# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 50ddd7fb-0a4e-510b-ba4f-798f07e52a75
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-01-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 31.01.2000 90.1998.153
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-1998-153_2000-01-31.html

## Full Text

Incarto n.

  90.1998.00153

  	
  Lugano

  31 gennaio
  2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale della pianificazione del territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dai giudici:

  	
  Efrem Beretta,
  presidente, 

  Giovanna Roggero-Will, Michele Rusca

   

  

 

	
  vicecancelliera

  	
  Matea Pessina

  

 

statuendo sul ricorso del 23 novembre 1998 di

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________, 
  

  rappr. da: avv.
  __________ __________, __________ __________,  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 20 ottobre 1998 (n° __________) del
  Consiglio di Stato, che approva alcune varianti al PR di __________;

  

 

                                         viste le
osservazioni 13 gennaio 1999 del Municipio di __________ e 18 gennaio 1999 del
Consiglio di Stato; 

 

                                         letti ed
esaminati gli atti;

 

                                         esperiti
i necessari accertamenti;

 

r i t e n u t o,

 

in fatto

 

                                   a.   La
signora __________ __________ è proprietaria a __________ dei mappali n°
__________ e __________RFD, posti fuori zona edificabile in località __________
di __________ __________. Nella frazione sorge un gruppo di costruzioni di
carattere rurale, in parte trasformate in case di vacanze o in residenza
primaria. Il nucleo, raggiungibile dalla strada comunale, è situato ad una
distanza di ca. 300 ml. dal nucleo (edificabile) dei __________ di __________ __________.

                                  b.   Il
24 giugno 1997 il Legislativo di __________ ha adottato alcune varianti di PR,
che integrano con delle modifiche puntuali la pianificazione generale dei
nuclei (PGN) avviata dal Comune nel 1992. In particolare per il nucleo dei
__________ di __________ __________ è stata creata una piccola zona
edificabile, limitata nel perimetro al margine esterno delle costruzioni. La
zona, denominata Nucleo dei monti (NM), è retta dall'art. 37 NAPR.

 

                                   c.   Con
ris. gov. 20 ottobre 1998, n° __________, il Consiglio di Stato ha negato
l'approvazione di detta variante, ritenuta lesiva dell'art. 15 LPT, ed ha nel
contempo invitato il Comune a completare l'inventario degli edifici situati
fuori dalla zona edificabile, prevedendo, se del caso, disposizioni particolari
relative alla possibilità di insediare residenze primarie nel Nucleo.

 

                                  d.   Dissentendo
da tale decisione, la signora __________ insorge
ora davanti al TPT, chiedendone l'annullamento e postulando il ripristino
dell'azzonamento previsto dal Comune.

                                         Il
Municipio nelle sue osservazioni chiede l'accoglimento del gravame, mentre il
Consiglio di Stato ne postula la reiezione.

 

                                   e.   In
data 4 marzo 1999 si è tenuta l'udienza in contraddittorio, durante la quale le
parti si sono riconfermate nelle rispettive allegazioni e domande, rinunciando
al dibattimento finale. 

 

c o n s i d e r a t o,

 

in diritto

 

                                   1.   La
competenza di questo tribunale è data dall'art. 26 quater lett. D LOG,
introdotto con la Legge concernente l'istituzione del Tribunale della
pianificazione del territorio, entrata in vigore il 1. ottobre 1992.

                                         A norma
dell’art. 38 LALPT contro le decisioni del Consiglio di Stato è dato ricorso al
Tribunale della pianificazione del territorio (TPT), entro 30 giorni dalla
notificazione. La LALPT legittima a ricorrere il Comune (cpv. 4 lett. a), i già
ricorrenti, per gli stessi motivi (cpv. 4 lett. b), e ogni altra persona o ente
che dimostri un interesse degno di protezione a dipendenza delle modifiche
decise dal Consiglio di Stato (nuovo cpv. 4 lett. c, in vigore dal 15 marzo
1995).

                                         In
concreto, la legittimazione attiva della signora __________ giusta l'art. 38
cpv. 4 lett. c) LALPT è pacifica.

                                         Presentato
nei termini di legge, e quindi tempestivo, il ricorso è ricevibile in ordine.

 

                                   2.   Il comune gode di autonomia in quelle materie che il diritto
cantonale o federale non regola esaurientemente, ma lascia in tutto o in parte
alla regolamentazione del comune, conferendogli una notevole latitudine
decisionale (DTF 115 Ia 44). Il comune ticinese usufruisce di questa autonomia
in materia di pianificazione del territorio (art. 1 LE 73, art. 24 LALPT; DTF
inedita 21 novembre 1990 in re comune di Brissago). L’autonomia non è però
assoluta. Giusta l’art. 33 cpv. 3 lett. b) LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del PR da parte di almeno un’istanza. Nel Cantone
Ticino l’autorità competente è, a norma dell’art. 37 LALPT, il Consiglio di
Stato, che decide i ricorsi ed approva il PR con pieno potere cognitivo. Ciò
significa controllo non solo della legittimità ma pure dell’opportunità delle
scelte pianificatorie comunali. A contemperare l’estensione di tale controllo
con l’autonomia riconosciuta al comune interviene il principio dell’art. 2 cpv.
3 LPT: "le autorità incaricate di compiti pianificatori badano di lasciare
alle autorità loro subordinate il margine d’apprezzamento necessario per
adempiere i loro compiti". Il Consiglio di Stato non può, dunque,
semplicemente sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve
rispettarne il diritto di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta
più opportuna. Il Consiglio di Stato non può però limitarsi a intervenire nei
soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo,
sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare l’approvazione di
quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi pianificatori
fondamentali del diritto federale o non danno loro sufficiente attuazione. Se
l’autorità di approvazione esige dal comune, per motivi oggettivi, di porre il
PR in consonanza con l’ordinamento giuridico, il comune invocherà invano la
lesione della sua autonomia (DTF 1. giugno 1995 in re Comune di __________, 116
Ia 226 seg. consid. 2a; Alfred Kuttler, Zum Schutz der Gemeindeautonomie in der
neueren bundesgerichtlichen Rechtsprechung, in Rep. 1991, pag. 45 seg., in
part. 55).

Quanto al Tribunale della pianificazione del territorio non dispone,
contrariamente al Consiglio di Stato, del sindacato d’opportunità (tranne, in
applicazione dell’art. 33 cpv. 3 lett. b LPT, se col ricorso è impugnata una
modifica d’ufficio del PR). 

                                         Il
ricorso è infatti proponibile solo contro la violazione del diritto (in
particolare contro l’errata o mancata applicazione di una norma stabilita dalla
legge o risultante implicitamente da essa, l’apprezzamento giuridico erroneo di
un fatto, l’eccesso o l’abuso di potere, la violazione di una norma essenziale
di procedura) e contro l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti rilevanti
per la decisione (art. 38 cpv. 2 e 3 LALPT).

                                   3.   Scopo essenziale della pianificazione è di “assicurare una
funzionale utilizzazione del suolo e una razionale abitabilità del territorio”
(art. 22 quater Cost.).

                                         La LPT
riprende e sviluppa tale postulato. Secondo l’art. 1 LPT il suolo dev’essere
utilizzato con misura, l’insediamento ordinato in vista di uno sviluppo
armonioso del paese. A questo scopo la pianificazione deve tener conto delle
condizioni naturali, dei bisogni della popolazione e dell’economia. Deve
proteggere le basi naturali della vita, come il suolo, l’aria, l’acqua, il
bosco e il paesaggio. Deve garantire la difesa nazionale. Giusta l’art. 3 LPT
il paesaggio va tutelato sia mantenendo sufficienti superfici coltive per
l’agricoltura, sia integrando in esso gli insediamenti, conservando i siti naturali
e gli spazi ricreativi, permettendo al bosco di adempiere le sue funzioni. Gli
insediamenti vanno strutturati secondo i bisogni della popolazione e limitati
nella loro estensione. Si dovrà aver cura di preservare l’abitato da immissioni
nocive e moleste, di inserire molti spazi verdi e alberati, di creare vie
pedonali e ciclabili. Si tratta di esigenze spesse volte contrastanti, di una
realtà troppo complessa per poter essere gestita con formule riduttivamente
rigide e schematiche. In realtà, solo un’attenta ponderazione dei molteplici e
contrastanti interessi in giuoco consente di comporre in modo ottimale i
conflitti tra le diverse utilizzazioni del territorio, al fine di consentire un
insediamento equilibrato, dallo sviluppo armonioso, che rispetti la natura e
più specificamente l’ambiente, rispondendo in modo diversificato ai bisogni e
alle aspirazioni della popolazione (cfr. DTF 117 Ia 432 consid. 4b, 115 Ia 339
consid. 5, 113 Ia 461 consid. 5a).

 

                                   4.   Nel
sistema della LPT il processo pianificatorio si svolge in 3 tappe:
pianificazione direttrice, pianificazione dell’utilizzazione e procedura del
permesso di costruzione. Esse stanno in reciproco rapporto e formano un tutto
coerente, di cui ogni parte adempie una specifica funzione. Due sono principalmente
gli strumenti della pianificazione del territorio: il PD e il Piano di
utilizzazione comunale, in Ticino detto PR.

                                         Il PD,
che vincola solo le autorità (art. 22 LPT) e non (direttamente) i privati, è lo
strumento strategico per eccellenza a livello cantonale. E' in questo piano che
si stabiliscono le grandi linee dell’organizzazione e dello sviluppo del
territorio e si garantisce il coordinamento: “delle pianificazioni
cantonali, di queste con quelle federali, dei Cantoni e delle Regioni limitrofe
e delle pianificazioni regionali e comunali tra di loro“ (art. 12 lett. b
LALPT). In questo senso l'art. 1 della Legge sulla pianificazione cantonale
(1980) statuisce che "il Cantone ... attua una politica di
pianificazione indicativa, e una politica di pianificazione del territorio fra
di loro coordinate". Il PD è costituito, giusta l'art. 14 LALPT, da
obiettivi pianificatori cantonali, che definiscono il modello di organizzazione
del territorio e stabiliscono gli indirizzi cantonali delle singole politiche
settoriali di incidenza territoriale e da schede di coordinamento e
rappresentazioni grafiche. Le due ultime indicano come sono coordinate le
attività d'incidenza territoriale e precisano se si tratta di dati acquisiti,
risultati intermedi o informazioni preliminari.

                                         Il PR è
invece il classico strumento di pianificazione territoriale a livello comunale.
La sua funzione principale è di disciplinare l’uso del territorio. Questo
dev’essere suddiviso, giusta l’art. 14 LPT, almeno nella zona edificabile (art.
15), agricola (art. 16) e protetta (art. 17); con facoltà per il diritto
cantonale di prevederne altre (art. 18 LPT). Il tutto in conformità col PD
(art. 6 e 26 LPT), tenuto conto dei presumibili bisogni di sviluppo per i
prossimi quindici anni e compatibilmente con le possibilità finanziarie del
comune (art. 24 LALPT).

                                         Infine, il permesso di costruzione non è uno strumento
pianificatorio vero e proprio, ma, in quanto subordinato alla conformità con la
zona di PR (art. 22 LPT), è lo strumento attraverso il quale il PR trova
concreta attuazione.

                                         

                                   5.   Nel
caso concreto, la signora __________ ritiene che i motivi addotti dal Consiglio
di Stato per negare l'approvazione dell'azzonamento previsto dal Comune per il
nucleo dov'è situata la sua proprietà siano privi di fondamento: anzitutto
perché il nucleo dei __________ di __________ __________ presenta un carattere
insediativo abbastanza marcato, risultando oltretutto edificato in modo più
denso rispetto al nucleo dei __________ di __________ __________. Inoltre
perché l'accessibilità veicolare è soddisfacente e l'allacciamento alla rete di
distribuzione AP e alle canalizzazioni comporterebbe degli investimenti
ridotti. Ed infine perché, essendo la zona ben delimitata dal profilo
cartografico e retta da prescrizioni di carattere restrittivo, non
sussisterebbe il pericolo di una sua estensione incontrollata.

 

                                5.1   Per
rispondere a queste censure, occorre anzitutto ricordare che, a norma dell'art.
15 LPT, la zona edificabile comprende i terreni idonei all'edificazione già
edificati in larga misura o prevedibilmente necessari all'edificazione e
urbanizzati entro quindici anni.

                                         L’art. 15
LPT pone le condizioni minime perché l’attribuzione alla zona edificabile possa
entrare in linea di conto. Al disotto di questa soglia l’azzonamento è escluso,
a priori.

                                         Non
basta, per converso, che i requisiti legali siano tutti dati, e in modo chiaro
e incontrovertibile, perché l’inserimento in zona edificabile si imponga. Un
comprensorio può infatti rispondere alla definizione legale di più zone,
prestarsi ad es. sia all’edificazione sia all’agricoltura o contenere valori
naturali e paesaggistici che ne impongano la protezione a dispetto delle altre
idoneità.

                                         Spesso
non può essere categoricamente risposto al quesito se i singoli requisiti sono
effettivamente adempiuti (ad es. se il terreno si presta effettivamente alla
costruzione, se rientra o può esser fatto rientrare in un comprensorio già
largamente edificato e neppure se sarà necessario per l’edificazione nei
prossimi quindici anni). In simili circostanze i criteri dell’art. 15 LPT
intervengono come punti di vista, elementi di giudizio da mettersi a raffronto
con le opposte ragioni, in una ponderazione degli interessi che in quei casi è
imprescindibile (DTF 113 Ia 448 segg. consid. 4bc/bd, 114 Ia 250 segg. consid.
5b, 118 Ib 344 segg. consid. 4a). 

                                         Tranne,
dunque, nella misura in cui servano ad escludere incontrovertibilmente
l’appartenenza di un terreno alla zona da essi definita, gli articoli 15, 16 e
17 LPT vanno relativizzati.

                                         Si
consideri inoltre che per la loro funzione eminentemente pianificatoria i
criteri da essi enunciati possono solo riferirsi a interi comparti e non a
singole particelle; essi intervengono in una prospettiva generale, d’ordine
superiore che li rende inadeguati a risolvere i problemi attributivi di terreni
isolati. 

 

                                5.2   Premesso
che nel caso concreto non emergono motivi per non ritenere idonei
all'edificazione i terreni in questione, occorre rilevare che per stabilire se
un terreno è già ampiamente edificato si tiene conto delle costruzioni già
esistenti, della natura della loro utilizzazione, delle infrastrutture
presenti, delle licenze edilizie già rilasciate per progetti pubblici e
privati, dell’attività edificatoria fin lì intrapresa, ecc. Entrano in
considerazione solo le costruzioni che per la loro tipologia e l’impiego
fattone appartengono di per sé alla zona edificabile, a eccezione segnatamente
delle costruzioni agricole. Determinanti non sono però le singole costruzioni,
né le singole particelle. Il requisito va invece esaminato per rapporto a
tutto il comprensorio. Bisogna che le costruzioni creino un gruppo di case
effettivamente abitato e utilizzato, purché non lo sia a scopo agricolo. Né
basta peraltro la semplice presenza di un gruppo di case: queste devono
presentare assieme il carattere di un insediamento unitario, devono formare un
insieme sufficientemente concluso, avere una fisionomia abbastanza marcata, un
minimo di coerenza formale e funzionale, che ne faccia un nucleo vitale e non
una casuale disseminazione di case più o meno ravvicinate. Dipenderà dalla
tradizione insediativa locale la densità edificatoria minima. In certe zone
potrà essere ammessa una certa dispersione, in altre solo la contiguità sarà
significativa. Facenti parte dell’insediamento possono pure essere considerati,
a secondo delle circostanze, gli eventuali vuoti che presenta il suo tessuto
(Baulücken), o quelle adiacenze non costruite che però attengono all’insieme e
non devono per prevalenti motivi avere altra attribuzione. 

 

                                5.3   Si
terrà inoltre conto che l’art. 3 LPT esigendo che gli insediamenti siano
strutturati secondo i bisogni della popolazione e limitati nella loro
estensione pone il principio della concentrazione delle aree edificabili e,
implicitamente, della densificazione edificatoria. L’edificazione sparsa
(Streubauweise) è condannata per lo spreco di terreno e l’irrazionalità
dell’assetto territoriale che ne consegue; la creazione di
piccole zone lontano dall’abitato può essere considerata non solo
indesiderata ma addirittura contraria al diritto federale. Eccezioni sono
ammesse solo in presenza di motivi particolari e preponderanti, come ad esempio
nel caso in cui un gruppo di edifici si ponga in un rapporto funzionale con una
zona edificabile esistente e possa venir considerato come un insediamento
subordinato ai margini della stessa ("Bauzonenrandbesiedlung"). Ciò
può avverarsi in particolare allorquando l'insieme presenta una consistenza ed
una densità insediativa ("Siedlungsstruktur") pressoché identica a
quella della zona principale o risulti correlato ad essa tramite strade o altre
opere d'urbanizzazione. In questi casi potrebbe imporsi la creazione di una
piccola zona edificabile, retta eventualmente da prescrizioni edilizie
restrittive (DTF 113 Ia 444, consid. 4 da)). 

 

                                5.4   Nella fattispecie occorre anzitutto rilevare come dal profilo
insediativo il Comune di __________ sia caratterizzato dalla presenza di
diversi nuclei e gruppi di edifici sparsi sul suo territorio: a prescindere dal
nucleo principale del paese di Camorino, che rappresenta, anche
geograficamente, il centro del Comune, tali insediamenti, da ricondurre
storicamente alla distribuzione delle terre coltivabili, sono situati in
località __________, __________, __________ __________, __________ di
__________ __________ e __________, ai __________, __________, __________ e
__________. Da notare che, secondo il Rapporto di pianificazione marzo 1996, il
nucleo di __________ è l'unico a presentare, accanto al nucleo principale di __________,
una struttura urbanistica di una certa consistenza e densità, mentre gli altri
ne sono privi (cfr. in dettaglio Rapporto di pianificazione, pp. 7-8).

                                         In
termini generali, lo studio particolareggiato dei nuclei, avviato dal Comune
nel 1992, persegue lo scopo di garantire all'interno di tali insediamenti le
condizioni atte allo sviluppo dell'abitazione primaria; di valutare eventuali
adattamenti dei confini in funzione delle caratteristiche rilevate; di
valorizzare gli spazi liberi agricoli che ne formano la cornice ambientale; di
determinare la possibilità di completare il tessuto edificato con nuovi
edifici; di definire al loro interno le regole per la salvaguardia e la
gestione degli spazi inedificati privati (orti, giardini, vigneti, cortili); ed
infine di determinare in base a criteri urbanistici la disposizione degli spazi
pubblici, ed in particolare la situazione viaria e i percorsi pedonali (cfr.
Rapporto di pianificazione, pp. 5-6). 

                                         Dal
profilo pianificatorio e sulla base della valutazione dell'entità e delle
caratteristiche dei singoli nuclei e raggruppamenti di edifici, lo studio si è
tradotto nella definizione delle seguenti zone edificabili: la zona Nuclei
vecchi (NV), che comprende: il Nucleo vecchio di __________ (NV1), il Nucleo vecchio
di Vigana (NV2), il Nucleo vecchio di __________ (NV3), il Nucleo vecchio
__________ __________ (NV4) e il Nucleo vecchio Noverasca sotto (NV5); la zona
Nucleo dei __________ (NM) concernente il Nucleo di __________ __________ ed
infine la zona Nucleo speciale dei __________ (NSM). 

 

                                5.5   Per
quanto attiene specificamente al nucleo dei __________ di __________
__________, occorre osservare che, dal profilo strutturale, esso comprende
tredici costruzioni di carattere rurale, di cui quattro adibite a residenza
secondaria, una a residenza primaria ed un edificio ricostruito di recente ed
adibito ad attività agricola. Le altre costruzioni risultano in parte fuori uso
e in parte utilizzate quali depositi per l'attività viticola. Il nucleo,
raggiungibile mediante la strada comunale e situato ad una distanza di ca. 300
ml. dal nucleo dei __________ di __________ __________, è circondato da terreni
coltivati, in particolare da prati e vigneti. Secondo il Rapporto di
pianificazione, p. 7-8, esso presenta le caratteristiche tipiche dei gruppi di
edifici temporanei dei monti: edifici rurali, cascine, stalle, senza spazi
pubblici strutturati e pavimentati, salvo per la presenza di piccole
sistemazioni esterne, nelle immediate vicinanze delle costruzioni, per facilitare
gli accessi. Come già esposto, il Comune ha ritenuto opportuno creare per il
piccolo insediamento una zona edificabile di nucleo, regolamentata da un piano
di edificazione e retta da prescrizioni edilizie improntate ad una gestione
conservativa del tessuto edificato. I motivi alla base della scelta
pianificatoria vanno ricercati essenzialmente nell’avvenuta riattazione a scopo
di residenza di alcuni edifici, nella buona accessibilità veicolare del nucleo,
nell’investimento contenuto relativo all'allacciamento alla rete di
distribuzione AP e alla rete delle canalizzazioni per rapporto al potenziale
insediativo, nella volontà di regolarizzare situazioni esistenti e indirizzare
con parametri edificatori precisi i futuri interventi edilizi, ed infine nella sua
ubicazione in prossimità del nucleo vecchio dei Monti di __________ di
__________ (cfr. Rapporto di pianificazione, p. 31). 

 

                                5.6   In
base a tutti questi elementi si deve concludere che nel caso concreto le
condizioni eccezionali enunciate al considerando 5.3 per la formazione di
piccole zone edificabili non possono essere ritenute adempiute. Esaminando la
struttura di tutto il comprensorio situato a sud rispetto al nucleo di
__________, si evince infatti come il nucleo dei __________ di __________ __________
non presenti quelle caratteristiche insediative minime per poter assurgere a
piccola zona edificabile ai sensi dell'art. 15 LPT. E' vero che le tredici
costruzioni che lo compongono appaiono come un gruppo di edifici raccolti,
formanti un’unità coerente, chiaramente localizzata e distinta, e rispondente
ad un disegno unitario. Tuttavia, sebbene già cinque costruzioni siano state
trasformate ed adibite all'abitazione primaria o secondaria, nella loro
tipologia predomina in modo indiscutibile l'elemento agricolo. Inoltre nella
struttura e nell'organizzazione degli edifici manca un ordine insediativo di
una certa consistenza, ciò che va ricondotto al fatto che il nucleo, nella sua
organizzazione spaziale e strutturale, rappresenta il prodotto di un'evoluzione
e di una tradizione rurale tendente a formare piccoli aggregati, usati
temporaneamente, in funzione della distribuzione delle terre coltivabili.

                                         Anche
l'invocata vicinanza con il nucleo dei __________ di _________ __________,
l'accessibilità veicolare soddisfacente e la possibilità di effettuare
l'allacciamento alla rete di distribuzione AP e alle canalizzazioni senza
grossi investimenti non sono atte a motivare la creazione di una piccola zona
edificabile, giustificando un'eccezione al principio della concentrazione di
tali aree. Anzitutto l'accesso al nucleo, formato da una stradina a fondo
cieco, larga ca. ml 3.00, può essere ritenuto soddisfacente solo se posto in
relazione all'uso attuale degli edifici, ma non per rapporto ad
un'utilizzazione più intensiva (si pensi solo al problema dei posteggi).
Inoltre anche la vicinanza al nucleo dei __________ di __________ __________
non appare un elemento sufficiente per giustificare la scelta del Comune:
quest'ultimo conta infatti una quindicina di edifici, prevalentemente di
carattere rurale e allineati lungo un tracciato di ca. 150.00 ml, di cui
quattro trasformati di recente a scopo abitativo (cfr. Rapporto di
pianificazione, p. 15). Lungi quindi dal possedere una marcata struttura
insediativa che permetta di considerarlo come zona principale a cui correlarsi,
da un esame degli atti acquisiti all'incarto sembrerebbe piuttosto che i motivi
che hanno indotto il Comune a creare per questo nucleo una piccola zona
edificabile vadano ricercati nel fatto di essere stato considerato a sua volta
ed in via del tutto eccezionale come un insediamento correlato al nucleo di
__________ ed alla vicina zona residenziale estensiva R2b. In tale ipotesi è
tuttavia da escludere per ovvi motivi la possibilità di applicare lo stesso
criterio al nucleo che ci occupa, pena l'estensione a dismisura del perimetro
della zona edificabile del Comune.

 

                                5.7   Per tutti questi motivi la decisione del Consiglio di Stato
merita dunque di venir confermata. E' vero che gli intenti del Comune, che
tramite la creazione di una piccola zona edificabile ha preferito organizzare
ed indirizzare in anticipo lo sviluppo del nucleo, piuttosto che demandarne
l'assetto alla procedura della domanda di costruzione ed alla concessione di
autorizzazioni eccezionali basate sull'art. 24 LPT, sono comprensibili. Tanto
più che, a comprova di una certa vitalità dell'insediamento, in sede di udienza
è emerso che attualmente sono pendenti presso il Municipio altre due domande di
costruzione per la trasformazione a scopo abitativo di due edifici, di cui uno
da adibire alla residenza primaria. Tuttavia anche tali elementi si rivelano
insufficienti per giustificare un'eccezione ai requisiti posti dall'art. 15
LPT. 

                                         Non
occorre inoltre analizzare se gli scopi pianificatori perseguiti dal Comune con
la creazione della zona NM avrebbero potuto venir raggiunti con altri
strumenti, ed in particolare mediante l'istituzione di una zona di mantenimento degli insediamenti. L’art. 23 OPT
permette infatti di designare delle zone di utilizzazione speciale giusta
l’art. 18 LPT per la conservazione di piccoli insediamenti fuori delle zone
edificabili, a condizione che il PD lo preveda nella rappresentazione grafica o
nel testo (cfr. DTF 119 Ia 302 consid. 3a; E. Beretta, Riflessioni in tema
di piccoli insediamenti fuori zona edificabile, in : RDAT I-1997, p. 347 ss.; ASPAN, Résoudre le problème épineux des hameaux,
1999). Orbene tale presupposto in Ticino non appare soddisfatto, perché
l’istituzione di simili zone non è prevista né dalla rappresentazione grafica,
né dal testo del PD. 

                                         Per tutti questi motivi il ricorso viene respinto e la decisione
impugnata confermata.

                                         Vista la
particolarità delle vertenza, si prescinde dal prelievo di spese e tassa di
giudizio. Le ripetibili seguono la soccombenza.

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla
fattispecie,

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
prelevano spese né tassa di giudizio.

                                         Non
vengono assegnate ripetibili.

                                   3.   Intimazione:                   -
avv. __________ __________, __________, 

                                        - Municipio di __________ 

                                        - Consiglio di Stato, __________ 

                                        - Sezione pianificazione urbanistica,                       __________

 

 

 

Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente                                                           Il
segretario