# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4cf20c84-7adb-5827-a34d-60c01a88b6c4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-04-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 25.04.2005 17.2005.18
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-2005-18_2005-04-25.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2005.18

  	
  Lugano

  25 aprile
  2005/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Corte di cassazione e di revisione
  penale                                 del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  G. A. Bernasconi e Chiesa

  

 

	
  segretario:

  	
  Isotta, cancelliere

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso per cassazione
del 16 aprile 2005 presentato da

 

                                         RI 1,

                                         di __________
e __________ nata __________, attinente __________ (__________), nat a __________
il __________, domiciliat a __________

                                         contro la
sentenza emanata il 23 marzo 2005 dal presidente della Pretura penale nei suoi
confronti;

esaminati gli atti,

posti i seguenti

punti di questione:     1.   Se dev'essere
accolto il ricorso per cassazione;

                                         2.   Il
giudizio sulle spese. 

Ritenuto

in fatto:                    A.   Con decreto di accusa del 2 dicembre 2004 il Procuratore pubblico ha
ritenuto RI 1 autore colpevole di furto d'uso, circolazione in stato di
ebrietà, opposizione alla prova del sangue e circolazione nonostante revoca
della licenza di condurre. In applicazione della pena, egli ne ha proposto la
condanna a 60 gior­ni di detenzione e alla revoca della sospensione
condizionale riguardante una pena di 90 giorni di detenzione inflitta al
prevenuto con decreto di accusa del 14 luglio 2003.

                                  B.   Il 13 gennaio 2005 RI 1 ha sollevato opposizione al decreto di
accusa. Statuendo il 23 marzo 2005, il presidente della Pretura penale ha
dichiarato l'opposizione irricevibile siccome tardiva e ha dichiarato il
decreto di accusa definitivo. 

 

                                  C.   Contro
la sentenza appena citata RI 1 è insorto con un ricorso per cassazione del 16
aprile 2005 nel quale chiede l'annullamento del giudizio impugnato. Il ricorso
non ha formato oggetto di intimazione.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Il ricorrente afferma che non gli è stato possibile inoltrare l'opposizione
al decreto di accusa prima del 13 gennaio 2005, trovandosi egli in cura per una
forte depressione, e a sostegno di ciò si ripromette di produrre un certificato
medico. Sta di fatto che, così argomentando, egli non invoca – nemmeno
implicitamente – alcun titolo di cassazione (nel senso dell'art. 288 lett. a, b
o c CPP) suscettibile di giustificare l'annullamento della sentenza impugnata.
Ne segue che il ricorso va dichiarato, già di primo acchito, inammissibile.

 

                                   2.   Quanto
l'interessato chiede, con il ricorso, è in realtà la restituzione del termine
per introdurre opposizione al decreto di accusa. Intimatogli il 2 dicembre 2004
(art. 208 cpv. 1 lett. e CPP), quest'ultimo è stato da lui ritirato il 20
dicembre successivo. Il termine per l'opposizione è cominciato a decorrere così
il 21 dicembre 2004 ed è scaduto il 4 gennaio 2005, undici giorni prima ch'egli
si rivolgesse al presidente della Pretura penale. Ora, la restituzione per
inosservanza di un termine è possibile ove la parte o il suo patrocinatore
dimostri di non aver potuto rispettare la scadenza per impedimento non colposo
o dovuto a forza maggiore, “se­gnatamente per malattia, assenza scusabile, servizio
pubblico o militare o per altre ragioni importanti” (art. 21 CPP). Se non che,
la relativa istanza va presentata – “pena la decadenza” – entro 10 giorni dalla
cessazione dell'impedimento (art. 22 cpv. 1 CPP). Anche dipartendosi dal
presupposto che in concreto l'impedimento ad agire sia cessato il 13 gennaio
2005 (come sembra affermare il ricorrente), la restituzione del termine andava
chiesta nei 10 giorni successivi. Presentato il 16 aprile 2005, il ricorso in
esame non può quindi essere trattato come istanza di restituzione. Non avrebbe
senso dunque trasmetterlo al presidente della Pretura penale per essere
vagliato a tale stregua (art. 22 cpv. 2 CPP).

 

                                   3.   Tutt'al
più la questione è di sapere se non potesse essere trattata come istanza di
restituzione in intero, nella fattispecie, l'opposizione presentata
dall'accusato quel 13 gennaio 2005. Il problema è che, quand'anche ciò fosse,
nell'opposizione l'interessato non alludeva a impedimenti che gli avrebbero
precluso la facoltà di agire in tempo utile. Nemmeno nel ricorso per cassazione,
del resto, egli rimprovera al primo giudice di avere trascurato eventuali
giustificazioni da lui addotte al proposito.  

 

                                   4.   Ne segue che, comunque lo si esamini, il ricorso per cassazione va
dichiarato inammissibile. Gli oneri processuali seguirebbero la soccombenza
(art. 15 cpv. 1 e 9 cpv. 1 CPP). Dato nondimeno che ricorrente, sprovvisto di
formazione giuridica, ha proceduto senza l'ausilio di un legale, si prescinde –
eccezionalmente – dal prelevare tasse o spese.

 

Per questi motivi,

 

in applicazione dell'art. 291 cpv. 1 CPP,

 

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è inammissibile.

 

                                   2.   Non si riscuotono tasse né spese.

 

                                   3.   Intimazione
a:

	
  –                  terzi implicati

  	
   

  

Per la Corte di
cassazione e di revisione penale

Il presidente                                                           Il
segretario

 

 

 

	
   

  

Mezzi di ricorso

	
  Questo giudizio può essere impugnato
  mediante ricorso per cassazione al Tribunale federale unicamente per
  violazione del diritto federale (art. 269 cpv. 1 PP). Il ricorso per
  cassazione dev'essere depositato presso il Tribunale federale entro 30
  giorni dalla notifica dal testo integrale della decisione. La
  legittimazione e le altre condizioni per proporre ricorso per cassazione sono
  regolate dagli art. 268 segg. PP.