# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f914f491-b5c1-5ea7-8768-2a4400f9d52b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.04.2010 C-7328/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-7328-2007_2010-04-16.pdf

## Full Text

Corte II I
C-7328/2007

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 6  a p r i l e  2 0 1 0

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Bernard Vaudan, Ruth Beutler, 
cancelliera Mara Vassella.

A._______,
patrocinato dall'avvocato Cesare Lepori,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Rifiuto al rilascio di un passaporto per stranieri.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-7328/2007

Fatti:

A.
Entrato in Svizzera il 29 marzo 1986, A._______, cittadino turco nato il  
..., ha presentato una domanda d'asilo il 1° aprile 1986, la quale è sta -
ta respinta dall'allora competente Delegato ai rifugiati (oggi: UFM) con 
decisione del 9 dicembre 1988 e confermata su ricorso il  20 giugno 
1989 dal Dipartimento federale di giustizia e polizia in merito alla do-
manda d'asilo, per quanto concerne l'esecuzione dell'allontanamento il 
ricorso è stato accolto. 

In data 6 luglio 1989 l'interessato ha ottenuto l'ammissione provvisoria 
e a partire dal 16 aprile 1991 un permesso di dimora "B" ai sensi del-
l'art. 13 let. f dell'ordinanza del 6 ottobre 1986 che limita l'effettivo degli 
stranieri (OLS, RU 1986 1791), regolarmente rinnovato negli anni suc-
cessivi. 

B.
In data 29 marzo 2007 l'Ufficio regionale degli stranieri di Locarno/TI 
ha sollecitato l'interessato a presentare un passaporto nazionale vale-
vole affinché avesse potuto essere rilasciato un permesso ordinario di 
soggiorno a suo favore, essendo tale documento un requisito essen-
ziale per l'ottenimento nonché il rinnovo del titolo di soggiorno. 

Con missiva del 7 maggio 2007, l'interessato ha informato l'Ufficio re-
gionale degli stranieri di aver preso contatto con l'Ambasciata turca di 
Berna, la quale gli ha comunicato che, non avendo prestato il servizio 
militare in Turchia, non era possibile procedere al rinnovo del passa-
porto. L'interessato ha esibito la richiesta formulata il  20 aprile 2007 
alla  detta  rappresentanza  rilevando che  l'Ambasciata  turca  lo  aveva 
poi informato telefonicamente che tale documentazione sarebbe stata 
rilasciata unicamente su richiesta delle autorità svizzere. L'interessato 
ha dunque richiesto all'Ufficio  regionale  degli  stranieri  di  Locarno di 
contattare l'Ambasciata turca di Berna al fine di ottenere le indicazioni 
necessarie. Egli  ha inoltre asserito che non sarebbe stato oggettiva-
mente possibile esigere da lui il rientro in Turchia per prestare il servi -
zio militare, considerata la sua età ed i vent'anni di soggiorno all'este-
ro, avendo inoltre abbandonato il proprio Paese d'origine a causa delle 
persecuzioni subite in ragione della sua appartenenza religiosa. 

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C.
In data 22 giugno 2007 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione 
del Canton Ticino (SPI) ha trasmesso all'Ufficio federale della migra-
zione (UFM) l'istanza presentata dall'interessato il 13 giugno 2007 ten-
dente al rilascio di un passaporto per stranieri. In merito a tale richie-
sta l'autorità cantonale ticinese ha formulato un preavviso favorevole ai 
sensi dell'art. 11 cpv. 3 dell'Ordinanza del 27 ottobre 2004 concernen-
te il rilascio di documenti di viaggio per stranieri (ODV, nel suo tenore 
in vigore fino al 28 febbraio 2010, RU 2004 4577).

D.
Con decisione del 28 giugno 2007, l'UFM ha respinto la domanda di ri -
lascio di un passaporto per stranieri nei confronti dell'interessato. L'au-
torità di prime cure ha rilevato in particolare che secondo l'art. 5 cpv. 4  
dell'Ordinanza d'esecuzione della legge federale concernente la dimo-
ra e  il  domicilio  degli  stranieri  del  1°  marzo 1949 (ODDS,  RU 1996 
2243) lo straniero che non sia apolide deve fare ogni suo possibile, per 
quanto ciò possa essere ragionevolmente preteso da lui, per rimanere 
a beneficio del suo documento di legittimazione nazionale o per otte-
nerne uno e che ai sensi dell'art. 4 cpv. 2 dell'ODV (nel suo tenore in 
vigore fino al 28 febbraio 2010) a uno straniero sprovvisto di documen-
ti, titolare di un permesso di dimora annuale, può essere rilasciato un 
passaporto per stranieri. Oltre a ciò essa ha asserito che è considera-
to sprovvisto di documenti lo straniero che non possiede documenti di 
viaggio nazionali  validi  e  dal  quale non si  può pretendere di  recarsi  
presso le autorità competenti del suo Stato d'origine o di provenienza 
per ottenere il rilascio o la proroga di un documento di viaggio ai sensi 
dell'art.  7  cpv. 1  ODV (nel  suo  tenore  in  vigore  fino  al  28  febbraio 
2010); tale assenza è accertata dall'UFM, nell'ambito dell'esame della 
domanda (art. 7 cpv. 3 ODV nel suo tenore in vigore fino al 28 febbraio  
2010). L'autorità di prime cure ha poi affermato che sulla base delle in-
formazioni in suo possesso, le persone che hanno perso la nazionalità 
turca per non avere prestato servizio di  leva possono riacquistare la 
cittadinanza presentando domanda presso le autorità nazionali e per -
tanto si può ragionevolmente esigere dal richiedente che si rivolga alla 
rappresentanza diplomatica del suo Paese affinché gli  venga ricono-
sciuta la  nazionalità  turca nonché rilasciato  il  passaporto  nazionale. 
L'UFM ha infine asserito che per l'interessato non era oggettivamente 
impossibile ottenere un passaporto nazionale e che non esisteva nes-
suna dichiarazione da parte della Rappresentanza consolare turca che 

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inducesse a pensare che avrebbe rifiutato di rilasciare il documento ri -
chiesto una volta riacquistata la nazionalità turca. 

E.
Con missiva del 2 agosto 2007, agendo per il tramite del suo patroci-
natore, l'interessato ha fornito all'autorità inferiore ulteriori informazioni 
in riguardo alla questione. Egli ha affermato in particolare che la rap-
presentanza turca di Berna gli aveva rifiutato il rinnovo incondizionato 
del passaporto turco di modo che andava considerato come sprovvisto 
di documenti ai sensi dell'ODV. L'interessato ha documentato tale invio 
allegando lo scritto dell'11 luglio 2007 dell'Ambasciata turca, nel quale 
veniva dichiarato che secondo l'ordinamento giuridico turco, l'età limite 
al  fine  di  prestare  il  servizio  militare  per  i  concittadini  residenti 
all'estero era di 38 anni e visto che l'interessato aveva già compiuto i  
40 anni, egli avrebbe dovuto rientrare in Turchia e prestare il servizio 
militare prima di poter ottenere il rinnovo del passaporto per stranieri.

In data 22 agosto 2007, l'UFM ha replicato che all'interessato era data 
la possibilità di ripresentare presso l'autorità cantonale una nuova do-
manda di rilascio di un passaporto per stranieri all'intenzione dell'UFM 
sulla base dello scritto della rappresentanza turca dell'11 luglio 2007. 

F.
In data 6 settembre 2007, l'interessato ha inoltrato una nuova richiesta 
di rilascio del titolo di viaggio all'autorità cantonale. In data 17 settem-
bre 2007, quest'ultima ha a sua volta trasmesso all'UFM per compe-
tenza la detta istanza con preavviso favorevole.

G.
Con decisione del 26 settembre 2007, l'UFM ha nuovamente rifiutato 
la domanda volta all'ottenimento di un passaporto per stranieri. L'auto-
rità di prime cure ha ripreso in sostanza le argomentazioni della prece-
dente decisione del 28 giugno 2007, precisando inoltre che l'autorità 
consolare turca non ha rifiutato il rinnovo del passaporto, bensì lo ha 
vincolato alla condizione di assolvere il servizio militare in patria e che 
rispettata tale condizione, lo Stato turco avrebbe rinnovato il passapor-
to all'interessato.

H.
In data 29 ottobre 2007, agendo per il  tramite del suo patrocinatore, 
l'interessato  è  insorto  avverso  la  suddetta  decisione,  postulandone 
l'annullamento nonché il rilascio di un passaporto per stranieri. Egli ha 

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fatto valere in particolare che non si può ragionevolmente pretendere 
che rientri in patria per assolvere il servizio militare obbligatorio affin-
ché gli venga rinnovato il passaporto ed ha affermato di aver lasciato il 
suo paese in seguito alle persecuzioni subite a causa della sua ap-
partenenza alla minoranza armena. Egli ha poi rilevato che il governo 
turco  continua  a  tutt'oggi  nonostante  l'esistenza  di  innumerevoli  te-
stimonianze e di riscontri storici a rifiutare di riconoscere il genocidio 
ai danni degli  armeni. L'opinione pubblica turca musulmana è tuttora 
ostile nei confronti della minoranza armena, come lo prova l'assassinio 
nel corrente anno di un giornalista turco di origine armena, Hrant Dink, 
che si batteva per i  diritti  delle minoranze. Egli ha poi dichiarato che 
nonostante gli apprezzabili progressi degli ultimi anni, in Turchia i diritti 
dell'uomo e delle minoranze non sono ancora sufficientemente salva-
guardati e la libertà d'espressione non è ancora garantita come nem-
meno la libertà di culto per le comunità non musulmane. Il  ricorrente 
ha affermato che la condizione di rinnovo del passaporto è contraddit -
toria, visto che secondo l'ordinamento giuridico turco, l'età limite per 
assolvere il servizio di leva obbligatorio è di 38 anni e che pertanto il 
ricorrente, ormai quarantenne, non è più soggetto a tale obbligo, oltre 
a ciò l'interessato ha rilevato che non è stata fornita garanzia alcuna in 
merito all'effettivo rinnovo una volta assolto il servizio militare obbliga-
torio. Egli ha sottolineato che una tale esigenza è eccessiva e manife-
stamente lesiva dei diritti fondamentali dell'interessato tenuto conto del 
fatto che egli non può né uscire dal territorio svizzero né ottenere un 
permesso di dimora e non è in grado di poter mettere in atto quanto ri -
chiesto dall'autorità turca, in quanto dopo vent'anni di assenza dal suo 
Paese d'origine tale pretesa sarebbe sproporzionata. 

I.
Chiamata ad esprimersi  in  merito  al  suddetto ricorso,  con preavviso 
del 20 dicembre 2007 l'autorità di prime cure ha postulato la reiezione 
del gravame. Essa ha ripreso le sue argomentazioni di fatto e di diritto, 
rilevando poi che il ricorrente non ha ottenuto né l'asilo né gli è stato  
riconosciuto lo statuto di rifugiato o quello di una persona bisognosa di 
protezione ai sensi della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 
142.31) e dell'art. 7 ODV (nel suo tenore in vigore fino al 28 febbraio 
2010). Oltre a ciò l'UFM ha rilevato che l'interessato dispone di un per-
messo di dimora "B" e che la sua situazione avrebbe consentito nor-
mali contatti  con le autorità del suo Paese. L'autorità inferiore ha poi 
precisato che in assenza di elementi concreti non si può interpretare la 
posizione delle autorità turche come un rifiuto di rilasciare all'interes-

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sato un documento nazionale e che è infatti notoriamente possibile ot-
tenerlo su richiesta presso la rappresentanza turca in Svizzera. L'UFM 
ha  poi  sottolineato  che  aspetti  d'ordine  pratico,  pur  anche  di  rilievo 
come il presupposto dell'assolvimento del servizio militare, non posso-
no giustificare il rilascio di un passaporto svizzero per stranieri. 

J.
Invitato a prendere posizione in merito al suddetto preavviso, con re-
plica del 21 febbraio 2008, l'interessato ha ribadito quanto precedente-
mente affermato in sede di ricorso. Oltre a ciò egli ha asserito che le  
autorità  svizzere avevano concesso all'interessato il  20 giugno 1989 
l'ammissione provvisoria per ragioni umanitarie. Egli ha inoltre dichia-
rato che i motivi per i quali l'ammissione provvisoria era stata pronun -
ciata  sussistono  a  tutt'oggi.  Infine  l'interessato  ha  precisato  di  aver 
sempre  tenuto  un  comportamento  corretto  in  Svizzera  di  modo  che 
non vi sono motivi d'ordine pubblico che impediscano il rilascio di un 
documento di viaggio, rilevando poi che anche la competente autorità 
cantonale aveva emesso un preavviso favorevole al rilascio di tale do-
cumento. 

K.
Chiamato ad esprimersi in merito alla suddetta replica, con duplica del  
28 marzo 2008,  l'UFM ha ripreso le  sue precedenti  argomentazioni, 
sottolineando che le disposizioni previste dalle autorità turche in mate-
ria di assolvimento del servizio militare non possono essere eluse me-
diante il rilascio di un documento svizzero di viaggio. 

Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), giusta 
l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di seguito: TAF o il 
Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 dalla 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF.

In particolare, le decisioni in materia di rilascio di documenti di viaggio 
rese dall'UFM - il quale costituisce un'unità dell'amministrazione fede-
rale come definita all'art. 33 let. d LTAF – possono essere impugnate 

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dinanzi al TAF, il quale statuisce in via definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF 
in relazione con l'art. 83 let. c cifra 6 in fine della legge del 17 giugno  
2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

1.2 L'entrata in vigore, il  1° gennaio 2008, della  legge federale sugli 
stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) ha comportato l'abro-
gazione della legge federale concernente la dimora e il domicilio degli  
stranieri del 26 marzo 1931 (LDDS, CS 1 117) conformemente all'art.  
125 LStr in relazione con il suo allegato 2, cifra I. Inoltre, l'introduzione 
di  documenti  biometrici  ha  reso  necessaria  una  revisione  totale 
dell'ordinanza  concernente  il  rilascio  di  documenti  di  viaggio  per 
stranieri  del  27  ottobre  2004  (ODV, RU 2004  4577).  Abrogata  il  28 
febbraio  2010,  essa  è  stata  sostituita  dall'ordinanza  concernente  il  
rilascio  di  documenti  di  viaggio  per  stranieri  del  20  gennaio  2010 
entrata in vigore il 1° marzo 2010 (ODV, RS 143.5), la quale si fonda 
sugli art. 59 cpv. 1 e 111 cpv. 6 LStr. 

1.3 Ai sensi dell'art. 25 ODV alle procedure relative ai  rilascio di  un 
documento di viaggio, pendenti al momento dell'entrata in vigore della 
presente ordinanza, è applicato il nuovo diritto. 

1.4 Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, ai sensi dell'art. 
37 LTAF la procedura dinanzi al Tribunale è retta dalla PA.

1.5 A._______ ha il diritto di ricorrere (art. 48 cpv.1 PA) e il suo ricor-
so, presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevi -
bile (art. 50 e 52 PA).

2.
Ai sensi dell'art. 49 PA il ricorrente può invocare davanti al Tribunale la 
violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere 
di apprezzamento, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridi -
camente rilevanti nonché l'inadeguatezza, nella misura in cui un'autori -
tà cantonale non abbia giudicato quale autorità di ricorso. Il Tribunale 
applica d'ufficio  il  diritto  federale nella  procedura ricorsuale  e non è 
vincolato in nessun caso dai motivi del ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). 
Rilevanti sono in primo luogo la situazione di fatto e di diritto al mo-
mento del giudizio (cfr. consid. 1.2 della sentenza 2A.451/2002 del 28 
marzo 2003 pubblicata parzialmente in DTF 129 II 215).

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3.

3.1 L'UFM è competente per rilasciare i seguenti documenti di viaggio 
(cfr. art. 1 cpv. 1 ODV): titoli di viaggio per rifugiati (let. a), passaporti  
per stranieri (let. b), certificati d’identità per richiedenti l’asilo, persone 
bisognose di protezione e persone ammesse provvisoriamente (let. c) 
e infine documenti di viaggio sostitutivi per l’esecuzione dell’allontana-
mento o dell’espulsione di stranieri (let. d). In applicazione dell'art. 3 
cpv. 1  ODV hanno diritto  ad un  passaporto  per  stranieri  le  persone 
menzionate all'art. 59 cpv. 2 let. b e c LStr, ovvero gli stranieri ricono-
sciuti quali apolidi dalla Svizzera secondo la Convenzione del 28 set -
tembre 1954 (let. b) e gli stranieri privi di documenti titolari di un per -
messo  di  domicilio  (let.  c).  L'art.  3  cpv. 2  stabilisce  inoltre  che  alle  
persone  sprovviste  di  documenti  titolari  di  un  permesso  di  dimora 
annuale può essere rilasciato un passaporto per stranieri. L'assenza di 
documenti è accertata dall'UFM nell'ambito dell'esame della domanda 
(art. 6 cpv. 4 ODV).

3.2 Le persone menzionate all'art. 3 cpv. 1 ODV, ovvero gli apolidi e gli 
stranieri  sprovvisti  di  documenti  titolari  di  un  permesso  di  domicilio, 
hanno un diritto garantito all'ottenimento di un documento di viaggio. 
Ciò non è il  caso per le categorie di  persone che sono titolari  di un 
permesso di dimora annuale, ai quali può tuttavia essere rilasciato un 
tale documento in virtù dell'art. 3 cpv. 2 ODV.

In concreto si constata che il ricorrente è titolare di un permesso di di -
mora "B". Nella presente causa si applica dunque l'art. 3 cpv. 2 ODV. 
Occorre pertanto esaminare se l'interessato può essere ritenuto sprov-
visto di documenti ai sensi dell'art. 6 ODV.

3.3 Giusta l'art. 6 cpv. 1 ODV è considerato sprovvisto di documenti lo 
straniero che non possiede documenti di viaggio validi del suo Stato 
d'origine o di  provenienza e dal  quale non si  può pretendere che si 
adoperi presso le autorità competenti del suo Stato d'origine o di pro -
venienza per ottenere il rilascio o la proroga di un documento di viag-
gio (let. a) o per il  quale l'ottenimento di documenti di viaggio non è 
possibile (let. b). 

A questo proposito va rammentato che la legislazione svizzera in ma-
teria di  diritto sugli  stranieri  esige dallo straniero durante il  suo sog-
giorno in territorio elvetico che sia in possesso di un documento di le-
gittimazione valido e riconosciuto (cfr. art. 89 LStr in relazione con gli 

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art. 13 cpv. 1 LStr e 8 dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 sull'ammissio -
ne, il soggiorno e l'attività lucrativa [OASA, RS 142.201]). In assenza 
di  documenti  di  legittimazione l'interessato è tenuto a procurarseli  o 
collaborare a tal fine con le autorità (cfr. art. 90 let. c LStr). I documenti 
di viaggio rilasciati dalle autorità svizzere agli stranieri, salvo quelli ri-
lasciati ai rifugiati o agli apolidi ai quali si applicano altre norme, non 
sostituiscono  un  passaporto  valido  riconosciuto  dalla  comunità 
internazionale. Come dispone  d'altronde  l'art.  8  cpv. 1  ODV, i  docu-
menti di viaggio costituiscono documenti di legittimazione di polizia de-
gli stranieri e non provano né l'identità né la cittadinanza del detentore. 
Giova inoltre sottolineare che l'emissione di un passaporto è di esclu -
siva competenza del Paese d'origine della persona interessata, il qua-
le decide sulla base di procedure e modalità previste dalla normativa 
interna. In  altri  termini  il  rilascio, il  ritiro  e l'annullamento di  un pas-
saporto  fanno  parte  della  competenza  sovrana  di  ogni  Stato  ed  è 
nell'ambito di tale competenza che vengono definite le condizioni nella 
legislazione nazionale (cfr. l'avviso giuridico della  Direzione di  diritto 
internazionale pubblico del Dipartimento degli affari esteri del 17 feb-
braio,  17  giugno e  del  23 luglio  1999,  Giurisprudenza delle  autorità 
amministrative  della  Confederazione  [GAAC]  64.158,  64.22  cifra  1.1 
nonché 65.70, parti A e C). Le prescrizioni soprammenzionate implica-
no pertanto che, riservati i casi in cui anteriormente si abbia ottenuto 
lo statuto di  rifugiato o quello dell'ammissione provvisoria in ragione 
dei pericoli a cui l'interessato era personalmente esposto nel suo Pae-
se d'origine, lo straniero con un'autorizzazione di soggiorno in Svizze-
ra si conformi alle condizioni d'ordine formali e materiali delle leggi del 
proprio  Paese  d'origine  che  disciplinano  il  rilascio  dei  documenti  di 
legittimazione nazionali. 

4.

4.1 La circostanza di non essere in possesso di un documento nazio -
nale valido non è a priori sufficiente per potersi prevalere della qualità 
di straniero sprovvisto di documenti ai sensi dell'art. 6 ODV. Un requisi -
to ulteriore consiste nell'impossibilità di  pretendere dallo  straniero di 
recarsi presso le autorità competenti del suo Paese d'origine o di pro-
venienza per ottenere il rilascio o la proroga di un documento di viag-
gio (art. 6 cpv.1 let. a ODV) o che l'ottenimento di documenti di viaggio 
non sia possibile (art. 6 cpv.1 let. b ODV).

A questo titolo si rammenta che di principio i fatti giuridicamente rile-

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vanti sono esaminati d'ufficio dalle autorità amministrative. Tale princi -
pio va tuttavia relativizzato, nella misura in cui le parti  sono tenute a 
collaborare al fine di accertare le prove giuridicamente rilevanti confor-
memente all'art. 13 PA (cfr. DTF 115 V 133 consid. 8a). In particolare, 
incombe al  ricorrente  di  fornire  le  prove qualora non ve ne siano o 
qualora non si possa ragionevolmente esigere che l'autorità le fornisca 
in conformità alla regola universale dell'onere della prova di cui all'art.  
8  del  Titolo  preliminare  del  Codice  civile  svizzero  del  10  dicembre 
1907 (CC, RS 210). Nel caso di mancata collaborazione sarà il ricor -
rente a subirne le conseguenze (cfr. DTF 125 V 193 consid. 2), 122 II 
385 consid. 4c/cc, 114 Ia 1 consid. 8c).

4.2 Al fine di  valutare si  sia  ragionevole esigere da uno straniero di 
rivolgersi  alle  autorità  del  proprio  Paese  d'origine  per  il  rilascio  o  il 
rinnovo dei suoi documenti di viaggio nazionali (cfr. art. 6 cpv. 1 let. a  
ODV), occorre esaminare il caso di specie servendosi di criteri oggetti -
vi conformemente alla giurisprudenza del Tribunale federale (cfr. sen-
tenza del Tribunale federale 2A.335/2006 del 18 ottobre 2006 consid. 
2.1 e la giurisprudenza ivi citata). 

4.3 Conformemente alla giurisprudenza in tale ambito, il rilascio di un 
documento di viaggio può essere ritenuto oggettivamente impossibile 
giusta l'art. 6 cpv. 1 let. b ODV nell'ipotesi in cui il cittadino straniero ha 
intrapreso i passi necessari per tale richiesta ma questa viene rifiutata 
senza motivi sufficienti ("ohne zureichende Gründe" [cfr. sentenza del 
Tribunale amministrativo federale C-6980/2007 del 2 settembre 2008 
consid. 4.3 e giurisprudenza ivi citata]).

4.4 In  virtù  del  nuovo  cpv. 2  dell'art  6  ODV in  vigore  dal  1°  marzo 
2010, i  ritardi  nel  rilascio di  un documento di  viaggio da parte  delle 
competenti autorità dello Stato d'origine o di provenienza non motiva-
no l'assenza di documenti. Questa disposizione, già presente nell'ODV 
dell'11 agosto 1999 (RU 1999 2368) con pressoché analogo tenore, 
era  stata  radiata  in  occasione  della  revisione  totale  del  2004.  Con 
l'attuale revisione, essa è stata reintrodotta al fine di garantire maggior 
chiarezza nell'applicazione dell'ordinanza.

4.5 Giusta l'art. 6 cpv. 3 ODV non si può esigere dalle persone biso-
gnose  di  protezione  e  dai  richiedenti  l'asilo  di  contattare  le  autorità 
competenti del loro Stato d'origine o di provenienza. Di principio non lo 
si  può esigere neppure dalle  persone sprovviste  di  documenti  validi 
che sono state ammesse provvisoriamente in ragione del carattere ille-

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cito dell'esecuzione ai sensi dell'art. 83 cpv. 3 LStr, ossia allorquando 
l'esecuzione del rinvio è contraria agli impegni di diritto internazionale 
pubblico della Svizzera, fatta salva l'evenienza in cui non vi sia alcun 
nesso tra l'illegalità e l'autorità del paese d'origine in questione. Trat-
tandosi di stranieri titolari di un'autorizzazione di soggiorno, preceden-
temente posti a beneficio di un'ammissione provvisoria, è necessario 
esaminare se tali circostanze sono ancora attuali e se del caso ricono-
scer loro la qualità di persone sprovviste di documenti ai sensi dell'art.  
6 cpv. 1 let. a ODV (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo federale 
C-5410/2008 del 28 maggio 2009 consid. 5.2 e giurisprudenza ivi cita-
ta). 

4.6 In concreto si evince dagli atti che all'interessato è stato rifiutato 
l'asilo in quanto non è risultato che egli sia stato esposto a seri pregiu-
dizi da parte dell'autorità turca, la quale non ha né favorito né manife-
stamente tollerato gli atti di violenza perpetrati dai musulmani ai danni 
della sua famiglia. Mediante decisione del 20 giugno 1989, egli è stato 
posto a beneficio dell'ammissione provvisoria siccome non si è potuto 
escludere  che il  ricorrente,  in  caso di  rimpatrio,  venisse confrontato 
con ulteriori difficoltà, inoltre, visto che ai suoi famigliari era pure stata 
concessa l'ammissione provvisoria, egli si sarebbe trovato solo in Tur-
chia.

È  quindi  possibile  concludere  che  l'ammissione  provvisoria  non  sia 
stata accordata in ragione di rischi che rappresenterebbero le autorità 
turche per il ricorrente in caso di rientro in Patria.

5.

5.1 Dagli  atti  risulta  che  il  ricorrente  non  possiede  un  documento 
nazionale valido. Non è tuttavia contestato che egli possa contattare la 
Rappresentanza diplomatica del  suo Paese, come d'altronde egli  ha 
fatto. Il ricorrente fa piuttosto valere nel suo gravame che non sarebbe 
ragionevole pretendere che egli rientri in patria per assolvere il servi-
zio militare dopo aver lasciato il  proprio Paese a causa delle perse-
cuzioni subite in ragione della sua appartenenza alla minoranza arme-
na. 

5.2 Secondo  la  legislazione  militare  turca,  in  particolare  ai  sensi 
dell'art. 1 addizionale della legge No. 1111, Military Law (Turkey) del 
20  marzo 1927  (http://www.unhcr.org/reworld/docid/3ae6b4d020.html  , 
visitato  il  19  aprile  2010),  i  cittadini  turchi  che risiedono o  lavorano 

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http://www.unhcr.org/reworld/docid/3ae6b4d020.html

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all'estero  –  a  certe  condizioni  -  hanno  la  possibilità  di  prestare  un 
servizio militare di corta durata, ovvero di 21 giorni. Tale possibilità si  
presenta altresì alle persone che hanno superato i 38 anni se versano 
allo Stato turco una somma di Euro 7'668 o una somma equivalente in 
un'altra valuta. La legislazione turca prevede dunque delle disposizioni 
speciali per quanto concerne i cittadini turchi residenti all'estero. 

5.3 L'assolvimento del servizio militare in Turchia, come d'altronde in 
Svizzera, costituisce uno dei doveri civici del cittadino. È pertanto legit-
timo, al fine di ottenere un documento nazionale, esigere l'assolvimen-
to del servizio militare. 

5.4 Dalla dichiarazione dell'Ambasciata di  Turchia dell'11 luglio 2007 
esibita dal ricorrente risulta unicamente che egli è sottoposto all'obbli -
go del servizio militare e che il rinnovo del passaporto sarebbe possi -
bile solo per un corto periodo al fine di permettergli di rientrare in Tur-
chia per assolvere tale servizio. Visto che l'ammissione provvisoria del  
ricorrente non è stata riconosciuta in quanto esposto a rischi da parte 
dell'autorità  turca  (cfr.  consid.  4.5),  il  ricorrente  ha  la  possibilità  di  
rientrare in Turchia. Spetta quindi  al  ricorrente di  riprendere contatto 
con le competenti autorità turche e chiarire esattamente quali siano le 
condizioni – tenuto conto della sua età - inerenti al servizio militare per 
un cittadino turco all'estero. I sentimenti del ricorrente al riguardo delle  
autorità  turche,  visto  la  sua  appartenenza  alla  minoranza  armena, 
anche se comprensibili, non possono dispensarlo dal l'effettuare i passi 
necessari  presso le  autorità diplomatiche turche e non costituiscono 
un impedimento oggettivo all'ottenimento di un documento nazionale. 
In effetti, la questione di sapere se i motivi di rifiu to sono giustificati o 
meno devono essere esaminati alla luce della legislazione dello Stato 
d'origine,  e  non  in  base  al  diritto  svizzero.  In  caso  contrario,  un 
documento  di  viaggio  svizzero  dovrebbe  essere  rilasciato  anche 
qualora uno Stato rifiuti  il  rilascio di un documento nazionale per un 
motivo non riconosciuto dal diritto svizzero. Un tale procedimento non 
è sostenibile in quanto costituirebbe un'ingerenza inammissibile nella 
sovranità dello Stato terzo (cfr. sentenza del TAF C-2648/2007 del 31 
marzo 2008 consid. 5.1).

6.
Da quanto precede, ne discende che il ricorrente non ha attualmente 
la  qualità di  straniero sprovvisto di  documenti. L'autorità  inferiore ha 
dunque rifiutato a giusto titolo il rilascio di un passaporto per stranieri 

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giusta l'art. 3 cpv. 2 ODV.

Il rifiuto di rilasciare un documento di viaggio all'interessato non appa-
re dunque come una violazione sproporzionata della libertà personale 
sancita all'art. 10 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazio-
ne svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101). In effetti, è obbligo di 
quest'ultimo di intraprendere i passi necessari in conformità con la le -
gislazione del suo Paese d'origine al fine di ottenere un documento di 
legittimazione nazionale valido, rispettivamente d'ottenere un tale do-
cumento che gli permetta di viaggiare all'estero (cfr. l'art. 89 LStr in re-
lazione con gli art. 13 cpv. 1 LStr e l'art. 8 OASA). 

7.
Tenuto conto delle considerazioni precedenti, l'UFM non ha violato il  
diritto federale, non ha constatato i fatti pertinenti in maniera inesatta o 
incompleta e la sua decisione non appare inopportuna (art. 49 PA). Di 
conseguenza il ricorso è respinto. 

Visto l'esito della procedura, le spese processuali vengono poste a ca-
rico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con gli art. 1 a 3 del  
regolamento del  21 febbraio 2008 sulle tasse e spese ripetibili  nelle 
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  [TS-TAF,  RS 
173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente e 
sono computate con l'anticipo dello stesso importo versato in data 12 
novembre 2007.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto n. di rif. ... di ritorno)
- Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona, per informa-

zione (incarto cantonale di ritorno)

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Mara Vassella

Data di spedizione: 

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