# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 015193bd-d928-5160-9cbc-bc35d0185d78
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-12-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.12.2023 D-6309/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6309-2023_2023-12-12.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6309/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 3  d i c e m b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Sebastian Kempe;  

cancelliera Francesca Bertini-Tramèr. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Iran,   

patrocinato da Bianca Sonnini,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM dell’8 novembre 2023 / N (…). 

 

 

 

D-6309/2023 

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Fatti: 

A.  

A.a A._______, cittadino iraniano, è giunto in Svizzera il (…) giugno 2023, 

depositandovi una domanda d'asilo. 

A.b Le successive indagini svolte dalla Segreteria di Stato della migrazione 

(di seguito: SEM), hanno permesso di accertare che secondo la banca dati 

EURODAC il richiedente si trovava in Grecia il (…) aprile 2023, mentre in 

Croazia, il (…) maggio successivo, giorno in cui vi ha pure depositato una 

domanda d'asilo. 

A.c Il 14 luglio 2023 la SEM ha svolto con il richiedente il colloquio perso-

nale ai sensi dell’art. 5 del Regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento 

europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i mec-

canismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di 

una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati 

membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; GU L 

180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: RD III).  

A.d  Il 9 agosto 2023, la SEM ha presentato alle competenti autorità croate 

una richiesta di ripresa in carico dell'interessato in applicazione dell'art. 18 

par. 1 lett. b RD III. Richiesta accolta il 23 agosto seguente sensi dell'art. 20 

par. 5 RD III.  

A.e Per quanto concerne il profilo medico, il richiedente ha beneficiato di 

numerosi consulti medici e psichiatrici.  

B.  

Con decisione del 8 novembre 2023, notificata il giorno seguente, la SEM 

non è entrata nel merito della succitata domanda d'asilo ai sensi dell'art. 

31a cpv. 1 lett. b LAsi, pronunciando nel contempo il trasferimento dell'in-

teressato verso la Croazia. 

C.  

Il 16 novembre 2023 (cfr. tracciamento degli invii; data d'entrata: 17 no-

vembre 2023) il richiedente è insorto contro la decisione citata dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale o TAF), postu-

lando, in limine la sospensione in via supercautelare dell'esecuzione 

dell’allontanamento e la concessione dell'effetto sospensivo al ricorso; in 

via principale, l’accoglimento dell’impugnativa, l'annullamento della deci-

sione avversata e l’esame della domanda d’asilo nell’ambito di una proce-

dura nazionale in Svizzera; in subordine la restituzione degli atti all’autorità 

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inferiore al fine di procedere con i necessari complementi istruttori; altresì, 

l’insorgente ha presentato una domanda di assistenza giudiziaria, nel 

senso dell'esenzione dal versamento delle spese di giudizio e del relativo 

anticipo, con protestate tasse e spese.  

D.  

Con misure supercautelari del 20 novembre 2023 il Tribunale ha provviso-

riamente sospeso l'esecuzione dell'allontanamento. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

 

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

2.  

2.1 Il ricorrente che ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in-

feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un in-

teresse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di 

essa. 

2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti. Occorre 

pertanto entrare nel merito del ricorso. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

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Inoltre si rileva che il Tribunale, adito con un ricorso contro una decisione 

di non entrata nel merito di una domanda d'asilo, si limita ad esaminare la 

fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1; 2012/4 

consid. 2.2). 

4.  

I ricorsi manifestamente infondati, come nel caso di specie, sono decisi dal 

giudice unico (art. 111 LAsi), con l’approvazione di un secondo giudice (art. 

111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente 

(art. 111a cpv. 2 LAsi). Ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia inoltre 

allo scambio degli scritti.  

5.  

5.1 Nel colloquio Dublino, il ricorrente ha confermato di essere entrato ille-

galmente in Croazia e di aver depositato una domanda d’asilo. Tuttavia, 

egli ha specificato di essere stato obbligato a lasciare le impronte digitali e 

di non aver avuto la possibilità di esprimersi tramite un interprete. Egli si 

sarebbe organizzato con un passatore e avrebbe lasciato il campo profughi 

24 ore più tardi, in ragione del “foglio di via” consegnatogli, indicante un 

termine di 48 ore per lasciare il territorio croato (cfr. atto SEM 12/3).  

Altresì, l’interessato ha invocato la presenza di una sorella e dei suoi (…) 

figli in Svizzera e di essere arrivato insieme al nipote A. Quest’ultimo sa-

rebbe stato il figlio di un fratello e l’avrebbe incontrato alcuni mesi dopo 

l’espatrio in B._______ (cfr. atto SEM 12/3).  

L’insorgente posto successivamente di fronte alla possibile competenza 

della Croazia, ha dichiarato di essere stato trattato male dalla polizia 

croata, di aver tentato tre volte di entrare nel Paese in questione e di aver 

subito ripetute violenze. Al terzo tentativo, le autorità di polizia gli avrebbero 

preso le impronte digitali con la forza, e non avrebbero dato seguito alle 

sue richieste volte ad ottenere cibo ed acqua, limitandosi, a minacciarlo di 

“spogliarlo e violentarlo” se fosse tornato (cfr. atto SEM 12/3).  

5.2 Nella propria decisione, l'autorità inferiore ha constatato la competenza 

della Croazia per il prosieguo della procedura d’asilo ed ha escluso la sus-

sistenza nello Stato di destinazione di carenze sistemiche ai sensi 

dell'art. 3 par. 2 RD III o di un rischio di trattamenti contrari all'art. 3 della 

Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fonda-

mentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o di violazione del princi-

pio del divieto di respingimento. Altresì, l’autorità inferiore ha escluso la 

presenza di motivi che obbligherebbero la Svizzera ad esaminare la 

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domanda d'asilo giusta l'art. 16 par. 1 RD III o che giustificherebbero l'ap-

plicazione della clausola di sovranità ai sensi dell'art. 17 par. 1 RD III e 

dell'art. 29a cpv. 3 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedu-

rali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311). In particolare, la SEM ha os-

servato come la situazione medica dell’interessato risulterebbe chiara, 

consolidata e non di una gravità tale da costituire un ostacolo a un allonta-

namento verso la Croazia. Inoltre, l’autorità di prima istanza ha indicato 

come il comportamento non corretto di alcuni membri delle forze di sicu-

rezza croate non implichi un uso sistematico della violenza contro i migranti 

e come spetti semmai al richiedente censurare violazioni dei propri diritti 

fondamentali, nel caso in cui si dovesse (ri-)trovare vittima di atti illeciti, 

utilizzando le vie di diritto dinanzi alle autorità croate.  

5.3 Con la sua impugnativa, l'insorgente avversa le conclusioni a cui è 

giunta l’autorità di prima istanza. In primo luogo, censura una mancata ac-

quisizione di informazioni rilevanti per la determinazione della competenza 

Dublino da parte della SEM. A suo dire, l’autorità di prima istanza avrebbe 

omesso: di concedere il diritto di essere sentito al ricorrente in merito ad 

un potenziale allontanamento in Grecia, di chiedere alle autorità greche 

una presa in carico della sua domanda d’asilo e di fornire una motivazione 

in tal proposito. In tal senso egli cita due recenti sentenze di questo Tribu-

nale TAF F-1872/2023 del 17 aprile 2023 e F-3697/2023 del 6 luglio 2023 

e segnala altresì, come organismi internazionali segnalano il continuo ve-

rificarsi in Croazia di deportazioni a catena in Grecia. Pertanto, il suo allon-

tanamento verso la Croazia sarebbe da considerarsi inammissibile. In se-

condo luogo, il ricorrente censura un accertamento incompleto e inesatto 

del suo stato di salute e della sua condizione di vulnerabilità. Egli osserva 

come la SEM non avrebbe nemmeno acquisito le necessarie garanzie in-

dividualizzate in merito ad un immediato accesso alle cure mediche e ad 

un alloggio specifico in caso di ritorno. Ad ogni modo l’interessato sostiene 

che considerate le violenze subite da parte delle autorità croate e la sua 

vulnerabilità, l’autorità di prima istanza avrebbe dovuto rinunciare al suo 

trasferimento adottando la clausola di sovranità ed effettuando un esame 

nazionale della sua domanda d’asilo. Oltretutto, in Svizzera egli dispone di 

una forte rete famigliare di sostegno emotivo e materiale che verrebbe 

completamente a meno in caso di ritorno in Croazia.  

6.  

6.1 Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di 

una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato 

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terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l’esecuzione della 

procedura di asilo e allontanamento. 

6.2 Prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal RD III. Se in base a questo esame è individuato un altro Stato 

quale responsabile per l’esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia 

la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di ripresa 

in carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in questione (cfr. 

DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2).  

Ai sensi dell'art. 3 par. 1 RD III, la domanda di protezione internazionale è 

esaminata da un solo Stato membro, ossia quello individuato in base ai 

criteri enunciati al capo III (art. 7–15). Nel caso di una procedura di ripresa 

in carico (inglese: take back) – come è il caso di specie – di principio non 

viene effettuato un nuovo esame di determinazione dello Stato membro 

competente secondo il capo III RD III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 con 

riferimenti citati).  

6.3 Lo Stato membro competente è tenuto a riprendere in carico – in osse-

quio alle condizioni poste agli artt. 23, 24, 25 e 29 RD III – il richiedente la 

cui domanda è in corso d'esame e che ha presentato domanda in un altro 

Stato membro oppure si trova nel territorio di un altro Stato membro senza 

un titolo di soggiorno (art. 18 par. 1 lett. b RD III).  

6.4 Nel caso di specie, vista la richiesta di ripresa in carico fondata 

sull'art. 18 par. 1 lett. b RD III nonché l'espressa accettazione della mede-

sima da parte delle autorità di tale Paese (cfr. supra lett. A.d), la compe-

tenza della Croazia per la trattazione della procedura d'asilo e di allonta-

namento del richiedente, risulta di principio essere data. Inoltre, circa la 

censura ricorsuale, il Tribunale evidenzia come le sentenze citate del TAF 

F-1872/2023 e F-3697/2023 non presentino la medesima fattispecie. Infatti 

in esse, a differenza del caso che ci occupa, i richiedenti avevano presen-

tato una domanda d’asilo in Grecia ed erano stati “interpellati” – senza de-

posito di una domanda d’asilo – in Croazia. 

7.  

7.1 Quo alla procedura di asilo e di accoglienza dei richiedenti in Croazia, 

non vi sono fondati motivi di ritenere che sussistano carenze sistemiche 

che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante ai sensi 

dell'art. 4 della Carta UE (cfr. art. 3 par. 2 2ª frase RD III; cfr. sentenza di 

riferimento del TAF E-1488/2020 del 22 marzo 2023 consid. 9.5; tra le altre 

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le sentenze D-1551/2023 del 28 marzo 2023 consid. 5.2, E-3596/2023 del 

28 giugno 2023 consid. 7).  

7.2 In proposito va ricordato che la Croazia è legata alla CartaUE e firma-

taria della CEDU, della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura 

ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 

0.105), della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati 

(Conv. rifugiati, RS 0.142.30), oltre che del relativo Protocollo aggiuntivo 

del 31 gennaio 1967 (RS 0.142.301) e ne applica, a tale titolo, le disposi-

zioni. Pertanto, si presume il rispetto della sicurezza dei richiedenti l'asilo, 

in particolare la tutela del diritto alla trattazione della propria domanda se-

condo una procedura giusta ed equa e la garanzia di una protezione con-

forme al diritto internazionale ed europeo cfr. direttiva 2013/32/UE del Par-

lamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante procedure 

comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione 

internazionale [di seguito: direttiva procedura]; direttiva 2013/33/UE del 

Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme 

relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale [di seguito: 

direttiva accoglienza]). 

Tale presunzione, non è tuttavia assoluta e può essere confutata in pre-

senza di seri indizi tesi a dimostrare che le autorità di tale Stato non rispet-

terebbero il diritto internazionale (cfr. DTAF 2011/9 consid. 6; 2010/45 con-

sid. 7.4 e 7.5). La stessa va inoltre respinta d'ufficio in presenza di viola-

zioni sistematiche delle garanzie minime previste dall'Unione europea o di 

indizi seri di violazioni del diritto internazionale (cfr. DTAF 2011/9 consid. 6; 

sentenza della CorteEDU M.S.S. contro Belgio e Grecia del 21 gen-

naio 2011, 30696/09). 

7.3 Nel caso di specie, nulla permette di ritenere l'esistenza di una pratica 

attuale di violazione sistematica delle norme comunitarie minime in mate-

ria. Conseguentemente, l'applicazione dell'art. 3 par. 2 2a frase RD III non 

si giustifica nel caso di specie. 

8.  

È ora necessario esaminare, anche in ragione della censura ricorsuale, se 

la SEM abbia a giusto titolo omesso di applicare l’art. 16 RD III e le clausole 

discrezionali di cui agli artt. 17 par. 1 RD III nonché 29a cpv. 3 OAsi 1. 

8.1  

8.1.1 Giusta l'art. 16 par. 1 RD III laddove a motivo di una gravidanza, ma-

ternità recente, malattia grave, grave disabilità o età avanzata un 

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richiedente sia dipendente dall’assistenza del figlio, del fratello o del geni-

tore legalmente residente in uno degli Stati membri o laddove un figlio, un 

fratello o un genitore legalmente residente in uno degli Stati membri sia 

dipendente dall’assistenza del richiedente, gli Stati membri lasciano in-

sieme o ricongiungono il richiedente con tale figlio, fratello o genitore, a 

condizione che i legami famigliari esistessero nel paese d’origine, che il 

figlio, il fratello, il genitore o il richiedente siano in grado di fornire assi-

stenza alla persona a carico e che gli interessati abbiano espresso tale 

desiderio per iscritto. Suddetta disposizione è direttamente applicabile e 

quindi impugnabile dinanzi al Tribunale (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 8.3.2, 

e relativi riferimenti). Inoltre, dalla formulazione dell'art. 16 par. 1 RD III si 

evince che la situazione di dipendenza per motivi medici presuppone l'esi-

stenza di problemi di salute di natura grave che richiedono un'assistenza 

sostanziale nella vita quotidiana, nel senso di una presenza, una supervi-

sione o addirittura una cura e un'attenzione permanente che solo un pa-

rente stretto è in grado di fornire (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 8.3.3 e 8.3.5; 

sentenza del Tribunale F-530/2021 dell'11 giugno 2021 consid. 5.2 e rela-

tivi riferimenti). Pertanto, il semplice bisogno di sostegno emotivo, o anche 

psicologico, non è tale da stabilire la relazione di dipendenza richiesta 

dall'art. 16 par. 1 RD III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 8.3.5).  

8.1.2 Nella fattispecie, il richiedente ha dichiarato in sede di colloquio Du-

bino di avere una sorella e (…) nipoti residenti nel Canton C._______ e di 

aver intrapreso parte del viaggio assieme ad un altro nipote (cfr. atto SEM 

12/3). Nel gravame egli sottolinea come la presenza di una parte della fa-

miglia in Svizzera, visto il suo fragile stato di salute mentale e il recentis-

simo episodio autolesionista e i pensieri suicidali, costituirebbe per lui una 

forte rete di sostegno emotivo e materiale che verrebbe completamente 

meno in caso di ritorno in Croazia (cfr. atto ricorsuale pag. 10). Da tale 

affermazione si potrebbe quindi dedurre un appello a un rapporto di dipen-

denza ai sensi dell’art. 16 cpv. 1 RD III e una conseguente responsabilità 

della Svizzera.  

8.1.3 Dagli atti medici più recenti risulta in particolare una diagnosi di epi-

sodio depressivo di media gravità (ICD-10: F32.1) e disturbo post-trauma-

tico da stress (ICD-10: F 43.1). Inoltre, dai referti medici dell’8 del 21 no-

vembre 2023 (cfr. atti SEM 33/3 e 39/3) emerge che il richiedente è stato 

ricoverato per 13 giorni e successivamente per 7 giorni presso la Clinica 

Psichiatrica Cantonale.  

8.1.4 Il Tribunale non mette in dubbio che il richiedente soffra di problemi 

psichiatrici importanti e che la vicinanza con i famigliari, in particolare la 

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sorella potrebbe essere di giovamento. Tuttavia, da una valutazione com-

plessiva delle circostanze in questione e dai documenti agli atti, non si può 

presumere che il ricorrente dipenda da un sostegno della sorella ai sensi 

dell’art. 16 cpv. 1 RD III (cfr. supra consid. 8.1.1). Sebbene il ricorrente sof-

fra di episodio depressivo di media gravità e di disturbo post-traumatico da 

stress, quanto diagnosticato non permette di giustificare un’assistenza so-

stanziale nella vita quotidiana (cfr. sentenza del TAF F-5666/2023 del 

29 novembre 2023 consid. 8.3). Infatti, la diagnosi non suggerisce che l’in-

sorgente sarebbe a grave rischio di scompenso psicologico se non potesse 

essere sostenuto dalla sorella. Peraltro, non è nemmeno stato specificato 

il sostegno emotivo e materiale che la sorella avrebbe dato al ricorrente dal 

suo arrivo in Svizzera, infatti non risulta che il ricorrente si sia recato da lei 

o che abbiano trascorso tempo assieme. Di conseguenza, ferme queste 

premesse, non si giustifica in casu l’applicazione dell’art. 16 cpv. 1 RD III e 

una conseguente responsabilità della Svizzera.  

8.2  

8.2.1 Giusta l'art. 17 par. 1 RD III (clausola di sovranità), in deroga ai criteri 

di competenza sopra definiti, ciascuno Stato membro può decidere di esa-

minare una domanda di protezione internazionale presentata da un citta-

dino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale esame non gli com-

pete.  

Ai sensi dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, disposizione che concretizza in diritto 

interno svizzero la clausola di sovranità, se “motivi umanitari” lo giustifi-

cano, la SEM può entrare nel merito della domanda anche qualora giusta 

il RD III un altro Stato sarebbe competente per il trattamento della do-

manda. Per quanto concerne la nozione giuridica indeterminata, “motivi 

umanitari”, il Tribunale ha pieno potere cognitivo (DTAF 2015/2 con-

sid. 4.3.3), mentre nell’applicazione della seconda parte della frase ("la 

SEM può decidere di entrare nel merito della domanda"), l’autorità inferiore 

dispone di un reale potere di apprezzamento ed il Tribunale, a seguito 

dell'abrogazione dell'art. 106 cpv. 1 lett. c LAsi (entrata in vigore il 1° feb-

braio 2014), dispone di un potere di esame ridotto (cfr. DTAF 2015/9 con-

sid. 7 seg.). Esso può infatti unicamente esaminare se la SEM ha eserci-

tato il suo potere di apprezzamento in modo conforme alla legge, ossia se 

l'autorità inferiore ha fatto uso di tale potere e se l'ha fatto secondo criteri 

oggettivi e trasparenti (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8). 

Se il trasferimento del richiedente nel paese di destinazione contravviene 

ad una norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle della 

CEDU, l'autorità inferiore è obbligata ad applicare la clausola di sovranità 

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Pagina 10 

e ad entrare nel merito della domanda d'asilo ed il Tribunale dispone di 

potere di controllo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1). 

8.3  

8.3.1 Nel caso in disamina, il ricorrente non ha dimostrato che lo Stato di 

destinazione non sia intenzionato a riprenderlo in carico ed a portare a ter-

mine la procedura relativa alla sua domanda di protezione in violazione 

della direttiva procedura. La Croazia ha d’altro canto espressamente ac-

cettato, con scritto del 23 agosto 2023 (cfr. atto SEM 18/2), di continuare 

l'esame della procedura in accordo con la summenzionata direttiva, in par-

ticolare si è impegnata a continuare la determinazione della responsabilità 

per il trattamento della domanda di protezione dell'insorgente («to continue 

to determine responsibility for the above mentioned person»). Inoltre, l'in-

sorgente non ha apportato qualsivoglia indizio serio e concreto suscettibile 

di dimostrare che lo Stato di destinazione non rispetterebbe il principio del 

divieto di respingimento e, dunque, verrebbe meno nell'ossequio dei suoi 

obblighi internazionali, riviandolo in un paese dove la sua vita, integrità cor-

porale o libertà sarebbero seriamente minacciate o da dove rischierebbe 

di essere respinto in un tale paese.  

Altresì, agli atti non figurano elementi tali da indurre a concludere che un 

trasferimento nello Stato in questione esporrebbe il ricorrente al rischio di 

essere privato del sostentamento minimo e di subire delle condizioni di vita 

indegna in violazione della direttiva accoglienza. Ad ogni modo, appartiene 

al ricorrente sollevare l'eventuale violazione dei suoi diritti fondamentali, 

utilizzando le adeguate vie di diritto dinanzi alle autorità dello Stato in que-

stione (cfr. art. 26 della direttiva accoglienza). In particolare, egli potrà de-

nunciare l’agito di alcuni funzionari di polizia nei suoi confronti o rivolgersi 

alle autorità di polizia croate onde tutelare la propria incolumità se in futuro 

i suoi diritti non venissero rispettati (cfr. tra le tante la sentenza del TAF 

D-4399/2023 del 28 agosto 2023 consid. 8.3). In aggiunta, il Tribunale os-

serva come non esiste alcuna ragione seria e concreta di ritenere che un 

trasferimento a Zagabria dell’insorgente, rischierebbe di esporlo ad una si-

tuazione simile a quella nella quale si sarebbe trovato in quanto persona 

straniera in una situazione irregolare su suolo croato nella zona di frontiera. 

8.3.2  

8.3.2.1 Rimane inoltre da chiarire se il suo trasferimento in Croazia in pre-

senza dei problemi medici, in particolare dei suoi disturbi piscologici, vìoli 

l’art. 3 CEDU.  

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Pagina 11 

In proposito va detto che il respingimento forzato di persone che soffrono 

di problematiche mediche, costituisce una violazione dell'art. 3 CEDU 

unicamente in circostanze eccezionali; ciò risulta essere il caso 

segnatamente laddove la malattia dell'interessato si trovi in uno stadio a tal 

punto avanzato o terminale da lasciare presupporre che, a seguito del 

trasferimento, la sua morte appaia come una prospettiva prossima (cfr. 

sentenza della Corte EDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 

26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7.1). 

Una violazione dell'art. 3 CEDU può però anche sussistere qualora vi siano 

dei seri motivi di ritenere che la persona, in assenza di trattamenti medici 

adeguati nello Stato di destinazione, sarà confrontata ad un reale rischio di 

un grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle condizioni di salute 

comportante delle intense sofferenze o una significativa riduzione della 

speranza di vita (cfr. sentenza della Corte EDU Paposhvili contro Belgio 

del 13 dicembre 2016, 41738/10, § 181 segg.). 

8.3.2.2 Dagli atti medici all’incarto, si evince che il ricorrente ha effettuato 

numerose visite dentistiche, in particolare a seguito di dolore gengivale 

(cfr. atti SEM 17/3, 19/3, 20/3, 21/3, 25/3). Inoltre, con visita del 4 ago-

sto 2023 il richiedente ha espresso la necessità di vedere uno psicologo, 

affermando di essere stato già in terapia da circa 3 anni in Iran (cfr. atto 

SEM 24/2), conseguentemente il 12 settembre, 3 ottobre e 20 ottobre 2023 

egli ha potuto beneficiare di consulti psichiatrici (cfr. atti SEM 23/2, 26/2, 

28/3). Dai referti medici è emersa la diagnosi di episodio depressivo di me-

dia gravità (ICD-10: F32.1) e di disturbo post-traumatico da stress (ICD-10: 

F43.1), in terapia con i farmaci Risperidone Mepha Lactab, Sertralin Pfizer, 

e in riserva Psychopax e Akineton (cfr. atto SEM 28/3). Inoltre, egli è stato 

visitato in data 12 ottobre 2023 per un ascesso (…), con un importante 

tumefazione e dolenzia locale (cfr. atto SEM 27/2). A seguito dell’incisione 

dell’ascesso gli è stato prescritto il medicamento Irfen 600.  

Pertanto, alla luce dei referti medici di cui all’inserto SEM il substrato fat-

tuale non conteneva indicatori quanto all’esistenza, finanche potenziale, di 

affezioni terminali ai sensi della giurisprudenza citata. Allo stesso modo, 

non v’erano elementi per sospettare che i disturbi in parola potessero rag-

giungere un livello di gravità tale da configurare un rischio reale di peggio-

ramento rapido ed irreversibile dello stato di salute comportante delle in-

tense sofferenze o una significativa riduzione della speranza di vita in caso 

di trasferimento. Il quadro clinico dell’insorgente risultava dunque sufficien-

temente acclarato e non bisognoso di ulteriori approfondimenti.  

D-6309/2023 

Pagina 12 

8.3.2.3 Per quanto concerne la sua situazione medica attuale, il Tribunale 

riscontra che il ricorrente, successivamente all’emanazione del provvedi-

mento impugnato è stato ricoverato presso la Clinica Psichiatrica Canto-

nale in due occasioni (cfr. supra consid. 8.1.3; cfr. atti SEM 33/3, 39/3). Il 

primo ricovero è avvenuto in seguito ad un episodio di autolesionismo 

all’avambraccio (…), autoprocuratosi con un pezzo di bottiglia, in seguito 

ad aver sentito i propri parenti rimasti in Iran (cfr. atto SEM 33/9). Tuttavia, 

nel referto medico del 21 novembre 2023 si apprende che le ideazioni an-

ticonservative e autolesioniste sono assenti ed egli è in grado in caso di 

necessità di chiedere aiuto (cfr. atto SEM 39/9). La terapia è inoltre stata 

aggiornata: Psychopax, Depakine chrono, Zyprexa, Xyzal cpr, Stilnox CR, 

Sertralin Pfizer e in riserva Psychopax, Zyprexa e Akineton. Altresì, in data 

21 e 24 novembre 2023 egli è stato visitato per irritazione gengivale (cfr. 

atti SEM 36/4, 42/2), mentre dalla lettera di dimissione del pronto soccorso 

del 27 novembre 2023 si apprende di una sospetta bronchite asmatica su 

verosimile asma misconosciuta per la quale viene prescritta la terapia a 

base Brufen 400 mg, Symbicort 100/6 Turbuhaler e Flumicil 600 mg (cfr. 

atto SEM 43/3). Dalla precitata lettera di dimissione, emerge inoltre, che il 

ricorrente presentava condizione generali di salute buone. Senza voler 

sminuire gli episodi passati il Tribunale presume che le precedenti crisi che 

hanno portato ai due ricoveri sembrano essere state superate. 

8.3.2.4 Di conseguenza, anche alla luce dell’attuale situazione medica, 

dopo decisione dell’autorità inferiore, non sussistono indizi per ritenere che 

egli sia affetto da una patologia grave, rispettivamente che questa non 

possa essere trattata in Croazia. Va in ogni caso rilevato come è notorio 

che lo Stato di destinazione dispone in ogni caso di infrastrutture mediche 

sufficienti. Inoltre in quanto Stato firmatario della direttiva accoglienza, esso 

deve provvedere affinché i richiedenti ricevano la necessaria assistenza 

sanitaria comprendente quanto meno le prestazioni di pronto soccorso ed 

il trattamento essenziale di malattie e di gravi disturbi mentali e fornire la 

necessaria assistenza medica o di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di 

accoglienza particolari, comprese, se necessarie, appropriate misure di as-

sistenza psichica (cfr. art. 19 par. 1 e 2 della citata direttiva).  

Infine, qualora necessario prima del trasferimento, sarà premura delle au-

torità competenti per l'esecuzione dell'allontanamento informare in maniera 

precisa e completa le autorità croate dell'arrivo e degli eventuali problemi 

di salute dell'insorgente (cfr. art. 31 RD III). Altresì, egli potrà ovviare a pos-

sibili complicazioni iniziali nell’ottenimento dei farmaci che gli sono stati 

prescritti venendo trasferito con una riserva sufficiente. Delle garanzie 

D-6309/2023 

Pagina 13 

individuali particolari, come richiesto dal ricorrente, non sono necessarie 

(cfr. tra le altre la sentenza del TAF D-4399/2023 consid. 8.4.4.). 

8.4  

8.4.1 In conclusione dunque, il ricorrente non ha fornito indizi seri suscetti-

bili di comprovare che il trasferimento in Croazia, avrebbe delle conse-

guenze tali sulle proprie condizioni di vita o sulla propria situazione perso-

nale tali da contravvenire all'art. 4 della CartaUE, all'art. 3 CEDU o all'art. 

3 Conv. Tortura. 

8.4.2 In seguito, non risultano neppure esserci indizi che permettano di ri-

tenere che la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria il potere di apprez-

zamento di cui dispone nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1. 

8.4.3 Pertanto, non vi è motivo di applicare la clausola discrezionale di cui 

all'art. 17 par. 1 RD III (clausola di sovranità).  

9.  

Di conseguenza, la Croazia è competente per l’esame della domanda di 

asilo del ricorrente ai sensi RD III ed è tenuta a riprenderlo in carico in 

ossequio alle condizioni poste agli artt. 23, 24, 25, 29 RD III. 

10.  

10.1 Alla luce di quanto precede, è dunque a giusto titolo che la SEM non 

è entrata nel merito della domanda di asilo del ricorrente, in applicazione 

dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi. 

10.2 In siffatte circostanze, non occorre esaminare le questioni relative 

all'esistenza di un impedimento all'esecuzione del trasferimento per i motivi 

giusta i cpv. 3 e 4 dell'art. 83 Legge federale sugli stranieri e la loro integra-

zione del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20), poiché detti motivi sono 

indissociabili dal giudizio di non entrata nel merito nel quadro di una proce-

dura Dublino (cfr. DTAF 2015/18 consid. 5.2). 

11.  

Visto quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione della 

SEM confermata.  

12.  

12.1 Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di con-

cessione dell'effetto sospensivo al ricorso è divenuta senza oggetto. 

D-6309/2023 

Pagina 14 

12.2 Per il medesimo motivo esposto al considerando precedente, anche 

la domanda tendente all'esenzione dal pagamento anticipato delle spese 

di giudizio, risulta senza oggetto. 

13.  

Le misure supercautelari del 20 novembre 2023 decadono con la presente 

decisione finale (cfr. SEILER HANSJÖRG, in: Waldmann/Krauskopf [ed.], Pra-

xiskommentar VwVG, 3° ed. 2023, n. 54-56 PA). 

14.  

14.1 Infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta. 

14.2 Visto l'esito della procedura, le spese processuali pari a CHF 750.–, 

che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 

cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

15.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d'estradizione presentata nello Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-6309/2023 

Pagina 15 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta.  

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Manuel Borla Francesca Bertini-Tramèr 

 

 

Data di spedizione: