# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2ac86254-c6bd-5aa6-8a54-41809b72388a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-05-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 20.05.2015 80.2014.188
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2014-188_2015-05-20.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2014.188

  80.2014.189

  	
  Lugano

  20 maggio 2015

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Antonio
  Saredo-Parodi

  

 

 

	
  parti

  	
  RI
  1 

  rappr.
  da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 25 luglio 2014 contro la decisione del 9 luglio 2014 in materia di IC   e IFD 2010.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   RI 1, nata nel 1952,
è membro, segretaria, direttrice e azionista unica della __________ SA con sede
a __________.

                                         Per il periodo fiscale
2010 la contribuente esponeva un reddito d’altra fonte di fr. 50'000.-,
dichiarando che si trattava di un anticipo ereditario.

 

 

                                  B.   Con decisione del 12
dicembre 2012, l’RS 1 notificava alla contribuente la tassazione IC/IFD 2010,
indicando che la tassazione era stata effettuata in base ai dati da lei
forniti.

                                  C.   Con reclamo del 28
marzo 2013 la contribuente sosteneva, per quanto qui di interesse, come con la
dichiarazione d’imposta 2010 era stato “erroneamente notificato un reddito
(altri redditi) di Fr. 50'000.- concernente un anticipo ereditario ricevuto
dalla mamma”. La contribuente riteneva che vi fosse stata “una palese iniqua
tassazione” e ne chiedeva pertanto la rettifica.

                                         Con mail del 17 luglio
2013 la contribuente inviava all’Ufficio di tassazione la copia di un estratto
del conto __________ a lei intestato dal quale risultava essere stato
accreditata il 6 dicembre 2010 la somma di fr. 120'000.- quale anticipo ereditario.

 

 

                                  D.   All’audizione del 10
settembre 2013 con l’RS 1, la contribuente ritirava il reclamo contro la
decisione di tassazione IC/IFD 2010 del 12 dicembre 2012, in quanto le era stato segnalato come lo stesso fosse palesemente tardivo, essendo stato inviato
solo il 28 marzo 2013. Le parti si accordavano inoltre in merito alla rettifica
del riparto intercantonale, per gli anni 2008, 2009 e 2010, a causa dell’errata attribuzione al Comune di __________ di un immobile sito ad __________. 

 

 

                                  E.   L’Ufficio
circondariale di tassazione di Lugano Città emetteva le decisioni di tassazione
dopo rettificazione il 25 settembre 2013, spiegando che era stata intrapresa la
rettifica concordata in sede di audizione del 10 settembre 2013.

 

 

                                  F.   Contro le decisioni
di tassazione dopo rettificazione per i periodi fiscali 2008, 2009 e 2010 la
contribuente inoltrava reclamo il 21 ottobre 2013.

All’audizione del 28 novembre 2013 le parti
convenivano che le decisioni di tassazione dopo rettifica erano conformi al
verbale di audizione del 10 settembre 2013. Pertanto la contribuente ritirava
il reclamo per quanto atteneva alle decisioni di tassazione dopo rettificazione
per gli anni 2008 e 2009. Per quanto concerneva invece la tassazione 2010, la
contribuente contestava l’esposizione del reddito d’altra fonte, adducendo una
“una presunta donazione di capitali nel __________”. L’autorità di tassazione
informava la contribuente in merito al fatto che le sarebbe stata richiesta la
documentazione necessaria per stabilire la provenienza dei capitali oggetto
della donazione e la avvertiva che, nel caso in cui non avesse comprovato la
provenienza di tali capitali, non sarebbe più stato concesso il ritiro del
reclamo e il reddito d’altra fonte sarebbe stato rettificato, sulla base del calcolo
della disponibilità finanziaria, in un importo superiore ai fr. 50'000.-
esposti in sede di tassazione.

 

 

                                  G.   Con lettera del 2
dicembre 2013 l’Ufficio di tassazione si rivolgeva alla contribuente,
chiedendole di presentare entro il 20 dicembre 2013 la prova della provenienza
dei capitali addotti come presunta donazione, il formulario bancario con le
generalità e il domicilio dell’avente diritto economico del conto di addebito
dei fr. 120'000.- (valuta 6 dicembre 2010) accreditati sul suo conto __________
e la situazione finanziaria del conto di addebito prima del versamento
(situazione al 31.12.2009 e al 31.12.2008). La avvertiva che, in caso di
mancato inoltro della documentazione richiesta, il reclamo sarebbe stato deciso
come a verbale di audizione del 28 novembre 2013.

                                         Con scritto del 5
dicembre 2013 la contribuente dava seguito alla richiesta dell’Ufficio di
tassazione del 2 dicembre 2013, allegando parte dei documenti richiesti, ossia
l’estratto di avviso d’addebito sul conto della banca __________ di fr.
120'000.- . Produceva inoltre l’estratto di avviso di addebito sul conto del __________
di ulteriori fr. 22'000.- quale anticipo ereditario e la corrispondenza
intercorsa tra il suo legale a __________, avv. __________, e quello di suo
fratello, avv. __________. Indicava di essere ancora in attesa degli altri
documenti richiestole.

                                         Con scritto del 3
febbraio 2014 l’Ufficio di tassazione si rivolgeva alla contribuente,
invitandola a presentare entro il 3 marzo 2014 il formulario bancario con le
generalità e il domicilio dell’avente diritto economico del conto di addebito
dei fr. 120'000.- accreditati il 6 dicembre 2010 sul suo conto __________ e la
situazione finanziaria del conto di addebito prima del versamento (al
31.12.2009 e al 31.12.2008).

                                         La contribuente, con
scritto del 1° marzo 2014, comunicava che l’avvocato __________ di suo fratello
le aveva indicato di richiedere direttamente un intervento dell’autorità
fiscale ticinese presso l’autorità fiscale __________. Chiedeva pertanto che la
pratica fosse sospesa, sino al ricevimento della documentazione richiesta.

                                         Con lettera datata 11
aprile 2014 l’autorità fiscale __________, appellandosi al segreto fiscale, si
rifiutava di comunicare alla contribuente i dati concernenti la situazione fiscale
della madre.

 

 

                                  H.   All’audizione del 24
giugno 2014 la contribuente confermava il reclamo contro l’imposizione di un
reddito d’altra fonte di fr. 50'000.- e produceva ulteriori documenti.
L’autorità fiscale comunicava di riservarsi di esaminare la documentazione
prodotta e di decidere in merito al reclamo senza ulteriori comunicazioni o
convocazioni.

 

 

                                    I.   Con decisione del 9
luglio 2014, l’Ufficio di tassazione respingeva il reclamo, confermando la
precedente decisione dopo rettificazione del 25 settembre 2013. Nella
motivazione allegata, l’autorità spiegava come l’esame del dispendio evidenziasse
una “disponibilità finanziaria insufficiente”. Inoltre, rilevava come i documenti
presentati in sede di reclamo non comprovassero in modo inequivocabile la provenienza
del versamento di fr. 120'000.- accreditato sul conto bancario. Osservava come
la contribuente, malgrado diverse richieste, non avesse mai fornito le
generalità e il domicilio dell’avente diritto economico del conto, limitandosi
a confermare che si trattava di “donazioni/anticipi ereditari della madre”.

                                         In conclusione, l’autorità
fiscale, a fronte di una disponibilità finanziaria insufficiente di circa fr.
80'000.-, riteneva che l’imposizione di un reddito d’altra fonte di fr.
50'000.- fosse “prudenziale e giustificata dalla mancata presentazione di
validi documenti probatori” in merito al presunto anticipo ereditario.

 

 

L.   Con tempestivo ricorso alla
Camera di diritto tributario, RI 1 produce, indicando di averli ricevuti solo
in un secondo tempo, i documenti richiestile dall’ufficio di tassazione, ossia:
la copia del contratto bancario intestato a sua madre, __________, beneficiaria
economica del conto. Segnala come al momento dell’apertura del conto, il 18
ottobre 1992, la madre fosse domiciliata a __________, mentre attualmente
risiede a __________. Produce inoltre gli estratti del conto intestato alla
madre al 31.12.2008 e al 31.12.2009.

 

 

                                  M.   Il 28 luglio 2014
questa Camera ha impartito alla ricorrente un termine di 10 giorni per motivare
il ricorso conformemente alla legge, avvertendola che altrimenti quest’ultimo
sarebbe stato dichiarato irricevibile.

                                         Con scritto del 31 luglio
2014 il rappresentante della contribuente ha precisato che il ricorso verte
unicamente sull’esposizione di un reddito d’altra fonte di fr. 50'000.-.
Osserva come l’ufficio di tassazione abbia “giustamente” imposto un reddito
d’altra fonte dopo la verifica della disponibilità finanziaria della contribuente,
anche se quest’ultima aveva “prodotto diversa documentazione atta a comprovare
la provenienza dei fondi”. Produce il contratto di apertura del conto di
deposito presso la __________ SA, intestato a nome della madre della contribuente
e dal quale sono stati effettuati i versamenti a favore della figlia a titolo
di anticipi ereditari. Allega inoltre gli estratti del conto intestato alla
madre della contribuente al 31.12.2008 e al 31.12.2009.

                                         Chiede infine lo stralcio
dell’importo di fr. 50'000.- quale reddito d’altra fonte.

 

 

                                  N.   Con osservazioni del
26/28 agosto 2014, l’Ufficio di tassazione rileva che, malgrado l’accordo
siglato il 10 settembre 2013 in merito alla rettifica
del riparto intercomunale e la conseguente decisione di tassazione dopo
rettificazione, la contribuente ha inoltrato un nuovo reclamo il 21 ottobre
2013, che è stato “(erroneamente) iscritto (sia per l’IC sia per l’IFD)”. 

                                         Dato che la contribuente
non aveva prodotto i documenti necessari a comprovare la provenienza del
capitale ricevuto a titolo di anticipo ereditario, l’autorità di tassazione aveva
pertanto riconfermato l’imposizione del reddito d’altra fonte per fr. 50'000.-.
Rileva infine come la documentazione precedentemente
richiesta alla contribuente sia stata allegata al ricorso.

 

 

                                  O.   All’udienza del 29
aprile 2015, l’Ufficio di tassazione ha fatto notare che il reclamo interposto
il 28 marzo 2013 contro la decisione del 12 dicembre 2012 era tardivo e che la
contribuente, dopo essere stata convocata in udienza il 10 settembre 2013 e ricevute
le spiegazioni del caso, aveva ritirato il reclamo. La conseguente decisione di
rettificazione concerneva unicamente il riparto intercomunale: per ragioni
legate al sistema informatico, l’Ufficio di tassazione ha dovuto emettere,
insieme al nuovo riparto, anche delle nuove decisioni di tassazione, che
tuttavia non equivalevano ad una nuova notificazione delle decisioni già
passate in giudicato.

                                         La ricorrente ha
dichiarato di mantenere ugalmente il suo ricorso, sottolineando che solo ora è
in grado di portare le prove della donazione di cui ha beneficiato nel corso
del periodo fiscale 2010.

 

 

Diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         Gli articoli 206 cpv. 1 LT
per l'imposta cantonale e 132 cpv. 1 LIFD per l'imposta federale diretta
stabiliscono che contro la decisione di tassazione il contribuente può
reclamare per iscritto all'autorità che ha emesso la tassazione, entro trenta
giorni dalla notifica. Il termine di 30 giorni dalla notificazione per
interporre reclamo all’autorità di tassazione è un termine perentorio poiché
stabilito dalla legge (art. 192 cpv. 1 LT) e di conseguenza non può essere
prorogato.

 

                                         1.2.

                                         Nel
caso in esame, contro la decisione di tassazione del 12 dicembre 2012 per il
periodo fiscale 2010 la ricorrente ha interposto reclamo solo il 23 marzo 2013.
Il termine per presentare reclamo era pertanto manifestamente tardivo. Ciò è
pure stato comunicato alla ricorrente nell’udienza tenutasi il 10 settembre
2013, come si evince dal tenore del verbale sottoscritto dalle parti:

                                         La
contribuente ha inoltrato reclamo contro la notifica IC e IFD del 2010.

                                         La
notifica porta la data 12 dicembre 2012 e la lettera di reclamo è stata timbrata
presso i nostri uffici con data 29 marzo 2013.

                                         La
richiesta è palesamente tardiva e dopo le spiegazioni del caso la contribuente
decide il ritiro dello stesso.

                                         Per
quanto riguarda l’immobile di __________ erroneamente esposto sotto __________,
si trova d’accordo per la rettificazione degli anni 2008, 2009 e 2010”.

 

                                         Successivamente, il 25
settembre 2013, l’Ufficio di tassazione ha emesso la decisione dopo
rettificazione, indicando che si era proceduto alla rettifica del riparto
intercomunale come da verbale sottoscritto il 10 settembre 2013. Contro questa
decisione la contribuente ha presentato reclamo, poi respinto, ed ha in seguito
interposto ricorso presso questo Tribunale.

 

                                         1.3.

                                         All’udienza del 29 aprile
2015 dinanzi a questa Camera l’autorità fiscale ha ribadito che il reclamo
contro la decisione di tassazione del 12 dicembre 2012 era tardivo e che la
contribuente, dopo le debite spiegazioni, lo aveva ritirato. Ha quindi spiegato
che, per mere ragioni legate al sistema informatico, ha dovuto emettere insieme
alla rettifica del riparto intercomunale anche delle “nuove decisioni di
tassazione”, che tuttavia non equivalevano ad una nuova notificazione delle
decisioni già passate in giudicato. L’Ufficio di tassazione ha reso altresì noto
che il problema informatico è stato nel frattempo risolto.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         È pacifico che l’errore di
attribuzione nel riparto, per i periodi fiscali 2008, 2009 e 2010,
dell’immobile di __________ al Comune di __________ è una semplice svista, che
ha potuto essere soggetta a rettifica. 

 

                                         2.2.

                                         Difatti, l’art. 235 cpv. 1
LT (di uguale tenore dell’art. 150 cpv. 1 LIFD) stabilisce che gli errori di
calcolo e di scrittura contenuti in decisioni e sentenze cresciute in giudicato
possono essere rettificati, su richiesta o d’ufficio, dall’autorità a cui sono
sfuggiti, entro cinque anni dalla notifica. Il cpv. 2 precisa che la
rettificazione di errori o la sua reiezione possono essere impugnate con gli
stessi rimedi giuridici ammessi contro la decisione o sentenza. Per errore va
intesa unicamente una svista nel computo aritmetico degli elementi imponibili.
Dottrina e giurisprudenza sono unanimi nell’affermare che tali disposizioni si
riferiscono unicamente ai cosiddetti “errori di cancelleria”, che sorgono nella
fase espressiva e non formativa della volontà dell’autorità che decide (lavoro
manuale contrapposto al lavoro intellettuale; cfr. Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar zum DBG, 2ª
ediz., Zurigo 2009, n. 4 ad art. 150 LIFD, p. 1271). Sono in particolare
escluse dal campo di applicazione degli art. 235 cpv. 1 LT e 150 cpv. 1 LIFD,
le correzioni che interessano il merito della decisione, che si riferiscono
cioè alla sussunzione delle disposizioni sostanziali alla fattispecie in esame
(decisione TF n. 2P.273/2006 e 2A.617/2006 del 17 aprile 2007, con riferimento
a: Oberson, Droit fiscal suisse, 3a
ediz., Basilea 2007, § 24 n. 12, p. 488).

 

                                         2.3.

                                         L’autorità fiscale,
acconsentendo alla richiesta di rettifica della contribuente, ha pertanto agito
correttamente. Del resto, tale modo di procedere è stato convenuto fra le parti
nell’udienza del 10 settembre 2013.

                                         Come visto, per procedere
alla rettifica del riparto intercomunale, l’Ufficio di tassazione ha dovuto
emettere delle nuove decisioni di tassazione dopo rettificazione, che sono
semplicemente una conseguenza della rettifica del riparto intercomunale, che
per ragioni informatiche non poteva avvenire senza emettere nel contempo delle “nuove”
decisioni.

 

                                         2.4. 

                                         Ora, a prescindere dalla
necessità o meno, per l’autorità fiscale, di adottare una nuova decisione di
tassazione, in seguito alla rettifica del solo riparto intercomunale, è escluso
in ogni caso che ciò consentisse di rimettere in discussione aspetti della
tassazione estranei alla rettifica in sé.

                                         È vero, infatti, che gli
articoli art. 235 cpv. 3 LT e 150 cpv. 2 LIFD prevedono che la rettificazione
di errori o la sua reiezione possono essere impugnate con gli stessi rimedi
giuridici ammessi contro la decisione o sentenza. Tuttavia, come è evidente, considerata
la natura dell’istituto giuridico in discussione, il rimedio giuridico non può
servire a rimettere in discussione altri elementi della tassazione (cfr. Casanova/Zweifel, Schweizerisches
Steuerverfahrensrecht –Direkte Steuern, Zurigo 2008, p. 384 e giurisprudenza citata; inoltre Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, op. cit., n. 9 ad art. 150
LIFD, p. 1272; Vallender/Looser,
in Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, vol.
l/2b, 2a ediz., Basilea 2008, n. 13 ad art. 150 LIFD, p. 483).

 

                                         2.5.

                                         L’Ufficio di
tassazione non avrebbe pertanto dovuto entrare nel merito delle contestazioni
concernenti il reddito d’altra fonte, poiché la decisione di tassazione era già
passata in giudicato e la rettifica concerneva esclusivamente l’attribuzione
della sostanza immobiliare stabilita con il riparto intercomunale.

                                         Quando l'istanza
precedente ha ignorato la mancanza di un presupposto processuale, ciò deve
essere rilevato d'ufficio nella procedura di ricorso. La decisione impugnata
deve essere annullata e deve essere adottata una nuova decisione, che tenga conto
del difetto procedurale (cfr. p. es. la sentenza CDT n. 80.2003.116 del 3
ottobre 2003, in RtiD I-2004 n. 16t).

                                         Con la decisione
impugnata, l’autorità fiscale avrebbe semplicemente dovuto constatare che la
decisione di tassazione era già passata in giudicato e che quindi non erano
adempiuti i presupposti per entrare nel merito del reclamo della contribuente.
Tale conclusione si imponeva a maggior ragione alla luce della circostanza che
la reclamante aveva ritirato il suo reclamo nel corso dell’udienza del 10
settembre 2013.

 

                                         2.6.

                                         Visto quanto
precede, ne consegue che la vertenza in oggetto era da considerarsi già
conclusa nel momento in cui la contribuente ha interposto reclamo contro la
decisione del 12 dicembre 2012. Tutto ciò che è avvenuto in seguito non merita
ulteriore disamina e in particolare questa Camera non deve entrare nel merito
delle censure sollevate con il ricorso.

                                         L’Ufficio di
tassazione è difatti solo per un’incomprensibile svista entrato nel merito del
reclamo del 21 ottobre 2013 contro le decisioni dopo rettificazione del 25
settembre 2013, che ha portato ad un’ulteriore udienza tra le parti e ad un
vasto scambio di corrispondenza, finché l’autorità fiscale ha in seguito
rilasciato nuovamente una decisione su reclamo per il periodo fiscale 2010,
contro la quale la contribuente è poi insorta presso questo Tribunale.

 

                                   3.   Per
tutte queste ragioni, il ricorso deve essere dichiarato irricevibile.

                                         La tassa di
giustizia e le spese processuali, ridotte eccezionalmente,
per tener conto del fatto che la procedura di ricorso è stata condizionata da
un errore dell’Ufficio di tassazione, sono a carico della ricorrente,
soccombente.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è irricevibile.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.    100.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.      80.–

                                         per un totale di                                                      fr.    180.–

                                         sono a carico della
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

               __________

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         Il
segretario: