# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e8de91b9-c52d-58ab-ac07-76c7d65a2ff7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-10-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 04.10.2005 32.2005.52
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2005-52_2005-10-04.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2005.52

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  4 ottobre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 maggio 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 1 aprile
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, classe
__________ e professionalmente attivo quale manovale, nel mese di novembre 2002
ha inoltrato una domanda di prestazioni AI indicando, quale danno alla salute,
una discopatia e una cofosi all’orecchio sinistro (doc. AI 1). 

Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una perizia
multidisciplinare a cura del SAM (Servizio di accertamento medico dell’AI), con
decisione 13 luglio 2004 l’Ufficio AI gli ha riconosciuto un quarto di rendita
dal 1° gennaio 2002, motivando come segue:

 

"  (...)

Esito degli
accertamenti:

 

Dal gennaio 2001 (inizio
dell'anno di attesa) la capacità lavorativa dell'assicurato è limitata in modo
rilevante.

 

Dalla documentazione
medico-specialistica acquisita all'incarto, con particolare riferimento alla
perizia del Servizio Accertamento Medico dell'AI, risulta che l'assicurato,
nonostante il danno alla salute, dispone ancora di una capacità lavorativa del
75% in attività confacenti allo stato di salute.

Nel caso specifico dal
raffronto tra il reddito annuo nella professione di manovale (Fr. 60'453) e
quello ottenibile in un'attività adeguata allo stato di salute (Fr. 31'540.--),
ne risulta una perdita di guadagno del 48%. (...)" (Doc. AI 40)

 

                               1.2.   Con
decisione 1° aprile 2005 l’amministrazione ha respinto l’opposizione
dell’assicurato, confermando il calcolo del grado d’invalidità.

                               1.3.   Contro la
succitata decisione amministrativa RI 1, rappresentato dalla RA 1, ha
presentato un tempestivo atto di ricorso ed ha postulato di essere posto al
beneficio di una mezza rendita dal 1° gennaio 2002. 

Sostanzialmente egli contesta il grado d’invalidità determinato
dall’amministrazione, in particolare il non riconoscimento della massima
riduzione (25%) di rendimento del salario da invalido.

Delle singole motivazioni verrà detto, per quanto occorra, nei considerandi di
diritto.

 

                               1.4.   Con risposta
di causa 25 maggio 2005 l’Ufficio AI, confermando la propria decisione, ha
invece postulato la reiezione del ricorso.

                                                                                

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B.,

H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R.,

H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è sapere se l’insorgente ha diritto ad una mezza rendita. 

 

 

                               2.3.   Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI - sia nella sua versione in vigore sino
al 31 dicembre 2002 che in quella valida dal 1° gennaio 2003 in relazione con
gli artt. 7 e 8 cpv. 1 LPGA - con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno
presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute
fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. 

                                         Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pag. 216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre
2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno
al 66 2/3%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1°
gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto
ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita
se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al
50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.

 

                                         Va
altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid. 3, 1990, pag. 543 consid. 2;
Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid.
2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c;
Scartazzini, op. cit, pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage,

pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La situazione
personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità
al guadagno.

Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado
dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è
possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle
circostanze concrete (SVR 1996 IV

Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                                         Al proposito va rilevato che, secondo la giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono
determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del
diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere
rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di
eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della
decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e
suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R
consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in
SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01
pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1,

I 26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I
475/01).

 

                               2.4.   Nell’evenienza
concreta, il ricorrente è stato peritato dal SAM. Dal referto 26 aprile 2004
(doc. AI 36) risulta che i periti, dopo aver esposto dettagliatamente
l’anamnesi e le constatazioni obiettive, hanno fatto capo a due consultazioni
specialistiche esterne, di natura psichiatrica e reumatologica.

Sulla base delle risultanze dei singoli consulti e del soggiorno  dell’assicurato
presso il citato centro di accertamento, poste le diagnosi invalidanti di
sindrome toraco- e lombovertebrale cronica, di sindrome somatoforme del dolore
cronico e di un disturbo depressivo con sintomi biologici di natura algica, i
periti hanno valutato un’incapacità lavorativa del 50% nella precedente
professione di manovale edile, presente dal novembre 2001. 

In attività adeguate, con carico massimo di 10 chili, senza movimenti ripetuti
di flessione, estensione e rotazione del tronco, da svolgere in posizioni ergonomiche
che permettono il cambiamento delle posizioni statiche, in ambienti non
rumorosi o dove non sia necessario un perfetto orientamento sonoro, l’assicurato
è stato ritenuto abile al 75% (da intendersi come 6 ore e 15 minuti al giorno, intercalate
da pause più lunghe).

Infine, i periti del SAM non hanno intravisto la necessità di provvedimenti
sanitari volti a migliorare la capacità lavorativa dell’interessato,
consigliando tuttavia il proseguo del trattamento psichiatrico in corso. Quanto
alla prognosi, essi l’hanno ritenuta fortemente negativa a causa della cronicizzazione
dei dolori e della forte componente somatoforme degli stessi (doc. AI 36 pag.
14). 

Alla succitata completa ed esauriente perizia, rimasta per altro incontestata,
va conferito valore probatorio pieno (DTF 125 V 351 seg; cfr. anche DTF 123 V 178 consid.
4b; Pratique VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).

                               2.5.   Tenuto conto
dei succitati dati medici, l’Ufficio AI ha in seguito proceduto alla determinazione
del grado d’invalidità.

Riguardo al salario da valido, sulla scorta del questionario del datore di lavoro
24 dicembre 2002 (doc. AI 9), con rapporto 10 maggio 2004 il caposervizio
dell’AI ha accertato che l’assicurato, senza il danno alla salute, avrebbe
potuto conseguire un salario annuo di fr. 60’453 (fr. 4'568 x 13; doc. AI 9),
importo rimasto incontestato.

Per quel che concerne il salario da invalido, considerato che il ricorrente non ha mai intrapreso un’attività
adeguata, la determinazione di tale reddito può essere ricavata dai rilevamenti
statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si
riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro
(Pratique VSI 2002 p. 68 consid. 3b; DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485
consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni
invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità
residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a
raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una
riduzione percentuale sul salario teorico statistico che, a seconda delle
circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid.
5b/cc, confermato in Pratique VSI 2002 p. 64).

Tale deduzione non è automatica, ma deve essere
valutata tenendo conto di tutte le circostanze del singolo caso. È in ogni caso
compito dell'amministrazione e, in caso di ricorso, del giudice del merito
motivare l'entità della deduzione. Quest'ultimo non può scostarsi, dal canto
suo, dalla valutazione dell'amministrazione senza fondati motivi (DTF 126 V 80
consid. 5 b/dd e 6).

In applicazione alla succitata giurisprudenza del TFA, nella
decisione contestata l’Ufficio AI ha determinato come segue il salario da
invalido, rispettivamente il grado d’invalidità:

 

"  (...)

La vertenza in concreto
verte unicamente sulla determinazione del reddito da invalido, stabilito
dall'amministrazione per l'anno 2002 in CHF 31'540.--. Non viene invece
contestato il reddito da sano stabilito in CHF 60'453.--, sempre riferito
all'anno 2002.

 

Orbene, in base alla più
recente giurisprudenza imposta dall'Alta Corte federale, allorché non si dispone
di dati concreti, il reddito da invalido può essere stabilito sulla base dei
salari teorici, editi dall'Ufficio federale di statistica (statistiche RSS).
Sempre in base alla giurisprudenza federale, tali redditi possono ancora essere
diminuiti nella misura massima del 25%, e ciò al fine di considerare quei
fattori che nel caso di specie sono suscettibili di influenzare il reddito che
l'assicurato potrebbe percepire, quali ad esempio le limitazioni addebitabili
al danno alla salute, l'età, la nazionalità, il grado di occupazione (cf. DTF
126 V 75).

 

In concreto
l'amministrazione, escludendo l'adozione di una riqualificazione professionale
per l'assenza dei presupposti basilari, correttamente ha applicato le disposizioni
legali, definendo la capacità di guadagno residua nell'ordine di CHF 31'540.--
annui ed un corrispondente grado d'invalidità pari al 48%, dopo aver ritenuto
una riduzione di ben il 20% legata alla necessità di svolgere attività leggera,
all'adattamento al posto di lavoro e alla flessibilità. Una riduzione del 25%
non è possibile in quanto la capacità lavorativa medico teorica del 75% in attività
adeguate tiene già conto delle pause di riposo necessarie.

Vi è inoltre da
aggiungere che la riduzione massima prevista dalla giurisprudenza è applicabile
soltanto in casi particolari (cf. VSI 1998, p. 181, VSI 1999, p. 185, VSI 2000,
p. 320)." (Doc. AI 58)

 

                               2.6.   Con il
presente ricorso l’assicurato ha contestato l’importo del salario da invalido,
sostenendo che debba essere applicato il tasso massimo di riduzione (25%)
previsto dalla giurisprudenza, poiché:

 

"  (...)

In considerazione dei
principi suesposti, va rilevato come in concreto vi siano tutta una serie di
fattori che indubbiamente penalizzano l'assicurato a livello salariale. In
effetti, il signor RI 1, di nazionalità __________, non è certo più giovane,
perlomeno per il mercato del lavoro: è infatti noto che attualmente già dopo i
40 anni le possibilità lavorative diventano vieppiù esigue, soprattutto per
persone come l'assicurato, il quale dispone di una formazione scolastica
(elementari) e professionale (contadino e manovale edile) pressoché nulle.

A ciò va poi ad
aggiungersi la limitazione dovuta al danno alla salute che gli impedisce di
lavorare al 100% anche in attività leggere, circostanza che rendite
ulteriormente meno attrattivo il signor RI 1 per il mercato del lavoro.

Il tutto con palesi
conseguenze anche sul piano salariale.

 

Nell'ottica di quanto
precede, si ritiene pertanto che l'Ufficio AI doveva riconsiderare la propria
valutazione sulla percentuale della riduzione del reddito da invalido del
signor RI 1, riconoscendo a quest'ultimo la percentuale massima del 25%.
Applicando poi tale percentuale di riduzione nell'ambito della valutazione del
grado AI, si ottiene così un reddito con danno alla salute di Fr. 29'568 e
quindi un grado di invalidità del 51.1 % che dà diritto ad una mezza rendita.
(...)" (Doc. I)

 

                                         Da
un’attenta valutazione della fattispecie, secondo questo Tribunale non vi sono
gli estremi per discostarsi dalla valutazione dell’amministrazione.

Innanzitutto il fatto che l’assicurato sia di nazionalità straniera
(portoghese) non giustifica di per sé una riduzione.

Secondo la giurisprudenza del TFA, infatti, non è esatto affermare che gli
stranieri guadagnino meno della totalità degli svizzeri e degli stranieri, con
la precisazione che vi possono tuttavia essere sostanziali differenze tra le
categorie di permessi (Aufenthaltskategorie) e il livello di esigibilità
(Anforderungsniveau), facendo inoltre riferimento agli stranieri con il permesso
di domicilio (permesso C) il cui salario medio per mansioni semplici e
ripetitive può essere maggiore della media (DTF 126 V 79 consid. 5a/cc con
riferimenti).

Riguardo al fattore età, la giurisprudenza del TFA non è sempre coerente.

                                         A titolo
di esempio, in una sentenza del 14 febbraio 2005 nella causa T., I 594/04,
consid. 2.3, il TFA ha indicato che l’età dell’assicurato (47 anni al momento
del rilascio della decisione impugnata) non rappresentava un fattore di
riduzione, stabilendo inoltre che i lavoratori ausiliari, su un mercato
equilibrato del lavoro, sono collocabili a prescindere dalla loro età e quindi
che, in queste attività, l’età di per sé non influisce sul livello retributivo.

                                         Per contro,
in una pronunzia del 20 gennaio 2005 nella causa R., I 138/04, consid. 4.3, l’Alta
Corte federale ha applicato una riduzione sul reddito statistico da invalido,
trattandosi di un assicurato di 35 anni, dichiarato completamente abile in
attività semplici e ripetitive nel settore dei servizi, “en regard de l’âge
de l’assuré et des limitations résultant de l’atteinte à sa santé” (la
sottolineatura è del redattore). 

                                         In
un’altra sentenza del 23 febbraio 2004 nella causa M., B 67/04, consid. 3.3.2 -
concernente un assicurato di 54 anni al beneficio di un permesso di domicilio -
l’Alta Corte non ha ritenuto che l’età costituisse un fattore di riduzione. 

                                         Lo stesso
nella sentenza 28 luglio 1999, I 377/98, pubblicata in Pratique VSI 1999 pag.
246, dove l’assicurato, al momento della decisione contestata aveva 53 anni
(sentenza riportata anche in DTF 126 V 79 consid. 5a/cc).

                                         Occorre
inoltre considerare che nelle persone, il cui danno alla salute li ha resi
parzialmente inabili anche in mansioni ausiliarie leggere, dal punto di vista
remunerativo sono svantaggiate rispetto ai lavoratori che godono di una piena
capacità lavorativa in simili attività, motivo per cui esse persone
generalmente percepiscono un salario inferiore alla media (DTF 124 V 324 consid.
3b/bb = Pratique VSI 1999 pag. 51; DTF 114 V 310 consid. 4 no pubblicato e
Pratique VSI 1998 pag. 179 consid. 3a, citati in Pratique VSI 1999 pag. 185). 

 

                                         Nel caso
in esame, vista la succitata giurisprudenza, tenuto conto della relativa
giovane età dell’assicurato (nato nel 1962), che egli risiede in Svizzera dal
1990 e che dal 1994 è titolare di un permesso di domicilio, che egli è inabile
al 50% nella sua attività di manovale (non tanto per le alterazioni
degenerative a livello della colonna vertebrale, ma piuttosto a seguito del
processo di somatizzazione dei dolori), ma abile al 75% nelle succitate
attività adeguate, esigibili a tempo pieno ma con una riduzione di rendimento a
seguito dell’inserimento di pause più lunghe (cfr. consid. 2.4), appare equo e adeguato
alle circostanze concrete riconoscere un tasso di riduzione del 20%, così come valutato
dall’Ufficio AI.

 

                                         Del resto,
va fatto presente che in particolari situazioni, non paragonabili a quella in
esame, il TFA ha ammesso una riduzione massima del 25% (cfr., fra le tante,
STFA inedita del 21 marzo 2001 nella causa P, I 645/00, consid.  2.d : “La
ricorrente, ormai cinquantenne (sottolineatura del redattore) all'epoca
in cui è stata presa la decisione impugnata, ha sempre svolto attività quale
bracciante agricola, vale a dire un mestiere che deve essere considerato
pesante e che non richiede né particolari conoscenze, né particolare abilità
manuale. Ciò costituisce indubbiamente un punto di partenza estremamente
sfavorevole, che si ripercuote in misura massiccia sulle possibilità dell'interessata
di mettere a frutto la sua non completa capacità lavorativa residua in attività
leggere, quali per esempio quella di operaia non qualificata in una tipografia
o in altra industria simile o ancora nell'industria delle macchine, tanto più
che essa rimane comunque portatrice di una polipatologia che può certo incidere
sulla continuità nello svolgimento del lavoro”, in quel caso l’Alto
Tribunale aveva aumentato dal 15% al 25% la riduzione del salario da invalido; cfr.
anche VSI 2000 pag. 320, 1999 pag. 185, e 1998 pag. 181). 

In queste circostanze, la decisione contestata merita conferma e il ricorso va
respinto. 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti