# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fce0545d-c69d-5720-a6a1-9c6707afacd9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-11-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 21.11.2005 INC.2005.45601
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2005-45601_2005-11-21.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2005.45601

  	
  Lugano

  21 novembre 2005

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Ursula Züblin

  
	
   

   

   

   

   

   

   

  sedente per statuire sul reclamo presentato il 26 agosto
  2005 da

  
	
   

  	
  __________, __________

  rappr. di fiducia dall'avv. __________, __________

   

  	 

	
   

  	
  contro

  	 

								

 

	
   

  	
  la decisione 16 agosto 2005 del Procuratore pubblico
  Nicola Respini con la quale ha respinto l'istanza di complemento d'inchiesta
  29 luglio 2005 nell'ambito del procedimento penale di cui all'inc. MP __________;

  

 

preso atto delle osservazioni
delle parti civili __________ (7 settembre 2005) e __________ (12 settembre
2005), del Procuratore pubblico (9 settembre 2005), nonchè dei coaccusati __________
(21 ottobre 2005) e __________ (24 ottobre 2005);

 

visto l'inc. MP __________;

 

letti ed esaminati gli atti,

 

ritenuto 

 

 

in fatto

 

A.

 

A seguito di un infortunio sul
lavoro, avvenuto il 26 maggio 2000 presso il cantiere della casa di abitazione
di proprietà di __________ e che ha portato al ferimento di __________,
carpentiere presso la ditta __________, il Ministero pubblico ha aperto un
procedimento penale.

 

Al termine dei rispettivi verbali
1 ottobre 2002 il Procuratore pubblico allora titolare dell'inchiesta ha
promosso l'accusa nei confronti di __________, quale "direttore de
facto" dei lavori di ampliamento della costruzione di proprietà di __________,
rispettivamente nei confronti di __________, responsabile tecnico della __________,
per titolo di violazione delle regole dell'arte edilizia ex art. 229 CP (AI 19
e 20).

 

In data 4 ottobre 2002 l'accusa
per il reato di cui all'art. 229 CP è stata promossa anche nei confronti di __________,
capo carpentiere della __________ (AI 23).

 

Con decreto 21 ottobre 2002
l'allora PP ha nominato l'ing. __________ quale perito tecnico, ponendogli i
seguenti quesiti peritali: "accerti il perito la dinamica
dell'infortunio rispettivamente se norme di sicurezza eventualmente disattese
ne sono state la causa e a chi competeva l'onere di metterle in atto"
(AI 27).

In data 21 gennaio 2003 l'ing. __________
ha rassegnato il proprio referto peritale, nel quale ha concluso che "le
norme di sicurezza per i ponteggi dalle prescrizioni SUVA non sono state
rispettate. (…) La ditta __________ ha costruito un ponteggio non conforme alle
prescrizioni SUVA in quanto mancavano i parapetti messi nella giusta posizione
e le tavole fermapiede. L'intercapedine di 85 cm, esistente fra il muro della
casa e il ponteggio, nella zona grondaia, era troppo grande. Le prescrizioni
SUVA permettono al massimo un intercapedine di 30 cm.. (…) I responsabili della
ditta __________ non avrebbero dovuto accettare di lavorare con il ponteggio
così come messo loro a disposizione. L'architetto, come persona competente, che
frequentava il cantiere e che pure conosce bene le prescrizioni SUVA perché da
lui prescritte nel Capitolato d'Appalto [A1], sarebbe dovuto intervenire presso
la ditta __________, responsabile dei ponteggi, imponendole il rispetto delle
regole dell'arte edilizia prima dell'inizio di qualsiasi attività lavorativa
che necessitava l'uso del ponteggio" (AI 33).

 

Il 30 gennaio 2003 l'allora PP ha
promosso l'accusa anche nei confronti di __________, responsabile della __________,
per il reato di cui all'art. 229 CP (AI 34).

 

Il 23 aprile 2003 l'allora PP ha
esteso l'accusa nei confronti di __________, __________, __________ e __________
anche al reato di lesioni colpose ex art. 125 cpv. 2 CP e, nel contempo, ha
ordinato il deposito degli atti (AI 41) con scadenza al 12 maggio 2003, poi prorogata,
su richiesta di alcune delle parti, al 28 maggio 2003 (AI 47).

 

In accoglimento di corrispondenti
richieste di complemento di inchiesta, l'allora PP ha proceduto all'audizione
di __________, del perito ing. __________, di __________ e di __________ (AI
70, 72 e 76).

 

Nel corso del mese di luglio 2005
il Procuratore pubblico ha ordinato un secondo deposito atti con scadenza al 29
luglio 2005

 

 

B.

 

Con istanza 29 luglio 2005 __________
ha chiesto ulteriori complementi istruttori, e meglio, una nuova audizione
dell'arch. __________ in contraddittorio con __________ stesso, la produzione
di tutti i piani di costruzione dell'immobile __________ (essendo quelli sino a
quel momento agli atti incompleti), l'edizione dal Municipio di __________
dell'intero incarto concernente la domanda di costruzione, l'audizione del
tecnico comunale del Comune di __________, nonché quella dell'ing. __________
(AI 85). 

 

Con decisione 16 agosto 2005 il
Procuratore pubblico subentrato nella conduzione dell'inchiesta ha respinto
integralmente la suddetta istanza, trattandosi di atti istruttori non rilevanti
ai fini del giudizio (AI 86).

 

Ha fatto seguito il reclamo qui
in esame, con il quale __________ si è riconfermato integralmente nell'istanza
29 luglio 2005, postulando l'annullamento della decisione 16 agosto 2005. Delle
relative argomentazioni si dirà nei considerandi in diritto.

 

 

 

 

C.

 

In sede di osservazioni il
Procuratore pubblico si è pronunciato per la reiezione del gravame; Laube SA si
è pronunciata per l'accoglimento del reclamo unicamente in merito alla
richiesta dell'audizione dell'arch. __________ in contraddittorio con __________;
__________ si è pronunciato per l'accoglimento del gravame; __________ e __________
si sono rimessi al giudizio di questo giudice; __________ non ha invece
presentato osservazioni.

 

 

E considerato,

 

 

in diritto

 

1.

 

La legittimazione di __________,
accusato nel procedimento nell'ambito del quale è stata emanata la decisione
impugnata, è pacifica. Il reclamo, tempestivo, è quindi ricevibile in ordine.

 

 

2.

 

In termini generali per l’assunzione di prove
proposte dalle parti nel corso dell’inchiesta valgono i seguenti principi.

 

a)

Gli art. 60
cpv. 1 (per la difesa) e 79 cpv. 1 CPP (per la parte civile), stabiliscono la
facoltà di proporne in ogni tempo nel corso delle indagini di pertinenza del
magistrato inquirente. Di massima, il Procuratore pubblico è tenuto a
pronunciarsi in merito solo a conclusione dell’istruzione formale nel contesto
di quanto disposto dall’art. 196 CPP (v. Messaggio aggiuntivo concernente la
revisione totale del Codice di procedura penale del 20 marzo 1991, pag. 81, ad
art. 58 ter risp. 61 bis del disegno di legge, per il rinvio del commento
all’art. 58 quinquies risp. 61 quater del disegno di legge e all’art. 63 ter risp.
69 del disegno di legge: cfr. decisione 9 giugno 1995 in re F.M., GIAR
1093.93.10, e riferimenti), ma in presenza di anticipata decisione del
magistrato inquirente è dato reclamo nelle vie ordinarie stabilite dagli art.
280 ss. CPP, ritenuto tuttavia che non potranno poi più trovare udienza in sede
di deposito degli atti, a norma del citato art. 196 cpv. 1 CPP, complementi di
prova in precedenza decisi e definitivamente respinti, per quanto concerneva
necessità e contenuti dell’inchiesta (cfr. sentenze 15 luglio 1991 in re F.B.,
CRP 144/91, e 7 ottobre 1991 in re F.M., CRP 210/91; decisione 3 novembre 1993
in re G.G., GIAR 862.93.1), fatte beninteso salve nuove emergenze (v. decisione
17 agosto 1994 in re A.A., GIAR 209.94.12).

 

b)

I principi in base dei quali si
deve determinare se la prova debba essere assunta, sono identici sia che la
decisione avvenga in corso d'istruttoria, sia che avvenga alla conclusione
della stessa (e nel termine del deposito degli atti).

 

"Per meritare di essere assunte, le prove
proposte dalle parti contestualmente al deposito atti (art. 196 CPP), o in
altro momento dell’istruttoria (artt. 60 cpv. 1 e 79 cpv. 1 CPP), devono
rispettare tre concorrenti ordini di considerazione: esse devono essere
motivate per quanto attiene al loro oggetto ed al loro scopo in diretta
connessione con la fattispecie inquisita; tali mezzi di prova devono avere i
requisiti della novità, della rilevanza e della pertinenza alle successive
conclusioni di competenza del Procuratore Pubblico, dapprima per decidere se
promuovere l’accusa oppure non far luogo al procedimento e poi (dopo
conclusione dell’istruzione formale) se decretare messa in stato d'accusa o
abbandono, sino se del caso a quelle del giudice di merito; per quest’ultima
evenienza, le stesse prove devono essere di difficile produzione al
dibattimento, avute presenti le finalità dell’art. 189 CPP, inteso appunto tra
l’altro ad assicurarne la non interrotta assunzione (v. sentenza 24 gennaio
1990, inc. CRP 337/89; v. decisioni 17 febbraio 1993 in re L.P., inc. GIAR
135.93.1; 3 novembre 1993 in re G.G., inc. GIAR 862.93.1, e 14 giugno 1995 in
re F.M., inc. GIAR 1093.93.5). Se, in particolare per l’accusato (ma anche per
la parte civile), la facoltà di proporre mezzi di prova è espressione del diritto
di essere sentito ai sensi dell’art. 4 Cost. fed. (ora, art. 8 cpv. 1 della
nuova Cost. fed.; v., da ultimo, DTF 124 I 49, consid. 3a p. 51; DTF 121 I 306,
consid. 1b p. 308) e del “fair trial” ai sensi dell’art. 6 CEDU (v.
Frowein/Peukert, EMRK-Kommentar, 2. Aufl. Kehl/Strassburg/Arlington 1996, nota
99 ad art. 6 CEDU), il giudice del merito (ed il magistrato inquirente) è
tenuto, in applicazione delle norme procedurali corrispondenti, a considerare
rispettivamente ammettere soltanto quei mezzi di prova che “nach seinem richterlichen Ermessen
entscheidungserheblich sind” (Frowein/Peukert, loc. cit. p. 231). Con
riferimento specifico all’audizione di testi, il magistrato può rifiutare la
prova proposta “wenn er die zu erwartende Antwort bzw. Aussage nach seiner
freien Ermessensentscheidung für die Wahrheitsfindung nicht für beachtlich
hält” (Frowein/Peukert, loc. cit., nota 202 ad art. 6 CEDU, con rinvii), nelle
parole di Niklaus Schmid (Strafprozessrecht, 3. Aufl. Zürich 1997, margin. 270, con rinvii a DTF 103
Ia 491 et al. in nota 321) “wenn sie den rechtlich relevanten Sachverhalt als
genügend geklärt erachten”. Di
conseguenza, non è data violazione dell’art. 6 CEDU se il giudice del merito
rifiuta un mezzo di prova dopo averne esaminato la pertinenza (v.
Frowein/Peukert, loc. cit., nota 203 ad art. 6 CEDU, con rinvio al noto caso
Vidal; come qui, v. decisione 17 giugno 1998 in re F.F., inc. GIAR 55.98.1
consid. 1). Non va, inoltre, dimenticato che la fase in cui si colloca la
presente discussione del complemento probatorio in questione è quella
predibattimentale, finalizzata in primo luogo a permettere alla pubblica accusa
di determinarsi sulle questioni se promuovere l’accusa o meno, indi se deferire
l’accusato alla Corte competente oppure se pronunciare l’abbandono del
procedimento (art. 184 cpv. 1 CPP, rispettivamente artt. 196 cpv. 1 e 198 cpv.
1 CPP combinati). Per costante dottrina e giurisprudenza, invece, l’eventuale
utilità o opportunità della prova proposta nell’ottica del giudice del merito è
elemento a favore della sua assunzione già nella fase predibattimentale
unicamente qualora l’amministrazione di tale prova in sede dibattimentale sia
impossibile, o vi sia concreto rischio che lo diventi."

(GIAR 21 giugno
2001 in re C.)

 

c)

Quanto sopra espresso evidenzia
l’importanza di una corretta e sufficiente motivazione della richiesta di
complemento, in relazione ad ogni prova proposta, per consentire alle
controparti e all’autorità di prendere adeguata posizione, rispettivamente
decisione (sentenza 20 luglio 1994 della Camera dei ricorsi penali in re D.T.,
CRP 249/94); in materia di prove, occorre spiegarne l’oggetto e lo scopo
perseguito, ai fini della determinazione di effettiva rilevanza e pertinenza
per le successive conclusioni del Procuratore pubblico, non bastando che una
prova proposta sia “nuova” e in qualche modo connessa con l’inchiesta per
meritare di essere assunta (REP 1998 n. 122); la motivazione non può essere
sottintesa, bensì deve supportare i requisiti indicati più sopra (sentenza 30 giugno
2003 in re W., GIAR 54.2002.11); non è sufficiente, ad esempio, indicare che il
testimone, di cui si chiede l’audizione dovrebbe essere a conoscenza di un
fatto (decisione 9 maggio 1994 in re R.A., GIAR 336.94.1) o “potrebbe
confermarlo”. In sostanza la corretta verifica dei presupposti di novità, pertinenza
e rilevanza presuppone una motivazione non sommaria e la profonda conoscenza dell'incarto
non può limitarsi ad una presunzione per terzi, ma deve concretizzarsi nella
motivazione delle richieste. Inoltre, in materia di prove, è possibile che
l'obbligo di motivazione, e meglio, la sua estensione, possa essere valutato
diversamente per la richiesta inviata al magistrato inquirente che conosce e
gestisce l'inchiesta ed i relativi atti e per il reclamo diretto al GIAR,
autorità da considerarsi "terza "per rapporto all'istruttoria come
tale.

 

Per quanto il requisito della
novità della prova proposta giova inoltre precisare che esso 

 

         "comporta, laddove l'elemento di prova
era noto e poteva essere assunto in precedenza, un maggior onere di
motivazione. Infatti, sebbene si operi in una procedura che vuole il magistrato
inquirente quale unico dominus (art. 193 CPP), con facoltà di liberamente
assumere le prove che ritiene necessarie (pur nel rispetto del principio
sancito dall'art. 176 cpv. 1 CPP) e con quella di decidere sulle prove
richieste (dalle parti) solo in sede di deposito atti (REP 1997 n. 97),
dottrina e giurisprudenza hanno ritenuto che laddove possibile, ed in
applicazione degli artt. 58 e 60 CPP, le parti notifichino indilatamente (ed in
base al principio della buona fede processuale) le prove che ritengono
necessario assumere senza attendere il deposito degli atti (L. Marazzi, Le
prove nell'istruttoria predibattimentale, in REP 2000, pag. 39 ss., in
particolare capitolo IV paragrafo 2.2 e citazioni). Pertanto, se non basta, per
negare il carattere di novità di una prova, il fatto che l'assunzione avrebbe
potuto essere richiesta in precedenza, neppure basta per conferirle tale
carattere il semplice fatto che non sia stata ancora assunta e sia ritenuta
rilevante da una parte o necessaria per il rispetto del principio del
contraddittorio".

(GIAR 22.6.2004 in
re A.B.)

 

 

3.

 

Seguendo l'ordine proposto nel
reclamo e tenuti presenti i criteri menzionati ai considerandi precedenti, sui
singoli complementi richiesti ci si esprime qui di seguito.

 

a)

Considerato che al termine del
verbale 17 dicembre 2003 di delucidazione del perito ing. __________, l'avv. __________,
patrocinatore di parte civile, ha prodotto la "perizia 5.5.2003
dell'ing. __________ ", __________ ne chiede l'audizione "per
i chiarimenti del caso, in relazione alle affermazioni dello stesso, fatte nel
documento citato".

In questa sede __________
ribadisce la necessità di procedere a detto atto istruttorio: a suo dire, lo
scritto 5 maggio 2003 costituirebbe, senza ombra di dubbio, "una
valutazione e una constatazione specifica di un importante documento di
causa", per cui esso deve essere paragonato ad una perizia. Ciò
premesso il Procuratore pubblico non avrebbe motivato il proprio diniego:
l'audizione sarebbe non soltanto utile, ma si imporrebbe data la lacunosità
della perizia giudiziaria.

Nella decisione impugnata il
Procuratore pubblico, dopo aver evidenziato che l'ing. __________ non è stato
designato perito di parte, né tantomeno perito giudiziario, e che comunque il
suo scritto 5 maggio 2003 non può essere paragonato ad una perizia, ha ritenuto
la sua audizione ininfluente ai fini del giudizio. 

L'ing. __________ nel proprio
referto peritale ha concluso che "le norme di sicurezza previste per i
ponteggi dalle prescrizioni SUVA non sono state rispettate. La Ditta __________
ha costruito un ponteggio non conforme alle prescrizioni SUVA in quanto
mancavano i parapetti messi nella giusta posizione e le tavole fermapiede.
L'intercapedine di 85 cm., esistente tra il muro della casa e il ponteggio,
nella zona grondaia, era troppo grande. Le prescrizioni SUVA permettono al
massimo un intercapedine di 30 cm.".

Nello scritto 5 maggio 2003 l'ing.
__________ dopo aver rilevato che la perizia fa riferimento alla documentazione
fotografica della Polizia scientifica "perciò non si tratta di rilievi
veri e propri" e che essa non indica la larghezza del balcone e la
distanza dal montante, ha ritenuto difficile ricostruire l'esatta dinamica
della caduta di __________ ed in proposito "mi sembra di poter
confermare che egli non sia potuto cadere direttamente dal tetto al suolo (…)
per quanto concerne il movimento fatto dal __________ sul tetto che lo ha portato
alla caduta ritengo non sia trattato di una "scivolata", bensì di una
"messa nel vuoto"". In tale scritto l'ing. __________ non ha
per contro affrontato la questione a sapere se l'infortunio sia stato causato
da una violazione delle norme di sicurezza e, soprattutto, a chi competeva
l'onere di porle in atto. 

Da una lettura del verbale 17
dicembre 2003, del perito ing. __________ - avvenuto alla presenza dei
patrocinatori di tutte le parti - emerge che detto scritto è stato utilizzato
dall'avv. __________, che lo ha prodotto al termine del verbale ("L'avv.
__________ produce l'originale dello scritto 5.5.2003 dell'ing. __________
relativamente alla dinamica della caduta"), per porre le domande al
teste. In particolare, l'ing. __________ ha precisato di aver basato la propria
perizia sulla documentazione fotografica della Polizia scientifica (spiegandone
pure i motivi) e di non aver effettuato un sopralluogo in quanto, essendo
l'infortunio avvenuto oltre 1 anno prima della sua nomina quale perito, i luoghi
non si presentavano come a quel momento, nonché ha precisato i motivi per i
quali nel referto peritale determinate distanze non erano indicate. 

Come rettamente evidenziato dal
Procuratore pubblico, lo scritto 5 maggio 2003 non può essere considerato una perizia
di parte ex art. 142 cpv. 4 CPP; a ciò si aggiunge che la richiesta di
audizione dell'ing. __________ non è sufficientemente motivata, limitandosi il
reclamante, come detto sopra, genericamente a sostenere che lo stesso si
imporrebbe data la lacunosità (su quali punti?) della perizia giudiziaria, ma
senza spiegare lo scopo di tale atto istruttorio e nemmeno la sua pertinenza
per le successive conclusioni del Procuratore pubblico. Non va del resto
trascurato che dagli atti emerge che, presa visione della documentazione
fotografica della Polizia scientifica (AI 6), sia l'arch. __________ che __________
stesso, hanno riconosciuto che ai ponteggi mancavano i "fermapiedi"
(cfr. verb. PP 1.10.2002, AI 19 e 20). 

 

b)

Il reclamante chiede che si
proceda ad un nuovo interrogatorio dell'arch. __________ in contraddittorio con
il reclamante stesso: si tratterebbe di una verifica fondamentale per la
ripartizione delle rispettive responsabilità, che permetterebbe anche di meglio
approfondire "quali siano state le discussioni avute tra di loro su
temi centrali dell'inchiesta", e meglio di chiarire le divergenze
relativamente alle discussioni avute da entrambi con __________ in merito ai
piani e al controllo del cantiere.

Il magistrato inquirente ha
ritenuto trattarsi di complemento istruttorio ininfluente per il giudizio e
che, comunque, le divergenze non verrebbero certo chiarite con una nuova
audizione, ritenuto che sia __________ che l'arch. __________ sono stati
entrambi già approfonditamente interrogati il 1. ottobre 2002, rilevato inoltre
che la richiesta di detto atto istruttorio è tardiva, in quanto andava fatta in
occasione del primo deposito atti. 

Effettivamente il reclamante non
spiega per quale motivo tale contraddittorio non sia stato chiesto al primo deposito
atti, quando già l'arch. __________ ed __________ erano stati sentiti dal
magistrato inquirente, né tantomeno perché la necessità di tale atto
istruttorio sarebbe emersa successivamente e da quali specifiche circostanze. 

Se è vero che il confronto richiesto
è senz'altro in connessione con la fattispecie inquisita, è anche vero che per
avere valenza di prova meritevole di essere assunta dovrebbe presentarsi con
presunzione di rilevanza e di pertinenza ed anche di novità rispetto a quanto
già acquisito. __________ non dà sufficiente ragione dell'importanza di tale
confronto per il chiarimento della fattispecie, neppure indica le singole
circostanze su cui dovrebbe vertere il confronto, né si tratterebbe di novità,
ma piuttosto di ripetizione di quanto già descritto da entrambi nei rispettivi
e dettagliati verbali. In particolare, l'arch. __________ ha dichiarato "per
quanto concerne la direzione dei lavori, non era stato stabilito niente se non
un accordo bonale tra me e il proprietario della casa che qualora ne avesse
avuto bisogno io sarei andato sul posto per risolvere il problema. Pertanto non
ero assolutamente incaricato di dirigere i lavori nel senso previsto dalle
norme SIA"; il qui reclamante, alla domanda "sul cantiere chi
faceva la direzione lavori?" ha invece risposto "per me era __________.
Era lui che ci chiedeva, che chiamava, che sollecitava e che faceva insomma
tutte quelle cose che fa il direttore dei lavori".

 

c)

Le richieste di edizione dal
Municipio di __________ dell'intero incarto concernente la domanda di
costruzione e quella di audizione del tecnico comunale, anche prescindendo dal
fatto che esse avrebbero potuto essere formulate già in occasione del primo
deposito atti, non appaiono affatto motivate in relazione alla loro rilevanza per
le conclusioni del magistrato inquirente. Inoltre, come evidenziato dal
Procuratore pubblico, tali atti istruttori non appaiono utili per l'inchiesta,
ritenuto che il tecnico comunale non potrebbe fornire elementi utili in merito
alla posa dei ponteggi e che nei piani prodotti per l'ottenimento della licenza
di costruzione non sono indicati i ponteggi. Per quanto concerne invece
l'edizione dei piani di costruzione da __________ dagli atti emerge che gli
stessi sono già stati prodotti dalla patrocinatrice di __________ con scritto
del 29 ottobre 2002 (AI 31), né vi sono motivi per ritenere che gli stessi
siano incompleti. 

 

La decisione del Procuratore
pubblico, deve quindi essere confermata, né dagli atti emergono elementi tali
da far dubitare della sua imparzialità. 

 

4.

 

Alla luce di quanto precede, il
reclamo va dunque respinto, con la presente decisione definitiva (art. 284 cpv.
1 lett. a CPP), tassa e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG), correlate alla
soccombenza. Non si assegnano ripetibili.

 

 

Visti gli art. 125 e 229 CP, 60,
196, 197, 198, 280, 281 e 282 CPP,

 

 

 

decide

 

 

1.      Il
reclamo è respinto.

 

2.      La
tassa di giustizia, di fr. 400.--, e le spese ,di fr. 240.--, sono a carico del
reclamante in ragione di fr. 510.--, ed in ragione di fr. 130.-- a carico di __________.
Non si assegnano ripetibili.

 

3.      La
presente decisione è definitiva.

 

Intimazione a (con copia di tutte le osservazioni): 

 

                                                                                 giudice
Ursula Züblin