# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1fbad366-f6e3-5569-8dfe-0da382d7c6a1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-04-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 19.04.2013 52.2013.33
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2013-33_2013-04-19.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2013.33

   

  	
  Lugano

  19 aprile
  2013

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Stefano Bernasconi, vicepresidente,

  Matteo
  Cassina, Flavia Verzasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 11 gennaio 2013 di

 

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 12 dicembre 2012 (n. 7047) del
  Consiglio di Stato che dichiara irricevibile il ricorso dell'insorgente avverso
  lo scritto 6 giugno 2012 del municipio di __________ in merito ai fatti
  accaduti durante la seduta municipale del 22 maggio 2012;

  

 

 

 

viste le risposte:

-    16 gennaio 2013 del
Consiglio di Stato;

-      4 febbraio 2013 del
municipio di __________;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che in
occasione della seduta municipale del 22 maggio 2012 il segretario comunale di __________,
RI 1, si è lasciato trasportare in espressioni volgari in merito ad una
questione dibattuta che non lo trovava consenziente ed ha lasciato la sala;

che con scritto 6 giugno 2012 il municipio
di __________ ha richiamato __________ all'obbligo di impiegare nei
confronti dei municipali e di altri interlocutori sia durante il tempo di
lavoro, sia all'infuori, toni e contenuti consoni alla funzione da esso ricoperta;
lo ha pure informato dell'intenzione del municipio di istituire una delegazione
composta dal sindaco e da tre municipali, con il coinvolgimento anche del
segretario, allo scopo di verificare approfonditamente questioni procedurali, organizzative
e metodologiche per migliorare e chiarire i rapporti tra il municipio, il consiglio
comunale, la cittadinanza e l'amministrazione comunale;  

che, adito su ricorso di __________ avverso il predetto scritto municipale, con
decisione 12 dicembre 2012 il Consiglio di Stato ha dichiarato irricevibile il gravame per mancanza di una decisione
impugnabile;

 

che in data 11 gennaio 2013 __________ ha
impugnato il giudizio governativo con ricorso al Tribunale cantonale
amministrativo, al quale ha chiesto di annullare sia la decisione avversata,
sia lo scritto municipale 6 giugno 2012;

che al ricorso si oppongono sia il municipio di __________ sia il Consiglio di
Stato per motivi che verranno ripresi, se del caso, nei considerandi seguenti;

 

 

considerato,                   in
diritto

                                       

                                         che la
competenza del Tribunale è data dall'art. 208 cpv. 1 della legge organica comunale
del 10 marzo 1987 (LOC; RL 2.1.1.2), la legittimazione del ricorrente, destinatario
della decisione im-

pugnata è certa (art. 209 lett. b LOC) e il ricorso è tempestivo (art. 213 cpv.
2 LOC); il medesimo è quindi ricevibile in ordine e può essere esaminato sulla
base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 della legge di procedura per
le cause amministrative del 19 aprile 1966; LPamm; RL 3.3.1.1);

                                         che
oggetto del presente giudizio è unicamente la questione di sapere se a torto o
a ragione il Consiglio di Stato ha considerato il gravame dell'insorgente come
irricevibile in quanto rivolto contro uno scritto municipale che non si
configura alla stregua di un atto impugnabile;

che pertanto ogni altra questione, in particolare di merito, alla quale il
ricorrente sovente nel suo atto ricorsuale fa riferimento, esula dalla presente
procedura e non può essere esaminata;

che il Consiglio di Stato ha accertato correttamente che lo scritto dedotto in
giudizio non verteva attorno ad un procedimento di diritto amministrativo
definito mediante decisione dell'autorità (art. 1 cpv. 1 LPamm); 

 

                                         che, in
effetti, possono formare oggetto di ricorso soltanto le decisioni, ovvero i
provvedimenti adottati dall'autorità iure imperii, in casi concreti ed
individuali, per costituire, modificare o sopprimere diritti od obblighi degli
amministrati fondati sul diritto pubblico o per accertarne l'esistenza, l'inesistenza
o l'estensione (art. 55 cpv. 1 LPamm; RDAT II-1994 n. 8 e 16; Marco Borghi/Guido 

Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 4
ad art. 1 LPamm; Adelio Scolari,
Diritto amministrativo - parte generale, 2a ed., Cadenazzo 2002, n. 200);

che il concetto di decisione nel diritto pubblico ticinese coincide pertanto
con quello ancorato, a livello federale, all'art. 5 della legge federale sulla
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021) e, più in
generale, con la definizione tradizionalmente ritenuta da dottrina e
giurisprudenza, ove la decisione è comunemente definita quale atto d'imperio
individuale rivolto al privato, mediante il quale un rapporto concreto di
diritto amministrativo viene creato o accertato in modo vincolante, tale 

da poter essere posto in esecuzione (cfr. la giurisprudenza precitata);

che in concreto lo scritto municipale, scaturito dall'increscioso episodio
avvenuto in occasione della seduta municipale del 22 maggio 2012 che il
ricorrente pacificamente ammette, non fa altro che ricordare a quest'ultimo i
suoi obblighi professionali improntati a diligenza, cortesia, correttezza e
dignità nello svolgimento delle mansioni assegnategli, così come stabilito dall'art.
20 cpv. 1 e 6 del regolamento organico dei dipendenti del comune di __________
del 24 ottobre 2011 (ROD), approvato dalla Sezione degli enti locali del
Dipartimento delle istituzioni il 14 febbraio 2012; 

che in quanto tale, lo scritto non rappresenta quindi una decisione
impugnabile, come rettamente stabilito dal Governo, dal momento che non
stabilisce o accerta obblighi o diritti differenti rispetto a quelli sanciti
dall'art. 20 ROD;

che vane sono quindi su questo punto le censure ricorsuali che oltretutto, a
ben guardare, a fatica rispettano l'obbligo di motivazione sancito dall'art. 46
cpv. 2 LPamm;

che, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, con tale comunicazione
il municipio non ha affatto dato avvio ad una procedura disciplinare giusta l'art.
134 LOC; il richiamo in contestazione non rientra neppure nel novero delle
misure disciplinari previste dalla LOC; 

che di conseguenza nemmeno sotto aspetto nello scritto dell'esecutivo comunale sono
ravvisabili gli estremi di una decisione ai sensi della sopra citata dottrina e
giurisprudenza;

che pertanto il ricorso, in quanto manifestamente privo di fondamento, deve
essere respinto;

 

                                         che la
tassa di giustizia segue la soccombenza (art. 28 LPamm).

 

 

 

Per questi motivi,

 

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa
di giustizia di fr. 800.- è posta a carico del ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Lucerna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110). Qualora non sia proponibile il ricorso in materia di diritto
pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale (art. 113 segg. LTF).

 

 

	
                                     4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il vicepresidente                                                      Il
segretario