# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7aa4adc5-cfe9-5ab3-bef9-6b138ab8b337
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-05-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 08.05.1996 90.1995.37
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-1995-37_1996-05-08.html

## Full Text

Incarto n.

  90.95.00037

  	
  Lugano

  8 maggio 1996

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della
  pianificazione del territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dai giudici:

  	
  Efrem Beretta, presidente, 

  Giovanna Roggero-Will, Michele Rusca

   

  

 

	
  Il
  segretario

  	
  Fiorenzo Gianinazzi

  

 

visto
il ricorso del 22 marzo 1995 di

 

	
   

  	
  Società Cooperativa
  __________ __________, __________, 
  

  rappr. da: avv. __________
  __________, __________ __________,  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  risoluzione 14 febbraio 1995 del Consiglio di Stato che ha deciso i ricorsi
  di prima istanza ed approvato la variante del PR del comune di __________
  concernente la sistemazione della riva del lago (PRRL.A)

  

  

 

visto
la risposta 17 luglio 1995 del Consiglio di Stato e le osservazioni 24 maggio
1995 del comune di __________;

 

visto
il sopralluogo del 20 settembre 1995;

 

letti
gli atti e compiuti gli accertamenti necessari; 

 

ritenuto

 

in
fatto

 

                                   a.   Il PR del comune di
__________, approvato dal Consiglio di Stato con risoluzione del 23 dicembre
1987, aveva rinviato ad un’ulteriore pianificazione la sistemazione della riva
lago. Vi ha ora provveduto la variante in esame, elaborata dallo studio
__________ - __________ - __________ ed adottata dal Consiglio comunale, con
alcune modifiche proposte dalla sua commissione speciale, il 31 gennaio 1994.
L’intero litorale asconese, dal __________ alla foce della __________, è stato
suddiviso in 7 settori “di intervento pianificatorio e di progetto
urbanistico”. I settori sono i seguenti: 1. da __________ al __________ (fino
all’uscita delle nuova galleria di circonvallazione); 2. __________ __________
(dal __________ fino al __________ vecchio); 3. la __________ __________.
__________ (dal __________ vecchio fino alla __________ degli __________); 4. Il
parco degli __________ (dal posteggio __________ ai nuovi insediamenti
alberghieri) ; 5. la zona __________ (tra la __________ degli __________ ed il
bagno pubblico comunale); 6. il bagno e il lido; 7. la passeggiata, il
campeggio e la riva rimanente (dal __________ al confine giurisdizionale con
__________).

                                                                                

                                  b.   Con la risoluzione
del 14 febbraio 1995 qui dedotta in giudizio il Consiglio di Stato ha approvato
in larga misura il PRRL.A, non senza tuttavia: a) apportare alcune modifiche
d’ufficio (tra cui la riformulazione degli art. 36bis e 40bis NAPR; b) invitare
il comune ad affinare alcune tematiche attraverso l’adozione di nuove varianti
o in occasione della revisione del PR ‘87; c) sospendere la decisione approvativa
relativamente al comparto del porto in località “__________ ”.

                                         Al punto D. il Consiglio
di Stato ha riassunto “le modifiche scaturite dalla    risoluzione”. Sono, in
sintesi, le seguenti:

                                         D1. modifica d’ufficio e con effetto immediato degli art.
36bis e   40 bis NAPR, con ordine al comune di adeguare gli atti                 pianificatori
e di procedere alla relativa pubblicazione dando                                          facoltà
di ricorso al TPT ex art. 38 LALPT.

                                         D2. invito al comune di elaborare a norma dell’art. 34
LALPT le   seguenti varianti:

                                         a)
aggiornamento del piano RL.A 03 in località “__________ ”

                                         b)
aumento delle distanze minime dal confine e di altri parametri                 urbanistici
nell’area di (via __________)

                                         c)
aumento dei percorsi di “passeggiata al lago” (PD scheda n.       9.20)

                                         d)
inserimento dei vincoli della “Riserva naturale orientata della       Maggia”

                                         e)
verifica dell’estensione delle “rive di interesse naturalistico”

                                         f) 
verifica dei vincoli di PR nella baia di __________ __________

                                         g)
verifica della compatibilità delle norme di edificazione con il                    pericolo
di esondazione del __________;

                                         D3. parziale sospensione dell’approvazione della zona del
porto             in località al “__________ ” con facoltà del proprietario e
del                                      municipio di presentare le proprie
osservazioni entro un mese,                                dopo di che il
Consiglio di Stato deciderà definitivamente se                                          approvare
o meno la zona portuale nell’intera estensione  prevista dal piano.

 

                                   c.   La Società
Cooperativa __________ __________, proprietaria del part. 1606 in località
__________, insorge in questa sede contro la risoluzione governativa chiedendo
che “la richiesta del Consiglio di Stato al Municipio, di cui al punto 4 del
dispositivo, di elaborare varianti di PR, è annullata per quanto riguarda le 
varianti descritte alle lett. b) et c) del paragrafo D2 della decisione medesima”.
Postula per il resto la conferma della risoluzione. Con protesta di spese e
ripetibili.

                                         Dei motivi diremo
all’occorrenza nei considerandi.

 

                                  d.   Il Consiglio di Stato
contesta nella sua risposta la ricevibilità del ricorso. Precisa che il punto
4. del dispositivo si limita a invitare il comune ad affinare i singoli temi e
a meglio elaborarli attraverso varianti ad hoc, rispettivamente alla prossima
revisione globale del PR ‘87. Su quei punti il PRRL.A è stato approvato e non
v’è quindi materia a ricorso.

                                         Il
Consiglio di Stato chiede pertanto che il ricorso sia dichiarato  irricevibile.

 

considerato

 

in
diritto

 

                                   1.   Secondo l’art. 37
LALPT il Consiglio di Stato, esaminati gli atti, decide i ricorsi interposti a
norma dell’art. 35 LALPT contro il contenuto del PR e approva in tutto o in
parte il PR medesimo o nega l’approvazione. Se si impone una modifica che
coinvolge il diritto comunale, il Consiglio di Stato rinvia gli atti al comune,
affinché vi provveda entro un congruo termine ripetendo la procedura prevista
dagli articoli da 32 a 35 LALPT.

                                         Giusta l’art. 38 cpv. 1
LALPT, contro queste decisioni del Consiglio di Stato è dato ricorso al
Tribunale della pianificazione del territorio (TPT) entro 30 giorni dalla
notificazione. 

                                         L’art. 38 cpv. 4 LALPT
regola la qualità ricorsuale, riconoscendola al comune (lett. a), ai già
ricorrenti per gli stessi motivi (lett. b) così come ad ogni altra persona o
ente che dimostri un interesse degno di protezione a dipendenza delle modifiche
decise dal Consiglio di Stato (lett. c).

 

                                   2.   Col presente gravame
la Società Cooperativa __________ __________ contesta l’invito di approntare le
varianti di cui al § D.2, formulato al punto 4 del dispositivo.

                                         Esclusa la legittimazione
secondo l’art. 38 cpv. 4 lett. b) LALPT (l’invito censurato costituisce un novum
e non poteva quindi essere già contestato in prima sede), occorre esaminare se
trovi applicazione la lettera c).

                                         A questo scopo si deve
previamente verificare se è adempiuto il presupposto processuale dell’esistenza
di un oggetto litigioso (Streitgegenstand). Ciò presuppone a sua volta una
decisione impugnabile e precisamente una decisione ai sensi dell’art. 37 LALPT.

 

                                2.1   Per risolvere la
questione occorre analizzare attentamente la decisione impugnata e l’interpretazione
fornitane dallo stesso Consiglio di Stato nella sua risposta, enuclendone gli
elementi a favore o a sfavore dell’esistenza di una decisione impugnabile.

                                         A. A favore di una
decisione impugnabile parlano i seguenti elementi:

                                         a)  Il capitolo D della
risoluzione impugnata reca il titolo: Le          seguenti modifiche del
Consiglio di Stato necessitano       dell’elaborazione di una variante
di piano regolatore da parte                                del Municipio in
conformità dell’articolo 34 LALPT.

      I termini “modifiche” e “necessitano” lascerebbero intendere   che il
Consiglio di Stato abbia deciso che il PR dev’essere           modificato e
imponga al comune di elaborare le relative      varianti.

                                         b)  Al
punto 4 del dispositivo è “fatto invito al Municipio di                         elaborare
le varianti di PR descritte al paragrafo D.2”, al                                                      punto
7 è indicato che: “contro il dispositivo ... 4” il                                                Comune
e i già ricorrenti hanno “facoltà di ricorso al TPT”. 

                                              Ciò ha senso se il dispositivo
sancisce un obbligo, non se                                                           formula
un semplice invito.

                                         B.
Contro l’esistenza di una decisione impugnabile abbiamo i                                                          seguenti
fattori:

                                              a)
Aumento delle distanze minime dal confine e di altri                                                                              parametri
urbanistici nell’area di via __________ (D2 lett. b)

                                              1.
Zona residenziale estensiva (ZRE). 

                                                   “E’
opportuno, afferma il Consiglio di Stato a pag. 10                                della
risoluzione, che il diritto comunale fissi alcuni principi                                   sulla
futura sistemazione di questa fascia facendo                                                                                  riferimento
anche alla salvaguardia delle piante. Ciò può                                           avvenire
con una normativa o, a titolo indicativo ... Anche                                                    se
l’indice di sfruttamento di 0,3 è difficilmente compatibile                     con
il principio di un uso parsimonioso del territorio, ...  lo                                                  scrivente
Consiglio non ritiene questo contrasto grave                                                                 al
punto da richiedere un’immediata modifica. E’ però                                                                 auspicabile
aumentare la distanza minima dal confine, e             la sua applicazione
anche alle costruzioni accessorie, al                         fine di evitare
che il passante sulla via __________ si veda                                               confrontato
con una barriere continua verso il lago.                                                                           Invitiamo
quindi il Comune a voler riesaminare i problemi                                                                       citati
nell’ambito di una variante di PR.”

                                              2.
Zona a destinazione vincolata (ZDV)

                                                   “Va
ribadito che l’indice di sfruttamento è troppo alto per                          un
uso di questo tipo in questa posizione e che i parametri                               riguardanti
la superficie verde minima e i posteggi interrati                               sono
praticamente irrealizzabili e hanno pertanto solo                                                                                 valore
enunciativo. Sarebbe auspicabile risolvere                                                          diversamente
almeno il problema dei posteggi.”

                                              b)
Aumenti di percorsi di passeggiata al lago (D2 lett. c)

                                                   Circa
la passeggiata a lago il Consiglio di Stato                                                                       stigmatizza
l’esiguità dei tratti costeggianti la riva,                                      rilevando
quanto poco via __________ possa, per la sua                                                          distanza
dal lago, fungere da alternativa. Considerato che                                                                   su
una riva di oltre 5.000 metri di lunghezza la                                                                                                    passeggiata
pubblica a lago si riduce a ca. 1.300 metri è                   difficile
secondo il Consiglio di Stato ritenere che l’art. 3                            cpv.
2 lett. c) LPT - ai cui sensi occorre “tenere libere le                                                         rive
dei laghi e dei fiumi ed agevolare il pubblico accesso                                                                e
percorso ”- trovi adeguata applicazione.

                                                   Il
Consiglio di Stato ha nondimeno approvato su questo                             punto
il PR, “considerato che dopo l’inserimento della linea                                    di
arretramento le disposizioni applicabili escluderanno                                                                              degli
interventi che potrebbero pregiudicare la futura                                           realizzazione
della passeggiata.” Se il governo cantonale                                                    “rinuncia
ad una imposizione del tracciato” invita                                                                nondimeno
il Comune “ad adeguare la pianificazione                             locale
con una specifica variante o al più tardi con la                                            revisione
del PR” (risoluzione, pag. 7). 

                                                   Nella
propria risposta il Consiglio di Stato fornisce ulteriori                                                     chiarimenti
corroboranti l’ipotesi di un invito non                                        vincolante.

                                                   Premette
di aver approvato il PRRL.A “in quasi tutte le sue                                                    componenti
ad eccezione di quelle modifiche di ufficio                           (risoluzione
par. D1, modifiche d’ufficio) e di quelle                                                             sospese
per ulteriori accertamenti prima della decisione                                                                  finale
(risoluzione par. D3, decisione sospesa). Rileva                                                                          quindi
che “per alcune tematiche, pur avendo accolto                                                     (approvato)
la proposta del PRRL.A (...) ha presentato un                                                    formale
invito al Municipio a voler procedere con                                                                             l’elaborazione
di specifiche varianti da sottoporre                                     nuovamente
al Consiglio comunale (LALPT, art. 34).” E a                                           proposito
del punto 4 del dispositivo precisa: “ Nel                                                         paragrafo
D.2 della decisione (pag. 25) sono elencate una                                                    serie
di varianti di PR sulla quale il Municipio è chiamato                                                                 (...)
a volersi nuovamente chinare al fine di precisare le                          scelte
pianificatorie ora approvate, così come                                                                     presentate
dall’autorità comunale, ma non approfondite                                                                in
modo ottimale. In ogni caso è implicitamente                                                                                               riconosciuta
al Municipio prima e al Consiglio                                                                                                   comunale
poi la facoltà di limitarsi alle scelte già                                                       prese
con il PRRL.A.” L’autorità cantonale, soggiunge il                                                    Consiglio
di Stato, “non poteva però limitarsi ad approvare                      senza
esprimere quello che potrebbe significare come un                                      giudizio
di merito della proposta presentata dal Comune.                                                                              Dal
lato pratico, comunque, non ci si è limitati a formulare               delle
generiche annotazioni di merito, ma abbiamo pure                         colto
l’occasione per consegnare al Municipio degli                                                           elementi
di analisi che andranno più tardi affrontati                                                                            dall’Autorità
comunale in sede di revisione del PR                                             comunale
del 1987.” “In ogni caso, fa presente il Consiglio                                                    di
Stato, il punto 4 del dispositivo non è decisione che                                                         modifica
la situazione pianificatoria nota alla ricorrente                        perché
pubblicata nella primavera del 1994 (LALPT, art.                                                      38,
cpv. 3, lett. c, seconda parte) ma è una proposta di                                                                              affinamento
che (risoluzione contestata pag. 25) deve in                                 ogni
caso essere sottoposta per adozione al legislativo                                                                                 comunale
e successivamente pubblicata con possibilità                                                                                 per
i cittadini di ricorrere nuovamente in prima istanza                                                                                 (LALPT,
art. 34 e 35).”

                                                   Il
Consiglio di Stato conclude che “è quindi evidente che                                                        contro
il punto 4 della decisione del Consiglio di Stato non                    è
data, in questa sede, facoltà di ricorso né al Municipio,                                                          né
tantomeno ai cittadini (anche se già ricorrenti). Pure                                                                            evidente
è il fatto che il ricorso ora in esame non riguarda il                                                                       tema
contestato dalla medesima ricorrente in prima                                                istanza,
per cui ai sensi dell’art. 38, cpv. 3, lett. b. della                                                                                 LALPT
non può essere data la legittimazione a ricorrere in                                                    seconda
istanza.”

 

                                2.2   Conclusione

                                         Se, dall’esegesi delle surriferite
citazioni testuali, cerchiamo, malgrado la fuorviante scarsa chiarezza delle formulazioni
e della sistematica, di eruire il vero senso della risoluzione governativa qui
contestata (termini come “necessitano” o  invito “formale” suggeriscono più un
ordine che una semplice esortazione e così la collocazione dell’”invito” nel
dispositivo con l’indicazione dei mezzi di diritto), non possiamo finalmente
non concludere che l’intenzione del Consiglio di Stato non fu di negare
l’approvazione del PR sui punti elencati dal § D.2. Il PRRL.A è stato approvato
anche su quei punti, malgrado la messa in evidenza delle loro debolezze e
lacune.

                                         Non si tratta né di una
modifica d’ufficio né di una decisione di rinvio al comune di una parte del PR
che non viene approvata, con l’obbligo di rivederla (entro un certo termine)
elaborando una variante soggetta alla procedura degli art. 32 seg. LALPT.
Procedura questa che il Consiglio di Stato ha sì evocato, ma con riferimento a
varianti che ha semplicemente invitato, non obbligato il comune ad
elaborare. La decisione non è vincolante su questo punto e soprattutto non
comporta mancata approvazione del PR per le parti pur definite bisognose di
affinamento.

                                         Il fatto che la soluzione
attuale è criticata dal Consiglio di Stato al punto da invitare il comune,
ancorché in modo non vincolante, a porvi rimedio non costituisce decisione di
rinvio, non è una decisione incidentale (sui punti in esame la procedura si è
conclusa attraverso l’approvazione governativa) e ad ogni modo non arreca alla
ricorrente una pregiudizio irreparabile (ai sensi dell’art. 44 LPamm, risp. 45
PA). La ricorrente potrà sempre far valere le sue ragioni contestando le
varianti in discorso se e quando il comune le avrà adottate. 

                                         Per
tutte queste ragioni la ricevibilità del ricorso dev’essere         negata.

 

                                   3.   Spese e ripetibili

                                         Considerato la mancanza di
chiarezza della risoluzione e in particolare del punto 4 del dispositivo, la
soccombenza della ricorrente non può esserle ragionevolmente imputata. Una
raccomandazione non vincolante non deve essere formulata nel dispositivo (così Kölz/Häner,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 1993, pag. 135).

                                         Se ne terrà dunque conto
esentando la ricorrente dal carico di tasse e spese di giudizio. Per lo stesso
motivo si impone di condannare il Consiglio di Stato a versarle congrue ripetibili,
considerato che la sua soccombenza, e per cominciare il ricorso stesso, è in
larga misura imputabile al suddetto errore, che non era di immediata
riconoscibilità. Si terrà conto nella determinazione delle ripetibili che v’è
pratica identità tra questo ricorso e quello interposto, ad opera dello stesso
legale, dalla signora __________ __________ __________. __________.

 

Per
questi motivi,

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso é respinto.

                                   2.   Non si prelevano né tasse
né spese di giustizia. Il Consiglio di Stato verserà fr. 1'000.-- di
ripetibili.

                                   3.   Intimazione:                  -
__________ 

                                       - Municipio di __________ 

                                       - Consiglio di Stato, __________

                                       - Sezione pianificazione urbanistica,                                                             __________

 

Tribunale
della pianificazione del territorio

Il
presidente                                                           Il
segretario