# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 63026940-e971-59a7-ad70-a104aa806e8b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-26
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 26.03.2010 C-6834/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6834-2008_2010-03-26.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6834/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 6  m a r z o  2 0 1 0

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Madeleine Hirsig, Beat Weber; 
Cancelliere: Dario Croci Torti.

A._______, 
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 9 ottobre 2008)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-6834/2008

Fatti:

A.
A._______, cittadina italiana, nata il , ha lavorato in Svizzera dal 1972 
versando  i  contributi  all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i 
superstiti  e  l'invalidità. Dal  1995 al  dicembre 2001 ha lavorato come 
responsabile  d'ufficio  presso  una  ditta  di  Balerna.  La  nominata  ha 
formulato una domanda di  rendita AI il  26 ottobre 2001 a seguito di 
prolungati  e  frequenti  periodi  di  assenza  da  imputare  a  malattia. 
L'Ufficio AI del Cantone Ticino, competente per esaminare sul merito 
la  pratica,  ha  fatto  allestire  una  perizia  presso  il  Servizio  di 
accertamento dell'assicurazione per l'invalidità (SAM) di Bellinzona (12 
e  14 novembre 2002),  dalla  quale  è  risultato  che l'assicurata  soffre 
essenzialmente di asma bronchiale di tipo allergico, allergie agli acari 
ed alla polvere, allergie cutanee, rino-congiuntivite allergica, sindrome 
cervicolombare  e  brachialgia,  sindrome del  tunnel  carpale  a  destra, 
pregressi  interventi  per  pollice  a  scatto  bilaterale.  Posto  un  tasso 
d'invalidità  del  40% nel  suo  precedente  lavoro,  con  decisione  del  9 
luglio 2003 dell'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero (UAI; ora 
Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti 
all'estero, UAIE), è stato riconosciuto il  diritto al quarto di  rendita AI 
dal  1°  giugno  2002  (entrata  in  vigore  degli  accordi  bilaterali  fra  la 
Svizzera  e  gli  Stati  membri  dell'Unione  europea).  In  seguito  a 
opposizione dell'interessata,  sono stati  allestiti  ulteriori  accertamenti 
specialistici  sempre presso il  SAM (aprile  2004)  che hanno posto in 
luce  anche  una  fibromialgia  primaria  ed  un  sospetto  glaucoma 
semplice  ad  angolo  aperto.  È  stato  tuttavia  confermato  un  tasso 
d'invalidità del 40%. Con decisione su opposizione dell'8 luglio 2004, 
l'UAI ha confermato la precedente decisione. Un ricorso contro questa 
decisione  è  stato  respinto  dalla  Commissione  federale  di  ricorso  in 
materia di AVS/AI per le persone residenti all'estero (CFR AVS/AI) con 
giudizio del 30 settembre 2004. 

B.  
Il  9 marzo 2005, l'assicurata ha formulato una domanda di  revisione 
senza  apportare  particolari  novità  dal  punto  di  vista  diagnostico  a 
parte  una  polifibromialgia  (peraltro  già  riscontrata)  ed  un 
osteocondrosi di L5-S1 e psoriasi plurisettoriale. Con decisione del 4 
luglio 2005, l'UAI ha respinto la domanda di revisione. Nel corso della 
procedura  d'opposizione,  avviata  dall'assicurata,  è  emerso  che  la 
nominata  presenta  anche  una  tenosinovite  degli  estensori  della 

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caviglia destra, una sindrome delle apnee notturne ed un incremento 
della  sintomatologia  psoriasica,  ciò  che  non  avrebbe  comportato, 
secondo il medico dell'Ufficio AI ticinese, un peggioramento della sua 
capacità di lavoro e di guadagno. Con decisione su opposizione del 22 
maggio 2006, l'UAI ha respinto l'istanza dell'opponente. L'interessata 
ha  impugnato  il  suddetto  provvedimento  innanzi  alla  Commissione 
federale  di  ricorso  competente.  La  causa  è  stata  poi  ripresa  dal 
Tribunale amministrativo federale (TAF) dal 1° gennaio 2007, in esito a 
riforma del sistema giudiziario elvetico. Nella sentenza del 25 giugno 
2007,  il  TAF ha  constatato  che  lo  stato  di  salute  dell'assicurata  fra 
luglio 2004 ed il 22 maggio 2006 (decisione su opposizione) è rimasto 
sostanzialmente uguale e che la stessa sarebbe stata in grado, come 
prima, di svolgere il suo precedente lavoro di segretaria d'azienda in 
misura del 60% almeno (presenza tutto il  giorno ma con rendimento 
ridotto del 40%). Tuttavia, il TAF aveva ricevuto, in sede di ricorso e di 
replica,  documentazione  posteriore  al  periodo  di  riferimento 
menzionato che poneva in luce patologie nuove. Il Tribunale ha quindi 
invitato l'amministrazione a considerare detta refertazione quale nuova 
domanda di aggravamento.

C.
Dando seguito alla sentenza del TAF, l'amministrazione ha avviato una 
nuova procedura di revisione.

Fra  la  documentazione  esibita  dopo  il  periodo  di  riferimento  sopra 
detto si menzionerà:

-  un  certificato  otorinolaringoiatrico  del  5  giugno  2007  a  cura  del 
Dott. Casati;  un referto  RMN del  cervello  e  tronco encefalico dell'11 
luglio 2007 (Dott. Frattini);

-  un rapporto d'esame impedenziometrico (audiometrico) del 6 luglio 
2007; un breve certificato oftalmologico del 16 luglio 2007 illeggibile.

Nel questionario per la revisione della rendita, compilato il 24 ottobre 
2007, l'assicurata fa presente di non aver più lavorato dopo il gennaio 
2002 e di incontrare problemi anche nel compiere alcuni atti ordinari 
della vita (vestirsi, spostarsi con l'auto).

L'amministrazione AI ticinese, conformemente alla sentenza surriferita, 
ha  invitato  il  medico  di  fiducia  a  volersi  esprimere  in  merito  alla 

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documentazione  medica  esibita  dopo  il  22  maggio  2006,  data  della 
precedente decisione impugnata.

Il Dott. Klauser, dell'Ufficio AI cantonale (rapporto del 7 gennaio 2008), 
ha  passato  in  rassegna  tutti  i  documenti  prodotti  dall'assicurata 
nell'ambito  ricorsuale  precedente  e  quelli  menzionati  in  questa 
procedura ed ha precisato come, in assenza di dati clinici oggettivi, sia 
difficile valutare le ripercussioni delle diverse diagnosi sulla capacità al 
lavoro. Ritenuto che la precedente perizia al SAM è stata realizzata nel 
2004,  egli  propone  di  risottoporre  l'interessata  a  nuova  indagine 
polispecialistica presso lo stesso servizio.

D.
L'assicurata è stata visitata al SAM di Bellinzona dal 16 al 18 e il 28, 
29 aprile 2008. Sono state effettuate visite specialistiche in psichiatria 
(Dott.  Lazzarini),  reumatologia  (Dott.  Mariotti),  pneumologia  (Dott. 
Quadri),  oftalmologia  (Dott.ssa  Anastasi-Forni),  otorinolaringoiatria 
(Dott.  Jermini).  Sono  state  eseguite  tutte  quelle  analisi  e  quegli 
accertamenti oggettivi che il caso richiede. In sostanza (dettaglio nella 
parte in diritto) è stata ritenuta la diagnosi di  fibromialgia in un quadro 
di sindrome lombovertebrale complesso, dito V mano sinistra a scatto; 
asma  bronchiale  di  origine  parzialmente  allergica,  esiti  di 
postneuronite  vestibolare,  glaucoma  semplice  bilaterale,  psoriasi 
volgare  del  cuoio  capelluto,  ipertensione  arteriosa,  geode  idiopatica 
dell'osso navicolare sinistro. Gli  esperti  incaricati  hanno ritenuto che 
dal  2006 lo  stato di  salute globale dell'assicurata non ha presentato 
sostanziali  e  duraturi  mutamenti,  mentre  lo  stato  valetudinario  in 
ambito reumatologico sarebbe persino migliorato. 

L'incarto è stato risottoposto in  esame al Dott. Klauser, il quale, nella 
sua relazione dell'8 luglio 2008, ha proposto di mantenere invariato il 
tasso d'invalidità affliggente l'assicurata. 

Con comunicazione del 10 luglio 2008, l'Ufficio AI cantonale ha riferito 
all'interessata sugli esiti della nuova indagine sanitaria (mantenimento 
del  quarto  di  rendita  AI)  e  l'ha  invitata  ad  eventualmente  richiedere 
una  decisione  formale.  Con  scritto  del  17  luglio  successivo,  la 
nominata  ha  chiesto  una  pronuncia  ufficiale  da  parte 
dell'amministrazione.

Con progetto di decisione del 22 luglio 2008, l'Ufficio AI cantonale ha 
disposto  la  reiezione  della  domanda  di  revisione  esplicitamente 

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avviata secondo le disposizioni della sentenza del TAF del 25 giugno 
2007.  Mediante  decisione  del  9  ottobre  2008,  l'UAIE  ha  respinto  la 
richiesta di revisione della rendita AI per aggravamento.

E.
Con il ricorso depositato il 27 ottobre 2008, perfezionato il 27 dicembre 
successivo,  A._______  ha  contestato  il  suddetto  provvedimento 
amministrativo facendo valere di essere invalida in misura di almeno 
l'84%, come risulta dalla certificazione medico/assicurativa italiana già 
esibita nel corso dell'istruttoria.

Nel suo preavviso del 12 febbraio 2009, l'Ufficio AI del Cantone Ticino 
propone  la  reiezione  del  ricorso  con  argomenti  di  cui,  per  quanto 
occorra,  si  riferirà  nei  considerandi  in  diritto  del  presente giudizio. A 
tale  conclusione  aderisce  anche  l'UAIE  nella  sua  risposta  del  19 
febbraio successivo. 

Con  ordinanza  del  25  febbraio  2009,  il  TAF  ha  invitato  la  parte 
ricorrente  a  volersi  esprimere  in  merito  alle  osservazioni  delle 
rispettive  amministrazioni  AI  entro  30  giorni  dal  ricevimento 
dell'ordinanza stessa. L'interpellata non ha esercitato il  suo diritto di 
replica.

Atteso  che  l'insorgente  aveva  menzionato  di  non  potere  pagare 
l'anticipo per le spese processuali, lo scrivente Tribunale l'ha invitata a 
compilare  una  domanda  di  esenzione  dalla  spese  giudiziarie  (cfr. 
ordinanza  del  7  aprile  2009).  Con  scritto  del  21  aprile  successivo, 
l'assicurata  ha  inviato  il  questionario,  così  come la  documentazione 
attestante oneri e introiti della famiglia. 

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), il TAF giudica, 
in virtù dell'art. 31 LTAF, i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 
della  legge  federale  del  20  dicembre  1968  sulla  procedura 
amministrativa (PA, RS 172.021)  emanate  dalle  autorità  menzionate 
all'art. 33 LTAF. In particolare, le decisioni rese dall'UAIE concernenti 
l'assicurazione per l'invalidità possono essere portate innanzi al  TAF 

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conformemente  all'art.  69  cpv. 1  lett.  b  della  legge  federale  del  19 
giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente  legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla 
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il gravame è dunque ammissibile, nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

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3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che, il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

5.

5.1 Va ricordato che in base all'art. 8 LPGA è considerata invalidità 
l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente 
o  di  lunga  durata.  L'art.  4  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere 
conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2 
della  stessa norma stabilisce che l'invalidità  è considerata insorgere 
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

5.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 
cpv. 2  LAI  a  partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter 

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LAI (art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008), secondo il quale le 
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
svizzero o dell'UE e vi risiede.

5.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita 
alle  seguenti  condizioni:  a.  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

5.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

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6.

6.1 Giusta l'art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario 
di  una rendita  d'invalidità  subisce una modifica,  che incide in  modo 
rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o 
ridotta proporzionalmente o soppressa,  d'ufficio  o su richiesta. Se è 
fatta  domanda di  revisione, nella  domanda si  deve dimostrare che il 
grado d'invalidità  si  è modificato in  misura rilevante per il  diritto  alle 
prestazioni  (art.  87  cpv.  3  dell'ordinanza  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 17 gennaio 1961 [OAI, RS 831.201]). Ove la rendita o 
l'assegno  per  grandi  invalidi  siano  stati  negati  perché  il  grado 
d'invalidità era insufficiente o perché l'invalido poteva provvedere a sé 
stesso,  una  nuova  richiesta  è  riesaminata  soltanto  in  quanto  siano 
soddisfatte le condizioni previste nel capoverso 3 (art. 87 cpv. 4 OAI).

6.2 Il  punto  di  partenza  per  stabilire  se  il  grado  d'invalidità  si  è 
modificato in  maniera da influire  sul  diritto  a prestazioni  è  costituito 
dall'ultima  decisione  che  ha  esaminato  materialmente  il  diritto  alla 
rendita  (DTF  133  V  108  consid.  5.4).  Il  periodo  di  riferimento 
nell'ambito della presente vertenza è pertanto quello intercorrente fra 
la decisione (su opposizione) del 22 maggio 2006, con la quale l'UAIE 
ha confermato l'insussistenza del diritto superiore al quarto di rendita 
(tasso  d'invalidità  40%)  ed  il  9  ottobre  2008,  data  dell'impugnata 
decisione.

6.3 Se la capacità al guadagno o la capacità di svolgere le mansioni 
consuete  peggiora  oppure  se  la  grande  invalidità  si  aggrava  o 
l'assistenza  dovuta  all'invalidità  aumenta,  occorre  tener  conto  del 
cambiamento  determinante  il  diritto  a  prestazioni  non  appena  esso 
perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88a cpv. 2 OAI). 
Giusta l'art. 88biscpv. 1 lett. a OAI, l'aumento della rendita avviene, al 
più presto, a partire dal mese in cui la domanda di revisione è stata 
presentata.

7.
L'interessata non ha più lavorato dopo il 2001. 

La  nozione  d'invalidità  di  cui  all'art.  4  LAI  e  8  LPGA è  di  carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a 
cpv. 1 a partire dal 1° gennaio 2008), per valutare il grado d'invalidità, 
il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 

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ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido).  In  altri  termini 
l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  soltanto  la  perdita 
economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto 
a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità 
lavorativa (metodo generale del  raffronto dei  redditi;  DTF 128 V 30, 
VSI 2000 p. 84). 

In carenza di documentazione economica, la documentazione medica 
costituisce un importante  elemento  di  giudizio  per determinare quali 
lavori  siano  ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato,  ma non 
spetta al medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 
V  314). Infatti,  per  costante  giurisprudenza  le  certificazioni  mediche 
possono  costituire  importanti  elementi  d'apprezzamento  del  danno 
invalidante, allorché permettono di valutare l'incapacità lavorativa e di 
guadagno dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile 
(DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c). 

8.

8.1 Nel  ribadire  il  diritto  al  quarto  di  rendita  AI,  l'autorità 
amministrativa si era fondata su di una documentazione medica dalla 
quale traspariva che l'assicurata era portatrice di asma bronchiale su 
componente  allergica  (ipersensibilità  agli  acari  ed  alla  polvere) 
sindrome  cervicolombovertebrale  su  cervicobrachialgia,  artrosi  a 
livello  cervicale  inferiore,  distesia  alle  mani  su  pregresso  intervento 
per sindrome del tunnel carpale a destra (2001) e pregressi interventi 
per polllice a scatto bilaterale (2001), fibromialgia (posta in evidenza 
nel 2003), psoriasi soprattutto al cuoio capelluto e, a volte, ai gomiti, 
gluacoma bilaterale, tenosinovite degli estensori della caviglia destra, 
sindrome delle apnee notturne leggera (per il dettaglio si rimanda alla 
parte in fatto della sentenza del 25 giugno 2007 del TAF).

8.2 Al  momento  della  revisione  in  esame,  è  lecito  riferirsi  a  quanto 
posto  in  evidenza  nella  nuova perizia  del  SAM del  23  giugno 2008 
(visite  dal  16-18  ed  il  28,  29  aprile  2008).  Questa  perizia  tiene 
ampiamente  conto  dei  referti  medici  prodotti  in  sede  di  replica 
dall'assicurata nell'ambito della vertenza presso il TAF menzionata. 

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I periti del SAM hanno evidenziato:

"Diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa:

Fibromilagia.  Sindrome  lombovertebrale  su  alterazioni  statiche  della  
colonna vertebrale con scoliosi a forma di S, nonché stato dopo morbo  
di  Scheuermann  toracolombare  e  presenza  di  un'alterazione 
degenerativa  significativa  di  tipo  osteocondrotico  a  livello  del  
segmento L5-S1, dito V mano sinistra a scatto.

Diagnosi senza influenza sulla capacità al lavoro:

asma bronchiale leggera con poliallergia, compresa allergia all'acaro 
domestico,  tabagismo  cronico;  possibile  lieve  sindrome  delle  apnee 
del  sonno,  stato  post  neuronite  vestibolare,  completamente 
recuperato;  glaucoma  cronico  semplice  bilaterale;  ipermetropia,  
presbiopia,  stato dopo intervento chirurgico per dito  a scatto pollice 
destro  nell'agosto  2001  ed  al  pollice  sinistro  nel  settembre  2001,  
nonché  intervento  di  decompressione  del  nervo  mediano  a  destra  
nell'aprile 2001; geode idiopatica dell'osso navicolare sinistro; psoriasi  
volgare  prevalentemente  al  cuoio  capelluto,  ipertensione  arteriosa 
trattata, dislipidemia non trattata" 

9.

9.1 Divergenti  sono  i  pareri  circa  le  ripercussioni  invalidanti  delle 
menzionate  affezioni.  L'interessata,  sulla  scorta  soprattutto  della 
documentazione da lei esibita (certificati del medico curante, attestati 
relativi a più interventi sanitari e turbe sorte dopo il 2006) sostiene di 
essere invalida in misura sicuramente superiore al 40%, di modo che 
avrebbe  diritto  ad  una  rendita  AI  maggiore  di  quella  attualmente 
erogata. I medici del SAM e dell'Ufficio AI cantonale consultati negano 
tale  assunto  e  reputano,  tutto  sommato,  la  situazione  valetudinaria 
simile o, perlomeno, della stessa intensità debilitante, di quella che ha 
giustificato il riconoscimento del quarto di rendita AI.

9.2  Va rilevato che la perizia richiesta dall'UAI cantonale al SAM non 
può  essere  scartata  adducendo  che  si  tratta  di  un  referto  di  parte. 
Infatti,  la legge attribuisce all'amministrazione il  compito di istruire le 
domande di rendita, procurandosi gli atti necessari, in particolare circa 
lo  stato  di  salute,  l'attività,  la  capacità  di  lavoro  e  l'idoneità 
all'integrazione  dei  richiedenti.  A  tale  scopo  possono  essere 

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domandati  rapporti  e  informazioni,  ordinate  perizie,  eseguiti 
sopralluoghi  e  consultati  specialisti  dell'aiuto  pubblico  o  privato  agli 
invalidi (art. 69 cpv. 2 OAI). In questo contesto l'Ufficio AI agisce quale 
organo  amministrativo  preposto  all'attuazione  della  legge,  sicché  le 
perizie  ordinate  in  adempimento  di  questo  compito  non  possono 
essere considerate di  parte o non conclusive alla luce di  altri  referti 
(DTF 123 V 175 e 122 V 157). Il Tribunale federale ha inoltre precisato 
che  deve  essere  considerata  rilevante  una  perizia  affidata  al  SAM, 
negando che tale servizio medico possa essere considerato parte in 
causa  per  sussistenza  di  un  vincolo  per  cui  l’istituto  medesimo 
sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli  interessi 
specifici  dell’assicurazione  per  l’invalidità.  Determinante  è  invece  la 
circostanza che la perizia del SAM rispetti tutti i principi concernenti la 
valutazione medica dell'invalidità. Infatti, per quanto concerne il valore 
probatorio  d'un  rapporto  medico  va  in  particolare  accertato  se  il 
rapporto è completo per quanto riguarda i temi sollevati, se si riferisce 
ad esami approfonditi, se tiene conto delle censure del paziente, se è 
stato  redatto  con  conoscenza  della  pregressa  vicenda  valetudinaria 
(anamnesi),  se  è  chiaro  nella  presentazione del  contesto  medico  e, 
infine,  se  le  conclusioni  a  cui  giunge  sono  fondate.  Elemento 
determinante dal profilo probatorio non è in linea di principio l'origine 
del mezzo di prova né la designazione del materiale probatorio quale 
rapporto o di perizia, bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352, consid. 
3a; 122 V 160 consid. 1c).

9.3 Dagli  accertamenti  del  SAM  risulta  quanto  segue.  Sul  piano 
reumatologico  il  Dott.  Mariotti,  dopo  la  descrizione  degli  esami 
radiologici  ad  atti  e  quelli  da  lui  effettuati  e  dopo  l'analisi  clinica, 
conferma  la  presenza  di  un  quadro  principalmente  riferibile  ad  una 
fibromilagia  con  dolori  a  carattere  generalizzato,  tendenza  alla 
progressione e presenza dei noti tenders points tipici di tale affezione. 
Non  sussistono  elementi  che  fanno  pensare  ad  un  processo 
infiammatorio  e viene esclusa l'esistenza di  un'artrite  reumatoide. In 
particolare  non  vi  sono  segni  per  un'eventuale  spondiloartropatia 
sieronegativa  nell'ambito  di  una  psoriasi  cutanea  nota  dal  1987. 
Riguardo ai disturbi alla mano sinistra, attualmente non vi sarebbero 
limitazioni  di  rilievo. Per  quel  che  concerne  il  rachide,  lo  specialista 
conferma  invece  i  disturbi  alla  colonna  vertebrale-lombare,  seppur 
blandi.  Permangono  le  già  note  limitazioni  funzionali  relative  alla 
patologia  constatate  a  livello  dell'apparato  muscolo-scheletrico 
(limitata  capacità  di  trasportare  o  alzare  ripetutamente  pesi 

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particolarmente  pesanti,  mantenere  per  un  periodo  prolungato  la 
stazione  eretta  o  seduta,  eventualmente  con  la  parte  del  corpo 
prolungata in avanti, limitazione dei lavori ripetitivi con flesso/rotazione 
del tronco). Sul piano valetudinario, il perito pone un tasso d'invalidità 
del  30%  nell'attività  precedentemente  svolta  di  segretaria  d'ufficio. 
Giustifica  questa  limitazione  con  la  patologia  a  livello  della  colonna 
vertebrale e con la necessità di alternare la posizione, nonché con la 
necessità di pause prolungate e di una riduzione del tempo di lavoro. 
L'esperto ritiene persino che, con attività ergonomicamente adatte, il 
tasso d'invalidità si limiterebbe al 20%.

Sotto il profilo psichiatrico (Dott. Lazzarini), visita resa indispensabile 
alla luce della diagnosi di fibromialgia (cfr. DTF 127 V 298 consid. 4c), 
l'esperto non ha rilevato nulla di  patologico. Certamente è presente, 
nella  paziente,  un  profondo  stato  di  demoralizzazione,  sfiducia  e 
demotivazione da imputare alla complessità ed alla frequenza dei sui 
disturbi somatici, ma non si configura in lei alcuna affezione psichica 
invalidante.

Dal  lato  pneumologico  (Dott.  Quadri),  le  patologie  di  tipo 
asmatico/allergico erano verosimilmente più importanti all'epoca in cui 
la prestazione venne concessa. L'esperto riprende i dati anamnestici e 
constata  che  non  sussiste  alcun  peggioramento  della  funzionalità 
respiratoria  ed  in  particolare  non  risultano  trattamenti  intensivi  e/o 
periodi  di  ricoveri  in urgenza per l'asma bronchiale. La paziente non 
lamenta dispnea da sforzo se non per  quelli  eccessivi  e  tossisce in 
presenza  di  fumi  particolari  (gas  di  scarico).  La  non  gravità  della 
situazione morbosa è confermata dal fatto che la paziente non ha mai 
necessitato  di  una  terapia  con  corticosteroidi  sistemici,  né  ha 
utilizzato,  negli  ultimi  2  anni,  una  terapia  broncodilatatrice  a  lunga 
azione con corticosteroidi topici. L'interessata fa semplicemente uso di 
VentolinR in  caso  di  necessità.  Il  perito  definisce  l'asma  affliggente 
l'interessata come "asma bronchiale intermittente", ma non grave, né 
moderata.  L'assicurata  deve  comunque  astenersi  da  ambienti  con 
agenti gassosi irritativi. Nulla di realmente patologico è dato poi da una 
presunta  e  poco  marcata  sindrome  delle  apnee  del  sonno  (numero 
modesto  di  episodi  nel  corso  della  misurazione  effettuata  a  cura 
dell'Ospedale di Cantù). Il Dott. Quadri ritiene la perizianda atta a tutti i 
lavori leggeri e del tutto abile nel suo precedente lavoro di segretaria. 

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Dal  lato  otorinolaringoiatrico  (Dott.  Jermini)  è  stato  analizzato  un 
fenomeno,  verosimilmente  occasionale,  di  vertigine  parossistica  del 
giugno  2007  con  breve  ricovero  ospedaliero.  Dopo  un  trattamento 
antiemetico,  l'interessata  è  rientrata  a  casa.  L'episodio  non  si  è 
ripetuto.  Gli  esami  specialistici  effettuati  successivamente  (MRI 
cerebrale, esame vestibolare/audioimpedentometrico, ecc.) non hanno 
posto in luce sicure patologie maggiori. Gli episodi di nausea, capogiri 
e  malessere  generali  accusati  da  allora  dall'interessata  non trovano 
riscontri oggettivi. L'esame vestibolare è nella norma. L'anamnesi della 
paziente  è  compatibile  con  uno  stato  di  post-neuronite  vestibolare 
attualmente  recuperato.  Da  questo  punto  di  vista,  l'interessata  non 
presenta alcuna invalidità di rilievo.

Sotto  il  profilo  oftalmologico  (Dott.ssa Anastasi-Forni),  è  stata  posta 
nel 2003 la diagnosi di glaucoma, affezione che venne adeguatamente 
trattata.  Nel  corso  della  visita  al  SAM  nel  marzo  2004  la  stessa 
specialista attestava un glaucoma cronico semplice ad angolo aperto, 
senza  ripercussioni  di  rilievo  sui  campi  visivi  (a  parte  scotomi 
periferici). Un esame effettuato nel 2006 sarebbe risultato nelle norma. 
Attualmente la paziente ha un visus corretto per presbiopia e solo in 
caso in dolore oculare utilizza un farmaco specifico. L'acuità visiva è 
dunque  praticamente  integra.  La  pressione  endoculare  si  è  sempre 
mantenuta  nei  limiti  della  norma.  Tuttavia,  la  prognosi  permane 
riservata, dal momento che con il passare del tempo, la terapia locale 
in  atto  non  risponderà  più  e  sbilancerà  la  pressione  endoculare 
portando ad un peggioramento del campo visivo. Attualmente però non 
sussiste alcuna invalidità.

Per il resto, l'interessata soffre di problemi dermatologici (più marcati 
negli anni 2002-2004) sotto forma di psoriasi al cuoio capelluto (a volte 
anche  ai  gomiti),  affezione  ricorrente  ed  emendabile  in  parte,  nella 
misura in cui si possono attenuare le sensazioni di bruciore.

9.4 Alla luce di queste constatazioni, lo scrivente Tribunale rileva che 
se  si  dovesse  ritenere  il  solo  parere  del  Dott.  Mariotti,  la  paziente 
presenterebbe un'invalidità  complessiva del 30% nel  suo precedente 
lavoro di segretaria, tasso che non le permetterebbe più di percepire 
un quarto di rendita AI. Gli esperti incaricati hanno tuttavia svolto una 
valutazione globale del caso e mantenuto un'incapacità lavorativa del 
40%. In assenza di evidenti e sostanziali modifiche sul piano clinico e 
strumentale  dal  2004  ad  oggi,  non  vi  sono  infatti  gli  estremi  per 

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ritenere  un  miglioramento  dello  stato  di  salute  dell'interessata.  La 
valutazione  del  Dott.  Mariotti  è  sostanzialmente  una  diversa 
valutazione delle limitazioni funzionali reumatologiche nel quadro di un 
decorso  stazionario,  ma questo  perito  non  rimette  in  discussione le 
precedenti  valutazioni.  Il  medico  dell'Ufficio  AI  cantonale, 
Dott. Klauser,  riprendendo  l'analisi  del  SAM,  ha  quindi  proposto  di 
mantenere invariato il tasso d'invalidità affliggente l'assicurata.

L'indagine  medica  approfondita  eseguita  al  SAM  di  Bellinzona  ha 
quindi potuto far luce anche sull'abbondante documentazione sanitaria 
esibita in sede ricorsuale e di replica dall'insorgente nella precedente 
procedura  di  ricorso.  La  perizia  del  SAM  ha  potuto  escludere 
l'esistenza  di  patologie  altamente  invalidanti,  come  invece  lasciava 
intendere, per esempio, il certificato del Dott. Benaglio del 24 agosto 
2006 o  il  giudizio  della  Commissione medica per  l'invalidità  civile  di 
Como del 3 ottobre 2006. Va peraltro rilevato che il giudizio di medici 
non  operanti  nel  sistema  assicurativo  elvetico  deve  essere  valutato 
con  estrema prudenza,  dal  momento  che  la  nozione  d'invalidità  nei 
due Stati non è la stessa. Determinante, nell'ambito dell'assicurazione 
svizzera per l'invalidità, non sono tanto le malattie in quanto tali,  ma 
piuttosto  l'influenza  di  queste  sulla  residua  capacità  di  lavoro  e  di 
guadagno dell'assicurato. Inoltre, il parere in materia valetudinaria dei 
medici curanti deve essere ritenuto con estrema cautela, dal momento 
che questi professionisti tendono a dare maggior rilievo alle doglianze 
soggettive riferite dai propri  pazienti. Infine,  per quel che concerne il 
riconoscimento dell'invalidità civile italiana, va rilevato che tale forma 
assicurativa/previdenziale  non  è  paragonabile  ad  un'assicurazione 
svizzera per l'invalidità. Tale istituto previdenziale è proprio del sistema 
italiano  e  non  potrebbe  legare  la  valutazione  nell'ambito 
dell'assicurazione AI svizzera.

Alla  luce di  queste considerazioni,  questo  collegio  giudicante  ritiene 
che lo stato di salute di A._______, nell'aprile 2008, e nemmeno fino 
alla data dell'impugnata decisione, non è peggiorato rispetto a quello 
esistente  nel  2006,  data  della  precedente  decisione  su  opposizione 
quando è stato confermato il diritto al quarto rendita AI. Un'incapacità 
lavorativa  del  40%  nel  precedente  lavoro  di  segretaria  può  essere 
confermata.

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Facendo difetto le condizioni previste dall'art. 17 LPGA per procedere 
alla revisione, il ricorso deve essere respinto e l'impugnata decisione 
confermata.

10.

10.1 La presente procedura è di  principio soggetta al  pagamento di 
spese processuali (art. 69 cpv. 1bis e 2 LAI).

Nel  ricorso  del  27  ottobre  2008  l'insorgente  ha  sostanzialmente 
formulato una domanda di assistenza giudiziaria per quanto attiene al 
pagamento  di  queste  spese.  Il  21  aprile  2009,  la  nominata  ha 
consegnato l'apposito formulario di assistenza giudiziaria, compilato e 
corredato da diversa documentazione economica.

Giusta  l'art.  65  cpv.  1  PA  se  una  parte  non  dispone  dei  mezzi 
necessari  e  le  sue conclusioni  non  sembrano prive  di  probabilità  di 
successo,  l'autorità  di  ricorso,  il  suo  presidente  o  il  giudice 
dell'istruzione la dispensa, a domanda, dopo il deposito del ricorso, dal 
pagamento  delle  spese  processuali.  Secondo  la  giurisprudenza 
consolidata,  i  presupposti  per  la  concessione  dell'assistenza 
giudiziaria  sono  di  massima adempiuti  se  il  richiedente  si  trova nel 
bisogno  e  se  le  sue  conclusioni  non  sembrano  dover  avere  esito 
sfavorevole (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti, 
sentenza  della  II  Corte  di  diritto  pubblico  del  Tribunale  federale  I 
134/06 del 7 maggio 2007). 

Da quanto sottoscritto dall'interessata e comprovato dalle fotocopie dei 
certificati  esibiti  si  evince che  la  ricorrente  non ha introiti  di  grande 
rilevanza ed il marito, pure, è al beneficio di una modesta pensione per 
invalidità civile. L'assicurata deve tuttavia fare fronte alle usuali spese 
per  vivere  e  pagare  spese  che  l'assicurazione  italiana  contro  le 
malattie non versa. Per questi motivi per cui si giustifica concedergli il 
beneficio dell'assistenza giudiziaria. Pertanto, non vengono prelevate 
spese processuali.

10.2 Non  si  assegnano  indennità  per  spese  ripetibili  alla  parte 
soccombente, peraltro non rappresentata.

Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di  ripetibili  (art. 7 cpv. 3 del regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 

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Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  di  assistenza  giudiziaria  parziale  è  accolta  e  non  si 
prelevano spese processuali.

3.
Non vengono riconosciute indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (raccomandata A/R)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 

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giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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