# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 12a3e2ff-d974-5c29-bf98-5425dd793288
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-10-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.10.2016 30.2016.30
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2016-30_2016-10-10.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  30.2016.30+31

   

  cs

  	
  Lugano

  10 ottobre 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 6 giugno 2016 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 5 maggio 2016 emanata da

  
	
   

   

   

  chiamato in causa:

  	
  CO 1  

   

   

  TERZ 1 

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione del 23 dicembre
2015, sostanzialmente confermata dalla decisione su opposizione del 5 maggio
2016, la CO 1 ha respinto la richiesta di affiliazione quale indipendente del
22 giugno 2015 inoltrata da TERZ 1, nato nel 1956, e lo ha qualificato quale
salariato della RI 1 (doc. A1 e A2). 

 

                               1.2.   La RI 1 è insorta al TCA
contro la predetta decisione su opposizione, chiedendone l’annullamento e domandando
di concedere l’effetto sospensivo al ricorso (doc. I). La ricorrente evidenzia
di aver sottoscritto con l’interessato un contratto nell’attività di “__________”,
che consiste nel supportare la banca nel coordinamento delle attività con la
società che si occupa in outsourcing della piattaforma informatica e nel
supporto e consulenza per eventuali progetti ad hoc in ambito di sviluppo IT.
L’insorgente evidenzia che TERZ 1 è retribuito secondo l’attività
effettivamente prestata, presentando regolare fattura, non è retribuito con un
salario a tempo, si assume autonomamente le spese della propria attività, ad
esempio spese di formazione, di trasferta, pasti, assicurazioni infortuni,
eccetera. Le parti hanno fissato contrattualmente la tariffa per le prestazioni
fornite, fatturate in base all’attività. La ricorrente ha la facoltà di
contestare le prestazioni svolte nel caso non dovessero essere prestate a
regola d’arte, per cui il rischio d’incasso viene assunto dal mandatario.
Inoltre, l’attività quale consulente IT non richiede un volume importante
d’investimenti. TERZ 1 non è vincolato ad orari particolari e nemmeno
dall’obbligo di presenza sul posto di lavoro. Pianifica autonomamente la
propria attività a dipendenza dei progetti mandatigli di volta in volta secondo
un programma da lui stabilito. La ricorrente si avvale e si è avvalsa anche di
altri prestatori di servizio. Nel frattempo TERZ 1 ha del resto ottenuto
ulteriori mandati ed è tuttora titolare della sua società con sede in __________
dove svolge alcuni mandati. L’insorgente ha allegato una presa di posizione di TERZ
1, che afferma di voler lavorare come indipendente, di volersi assumere le
spese generali così come tutte le assicurazioni e i contributi sociali connessi
al reddito. L’interessato aggiunge che “oltre che lavorare per voi e avere
un’attività commerciale in __________, dallo scorso 1 di febbraio ho stipulato
un accordo di agenzia con l’azienda __________ di __________ e questo rafforza
il fatto che lavoro veramente come consulente indipendente”.

 

                               1.3.   Con risposta del 23 giugno
2016 la Cassa propone la reiezione del ricorso rilevando in particolare che TERZ
1 stima un grado di occupazione del 70% con la ricorrente, riceve una
retribuzione giornaliera, non dispone di locali di lavoro equipaggiati, i mezzi
d’esercizio importanti per lo svolgimento del suo lavoro sono l’autovettura e
il personal computer, non occupa personale, lavora in locali appartenenti alla
ricorrente ma esegue anche lavori da casa e a volte si reca a __________ per delle
riunioni, ha diritto all’indennizzo separato per le spese di trasporto, lavora
per obiettivi predeterminati, non ha alcun rischio imprenditoriale per la sua
attività. L’amministrazione rammenta inoltre che anche la Cassa __________
condivide la qualifica di dipendente (doc. III). 

 

                               1.4.   Con decreto del 1° luglio
2016 il Giudice delegato del TCA ha dichiarato priva di oggetto la richiesta di
concessione dell’effetto sospensivo al ricorso ed ha chiamato in causa TERZ 1,
assegnandogli un termine scadente il 19 settembre 2016 per esaminare gli atti e
determinarsi in merito (doc. V). 

 

                               1.5.   Il 4 luglio 2016 la
ricorrente, a sostegno delle sue motivazioni, ha prodotto uno scritto di TERZ 1,
che ha affermato:

 

"
(…)

1) Lavoro in forma indipendente dall’anno 2003 in
diversi paesi e sono abituato ad assumere i miei rischi economici. Per ragioni
personali il primo giugno 2015 ho ripreso il domicilio in Svizzera dopo 18 anni
di residenza all’estero ed è mia volontà di continuare a lavorare come
consulente indipendente, cioè non voglio sottostare alle condizioni di
impiegato. Per svolgere il mio lavoro necessito unicamente del mio PC, una
stampante e un cellulare. Ho sempre lavorato sia da casa, sia usando gli uffici
dei committenti, a dipendenza dei lavori che ho dovuto eseguire. Non necessito
effettuare pubblicità dato che gli accordi di lavoro, per la loro natura, li
ottengo unicamente attraverso contatti personali.

 

2) Riguardo al questionario di accertamento del 7
settembre 2015, effettivamente stimai una percentuale di attività del 70%
circa, faccio notare che dal 1 gennaio 2016 la banca ha ridotto il budget
dedicato alla consulenza IT e quindi la mia percentuale si è ridotta a circa il
50%, se non si considera questo come un ulteriore rischio economico allora non
so cosa si intende.

 

3) L’accordo di agenzia con __________ l’ho firmata
con un chiaro obiettivo, aiutare l’azienda a vendere, tramite miei contatti, i
loro prodotti soprattutto all’estero, quindi non ha nulla a che vedere con
l’accordo che ho con la RI 1. Che poi la cassa di compensazione trovi “strano”
l’accordo è un po’ come fare un processo alle intenzioni e lo trovo ingiusto.
Sto anche trattando con altre aziende accordi di collaborazione per aggiungere
del fatturato.

 

4) Per quanto concerne l’IVA, se attualmente non la
fatturo è semplicemente perché lo scorso anno non ho raggiunto la soglia oltre
la quale sono obbligato ad assoggettarmi, comunque sono già in contatto con
l’ufficio preposto.

 

Termino affermando che in generale non riesco a capire
questo impegno a non riconoscermi come indipendente, io ho ribadito che lo
voglio essere e voglio pagare le quote AVS corrispondenti. Mi serve questo
statuto per potermi proporre sul mercato della consulenza dato che come
dipendente mi pregiudica la possibilità di ottenere nuovi contratti con altri
committenti.” (doc. VI/1)

 

                               1.6.   Chiamata ad esprimersi in
merito, la Cassa si è riconfermata nelle sue posizioni (doc. VIII). 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Sono assicurate obbligatoriamente
in conformità della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i
superstiti le persone fisiche che hanno il loro domicilio civile nella Svizzera
(art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).

A norma dell'art.
3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto
che esercitano un'attività lucrativa.

In applicazione
dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano
un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da
qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.

Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS,
il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a
dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.

I contributi AVS
degli assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono
determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a
dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS).

Per l'art. 10 LPGA, è
considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario
determinante secondo la pertinente legge.

L'art. 12 LPGA prevede che è
considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio
di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere
contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro
dipendente (cpv. 2).

 

Per quanto concerne la
qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l'allora Tribunale
federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale Federale) ha
precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo
del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro
non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una
persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente
(sentenza H 322/03 dell'11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005).

In particolare, insolite
costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di
contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).

 

                               2.2.   Di
principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS,
quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne
l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere
dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato
non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale
dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.

Questi princìpi non comportano
comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti
possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare
alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il
compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad
attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla
priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio
sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse
(sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171
consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2
e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono
gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18 settembre
2000).

 

                               2.3.   Secondo
la giurisprudenza del TFA ([dal 1° gennaio 2007: TF] ricapitolata in DTF 122 V
169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri
caratteristici di un’attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una
certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di
personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il
rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal
risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate
dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b).
Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome
proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante
società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982
pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori
di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni
singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).

Si è in presenza di un’attività
dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute,
vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine
prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante
l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può
praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (Rehbinder, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag.
34 segg.; Vischer, Der
Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258
consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di
lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la
dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il
rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza
(esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b;
RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità
di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione
simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 =
Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).

 

L’allora
Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la
comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle
assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli
importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione
a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; Greber/Duc/ Scartazzini,
Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse
et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).

 

                               2.4.   Il TFA (dal 1° gennaio
2007: TF) ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente o
indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione
avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o
nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente
confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica
definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di
assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne
lo stato professionale definitivamente.

 

Solo la natura di tale
attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è
determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a
priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come
indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag.
226 consid. 3c = DTF 119 V 165).

Per questi motivi, un
assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro e
indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna
esaminare se proviene da un’attività dipendente o no (Pratique VSI 1995 pag.
145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

 

                               2.5.   Nella più recente
giurisprudenza il TF ha avuto modo di rammentare che occorre tenere presente
che la circostanza che un assicurato, all'inizio della sua attività
indipendente, svolga un lavoro principalmente per un solo committente, è usuale
(cfr. sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.1, nonché sentenza H 155/04
del 1° febbraio 2005, consid. 4.3) e che il processo, in atto ormai da anni,
del mutamento economico e sociale impone un cambiamento radicale e celere del
modo di agire e pensare un’attività lavorativa indipendente. Asserire che la
regolarità nel pagamento e nel quantum sia sintomo di dipendenza significa
fondare il proprio convincimento su stereotipi preconcetti e avulsi dalla
complessa realtà economica (sentenza H 82/05 del 30 gennaio 2007, consid. 4.3).

                                         Per
quanto concerne l’investimento, poco importante, in mezzi propri, il Tribunale
federale ha già evidenziato che per natura certe attività, in particolare nel
settore dei servizi, non necessitano di investimenti importanti. In tali casi,
ai fini della qualifica dello statuto, va quindi posto l’accento sul criterio
della dipendenza organizzativo-lavorativa e non su quello del rischio aziendale
(Pratique VSI 2001 pag. 55 consid. 6b pag. 60 con riferimenti; sentenza H
194/05 del 19 marzo 2007, consid. 5.2).

 

                                         Infine,
laddove gli elementi in favore di un’attività dipendente ed indipendente si
equivalgono, vanno considerate anche le esigenze di coordinazione di cui
occorre tenere conto in relazione ad assicurati che esercitano
contemporaneamente diverse attività lavorative per diversi o per il medesimo mandante
o datore di lavoro (sentenza 9C_1029/2012 del 27 marzo 2013, consid. 2.2; DTF
123 V 161 consid. 4a pag. 167; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid.
7.4). Se possibile va infatti evitato che diverse attività per il medesimo
mandante o datore di lavoro, rispettivamente che la medesima attività per
diversi mandanti o datori di lavoro, vengano qualificate in maniera differente,
in parte a titolo dipendente e in parte a titolo indipendente (DTF 119 V 161
consid. 3b pag. 164; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.4, sentenza
H 12/04 del 17 febbraio 2005, consid. 3 e 4.2.3 con riferimenti).

 

                               2.6.   A
proposito dei consulenti in generale va rammentato che in una sentenza
pubblicata in DTF 110 V 72, al consid. 4 l’allora TFA (dal 1° gennaio 2007:
TF), ha dovuto esaminare la qualifica (dipendente oppure indipendente) di un “consigliere
tecnico d’impresa.” L’attività consisteva nel fornire una consulenza
nell’ambito della costruzione di 2 fabbriche di colori e della formazione del
personale attivo in entrambe le strutture.

                                         Al
fine di un’accurata analisi del caso di specie, l’Alta Corte ha modificato la
sentenza di prima istanza ed ha stabilito che l’interessato andava affiliato
quale indipendente.

Per l’Alta Corte il contenuto
del contratto sottoscritto dalle parti conteneva maggiormente elementi in
favore di un’attività indipendente. In particolare l’interessato poteva
svolgere la sua funzione senza essere inserito nell’organizzazione dell’azienda
e senza dover sottostare a particolari direttive degli amministratori della
società. Non era neppure ravvisabile una subordinazione a livello organizzativo
e la dipendenza economica si esauriva nella circostanza che l’interessato, nel
periodo in esame, poteva lavorare unicamente per la medesima società (consid. 4: “[…] 

                                         Die erwähnten Bestimmungen,
welche als Indizien für eine Arbeitnehmerbeschäftigung gelten könnten, halten
sich durchaus im Rahmen des auch für eine selbständige Beratertätigkeit
Üblichen. Die rigorosen gegenseitigen Möglichkeiten der Vertragsauflösung (Art.
11) weisen sodann ganz eindeutig auf den selbständigen Charakter des
Beratungsauftrages hin. Auch konnte der Beschwerdeführer nach seiner
unwidersprochen gebliebenen Schilderung der effektiven Vertragsabwicklung seine
Beraterfunktion tatsächlich in unabhängiger Stellung ausüben, ohne in die
Administration der Firma BECSA eingegliedert und einem speziellen Weisungsrecht
der Firmenleitung unterstellt gewesen zu sein (Art. 3, 6 f. des Vertrages). Eine arbeitsorganisatorische Abhängigkeit, welche gemäss der erwähnten
Rechtsprechung ein Hauptmerkmal unselbständiger Erwerbstätigkeit ist, lässt
sich nicht feststellen. Die wirtschaftliche Abhängigkeit erschöpft sich darin,
dass der Beschwerdeführer während der Dauer des Vertragsverhältnisses ausschliesslich
für die Firma BECSA tätig sein musste. Dies ergibt sich aber aus dem grossen
Umfang des vorliegenden Geschäftes (technische Beratung beim Bau zweier
Farbfabriken und der Personalinstruktion) und ist für sich allein nicht
entscheidend. Zu denken ist beispielsweise an die grosse Zahl von
Zulieferfirmen in Industrie und Landwirtschaft, deren Produktion ebenfalls auf
einen einzigen Grossabnehmer ausgerichtet ist und bei denen gleichwohl nicht
zweifelhaft ist, dass es sich um eine selbständige Erwerbstätigkeit handelt“).

                                         Nei contratti di consulenza
il rischio imprenditoriale consiste proprio in questa unilateralità che viene
ancor più esacerbata dalle citate possibilità di scioglimento del contratto (“Bei
Beratungsverträgen wie dem vorliegenden liegt das typische Unternehmerrisiko
vielmehr gerade in dieser Einseitigkeit, welche durch die erwähnten
Möglichkeiten der Vertragsauflösung noch verschärft wird“). Rientra del
resto nella natura dell’attività di consulenza il fatto che il consulente
investe poco o nulla (“Anderseits liegt es in der Natur eines
Beratungsauftrages, dass der Berater unter Umständen keine oder nur wenige
spezifische Investitionen vorzunehmen hat. Im vorliegenden Fall dürften sich
diese praktisch in der vorübergehenden Einrichtung und Führung eines Büros in
Brüssel erschöpft haben. Bei Beratungsaufträgen wie dem vorliegenden geht es
nicht an, das Merkmal des Unternehmerrisikos und damit die selbständige
Erwerbstätigkeit mit dem blossen Hinweis auf fehlende erhebliche Investitionen zu
verneinen, weil hier das Unternehmerrisiko auf einer andern Ebene liegt. Falls
die Beraterfunktion unter Beizug eigener Angestellter und/oder durch Einsatz
von Hilfsmitteln (Apparate, Maschinen u.a.m.) ausgeübt würde, wären die dadurch
bedingten Investitionen lediglich als zusätzlicher Bestandteil des
Unternehmerrisikos zu betrachten“).

 

                                         In una
sentenza 9C_459/2011 del 26 gennaio 2012, il TF ha citato la DTF 110 V 72,
rammentando al consid. 5.1.1. che in quell’occasione il carattere indipendente
dell’attività di consulente derivava dal rigore con il quale nel contratto
erano regolate le possibilità di disdetta del medesimo e dalla circostanza che
l’interessato non fosse integrato nell’amministrazione della società e neppure
dovesse sottostare a particolari direttive (“In BGE 110 V 72 ging es um
einen Versicherten, dessen Tätigkeit für eine (ausländische) Firma in der
Beratung bei der Errichtung zweier Farbfabriken und bei der Ausbildung des für
den Betrieb dieser Produktionsstätten vorgesehenen Personals bestand. Das damalige Eidg. Versicherungsgericht hielt u.a. fest, es sei eine
bekannte Erscheinung der neueren Zeit, dass sich sowohl Einzelpersonen als auch
Organisationen, die auf ein bestimmtes technisches oder kaufmännisches
Fachgebiet spezialisiert seien, einer Firma (exklusiv oder neben andern) auf
bestimmte oder unbestimmte Zeit in einem selbständigen Auftragsverhältnis in
Beraterfunktion zur Verfügung stellten. Ein typisches solches selbständiges
Beratungsverhältnis liege im konkreten Fall vor, worauf insbesondere die
rigorosen gegenseitigen Möglichkeiten der Vertragsauflösung gemäss Art. 11 des
"Contrat pour une mission de conseiller" hinwiesen. Anderseits sei
der Versicherte nicht in die Administration der Auftraggeberin eingegliedert und
keinem speziellen Weisungsrecht unterstellt gewesen. Eine
arbeitsorganisatorische Abhängigkeit lasse sich nicht feststellen. Die
wirtschaftliche Abhängigkeit habe sich darin erschöpft, dass der Versicherte
während der Dauer des Vertragsverhältnisses ausschliesslich für dieselbe Firma
habe tätig sein müssen, was für sich allein jedoch nicht entscheidend sei (E.
3b)“).

 

                                         Nel
caso giudicato nella sentenza 9C_459/2011 del 26 gennaio 2012 si trattava di
un’assicurata, amministratrice unica di una SA, la quale è stata assunta
inizialmente quale consulente (consid. 3.1: […] Die Tätigkeit war zu Beginn
beratender Natur, wobei sie bereits damals in ihrer Funktion als Ambassador der
Geschäftsführung operative Aufgaben übernahm […])”, dapprima per un giorno
a settimana, poi all’80% presso la ETH Zürich Foundation e che è stata
dichiarata dipendente di quest’ultima fondazione in virtù del chiaro rapporto
di subordinazione organizzativo-lavorativo nei confronti della società di cui
doveva pure seguire le direttive (consid. 5 della citata sentenza).

                                         

                                         Va qui evidenziato che la
citata sentenza è stata oggetto di un’interpellanza dell’11 dicembre 2013 (n.
13.4126: “Abgrenzung zwischen selbstständig- und unselbstständigerwerbend.
Wer ist mein Arbeitgeber?“) del Consigliere agli Stati Konrad Graber,
sfociata in una presa di posizione scritta del Consiglio federale. L’autore
dell’interpellanza, pur dicendosi soddisfatto della risposta dell’Esecutivo
federale, ha chiesto la discussione. Il Consigliere federale Alain Berset, il
19 marzo 2014, ha tra l’altro affermato che:

 

«(…)

En fait, ce que j'aimerais souligner ici,
c'est que, dans l'arrêt du Tribunal fédéral qui est à l'origine de votre
interpellation, cette question ne se posait même pas. Il ne s'agissait pas d'une activité

typique de conseil en entreprise; la
mandataire était déléguée du conseil de fondation de l'EPFZ et directrice du
secrétariat et, pour ces fonctions-là, elle était clairement intégrée dans
l'organisation du travail de la fondation et soumise à ses instructions. En
conclusion, le Conseil fédéral estime que la jurisprudence et la pratique en
matière de statut AVS des conseillers d'entreprise ainsi que de leurs
collaborateurs ne sont absolument pas remises en cause et qu'à partir de là,
aucune action politique n'est nécessaire.»

 

                                         Va ancora
segnalata la sentenza 9C_324/2009 del 3 luglio 2009, dove il TF ha confermato
la qualifica di dipendente di un consulente che svolgeva, in seno alla medesima
società, anche altre attività e il cui contratto conteneva numerose clausole
che facevano propendere per una subordinazione in ambito
organizzativo-lavorativo (consid. 3: “[…] Ausgehend
davon, dass das Unternehmerrisiko bei Beratungstätigkeiten als
Unterscheidungsmerkmal in den Hintergrund trete, legte es das Schwergewicht auf
die Frage nach der betriebswirtschaftlich-arbeitsorganisatorischen
Abhängigkeit. Dabei zog es namentlich den Beratervertrag
vom 13. Dezember 2006 heran, welcher verschiedene Klauseln aufweise, die als
gewichtige Indizien für eine betriebswirtschaftlich-arbeitsorganisatorische
Abhängigkeit sprächen. Da die von J.________ übernommenen Tätigkeiten wie
Akquisition, Projekt- und Bauleitungsarbeiten sowie Vermittlung, Vermarktung
und Vorfinanzierung von Immobilienprojekten dem Gesellschaftszweck der
Beschwerdeführerin entsprechen, stünden sie in einem direkten Zusammenhang mit
dem Verwaltungsratsmandat. Dies erlaube den Schluss, dass J.________ diese
Tätigkeit nicht ausführen würde, wenn er nicht Verwaltungsrat der Gesellschaft
wäre. Auch deshalb sei er mit Bezug auf die für die Gesellschaft geleistete
Arbeit als Unselbstständigerwerbender zu betrachten.“ e consid. 4: “Die
Tatsache sodann, dass Fachleute, die einmalig oder wiederholt als Berater zur Lösung bereichsspezifischer oder
organisatorischer Probleme hinzugezogen werden, rechtsprechungsgemäss
regelmässig als Selbstständigerwerbende gelten (BGE 110 V 72 E. 4b S. 78 f.), führt zu keinem anderen Ergebnis, wie das BSV richtig bemerkt. Denn J.________ ist nicht nur
oder in erster Linie in beratender Funktion tätig, sondern er hat auch
zahlreiche andere Aufgaben zu erfüllen: Akquisition, kundenbezogene Beratung,
Projekt- und Bauleitungsarbeiten sowie Vermittlung, Vermarktung und
Vorfinanzierung von Immobilienprojekten.“).

 

                                         In una sentenza 9C_132/2011
del 26 aprile 2011 pubblicata in SVR 2011, AHV Nr. 17, pag. 62 e seguenti e
concernente un informatico indipendente attivo presso la Confederazione e che
in occasione di un controllo da parte della Cassa federale di compensazione è
stato considerato dipendente del Dipartimento federale per il quale aveva
lavorato. Dopo aver riassunto, al consid. 3.2 la giurisprudenza in merito alla
qualifica dell’attività dipendente o indipendente di un’attività, che questo
Tribunale ha rammentato nei considerandi precedenti, il TF ha confermato il
carattere dipendente del lavoro svolto dall’assicurato. L’Alta Corte, con
riferimento agli accertamenti dell’istanza inferiore, ha segnatamente rilevato
come il ricorrente fosse, dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro,
dipendente dal proprio mandante: ha lavorato, percependo un reddito orario, in
postazioni di lavoro messe a disposizione dal mandante, seguendo precise
direttive, partecipando alle sedute stabilite dal mandante, allestendo, ogni
mese, i rapporti di lavoro. Era tenuto a svolgere l’attività personalmente,
anche se una sua sostituzione con l’accordo scritto del mandante sarebbe stata
possibile. Non è incorso in alcun rischio imprenditoriale, non ha dovuto
effettuare alcun investimento notevole, non ha dovuto accollarsi alcun rischio
d’incasso o delcredere diverso da quello nel quale sarebbe incorso un
lavoratore nell’ambito di pretesa per salari (consid. 4.1 della citata
sentenza: „Die Vorinstanz hat festgestellt, der Beschwerdeführer sei in
arbeitsorganisatorischer Hinsicht vom Auftraggeber abhängig: Er habe im
Stundenlohn mit den Einrichtungen des Bundes am Ort des beauftragenden Amtes
gearbeitet, an periodischen, praxisgemäss durch den Auftraggeber festgelegten
Sitzungen teilgenommen und monatliche Arbeitsrapporte erstellt. Er sei
vertraglich zur persönlichen Arbeitsleistung verpflichtet gewesen, auch wenn
eine Substitution mit schriftlicher Zustimmung des Auftraggebers zulässig
gewesen wäre. Weiter trage er im Hinblick auf die Tätigkeiten beim UVEK kein
nennenswertes Unternehmerrisiko: Er habe keine erheblichen Investitionen
getätigt. Die Aufwendungen für Buchhaltung, Büromaterial, Infrastruktur,
Versicherungen und Mitgliederbeiträge stünden zwar im Kontext der
Erwerbstätigkeit, aber nicht im direkten Zusammenhang mit der Betätigung beim
UVEK oder den diesem unterstehenden Ämtern. Weiter habe er kein Inkasso- und
Delkredererisiko zu tragen, welches nicht in ähnlicher Form auch für
Arbeitnehmer in Bezug auf Lohnforderungen bestehe.”). Dopo
aver rilevato che le censure sollevate dal ricorrente andavano respinte od
erano inammissibili, il TF ha aggiunto che dagli atti non risultava che
l’insorgente, con l’eccezione di un ulteriore mandato per un importo di fr.
4'000 e dunque di un’importanza nettamente inferiore in rapporto a quanto
conseguito con l’attività svolta in favore della Confederazione (fr. 47'740),
fosse attivo per altre società e/o persone ed ha concluso rilevando che lo
svolgimento di un solo mandato è un ulteriore indizio in favore di un’attività
dipendente (consid. 4.3: “Aus den (vorinstanzlichen) Akten ist nicht
ersichtlich, dass der Beschwerdeführer für andere Auftrag- oder Arbeitgeber als
die dem UVEK unterstellten Bundesämter tätig war (vgl. E. 3.2); eine Ausnahme
bildet einzig der undatierte Subplanervertrag mit der A.________ Consulting,
welcher angesichts der Vergütungssumme von Fr. 4'000.- im Vergleich zu den
übrigen Verträgen eher von untergeordneter Bedeutung ist und ebenfalls ein
Projekt eines solchen Bundesamtes betrifft. Diese Konzentration auf einen einzigen
Vertragspartner stellt ein weiteres Indiz für den unselbstständigen Charakter
der Tätigkeit dar. […]”).

 

                                         In una sentenza 9C_1029/2012
del 27 marzo 2013, il TF ha invece confermato la qualifica di indipendente
attribuita dal Tribunale cantonale e contestata in sede federale dall’UFAS ad
un assicurato che aveva continuato a lavorare in maniera importante per
l’azienda presso la quale era dipendente prima di costituire una propria
società e che aveva concluso anche un’ulteriore collaborazione con un'altra
ditta. 

 

                                         L’Alta Corte ha rilevato che
secondo il Tribunale cantonale quali criteri per l’attività indipendente nel
caso di specie vi era la circostanza che l’assicurato ha iscritto la sua ditta
a registro di commercio, ha concluso un’assicurazione responsabilità civile e
contro la perdita di guadagno in caso di malattia, ha utilizzato proprie carte
di visita, ha offerto le sue prestazioni ad altre ditte ed è attivo per altre
società, rispettivamente ha in previsione di lavorare per altre ditte. Il fatto
che l’interessato continua ad esercitare la sua attività anche presso il
precedente datore di lavoro, comporta una maggiore severità nell’apprezzamento
degli elementi qualificativi. In concreto, l’assenza di grossi investimenti è
nella natura delle cose, trattandosi di un’attività nell’ambito dei servizi l’accento
va semmai posto sul criterio della dipendenza organizzativo-lavorativa e non su
quello del rischio aziendale (consid. 3.1: “Die Vorinstanz
erwog, als "Hilfskriterien" seien zu berücksichtigen, dass der
(letztinstanzliche) Beschwerdeführer seine Firma ins Handelsregister habe
eintragen lassen, eine Berufshaftpflicht- und eine Krankentaggeldversicherung
abgeschlossen, eigene Visitenkarten verwendet und eigenständige Offerten
ausgestellt habe sowie für mehrere Auftraggeber tätig gewesen sei (bzw.
Aufträge mehrerer Firmen in Aussicht gehabt habe). Weil es sich bei der
P.________ AG um die vormalige Arbeitgeberfirma handle, müssten zwar die für
eine selbständige Erwerbstätigkeit sprechenden Elemente klar überwiegen. Auch fehle es an grösseren Investitionen, was jedoch in der Natur
der Tätigkeiten im Dienstleistungssektor liege. Ausschlaggebend
sei das Mass der arbeitsorganisatorischen Abhängigkeit.”).

                                         I giudici cantonali hanno
accertato che il contratto non prevedeva né l’utilizzo di spazi di lavoro
presso il precedente datore di lavoro, né l’obbligo di seguire direttive
particolari. L’interessato è vincolato unicamente
dall’obbligo di sottoscrivere dei rapporti di lavoro orari e di lasciare al proprio
committente la possibilità di esaminare mensilmente sia l’avanzamento dello
stato dei lavori sia di controllarne la qualità. Non vi è pertanto alcuna
dipendenza lavorativa. Inoltre l’assicurato non fa parte dell’organizzazione della
società. Anche il fatto che gli onorari sono fatti valere nei confronti della
società e non dei clienti finali è stato considerato di secondaria importanza.
Del resto non è previsto alcun divieto di concorrenza. Il termine di disdetta
di un mese è certo inusuale, ma altri elementi fanno piuttosto propendere per
un’attività indipendente (“Im Vertrag mit der
P.________ AG sei weder die Benutzung eines Arbeitsplatzes in den
Räumlichkeiten jener Firma noch eine inhaltliche Weisungsgebundenheit
vorgesehen gewesen, sondern lediglich die Verpflichtung, Stundenrapporte von
den Kunden visieren zu lassen und monatliche Fortschritts- und
Qualitätskontrollen durch diese zuzulassen. Das für solche Verhältnisse übliche
Mass an Anordnungen werde damit nicht überstiegen. Wann und wo die erforderlichen Arbeitsschritte vorzunehmen waren,
sei ihm nicht vorgeschrieben gewesen. Von einer arbeitsorganisatorischen
Abhängigkeit oder einer organisatorischen Einbindung in die Betriebsstruktur
der P.________ AG könne daher nicht gesprochen werden. Dass die
Honoraransprüche gegenüber der P.________ AG und nicht gegenüber den Endkunden
geltend zu machen waren und das Werk für einen Drittkunden zu erstellen war,
spreche nicht gegen die Selbständigkeit. Im Übrigen sei der Versicherte unter
Wahrung der Geheimhaltung frei gewesen, auch für andere Auftraggeber tätig zu
sein. Die vereinbarte Kündigungsfrist von einem Monat bei besonderen
Voraussetzungen sei zwar aussergewöhnlich. Indes habe er gegenüber der
P.________ AG ein Inkassorisiko getragen und es sei bei klassischen
selbständigen Dienstleistungen durchaus üblich, dass Auslagen nicht selbst
getragen würden. Auch der Offerte zu Handen der Firma H.________ AG sei kein
Hinweis auf eine organisatorische Eingliederung des Beschwerdegegners zu
entnehmen. Weder die Vereinbarung von Zahlungszielen noch die Pflicht,
Stundenrapporte visieren zu lassen stehe einer selbständigen Erwerbstätigkeit
entgegen, zudem sei der vereinbarte Stundenansatz nach Darstellung des
Beschwerdegegners das Ergebnis von Vertragshandlungen gewesen.”).

 

                                         L’UFAS,
nel suo ricorso, ha rilevato che, siccome l’assicurato svolge in pratica
un’attività in subappalto presso la ditta per la quale era in precedenza dipendente,
gli elementi in favore di un’attività indipendente devono essere esaminati con
maggior rigore e le condizioni per non ritenerlo dipendente devono essere
soppesate attentamente. Il contratto sottoscritto dalle parti contiene numerosi
elementi in favore di un’attività dipendente, segnatamente per quanto concerne
l’assenza di un rischio imprenditoriale, le modalità di disdetta del contratto
e la responsabilità (consid. 3.2: “Das Beschwerde
führende Bundesamt rügt, die Vorinstanz habe zu Unrecht den für Subunternehmer
geltenden erhöhten Anforderungen zur Annahme einer selbständigen Erwerbstätigkeit
nicht Rechnung getragen. Für die beitragsrechtliche Qualifikation der
fraglichen Tätigkeit(en) hätten doppelt strenge Anforderungen zu gelten,
nachdem der Beschwerdegegner einerseits vorwiegend für seinen bisherigen
Arbeitgeber tätig gewesen und diese Tätigkeit anderseits als
Unterakkordant/Subunternehmer erbracht habe. Der zwischen den Parteien
abgeschlossene "Werkvertrag" weiche in vielen Punkten von den
typischen Eigenschaften ab, namentlich hinsichtlich des Unternehmerrisikos, der
Kündigungsmodalitäten und der Haftung.”).

                                         La remunerazione sulla base di
un calcolo orario, versata mensilmente, e il rischio di incasso simile a quello
di un dipendente nei confronti del proprio datore di lavoro, fanno chiaramente
propendere per un’attività dipendente. Nulla cambia la circostanza che dopo una
fase d’avvio, l’assicurato ha trovato un secondo incarico. L’inusuale termine
di disdetta contenuto nel contratto conferma che oggetto del medesimo non era
la fornitura di un’opera ma la continuazione della propria attività lavorativa.
Anche se non vi sono direttive da seguire, il fatto che il committente deve
sottoscrivere mensilmente i rapporti di lavoro e controllare qualitativamente e
quantitativamente l’attività, significa che vi è una dipendenza dell’assicurato
nei confronti della società. Del resto anche attività altamente qualificate
prevedono la possibilità per il dipendente di godere di una grande libertà ed
indipendenza. L’iscrizione nel registro di commercio e l’utilizzo di carte da
visita non devono far dimenticare che la ditta costituita dall’assicurato non ha
alcuna organizzazione propria, avendo l’interessato utilizzato la società per
la quale era dipendente per l’incasso dei redditi, l’acquisizione della
clientela, la fatturazione, la pubblicità, ecc.. Inoltre nei confronti dei
clienti finali non si è mai presentato a proprio nome. Per cui non solo manca
il rischio aziendale, ma non vi è neppure un’indipendenza economica. Semmai è
presente una dipendenza dal punto di vista strutturale (“Dass der
Arbeitseinsatz aufgrund einer Stundenabrechnung fortlaufend monatlich entlöhnt
und Spesen zusätzlich vergütet worden seien, sowie das Inkassorisiko gegenüber
der P.________ AG dem typischen Inkassorisiko eines Arbeitnehmers gegenüber
seinem Arbeitgeber betreffend die Lohnzahlung entspreche, lasse klar auf eine
Abhängigkeit schliessen. Daran ändere nichts,
dass nach der Startphase ein zweiter Auftrag hinzugekommen sei. Die für einen
Werkvertrag vollkommen unübliche Kündigungsregelung bestätige, dass nicht die
Ablieferung eines Werks, sondern der fortlaufende Arbeitseinsatz im Vordergrund
gestanden habe. Auch wenn dem Werkvertrag keine ausdrückliche
Weisungsgebundenheit entnommen werden könne, hätten doch die Endkunden
Arbeitszeiten und Ergebnis monatlich zuhanden der P.________ AG visieren und so
die Arbeit quantitativ und qualitativ kontrollieren müssen. Ausserdem
erforderten sehr qualifizierte und spezialisierte Tätigkeiten auch im Rahmen
eines Arbeitsverhältnisses ein grösseres Mass an Freiheit und Selbständigkeit.
Der Handelsregistereintrag als Einzelfirma und die Verwendung eigener
Visitenkarten vermöchten nichts daran zu ändern, dass eine Betriebsorganisation
vollständig fehlte, der Beschwerdegegner die bestehende Struktur der P.________
AG für Kundenakquirierung, Rechnungsstellung, Inkasso, Werbung etc. genutzt
habe und gegenüber den Endkunden nicht in eigenem Namen aufgetreten sei. Damit
fehle es nicht nur an einem Unternehmerrisiko sondern es habe auch eine
wirtschaftliche Abhängigkeit gegenüber der ehemaligen Arbeitgeberfirma und eine
Einbindung in die Betriebsstruktur bestanden. Hinsichtlich der Tätigkeit für
die H.________ AG schienen die Verhältnisse grundsätzlich ähnlich, weshalb
sinngemäss das Gesagte auch hiefür gelte”).

 

                                         Il TF
ha respinto il ricorso dell’UFAS. Ha evidenziato che il contratto in essere non
contempla l’obbligo per l’assicurato di seguire delle direttive, ma lascia
all’interessato una grande libertà per quanto concerne l’organizzazione del
proprio lavoro. L’utilizzo delle strutture della società non è previsto.
Inoltre l’interessato è attivo anche per altre ditte o ha perlomeno, come emerge
dai documenti prodotti, la possibilità di esserlo. Le affermazioni dell’UFAS
secondo cui l’interessato per l’acquisizione della clientela o la pubblicità
utilizza le strutture della società non sono invece comprovate. Al contrario il
fatto di utilizzare una carta da visita propria fa semmai ritenere che
l’interessato agisce in nome proprio e per proprio conto. La remunerazione in
funzione del tempo di lavoro, controllato dal committente, la presentazione di
una lista delle spese separata e l’obbligo di produrre dei rapporti di lavoro contemplano
effettivamente i tipici elementi di un’attività dipendente. Tuttavia queste
modalità sono presenti anche in attività che sono palesemente indipendenti
(avvocati, medici, ecc.). Anche il fatto che non è il lavoro in sé, bensì il
tempo di lavoro ad essere remunerato e che il contratto prevede una clausola di
disdetta inusuale potrebbe far ritenere un’attività dipendente. Tuttavia il
precedente datore di lavoro non ha garantito all’assicurato un lavoro
determinato che gli permette di avere una certezza circa il compenso
conseguito. Inoltre, l’assenza di un’assicurazione in caso di perdita di guadagno
per malattia o servizio militare è tipica dell’attività indipendente (consid. 4.2: “Unbestritten sah der zwischen der P.________ AG und dem
Beschwerdegegner am 6. Juli 2011 abgeschlossene Vertrag keine (ausdrückliche)
Weisungsgebundenheit vor. Er beliess dem Beschwerdegegner hinsichtlich der
(arbeitsorganisatorischen) Vorgehensweise (Ziff. 5 Vertrag; ein Arbeitsplan war
nicht einzuhalten, ein detaillierter Stellenbeschrieb existierte nicht) und der
zeitlichen Arbeitsgestaltung (Ziff. 6 Vertrag) grosse Freiheit. Eine
Inanspruchnahme der Räumlichkeiten der P.________ AG war nicht vorgesehen (vgl.
Ziff. 11 Vertrag). Sodann war der Beschwerdegegner für mehrere Auftraggeber
tätig oder er hatte mindestens entsprechende, aktenmässig ausgewiesene
Absichten (vertraglich war es ihm ausdrücklich erlaubt, unter Einhaltung der
Geheimhaltungspflichten mit weiteren Auftraggebern Geschäfte abzuschliessen;
Ziff. 12 Vertrag). Die Behauptung des Beschwerde führenden Bundesamtes, der
Beschwerdegegner habe für Kundenakquirierung oder Werbung "etc." die
Infrastruktur seiner ehemaligen Arbeitgeberfirma in Anspruch genommen, wird
nicht näher belegt und findet in den Akten keine Stütze. Im Gegenteil lässt die
vom Beschwerdegegner eingereichte Visitenkarte mit dem Schriftzug der Firma
"F.________" darauf schliessen, dass er gegenüber potenziellen
Kunden, namentlich auch im Rahmen der nicht bestrittenen
Akquisitionstätigkeiten, in eigenem Namen auftrat. Die Vergütung nach
Zeitaufwand (unter Voraussetzung eines monatlich vom Endkunden zu prüfenden,
den Anforderungen der P.________ AG entsprechenden Erfolgs und der vom
Endkunden visierten/bestätigten "verbrauchten Arbeitszeit"), die
separate Spesenabrechnung und das Erfordernis der Arbeitszeitrapporte kommen
nach den zutreffenden Vorbringen in der Beschwerde typischerweise bei
unselbständigen Erwerbstätigkeiten vor. Gleichwohl kann allein daraus nicht
zwingend auf eine Abhängigkeit des Beschwerdegegners geschlossen werden, umso
weniger als solche Modalitäten beispielsweise bei selbständig erwerbenden
Anwälten, Ärzten oder anderen (Dienst-) Leistungserbringern ebenfalls durchaus
üblich sind (vgl. Urteil 9C_1094/2009 vom 31. Mai 2010 E. 3.7, in: SVR 2010 AHV
Nr. 12 S. 42). Dass nicht der angestrebte Erfolg (das "Werk"),
sondern der hiefür notwendige Zeitaufwand zu entschädigen und bei
"schwerwiegenden Gründen" eine für Werkverträge unübliche
Kündigungsfrist von einem Monat vorgesehen war (Ziff. 10 Vertrag; Art. 375 ff.
OR), ist zwar für die zivilrechtlichen Qualifikation eines Werkvertrages relevant,
es handelt sich dabei aber nicht um Merkmale, welche einer selbständigen
Erwerbstätigkeit zwingend entgegen stünden. Im Übrigen stellte die ehemalige
Arbeitgeberfirma dem Beschwerdegegner keine anderweitigen Dienstleistungen zur
Verfügung, welche es diesem beispielsweise ermöglicht hätten, die Tätigkeit mit
einem von vornherein klar kalkulierbaren, einfach zu begrenzenden Risiko
auszuüben oder auch wieder einzustellen, was für eine unselbständige
Erwerbtätigkeit sprechen würde (vgl. Urteil 9C_246/2011 vom 22. November 2011
E. 6.2, in: SVR 2012 AHV Nr. 6 S. 21 ff.). Schliesslich hatte er bei Krankheit,
Militärdienst oder ähnlichen Gründen keinen Entschädigungsanspruch, wie dies in
einem Arbeitsvertrag üblich ist (z.B. Urteil 9C_946/2009 vom 30. September 2010 E. 5.2.2, in: SVR 2011 AHV Nr. 11 S. 33).”).

 

                                         L’Alta Corte ha poi precisato che l’attività svolta dall’interessato
nell’ambito del contratto concluso con il precedente datore di lavoro contiene
effettivamente numerosi elementi di un’attività dipendente. Tuttavia in un
lavoro in cui gli investimenti non sono per forza importanti occorre mettere
l’accento sull’aspetto organizzativo dell’attività. In virtù della grande
libertà di cui dispone l’interessato sia dal punto di vista dell’orario di
lavoro che dal punto di vista dell’attività stessa, gli sforzi per ottenere altri
lavori presso altre società e l’assenza di altri incarichi da parte del precedente
datore di lavoro fanno sì che gli elementi a favore di un’attività indipendente
sono maggiori. Ciò vale a maggior ragione se si tien conto che l’interessato è
all’inizio dell’attività indipendente e dunque una certa dipendenza economica
nei confronti di un solo committente è usuale (consid. 4.3: “Die Tätigkeit
des Beschwerdegegners im Rahmen des in Frage stehenden
"Werkvertrages" vom 6. Juli 2011 weist nach dem Gesagten zwar
verschiedene Elemente auf, wie sie (auch) bei einer unselbständigen Tätigkeit
vorkommen. Bei - wegen der Tätigkeitsart - fehlenden erheblichen Investitionen
und eher geringem Unternehmerrisiko ist indes der arbeitsorganisatorischen
Abhängigkeit entscheidendes Gewicht beizumessen (E. 4.1 hievor). Mit Blick auf
die dargelegten grossen Freiheiten des Beschwerdegegners in der sachlichen und
zeitlichen Arbeitsorganisation, die ausgewiesenen Bemühungen um weitere
Aufträge (wobei nichts darauf hindeutet, dass der Beschwerdegegner gegenüber
potenziellen Vertragspartnern nicht in eigenem Namen aufgetreten wäre) und
fehlenden weiteren Dienstleistungen der P.________ AG (vgl. E. 4.2 hievor)
überwiegen eindeutig Gesichtspunkte, welche für eine selbständige
Erwerbstätigkeit sprechen. Dies gilt umso mehr, als der Beschwerdegegner im
Verfügungszeitpunkt erst ganz am Anfang seiner Selbständigkeit stand, weshalb
selbst einer - vorübergehenden - erheblichen wirtschaftlichen Abhängigkeit von
der ehemaligen Arbeitgeberfirma keine entscheidende Bedeutung beigemessen
werden dürfte, zumal es ihm in der Folge nachgewiesenermassen gelang, auch mit
anderen Firmen Verträge abzuschliessen. Ob sich der von der Ausgleichskasse
unlängst (E-Mail vom 8. Januar 2013) als selbständige Erwerbstätigkeit
anerkannte Vertrag mit einer weiteren Firma mit dem hier in Frage stehenden
vergleichen lässt - was grundsätzlich unter koordinationsrechtlichen
Gesichtspunkten (E. 2.2 hievor) relevant sein könnte - spielt in diesem
Verfahren keine Rolle.”).

 

                                         Infine, per quanto concerne i
consulenti informatici ed aziendali va pure segnalata la sentenza H 194/05 del
19 marzo 2007, dove il TF ha annullato una pronunzia di questo Tribunale,
qualificando l’assicurato, che aveva sottoscritto un contratto per l’attività
di “sviluppo e manutenzione del software bancario” come indipendente. La
convenzione prevedeva che l’interessato poteva lavorare presso la banca o
presso i clienti della medesima, l’accordo era stato concluso per un anno
rinnovabile e l’assicurato si era impegnato a lavorare almeno 80 giorni
lavorativi. La remunerazione avveniva tramite una tariffa giornaliera,
comprensiva di ogni e qualsiasi spesa, tranne quelle straordinarie. Alla tariffa
giornaliera era stata aggiunta l’IVA.

 

                               2.7.   In
concreto occorre stabilire se TERZ 1, nato nel 1956, deve essere qualificato
quale dipendente della RI 1. 

 

                                         Per i motivi che seguono, alla
luce della documentazione prodotta dalle parti e dalla giurisprudenza riportata
nei precedenti considerandi, questo TCA, sulla base delle sentenze H 194/05 del
19 marzo 2007, 9C_1029/2012 del 27 marzo 2013 e DTF 110 V 72, non può confermare la decisione impugnata.

 

                                         L’interessato, dopo essere
stato domiciliato all’estero per 18 anni (cfr. doc. VI/1), al rientro in
Svizzera ha inoltrato, il 22 giugno 2015, una richiesta di affiliazione quale
indipendente con effetto dal 1° maggio 2015 come consulente informatico,
stimando in circa fr. 60'000 l’utile netto annuo (doc. 20). Chiamato a fornire
ulteriori informazioni, l’assicurato ha precisato di esercitare l’attività di
consulenza informatica strategica per la ricorrente dal 1° giugno 2015, nella
misura del 70% (doc. 18a). Egli ha rilevato di lavorare in un locale appartenente
alla società ricorrente e di eseguire anche lavori da casa e varie volte di
recarsi a __________ per fare lavori per il committente (riunioni; doc. 18a). 

 

                                         Il 7 settembre 2015 TERZ 1 ha
prodotto due fatture emesse “al mio cliente come dimostrazione della mia
attività indipendente”: la prima del 22 luglio 2015 di fr. 8'550 relativa a
“__________”; la seconda del 24 agosto 2015 di fr. 10'237.50 per “__________”;
entrambe sono indirizzate alla società ricorrente (doc. 18b e c).

 

                                         A questo proposito tra le
parti, il 20 maggio 2015, è stato sottoscritto un contratto, tramite il quale
la ricorrente ha attribuito a TERZ 1 un “mandato ai sensi degli art. 394 e
seg. CO, quale supporto esterno per le attività di Information Technology”
(doc. 6a). La sua attività consiste nel “__________”.

 

                                         Gli elementi in favore di
un’attività indipendente sono numerosi. L’assicurato non è tenuto ad osservare
istruzioni per quanto riguarda l’orario di lavoro, l’organizzazione e
l’esecuzione del lavoro (cfr. doc. 18a, pag. 2), ma lavora per “obiettivi
predeterminati” (doc. 18a). TERZ 1, che fino al suo ritorno in Svizzera nel
corso del 2015 lavorava come indipendente in __________, non è sottoposto ad
alcun divieto di concorrenza e gode, in questo ambito, della massima libertà imprenditoriale
(cfr. doc. 18a, pag. 2), riservato il segreto professionale secondo gli art. 47
e 48 della Legge federale sulle banche e le casse di risparmio (doc. 6a). 

 

                                         L’interessato non ha diritto a
vacanze retribuite e neppure ad un salario in caso di malattia od infortunio
(doc. 18a), come è invece usuale nell’ambito di una attività di carattere
dipendente (cfr. sentenza 9C_1029/2012 del 27 marzo 2013, consid. 4.2; sentenza
9C_946/2009 del 30 settembre 2010 consid. 5.2.2 pubblicata in SVR 2011 AHV Nr.
1 pag. 33).

 

                                         La retribuzione giornaliera di
fr. 675, subordinata alla presentazione di rapporti di lavoro giornalieri con
indicazione delle attività svolte secondo la pianificazione concordata (doc.
6a) e la presentazione separata delle spese di trasporto (doc. 18a), non può
invece portare automaticamente a qualificare l’attività di dipendente, ritenuto
che anche altre attività tipicamente indipendenti (avvocati, medici od altri
fornitori di servizi), prevedono forme di retribuzione simili (cfr. sentenza
9C_1029/2012 del 27 marzo 2013, consid. 4.2: “[…] Die Vergütung nach Zeitaufwand (unter Voraussetzung eines monatlich vom
Endkunden zu prüfenden, den Anforderungen der P.________ AG entsprechenden
Erfolgs und der vom Endkunden visierten/bestätigten "verbrauchten
Arbeitszeit"), die separate Spesenabrechnung und das Erfordernis der
Arbeitszeitrapporte kommen nach den zutreffenden Vorbringen in der Beschwerde
typischerweise bei unselbständigen Erwerbstätigkeiten vor. Gleichwohl kann
allein daraus nicht zwingend auf eine Abhängigkeit des Beschwerdegegners
geschlossen werden, umso weniger als solche Modalitäten beispielsweise bei
selbständig erwerbenden Anwälten, Ärzten oder anderen (Dienst-)
Leistungserbringern ebenfalls durchaus üblich sind (vgl. Urteil 9C_1094/2009
vom 31. Mai 2010 E. 3.7, in: SVR 2010 AHV Nr. 12 S. 42) […]”).

 

                                         Rilevante, nel caso di specie,
è invece la circostanza che il contratto può essere disdetto da entrambe le
parti in qualsiasi momento senza alcun preavviso (doc. 6a), ciò che comporta un
rischio aziendale estremamente elevato, e che l’interessato svolge la sua
funzione senza essere inserito nell’organizzazione o nell’amministrazione della
società ricorrente. A questo proposito, ed in relazione all’investimento,
poco importante, in mezzi propri, il Tribunale federale ha già evidenziato che
per natura certe attività, in particolare nel settore dei servizi, non
necessitano di investimenti importanti. In tali casi, ai fini della qualifica
dello statuto, va quindi posto l’accento sul criterio della dipendenza
organizzativo-lavorativa e non su quello del rischio aziendale (Pratique VSI
2001 pag. 55 consid. 6b pag. 60 con riferimenti; sentenza H 194/05 del 19 marzo
2007, consid. 5.2).

 

                                         In
concreto sia il rischio aziendale estremamente elevato, sia l’assenza di
dipendenza organizzativa-lavorativa, fanno propendere per un’attività
indipendente. 

 

                                         Quanto
alla dipendenza economica nei confronti della ricorrente, per la quale nel 2015
l’assicurato lavorava al 70% (doc. 18a), percentuale poi diminuita al 50%
all’inizio del 2016 (doc. VI), va rammentato che all’avvio di una nuova
attività indipendente è abbastanza usuale che un unico grande cliente
costituisca la base degli affari, la conquista di nuovi clienti potendo per
contro avvenire a poco a poco con il passare del tempo (sentenza 9C_1029/2012
del 27 marzo 2013 consid. 4.3; sentenza H 149/06- H155/06 del 24 gennaio 2008;
sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007 consid. 7.1; sentenza H 155/04 del 14
febbraio 2005 consid. 4.3). 

                                         Abbondanzialmente
va del resto rilevato che TERZ 1 afferma di aver nel frattempo concluso, dal 1°
febbraio 2016, un contratto di agenzia con un’altra società (__________) per
aiutare l’azienda a vendere tramite i suoi contatti i prodotti all’estero (doc.
VI/1) e di continuare a svolgere la sua attività commerciale in __________
(doc. A4). 

 

                                         La
circostanza che TERZ 1 sia tenuto a recarsi a __________ per eseguire dei
lavori e per le riunioni con il committente, rientra nelle caratteristiche
stesse dell’attività di supporto informatico che necessita, in certi casi, la
presenza fisica della persona sul posto. Del resto parte dell’attività viene
svolta anche da casa (doc. 18a).

 

                                         Alla
luce di tutto quanto sopra esposto questo Tribunale deve concludere che gli
elementi a favore di un’attività indipendente sono predominanti rispetto a
quelli a favore di un’attività dipendente. La decisione impugnata deve pertanto
essere annullata e l’incarto rinviato alla cassa di compensazione per
l’affiliazione di TERZ 1 quale indipendente. 

 

                                         Questo
TCA rileva comunque che l’attività di TERZ 1 dovrà continuare ad essere
monitorata dall’amministrazione e che lo statuto, per il futuro, può essere
modificato.

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

1.Il ricorso è accolto.

§ La decisione impugnata è
annullata e l’incarto rinviato all’amministrazione per i suoi incombenti.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. Non si assegnano
ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti