# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 06e24375-5328-5551-8146-fed08f468b4b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.07.2010 D-4333/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4333-2006_2010-07-07.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4333/2006/gam/dei
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  7  l u g l i o  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo (Presidente del collegio),
Blaise Pagan e Claudia Cotting-Schalch; 
cancelliera Vera Riberti;

A._______, nato il (...)
Turchia, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 18 ottobre 2005 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4333/2006

Fatti:

A.
L'interessato, cittadino turco con ultimo domicilio a B._______, ha de-
positato domanda d'asilo in Svizzera il (...).

Interrogato sui motivi di asilo, egli adduce che il (...) sarebbe stato fer-
mato da alcuni militari per aver affisso manifesti di propaganda per il 
D._______, e trattenuto per due giorni al posto militare di C._______. 
In detta occasione, egli sarebbe stato interrogato ed in seguito ammo-
nito a non perseverare in detta attività. Il (...) tuttavia, egli sarebbe sta-
to fermato da alcuni agenti  della polizia, i  quali gli  avrebbero trovato 
nascosta  nei  pantaloni  una  rivista  illegale,  che egli  distribuiva per  il  
partito E._______, e l'avrebbero quindi trasferito al  commissariato di  
F._______. Qui l'insorgente sarebbe stato trattenuto per tre giorni, du-
rante i quali sarebbe stato percosso e torturato. È stato quindi condot -
to di fronte ad un giudice, il quale l'avrebbe scarcerato ma avrebbe an-
che aggiunto che il suo caso non era ancora concluso, avvisandolo di 
non persistere nelle attività politiche. Dopo il  rilascio, il richiedente si  
sarebbe nascosto  a  C._______ dallo  zio  della  madre,  o, a  seconda 
delle  versioni,  da  un  conoscente,  ed  avrebbe  organizzato  l'espatrio 
verso la Svizzera.

A  sostegno  delle  sue  allegazioni,  l'interessato  ha  depositato  la  sua 
carta d'identità turca, rilasciata il (...) dalle competenti autorità.

B.
In data 11 febbraio 2004 l'allora Ufficio Federale dei rifugiati (UFR) ha 
raccolto chiarimenti presso l'Ambasciata svizzera ad Ankara (in segui -
to: Ambasciata)  riguardo taluni  fatti  indicati  dal ricorrente, quali  l'esi-
stenza di un'inchiesta o di una procedura penale contro di lui; del di -
vieto di emissione di un passaporto a suo nome nonché di essere ri -
cercato in Turchia.

C.
Con scritto dell'8 ottobre 2004 l'Ambasciata ha fornito le informazioni 
richieste dalle quali si evince che non vi è divieto d'emissione del pas -
saporto, che il richiedente non è ricercato al proprio Paese, che non 
sono state avviate inchieste o procedure penali contro di lui e che tra 
gli arresti registrati al comando di polizia di F._______ il (...) non figura 
il nome del ricorrente.

Pagina 2

D-4333/2006

D.
Con  scritto  del  9 maggio 2005,  l'Ufficio  Federale  della  Migrazione 
(UFM) ha notificato al richiedente quanto suesposto e gli ha concesso 
di pronunciarsi per iscritto in merito alla questione.

E.
Con scritto del 17 maggio 2005 il ricorrente ha confermato quanto da 
lui già dichiarato ed ha allegato di dubitare delle informazioni trasmes-
se dall'Ambasciata,  poiché le  autorità  turche potrebbero nascondere 
tali informazioni per non dover ammettere la violazione dei diritti uma-
ni.

F.
Con decisione del 18 ottobre 2005, l'UFM ha respinto la succitata do-
manda d'asilo; pronunciato l'allontanamento del richiedente dalla Sviz-
zera nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo, siccome leci -
ta, esigibile e possibile.

G.
Il  17 novembre 2005 è insorto contro detta decisione con ricorso di-
nanzi  alla  già  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo 
(CRA). Egli ha chiesto, in via principale, l'annullamento della decisione 
impugnata, la concessione dell'asilo e, in via sussidiaria, l'ammissione 
provvisoria. Ha altresì presentato una domanda d'esenzione dal versa-
mento di un anticipo a copertura delle presunte spese processuali.

H.
Con scritto del 22 dicembre 2005 la CRA ha comunicato al ricorrente 
la possibilità di poter soggiornare in Svizzera fino al termine della pro-
cedura.

I.
A partire dal 1° gennaio 2007 il Tribunale amministrativo federale (TAF) 
è subentrato alla CRA.

J.
Il 18 settembre 2009 il rappresentante del ricorrente ha inoltrato a co-
desto Tribunale il rapporto medico del 11 settembre 2009, dal quale si 
evince la diagnosi di "schizofrenia paranoide e da disturbo di persona-
lità schizoide con elementi deliranti".

Pagina 3

D-4333/2006

K.
Con scritto  del  3 febbraio 2010,  inoltrato  al  TAF il  9 febbraio 2010,  il 
medico psichiatra curante ha sollecitato questo Tribunale ad emettere 
una sentenza in tempi ragionevoli, poiché l'attesa di un giudizio incide 
significativamente sulla salute del ricorrente.

L.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Diritto:

1.
Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 della Legge del 17 
giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), il  
TAF, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sen-
si dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedu-
ra amministrativa (PA, RS 172.021) prese dalla autorità menzionate all' 
art. 33 LTAF.

In materia d'asilo il  TAF giudica i  ricorsi  contro le  decisioni dell'UFM 
(art. 31  e 33 lett. d  LTAF,  art. 105  della  legge  sull'asilo  del  26 giu-
gno 1998 [LAsi,  RS 142.31]  e art. 83 lett. d della  legge sul  Tribunale 
federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

Inoltre, dal 1° gennaio 2007, il TAF giudica, in quanto sia competente, i 
ricorsi pendenti al 31 dicembre 2006 presso le commissioni federali di 
ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ricorsi dei dipartimenti. Il giu-
dizio  si  svolge  secondo  il  nuovo  diritto  processuale  (art.  53 
cpv. 2 LTAF).

Giusta il capoverso 1 delle disposizioni transitorie della modifica della 
LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento del -
l'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA. Il gra -
vame adempie le condizioni di ammissibilità di cui all'art. 48, art. 50 ed 
art. 52 PA nonché all'art. 108 cpv. 1 LAsi.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

Pagina 4

D-4333/2006

2.
Con ricorso al TAF, possono essere invocati la violazione del diritto fe-
derale, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-
vanti e l'inadeguatezza (art. 49 PA). Il TAF non è vincolato né dai motivi 
addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della deci -
sione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. decisione del 
Tribunale amministrativo federale D-4917/2006 del 12 luglio 2007, con-
sid. 3;  PIERRE MOOR,  Droit  administratif,  vol. II,  2. ed.,  Berna  2002, 
no. 2.2.6.5). 

3.
3.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le di -
sposizioni della LAsi (art. 2 LAsi). Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi sono rifu -
giati  le persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, sono 
esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionali -
tà, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opi-
nioni  politiche, ovvero hanno fondato timore di  essere esposte a tali 
pregiudizi. 

Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita, 
dell'integralità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano 
una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre al-
tresì tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizione femmini-
le (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi).

3.2 A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve pro-
vare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di  rifugiato. La 
qualità di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una 
probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in par-
ticolare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate 
o contraddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo deter-
minante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In  altre  parole,  per  poter  ammettere  la  verosimiglianza,  ai  sensi  dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi-
lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr.  Giuri-
sprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere 
attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi-

Pagina 5

D-4333/2006

le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri  dati o elementi certi. Peraltro il giudizio sulla verosimiglianza de-
v'essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di 
limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di 
fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà  
giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità  giudicante  (cfr. 
GICRA 1995 n. 23).

4.
4.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha ritenuto le allegazioni del ri -
corrente inverosimili nonché sbrigative e generiche, in particolare poi-
ché egli non avrebbe consegnato fino ad oggi alcun mezzo di  prova 
atto a dimostrare che egli sarebbe ricercato dalle autorità, ma anzi, da 
quanto emerso dallo scritto dell'Ambasciata, egli non sarebbe mai sta-
to né ricercato né arrestato. Inoltre, l'UFM fa notare che, se egli fosse 
stato davvero arrestato dalle autorità con i presunti capi d'accusa im-
putatigli, non sarebbe stato rilasciato così rapidamente. Detta autorità 
non  esclude  che  il  ricorrente  sia  un  simpatizzante  del  partito 
D._______ (ora G._______) e che ciò possa avergli causato problemi 
in patria, in quanto è nota una certa pressione della polizia turca su 
particolari esponenti di tal partito. L'UFM sottolinea però che tale pres-
sione non coinvolge semplici membri e che il ricorrente non può aver 
timore  fondato  di  una  persecuzione  come  semplice  simpatizzante. 
L'autorità inferiore ha perciò  ritenuto che, in caso di un rientro in pa-
tria, il  richiedente non rischierebbe di essere esposto concretamente 
ad una pena o ad un trattamento contrario all'art. 3 della Convenzione 
per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 
4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101). Pertanto, l'esecuzione dell'allon-
tanamento sarebbe ammissibile, esigibile e possibile.

4.2 Nel gravame l'insorgente ha evidenziato come il sistema giudizia-
rio turco abbia subito delle modifiche, ragion per cui il suo rapido rila -
scio  non sarebbe da ritenersi  inverosimile. Egli  aggiunge che  l'UFM 
non ha comunicato come l'Ambasciata sia giunta a tali conclusioni. Ha 
inoltre dichiarato che, anche non possedendo un ruolo di spicco all'in-
terno del partito curdo, nel caso di un suo ritorno egli potrebbe essere 
oggetto  di  persecuzione da  parte  delle  autorità  turche. Pertanto,  un 
suo rinvio in Turchia sarebbe impossibile, illecito e non ragionevolmen-
te esigibile.

Pagina 6

D-4333/2006

5.
5.1 Questo Tribunale osserva che, come rettamente rilevato dall'auto-
rità inferiore nella decisione impugnata, le dichiarazioni determinanti in 
materia d'asilo rese dal ricorrente s'esauriscono in mere, generiche ed 
imprecise  affermazioni  di  parte,  non corroborate dal  benché minimo 
elemento di seria consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel  
provvedimento litigioso. In concreto, egli non ha saputo fornire indica-
zioni precise sui fatti addotti a sostegno dei motivi presentati a fonda-
mento della sua domanda d'asilo, per il che v'è motivo di concludere 
alla loro inverosimiglianza. 

In casu, dagli atti non emergono elementi per i quali v'è motivo di dubi -
tare della correttezza delle indicazioni fornite dall'Ambasciata. Le cen-
sure allegato nello scritto del ricorrente del 17 maggio 2005 non appa-
iono sostanziate con elementi tali da portare questa autorità a doversi 
scostare dalle risultanze di detto rapporto d'Ambasciata. Da questo si  
evince che il (...) sono stati effettivamente registrati alcuni arresti, ma 
nessuno di essi ha toccato l'insorgente. Si evince pure che non esiste 
nemmeno  un'inchiesta  o  una  procedura  a carico  del  ricorrente  ad 
H._______, né che egli sia ricercato dalle autorità, come da lui contra-
riamente indicato. Alla luce di ciò, l'intero racconto del ricorrente si pri-
va di fondamento. Ciò spiegherebbe dunque le contraddizioni rilevate 
nel suo racconto. Infatti, egli ha in un primo tempo dichiarato che nel 
giorno in  cui  sarebbe stato fermato  poiché in  possesso della  rivista 
I._______, ossia il (...), egli avrebbe distribuito altre copie del giornale 
(cfr. verbale audizione del 29 settembre 2003, pag. 4: "Preciso che pri-
ma di venire fermato ne avevo distribuito altre copie"; e verbale audi-
zione del 14 ottobre 2003, pag. 9). In seguito, egli ha poi allegato che 
quel giorno egli  possedeva a casa un esemplare di  detto giornale e 
che decise di portarlo ad un amico a J._______ (cfr. verbale audizione 
del  10 febbraio 2004,  pag. 5),  ribadendolo  poi  durante  la  medesima 
audizione: "nel giornale vi era una foto di una guerriglia. Volevo andare 
da un amico, dal quale ricevo il  giornale, e chiedergli  quale fosse la 
guerriglia fotografata" (cfr. verbale audizione del 10 febbraio 2004, pag. 
7). Inoltre egli ha dichiarato in un primo tempo che, dopo la sua scar -
cerazione, si sarebbe nascosto da uno zio di sua madre a C._______ 
(cfr. verbale audizione del 14 ottobre 2003, pag. 6), per poi affermare 
in  seguito  che  esso  era  un  conoscente  (cfr.  verbale  audizione  del 
10 febbraio 2004,  pag.  7).  Come  suesposto,  l'UFM  non  ha  inoltre 
escluso  il  ruolo  di  simpatizzante  del  ricorrente  per  il  partito 
G._______/D._______, ammettendo che le forze dell'ordine turche so-

Pagina 7

D-4333/2006

vente eserciterebbero pressione sui suoi membri,  sottolineando però 
come ciò valga per i membri di spicco, e non per i semplici simpatiz -
zanti, quale il ricorrente. Anche questo Tribunale conclude che il ricor-
rente non abbia, per sua stessa ammissione, rivestito un ruolo impor -
tante in seno a detto partito, e che, anche ammettendo che il ricorren -
te abbia effettivamente affisso dei manifesti, ciò non è comunque suffi-
ciente a giustificare un timore fondato di una persecuzione, tanto più 
che egli non è riuscito a rendere credibili e verosimili i pregiudizi alle -
gati.

Da quanto precede, a mente di questo Tribunale, l'autorità inferiore ha 
rettamente considerato che i fatti addotti dal ricorrente nella presente 
procedura d'asilo non sono propri a motivare la qualità di rifugiato.

In considerazione di quanto esposto, il ricorso sul punto di questione 
dell'asilo,  destituito  d'ogni  e  benché minimo fondamento,  non merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

6.
6.1 Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'Ufficio fe-
derale pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordi-
na l'esecuzione; tiene però conto del principio dell'unità della famiglia 
(art. 44 cpv. 1 LAsi). 

6.2 Il  ricorrente  non adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 come pure art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 
dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 ago-
sto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

7.
7.1 L'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr, 
giusta il quale, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile 
(art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) nonché ragione-
volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr). Le summenzionate tre condizio-
ni per una rinuncia all'esecuzione dell'allontanamento – impossibilità, 
inammissibilità ed inesigibilità – sono di natura alternativa: non appena 
una di queste condizioni è adempita, non può più essere pronunciata 
l'esecuzione dell'allontanamento e vanno disciplinate le condizioni del 
soggiorno in Svizzera dell'interessato secondo le regole sull'ammissio-
ne provvisoria (cfr. GICRA 2006 n. 6, consid. 4.2., pag. 54 e segg.).

Pagina 8

D-4333/2006

7.2 Nella misura  in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione 
dell'UFM relativa alla domanda d'asilo del ricorrente, quest'ultimo non 
può prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 
LAsi),  generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale 
pubblico  ed  espressamente  enunciato  all'art.  33  della  Convenzione 
sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30).

7.3 La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr non si esaurisce nella massima 
del "non-refoulement". Anche altri impegni di diritto internazionale del -
la  Svizzera  possono  essere  ostativi  all'esecuzione  del  rimpatrio,  in 
particolare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura 
ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). L'applicazione di tali  disposizioni 
presuppone, peraltro, l'esistenza di serie e concrete ragioni per ritene-
re che lo straniero possa essere esposto, nel Paese verso il quale sarà 
allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli; spetta all'interes-
sato di rendere plausibile l'esistenza di siffatte serie e concrete ragio -
ni.

Trattandosi nello specifico della liceità di un allontanamento – in casu 
in  Turchia – compatibilmente  con lo  stato di  salute del  ricorrente,  la 
CRA e questo Tribunale ha ritenuto e ritiene, in linea peraltro con la 
giurisprudenza della Corte europea dei diritti  dell'uomo, che la situa-
zione generale che regna in un Paese non comporta, ad essa sola, l'il -
liceità del rimpatrio secondo le disposizioni della Convenzione (GICRA 
1995 n. 12 consid. 10a pag. 110 e segg. nonché relativi riferimenti). Le 
scarse infrastrutture e conoscenze mediche nel  Paese d'origine o di 
provenienza non costituiscono incondizionatamente un ostacolo all'e-
secuzione  dell'allontanamento.  Conformemente  all'applicazione  fatta 
dell'art. 3 CEDU dalla citata Corte, nemmeno l'eventuale riduzione, an-
che in maniera significativa, dell'aspettativa di vita di uno straniero, in  
caso di allontanamento dal nostro Paese, non costituisce di per sé una 
violazione dell'art. 3 CEDU. Soltanto in circostanze straordinarie e in 
ragione di gravi motivi medici, un siffatto diritto può essere riconosciu-
to (cfr. GICRA 1993 n. 38 pag. 274 segg.; sentenza della Corte euro-
pea dei diritti dell'uomo del 27 maggio 2008 nel caso N. c/. Regno Uni-
to, ricorso [n° 26565/05], n. 42).

7.4 Nel caso concreto non è dato rilevare - in sostanza per le ragioni  
che verranno indicate più oltre - alcun serio indizio secondo cui l'insor -
gente potrebbe essere esposto in caso di rimpatrio al rischio reale ed 

Pagina 9

D-4333/2006

immediato di un trattamento contrario a siffatte disposizioni. In altri ter-
mini, il ricorrente non ha saputo fornire un insieme d'indizi, oppure pre-
sunzioni  non  contraddette,  sufficientemente  gravi,  precise  e  concor-
danti quo ad un pericolo d'esposizione personale ad atti o fatti che si  
ritengono contrari all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. tortura. 

Pertanto, come rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile ai sensi delle norme del diritto pub-
blico internazionale nonché della LAsi.

8.
8.1 Secondo l'art. 83 cpv. 4 LStr, l'esecuzione dell'allontanamento non 
è ragionevolmente esigibile  in  particolare se implica per  lo  straniero 
un'esposizione concreta a pericolo. Le persone che possono prevalersi 
di questa disposizione non sono rifugiati ai sensi della legge sull'asilo 
o della Convenzione sullo statuto dei rifugiati e non beneficiano, per-
tanto, di una protezione di diritto internazionale pubblico contro il  re -
spingimento, ma sono in particolare quelle che in patria non potrebbe-
ro beneficiare – a causa della loro etnia, della loro formazione profes-
sionale,  della  loro  salute  o  dell'inesistenza  dei  mezzi  necessari  alle 
cure  mediche  essenziali  e  al  sostentamento  rispettivamente  di  una 
sufficiente rete sociale – delle condizioni minime per un adeguato rein -
serimento (cfr. DTAF 2007/10 e relativi riferimenti).

La nozione di cure mediche essenziali comprende le cure mediche di  
base, nonché quelle assolutamente necessarie in caso di  urgenza e 
nel rispetto della dignità umana (cfr. GABRIELLE STEFFEN, Droit aux soins 
et rationnement, Berna 2002, pag. 81 segg. e 87). Tuttavia, lo straniero 
non può prevalersi della suddetta disposizione tendente all'inesigibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento per dedurne un diritto incondizio-
nato di soggiorno in uno stato firmatario della CEDU, segnatamente in 
Svizzera ed un diritto d'accesso generale in questo Paese alle forme di 
sostegno mediche, sociali  ed altre suscettibili di ripristinare o mante-
nere il suo stato di salute, per il semplice motivo che le infrastrutture e 
le conoscenze mediche nel Paese d'origine o di destinazione non rag-
giungono il grado di quelle elvetiche (cfr. il considerando 9.5 del pre-
sente giudizio). Non è quindi sufficiente che – per ammettere l'inesigi -
bilità dell'esecuzione dell'allontanamento – un trattamento medico pre-
scritto sulla base delle norme svizzere non possa essere seguito nel  
Paese d'origine o di provenienza dell'interessato. Infatti, se le cure es-
senziali possono essere assicurate nel Paese d'origine o di provenien-

Pagina 10

D-4333/2006

za dello straniero, l'esecuzione dell'allontanamento in tale Paese è ra-
gionevolmente esigibile (cfr. tra le tante, sentenza del Tribunale ammi-
nistrativo federale D-3407/2006 dell'8  luglio 2008). Sono considerate 
come essenziali  le cure di medicina generale e acuta assolutamente 
necessarie  ad  un'esistenza  conforme  alla  dignità  umana  (v. GICRA 
2003 no. 24 consid. 5b).

Secondo le informazioni a disposizione di questo Tribunale (cfr. a que-
sto  riguardo  anche  decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale 
D-4425/2006 del  12  febbraio  2009;  D-7311/2006  congiunta  con 
D-4021/2006 del 7 maggio 2008; D-4727/2006 del 21 gennaio 2008; 
D-6901/2006 del  7 dicembre 2007 relative a patologie psichiche), in 
Turchia, gravi malattie psichiche con un complesso quadro patologico 
possono essere curate in tutti  i  nosocomi con reparti  psichiatrici, nei 
quali sono pure presenti i medicamenti neurolettici necessari. Le con-
dizioni in questi nosocomi, ovvero nelle cliniche psichiatriche universi -
tarie o nei reparti  psichiatrici degli ospedali pubblici, sono migliori ri -
spetto che nei cosiddetti "Depot-Krankenhäusern". Gli ospedali univer-
sitari o i reparti psichiatrici degli ospedali pubblici possono accogliere 
pazienti affetti da patologia di carattere psichiatrico per uno fino a due 
mesi. Per un periodo più lungo non vi è garanzia. Trattamenti più lunghi 
sono elargiti solo nei "Depot-Krankenhäuser" che si trovano a Manisa, 
Elazig,  Samsun, Adana e Bakirköy/Istanbul,  dove, ad eccezione del-
l'ultimo  menzionato,  vengono  elargite  solo  cure  farmacologiche 
(cfr. Türkei: Unterbringung und Behandlung eines Schizophrenie-Kran-
ken, Gutachten der SFH-Länderanalyse, Berna, 3 maggio 2005).

8.2 Dalle carte processuali emerge che il ricorrente si era già recato 
da uno psicologo in patria nel 2001 a seguito di incubi durante la notte  
(cfr. verbale audizione del 10 febbraio 2004, pag. 9). In data 18 settem-
bre 2009 il ricorrente ha fatto pervenire a questo Tribunale un rapporto 
medico dell'11 settembre 2009 del Dr. K._______, il quale ha in cura il 
ricorrente dal 28 maggio 2008, e dal qual rapporto risulta un'anamnesi 
di un uomo "senza attività, senza amici, senza attività sociale. […] Par -
la di violenze in patria e di vissuti di persecuzione per la sua origine 
etnica. […] Presenta idee a sfondo persecutorio, appetito conservato, 
sonno difficile, dormirebbe di giorno per noia e starebbe sveglio la not-
te. Lamenta dolori costali e ai piedi. Non si fida delle medicine anche 
se ammette che in qualche modo servono, dicendo tuttavia di non gua-
rire  mai."  (cfr.  rapporto  medico  dell'11 settembre 2009,  pag. 1).  Dal 
rapporto risulta altresì che l'evoluzione del ricorrente è sostanzialmen -

Pagina 11

D-4333/2006

te stabile da mesi con la terapia in corso, non risultando comunque in  
uno stato clinico soddisfacente. Il  medico ha stilato una diagnosi  da 
schizofrenia paranoide ICD F 20.0; DD disturbo di personalità schizoi-
de con elementi deliranti ICD F 60.1. Il trattamento consiste in colloqui 
mensili e assunzione di psicofarmaci (cfr. ibidem, pag. 2). Con scritto 
del 3 febbraio 2010 il  Dr. K._______ ha comunicato il  breve ricovero 
del ricorrente in ospedale per un peggioramento delle condizioni psi-
chiche. Il ricorrente sarebbe rientrato a breve. A detta del medico l'atte-
sa di una risposta che continua dopo due anni ed il clima di incertezza 
inciderebbe significativamente sullo stato di salute del ricorrente.

8.3 Nella presa di posizione dell'autorità inferiore del 26 marzo 2010 
sullo scritto del ricorrente del 10 settembre 2009 ed il relativo rapporto 
medico rispettivamente sullo scritto del 3 febbraio 2010 del ricorrente, 
detta autorità fa osservare che quo allo stato di salute del ricorrente, in 
caso di ritorno in Turchia egli può continuare a ricevere le cure neces -
sarie per la sua malattia. Essa fa rilevare che nel suo paese le terapie  
medicamentose per persone affette da disturbi psichici sono disponibi-
li. Essa fa pure notare che a favore di un ritorno in patria deporrebbe 
pure il fatto che ivi avrebbe ancora i genitori, un fratello e due sorelle.  
Ciò sarebbe a suo vantaggio, posto che per persone con un equilibrio  
psichico fragile, l'ambiente famigliare e sociale offrono un sostegno im-
portante per il mantenimento della stabilità psichica del malato. In altre 
parole, la disponibilità delle cure mediche e la presenza di famigliari 
sono degli elementi da non sottovalutare ma da prendere in considera-
zione nell'esame dell'esigibilità del rinvio.

8.4 Nella sua presa di posizione del 9 aprile 2010 il ricorrente sottoli -
nea innanzitutto che nonostante alcuni miglioramenti, gli ospedali psi -
chiatrici ed i centri di riabilitazione mentale in Turchia risultano essere  
molto lontano dagli standard internazionali per quanto concerne il ri -
spetto dei diritti umani dei pazienti. Le condizioni di vita e sanitarie ne-
gli ospedali sarebbero generalmente scarse. Gli operatori nel ramo sa-
rebbero inoltre in numero insufficiente. Anche la famiglia, secondo il ri -
corrente, per il sentimento di vergogna che tale malattia comportereb-
be dal punto di vista dell'accettazione sociale, non gli potrebbe essere 
di aiuto. La non vicinanza dei centri di riabilitazione costituirebbe per 
finire un ulteriore ostacolo.

8.5  Il ricorrente avrebbe avuto già nel 2001 un consulto con uno psi-
cologo.  Di  recente,  come  si  evince  dal  rapporto  medico  del  dott.  

Pagina 12

D-4333/2006

K._______, il paziente è stato trattato con colloqui psicoterapici mensi -
li e farmacoterapia con posologia poi diminuita rispetto a quella inizial -
mente prescritta. Ancor più di  recente il  ricorrente è stato ricoverato 
(cfr. scritto del 3 febbraio 2010), poi nel frattempo rientrato.

8.6 Visto quanto precede, v'è avantutto da rilevare che dalla presa di 
posizione del ricorrente del 9 aprile 2010 non risultano ulteriori consi -
derazioni in particolare sul suo stato di salute, limitandosi il ricorrente  
in  questo scritto  ad esporre lo  stato  attuale  del  sistema sanitario  in 
Turchia ed indicando quali potrebbero essere i disagi che incorrerebbe 
in patria oltre al problema dell'accettazione sociale di patologie di ca-
rattere psichiatrico. Al di là di ciò non viene allegata un'ulteriore evolu -
zione dello stato di salute nel senso di un degrado irreversibile del ri -
corrente tanto da costituire un pericolo concreto di vita o una minaccia 
seria e durevole della sua integrità.

8.7 Ciò posto, questo Tribunale ritiene che quand'anche la qualità dei 
trattamenti di patologie psichiatriche non siano tutte dello stesso livello 
sul territorio nazionale e quand'anche non raggiunga lo stesso livello 
dell'Europa  occidentale,  sono  tuttavia  presenti  le  strutture  mediche 
rilevanti per le cure del ricorrente. Per ciò che concerne lo standard di 
qualità  di  dette  strutture  nel  suo  paese  d'origine,  si  rinvia  alla 
giurisprudenza  della  CRA,  ripresa  nella  prassi  di  questo  Tribunale 
(GICRA 2003 n. 18 consid. 8c pag. 119 e GICRA 2003 n. 24 consid. 5b 
pag. 157).

In altre parole, nel caso in narrativa, alla luce delle considerazioni che 
precedono, non v'è ragione di ritenere che il ricorrente non possa otte -
nere nel suo Paese d'origine le cure mediche e psichiatriche in grado 
d'aiutarlo a guarire od alleviarne la sofferenza o che, considerate le in-
frastrutture, i servizi medico-sanitari presenti in loco, una volta presosi 
a carico il ricorrente, non siano in grado di prescrivergli, se necessario, 
altri medicamenti appropriati nella fattispecie, uguali o comunque equi -
valenti  dal punto di vista dell'efficacia a quelli  disponibili  in Svizzera, 
avendo peraltro l'insorgente stesso dichiarato di essersi già recato da 
uno  psicologo  in  patria  per  farsi  curare  (cfr.  verbale  audizione  del  
10 febbraio 2004, pag. 9). Va altresì osservato che, secondo il certifi -
cato del Dr. K._______, le sedute di psicoterapia si svolgerebbero in 
presenza di un interprete, poiché il ricorrente si esprimerebbe in lingua 
curda. Da qui si può desumere una mancanza di conoscenze della lin -
gua italiana che sarebbe invece più adeguata ad una terapia in Svizze-

Pagina 13

D-4333/2006

ra. Una terapia in patria, ove egli può esprimersi nella propria lingua,  
sarebbe quindi certo più favorevole. 

Secondo le informazioni a disposizione di questo Tribunale, il medica-
mento assunto quotidianamente dal ricorrente in dose 20 mg, il Dero-
xat, non è diffuso in Turchia. Tuttavia sono reperibili medicamenti con il 
parexotin, lo stesso principio attivo del Deroxat, quali il Seroxat (14 pa-
stiglie  da  20 mg  l'una,  al  costo  di  8 euro),  il  Paxil  (28  pastiglie  da 
20 mg l'una, 14 euro) od il Paxera (28 pastiglie da 10, 20 o 30 mg l'u-
na, 6-23 euro).

Sempre secondo le informazioni a disposizione di questo Tribunale, in 
un prossimo futuro sarebbero anche previste delle modifiche nel siste-
ma sanitario turco, tra le quali, ad esempio, la previsione di una coper -
tura assicurativa per malattia che comporterebbe che nessun cittadino 
possa  rimanere  senza  un'assicurazione  malattia,  rendendo  dunque 
possibile un'adeguata copertura dei costi sanitari per tutti.

Va poi osservato che in relazione ai mezzi finanziari necessari per ac-
cedere alle cure mediche, ed in particolare ai medicamenti, il  TAF si  
sente di segnalare che egli ha la facoltà di richiedere un adeguato aiu-
to al ritorno ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi.

In  sintesi,  per  quanto  riguarda  la  malattia  di  cui  soffre  il  ricorrente,  
questo Tribunale non rinviene elementi per doversi scostare dalla valu-
tazione dell'autorità inferiore, secondo la quale in Turchia sono dispo-
nibili le infrastrutture ed i farmaci adeguati per il tipo di cura seguita in 
Svizzera da parte del ricorrente. Di conseguenza, nel caso concreto la  
continuazione in patria del trattamento iniziato in Svizzera non risulta 
essere inesigibile.

Quo  alla  situazione  personale  del  ricorrente,  egli  proviene  da 
B._______,  ove ha vissuto  tutta  la  vita,  è  giovane  ed  ha  una  certa 
esperienza come contadino. Dagli atti non si evince peraltro che la si-
tuazione della sua famiglia si sia modificata. Nel caso di un suo rimpa-
trio, il ricorrente può contare sul suo appoggio: i suoi genitori, un fratel -
lo e due sorelle risiedono ancora a B._______. Il ricorrente può dun-
que beneficiare della presenza e del sostegno psicologico della pro -
pria  famiglia,  tenendo  conto  che,  secondo  il  certificato  medico  del  
Dr. K._______  dell'11 settembre 2009,  il  ricorrente  condurrebbe  in 
Svizzera una vita isolata senza alcun vincolo sociale né amici né attivi -
tà (cfr. rapporto medico dell'11 settembre 2009, pag. 1). In patria egli 

Pagina 14

D-4333/2006

oltre  alle  cure  necessarie  potrà  dunque  beneficiare  dell'appoggio  di 
persone a lui vicine, fattore indubbiamente importante per un suo rein -
serimento sociale.

8.8 In  siffatte  circostanze,  l'autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto 
siccome adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole 
con riferimento alle effettive possibilità  per la  stessa di  un adeguato 
reinserimento sociale nel suo Paese d'origine.

Considerato  quanto  precede,  i  motivi  presentati  dall'insorgente  nel-
l'ambito della presente procedura ricorsuale, non permettono di mette-
re in discussione la ragionevolezza dell'esigibilità dell'esecuzione del -
l'allontanamento.

9.
Non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità  del -
l'esecuzione dell'allontanamento  (art.  83  cpv. 2  LStr). Infatti,  il  ricor-
rente, usando della dovuta diligenza potrà procurarsi ogni documento 
necessario al rimpatrio. 

L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

10.
Sulla scorta di quanto precede l'allontanamento va ritenuto ammissibi-
le,  ragionevolmente esigibile e possibile. Per conseguenza, anche in 
materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatte-
so e la querelata decisione confermata.

11.
Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il di -
ritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di 
prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuri -
dicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 
LAsi), per il che il ricorso va respinto.

12.
Vista la particolarità del caso, per eccezione, si rinuncia a prelevare 
spese processuali (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con art. 4a del regola-
mento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribuna-
le  amministrativo  federale  del  21  febbraio  2008  [TS-TAF,  RS 
173.320.2]).

Pagina 15

D-4333/2006

13.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF).

La pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 16

D-4333/2006

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Non vengono prelevate spese processuali.

3.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (Raccomandata)
- UFM,  Divisione soggiorno,  con allegato  l'incarto  […]  (per  corriere 

interno; in copia)
- L._______ (in copia)

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Vera Riberti

Data di spedizione:

Pagina 17