# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 167612c5-7883-5cd6-a55b-dc3b2d288314
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-11-22
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 22.11.2000 14.2000.43
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2000-43_2000-11-22.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2000.00043

  	
  Lugano

  22 novembre
  2000

  /B/fc/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sulla causa a procedura sommaria appellabile promossa con istanza 10 febbraio
2000 da

 

	
   

  	
  __________ patr. dallo Studio legale __________

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________

  patr.
  dall’avv. __________

   

  

 

tendente
ad ottenere il rigetto provvisorio dell'opposizione interposta al PE n.
__________ del 4/7 febbraio 2000 dell'UEF di Mendrisio;

 

sulla
quale istanza la Pretore della Giurisdizione di Mendrisio-Nord con sentenza 5
aprile 2000 ha così deciso:

 

"1.   L'istanza è accolta e di
conseguenza l'opposizione interposta al summenzionato precetto esecutivo è rigettata
in via provvisoria.

 

 2.   La tassa di giustizia in fr.
370.--, comprensiva delle spese e da anticipare dall'istante, è posta a carico
della parte convenuta che rifonderà alla controparte fr. 500.-- a titolo di
indennità."

 

Sentenza
dedotta tempestivamente in appello dall'escusso che con atto 

12
aprile 2000 ha postulato la reiezione dell'istanza, protestate spese e
ripetibili;

con
osservazioni 12 maggio 2000 la parte appellata si è opposta al gravame 

con
protesta di spese e ripetibili;

 

 

 

ritenuto

 

 

in
fatto:

 

                                          A.  Con PE n. __________del 4/7 febbraio 2000 dell'UEF di Mendrisio
l'ing. __________ ha escusso l'avv. __________ per l'incasso di fr. 150'000.--
oltre interessi al 5% dal 12 dicembre 1996, indicando quale titolo di credito:
"Riconoscimento di debito del 12.12.1996."

                                               Interposta
tempestiva opposizione dall'escusso, il procedente ne ha chiesto il rigetto
provvisorio al Pretore.

 

 

                                          B.  Il procedente fonda la sua pretesa su uno scritto recante in calce
quanto segue (doc. B)

 

"17.12.91 
__________ versa per fine luglio 1992

                                    fr. 150'000.--

 

                                                               (sigla)        (sigla)"

 

                                               così come su  uno scritto 12 dicembre 1996 (doc. C) del seguente
tenore:

 

"Caro Ingegnere,

cercherò di versarle CHF 20'000.-- prima di
Natale  

e ogni mese altri CHF 20'000.-- fino a
estinzione 

dell'amm di ca. CHF 150'000.--

 

 

                                                          Con
cordiali saluti

 

(firma)"

 

 

                                          C.  All'udienza di contraddittorio l'escusso ha contestato dapprima la
legittimazione attiva del procedente, rilevando che quest'ultimo non è
identificabile con quanto indicato nel doc. C. Infatti non è chiaro chi sia
l'ingegnere. Il precettato ha poi contestato il doc. B rilevando che questo
documento riporta una firma a lui erroneamente attribuita e che contiene varie
citazioni manoscritte mai viste. D'altro canto il doc. C non costituisce valido
riconoscimento di debito poiché vi è stato scritto "cercherò di
pagare" e non "pagherò. Inoltre si riferisce ad un avere di ca. fr.
150'000.-- e non indica un debito riconosciuto come suo e quantificato con
precisione. L'escusso ha poi osservato che non è chiaro come controparte possa
trovarsi in possesso del doc. C senza alcuna spiegazione.

 

 

                                          D.  Con sentenza 5 aprile 2000 la Pretore della Giurisdizione di Mendrisio-Nord
ha accolto l'istanza, argomentando che l'autenticità della firma è presunta,
per cui l'onere della prova spetta al debitore che la contesta. D'altro canto,
ha rilevato la prima giudice, il riconoscimento di debito può essere dedotto
anche da un insieme di documenti. In casu i doc. B e C costituiscono valido
riconoscimento di debito, risultando sufficientemente chiaro che il
destinatario dello scritto doc. C è il procedente.

 

 

                                          E.  Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravato
l'escusso ribadendo la mancanza di legittimazione attiva del procedente,
negando di avere sottoscritto il doc. B e rilevando che nel doc. C è stato
indicato "cercherò di pagare" riferendosi ad un importo di fr.
150'000.-- ma non all'avere di Giudici. D'altro canto quest'ultimo nulla
riferisce circa l'accordo di base che lo legittimerebbe all'incasso. 

 

 

                                          F.  Delle allegazioni della parte appellata si dirà, se del caso, in
seguito.

 

 

 

Considerato

 

 

in
diritto:

 

                                      1.a)   La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura
privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica
necessariamente il riconoscimento da parte dell’escusso o del suo
rappresentante di un’obbligazione in relazione ad una somma di denaro
determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere
dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli
elementi necessari. Conditio sine qua non è che la somma di denaro riconosciuta
sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza
o sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà
delle parti (Flavio Cometta,
Il rigetto provvisorio dell’opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989 p. 337/338 con riferimenti).

 

                                          b)  Il giudice del rigetto accerta d’ufficio ed in ogni stadio di causa
(quindi anche in sede di appello) se la documentazione prodotta costituisce
valido riconoscimento di debito e se vi è identità fra il creditore, il debitore
e il credito indicati nel precetto esecutivo e nell’istanza con il creditore,
il debitore ed il credito di cui ai documenti prodotti (Cometta, op. cit. in Rep 1989 p. 331).

 

                                          c)  Per l’art. 82 cpv. 2 LEF il giudice pronuncia il rigetto provvisorio
dell’opposizione a meno che il debitore sollevi e giustifichi immediatamente
delle eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito; all’escusso
incombe l’onere di dimostrare la verosimiglianza delle eccezioni che deduce in
giudizio. Secondo la giurisprudenza le eccezioni non solo devono essere esposte
in modo convincente ma devono anche essere sostanziate in modo perlomeno
verosimile nel senso che a conforto delle allegazioni devono esserci riscontri
oggettivi (cfr. in senso convergente l’obiter dictum della II Corte civile del
Tribunale federale nella sentenza 13 ottobre 1986 in re H.B. c. H. SA in Rep 1987 p. 150-151 cons. 3; CEF 12
gennaio 1988 in re Na. c. V.O.; Panchaud/Caprez,
Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 26 p. 61); BlSchK 1982 p. 95-97; SJZ 1974 p.
228 n. 44, 1971 p. 26-28; BJM 1970 p. 83-85; ZR 1967 n. 110; Marcel Caprez, La mainlevée provisoire,
FJS 186 p. 6; ZBJV 1944 p. 416).

 

                                          d)  Una firma su un riconoscimento di debito è presunta autentica, ossia
non falsa. Se la firma è contestata, ossia eccepita di falso, incombe
all'escusso rendere verosimile che la firma non è la sua (cfr. Cometta, op. cit. in Rep 1989 p. 346; cfr. anche SJZ
1980 p. 334; Panchaud/Caprez,
op. cit., § 4 n. 1). Ciò può essere fatto producendo firme, possibilmente
coeve, che consentano il controllo di conformità, ritenuto che se presentano
una struttura sostanzialmente diversa il grado di verosimiglianza
dell'eccezione di falsità richiesto ex art. 82 cpv. 2 LEF è raggiunto.
Difformità da lievi a medie non sono sufficienti, a meno che altri elementi
fattuali concorrano a determinare un giudizio diverso.

 

                                          e)  L'appellante ha sostenuto di non avere sottoscritto il doc. B. 

                                               Nell'ambito
della procedura di rigetto dell'opposizione si può procedere al confronto delle
sigle, che appaiono sul doc. B con la firma dell'escusso, che appare sul doc.
C, rimasta incontestata, risp. sulla procura conferita in prima sede al suo
rappresentante legale risp. su una richiesta di rinvio 15 febbraio 2000
dell'udienza in Pretura. Quest'ultime presentano delle differenze sostanziali.
Esse sono visibili in particolare nel modo in cui è stata scritta la
"C" di __________ - che invece non appare nelle sigle apposte sul
doc. B - e l'indicazione della lettera iniziale "P" di
"__________ - che pure non appare sul doc. B - e possono essere
qualificate come sufficienti a rendere verosimile che nessuna delle due sigle apposte
sul doc. B potrebbe essere quella dell'escusso. Il doc. B non può pertanto
essere ritenuto valido riconoscimento di debito ex art. 82 LEF nei confronti dell'appellante.

 

                                          f)   L'appellante ha poi contestato la legittimazione attiva dell'ing.
_________ a procedere sulla base del doc. C. 

                                               Dall'esame
di questo documento risulta che l'escusso si è espresso nei confronti di una
persona denominata "ingegnere". Che quest'ultimo sia identico con il
procedente non risulta da documento alcuno. Di conseguenza non è data
l'identità tra il creditore menzionato nel PE e nell'istanza di rigetto con la
persona, non identificabile, di cui al doc. C.

                                               In
mancanza di un valido riconoscimento di debito ex art. 82 LEF nei confronti del
procedente, la sua istanza di rigetto provvisorio dell'opposizione va respinta.
La sentenza pretorile va pertanto in tal senso riformata.  

 

 

                                          2.   L'appello 12 aprile 2000 dell'avv. __________ va quindi accolto.

                                               Tassa
di giustizia e indennità seguono la soccombenza (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62
cpv. 1 OTLEF).

 

 

 

 

Per i
quali motivi,

richiamato
l'art. 82 LEF

 

 

pronuncia:

 

                                          I.    L'appello 12 aprile 2000 dell'avv. __________, è accolto. Di
conseguenza la sentenza 5 aprile 2000 della Pretore della Giurisdizione di Mendrisio-Nord
è così riformata:

 

"1.     L'istanza 10 febbraio 2000
dell'ing. __________, è respinta. 

 

  2.     La tassa di giustizia di fr. 370.--,
da anticipare dalla parte istante, è posta a carico dell'ing. __________, il
quale rifonderà all'avv. __________ fr. 500.--  a titolo d'indennità."

 

 

                                          II.   La tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 555.--, già anticipata
dall'appellante, è posta a carico dell'ing. __________ il quale rifonderà
all'avv. __________ fr. 500.-- a titolo d'indennità.

 

 

                                          III.  Intimazione
a:  - __________;

                                               Comunicazione
alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Nord.

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                            
La segretaria