# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2b6fc5ec-fe03-5327-b620-4a2d420c0a7b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-09-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 05.09.2005 60.2004.281
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2004-281_2005-09-05.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2004.281

   

  	
  Lugano

  5 settembre 2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai
  giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretario:

  	
  Rocco Filippini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire sull’istanza 5.8.2004
presentata da

 

 

	
   

  	
  IS 1 

  patr. da: PA 1
  

   

  
	
   

  	
   

  tendente ad
  ottenere, in relazione all’esito del procedimento penale sfociato nel
  giudizio 19.8.2003 del giudice della Pretura penale (inc. __________),
  un’indennità a’ sensi degli art. 317 ss. CPP;

  	 

 

 

 

richiamate le
osservazioni 18/19.8.2004 del procuratore pubblico Arturo Garzoni, che si
oppone alla rifusione di un’indennità per torto morale e si rimette al prudente
giudizio di questa Camera per quanto attiene al conteggio delle spese di
patrocinio;

 

letti ed
esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto

 

                                   a.   Con
decreto 26.8.2002 l’allora procuratore pubblico Franco Lardelli ha posto in
stato di accusa davanti all’allora competente Pretura del distretto di IS 1 IS
1 e ha proposto la sua condanna alla multa di CHF 800.--, alla devoluzione allo
Stato dell’importo di CHF 400.-- quale risarcimento per danni causati al
patrimonio faunistico, al pagamento della tassa di giustizia e delle spese, alla
privazione del diritto di cacciare per un anno da espiare ed alla confisca di
diversi oggetti, siccome ritenuto colpevole di impedimento di atti
dell’autorità per avere, il __________ a __________ (______________________________),
“(…) impedito ad agenti della polizia della caccia di procedere ad atti
rientranti nelle loro funzioni, quali in particolare il controllo della sua
persona e delle patenti di caccia, in particolare sottraendosi a tale controllo
fuggendo” e di violazione delle leggi federale e cantonale sulla caccia, la
protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici “per avere, durante il
normale periodo di caccia, abbattuto almeno 8 esemplari di piccoli uccelli
canori dell’ordine dei passeriformi (capi protetti), senza iscriverli sul
foglio di controllo, con il fucile marca __________, cal. __________, no. __________
e in un’occasione recatosi sul luogo di caccia con l’ausilio della vettura”,
fatti avvenuti a __________ tra il __________ e il __________ (DAP __________).

 

 

                                   b.   Con
giudizio 19.8.2003 il giudice della Pretura penale ha condannato IS 1 alla
multa di CHF 150.-- ed al pagamento della tassa di giustizia e delle spese
riconoscendolo autore colpevole di violazione della legge cantonale sulla
caccia, per essersi recato sul luogo di caccia con l’ausilio della vettura
nelle circostanze descritte nel decreto di accusa 26.8.2002, mentre lo ha
prosciolto dalle accuse di impedimento di atti dell’autorità e di violazione
delle leggi federale e cantonale sulla caccia per gli altri fatti descritti nel
citato decreto di accusa (decisione 19.8.2003, p. 2 e 3, inc. __________).

 

 

                                   c.   Con
l’istanza in esame IS 1 chiede che lo Stato della Repubblica e del Cantone
Ticino sia condannato a versargli l’importo di CHF 31'337.90 (recte: 31'837.90)
oltre interessi, di cui CHF 13'337.90 per spese legali, CHF 15'000.-- a titolo
di torto morale e CHF 3'500.-- a titolo di ripetibili di questa sede (cfr.
istanza 5.8.2004, p. 11). Delle motivazioni si dirà, laddove necessario, in
diritto.

 

 

                                   d.   Il
procuratore pubblico Arturo Garzoni osserva come l’istante è stato prosciolto unicamente
dall’imputazione di impedimento di atti dell’autorità mentre è stata confermata
l’accusa di violazione delle leggi federale e cantonale sulla caccia, rimettendosi
comunque al prudente giudizio di questa Camera per quanto attiene al conteggio delle
spese di patrocinio ed opponendosi infine alla rifusione di un’indennità per
torto morale (cfr. osservazioni 18/19.8.2004, p. 1 e 2).

 

 

 

 

in diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         Giusta
l'art. 317 CPP l'accusato prosciolto - ossia assolto al processo dalla Corte
delle assise correzionali o criminali o dal pretore, oppure liberato da ogni
accusa con decreto di abbandono - ha diritto ad un'indennità nella forma della
rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e
della riparazione del torto morale (cfr. REP. 1998 n. 126; R. HAUSER / E.
SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005,
§ 109 n. 1 ss.; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 4017 ss.).

 

                                         L'indennità
prevista dall'art. 317 CPP consiste nel risarcimento pieno (“rifusione”)
delle spese di patrocinio legale oggettivamente necessarie e dei danni
materiali, nonché nella “riparazione” del torto morale, la cui
determinazione é lasciata al potere d'apprezzamento del giudice. Per la
definizione dell'ammontare, delle modalità e dell'estensione dell'indennità si
applicano le norme cantonali e, a titolo di diritto cantonale suppletivo, le
regole generali degli art. 42 ss. CO (cfr. R. HAUSER /
E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 7; N. OBERHOLZER, Grundzüge des
Strafprozessrechts, Berna 1994, p. 593).

 

                                         L'onere della prova incombe all'istante, motivo per cui la sua
richiesta di risarcimento deve essere fondata su fatti precisi e deve essere documentata
(cfr. decisione TF 1P.602/2003 del 23.2.2004; DTF 113 IV 93 e 107 IV 155; G.
PIQUEREZ, op. cit., n. 4026; N. OBERHOLZER, op. cit., p. 593; rapporto n. 3163,
p. 96 ad art. 317 e note riassuntive della seduta del 20.7.1988 della
Commissione speciale per la revisione del CPP, p. 9 ss.), e ciò malgrado la
responsabilità dello Stato sia di natura causale. Del resto, appositamente per
permettergli di raccogliere la documentazione e gli elementi necessari alla
corretta quantificazione della pretesa, la legge prevede che l'istanza debba
essere introdotta entro un anno (cfr. N. SALVIONI, Codice di procedura penale
annotato, Locarno 1999, ad art. 320 CPP, p. 508).

 

                                         1.2.

                                         Giusta
l'art. 320 cpv. 1 CPP la domanda di indennità deve essere presentata entro un anno
dall'abbandono del procedimento, rispettivamente dalla sentenza di assoluzione.
Nella fattispecie, il procedimento penale nei confronti di IS 1 si è concluso
con decisione 19.8.2003 del giudice della Pretura penale. L’istanza in esame è
stata introdotta il 5.8.2004 e si riferisce al citato giudizio; essa è pertanto
tempestiva e, essendo la legittimazione dell’istante pacifica, anche ricevibile.

 

                                         1.3.

                                         Come
sopra esposto, IS 1 è stato riconosciuto autore colpevole di
violazione della legge cantonale sulla caccia unicamente per essersi recato sul
luogo di caccia con l’ausilio della propria autovettura, mentre è stato assolto
dalle accuse di impedimento di atti dell’autorità e di violazione delle leggi
federale e cantonale sulla caccia in relazione agli altri fatti descritti nel decreto
di accusa 26.8.2002.

 

                                         Occorre
quindi determinare con precisione, interpretando, cosa il CPP
intende con il termine “prosciolto”. I lavori preparatori non aiutano a
chiarire ulteriormente il termine “prosciolto”, segnatamente a sapere se
il diritto di cui all'art. 317 CPP valga solo in caso di totale proscioglimento
o anche in caso di parziale proscioglimento, come nella fattispecie in esame.
Se di principio questa Camera ritiene che un'indennità sia possibile solo in presenza
di un proscioglimento totale dell'accusato (cfr. decisione 12.5.2004 in re I.
F., inc. __________), si giustifica nondimeno considerare “prosciolto”
l'accusato assolto da imputazioni indipendenti da quelle di cui alla condanna,
ossia riconducibili a reati e/o a fatti del tutto diversi.

 

                                         In
concreto, malgrado le imputazioni figurino nel medesimo decreto di accusa, appare
pacifico che le relative procedure non possono essere considerate strettamente
connesse (cfr. decisione TF __________ del 25.2.2005). Anzi, come rilevato
dallo stesso istante, l’imputazione di violazione dell’art. 20 della legge
cantonale sulla caccia non ha comportato in concreto alcun atto istruttorio e
non è neppure stata oggetto di discussione in sede dibattimentale, ritenuto che
l’istante ha immediatamente ammesso di essersi recato sul luogo di caccia con
la propria vettura (cfr. verbale di interrogatorio 27.11.2001, p. 1 e 2, allegato
3 alla denuncia penale 7/10.5.2002 dell’Ufficio della caccia e della pesca). Ne
discende altresì che le prestazioni dell’avv. PA 1 possono di principio essere
totalmente riconosciute in quanto inerenti unicamente le accuse di impedimento
di atti dell’autorità e di violazione delle leggi federale e cantonale sulla
caccia in relazione agli altri fatti descritti nel decreto di accusa.

 

 

                                   2.   Rifusione
delle spese di patrocinio

 

                                         2.1.

                                         Nello
stabilire l'importo delle spese di patrocinio legale da risarcire, questa
Camera verifica la conformità della nota di onorario ai criteri della Tariffa
dell'Ordine degli avvocati (TOA) - così come voluto dal legislatore per evitare
abusi (cfr. note riassuntive della seduta del 20.7.1988 della Commissione
speciale per la revisione del CPP, p. 10) - analogamente a quanto previsto
dalla legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (art. 25 ss.
Lag, in vigore dal 31.7.2002) nella retribuzione del difensore d'ufficio
dell'accusato al beneficio del gratuito patrocinio, applicando quindi i
parametri giurisprudenziali seguiti dal Consiglio di moderazione e dal giudice
dell’istruzione e dell’arresto.

 

                                         Giusta
l'art. 37 TOA per tutti i procedimenti penali l'avvocato ha diritto di esporre,
per l'assistenza al patrocinato durante le informazioni preliminari,
l'istruttoria e la preparazione al dibattimento, un supplemento che non deve in
ogni caso eccedere quello massimo previsto dagli art. 31 ss. TOA. Pertanto, con
riserva per procedimenti ed altri atti particolarmente impegnativi (art. 41
TOA), CHF 5'000.-- per i procedimenti di contravvenzioni a leggi cantonali e
federali, CHF 3'000.-- per i processi davanti al pretore, CHF 15'000.-- per i
processi davanti alla Corte delle assise correzionali e CHF 50'000.-- per i
processi davanti alla Corte delle assise criminali. Entro tali limiti,
l'onorario deve essere stabilito in base ai principi generali dell'art. 8 TOA,
cioè secondo la complessità e l'importanza, il valore e l'estensione della
pratica, la competenza professionale e la responsabilità dell'avvocato, il
tempo e la diligenza impiegati, la situazione sociale e patrimoniale delle
parti, l'esito conseguito e la sua prevedibilità (cfr. DTF 122 I 1 ss. cons. 3a
con numerosi riferimenti).

 

                                         Il
Consiglio di moderazione fissa dal 2001 la remunerazione, a dipendenza della
complessità della fattispecie, a CHF 250.-- orari per i casi più semplici (CHF
200.-- dal 1992 e CHF 220.-- dal 1996), senza stabilire un limite massimo. Nel
riconoscimento dell'onorario risarcibile questa Camera ammette onorari
corrispondenti ad una regolare, ordinata e ragionevole conduzione del mandato,
applicando criteri corrispondenti a quanto mediamente praticato, lasciando a
carico del patrocinato la parte riconducibile ad una specifica scelta del
patrocinatore. In questo senso si tiene conto della complessità e
dell'importanza della pratica, delle difficoltà fattuali e giuridiche, della
responsabilità, dell'impegno, della diligenza e del tempo impiegati, nonché
della prevedibilità dell'esito del procedimento. In altre parole l'onorario a
tempo va stabilito prendendo quale parametro un avvocato sperimentato nel
diritto penale, tenuto conto di un ragionevole margine di oscillazione connesso
con le particolarità del caso.

 

                                         2.2.

                                         Preliminarmente,
occorre esaminare se ed in che misura l'istante ha diritto al risarcimento
delle spese legali relative a prestazioni precedenti l'emanazione del decreto
di accusa 26.8.2002, considerato che il mandato è stato assunto dal legale l’1.2.2002
(cfr. nota professionale, doc. 4), che il diritto di cui all'art. 317 CPP
compete all'accusato, che accusato è chiunque nei confronti del quale il procuratore
pubblico ha promosso l'accusa (art. 47 cpv. 1 CPP) e che nella fattispecie il
citato decreto è stato emesso - giusta l'art. 207a CPP - senza preventiva
promozione dell'accusa (cfr. verbale di interrogatorio 17.6.2002, p. 3, AI 13).

 

                                         Scopo
delle informazioni preliminari è quello di stabilire se una notizia di reato é
sostenuta da sufficienti indizi, onde decidere se promuovere l’accusa e avviare
l’istruzione formale, o se decretare un non luogo a procedere (art. 184 cpv. 1
e 2 CPP); in questa fase preliminare l’interessato non ha veste di accusato e
pertanto non necessita generalmente dell’assistenza di un difensore. La qualità
di parte processuale nasce infatti, come esposto, con la promozione dell'accusa
e da quel momento l'accusato beneficia di determinati diritti e, segnatamente,
di essere assistito da un legale, di accedere agli atti e di partecipare agli
interrogatori (art. 49 ss. CPP). La giurisprudenza cantonale ha però superato
questa concezione formale di "accusato" basandosi su una
nozione sostanziale, riferita alla persona concretamente sospettata di un
reato, indipendentemente dalla formale promozione dell'accusa (cfr. decisione
GIAR 15.7.1994 in re P. F.): quindi, è da considerare “accusata” ogni
persona sospettata di aver commesso un reato, oggetto di indagini, con importanti
ripercussioni sulla sua situazione o sulla sua sfera personale (perquisizione,
sequestro, ecc.). La necessità della presenza di un difensore nasce pertanto
quando gli interessi dell'indagato sono colpiti in misura importante e la
fattispecie presenta difficoltà di fatto e di diritto che superano le sue
capacità e che quindi rendono necessario un patrocinatore. In ambito penale
questo è segnatamente il caso quando, indipendentemente dalle difficoltà di
fatto e di diritto, si debba attendere l'irrogazione di una pena la cui durata escluda
la sospensione condizionale della stessa o l'assunzione di misure privative
della libertà personale; nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di
pochi mesi si devono considerare le difficoltà giuridiche e fattuali della
procedura, alle quali l'interessato non è in grado di far fronte (per es. la
complessità delle questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di difendersi
efficacemente nella procedura). Nel caso di evidenti reati minori ("Bagatelldelikte"),
ove entri in considerazione solo una multa o una pena privativa della libertà
di poco conto, il Tribunale federale non riconosce invece la necessaria
presenza di un difensore (DTF 126 I 194, 124 I 304, 122 I 49 e 275, 120 Ia 43; decisioni
TF __________ del 18.11.2002 in re X.; __________ del 6.11.2002 in re X. e __________
del 28.8.2002 in re H.; cfr. M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del
Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 2 e 18 ss. ad art. 49
vCPP; G. PIQUEREZ, op. cit., n. 1259 ss.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN,
op. cit., § 40 n. 11 e 16; cfr. anche L. MARAZZI, Il GIAR, L'arbitro nel
processo penale, Lugano 2001, p. 10 ss.).

 

                                         Il
procedimento penale in esame è stato promosso con denuncia 7/10.5.2002 del
Dipartimento del territorio, Ufficio della caccia e della pesca. Le informazioni
preliminari hanno sostanzialmente comportato quattro interrogatori dell’istante
(AI 1 e 13), l’interrogatorio di due testimoni (AI 1 e 16), una perquisizione al
rustico ed al domicilio dell’istante (AI 1), il sequestro di diversi oggetti e
parti di animale (AI 1) nonché l’assunzione agli atti di due perizie allestite
dal dott. __________ __________ e dal dott. __________ __________ (AI 1). D’altra
parte, occorre altresì rilevare che la pratica non presentava difficoltà di
fatto o di diritto tali da giustificare la presenza di un patrocinatore prima
dell’emanazione del citato decreto di accusa: come emerge dai verbali di
interrogatorio 27.11.2001 e 1.12.2001 (allegati 3 e 4 alla denuncia penale
7/10.5.2002, AI 1), l’istante è stato in grado di spiegare le proprie ragioni
in merito ai fatti ed ha sempre mantenuto una propria linea. Del resto la pena
proposta nel decreto di accusa – in particolare una multa di CHF 800.--, la
devoluzione allo Stato dell’importo di CHF 400.-- quale risarcimento per danni
causati al patrimonio faunistico e la privazione del diritto di cacciare per un
anno da espiare – suggerisce in ogni caso che si trattava di un caso di poco
conto.

 

                                         L’onere
delle spese di patrocinio precedenti l’emanazione del decreto di accusa di data
26.8.2002 rimane pertanto interamente a carico dell’istante, avendo liberamente
scelto di farsi assistere da un legale.

 

                                         2.3.

                                         La
prima nota professionale 30.9.2002 dell’avv. PA 1 (doc. 4) comprende pure gli
oneri dipendenti dalla procedura amministrativa di diniego della patente di
caccia per la stagione venatoria 2002/2003 (cfr. istanza 5.8.2004, p. 5). Giusta
l’art. 8 lit. g della legge cantonale sulla caccia, la patente di caccia è effettivamente
negata a chi – su segnalazione del Dipartimento del territorio (e per esso
dell’Ufficio caccia e pesca) al Municipio competente – risulta essere
sottoposto a procedimento penale per crimini o delitti perpetrati
nell’esercizio della caccia. Nondimeno, l’Ufficio della caccia e della pesca
decide autonomamente l’eventuale segnalazione al competente Municipio, ciò che
rende la procedura amministrativa indipendente da quella penale. Prova ne è che
lo stesso istante ha ammesso che in un altro caso, l’Ufficio della caccia e
della pesca – pur essendo pendente un procedimento penale – non ha impartito
alcun ordine al competente Municipio (doc. 13).

                                         Ne
discende pertanto che nemmeno detti oneri – in mancanza di un nesso di
causalità adeguato con il procedimento penale (cfr., al proposito, decisione TF
1P.602/2003 del 23.2.2004) – possono essere risarciti a’ sensi degli art. 317
ss. CPP.

 

 

                                         2.4.

                                         L’istante
postula la rifusione delle due note professionali del suo patrocinatore di
complessivi CHF 13'337.90 [di cui CHF 11'000.-- a titolo di onorario (44 ore a
CHF 250.--/ora), CHF 1'395.80 di spese e CHF 942.10 di IVA, doc. 3 e 4].

 

                                         Con
riferimento alla difesa penale, il patrocinio si è in sostanza limitato alla
preparazione del dibattimento ed al dibattimento davanti al giudice della
Pretura penale. Come osservato dall’istante, la pratica ha in particolare
comportato l’esame di due perizie, del rapporto 18.3.2003 redatto dall’avv. __________
__________ e dall’avv. __________ __________ inerente l’operato dell’Ufficio della
caccia e della pesca, nonché della corrispondenza intercorsa tra il Consiglio
di Stato ed il medesimo Ufficio (cfr. istanza 5.8.2004, p. 5 e 6). La nota d’onorario
del 22.8.2003 (doc. 3) comprende inoltre i colloqui con il cliente, vari esami dell’incarto
e delle ordinanze/decisioni, la corrispondenza epistolare e telefonica, la preparazione
e stesura dell’arringa nonché il dibattimento.

 

                                         La
tariffa applicata, pari a CHF 250.--/ora, appare conforme ai predetti principi,
rientrando nei parametri indicati. Ciò posto e ricordato che determinante non è
tanto l'impiego temporale effettivo del caso concreto, quanto semmai quello
medio che un avvocato diligente avrebbe profuso, secondo la normale esperienza,
nell'esecuzione di un mandato di complessità analoga (cfr. REP. 1998 n. 126
nota 4), il dispendio orario esposto appare invece oggettivamente eccessivo –
segnatamente con riferimento ai colloqui con il cliente ed alla preparazione
del dibattimento – considerato che la pratica, per un avvocato con le dovute
conoscenze in ambito penale, ha in definitiva richiesto un impegno relativamente
ridotto e non ha comportato difficoltà particolari.

                                         Per
il che, si giustifica riconoscere un onorario pari a 12 ore e 25 minuti, di cui
120 minuti inerenti gli scritti (in media 10 minuti/scritto), 25 minuti
inerenti le telefonate (in media 5 minuti/telefonata), 120 minuti inerenti i
vari colloqui con il cliente, 60 minuti inerenti l’esame dell’incarto e delle ordinanze/decisioni,
60 minuti inerenti l’esame del citato rapporto 18.3.2003 e della corrispondenza
intercorsa tra il Consiglio di Stato e l’Ufficio della caccia e della pesca,
180 minuti inerenti la preparazione dell’arringa ed infine 180 minuti inerenti
il dibattimento. 

 

                                         L’onorario
da risarcire ammonta pertanto a CHF 3'105.--. A detta somma vanno aggiunte le
spese, riconosciute in CHF 488.40, ridotte a CHF 100.-- quelle inerenti le
fotocopie (in quanto quelle esposte appaiono nel loro complesso eccessive con
riguardo alle effettive necessità di patrocinio), a CHF 54.-- quelle inerenti
la trasferta presso la Pretura penale di Bellinzona (27 km/tratta a CHF
1.--/km, art. 3 TOA), CHF 2.-- quelle inerenti le telefonate, stralciate in
particolare quelle inerenti la stampa di bozze dell’arringa, in quanto non
giustificate. All’istante va infine rimborsata l’IVA, pari a CHF 273.10.

 

                                         A
titolo di spese legali, a IS 1 va quindi rifusa la somma complessiva di CHF
3'866.50. Gli interessi moratori – a cui sono applicabili le disposizioni
generali del CO – vanno riconosciuti al tasso del 5% (art. 104 cpv. 1 CO) dalla
prima interpellazione agli atti (art. 102 CO), ossia, nel caso concreto,
dall’introduzione in data 5.8.2004 della presente istanza.

 

 

                                   3.   Riparazione
del torto morale

 

                                         3.1.

                                         L'indennità prevista dall'art. 317 CPP si estende, come detto, anche
al danno morale patito dall'accusato prosciolto. La determinazione dell'ammontare
dell'indennità é lasciata al potere d'apprezzamento del giudice (cfr. rapporto
della Commissione speciale per l'esame del CPP dell'8.11.1994, p. 96 ad art.
317 nel quale si parla di “equa indennità”; note riassuntive della
seduta del 9.7.1993 della Commissione speciale per la revisione del CPP, p. 15
ss.) ed é stabilita in funzione della gravità della lesione alla personalità,
conformemente agli art. 42 ss. CO (cfr. DTF 113 Ia 177
e rif.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 7). L’art. 49 CO prevede che un'indennità è concessa nel caso in cui la
gravità dell'offesa alla personalità lo giustifichi e questa non sia stata
riparata in altro modo. È necessario tenere conto delle circostanze del caso
concreto, in particolare del pregiudizio recato all'integrità fisica, psichica
o alla reputazione dell'accusato, della gravità dell'accusa, del numero di
persone venute a conoscenza dei fatti, come pure della situazione familiare e
professionale dell'accusato (cfr. decisione TF 1P.602/2003 del 23.2.2004; DTF
125 III 70, 269 e 412, 113 IV 93 e 112 Ib 446).

 

                                         3.2.

                                         L’istante
postula la rifusione di CHF 15'000.-- a titolo di torto morale, rilevando
sostanzialmente che la notizia del procedimento penale aperto nei suoi
confronti è subito circolata nel paese di __________ ed ha avuto un ampio
riscontro nei mass media (cfr. istanza 5.8.2004, p. 7 e 8). Osserva inoltre di avere
provato un sentimento di ansia e di vergogna “(…) che lo ha portato ad uno
stato precario di salute psicofisica e lo ha costretto a rivolgersi al dott. __________
__________ di __________ che lo ha sottoposto ad una cura farmacologica (doc.
18)” (istanza 5.8.2004, p. 9). Sottolinea infine il fatto di avere scontato
una pena – la privazione del diritto di cacciare – prima ancora della celebrazione
del pubblico dibattimento e, con particolare riferimento all’accanimento palesato
dai guardiacaccia, il sentimento di paura e ansia che prova nel solo fatto di
recarsi nei boschi sia durante il periodo di caccia sia a stagione conclusa,
rinviando al certificato medico del dott. __________ __________ (cfr. istanza
5.8.2004, p. 10).

 

                                         3.3.

                                         A
riprova dell’interesse dei mass media, l’istante ha prodotto un articolo
apparso sul settimanale “__________” (doc. 14) ed una videocassetta della
trasmissione televisiva “__________” inerente il fenomeno del bracconaggio
(doc. 15). I mass media non hanno tuttavia mai fatto il nome di IS 1 e del
resto nemmeno i reperti mostrati durante la citata trasmissione televisiva
potevano essere ricollegati all’istante. Con riferimento all’articolo di
giornale, risulta poi chiaramente che l’attenzione del pubblico era focalizzata
sul problema dei rapporti tra mondo venatorio ed Ufficio della caccia e della
pesca in generale e sui metodi – giudicati eccessivi – utilizzati dai
guardiacaccia più in particolare. Per il che se ne deve dedurre che il
procedimento penale aperto nei suoi confronti non può aver seriamente
danneggiato la sua reputazione.

 

                                         L’istante
ha prodotto agli atti un certificato medico rilasciato dal dott. __________ __________
che attesta di averlo avuto in cura “(…) dal __________ al __________ per
depressione nervosa causata da accuse inveritiere nell’ambito venatorio”
(doc. 18). Ora, il certificato medico – alquanto generico ed oltretutto rilasciato
da un medico specializzato in medicina generale – non appare sufficiente a provare
che i disturbi riscontrati fossero la conseguenza diretta della procedura penale
ed in particolare ad escludere che tali disturbi sussistessero già prima. Anzi,
esso prova semmai una tendenza a reazioni gravi ed anormali in
relazione a danneggiamenti, ovvero una certa “predisposizione costituzionale”
dell’istante (R. WALLIMANN BAUR, Diss. ZH 1998,
Entschädigung und Genugtuung durch den Staat an unschuldig Verfolgte im
ordentlichen zürcherischen Untersuchungsverfahren, p. 154 e riferimenti).

 

                                         Come
sopra esposto, la patente di caccia è stata negata all’istante nell’ambito di
un procedimento amministrativo autonomo, per il che nulla può pretendere al
proposito in questa sede. La situazione familiare e professionale dell’istante
– funzionario __________ ora in pensione, conosciuto negli
ambienti venatori – non è infine sufficiente per ammettere una grave
lesione della personalità che abbia oltrepassato gli inevitabili inconvenienti
derivanti dal procedimento penale e dal pubblico dibattimento: del resto lo
Stato non è tenuto al versamento di un’indennità a tutti coloro che hanno
subito un pregiudizio in ragione di un procedimento penale (REP. 1998 n. 126
nota 5.3). Questa conclusione tiene conto della soddisfazione personale già
derivabile dal riconoscimento che il procedimento penale nei suoi confronti era
ingiustificato – ad accezione dell’accusa di violazione della legge cantonale
sulla caccia per essersi recato sul luogo di caccia con l’ausilio della propria
automobile – come ritenuto nel giudizio 19.8.2003 della Pretura penale e nella
presente decisione.

 

 

                                   4.   L’istante
protesta inoltre le ripetibili di questa sede, che quantifica in almeno CHF
3'500.-- (cfr. istanza 5.8.2004, p. 11). 

 

                                         Nella commisurazione dell’onorario relativo alla formulazione dell’istanza
di indennità questa Camera, oltre i parametri elaborati dal Consiglio di
moderazione per la determinazione dell’adeguatezza delle spese di patrocinio
legale, tiene in particolare in considerazione il grado di accoglimento del
gravame. In concreto, considerato che la stesura dell’istanza in esame non
presentava dal profilo giuridico e fattuale difficoltà particolari e che
l’onere lavorativo può del resto essere considerato limitato dal momento che il
patrocinatore conosceva la fattispecie per averla seguita sin dall’inizio, a
giudizio di questa Camera va riconosciuto – tenuto conto del parziale
accoglimento dell’istanza – un importo di CHF 250.--, comprendente onorario, spese
e IVA.

 

 

                                   5.   L’indennità
dovuta a IS 1 ammonta a CHF 4'116.50 oltre interessi al 5% a
far data dal 5.8.2004.

 

 

                                   6.   La procedura di indennità è gratuita (art. 320 cpv. 5 CPP).

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 317
ss. CPP e ogni altra norma applicabile,

 

 

 

pronuncia

 

                                   1.   L'istanza
è parzialmente accolta.

                                         Di
conseguenza, lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino, in relazione al
giudizio 19.8.2003 della Pretura penale di __________ (inc. __________), rifonderà
a IS 1, __________, __________, a titolo di indennità giusta l'art. 317 CPP,
l'importo di CHF 4'116.50 oltre interessi al 5% a far
data dal 5.8.2004.

 

 

                                   2.   Non
si prelevano tassa di giustizia e spese.

 

 

                                   3.   Intimazione:

 

 

                                         per
conoscenza:

                                     -   Dipartimento
delle Istituzioni, Divisione della giustizia, Bellinzona;

                                     -   Pretura
penale, Bellinzona (con l’inc. __________ di ritorno).

 

 

 

Per la Camera dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                             Il
segretario