# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ec6d66b1-cfe5-5a19-9a30-d2855967041b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-05-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.05.2004 35.2003.41
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2003-41_2004-05-14.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2003.41

   

  mm/tf

  	
  Lugano

  14 maggio
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 20 giugno 2003 di

 

	
   

  	
  __________

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 18 marzo 2003 emanata da

  
	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 30
aprile 2002, __________ - all'epoca alle dipendenze dell'__________ nell'ambito
di un programma occupazionale dell'assicurazione contro la disoccupazione e,
perciò, assicurato contro gli infortuni presso l'__________ - è scivolato nello
svuotare una carriola ed ha riportato, stando al certificato 17 maggio 2002
dell'Ospedale regionale di __________, una distorsione del ginocchio destro con
sospetto interessamento del legamento crociato anteriore, nonché una contusione
della spalla destra (cfr. doc. _).

 

                                         Accertamenti
successivamente disposti, specificatamente l'esame di RM della spalla destra
eseguito il 16 luglio 2002, hanno permesso di evidenziare una sindrome da
attrito sotto-acromiale con lesioni parziale del tendine del sopraspinato e
versamenti reattivi (cfr. doc. _). 

 

                                         Il caso è
stato assunto dall'Istituto assicuratore, il quale ha regolarmente corrisposto
le prestazioni di legge.

 

                               1.2.   Con
decisione formale del 6 settembre 2002, l'__________ ha negato il proprio
obbligo a prestazioni a far tempo dal 16 settembre 2002, facendo difetto, da
tale data, una relazione di causalità naturale con l'evento infortunistico
dell'aprile 2002 (doc. _).

 

                               1.3.   In data 18
marzo 2003 l'assicuratore LAINF ha parzialmente accolto l'opposizione
interposta dall'avv. __________ per conto dell'assicurato, nel senso che esso
ha riconosciuto la propria responsabilità limitatamente alla diagnosticata
lesione del tendine sopraspinato, invitando __________ ad annunciare una
ricaduta nel caso in cui dovesse sottoporsi a cure in relazione a questa
affezione (cfr. doc. _, p. 4).

 

                               1.4.   Con ricorso
"cautelativo" del 20 giugno 2003, __________, sempre patrocinato
dall'avv. __________, ha chiesto l'annullamento della decisione impugnata ed il
rinvio degli atti all'__________ affinché emani una nuova decisione che tenga
conto di una incapacità lucrativa del 50% almeno (I, p. 4), argomentando:

 

" 
La giurisprudenza ha riconosciuto la
proponibilità di un ricorso cautelativo laddove le particolarità della
fattispecie lo giustificano; basta in particolare che sia chiaramente
individuabile la decisione contro la quale il gravame è rivolto e che le
richieste siano sufficientemente determinate. La particolarità del caso è data
dall'avvenuto rimpatrio del ricorrente e dalle conseguenti grosse difficoltà di
poter normalmente corrispondere con lui; in situazione di precarietà fisica ed
economica il signor __________ non è stato in grado di fornire allo scrivente
legale aggiornati certificati sulla sua condizione valetudinaria,
contraddistinta comunque sempre da una grossa instabilità del ginocchio destro
e da dolori alla spalla destra.

 

(…).

 

Con decisione del 6 settembre 2002 l'__________
ha dichiarato chiuso il caso individuato in fattori preesistenti
rispettivamente estranei l'origine delle affezioni denunciate dall'assicurato
al ginocchio ed alla spalla destri. La decisione su opposizione ha parzialmente
tutelato le richieste del signor __________; è in particolar modo stata
riconosciuta la responsabilità dell'istituto nazionale per quanto riguarda la
lesione del sovraspinato.

 

(…).

 

I principi che informano il diritto delle
assicurazioni sociali ed in particolar modo le disposizioni che reggono
l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni confermano che le prestazioni
assicurative non sono ridotte laddove il danno alla salute è solo in parte
conseguenza dell'infortunio. L'istituto nazionale ha ritenuto a torto raggiunto
lo status quo ante rispettivamente lo status quo sine; ciò non è mai stato
accertato né ammesso dall'assicurato. Non si può infatti dimenticare come dopo
l'infortunio del 7 maggio 1999 il signor __________ ha saputo e potuto
ritornare a lavorare a tempo pieno senza accusare significativi impedimenti.
Solo fattori estranei hanno fatto sì che perdesse il posto di lavoro e cadesse
in disoccupazione. Che le sue condizioni fossero soggettivamente ed
oggettivamente buone lo dimostra il fatto che egli è stato indirizzato all'ente
turistico di __________ che lo ha impiegato in pesanti lavori di manutenzione
lungo la rete dei sentieri.

 

(…).

 

L'infortunio occorso all'assicurato il 30 aprile
2002 ha comportato un sostanziale e duraturo peggioramento della situazione
precedente e ha soprattutto determinato una definitiva e sostanziale
instabilità del ginocchio destro che non può più sopportare determinati sforzi.

 

(…).

 

Il rientro del signor __________ nella devastata
patria va ricondotto all'intervenuta scadenza dei permessi di soggiorno via via
accordatigli ed in virtù dei quali ha risieduto nel nostro paese per quasi
dieci anni durante i quali ha sempre dimostrato la sua buona volontà e la
capacità di trarsi d'impiccio con le proprie forze. In patria egli non può far
capo ad uno strumentario sociale paragonabile a quello elvetico e risulta
letteralmente "tagliato fuori" dall'esercizio di ogni attività
appresa (docente di ginnastica e calciatore); egli non può inoltre tentare
alcuna forma di reinserimento professionale nelle tipiche attività non qualificate
dell'edilizia e dell'agricoltura" 

                                         (I).

 

                               1.5.   In data 17
luglio 2003, il TCA ha assegnato all'avv. __________ un termine di 20 giorni per produrre aggiornati certificati
sulla condizione valetudinaria dell'assicurato (cfr. IV).

 

                                         Il 6
ottobre 2003 è pervenuta della documentazione in lingua straniera (cfr. VI +
allegati).

 

                                         Il
patrocinatore dell'assicurato è stato invitato a produrre la traduzione dei
citati documenti (cfr. VII), richiesta alla quale ha fatto seguito il 21
ottobre 2003 (cfr. VIII + allegato). 

 

                               1.6.   L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione dell'impugnativa con argomenti
di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. X).

 

                               1.7.   In data 19
novembre 2003, il rappresentante di __________ ha chiesto al TCA di
soprassedere all'emanazione della sentenza per i tre mesi successivi,
preannunciando la possibile produzione di ulteriore documentazione medica
(XIII). 

 

                               1.8.   Nel corso
del mese di dicembre 2003, questa Corte ha interpellato il dott. __________,
spec. FMH in chirurgia ortopedica, invitandolo a rispondere ad alcuni quesiti
attinenti alla natura dei disturbi localizzati alla spalla destra (XIV).

 

                                         La sua
risposta è pervenuta il 10 dicembre 2003 (XVI).

 

                                         L'Istituto
assicuratore ha presentato le proprie osservazioni il 12 dicembre 2003 (XVIII),
mentre l'assicurato è rimasto silente.

 

                               1.9.   In data 29
marzo 2004, il TCA ha nuovamente preso contatto con il medico di circondario dell'________,
al quale ha chiesto di precisare se, citiamo: "è o meno possibile
distinguere nettamente i disturbi provocati dal danno alla salute in relazione
di causalità naturale con l'infortunio del 30 aprile 2002 da quelli,
localizzati sempre alla stessa spalla destra, che, secondo il suo parere, sono
invece da ricondurre a fattori extra-infortunistici" (XX).

 

                                         Il
rapporto del dott. __________ data del 31 marzo 2004 (XXI).

 

                                         Le parti
hanno preso posizione entrambe il 6 aprile 2004 (XXIII e XXIV). 

 

                             1.10.   In data 27
aprile 2004, questa Corte ha rivolto una richiesta analoga al dott. __________,
spec. FMH in chirurgia ortopedica, all'epoca medico curante dell'assicurato
(cfr. XXV).

 

                                         Questo
specialista ha risposto il 3 maggio 2004 (XXVI).

 

                                         L'__________
si è determinato al riguardo in data 6 maggio 2004 (XXVIII), mentre __________
è rimasto silente.

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         In
diritto

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000. 

                                         Con la
stessa sono state modificate numerose disposizioni contenute nella LAINF.

                                         Al
riguardo va, tuttavia, segnalato che unicamente le norme di procedura, in via
di principio (cfr. art. 82 cpv. 2 LPGA), entrano immediatamente in vigore (cfr.
SVR 2003 IV Nr. 25, consid. 1.2., pag. 76; STFA del 23 ottobre 2003 nella causa
K., H 73/03; STFA del 23 ottobre 2003 nella causa J., K 55/03; STFA del 20
marzo 2003 nella causa E., I 238/02; DTF 117 V 93 consid. 6b, DTF112 V 360 consid.
4a, RAMI 1998 KV no 37 pag. 316 consid. 3b). Tali disposizioni pertanto si
applicano a tutte le decisioni emesse dopo il 1° gennaio 2003. 

                                         Per
quanto concerne invece le norme di diritto materiale, nel diritto delle
assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in vigore al momento in
cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (cfr. DTF 129 V 1
consid. 1.2.; DTF 127 V 466 consid. 1; DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; SVR
2003 IV Nr. 25 consid. 1.2.).

                                         Di
conseguenza nel caso in esame, visto che l'infortunio in questione ha avuto
luogo il 30 aprile 2002 e oggetto della presente lite è l'estinzione del
diritto a prestazioni a far tempo dal mese di settembre 2002, tornano
applicabili le disposizioni della LAINF, in vigore sino al 31 dicembre 2002.

 

                               2.3.   Oggetto
della lite è la questione a sapere se l'assicuratore LAINF convenuto era o meno
legittimato ad interrompere il versamento delle proprie prestazioni a contare
dal 16 settembre 2002.

 

                               2.4.   Presupposto
essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro
gli infortuni è l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra
l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo
presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza
l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare
o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che
l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente
che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato
un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione
amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità
preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità -
applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia
di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p.
145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella
causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121
V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto
2000 nella causa K. B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C
341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106
consid. 3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p.
250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V
32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G.
Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale,
Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni
mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione
(cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156;
DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).

                                         Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 117 V 360 consid. 4a
e sentenze ivi citate).

 

                               2.5.   Occorre
inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure
l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi
summenzionati.

                                         Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 117 V 361
consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può
rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della
causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste
questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 51-53).

                                         La
giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore
restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni
allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza
di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che
l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che
solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102
consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser,
Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS
2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).

 

                               2.6.   In data 30
aprile 2002, __________ è scivolato riportando un trauma distorsivo al
ginocchio destro. Nella caduta è rimasta coinvolta anche la spalla destra.

                                         Recatosi
immediatamente presso il Servizio di PS dell'Ospedale regionale di __________,
i sanitari, all'esame clinico, hanno constatato, da un lato, una spalla destra
leggermente dolente alla palpazione in assenza di ferite, ematomi e gonfiore e,
dall'altro, un ginocchio destro leggermente gonfio sotto la patella mediale,
molto dolente nei movimenti sia passivi che attivi ed un test di Lachmann
positivo per il LCA.

                                         Essi
hanno quindi diagnosticato una distorsione del ginocchio destro con sospetto
interessamento del LCA (cfr. doc. _).

 

                                         Nel corso
del mese di maggio 2002, l'assicurato ha consultato, in ragione di persistenti
disturbi alla spalla ed al ginocchio destri, il dott. __________, spec. FMH in
chirurgia ortopedica, il quale ha diagnosticato, a livello della spalla, una
"lesione clinicamente di grado 2 della AC e sospetto di lesione tipo slap
e/o contusione ossea" e, a livello del ginocchio, una "lesione
completa del LCA e grado 2 del LCM prossimale, senza al momento sospetti per
meniscopatia" (doc. _). 

 

                                         In data
16 luglio 2002, _____________ è stato sottoposto ad un esame di risonanza
magnetica della spalla destra che ha evidenziato una sindrome da attrito sotto-acromiale
con lesioni parziali del sopraspinato e versamenti reattivi ma nessuna
rappresentazione diretta di una lesione slap (doc. _).

 

                                         Il 15
luglio 2002 ha avuto luogo una visita fiduciaria di controllo da parte del
dott. __________, spec. FMH in chirurgia. 

                                         Dal
relativo suo rapporto emerge, innanzitutto, che nel passato il ginocchio destro
dell'assicurato (come del resto pure il sinistro), già calciatore
professionista (cfr. doc. _), ha fatto oggetto di molteplici interventi
chirurgici, l'ultimo ancora nel corso del 1999, tutti non assicurati presso
l'__________: 

 

" 
Antecedenti:

Secondo gli atti, il paziente ha subito una
meniscectomia mediale destra mediante artrotomia nel 1985 e una meniscectomia
sinistra con ricostruzione del legamento crociato anteriore nel 1987.

Il 7.5.1999 l'assicurato ha subito una
distorsione del ginocchio destro e il 21.5.1999 è stata eseguita un'artroscopia
diagnostica del ginocchio destro con diagnosi di una lesione inveterata del
legamento crociato anteriore, lesione grado I fino II del legamento collaterale
mediale, lesione complessa del corno mediale e posteriore del menisco esterno e
sinovite reattiva. È stata eseguita un'atrolisi del ginocchio destro e
resezione delle lesioni meniscali.

Il dr. __________ ha riscontrato instabilità e
cedimenti al ginocchio destro con dolori.

Secondo le affermazioni, egli ha subito un
infortunio nel 1979 con lesione del legamento crociato anteriore sinistro. 

In tutto, al ginocchio sinistro, è stato operato
ben 5 volte (non a carico dell'ente assicurativo __________ "

                                         (doc. _,
p. 1s.).

 

                                         Il dott.
__________, per quanto concerne la spalla destra, ha diagnosticato una periatropatia
omero-scapolare, affermando di non potere escludere una lesione Slap.

                                         Per
quanto riguarda invece il ginocchio destro, egli ha constatato un'instabilità
complessa, sottolineandone tuttavia la preesistenza all'infortunio dell'aprile
2002 (cfr. doc. _, p. 3). 

 

                                         In data
25 luglio 2002, __________ ha nuovamente interpellato il dott. __________. 

                                         Il
chirurgo ortopedico - presa conoscenza delle informazioni riguardanti gli
antecedenti al ginocchio destro, contenute nel referto del dott. __________ -
ha ritenuto certa la preesistenza della diagnosticata lesione del LCA ("…
è quindi chiaro che a livello del gin. dx vi è stata una nuova distorsione e/o
contusione, ma che l'LCA leso risale a 3 anni fa"). 

                                         L'esame
clinico del ginocchio destro ha confermato la presenza di una lassità
anteriore, con chiaro Lachmann, chiaro Tiroir e chiaro Pivot-shift, derivante
dalla nota lesione del LCA.

                                         Trattandosi
della spalla destra, il dott. __________ ha constatato una situazione
praticamente normale, caratterizzata da mobilità in attivo completamente
conservata, da Jobe test e Hawkins test negativi, da un'assenza di arco
doloroso, da un Apprehension test negativo, nonché da unTiroir AP e sulcus test
negativi (cfr. doc. _).

 

                                         Il 12
agosto 2002, l'insorgente si è sottoposto ad una nuova visita di controllo da
parte, questa volta, del dott. __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica. 

                                         Il medico
di circondario dell'__________ ha diagnosticato, da un canto, una sospetta
tendinite del capolungo del bicipite e, d'altro canto, una instabilità antero-mediale
al ginocchio destro in stato dopo rottura del LCA e del LCM in stato dopo
distorsione il 30 aprile 2002. 

                                         Questa la
sua valutazione:

 

" 
Alla spalla destra l'assicurato ha notato un
buon miglioramento della situazione.

Anche clinicamente la funzione è aumentata.

Il Palm-up test e il Lift-off test sono positivi.

Al ginocchio destro la situazione è invariata, il
ginocchio è instabile e cede.

Ha problemi già solo a camminare.

 

Clinicamente si
nota un'instabilità antero-mediale molto importante.

 

(…)"

                                         (doc. _,
p. 3).

 

                                         __________
è stato rivisto dal medico di circondario dell'__________ - un'ultima volta
prima del suo definitivo rientro in patria - in data 27 agosto 2002.

                                         Il dott.
__________, nel riportare i disturbi soggettivi così come descrittigli dal
ricorrente, ha indicato che, citiamo: "fino a 2 giorni fa la spalla destra
andava abbastanza bene, la situazione era molto migliorata con la cura alla
Clinica __________. Poi due giorni fa ha dovuto alzare un letto e subito dopo
ha sentito un forte dolore alla spalla destra con gonfiore anteriormente. Da
allora non riesce più a muovere bene il braccio destro, accusa bloccaggi e
qualcosa che si muove. Anche dorsalmente, in un certo punto, ha un forte
dolore. Durante l'evento ha sentito un dolore forte come
"un'accoltellata"" (doc. _, p. 2).

                                         Qui di
seguito le considerazioni espresse dal fiduciario dell'__________ a proposito
dell'eziologia dei disturbi accusati dall'assicurato alla spalla ed al
ginocchio destri:

 

" 
L'assicurato attualmente asserisce i tipici
sintomi di una tendinite del bicipite, sia del caput breve che del caput lungo.
Probabilmente accusa anche un certo impingement dovuto alla tendinite del caput
lungo.

 

Clinicamente il Palm-up
test è fortemente positivo e il decorso del caput lungo e breve è digito-dolente.

 

Fino a pochi giorni fa l'assicurato stava
abbastanza bene con la spalla destra, non esistevano più impedimenti per
il lavoro. Il 25.7.2002 ha però sovraccaricato la spalla e da allora accusa
nuovi forti dolori.

 

Questi dolori sono dovuti all'evento capitato
sollevando un letto e non sono da mettere in relazione all'infortunio del
30.4.2002.

Per questo motivo la nostra responsabilità è da
dichiarare estinta e lo stato quo sine è raggiunto.

 

Per quanto concerne il ginocchio destro,
il legamento crociato anteriore era già lesionato inveterato il 21.5.1999 pochi
giorni dopo l'infortunio del 7.5.1999 (a carico della __________).

Di conseguenza la lesione del crociato anteriore
è già abbastanza vecchia, quindi preesistente alla data dell'infortunio
__________ del 30.4.2002, per cui la causalità è estinta e lo stato quo sine
raggiunto per l'1.9.2002"

                                         (doc. _,
p. 2s.). 

 

                                         Fra gli
atti di causa figura pure la documentazione afferente all'infortunio occorso
all'assicurato il 7 maggio 1999 - distorsione del ginocchio destro durante una
partita di calcio - infortunio assunto dalla __________. 

                                         In
particolare, dal rapporto relativo all'artroscopia del ginocchio destro del 21
maggio 1999, risulta che l'operatore, dott. __________, già allora aveva
constatato una inveterata assenza completa del LCA (cfr. doc. _, _).

                                         D'altra
parte, in occasione della visita fiduciaria di controllo del 14 luglio 1999, il
dott. __________ aveva dichiarato che, citiamo: "la vecchia lesione del
legamento crociato anteriore, causa primordiale della instabilità, non può
essere, per contro, posta in relazione con la fattispecie avvenuta il 7 maggio
scorso" (cfr. doc. _, _ - la sottolineatura è del redattore).

                                         Con
decisione formale del 1° settembre 1999, la __________ aveva negato il proprio obbligo a prestazioni a far tempo dal
1° agosto 1999, data in cui __________ è stato reputato avere raggiunto lo status
quo ante, rispettivamente, quo sine (doc. _). 

                               2.7.   Secondo la
giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali è tenuto a vagliare
oggettivamente tutti i mezzi di prova, a prescindere dalla loro provenienza, ed
a decidere se la documentazione a disposizione permetta di rendere un giudizio
corretto sull'oggetto della lite. Qualora i referti medici fossero contradditori
fra loro, non gli è consentito di liquidare il caso senza valutare l'insieme
delle prove e senza indicare le ragioni per le quali si fonda su un parere
piuttosto che su un altro (DTF 125 V 352). Determinante è, del resto, che il
rapporto sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami
approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata,
che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella
presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano
motivate (cfr. DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p.
191ss.; DTF 122 V 160ss., consid. 1c e riferimenti). 

                                         L'elemento
rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo
di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma
semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                         Per
costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione
è parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece
nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato
di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209;
STFA dell'8 luglio 2003 nella causa B., U 259/02, consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

                                         Il TFA,
nella DTF 122 V 157ss., ha ancora precisato che, nell'ambito del libero
apprezzamento delle prove, è, in linea di principio, consentito che
l'amministrazione ed il giudice delle assicurazioni sociali fondino la loro
decisione esclusivamente su basi di giudizio interne dell'istituto
assicuratore: in questo caso, devono, però, essere poste esigenze severe per
quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove.

                                         Nella DTF
125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come
oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                               2.8.   Come visto,
nella concreta evenienza, tutti gli specialisti che si sono interessati al caso
di __________ - quindi, i dottori __________ (cfr. doc. _, p. 3), __________
(cfr. doc. _), __________ (cfr. doc. _, p. 3) e __________ (cfr. doc. _, _, p.
3) - hanno confermato che la lesione del legamento crociato anteriore è preesistente,
per quanto qui d'interesse, all'evento traumatico del 30 aprile 2002. 

 

                                         Pertanto,
assodato, da un lato, che la menzionata affezione non riguarda l'Istituto
assicuratore convenuto poiché preesistente all'infortunio assicurato e,
dall'altro, che in occasione della visita fiduciaria del 27 agosto 2002, il
ricorrente presentava ormai soltanto una instabilità del ginocchio destro da
ricondurre proprio a questa lesione legamentare (cfr. doc. _), il TCA ritiene
dimostrato, perlomeno secondo il criterio della verosimiglianza preponderante
(cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e
riferimenti; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 320 e A. Rumo-Jungo,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über
die Unfallversicherung, Zurigo 2003, p. 343), che il
sinistro dell'aprile 2002 ha provocato unicamente un aggravamento transitorio
di una situazione patologica preesistente e che, al più tardi alla data
indicata dall'__________ (16 settembre 2002), __________ aveva raggiunto lo status
quo sine, così come sostenuto dal dott. __________ (cfr. doc. _, p. 3). 

 

                               2.9.   Per quanto
concerne invece la spalla destra, occorre osservare quanto segue.

 

                                         In
occasione della consultazione del 25 luglio 2002, il dott. __________ ha
constatato, all'esame clinico della spalla destra, una situazione di assoluta
normalità, caratterizzata da una, citiamo: "… mobilità in attivo
completamente conservata, Jobe test neg., Hawkins test neg., assenza di arco
doloroso, Apprehension test neg., Tiroir AP e sulcus test negativi" (cfr.
doc. _).

                                         Il 12
agosto 2002, ______________ è stato visitato dal dott. __________, il quale ha
pure rilevato una situazione soddisfacente, con una funzionalità clinicamente
aumentata. In ragione della positività al Palm-up test, il fiduciario ha
sospettato la presenza di una tendinite del capolungo del bicipite (cfr. doc.
_).

                                         In
occasione della successiva visita di controllo del 27 agosto 2002, il dott.
__________ ha riferito di un radicale cambiamento nello stato della spalla
destra - che era nel frattempo ulteriormente migliorato grazie alle terapie
praticate presso la Clinica __________ (cfr. doc. _) - intervenuto in data 25
agosto 2002 al semplice atto di sollevare un letto (cfr. doc. _, p. 3:
"Fino a pochi giorni fa l'assicurato stava abbastanza bene con la spalla
destra, non esistevano più impedimenti per il lavoro. Il 25.7.2002
(recte: 25.8.2002, n.d.r.) ha però sovraccaricato la spalla e da
allora accusa nuovi forti dolori" - la sottolineatura è del redattore). 

 

                                         Interpellato
in corso di causa da questo Tribunale (cfr. XIV), il medico di circondario dell'__________
ha ribadito di avere osservato, in occasione della visita del 12 agosto 2002,
"una situazione per niente acuta e non limitante". Per contro, in
quella del 27 agosto 2002, "i test erano fortemente positivi",
ragione per la quale, citiamo: "tra un esame e l'altro deve essere
successo qualcosa".

                                         Il dott.
_________ ha inoltre sottolineato che se è vero che, già prima dell'evento del
25 agosto 2002, vi fosse il sospetto per un certo interessamento del capo lungo
del bicipite, egli non può comunque confermare che questi disturbi
costituivano, con probabilità preponderante, una naturale conseguenza
dell'infortunio del 30 aprile 2002 (cfr. XVI). 

 

                                         Una
valutazione del tutto analoga è stata espressa da quello che all'epoca era il
medico curante di __________, il dott. __________. 

                                         In
effetti, consultato dal TCA, il citato chirurgo ortopedico ha in sostanza fatto
valere che i disturbi alla spalla destra apparsi verso la fine del mese di
agosto 2002, precisamente il 25 agosto 2002, non avevano nulla a che vedere con
quelli accusati dall'assicurato nel periodo immediatamente successivo
all'infortunio del 30 aprile 2002:

 

" 
(…).

-                                     Ho
visto in totale 3 volte il paziente tra il 23.5.02 e il 25.7.02. I segni
clinici riscontrati in occasione delle prime 2 visite del paziente erano
praticamente scomparsi in occasione dell'ultimo controllo del 25.7.02.

 

-                                     In
genere dopo una contusione importante della spalla possono persistere per
diversi mesi dei dolori continui o intermittenti legati alla instaurazione di
un così detto conflitto sottoacromiale, dove la cuffia dei rotatori rimane
"compressa" tra la testa dell'omero e l'osso acromiale; questo può
avvenire per diversi motivi, cioè in seguito all'insorgenza di una borsite
sottoacromiale e/o a una lesione provocata dal trauma a livello della cuffia
e/o a uno scompenso e conseguente atrofia dei muscoli che agiscono sulla
spalla, con conseguente "risalita" della testa dell'omero verso
craniale, da qui l'importanza della fisioterapia con rinforzo muscolare dopo
tali traumi. 

 

-                                     Nel
caso in questione, rileggendo i diversi rapporti, la spalla dx era migliorata e
andava bene, almeno nel periodo tra la mia ultima visita e sino a due giorni
prima dell'esame da parte del medico di circondario della __________ del
27.8.02, dove si legge appunto che due giorni prima di tale esame i dolori
erano comparsi repentinamente alla spalla dx dopo aver sollevato un letto. Dunque
dopo un primo mese di dolori a partire dal momento del trauma sono poi seguiti
3 mesi di accalmia, per cui ritengo che i nuovi disturbi sopraggiunti a fine
agosto non siano da ricondurre in maniera significativa all'evento del 30.4.04
(recte: 30.4.02, n.d.r.)"

                                         (XXVI -
la sottolineatura è del redattore). 

 

                                         Pertanto
- vista l'univocità delle tesi espresse da due specialisti nella materia che
qui interessa - questo Tribunale ritiene provato, perlomeno secondo il criterio
della verosimiglianza preponderante, che i disturbi alla spalla destra presenti
in occasione della visita fiduciaria di controllo del 27 agosto 2002 e, quindi,
al momento della chiusura del caso da parte dell'_______, non costituivano più
una naturale conseguenza dell'infortunio dell'aprile 2002. 

                                         Essi
devono piuttosto essere valutati quale postumo dell'evento del 25 agosto 2002,
un evento - il semplice sollevamento di un letto (cfr. doc. _, p. 2) - che
manifestamente non presenta le caratteristiche né di un infortunio ai sensi
dell'art. 9 cpv. 1 OAINF, né di una lesione parificata ai postumi di un
infortunio giusta l'art. 9 cpv. 2 OAINF (cfr., a quest'ultimo proposito, la DTF
129 V 466ss. in cui il TFA ha precisato la nozione di fattore esterno). 

 

                                         Un'applicazione
dell'art. 36 LAINF non può peraltro entrare in linea di conto nella misura in
cui, come visto, la sintomatologia lamentata da __________ alla spalla destra in
coincidenza con la chiusura del caso, era esclusivamente riconducibile
all'evento, non assicurato, del 25 agosto 2002 (cfr., in particolare, le
risposte che il dott. __________ ha fornito al TCA, XXVI).

 

                             2.10.   Deve essere,
infine, esaminato se l'assicurato può essere posto al beneficio dell'assistenza
giudiziaria e del gratuito patrocinio, così come da lui richiesto in sede di
ricorso. 

 

                          2.10.1.   Come già
indicato al consid. 2.2., il 1° gennaio 2003, è entrata in vigore la Legge
federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA). 

Per quanto concerne la materia che qui interessa, l'art. 1 cpv. 1 LAINF dispone
che le disposizioni della LPGA sono applicabili all’assicurazione contro gli
infortuni, sempre che la presente legge non preveda espressamente una deroga.

                                         Come
esposto in precedenza (cfr. consid. 2.2.), secondo la dottrina e la
giurisprudenza, le disposizioni formali della LPGA, relative a principi già
previsti precedentemente all'entrata in vigore della LPGA dal diritto federale
- tra cui l’assistenza giudiziaria (art. 61 lett. f LPGA) - sono immediatamente
applicabili con l’entrata in vigore della nuova legge (cfr. SVR 2003 IV Nr. 25
consid. 1.2.; STFA del 23 ottobre 2003 nella causa K., H 73/03; STFA del 23
ottobre 2003 nella causa J., K 55/03; STFA del 20 marzo 2003 nella causa E., I
238/02; U. Kieser, ATSG-Kommentar, Ed. Schulthess, Zurigo 2003, art. 82 N. 8 p.
820).

 

                                         Ai sensi
dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere
garantito il diritto di farsi patrocinare. 

                                         Se le
circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito
patrocinio. 

                                         Tale
norma di legge rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 108 cpv. 1
lett. f LAINF, rimasto in vigore sino al 

                                         31 dicembre
2002 (cfr. STFA del 3 luglio 2003 nella causa X., U 114/03, consid. 2.1.).

                                         L’art. 61
lett. f LPGA mantiene il principio che i presupposti del diritto alla
concessione dell’assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto
federale, mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto
cantonale (cfr. DTF 110 V 362 consid. 1b; Kieser, op. cit., art. 61 N. 86 p.
626).

                                         Le
condizioni cumulative per la concessione dell’assistenza giudiziaria
rimangono invariate rispetto al vecchio diritto, per cui trova ancora
applicazione la giurisprudenza elaborata in riferimento all'art. 108 cpv. 1
lett. f vLAINF (cfr. STFA del 3 luglio 2003 nella causa X., U 114/03, consid.
2.1.). 

                                         Tali
presupposti sono adempiuti qualora l'assistenza di un avvocato appaia
necessaria o comunque indicata, se il richiedente si trova nel bisogno e se le
sue conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (cfr. Kieser, op.
cit., art. 61 N. 88s., cfr., anche, DTF 108 V 269; 103 V 47; 98 V 117; Zbl
94/1993 p. 517; STFA del 23 maggio 2002 nella causa Winterthur Assicurazioni c/
D., U 234/00; STFA del 15 marzo 2002 nella causa A., U 220 + 238/00; STFA del 5
settembre 2001 nella causa C., U 94/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G.,
I 11/01; STFA del 7 dicembre 2001 nella causa B., I 194/00; DTF 125 V 202; DTF
121 I 323 consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a, DTF 124 I 1,
consid. 2a, pag. 2; SVR 1998 UV, Nr. 11, consid. 4b, p. 31; SVR 1998 IV, Nr.
13, consid. 6b, p. 47; STCA del 23 marzo 1998, nella causa G.I., 38.97.323;
STFA del 18 giugno 1999 nella causa D.V.). 

 

                                         Inoltre
va rilevato che dal 30 luglio 2002 è in vigore la legge cantonale sul
patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (cfr. art. 38 Lag e BU
30/2002 p. 213 segg.), la quale si applica alle domande di assistenza
giudiziaria introdotte dopo la sua entrata in vigore .

                                         L'art. 3
della citata legge, alla quale la legge di procedura per i ricorsi al TCA
rinvia espressamente (cfr. il nuovo art. 21 cpv. 2 LPTCA in vigore dal 30
luglio 2002), prevede:

 

" 
1L'istituto
dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica 

indigente la tutela adeguata dei suoi diritti
dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone."

 

" 
2E' ritenuta
indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri
agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio."

 

                                         Le altre
condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge
sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite
negativamente all'art. 14 Lag:

 

" 
1L'assistenza
giudiziaria non è concessa:

a)
  la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito
favorevole;

b)
  una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura  a
causa delle spese che questa comporta.

2L'ammissione
al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di
procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è
necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta
difficoltà particolari."

 

                                         I criteri
posti nella legge cantonale sono dunque identici a quelli fissati dalla
giurisprudenza federale elaborata interpretando le norme di diritto federale
relative alle assicurazioni sociali (cfr. v.art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS), che
sono validi anche sotto l'egida della LPGA.

                                         Pertanto
la Lag è conforme all'art. 61 lett. f LPGA.

 

                          2.10.2.   La procedura
per la concessione dell’assistenza giudiziaria è retta dalla massima ufficiale,
come del resto quelle relative alle assicurazioni sociali (cfr. SVR 1998 UV 1).

                                         Tuttavia,
nel caso in cui l’interessato si limita a dichiarare di non poter pagare le
spese di patrocinio, ma non prova in alcun modo lo stato di bisogno e omette di
fornire qualsiasi indicazione atta a renderlo verosimile, l’istanza va respinta
(cfr. B. Cocchi-F. Trezzini, Codice di Procedura civile ticinese massimato e
commentato, Lugano 2000, p. 487s.). Di conseguenza, quindi, nel caso in cui il
richiedente non fa fronte al proprio obbligo di collaborare all’accertamento
dei fatti, deve sopportarne le conseguenze (SVR 1998 UV 1 e giurisprudenza ivi
citata).

 

                          2.10.3.   In concreto,
secondo il patrocinatore dell'assicurato, lo stato di indigenza in cui
verserebbe quest'ultimo é dimostrato dalle, citiamo: "… notorie stentate
condizioni di vita in Bosnia, paese che sta difficoltosamente cercando di
cancellare le tracce di una lunga guerra fratricida; …" (cfr. I, p. 3). 

 

                                         A mente
del TCA, ciò non può bastare a rendere verosimile l'indigenza di __________. 

                                         Se
praticamente impossibilitato a produrre "adeguate certificazioni"
vista "la precarietà dell'apparato amministrativo statale" (cfr. I,
p. 3), l'insorgente avrebbe perlomeno potuto presentare una dichiarazione da
parte di quei familiari che, a sua detta, l'aiuterebbero attualmente a
sopravvivere (cfr. XIII). 

 

                                         In tali
circostanze, in virtù della giurisprudenza suesposta, già per questo solo
motivo, l’istanza tendente alla concessione dell’assistenza giudiziaria
gratuita deve essere respinta.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

 

                                 2.-   L’istanza
tendente alla concessione dell’assistenza giudiziaria è respinta.

 

 

                                 3.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti