# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1e52f9af-aacb-5563-aa95-539db6d11f22
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-11-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 30.11.2005 36.2005.66
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2005-66_2005-11-30.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2005.66 - 67

   

  cs

  	
  Lugano

  30 novembre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  	 

	
   

  	 

	
   

  	 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
								

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sui ricorsi del 5 maggio 2005 e
del 18 maggio 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni su reclamo del 19 aprile
  2005 e del 29 aprile 2005 emanate da

  
	
   

  	
  Istituto assicurazioni sociali Ufficio
  assicurazione malattia, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione contro le
  malattie

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

                                          

                               1.1.   RI 1, nata
nel __________, divorziata, con un figlio ormai maggiorenne (nato nel __________),
ha postulato il 18 ottobre 2004 la concessione del sussidio per fronteggiare il
premio dell'assicurazione malattia obbligatoria per l'anno 2004 e per l’anno
2005. A sostegno della sua richiesta RI 1 ha prodotto copia della polizza
assicurativa e la tassazione 2003.

                               1.2.   Con decisioni
30 dicembre 2004 e 28 febbraio 2005 l'Ufficio Assicurazione Malattia ha
respinto le domande.

 

                               1.3.   Con ricorsi
del 18 e del 25 maggio 2005 RI 1, rappresentata dalla __________, ha contestato
le decisioni su reclamo che hanno confermato il rifiuto di concedere il
sussidio. Con scritti inoltrati direttamente all’UAM, il quale li ha trasmessi
al TCA per competenza, l’assicurata, accertato che il reddito derivante dalla
tassazione 2001/2002 (fr. 37'593) supera quello conseguito nel 2004 (fr.
26'670), ritiene applicabile l’art. 67 m Reg. LCAMal e chiede che nel calcolo
del reddito imponibile venga preso in considerazione sia l’ammontare degli
interessi passivi (fr. 3'611), che le deduzioni per figli (doc. I inc.
36.2005.66 + 67).

 

                               1.4.   Con le
proprie osservazioni l'amministrazione postula la reiezione delle impugnative
rilevando come la ricorrente debba essere considerata persona sola vista la
maggiore età del figlio, nato nel __________, il quale ha ottenuto,
separatamente, la concessione del sussidio. Per l’UAM il reddito lordo della
ricorrente assomma a fr. 26’670 ed è quindi inferiore rispetto al reddito lordo
di cui alla tassazione 2001 – 2002. Nonostante ciò, tale reddito, convertito,
non permette – d’avviso dell’amministrazione – la concessione del sussidio. 

                                         Infatti
il reddito imponibile (fr. 26'670), dopo deduzione degli interessi passivi (fr.
3'611) ammonta a fr. 23'059, da cui, dopo l’arrotondamento al mille franchi superiore
(art. 30 LCAMal), un reddito determinante di fr. 24'000 che non dà diritto al
sussidio. Per l’Ufficio dell'Assicurazione Malattia le tassazioni 2003 e 2004 non
possono essere prese in considerazione come a costante prassi del Tribunale
Cantonale delle Assicurazioni. 

 

                               1.5.   Pendente
causa la ricorrente ha fatto valere nuove argomentazioni di cui si dirà in
corso di motivazione. La convenuta ha potuto determinarsi in merito.

 

                                         in
diritto

 

                                          In
ordine

 

                               2.1.   I ricorsi
contro le decisioni su reclamo che negano la concessione del sussidio per il
2004 e per il 2005 vengono congiunti, trattandosi di fattispeci analoghe.

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Per l'art.
23 LCAMal, il Cantone ed i Comuni partecipano al pagamento delle quote a carico
degli assicurati di condizioni economiche modeste per le prestazioni minime
previste dalla legge.

                                         Gli assicurati di
condizioni economiche modeste sono definiti dall'art. 29 LCAMal: si tratta
delle famiglie il cui reddito determinante non supera i CHF 32'000.-- e delle
persone sole il cui reddito non supera i CHF 20'000.--.

                                         Con decreto esecutivo del
18.11.1997, il Consiglio di Stato ha, in forza dell'art 49 LCAMal, ritoccato
verso l'alto i limiti di reddito che conferiscono diritto al
sussidio, con effetto a decorrere dal 1.1.1998. Questi limiti sono ora di CHF
22'000.- per le persone sole e di CHF 34'000.- per le famiglie (cfr. art. 1
lett. c D.E. 14.11.2000).

 

                                         Di
regola, il reddito determinante risulta, secondo l'art. 30 LCAMal, dalla somma
arrotondata al mille franchi superiore:

 

                                         a)
 del reddito imponibile desunto dalla tassazione ordinaria o intermedia del
biennio stabilito dal Consiglio di Stato;

 

                                         b)
 di un quindicesimo della sostanza imponibile desunta dalla tassazione
ordinaria o intermedia del biennio stabilito dal Consiglio di Stato, per la
parte eccedente l'importo di fr. 150'000.- per le persone sole e fr. 200'000.-
per le famiglie.

 

                                         L’espressione
“di regola” tende a volere salvaguardare la possibilità per l’amministrazione
designata (l’Ufficio Assicurazione Malattia) di accertare autonomamente il
reddito dell’assicurato in caso di persone adempienti i presupposti dell’art.
31 LCAMal.

 

                                         Per
quanto attiene le basi di calcolo per i sussidi nell'assicurazione malattie per
l'anno 2004 il Consiglio di Stato, con Decreto Esecutivo del 12 novembre
2003, ha ribadito le basi di calcolo per la concessione del sussidio
confermando il periodo fiscale per l’accertamento del reddito determinante
(2001 – 2002) ed i limiti di reddito per la concessione del sussidio: CHF
22'000.- per le persone sole, CHF 34'000.- per i membri delle famiglie e 1°
figlio, rispettivamente a CHF 55'000.- è stato confermato il reddito di
riferimento della famiglia.

                                         Per
quanto si riferisce all’anno 2005 le basi di calcolo sono state
ulteriormente mantenute dall’esecutivo cantonale, e ciò verosimilmente alla
luce delle modifiche recenti delle nome della Legge Tributaria che ha aumentato
gli sgravi possibili. Quindi anche per il 2005 l’esecutivo cantonale ha
ritenuto quale periodo fiscale per l’accertamento del reddito determinante
l’imposta cantonale del biennio 2001 – 2002. I limiti di reddito sono stati
mantenuti a CHF 22'000.-- per le persone sole, CHF 34'000.—per le famiglie ed
il reddito di riferimento è stato mantenuto a CHF 55'000.— (cfr. DE 26 ottobre
2004 concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni
individuali di premio nell’assicurazione sociale malattie per l’anno 2005).

 

                               2.3.   Con l’art.
31 LCAMal il legislatore ticinese ha riservato l’accertamento del reddito
determinante in maniera autonoma da parte dell’amministrazione (con successiva
commutazione del reddito lordo accertato mediante l’utilizzo di tabelle
appositamente allestite) in casi particolari. In altri termini
l’amministrazione fa capo ai dati fiscali determinati in virtù della tassazione
di riferimento (ossia quella del periodo indicato dall’esecutivo cantonale nel
DE emesso annualmente), in casi specificatamente fissati dalla legge e dal
regolamento d’applicazione (qui sotto riportati) l’amministrazione (e meglio
l’Ufficio dell'Assicurazione Malattia) calcola da solo il reddito lordo
trasformandolo mediante apposite tabelle e verificando il sussistere dei limiti
per la concessione del sussidio. La legge prevede il calcolo autonomo del
reddito nei seguenti casi:

 

"a) delle persone soggette all'imposta cantonale solo per una
parte del loro reddito o della loro sostanza;

b) delle persone soggette all'imposta alla fonte;

c) delle persone sole con reddito imponibile nullo o reddito lordo
annuo inferiore a fr. 6000.- secondo il biennio fiscale determinante, che
esercitano un'attività lucrativa;

d) in altri casi particolari."

 

                                         In virtù
dell'art. 67 del Regolamento della Legge cantonale sull’assicurazione
obbligatoria contro le malattie emanato il 18 maggio 1994 modificato dal
Consiglio di Stato con decreto esecutivo del 27 ottobre 1999 avente valenza dal
1° gennaio 2000, il reddito determinante va accertato dall’Istituto delle
assicurazioni sociali in maniera autonoma, “in particolare nei seguenti casi”:

 

"a)    persone soggette all'imposta alla fonte;

b)   decesso del coniuge;

c)                                   matrimonio,
divorzio o separazione per sentenza giudiziaria o di fatto, nel caso di assenza
di tassazione applicabile;

d)                                   persone
sole che esercitano un'attività lucrativa o conducono esistenza autonoma, con
reddito imponibile nullo o reddito lordo annuo inferiore a fr. 6000.- secondo
il biennio fiscale determinante;

e)                                   persone
domiciliate che al momento dell'istanza non dispongono di alcuna tassazione
fiscale e per le quali non sarà emessa una tassazione relativa al periodo
fiscale determinante;

f)                                    persone
al beneficio di misure ai sensi della legge sull'assicurazione contro la
disoccupazione, dopo almeno sei mesi di inattività lucrativa;

g)                                   persone
al beneficio di prestazioni ai sensi della legge sull'assistenza sociale;
d'intesa con il competente Ufficio;

h)                                   cessazione
definitiva dell'attività lucrativa a causa di pensionamento o di invalidità;

i)                                    cessazione
temporanea di attività lucrativa per riqualificazione o perfezionamento
professionale;

l)    cessazione dell'attività lucrativa a
seguito di maternità;

m)  diminuzione
importante del reddito lordo rispetto al medesimo dato desumibile dai parametri
fiscali applicabili."

 

                                         Al proposito va rammentato come (cfr. RDAT 2002 II pag. 91 n° 28 e STCA
del 26 gennaio 2004 nella causa S. pag. 8, inc. 36.2003.99/112) la delega
dell'art. 31 LCAMal del legislativo all'esecutivo cantonale non sia "eccessivamente
limitata con l'adozione dell'art. 67 Reg. LCAMal". Il TCA ha
considerato:

 

" 
Va qui subito rilevato come la delega del
legislativo al Consiglio di Stato sia decisamente ampia e, soprattutto, priva
di contorni specificatamente indicati nella legge stessa. La norma in questione
prevede infatti unicamente e genericamente l’accertamento autonomo del reddito al
di fuori della decisione di tassazione di riferimento, in “altri casi
particolari."

 

                                         Questa
Corte ha soggiunto che:

 

"  Per l'accertamento autonomo del reddito l'Ufficio dell'Assicurazione
Malattia deve partire dal reddito lordo conseguito dall’assicurato nel
corso del periodo più prossimo al periodo per il quale il sussidio è richiesto.
Infatti il reddito lordo cui ci si deve riferire è possibilmente quello
più recente e percepito nel corso dell'anno per il quale il sussidio viene
richiesto. In questo senso anche il Messaggio 3 gennaio 1996 del Consiglio di
Stato al Gran Consiglio concernente l'adozione della nuova LCAMal (M 4474 DOS)
a pag. 53 secondo cui 

 

"Trattandosi di una sovvenzione di carattere eminentemente
sociale, 

il sussidio nell'assicurazione
contro le malattie, pur basandosi sui dati fiscali dell'istante, deve comunque
tenere conto della situazione economica più vicina al momento in cui
l'assicurato richiede il sussidio soggettivo."

 

Nell'ottica di tale volontà del legislatore i dati da considerare
per la verifica del reddito sono, se possibile, i dati dell'anno per il quale
il sussidio è chiesto, che vanno – come indicato in precedenza in caso di
diminuzione importante del reddito secondo la lettera m dell'art. 67 Reg.
LACMal - posti a raffronto con i dati ritenuti nella tassazione di riferimento
dove necessario.

 

Va rammentato che, quando sia accertato un reddito inferiore a
quello del periodo di riferimento rispettivamente quando l’amministrazione
debba determinare un reddito, essa deve procedere alla sua esatta fissazione e
quindi raffrontarlo con i parametri fissati dal Consiglio di Stato per la
determinazione del diritto al sussidio, per ciò fare è necessario procedere
alla commutazione del nuovo reddito accertato in reddito imponibile mediante
l’utilizzo di tabelle appositamente allestite. Infatti il reddito lordo
accertato va obbligatoriamente (art. 52 cpv. 2 RegLCAMal) convertito in reddito
imponibile mediante apposite tabelle come rammenta l'art. 72 del medesimo
regolamento. Le tabelle di conversione considerano le normali deduzioni dal
reddito lordo per la fissazione del reddito (ipotetico) imponibile, pur non
potendo essere, per la loro stessa natura, attanagliati al caso concreto in cui
vengono applicate."

(TCA 36.2003.99/112 in re
S. pag. 9/10 cfr. anche 36.2003.116 in re T. di ugual data ed ancora ST 19
ottobre 2004 in re M. 36.2004.129)

 

                                         Va ancora osservato, alla luce della giurisprudenza di questo Tribunale, come
quando si debba fare capo al reddito lordo per la successiva conversione le
deduzioni ammesse siano limitatamente previste dalla legge. Nel
caso di determinazione autonoma del reddito da parte dell'amministrazione,
prima della conversione del reddito lordo secondo le apposite tabelle sono
unicamente possibili deduzioni per alimenti ed interessi passivi (in questo
senso STCA 36.2003.116 in re T. del 26 gennaio 2004, 36.2004.93 in re D. del 3
settembre 2004 e 36.2004.129 del 19 ottobre 2004 in re M. pag. 7). Nella sua
giurisprudenza questo Tribunale ha ritenuto infatti che:

 

" 
… le richieste … di dedurre dal reddito lordo le
importanti spese di trasferta e quelle di doppia economia domestica sono state
respinte da questo Tribunale - il ragionamento dell'assicurato non può essere
seguito. La legge impone infatti di procedere come ha correttamente operato
l’amministrazione, ossia dapprima accertando il reddito lordo, successivamente
commutandolo come tale in reddito imponibile. Le spese sostenute
dall'assicurato non possono giuridicamente essere ritenute, pur nella
consapevolezza che detti importi sono fiscalmente deducibili. Pertanto, questo
Tribunale non può aderire alla richiesta del ricorrente di eseguire la
deduzione dal reddito lordo di diverse spese, prima di una conversione secondo
le predette tabelle. Il principio della legalità impedisce, come detto, tale
agire."

 

                                         A tenore dell’art. 48 Reg.
LCAMal è data la possibilità di ottenere la revisione di una decisione in
materia di sussidio in caso di emanazione di decisione di tassazione intermedia
riferita al periodo fiscale determinante od in caso di sussistenza degli
estremi di cui al citato art. 67 Reg. LCAMal.

 

                               2.4.   Va ancora
osservato come la definizione di persona sola rispettivamente di famiglia sia
data dagli art. 26 e 27 LCAMal. Nel Messaggio 3 gennaio 1996 relativo alla
citata legge cantonale di applicazione della Legge Federale sull’assicurazione
malattia, per quanto attiene al concetto di figlio, l’Esecutivo cantonale ha
richiamato quanto ritenuto nella LAMal. In virtù della Legge federale per gli assicurati che non hanno ancora compiuto 18
anni l’assicuratore deve fissare un premio più basso rispetto a quello degli
assicurati d’età superiore (adulti) ed è legittimato a fare altrettanto nel
caso di assicurati che non hanno ancora compiuto 25 anni. Il richiamo voluto
dal Messaggio citato è agli art. 252 e segg. CCS. Il Codice civile Svizzero
prevede che i genitori devono provvedere al mantenimento del figlio,
incluse le spese d’educazione e formazione e delle misure prese a sua tutela e
che il mantenimento consiste nella cura e nell’educazione ovvero, se il figlio
non è sotto la custodia dei genitori, in prestazioni pecuniarie (art. 276 CCS).
L’obbligo di mantenimento dura sino alla sua maggiore età del figlio (art. 277
CCS).

 

                                         Se,
raggiunta la maggiore età, il figlio non ha ancora una formazione appropriata,
i genitori, per quanto si possa ragionevolmente pretendere da loro dato
l’insieme delle circostanze, devono continuare a provvedere al suo mantenimento
fino al momento in cui una simile formazione possa normalmente concludersi
(art. 277 cpv. 2 CCS). L’obbligo di mantenimento si estende quindi al di là del
compimento del diciottesimo anno d’età quando il figlio è in formazione.
L’obbligo legale per il genitore di mantenere il figlio anche successivamente
al compimento del diciottesimo anno d’età quando sia in corso una formazione non
è trattato dall’art. 27 LCAMal. La legge cantonale di applicazione alla LAMal
rammenta che il celibe o la nubile di età superiore a 18 anni è considerato/a
persona sola e non può essere computato con i genitori od il genitore con cui
vive per considerare un reddito imponibile maggiore cui far capo per
l’ottenimento del sussidio.

 

                               2.5.   Abbondanzialmente
va evocato come per le persone sole, quale il figlio della ricorrente, con un
reddito imponibile nullo o riferito ad un reddito lordo inferiore ai CHF
6'000.- il reddito determinante è quello della persona o della famiglia da cui
dipendono per il loro sostentamento se questo reddito di riferimento non supera
i CHF 55'000.- (cfr. consid. 2.2). 

                                         In virtù
dell’art. 52 del RegLCAMal:

 

" 
Le persone sole con reddito imponibile nullo o
reddito lordo annuo inferiore a fr. 6’ 000.-, secondo il biennio fiscale
determinante, sono esentate dallo specificare il nucleo primario di riferimento
se al momento dell’istanza hanno un’entrata lorda propria non inferiore al
limite massimo per persone sole ai sensi della legge federale sulle prestazioni
complementari AVS/AI, su base mensile."

 

                                         Secondo
l’Ordinanza 05 sull’adeguamento delle
prestazioni complementari all’AVS/AI del 24 settembre 2004 il limite massimo
per persone sole ai sensi della LPC è di CHF 17’640.--annui. In altri termini
se, al momento dell’inoltro della domanda di sussidio l’assicurato aveva
un’imposizione nulla o riferita ad un reddito lordo inferiore ai CHF 6'000.-,
l’amministrazione deve verificare l’esistenza di un reddito proprio (per
l’esenzione dallo specificare il reddito determinante del nucleo primario) non
inferiore ai CHF 17'640.— annui, pari a CHF 1'470.-- mensili. La volontà legislatore
è quella di non intervenire a sostegno in particolare dei figli in formazione
poiché tale obbligo incombe ai genitori. Sarebbe infatti urtante, a fronte
dell’obbligo di sostentamento da parte dei genitori per i figli in formazione,
che lo Stato utilizzasse risorse a fronte della capacità finanziaria di padre e
madre per fronteggiare la spesa dei premi dell’assicurazione di base. Se il
giovane dispone di una tassazione inferiore ai CHF 6'000.— annui
l’amministrazione deve in sostanza verificare gli introiti annui al fine di
determinare se l’ammontare massimo per persona sola fissato dall’Ordinanza
sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI sia superato o
meno.

 

                               2.6.   Nel caso in
esame la ricorrente è da considerare persona sola poiché madre di un figlio
maggiorenne ciò anche se ella provvede al suo sostentamento poiché ancora in
formazione. L’apparente iniquità creata dalla normativa cantonale
amministrativa rispetto agli obblighi derivanti dal diritto civile è in realtà
controbilanciata dalla possibilità, per il figlio, di ottenere a sua volta il
sussidio per fronteggiare il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le
malattie, come in effetti è avvenuto nel caso concreto (cfr. Doc. IV pag. 2).

 

                                         Il fatto
che la ricorrente vada ritenuta persona sola impone di considerare il reddito
limite di CHF 22'000.— (come esposto in precedenza). Ne consegue che il reddito
rilevabile dalla tassazione 2001 – 2002 non permette palesemente la concessione
del sussidio.

 

                                         L’amministrazione,
in sede di risposta, ha calcolato autonomamente il reddito della ricorrente per
verificare se fossero dati i presupposti, alla luce delle tabelle di
conversione, per la concessione del sussidio. 

                                         In
effetti l’UAM ha constatato, al raffronto dei dati fiscali 2001 – 2002 e quelli
desunti dal calcolo del reddito aziendale agli atti, una diminuzione del
reddito conseguito dall’assicurata (cfr. al riguardo art. 67 lett. m del
Regolamento). 

                                         Il
reddito dell’insorgente nel corso del 2004 assommava a CHF 26'670. Da questo
importo vanno dedotti CHF 3'611 di interessi passivi, per un importo
complessivo di CHF 23’059. 

                                         Su questo
punto le parti sono concordi.

 

                                         L’insorgente
chiede, sulla base dell’art. 72 cpv. 2 Reg. LCAMal, la deduzione prevista per i
figli a carico, poiché il padre non pagherebbe gli alimenti. In particolare le
“Direttive di applicazione dell’imposta alla fonte a carico dei lavoratori
dipendenti non domiciliati”, applicabili in virtù del rinvio di cui
all’art. 69 cpv. 3 Reg. LCAMal prevedono, analogamente ai disposti della legge
tributaria, che quali figli a carico vanno pure considerati i figli agli studi
fino alla fine del mese del compimento del 25mo anno di età al cui
sostentamento il contribuente provvede in modo essenziale. Per cui, a mente
della ricorrente, anche per la scelta della tabella di conversione del reddito
lordo dei salariati risulta applicabile il diritto tributario ai fini della
determinazione dei figli a carico. 

 

                                         L’amministrazione
sostiene tuttavia che la nozione di “figlio” va intesa nel senso
previsto dall’art. 27 LCAMal, per cui nessuna ulteriore deduzione va effettuata
dall’importo sopra indicato.

 

                               2.7.   Ai sensi
dell’art. 27 LCAMal ai fini dell’applicazione della regolamentazione sul
sussidio nell’assicurazione sociale contro le malattie, è considerato
figlio la persona che ha lo statuto giuridico di figlio o di affiliato ai sensi
del Codice civile svizzero, fino alla fine dell’anno in cui compie i 18 anni. 

 

                                         Nel
Messaggio del 3 gennaio 1996 l’allora DOS, a proposito dell’art. 27 affermava
che “per definire il concetto di figlio si ricorre al CCS. Il termine di 18
anni per passaggio dallo statuto di figlio a quello di persona sola riprende
l’ordinamento della LAMal in fatto di premi assicurativi: il premio per adulti
è infatti corrisposto a partire dalla fine dell’anno in cui l’assicurato compie
18 anni. Le coppie non coniugate saranno pertanto assimilabili al concetto di
famiglia solo quando convivono con un figlio ai sensi di cui sopra. Qualora un
solo membro della coppia non coniugata fosse da considerare ai sensi di CCS
genitore del figlio mentre l’altro no, il primo, con il figlio, verrà
assimilato al concetto di famiglia, mentre il secondo risulterà persona sola.
Al proposito si farà riferimento all’art. 252 CCS.”

                                         Giusta
l’art. 69 cpv. 1 Reg. LCAMal la persona che esercita un’attività lucrativa
salariata è tenuta a presentare all’Istituto delle assicurazioni sociali:

 

a) il
certificato di salario rilasciato dal suo datore di lavoro;

b) una
dichiarazione che attesti eventuali altre entrate (reddito accessorio, reddito
del coniuge, sostanza, reddito netto della sostanza, rendite, pensioni o
altro).

 

                                         Per il
cpv. 2 l’Istituto delle assicurazioni sociali allestisce un modulo ufficiale
per l’accertamento del reddito al di fuori della tassazione fiscale del biennio
stabilito dal Consiglio di Stato.

 

                                         Le “Direttive
di applicazione dell’imposta alla fonte a carico dei lavoratori dipendenti e
non domiciliati”, emanate dall’Amministrazione delle contribuzioni, sono
applicabili per analogia (art. 69 cpv. 3 Reg. LCAMal).

 

                                         L’art. 70
Reg. LCAMal prevede che la persona che esercita un’attività lucrativa
indipendente è tenuta a presentare all’Istituto delle assicurazioni sociali una
dichiarazione che attesti il suo presumibile reddito e gli altri elementi di
reddito conformemente all’art. 69 Reg. LCAmal.

 

                                         Per
l’art. 72 cpv. 1 Reg. LCAMal l’Istituto delle assicurazioni sociali, in
collaborazione con l’Amministrazione delle contribuzioni, allestisce le tabelle
per la conversione del reddito lordo accertato in reddito imponibile. Da
rilevare che le citate tabelle già tengono conto, per le famiglie con figli
minorenni, della deduzione per figli.

 

                                         Il cpv. 2
prevede che il reddito imponibile della persona che esercita un’attività
lucrativa indipendente è stabilito defalcando dal reddito aziendale la
deduzione relativa al reddito d’attività lucrativa dei coniugi e quella per
figli a carico, in analogia con i disposti del diritto tributario.

 

                               2.8.   Va
innanzitutto sottolineato che l’art. 72 cpv. 1 Reg. LCAMal non trova
applicazione al caso concreto, trattandosi di una norma relativa al calcolo
autonomo del reddito dei dipendenti, mentre invece l’assicurata è
un’indipendente. 

                                         Infatti,
l’art. 72 cpv. 2 Reg. LCAMal è stato appositamente adottato per regolare il
calcolo da effettuare per gli indipendenti, in mancanza della tassazione
corrispondente. 

                                         Come
rileva la Cassa, e come poi ammesso dall’insorgente, se si volesse applicare
l’art. 72 cpv. 1 Reg. LCAMal agli indipendenti, si prenderebbe in
considerazione due volte la medesima deduzione, e meglio quella inerente i
contributi alle assicurazioni sociali. 

                                         In
concreto nel calcolo del reddito aziendale presentato dalla ricorrente figura infatti
una deduzione di fr. 5'266 per i contributi all’AVS. L’operazione di
conversione del reddito lordo in imponibile, prevista dall’art. 72 cpv. 1 Reg.
LCAMal comporta anch’essa, implicitamente, la deduzione dei contributi alle
assicurazioni sociali. Per cui il calcolo dell’art. 72 cpv. 1 Reg. LCAMal esclude
quello dell’art. 72 cpv. 2 Reg. LCAMal e viceversa.

 

                               2.9.   Per quanto
concerne l’interpretazione dell’art. 72 cpv. 2 Reg. LCAMal ed in particolare
della deduzione per figli, va rilevato che il significato di una norma deve
essere inteso anzitutto nella sua accezione letterale. Se il testo è chiaro,
l'autorità può scostarsene solo ove esistano motivi seri per ritenere che esso
non corrisponda al vero senso del disposto in esame. Tali motivi possono
risultare dai lavori preparatori, dal fondamento e dallo scopo della norma
litigiosa, così come dalla relazione con altre disposizioni (RAMI 2001, pag.
134, in particolare pag. 137 e segg.; DTF 126 V 105 consid. 3 con rinvii, DTF 126
III 101, consid. 2c, pag. 104).

 

                                         D'altra
parte, secondo la giurisprudenza, si può derogare eccezionalmente al senso
letterale di un testo chiaro soltanto qualora conduca a soluzioni
manifestamente insostenibili, contrarie alla volontà del legislatore. Devono
cioè esistere delle ragioni obbiettive, ad esempio deducibili dai lavori preparatori,
dallo scopo e dal senso della disposizione oppure dalla sistematica della
legge, che permettono di concludere che il testo di legge non esprime il vero
senso della disposizione in oggetto (STFA del 6 luglio 1998 nella causa G.; DTF
123 V 317; DTF 123 III 91 consid. 3a, DTF 122 III 325
consid. 7a, 474 consid. 5a, DTF 122 V 364 consid. 4a, DTF 121 III 224 consid. 1d/aa,
412 consid. 4b, 465 consid. 4a/bb, DTF 121 V 24, DTF 121 V 61, DTF 121 V 127
consid. 2c, DTF 120 V 102 consid. 4b; 324 consid. 5a; 338 consid. 5a, 525
consid. 3a; SVR 1996 EL N. 19 pag. 55 consid. 4a; DTF 119 V 429 consid. 5a; DTF
119 V 60; DTF 118 Ib 452; Pratique VSI 1993, pag. 133; Pratique VSI 1993 pag. 263;
RAMI 1993 pag. 132; DTF 117 V 109; DTF 117 V 45; DTF 117 V 5; DTF 112 V 168;
DTF 108 V 240 consid. 4b. Vedi pure: Imboden/Rhinow/
Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Band 1, pag. 137
seg., Nr. 21 B IV).

                                         L'interpretazione letterale deve dunque condurre a dei risultati
manifestamente insostenibili (zu offensichtlich unhaltbaren Ergebnissen), che
contraddirebbero la vera intenzione del legislatore (DTF 109 V 62 consid. 4; DTF 107 V 216 consid. 3b; DTF 105 V 44; RAMI 1984 N. K 593, pag. 228
consid. 2b).

 

                                         Quando
una disposizione legale non è chiara o allorché si presta a diverse
contraddittorie interpretazioni, i lavori preparatori possono costituire un
valido aiuto per individuare il senso della norma ed evitare così
interpretazioni scorrette. Quando tali documenti non forniscono una risposta
chiara, essi non sono invece utili come aiuto per l'interpretazione. In
particolare trovandosi confrontati con delle leggi relativamente recenti la
volontà del legislatore che le ha adottate non può essere ignorata. Se però
questa volontà non ha trovato riscontro nel testo di legge, essa non è decisiva
per l'interpretazione. In particolare, se durante le discussioni legislative è
stata espressamente rifiutata una proposta di completare la legge nel senso di
quella che rappresenta ora una possibilità di interpretazione, tale
interpretazione non può essere presa in considerazione (cfr. DTF 123 V 301, DTF
123 V 318, DTF 115 V 349 consid. 1c con riferimento alla giurisprudenza e alla
dottrina. Vedi pure DTF 122 III 325 consid. 7a, 474 consid. 5a, 120 II 247
consid. 3e, 117 II 526 consid. 1d, 116 Ia 368 consid. 5c, 116 II 415 consid. 5b
e 527 f consid. 2b). 

 

                             2.10.   In concreto,
il testo della legge è chiaro.

                                         Infatti,
come emerge dall’art. 27 LCAMal va considerato figlio, nell’ambito della LCAMal
e del regolamento d’applicazione, ogni assicurato che nell’anno di concessione
del sussidio non ha ancora compiuto i 19 anni. 

 

                                         Ogni
altra interpretazione va contro la lettera, la sistematica e lo spirito della
legge. Il rinvio al diritto tributario va inteso invece unicamente con riferimento
all’entità dell’importo da dedurre dal reddito aziendale quando occorre
procedere con il calcolo autonomo del reddito imponibile e non alla nozione di
figlio.

 

                                         La
deduzione per figli, cui viene fatto riferimento nell’art. 72 cpv. 2 Reg.
LCAMal, va pertanto applicata solo agli assicurati che hanno un figlio che non
ha ancora compiuto i 19 anni nell’anno di concessione del sussidio.
L’interpretazione data dall’amministrazione è corretta.

 

                             2.11.   L’assicurata,
con riferimento a due sentenze del TCA (inc. 36.2004.53 e 36.2003.118) fa
tuttavia valere una disparità di trattamento tra le persone che hanno diritto
al sussidio calcolato in base alla tassazione cresciuta in giudicato, dove la
deduzione per figli, fiscalmente, viene riconosciuta anche oltre i 18 anni ed è
automatica, e le persone per le quali il reddito viene calcolato autonomamente,
dove l’amministrazione applica la deduzione solo agli assicurati che hanno
figli con età fino a 18 anni. 

 

                                         In
particolare rileva che nel 2006, sulla base della tassazione 2003B, la quale
presenta un reddito imponibile di fr. 10'700, grazie alla deduzione per figli a
carico, di complessivi CHF 23'000, riceverà il sussidio e sottolinea che la
tassazione 2004 conclude addirittura, sempre grazie alla deduzione per i figli,
con un imponibile di CHF 5'700.

                                         

                                         L’interessata
rileva inoltre di dover mantenere da sola il figlio maggiorenne senza aiuti
finanziari da parte del marito, il quale non versa gli alimenti. Analogamente a
quanto prevede la giurisprudenza di questo TCA (deduzione dal reddito lordo
degli alimenti), anche nel caso di specie andrebbe dedotto un importo per il
mantenimento del proprio figlio. Ciò, per evitare una disparità di trattamento
con gli assicurati che, proprio perché devono versare gli alimenti, beneficiano
della relativa deduzione dal reddito lordo. L’insorgente fa valere che all’esame
della STCA di cui all’inc. 36.2004.93, risulterebbero deducibili, per la
determinazione del reddito determinante, tutti gli alimenti fissati in sede
civile e pagati da un assicurato, sia quindi per l’ex-coniuge, per i figli
minorenni e anche per quelli maggiorenni a carico. Per equità di trattamento
occorrerebbe pertanto concederle la deduzione per figli a carico. 

                                          

                             2.12.   Una decisione vìola il diritto alla parità di
trattamento (di cui all’art. 8 cpv. 1 Cost. fed.) nella misura in cui
l’autorità tratta in modo differente delle situazioni simili senza motivi che
possano giustificare una simile differenziazione (DTF 125 I 163 consid. 3a, DTF
124 I 170 consid. 2 con riferimenti). 

 

                                         Secondo
la giurisprudenza federale un assicurato può prevalersi di una parità di
trattamento nell’illegalità, sempre che non leda altri interessi legittimi,
unicamente se l’autorità non in un caso isolato e neppure in alcuni casi, bensì
secondo una prassi costante deroga alla legge e lascia intendere che anche in
futuro non deciderà in modo conforme alla legge (DTF 116 V 238, DTF 115 Ia 83
consid. 2; cfr. G. Müller
in Commentaire de la Constitution fédérale, art. 4, note 45; cfr. Häfliger,
Alle Schweizer sind vor dem Gesetz gleich, Berne 1985, p. 73/74).

 

                                         Con l'applicazione delle norme previste all'art. 72 cpv. 2 LCAMal, tutti
gli assicurati indipendenti soggetti al calcolo autonomo del reddito, in
assenza di una tassazione, sono trattati allo stesso modo e sono sottoposti
allo stesso metodo di calcolo. In presenza di una situazione giuridica simile
(assicurato indipendente che necessita di un calcolo autonomo) gli interessati
sono trattati nella stessa maniera (calcolo autonomo del reddito lordo con
deduzione per figli quando il figlio non ha ancora compiuto i 19 anni). Ciò
vale anche per il calcolo autonomo del reddito dei salariati, per i quali
tuttavia l’amministrazione ha previsto un’apposita tabella di calcolo del
reddito imponibile che già include la deduzione per figli fino a 18 anni.

 

                                         Il
sistema autonomo di determinazione del reddito da parte dell'UAM secondo la
LCAMal si pone su un differente piano rispetto al sistema di tassazione della
LT. Trattandosi di situazioni diverse trattate diversamente dalle norme
applicabili non può essere dedotto - come vorrebbe il rappresentante della
ricorrente - una disparità di trattamento nella considerazione dei figli
maggiorenni in formazione.

 

                                         Non
vi è pertanto alcuna disparità di trattamento.

 

                             2.13.   L’assicurata
chiede anche, conformemente a quanto avviene (implicitamente) per i dipendenti
nell’ambito del calcolo autonomo, che venga preso in considerazione l’importo
pagato alla Cassa malati. 

                                         Va
innanzitutto rilevato che nell’ambito del calcolo manuale del reddito lordo,
non viene preso in considerazione l’importo effettivo dell’ammontare dei premi
della Cassa malati, ma nell’ambito delle tabelle utilizzate a questo fine la
conversione del reddito lordo in reddito imponibile prende in considerazione
anche questa posta. Per cui le due situazioni, seppur analoghe, non possono
essere sovrapposte.

 

                                         L’art. 72
cpv. 2 Reg. LCAMal prevede che il reddito imponibile della persona che esercita
un’attività lucrativa indipendente è stabilito defalcando dal reddito
aziendale la deduzione relativa al reddito d’attività lucrativa dei coniugi
e quella per figli a carico, in analogia con i disposti del diritto tributario.

                                         Altre
deduzioni non sono invece previste. Ciò significa che possono essere dedotte
dal reddito lordo unicamente le spese aziendali e professionali giustificate,
come previsto dall’art. 26 cpv. 1 LT. L’art. 26 cpv. 2 LT prevede che sono tali
segnatamente gli ammortamenti e gli accantonamenti secondo gli articoli 27 e
28, le perdite effettive sul patrimonio aziendale, se sono state allibrate, i
versamenti a istituzioni previdenziali in favore del personale, a condizione
che sia esclusa qualsiasi utilizzazione contraria allo scopo e gli interessi
sui debiti commerciali come pure gli interessi versati alle partecipazioni ai
sensi dell’art. 17 capoverso 2.

                                         Le spese
di assicurazione contro le malattie presentate dalla ricorrente (doc. XIV/1),
ossia l’assicurazione obbligatoria di base nonché le assicurazioni
complementari (per cure all’estero, per visite mediche preventive, ecc.) non
fanno parte delle spese necessarie al conseguimento del reddito aziendale o del
suo mantenimento, non trattandosi di indennità per perdita di guadagno. Esse
non vanno pertanto dedotte.

                                         

                                         In queste
condizioni il calcolo effettuato dalla Cassa, che dal reddito determinante per
il calcolo dei sussidi non ha defalcato né le spese dell’assicurazione contro
le malattie, né la deduzione per i figli, ma unicamente gli interessi passivi,
è corretta.

 

                                         Nel caso
di specie il reddito determinante ammonta pertanto a CHF 23’059.— che,
arrotondato al mille franchi superiore, come impone la legge, corrisponde ad un
reddito di CHF 24'000.--, ossia superiore rispetto a quanto previsto dal DE per
la concessione del sussidio ad una persona sola.

 

                             2.14.   Va ancora
aggiunto, alla luce delle argomentazioni contenute nell’atto di ricorso, che
l’autorità amministrativa non può, di principio, fare uso della decisione di
tassazione riferita ad altro periodo. Nella sentenza 11 ottobre 2004 nella
causa E. (36.2004.112) questo Tribunale ha ritenuto:

 

" 
Va qui evocato come unicamente una tassazione
ordinaria o intermedia riferita al periodo fissato dal Consiglio di Stato nel
suo decreto esecutivo possa essere utilizzata per una domanda di sussidio o di
revisione come chiaramente desumibile dal tenore dell'art. 58 Reg. LCAMal
(nello stesso senso gli art. 51 e 59 Reg. LCAMal v. inoltre quanto evocato
nella sentenza 3 settembre 2004 inc. 36.2004.81).

In altri termini una decisione di tassazione relativa
al periodo fiscale 2003 (ossia la tassazione 2003B) con fissazione di importi
inferiori ai parametri rammentati … non può essere utilizzata trattandosi di
una tassazione ordinaria riferita a periodo fiscale diverso da quello
determinato dall'esecutivo cantonale (per il quale una tassazione esiste) per
delega del legislativo (art. 49 LCAMal). Va evocato come le recenti novelle
legislative hanno modificato la determinazione del reddito imponibile in
particolare aumentando la possibilità di deduzioni. Tale motivo è
verosimilmente alla base della decisione del Consiglio di Stato di non
modificare i parametri di cui al DE citato del 12 novembre 2003 ma di rinviare
comunque alla tassazione 2001-2002."

 

                             2.15.   Infine
l’insorgente chiede di essere sentita.

 

                                         Il
TCA rileva innanzitutto che l’audizione richiesta può essere rifiutata senza
per questo ledere il diritto d’essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2
Cost. e dall'art. 6 n. 1 CEDU.

 

                                         Infatti, secondo la
giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento pubblico ai
sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e inequivocabile di
una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad esempio istanze di
audizione personale o di interrogatorio di parti o di testimoni, oppure
richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile obbligo (cfr. STFA
dell'8 novembre 1999 nella causa H., H 74/99, consid. 5b, pag. 6; DTF 122 V 47;
cfr. pure DTF 124 V 90, consid. 6, pag. 94 e il rinvio alla DTF prima citata).

 

                                         Inoltre,
conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare
d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,
pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223
consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale
modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito
desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF
124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

                                         In
concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita
dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori
prove e all'audizione della ricorrente.

 

                                         Alla luce
di quanto precede i ricorsi vanno respinti.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   I ricorsi sono
respinti.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati. La presente decisione, che si fonda sull’applicazione del
diritto cantonale, è definitiva.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti