# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2ae7f682-3d36-51ce-a226-9a498a1389f0
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.09.2010 C-4565/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-4565-2009_2010-09-22.pdf

## Full Text

Corte II I
C-4565/2009/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 2  s e t t e m b r e  2 0 1 0  

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Beat Weber, Madeleine Hirsig, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
patrocinato dall'avvocato Luigi Potenza, 
via della Repubblica 23, IT-73054 Presicce,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità, decisione del 3 giugno 2009.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-4565/2009

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano nato il (...), coniugato e padre di un figlio, 
ha  lavorato  in  Svizzera,  essenzialmente  come  operaio,  dal  1967  al 
1989,  versando  i  contributi  obbligatori  all'assicurazione  per  la 
vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  (AVS/AI;  doc.  8).  Il  25  novembre 
2008,  per  il  tramite  dell'Istituto  nazionale  italiano  della  previdenza 
sociale  (INPS),  l'assicurato  ha formulato  all'Ufficio  dell'assicurazione 
per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  una 
domanda di rendita d'invalidità svizzera (doc. 1 a 6). 

B.
Nell'ambito  dell'istruzione  della  domanda  di  rendita,  l'UAIE  ha 
acquisito, tra gli altri, i documenti seguenti: 

-  l'estratto  del  conto  individuale  AVS-AI  dell'assicurato  (doc.  8),  dal  
quale si apprende, in particolare, che per il 1988 è stato registrato un 
reddito di Fr. 52'846.-, 

-  il  questionario  per  il  datore  di  lavoro,  inviato  all'interessato  il  26 
febbraio 2009 (doc. 14), dal quale risulta che quest'ultimo non ha mai 
lavorato in Italia,

- il  questionario per l'assicurato, del 14 marzo 2009, con allegato un 
certificato di lavoro del 13 luglio 1989 (doc. 15), da cui si evince che 
l'interessato ha cessato di  lavorare in Svizzera il  31 luglio 1989, per  
rientrare definitivamente in Italia,

- un rapporto medico del dott. B._______ a Zugo, dell'11 maggio 1986 
(doc. 16), relativo all'esecuzione di un'artroscopia e di un'artrotomia,

-  una  prima  scheda  di  dimissione  ospedaliera,  del  12  agosto  1999 
(doc. 17 e 18), nella quale è posta la diagnosi di  leucemia mieloide 
acuta (LMA) in chemioterapia,

- una seconda scheda di dimissione ospedaliera, del 2 novembre 1999 
(doc. 19 e 20), facente stato della diagnosi di LMA,

- una relazione clinica del 10 dicembre 1999 (doc. 21), relativa ad un 
intervento  di  trapianto  di  midollo  osseo  di  cui  ha  beneficiato 

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l'assicurato,

-  una  prima  decisione  amministrativa  italiana  del  1°  dicembre  2000 
(doc. 22), tramite la quale l'assicurato è stato riconosciuto invalido con 
totale e permanente inabilità lavorativa,

-  una  terza  scheda  di  dimissione  ospedaliera,  del  23  maggio  2001 
(doc. 23 e 24), diagnosticante una fistola perianale,

- una relazione clinica del 27 gennaio 2004 (doc. 25), la quale attesta, 
tra l'altro, una deficienza immunitaria persistente con predisposizione 
al  rischio  di  infezioni  particolarmente  gravi  e  potenzialmente  letali  
anche ad anni di distanza dal trapianto di midollo osseo, 

-  una  seconda  decisione  amministrativa  italiana  del  26  marzo 2004 
(doc. 26), nella quale l'assicurato è riconosciuto invalido con riduzione 
permanente  della  capacità  lavorativa  in  misura  pari  o  superiore  al 
74%, 

-  una  relazione  clinica  del  1°  marzo  2005  (doc.  27),  nella  quale  è 
riproposta,  in  sostanza,  la  stessa diagnosi  formulata  nella  relazione 
del 27 gennaio 2004,

- un referto radiografico del ginocchio destro, del 25 marzo 2006 (doc.  
28),  nel quale sono riportati  dei  segni  d'artrosi  con sclerosi  dei  capi 
articolari  ed  un  modesto  slargamento  della  rima  articolare  da 
probabile versamento intrarticolare,

- una relazione clinica del 15 marzo 2007 (doc. 29), la quale riassume, 
essenzialmente, le risultanze delle precedenti relazioni,

-  un  referto  ecografico  dell'addome inferiore  (doc. 30),  attestante  la 
presenza di una vescica con normali pareti e contenuto urinario, e una 
prostata  lievemente  aumentata  di  volume,  ad  ecostruttura 
disomogenea, 

- un referto ecografico della tiroide e delle paratiroidi, del 24 settembre 
2007  (doc.  31),  da  cui  risulta,  in  particolare,  che  la  ghiandola  è  in 
sede,  globosa  e  di  volume  aumentato,  e  che  il  parenchima  è 
sostanzialmente  omogeneo,  ad  eccezione  di  un  piccolo  nodulo 
ipoecogeno al terzo medio del lobo sinistro, 

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- un referto radiografico del torace, del 14 marzo 2008 (doc. 32), che 
certifica  un'accentuazione  alle  basi,  con  riconversione  del  circolo 
verso  gli  apici  in  bronchitico  cronico,  dai  seni  costofrenici 
bilateralmente liberi, e senza lesioni a focolaio,

-  un  primo referto  esofagogastroduodenoscopico del  18  aprile  2008 
(doc.  33),  diagnosticante  un'esofagite  da  reflusso  e  degli  esiti  da 
ulcerosi gastrici in zona antrale, 

-  un  secondo  referto  esofagogastroduodenoscopico  del  20  giugno 
2008 (doc. 34), diagnosticante delle lesioni ulcerose petecciali in sede 
antrale,

- un certificato medico del 10 novembre 2008 (doc. 35),  nel quale è 
formulata, sostanzialmente, la diagnosi di trapianto di midollo osseo, di 
fistola  perianale,  di  broncopatia  cronica,  d'ipertensione  arteriosa  e 
d'esofagite da reflusso,

- un referto otorinolaringoiatrico del 24 dicembre 2008 (doc. 36), da cui 
risulta, per quanto è dato di capirne, un'ipoacusia,

-  una  relazione  clinica  del  1°  gennaio  2009  (doc.  37),  la  quale 
riassume,  in  sostanza,  le  costatazioni  contenute  nelle  precedenti 
relazioni,

-  una  perizia  medica  particolareggiata  E  213  del  dott.  C._______, 
medico dell'INPS, del  7 gennaio  2009 (doc. 38),  in  cui  è posta,  nel 
quadro di una lieve ansia reattiva, la diagnosi di pregresso trapianto di 
midollo osseo in LMA in periodico follow up, di poliartrosi a moderata 
indicenza  funzionale,  di  bronchite  cronica,  di  gastroduodenite  ed 
esofagite da reflusso,  e d'ipertrofia  prostatica benigna (IPB),  e nella 
quale  è  stabilito  che  l'assicurato  può  esercitare  la  sua  ultima 
professione  di  operaio  carrozziere  solamente  due ore  al  giorno,  ma 
che  è  in  grado  di  svolgere  regolarmente  lavori  leggeri,  senza 
controindicazioni,  ma  può  svolgere  un  lavoro  adeguato  alle  sue 
condizioni  solo durante 3 ore al  giorno,  il  grado d'invalidità  essendo 
valutato, secondo il diritto italiano, al 67%. 

C.
L'UAIE ha trasmesso la  documentazione  raccolta  per  valutazione al 

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proprio servizio medico,  nella  persona del  dott. D._______,  il  quale, 
con presa di posizione del 29 marzo 2009 (doc. 40), ha diagnosticato 
degli  esiti  da  trapianto  del  midollo  osseo  in  seguito  a  LMA, 
un'esofagite  da reflusso,  un'ipertensione arteriosa,  una vitiligine,  dei 
dolori poliarticolari, una bronchite cronica e degli esiti da operazione di  
una fistola perianale, concludendo ad una capacità lavorativa completa 
nell'ultima professione esercitata dall'assicurato. 

Il 2 aprile 2009 l'UAIE ha approntato un progetto di decisione, con il  
quale ha preannunciato all'assicurato il  rigetto della sua domanda di 
rendita  d'invalidità,  invitandolo  nel  contempo  a  formulare  eventuali 
osservazioni entro un termine di trenta giorni (doc. 41). 

Con scritto del 6 maggio 2009 (doc. 45), l'assicurato si è opposto al 
progetto di decisione, allegando un rapporto radiologico del 30 marzo 
2009 (doc. 43 e 44), relativo al ginocchio destro e al rachide cervicale 
e lombosacrale, nel quale sono riportati, sostanzialmente, dei segni di 
meniscosi e di spondilosi e dei fenomeni degenerativi-disidratativi. 

Prendendo  posizione  su  questo  nuovo  rapporto  il  30  maggio  2009 
(doc.  47),  il  dott.  D._______  ha  dichiarato  che  esso  rivela 
essenzialmente  dei  disturbi  degenerativi  compatibili  con  l'età 
dell'assicurato e che, perciò, la valutazione del caso rimane invariata. 

Il  3  giugno 2009 l'UAIE ha quindi  emanato  una decisione (doc. 48), 
mediante la  quale ha negato all'assicurato il  diritto all'ottenimento di  
una rendita d'invalidità svizzera.

D.
Contro  questa  decisione,  rappresentato  dall'avvocato  Potenza, 
l'assicurato ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo federale l'11 
luglio 2009, facendo valere, a titolo preliminare, la nullità della stessa  
per  mancanza  di  motivazione,  e  chiedendo,  nel  merito,  che  gli  sia 
riconosciuto il diritto ad una rendita d'invalidità. Egli ha inoltre prodotto  
due rapporti già all'incarto. 

L'UAIE  ha  risposto  il  27  ottobre  2009,  chiedendo  che  il  ricorso  sia 
respinto e che la decisione impugnata sia confermata.

E.
Con decisione incidentale del 14 gennaio 2010, questo Tribunale ha 

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invitato  il  ricorrente  a  versare  un  anticipo  equivalente  alle  presunte 
spese processuali di Fr. 300.-. Mediante scritto del 25 gennaio 2010, il  
ricorrente ha richiesto di essere esentato da tale pagamento. Questo 
Tribunale  gli  ha  quindi  trasmesso,  tramite  ordinanza  del  1°  febbraio 
2010,  il  formulario  relativo  alla  domanda  di  gratuito  patrocinio,  che 
l'interessato ha parzialmente compilato e ritornato il 24 febbraio 2010.

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla  
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20). 

Di  conseguenza,  questo  Tribunale  è  competente  a  giudicare  il 
presente ricorso. 

1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali  (LPGA, RS 830.1). In conformità 
con l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono applicabili  
alle assicurazioni sociali  disciplinate dalla legislazione federale, se e 
per  quanto  le  singole  leggi  sulle  assicurazioni  sociali  lo  prevedano. 
Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili  
all'assicurazione per  l'invalidità  (art.  1a-26bis e  28-70),  sempreché la 
LAI non deroghi alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 

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è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi,  
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti  
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art.  
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso  è  ammissibile  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente  e  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge (art. 59 e 60 LPGA, nonché l'art. 52 cpv. 1 PA). 

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di trattamento tra i cittadini di uno Stato membro della Comunità 
europea,  ivi  risiedenti,  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  2  e  3  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

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2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente  procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  italiano  che  risiede 
nell'Unione europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del 
Consiglio del 14 giugno 1971 e (CEE) n° 574/72 del Consiglio del 21 
marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e,  a partire  dal  1°  gennaio 2008,  in  conformità con le  nuove 
disposizioni. 

4.
Il  ricorrente  contesta  la  validità  formale  della  decisione  dell'UAIE, 
rilevando che essa sarebbe nulla poiché priva di motivazione. 

5.

5.1 Il diritto di essere sentito, la cui garanzia è prevista all'art. 29 cpv. 
2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione  svizzera  del  18 
aprile  1999  (Cost,  RS  101),  comprende  il  diritto  per  l'assicurato  di  
prendere conoscenza dell'incarto (DTF 132 II  485 consid. 3, 126 I  7 
consid. 2b), di esprimersi prima che una decisione sia emessa nei suoi 
confronti,  di  produrre  delle  prove  pertinenti,  di  partecipare 
all'amministrazione delle prove essenziali, di prenderne conoscenza e 
di  potersi  esprimere  in  merito,  allorquando  questo  è  proprio  ad 
influenzare la decisione da emanare (cfr. DTF 124 II 132 consid. 2b e 
giurisprudenza ivi citata). Nel quadro della procedura amministrativa il  
diritto  di  essere  sentito  è  consacrato  dagli  art.  26  a  28  (diritto  di  

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esaminare gli  atti), dagli art. 29 a 33 (diritto di essere sentito  stricto 
sensu) e dall'art. 35 PA (diritto di ottenere una decisione motivata).

5.2 La giurisprudenza ha dedotto dal diritto di essere sentito, definito 
dalle  norme  speciali  di  procedura  (quali  l'art.  35  PA)  l'obbligo  per  
l'autorità di motivare la sua decisione, così da permettere ai destinatari 
ed a tutte le persone interessate di comprenderla, di impugnarla ed in 
modo  da  rendere  possibile  all'autorità  di  ricorso  adita  di  esercitare 
convenientemente il suo controllo (DTF 129 I 232 consid. 3.2; DTF 126 
I 97 consid. 2b; DTF 122 IV 8 consid. 2c, DTF 112 Ia 107 consid. 2b; 
cfr.  inoltre  la  sentenza  del  Tribunale  federale  2A.496/2006/ 
2A.497/2006 del  15 ottobre  2007  consid. 5.1.1). Si  è  in  presenza  di 
una violazione del diritto di essere sentito se l'autorità non soddisfa al 
suo obbligo di esaminare e di trattare i problemi pertinenti (DTF 126 I 
97  consid. 2b;  DTF  122  IV  8  consid. 2c).  Per  adempiere  a  tali 
esigenze,  è  sufficiente  che il  giudice  (o  l'autorità)  menzioni,  almeno 
brevemente, i motivi sui quali ha fondato la sua decisione, in modo da 
permettere all'interessato di apprezzare la portata di quest'ultima e di  
impugnarla  in  piena  conoscenza  di  causa  (DTF  menzionate).  In 
generale, la portata dell'obbligo di motivare dipende dalla complessità 
della  fattispecie  da  giudicare,  dalla  potenziale  gravità  delle 
conseguenze della decisione e dalle circostanze del singolo caso. Più 
la  libertà  d'apprezzamento  dell'autorità  è  ampia  e  più  la  misura 
adottata arreca pregiudizio ai diritti dei singoli, più le esigenze legate 
alla  motivazione della  decisione devono essere elevate (DTF 112 Ia 
107  consid. 2b;  cfr. inoltre  la  sentenza  del  Tribunale  federale 
2A.496/2006 / 2A.497/2006 precitata). Sebbene la motivazione debba 
fare emergere le riflessioni dell'autorità in merito agli elementi (di fatto  
o di diritto) essenziali che hanno influenzato la decisione, l'autorità non 
è  comunque  tenuta  a  pronunciarsi  su  tutti  i  fatti,  argomentazioni  e 
mezzi di prova invocati dalle parti, ma può limitarsi a quelli che, senza 
arbitrio, le sembrano decisivi per la risoluzione della causa (DTF 126 I 
97  consid. 2b;  DTF  112  Ia  107  consid. 2b).  È  sufficiente  che 
l'amministrazione  indichi  brevemente  i  motivi  della  decisione e  quali  
sono gli elementi alla base di quest'ultima (DTF 124 V 180, consid. 1a, 
confermato nella sentenza del Tribunale federale, del 9 maggio 2000, 
in re I., ed in Pra 2001, n. 71, consid. 1 a/bb).

5.3 Il  diritto  di  ottenere  una  decisione  motivata  costituisce  una 
garanzia  costituzionale  di  natura  formale,  la  cui  violazione causa in 
principio l'annullamento della decisione impugnata indipendentemente 

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dalle possibilità di esito favorevole del ricorso nel merito (cfr. DTF 126 I  
19  consid. 2d/bb;  DTF  126  V  130  consid. 2b;  DTF  122  II  464 
consid. 4a  e  giurisprudenza  citata).  Eccezionalmente  un'eventuale 
violazione del diritto di essere sentito può essere sanata allorquando 
l'autorità  che ha emanato  la  decisione ha preso posizione in  merito 
alle  argomentazioni  decisive nel  quadro dello  scambio degli  scritti  e 
che l'amministrato ha avuto la possibilità di esprimersi liberamente di 
fronte  ad  un'autorità  di  ricorso  che  disponga  di  piena  cognizione 
(DTF 133 I 201 consid. 2.2; DTF 130 II 530 consid. 7.3; DTF 126 V 130 
consid. 2b; DTF 124 V 389 consid. 5a e 180 consid. 4a).

5.4 In  concreto,  se  la  motivazione della  decisione impugnata  risulta 
effettivamente  essere  succinta,  ciò  non  ha  comunque  impedito  il 
ricorrente  di  comprenderne  la  portata  e  di  deferirla  all'istanza 
superiore. Nell'ambito  del  ricorso,  infatti,  egli  ha  potuto  difendersi  in 
maniera corretta, nella misura in cui è stato in grado di dedurre i fatti  
su cui la decisione si fonda e le ragioni per cui è stata pronunciata.  
Tuttavia, anche se la decisione fosse considerata non sufficientemente 
motivata, si rileva che tale carenza sarebbe sanata dal ricorso davanti  
a  questo Tribunale,  che dispone di  un pieno potere d'esame (fatti  e 
diritto). 

Visto  quanto  precede,  la  censura  del  ricorrente  in  ordine 
all'insufficienza  della  motivazione  e,  quindi,  alla  violazione  del  suo 
diritto di essere sentito, deve essere respinta.

6.
Il  ricorrente  contesta  la  validità  materiale  della  decisione  dell'UAIE, 
chiedendo  che  gli  sia  riconosciuto  il  diritto  ad  una  rendita  intera 
d'invalidità. 

7.
Secondo  le  norme  applicabili,  per  avere  diritto  ad  una  rendita 
dell'assicurazione  per  l'invalidità  svizzera,  un  cittadino  italiano  deve 
adempiere, cumulativamente, le seguenti condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

-  avere  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  per  almeno  un  anno 
intero  (art.  36  cpv. 1  LAI,  nel  tenore  in  vigore  fino  al  31  dicembre 
2007).  A  partire  dal  1°  gennaio  2008,  è  tuttavia  necessario  avere 

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versato  contributi  durante  almeno  3  anni  (art.  36  LAI  nel  tenore 
modificato  il  6  ottobre  2006  ).  A  tale  fine  è  possibile  prendere  in 
considerazione anche i  contributi  versati  ad un'assicurazione sociale 
assimilata  di  uno  Stato  membro  dell'Unione  europea  (UE)  o 
dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), a condizione che 
almeno  un  anno  di  contributi  sia  registrato  all'AVS/AI  svizzera  (FF 
2005 p. 4065; art. 45 del Regolamento CEE n° 1408/71).

In  concreto,  è  pacifico  che il  ricorrente  adempie  la  condizione della 
durata  minima  di  contribuzione,  alla  quale  la  legge  subordina 
l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai 
sensi di legge.

8.

8.1 In base all'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità 
al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga 
durata.  L'art.  4  cpv.  1  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere 
conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2 
della  stessa norma stabilisce che l'invalidità  è considerata insorgere 
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

8.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito all'entrata in vigore dell'ALC, la limitazione prevista dall'art. 28 
cpv. 1ter LAI (art. 29 cpv. 4 LAI, a partire dal 1° gennaio 2008), secondo 
il  quale  le  rendite  per  un  grado  d'invalidità  inferiore  al  50%  sono 
versate  solo  ad  assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano 
abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando 
l'assicurato è cittadino svizzero o dell'Unione europea e vi risiede.

8.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 

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l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita  
alle  seguenti  condizioni:  (a)  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  (b)  ha avuto un'incapacità  di  lavoro  (art. 6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e (c) al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

8.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno  è  definita  all'art.  7  cpv. 1  LPGA e  consiste  nella  perdita, 
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.  Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA, nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

8.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è  
di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 
1b). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 
LAI  (art. 28a cpv. 1 LAI,  dal 1°  gennaio 2008), per valutare il  grado 
d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando 
l'attività  ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e 
l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione, tenuto conto di 
una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido.  In  altri  termini,  l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità 
risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla  
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la conseguente incapacità lavorativa. 

8.6 Benché  l'invalidità  sia  una  nozione  giuridico  economica,  le 
certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  per 

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apprezzare il  danno invalidante e per  determinare  quali  lavori  siano 
ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato  (DTF  115  V  133 
consid. 2 e 114 V 310 consid. 3c).

9.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti  
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti  
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di  
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

10.

10.1 In concreto, dall'insieme della documentazione medica agli atti e, 
in  particolare,  dalla  perizia  E  213  del  dott.C._______,  medico 
dell'INPS,  del  7  gennaio  2009 (doc. 38),  nonché dalle  due prese di 
posizione del dott. D._______, medico dell'UAIE, del 29 marzo e del 
30 maggio 2009 (doc. 40 e 47), risulta la diagnosi di esiti da trapianto 
del  midollo  osseo  in  seguito  a  LMA,  d'esofagite  da  reflusso, 
d'ipertensione arteriosa, di vitiligine, di dolori poliarticolari, di bronchite  
cronica e di esiti da operazione di una fistola perianale.

Da un referto otorinolaringoiatrico del 24 dicembre 2008 (doc. 36), si 
evince pure la presenza di un'ipoacusia bilaterale da probabile trauma 
cranico necessitante dei controlli annuali. Tale affezione era già stata 

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rilevata nella perizia E 213, senza essere tuttavia ripresa nell'ambito 
della  diagnosi  principale  con  incidenza  sulla  capacità  lavorativa. 
Parimenti  per  quanto  concerne  la  pollacchiuria  da  ingrossamento 
benigno  della  prostata  (IPB),  che  può  essere  validamente  trattata 
mediante un'adeguata terapia. 

La diagnosi risulta pertanto univoca atti, non contestata dal ricorrente,  
e deve perciò essere confermata dal collegio giudicante. 

10.2 Per  quanto  riguarda  le  conseguenze  invalidanti  delle  affezioni 
diagnosticate, il  dott. C._______ ha valutato, nella sua perizia, che il  
ricorrente  può  esercitare  la  sua  ultima  professione  di  operaio 
carrozziere solamente due ore al giorno, ma che è in grado di svolgere 
regolarmente lavori leggeri, senza controindicazioni, ma può svolgere 
un  lavoro  adeguato  alle  sue  condizioni  di  salute  solo  per  3  ore  al 
giorno, formulando un grado d'invalidità, secondo il diritto italiano, del 
67%. 

Nella  sua  prima  presa  di  posizione,  il  dott.  D._______  ha  invece 
considerato che il  ricorrente può continuare a praticare la sua ultima 
attività  professionale  a  tempo  pieno,  senza  alcuna  restrizione.  Il 
medico dell'UAIE ha sottolineato che il trapianto del midollo osseo in 
seguito  a  LMA  nel  1999,  è  stato  coronato  da  successo,  senza 
particolari  complicazioni  e  senza  recidive.  Egli  ha  aggiunto  che  il 
ricorrente  rivela  uno stato  di  salute  buono,  indipendentemente  dalla 
fatica e dai dolori poliarticolari di cui si lamenta, e che la diminuzione 
delle  sue  difese  immunitarie,  con  la  conseguente  vitiligine,  non 
giustificano  il  riconoscimento  di  un'incapacità  lavorativa.  Il  medico 
dell'UAIE  ha  inoltre  puntualizzato,  nella  sua  seconda  presa  di 
posizione, che i disturbi di natura degenerativa interessanti il ginocchio 
destro  e  il  rachide  cervicale  e  lombosacrale  (cfr. esame RM del  30 
marzo 2009), non superano l'intensità abituale riscontrabile in persone 
della  stessa  età  del  ricorrente  e,  d'altronde,  che  la  patologia 
osteoarticolare  era  già  stata  evidenziata  nell'ambito  della  perizia  E 
213. 

10.3 Dall'incarto risulta che il ricorrente è rientrato in Italia nel 1989 e 
da  allora  non avrebbe più  svolto  alcuna  attività  lucrativa,  benché  la 
principale  affezione  di  cui  egli  soffre  si  sia  manifestata  solamente 
nell'agosto 1999 ed il susseguente intervento di trapianto del midollo 
osseo sia avvenuto nel dicembre dello stesso anno. I regolari controlli  

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mensili – bimestrali dell'emocromo e del profilo della funzione epatica 
e renale e le visite periodiche ai quali egli si è sottoposto, da ultimo nel 
gennaio  2009,  hanno  permesso  di  escludere  una  recidiva  della 
malattia  nonostante  la  persistenza  di  una  condizione  di  deficienza 
immunitaria.  D'altro  canto,  risulta  dall'esame  obiettivo  effettuato  dal 
dott. C._______ per quanto concerne l'apparato osteoarticolare, che il 
rachide è spinalgico in toto con una lievissima contrattura lombare e 
con mobilità  in  flessione ridotta per  un terzo,  il  segno di  Lasègue è 
negativo, i movimenti e l'andatura sono normali, gli arti superiori sono 
nei limiti  e ed agli  arti  inferiori  si  presenta una gonalgia bilaterale in  
esiti  di intervento ai legamenti con accosciamento lievemente ridotto. 
Dal  punto  di  vista  psichico  sussiste  unicamente  una  lieve  ansia 
reattiva.

10.4 Visto  quanto  precede,  non  è  condivisibile  la  valutazione  di  cui 
alla  perizia  E  213,  non  essendo  la  stessa  corroborata  dai  riscontri 
oggettivi agli atti segnatamente da indicazioni concernenti l'esistenza 
di  limitazioni  funzionali  suscettibili  di  incidere  negativamente  sulla 
capacità  lavorativa del  ricorrente in  attività  adeguate al  suo stato di 
salute. Pertanto, il collegio giudicante ritiene che, pur lasciando aperta 
la  questione  dell'effettiva  esigibilità  a  tempo  pieno  dell'ultima 
professione  esercitata  nel  lontano  1989  d'operaio  carrozziere,  il 
ricorrente deve essere ritenuto atto a svolgere, senza restrizioni, delle 
attività  leggere  confacenti  al  suo  stato  di  salute. Va infine  ricordato 
che, per costante giurisprudenza, ogni assicurato deve intraprendere 
tutto  quanto  sia  ragionevolmente  esigibile  per  ovviare  nel  modo 
migliore possibile alle conseguenze della sua invallidità, segnatamente 
mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa se necessario in 
una nuova professione (DTF 130 V 97 consid. 3.2 e 113 V 22 consid. 
4a).

È  quindi  necessario  verificare,  sulla  base  del  metodo  generale  di 
raffronto dei redditi da valido e da invalido, se il ricorrente subisca in 
tal caso una perdita di guadagno a livello pensionabile. 

11.

11.1 Come già menzionato al considerando 8.5,  per valutare il grado 
d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando 
l'attività  ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e 
l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione, tenuto conto di 

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una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido.

In concreto, dall'estratto del conto individuale AVS/AI (doc. 8) risulta 
che il ricorrente ha guadagnato in Svizzera nel 1988, lavorando come 
operaio carrozziere, Fr. 52'846.-. Indicizzando questo valore al  2008, 
sulla  base della  Tabella  T1.39,  categoria  salari  nominali  per  uomini,  
dell'Ufficio federale di statistica (UFS), si ottiene un salario annuo di Fr. 
80'403.-  (52'846  x  2092  :  1375).  Come  attività  leggere,  possono 
entrare in  considerazione,  conformemente alla  Tabella  TA1 dell'UFS, 
categoria 4 (attività semplici e ripetitive) relativa agli uomini, le attività  
dell'industria  manifatturiera  in  generale,  per  un  salario  annuo  di  Fr. 
61'392.-  (5'116  x  12),  calcolato  su  un  orario  settimanale  di  40  ore, 
ossia  Fr. 64'001.-  su  un orario  di  41.7  alla  settimana. Eseguendo il  
raffronto  dei  due  redditi,  secondo  la  formula  [(80'403  –  64'001)  : 
80'403 x 100],  si  evidenzia una perdita di  guadagno approssimativa 
del  20% circa,  la  quale  non dà  diritto  all'ottenimento  di  una  rendita 
d'invalidità svizzera. 

11.2 Ne discende che il ricorrente, sia partendo dal presupposto che 
possa  continuare  ad  esercitare  a  tempo  pieno  l'attività  di  operaio 
carrozziere,  come  preteso  dal  medico  dell'UAIE,  sia  che  possa 
eseguire unicamente attività leggere confacenti al suo stato di salute, 
non ha diritto ad alcuna rendita d'invalidità svizzera. 

12.
Di  conseguenza,  il  ricorso  deve  essere  respinto  e  la  decisione 
impugnata confermata.

13.
Con  scritto  del  25  gennaio  2010,  il  ricorrente  ha  chiesto  di  essere 
posto  al  beneficio  dell'assistenza  giudiziaria  per  quanto  attiene  alle 
spese di procedura. 

Giusta  l'art.  65  cpv.  1  PA  se  una  parte  non  dispone  dei  mezzi 
necessari  e  le  sue conclusioni  non  sembrano prive  di  probabilità  di 
successo,  l'autorità  di  ricorso,  il  suo  presidente  o  il  giudice 
dell'istruzione la dispensa, a domanda, dopo il deposito del ricorso, dal  
pagamento  delle  spese  processuali.  Secondo  la  giurisprudenza 
consolidata,  i  presupposti  per  la  concessione  dell'assistenza 

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giudiziaria  sono  di  massima adempiuti  se  il  richiedente  si  trova nel  
bisogno  e  se  le  sue  conclusioni  non  sembrano  dover  avere  esito 
sfavorevole (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti, 
sentenza  della  II  Corte  di  diritto  pubblico  del  Tribunale  federale  I 
134/06 del 7 maggio 2007). A tal proposito si osserva che per valutare 
la  probabilità  di  esito  favorevole  non  si  deve  adottare  un  criterio 
particolarmente  severo:  è  infatti  sufficiente  che,  di  primo  acchito,  il 
gravame non presenti notevolmente meno possibilità di essere accolto 
che di  essere respinto, ovvero che non si  debba ammettere che un 
ricorrente  ragionevole  non  lo  avrebbe  finanziato  con  i  propri  mezzi 
(DTF  125  II  275  e  DTF  124  I  304  consid.  2c).  Inoltre,  quando  le  
prospettive di successo e i rischi di perdere il processo si eguagliano o 
le  prime  sono  soltanto  leggermente  inferiori  rispetto  ai  secondi,  le 
domande  non  possono  essere  considerate  senza  esito  favorevole 
(DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b). 

In  concreto,  questo  Tribunale  considera,  sulla  base  della 
documentazione  agli  atti,  che,  da  un  lato,  risulta  tutto  sommato 
comprovata  la  situazione  d'indigenza  del  ricorrente  (disoccupato 
senza essere al beneficio di altre prestazioni sociali), e, dall'altro lato, 
che il ricorso non appariva di primo acchito sprovvisto di possibilità di  
esito  favorevole  (DTF  125  V  202  consid.  4a;  372  consid.  5b).  Ne 
consegue  che  il  ricorrente  è  ammesso  al  beneficio  dell'assistenza 
giudiziaria parziale e, pertanto, non si prelevano spese processuali. 

Visto l'esito del ricorso, non si assegnano indennità per spese ripetibili. 

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto. 

2.
Non si prelevano spese processuali. 

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione: 

- al rappresentante del ricorrente (Raccomandata/AR);
- all'autorità inferiore (n. di rif. ; Raccomandata);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata). 

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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