# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5df310e6-95c1-5b39-9aaf-c9fc11bbf123
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-07-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.07.2014 C-1015/2014
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-1015-2014_2014-07-21.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte III 

C-1015/2014 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  2 1  l u g l i o  2 0 1 4  

Composizione 

 
Giudici Vito Valenti (presidente del collegio),  

Michael Peterli e Franziska Schneider,  

cancelliera Anna Röthlisberger. 

 

 
 

Parti 

 
A._______,   

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Cassa svizzera di compensazione (CSC), 

Avenue Edmond-Vaucher 18, CP 3100, 1211 Ginevra 2,    

autorità inferiore. 

 

Oggetto 

 
Assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (decisione su 

opposizione del 14 gennaio 2014). 

 

 

C-1015/2014 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a. A._______, cittadino italiano, nato il (…) 1948, ha formulato in data 

26 giugno 2013 una richiesta volta all'ottenimento di una rendita dell'assi-

curazione svizzera per la vecchiaia (doc. 1 dell'incarto della Cassa sviz-

zera di compensazione [CSC], doc. 1), indicando di avere lavorato in 

Svizzera dal novembre 1966 a dicembre 1967 (doc. 1 pag. 8). 

A.b. Nel corso dell'istruttoria, la CSC ha rilevato che sul conto individuale 

dell'interessato figurano due iscrizioni per attività svolte dall'assicurato 

presso la B._______ (…) nel 1966 e nel 1967, senza indicazione del nu-

mero di mesi e con un salario complessivo rispettivamente di fr. 850.- e fr. 

10'925.- (doc. 3; cfr. anche estratto del conto individuale [doc. 31]). 

B.  

Il 10 settembre 2013, la CSC ha stabilito che, potendogli computare uni-

camente 1 mese nel 1966 e 10 mesi nel 1967, non è adempita la durata 

minima di un anno di contribuzione ai sensi dell'art. 29 cpv. 1 LAVS per 

poter beneficiare di una rendita svizzera per la vecchiaia (doc. 6). 

C.  

C.a Il 25 settembre 2013 (cfr. timbro postale, doc. 7 pag. 26), l'interessato 

ha contestato la durata contributiva ritenuta dalla CSC per l'anno 1967, 

indicando di avere lavorato fino al 20 dicembre 1967 e di essere rientrato 

in Italia il giorno successivo (doc. 7 pag. 1). Ha esibito in particolare copia 

del passaporto emesso dalla Questura di C._______ il 21 novembre 1966 

(doc. 7 pag. 5), nel quale è fatto riferimento al rilascio di un permesso di 

dimora in Svizzera da parte della Questura di C._______ di data 21 no-

vembre 1966 (ibidem), e due timbri riguardanti il libretto per stranieri ri-

spettivamente del 30 novembre 1967 e del 30 novembre 1968 (doc. 7 

pag. 8). 

C.b Nell'ambito della procedura di opposizione, la CSC ha avviato un'in-

chiesta volta a determinare il tipo di permesso di cui beneficiava l'assicu-

rato e la relativa durata di soggiorno in Svizzera (cfr. doc. 9 a doc. 12): 

 l'Ufficio di soggiorno e di domicilio del Cantone D._______ ha di-

chiarato di non conoscere e di non avere alcun incarto concernen-

te l'interessato (doc. 17 pag. 3); 

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Pagina 3 

 l'Ufficio federale della migrazione di Berna ha dichiarato di non 

avere alcun dato in merito alle informazioni richieste dalla CSC 

(doc. 21); 

 non si hanno informazioni da parte dell'Ufficio controllo abitanti del 

comune di "E._______" in quanto il formulario inviato dalla CSC è 

ritornato siccome non recapitato (doc. 22); 

 l'Ufficio controllo abitanti del comune di F._______ ha dichiarato 

che l'interessato ha soggiornato presso il comune medesimo dal 5 

dicembre 1966 al 22 dicembre 1967 (doc. 25 pag. 2), ma che non 

gli è possibile indicare il tipo di permesso rilasciato in quanto ciò 

non figura nel loro incarto (doc. 29 pag. 4). 

D.  

Il 14 gennaio 2014, la CSC ha deciso di respingere l'opposizione e di con-

fermare la decisione del 10 settembre 2013. L'autorità inferiore ha segna-

lato di avere svolto ulteriori ricerche presso le competenti autorità, ma che 

nessuna ha confermato un domicilio dell'interessato in Svizzera (doc. 30). 

E.  

Il 17 febbraio 2014, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi alla CSC, ri-

corso che è poi stato trasmesso il 25 febbraio 2014 per competenza al 

Tribunale amministrativo federale (TAF), nel quale ha chiesto il riesame 

della decisione impugnata, dal momento che avrebbe lavorato in Svizzera 

dal 21 novembre 1966 al 20 dicembre 1967 (doc. TAF 1). 

F.  

Nella risposta del 20 marzo 2014, la CSC ha chiesto la reiezione del ri-

corso, il ricorrente non avendo fornito alcun documento comprovante una 

durata assicurativa maggiore di quella ritenuta. Inoltre, le ricerche intra-

prese non hanno permesso di individuare un domicilio del ricorrente in 

Svizzera (doc. TAF 3). 

G.  

Nella replica del 17 aprile 2014, il ricorrente ha indicato di avere lavorato 

in Svizzera dal 5 dicembre 1966 con un contratto non stagionale in quali-

tà di operaio meccanico, ma di non essere più in possesso del suddetto 

contratto di lavoro o di altri documenti (doc. TAF 6). 

H.  

Con provvedimento del 7 maggio 2014, questo Tribunale ha trasmesso 

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l'atto replica del 17 aprile 2014 all'autorità inferiore per conoscenza (doc. 

TAF 7). 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-

gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente l'am-

missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 

2 con rinvii). 

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui 

all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in com-

binazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 85
bis

 cpv. 1 LAVS (RS 831.10), i 

ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dalla Cassa svizzera 

di compensazione (CSC). 

1.3 In virtù dell'art. 3 lett. d
bis

 PA, la procedura in materia di assicurazioni 

sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA 

(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAVS, le disposizioni della LPGA sono 

applicabili all'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, sempre che 

la LAVS non deroghi alla LPGA. 

1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e aven-

te un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modi-

fica (art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso 

dei requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è di 

principio ammissibile. 

2.  

2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea, 

per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681), entrato in vi-

gore il 1° giugno 2002. 

2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisio-

ne 1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella 

sua nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti 

applicano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurez-

za sociale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, com-

prese eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 

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1) ed assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'U-

nione europea (art. 1 ch. 2). 

2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-

lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Con-

siglio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento 

dei sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento 

(CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settem-

bre 2009 (RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione 

del regolamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 

1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 

4237, 2009 4831) relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale 

ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si 

spostano all’interno della Comunità, con le relative modifiche, e il regola-

mento (CEE) n. 574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 

2008 4273, 2009 621 4845) che stabilisce le modalità di applicazione del 

regolamento (CEE) n. 1408/71, con le relative modifiche, entrambi appli-

cabili tra la Svizzera e gli Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi 

si fa riferimento nel regolamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento 

(CE) n. 987/2009 oppure quando si tratta di casi verificatisi in passato. 

Gli atti giuridici elencati nella sezione B dell'allegato II rappresentano di-

verse decisioni della Commissione amministrativa per il coordinamento 

dei sistemi di sicurezza sociale, mentre quelli esposti nella sezione C cor-

rispondono a due raccomandazioni della stessa commissione. 

2.4 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto di-

versamente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono 

delle medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla 

legislazione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini 

di tale Stato. Giusta l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta 

nell'allegato II, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e gli Stati membri della 

Comunità europea in materia di sicurezza sociale vengono sospesi a de-

correre dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora il medesimo 

campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui l'Accordo, in 

particolare l'Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurez-

za sociale (art. 8 ALC), non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazio-

ne della procedura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di 

una rendita dell'assicurazione svizzera per la vecchiaia, sono regolate dal 

diritto interno svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4). 

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3.  

L'oggetto litigioso della presente procedura ricorsuale è la durata contri-

butiva dell'insorgente nel 1967. 

4.  

4.1 Secondo l'art. 29 cpv. 1 LAVS, possono pretendere una rendita ordi-

naria di vecchiaia tutti gli aventi diritto ai quali possono essere computati 

almeno un anno intero di reddito, di accrediti per compiti educativi o assi-

stenziali. 

4.2 Per ogni assicurato obbligato a pagare i contributi, è tenuto un conto 

individuale, sul quale sono annotate le indicazioni necessarie al calcolo 

delle rendite ordinarie (art. 30
ter

 cpv. 1 LAVS). L'art. 140 cpv. 1 lett. d ed e 

OAVS (RS 831.101) stabilisce che la registrazione nel conto individuale 

dell'assicurato comprende l'anno di contribuzione e la durata contributiva 

in mesi nonché il reddito annuo in franchi. 

4.3 Al fine di determinare il periodo di contribuzione per gli anni 1948-

1968, la giurisprudenza ha sviluppato la prassi per cui, quando non è 

possibile stabilire con certezza la durata dei singoli periodi di contribuzio-

ne, essi devono essere stabiliti usando le tavole relative alla loro determi-

nazione per gli anni 1948-1968 (cfr. sentenza del TF H 133/06 del 25 set-

tembre 2007 nonché I 524/02 del 25 novembre 2002 con rinvii). In effetti, 

per il periodo anteriore al 1° gennaio 1969, i conti individuali non com-

prendono l'indicazione della durata contributiva in mesi. 

4.4 Peraltro, ai sensi dell'art. 141 cpv. 3 OAVS, se non è domandato nes-

sun estratto del conto o nessuna rettificazione, o se la richiesta di rettifi-

cazione è stata respinta, la rettificazione delle registrazioni fatte nel conto 

individuale può essere richiesta, al momento in cui si verifica l'evento as-

sicurato, soltanto quando gli errori di registrazioni siano evidenti o debi-

tamente provati (DTF 130 V 335 consid. 4.1). 

4.4.1 Secondo giurisprudenza, per motivi legati alla sicurezza del 

diritto, occorre mostrarsi severi in materia di apprezzamento delle 

prove se un assicurato sostiene, a distanza di molti anni, in occasione 

di una lite vertente sulle modalità di calcolo delle prestazioni (DFT 117 

V 261 consid. 3 con rinvii), di avere esercitato un'attività lavorativa 

soggetta all'obbligo di contribuzione durante un periodo di tempo non 

considerato nel conteggio della rendita (DTF 107 V 12 consid. 2a). 

Tuttavia, la regola in tema di prova indicata all'art. 141 cpv. 3 OAVS 

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non esclude l'applicazione del principio inquisitorio, che per 

l'amministrazione – e in caso di ricorso per l'autorità giudiziaria – 

comporta l'obbligo di accertare d'ufficio, di propria iniziativa e 

indipendentemente dalle allegazioni delle parti, i fatti rilevanti (DTF 117 

V 261 consid. 3b), fermo restando tuttavia l'obbligo di collaborare della 

parte stessa, che in questo ambito risulta accresciuto (DTF 117 V 261 

consid. 3d; sentenza del TF H 193/04 dell'11 gennaio 2006 consid. 2). 

Indagini presso il datore di lavoro si impongono in particolare in 

presenza di indicazioni concrete e credibili (DTF 117 V 261 consid. 

4b). Peraltro, nell'ambito delle assicurazioni sociali, non esiste il 

principio secondo il quale l'amministrazione o il giudice devono 

statuire, nel dubbio, in favore dell'assicurato (DTF 126 V 319 consid. 

5a; sentenza del TF U 97/05 del 17 novembre 2006 consid. 5.3). La 

rettificazione del conto individuale comprende tutta la durata di 

contribuzione, pertanto pure gli anni per i quali il pagamento di 

contributi è prescritto ai sensi dell'art. 16 cpv. 1 LAVS. 

4.4.2 Il Tribunale federale ha altresì già avuto modo di rilevare che, nel 

caso in cui sia documentato che lo straniero beneficiava di un 

permesso C (permesso di domicilio), oppure di un permesso B 

(permesso di dimora annuale), deve essere ritenuta una durata 

contributiva completa, con la conseguenza che il beneficiario di un 

simile permesso deve essere considerato persona assicurata per la 

durata di validità del permesso medesimo, sempre che abbia versato il 

contributo annuo minimo (cfr. l'art. 28 e l'art. 50 OAVS). Per contro, 

tale principio non è applicabile al lavoratore che è stato autorizzato a 

soggiornare in qualità di stagionale con un permesso di tipo A 

(sentenza del TF I 524/02 del 25 novembre 2002 consid. 2.3 con 

rinvii). 

5.  

5.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di as-

sicurazioni sociali (art. 43 LPGA), l'amministrazione deve intraprendere 

d'ufficio i necessari accertamenti e raccogliere le informazioni di cui ha bi-

sogno. 

5.2 Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al 

giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di 

giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza 

preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modifica-

re questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezza-

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mento anticipato delle prove; UELI KIESER, in: ATSG-Kommentar, 2a ed. 

2009, art. 42 n. 19 pag. 536; sentenza del TF K 24/04 del 20 aprile 2005; 

DTF 122 II 464 consid. 4a). In tal caso, non sussiste una violazione del 

diritto costituzionale di essere sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozial-

versicherungsrecht [SVR] 2001 IV n. 10 pag. 28). 

5.3 In virtù degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con l'art. 40 

PC (RS 273), il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i fatti 

determinanti per la soluzione della controversia, assume le prove neces-

sarie e le valuta liberamente. Secondo giurisprudenza, se il giudice ritiene 

che i fatti non sono sufficientemente delucidati, può, peraltro non senza 

qualche limitazione (cfr. DTF 137 V 210 consid. 4.4.1.4), sia rinviare la 

causa all'amministrazione per completamento dell'istruzione sia procede-

re lui medesimo a tale istruzione complementare. Un rinvio all'ammini-

strazione che ha per scopo di completare l'accertamento dei fatti non vio-

la né i principi della semplicità e della celerità né il principio inquisitorio. In 

particolare, un siffatto rinvio appare in generale siccome giustificato se 

l'amministrazione ha proceduto ad una constatazione dei fatti sommaria 

nella speranza che in caso di ricorso sarebbe poi stato il Tribunale ad ef-

fettuare i necessari accertamenti fattuali (cfr. sentenza del TF 

9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 con rinvii). 

6.  

6.1 Nella fattispecie, dagli atti di causa emerge in particolare che nel pas-

saporto del ricorrente rilasciato all'epoca dei fatti dalle autorità italiane, in 

casu dalla Questura di C._______, figura quale motivo indicato per l'e-

missione dello stesso, il rilascio da parte della "Polizia Svizzera" di un 

"permesso di dimora" (cfr. doc. 7 pag. 5). Dalle carte processuali emerge 

pure che il ricorrente ha vissuto in Svizzera per poco più di 12 mesi dal 5 

dicembre 1966 al 22 dicembre 1967 (cfr. attestazione dell'Ufficio controllo 

abitanti del comune di F._______ [doc. 25 pag. 2]).  

6.2 Tuttavia, sul passaporto dell'interessato è aggiunta una dicitura "A" 

sul timbro apposto dalle autorità svizzere (doc. 7 pag. 8). Non è chiaro il 

significato di questa dicitura, segnatamente se tale dicitura stia per e-

sempio ad indicare il tipo di permesso rilasciato, nel qual caso si tratte-

rebbe del permesso di tipo A (stagionale). 

6.3 A tale proposito, va rilevato che il permesso di dimora tipo B ha di re-

gola una durata di 12 mesi, mentre il permesso di stagionale tipo A aveva 

di regola una durata di 9 mesi. Per giurisprudenza consolidata, al pos-

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Pagina 9 

sessore del permesso tipo A non viene riconosciuta una durata contributi-

va completa, come nel caso, invece, del rilascio di permessi di tipo B o C 

(cfr. sentenza del TF I 524/02 del 25 novembre 2002 consid. 2.3 con rin-

vii). 

6.4 Da un lato, il passaporto italiano esibito dal ricorrente nonché l'atte-

stazione rilasciata dal comune di F._______, corroborano la tesi del ricor-

rente secondo la quale ha soggiornato in Svizzera ininterrottamente dal 

dicembre 1966 a dicembre 1967 in possesso di un permesso di dimora 

tipo B. Dall'altro lato, non può essere escluso che la dicitura "A" sul timbro 

apposto dalle autorità svizzere di polizia degli stranieri stia ad indicare il 

permesso di stagionale tipo A rilasciato all'epoca. Ritenuta la documenta-

zione probante prodotta dal ricorrente, incombeva all'autorità inferiore, 

nella misura in cui non fosse ancora convinta della verosimiglianza pre-

ponderante del rilascio di un permesso di dimora, di effettuare le neces-

sarie verifiche sulla portata della dicitura "A" di cui al timbro apposto all'e-

poca dalle autorità svizzere sul passaporto del ricorrente prima di decide-

re sulla sua richiesta di erogazione di una rendita AVS svizzera, fermo re-

stando che non vi è ragione di ritenere aprioristicamente che tale que-

stione non possa trovare una risposta.  

7.  

Pertanto, il ricorso deve essere accolto e la decisione impugnata, che vio-

la il diritto federale (accertamento inesatto ed incompleto dei fatti giuridi-

camente rilevanti), incorre nell'annullamento. 

8.  

Quando il Tribunale amministrativo federale annulla una decisione, esso 

può sostituirsi all'autorità inferiore e giudicare direttamente nel merito o 

rinviare la causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per un nuo-

vo giudizio (cfr. sentenza del TAF C-6433/2011 del 3 maggio 2013 consid. 

13.1). In particolare, esso si sostituirà all'autorità inferiore se gli atti sono 

completi e comunque sufficienti a statuire sull'applicazione del diritto fe-

derale (v. sentenza del TF 9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 con 

rinvii; DTF126 II 43; 125 II 326). Tale non è il caso nella presente fattispe-

cie per i motivi precedentemente indicati. Spetta dunque all'autorità infe-

riore completare l'istruttoria di causa al fine di poter statuire con cognizio-

ne di causa – se del caso secondo la verosimiglianza preponderante – 

sulla domanda di rendita svizzera di vecchiaia del ricorrente, fermo re-

stando che qualora questo Tribunale dovesse completare esso stesso l'i-

struttoria per quanto ancora necessario e statuire poi direttamente nel 

merito, esso priverebbe il ricorrente di un grado di giudizio dinanzi ad 

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Pagina 10 

un'autorità di ricorso che gode di piena cognizione, ciò che nel caso di 

specie, conto tenuto segnatamente della violazione del principio inquisito-

rio da parte dell'autorità inferiore e della conseguente sommaria consta-

tazione dei fatti, non vi è ragione di fare (v. sentenza del TF 9C_162/2007 

del 3 aprile 2008 consid. 2.3 con rinvii). Gli atti di causa sono pertanto 

rinviati all'autorità inferiore affinché la stessa proceda a completare l'ac-

certamento dei fatti giuridicamente rilevanti nonché a pronunciare una 

nuova decisione ai sensi dei considerandi. 

9.  

9.1 Non si prelevano spese processuali (art. 85
bis

 cpv. 2 LAVS). 

9.2 Ritenuto che l'insorgente non è rappresentato in questa sede e che 

non risulta che abbia dovuto sopportare delle spese indispensabili e rela-

tivamente elevate in relazione alla procedura di ricorso, non si giustifica 

l'attribuzione di spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con gli art. 7 e 

segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripe-

tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

173.320.2]). 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

C-1015/2014 

Pagina 11 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è accolto, nel senso che la decisione impugnata è annullata e gli 

atti di causa sono rinviati alla CSC affinché proceda al completamento 

dell'istruttoria ed alla pronuncia di una nuova decisione ai sensi dei consi-

derandi. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Non si assegnano ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (Raccomandata con avviso di ricevimento)  

– autorità inferiore (n. di rif.; Raccomandata) 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata) 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Vito Valenti Anna Röthlisberger 

 

 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 

segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, 

RS 173.110]). Gli atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e 

l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata 

e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come 

mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

Data di spedizione: