# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 35c5a4f1-415b-525f-b883-5f1248974d2f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-26
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 26.04.2010 C-6791/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6791-2008_2010-04-26.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6791/2008/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 6  a p r i l e  2 0 1 0

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Vito Valenti, Beat Weber, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______, vedova di 
(...), in qualità di sua erede, 
patrocinata dall'Avvocatessa Angela Zampini, 
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità, decisione del 
25 settembre 2008.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-6791/2008

Fatti:

A.
B._______, cittadino italiano nato il (...), è deceduto il (...) per ragioni 
non  specificate  negli  atti  di  causa,  lasciando  la  moglie  e  due  figlie 
(doc. 35). Egli aveva lavorato in Svizzera come muratore dal 1969 al 
1970  e  dal  1972  al  1987,  versando  i  contributi  obbligatori 
all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (AVS/AI; doc. 
37). Il 27 aprile 2007, per il tramite dell'Istituto nazionale italiano della 
previdenza  sociale  (INPS),  aveva  formulato  all'Ufficio 
dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero 
(UAIE)  una  domanda  tendente  ad  ottenere  una  rendita  d'invalidità 
svizzera (doc. 1 a 6). 

B.
Il  25  agosto  1984  l'assicurato  era  stato  vittima  di  un  infortunio 
professionale, a seguito del quale aveva subito un trauma alla spalla e 
al gomito destri. 

Il caso iniziale, con le successive quattro ricadute, era stato preso a 
carico  dall'Istituto  nazionale  svizzero  di  assicurazione  contro  gli  
infortuni  (Suva).  Mediante  decisione  dell'8  novembre  2004,  la  Suva 
aveva concesso all'assicurato una rendita d'invalidità del 18% (attività 
di  muratore esigibile,  con riduzione del  rendimento),  a partire dal 1° 
novembre  dello  stesso  anno,  ed  un'indennità  per  menomazione 
dell'integrità del 10%, fondandosi essenzialmente sul rapporto di visita 
medica circondariale di chiusura, del 30 agosto 2004, e su una perizia 
della  “...”  (...),  del  29  ottobre  2004,  relativa  ad  un  ricovero 
dell'interessato dal 29 settembre al 29 ottobre 2004, diagnosticanti, a 
titolo principale, delle terapie fisiche e funzionali, e, secondariamente, 
degli  esiti  da contusione e artroscopia della spalla destra con dolori  
persistenti  ed  instabilità  del  ginocchio  destro,  quale  conseguenza  di  
una  vecchia  rottura  del  legamento  crociato  anteriore  (incarto  Suva, 
doc. 66, 86 e 90). 

L'11 settembre 2007 la Suva aveva emanato una nuova decisione, con 
la quale aveva aumentato la rendita d'invalidità dell'assicurato al 23% 
(attività di muratore non più esigibile), a decorrere dal 1° luglio dello 
stesso  anno,  riconoscendogli  inoltre  il  diritto  ad  un'indennità  per 
menomazione dell'integrità del 10%, e ciò, principalmente, sulla base 
di  un  rapporto  psichiatrico  della  ...,  del  12  febbraio  2007,  e  di  una 

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perizia della stessa clinica, dell'11 aprile 2007, relativa ad un ricovero 
dell'interessato dal 30 gennaio al 2 marzo 2007, diagnosticanti, in più 
delle  affezioni  ritenute  nel  2004,  anche  la  rottura  del  muscolo 
sovraspinato, una sindrome del tunnel carpale e degli esiti  da abuso 
d'alcol, e del rapporto di visita medica circondariale di chiusura, del 23 
maggio 2007 (incarto Suva, doc. 133, 137 e segg.). 

C.
Nell'ambito  dell'istruzione  della  domanda  di  rendita,  l'UAIE  ha 
acquisito, tra gli altri, i documenti seguenti: 

- l'incarto Suva, tra cui le due perizie e il rapporto psichiatrico della ...,  
del 29 ottobre 2004, 12 febbraio e 11 aprile 2007 (incarto Suva, doc.  
133), 

-  i  questionari  per  l'assicurato  e  per  il  datore  di  lavoro,  del  18 
settembre, rispettivamente del 10 ottobre 2007, dai quali si evince che 
l'interessato aveva lavorato da ultimo in Italia come muratore (attività 
leggera, non particolarmente esposta) a tempo pieno, ossia otto ore 
quotidiane durante cinque giorni alla settimana, dal 4 aprile 2005, con 
delle interruzioni per malattia dal 10 novembre al 10 dicembre 2005, 
dal  30 giugno al  21 luglio  2006, dal  6 novembre 2006 al  30 giugno 
2007 e dal 1° luglio al 31 agosto 2007, percependo un salario di EUR 
9.06  all'ora,  1'567.38  al  mese  e  18'808.56  all'anno,  e  che  egli  era 
“ancora assunto” il 18 settembre 2007 (doc. 9 e 10), 

- un referto di risonanza magnetica del ginocchio destro, del 5 ottobre 
2005,  facente  stato,  in  particolare,  di  fenomeni  degenerativi,  di  una 
condropatia  femoro-tibiale  di  alto  grado  e  femoro-rotulea  di  basso 
grado e di una sinovite reattiva (doc. 11),

-  una relazione clinica di  dimissione,  relativa ad un ricovero in Italia 
durato  dal  15  al  17  giugno  2006,  nella  quale  è  posta  la  diagnosi 
d'epatopatia  steatosica  e  di  disturbo  depressivo  borderline  ed  è 
indicata  la  necessità  per  l'assicurato  d'astenersi  assolutamente  dal 
consumo di bevande alcoliche (doc. 12), 

- un referto di risonanza magnetica della spalla destra, del 5 ottobre 
2006, che documenta la presenza, in particolare, di un'iperintensità di 
segnale interessante in modo pressoché totale il tratto distale in sede 
anteriore  del  tendine  del  sovraspinato,  di  una  degenerazione  dei 

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tendini  dell'infraspinato  e  del  sottoscapolare  e  di  fluido  nelle  borse 
subacromiale e sottodeltoidea (doc. 13),

-  una  scheda  di  dimissione,  relativa  ad  un  ricovero  in  Italia  dal  21 
marzo al 6 aprile 2007, che riferisce la presenza di una periartrite dello 
scapolo omerale destro in postumi di rottura del muscolo sopraspinoso 
destro,  trattato  chirurgicamente  con  acromioplastica,  e  certifica  un 
lieve miglioramento  delle  contratture  dolorose,  consigliando  dei  cicli 
periodici di terapia riabilitativa (doc. 17), 

- una perizia medica particolareggiata E 213 del dott. D._______, del 
14  maggio  2007,  diagnosticante  una  degenerazione  meniscale  al 
ginocchio destro con condropatia femoro-rotulea consensuale e segni 
di  periartrite  scapolo-omerale  omolaterale  su  postumi  di  rottura  del 
muscolo  sopraspinoso  destro,  trattata  chirurgicamente  con 
acromioplastica,  una  steatosi  epatica  e  delle  note  depressive. Nella 
stessa  è  specificato  che  l'assicurato  era  in  grado  di  svolgere 
regolarmente lavori  leggeri,  ma solo durante diciotto ore settimanali, 
essendo  controindicati  l'umidità,  il  freddo,  frequenti  flessioni,  come 
pure  il  sollevamento  e  il  trasporto  di  pesi,  mentre  non  poteva  più 
esercitare a tempo pieno la sua ultima attività di muratore, ed è fissato 
un grado d'invalidità, secondo il diritto italiano, del 50% (doc. 18).

D.
L'UAIE ha trasmesso per apprezzamento la documentazione raccolta 
al  proprio  servizio  medico,  nella  persona del  dott.  E._______. Nella 
sua  presa  di  posizione  del  1°  agosto  2008,  quest'ultimo  ha 
considerato,  sulla  base  della  diagnosi  di  periartropatia  della  spalla 
destra,  di  gonartrosi  a  destra,  di  stato  depressivo  reattivo  e  di 
epatopatia etilica,  che l'assicurato, con effetto dal 6 novembre 2006, 
data ritenuta dalla stessa Suva nell'ambito della procedura relativa alla 
quarta  ricaduta  (incarto  Suva,  doc.  91  e  segg.),  era  incapace  di 
svolgere  l'attività  di  muratore  nella  misura  del  70%,  mentre  non 
presentava  alcuna  incapacità  lavorativa  in  attività  confacenti,  non 
implicanti l'esercizio di lavori pesanti e il trasporto di pesi superiori a 5  
kg, come quelle di bidello, cassiere o venditore di biglietti (doc. 32 e 
32.1). 

Il 20 agosto 2008 l'UAIE ha proceduto al calcolo del grado d'invalidità. 
Come  reddito  ipotetico  da  valido  per  il  2006,  l'amministrazione  ha 
ritenuto un valore di EUR 1'567.38, sulla base dei dati forniti dal datore 

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di  lavoro,  e,  come  reddito  da  invalido,  secondo  i  dati  dell'Ufficio 
internazionale del lavoro (ILO) per il 2006, in attività quali cassiere o 
venditore, ha considerato un valore medio di EUR 1'345.51, ridotto del  
20%, viste le circostanze personali del defunto assicurato, ossia EUR 
1'112.45.  Procedendo  al  raffronto  dei  due  redditi,  l'UAIE  ha  così 
ottenuto una perdita di  guadagno del  29.02%, corrispondente ad un 
grado d'invalidità del 29% (doc. 161). 

Il 21 agosto 2008 l'UAIE ha approntato un progetto di decisione, con il 
quale  ha  preannunciato  al  Patronato  Acli,  l'allora  rappresentante 
dell'assicurato,  il  rigetto  della  domanda  di  rendita  d'invalidità, 
invitandolo nel contempo a formulare eventuali osservazioni entro un 
termine di trenta giorni (doc. 34).

Con  scritto  dell'11  settembre  2008,  A._______,  vedova  ed  erede 
dell'assicurato,  si  è  opposta  al  detto  progetto,  quindi  l'UAIE  ha 
emanato  una decisione il  25  settembre 2008,  mediante  la  quale  ha 
confermato il rigetto della domanda di rendita (doc. 35 e 36). 

E.
Il  22  ottobre  2008  la  vedova  ed  erede  dell'assicurato  ha  inoltrato 
ricorso contro  questa  decisione al  Tribunale  amministrativo federale, 
chiedendo  che  sia  riconosciuto  al  defunto  marito  il  diritto  ad  una 
rendita  d'invalidità,  e  ha  esibito  della  documentazione  medica  già 
presente  all'incarto  Suva,  ossia:  un  certificato  del  dott.  F._______, 
specialista  in  medicina  del  lavoro,  del  6  luglio  2007,  nel  quale  è 
precisato che l'assicurato non era idoneo alla mansione di  muratore, 
specificatamente alla  movimentazione manuale  di  pesi  superiori  a  5 
kg, al sollevamento all'altezza delle spalle di pesi superiori a 1.5 kg, a 
movimenti bruschi e ripetuti del braccio destro, ad esposizione a rischi  
di  vibrazioni  trasmesse al  sistema mano-braccio,  alla  manipolazione 
con  la  mano  destra,  per  tempi  prolungati,  d'attrezzi  di  lavoro  e  a 
posizioni  obbligate,  per  tempi  medio  lunghi,  del  braccio  destro;  una 
relazione medico-legale del dott. G._______, del 23 novembre 2007, 
nella  quale,  riassuntivamente,  sono  valutati  una  riduzione  della 
capacità lucrativa del 50% e un danno all'integrità fisica del 30%, ed è 
precisato  che  l'assicurato  era  inidoneo  al  100%  alle  mansioni  di 
operaio  edile  e  altre  mansioni  simili  nell'industria,  nel  commercio, 
nell'agricoltura e nei servizi. 

Prendendo nuovamente posizione sul caso il 30 gennaio 2009, il dott.  

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E._______  ha  ribadito,  in  sostanza,  il  proprio  apprezzamento  della 
situazione medica (doc. 39). 

L'UAIE ha quindi risposto al ricorso il 24 febbraio 2009, chiedendone il 
rigetto e la conseguente conferma della decisione impugnata. 

Rappresentata  dall'avvocata  Zambini,  la  ricorrente  ha replicato  il  21 
marzo  2009,  riproponendo  le  proprie  conclusioni,  e  ha  allegato  dei 
documenti già all'incarto. 

L'UAIE ha duplicato il 2 aprile 2009, ribadendo le proprie conclusioni. 

F.
Con  decisione  incidentale  dell'8  aprile  2009,  questo  Tribunale  ha 
invitato  la  ricorrente  a  versare  un anticipo equivalente  alle  presunte 
spese  processuali  di  Fr.  300.-. Un  versamento  di  Fr.  288.-  è  stato 
effettuato il  27  aprile  2009. Questo Tribunale ha quindi  sollecitato la 
ricorrente,  mediante  decisione  incidentale  del  4  maggio  2009,  a 
saldare  la  differenza di  Fr. 12.-. La  ricorrente  ha proceduto  al  detto 
pagamento il 29 maggio 2009.   

G.
In seguito alla domanda di rendita AVS presentata il 15 gennaio 2008, 
per  il  tramite  dell'INPS,  da  A._______,  la  Cassa  svizzera  di 
compensazione (CSC) le ha riconosciuto, con decisione del 17 marzo 
2008, il diritto ad una rendita vedovile ordinaria, e ciò a decorrere dal  
1° febbraio 2008 (incarto CSC, n. di rif. ...). 
 

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla  
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 

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all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20). 

1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per  l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempreché la  LAI  non deroghi 
alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi,  
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti  
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art.  
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso  è  ammissibile  nella  misura  in  cui  la 
ricorrente,  vedova dell'assicurato  e  sua  erede,  come si  evince dalle 
indicazioni  contenute  nello  stesso  ricorso,  è  toccata  dalla  decisione 
impugnata e ha un interesse degno di protezione al suo annullamento 
o  alla  sua  modifica  (DTF  99  V  167  consid.  2a  e  b,  sentenza  del 
Tribunale federale dell'8  agosto 2007 I  477/06). Esso è stato inoltre 
presentato  tempestivamente,  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge (art. 59 e 60 LPGA, nonché l'art. 52 cpv. 1 PA), e l'anticipo di Fr.  
300.-,  relativo  alle  spese  processuali,  è  stato  versato  nel  termine 
impartito.  

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  

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subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della Comunità europea ed i cittadini svizzeri (art. 3 del Regolamento 
CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 

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vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire dal 1° gennaio 2008, secondo le nuove disposizioni.

4.
La ricorrente  ha  contestato  la  validità  materiale  della  decisione 
dell'UAIE, chiedendo che sia riconosciuto al defunto marito il diritto ad 
una rendita d'invalidità.

5.

5.1 Secondo l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo  
prevedano.

In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI, nel suo tenore in vigore 
fino al 31 dicembre 2007, precisa che, se l'assicurato si annuncia più 
di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere 
assegnate soltanto per i dodici mesi precedenti la richiesta. 

Conformemente  all'art.  30  LAI,  il  diritto  alla  rendita  si  estingue,  in 
particolare, con la morte dell'avente diritto. 

5.2 In concreto, l'assicurato aveva presentato la domanda di rendita il 
27 aprile 2007. Questo Tribunale può quindi limitarsi ad esaminare se 
egli avesse avuto diritto ad una rendita il 27 aprile 2006 (ossia dodici  
mesi precedenti la presentazione della domanda), oppure se un diritto 
alla rendita fosse sorto tra tale data e il 5 gennaio 2008, data della sua 
morte  (art.  30  LAI).  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  analizza, 
infatti,  la  legalità della  decisione impugnata,  in  generale,  secondo lo 
stato di  fatto esistente al  momento in cui  la decisione in lite è stata  
resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.
Secondo  le  norme  applicabili,  per  avere  diritto  ad  una  rendita 
dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  un  cittadino  italiano  deve 
adempiere, cumulativamente, le seguenti condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

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-  aver versato contributi  all'AVS/AI svizzera per un anno (art. 36 LAI 
nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007). A partire dal 1° gennaio 
2008, è tuttavia necessario avere versato contributi durante almeno 3 
anni (art. 36 LAI nel tenore modificato il 6 ottobre 2006 ). A tale fine è 
possibile  prendere  in  considerazione  anche  i  contributi  versati  ad 
un'assicurazione sociale assimilata di  uno Stato membro dell'Unione 
europea (UE) o dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), a 
condizione che almeno un anno di  contributi sia registrato all'AVS/AI 
svizzera (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento 1408/71).

In concreto, è pacifico che l'assicurato adempiva la condizione della 
durata  minima  di  contribuzione,  alla  quale  la  legge  subordina 
l'erogazione  di  una  rendita.  Rimane  ora  da  esaminare  se  egli  era 
invalido ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  Va 
ricordato che fino al  31 dicembre 2003, la LAI prevedeva il  diritto al 
quarto di rendita con un tasso d'invalidità del 40% almeno, alla mezza 
rendita con un tasso d'invalidità del 50% almeno ed alla rendita intera 
con un tasso d'invalidità dei due terzi (66.67%). In seguito all'entrata in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1 ter 

LAI (art. 29 cpv. 4 LAI a partire dal 1° gennaio 2008), secondo il quale 
le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo 
ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
svizzero o dell'Unione europea e vi risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 

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quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita  
alle  seguenti  condizioni:  (a)  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  (b)  ha avuto un'incapacità  di  lavoro  (art. 6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e (c) al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.  Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

7.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a 
cpv. 1  LAI  dal  1°  gennaio  2008),  per  valutare il  grado d'invalidità,  il 
reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione,  tenuto  conto  di  una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido.  In  altri  termini,  l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità 

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risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla  
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la conseguente incapacità lavorativa.

8.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti  
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti  
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di  
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

9.

9.1 In concreto, dall'insieme della documentazione medica agli atti e, 
in particolare, dal rapporto psichiatrico e dalla perizia della ..., del 12  
febbraio, rispettivamente dell'11 aprile 2007 (incarto Suva, doc. 133), 
dalla  perizia  E  213  del  dott.  D._______,  medico  dell'INPS,  del  14 
maggio 2007 (doc. 18), e dalle prese di posizione del dott. E._______, 
medico dell'UAIE, del 1° agosto 2008 e del 30 gennaio 2009 (doc. 32 e 
39),  risulta  la  diagnosi  di  periartropatia  della  spalla  destra,  di 
gonartrosi  destra,  d'epatopatia  etilica  e  di  stato  depressivo  reattivo, 
manifestantesi  sotto forma di  una deflessione del  tono dell'umore di 
grado lieve.    

Visto il carattere univoco di questa diagnosi, del resto non contestata  

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dalla ricorrente, il  collegio giudicante non vede nessun valido motivo 
per scostarsene. 

9.2 Per costante giurisprudenza, le affezioni appena menzionate sono 
di carattere labile, ossia suscettibili di migliorare o di peggiorare. Così,  
nell'assenza  di  uno  stato  di  salute  sufficientemente  stabilizzato,  è 
inapplicabile l'art. 29 cpv. 1 let. a LAI (nella versione in vigore fino al 31 
dicembre 2007), per cui può entrare in considerazione solo la lettera b 
della citata norma legale, la quale prevede un termine di attesa di un 
anno.  Pertanto,  l'assicurato  avrebbe  potuto  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui avesse subito, senza interruzione notevole, un'incapacità lavorativa 
di  almeno il  40% in  media  durante  almeno un  anno,  e  ciò  ad  ogni 
modo, come già esposto al  consid. 5.2,  non oltre il  5  gennaio 2008 
(art. 30 LAI). 

10.

10.1 Rispetto  alle  conseguenze  invalidanti  delle  affezioni 
diagnosticate  sulla  capacità  lavorativa,  la  Suva  ha  considerato,  nel  
rapporto di visita medica circondariale di chiusura del 23 maggio 2007 
(incarto Suva, doc. 137), che l'attività di muratore non era più esigibile 
dal 6 novembre 2006, definendo invece come confacenti, a decorrere 
dal  giugno 2007,  attività  a  tempo pieno non  implicanti,  in  sostanza, 
l'esercizio di mansioni sopra le spalle ed il sollevamento fino a questa 
altezza di carichi oltre i 3 kg, come pure movimenti bruschi, vibrazioni,  
colpi  e  posizioni  “costrette” del  braccio  destro. Sulla  base di  questa 
esigibilità, la Suva ha stabilito, con decisione dell'11 settembre 2007, 
un grado d'invalidità del 23% a partire dal 1° luglio 2007. 

10.2 Nell'ambito  della  procedura  AI,  il  dott.  D._______  ha  invece 
fissato un grado d'invalidità, conformemente al diritto italiano, del 50%, 
sottolineando nel contempo che le condizioni di salute dell'assicurato 
avrebbero  potuto  migliorare  grazie  ad  un  trattamento  di 
fisiokinesiterapia. 

Nel certificato del dott. F._______, del 6 luglio 2007, e nella relazione 
medico-legale  del  dott.  G._______,  del  23  novembre  2007,  allegati 
dalla  ricorrente  all'impugnativa,  è  ribadito,  principalmente,  che 
l'assicurato  era  inidoneo  a  svolgere  l'attività  di  muratore  e,  più  in 
generale, di operaio edile. 

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10.3 Dal  canto  suo,  il  dott. E._______ ha considerato,  nelle  proprie 
prese di posizione, che l'assicurato era incapace di svolgere l'attività di  
muratore  nella  misura  del  70%  dal  6  novembre  2006,  mentre  non 
presentava alcuna incapacità lavorativa, dal 1° giugno 2007, in attività 
confacenti, non implicanti l'esercizio di lavori pesanti  e il  trasporto di  
carichi superiori a 5 kg, come quelle di bidello, cassiere o venditore di  
biglietti. A questo proposito, il  medico dell'UAIE ha osservato, da un 
lato,  che la  patologia  al  ginocchio,  la  quale  avrebbe potuto  causare 
problemi per un'attività su un cantiere, non aveva avuto tuttavia alcun 
influsso sulla capacità lavorativa in attività confacenti, e, dall'altro lato, 
che l'assicurato, nonostante i segni di  abuso d'alcol,  non presentava 
né  un  quadro  depressivo  chiaro,  con  disturbi  specifici  di  natura 
ansiosa, né una componente psicotica, come del resto precisato dal 
perito  psichiatra  della  ....  Egli  ha  inoltre  affermato  che  gli  elementi  
diagnostici  estranei  all'infortunio  del  25  agosto  1984,  non  hanno 
esplicato alcuna influenza significativa sulla capacità lavorativa.  

10.4 Visto  quanto  precede,  il  collegio  giudicante  può  considerare, 
seguendo le conclusioni concordanti della Suva e del servizio medico 
dell'UAIE, che l'assicurato avrebbe potuto, dal giugno 2007, riprendere 
un'attività lavorativa confacente. 

11.

11.1 Come  già  specificato  al  consid.  7.5,  per  valutare  il  grado 
d'invalidità, secondo l'art. 16 LPGA, il reddito che l'assicurato invalido 
potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da 
lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti 
d'integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato 
del  lavoro (reddito da invalido),  è  confrontato con il  reddito che egli 
avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato  invalido  (reddito  da 
valido). 

In  concreto,  l'UAIE ha  considerato  per  il  2006  un  salario  da  valido, 
secondo i  dati  forniti  dall'ex datore di  lavoro, di  EUR 1'567.38,  e un 
salario  da  invalido,  sulla  base  delle  statistiche  dell'ILO,  in  attività 
leggere quali cassiere o venditore, di EUR 1'345.51, ridotto del 20% 
viste  le  circostanze  personali  del  defunto  assicurato,  ossia  EUR 
1'112.45,  per  giungere  ad  una  perdita  di  guadagno  del  29.02%, 
equivalente  a  un  grado  d'invalidità  del  29%,  il  quale  non  dà  diritto  
all'ottenimento di una rendita d'invalidità svizzera. 

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Questo  calcolo  è  stato  correttamente  eseguito  dall'UAIE,  benché 
occorra ancora precisare che i dati salariali avrebbero dovuto essere 
indicizzati  al  2007  (dati  disponibili  dell'ILO:  http://laborsta.ilo.org). 
Anche  in  questo  caso,  comunque,  non  si  otterrebbe  un  grado 
d'invalidità minimo del 40% necessario per il riconoscimento del diritto 
ad una rendita. 

11.2 Considerato  che  l'assicurato  aveva  lavorato  da  ultimo  come 
muratore, attività non più esigibile secondo la Suva, fino al 6 novembre 
2006, seppure con diverse interruzioni  dovute a malattia,  è a giusta 
ragione che l'UAIE ha avuto ricorso ai dati salariali forniti dall'ex datore 
di lavoro il 10 ottobre 2007, per calcolare il grado d'invalidità (doc. 10). 

12.
Di  conseguenza,  in  applicazione  delle  norme  legali  e  della 
giurisprudenza sopraccitate, la decisione impugnata del 10 luglio 2008 
deve essere confermata e il ricorso respinto.

13.

13.1 Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola 
messe a carico della parte soccombente. In concreto, visto l'esito della 
procedura, le spese processuali di Fr. 300.- sono poste a carico della 
ricorrente  e  compensate  con  l'anticipo  dello  stesso  ammontare, 
versato il 27 aprile e il 29 maggio 2009.

13.2 In  conformità  con  l'art.  64  cpv.  1  PA,  l'autorità  di  ricorso,  se 
ammette il ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una  
indennità per le  spese indispensabili  e relativamente elevate che ha 
sopportato  (spese  ripetibili).  Visto  l'esito  della  procedura,  non  si 
assegnano alla ricorrente indennità per spese ripetibili. 

13.3 Per quanto concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto 
ad un'indennità a titolo di ripetibili  (art. 7 cpv. 3 del Regolamento del 
21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi 
al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

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http://laborsta.ilo.org/

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di Fr. 300.- sono poste a carico della ricorrente e 
compensate con l'anticipo dello stesso ammontare, versato il 27 aprile 
e il 29 maggio 2009. 

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione: 

- alla rappresentante della ricorrente (Raccomandata/AR);
- all'autorità inferiore (n. di rif. ...; Raccomandata);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata).  

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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