# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 612040d7-9e22-556d-928d-c466fd54fc29
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-12-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 17.12.1998 11.1998.115
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1998-115_1998-12-17.html

## Full Text

Incarto n.

  11.98.00115

  	
  Lugano,

  17 dicembre 1998/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Gronchi
  Pozzoli, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul
ricorso del 31 luglio 1998 presentato da

 

	
   

  	
  __________ __________, __________ __________

  (patrocinato dall’avv. __________ __________. __________,
  __________)

  

 

contro la decisione
emessa il 14 luglio 1998 dalla Divisione degli interni, Sezione degli
enti locali quale autorità di vigilanza sullo stato civile, in merito a
un’iscrizione nel registro delle famiglie cui si oppone

 

	
   

  	
  __________ __________ __________, __________

  (patrocinata dall’avv. __________ __________, __________);

  

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti di
questione:     1.   Se deve essere accolto il ricorso;

 

                                         2. 
Il giudizio sulle spese e ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   __________ __________
(1960), __________ svizzero, e __________ __________ __________ (1968),
cittadina dominicana, si sono sposati a __________ (Repubblica Dominicana) il
__________ __________ 1992. Dalla loro unione non sono nati figli. Il 17 marzo
1995 __________ __________ ha instato davanti al Pretore del Distretto di
Lugano, sezione 6, per il tentativo di conciliazione, decaduto infruttuoso il 5
maggio 1995. Trasferitosi a Nuova York, egli non ha promosso alcuna azione di
stato in Svizzera.

 

                                  B.   Su richiesta di
__________ __________, il 20 settembre 1995 la Cámara Civil, Comercial y de
Trabajo del Juzgado de primera Instancia del Distrito Judicial de __________
__________ (Repubblica Dominicana) ha pronunciato il divorzio. Il 9 agosto
1996 __________ __________ si è sposato a Nuova York in seconde nozze con __________
__________ __________ (1956), cittadina brasiliana. Il matrimonio è stato
tuttavia annullato perché in contrasto con la legge americana, oltre che con
quella svizzera.

 

                                  C.   Il 28 ottobre 1996 lo
stesso tribunale di __________ __________, adito nuovamente da __________
__________, ha emanato una seconda pronuncia di divorzio tra il richiedente e
__________ __________ __________, sentenza che è passata in giudicato il 28
dicembre 1996. Nel frattempo la Civil Court of the City of New York ha
autorizzato __________ __________ __________ a chiamarsi, dal 26 novembre 1996,
__________ __________ __________. __________ __________ si è risposato con lei
a Nuova York il __________ __________ 1996.          

 

                                  D.   Con istanza del 15
agosto 1997 __________ __________ ha chiesto alla Divisione degli interni,
Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza sullo stato civile, che
il suo divorzio sia trascritto nel registro delle famiglie del Comune di
__________. __________ __________ __________ si è opposta alla domanda con
l’argomento che nessuna citazione le era mai giunta dal tribunale dominicano,
davanti al quale non si era potuta difendere. Statuendo il 14 luglio 1998, la
Sezione degli enti locali ha respinto l’istanza di iscrizione. Non sono stati
riscossi oneri processuali.

 

                                  E.   Contro la decisione
appena citata __________ __________ è insorto con un ricorso del 31 luglio 1998
nel quale chiede di accogliere la sua istanza di trascrizione e di riformare in
tal senso la decisione impugnata. Il ricorso non è stato intimato a __________
__________ __________.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   La decisione o il
documento stranieri concernenti lo stato civile sono iscritti nei registri
svizzeri se così dispone l’autorità cantonale di vigilanza (art. 32 cpv. 1 LDIP
e 137 OSC). L’iscrizione è autorizzata se sono adempiute le condizioni degli
art. 25 a 27 (art. 32 cpv. 2 LDIP). Ove non sia certo che nello Stato estero
siano stati sufficientemente rispettati i diritti procedurali delle parti, gli
interessati devono essere sentiti prima dell’iscrizione (art. 32 cpv. 3 LDIP).
Le decisioni emanate dall’autorità di vigilanza, che nel Cantone Ticino è la
Divisione degli interni, Sezione degli enti locali (art. 3 RSC: RL 4.1.2.1),
sono impugnabili con ricorso entro 20 giorni alla Camera civile di appello
(art. 32 cpv. 2 LAC e 423 cpv. 3 CPC). Tempestivo, il rimedio in esame è quindi
ricevibile.

 

                                   2.   L’iscrizione di
decisioni o documenti stranieri nei registri svizzeri dello stato civile è
disciplinata dalla legge federale sul diritto internazionale privato, sempre
che trattati bilaterali o multilaterali non dispongano altrimenti (art. 1 cpv.
2 LDIP). Tra la Svizzera e la Repubblica Dominicana non sussiste alcuna
convenzione che riguardi il riconoscimento di sentenze civili. Le autorità dominicane,
in particolare, non hanno sottoscritto né la Convenzione dell’Aia sul
riconoscimento dei divorzi e delle separazioni, del 

                                         1° giugno 1970 (RS
0.211.212.3), né la Convenzione dell’Aia relativa alla procedura civile, del 1°
marzo 1954 (RS 0.274.12), né – per avventura – la Convenzione dell’Aia relativa
alla notificazione e alla comunicazione all’estero degli atti giudiziari, del
15 novembre 1965 (RS 0.274.131). La riserva contenuta nell’art. 1 cpv. 2 LDIP
non ha quindi, in concreto, portata pratica.

 

                                   3.   L’art. 25 LDIP
stabilisce che una decisione straniera è riconosciuta in Svizzera se vi era
competenza dei tribunali o delle autorità dello Stato in cui fu pronunciata
(lett. a ), se la decisione non può più essere impugnata con un rimedio giuridico
ordinario o è definitiva (lett. b) e se non sussiste alcun motivo di rifiuto
giusta l’art. 27 (lett. c). Quest’ultima norma dispone – tra l’altro – che non
è riconosciuta in Svizzera la decisione straniera qualora una parte provi di
non essere stata citata regolarmente, né secondo il diritto del suo domicilio
né secondo il diritto della sua dimora abituale, salvo che essa si sia
incondizionatamente costituita in giudizio (art. 27 cpv. 2 lett. a LDIP). Anzi,
qualora la sentenza sia stata emessa in contumacia incombe alla parte istante
produrre un documento dal quale risulti che la parte contumace è stata citata
regolarmente “ed in tempo congruo per presentare le proprie difese” (art. 29
cpv. 1 lett. c LDIP).

 

                                   4.   Nella fattispecie la
Sezione degli enti locali ha respinto la domanda di iscrizione proprio perché
il tribunale dominicano aveva pronunciato il divorzio in contumacia, senza che
la convenuta potesse costituirsi in giudizio. Il ricorrente sostiene invece che
il processo si è svolto correttamente, tant’è che il divorzio è stato
riconosciuto dalle autorità dello Stato di Nuova York, le quali gli hanno
consentito di risposarsi. Davanti al tribunale di __________ __________,
inoltre, la convenuta era stata regolarmente citata – ma non era comparsa –
all’udienza del 28 dicembre 1996, come risulta “dagli atti pubblici depositati
all’incarto” (memoriale, pag. 3).

 

                                   5.   Per quanto riguarda
specificamente le sentenze straniere in materia di separazione o divorzio,
l’art. 65 cpv. 1 LDIP prevede che esse sono riconosciute in Svizzera “se sono
state pronunciate o vengano riconosciute nello Stato di domicilio, di dimora abituale
o di origine di uno dei coniugi”. Tale norma amplia la competenza internazionale
del giudice estero rispetto a quanto prevede l’art. 25 lett. a LDIP, ma non sopprime
i requisiti cumulativi dell’art. 25 lett. b né dell’art. 25 lett. c (Volken in: IPRG Kommentar, Zurigo 1993,
n. 3 ad art. 65). I motivi di rifiuto dell’art. 27 menzionati dall’art. 25
lett. c LDIP, in specie, continuano a valere (Siehr
in: Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, Internationales Privatrecht,
Basilea 1996, n. 1 ad art. 65; Dutoit,
Commentaire de la loi fédérale du 18 décembre 1987, Francoforte 1997, n. 2 e 3bis
ad art. 65). Il fatto che una sentenza estera di divorzio sia riconosciuta
dallo Stato di domicilio, di dimora o di origine di uno dei coniugi non esonera
pertanto il giudice svizzero dal verificare che la parte convenuta sia stata
regolarmente citata (art. 27 cpv. 2 lett. a LDIP; DTF 122 III 348 consid. 4),
rispettivamente non dispensa la parte istante – in caso di sentenza
contumaciale – dal documentare la regolarità della citazione (art. 29 cpv. 1
lett. c LDIP).

 

                                   6.   In concreto è fuori
dubbio che la sentenza di divorzio (allegato al doc. 1) è stata emessa in
contumacia, come risulta dai considerandi della motivazione (pag. 2 in basso) e
dal testo del dispositivo n. 4. Lo stesso Consolato generale svizzero a Santo
Domingo ha confermato del resto, nel formulario inviato il 15 agosto 1997
all’Ufficio federale dello stato civile per l’iscrizione nel registro delle
famiglie (modulo che è poi stato trasmesso per competenza alla Sezione degli
enti locali: art. 113 OSC), che la convenuta non si è mai costituita né è mai
stata rappresentata davanti al tribunale (doc. 1). Su richiesta dell’autorità
di vigilanza esso ha precisato altresì, il 10 marzo 1998, che trattandosi di
persone domiciliate all’estero la legge dominicana permette la notifica a
familiari, sicché il destinatario può anche non ricevere personalmente l’atto,
di cui non è prescritta la menzione – per altro – nemmeno nei registri del
luogo in cui è stato celebrato il matrimonio (doc. 10).

 

                                   7.   Ciò posto, incombeva
all’istante esibire un documento dal quale risultasse, in ossequio all’art. 29
cpv. 1 lett. c LDIP, che davanti al tribunale di __________ __________ la
convenuta era stata citata regolarmente “ed in tempo congruo per presentare le
proprie difese” (art. 29 cpv. 1 lett. c LDIP). Tutto quanto egli ha prodotto è
una relazione di notifica (allegato al doc. 4) in cui l’usciere ordinario del
tribunale attesta di essersi presentato il 28 ottobre 1996 – giorno in cui è
stata emanata la sentenza – davanti all’ufficiale della Procudoría Fiscal
mostrando il certificato medesimo, con il quale dichiara di notificare il
divorzio alla convenuta consegnando copia del certificato stesso e della sentenza
(alla Procudoría Fiscal) poiché la destinataria risiede all’estero. Con
il documento l’attore comunicava alla convenuta altresì che il divorzio sarebbe
stato formalmente pronunciato il 28 dicembre 1996 e che essa avrebbe avuto la
possibilità di presentare ricorso entro 60 giorni (pag. 2).

 

                                   8.   V’è da interrogarsi
se una semplice comunicazione della sentenza con indicazione del termine di
ricorso – foss’anche a un’autorità superiore munita di pieno potere cognitivo
in fatto e in diritto – costituisca una citazione in tempo congruo per far valere
i propri mezzi di difesa nel senso dell’art. 29 cpv. 1 lett. c LDIP (cfr. DTF
117 Ib 350 consid. bb). Per citazione si intende in effetti la notifica
dell’atto introduttivo della lite, non la notifica della motivazione della
sentenza di primo grado (Vogel,
op. cit., n. 28 ad art. 29 e n. 31 ad art. 27 LDIP; Berti/Schnyder in: Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht,
op. cit., n. 11 in fine ad art. 27 LDIP). Un convenuto che non è convocato alla
prima udienza deve almeno avere avuto conoscenza della procedura pendente e
deve avere avuto la possibilità di partecipare almeno a un’udienza in
contraddittorio, con l’assistenza di un avvocato di fiducia (DTF 122 III 446
consid. 4). Sia come sia, si volesse anche considerare il documento predetto –
per ipotesi – come una citazione in tempo utile, resta il fatto che
concretamente nulla è stato rimesso alla convenuta. Quest’ultima ha sempre
sostenuto di non avere mai ricevuto alcunché dal tribunale di __________
__________, ciò che il tenore della relazione di notifica dimostra e che il
Consolato svizzero di Santo Domingo implicitamente conferma.

 

                                         Certo, è possibile che il
diritto dominicano autorizzi a procedere nel modo descritto nel caso in cui una
parte risieda all’estero. Una citazione del genere, tuttavia, non è sufficiente
per far riconoscere la sentenza straniera in Svizzera. Non solo in caso di
sentenza contumaciale, ma anche in caso di sentenza ordinaria la parte
convenuta deve essere stata citata secondo il diritto del suo domicilio o della
sua dimora abituale (art. 27 cpv. 2 lett. a LDIP). In concreto il ricorrente
sapeva sin dall’inizio che la convenuta risiede in via __________ __________ a
__________, tant’è che l’indiriz-zo figura sulla prima pagina della sentenza
dominicana di divorzio. Anche senza approfondire i precisi requisiti di forma
cui deve soggiacere una notifica in circostanze simili (al proposito: Volken, op. cit., n. 35 segg. ad art.
27 LDIP; Bucher, Droit
international privé suisse, vol. I/1, Basilea e Francoforte 1996, pag. pag. 218
n. 699 segg.; DTF 117 Ib 349), basta ricordare che nella fattispecie la convenuta
non è stata raggiunta a __________ nemmeno dalla comunicazione della sentenza
con l’indica-zione del termine di ricorso, né per canali diplomatici né per altre
vie. Riconoscere un pronunciato di divorzio in siffatte condizioni non è
possibile, ostandovi un chiaro motivo di rifiuto a norma dell’art. 27 cpv. 2
lett. a LDIP. La decisione impugnata, del tutto corretta, merita quindi
conferma.

 

                                   9.   Gli oneri
processuali seguono la soccombenza (art. 28 cpv. 1 lett. a e 31 LPAmm per
analogia). Non si giustifica invece di attribuire ripetibili alla convenuta, cui
il ricorso non è nemmeno stato intimato.

 

 

Per questi motivi,

 

richiamato per analogia l’art. 48 LPAmm,

 

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Gli oneri processuali,
consistenti in:

                                         a) tassa di
giustizia      fr. 200.–

                                         b) spese                         fr.  
50.–    

                                                                                fr.
250.–

                                         sono
posti a carico del ricorrente. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Contro la presente sentenza
è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale nel termine di
30 giorni dalla notifica.

 

                                   4.   Intimazione a:

– avv. __________ __________ __________. __________, __________;

                                         – avv. __________
__________, __________.

                                         Comunicazione
alla Divisione degli interni, Sezione degli enti locali quale autorità di
vigilanza sullo stato civile. 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        La
segretaria