# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bcaaaa0a-6fb8-55bf-8193-475babf2cff0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-08-18
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 18.08.1995 15.1995.100
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1995-100_1995-08-18.html

## Full Text

Incarto n.

  15.95.00100

  	
  Lugano

  18 agosto 1995/FC/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente

  Pellegrini e Zali

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

statuendo
sui reclami

 

	
   

  	
  20
  aprile 1995 di

  __________

  patr. dall'avv. __________

   

  21
  aprile 1995 di

  __________

  patr.
  dall'avv. __________

  
	
   

  	
   

  Contro

  	 

 

l’operato
dell’ Ufficio di esecuzione di Lugano
nella procedura dipendente dal sequestro decretato l'11 aprile 1995 dalla
Segretaria assessore della Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 4, su
istanza di

 

	
   

  	
  __________ patr. dallo Studio legale __________

   

  contro

   

  __________;

  

 

viste le osservazioni 3 maggio 1995 di __________ e 8
maggio 1995 dell'UE di Lugano;

 

esaminati atti e documenti;

ritenuto

 

 

 

in
fatto:

 

 

                                  A.   Con
decreto 11 aprile 1995 la Segretaria assessore della Pretura del Distretto di
Lugano ha sequestrato per Fr. 1'792'340.55.-- oltre accessori presso la
__________, la __________ di __________ e la __________:

                                         "tutti
gli averi in contanti, titoli, metalli preziosi o crediti, impegni a termine,
averi su conti correnti, conti o altre forme di deposito, conti transitori e
conti cifrati o sotto qualsiasi altra designazione convenzionale e/o relazione
bancaria, eventualmente custoditi in cassette di sicurezza, così come ogni
avere e credito fondato su relazioni fiduciarie, dividendi o parti di
liquidazione, appartenenti o intestati a nome del debitore
congiuntamente o individualmente, in nome proprio o a nome di qualsiasi
altra persona fisica o giuridica di cui egli risulta l'avente diritto economico,
il tutto fino a concorrenza dell'importo dedotto in esecuzione".

 

                                  B.   L'UE
di Lugano ha eseguito il sequestro l'11 aprile 1995.

 

                                  C.   Con
reclamo 20 aprile 1995 (inc. 15.95.100) __________ ha chiesto, in via
principale, l'annullamento del sequestro e in via subordinata la radiazione dei
termini "appartenenti" e "a nome di qualsiasi altra persona
fisica o giuridica di cui egli risulta l'avente diritto economico", ritenuto
che:

                                         -     determinante
"non è tanto l'appartenenza economica quanto piuttosto la proprietà
giuridica dei beni";

                                         -     l'UE
deve rifiutare l'esecuzione di un sequestro se i beni non sono pignorabili
"per loro natura o per effetto di legge";

                                         -     "la
nullità formale dell'ordine di sequestro appare pacifica, per lo meno nella
misura in cui fa riferimento alla nozione di avente diritto economico".

 

                                  D.   Con
reclamo 21 aprile 1995 (inc. 15.95.102) __________ ha chiesto, in via
principale, l'annullamento del sequestro e in via subordinata la radiazione dei
termini "relazioni fiduciarie", "appartenenti" e "a
nome di qualsiasi altra persona fisica o giuridica di cui egli risulta l'avente
diritto economico", sostanzialmente per gli stessi motivi già indicati nel
reclamo inc. 15.95.102, ritenuto altresì che:

                                         -     "i
sequestri appaiono inoltre nulli poiché di carattere chiaramente esplorativo",
poiché chiesti "in ben quattro istituti bancari differenti e con una
formulazione così (illecitamente) generica che - già a prima vista - risulta
avere il palese obiettivo di ottenere informazioni sui beni di terze persone
fisiche o giuridiche. Si tratta pertanto in entrambi i casi di un cosiddetto Sucharrest
formalmente nullo".

 

                                  E.   La
creditrice sequestrante __________ ha chiesto la reiezione in ordine e nel
merito dei gravami, atteso che:

                                         -     __________
non è legittimata al reclamo "dato che la giurisprudenza le riconosce tale
diritto unicamente a condizione che il reclamo sia diretto contro un sequestro
di beni che, a detta dello stesso creditore, non appartengano al
debitore";

                                         -     "il
verbale di sequestro mira unicamente a beni sequestrabili" e non è quindi
pertinente il riferimento della controparte a DTF 107 III 38".

 

                                  F.   L'UE
di Lugano ha chiesto la reiezione dei gravami con argomentazioni che, se
necessario, saranno riprese in seguito.

 

 

Considerato

 

 

 

in
diritto:

 

 

                                   1.   I
due reclami sono diretti contro l'esecuzione ad opera dell'UE di Lugano dello
stesso sequestro n. __________ decretato l'11 aprile 1995 dalla Segretaria assessore
della Pretura del Distretto di Lugano su istanza del creditore sequestrante
__________ contro il debitore sequestrato __________ e sono sostanzialmente
incentrati su convergenti allegazioni tanto fattuali che in diritto: le cause
inc. 15.95.100 e 15.95.102 possono quindi essere congiunte per ragioni di
economia processuale ed evase con una sola sentenza, pur mantenendo la loro
autonomia nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati
anche singolarmente.

 

 

                                   2.   La
legittimazione al reclamo deve essere riconosciuta a chi è toccato nei propri
interessi giuridicamente protetti da una misura dell'organo d'esecuzione, costitutiva
di pregiudizio materiale attuale.

 

                                         a)     Di
tutta evidenza è la legittimazione al reclamo del debitore sequestrato
__________

 

                                         b)    Quanto
a __________, essa è lesa in linea di principio nei suoi interessi
giuridicamente protetti dall'esecuzione del sequestro nella misura in cui il
sequestro tocca beni non di proprietà del debitore sequestrato ma solo quelli,
non sequestrabili, di cui il debitore non fosse proprietario nel senso inteso
dal diritto civile.

                                         Orbene,
nel caso di specie __________ è legittimata ad aggravarsi solo limitatamente
all'esecuzione del sequestro su beni presso la reclamante stessa - e non anche
su quelli che fossero in altri istituti bancari - di cui il sequestrato
risulterebbe solo "avente diritto economico": entro questi ristretti
limiti è legittimata al reclamo, atteso che il pregiudizio materiale attuale si
sostanzia negli obblighi contrattuali che la banca ha nei confronti della sua
controparte, la cui violazione determinerebbe conseguenze risarcitorie ove fossero
stati omessi atti procedurali dovuti, reclamo compreso.

 

 

                                   3.   La
via del reclamo è data contro l'esecuzione del sequestro ad opera dell'organo
d'esecuzione (Kurt Amonn, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts,
Berna 1993, §51 m.45 e 62 con rif. ivi; Pierre-Robert Gilliéron, Poursuite pour
dettes, faillite et concordat, Losanna 1993, p. 385).

 

 

                                   4.   I
reclamanti asseverano che non è data facoltà di sequestrare beni non di
proprietà del debitore sequestrato, il quale ne fosse solo l'avente diritto economico.

                                         Va
qui ricordato che è principio giurisprudenziale e dottrinale indiscusso che il
creditore sequestrante deve fornire all'autorità del sequestro (nel caso di
specie al pretore) le indicazioni su tutti gli elementi che devono formare
oggetto del decreto e che sono enumerati all'art. 274 cpv.2 LEF.

 

                                  a)   Se
il pretore concede per errore un sequestro benchè ne manchino gli elementi
essenziali, l'Ufficio esecuzione deve comunque in principio eseguirlo: il suo
potere d'esame è infatti assai limitato, se raffrontato a quello del giudice
del sequestro, atteso che non gli è assolutamente possibile verificarne le condizioni
materiali (salvo casi limite dove il principio dell'economia processuale
prevale sul dogmatismo fondato su poteri di cognizione sostanzialmente diversi:
ad esempio, se esiste contestazione sulla proprietà dei beni da sequestrare e
se la proprietà del terzo è perfettamente chiara, l'organo d'esecuzione deve
rifiutare l'esecuzione del sequestro con provvedimento suscettibile di reclamo
ex art. 17 LEF all'autorità di vigilanza).

 

                                  b)   L'UE
deve invece verificare la regolarità formale del decreto di sequestro nel senso
che vi siano tutte le indicazioni previste dalla LEF, ritenuto che carenze o
formulazioni insufficienti avranno come conseguenza la non esecuzione del
sequestro (cfr. DTF 107 III 37; CEF 18 aprile 1988 su reclamo A.F. cons.1; Gilliéron,
op. cit., p.384-385).

 

 

                                   5.   L'Ufficio
deve rifiutare l'esecuzione del decreto pretorile di sequestro quando:

 

                                         a)  i
beni da sequestrare sono impignorabili (DTF 107 III 37, 106 III 106 e 76 III
34-35; Gilliéron, op. cit., p. 384; Amonn, op. cit., §51 m.45; Fritzsche/Walder,
Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, vol. II, Zurigo 1993,
§58 m.15 p.472-473);

 

                                         b)  i
beni da sequestrare sono fuori della giurisdizione del circondario di esecuzione
(DTF 107 III 37, 80 III 126 e 75 III 26 cons. 1; Fritzsche/Walder, op. cit.,
§58 m.2 p.467; Gilliéron, op. cit., p.384; Amonn, op. cit., §51 m.45);

 

                                         c)  i
beni da sequestrare non esistono (DTF 107 III 37-38, 105 III 141 e 80 III 87; Gilliéron,
op. cit., p.385; Amonn, op. cit., §51 m.45);

 

                                         d)  i
beni da sequestrare, per ammissione del creditore o per evidenza manifesta,
appartengono a un terzo (DTF 109 III 124 cons.6, 105 III 114 cons.4 e 104 III
58-59 cons.3; Fritzsche/Walder, op. cit., §58 m.2 p.468; Gilliéron, op. cit.,
p.385; Amonn, op. cit., §51 m.45);

 

                                         e)  i
beni da sequestrare, per ammissione del creditore o per evidenza manifesta,
appartengono a uno stato estero e si riferiscono a fatti ex jure imperii (DTF
108 III 109; CEF 18 aprile 1988 su reclamo A.F. cons.1e; Gilliéron, op. cit.,
p.385; Amonn, op. cit., §51 m.45);

 

                                         f)   il
sequestro è stato ottenuto in violazione del principio della buona fede ex
art.2 cpv.1 CC (DTF 112 III 51, 108 III 104-105 e 120-121, 107 III 38 cons.4; Fritzsche/Walder,
op. cit., §58 n.4 p.467; Gilliéron, op. cit., p.385; Amonn, op. cit., §51
m.45).

 

 

                                   6.   Nel
caso in esame entra in linea di conto la sola ipotesi sub 5d, atteso che per i
reclamanti parte dei beni di cui è chiesto il sequestro non appartengono al
debitore sequestrato, come risulta per evidenza manifesta dalla formulazione
del decreto pretorile di sequestro quando specifica - sub "oggetti da
sequestrare" - "appartenenti" e "a nome di
qualsiasi altra persona fisica o giuridica di cui egli risulta l'avente diritto
economico".

 

                                  a)   Possono
essere sequestrati solo beni che il creditore indica come appartenenti al
debitore: in altre parole, è escluso il sequestro di beni che il creditore
indica appartenere a terzi (DTF 106 III 88 con rif.). Devono essere considerati
beni di terzi tutti quelli che secondo le regole del diritto civile
appartengono a una persona fisica o giuridica differente dal debitore escusso
(DTF 106 III 89 e 105 III 112). Determinante è la realtà giuridica (DTF 107 III
104 cons.1): l'identità economica fra il debitore escusso e il terzo può essere
presa in considerazione solo in casi eccezionali (DTF 105 III 112-113 con rif.
a 102 III 165 ss.).

 

                                  b)   Nel
caso di specie il decreto di sequestro indica in tutta evidenza beni che
secondo la realtà giuridica non appartengono al sequestrato, la formulazione
"a nome di qualsiasi altra persona fisica o giuridica di cui egli risulta
l'avente diritto economico" non potendo infatti essere intesa altrimenti:
limitatamente a questo punto i reclami vanno accolti.

                                         Non
occorre invece che sia depennata anche l'indicazione generica
"appartenenti", decisiva essendo la successiva specificazione che ha
determinato l'esito di cui già si è detto.

 

                                  c)   E
nemmeno si realizzano i casi eccezionali ipotizzati in DTF 105 III 113 (abuso
di diritto del debitore che si rifugia in modo evidente dietro il dualismo
giuridico simulato al solo scopo di sottrarre beni all'esecuzione forzata) e in
DTF 102 III 172 cons.3 (perfetta identità economica tra la persona fisica e la
società anonima di cui la persona fisica è unico azionista e unico creditore;
la SA è priva di qualsivoglia potere autonomo distinto da quello del dominus,
il quale ne fa uso per agire manifestamente in fraudem legis allo scopo
evidente di sottrarre attivi ai suoi creditori).

 

                                  d)   Ne
consegue che nel caso in esame l'Ufficio di esecuzione di Lugano non può
procedere su beni di cui il sequestrato non sia proprietario nei termini intesi
dal diritto civile. La formulazione del decreto della Segretaria assessore, sub
oggetti da sequestrare, "a nome di qualsiasi altra persona fisica o
giuridica di cui egli risulta l'avente diritto economico" va tenuta per
non scritta ai fini esecutivi e non può pertanto formare oggetto di esecuzione
ad opera dell'UE.

 

 

                                   7.   Il
reclamante __________ reputa altresì che i sequestri siano nulli per la loro
natura chiaramente esplorativa, poiché chiesti "in ben quattro istituti bancari
differenti e con una formulazione così (illecitamente) generica che - già a
prima vista - risulta avere il palese obiettivo di ottenere informazioni sui
beni di terze persone fisiche o giuridiche. Si tratta pertanto in entrambi i
casi di un cosiddetto Sucharrest formalmente nullo".

 

                                  a)   Il creditore sequestrante può ottenere più
sequestri in luoghi diversi anche se procede contro lo stesso debitore per un
unico credito (cfr. DTF 120 III 47 cons.5a; 88 III 66; Gilliéron, op. cit.,
p.375 n.2): il sequestro con connotazioni investigative (Sucharrest) è in linea
di principio lecito perché tende unicamente a bloccare beni di proprietà del
debitore sequestrato, di cui sia nota o verosimile l'esistenza ma non se ne
conosca con esattezza la localizzazione (sulla nozione: cfr. Gilliéron, Le séquestre
investigatoire: mythe ou réalité?, in: ZSR 1987 I 41 ss.).

 

                                  b)   Il
sequestro investigativo è lecito purché non costituisca abuso di diritto
manifesto: siffatto abuso si realizza quando il provvedimento esecutivo, benchè
ottenuto dal giudice del sequestro in termini conformi al diritto, tenda in
realtà ad altri obiettivi del tutto incompatibili con il principio della buona
fede, ad esempio a bloccare beni del sequestrato per un importo notevolmente
superiore a quello necessario per soddisfare il creditore sequestrante per
l'importo dedotto in esecuzione, comprensivo di capitale, interessi e spese, in
contrasto con i principi ex art. 97 cpv.2 LEF, applicabili al sequestro per il
rinvio dell'art. 275 LEF (cfr. DTF 120 III 47 cons.5a).

 

                                  c)   Il
reclamante si limita in sostanza ad un richiamo generico all'abuso di diritto
senza sostanziarlo in termini di verosimiglianza.

 

                                  d)   Nel
caso di specie non vi è indizio alcuno che il sequestro chiesto su beni in tre
banche luganesi persegua fini illeciti: la creditrice sequestrante intende ottenere
il pagamento del credito per cui procede e non sa con esattezza su quale banca
vi siano beni sequestrabili e per quale importo. Nell'ipotesi che fossero stati
bloccati più beni di quanto occorra, il debitore potrà ottenere senza difficoltà
la liberazione dell'eccedenza: a questo stadio di procedura non è però noto
l'esito delle esecuzioni e non vi sono pertanto elementi suscettibili di costituire
abuso di diritto.

 

 

                                   8.   Non
si prelevano spese (art. 67 cpv.2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 68
cpv.2 OTLEF).

 

 

Per
questi motivi, richiamati gli art. 17, 271 ss. e 275 LEF

 

 

PRONUNCIA:

 

 

                                   1.   Le
procedure inc. 15.95.100 e 15.95.102 sono dichiarate congiunte.

 

                                   2.   Il
reclamo 20 aprile 1995 (inc. 15.95.100) di __________, e il reclamo 21 aprile
1995 di __________ (inc. 15.95.102), sono parzialmente accolti.

 

                               2.1.   Di
conseguenza è fatto ordine all'Ufficio esecuzione di Lugano di depennare dal
verbale del sequestro 11 aprile 1995 la formulazione: "a nome di qualsiasi
altra persona fisica o giuridica di cui egli risulta l'avente diritto economico".

 

                                   3.   Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

 

 

                                   4.   Intimazione
a:      - __________.

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

 

Il
presidente                                                                    La
segretaria