# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8491be9e-b813-583f-8533-8a524171e1f0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-07-03
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 03.07.2013 14.2013.117
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2013-117_2013-07-03.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2013.117

  	
  Lugano

  3 luglio 2013

  B/fp/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta
  dei giudici:

  	
  Pellegrini,
  presidente,

  Walser
  e Epiney-Colombo

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sulla causa a procedura sommaria in materia di fallimento promossa con istanza del
 19 marzo 2013 da

 

	
   

  	
  CO
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE
  1 

  patrocinato
  dall’PA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

sulla quale istanza il Pretore aggiunto della
Giurisdizione di Mendrisio-Sud con sentenza del 6 giugno 2013 (SO. 2013.238) ha così deciso:

 

“1. È pronunciato il fallimento di RE 1 a far tempo da giovedì 

     6 giugno 2013 alle ore 14.00. 

 

 2./3./4. Omissis.”

 

Decisione tempestivamente impugnata da RE 1 che con reclamo del 

21 giugno 2013 ne postula l’annullamento;

 

preso atto che a controparte il reclamo non è stato intimato, il
suo credito essendo 

stato saldato;

 

rilevato che con disposizione ordinatoria presidenziale del 25 giugno 2013 al 

reclamo è stato concesso effetto sospensivo parziale;

 

ritenuto

 

in
fatto:

 

A.Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Mendrisio
CO 1 ha chiesto il fallimento di RE 1 per il mancato pagamento di fr. 813.90
oltre interessi e spese.

 

B.    All’udienza
di discussione dell’8 maggio 2013 nessuno è comparso.

 

                            C.  Con decisione del 6 giugno 2013 il Pretore aggiunto della Giurisdizione di Mendrisio-Sud ha dichiarato il
fallimento di RE 1 a far tempo da quello stesso giorno alle ore 14.00.

                                  

                            D.  Con il reclamo RE 1
asserisce di avere saldato l’esecuzione in oggetto n. __________ promossa
dall’istante, producendo una ricevuta postale del 13 giugno 2013 relativa al pagamento di fr. 1'077.40 alla procedente così come uno scritto di quest’ultima del 14 giugno 2013 alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud, con cui ha ritirato la
predetta domanda di fallimento (doc. C e D). Il reclamante ha poi prodotto un
estratto dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Mendrisio al 6 giugno 2013, rilevando che dalla somma complessiva vanno esclusi gli importi di fr. 43'686.95
relativo all’esecuzione n. __________ e di fr. 6'974.95 relativo all’esecuzione
n. __________, contro le quali ha interposto opposizione così come l’importo di
fr. 1'187.60 in relazione all’esecuzione in oggetto n. __________ ormai
saldata, per cui l’importo totale delle sue esecuzioni ammonta a fr. 8'734.--.
Di fronte ad esecuzioni per questo importo egli dispone sul suo conto bancario
presso __________ di liquidità per fr. 9'193.85, sufficiente per far fronte ai
suoi debiti (doc. H). Inoltre con la Posta Svizzera, che vanta un credito di fr. 1'314.71, ha concordato una dilazione di pagamento (doc. I).   

 

 

Considerando

 

in
diritto:

 

                             1.  La decisione del giudice
del fallimento può essere impugnata entro dieci giorni mediante reclamo secondo
il CPC. In
virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare
la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

                                  1)  il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                  2)  l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che

                                  3)  il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

 

                             a)  L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La
solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità.
Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di
estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza
infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG II,
2a ed., Basilea 2010, n. 26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und
Konkursrechts, 8a ed., Berna 2008, § 36 n. 58 pag. 334/335, § 38 n.
14 pag. 347).

 

                            b)  Nel
caso in esame, il reclamante ha prodotto una ricevuta  postale del 13 giugno 2013 relativa al versamento di fr. 1'077.40 a favore dell’istante e uno scritto del 14 giugno 2013 di quest’ultima alla Pretura di Mendrisio-Sud, con cui è
stata ritirata l’istanza di fallimento, per cui avendo provato di avere saldato
il suo debito nei confronti dell’istante posteriormente alla dichiarazione di
fallimento e avendo quest’ultima ritirato la domanda di fallimento, i
presupposti di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 e 3 LEF risultano adempiuti.

                                  Per
quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizione
indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché,
come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto
dopo la pronuncia del fallimento – va osservato che dall’estratto dell’Ufficio
esecuzione e fallimenti di Mendrisio al 6 giugno 2013 si evince che nei confronti del reclamante sono pendenti 20 procedure esecutive per un importo complessivo
di fr. 60'591.39. Da questa somma vanno dedotte le esecuzioni n. __________
rispettivamente n. __________ ammontanti a fr. 43'686.95   

                                  rispettivamente
a fr. 6'974.95 contro le quali il convenuto ha interposto opposizione e l’importo
di fr. 1'187.60 relativo all’esecuzione in oggetto già saldata, per cui la
somma complessiva delle esecuzioni ammonta a fr. 8'741.89. Questo importo è
chiaramente coperto dalla liquidità di cui il reclamante dispone sul suo conto
presso __________ ammontante a fr. 9'193.85. Quanto precede porta a ritenere
che la situazione finanziaria del convenuto non sta peggiorando e che il
mancato pagamento dei debiti accertati è un evento di natura transitoria
rispettivamente che si è trattato di una mancanza di liquidità a breve (cfr.
SJZ 99 (2003) n. 13 pag. 308). A questo proposito va osservato che secondo le
informazioni ricevute dall’Ufficio esecuzione e fallimenti di Mendrisio a
carico del convenuto non vi sono attestati di carenza di beni. Va poi ricordato
che, secondo giurisprudenza e dottrina, non si possono imporre esigenze troppo
severe alla verosimiglianza della solvibilità. La ratio legis dell’art. 174 LEF
è infatti quella di evitare il fallimento quando il debitore sembra capace di
sopravvivere economicamente e la mancanza di liquidità sufficiente appare
passeggera (cfr. anche sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 agosto 2011, consid. 2 con rif. ). Nel caso che ci occupa si può affermare che la
capacità di pagamento del reclamante appare più probabile che la sua incapacità
di pagamento, per cui la prognosi in merito alla sua situazione finanziaria può
essere ritenuta favorevole. Le precedenti considerazioni portano a concludere
che il presupposto della solvibilità può essere considerato reso
sufficientemente verosimile. 

                                  Risultando
adempiuti i requisiti di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento di RE 1 va
annullato.

 

                             2.  Il reclamo va accolto.

                                  La tassa di giustizia è posta in
ambo le sedi a carico del reclamante (art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF e 106 cpv. 1
CPC).

                                  Le spese dell’ufficio esecuzione
e fallimenti sono pure poste a carico del reclamante.

                                  Alla controparte non si assegnano
indennità, il reclamo non essendole stato intimato per osservazioni.

 

 

Per questi motivi,

 

richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF

 

pronuncia:

 

 

                              I.  Il reclamo è accolto e di
conseguenza:

 

                                   1.   La
dichiarazione di fallimento del 6 giugno 2013 pronunciata dal Pretore aggiunto della Giurisdizione di Mendrisio-Sud (inc. SO.2013.238), nei confronti di
AP 1, è annullata.

 

2.     La tassa
di giustizia di prima sede di fr. 100.--, da anticipare come di rito, è posta a
carico di AP 1RE 1Le spese dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Mendrisio,
da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1.

 

II.    La tassa di
giustizia del presente giudizio di fr. 180.-- è posta a

    carico di AP 1.

 

                            III.  Notificazione a:

	
   

  	
  –

  –– Ufficio
  esecuzione e fallimenti di Mendrisio, Mendrisio;

  –
  Ufficio cantonale del Registro di commercio, Biasca;

  – Ufficio del Registro fondiario del
  Distretto di Mendrisio, Mendrisio.

   

  

                                  Comunicazione alla Pretura della
Giurisdizione di Mendrisio-Sud.

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                                   Il
segretario

 

 

 

 

Rimedio giuridico

Contro la
presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al
Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).