# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ed155c14-875c-5c26-b85f-35d8a4c663a5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-12-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.12.2010 C-3655/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-3655-2010_2010-12-03.pdf

## Full Text

Corte II I
C-3655/2010

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3  d i c e m b r e  2 0 1 0

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Blaise Vuille, Marianne Teuscher, 
cancelliera Mara Vassella.

A._______,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Autorizzazione d'entrata nello spazio Schengen 
concernente B._______.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-3655/2010

Fatti:

A.
Il 1° dicembre 2009, B._______, cittadina vietnamita nata il ..., ha pre -
sentato una domanda di visto presso l'Ambasciata di Svizzera in Hanoi 
al fine di recarsi in Ticino per un soggiorno di tre mesi presso il com-
pagno A._______. La richiedente ha fornito alla suddetta Ambasciata 
una lettera d'invito del 16 novembre 2009, con la quale l'invitante affer-
ma di voler  trascorrere più tempo con lei  in Svizzera e alla quale vi 
erano annessi la documentazione fiscale (2007) ed economica (2008-
2009) inerente all'invitante. Inoltre la richiedente ha prodotto una di-
chiarazione del 27 novembre 2009 mediante la quale la datrice di lavo-
ro dell'interessata, l'agenzia C._______, ne confermava l'assunzione a 
tempo pieno quale "Customer Service Executive", una richiesta scritta di 
congedo non pagato dal 22 febbraio al 22 maggio 2010 approvata il 30 
novembre  2009  e  una  dichiarazione  dello  stesso  giorno  dell'istituto 
bancario D._______ con sede in Vietnam, attestante un conto banca-
rio di cui la richiedente è titolare e infine una polizza d'assicurazione 
viaggio datata del 24 novembre 2009. 

B.
Con decisione informale dell'8 dicembre 2009, la suddetta Rappresen-
tanza elvetica ha rifiutato di emettere il visto in favore dell'interessata 
in ragione del fatto che le intenzioni, le condizioni del soggiorno e la 
volontà di ritornare nel Paese d'origine non avevano potuto essere ac-
certate. Il  29 dicembre 2009 la richiedente ha presentato una nuova 
domanda  di  visto  che  è  stata  trasmessa  il  26  gennaio  2010  dalla 
Sezione della popolazione del Canton Ticino all'UFM per competenza 
e decisione. 

C.
Con  decisione  del  30  aprile  2010,  l'UFM  ha  respinto  l'istanza 
ravvisando  che  la  legislazione  in  ambito  di  autorizzazione  d'entrata 
non garantisce nessun diritto all'entrata nello spazio Schengen anche 
nel  caso  in  cui  il  richiedente  adempia  tutte  le  condizioni.  Inoltre, 
l'autorizzazione d'entrata nello spazio Schengen non può essere con-
cessa se il ritorno nel Paese d'origine non è garantito sia a causa della 
situazione politica o socioeconomica prevalente nello  Stato d'origine 
sia a causa della situazione personale del richiedente. Nella fattispecie 
l'UFM ha riconfermato la motivazione della Rappresentanza elvetica, 
ritenendo  che  la  partenza  dallo  spazio  Schengen  al  termine  del 

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soggiorno  non poteva essere considerata  sufficientemente garantita. 
Considerata  la  prassi  restrittiva  in  materia  di  visti,  l'intenzione  di 
frequentare  corsi  d'italiano  nonché  il  desiderio  di  rendere  visita  al 
fidanzato  non  risultavano  essere  motivi  sufficienti  per  giustificare 
un'autorizzazione d'entrata. Da ultimo, l'invitante non è impedito dal far 
visita alla fidanzata all'estero. 

D.
Il 19 maggio 2010, A._______ è insorto avverso la suddetta decisione 
postulandone l'annullamento nonché il rilascio di un visto d'entrata in 
Svizzera durante tre mesi. Egli  ha dapprima rimproverato al l'autorità 
inferiore di avanzare argomenti non pertinenti. Ha poi precisato di aver 
conosciuto l'interessata tramite internet e, successivamente, di essersi 
recato in Vietnam a renderle visita. Al  fine di  conoscersi  meglio egli 
aveva manifestato il desiderio di invitarla in Ticino. Quo ai legami con il 
Vietnam, l'invitata può far valere dei rapporti  famigliari  al  suo Paese 
d'origine nonché un'attività lavorativa. Il ricorrente ha infine osservato 
di  aver presentato la  documentazione atta ha comprovare la  serietà 
delle proprie intenzioni e di quelle della richiedente. 

E.
Chiamato ad esprimersi in merito al suddetto gravame, con preavviso 
del 5 luglio 2010, l'UFM ha riconfermato la decisione impugnata, sotto-
lineando che viste le disparità economiche tra la Svizzera e il Vietnam, 
non si può escludere che l'interessata non tenti di prolungare il proprio 
soggiorno sul  territorio  svizzero nella  speranza di  trovarvi  condizioni 
esistenziali migliori. Inoltre dagli atti non si evincono obblighi o legami 
particolari che potrebbero ostacolare un'eventuale emigrazione, sotto-
lineando che l'amicizia tra il ricorrente e la richiedente costituirebbe un 
ulteriore motivo per prolungare il  soggiorno, asserendo infine che la 
buona fede degli interessati non veniva messa in discussione. 

F.
Con replica  del  10 agosto  2010,  il  ricorrente  ha ribadito  quanto  già 
addotto  nel  suo  gravame  ed  ha  aggiunto  di  aver  prodotto  tutte  le 
garanzie  richieste.  Egli  ha  poi  sottolineato  che  la  relazione  iniziata 
potrebbe essere eventualmente consolidata da un futuro  matrimonio 
con successiva permanenza della coppia in Ticino. 

G.
Con  replica  del  18  agosto  2010,  l'autorità  inferiore  ha  riconfermato 
quanto asserito nella decisione del 30 aprile 2010 e nel suo preavviso 

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del 5 luglio 2010. 

Diritto:

1.

1.1 Giusta  l'art.  31  LTAF, il  Tribunale  amministrativo  federale  (di  se-
guito: TAF o il  Tribunale)  giudica i  ricorsi  contro le decisioni ai  sensi 
dell'art. 5 dalla legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 
amministrativa  (PA,  RS  172.021)  prese  dalle  autorità  menzionate 
all'art. 33  LTAF. Rimangono riservate le  eccezioni  previste all'art. 32 
della legge del 17 giugno 2005 sul  Tribunale amministrativo federale 
(LTAF, RS 173.32). Le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione 
d'entrata  nello  spazio  Schengen  rese  dall'UFM,  autorità  dell'ammi-
nistrazione federale come definita all'art. 33 let. d LTAF – possono es-
sere impugnate dinanzi al TAF, il quale statuisce in via definitiva (cfr. 
art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1 della legge del  
17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

1.2 Riservati i casi in cui la LTAF non dispone altrimenti la procedura 
dinanzi al Tribunale è retta dalla PA (art. 37 LTAF).

1.3 A._______  ha  il  diritto  di  ricorrere  (art.  48  cpv.1  PA)  e  il  suo 
ricorso,  presentato nella  forma e  nei  termini  prescritti  dalla  legge,  è 
ricevibile (art. 50 e 52 PA). 

2.
Ai sensi dell'art. 49 PA i motivi di ricorso sono la violazione del diritto  
federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di  apprezzamento, 
l'accertamento  inesatto  o  incompleto  di  fatti  giuridicamente  rilevanti 
nonché l'inadeguatezza, nella misura in cui un'autorità cantonale non 
abbia giudicato come autorità di ricorso. Il Tribunale applica d'ufficio il  
diritto federale nella procedura ricorsuale e non è vincolato in nessun 
caso dai motivi del ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevanti sono in pri-
mo luogo la situazione di fatto e di diritto al momento del giudizio (cfr. 
consid. 1.2 della sentenza 2A.451/2002 del 28 marzo 2003 pubblicata 
parzialmente in: DTF 129 II 215).

3.
Come rilevato a giusto titolo dall'autorità inferiore la legislazione sviz -
zera in materia di diritto sugli stranieri non garantisce né il diritto d'en-

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trata  in  Svizzera  né  il  rilascio  di  un  visto.  Come  gli  altri  Stati,  la 
Svizzera  non  è  tenuta  ad  autorizzare  l'entrata  di  stranieri  nel  suo 
territorio.  Riservati  gli  obblighi  derivanti  dal  diritto  internazionale 
pubblico,  questa  decisione  viene  presa  dalla  Svizzera  in  maniera 
autonoma (cfr. Messaggio citato in FF 2002 3327 nonché DTF 135 II 1 
consid. 1.1). 

4.
Nella  presente  fattispecie  trovano  applicazione  le  norme  di  diritto 
intero concernenti la procedura di visto nonché l'entrata e la partenza 
dalla Svizzera, per quanto gli  Accordi di  associazione alla normativa 
Schengen non prevedano disposizioni derogatorie (cfr. art. 2 cpv. 4 e 5 
della legge del 16 dicembre 2005 sugli stranieri[LStr, SR 142.20]). 

5.

5.1 Per un soggiorno di una durata massima di tre mesi in Svizzera ri -
spettivamente nello spazio Schengen, i cittadini di Paesi terzi necessi -
tano, per varcare le frontiere, di documenti di viaggio valevoli e, se ri -
chiesto, di un visto (cfr. art. 5 cpv. 1 lett. a LStr, art. 2 cpv. 1 dell'ordi -
nanza del 22 ottobre 2008 concernente l'entrata e il rilascio del visto 
[OEV, 142.204] in relazione con l'art. 5 cpv. 1 lett. a e b del regolamen-
to [CE] n. 562/2006 del  Parlamento europeo e del Consiglio,  del  15 
marzo 2006 che istituisce un codice comunitario relativo al regime di  
attraversamento delle frontiere da parte delle persone [Codice frontie-
re Schengen, GU L 105 del 13 aprile 2006, pag. 1-32] e l'art. 2 del re-
golamento [UE] n. 265/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio 
del 25 marzo 2010 che modifica la convenzione di applicazione del-
l'accordo di Schengen e il regolamento (CE) n. 562/2006 per quanto ri-
guarda la circolazione dei titolari di visto per soggiorni di lunga durata 
[GU L 85 del 31 marzo 2010, pag. 1-4]). 

5.2 Inoltre  è  necessario  giustificare  lo  scopo  e  le  condizioni  di 
soggiorno nonché disporre di mezzi finanziari sufficienti (art. 5 cpv. 1 
lett. b LStr, art. 5 cpv. 1 lett. c Codice frontiere Schengen e art. 14 cpv. 
1 lett. a-c del regolamento [CE] n. 810/2009 del Parlamento europeo e 
del Consiglio del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario 
dei visti [codice dei visti, GU L 243 del 15 settembre 2009, pag. 1-58]).  
I cittadini di Paesi terzi che intendono entrare nello spazio Schengen, 
devono  comprovare  che,  trascorso  il  periodo  concesso  dal  visto, 
lasceranno la Svizzera entro il termine stabilito (art. 14 cpv. 1 lett. d, 
art. 21 cpv. 1 codice dei visti e art. 5 cpv. 2 LStr). Infine non devono es-

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sere segnalati nel Sistema d'informazione Schengen (SIS) ai fini della 
non ammissione e non essere considerati  una minaccia per  l'ordine 
pubblico, la sicurezza interna, la salute pubblica o le relazioni interna-
zionali di uno degli Stati membri (art. 5 cpv. 1 lett. c LStr, art. 5 cpv. 1  
lett. d ed e Codice frontiere Schengen).

6.
Se le condizioni per rilasciare un visto al fine di entrare nello spazio  
Schengen non sono adempiute, in casi eccezionali è comunque possi-
bile concedere un visto a validità territoriale limitata. Lo stato membro 
interessato può fare segnatamente uso di tale possibilità, se lo ritiene 
giustificato per motivi umanitari, di interesse nazionale o in virtù di ob-
blighi internazionali (cfr. art. 25 cpv. 1 lett. a codice dei visti, anche art.  
5 cpv. 4 lett. c Codice frontiere Schengen). 

7.
L'Allegato  I  del  regolamento  (CE)  n.  539/2001  del  Consiglio  del  15 
marzo 2001 elenca gli Stati, i cui cittadini all'atto dell'attraversamento 
delle frontiere esterne degli Stati Schengen, devono essere in posses-
so di un visto (GU L 81 del 21 marzo 2001, pag. 1-7, per quanto ri -
guarda la fonte integrale cfr. nota all'art. 4 cpv. 1 OEV). Siccome il Viet-
nam è contenuto nel predetto Allegato, la richiedente soggiace all'ob-
bligo del visto. 

8.
L'autorità inferiore ha rifiutato di concedere il visto alla richiedente sic-
come  l'uscita  dallo  spazio  Schengen  entro  il  termine  stabilito  non 
poteva essere garantita. A tale proposito essa si  è fondata sulla dif-
ficile  situazione  prevalente  in  Vietnam e sul  fatto  che  la  richiedente 
non ha dimostrato di avere obblighi di natura personale che la vincola-
no al suo Paese d'origine. 

8.1 Al fine di valutare se l'uscita dallo spazio Schengen alla scadenza 
del previsto soggiorno risulti sufficientemente assicurata, è necessario 
giudicare  un  comportamento  futuro.  Ora,  visto  che  non  è  possibile 
constatare in  modo certo  un fatto  non ancora accaduto,  si  possono 
emettere delle supposizioni,  considerando l'insieme delle circostanze 
della fattispecie e i dati concreti che risultano dalla situazione generale 
del Paese d'origine del richiedente. 

8.2 A tale proposito occorre prendere in considerazione la situazione 
socio-economica  prevalente  in  Vietnam  come  anche  il  divario 

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economico  importante  che esiste  tra  la  Svizzera  e  questo  Paese. Il 
Vietnam gode di un'economia molto dinamica in paragone ad altri Stati 
situati  nella  regione, con una crescita del  5.3 % nel  2009 e questo, 
nonostante la crisi finanziaria mondiale. Questo Stato si  situa inoltre 
tra i paesi che vantano una delle crescite economiche più elevate ed è 
attualmente  il  terzo  Paese  mondiale  esportatore  di  riso. Nondimeno 
l'economia vietnamita rimane a tutt'oggi dipendente dagli investimenti 
stranieri e dalle esportazioni verso l'Europa e gli USA. Seppure non vi  
sono  stati  cambiamenti  drastici,  la  crisi  finanziaria  mondiale  ha 
comportato  l'inversione  di  certe  tendenze  nel  2008  e  nel  2009. 
Effettivamente, alla fine del settembre 2008, l'inflazione ha raggiunto il  
27,9  %  e  le  perdite  a  livello  commerciale  sono  aumentate  dai  4,8 
miliardi USD nel 2006 ai 18 miliardi USD nel 2008. Vi sono pure state 
delle  forti  tensioni  sulla  moneta  che  hanno  spinto  le  autorità  a 
deprezzarla e, non da ultimo, un aumento del debito pubblico, causato 
segnatamente  da  importanti  investimenti  in  questo  settore.  La  crisi 
internazionale ha parimenti  giocato  un ruolo importante  negli  introiti  
del Paese provenienti dai cittadini vietnamiti residenti all'estero, i quali  
contribuiscono  sensibilmente  alla  crescita  del  prodotto  interno  lordo 
(PIL),  nettamente diminuito  nel  2009 (20% nel  primo semestre). Nel 
2009, il PIL pro capite era infatti pari al 2'862 USD (cfr. sito internet del  
Ministère  des  affaires  étrangères  et  européennes  della  République 
française  www.diplomatie.gouv.fr   >  Pays  –  zone  géo  >  Vietnam  > 
Présentation  du  Vietnam,  attualizzato  il  25  giugno  2010,  visitato  in 
novembre 2010). 

8.3 Tenuto conto della situazione socioeconomica del Paese d'origine 
della richiedente nonché delle differenze tra il Vietnam e la Svizzera, la 
valutazione dell'UFM secondo cui il rischio di un'uscita non conforme 
ai  termini  prestabiliti  appaia  relativamente  elevato,  non  può  essere 
contestata.  Effettivamente,  a  prescindere  dal  fatto  che  la  predi -
sposizione a lasciare il proprio Paese d'origine è agevolata allorquan-
do  parenti  o  conoscenti  si  trovano  già  all'estero,  va  nondimeno 
osservato che la pressione migratoria, come lo dimostra l'esperienza, 
risulta  essere  più  elevata  in  presenza  di  persone  giovani  che  non 
hanno particolari legami famigliari o professionali al loro Paese d'origi-
ne. 

Trarre delle conclusioni basandosi unicamente sulla situazione genera-
le del paese d'origine, porterebbe tuttavia ad una valutazione dei fatti 
eccessivamente generalizzata. Occorre per tanto esaminare l'insieme 

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http://www.diplomatie.gouv.fr/

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delle circostanze del caso concreto. In particolare gli obblighi familiari, 
sociali  o  professionali  possono costituire  una  prognosi  favorevole  in 
vista di una partenza regolare dalla Svizzera.

9.

9.1 Per quanto riguarda i vincoli al Paese d'origine, dagli atti di causa 
risulta che la richiedente ha 30 anni, è nubile e non ha figli, non le in -
combe pertanto alcun obbligo famigliare, come asserito a giusto titolo 
dall'autorità inferiore, nonostante la presenza in Vietnam dei suoi fami-
gliari.  Quo  all'attività  lavorativa  dell'interessata,  impiegata  dal  2004 
presso l'agenzia C._______ quale "Customer Service Executive" occorre 
rilevare che le è stato concesso un congedo di tre mesi non remunera-
to sulla  base di  una dichiarazione che attesta la  necessità di  dover 
sbrigare alcuni affari personali. Tale circostanza, tenuto conto del pe-
riodo di assenza relativamente lungo, permette di ritenere che gli ob -
blighi derivanti dall'attività svolta non siano così vincolanti da rendere 
sufficientemente verosimile il rientro in Vietnam. Circa il motivo di sog -
giorno,  si  constata,  che  il  ricorrente  ha  dichiarato  di  intrattenere  un 
rapporto sentimentale con l'interessata e che in futuro vi sarebbe l'in-
tenzione di contrarre matrimonio. Ora, i visti per visita o turismo vengo-
no concessi unicamente nella misura in cui è possibile fondarsi su fatti 
concreti, idonei a comprovare il rispetto dei termini d'uscita dallo spa-
zio Schengen. Il fatto che, come affermato dal ricorrente, l'interessata 
è stata invitata in Svizzera anche in vista di un futuro matrimonio con 
successiva permanenza della coppia in Ticino, dimostra da una parte, 
che la persona in questione non ha alcun vincolo al suo Paese d'origi-
ne che le impedisca di rimanere in Svizzera oltre il termine richiesto e,  
d'altra parte, che lo scopo dell'entrata in Svizzera non è chiaramente 
definito. 

9.2 Visto  quanto precede,  il  mero desiderio  espresso dal  ricorrente, 
perfettamente  comprensibile,  di  invitare  l'amica in  Svizzera  non  può 
costituire di per sé un motivo giustificante la concessione del visto. Te-
nuto conto del numero importante di domande di concessioni dell'auto-
rizzazione d'entrata inoltrate, le autorità elvetiche devono prendere in 
considerazione il rischio risultante dal fatto che la persona a beneficio 
d'un visto d'entrata non lasci la Svizzera entro i termini del suo sog-
giorno ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LStr. In tali circostanze le autorità com-
petenti  sono state portate ad adottare una politica d'ammissione re-
strittiva e a procedere ad una severa limitazione del numero delle au-

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torizzazioni d'entrata nello spazio Schengen. 

Da quanto precede il Tribunale constata che si è in presenza di un ri -
schio migratorio  elevato e che pertanto, il  rilascio  del  visto a favore 
della richiedente non può essere concesso. 

9.3 Ne discende che l'autorità di prime cure ha rilevato a giusto titolo 
sulla base della situazione agli atti, che l'uscita dallo spazio Schengen 
entro i termini stabiliti dopo un soggiorno per visita non è sufficiente-
mente  garantita.  La  correttezza  di  tale  valutazione  non  può  essere 
contestata neppure dalle  dichiarazioni  di  garanzia di  uscita puntuale 
dalla Svizzera formulate dal ricorrente. A questo titolo giova sottolinea-
re che la buona fede e l'onestà dell'invitante non sono messe in di -
scussione. In effetti nell'esame del rischio di un'uscita non conforme ai 
termini è rilevante in prima linea il possibile comportamento dell'invita-
ta dedotto dalla documentazione agli atti. Solo quest'ultima è in grado 
di assicurare la partenza dallo spazio Schengen entro i termini stabiliti. 
Considerato l'insieme delle circostanze del caso, la dichiarazione forni-
ta dal ricorrente con la quale egli si porta garante per tutte le spese di  
soggiorno, non è tale da impedire alla  richiedente di  intraprendere i 
passi necessari per stabilirvisi durevolmente (cfr. DTAF 2009/27 con-
sid. 9). Le garanzie finanziarie fornite dall'ospitante costituiscono delle 
semplici dichiarazioni d'intenzione prive di effetti giuridici le quali non 
permettono di garantire la volontà della richiedente di uscire dallo spa-
zio Schengen e di assicurarne la partenza entro i termini stabiliti. 

10.
Ne discende che l'UFM con decisione del 30 aprile 2010 non ha né 
violato il diritto federale né abusato del suo potere di apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 49 PA). Per questi motivi il ricorso va respinto.

11.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali vengono poste a ca-
rico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con gli art. 1 a 3 del  
regolamento del  21 febbraio 2008 sulle  tasse e sulle  spese ripetibili  
nelle cause dinanzi al  Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 
173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di fr. 700.- sono poste a carico del ricorrente e 
sono computate con l'anticipo spese dello stesso importo versato alla 
cassa del Tribunale il 31 maggio 2010. 

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto n. di rif. ... di ritorno)
- Sezione  della  popolazione,  Bellinzona,  per  informazione  (incarto 

cantonale di ritorno) 

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Mara Vassella

Data di spedizione: 

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