# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dd4dd2f7-becc-5d13-86a3-df052c8541d3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-02-15
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 15.02.2012 14.2012.13
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2012-13_2012-02-15.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2012.13

  	
  Lugano

  15 febbraio
  2012

  B/fp/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Walser e Bozzini

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa a procedura sommaria in tema  di
fallimento promossa con istanza 10 novembre 2011 da

 

	
   

  	
  CO 1 

  rappr. da RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

  patrocinata dall’ PA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

sulla quale istanza il Pretore del Distretto di
Lugano, sezione 5, con decisione 4 gennaio 2012 (SO.2011.4844) ha così deciso:

 

“1. È pronunciato il fallimento di RE 1, __________, a
far tempo da giovedì 

     5 gennaio 2012 alle ore 10.00.

 

 2./3./4. Omissis.”

 

Sentenza tempestivamente impugnata da RE 1 che con
reclamo 

16 gennaio 2012 ne postula l’annullamento;

 

rilevato che a controparte non è stato intimato il
reclamo, il suo credito essendo 

stato saldato;

 

preso atto che con decreto presidenziale 18
gennaio 2012 al reclamo è stato 

concesso effetto sospensivo parziale; 

 

ritenuto

 

in fatto:

 

 

                                  A.   Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ dell’Ufficio esecuzione di __________ CO 1 ha
chiesto il fallimento di RE 1 per il mancato pagamento di fr. 3'564.75 oltre
accessori, dedotti eventuali acconti.

 

                                  B.   All’udienza
di discussione del 7 dicembre 2011 nessuno è comparso.

 

                                  C.   Con
decisione 4 gennaio 2012 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5, ha
dichiarato il fallimento di RE 1 a far tempo da giovedì 5 gennaio 2012 alle ore
10.00.

 

                                  D.   Con
il presente reclamo RE 1 asserisce che l’esecuzione in oggetto è stata pagata,
producendo una ricevuta  del 9 gennaio 2012 dell’Ufficio esecuzione di __________
relativa al versamento di fr. 4'021.50 a saldo dell’esecuzione n. __________
promossa dall’istante (doc. C). La reclamante sostiene dipoi che, come si
evince dall’estratto trimestrale del suo conto postale, per il periodo dal 1.
ottobre al 31 dicembre 2011, ha avuto proventi per fr. 113'541.55, con
accrediti importanti, il che dimostra la regolarità delle entrate e la
rilevanza dei suoi clienti (doc. D). In merito alle esecuzioni pendenti nei
suoi confronti per un importo di fr. 21'795.65, la convenuta osserva che le
stesse sono riconducibili ad un periodo contraddistinto purtroppo da una
cattiva gestione contabile da parte di una persona, nei confronti della quale
sta valutando di intraprendere azioni di natura civile e, se del caso, pure
penale (doc. E). La situazione si è ora normalizzata e il pagamento delle
citate esecuzioni potrà avvenire nel corso dei prossimi 3/4 mesi.   

 

 

 

 

 

 

 

Considerato

 

 

In diritto:

 

 

                                     

                                   1.   Secondo l’art. 174 cpv. 1 primo periodo LEF nella versione in
vigore dal 1. gennaio 2011, la decisione del giudice del fallimento può essere
impugnata entro 10 giorni mediante reclamo secondo il CPC (Codice di diritto
processuale civile svizzero; Codice di procedura civile, CPC), entrato in
vigore anche esso con il 1. gennaio 2011 ed applicabile alla fattispecie in
virtù dell’art. 405 cpv. 1 CPC.

                                      

 

                               2.a)   In virtù dell’art. 174 cpv.
2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di
fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua
solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

                                         1)  il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                         2)  l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che

                                         3)  il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

 

                                         L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova
autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La
solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che
l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di
appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità
influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo
(Giroud, Basler Kommentar zum SchKG,  vol. II, 2. ed. 2010, n. 26 ad art. 174
LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 8. ed Berna
2008, § 36 n. 58 p. 334/335, § 38 n. 14 p. 347; Brönnimann, Novenrecht und
Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p.
446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994;
SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

 

                                  b)   La
reclamante asserisce di avere saldato il suo debito nei confronti dell’istante,
producendo una ricevuta del 9 gennaio 2012 relativa al pagamento di fr. 4'021.50
a saldo dell’esecuzione in oggetto n. 1483344 promossa dall’istante, per cui
essendo il pagamento avvenuto posteriormente alla dichiarazione di fallimento,
il presupposto di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF è ossequiato.

                                         Per
quel che riguarda invece il presupposto della solvibilità - condizione
indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché,
come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto
dopo la pronuncia del fallimento - va osservato che dall’estratto del conto
postale della reclamante per il quarto trimestre 2011 emerge che a suo favore sono
stati accreditati importi anche elevati, ma che tuttavia, ritenuti i prelievi
da lei effettuati, il saldo per fine 2011 era negativo e ammontava a meno fr.
946.24, per cui non può essere ritenuto che sul citato conto la convenuta
dispone di mezzi liquidi. Dall’estratto dell’Ufficio esecuzione di Lugano all’11
gennaio 2012 si evince poi che a carico della reclamante sono pendenti 21
procedure per un importo complessivo di fr. 21'795.65. Determinante è che nel
corso del mese di dicembre 2011 in due esecuzioni promosse dalla Cassa
cantonale di compensazione, e pertanto per oneri sociali, sono state presentate
due domande di realizzazione e che nel mese di gennaio 2012 a carico della
convenuta, nell’ambito di esecuzioni promosse di nuovo dalla C__________
rispettivamente dalla C__________, e pertanto per oneri sociali e tasse, sono
stati emessi tre avvisi di pignoramento. Ciò porta a concludere che la
situazione finanziaria della reclamante non sta migliorando e che essa non
dispone della liquidità necessaria per far fronte ai suoi impegni. Nel caso di
specie si può affermare che l’incapacità di pagamento della reclamante appare
più probabile che la sua capacità di pagamento. Alla reclamante va poi ricordato
che la propria disponibilità di mezzi liquidi va resa verosimile nel termine di
reclamo e che non è sufficiente affermare l’intenzione di saldare le proprie
esecuzioni nel corso dei mesi a venire. Ne discende che il presupposto della
solvibilità non può essere considerato reso sufficientemente verosimile.

                                         Non
risultando adempiuti i requisiti di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento
di RE 1 non può essere annullato.  

 

 

                                   3.   Il
reclamo va pertanto respinto.

                                         Essendo
stato concesso effetto sospensivo parziale al reclamo, il fallimento va
nuovamente pronunciato.

                                         La tassa
di giustizia è posta a carico della reclamante (art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF e 106
cpv. 1 CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, il reclamo non
essendole stato intimato per osservazioni.

 

 

 

Per questi motivi,

richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF

 

 

pronuncia:

 

 

                                   1.   Il reclamo è respinto.

                                      

                                         Di
conseguenza è dichiarato il fallimento di __________, __________, a far tempo
da

 

                                   

                                         venerdì
17 febbraio 2012 alle ore 10.00.

                                      

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di fr. 150.- è posta a carico di RE 1.

 

 

 

 3.   Intimazione:

                                         -  __________;

                                         -  __________;

                                         -  Ufficio
esecuzione di Lugano, Lugano;

                                         -  Ufficio
fallimenti di Lugano, Viganello;

                                         -  __________

                                         -  __________;

 

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5. 

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                                             La
segretaria

 

 

 

Contro la presente decisione è possibile
presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,
entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).