# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 473ec7db-92ec-50bd-b9dc-83b0fcca0c01
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht Praxis des Verwaltungsgerichts (PVG) 00.00.0000 PVG 2017 30
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_006_PVG-2017-30_0000-00-00.pdf

## Full Text

13/30 Verfahren PVG 2017

Computo dei termini. Consegna di un ricorso ad un ufficio 
postale straniero.
– Un’istanza depositata ad un ufficio postale all’estero deve 

– al momento della scadenza del termine di ricorso
– essere stata consegnata alla posta svizzera, affinché il 
termine di ricorso risulti ossequiato.

Fristberechnung. Abgabe einer Eingabe an eine ausländi- 
sche Poststelle.
– Eine im Ausland aufgegebene Sendung muss im Zeit- 

punkt des Fristablaufs von der ausländischen Post der 
Schweizerischen Post zur Beförderung übergeben wor- 
den sein, um als rechtzeitig eingereicht zu gelten.

Considerandi:
2. Giusta l’art. 52 cpv. 1 della legge sulla giustizia ammini- 

strativa (LGA; CSC 370.100), il ricorso deve essere inoltrato per 
iscritto al Tribunale amministrativo entro 30 giorni dalla comunica- 
zione della decisione impugnata. I termini che iniziano a decorrere 
con una comunicazione iniziano a decorrere il giorno seguente (art. 
7 cpv. 1 LGA). L’art. 8 cpv. 1 LGA precisa che le istanze devono esse- 
re consegnate al più tardi l’ultimo giorno del termine ad un ufficio 
postale svizzero, ad una rappresentanza diplomatica o consolare 
svizzera oppure durante gli orari d’ufficio all’autorità competente.  
La consegna ad un ufficio postale estero non basta per la salvaguar- 
dia dei termini di ricorso (vedi le decisioni del Tribunale federale 
1F_31/2012 del 6 dicembre 2012 cons. 2, 2C_1113/2012 del 12 novem- 
bre 2012 cons. 2.2 e decisione del Tribunale amministrativo U 16 48 
del 23 giugno 2016),  per quanto non si tratti di un ufficio posta-    
le del Principato del Lichtenstein (decisione del Tribunale federale 
2C_754/2008 del 23 dicembre 2008 cons. 2.3). Un’istanza deposita- 
ta ad un ufficio postale all’estero deve al momento della scadenza 
del termine di ricorso essere stata consegnata alla posta svizzera 
affinché il termine di ricorso risulti ossequiato (vedi anche PLÜSS, in: 
GRIFFEL [editore], Kommentar zum Verwaltungsrechtspflegegesetz 
des Kantons Zürich [VRG], 3. ed., Zurigo 2014, § 11 marginale 48).

3. Nell’evenienza in esame l’istante sostiene di aver ricevu- 
to la decisione dipartimentale del 12 ottobre 2017 in data 23 otto- 
bre 2017. Il termine di 30 giorni iniziava allora a decorrere il dies a 
quo, ovvero il 24 di ottobre 2017, e veniva a scadenza il mercoledì 
22 novembre 2017. L’atto di ricorso è stato consegnato alla posta 
italiana il 22 novembre 2017 ed ha raggiunto la zona di confine e

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un ufficio postale svizzero il 28 novembre 2017 per poi pervenire al 
Tribunale amministrativo il 29 novembre 2017 (vedi il tracciamento 
postale dell’invio dell’istante del 29 novembre 2017). Ne consegue 
che l’istanza – che ha raggiunto un ufficio postale svizzero solo il 28 
novembre 2017 – va considerata tardiva e che il termine di ricorso 
non può considerarsi ossequiato. Non è allora dato entrare nel me- 
rito del ricorso per manifesta tardività.
U 17 103 Sentenza del 4 dicembre 2017

L’interposto ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale fede- 
rale è stato respinto con decisione 29 gennaio 2018 (1C_40/20178). 
Sulla questione della restituzione dei termini richiesta in sede fede- 
rale – considerato l’eventuale dovere del dipartimento di precisare 
il rimedio giuridico – il Tribunale federale precisava: la conclusione 
è peraltro corretta, ritenuto che il Dipartimento non era tenuto a 
indicare espressamente la condizione, notoria, prevista dall’art. 8 
cpv. 1 LGA, peraltro analoga a quella prevista dall’art. 48 cpv. 1 LTF. 
Il ricorrente non fa valere, a ragione, che si sarebbe in presenza 
di un formalismo eccessivo, ritenuto che la prassi, senza violare il 
principio della buona fede, esige in effetti una verifica sommaria 
dell’indicazione dei rimedi di diritto nonché del termine di ricor- 
so e ciò addirittura nell’ipotesi, chiaramente non realizzata nella 
fattispecie, di un’indicazione errata del termine di impugnazione, 
quando la stessa può essere rilevata dal patrocinatore con la sem- 
plice consultazione dei testi di legge, in concreto dell’art. 8 cpv. 1 
LGA (DTF 141 III 270 cons. 3.3 in fine; 138 I 49 cons. 8.3.2), norma 
consultabile pure su Internet. Questa prassi è stata confermata dal- 
la Corte europea dei diritti dell’uomo in re Clavien contro Svizzera 
del 12 settembre 2017.

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