# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9ee121c0-5a63-5b3f-b358-6180d4bd6870
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-03-13
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 13.03.2007 D-1369/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1369-2007_2007-03-13.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1369/2007
vav/egl/
{T 0/2}

Sentenza del 13 marzo 2007

Composizione: Giudici Valenti, Lang e Schmid
Cancelliere Egloff

A._______, Nigeria, 
Ricorrente

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,
Autorità inferiore

concernente

la  decisione  del  21  febbraio  2007  in  materia  di  non  entrata  nel  merito, 
allontanamento ed esecuzione dell'allontanamento / N 

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

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Ritenuto in fatto:

A. Il 30 dicembre 2006, l'interessato ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera. 
Ha dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. verbali d'audizione 
del 25 gennaio e del 7 febbraio 2007), d'essere espatriato perché ricercato dalla 
polizia per essere stato presente, in qualità di guardia del corpo di B._______, allo 
scontro avvenuto nel mese di C._______ fra i sostenitori di quest'ultimo e quelli di 
un altro candidato del medesimo partito alla carica di D._______, scontro durante 
il  quale  vi  sarebbero  stati  diversi  morti.  Successivamente,  sarebbe  stato  ucciso 
pure il candidato avversario. Nel mese di E._______, sarebbe poi stato arrestato 
B._______ di cui avrebbe dovuto garantire la sicurezza. Avrebbe temuto d'essere 
arrestato pure lui,  ragione per cui  si  sarebbe nascosto nella casa di  suo padre. 
Tuttavia, ritenuto che in tale luogo sarebbe stato cercato dalla polizia, dagli uomini 
del candidato avversario nonché dall'impresa di sicurezza presso la quale avrebbe 
lavorato,  avrebbe  deciso  d'espatriare.  Avrebbe  lasciato  il  Paese  in  aereo  da 
F._______. Avrebbe viaggiato con un documento che non avrebbe mai avuto in 
mano, ma comportante una foto di un'altra persona.

B. Il  21  febbraio  2007,  l'UFM non è entrato  nel  merito  della  succitata  domanda ai 
sensi dell’art. 32 cpv. 2 lett. a della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 
142.31).  Detto Ufficio ha pure pronunciato l’allontanamento  dell’interessato dalla 
Svizzera nonché l’esecuzione dell’allontanamento verso la Nigeria siccome lecita, 
esigibile e possibile. 

C. Il  21  febbraio  2007,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  citata  decisione  dell'UFM.  Ha  chiesto 
l’annullamento della decisione impugnata e la conseguente entrata nel merito della 
domanda d’asilo. Ha altresì presentato una domanda d'esenzione dal versamento 
di un anticipo a copertura delle presumibili spese processuali.

Considerato in diritto:

1. Il  TAF decide definitivamente in merito ai ricorsi contro le decisioni dell'UFM (art. 
31 e art. 33 lett. d della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 
2005  [LTAF,  RS  173.32],  art.  105  cpv.  1  LAsi  e  art.  83  lett.  d  della  legge  sul 
Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). 

2. Giusta il capoverso 1 delle disposizioni transitorie della modifica del 16 dicembre 
2005 della LAsi, ai procedimenti pendenti  al momento dell'entrata in vigore della 
citata modifica, il 1° gennaio 2007, è applicabile il nuovo diritto.

3. V'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le  condizioni 
d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48 e all'art.  52 della  legge federale  sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 108a LAsi.

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4. Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato che il ricorrente non ha addotto 
motivi che possano giustificare la mancata tempestiva esibizione di documenti di 
viaggio  o  d'identità.  In  particolare,  egli  non  avrebbe  intrapreso  tutto  quanto 
possibile alfine di procurarsi un siffatto documento. L'UFM ha inoltre ritenuto che il 
ricorrente non ha manifestamente fornito elementi  sufficienti  ad accertare la sua 
qualità  di  rifugiato  ai  sensi  degli  art.  3  e  7  LAsi.  In  particolare,  le  allegazioni 
decisive rese dal medesimo si esaurirebbero in imprecise e divergenti affermazioni 
di parte, segnatamente in merito alla data in cui avrebbe avuto luogo lo scontro tra 
i  sostenitori  degli  opposti  candidati  (in data indeterminata oppure il  [...]),  al  fatto 
d'aver  segnalato -  o meno - alla polizia il  decesso di  un suo collega durante lo 
scontro stesso, alle modalità in cui avrebbe appreso dell'arresto del B._______ di 
cui avrebbe dovuto garantire la sicurezza (per radio o per avervi assistito) nonché 
alla data e alle persone che si sarebbero recate a casa di suo padre per cercarlo 
(quattro  sconosciuti  alla  fine  di  E._______,  oppure  un  numero  imprecisato  di 
poliziotti  nel  G._______).  Peraltro,  interrogato  in  merito  alle  divergenze rilevate, 
l'insorgente  non  ha  fornito  alcuna  valida  spiegazione  al  riguardo,  limitandosi  a 
confermare l'una o l'altra versione, rispettivamente affermando d'aver dimenticato 
tante cose.  Infine,  da quanto risulta  dagli  atti  di  causa non sarebbero necessari 
degli ulteriori chiarimenti per la qualità di rifugiato o l'esistenza di un impedimento 
all'esecuzione dell'allontanamento.

5. Nel ricorso, l'insorgente fa valere che la legge prevede che si debba entrare nel 
merito  di  una  domanda  d'asilo  in  particolare  se  l'audizione  rileva  che  sono 
necessari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento.  Tale  condizione  sarebbe 
adempita nella  presente fattispecie.  Peraltro,  non avrebbe mai posseduto né un 
passaporto  né  una  carta  d'identità,  non  essendo  importante  nel  suo  Paese 
d'origine di detenere tali documenti. In Nigeria si sarebbe legittimato con la tessera 
del  lavoro  (con la  sua foto  e le  sue generalità),  documento  che avrebbe voluto 
consegnare in procedura di  prima istanza,  ma che non sarebbe stato accettato. 
Osserva  che  se  per  la  legge  svizzera  la  tessera  di  lavoro  non  può  essere 
considerata  un  documento  d'identità,  vi  figurano  comunque  elementi  che  l'UFM 
avrebbe  potuto  verificare.  Sostiene,  infine,  d'aver  raccontato  i  suoi  problemi  in 
modo preciso, dettagliato e senza incorrere in contraddizioni rilevanti, ragione per 
cui l'autorità di prime cure avrebbe dovuto entrare nel merito della sua domanda 
d'asilo.

6. Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una domanda d’asilo 
se il richiedente non consegna alle autorità alcun documento di viaggio o d’identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda. Giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 
2 lett.  a non si applica se il  richiedente può rendere verosimile di non essere in 
grado, per motivi scusabili,  di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 
48 ore dalla  presentazione della  domanda (lett.  a),  se la  qualità  di  rifugiato  del 
ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base agli art. 3 e 7 LAsi (lett. 
b), o se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la 
qualità  di  rifugiato  o  l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allonta-
namento (lett. c). 

6.1 Il TAF osserva che il ricorrente non ha tempestivamente presentato documenti di 
viaggio o d'identità ai sensi di legge, benché l'UFM l'abbia invitato ad esibirli  sin 

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dal 30 dicembre 2006. Peraltro, dagli  atti di causa messi a disposizione del TAF 
dall'UFM non risulta che l'insorgente abbia mai effettivamente mostrato o prodotto 
dinanzi all'autorità inferiore l'originale della tessera di lavoro (v. verbali d'audizione 
del 25 gennaio 2007 pag. 4 e del 7 febbraio 2007 pag. 7 e 8),  tanto meno che 
detta  autorità  abbia  rifiutato  d'inserire  tale  documento  nel  fascicolo  di  causa 
(alcuna  osservazione  è  stata  fatta  al  riguardo  neppure  dal  rappresentante 
dell'istituzione di soccorso presente all'audizione del 7 febbraio 2007). La tessera 
di  lavoro del  ricorrente  non è stata esibita,  né in  originale né in copia,  neppure 
dinanzi al TAF. Bisogna peraltro convenire con l’autorità inferiore che il ricorrente 
non  ha  fornito  valide  giustificazioni  per  la  mancata  esibizione  di  documenti  di 
viaggio o d'identità. Non v’è, infatti, ragione di ritenere che se l'insorgente avesse 
effettuato  dei  seri  e  concreti  tentativi  per  procurarsi  tempestivamente  simili 
documenti, questi tentativi non avrebbero potuto avere esito favorevole, ove solo 
si pensi alla presenza in patria di parenti prossimi. Peraltro, si osserva che se un 
richiedente  non  aveva  motivi  validi  per  giustificare  la  mancata  esibizione  di 
documenti  di  viaggio o d'identità  in procedura  di  prima istanza,  non vi  è motivo 
d’annullare  la  decisione  di  non  entrata  nel  merito  quand’anche  avesse  a 
presentare  un  siffatto  documento  in  sede  di  ricorso  (v.  Giurisprudenza  ed 
informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 1999 
n. 16).

6.2 Il  TAF  rileva,  altresì,  che  il  ricorrente  non  ha  addotto  a  sostegno  della  sua 
domanda d'asilo o del suo ricorso argomenti o prove suscettibili di giustificare una 
diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  all’impugnata  decisione,  delle 
allegazioni  decisive  presentate.  Giova  rilevare  che quest'ultime  s'esauriscono  in 
mere  affermazioni  di  parte,  non  corroborate  da  alcun  elemento  della  benché 
minima  consistenza,  in  sostanza  per  i  motivi  di  cui  al  provvedimento  litigioso 
riassunti nel presente giudizio e cui può essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF in 
relazione all'art. 6 LAsi ed all'art. 4 PA). Di conseguenza, e allo stato attuale degli 
atti  di  causa,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  come  del  tutto  inconsistenti  le 
allegazioni dei ricorrenti per quanto attiene alla qualità di rifugiato giusta gli art. 3 e 
7 LAsi (art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi).

6.3

6.3.1 Ritenuta  l'inconsistenza  delle  allegazioni  decisive  presentate  dal  ricorrente  (v. 
considerando 6.2 del presente giudizio),  non emergono neppure elementi  da cui 
dedurre  la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della 
qualità di rifugiato del ricorrente medesimo (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).

6.3.2 Per gli stessi motivi, non emergono altresì neppure elementi da cui desumere che 
l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa  violare  l'art.  25 
cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile 
1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della  Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 
luglio 1951 (Conv.,  RS 0.142.30),  l'art.  5 LAsi  (divieto di  respingimento)  nonché 
l'art.  14a cpv.  3  della  legge  federale  concernente  la  dimora  e  il  domicilio  degli 
stranieri del 26 marzo 1931 (LDDS, RS 142.20) o esporre il ricorrente in patria al 
rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la 
salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

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trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 
0.105).

6.3.3 Per  il  resto,  può  essere  lasciata  indecisa  la  questione  di  sapere  se  per 
impedimenti  all'esecuzione dell'allontanamento  ai  sensi  dell'art.  32 cpv.  3 lett.  c 
LAsi debbano intendersi anche quelli di diritto nazionale (riguardanti l'esigibilità e 
la  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto 
internazionale  pubblico  (esaminati  al  precedente  considerando  6.3.2).  In  effetti, 
anche  in  materia  d'esigibilità  e  di  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile  d'imporre  degli 
ulteriori  chiarimenti,  ritenuto altresì che il  ricorrente non ha indicato nel gravame 
che tipo d'accertamenti sarebbero ancora necessari e in quale ambito.

6.3.4 Premesso ciò, quanto agli ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento riconducibili 
all'art.  14a  cpv.  4  LDDS,  il  TAF  osserva  nondimeno  che  in  Nigeria  non  vige 
attualmente  una situazione di  guerra,  guerra  civile  o violenza generalizzata  che 
coinvolga l'insieme della popolazione nella totalità del territorio nazionale. Inoltre, il 
ricorrente è giovane ed ha una certa esperienza professionale. Non emerge altresì 
dagli atti di causa che il ricorrente soffra di problemi di salute suscettibili d'ostare 
alla  pronuncia  dell’esecuzione  dell’allontanamento  (v.  sulla  problematica  GICRA 
2003  n.  24).  In  siffatte  circostanze,  l’autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto 
siccome  adempiti  i  presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con 
riferimento alle effettive possibilità  per l’insorgente di  un adeguato reinserimento 
sociale  in  Nigeria.  Per  sovrabbondanza,  può  ancora  essere  rilevato  che  il 
ricorrente ha dichiarato che in Nigeria vivono ancora sia la madre che sua sorella.

6.3.5 Peraltro,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità 
dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  14a cpv.  2  LDDS).  Infine,  usando  della 
necessaria diligenza,  il  ricorrente potrà procurarsi  ogni documento necessario al 
rimpatrio. L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

7. Da quanto  esposto  discende che in materia  di  non entrata  nel  merito  il  ricorso, 
destituito  d’ogni  e benché  minimo fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione 
impugnata va confermata. 

8. Il  ricorrente  non adempie  le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM avrebbe dovuto 
astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 e art. 
44  cpv.  1  LAsi  nonché  art.  32  dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni 
procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]). 

9. L'esecuzione  dell'allontanamento  è  lecita,  esigibile  e  possibile  per  le  ragioni 
indicate al consid. 6.3.

10. Di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell’allontanamento il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata.

11. Il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplificata (art. 111 
cpv. 1 e 3 LAsi). 

12. Il  TAF  avendo  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d’esenzione  dal 
versamento dell’anticipo a copertura delle presumibili spese processuali è divenuta 
senza oggetto.

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13. Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccombenza, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b 
del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale 
amministrativo federale dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

7

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. Il ricorso è respinto.

2. La domanda di dispensa dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili 
spese processuali è senza oggetto.

3. Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 

4. Comunicazione: 

- al ricorrente (plico raccomandato)

- all'autorità inferiore (in copia, n. di rif. N )

- a H._______ (in copia)

Il Giudice: Il Cancelliere:

Vito Valenti Lorenzo Egloff

Data di spedizione: