# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b82f4847-18ff-5b80-96ec-ef6cb91d6759
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 02.07.2003 52.2002.368
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2002-368_2003-07-02.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2002.368

   

  	
  Lugano

  2 luglio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi e Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso  18 settembre 2002 di

 

 

	
   

  	
  __________, 

  patrocinata dall'avv. __________, 

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 3 settembre 2002 (n. 4205) del
  Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la decisione 14 maggio 2002 del Dipartimento delle istituzioni, Sezione
  dei permessi e dell'immigrazione, in materia di ammonimento;

  

 

 

viste le risposte:

-    25 settembre 2002 del
Dipartimento delle istituzioni,

-     1°ottobre 2002 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

 

                                  A.   __________
(1949), nata Trvalec, è entrata in Svizzera il 30 agosto 1969 in qualità di
rifugiata proveniente dalla Cecoslovacchia, ottenendo l'asilo.

Il 26 giugno 1970 la ricorrente si è sposata
a __________ con il connazionale __________ (1945). Dalla loro unione sono nati
__________ (1970) e __________ (1977). Il matrimonio dei coniugi __________ è
stato sciolto per divorzio con sentenza 28 dicembre 1992 dal Pretore della giurisdizione
di Locarno-Campagna.

Dal 1974 __________, ora titolare della
nazionalità slovacca, è al beneficio di un permesso di domicilio, con prossimo
termine di controllo fissato per il 10 settembre 2004.

 

 

                                  B.   a) Il 27
marzo 2002 l'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento (USSI) ha comunicato
alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento delle istituzioni
che dal 1991 __________ aveva ottenuto prestazioni per una somma complessiva di
fr. 100'601.65 (saldo comprensivo dell'anticipo alimenti in favore del figlio
__________ dal 1991 al 1996) e che dal 2001 beneficiava mensilmente di un
sussidio assistenziale di fr. 1'988.– integrativo agli alimenti in attesa di
una decisione AI.

 

b) Per questi motivi, il 14 maggio 2002 il
dipartimento l'ha ammonita, avvertendola di fare tutto il possibile per
rendersi autosufficiente e che in caso di recidiva o di comportamento scorretto
sarebbe stata presa in esame la possibilità di adottare adeguate misure
amministrative nei suoi confronti, segnatamente l'espulsione o il rimpatrio.

La risoluzione è stata resa sulla base degli
art. 10 e 11 LDDS e 16 cpv. 3 ODDS.

 

 

                                  C.   Con
giudizio 3 settembre 2002 il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da __________.

Il Governo ha dapprima indicato che il
debito assistenziale complessivo contratto dall'insorgente ammontava a fr.
112'529.65, ma che da tale importo bisognava decurtare gli anticipi per alimenti
versati al figlio __________, ciò che riportava la somma effettiva percepita dall'interessata
a circa fr. 50'000.–.

Considerato che quantomeno dal 2001
__________ era a carico in maniera continua e rilevante a carico
dell'assistenza pubblica, l'Esecutivo cantonale ha ritenuto che l'ammonimento
nei confronti della stessa fosse conforme al principio della proporzionalità.
Ha rilevato come essa adempisse i requisiti per essere rimpatriata, dal momento
che non aveva fatto tutto il possibile per evitare di dover ricorrere all'aiuto
finanziario dello Stato, in particolare chiedendo aiuto ai propri figli,
ritenuto pure che il suo diritto a una rendita AI non era ancora garantito.

Infine, ha ritenuto che la stessa potesse
rientrare nella Repubblica Slovacca, nonostante l'assenza di parenti nel suo
Paese d'origine.

 

 

                                  D.   Contro la
predetta pronunzia, __________ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento.

Afferma di essere caduta a carico
dell'assistenza sociale in particolare a causa dei problemi di salute,
sottolineando di essere in attesa di una rendita AI. Asserisce che i figli non
sono in grado di aiutarla finanziariamente.

Pone in evidenza il lungo soggiorno in
Svizzera e sostiene di non poter rientrare nella Repubblica Slovacca, dove non
avrebbe più parenti.

Chiede di essere posta al beneficio
dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio.

 

 

                                  E.   All’accoglimento
del ricorso si oppone sia il Consiglio di Stato sia il dipartimento, senza
formulare osservazioni.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (cfr.
art. 10 lett. a LALPS).

 

1.2. Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3
OG, in ambito di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo
al Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di
permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto.
Sennonché, indipendentemente dalla sussistenza di un diritto al rilascio di un
permesso, per costante giurisprudenza dell'alta Corte federale il ricorso di
diritto amministrativo è ammissibile contro una decisione d'espulsione,
rispettivamente, di minaccia dell'espulsione ai sensi dell'art. 10 cpv. 1 LDDS
(STF inedita 25 gennaio 1999 in re P. consid. 2b; DTF 96 I 266 consid. 1). E'
dunque data anche la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a
statuire sull'impugnativa inoltrata da __________.

 

1.3. Il gravame, tempestivo (art. 10 LALPS;
46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere
(art. 43 PAmm), è ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli
atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   Giusta
l'art. 10 cpv. 1 lett. d LDDS, uno straniero può essere espulso quando egli
stesso, o una persona a cui deve provvedere, cade in modo continuo e rilevante
a carico dell'assistenza pubblica. Tale provvedimento può essere pronunciato
solo nel caso in cui il ritorno dell'espulso nel suo Paese d'origine è possibile
e può essere ragionevolmente richiesto (art. 10 cpv. 2 LDDS). L'espulsione può
essere pronunciata solo se dall'insieme delle circostanze sembra adeguata.
Saranno parimenti evitati rigori inutili. In questi casi potrà essere ordinato
solo il rimpatrio (art. 11 cpv. 3 LDDS). Per valutare se tale presupposto sia
adempiuto, occorre tenere conto, segnatamente, della gravità della colpa a
carico dell'interessato, della durata del suo soggiorno in Svizzera e del
pregiudizio che egli e la sua famiglia subirebbero in caso di espulsione (art.
16 cpv. 3 prima frase ODDS). Se un'espulsione, nonostante la sua legale
fondatezza conformemente all'art. 10 cpv. 1 lett. a o b LDDS, non appare
opportuna in considerazione delle circostanze, lo straniero sarà minacciato di
espulsione (art. 16 cpv. 3 seconda frase ODDS, applicabile per analogia anche
nel caso previsto all'art. 10 cpv. 1 lett. d LDDS: cfr. Wisard, Les renvois et
leur exécution en droit des étrangers et en droit d'asile; pagg. 108-109). La
minaccia sarà notificata sotto forma di decisione scritta e motivata, che preciserà
quanto le autorità si attendono dallo straniero (art. 16 cpv. 3 terza frase
ODDS).

 

 

                                   3.   In
concreto, dal 1° gennaio al 31 marzo 1991 __________ ha percepito dall'assistenza
pubblica complessivamente fr. 2'600.–, dal 1° gennaio al 31 marzo 1996 fr.
2'700.– e dal 1° marzo 1999 al 30 giugno 2002 fr. 59'640.–, per un totale di
fr. 64'940.–-, già dedotto l'importo di fr.47'589.65 quale anticipo alimenti in
favore del figlio __________ (v. scritti 27 marzo e estratto conto 19 luglio
2002 dell'USSI alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione rispettivamente al
Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato). Dal 2001 essa beneficia inoltre
regolarmente di un sussidio assistenziale di fr. 1'988.– mensili integrativo
agli alimenti per tutte le necessità dell'economia domestica in attesa di una
decisione AI.

Di conseguenza, l'insorgente essendo dal
2001 a carico dell'assistenza pubblica in maniera continua e rilevante, le
condizioni per l'espulsione previste dall'art. 10 cpv. 1 lett. d LDDS sarebbero
adempiute. Ci si può invero chiedere se l'interessata dovrà ricorrere a tali
sussidi anche in futuro. Sia come sia, il quesito può rimanere indeciso per i
motivi che verranno esposti in seguito.

 

 

                                   4.   La
decisione impugnata deve rispettare il principio di proporzionalità. In questo
senso, bisogna segnatamente tenere conto della gravità della colpa
dell'insorgente.

Durante il suo soggiorno in Svizzera
__________ ha lavorato come impiegata per poi svolgere l'attività di ausiliaria
aiuto domiciliare. Essa si è pure trovata a diverse riprese senza lavoro.

Dal 1° marzo 1999 l'insorgente è a carico
dello Stato in modo continuo e l'11 maggio 2001 ha chiesto una rendita di
invalidità perché soffre di fibromialgia e di depressione. Inoltre, a partire
dal 2001, essa beneficia regolarmente di un sussidio assistenziale di fr.
1'988.– mensili.

Come adduce il Governo, il fatto di aver
inoltrato una domanda per una rendita AI non significa ancora che la ricorrente
ne abbia diritto. D'altra parte, però, l'esito della procedura di invalidità è
determinante per stabilire se i motivi per ottenere l'assistenza pubblica erano
fondati. A maggior ragione dal momento che il Consiglio di Stato ha stabilito
che l'interessata si trova in malattia sin dal 1998 (risoluzione governativa ad
4, pag. 8).

Tuttavia dagli atti non è dato sapere se la
procedura AI sia giunta a conclusione e con quale esito, in altre parole se
tale instabilità professionale fosse imputabile alla ricorrente stessa.

Trattandosi di aspetti di certo rilievo
nell'ambito della ponderazione degli interessi contrapposti, ne discende che lo
stato di fatto, così come risulta dalla sentenza del Consiglio di Stato e
dall'inserto di causa, è incompleto e non permette di decidere se la minaccia
di espulsione sia opportuna.

 

 

                                   5.   In simili
circostanze ben si giustifica di annullare la decisione impugnata e di rinviare
gli atti all'autorità inferiore affinché provveda a completare l'inchiesta quo
alla procedura AI della ricorrente.

Il ricorso va quindi accolto e la decisione
del Consiglio di Stato annullata. Visto l'esito del ricorso e considerato che l'insorgente
è indigente, la domanda di assistenza giudiziaria, comprensiva del gratuito
patrocinio, va accolta. Non si assegnano per contro ripetibili (v. STA 3 giugno
1998 in re K. E. R.).

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 1, 4, 10,
11 LDDS; 16 ODDS; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 28, 31, 43, 46, 60, 61, 64 e 65
PAmm,

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto come ai considerandi.

 

§.  Di conseguenza:

1.1    la decisione 3
settembre 2002 (n. 4205) del Consiglio di Stato è annullata;

1.2    gli atti sono
rinviati all'Esecutivo cantonale per nuova decisione previo completamento dell'istruttoria.

 

 

                                   2.   Non si
prelevano né tassa di giustizia né spese.

 

 

                                   3.   La domanda
di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio è accolta.

§.  Di conseguenza la patrocinatrice della
ricorrente è invitata a trasmettere al Tribunale cantonale amministrativo la
propria nota professionale relativa alla procedura avanti a questa sede.

 

 

                                   4.   Contro la
presente decisione, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      5.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario