# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 503d0395-6942-5175-b245-d2739d592c1b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2011-11-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.11.2011 A-4988/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-4988-2010_2011-11-16.pdf

## Full Text

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t

T r i buna l   adm in i s t r a t i f   f édé ra l

T r i buna l e   ammin i s t r a t i vo   f ede ra l e

T r i buna l   adm in i s t r a t i v   f ede ra l

Corte I
A­4988/2010

Sen t e n z a   d e l   1 6   n o v emb r e   2 0 1 1

Composizione Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 
collegio), Lorenz Kneubühler e Kathrin Dietrich, 
cancelliere Federico Pestoni.

Parti A._______,  
ricorrente, 

contro

Cantone dei Grigioni, Ufficio tecnico dei Grigioni, 
Grabenstrasse 30, 7001 Coira,  
controparte, 

Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, 
dell'energia e delle comunicazioni DATEC, 
Palazzo federale nord, 3003 Berna,   
autorità inferiore. 

Oggetto decisione d'approvazione dei piani del DATEC, del 1° luglio 
2010.

A­4988/2010

Pagina 2

Fatti:

A. 
Con atto dell'11 ottobre 2007, l'Ufficio tecnico del Cantone dei Grigioni ha 
inoltrato  dinanzi  al  Dipartimento  federale  dell'ambiente,  dei  trasporti, 
dell'energia e della comunicazione  (qui di seguito DATEC) una  richiesta 
d'approvazione dei piani per  la  costruzione di un nuovo semisvincolo di 
collegamento  tra  l'autostrada  A13  (ristrutturata)  e  la  strada  cantonale 
esistente  nell'ambito  della  area  di  servizio  Campagnola.  Questa 
sistemazione  ha  per  scopo  di  sollevare  il  comune  di  B._______  dal 
traffico di transito, mediante la sistemazione contemporanea della strada 
cantonale nel territorio del Comune summenzionato.

I piani sono stati esposti pubblicamente dal 19 novembre al 18 dicembre 
2007. Vari privati hanno inoltrato opposizione.

B. 
Con decisione del 1° luglio 2010 il DATEC ha approvato i piani, respinto o 
accolto  parzialmente,  per  quanto  ricevibili,  certe  opposizioni,  e  imposto 
anche vari oneri. L'approvazione dei piani comporta anche l'approvazione 
dell'espropriazione  di  terreni,  sia  a  titolo  definitivo  che  a  titolo 
temporaneo.

C. 
Con  atto  del  9  luglio  2010,  A._______  (qui  di  seguito  la  ricorrente)  ha 
impugnato  detta  decisione  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale 
(qui di seguito TAF),  lamentando che  la sua opposizione, del 18 giugno 
2001,  non  sia  stata  "minimamente  presa  in  considerazione". Chiede  da 
una parte che la sua opposizione venga debitamente trattata dal DATEC 
a  modo  di  consentirle  di  impugnare  eventualmente  la  decisione  e 
dall'altra parte che il termine di ricorso venga prolungato. 

D. 
Invitata a far pervenire la decisione impugnata allo scrivente Tribunale, la 
ricorrente non vi ha dato seguito.

E. 
Con osservazioni del 21 settembre 2010, il DATEC (qui di seguito anche 
l'autorità  di  prima  istanza)  ha  trasmesso al TAF  la decisione  impugnata 
insieme  all'incarto  della  causa,  concludendo  al  rigetto  del  ricorso  nella 
misura della sua ricevibilità, protestate spese e tasse di giustizia.

A­4988/2010

Pagina 3

F. 
Invitata  ad  inoltrare  un  estratto  del  Registro  fondiario  concernente  la 
particella  n.  (…)  RFD  del  Comune  di  B._______,  la  ricorrente  ha  fatto 
pervenire detto documento con plico del 25 ottobre 2010. Ella sottolinea 
che detto estratto  comprova  il  fatto  che  la particella  in oggetto è di  sua 
proprietà  in  ragione  della  metà  (comproprietà)  e  della  comunione 
ereditaria C._______ per l'altra metà.

G. 
Invitato  a  prendere  posizione  sul  ricorso  con  ordinanza  dell'11  ottobre 
2010, l'Ufficio tecnico dei Grigioni non si è manifestato.

H. 
Con la stessa ordinanza dell'11 ottobre 2010, il TAF ha chiesto all'autorità 
di  prima  istanza  di  determinarsi  sul  fatto  che  la  ricorrente  non  era 
menzionata nel dispositivo della decisione impugnata.

I. 
Con  osservazioni  dell'11  novembre  2010,  il  DATEC  ha  mantenuto  le 
proprie  conclusioni,  chiedendo  tuttavia  allo  scrivente  Tribunale  di 
correggere la decisione impugnata dal punto di vista formale. 

J. 
Con ordinanza del  22 novembre 2010,  il  TAF ha dato  la  possibilità  alla 
ricorrente  d'inoltrare  eventuali  osservazioni  finali,  con  indicazione  che 
trascorso  infruttuoso  il  termine,  la  causa  sarebbe  stata  tenuta  per 
giudizio. La ricorrente non ha fatto uso di tale facoltà.

K. 
Ulteriori  argomentazioni  delle  parti  e  dell'autorità  di  prima  istanza 
verranno riprese, per quanto necessario, nei considerandi di diritto qui di 
seguito.

Diritto:

1. 

1.1.  Fatta  eccezione  delle  decisioni  previste  all'art.  32  della  Legge 
federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, 
RS  173.32),  il  TAF  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le 
decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  Legge  federale  del  20  dicembre  1968 

A­4988/2010

Pagina 4

sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021)  prese  dalle  autorità 
menzionate  all'art.  33  LTAF.  Per  decisioni  s'intendono  i  provvedimenti 
delle  autorità  nel  singolo  caso,  fondati  sul  diritto  pubblico  federale  e 
concernenti la costituzione, la modificazione o l’annullamento di diritti o di 
obblighi,  l’accertamento  dell’esistenza,  dell’inesistenza  o  dell’estensione 
di diritti o di obblighi, il rigetto o la dichiarazione d’inammissibilità d’istanze 
dirette  alla  costituzione,  alla  modificazione,  all’annullamento  o 
all’accertamento  di  diritti  o  di  obblighi.  Il  DATEC,  nella  sua  qualità  di 
dipartimento  federale,  è  un'autorità  di  cui  le  decisioni  sono  impugnabili 
con ricorso dinanzi al TAF, conformemente all'art. 33 let. d LTAF. 

1.2. Vista  l'argomentazione  adotta  dalla  ricorrente,  che  sostiene  che  la 
sua  opposizione  sia  stata  "bellamente  ignorata"  dall'autorità  di  prima 
istanza, si può considerare che la ricorrente invochi un diniego di giustizia 
ai sensi dell'art. 46 PA. Tale gravame è ormai ricevibile dinanzi all'autorità 
normalmente competente per trattare la decisione ai sensi dell'art. 5 PA; 
di  conseguenza,  tale  gravame  deve  essere  –  come  nella  fattispecie – 
invocato  dinanzi  all'autorità  ordinaria  di  ricorso  e  non  più  dinanzi 
all'autorità di vigilanza (cfr. Messaggio del Consiglio federale concernente 
la revisione totale dell'organizzazione giudiziaria federale, del 28 febbraio 
2001  in  FF  2001  4184  e  4206;  cfr.  pure  MARKUS  MÜLLER  in:  Christoph 
Auer/Markus Müller/Benjamin Schindler, Kommentar  zum Bundesgesetz 
über das Verwaltungsverfahren, Zurigo e San Gallo 2008, qui di seguito 
Kommentar  VwVG,  ad  art.  46a  PA,  n.m.  3).  Di  conseguenza  tale, 
gravame va esaminato dallo scrivente Tribunale.

1.3. Riservati  i considerandi di diritto qui di seguito,  le forme ed i  termini 
degli artt. 50 a 52 PA sono rispettati ed il ricorso è quindi ricevibile quanto 
alla forma stricto sensu.

2. 
Secondo  l'art.  48  PA,  ha  il  diritto  di  ricorrere  chi  ha  partecipato  al 
procedimento dinanzi all’autorità inferiore o è stato privato della possibilità 
di  farlo  (cpv.  1  lett.  a),  è  particolarmente  toccato  dalla  decisione 
impugnata  (cpv.  1  lett.  b)  e  ha  un  interesse  degno  di  protezione 
all’annullamento o alla modificazione della stessa (cpv. 1 lett. c).

2.1. La qui ricorrente lamenta che la sua opposizione del 18 giugno 2001 
non sia stata minimamente presa  in considerazione e argomenta di non 
capire  come,  dopo  anni  di  procedura,  un  opponente  sia  "bellamente 
ignorato". Chiede poi che la sua opposizione venga analizzata e che alla 
stessa  sia  data  finalmente  una  risposta,  in  modo  da  potere 

http://links.weblaw.ch/BBl-2001-4184
http://links.weblaw.ch/BBl-2001-4184
http://links.weblaw.ch/BBl-2001-4184
http://links.weblaw.ch/BBl-2001-4184
http://links.weblaw.ch/BBl-2001-4184

A­4988/2010

Pagina 5

eventualmente  impugnare  la  decisione.  Contemporaneamente,  la 
ricorrente  chiede,  visti  i  "macroscopici  errori  di  chi  ha  emesso  il 
documento  di  61  pagine,  che  i  termini  di  un  eventuale  ricorso,  per  la 
sottoscritta siano adeguatamente e proporzionalmente prolungati".

Come  considerato  qui  sopra,  la  ricorrente  non  ha  collaborato  alla 
presente  procedura,  omettendo  di  spedire  allo  scrivente  Tribunale  la 
decisione  impugnata,  documento  di  cui  disponeva,  visto  che  risulta 
precisamente  dall'atto  impugnato  che  le  è  stato  notificato  (decisione 
impugnata,  p.  60). Detta  decisione  è  pervenuta  allo  scrivente  Tribunale 
con la presa di posizione dell'autorità inferiore, unitamente all'incarto della 
procedura.

2.2. Risulta dal suddetto incarto che l'esposizione pubblica è avvenuta nel 
mese  di  novembre  2007.  Visto  quanto  considerato  poc'anzi  circa 
l'esigenza  di  avere  partecipato  alla  procedura  di  prima  istanza  come 
condizione  di  ricevibilità  del  ricorso,  occorre  verificare  se  ha 
effettivamente partecipato alla procedura di prima istanza. 

Risulta  dall'incarto  che  la  ricorrente  aveva  inoltrato  opposizione  il  16 
dicembre  2007  e  non,  come menzionato  erroneamente  nel  ricorso,  nel 
mese  di  luglio  del  2001  (cfr.  opposizione  atti  prima  istanza).  Si  deve 
comunque  ammettere  che  la  condizione  di  avere  partecipato  alla 
procedura di prima istanza (consid. 2 qui sopra) è adempiuta.

2.3.  Peraltro,  risulta  dall'incarto  e  dai  documenti  trasmessi  su  richiesta 
dello scrivente Tribunale che la ricorrente è comproprietaria in ragione del 
50%  della  particella  n.  (…)  RFD  di  B._______.  L'altra  metà  è  in 
comproprietà  di  una  comunione  ereditaria,  e  più  precisamente  della 
comunione ereditaria C._______, composta da D._______ e E._______. 
Di  conseguenza,  la  decisione  impugnata,  che  nei  suoi  considerandi 
contempla la comunità ereditaria come parte alla procedura comporta già 
un'inesattezza. 

Circa  la  legittimazione, nelle vesti di comproprietaria  la ricorrente poteva 
agire  da  sola,  cosa  impossibile  nell'ambito  della  proprietà  comune della 
comunità  ereditaria  (art.  653  cpv.  2   del  Codice  civile  svizzero  del  10 
dicembre 1907 [CCS, RS 211]).

Infine, essendo espropriata una superficie della particella n.  (…) RFD di 
B._______, la ricorrente, nelle sue vesti di comproprietaria è ovviamente 
toccata  dalla  decisione  impugnata  ai  sensi  dell'art.  48  PA.  La 

A­4988/2010

Pagina 6

legittimazione  deve  quindi  esserle  riconosciuta  ed  il  ricorso  è  quindi 
ricevibile.

3. 
Nella  fattispecie,  risulta  dagli  atti  che  una  decisione  è  stata  emanata, 
avendo  il  richiedente  dell'approvazione  dei  piani  –  controparte  nella 
presente procedura – ricevuto una decisione di merito. La ricorrente si è 
pure vista notificare questa decisione d'approvazione dei piani. Peraltro, 
quest'ultima non  contesta  che  vi  sia  stata una decisione,  anche  se  si  è 
astenuta dal produrla insieme al suo ricorso ed anche ulteriormente.

3.1.  Come  già  considerato  qui  sopra,  il  dispositivo  della  decisione 
impugnata  non  respinge  l'opposizione  del  16  dicembre  2007  della 
ricorrente  e  nemmeno  quella  dell'altra  comproprietaria  (la  comunione 
ereditaria   C._______)  della  particella  n.  (…) RFD  di  B._______.  Detto 
dispositivo approva, invece, i piani, e in particolare il piano 13c.29.52.007 
del  novembre  2006,  "acquisto  terreni"  e  la  tabella  13c.29.52.008 
"acquisizione diritti" del settembre 2006.

3.1.1.  Ogni  decisione  in  senso  formale,  in  linea  di  massima,  deve 
contenere  gli  elementi  seguenti:  l'indicazione  che  si  tratta  di  una 
decisione, la designazione dell'autorità che l'ha resa, la data, l'indicazione 
dell'oggetto della decisione, un riassunto dei fatti pertinenti della causa, la 
motivazione  (chiamata  anche  considerandi),  il  dispositivo,  una  firma  e 
l'indicazione dei rimedi giuridici (art. 35 PA). 

Il dispositivo della decisione è la parte di essa che determina la situazione 
giuridica  delle  parti,  rispondendo  quindi  alle  domande  sottoposte 
all'esame  dell'autorità;  è  l'elemento  essenziale  della  decisione, 
espressione della manifestazione unilaterale della volontà dell'autore, che 
acquisisce la forza di res iudicata (DTF 123 II 16, consid. 2c, a contrario; 
PIERRE  MOOR/ETIENNE  POLTIER,  Droit  administratif,  Vol.  II,  Les  actes 
administratifs et leur contrôle, Berna, 2011, p. 705­706).

3.1.2. L'art. 5 PA contiene inoltre una definizione materiale delle decisioni: 
sono decisioni  i provvedimenti delle autorità nel singolo caso, fondati sul 
diritto pubblico federale e concernenti: la costituzione, la modificazione o 
l’annullamento  di  diritti  o  di  obblighi  (cpv.  1  let.  a);  l’accertamento 
dell’esistenza, dell’inesistenza o dell’estensione di diritti o di obblighi (cpv. 
1 let. b); il rigetto o la dichiarazione d’inammissibilità d’istanze dirette alla 
costituzione,  alla  modificazione,  all’annullamento  o  all’accertamento  di 
diritti o di obblighi  (cpv. 1  let. c). Sono decisioni anche quelle  in materia 

A­4988/2010

Pagina 7

d’esecuzione,  le decisioni  incidentali,  le decisioni su opposizione (art. 30 
cpv. 2 lett. b e 74), le decisioni su ricorso, le decisioni in sede di revisione 
e l’interpretazione (cpv. 2).

3.2.  Nella  presente  fattispecie,  trattandosi  di  un'approvazione  di  piani 
esecutivi  per  una  strada  nazionale,  la  legge  federale  dell'8 marzo  1960 
sulle strade nazionali (LSN, RS 725.11), prevede che con l'approvazione 
dei  piani,  sono  rilasciate  tutte  le  autorizzazioni  necessarie  secondo  il 
diritto federale (art. 26 cpv. 2 LSN); inoltre, chi ha qualità di parte secondo 
le  prescrizioni  della  PA  o  della  legge  federale  del  20  giugno  1930 
sull'espropriazione  (LEspr; RS 711) può, entro  il  termine di deposito dei 
piani,  fare  opposizione  contro  il  progetto  esecutivo  o  gli  allineamenti  in 
esso  contenuti  (art.  27d  LSN).  Con  l'approvazione  dei  piani,  il 
dipartimento decide simultaneamente anche circa  le opposizioni  relative 
al diritto d'espropriazione (art. 28 cpv. 1 LSN).

Secondo  l'art.  12  dell'ordinanza  del  7  novembre  2007  sulle  strade 
nazionali  (OSN,  RS  725.111),  il  richiedente  dell'approvazione  dei  piani 
presenta i piani seguenti :  il piano d’insieme (let. a), i piani di situazione 
con  indicazione  degli  allineamenti  in  scala  1:1000  (let.  b),  il  profilo 
longitudinale  in  scala  1:1000  per  le  lunghezze  e  1:100  per  le  altezze 
(let. c),  il profilo normale in scala 1:50 (let. d),  i profili  trasversali  in scala 
1:100 (let. e),  le dimensioni principali delle opere di costruzione (let. f),  il 
rapporto  tecnico  comprese  le  misure  complementari  (let.  g),  il  piano  di 
drenaggio  (let. h),  il  rapporto sull’impatto ambientale, 3a  tappa  (let.  i),  la 
stima dei costi (let. j), il piano di espropriazione (let. k), la tabella dei fondi 
(let.  l),  i  documenti  relativi  ad  altre  autorizzazioni  di  competenza  della 
Confederazione (let. m).

3.3. Le disposizioni succitate sono state  introdotte con  la  legge  federale 
del  18  giugno  1999  sul  coordinamento  e  la  semplificazione  delle 
procedure  di  decisione  (LCoord,  RU  1999  3071  segg.;  Messaggio  del 
Consiglio  federale  relativo  alla  succitata  legge  federale,  FF  1998  2029 
segg.). Detta legge – in vigore dal 1° gennaio 2000 – ha modificato tutte 
le  procedure  d'autorizzazione  per  le  infrastrutture  pubbliche. 
Sostanzialmente,  la  decisione,  come  indicato  abbastanza  chiaramente 
dalla sua denominazione, approva i piani, nella fattispecie di un progetto 
esecutivo  di  strada  nazionale.  I  principi  di  coordinamento  hanno  per 
scopo  principalmente  che  un'autorità  unica  possa  controllare  il  rispetto 
della  legislazione  federale  pertinente  nel  suo  insieme,  mediante  in 
particolare  la  consultazione  delle  autorità  specializzate  normalmente 
competenti  per  applicare  le  legislazioni  particolari  –  e  numerose  –  che 

A­4988/2010

Pagina 8

possono essere applicabili ai progetti d'infrastrutture. Inoltre, la LCoord ha 
introdotto il principio dell'incorporazione della procedura d'espropriazione 
all'approvazione  dei  piani;  ne  discende  che  ormai,  tutte  le  obbiezioni  al 
progetto, che si tratti d'obbiezioni relative al progetto stesso o d'obbiezioni 
relative  ad  una  misura  d'espropriazione  come  pure  delle  pretese 
all'indennità  per  espropriazione,  devono  essere  inoltrate  dinanzi 
all'autorità d'approvazione dei piani, la quale decide sulla compatibilità del 
progetto  alla  legislazione  federale  come  pure  sull'espropriazione.  Le 
pretese  d'indennità  per  espropriazione  vengono  invece  demandate  alle 
Commissioni federali di stima (CFS) del circondario competente una volta 
cresciuta  in  giudicato  la  decisione d'approvazione;  è  la CFS a decidere 
poi sull'indennità relativa all'espropriazione (cfr. FF 1998 2038).

3.4. Da tutto quanto precede discende che una decisione d'approvazione 
dei piani approva i piani di un'opera e più precisamente quelli ricordati qui 
sopra  (consid.  3.2),  rilascia  il  premesso  edilizio  e  tutte  le  altre 
autorizzazioni  necessarie  in  base  alla  legislazione  federale,  impone  o 
respinge  misure  complementari,  approva  l'espropriazione  sia  nel  suo 
principio  che  nella  sua  sostanza  (art.  12  let.  k  e  l OSN)  e  decide  sulle 
opposizioni quand'anche non vertano soltanto sull'espropriazione (art. 28 
cpv. 1 LSN in relazione con l'art. 27d LSN). 

Vi  è  quindi  un  obbligo  legale  di  decidere  la  sorte  delle  opposizioni  da 
parte del DATEC.

4. 
Il  diniego  di  giustizia  consiste  nel  rifiuto  –  da  parte  dell'autorità  –  di 
pronunciarsi,  ossia  il  fatto  di mantenere  il  silenzio  quando una  richiesta 
esige una decisione (DTF 135 I 6, consid. 2.1; 111 Ib 85, consid. 2; ANDRÉ 
GRISEL, Traité de droit administratif, Vol. I, 1984, Neuchâtel, 1984, p. 369). 
L'esigenza  di  una  decisione  deve  risultare  dalle  pertinenti  norme 
applicabili  (DTF 107  Ib 160, consid. 3b, 102  Ib 231 consid. 2;  sentenza 
del TAF A­6437/2008, del 16 febbraio 2009, consid. 2 e riferimenti citati; 
MARKUS  MÜLLER,  in  Kommentar  VwVG,  ad  art.  46a  PA,  n.m.  4).  Si 
distingue  anche  il  rifiuto  esplicito  di  decidere  dal  rifiuto  implicito  di 
decidere.  C'è  rifiuto  implicito  di  decidere  quando  l'autorità  emana  una 
decisione,  ma  che  questa  decisione,  a  causa  di  gravi  difetti  materiali 
(contraddizioni,  mancanza  di  logica,  incompletezza)  o  difetti  formali 
(mancanza di motivazione) è equiparabile al  fatto di non avere emanato 
una decisione (MARKUS MÜLLER, op. cit. ad art. 46a PA, n.m. 4). Quando il 
dispositivo  di  una  decisione  non  decide  dell'esito  della  lite  vi  è  pure 

A­4988/2010

Pagina 9

diniego  di  giustizia  (MAX  IMBODEN/RENÉ  A.  RHINOW,  Schweizerische 
Verwaltungsrechtsprechung, Basilea e Francoforte, 1986, Vol. I, p. 496).

Visto quanto considerato qui sopra (cfr. precedenti consid. 3 segg.) circa 
l'obbligo  di  decidere  sulle  opposizioni  nell'ambito  di  una  procedura 
d'approvazione, si deve considerare che il DATEC ha purtroppo fallito nel 
suo dovere.  In effetti, anche se nella presente  fattispecie  l'approvazione 
dei  piani  comporta  di  per  sé  anche  quella  dell'espropriazione  qui 
avversata,  resta  comunque  che  il  dispositivo  della  decisione  impugnata 
non  decide  sulla  sorte  dell'opposizione  stessa.  In  altri  termini,  con 
l'approvazione  dei  piani  è  stato  dato  seguito  alla  richiesta  della 
controparte. Omettendo di  decidere sull'opposizione,  invece,  la  richiesta 
della  ricorrente  non  è  stata  trattata  validamente  da  parte  del  DATEC. 
Quest'ultimo  dovrà  quindi  notificare  una  nuova  decisione  alla  qui 
ricorrente  –  e  magari  anche  agli  altri  comproprietari  omessi  –  per 
decidere interamente sulla vertenza.

Di transenna, lo scrivente Tribunale fa pure presente all'autorità di prima 
istanza che sarebbe opportuno un completamento dei considerandi circa 
le  due  opposizioni  dei  comproprietari  della  particella  n.  (…)  RFD  di 
B._______, indicando la designazione esatta delle parti (cfr. estratto RFD 
di B._______, come pure tabella dei diritti 13c.2952.008).

Infine, non è necessario decidere sulle altre richieste della ricorrente circa 
nuovi  – o prolungati  –  termini  di  ricorso,  né  sulla questione di  eventuali 
violazioni del diritto di essere sentiti. 

Visto  l'esito  della  causa,  il  ricorso  deve  essere  accolto  e  l'incarto 
rimandato  all'autorità  di  prima  istanza  perché  decida  ai  sensi  dei 
considerandi.

5. 
In applicazione degli art. 63 cpv. 1 e cpv. 2 PA e 2 segg. del regolamento 
del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi 
al  Tribunale  amministrativo  federale  (TS­TAF; RS 173.320.2),  non  sono 
addossate spese processuali alla parte vincente, ne vengono addossate 
tali  spese alle autorità di prima  istanza. Lo scrivente Tribunale  restituirà 
quindi alla ricorrente l'anticipo di spesa di fr. 1'500.­ da lei corrisposto.

La  ricorrente  non  era  rappresentata  nella  presente  procedura;  di 
conseguenza, non si giustifica il riconoscimento di un'indennità per spese 
ripetibili (art. 64 PA e  8 TS­TAF).

A­4988/2010

Pagina 10

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. 
Il ricorso è accolto e la causa à rimandata al DATEC per nuova decisione 
ai sensi dei considerandi.

2. 
Non  vengono  addossate  spese  processuali  e  l'anticipo  di  spesa  di  fr. 
1'500.­ versato dalla ricorrente le verrà restituito. Quest'ultima indicherà al 
Tribunale amministrativo  federale, entro un  termine di  trenta giorni dalla 
crescita  in  giudicato  del  presente  giudizio,  il  numero  di  conto  sul  quale 
dovrà essere effettuato il versamento.

3. 
Non vengono attribuite ripetibili.

4. 
Comunicazione a:

– ricorrente (atto giudiziario) 
– controparte (atto giudiziario)
– autorità inferiore (n. di rif. 533­287 zuc; atto giudiziario)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Claudia Pasqualetto Péquignot Federico Pestoni

Rimedi giuridici:

Contro  la presente decisione può essere  interposto  ricorso  in materia di 
diritto pubblico al Tribunale  federale, 1000 Losanna 14, entro un termine 
di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 della 
legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giugno  2005  [LTF,  RS  173.110]).  Il 
termine  rimane  sospeso  dal  18  dicembre  al  2  gennaio  incluso  (art.  46 
cpv. 1 lett. c LTF). Gli atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi 
e  l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere  firmati.  La  decisione 
impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati 
come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: