# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 846a7049-4305-5c3e-9972-c04807f85ef6
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-05-06
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 06.05.2010 D-5540/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5540-2006_2010-05-06.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5540/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  6  m a g g i o  2 0 1 0

Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice Gabriela Freihofer, 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, 
B._______, 
C._______, 
D._______ e 
E._______, Federazione russa, 
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 12 gennaio 2006 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5540/2006

Fatti:

A.
A.a Il  6  febbraio  2005,  gli  interessati,  unitamente  ai  loro  figli 
C._______ e D._______, cittadini russi di etnia inguscia, hanno inoltra-
to una domanda d'asilo in Svizzera. Hanno dichiarato, in sostanza e 
per quanto è qui di rilievo (cfr. verbali d'audizione del 23 febbraio 2005 
e del 1° marzo 2005) di essere espatriati  in data 13 gennaio 2005, a 
causa delle attività del fratello dell'interessato nel corso del secondo 
conflitto ceceno come combattente contro le forze federali. Il 24 mag-
gio  2002,  infatti,  l'interessato  si  sarebbe  trovato  a  casa  del  padre, 
quando una squadra di sette o otto persone mascherate e in uniforme 
avrebbero  cercato  il  fratello,  a  quel  momento  presente  nell'orto  di 
casa. In tale occasione, l'interessato e suo padre sarebbero stati pic-
chiati. In seguito all'aggressione l'interessato si sarebbe risvegliato in 
una cella a F._______, dove sarebbe stato interrogato e vi sarebbe ri-
masto per tre giorni. Il padre sarebbe morto in seguito alle contusioni 
subite,  mentre  il  fratello  sarebbe  riuscito  a  fuggire.  Dopodiché,  il 
23 giugno 2003,  l'interessato, quando si  trovava a G._______ per la 
morte di  suo zio, sarebbe venuto a sapere da suo cugino di  essere 
stato  cercato  dalle  autorità  nella  sua  abitazione. Da  quel  momento, 
egli non sarebbe più tornato a casa, ma si sarebbe nascosto presso i 
suoi familiari a G._______, H._______ e I._______. Nonostante ciò, il 
5 gennaio 2005,  sarebbe stato arrestato a casa della zia e condotto 
con un veicolo “UAZ” (sigla utilizzata per i veicoli destinati ai militari) in 
un edificio appartenente ai Servizi federali per la sicurezza della Fede-
razione  russa  (FSB),  dove lo  avrebbero  interrogato,  picchiato  e  rin-
chiuso per alcuni giorni, prima di portarlo in un garage, dove lo avreb-
bero buttato in una fossa con altre due persone cecene. Dopo dieci o 
dodici ore lo avrebbero fatto uscire e riportato nel luogo precedente e 
nuovamente interrogato. Dopo alcuni giorni, il 12 gennaio 2005, l'inte-
ressato, in attesa del trasferimento in un'altra prigione per essere pro-
cessato (per partecipazione alla  guerra ed aiuto ai  combattenti),  sa-
rebbe stato liberato da uno zio del padre (impiegato nel Ministero degli 
Affari Interni). Il 13 gennaio 2005, gli interessati si sarebbero recati da 
J._______ in minibus fino a K._______, da dove avrebbero proseguito, 
in data 5 febbraio 2005 e sempre in minibus, fino a L._______ pagan-
do USD 6'000.- ai passatori.

A.b Nell'ambito dell'audizione complementare del  9  novembre 2005, 
l'interessato ha dichiarato di avere appreso da suo zio di potere rien-

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trare nel suo Paese d'origine, pur essendo ricercato ufficiosamente dai 
FSB. Inoltre, egli  ha rilevato di avere bisogno di un po' di tempo per 
potere organizzare il suo rientro in Patria. 

A.c L'interessata non ha presentato motivi  d'asilo  legati  alla  propria 
persona, ma ha dichiarato di essere espatriata a causa dei problemi 
del marito.

B.
Il 12 gennaio 2006, l'UFM ha respinto la domanda d'asilo degli interes-
sati. Nello stesso tempo, detto Ufficio ha pronunciato l'allontanamento 
di  quest'ultimi  dalla  Svizzera  e  ritenuto  lecita,  esigibile  e  possibile 
l'esecuzione dell'allontanamento verso la Federazione russa. 

C.
Il 13 febbraio 2006, gli interessati hanno inoltrato ricorso dinanzi alla 
Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo (CRA) contro la ci-
tata decisione dell'UFM. Hanno chiesto, in via principale, l'annullamen-
to del provvedimento litigioso, il riconoscimento dello statuto di rifugia-
to e la concessione dell'asilo e, in via sussidiaria, la trasmissione degli 
atti di causa all'autorità inferiore per un approfondimento ed una nuova 
valutazione della  fattispecie,  nonché la  concessione dell'ammissione 
provvisoria. Hanno, altresì, presentato domanda d'assistenza giudizia-
ria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali e 
del relativo anticipo.

D.
Il 2 marzo 2006, è nata a Lugano E._______, figlia degli interessati.

E.
Il 9 maggio 2006, la CRA ha rinunciato, ritenuta la sussistenza di moti-
vi particolari (art. 63 cpv. 4 della legge federale sulla procedura ammi-
nistrativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]), a chiedere ai ricor-
renti il  versamento di un anticipo a copertura delle presumibili  spese 
processuali.

F.
Il 30 giugno 2006, l'UFM, nell'ambito della risposta al ricorso, ha pro-
posto la reiezione del gravame.

Diritto:

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1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) giudica definitivamente i 
ricorsi contro le decisioni dell'UFM in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 
lett.  d  della  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17 giu-
gno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 della legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 [LAsi, RS 142.31] e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale fe-
derale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

1.2 Dal 1° gennaio 2007, il TAF giudica, in quanto sia competente, i ri-
corsi pendenti al 31 dicembre 2006 presso le commissioni federali di 
ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ricorsi dei dipartimenti. Il giu-
dizio  si  svolge  secondo  il  nuovo  diritto  processuale  (art.  53  cpv. 2 
LTAF).

1.3 Giusta  il  capoverso  1  delle  disposizioni  transitorie  della  LAsi  ri-
guardanti la modifica del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti 
al momento dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il 
nuovo diritto.

1.4 Secondo l'art. 6 LAsi,  le  procedure in  materia  d'asilo  sono rette 
dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, in quanto la LAsi non preveda altri-
menti.

2.
V'è motivo di entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
di ammissibilità di cui agli art. 48, 50 e 52 PA.

3.
3.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Il TAF esamina liberamente il diritto federale, l'accertamento dei fatti e 
l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai motivi invocati dalle parti 
(art. 62 cpv. 4 PA) o dai considerandi del provvedimento litigioso.

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5.
Nella decisione impugnata, l'UFM ha rilevato che le dichiarazioni dei 
ricorrenti non soddisferebbero le condizioni di verosimiglianza ai sensi 
dell'art. 7 LAsi. Infatti,  A._______ non sarebbe stato in grado, malgra-
do il legame stretto con il fratello, di riferire i motivi, per i quali quest'ul-
timo sarebbe stato attivo durante la seconda guerra in Cecenia. Inol-
tre, detto Ufficio ha ritenuto le allegazioni presentate nel corso della 
procedura  prive  di  sostanza  ed  inconcepibili.  Peraltro,  il  ricorrente, 
quale ex-poliziotto  e nipote di  un importante personaggio in seno al 
Ministero degli Affari Interni, si sarebbe dovuto adoperare per ottenere 
informazioni riguardo ai  presunti  pericoli  a cui  andrebbe in contro in 
caso di rientro in Patria. Egli avrebbe, invece, più volte ripetuto di pote-
re tornare nel suo Paese d'origine, rispettivamente di avere bisogno di 
più tempo affinché i suoi problemi in loco vengano risolti. Per di più, 
l'UFM ha ritenuto incomprensibile ed inverosimile la narrazione della 
presunta liberazione del  ricorrente. Non vi  sarebbero, altresì,  alcune 
indicazioni oggettive di  una persecuzione statale rilevante in seguito 
alla partecipazione dell'insorgente alla prima guerra in Cecenia. Infine, 
l'autorità  inferiore ha ritenuto l'esecuzione dell'allontanamento dei  ri-
correnti verso il loro Paese d'origine come ammissibile, esigibile e pos-
sibile.

6.
Nel gravame, i ricorrenti hanno ribadito il racconto presentato nel cor-
so della procedura d'asilo e ritenuto il  provvedimento litigioso incom-
prensibile sotto diversi punti di vista. Da un lato, i ricorrenti hanno cen-
surato la sintassi e la costruzione grammaticale dello stesso, dall'altro 
lato, essi hanno reputato il proprio racconto preciso e ricco di dettagli. 
Peraltro, ritengono che non si possa pretendere dal ricorrente di esse-
re in grado di elencare in dettaglio i motivi per i quali il fratello avrebbe 
deciso di combattere. Per di più, essi hanno sottolineato la propria in-
comprensione in merito alla censura da parte dell'autorità inferiore, in 
merito  all'attività  di  poliziotto  del  ricorrente  e  la  sua  mancata  cono-
scenza delle circostanze in caso di un suo rientro in Patria. Inoltre, la 
liberazione del ricorrente sarebbe stata frutto di corruzione e, di con-
seguenza, sarebbe facilmente credibile, vista la vasta corruzione del 
sistema di governo in Inguscezia (richiamato in proposito, un rapporto 
dell'Organizzazione  svizzera  di  aiuto  ai  rifugiati  [OSAR]).  Di  conse-
guenza, il ricorrente sarebbe esposto ad un pericolo concreto in caso 
di rinvio nel suo Paese d'origine, motivo per il quale, l'esecuzione del-

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l'allontanamento degli interessati non sarebbe da ritenere, al momen-
to, ragionevolmente esigibile.

7.
7.1 Sono rifugiate le persone che, nel Paese d'origine o di ultima resi-
denza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religio-
ne, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per 
le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere espo-
ste a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a 
pericolo della vita, dell'integralità fisica o della libertà, nonché le misu-
re che comportano una pressione psichica insopportabile. Occorre al-
tresì tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizione femmini-
le (art. 3 LAsi).

7.2 Chiunque domanda asilo deve provare o per lo meno rendere ve-
rosimile  la  sua qualità  di  rifugiato. Per poter  ammettere la  verosimi-
glianza, ai sensi dell'art. 7 LAsi, delle dichiarazioni determinanti rese 
da un richiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado 
di  convinzione logica tale da prevalere in  modo preponderante  sulla 
possibilità  del  contrario,  così  che quest'ultima risulti  secondaria  (cfr. 
Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso 
in materia d'asilo [GICRA] 1993 n. 21). In altri termini, le dichiarazioni 
devono essere attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero 
non generiche e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto 
o più verosimile), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e 
nemmeno con altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla vero-
simiglianza dev'essere il frutto di una valutazione complessiva, e non 
esclusivamente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo 
da consentire di limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ov-
vero il  pericolo di  fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili 
postulati di civiltà giuridica, semplici impressioni dell'autorità giudican-
te (cfr. GICRA 1995 n. 23).

8.
Nella fattispecie, le dichiarazioni in materia d'asilo rese dai ricorrenti, 
nella misura in cui si riferiscono a fatti aventi un legame di causalità 
temporale con l'espatrio, si esauriscono in mere affermazioni di parte, 
vaghe,  generiche  e  contrarie  alla  logica  dell'agire  come  pure  non 
corroborate da elementi di seria consistenza. In particolare ed a titolo 
esemplificativo, il  ricorrente non è stato in grado di presentare alcun 
documento  che  provi  i  due  fermi  subiti.  Inoltre,  l'insorgente  ha 

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dichiarato di essere stato liberato grazie all'aiuto di suo zio (o cugino, 
a seconda delle versioni), il quale avrebbe usato i suoi contatti, oppure 
corrotto dei funzionari, senza tuttavia essere in grado di fornire alcun 
dettaglio sulle modalità di tale scarcerazione (cfr. verbale d'audizione 
del 1° marzo 2005, pag. 10, D/47 e D/48). Peraltro, non è credibile che 
lo zio lo avrebbe aiutato ad uscire dal carcere e, allo stesso tempo, gli 
avrebbe consigliato di lasciare immediatamente il Paese ed aiutato in 
tal senso (cfr. ibidem, pag. 9, D/40 e pag. 10, D/41), ritenuto che lo zio 
sarebbe una persona molto importante in seno al Ministero degli Affari 
Interni  (cfr.  ibidem,  pag.  9,  D/48).  Pertanto,  come  egli,  secondo  le 
dichiarazioni del ricorrente, ha potuto liberare l'insorgente, allo stesso 
modo avrebbe dovuto anche essere in grado di proteggerlo in patria 
da  una  successiva  carcerazione.  Inoltre,  a  prescindere  da  ciò,  in 
relazione ad un eventuale rischio fondato di persecuzione in caso di 
rientro  nel  suo  Paese  d'origine,  questo  Tribunale  osserva  che,  nel 
corso dell'audizione complementare del 9 novembre 2005 (cfr. pag. 2), 
egli ha affermato che un suo parente gli  avrebbe detto che potrebbe 
tornare  in  Patria,  obiettando,  però,  che  senza  soldi  non  si  può fare 
nulla. Tuttavia, alla domanda relativa all'importo che gli servisse a tale 
scopo,  egli  ha  risposto,  in  maniera  sorprendente,  che  i  soldi  non 
sarebbero  per  lui  un  problema.  Ques'ultima  affermazione,  secondo 
codesto Tribunale, mal si sposa con quanto può essere verosimilmente 
interpretato  come  il  senso  dell'obiezione  precedente,  ovvero  la 
necessità  di  avere dei  soldi  per potere ritornare a casa sua. Inoltre, 
anche l'affermazione secondo cui non sarebbe ricercato ufficialmente, 
ma  ufficiosamente,  senza  peraltro  sapere  dare  delle  spiegazioni 
precise in merito, stride con la precedente dichiarazione secondo cui 
potrebbe tornare in Patria. Infine, le allegazioni del ricorrente - rese in 
seguito  allo  scetticismo  dimostrato  dal  collaboratore  dell'UFM,  visto 
quanto  poco  il  ricorrente  medesimo  conosce  la  sua  situazione  - 
secondo  cui  non  chiede  una  decisione  positiva  o  il  diritto  di 
soggiornare  nel  nostro  Paese,  ma  che  desidera  unicamente 
guadagnare del tempo, circa sei mesi, per potere trovare una via per 
risolvere il  suo caso (cfr. ibidem, pag. 2),  inducono a ritenere che lo 
stesso abbia pensato bene di ridimensionare le sue richieste giocando 
la  carta  dello  statuto  provvisorio.  Tale  comportamento,  che  non  è 
riconoscibile come quello di una persona effettivamente perseguitata e 
con un timore  fondato  di  persecuzioni  in  caso di  rientro  nel  proprio 
Paese d'origine, mina sensibilmente la credibilità di un racconto già di 
per sé confuso, povero di dettagli congruenti. Del resto, anche il fatto 
che nel 2008 i ricorrenti abbiano chiesto l'aiuto al ritorno per ritornare 

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in Patria, sebbene abbiano cambiato idea in seguito, conferma quanto 
precedentemente  esposto.  In  considerazione  di  quanto  precede, 
questo Tribunale considera inverosimili  le allegazioni dei ricorrente in 
materia d'asilo.

9.
Da quanto esposto, consegue che sul punto di questione dell'asilo il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

10.
Ritenuto quanto precede,  i  ricorrenti non adempiono le condizioni  in 
virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare 
l'allontanamento  (art. 14 cpv. 1  e  cpv. 2 LAsi  ed  art. 44 cpv. 1 LAsi 
nonché  art. 32  dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  proce-
durali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

11.
11.1 Per  quanto  concerne  l'esecuzione  dell'allontanamento,  l'art. 83 
della  legge  federale  del  16  dicembre  2005  sugli  stranieri  (LStr, 
RS 142.20)  prevede che la  stessa sia  ammissibile  (cpv. 3),  esigibile 
(cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di non adempimento di una di que-
ste condizioni, l'UFM dispone l'ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 
LStr).

11.2
11.2.1 Per gli stessi motivi citati al considerando 8 del presente giudi-
zio, non emergono dalle carte processuali neppure elementi da cui de-
sumere che l'esecuzione dell'allontanamento degli  insorgenti in Ingu-
scezia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della  Costituzione federale della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr.

11.2.2
11.2.2.1 La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr  non si  esaurisce,  altresì, 
nella massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di dirit-
to internazionale della Svizzera possono essere ostativi all'esecuzione 
del rimpatrio, in particolare l'art. 3 della Convenzione per la salvaguar-
dia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novem-
bre 1950 (CEDU, RS 0.101) o l'art. 3 della Convenzione contro la tor-

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tura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 di-
cembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). L'applicazione di tali disposi-
zioni presuppone, peraltro, l'esistenza di serie e concrete ragioni per 
ritenere che lo straniero possa essere esposto, nel Paese verso il qua-
le sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli; spetta al-
l'interessato rendere plausibile l'esistenza di  siffatte serie e concrete 
ragioni.

11.2.2.2 Nel caso concreto non è dato rilevare - in sostanza per le ra-
gioni già indicate al considerando 8 del presente giudizio - alcun serio 
indizio  secondo cui  i  ricorrenti  potrebbero  essere esposti  in  caso di 
rimpatrio al rischio reale ed immediato (“real risk”) di un trattamento 
contrario a siffatte disposizioni (cfr. GICRA 2001 n. 16, consid. 6a con 
relativi riferimenti). In altri termini, essi non hanno saputo fornire un in-
sieme  d'indizi,  oppure  presunzioni,  sufficientemente  gravi,  precisi  e 
concordanti quo ad un pericolo d'esposizione personale ad atti o fatti 
che si ritengono contrari alle norme legali precitate. Infine, in virtù del-
la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, la situazio-
ne generale che regna in un Paese non comporta, ad essa sola, l'illi-
ceità del rimpatrio secondo le disposizioni della Convenzione (cfr. ibi-
dem, consid. 6a e GICRA 1995 n. 12, consid. 10a, pagg. 110 e seg. 
nonché relativi riferimenti): in altre parole, la difficile situazione genera-
le dei diritti umani in Russia in ogni caso non lascia apparire l'esecu-
zione dell'allontanamento in tale Paese come di per sé inammissibile.

11.2.3 Pertanto,  come  rettamente  ritenuto  nel  giudizio  litigioso, 
l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile  ai  sensi  delle  norme 
del diritto pubblico internazionale nonché della LAsi.

11.3
11.3.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, l'esecuzione non può essere ragio-
nevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di provenienza, lo 
straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a si-
tuazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergen-
za medica. Qualora venga constatato un pericolo concreto deve esse-
re concessa l'ammissione provvisoria, salvi i casi di cui l'art. 83 cpv. 7 
LStr (cfr. Foglio Federale n. 20 del 20 maggio 2002 pag. 3433 [FF 2002 
3433]).

11.3.2 Il TAF osserva nondimeno che nonostante la situazione di sicu-
rezza generale nel Caucaso del nord sia rimasta tesa, nel Paese d'ori-
gine dei ricorrenti non vige attualmente una situazione di guerra, guer-

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ra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popola-
zione nella totalità del territorio nazionale.

11.3.3 Dalle carte processuali non emergono neppure ostacoli all'ese-
cuzione dell'allontanamento dal profilo personale. I ricorrenti godono di 
una  certa  esperienza  professionale  (il  ricorrente  come montatore  di 
impianti elettrici, meccanico di auto e poliziotto e la ricorrente come in-
segnante di fisica e matematica [cfr. verbali d'audizione del 23 febbra-
io 2005, pagg. 2 e 4]) e non hanno, altresì, preteso nel gravame di sof-
frire di gravi problemi di salute che possano giustificare un'ammissione 
provvisoria (cfr. sulla problematica GICRA 2003 n. 24),  senza che da 
un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una per-
manenza degli insorgenti in Svizzera per motivi medici. Inoltre, in pa-
tria dispongono di una solida rete sociale. La ricorrente ha, infatti, di-
chiarato che a I._______ abitano i genitori, il fratello e la sorella (cfr. 
verbale d'audizione del 23 febbraio 2005, pag. 3 D/12), mentre il ricor-
rente  ha  menzionato,  nel  corso  del  suo  racconto,  dei  parenti  a 
G._______ e di avere vissuto presso sua zia nel 2005 a I._______ (cfr. 
verbali d'audizione del 23 febbraio 2005, pag. 5 e del 1° marzo 2005, 
pagg. 6-9, D/29/32/38 e 40). In siffatte circostanze, l'autorità inferiore 
ha rettamente ritenuto siccome adempiti  i  presupposti  per  formulare 
una prognosi favorevole con riferimento alle effettive possibilità per gli 
stessi di un adeguato reinserimento sociale nel loro Paese d'origine. 

11.3.4 Questo Tribunale rileva, che nell'esame dell'esigibilità dell'ese-
cuzione dell'allontanamento anche l'interesse superiore del fanciullo è 
un elemento da prendere in considerazione. Ciò conduce ad una inter-
pretazione  dell'art.  83  cpv. 4  LStr. conforme  al  diritto  internazionale 
pubblico  ai  sensi  dell'art. 3  cpv. 1  della  Convenzione del  20 novem-
bre 1989 sui diritti del fanciullo (CDF, RS 0.107). Sotto l'aspetto dell'in-
teresse superiore del fanciullo devono essere inclusi e considerati tutti 
gli aspetti essenziali riguardo ad un possibile allontanamento verso il 
Paese d'origine. Nell'ambito di un esame approfondito possono essere 
di rilevanza segnatamente i seguenti criteri: l'età, la maturità, il genere 
dei  contatti  sociali  (prossimità,  intensità,  rilievo),  caratteristiche della 
sua persona di riferimento (in particolare, la possibilità e la disponibili-
tà di sostenere il fanciullo), grado e prognosi dello sviluppo e della for-
mazione e il  grado di  integrazione in  caso di  un lungo soggiorno in 
Svizzera. In particolare, quest'ultimo criterio, la durata della permanen-
za in Svizzera, deve essere tenuto conto in merito ad un esame delle 
possibilità  ed ostacoli  di  un'integrazione nel  Paese d'origine del  fan-

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ciullo, ritenuto che un bambino non dovrebbe essere sradicato senza 
motivo da un suo ambiente familiare. Dal punto di vista dello sviluppo 
psicologico del bambino non deve essere tenuto conto solo della sua 
immediata sfera sociale (il nucleo familiare), ma anche del suo ulterio-
re inserimento sociale. Infine, secondo la giurisprudenza (cfr. GICRA 
2005 n. 6), delle difficoltà di reinserimento nel Paese d'origine, causate 
da un'integrazione avanzata del  fanciullo  in  Svizzera,  possono com-
portare l'inesigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento dell'intera fa-
miglia  (cfr. sentenze  del  TAF E-4465/2006  del  16  dicembre  2008  e 
D-3357/2006 del 9 luglio 2009).

11.3.5 Nella fattispecie, i  cinque anni  di  soggiorno nel nostro Paese 
non  costituiscono  una  ragione  ostativa  all'esecuzione  dell'allontana-
mento dei figli degli insorgenti. Infatti, anche se si può partire dal pre-
supposto che i figli C._______ e D._______ abbiano frequentato negli 
ultimi anni le scuole nel nostro Paese, vale sottolineare che essi hanno 
trascorso i primi dodici, rispettivamente sette anni dell'infanzia in Rus-
sia e sono ancora caratterizzati dalla cultura ed il modo di vivere dei 
genitori. Ciò vale anche per la figlia E._______, nata in Svizzera nel 
2006 (cfr. sentenza del TAF D-3284/2006 del 5 dicembre 2008, consid. 
5.3). Per di più, gli  insorgenti non hanno familiari  in Svizzera. Non si 
può, dunque, partire dal presupposto che i figli dei ricorrenti abbiano 
raggiunto un avanzato grado di integrazione nel nostro Paese. Di con-
seguenza, non v'è motivo di ritenere che gli stessi, in caso di allonta-
namento dal nostro Paese, subiranno uno sradicamento culturale im-
portante,  ritenuto  segnatamente  che  il  loro  grado  d'integrazione  dal 
profilo socioculturale è maggiore in Russia che in Svizzera. Vi è dun-
que motivo di  formulare una prognosi favorevole con riferimento alle 
effettive possibilità di un adeguato reinserimento sociale in Russia, an-
che dal punto di vista dell'interesse superiore del fanciullo, giusta l'art. 
3 CDF.

11.3.6 Infine, nonostante i ricorrenti abbiano presentato una domanda 
d'asilo cinque anni fa, non si giustifica di esaminare se i medesimi si 
trovino  in  una  grave  situazione  personale  ai  sensi  dell'art.  14a 
cpv. 4bis della, nel frattempo abrogata, legge federale concernente la 
dimora e il domicilio degli stranieri del 26 marzo 1931 (LDDS) e degli 
abrogati art. 44 cpv. 3-5 LAsi come pure l'art. 33 OAsi 1, ritenuto che 
un tale esame non è di competenza di questo Tribunale. Infatti, secon-
do l'art. 14 cpv. 2 LAsi, spetta al Cantone rilasciare un eventuale per-
messo di dimora ad una persona soggiornante in Svizzera da almeno 

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cinque anni dalla presentazione della domanda d'asilo, di cui è sempre 
stato noto alle autorità il  luogo di  soggiorno e che ha dimostrato un 
certo grado d'integrazione. Per conseguenza, l'eventuale concessione 
di tale permesso agli insorgenti esula dall'ambito procedurale del caso 
di specie.

11.3.7 In considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allonta-
namento è esigibile nella fattispecie.

11.4 Non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti, i ricor-
renti,  usando  della  dovuta  diligenza  potranno  procurarsi  ogni  docu-
mento  necessario  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontanamento  è 
dunque pure possibile.

11.5 L'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, esigibile e pos-
sibile per le ragioni sopra indicate. Per conseguenza, anche in materia 
d'allontanamento ed esecuzione dell'allontanamento, il gravame va di-
satteso e la querelata decisione confermata.

12.
Ritenute le conclusioni dei ricorrenti prive di possibilità di successo, la 
richiesta d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-
mento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA).

13.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  dal  giudice  unico  con 
l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

14.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 600.-, che 
seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  dei  ricorrenti 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e 
sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo 
federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal ver-
samento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico dei ricorrenti. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di  30 giorni  dalla  spedizione della 
presente sentenza.

4.
Comunicazione a:

- rappresentante dei ricorrenti (Raccomandata; allegato: bollettino di 
versamento)

- UFM, Divisione soggiorno, con allegato l'incarto N [...] (per corriere 
interno; in copia)

- M._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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