# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dcc02ddc-6759-5cd7-a714-4604e2da7ae1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-08-23
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 23.08.2021 15.2021.75
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2021-75_2021-08-23.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2021.75

  	
  Lugano

  23 agosto 2021

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a
giudice unico (art. 48b LOG) sul ricorso 22 giugno 2021 di

 

	
   

  	
   RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione di Lugano,
o meglio contro la decisione di pignoramento di reddito emessa il 16 giugno
2021 nell’esecuzione n. __________ promossa nei confronti della ricorrente
dalla

 

	
   

  	
  PI 1, __________

   

  

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Sulla
scorta del precetto esecutivo n. __________ emesso il 16 ottobre 2020 dall’Ufficio
d’esecuzione (UE) di Lugano, l’PI 1 procede contro RI 1 per l’incasso di fr. 744.75
oltre alle spese esecutive. 

 

                                  B.   Il 16 giugno 2021 l’UE ha determinato la quota
pignorabile dei redditi dell’escussa sulla base del seguente computo:

                                         Redditi

	
  Debitrice (disoccupata)

  	
  fr.

  	
      3'450.00

  	
  54.33%

  
	
  Coniuge

  	
  fr.

  	
      2'900.00

  	
  45.67%

  
	
  Figlio – __________

  	
  fr.

  	
      1'800.00

  	
   

  

                                         Minimo
d’esistenza

	
  Comune

  	
  Minimo base

  	
  fr.

  	
      1'700.00

  	
   

  
	
  Figlio

  	
  Supplemento figlio

  	
  fr.                                 

  	
         600.00

  	
   

  
	
  Comune

  	
  Affitto

  	
  fr.

  	
      1'550.00

  	
   

  
	
  Debitrice

  	
  Assicurazione malattia

  	
  fr.

  	
         440.00

  	
   

  
	
  Debitrice

  	
  Ricerca d’impiego

  	
  fr.

  	
         100.00

  	
   

  
	
  Debitrice

  	
  Altri

  	
  fr.                                 

  	
          28.80

  	
  RC privata

  
	
  Coniuge

  	
  Assicurazione malattia

  	
  fr.

  	
         427.00

  	
   

  
	
  Coniuge

  	
  Pasti fuori domicilio

  	
  fr.

  	
         211.00

  	
   

  
	
  Coniuge

  	
  Trasferta fino al luogo di lavoro in trasporto
  privato

  	
  fr.

  	
         105.00

  	
  210 km/mese a 0.500 fr./km = fr. 105.– (v.
  Circolare CEF n. 39/2015 v. 2021)

  
	
  Figlio

  	
  Assicurazione malattia

  	
  fr.

  	
          97.00

  	
   

  
	
  Figlio

  	
  Pasti fuori domicilio

  	
  fr.

  	
         211.00

  	
   

  
	
  Figlio

  	
  Trasferta fino al luogo di lavoro in trasporto
  privato

  	
  fr.

  	
         241.00

  	
  520 km/mese a 0.464 fr./km = fr. 241.– (v.
  Circolare CEF n. 39/2015 v. 2021)

  
	
   

  	
  Totale

  	
  fr.

  	
      5'710.80

  	
  [solo coniugi + suppl. figlio
  fr. 600.–]

  

 

                                         Tenuto
conto della proporzione dei redditi dell’escussa (54.33%) rispetto a quelli del
coniuge, la quota del minimo esistenziale comune a carico di lei sarebbe ammontata
a fr. 2'804.44 (54.33% di fr. 5'161.80) e la quota pignorabile quindi
a fr. 645.55, ma l’UE l’ha ridotta a fr. 190.– mensili sulla scorta
della decisione n. 125/2020 emessa il 4 marzo 2021 dal Giudice di pace del Circolo
di Agno, che ha parzialmente accolto l’eccezione di non ritorno a miglior
fortuna interposta dall’escussa, stabilendo l’eccedenza pignorabile dei suoi
redditi mensili appunto in fr. 190.–. Lo stesso 16 giugno, l’UE ha quindi
notificato alla __________ il pignoramento delle indennità di disoccupazione
versate a RI 1 a concorrenza di fr. 190.– mensili.

 

                                  C.   Con
ricorso del 22 giugno 2021, RI 1 chiede, previo conferimento dell’effetto
sospensivo, l’annullamento del pignoramento.

 

                                  D.   Con
osservazioni del 28 giugno 2021 l’UE preavvisa negativamente la richiesta di
effetto sospensivo e nel merito si rimette alla decisione della Camera, pur
ritenendo che nessun errore possa essergli rimproverato, motivo per cui non ha
sottoposto il ricorso alla controparte per osservazioni.

 

 

Considerato

 

in diritto:                 1.   Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino
la Camera esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 3 LPR) – entro 10 giorni dalla notifica dell’atto impugnato
emesso il 16 giugno 2021 dall’UE di Lugano, il ricorso è in linea di principio
ricevibile (art. 17 LEF).

 

                                   2.   Giusta
l’art. 93 LEF ogni provento del lavoro può essere pignorato in quanto a giudizio
dell’Ufficiale non sia assolutamente necessario al sostentamento del debitore e
della sua famiglia. Per stabilire l’eccedenza pignorabile, le autorità di
esecuzione devono determinare il reddito globale netto dell’escusso, deducendo
dal totale dei suoi redditi lordi i contributi sociali e le spese di
acquisizione del reddito. Sono poi detratte le spese indispensabili al sostentamento
del debitore e della sua famiglia, fondandosi in linea di massima sulla Tabella
per il calcolo del minimo esecutivo giusta l’art. 93 LEF (detta in seguito
“Tabella”) allegata alla circolare CEF n. 35/2009 (pubblicata sul Foglio
ufficiale cantonale n. 68/2009 del 28 agosto 2009). Ove
altri membri della famiglia conseguano redditi, la quota pignorabile si calcola
come la differenza tra la somma di tutti i redditi e il minimo esistenziale
comune, moltiplicata per il quoziente della divisione del reddito dell’escusso
per la somma dei redditi (Ochsner in:
Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 180 ad art. 93 LEF). Redditi
e fabbisogni devono essere accertati d’ufficio alla data dell’esecuzione del
pignoramento o del sequestro (DTF 112 III 19 consid. 2/d; 108 III 12 consid. 3;
sentenza del Tribunale federale 5A_16/2011 del 2 maggio 2011, consid. 2.1),
ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto
conto soltanto mediante riesame del pignoramento (art. 93 cpv. 3 LEF; DTF 108
III 12 consid. 4). 

 

                                   3.   La
ricorrente si duole che la sua situazione economica è mutata già prima dell’adozione
della sentenza del Giudice di pace (del 4 marzo 2021), “per esempio”
riguardo all’affitto che nella decisione è stato computato in fr. 1'300.– “più spese” (di fr. 250.–),
mentre da ottobre del 2020 ammonta a fr. 1'660.– tutto compreso.

 

                                         A
parte il fatto ch’essa non produce giustificativi a sostegno della sua
allegazione, la sua censura non verte sull’operato dell’UE, bensì sulla
decisione del Giudice di pace, sulla quale la Camera non può pronunciarsi nella
sua veste di autorità di vigilanza giusta l’art. 17 LEF, la cui sorveglianza si
esercita solo sugli uffici di esecuzione, sugli uffici dei fallimenti e sugli
organi esecutivi speciali. Per contrastarne gli effetti, RI 1 avrebbe dovuto
propor­re azione di contestazione del ritorno a miglior fortuna entro il
termine di venti giorni indicato nella decisione. Ad ogni modo, il Giudice di
pace si è fondato sulla documentazione prodotta da lei all’udienza del 1° febbraio 2021, in particolare sul contratto di
locazione iniziato il 1° ottobre 2020 (decisione, pag. 2 a metà). Oltre
che irricevibile, la doglianza si avvera quindi infondata.

                                   4.   La
ricorrente afferma inoltre che la sua situazione economica andrà a peggiorare,
perché suo figlio terminerà il suo impiego a fine giugno del 2021 e da
settembre sarà di nuovo in formazione.

 

                                         Essa,
tuttavia, non indica né quantifica le conseguenze di tale cambiamento e neppure
allega e dimostra che i costi per il figlio saranno superiori a quelli presi in
considerazione dal Giudice di pace (supplemento al minimo di base di fr. 600.–
e spese d’istru­zione per fr. 350.–). A prescindere dalla questione di
sapere se un simile mutamento dovrebbe essere fatto valere dinanzi al Giudice
di pace o con una domanda di revisione del pignoramento indirizzata all’UE
(giusta l’art. 93 cpv. 3 LEF), la censura risulta ad ogni modo inammissibile
siccome è insufficientemente motivata.

 

                                   5.   RI
1 allega ancora di essere disoccupata, come lo era già quando si è presentata
dal Giudice di pace, sicché il calcolo da egli effettuato sulla base del suo
reddito precedente sarebbe puramente ipotetico.

 

                                         Ancora
una volta la critica andava fatta valere con un’azione di contestazione del
ritorno a miglior fortuna (v. sopra consid. 3). Ora la decisione è passata in
giudicato e vincola sia l’UE che questa Camera. Il minimo esistenziale della
ricorrente non risulta d’altron­­de intaccato, perché l’UE ha tenuto conto del
suo reddito da disoccupata (fr. 3'450.– anziché fr. 4'710.–) e ciò
nonostante è giun­to a un’eccedenza di fr. 645.55 superiore a quella di fr. 190.–
effettivamente computata, pur avendo tenuto conto per giugno del 2021 del
supplemento del figlio – maggiorenne (è nato nel 2000) – di fr. 600.– malgrado
il reddito di quest’ultimo, di fr. 1'800.–, bastasse a coprire le proprie
spese, di complessivamente fr. 1'149.– (v. al riguardo la sentenza della
CEF 15.2014.25 del 22 giugno 2014 consid. 3.1/a). La critica cade pertanto nel
vuoto.

 

                                   6.   La
ricorrente considera infine la decisione del Giudice di pace “in opposizione” a
quanto stabilito dal Pretore nella procedura di auto fallimento.

 

                                         Non
si può che ribadire l’incompetenza di questa Camera, nella sua veste di
autorità di vigilanza, a pronunciarsi su censure rivolte all’operato del
Giudice di pace (v. sopra consid. 3). Sia come sia, la decisione del Giudice di
pace ha un oggetto diverso da quello della procedura di fallimento, ovvero l’esame
della situazione economica dell’escussa per determinare se a quasi tre anni
dalla decisione di fallimento, decretato il 3 maggio 2018, essa è tornata a
miglior fortuna, fondandosi su dati aggiornati rispetto a quelli presi in
considerazione dal giudice del fallimento.

                                   7.   Nella limitata misura in cui è ricevibile, il ricorso va pertanto
respinto. La domanda di effetto sospensivo diventa così senza oggetto.

 

                                   8.   Per
legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ammissibile il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –    ;

  –   .

   

  

                                         Comunicazione all’Ufficio d’esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.