# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cb697af4-fefc-58a5-8518-099dfd31249b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-06-14
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 14.06.2002 12.2001.133
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2001-133_2002-06-14.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2001.00133

  	
  Lugano

  14 giugno
  2002/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La
  seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente

  Chiesa e Rusca

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. no.
OA.1996.00012 della Pretura del Distretto di Riviera promossa con petizione
8/11 luglio 1994 da

 

	
   

  	
  __________ 

  patr. dall' avv. __________ 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________ 

  patr. dall' avv. __________ 

   

  

con cui l’attore ha chiesto la
condanna della convenuta a corrispondergli l’importo di fr. 114'900.-- oltre
interessi al 5% dal 21 giugno 1993 a titolo di remunerazione per prestazioni di
consulenza informatica;

 

domanda avversata dalla convenuta, che ha postulato la
reiezione della petizione protestando spese e ripetibili, chiedendo in via
riconvenzionale la condanna dell’attore al pagamento di fr. 12'121.75 oltre
interessi al 5% dal 2 maggio 1995;

 

e nella quale, con decisione  26 luglio 2001, il
Pretore, accogliendo parzialmente l'azione principale e quella riconvenzionale,
ha condannato la convenuta a pagare all'attore l'importo di fr. 9'642.85 oltre
interessi al 5% dal 21 giugno 1993. 

 

Appellante l’attore che, con appello 29 agosto 2001,
chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di ammettere la petizione
per fr. 35'242.70 oltre interessi;

 

 

Mentre con osservazioni 22 ottobre 2001 la convenuta
postula la reiezione del gravame con protesta di spese e ripetibili, chiedendo
con appello adesivo la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere
la petizione e condannare, in via riconvenzionale, l’attore al pagamento di fr.
12'121.75 oltre interessi al 5% dal 2 maggio 1995.

	
   

  	
   

  

 

Letti ed esaminati gli atti e i documenti prodotti

 

 

Considerato

 

in
fatto  ed in diritto

 

 

                                   1.   L’attore è impiegato presso la __________ e da tempo era in rapporto d’amicizia con __________, già
titolare dell’omonima ditta individuale per il commercio di radio-tv-hifi,
trasformata nel luglio 1989 in __________. Nel 1983 l’attore ha allacciato con
la ditta di __________ un rapporto di collaborazione per la consulenza
informatica alla clientela della ditta, continuato dopo la trasformazione della
ditta individuale in SA fino a fine 1992. Per la propria attività di collaborazione
con la __________ dal luglio 1989 fino alla fine del 1992, l’attore ha chiesto
con petizione 8 luglio 1994 la condanna della convenuta a versargli l’importo
di fr. 114'900.-- oltre interessi al 5% dal 21 giugno 1993 quale remunerazione
per le sue prestazioni d’elaborazione programmi, installazione e consulenza
informatica, quantificate in 1149 ore lavorative a fr. 100.-- l’ora.

 

                                         Nella
risposta di causa 2 maggio 1995 la convenuta ha chiesto la reiezione della
petizione. Essa ha contestato la pretesa opponendo l’avvenuto  pagamento
all’attore di fr. 13'869.80 di spese personali e il versamento di fr. 15'600.--
nel 1990, di fr. 15'600.-- nel 1991 e di fr. 8'400.-- nel 1992 di stipendi
corrisposti alla moglie dell’attore. Ha contestato la qualità delle
prestazioni, che le stesse fossero a titolo oneroso, che l’attore avesse
precedentemente preteso altro oltre quanto pattuito, infine l’entità delle ore
prestate. Con domanda riconvenzionale la convenuta ha poi preteso la condanna
dell’attore al versamento di fr. 12'121.75 oltre interessi al 5% dal 2 maggio
1995 e meglio fr. 4'078.75 per un impianto hi-fi  fornito dalla stessa
all’attore il 29 marzo 1993 e da lui non pagato, come pure fr. 8'043.-- per un
PC fornito all’attore il 19 gennaio 1993 e da lui pure non pagato. 

                                         

                                         Nella
risposta riconvenzionale 16 maggio 1995 l’attore ha chiesto la reiezione
integrale della domanda riconvenzionale, riconoscendo per l’hi-fi un credito
dell’attrice riconvenzionale  per l’importo di fr. 2'541.30 pari al prezzo di
dimostrazione, mentre ha indicato che il PC è rimasto proprietà della
convenuta, perché dalla stessa lasciato all’attore per lo svolgimento
dell’attività a proprio favore e dall’attore ritenuto in virtù delle proprie
pretese. 

 

                                         Nelle
conclusioni 28 agosto 2000 l’attore ha aumentato la domanda a fr. 117'576.70
oltre interessi al 5% dal 21 giugno 1993.

 

 

                                   2.   Con decisione 26 luglio 2001 il Pretore ha accolto la petizione per
fr. 9'642.85 oltre interessi al 5% dal 21 giugno 1993. Egli ha riconosciuto fra
le parti una serie di contratti misti di mandato per il software e appalto per
l’hardware, escludendo la gratuità delle prestazioni. Ha riconosciuto
all’attore l’80% del fatturato di puro software e delle poste specifiche di
fattura relative all’attore, nonché il 15% delle fatture a corpo per hardware e
software. Dal totale ha poi dedotto fr. 12'409.- a titolo di affitto e rimborso
spese, lo stipendio versato alla moglie dell’attore per fr. 45'700.-, l’intero
importo della fattura hi-fi e l’importo di fr. 5'552.60 pari al prezzo
effettivo fatturato alla convenuta per il PC fornito all’attore.

 

 

                                   3.   Con
appello 29 agosto 2001 l’attore chiede la riforma del querelato giudizio nel
senso di accogliere la petizione per fr. 35'242.70 oltre interessi al 5% dal 21
giugno 1993, opponendosi alle deduzioni operate dal Pretore. 

                                         Con le
osservazioni 22 ottobre 2001 la convenuta postula la reiezione dell’appello e
con appello adesivo la reiezione integrale della domanda di petizione  e
l’accoglimento della domanda riconvenzionale nel senso di condannare l’attore
al pagamento di Fr. 12'121.75 oltre interessi al 5% dal 2 maggio 1995. 

 

 

                                   4.   Oggetto della procedura d'appello è quindi l’entità della
remunerazione riconosciuta all’attore rispettivamente del pagamento da parte
sua del valore di quanto preteso indebitamente trattenuto. 

                                         In
concreto è comprovata dall’istruttoria una duratura collaborazione dell’ing.
__________ con l’appellata. Le
testimonianze dei clienti dell’appellata attestano che lo stesso ha operato per
anni quale consulente informatico della clientela della ditta individuale di
__________ prima e della __________. D’accordo con l’appellata, l’attività è
consistita a dipendenza dell’esigenza dei clienti nell’elaborazione,
installazione e perfezionamento di programmi (teste __________) o
nell’installazione degli impianti con l’elaborazione e il perfezionamento dei
programmi (teste __________) con la relativa consulenza. La giurisprudenza ha
precisato che il contratto relativo alla fornitura di sistemi informatici
comprensivi di Hard - e Software può essere di varia natura e la sua qualifica
giuridica dev’essere operata secondo le circostanze del caso specifico (DTF
124 III 459). In esame non è qui il rapporto relativo alla fornitura delle
prestazioni dei clienti con l’appellata, bensì il rapporto di collaborazione
dell’ing. __________ con quest’ultima,
per la quale egli ha svolto le sue prestazioni. L’attività accessoria
dell’appellante, svolta con l’approvazione del suo datore di lavoro principale,
non configura un vero rapporto di lavoro, ritenuta l’autonomia dell’appellante
nel gestire le proprie prestazioni spesso direttamente con i clienti
dell’appellata. Il rapporto di lavoro presuppone, infatti, l’integrazione del
lavoratore in un'organizzazione lavorativa altrui, con un rapporto di
dipendenza nel quale per l’esecuzione del lavoro egli soggiace dal profilo
personale, organizzativo, temporale ed economico al potere direttivo del datore
di lavoro (Rehbinder, Commentario basilese, ad art. 319 CO n. 2). Non era
questo il caso della collaborazione dell’ing. __________, il quale tuttavia
percepiva un salario mensile, pur essendone beneficiaria la moglie, con le
relative trattenute per gli oneri sociali. Il rapporto di collaborazione era
quindi caratterizzato da una stretta dipendenza economica dall’appellata, con
ciò ponendosi  a metà strada fra il rapporto di mandato e quello di lavoro
(cfr. Rehbinder, op. cit., ad art. 319 CO n. 13). Se possono
riconoscersi aspetti del mandato per le prestazioni dell’appellante e aspetti
di rapporto di lavoro per la remunerazione dovutagli dall’appellata, la
qualifica del rapporto nell’uno o nell’altro senso non è tuttavia di rilievo e
la questione può restare aperta. La vertenza concerne, infatti, la
remunerazione dovuta all’appellante, in merito alla quale è da ritenere
pacifico l’obbligo di una mercede, ciò che corrisponde chiaramente alla volontà
delle parti. Esse hanno, infatti, pattuito uno stipendio mensile da versare
dalla __________ alla moglie dell’appellante in ragione dell’attività di
quest’ultimo (teste __________i) e per il periodo 1990 -1992 in gran parte
effettivamente versato e accettato. Controversa è invece l’entità della
remunerazione dovuta.

 

 

                                   5.   In occasione della trasformazione della ditta individuale in SA le
parti risultano essersi accordate sulla remunerazione dell’attività dell’ing.
__________ a favore della __________. Il
perito contabile che si è occupato del trapasso riferisce che “è stato
deciso di pagare un salario, se ben ricordo di fr. 1'400.-- ca. mensili a nome
di sua moglie e di pagare pure l’affitto di un locale che l’ing. aveva messo a
disposizione di __________ presso la sua abitazione” (teste __________),
precisando poco oltre che “il salario mensile versato a nome della moglie
era una base. Le parti non avevano definito null’altro, neppure la tariffa
(oraria o di altro tipo) che avrebbe poi praticato __________ ” (teste
__________i). In concreto le parti hanno concordato una remunerazione mensile
per l’attività dell’appellante a favore dell’appellata. La SA ha pure assunto i
costi di locazione relativi allo svolgimento dell’attività. Essa ha quindi
versato nel 1990 un salario lordo di fr. 15'600 e netto di fr.14'781 (doc. 4),
lo stesso nel 1991 (doc. 5), mentre nel 1992 ha versato un salario netto di fr.
7'959.-- (doc. 6), corrispondente a un salario lordo di fr. 9'100.--.
Globalmente ha comprovatamente versato fr. 37'521.-- di salario netto. Non
risulta invece che l’appellante abbia mai richiesto, come sembra sarebbe stata
sua facoltà, un adeguamento della remunerazione di base concordata, né che
abbia contestato per la remunerazione effettivamente versatagli mensilmente e
per la quale deve ritenersi intervenuto il suo accordo. L’accordo riferito ed
il pagamento non contestato escludono di conseguenza la rivendicazione di un
aumento della remunerazione mensile dovuta all’appellante. 

 

 

                                   6.   Come visto nel rapporto in oggetto sono presenti aspetti di mandato
rispettivamente del contratto di lavoro. In entrambi i casi l’appellante non ha
diritto ad una diversa remunerazione rispetto a quanto pattuito ed accettato né
ad un aumento della stessa. Relativamente al rapporto di mandato le parti sono
libere di prevedere un onorario e la sua entità fino alla conclusione del
rapporto (Fellmann, Commentario bernese, ad art. 394 CO n. 427 e segg.),
ma in caso di disaccordo compete al mandatario provare l’esistenza dell’accordo
sulla mercede e sulla sua entità (op. cit., ad art. 394 CO n. 439). In concreto
non risulta comprovato fra le parti un accordo più ampio dell’onorario
rappresentato dalle mensilità versate e accettate. Tuttavia, se un maggior
lavoro rispetto a quanto previsto non conferisce diritto all’innalzamento di un
onorario stabilito a forfait, è viceversa dovuto l’intero onorario qualora il
compimento dell’attività abbia richiesto minor lavoro (Fellmann,
Commentario bernese, ad art. 394 CO n. 442). Tanto deve ritenersi anche
relativamente al rapporto di lavoro in quanto il datore di lavoro deve pagare
il salario convenuto (art. 322 cpv. 1 CO). Ne discende, in considerazione sia
di un rapporto di mandato che di un rapporto di lavoro, che la pretesa di
remunerazione dell’appellante può essere riconosciuta solo nella misura
dell’importo mensilmente versato e non contestato, ma per l’intera durata del rapporto,
anch’essa non contestata, vale a dire dal luglio 1989 a fine 1992. 

 

 

                                   7.   L’appellante ha chiesto con la petizione una remunerazione per un
quantitativo di ore lavoro, oltre che non dimostrate dall’istruttoria, secondo
una modalità di compenso che, come visto, non è stata pattuita né direttamente
né, eventualmente, per atti concludenti. 

                                         Con le
conclusioni poi ha avanzato un calcolo della pretesa di remunerazione basato
sulle fatture acquisite con l’istruttoria, risalendo, da tale importo, di nuovo
alle ore prestate secondo, anche qui, modalità di computo non dimostrate. Così
facendo - oltre ad addurre fatti nuovi, in quanto tali inammissibili ed irriti
(Cocchi / Trezzini, CPC-TI, ad art. 78 m. 24) - ha dimostrato la
fragilità delle sue affermazioni quo alla misura del compenso ed alla mancanza
di qualsiasi accordo diverso da quello pattuito e riferito dal teste Biaggi.
Non può quindi essere ammesso, per motivi procedurali e per motivi di merito,
il calcolo della mercede fatto dal Pretore, il quale ha fatto proprio il
passaggio dal calcolo basato sul dispendio orario della petizione a quello
basato sulla fatturazione. 

 

 

                                   8.   Con la petizione l’attore chiede la remunerazione per la propria
attività a beneficio della convenuta dalla sua trasformazione in SA nel luglio
1989 fino alla conclusione della collaborazione a fine 1992.  La collaborazione
relativamente a tale periodo risulta comprovata e non contestata. In concreto
risulta che l’appellata versava alla moglie dell’appellante un mensile netto di
fr. 1'137.- per tredici mensilità (cfr. doc. 4 e doc. 5) per cui quanto dovuto
per il periodo in questione (3 anni e mezzo) è, sempre al netto, di fr.
51'733.50.  La ditta convenuta ha versato (come appare dai doc. 4, 5 e 6)
l'importo complessivo netto di fr. 37'581.-, pari al lordo riconosciuto in
risposta (cfr. punto 2) di fr. 39'600.-, e rimane allora uno scoperto, per
salari, di fr. 14.152.50 a favore dell'attore.

 

                                         È
evidente che la deduzione per l’affitto e per le ulteriori spese assunte dalla
__________ operata dal Pretore, non ha più ragione di essere.  Conformemente
alla volontà delle parti espressa dall’accordo, il quale prevedeva chiaramente
l’assunzione di tali spese oltre al versamento del salario mensile, esse
andavano corrisposte aggiuntivamente, tenendo presente  che il versamento
mensile dell’affitto è stato concordato dalle parti quale forma di
remunerazione (teste __________). Quindi, per le considerazioni esposte per il
salario, si deve riconoscere una pretesa dell’appellante a tale titolo per
l’intero periodo dal luglio 1989 alla fine del 1992. In concreto risulta che la
pigione è stata corrisposta nella misura di fr. 6'000.- per gli anni 1990 e
1991 (doc. 1), per un importo mensile pari a fr. 250.-. Quindi l’importo
globale dovuto dal luglio 1989 alla fine del 1992 è pari a fr. 10'500.-  e il
credito residuo dell’appellante a tale titolo è così di fr. 4'500.-. 

                                         Per le
ulteriori poste di spesa l’appellante non avanza, quantifica e comprova una
richiesta, mentre ammette una deduzione di fr. 760.- per un corso di
specializzazione. 

                                         Ciò che
determina il suo credito residuo a fr. 17'892.50 

                                         (fr.
14'152.50 + fr. 4'500.- ./. fr. 760.-).

 

 

                                   9.   In merito alla pretesa riconvenzionale dell’appellata  e appellante
in via adesiva, la stessa dev’essere parzialmente accolta. Non può essere
condivisa la censura dell’ing. __________i, il quale,  in assenza della prova
che si trattava di un apparecchio nuovo, contesta il credito per l’hi-fi
riconosciuto alla convenuta e ne chiede la  riduzione all’importo di fr.
2'541.30. Il Pretore ha correttamente rilevato che non risulta comprovata la
pattuizione di un prezzo diverso da quello di fr. 4'078.75 indicato nella
fattura doc. 8, già comprensivo di uno sconto del 35%. Pertanto deve
giustamente essere considerato tale prezzo. 

                                         È invece
pertinente la contestazione del riconoscimento all’appellante in via adesiva
del credito pari al costo del PC fornito all’ing. __________. Il Pretore ha
ritenuto alla luce delle prove agli atti (doc. 9, 271-274), che la consegna è
avvenuta all’inizio del 1993, quando il rapporto di collaborazione fra le parti
era concluso e non poteva quindi trattarsi di un bene consegnato per lo
svolgimento dell’attività a favore dell’appellata e quindi rimasto di sua
proprietà. A torto. Infatti, mentre non risulta determinata con esattezza la
conclusione del rapporto di collaborazione, nel proprio scritto 30 marzo 1994,
l’appellata indica il PC “ancora in possesso dell’ing. __________ e mai restituito” come “proprietà della ditta
__________ ”, precisando che era destinato all’arch. __________ (doc. 10). Nello scritto essa invita
l’appellato a tenersi il bene, allegando la fattura 23.3.1994 per il pagamento.
Ne discende che il PC fornito era destinato ad un terzo, da anni cliente
dell’appellata (cfr. doc. 4, 83-85, 157,158, 249), la quale solo in seguito
alla comunicazione della ritenzione ne ha richiesto il pagamento all’ing.
__________. È quindi corretta la tesi di quest’ultimo quando indica di
trattenere il PC a titolo di ritenzione ai sensi dell’art. 895 cpv. 1 CC alfine
di ottenere il pagamento del credito per le proprie prestazioni. La domanda
riconvenzionale va quindi accolta unicamente nella misura di fr. 4'078.75.

 

 

                                10.   Avendo le parti formulato precise domande di condanna reciproca in via
principale ed in via riconvenzionale, escludendo la convenuta qualsiasi
compensazione, risulta più corretto, anche per migliore comprensione delle
singole soccombenze processuali, non operare direttamente una compensazione,
come fatto dal Pretore, ma aggiudicare i rispettivi crediti in esito alla
pronuncia distinta su azione e su riconvenzione.

 

                                         Ne
discende che in parziale accoglimento dell’appello principale, la domanda di
petizione è riconosciuta per fr. 17'892.50 oltre interessi dal 21 giugno 1993 mentre
quella riconvenzionale lo è per fr. 4'078.75 oltre interessi dal 2 maggio 1995.
La decorrenza degli interessi corrisponde a quella pretesa dalle parti e non
contestata. 

                                         L'appello
adesivo è invece respinto le sue conclusioni non trovando accoglimento.

                                         

                                         La tassa
di giustizia, le spese e le ripetibili di primo e secondo grado seguono la
soccombenza.

 

 

 

 

 

Per i quali motivi, 

richiamati, per le spese, l’art. 148 CPC e la TG

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   L’appello 29 agosto 2001 di __________ è parzialmente accolto.

                                         Di
conseguenza la decisione 26 luglio 2001 del Pretore del 

                                         Distretto
di Riviera è così riformata:

                                         

                                1.1.   La
petizione è parzialmente accolta. 

                                         Di
conseguenza la __________, è condannata a versare all'ing. __________,
l’importo di fr. 17'892.50 oltre interessi al 5% dal 21 giugno 1993.

 

                                1.2.   La
tassa di giustizia di fr. 1'500.-- e le spese di fr. 450.-- (di 

                                         cui
fr. 200.-- già anticipati dall’attore), sono poste a carico dell’attore per 5/6
e della  convenuta per 1/6, con l’obbligo dell’attore di rifondere alla
controparte fr. 4'500.-  per parte di ripetibili.

 

                                2.1.   La
domanda riconvenzionale è parzialmente accolta. 

                                         Di
conseguenza l’ing. __________, è condannato a versare alla __________,
l'importo di fr. 4'078.75 oltre interessi al 5% dal 2 maggio 1995.

 

                                2.2.   La
tassa di giustizia di fr. 300.-- e le spese di fr. 110.--  

                                         (già
anticipati dall'attrice riconvenzionale) sono poste per 2/3 a carico
dell’attore riconvenzionale e per 1/3 del convenuto riconvenzionale, al quale
controparte verserà fr.400.-  per parte di ripetibili.

 

 

                                   II.   Le spese della procedura d’appello principale, consistenti in:

                                         

tassa di giustizia           fr. 
850.--

                                         spese                             fr.   
50.--

                                         Totale                             fr. 
900.--

 

                                         anticipate
dall’appellante, sono a carico delle parti in ragione di metà ciascuna,
compensate le ripetibili.

 

 

                                  III.   L'appello adesivo 22 ottobre 2001 di __________ è respinto.

 

 

                                 IV.   Le spese della procedura d’appello adesivo, consistenti in:

                                         

                                         tassa di
giustizia           fr. 500.--

                                         spese                             fr.  
50.--

                                         Totale                             fr.
550.--

 

                                         già
anticipati dall’appellante in via adesiva, restano a suo carico con l'obbligo
di rifondere a controparte fr. 500.- per ripetibili. 

 

 

 

                                   V.   Intimazione a:      - __________ 

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Riviera.

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario