# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e55e249d-6e72-543d-a65f-15354ba89e5c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-04-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 07.04.2014 11.2011.94
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2011-94_2014-04-07.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2011.94

  	
  Lugano,

  7 aprile 2014/jh

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Jaques

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  F. Bernasconi

  

 

 

sedente per statuire nella causa DI.2009.165 (filiazione:
contributo di mantenimento) della Pretura della giurisdizione di Locarno Campagna
promossa con istanza del 31 luglio 2009 da

 

	
   

  	
   AO 1 (2004),  

  (rappresentato dalla madre  RA 1 ,

  e patrocinato dall'avv.  PA 2 )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP 1  

  (patrocinato dall'avv.  PA 1 ),

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando
sull'appello del 24 giugno 2011 con richiesta di gratuito patrocinio presentato
da AO 1 contro la sentenza emessa dal Pretore il 24 maggio 2011

 

e sull'appello
di quello stesso giorno presentato dall'avv. AP 1 contro la medesima sentenza;

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   RA 1 (1971), divorziata con due figlie nate dal matrimonio (S__________,
il 28 dicembre 1994, e G__________, il 4 novembre 1997), ha dato alla luce il
29 aprile 2004 AO 1, che è stato riconosciuto da AP 1 (1971). Avvocato di
formazione, quest'ultimo lavora alle dipendenze della __________, __________. RA
1 è infer­miera al 50% per il __________ a __________. A quel tempo i due
vivevano insieme. Il 19 set­tembre 2004 la Commissione tutoria regionale 12 ha approvato una convenzione del 6 agosto 2004 in cui AP 1 si impegnava a versare un contributo alimentare
per AO 1 di fr. 500.– mensili indicizzati fino al 6° anno di età,
di fr. 650.– mensili indicizzati dal 7° al 12° anno di età e di fr. 800.– mensili
indicizzati dal 13° al 18° anno di età o “alla conclusione di un periodo
formativo adeguato”, assegni familiari non compresi. La convenzione prevedeva che
l'obbligo di versamento sarebbe
rimasto sospeso “per il periodo di convivenza dei genitori”. Tale convivenza è
cessata nel dicembre del 2008.

 

                                  B.   Il
31 luglio 2009 AO 1 ha convenuto AP 1 davanti al Pretore della giurisdizione di
Locarno Campagna, postulando – previa concessione dell'assistenza giudiziaria –
il versamento di un contributo alimentare retroattivo dal 1° luglio 2008 di fr. 1250.– mensili indicizzati fino al 6° compleanno,
di fr. 1350.– mensili indicizzati
fino al 12° compleanno e di fr. 1500.– mensili indicizzati fino
alla maggiore età, assegni familiari non compresi. Iniziato il 14 settembre
2009, il contraddittorio è prose­guito il 23 novembre successivo senza che
le parti trovassero un accordo. Con decreto cautelare emesso il 16 giugno 2010 “nelle
more istruttorie” il Pretore ha poi condannato AP 1 a versare per il
figlio un contributo provvisionale di fr. 1220.– mensili, assegni
familiari non compresi.

 

                                  C.   L'istruttoria
si è chiusa il 17 dicembre 2010 e al dibattimento finale le parti hanno rinunciato,
limitandosi a conclusioni scritte. Nelle proprie, del 17 marzo 2011, l'istante ha postulato un contributo alimentare di fr. 1800.– mensili indicizzati dal 1°
luglio 2008 fino al 6° compleanno, di fr. 1900.– mensili indicizzati
fino al 12° compleanno e di fr. 2000.– mensili indicizzati fino alla maggiore
età, assegni familiari non compresi, oltre al pagamento di metà delle sue spese
straordinarie. Nel proprio memoriale del 21 marzo 2011 il convenuto ha offerto un contributo alimentare di fr. 1393.–
mensili dal 1¿gennaio 2009 fino al 6° compleanno, di fr. 1470.– mensili fino
al 12° compleanno e di fr. 1720.– mensili fino alla maggiore età, assegni familiari
inclusi.

 

                                  D.   Statuendo
con sentenza del 24 maggio 2011, il Pretore ha parzialmente accolto l'istanza,
nel senso che ha condannato AP 1 a versare i seguenti contributi alimentari
indicizzati:

                                         fr.
1260.– mensili dal 1° luglio al 31 dicembre 2008,

                                         fr.
1270.– mensili dal 1° gennaio 2009 al 30 aprile 2010,

                                         fr.
1350.– mensili dal 1° maggio 2010 al 31 dicembre 2012,

                                         fr. 1545.–
mensili dal 1° gennaio 2013 al 31 ottobre 2015,

                                         fr. 1800.–
mensili dal 1° novembre 2015 al 30 aprile 2016 e

                                         fr. 2150.–
mensili dal 1° maggio 2016 fino alla maggiore età,

                                         assegni
familiari non compresi.

                                         Il
convenuto è stato autorizzato a dedurre dal dovuto quanto già corrisposto per
il figlio a titolo di mantenimento, in particolare fr. 1000.– mensili nel
periodo compreso fra il 1° luglio e il 31 di­cembre 2008. La tassa di
giustizia di fr. 500.– e le spese di fr. 480.– sono state poste per un quinto
a carico dell'istante e per il resto a carico di AP 1, tenuto a rifondere al
figlio fr. 6000.– per ripetibili ridotte. AO 1 non è stato ammesso al
beneficio dell'assistenza giudiziaria.

 

                                  E.   Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa Camera
con un appello del 24 giugno 2011 nel quale chiede che il contributo di
mantenimento per il figlio sia fissato in fr. 1393.– mensili indicizzati
dal 1° gennaio 2009 fino al 6° compleanno, in fr. 1470.– mensili indicizzati
fino al 12° compleanno e in fr. 1720.– mensili indicizzati fino alla maggiore
età, assegni familiari inclusi, che gli oneri processuali siano addebitati per
un terzo all'istante e che le ripetibili siano compensate. La sentenza del
Pretore è stata impugnata anche da AO 1 per ottenere che – conferitogli il
beneficio del gratuito patrocinio – l'autorizzazione al debitore di dedurre
fr. 1000.– mensili dal dovuto nel periodo compreso fra il 1° luglio e il
31 di­cembre 2008 sia annullata e tutti gli oneri processuali siano posti
a carico del convenuto, con obbligo di rifondergli fr. 7500.– per ripetibili. Entrambe
le parti hanno vicendevolmente proposto il 22 luglio 2011 di respingere
l'appello avversario.

 

                                         Una
richiesta presentata il 23 settembre 2011 da AP 1 per vedere dichiarata immediatamente
esecutiva la sentenza del Pretore è stata dichiarata senza interesse dal
presidente di que­sta Camera il 26 settembre 2011, l'appellante offrendo per il figlio dal 6° al 12° compleanno un contributo alimentare più
alto di quanto prevedesse la sentenza del Pretore. AP 1 ha postulato il 4 ottobre 2011 l'interpretazione o la rettifica di tale decreto con un'istanza che
il presidente della Camera ha dichiarato irricevibile l'8 ottobre successivo.

 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Le azioni di mantenimento e di modifica del contributo alimentare
per i figli (art. 279 e 286 CC) introdotte fino al 31 dicembre 2010 erano
trattate con la procedura speciale degli art. 425 segg. CPC ticinese, in esito
alla quale il Pretore statuiva con sentenza appellabile entro dieci giorni
(art. 428 cpv. 2 CPC ticinese). Alle impugnazioni si applica nondimeno “il
diritto in vigore al momento della comunicazione della decisione” (art. 405
cpv. 1 CPC), ovvero – in concreto – la disciplina degli art. 308 segg. CPC.
Ora, nel nuovo diritto le sentenze riguardanti azioni intese all'ottenimento o
alla modifica di contributi alimentari per i figli (emanate con la procedura
semplificata: art. 295 CPC) sono appellabili nel ter­mine di 30 giorni (art.
311 cpv. 1 CPC), sempre che davanti al Pretore il valore litigioso raggiungesse
almeno fr. 10 000.– (art. 308 cpv. 2). In concreto il giudizio impugnato è stato
notificato al convenuto il 7 febbraio 2011. Il valore litigioso raggiungeva ampiamente
fr. 10 000.–.
Presentato il 24 giugno 2011, l'appello di AP 1 è pertanto ricevibile.

 

                                         Tempestivo
è altresì l'appello di AO 1, presentato quello stesso 24 giugno 2011. È vero
che con tale ricorso l'istante persegue interessi pecuniari non superiori a fr.
6000.– (i contributi di fr. 1000.– mensili che egli nega di avere ricevuto
fra il 1° luglio e il 31 di­cembre 2008: appello, pag. 4 punto 4), ma
è altrettanto vero che il valore litigioso ai fini dell'art. 308 cpv. 2 CPC si
calcola in base a quello dell'“ultima conclusione riconosciuta nella decisione”
(art. 308 cpv. 2 CPC), al momento cioè in cui sono formulate le ultime richieste
di giudizio davanti al Pretore, non in base al valore della domanda in appello.
E nella fattispecie il valore delle ultime conclusioni sottoposte al Pretore raggiungeva
agevolmente la soglia di fr. 10 000.–. Anche sotto questo profilo l'appello
di AO 1 è pertanto ammissibile.

 

                                   2.   AP 1 ha trasmesso a questa
Camera il 4 ottobre 2011, il 3 maggio 2012 e il 12 settembre 2012 tutta
una serie di docu­menti nuovi relativi alla riscossione da parte di RA 1 di
conguagli per contributi alimentari arretrati e all'incasso di spese straordinarie
per il figlio. Trattandosi di documenti successivi
all'emanazione della sentenza impugnata, la loro produzione è ammissibile (art.
317 cpv. 1 CPC). Come si vedrà in seguito, nondimeno, tali docu­menti poco
o punto sussidiano ai fini della decisione.

 

                                   3.   Un
figlio può promuovere azione contro il padre o la madre o contro ambedue per
chiedere il mantenimento futuro e quello per l'anno precedente l'azione (art.
279 cpv. 1 CC). Se il contributo di mantenimento è già stato definito, egli può
chiedere al giudice di aumentarlo ove le circostanze
considerate al momento in cui il contributo è stato stabilito “siano
notevolmente mutate” (art. 286 cpv. 2 CC). Di regola poco importa che il
contributo sia stato fissato per sentenza o per contratto, salvo che in quest'ultimo
caso una modifica può risultare convenzionalmente esclusa (art. 287 cpv. 2 CC).
Per il resto la modifica di un contributo presuppone, concretamente, che
la situazione economica dell'una o dell'altra parte sia cambiata in modo
ragguardevole e duraturo rispetto al momento in cui il contributo è stato
fissato (casistica ed esempi in: Hegnauer, Berner Kommentar, edizione 1997, n. 68 segg. ad art. 286 CC con richiami; v. anche Wullschleger in:
Schwenzer, FamKommentar Scheidung, Berna 2005, n. 5 ad art. 286 CC
con rinvii). La procedura non ha lo
scopo infatti di correggere la decisione (o la convenzione) precedente, ma di
adattare la decisione (o la convenzione) alle nuove circostanze (DTF 138 III
292 consid. 11.1.1). Essa implica perciò un raffronto tra le condizioni
finanziarie in cui si trovavano i genitori al momento in cui il contributo è
stato fissato (o è stato modificato l'ultima volta) e la situazione nuova (I
CCA, sentenza inc. 11.2012.22 del 12 marzo 2014, consid. 5).

 

                                   4.   Nella
sentenza impugnata il Pretore ha constatato che non era chiaro quale modifica
della situazione motivasse l'aumento del contributo alimentare postulato
dall'istante. La fine della vita in comune tra RA 1 e AP 1 sarebbe potuta entrare
in linea di conto per fissare la decorrenza del contributo alimentare, che
secondo la convenzione rimaneva sospeso “per il periodo di convivenza dei genitori”.
Se non che – ha continuato il Pretore – i genitori stessi si erano scostati da
tale pattuizione, accordandosi nel senso che dal 1° luglio 2008 AP 1 versasse
fr. 1000.– mensili per il figlio, ciò ch'egli aveva fatto. La questione era di
sapere pertanto se si giustificasse un aumento del contributo da quel 1° luglio
 2008. A tale scopo il Pretore ha accertato che il reddito del convenuto, di
fr. 63 317.–
annui fino al 2007, era passato nel 2008 a fr. 86 287.–. Inoltre AP 1
non contestava di dover sopperire all'intero fabbisogno in denaro di AO 1, il
reddito conseguito da RA 1 come infermiera a metà tempo essendo sufficiente solo
per coprire il fabbisogno minimo di lei e colmare quello delle due figlie avute
dal matrimonio. Ciò posto, il Pretore ha calcolato il fabbisogno in denaro di AO
 1 in fr. 1260.– mensili dal 1° luglio al 31 dicembre 2008, in fr. 1270.– mensili dal 1° gennaio 2009 al 30 aprile 2010, in fr. 1350.– mensili dal 1° maggio 2010 al 31 di­cembre 2012, 

                                         in fr. 1800.– mensili dal 1° novembre
2015 al 30 aprile 2016 e in fr. 2130.– mensili dal
1° maggio 2016 fino alla maggiore età, assegni familiari non compresi. Onde la
condanna di AP 1 al pagamento di tali importi, con la possibilità di dedurre quanto
da lui già versato, in particolare fr. 1000.– mensili fra il 1° luglio e il 31 dicembre 2008.

 

                                    I.   Sull'appello
di AP 1

 

                                   5.   L'appellante
non contesta di dover sopperire all'intero fabbisogno in denaro del figlio. Critica
però il modo in cui il Pretore ha calcolato tale fabbisogno. Ricorda che
l'istante vive nella stessa economia domestica di S__________ e G__________,
sicché il suo fabbisogno in denaro rimane quello di un terzo figlio (nel senso
delle raccomandazioni pubblicate
dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton
Zurigo, cui la prassi ticinese fa costante riferimento) anche al momento in cui
le due ragazze 

                                         avranno raggiunto la maggiore età. Nulla dà a divedere in effetti – egli
allega – che a quel momento S__________ e G__________ lasceranno l'abitazione
comune, tanto meno ove si consideri che il loro padre si è impegnato nella
convenzione sugli effetti del divorzio (omologata dal Pretore con sentenza del
16 dicembre 1999) a sussidiarne il mantenimento fino al termine degli studi.
L'appellante si duole altresì che a tale riguardo il primo giudice non lo abbia invitato a esprimersi, violando il suo diritto
di essere sentito.

 

                                         a)   Da
quest'ultima censura va subito sgombrato il campo. Intanto perché il modo in
cui si definisce il fabbisogno in denaro di un figlio minorenne che vive nella
stessa economia domestica di un fratello maggiorenne è una questione regolata
dalla giurisprudenza che l'appellante avrebbe dovuto sollevare di propria
iniziativa, ove la reputasse di rilievo per il giudizio. 

                                               Inoltre perché, comunque sia, un'eventuale disattenzione del diritto
d'essere sentito sarebbe sanata dal fatto che l'appellante ha potuto far valere
tutte le sue argomentazioni davanti a un'autorità di ricorso munita di pieno
potere cognitivo com'è questa Camera (DTF 137
I 197 consid. 2.3.2 con richiami). In proposito non giova
pertanto attardarsi.

 

                                         b)   A
sostegno delle proprie tesi l'istante dà “per integralmente riprodotte”, nell'appello,
le allegazioni contenute nel memoriale conclusivo da lui inoltrato al Pretore
(pag. 3 in basso). Ciò non è ammissibile. I requisiti di motivazione che discendono
dall'art. 311 cpv. 1 CPC impongono a un appellante di spiegare perché la
sentenza impugnata sarebbe erronea, non (solo) perché le sue opinioni sarebbero
pertinenti (sentenza del Tribunale federale 5A_651/2011 del 26 aprile 2012,
consid. 4.3.1; sentenza 4D_56/2013 dell'11 dicembre 2013, consid. 3). Nella
misura in cui AP 1 rinvia genericamente al suo memoriale conclusivo del 21
marzo 2011, l'appello va dichiarato quindi irricevibile.

 

                                         c)   Nel
merito questa Camera ha già avuto modo di rammentare che il
fabbisogno in denaro di un figlio minorenne, il quale viva in economia
domestica con un fratello maggiorenne, va determinato secondo le raccomandazioni pubblicate
dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo come quello di un secondo figlio e non come quello di un figlio
unico (RtiD II-2006 pag. 693 n. 43c). La sentenza menzionata dal Pretore (RtiD
II-2010 pag. 637 consid. 8e) si riferiva al caso di una figlia minorenne che
viveva nella stessa economia domestica di fratelli minorenni. Non giova dunque all'attuale
fattispecie, nell'ambito della quale la questione è di sapere se – come crede
il Pretore – dopo la maggiore età di S__________ l'istante vada considerato alla
stregua di un secondogenito e dopo la maggiore età di G__________ alla stregua
di un figlio unico. Ora, la risposta a tale quesito dipende da una prognosi sul
futuro di S__________ e G__________. Se al compimento dei 18 anni costoro avranno
terminato la formazione scolastica o professionale, il fabbisogno in denaro di AO
1 andrà stimato come quello di un secondo figlio, rispettivamente di un figlio
unico. Se invece esse saranno ancora a carico dei genitori, non v'è ragione perché
venga ignorata la loro presenza nell'economia domestica della madre.

 

                                         d)   In
concreto il Pretore non ha accennato alcun pronostico, limitandosi a dare per scontato
che al compimento della maggiore età le due figlie saranno autosufficienti. In
realtà al momento in cui egli ha statuito S__________ stava per concludere la
prima classe del liceo cantonale a __________ e G__________ frequentava le
scuole medie a __________ (appello, pag. 4 in alto, fatto non contestato). Prevedere che il percorso formativo delle due ragazze si sarebbe concluso entro la
maggiore età in condizioni del genere è difficile, se non impossibile. Anzi, la
giurisprudenza più recente del Tribunale federale sembra dipartirsi ormai dal
principio per cui la possibilità di una formazione scolastica o professionale
dopo la maggiore età va presunta quand'anche il figlio sia molto giovane e non
abbia ancora un piano di studi (DTF 139 III 404 in alto). Il Pretore non poteva dunque dare per assodato che al compimento dei 18 anni da
parte di S__________ e G__________ il fabbisogno in denaro dell'istante sarebbe
aumentato perché questi non avrebbe più potuto beneficiare dell'economia di scala
legata alla presenza delle sorelle nella comunione domestica. Dovesse verificarsi
ciò, del resto, l'istante potrà sempre far accertare tale circostanza dal giudice
e postulare un aumento del contributo di mantenimento. Per ora l'ipotesi rimane
aleatoria. Su questo punto l'appello si rivela provvisto di buon diritto.

 

                                         e)   Quanto
precede rende senza oggetto l'argomentazione subordinata dell'appellante, il
quale fa valere che nel caso in cui il fabbisogno in denaro di AO 1 non fosse
stimato come quello dell'ultimo figlio in una fratria di tre andrebbe riveduto
il grado d'occupazione di RA 1 e la spesa per l'appartamento da lei locato a __________
(memoriale, punto 3.1 in fine). Si aggiunga che, comunque sia, simile assunto sarebbe
risultato carente di motivazione, l'appellante non indicando né quale reddito virtuale
sarebbe imputabile a RA 1 né quale costo dell'alloggio andrebbe riconosciuto a
quest'ultima. Onde la sua irricevibilità.

 

                                   6.   Nel
fabbisogno in denaro del figlio l'appellante si duole altresì che il Pretore
abbia calcolato un costo dell'alloggio pari a un terzo della locazione pagata
da RA 1 (fr. 2150.– mensili), mentre le raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio
della gioventù e del­l'orientamento professionale del Canton Zurigo pongono a
carico del terzo figlio la quota di un quinto. Il Pretore ha motivato la sua
chiave di riparto con l'argomento che il convenuto “è in grado di versare a favore
del figlio un contributo più elevato di quello che versa il padre delle altre
due figlie” e che “il reddito della ma­dre non sarebbe sufficiente per far
fronte all'accresciuto onere per l'alloggio delle prime due figlie” (sentenza
impugnata, consid. 7d in fine).

 

                                         Le
raccomandazioni del Canton Zurigo, cui la prassi ticinese si ispira da decenni,
prevedono che nel fabbisogno in denaro del primo figlio va inserito – di norma
– un costo dell'alloggio pari a un terzo di quello a carico del genitore affidatario,
nel fabbisogno in denaro del secondo figlio la proporzione di un quarto e nel
fabbisogno in denaro del terzo figlio quella di un quinto (Amt für Jugend und
Berufsberatung des Kantons Zürich, Emp­feh­lungen zur Bemessung von Unterhalts­bei­trägen
für Kinder, Zurigo 2000, pag. 13 in alto). Da tale principio è lecito scostarsi,
a condizione di fondarsi su ragioni concrete e oggettive. Nella misura in cui
definisce il principio “eccessivamente schematico e poco adattato alla realtà”
(sentenza impugnata, pag. 13 in alto), il Pretore si limita a impressioni personali.
Per di più, suddividere il costo dell'alloggio in quote identiche fra tutti i
figli – come fa il primo giudice – costituisce una soluzione ancora più
schematica di quella prospettata nelle raccomandazioni.

 

                                         Quanto alla
motivazione secondo cui AP 1 è in grado di erogare a AO 1 un contributo di
mantenimento più alto di quello che __________ può versare alle due figlie, ciò
non giustificava di porre a carico del convenuto – in sostanza – una parte del
costo dell'alloggio che rientra nel fabbisogno in denaro di S__________ e G__________.
AP 1 non ha obblighi di mantenimento (nemmeno sussidiari) verso queste ultime. E
la constatazione secondo cui il reddito di RA 1 non basterebbe “per far fronte
all'accresciuto onere per l'alloggio delle prime due figlie” conferma quanto si
è appena rilevato, ovvero che AP 1 è chiamato dal Pretore a sovvenzionare parte
del fabbisogno in denaro di S__________ e G__________. In mancanza di qualsiasi
base legale, tuttavia, simile impostazione è arbitraria. Anche al proposito
l'appello merita accoglimento.

 

                                   7.   Infine
l'appellante fa valere che il Pretore non avrebbe dovuto far decorrere il contributo
litigioso prima del gennaio 2009, la convivenza con RA 1 essendo durata fino al
dicembre del 2008, periodo durante il quale l'applicazione del contratto di
mantenimento era espressamente sospesa. Egli contesta che le parti abbiano mai inteso
derogare a tale convenzione e sottolinea che durante la comunione domestica
egli versava fr. 1000.– mensili a RA 1 per il figlio in virtù degli accordi intercorsi
durante la vita in comune, non in ossequio alla convenzio­ne, la quale non dispiegava
alcun effetto.

 

                                         a)   La
convenzione approvata il 19 settembre 2004 dall'autorità tutoria prevedeva contributi
alimentari per il figlio di fr. 500.– mensili indicizzati fino al 6° compleanno
(29 aprile 2010), di fr. 650.– mensili indicizzati fino al 12° compleanno
(29 aprile 2016) e di fr. 800.– mensili indicizzati fino alla mag­giore età (29 aprile
2022) o “alla conclusione di un periodo formativo adeguato”, assegni familiari
non compresi, ma era esplicitamente inapplicabile durante la vita in comune dei
genitori (doc. A, clausola n. 5). Che nella fattispecie tale convivenza sia
cessata alla fine di dicembre del 2008 non è più in discussione (sentenza
impugnata, consid. 4 in fine). L'accordo era dunque operativo dal 1°
gennaio 2009.

 

                                               Il
Pretore reputa che le parti abbiano modificato tale accordo, anticipan­done gli
effetti per lo meno al 1° luglio 2008 e aumentando il contributo
alimentare a fr. 1000.– mensili (assegni familiari verosimilmente inclusi) poiché
durante la vita in comune AP 1 era solito versare a RA 1 tale somma per il figlio.
A parte il fatto però che i contratti di mantenimento – modifiche comprese – vincolano
il figlio solo se approvati dall'autorità tutoria (art. 287 cpv. 1 e 2 CC), la
quale nella fattispecie non risulta nemmeno essere stata interpellata, l'assetto
contributivo che i conviventi pattuiscono per la vita in comune non vale necessariamente
per la vita separata. Tanto meno senza che essi se ne rendano conto. Si
ragionasse alla stregua del Pretore, ogni contratto di mantenimento stipulato
dai con­cubini per l'eventualità di una separazione entrerebbe automaticamente in
vigore già durante la vita in comune (seppure dichiarato esplicitamente sospeso),
per di più modificato negli importi, ove appena le parti prendessero accordi sul
finanziamento dell'economia domestica durante la convivenza. Ciò non sarebbe sostenibile.
A ragione l'appellante fa valere pertanto che il Pretore poteva aumentare il
suo obbligo contributivo assunto per contratto nei confronti del figlio non prima
del gennaio 2009.

 

                                         b)   Quanto
precede ancora non significa, in ogni modo, che il Pretore non potesse assolutamente
fissare contributi di mantenimento per l'istante nel periodo anteriore al 1° gennaio
2009. Fino a quel momento, ossia finché è durata la convivenza dei genitori,
non esisteva in effetti alcuna disciplina sull'obbligo di mantenimento nei confronti
di AO 1. Nulla impediva al figlio, pertanto, di chiedere la condanna del padre
al versamento di un contributo alimentare facendo capo a 

                                               un'azione di mantenimento, la quale poteva avere – come in concreto
– carattere retroattivo fino a un anno precedente la sua introduzione (art. 279
cpv. 1 CC).

 

                                               È
vero che l'istanza presentata il 31 luglio 2009 da AO 1 menzionava sul
frontespizio il solo art. 286 CC. È altrettanto vero però che nella motivazione
e nelle richieste di giudizio l'istante non si limitava a proporre l'aumento
dei contributi alimentari fissati nella con­venzione del 6 agosto 2004, ma chiedeva
di obbligare il convenuto a erogargli contributi di fr. 1250.–, fr. 1350.– e fr. 1500.– mensili sin dal 1° lu­glio
2008 senza riguardo (e senza nemmeno riferirsi) al contratto di mantenimento.
Altrettanto egli ha fatto nella replica scritta e nel memoriale conclusivo. Ci
si potrebbe domandare se la retroattività potesse estendersi fino al 1° luglio
2008 o non dovesse limitarsi al 31 luglio 2008, ma la questione non è litigiosa.
Sta di fatto che per il lasso di tempo intercorso dal 1° luglio al 31 dicembre
2008 la pretesa del figlio configura un'azione di mantenimento su cui il
Pretore doveva statuire. Nel risultato la decorrenza del 1° luglio 2008 stabilita
dal Pretore resiste dunque alla critica.

 

                                   8.   Rimane
da definire l'entità del contributo alimentare. A tal fine il Pretore ha determinato
il fabbisogno annuo in denaro del figlio sulla scorta della tabella correlata ogni
anno alle raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e
dell'orientamento professionale del Canton Zurigo. Si tratta di una
complicazione soverchia, che obbligherebbe per altro a modificare in questa
sede i dati del 2012 e del 2013 per conformarli alle relative tabelle. In
realtà, dovendosi far decorrere i contributi alimentari dal 1° luglio 2008,
è sufficiente applicare la tabella del 2008 e ancorare il fabbisogno in denaro
del figlio all'indice nazionale dei prezzi al consumo da quella data, per il
che i contributi si trovano a seguire automaticamente l'evoluzio­ne del rincaro
(analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.2007.109 del 25 luglio 2011,
consid. 6). Del resto le messe a punto periodiche delle tabelle da parte
dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo
– le quali riportano pur sempre valori medi statistici – si fondano dal 2000 in poi, pur con aggiustamenti puntuali, soprattutto sul carovita intervenuto da un anno
all'altro (si veda ad esempio la tabella del 2005, valida anche per il 2006, o
la tabella del 2013, valida anche per il 2014: www.ajb.zh.ch/inter­net/bildungsdirektion/ajb/de/kinder_jugendhilfe/unterhalt/unterhalts­be­darf.html).

 

                                         Ciò
premesso, il fabbisogno in denaro dell'istante va determinato in base a quello
di un terzo figlio previsto dalla tabella 2008 (decorrenza dell'obbligo
alimentare) correlata alle ripetute raccomandazioni (fr. 1480.– mensili
fino al 6° com­pleanno, fr. 1490.– mensili fino al 12° compleanno e fr. 1650.–
mensili fino alla maggiore età). Da esso va tolta la metà della posta per cura
e educa­zione, che la madre può fornire in natura siccome occupata professionalmente
al 50% (fr. 227.50 mensili fino al 6° com­pleanno,
fr. 162.50 mensili fino al 12° compleanno e fr. 97.50 mensili fino alla
maggiore età). Inoltre va sostituita la voce tabellare relativa al costo
dell'alloggio (fr. 305.– mensili fino al 12° com­pleanno, fr. 280.–
mensili fino alla maggiore età) con la quota pari a un quinto della locazione
effettiva pagata dalla madre affidataria (fr. 430.– mensili, cioè il 20%
di fr. 2150.–). Ne segue che il fabbisogno in denaro di AO 1 ammontava a
fr. 1380.– mensili (arrotondati) fino al 6° compleanno, ammonta a fr. 1455.–
mensili (arrotondati) fino al 12° compleanno e ammonterà a fr. 1705.– mensili
(arrotondati) in seguito. I fabbisogni in denaro stimati in base alle citate racco­mandazioni
comprendono nondimeno l'assegno familiare (RtiD I-2005 pag. 772 consid.
7), che secondo la più aggiornata giurisprudenza del Tribunale
federale va regolato a parte (DTF 137 III 64 consid. 4.2.3 e 65 consid. 4.3.2).
Il Pretore ne ha accertato l'ammontare
in fr. 250.– mensili (sentenza impugnata, pag. 15), riscossi direttamente dalla
madre (consid. 10 in principio). Il fabbisogno in denaro di AO 1 risulta così
di fr. 1130.– mensili fino ai 6 anni, di fr. 1205.– mensili fino ai
12 anni e di fr. 1455.– mensili in seguito.

 

                                         Nell'appello
AP 1 offre per il figlio contributi alimentari di fr. 1393.– mensili dal 1°
gennaio 2009 fino al 6° compleanno, di fr. 1470.– mensili fino al 12° compleanno
e di fr. 1720.– mensili fino alla maggiore età. Dedotto l'assegno familiare di
fr. 250.– mensili (compreso nella
proposta: memoriale conclusivo, pag. 13), l'offerta si riduce a fr.
1143.– mensili fino ai 6 anni, a fr. 1220.– mensili fino ai 12 anni e fr. 1470.–
mensili fino alla maggiore età. Si tratta per l'essenziale degli stessi dati
desumibili dalla tabella 2008, aggiornati al rincaro dell'anno successivo (116
punti del novembre 2008 per rapporto ai 114.3 punti del novembre 1987 sulla
scala dell’indice nazionale dei prezzi al consumo 1993). In proposito l'appello
merita dunque accoglimento. L'appello è destinato all'insuccesso, per contro (e
come si è visto), nella misura in cui AP 1 rifiuta di versare tali contributi
dal 1° luglio al 31 dicembre 2008.

 

                                   II.   Sull'appello
di AO 1 

 

                                   9.   L'istante
appella il dispositivo n. 3 della sentenza impugnata, con cui il Pretore ha autorizzato
AP 1 a detrarre dai contributi alimentari quanto versato in precedenza a titolo
di mantenimento, “ritenuto che per il periodo compreso fra il 1° luglio e il 31
dicembre 2008, nel quale non sono state rilasciate ricevute, va dedotta la
somma mensile di fr. 1000.–”. A parere dell'appellante tale deduzione (fr. 6000.–
complessivi) non si giustifica, non essendo stato dimostrato che AP 1 abbia eseguito
pagamenti, e si domanda se il Pretore non si sia sospinto oltre le richieste di
giudizio, il convenuto non avendo mai preteso di scalare versamenti di fr.
1000.– mensili nel periodo intercorso dal 1° luglio al 31 dicembre 2008.

 

                                         a)   Che
il Pretore si sia sospinto oltre le richieste di giudizio è escluso già per il
fatto che dal 1° luglio al 31 dicembre 2008 il convenuto proponeva di
respingere l'azione. Per di più, AP 1 ha sempre eccepito di avere versato a RA 1, per il figlio, fr. 1000.– mensili non solo dal 1° luglio al 31 dicembre
2008, ma anche in seguito (risposta scritta allegata al verbale del
14 settembre 2009, pag. 2; duplica orale del 23 novembre 2009: verbale,
pag. 2 a metà; memoriale conclusivo, pag. 2). Obbligan­dolo a versare dal 1°
luglio al 31 dicembre 2008 la differenza tra fr. 1000.– mensili e la cifra
indicata nella sentenza il Pretore non ha quindi ecceduto le richieste di
giudizio né ha statuito d'ufficio su un'eccezione di compensazione.

 

                                         b)   Per
quanto riguarda i versamenti di fr. 6000.– complessivi che l'appellante reputa
non comprovati, AP 1 ha documentato di avere eseguito dal 1° luglio al 31 di­cembre
2008, come ha rilevato il Pretore, prelevamenti periodici da un suo conto
privato di fr. 1000.– il 14 luglio, di fr. 1100.– com­plessivi
il 28 luglio e il 4 agosto, di fr. 1000.– il 27 agosto, di fr. 1000.– il
29 settembre, di fr. 4100.– il 27 ottobre, di fr. 1000.– il 26 novembre e di fr. 1001.– il 29 dicembre (doc. 9).
Certo, non risulta che i prelevamenti fossero destinati a RA 1. La stessa RA 1 ha dichiarato tuttavia al proprio locatore di ricevere “alimenti” per fr. 2700.– mensili (doc.
B, 3° foglio, identico al doc. O, 1° foglio).
E siccome per le due figlie __________ versa fr. 1695.– mensili
complessivi (cifra che l'istante non discute: appello, pag. 5), il Pretore
ha desunto che la differen­za di fr. 1000.– mensili si riconduce al
contributo alimentare versato da AP 1 (sentenza impugnata, consid. 5).

 

                                               L'appellante
obietta che il modulo destinato al locatore in cui figura la cifra di fr.
2700.– per “alimenti” è senza data e firma, ma non contesta di avere rilasciato
quella dichiarazione né spiega in che consista la differenza tra i fr. 1700.–
mensili (arrotondati) per­cepiti da __________ e i fr. 2700.– men­sili
dichiarati al locatore. Lamenta la mancanza di qualsiasi ricevuta da parte di AP
1, ma non pretende che due conviventi sogliano rilasciarsi quietanza per i
contributi pecuniari che l'uno versa all'altro durante la vita in comune. Per
di più, se i versamenti del convenuto non fossero destinati al mantenimento del
figlio mal si comprende come mai essi siano proseguiti anche dopo la fine della
convivenza, il 31 dicembre 2008 (fr. 1002.– complessivi il 4 e 23 febbraio, fr. 1001.–
il 2 marzo 2009, fr. 1001.– il 1° aprile 2009, fr. 1001.– il 6
maggio, fr. 1001.– il 28 maggio, fr. 1001.– il 30 giugno, fr. 1001.–
il 30 luglio, fr. 1001.– il 31 agosto 2009: doc. 9). Al riguardo
l'impugnazione manca perciò di consistenza.

 

                                         c)   Soggiunge
l'appellante che l'autorità fiscale non ha riconosciuto a AP 1 il versamento di
fr. 6000.– per contributi alimentari ai fini della tassazione 2008. Egli non si
confronta tuttavia con la giustificazione del convenuto, il quale ha addotto
che tutti i pagamenti a RA 1 avvenivano in contanti per non lasciare traccia e
non essere tassati come reddito nella partita fiscale della beneficiaria
(risposta scritta allegata al verbale del 14 settembre 2009, pag. 3). Così
facendo, nondimeno, AP 1 doveva rinunciare alla deduzione per contributi
alimentari dal proprio reddito (art. 32 cpv. 1 lett. c
LT, art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD), che evidentemente l'autorità
tributaria non riconosceva. Perché tale spiegazione
dovrebbe essere inattendibile non è dato di capire. L'appellante obietta che,
comunque sia, il convenuto non può avere versato in sei mesi più di fr. 3000.–,
avendo lui stesso preteso versamenti di fr. 6000.– sull'intero arco del 2008. In realtà AP 1 non ha preteso di avere versato fr. 6000.– nel 2008, bensì fr. 1000.– mensili
tra luglio e dicembre del 2008 riferendosi all'estratto del conto privato
citato dianzi (doc. 9). Una volta di più l'appello cade dunque nel vuoto.

                                      

                                  III.   Sulle
spese processuali, le ripetibili e la richiesta di gratuito patrocinio in appello

 

                                10.   L'appello
di AP 1 è destinato all'accoglimento nella misura in cui tende alla definizione
dei contributi alimentari per 

                                         l'istante
dal 1° gennaio 2009 al 29 aprile 2022, mentre è votato 

                                         al
rigetto nella misura in cui tende a far annullare i contributi alimentari dal
1° luglio al 31 dicembre 2008. Nel complesso si tratta nondimeno di una soccombenza
esigua, che non giustificherebbe di porre a carico dell'appellante più di un
decimo delle spese processuali, mentre il resto andrebbe addebitato a AO 1, con
obbligo di rifondere all'appellante un'equa indennità per ripetibili (art. 106
cpv. 2 CPC). Mal si intravede tuttavia come un bam­bino
senza la benché minima capacità eco­nomica possa versare somme di denaro a un
genitore, per altro in buone condizioni economiche.

 

                                         Date le
particolarità del caso, che ha richiesto l'esame di una questione di fondo
(sopra, consid. 5c), e visto che in concreto il minorenne non ha redditi propri
né sostanza, soccorrono quindi “circostanze speciali” (nel senso dell'art. 107 cpv. 1 lett. f CPC) per rinunciare
eccezionalmente a ogni prelievo e prescindere dall'attribuzione di ripetibili
(analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.2009.110 del 5 febbraio 2010,
consid. 11). Anche perché – come ha accertato il Pretore – RA 1 non ha risorse
sufficienti per sovvenzionare AO 1. Ha sì un margine disponibile di quasi fr.
1000.– mensili (sentenza impugnata, consid. 10), ma per le due figlie
adolescenti nate dal matrimonio riceve da __________ solo fr. 1695.–
complessivi (sopra, consid. 9b) e deve quindi provvedere da sé a colmare
l'ammanco nel loro fabbiso­gno in denaro. Considerazioni
identiche valgono per l'appello di AO 1, di cui quest'ultimo dovrebbe
sopportare spese processuali e ripetibili, senza dimenticare ad ogni modo che con
tale ricorso l'istante perseguiva interessi pecuniari non superiori a fr.
6000.–.

 

                                11.   L'esito
del giudizio odierno influisce anche sul dispositivo inerente agli oneri processuali
di primo grado (fr. 500.– di tassa di giustizia e fr. 480.– di spese), che
il Pretore ha posto per un quinto a carico dell'istante e per il resto a carico
di AP 1, con obbligo di rifondere al figlio fr. 6000.– per ripetibili ridotte. Il
convenuto sostiene nell'appello che le spese ammontano in realtà a fr. 1080.–,
avendo egli dovuto versare un anticipo di fr. 600.– (che non figura nella
sentenza) per l'escussione di testimoni. Se il Pretore ha fissato le spese in
fr. 480.–, tuttavia, il convenuto si vedrà restituire quanto ha anticipato in
esubero (art. 147 CPC ticinese). Dovesse invece la sentenza contenere un errore
di scritturazione o di calcolo, incomberà al Pretore rettificare la cifra, notificando
alle parti un dispositivo emendato (art. 334 CPC, 

                                         corrispondente
all'art. 339 CPC ticinese che per giurisprudenza consentiva al giudice di
procedere anche d'ufficio).

 

                                         Ciò
posto, davanti al Pretore l'istante postulava un aumento del contributo alimentare
fino alla maggiore età di fr. 205
000.– comples­sivi (fr. 320 400.– meno fr. 115 400.– già dovuti
dal padre per convenzione). Ottiene un aumento di fr. 100 980.– complessivi (fr.
216 380.–
meno fr. 115 400.– già dovuti dal padre per convenzione). In circostanze del
genere si giustifica di suddividere equitativamente gli oneri processuali a
metà e di compensare le ripetibili (art. 148 cpv. 2 CPC ticinese, tuttora
applicabile al processo di primo grado in virtù dell'art. 404 cpv. 1 CPC). Che
il convenuto offrisse – senza erogarli – contributi alimentari uguali a quelli che
in definitiva sono stati messi a suo carico dal 1° gennaio 2009 nulla muta, l'acquiescenza
(parziale) equivalendo per principio a soccombenza. Le censure rivolte tanto da
AP 1 alla chiave di riparto adottata dal Pretore in materia di oneri processuali
e ripetibili quanto da AO 1 all'ammontare delle ripetibili fissate dal primo
giudice risultano così superate. Della circostanza che l'istante non abbia
mezzi per pagare la metà della tassa di giustizia e delle spese si tiene conto,
esonerando il minorenne – come in appello – dal versamento.

 

                                12.   Davanti
a questa Camera l'istante postula il beneficio del gratuito patrocinio, sottolineando
di non avere i mezzi per sovvenire alla retribuzione del proprio legale. Vista
la compensazione delle ripetibili in prima sede, un problema analogo si pone
per la rimunerazio­ne del legale davanti al primo grado di giudizio. Sta di fatto
che il conferimento del gratuito patrocinio non si giustificava davanti al
Pretore e nemmeno si giustifica in appello. Non perché il minorenne non avesse
diritto di rivolgersi al Pretore, ma perché la protezione giuridica di un
figlio va finanziata anzitutto dai genitori, sempre che appaia necessaria e non
sprovvista di esito favorevole (I CCA, sentenza inc. 11.2009.110 del 5 febbraio
2010, consid. 12 con richiamo a Hegnauer
in: Berner Kommentar, edizione 1997, n. 39 ad art. 276 CC). L'obbligo di
mantenimento verso un figlio minorenne comprende invero – per principio – anche
il finanziamento di spese giudiziarie, in particolare per l'ottenimento di
contributi alimentari; l'intervento dello Stato è puramente sussidiario (cfr.
DTF 127 I 206 consid. 3d in fine).

 

                                         Non si
disconosce che RA 1 non ha sufficiente disponibilità economica per sopperire ai
costi di patrocinio generati dalla causa promossa dal figlio. Non consta
tuttavia – né sembra verosimile – che con uno stipendio di fr. 9619.15 mensili
e un fabbisogno di fr. 4864.– mensili (memoriale conclusivo, pag. 5) AP 1 fosse
privo di congrue risorse, pur dovendo versare un contributo provvisionale al
figlio di fr. 1220.– mensili (decreto cautelare del 15 giugno 2010). Nulla
impediva all'istante di postulare il gratuito patrocinio in via subordinata.
Anzitutto egli avrebbe dovuto però chiedere la condanna del padre a elargirgli
una congrua indennità che gli consentisse di finanziare le proprie spese di patrocinio.
Al più tardi con la sentenza finale il giudice avrebbe poi valutato
l'adeguatezza della somma richiesta e verificato la disponibilità economica del
genitore (analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.2009.110 del 5 febbraio
2010, consid. 12). Fosse risultato il genitore senza mezzi sufficienti, il
giudice avrebbe statuito sull'istanza di gratuito patrocinio. Non ravvisandosi tuttavia
simili estremi nella fattispecie, il beneficio non può essere accordato.

                                 IV.   Sui
rimedi giuridici a livello diritto federale

 

                                13.   Per quanto attiene ai
rimedi esperibili contro l'odierna sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1
lett. d LTF), il valore litigioso supera agevolmente la soglia di fr. 30 000.– ai fini dell'art. 74
cpv. 1 lett. b LTF.

 

Per questi motivi,

 

decide:                       I   L'appello di AP 1 è parzialmente accolto e la sentenza impugnata è
così riformata:

 1.  L'istanza è parzialmente accolta, nel senso che AP
1 è condannato a versare a RA 1, in via anticipata entro il 5 del mese, i
seguenti contributi di mantenimento per il figlio AO 1:

      fr. 1130.– mensili dal 1° luglio fino
al 31 dicembre 2008,

      come pure, in modifica della
convenzione 6 agosto 2004 omologata il 19 settembre 2004 dalla Commissione
tutoria regionale 12, di:

      fr. 1130.– mensili dal 1° gennaio
2009 fino al 29 aprile 2010,

      fr. 1205.– mensili dal 30 aprile 2010
fino al 29 aprile 2016 e di

      fr. 1455.– mensili dal 30 aprile 2016
fino al 29 aprile 2022 o fino al termine di un percorso formativo adeguato.                 

 4.  I contributi alimentari sono ancorati
all'indice nazionale dei prezzi al consumo di 114.3 punti relativo al mese di
novembre 2007 (maggio 1993 = 100.0) e vanno adeguati ogni anno al rincaro, la
prima volta il 1° gennaio 2009, in base all'indice del novembre precedente.

 7.  La tassa di giustizia di fr. 500.– e
le spese di fr. 480.– sono poste a carico delle parti in ragione di metà
ciascuno. Non si preleva la quota a carico dell'istante. Le ripetibili sono
compensate.

 

Per il
resto l'appello è respinto e la sentenza impugnata è confer­mata.

 

                                   II.   L'appello
di AO 1 è respinto. 

 

                                   III.   Non
si riscuotono spese di appello né si assegnano ripetibili. 

 

                                 IV.   La
richiesta di gratuito patrocinio formulata da AO 1 è respinta.

 

                                  V.   Notificazione:

	
   

  	
  –
  avv.   ;

  –
  avv.   .

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno Campagna.

 

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le
decisioni finali, parziali, pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in
materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non
raggiunge tale somma, il ricorso in materia civile è ammissibile se la
controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art.
74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro
lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al
Tribunale federale per 

i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il
termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie,
ma non nei procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali
(art. 46 cpv. 2 LTF).