# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8e24bfdf-c412-56a5-9df5-90955e167e5a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-02-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 26.02.2002 INC.2000.39305
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-39305_2002-02-26.html

## Full Text

N. 393.2000.5 L                                                         Lugano,
26 febbraio 2002

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

Claudio Lepori

 

 

 

sedente per statuire sul reclamo
presentato il 10 settembre 2001 da

 

 

__________(patrocinato
dall'avv.__________)

 

 

contro il decreto 27 agosto 2001
con il quale il Procuratore pubblico avv. Mario Branda ha esteso
l'accusa contro il reclamante per titolo di franamento eventualmente violazione
delle regole dell'arte edilizia e ha disposto la congiunzione di questo
procedimento con quello già pendente contro lo stesso reclamante per titolo di
truffa ed altri reati;

 

 

 

preso atto della comunicazione 24
settembre 2001 del Procuratore pubblico avv. Mario Branda che riferisce il
contestato decreto a circostanza di connessione soggettiva, e viste le
osservazioni del Procuratore pubblico avv. Emanuele Stauffer, che postula la
reiezione del reclamo;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

 

che

 

 

-         
come a promozione dell'accusa del 16 giugno 2000, nei confronti di __________
è stato avviato un procedimento penale per reati patrimoniali consumati
attraverso la ditta di promozione immobiliare __________, della quale
l'accusato è azionista unico (v. verbale di conferma dell'arresto inc. GIAR
393.2000.1) rispettivamente amministratore di fatto (v. reclamo punto 1, nonché
il verbale 23 giugno 2000, allegato 16 del doc. 33 dell'inc. MP __________);

 

 

-         
il 27 settembre 1998, in località __________, si è verificato un
franamento nel corso della costruzione di due case monofamiliari, l'__________
fungendo da impresa generale esecutrice dei lavori: le informazioni preliminari
hanno condotto alla formulazione nei confronti di __________, per la sua veste
richiamata sopra, di promozione dell'accusa per titolo di franamento
eventualmente violazione delle regole dell'arte edilizia, con il decreto 27
agosto 2001, qui impugnato;

 

 

-         
nel reclamo, __________ esprime "somma sorpresa e disappunto"
per non essere stato precedentemente confrontato con eventuali indizi a suo
carico, dopo essere stato interrogato unicamente in qualità di testimonio, per
cui chiede anche di invitare il Procuratore pubblico "a contestare in
un interrogatorio alla presenza del difensore i fatti ed i motivi che hanno
portato all'estensione dell'accusa": proclamando la sua estraneità ad
ogni responsabilità penale per l'evento inquisito, egli considera l'avversata
congiunzione siccome immotivata e non corrispondente ai criteri fissati
dall'art. 35 CPP (i due procedimenti riferendosi a reati dissimili e senza
nessuna connessione fra di loro) e contraria ad opportunità per i tempi diversi
di conclusione delle rispettive inchieste, senza dimenticare l'appesantimento
del dibattimento per i risvolti patrimoniali, già di per sé complessi;

 

 

-         
il Ministero pubblico, con le prese di posizione ricordate in ingresso,
ritiene pacificamente che si tratti di un caso di congiunzione soggettiva,
derivata dal principio dell'unità di giudizio, per cui il reclamo non merita
tutela, essendo peraltro pacifico un interrogatorio dell'accusato, come da lui
chiesto;

 

 

 

 

 

 

-         
__________, in quanto accusato, fruisce ovviamente del diritto di
presentare reclamo in questa sede contro tutti i provvedimenti e le omissioni
del Procuratore pubblico entro dieci giorni dalla loro conoscenza (art. 280 ss.
CPP), per cui, in quanto tempestivamente diretto contro il decreto di
congiunzione in discorso, il gravame è formalmente ricevibile: per contro, non
essendovi obbligo per il magistrato inquirente di sentire un sospettato prima
della promozione dell'accusa (tale essendo un'estensione), ma bastando "motivi
sufficienti" a giustificare questo atto istruttorio (art. 184 cpv. 1
CPP), è inammissibile la richiesta di invitare il Procuratore pubblico ad
interrogare l'accusato, questione comunque risolta dall'adesione del magistrato
inquirente a questo auspicio;

 

 

-         
il processo penale svizzero è retto dal principio dell’indivisibilità
del perseguimento penale, secondo il quale non si può frazionare un’azione
penale per esercitarla separatamente contro singoli accusati oppure - in caso
di pluralità di infrazioni commesse dallo stesso accusato - per istruire
distinti procedimenti per ognuna di tali infrazioni: di principio quindi - con
particolare attenzione al caso in esame - un procedimento è da avere per
indivisibile allorché più incriminazioni sono contemporaneamente mosse alla
stessa persona, con doverosa loro riunione istruttoria e dibattimentale in tale
situazione di connessione soggettiva (Gérard Piquerez, Précis de procédure pénale
suisse, Lausanne 1987 p. 110/111 n. 469,470,475; decisioni 22 novembre 1993 in
re G.V., GIAR 203.93.2, e 6 agosto 1997 in re A.A., GIAR 209.93.17; REP 1997 n.
130);

 

 

-         
solo preminenti divergenti motivi consentono in tali casi l’eccezione
della disgiunzione, quando la ponderazione degli interessi in gioco la fanno
più favorevole oppure quando la connessione può risultare iniqua per un
accusato: è quindi necessario che il mantenimento della congiunzione abbia la
conseguenza di gravi inconvenienti, sia per l’istruzione formale, sia per il
pubblico dibattimento, ad esempio quando l’autore si trovi in carcere
preventivo ed il correo latitante oppure quando un accusato è solo coautore in
un reato minore o marginale rispetto agli altri maggiormente aggravati (REP
1980 371 ss.; decisione 22 novembre 1993 citata) oppure quando rispetto
all’accusato una parte delle imputazioni sono oggetto di non luogo a procedere
(decisione 15 dicembre 1993  in re E.O., GIAR 982.93.1; REP 1997 n. 130);

 

 

-         
questi principi giurisprudenziali reggono l’applicazione delle norme del
codice di rito in materia e cioè gli art. 35 e 36 CPP, corrispondenti agli art.
10 e 11 CPP/1941, e riguardano appunto anche congiunzione (regola) e
disgiunzione (eccezione) per procedimenti nei confronti di un unico accusato 

(decisione 3 luglio 1997 citata, con riferimento al Messaggio 11 marzo 1987
concernente la revisione totale del CPP, ad art. 10 nota 2 d, dove è cenno tra
altro a “motivi di opportunità [ad esempio quando l’istruzione di un
procedimento sia conclusa, mentre quella di altro procedimento, al primo
connessa, esiga lunghi e complessi atti istruttori]”): il vigente art. 35
cpv. 2 CPP consente disgiunzione, sempre per motivi di opportunità, “purché
ciò non pregiudichi i diritti degli altri accusati”, trattandosi
espressamente di “limite...al potere di apprezzamento del Magistrato penale
in tale ambito” (v. Rapporto 8 novembre 1994 della Commissione speciale per
l’esame del CPP, pag. 24 ad art. 35 cpv. 2);

 

 

-         
se anche di fattispecie e di qualifica diversa, i reati in discussione
sono imputati ad una stessa persona (__________) nelle sue attività e
responsabilità in un'unica ditta (__________), quasi a dire allora con evidenza
accresciuta della regola della connessione soggettiva e del diritto ed obbligo
di un solo procedimento, la legge (art. 36 cpv. 1 CPP, art. 350 CP) non facendo
distinzioni tra genere o specie di reato: d'altro canto l'inopportunità
avanzata dal reclamante, per i pretesi tempi diversi nella conduzione
dell'istruttoria, è solo apparente (sembrando mascherare personale interesse
processuale) e non trova riscontro alcuno nelle prese di posizione del
Ministero pubblico, meglio in grado di prevedere e programmare i tempi di
conclusione delle inchieste, mentre il criterio di presunto appesantimento
dell'eventuale dibattimento non ha determinante valenza di grave inconveniente;

 

 

-         
il reclamo conseguentemente è respinto con la presente decisione
definitiva (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP), le spese giudiziarie seguendo la
soccombenza (art. 39 lett. F TG);

 

 

 

visti i citati articoli di legge,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

decide:

 

 

 

1.     
In quanto ricevibile, il reclamo è respinto.

 

 

2.     
La tassa di giustizia di fr. 300.- e le spese di fr. 20.- sono a carico
di __________.

 

 

3.     
La presente decisione è definitiva.

 

 

4.     
Intimazione:

 

 

 

 

                                                                                   giudice
Claudio Lepori