# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9714d25d-653d-5785-a0d8-0f0aad937d4b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-12-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 20.12.2017 11.2016.87
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2016-87_2017-12-20.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2016.87

  	
  Lugano

  20 dicembre 2017/jh

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G.
  A. Bernasconi, presidente,

  Giani
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Fasola

  

 

 

sedente
per statuire nella causa SO.2015.916 (protezione
dell'unione coniugale) della Pretura della giurisdizione di Locarno Città,
promossa con istanza del 1° dicembre 2015 da

 

	
   

  	
  AO 1 

  (patrocinata
  dall'avv. PA 2) 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 

  (patrocinato
  dall'avv. PA 1),

  

 

giudicando
sull'appello del 12 settembre 2016 presentato da AP 1 contro la sentenza emessa
dal Pretore aggiunto il 31 agosto 2016, come pure sull'appello incidentale del
30 settembre 2016 presentato da AO 1 contro la medesima sentenza;

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   AP
1 (1963) e AO 1 (1967) si sono sposati a __________ il 28 ottobre 1995. Dal
matrimonio sono nate G__________, il 26 novembre 1996, e A__________, il
17 marzo 1999. Il marito, medico dentista, è titolare di uno studio proprio a __________.
La moglie, igienista, lavora nello studio quale dipendente a tempo parziale
(60%). I coniugi vivono separati dal 13 maggio 2015, quando AO 1 e le figlie
hanno lasciato l'abitazione coniugale di __________ (particella n. 1058 RFD,
comproprietà per tre quarti del marito e per il resto della moglie), trasferendosi
in un appartamento a __________.

 

                                  B.   Il
1° dicembre 2015 AO 1 si è rivolta al Pretore della giurisdizione di Locarno Città
con un'istanza a tutela del­l'unione coniugale per essere autorizzata a vivere
separata e ottenere l'affidamento della figlia A__________ (riservato il
diritto di visita paterno), come pure l'attribuzione in uso di una M__________,
offrendo dal canto suo l'assegnazione in uso dell'abitazione coniugale al marito
dietro assunzione dei relativi costi. Essa ha chiesto inoltre di condannare il
marito a versarle dal 1° giu­gno 2015 un contributo alimentare fr. 2700.– mensili (da aumentare a fr. 3700.–
mensili il giorno in cui avesse cessato di “esplicare lavori amministrativi”
per lui) e uno di fr. 1860.–
mensili per A__________ (assegni familiari non compresi) “sino al termine della
prima formazione”.

 

                                  C.   Al
contraddittorio del 28 gennaio 2016 l'istante ha ribadito le proprie domande.
Il convenuto ha consentito alla vita separata, al­l'affidamento di A__________
alla madre (riservato il proprio diritto di visita), all'assegnazione a lei della
M__________ e all'attribuzione in uso a sé dell'abitazione coniugale, offrendo un
contributo alimentare per la sola
figlia di fr. 1860.– mensili (assegni
familiari compresi). AO 1 ha replicato, ribadendo le proprie richieste, salvo
dichiarare superata quella relativa alla M__________, sostituita nel frattempo
da un altro veicolo. AP 1 ha duplicato, ribadendo a sua volta la propria
posizione. Il contraddittorio è proseguito il 10 marzo 2016, quando entrambe le
parti hanno notificato prove.

 

                                  D.   Chiusa
l'istruttoria il 13 aprile 2016, le parti hanno rinunciato alle arringhe
finali, limitandosi a conclusioni scritte. Nel proprio allegato del 23 maggio
2016 l'istante ha ribadito le sue domande, salvo aumentare a fr. 3770.– mensili il contributo
alimentare chiesto per sé e a fr. 2178.–
mensili quello per A__________ (assegni familiari non compresi), non senza produrre
un “contratto di mantenimento” del maggio 2016 in cui AP 1 si impegna a garantire
a G__________ un tenore di vita di fr. 2550.– mensili (assegni familiari inclusi) fino al conseguimento del master
al Politecnico federale di __________. Nel proprio allegato di quello
stesso giorno il convenuto ha mantenuto il suo punto di vista.

 

                                  E.   Statuendo
con sentenza del 31 agosto 2016, il Pretore aggiunto ha autorizzato i coniugi a
vivere separati, ha attribuito l'uso del­l'abitazione coniugale (con il mobilio
e i relativi oneri) al marito, ha affidato A__________ alla madre (riservato il
diritto di visita paterno) e ha condannato AP 1 a versare dal 1° giugno 2015 un
contributo alimentare di fr. 1185.–
mensili indicizzati per la moglie, come pure un contributo alimentare di
fr. 2535.– mensili indicizzati per A__________
(assegni familiari non compresi) “fino alla maggiore età o al termine della
formazione scolastica o professionale”. Le spese processuali di fr. 1500.– sono
state poste per un terzo a carico dell'istante e per il resto a carico del convenuto,
tenuto a versare alla moglie fr. 2800.– per ripetibili.

 

                                  F.   Contro
la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 12
settembre 2016 per ottenere che, previo conferimento dell'effetto sospensivo, il
contributo alimentare in favore
della moglie sia soppresso e quello per A__________ ridotto a fr. 1860.– mensili (assegni familiari compresi) “sino
al termine della prima formazione”, da corrispondere direttamente alla figlia
dopo la maggiore età. La richiesta di effetto sospensivo è stata accolta
dal presidente della Camera per quanto riguarda i contributi alimentari dovuti
dall'appellante dal 1° giugno 2015 fino al 31 agosto 2016, mentre è stata
respinta per i contributi dovuti in seguito. Nelle sue osservazioni del 30 settem­bre 2016 AO 1 propone di respingere
l'appello e con appello incidentale chiede di aumentare il contributo
alimentare per sé a fr. 3770.– o, in subordine, a fr. 2185.– mensili. AP 1 non
è stato chiamato a esprimersi sull'appello incidentale.

 

                                  G.   Constatato
che il 17 marzo 2017 A__________ è divenuta mag­giorenne, il giudice delegato
della Camera ha impartito alla medesima il 14 novembre 2017 un termine di 10
giorni per comunicare se ratificasse l'operato della madre in merito alla
richiesta di contributo alimentare. A__________ ha confermato il 21 novem­bre
2017 di approvarlo, tranne inoltrare il 4 dicembre 2017 a questa Camera una
lettera in cui essa chiedeva al padre di ritirare l'appello per quanto concerne
il contributo di mantenimento in suo favore. AP 1 non ha controfirmato la
lettera, ma ha rilasciato alla figlia una dichiarazione scritta del 13 dicembre
2017 in cui assicura alla medesima lo “stesso trattamento ” riservato alla sorella
G__________.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Le misure a protezione dell'unione coniugale sono impugnabili
con appello, trattandosi di procedura sommaria (art. 271 lett. a CPC), entro 10
giorni dalla notificazione della sentenza (art. 314 cpv. 1 CPC). Se esse
vertono su questioni meramente patrimoniali, nondimeno, l'appello è ammissibile
soltanto se il valore litigioso raggiungeva almeno fr. 10 000.– secondo l'ultima conclusione
riconosciuta nella decisione impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). Nella fattispecie
tale presupposto è dato, ove appena si consideri l'entità dei contributi
alimentari in discussione davanti al Pretore aggiunto (fr. 3770.– mensili per
la moglie dal 1° giugno 2015, senza nemmeno considerare il contributo per la
figlia). Quanto alla
tempestività del rimedio giuridico, la sentenza impugnata è stata notificata
alla patrocinatrice del convenuto il 1° settembre 2016, di modo che il termine
di ricorso è cominciato a decorrere l'indomani e sarebbe scaduto domenica 11
settembre 2016, salvo protrarsi al lunedì successivo in virtù dell'art. 142
cpv. 3 CPC. Depositato il 12 settembre 2016, ultimo giorno utile, l'appello in
esame è dunque ricevibile.

 

                                   2.   L'invito a formulare osservazioni all'appello è
stato notificato alla patrocinatrice di AO 1 il 20 settembre 2016, sicché il
memoriale di risposta depositato il 30 settembre 2016 in una cassetta delle
lettere in via __________ a __________ (dichiarazione 1° ottobre 2016 di __________
B__________) è tempestivo. Improponibile risulta invece l'appello incidentale,
che non è ammesso nella procedura sommaria (art. 314 cpv. 2 CPC). Tale rimedio
giuridico sfugge dunque a qualsiasi disamina.

 

                                   3.   Il
4 dicembre 2017 A__________ ha fatto seguire a questa Camera – come si è
accennato – una lettera in cui essa chiedeva al padre di ritirare l'appello per
quanto concerne il contributo di mantenimento in suo favore. AP 1 non ha controfirmato
la lettera, ma ha rilasciato alla figlia una dichiarazione scritta del 13 dicembre
2017 in cui assicura alla medesima lo “stesso trattamento ” riservato alla sorella
G__________. Non avendo il convenuto ritirato formalmente l'appello, non è data
desistenza. Questa Camera deve pertanto statuire sull'appello. Ciò non
impedisce a padre e figlia, maggiorenne, di accordarsi diversamente, ma non
influisce sull'esito dell'attuale procedura.

 

                                   4.   Litigiosi rimangono
dunque, in questa sede, i contributi alimentari per la moglie e la figlia A__________.
A tal fine, ravvisata una situazione economica particolarmente agiata, il
Pretore aggiunto ha applicato il metodo di calcolo fondato sull'ammontare del dispendio
effettivo, come chiedeva il marito. Ciò premesso, egli ha accertato il fabbisogno
effettivo della moglie in fr. 5560.–
mensili (minimo esistenziale del diritto esecutivo per genitore affidatario fr. 1350.–,
premio della cassa malati [inclusa l'assicurazione complementare] fr. 608.40,
locazione fr. 1400.– [già dedotta la quota di un terzo compresa nel fabbisogno
in denaro di A__________], assicurazione della mobilia domestica e contro la
responsabilità civile fr. 40.50, spese di trasferta fr. 400.–, vacanze e tempo
libero fr. 400.–, “terzo pilastro” fr. 561.58, imposte fr. 800.–). Quanto
al reddito di lei, il primo giudice lo ha determinato in fr. 4375.– mensili (di
cui fr. 1000.– mensili per le sole mansioni amministrative) con riferimento alla
media delle entrate dal maggio del 2015 fino all'aprile del 2016, giungendo alla
conclusione che per finanziare il suo tenore di vita mancano al­l'istante fr.
1185.– mensili.

 

                                         Il Pretore aggiunto ha
calcolato poi il fabbisogno in denaro di A__________, studente liceale, sulla
scorta delle raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento
professionale del Canton Zurigo per gli anni 2013–2015 secondo la fascia d'età
per un figlio unico. Dopo avere maggiorato del 25% il valore tabellare di “vitto”,
“vestiario” e “altri costi” per tenere conto delle condizioni agiate della
famiglia, egli ha sostituito il costo tabellare dell'alloggio con quello
effettivo (fr. 800.– mensili, ovvero
un terzo della pigione pagata dalla madre), ha ridotto la posta per “cura e
educazione” di quanto la madre fornisce in natura (fissando la spesa a fr.
198.– mensili, ovvero il 60% di fr. 330.–) e ha dedotto l'assegno familiare (fr.
250.– mensili), compreso nelle previsioni della tabella. Onde un fabbisogno in
denaro di fr. 2535.– mensili.

 

                                         Per
quanto attiene al convenuto, il Pretore aggiunto ne ha definito il reddito netto,
sulla base della media annua delle entrate da lui conseguite tra il 2012 e il 2014,
in fr. 16 110.– mensili a fronte di un fabbisogno
effettivo di fr. 8025.– mensili (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr.
1200.–, premio della cassa malati [inclusa l'assicurazione complementare] fr.
397.95, costo del­l'alloggio fr. 2100.–, “spese veicoli” fr. 500.–, “terzo
pilastro” fr. 2429.65, imposte fr. 1400.–). Nelle condizioni descritte egli
ha ritenuto così che, una volta coperto il proprio fabbisogno effettivo, dal 1° giugno
2015 il convenuto è in grado di colmare con il provento del suo lavoro l'ammanco
nel fabbisogno effettivo della moglie, di assicurare il fabbisogno in denaro di
A__________, cui il contributo alimentare va versato direttamente dopo la maggiore
età, e di sostentare adeguatamente G__________.

 

                                   5.   L'appellante
critica anzitutto il fabbisogno effettivo della moglie, dal quale chiede di espungere
la posta per vacanze e tempo libero, come pure quella per il “terzo pilastro”
previdenziale, e di ridurre l'onere d'imposta a fr. 500.– mensili, sicché il
dispendio complessivo di lei si riduce a fr. 4298.90 mensili. E con il suo
proprio reddito, soggiunge l'appellante, AO 1 è in grado di finanziare tale
fabbisogno senza far capo a contributi di mantenimento.

 

                                         a)   Per
quel che è delle vacanze e del tempo libero, il Pretore aggiunto ha rilevato
che nel memoriale conclusivo l'istante
non aveva inserito la spesa nel calcolo del proprio fabbisogno minimo, poiché
la considerava verosimilmente inclusa nella quota di metà eccedenza del
bilancio familiare da lei rivendicata in base a quel metodo di calcolo. Riguar­do
all'importo di fr. 400.– mensili, il primo giudice ha reputato che siccome la famiglia
soleva trascorrere una settimana sciistica in inverno, visitare una città in
autunno e passare 10 o 15 giorni al mare in Europa o nel Sud-Est asiatico, la somma
appare sostanzialmente congrua, tanto più che la moglie partecipava a tali
spese nella misura variante da un quarto a un terzo e coltivava la passione per
il cinema (sentenza impugnata, pag. 18 seg.).

 

                                               Il
convenuto rimprovera al Pretore aggiunto di avere riconosciuto una pretesa non
allegata, cui la moglie doveva presumersi avere rinunciato. Così argomentando,
tuttavia, egli non si confronta con l'opinione del primo giudice. Non spiega
cioè per quale ragione la spesa per vacanze e tempo libero non potesse ritenersi
compresa nella quota di mezza eccedenza del bilancio familiare che la moglie
rivendicava, coerentemente con il metodo di calcolo da lei applicato. Carente
di motivazione (nel senso dell'art. 311 cpv. 1 CPC), al riguardo l'appello si
rivela pertanto irricevibile. Quanto all'entità della spesa, l'appellante non
illustra – una volta ancora – perché la stima di fr. 400.– mensili che il
Pretore aggiunto ha operato sulla scorta degli atti denoterebbe un
apprezzamento censurabile, né egli contesta che la famiglia fosse solita trascorrere
ferie (anche esotiche) in inverno, in estate e in autunno. Basti pensare che per
le sole vacanze alle Maldive in occasione dei 18 anni della figlia G__________
l'istante risulta avere speso 

fr. 10 000.– (interrogatorio del 7 aprile 2016: verbale, pag. 5;
doc. NN: estratto conto della Banca __________ il 31 dicembre 2014). Insufficientemente
motivato, anche su questo punto l'appello si rivela di conseguenza
irricevibile.

 

                                         b)   Relativamente
alla spesa per il “pilastro 3a”, il Pretore aggiunto ha accertato il versamento
annuo di fr. 6739.– alla Fondazione
di Previdenza Risparmio 3 presso la Banca dello Stato del Cantone Ticino (doc.
U), esborso che l'istante considerava verosimilmente compreso – una volta di
più – nella quota di mezza eccedenza del bilancio familiare da essa rivendicata
secondo il metodo di calcolo da lei adottato (sentenza impugnata, pag. 19). Sta
di fatto che al proposito nulla conforta siffatta verosimiglianza. La spesa per
vacanze e tempo libero era stata per lo meno allegata da AO 1 nell'istanza (pur
essendo stata tralasciata nel memoriale conclusivo). A ragione l'appellante
sottolinea invece che il versamento al “terzo pilastro” potrà fors'anche evincersi
dagli atti, ma non è mai stato fatto valere.

 

                                               Del
resto, contrariamente alla voce “vacanze e tempo libero” che l'istante non avrebbe
potuto pretendere di includere nel fabbisogno minimo da lei esposto in
applicazione del metodo di calcolo fondato sul riparto a metà dell'eccedenza
del bilancio familiare (I CCA, sentenza inc. 11.2015.72 del 7 aprile 2017,
consid. 6b, 6c e 6h con rinvii), la somma destinata annualmente al pilastro previdenziale “3a” poteva senz'altro essere inserita
nel fabbisogno minimo, senza dover essere finanziata con la quota di mezza eccedenza
(Hausheer/ Spycher, Handbuch des Unterhalts­rechts, 2ª edizione,
pag. 62 n. 02.41). Né il Pretore aggiunto poteva tenere conto d'ufficio di
una spesa mai rivendicata, in merito alla quale il marito non aveva avuto modo
di esprimersi. Su questo punto l'appello merita dunque accoglimento, nel senso
che il versamento annuo di fr. 6739.–
al “terzo pilastro” non può essere considerato nel fabbisogno effettivo dell'istante.

 

                                         c)   Quanto
all'onere fiscale, il Pretore aggiunto l'ha stimato in fr. 800.– mensili, reputando l'importo adeguato
alla nuova situazione economica di AO 1 (sentenza impugnata, pag. 18). L'appellante
sostiene che il carico d'imposta “non ammonta certamente a fr. 800.– mensili e deve
essere ridotto a fr. 500.–”. Così argomentando, egli si limita tuttavia ad
affermare il proprio punto di vista, senza spiegare perché la valutazione del primo giudice
sarebbe indifendibile anche a un sommario esame come quello che presiede
all'emanazione di misure protettrici dell'unione coniugale. Non motivato a
sufficienza, in proposito l'appello si rivela ulteriormente irricevibile.
Se ne conclude che, in definitiva, il dispendio effettivo dell'istante va accertato
in fr. 4998.40 mensili.

 

                                   6.   Relativamente alla
questione di sapere se la moglie sia in grado di sopperire da sé al proprio
fabbisogno effettivo, l'appellante sostiene che essa ne è manifestamente capace, potendo estendere la propria
attività lucrativa sulla base del nuovo contratto di lavoro formalizzato il 21
luglio 2015 (doc. 17) e conseguire un reddito di fr. 5976.76 netti mensili.

 

                                         a)   Nella
sentenza impugnata il Pretore aggiunto ha accertato che nell'aprile del 2015 l'istante
ha aumentato il proprio grado d'occupazione, portando la sua attività lucrativa
da due a tre giorni la settimana. Fino all'estate del 2014 essa percepiva una
retribuzione fissa di fr. 5000.– lordi per 13 men­silità (di cui fr. 1000.– per
i lavori amministrativi e altri fr. 1000.– per l'attività di casalinga), mentre
dopo di allora la rimunerazione di lei è passata al 42.32% della cifra d'affari
generata dalla sua attività di igienista, compresi – fra l'altro – 25 giorni di
ferie, 14 giorni festivi e 10 giorni di aggiornamento professionale. Ciò nonostante
– egli ha precisato – l'istante ha continuato a fruire di ferie ben più lunghe rispetto
alle cinque settimane cui avrebbe avuto diritto. Ne ha desunto, il primo giudice,
che il tenore di vita goduto fino alla separazione consentiva a AO 1 di non
lavorare per la maggior parte delle vacanze scolastiche. Calcolato dunque il reddito
mensile della moglie sulla base della media delle
entrate conseguite dal maggio del 2015 (separazione di fatto) fino all'aprile
del 2016, il Pretore aggiunto ha determinato un
reddito netto di fr. 4375.– mensili (inclusa l'indennità di fr. 1000.–
lordi per mansioni amministrative), senza gli assegni familiari. E siccome in
concreto gli introiti dei coniugi bastano per finanziare le due economie
domestiche separate, il primo giudice ha rinunciato a imputare alla moglie un
reddito ipotetico (sentenza impugnata, pag. 21 a 23).

 

                                         b)   L'appellante
non contesta che il reddito di un lavoratore dipendente sia quello netto conseguito
nell'ultimo anno oggetto dell'istruttoria. Si duole tuttavia che il primo
giudice abbia ritenuto vincolante il nuovo contratto di lavoro dell'istante per
quanto attiene alla retribuzione, ma non per gli altri accordi, i quali sono
entrati in vigore – egli ricorda – sin dall'agosto del 2014, come si evince dal­l'aggiunta
a mano della moglie al punto 3.1.3 del contratto, anche se quest'ultimo è stato
siglato formalmente solo nel luglio del 2015. Le parti avevano deciso così –
prosegue l'appellante – di limitare a cinque settimane l'anno le vacanze dell'interessata
già durante la comunione domestica, ciò che all'istante non poteva sfuggire, sia
perché essa era rimasta l'unica igienista attiva nello studio dentistico, sia
perché essa non doveva più occuparsi delle figlie. In condizioni del genere – epiloga
il convenuto – il primo giudice non poteva intravedere un diritto a vacanze più
estese.

 

                                                Che
il nuovo contratto di lavoro dell'istante preveda cinque settimane di ferie (pagate)
l'anno è pacifico, com'è indubbio che esso sia stato applicato già dall'estate
del 2014, quando le parti non vivevano ancora separate. Sta di fatto che, contrariamente
all'opinione dell'appellante, il primo giudice non ha ritenuto vincolante solo
una parte dell'intesa. Ha semplicemente constatato che il tenore di vita effettivo
della moglie al momento alla separazione consentiva alla medesima – nonostante
il nuovo contratto – di non lavorare per la maggior parte delle vacanze
scolastiche, onde un numero di giorni liberi maggiore rispetto a quello formalmente
pattuito. E l'appellante non pretende che ciò non sia vero.

 

                                               Si
aggiunga che il punto n. 4.4 del contratto (doc. 17) non escludeva – con
l'assenso del marito – giorni liberi supplementari (seppure non retribuiti). Né
il convenuto assume che prima della separazione l'istante abbia fruito di
giorni liberi non autorizzati. Accenna invero a un suo rifiuto per le vacanze
pasquali del 2016 e denuncia un comportamento abusivo della moglie che, minacciando
di licenziarsi, avrebbe continuato a profittare di vacanze supplementari. Ciò
non riguarda tuttavia il tenore di vita condotto al momento della separazione
(risposta 25 aprile 2016 della patrocinatrice del convenuto a una lettera 10
maggio 2016 della patrocinatrice dell'istante, nella cartella rosa). Per il
resto l'appellante non contesta che il bilancio familiare sia in grado di assicurare
alla famiglia – come si vedrà ancora (consid. 7) – il livello di vita sostenuto
durante la comunione domestica. La sommaria decisione del primo giudice di
attenersi al reddito effettivo conseguito dall'istante al momento della separazione,
rinunciando a imporre un'estensione del­l'attività lucrativa e un guadagno potenziale,
resiste pertanto alla critica. Ne discende che, con un guadagno di fr. 4375.– mensili, mancano a AO 1 fr. 625.– mensili (arrotondati) per coprire il dispendio
effettivo.

 

                                   7.   Relativamente al
fabbisogno in denaro di A__________, l'appellante chiede che esso sia ridotto
da fr. 2535.– a fr. 1860.– mensili (compreso l'assegno familiare,
attualmente percepito dalla madre). Egli insta altresì per essere autorizzato a
versare il contributo alimentare direttamente alla figlia dopo la maggiore età,
fino al termine della prima formazione scolastica o professionale.

 

                                         a)   Il
convenuto deplora anzitutto che il Pretore aggiunto abbia stabilito il fabbisogno
in denaro di A__________ come quello di un figlio unico, trascurando che la
sorella G__________ studia sì a __________, ma rientra regolarmente durante i fine
settimana e le vacanze al domicilio di __________, dove ha una camera propria. Inoltre
– egli soggiunge – il primo giudice ha trascurato che egli provvede anche al sostentamento
di G__________ in virtù di un accordo fra le parti. Onde la richiesta di
calcolare il fabbisogno in denaro di A__________ come quello di un minorenne in
una fratria di due, conformemente a quanto prevede la giurisprudenza e a quanto
aveva postulato la moglie stessa nell'istanza del 1° dicembre 2015.

 

                                         b)   Intanto
non è vero che, come pretende il convenuto con riferimento alla sentenza di
questa Camera pubblicata in RtiD 

                                               II-2007 pag. 671 consid. 3a, un'intesa
fra genitori sul mantenimento di un figlio maggiorenne giustifichi di calcolare
il fabbisogno in denaro del maggiorenne alla stessa stregua di quello di un fratello
minorenne. Anche se i genitori sono d'accordo sul contributo per il maggiorenne,
il fabbisogno in denaro del minorenne può essere determinato come quello in una
fratria di due solo se il maggiorenne vive nella stessa econo­mia domestica (RtiD
II-2006 pag. 693 consid. 4). In concreto, come rileva l'appellante, G__________
frequenta il Politecnico __________ a __________. Certo, essa continua a essere
domiciliata a Locarno, dove ha una camera propria, ma ciò non basta per concludere
che essa viva – quanto meno per la maggior parte del tempo – nella stessa economia
domestica della sorella. A ragione perciò il Pretore aggiunto ha equiparato A__________,
dal profilo economico, a una figlia unica (per analogia: RtiD II-2006 pag. 693
consid. 4b). Che nel­l'istanza AO 1 abbia considerato il fabbisogno in denaro
di A__________ come quello di un figlio minorenne in una fratria di due poco
giova. A parte il fatto che essa ha rettificato la richiesta nel memoriale
conclusivo (pag. 2), sul mantenimento di figli minorenni il giudice non è vincolato
alle conclusioni delle parti (principio inquisitorio illimitato: art. 296
cpv. 3 CPC). Al proposito l'appello manca perciò di consistenza.

 

                                         c)   L'appellante
contesta anche la maggiorazione del 25% del fabbisogno in denaro della figlia
determinato dal Pretore aggiunto all'appoggio delle note raccomandazioni diramate
dal­l'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del
Canton Zurigo. Egli non discute che in
condizioni economiche particolarmente favorevoli pos­sa applicarsi tale supplemento
(RtiD II-2010 pag. 632 con rinvii). Si duole del fatto che il primo giudice si sia scostato dalla comune
richiesta dei genitori, dimenticando però – una volta di più – che nelle
questioni inerenti agli interessi dei figli minorenni vige il principio
inquisitorio illimitato. E in forza di tale principio il Pretore aggiunto
avrebbe dovuto applicare la maggiorazione del 25% linearmente sull'intera
previsione della tabella annua, compreso il costo dell'alloggio e la posta per
cura e educazione (RtiD II-2010 pag. 637 consid. 8d), non solo sulle voci per
il “vitto”, il “vestiario” e gli “altri costi” (sopra, consid. 3). D'ufficio
questa Camera potrebbe finanche sostituirsi in simili circostanze al primo
giudice e operare le maggiorazio­ni necessarie (analogamente: I CCA, sentenza
inc. 11.2014.84 del 3 agosto 2016, consid. 12). Dato nondimeno che nella
fattispecie il margine disponibile del convenuto a fine mese, seppur cospicuo, è
nettamente inferiore a quello di fr. 11 000.–
di cui beneficiava l'interessato nel precedente appena citato, non è il caso di
intervenire imperativamente sul fabbisogno in denaro di A__________, che può rimanere quello di fr. 2535.– mensili stimato dal
Pretore aggiunto (assegni familiari non compresi).

 

                                         d)   Il
1° gennaio 2017 è entrata in vigore la
modifica del Codice civile svizzero sul mantenimento del figlio, del 20 marzo
2015 (RU 2014 pag. 357 segg.), la quale si applica anche alle cau­se già pendenti (art. 13cbis tit.
fin. CC; v. anche art. 407b cpv. 1 CPC). Nella
fattispecie però le parti non hanno presentato nuove conclusioni (art. 407c
cpv. 2 CPC). Comunque sia, a un sommario esame come quello che governa
l'emanazione di provvedimenti a tutela dell'unione coniugale la novella legislativa non appare incidere sull'esito del
giudizio. Dal 1° gen­naio 2017 la posta per “cura e educazione” della tabella
edita dal­l'Uffi­cio della gioventù e dell'orientamento professionale
del Canton Zurigo va sostituita infatti da un “contributo
di accudimento”, ovvero da quanto occorre per garantire effettiva­mente al
figlio cura e educazione (art. 285 cpv. 2 CC). Se il criterio per definire tale
importo fosse quello esemplificato dalla dottrina (Jungo/Aebi-Müller/Schweighauser, Der Betreuungs­unterhalt
in: FamPra.ch 2017 pag. 171; Stoudmann,
Le nouveau droit de l'entretien de l'enfant en pratique: Ce qui change et ce
qui reste in: RMA/ZKE 2016 pag. 432), esso consisterebbe in quanto manca alla
madre affidataria nel caso specifico per coprire il proprio fabbisogno minimo
“allargato” (sulla nozione di fabbisogno minimo “allargato”: I CCA,
sentenza inc. 11.2015.72 del 7 aprile 2017, consid. 6a e 6b).

 

                                                In concreto
il fabbisogno minimo “allargato” di AO 1 non eccede, a un sommario esame, il
fabbisogno effettivo di fr. 4998.40 (consid. 4c),
meno la spesa per vacanze e tempo libero di fr. 400.– mensili (estranea alla
nozione di fabbisogno minimo “allargato”:
I CCA, sentenza inc. 11.2015.72 del 7 aprile 2017,
consid. 6c), per un totale di fr. 4598.40 mensili. L'istante avendo una
capacità lucrativa di fr. 4375.–
mensili, mancano dunque, per
coprire il fabbisogno minimo “allargato”, fr. 223.40 mensili. Il Pretore aggiunto avendo considerato
nel fabbisogno in denaro di A__________ costi per cura e educazione di fr.
198.– mensili (sopra, consid. 3), sostituire la
relativa posta della tabella pubblicata dal­l'Uffi­cio della gioventù e
dell'orientamento professionale del Canton Zurigo con
un “contributo di accudimento” si risolverebbe sostanzial­mente in un esercizio
fine a sé stesso.

 

                                         e)   Tutt'al
più ci si potrebbe domandare se il Pretore aggiunto potesse riconoscere un
contributo alimentare per A__________ di fr. 2535.– mensili allorché nel
memoriale conclusivo l'istante postulava per la figlia il versamento di fr.
2178.– mensili. Dal compimento dei 18 anni la pretesa di un maggiorenne non è
più governata in effetti dal principio inquisitorio illimitato, bensì dal
principio inquisitorio attenuato (“limitato”, “sociale”), in forza del
quale il giudice accerta i fatti d'ufficio, ma rimane pur sempre vincolato alle
richieste di giudizio (art. 58 cpv. 1 CPC; I CCA, sentenza inc. 11.2015.35 del 28
dicembre 2016, consid. 5c con rinvio). Sia come sia, l'appellante non censura
la sentenza impugnata, rimproverando al Pretore aggiunto di essersi sospinto ultra
petita. L'interrogativo può dunque rimanere irrisolto.

 

                                         f)    Non
a torto l'appellante chiede invece di essere autorizzato a erogare il contributo
di mantenimento, dopo la maggiore età di A__________, direttamente a
quest'ultima. Il Pretore aggiunto ha creduto “non necessario” precisare tale
facoltà (sentenza impugnata, consid. 11.3 in fine), ma di fronte alla reazione
del­l'istante (che propone di respingere interamente l'appello) la disposizione
non appare superflua. Conviene aggiungerla pertanto nel dispositivo.

 

                                         g)   L'appellante
recrimina altresì sul fatto che il fabbisogno in denaro di A__________ non sia
stato ripartito su entrambi i genitori. La doglianza si fonda tuttavia sull'erronea
premessa che la moglie disponga di un margine sul fabbisogno effettivo da
destinare al mantenimento della figlia, ciò che non è il caso nella fattispecie
(consid. 5b). Essa non può quindi trovare accoglimento.

 

                                         h)   Infine
l'appellante chiede di versare il contributo alimentare per la figlia “sino al
termine della prima formazione” anziché, come ha stabilito il primo giudice, fino
al termine del relativo percorso scolastico o professionale (sul tema: RtiD
I-2017 pag. 622 consid. 6 con rinvii). Se non che, totalmente privo di motivazione,
su questo punto il ricorso va dichiarato d'acchito irricevibile.

 

                                   8.   In sintesi, e in
ultima analisi, il contributo
alimentare per l'istante va ridotto a fr. 625.– mensili, mentre quello per A__________
rimane invariato. Le spese dell'attuale giudizio seguono il vicendevole grado
di soccombenza (art. 106 cpv. 2 CPC). L'appellante ottiene causa parzialmente
vinta sul contributo alimentare per la moglie, che vede ridurre da fr. 1185.– a
fr. 625.– mensili (ma non sopprimere, come egli postulava). Esce sconfitto invece
sul 

                                         contributo alimentare per A__________ (che
chiedeva di ridurre da fr. 2535.–, assegno familiare non compreso, a fr.
1860.– mensili, assegno familiare compreso). Tutto ponderato, si giustifica perciò
che sopporti tre quarti degli oneri processuali e che rifonda alla controparte,
la quale ha formulato osservazioni all'appello tramite un avvocato, un'adeguata
indennità per ripetibili ridotte (un mezzo dell'indennità piena: v. RtiD
II-2016 pag. 638 consid. 3b). Le spese dell'appello incidentale seguono la
soccombenza di AO 1, mentre non si assegnano ripetibili al convenuto, che non è
stato chiamato a formulare osservazioni.

 

                                         L'esito
del giudizio odierno impone di modificare anche il dispositivo sulle spese e le
ripetibili di primo grado, che il Pretore aggiunto ha posto per un terzo a
carico dell'istante e per il resto a carico del convenuto. Davanti al primo
giudice il contenzioso verteva infatti sul contributo alimentare per la moglie,
che questa rivendicava in fr. 3770.– mensili a fronte di un rifiuto totale
del marito, come pure su quello per A__________, che l'istante quantificava in fr. 2178.– mensili
(assegno familiare non compreso) per rapporto all'offerta di fr. 1860.– mensili
di AP 1 (assegno familiare incluso). Tutto ponderato, in condizioni del genere
si giustifica di addebitare due terzi di tali oneri all'istante e il resto al
convenuto, cui la moglie rifonderà un'adeguata indennità per ripetibili ridotte
(un terzo dell'indennità piena).

 

                                   9.   Quanto
ai rimedi esperibili sul piano federale contro la presente sentenza (art. 112
cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso raggiunge agevolmente la soglia di 30 000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1
lett. b LTF. Conformemente all'art.
301 lett. b CPC, un estratto della presente decisione è comunicato anche
alla figlia A__________, ora maggiorenne.

 

Per
questi motivi,

 

decide:                      I.   Nella misura in cui è ricevibile, l'appello principale
è parzialmente accolto, nel senso che la sentenza impugnata è così riformata: 

                                         2.4   Ultimo
lemma in aggiunta: dal 17 marzo 2017 il contributo alimentare per la figlia
va corrisposto direttamente ad A__________.

                                         2.5   AP 1 è
condannato a versare a AO 1, anticipatamente entro il 5 di ogni mese, un
contributo alimentare di fr. 625.– mensili dal 1° giugno 2015.

                                         4.     Le
spese processuali di complessivi fr. 1500.–, anticipate dall'istante in ragione
di fr. 1000.–, sono poste per un terzo a carico di AP 1 e per il resto a carico
di AO 1, che rifonderà alla controparte un'indennità di fr. 2800.– per
ripetibili ridotte.

 

                                         Per
il rimanente l'appello principale è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

 

                                   II.   Le
spese dell'appello principale, di fr. 1500.–, sono poste per un quarto a carico di AO 1 e per il resto a carico di
AP 1, che rifonderà a AO 1 fr. 1000.– per ripetibili ridotte.

 

                                  III.   L'appello incidentale è
irricevibile.

 

                                 IV.   Le spese dell'appello incidentale,
di fr. 500.–, sono poste a carico di AO 1.

 

                                  V.   Notificazione a:

	
   

  	
  –
  avv.;

  –
  avv..

  

                                         

Comunicazione
a:

                                         –;

                                         –
Pretura della giurisdizione di Locarno Città.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in
materia civile è ammissibile soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno
30 000
franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in
materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile
il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso
sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per 

i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al
Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei
procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali
(art. 46 cpv. 2 LTF).