# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4f1a04aa-ca47-575d-a303-ff87932240d5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-12-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.12.2008 D-4665/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4665-2008_2008-12-22.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4665/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 2  d i c e m b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Gérard Scherrer;
cancelliere Carlo Monti.

A._______, Mongolia, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 7 luglio 2008 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4665/2008

Fatti:

A.
Il  3 giugno 2008, l'interessata ha presentato una domanda d'asilo in 
Svizzera. Ha dichiarato, in sostanza, di essere espatriata a causa dei 
problemi  di  suo  marito,  un  militare  professionista  dislocato  alla 
frontiera, che aveva scoperto un carico di merce illegale e per il timore 
di  rappresaglie  da  parte  di  un  cinese  al  quale  avrebbe  rubato  del 
denaro.  Infatti,  quattro  uomini  sarebbero  venuti  a  casa  sua  il 
16 ottobre 2007 e le avrebbero offerto del denaro a nome di un certo 
B._______. L'interessata si è però rifiutata di firmare la ricevuta, come 
richiesto  dai  quattro  uomini,  per  non  lasciare  le  sue  impronte. 
Quest'ultimi  le  hanno  quindi  concesso un  termine  di  due  giorni  per 
cambiare idea. L'interessata sarebbe dunque andata ad abitare a casa 
di una sua amica di nome C._______ ed avrebbe chiamato suo marito 
tramite  telegramma,  il  quale  l'avrebbe  poi  raggiunta  in  data 
20 ottobre 2007. La sera dello stesso giorno, sarebbe tornata insieme 
a  suo  marito  ed  ai  suoi  figli  ad  abitare  nella  loro  casa  fino  al 
22 ottobre 2007,  giorno  in  cui  l'avrebbero  venduta  ([...]).  Il  marito 
dell'interessata sarebbe poi  espatriato in data 26 ottobre 2007 con i 
suoi  figli,  mentre  l'interessata  l'avrebbe  soltanto  raggiunto  in  data 
23 maggio 2008  a  causa  di  problemi  economici.  La  stessa  avrebbe 
intanto  abitato  per  un  mese  da  un  amico  di  suo  marito  di  nome 
D._______  che  le  avrebbe  dovuto  finanziare  ed  organizzare  il  suo 
espatrio. Quest'ultimo avrebbe invece abusato sessualmente di lei. In 
seguito, l'interessata avrebbe abitato in affitto fino al suo espatrio in un 
monolocale,  lavorando,  a  seconda  delle  versioni,  come  lavapiatti  e 
contemporaneamente  in  una lavanderia  di  un albergo,  oppure come 
stiratrice in un centro commerciale o come cuoca ([...]).

B.
Il 7 luglio 2008, l'UFM non è entrato nel merito delle domande d'asilo 
ai  sensi  dell'art. 34 cpv. 1  LAsi.  Detto  Ufficio  ha  pure  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessata  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  il  loro  Paese  d'origine,  ossia  la  Mongolia, 
siccome lecita, esigibile e possibile.

C.
Il  14 luglio 2008, l'interessata ha inoltrato ricorso dinanzi al  Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della decisione 

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impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per 
una  nuova  decisione  di  merito  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione 
dell'ammissione  provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una  domanda 
d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  equivalente  alle  spese 
processuali.

D.
Il  16  luglio  2008,  il  TAF ha  rinunciato, per  eccezione,  a  chiedere  il 
versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali.

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art. 31  e  art. 33 lett. d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  [LTAF, RS 173.32], 
art. 105 LAsi  e  art. 83 lett. d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità  di  cui  all'art. 48 cpv. 1  e  all'art. 52  della 
legge federale sulla  procedura  amministrativa  del  20 dicembre 1968 
(PA, RS 172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art. 33a cpv. 2 PA,  applicabile  per  rimando  del-
l'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza va redatta in italiano.

4.

4.1 Nella  decisione  impugnata,  l'UFM ha  rilevato,  da  un  lato,  che  il 
Consiglio federale ha inserito la Mongolia nel novero dei Paesi sicuri. 
Dall'altro lato, non emergerebbero dalle carte processuali degli  indizi 
d'esposizione  della  ricorrente  a  persecuzioni  in  caso  di  rientro  in 

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patria.  In  particolare,  l'autorità  inferiore  ha  considerato  in  più punti 
vaghe,  stereotipate,  inattendibili  e  contraddittorie  le  allegazioni 
dell'insorgente.  Inoltre, le  quattro  persone  che  sarebbero  andate  a 
casa  della  ricorrente  ad  offrile  del  denaro  non  le  avrebbero 
sicuramente  lasciato  due  giorni  di  tempo  per  riflettere  dopo  il  suo 
rifiuto, dandole così l'opportunità di scappare. Inoltre, gli stessi non si 
sarebbero  lasciati  scappare  così facilmente  una  donna  con  due 
bambini  da loro sorvegliati. Peraltro, la ricorrente ha asserito di aver 
vissuto nel suo Paese senza riscontrare problemi con i persecutori di 
suo  marito  dopo  i  fatti  del  16 ottobre 2007  fino  al  suo  espatrio  a 
maggio 2008. Infatti, se l'insorgente fosse stata realmente ricercata e 
in pericolo, non avrebbe potuto vivere tranquillamente e lavorare come 
da lei raccontato. Per di più, l'insorgente, suo marito e i figli, sarebbero 
pure  tornati  a  casa  loro  per  due  giorni  dal  20  al  22 ottobre 2007, 
comportamento  contrario  alla  logica  dell'agire  se  effettivamente 
avessero  temuto  rappresaglie  da  parte  dei  quattro  individui  o  dal 
signor  B._______.  Infine,  la  ricorrente  avrebbe  allegato  nella  prima 
audizione di non aver avuto problemi con terzi nel suo Paese dopo la 
partenza  del  marito,  a  parte  quelli  con  il  signor  D._______,  mentre 
nella seconda audizione avrebbe asserito di  aver avuto dei problemi 
con il direttore di un negozio e con dei cinesi, tutti suoi datori di lavoro. 
La ricorrente  non  avrebbe  dunque  fornito  indizi  che  potrebbero 
capovolgere la presunzione confutabile dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, 
ovvero la presunzione di assenza di persecuzioni.

4.2 Nel  ricorso, l'insorgente ha contestato l'apprezzamento dell'UFM 
che ha ritenuto le dichiarazioni della stessa come vaghe, stereotipate 
e inattendibili. La stessa avrebbe infatti sostenuto di aver chiesto asilo 
in Svizzera per i  problemi del marito e per potersi ricongiungere con 
quest'ultimo  e  con  i  suoi  figli  già  richiedenti  l'asilo  in  Svizzera.  Per 
questo motivo l'UFM avrebbe dovuto entrare nel merito della domanda 
d'asilo della ricorrente. Inoltre, l'insorgente ha asserito di essere stata 
informata,  seppure in maniera superficiale, dei  fatti  occorsi  al  marito 
solo grazie alle conversazioni tra lui e D._______. Peraltro, l'insorgente 
avrebbe parlato con suo marito soltanto della fuga con i bambini dalla 
Mongolia. Per di più, i malfattori avrebbero raggiunto il loro obbiettivo 
con la fuga del marito, in quanto avrebbero soltanto voluto impedirgli di 
svelare l'intera vicenda legata al camion con il carico d'oro grezzo. Per 
questo  motivo  si  tratterrebbe  di  un  comportamento  assolutamente 
logico che i malviventi avrebbero concesso alla ricorrente due giorni 
per riflettere, dandole così l'opportunità di scappare. Infine, l'UFM non 

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avrebbe  svolto  alcuna  considerazione  ai  fatti  relativi  alla  violenza 
sessuale subita dalla ricorrente, dal momento che quell'episodio non 
sarebbe stato contestato e quindi sarebbe da ritenere verosimile. Per 
questi  motivi,  esisterebbero  indizi  di  persecuzione  che  avrebbero 
dovuto condurre ad una decisione materiale.

5.

5.1 Giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una domanda 
d’asilo se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio federale 
ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi a meno 
che non risultino indizi di persecuzione.

5.2 Da un lato, giova rilevare che allorquando il Consiglio federale ha 
inserito un Paese nel novero dei Paesi sicuri, sussiste di massima una 
presunzione  d’assenza  di  persecuzioni  in  detto  Paese.  Incombe  al 
richiedente l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per quanto attiene 
alla sua situazione personale.

5.3 Dall'altro  lato,  la  nozione  d’indizi  di  persecuzione  ai  sensi 
dell’art. 34 cpv. 1 LAsi è da intendersi in senso lato: comprende non 
soltanto i  seri  pregiudizi  previsti  dall’art. 3 LAsi,  ma pure gli  ostacoli 
all’esecuzione  dell’allontanamento,  di  cui  all’art.  44  cpv.  2  LAsi, 
imputabili  all'agire  umano  (Giurisprudenza  ed  informazioni  della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
2003 n. 18).

6.

6.1 Questo  Tribunale  osserva  che,  siccome  il  Consiglio  federale  ha 
effettivamente inserito, in data 28 giugno 2000, la Mongolia nel novero 
dei  Paesi  esenti  da  persecuzioni,  sussiste  di  massima  una 
presunzione d'assenza di persecuzioni in detto Paese.

6.2 Nella  fattispecie,  la  ricorrente  non è  riuscita,  per  quanto  attiene 
alla sua situazione personale, ad invalidare la presunzione d'assenza 
di  persecuzione,  ritenuto  segnatamente  che  dagli  atti  di  causa  non 
emergono  indizi  di  persecuzione.  In  particolare,  il  TAF  rileva  che 
l'insorgente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto a quella di cui all'impugnata decisione. Le allegazioni decisive 
in materia d'asilo si esauriscono, infatti, in mere affermazioni di parte 

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non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, 
in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può 
essere  rimandato  (art.  109  cpv.  3  LTF  in  relazione  all'art. 6  LAsi, 
all'art. 37  LTAF  ed  all'art. 4  PA).  Basti  ancora  rilevare  l'UFM  ha 
rettamente  considerato  che  si  tratta  di  un  comportamento  contrario 
alla logica dell'agire il  fatto che la ricorrente sia ritornata a casa sua 
insieme  ai  suoi  figli  e  suo  marito  dal  20  al  22  ottobre  2007,  pur 
sapendo  a  cosa  sarebbe  andata  incontro,  ritenuto  che  era  tenuta 
d'occhio e considerato lo scadere dell'ultimatum di due giorni. Peraltro, 
la  ricorrente  non  si  è  né  espressa  al  proposito,  né  ha  contestato 
questo  fatto  in  sede  di  ricorso.  Inoltre,  contrariamente  a  quanto 
asserito  dall'insorgente  in  sede  di  ricorso,  i  malviventi  non  avevano 
ancora raggiunto il loro obbiettivo di impedire al marito della ricorrente 
di svelare i fatti relativi al carico del camion in quel momento. Infatti, il 
marito  ed  i  figli  dell'insorgente  erano  ancora  in  patria,  essendo 
espatriati soltanto in data 26 ottobre 2007. Peraltro, risulta anche poco 
credibile  il  fatto  che suo marito  sia  espatriato  con i  suoi  figli  senza 
darle alcun dettaglio al riguardo dei fatti legati al camion in vista di una 
futura  procedura  d'asilo  in  Svizzera,  in  quanto  la  stessa  intendeva 
raggiungerlo. Per questi motivi, il  TAF ritiene come inverosimile i  fatti 
allegati  dalla  ricorrente  legati  a  suo  marito  e  quindi  non  soccorre 
neanche  l'insorgente  l'allegazione  secondo  la  quale  non  avrebbe 
potuto  sporre  denuncia  contro  il  signor  D._______,  poiché  voleva 
proteggere  suo  marito  e  non  svelare  alle  autorità  il  suo  luogo  di 
permanenza. Peraltro, non v'è ragione di ritenere che la ricorrente non 
possa  ricevere  un'appropriata  protezione  statale  contro  l'eventuale 
futuro agire illegittimo nei suoi confronti da parte di terzi, nel caso in 
cui  dovesse  subire  ulteriori  abusi  sessuali  da  parte  del  signor 
D._______. Essendo difatti la Mongolia uno Stato che protegge i suoi 
cittadini  dagli  atti  penalmente  rilevanti,  punendo  gli  autori,  gli  abusi 
sessuali raccontati non possono essere considerati decisivi, nel caso 
di specie, nell'ambito della protezione internazionale in materia d'asilo. 
Infine,  non  v'è  ragione  di  ritenere  che  l'insorgente  non  possa 
beneficiare  in  Mongolia  di  un  equo  processo  in  relazione  al  furto 
commesso  ai  danni  di  un  signore  cinese  ([...]).  Per  conseguenza, 
l'UFM  ha  rettamente  considerato  che  non  sussistono  indizi  di 
persecuzione ai sensi dell'art. 3 LAsi.

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7.

7.1 In considerazione di quanto suesposto, non emergono dalle carte 
processuali  neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  della  ricorrente  in  Mongolia  possa  violare 
l'art. 25 cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera  del  18 aprile 1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) od esporre la ricorrente in patria al rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101)  od all'art. 3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

7.2 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno che  in  Mongolia  non  vige  attualmente  una  situazione  di 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nella totalità del territorio nazionale.

7.3 Dalle  carte  processuali  non  emergono  neppure  ostacoli 
all'esecuzione  dell'allontanamento  non imputabili  all'agire  umano. La 
ricorrente  è  giovane  ed  ha  una  certa  esperienza  professionale 
(cfr. verbale d'audizione del 12 giugno 2008 pag. 2). Inoltre,  il  marito 
ed  i  figli  di  quest'ultima  verranno  anche  loro  allontanati  verso  la 
Mongolia. Tale provvedimento viene deciso in separata sede, tramite 
sentenza odierna di questo Tribunale. Ciò permetterà segnatamente di 
garantire  un  sostegno  non  indifferente  alla  ricorrente,  una  volta 
rientrata in  patria. Inoltre, l'insorgente dispone di  una rete sociale in 
patria. L'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di 
gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  un'ammissione 
provvisoria (v. sulla problematica GICRA 2003 n. 24), senza che da un 
esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una 
permanenza dell'insorgente  in  Svizzera  per  motivi  medici.  In  siffatte 
circostanze,  l'autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto  siccome 
adempiti  i  presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con 
riferimento  alle  effettive  possibilità  per  l'insorgente  di  un  adeguato 
reinserimento sociale nel suo Paese d'origine.

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7.4 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). La 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile.

8.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

9.
L'insorgente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

10.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per  le  ragioni  indicate  al  considerando  7  del  presente  giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

11.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice  unico,  con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

12.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  della  ricorrente  (art. 63 cpv. 1  e 
cpv. 5 PA  nonché  art. 3 lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le  spese  processuali,  di  CHF  600.-,  sono  poste  a  carico  della 
ricorrente. Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale 
entro un termine di 30 giorni  dalla data di spedizione della presente 
sentenza.

3.
Comunicazione a:

- rappresentante  della  ricorrente  (plico  raccomandato;  allegato: 
bollettino di versamento)

- UFM, Divisione Dimora e aiuto al ritorno (in copia; 
n. di rif. N [...]; allegato: incarto UFM)

- E._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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