# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1a798ecb-43b1-5ef6-877d-4c9fae377770
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-06-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 13.06.2016 34.2015.32
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2015-32_2016-06-13.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  34.2015.32

   

  FS

  	
  Lugano

  13 giugno 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 30 settembre 2015 di

 

	
   

  	
  AT 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  CV 1  

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di previdenza professionale

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                               1.1.   AT 1, classe 1962, è stato
dipendente della __________ di __________ ora in liquidazione. Dal punto di vista
previdenziale dal 1° aprile 1994 egli è assicurato, per il tramite del suo
datore di lavoro, alla CV 1, __________ (di seguito CV 1) (cfr. il certificato
di assicurazione sub doc. 43 e la domanda di ammissione sub. doc. 44).

 

                               1.2.   Nell’ottobre 2013 AT 1 ha
inoltrato all’Ufficio AI del Canton __________ una domanda di prestazioni per
adulti (cfr. incarto AI sub. VII/1).

 

                                         Raccolta la pertinente
documentazione, con decisione 27 febbraio 2015, l’amministrazione ha
riconosciuto a AT 1 il diritto ad una rendita intera per un grado d’invalidità
del 100% dal 1° febbraio 2014 (dopo l’anno di attesa ex art 28 cpv. 1 LAI con
versamento della prestazione dal 1. aprile 2014 trattandosi di domanda tardiva
ex art. 29 cpv. 1 LAI) unitamente ad una rendita per figli (doc. A).

 

                               1.3.   Con lettera 16 marzo 2015 la CV
1 ha informato AT 1 del rifiuto di erogare una prestazione adducendo:

 

" (…)

Con il preavviso del 15 maggio 2014 e la decisione del 27 febbraio
2015, l’AI ha previsto il versamento di una pensione completa.

 

Se una persona assicurata è riconosciuta invalida dall’AI, essa lo
è anche per la CV 1 a condizione che fosse assicurato presso la CV 1 al momento
in cui si è verificata l’inabilità al lavoro, che ha causato l’invalidità.
Fatte salve le decisioni dell’AI insostenibili evidenti (art. 36 par. 1
Regolamento d’assicurazione 2014).

 

Dopo aver preso visione degli atti dell’AI a nostra disposizione,
giungiamo alla conclusione che si tratta di una disposizione di carattere
manifestamente insostenibile ai sensi dell’art. 36 par. 1 del Regolamento
d’assicurazione 2014 ed è per questo che rifiutiamo il pagamento di una
pensione d’invalidità.

(…)" (doc. D)

 

                                         Agli scritti del 23 marzo
e del 2 giugno 2015 (doc. E e G) –
scritti con i quali, tramite l’avv. RA 1, AT 1 ha chiesto alla CV 1
l’erogazione di una rendita d’invalidità rispettivamente le spiegazioni del
loro rifiuto – hanno fatto seguito
le lettere 4 maggio, 18 giugno e 14 agosto 2015 con le quali la CV 1 si è
confermata nella propria posizione (doc. F, H e H/1).

 

                               1.4.   Con la presente petizione AT
1, sempre tramite l’avv. RA 1 –
osservato come la CV 1 non abbia motivato l’asserita insostenibilità della
decisione del 27 febbraio 2015 dell’Ufficio AI del Canton __________ che,
rimasta incontestata, è cresciuta in giudicato –,
ha postulato:

 

" (…)

1. La petizione
30.09.2015 di AT 1, __________ è interamente accolta.

   1.1.   Di
conseguenza, la CV 1, __________ è condannata a versare al signor AT 1, __________
la rendita d’invalidità intera LPP a far tempo dal 1.04.2014;

   1.2.   Di
conseguenza, la CV 1, __________ è condannata a versare una rendita
d’invalidità complementare per il figlio minore __________.

 

2. Protestate tasse, spese e ripetibili.

(…)" (I, pag. 5)

 

                               1.5.   L’avv. RA 1, così richiesto
(III), con lettera del 7 ottobre 2015 ha comunicato al TCA che il suo assistito
“(…) era membro con diritto di firma collettiva a due della succursale di __________
ma prestava il proprio lavoro presso la sede della __________ di __________
dalla quale era stipendiato. (…)” (IV) e ha trasmesso la dichiarazione 6
ottobre 2015 con la quale AT 1 ha autorizzato questo Tribunale a sottoporre
l’incarto AI alle parti in causa (IV/1).

 

                                         I suddetti documenti sono
stati trasmessi alla CV 1 (V).

 

                               1.6.   Così richiesto (VI, VIII e
IX), l’Ufficio AI del Canton __________ ha trasmesso al TCA l’incarto completo
dell’attore con l’autorizzazione a sottoporlo alle parti in causa (VII, VII/1 e
X).

 

                                         Alle parti è stato
assegnato un termine per prendere visione dell’incarto presso la Cancelleria
del TCA e per presentare eventuali osservazioni scritte (XI).

 

                               1.7.   Con la risposta di causa – dopo la chiesta proroga del termine e
tramite lo studio legale __________ (XII e XIII) – la CV 1, con argomentazioni di cui si dirà se necessario
in seguito, ha chiesto di respingere la petizione (XIV) e, con ulteriore
scritto del 19 novembre 2015, ha trasmesso al TCA l’incarto concernente
l’assicurato (XVI).

 

                                         All’attore è stato
assegnato un termine per formulare le proprie osservazioni e per prendere
visione degli incarti assunti dal TCA XVII).

 

                               1.8.   Con osservazioni del 15
dicembre 2015 – dopo la chiesta
proroga del termine (XVIII e XIX) e con argomentazioni di cui si dirà, se
necessario, nel prosequio – l’attore
si è confermato nelle proprie allegazioni producendo ulteriore documentazione
(XX e allegati doc. I e J).

 

                                         La succitata
documentazione è stata trasmessa alla CV 1 (XXI) che, con osservazioni 23
dicembre 2015, si è confermata nella sua domanda di giudizio (XXII).

 

                               1.9.   Con scritto del 7 gennaio
2016 – trasmesso per conoscenza alla convenuta (XXV) – l’attore ha preso
posizione sulle osservazioni 23 dicembre 2015 della CV 1 (XXIV).

 

 

considerato                    in diritto

 

                               2.1.   Giusta l'art. 73 cpv. 1 LPP
ogni Cantone designa un tribunale che, in ultima istanza cantonale, decide
sulle controversie tra istituti di previdenza, datori di lavoro e aventi
diritto. Competente nel Canton Ticino è il Tribunale cantonale delle
assicurazioni (art. 4 cpv. 1 della Legge concernente la vigilanza sugli
istituti di previdenza professionale e sulle fondazioni, entrata in vigore il
1° gennaio 2012; RL 6.4.8.1). Con riferimento alla competenza territoriale,
secondo l’art. 73 cpv. 3 LPP il foro è nella sede o nel domicilio svizzeri del
convenuto o nel luogo dell’azienda presso la quale l’assicurato fu assunto.

 

                                         Siccome il luogo in cui AT
1 prestava la propria attività era il Ticino (cfr. consid. 1.5) e trattandosi
di controversia tra assicuratore LPP ed avente diritto, è data la competenza
dello scrivente Tribunale (DTF 127 V 35 consid. 3b, 125 V 168 consid. 2 con
riferimenti).

 

                               2.2.   Secondo l’art. 23 LPP, che è
una disposizione minima (art. 6 LPP), hanno diritto alle prestazioni
d’invalidità le persone che, nel senso dell’AI, sono invalide per almeno il 40%
ed erano assicurate al momento in cui è sorta l’incapacità di lavoro la cui
causa ha portato all’invalidità. Non è invece necessario che l’interessato sia
assicurato nell’istante della nascita dell’invalidità (DTF 120 V 116 consid.
2b, 118 V 98; SZS 1995 pag. 464 consid. 3b; SVR 1998 BVG Nr. 19, 1995 BVG Nr.
43 pag. 128 consid. 2a; Moser, Bedeutung und Tragweite von
art. 23 BVG, SZS 1995, pag. 403; Maurer, Bundessozialversicherungsrecht,
Basilea 1994, pag. 209).

                                         L'evento
assicurato ai sensi dell'art. 23 LPP è infatti la sopravvenienza di
un'incapacità lavorativa di una certa importanza (ossia, secondo la
giurisprudenza, di almeno il 20%; cfr. STF 9C_772/2007 del 26 febbraio 2008
consid. 3.2; VSI 1998 pag. 126; STF B 95/04 del 10 gennaio 2005; B 100/00 del
16 febbraio 2001 e B 78/99 del 2 agosto 2000), non la nascita dell'invalidità
vera e propria (DTF 123 V 264 consid. 1b; SZS 1994 pag. 469 consid. 5a).

                                         Se una persona, malgrado
l’esercizio di un’attività lavorativa e relativo pagamento del salario, di
fatto è incapace al lavoro in misura rilevante, se quindi è in grado o meno di
apportare il suo consueto rendimento oppure solo un rendimento ridotto a causa
dei problemi alla salute, deve essere esaminato dal giudice d’ufficio con ogni
cura (STF B 95/03 del 29 giugno 2004 e B 81/03 del 9 novembre 2004).
L’incapacità lavorativa rilevante consiste in una perdita della capacità produttiva
funzionale nella precedente professione oppure nelle proprie funzioni
rispettivamente in una produttività ridotta rispetto al normale a causa dello
stato di salute; in altre parole per incapacità lavorativa rilevante
s’intendono gli effetti del danno alla salute che si ripercuotono sul rapporto
di lavoro come ridotto rendimento, facile stancabilità, irritabilità verso
colleghi o altro (SZS 2003 pag. 356 e 434; DTF 114 V 286 consid. 3c). Di
conseguenza ci si deve di principio fondare sulle circostanze che si sono
manifestate da un punto di vista del diritto del lavoro: una deroga è
ammissibile solo con cautela, per non stemperare la protezione assicurativa
(SZS 2003 pag. 356 con riferimento al caso di un assicurato che aveva ripreso
al 100% l’attività lavorativa ma aveva continuato a soffrire di forti dolori;
il TFA ha negato di conseguenza che ci fosse stato un recupero della capacità
lavorativa negando quindi l’obbligo di prestare del nuovo istituto
previdenziale). Nel caso di un disturbo depressivo recidivo la perdita di
prestazioni o di rendimento dell’assicurato deve manifestarsi ai sensi del
diritto al lavoro, segnatamente nella forma di una riduzione delle prestazioni
con conseguente constatazione o ammonimento da parte del datore di lavoro o in quella
di assenze per malattia rilevanti. Determinanti sono le concrete circostanze
del caso concreto, segnatamente quelle che si sono manifestate a livello
lavorativo e in particolare gli eventuali accordi venuti in essere con il
datore di lavoro, il quale deve comunque aver notato la perdita di prestazioni
o di rendimento. Un’incapacità lavorativa medico-teorica che viene constatata
solamente anni dopo con effetto retroattivo non è invece sufficiente (STF B
95/03 del 29 giugno 2004; STF B 13/01 del 5 febbraio 2003 citata in SZS 2003
pag. 434; STF B 49/03 del 23 settembre 2004).

 

                                         Il richiedente dev'essere
quindi assicurato secondo la LPP al momento dell'insorgenza dell'incapacità
lavorativa che ha condotto all'invalidità, non necessariamente quando insorge
l'invalidità oppure il peggioramento della stessa (DTF 123 V 264 consid. 1b;
SZS 2002 pag. 155 seg., 1995 pag. 465 consid. 4a, 1994 pag. 469).

                                         Questa soluzione è stata
introdotta per evitare lacune assicurative nel caso in cui il datore di lavoro
disdice il contratto prima che sia trascorso l’anno di attesa ai fini
dell’erogazione della rendita AI e, quindi, della LPP (art. 28 cpv. 1 lett. b
LAI; DTF 123 V 264 consid. 1b e 120 V 116 consid. 2b).

 

                                         Di conseguenza il fondo di
previdenza presso cui era assicurato il dipendente al momento dell’intervenuta
incapacità lavorativa è obbligato a versare le prestazioni di invalidità, anche
se al momento del riconoscimento della stessa il rapporto assicurativo era già
stato sciolto (SVR 1998 BVG Nr. 14; 1994 BVG Nr. 14; DTF 118 V 98). D’altra
parte, l’obbligo di un nuovo assicuratore di pagare prestazioni sorge solo se
l’incapacità lavorativa esistente già prima dell’inizio del nuovo rapporto
assicurativo risulta interrotta, cioè quando non vi è più alcun nesso materiale
e temporale (SZS 2003 pag. 356).

                                         I medesimi principi
valgono in materia di previdenza più estesa, in assenza di disposizioni
statutarie divergenti (SVR 1994 BVG Nr. 14 consid. 2b pag. 38; DTF 117 V 332
consid. 3). Essi non sono per contro direttamente applicabili nel caso in cui
l’assicurato continua a lavorare per lo stesso datore di lavoro e questi cambia
istituto di previdenza: in questo caso bisogna infatti esaminare se, e
nell’affermativa in quale estensione e a quali condizioni, il nuovo istituto di
previdenza ha ammesso l’assicurato secondo il proprio regolamento (SVR 2004 BVG
18 pag. 57; SZS 2005 pag. 243).

 

                                         Qualora, inoltre, esista
il diritto ad una prestazione di invalidità, l'istituto di previdenza è tenuto
a versare prestazioni di invalidità anche se l'invalidità si modifica, per i
medesimi motivi, dopo la fine del rapporto previdenziale (DTF 118 V 45 consid.
5; STF del 6 marzo 1996 in re S.P, del 20 luglio 1994 in re R. pag. 4 consid. 3a; SZS 1995 pag. 465 consid. 4a; cfr. Moser, Bedeutung und
Tragweite von art. 23 BVG, SZS 1995 pag. 426 N 49; STCA 34.1999.17 del 15 marzo
2000).

                                         Va
altresì ulteriormente ricordato che in una sentenza emessa nel Canton Ginevra è
stato precisato che l'art. 23 v. LPP non presuppone che l'interessato fosse
assicurato all'inizio del decorrere del termine di carenza di cui all'art. 28
cpv. 1 lett. b LAI; è sufficiente invece che egli fosse affiliato all'istituto
di previdenza al momento in cui è insorta l'incapacità lavorativa che ha
condotto all'invalidità (SVR 1997 BVG Nr. 80).

 

                               2.3.   L’art. 26 LPP stabilisce che,
per la nascita del diritto alle prestazioni d’invalidità, sono applicabili per
analogia le pertinenti disposizioni della legge federale sull’assicurazione
invalidità (art. 29 LAI). L'istituto di previdenza può inoltre stabilire nelle
sue disposizioni regolamentari, che il diritto alle prestazioni sia differito,
fintanto che l'assicurato riscuote il salario completo (SZS 1995 pag. 464
consid. 3b).

                                         Per l'art. 28 cpv. 1 lett.
b LAI il diritto alla rendita nasce, tra l'altro, il più presto nel momento in
cui l'assicurato è stato per un anno e senza notevoli interruzioni incapace al
lavoro almeno al 40% in media.

                                         Per l’art. 24 cpv. 1 LPP
infine l’assicurato ha diritto alla rendita intera di invalidità se, nel senso
dell’AI, è invalido per almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido
per almeno il 60%, a una mezza rendita se è invalido per almeno il 50% e a un
quarto di rendita se è invalido per almeno il 40%.

                                         Nell’ambito della
previdenza più estesa (sovraobbligatoria) gli istituti di previdenza possono
prevedere nel loro regolamento, in deroga all’art. 24 cpv. 1 LPP, che
l’ammontare della rendita corrisponda al grado d’invalidità. Tuttavia l’importo
della stessa deve corrispondere almeno alla rispettiva prestazione obbligatoria
(STF B 115/06 del 5 ottobre 2007 consid. 2.2, B 72/06 dell’11
settembre 2007 consid. 2.1; Stauffer, Berufliche Vorsorge, 2012, n. 876 pagg.
318-319 ; Vetter-Schreiber, Berufliche Vorsorge, 2013, ad art. 24 n. 23 pag.
108).

 

                               2.4.   L’art.
4 LAI (in relazione con l'art. 16 LPGA) prevede che l’invalidità è l’incapacità
al guadagno, presunta permanente o di rilevante durata cagionata da un danno
alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Con incapacità di guadagno si intende quell’incapacità di eseguire
un’attività che si può esigere dall’interessato in un mercato del lavoro
equilibrato e quindi non solo quella di effettuare il proprio lavoro (DTF 117 V
335 consid. 5c, 109 V 28; SZS 1995 pag. 476, Maurer, op. cit., pag. 140-141).

                                         In ambito AI va pertanto
valutato se l’assicurato dispone ancora di capacità di guadagno nella sua
professione e parimenti se vi è possibilità di guadagno in altre professioni
ammissibili in un mercato del lavoro equilibrato (DTF 109 V 28, 111 V 21;
Brühwiler, Die betriebliche Personalvorsorge in der Schweiz, 1989 pag. 488). Le
attività considerate non si limitano quindi a quelle che coincidono con
l’ultima attività svolta o ad attività affini, ma anche ad attività diverse.

                                         Per la stretta relazione
esistente tra la rendita d’invalidità dell’AI e quella del secondo pilastro
emerge che, il concetto d’invalidità nell’ambito della previdenza obbligatoria
e quello dell'assicurazione invalidità, è di principio il medesimo (DTF 115 V
210; RDAT I 1995 consid. 2.2 pag. 229).

 

                               2.5.   Nel caso in esame l’art. 36
del Regolamento d’assicurazione 2014 della CV 1 (di seguito Regolamento 2014,
sub doc. C, applicabile in concreto) tratta le “Prestazioni d’invalidità”.
Secondo il cpv 1 “(…) se una persona assicurata è riconosciuta invalida
dall’AI, viene considerata invalida anche dalla CV 1, sempre che sia stata
assicurata presso la CV 1 al momento in cui si è verificata l’incapacità di
lavoro, la cui causa ha portato all’invalidità. Salvo le decisioni dell’AI
insostenibili evidenti. (…)” (art. 36 cpv. 1 del Regolamento 2014).

 

                                         La CV 1 ha quindi ripreso
il concetto di invalidità della LAI.

 

                               2.6.   Secondo la giurisprudenza,
nell'ambito della previdenza obbligatoria, gli istituti di previdenza sono
vincolati da quanto pronunciato dall’assicurazione invalidità non solo per quel
che riguarda il grado di invalidità (DTF 115 V 208 consid. 2c e 215 consid. 4c;
SZS 1996 pag. 48 consid. 2b e 2d; SVR 1994 BVG Nr. 15 consid. 3c; non c’è vincolo
invece con riferimento alle basi di calcolo del grado di invalidità, cfr.
Stauffer, Die berufliche Vorsorge, in: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, 2013, ad art. 24), ma ugualmente per quanto concerne
la nascita del diritto alla rendita e, di conseguenza, parimenti per la
determinazione del momento a partire dal quale la capacità al lavoro
dell'assicurato si è deteriorata in maniera sensibile e duratura (DTF 134 V 64,
133 V 67, 129 V 73, 126 V 310 consid. 1, 123 V 271 consid. 2a e riferimenti,
120 V 108 consid. 3c, 118 V 39 consid. 2b/aa; SZS 2002 pag. 155, SZS 1997 pag.
68; SVR 1995 BVG Nr. 22 pag. 57 consid. 2, SVR 1994 BVG Nr. 15 pag. 42 consid.
3c). In tal caso il concetto di invalidità è infatti il medesimo. Accertamenti
separati del grado di invalidità potrebbero condurre a risultati differenti in
contraddizione con lo scopo della legge (DTF 115 V 210 consid. 2b e 218 consid.
4, 118 V 39 consid. 2b). A tale vincolo di principio degli istituti di
previdenza alle costatazioni degli organi dell’AI nulla è mutato, secondo la
giurisprudenza, dopo l’introduzione della LPGA (DTF 130 V 78, 132 V 1).

                                         Questo vincolo vale
nell’ambito della previdenza sovraobbligatoria solo se il regolamento
previdenziale si basa sul medesimo concetto di invalidità dell’assicurazione
invalidità (DTF 126 V 308).

                                         L’istituto di previdenza
non è tuttavia vincolato in maniera assoluta alle conclusioni dell’AI.

                                         Innanzitutto, a titolo
generale, l'istituto previdenziale può scostarsi dalle conclusioni
dell’assicurazione invalidità se queste appaiono di primo acchito insostenibili
(DTF 134 V 64, 133 V 67, 129 V 73, 126 V 310 consid. 1, 123 V 271 consid. 2a,
115 V 208 consid. 2c e 215 consid. 4c, 109 V 24; SVR 1995 BVG Nr. 22 pag. 57
consid. 2a; SZS 1996 pag. 47; STFA B 38/92 del 30 novembre 1993 in Plädoyer
1994 pag. 66; Meyer/Reichmuth, Rechtsprechung des Bundesgesgerichts zum IVG,
2014, ad. art. 4 N. 116 pag. 43; cfr. anche DTF 126 V 308 dove si sottolinea
che per la valutazione del quesito a sapere se la valutazione dell'AI è
manifestamente errata, e per questo non vincolante per l'istituto di
previdenza, sono primariamente determinanti gli atti esistenti al momento in
cui la decisione è stata presa).

 

                                         D’altra parte, la
giurisprudenza dell'Alta Corte ha stabilito che l'Ufficio dell'assicurazione
invalidità è tenuto a notificare una decisione di rendita agli istituti di
previdenza entranti in linea di conto, vale a dire che potrebbero essere
chiamati a fornire prestazioni nel caso specifico. Tale obbligo di
notificazione è espressamente previsto dall’art. 76 cpv. 1 lett. i OAI in
vigore dal 1. gennaio 2003. Se non viene coinvolto nella procedura pendente
innanzi all'UAI, l'istituto LPP - che dispone di un diritto di opposizione e
ricorso proprio nelle procedure rette dalla LAI - non è legato alla valutazione
dell'invalidità (nel suo principio, quanto al grado e all'inizio del diritto
così come anche con riferimento alla decisione sullo statuto di persona
invalida, vale a dire di persona ritenuta attiva, parzialmente attiva o non
attiva) effettuata dagli organi dell'AI (DTF 134 V 64, 133 V 67, 132 V 1, 130 V
273 consid. 3.1, 129 V 73 e 150, 126 V 310 consid. 1; cfr. anche le STF
9C_684/2008 del 18 settembre 2009; B 32/03 del 21 gennaio 2005; B 66/04 del 21
settembre 2004; B 3/03 del 31 dicembre 2003; B 68/03 del 16 dicembre 2003; B
81/02 del 9 gennaio 2004; cfr. anche esplicitamente l'art. 49 cpv. 4 LPGA e
l'art. 76 cpv. 1 lett. i OAI in vigore dal 1. gennaio 2003). La questione di
sapere se un difetto di notifica di una decisione può venir sanato
successivamente, segnatamente dal fatto che l’istituto di previdenza viene in
seguito comunque in possesso della decisione, deve, secondo il TFA, venir
esaminata in ogni caso concreto ponderando gli interessi in gioco (SZS 2006
consid. 367; per una sintesi della giurisprudenza sul tema cfr. STF 9C_689/2008
del 25 febbraio 2009).

 

                                         Secondo il TFA infine,
considerato come lo scopo del vincolo alla pronuncia dell'AI sia quello di
sgravare gli istituti di previdenza da accertamenti dispendiosi, bisogna
ritenere che tale vincolo sia riferito unicamente a quegli accertamenti e a
quelle valutazioni degli organi dell’AI che nell’ambito della procedura
(dell’AI) erano determinanti per l’esame della pretesa alla rendita d’invalidità
e sui quali andava effettivamente deciso; diversamente gli organi della
previdenza professionale devono esaminare i presupposti della pretesa
liberamente (STF 9C_684/2008 del 18 settembre 2009; STFA B 50/99 del 14 agosto
2000, B 79/99 e 4/00 del 26 gennaio 2001; B 83/04 del 25 aprile 2006). Ne
discende che la fissazione della data d’inizio del diritto alla rendita da
parte dell’UAI non esclude che l’incapacità lavorativa motivante il diritto a
prestazioni d’invalidità della previdenza professionale sia subentrata,
foss’anche in misura ridotta, già precedentemente all’inizio dell’anno di
carenza secondo l’AI (SZS 2003 pag. 45 e 2005 pag. 241; STF B 47/98 dell’11
luglio 2000 e B 81/03 del 9 novembre 2004).

 

                                         In virtù dell’art. 6 LPP
(che stabilisce che la parte seconda della legge stabilisce unicamente esigenze
minime), gli istituti di previdenza, oltre alla possibilità di introdurre la
previdenza più estesa (art. 49 cpv. 2 LPP; cfr. SZS 1995 pag. 465-466 consid.
4b/aa), sono liberi di estendere il concetto di invalidità a favore
dell’assicurato oppure di concedere prestazioni anche quando il grado
d’invalidità è inferiore al 40%. Ciò non significa tuttavia che i fondi di
previdenza dispongono di un margine di apprezzamento illimitato (SZS 1995 pag.
466 consid. 4b/aa; DTF 118 V 35). Se essi infatti fanno espresso riferimento al
concetto di invalidità previsto dall’AI, sono vincolati dalla valutazione
dell’invalidità fatta dall'assicurazione invalidità, a meno che la stessa
appaia di primo acchito insostenibile (SZS 2002 pag. 155; 1996 pag. 48 consid.
2b e 2d; SVR 1995 BVG Nr. 22 pag. 57 consid. 2a, 1994 BVG Nr. 15 consid. 3c;
DTF 115 V 208 consid. 2c; 115 V 215 consid. 4c).

 

                                         Inoltre, se il concetto di
invalidità è più esteso, il fondo di previdenza non è vincolato alle
conclusioni dell’AI. In tal caso la fondazione può statuire liberamente tenuto
conto di regole proprie. In simili condizioni potrà senz'altro fondarsi su
elementi raccolti dall'UAI, ma non sarà vincolata da una valutazione che si
fonda su altri criteri (SZS 1997 pag. 71, 1996 pag. 56; DTF 118 V 73 consid. 1,
117 V 335 consid. 5c, 115 V 220 seg.).

                                         Secondo la giurisprudenza
la facoltà riservata agli istituti di previdenza in virtù dell'art. 6 e 49 cpv.
2 LPP non implica un potere di apprezzamento illimitato. Se essi adottano nei
loro statuti o nei regolamenti un certo metodo di valutazione, devono
conformarsi, nell'applicazione dei criteri, ai concetti delle assicurazioni
sociali (per l'incapacità di esercitare la propria professione abituale: DTF
111 V 239 consid. 1b) e ai principi generali (DTF 113 II 347 consid. 1a). In
altri termini se dispongono di piena libertà nella scelta della nozione, devono
comunque assegnarle il significato usuale e riconosciuto in ambito assicurativo
(STFA non pubbl. in re A. del 25 marzo 1993 consid. 3).

 

                               2.7.   Nella fattispecie concreta
l’attore fonda il diritto alla chiesta prestazione previdenziale evidenziando
come “(…) con decisione 27.02.2015, l’Istituto delle assicurazioni sociali
del Canton __________ ha riconosciuto l’attore invalido in misura totale,
attribuendogli il diritto ad una rendita d’invalidità completa con grado 100%
(doc. A). La decisione AI, pur essendo stata validamente notificata alla
convenuta, non è stata da questa impugnata ed è cresciuta quindi incontestata
in giudicato. (…)” (I, punto 2, pag. 3).

 

                                         In primo luogo occorre
rilevare che effettivamente già il preavviso del 15 maggio 2014 era stato
notificato alla CV 1 che si era opposta il 10 giugno 2014 (cfr. doc. 30 e 49).
Anche la decisione del 27 febbraio 2015 è stata notificata alla CV 1 (cfr. doc.
14 e 15).

                                         Essendo dunque stata
coinvolta nella procedura di assegnazione della rendita, conformemente alla
succitata giurisprudenza, la decisione del 27 febbraio 2015 dell’Ufficio AI del
Canton __________ – nella misura in cui, come sostenuto dalla convenuta,
non appaia di primo acchito insostenibile – vincola la CV 1.

                                         In questo senso, nella STF
9C_331/2015 del 6 novembre 2015, l’Alta Corte ha sviluppato la seguente
considerazione: “(…) La decisione di un ufficio AI non è sempre determinante
per la valutazione di un istituto di previdenza. Per esempio, se la decisione
dell'ufficio AI è manifestamente errata oppure se un ufficio AI omette di
coinvolgere nella procedura in materia di assicurazione per l'invalidità un
istituto previdenziale suscettibile di essere tenuto a prestare, la fissazione
del grado d'invalidità secondo il diritto dell'assicurazione per l'invalidità
non è vincolante per l'istituto (DTF 132 V 1 consid. 3 p. 3 e seg.). In
quest'ultimo caso, tuttavia, se l'istituto di previdenza professionale si basa
sulle costatazioni dell'ufficio AI per esaminare il diritto a prestazioni, la
questione della sua mancata partecipazione alla procedura AI non è più
determinante e la decisione dell'ufficio AI deve essere considerata vincolante
(sentenza B 27/05 del 26 luglio 2006 consid. 3.3; MARC HÜRZELER, in Commentaire
LPP et LFLP, 2010, n. 12 ad art. 23 LPP). Non sono invece vincolanti per
l'istituto di previdenza le costatazioni dell'ufficio AI che riguardano un
periodo anteriore di 6 mesi alla data della presentazione della domanda
(sentenza 9C_620/2012 del 16 ottobre 2012 consid. 2.4). Questo periodo non è
infatti determinante per l'assicurazione invalidità per il diritto a
prestazioni (art. 28 cpv. 1 lett. b LAI combinato con l'art. 29 cpv. 1 LAI).
(…)” (STF 9C_331/2015 del 6 novembre 2015, consid. 5.2).

 

                                         Con la risposta la
convenuta – evidenziato come il
dr. __________, nella perizia psichiatrica del 28 agosto 2013 indirizzata alla __________
(doc. 31), ha evidenziato che “(…) l’assicurato conferma che a fine giugno
ha dato le dimissioni da direttore della __________, obbligato, a suo dire, da
alcuni soci che l'avrebbero di fatto completamente estromesso dalla ditta che
ormai, dice, non è più sua ed in cui non lavorerebbe più così come i 2 figli
che sarebbero come lui di fatto senza occupazione. Rispetto alla nuova ditta,
la __________, fondata ad aprile, afferma che si sarebbe trattato di un
escamotage allo scopo di poter ritirare il secondo pilastro ed avere così a
disposizione una certa liquidità che gli consentisse sia di fare sopravvivere
la __________, sia di garantire un minimo di disponibilità economica alla
propria famiglia. Infatti la __________ esisterebbe solo sulla carta in quanto
come attività non sarebbe mai stata avviata. Prossimamente, dice, avrebbe già
fissato un appuntamento con i propri legali per ufficializzare la definitiva
cessione della __________ e recentemente avrebbe avanzato la richiesta di
prestazioni AI. (…)” (doc. 31, pag. 2) –
ha sostenuto che “(…) dal profilo materiale, quindi, la convenuta ha
ritenuto palesemente insostenibile il fatto che una persona completamente
inabile al lavoro in seguito ad una depressione di grado medio fosse comunque
in grado di architettare e poi eseguire i passi necessari ad ottenere
l'erogazione della prestazione di libero passaggio per una attività in realtà,
di fatto, inesistente. Proprio in quest'ottica, la convenuta ha richiesto
all'Al una serie di accertamenti (per esempio fiscali) volti ad accertare
l'esatto carattere dell'attività indipendente in questione e la sua
compatibilità con i riscontri medici. La mancanza di detti accertamenti, a
fronte, comunque delle dichiarazioni rese da parte dell'attore rende oggi la
decisione dell'Al manifestamente insostenibile (…).” (XVI, pag. 5 e 6).

                                         Questo Tribunale rileva
che in sostanza la CV 1 – come aveva
già fatto con le osservazioni del 10 giugno 2014 al preavviso del 15 maggio
2014: “(…) In sintesi, dobbiamo constatare che è estremamente discutibile
promettere una rendita intera sulla base di una diagnosi di depressione
medio-grave. Dalla perizia risulta chiaramente che lo stato di salute
momentaneo non è ancora definitivo, permettendo all’Ufficio AI di chiudere il
caso con tale promessa. In conclusione, gli accertamenti dell’Ufficio AI
sull’autonomia dell’assicurato sono lacunosi. Stando a quanto esposto sopra, Vi
preghiamo di voler effettuare ulteriori accertamenti sia medici sia
sull’autonomia dell’assicurato e di rilasciare un nuovo preavviso. (…)”
(doc. 30) – sostiene che la decisione
del 27 febbraio 2015 dell’Ufficio AI del Canton __________ sarebbe
insostenibile (quindi per lei non vincolante in virtù della riserva di cui
all’art. 36 cpv. 1 in fine del Regolamento 2014) in quanto l’amministrazione
non avrebbe intrapreso sufficienti accertamenti.

 

                               2.8.   Questo Tribunale non può
condividere quanto sostenuto dalla CV 1, e meglio che la decisione del 27
febbraio 2015 dell’Ufficio AI del Canton __________ sarebbe insostenibile e/o manifestamente
errata, per le seguenti ragioni.

 

                                         Innanzitutto va rilevato
che la decisione in questione è fondata, tra l’altro, sulle seguenti risultanze
mediche:

 

                                         ● rapporto
medico 6 novembre 2013 (doc. AI 15/1-3) nel quale il dr. __________, FMH in
medicina interna – attestati i
seguenti periodi d’incapacità lavorativa: “(…) 100% dal 04.02.2013 al
07.04.2013, 50% dal 08.04.2013 al 31.07.2013 e 100% dal 01.08.2013 continua
(…)” (doc. AI 15/2) –, ha, in
particolare, rilevato che “(…) la problematica maggiore che provoca
l’incapacità lavorativa del paziente sopracitato è di natura psichiatrica e per
quello prego l’assicurazione AI di rivolgersi direttamente allo psichiatra dr.
med. __________. Il paziente già da anni soffre delle sue problematiche
psichiatriche ed è giunto al culmine l’anno scorso ed è crollato in seguito.
Malgrado un lungo ricovero presso la Clinica __________ con terapia specifica
dei suoi problemi psichiatrici, non siamo riusciti a migliorare il paziente al
punto che poteva riprendere il suo lavoro in modo soddisfacente. Dopo una
ripresa di lavoro parziale è nuovamente piombato nel suo stato depressivo ed in
incapacità lavorativa al 100% dal 01.08.2013 ed è tuttora inabile al lavoro.
(…)” (doc. AI 15/1-2);

 

                                         ● valutazione
peritale all’intenzione della cassa malati __________ del 28 agosto 2013 (doc.
AI 6/6-9) nella quale il dr. __________, specialista FMH in psichiatria e
psicoterapia – posta la diagnosi
di sindrome depressiva ricorrente episodio attuale di media gravità (ICD 10 F
33.1) –, ha espresso la seguente
valutazione e conclusione: “(…) Quanto emerso in occasione dell'attuale
valutazione ha evidenziato la persistenza di una condizione depressiva
sostanzialmente immodificata, anzi per certi versi peggiorata, rispetto a
quanto obiettivato lo scorso mese di marzo. Malgrado la regolare presa a carico
psichiatrica infatti l'assicurato nel corso dell'attuale indagine ha esternato
convincimenti interpretativo-persecutori nei confronti degli ex soci per averlo
estromesso dalla ditta da lui stesso avviata, convincimenti che seppure non
rivestono un significato di tipo francamente psicotico di certo rendono le sue
angosce ancora più pervasive. L'essere stato costretto a dimettersi da
direttore della __________ lo ha destabilizzato completamente, ha peggiorato il
quadro generale e gli ha impedito di interrogarsi sulle proprie reali possibilità,
portandolo ad attribuire ad altri la responsabilità del proprio fallimento. l
cambiarnenti intervenuti hanno fatto crollare le sue difese percipitandolo [ndr.
recte: precipitandolo] in uno stato di profonda prostrazione psichica con
l'umore fortemente depresso, gli stati tensivi, le angosce di fallimento, i
deficit cognitivi, le compromesse risorse reattive, le rimuginazioni interpretativo-persecutorie
ed i vissuti di rovina, che giustificano l'inabilità lavorativa completa da
inizio agosto certificata dal curante. La prognosi allo stato attuale è quanto
mai incerta. Attualmente le sue risorse psichiche appaiono troppo limitate per
permettergli di affrontare questa situazione in modo costruttivo, complice anche
la relazione con la moglie che a causa di queste vicende sarebbe ridiventata
ulteriormente tesa. Non vedo possibilità di miglioramenti consistenti in tempi
brevi e comunque non prima dei prossimi 3 mesi, il che giustifica l'inabilità
lavorativa completa almeno fino alla fine del prossimo mese di novembre 2013.
(…)” (doc. AI 6/8-9);

 

                                         ● rapporto
medico 21 novembre 2013 (doc. AI 16/1-5) nel quale il dr. __________, FMH in
psichiatria e psicoterapia – indicato
di averlo in cura dal mese di aprile 2013, posta la diagnosi di “(…)
Sindrome Bipolare, attuale epidosio depressivo, DD: Sindrome depressiva
ricorrente (ICD10 F30.1) in paziente con sottostante Disturbo di personalità
non specificato (ICD10: F60.9) (…)” (doc. AI 16/1) e attestata
un’incapacità lavorativa del 100% dal marzo 2013 –, ha rilevato che “(…) in
questi sette mesi, il quadro psichico dell'assicurato é stato caratterizzato da
un umore costantemente depresso, complice verosimilmente il susseguirsi di
eventi esterni che hanno contribuito al peggioramento del quadro psichico
iniziale già precario all'inizio della presa in carico. Eventi che hanno
condizionato l'evoluzione della psicopatologia e reso difficile potersi
esprimere a livello diagnostico e prognostico: - nei primi mesi dopo la
dimissione dalla Clinica __________, complice un precario equilibrio psichico,
l'assicurato ha affidato la sua ditta a dei "soci" che lo hanno
progressivamente estromesso. Attualmente ha perso definitivamente la proprietà
della ditta e la moglie con i due figli non vi lavorano più. - la figlia
maggiore é stata ricoverata per un grave tentamen medicamentoso. - da circa un
mese la moglie ha lasciato la famiglia, é andata a vivere da sola in attesa di
avviare le pratiche di divorzio. Quindi siamo confrontati con un uomo che in
poco più di sei mesi, partendo da un precario equilibrio psichico, ha dovuto affrontare
la perdita della sua ditta, un tentamen della figlia e l’abbandono da parte
della moglie con inevitabili ripercussioni sulla gestione del nucleo
famigliare. Terapia: Dopo la dimissione dalla Clinica __________, abbiamo
sospeso il Lithiofor su espressa richiesta dell'assicurato; la sua sostituzione
con un altro stabilizzatore dell'umore ha mostrato l'insorgenza di effetti
collaterali con conseguenza sospensione per intollerabilità. Il perdurare dello
stato depressivo ha portato all'introduzione di terapia antidepressiva a dosaggio
progressivo e su attento monitoraggio in considerazione della diagnosi di
Disturbo Bipolare. (…)” (doc. AI 16/2).

                                         Aggiornamento
medico indirizzato alla cassa malati __________ del 4 marzo 2014 (doc. AI
24/1-2) nel quale il dr. __________ ha attestato che “(…) dopo l’ultimo
rapporto inviatovi nel mese di novembre 2013, l’inabilità è rimasta invariata.
Pertanto da allora l’inabilità lavorativa è rimasta del 100%. (…)” (doc. AI
24/2).

                                         Rapporto
di decorso del 14 aprile 2014 (doc. AI 27/1-2) nel quale il dr. __________ – poste le diagnosi note e indicato uno
stato di salute stazionario/peggiorato –
ha evidenziato che: “(…) Dopo l’ultimo rapporto abbiamo assistito ad una
sostanziale stabilizzazione del quadro acuto presentato inizialmente. L’obiettivo
raggiunto è stato quello di tamponare le situazioni acute e di mantenere un
equilibrio psichico, sebbene precario, nell’ambito di una grave fragilità.
Permane un tono dell’umore marcatamente deflesso con ritiro sociale; una riduzione
del suo repertorio comportamentale ed una polarizzazione ideoaffettiva su temi
di sfiducia. Permane una visione di sé, della realtà e del futuro pessimistica
con un sentimento di autosvalutazione. Non è presente al momento
un’ideazione suicidale attiva, ma permane in sottofondo un rischio permanente
per la propria vita, dove la morte viene vissuta come liberatoria. (…)”
(doc. AI 27/1);

 

                                         ● rapporto
della visita fiduciaria all’intenzione della cassa malati __________ del 31
marzo 2014 (doc. AI 26/1-8) nel quale il dr. __________, FMH in psichiatria e
psicoterapia – posta la diagnosi
di “(…) Sindrome depressiva ricorrente di media gravità (F 33.1/2). Disturbo
di personalità misto (passivo-aggressivo) (F60.8). (…)” (doc. AI 26/7) –,
ha espresso la seguente valutazione e conclusione: “(…) Si tratta di un uomo
di 52anni, sposato, con tre figli di cui uno minorenne, recentemente lasciato
dalla moglie, già titolare di un'azienda di decorazione-pubblicità dalla quale
è stato estromesso dai nuovi titolari e azionisti di maggioranza, inabile dal
04.02.2013 a causa di una sindrome depressiva ricorrente e di un disturbo di
personalità non altrimenti specificato, già esaminato due volte a livello
medico-fiduciario dal dr. __________ per conto della __________ (marzo e agosto
2013), tuttora seguito dallo psichiatra dr. __________ di __________. E' stato
fatto un annuncio all’Al circa quattro mesi fa, secondo le dichiarazioni dell'assicurato.
Il decorso è stato finora sfavorevole senza modifica sostanziale, in senso positivo,
del quadro psicopatologico caratterizzato tuttora da marcata labilità emotiva,
umore disforico con fasi maniacali, tendenza a marcato isolamento, tensione
endopsichica, incapacita di proiettarsi verso il futuro e costanti sentimenti autosvalutativi,
di fallimento e di rovina, che giustificano indubbiamente un'incapacità
lavorativa completa. Dal profilo terapeutico sarebbe utile proporre un
reinserimento terapeutico accompagnato in un'attività a lui confacente con
l’aiuto dell’AI al fine di contrastare le tendenze regressive in atto.
Occorrerà tuttavia, preliminarmente, lavorare a livello psicoterapeutico per
incrementare la sua motivazione in questa prospettiva. In alternativa occorrerà
valutare l'opportunità di un nuovo ricovero stazionario insieme a un programma
riabilitativo strutturato. Considerate le caratteristiche personologiche e
l'incerta motivazione, la prognosi appare alquanto incerta visti anche i
vantaggi secondari inconsci e la tendenza di delegare la responsabilità agli
altri. ln ogni modo è impensabile la ripresa di un'attività lavorativa sul
libero mercato nei prossimi tre-quattro mesi. (…)” (doc. AI 26/7-8).

                                         Anche il medico SMR, nel __________
(doc. AI 57/1-17), nel giudizio finale dell’8 maggio 2014, poste le diagnosi
note, ha espresso la seguente valutazione: “(…) Assicurato che presenta una
patologia depressiva maggiore con attuale persistenza IL completa. Prognosi
incerta. Utile la messa in atto di provvedimenti reintegrativi inizialmente
nella misura di 2 ore al giorno in collaborazione con lo psichiatra curante.
(…)” (doc. AI 53/10) indicando, quale ripercussione sullo stato di salute e
attività adatta: “(…) Attuale problematica psichiatrica maggiore che rende
impossibile il reinserimento lavorativo sul mercato del lavoro regolare. […]
Impiego occupazionale nella misura di 2 ore al giorno. (…)” (doc. AI
53/10).

 

                                         Con lettera del 10
novembre 2014 l’assicurato ha comunicato all’Ufficio AI del Canton __________ che
“(…) con il consiglio e sotto osservazione del mio psichiatra Dr. Med. __________
da tre mesi circa ho iniziato lentamente a confrontarmi con il lavoro. La mia
attività nell’arco della giornata la posso quantificare a circa un 20% a
confronto di quanto svolgevo prima della mia malattia. Regolarmente nelle
sedute con il Dott. __________ valutiamo la mia condizione e l’attività svolta
in considerazione del mio stato di salute. (…)” (doc. AI 42/1).

 

                                         Dalle suesposte evidenze
mediche risulta che i diversi specialisti interpellati hanno attestato
un’inabilità lavorativa continua del 100% a contare dal mese di febbraio 2013.

                                         In particolare, lo si
ribadisce, il dr. __________, nel rapporto della visita fiduciaria
all’intenzione della cassa malati __________ del 31 marzo 2014 (doc. AI 26/1-8),
ritenuto un decorso sfavorevole senza modifica sostanziale, ha ritenuto
giustificata “(…) indubbiamente un’incapacità lavorativa completa (…)”
(doc. AI 26/8) sottolineando che “(…) in ogni modo è impensabile la ripresa
di un'attività lavorativa sul libero mercato nei prossimi tre-quattro mesi (…)”
(doc. AI 26/8).

                                         Dal canto suo il medico
SMR, nel giudizio finale dell’8 maggio 2014 ha, tra l’altro, attestato una “(…)
attuale problematica psichiatrica maggiore che rende impossibile il
reinserimento lavorativo sul mercato del lavoro regolare (…)” indicando
quale attività adatta un “(…) impiego occupazionale nella misura di 2 ore al
giorno. (…)” (doc. AI 53/10).

 

                                         In simili circostanze non
è dunque possibile concludere che la decisione del 27 febbraio 2015 dell’Ufficio
AI del Canton __________ sia insostenibile e/o manifestamente errata.

 

                                         Questo vale a maggiore
ragione visto che, come risulta dalla “Comunicazione della delibera” del 20
gennaio 2015, ritenuta una situazione medica non ancora stabile,
l’amministrazione ha previsto una revisione della rendita per il 1. maggio 2015
(cfr. doc. AI 50/1-2).

                                         Infatti, nella motivazione
della decisione del 27 febbraio 2015 (doc. AI 49/1-4), l’amministrazione ha
precisato che “(…) a questo punto, sia ricordato che l’Ufficio AI tiene
conto di un possibile miglioramento dello stato di salute dell’assicurato risp.
della sua capacità al guadagno, eseguendo in anticipo una revisione d’ufficio
della rendita d’invalidità assegnata. (…)” (doc. 15).

 

                                         Nemmeno è possibile
concludere differentemente, come preteso dalla Cassa pensioni __________, per
il solo fatto che “(…) all’uscita dalla nostra assicurazione. Il signor AT 1
si è fatto pagare l’intera somma della prestazione di libero passaggio, ovvero
Fr. 234'467.70, affermando di essere autosufficiente. Tuttavia, ai medici
incaricati di esaminare il suo caso il signor AT 1 ha sostenuto di aver
simulato l’autosufficienza solo per poter riscuotere i capitali dalla cassa
pensione. Dalle nostre ricerche è però emerso che, al momento della promesa di
erogazione di una pensione d’invalidità, il signor AT 1 svolgeva varie attività
come lavoratore indipendente. (…)” (doc. F).

                                         In effetti la succitata
valutazione peritale del 28 agosto 2013 del dr. __________ ha tenuto conto
dell’anamnesi sociale e lavorativa dalla quale emerge, in particolare, che “(…)
l'assicurato conferma che a fine giugno ha dato le dimissioni da direttore
della __________, obbligato, a suo dire, da alcuni soci che l'avrebbero di
fatto completmnente estromesso dalla ditta che ormai, dice, non è più sua ed in
cui non lavorerebbe più così come i 2 figli che sarebbero come lui di fatto
senza occupazione. Rispetto alla nuova ditta, la __________, fondata ad aprile,
afferma che si sarebbe trattato di un escamotage allo scopo di poter ritirare
il secondo pilastro ed avere così a disposizione una certa liquidità che gli
consentisse sia di fare sopravvivere la Decoramax, sia di garantire un minimo
di disponibilità economica alla propria famiglia. Infatti la __________
esisterebbe di fatto solo sulla carta in quanto come attività non sarebbe mai
stata avviata. (…)” (doc. AI 6/7).

                                         Anche il dr. __________,
nel succitato rapporto della visita fiduciaria all’intenzione della cassa
malati __________ del 31 marzo 2014 (doc. AI 26/1-8), ha considerato, in
particolare, “(…) i due rapporti del dr. __________, FMH in psichiatria e
psicoterapia di __________ del 23.03.2013 e del 28.08.2013 per conto della __________.
(…)” (doc. AI 26/1).

 

                                         In conclusione, viste le
suesposte risultanze – ribadito
che dagli atti medici dell’incarto AI l’amministrazione poteva concludere per
un’incapacità lavorativa totale in qualsiasi attività dal mese di febbraio
2013, che considerata una situazione medica non ancora stabile è stata prevista
ed effettivamente intrapresa una revisione d’ufficio anticipatamente nel maggio
2015 (cfr. doc. AI 57/1-2, 59/1-3, 62/1-5, 63/1-2, 64/1-4, 67/1, 68/1-2 e 69/1)
e osservato che al momento determinante della resa della decisione del 17
febbraio 2015 non era possibile concludere per un miglioramento rilevante della
capacità lavorativa –, a mente di
questo Tribunale la decisione del 17 febbraio 2015 con cui l’Ufficio AI del
Canton __________ ha riconosciuto all’attore il diritto alla rendita intera dal
1. aprile 2014 unitamente ad una rendita per figli (cfr. doc. A e consid. 1.2)
non è né manifestamente errata né insostenibile ai sensi dell’art. 36 cpv. 1 del
Regolamento d’assicurazione 2014 della CV 1.

 

                                         Nella misura in cui la CV
1 riteneva gli accertamenti esperiti dall’amministrazione insufficienti al fine
di pronunciarsi sul diritto a prestazioni, essa avrebbe dovuto – pena, visto quanto sopra esposto,
l’effetto vincolante nei suoi confronti della decisione – impugnare la decisione del 17 febbraio
2015 dell’Ufficio AI del Canton __________. Questo vale a maggiore ragione
visto che si trattava di valutare retroattivamente la capacità lavorativa
dell’attore.

 

                               2.9.   In simili circostanze,
ribadito l’effetto vincolante della decisione del 17 febbraio 2015 dell’Ufficio
AI del Canton __________, all’attore va riconosciuto il diritto ad una rendita
intera d’invalidità LPP oltre alla rendita per il figlio __________ a contare
dal 1. aprile 2014.

 

                                         Resta qui riservato
l’effetto sul diritto alle prestazioni LPP dell’esito della succitata revisione
intrapresa nel maggio 2015 dall’Ufficio AI del Canton __________ e
apparentemente tuttora pendente.

 

                                         Quanto al versamento della
rendita – visto che negli atti
dell’incarto AI (VII/1) vi è la lettera del 17 dicembre 2014 con la quale la __________
ha comunicato all’attore che: “(…) in conformità alle disposizioni
regolamentari dell’assicurazione perdita di guadagno, le indennità giornaliere
sono versate durante 720 giorni nel corso di 900 per caso di malattia.
Controllando i versamenti da noi effettuati, abbiamo constatato che per quanto
concerne il suo caso di malattia, il diritto alle prestazioni di questa
categoria d’assicurazione sarà esaurito con il 24.05.2015. Per questa
ragione da tale data non potremo più versare alcuna nuova indennità giornaliera
e provvederemo ad effettuare l’uscita dalla cerchia degli assicurati del
contratto collettivo della __________. (…)” (doc. AI 44/2) – si dovrà tenere conto della possibilità
di differire il diritto alla rendita ai sensi degli articoli 26 cpv. 2 LPP e 26
OPP2 rispettivamente dall’art. 36 cpv. 4 del Regolamento 2014.

 

                             2.10.   Il TCA deve ancora rilevare
che la prestazione di libero passaggio già percepita dall'attore dalla
Fondazione convenuta (cfr. doc. 45) dev’essere restituita conformemente
all'art. 3 cpv. 2 LFLP. Se l’interessato non è in grado di farlo la rendita
deve essere compensata per un certo periodo con il credito di restituzione (SZS
2001 pag. 485; 1997 pag. 547 segg; vedi anche l'art. 3 cpv. 3 LFLP). L’obbligo
di restituire incombe del resto anche al nuovo istituto di previdenza a cui è
stata trasferita la prestazione di libero passaggio (SZS 2000 pag. 301; 1997
pag. 551, 1994 pag. 471 consid. 5b; vedi in questo senso anche la STCA del 17
dicembre 2002, 34.2001.49, consid. 2.11 con riferimenti ad altre STCA).

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   La petizione è accolta
ai sensi dei considerandi.

                                         §    A
AT 1 va riconosciuto il diritto ad una rendita intera d’invalidità LPP
unitamente alla rendita per il figlio __________ a contare dal 1. aprile 2014.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.

                                         Al ricorso dovrà essere
allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti