# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c075df19-750f-567e-96d5-8bc2085f834f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-02-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 21.02.2007 52.2006.282
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2006-282_2007-02-21.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2006.282

   

  	
  Lugano

  21 febbraio
  2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Flavio Canonica, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 11 settembre 2006 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patrocinati da: PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 22 agosto 2006 (n. 3877) del Consiglio
  di Stato, che ha accolto il gravame presentato dall'arch. CO 1, annullando la
  risoluzione 2 aprile 2006 con cui il CO 2 aveva rilasciato ai ricorrenti il
  permesso in sanatoria per la sistemazione di uno chalet
  (part. 83 RFD __________);

  

 

 

viste le risposte:

-    20 settembre 2006 del
Dipartimento del territorio;

-    25 settembre 2006
dell'arch. CO 1;

-    26 settembre 2006 del Consiglio
di Stato;

-    10 ottobre 2006 del CO 2;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che RI 1
sono comproprietari in ragione di un mezzo ciascuno della part. 83 RFD di __________
(zona R3), un fondo in pendenza su cui sorge uno chalet;

 

che il piano terra dell'edificio è collegato
alla sottostante autorimessa da una scala esterna che si sviluppa lungo il
confine con il fondo dell'arch. __________, qui resistente;

 

che nel 1982 la precedente proprietaria ha chiesto
al municipio il permesso di ampliare di circa ottanta centimetri il terrazzo
sporgente dalla facciata dell'edificio rivolta verso valle;

 

che il municipio ha approvato il progetto
senza pubblicare la domanda di costruzione e senza notificarla al resistente;

 

che in epoca successiva la proprietaria ha abusivamente
realizzato sotto il terrazzo un'ampia veranda in legno e plexiglas, collegandola
con la scala esterna, a sua volta chiusa con dei pannelli in plastica ondulata;

 

che nel 1996 essa ha chiesto l'autorizzazione
per chiudere il terrazzo con una seconda veranda in vetro; il municipio ha nuovamente
accordato la licenza edilizia senza ulteriori formalità;

 

che, a seguito di un'istanza d'intervento
presentata dal resistente al Dipartimento delle istituzioni, Sezione degli enti
locali, il 2 dicembre 2005 i ricorrenti hanno chiesto al municipio di autorizzare
tutti i suddetti interventi edilizi;

 

che alla domanda di costruzione si sono tempestivamente
opposti l'arch. CO 1 e i Servizi generali del Dipartimento del territorio, che
hanno contestato le opere dal profilo estetico e delle distanze dal confine;

 

che, sulla scorta dell'avviso espresso dalla
commissione delle bellezze naturali e del paesaggio (CBN), l'autorità
dipartimentale ha ritenuto che i manufatti in questione deturpassero il paesaggio,
protetto in virtù del regolamento d'applicazione del decreto legislativo del 16
gennaio 1940 sulla protezione delle bellezze naturali e del paesaggio (RBN);

 

che, nonostante l'opposizione
dipartimentale, il municipio ha rilasciato ai ricorrenti il permesso richiesto;

 

che con giudizio 22 agosto 2006 il Consiglio
di Stato ha tuttavia accolto parzialmente il ricorso interposto dall'arch. CO 1
annullando in sostanza la risoluzione municipale, nella misura in cui autorizzava
la chiusura della scala e la realizzazione della veranda sotto il terrazzo;

 

che l'Esecutivo cantonale ha invece respinto
il gravame, in quanto rivolto contro gli interventi eseguiti nel 1982 (ampliamento
terrazzo) e nel 1996 (chiusura terrazzo), ritenuto che le relative autorizzazioni
municipali fossero cresciute in giudicato;

 

che il Governo ha in sostanza reputato che il
corpo ottenuto con la chiusura della scala esterna e la realizzazione della
veranda sotto il terrazzo non rispettasse le distanze dal confine;

 

che, richiamandosi al parere espresso dalla
CBN, ha altresì giudicato che gli interventi in contestazione fossero
deturpanti e violassero la legislazione cantonale sulla protezione delle
bellezze naturali e del paesaggio;

 

che contro il suddetto giudizio governativo RI
1 insorgono ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che
venga loro rilasciata la licenza edilizia richiesta;

 

che secondo i soccombenti l'opposizione
sollevata dal vicino resistente sarebbe tardiva e non meriterebbe alcuna
tutela; essi ammettono tuttavia espressamente l'inidoneità dei materiali impiegati
per la chiusura della scala e la realizzazione della veranda sotto il terrazzo;

che all'accoglimento del gravame si
oppongono il Consiglio di Stato, il Dipartimento del territorio e l'arch. CO 1,
questi con argomenti che verranno semmai esaminati nel seguito;

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         che la
competenza del Tribunale cantonale
amministrativo (art. 21 LE), la legittimazione attiva dei ricorrenti (art.
21 LE e 43 PAmm) e la tempestività del gravame (art. 46 PAmm) sono certe;

 

che il ricorso è dunque ricevibile in ordine
e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm);

 

che le prove invocate dai ricorrenti
(sopralluogo, audizione testi) non sono in grado di procurare a questo
tribunale la conoscenza di ulteriori elementi necessari per l'emanazione del
giudizio;

 

che la realtà dei luoghi emerge infatti
eloquentemente dalla documentazione fotografica e dai piani versati agli atti;

 

che preliminarmente si osserva che oggetto
del contendere sono soltanto la chiusura della scala esterna e la realizzazione
della veranda sottostante il terrazzo;

 

che l'ampliamento del balcone e la
realizzazione della veranda al piano superiore beneficiano infatti delle
autorizzazioni rilasciate dal municipio nel 1982, rispettivamente nel 1996;

 

che il municipio non ha invero né pubblicato
né notificato le relative domande di costruzione al vicino resistente;

 

che egli avrebbe però ragionevolmente dovuto
opporsi ai suddetti interventi contestualmente alla loro realizzazione,
avvenuta più di venti, rispettivamente di dieci anni or sono (cfr. sull'argomento
Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, n. 1 ad art. 46
PAmm);

 

che l'opposizione sollevata nell'ambito
della presente procedura edilizia è dunque improponibile siccome oltremodo tardiva;

 

che violando palesemente il disposto dell'art.
7 LE (cfr. sull'argomento anche STA 23.3.2004, inc. n. 52.2004.13, consid. 2.2.
e rinvii), il municipio ha rilasciato la licenza edilizia richiesta, malgrado
il preavviso negativo espresso dell'autorità dipartimentale;

 

che il rinvio degli atti all'autorità
comunale per nuova decisione nel senso indicato dal Dipartimento del territorio
si tradurrebbe tuttavia in uno sterile esercizio procedurale;

 

che la legittimità dei controversi
interventi edilizi viene pertanto esaminata qui di seguito, ritenuto che sulla
questione si è peraltro già espresso anche il Consiglio di Stato;

 

che giusta l’art. 2 cpv. 2 DLBN, i paesaggi
e i panorami pittoreschi sono tutelati indirettamente proteggendo i punti di
vista e di-rettamente mediante provvedimenti che ne impediscano le
de-turpazioni evidenti; i paesaggi ed i panorami pittoreschi sono e-stese
porzioni di territorio costituenti, nel loro insieme, valori ca-ratteristici
dell’ambiente lacuale, collinare, montano, alpino e dei relativi insediamenti
(art. 2 lett. d RBN);

 

che secondo l'art. 3 cpv. 2 lett. d RBN i
paesaggi e i panorami pittoreschi non devono essere deturpati; sono vietate le
modificazioni dello stato dei fondi tali da compromettere la bellezza e gli
altri valori del paesaggio; sono in particolare vietate le costruzioni,
ricostruzioni, o ogni altro intervento stravagante, indecoroso, di mole
sproporzionata o in contrasto con il carattere, l’armo-nia e i lavori dell’ambiente
circostante in genere;

 

che in concreto la CBN ha preavvisato
negativamente gli interventi edilizi in contestazione ritenendo che essi hanno
creato un'immagine di disordine qualificabile come deturpazione del paesaggio ai
sensi del DLBN e del RBN;

 

che tali deduzioni non possono che essere
condivise;

 

che esse non vengono messe in discussione
nemmeno dai ricorrenti, i quali anzi ammettono che le opere fatte eseguire
dai precedenti proprietari non sono certamente ideali dal punto di vista
estetico;

 

che essi dichiarano addirittura senza mezzi
termini di voler sostituire i materiali utilizzati per realizzare i controversi
manufatti;

 

che, stante quanto precede, il ricorso va
dunque respinto confermando il giudizio impugnato, senza che sia necessario
verificare se le opere in questione rispettino o meno le distanze dal confine;

 

che la tassa di giustizia e le spese seguono
la soccombenza;

 

che non si assegnano ripetibili;

 

 

per questi motivi,

visti gli art. 7, 21 LE; 2 DLBN; 2, 3, RBN; 18, 28,
31, 43, 46, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese di fr. 1'000.– sono a carico dei ricorrenti in solido.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 ss LTF). Qualora non sia proponibile il ricorso in materia di diritto
pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale (art. 113 ss LTF).

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  ;

  ;

  ;

  ; 

  .

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  2. CO 2 

  3. CO 3 

  4. CO 4 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario