# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8ebe0b2f-10b7-5ce5-bcd7-baacd89141db
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-03-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.03.2022 35.2021.70
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2021-70_2022-03-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  35.2021.70

   

  mm

  	
  Lugano

  21 marzo 2022   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 22 settembre 2021 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 24 agosto 2021 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1 

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Nel mese di marzo 2021,
l’Associazione __________ ha comunicato alla CO 1 che, in data 8 marzo 2021, la
propria dipendente RI 1, nata nel 1963, “… mentre aiutava l’utente in
sovrappeso ad alzarsi dalla poltrona per accompagnarla a letto, la paziente si
è tirata indietro e cercando di tenerla/accompagnarla per evitare di farla cadere
ha subito un’infiammazione alla spalla dx più precisamente al tendine”
(doc. 2, p. 2). 

                                         Dal rapporto 7 aprile 2021
del dott. __________, spec. FMH in medicina generale, risulta la diagnosi di
trauma distorsivo alla spalla destra (doc. 10, p. 1). 

                                         L’esame di artro-RMN del
21 aprile 2021 ha evidenziato la presenza, in particolare, di una tendinopatia
del sovraspinato con lesione subtotale del versante posteriore (di grado III)
(doc. 14, p. 3).

                                         In data 8 giugno 2021,
l’assicurata è stata sottoposta a un intervento artroscopico di ricostruzione
del tendine sovraspinato, bursectomia e acromioplastica della spalla destra
(cfr. doc. 30, p. 3).

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti del
caso, con decisione formale del 7 maggio 2021, l’amministrazione ha negato il
proprio obbligo a prestazioni ritenendo che l’evento in questione non
configurasse né un infortunio ai sensi dell’art. 4 LPGA né una lesione
corporale parificabile ai postumi di un infortunio giusta l’art. 6 cpv. 2 LAINF
(doc. 16).

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurata (doc. 24), in data 24
agosto 2021, la Vaudoise ha confermato il contenuto della sua prima decisione
(cfr. doc. 28).

 

                               1.3.   Con tempestivo ricorso del 22
settembre 2021, RI 1, sempre rappresentata dall’avv. RA 1, ha chiesto che venga
accertato che l’evento dell’8 marzo 2021 è costitutivo di un infortunio e che,
di conseguenza, le vengano riconosciute le prestazioni di legge. 

                                         A sostegno delle proprie
pretese la patrocinatrice fa innanzitutto valere che l’insorgente sarebbe
rimasta vittima di un infortunio ex art. 4 LPGA in quanto “… vi è stato
influsso dannoso, improvviso e involontario, apportato al corpo umano da un
fattore esterno straordinario che comprometta la salute fisica, laddove il
fattore esterno straordinario è lo sforzo eccessivo per evitare la caduta e con
ciò la messa in pericolo della sua integrità fisica dell’utente che ha perso
l’equilibrio”. In questo senso, l’avv. RA 1 precisa che si è trattato di “…
un’utente di ca. 130 kg (l’assicurata ne pesa ca. 80) e più alta
dell’assicurata, che misura ca. 1.58 m. In altre parole, si tratta di un caso
in tutto e per tutto paragonabile a DTF U 166/04 del 18 aprile 2005, per cui
siamo in presenza di una lesione dovuta a sforzo che supera (consid. 3) “in
modo evidente le sollecitazioni cui la persona è normalmente esposta e alle
quali, per costituzione, consuetudine professionale o addestramento, è
abitualmente in grado di resistere” (doc. I, p. 3 s.).

                                         D’altro canto, a proposito
dell’eventualità che il danno alla salute riportato venga assunto
dall’assicuratore resistente a titolo di lesione parificata ad infortunio,
l’avv. RA 1 ritiene che le immagini dell’artro-RMN dell’aprile 2021 debbano
essere sottoposte a uno specialista affinché confermi che di lacerazione ai
sensi di legge si sia trattato, precisato comunque che, per giurisprudenza,
anche le lacerazioni parziali dei tendini ricadono nel campo di
applicazione dell’art. 6 cpv. 2 LAINF (doc. I, p. 5 s.). 

 

                               1.4.   In data 29 settembre 2021, la
rappresentante dell’insorgente ha prodotto un apprezzamento elaborato il 25
agosto 2021 dal dott. __________ per conto della __________, assicuratore
contro la perdita di guadagno dovuta a malattia (doc. III + allegato). 

 

                                         Il documento in questione
è stato trasmesso alla CO 1 ai fini della risposta di causa (doc. IV). 

 

                               1.5.   L’assicuratore convenuto, in
risposta, postula che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. V).

 

                               1.6.   Il 30 dicembre 2021, l’avv. RA
1 ha versato agli atti un ulteriore rapporto del dott. __________ e si è in
sostanza riconfermata nelle proprie allegazioni e conclusioni (doc. XIII +
allegato). 

 

                                         Le osservazioni formulate
dall’istituto assicuratore sono datate 27 gennaio 2022 (doc. XVII + allegato). 

 

                                         Il 9 febbraio 2022, la
patrocinatrice del ricorrente ha ancora formulato alcune sue considerazioni
inerenti la fattispecie (doc. XIX + allegato). 

 

                                         La Vaudoise ha preso
posizione al riguardo il 1° marzo 2022 (doc. XXIII). 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Nel caso di specie, litigiosa
è la questione di sapere se la CO 1 era legittimata a negare il diritto a
prestazioni in relazione all’evento dell’8 marzo 2021, per il motivo che
l’assicurata non sarebbe rimasta vittima di un infortunio ai sensi di legge, né
il danno alla salute da lei riportato costituirebbe una lesione parificata ai
postumi d’infortunio.

 

                               2.2.   Secondo l’art. 6 cpv. 1
LAINF, per quanto non previsto altrimenti dalla legge, le prestazioni
assicurative sono effettuate in caso d’infortuni professionali, d’infortuni non
professionali e di malattie professionali. 

                                         L'assicurazione
effettua le prestazioni anche per le lesioni corporali parificabili ai
postumi d’infortunio esaustivamente enumerate al cpv. 2 del medesimo articolo.

 

                               2.3.   L'art. 4 LPGA così definisce
l'infortunio:

 

" È
considerato infortunio qualsiasi influsso dannoso, improvviso e involontario,
apportato al corpo umano da un fattore esterno straordinario che comprometta la
salute fisica o psichica o che provochi la morte."

 

                                         Questa definizione
riprende, nella sostanza, quella che era prevista all'art. 9 cpv. 1 vOAINF -
disposizione abrogata dall'ordinanza sull'assicurazione contro gli infortuni
dell'11 settembre 2002 (RU 2002 3914), in vigore dal 1° gennaio 2003 -di modo
che la relativa giurisprudenza continua ad essere applicabile. 

 

                                         Cinque sono dunque gli
elementi costitutivi essenziali dell'infortunio:

 

" - l'involontarietà

  - la repentinità

  - il danno alla salute (fisica o psichica)

  - un fattore causale esterno

  - la straordinarietà di tale fattore"

 

                                         (cfr.
Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA),
Losanna 1992, p. 44-51)

 

                                         Scopo
della definizione è di tracciare un chiaro confine tra infortunio e malattia.

 

                               2.4.   Si evince dalla nozione
stessa di infortunio che il carattere straordinario non concerne gli effetti
del fattore esterno ma unicamente il fattore esterno in quanto tale
(cfr. RAMI 2000 U 374, p. 176).

                                         Pertanto, è irrilevante il
fatto che il fattore esterno abbia causato delle affezioni gravi o inabituali.

                                         Il fattore esterno è
considerato come straordinario quando eccede, nel caso concreto, il quadro
degli avvenimenti e delle situazioni che si possono, obiettivamente, definire
quotidiane o abituali (DTF 122 V 233 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61
consid. 2b, 118 V 283 consid. 2a; RAMI 1993 p. 157ss, consid. 2a).

                                         Vi è infortunio unicamente
se un fattore esterno ha agito sul corpo. L'evento deve accadere nel mondo
esterno. 

                                         Quando il processo lesivo
si svolge all'interno del corpo umano, senza l'intervento di agenti esterni,
l'ipotesi di un evento infortunistico è data essenzialmente in caso di sforzo
eccessivo o di movimenti scoordinati. 

                                         La giurisprudenza esige,
perché si possa ammettere il fattore causale di sforzi eccessivi, che essi
superino in modo evidente le sollecitazioni cui la vittima è normalmente
esposta e alle quali, per costituzione, consuetudine o addestramento, essa è
abitualmente in grado di resistere. 

                                         Da un altro lato, per poter
ritenere che lesioni corporali siano state causate da movimenti scombinati o
incongrui. Gli stessi devono essersi prodotti in circostanze esterne
manifestamente insolite, impreviste e fuori programma. Carente è altrimenti la
straordinarietà del fattore esterno causale, con la conseguenza che non tutte
le caratteristiche di un infortunio sono realizzate (DTF 122 V 232 consid. 1,
121 V 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 283 consid. 2, 116 V 138 consid. 3a e
b, 147 consid. 2a; RAMI 1993 U 165, p. 59 consid. 3b). 

 

                               2.5.   Conformemente alla
giurisprudenza, tocca all'assicurato rendere verosimile l'esistenza, in
concreto, di tutti gli elementi costitutivi d'infortunio.

                                         Quando l'istruttoria non
permette di ritenere accertati, perlomeno secondo il grado della
verosimiglianza preponderante - la semplice possibilità non basta - tali
elementi, il giudice constata l'assenza di prove o di indizi e, quindi,
l'inesistenza giuridica dell'infortunio (cfr. DTF 114 V 305ss. consid. 5b, 116
V 136ss. consid. 4b, 111 V 201 consid. 6b; RAMI 1990 U 86, p. 50; A. Bühler,
Der Unfallbegriff, in A. Koller (Hrsg.), Haftpflicht- und
Versicherungsrechtstagung 1995, S. Gallo 1995, p. 267).

                                         Gli stessi principi sono
applicabili alla prova dell'esistenza di una lesione parificata ad infortunio
(DTF 114 V 306 consid. 5b; 116 V 141 consid. 4b). 

 

                               2.6.   Nel caso di specie, questa
Corte constata che l’assicurata era portatrice di una lesione subtotale del
versante posteriore del tendine del muscolo sovraspinato, oggettivata grazie
all’artro-RMN del 21 aprile 2021 (cfr. doc. 14, p. 3 e doc. 19) e confermata
intraoperativamente (doc. 30, p. 3), che è stata finalmente riconosciuta anche
dallo specialista interpellato dall’amministrazione, dott. __________, spec.
FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia (cfr. doc. 35, p. 6), danno alla
salute che ricade sotto la lett. f dell’art. 6 cpv. 2 LAINF (“lacerazioni
dei tendini”). 

                                         A questo punto, è utile
segnalare che, nella DTF 146 V 51 consid. 9.1, il Tribunale federale si è
chinato segnatamente sulla questione di sapere quale disposizione torna
applicabile allorquando l’assicuratore contro gli infortuni ha ammesso
l’esistenza di un infortunio ex art. 4 LPGA e che l’assicurato soffre di una
lesione corporale ai sensi dell’art. 6 cpv. 2 LAINF. La Corte federale ha
stabilito che in tale ipotesi, l’assicuratore contro gli infortuni deve
prendere a proprio carico le conseguenze della lesione in questione in virtù
dell’art. 6 cpv. 1 LAINF. Per contro, in assenza di un infortunio ai sensi di
legge, il caso deve essere esaminato dal profilo dell’art. 6 cpv. 2 LAINF.

 

                                         Alla luce di quanto
precede, in concreto, questo Tribunale è innanzitutto tenuto a esaminare se RI
1 è rimasta vittima di un infortunio ai sensi dell’art. 4 LPGA, oppure no. 

 

                               2.7.   Nella presente fattispecie,
la dinamica del sinistro dell’8 marzo 2021 non è oggetto di discussione tra le
parti. L’assicurata l’ha descritta in questi termini rispondendo ai quesiti che
le sono stati sottoposti dall’amministrazione:

 

" (…) __________,
08.03.2021, durante l’intervento serale per le cure dell’utente, mentre la
sostenevo per alzarla dalla poltrona, la signora ha perso l’equilibrio,
sbilanciandosi all’indietro, ho dovuto fare una manovra con il braccio dx, ho
sentito uno strappo posteriore la spalla, l’utente pesa kg. 127 circa.” (doc.
8)

 

                                         Dall’atto di opposizione si
apprende che l’assicurata pesa circa 80 kg e che ha una statura più bassa
rispetto all’utente (circa 158 cm) (cfr. doc. 24, p. 3). 

 

                                         In una sentenza U 166/04
del 18 aprile 2005, massimata in RtiD II-2005 N. 56 p. 265, il TF ha ammesso il
carattere infortunistico nel caso di un'assicurata di 35 anni e del peso di 57
kg, attiva come fisioterapista presso una casa per anziani, che si è procurata
un danno alla salute nel tentativo di sostenere un paziente, del peso di 84 kg,
che stava improvvisamente per cadere.

 

                                         In una sentenza 35.2005.98
dell'8 marzo 2006, riassunta in RtiD II-2006 p. 181, il TCA ha stabilito che
nel caso di “un'assicurata di 56 anni, alta 160 cm, che mentre stava asciugando
da sola un paziente molto anziano, alto circa 170 cm e pesante tra gli 80 e 85
kg, l'ha dovuto trattenere sotto le ascelle, con uno sforzo violento, poiché
stava scivolando e ha accusato un forte dolore alla schiena (esami medici hanno
riscontrato una frattura del corpo vertebrale di L5) andava riconosciuta la
straordinarietà dell'evento e quindi l'esistenza di un infortunio”.

 

                                         In una sentenza 35.2006.78
del 24 gennaio 2007, il TCA è giunto al medesimo risultato trattandosi di una “assicurata,
di 24 anni, alta 153 cm e pesante 45 kg, la quale, la mattina del 18 maggio
2006 mentre stava alzando un paziente, del peso di circa 70 kg, presso la
Clinica X.______, ha dovuto reagire per trattenere quest’ultimo che aveva perso
l’equilibrio ed evitarne così la caduta”.

 

                                         In una sentenza 8C_403/2010
del 6 dicembre 2010 consid. 4.1, il TF ha sviluppato le seguenti
considerazioni:

 

" (…) Il
Tribunale federale (delle assicurazioni) ha ad esempio negato l'esistenza di un
fattore esterno straordinario nel caso di un aiuto infermiere - 36enne, di
buona costituzione fisica - che aveva riportato una sindrome vertebrale dorsale
in seguito allo spostamento, dal tavolo operatorio al letto, di un paziente del
peso di 100-120 kg. Esso respinse la richiesta dell'interessato soprattutto in
considerazione del fatto che l'azione incriminata rientrava nelle mansioni
quotidiane della sua professione e che comunque il paziente non era stato
propriamente sollevato (DTF 116 V 136 consid. 3c pag. 139).

Per contro, in una sentenza successiva pubblicata in RAMI 1994 no.
U 185 pag. 79 (U 67/93), la Corte ha riconosciuto - per l'intervento di un
evento fuori programma - il carattere infortunistico all'infermiera che, per
evitare una caduta imprevista di un paziente corpulento durante il suo
trasferimento dal letto alla carrozzella, era riuscita ad adagiarlo nella
carrozzella adiacente solo grazie ad uno sforzo violento riportando un trauma
da lussazione. Nello stesso senso la Corte ha deciso anche nella sentenza U
166/04 del 18 aprile 2005, pubblicata in RtiD 2005 II no. 56 pag. 265 e
concernente il caso di una stagista fisioterapista (57
 kg) attiva in una casa per anziani che, per evitare l'improvvisa caduta di un
paziente (84 kg), non aveva avuto scelta se non quella di intervenire con uno
sforzo violento e repentino. Quest'ultima sentenza rinvia ad altre sentenze
giudicate nello stesso modo. Per esempio alla sentenza pubblicata in RAMI 1994
no. U 180 pag. 37 (U 109/92), nella quale il Tribunale federale (delle
assicurazioni) ebbe modo di precisare che, per accertare se si è in presenza di
un infortunio conseguente ad uno sforzo straordinario, occorre tenere conto di
tutti gli aspetti del processo lavorativo concreto sicché anche il sollevamento
di un peso, rientrante, in quanto tale, nell'attività abituale dell'assicurato,
può risultare straordinario se lo stesso peso si rivela essere inaspettatamente
superiore al solito e se il lavoro dev'essere ad es. eseguito in posizione
piegata e affrettata. (...)" (STCA 35.2011.1 del 23 marzo 2011, consid.
2.7).”

 

                                         In una sentenza 35.2019.65
del 21 ottobre 2019 consid. 2.7., cresciuta incontestata in giudicato, questo
Tribunale ha riconosciuto l’intervento di un infortunio ai sensi di legge
trattandosi di una collaboratrice sanitaria a domicilio che, agendo da sola,
aveva dovuto compiere uno sforzo inatteso per evitare che il paziente cadesse a
terra. Da notare che il paziente era alto 180 cm e pesava circa 85 kg e che,
dopo la caduta, neppure il figlio era stato in grado di risollevarlo da solo. Secondo
il TCA, l’elemento straordinario consisteva nel fatto che in quell’occasione al
paziente era ceduta totalmente l’unica gamba funzionante (quella sinistra,
essendo egli emiplegico a destra) e si era appoggiato a peso morto con il
braccio sinistro sulla ricorrente, la quale aveva dunque dovuto compiere uno sforzo
eccessivo. 

 

                                         Infine, con la pronunzia
35.2021.17 del 21 giugno 2021, anch’essa cresciuta in giudicato, questa Corte
ha parimenti ammesso l’intervento di uno sforzo eccessivo a proposito di
un’operatrice socioassistenziale di 61 anni che si era trovata improvvisamente
a dover sorreggere un utente per evitare che cadesse all’indietro a seguito di
un’improvvisa perdita dell’equilibrio. 

 

                                         Tutto ben considerato,
alla luce dei precedenti giurisprudenziali appena menzionati, questa Corte non
può condividere la posizione dell’istituto assicuratore, laddove ha negato che
la ricorrente sia rimasta vittima di un infortunio ex art. 4 LPGA.

                                         Questa soluzione si giustifica
in quanto RI 1 si è trovata improvvisamente nella situazione di dover sostenere
da sola l’utente di cui si stava occupando per evitare che cadesse all’indietro
ma, soprattutto, poiché il peso dell’utente medesima di circa 127 kg era manifestamente
superiore al suo (80 kg). La disproporzione di peso corrispondente a 47
kg risulta decisamente maggiore rispetto a quella che ha indotto la Corte
federale e il TCA ad ammettere, in altre fattispecie, l’intervento di uno
sforzo eccessivo e, quindi, di un infortunio ai sensi di legge (ad esempio,
nella sentenza U 166/04 succitata, la differenza di peso era di 27 kg,
mentre nella pronunzia 35.2021.17 si situava tra i 27 e i 32 kg).
Oltre a ciò, non può essere ignorato che, al momento del sinistro, l’insorgente
aveva già 58 anni. 

 

                                         Ritenuto che anche gli
altri elementi costitutivi di un infortunio, ossia la repentinità, nonché
l’azione involontaria e lesiva che colpisce il corpo umano (cfr. supra,
consid. 2.3.) sono senz’altro adempiuti, occorre concludere che siamo in
presenza di un infortunio. Stante ciò, il TCA può esimersi dall’esaminare se
alla fattispecie torna applicabile l’art. 6 cpv. 2 LAINF, specificatamente se
l’assicuratore resistente è riuscito a fornire la relativa prova liberatoria
(lesione dovuta prevalentemente all’usura o a una malattia). 

                                         Trattandosi della
questione di sapere quale ruolo causale riconoscere all’infortunio del marzo
2021 per rapporto alla diagnosticata lesione della cuffia dei rotatori della
spalla destra, il TCA constata che, su questo specifico aspetto, i pareri
specialistici agli atti divergono. Da un lato, il dott. __________, spec. FMH
in chirurgia ortopedica e traumatologia interpellato dalla __________, ha
sostenuto che l’evento in questione avrebbe causato un peggioramento direzionale
(duraturo) del preesistente stato della spalla destra (cfr. doc. III 1, p. 5).
D’altro lato, il dott. __________, anch’egli spec. FMH in chirurgia ortopedica
e traumatologia, consultato dall’amministrazione, ha invece fatto valere che
l’infortunio avrebbe aggravato soltanto transitoriamente lo stato
preesistente della spalla destra con lo status quo sine raggiunto a
distanza di sei settimane dal sinistro (cfr. doc. 35, p. 6). 

 

                                         A fronte di pareri
specialistici contraddittori, il TCA non è in grado di decidere, con la
necessaria tranquillità, in un senso oppure nell’altro. In simili casi, la giurisprudenza
federale prevede che la vertenza non possa essere decisa basandosi sull’uno o
sull’altro dei pareri a disposizione ma che occorre ordinare una perizia ad
opera di un medico indipendente secondo la procedura di cui all’art. 44 LPGA
oppure una perizia giudiziaria (cfr. DTF 135 V 465 e la STF 8C_247/2018 del 1°
aprile 2019 consid. 6.2.2).

 

                                         Pertanto, annullata la
decisione su opposizione impugnata nella misura in cui è stato negato che
l’assicurato è rimasto vittima di un infortunio ai sensi di legge, gli atti
sono rinviati all’amministrazione affinché disponga un approfondimento
peritale, volto a stabilire se, e se sì, fino a quando i disturbi alla spalla destra
hanno costituito una, perlomeno parziale, conseguenza naturale dell’infortunio
occorso l’8 marzo 2021, ed emani una nuova decisione.

 

                               2.8.   L’art.
61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura
deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti;
la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte
alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

 

                                         In
data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61
lett. a LPGA enuncia ora unicamente che la procedura deve essere semplice,
rapida e di regola pubblica. Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61
lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie relative a
prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo
prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese
processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

 

Secondo l’art. 82a LPGA
(disposizione transitoria; RU 2021 358), ai ricorsi pendenti dinanzi al
tribunale di primo grado al momento dell’entrata in vigore della modifica del
21 giugno 2019 si applica il diritto anteriore.

 

                                         In concreto, il ricorso è
del 22 settembre 2021 per cui si applica la nuova disposizione legale.
Trattandosi di una controversia relativa a prestazioni LAINF, il legislatore
non ha previsto di prelevare le spese (sul tema, cfr. STF 8C_265/2021 del 21
luglio 2021 e STF 9C_394/2021 del 3 gennaio 2022). 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è accolto e la decisione su opposizione del 24 agosto 2020 è annullata.

                                         §    L’evento
dell’8 marzo 2021 deve essere qualificato quale infortunio.

                                         §§ Gli
atti sono rinviati alla CO 1 affinché esamini gli altri presupposti del diritto
e versi, se del caso, all’assicurata le prestazioni previste dalla legge.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

                                         La CO 1 verserà
all’assicurata, patrocinata da un avvocato, l’importo di fr. 2'800 (IVA inclusa)
a titolo d’indennità per ripetibili. 

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti