# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1cda595b-8256-55a5-9010-25fbf7fe6a6d
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-11-17
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht Sonstige Kammern 17.11.2025 SV1 2025 15
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_999_SV1-2025-15_2025-11-17.pdf

## Full Text

«I_NAM»
«I_ALI»
«I_BEM»

Sentenza del 17 novembre 2025
comunicata il 21 novembre 2025

N. d'incarto SV1 25 15

Istanza Prima Camera di diritto delle assicurazioni sociali

Composizione Righetti, presidente
Pedretti e von Salis, giudici
Zanolari Hasse, attuaria

Parti V.________
ricorrente
patrocinato dall'avv. lic. iur. Fabrizio Keller

contro

Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni
convenuto

Oggetto rendita d'invalidità

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Ritenuto in fatto:

A. V.________, nato nel 1963, ha svolto da ultimo l'attività di aiuto muratore. 
Dal 1° novembre 2000 al 29 febbraio 2001 egli ha beneficiato di una mezza rendita 
d’invalidità e dal 1° marzo 2001 al 30 novembre 2001 di una rendita intera 
d’invalidità a seguito di disturbi depressivi. 

B. In seguito all’insorgenza di una sindrome cervico-spondilogena cronica a 
sinistra (lato dominante) e dei disturbi statici del rachide dopo ernia discale a livello 
C6-C7 e C5-C6, si è manifestato un peggioramento dell'acuità visiva dell'occhio 
destro nonché un'incipiente distrofia maculare all'occhio sinistro. V.________ ha 
fatto il 31 marzo 2011 nuova domanda di prestazioni d'invalidità. La decisione del 
2 dicembre 2011, con la quale l'Ufficio AI del Cantone dei Grigioni ha negato il diritto 
a una rendita d'invalidità, è stata confermata dall'allora Tribunale amministrativo del 
Cantone dei Grigioni con sentenza S 12 17 del 24 maggio 2012.

C. Successivamente è stata diagnosticata una maculopatia giovanile bilaterale 
con componente essudativa, in particolare all'occhio sinistro, e conseguente grave 
compromissione della visione centrale in entrambi gli occhi, motivo per cui il 
23 aprile 2013 V.________ ha fatto altresì richiesta per un assegno per grandi 
invalidi AI. Dal punto di vista medico-assicurativo, a decorrere da giugno 2012, è 
stata riconosciuta una completa incapacità lavorativa, con possibilità di svolgere 
unicamente attività compatibili con lo stato di ipovisione. 

D. La valutazione professionale si è conclusa per mancanza dei presupposti per 
una continuazione del chiarimento, tenuto conto della menomazione visiva, delle 
competenze professionali limitate e della totale assenza di conoscenze informatiche 
di base. Successivamente, l'Ufficio AI gli ha riconosciuto, con decisione del 
14 maggio 2014, una rendita intera d'invalidità a partire dal 1° giugno 2012, nonché, 
con decisione del 2 ottobre 2013, l'assegno per grandi invalidi per caso speciale di 
grado lieve a partire dal 1° agosto 2013. 

E. In seguito a segnalazioni della polizia e della popolazione, nel 2016 il servizio 
Lotta agli abusi assicurativi (LAA) aveva effettuato delle indagini preliminari. Tra il 
2019 e il 2020 all'Ufficio AI sono pervenute ulteriori segnalazioni di abuso 
assicurativo. 

F. Il 22 aprile 2020 l'Ufficio AI ha pertanto avviato d'ufficio una revisione della 
rendita. Successivamente, esso ha chiarito i fatti e acquisito diversi rapporti medici.

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G. Nel formulario con le domande supplementari per la revisione della rendita, 
compilato il 27 aprile 2020, V.________ ha dichiarato uno stato di salute invariato e 
di essere impedito dalla vista nell'intraprendimento di un'attività lavorativa. Con il 
bastone riuscirebbe a spostarsi in paese. Farebbe solo alcuni lavori in giardino. 
Cercherebbe di mantenere una vita sociale e di fare un po’ di ginnastica. Ogni tanto, 
per gli spostamenti, utilizzerebbe i mezzi pubblici o verrebbe accompagnato. 
Avrebbe avuto problemi psicologici all'insorgenza della malattia. Non riuscirebbe a 
immaginarsi di esercitare un'attività lucrativa. 

H. L'Ufficio AI ha incaricato in data del 10 settembre 2020 un servizio esterno di 
effettuare un'osservazione, la quale è avvenuta in sei diverse giornate tra il 
23 settembre 2020 e il 31 ottobre 2020. Il 19 gennaio 2021 si è svolto un colloquio 
tra V.________ e i funzionari dell'Ufficio AI. Inizialmente gli è stato chiesto di 
illustrare la sua situazione. Dopodiché è stato confrontato con le segnalazioni di 
terzi e i risultati dell'osservazione, in merito ai quali egli si è rifiutato di esprimersi.

I. Con scritto del 2 febbraio 2021, l'Ufficio AI ha comunicato a V.________ che 
per verificare il suo diritto a prestazioni era necessaria un'approfondita perizia 
medica pluridisciplinare (medicina interna generale, oftalmologia, psichiatria e 
psicoterapia, reumatologia). L'Ufficio AI ha conferito l'incarico per la perizia al 
Servizio Accertamento Medico (SAM) di B.________ il 13 dicembre 2021.

L. Con progetti di decisione del 16 dicembre 2021, l'Ufficio AI ha prospettato a 
V.________ l'immediata sospensione cautelare della rendita d'invalidità e 
dell'assegno per grandi invalidi, contro i quali egli ha sollevato obiezione il 
1° febbraio 2022, chiedendo che questi venissero sospesi fino a conosciuto esito 
della perizia multidisciplinare e che, fino ad allora, gli venissero versati l'attuale 
rendita AI e l'assegno grandi invalidi. Con decisioni del 15 febbraio 2022, l'Ufficio AI 
ha confermato la decisione di sospendere il versamento della rendita d'invalidità 
risp. dell'assegno grandi invalidi con effetto immediato, prospettando un eventuale 
rimborso di rendite già versate in seguito a violazione dell'obbligo di notifica. Il 
ricorso presentato contro tali decisioni è stato respinto dall'allora Tribunale 
amministrativo del Cantone dei Grigioni con decisione S 2022 22 del 10 maggio 
2022.

M. La perizia pluridisciplinare del SAM del 9 novembre 2022 è stata consegnata 
all'Ufficio AI il 10 novembre 2022. 

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N. Il ricorso di V.________ del 18 aprile 2023 contro l'Ufficio AI per ritardata e 
denegata giustizia è stato respinto dall'allora Tribunale amministrativo del Cantone 
dei Grigioni con decisione S 23 53 del 20 giugno 2023.

O. Dopo un ulteriore chiarimento dei fatti e l’acquisizione agli atti della 
valutazione finale del Servizio medico regionale (SMR), l'Ufficio AI, con progetti di 
decisione del 17 gennaio 2024, ha prospettato a V.________ la revoca retroattiva, 
a decorrere dal 1° novembre 2020, sia della rendita d'invalidità sia dell'assegno per 
grandi invalidi, contro le quali egli ha sollevato obiezione il 1° febbraio 2024, 
chiedendo la conferma delle prestazioni. 

P. Con decisioni del 19 febbraio 2025, l'Ufficio AI ha revocato sia l'assegno per 
grandi invalidi sia la rendita d'invalidità retroattivamente a decorrere dal 
1° novembre 2020, motivando essenzialmente che V.________ avrebbe più volte 
fornito all'Ufficio AI e al SAM delle dichiarazioni discordanti relative allo stato di 
salute. Dagli atti emergerebbe in modo evidente che egli avrebbe esagerato 
notevolmente, se non addirittura simulato. Inoltre, egli avrebbe fornito informazioni 
incomplete e/o false, nonostante le sue limitazioni in realtà non esistessero oppure 
esistessero solo parzialmente. Di conseguenza, egli avrebbe accettato al più tardi 
dal settembre/ottobre 2020 (periodo di osservazione) in poi la possibilità che l'Ufficio 
AI continuasse a versargli una rendita intera nonostante i presupposti legali non 
sarebbero più stati oggettivamente soddisfatti. Si sarebbe quindi in presenza di un 
comportamento sbagliato dovuto a negligenza, di modo che la revisione dovrebbe 
avere effetto ex tunc. Inoltre, l'Ufficio AI ha negato l'effetto sospensivo a un ricorso. 

Q. Contro la decisione concernente la rendita d'invalidità, V.________ (di 
seguito: ricorrente) ha inoltrato in data 26 marzo 2025 ricorso al Tribunale d'appello 
del Cantone dei Grigioni, chiedendo l'annullamento della decisione impugnata, la 
definitiva costatazione del diritto a una rendita intera e il ripristino della rendita 
revocata retroattivamente. In via subordinata, il ricorrente chiede l'annullamento 
della decisione impugnata e il rinvio dell'incarto all'Ufficio AI per una nuova 
decisione. Inoltre, richiede la concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito 
patrocinio. In sostanza, il ricorrente fa valere che l'Ufficio AI non si sarebbe 
confrontato con le sue censure sollevate mediante obiezioni del 1° febbraio 2024, 
ovvero la mancanza di presupposti per condurre una procedura di revisione e 
l'assenza di un nesso di causalità tra il comportamento del ricorrente nel contesto 
del colloquio del 19 gennaio 2021 e la sua situazione medica risp. la sua incapacità 
lavorativa. La perizia multidisciplinare avrebbe confermato che lo stato di salute, in 
contrasto a quanto sarebbe stato rilevato al momento dell'assegnazione della 
rendita, non si sarebbe sostanzialmente modificato. Per contro, dal punto di vista 

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oftalmologo, il danno alla salute sarebbe rimasto immutato. Lo sviluppo di una 
compensa del deficit di visione centrale con una visione laterale, accertato dalla 
Dr. med. C.________ – la quale avrebbe confermato di non potere aspettare 
ragionevolmente lo svolgimento di un'attività lavorativa che richiede una visione 
centrale –, non costituirebbe un motivo di revisione. Inoltre, il parere espresso a tre 
riprese del SAM non sarebbe minimamente considerato nella decisione impugnata, 
rendendo questa arbitraria. Per un'attività lavorativa sarebbe necessaria una visione 
centrale, la quale, nel presente caso, sarebbe mancante così come nell'iniziale 
analisi del 2014. In presenza di referti medici che riconoscono un'incapacità 
lavorativa del 100%, non sarebbero necessari ulteriori chiarimenti. Infatti, dagli atti 
non risulterebbe che l'Ufficio AI avrebbe disposto una verifica delle attività 
ragionevolmente esigibili, tenendo conto delle limitazioni, nonché della capacità e 
delle possibilità di reinserimento. 

R. Nella presa di posizione del 2 maggio 2025, l'Ufficio AI (di seguito: 
convenuto) chiede il rigetto del ricorso, rinviando integralmente alla decisione del 
19 febbraio 2025.

S. Con disposizione ordinatoria del 6 maggio 2025, il giudice dell'istruzione 
comunicava di non ritenere necessario un ulteriore scambio di scritti. Sia la missiva 
del ricorrente del 9 maggio 2025 che lo scritto del convenuto del 15 maggio 2025 si 
limitano alla produzione di atti che erano già stati prodotti.

Considerando in diritto:

Premessa

1. Ai sensi dell'art. 69 cpv. 1 lett. a LAI, le decisioni degli uffici AI cantonali sono 
impugnabili direttamente dinanzi al tribunale delle assicurazioni del luogo dell'ufficio 
AI. La decisione del convenuto del 19 febbraio 2025 è quindi un oggetto di 
contestazione idoneo per un procedimento dinanzi al Tribunale d'appello del 
Cantone dei Grigioni, la cui competenza per materia e per territorio quale Tribunale 
cantonale delle assicurazioni è data dall'art. 1 cpv. 1 LAI in unione con l'art. 57 
LPGA (RS 830.1) e l'art. 49 cpv. 2 lett. a LGA (CSC 370.100). In quanto destinatario 
formale e materiale della decisione impugnata, il ricorrente è particolarmente 
toccato dalla decisione impugnata, ha un interesse degno di protezione 
all'annullamento o alla modifica della stessa ed è quindi legittimato a presentare 
ricorso (art. 1 cpv. 1 LAI in unione con l'art. 59 LPGA). Si può dunque entrare in 
merito al ricorso, che è tempestivo ed è stato presentato nella forma dovuta (art. 1 
cpv. 1 LAI in unione con gli artt. 60 cpv. 1 e 2, 38 cpv. 1 e 61 lett. b LPGA).

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2.1. Nella fattispecie in esame è controverso il quesito se il convenuto abbia 
giustamente revocato la rendita d'invalidità retroattivamente a decorrere dal 
1° novembre 2020. In particolare, viene contestato il motivo di revisione. Inoltre, è 
controverso se il ricorrente abbia violato l’obbligo di informare, nonché se sussista 
un nesso causale tra il danno alla salute con ripercussioni sulla capacità lavorativa 
e l'incapacità al guadagno permanente o di lunga durata, ovvero l'entità 
dell'incapacità lavorativa. D'altronde, va rilevato che l'esecuzione e l'esito 
dell'osservazione non vengono contestati. Pertanto, la decisione del 19 febbraio 
2025 in merito alla revoca retroattiva dell'assegno per grandi invalidi, nonché le 
successive decisioni in merito al rimborso (cfr. act. AI 368 seg.) non sono state 
contestate, per cui, formalmente, sono passate in giudicato e non sono oggetto della 
presente controversia.

2.2. Il 1° gennaio 2022 è entrata in vigore la legge federale sull'assicurazione per 
l'invalidità (sviluppo ulteriore dell’AI). Per i beneficiari di rendite che avevano già 
compiuto il 55esimo anno di età al momento dell'entrata in vigore della legge 
federale sull'assicurazione per l'invalidità, continua ad applicarsi il diritto previgente 
(disposizione transitoria LAI relativa alla modifica del 19 giugno 2020, lett. c). In data 
1° gennaio 2022, il ricorrente aveva 58 anni. Ciò significa, da un lato, che egli rimane 
soggetto al precedente sistema di rendite con i gradi di rendita a quarti fino alla sua 
uscita dall’assicurazione per l’invalidità e, dall'altro lato, che vanno applicate anche 
le disposizioni materiali di diritto valide fino all’entrata in vigore dello sviluppo 
ulteriore dell’AI. Queste disposizioni riguardano in particolare i criteri per la 
valutazione dell’invalidità nonché i requisiti per una revisione delle prestazioni (cfr. 
Circolare sull’invalidità e sulla rendita nell’assicurazione per l'invalidità [CIRAI], 
valida dal 1° gennaio 2022, stato 1° gennaio 2025, n. 9214).

3. Nella misura in cui il ricorrente invoca, sotto il profilo formale, una violazione 
del suo diritto di essere sentito, poiché nella decisione impugnata non sarebbero 
state minimamente considerate le sue censure sollevate mediante obiezioni del 
1° febbraio 2024, le sue censure non meritano conferma. L'obbligo di motivazione 
derivante dal diritto di essere sentiti ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. non prevede 
che l'autorità si confronti con tutti i punti di vista delle parti e confuti espressamente 
ogni singola argomentazione. L'autorità amministrativa deve pertanto menzionare, 
per lo meno brevemente, i motivi che l'hanno condotta ad adottare un determinato 
provvedimento, in modo tale che l'interessato possa rendersi conto della portata 
della decisione e impugnarla con cognizione di causa. Essa non ha l'obbligo di 
esporre e discutere tutti i fatti, i mezzi di prova e le censure invocati dalle parti, ma 
può, al contrario, limitarsi all'esame delle questioni topiche per l'esito della 

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controversia (DTF 146 II 335 consid. 5.1, 143 III 65 consid. 5.2, 142 II 154 
consid. 4.2). Il diritto di essere sentito è leso, soltanto se l'autorità omette di 
pronunciarsi su questioni che presentano una certa pertinenza o di prendere in 
considerazione dei fatti e degli argomenti importanti per la decisione da adottare 
(DTF 143 III 65 consid. 5.2, 142 II 154 consid. 4.2, 141 V 557 consid. 3.2.1). 
L'autorità convenuta ha motivato la revoca retroattiva della rendita con una 
motivazione – seppur succinta – e ha ribadito le costatazioni già esposte in 
precedenza nell'ambito dei progetti di decisione. Sostanzialmente, viene 
considerato che sussisterebbe una notevole esagerazione dei sintomi e delle 
dichiarazioni discordanti relative allo stato di salute. Inoltre, non esisterebbe un 
danno alla salute che darebbe diritto a prestazioni. Queste considerazioni possono 
essere sostanzialmente comprese. Poiché le conclusioni risultano con sufficiente 
chiarezza dalla decisione del 19 febbraio 2025, il ricorrente è stato in grado di 
impugnarle adeguatamente. Pertanto, non sussiste alcuna violazione del diritto di 
essere sentito. Ma anche nella misura in cui si volesse ammettere una violazione 
del diritto di essere sentito, essa andrebbe in ogni caso ritenuta sanata in questa 
procedura di ricorso.

4. Revisione

4.1.1. Per quanto riguarda l'esistenza di un motivo di revisione, va approfondito in 
base agli atti disponibili se si è in presenza di una modifica notevole delle 
circostanze, suscettibile di incidere sul grado di invalidità e, quindi, sul diritto alla 
rendita. L'autorità convenuta ritiene che sussista una chiara esagerazione o 
simulazione a sostegno di revisione, motivo per cui essa considera che il ricorrente 
non soffrirebbe di un danno alla salute che darebbe diritto a prestazioni. Egli 
avrebbe violato l’obbligo di informare, nonché ottenuto indebitamente prestazioni in 
presenza di un comportamento scorretto dovuto a negligenza (ma probabilmente 
addirittura intenzionale). La decisione impugnata è fondata solamente sull'art. 88bis 
cpv. 2 lett. b OAI (RS 831.201). 

4.1.2. Il ricorrente ribadisce invece che lo stato di salute sarebbe rimasto invariato. 
La perizia multidisciplinare avrebbe confermato che, quanto sarebbe stato rilevato 
al momento dell'assegnazione della rendita AI, non si sarebbe sostanzialmente 
modificato. Dal punto di vista oftalmologico, non risulterebbe un notevole 
peggioramento o una rilevante modifica dello stato di salute (cfr. act. A.1 pag. 7). 

4.2.1. Se il grado di invalidità di un beneficiario di rendita subisce una modifica 
importante (cioè un cambiamento rilevante), che è idonea a influenzare il grado 
stesso e, di conseguenza, il diritto alla rendita, la prestazione può essere adeguata, 

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ridotta o soppressa per il futuro, d’ufficio o su richiesta (art. 1 LAI in unione con il 
vecchio art. 17 cpv. 1 LPGA, artt. 87, 88a e 88bis OAI). 

4.2.2. Conformemente all'art. 88bis cpv. 2 OAI, la riduzione o la soppressione della 
rendita, dell’assegno per grandi invalidi o del contributo per l’assistenza è messa in 
atto per il futuro, con effetto ex nunc, il più presto, il primo giorno del secondo mese 
che segue la notifica della decisione (lett. a), oppure, con effetto ex tunc, 
retroattivamente dalla data in cui avvenne la modificazione determinante se il 
beneficiario ha ottenuto indebitamente la prestazione o ha violato l’obbligo di 
informare impostogli ragionevolmente dall’art. 77 OAI, indipendentemente dal fatto 
che la prestazione abbia continuato a essere versata a causa dell’ottenimento 
indebito della medesima o della violazione dell’obbligo di informare (lett. b). In virtù 
dell’art. 77 OAI, l’avente diritto, il suo rappresentante legale, le autorità o i terzi cui 
è versata la prestazione devono comunicare immediatamente all’Ufficio AI ogni 
cambiamento rilevante per la determinazione del diritto alle prestazioni, in 
particolare ogni cambiamento dello stato di salute, della capacità al guadagno o al 
lavoro, dello stato di grande invalidità, del bisogno di assistenza o di aiuto dovuto 
all’invalidità, del luogo di residenza determinante per stabilire l’importo dell’assegno 
per grandi invalidi e del contributo per l’assistenza e delle condizioni personali ed 
eventualmente economiche dell’assicurato.

4.2.3. Ogni notevole modifica delle circostanze di fatto, atta a influenzare il grado di 
invalidità, che insorge dopo l'ultima decisione di rendita, costituisce un motivo per 
una revisione (materiale) della rendita. In particolare, la rendita può essere 
sottoposta alla revisione in caso di modifica significativa dello stato di salute. Inoltre, 
anche in presenza di uno stato di salute sostanzialmente invariato, sono rilevanti i 
mutamenti con ripercussioni sulla capacità lavorativa. Al contrario, una diversa 
valutazione di una situazione sostanzialmente invariata è irrilevante nel contesto 
della revisione (cfr. DTF 141 V 9 consid. 2.3, 134 V 131 consid. 3, 133 V 545 
consid. 6.1, 130 V 343 consid. 3.5 nonché sentenza del Tribunale federale 
9C_135/2021 del 27 aprile 2021 consid. 2.1 con rinvii). Né un’incapacità lavorativa 
attestata in modo diverso rispetto a precedenti valutazioni mediche né una diversa 
classificazione diagnostica della patologia invocata sono, di per sé, sufficienti per 
giungere alla conclusione che vi sia stato un miglioramento dello stato di salute; è 
invece necessaria una modifica del quadro clinico (cfr. sentenze del Tribunale 
federale 8C_250/2024 del 14 aprile 2025 consid. 2.2, 9C_344/2022 del 20 febbraio 
2023 consid. 2.1, entrambi con rinvii).

4.2.4. Base di confronto per la valutazione della sussistenza di una modifica 
rilevante del grado di invalidità ai sensi del vecchio art. 17 cpv. 1 LAI è l’ultima 

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decisione passata in giudicato che si fondi su un accertamento sostanziale del diritto 
alla rendita, con una corretta ricostruzione dei fatti, una valutazione delle prove e 
l’effettuazione di un confronto reddituale conforme al diritto (cfr. OSWALD, in: 
Kieser/Kradolfer/Lendfers [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über den 
Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts ATSG, 5a ed. 2024, art. 17 n. 31; 
DTF 133 V 108 consid. 5; sentenze del Tribunale federale 8C_55/2023 dell’11 luglio 
2023 consid. 4.2.2, 9C_26/2022 del 30 maggio 2022 consid. 2.2, 9C_346/2019 del 
6 settembre 2019 consid. 2.1.1). Qualora, a seguito di tale confronto, si constati che 
nel periodo oggetto di valutazione il grado di invalidità non abbia subito una modifica 
rilevante sotto il profilo giuridico, permane lo stato giuridico preesistente (cfr. 
sentenze del Tribunale federale 8C_336/2017 dell’11 ottobre 2017 consid. 4.1, 
8C_441/2012 del 25 luglio 2013 consid. 3.1.3). In caso contrario, occorre invece 
riconoscere la sussistenza di un motivo di revisione e adeguare la rendita concessa 
in funzione della modifica accertata (cfr. MEYER/REICHMUTH, in: Stauffer/Cadinaux 
[ed.], Recht-sprechung des Bundesgerichts zum Bundesgesetz über die 
Invalidenvericherung IVG, 4. ed. 2022, art. 30 n. 13 segg.). Il diritto alla rendita deve 
essere esaminato in modo completo, ovvero in tutto lo spettro, sia dal profilo 
giuridico che fattuale, senza vincolo rispetto a valutazioni precedenti (cfr. DTF 141 
V 9 consid. 2.3, 6.1 e 6.4 nonché 117 V 198 consid. 4b; sentenze del Tribunale 
federale 8C_280/2020 del 21 dicembre 2020 consid. 3.1, 9C_11/2019 del 16 luglio 
2019 consid. 3.3, 8C_825/2018 del 6 marzo 2019 consid. 6.7).

5.1. Nel caso in esame, la base di confronto è la decisione del 14 maggio 2014, 
in cui è stata riconosciuta una rendita intera d'invalidità (inclusa una rendita per i 
figli) a partire dal 1° giugno 2012 (act. AI 153 e 160). Essa poggia le sue basi in 
particolare sui seguenti referti medici:

5.1.1. Nel referto medico del 16 dicembre 2011, il Dr. med. D.________, 
oftalmologo, E.________, riferisce di peggioramento funzionale dell’occhio destro, 
ma soprattutto dell’occhio sinistro, nell’ordine di più di 2/10 rispetto alla precedente 
e ultima visita di controllo dell’1° marzo 2011. Conclude, affermando che per la 
perdita della stereopsi, in quanto monocolo funzionale, il paziente non sarebbe in 
grado di svolgere la propria attività lavorativa (act. AI 61 pag. 2). 

5.1.2. Dal referto medico del Dr. med. F.________, specialista in oftalmologia e 
oftalmochirurgia, G.________, del 22 dicembre 2011 sull'esito dell'esame 
angiografico, emerge che l'esame all’occhio sinistro è sovrapponibile alla 
precedente valutazione del 19 agosto 2010; all’occhio destro sarebbe comparsa 
un’attività subfoveale responsabile dell’ulteriore riduzione della capacità visiva. 

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Viene proposto un trattamento anti VEGF o, in alternativa, fotodinamico (act. AI 70 
pag. 3). 

5.1.3. Dal rapporto medico del 3 febbraio 2012, il Dr. med. F.________ rileva che il 
visus dell'occhio destro sarebbe inferiore al 0,05 con qualsiasi correzione e propone 
una serie di iniezioni intravitreali anti VEGF (Lucentis) nel tentativo di controllare la 
componente essudatizia evidenziata all’esame angiografico. Per quanto riguarda 
I'occhio sinistro, la capacità visiva sarebbe pari a 0,8 cc sf. + 0,50. Il ricorrente 
sarebbe da considerare monocolo funzionale all’occhio sinistro e sarebbe pertanto 
importante che nella professione di aiuto muratore non si esponga al rischio di 
caduta da altezze e che non sia a contatto con macchinari pericolosi; la mancanza 
di una capacità tridimensionale stereoscopica implicherebbe una limitata 
percezione della distanza (act. AI 70 pag. 4).

5.1.4. Nella valutazione del 17 febbraio 2012 del medico SMR Dr. med. 
H.________, specialista in medicina generale, viene considerato un parziale 
peggioramento da dicembre 2011 con attuale monocolo funzionale; quindi il 
ricorrente non sarebbe idoneo a svolgere attività richiedenti visione binoculare o 
stereoscopica (tipo meccanica fine o di precisione) e attività con rischio di caduta o 
attività con macchinari pericolosi (act. AI 75). 

5.1.5. Dai referti medici del 25 giungo 2012, del Dr. med. F.________ emerge che 
la situazione dell'occhio destro apparirebbe stabilizzata dopo il trattamento, mentre 
I’occhio sinistro mostrerebbe un peggioramento soggettivo delle capacità visive 
confermato dalla progressione angiografica. Bisognerebbe considerare il paziente 
monocolo funzionale a sinistra con peggioramento della capacità visiva nell’unico 
occhio funzionalmente valido (act. AI 88 pag. 2 seg.). 

5.1.6. Nel rapporto medico del 26 luglio 2012, il Dr. med. F.________ indica un 
visus pari al 0,01 dell’occhio destro e al 0,3 dell’occhio sinistro per la distanza senza 
correzione non migliorabile con occhiali; sotto il profilo funzionale sarebbe da 
considerare monocolo funzionale a sinistra e con un visus di 0,3; pertanto, si 
dovrebbero ammettere chiare limitazioni funzionali nella professione di aiuto 
muratore. In mancanza di una visione tridimensionale stereoscopica, il ricorrente 
non potrebbe salire su ponteggi o essere a contatto con macchinari pericolosi. La 
situazione oftalmologica si presterebbe a un’ulteriore riduzione della capacità visiva 
pure all’occhio sinistro, funzionalmente migliore, e, quindi, Ie riserve professionali 
sarebbero ancora più evidenti. Sotto il profilo terapeutico non esisterebbe un 
trattamento in grado di ripristinare una migliore capacità visiva, ma, al limite, in 

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grado di bloccare la progressione della patologia retinica con particolare riguardo 
all’occhio sinistro (act. AI 88 pag. 4). 

5.1.7. Con valutazione dell’8 ottobre 2012, il medico SMR Dr. med. H.________ 
ritiene, in considerazione della diagnosi principale di maculopatia essudativa 
multifocale occhio sinistro con acuità visiva già ridotta occhio destro a 0,01, che vi 
sarebbe un peggioramento dello stato di salute dal giugno 2012 con influsso sulla 
capacità lavorativa (act. AI 91).

5.1.8. Con rapporto medico del 9 novembre 2012, il Dr. med. F.________ pone 
come diagnosi con ripercussioni sulla capacità lavorativa una maculopatia giovanile 
essudativa bilaterale. Lo specialista descrive una maculopatia essudativa bilaterale 
con grave compromissione della capacità visiva centrale in entrambi gli occhi. 
Ritiene che la prognosi risulterebbe non valutabile e indica un trattamento con 
iniezioni intravitreali con anti VEGF all’occhio sinistro, nonché un pregresso 
trattamento fotodinamico laser all’occhio destro (22 marzo 2012). Lo scopo della 
terapia intravitreale sarebbe improntata ad arrestare la progressione della malattia. 
Per quanto riguarda gli impedimenti all’attività professionale finora svolta, 
I’ipovisione instauratasi in entrambi gli occhi impedirebbe di condurre autoveicoli e 
di svolgere un’attività manuale a contatto con macchinari pericolosi o esposta a 
rischio di cadute. I limiti funzionali impediscono di salire su scale a pioli e 
impalcature, nonché di salire Ie scale; non sarebbe data infine l'idoneità alla guida 
(act. AI 92).

5.1.9. Nel rapporto medico del 17 gennaio 2013, il Dr. med. F.________ conferma 
Ie precedenti diagnosi e considera un'incapacità lavorativa del 100% nell'attuale 
professione di aiuto muratore. Quali limiti funzionali vengono segnalati lo 
svolgimento di attività esclusivamente in posizione seduta; un’incapacità sussiste 
per attività come prevalentemente camminare su terreni accidentati, sollevare e 
trasportare pesi, salire su scale a pioli e impalcature e salire Ie scale, nonché 
trasportare o sollevare pesi. Sotto il profilo psichico, le capacità di concentrazione, 
comprensione e adeguamento sarebbero illimitate, mentre la capacità di portare 
carichi sarebbe limitata. Consiglia di ricorrere a ausili di sostegno ottici e audiovisivi 
(act. AI 98).

5.1.10. Con referto medico del 25 febbraio 2013, il Dr. med. F.________ 
indica un visus dell'occhio destro pari a 0,01 e un visus nell'occhio sinistro pari a 
0,1. Conclude che il ricorrente sarebbe da considerare ipovedente, non abile alla 
guida e allo svolgimento di attività a contatto con macchinari pericolosi o in situazioni 

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a rischio di caduta da altezze; eventualmente potrebbe essere svolta un'attività a 
ridotto impegno visivo (act. AI 100 pag. 5).

5.1.11. Con certificato medico del 20 aprile 2013, il medico di famiglia, 
Dr. med. I.________, FMH medicina interna, J.________, attesta una grossa 
difficoltà di spostamento soprattutto nell'uso dei mezzi pubblici dovuta ai problemi 
oftalmologi con importante riduzione del visus; per le visite in studio occorre il 
trasporto da parte di terzi. 

5.1.12. Nel referto medico del 30 aprile 2013, la Dr. med. K.________, 
specialista in psichiatria e psicoterapia, J.________, riferisce che la sintomatologia 
psichica, come già riferito nei precedenti rapporti del 9 marzo 2012 e del 
12 novembre 2012, sarebbe caratterizzata da un umore depresso, apatia, 
isolamento sociale, difficoltà ad accettare Ie malattie fisiche, insonnia notturna, 
pensieri ruminativi su problemi di salute e idee suicidali passive e a tratti attive. La 
terapia consisterebbe in colloqui di sostegno ogni 15 giorni o mensili ed è stata 
potenziata la terapia con antidepressivi con Efexor a 150 mg al giorno e in aggiunta 
terapia neurolettica con Seroquel 50 mg al giorno. La psichiatra pone quale ipotesi 
diagnostica un episodio depressivo di media gravità con sintomi biologici, reattivo 
alla patologia organica (ICD-10 F32.11). Segnala in anamnesi un disturbo bipolare 
in remissione (ICD-10 F31.7), un disturbo emotivamente instabile in buon compenso 
tipo borderline (ICD-10 F60.31), nonché uso dannoso di alcool fino al 2002 poi 
astinente. La capacità lavorativa viene considerata in misura del 50-60% per 
I’umore depresso, I’intolleranza allo stress, il pensiero ruminativo e i vissuti di 
inutilità. Conclude che un impegno lavorativo, compatibile con la riduzione della 
vista, potrebbe contribuire a sostenere l’umore e a contrastare i vissuti di inutilità 
(act. AI 116 pag. 2 seg.).

5.1.13. Dal rapporto medico del 23 luglio 2013 del Dr. med. F.________ 
emerge una diminuzione rilevante dell’acuità visiva quando la vista da lontano 
ammonta bilateralmente a meno di 0,2 oppure quando la limitazione del campo 
visivo bilaterale dista 10 gradi dal centro. Giunge alla conclusione che, in presenza 
contemporanea di una riduzione dell’acuità visiva e di una riduzione del campo 
visivo senza che i valori limiti siano raggiunti, si sarebbe in presenza di una 
diminuzione elevata dell’acuità visiva. L'oftalmologo ritiene che, a partire 
dall'8 agosto 2012, l’acuità visiva da lontano con correzione ammonterebbe per 
l'occhio destro a 0,01 e per l'occhio sinistro al 0,1 con e senza correzione. Sin 
dall'8 agosto 2012 sarebbe inoltre presente una limitazione del campo visivo di 10 
gradi dal centro, con contemporanea riduzione dell’acuità visiva e restrizione del 
campo visivo. A causa della progressione della maculopatia si presenterebbe sia 

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una limitazione della capacita visiva inferiore a 0,2 che una limitazione 
contemporanea del campo visivo di 10 gradi dal centro. Nonostante non sia stato 
effettuato un esame computerizzato del campo visivo, la limitazione di quest’ultimo 
sarebbe presumibile, considerata l’entità e le caratteristiche della maculopatia. 
Qualora fosse necessaria una determinazione computerizzata e precisa del campo 
visivo, questa rimarrebbe comunque disponibile (act. AI 127).

5.1.14. Nel rapporto di decorso del 3 settembre 2013, il Dr. med. D.________ 
si riferisce all’ultimo controllo oculistico effettuato il 9 luglio 2013 e pone quale 
diagnosi oculistica attuale un'atrofia maculare all'occhio destro e una maculopatia 
giovanile evoluta all'occhio sinistro. L'oftalmologo ritiene il trattamento oculistico non 
concluso e la necessita di controlli oftalmologici trimestrali, diagnostica strumentale 
e terapia intra vitreale. Egli indica quali correzioni dell'acuità visiva per l'occhio 
sinistro di + 1,25 del 1° marzo 2011 e di + 2,00 del 15 dicembre 2011, mentre 
l'occhio destro non sarebbe più correggibile. In seguito, anche le lenti correttive per 
l’occhio sinistro si sarebbero rivelate inefficaci. Dal punto di vista medico, la 
consegna del bastone bianco sarebbe indicata per una gravissima ipovisione, più 
marcata all’occhio destro rispetto al sinistro. Non si ritengono possibili ulteriori 
miglioramenti visivi (act. AI 133).

5.1.15. Secondo la valutazione del Centro d'accertamento professionale 
(CAP) L.________ del 12 settembre 2013, l'accertamento avrebbe dovuto essere 
interrotto dopo una settimana. In sintesi, considerando la limitazione alla vista, le 
ridotte competenze professionali, nonché la totale mancanza di conoscenze 
informatiche anche solo elementari, il CAP conclude che il ricorrente sarebbe da 
ritenere non reintegrabile nel mondo del lavoro (act. AI 135).

5.2. Dall’ultima verifica in materia, conclusasi con decisione del 14 maggio 2014, 
sono stati acquisiti agli atti i seguenti referti (specialistici) rilevanti:

5.2.1. Il Dr. med. D.________, nel certificato medico dell'8 luglio 2017 indirizzato a 
AA.________, pone quale diagnosi un'atrofia maculare all'occhio destro e una 
maculopatia giovanile evoluta all'occhio sinistro. Riscontra un visus non corretto a 
destra pari a 0,01 scarso e un visus dell'occhio sinistro pari a 0,05 scarso non 
migliorabile con lenti; campo visivo ineseguibile (act. AI 204 pag. 8).

5.2.2. Lo stesso, con rapporto di accertamento assegno per adulti grandi invalidi 
del 1° ottobre 2018, rileva che non vi sarebbe stato nessun cambiamento. 
L'assicurato avrebbe bisogno di essere accompagnato fuori casa in quanto 

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ipovedente; per la stessa ragione avrebbe anche bisogno del sostegno di terzi per 
mantenere i contatti sociali (act. AI 182).

5.2.3. Dalla lettera d'uscita del Dr. med. M.________, primario, e del Dr. med. 
N.________, capo-clinica, Ospedale Regionale di B.________ e Valli sede 
B.________, emerge un ricovero dal 3 novembre 2018 al 4 novembre 2018 presso 
il reparto di chirurgia per trauma cranico non commotivo con ferita lacero-contusa, 
secondaria a caduta accidentale scendendo dall’auto. All’arrivo sarebbe stato 
misurato un tasso alcolemico di 3,16 g/l. Il decorso si svolgerebbe senza 
complicanze e verrebbe eseguita terapia antalgica, antibiotica e infusiva. In 
dimissione viene posta la diagnosi di trauma cranico non commotivo con ferita 
lacero-contusa di 4 cm in zona fronto-parietale, ematoma sottocutaneo di ca. 15 mm 
di spessore, frontale sinistra, senza emorragie intracraniche (TAC del 3 novembre 
2018), cisti aracnoidea temporale sinistra di ca. 14 mm, alcolemia 3,16 g/l. Diagnosi 
secondarie: ipovisus; sindrome radicolare irritativa e deficitaria acuta C6 (C7) a 
sinistra con stenosi foraminale su base artrosica C6-C7 a sinistra (TAC cervicale 
del 7 dicembre 2009); stato dopo artroscopia con meniscectomia mediale parziale 
del ginocchio destro il 28 luglio 2008 (act. AI 291 pag. 28). 

5.2.4. Nel rapporto medico del 9 giugno 2020, il medico curante Dr. med. 
I.________ riassume le diagnosi come segue: cecità quasi completa da atrofia 
maculare all'occhio destro e maculopatia giovanile evoluta all'occhio sinistro con 
visus a destra di 0,01 scarso, visus a sinistra di 0,05 scarso e campo visivo 
bilateralmente inseguibile; disturbo affettivo bipolare associato a disturbo della 
personalità di tipo borderline; ipertensione arteriosa trattata ed esiti di intervento di 
stabilizzazione vertebrale in C5-C6 e C6-C7 per radicolopatie invalidanti. Quale 
terapia vengono indicati i farmaci Efexor 37,5 mg e Triatec 10 mg. A parere del 
medico curante non vi sarebbero ragionevoli possibilità per una reintegrazione 
professionale (act. AI 201). 

5.2.5. Con rapporto medico del 7 luglio 2020, il Dr. med. O.________, FMH in 
oftalmologia e oftalmochirurgia, B.________, evoca come diagnosi una maculopatia 
giovanile essudativa bilaterale (sussistente dal 2010) con acuità visiva inferiore a 
0,01 non migliorabile da ambedue le parti, segmento anteriore calmo, segmento 
posteriore cicatrici maculari. A parere del medico, la capacità lavorativa sarebbe 
rimasta invariata (act. AI 202).

5.2.6. Con presa di posizione del 2 dicembre 2020 sul video dell'osservazione, il 
medico SMR, Dr. med. P.________, FMH reumatologia, medicina interna, constata 
quanto segue: nelle attività di giardinaggio il ricorrente sarebbe in grado di 

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camminare a passo sicuro su terreno irregolare e scosceso, talvolta anche sul bordo 
del pendio senza mostrare insicurezza. Potrebbe maneggiare in modo mirato il 
pesante tosaerba e raccogliere l'erba tagliata con il rastrello. Mostrerebbe un passo 
fluido e deciso; solo in un'occasione avrebbe utilizzato il bastone per tastare un 
cordolo inciampando leggermente; talvolta utilizzerebbe il bastone per camminare 
sul marciapiede, tastandone il bordo. Al bar sarebbe in grado di afferrare il bicchiere 
senza insicurezze e di raccogliere la sigaretta caduta con presa sicura. Spesso 
utilizzerebbe il cellulare; sorprendente sarebbe la situazione in cui compara le 
informazioni sullo schermo con l'orario dell'autopostale. Secondo il medico SMR, il 
filmato lascerebbe trasparire dei dubbi sul grado effettivo della disabilità visiva. La 
visione binoculare non sembrerebbe essere significativamente limitata e diverse 
volte si avrebbe l'impressione che l'assicurato sia in grado di focalizzare gli oggetti 
(act. AI 217). 

5.2.7. Dal profilo funzionale del 6 gennaio 2021, il medico SMR, Dr. med. 
P.________, emerge che nel profilo di capacità positivo rientrerebbero delle attività 
che non richiedono la focalizzazione e la visione binoculare risp. per la cui 
esecuzione sarebbe sufficiente un orientamento approssimativo nello spazio. A 
causa del deficit visivo, nell’ambito del profilo negativo delle capacità, le seguenti 
attività non dovrebbero essere possibili: leggere un giornale o l'orologio (leggere in 
generale), l'utilizzo del cellulare, la guida di un veicolo, tutte le attività che richiedono 
una manipolazione precisa di oggetti, come ad esempio afferrare una chiave e 
infilarla in una serratura, oppure che richiedono di colpire con precisione un oggetto, 
come ad esempio spaccare la legna o attività manovali simili. Le seguenti attività 
dovrebbero essere possibili con limitazioni notevoli: afferrare alimentari senza 
precisione, deambulare senza bastone (con eccezione dei posti molto famigliari), 
orientamento difficoltoso in posti sconosciuti, insicurezze nel tosare l'erba, con 
collisioni di ostacoli, contatti sociali solo con l'aiuto di terzi (act. AI 216).

5.2.8. Dalla perizia pluridisciplinare del SAM (di seguito: perizia SAM) del 
9 novembre 2022 emerge, nell'ambito della valutazione globale interdisciplinare, 
quali diagnosi con ripercussioni sulla capacità lavorativa, una maculopatia 
multifocale bilaterale con coinvolgimento coroidale allo stadio cicatriziale, alterazioni 
degenerative plurisegmentali del rachide cervicale (protrusione discale C5-C6 
mediana-paramediana e recessuale a sinistro con possibile irritazione radicolare di 
C6 in sede recessuale dal lato destro, moderate uncartrosi bilaterali, lieve 
protrusione discale C6-C7 mediana), esiti da discectomia ventrale, spondilodesi con 
gabbia C6-C7, discectomia ventrale C5-C6 ed impianto DCI medio 6 mm (1.2.2010), 
sindrome lombospondilogena con possibile componente lomboradicolare irritativa a 

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destra, in probabili alterazioni degenerative al rachide lombare, periartropatia 
omeroscapolare con sintomatologia di attrito terminale a sinistra in probabile artrosi 
acromeoclaveare bilaterale, modica sindrome cervico-vertebrale secondaria ad 
alterazioni statico degenerative del rachide, interventi di stabilizzazione da C5 a C7, 
con sofferenza radicolare C7 sinistra anamnestica (act. AI 291 pag. 79). Nella 
valutazione consensuale, gli esperti attestano un'incapacità lavorativa totale, sia 
nell'attività svolta di aiuto muratore che in attività adeguata, esclusivamente a causa 
della patologia oftalmologica (act. AI 291 pagg. 79 segg.). Mentre per il profilo 
oftalmologico lo stato di salute sarebbe rimasto invariato, alla valutazione peritale 
del 2011 si sarebbe aggiunta, in ambito reumatologico, una periartropatia 
omeroscapolare con sintomatologia di attrito terminale a sinistra in probabile artrosi 
acromeoclaveare bilaterale ed una sindrome lombospondilogena con possibile 
componente lomboradicolare irritativa a destra in probabili alterazioni degenerative 
al rachide lombare; in ambito internistico, lo sviluppo di una sindrome metabolica e 
un'epatopatia cronica, nonché, in ambito neurologico, un peggioramento della 
situazione a livello del canale carpale sinistro (act. AI pag. 83). Per quanto riguarda 
gli ambiti di valutazione, segnatamente internistico, psichiatrico, reumatologico e 
neurologico, è stata attestata una piena capacità lavorativa in un'attività adeguata 
(cfr. perizia internistica, Dr. med. Q.________, specialista in medicina interna 
generale [act. AI 291 pagg. 28 segg.]; perizia reumatologica, Dr. med. R.________, 
specialista FMH reumatologia, del 26 giugno 2022 [act. AI 291 pagg. 90 segg.]; 
perizia neurologica, Dr. med. S.________, Specialista FMH neurologia, del 
4 giugno 2022 [act. AI 291 pagg. 114 segg.]; perizia psichiatrica, Dr. med. 
T.________, FMH psichiatria e psicoterapia, dell'11 luglio 2022 [act. AI 291 
pagg. 147 segg.]).

5.2.9. In data 21 aprile 2023 il SAM di B.________ dava risposta alla richiesta 
dell'Ufficio AI del 16 febbraio 2023 (act. AI 298) di complementare e chiarire l'esito 
della perizia. La specialista in oftalmologia, Dr. med. C.________, riconsiderando la 
perizia alla luce delle risultanze dell'osservazione, riferisce che i riscontri oggettivi 
(fondo dell'occhio) attestano inequivocabilmente la presenza di lesioni importanti a 
livello maculare. I riscontri soggettivi (campo visivo) potrebbero invece essere stati 
alterati da una mancanza di collaborazione da parte dell'assicurato. Inoltre, ella 
espone di aver osservato persone affette da maculatopie centrali sviluppare talvolta 
la capacità di compensare il deficit di visione centrale con una visione laterale, 
fissando un punto a lato di quello che intendono effettivamente vedere. Ritiene 
quindi opportuno sottoporre l'assicurato all'esame dei potenziali evocati visivi 
(eseguibili presso il Servizio di neurologia dell'EOC) o all'elettroretinogramma e 
all'elettrooculogramma (act. AI 314).

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5.2.10. Prendendo atto delle risultanze dell'elettroretinogramma e 
dell'elettrooculogramma eseguiti in data 13 luglio 2023 (cfr. referto medico della 
Prof. Dr. med. U.________, Universitätspital A.________, del 15 agosto 2023 [act. 
AI 334]), nonché dell'esame dei potenziali evocati visivi eseguito in data 18 luglio 
2023, il quale mostra risultati nei limiti della norma (cfr. referto medico del Dr. med. 
W.________ e del PD Dr. med. X.________, Servizio di neurologia EOC, 
dell'8 agosto 2023 [act. AI 333]), la Dr. med. C.________ rileva, con parere medico 
del 9 ottobre 2023, l'assenza di irregolarità dell'attività elettrica della retina. Ella 
riferisce che i riscontri confermerebbero l'ipotesi che l'assicurato riuscirebbe a 
compensare il deficit di visione centrale con una visione laterale. Tuttavia, la 
specialista in oftalmologia ritiene che non si potrebbe ragionevolmente esigere 
l'utilizzo di questa abilità per svolgere un'attività lavorativa che richiede una visione 
centrale (act. AI 338 pag. 4). 

5.2.11. Con parere SMR del 31 ottobre 2023, il Dr. med. Y.________, 
medicina generale, giunge alla conclusione che, considerando la perizia e le 
indicazioni della scienza oftalmologica moderna e tenendo conto che il deficit visivo 
delle due principali funzioni visive, acuità visiva e il campo visivo periferico, pervade 
l'efficienza in tutte le attività esigibili, riducendo sia l'efficienza che il tempo di lavoro, 
il danno alla capacità lavorativa in attività adattata esigibile sarebbe da considerare 
in misura del 50% (cfr. Case Report [act. AI 357 pag. 33]).

6. In sostanza, il convenuto, nella decisione impugnata, conclude che, a causa 
dell'esagerazione dei sintomi e delle dichiarazioni discordanti relative allo stato di 
salute a partire da settembre/ottobre 2020 (periodo di osservazione), non sarebbe 
possibile giudicare in modo affidabile lo stato di salute del ricorrente e l'entità delle 
limitazioni che (eventualmente) sussistono. Dalla perizia del SAM del 9 novembre 
2022, delle prese di posizione del SAM del 21 aprile 2023 e del 18 ottobre 2023 
[recte: ovvero della Dr. med. C.________ del 10 aprile 2023 e del 9 ottobre 2023], 
nonché dall'ampio materiale di osservazione, emergerebbe in modo evidente che il 
ricorrente avrebbe esagerato notevolmente. 

6.1. Secondo la giurisprudenza, di regola, non sussiste un danno alla salute 
assicurato nella misura in cui la limitazione della capacità lavorativa risulta da 
un'esagerazione dei sintomi o costellazioni simili. Indizi di tali e altre manifestazioni 
di guadagno di malattia secondario (in tedesco: sekundärer Krankheitsgewinn; cfr. 
DTF 140 V 193 consid. 3.3) emergono, in particolare, quando sussiste una 
discrepanza significativa tra i dolori descritti e il comportamento osservato o 

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l’anamnesi, quando vengono segnalati dolori intensi la cui caratterizzazione rimane 
vaga, quando non viene richiesta alcuna cura o terapia medica, quando le lamentele 
espresse in modo dimostrativo appaiono poco credibili agli occhi del perito e, infine, 
quando vengono affermate gravi limitazioni nella vita quotidiana, ma l’ambiente 
psicosociale risulta sostanzialmente intatto. Non costituisce di per sé un indizio di 
esagerazione una semplice accentuazione dei sintomi (DTF 141 V 281 consid. 2.2.1 
con rinvii). La questione se l'accentuazione sia (solo) semplice o superi il limite 
dell’esagerazione risp. di costellazioni simili che ostacolano la capacità lavorativa 
richiede un’attenta valutazione del caso concreto, in base al più ampio 
apprezzamento possibile delle risultanze dell’osservazione (sentenza del Tribunale 
federale 9C_524/2020 del 23 novembre 2020 consid. 4.1 seg. con rinvii). A tal fine, 
in linea di principio, deve esprimersi (in primo luogo) lo specialista (sentenza del 
Tribunale federale 9C_520/2019 del 22 ottobre 2019 consid. 6.2 con rinvii). Se, nel 
caso concreto, risultasse chiaro che tali motivi impediscono di riconoscere 
ripercussioni alle limitazioni della salute, non sussisterebbe fin dall’inizio alcuna 
base per una rendita d’invalidità (cfr. DTF 143 V 418 consid. 8.2; art. 7 cpv. 2 frase 1 
LPGA). Qualora, invece, tali indizi sussistano oltre ad un danno alla salute 
autonomo accertato, gli effetti dell’esagerazione devono essere tenuti in 
considerazione nella misura in cui si manifestano (sentenza del Tribunale federale 
9C_524/2020 del 23 novembre 2020 consid. 4 con rinvii).

6.2. Nella valutazione consensuale in merito al materiale dell'osservazione, gli 
esperti rilevano che alcune attività svolte dal ricorrente, come ad esempio spaccare 
la legna con un pesante attrezzo, tagliare l'erba, muoversi con scarpe non calzate 
correttamente, consultare lo smartphone, pubblicare sui social delle foto, 
risulterebbero essere poco plausibili con la condizione di quasi cecità (act. AI 291 
pagg. 53, 61 e 76). Inoltre, per quanto riguarda la coerenza, viene segnalato che, 
nonostante il ricorrente abbia dichiarato di fare un modico consumo di alcol, agli 
esami ematici si sarebbe rilevato un CDT al di sopra del valore soglia, a indicare un 
consumo di etanolo superiore a 60 g al giorno. Tale dato risulterebbe confermato 
dai valori gamma nonché dal reperto ecografico evidenziante un quadro di steatosi 
epatica (act. AI 291 pag. 61 e 76). Dal punto di vista oftalmologico, la maculopatia 
limiterebbe tanto le attività lavorative quanto le attività della vita quotidiana. Inoltre, 
le risultanze dell'osservazione sembrerebbero dimostrare una certa capacità di 
adattamento alla propria situazione di ipovedente, comprovata da riscontri oggettivi. 
Sotto I’aspetto neurologico non sarebbero stati rilevati segni di esagerazione o 
simulazione e sia I’esame clinico che I’elettroneurografia sarebbero concordi e 
compatibili con Io stato di salute del ricorrente. Invece, nell'ambito del consulto 
psichiatrico, emergerebbero delIe incoerenze principali dalla testistica – il ricorrente 

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avrebbe totalizzato al SIMS un punteggio di 24 che risulterebbe superiore al 
punteggio di cut-off (> 14) per l'identificazione di una sospetta simulazione (act. AI 
291 pag. 61) – con amplificazione sintomatologica evidente in entrambi i test. 
L'attenzione andrebbe posta a tratti apparentemente antisociali, piuttosto che 
borderline. L’osservazione clinica ripresenterebbe soprattutto Ie incoerenze già 
note, essenzialmente riguardo al confronto con il materiale dell’osservazione. Infatti, 
si noterebbe I’insistenza del ricorrente nel presentarsi psichicamente peggiorato e 
anche alcolista da quando I'Ufficio AI avrebbe esaminato il caso un paio di anni fa, 
ma, in parallelo, vi sarebbe il rifiuto di una presa a carico specialistica per questi 
problemi. Infine, I’oggettività clinica non prevedrebbe dei limiti psichiatrici attuali, in 
linea con I’assenza di ricoveri e di una presa a carico specialistica, con la blanda 
terapia mai modificata nel tempo e con la mancanza di una volontà del ricorrente di 
curarsi presso uno psichiatra (act. AI 291 pag. 76). 

6.3. Nonostante il fatto che gli esperti nella loro valutazione consensuale 
giungano alla conclusione che vi sarebbero incoerenze a livello psichico, così come 
una tendenza ad amplificazione sintomatologica, essi attestano al ricorrente 
un'incapacità lavorativa totale in base allo stato di salute dal punto di vista 
oftalmologico. Pertanto, il convenuto giunge alla conclusione che si sarebbe in 
presenza di esagerazione mediante la propria valutazione del materiale 
d'osservazione, senza fondarsi in modo preciso sugli atti medici, nonché sulla 
perizia pluridisciplinare del SAM. Da essa emerge un esame medico del materiale 
di osservazione che non può fondare con certezza la fattispecie considerata dal 
convenuto. Nella loro valutazione consensuale (cfr. act. AI 291 pagg. 53, 61 e 76), 
gli esperti rilevano brevemente le attività riportate dall'Ufficio AI, ovvero del servizio 
Lotta agli abusi assicurativi (LAA). Segnatamente, la fattispecie che il ricorrente 
spaccherebbe in modo preciso la legna con un attrezzo pesante (ascia spaccalegna 
e cuneo) non emerge dall'osservazione avvenuta nei mesi di settembre e ottobre 
del 2020, bensì dalla segnalazione di terzi del 17 aprile 2020 (cfr. act. AI 229; cfr. 
anche act. AI 205 pagg. 3 segg., 207 pag. 2 seg., 231 pag. 5). In generale, nella 
perizia manca una valutazione medica approfondita, nella quale confluiscono le 
risultanze del materiale dell’osservazione avvenuta nei mesi di settembre e ottobre 
del 2020. L'esperto in tale ambito, il Dr. med. T.________, FMH psichiatria e 
psicoterapia, nella sua perizia psichiatrica dell'11 luglio 2022 (act. AI 291 
pagg. 147 segg.), si limita a descrivere il materiale dell'osservazione (cfr. act. AI 291 
pag. 162), senza trarre delle conclusioni come tale risultato debba essere 
interpretato nel contesto medico-specialistico (cfr. sentenza del Tribunale federale 
9C_908/2017 e 9C_3/2018 del 22 ottobre 2018 consid. 7.2 con rinvii). Egli rileva 
soltanto che l'osservazione clinica non confermerebbe la presenza di elementi 

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psicopatologici e non ci sarebbero dei segni concreti di sofferenza psichiatrica 
invalidante, in linea con una tendenza verso l'amplificazione dei sintomi. Tale 
conclusione rimane vaga. Al riguardo, la valutazione del profilo funzionale stabilita 
dal medico SMR, Dr. med. P.________ (act. AI 216), di cui emerge un chiaro profilo 
negativo in contrasto con le numerose osservazioni, darebbe sufficientemente adito 
a conclusioni mediche più approfondite e concise. Inoltre, nell'indagine testistica del 
psicologo psicoterapeuta Z.________, tenutasi il 25 marzo 2022, i sintomi 
sarebbero stati validati, in quanto gli indicatori di validità evidenzierebbero una 
possibile esagerazione dei sintomi psicologici, somatici e cognitivi, che parrebbero 
legati a caratteristiche personologiche (cfr. act. AI 291 pag. 57 e 173). Di seguito, la 
conclusione dell'esperto che il quadro psicopatologico mostrerebbe in particolare 
tratti di antisocialità e che tale ipotesi andrebbe approfondita alla luce della tendenza 
verso l'amplificazione sintomatica, appare comprensibile e eloquente (cfr. act. AI 
291 pag. 58 e 175), pur stando in contrasto con la diagnosi di un episodio depressivo 
di media gravità con sintomi biologici, reattivo alla patologia organica (ICD-10 
F32.11) e la segnalazione in anamnesi di un disturbo bipolare in remissione (ICD-
10 F31.7), nonché un disturbo emotivamente instabile in buon compenso tipo 
borderline (ICD-10 F60.31) rilevati antecedente nel rapporto psichiatrico del 
30 aprile 2013 dalla Dr. med. K.________ (act. AI 116 pag. 2 seg.). Tuttavia, 
l'esigenza del riscontro delle osservazioni nel contesto medico-specialistico, nel 
presente caso, con la valutazione del SAM non è adempiuta in modo completo. In 
particolare, bisognerebbe valutare dal punto di vista psichiatrico se, nel periodo da 
esaminare, sia presente un disturbo psichico autonomo di rilevanza clinica oppure 
se, eventualmente a causa della mancata adesione alla terapia, tale disturbo possa 
essere escluso anche dal punto di vista medico come guadagno di malattia 
secondario. Dalla presa di posizione del 2 dicembre 2020 sul video 
dell'osservazione del medico SMR, Dr. med. P.________, in cui egli conclude che 
il filmato lascerebbe trasparire dei dubbi sul grado effettivo della disabilità visiva 
(act. AI 217), non emerge una conclusione concisa della presenza di esagerazione 
o simulazione. Di conseguenza, non è chiaro come il convenuto possa giungere alla 
sua conclusione che vi sia un'esagerazione se, né nella valutazione del SMR né 
nella perizia pluridisciplinare del SAM viene segnalata un'esagerazione che vada 
oltre la tendenza dell'amplificazione dei sintomi. Contrariamente a quanto sembra 
ritenere l'autorità convenuta, i risultati delle osservazioni non consentono una 
valutazione definitiva. Un rapporto di osservazione, di per sé, non costituisce una 
base sicura per l’accertamento dei fatti riguardanti lo stato di salute e la capacità 
lavorativa della persona assicurata. Esso può al massimo fornire indizi o fare 
supposizioni in merito. Una conoscenza certa della situazione può essere ottenuta 
solo attraverso una valutazione medica del materiale di osservazione (cfr. DTF 150 

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V 305 consid. 7.1, 143 V 105 consid. 2.4; sentenze del Tribunale federale 
9C_455/2022 del 13 novembre 2023 consid. 8.3, 9C_852/2014 del 19 gennaio 
2015 consid. 4.1.1). Pertanto, la decisione impugnata non poggia su di una base in 
virtù della giurisprudenza e risulta infondata.

7. Inoltre, il convenuto motiva la decisione con il mancato rispetto del dovere di 
informare o di collaborare del ricorrente. Quest'ultimo, indubbiamente, ha un danno 
alla salute visiva deducibile dall'esito dell'elettroretinogramma e 
dell'elettrooculogramma del 13 luglio 2023 (act. AI 334), nonché dall'esame dei 
potenziali evocati visivi del 18 luglio 2023 (act. AI 333), secondo cui l'esperta 
Dr. med. C.________ del SAM rileva che i riscontri confermerebbero l'ipotesi che il 
ricorrente riuscirebbe a compensare il deficit di visione centrale con una visione 
laterale (act. AI 338 pag. 4). Tale conclusione contrasta in modo evidente l'ultimo 
rapporto del medico curante Dr. med. I.________ del 9 giugno 2020, il quale rileva 
una cecità quasi completa da atrofia maculare all'occhio destro e maculopatia 
giovanile evoluta all'occhio sinistro (act. AI 201). Tuttavia va ricordato quanto segue: 

7.1. Secondo l'art. 43 cpv. 1 LPGA, l'Ufficio AI esamina le domande, intraprende 
d'ufficio i necessari accertamenti e raccoglie le informazioni di cui ha bisogno. Se 
sono necessari o ragionevolmente esigibili esami medici o specialistici per la 
valutazione del caso, l'assicurato deve sottoporvisi (art. 43 cpv. 2 LPGA). Se 
l’assicurato o altre persone che pretendono prestazioni, nonostante un’ingiunzione, 
rifiutano in modo ingiustificato di compiere il loro dovere d’informare o di collaborare, 
l’assicuratore può, dopo diffida scritta e avvertimento delle conseguenze giuridiche 
e dopo aver impartito un adeguato termine di riflessione, decidere in base agli atti o 
chiudere l’inchiesta e decidere di non entrare in materia (art. 43 cpv. 3 LPGA). 
Sebbene l’ente assicurativo, in caso di violazione ingiustificata dell'obbligo di 
informare e collaborare da parte della persona assicurata, possa decidere sulla 
base degli atti o sospendere le indagini e decidere di non entrare in merito, nonché 
considerato che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, la violazione 
colpevole dell’obbligo di collaborazione comporta l’inversione dell’onere della prova 
(cfr. sentenza del Tribunale federale 8C_283/2020 del 4 agosto 2020 consid. 3.2 
con rinvii), l’ente assicurativo deve tuttavia avviare una procedura di diffida e 
concedere un termine di riflessione.

7.2. Nel caso in esame, la conclusione del convenuto è avvenuta in modo errato. 
Egli ha motivato la propria decisione senza considerare sufficientemente le 
valutazioni mediche, basandosi solamente sull'ipotesi che il ricorrente sarebbe 
venuto a meno dell'onere di informare e collaborare. In caso di violazione 
ingiustificata di tale obbligo, il convenuto avrebbe, inoltre, dovuto obbligatoriamente 

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avviare una procedura di diffida e concedere un termine di riflessione (cfr. DTF 122 
V 218 consid. 4b). Anche se il convenuto avesse osservato tale procedimento 
inderogabile, tale negligenza non lo avrebbe esonerato dal valutare i presupposti 
della revisione e effettuare un esame probatorio degli atti.

8. Quindi, è da esaminare se la perizia SAM sia idonea alla prova del motivo di 
revisione, ovvero se essa valuta in modo affidabile modifiche notevoli dello stato di 
salute del ricorrente e le rispettive limitazioni per pronunciare una decisone in 
merito. 

8.1.1. La procedura dinanzi l’assicuratore e del tribunale delle assicurazioni sociali 
è retta dai principi inquisitorio e del libero apprezzamento delle prove (cfr. art. 43 
cpv. 1 e art. 61 lett. c LPGA). Il dovere di accertare la fattispecie giuridicamente 
rilevante persiste finché non si sia raggiunta una sufficiente chiarezza sui fatti 
necessari per la valutazione della pretesa controversa. Qualora permangano dubbi 
significativi sulla completezza e/o correttezza dell’accertamento dei fatti finora 
effettuato, occorre procedere a ulteriori accertamenti, a condizione che da tali 
ulteriori indagini si possano attendere nuove risultanze essenziali (cfr. sentenze del 
Tribunale federale 8C_109/2023 del 5 giugno 2023 consid. 4.1, 8C_895/2013 
dell’11 marzo 2014 consid. 3.2, 8C_616/2013 del 28 gennaio 2014 consid. 2.1, con 
rinvii).

8.1.2. Nell’accertamento dello stato di salute e nella valutazione della capacità 
lavorativa della persona assicurata, l’amministrazione e il tribunale competente, in 
caso di controversia, si basano su documenti forniti da medici e, eventualmente, da 
altri specialisti (cfr. DTF 125 V 256 consid. 4, 115 V 133 consid. 2; sentenze del 
Tribunale federale 8C_347/2015 del 20 agosto 2015 consid. 4.1, 9C_745/2008 del 
2 dicembre 2008 consid. 3.2). Il tribunale deve valutare i documenti medici secondo 
il principio del libero apprezzamento delle prove (cfr. art. 61 lett. c LPGA) – come 
tutti gli altri mezzi di prova – in modo completo e doveroso, senza vincoli di regole 
formali. Ciò significa che il tribunale delle assicurazioni sociali deve esaminare 
obiettivamente tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e 
decidere se i documenti disponibili consentano una valutazione affidabile della 
pretesa controversa. In particolare, in caso di pareri medici contraddittori, non può 
concludere il processo senza valutare l’intero materiale probatorio e indicare i motivi 
per cui si basa su un'ipotesi medica piuttosto che su un’altra (cfr. DTF 143 V 124 
consid. 2.2.2, 125 V 351 consid. 3a).

8.1.3. Per quanto riguarda il valore probatorio di un referto medico, è determinante 
se esso sia completo per rispondere le questioni controverse, se si basi su esami 

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approfonditi, se tenga conto dei disturbi lamentati, se sia stato redatto in 
conoscenza degli atti precedenti (anamnesi), se la descrizione del contesto medico 
e la valutazione della situazione medica siano convincenti e se le conclusioni 
dell’esperto siano fondate (cfr. DTF 134 V 231 consid. 5.1, 125 V 351 consid. 3; 
sentenze del Tribunale federale 8C_380/2021 del 21 dicembre 2021 consid. 3.2, 
8C_173/2021 del 25 ottobre 2021 consid. 4.1, 8C_101/2021 del 25 giugno 2021 
consid. 5.1, 8C_225/2021 del 10 giugno 2021 consid. 3.2, 8C_144/2021 del 
27 maggio 2021 consid. 2.4).

8.1.4. Il valore probatorio non dipende, in linea di principio, né dall’origine del mezzo 
di prova né dalla denominazione del parere presentato o commissionato come 
referto o perizia (cfr. DTF 125 V 351 consid. 3a, 122 V 157 consid. 1c). Tuttavia, il 
Tribunale federale ritiene compatibile con il principio del libero apprezzamento delle 
prove basarsi su linee guida per la valutazione di determinate forme di referti e 
perizie mediche (cfr. la dettagliata raccolta di queste linee guida in DTF 125 V 351 
consid. 3b, con numerosi rinvii).

8.1.5. Alle perizie di specialisti esterni, acquisite nel corso del procedimento 
amministrativo, che approntano il loro referto sulla base di osservazioni e indagini 
approfondite e dopo aver esaminato gli atti, e che giungono a conclusioni coerenti 
nell’analisi dei risultati, deve essere riconosciuto pieno valore probatorio, a meno 
che non vi siano indizi concreti che ne mettano in dubbio l’affidabilità (cfr. DTF 137 
V 210 consid. 1.3.4, 125 V 351 consid. 3b/bb; cfr. anche sentenze del Tribunale 
federale 8C_33/2021 del 31 agosto 2021 consid. 2.2.2, 9C_257/2020 del 23 luglio 
2020 consid. 3.2).

8.1.6. Per quanto riguarda i referti dei medici curanti, il giudice può e deve tenere 
conto del fatto che, in virtù del rapporto di fiducia con il paziente, i medici curanti 
tendono talvolta a esprimersi a favore dei propri assistiti in caso di dubbio (cfr. DTF 
135 V 465 consid. 4.5, 125 V 351 consid. 3b/cc). La natura contraria del mandato 
terapeutico del medico curante, da un lato, e del mandato peritale dell’esperto 
medico ufficiale, dall’altro (cfr. DTF 124 I 170 consid. 4), non consente di mettere 
sistematicamente in discussione una perizia amministrativa o giudiziaria e di avviare 
ulteriori accertamenti solo perché i medici curanti o i terapeuti esprimono valutazioni 
diverse. Restano riservati i casi in cui una valutazione diversa da quella del perito 
ufficiale si impone, perché i referti dei medici curanti evidenziano aspetti importanti 
– non meramente soggettivi – che non sono stati riconosciuti o valutati nella perizia 
(cfr. sentenze del Tribunale federale 8C_491/2021 del 20 dicembre 2021 
consid. 4.1, 8C_277/2021 del 25 agosto 2021 consid. 3, 8C_105/2021 dell’8 giugno 
2021 consid. 3).

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8.2.1. Alla luce dell'esito degli ulteriori accertamenti eseguiti in seguito alla perizia 
pluridisciplinare nell'ambito oftalmologico, segnatamente i referti 
dell'elettroretinogramma e dell'elettrooculogramma del 13 luglio 2023 (act. AI 334), 
nonché dell'esame dei potenziali evocati visivi del 18 luglio 2023 (act. AI 333), dai 
quali emerge che il ricorrente è in grado di compensare la visione centrale con una 
visione laterale (cfr. act. AI 338 pag. 4), è evidente che detta perizia – non solo 
nell'ambito della valutazione consensuale – risulta incompleta, in quanto l'anamnesi 
rimane parziale in tutte le discipline. Inoltre, vi è una ingiustificabile contraddizione 
fra la perizia del SAM del 9 novembre 2022 (act. AI 291), la quale considera 
un'incapacità lavorativa totale, e il parere del medico SMR Dr. med. Y.________ del 
31 ottobre 2023 (act. AI 357 pagg. 32 segg.), il quale, dopo la visione dell'intero 
incarto, inclusa la valutazione completa nell'ambito oftalmologico di cui sopra, rileva 
in modo sostanziato e convincente che la capacità lavorativa in attività adattata 
esigibile corrisponderebbe al 50%. Tuttavia, tale conclusione fa difetto di un chiaro 
riferimento temporale, in quanto il medico SMR non indica il momento concreto, a 
partire dal quale sussiste il motivo di revisione, per cui anche essa non risulta idonea 
quale base per una decisione in materia.

8.2.2. Il ricorrente sostiene invece che la valutazione dell'esperta Dr. med. 
C.________ del 9 ottobre 2023 (act. AI 338) andrebbe interpretata a suo favore, in 
quanto ella giungerebbe alla conclusione che non vi sarebbe una modifica dello 
stato di salute, ovvero che dal ricorrente non si potrebbe ragionevolmente esigere 
lo svolgimento di un'attività lavorativa, in quanto presenterebbe disturbi della visione 
centrale. Per un'attività lavorativa sarebbe necessaria una visione centrale, che, a 
mente delle analisi effettuate tra il 2022 e il 2023, sarebbe assolutamente mancante, 
così come anche nell'analisi iniziale del 2014 (cfr. act. A1 pag. 7 seg. e pag. 9). Ciò 
viene sostenuto a torto. La specialista, infatti, giunge alla conclusione che non si 
può ragionevolmente esigere che il ricorrente svolga un'attività lavorativa che 
richiede una visione centrale. Dal confronto di questa valutazione con i rapporti 
medici determinanti, segnatamente con la valutazione dell’8 ottobre 2012 del 
medico SMR Dr. med. H.________, il quale ritiene, in considerazione della diagnosi 
principale di maculopatia essudativa multifocale dell'occhio sinistro, un 
peggioramento dello stato di salute dal giugno 2012 con influsso sulla capacità 
lavorativa (act. AI 91) e con il rapporto medico del 25 febbraio 2013 del Dr. med. 
F.________, in cui egli conclude che il ricorrente sarebbe da considerare 
ipovedente e che eventualmente potrebbe essere svolta un'attività a ridotto 
impegno visivo (act. AI 100 pag. 5), risulta che il ricorrente possiede la capacità di 
una visione laterale. Pertanto, l'esperta, nella sua breve valutazione del 9 ottobre 
2023, non si esprime esaustivamente in merito ai deficit funzionali visivi con 

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ripercussione sulla capacità lavorativa. Una tale valutazione emerge soltanto 
dall'incompleto parere del medico SMR Dr. med. Y.________ del 31 ottobre 2023, 
il quale considera che, a fronte di una indiscutibile e innegabile patologia maculare 
con scotoma centrale evidenziata dal riscontro ecografico (OCT), risulta esservi una 
funzionalità retinica e post-retinica del tutto conservata in periferia; ciò che starebbe 
in armonia con il deficit campimetrico riscontrato (act. AI 357 pag. 33). La questione 
di un mutamento sostanziale delle circostanze medico-fattuali, nonché del deficit 
funzionale visivo sulla capacità lavorativa, rimane dunque ancora irrisolta. 

8.3. In merito all’esistenza di un motivo di revisione o di una modifica rilevante 
nella fattispecie ai fini del diritto alla rendita, non è possibile fare riferimento alla 
perizia SAM, in quanto la situazione fattuale rilevante dal profilo giuridico risulta 
insufficientemente accertata a causa di una mancata adeguata valutazione del 
materiale dell'osservazione (cfr. i precedenti considerandi 6.2. seg.). L'esito degli 
ulteriori accertamenti oftalmologici, che lasciano emergere una lacuna 
nell'anamnesi in tutte le discipline, consentirebbero un accertamento più esaustivo 
del deficit funzionale visivo (cfr. i precedenti considerandi 8.2.1. seg.). Gli stessi 
esperti del SAM, nella loro valutazione consensuale, hanno peraltro rilevato che le 
differenze riscontrate nelle informazioni anamnestiche personali e documentali 
renderebbero difficile determinare l’evoluzione temporale dello stato di salute del 
ricorrente senza poter ipotizzare un miglioramento significativo delle condizioni di 
salute (cfr. act. AI 291 pag. 83 seg.). Tale conclusione andrebbe esaustivamente 
chiarita in base all'anamnesi completa, affinché sia possibile dedurre dallo stato di 
salute il termine e il deficit funzionale delle patologie rilevanti. Senza tale elemento, 
vi sono dei notevoli dubbi in merito alla valutazione che l'incapacità lavorativa del 
ricorrente, anche in ambito di attività adattata, ammonti effettivamente al 100 % sin 
dal 1° novembre 2020. 

9.1. Qualora il competente tribunale delle assicurazioni sociali ritenga, come nel 
caso in esame, che una questione non è sufficientemente chiarita dal punto di vista 
medico e che, di conseguenza, anche la valutazione delle prove effettuata 
dall’amministrazione risulta incompleta, esso ha la possibilità, secondo la 
giurisprudenza del Tribunale federale, di rinviare la causa all’ente assicurativo 
competente, anziché disporre una perizia giudiziaria per chiarire una questione 
aperta. Una perizia giudiziaria è di regola necessaria solo quando un fatto medico 
accertato nel procedimento amministrativo è considerato soggetto a ulteriori 
chiarimenti peritali o quando una perizia amministrativa non ha sufficiente valore 
probatorio su punti rilevanti dal punto di vista giuridico e tale carenza non può essere 
colmata esclusivamente mediante chiarimenti, precisazioni o completamento della 

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perizia (cfr. FURRER, Rechtliche und praktische Aspekte auf dem Weg zum 
Gerichtsgutachten in der Invalidenversicherung, in SZS/RSAS 2019 pag. 3 seg., 
DTF 139 V 99 consid. 1.1, 137 V 210 consid. 4.4.1.4 seg.). Il rinvio all’ente 
assicurativo rimane tuttavia anche possibile se è giustificato dall’esigenza di chiarire 
una questione finora completamente irrisolta o se è necessaria una mera 
precisazione, chiarimento o completamento delle conclusioni peritali (cfr. DTF 137 
V 210 consid. 4.4.1.4; WIEDERKEHR, in Kieser/Kradolfer/Lendfers [ed.], Kommentar 
zum Bundesgesetz über den Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts 
ATSG, 5a ed., 2024, n. 75 art. 44 LPGA).

9.2. In conformità a quanto sopra, la causa può pertanto essere rinviata, come 
richiesto dal ricorrente in via subordinata all’autorità convenuta, affinché questa, 
dopo aver completato l’accertamento dello stato di fatto e medico, decida 
nuovamente sulle questioni ancora controverse e rilevanti ai fini della revisione, 
ovvero l’esistenza di una modifica nella fattispecie rilevante ai fini del diritto alla 
rendita (cfr. i precedenti considerandi 4.2.1. segg., 6.1. e 7.1. seg.), la violazione 
dell’obbligo d'informare e una eventuale nuova determinazione del grado di 
invalidità. Indipendentemente dall'esito della valutazione del profilo psichiatrico 
sull'esistenza di un danno alla salute autonomo o un guadagno secondario della 
malattia, va in ogni caso tenuto in considerazione l'accertato danno alla salute 
autonomo nell'ambito oftalmologico, ovvero il rispettivo deficit funzionale visivo. 
L'autorità convenuta deve pertanto acquisire agli atti una nuova valutazione medico-
assicurativa che chiarisca in particolare e in modo completo la questione di 
un’eventuale modifica dello stato di salute rispetto a quello esistente al momento 
della revoca della rendita in data 1° novembre 2020. 

9.3. Va sottolineato che, visto che il ricorrente ha superato il 55esimo anno di età, 
secondo la prassi è generalmente necessario attuare preventivamente misure di 
reintegrazione, affinché egli sia in grado di sfruttare e valorizzare, mediante uno 
sforzo personale, il potenziale di rendimento accertato dal punto di vista medico-
teorico, qualora egli venga considerato idoneo all’integrazione (cfr. sentenza del 
Tribunale federale 8C_826/2018 del 14 agosto 2019 consid. 3.2.2 con numerosi 
rinvii). L'ultima valutazione CAP è stata effettuata il 12 settembre 2013 (act. AI 135), 
per cui l'autorità convenuta, anche in questo contesto, sarà tenuta ad avviare 
ulteriori accertamenti relativi alla reintegrazione prima di pronunciarsi in modo 
definitivo sulla rendita AI.

10.1. In conclusione, il ricorso deve pertanto essere accolto, la decisione 
impugnata del 19 febbraio 2025 deve essere annullata, e la causa deve essere 

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rinviata all’autorità convenuta per ulteriori accertamenti nel senso dei considerandi 
e per una nuova decisione.

10.2. Alla luce dell’esito del procedimento, risulta superfluo acquisire ulteriori 
prove, segnatamente la prova testimoniale richiesta dal ricorrente mediante il suo 
ricorso (cfr. act. A1 pag. 11).

11. Ripartizione dei costi

11.1. Secondo l'art. 61 lit. fbis LPGA in unione all'art. 69 cpv. 1bis LAI, la procedura 
di ricorso dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni, in caso di controversie 
relative a prestazioni dell’AI, è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata 
fra CHF 200.00 e CHF 1'000.00 in funzione delle spese di procedura e senza 
riguardo al valore litigioso. Secondo consolidata giurisprudenza, un giudizio di rinvio 
per ulteriori accertamenti e per una nuova decisione corrisponde nella prassi a un 
prevalere completo della parte ricorrente nel quadro della ripartizione di costi e 
ripetibili (cfr. DTF 141 V 281 consid. 11.1, 137 V 210 consid. 7.1, 132 V 215 
consid. 6.2). Visto l’esito del ricorso, le spese della presente procedura, fissati a 
CHF 700.00, sono poste a carico dell’autorità convenuta (art. 73 cpv. 1 LGA). 

11.2. Il ricorrente, vincente nella causa, ha diritto al rimborso delle spese ripetibili 
secondo quanto stabilito dal tribunale delle assicurazioni. L'importo è determinato 
senza tener conto del valore litigioso, ma secondo l'importanza della lite e la 
complessità del procedimento (art. 61 lett. g LPGA). Per il resto la valutazione 
dell'indennizzo di parte ai sensi dell'art. 61 ingresso LPGA è determinata in base al 
diritto cantonale (cfr. sentenze del Tribunale federale 9C_519/2020 del 6 maggio 
2021 consid. 2.2). Ai sensi dell’art. 78 cpv. 1 LGA in unione all’art. 2 OOA 
(CSC 310.250), il Tribunale stabilisce d'ufficio l’indennità, tenendo conto le spese 
adeguate e necessarie indicate nella nota d'onorario, nonché della tariffa d'oraria 
usuale. La nota d'onorario inoltrata dal rappresentante legale del ricorrente per 
l'ammontare totale di CHF 3'297.80, composta da un onorario di CHF 2'947.50 (10 
ore e 55 minuti a CHF 270.00/ora [nel presente caso è stato trasmesso l'accordo 
sull'onorario]), spese di cancelleria di complessivi CHF 88.40, nonché spese postali 
di CHF 14.80 e su tutto l'IVA dell'8,1%, va decurtata in merito ai disborsi postali e 
telefonici, compresi nell'importo forfettario del 3%. Ne consegue che il convenuto è 
obbligato a versare al ricorrente un importo di CHF 3'281.80 (spese e IVA incluse) 
a titolo di ripetibili.

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Il Tribunale d'appello pronuncia:

1. Il ricorso è accolto e la decisione del 19 febbraio 2025 annullata. Gli atti sono 
rinviati all'Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, Ufficio AI, 
per ulteriori chiarimenti ai sensi dei considerandi e nuova decisione riguardo 
alla revisione della rendita.

2. Le spese processuali di CHF 700.00 sono poste a carico dell'Istituto delle 
assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, Ufficio AI.

3. L'Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, Ufficio AI, versa 
a V.________ l'importo di CHF 3'281.80 (incluse spese e IVA) a titolo di 
ripetibili.

4. [Rimedi giuridici]

5. [Comunicazione]