# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 429cc157-ad8a-52e8-8000-6e942ca5d630
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-01-31
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 31.01.2022 14.2022.6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2022-6_2022-01-31.html

## Full Text

Incarto
  n.

  14.2022.6

  	
  Lugano

  31 gennaio 2022

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Bertoni

  

 

 

statuendo nella composizione a
giudice unico (art. 48b LOG) nella causa SO.2021.1247 (fallimento) della
Pretura del Distretto di Bellinzona promossa con istanza 24 novembre 2021 dalla

	
   

  	
  CO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 18 gennaio 2022 presentato dalla RE 1 contro
la decisione emessa il 17 gennaio 2022 dal Pretore;

 

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Nell’ambito dell’esecuzione
n. __________44 dell’Ufficio d’esecuzione di Bellinzona, il 24 novembre
2021 la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Bellinzona di decretare il
fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 37'476.74 oltre a
interessi e spese.

 

                                  B.   Entro
il termine impartito dal Pretore, la convenuta non ha presentato osservazioni
scritte e le parti non hanno chiesto la tenuta di un’udienza.

 

                                  C.   Statuendo
con decisione del 17 gennaio 2022 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE
1 dal giorno succes-sivo alle ore 09:00, ponendo a carico della massa
fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.–.

 

                                  D.   Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 18 gennaio 2022
per ottenere, previo
conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamen­­to del fallimento,
asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Il 21 gennaio 2022
il presidente della Camera ha parzialmente accolto la domanda di effetto
sospensivo. Il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni,
avendo la stessa perso ogni interesse alla causa in seguito all’estinzione del
suo credito.

 

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una
decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC),
contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a
CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

                                         Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro
dieci giorni dalla notificazione (art. 174
cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Visto che la RE 1 ne ha avuto conoscenza
verosimilmente il 18 gennaio 2022, il termine d’impugnazione è scaduto venerdì
28 gennaio. Presentato il 19 gennaio 2022 (data del timbro postale), il reclamo
è dunque senz’altro tempestivo, come lo è pure il “supplemento” del 20 gennaio.

 

                                   2.   In
virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo
dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la
domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.

 

                                2.1   Questi
fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di fallimento
(nova
autentici o in senso proprio, denominati in
tedesco “echte Nova”, in
contrapposizione agli pseudonova o “unechte
Nova” citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo
LEF), non vengono considerati d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere
espres-samente e provarne l’adempimento con documenti, sempre che renda
verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel
suo libero esame, giunge alla conclusione ch’esso corrisponde con una
sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4/c).
Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di
fallimento che la solvibilità del fallito sia più probabile della sua
insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe,
in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva
economicamente non può essere negata a priori (FF 1991 III 80) e la
mancanza di liquidità sufficiente appare
passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 agosto
2011, consid. 2).

                                         L’illiquidità
dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori
alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’in­solvibilità può emergere dal
numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove
istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento
impugnato. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi
indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa verosimile sulla base di
riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti
bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti (Giroud
in:
Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 26 ad art. 174 LEF).

 

                                2.2   Nel
caso in esame la Camera ha accertato d’ufficio (art. 255 lett. a
CPC)
già in sede di concessione dell’effetto sospensivo che l’or­dine
dato dalla reclamante alla sua banca di pagare fr. 38'698.15 all’Ufficio d’esecuzione
di Bellinzona è stato accreditato sul conto del destinatario il 20 gennaio 2022
ed è bastato a estinguere la pretesa dell’istante (con un’eccedenza allora di fr. 368.75), per
cui il presupposto di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 risulta adempiuto.

 

                                2.3   Per
quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizione
indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché,
come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto
dopo la pronuncia del fallimen­to – sempre in sede di concessione dell’effetto
sospensivo la Camera ha accertato che la reclamante ha anche dimostrato
di aver dato alla propria banca l’ordine di pagare altre due esecuzioni
(n. __________35 e __________57). I versamenti effettuati hanno permesso
di estinguere tutte le esecuzioni in corso tranne una, rimasta scoperta per soli
fr. 131.70 (v. stato di ripartizione del 27 gennaio 2022), poi saldati
anch’essi dalla reclamante.

 

                                         Ciò
porta a ritenere che la sua sopravvivenza economica non sia minacciata a breve.
Ricordato che secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre esigenze
troppo severe alla verosimiglianza della solvibilità, nel caso che ci occupa si
può affermare che la capacità di pagamento della reclamante appare più
probabile della sua incapacità di pagamento, per cui la prognosi in merito alla
sua situazione finanziaria può essere ritenuta favorevole e la sua solvibilità
sufficientemente verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di cui all’art. 174
cpv. 2 LEF, il fallimento della RE 1 va annullato.

 

                                   3.   La
tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [RS 281.35]), come
pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti, sono poste in ambo le sedi a carico della
reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio della procedura
giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC).

 

                                         Alla
controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere
osservazioni al reclamo.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:               I.   Il reclamo è accolto e di conseguenza:

                                         1.  La dichiarazione di
fallimento pronunciata il 17 gennaio 2022 dalla Pretura del Distretto di
Bellinzona nei confronti della RE 1 è annullata.

                                         2.  La tassa di giustizia di
prima sede di fr. 80.–, da anticipare come di rito, è posta a carico della
RE 1.

                                         3.  Le spese dell’Ufficio dei
fallimenti, da anticipare come di rito, sono poste a carico della RE 1.

 

                                   II.   La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 230.– è posta a carico della
RE 1.

 

                                  III.   Notificazione a:

	
   

  	
  –  ;

  –  ;

  –  Ufficio
  d’esecuzione, Bellinzona;

  –  Ufficio
  dei fallimenti, Viganello;

  –  Ufficio
  cantonale del Registro di commercio, Biasca;

  –  Ufficio
  del Registro fondiario del Distretto di Bellinzona,

      Bellinzona.

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                            La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).