# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** acdc0683-7b90-55bc-90f8-187bfa52842f
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-09-07
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 07.09.2021 U 2020 65
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2020-65_2021-09-07.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

U 20 65

1a Camera 

Presidenza Racioppi

Giudici Audétat e von Salis

Attuario Paganini

SENTENZA

del 7 settembre 2021

nella vertenza di diritto amministrativo

B._____ SA, 

patrocinata dall'avvocato Roberto A. Keller,

ricorrente

contro

Cantone dei Grigioni, Reichsgasse 35, 7001 Coira,

patrocinato dal Dipartimento infrastrutture, energia e

mobilità dei Grigioni, 

convenuto

concernente appalto

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I. Ritenuto in fatto:

1. Il 13 febbraio 2020 l'Ufficio tecnico dei Grigioni (UT) ha pubblicato, in 

pubblico concorso nel settore del mercato interno, un avviso di gara per le 

opere di capomastro inerenti al rifacimento della strada tra A._____ e 

C._____. Il 16 gennaio e il 13 febbraio 2020 l'UT ha messo a concorso altre 

quattro opere di capomastro inerenti ad altri tratti stradali nel D.________. 

Il Consorzio "E._____ SA / F._____ SA, A._____" (alle cui imprese è 

subentrata in seguito a fusione la B._____ SA) ha partecipato oltre che alla 

commessa "G._____", a tre di questi ulteriori quattro concorsi. Per suddette 

opere sono state presentate delle offerte sia da consorzi di imprese edili 

sia da singole imprese edili. 

2. Per la commessa "G._____", sono state presentate tre offerte. L'apertura 

delle offerte dell'11 marzo 2020 presentava il seguente quadro:

Consorzio E._____ SA / F._____ SA, A._____* CHF 999'335.65

H._____ SA, I._____ CHF 1'304'426.35

J._____ Group CHF 1'387'110.73

K._____ Sa, A._____
L._____ Sa, A._____
M._____ SA, N._____ 

*Dalla fusione di queste due imprese è sorta la B._____ SA (pubblicazione sul Foglio 

ufficiale svizzero di commercio [FUSC] del 1. luglio 2020).

3. A causa di un sospetto di accordo sugli appalti, l'UT ha sospeso suddette 

procedure d'appalto e ha inviato gli incarti al servizio specializzato in 

materia di appalti del Dipartimento infrastrutture, energia e mobilità dei 

Grigioni (DIEM) per ulteriori accertamenti. Gli esami del DIEM hanno 

rilevato delle anomalie, per cui esso ha ordinato, a titolo di verifica 

supplementare, un'analisi informatizzata esterna. I risultati dell'analisi 

informatizzata dell'11 maggio 2020 hanno supportato il sospetto di accordi 

illeciti in materia di concorrenza in quattro commesse, tra cui quella 

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"G._____", delle sei commesse analizzate ("Ponte O._____", "Bivio 

P._____", "Bivio Q._____", "G._____", "R._____" nonché "Ripari valangari 

Y.________" [progetto messo al bando dal Comune di T._____ sotto la 

direzione dell'Ufficio foreste e pericoli naturali {UFP}]). 

4. Il 19 maggio 2020 il DIEM ha segnalato alla Commissione federale della 

concorrenza (COMCO) i propri sospetti circa i progetti summenzionati. Con 

lettera del 29 maggio 2020 la COMCO ha comunicato che gli elementi di 

sospetto riguardo ad accordi illeciti in materia di concorrenza sarebbero più 

evidenti per un'opera [quella del "Ponte O._____", a cui la B._____ SA non 

ha partecipato] e meno evidenti per le altre quattro [tra cui quella di 

"G._____"]. In considerazione delle scarse conoscenze delle realtà locali 

da parte sua, la COMCO ha infine ritenuto sostenibile la procedura 

delineata dal Cantone dei Grigioni. 

5. Dopo questa risposta della COMCO il DIEM ha esaminato nuovamente le 

condizioni regionali nel D.________ coinvolgendo l'UT. A seguito di questi 

accertamenti, che hanno rafforzato il sospetto che più progetti fossero 

gravati da accordi illeciti, il 9 giugno 2020 il Governo ha deciso di 

interrompere i cinque progetti dell'UT e di indire delle nuove gare. Sulla 

base di questo decreto, il 10 giugno 2020 il DIEM ha deciso di interrompere, 

tra le altre, la procedura di appalto qui oggetto di discussione e di ripetere 

la gara. 

6. Avverso la decisione 10 giugno 2020 concernente l'interruzione e la 

ripetizione della procedura d'appalto con nuova pubblicazione dell'opera di 

capomastro per la strada G._____, la B._____ SA (allora non ancora 

fusionata, qui di seguito: ricorrente) ha inoltrato ricorso al Tribunale 

amministrativo del Cantone dei Grigioni il 24 giugno 2020. Nel merito la 

ricorrente ha chiesto, in via principale, l'annullamento della decisione 

impugnata e di conseguenza di far ordine al Governo di proseguire la 

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procedura di appalto, aggiudicandole la commessa per l'importo di 

CHF 999'335.65. In via eventuale, in annullamento della decisione 

impugnata la ricorrente ha chiesto di far ordine al Governo di proseguire la 

procedura di appalto, aggiudicando la commessa al miglior offerente. In via 

cautelare, la ricorrente ha chiesto che al ricorso venga conferito l'effetto 

sospensivo e di far quindi ordine al Governo di omettere ogni 

provvedimento in esecuzione della decisione impugnata. Inoltre, la 

ricorrente ha chiesto l'edizione dall'UT dell'incarto completo della procedura 

d'appalto. 

7. Il 22 giugno 2020 la COMCO ha aperto un'inchiesta su una limitazione 

illecita della concorrenza contro la K._____ SA impresa costruzioni, la 

M._____ SA e la S._____ SA nonché le loro società consociate 

(pubblicazione nel Foglio ufficiale svizzero di commercio [FUSC] del 7 luglio 

2020). In data 24 e 25 giugno 2020 la COMCO ha effettuato delle 

perquisizioni presso diverse imprese nella Regione Z.________.

8. Dopo la presa di posizione del DIEM (qui di seguito: convenuto) dell'8 luglio 

2020 sull'effetto sospensivo, in cui esso ha postulato di negare l'effetto 

sospensivo al ricorso, con decreto procedurale 16 luglio 2020 il Giudice 

istruttore ha respinto la richiesta di conferimento dell'effetto sospensivo al 

ricorso.

9. Nella presa di posizione del 7 agosto 2020 il convenuto ha chiesto il rigetto 

del ricorso, per quanto si possa entrarne nel merito, e la non concessione 

della presa in visione di determinati atti.

10. Nello scritto del 17 agosto 2020 la ricorrente ha chiesto la sospensione del 

termine per presentare la replica e l'assegnazione di un nuovo termine di 

replica dopo la produzione degli atti da essa richiesti in detto scritto.  

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11. Con decreto procedurale del 27 agosto 2020 il Giudice istruttore ha invitato 

il convenuto a valutare in quale misura fosse possibile dare accesso ai 

documenti in questione. Inoltre, egli ha sospeso il termine per l'inoltro della 

replica. Ne è seguito un cospicuo scambio di scritti tra le parti in merito alla 

produzione degli atti. 

12. Con scritto del 5 marzo 2021 il convenuto ha segnalato, in essenza, che la 

procedura del progetto messo al bando dal Comune di T._____ sotto la 

direzione dell'UFP concernente i "Ripari valangari Y.________", per la 

quale vi sarebbero parimenti stati dei sospetti di accordi illeciti, è stata 

interrotta dal Comune di T._____ con decisione del 18 giugno 2020 e 

ripetuta. La nuova pubblicazione della commessa avrebbe permesso di 

ottenere un'importante diminuzione del prezzo (l'offerta più conveniente 

delle tre pervenute è di CHF 898'239.45 rispetto alla prima [e unica] offerta 

presentata dal "Consorzio Y.________ 2020" [composto dalla U._____ SA, 

S._____ SA, V._____ SA e W._____ SA] pari a CHF 1'336'677.45). Nello 

scritto dell'11 marzo 2021 la ricorrente ha contestato lo scritto del 

convenuto del 5 marzo 2021, ribadendo che essa non ha partecipato a tale 

gara (Ripari valangari Y.________), non avrebbe preso accordi con 

nessuna impresa e non sarebbe oggetto d'inchiesta da parte della 

COMCO. A titolo abbondanziale essa ha aggiunto che, ripetendo la 

procedura di tale progetto, l'ipotesi secondo cui l'intervenuto risparmio 

comproverebbe un accordo cartellare, sarebbe più che discutibile, visto che 

i concorrenti già conoscevano i prezzi della prima gara.

13. Con lettera dell'11 marzo 2021 la ricorrente ha chiesto al direttore del 

dipartimento convenuto se il Cantone la sospettasse di comportamenti 

illeciti. A questa domanda il Direttore ha risposto con scritto del 26 marzo 

2021.  

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14. Con decisione intermedia del 16 marzo 2021 il Giudice istruttore ha decre-

tato quali atti (se del caso con omissioni) andavano consegnati alla ricor-

rente. 

15. Nella replica (materiale) del 1. giugno 2021 la ricorrente si è riconfermata 

nei suoi petiti di ricorso. 

16. Il 21 giugno 2021 la COMCO ha esteso (e aperto) l'inchiesta contro altre 

tre imprese (W._____ SA, X._____ SA, la qui ricorrente e le società affiliate 

e facenti parte dei loro gruppi [pubblicazione FUSC del 5 luglio 2021]). 

17. Nella duplica del 5 luglio 2021 il convenuto ha precisato il proprio petito nel 

senso che il ricorso andrebbe respinto. 

II. Considerando in diritto:

1. Oggetto d'impugnazione è la decisione 10 giugno 2020 di interruzione e 

ripetizione della procedura d'appalto n. 724.60 "Strada di C._____, 

G._____, Capomastro". La competenza del Tribunale amministrativo per 

giudicare il presente ricorso è data (art. 25 cpv. 2 lett. c della Legge sugli 

appalti pubblici [Lap; CSC 803.300]). La legittimazione al ricorso della 

ricorrente è pacifica (art. 50 della Legge sulla giustizia amministrativa [LGA; 

CSC 370.100]). Il ricorso adempie inoltre i requisiti di forma ed è tempestivo 

(art. 38 e art. 26 cpv. 1 Lap), per cui vi si entra nel merito.

2. Controverso è se il convenuto ha giustamente interrotto la procedura 

d'appalto a causa di sospetti di accordi illeciti in materia di concorrenza con 

(prevista) successiva nuova pubblicazione della gara o se invece debba 

proseguirla con aggiudicazione della commessa alla ricorrente risp. al 

miglior offerente.

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3. Dal punto di vista formale, la ricorrente critica il fatto che il convenuto abbia 

messo a disposizione di terzi dati sensibili senza il suo consenso.

3.1. La Legge cantonale sulla protezione dei dati (LCPD; CSC 171.100) non 

contiene specifiche disposizioni sul trattamento di dati da parte di terzi, per 

cui giusta l'art. 2 cpv. 2 LCPD sono applicabili per analogia le norme della 

Legge federale sulla protezione dei dati (LPD; RS 235.1). Si noti che il rinvio 

nell'art. 2 cpv. 2 LCPD alle "prescrizioni della legge federale concernenti il 

trattamento di dati personali ad opera di organi federali" deve giocoforza 

estendersi anche alle norme generali della LPD (sezione 2 [artt. 4-11a 

LPD]), per quanto siano in discussione dati il cui trattamento è di 

responsabilità di organi federali, e non soltanto alla sezione 4 della LPD 

(Trattamento di dati personali da parte di organi federali). Giusta l'art. 10a 

LPD il trattamento di dati personali può essere affidato a terzi mediante 

convenzione o per legge se non è diverso da quello che il mandante stesso 

avrebbe il diritto di fare (lett. a) e nessun obbligo legale o contrattuale di 

mantenere il segreto lo vieta (lett. b). Il mandante deve in particolare 

assicurarsi che il terzo garantisca la sicurezza dei dati (cpv. 2). Il terzo può 

far valere gli stessi motivi giustificativi del mandante (cpv. 3). In base all'art. 

16 LPD l'autorità che nell’adempimento dei suoi compiti fa trattare dati 

personali resta responsabile della protezione dei dati.

3.2. L'offerta della ricorrente, quale persona giuridica, può in effetti contenere 

dati personali rientranti nel campo di applicazione della LPD (cfr. art. 2 cpv. 

1 LPD). Per il trattamento di dati da parte di un operatore esterno, come è 

avvenuto in questo caso, non è ravvisabile né una base legale né un 

consenso della ricorrente. Tuttavia, il trattamento dei dati della ricorrente 

da parte dell'operatore esterno appare giustificato dall'interesse pubblico 

preponderante (cfr. art. 13 cpv. 1 LPD) di garantire la concorrenza tra gli 

offerenti e quindi di smascherare comportamenti anticoncorrenziali. Può 

dunque essere tollerata la prassi del convenuto di affidare a terzi il compito 

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specifico e complesso di verificare per mezzo di uno screening 

computerizzato sospetti di concorrenza falsata. Tanto più che il convenuto 

assicura di aver garantito il rispetto degli obblighi di segretezza dei dati nel 

quadro di questo incarico.

4. Sotto il profilo materiale la ricorrente sostiene, in sintesi, che concretamente 

non le sarebbe stato dimostrato alcun comportamento illecito e che essa 

non avrebbe preso accordi con nessuna impresa.

4.1.1. Giusta l'art. 24 cpv. 2 Lap il committente può interrompere la procedura di 

aggiudicazione per motivi importanti. Secondo la giurisprudenza 

un'interruzione (definitiva o allo scopo di una nuova pubblicazione di un 

progetto modificato) è ammessa se è giustificata da motivi oggettivi e se 

non discrimina in maniera mirata singoli concorrenti (cfr. DTF 134 II 192 

consid. 2.3; sentenze del Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni 

[STA] U 20 104 del 12 gennaio 2021 consid. 2.4, U 20 41 del 23 febbraio 

2021 consid. 2.1 con rinvii, U 20 23 del 24 agosto 2020 consid. 2.2 segg.). 

La procedura può essere in special modo ripetuta se le offerte presentate 

non garantiscono un'efficace concorrenza (art. 24 cpv. 3 lett. c Lap). Una 

concorrenza efficace è compromessa, in particolare, in caso di accordi 

(illeciti) in materia di concorrenza ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 e art. 5 della 

Legge federale sui cartelli e altre limitazioni della concorrenza (Legge sui 

cartelli, LCart; RS 251). L'autorità è in special modo tenuta a garantire la 

promozione della concorrenza fra i concorrenti, l'impiego ottimale di fondi 

pubblici e la parità di trattamento degli offerenti. Un motivo oggettivo (risp. 

importante) sussiste già qualora i vantaggi di un'interruzione prevalgano su 

quelli di una prosecuzione della procedura. I concorrenti non hanno nessun 

diritto soggettivo alla prosecuzione della procedura d'appalto (cfr. BEYELER, 

Überlegungen zum Abbruch von Vergabeverfahren in: AJP 7/2005, pag. 

790 n. 32 segg.; SCHERLER, Abbruch und Wiederholung von 

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Vergabeverfahren in: Aktuelles Vergaberecht 2008, Zurigo 2008, pag. 292 

n. 16 segg.). 

4.1.2. Vista la difficoltà di dimostrare l'esistenza di accordi illeciti, non possono 

essere poste esigenze elevate al grado di rilevanza della prova. L'autorità 

deve pertanto poter interrompere la procedura d'appalto già solo se 

sussistono sufficienti indizi a sostegno di accordi illeciti risp. di una 

concorrenza falsata (cfr. SUTER, Der Abbruch des Vergabeverfahrens, diss. 

Basilea 2010, n. 295 segg. in particolare 319 segg. con riferimenti). 

4.2.1. Come descritto sopra, per l'interruzione della procedura d'appalto dal 

convenuto non può essere preteso che faccia piena comprova 

dell'esistenza di un cartello. L'interruzione della procedura d'appalto nel 

caso di specie è avvenuta dopo una prima verifica dell'UT – a causa di 

sospetti di accordi nelle rispettive pendenti procedure d'appalto nel 

D.________ –, un'ulteriore approfondita verifica da parte del convenuto di 

queste procedure – da cui sono emersi degli indizi di accordi illeciti – e 

un'analisi supplementare tramite screening computerizzato effettuato da un 

servizio esterno – che per quattro commesse, tra cui quella in esame, delle 

sei analizzate ha supportato il sospetto di accordi illeciti. La ricorrente 

censura di non aver avuto accesso a queste verifiche e quindi di non essere 

a conoscenza delle ragioni per l'interruzione della procedura d'appalto. Al 

riguardo va innanzitutto constatato che la ricorrente non ha fatto ricorso 

contro la decisione intermedia del 16 marzo 2021 inerente alla produzione 

degli atti, che è pertanto passata in giudicato. Di conseguenza, la ricorrente 

non può (più) far valere l'integrale accesso agli atti risp. una lesione del 

diritto di essere sentiti in tal senso. Va comunque aggiunto che secondo il 

Tribunale lo screening computerizzato (analisi statistica delle offerte 

inoltrate tramite software) rappresenta un valido strumento per individuare 

accordi illeciti e che suoi risultati (contenuti nel rapporto al doc. 12 

convenuto [non consegnato alla ricorrente]), per quanto il Tribunale possa 

valutare vista la tecnicità della materia, sono intelligibili.

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4.2.2. Decisivo in questo caso non è solamente che l'analisi computerizzata ha 

evidenziato dei sospetti riguardo a tre dei quattro appalti a cui ha 

partecipato la ricorrente, ma anche che in quattro dei sei progetti analizzati 

sono stati riscontrati dei sospetti nei prezzi offerti dalle concorrenti e che 

quindi in un quadro complessivo sussistono indizi sull'esistenza di un 

cartello a livello regionale. Oltretutto, nel frattempo la COMCO ha esteso 

l'inchiesta – dapprima aperta contro tre imprese – anche alla ricorrente. La 

COMCO apre un'inchiesta tenor l'art. 27 cpv. 1 LCart se esistono indizi di 

una limitazione illecita della concorrenza. Pertanto, gli elementi di sospetto 

di pratiche anticoncorrenziali evidenziati dal convenuto e l'avvio 

dell'indagine della COMCO anche contro la ricorrente possono essere 

ritenuti indizi risp. motivi oggettivi sufficienti a giustificare un'interruzione 

della procedura in discussione. Ciò vale a maggior ragione considerando i 

sospetti dell'UT di un coordinamento tra gli offerenti – avvalorati dalla 

COMCO seppur senza poterli comprovare pienamente – già sorti 

nell'ambito delle relative gare concernenti lavori di capomastro nel 

D.________ negli anni 2017 e 2018. Oggetto dell'analisi erano pure le 

rispettive offerte delle due società dalla cui unione è sorta la società qui 

ricorrente (cfr. doc. 23-25 convenuto). Si noti poi che alla commessa in 

discussione hanno partecipato delle offerenti parimenti indagate dalla 

COMCO. Come rimarcato dal convenuto, un'interruzione può giustificarsi 

anche nel caso in cui non vi siano sufficienti indizi che l'aggiudicataria 

partecipi o abbia partecipato a un cartello. Infatti, la concorrenza può 

essere distorta già solo se alcuni offerenti si sono accordati, siccome non 

è escluso che senza il cartello vi sarebbe stata un'offerta ancora più 

conveniente di quella della prima classificata non coinvolta negli accordi. È 

pertanto irrilevante il fatto – addotto dalla ricorrente – che essa abbia 

inoltrato l'offerta più conveniente in questa procedura. Anche se la 

ricorrente non fosse indagata dalla COMCO e anche se non vi fossero 

indizi concreti di accordi illeciti contro di essa, un'interruzione in questo 

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caso verrebbe comunque verosimilmente in considerazione, siccome in 

tale ipotesi la concorrenza apparirebbe falsata già dal fatto che un 

concorrente su tre risp. le tre società che compongono tale consorzio 

concorrente sono sospettate di comportamento anticoncorrenziale da parte 

del convenuto e indagate dalla COMCO e non si potrebbe pretendere che 

per un'interruzione della procedura l'appaltante dimostri degli indizi di 

accordi contro tutte le partecipanti al bando di gara. A titolo abbondanziale, 

sia tuttavia precisato che nel singolo caso l'appaltante non può 

sistematicamente interrompere la procedura solo rinviando ai sospetti di un 

cartello a livello regionale (cfr. STA U 20 99 del 30 marzo 2021 concernente 

un appalto nel D.________ messo al bando dall'UT nello stesso periodo 

dei suddetti appalti, nel quale gli indizi di accordi anticoncorrenziali non 

erano sufficientemente corroborati, l'offerta più vantaggiosa era 

considerevolmente più bassa del preventivo e il funzionario responsabile 

aveva considerato concorrenziali i migliori offerenti [peraltro non indagati 

dalla COMCO], per cui l'interruzione è stata annullata da questo Tribunale).

4.2.3. Come giustamente evidenziato dal convenuto, da quest'ultimo non si può 

pretendere che per l'interruzione della procedura d'appalto attenda la 

conclusione del procedimento dinanzi alla COMCO, poiché sono stati 

dimostrati sufficienti indizi di possibili accordi anticoncorrenziali e anche 

perché un procedimento della COMCO può protrarsi per anni. Va quindi 

respinta la richiesta della ricorrente di sospendere la procedura finché sarà 

terminata la procedura dinanzi alla COMCO.

4.2.4. Ininfluente per il caso di specie è che il convenuto con delibera del 26 

maggio 2021 abbia assegnato a un'azienda indagata dalla COMCO 

l'appalto per il progetto di "AA.________". Si noti per inciso che, stando alle 

attendibili dichiarazioni del convenuto, in tal caso il convenuto non ha 

potuto riscontrare sospetti di accordi illeciti, malgrado l'indagine in corso 

contro la relativa concorrente.

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4.2.5. La ricorrente afferma poi che una differenza del 5.14 % sul costo 

preventivato dal convenuto non può essere ritenuta un'anomalia. Come 

sottolineato dal convenuto tuttavia, l'interruzione della procedura di appalto 

è avvenuta a seguito delle evidenze legate alla concorrenza (e non a 

seguito del superamento del limite di spesa risp. del preventivo). Non 

bisogna dunque approfondire questo aspetto e non occorre ordinare una 

perizia (giudiziaria) sul preventivo.

4.2.6. Viste le conclusioni di cui sopra, non serve accertare ulteriormente la 

fattispecie dando seguito alle audizioni dei testi proposti dalla ricorrente, 

anche perché non si intravede come dai relativi interrogatori possano 

emergere degli elementi atti a cambiare l'esito a cui è giunto il Tribunale in 

questa controversia. 

5. Riassumendo, appare sostenibile la scelta del convenuto di interrompere 

la procedura di aggiudicazione per il relativo progetto a causa di fondati 

sospetti su accordi anticoncorrenziali. Il ricorso va dunque respinto e la 

decisione impugnata confermata. 

6. Sulla base di casi e importi d'aggiudicazione analoghi (in questo caso 

l'importo ammonta a poco meno di 1 milione) e in considerazione dei 

numerosi scritti delle parti (già solo riguardo all'edizione degli atti), la tassa 

di Stato per questa procedura è fissata a CHF 10'000.00. Siccome il 

convenuto in un primo momento si è (ingiustamente) rifiutato di produrre 

praticamente tutti gli atti, senza considerare la possibilità di una produzione 

parziale (eventualmente con omissioni) dei documenti, appare opportuno 

assegnare ad esso il 20 % dei costi processuali. In questa misura esso 

deve pure indennizzare la ricorrente per le spese di patrocinio. Tuttavia, 

per la determinazione delle ripetibili non si può poggiare sulla nota 

d'onorario del patrocinatore della ricorrente dell'8 luglio 2021, perché la 

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tariffa oraria di CHF 300.00 deve essere ridotta a CHF 270.00 (al massimo 

riconosciuta secondo prassi di questo Tribunale), perché le spese di 

cancelleria pari a CHF 998.40 appaiono eccessive e non dimostrate e 

perché l'IVA non può essere riconosciuta, essendo la ricorrente soggetta 

all'IVA e potendo dedurre l'imposta precedente. Posto che un indennizzo 

dei costi di patrocinio della ricorrente si giustifica inoltre limitatamente alle 

spese maturate in relazione allo scambio di scritti sull'edizione degli atti, il 

Tribunale fissa le ripetibili in favore della ricorrente all'importo forfettario di 

CHF 1'000.00 (complessivi, senza diritto all'aggiunta dell'IVA). 

III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate le seguenti spese processuali:

- una tassa di Stato di CHF 10'000.00

- e le spese di cancelleria di CHF 314.00

totale CHF 10'314.00

Tali spese sono poste in ragione di 1/5 a carico del Cantone dei Grigioni e di 

4/5 a carico della B._____ SA.

3. Il Cantone dei Grigioni versa alla B._____ SA CHF 1'000.00 a titolo di 

ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

5. [_Comunicazioni_]