# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 24da80f8-2705-5039-b043-db99297d86c9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-08-19
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 19.08.2015 15.2015.17
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2015-17_2015-08-19.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2015.17

  	
  Lugano

  19 agosto 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG) sul
ricorso 19 gennaio 2015 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  (patrocinata dall’avv. PA 1,)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Bellinzona,
o meglio contro il verbale di pignoramento emesso il 27 novembre 2014 nell’esecuzione
n. __________ promossa dalla ricorrente nei confronti di

 

	
   

  	
  PI 1, 

   

  

procedura che interessa
anche

 

                                         RI
2, 

 

 

Ritenuto in fatto e considerato in
diritto:

 

                                         che
nell’esecuzione n. __________ promossa da RI 1 nei confronti di PI 1, il 27
novembre 2014 l’Ufficio di esecuzione (UE) di Bellinzona ha pignorato la quota
di salario dell’e­­scusso eccedente il suo minimo d’esistenza fissato in fr. 1'892.–,
nonché l’intero pacchetto azionario (composto di 100 azioni al portatore di nominali
fr. 1'000.– cadauna) della società __________ E__________ SA, con sede a __________,
indicando nel verbale di pignoramento che 51 azioni sono depositate presso l’UE,
mentre le restanti 49 “sono depositate presso la F__________ SA e non
ancora di proprietà dell’escusso in quanto il debito per l’acquisto non è ancora
stato estinto”;

                                         che
ricevuto il verbale, con scritto del 19 gennaio 2015 RI 1 ha segnalato all’UE
di aver venduto all’escusso, con contratto del settembre 2012, almeno 15 delle
49 azioni della società __________ E__________ SA depositate presso la F__________
SA, ragione per cui – a suo dire – non si comprende come possano essere
(ancora) di proprietà di quest’ultima;

                                         che
nello stesso scritto la procedente ha pure invitato l’UE, qualora non l’avesse
ancora fatto, ad accertare l’esistenza di eventuali altri beni pignorabili
presso l’abitazione dell’escusso, a effettuare una verifica relativa all’effettivo
incasso dell’eccedenza mensile pignorabile dello stipendio del debitore e a fornirle
indicazioni sulla ripartizione degli importi incassati tra lei e l’altro creditore
partecipante al gruppo di pignoramento;

                                         che
a titolo cautelativo, RI 1 ha altresì chiesto all’UE di considerare la sua
lettera quale formale atto di ricorso giusta l’art. 17 LEF;

                                         che
a integrazione e conferma di quanto sopra esposto, il 25 gennaio 2015 la
procedente ha prodotto all’UE copia del contratto di compravendita di azioni al
portatore sottoscritto il 7 settembre 2012 da lei e da PI 1, dal quale – a suo
parere – emerge che a quel momento le note azioni erano in possesso del debitore;

                                         che
essa ha pure trasmesso un estratto del verbale dell’udienza del 20 gennaio 2015
tenutasi dinanzi al Pretore del Distretto di Bellinzona (inc. __________),
concernente la deposizione di PI 1, il quale aveva confermato che le 15 azioni
in questione erano sue e da lui detenute e che presso la F__________ SA ve ne erano
altre, diverse da quelle;

                                         che
a fronte di quanto appena menzionato, a mente dell’escuten­­te risulta ancora
più palese che la F__________ SA non sia in possesso delle predette azioni, motivo
per cui ha chiesto all’UE di procedere alle verifiche del caso;

                                         che
avendo considerato gli scritti della procedente quale ricorso ai sensi dell’art. 17
LEF, con osservazioni del 19 febbraio 2015 l’UE ne postula la reiezione, mentre
l’escusso è rimasto silente;

                                         che
il 13 luglio 2015 l’organo esecutivo ha emesso e trasmesso alle parti un nuovo
verbale di pignoramento, in sostituzione e annullamento di quello precedente;

                                         che
resosi conto che nel nuovo verbale mancava la seconda pagina, l’UE ne ha emesso
un altro il 16 luglio 2015, indicando sullo stesso che “il presente verbale
di pignoramento annulla e sostituisce il verbale del 27 novembre 2014,
considerato che lo stesso non rappresentava la situazione reale e del 13 luglio
2015” (v. verbale del 16 luglio 2015, pag. 4);

                                         che
per quanto attiene al pignoramento delle azioni della società __________ E__________
SA, il nuovo verbale menziona in particolare che 66 azioni (dalla n. 1 alla n.
66) sono depositate presso l’UE e le restanti 34 (dalla n. 67 alla n. 100)
presso la F__________ SA;

                                         che
con il ricorso al vaglio RI 1 si duole anzitutto della – a suo avviso – errata
indicazione del numero di azioni depositate presso la F__________, ritenendo che
15 delle 49 azioni in questione non possono essere in possesso e di proprietà di
quest’ultima;

                                         che
con il nuovo verbale emesso il 16 luglio 2015 l’UE ha rettificato il numero
delle azioni depositate presso la sua sede e presso la F__________, indicando
in concreto che nella sua sede sono effettivamente presenti 66 azioni anziché
51;

                                         che
in altri termini, l’Ufficio ha modificato il verbale nel senso auspicato dalla
ricorrente, ovvero aggiungendo nella voce 1 degli oggetti pignorati anche le quindici
azioni (dalla n. 52 alla n. 66, v. contratto di compravendita di azioni al
portatore 7 settembre 2012, pag. 1) cui fa riferimento la stessa e che di fatto erano già in possesso dell’organo
esecutivo, sebbene quest’ultimo per errore non le avesse menzionate nel verbale
del 27 novembre 2014;

                                         che
il nuovo verbale non è stato impugnato ed è ormai passato in giudicato;

                                         che
su questo punto la procedura ricorsuale è così divenuta priva d’oggetto;

                                         che
per quanto concerne le richieste di verifica dell’incasso dell’eccedenza
mensile pignorabile dello stipendio del debitore e d’informazione sulla
ripartizione degli importi incassati, esse appaiono essere semplici richieste
all’UE e non domande di ricorso;

                                         che
per quanto attiene invece all’accertamento dell’esistenza di eventuali altri
beni pignorabili presso l’abitazione dell’escusso, dagli atti non emerge che l’UE
vi abbia proceduto in tempi recenti, essendosi lo stesso limitato a interrogare
l’escusso presso i propri uffici (cfr. verbali interni delle operazioni di
pignoramento del 6 dicembre 2013 e 21 agosto 2014);

                                         che,
tuttavia, tra i compiti dei funzionari incaricati di eseguire il pignoramento
rientra in particolare quello d’ispezionare la dimora, principale o secondaria,
dell’escusso (Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. II, 2000, n. 13 ad art. 91 LEF con
rinvii);

                                         che
nel caso specifico, siccome i beni pignorati non sono sufficienti a soddisfare i
crediti posti in esecuzione, compresi gli interessi e le spese esecutive, in
parziale accoglimento del ricorso, l’incarto dev’essere rinviato all’organo
esecutivo, affinché verifichi la presenza presso l’abitazione di PI 1 di
eventuali altri beni pignorabili, i quali, in caso affermativo, andranno
pignorati, nei limiti della legge (art. 92 LEF), fintanto che non siano
sufficienti a coprire tutte le esecuzioni che partecipano al pignoramento;

                                         che
per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano
indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF);

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui non è diventato senza oggetto, il ricorso è
parzialmente accolto e di conseguenza l’incarto è rinviato all’Uffi­cio
di esecuzione di Bellinzona, affinché proceda all’ispezione dell’abitazione di PI
1 nel senso dei considerandi.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –;

  –

      .

   

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione, Bellinzona.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, rispettivamente entro
cinque giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è
stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.