# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3ec6a7ae-cb4d-56a6-8743-154fd036a35b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-09-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.09.2009 D-4670/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4670-2006_2009-09-25.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4670/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 5  s e t t e m b r e  2 0 0 9

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Maurice Brodard;
cancelliera Chiara Piras.

A._______, Afghanistan,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Esecuzione dell'allontanamento; 
decisione dell'UFM del 4 maggio 2005 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4670/2006

Fatti:

A.
Il  18 aprile  2005,  l'interessato – cittadino afghano d'etnia hazara ed 
originario  di  B._______,  C._______  (provincia  di  Ghazni)  –  ha 
presentato una domanda d'asilo in Svizzera. Ha dichiarato, in sostanza 
e per quanto è qui di rilievo (cfr. verbali d'audizione del 25 aprile e del 
28  aprile  2005),  di  essere  espatriato  a  causa  di  una  lite  legata 
all'acquisto di terreni da parte del padre. In seguito a tale lite, il padre 
avrebbe  aderito  al  partito  D._______,  per  poter  richiedere  la 
necessaria  protezione. Al  momento  dell'arrivo  del  partito  E._______ 
nella zona,  il  padre sarebbe stato arrestato, torturato ed ucciso. Per 
vendicarsi,  il  fratello  dell'interessato  si  sarebbe  unito  alla  forze 
talebane,  le  quali  avrebbero  arrestato  alcune  persone  responsabili 
della morte del padre ed ucciso altre. Al momento del crollo del potere 
talebano,  le  persone  incarcerate  del  partito  E._______,  sarebbero 
state rilasciate, penetrando nella casa della famiglia del ricorrente ed 
impossessandosi  di  documenti  relativi  all'acquisto  del  terreno  del 
padre. In seguito, l'interessato sarebbe venuto a conoscenza di essere 
ricercato  dai  summenzionati  nemici  del  padre  ed avrebbe  deciso  di 
lasciare il Paese per recarsi in Iran, dove avrebbe trascorso circa due 
anni e mezzo prima di intraprendere il viaggio verso la Svizzera. 

B.
Il 4 maggio 2005, l'UFM ha respinto la succitata domanda d'asilo. Nello 
stesso  tempo,  ha  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla 
Svizzera  e  ritenuto  lecita,  esigibile  e  possibile  l'esecuzione  del  suo 
allontanamento verso l'Afghanistan. 

C.
Il  25  maggio  2005,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  alla 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  (CRA)  contro  la 
succitata  decisione  dell'UFM.  Ha  chiesto  l'annullamento  della 
decisione  impugnata,  limitatamente  al  punto  di  questione 
dell'esecuzione dell'allontanamento, e la concessione dell'ammissione 
provvisoria.  Ha,  altresì,  presentato  una  domanda  d'assistenza 
giudiziaria  parziale,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle 
spese processuali e del relativo anticipo.

D.
La CRA, con decisione incidentale del 2 giugno 2005, ha rinunciato, 

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ritenuta la sussistenza di motivi particolari  (art. 63 cpv. 4 della legge 
federale  sulla  procedura  amministrativa  del  20 dicembre 1968 
[PA, RS 172.021]), a chiedere al ricorrente il versamento di un anticipo 
a copertura delle presumibili spese processuali.

E.
Il  16  giugno  2005,  l'UFM,  invitato  ad  esprimersi,  ha  proposto  la 
reiezione del gravame. 

F.
Il  5  luglio  2005,  l'insorgente  ha  ribadito  le  proprie  conclusioni 
ricorsuali. 

G.
Con scritto del 27 aprile 2007, il  ricorrente ha versato agli  atti  come 
mezzo  di  prova  un  comunicato  della  gendarmeria  del  comune  di 
Ghazni  rivolto  alla  popolazioni  di  F._______,  secondo  il  quale 
l'insorgente  ed  il  fratello  sarebbero  sospettati  di  collaborare  con  le 
milizie talebane. 

H.
Il  15  maggio  2007,  l'UFM,  invitato  ad  esprimersi  in  merito  al 
documento  presentato  dal  ricorrente,  ha  nuovamente  proposto  la 
reiezione del gravame. 

I.
Il  12  giugno  2007,  l'insorgente  ha  presentato  l'atto  di  replica  alle 
osservazione dell'UFM del 15 maggio 2007. 

Diritto:

1.

1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) giudica definitivamente i 
ricorsi contro le decisioni dell'UFM (art. 31 e art. 33 lett. d della legge 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
[LTAF, RS 173.32],  art. 105 della  legge sull'asilo  del  26 giugno 1998 
[LAsi, RS 142.31] e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

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1.2 Inoltre,  dal  1° gennaio  2007,  il  TAF  giudica,  in  quanto  sia 
competente,  i  ricorsi  pendenti  al  31  dicembre  2006  presso  le 
commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ricorsi 
dei  dipartimenti.  Il  giudizio  si  svolge  secondo  il  nuovo  diritto 
processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).

1.3 Giusta il  capoverso 1 delle disposizioni  transitorie della modifica 
della LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento 
dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 nonché all'art. 50 e all'art. 52 PA 
come pure all'art. 108 cpv. 1 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Il TAF esamina liberamente il diritto federale, l'accertamento dei fatti e 
l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai motivi invocati dalle parti 
(art.  62  cpv.  4  PA)  o  dai  considerandi  della  decisione  impugnata 
(v. sentenza del TAF D-4917/2006 del 12 luglio 2007 consid. 3).

5.
Nella decisione impugnata, l'autorità inferiore ha ritenuto inverosimili i 
motivi  d'asilo  fatti  valere  dal  ricorrente,  segnatamente  non  sarebbe 
stato in grado né di dire quando sarebbe morto il padre, né il nome dei 
presunti  nemici  di  quest'ultimo.  Inoltre,  l'insorgente  si  sarebbe 
espresso  in  modo  poco  credibile  in  merito  ai  documenti  relativi  ai 
terreni  portati  via  dai  nemici  del  padre. Per  di  più,  detto  Ufficio,  ha 
sottolineato  che  né  la  situazione  vigente  in  Afghanistan  –  che  non 
sarebbe  caratterizzata  da  violenza generalizzata  e  godrebbe  di  uno 
sviluppo  crescente  dell'apparato  di  sicurezza  ed  un  programma  di 

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disarmo  delle  milizie  -  né  quella  personale  del  ricorrente  -  uomo 
giovane, di buona salute con esperienza lavorativa - si opporrebbero 
ragionevolmente al ritorno dell'insorgente in tale Paese. 

6.
Nel gravame, l'insorgente ha rilevato che la situazione in Afghanistan, 
dal  punto  di  vista  umanitario,  economico  nonché  della  sicurezza 
sarebbe molto più drammatica di quanto ritenuto dall'UFM (richiamato 
in  proposito,  il  rapporto  pubblicato  dall'Organizzazione  svizzera  di 
aiuto ai  rifugiati  [OSAR] del  marzo 2004). Per di  più,  l'UFM avrebbe 
disatteso la giurisprudenza della CRA, secondo la quale un rimpatrio 
nella  zona  Hazarajat  sarebbe  inesigibile  (richiamata Giurisprudenza 
ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia 
d'asilo  [GICRA] 2003  n.  30).  Di  conseguenza,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  del  ricorrente  verso  l'Afghanistan  sarebbe 
inesigibile. 

7.
Nella  risposta  al  ricorso,  l'UFM  ha  osservato  che  la  situazione  in 
Afghanistan dopo le elezioni presidenziali  e la formazione del nuovo 
gabinetto  sarebbe  cambiata  fondamentalmente  dalla  pubblicazione 
della citata sentenza della CRA. Infatti,  gli  esperti  contattati  da detto 
Ufficio  sarebbero  d'accordo sul  fatto  che  non si  potrebbe parlare  di 
una situazione di violenza generalizzata su tutto il territorio del Paese. 
Inoltre, non esisterebbero più province con una particolare situazione 
di  sicurezza instabile. Di  conseguenza,  l'autorità  inferiore  ha rienuto 
esigibile  per  il  ricorrente  rientrare  nella  provincia  di  Ghazni  ed  ha, 
quindi, confermato la decisione impugnata. 

8.
Nella  replica,  il  ricorrente  ha  voluto  precisare  che  il  quadro  dipinto 
dall'UFM per  quanto  concerne  la  situazione  in  Afghanistan  sarebbe 
errato  e  contrario  alle  valutazioni  di  generali  e  diplomatici,  i  quali 
classificherebbero  la  situazioni  come  fallimento  del  processo  di 
pacificazione nel Paese. Di conseguenza, ha confermato le conclusioni 
già presentate in sede di ricorso. 

9.

9.1 Nell'ambito delle osservazioni in merito all'avviso di ricerca della 
gendarmeria di Ghazni presentato dal ricorrente, l'UFM ha ritenuto che 
–  tenuto  conto  dell'inverosimiglianza  dei  motivi  d'asilo  addotti  da 

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quest'ultimo  e  del  fatto  che  sarebbe  noto  che  un  simile  documento 
sarebbe facilmente acquistabile – la produzione di tale mezzo di prova, 
non permetterebbe di valutare la causa sotto un punto di vista diverso 
da quanto precedentemente fatto nel  provvedimento litigioso. Inoltre, 
l'autorità inferiore ha sottolineato la scarsa qualità del documento e la 
produzione tardiva, quattro anni dopo il rilascio e più di un anno dalla 
ricezione da parte del ricorrente. 

9.2 Nello  scritto  del  12  giugno  2007,  l'insorgente  ha rilevato,  da  un 
lato, che la censura d'inverosimiglianza dei motivi d'asilo presentati dal 
ricorrente non sarebbe adeguata per fondare un giudizio di validità del 
documento presentato da quest'ultimo, dall'altro lato, fino a prova del 
contrario, il documento dovrebbe essere considerato come autentico. 

10.
Preliminarmente, codesto Tribunale rileva che il documento presentato 
dall'insorgente in  sede di  ricorso da un lato,  contiene delle  semplici 
allegazioni di parte – seganatamente in merito al fratello del ricorrente 
–  delle  quali  il  ricorrente  non  ha  dimostrato  in  alcun  modo  la  loro 
verosimiglianza, ciò che è già sufficiente a ritenere che non meritano 
alcuna considerazione e che, dall'altro, si tratta di un formulario, dove 
la firma è illeggibile ed il timbro apposto, quale la data e la stazione di 
gendarmeria,  sono  di  dubbia  autenticità  ed  eventualmente  di  facile 
falsificazione. Di  conseguenza,  il  documento presentato non apporta 
elementi decisivi e rilevanti e non appare idoneo a chiarire i fatti. 

11.

11.1 Giusta l'art. 44 cpv. 2 LAsi, se l'esecuzione dell'allontanamento è 
impossibile,  inammissibile  o  non  ragionevolmente  esigibile,  l'Ufficio 
federale  disciplina  le  condizioni  di  soggiorno  conformemente  alle 
disposizioni relative all'ammissione provvisoria della legge federale del 
16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20).

11.2 Le  summenzionate  tre  condizioni  per  una  rinuncia 
all'esecuzione dell'allontanamento  –  impossibilità,  inammissibilità  ed 
inesigibilità – sono  di  natura  alternativa:  non  appena  una  di  queste 
condizioni  è  adempita,  non può più essere  pronunciata l'esecuzione 
dell'allontanamento e vanno disciplinate le condizioni del soggiorno in 
Svizzera dell'interessato secondo le regole sull'ammissione provvisoria 
(v.  GICRA  2006  n.  6,  consid.  4.2.,  pag.  54  e  seg.).  È  sul  punto 

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dell'esigibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  che  il  TAF intende 
concentrare la sua analisi.

11.3 Il  fatto  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  non  sia 
ragionevolmente esigibile costituisce uno dei motivi che giustificano la 
pronuncia  della  misura  sostitutiva  dell'ammissione  provvisoria 
(art. 44 cpv. 2  LAsi  e  83  cpv. 1  LStr). Secondo l'art.  83  cpv. 4  LStr, 
l'esecuzione  dell'allontanamento  non  è  ragionevolmente  esigibile  in 
particolare  se  implica  per  lo  straniero  un'esposizione  concreta  a 
pericolo. Le  persone  che  possono  prevalersi  di  questa  disposizione 
non sono rifugiati ai sensi della LAsi o della Convenzione sullo statuto 
dei  rifugiati  e  non  beneficiano,  pertanto,  di  una  protezione  di  diritto 
internazionale pubblico contro il respingimento, ma sono in particolare 
quelle  che in  patria non potrebbero beneficiare – a causa della loro 
etnia,  della  loro  formazione  professionale,  della  loro  salute  o 
dell'inesistenza dei mezzi necessari al sostentamento rispettivamente 
di  una  sufficiente  rete  sociale  –  delle  condizioni  di  un  adeguato 
reinserimento  (v.  Decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale 
[DTAF]  2007/10  e  relativi  riferimenti).  L'autorità  giudicante  deve 
dunque ponderare i contrapposti interessi pubblici e privati in gioco.

11.4 Per  quanto  attiene  alla  situazione  generale  regnante  in 
Afghanistan,  secondo  la  giurisprudenza  (v.  GICRA  2006  n.  9), 
l’esecuzione  dell’allontanamento  in  tale  Paese  è  ragionevolmente 
esigibile a Kabul e in tutte quelle province che non conoscono più, dal 
2004,  attività  militari  significative,  oppure  che  non  sono  esposte  ad 
un’instabilità permanente. Trattasi delle province di Kabul, di quelle site 
a nord della capitale (Parwan, Baghlan, Takhar, Badakhshan, Kunduz, 
Balkh,  Sari  Pul  e  le  regioni  del  Samangan  che  non  fanno  parte  di 
Hazarajat  [v. GICRA 2003 n. 30, consid. 7a, pag. 193]), come pure di 
Herat nell’ovest del Paese. L’esecuzione dell’allontanamento è peraltro 
ragionevolmente esigibile unicamente per le persone originarie di tali 
regioni  che  adempiono  le  medesime  restrittive  condizioni  di  cui  a 
GICRA 2003 n. 10, vale a dire che dispongono in loco di una solida 
rete  familiare  o  sociale  in  grado  d’assicurare  loro  un  adeguato 
reinserimento  sociale  (alloggio,  minimo  vitale).  Potranno,  inoltre, 
essere  rimpatriate  solo  le  persone  giovani,  non  sposate  oppure  le 
coppie  senza  figli,  a  condizione  che  non  soffrano  d’alcun  grave 
problema medico.

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11.5 Nel caso di specie, il  TAF considera verosimile che il  ricorrente 
sia un cittadino afghano d’etnia hazara, nato e vissuto ad B._______, 
C._______ città sita nella provincia di Ghazni (dove ha vissuto fino alla 
fine del 2002, prima di recarsi in Iran). L’insorgente ha dichiarato che i 
genitori  sono  deceduti  e  di  avere  una  sorella,  la  quale  vivrebbe  a 
G._______ (cfr. verbali d'audizione del 25 aprile pag. 3 e del 28 aprile 
2005 pag. 2). La provincia di Ghazni non fa parte delle province verso 
le quali, secondo la prassi suesposta, l'esecuzione dell'allontanamento 
è ragionevolmente esigibile. Inoltre, dagli atti di causa, non risulta che 
il  ricorrente  abbia  a  Kabul  un'alternativa  di  soggiorno,  ritenuto 
segnatamente che lo stesso non è originario della menzionata città e 
non  vi  ha  mai  vissuto.  L'ammissione  di  un'alternativa  di  soggiorno 
interna  al  Paese presuppone  altresì  l'esistenza  in  tale  luogo  di  una 
solida  rete  sociale  nonché  della  garanzia  del  minimo  vitale  e  della 
sicurezza  di  potere  trovare  un  alloggio  (GICRA  2006  n.  9). 
L'affermazione  dell'UFM  nel  corso  dell'audizione  del  28  apile  2005 
(pag. 3 D/22),  secondo cui uno degli  zii  del  ricorrente abiterebbe ad 
Herat, non giustifica, manifestamente, il riconoscimento dell'esistenza 
di una rete sociale in Patria. Nella fattispecie, non è consentito, in tutta 
evidenza,  ritenere  adempite  le  condizione  restrittive  previste  dalla 
giurisprudenza.

11.6 Da quanto esposto, discende che il  ricorrente proviene da una 
provincia  dell’Afghanistan  verso  la  quale  l’esecuzione 
dell’allontanamento è considerata inesigibile (GICRA 2006 n. 9 consid. 
7.2. e 7.8. pag. 97 e 102; GICRA 2003 n. 30) e che non sussiste una 
valida alternativa di soggiorno interna nel suo Paese d'origine.

12.
Per  conseguenza,  la  decisione  impugnata  è  annullata  sul  punto  di 
questione dell’esecuzione allontanamento (n. 3, 4 e 5 del dispositivo 
della  decisione  impugnata)  a  causa  dell'attuale  inesigibilità  del 
rimpatrio del ricorrente in Afghanistan. 

13.

13.1 Quando  il  TAF  annulla  una  decisione,  esso  può  sostituirsi 
all'autorità  inferiore  e  giudicare  direttamente  nel  merito  o  rinviare  la 
causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per nuovo giudizio 
(art.  61  cpv.  1  PA;  ULRICH HÄFELIN /  GEORG MÜLLER /  FELIX UHLMANN, 
Allgemeines Verwaltungsrecht, 5a ed., Zurigo 2006, n. 1977 pag. 418). 
In particolare, esso può sostituirsi all'autorità inferiore se gli atti sono 

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completi  e comunque sufficienti a statuire sull'applicazione del diritto 
federale (GICRA 1996 n. 7 consid. 12 pag. 65). 

13.2 Conto  tenuto  di  quanto  precede  (v.  consid.  11  del  presente 
giudizio), discende che allo stato attuale delle cose, non è opportuna 
una semplice cassazione della decisione impugnata,  ma si  giustifica 
da  parte  dell'UFM  la  pronuncia  a  favore  dell'insorgente 
dell'ammissione provvisoria in Svizzera.

13.3 Il  ricorso,  manifestamente  fondato,  è  deciso  in  procedura  a 
giudice  unico  con  l'approvazione  di  un  secondo  giudice 
(art. 111 lett. e LAsi).

14.

14.1 Visto  l'esito  del  gravame,  non  sono  riscosse  delle  spese 
processuali  (art.  63  PA).  La  domanda  d’assistenza  giudiziaria,  nel 
senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali  è, 
pertanto, divenuta senza oggetto.

14.2 Peraltro, ritenuto che il  ricorrente è difeso da un mandatario, si 
giustifica altresì l'attribuzione di un'indennità a titolo di spese ripetibili 
(art. 64 PA e art. 7 segg. del  regolamento sulle tasse e sulle  spese 
ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 
21 febbraio  2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). La  stessa,  in  assenza di 
una nota dettagliata, è fissata d'ufficio in CHF 600.--, conto tenuto del 
lavoro effettivo ed utile, peraltro limitato, svolto dal rappresentante del 
ricorrente (art. 14 cpv. 2 TS-TAF). 

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto.

2.
I  punti  3,  4  e  5  della  decisione  dell'UFM  del  4  maggio  2005  sono 
annullati.  L’UFM è  invitato  a  regolare  le  condizioni  di  soggiorno  del 
ricorrente  in  conformità  alle  disposizioni  dell'ammissione  provvisoria 
per gli stranieri.

3.
Non si prelevano spese processuali.

4.
L'UFM rifonderà al ricorrente CHF 600.- a titolo di spese ripetibili.

5.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (plico raccomandato)
- UFM, Divisione soggiorno (in copia; n. di rif. N [...]; allegato: incarto 

UFM)
- H._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

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