 aprile 2021, la SEM ha richie-

sto al (…) di F._______, notizie circa lo stato di salute del ricorrente, in 

particolare in ordine all’esito della “valutazione di presa in carico psichia-

trica” contenuta negli F2 del (…) rispettivamente del (…) (cfr. atto SEM 

n. 44/2). Il giorno stesso, il (…) precitato, nella sua risposta ha rilevato in 

particolare che: “[…] l’esito della valutazione medica (quindi la Diagnosi 

Medica) in entrambi gli F2 del (…) e del (…), come si evince da entrambi 

gli F2 [è]: Insonnia, Stress, congestione nasale notturna/congestione na-

sale. Il medico ha fatto questa valutazione, ha prescritto terapia medica in 

merito alle diagnosi fatte, come si evince dagli F2, ma non ha richiesto (e 

quindi ha valutato) una presa a carico del servizio di psichiatria […]” (cfr. 

atto SEM n. 44/2). 

L.  

Il 14 aprile 2021 (cfr. risultanze processuali), la SEM ha presentato la sua 

risposta al ricorso, proponendo il respingimento di quest’ultimo. Segnata-

mente, l’autorità predetta ha rilevato come la conduzione della causa 

nell’ambito della procedura celere si sarebbe rivelata la scelta più corretta 

nel rispetto di uno svolgimento efficiente e tempestivo delle domande 

d’asilo ex art. 16 cpv. 3 LAsi, disposizione in vigore della nuova LAsi che 

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l’autorità inferiore ha ritenuto di aver applicato rettamente, anche ed in par-

ticolare in relazione agli accertamenti effettuati circa lo stato valetudinario 

dell’insorgente. In tal senso, in casu, sarebbe priva di fondamento ed ine-

satta, oltreché basata sul sentire soggettivo della rappresentante legale 

dell’insorgente, l’allegazione ricorsuale circa la violazione del diritto ad un 

accertamento esatto e completo dei fatti giuridicamente rilevanti per la 

causa con l’applicazione della procedura celere alla fattispecie. In primo 

luogo, risulterebbe invero dagli atti all’inserto – questi ultimi che sarebbero 

peraltro stati integralmente visionati sia dalla SEM che dalla rappresen-

tante legale del ricorrente – che una valutazione medica, con diagnosi di 

insonnia e stress e l’indicazione relativa alla valutazione di una presa in 

carico psichiatrica, sia stata effettuata. Tuttavia, come verificato dall’auto-

rità inferiore, la valutazione medica testé enunciata, non avrebbe compor-

tato una richiesta effettiva di presa in carico psichiatrica, come si evince-

rebbe dalla stessa documentazione medica, ciò che condurrebbe alla con-

clusione della mancata necessità della medesima. Pertanto, la SEM 

avrebbe correttamente valutato nella decisione avversata, sia le condizioni 

di salute del ricorrente che l’accessibilità delle cure mediche necessarie in 

patria sulla base della condizione di stress e insonnia rivendicata dall’in-

sorgente. Altresì, fondandosi sulle figure mediche preposte, l’autorità infe-

riore ha concluso come avrebbe potuto valutare in modo completo ed esau-

stivo l’inesistenza di ostacoli ostativi all’esecuzione del suo allontana-

mento, e quindi dell’assoluta inservibilità di qualsiasi ulteriore approfondi-

mento medico in ottica a tale apprezzamento. 

M.  

Il 25 maggio 2021, il ricorrente ha potuto presentare le sue osservazioni di 

replica (cfr. risultanze processuali), riconfermandosi nelle considerazioni e 

conclusioni esposte nel gravame. Essenzialmente, dopo aver ribadito al-

cune delle osservazioni già riportate nell’atto ricorsuale in relazione sia alla 

lacunosità dell’accertamento medico agli atti che alle problematiche di 

comprensione linguistica che l’insorgente avrebbe avuto nelle comunica-

zioni con il personale dell’infermeria, la rappresentante legale ha sottoli-

neato come proprio gli atti medici contenuti all’inserto, sarebbero la prova 

di un’incompleta presa in carico dell’insorgente e del suo forte malessere. 

Inoltre nella sua risposta al ricorso, la SEM avrebbe preso in esame il cer-

tificato medico del (…); visita medica che sarebbe però stata effettuata sol-

tanto (…) giorni dopo la notifica della decisione dell’autorità inferiore, e 

quindi di tale documentazione quest’ultima non ne avrebbe tenuto conto in 

sede di valutazione decisionale. Inoltre rispetto a tale visita medica, non si 

saprebbe se sia avvenuta alla presenza di un interprete. Il ricorrente 

avrebbe oltretutto comunicato alla rappresentanza legale di essere stato 

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inserito in una lista per essere visitato, successivamente al suo trasferi-

mento nel E._______. In tale costellazione, sarebbe difficile comprendere 

quali siano le sue reali ed attuali condizioni di salute. Accertamento dello 

stato di salute dell’insorgente che, nell’ottica del principio inquisitorio, spet-

terebbe alla SEM. Infine, il ricorrente ha evidenziato come la scelta di trat-

tazione del suo caso in procedura celere, malgrado la necessità di effet-

tuare ulteriori accertamenti, implicherebbe anche la violazione del diritto 

alla difesa ed in generale delle garanzie procedurali a favore dei richiedenti 

l’asilo. 

N.  

Tramite la decisione incidentale del 28 maggio 2021, il Tribunale ha in par-

ticolare sottolineato come: “[…] malgrado il ricorrente adduca nella sua re-

plica in modo generico, che sarebbe in lista per essere visitato, nonché 

ribadisca la tesi ricorsuale di accertamento inesatto ed incompleto dei fatti 

giuridicamente rilevanti da parte dell’autorità inferiore inerente il suo stato 

valetudinario; tuttavia non ha a tutt’oggi fornito maggiori e circostanziati 

dettagli circa il suo stato di salute psicologico e psichiatrico attuale, che non 

risulterebbe già dagli atti di causa […]” (cfr. risultanze processuali). Per-

tanto, ai fini istruttori ed eccezionalmente, in quanto obbligo del ricorrente 

di collaborare all’accertamento dei fatti, il Tribunale ha invitato quest’ultimo 

a voler produrre un certificato medico completo entro il 14 giugno 2021, 

relativo il suo stato di salute ai sensi dei considerandi, con la comminatoria 

che, in caso di scadenza infruttuosa del termine o senza che il ricorrente 

procedesse nel senso richiesto, si deciderà sulla base degli atti di causa, 

rispettivamente riterrà che il ricorrente non soffra attualmente di problemi 

di salute ostativi al suo allontanamento. 

O.  

Con scritto del 10 giugno 2021 (cfr. risultanze processuali), il ricorrente ha 

postulato una proroga del termine “di almeno un mese” per adempiere par-

zialmente alla richiesta del Tribunale di presentare un rapporto medico 

completo ed esaustivo circa le condizioni di salute del ricorrente. Questo 

sarebbe motivato dal fatto che i tempi di presa in carico psicologica e psi-

chiatrica a livello cantonale sarebbero piuttosto lunghi. In tal senso, l’infer-

meria del centro cantonale di G._______, presso il quale il ricorrente allog-

gerebbe, avrebbe comunicato che: “la richiesta di presa a carico psicolo-

gica avviene per il tramite del medico di famiglia responsabile – il dottore 

H._______ – e che i tempi di attesa per le nuove iscrizioni riguardanti la 

terapia psicologica – e conseguentemente la produzione di un rapporto 

medico specialistico attuale e completo richiedono un periodo fra i due e i 

tre mesi. Pertanto, stati le indicazioni dell’infermeria, attualmente non sono 

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presenti documenti medici nel fascicolo del ricorrente e la richiesta di pro-

roga di almeno un mese da parte della scrivente mira all’aspettativa di po-

tere ottenere entro tale termine almeno un certificato medico da parte del 

medico di famiglia, responsabile dell’iscrizione alla terapia psicologica 

presso un medico specialista”. Per il resto, la rappresentante legale, ha 

ribadito le argomentazioni e conclusioni esposte già nel gravame e nella 

replica. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti, verranno ripresi nei conside-

randi seguenti, qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).  

Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù 

dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA 

prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi) e l’atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell’art. 5 PA. 

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-

gno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 

cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. 

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e al 

contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti. 

Occorre pertanto entrare nel merito del gravame. 

2.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5) 

e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi 

dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né 

dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della 

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decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 

consid. 2).  

3.  

Preliminarmente il Tribunale osserva come il ricorso del 28 gennaio 2021, 

e gli scritti successivi del ricorrente, non contengano alcuna argomenta-

zione o conclusione concernente la non entrata nel merito della domanda 

d’asilo dell’insorgente da parte della SEM, relativa i motivi addotti a sup-

porto della stessa da parte del predetto, ma contestano invece essenzial-

mente l’accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti dal profilo del suo 

stato di salute. Il gravame verte quindi unicamente, dal profilo materiale, 

sulla questione relativa all’esecuzione dell’allontanamento. Ne discende 

pertanto che, la querelata decisione, è cresciuta in giudicato per quanto 

concerne la non entrata nel merito della domanda d’asilo del ricorrente ai 

sensi dell’art. 31a cpv. 3 LAsi in combinato disposto con l’art. 18 LAsi, non-

ché riguardo alla pronuncia del suo allontanamento (cfr. cifre 1 e 2 della 

decisione avversata). Di conseguenza, il Tribunale limiterà il proprio esame 

ai punti 3 e 4 del dispositivo della decisione impugnata. 

4.  

In relazione al suo stato di salute, nel suo memoriale ricorsuale – come 

pure nei suoi scritti successivi rispettivamente del 25 maggio 2021 e del 

10 giugno 2021 – l’insorgente si prevale di un accertamento incompleto ed 

inesatto dei fatti giuridicamente rilevanti da parte della SEM, in violazione 

del principio inquisitorio e del suo diritto di essere sentito. Risulta pertanto 

necessario esaminare, in primo luogo, il fondamento o meno di tali censure 

d’ordine formale, in quanto potrebbero comportare la cassazione della de-

cisione avversata. 

4.1  

4.1.1 Nelle procedure d’asilo ‒ così come nelle altre procedure di natura 

amministrativa ‒ si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo 

dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In concreto, essa 

deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione del caso, 

chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune 

prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comunque le parti 

dal dovere di collaborare all’accertamento dei fatti ed in modo particolare 

dall’onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l’amministrazione 

o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed 

art. 8 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). Quando in sede ricorsuale vengono 

identificate delle carenze nell’accertamento dei fatti il caso va di principio 

D-408/2021 

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retrocesso all’autorità di prima istanza, di modo che questa possa proce-

dere ad un nuovo e completo accertamento dei fatti (cfr. MOSER/ 

BEUSCH/KNEUBÜHLER, op.cit., 2a ed. 2013, n. 2.191, sentenze del Tribunale 

D-3567/2019 del 29 novembre 2019 consid. 5.2 e D-1443/2016 del  

22 febbraio 2017 consid. 4.2). Una violazione del principio inquisitorio non 

implica in ogni caso l’automatica retrocessione degli atti all’autorità infe-

riore, dal momento che il Tribunale resta libero di raccogliere gli elementi 

necessari al giudizio se una tale soluzione appare giudiziosa per ragioni di 

economia procedurale (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.2; 2012/21  

consid. 5.1). 

4.1.2 La determinazione dei fatti e l’applicazione della legge non sono 

aspetti disgiunti; senza considerare il diritto applicabile non vi è modo di 

delimitare quali fatti siano giuridicamente rilevanti (cfr. ISABELLE HÄNER, in: 

Häner/Waldmann, Das erstinstanzliche Verwaltungsverfahren, 2008, 

n. 34). Significativo è innanzitutto il substrato fattuale per le condizioni di 

applicazione della norma giuridica (cfr. KRAUSKOPF/EMMENEGGER/ 

BABEY in: Waldmann/Weissenberger (ed.), Praxiskommentar VwVG, 

2a ed. 2016, n. 17 ad art. 12 PA). Fatti che non sono rilevanti per la deci-

sione, che l’autorità è convinta siano già stati provati o che si presumono 

veri a favore delle parti interessate non impongono lo svolgimento di inda-

gini supplementari (cfr. KRAUSKOPF/EMMENEGGER/BABEY in: op. cit., n. 29 

ad art. 12 PA). Onde circoscrivere l’ampiezza dell’accertamento d’ufficio 

nel corso del procedimento occorre effettuare una ripetuta valutazione 

delle risultanze probatorie raccolte (cfr. DTF 140 I 285 consid. 6.3.1; 

DTAF 2008/24 consid. 7.2). Allorquando l’autorità reputa chiare le circo-

stanze di fatto e che le prove assunte le abbiano permesso di formarsi una 

propria convinzione, essa emana la propria decisione (cfr. sentenze del 

Tribunale amministrativo federale D-114/2021 dell’11 maggio 2021  

consid. 4.2, D-291/2021 del 9 marzo 2021 consid. 7.3.1; MOSER/ 

BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 3.144). 

4.1.3 Così, sebbene nel diritto amministrativo la parte abbia di principio il 

diritto di richiedere l’assunzione di prove all’autorità (art. 33 cpv. 1 PA), una 

tale richiesta deve vertere su fatti suscettibili d’influenzare l’esito della pro-

cedura e che non si evincono già dall’incarto (cfr. DTF 131 I 153, consid. 3; 

sentenza D-291/2021 consid. 7.3.2, A-3056/2015 del 22 dicembre 2016 

consid. 3.1.3). Nemmeno detta massima impedisce d’altro canto all’auto-

rità di procedere ad un apprezzamento anticipato delle prove offerte  

(« antizipierte Beweiswürdigung »), e di negarne l’assunzione ove le 

stesse appaiano chiaramente ininfluenti ai fini del giudizio, non potendo in 

altri termini condurla a modificare la propria opinione (cfr. DTF 134 I 140 

D-408/2021 

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consid. 5.3; sentenza del Tribunale federale 1C.179/2014 del 2 settem-

bre 2014 consid. 3.2; sentenze del Tribunale amministrativo federale  

A-6515/2010 del 19 maggio 2011 consid. 4.3; TANQUEREL, Manuel de droit 

administratif, 2011, n. 1552 con rinvii). Procedendo in tal senso in modo 

non arbitrario, l’autorità può porre un termine all’istruzione (cfr.  

DTF 133 II 384 consid. 4.2.3 con rinvii; sentenza del Tribunale federale 

2C.720/2010 del 21 gennaio 2011 consid. 3.2.1; sentenze del Tribunale  

D-6763/2018 dell’11 giugno 2020 consid. 9 e A-7392/2014 dell’8 ago-

sto 2016 consid. 3.4.2.2; cfr. per il tutto tra le altre la sentenza del Tribunale 

D-114/2021 consid. 4.3). 

4.1.4 I principi sopra esposti delimitano sia l’attività istruttoria dell’ammini-

strazione che quella del Tribunale (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5; sentenza 

del Tribunale F-5065/2019 del 21 gennaio 2021 consid. 5.3; MOSER/ 

BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., pag. 19 n. marg. 1.49; 3.117 e seg., in par-

ticolare 3.144) e tornano applicabili anche nel contesto del chiarimento 

delle questioni di natura medica (cfr. le sentenze del Tribunale D-114/2021 

consid. 4.4, D-291/2021 consid. 7.3.3 e D-1665/2018 del 27 gennaio 2021 

consid. 8.3.5). 

4.1.5 Nel suo messaggio relativo al riassetto del settore, il Consiglio fede-

rale sottolineava come l’assistenza sanitaria per i richiedenti l’asilo dovesse 

essere garantita mediante consultazioni mediche in loco, possibilità di trat-

tamento ambulatoriale in ospedale o una visita medica in caso di necessità 

(cfr. Messaggio concernente la modifica della legge sull’asilo del 3 settem-

bre 2014, FF 2014 6917, 6940). Nella prassi, nel caso in cui il personale 

curante / servizio di assistenza reindirizzi il richiedente l’asilo presso un 

medico esterno, quest’ultimo allestisce, di norma, un breve referto nella 

forma di un « formulario F2 ». Qualora la documentazione agli atti non per-

metta di determinare in modo completo i fatti giuridicamente rilevanti, la 

SEM ordina di principio un rapporto più dettagliato, e meglio, la compila-

zione di un « formulario F4 » da parte del curante. Nulla vieta inoltre al 

ricorrente di presentare ulteriori mezzi di prova al soggetto rispettivamente 

di rivolgersi autonomamente ad un medico (cfr. sentenze del Tribunale  

D-114/2021 consid. 4.5 e D-291/2021 consid. 7.3.4). Di principio, le auto-

rità svizzere non sono dal canto loro tenute a prendere in considerazione il 

potenziale insorgere di ulteriori affezioni non ancora diagnosticate o so-

spettate, essendo determinante lo stato di fatto presente al momento della 

decisione (cfr. DTAF 2012/21 consid. 5.1; 2010/44 consid. 3.6). 

4.2 Dal canto suo, una violazione del diritto di essere sentito (garantito 

all’art. 29 cpv. 2 Cost. [RS 101]) del ricorrente da parte dell’autorità di prima 

D-408/2021 

Pagina 12 

istanza non comporta automaticamente l’accoglimento del gravame e l’an-

nullamento della decisione impugnata. Anche in presenza di una violazione 

grave, è infatti di principio ammissibile prescindere da un rinvio all’autorità 

inferiore allorquando una tale sanzione costituirebbe una mera formalità, 

provocando un ritardo inutile nella procedura, incompatibile con lo stesso 

interesse della parte interessata ad un’evasione celere della causa (cfr. 

DTF 137 I 195 consid. 2.3.2; DTF 133 I 201 consid. 2.2). Secondo la giuri-

sprudenza e la dottrina una violazione del diritto di essere sentito può es-

sere sanata se la persona toccata ottiene la possibilità di esprimersi in me-

rito davanti ad una autorità di ricorso che dispone del medesimo potere 

d’esame dell’autorità d’esecuzione stessa (cfr. DTF 124 II 132 consid. 2d). 

In tale ambito, la cognizione dell’autorità ricorsuale non va esaminata in 

maniera astratta ma in base all’oggetto della controversia nel caso con-

creto (cfr. WALDMANN/BICKEL in: Waldmann/ Weissenberger (ed.), Praxi-

skommentar VwVG, 2a ed. 2016, art. 29 n. 119). Trasposto in materia 

d’asilo, tale principio implica che il Tribunale non potrà procedere alla ripa-

razione di una violazione del diritto di essere sentito in merito a questioni 

che rientrano nella sfera del potere di apprezzamento dell’autorità inferiore 

dal momento che non dispone della facoltà di controllare l’opportunità delle 

decisioni di prima istanza (cfr. DTAF 2014/22 consid. 5.3). 

4.3  

4.3.1 Tornando al caso in parola, il Tribunale rileva innanzitutto come, dalle 

insorgenze di causa, la situazione valetudinaria attuale del ricorrente si 

presenti come segue. L’insorgente ha potuto beneficiare di due consulti dal 

medico per l’infezione al terzo dito della mano (…) (cfr. atti SEM n. 17/2 e 

n. 18/2), come pure di successive visite mediche per la presentazione di 

sintomi da Covid-19 (cfr. atto SEM n. 20/2), e per le problematiche dentali, 

segnalate anche durante l’audizione federale (cfr. verbale 2, D3 seg., 

pag. 2 e D11 segg., pag. 3; atti SEM n. 29/2 e 43/8). Disturbi valetudinari 

che appaiono essersi definitivamente conclusi positivamente, non essen-

doci peraltro né agli atti e neppure sollevato con il gravame, ulteriori ele-

menti per indurre il Tribunale ad una conclusione differente. Riguardo in-

vece le allegate problematiche psicologiche (cfr. verbale 1 e verbale 2, D4 

segg., pag. 2 seg.), il ricorrente è stato visitato dal medico, anche per una 

valutazione di presa in carico psichiatrica del medesimo, in data (…) rispet-

tivamente il (…) (cfr. atto SEM n. 43/8). Le diagnosi poste dal medico ge-

nerico consultato sono state di insonnia, stress e congestione nasale not-

turna rispettivamente congestione nasale, per le quali per i primi è stato 

disposto da ultimo un trattamento farmacologico a base di (…) e di (…) e 

per la congestione nasale (…) fino al (…). A seguito del preavviso di caso 

speciale al Cantone del (…) per insonnia e stress (cfr. atto SEM n. 35/1), 

D-408/2021 

Pagina 13 

non si trova ulteriore documentazione medica all’inserto, salvo le precisa-

zioni fornite in merito da (…) all’indirizzo della SEM, nel suo messaggio 

elettronico del 9 aprile 2021 (cfr. atto SEM n. 44/2). In quest’ultimo, su ri-

chiesta esplicita dell’autorità inferiore, il (…) preposto, ha riferito che il me-

dico consultato avrebbe fatto la sua valutazione negli F2 del (…) e del (…), 

ma non avrebbe invece richiesto una presa in carico del servizio di psichia-

tria per il ricorrente (cfr. atto SEM n. 44/2; cfr. anche supra lett. K). Onde 

far luce in modo esatto e completo circa lo stato di salute del medesimo, il 

Tribunale, nelle more processuali, ha invitato l’insorgente a voler produrre 

un certificato medico completo in relazione alle problematiche di salute af-

fermate, visto che anche con la replica, egli ha asserito, in modo generico, 

di essere in lista per essere visitato (cfr. decisione incidentale del Tribunale 

del 28 maggio 2021). Tuttavia, il ricorrente, malgrado il tempo trascorso 

dall’inoltro del ricorso e dall’ultima visita medica agli atti del  

(…) di quasi (…) mesi, ha richiesto una proroga per presentare il certificato 

medico di almeno un mese, motivando unicamente la stessa a causa dei 

tempi di attesa per una presa in carico psicologica e psichiatrica presso il 

Cantone di attribuzione (cfr. scritto del ricorrente del  

10 giugno 2021). Nello scritto del 10 giugno 2021 l’insorgente non apporta 

invece alcun indizio concreto e sostanziato riguardo alle eventuali patolo-

gie o disturbi, non ancora diagnosticati e quindi di conseguenza non già 

rilevabili dalla documentazione all’inserto, che non sarebbero ancora stati 

analizzati. L’insorgente si limita soltanto a riferire che la presa in carico 

psicologica avverrebbe tramite il medico di famiglia del ricorrente (il Dr. 

med. H._______), senza però aggiungere né se un’eventuale visita medica 

presso il medesimo sia stata effettivamente programmata e quando, né 

ulteriori dettagli circostanziati circa il suo stato di salute.  

4.3.2 Alla luce di tali evenienze, il Tribunale constata in primo luogo come 

l’autorità inferiore, al momento dell’emanazione della decisione avversata 

del 22 gennaio 2021, non disponeva di tutte le informazioni rilevanti per la 

causa dal profilo dello stato di salute dell’interessato per potersi pronun-

ciare con cognizione di causa. Invero, la SEM, il giorno successivo al pa-

rere presentato dalla rappresentante legale – in cui quest’ultima eviden-

ziava le lacune nell’accertamento delle problematiche psichiatriche segna-

late dal ricorrente da parte dell’autorità inferiore, nonché che il relativo F2 

di una visita che l’insorgente avrebbe effettuato dal medico generico (…) o 

(…) giorni prima rispetto alla redazione del parere, non sarebbe ancora 

pervenuto alla sua mandante – ha deciso immantinente di emettere la sua 

decisione negativa. Ciò senza perlomeno appurare presso il (…) del Cen-

tro federale d’asilo competente – come peraltro risulta essere normale 

prassi dell’autorità inferiore – di quali visite mediche il ricorrente avesse 

D-408/2021 

Pagina 14 

beneficiato sino ad allora e quali fossero eventualmente previste in futuro. 

Ciò avrebbe potuto permettere all’autorità inferiore di pronunciarsi con 

piena cognizione di causa circa la completezza degli atti di causa all’in-

serto, segnatamente riguardo all’eventuale mancanza della documenta-

zione F2 segnalata già nelle sue osservazioni del  

21 gennaio 2021 dalla rappresentante legale, tesi nuovamente ripresa an-

che nel ricorso. La SEM invece, nella sua decisione, aprioristicamente e 

senza alcun elemento concreto fondante tale sua conclusione, ha ritenuto 

che la documentazione F2 di cui parlerebbe la rappresentante legale, altra 

non sia che quella relativa il “mal di denti” per il quale il ricorrente sarebbe 

stato nel frattempo curato (cfr. p.to II, pag. 4 della decisione impugnata). Il 

Tribunale ritiene, alla stessa stregua del ricorrente che, senza una suffi-

ciente analisi di tali aspetti, la SEM non potesse – come invece a torto da 

essa motivato nel provvedimento avversato – pronunciarsi, allo stato degli 

atti presenti al momento dell’emanazione della sua decisione, circa gli 

eventuali ed effettivi disturbi di tipo psicologico-psichiatrico di cui sarebbe 

stato affetto il ricorrente, nonché soprattutto in relazione al grado di gravità 

di tale sintomatologia. Elemento, quest’ultimo, che si ricorda essere deci-

sivo per apprezzare le questioni in rapporto all’esecuzione dell’allontana-

mento dell’insorgente verso l’Algeria, segnatamente quelle relative alle 

possibilità di trattamento e di accesso alle cure essenziali in loco (cfr. fra le 

tante le sentenze del Tribunale E-2551/2018 del 18 febbraio 2021 con-

sid. 8.5, E-2327/2019 del 20 maggio 2019, D-1376/2019 del 

28 marzo 2019). Al momento dell’emanazione del provvedimento avver-

sato, l’autorità inferiore, non disponendo di tutti gli elementi rilevanti per un 

apprezzamento corretto dello stato di salute del ricorrente, ha quindi 

espresso nella decisione impugnata delle valutazioni lacunose circa il suo 

stato valetudinario dal profilo psicologico-psichiatrico, non avendo ottem-

perato, sino a quel momento, ad un accertamento sufficiente da questo 

lato, nonché pure inesatte per quanto attinente la documentazione medica 

presente agli atti e le considerazioni circa la gravità di tale suo stato di sa-

lute. Il procedere della SEM, sino all’emanazione della decisione avver-

sata, risultava pertanto irrispettoso d’un canto del principio inquisitorio a cui 

deve attenersi l’autorità anche in materia d’accertamento medico, ma an-

che, d’altro canto, del diritto di essere sentito della parte in causa (art. 29 

cpv. 2 Cost.). D’altro canto, la violazione da parte dell’autorità inferiore di 

quanto precede, non conduce tuttavia il Tribunale ad annullare il provvedi-

mento sindacato per accertamento inesatto ed incompleto dei fatti giuridi-

camente rilevanti così come richiesto dall’insorgente nel gravame. Difatti, 

come già sopra esposto ampiamente, lo scrivente Tribunale, ha nel caso 

di specie e nelle more processuali, dato ampiamente la possibilità alle parti 

D-408/2021 

Pagina 15 

di esprimersi anche ed in particolare rispetto allo stato di salute dell’insor-

gente. L’autorità inferiore, dopo la richiesta del Tribunale di presentare una 

risposta al ricorso, ha assunto agli atti l’ulteriore documentazione medica 

trasmessagli nel frattempo dalla rappresentante legale dell’insorgente (cfr. 

atto SEM n. 43/8), nonché questionato il (…) circa il medesimo. Dal canto 

suo invece il ricorrente, malgrado il Tribunale gli abbia offerto la possibilità 

di esplicitare e concretizzare i suoi disturbi dello spettro psicologico-psi-

chiatrico che non fossero già deducibili dagli atti, da ultimo con la richiesta 

di produzione di un rapporto medico dettagliato, non ha fornito alcun ulte-

riore elemento utile e sostanziato rispetto al suo stato di salute. Si è invece 

limitato a sostenere che l’iscrizione ad una terapia psicologica avverrebbe 

per il tramite del suo medico generico, di cui però non se ne conoscereb-

bero le tempistiche. Per di più, a differenza di quanto da egli sostenuto 

nella sua replica del 25 maggio 2021, con lo scritto del 10 giugno 2021 

smentisce quanto riferito nella prima, ovvero che sarebbe stato inserito in 

una lista per una visita medica, essendo che nel secondo asserisce di es-

sere tutt’ora in attesa di un’iscrizione da parte del suo medico di famiglia 

per una terapia psicologica. Nel medesimo scritto, peraltro, non viene indi-

cato né quando il ricorrente verrebbe visitato dal medico curante, né ulte-

riori elementi atti a ritenere che, oltre alle diagnosi già poste ed in tratta-

mento farmacologico, ovvero di insonnia e stress, ve ne siano di ulteriori 

da appurare. Da tali evenienze, il Tribunale è dell’avviso che, allo stato 

degli atti attuale, i fatti giuridicamente rilevanti per la causa anche dal profilo 

medico siano stati sufficientemente delucidati – anche ed in particolare 

nelle more della presente procedura ricorsuale – e che non vi sia da atten-

dere ulteriore documentazione in tal senso da parte del ricorrente. Invero, 

senza volare in alcun modo sminuire lo stato valetudinario di quest’ultimo, 

appare indubbio come non contenga indicatori quanto all’esistenza, finan-

che potenziale, di affezioni terminali ai sensi della giurisprudenza conven-

zionale applicabile, che possano comportare la violazione delle disposi-

zioni internazionali applicabili (cfr. infra consid. 7.2 e 7.3). Allo stesso 

modo, non vi sono elementi né agli atti né apportati con gli scritti successivi 

da parte del ricorrente, per sospettare che l’insonnia e lo stress diagnosti-

cati, possano raggiungere un tale livello di gravità da configurare un rischio 

reale di peggioramento rapido ed irreversibile del suo stato valetudinario 

comportante delle intense sofferenze o una significativa riduzione della 

speranza di vita in caso di un ritorno dell’insorgente in Algeria (cfr. infra 

consid. 7.3). Neppure si può partire dall’assunto che tali problematiche di 

salute, risultino decisive in termini di esigibilità della misura di esecuzione 

dell’allontanamento (cfr. infra consid. 8.4), né tantomeno che sia necessa-

rio effettuare ulteriori accertamenti supplementari dal profilo medico, in par-

D-408/2021 

Pagina 16 

ticolare di attendere il certificato medico richiesto dal Tribunale con deci-

sione incidentale del 28 maggio 2021, per potersi determinare sulla fatti-

specie con cognizione di causa, riguardo l’esecuzione dell’allontanamento 

dell’insorgente, unico punto contestato del provvedimento avversato (cfr. 

supra consid. 3). In tal senso, la domanda di proroga del termine del ricor-

rente per la produzione del certificato medico, contenuta nel suo scritto del 

10 giugno 2021, è respinta. Del resto, le sentenze dello scrivente Tribu-

nale, citate nel ricorso dall’insorgente (cfr. p.to II, pag. 9 e 10 del ricorso), 

riguardano delle costellazioni fattuali che divergono sensibilmente dal caso 

di specie, in particolare avendo il Tribunale nella presente disamina istruito 

sufficientemente la causa anche dal profilo medico e data ampia possibilità 

alle parti di esprimersi al riguardo, e quindi le argomentazioni contenute nel 

gravame in tal senso, non sono atte in alcun modo a mutare le succitate 

conclusioni. Inoltre, le allegate generiche difficoltà di interpretariato presso 

l’infermeria del CFA, risultano essere state superate, essendo che nel frat-

tempo l’insorgente ha potuto accedere a delle visite mediche inerenti an-

che le problematiche di salute psicologica asserite, che hanno stabilito che 

il ricorrente non abbisognasse di una presa in carico psichiatrica. Il fatto 

altresì che dal F2 del (…) non sia dato di sapere se la visita medica sarebbe 

stata effettuata in presenza di un interprete, come lamentato dall’insor-

gente nella sua replica, risulta essere un’argomentazione meramente pre-

testuosa, in quanto egli ne era ben a conoscenza ed avrebbe potuto ripor-

tarlo anche alla sua rappresentante legale che, dal canto suo, avrebbe 

avuto il tempo sufficiente per appurare tale questione con l’interessato. Egli 

non ha peraltro indicato in cosa il documento F2 del (…) – che risulta pe-

raltro per le diagnosi ed i trattamenti farmacologici prescritti praticamente 

analogo a quello del (…) che l’insorgente però non censura – risulti irrispet-

toso di quanto esaminato dal medico consultato nella visita succitata o ri-

portato dal medesimo nella predetta. Per il resto, l’insorgente, con parte 

delle sue argomentazioni inerenti l’accertamento inesatto ed incompleto 

dei fatti giuridicamente rilevanti da parte dell’autorità resistente, intende 

censurare la conclusione alla quale la SEM è giunta in punto al suo stato 

di salute in relazione all’esecuzione del suo allontanamento (cfr. ricorso 

pag. 6). Sotto tale aspetto, la censura, riguardando questioni di merito, 

verrà trattata dappresso (cfr. infra consid. 6 segg.). 

4.3.3 Concernente poi il fatto che il ricorrente non si sia potuto esprimere 

già nel parere al progetto di decisione della SEM riguardo l’argomento ad-

dotto nella decisione avversata sull’atteggiamento che avrebbe tenuto 

dopo l’audizione federale il medesimo, che mal si concilierebbe con uno 

stato di salute psicologico sofferente (cfr. p.to II, pag. 5 della decisione im-

pugnata), si osserva quanto segue. Dalla motivazione presente in tal senso 

D-408/2021 

Pagina 17 

nella decisione avversata, appare palese che la stessa è derivata dalle ar-

gomentazioni addotte nel parere al progetto di decisione presentato dalla 

rappresentante legale. A differenza di quanto sostenuto nel ricorso dall’in-

sorgente, non si osserva pertanto nel procedere dell’autorità resistente al-

cuna violazione del diritto di essere sentito del predetto. Per di più, anche 

se venisse riconosciuta una violazione di tale diritto, la stessa sarebbe co-

munque stata sanata in questa sede, in quanto l’insorgente si è potuto 

esprimere compiutamente con il suo ricorso in merito a tale argomenta-

zione. 

4.3.4 Ne discende quindi che, malgrado in punto allo stato di salute del 

ricorrente, la SEM abbia accertato in modo inesatto ed incompleto i fatti 

giuridicamente rilevanti, e di convesso abbia pure violato il principio inqui-

sitorio (art. 6 LAsi in relazione con l’art. 12 PA, art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi), 

nonché il diritto di essere sentito dell’insorgente, al momento dell’emana-

zione della decisione avversata; tuttavia il Tribunale, per le argomentazioni 

già sopra esposte, come pure per motivi di economia processuale, non ri-

tiene di dover annullare la stessa e rinviare gli atti alla SEM. Gli atti all’in-

serto, anche dal profilo medico, risultano difatti essere sufficientemente 

completi ed esatti, perché il Tribunale si sia potuto pronunciare con piena 

cognizione di causa sulla questione (cfr. supra consid. 4.3.2). Inoltre, come 

si vedrà dappresso, le conclusioni a cui è giunta la SEM in merito all’ese-

cuzione dell’allontanamento dell’insorgente, possono del resto essere con-

divise (cfr. infra consid. 7 – 10). Avendo peraltro l’insorgente potuto espri-

mersi ampiamente anche riguardo il suo stato di salute nel corso della pro-

cedura ricorsuale, anche la violazione del suo diritto di essere sentito da 

parte della SEM, risulta essere sanata in specie. Le censure formali mosse 

in tal senso nel gravame dall’insorgente, sono pertanto da respingere. 

5.  

5.1 Infine, in relazione alla scelta della procedura celere da parte dell’auto-

rità resistente invece che la procedura ampliata, il Tribunale rileva dap-

prima come la questione circa lo smistamento tra quest’ultima (art. 26c 

LAsi) e la procedura ampliata (art. 26d LAsi), è già stata trattata dalla pre-

citata autorità ricorsuale nella sua sentenza di principio E-6713/2019 del  

9 giugno 2020 (prevista per la pubblicazione quale DTAF), e citata anche 

nel gravame dal ricorrente, alla quale si può senz’altro rinviare nella fatti-

specie per ulteriori dettagli. Nel caso in parola, poiché la domanda d’asilo 

era stata presentata dal richiedente l’asilo in data (…) ottobre 2020 (cfr. 

atto SEM n. 2/2), sino all’inizio della procedura celere – ovvero con l’audi-

zione sui motivi d’asilo tenutasi il (…) gennaio 2021 (cfr. atto SEM n. 24/13) 

D-408/2021 

Pagina 18 

– l’autorità inferiore ha pacificamente superato di molto il termine ordinato-

rio di 21 giorni concernente la fase preparatoria. La fase successiva, ha 

invece rispettato i termini di otto giorni lavorativi disposti dalla procedura 

celere, essendo che la decisione è stata emanata il 22 gennaio 2021. Tut-

tavia, da quanto già sopra considerato, l’autorità inferiore avrebbe dovuto 

accertare ulteriormente l’aspetto medico al momento dell’emanazione della 

decisione, ciò che ha comportato per il Tribunale un’istruzione accresciuta 

del caso di specie su tale aspetto in fase ricorsuale. A fronte di tali elementi, 

il Tribunale concorda con il ricorrente con il fatto che, vista la prevedibilità 

che i tempi d’evasione nella procedura preparatoria, sarebbero stati difficil-

mente rispettati, la SEM avrebbe dovuto optare per la procedura ampliata, 

in quanto l’autorità inferiore ha ampiamente superato il termine di cui 

all’art. 26 cpv. 1 LAsi. Tuttavia, nel caso in parola la decisione dell’autorità 

inferiore è intervenuta nei tempi normativamente previsti per quanto atti-

nente la fase in procedura celere (art. 26c LAsi in relazione con l’art. 37 

cpv. 2 LAsi), e la scelta di quest’ultima piuttosto che quella ampliata, non 

ha comportato per l’insorgente, a differenza di quanto da egli sostenuto nel 

gravame, alcuna violazione del suo diritto alla difesa o della garanzia della 

via giudiziaria. Il ricorrente è stato difatti rappresentato legalmente durante 

il corso dell’intero iter procedurale, ed ha potuto interporre un ricorso, entro 

il termine, sufficientemente motivato e corposo. Altresì egli si è potuto espri-

mere ampiamente, anche nel corso della presente procedura ricorsuale, 

circa le risultanze processuali ed in ordine alle osservazioni dell’autorità 

inferiore, e gli si è data la possibilità di presentare i mezzi probatori che 

riteneva rilevanti, ben al di là del termine ricorsuale di cinque giorni. Del 

resto, a differenza di quanto pare sostenere il ricorrente nel gravame, il 

termine ricorsuale previsto di 5 giorni lavorativi non è dovuto al fatto che il 

caso sia stato trattato in procedura celere, bensì poiché trattasi di una de-

cisione di non entrata nel merito (cfr. art. 108 cpv. 3 LAsi). Per l’insorgente 

non è pertanto ravvisabile alcun pregiudizio arrecatogli dalla trattazione del 

suo caso in procedura celere piuttosto che in quella ampliata. Visto quanto 

precede, un rinvio all’autorità inferiore per il superamento del termine di 21 

giorni per la fase preparatoria, anche ai fini d’economia processuale, non 

risulta essere opportuno, dato che il ricorrente non è incorso di fatto in al-

cun pregiudizio dalla scelta della SEM, avendo segnatamente il Tribunale 

istruito la causa anche dal profilo medico, ed avendo dato ampiamente la 

possibilità all’insorgente di esprimersi (cfr. anche supra consid. 4.3).  

5.2 Pertanto, il Tribunale ritiene di non dover annullare il provvedimento 

impugnato neppure per violazione dell’art. 26 cpv. 1 LAsi e della trattazione 

della causa in procedura celere da parte dell’autorità inferiore piuttosto che 

smistarla in procedura ampliata (art. 26d LAsi). Ne discende che, anche le 

D-408/2021 

Pagina 19 

censure espresse in tal senso contro il provvedimento impugnato, non pos-

sono trovare accoglimento. 

6.  

6.1 Venendo ora al merito, per quanto concerne l’esecuzione dell’allonta-

namento, per rinvio dell’art. 44 LAsi, l’art. 83 LStrI (RS 142.20) prevede che 

la stessa sia ammissibile (cpv. 3), esigibile (cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In 

caso di non adempimento di una di queste condizioni, la SEM dispone 

l’ammissione provvisoria (art. 44 LAsi e art. 83 cpv. 1 LStrI). 

6.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa la valutazione degli osta-

coli all’esecuzione dell’allontanamento vale lo stesso apprezzamento della 

prova consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricor-

rente deve provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un osta-

colo all’esecuzione dell’allontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2). 

Inoltre, lo stato di fatto determinante in materia di esecuzione dell’allonta-

namento è quello che esiste al momento in cui si statuisce (cfr. 

DTAF 2009/51 consid. 5.4). 

7.  

7.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI l’esecuzione dell’allontanamento non 

è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nella 

massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto interna-

zionale possono essere ostativi all’esecuzione del rimpatrio, in particolare 

l’art. 3 CEDU o l’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-

tura, RS 0.105). L’applicazione di tali disposizioni presuppone, peraltro, 

l’esistenza di serie e concrete ragioni per ritenere che lo straniero possa 

essere esposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a dei trattamenti 

contrari a detti articoli; serie e concrete ragioni la cui esistenza deve essere 

resa plausibile dall’interessato (cfr. DTAF 2008/34 consid. 10; Giurispru-

denza e informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia 

d’asilo [GICRA] 2005 n. 4 consid. 6.2 e GICRA 1996 n. 18 consid. 14b 

lett. ee). 

7.2 Nel caso in esame, dato che l’insorgente non è riuscito a dimostrare 

l’esistenza di seri pregiudizi o il fondato timore di essere esposto a tali pre-

giudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi – essendo che le allegazioni presentate dal 

ricorrente per motivare la sua domanda d’asilo sono state ritenute nella 

decisione impugnata non adempienti le condizioni di cui all’art. 18 LAsi e 

le stesse non sono state oggetto di contestazione da parte dell’insorgente 

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(cfr. supra consid. 3) – il principio del divieto di respingimento non trova 

applicazione nella fattispecie ed il suo rinvio verso l’Algeria è dunque am-

missibile ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi e dell’art. 33 della Convenzione 

sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1952 (Conv. rifugiati, RS 0.142.30). 

Per i motivi già sopra enucleati, egli non può inoltre prevalersi di un rischio 

personale, concreto e serio di essere esposto ad un trattamento proibito, 

in relazione con l’art. 3 CEDU o l’art. 3 Conv. tortura. 

7.3 Proseguendo nell’analisi, né dal gravame, né dagli atti, risultano ele-

menti per ritenere che lo stato valetudinario del ricorrente, sufficientemente 

acclarato in sede ricorsuale, conto tenuto della rilevanza per l’esito della 

vertenza (cfr. DTAF 2015/10 consid. 3.2) e di quanto già sopra considerato 

(cfr. supra consid. 4.3), si trovi in uno stadio a tal punto avanzato e termi-

nale da lasciar presupporre che, a seguito del suo trasferimento, la sua 

morte appaia come una prospettiva prossima (cfr. sentenza della  

CorteEDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; 

DTAF 2011/9 consid. 7.1), o che nello Stato di destinazione non vi siano i 

trattamenti medici adeguati, ed egli sarà quindi confrontato ad un reale ri-

schio di un grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle sue condi-

zioni di salute comportante delle intense sofferenze o una significativa ri-

duzione della speranza di vita (cfr. sentenza della CorteEDU Paposhvili 

contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 segg.; cfr. anche 

DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2). L’insorgente, difatti, per le problematiche al 

terzo dito della mano (…) come pure dentali, e per la diagnosi di conge-

stione nasale, ha potuto beneficiare in Svizzera delle adeguate cure, ed in 

mancanza di elementi contrari all’inserto le stesse appaiono essersi com-

pletamente risolte. A medesima conclusione si giunge per il generico “do-

lore alle ossa” che il ricorrente ha allegato soltanto nel corso del colloquio 

Dublino ed in seguito più ripetuto. Per quanto attiene invece le diagnosi 

poste di insonnia e di stress (cfr. atto SEM n. 43/8), egli potrà senz’altro ed 

in caso di necessità, trovare le adeguate cure nel suo paese d’origine, 

come rettamente considerato anche dall’autorità inferiore che ha pure con-

cretamente analizzato nella decisione impugnata le possibilità di cure pre-

senti nel luogo di provenienza del ricorrente. Se egli dovesse invero neces-

sitare anche in futuro di cure o trattamenti dal profilo psicologico o even-

tualmente pure psichiatrico, le stesse, come pure i medicamenti per le per-

sone seriamente affette psichicamente, sono dispensate gratuitamente in 

Algeria nei vari centri ospedalieri pubblici, senza partecipazioni ai costi da 

parte degli interessati (cfr. ZOUBIR BENMEBAREK, Psychiatric services in  

Algeria, febbraio 2017, < https://www.cambridge.org/core/services/aop-

cambridge-core/content/view/C71849C237272D097D7558D87438A286/ 

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Pagina 21 

S2056474000001598a.pdf/psychiatric_services_in_algeria.pdf>, consul-

tato da ultimo il 22 giugno 2021). In tal senso, l’insorgente avrà quindi la 

possibilità di richiedere, nel suo paese d’origine, ed in caso di bisogno, le 

cure mediche essenziali ed i medicamenti necessari, che gli permettano di 

trattare le eventuali problematiche valetudinarie di tipo psicologico o psi-

chiatrico di cui dovesse essere affetto, senza che ciò comporti l’esposi-

zione ad un declino grave, rapido ed irreversibile del suo stato di salute, o 

ancora a delle sofferenze intense o ad una riduzione significativa della sua 

speranza di vita. 

 

7.4 Visto tutto quanto sopra, l’esecuzione dell’allontanamento dell’insor-

gente verso l’Algeria, risulta pertanto ammissibile ai sensi dell’art. 83 cpv. 3 

LStrI in relazione con l’art. 44 LAsi. 

8.  

8.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non è ra-

gionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di provenienza, lo 

straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situa-

zioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza me-

dica. Entrano altresì in linea di conto i motivi personali, segnatamente me-

dici, che possono esporre a pericolo concreto il richiedente l’asilo (cfr. 

DTAF 2014/26 consid. 7).  

8.2 Tale disposizione si applica principalmente ai “réfugiés de la violence”, 

ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni della qualità di rifu-

giato, poiché non sono personalmente perseguiti, ma che fuggono da si-

tuazioni di guerra, di guerra civile o di violenza generalizzata. Essa vale 

anche nei confronti delle persone per le quali l’allontanamento comporte-

rebbe un pericolo concreto, in particolare perché esse non potrebbero più 

ricevere le cure delle quali esse hanno bisogno o che sarebbero, con ogni 

probabilità, condannate a dover vivere durevolmente e irrimediabilmente in 

stato di totale indigenza e pertanto esposte alla fame, ad una degradazione 

grave del loro stato di salute, all’invalidità o persino alla morte. Per contro, 

le difficoltà socio-economiche che costituiscono l’ordinaria quotidianità 

d’una regione, in particolare la penuria di cure, di alloggi, di impieghi e di 

mezzi di formazione, non sono sufficienti, in sé, a concretizzare una tale 

esposizione al pericolo. L’autorità alla quale incombe la decisione deve 

dunque, in ogni singolo caso, stabilire se gli aspetti umanitari legati alla 

situazione nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel suo Paese 

siano tali da esporlo ad un pericolo concreto (cfr. DTAF 2014/26 con-

sid. 7.6-7.7 con rinvii). 

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Pagina 22 

8.3 Nel caso in parola, in Algeria non vige attualmente una situazione di 

guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l’insieme della 

popolazione nella totalità del territorio nazionale (cfr. tra le altre le sentenze 

del Tribunale E-5209/2020 del 14 dicembre 2020 consid. 7.3.2,  

D-5217/2020 del 23 novembre 2020 consid. 7.3.1). 

8.4 Neppure emergono agli atti o con il gravame degli ostacoli individuali 

che rendano inesigibile l’esecuzione dell’allontanamento dell’insorgente.  

8.4.1 Dagli atti all’inserto, e visto quanto già sopra considerato (cfr. con-

sid. 4.3 e consid. 7), non si evince difatti la necessità per il medesimo di 

dover rimanere in Svizzera poiché altrimenti, in caso di un suo rinvio nel 

paese d’origine, si troverebbe seriamente esposto a pericolo a causa del 

suo stato di salute secondo la giurisprudenza previgente in materia (cfr. 

DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati). V’è invero, come già sopra 

considerato (cfr. consid. 7.3) da partire dal presupposto che in Algeria il 

ricorrente potrà disporre, in caso di necessità, delle possibilità di tratta-

mento adeguato in ambito psicologico-psichiatrico ai sensi della giurispru-

denza succitata (cfr. anche nello stesso senso tra le altre la sentenza del 

Tribunale E-5209/2020 del 14 dicembre 2020 consid. 7.3.4).  

8.4.2 Per il resto, non si ravvisano nella sua situazione personale ulteriori 

ostacoli individuali che possano rendere inesigibile l’esecuzione del suo 

allontanamento. Egli infatti è giovane, dispone di una certa istruzione, non-

ché di esperienza lavorativa nel campo dell’(…) (cfr. verbale 2, D51 segg., 

pag. 6 e D63, pag. 7). Da ultimo ha vissuto ad D._______ in affitto insieme 

alla sua famiglia (composta dai genitori, da […] fratelli ed una sorella, men-

tre che un ulteriore fratello risiede a C._______; cfr. atto SEM n. 12/15, p.to 

2.01, pag. 4; verbale 2, D24, pag. 4; D31 segg., pag. 4 e D40 segg., 

pag. 5), con la quale risulta essere tutt’ora in contatto regolare (cfr. verbale 

2, D25 seg., pag. 4). Nel Paese d’origine il ricorrente può pertanto contare 

su una solida rete famigliare, che potrà, se del caso, supportarlo per i suoi 

bisogni esistenziali, per il tempo necessario alla sua reinstallazione in pa-

tria. In tal senso, a differenza di quanto sostenuto dall’insorgente nel corso 

del verbale d’audizione sui motivi d’asilo (cfr. verbale 2, D49, pag. 6), vi 

sono degli indizi che lasciano presagire che egli disponga delle possibilità 

di sostentamento in patria per le sue necessità essenziali. In particolare 

uno dei fratelli risulta avere un lavoro fisso in un (…), di proprietà di uno zio 

(…) del ricorrente (cfr. verbale 2, D48 e D50, pag. 6). Il ricorrente è altresì 

riuscito ad accantonare sufficienti mezzi per finanziare personalmente il 

suo viaggio d’espatrio (cfr. verbale 2, D61, pag. 7), ed inoltre la sua famiglia 

dispone sia di una casa in proprietà, che sarebbe stata ceduta ad un fratello 

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Pagina 23 

(cfr. verbale 2, D40 seg., pag. 5), sia riesce a pagare un affitto mensile per 

un appartamento ad D._______ ove vivrebbe tutt’ora (cfr. verbale 2, D24, 

pag. 4 e D49, pag. 6).  

8.4.3 Da ultimo, l’insorgente potrà sollecitare dalla SEM, dopo la chiusura 

della presente procedura ed in caso di necessità, un aiuto al ritorno ai sensi 

dell’art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi e degli art. 73 segg. dell’ordinanza 2 sull’asilo 

relativa alle questioni finanziarie dell’11 agosto 1999 (OAsi 2, RS 142.312), 

che gli permetteranno, segnatamente per il tempo della sua reinstallazione, 

di affrontare i suoi bisogni primari, nonché per ottenere per un periodo di 

tempo convenevole, una presa in carico delle eventuali cure mediche e dei 

trattamenti che (ancora) gli necessiteranno. 

8.5 Visto tutto quanto sopra, l’esecuzione dell’allontanamento del ricor-

rente in Algeria, è pertanto da considerarsi pure ragionevolmente esigibile. 

9.  

In ultima analisi, nemmeno risultano impedimenti dal profilo della possibilità 

dell’esecuzione dell’allontanamento, in quanto l’insorgente, usando della 

necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al 

rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12). Inoltre, il contesto attuale legato 

alla pandemia di coronavirus (detto anche Covid-19) non è di natura tale 

da rimettere in causa le conclusioni che precedono. Se dovesse momen-

taneamente posticipare l’esecuzione dell’allontanamento, lo stesso inter-

verrebbe necessariamente più tardi, in tempi appropriati (cfr. fra le tante le 

sentenze del Tribunale D-2635/2020 del 1° marzo 2021 consid. 8.5 con ul-

teriori riferimenti citati, D-2151/2019 del 24 febbraio 2021 consid. 6.2,  

D-504/2020 del 17 febbraio 2021 consid. 9.5). L’esecuzione dell’allontana-

mento dell’insorgente risulta quindi anche essere possibile (art. 83 cpv. 2 

LStrI). 

10.  

Di conseguenza, in materia di esecuzione dell’allontanamento, la decisione 

dell’autorità inferiore va confermata ed il ricorso respinto. 

11.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

è divenuta senza oggetto. 

D-408/2021 

Pagina 24 

12.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali che seguono la soccom-

benza, sarebbero da porre a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 

nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, potendo il Tribunale partire dall’assunto 

che l’insorgente sia indigente e non essendo state le conclusioni ricorsuali 

al momento dell’inoltro del gravame d’acchito sprovviste di possibilità di 

esito favorevole, v’è luogo di accogliere la domanda di assistenza giudizia-

ria e non sono prelevate spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA). 

13.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-408/2021 

Pagina 25 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

La domanda di proroga del termine, contenuta nello scritto del ricorrente 

del 10 giugno 2021 e relativa la produzione di un certificato medico, è re-

spinta. 

2.  

Il ricorso è respinto. 

3.  

La domanda di assistenza giudiziaria è accolta. 

4.  

Non si prelevano spese processuali. 

5.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

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