# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 588e890a-eec2-567b-b80c-df9104fd0280
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-01-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 16.01.2004 32.2003.42
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2003-42_2004-01-16.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2003.42

   

  BS/tf

  	
  Lugano

  16 gennaio
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 22 maggio 2003 di

 

	
   

  	
  __________
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 11 aprile 2003 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
nato nel 1952, il 10/13 agosto 2001 ha inoltrato una richiesta di prestazioni
AI per adulti (avviamento e riformazione professionale e mezzi ausiliari),
facendo presente di essere affetto da epatite C (doc. _).

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una perizia
gastroenterologia, con decisione 8 gennaio 2003 l’Ufficio assicurazione
invalidità (in seguito: UAI) ha respinto la richiesta di prestazioni
assicurative poiché:

 

" 
Dall'esame della documentazione medico-economica
acquisita agli atti AI e, preso atto del rapporto peritale del Dr. __________
del 19.11.02, si rileva che il danno alla salute presentato dall'Assicurato comporta
unicamente un'inabilità lavorativa nella misura del 30% che non giustifica
alcuna assegnazione di rendita (inabilità minima del 40%).”

(Doc. _).

 

                               1.2.   A seguito
dell'opposizione interposta dall’assicurato (doc. _) e dopo aver ricevuto dallo
stesso della nuova documentazione medica (doc. _), l’amministrazione ha
sottoposto il caso all’esame del proprio Servizio medico regionale (in seguito:
SMR).

Preso atto del rapporto 31 marzo 2003 con cui il dr. __________ (medico
responsabile del SMR) ha ritenuto di non aver individuato nel rapporto 14
febbraio 2003 del dr. __________ (gastroenterologo curante) elementi utili per
valutare diversamente la fattispecie (doc. _), l’UAI, in data 11 aprile 2003,
ha emanato una decisione su opposizione e confermato la reiezione della domanda
dell’assicurato (doc. _).

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso __________ ha postulato l'annullamento della decisione su
opposizione ed il conseguente diritto ad una rendita, facendo presente come la
recente documentazione medica attesti un peggioramento del suo stato di salute.

                               1.4.   Mediante
risposta 5 giugno 2003 l’UAI ha per contro chiesto la reiezione del ricorso,
rimarcando in particolare come la documentazione prodotta con l’atto ricorsuale
sia stata già analizzata in sede di decisione su opposizione. 

 

                               1.5.   Il 20 giugno
2003 il ricorrente ha invece ribadito la propria posizione.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito AI.

                                         Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e
poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si
basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel
presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1°
gennaio 2003.

Non applicabili per contro sono le nuove norme di legge introdotte a seguito
della 4a revisione della LAI, entrata in vigore al 1° gennaio 2004.

 

                                         Per
quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in
vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è sapere se __________ ha diritto ad una rendita d’invalidità.                    

                                      

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. 

Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione,
sono quindi:

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità 

                                         (Scartazzini,
Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag.
216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una
rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono
invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40
%. 

Va altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA l'invalidità è determinata
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2;
Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI: metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1,
104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di
fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale,
le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989, pag. 325
consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini, op. cit, pag. 232; Cattaneo,
Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e
s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità
di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

                                         

                               2.5.   Nel caso in
esame, l’UAI ha incaricato il dr. __________, attivo presso  il Servizio di
gastroenterologia all’Ospedale __________, di valutare lo stato di salute di
__________ ed accertare l’eventuale inabilità lavorativa. 

Dal referto 19 novembre 2002 (doc. _) risulta che il summenzionato specialista,
dopo aver esposto dettagliatamente l’anamnesi, nonché le constatazioni
obiettive, ha accertato che l’assicurato è affetto da un’epatite C cronica,
riassumendo come segue la propria valutazione:

 

" 
Paziente di 50 anni, sottoposto dal 2000 a 2
interventi terapeutici, per un'epatite C cronica, genotipo 3, la prima volta
senza esito favorevole, la seconda volta, cura terminata all'inizio dell'estate
2002, con effetto favorevole e negatività della presenza del virus,
apparentemente i valori del fegato sono attualmente normali. Durante il periodo
prima della diagnosi e della terapia il paziente presentava uno stato di
stanchezza ben compatibile con un epatite C, è in effetti uno dei sintomi più
frequente, attualmente, come lo ammette il paziente stesso, si trova in una
condizione fisica notevolmente migliore.

 

A mio parere, dopo aver visitato il paziente, e
preso conoscenza dei documenti che mi sono stati forniti, ritengo che la
proposta del medico curante d'allora, dell'inabilità lavorativa del 75% mi sembra
attualmente, sicuramente esagerata.

Concordo, invece, con il parere del collega
dottor. __________, gastroenterologo di __________, su un'invalidità
nell'ordine del 25 a 30%.

 

Il futuro del paziente è soprattutto legato alla
persistenza della negatività del virus dell'epatite C, i prossimi controlli
saranno da effettuare all'inizio del 2003, presso il dottor __________.

Inoltre è ovvio che il paziente deve nella misura
del fattibile astenersi dal bere bevande alcoliche, in questo caso negatività
del virus, bevante alcoliche ridotte al minimo, la prognosi a lungo termine di
questa epatopatia dovrebbe rimanere abbastanza buona.

 

Conclusioni: 

Attualmente il paziente potrebbe beneficiare al
massimo di un'invalidità  nell'ordine del 25 a 30%." (Doc. _)

 

                               2.6.   In sede di
opposizione, il ricorrente ha prodotto lo scritto 14 febbraio 2003 a lui
indirizzato del gastroenterologo curante, dr. __________ avente il seguente
tenore:

 

" 
Mi riferisco al nostro ultimo colloquio e come
d'accordo le posso confermare che è portatore di una cirrosi su un'epatite
cronica C.

Ricordo che ha terminato ca. 6 mesi orsono un
trattamento durato 6 mesi durante i quali ha preso dell'Interferon peghilato e
della Ribavirina.

Alla fine della cura medicamentosa il virus
dell'epatite era scomparso dal sangue. Eravamo molto contenti del risultato
favorevole.

Per verificare se la risposta al trattamento era
duratura poche settimane orsono abbiamo ripetuto un prelievo.

Purtroppo l'esame del sangue mostra che il virus
è tuttora presente e che quindi la terapia non è stata di efficacia duratura.

E' senz'altro utile che informi l'assicurazione
AI di questo fatto nuovo, non conosciuto quando era stata fatta la perizia
riguardo al sua richiesta di prestazioni.

Ci sentiremo prossimamente per discutere come
procedere." (Doc. _)

 

                                         Tale
documento è stato esaminato dal medico responsabile SMR, il quale con scritto
31 marzo 2003 ha evidenziato che:

 

" 
La nuova comunicazione del Dr. __________,
gastroenterologo curante, attesta che dopo sospensione della terapia si è
verificato di nuovo attività virale (quindi anche questo tipo di terapia è
fallito). Non vengono descritti mutamenti dello stato generale.

Gli esami di laboratorio allegati depongono per
una lieve anemia, mentre i valori delle transaminasi, seppur alterate, non
raggiungono limiti alti come prima della terapia.

 

Praticamente ci troviamo di fronte a una
situazione come quando il Dr. __________ ha inviato il rapporto AI.

L'evoluzione dell'epatite dovrebbe portare a
cirrosi anche importante e controlli regolari saranno necessari. Le conseguenze
"debilitanti" in modo serio quali l'encefalopatia, l'ipertensione
portale con aumento delle varici esofagee, la formazione di ascite saranno
motivo di rivalutazione.

Non so dare importanza al suggerimento del Dr. __________
e del Dr. __________ secondo i quali è importante che il paziente si astenga
dall'ingestione di alcol; l'alcol è tra i tossici maggiori per il fegato e
l'astensione fa parte della prevenzione di tutte le patologie epatiche –
l'accento su questo punto potrebbe indicare che malgrado ciò vi sia anche
questo elemento in gioco. In tal caso la lieve anemia, piuttosto che
espressione di epatopatia, potrebbe anche essere espressione di cattiva
nutrizione.

Quest'ultime considerazioni non aggiungono,
momentaneamente nulla alla valutazione della CL.

 

In conclusione: non trovo elementi che possano
indurci a valutare diversamente la documentazione di cui disponiamo."
(doc. _)

 

 

                                         Considerato
come il dr. __________ abbia ritenuto il succitato nuovo atto medico non
rilevante ai fini di una diversa valutazione della fattispecie in esame,
l’amministrazione ha di conseguenza confermato la reiezione della domanda di
prestazioni assicurative, presentando l’assicurato un’incapacità al lavoro,
rispettivamente al guadagno, inferiore al 40%.

                               2.7.   Va ricordato che affinché un rapporto medico
abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto
di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena
conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le
conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI
3/1997 pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che
permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la
parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

                                         Per
quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta
a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3b/cc), cfr. Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 111).

                               2.8.   Mediante il
presente ricorso __________ ribadisce il peggioramento del suo stato di salute
dovuto al fatto che, cosi come attestato dal rapporto 14 febbraio 2003 del dr.
__________ (cfr. consid. 2.6), nonostante l’effetto positivo (temporaneo) del
secondo trattamento medicamentoso, è stata nuovamente riscontrata, a seguito di
un ulteriore prelievo di sangue, la presenza del virus responsabile
dell’epatite C.

                                         Orbene, è
vero che questa nuova circostanza è subentrata dopo l’allestimento della
perizia 19 novembre 2002 del dr. __________.

Tuttavia, sulla scorta degli atti presenti nell’inserto, non risulta che tale
fatto abbia portato ad una modifica della situazione invalidante.

Nella presa di posizione 31 marzo 2003, il dr. __________ (SMR) ha rettamente
evidenziato come nel succitato rapporto del dr. __________ non vi sia descritto
alcun mutamento dello stato generale dell’assicurato, né sono state rimarcate
le conseguenze invalidanti conseguenti alla malattia, quali l’encefolapatia,
l’ipertensione, la formazione di ascite (cfr. consid. 2.6).

Del resto, la cirrosi epatica non è stata (purtroppo) attestata la prima volta
dal dr. __________ nel suo rapporto 14 febbraio 2003, ma già nel giugno 2001
(doc. _) ed è quindi stata considerata nella perizia dr. __________ del 19
novembre 2002.

                                         Il dr.
__________ ha inoltre rilevato che i risultati degli ultimi esami di
laboratorio (cfr. doc. _) non sono peggiorati, evidenziando in particolare come
il valore delle transaminasi, seppur elevato, non abbia raggiunto l’entità
presente al momento dell’inizio della seconda cura (cfr. referto 19 luglio 2002
sub. doc. _). 

In queste circostanze, dunque, rettamente il medico dell’UAI ha sostenuto che “
ci troviamo di fronte a una situazione come quando il dr. __________ ha inviato
il rapporto AI” (trattasi del rapporto del 15 novembre 2002, cfr. doc. _),
la cui valutazione è stata confermata dal perito dr. __________ (“ A mio
parere, dopo aver visitato il paziente, e preso conoscenza dei documenti che mi
sono stati forniti, ritengo che la proposta del medico curante d'allora,
dell'inabilità lavorativa del 75% mi sembra attualmente, sicuramente esagerata.
Concordo, invece, con il parere del collega dottor. __________,
gastroenterologo di Bellinzona, su un'invalidità nell'ordine del 25 a 30%.”;
sottolineatura del redattore, cfr. perizia pag. 3, doc. _).

In conclusione, essendo la perizia completa e dettagliata, a cui va dato valore
probatorio pieno (cfr. consid. 2.7), è da ritenere dimostrato con la certezza
richiesta nel campo delle assicurazioni sociali (cfr. DTF 121 V 208 consid. 6a;
DTF 115 V 142 consid. 8b; SVR 1996 Nr. 85 pag. 269; SVR 1996 LPC Nr. 22 pag.
263ss RAMI 1994 pag. 210/211) che __________ presenta, almeno sino
all’emanazione della decisione contestata (cfr. DTF 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a, 112 V 93 consid. 3,
99 V 102), un’incapacità al lavoro, rispettivamente al
guadagno, del 25/30%.

Non essendo raggiunto il grado minimo pensionabile del 40%, al ricorrente non
può essere riconosciuto il diritto ad una rendita d’invalidità.

Questo tuttavia non significa che,
in caso di peggioramento, successivamente alla decisione impugnata, delle
condizioni invalidanti medicalmente comprovate, l’interessato non potrà
inoltrare una nuova domanda di prestazioni.

 

 

 

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti