# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1c0428ab-b156-5301-b65d-5da781ed84fb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-05-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 06.05.2013 60.2013.88
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2013-88_2013-05-06.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2013.88

   

  	
  Lugano

  6 maggio 2013/ps

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele
  Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Daniela Fossati, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sull’istanza 11/14.03.2013 presentata dalla

 

 

	
   

  	
  IS 1 

  
	
   

  	
   

  tendente ad ottenere l’autorizzazione a compulsare
  l’incarto penale MP __________ sfociato nell’ABB __________ (passato in giudicato);

  

 

 

premesso che la richiesta datata 11.03.2013
è giunta al Ministero pubblico il 12.03.2013, che – per il tramite del procuratore pubblico Nicola Corti – l’ha trasmessa, per competenza, a questa
Corte il 14.03.2013;

 

richiamate le osservazioni 22/25.03.2013
del procuratore pubblico, mediante le quali preavvisa favorevolmente la
richiesta, fornendo alcune precisazioni;

 

richiamati inoltre lo scritto 26/27.03.2013
della PI 4 (patr. da: avv. PR 2, __________), mediante il quale comunica di non
avere osservazioni da formulare, nonché le osservazioni 25.03.2013 e 11.04.2013
della PI 2 (patr. da: avv. PR 1, __________), mediante le quali si rimette al
giudizio di questa Corte;

 

richiamato infine lo scritto 17/18.04.2013,
mediante il quale l’autorità istante comunica di rinunciare a formulare
osservazioni di replica, poiché nessuna delle parti si è formalmente opposta
alla presente richiesta;

 

rilevato che la __________ (patr. da: avv. __________,
__________), interpellata, non ha presentato osservazioni;

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto ed in diritto

 

                                   1.   Con
scritto 2.02.2005 l’Ufficio federale di riciclaggio di denaro ha segnalato al
Ministero pubblico di aver ricevuto in data 28.01.2005 una comunicazione di
sospetto ai sensi dell’art. 9 LBA da parte della __________ di __________ (di
seguito __________), in cui sono state menzionate tre società (PI 5, PI 4 e __________)
e una persona (PI 3). 

                                         La
predetta autorità ha evidenziato che "(…). Le spiegazioni fornite dal sig. PI 3 (amministratore
della PI 5), gli improvvisi bonifici da parte di PI 4 e l’uscita annunciata
dell’importo totale di questi versamenti presso un’altra banca ticinese a favore
della __________ (di cui PI 3 sembrerebbe pure mandatario), nonché per gli altri
motivi indicati dall’intermediario finanziario, fanno dubitare che dietro a
questo giro di soldi vi sia attività criminale. Dal momento che la PI 4 è in
stato di insolvenza, si può dubitare che il sig. PI 3 voglia “salvare” una
parte del capitale facendola passare da un conto all’altro, su cui conti lui è
sempre mandatario/avente diritto economico. (…)" (scritto 2.02.2005
MROS, p. 1 e 2, AI 1).

 

                                         Il Ministero pubblico, per il tramite
dell’allora procuratore pubblico Giovan Maria Tattarletti, ha quindi promosso
un procedimento penale a carico di PI 3 per i reati di riciclaggio di denaro,
carente diligenza in operazioni finanziarie e falsità in documenti (inc. MP __________).

 

                                         Nell’ambito
di questo procedimento penale, il 3.12.2008 l’allora procuratore pubblico
Giovan Maria Tattarletti ha segnalato all’ispettorato fiscale che sarebbero emerse
circostanze che potrebbero configurare un’infrazione fiscale con riferimento
alla società PI 2 e alla persona di PI 3 [conto societario apparentemente non
inserito nella contabilità; operatività, basata anche in Ticino, con utilizzo
di conti bancari intestati a società off-shore] (AI 98).

 

                                         In
data 6.03.2012 il procuratore pubblico Nicola Corti, subentrato nell’inchiesta,
giusta in particolare gli art. 8 e 319 cpv. 1 lit. d e lit. e CPP, 53 e 97 CP,
ha decretato l’abbandono del surriferito procedimento penale ["(…) In
particolare, si prescinde dalla punizione per il reato di grave riciclaggio di
denaro, si prescinde dal rinvio a giudizio per il reato di falsità in documenti
e vi è impedito a procedere per intercorsa prescrizione per il reato di carente
diligenza in operazioni finanziarie" (decreto di abbandono 6.03.2012,
p. 3, ABB __________)].

 

                                         Il predetto decreto è passato in giudicato il
3.04.2012.

 

 

                                   2.   Con
la presente istanza – trasmessa dal Ministero pubblico, per competenza, a questa
Corte in applicazione dell’art. 62 cpv. 4 LOG – l’IS 1, richiamando gli art.
185 LT e 112 LIFD, chiede di ottenere l’autorizzazione a compulsare l’incarto
penale riguardante la società PI 2 (inc. MP __________).

 

                                         A
sostegno della sua richiesta l’autorità istante precisa che a seguito della segnalazione
3.12.2008 dell’allora procuratore pubblico Giovan Maria Tattarletti "(…) l’ispettorato fiscale ha proceduto ad effettuare
una verifica fiscale (dagli anni 2007-2011) presso la persona responsabile
della tenuta della contabilità della società. Alfine di determinare la corretta
imposizione della PI 2, in riferimento all’utilizzo della società off-shore,
riteniamo siano dati i presupposti per l’accesso agli atti" (istanza 11/14.03.2013, p. 2, doc. 1.a).

 

 

                                   3.   Come
esposto in entrata, il procuratore pubblico ha preavvisato favorevolmente la
richiesta, fornendo alcune precisazioni in merito (doc. 4). La PI 4 ha comunicato di non avere osservazioni da formulare (doc. 7). La PI 2, dal canto suo, si è rimessa
al giudizio di questa Corte, comunicando parimenti che PI 3 è deceduto il
4.10.2012 (cfr., al proposito, copia estratto dell’atto di morte del 9.10.2012
annesso alle osservazioni 25.03.2012, doc. 5). 

                                         La
PI 5, interpellata da questa Corte, non ha presentato osservazioni.

 

 

                                   4.   L’art.
62 cpv. 4 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (LOG), in vigore dall’1.01.2011,
che ha ripreso il previgente art. 27 CPP TI, con riferimento anche alla
giurisprudenza del Tribunale federale (cfr. DTF 110 Ia 83; 95 I 108),
stabilisce che: "Dopo la conclusione del procedimento penale, la Corte dei reclami penali può permettere l’ispezione degli atti di un processo e l’estrazione
di copie a chi giustifica un interesse giuridico legittimo che prevale sui
diritti personali delle persone implicate nel processo, segnatamente su quelli
delle parti, del denunciante, dei testimoni e dei periti; la Corte dei reclami penali fissa le modalità dell’ispezione".

 

 

                                   5.   L’allora
Camera dei ricorsi penali (dall’1.01.2011 Corte dei reclami penali), in base al
previgente art. 27 CPP TI e alla giurisprudenza del Tribunale federale, aveva
stabilito quanto segue:

 

                                         "Non essendo di regola l’autorità fiscale parte ad un
procedimento penale (tranne che nei casi di frode fiscale), ma sostanzialmente
terzo, la decisione relativa ad una sua richiesta di informazioni riguardo ad
un incarto penale compete a questa Camera in virtù dell’art. 27 cpv. 1 CPP
(decisione CRP 4.7.2006, inc. 60.2006.99; decisione TF 2C_443/2007 del 28.7.2008).

                                                      Questa
Camera non solo decide l’ammissibilità o meno della richiesta, ma è competente
pure per fissare le modalità di ispezione degli atti (art. 27 cpv. 2 CPP),
applicando a titolo analogetico il criterio dell’utilità potenziale (in base al
quale la cooperazione va rifiutata unicamente se gli atti richiesti non
appaiono in alcun modo in rapporto con l’infrazione perseguita e sono
manifestamente inadeguati a far procedere l’inchiesta), sviluppato nell’ambito
di applicazione della AIMP. In questo senso si è espresso il TF (decisione
2C_443/2007 del 28.7.2008, cons. 6):

                                                      "D'altronde
l'autorità rogata e le relative istanze di ricorso devono certo esaminare la necessità,
per l'applicazione della legge, dell'informazione e dei documenti sollecitati. La
valutazione dell'effettiva rilevanza di tali dati per l'imposizione fiscale
delle persone coinvolte è però evidentemente di competenza
dell'autorità di tassazione, esperiti tutti i necessari accertamenti in
quest'ottica (cfr., per analogia, DTF 129 II 484 consid. 4.1; 128 II
407 consid. 5.2.1; 127 II 142 consid. 5a).

                                                      Come
già in passato, l'autorità fiscale può utilizzare le informazioni apprese nella
consultazione di un incarto penale anche contro terze persone non coinvolte nel
procedimento e sulla cui situazione fiscale inizialmente non vi era alcuna necessità
di approfondimento. Essa può inoltre aver accesso anche a documentazione coperta
dal segreto bancario, nella misura in cui la stessa è stata ottenuta o sequestrata
in modo
legittimo nell'ambito del procedimento penale (DTF 124 II 58 consid. 3; sentenza 2A.28/1997 del 20 novembre 1998, in: StE
1999 B 92.13 n. 5, consid. 2a). 

                                                                                 La
giurisprudenza pone comunque dei Iimiti al diritto di esame
da parte dell'autorità fiscale. In
particolare, è escluso che quest'ultima possa domandare di aver accesso agli atti di un procedimento allo scopo di condurre un'azione di ricerca generale, senza aver
motivo di supporre che la legge non
sia stata applicata correttamente. L'obbligo di collaborazione non permette infatti al fisco di
consultare indistintamente e senza obiettivo
concreto tutti i documenti di un'altra autorità (DTF 124 II 58 consid. 3d e 3e; sentenza 2A.406/1995 del 14 marzo 1996, in: ASA 65 pag. 649, consid. 5b)".

 

                                         Gli
stessi principi valgono oggi per l’art. 62 cpv. 4 LOG.

                                   6.   Dall’estratto del registro di commercio
del Cantone Ticino risulta che la PI 2, con sede a __________, il cui scopo è in particolare la fabbricazione ed il commercio di
accessori per sedie e mobili d'ufficio e di arredamento nonché di attrezzature
per la produzione, è stata iscritta
a RC il __________. PI 3 – nel
frattempo deceduto – aveva un diritto di forma individuale (cfr., al proposito,
anche rapporto d’esecuzione 14.01.2008, AI 59).

 

                                         Nell’ambito del procedimento penale in questione, PI 3 durante il
suo interrogatorio tenutosi il 18.05.2005 dinanzi al magistrato inquirente
aveva in particolare dichiarato che "(…) azionista della __________ è mia moglie, io ho solo una
procura individuale. Mie altre società sono anche la __________, la PI 2 e la PI
5" (verbale d’interrogatorio 18.03.2005, p. 2, AI 2). 

                                         L’11.10.2005,
sempre dinanzi al procuratore pubblico, PI 3 aveva inoltre dichiarato che "(…). Nel caso delle fatture emesse nei confronti della __________ (…),
si tratta di fatture parzialmente gonfiate. Infatti una parte della fattura
concerne l’acquisto effettivo di componenti (molle, cuscinetti) necessari per
l’attività della __________; a sua volta la __________ acquista questi componenti
dalla PI 2 di __________ e dalla __________ di __________. La PI 2 è una mia
società, che a sua volta rifornisce sul mercato. Una parte della fattura è
invece “gonfiata: si tratta della parte che figura poi prelevata a contanti. In
realtà non si tratta nemmeno di un prelievo a contanti perché questo denaro non
mi viene consegnato fisicamente, ma viene trapassato per cassa su un conto
della famiglia __________. __________ emette mensilmente tre o quattro di
queste  fatture nei confronti della __________ "
(verbale d’interrogatorio
11.10.2005, p. 5, AI 4).

 

                                         Dall’incarto
penale emerge inoltre che su un conto intestato alla PI 2 presso la __________ sono
transitati fondi che potrebbero essere collegati con la PI 4, società fallita
(scritto PP 12.03.2008 alla __________, AI 75). Il 10.03.2008 sono stati
perquisiti gli uffici della PI 2 e presso gli uffici della ditta individuale __________,
ove è stata in particolare sequestrata documentazione amministrativa e
contabile dal 1997 al 2007 inerente alla PI 2 (rapporto d’esecuzione
31.03.2008, AI 86; cfr. anche AI 92). Dal verbale d’interrogatorio 12.03.2008
di __________ tenutosi in sede di polizia e annesso al citato rapporto emergono
diverse informazioni riguardanti la PI 2 (AI 86).

                                         Il
3.12.2008 l’allora procuratore pubblico Giovan Maria Tattarletti, con
riferimento alla PI 2 e alla persona di PI 3, ha segnalato all’ispettorato fiscale che nell’ambito del procedimento penale di cui all’inc. MP __________
sarebbero emerse circostanze che potrebbero configurare un’infrazione fiscale [conto
societario apparentemente non inserito nella contabilità; operatività, basata
anche in Ticino, con utilizzo di conti bancari intestati a società off-shore]
(AI 98).

 

                                         Il 9.12.2008, su incarico del magistrato
inquirente (allo scopo di identificare le operazioni finanziarie effettuate da
due società nel frattempo fallite con società riconducibili a PI 3 e di identificare
le somme bonificate dalle società __________ e il destino dei fondi), è stato
allestito il rapporto __________ dall’EFIN (AI 100). Dalla documentazione ivi annessa
risulta che dal conto intestato alla PI 2 presso la __________, nel 2004 sono
stati addebitati complessivamente € 405'044.00 a favore di un’altra società (allegato 2 e allegato 6, AI 100).

 

                                         Agli atti sono poi stati acquisiti i
documenti di apertura e di chiusura della relazione bancaria intestata alla PI
2 presso __________ e gli estratti conto dal I. trimestre 2003 al III. trimestre
2005 (chiusura) (documentazione bancaria, raccoglitore arancione 3, AI 1).
Giova al proposito rilevare che __________, interrogato il 12.03.2008 dinanzi
alla polizia, contabile e AU dal 2001 fino alla fine del 2008 della PI 2, ha fatto un elenco dei conti intestati alla predetta società, dichiarando tra l’altro che fino al
2007 essa aveva due conti unicamente presso la __________, senza menzionare il
conto della __________ (verbale d’interrogatorio 12.03.2008, p. 3, AI 86).

                                      

                                         In siffatte circostanze emergono, in
effetti, elementi che potrebbero essere potenzialmente utili per l’applicazione
della relativa legislazione ai sensi dell’art. 112 cpv. 1 LIFD rispettivamente
ai sensi dell’art. 185 cpv. 1 LT. 

 

                                         È dunque, di principio, adempiuto un
interesse giuridico legittimo da parte dell’Ufficio giuridico istante giusta
l’art. 62 cpv. 4 LOG ad esaminare gli atti dell’incarto penale MP __________,
nel frattempo archiviato, che prevale sugli interessi personali delle altre
parti coinvolte nel procedimento penale e della PI 2.

 

                                         Di conseguenza – dopo il passaggio in
giudicato della presente decisione – un funzionario dell’IS 1, è autorizzato da
questa Corte ad esaminare l’intero incarto penale MP __________ presso il
Ministero pubblico, concordando i tempi di accesso con il procuratore pubblico
Nicola Corti compatibilmente con i suoi impegni.

                                         Il funzionario è, se del caso,
autorizzato a fotocopiare i documenti in stretta connessione con la PI 2
rispettivamente utili ai fini delle sue incombenze, ciò a tutela degli
interessi privati e della sfera personale delle altre parti coinvolte nel
procedimento penale e in ossequio al diritto di essere sentito.

 

                                         Va
da sé che il funzionario è tenuto al segreto fiscale.

 

 

                                   7.   L’istanza è accolta ai sensi del
surriferito considerando. Considerati gli art. 112 LIFD, 39 cpv. 3 LAID e 185
LT, si prescinde dal prelievo di tassa di giustizia e spese.

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 62 cpv. 4 LOG, la LIFD, la LT ed ogni altra norma applicabile,

 

 

 

 

pronuncia

 

 

                                    1.   L’istanza è
accolta ai sensi dei considerandi.

 

 

                                   2.   Non si prelevano tassa di giustizia e
spese.

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

 

 

 

 

 

                                   4.   Intimazione:

                                      

 

 

 

Per la Corte dei reclami penali

 

Il presidente                                                           La
cancelliera