# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7dad0879-e11a-5f38-a5e6-f863de569d84
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-06-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.06.2002 35.2002.27
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2002-27_2002-06-07.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2002.00027

   

  mm

  	
  Lugano

  7 giugno 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  presidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 17 aprile 2002 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 18 gennaio 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________, 
  

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 5
agosto 1999, __________ - di professione meccanico presso l'officina __________
e, perciò, assicurato d'obbligo contro gli infortuni presso la __________ - è
scivolato mentre stava scendendo da una scala, riportando contusioni al bacino
ed alla coscia sinistra. 

 

                                         La
__________ ha riconosciuto la propria responsabilità ed ha regolarmente
corrisposto le prestazioni di legge (cfr. doc. _).

 

                               1.2.   Nel corso
del mese di agosto 2000, all'assicuratore LAINF è stata annunciata una ricaduta
del suddetto evento traumatico. Il medico curante di __________, il dottor
__________, ha fatto stato di una tendinite del muscolo bicipite del braccio
sinistro da lesione parziale del tendine in seguito ad una estensione forzata
(cfr. doc. _). 

                                         Una
ecografia eseguita il 16 agosto 2000, ha messo in luce un moderato versamento
della guaina tendinea del capolungo del bicipite, quadro compatibile con esiti
da lesione parziale dello stesso (cfr. doc. _).

 

                                         Con scritto
del 25 settembre 2000, l'assicurato ha riferito di avere immediatamente
accusato dei dolori alla spalla sinistra a seguito dell'infortunio dell'agosto
1999, ai quali non ha però dato peso. Solo successivamente, a fronte di un loro
aggravamento, si è deciso a fare capo alle cure di un medico (doc. _). 

 

                                         In data
10 settembre, rispettivamente, 25 ottobre 2000, __________ ha consultato il
dottor __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica, il quale ha diagnosticato
un sospetto di instabilità ventro-craniale della spalla sinistra (cfr. doc. _).

 

                               1.3.   Dalle tavole
processuali emerge che l'assicurato, in data 9 maggio 2001, è stato sottoposto
ad una TAC cerebrale (cfr. doc. _) e ad una della colonna cervicale (cfr. doc.
_), accertamenti ordinati dal dottor __________ (doc. _). 

 

                               1.4.   Sentito il
parere del medico fiduciario (cfr. doc. _), la __________, con decisione
formale del 28 agosto 2001, ha negato il proprio obbligo contributivo
relativamente ai disturbi localizzati alla spalla sinistra ed al rachide
cervicale (doc. _). 

 

                                         In data
18 gennaio 2002, l'assicuratore LAINF ha parzialmente accolto l'opposizione
interposta personalmente da __________ (cfr. doc. _), nel senso che si è
dichiarata disposta ad assumere i costi diagnostici e di cura concernenti la
spalla sinistra (cfr. doc. _). 

 

                               1.5.   Nel corso
del febbraio 2002, il dottor __________ ha invitato la __________ a prendere a
proprio carico il costo della TAC al rachide cervicale (cfr. doc. _).

 

                                         Dopo
consultazione con il dottor __________ (doc. _), l'assicuratore LAINF ha
accettato - in via bonale - di assumersi i costi della (sola) TAC cervicale
(doc. _). 

                               1.6.   Con
tempestivo ricorso del 17 aprile 2002, __________ ha chiesto che la __________
venga condannata ad assumere i costi per tutti gli esami TAC (colonna cervicale
e cerebrale) eseguiti il 9 maggio 2001, nonché a risarcire le spese
cagionategli dalla lite, quantificate in fr. 20.-- (cfr. I, p. 4).

 

                                         Questi,
in particolare, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno delle
proprie pretese ricorsuali:

 

" 
(…).

Il presente ricorso trae fondamento dalle
seguenti circostanze:

 

1. il fatto di essere stato curato da tutti questi medici, in
particolare dal dott. __________, unicamente per l'infortunio dell'agosto 1999:
le attenzioni che mi sono state prestate e le analisi che sono state ordinate
nei miei confronti erano tutte dovute a tale infortunio;

2. il fatto di essermi limitato a rispettare le direttive del medico
curante che prescriveva i necessari esami per la cura dei dolori da me manifestati;

3. il fatto che il medico specialista dott. __________ afferma che
la __________ deve prendersi a carico i costi degli esami prescritti dal dott.
__________;

4. il fatto di avere fatto pieno affidamento sulla necessità e sulla
correttezza delle cure indicate dal medico curante.

 

In primo luogo, tengo a precisare che ho seguito
diverse terapie per curare tale infortunio: dapprima trattamenti analgesici e
antiflogistici, indi fisioterapia. Tali cure non hanno dato risultati
confortanti per cui il medico curante ha reputato conveniente analisi più
approfondite, per la precisione una TAC della colonna cervicale e una
consulenza presso uno specialista FMH in ortopedia (cfr. doc. _ allegato alla
mia opposizione del 20.10.2001). Tali esami dipendono dunque chiaramente da un
invito esplicito esternato da un dottore capace e con grande esperienza. 

Il dott. __________, ortopedico specialista, ha
giudicato simili esami siccome pertinenti per accertare che "non ci sia
(oltre alla lesione della spalla) un'ulteriore lesione alla cervicale che in
futuro potrebbe compromettere un esito positivo di una ricostruzione a livello
della spalla infortunata" (cfr. doc. _).

Per questi motivi, l'esame essendo in chiara ed
esclusiva relazione con l'infortunio dell'agosto 1999, l'assicurazione
infortuni è chiamata ad onorare tutti i costi degli esami TAC, visto che lo
stesso è stato prescritto da un medico abilitato a decretare simili analisi.

 

A prescindere da ciò, rafforzano tale conclusione
anche le mie legittime aspettative di assicurato che le prescrizioni
impartitemi da un medico competente e di lunga esperienza quale è il dott.
__________, in cui io ho piena fiducia, siano coperte dall'assicurazione
__________: del resto, la stessa fino ad allora aveva assunto tutti i costi per
la cura dell'infortunio occorsomi nell'agosto del 1999.

In effetti, desidero specificare che mi sono
recato alla clinica __________ per sottopormi a tali esami dietro esplicito
suggerimento e prescrizione del medico curante, come lui stesso ha confermato
(doc. _). In ultima analisi, solo quest'ultimo poteva istruire in modo
pertinente il radiologo della clinica circa l'esecuzione dei test cui dovevo
sottopormi e gli eventuali scopi di tale verifica, che mirava esclusivamente a
fare luce sulle possibili causa dei malanni a seguito dell'infortunio del '99.

Nella speranza di trovare la ragione dei dolori
che mi affliggevano da lungo tempo e rimettendomi ai consigli del dott.
__________, mi sono sottoposto a tali esami TAC (che, lo ripeto, sono poi stati
giudicati utili anche da uno specialista). Il mio è stato il comportamento di
una persona che cercava la soluzione a un problema con cui era confrontata da
più anni e per cui altre cure non erano state proficue come si sperava. Non
vedo per quale motivo dovevo rinunciare a sottopormi a tali esami. Qualsiasi
altra persona avrebbe agito allo stesso modo in simili circostanze, considerato
che nessuno (ossia né il medico curante, né il radiologo che ha diretto i test
presso la clinica di __________, né l'assicurazione infortuni, né la cassa
malati) mi avevano avvertito (sia pure a titolo cautelativo) circa
l'eventualità di dovermi assumere completamente i costi di tali analisi. Alla
luce di tutto ciò, l'obiezione della __________ (una nuova argomentazione, questa,
che peraltro non era mai stata adottata in precedenza da alcun altro
funzionario che si era occupato del mio caso) secondo cui la prassi LAINF
richiedeva in un caso simile un'autorizzazione preventiva, non appare
opportuna: un simile monito, quand'anche pertinente, doveva essere al limite
indirizzato a chi prescrive gli esami non a chi li sostiene riponendo legittimo
affidamento in un'istruzione di un competente dottore attivo da decenni
nell'Alto Vedeggio.

Devo forse credere che quale assicurato ho l'obbligo
di conoscere la prassi LAINF (sulla scorta di quale documentazione o
circolari?) e di informarmi presso un dottore se ogni cura prodigata è
necessaria per la guarigione da un infortunio? Devo forse credere che
l'assicurazione infortuni poteva esigere che mi accorgessi che un sanitario non
stava rispettando la prassi LAINF e che così mi stava prescrivendo un esame
(altamente specialistico e sofisticato?) che non era utile o che necessitata
del consenso della _________?

Mi riesce veramente difficile individuare delle
circostanze che, nel mio caso, mi permettono di concludere in questo senso, dal
momento che non è stato il sottoscritto a richiedere tali esami e che nessuno
mi ha segnalato preventivamente che gli stessi o parte degli stessi non erano
necessari.

 

Giova infine sottolineare che il Tribunale
cantonale delle assicurazioni ha già sentenziato che

"non si può, di norma, pretendere
dall'assicurato che abbia a giudicare di quali cure abbisogni rendendolo
responsabile delle cure inutili o inutilmente costose che il medico gli abbia
prescritto (e l'ospedale, se del caso, prodigato).

I medici, com'è noto, prima di essere abilitati
all'esercizio della professione devono subire lunghi studi e subire severi
esami; peraltro il loro codice deontologico e la stessa legge vietano loro di
impartire cure che non siano richieste dall'interesse del paziente.

Il paziente, dunque, può lecitamente fare
affidamento sull'autorità del medico e, compatibilmente coi principi della
buona fede, ritenere che le cure da questi ordinate siano effettivamente
giustificate e conseguentemente riconosciute dalla cassa malati" (cfr.
RDAT 1982 n. 122 c. 2.5, confronta anche STF 114 V 319, 323 c. 3b).

Mi sembra che simili argomentazioni possano e
debbano valere anche per un infortunio, quando bisogna decidere chi sopporta i
costi per un esame TAC." (I) 

 

                               1.7.   La
__________, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con
argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr.
III). 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre
1999 nella causa C., I 623/98).

 

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   L'oggetto
della lite è circoscritto alla questione di sapere se __________ ha o meno
diritto al rimborso del costo dell'esame TAC cerebrale, eseguito il 9
maggio 2001 presso la __________.

                                         Nella
misura in cui l'assicurato ha postulato che la __________ venga condannata a
prendere a proprio carico anche il costo relativo alla TAC del rachide
cervicale, il suo ricorso si rivela privo d'oggetto, siccome il suddetto
assicuratore LAINF si è già espresso positivamente a tale riguardo (cfr. doc. _
nonché III, p. 4s.: "Di nuovo a chiaro favore dell'assicurato,
si percepiva la motivazione del Dott. __________, dopo precisazione medica da
parte del medico consulente (zm-15), secondo cui la nostra presa di posizione
nella decisione su opposizione poteva essere mantenuta, si decideva di definire
la situazione in via bonale e di assumere a titolo di spese per accertamento
diagnostico - e non quale riconoscimento di costi di trattamento medico! -
i costi della sola TAC cervicale, come a domanda del Dott. __________
"). 

 

                               2.3.   Giusta
l'art. 10 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei
postumi d'infortunio, cura i cui elementi costitutivi sono, in seguito,
precisati alle lett. a) a e) dello stesso capoverso.

 

                                         Nondimeno,
l'assicuratore LAINF è tenuto a corrispondere prestazioni a titolo di spese di
cura soltanto qualora ci si possa attendere un sensibile miglioramento dello
stato di salute dell’assicurato (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de
la loi sur l’assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 71ss.; A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 274; Th. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht,
Berna 1994, p. 186 n. 10).

 

                                         D'altro
canto, l'art. 54 LAINF istituisce il principio dell'economicità del trattamento
- previsto pure dall'art. 56 cpv. 1 LAMal (cfr. art. 23 LAMI) - recitando che
chi pratica per l'assicurazione contro gli infortuni deve limitarsi a quanto
richiede lo scopo del trattamento quando procede a una cura, prescrive e
fornisce medicamenti, ordina o effettua trattamenti o analisi.

                                         La cura
medica deve, dunque, essere adeguata ed economica, ciò che implica una ricerca
d'adeguatezza fra il trattamento eseguito e lo scopo perseguito, secondo gli
insegnamenti della scienza e dell'esperienza, così come una scelta oculata fra
i mezzi diagnostici e terapeutici a disposizione.

                                         Conformemente
alla giurisprudenza federale, l'assicurato non può esigere illimitatamente che
si faccia ricorso a tutti i mezzi possibili ed immaginabili per eliminare i
postumi del danno alla salute. Al contrario, l'obbligo contributivo
dell'assicuratore contro gli infortuni è vincolato al precetto della
proporzionalità (cfr. STFA del 16 dicembre 1982 nella causa J. Z., il cui
estratto è pubblicato in Estr. INSAI 1985 n. 5, p. 9, citata da A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo
1995, p. 240).

 

                               2.4.   In concreto,
l'assicurato, in data 5 agosto 1999, è caduto dalle scale ed ha riportato -
stando al contenuto dell'annuncio d'infortunio-bagatella del 9 agosto 1999 -
contusioni al bacino ed alla coscia sinistra (cfr. doc. _). 

                                         Trascorso
circa un anno dal succitato evento traumatico, alla ____________ sono stati
annunciati dei disturbi alla spalla sinistra da parte del medico curante di
__________, il dottor __________, generalista (cfr. doc. _).

                                         Un'ecografia
eseguita il 16 agosto 2000, ha evidenziato un moderato versamento della guaina tendinea
del capolungo del bicipite, quadro compatibile con esiti da lesione parziale
dello stesso (cfr. doc. _). 

                                         Persistendo
la sintomatologia dolorosa, l'insorgente ha privatamente interpellato il dottor
__________, spec. FMH in chirurgia ortopedica, il quale ha diagnosticato, da
parte sua, un sospetto di instabilità ventro-craniale della spalla sinistra.
Dal profilo terapeutico, lo specialista ha prescritto una fisioterapia di
stabilizzazione muscolare (cfr. doc. _).

                                         Nel mese
di aprile del 2001, __________ ha nuovamente consultato il proprio medico curante
per "… degli intensi dolori alla spalla sinistra irradianti verso la
colonna cervicale ipsilaterale come conseguenza dell'infortunio del 05.08.1999,
…" (doc. _).

                                         In data 9
maggio 2001, presso il Servizio di radiologia della __________, è stata eseguita
una TAC cerebrale (doc. _), rispettivamente, del rachide cervicale (doc. _),
esami prescritti dal dottor __________. 

                                         La TAC
cerebrale è risultata senza particolarità. Per contro, la TCA del tratto
cervicale ha messo in luce delle alterazioni degenerative pluri-segmentali.

                                         Ricevuta
la fattura da parte del summenzionato istituto di cura (doc. _), la __________
ha comunicato ad __________ che non ne avrebbe assunto i costi, giacché gli
accertamenti non sarebbero stati ordinati in relazione a patologie causate
dall'infortunio assicurato (doc. _).

                                         In sede
di opposizione, il ricorrente é stato visitato dal dottor __________, medico
fiduciario della __________.

                                         Queste le
considerazioni da lui espresse a proposito dell'eziologia dei disturbi accusati
dall'assicurato: 

 

" 
(…).

CAUSALITÀ:

 

se si dovesse applicare rigorosamente la legge,
il caso occorso al paziente nell'agosto 1999, interessante la spalla sinistra,
sarebbe da rifiutare ritenuto che, secondo la legge, è la prima dichiarazione
sottoscritta olograficamente dal paziente che fa stato innanzi a qualsiasi
istanza superiore. Nondimeno, dalla chiara spiegazione resa dal signor
__________ in occasione della recente visita peritale, ritengo che la stessa
sia assai pertinente e rispecchi peraltro quanto poi riscontrato clinicamente a
livello del cingolo omero-scapolare sinistro; sarei di conseguenza propenso che
la __________ intervenisse per questo problema. Vale altresì la pena di
sottolineare che il referto sonografico relativo l'indagine eseguita alla
spalla sinistra il 16.8.2000 parlava, oltre che di un versamento alla guaina
del tendine del caput longus del bicipite, anche di una degenerazione mixoide
del sovraspinato a piccole zone con struttura intatta; in questo caso non si è
trattato di una lesione della cuffia dei rotatori ma di una lesione della
capsula articolare; è anche per questa ragione che mi permetto di proporre a
__________, sempre che dal profilo giuridico-amministrativo sia possibile, di
accettare i postumi alla spalla sinistra quale conseguenza dell'infortunio del
5 agosto 1999.

 

Non entro per contro nel merito rispetto alla
situazione interessante la colonna cervicale, in particolare riguardo le
indagini tomografiche assiali computerizzate disposte a livello cervicale e
cerebrale poiché nulla hanno a che fare con il caso in oggetto. Specificatamente si sottolinea non esservi stata alcuna lesione in
queste regioni, e, secondo prassi Lainf, non è stata richiesta l'autorizzazione
preventiva volta a disporre le indagini in questione. Un intervento quindi
di ___________ a questo riguardo è escluso"

                                         (doc. _ -
la sottolineatura è del redattore). 

 

                                         Facendo
proprie le conclusioni a cui è pervenuto il dottor __________, la __________,
con l'impugnata decisione su opposizione, ha parzialmente modificato la sua
prima decisione, nel senso che ha riconosciuto la propria responsabilità
relativamente ai disturbi localizzati alla spalla sinistra (cfr. doc._). 

 

                                         In data
28 febbraio 2002, il dottor __________ ha invitato la __________ a rivedere la propria
posizione in merito al rifiuto di assumere il costo della TAC cervicale. 

                                         Egli ha
infatti osservato quanto segue:

 

" 
(…).

Il Signor __________ accusava dolori in tutto il
cinto scapolare dopo il trauma alla spalla, motivo per il quale a mio avviso era
giustificato da parte del medico curante, accertare che non ci sia (oltre alla
lesione della spalla) un'ulteriore lesione alla cervicale che in futuro
potrebbe anche compromettere un esito positivo di una ricostruzione a livello
della spalla infortunata.

 

In questo senso La prego gentilmente di rivedere
la Vs. decisione inerente il pagamento della RM cervicale.

 

(…)" (doc. _) 

 

                                         Dopo aver
riesaminato la fattispecie unitamente al dottor __________ (cfr. doc. _),
l'assicuratore LAINF convenuto si è finalmente dichiarato disposto - in via bonale
- a coprire il costo della TAC del rachide cervicale (ma non quello della TAC cerebrale,
cfr. doc. _). 

 

                               2.5.   Con il
proprio gravame, __________ chiede dunque che anche il costo della TAC
cerebrale venga assunto dalla __________.

 

                                         Questa
Corte non vede alcuna plausibile ragione per cui il costo del suddetto
accertamento dovrebbe andare a carico dell'assicuratore infortuni. 

                                         In
effetti, dalle tavole processuali non emerge affatto che, in occasione
dell'infortunio dell'agosto 1999, __________ abbia riportato delle lesioni,
rispettivamente che, in seguito, egli abbia accusato qualsivoglia disturbo al
capo, ciò che avrebbe verosimilmente potuto giustificare l'esecuzione di
accertamenti anche a livello cerebrale. 

                                         Del
resto, lo stesso dottor __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica, con il
suo scritto del 28 febbraio 2002, ha dichiarato che, a suo avviso, "… era
giustificato da parte del medico curante accertare che non ci sia (oltre alla
lesione della spalla) un"ulteriore lesione alla cervicale
che in un futuro potrebbe anche compromettere un esito positivo di una
ricostruzione a livello della spalla infortunata" (doc. _ - la
sottolineatura è del redattore) ed ha, di conseguenza, invitato la __________ a
rivedere la propria decisione di non assunzione del costo della TAC cervicale.

                                         Pertanto,
il ricorrente non può essere seguito allorquando sostiene che il dottor
__________ avrebbe confermato l'indicazione di entrambi gli esami TAC (cfr. I,
p. 2: "… il fatto che il medico specialista Dott. __________ afferma che
la __________ deve prendersi a carico i costi degli esami prescritti dal Dott.
__________ "). 

                                         Come
detto, il succitato specialista ha in realtà giustificato l'esecuzione della
sola TAC del rachide cervicale (cfr. doc. _). 

 

                                         Alla luce
di quanto precede, occorre concludere che la TAC cerebrale del 9 maggio 2001 -
risultata peraltro assolutamente nella norma (cfr. doc. _) - ha costituito una
misura diagnostica inutile, inappropriata ad accertare le circostanze
dell'infortunio assicurato, per la quale l'assicuratore LAINF non può certo
essere chiamato a prestare. 

 

                                         Ad
__________ non può essere di soccorso il fatto che l'esame TAC cerebrale sia
stato ordinato dal proprio medico curante. 

                                         A questo
proposito, va rilevato che, al di là di quanto possa avere deciso nel passato
lo scrivente TCA, la nostra Corte federale ha già avuto modo di stabilire che
il solo fatto che un determinato trattamento sia stato prescritto dal medico
curante dell'assicurato, non è decisivo ai fini dell'assunzione dei relativi
costi da parte dell'assicuratore (cfr. RAMI 1989 K 827, p. 413ss.). 

                                         D'altro
canto, l'assicurato non può appellarsi al principio della buona fede - dedotto
dall'articolo 4 vCost. ed esplicitamente consacrato all'articolo 9 Cost. -
siccome egli non avrebbe fatto altro che seguire quanto prescrittogli dal
dottor __________ (cfr. I, p. 2: "… il fatto di aver fatto pieno
affidamento sulla necessità e sulla correttezza delle cure indicate dal medico
curante"). 

                                         Certo,
secondo la giurisprudenza emanata sotto il vecchio diritto - che continua
tuttavia ad essere applicabile (cfr. DTF 127 I 36 consid. 3a, 126 II 387
consid. 3a; RAMI 2000 KV 126, p. 223, KV 133 p. 291 consid. 2a) -
un'indicazione errata può, a determinate condizioni, obbligare
l'amministrazione a concedere ad un amministrato, in contrasto con il principio
della legalità e quello della mutualità, una prestazione non prevista dalla
legge.

                                         È
segnatamente necessario che l'informazione errata, riferita ad una situazione
individuale e concreta, sia stata fornita all'amministrato da un organo
competente o che possa essere ritenuto tale compatibilmente con l'attenzione
esigibile nelle circostanze (cfr. DTF 121 V 65ss.). 

                                         Ciò non è
il caso in concreto, giacché __________ si è sottoposto alla TAC cerebrale su
prescrizione del proprio medico curante, il quale non può essere considerato un
organo dell'assicuratore infortuni convenuto. 

 

                                         Parimenti
infondato è il rimprovero mosso dall'assicurato alla __________, di non averlo
avvisato circa l'eventualità di doversi finalmente assumere il costo della TAC
(cfr. I, p. 3).

                                         In primo
luogo, ci si può chiedere come ___________ avrebbe potuto essere
anticipatamente avvertito, se l'assicuratore infortuni convenuto è venuto a
conoscenza dell'esecuzione dell'accertamento diagnostico in questione solo dopo
avere ricevuto la relativa fattura da parte della __________ (13 giugno 2001,
cfr. doc. _). 

                                         D'altra
parte, ed a prescindere da quanto precede, occorre rilevare che - salvo casi
particolari relativi all'assicurazione di indennità giornaliera (cfr. RAMI 1991
K 882, p. 293ss.) - il TFA non ha mai definito un obbligo informativo
dell'assicuratore che, se non ossequiato, condurrebbe ad un obbligo
contributivo. Al proposito, va ancora sottolineato che il TFA non ha mai
ritenuto costitutivo di una promessa nemmeno il silenzio dell'assicuratore di
fronte ad una esplicita richiesta di informazioni di un assicurato (cfr. STFA
del 19 ottobre 1994 nella causa C.): secondo la Corte federale, un assicuratore
non è tenuto a comunicare anticipatamente agli assicurati quali provvedimenti
intende assumere (cfr. STFA del 14 marzo 1996 nella causa P.) e, anche in caso
di una richiesta esplicita dell'assicurato, spetta a quest'ultimo attendere una
comunicazione vincolante prima di sottoporsi alle cure prospettate (cfr. STFA
del 14 marzo 1996 succitata). 

 

                               2.6.   __________
ha chiesto la rifusione delle spese, in particolare di quelle postali, generate
dalla presente vertenza, spese quantificate in fr. 20.-- (cfr. I, p. 4).

 

                                         Il
ricorrente ha dunque postulato le ripetibili.

 

                                         L'indennità
per ripetibili può venire assegnata, di regola, solo al ricorrente vittorioso
in causa (art. 22 LPTCA; vedasi per la regola e le eccezioni: DTF 112 V 86 consid.
4, DTF 110 V 81 consid. 7, DTF 105 V 89 consid. 4, DTF 105 Ia 122, DTF 99 Ia
580 consid. 4; S. Leuzinger-Naef, Bundesrechtliche Verfahrensanforderungen betreffend
Verfahrenskosten, Parteientschädigung und unentgeltliche Rechtsbeistand im Sozialversicherungsrecht,
in SZS 1991 p. 180ss.).

                                         L'Alta
Corte federale riconosce eccezionalmente ad una parte vittoriosa non
rappresentata il diritto ad ottenere un'indennità per ripetibili per l'attività
da lei svolta solo se la causa è complessa, gli interessi in gioco sono
importanti, il lavoro svolto ha impedito notevolmente l'attività professionale
o ha comportato una perdita di guadagno e se gli sforzi profusi sono
ragionevolmente proporzionati ai risultati ottenuti (cfr. DTF 113 Ib 356
consid. 6b, DTF 110 V 81 consid. 7, DTF 110 V 133 consid. 4a; Poudret, Commentaire
de la loi fédérale d'organisation judiciaire, n. 1 ad art. 159).

 

                                         In casu,
all'assicurato non possono venire assegnate delle ripetibili, già per il solo
fatto che il suo gravame 17 aprile 2002 deve essere respinto. 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti