# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 76451822-311a-57df-b57b-6f6b989bd2f5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-02-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 20.02.1997 90.1995.14
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-1995-14_1997-02-20.html

## Full Text

Incarto n.

  90.95.00014

  	
  Lugano

  20 febbraio 1997

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della
  pianificazione del territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dai giudici:

  	
  Efrem Beretta, presidente, 

  Giovanna Roggero-Will, Michele Rusca

   

  

 

	
  vicecancelliera

  	
  Daniela Regazzi Fornera

  

 

visto
il ricorso del 27 gennaio 1995 di

 

	
   

  	
  1. __________ __________, __________,  

  2. __________ __________, __________,  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 13 dicembre 1994 no. 11313 del
  Consiglio di Stato che approva la decisione di revisione del Piano Regolatore
  del Comune di __________;

   

  vista la risposta 18 aprile 1996 del Consiglio di
  Stato;

   

  letti ed esaminati gli atti;

   

  esperiti i necessari accertamenti;

  

 

r
i t e n u t o

 

in
fatto

 

                                   a.   Con risoluzione del
25 febbraio 1992 il Consiglio comunale approvava il piano regolatore, piano poi
respinto in votazione popolare nel mese di dicembre successivo. 

Ritenuta l’urgenza di poter disporre di norme pianificatorie aggiornate capaci
di sostituire quelle ormai obsolete del PR del 1972 e preso atto che i motivi
che hanno portato la popolazione a rifiutare il progetto di PR del 1992 erano
essenzialmente da ricondurre al piano del traffico, il Municipio di __________
ha deciso, sentito il parere del Dipartimento del territorio, di ripresentare,
con messaggio municipale del 11 febbraio 1993, subito dopo la bocciatura, una
seconda proposta di revisione del PR che, a parte alcune modifiche, tra cui lo
stralcio del piano del traffico, ricalcava il primo progetto.

                                  b.   Nelle sedute del 5 e
26 aprile 1993 il legislativo comunale di __________ ha adottato questo PR.

 

                                   c.   Contro
quest’adozione sono insorti, in data 10 agosto 1993, i signori __________
__________, __________ __________, __________ __________ e __________ __________,
tutti consiglieri comunali di __________, rimproverando al Municipio di aver
ripresentato un piano regolatore praticamente uguale a quello caduto in
votazione popolare senza preoccuparsi di procedere ad un’attenta analisi dei
problemi che hanno determinato la sua bocciatura, e soprattutto senza aver
informato e reso partecipe la popolazione su questa soluzione. Essi hanno
quindi chiesto al Consiglio di Stato di rifiutare l’approvazione e di rinviare
il progetto al Municipio.

Nelle sue osservazioni al ricorso il Municipio ha rilevato come la conferma
delle proposte del PR 1992, con un rinvio transitorio ai vincoli viari previsti
nel vecchio PR del 1972 (cfr. art 3 cpv. 2 NAPR) dato lo stralcio del piano del
traffico, fosse in pratica l’unica soluzione in concreto praticabile per
evitare un ritardo nell’adozione della revisione del PR. L’esecutivo comunale
ha quindi spiegato che data l’analogia del progetto di PR 93 con quello del 92,
si è considerato superfluo procedere ad un’ulteriore informazione della
popolazione giusta i disposti di cui agli art. 32 e 33 LALPT. 

 

                                  d.   Con decisione 13
dicembre 1994 il Consiglio di Stato ha approvato il PR e respinto integralmente
il ricorso interposto dagli insorgenti. 

Anche l’autorità governativa ha ritenuto che non occorreva riprendere da capo
la procedura di cui agli art. 32 e 33 LALPT, ritenuto che il PR 93 riprendeva,
come detto, quasi integralmente quanto stabilito dal PR 92, sul cui contenuto
la popolazione era stata a suo tempo debitamente informata, rispettivamente si
erano tenuti diversi dibattiti pubblici a seguito del referendum. Il Governo ha
pure considerato corretto l’abbandono del piano viario previsto nel PR 92 con
la conferma transitoria dei vincoli viari di cui al PR del 1972, data la
necessità di uno studio pianificatorio del traffico su scala regionale.

 

 

                                   e.   Dissentendo da tale
decisione i signori __________ __________ e __________ __________, sono
nuovamente insorti, in data 27 gennaio 1995, dinanzi al TPT rimproverando, in
sostanza, le medesime censure sollevate nel ricorso di primo grado, ossia
principalmente una violazione dei disposti di cui agli art. 4 LPT e 5 , 32
LALPT circa la necessità d’informare la popolazione sulle scelte pianificatorie,
nonché la necessità di ripresentare un piano nuovo e completo che tenga in
considerazione i suggerimenti della popolazione. 

                                    f.   Nelle sue
osservazioni al ricorso del 10 marzo 1995 il Municipio di __________ si
riconferma nelle sue allegazioni di prima istanza.

Dal canto suo il Governo, con risposta del 18 aprile 1996, chiede la reiezione
dell’impugnativa, ribadendo che i problemi pianificatori a __________ sono
stati sufficientemente dibattuti, rispettivamente che l’adozione di un PR senza
piano viario ha permesso d’introdurre subito l’ormai da tempo richiesto e
necessario adattamento dei parametri urbanistici delle zone edificabili, come
pure d’armonizzare la tematica viaria locale a quelle regionale che ha
un’incidenza sul territorio comunale di __________. 

 

                                  g.   Con scritto 3 giugno
1996 il signor _________ ____________ qui ricorrente comunicava a questo
Tribunale di voler personalmente rinunciare al mantenimento dell’impugnativa.

                                    f.   In data 12 giugno
1996 è stato esperito un sopralluogo in contraddittorio all’occasione del quale
il signor __________ ha dal canto suo dichiarato di voler continuare la
vertenza, limitando tuttavia il ricorso alla censura relativa l’informazione
della popolazione, rispettivamente all’approvazione del PR senza piano viario e
rinunciando alle altre obiezioni sollevate.

Questo Tribunale emetterà pertanto il giudizio solo nei confronti del signor
__________.

c o n s i d e r a t o,

 

in diritto

 

                                   1.   A norma dell’art. 38
LALPT contro le decisioni del Consiglio di Stato è dato ricorso al TPT entro 30
giorni dalla notificazione.

                                         L’art. 38 LALPT legittima
a ricorrere il comune (cpv. 4 lett. a), i già ricorrenti, per gli stessi motivi
(cpv. 4 lett. b), e ogni altra persona o ente che dimostri un interesse degno
di protezione a dipendenza delle modifiche decise dal Consiglio di Stato (lett.
c, modificata dal 15.3.1995).

                                         Il disposto va
interpretato alla luce dell’art. 33 cpv. 3 lett. a LPT che impone al diritto
cantonale di garantire la legittimazione a ricorrere almeno nella stessa misura
di quella prevista per il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale
federale. 

                                         Ciò premesso, il ricorso,
intimato nel termine di 30 giorni di cui all’art. 38 LALPT, é tempestivo. La
legittimazione ricorsuale è data a norma dell’art. 38 cpv. 4 lett. b LALPT.

 

                                   2.   Il ricorrente
lamenta una violazione dell’obbligo di informare la popolazione sugli scopi e
sviluppi della pianificazione nonché di provvedere ad una sua adeguata
partecipazione al processo pianificatorio ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 LPT, per
non avere il Municipio presentato al pubblico la revisione del PR 93 in
contestazione prima che il Consiglio comunale la adottasse.

                                         La giurisprudenza federale
ravvisa due distinti momenti nel processo pianificatorio: la formazione della volontà
politica, da un lato (pianificazione in quanto atto politico dello Stato) e la
protezione giuridica, dall’altro.

                                         Quest’ultima è garantita,
giusta l’art. 33 cpv. 2 LPT, contro le decisioni e i piani di utilizzazione
(PR) fondati sulla legge e sulle sue disposizioni di applicazione cantonali e
federali. 

                                         La partecipazione della
popolazione al processo pianificatorio e per cominciare la sua informazione
sugli scopi e sviluppi della pianificazione, cui le autorità devono provvedere
a norma dell’art. 4 LPT, è essenzialmente finalizzata alla formazione della
volontà politica. Come tale non rientra nel campo applicativo dell’art. 33 LPT.
Non è dunque dato ricorso contro la mancata partecipazione della popolazione o
una sua carente informazione, se non nella misura in cui ciò violi nel contempo
il diritto di essere sentito, garantito dall’art. 4 Cost e quindi protetto
giuridicamente (cfr. DTF 111 Ia 168/69, 114 Ia 233 ss).

                                         Dall’art. 4 Cost. è
tuttavia unicamente deducibile l’obbligo delle autorità comunali e cantonali di
prendere in esame le obiezioni sollevate in procedure di opposizione o di
ricorso (o di omologazione), non quelle presentate in uno stadio precedente,
dedicato alla formazione della volontà politica, consacrata poi nel PR con la
sua adozione da parte dell’organo competente. 

                                         Poiché, dunque, il diritto
di partecipare non è garantito al di là del diritto di essere sentito, se la
violazione del secondo è sanata non rimane spazio per dolersi della
disattenzione del primo. E’ quanto avviene quando contro la decisione inficiata
da simile vizio è dato ricorso al Consiglio di Stato, nel cui ambito il
ricorrente può esporre le sue ragioni ad un’autorità munita di pieno potere
cognitivo, conformemente all’art. 33 cpv. 3 LPT. Analogamente, allorché il
Consiglio di Stato ha adottato una modifica d’ufficio, sicché il tribunale
interviene come unica istanza e deve giudicare con piena cognizione in
applicazione del citato art. 33 cpv. 3 LPT. Non diversamente quando i fatti
sono incontestati e il tema litigioso verte unicamente su questioni di diritto,
sulle quali la cognizione del tribunale è istituzionalmente piena (Cfr. sul
tema DTF 111 Ia 168/69, 114 Ia 233 ss).

In casu è pacifico che il ricorrente ha potuto proporre sia davanti al
Consiglio di Stato che in questa sede tutte le sue censure e sostanziarle. Esse
sono di natura a poter essere esaminate dal TPT con piena cognizione. Già per
questo motivo quindi , la censura sollevata dal ricorrente va disattesa. 

La contestazione del ricorrente non merita quindi accoglimento.

 

                                   3.   Secondo l’art. 24
LALPT, il piano regolatore è lo strumento di programmazione delle attività
d’incidenza territoriale a livello comunale e ha per scopo di organizzare e
disciplinare tali attività in funzione dei bisogni di sviluppo per i prossimi
quindici anni, tenuto conto della capacità finanziaria del Comune.

A norma dell’art 26 LALPT il piano regolatore si compone di un rapporto di
pianificazione, di rappresentazioni grafiche, di norme di attuazione e di un
programma di realizzazione. Le rappresentazioni grafiche comprendono, di
regola, i seguenti documenti: piano del paesaggio, piano delle zone, piano del
traffico, piano delle attrezza­ture e costruzioni di interesse pubblico, piano
indicativo dei servizi pubblici (art. 28 cpv. 2 LALPT).

                                         L'art. 28, cpv. 2, lett. p
LALPT precisa inoltre che le rappresentazioni grafiche di PR fissano in
particolare la rete delle vie di comunicazione per i mezzi di trasporto
pubblici e privati, con la precisazione delle linee di arretramento, le vie
ciclabili e pedonali, i sentieri e i posteggi pubblici.

                                         Il ricorrente censura la
mancanza nella versione del PR 93 di una tale regolamentazione.

Dalla documentazione agli atti risulta in effetti che l’ultimo progetto di
revisione di PR presentato dal Comune di __________ è privo di un piano del
traffico vero e proprio. All’art 3 cpv. 2 delle norme di attuazione del PR 93
si evince comunque che i vincoli viari di cui al vecchio PR del 1972 restano
transitoriamente in vigore. Ciò significa che ai problemi del traffico in
concreto verificabili si può per ora trovare soluzione facendo riferimento alla
vecchia regolamentazione pianificatoria. Vero è che mentre l’intero assetto
territoriale con i relativi azzonamenti è stato revisionato, l’ordinamento del
traffico è rimasto immutato. 

Dall’incarto risulta che questa particolare situazione è principalmente da
ricondurre all’importanza regionale e cantonale che l’assetto viario di
__________ presenta. L’ubicazione del comune impone infatti un adeguamento del
traffico locale al sistema viario regionale che però a tutt’oggi non ha ancora
trovato le giuste e definitive soluzioni ad alcuni rilevanti problemi. Al
proposito sia il Municipio che il Governo fanno in particolare riferimento alla
questione dei semisvincoli autostradali previsti all’altezza di __________,
alle incognite legate alla nuova trasversale ferroviaria alpina, nonché al
collegamento viario del locarnese con la __________.

Stabilire un piano viario definitivo prima che queste questioni d’ordine superiore
vengano risolte, sarebbe effettivamente un’operazione poco coerente. Pertanto,
ritenuto che i vecchi vincoli viari non sembrano essere in sostanziale
conflitto con il nuovo concetto urbanistico di __________ e che l’adozione di
un nuovo PR ha permesso d’introdurre l’ormai da tempo richiesto e necessario
adattamento dei parametri urbanistici delle zone edificabili, la soluzione in
concreto scelta dal Comune e avallata dal Consiglio di Stato risulta
rispondente all’interesse pubblico e quindi giustificata.

L’impugnativa del ricorrente non merita pertanto conferma neppure su questo
punto.

 

                                   4.   Tasse e spese
seguono la soccombenza.

 

Per
questi motivi, 

visti
gli articoli di legge applicabili alla fattispecie,

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso é respinto.

 

                                   2.   Il ricorrente é condannato
al pagamento delle tasse di giudizio e 

delle spese per complessivi fr. 300.--.

                                   3.   Intimazione:                  -
__________ __________, __________

                                                                               -
__________ __________, __________ 

                                       - Municipio di __________ 

                                       - Consiglio di Stato, ___________

                                       - Sezione pianificazione urbanistica,                                                             ____________

 

Tribunale
della pianificazione del territorio

Il
presidente                                                           Il
segretario