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**Case Identifier:** 60944553-e5ef-59d4-a6ad-726460a956c4
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2019-08-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.08.2019 D-3363/2019
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3363-2019_2019-08-22.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-3363/2019 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 2  a g o s t o  2 0 1 9  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione del giudice Gérard Scherrer, 

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Cina (Repubblica Popolare),  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (senza esecuzione dell’allontanamento);  

decisione della SEM del 5 giugno 2019. 

 

 

 

D-3363/2019 

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Visto: 

la domanda d’asilo che l’interessato ha presentato in Svizzera il  

(…) agosto 2016 (cfr. atto A1/2),  

i verbali relativi all’audizione sul rilevamento delle generalità del (…) ago-

sto 2016 (cfr. atto A7/13; di seguito: verbale 1) nonché all’audizione fede-

rale ai sensi dell’art. 29 LAsi (RS 142.31) del (…) marzo 2018  

(cfr. atto A13/26; di seguito: verbale 2), 

la carta d’identità originale dell’insorgente che egli ha prodotto a supporto 

della sua domanda d’asilo (cfr. verbale 2, D13, pag. 3), 

la decisione della SEM del 5 giugno 2019 – notificata il 6 giugno 2019 (cfr. 

atto A20/1) – con la quale la predetta autorità ha riconosciuto all’interessato 

la qualità di rifugiato per motivi soggettivi insorti dopo la fuga, negandogli 

tuttavia la concessione dell’asilo; nel contempo ha pronunciato il suo allon-

tanamento dalla Svizzera, concedendogli l’ammissione provvisoria per 

inammissibilità dell’esecuzione dell’allontanamento,  

il ricorso del 2 luglio 2019 (cfr. timbro del plico raccomandato) con il quale 

l’insorgente ha postulato l’annullamento della decisione impugnata e la 

concessione dell’asilo in Svizzera; altresì ha presentato un’istanza di assi-

stenza giudiziaria, secondo il senso, dell’esenzione dal pagamento delle 

spese processuali e del relativo anticipo, il tutto con protesta di spese e 

ripetibili, 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che la presente procedura è retta dal diritto anteriore (cfr. Disposizioni tran-

sitorie della modifica del 25 settembre 2015 cpv. 1 nLAsi, nuovo testo legi-

slativo in vigore dal 1° marzo 2019), 

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che fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi  

dell’art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF, 

che la SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi) e l’atto impugnato co-

stituisce una decisione ai sensi dell’art. 5 PA, 

che il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA), per il che è legittimato ad aggravarsi contro di 

essa, 

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 vLAsi), alla forma 

e al contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti, 

che occorre pertanto entrare nel merito del gravame, 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un 

secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scritti, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la 

violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5), 

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che preliminarmente il Tribunale osserva che, essendo il ricorrente stato 

riconosciuto quale rifugiato nonché posto al beneficio dell’ammissione 

provvisoria per inammissibilità dell’esecuzione dell’allontanamento nella 

decisione impugnata, e non avendo l’insorgente censurata la pronuncia 

dell’allontanamento, oggetto del litigio in questa sede risulta essere esclu-

sivamente la decisione riguardante il rifiuto della domanda d’asilo, 

che l’interessato, cittadino della Repubblica Popolare Cinese, di etnia tibe-

tana, nato e cresciuto nel villaggio di B._______, comune di C._______, 

distretto di D._______, prefettura di E._______, provincia di F._______(cfr. 

verbale 1, p.to 1.07 segg., pag. 2 seg. e p.to 2.01, pag. 4), ha dichiarato 

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che a partire dai (…) anni di età egli sarebbe divenuto monaco ed avrebbe 

vissuto in un monastero sito a G._______, nel distretto di H._______, per 

circa quattro mesi l’anno, trascorrendo il resto del tempo nel suo villaggio 

di provenienza e con la sua famiglia, conducendo una vita nomade (cfr. 

verbale 1, p.to 1.17.04 segg., pag. 4 seg.), 

che l’interessato ha ricondotto il suo espatrio a delle problematiche di ori-

gine politica che egli avrebbe avuto con le autorità del suo Paese d’origine 

rispettivamente nel 2009 e nel 2016 ed alle restrizioni nella sua vita quoti-

diana derivanti dalle medesime, 

che invero, nel (…) del 2009, egli avrebbe preso parte ad una dimostra-

zione a H._______ in favore dell’indipendenza del Tibet, della liberazione 

dei prigioni politici e del ritorno del I._______; che dopo circa quindici – 

venti minuti dal momento in cui avrebbe iniziato a dimostrare, sarebbe stato 

colpito più volte con una pistola elettrica dagli agenti di sicurezza che sa-

rebbero intervenuti per impedire la dimostrazione; che a seguito degli 

stessi, avrebbe perso i sensi; che successivamente sarebbe venuto a co-

noscenza che una ventina di dimostranti sarebbe stato arrestato; che dopo 

essere rientrato nel suo villaggio, avrebbe appreso che egli, insieme agli 

altri dimostranti che non erano stati arrestati, sarebbe stato inserito in una 

lista di persone invise alle autorità e catalogate come pericolose e quindi 

posto sotto osservazione; che avrebbe subito quali conseguenze delle li-

mitazioni alla sua vita quotidiana, segnatamente nella sua libertà di movi-

mento quando desiderava recarsi in altri luoghi rispetto al suo villaggio 

d’origine, come pure nell’acquisto di benzina o di un telefono cellulare, ove 

gli necessitava l’approvazione e la firma da parte delle autorità (cfr. verbale 

2, D65 segg., pag. 9 segg.); che inoltre gli avrebbero controllato il suo te-

lefono cellulare nonché lo avrebbero trattenuto in alcuni giorni festivi (cfr. 

verbale 2, D97 segg., pag. 17), come pure non avrebbe potuto proporsi 

quale (…) nel suo villaggio (cfr. verbale 2, D133 segg., pag. 21), 

che per quanto concerne invece i fatti avvenuti nel 2016, il ricorrente ha 

narrato di essersi recato nella città di J._______ ove avrebbe ritirato, inviati 

dallo zio (…) vivente in K._______, dei CD; che questi ultimi avrebbero 

contenuto un discorso del I._______; che egli li avrebbe guardati alla tele-

visione, distribuendoli in seguito ad alcune persone anziane del suo villag-

gio; che sempre all’inizio dell’anno 2016, durante un evento pubblico, un 

cantante avrebbe riportato in musica, un testo scritto dall’insorgente che 

lodava il I._______; che successivamente tale cantante sarebbe stato ar-

restato e le autorità del suo Paese d’origine, avrebbero dato un mese di 

tempo al loro capo villaggio, perché venisse identificato l’autore del testo 

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precitato; che il capo villaggio, il quale sarebbe stato a conoscenza che il 

ricorrente fosse l’autore della distribuzione dei CD nonché del testo della 

canzone, ed essendo fra l’altro un amico di famiglia, avrebbe consigliato al 

fratello ed alla madre di far fuggire l’interessato; che pertanto i predetti gli 

avrebbero organizzato la fuga ed il (…) marzo 2016 lui avrebbe lasciato il 

suo villaggio, espatriando in seguito dapprima illegalmente verso il 

K._______, ed il (…) agosto 2016 giungendo per via aerea in Europa (cfr. 

verbale 2, D67 segg., pag. 12 segg.; verbale 1, p.to 5.01, pag. 6 seg.), 

che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi); che l’asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato; che 

esso include il diritto di risiedere in Svizzera, 

che giusta l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese di 

origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di es-

sere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente 

l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché 

le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 

cpv. 2 LAsi),  

che a tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato; che la qualità 

di rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi);  

che è pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente siano 

sufficientemente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro (art. 7  

cpv. 3 LAsi); che in questo senso dichiarazioni vaghe, quindi suscettibili di 

molteplici interpretazioni, contraddittorie in punti essenziali, sprovviste di 

una logica interna, incongrue ai fatti o all’esperienza generale di vita, non 

possono essere considerate verosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi; che è altresì 

necessario che il richiedente stesso appaia come una persona attendibile, 

ossia degna di essere creduta; che questa qualità non è data, in 

particolare, quando egli fonda le sue allegazioni su mezzi di prova falsi o 

falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti o li espone 

consapevolmente in maniera falsata, in corso di procedura ritratta 

dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, ne introduce 

tardivamente di nuove, dimostra scarso interesse nella procedura oppure 

nega la necessaria collaborazione; che infine, non è indispensabile che le 

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allegazioni del richiedente l’asilo siano sostenute da prove rigorose; che al 

contrario, è sufficiente che l’autorità giudicante, pur nutrendo degli 

eventuali dubbi circa alcune affermazioni, sia persuasa che, 

complessivamente, tale versione dei fatti sia in preponderanza veritiera; 

che il giudizio sulla verosimiglianza non deve, infatti, ridursi a una mera 

verifica della plausibilità del contenuto di ogni singola allegazione, bensì 

dev’essere il frutto di una ponderazione tra gli elementi essenziali a favore 

e contrari ad essa; che decisivo sarà dunque determinare, da un punto di 

vista oggettivo, quali fra questi risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. 

DTAF 2015/3 consid. 6.5.1; 2013/11 consid. 5.1 e giurisprudenza ivi 

citata), 

che nella querelata decisione, l’autorità inferiore ha in una prima parte con-

siderato le dichiarazioni concernenti i motivi d’asilo dell’insorgente come 

inverosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi, 

che invero le stesse non sarebbero credibili in più punti ed a tratti vaghe e 

non sufficientemente dettagliate; che segnatamente la SEM ha ritenuto 

poco plausibile sia il fatto che egli fosse finito nel mirino delle autorità dopo 

la dimostrazione del (…) 2009, dal momento che egli non si sarebbe con-

traddistinto in modo particolare né durante lo stesso né precedentemente, 

sia che lui – insieme alle altre persone che non sarebbero state arrestate 

nel corso della manifestazione del 2009 – fosse stato inserito in una lista 

poiché ritenuto pericoloso; che pertanto, anche il fatto di essere finito sotto 

osservazione e di aver subito delle limitazioni nella sua vita quotidiana ap-

parirebbe poco credibile; che in merito alle medesime l’interessato non 

avrebbe inoltre aggiunto alcun elemento concreto; che infine neppure la 

narrazione dell’insorgente relativa agli avvicendamenti intervenuti a se-

guito dell’arresto del cantante, non risulterebbero convincenti; che a titolo 

d’esempio non si comprenderebbe come le autorità cinesi avrebbero po-

tuto risalire al suo villaggio tramite un semplice nome d’arte “(…)”, nonché 

come la madre ed il fratello avrebbero organizzato il suo viaggio d’espatrio 

senza coinvolgerlo,  

che nella seconda parte della sua decisione, l’autorità di prime cure, ha 

riconosciuto la qualità di rifugiato al ricorrente per dei motivi soggettivi in-

sorti dopo la fuga dal Paese d’origine ex art. 54 LAsi; che invero avendo il 

ricorrente abbandonato quest’ultimo illegalmente, e prendendo in conside-

razione la sentenza di principio del Tribunale DTAF 2009/29, egli avrebbe 

un fondato timore di essere esposto a dei pregiudizi rilevanti in materia 

d’asilo nel caso di un suo rientro in Cina,  

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che con ricorso, l’insorgente avversa la valutazione della SEM sulla que-

stione dell’inverosimiglianza dei suoi asserti circa i suoi motivi d’asilo; che 

verosimiglianza e coerenza andrebbero invero considerate da un punto di 

vista globale; che quo alla sua identificazione da parte delle autorità cinesi, 

egli afferma di essere stato a capo del corteo dimostrativo, nonché di avere 

partecipato spesso a degli eventi di questo genere; che pertanto le autorità 

sarebbero state a conoscenza della sua identità o lo avrebbero potuto iden-

tificare facilmente chiedendo informazioni anche a terze persone; che inol-

tre sarebbe un fatto notorio che le persone a capo di un corteo sarebbero 

automaticamente inserite in una lista di persone sotto osservazione; che 

tra l’altro le autorità avrebbero sospettato che egli fosse l’autore della poe-

sia incriminata, in quanto egli sarebbe stato amico del cantante arrestato, 

ma non essendone certe, avrebbero richiesto al capo villaggio di conse-

gnare l’autore della stessa; che infine, il fratello e la madre non lo avrebbero 

coinvolto nei preparativi per il viaggio d’espatrio, poiché avrebbero temuto 

che egli non accettasse lo stesso,  

che il Tribunale non ritiene che le motivazioni contenute nel gravame siano 

tali da rimettere in discussione la conclusione d’inverosimiglianza alla quale 

è giunta l’autorità inferiore, 

che in primo luogo si denota come gli eventi del 2016, ovvero i fatti che 

sarebbero avvenuti a seguito dell’arresto del cantante – il quale avrebbe 

riportato in pubblico un testo scritto dal ricorrente – nonché la vicenda re-

lativa ai CD, sono stati addotti quali motivi che lo avrebbero condotto 

all’espatrio soltanto durante la seconda audizione del (…) marzo 2018 (cfr. 

verbale 2, D67 segg., pag. 12 segg.); che invero, interrogato in merito alla 

sua precipitosa fuga nel marzo del 2016 nel corso della prima audizione, il 

ricorrente ha unicamente addotto che dopo la dimostrazione del 2009, egli 

sarebbe stato osservato da parte delle autorità cinesi, in particolare durante 

le festività (cfr. verbale 1, p.to 7.01, pag. 8); che malgrado l’insorgente ab-

bia asserito durante la seconda audizione di non aver potuto raccontare i 

fatti successivi al (…) 2009 nella prima audizione (cfr. verbale 2, D67, 

pag. 12), ciò non risulta corrispondere alla realtà, in quanto l’interrogante 

gli aveva posto più volte il quesito di cosa lo avesse determinato infine alla 

partenza dal suo Paese d’origine (cfr. verbale 1, p.to 7.01, pag. 8); che per-

tanto la spiegazione fornita dall’insorgente non risulta convincente, in 

quanto non riesce ad appianare la tardività di tali asserti, che tra l’altro por-

tano sugli eventi chiave motivanti il suo espatrio, 

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che proseguendo nell’analisi, vi sono inoltre diverse incongruenze nel rac-

conto dell’insorgente circa gli eventi successivi alla dimostrazione a cui 

avrebbe preso parte nel 2009 nelle due audizioni rese dallo stesso, 

che segnatamente l’interessato, interrogato specificatamente in merito, ha 

riferito di non avere avuto dei contatti particolari con la polizia, ma di averli 

soltanto incrociati più volte quando egli si recava al (…)  di H._______, e 

di necessitare di una loro firma nel caso volesse acquistare un telefono 

portatile (cfr. verbale 1, p.to 7.01, pag. 8); che invece, nel corso della se-

conda audizione federale, egli ha presentato, senza alcuna spiegazione 

plausibile, una versione differente, riferendo che le autorità di polizia gli 

avrebbero in particolare controllato il telefono durante le festività, nonché 

rinchiuso in una stanza/casa durante le stesse (cfr. verbale 2, D97 segg., 

pag. 17), 

che anche per quanto attiene l’organizzazione del suo espatrio, le versioni 

rese dall’insorgente non risultano convergere; che dapprima egli ha infatti 

asserito che a seguito della manifestazione avvenuta nel 2009, lo zio vi-

vente in K._______ avrebbe appreso che egli era osservato dalle autorità 

cinesi; che pertanto, tramite un amico presente nella sua regione, lo 

avrebbe informato di recarsi da lui in K._______ e gli avrebbe organizzato 

in breve tempo il viaggio d’espatrio (cfr. verbale 1, p.to 7.01, pag. 8); che 

diversamente, nell’audizione successiva – come pure reiterato nel gra-

vame dall’insorgente –, l’organizzazione del viaggio e l’informazione che 

egli avrebbe dovuto lasciare il suo luogo d’origine, sarebbero state messe 

in atto dalla madre, dal fratello e dal capo villaggio (cfr. verbale 2, D67, 

pag. 12 seg.), 

che le contraddizioni significative succitate non trovano alcuna spiegazione 

plausibile; che le stesse non possono difatti essere ascrivibili a delle diffi-

coltà mnemoniche, come sembra volerlo l’insorgente (cfr. verbale 1, p.to 

8.02, pag. 9; verbale 2, D12, pag. 3); che invero d’un canto le stesse non 

sono in alcun modo attestate nelle insorgenze di causa e d’altro canto le 

asserzioni, a tratti molto dettagliate dell’insorgente – segnatamente circa i 

luoghi che avrebbe attraversato durante l’espatrio dal suo Paese d’origine 

(cfr. verbale 1, p.to 5.01, pag. 6 seg.; verbale 2, D68 segg., pag. 13 segg.), 

nonché in relazione alla manifestazione avvenuta nel 2009 (cfr. verbale 1, 

p.to 7.01 seg., pag. 8; verbale 2, D65 seg., pag. 9 segg.) – fanno seria-

mente dubitare della veridicità di tali problematiche di memoria, 

che per il resto, risultano condivisibili le argomentazioni contenute nella de-

cisione avversata circa i rimarchevoli indizi di inverosimiglianza presenti 

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nelle asserzioni del ricorrente riguardo a come egli sarebbe stato classifi-

cato da parte delle autorità del suo Paese d’origine come pericoloso, non-

ché posto sotto osservazione particolare dopo i fatti presunti accaduti nel 

2009 e nel 2016; che alle motivazioni della decisione querelata si può frat-

tanto senz’altro rinviare (cfr. p.to II, pag. 2 seg.), onde evitare inutili ripeti-

zioni; che le censure presentate nel gravame dall’insorgente, fra l’altro delle 

spiegazioni nuove non supportate da alcun elemento concreto e plausibile, 

non fanno addivenire il Tribunale a diversa conclusione, 

che ulteriore conferma dell’inverosimiglianza dei suoi asserti lo si riscontra 

nel fatto che, dopo il suo espatrio, egli non pare essere stato ricercato dalle 

autorità del suo Paese, né i suoi famigliari avrebbero riscontrato qualsivo-

glia problematica con le stesse a causa della sua partenza (cfr. verbale 2, 

D36 segg., pag. 6), 

che in definitiva, si può partire dall’assunto che la versione resa dall’insor-

gente circa i suoi motivi d’asilo non ossequi ai succitati criteri di verosimi-

glianza, 

che di conseguenza, non avendo reso verosimili le sue asserzioni circa gli 

eventi che lo avrebbero condotto nel mirino delle autorità cinesi e di avere 

pertanto un timore fondato di subire delle persecuzioni rilevanti al momento 

della partenza dal suo Paese d’origine, il rischio di subire delle persecuzioni 

future è stato generato con la sola partenza illegale dal Paese d’origine (cfr. 

DTAF 2014/12 consid. 5.11; 2009/29 consid. 6.2 – 6.5); che pertanto è a 

giusto titolo che la SEM ha riconosciuto la qualità di rifugiato al ricorrente, 

escludendolo tuttavia dalla concessione dell’asilo, ai sensi dell’art. 54 LAsi, 

che alla luce di tutto quanto sopra, l’autorità inferiore, con la decisione im-

pugnata, non ha violato il diritto federale né abusato del suo potere di ap-

prezzamento ed inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i 

fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi), 

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda tendente 

all’esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte 

spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che infine, ritenute le allegazioni ricorsuali prive di probabilità di esito favo-

revole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA), 

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che visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe-

tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del  

21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale  

(art. 83 lett. d cifra 1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo fe-

derale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

Data di spedizione: