# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a2e05613-feac-57fb-8636-22822d54f6b3
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2019-07-30
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 30.07.2019 A-3424/2019
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-3424-2019_2019-07-30.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-3424/2019 

 

 
 

  S e n t e n z a  d ’ i n a m m i s s i b i l i t à  

d e l  3 0  l u g l i o  2 0 1 9  

Composizione 

 
Michael Beusch, giudice unico, 

Sara Pifferi, cancelliera. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

patrocinata dall’avv. Andrea Daldini,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Amministrazione federale delle contribuzioni AFC 

Servizio per lo scambio d'informazione in materia fiscale SEI, 

Eigerstrasse 65, 3003 Bern,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
assistenza amministrativa (CDI CH-IT). 

 

 

 

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Visto in fatto: 

che, con decreto di edizione 24 gennaio 2019, nell’ambito di una procedura 

di assistenza amministrativa ai sensi della Convenzione del 25 gennaio 

1988 sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale (MAC, 

RS 0.652.1) emendata dal Protocollo del 27 maggio 2010, la società 

A._______, con sede a X._______, è stata invitata dall’Amministrazione 

federale delle contribuzioni (AFC) a produrre tutte le informazioni rilevanti 

in suo possesso o sotto il suo controllo inerenti alle persone interessate ivi 

citate, in qualità di detentrice delle informazioni ai sensi dell’art. 8 della 

legge federale del 28 settembre 2012 sull’assistenza amministrativa 

internazionale in materia fiscale (LAAF, RS 651.1) in combinato disposto 

con l’art. 10 LAAF; 

che, con scritto 4 febbraio 2019, la società A._______ – per il tramite dei 

suoi patrocinatori – ha dato seguito a detta richiesta, producendo però i 

documenti in questione in buste chiuse, da lei poste sotto sigillo ai sensi 

dell’art. 50 della legge federale del 22 marzo 1974 sul diritto penale 

amministrativo (DPA, RS 313.0), a suo avviso applicabile in virtù dell’art. 13 

cpv. 7 LAAF; 

che, con scritti 22 febbraio 2019 e 2 aprile 2019, la società A._______ – 

per il tramite del suo patrocinatore e constatato che le suddette buste erano 

state aperte – ha chiesto all’AFC di riporre nuovamente la documentazione 

in questione in una busta chiusa nonché l’emanazione di una decisione 

formale circa la levata dei sigilli ex art. 50 DPA; 

che, con decisione incidentale 25 giugno 2019, l’AFC ha indicato alla 

società A._______ che le normative svizzere applicabili al caso non 

prevedono che le informazioni richieste siano consegnate dal detentore 

delle informazioni in una busta chiusa sigillata, gli artt. 8 e 10 LAAF 

prevedendo per quest’ultimo unicamente l’obbligo di produrre tutte le 

informazioni rilevanti in suo possesso o sotto il suo controllo; 

che, nel contempo, l’AFC le ha concesso l’accesso agli atti dell’incarto, 

invitandola a prendere posizione circa le informazioni ch’essa intende 

trasmettere allo Stato richiedente;  

che, avverso la predetta decisione incidentale, la società A._______ (di 

seguito: ricorrente) – sempre per il tramite del suo patrocinatore – ha 

inoltrato ricorso 4 luglio 2019 dinanzi al Tribunale amministrativo federale, 

chiedendo (a) preliminarmente che venga riconosciuto l’effetto sospensivo 

al suddetto ricorso, (b) in via provvisionale che venga fatto ordine all’AFC 

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di rimettere nelle buste chiuse tutta la documentazione così come era stata 

consegnata mediante scritto 4 febbraio 2019 e di avviare la procedura di 

levata dei sigilli nei termini di legge, (c) in via principale l’annullamento della 

suddetta decisione incidentale e che venga fatto ordine all’AFC di riporre 

la documentazione nella busta chiusa e di emanare una decisione sulla 

richiesta di apposizione dei sigilli; 

 

e considerato in diritto: 

1.  

che, giusta l’art. 31 LTAF, il Tribunale amministrativo federale giudica i 

ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA, riservate le eccezioni 

previste dall’art. 32 LTAF; 

che sono considerate autorità inferiori quelle di cui all’art. 33 LTAF; 

che, in particolare, le decisioni finali ex art. 17 LAAF emanate dall’AFC 

nell’ambito dell’assistenza amministrativa in materia fiscale ex MAC sono 

impugnabili dinanzi al Tribunale amministrativo federale (cfr. art. 19 cpv. 1 

LAAF; art. 19 cpv. 5 LAAF in combinato disposto con gli artt. 31-33 LTAF);  

che la procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta dalla 

PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (cfr. art. 37 LTAF); 

che il ricorso ha effetto sospensivo ex lege (cfr. art. 19 cpv. 3 LAAF); 

2.  

che, giusta l’art. 7 cpv. 1 PA, il Tribunale amministrativo federale esamina 

d’ufficio la sua competenza; 

che, in concreto, la ricorrente ha impugnato la decisione incidentale del 

25 giugno 2019 dell’AFC, con la quale quest’ultima – oltre a concederle 

l’accesso agli atti dell’incarto e ad invitarla a prendere posizione in merito 

alle informazioni ch’essa intende trasmettere all’autorità richiedente – si è 

espressa sulla richiesta di emanazione di una decisione formale circa la 

levata dei sigilli da lei postulata ex art. 50 DPA, in combinato disposto con 

l’art. 13 cpv. 7 LAAF, in rapporto alle informazioni da essa consegnate in 

una busta chiusa quale detentrice delle informazioni; 

 

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2.1.  

che, giusta l’art. 19 cpv. 1 LAAF, ogni decisione anteriore alla decisione 

finale, compresa quella relativa a provvedimenti coercitivi, è immediata-

mente esecutiva e può essere impugnata solo congiuntamente alla deci-

sione finale;  

che, nell’ambito dell’assistenza amministrativa in materia fiscale, un ricorso 

diretto contro una decisione incidentale è ammissibile solo nel caso in cui 

porti sulla qualità di parte (cfr. sentenze del TAF A-630/2019 del 12 aprile 

2019 consid. 2.1.3; A-360-2017 del 5 aprile 2017 consid. 1.2.1); 

che, peraltro, l’art. 19 cpv. 1 LAAF ha carattere di lex specialis rispetto 

all’art. 46 cpv. 1 PA, secondo cui il ricorso contro una decisione incidentale 

è ammissibile se tale decisione può causare un pregiudizio irreparabile o 

se l’accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente una decisio-

ne finale consentendo di evitare una procedura probatoria defatigante e 

dispendiosa (cfr. sentenza del TAF A-4307/2016 del 14 luglio 2016 

consid. 2); 

che l’art. 46 cpv. 1 PA è dunque qui inapplicabile; 

che neppure l’art. 29a Cost. apre la via ad un ricorso generale contro le 

decisioni incidentali (cfr. sentenza del TAF A-4307/2016 del 14 luglio 2016 

consid. 2); 

che l’art. 19 cpv. 1 LAAF va applicato indipendentemente da ogni sua 

eventuale anticostituzionalità, il Tribunale essendo tenuto ad applicare le 

leggi federali ex art. 190 Cost. (cfr. DTF 131 II 562 consid. 3.2 [tra le tante] 

sentenza del TAF A-4307/2016 del 14 luglio 2016 consid. 2 con rinvii); 

che, in tale contesto, in assenza di una decisione finale, il ricorso 4 luglio 

2019 qui in oggetto interposto contro la decisione incidentale 25 giugno 

2019 dell’AFC risulta chiaramente prematuro, sicché già per questo motivo 

è manifestamente inammissibile; 

che conseguentemente pure le richieste formulate in via provvisionale e in 

via principale dalla ricorrente in rapporto al suggellamento dei documenti 

da essa prodotti in qualità di detentrice delle informazioni – a prescindere 

dal loro ben fondato o dalla loro applicabilità alla presente procedura di 

assistenza amministrativa – sono anch’esse inammissibili, sicché non vi è 

luogo per il Tribunale di entrare in materia al riguardo; 

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2.2.  

che, qualora vi fossero ancora dubbi in proposito, il Tribunale ritiene 

opportuno precisare quanto segue circa la richiesta di decisione formale 

da parte dell’AFC in merito alla levata dei sigilli posti dalla ricorrente sulla 

base dell’art. 50 DPA in combinato disposto con l’art. 13 cpv. 7 LAAF; 

che la pronuncia di provvedimenti coercitivi da parte dell’AFC nell’ambito 

dell’assistenza amministrativa in materia fiscale è prevista dall’art. 13 

cpv. 1 lett. b LAAF, segnatamente per ottenere delle informazioni dal 

detentore delle informazioni ex art. 8 cpv. 2 LAAF;  

che, in tale contesto, l’AFC può ricorrere solo ai tre seguenti tipi di 

provvedimenti coercitivi: la perquisizione di locali o di oggetti e documenti 

in forma scritta o su supporti di immagini o di dati; il sequestro di oggetti e 

documentazione in forma scritta o su supporti di immagini o di dati; 

l’accompagnamento coattivo dei testimoni regolarmente citati (cfr. art. 13 

cpv. 2 LAAF; Messaggio del 6 luglio 2012 a sostegno di una legge 

sull’assistenza amministrativa fiscale [di seguito: Messaggio LAAF], FF 

2011 5587, 5609); 

ch’essi sono ordinati dal direttore dell’AFC o dalla persona autorizzata a 

rappresentarlo (cfr. art. 13 cpv. 3 LAAF); 

che, per il rimanente, giusta l’art. 13 cpv. 7 LAAF, nell’ambito dell’assisten-

za amministrativa in materia fiscale trovano applicazione solo gli artt. 42 

e 45-50 cpv. 1 e 2 DPA; 

che, per quanto qui di rilievo, la perquisizione di carte è disciplinata 

dall’art. 50 DPA; 

che la procedura di suggellamento dei documenti a cui fa appello la 

ricorrente è disciplinata dall’art. 50 cpv. 3 DPA secondo cui, se possibile, il 

detentore di carte dev’essere messo in grado d’indicarne il contenuto prima 

della perquisizione; che se egli si oppone alla perquisizione, le carte 

devono essere suggellate e poste in luogo sicuro; che la decisione 

sull’ammissibilità della perquisizione spetta alla Corte dei reclami penali del 

Tribunale penale federale (art. 25 cpv. 1 DPA); 

che, in virtù dell’art. 13 cpv. 7 LAAF, nell’ambito della procedura di assi-

stenza amministrativa in materia fiscale la procedura di suggellamento di 

cui all’art. 50 cpv. 3 DPA non trova però chiaramente applicazione, così 

come espressamente sancito dal legislatore (cfr. Messaggio LAAF, FF 

2011 5587, 5609); 

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che, secondo il legislatore, va tenuto conto di detta limitazione, mirata ad 

accelerare la procedura di assistenza amministrativa, poiché la procedura 

di assistenza amministrativa non ha natura penale (cfr. Messaggio LAAF, 

FF 2011 5587, 5609); 

che, già per questo motivo, le richieste in via provvisionale e in via 

principale della ricorrente risultano chiaramente inammissibili; 

che, anche ammettendo un’applicazione per analogia dell’art. 50 cpv. 3 

DPA – che, come detto, è però qui recisamente esclusa – competente circa 

la richiesta di decisione formale sulla levata dei sigilli avanzata dalla 

ricorrente nei confronti dell’AFC sarebbe stato semmai il Tribunale penale 

federale e non lo scrivente Tribunale; 

che, come già indicato, lo scrivente Tribunale, così come l’autorità inferiore, 

devono attenersi a quanto prescritto dalle leggi federali (cfr. consid. 2.1 del 

presente giudizio); 

che, in definitiva, le richieste avanzate in via provvisionale e in via 

principale dalla ricorrente sono manifestamente inammissibili; 

2.3.  

che, visto tutto quanto suesposto (cfr. considd. 2.1 – 2.2 del presente 

giudizio), il ricorso 4 luglio 2019 deve essere dichiarato inammissibile, così 

come la richiesta di misure provvisionali del 4 luglio 2019; 

che, giusta l’art. 23 cpv. 1 lett. b LTAF, il giudice unico pronuncia la non 

entrata nel merito di impugnazioni manifestamente inammissibili; 

3.  

che, tenuto conto dell’esito della procedura provocata dalla stessa ricor-

rente che ha adito questo Tribunale prematuramente, le spese processuali 

vanno poste a suo carico (cfr. art. 63 cpv. 1 PA; art. 1 segg. del regola-

mento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF; RS 173.320.2]); 

che, in concreto, le spese processuali sono fissate a 1'000 franchi, importo 

che – alla crescita in giudicato del presente giudizio – verrà interamente 

detratto dall’anticipo spese di 1'000 franchi versato dalla ricorrente a suo 

tempo; 

che, nel contempo, non si giustifica l’assegnazione di indennità a titolo di 

spese ripetibili (cfr. art. 7 TS-TAF a contrario); 

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

La richiesta di misure provvisionali del 4 luglio 2019 è inammissibile. 

2.  

Il ricorso 4 luglio 2019 è inammissibile. 

3.  

Le spese processuali pari a 1'000 franchi sono poste a carico della 

ricorrente. Alla crescita in giudicato del presente giudizio, tale importo verrà 

interamente detratto dall’anticipo spese di 1'000 franchi da lei versato a suo 

tempo. 

4.  

Non vengono concesse indennità a titolo di spese ripetibili. 

5.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– autorità inferiore (n. di rif. ***; atto giudiziario) 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

Michael Beusch Sara Pifferi 

  

 

  

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Rimedi giuridici: 

Contro le decisioni nel campo dell’assistenza amministrativa internazionale 

in materia fiscale può essere interposto ricorso in materia di diritto pubblico 

al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 10 giorni dalla 

sua notificazione, soltanto se concerne una questione di diritto di importan-

za fondamentale o se si tratta per altri motivi di un caso particolarmente 

importante ai sensi dell’art. 84 cpv. 2 LTF (art. 82, art. 83 lett. h, art. 84a, 

art. 90 e segg. e 100 cpv. 2 lett. b LTF). Il termine è reputato osservato se 

gli atti scritti sono consegnati al Tribunale federale oppure, all’indirizzo di 

questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare 

svizzera al più tardi l’ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Negli 

atti scritti occorre spiegare perché la causa adempie siffatta condizione. 

Inoltre, gli atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere 

le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. 

La decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i docu-

menti indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

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