# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f12d1d37-e0a6-59a5-9b8e-9235b90ba60e
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-12-27
**Language:** it
**Title:** Bundesgericht I. Strafrechtliche Abteilung 27.12.2022 6B 1456/2022 (6B_1456/2022)
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BGer/CH_BGer_006_6B-1456-2022_2022-12-27.html

## Full Text

Bundesgericht 

Tribunal fédéral 

Tribunale federale 

Tribunal federal 

 

               
  
  
 

 

 

    
  6B_1456/2022
  
 

 

 

    
  Sentenza del 27 dicembre 2022
  
 

 

    
  Corte di diritto penale
  
 

 

Composizione 

Giudice federale Denys, Giudice presidente, 

Cancelliere Gadoni. 

 

Partecipanti al procedimento 

1. A.________, 

patrocinato dall'avv. Rocco Taminelli, 

2. B.________, 

ricorrenti, 

 

contro 

 

Ministero pubblico del Cantone Ticino, Palazzo di giustizia, via Pretorio 16, 6901 Lugano, 

opponente. 

 

Oggetto 

Decreto di non luogo a procedere, 

 

ricorso in materia penale contro la sentenza emanata 

il 21 ottobre 2022 dalla Corte dei reclami penali 

del Tribunale d'appello del Cantone Ticino 

(incarto n. 60.2022.66). 

 

 

    
  Considerando:
  
 

che il 2 febbraio 2022 A.________ e B.________ hanno presentato al Ministero pubblico del Cantone Ticino una querela penale nei confronti di C.________ per i titoli di violazione di segreti privati (art. 179 CP) e di ascolto e registrazione di conversazioni estranee (art. 179bis CP); 

che, con decisione del 16 febbraio 2022 il Procuratore pubblico ha decretato il non luogo a procedere; 

che i querelanti hanno impugnato il decreto di non luogo a procedere con un reclamo alla Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello (CRP); 

che, con sentenza del 21 ottobre 2022, la Corte cantonale ha respinto il reclamo nella misura della sua ricevibilità; 

che A.________ e B.________ impugnano questa sentenza con un ricorso in materia penale del 7 dicembre 2022 al Tribunale federale, chiedendo di annullarla e di promuovere l'accusa nei confronti del querelato per i reati di violazione di segreti privati e di ascolto e registrazione di conversazioni estranee, ordinando nel contempo al magistrato inquirente di assumere determinate prove; 

che non sono state chieste osservazioni sul ricorso; 

che il Tribunale federale esamina d'ufficio se e in che misura un ricorso può essere esaminato nel merito (DTF 147 I 268 consid. 1; 146 II 276 consid. 1); 

che, secondo l'art. 81 cpv. 1 lett. b n. 5 LTF, l'accusatore privato che ha partecipato alla procedura dinanzi all'istanza precedente è abilitato ad adire il Tribunale federale, se la decisione impugnata può influire sul giudizio delle sue pretese civili; 

che spetta ai ricorrenti, in virtù dell'art. 42 cpv. 2 LTF, addurre i fatti a sostegno della loro legittimazione, segnatamente quando, tenendo conto della natura dei reati perseguiti, l'influenza sulla decisione relativa alle pretese civili non sia facilmente deducibile dagli atti (cfr. DTF 141 IV 1 consid. 1.1; 138 IV 86 consid. 3; 133 II 353 consid. 1); 

che la giurisprudenza è restrittiva al riguardo e il Tribunale federale entra nel merito di un ricorso solo quando dalla sua motivazione risulta in modo sufficientemente preciso che le esposte condizioni sono adempiute (cfr. sentenze 6B_107/2016 del 3 febbraio 2017 consid. 3.1 e 6B_993/2015 del 23 novembre 2015 consid. 1.2.1); 

che la pretesa punitiva spetta infatti allo Stato e non compete alla persona denunciante sostituirsi al Ministero pubblico nel perseguimento penale; 

che, in concreto, i ricorrenti non si esprimono sulla loro legittimazione a ricorrere ai sensi dell'art. 81 cpv. 1 lett. b n. 5 LTF con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 42 cpv. 2 LTF, in particolare non sostanziano in modo specifico quali sarebbero le loro pretese civili in relazione con i fatti oggetto della querela; 

che, riguardo alla legittimazione a ricorrere, i ricorrenti sostengono di essere vittime ai sensi dell'art. 116 CPP, asserendo di avere 
  "in qualche sorta subito una lesione della loro integrità psichica" a seguito della violazione della loro sfera privata;
 

che, tuttavia, nella nozione di vittima giusta l'art. 116 cpv. 1 CPP rientra unicamente il danneggiato che a causa del reato è stato direttamente leso nella sua integrità fisica, sessuale o psichica; 

che la nozione corrisponde a quella dell'art. 1 cpv. 1 della legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati, del 23 marzo 2007 (LAV; RS 312.5) (DTF 143 IV 154 consid. 2.3.2); 

che simili estremi non sono realizzati in concreto, giacché i fatti oggetto di querela sarebbero eventualmente costitutivi dei prospettati reati contro la sfera personale riservata e non sono d'acchito suscettibili di comportare una lesione diretta dell'integrità fisica, sessuale o psichica; 

che sarebbe quindi spettato ai ricorrenti esporre e sostanziare in modo specifico le loro pretese civili in relazione con i reati in questione; 

che, accennando semplicemente a un 
  "simbolico risarcimento per torto morale", i ricorrenti non motivano l'esistenza di una lesione della loro personalità di una certa gravità, tale da giustificare il riconoscimento di un'indennità a titolo di riparazione morale;
 

che laddove accennano genericamente al risarcimento delle spese, i ricorrenti disattendono che le spese sostenute dall'accusatore privato nel procedimento penale giusta l'art. 433 CPP non rientrano nella nozione di "pretese civili" ai sensi dell'art. 81 cpv. 1 lett. b n. 5 LTF, non derivando direttamente dai reati in discussione (sentenze 6B_420/2021 del 20 maggio 2021; 6B_287/2019 del 19 maggio 2020 consid. 2.2 e rinvii); 

che, nella fattispecie, l'assenza di una motivazione sufficiente sulle pretese civili dei ricorrenti comporta il diniego della legittimazione ricorsuale nel merito giusta l'art. 81 cpv. 1 lett. b n. 5 LTF; 

che, indipendentemente dalla legittimazione ricorsuale nel merito, i ricorrenti sono abilitati a censurare la violazione di garanzie procedurali che il diritto conferisce loro quali parti nella procedura e la cui disattenzione equivale ad un diniego di giustizia formale (cfr. DTF 146 IV 76 consid. 2; 141 IV 1 consid. 1.1 e rinvii); 

che questa facoltà di invocare i diritti di parte non permette tuttavia di rimettere indirettamente in discussione il giudizio di merito (DTF 141 IV 1 consid. 1.1; 138 IV 248 consid. 2); 

che, in concreto, i ricorrenti non sollevano, con una motivazione conforme alle esigenze di motivazione degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF, contestazioni di natura formale il cui esame potrebbe essere distinto dalla valutazione di merito; 

che laddove lamentano la mancata assunzione di ulteriori prove, i ricorrenti mirano a fare rivedere il merito della decisione di non luogo a procedere, che non sono tuttavia abilitati a rimettere in discussione, difettando loro la legittimazione; 

che, pertanto, il ricorso, non motivato in modo conforme alle esposte esigenze, può essere deciso sulla base della procedura semplificata dell'art. 108 cpv. 1 lett. b LTF; 

che le spese giudiziarie seguono la soccombenza e devono quindi essere accollate ai ricorrenti, in solido (art. 66 cpv. 1 LTF); 

 

 

    
   per questi motivi, il Giudice presidente pronuncia:
  
 

 

    
  1. 
 

Il ricorso è inammissibile. 

 

    
  2. 
 

Le spese giudiziarie di fr. 800.-- sono poste a carico dei ricorrenti, in solido. 

 

    
  3. 
 

Comunicazione alle parti e alla Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello del Cantone Ticino. 

 

 

Losanna, 27 dicembre 2022 

 

In nome della Corte di diritto penale 

del Tribunale federale svizzero 

 

Il Giudice presidente:    Denys 

 

Il Cancelliere:    Gadoni