# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2593ba8b-f49d-5056-a2a2-35cb61b73941
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-11-25
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 25.11.1997 14.1996.63
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-1996-63_1997-11-25.html

## Full Text

Incarto n.

  14.96.00063

  	
  Lugano

  25 novembre 1997 /B/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta
  dei giudici:

  	
  Pelligrini, presidente, 

  Zali e Chiesa (quest'ultimo in sostituzione del giudice Cometta, assente)

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sulla causa a procedura sommaria appellabile promossa con istanza 5 febbraio
1996 da

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr.
  dalla __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ 

  patr.
  dall'avv. __________ 

   

  

 

tendente
ad ottenere il rigetto definitivo dell’opposizione interposta al PE n.
__________ del 24/27 gennaio 1996 dell’UEF di Mendrisio;

 

sulla
quale istanza il Segretario assessore della Pretura di Mendrisio-Sud con
sentenza 15/16 luglio 1996 ha così deciso:

 

      “1.   L’istanza 5 febbraio 1996 della Direzione del
__________ delle Dogane in rappresentanza di __________ è parzialmente accolta.

 

             Di conseguenza è rigetta in via definitiva
l’opposizione interposta da __________, Lugano, avverso il precetto esecutivo
no. __________ dell’ufficio esecuzione e fallimenti di Mendrisio notificato in
data 27 gennaio 1996, limitatamente a Fr. 2’000’000.--.

 

        2.  Tassa di giustizia in Fr. 600.--, comprensiva
delle spese e da anticipare come di rito, è posta a carico di __________, che
rifonderà a controparte la somma di Fr. 200.-- a titolo di indennità”.

 

Sentenza
tempestivamente dedotta in appello dall’escussa che postula la reiezione
dell’istanza, con protesta di spese e ripetibili;

 

con
osservazioni 23 agosto 1996 la parte appellata si è opposta al gravame, 
protestate spese e ripetibili;

 

 

ritenuto

 

 

in
fatto:

 

 

                                  A.   Con
PE n. __________ del 24/27 gennaio 1996 dell’UEF di Mendrisio la __________ per
l’incasso di Fr. 2’000’000.--, Fr. 620.-- e Fr. 696.--, indicando quale titolo
di credito: “1) Ordine di prestare garanzia del 09 ottobre 1995 della Direzione
del __________ delle dogane - __________
(art. 123 LD; RS 631.0) che è equiparato a una sentenza giudiziaria nel senso dell’art.
80 LEF. Decreto del sequestro (Inc. EF.96.00023) del 11.01.96 della Pretura Mendrisio-Sud.
Verbale del sequestro o. 467162 dell’UEF Mendrisio del 11.01.96.- 2) Spese
bolletta Pretura Mendrisio-Sud - 3) Spese verbale sequestro No. __________ del
11.01.96.”

                                         Interposta
tempestiva opposizione dall’escussa, la procedente ne ha chiesto il rigetto
definitivo al Pretore.

 

 

                                  B.   La
procedente fonda la sua pretesa sulla decisione 9 ottobre 1995 della Direzione
delle dogane (doc. B), con cui sulla base dell’art. 123 della Legge federale
sulla dogane del 1. ottobre 1925 (LD; RS 63.0) la __________ è stata condannata
a prestare una garanzia di Fr. 2’000’000.-- per multe, risarcimenti e spese.

 

 

                                  C.   All’udienza
di contraddittorio l’escussa ha eccepito la carenza di legittimazione attiva
della Direzione delle Dogane, l’istanza di rigetto dell’opposizione dovendo
riportare il nome della parte agente in giudizio, mentre in casu non è indicato
il nome dell’unico vero creditore. D’altro canto gli atti esecutivi indicano un
altro creditore procedente. Anche il decreto di sequestro riporta quale
creditrice la Direzione delle Dogane, creditrice diversa da quella che appare
sul PE. Secondo la debitrice vi è pertanto carenza d’identità tra il creditore
sequestrante ed il creditore procedente. L’escussa ha poi sostenuto che non è
possibile chiedere ed ottenere in garanzia quel medesimo importo che le Dogane,
erroneamente, ritengono essere provento di reato.  

 

 

                                  D.   Con
sentenza 15/16 luglio 1996 il Segretario assessore della Pretura di Mendrisio-Sud
ha accolto parzialmente l’istanza, argomentando che il territorio della
__________ è diviso in circondari doganali (art. 132 aa. LD) diretto dalla
Direzione del Circondario (art. 133 bb. LD). La Direzione del Circondario costituisce
un organo dell’amministrazione delle dogane (art. 130 LD), la quale è alle
dipendenze del Dipartimento federale delle finanze e delle dogane (art. 129
LD). Gli organi che fanno parte dell’amministrazione federale non godono della
personalità giuridica, essi agiscono pertanto non solo per conto dello Stato,
ma a nome suo. Possono dunque agire in giustizia in qualità di rappresentanti
della __________e di cui sono gli agenti. La Direzione del __________ delle
Dogane, quale organo, può dunque validamente rappresentare la Confederazione
svizzera. Essa non può però agire in nome proprio. In prima sede è stato
rilevato che quando il credito doganale sembri compromesso dal contegno del
contribuente la Direzione del circondario competente può esigere la prestazione
di una garanzia da ognuna delle persone obbligate al pagamento. L’ordine di
prestare garanzia è immediatamente esecutivo ed è equiparato ad una sentenza ex
art. 80 LEF (art. 123 LD). In casu l’imprecisazione nella designazione del
creditore si è verificata non nel PE, bensì nella decisione 9 ottobre 1995 che
costituisce il titolo esecutivo, nell’istanza di sequestro 10 gennaio 1996 e
nell’istanza di rigetto dell’opposizione 5 febbraio 1996. Nel caso di specie 
non vi è dubbio tuttavia che il debitore ha sempre saputo che creditrice era la
__________ zera, rappresentata dai suoi agenti, l’autore di tutte le istanze
era sempre il capo del servizio del __________ delle dogane, la domanda di
prestare garanzia 9 ottobre 1995 è stata redatta su carta intestata
dell’amministrazione delle dogane svizzere,  il PE menziona correttamente il
creditore e la citazione al contraddittorio indica quale istante la __________.
Il primo giudice ha pertanto considerato il doc.  B quale valido titolo di
rigetto definitivo dell’opposizione per Fr. 2’000’000.--, mentre per le spese
di sequestro, non essendo documentate, l’istanza è stata respinta.

                                  E.   Contro
la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravata l’escussa riconfermandosi
in sostanza nelle sue allegazioni di prima sede.

 

 

                                  F.   Con
osservazioni 23 agosto 1996 la parte appellata si è opposta al gravame con
argomentazioni di cui, se del caso, si dirà in seguito.

 

 

Considerato

 

 

in diritto:

 

 

                                   1.

 

                                  a)   Ex
art. 80 LEF quando il credito è fondato su di una sentenza esecutiva, il
creditore può chiedere in giudizio il rigetto dell’opposizione.

                                         Quando
il credito doganale sembri compromesso dal contegno del contribuente la
Direzione del circondario competente può esigere la prestazione di una garanzia
da ognuna delle persone obbligate al pagamento. L’ordine di prestare la
garanzia è immediatamente esecutivo ed è equiparato, secondo l’art. 123 LD ad
una sentenza giudiziaria ai sensi dell’art. 80 LEF. Ex art. 124 LD l’ordine di
prestare garanzia costituisce una causa di sequestro ai sensi dell’art. 271
LEF.

 

 

                                  b)   Ex
art. 132 aa. LD il territorio della __________ è diviso in circondari doganali,
diretti dalla Direzione del Circondario (art. 133 bb LD). Secondo l’art. 130 LD
la Direzione del Circondario costituisce un organo dell’amministrazione delle
dogane, la quale è alle dipendenze del Dipartimento federale delle finanze e
delle dogane (art. 129 LD). Gli organi che fanno parte dell’amministrazione
federale non godono della personalità giuridica. Essi agiscono pertanto non
solo per conto dello Stato, ma a suo nome. Possono quindi agire in giustizia in
qualità di rappresentanti della __________ di cui sono gli agenti (cfr. Andrè Grisel,
Traité de droit administratif, Neuchâtel 1984, vol. I, p. 197 n. 4; SJ 1994 p.
482).

 

 

                                  c)   Il
giudice del rigetto accerta d’ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche
in sede d’appello) se vi è identità tra il creditore indicato nel PE e
nell’istanza con il creditore di cui ai documenti prodotti. Gli atti esecutivi
in cui una parte è indicata in modo poco chiaro od equivoco sono in principio
nulli; tuttavia se la carente designazione consente di riconoscere il vero
creditore o debitore, l’atto manchevole va sanato mediante rettifica e
l’esecuzione continuata per evidenti e prevalenti ragioni di economia
processuale, la sanzione della nullità costituendo per certo formalismo
eccessivo (cfr. Flavio Cometta, Il rigetto provvisorio dell’opposizione nella
prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989 p. 331, 342, 343 e rif. ivi; Panchaud/Caprez,
Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 20 n. 8 p. 46).

                                         Il
giudice del rigetto decide sulla base del diritto materiale, se colui che
procede è il vero creditore, ossia se è data la sua legittimazione attiva.
L’indicazione inesatta della parte in un atto esecutivo porta alla nullità,
solo nel caso in cui le parti vengono effettivamente tratte in inganno. La
rettifica dell’indicazione delle parti è possibile pure in una decisione di
rigetto (cfr. Fritzsche/Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach Schw. Recht,
vol. I  § 9 n. 44 p. 85/86 e rif. ivi).

 

 

                                  d)   Il
divieto dell’abuso di diritto è un principio generale applicabile a tutto
l’ordinamento legale, compresa la procedura esecutiva (Cometta, op. cit. in Rep
1989 p. 334).

 

 

                                  e)   L’appellante
ha eccepito che vizi di forma contenuti in atti giudiziari quale l’ordine di
prestare garanzia  e il decreto di sequestro non possono essere sanati come
avviene per gli atti esecutivi.

                                         Tuttavia
nè dalla documentazione agli atti nè dalle allegazioni dell’appellante risulta
che l’ordine di prestare garanzia doc. B risp. il decreto di sequestro doc. 2
siano stati impugnati davanti alla relativa autorità giudiziaria competente. 
Le eccezioni dell’appelante in merito alla loro esecutività non possono quindi
più essere sollevate in questa sede. L’ordine di prestare garanzia, su cui la
procedente fonda la sua istanza di rigetto dell’opposizione, emesso dalla
__________, agente per nome e per conto della __________, costituisce pertanto
in linea di principio valido titolo di rigetto definitivo dell’opposizione ex art.
80 LEF. Come rilevato dalla stessa appellante, la domanda di esecuzione ed il
PE in oggetto indicano quale creditrice la __________, per cui l’escussa non
poteva misconoscere fin dall’inizio della procedura esecutiva l’identità della
creditrice. Il fatto che l’istanza di rigetto sia stata presentata dalla
__________ non può avere impedito all’appellante di riconoscere che effettiva
creditrice della pretesa posta in esecuzione è sempre la __________ e che la
__________ ha agito in suo nome, per cui le allegazioni  dall’appellante
costituiscono chiaramente un eccesso di formalismo, se non un abuso di diritto.
La sentenza pretorile va quindi confermata, mentre l’indicazione inesatta della
parte istante sull’istanza di rigetto va rettificata.

 

 

                                   2.   L’appello
26 luglio 1996 della __________ va quindi respinto.

                                         Tassa
di giustizia e indennità seguono la soccombenza (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62
cpv. 1 OTLEF).

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 80 LEF, 123, 130,
132 e 133 Legge federale sulle dogane

 

 

pronuncia

 

                                   1.   L’appello
26 luglio 1996 della __________, è respinto.

 

                               1.1.   L’istanza
di rigetto dell’opposizione 5 febbraio 1996 è rettificata nel  senso che quale
istante è indicata la __________, rappresentata dalla __________. 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di  Fr. 900.--, già anticipata dall’appellante, resta a
carico della __________, la quale rifonderà alla __________ Fr. 200.-- a titolo
di indennità.

 

                                   3.   Intimazione:       -    __________

                                         Comunicazione
alla Pretura di Mendrisio-Sud.

 

 

Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il vicepresidente                                                                    La
segretaria