# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f0999d60-05c6-5ab3-8779-4451b5dc89dd
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2018-10-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.10.2018 D-3117/2018
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3117-2018_2018-10-29.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-3117/2018, D-3120/2018 

 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 9  o t t o b r e  2 0 1 8  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione della giudice Esther Marti,  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), 

Afghanistan, e 

B._______, nata il (…), con il figlio 

C._______, nato il (…), 

Ucraina,  

tutti rappresentati dal lic. iur. Mario Amato,  

Soccorso operaio svizzero SOS,  

ricorrenti,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento; 

decisioni della SEM del 25 aprile 2018 / N (…) e  

N (…) 

 

 

D-3117/2018, D-3120/2018 

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Visto: 

le domande d’asilo del (…) novembre 2015 (cfr. atto A1 e atto A4, p.to 

5.05, pag.  7) e del (…) gennaio 2016 (cfr. atto A1) che A._______ rispet-

tivamente B._______ hanno presentato in Svizzera,  

i verbali relativi alle audizioni di A._______ del 7 dicembre 2015 (di seguito: 

verbale 1A._______) e del 5 marzo 2018 (di seguito: verbale 2A._______), 

il referto radiologico del (…) dicembre 2015 del Dr. med. D._______ rela-

tivo all’esame osseo dell’interessato, che conclude per una stima dell’età 

del medesimo di (…) anni o più (cfr. atto A7), 

il verbale sul diritto di essere sentito del 24 dicembre 2015, segnatamente 

in merito all’età dichiarata dall’insorgente (cfr. atto A8), 

i verbali relativi alle audizioni di B._______ del 18 gennaio 2016 (di seguito: 

verbale 1B._______) e del 31 agosto 2017 (di seguito: verbale 

2B._______)  

il verbale di complemento d’audizione concesso il 27 febbraio 2018 a 

B._______ (di seguito: verbale 3B._______), 

lo scritto del 5 aprile 2017 della Segreteria di Stato della migrazione (di se-

guito: SEM) relativo al diritto di essere sentito concesso al signor 

A._______ concernente la procedura di riconoscimento di C._______ (cfr. 

atto A23), e la successiva presa di posizione dell’interessato del 

13 aprile 2018 (cfr. atto A24),  

le separate decisioni della SEM del 25 aprile 2018, notificate agli interes-

sati il 26 aprile 2018 (cfr. avvisi di ricevimento, atti A28 e A43), con cui tale 

autorità ha respinto le succitate domande d’asilo pronunciando nel con-

tempo il loro allontanamento dalla Svizzera, nonché l’esecuzione dello 

stesso verso l’Ucraina per tutti i richiedenti in quanto ammissibile, esigibile 

e possibile,  

il ricorso di A._______ del 28 maggio 2018 (cfr. timbro del plico raccoman-

dato; data d’entrata: 29 maggio 2018), con cui il ricorrente ha postulato in 

via principale l’annullamento della decisione avversata, il riconoscimento 

della qualità di rifugiato e la concessione dell’asilo in Svizzera, in via su-

bordinata la restituzione degli atti all’autorità di prime cure per una nuova 

valutazione della fattispecie, ed a titolo eventuale di essere posto al bene-

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ficio dell’ammissione provvisoria per inesigibilità dell’esecuzione dell’allon-

tanamento; contestualmente ha altresì presentato una domanda di assi-

stenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese 

processuali e del relativo anticipo, con protesta di spese e ripetibili, 

il ricorso di B._______ ed il figlio C._______ del 28 maggio 2018 (cfr. tim-

bro del plico raccomandato; data d’entrata: 29 maggio 2018), con il quale 

gli insorgenti hanno postulato in via principale l’annullamento della deci-

sione impugnata, il riconoscimento dello statuto di rifugiato e la conces-

sione dell’asilo in Svizzera; in via subordinata la restituzione degli atti all’au-

torità di prime cure per una nuova valutazione della fattispecie ed in se-

condo subordine di essere posti al beneficio dell’ammissione provvisoria 

per inesigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento; contestualmente 

hanno altresì presentato una domanda di assistenza giudiziaria, nel senso 

della dispensa dal versamento delle spese processuali e del relativo anti-

cipo,  

i fatti del caso di specie che, se necessario, verranno ripresi nei conside-

randi che seguono,  

 

e considerato:  

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti 

(art. 6 LAsi), 

che presentati tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi) contro una decisione 

in materia d’asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), i ricorsi 

sono di principio ammissibili sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 

52 cpv. 1 PA,  

che occorre pertanto entrare nel merito dei ricorsi,  

che il Tribunale rileva che qualora le impugnative concernono fatti di uguale 

o simile natura e pongono gli stessi o simili termini di diritto, quandanche 

presentate separatamente, per economia processuale può essere giustifi-

cata la congiunzione della cause a qualsiasi stadio della causa e la pro-

nuncia di una sola sentenza (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessie-

ren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 3.17, pag. 144 

seg.),  

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che nella presente disamina, malgrado i ricorrenti siano di nazionalità di-

verse e presentino motivi d’asilo differenti, appare tuttavia giudizioso con-

giungere le procedure in quanto, per quanto si vedrà anche in seguito, pre-

sentano dei fatti di simile natura e pongono gli stessi quesiti giuridici in me-

rito all’esecuzione dell’allontanamento, 

che i ricorsi manifestamente fondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono 

decisi dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 

lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a 

cpv. 2 LAsi), 

che ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scritti,  

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la 

violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5),  

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2),  

che nel corso dell’audizione sulle generalità, A._______ ha dichiarato es-

sere cittadino afghano, di avere (…) anni, di etnia sconosciuta e di religione 

(…), con ultimo domicilio nella città di E._______ (cfr. verbale 1A._______, 

pag. 3 segg.); che egli sarebbe espatriato dall’Afghanistan assieme ad un 

cugino verso l’inizio dell’ottobre 2015, giungendo in Svizzera nel novembre 

del 2015 (cfr. verbale 1A._______, p.to 5.01 segg., pag. 6); che egli a sup-

porto della sua domanda d’asilo non avrebbe presentato alcun documento 

d’identità, segnatamente asserendo di non essersi mai procurato una ta-

skera e di non possedere alcun passaporto (cfr. verbale 1A._______, p.to 

4.01 segg., pag. 6), 

che chiamato ad esprimersi al riguardo, egli ha ricondotto la fuga dal paese 

d’origine principalmente per la situazione di guerra presente in Afghanistan 

nonché perché non sarebbe potuto andare a scuola (cfr. verbale 

1A._______, p.to 7.01, pag. 7); che interrogato più in dettaglio se avesse 

riscontrato in patria delle problematiche con le autorità afghane, egli ha 

asserito non averne avute con queste ultime, ma con i talebani; che egli 

avrebbe avuto dei contatti con i talebani circa quattro anni prima l’espatrio 

a causa del terreno familiare che sarebbe stato sequestrato dagli stessi e 

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che avrebbe dovuto abbandonare con la (…) ed il (…) per recarsi a 

E._______; che dopo lo scoppio della guerra anche a E._______, egli 

avrebbe riaccompagnato la (…) ed il (…) al loro paese d’origine; che in 

seguito la (…) gli avrebbe consigliato di lasciare il Paese, perché altrimenti 

i talebani lo avrebbero catturato (cfr. verbale 1A._______, p.to 7.01, 

pag. 7), 

che nel corso dell’audizione sui motivi d’asilo, egli ha segnatamente dichia-

rato che sarebbe espatriato a causa di minacce di morte ricevute da due 

persone che avrebbero delle relazioni con i talebani; che invero questi ul-

timi temendo che l’interessato volesse vendicare il (…), ucciso da loro anni 

prima, lo avrebbero minacciato di morte; che quattro o cinque giorni dopo 

aver ricevuto tali minacce, egli avrebbe abbandonato il suo villaggio d’ori-

gine con la (…) ed il (…) recandosi a E._______; che due giorni dopo il 

loro arrivo a E._______, sarebbe stato informato dallo zio (…), che un 

gruppo di talebani sarebbe penetrato nella loro casa, danneggiando quanto 

ancora si trovava al suo interno (cfr. verbale 2A._______, D79 segg., 

pag. 9 segg.), 

che dal canto suo, B._______ ha dichiarato di essere cittadina ucraina, di 

etnia ucraina, con ultimo domicilio a F._______; che ha inoltre addotto di 

essere espatriata legalmente nell’ottobre del 2015, munita di un visto turi-

stico, giungendo dapprima in G._______ e soggiornando presso una zia 

(…) a H._______ sino a (…) dicembre 2015 (cfr. verbale 1B._______, 

pag. 3 seg.), 

che circa i suoi motivi d’asilo, B._______ ha dichiarato di aver deciso di 

lasciare il suo domicilio di F._______ nel settembre 2015 per un’altra loca-

lità alla ricerca di lavoro e per allontanarsi dai combattimenti presenti nella 

regione; che durante il tragitto, l’auto sulla quale viaggiava con un passa-

tore ed un ragazzo, sarebbe stata fermata da militari dell’esercito ucraino; 

che questi ultimi avrebbero sequestrato loro tutti i beni ed i documenti che 

avevano; che in seguito l’avrebbero condotta insieme all’altro passeggero 

in uno scantinato, dove poco dopo i militari l’avrebbero interrogata circa i 

suoi motivi di fuga da F._______ e sulla situazione nella (…), nonché se 

ella avesse delle relazioni con i separatisti, mostrandole anche delle foto-

grafie di suoi parenti ritenuti dai medesimi dei separatisti; che l’indomani 

ella sarebbe stata rilasciata alla condizione di collaborare con i militari, for-

nendo informazioni sugli spostamenti dei miliziani indipendentisti; che in 

seguito alla sua accettazione avrebbe dovuto dichiarare in un video, mo-

strante lei ed il suo passaporto, la sua volontà di collaborare con i servizi 

di sicurezza ucraini, minacciandola in caso contrario di inviare il video ai 

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separatisti; che dopo due o tre settimane dal suo rilascio, sarebbe stata 

contattata telefonicamente da una persona, la cui voce ella l’avrebbe subito 

attribuita ad uno dei militari che l’avevano interrogata; che tale persona le 

avrebbe segnatamente comunicato che l’avrebbe nuovamente contattata 

in seguito; che dopo (…) settimane ella sarebbe partita; che in caso di rien-

tro nel suo paese d’origine, ella teme che le forze militari ucraine appren-

dano del suo rientro e che trasmettano il video da lei girato ai separatisti, 

ai quali non potrebbe provare di non collaborare con i servizi segreti ucraini, 

nonché per la situazione di guerra a F._______ (cfr. verbale 1B._______, 

pag. 7 seg.; verbale 2B._______, D43 segg., pag. 7 segg.; verbale 

3B._______, D55 segg., pag. 7 segg.), 

che chiamati ad esprimersi al riguardo, entrambi hanno dichiarato di avere 

iniziato la loro relazione nel marzo 2016 e che convivono; che da tale rela-

zione sarebbe nato C._______; che quest’ultimo, malgrado i passi intra-

presi in tal senso, non è ancora stato riconosciuto dal ricorrente, in quanto 

quest’ultimo non disporrebbe dei necessari documenti d’identità (cfr. ver-

bale 2A._______, D40 segg., pag. 5 segg.; verbale 3B._______, D17 

segg., pag. 3 segg.; cfr. anche atti A23 e A24), 

che nella querelata decisione di A._______, l’autorità di prime cure ha an-

zitutto ritenuto inverosimile la minore età allegata dall’interessato, in quanto 

le dichiarazioni dell’insorgente in merito sarebbero state contraddittorie, im-

precise e non supportate da alcuna prova; che a mente della SEM anche 

le dichiarazioni rese dall’insorgente in merito alle minacce di morte ricevute 

dai talebani ed all’irruzione di questi ultimi presso la sua casa familiare, 

sarebbero inverosimili, in quanto durante le audizioni le stesse sarebbero 

state incoerenti su punti essenziali e tardive; che la circostanza addotta dal 

ricorrente di essere espatriato a causa della situazione di guerra e di insi-

curezza in Afghanistan, non sarebbe rilevante, in quanto non vi sarebbe 

alcun indizio di una persecuzione mirata nei suoi confronti; che neppure il 

fatto che egli sia espatriato a causa dell’impossibilità di recarsi a scuola 

sarebbe pertinente ai sensi dell’asilo; che infine la SEM ritiene che non vi 

sarebbero segnatamente motivi personali ostativi all’esecuzione dell’allon-

tanamento dell’insorgente in Ucraina, ove sarebbero rinviati anche il figlio 

e la compagna; che egli sarebbe inoltre responsabile per ottenere i docu-

menti e la regolarizzazione del suo soggiorno in tale paese, 

che nella decisione impugnata da B._______ e dal figlio, per quanto con-

cerne le circostanze in relazione al suo sequestro da parte delle forze mili-

tari ucraine, l’autorità di prime cure ha concluso all’irrilevanza in materia 

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d’asilo in ragione dell’inesistenza di una persecuzione mirata nei suoi con-

fronti ex art. 3 LAsi; che in merito all’esecuzione dell’allontanamento, la 

SEM ha inoltre rilevato che non vi sarebbero dei motivi ostativi al rinvio 

degli insorgenti in Ucraina, ove in particolare la ricorrente disporrebbe di 

una rete sociale intatta, oltre a poter contare sul suo compagno e padre di 

suo figlio, 

che nel proprio gravame, A._______ avversa la valutazione dell’autorità 

inferiore; che a suo dire, le dichiarazioni rese in merito alla minore età, sa-

rebbero da ritenere verosimili; che inoltre le sue dichiarazioni in merito alle 

minacce ricevute dai talebani, sarebbero pure verosimili; che invero, seb-

bene ne abbia fatto menzione soltanto nel corso della seconda audizione, 

egli avrebbe già accennato durante la prima audizione di problematiche 

insorte nel tempo con i succitati; che tra l’altro andrebbe consacrato un 

debole valore probatorio alla prima audizione; che sarebbe pure verosimile 

che egli abbia potuto approfondire tali circostanze addotte soltanto nel 

corso della seconda audizione; che la decisione della SEM si baserebbe 

pertanto su di un accertamento errato e incompleto delle sue allegazioni, 

che dal canto loro, B._______ con il figlio, avversano nel ricorso la deci-

sione impugnata, poiché si baserebbe su di un accertamento errato ed in-

completo dei fatti determinanti; che invero le circostanze del sequestro su-

bito dall’insorgente ad opera delle forze di sicurezza ucraine, non andrebbe 

ricondotto esclusivamente al contesto di guerra vigente nel paese, bensì 

anche al fatto che ella sarebbe di etnia russa e proveniente dalla (…) di 

F._______; che inoltre non è dato sapere le conseguenze che ella do-

vrebbe subire se ritornasse in Ucraina, avendo abbandonato il paese per 

non dover collaborare con i servizi segreti ucraini, 

che infine, tutti i ricorrenti avversano la decisione dell’autorità di prime cure 

in merito all’esecuzione dell’allontanamento, non ritenendo la stessa ragio-

nevolmente esigibile; che a loro dire, essi d’un canto non potrebbero rein-

stallarsi in Ucraina a causa della situazione d’insicurezza vigente a 

F._______; che d’altro canto dato che il ricorrente non avrebbe ancora po-

tuto riconoscere il figlio né vi sarebbe alcun legame coniugale con la com-

pagna, si rischierebbe di violare il principio dell’unità familiare e l’art. 8 

CEDU, in quanto il figlio e la compagna verrebbero rinviati verso l’Ucraina, 

paese dove A._______ non dispone invece né della nazionalità né alcuna 

garanzia di potersi ricongiungere con i medesimi, 

che d’altra parte, per B._______ ed il figlio, data la verosimiglianza dei loro 

motivi d’asilo, non vi sarebbe la possibilità di stabilirsi in altra regione 

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dell’Ucraina rispetto a F._______, in quanto correrebbero il rischio di es-

sere intercettati dai servizi segreti ucraini o di subire delle persecuzioni in 

relazione alla loro etnia russa, 

che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi); che l’asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato; che 

esso include il diritto di risiedere in Svizzera,  

che giusta l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese di 

origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di es-

sere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente 

l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché 

le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 

cpv. 2 LAsi),  

che a tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato; che la qualità 

di rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi); che sono inverosimili in particolare le 

allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddit-

torie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi 

di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi),  

che è pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente siano sufficien-

temente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; che in questo senso di-

chiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad-

dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti 

o all’esperienza generale di vita, non possono essere considerate verosi-

mili ai sensi dell’art. 7 LAsi; che è altresì necessario che il richiedente 

stesso appaia come una persona attendibile, ossia degna di essere cre-

duta; che questa qualità non è data, in particolare, quando egli fonda le sue 

allegazioni su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette 

fatti importanti o li espone consapevolmente in maniera falsata, in corso di 

procedura ritratta dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, ne 

introduce tardivamente di nuove, dimostra scarso interesse nella proce-

dura oppure nega la necessaria collaborazione; che infine, non è indispen-

sabile che le allegazioni del richiedente l’asilo siano sostenute da prove 

rigorose; che al contrario, è sufficiente che l’autorità giudicante, pur nu-

trendo degli eventuali dubbi circa alcune affermazioni, sia persuasa che, 

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complessivamente, tale versione dei fatti sia in preponderanza veritiera; 

che il giudizio sulla verosimiglianza non deve, infatti, ridursi a una mera 

verifica della plausibilità del contenuto di ogni singola allegazione, bensì 

dev’essere il frutto di una ponderazione tra gli elementi essenziali a favore 

e contrari ad essa; che decisivo sarà dunque determinare, da un punto di 

vista oggettivo, quali fra questi risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. 

DTAF 2013/11 consid. 5.1 e riferimenti ivi citati),  

che circa l’allegata minore età di A._______, è indubbio che l’insorgente 

abbia reso delle dichiarazioni incoerenti e contraddittorie, 

che come l’ha rettamente rilevato l’autorità di prime cure, egli in merito ha 

modificato più volte la sua età anagrafica, adducendo dapprima di essere 

nato il (…) (cfr. atto A1); che in seguito nel corso dell’audizione sulle gene-

ralità, egli non è stato inspiegabilmente in grado di fornire la sua data esatta 

di nascita, dichiarando di conoscere soltanto l’anno e di avere (…) anni (cfr. 

verbale 1A._______, p.to 1.06, pag. 2 seg.); che nell’audizione sul diritto di 

essere sentito, ha nuovamente modificato la prima versione, sostenendo 

di essere nato il (…), come gli sarebbe stato comunicato telefonicamente 

dalla madre (cfr. atto A8), 

che inoltre la minore età allegata dall’insorgente, è incongruente con 

quanto da egli dichiarato nell’audizione sulle generalità, quando riferisce 

aver terminato la scuola all’incirca a (…) anni, ovvero sette o otto anni 

prima (cfr. verbale 1A._______, p.to 1.17.04, pag. 4); che invero egli 

avrebbe avuto al momento di tale audizione, per lo meno (…) o (…) anni, 

che tale conclusione è pure sostenuta dall’esame osseo effettuato dall’in-

sorgente (cfr. atto A7), 

che egli in merito non ha invece apportato alcun elemento concreto o do-

cumento d’identità agli atti, che possa modificare tale convincimento, 

che visto quanto sopra, la maggiore età dell’insorgente risulta data, e l’atto 

impugnato va su questo punto confermato, 

che altresì, come l’ha rettamente rilevato l’autorità di prime cure, le dichia-

razioni dell’interessato a proposito delle minacce di morte ricevute dai ta-

lebani, risultano incoerenti, 

che invero, nel corso della prima audizione egli non ha minimamente ac-

cennato a delle minacce di morte ricevute dai talebani, dichiarando invece 

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di avere avuto delle problematiche con gli stessi a causa del terreno fami-

gliare che era stato da loro sequestrato (cfr. verbale 1A._______, p.to 7.01, 

pag. 7); salvo poi durante la seconda audizione affermare che egli era stato 

minacciato di morte da due individui mandatari dei talebani (cfr. verbale 

2A._______, D81 segg., pag. 9); che risulta piuttosto incomprensibile, an-

che tenuto debitamente conto dello scopo dell’audizione sulle generalità, 

che egli non abbia per lo meno accennato durante la prima audizione a tali 

circostanze determinanti per il suo espatrio (cfr. verbale 2A._______, D84, 

pag. 9), 

che oltracciò egli si è pure contraddetto in merito ai contatti intrattenuti con 

i talebani, avendo l’insorgente in un primo momento asserito di avere avuto 

con gli stessi personalmente dei contatti quattro anni prima (cfr. verbale 

1A._______, p.to 7.01, pag. 7), salvo poi sostenere invece di non averne 

mai avuti, in quanto all’epoca troppo giovane (cfr. verbale 2A._______, 

D87, pag. 10), 

che per di più i motivi d’asilo dichiarati dal ricorrente nelle due audizioni, 

risultano incongruenti; che invero se nel corso della prima audizione egli 

ha narrato di essere espatriato principalmente per la situazione di guerra 

vigente in Afghanistan nonché perché non poteva recarsi a scuola (cfr. ver-

bale 1A._______, p.to 7.01, pag. 7), nel corso della seconda audizione ha 

inspiegabilmente tralasciato tali circostanze, narrando invece di essere 

stato minacciato da terze persone e che due giorni dopo la sua partenza 

dal suo domicilio a I._______, i talebani sarebbero entrati a casa sua, dan-

neggiando quanto ancora presente (cfr. verbale 2A._______, D79 segg., 

pag. 9 segg.), 

che l’incompatibilità di tali diverse versioni, non può neppure essere dipa-

nata con le giustificazioni addotte dall’insorgente durante la seconda audi-

zione e nel ricorso circa il valore probatorio ridotto che andrebbe attribuito 

alle prime dichiarazioni rese dall’insorgente ed al fatto che egli non avrebbe 

approfondito le stesse; che invero le contraddizioni rilevate risultano estese 

ed inconciliabili, 

che in definitiva, vista l’inverosimiglianza delle allegazioni su tali aspetti, si 

può partire dal presupposto che il ricorrente non sia stato personalmente 

né minacciato né preso di mira dal gruppo fondamentalista in questione, 

che negli stessi termini, v’è parimenti luogo di condividere la posizione 

dell’autorità di prime cure circa l’irrilevanza in materia d’asilo legata alla 

situazione di guerra e di insicurezza generale regnante in Afghanistan e 

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per l’impossibilità derivante dal non poter frequentare la scuola allegati 

dall’insorgente (cfr. verbale 1A._______, p.to 7.01, pag. 7), 

che per tali elementi, onde evitare inutili ripetizioni e non essendo espressa 

nell’atto ricorsuale alcuna censura in merito, il Tribunale rinvia alle perti-

nenti motivazioni contenute nella decisione avversata, 

che alla luce di quanto sopra, per quanto riguarda il riconoscimento della 

qualità di rifugiato e la concessione dell’asilo di A._______, v’è pertanto da 

confermare la decisione dell’autorità di prima istanza, 

che per quanto concerne invece le dichiarazioni rilasciate da B._______ 

nel corso delle audizioni, allo stato attuale degli atti, non si può condividere 

la conclusione della SEM riguardo all’irrilevanza delle stesse ai sensi 

dell’art. 3 LAsi, 

che invero, una persecuzione individuale e mirata per uno dei motivi deter-

minanti in materia d’asilo è riconosciuta quando una persona non si accon-

tenta di invocare gli stessi rischi e restrizioni del resto della popolazione del 

suo paese d’origine, così come ad esempio le conseguenze indirette e non 

mirate della guerra o della guerra civile, ma dei seri pregiudizi a lei diretti 

come individuo in ragione della sua razza, della sua religione, della sua 

nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le sue 

opinioni politiche ai sensi dell’art. 3 LAsi (cfr. DTAF 2011/51 consid. 7.1 e 

riferimenti citati; DTAF 2008/12 consid. 7 e riferimenti citati), 

che il fondato timore di esposizione a seri pregiudizi, come stabilito all’art. 3 

LAsi, comprende nella sua definizione un elemento oggettivo, in rapporto 

con la situazione reale, e un elemento soggettivo; che pertanto, è ricono-

sciuto come rifugiato solo colui che ha dei motivi oggettivamente riconosci-

bili da terzi (elemento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) di essere 

esposto, in tutta probabilità e in un futuro prossimo, a una persecuzione 

(cfr. DTAF 2011/51 consid. 6.2 e DTAF 2010/57 consid. 2.5); che sul piano 

soggettivo, deve essere tenuto conto degli antecedenti dell’interessato, se-

gnatamente dell’esistenza di persecuzioni anteriori, nonché della sua ap-

partenenza a una razza, a un gruppo religioso, sociale o politico, che lo 

espongono maggiormente a un fondato timore di future persecuzioni; che 

colui che è già stato vittima di persecuzione ha dei motivi oggettivi di avere 

un timore (soggettivo) di nuove persecuzioni più fondato di colui che ne è 

l’oggetto per la prima volta (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.5 con giurispru-

denza ivi citata); che sul piano oggettivo, tale timore dev’essere fondato su 

indizi concreti e sufficienti che facciano apparire, in un futuro prossimo e 

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Pagina 12 

secondo un’alta probabilità, l’avvento di seri pregiudizi ai sensi dell’art. 3 

LAsi; che non sono sufficienti, quindi, indizi che indicano minacce di perse-

cuzioni ipotetiche che potrebbero prodursi in un futuro più o meno lontano 

(cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.5 con rinvii), 

che nell’atto ricorsuale, l’insorgente rileva che il suo sequestro ed il suo 

obbligo di collaborare con i servizi segreti ucraini sarebbero avvenuti in 

quanto ella sarebbe di etnia russa e proverrebbe da F._______, 

che per quanto attiene l’etnia allegata nel ricorso, la stessa risulta infon-

data, in quanto dagli atti processuali risulta chiaramente che la stessa è di 

etnia ucraina; che difatti ella sia nel questionario sui dati personali del 

(…) gennaio 2016 (cfr. atto A1) che nel corso dell’audizione sulle genera-

lità (cfr. verbale 1B._______, p.to 1.08, pag. 3), ha indicato di essere di 

etnia ucraina; che inoltre l’insorgente non apporta alcun elemento concreto 

a sostegno delle sue allegazioni che possa mettere in dubbio tale conclu-

sione, 

che tuttavia, è notorio che le forze di sicurezza ucraine e i separatisti filo-

russi siti nel Paese d’origine della richiedente, tutt’ora spesso arrestino ed 

interroghino in modo arbitrario, anche sottoponendo a trattamenti inumani 

e degradanti, delle persone che ritengono dissidenti al loro governo o che 

collaborino con le altre forze governative o militari; che inoltre in alcuni casi 

ne richiedano anche la collaborazione prima del loro rilascio (cfr. U.S. De-

partement of State, Country Report on Human Rights Practices 2017: 

Ukraine, 20.04.2018, < https://www.state.gov/j/drl/rls/hrrpt/2017/eur/277 

>229.htm >, consultato il 09.08.2018; Amnesty International: Ukraine 

2017/2018 Report, < https://www.amnesty.org/en/countries/europe-and-

central-asia/ukraine/report-ukraine/ >, consultato il 09.08.2018; Human 

Rights Watch (HRW), World Report 2017: Ukraine, < https://www.hrw.org 

>/world-report/2017/country-chapters/ukraine#d202a7 >, consultato il 

09.08.2018; Amnesty International, “You Don’t Exist” - Arbitrary Deten-

tions, Enforced Disappearances, and Torture in Eastern Ukraine, 

21.07.2016, < http://www.refworld.org/docid/5790c28d4.html >, consultato 

il 09.08.2018), 

che nel caso in disamina, la ricorrente ha dichiarato che le forze di sicu-

rezza ucraine l’avrebbero sequestrata ed interrogata anche a causa della 

sua provenienza da F._______ (di fatto parte dell’(…) di F._______ da 

parte delle autorità separatiste; cfr. verbale 1B._______, p.to 2.01, pag. 4; 

verbale 2B._______, D15 segg., pag. 3 seg.; verbale 3B._______, D55, 

pag. 7 e D108, pag.1) e per il fatto che ella avrebbe tra i suoi parenti nella 

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Pagina 13 

medesima località dei separatisti; che per queste circostanze l’avrebbero 

ritenuta responsabile di quanto starebbe accadendo a F._______ (cfr. ver-

bale 2B._______, D44, pag. 8 e D53 segg., pag. 9 seg.; verbale 

3B._______, D55 segg., pag. 7 seg.), 

che ciò nonostante, l’autorità di prime cure ha inspiegabilmente omesso di 

prendere in considerazione tali aspetti al momento dell’esame della qualità 

di rifugiato dell’insorgente; che tali circostanze appaiono difatti pertinenti 

per l’esame dello stesso, in quanto possono determinare l’eventuale timore 

fondato dell’insorgente di essere perseguitata in modo individuale (o ri-

flesso) ed in modo mirato nel prossimo futuro da parte delle forze governa-

tive ucraine e/o separatiste, in caso di rientro in patria,  

che pertanto vi è luogo di ritenere che la SEM non abbia accertato in modo 

completo l’insieme dei fatti giuridicamente rilevanti in punto alla qualità di 

rifugiato della ricorrente, e che già solo per questo motivo il ricorso della 

medesima e del figlio deve essere accolto, 

che tuttavia, anche in punto all’esecuzione dell’allontanamento degli insor-

genti, le decisioni impugnate devono essere annullate, secondo le argo-

mentazioni dappresso, 

che se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-

cia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; che 

tiene però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi), 

che il principio dell’unità della famiglia previsto all’art. 44 LAsi, che implica 

in particolare, per le autorità competenti, di non separare i membri di una 

medesima famiglia e vieta di allontanarne alcuni, ma non altri, o ancora di 

procedere a dei rinvii in ordine sparso di diversi membri di una famiglia di 

richiedenti l’asilo, contro la loro volontà, e questo anche se sono entrati in 

Svizzera in date diverse (cfr. DTAF 2012/4 consid. 4.8; fra le tante anche 

sentenza del TAF E-6490/2011 del 9 febbraio 2012 consid. 4.8.; CESLA 

AMARELLE, Code annoté de droit des migrations, Volume IV: Loi sur l’asile 

(LAsi), pag. 359 ad art. 44 LAsi), non è in specie violato, 

che invero, anche se fosse ammessa l’esistenza di una “vita familiare” (cfr. 

GICRA 1995/24 consid. 7) tra A._______, B._______ ed il di lei figlio, 

avendo l’autorità inferiore pronunciato per A._______ l’esecuzione dell’al-

lontanamento verso l’Ucraina, paese d’origine della compagna e del di lei 

figlio, il principio suesposto non trova applicazione, 

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Pagina 14 

che inoltre i ricorrenti non adempiono le condizioni in virtù delle quali la 

SEM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla 

Svizzera di A._______ (art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché art. 32 

dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 ago-

sto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. anche DTAF 2013/37 consid. 4.4; 

DTAF 2011/24 consid. 10.1), non disponendo i medesimi di alcun per-

messo di dimora o di soggiorno valido, né egli è colpito da una decisione 

di espulsione ex art. 121 cpv. 2 Cost. o di estradizione (art. 14 cpv. 1 seg. 

nonché art. 44 LAsi come pure art. 32 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a 

questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]); 

DTAF 2013/37 consid. 4.4), 

che pertanto anche su questo punto la decisione avversata di A._______ 

va pertanto tutelata, 

che codesto Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell’al-

lontanamento di A._______, 

che l’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della legge federale sugli stranieri (LStr, RS 

142.20), giusta il quale l’esecuzione dell’allontanamento deve essere pos-

sibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevol-

mente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che tali condizioni sono di natura al-

ternativa, nel senso che è sufficiente che una di queste sia adempiuta, per-

ché la SEM disponga l’ammissione provvisoria (cfr. art. 83 cpv. 1 LStr), 

che nelle decisioni impugnate, la SEM ha ritenuto l’esecuzione dell’allon-

tanamento degli insorgenti ammissibile, ragionevolmente esigibile e possi-

bile, 

che in sede ricorsuale, entrambi gli insorgenti censurano una violazione 

dell’art. 8 CEDU; che invero, a causa della situazione d’insicurezza gene-

rale dovuta alla guerra, il loro rinvio non sarebbe ragionevolmente esigibile; 

che il fatto che l’insorgente non sia d’un canto cittadino ucraino, né sposato 

con la ricorrente, e d’altro canto non abbia ancora potuto riconoscere il 

bambino C._______, costituirebbe una violazione dell’art. 8 CEDU, poiché 

potrebbero andare incontro ad un’eventuale divisione, 

che a mente della SEM l’esecuzione dell’allontanamento di A._______ 

verso l’Ucraina, paese del quale non detiene la nazionalità, si basa essen-

zialmente sul fatto che la compagna ed il figlio dello stesso siano pure rin-

viati in Ucraina, 

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Pagina 15 

che tuttavia, come rettamente denotato in entrambi i ricorsi, lo stesso ha 

dichiarato essere di nazionalità afghana; altresì egli non risulta coniugato 

con B._______ né ha alcun legame parentale con C._______ (non es-

sendo a tutt’oggi stata provata la sua paternità nei confronti del medesimo; 

cfr. in particolare atto A24, N […]), 

che l’autorità inferiore, nell’analisi degli ostacoli all’esecuzione dell’allonta-

namento legati alla situazione personale di A._______, avrebbe dovuto 

esaminare la possibilità effettiva per lo stesso di poter ritornare legalmente 

in Ucraina con B._______ e con il presunto figlio e la possibilità di risiedervi 

stabilmente (cfr. per analogia sentenza del TAF D-1332/2016 dell’11 lu-

glio 2018 consid. 9.2 con riferimenti citati); che la persona allontanata in un 

paese terzo deve infatti avere la possibilità sia materiale che legale di re-

carvisi e deve poter ottenere il diritto di soggiornarvi durevolmente, ovvero 

aldilà della durata ordinariamente fissata per i soggiorni turistici; che in-

combe in tal senso all’autorità che pronuncia l’esecuzione dell’allontana-

mento, di dimostrare che le condizioni in relazione alla possibilità di esecu-

zione dello stesso, sono riunite (cfr. per analogia DTAF 2014/13 con-

sid. 8.1; D-1332/2016 consid. 9.2 con riferimento citato), 

che l’autorità di prime cure non ha però in casu proceduto a tale esame 

individualizzato della situazione personale di A._______, atto a dimostrare 

che un’autorizzazione di entrata ed in seguito di soggiorno sarebbe accor-

data al ricorrente in caso di allontanamento verso l’Ucraina, mettendo er-

roneamente a carico dell’insorgente tali oneri, 

che essendo tuttavia quest’ultima questione essenziale per l’analisi circa 

l’esistenza di ostacoli all’esecuzione dell’allontanamento dell’insorgente 

verso l’Ucraina, ed a carico dell’autorità inferiore (cfr. supra), vi è luogo di 

ritenere che la SEM non abbia accertato anche su questo punto in modo 

completo l’insieme dei fatti giuridicamente rilevanti, 

che su tali presupposti, i punti 4, 5 e 6 della decisione impugnata di 

A._______ vanno annullati, 

che visto quanto precede, ma anche per garantire ai ricorrenti una doppia 

istanza di giurisdizione, si giustifica la ritrasmissione degli atti all’autorità di 

prime cure per un nuovo esame, 

che la SEM è invitata a pronunciarsi in maniera precisa e circostanziata in 

merito all’insieme dei motivi d’asilo invocati da B._______ ai sensi degli 

elementi succitati, se del caso, per il tramite di ulteriori misure istruttorie, 

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Pagina 16 

sul punto della qualità di rifugiato e dell’asilo; che se al termine di tale 

esame l’autorità inferiore dovesse giungere alla conclusione che sia la qua-

lità di rifugiato che l’asilo dovessero essere negati a B._______ ed al figlio, 

dovrà comunque pronunciarsi sulle condizioni dell’esecuzione dell’allonta-

namento per la stessa (art. 83 cpv. 2-4 LStr), tenendo comunque in consi-

derazione gli elementi sopra evidenziati anche rispetto a quanto verrà de-

ciso in merito al compagno A._______, 

che in merito a quest’ultimo la SEM dovrà inoltre pronunciarsi sulla possi-

bilità di eseguire l’allontanamento dello stesso verso l’Ucraina, quest’ultimo 

non disponendo della nazionalità di tale paese, né avendo a tutt’oggi alcun 

legame coniugale con B._______ rispettivamente alcun legame parentale 

con C._______; che tale punto in questione andrà, se del caso, chiarito per 

il tramite di ulteriori misure istruttorie, 

che alla luce di quanto sopra il ricorso di B._______ e di C._______ è ac-

colto, la decisione impugnata è annullata e gli atti sono rinviati all’autorità 

di prime cure per nuova decisione (art. 61 cpv. 1 PA), 

che altresì, il ricorso di A._______ è accolto limitatamente all’esecuzione 

dell’allontanamento e per il resto è respinto (ovvero la decisione è da con-

siderarsi cresciuta in giudicato per quanto concerne il riconoscimento dello 

statuto di rifugiato, la concessione dell’asilo e la pronuncia dell’allontana-

mento); che pertanto gli atti di causa sono trasmessi alla SEM per la pro-

nuncia di una nuova decisione (art. 61 cpv. 1 PA), 

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, le domande di esen-

zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese pro-

cessuali, sono divenute senza oggetto, 

che altresì visto l’esito del ricorso di B._______ e di C._______, la loro 

domanda di assistenza giudiziaria diviene pure senza oggetto, e non ven-

gono riscosse spese processuali (art. 63 PA), 

che visto l’esito della procedura di A._______, delle spese processuali ri-

dotte sarebbero da porre a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA non-

ché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]); che ciononostante, non essendo l’impugnativa 

priva di possibilità di esito favorevole al momento dell’inoltro, non sono ri-

scosse spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA), 

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Pagina 17 

che per l’ammissione del ricorso di B._______ e di C._______, nonché per 

la parte di ricorso ammessa di A._______, i ricorrenti hanno diritto ad un’in-

dennità per spese ripetibili (art. 64 cpv. 1 PA in relazione con l’art. 7 TS-

TAF), 

che il Tribunale fissa l’indennità dovuta alla parte e quella dovuta agli av-

vocati d’ufficio sulla base di una nota particolareggiata delle spese; che in 

assenza di quest’ultima, il Tribunale fissa l’indennità sulla base degli atti di 

causa (art. 14 TS-TAF), 

che in specie, essendo il rappresentante degli insorgenti il medesimo, ed 

in mancanza di una nota particolareggiata delle prestazioni dello stesso, il 

Tribunale ritiene ex aequo et bono, l’importo di CHF 1’200.– di indennità 

per spese ripetibili, a carico della SEM. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Pagina 18 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Le procedure D-3117/2018 e D-3120/2018 sono congiunte. 

2.  

Il ricorso di B._______ con il figlio C._______ è accolto e gli atti sono tra-

smessi all’autorità inferiore per complemento d’istruzione e nuova deci-

sione ai sensi dei considerandi. 

3.  

Il ricorso di A._______ è accolto limitatamente all’esecuzione dell’allonta-

namento. I punti da 4 a 6 della decisione della SEM del 25 aprile 2018 sono 

annullati e gli atti di causa sono trasmessi all’autorità inferiore per la pro-

nuncia di una nuova decisione ai sensi dei considerandi. Per il resto il ri-

corso è respinto. 

4.  

Non si prelevano spese processuali. 

5.  

La SEM rifonderà ai ricorrenti complessivamente CHF 1’200.– a titolo di 

spese ripetibili. 

6.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

Data di spedizione: