# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cc9e7bab-67f3-540a-b710-242e0a537eb4
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-12-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.12.2008 D-7559/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7559-2008_2008-12-18.pdf

## Full Text

Corte IV
D-7559/2008/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 8  d i c e m b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Markus König;
cancelliera Antonella Guarna.

A._______,alias
B._______, e
C._______, e
D._______,
Mongolia,
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 25 novembre 2008 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-7559/2008

Fatti:

A.
Il  30  ottobre  2008,  l'interessato,  assieme  alla  moglie  e  alla  figlia, 
originari  di  E._______  (Mongolia)  hanno  presentato  una  domanda 
d'asilo  in  Svizzera. Hanno inizialmente  dichiarato,  in  sostanza e per 
quanto  è  qui  di  rilievo  ([...])  di  essere  espatriati  per  timore  che 
l'interessato  venga  arrestato  e  imprigionato  dalle  autorità  mongole, 
così come pure la moglie dell'interessato la quale si sarebbe fatta sua 
garante. A seguito della morte della figlia quindicenne, deceduta il 10 
gennaio  2008,  per  un  aborto  spontaneo  originato  da  una  caduta  a 
cavallo,  l'interessato  e  sua  moglie  sono  venuti  a  conoscenza, 
nell'aprile 2008, che il  loro datore di  lavoro aveva abusato di questa 
loro figlia. L'interessato avrebbe allora chiesto spiegazioni al datore di 
lavoro,  accusandolo di  aver commesso tale abuso. A seguito  di  tale 
accusa,  che  il  datore  di  lavoro  avrebbe  negato  integralmente,  nel 
maggio 2008 l'interessato sarebbe stato  picchiato  da quattro  uomini 
mandatati dal suo datore di lavoro e successivamente, in data 1° luglio 
2008,  sarebbe  stato  convocato  e  arrestato  dalla  F._______.  Il  suo 
datore  di  lavoro  lo  avrebbe  denunciato  e  accusato  di  avergli  rubato 
una decina  di  cavalli.  L'interessato  sarebbe poi  stato  rilasciato  il  12 
luglio  2008  grazie  all'intervento  della  moglie,  che  si  sarebbe  fatta 
garante per lui. La moglie dell'interessato a suo tempo sarebbe stata 
anch'essa oggetto di abusi da parte del medesimo datore di lavoro. La 
notte stessa della liberazione, l'interessato, la moglie e la figlia minore 
sarebbero  espatriati  raggiungendo  dapprima  G._______,  da  dove 
nell'ottobre  2008 avrebbero  viaggiato  in  treno fino a Mosca,  per  poi 
partire  in  furgone  con  il  passatore  fino  ad  arrivare  illegalmente  in 
Svizzera.

B.
Il  25  novembre  2008,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 della legge sull'asilo del 26 giugno 
1998  (LAsi,  RS  142.31).  Detto  Ufficio  ha  pure  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  e  della  sua  famiglia  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso la  Mongolia,  da eseguirsi  il  giorno dopo il 
passaggio  in  giudicato  della  suddetta  decisione,  siccome 
ragionevolmente esigibile e possibile. 

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C.
Il 26 novembre 2008, l'interessato per sé e in veste di rappresentante 
di  sua moglie e di  sua figlia,  ha inoltrato ricorso dinanzi al  Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM.  Ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  del 
provvedimento litigioso e la trasmissione degli atti di causa all'autorità 
inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua  domanda 
d'asilo,  e  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione 
provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una  domanda  d'assistenza 
giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese 
processuali e del relativo anticipo. 

D.
Il 1° dicembre 2008, con decisione incidentale, il TAF ha respinto, per i 
motivi  ivi  indicati  (ricorso  privo  di  probabilità  d'esito  favorevole),  la 
domanda d'esenzione dal  versamento  delle  spese processuali  e  del 
relativo  anticipo.  Ha  quindi  invitato  i  ricorrenti  a  versare  un  siffatto 
anticipo,  di  fr.  600.--,  entro  l'11  dicembre  2008,  con  comminatoria 
d'inammissibilità  del  gravame  in  caso  di  decorso  infruttuoso  del 
termine. 

E.
Il  4  dicembre  2008,  i  ricorrenti  hanno  tempestivamente  versato 
l'anticipo richiesto. 

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art. 31  e  art. 33 lett. d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  [LTAF, RS 173.32], 
art. 105 LAsi  e  art. 83 lett. d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità  di  cui  all'art. 48 cpv. 1  e  all'art. 52  della 
legge federale sulla  procedura  amministrativa  del  20 dicembre 1968 
(PA, RS 172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

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3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua. 

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano. 

4.
Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  rilevato,  da  un  lato,  che  il 
Consiglio federale ha inserito la Mongolia nel novero dei Paesi sicuri. 
Dall'altro lato, l'autorità inferiore ha ritenuto inverosimili  le allegazioni 
in  materia  d'asilo  presentate  dai  ricorrenti,  in  quanto  si  fondano  su 
dichiarazioni  incoerenti  e  superficiali.  In  particolare,  il  marito  non 
sarebbe  stato  in  grado  di  indicare  il  valore  dei  cavalli  del  cui  furto 
sarebbe stato accusato e arrestato, malgrado egli si sarebbe occupato 
di  tali  mandrie sin  dall'adolescenza. Il  ricorrente non avrebbe inoltre 
saputo  indicare  il  valore  della  statua  che  entrambi  pretenderebbero 
aver  barattato  per  finanziare  il  loro  viaggio  d'espatrio,  sebbene  il 
richiedente avrebbe tentato di venderla. Altrettanto inverosimile appare 
inoltre che lo Stato mongolo non si sarebbe attivato per assicurare alla 
giustizia  il  responsabile  della  morte  della  figlia  minorenne  del 
ricorrente, a causa di una emoraggia rettamente constatata. Dal canto 
loro,  i  ricorrenti,  in  relazione  al  presunto  abuso  nei  confronti  della 
figlia,  alla  violenza proferita  alla  moglie  e  al  marito  nonché al  di  lui 
arresto  non  si  sarebbero  nemmeno  rivolti  alle  autorità  mongole  per 
chiedere  protezione,  bensì  al  loro  antagonista  affinché  notificasse 
l'aggressione  subita  da  parte  del  richiedente. Inoltre,  la  moglie  non 
avrebbe fatto menzione durante l'audizione sulle generalità,  dinnanzi 
ad un team femminile,  delle violenze che pretenderebbe aver subito, 
senza  alcuna  spiegazione  plausibile.  Per  di  più,  appaiono  alquanto 
nebulose  le  circostanze  della  liberazione  del  richiedente  raccontate 
dalla  moglie,  secondo  cui  per  farlo  scarcerare  le  sarebbe  stato 
sufficiente presentarsi alla F._______, lasciare in deposito la sua carta 
d'identità  e  firmare  l'impegno  che  il  marito  non  avrebbe  lasciato  il 
domicilio. Illogico nonché incomprensibile risulta infine che, nel mentre 
di tale operazione di scarcerazione, la richiedente avrebbe lasciato - a 
seconda delle versioni - la figlia più piccola al loro antagonista o alla di 

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lui  moglie. Per  conseguenza,  dagli  atti  non  risulterebbero  indizi  che 
potrebbero capovolgere la presunzione confutabile  dell'art. 6a cpv. 2 
lett. a LAsi.

5.
Nel  gravame,  i  ricorrenti  hanno  sostanzialmente  rinviato  alle  loro 
dichiarazioni  rilasciate  nel  corso  delle  audizioni,  sottolineando  -  al 
contrario  di  quanto  ritenuto  dall'autorità  inferiore  -  di  aver  reso  un 
racconto  dettagliato,  spontaneo  e  ricco  di  indicazioni  importanti,  ciò 
che sarebbe stato anche evidenziato dalla rappresentante dell'opera 
assistenziale H._______. Gli insorgenti hanno altresì giustificato che il 
marito non sarebbe a conoscenza del valore dei cavalli  che avrebbe 
rubato, in  quanto sarebbe totalmente estraneo a tale furto, e  d'altro 
canto  che non vi  sarebbe stata  nessuna inchiesta  sulla  morte  della 
figlia, in quanto si sarebbe trattato di un incidente. A dire dei ricorrenti, 
pertanto, la decisione di non entrata nel merito dell'UFM non sarebbe 
giustificata e rettamente motivata. Inoltre, gli insorgenti contestano che 
vi siano i presupposti per l'esecuzione del loro allontanamento verso la 
Mongolia, ritenuto che tale rinvio sarebbe per loro fatale, in quanto il 
richiedente sarebbe nuovamente arrestato.

6.

6.1 Giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una domanda 
d’asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio federale 
ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, a meno 
che non risultino indizi di persecuzione.

6.2 Da un lato, giova rilevare che allorquando il Consiglio federale ha 
inserito un Paese nel novero dei Paesi sicuri, sussiste di massima una 
presunzione  d’assenza  di  persecuzioni  in  detto  Paese.  Incombe  al 
richiedente l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per quanto attiene 
alla sua situazione personale.

6.3 Dall'altro  lato,  la  nozione  d’indizi  di  persecuzione  ai  sensi 
dell’art. 34 cpv. 1 LAsi s’intende in senso lato: comprende non soltanto 
i  seri  pregiudizi  previsti  dall’art.  3  LAsi,  ma  pure  gli  ostacoli 
all’esecuzione  dell’allontanamento,  di  cui  all’art.  44  cpv.  2  LAsi, 
imputabili  all'agire  umano  (Giurisprudenza  ed  informazioni  della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
2003 n. 18).

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7.

7.1 Questo  Tribunale  osserva  che,  siccome  il  Consiglio  federale  ha 
effettivamente inserito, in data 28 giugno 2000, la Mongolia nel novero 
dei  Paesi  esenti  da  persecuzioni,  sussiste  di  massima  una 
presunzione d'assenza di persecuzioni in detto Paese.

7.2 Nella fattispecie, i  ricorrenti  non sono riusciti,  per quanto attiene 
alla loro situazione personale, ad invalidare la presunzione d'assenza 
di  persecuzioni,  ritenuto  segnatamente  che  dagli  atti  di  causa  non 
emergono  indizi  di  persecuzione.  In  particolare,  gli  insorgenti  non 
hanno presentato, all'infuori di generiche censure, argomenti o prove 
suscettibili  di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di 
cui all'impugnata decisione. Le allegazioni decisive in materia di asilo 
si esauriscono, difatti, in mere affermazioni di parte non corroborate da 
alcun elemento della benché minima consistenza, in sostanza per le 
ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può essere rimandato 
(art. 109 cpv. 3 LTF  in  relazione  all'art. 6 LAsi,  all'art. 37 LTAF  ed 
all'art. 4 PA).  Basti  ancora  rilevare  che  -  dalle  dichiarazioni  dei 
ricorrenti - é emerso che sarebbero venuti a conoscenza del presunto 
abuso nei confronti della figlia da parte del loro datore di lavoro da un 
uomo  ubriaco  ([...]),  ciò  che  rende  del  tutto  vacillante  la  vicenda 
raccontata  dai  ricorrenti  sin  dall'inizio,  ovvero  sino  dalla  circostanza 
che essi pretenderebbero essere la causa prima del loro espatrio. In 
merito,  si  sottolinea peraltro  che proprio  i  ricorrenti  hanno per  primi 
messo in dubbio l'attendibilità delle dichiarazioni di tale uomo ([...]) ed 
evidenziato che l'uomo – chiamato a testimoniare – avrebbe dichiarato 
non sapere  neanche cosa aveva fatto  o  detto  quel  giorno ([...]).  V'é 
dunque ragione di ritenere che la dichiarazione di quest'uomo non può 
che essere inattendibile e di conseguenza non può che essere ritenuta 
inverosimile  tutta  la  vicenda  che  ruota  attorno  a  tale  fatto.  Inoltre, 
codesto Tribunale osserva che - secondo le dichiarazioni dei ricorrenti 
-  essi  sarebbero  fuggiti  dal  loro  paese  nel  luglio  2008  dopo  la 
liberazione  dell'insorgente,  mentre  che  già  nell'aprile  2008  essi 
sarebbero venuti a conoscenza degli abusi proferiti nei confronti della 
figlia nonché avrebbero denunciato tali fatti al presunto responsabile e, 
già nel maggio 2008, il  ricorrente sarebbe stato oggetto dell'asserita 
aggressione  da  parte  di  alcune  persone  mandatate  proprio  dal  suo 
datore di  lavoro ([...]). Mal  si  comprende come i  ricorrenti  avrebbero 
potuto attendere svariati mesi prima di fuggire, e addirittura rimanere 
alle  dipendenze  del  loro  datore  di  lavoro,  giustificando  tale 

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comportamento per mancanza di soldi o a causa delle loro condizioni 
([...]), ragion per cui codesto Tribunale ribadisce l'inverosimiglianza del 
racconto  reso  dai  ricorrenti  a  sostegno  della  loro  domanda  d'asilo. 
Inoltre,  il  TAF  rileva  che  non  soccorre  ai  ricorrenti  la  generica 
osservazione circa l'eventualità di persecuzione - in caso di rientro in 
Patria - da parte delle autorità mongole per le accuse che sarebbero 
state avanzate nei confronti del ricorrente da parte del loro datore di 
lavoro,  in  quanto  quest'ultimo  sarebbe  ricco  e  conoscerebbe  i 
funzionari  di  F._______  e  il  capo  della  provincia.  Infatti,  non  si 
comprende come la moglie - da sola - avrebbe potuto permettere la 
liberazione  del  marito,  depositando  semplicemente  la  sua  carta  di 
identità e sottoscrivendo l'impegno a non lasciare il domicilio da parte 
del marito, ciò che risulta ancor più inverosimile, se si considera altresì 
che - a dire dei ricorrenti - il marito rischierebbe addirittura una pena di 
ben  10  anni  di  carcere  ([...]).  In  tale  contesto  -  considerata  altresì 
l'evocata  inverosimiglianza  delle  allegazioni  dei  ricorrenti  -  codesto 
Tribunale  può  concludere  che  non  v'è  ragione  di  ritenere  che  il 
ricorrente  e  la  sua  famiglia  non  possano  ricevere  in  patria,  se 
opportunamente  sollecitata,  un'appropriata  protezione  statale  contro 
l'eventuale futuro agire illegittimo nei  loro confronti  da parte di  terzi, 
rispettivamente  non  possano  beneficiare  di  un  equo  processo  in 
relazione ad eventuali  accuse mosse nei confronti  del  ricorrente per 
ragioni  che non appaiono avere alcuna relazione con uno dei motivi 
enumerati all'art. 3 LAsi, contrariamente a quanto essi pretendono far 
valere  con  mere  affermazioni  non  corroborate  da  nessun  mezzo  di 
prova  ([...]).  Di  conseguenza,  l'UFM  rettamente  non  è  entrato  nel 
merito della domanda d'asilo, considerato che non sussistono indizi di 
persecuzione ai sensi dell'art. 3 LAsi.

8.

8.1 In considerazione di quanto suesposto, non emergono dalle carte 
processuali  neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  dei  ricorrenti  in  Mongolia  possa  violare 
l'art. 25 cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera  del  18 aprile 1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o esporre i  ricorrenti  in patria al rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  CEDU  o  all'art.  3  della 

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Convenzione  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli, 
inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

8.2 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno che  in  Mongolia  non  vige  attualmente  una  situazione  di 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nella totalità del territorio nazionale.

8.3 Dalle  carte  processuali  non  emergono  neppure  ostacoli 
all'esecuzione  dell'allontanamento  non  imputabili  all'agire  umano.  I 
ricorrenti sono giovani e – seppur si presume godano entrambi di una 
minima formazione scolastica come é il caso per il marito ([...]) – essi 
hanno appreso e svolto sin  dalla  loro adolescenza la professione di 
pastori  ([...]).  Prima di  espatriare  dalla  Mongolia,  secondo  quanto  é 
emerso  dalle  dichiarazioni  dei  ricorrenti,  essi  sarebbero  fuggiti  da 
E._______ e avrebbero raggiunto G._______ il  15 luglio 2008, dove 
sarebbero  rimasti  fino  al  23  ottobre  2008,  giorno  dell'espatrio.  In 
questo  periodo,  di  ben  oltre  2  mesi,  i  ricorrenti  avrebbero  vissuto 
inizialmente nei sotterranei della città e, in seguito all'incontro del 20 
settembre 2008 di un amico del ricorrente, sarebbero stati ospitati da 
quest'ultimo, il quale li avrebbe aiutati ad organizzare l'espatrio ([...]). 
Ad G._______, ricorrente sarebbe anche riuscito a trovare dei lavoretti 
al  mercato  di  I._______  ([...]).  Alla  luce  di  tali  circostanze,  non 
soccorre  nemmeno  ai  ricorrenti  l'allegazione  secondo  cui  essi 
sarebbero dovuti espatriare in quanto il loro amico non avrebbe potuto 
trovare un lavoro al ricorrente ([...]). Infatti,  al contrario, il  TAF ritiene 
che i ricorrenti dispongono di una rete sociale ad G._______ - a cui 
essi  potrebbero  rivolgersi  in  caso di  rientro  in  Patria,  segnatamente 
all'amico  del  ricorrente  -  e  quindi  hanno  concrete  possibilità  di 
reinserimento sociale e professionale nel loro Paese d'origine. Infine, 
si  osserva che - quanto al soggiorno ad G._______ - i  ricorrenti  dal 
canto loro non hanno manifestato problemi di sorta, preoccupazioni di 
carattere  personale  o  altro,  segnatamente  riguardo  ad  eventuali 
problemi di spostamento o misure di protezione durante il  periodo in 
cui  hanno  vissuto  ad  G._______,  ragion  per  cui  non  v'é  motivo  di 
ritenere che i ricorrenti non possano ritornare nel loro Paese d'origine, 
segnatamente  a  E._______  o  a  G._______.  I  ricorrenti  non  hanno, 
altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che 
possano giustificare un'ammissione provvisoria  (v. sulla problematica 
Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso 

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in  materia  d'asilo  [GICRA] 2003 n. 24),  senza  che  ad  un  esame 
d'ufficio  degli  atti  di  causa emerga la  necessità  di  una permanenza 
degli  insorgenti  in  Svizzera per  motivi  medici. In  siffatte  circostanze, 
l'autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto  siccome  adempiuti  i 
presupposti per formulare una prognosi favorevole con riferimento alle 
effettive possibilità per i ricorrenti di un adeguato reinserimento sociale 
nel loro Paese d'origine.

8.4 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 83 cpv. 2 LStr).  I 
ricorrenti, usando della necessaria diligenza, potranno procurarsi ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile.

9.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

10.
Gli  insorgenti  non adempiono le condizioni  in  virtù  delle quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

11.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per  le  ragioni  indicate  al  considerando  8  del  presente  giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

12.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice  unico,  con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

13.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  dei  ricorrenti  (art. 63 cpv. 1  e 
cpv. 5 PA  nonché  art. 3 lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 

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spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del  21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Esse sono computate 
con l'anticipo spese, di fr. 600.--, versato dai ricorrenti,  il  4 dicembre 
2008.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali,  di  fr. 600.-,  sono poste a carico dei ricorrenti. 
Esse  sono  computate  con  l'anticipo  spese  di  fr. 600.-.  versato  il  4 
dicembre 2008.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrenti (Raccomandata)
- UFM, Divisione Dimora e aiuto al ritorno (in copia; n. di rif. N [...])
- J._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

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