# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 904c44a2-061d-5d77-88e2-169bb588d5dc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-07-22
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 22.07.2019 12.2019.86
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2019-86_2019-07-22.html

## Full Text

RI 1

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  12.2019.86

  	
  Lugano

  22 luglio 2019/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

   

  
	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

 

chiamata
a statuire, quale autorità giudiziaria competente ai sensi dell’art. 6 cpv. 1
della legge cantonale sul registro di commercio (LCRC), sul ricorso presentato
il 27 maggio 2019 da

 

 

	
   

  	
  RI
  1  

  rappr. da  RA 1  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

contro la decisione 7 maggio
2019 (inc. n. __________ - __________) con cui l'Ufficio del registro di
commercio, Biasca, ha pronunciato lo scioglimento d’ufficio della società in
applicazione dell’art. 153b cpv. 1 e 2 ORC;

 

vista la risposta 7 giugno
2019 dell’Ufficio del registro di commercio nonché le successive prese di
posizione 18 giugno 2019 dello stesso e 1° luglio 2019 della società;

 

letti ed
esaminati gli atti ed i documenti prodotti;

 

 

 

 

 

 

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

                                         che sin dalla sua
costituzione il recapito (o domicilio legale) iscritto nel registro di
commercio della società RI 1 risulta essere in __________ a __________;  

 

                                         che l’Ufficio del registro
di commercio, informato da un terzo che la società non aveva più il domicilio
legale nel luogo della sua sede statutaria, con raccomandata 14 febbraio 2019,
in applicazione dell’art. 153a cpv. 1 e 2 ORC, ha assegnato alla stessa un
termine di 30 giorni per procedere alla notificazione del nuovo domicilio
legale o per comunicare la validità di quello attualmente iscritto a registro,
con la comminatoria dell’emanazione di una decisione formale di scioglimento e
dell’applicazione di un’ammenda; 

 

                                         che, preso atto che
l’invio raccomandato è stato ritornato dalla Posta svizzera con la dicitura “il
destinatario è irreperibile all’indirizzo indicato”, con pubblicazione sul
FUSC del 18 marzo 2019 alla società, in applicazione dell’art. 153a cpv. 3 ORC,
è stato assegnato un ultimo termine di 30 giorni per ristabilire la situazione
legale del proprio domicilio e per notificare all’Ufficio del registro di commercio
la relativa iscrizione, sempre con la comminatoria dello scioglimento della
società e dell’applicazione di un’ammenda;

 

                                         che, rilevato come anche
quest’ultimo termine fosse scaduto infruttuosamente, con decisione 7 maggio
2019 l’Ufficio del registro di commercio, in applicazione dell’art. 153b cpv. 1
e 2 ORC, ha dichiarato lo scioglimento d’ufficio della società e nominato quale
liquidatore il suo socio e gerente (dispositivo n. 1), ha ordinato l’iscrizione
nel registro di commercio della relativa decisione (dispositivo n. 2), ha posto
le tasse di iscrizione, di diffida e le spese, di complessivi fr. 465.-
(dispositivo n. 3), a carico della società e del suo socio e gerente in solido
(dispositivo n. 5) ed ha posto l’ammenda, di fr. 350.- (dispositivo n. 4), a
carico del suo socio e gerente (dispositivo n. 5);

 

                                         che con il ricorso 27 maggio
2019, che qui ci occupa, la società, che nel frattempo ha mutato la sua ragione
sociale in __________, ha chiesto di revocare il suo scioglimento d’ufficio,
ritenendo non date le condizioni per un tale provvedimento e rilevando di aver comunque
provveduto a ripristinare la situazione legale con il trasferimento della sua
sede e la costituzione di un nuovo recapito in __________ a __________; essa ha
pure chiesto di ridurre a un importo imprecisato l’ammenda posta a carico del suo
socio e gerente, al quale poteva essere imputata solo una lieve negligenza nell’adempimento
dei suoi obblighi legali; 

 

                                         che, con risposta 7 giugno
2019, l’Ufficio del registro di commercio ha ribadito che la procedura per lo
scioglimento era stata svolta correttamente e ha rilevato che il prospettato
trasferimento della sede e la costituzione del nuovo recapito non erano ancora
stati attuati; esso ha pure confermato che al socio e gerente poteva essere
imputata una negligenza per la mancata informazione del nuovo domicilio sociale;

 

                                         che con scritto 18 giugno
2019 l’Ufficio del registro di commercio ha confermato che la società aveva
provveduto a regolarizzare la situazione relativa al suo domicilio legale, con
il prospettato trasferimento della sede e del recapito a __________;

 

                                         che con scritto 1° luglio
2019 la società ha a sua volta ribadito la richiesta di revocare lo scioglimento
d’ufficio, dichiarando tuttavia di poter accettare l’ammenda inflitta al suo
socio e gerente;

  

                                         che il ricorso in esame,
presentato a questa Camera (art. 165 cpv. 2 ORC e art. 6 cpv. 1 LCRC) nel
termine di 30 giorni dalla notifica della decisione dell’Ufficio del registro
di commercio (art. 165 cpv. 4 ORC), è senz’altro tempestivo; 

 

                                         che nel caso di specie è
incontestabile che l’Ufficio del registro di commercio abbia provveduto a
ragione ad applicare nei suoi confronti la procedura di cui agli art. 153a e
153b ORC ed abbia deciso altrettanto a ragione per il suo scioglimento
d’ufficio: contrariamente a quanto preteso nel gravame, nessuna disposizione
impone in effetti all’Ufficio del registro di commercio, laddove sia stato
informato da un terzo che la società non ha più il domicilio legale nel luogo
della sua sede statutaria, di diffidare i suoi amministratori personalmente al
loro indirizzo privato, anziché al domicilio sociale iscritto nel registro di
commercio (cfr. anzi art. 153a cpv. 2 lett. a ORC); 

 

                                         che nel ricorso la società
ha nondimeno evidenziato di aver nel frattempo regolarizzato la situazione
legale e l’Ufficio del registro di commercio ha pacificamente dato atto della
circostanza: in tali circostanze è evidente che la conferma da parte di questa
Camera dello scioglimento d’ufficio della società, quando poi a seguito dell’intervenuto
ripristino della situazione legale entro 3 mesi dall’iscrizione dello stesso
l’Ufficio del registro di commercio avrebbe potuto revocarlo giusta l’art. 153b
cpv. 3 ORC, costituirebbe un inutile esercizio formale fine a sé stesso, che
non ha così ragione di essere attuata; appare per contro giustificato
confermare la condanna della società al pagamento delle tasse di iscrizione e
di diffida come pure delle spese relative allo scioglimento, come se lo stesso
fosse stato ordinato, siccome da lei a suo tempo inutilmente occasionate;

 

                                         che la società, la quale
aveva inizialmente pure chiesto di ridurre a un importo imprecisato l’ammenda
di fr. 350.- posta a carico del socio e gerente, ha tuttavia dichiarato in
seguito di accettare l’importo della sanzione, di modo che, su questo punto, il
gravame dev’essere stralciato dai ruoli per desistenza;

 

                                         che in definitiva il
ricorso deve essere parzialmente accolto nel senso che i dispositivi n. 1 e 2 del
giudizio impugnato sono annullati;

 

                                         che, viste le circostanze del
caso e ritenuto che la situazione di legalità è stata ripristinata solo in sede
ricorsuale, le spese processuali della procedura di secondo grado, calcolate
sulla base di un valore litigioso di fr. 20'000.-, pari al capitale nominale
della società (cfr. TF 19 agosto 2010 4A_315/2010 consid. 2, 8 luglio 2010
4A_278/2010 consid. 6, 22 giugno 2010 4A_106/2010 consid. 6), devono rimanere a
suo carico (art. 47 LPAmm, applicabile in virtù del rimando dell’art. 6 cpv. 2
LCRC), ritenuto che all’Ufficio del registro di commercio non vengono
attribuite ripetibili (art. 49 cpv. 2 LPAmm, applicabile in virtù del rimando
dell’art. 6 cpv. 2 LCRC);

 

                                         che non ponendo la causa
questioni di principio o di rilevante importanza, il presente giudizio può
essere emanato da questa Camera nella composizione di un giudice unico (art.
48b cpv. 1 lett. b n. 3 LOG).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi

richiamati l’art. 15 LTG e gli art. 47 e 49 LPAmm

 

 

decide:

 

                                   1.   Il ricorso 27 maggio 2019 di RI
1 è parzialmente accolto, nel senso che i
dispositivi n. 1 e 2 della decisione 7 maggio 2019 dell’Ufficio del registro di
commercio sono annullati, mentre che gli altri dispositivi
della decisione impugnata rimangono invariati.

                                         

                                   2.   Le spese processuali
di fr. 200.-, da anticiparsi dalla ricorrente, rimangono a suo carico. Non si
attribuiscono ripetibili.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -     

  -    

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio federale del registro di commercio, Berna

 

 

Per
 la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1
e 100 cpv. 1 LTF).