# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 681bd769-e3f9-50a7-994b-254b7add2af4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-01-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.01.2022 35.2021.76
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2021-76_2022-01-17.html

## Full Text

Incarto
  n.

  35.2021.76

   

  mm

  	
  Lugano

  17 gennaio 2022 

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi,
  vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 6 ottobre 2021 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 2 settembre 2021 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In
data 27 luglio 2015, RI 1 (già __________) dipendente dello Studio legale
dell’avv. RA 1 in qualità di segretaria e, perciò, assicurata d’obbligo contro
gli infortuni e le malattie professionali pressoCO 1 (di seguito: CO 1), mentre
era ferma al volante della propria autovettura, è rimasta vittima di un
incidente della circolazione stradale (tamponamento).

                                         L’istituto
assicuratore ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di
legge.

                               1.2.   Esperiti
gli accertamenti medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 29
marzo 2018, poi confermata in sede di opposizione, l’assicuratore LAINF ha
negato all’assicurata il diritto alle prestazioni in relazione alla
sostituzione di entrambe le protesi mammarie, mentre per quanto riguarda gli
altri disturbi fatti valere, l’amministrazione ha dichiarato estinto a far
tempo dal 1° agosto 2016 il proprio obbligo a prestazioni, ritenuto che, da
quella data, i disturbi non costituivano più una conseguenza naturale
dell’evento traumatico del luglio 2015.

 

                               1.3.   Con
sentenza 35.2018.90 del 4 marzo 2019, questa Corte ha accolto ai sensi dei
considerandi il ricorso interposto nel frattempo dall’avv. RA 1, nel senso che,
annullata la decisione su opposizione del 27 luglio 2018, gli atti sono stati
retrocessi all’amministrazione affinché disponesse un approfondimento peritale
volto a stabilire la natura della rottura/rotazione delle protesi mammarie e
dei disturbi interessanti il rachide cervicale dell’assicurata. 

 

                               1.4.   Dalle
tavole processuali risulta che, per quanto riguarda la problematica inerente
alle protesi mammarie, l’incarico di periziare l’assicurata è stato affidato al
Prof. dott. __________, Primario del Servizio di chirurgia plastica,
ricostruttiva ed estetica dell’__________. Trattandosi invece dei disturbi
cervicali, l’istituto assicuratore ha chiesto un complemento peritale alla
dott.ssa __________, spec. FMH in neurologia. 

 

                               1.5.
  Con decisione formale del 10 maggio 2021, la CO 1 ha ammesso il proprio
obbligo a prestazioni soltanto in relazione alla rotazione della protesi
mammaria destra, mentre l’ha negato per quanto concerne la rottura di quella
sinistra. D’altro canto, l’amministrazione ha riconosciuto il diritto a
prestazioni per i disturbi cervicali limitatamente al 31 luglio 2016. 

 

                                         A
seguito dell’opposizione interposta dall’avv. __________ per conto dell’assicurata,
in data 2 settembre 2021, l’assicuratore ha confermato il contenuto della sua
prima decisione (doc. 1). 

 

                               1.6.   Con
ricorso del 6 ottobre 2021, RI 1, rappresentata dall’avv. RA 1, ha chiesto, in
via preliminare, il ripristino dell’effetto sospensivo del ricorso e, nel
merito, che venga accertata l’esistenza di un nesso di causalità tra il
danno alla salute e l’infortunio del luglio 2015 e riconosciuto il diritto alle
prestazioni in relazione alla rottura della protesi mammaria sinistra e alla problematica
cervicale (cfr. doc. I).

                               1.7.   La
CO 1, in risposta, ha domandato che il ricorso interposto dall’assicurata venga
dichiarato irricevibile in quanto tardivo (doc. III). 

 

                                         Il
rappresentante dell’insorgente si è pronunciato in proposito il 25 ottobre 2021
(doc. V). 

 

                               1.8.   In
data 12 novembre 2021, l’avv. RA 1 ha trasmesso al TCA una lettera ritrovata
nella casella postale dello studio legale ma indirizzata a una terza persona
(doc. VII + allegato). 

 

                               1.9.   Il
15 novembre 2021, questo Tribunale ha interpellato La Posta Svizzera, la quale
è stata invitata a rispondere ad alcune domande attinenti alla fattispecie
(doc. IX). Le relative risposte sono pervenute in data 22 novembre 2021 (doc.
X).

 

                                         Alle
parti è stato concesso di prendere posizione in merito (doc. XII e doc. XIII).

 

                                         L’assicuratore
resistente si è pronunciato il 3 dicembre 2021 (doc. XVIII).

 

                                         Da
parte sua, il rappresentante dell’assicurata ha segnalato al TCA alcuni episodi
di, a suo dire, mal funzionamento de La Posta Svizzera (cfr. doc. XIV, doc. XV,
doc. XIX e doc. XXIII + allegati). 

 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Nel
merito, l’oggetto della lite è circoscritto alla questione di sapere se la CO 1
era legittimata a negare il proprio obbligo a prestazioni relativamente alla
rottura della protesi mammaria sinistra e a limitarlo per quanto concerne
invece i disturbi interessanti la colonna cervicale, oppure no. 

 

                                         Il
TCA è però innanzitutto tenuto a esaminare se l’impugnativa interposta da CO 1
contro la decisione su opposizione del 2 settembre 2021 è tempestiva, oppure
no. 

 

                               2.2.   Giusta
l'art. 60 cpv. 1 LPGA, il ricorso deve essere interposto entro 30 giorni dalla
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione è
esclusa.

                                         Secondo il capoverso 2, gli
articoli 38-41 sono applicabili per analogia.

                                         L'art. 38 cpv. 1 LPGA prevede
che se il termine è computato in giorni o in
mesi e deve essere notificato alle parti, inizia a decorrere il giorno dopo la
notificazione. Il cpv. 3 stabilisce che se l’ultimo giorno del termine è un
sabato, una domenica o un giorno festivo riconosciuto dal diritto federale o
cantonale, il termine scade il primo giorno feriale seguente. È determinante il
diritto del Cantone in cui ha domicilio o sede la parte o il suo
rappresentante.

 

                                         Dopo
l'entrata in vigore della LPGA, in analogia alla giurisprudenza resa in
relazione all’art. 20 PA, il termine di ricorso in caso di notifica della
decisione durante la sospensione dei termini comincia a decorrere il primo
giorno dopo la scadenza della sospensione (cfr. DTF 131 V 305; STF I 643/06 del
2 novembre 2006; Pratique VSI 1998 p. 217; Mosimann, in: Praktische
Anwendungsfragen des ATSG, 2003, pp. 130s).

 

                                         A
norma dell’art. 39 cpv. 1 LPGA, le richieste scritte devono essere consegnate
all’assicuratore oppure, a lui indirizzate, a un ufficio postale svizzero o a
una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l’ultimo
giorno del termine.

 

                                         Se
il termine di ricorso è spirato, il giudice non entra nel merito di un ricorso
tardivo, per cui la decisione contestata cresce in giudicato (cfr. DTF 134
V 49 consid. 2; Th. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2003, § 73
Nr. 9, p. 479).

 

                               2.3.   In
una sentenza 8C_559/2018 del 26 novembre 2018, mediante la quale il giudizio di
questa Corte era stato finalmente annullato in ragione di una violazione del
diritto di essere sentito del ricorrente, l’Alta Corte ha sviluppato le
seguenti considerazioni relative al sistema di spedizione Posta A Plus, ovvero
quello utilizzato dall’INSAI per comunicare all’assicurata la decisione su
opposizione del 19 febbraio 2021:

 

"
(…). 

3.3. Nel sistema di spedizione Posta A Plus alla busta è applicato un
numero e analogamente a un plico raccomandato, l'invio avviene con la menzione
A Plus. A differenza della posta raccomandata la ricezione dell'invio non è
però attestata dal destinatario. 

Conseguentemente il destinatario in caso di
assenza non è informato tramite un avviso di ricevimento. La notificazione è
attestata elettronicamente, quando l'invio è inserito nella casella postale o
nella cassetta delle lettere del destinatario. Così facendo, grazie al sistema
di tracciamento degli invii Track & Trace previsto dalla Posta Svizzera è
possibile osservare la cronologia dell'invio fino all'arrivo nella sfera di
influenza del destinatario. Tuttavia, in tale evenienza, il tracciamento Track
& Trace non dimostra direttamente, che la busta sia entrata effettivamente
nella sfera di influenza del destinatario, ma soltanto che la Posta Svizzera
nel proprio sistema di tracciamento abbia attestato una consegna dell'invio. Da
ciò, si può unicamente dedurre alla stregua di un indizio che la busta sia
stata depositata nella cassetta delle lettere o nella casella postale del
destinatario. In assenza di un'attestazione conferita dal sistema Track &
Trace non si può concludere che qualcuno abbia preso possesso in mano
dell'invio e men che meno che qualcuno ne abbia preso conoscenza (DTF 142 III 599 consid. 2.2 pag. 602 con
riferimenti). 

 

3.4. Il Tribunale federale si è già confrontato diverse volte con il
sistema di spedizione Posta A Plus. In quei casi ha stabilito come
notificazione determinante per la decorrenza del termine di ricorso, il deposito
dell'invio nella cassetta delle lettere o nella casella postale del
destinatario, benché questa operazione sia avvenuta il sabato. La circostanza
che la persona interessata abbia ritirato la corrispondenza il lunedì
successivo è stata esplicitamente ritenuta irrilevante dal Tribunale federale
(sentenze 2C_1126/2014 del 20 febbraio 2015 consid. 2.2 con riferimenti; cfr.
anche sentenze 9C_90/2015 del 2 giugno 2015 consid. 3.4 e 8C_198/2015 del 30
aprile 2015 consid. 3.2 entrambe con rinvii).

(…).

 

4.3.1. Contrariamente alle tesi del ricorrente, la LPGA, diversamente da
altri ordinamenti (per esempio il CPP), non prescrive per gli assicuratori una
particolare forma di notificazione delle decisioni (DTF 144 IV 57 consid. 2.3.1 pag. 61 seg.; 142 III 599 consid. 2.4.1 pag. 603 e consid. 2.5 pag. 604
seg.; sentenza 9C_90/2015 consid. 3.1). Le diffuse critiche del ricorrente
cadono quindi nel vuoto. L'assicuratore può lecitamente inviare le proprie
decisioni (su opposizione) con il sistema Posta A-Plus. 

 

4.3.2. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale relativa al sistema
di spedizione Posta A Plus, un errore nella notificazione postale non deve
essere escluso a priori. Tuttavia, una consegna erronea non è da presumere, ma
può essere ritenuta se sulla base di tutte le circostanze sembra plausibile.
Bisogna fondarsi sulla descrizione dei fatti del destinatario, la quale solleva
una consegna postale erronea, se essa è ragionevole e sembra avere una certa
probabilità, tenuto conto che occorre presumere la buona fede del destinatario
(DTF 142 III
599 consid. 2.4.1 pag. 603
con rinvio alle sentenze 9C_90/2015 consid. 3.2 e 2C_570/2011 consid. 4.3, in:
StR 67/2012 pag. 301). Considerazioni del tutto ipotetiche del destinatario,
secondo cui la busta sia stata inserita nella cassetta delle lettere del vicino
(o di terzi), non giovano alle sue tesi (sentenza 9C_90/2015 consid. 3.2 con
riferimenti).”

 

                                         Nella
pronunzia 9C_90/2015 del 2 giugno 2015, citata nella sentenza 8C_559/2018,
confrontata all’obiezione del patrocinatore del ricorrente, secondo la quale la
registrazione Track&Trace (“Sa 10.05.2014 06.13 zugestellt via Postfach”)
non documenterebbe il deposito dell’invio nella sua casella postale ma soltanto
il momento in cui esso è pervenuto presso l’ufficio postale, precisato che,
sapendo i funzionari dell’ufficio postale (dei quali aveva chiesto
l’interrogatorio) che egli non ritira mai la corrispondenza di sabato, la
decisione in questione sarebbe stata depositata nella sua casella postale
soltanto nel corso della mattinata di lunedì, la Corte federale ha rilevato
segnatamente che “die Darstellung des Rechtsvertreters ist alles andere als
plausibel. So wie der Rechtsanwalt die Abläufe in der
Poststelle X.________ schildert, würde die Postdienstleistung A-Post Plus,
welche die zuverlässige elektronische Sendungsverfolgung von der Postaufgabe
bis zur Zustellung ermöglichen soll, geradezu sinnlos. Jedenfalls kann der
Vorinstanz weder Willkür noch eine Gehörsverletzung vorgeworfen werden, wenn
sie in antizipierter Beweiswürdigung auf die beantragte Zeugenbefragung
verzichtete, auf den Track&Trace-Auszug abstellte und das darin
bescheinigte Zustellungsdatum (Samstag, den 10. Mai 2014) als
Eröffnungszeitpunkt der Rentenaufhebungsverfügung vom 9. Mai 2014 betrachtete.
Dabei spielt es keine Rolle, ob tatsächlich bereits am Samstag, 10. Mai 2014,
vom Verfügungsinhalt Kenntnis genommen wurde oder - wie der Rechtsvertreter des
Beschwerdeführers geltend macht - erst am darauffolgenden Montag. Nach
ständiger Rechtsprechung ist für die Zustellung einer Sendung nämlich nicht
erforderlich, dass der Adressat sie tatsächlich in Empfang nimmt; es genügt,
wenn sie in seinen Machtbereich gelangt und er demzufolge von ihr Kenntnis
nehmen kann.” – il corsivo è del redattore). 

 

                                         In una
sentenza 1C_31/2018 del 14 gennaio 2019, sempre in tema di tempestività di un
ricorso interposto contro una decisione amministrativa inviata con il sistema Posta A Plus, riguardante una fattispecie in cui il
patrocinatore della ricorrente aveva prodotto una dichiarazione, datata 23
giugno 2017, della sua segretaria, secondo la quale, contrariamente a quanto
risultava dall’estratto Track&Trace, la decisione non
sarebbe stata notificata sabato 6 maggio 2017 alle ore 8.23, in quanto proprio
quel giorno, recatasi al lavoro per sbrigare delle pratiche rimaste inevase,
alle ore 11.30 circa avrebbe personalmente vuotato la casella postale dello
studio senza reperire l’invio in questione, il Tribunale federale ha confermato
la pronunzia cantonale d’irricevibilità, formulando in particolare le seguenti
considerazioni:

 

"
(…).

3.3. Allfällige Fehler bei der Postzustellung liegen nicht
ausserhalb jeder Wahrscheinlichkeit. Eine fehlerhafte Postzustellung ist
allerdings nicht zu vermuten. Dies gilt sowohl bei der Versandart A-Post Plus
als auch bei eingeschriebenen Postsendungen hinsichtlich des Avis, der in den
Briefkasten oder in das Postfach des Empfängers gelegt wird. In beiden Fällen
ist somit zu vermuten, dass das Zustelldatum von den Postangestellten korrekt
registriert worden ist (BGE 142
III 599 E. 2.4.1 S. 604; 142 IV 201 E. 2.3 S. 204 f.). Die Vermutung kann
durch den Gegenbeweis umgestossen werden. Es müssen konkrete Anzeichen für
einen Fehler vorhanden sein, sodass dieser aufgrund der Umstände als plausibel
erscheint (vgl. die leicht unterschiedlich formulierten, inhaltlich jedoch gleichwertigen
Erwägungen a.a.O., ebenso: Urteile 2C_1038/2017 vom 18. Juli 2018 E. 3.2;
1C_330/2016 vom 27. September 2016 E. 2.5 mit Hinweisen).

(…). 

 

4.2. Die Beschwerdeführerin bringt dagegen vor, das
Verwaltungsgericht habe die bundesgerichtliche Rechtsprechung missachtet und
einen falschen Massstab bei seiner Beweiswürdigung angewendet. Diesbezüglich
weist sie zwar zu Recht darauf hin, dass der gute Glaube zu vermuten ist (vgl. BGE 142 III
599 E. 2.4.1 S. 604 mit
Hinweisen), übersieht jedoch, dass dies nichts an der erwähnten Vermutung
ändert, dass die Postzustellung korrekt erfolgte. Weiter wirft sie dem
Verwaltungsgericht vor, es habe Beweisanträge übergangen, nämlich die
angebotenen Beweisaussagen einer anderen Sekretärin sowie eines Hauswarts, die
beide die Postabfertigung am betreffenden Samstag bestätigen würden. Was diese
Personen konkret aussagen könnten, lässt sie jedoch offen. Eine Verletzung des
rechtlichen Gehörs ist deshalb nicht erkennbar und es kann offenbleiben, ob
ihre Ausführungen im vorinstanzlichen Verfahren tatsächlich als Beweisanträge
verstanden werden können, was das Verwaltungsgericht in seiner Vernehmlassung
bestreitet. 

Die Beschwerdeführerin beruft sich weiter
darauf, die betreffende Mitarbeiterin könne sich an den jenen Samstag noch
genau erinnern, weil es nur ganz selten vorkomme, dass sie an einem Samstag
arbeite. Das ändert allerdings nichts daran, dass die Erinnerung an einen
Ereignisablauf, dessen Relevanz zudem erst nachträglich erkennbar wurde, nach
fünf Wochen nicht mehr gleich zuverlässig ist. Zu berücksichtigen ist auch,
dass die Mitarbeiterin entgegen den internen Weisungen (vgl. E. 5.2 hiernach)
auf die "Track & Trace"-Nachforschung verzichtet und gemäss ihrer
eigenen Aussage die Anwaltskorrespondenz zu sich nach Hause genommen hat, wobei
nicht bekannt ist, ob es diesbezüglich Weisungen gab. Dass das
Verwaltungsgericht vor diesem Hintergrund und angesichts der Handwechsel, die
am Montag, dem 8. Mai 2017, stattgefunden hatten, nicht ausschloss, dass bei
der Postbearbeitung in der Kanzlei ein Fehler unterlief, ist nicht zu
beanstanden. Daran ändert auch nichts, dass das betreffende Couvert gross und
auffällig gewesen sein soll, wie die Beschwerdeführerin vorbringt. 

Entscheidend ist allerdings im Ergebnis
weniger die Frage, ob mögliche Fehlerquellen bei der nachträglichen
Postbearbeitung in der Kanzlei erkennbar sind, als vielmehr das Bestehen von
konkreten Anzeichen für einen Fehler bei der Postzustellung selbst. In dieser
Hinsicht macht die Beschwerdeführerin geltend, die Zustellung des vorliegend
angefochtenen Urteils des Verwaltungsgerichts habe ebenfalls nicht
ordnungsgemäss funktioniert. Allerdings weist sie selbst darauf hin, dass die
betreffende Poststelle Ende September 2017 geschlossen und als Hilfspoststelle
in der neu eröffneten Dorfapotheke weitergeführt worden sei. Aus einem nach
diesem Wechsel erfolgten Zustellungsfehler kann somit nicht auf die
Zuverlässigkeit der Postzustellung in der Zeit davor geschlossen werden. Dass
sich schon vorher Fehler zugetragen bzw. gehäuft hätten, wird in der
Beschwerdeschrift zwar behauptet, jedoch nicht belegt. 

Insgesamt lässt die
Sachverhaltsfeststellung des Verwaltungsgerichts keine Willkür erkennen (Art. 9
BV). Die Kritik der Beschwerdeführerin ist unbegründet.”

 

                                         In una sentenza 8C_747/2018
del 20 marzo 2019 consid. 2.2, emanata in un contesto
diverso da quello sub judice (sospensione del diritto all’indennità di
disoccupazione nel caso in cui l’assicurato non dimostri gli sforzi compiuti
per trovare un’occupazione), il TF ha segnatamente ricordato quanto segue:

 

"
(…) Dans le domaine des assurances sociales, la
procédure est régie par le principe inquisitoire, selon lequel les faits
pertinents de la cause doivent être constatés d'office par l'autorité (cf. art. 43 LPGA [RS 830.1]). Cette règle n'est toutefois pas absolue.
Sa portée est restreinte par le devoir des parties de collaborer à
l'instruction de l'affaire. Cela comporte en partie l'obligation d'apporter,
dans la mesure où cela peut être raisonnablement exigé, les preuves commandées
par la nature du litige et des faits invoqués, faute de quoi la partie
concernée s'expose à devoir supporter les conséquences de l'absence de preuve.
Malgré les pertes de documents pouvant se produire dans toute administration,
la jurisprudence a presque toujours indiqué que les assurés supportaient les
conséquences de l'absence de preuve en ce qui concerne et la remise de la liste
des recherches d'emploi (cf. arrêt C 294/99 du 14 décembre 1999 consid. 2a, in
DTA 2000 n° 25 p. 122; cf. aussi les arrêts 8C_239/2018 du 12 février 2019 consid.
3.2; 8C_460/2013 du 16 avril 2014 consid. 3; 8C_591/2012 du 29 juillet 2013
consid. 4) et la date effective de la remise (arrêt C 3/07 du 3 janvier 2008
consid. 3.2). Le fait que des allégations relatives à la remise des
justificatifs de recherches d'emploi (ou relatives à la date de celle-ci)
soient plausibles ne suffit pas à démontrer une remise effective des
justificatifs (ou une remise à temps). Une preuve fondée sur des éléments
matériels est nécessaire (BORIS RUBIN, Commentaire de la loi sur l'assurance-chômage,
2014, n° 32 ad art. 17, p. 206).”

 

                                         In una
sentenza 8C_179/2019 dell’11 aprile 2019, l’Alta Corte si è espressa nei
termini seguenti sempre a proposito della validità del metodo di spedizione A
Plus: 

 

"
4.1. 

Invoquant la violation de l'interdiction de
l'arbitraire (art. 9 Cst.), du droit d'être entendu (art. 29 Cst.) et des art.
39 al. 1 et 60 LPGA, la recourante fait valoir que l'envoi par courrier A Plus
ne tient pas compte des spécificités liées aux horaires d'ouverture des bureaux
qui ferment le samedi. Il serait donc important de distinguer entre les
personnes privées, d'une part, lesquelles reçoivent le courrier chez elles et
peuvent en prendre connaissance le samedi, et les entreprises, d'autre part,
pour lesquelles l'ouverture des courriers ne peut se faire que le premier jour
ouvrable suivant. Selon la recourante, les courriers adressés aux entreprises
ne devraient être transmis que par le biais de plis recommandés, soumis à
signature. 

 

4.2. Les griefs sont mal fondés. En effet, selon une
jurisprudence déjà bien établie, les communications des autorités sont soumises
au principe de la réception. Il suffit qu'elles soient placées dans la sphère
de puissance de leur destinataire et que celui-ci soit à même d'en prendre
connaissance pour admettre qu'elles ont été valablement notifiées (ATF 144 IV
57 consid. 2.3.2 p. 62; 142 III 599 consid. 2.4.1 p. 603; 122 I 139 consid. 1 p. 143; 115 Ia 12 consid. 3b p. 17). Autrement dit, la prise de connaissance effective de
l'envoi ne joue pas de rôle sur la détermination du dies a quo du délai de
recours. Par ailleurs, le Tribunal fédéral s'est déjà penché sur la question de
la notification des décisions par courrier A Plus, notamment dans le domaine
des assurances sociales. Il a exposé en particulier qu'il n'existait pas de
disposition légale obligeant les assureurs sociaux à notifier leurs décisions
selon un mode particulier. Dès lors, les assureurs sont libres de décider de la
manière dont ils souhaitent notifier leurs décisions. Ils peuvent en
particulier choisir de les envoyer par courrier A Plus (ATF 142
III 599 consid. 2.4.1
précité; voir également, parmi d'autres, arrêts 8C_754/2018 du 7 mars 2019
consid. 5.3 et 8C_559/2018 du 26 novembre 2018 consid. 4.3.1). Dans ce
contexte, le Tribunal fédéral a précisé, en outre, que le dépôt de l'envoi dans
la boîte aux lettres ou la case postale constitue le point de départ pour le
calcul du délai de recours, quand bien même la livraison a lieu un samedi et
que le pli n'est récupéré qu'à une date ultérieure, comme le lundi suivant
(arrêts 8C_754/2018 précité consid. 7.2.3; 9C_655/2018 du 28 janvier 2019
consid. 4.4; 8C_559/2018 précité consid. 3.4; 9C_90/2015 du 2 juin 2015 consid.
3.4; 8C_198/2015 du 30 avril 2015 consid. 3.2; 8C_573/2014 du 26 novembre 2014
consid. 3.1; 2C_1126/2014 du 20 février 2015 consid. 2.2). Il n'y a pas lieu de
revenir sur cette jurisprudence confirmée à de nombreuses reprises. La
recourante ne soutient d'ailleurs pas que les conditions d'un changement de
jurisprudence seraient remplies (à ce sujet cf. ATF 144 IV
265 consid. 2.2 p. 269; 142 V 212 consid. 4.4 p. 117; 139 V 307 consid. 6.1 p. 313). Enfin, l'accès aux
cases postales est en principe garanti en tout temps et le fait de ne pas vider
la case postale le samedi relève de la responsabilité du destinataire. 

 

5. 

5.1. Se prévalant du principe de la bonne foi, la
recourante se plaint du fait que la décision du 31 octobre 2018 n'a été
distribuée que deux jours après son envoi par la CNA, alors qu'une distribution
dans les temps aurait permis une livraison le jeudi 1er novembre
2018. 

 

5.2. En l'occurrence, on peine à saisir en quoi le
"retard" des services postaux dans la distribution de l'envoi serait
susceptible d'influer sur l'issue du litige sous l'angle de la bonne foi. La
recourante n'expose d'ailleurs pas avec précision en quoi les conditions du
principe de la bonne foi seraient réalisées. Au demeurant, le temps de
distribution mentionné à titre indicatif par la Poste sur son site internet ne
saurait être traité comme une promesse ou une assurance faite à l'intéressée.
En outre, le fait qu'un courrier A ou A Plus n'a pas été distribué le jour
suivant ne permet pas d'admettre que l'on est en présence d'une notification
irrégulière. Le grief, à supposer qu'il puisse être considéré comme recevable,
doit dès lors être écarté.”. 

 

                                         In una sentenza
8C_61 2019 del 17 aprile 2019 consid. 3 ss., riguardante una fattispecie in cui
il ricorrente pretendeva in particolare che la decisione impugnata,
trasmessagli con il sistema Posta A Plus,
sarebbe stata depositata nella cassetta delle lettere vicina, comune a
delle società di cui il suo patrocinatore era o era stato associato, gerente,
direttore o liquidatore, l’Alta Corte ha concluso che non vi era motivo di
discostarsi dalla data di distribuzione risultante dall’estratto
Track&Trace:

 

"
(…). 

3.

Se fondant sur l'attestation de suivi des
envois de la poste (relevé "Track & Trace"), la cour cantonale a
constaté que la décision sur opposition du 21 juin 2018 avait été distribuée le
samedi 23 juin 2018. Aussi, le délai de recours était-il arrivé à échéance le
vendredi 24 août 2018 (compte tenu des féries). Par conséquent, le recours,
déposé le 27 août 2018, ne l'avait pas été en temps utile. 

Par ailleurs, en ce qui concernait l'erreur
de distribution invoquée par le recourant - selon lequel la décision attaquée
aurait été déposée dans la boîte aux lettres voisine commune à des sociétés
dont le mandataire du recourant était ou est associé, gérant, directeur ou
liquidateur -, les premiers juges ont considéré qu'elle ne reposait que sur une
hypothèse, de sorte qu'elle n'avait pas été rendue plausible. Ils ont relevé en
particulier que le nom du mandataire figurait uniquement sur la boîte aux
lettres de l'étude et non sur celle des sociétés. En outre, en l'absence de
vérification du relevé "Track & Trace" par le personnel de
l'étude, la date inscrite au tampon ("reçu le 25 juin 2018") était un
indice trop faible pour admettre que la notification était survenue ce jour-là.
Au demeurant, même si la décision sur opposition de l'intimée avait été déposée
dans la boîte aux lettres voisine, elle devrait être réputée parvenue dans la
sphère de puissance du mandataire du recourant, compte tenu de ses liens avec
les sociétés.

 

4. 

4.1. Invoquant la violation des art. 38 al. 1 et 60 LPGA,
le recourant reproche à l'autorité précédente d'avoir considéré qu'il n'avait
pas rendu plausible l'erreur de distribution.  

 

4.2. 

4.2.1. Selon la jurisprudence, le relevé "Track &
Trace" ne prouve pas directement que l'envoi a été placé dans la sphère de
puissance du destinataire mais seulement qu'une entrée correspondante a été
introduite électroniquement dans le système d'enregistrement de la poste.
L'entrée dans le système électronique constitue néanmoins un indice que l'envoi
a été déposé dans la boîte aux lettres ou la case postale du destinataire à la
date de distribution inscrite (ATF 142
III 599 consid. 2.2 p.
602; arrêt 8C_482/2018 du 26 novembre 2018 consid. 3.3). Une erreur de
distribution ne peut dès lors pas d'emblée être exclue. Cependant, elle ne doit
être retenue que si elle paraît plausible au vu des circonstances. L'exposé des
faits par le destinataire qui se prévaut d'une erreur de distribution, et dont
on peut partir du principe qu'il est de bonne foi, doit être clair et présenter
une certaine vraisemblance (ATF 142
III 599 consid. 2.4.1 p.
604). Dans ce contexte, des considérations purement hypothétiques, selon
lesquelles l'envoi aurait été inséré dans la boîte aux lettres du voisin ou
d'un tiers, ne sont pas suffisantes (arrêts 8C_482/2018 précité consid. 4.3;
9C_90/2015 du 2 juin 2015 consid. 3.2 et les arrêts cités). 

4.2.2. Le point de savoir si le recourant a rendu plausible
l'existence d'une erreur de distribution, au sens de la jurisprudence précitée,
est une question de fait que le Tribunal fédéral ne peut pas examiner librement
(supra consid. 1). 

 

4.2.3. En l'occurrence, les arguments avancés par le
recourant ne sont pas de nature à démontrer le caractère arbitraire des
constatations du jugement attaqué. Il fait valoir en particulier que des
erreurs de distribution se sont déjà produites mais les copies des lettres
auxquelles il renvoie - produites en instance cantonale - n'apparaissent pas
pertinentes en l'espèce, ni de nature à étayer son propos. En effet,
contrairement à la décision sur opposition de l'intimée, les lettres
prétendument mal distribuées mentionnent au dessus de l'adresse tant le nom des
sociétés que celui du mandataire du recourant (ou le titre "avocat"
sur un des documents). En outre, selon les constatations des premiers juges, le
nom du mandataire du recourant, à laquelle a été adressée la décision sur
opposition, figure uniquement sur la boîte aux lettres de l'étude et non sur
celle des sociétés. Quant à la proximité des deux boîtes, elle ne suffit pas à
rendre vraisemblable une erreur de distribution. Enfin, on ne peut pas non plus
déduire de la date inscrite au moyen du tampon de l'étude que la décision a été
déposée dans la fausse boîte aux lettres. Au final, le recourant n'a apporté
aucun élément concret permettant de conclure, au degré de vraisemblance requis,
à une erreur de distribution. Les premiers juges n'ont donc pas fait preuve
d'arbitraire en considérant que la version du recourant ne reposait que sur une
hypothèse. Dans ces conditions, il n'y a pas lieu de s'écarter de la date de
distribution inscrite dans le relevé "Track & Trace".”

 

                                         In una
pronunzia 8C_124/2019 del 23 aprile 2019 consid. 5 ss., il TF ha ulteriormente
ribadito la validità del sistema di spedizione Posta A Plus, respingendo tutte
le obiezioni che erano state sollevate a tal riguardo dall’insorgente:

 

"
(…). 

5.

Le recourant se plaint d'une constatation
incomplète des faits. Il reproche à l'autorité précédente de n'avoir pas pris
en considération plusieurs pièces produites en instance cantonale. Bien qu'il
l'affirme, il n'explique toutefois pas en quoi ces pièces auraient pu influer
sur l'issue du litige. Son grief ne répond pas aux exigences de motivation de
l'art. 106 al. 2 LTF et n'est pas de nature à démontrer une constatation
manifestement inexacte des faits ou une appréciation arbitraire des preuves.

 

6.

6.1. Invoquant la violation du droit à la preuve (art. 29
al. 2 Cst.), le recourant reproche aux premiers juges de n'avoir pas donné
suite à sa requête tendant à la production par l'intimée des statistiques des
envois de ses décisions sur opposition sur trois ans, en distinguant les jours
et la méthode d'envoi. Il entendait ainsi démontrer que l'intimée envoie
volontairement ses décisions par courrier A Plus le vendredi.  

 

6.2. Le droit d'être entendu garanti par l'art. 29 al. 2
Cst. comprend notamment le droit pour l'intéressé d'obtenir qu'il soit donné
suite à ses offres de preuves pertinentes, de participer à l'administration des
preuves essentielles ou à tout le moins de s'exprimer sur son résultat lorsque
cela est de nature à influer sur la décision à rendre (ATF 140 I
285 consid. 6.3.1 p. 299; 135 II 286 consid. 5.1 p. 293 et les arrêts cités).
Toutefois, il est possible de renoncer à l'administration de certaines preuves
offertes, lorsque le fait dont les parties veulent rapporter l'authenticité
n'est pas important pour la solution du cas, lorsque les preuves résultent déjà
de constatations versées au dossier ou lorsque le juge parvient à la conclusion
qu'elles ne sont pas décisives pour la solution du litige ou qu'elles ne
pourraient l'amener à modifier son opinion (ATF 140 I
285 consid. 6.3.1 précité
et les arrêts cités; 136 I 229 consid. 5.3 p. 236). 

 

6.3. Comme l'ont relevé les premiers juges, en droit des
assurances sociales, il n'existe pas de disposition légale obligeant les
assureurs sociaux à notifier leurs décisions selon un mode particulier. Dès
lors, la jurisprudence admet que les assureurs sont libres de décider de la manière
dont ils souhaitent notifier leurs décisions. Ils peuvent en particulier
choisir de les envoyer par courrier A Plus (ATF 142
III 599 consid. 2.4.1 p.
603; voir également, parmi d'autres, arrêt 8C_559/2018 du 26 novembre 2018
consid. 4.3.1). Rien ne les empêche non plus d'envoyer leurs décisions un
vendredi. Dans ces conditions, l'acte d'instruction sollicité par le recourant
n'apparaissait pas pertinent et les premiers juges pouvaient refuser d'y donner
suite. Pour les mêmes raisons, il n'y a pas lieu d'accéder à la requête
formulée une nouvelle fois devant la Cour de céans.  

 

7. 

7.1. Le recourant se plaint d'un déni de justice (art. 29
al. 1 Cst.) et de la violation de son droit d'être entendu (art. 29 al. 2 Cst.
et 6 CEDH), du fait que la juridiction cantonale n'a pas répondu à son
argumentation relative à l'existence d'une lacune proprement dite de la LPGA
ainsi qu'à ses griefs tirés de l'interdiction du formalisme excessif et du
principe de la bonne foi. 

 

7.2. La jurisprudence a déduit du droit d'être entendu le
devoir pour le juge de motiver sa décision, afin que le destinataire puisse en
saisir la portée, le cas échéant, l'attaquer en connaissance de cause et que
l'autorité de recours puisse exercer son contrôle (ATF 138 I
232 consid. 5.1 p. 238 et
les arrêts cités). Pour répondre à ces exigences, il suffit que le juge
mentionne, au moins brièvement, les motifs qui l'ont guidé et sur lesquels il a
fondé sa décision; il n'est pas tenu de discuter tous les arguments soulevés
par les parties, mais peut se limiter à ceux qui lui apparaissent pertinents (ATF 142
III 433 consid. 4.3.2 p.
436 et les arrêts cités). 

 

7.3. En l'espèce, les premiers juges ont appliqué la
jurisprudence du Tribunal fédéral, selon laquelle un envoi expédié par courrier
A Plus se trouve dans la sphère de puissance du destinataire dès la date de
dépôt dans la boîte aux lettres ou la case postale de celui-ci, fût-elle un
samedi. Dans cette mesure, ils ont rejeté, à tout le moins implicitement, les
griefs du recourant tendant à démontrer que la notification par courrier A Plus
ne pouvait pas intervenir le samedi en cas de dépôt dans une case postale. La
cour cantonale a également exposé que ce mode de notification ne violait pas la
garantie d'un procès équitable ni de l'accès au juge. Cela étant, elle n'a pas
violé son devoir de motivation en renonçant à s'exprimer davantage sur les
arguments du recourant, lesquels ne sont pas fondés comme on le verra (infra
consid. 9). 

8.

8.1. Invoquant la violation du droit à un procès équitable
et à l'accès au juge (art. 29 al. 1, 29a Cst. et 6 CEDH), le recourant fait
valoir, en substance, que l'envoi par courrier A Plus offre une protection
moins importante que l'envoi par recommandé ou courrier A, qu'il ampute de deux
jours le délai de recours et crée des incertitudes en fonction du destinataire.

 

8.2.

8.2.1. Les critiques formulées par le recourant sont mal
fondées. 

En effet, selon le mode d'expédition A
Plus, la lettre est numérotée et envoyée par courrier A de la même manière
qu'une lettre recommandée. Toutefois, contrairement au courrier recommandé, le
destinataire n'a pas à en accuser réception. En cas d'absence, celui-ci ne
reçoit donc pas d'invitation à retirer le pli. La livraison est néanmoins
enregistrée électroniquement au moment du dépôt de l'envoi dans la boîte aux
lettres ou la case postale du destinataire. Grâce au système électronique
"Track & Trace" de la poste, il est ainsi possible de suivre
l'envoi jusqu'à la zone de réception du destinataire (ATF 142
III 599 précité consid.
2.2 p. 601 s. et les arrêts cités; arrêts 8C_586/2018 du 6 décembre 2018
consid. 5; 8C_53/2017 du 2 mars 2017 consid. 4.1; 8C_573/2014 du 26 novembre
2014 consid. 2.2).

 

8.2.2. En outre, le délai de recours est le même pour toutes
les formes de notification. Il commence à courir lorsque l'envoi entre dans la
sphère de puissance du destinataire et que ce dernier peut prendre connaissance
du contenu de l'envoi. En présence d'un courrier sans signature (A Plus comme
A), c'est le cas au moment du dépôt dans la boîte aux lettres ou la case
postale. Si l'envoi est distribué un samedi, le délai de recours commence à
courir le dimanche. En présence d'un courrier recommandé, l'envoi entre dans la
sphère de puissance du destinataire lorsqu'il est retiré au guichet. A cet
égard, la notification par lettre recommandée n'offre pas un avantage
significatif puisqu'au stade de l'avis de retrait, le destinataire ne connaît
ni le contenu ni la motivation de la décision qui lui est adressée (arrêts
8C_754/2018 précité consid. 7.2.3; 2C_1126/2014 du 20 février 2015 consid.
2.4).  

 

8.2.3. Par ailleurs, l'accès aux cases postales est en
principe garanti en tout temps et le fait de ne pas vider la case postale le
samedi relève de la responsabilité du destinataire (privé ou commercial).
Celui-ci ne saurait s'en prévaloir pour reporter le dies a quo du délai de
recours, alors que la date de distribution d'un courrier A Plus est facilement
déterminable au moyen du numéro apposé sur l'enveloppe. Contrairement à ce que
soutient le recourant, un tel procédé ne présente aucune difficulté
particulière, surtout pour un cabinet d'avocats, et permet précisément de lever
les éventuelles incertitudes liées à l'envoi sans signature.  

 

9. 

9.1. Le recourant se plaint de la violation du principe de
la bonne foi de l'administration (art. 5 al. 3 et 9 Cst.) en reprochant à
l'intimée d'induire en erreur les assurés en transmettant ses décisions sur
opposition par courrier A Plus. Il invoque également l'interdiction du
formalisme excessif (art. 29 al. 1 Cst.), soutenant que ce mode d'envoi met en
péril les droits des assurés.  

 

 

 

9.2. Ces griefs, dont la motivation rejoint en substance
celle développée au point précédent, ne sont pas davantage fondés. On ne
saurait en effet reprocher à l'intimée un comportement déloyal et la mise en
péril des droits des assurés pour avoir choisi un mode de notification
expressément admis par le Tribunal fédéral. En outre, il n'y a pas lieu de
remettre en cause le principe de la réception auquel sont soumises les
communications des autorités et dont il ressort que la prise de connaissance
effective de l'envoi ne joue pas de rôle sur la détermination du dies a quo du
délai de recours (cf. ATF 144 IV
57 consid. 2.3.2 p. 62; 142 III
599 déjà cité consid.
2.4.1; 122 I 139 consid. 1 p. 143; 115 Ia 12 consid. 3b p. 17). On peut d'ailleurs
attendre d'un avocat qu'il tienne compte de ce principe bien établi et recoure
en temps utile.

 

10. 

10.1. Le recourant invoque enfin la violation de l'art. 60
al. 1 LPGA. Selon lui, il appartiendrait au Tribunal fédéral de combler une
lacune de la LPGA, en énonçant clairement les modes de notification acceptables
ou, tout au moins, des règles claires sur l'utilisation du courrier A Plus. Se
référant aux règles sur le comblement des lacunes, en relation notamment avec
l'art. 29 al. 7 de l'Ordonnance du 29 août 2012 sur la poste (OPO; RS 783.01)
et le ch. 2.5.3 des conditions générales de la poste ("Prestations du
service postal" pour les clients commerciaux), il considère qu'une
distribution le samedi doit être exclue. 

 

10.2. Le grief est mal fondé. En effet, au risque de se
répéter, dans le domaine des assurances sociales, le dépôt dans la boîte aux
lettres ou la case postale d'un envoi, par courrier A Plus, constitue le point
de départ pour le calcul du délai de recours, quand bien même la livraison a
lieu un samedi et que le pli n'est récupéré qu'à une date ultérieure, comme le
lundi suivant. Il n'y a pas lieu de revenir sur cette jurisprudence que le
Tribunal fédéral a confirmée à maintes reprises (cf. notamment arrêts
8C_754/2018 consid. 7.2.3 déjà cité; 9C_655/2018 du 28 janvier 2019 consid.
4.4; 8C_559/2018 déjà cité consid. 3.4; 9C_90/2015 du 2 juin 2015 consid. 3.4;
8C_198/2015 du 30 avril 2015 consid. 3.2; 8C_573/2014 déjà cité consid. 3.1).
Le recourant ne prétend d'ailleurs pas que les conditions d'un changement de
jurisprudence seraient remplies (à ce sujet cf. ATF 144 IV
265 consid. 2.2 p. 269; 142 V 212 consid. 4.4 p. 117; 139 V 307 consid. 6.1 p. 313). Au demeurant, le fait
que le samedi n'est pas mentionné comme jour "ouvrable et de dépôt" à
l'art. 29 al. 7 OPO ne signifie pas pour autant que les envois ne peuvent pas
être distribués ce jour-là. Quant au ch. 2.5.3 "Dimanche et jours fériés"
des conditions générales susmentionnées, il prévoit que "si la date de
distribution (= échéance) tombe un dimanche ou un autre jour férié reconnu, au
niveau étatique ou par l'usage local, au lieu de la prestation, le premier jour
ouvrable qui suit ce dimanche ou jour férié est considéré date de
distribution". On ne peut pas en déduire que le samedi est un jour férié
au sens de cette disposition, auquel cas il serait mentionné au même titre que
le dimanche. Par ailleurs et comme l'ont indiqué les premiers juges, la référence
à l'art. 1 de la loi fédérale du 21 juin 1963 sur la supputation des délais (RS
73.110.3) n'est pas davantage pertinente, car cette disposition ne concerne que
la fin du délai de recours et non son commencement. Enfin, la fermeture des
bureaux de l'administration, et à plus forte raison des cabinets d'avocats, ne
suffit pas en soi pour reconnaître au samedi le caractère de jour férié (cf.
arrêts 6B_730/2013 du 10 décembre 2013 consid. 1.3.2 et les arrêts cités; 1P.322/2006 du 25 juillet
2006 consid. 2.5).”

 

                                         In una sentenza 8C_875/2018
del 24 luglio 2019, chiamata a statuire sul ricorso interposto dall’avvocato
della persona assicurata, il quale aveva sostenuto che l’invio depositato di
sabato nella casella postale di uno studio legale entrerebbe nella sua sfera
d’influenza soltanto il lunedì successivo e che esisterebbe inoltre una
disparità di trattamento tra le notifiche mediante invio raccomandato e quelle
mediante Posta A Plus, l’Alta Corte si è espressa nei seguenti termini:

 

" (…) L'argumentation est mal fondée. En effet, selon
une jurisprudence déjà bien établie, les communications des autorités sont
soumises au principe de la réception. Il suffit qu'elles soient placées dans la
sphère de puissance de leur destinataire et que celui-ci soit à même d'en
prendre connaissance pour admettre qu'elles ont été valablement notifiées (ATF 144 IV 57 consid.
2.3.2 p. 62; 142 III 599 consid.
2.4.1 déjà cité; 122 I 139 consid.
1 p. 143; 115 Ia 12 consid.
3b p. 17). Autrement dit, la prise de connaissance effective de l'envoi ne joue
pas de rôle sur la détermination du dies a quo du délai de recours. En outre,
contrairement à ce que laisse entendre la recourante, l'accès aux cases
postales est en principe garanti en tout temps et le fait de ne pas vider la
case postale le samedi relève de la responsabilité du destinataire. Le point de
vue de la recourante reviendrait d'ailleurs à fixer le point de départ du délai
de recours des destinataires d'un envoi sans signature (A Plus comme A)
distribué le samedi de manière différente, selon qu'ils sont ou non représenté
par un mandataire professionnel, ce qui n'est pas admissible. Par ailleurs,
quoi qu'elle en dise, la recourante a bénéficié d'un délai de recours
"complet" dans la mesure où, en dehors des féries judiciaires et
avant l'échéance du délai de recours, les week-ends doivent être pris en compte
dans le calcul du délai de recours, cela indépendamment du mode de notification
de la communication. Enfin, le délai de recours est le même pour toutes les
formes de notification. Il commence à courir lorsque l'envoi entre dans la
sphère de puissance du destinataire et que ce dernier peut prendre connaissance
du contenu de l'envoi. En présence d'un courrier sans signature, c'est le cas
au moment du dépôt dans la boîte aux lettres ou la case postale. Si l'envoi est
distribué un samedi, le délai de recours commence à courir le dimanche. En
présence d'un courrier recommandé, c'est le cas lorsque l'envoi est retiré au
guichet. A cet égard, la notification par lettre recommandée n'offre pas un
avantage significatif puisqu'au stade de l'avis de retrait, le destinataire ne
connaît ni le contenu ni la motivation de la décision qui lui est adressée (cf.
les arrêts déjà cités 8C_124/2019 consid. 8.2.2 et 8C_754/2018 consid. 7.2.3;
arrêt 2C_1126/2014 du 20 février 2015 consid. 2.4). En conclusion, il n'y a pas
lieu de revenir sur la jurisprudence mise en cause par la recourante, que le
Tribunal fédéral a confirmée à maintes reprises (supra consid. 4). La
recourante n'expose d'ailleurs pas valablement en quoi les conditions d'un
revirement de jurisprudence seraient remplies (à ce sujet voir ATF 144 V 72 consid. 5.3.2 p. 77 s. et la
référence).”

 

                                         Infine, in una sentenza 8C_330/2020
del 2 luglio 2020, il TF ha definito come puramente ipotetiche le obiezioni
sollevate dall’assicurato, in particolare quella secondo la quale la Posta
avrebbe commesso un errore di notifica, posto che, quale membro del Consiglio
comunale, egli svuoterebbe regolarmente la sua buca delle lettere e
controllerebbe attentamente la corrispondenza ivi depositata:

 

"
(…) Dass die Vorinstanz den
Sachverhalt offensichtlich unrichtig festgestellt hätte, ist nicht erkennbar.
Dies gilt insbesondere insoweit, als sie einen falschen Zustellvermerk durch
die Post als nicht ausgewiesen erachtete. Dass sie in den Angaben des
Beschwerdeführers - auch wenn sie glaubhaft sein mögen - keine konkreten, über
blosse Hypothesen hinausgehenden Anhaltspunkte für einen Fehler bei der
Postzustellung erkannte, ist nicht zu beanstanden. Es liegt darin auch keine
Missachtung der im Zusammenhang mit der Zustellung praxisgemäss massgeblichen
Beweisregeln. Unter der für das Bundesgericht verbindlichen Annahme einer
korrekten Postzustellung durfte das kantonale Gericht zudem auf die
rechtsgültige Eröffnung der Suva-Verfügung schliessen, ohne Bundesrecht zu
verletzen. Insbesondere liegt auch keine Verletzung der Ansprüche auf ein
faires Verfahren und auf rechtliches Gehör (im Sinne einer Rechtsverweigerung)
vor.” 

 

                               2.4.   Nella
presente fattispecie, chiamato a pronunciarsi sull’eccezione d’intempestività
del ricorso sollevata dall’assicuratore LAINF resistente, il patrocinatore
dell’assicurata ha formulato segnatamente le seguenti considerazioni:

 

" (…).

A differenza degli invii postali raccomandati, nel caso della
posta A Plus l’invio viene posto direttamente nella cassetta delle lettere o
nella casella postale del destinatario. La ricezione non viene confermata dal
destinatario né, in sua assenza, viene comunicata mediante invito a ritirare
l’invio in questione. La notificazione, invece, viene registrata
elettronicamente. A differenza degli invii raccomandati, non è possibile
dimostrare se l’invio ha effettivamente raggiunto l’area di ricezione del
destinatario (DTF 142 III 599, 601, consid. 2.2).

Secondo il Tribunale federale, un errore nella notificazione della
corrispondenza non è del tutto improbabile.

Nella fattispecie lo scrivente legale conferma e ribadisce che la
lettera contestata era nella sua casella non il giorno sabato 4 settembre 2021
ma il lunedì 6 settembre 2021.

Ed è peraltro, purtroppo, assolutamente noto e accertato l’attuale
mal funzionamento della posta svizzera, diversamente che nel passato,
riscontrabile anche su internet e nelle sentenze di vari tribunali: per tutte
si cita il caso noto allo scrivente studio deciso recentemente dalla Suprema
Corte STF 6B_86/2016 dell’11.04.2016 (__________). 

 

Lo scrivente studio, proprio a __________, trova regolarmente,
nella propria cassetta delle lettere, corrispondenza postale ad esso non
destinata, come pure lettere che non gli vengono recapitate al primo invio.

Si contesta poi la correttezza e la legittimità dell’agire
dell’Assicuratore, che in un caso, come questo, in cui è già stato soccombente,
intima una decisione finale ed importante al suo assicurato, che sa essere
opponente, al venerdì sera per posta Aplus. È questo un palese stratagemma per
violare i diritti fondamentali a un equo processo del suo assicurato, tutelati
anche dalla CEDU. 

Ritenuto in ogni caso che la notifica è avvenuta il giorno lunedì
6 settembre 2021, contestati sia il tracciamento indicato dalla Posta sia le
affermazioni dell’Assicuratore, si chiede, in via principale, che sia
riconosciuto che il ricorso è tempestivo e sussidiariamente si chiede comunque
la restituzione dei termini.” (doc. V)

 

                                         In
corso di causa, questo Tribunale si è rivolto a La Posta Svizzera, mediante uno
scritto del seguente tenore:

 

" (…).

Trattandosi dell’invio __________, spedito il 3 settembre 2021
dall’ufficio postale di “__________”, nel sistema di tracciamento degli invii
Track&Trace figura la seguente indicazione: “sabato 4 settembre
2021 – 08:05 - Recapitato via casella postale - __________” (si veda
estratto allegato).

 

Ai fini dell’istruttoria di causa, vi invito a rispondere alle
seguenti domande:

 

1. 

La data e l’ora che figura nel sistema di tracciamento con la
menzione “Recapitato via casella postale” corrisponde al momento in cui
l’invio A Plus è pervenuto presso l’ufficio postale di destinazione
oppure a quello in cui la busta è stata fisicamente depositata nella casella
postale del destinatario?

 

2. 

Nel caso in cui dovesse corrispondere al momento in cui l’invio A
Plus è pervenuto presso l’ufficio postale di destinazione, il suo deposito
nella casella postale del destinatario ha luogo il giorno stesso oppure
soltanto più tardi? Quando precisamente?

 

3.

Nel caso concreto, ritenete plausibile che la data del 4 settembre
2021 corrisponda al momento in cui l’invio __________ è stato registrato
nel sistema, mentre quell’invio è stato fisicamente depositato nella casella
postale del destinatario soltanto il lunedì 6 settembre 2021? Vogliate motivare
la vostra risposta. (…).” (doc. IX)

 

                                         Queste
le risposte fornite il 18 novembre 2021 da __________, specialista in logistica
presso la Regione di recapito lettere__________:

 

" (…).

1.

La data e l’orario che figura nel sistema con la menzione
“Recapito via casella postale” corrisponde effettivamente al momento in cui
l’invio è stato depositato fisicamente nella casella postale del destinatario. 

2. 

Non è il caso, la data e l’orario corrispondono alla consegna
effettiva dell’invio nella casella postale del destinatario.

 

3. 

Come menzionato nei punti precedenti, non riteniamo plausibile che
l’invio sia stato recapitato al lunedì 6 settembre 2021. Potrei piuttosto
ipotizzare che il cliente abbia svuotato la casella prima delle 08:05, quando
l’invio è stato recapitato nella casella postale, e che non abbia quindi
trovato l’invio, trovandolo solo dopo la vuotatura successiva di lunedì
06.09.2021.

Al sabato l’offerta di prestazione per la posta A presso le
caselle di __________ è alle ore 09:00, una vuotatura della casella effettuata
prima di tale orario prima di tale orario non garantisce la totalità degli
invii di posta A. (…).” (doc. X)

 

                                         Invitato
a formulare le proprie osservazioni in proposito, l’avv. RA 1 ha segnalato una
serie di disservizi postali che hanno riguardato il suo studio legale a
comprova del fatto che l’attività de La Posta Svizzera sarebbe in genere
tutt’altro che scevra da errori (cfr. doc. XIV, doc. XV, doc. XIX e doc. XXIII
+ allegati).

 

                               2.5.   Posto
che, come visto, secondo il Tribunale federale, vi è la presunzione che il
recapito postale abbia avuto luogo correttamente (cfr. STF 1C_31/2018
consid. 3.3: “… ist somit zu
vermuten, dass das Zustelldatum von den Postangestellten korrekt registriert
worden ist …”, parzialmente riprodotta al consid. 2.3.),
occorre ora esaminare se gli elementi evidenziati dal patrocinatore
dell’assicurata, destinatario dell’invio in questione, possano assurgere a
indizi concreti suscettibili di rovesciare tale presunzione (in tal senso, si
veda la succitata STF 1C_31/2018 consid. 4.2: “Entscheidend ist allerdings (…) das Bestehen von konkreten Anzeichen
für einen Fehler bei der Postzustellung selbst.” – il corsivo è del redattore),
precisato che a ciò nulla muta il fatto che, conformemente alla giurisprudenza
federale, la buona fede del destinatario è da presumere (cfr. sempre la STF
1C_31/2018 consid. 4.2: “Diesbezüglich weist sie zwar zu Recht darauf hin, dass der gute
Glaube zu vermuten ist (vgl. BGE 142 III 599 E. 2.4.1 S. 604 mit Hinweisen), übersieht jedoch, dass dies
nichts an der erwähnten Vermutung ändert, dass die Postzustellung korrekt
erfolgte.” – il corsivo è del redattore). 

 

                                         Preliminarmente va
comunque sottolineato che la presunzione è in concreto
rafforzata dalle precisazioni fornite in corso di causa dal funzionario de La
Posta Svizzera. In effetti, dalle sue indicazioni si evince che il momento in
cui gli invii A Plus vengono registrati mediante scansione del codice a barre
figurante sulle buste (in concreto, le 08.05 di sabato 4 settembre 2021)
corrisponde a quello in cui i medesimi invii vengono fisicamente recapitati
nelle caselle postali dei destinatari, come pure che, per questa ragione, egli non
reputa “… plausibile che l’invio sia stato recapitato al lunedì 6 settembre
2021.” (cfr. supra, consid. 2.4.).

                                         Dalla
scheda informativa “Posta A Plus (A+) – Trasparenza dell’intero processo di
spedizione”, consultabile sul sito web de La Posta, risulta del resto che “per
la posta A Plus valgono gli stessi tempi rapidi della posta A: gli invii
arrivano al destinatario il giorno lavorativo dopo l’impostazione, sabato
incluso.” (il corsivo è del redattore). 

 

                                         Inoltre, è utile
ricordare che la correttezza di un recapito non può essere messa in discussione
genericamente ed in linea di principio. Occorrono per contro degli indizi
concreti che, nel caso specifico, facciano apparire come plausibile
un’errata datazione (in questo senso, si veda la sentenza C-7037/2017 del 16
novembre 2018 del Tribunale amministrativo federale). 

                                         In
questo senso, gli episodi di disservizio segnalati dall’avv. Vismara, nella
misura in cui riguardano fattispecie estranee a quella sub judice, non
appaiono atti a suscitare dei dubbi circa la correttezza delle indicazioni
contenute nel Track & Trace relativo all’invio A Plus n. __________. 

 

                               2.6.   Nella presente fattispecie, nella misura in cui l’avv. RA 1 contesta la
validità del sistema di spedizione Posta A Plus nel suo principio (cfr.
doc. V, p. 2), le sue critiche cadono nel vuoto. In effetti, la giurisprudenza
federale ha più volte confermato la liceità del sistema in oggetto (cfr.
consid. 2.3.; sul tema, si veda pure l’articolo di T. Barth,
Le courrier A Plus, apparso in Anwaltpraxis/Pratique du barreau 3/2019, p. 129:
“Le courrier A+ ne constitue nullement une révolution et ne fait que
concrétiser la jurisprudence dévelopée sur le principe de la sphère
d’influence. Il permet aux administrations, tribunaux et avocats de réduire
quelque peu leurs coûts en se substituant, lorsque la loi permet cette forme
d’expédition, à un envoi par pli recommandé. Il appartient aux destinataires
des courriers d’être attentifs à ce mode d’envoi et de prendre les mesures
appropriées afin de déterminer quand le courrier a été déposé dans leurs boîtes
aux lettres.”. Il medesimo autore ha peraltro consigliato agli avvocati di
rendere attento il personale incaricato dell’apertura della corrispondenza all’etichetta
A+ e “l’instruire de systématiquement effectuer un suivi de l’envoi, par
exemple en scannant l’étiquette avec l’application mobile de La Poste, afin de
déterminer le moment du dépôt dans la boîte aux lettres et d’ainsi calculer
correctement l’éventuel délai.” – il corsivo è del redattore).

                                         D’altro canto, il
rappresentante dell’insorgente fa valere che, contrariamente a quanto si evince
dal relativo Track & Trace, l’invio A Plus n. __________ non si trovava
nella casella postale del suo studio legale sabato 4 settembre 2021 ma soltanto
il lunedì successivo, 6 settembre 2021 (doc. V, p. 1).

 

                                         Il
patrocinatore ha così esposto la sua personale versione dei fatti. Alla luce
della giurisprudenza federale precedentemente riprodotta, ciò non può bastare
per rovesciare la presunzione che il recapito ha avuto luogo correttamente. 

                                         Il
timbro apposto sulla decisione impugnata (“RICEVUTO 06 SET. 2021”) costituisce
un indizio oggettivo circa il momento in cui è stata vuotata la casella
postale, ma non in merito a quello in cui l’invio è stato effettivamente
recapitato in casella. 

                                         In
questo contesto, è ancora utile segnalare che le sentenze emanate nel recente
passato dal TCA in materia di tempestività di ricorsi diretti contro decisioni
intimate con il sistema di spedizione Posta A Plus, riguardavano proprio delle fattispecie in cui i patrocinatori della persona
assicurata sostenevano di aver vuotato la casella postale di sabato senza
trovare l’invio in questione, reperito, a loro dire, soltanto il lunedì
successivo (cfr. la STCA 35.2018.121+124 del 6 maggio 2019 e la STCA
35.2018.128 del 6 maggio 2019, entrambe confermate dal TF con pronunzia
8C_399/2019 dell’8 gennaio 2020, rispettivamente 8C_400/2019 del 13 gennaio
2020). 

 

                                         In
esito a tutto quanto precede, occorre pertanto affidarsi al tracciamento
elettronico dell’invio, in base al quale la decisione su opposizione del 2
settembre 2021 è stata impostata il giorno successivo con il sistema di
spedizione Posta A Plus ed è stata recapitata nella casella postale del
rappresentante di RI 1 sabato 4 settembre 2021 (cfr. doc. 4). Il fatto
che la casella postale sia stata vuotata e, pertanto, si sia presa conoscenza
della decisione su opposizione soltanto lunedì 6 settembre 2021, non ha alcuna
influenza sul momento determinante l’inizio della decorrenza del termine
ricorsuale (cfr. supra, consid. 2.3.). 

                                         Il
termine di ricorso di 30 giorni ha dunque iniziato a decorrere il giorno
successivo, ossia domenica 5 settembre 2021, in virtù dell’art. 38
cpv. 1 LPGA. Esso è perciò giunto a scadenza lunedì 4 ottobre 2021. 

 

                                         Consegnato all’Ufficio postale
di __________ in data 6 ottobre 2021 (cfr. la busta d’invio allegata
all’impugnativa), il ricorso deve essere ritenuto tardivo e, pertanto,
irricevibile in ordine. 

 

                               2.7.   In data 25 ottobre 2021, l’avv. RA
1 ha chiesto, a titolo sussidiario, la restituzione del termine per ricorrere
(cfr. doc. V, p. 2). 

 

                                         Giusta l’art. 41 LPGA,
applicabile alla procedura contenziosa grazie al rinvio di cui all’art. 60 cpv.
2 LPGA, se il richiedente o il suo rappresentante è stato impedito,
senza sua colpa, di agire entro il termine stabilito, lo stesso è restituito,
sempre che l’interessato lo domandi adducendone i motivi entro 30 giorni dalla
cessazione dell’impedimento e compia l’atto omesso.

 

                                         Per
"impedimento non colpevole" si intende, non soltanto l'impossibilità
oggettiva o la forza maggiore, bensì anche l'impossibilità soggettiva che
risulta da circostanze personali o da un errore scusabile. Queste circostanze
devono comunque essere valutate oggettivamente. In definitiva, al richiedente
non deve potere essere rimproverata una negligenza.
L’assenza di colpa deve essere manifesta (cfr. STF 8C_666/2014 del 7 gennaio
2015 consid. 4.2.; STF 8C_898/2009 del 4 dicembre 2009 consid. 2; STF I 393/01
del 21 novembre 2001; DTF 96 II 265 consid. 1a; U. Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 170 segg.;
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo
1998, n. 151).

 

                                         La giurisprudenza federale ammette in particolare che un
incidente o una grave malattia contratta improvvisamente possono costituire un
impedimento non colpevole. Non basta, però, che l'interessato medesimo sia
stato impedito di agire entro il termine stabilito, lo stesso dovendo oltre a
ciò essere pure stato impossibilitato a incaricare un terzo di compiere gli
atti di procedura necessari (cfr. STF 9C_54/2017 del 2 giugno 2017 consid.
2.2.; STF 8C_666/2014 del 7 gennaio 2015 consid. 4.2.; RDAT II-1999 n. 8, p. 32;
DTF 119 II 86 consid. 2a, DTF 112 V 255 consid. 2a).

                                         Non costituiscono, per contro, motivi scusabili il
sovraccarico di lavoro, l'ignoranza del diritto, rispettivamente l'insicurezza
dovuta all'introduzione di una nuova norma legale (cfr. STF 2C_448/2009 del 10
luglio 2009; STF C 366/99 del 18 gennaio 2000; DLA 2002 N. 15 p. 113; DLA 2000
N. 6 consid. 2 p. 31; DLA 1988 N. 17 consid. 4a p. 128; DTF 110 V 339 consid. 3
e DTF 110 V 210 consid. 4).

 

                                         Deve
ancora essere sottolineato che l'istituto della restituzione in intero
costituisce un rimedio di carattere straordinario che incide profondamente
nella sicurezza del diritto, per cui occorre valutare l'adempimento dei
requisiti con rigore e seguire criteri restrittivi (cfr. STF K 34/03 del 2
luglio 2003).

 

                                         Nella concreta evenienza, questo Tribunale non
ritiene che siano dati i presupposti per restituire il termine per interporre
ricorso contro la decisione su opposizione emanata dalla CO 1. In effetti, esso
non ravvede alcun valido motivo che renda scusabile l’inoltro tardivo
dell’impugnativa, motivo che nemmeno il patrocinatore dell’assicurata è del
resto stato in grado di fornire. 

 

                               2.8.   L’art.
61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura
deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti;
la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte
alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

 

                                         In
data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61
lett. a LPGA enuncia ora unicamente che la procedura deve essere semplice,
rapida e di regola pubblica. Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61
lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie relative a
prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo
prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese
processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

 

Secondo l’art. 82a LPGA
(disposizione transitoria; RU 2021 358), ai ricorsi pendenti dinanzi al
tribunale di primo grado al momento dell’entrata in vigore della modifica del
21 giugno 2019 si applica il diritto anteriore.

 

                                         Nel
caso di specie, il ricorso è del 6 ottobre 2021. Pertanto è applicabile il nuovo
diritto.

 

                                         Il
TCA si è pronunciato sulla tempestività del ricorso interposto dal
rappresentante dell’assicurata contro la decisione su opposizione del 2
settembre 2021 mediante la quale la CO 1 ha negato il proprio obbligo a
prestazioni relativamente alla rottura della protesi mammaria sinistra,
rispettivamente lo ha limitato a proposito dei disturbi interessanti la colonna
cervicale.

 

 

                                         In
concreto, può restare aperta la questione di sapere se si tratti o meno di una
controversia relativa a prestazioni secondo l’art. 61 lett. fbis
LPGA.

 

                                         Nel
caso in cui si trattasse di una lite relativa alle prestazioni, non verrebbero
accollate spese, in quanto la LAINF non ne prevede l’applicazione. 

 

                                         Anche
qualora si volesse ritenere che la causa non riguarda le prestazioni, non
andrebbero comunque addossate spese. In effetti, in una sentenza 8C_265/2021
del 21 luglio 2021 consid. 4.4.1, il Tribunale federale ha evidenziato che “(…)
eliminando il principio della gratuità generalizzata di cui all'art. 61 lett. a
LPGA, il legislatore federale non ha voluto imporre in maniera generalizzata
per tutta la Svizzera l'applicazione di spese giudiziarie al di fuori del campo
di applicazione dell'art. 61 lett. f bis LPGA, ma ha lasciato ai Cantoni la
libertà di disciplinare la questione. Nulla impedisce a un Cantone in tale
contesto di prevedere la gratuità della procedura integralmente o soltanto per
alcune controversie (FF 2018 1334; BU 2018 S 668 segg; BU 2019 N 329 segg.). Se
però un Cantone desidera imporre spese al di fuori del campo di applicazione
dell'art. 61 lett. f bis LPGA, trattandosi di un tributo causale, deve
prevedere una base legale formale chiara ed esplicita (art. 127 Cost.; DTF 145
I 52 consid. 5.2; 143 I 227 consid.
4.3.1; 124 I 241 consid. 4a,
con riferimenti; UELI KIESER, Kommentar zum Bundesgesetz über den Allgemeinen
Teil des Sozialversicherungsrechts ATSG, 2020, n. 209 ad art. 61 LPGA).”. 

 

                                         Nel
Cantone Ticino, come rilevato dall’Alta Corte nella succitata STF 8C_265/2021, “vige
tuttora il principio della gratuità generalizzata (art. 29 cpv. 1 Lptca/TI)”.

 

                                         Stante
ciò, nel presente caso non si riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA 35.2021.9
del 20 settembre 2021 consid. 2.12; STCA 35.2021.58 del 18 ottobre 2021 consid.
2.12; STCA 35.2021.74 del 29 novembre 2021 consid. 2.16).

 

                                         Sul tema cfr.
anche STF 9C_394/2021 del 3 gennaio 2022.

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso contro la decisione su opposizione del 2 settembre 2021 è irricevibile. 

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti