# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0a386f04-b250-5118-a875-9aa707b4934f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-08-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 20.08.1997 52.1997.116
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1997-116_1997-08-20.html

## Full Text

Incarto n.

  52.97.00116-118

   

  	
  Lugano

  20 agosto 1997

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sui ricorsi

 

 

	
   

  	
  a)
  12 maggio 1997 di

  __________ e __________

  patrocinati da: avv. __________

   

  b)
  13 maggio 1997 di

  __________ e __________

  patrocinati da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  risoluzione 23 aprile 1997 (n. 1945) del Consiglio di Stato che ha
  parzialmente accolto il ricorso 14 ottobre 1996 di __________ e __________
  contro la decisione 26 settembre 1996 con cui il municipio di __________ ha
  rilasciato a favore di __________ e __________ la licenza edilizia in
  variante concernente l'edificazione di tre case a schiera al mapp. __________
  di quel comune;

  

 

 

viste le risposte:

-    21 maggio 1997 del Consiglio di
Stato;

-    28 maggio 1997 di __________ e
__________;

-      6 giugno 1997 del municipio di
__________;

al ricorso 12 maggio 1997 di __________
e __________;

 

e

 

-    21 maggio 1997 del Consiglio di
Stato;

-    28 maggio 1997 di __________ e
__________;

-      6 giugno 1997 del municipio di
__________;

al ricorso 13 maggio 1997 di __________
e __________;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a) Il 21 ottobre 1994
__________ e __________ hanno ottenuto la licenza edilizia per la costruzione
di tre case a schiera al mapp. __________ di __________, di proprietà della
signora __________. Il fondo, di mq 1001 di superficie, é assegnato dal PR alla
zona residenziale estensiva (__________).

 

b) Il 7 aprile 1995 i predetti coniugi __________ hanno conseguito
una ulteriore licenza edilizia sempre per l'edificazione di tre case a schiera
sul menzionato fondo. L'edificio approvato, a forma di parallelepipedo
rettangolo, con tetto piano e base di m 16,5 x 12,95, si elevava su tre piani
abitabili per un'altezza rispetto al terreno naturale di m 8,20. L'altezza
massima consentita nella zona __________, di m 7,5 giusta l'art. 16 NAPR, veniva
pertanto ripristinata attraverso la realizzazione di un terrapieno circondante
l'edificio di m 0,7 di altezza delimitato da un muro. Sulla facciata nord-est
dell'edificio, ove erano previste le entrate degli appartamenti, il terrapieno
veniva interrotto con tre varchi disposti perpendicolarmente alla facciata di m
1,20 di larghezza cadauno. Lo spigolo nord dell'edificio denunciava verso il mapp.
__________, di proprietà dei ricorrenti __________, una distanza di m 6,30. L'accesso
al fondo ed i posteggi previsti (tutti esterni) erano disposti sul lato
nord-est del fondo, ovvero tra l'edificio (completato dal terrapieno interrotto
dai camminamenti) e la proprietà dei ricorrenti __________. La domanda di
costruzione indicava una SUL complessiva di mq 440,2, rettificata sulla scorta
dei piani definitivi, trasmessi all'ufficio tecnico comunale il 28 luglio 1995,
in mq 443,56. La proprietaria ha notificato al municipio l'inizio dei lavori di
costruzione per il giorno 17 luglio 1995. L'indomani il geometra ing.
__________ ha verificato i tracciamenti rilasciando il giorno 20 luglio
successivo il relativo attestato di conformità con i progetti approvati.

 

 

                                  B.   a) Il 19 aprile 1996, quando
oramai la costruzione grezza era ultimata (la soletta del tetto era stata
gettata nel dicembre 1995), il progettista e direttore dei lavori arch.
__________ ha comunicato al municipio di __________ che l'impresa esecutrice
aveva commesso un errore di tracciamento, il quale aveva generato lo
spostamento dell'edificio verso il mapp. __________, dal quale distava soli m
4,38. Per non pregiudicare l'accesso alla proprietà e la realizzazione dei
posteggi l'arch. __________ informava che non si sarebbe più potuto realizzare
il terrapieno davanti alla facciata nord-est della costruzione, con la
conseguenza che l'altezza della stessa misurava di conseguenza m 8,35. In data
28 maggio 1996 il municipio ha promosso una procedura di contravvenzione per
violazione dell'altezza prescritta dall'art. 16 NAPR, di m 7,5, conclusasi
nell'inflizione di una multa di fr. 2'500.-- ciascuno all'arch. __________ e
all'ing. __________, presidente del consiglio di amministrazione dell'impresa
esecutrice dei lavori (decisione municipale 28 giugno 1996). A seguito del
reiterato e deciso intervento dei coniugi __________, con decisione 23 agosto
1996 il municipio ha disposto anche la sospensione dei lavori di sistemazione esterna
al mapp. __________ limitatamente al lato verso il mapp. __________ "fino
al momento della presentazione della variante".

 

b) La domanda di costruzione in variante é stata inoltrata il
23 agosto 1996. Per quanto può interessare ai fini del presente giudizio essa
non faceva altro che confermare quanto anticipato dall'arch. __________.
L'edificio era infatti spostato di 2,30 m verso il mapp. __________ e pertanto
distava da questo soli m 4,38. Per comunque permettere l'esecuzione
dell'accesso e dei posteggi su quel lato della particella i progetti indicavano
la rinuncia all'esecuzione del terrapieno in corrispondenza della facciata nord-est:
donde una sua altezza di m 8,35.

 

c) __________ ed __________ si sono opposti al rilascio della
licenza edilizia a motivo di violazione delle disposizioni sull'indice di
sfruttamento, delle altezze e delle distanze verso il mapp. __________ e __________,
chiedendo di conseguenza l'abbassamento dell'edificio, in via subordinata
l'esecuzione del terrapieno innanzi allo stesso, in via ancor più subordinata
il suo arretramento. Con decisione 27 settembre 1996 il municipio di __________
ha rilasciato la licenza edilizia a favore di __________ e __________,
respingendo nel contempo l'opposizione dei coniugi __________. Esso ha
anzitutto considerato che la SUL fosse di mq 444,36, per cui l'indice di
sfruttamento effettivo sarebbe ammontato a 0,504: il superamento dello 0,004
dell'indice concesso doveva pertanto essere tollerato. Per quanto riguardava la
maggior altezza della facciata nord-est dello stabile rispetto a quanto
prescritto dal PR, di m 0,85, una demolizione appariva sproporzionata. Il
municipio non ha però nemmeno imposto agli istanti l'esecuzione del terrapieno
per far rientrare quella facciata entro l'altezza prescritta, poiché ciò
avrebbe reso impossibile la realizzazione dell'accesso e dei posteggi su quel
lato della proprietà. Lo spostamento di queste opere sul lato opposto
(sud-ovest) della particella, destinato ad ospitare il giardino e che
costituiva dunque la parte più pregiata della proprietà, non entrava infatti in
linea di conto. In conclusione l'Esecutivo ha considerato che l'eccedenza in
altezza dell'edificio doveva essere considerata sanata con la multa inflitta a
progettista e impresario il 28 giugno 1996. Secondo il municipio, da ultimo, la
violazione delle distanze da confine riguardava il solo mapp. __________, verso
cui l'edificio si spingeva fino a m 4,38, anziché a m 5 come prescritto per
stabili di altezza compresa tra m 7,5 e m 10,5 (art. 29 lett. a NAPR). Dal
momento che questa disattenzione concerneva in realtà solo da un pilastro
sporgente di m 0,7 sullo spigolo nord dell'edificio, l'Esecutivo ha considerato
che essa doveva essere tollerata.

 

d) A quanto sopra detto va aggiunto che, interpretando alla
lettera l'ordine di sospensione dei lavori 23 agosto 1996, il giorno 27 agosto
successivo sono ripresi i lavori di sistemazione dell'accesso e dei posteggi,
che sono stati portati a termine verso la fine del mese di settembre. Da quella
data le case a schiera sono abitate. Con scritto 29 agosto 1996 il
patrocinatore dei ricorrenti __________ aveva sollecitato, senza esito, al municipio
di __________ l'emanazione di un nuovo ordine di sospensione dei lavori.

 

 

                                  C.   a) Con ricorso 14 ottobre
1996 __________ ed __________ sono insorti innanzi al Consiglio di Stato contro
la decisione municipale 26 settembre 1996, ribadendo le contestazioni già sollevate
in sede di opposizione ed eccependo inoltre una violazione dell'art. 54 cpv. 4
NAPR, secondo cui i locali seminterrati possono essere destinati all'abitazione
solamente se emergono completamente dal terreno per almeno la quarta parte del
loro perimetro. Essi hanno pertanto domandato che fosse annullata la licenza
edilizia, che fossero dichiarati inabitabili i locali a pianterreno posti sul
lato sud-ovest dell'edificio ed inoltre che fosse fatto ordine agli istanti di
ridurre di mq 4,59 la SUL di ogni casa e di abbassare l'altezza dell'edificio
di m 0,85. In via subordinata, nell'ipotesi in cui non fosse stato ordinato
l'abbassamento dell'edificio, che fosse ordinato il suo arretramento: di m 0,62
rispetto al confine con la loro proprietà, e di m 0,25 rispettivamente m 0,10
dal confine con la part. 1567.

 

b) Con giudizio 23 aprile 1997 il Consiglio di Stato ha
accolto parzialmente l'impugnativa. Esso ha in primo luogo rimproverato al
municipio di aver commesso una grave negligenza nell'aver ignorato il vistoso
spostamento della costruzione rispetto ai piani approvati ed inoltre di aver
aggravato la situazione di illegalità attraverso l'emanazione di un ordine di
sospensione dei lavori decadente prima dell'approvazione dei lavori sospesi. Il
Governo ha pertanto incaricato la sezione degli enti locali di esperire un'indagine
volta a verificare l'operato del municipio in questa pratica edilizia
(dispositivo 1d). Relativamente all'impugnativa l'autorità di ricorso di prima istanza
ha ritenuto fondata l'affermazione secondo cui la SUL massima concessa era
superata di mq 4,59 per unità abitativa, poiché il calcolo presentato ed
approvato deduceva indebitamente la superficie delle scale che conducevano al
piano camera (corrispondente appunto a mq 4,59 per appartamento): trattandosi
di errore già contenuto nella domanda di costruzione approvata il 7 aprile
1995, la relativa censura doveva tuttavia essere considerata irricevibile.
Stessa sorte é toccata, per identici motivi, alla violazione dell'art. 54 cpv.
4 NAPR relativa all'abitabilità dei locali seminterrati. Richiamandosi al
principio della proporzionalità il Consiglio di Stato ha indi tutelato la decisione
del municipio di prescindere dalla demolizione dello stabile per ricondurlo
entro l'altezza prescritta così come dall'esigere l'esecuzione del terrapieno
davanti alla facciata nord-est dell'edificio, volta allo stesso fine, la quale
avrebbe reso impraticabile l'accesso al fondo e l'utilizzazione del piazzale
antistante quella facciata quale posteggio. Ha tuttavia disposto il rinvio
degli atti al municipio affinché avesse a pronunciare una sanzione pecuniaria
per la fissazione del cui ammontare dovevano essere prese in considerazione "oltre
alla cifra relativa all'esecuzione dell'opera quella relativa al pagamento di
contributi sostitutivi per la formazione di 7 posteggi ed il minor valore che
subirebbe lo stabile privo di posteggi" (dispositivo 1c). Il Governo
ha infine ribadito che la sola distanza disattesa fosse quella verso il mapp
__________, pari a m 0.62, ad opera della lesena posta sullo spigolo nord
dell'edificio: trattandosi di elemento con finalità puramente architettoniche,
ha retrocesso gli atti al municipio di __________ affinché ordinasse la sua
demolizione per quella profondità fino al livello del terreno naturale oltre
alla "conseguente demolizione ed arretramento con risistemazione con arretramento
del muro di sostegno del terrapieno della facciata nord" (dispositivo
1 b). Al dispositivo n. 1a il Consiglio di Stato ha anche decretato
l'annullamento della licenza edilizia municipale 27 settembre 1996: alla luce
delle motivazioni addotte e delle disposizioni adottate questo annullamento
deve essere ricondotto alla violazione delle disposizioni concernenti l'altezza
degli edifici. La tassa di giudizio, di fr. 800.--, é stata posta a carico
degli istanti in ragione di fr. 600.-- e dei ricorrenti per il rimanente.
__________ e __________ sono inoltre stati condannati a versare a favore dei
ricorrenti __________ un importo di fr. 200.-- per ripetibili.

 

 

                                  D.   Tanto i coniugi __________
che i coniugi __________ sono insorti contro il giudicato governativo. I primi,
con gravame 12 maggio 1997, postulano il suo annullamento ed il ripristino puro
e semplice della licenza edilizia rilasciata loro dal municipio di __________
il 27 settembre 1996. I secondi hanno ribadito le domande formulate davanti al
Consiglio di Stato, tranne che quella (subordinata) di arretramento dell'edificio
(soddisfatta, per quanto concerneva il mapp. __________, nel giudizio impugnato),
ed hanno inoltre postulato un aumento delle ripetibili loro assegnate da quest'ultima
autorità.

 

Il Consiglio di Stato ha sollecitato le reiezione di entrambe
le impugnative. Alla stessa conclusione addivengono i coniugi __________ per l'impugnativa
dei coniugi __________ e questi ultimi per il gravame dei primi. Il municipio
di __________ si é invece rimesso al giudizio del Tribunale.

 

Delle rispettive ragioni si dirà, per quanto necessario, nel
seguito.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
é data (art. 21 cpv. 1 LE), i ricorsi sono tempestivi (art. 46 cpv. 1 PAmm) e
la legittimazione degli insorgenti certa (art. 21 cpv. 2 LE). I ricorsi sono
dunque ricevibili in ordine, tranne che per quanto concerne il dispositivo n.
1d della risoluzione impugnata, che il Consiglio di Stato ha adottato in veste
di autorità di vigilanza sui comuni e ha pertanto carattere definitivo (art. 48
cpv. 4 e 5 LE, 207 LOC). Con questa eccezione i gravami, che vengono congiunti
per un unico giudizio (art. 51 PAmm), sono ricevibili in ordine. Possono
inoltre essere decisi sulla scorta degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv.
1 PAmm). Per dirimere la vertenza non appare invece necessario esperire un
sopralluogo, come sollecitato dai ricorrenti __________, tanto più che i
ricorrenti __________ hanno versato agli atti innanzi al Consiglio di Stato una
precisa documentazione fotografica attestante i luoghi e l'avanzamento dei
lavori nel periodo critico agosto/settembre 1996.

 

 

                                   2.   L'altezza massima delle
costruzioni ubicate nella zona __________ é di m 7,50 (art. 16 NAPR). La
facciata nord-est dell'edificio al mapp. __________ sporge invece dal terreno naturale
m 8,35: e questo per il motivo che gli istanti non hanno prolungato innanzi
alla stessa il terrapieno di m 0,85 che hanno eseguito attorno alle altre
facciate. A ragione quindi il Consiglio di Stato ha concluso che la domanda di
costruzione in variante inoltrata dagli istanti il 23 agosto 1996 non poteva
essere approvata sotto questo aspetto. Il Governo ha tuttavia ritenuto nel contempo
sproporzionato il ripristino della legalità, rinviando gli atti al municipio
per l'inflizione a carico dei coniugi __________ di una sanzione pecuniaria.
Anche questa conclusione merita di essere condivisa. L'abbassamento
dell'edificio, segnatamente sottoforma di demolizione della parte superiore,
non entra infatti in linea di conto già per il motivo che, oltre ad interessare
una sola facciata, la violazione potrebbe essere sanata con il completamento
del terrapieno innanzi alla stessa. Avuto riguardo a tutte le circostanze del
concreto caso merita però di essere tutelata anche la decisione del Governo di
prescindere da quest'ultima misura. In effetti, come risulta dall'esposizione
dei fatti, sulla porzione nord-est del mapp. __________ sono stati eseguiti,
com'era nelle previsioni (licenza edilizia 7 aprile 1995), l'accesso alla
proprietà ed i posteggi. L'esecuzione del terrapieno innanzi alla controversa
facciata, che deve avere una profondità di m 3 per contenere il superamento
dell'altezza (art. 41 cpv. 2 LE; 51 cpv. 2 NAPR), pregiudicherebbe l'accesso
veicolare e le manovre sul piazzale. Ne conseguirebbe la necessità di dover
spostare quella struttura sul lato opposto del fondo (sud-ovest), ovvero verso
il mapp. __________, ove é stato ricavato (su terrapieno) il giardino, il quale
- sua volta - andrebbe spostato in luogo degli esistenti accesso e posteggi.
Questa operazione edilizia comporterebbe tuttavia delle ingenti spese ed
inconvenienti (ad esempio l'entrata degli appartamenti risulterebbe verso il
giardino e non verso i posteggi), che non appare giustificato far sopportare
agli istanti in considerazione soprattutto del fatto che, dovesse anche essere
finalmente realizzato il terrapieno innanzi alla facciata nord-est
dell'edificio, alla fin fine la quota di quest'ultimo rimarrebbe intatta. Del
resto, l'esecuzione del terrapieno davanti alla facciata nord-est
pregiudicherebbe l'abitabilità delle camere a pianterreno poste su quel lato
dello stabile (cfr. art. 54 cpv. 4 NAPR). E' bensì vero che gli istanti hanno
realizzato l'accesso ed i posteggi senza essere in possesso della licenza
edilizia che autorizzava lo spostamento dell'edificio vero il mapp. __________
e la rinuncia all'esecuzione del terrapieno sul lato nord-est dello stesso.
Attraverso la lettera 19 aprile 1996, con cui informava il municipio dello
spostamento dell'edificio, il loro progettista aveva tuttavia comunicato a
chiare lettere al municipio di __________ di voler rinunciare alla completazione
del terrapieno lungo la facciata nord-est per comunque permettere la
realizzazione (approvata) di accesso e posteggi su quel lato della proprietà (e
che parimenti non avrebbe proceduto ad un rialzamento generale di tutto il
terreno antistante il mapp. __________, poiché pregiudizievole per il vicino).
Questo modo di procedere é stato implicitamente avallato dal municipio il quale,
a fronte di quella comunicazione, si é limitato ad infliggere al progettista
stesso ed all'impresario una multa per superamento dell'altezza degli edifici
prescritta dall'art. 16 NAPR (decisione 28 giugno 1996) e in un secondo tempo -
previo insistente intervento dei coniugi __________ - ha sospeso i lavori di
realizzazione dell'accesso e dei posteggi solamente fino all'inoltro della
variante concernente lo spostamento dello stabile (decisione 23 agosto 1996),
permettendo con ciò la loro esecuzione. La situazione venutasi a creare in tal
modo non arreca poi sostanziali vantaggi ai coniugi __________. Lo spostamento
dell'edificio verso il mapp. __________ ha semplicemente aumentato di un paio
di metri la profondità del giardino, ubicato sul lato opposto (sud-ovest) della
loro proprietà: questo vantaggio é però ampiamente compensato dal fatto che
senza l'esecuzione del terrapieno innanzi al lato nord-est dell'edificio,
prospiciente il mapp. __________ ed al cui pianterreno sono ubicate tre camere
e le entrate degli appartamenti, quest'ultimo non possiede più una salutare
fascia di stacco e di schermo rispetto all'accesso ed ai posteggi. Nemmeno, da
ultimo, la tutela dell'interesse dei vicini signori __________ richiede
imprescindibilmente la completazione del terrapieno innanzi allo stabile al mapp.
__________: men che meno se questa dovesse per avventura estendersi fino al
confine con la loro proprietà. Sulla scorta delle considerazioni che precedono
merita di conseguenza tutela la decisione del Governo di rinviare gli atti al
municipio di __________ affinché ponga a carico dei coniugi __________ (rectius:
della sola signora __________, che é proprietaria del fondo; cfr. Scolari,
Commentario della LE, ed. 1996, ad art. 44 N. 1320) una sanzione pecuniaria in
applicazione dell'art. 44 cpv. 1 LE: contrariamente tuttavia a quanto
considerato nel giudizio impugnato il vantaggio economico non può essere
determinato in funzione della possibilità o meno di realizzare i posteggi, che
- com'é appena stato spiegato - potevano comunque sempre essere realizzati su
altra parte del fondo, bensì del risparmio conseguito attraverso la non
realizzazione della completazione del terrapieno sulla facciata nord-est.

 

 

                                   3.   Per quanto concerne invece
la disattenzione delle distanze dai confini il giudicato impugnato merita
conferma, fatta salva una minima precisazione. In applicazione dell'art. 41
cpv. 1 RLE lo spigolo nord dell'edificio al mapp. 683 risulta distare soli m
4,38 dal confine con il mapp. __________ anziché m 5, come impone l'art. 29
lett. a NAPR per costruzioni di altezza compresa tra m 7,5 e 10,5: e questo
limitatamente alla lesena che sporge di m 0,62 rispetto al parapetto dei
balconi posti al primo piano. Invano i ricorrenti __________ tentano dimostrare
il contrario attraverso l'interpretazione degli art. 41 cpv. 2 e 3 RLE, secondo
cui se i confini sono irregolari si può prendere in considerazione una distanza
media (cpv. 2) ed i balconi chiusi ai lati devono essere considerati corpi
sporgenti (cpv. 2). Dal momento che il confine tra il mapp. __________ e
__________ é rettilineo appare anzitutto corretta - ma comunque non discendente
da un eccesso od un abuso del potere d'apprezzamento che l'art. 41 cpv. 2 RLE
conferisce all'autorità e che limita di conseguenza il potere cognitivo del
Tribunale (art. 61 PAmm) - la decisione del Consiglio di Stato di non prendere
in considerazione la distanza media tra l'edificio ed il confine con il mapp.
__________. Il fatto che la facciata nord-est dello stabile non sia parallela
al confine non permette ancora di mutare questa conclusione. In secondo luogo
dall'art. 41 cpv. 3 RLE non si può certo dedurre che la distanza verso i
confini del fondo vicino deve essere misurata a partire dal parapetto dei
balconi chiusi, se questi sono oltrepassati in quella direzione da altri corpi
sporgenti: tantomeno se, come nella fattispecie, simili corpi hanno funzione di
chiusura dello stabile. A seguire la tesi dei coniugi __________ la lesena in
discussione non sarebbe in sostanza soggetta ad alcuna restrizione di distanza:
conclusione che non può di tutta evidenza essere condivisa. Ferma questa
premessa deve pure essere tutelata la decisione impugnata nella misura in cui
retrocede gli atti al municipio di __________ affinché ordini la demolizione
della lesena in rassegna per un profondità di m 0,62. Trattandosi di un elemento
a carattere decorativo senza funzione statica l'ordine non appare per nulla
sproporzionato né conduce ad un risultato esteticamente inaccettabile: se i
ricorrenti persistono nell'avviso contrario nulla impedisce loro di rasare
anche le altre lesene ai fini di un loro allineamento. Essi potrebbero del
resto evitare l'esecuzione di questa sanzione conseguendo una deroga a norma
dell'art. 29 lett. c NAPR: questo beneficio presuppone tuttavia l'impegno dei
vicini __________ ad assumere a loro carico la maggior distanza dal confine per
costruzioni da erigere su loro fondo. A torto tuttavia il Governo ha esatto la
demolizione del manufatto fino al livello del terreno naturale: a partire dalla
quota del muro di sostegno esso può infatti già essere considerato parte
integrante di quest'ultima opera e non deve essere demolito poiché non deve
ossequiare la distanza di m 5 dal confine.

 

 

                                   4.   Il Consiglio di Stato ha
infine dichiarato irricevibili, sebbene fondate nel merito, le ulteriori due
censure sollevate dai coniugi __________, la prima concernente la violazione
dell'indice di sfruttamento, dello 0,5 secondo l'art. 16 NAPR, la seconda relativa
alla disattenzione dell'art. 54 cpv. 4 NAPR, che subordina la possibilità di
destinare all'abitazione dei locali seminterrati alla condizione di emergere
completamente dal terreno per almeno la quarta parte del loro perimetro. E
questo per il motivo che le rispettive violazioni sussistevano già in sede di
domanda di costruzione 1 marzo 1995, approvata il 7 aprile 1995. Il Tribunale
condivide senz'altro la conclusione di inaccoglibilità quo alla seconda
censura. Poiché la presente procedura edilizia concerne una variante di
progetti precedentemente approvati (cfr. sul concetto Scolari, op. cit., ad
art. 16 N. 895 con rinvii alla prassi di questo Tribunale), nella stessa sono
ricevibili solo contestazioni relative alle parti modificate del progetto. Ora,
la circostanza secondo cui non solo il lato sud-ovest bensì tutto il
pianterreno dell'edificio, destinato all'abitazione (due camere per appartamento),
non sporgesse completamente dal terreno sistemato praticamente in nessun punto
(facevano eccezione i varchi d'accesso ai singoli appartamenti) costituiva un
fatto facilmente desumibile già dagli atti annessi alla domanda di costruzione
1 marzo 1995, approvata il 7 aprile successivo. Quanto all'indice di sfruttamento
la domanda approvata in data 7 aprile 1995 indicava una SUL di mq 440,2,
corrispondente esattamente ad un indice dello 0,5, la superficie edificabile
del fondo corrispondendo a mq 881. Quella qui contestata fa invece riferimento
alla verifica effettuata sulla base dei piani esecutivi definitivi, che
indicavano una SUL di mq 443,56, controllata da parte dell'ufficio tecnico di
__________ e rettificata in mq 444,36. La variante denota pertanto un aumento
della SUL rispetto ai progetti precedentemente approvati: aumento che conduce
ad un indice dello 0,504. Questo minimo scarto (di nemmeno 4 mq rispetto ad una
SUL massima concessa di 440,5 mq) rientra tuttavia pacificamente nei limiti di
tolleranza concessi dalla prassi. Aderendo acriticamente al calcolo proposto
dai ricorrenti di quella sede il Consiglio di Stato ha tuttavia ancora
addizionato alla SUL verificata dall'ufficio tecnico di __________ una
superficie di mq 4,59 per appartamento costituita dalla superficie dalla scala
che conduce al piano camere. Come obiettano i ricorrenti __________, ciò facendo
il Governo ha però contemporaneamente dimenticato di dedurre l'identica
superficie relativa alle scale di accesso al piano cantina, non computabile
nella SUL (art. 38 cpv. 1 LE). Contrariamente quindi a quanto ha assunto il
Governo non é data una violazione dell'indice di sfruttamento. Del resto una
superficie di 120 mq del mapp. __________, di mq 1001 di superficie
complessiva, non é stata conteggiata ai fini del calcolo degli indici in quanto
soggetta ad esproprio per la sistemazione di via Industrie: anche quell'area
avrebbe potuto essere conteggiata, se necessario, alle condizioni poste
dall'art. 38 cpv. 2 § LE.

 

 

                                   5.   I ricorrenti innanzi al
Consiglio di Stato chiedono infine un aumento delle ripetibili loro assegnate
in quella sede. Quella domanda può senz'altro essere accolta. Sebbene solo
parzialmente vittoriosi l'indennità loro assegnata dall'istanza inferiore, di fr.
200.--, appare insufficiente a coprire in misura equa e ragionevole i costi di
patrocinio degli stessi sopportati (art. 31 PAmm; RDAT I-1993 N. 21 e rinvii).
Il Tribunale ne aumenta l'importo a fr. 600.--.

 

 

                                   6.   Sulla scorta di quanto
precede i ricorsi, nella misura in cui sono ricevibili, devono essere parzialmente
accolti. La tassa di giudizio viene ripartita tra gli insorgenti in ragione di
metà ciascuno (art. 28 PAmm). Le ripetibili si ritengono compensate (art. 31 PAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 21, 43, 44, 48 LE, 3, 18, 28, 31, 60, 61 PAmm

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   I ricorsi, nella misura in
cui sono ricevibili, sono parzialmente accolti.

§.      I dispositivi n. 1. e 2. della risoluzione 23 aprile 1997
(n. 1945) del Consiglio di Stato sono annullati, tranne il dispositivo n. 1d, e
sostituiti come segue:

 

          "1. Il ricorso é
parzialmente accolto.

 

           1.1.  Di
conseguenza la licenza edilizia 26 settembre 1996 é confermata tranne che nella
misura in cui approva:

a)    il
superamento di m 0,85 da parte della facciata nord-est dell'edificio
dell'altezza prescritta dall'art. 16 NAPR;

b)    la
violazione di m 0,62 delle distanze da confine prescritte dall'art. 29 lett. a
NAPR in corrispondenza dello spigolo nord dell'edificio;

 

           1.2.  Gli
atti vengono ritornati al municipio di __________ affinché: 

a)    pronunci
nei confronti della proprietaria del mapp. __________ una sanzione pecuniaria
ex art. 44 LE per superamento dell'altezza dell'edificio; 

b)    ordini
la demolizione della lesena posta sullo spigolo nord dell'edificio, per una
profondità di m 0,62, fino alla quota del muro di sostegno; 

 

 2.     La tassa di giudizio, di fr.
800.--, é posta a carico di __________ ed __________ in solido per fr. 200.-- e
di __________ e __________ in solido per fr. 600.--. Questi ultimi rifonderanno
a favore di __________ ed __________ un importo di fr. 600.-- per
ripetibili."

 

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia, di fr.
1'200.--, é posta a carico dei ricorrenti __________ e __________, con vincolo
di solidarietà tra di loro, e dei ricorrenti __________ e __________, parimenti
con vicolo di solidarietà tra di loro, in ragione di metà per parte. Le
ripetibili sono compensate.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario