# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 12677ab6-47f7-5491-9daf-af90f53159f1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-04-30
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 30.04.2021 15.2021.18
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2021-18_2021-04-30.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2021.18

  	
  Lugano

  30
  aprile 2021

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La
  Camera di esecuzione e fallimenti

  del
  Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo
nella composizione a giudice unico (art. 48b LOG) sul ricorso n. 5/2021
presentato il 12 febbraio 2021 da

	
   

  	
   RI 1 IT-

  
	
   

  	
  contro

  

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione
di Mendrisio, o meglio contro l’avviso d’incanto immobiliare emesso il 22
gennaio 2021 nell’esecuzione n. __________ in realizzazione del pegno gravante
il fondo n. __________ RFD di __________ avviata nei confronti del ricorrente dalla

 

	
   

  	
  PI 1, __________

  

e nell’esecuzione
ordinaria n. __________ promossa dalla

	
   

  	
  Confederazione Svizzera, Berna

  (rappresentata dall’Ufficio esazione e
  condoni, Bellinzona)

  

ritenuto
in fatto e considerando in diritto:

                                         che il ricorrente chiede l’annullamento della procedura di
realizzazione del proprio fondo, facendo valere che l’annullamento della
precedente asta prevista per il 5 novembre 2020 ha fatto decadere tutta la
procedura esecutiva;

                                         ch’egli
non motiva la sua allegazione, la quale si avvera quindi irricevibile (v. art.
7 cpv. 3 lett. b della legge cantonale sulla procedura di ricorso in
materia di esecuzione e fallimento (LPR, RL 280.200);

                                         che
ad ogni modo l’asta non è stata annullata, ma solo differita nel senso dell’art.
141 cpv. 1 LEF a causa del ricorso da lui presentato contro l’elenco oneri (v.
comunicazione dell’UE del 2 novembre 2020);

                                         che
le sue contestazioni delle ipoteche legali dello Stato del Cantone Ticino e del
Comune __________ sono state nel frattempo liquidate (v. sentenze della Pretura
di Lugano del 10 febbraio 2021 e di questa Camera in data odierna
nell’inc. 15.2021.28);

                                         che
l’esecuzione ha quindi ripreso regolarmente il suo corso e la fissazione di una
nuova asta ne è la logica e giusta conseguenza;

                                         che
il ricorrente allega di aver promosso una procedura espropriativa materiale nei
confronti del Comune di Capriasca in cui chiede il pagamento di un’indennità di
fr. 500'000.–, che a suo dire gli permetterà di far fronte a tutti i suoi
debiti;

                                         che
il ricorrente non cita alcuna norma che giustificherebbe la sospensione del
procedimento esecutivo fino alla decisione nella procedura d’espropriazione;

                                         che
la realizzazione di un fondo può del resto essere differita unicamente nel
quadro dell’art. 123 LEF, oppure quando è pendente un ricorso, un’azione di
rivendicazione, di contestazione dell’elen­­co oneri o un’altra procedura che
paralizza la realizzazione del fondo (art. 141 LEF);

                                         che
non basta invece una semplice aspettativa, al di là dell’oriz­zonte temporale dell’art. 133 LEF, di una futura plusvalenza,
in par­ticolare risultante da un atteso cambiamento del piano regolatore
(sentenza della CEF 15.2017.89 del 21 agosto 2018, consid. 4.2, massimata in
RtiD 2019 I 649 n. 69c);

                                         che
RI 1 si duole nuovamente di non aver ricevuto la comunicazione della domanda di
realizzazione;

                                        ch’egli
omette però di citare la decisione di questa Camera con cui è stato stabilito
ch’egli l’aveva in realtà ricevuta il 6 settembre 2019 (sentenza 15.2020.78 del 9 settembre 2020 consid. 6);

                                         che
quanto all’eccezione di perenzione dell’esecuzione che il ricorrente fonda sull’art.
154 LEF “nella misura in cui
fosse PI 1 ad aver richiesto la messa in vendita del fondo”, la censura è del tutto abusiva, non solo perché egli è perfettamente
al corrente dello stato della
procedura di realizzazione, visto che quello in esa­me è già
il terzo ricorso da lui presentato (oltre a quello già citato v. la decisione 15.2020.97 del 13 ottobre 2020), ma anche
perché questa Camera ha già respinto l’eccezione in questione nella predetta
decisione del 9 settembre 2020 (consid. 6);

                                         che
anche la contestazione della perizia di stima del fondo, che per il ricorrente “non è più attuale”,
è la ripetizione di una censura dilatoria già fatta valere in un precedente
ricorso (v. la più volte citata decisione del 9 settembre 2020, consid. 4.3);

                                         che
gli elementi di cui il perito non avrebbe tenuto conto non solo non sono
minimamente sostanziati con documenti, ma dal ricorso non è neppure possibile
determinare se sono successivi alla perizia del 29 novembre 2019, che –
si ricorda – RI 1 aveva contestato tardivamente;

                                         che
contrariamente a quanto il ricorrente supponeva, la Pretura di Lugano ha emesso
le decisioni sulle azioni di appuramento del­l’e­lenco oneri promosse dal
Cantone Ticino e dal Comune __________ già il 10 febbraio 2021;

                                         che
per legge non si preleva la tassa di
giustizia e non si assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61
cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]);

                                         che
il ricorrente è tuttavia reso attento che la parte agente in mala fede o in
modo temerario – ad esempio persistendo a far valere censure già respinte in
precedenti stadi dell’esecuzione – si espo­ne a essere condannata a una multa
sino a 1500 franchi e al pagamento di tasse e spese (art. 20a cpv. 2 n.
5 LEF);

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ammissibile il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   ;

  –

       ;

  –  .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio d’esecuzione, Mendrisio.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.