# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 175e68c7-93a6-56b3-b184-4b8ba48348bb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-01-22
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 22.01.2003 14.2002.102
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2002-102_2003-01-22.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2002.102

  	
  Lugano

  22 gennaio
  2003

  CJ/fc/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente,

  Pellegrini e Chiesa

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sulla causa a procedura
sommaria appellabile di cui agli inc. __________ e __________ della Pretura di Locarno-Campagna,
a dipendenza dell'istanza di sequestro del 26 agosto 2002 di

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

 

e delle
opposizioni formulate il 4 settembre 2002 da

 

                                           __________

 

e il 12 settembre 2002 da

 

                                         __________

al decreto
di sequestro __________ emanato dal Pretore della Giurisdizione di Locarno-Città;

 

opposizioni
parzialmente, risp. interamente accolte dallo stesso Pretore, che con decisione
24 ottobre 2002 ha così statuito:

 

“1.   Le prove (teste _________ e
richiamo incarti dalla Pretura di Locarno-Campagna) indicate dalle parti
all’udienza dell’11 ottobre 20000 sono respinte.

 

 2.   L’opposizione 12 settembre
2002 di __________, è accolta.

 

 §    Di conseguenza, l’istanza di
sequestro __________ inoltrata da __________, Locarno, è respinta ed il
sequestro ordinato il __________ da questo Pretore (__________) è integralmente
revocato.

 

 3.   L’opposizione 4 settembre 2002 di __________, Locarno, è parzialmente
accolta.

 

§     Di conseguenza, in modifica della
decisione __________ di questo Pretore (decisione contestuale al decreto di
sequestro), è fatto obbligo a __________, __________, di prestare una garanzia
in contanti, ex art. 273 LEF, da versare sul CCP n. 65-247-7 della Pretura di Locarno-Città,
per l’importo di fr. 2'000.--, entro 20 giorni dalla crescita in
giudicato di un’eventuale sentenza di un tribunale superiore che dovesse mutare
l’odierno pronunciato del Pretore e (ri)confermare il sequestro.

       

 4.   Le spese e la tassa di
giustizia per complessivi fr. 700.-- (relativamente ad entrambi i procedimenti
di opposizione), da anticipare da __________, rimangono a suo carico.
__________ rifonderà a __________ l’importo di fr. 2'000.-- a titolo di
ripetibili.

 

 5.   omissis.”

 

decisione
impugnata da __________, che con appello 7 novembre 2002 chiede venga
giudicato:

 

          I.     In via principale

 

          “1.   L’appello 7 novembre
2002 della __________ è accolto.

                 Di conseguenza, la
decisione 24 ottobre 2002 della Pretura di Locarno-Città è annullata e così
riformata:

                 “1. L’opposizione 12 settembre 2002 interposta dal
debitore __________ al sequestro __________ è respinta in ordine.

                  2. L’opposizione 4 settembre 2002 di
__________ è integralmente accolta. Di conseguenza, la garanzia ex art. 273 LEF
decretata contestualmente al decreto di sequestro __________ per un importo di
CHF 20'000.-- è annullata.

                  3.  Le spese e la tassa di giustizia
per complessivi CHF 700.-- (relativamente ad entrambi i procedimenti di
opposizione) sono posti a carico di __________, il quale rifonderà alla
__________ l’importo di CHF 2'000.-- a titolo di ripetibili.

 

           2.   Protestate tasse
spese e ripetibili di appello.

 

 

          II.    In via subordinata

 

          “1.   L’appello 7 novembre
2002 della __________ è accolto.

 

                 Di conseguenza

                 1.1. La decisione 24 ottobre
2002 del Pretore di Locarno-Città sull’opposizione del debitore __________ al
decreto di sequestro è annullata e l’incarto gli è retrocesso perché proceda ad
un nuovo giudizio valutando le altre condizioni del sequestro ex art. 272 LEF,
ritenuto che l’esistenza delle cause di sequestro ex art. 271 cpv. 1 cifra 2 e
4 LEF è confermata e la domanda di __________ relativa all’audizione del teste
__________ è ammessa.

                 1.2. La decisione 24 ottobre 2002 del Pretore
di Locarno-Città sull’opposizione di __________ alla garanzia ex art. 273 LEF è
annullata e riformata nel senso che la decisione __________ 2002 contestuale al
decreto di sequestro di condanna ad una garanzia di CHF 20'000.-- è annullata.

                 1.3. La tassa di giustizia e
le indennità di prima istanza verranno fissate con la nuova sentenza pretorile.

 

           2.   Protestate tasse
spese e ripetibili di appello.

 

          III.   In via seconda
subordinata

 

          “1.   L’appello 7 novembre
2002 della __________ è accolto

                 Di conseguenza, la
decisione 24 ottobre 2002 della Pretura di Locarno-Città è annullata e così
riformata:

                 “1. L’opposizione 12 settembre 2002 interposta dal
debitore __________ al sequestro __________ è respinta.

                  2. L’opposizione 4 settembre 2002 di
__________ è integralmente accolta. Di conseguenza, la garanzia ex art. 273 LEF
decretata contestualmente al decreto di sequestro __________ per un importo di
CHF 20'000.-- è annullata.

                  3. Le spese e la tassa di giustizia
per complessivi CHF 700.-- (relativamente ad entrambi i procedimenti di
opposizione) sono posti a carico di __________, il quale rifonderà alla
__________ l’importo di CHF 2'000.-- a titolo di ripetibili

 

           2.   Protestate tasse
spese e ripetibili di appello.

 

 

viste le
osservazioni 5 dicembre 2002 di __________;

 

considerato
che l’appellante ha prodotto nel termine fissatole con ordinanza del 13
dicembre 2002 una valida procura a favore del proprio patrocinatore firmata il
19 dicembre 2002 dal direttore __________ e dal delegato __________;

 

 

 

 

Ritenuto

 

in
fatto:                          

 

                                        A.   Il
__________, il Pretore della Giurisdizione di Locarno-Città ha decretato, su
istanza di __________, con sede a Locarno, il sequestro ex art. 271 cpv. 1 n. 2
e 4 LEF di “ogni importo sul conto bancario appartenente a __________, n.
__________ presso la __________ di Locarno” nonché “l’indennità di
disoccupazione percepita da __________ dalla Cassa di disoccupazione del
__________, Sezione di Locarno, ____________, nei limiti dell’art. 93 LEF.
Quale titolo del credito è stato indicato “risarcimento danni per violazione
contrattuale/atto illecito”. Il primo giudice ha inoltre ordinato alla
sequestrante di prestare una garanzia di fr. 20'000.-- in contanti, da versare
entro 10 giorni dall’intimazione del decreto.

                                               Il
__________, l’UEF di Locarno ha sequestrato il conto n. __________ presso la
__________ e l’11 settembre 2002 l’importo mensile di fr. 1'708.-- eccedente il
minimo di esistenza del debitore, stabilito in fr. 4'021.--.

 

 

                                        B.   Con
atto 4 settembre 2002, __________ ha interposto opposizione ex art. 278 LEF,
chiedendo in via preliminare che il termine per la prestazione della garanzia
ex art. 273 LEF venisse prorogato fino a 20 giorni dopo la crescita in
giudicato della decisione sull’opposizione e in via principale che l’ordine di
prestazione della garanzia sia annullato.

                                               Con
atto 12 settembre 2002, __________ ha pure formulato tempestiva opposizione ex art.
278 LEF.

 

 

                                        C.   Il
5 settembre 2002, il Pretore della Giurisdizione di Locarno-Città ha prorogato
il termine per il versamento della garanzia ex art. 273 LEF fino a 20 giorni
dopo la crescita in giudicato della decisione sull’opposizione.

 

 

                                        D.   All’udienza
di discussione dell’11 ottobre 2002, in cui è stata ordinata la congiunzione
delle due procedure di opposizione, ciascuna delle parti ha prodotto un
memoriale scritto delle proprie allegazioni. 

                                               __________
ha contestato sia le cause di sequestro sia il credito. In particolare, egli ha
negato che vi siano stati da parte sua trafugamento malevolo di valori
patrimoniali o fuga e addotto una serie di circostanze da cui risulta che egli
sarebbe domiciliato a __________. 

                                               La
sequestrante ha da parte sua sollevato l’eccezione d’inammissibilità
dell’opposizione in quanto motivata solo in sede di discussione, quindi
tardivamente. Ha poi ribadito l’esistenza delle cause di sequestro e del
credito indicati nell’istanza. Infine, __________ ha confermato la domanda di
revoca dell’ordine di prestare la garanzia ex art. 273 LEF, facendo valere che
il sequestro era ampiamente giustificato e che in ogni caso allo stadio attuale
nessun danno poteva essere ipotizzato.

 

 

                                        E.   Con
sentenza 24 ottobre 2002, il Pretore della Giurisdizione di Locarno-Città ha
accolto l’opposizione di __________ e revocato il sequestro, mentre ha accolto
l’opposizione di __________ solo parzialmente, riducendo a fr. 2'000.-- (invece
di fr. 20'000.--) l’importo da prestare quale garanzia ex art. 273 LEF.
L’audizione del teste __________ chiesta dalla sequestrante e il richiamo
incarti chiesto dal sequestrato non sono stati ammessi.

                                               In
sostanza, il primo giudice, dopo aver respinto l’eccezione d’ordine sollevata
dalla sequestrante, ha ritenuto che le cause di sequestro non erano state rese
verosimili. Egli ha in particolare considerato che il fatto per il sequestrato
di aver eventualmente trasferito la propria dimora in __________ non era per sé
equiparabile ad un fuga e che comunque __________ era dimorante ad __________
dal 25 ottobre 1999 (doc. L) nonché al beneficio di un permesso di dimora in
Svizzera scadente il 24 ottobre 2007 (doc. F). Il giudice di prime cure ha
inoltre rilevato come dalle deposizioni giurate della portinaia e
dell’amministratore dello stabile di __________ dove abita il sequestrato
risultasse che quest’ultimo dimora ad __________ almeno per 15 giorni al mese
con l’intenzione di rimanervi e di cercare un nuovo lavoro nelle vicinanze. Le
dichiarazioni in senso contrario prodotte dalla sequestrante non sono invece
state considerate decisive, in quanto i dichiaranti non precisano quante volte,
quando e tramite quale numero siano stati operati i tentativi di contattare
telefonicamente il debitore ad __________, rilevato del resto come
l’irreperibilità di quest’ultimo in pieno periodo festivo (fra il 15 luglio e
il 18 agosto) non sarebbe comunque per nulla concludente circa una sua costante
assenza da questo comune.

                                               Il
giudice di prime cure ha d’altro canto ammesso solo parzialmente l’opposizione
di __________, rilevando, da una parte, come nessun danno può essere ipotizzato
a scapito del debitore per il blocco del conto bancario e di parte delle sue
indennità di disoccupazione, poiché questi si è “rimesso al giudizio del
Pretore”, di modo che fanno difetto gli elementi necessari per stabilire un
eventuale danno, e d’altra parte come la sequestrante risponda comunque dal
pagamento delle indennità fissate in sede di opposizione al sequestro,
determinate in fr. 2'000.--.

 

 

                                        F.    Con
appello 27 novembre 2002, __________ si aggrava contro la sentenza pretorile,
chiedendone in ogni caso l’accoglimento integrale della propria opposizione e
in via principale l’annullamento e la reiezione in ordine dell’opposizione di
__________, in via subordinata la retrocessione dell’incarto al primo giudice
per nuova decisione sulle altre condizioni del sequestro tranne quella della
causa del sequestro, e in via più subordinata la reiezione dell’opposizione del
sequestrato.

                                               L’appellante
ha innanzitutto nuovamente chiesto l’audizione del teste __________ entro
brevissimo tempo.

                                               In
ordine, l’appellante ribadisce la tesi secondo la quale il sequestrato che
entro il termine d’opposizione di 10 giorni ha potuto prendere visione
dell’istanza di sequestro e dell’annessa documentazione deve motivare
l’opposizione in tale lasso di tempo e non solo all’udienza di contraddittorio.

                                               Riguardo
alla causa di sequestro ex art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF, l’appellante sostiene che
il trafugamento dei beni, la latitanza o la preparazione alla fuga non sono i
soli elementi che consentono di ritenere realizzata siffatta causa di
sequestro, ma che permettono soltanto di presumere la malafede del debitore, la
quale nel caso concreto sarebbe però stata dimostrata con gli accordi che
__________ avrebbe concluso con alcuni partners contrattuali di __________ ai danni
di quest’ultima. Inoltre, il sequestrato avrebbe prima del sequestro asportato
arredi e oggetti di valore dal suo appartamento di __________ risiederebbe del
resto stabilmente in __________ con la moglie, ritornando in Ticino solo per
motivi legati alla disoccupazione ivi percepita.

                                               In
merito alla causa di sequestro di cui all’art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF,
l’appellante ha esposto che per “dimora” ai sensi dell’art. 271 cpv.1 n. 4 LEF
andrebbe inteso il domicilio ai sensi dell’art. 20 LDIP. Orbene, il sequestrato
ha il centro dei propri interessi in __________, e meglio a __________, ove
risiede la moglie, ove ha contatti per una nuova occupazione e ove risponde al
telefono. Egli rientrerebbe in Ticino solo una volta al mese per percepire le
indennità di disoccupazione. Le circostanze sulle quali si è fondato il primo
giudice per ritenere che il debitore sia domiciliato in Ticino non sarebbero
invece determinanti.

                                               L’appellante
critica infine la decisione pretorile sul punto della garanzia ex art. 273 LEF.
La fissazione d’ufficio di siffatta garanzia in fase successiva al decreto di
sequestro si giustificherebbe infatti solo nel caso in cui il giudice del
sequestro abbia maturato il convincimento che possano realizzarsi danni
irreparabili, ad esempio per l’insolvenza del debitore. Orbene, la solvibilità
di __________, con sede a Locarno da più di 10 anni e il cui capitale ammonta a
fr. 65'000'000.--, è fuori discussione.

 

 

                                        G.   Delle
osservazioni di __________ si dirà per quanto necessario ai fini del giudizio
nei considerandi di diritto.

 

 

Considerando

 

in
diritto:                       

 

                                        1.    Questioni
procedurali

                                     1.1.    Per
crediti non garantiti da pegno il creditore può chiedere il sequestro di beni
del debitore, quando sia data una causa di sequestro (cfr. art. 271 cpv. 1 n. 1
a 5 LEF). Nel Cantone Ticino per valori superiori a fr. 2'000.-- competente per
la concessione del sequestro è il Pretore del luogo in cui si trovano i beni da
sequestrare indicati dal creditore (art. 14 cpv. 1 e 16 cpv. 3 LALEF, art. 5
cpv. 1 LOG). La procedura, di natura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF), è
retta dall’art. 19 LALEF che non prevede il contraddittorio. 

 

                                     1.2.    Prima
di concedere il sequestro il giudice esamina, sulla base dei soli elementi
addotti dal creditore, se è stata resa sufficientemente verosimile l’esistenza
del credito, di una causa di sequestro nonché di beni appartenenti al debitore
(art. 272 LEF). Il grado di verosimiglianza ex art. 271-272 LEF richiesto per
valutare se vi è un credito, se nel circondario di sua competenza vi sono beni
appartenenti al debitore e se si realizza almeno una delle cause di sequestro
fatte valere dal creditore è in linea di principio nel senso che la tesi del
creditore deve risultare plausibile e l’esame puntuale delle allegazioni e
della documentazione prodotta dal creditore deve permettere al giudice di
convincersi – sulla base di elementi oggettivi, non bastando di regola fatture
o altri elementi allestiti unilateralmente dal creditore sequestrante o da suoi
organi o persone ausiliarie – che in concreto le circostanze di fatto rilevanti
si sono realizzate, senza per questo poter già escludere il contrario (cfr. Walter
Stoffel, Le séquestre, in: La LP révisée, collana CEDIDAC, vol. 35,
Losanna 1997, p. 280 s.; Pierre-Robert
Gilliéron, Le séquestre
dans la LP révisée, in: BlSchK 1995, p. 132 e rif.; Bertrand Reeb,
Les mesures provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, p.
466; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts,
6. ed., Berna 1997, n. 2 ad § 51; Rudolf
Ottomann, Der Arrest, in: ZSR 1996/I, p. 253, n. 32).

 

                                     1.3.    Concesso
il sequestro, chi è toccato nei suoi diritti, tranne il sequestrante, può fare
opposizione al giudice del sequestro entro dieci giorni da quando ne ha avuto
conoscenza (art. 278 cpv.1 LEF. In tal caso il giudice, in una procedura pure
sommaria retta dagli art. 20 ss. LALEF, sottopone il sequestro a nuovo esame,
dando agli interessati la possibilità di esprimersi (cfr. art. 278 cpv. 2 LEF),
rispettivamente di addurre fatti nuovi. In caso di tempestiva opposizione al
sequestro, il giudice che lo ha concesso deve chinarsi dunque nuovamente sulla
domanda di sequestro e verificare – pur con il medesimo potere di cognizione
esercitato in precedenza (cfr. Reeb, op. cit., p. 478; Gilliéron, op. cit., p. 135) – se
alla luce di quanto emerso dal contraddittorio tutte le condizioni del
sequestro – contestate dall’opponente – risultano ancora sufficientemente
verosimili, se cioè in relazione alle stesse è ancora soddisfatto quel grado di
verosimiglianza necessario per la sua concessione (cfr. Amonn/Gasser, op. cit., n. 71 ad § 51), atteso che resta onere del
creditore sequestrante fornire al giudice gli elementi sufficienti (cfr. Hans
Reiser, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, Vol.
III, n. 38 ad art. 278).

 

                                     1.4.    La nuova decisione
(sull’opposizione) – sia essa di annullamento o di conferma del sequestro (cfr.
Reiser, op. cit., n. 44-45
ad art. 278) – può essere a sua volta impugnata entro dieci giorni davanti
all’autorità giudiziaria superiore (art. 278 cpv. 3 primo periodo LEF), nel
Cantone Ticino la Camera di esecuzione e fallimenti con il rimedio dell’appello
(art. 22 LALEF nonché 14 e 22 lett. c LOG), rispettivamente, in caso di valore
inferiore a fr. 8’000.--, la Camera di cassazione civile con ricorso per
cassazione (art. 22 LALEF nonché 5, 13 e 22 lett. b LOG). L’autorità superiore
deve verificare – sulla base delle allegazioni e dei documenti prodotti dalle
parti ed eventualmente anche dei fatti nuovi di cui le stesse si possono
avvalere (art. 278 cpv. 3 secondo periodo LEF) – se nel caso concreto in
relazione al realizzarsi delle condizioni del sequestro addotte dal creditore –
e contestate dalle controparti – è raggiunto il grado di verosimiglianza
necessario per il mantenimento del provvedimento conservativo, atteso che in
caso negativo annullerà la decisione del giudice di prime cure che ha
confermato il sequestro rispettivamente confermerà la decisione che lo ha
annullato, riservate soluzioni intermedie (cfr. Amonn/ Gasser,
op. cit., n. 74 ad § 51; Reeb, op. cit., p. 482).

 

                                    1.5.a)  Tutte
le decisioni in materia di sequestro, in tutte le istanze, vanno pronunciate in
procedura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF). Le norme cantonali che reggono
tale tipo di procedura devono rispettare la massime dispositiva ("Dispositions­maxime"),
il principio attitatorio ("Verhandlungsmaxime"), nonché le massime di
celerità e di concentrazione (cfr. Jérôme Piégai,
La protection du débiteur et des tiers dans le nouveau droit du séquestre, tesi
Losanna 1997, p. 213 ss. con rif.; Yvonne Artho
von Gunten, Die Arresteinsprache, tesi Zurigo 2001, p. 73 ss.).
Detto altrimenti, il giudice non agisce d'ufficio, egli esamina solo ciò che è
stato allegato e decide unicamente in base alle prove addotte dalle parti
("quod non est in actis, non est in mundo") e che possono essere
assunte seduta stante ("Beweismittelbeschränkung"), salvo che il
fatto allegato sia stato ammesso o non contestato dalla controparte non
contumace (Vogel/ Spühler,
Grundriss des Zivilprozessrechts, 7a ed., Berna 2001, n. 24 ad cap. 6 e n. 12
ad cap. 10; di diverso parere: Artho
von Gunten, op. cit., p. 79 s., che però non convince, cfr. CEF
15 maggio 2002 [14.2002.6], cons. 1.5a).

                                               Il
giudice può accontentarsi della semplice verosimiglianza dei fatti ("Beweisstrengebeschränkung")
ed esaminare sommariamente i punti di diritto ("prima facie cognitio"),
nella misura compatibile con l'esigenza di celerità (cfr. Fabienne Hohl, La réalisation du droit et les
procédures rapides, tesi Friborgo 1997, n. 453; Gilliéron, op. cit., p. 138, B; Piégai, op. cit., p. 212; Artho von Gunten, op. cit., p. 85 ss.).
Il giudice apprezza liberamente le prove (art. 20 cpv. 5 LALEF).

 

                                        b)   I
principi di celerità e di concentrazione impongono in particolare alle parti
alte esigenze di motivazione per poter giungere ad un giudizio sollecito. Il
giudice del sequestro non deve ricercare tra tutti i documenti prodotti quelli
che potrebbero essere determinanti a sostegno delle allegazioni della parte.
Quest'ultima non può limitarsi ad indicare tesi descrittive – sia fattuali che
in diritto – ma deve sostanziarle con riferimenti puntuali e d'immediato
riscontro ai documenti topici a sostegno. In caso di omissione, le allegazioni
non debitamente motivate saranno ignorate per carenza di forma del gravame.

                                               È
parimenti inconciliabile con l’esigenza di una motivazione chiara e dettagliata
dell’appello, posta all’art. 309 cpv. 2 lett. f CPC (applicabile in casu per il
rinvio dell’art. 25 LALEF), il richiamo generico all’esposizione delle
circostanze di fatto o ai motivi di diritto esposti negli allegati introdotti
in prima istanza (cfr. CEF 3 maggio 2001 [14.2001.10/11], cons. 1.5b; Cocchi/Trezzini, CPC-TI, Lugano
2000, n. 21 ad art. 309, con rif.).

 

                                        c)    Vi
è verosimiglianza quando esiste una certa probabilità che i fatti allegati
corrispondano al vero (Piégai,
op. cit., n. 792, p. 173). Il grado di verosimiglianza richiesto è oggetto di apprezzamenti
divergenti. Secondo la giurisprudenza attuale di questa Camera, la verosimiglianza
è data a due condizioni cumulative (__________): 

                                               1) vi è un “inizio di
prova” (“commencement de preuve”, DTF 107 III 36, 39 e 40, cons. 3 e 5; Walter
A. Stoffel, Basler Kommentar zum
SchKG, vol. III, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 3 ad art. 272), ossia indizi
oggettivi e concreti a conforto della tesi del sequestrante;

                                               2) dall’esame degli
allegati e mezzi di prova si ricava l’impressione che i fatti rilevanti per il
giudizio si siano comunque realizzati, pur senza poter escludere la probabilità
nello stesso ordine di grandezza di una realtà di segno opposto; detto
altrimenti, si ha verosimiglianza (semplice) quando sono possibili anche altre
soluzioni altrettanto probabili; viceversa, un fatto è da ritenere
inverosimile, quando si ha la netta impressione che i fatti si siano svolti
diversamente da quanto affermato dal sequestrante.

 

                                               Per
garantire i diritti del sequestrato, il giudice dovrà tuttavia esigere dal
sequestrante – dandosene gli ulteriori presupposti, ovviamente diversi dal
profilo fattuale in funzione dello stato degli atti e dello stadio processuale
raggiunto – una garanzia ai sensi dell'art. 273 cpv. 1 LEF tanto più elevata
quanto più bassa si rivela la verosimiglianza della realizzazione delle
condizioni del sequestro (cfr. Gilliéron,
BlSchK 1995, p. 132; Piégai,
op. cit., p. 306), nei limiti dell’entità del danno di cui il sequestrato
potrebbe verosimilmente patire in caso di sequestro ingiustificato e senza che
l'imposizione di una garanzia possa supplire l'assenza di un presupposto del
sequestro (cfr. Michel Criblet, La problématique des sûretés
et de la responsabilité de l'Etat, in: Le séquestre selon la nouvelle LP,
Zurigo 1997, p. 80; Reeb,
op. cit., p. 467 s.).

 

                                        d)   Secondo
l'art. 278 cpv. 3, 2. periodo LEF, le parti possono, nell'ambito del ricorso
contro la decisione su opposizione, avvalersi di fatti nuovi. Secondo la
giurisprudenza di questa Camera (__________) sono ricevibili sia i veri nova
che gli pseudonova.

                                               Per
evidenti ragioni pratiche, riconducibili al principio di celerità, i nova di
ogni tipo possono essere addotti solo fino alla fase dello scambio degli
allegati (__________).

 

 

                                        2.    Sulla
ricevibilità dell’opposizione di __________

                                               Secondo l’art. 278 cpv. 1 LEF, chi è toccato nei suoi diritti da un
sequestro può fare opposizione al giudice del sequestro entro dieci giorni
dalla conoscenza del sequestro. Il secondo capoverso della medesima norma
prevede che il giudice dà agli interessati la possibilità di esprimersi e
pronuncia senza indugio. Il diritto federale non regola la forma
dell’opposizione, il cui disciplinamento compete quindi ai cantoni (cfr. ad es.
Dominik Gasser, Das Abwehrdispositiv
der Arrestbetroffenen nach revidiertem SchKG, in: ZBJV 1994, p. 602 ad 2b; Reiser, op. cit., n. 28 ad art.
278; Louis Dallèves, Le séquestre,
FJS n. 740, Ginevra 1999, p. 22 ad 3a). 

                                               Ex
art. 20 cpv. 2 LALEF, all’udienza fissata dal giudice del sequestro le parti
possono esporre verbalmente o per iscritto le loro domande, le eccezioni
d’ordine e di merito e dovranno produrre, sotto pena di perenzione, i documenti
che suffragano le rispettive ragioni e che non fossero già stati prodotti
unitamente all’istanza scritta. Siffatta norma non prevede alcuna limitazione a
scapito dell’istante nella facoltà di motivare la propria domanda in sede di
udienza. Del resto, la procedura sommaria ticinese in tema di esecuzione e
fallimenti non è scritta (cfr. Cocchi/Trezzini,
op. cit., n. 5 ad art. 20 LALEF, p. 859). Solo l’istanza deve necessariamente
essere scritta, ma è sufficiente se indica la domanda (revoca del sequestro,
rigetto dell’opposizione, ecc.). L’istante ha quindi la facoltà – ma non
l’obbligo – di motivarla (cfr. Flavio Cometta,
Assistenza giudiziaria internazionale in materia esecutiva, in: Assistenza
giudiziaria internazionale in materia civile, penale amministrativa ed
esecutiva, CFPG n. 20, Lugano 1999, p. 174 a.i.). 

                                               In
ogni caso, anche se il diritto ticinese dovesse, alla stregua del diritto di
procedura zurighese, imporre una breve motivazione dell’opposizione al
sequestro, la corrispondente norma dovrebbe essere considerata quale
disposizione d’ordine, la cui violazione potrebbe eventualmente determinare la
reiezione dell’opposizione, ma non la sua irricevibilità (cfr. Artho von Gunten, op. cit., p. 35 i.f.,
36 a.i. e 37 i.f.; nello stesso senso: Piégai,
op. cit. p. 229 s.; Pierre-Robert Gilliéron,
Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 77 ad art. 25).

                                               Va
infine osservato che è arbitraria la distinzione proposta dall’appellante tra
debitori sequestrati a dipendenza del fatto che entro il termine d’opposizione
di 10 giorni abbiano o no potuto prendere visione dell’istanza di sequestro e
dell’annessa documentazione, in quanto potrebbe comunque sempre essere
rimproverato al sequestrato di non aver chiesto la consultazione dell’incarto
di sequestro appena ne ha avuto conoscenza, consultazione alla cui egli ha
infatti diritto, a breve termine e gratuitamente (cfr. Artho von Gunten, op. cit., p. 38
ad 5).

                                               L’eccezione
d’ordine dell’appellante va quindi respinta.

 

 

                                        3.    Sulla
domanda di audizione del teste __________

                                               La
domanda va respinta per due motivi:

                                               ●  ex
art. 20 cpv. 3 LALEF, la prova per testimoni non è ammessa; siffatta norma non
viola il diritto federale, che lascia la disciplina della procedura alla
competenza dei cantoni (cfr. art. 25 n. 2 lett. a LEF); l’ammissibilità delle
restrizioni dei mezzi di prova prescritte dal diritto cantonale non è certo
indiscussa, ma l’opinione di Artho
von Gunten (op. cit., p. 96 ss. ad 5.2) a favore di una risposta
positiva è convincente;

                                               ●  __________,
nella sua qualità di delegato del consiglio di amministrazione di __________,
non può essere sentito quale teste (cfr. infra cons. 5.2b). Avrebbe invece
potuto partecipare all’udienza di discussione in rappresentanza di __________.

 

 

 

                                        4.    Condizioni
materiali per la concessione del sequestro

                                               Giusta
l’art. 272 cpv. 1 LEF, il sequestro viene
concesso dal giudice del luogo in cui si trovano i beni, purché il creditore
renda verosimile l'esistenza:

                                               1.  del
credito;

                                               2.  di
una causa di sequestro;

                                               3.  di
beni appartenenti al debitore.

 

 

                                        5.    Sulle
cause del sequestro

                                               La
sequestrante fonda il sequestro sulle cause previste all’art. 271 cpv. 1
n. 2 (trafugamento di beni e fuga) e n. 4 LEF (assenza di
dimora in Svizzera del debitore).

 

 

                                     5.1.    Sulla
causa dell’art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF

                                        a)    Ex
art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF, per i crediti scaduti, in quanto non siano garantiti
da pegno, il creditore può chiedere il sequestro dei beni del debitore quando
questi, nell’intenzione di sottrarsi all’adempimento delle sue obbligazioni,
trafughi i suoi beni, si renda latitante o si prepari a prendere la fuga.

                                               La
realizzazione di questa causa di sequestro presuppone quindi la riunione di una
circostanza oggettiva (trafugamento di beni, latitanza o preparazione alla
fuga) e di una circostanza soggettiva (intenzione di sottrarsi all’adempimento
delle sue obbligazioni) (cfr. Amonn/Gasser,
op. cit., n. 14 ad § 51; Stoffel,
op. cit., n. 62-64 ad art. 271). Un trafugamento si realizza quando il debitore
nasconda, regali, venda a prezzo irrisorio o trasferisca all’estero i suoi beni
(cfr. Cometta, op. cit.,
p. 160 ad 2.2.4.2, con rif.). La fuga o la preparazione alla fuga si avvera
quando il debitore abbandona o manifesta l’intenzione di abbandonare il suo
domicilio senza crearsene un nuovo, oppure precipitosamente o di nascosto (cfr.
Stoffel, op. cit., n. 63
ad art. 271). Dal profilo soggettivo, vi devono essere indizi oggettivi e
concreti che il debitore era cosciente (intenzione o dolo eventuale) che il suo
comportamento era idoneo ad ostacolare l’esercizio dei diritti del creditore o
almeno a renderlo (molto) più difficile (cfr. Jaeger/Walder/ Kull/Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. II, 4a
ed., Zurigo 1999, n. 25 ad art. 271).

 

                                        b)   La
tesi dell’appellante, che sembra ritenere che il caso di sequestro dell’art.
271 cpv. 1 n. 2 LEF possa essere realizzato già se il creditore rende
verosimile la malafede del debitore indipendentemente dalla sussistenza di un
trafugamento di beni o di una fuga, si scontra con il testo di legge e con la
dottrina e la giurisprudenza. Il fatto che l’appellato abbia eventualmente
tramato ripetutamente e gravemente ai danni dell’appellante quando era alle sue
dipendenze è irrilevante in sé se non viene reso verosimile che egli ha poi
trafugato propri beni (e non –semmai – abusato di quelli della
sequestrante), si sia reso latitante o abbia preparato la fuga. Orbene,
__________ non ha reso verosimile la sussistenza dell’elemento oggettivo. Non
vi sono in particolare indizi concreti ed oggettivi che buona parte dell’asserito
lussuoso arredamento dell’appartamento in __________ ad __________ sia stata
asportata. La sequestrante non ha neppure reso verosimile che il debitore
risieda stabilmente con la moglie in __________ (cfr. infra cons. 5.2) e
comunque un trasferimento di dimora non dissimulato non può essere equiparato
ad una fuga (cfr. Stoffel,
op. cit., n. 63 ad art. 271). Vi sono inoltre altri indizi che depongono contro
l’esistenza di un rischio di fuga. Il contratto di locazione dell’appartamento
di _______ (cfr. doc. C) è concluso a tempo indeterminato e non può essere
disdetto prima del 31 dicembre 2004. L’appellato ha anche espresso il desiderio
di mantenere il contratto anche dopo il suo licenziamento e pare addirittura
intenzionato a comprarlo (cfr. dichiarazione giurata di __________, doc. D ad 2
e 3, ricevibile ai sensi dell’art. 20 cpv. 3 LALEF). Vero è che l’appellante
contesta l’affidabilità del teste, che avrebbe motivi di inimicizia con
__________. Non produce tuttavia documenti a sostegno della propria
allegazione, che va quindi ignorata. 

                                               Riassumendo,
non vi sono indizi concreti ed oggettivi per ritenere che l’appellato si sia
dato alla fuga oppure si stia preparando a fuggire.

 

                                     5.2.    Sulla
causa dell’art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF

                                        a)    Quale
seconda causa di sequestro, l’appellante invoca che il sequestrato non dimora
in Svizzera.

                                               L’assenza
di dimora in Svizzera deve intendersi come l’assenza di foro esecutivo (cfr. Amonn/Gasser, op. cit., n. 18 ad §
51; Dallèves, op. cit., p.
5 ad d; Matteo Pedrotti,
Le séquestre international, tesi Friborgo 2001, p. 134 s- ad 2; Artho von Gunten, op. cit., p. 134
ad IV.1) e non come l’assenza di domicilio ai sensi degli art. 20 s. LDIP,
contrariamente a quanto affermato da Stoffel
(Basler Kommentar, n. 72 ad art. 271; CEDIDAC, p. 266 ss.; nello stesso senso: Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, op. cit., n. 28 ad art. 271, che però
distinguono in modo difficilmente comprensibile tra “schweizerischen Sachverhalten”
e “internationalen Sachverhalten”), che tuttavia sembra aver cambiato parere
successivamente (cfr. Walter A. Stoffel,
Voies d’exécution, Berna 2002, n. 24 ad §8). Infatti, l’assenza di dimora in
Svizzera era intesa quale assenza di foro esecutivo già prima della riforma del
1997 (cfr. i rif. citati da Pedrotti,
op. cit., in nota 7 p. 135), la quale non ha cambiato niente su questo punto
(cfr. FF 1991 III 117 ad 208.1 e Pedrotti,
op. cit., p. 133 ad II).

                                               In
virtù dell’art. 46 cpv. 1 LEF, il foro ordinario d’esecuzione per le persone
fisiche si trova al domicilio dell’escusso. La nozione di “domicilio” ai sensi
di questa norma non è quella del diritto amministrativo bensì quella del
diritto civile (art. 23 CC), ossia il luogo dove la persona dimora con
l’intenzione di stabilirvisi durevolmente (cfr. Ernst F. Schmid, Basler Kommentar zum SchKG,
Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, vol. I, n. 33 ad art. 46; Pierre-Robert Gilliéron, Commentaire de la LP,
vol. I, Losanna 1999, n. 10 ad art. 46; Stoffel,
Voies d’exécution, n. 102 ad § 3), con la differenza che la finzione del
domicilio prolungato di cui all’art. 24 cpv. 1 CC è senza portata per la
determinazione del foro esecutivo (cfr. Gilliéron,
op. cit., n. 14 ss. ad art. 46).

 

                                        b)   Nel
caso di specie, l’appellante sostiene che il debitore sequestrato, che
risiedeva stabilmente a __________ con la moglie fino alla sua assunzione
presso __________ a metà 1999, dopo il suo licenziamento nel gennaio 2002 è
ritornato a vivere presso la moglie, la quale è sempre rimasta a __________,
dove svolge l’attività di traduttrice. L’appellato, attualmente disoccupato,
non avrebbe quindi alcuna ragione per trattenersi in Ticino, dove tornerebbe
solo una volta al mese per motivi legati alla disoccupazione. Inoltre,
__________ sarebbe raggiungibile telefonicamente solo a __________, mai ad
__________.

                                               Le
allegazioni dell’appellante relative alle permanenze in Ticino del debitore
dopo il suo licenziamento sono però contraddette dalle dichiarazioni della
portinaia del palazzo di __________, che ha dichiarato sotto giuramento che dal
mese di marzo 2002 al 12 settembre 2002, __________ ha soggiornato più di 15
giorni al mese nel suo appartamento di __________ (cfr. doc. B, ad n. 3). Da
un’ulteriore dichiarazione dello stesso teste (doc. P), la cui attendibilità
non è contestata dall’appellante neanche in questo caso, risulta che l’appellato
è stato presente ad __________ dal 23 ottobre fino al 10 novembre 2002, mentre
si evince dal doc. E che egli ha pernottato per qualche tempo in albergo nel
Ticino (dal 2 al 3 settembre, dal 11 al 13 settembre e dal 24 settembre al 4
ottobre 2002), prima di poter rioccupare il suo appartamento di __________,
dietro deposito del valore dell’inventario sequestrato il 23 ottobre 2002 (cfr.
doc. O). L’appellato risulta quindi essere stato presente più spesso ad
__________ che non altrove. Il fatto che l’appellato sia al beneficio di un
permesso di dimora rinnovato fino al 2007 (cfr. doc. F), che il contratto di
locazione dell’appartamento di __________ sia di durata indeterminata (cfr.
doc. C), come pure le dichiarazioni di __________ (doc. D e supra cons. 5.1b),
costituiscono altri indizi a favore della tesi dell’appellato, anche se non
sono determinanti presi isolatamente.

                                               Il
(plico di) doc. 11 non consente un’altra conclusione:

                                               ●  le
dichiarazioni non precisano le circostanze nelle quali sono state effettuate i
tentativi di mettersi in contatto con l’appellato (frequenza: “ripetutamente”
potrebbe anche significare due soli tentativi; orario) e riguardano comunque
brevi periodi di tempo (da metà luglio al 18 agosto 2002, oltretutto
tradizionalmente di vacanza, e 24 settembre 2002);

                                               ●  tutti
i dichiaranti sono assai strettamente legati a __________ (___________è
delegato del consiglio di amministrazione, mentre __________ è procuratrice,
cfr. doc. I; __________ è notoriamente azionista di maggioranza; __________ è
ingegnere presso __________, [fatto noto a questa Camera dal parallelo incarto
14.2002.101]), di modo che le loro affermazioni hanno un valore probatorio
tutto sommato limitato: quelle di __________ sono persino da considerare alla
stregua di dichiarazioni di parte (cfr. Cocchi/Trezzini,
op. cit., n. 6 e 8 ad art. 228), le quali hanno un valore probatorio ancora
minore ad un interrogatorio formale, perché rese fuori udienza.

 

                                        c)    Considerati
tutti i documenti indicati in sede di appello, la tesi dell’appellato pare
nettamente più verosimile di quella dell’appellante e per converso le cause di
sequestro invocate da quest’ultima non appaiono essere state rese
sufficientemente verosimili ai sensi della giurisprudenza di questa Camera
(cfr. cons. 1.5d).

 

 

                                        6.    Sulle
altre condizioni del sequestro 

                                               Non
essendo realizzata la condizione dell’esistenza di una causa di sequestro, il
sequestro va revocato senza che sia necessario esaminare le altre condizioni.

                                        7.    Sulla
questione della garanzia ex art. 273 LEF

                                               Per l’art. 273 cpv. 1 LEF, il creditore è responsabile nei confronti
sia del debitore che di terzi dei danni cagionati con un sequestro infondato e
il giudice può obbligarlo a prestare garanzia. Secondo la giurisprudenza di
questa Camera (__________), la garanzia è tuttavia solo un accessorio del
sequestro nel senso che la facoltà di chiederne l’imposizione al sequestrante decade
con il sequestro stesso, ritenuto che la garanzia già prestata viene ovviamente
mantenuta anche nel caso in cui il sequestro decade e ciò a garanzia
dell'azione di responsabilità per sequestro infondato (art. 273 cpv. 2 LEF);
del resto, qualora il sequestro sia già decaduto per altri motivi (come nella
fattispecie in seguito all’accoglimento dell’opposizione interposta dal sequestrato),
la comminatoria in virtù della quale il sequestro sarà considerato caduco se la
garanzia non viene versata nel termine fissato dal giudice del sequestro –
deterrente specifico all’art. 273 cpv. 1 secondo periodo LEF – diventa priva di
oggetto. Visto l’esito della presente procedura, l’ordine fatto all’appellante
di prestare una garanzia ex art. 273 LEF di fr. 2'000.-- va quindi annullato.

 

 

                                        8.    La
tassa di giustizia e le indennità seguono la soccombenza pressoché totale
dell’appellante (cfr. art. 49 cpv. 2 e 62 cpv. 1 OTLEF). Si può non considerare
l’esito positivo ottenuto sulla questione della garanzia, poiché limitato
all’importo di fr. 2'000.--, che __________ deve in ogni caso versare a
__________ quale indennità di primo grado.

 

 

Richiamati
gli art. 271, 273, 278 LEF, 20 LALEF e, per le spese, la vigente OTLEF,

 

 

pronuncia:                   

 

                                        1.    L’appello
7 novembre 2002 di __________, Locarno, è parzialmente accolto.

 

                                     1.1.    Di
conseguenza, il considerando 3 della sentenza 24 ottobre 2002 del Pretore della
giurisdizione di Locarno-Città (__________), è modificato come segue:

 

                                        “3.   L’opposizione
4 settembre 2002 di __________, è accolta.

                                                §  Di
conseguenza, la decisione __________ contestuale al decreto di sequestro di
stessa data (__________), con cui è stata ordinata a ____________________ la
prestazione di una garanzia ex art. 273 LEF è annullata.

 

 

                                         2.   La
tassa di giustizia di fr. 1’050.--, già anticipata da __________, rimane a suo
carico, con l’obbligo di rifondere a __________, fr. 1'500.-- a titolo di
indennità.

 

 

                                        3.    Intimazione
a:          __________

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                                             
Il segretario