# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2e2db744-abb0-51ed-ae9c-bb26fcba601a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-05-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 02.05.2000 INC.1999.60908
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-60908_2000-05-02.html

## Full Text

N. 609.99.8 M                                                             Lugano,
2 maggio 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per
statuire sull’istanza inoltrata in data 14 aprile 2000 dal

Procuratore Pubblico avv.
__________

intesa ad
ottenere la proroga di due mesi, ovvero sino al 9 luglio 2000, del carcere
preventivo cui è astretto

__________, 

(difeso d’ufficio
dall’avv. __________)

nel
procedimento penale a suo carico per titolo di atti sessuali con fanciulli,
pornografia e violazione del dovere di assistenza o educazione;

lette le
osservazioni 20/21 aprile 2000 dell’accusato, che per il tramite del proprio
difensore si oppone alla proroga richiesta;

avuti a
disposizione gli atti formanti l’inc. MP 2909/99/MV;

ritenuto e considerato

in fatto ed in
diritto:

che

-       
questo giudice ha di recente concesso una prima proroga della
carcerazione preventiva cui è astretto __________, constatando esistenza di
indizi di colpevolezza sufficientemente concreti, assortiti da esigenze
istruttorie accompagnate da pericolo di collusione e pericolo di fuga (v.
decisione 3 marzo 2000, inc. GIAR 609.99.7, particolarmente consid. 2c, 4b e
6), tuttavia di durata inferiore a quanto postulato dal magistrato inquirente
(loc. cit., consid. 7);

-       
predetta decisione di questo giudice è stata confermata dalla
Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello con decisione 31 marzo 2000,
decisione che riafferma in quanto “pacifica l’esistenza di sufficienti e
concreti indizi di colpevolezza” (loc. cit., inc. CRP 60.2000.94, consid. 2
p. 4), il pericolo di collusione “visto l’atteggiamento processuale ed il
carattere autoritario e violento del ricorrente, nonché la gravità degli
addebiti” (loc. cit., consid. 4 p. 6), infine il pericolo di fuga (loc.
cit., consid. 5 p. 7);

-       
il Procuratore Pubblico, richiamati i già ammessi pericoli di
fuga e collusione (v. istanza, inc. GIAR 609.99.8 doc. _, p. 2), si vede
costretto ad inoltrare la presente, ulteriore istanza di proroga del carcere
preventivo a seguito dell’inoltro di un’istanza 10/11 aprile 2000 di
complementi istruttori da parte della difesa, l’evasione della quale –
parzialmente accolta con decisione 27 aprile 2000 – non può essere garantita
entro il termine originariamente prorogato, considerato anche l’imminente
picchetto del magistrato inquirente, che interferisce giocoforza sui termini a
disposizione per le ulteriori audizioni (ibid.);

-       
l’accusato si oppone alla proroga richiesta, ritenendo “che
non sussista più la necessaria premessa della presenza di motivi di interesse
pubblico” (osservazioni, inc. GIAR 609.99.8 doc. _ p. 2) e che la proroga
richiesta sia comunque di durata eccessiva (ibid.);

-       
l'art. 95 CPP, dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui
l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare
e - segnatamente come nel caso in discussione - proroga del carcere preventivo
a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi
e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono
presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui
concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione ed un certo pericolo di
recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad
assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale
espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16
novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3), e
ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986
pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381);

-       
i menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore
nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà
e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989
pag. 287 ss.). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali,
non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128);

-       
si deve allora constatare che sufficienti presupposti di legge,
come anche esplicitati dalla dottrina e dalla giurisprudenza, sono presenti
nella situazione personale e processuale di __________ a legittimare e
giustificare l’ulteriore perdurare della cautelare privazione della sua libertà
oltre il termine legale disposto dall’art. 102 cpv. 2 CPP;

-       
circa l’esistenza di sufficienti indizi di colpevolezza, basta
qui senz’altro un rinvio alla precedente decisione di proroga 3 marzo 2000
(inc. GIAR 609.99.7, consid. 2c p. 4), confermata e precisata dalla Camera dei
ricorsi penali con sentenza 31 marzo 2000 (inc. CRP 60.2000.94 consid. 2 p. 4);

-       
del pari non ragionevolmente contestabile appare il pericolo di
collusione con moglie e figli, già ritenuto in precedenza (v. decisione GIAR,
cit., consid. 4b; sentenza CRP, cit., consid. 4) e per nulla sminuito dalla
generica contestazione “di aver mai avuto un atteggiamento violento o
intimidatorio” (osservazioni, cit., p. 2);

-       
pericolo di collusione che, nel caso concreto, certamente non
decresce mano a mano che le indagini progrediscono (v. osservazioni, cit., p.
3), neppure in relazione alle prove già raccolte (ibid.): l’atteggiamento
processuale assunto dall’accusato, insieme con la sua personalità, fanno
ritenere infatti che tale pericolo continui ad “esistere anche dopo la
conclusione dell’istruttoria formale predibattimentale, e fino al pubblico
dibattimento, in particolare con riferimento a quei mezzi di prova che devono
ancora essere assunti o che vengono nuovamente assunti nel corso del
dibattimento” (sentenza CRP cit., consid. 4, con rinvio a DTF 23 marzo 2000
in re S.B., consid. 4a ed altra giurisprudenza). E l’imminente collocamento dei
figli presso una famiglia affidataria non esclude la possibilità teorica di
collusione, comunque manifesta anche per rapporto alla moglie;

-       
già essendo discorso di nuovi mezzi di prova che devono ancora
essere assunti, ed a valere quale discussione del corrispondente presupposto di
legge per l’ulteriore mantenimento della carcerazione preventiva di __________,
vale la pena di rammentare l’inoltro di un’istanza di complementi istruttori
proposta dall’accusato, e parzialmente accolta dal magistrato inquirente – da
cui discende l’esistenza di ulteriori necessità istruttorie, alle quali faranno
seguito gli usuali passi formali (deposito atti, chiusura ed emanazione
dell’atto d’accusa);

-       
anche per il pericolo di fuga deve bastare il rinvio a quanto già
detto (v. decisione GIAR, cit., consid. 6; sentenza CRP, cit., consid. 5), con
la precisazione che l’asserita assenza di “un elemento concreto che desse
adito a questa possibilità” (osservazioni, p. 3 in fine) dal quale dedurre
l’intenzione dell’accusato di rifugiarsi in uno Stato estero non potrebbe, di
per sé, inficiare l’apprezzamento dell’insieme delle circostanze che ha portato
i giudici a concludere in modo divergente rispetto all’accusato;

-       
per quanto riguarda la proporzionalità del carcere preventivo, va
detto che il procedimento penale contro __________ sfocerà con sufficiente
verosimiglianza in una condanna ad una importante pena privativa della libertà,
di durata comunque ben superiore alla carcerazione preventiva già subita ed
ancora prospettabile (v. in tal senso già decisione 3 marzo 2000, cit., consid.
6), da cui discende la proporzionalità di principio di una ulteriore proroga
del carcere preventivo sia con riferimento alla durata complessiva dello stesso
sia con riguardo ai tempi tecnici necessari per l’assunzione delle nuove prove
ammesse dal Procuratore Pubblico (rispettivamente per l’evasione di eventuali
gravami interposti contro la parziale negazione dei complementi richiesti),
oltre ai passi formali conseguenti (nuovo deposito degli atti e chiusura
dell’istruttoria formale);

-       
vale inoltre la pena di precisare che la proroga non va letta
come punizione per avere l’accusato esercitato i propri diritti (v.
osservazioni, cit., p. 2), ma non può nel contempo giustificare automaticamente
che egli venga rimesso in libertà solo perché ha inoltrato istanza di
complementi – tanto più che la precedente proroga era già stata concessa per
una durata inferiore a quanto richiesto dal magistrato d’accusa, con l’espressa
precisazione che non si voleva speculare sui tempi eventualmente necessari per
evadere complementi non ancora chiesti (v. in tal senso decisione 3 marzo 2000,
cit., consid. 7). Coerenza vuole allora che, di fronte ad una nuova istanza di
proroga del carcere preventivo, si tenga debitamente conto del fatto che una
prima proroga venne concessa in termini ridotti per non speculare su istanze
non ancora inoltrate;

-       
per quanto attiene alla durata della proroga richiesta, va
rilevata la prontezza con la quale il Procuratore Pubblico ha evaso l’istanza
di complementi istruttori dell’accusato, già fissando (per quanto fattibile) le
date delle audizioni da lui ammesse. Rammentata la preminente importanza del
principio di celerità nei procedimenti con accusato in detenzione, e visti i
tempi prospettabili per l’evasione dei complementi istruttori ammessi, è
doveroso ritenere che essi dovrebbero poter venire assunti entro la fine del
corrente mese di maggio. Il susseguente deposito degli atti – limitato alle
risultanze delle nuove prove ammesse dal Procuratore Pubblico (art. 196 cpv. 4
CPP) – dovrebbe poter essere effettuato senza affanno alcuno entro la prima metà
del mese di giugno. Nella situazione attuale, allora, appare giustificata una
proroga del carcere preventivo cui è sottoposto __________ fino al giorno di
lunedì 26 giugno 2000 compreso: va da sé che non si è tenuto conto, qui, di
eventuali ulteriori complementi istruttori chiesti dalle parti, rispettivamente
di eventuali procedure di reclamo in punto a complementi non accolti dal
magistrato inquirente – eventualità che potranno senz’altro giustificare
un’ulteriore proroga;

-       
in conclusione, l’istanza di proroga appare giustificata a causa
almeno del pericolo di collusione, delle ancora prospettabili necessità
d’inchiesta e, abbondanzialmente, di un concreto pericolo di fuga. Essa appare
invece leggermente abbondante nella durata, e deve dunque essere accolta solo
parzialmente, con la presente decisione esente da tassa e spese di giudizio
(art. 39 lit. f TG e contrario) e suscettibile di impugnazione entro 10
(dieci) giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello (art.
284 cpv. 1 lit. a CPP).

*   *  
*

 

 

Per i quali
motivi,

richiamati
gli articoli menzionati e gli artt. 103, 280 ss. e 284 CPP

decide:

1.   L’istanza 14 aprile
2000 di proroga del carcere preventivo cui è astretto __________ è parzialmente
accolta.

§     Di
conseguenza, la detenzione preventiva cui è astretto l’accusato viene prorogata
sino al prossimo 26 giugno 2000 compreso.

2.   Non si percepiscono né
tassa né spese giudiziarie.

3.   Contro la presente
decisione è data facoltà di ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro 10
(dieci) giorni dall’intimazione.

4.   Intimazione:

-      avv. __________, per sé e per l’accusato
__________;

-      Procuratore
Pubblico avv. __________, con copia delle osservazioni dell’accusato
resistente.

giudice __________