# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 56613445-9613-56eb-8385-7c984f9050b0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-05-02
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 02.05.2020 13.2019.100
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_003_13-2019-100_2020-05-02.html

## Full Text

Incarto n.

  13.2019.100

  	
  Lugano

  2 maggio 2020/rn

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  La terza Camera civile del Tribunale d'appello

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composta dei giudici:

  	
  Walser,
  presidente,

  Lardelli
  e Olgiati

  	 

									

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Locatelli

  

 

 

sedente
per statuire nella causa inc. n. SE.2018.82 (azione modifica di mantenimento) della Pretura del Distretto di Bellinzona promossa
con petizione 10 dicembre 2018 da

 

 

	
   

  	
  PI
  1 

  rappr.
  da RA 1 

  patrocinato
  dall’ RE 1 

  
	
   

  	
   

  contro

  
	
   

  	
   

  PI
  2 

  patrocinato
  dall’ PA 2 

  

 

 

e
ora sul reclamo 19 luglio 2019 dell’avv. RE 1 contro la decisione 8 luglio 2019
con cui il Pretore aggiunto ha tassato la sua nota professionale 24 giugno
2019;

 

 

ritenuto

in fatto:                   A.   Dalla relazione tra RA 1 (1979)
e PI 2 (1985) è nato PI 1 (18 novembre 2013). I genitori hanno sottoscritto una
convenzione con cui PI 2 si è impegnato a versare un contributo alimentare per
E___ di fr. 700.– mensili fino al 6° compleanno, di fr. 850.– mensili fino al
12° compleanno e di fr. 1'000.– mensili fino alla maggior età o “al termine di
un’adeguata formazione”, assegni familiari non compresi. La convenzione è stata
approvata il 9 dicembre 2013 dall’Autorità regionale di protezione __________,
sede di __________.

                                         Il 25 ottobre 2017 RA 1 ha
chiesto all’Autorità regionale di protezione __________, sede di __________ (di
seguito: ARP), di adeguare ai criteri validi del nuovo diritto i contributi di
mantenimento versati a favore del figlio - incluso il contributo di accudimento
- e la convocazione ad un’udienza di discussione. Il 15 novembre 2017 PI 2 vi
si è opposto, postulando finanche una riduzione di quelli già dovuti. L’ARP,
constatato il mancato raggiungimento di un accordo, ha rinviato le parti alla Pretura.

 

                                  B.   Con
istanza di conciliazione 18 luglio 2018 PI 1 ha convenuto PI 2 innanzi alla
Pretura del distretto di Bellinzona chiedendo la modifica dei contributi di
mantenimento a suo favore e la partecipazione alle sue spese straordinarie. L’istante
ha altresì postulato la concessione del gratuito patrocinio con l’assistenza
legale dell’avv. RE 1. L’autorizzazione ad agire è stata rilasciata l’11
settembre 2018.

 

                                  C.   Con petizione 10
dicembre 2018 diretta nei confronti di PI 2, PI 1 ha chiesto l’aumento dei contributi
alimentari versati a suo favore, una partecipazione alle spese straordinarie, e
di essere posto al beneficio del gratuito patrocinio con l’assistenza legale
dell’avv. RE 1. Con osservazioni 31 gennaio 2019 PI 2 ha chiesto di ridurre i
contributi attualmente a suo carico.

 

                                         In esito all’udienza 2
aprile 2019 il Pretore aggiunto ha omologato un accordo di modifica della
convenzione in essere fra le parti, nel senso di fissare in fr. 950.– (assegni
familiari esclusi) il contributo alimentare dovuto al figlio fino alla maggior
età o al termine di un’adeguata formazione, precisando poi la ripartizione di
eventuali spese straordinarie future. La causa è stata stralciata dai ruoli per
intervenuta transazione.

 

                                  D.   Con decisione 31
maggio 2019 il Pretore aggiunto ha concesso a PI 1 il beneficio del gratuito
patrocinio dell’avv. RE 1, ritenuta la sua partecipazione ai costi legali con
il versamento allo Stato di rate mensili di fr. 150.– ciascuna.  

 

                                  E.   Il 24 giugno 2019
l’avv. RE 1 ha trasmesso alla Pretura la sua nota professionale esponendo una
remunerazione complessiva di fr. 6'130.70, comprensiva di fr. 5'232.60 di
onorario, fr. 459.80 di spese e fr. 438.30 di IVA, per prestazioni legali
svolte tra il 14 febbraio 2018 e il 21 giugno 2019.

 

                                  F.   Con decisione 8
luglio 2019 il Pretore aggiunto ha tassato la citata nota professionale,
riconoscendo una retribuzione di fr. 3'198.70, di cui fr. 2'700.– di onorario
dal 01.01.2018, fr. 270.– di spese dal 01.01.2018 e fr. 228.70 di IVA. 

 

                                  G.   Con reclamo 19 luglio
2019 l’avv. RE 1 chiede ora la riforma di questa decisione nel senso di
riconoscere una retribuzione totale di fr. 6'130.70, e meglio fr. 5'232.60 di
onorario dal 02.2018, fr. 459.80 di spese dal 02.2018 e fr. 438.30 di IVA. La
legale ha inoltre protestato tasse e spese, e fr. 645.– almeno oltre IVA a
titolo di ripetibili.

 

 

Considerando

in diritto:                 1.   La decisione sulla
remunerazione del patrocinatore d’ufficio non rappresenta un punto accessorio
della controversia di merito poiché il giudice non statuisce su una domanda
delle parti, bensì su una pretesa indipendente e a sé stante del patrocinatore
medesimo, evadendo una questione di carattere puramente processuale e
conseguente l’ammissione al gratuito patrocinio di una parte in causa (sentenza
TF 5A_1002/2018 dell’8 agosto 2019 consid. 1.3; 5A_1007/2018 del 26 giugno 2019
consid. 2.2; 4D_37/2018 del 5 aprile 2019 consid. 1.1 e 1.2).

 

                                1.1   Trattandosi nondimeno di
spese giudiziarie (art. 111 e 122 cpv. 1 lett. a CPC), a titolo indipendente la
relativa decisione deve poter essere impugnata con reclamo giusta l’art. 110 e
319 lett. b cifra 1 CPC (Huber,
in: Brunner/Gasser/Schwander, ZPO
Kommentar, 2a ed., 2016, n. 27 ad art. 122; Rüegg/Rüegg, in: Basler Kommentar, ZPO, 3a ed.,
2017, n. 8 ad art. 122; Trezzini, in:
Trezzini/Fornara/Cocchi/Bernasconi/Verda Chiocchetti, Commentario pratico al
CPC, IIa ed., 2017, n. 23 ad art. 122 con rinvio alla sentenza del
TF 5A_120/2016 del 26 maggio 2016 consid. 2.1 che non ha ritenuto insostenibile
la via dell’art. 110 CPC; Verda
Chiocchetti, in: Trezzini/Fornara/Cocchi/Bernasconi/Verda Chiocchetti,
Commentario pratico al CPC, IIa ed., 2017, n. 43 ad art. 319
[versione ebook al 1° febbraio 2019, n. 44 ad art. 319]). 

 

                                1.2   La prima Camera civile del Tribunale
d’appello ha trasmesso, con decisione del 4 dicembre 2019, il reclamo a questa
Camera “per competenza” (inc. 11.2019.139). A prescindere dal fatto che essa non
ha la facoltà di attribuire competenze ad altri collegi (così ICCA, sentenza
inc. 11.2019.139 del 4 dicembre 2019), la decisione di trasmissione è in
contrasto con quanto stabilito dalla medesima Camera con sentenza 2 settembre
2015, dove ha rilevato che “la decisione con cui un giudice fissa
l'indennità spettante a un avvocato d'ufficio designato in regime di gratuito
patrocinio rientra nella “liquidazione delle spese giudiziarie” (art. 122 CPC),
la quale è regolata in linea generale dall'art. 111 CPC. Ancorché presa
separatamente, la decisione emanata il 30 luglio 2015 dal Pretore aggiunto va
considerata come un'integrazione del dispositivo sulle spese giudiziarie della
sentenza di divorzio. Essa configura perciò una “decisione in materia di spese”
a norma dell'art. 110 CPC, ossia un'“altra decisione” impugnabile unicamente
con reclamo (art. 319 lett. b n. 1 CPC)” (ICCA, sentenza inc. 11.2015.61
del 2 settembre 2015). Ne discende che, alla luce di quanto disposto dall’art. 48
lett. a cifra 8a LOG, la competenza della ICCA sarebbe in realtà pacificamente
data.

 

                                         Ciò premesso, per una
questione di economia di giudizio e onde evitare un conflitto di competenza
negativo, del reclamo se ne occupa la terza Camera civile del Tribunale d’appello
in applicazione dell’art. 48 lett. c cifra 2 LOG.

 

                                1.3   Per applicazione analogica
dell’art. 119 cpv. 3 CPC (Trezzini, op.
cit., n. 23 ad art. 122) - la legge non prevedendo un’esplicita indicazione al
riguardo - il termine per proporre reclamo contro la decisione di tassazione
della nota professionale dell’avvocato giusta l’art. 110 CPC è quello di dieci
giorni (termine che non è stato ritenuto arbitrario: sentenza del TF
5A_120/2016 del 26 maggio 2016 e 5A_706/2018 dell’11 gennaio 2019).  

 

                                1.4   In concreto la decisione, notificata
il 9 luglio 2019, è pervenuta all’avv. RE 1 l’indomani. Il reclamo, spedito
venerdì 19 luglio 2019 è pertanto tempestivo e quindi, da questo punto di
vista, ammissibile.

 

                                   2.   Conformemente
all’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati l’applicazione errata
del diritto (lett. a) e l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett.
b).

 

                                2.1   Il Pretore aggiunto,
richiamata la decisione 31 maggio 2019 di ammissione al gratuito patrocinio, ha
ritenuto ammissibile un dispendio massimo di 15 ore lavorative alla tariffa
oraria di fr. 180.–. Ha inoltre riconosciuto spese fino a concorrenza del 10%
dell’onorario e l’IVA al 7.7%.

 

                                2.2   La reclamante rimprovera al
Pretore aggiunto di avere ridotto il dispendio orario esposto nella sua nota
professionale 24 giugno 2019 senza fornire una motivazione al riguardo, e
meglio senza indicare quali prestazioni non sarebbero state necessarie e per
quale motivo. Dipoi la reclamante rileva la necessità e la pertinenza delle singole
prestazioni in rapporto al mandato svolto, terminato con l’omologazione di un
accordo senza ulteriore aggravio di spese di causa.  

 

                                   3.   Il diritto di essere
sentito delle parti (art. 53 cpv. 1 CPC) gode della garanzia costituzionale
formale (art. 29 cpv. 2 Cost.), e la sua violazione comporta di principio l’annullamento
della decisione impugnata, a prescindere dalle possibilità di successo del
gravame (DTF 137 I 195 consid. 2.2). Il diritto di essere sentito comprende
anche l’obbligo per il giudice di motivare la sua decisione (Hurni, Berner Kommentar, ZPO, vol. I,
2012, n. 60 segg. ad art. 53) che, giusta l’art. 238 lett. g CPC, può ritenersi
sufficiente quando vengono menzionate, almeno brevemente, le ragioni - sia
fattuali che giuridiche - che hanno indotto il giudice a decidere in un senso
piuttosto che in un altro, ponendo l’interessato nella condizione di rendersi
conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità d’impugnazione (Trezzini, op. cit., n. 40 seg. ad art.
238 [versione ebook al 1° febbraio 2019, n. 41 seg. ad art. 238]).

 

                                3.1   Per prassi del Tribunale
federale in materia di ripetibili, che trova applicazione anche ai fini della fissazione
dell’indennità accordata al gratuito patrocinatore (sentenza del Tribunale
federale 5A_39/2014 del 12 maggio 2014, consid. 4.2 con riferimenti: non
pubblicata in DTF 140 III 167), la decisione giudiziaria sull’onorario dovuto
al legale non deve essere necessariamente motivata, per lo meno ove non si
scosti dai limiti tariffali e non si diano circostanze straordinarie (DTF 111
Ia 1 consid. 2, 93 I 120 consid. 2; Wuffli/Fuhrer,
Handbuch unentgeltliche Rechtspflege im Zivilprozess, 2019, n. 583 con
riferimenti; Tappy, Le Tribunal
fédéral et les décisions en matière de frais judiciaires, avances, dépens et
indemnités d’assistance judiciaire, in: Bohnet/Tappy, 10 ans de Loi sur le
Tribunal fédéral, 2017, n. 74 con rinvio a nota 68, pag. 74). L’obbligo di
motivazione - anche breve - sussiste invece in presenza di un conteggio
particolareggiato, il giudice che intende scostarsene dovendo in tal caso
indicare i motivi per cui ritiene ingiustificate le prestazioni da stralciare o
da ridurre, senza di che il destinatario non potrebbe ricorrere all’autorità
superiore con sufficiente cognizione di causa (sentenza del Tribunale federale
5A_39/2014 del 12 maggio 2014, consid. 4.2 con riferimenti: non pubblicata in
DTF 140 III 167; Wuffli/Fuhrer,
op. cit., n. 583 con riferimenti; Tappy,
op. cit., n. 74 con rinvio a nota 68, pag. 74).

 

                                3.2   Nel caso in esame, e con
riferimento alla parcella legale presentata dalla reclamante, il Pretore
aggiunto ha rilevato di poter riconoscere un monte massimo di 15 ore alla
tariffa oraria di fr. 180.–, da cui un “onorario dal 01.01.2018” di fr. 2'700.–
aumentato del 10% di “spese dal 01.01.2018”. Se non che, la nota professionale 24
giugno 2019 espone il dettaglio delle singole prestazioni, e per ciascuna di
esse le relative specifiche (data, causale, dispendio di tempo e costo), che la
reclamante pretende di avere svolto nell’interesse del suo assistito tra il 14
febbraio 2018 e il 21 giugno 2019. Di modo che, per quanto si è appena detto
(sopra, consid. 3 e 3.1), il Pretore aggiunto doveva quantomeno spiegare in che
misura e quali di tutte quelle attività non erano congrue e necessarie e, di
conseguenza, ne imponevano lo stralcio. Conformemente alla evocata prassi, se
ne deve così dedurre che il Pretore aggiunto è venuto meno al suo obbligo di
motivazione. E tale omissione ben configura un’errata applicazione del diritto.
Di modo che, su questo punto il reclamo è fondato e va accolto.

 

                                   4.   La decisione
impugnata richiama peraltro la decisione 31 maggio 2019 con cui il Pretore
aggiunto ha posto PI 1 al beneficio dell’assistenza giudiziaria e che, espressamente,
statuiva sulla domanda di gratuito patrocinio 10 dicembre 2018 presentata
contestualmente alla petizione di medesima data (sopra, consid. C). Se non che,
anche l’istanza di conciliazione 18 luglio 2018 era accompagnata da una
richiesta di gratuito patrocinio (sopra, consid. B). Certo, la decisione di
tassazione 8 luglio 2019 ha riconosciuto onorario e spese “dal 01.01.2018”, inducendo
a ritenere che il primo giudice abbia implicitamente evaso anche l’istanza di
gratuito patrocinio 18 luglio 2018. Nondimeno, una precisazione si giustifica
anche da questo punto di vista.

 

                                   5.   Con particolare
riferimento alle prestazioni svolte in procedura di conciliazione giova ancora
rilevare quanto segue.

 

                                5.1   Giusta l’art. 198 lett. bbis
CPC la procedura di conciliazione non ha luogo nelle cause di mantenimento e
sulle altre questioni riguardanti i figli, se uno dei genitori si è rivolto
all’autorità di protezione dei minori prima che fosse promossa la causa (art.
298b e 298d CC), eccezione entrata in vigore il 1° gennaio 2017 nel contesto della
modifica del 20 marzo 2015 del Codice civile svizzero in materia di
“Mantenimento del figlio”: in sostanza l’idea è quella di soprassedere all’avvio
di una formale procedura di conciliazione laddove l’ARP ha già assolto ai compiti
dell’autorità di conciliazione, riservata la possibilità per il giudice di
conciliare le parti in ogni momento (art. 124 cpv. 3 CPC) (Bohnet, in: Commentaire Romand, Code de
procédure civile, 2a ed.,
2019, n. 9a ad art. 198; Infanger,
in: Basler Kommentar, ZPO, 3a ed.,
2017, n. 17a ad art. 197/198). Questo non vale però se la mancata intesa constatata
dall’ARP data di oltre sei mesi (sentenza del Tribunale federale 5A_459/2019
del 26 novembre 2019 consid. 3.3.3 con riferimenti; Meier/Häberli, Übersicht zur Rechtsprechung im Kindes- und
Erwachsenenschutzrecht (September bis Dezember 2019 / Résumé de jurisprudence
filiation et protection de l’adulte (septembre à décembre 2019), in: ZKE/RMA
2020 pag. 61, 80, e pag. 24, 44). 

 

                                5.2   Ora, nel caso in esame, con
istanza 25 ottobre 2017 la madre di PI 1 si è rivolta all’ARP affinché il contributo
di mantenimento per il figlio fosse aumentato, pretesa a cui PI 2 si è opposto
(doc. E; sopra, consid. A). E alla relativa udienza del 5 dicembre 2017 l’ARP ha
poi constatato la mancata intesa fra le parti, che ha invitato a rivolgersi
alla Pretura (doc. F; sopra, consid. A). A ben vedere quindi non si poteva
prescindere dall’inoltro dell’istanza di conciliazione 18 luglio 2018, introdotta
a distanza di oltre sette mesi. Tale pare del resto aver considerato il Pretore
aggiunto che infine ha rilasciato l’autorizzazione ad agire (doc. U; sopra,
consid. B). Sicché, di primo acchito, uno stralcio sommario e complessivo di
tutte le prestazioni ad essa riconducibili e conteggiate dal 14 febbraio 2018
non si giustificherebbe nemmeno. Pertanto, a maggior ragione una spiegazione
del Pretore aggiunto risulta indispensabile.

 

                                   6.   Ne consegue che, in
mancanza di sufficiente motivazione non vi è modo per questa Camera di
stabilire se la decurtazione apportata dal Pretore aggiunto alla richiesta di
remunerazione della reclamante regge alle censure di quest’ultima. Segnatamente
se questa rientra nel potere di apprezzamento di cui egli gode (sentenza del TF
5A_1002/2018 8 agosto 2019 consid. 1) e su cui l’istanza superiore interviene
con riserbo. Il reclamo merita quindi accoglimento nel senso che la decisione
viene annullata e, giusta l’art. 327 cpv. 3 lett. a CPC, è disposto il rinvio
dell’incarto al primo giudice affinché si chini nuovamente sulla questione ed
emetta al riguardo un nuovo giudizio ai sensi dei considerandi.

 

                                   7.   Le spese processuali
del reclamo sono stabilite in fr. 300.– giusta l’art. 2 e 14 LTG. Richiamato il
principio della soccombenza (art. 106 CPC) esse sono poste a carico dello Stato
del Cantone Ticino. Il gratuito patrocinatore che insorge contro
l’insufficiente remunerazione riconosciutagli dal giudice ha diritto ad un’adeguata
indennità per ripetibili (Trezzini, op.
cit., n. 23 ad art. 122 con riferimenti; Tappy,
op. cit., n. 87 con riferimenti). In concreto, lo Stato del Cantone
Ticino rifonderà all’avv. RE 1 un’indennità di fr. 500.– (IVA inclusa) che
copre più di un’ora e mezza di lavoro alla tariffa oraria di fr. 280.–, dispendio
di tempo senz’altro sufficiente per proporre l’unico argomento pertinente
sollevato con il reclamo, ovvero l’omessa motivazione della decisione.                                                     

 

                                   8.   Controversa non
essendo una questione di principio o di importanza rilevante, richiamata anche
la procedura sommaria (sopra, consid. 1.2), il reclamo viene evaso dalla Camera
nella composizione a giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. b cifra 2 e 3 LOG).

 

Per i quali motivi

pronuncia:              1.   Il reclamo 19 luglio 2019
dell’avv. RE 1 è accolto. Di conseguenza, la decisione 8 luglio 2019 della
Pretura del Distretto di Bellinzona (inc. n. SE.2018.82) è annullata.

 

                                         §. L’incarto è ritornato
al Pretore aggiunto per nuova decisione ai sensi dei considerandi.

 

                                   2.   Le spese processuali
del reclamo, stabilite in fr. 300.– e già anticipate dalla reclamante, sono
poste a carico dello Stato del Cantone Ticino. Lo Stato del Cantone Ticino
rifonderà all’avv. RE 1 un’indennità per ripetibili di fr. 500.–.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  –      .

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Bellinzona.

 

 

Per
la terza Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

Poiché il valore di causa è di fr.
6'130.70, contro la presente sentenza è dato ricorso in materia civile al
Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del
testo integrale della decisione, solo se la controversia concerne una questione
di diritto d’importanza fondamentale. Qualora non sia dato il ricorso in
materia civile, è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario
in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che intende impugnare
una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia
costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima
istanza (art. 119 LTF).