# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1244d905-1108-56e0-b827-04fa36e3eca8
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-05-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.05.2017 D-6991/2016
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6991-2016_2017-05-12.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6991/2016 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 2  m a g g i o  2 0 1 7  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

David R. Wenger, Contessina Theis,  

cancelliera Sebastiana Stähli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), alias 

C._______, nato il (…), alias 

D._______, nato il (…), 

Eritrea,   

patrocinato dall'avv. Jean-Louis Berardi,  

Fondation Suisse du Service Social International,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (senza esecuzione dell'allontanamento);  

decisione della SEM del 14 ottobre 2016 / N (…). 

 

 

D-6991/2016 

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Fatti: 

A.  

L'interessato, cittadino eritreo di etnia tigrina, ha depositato una domanda 

d'asilo in Svizzera il 22 agosto 2016. Sentito sui motivi d'asilo egli ha di-

chiarato di essere stato fermato dai militari nel corso di una retata e di es-

sere stato detenuto per due settimane. Dopo essere riuscito a fuggire sa-

rebbe espatriato per timore che i militari venissero nuovamente a cercarlo 

(cfr. atto B12/13, pagg. 8-9; atto B19/15, pag. 5 segg.). 

B.  

Con decisione del 14 ottobre 2016 la Segreteria di Stato della migrazione 

(di seguito: SEM) ha respinto la domanda d'asilo dell'interessato, pronun-

ciando nel contempo il suo allontanamento dalla Svizzera. L'autorità di 

prime cure lo ha tuttavia ammesso provvisoriamente in Svizzera per inesi-

gibilità dell'esecuzione dell'allontanamento. 

C.  

Tale decisione è stata notificata il giorno stesso presso il Centro di registra-

zione e di procedura di Chiasso alla presenza della persona di fiducia e 

dell'interprete (cfr. atti B23/1 e B24/1). 

D.  

Nella stessa occasione, l'interessato, la persona di fiducia e l'interprete 

hanno sottoscritto uno scritto intitolato "Dichiarazione di rinuncia al ricorso" 

e il cui tenore era il seguente: 

"Io, Signor A._______, SIMIC N° di pers. (…), nato il (…), alias B._______, 

nato il (…), alias C._______, nato il (…), alias D._______, nato il (…), e 

E._______, SIMIC N° di pers. (…), nato il (…), alias F._______, nato il (…), 

Eritrea, con la presente dichiaro, di mia spontanea volontà, di rinunciare a 

depositare un ricorso contro la decisione della Segreteria di Stato della mi-

grazione del 14 ottobre 2016". 

E.  

In seguito, con ricorso del 14 novembre 2016 (cfr. timbro del plico racco-

mandato; data d'entrata: 15 novembre 2016) il richiedente è insorto dinanzi 

al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), chiedendo 

anzitutto la trasmissione dell'integralità degli atti – non avendoli infatti an-

cora ricevuti dalla persona di fiducia – ed un termine per potersi determi-

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nare. In secondo luogo, egli richiede una nuova notificazione della deci-

sione impugnata poiché la stessa non sarebbe avvenuta correttamente, 

avendo il mandato della persona di fiducia preso fine con l'attribuzione can-

tonale, avvenuta al più presto con la decisione del 14 ottobre 2016. Nel 

merito, l'interessato conclude all'annullamento della decisione impugnata 

ed al riconoscimento della qualità di rifugiato, in subordine, alla restituzione 

degli atti all'autorità di prime cure per il completamento dell'istruttoria. Pa-

rimente, egli ha presentato una domanda volta alla concessione dell'assi-

stenza giudiziaria. 

F.  

In data 15 novembre 2016 il rappresentante ha fornito l'attestazione d'indi-

genza del ricorrente. 

G.  

Preso atto dell'assenza di una determinazione al proposito nell'atto ricor-

suale e considerata un'eventuale possibilità di non entrare nel merito, il 

Tribunale, con decisione incidentale del 6 dicembre 2016, ha richiesto al 

ricorrente di voler prendere posizione in merito alla succitata dichiarazione 

di rinuncia. 

H.  

Con osservazioni del 15 dicembre 2016, il patrocinatore dell'insorgente 

rammenta anzitutto la richiesta ricorsuale di produzione dell'integralità degli 

atti. Tuttavia, nel frattempo la dichiarazione di rinuncia al ricorso sarebbe 

stata trasmessa direttamente dalla persona di fiducia. Per quanto attiene 

alla validità di tale dichiarazione, egli osserva che risulterebbe quantomeno 

dubbioso che un richiedente l'asilo, per di più minorenne, possa ritirare il 

ricorso "di sua spontanea volontà" e senza neppure aver potuto prendere 

conoscenza dei verbali delle sue audizioni. Pertanto, non essendo stata 

effettuata in piena conoscenza di causa, la rinuncia dovrebbe essere con-

siderata viziata e la dichiarazione invalidata ai sensi dell'art. 23 CO appli-

cato per analogia. Dappoi, il principio di non-respingimento, sarebbe un 

principio imperativo ed assoluto ed il riconoscimento della qualità di rifu-

giato costituirebbe puramente una constatazione. Il richiedente l'asilo non 

potrebbe dunque rinunciare validamente alla protezione derivante dal prin-

cipio di non-respingimento, non potendo infatti rinunciare anticipatamente 

ad interporre ricorso contro una decisione che violerebbe tale principio 

(art. 341 cpv. 1 CO p.a.). Infine, il patrocinatore rileva che il Tribunale fede-

rale avrebbe stabilito nella sentenza DTF 141 III 596 che è inoperante la 

clausola con cui le parti rinunciano a deferire al Tribunale federale un'even-

tuale sentenza statale di ultima istanza cantonale che statuisce su pretese 

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di cui può essere disposto liberamente. In conclusione dunque, viene chie-

sto al Tribunale di entrare nel merito del ricorso. 

I.  

Esprimendosi circa le osservazioni del ricorrente, la SEM, con scritto del 

23 dicembre 2016, rileva anzitutto che l'interessato è una persona mino-

renne non accompagnata che ha depositato una domanda d'asilo in Sviz-

zera e che dispone appieno della capacità di discernimento. Oltre a questo 

sarebbe risaputo che una persona può ma non deve necessariamente no-

minare un rappresentante legale. In virtù del fatto che egli non avrebbe di 

sua spontanea volontà nominato detta figura la SEM avrebbe dunque pro-

ceduto, per tutela stessa del minore, ad istituire un'assistenza, garantita da 

una stimata e affidabile persona di fiducia. La persona di fiducia sarebbe 

chiamata ad assicurarsi che gli interessi del minore siano garantiti e tutelati; 

avrebbe il compito di stabilire un rapporto di fiducia e di confrontarsi con 

l'assistito in merito a dettami di procedura d'asilo, nonché di generiche que-

stioni. Alla luce di ciò l'autorità di prime cure si dice quindi basita del fatto 

che nella presa di posizione dell'insorgente si sia potuto pensare che la 

rinuncia al ricorso non sia stata su base volontaria. Parrebbe inoltre quan-

tomeno assurdo che si arrivi a mettere in dubbio il sano operato di persone 

che lavorano a favore dei richiedenti l'asilo e che nulla hanno a che fare 

con la SEM, dimostrando inoltre una comprovata professionalità in tal 

senso.  

Sempre secondo l'autorità di prima istanza, nell'ottica di una seriosa e mi-

nuziosa consulenza, andrebbe inoltre notato che una persona di fiducia, 

volontariamente, si recherebbe settimanalmente negli alloggi dei richie-

denti l'asilo minorenni per consulenze specifiche e per rispondere alle mol-

teplici questioni che un minorenne può avere, creando per l'appunto come 

il ruolo già esplicita, un vero e proprio rapporto di fiducia professionale. 

Oltre a questo, nel momento della notificazione della decisione d'asilo, i 

collaboratori specialisti lascerebbero ragionare il richiedente e la persona 

di fiducia, in separata sede, in merito al contenuto della decisione, alle im-

plicazioni che questa ha e alla possibilità di depositare o meno un ricorso. 

Questo avverrebbe secondo le tempistiche dettate dagli stessi richiedenti 

l'asilo, in base alle loro necessità. Le stesse persone di fiducia, procede-

rebbero poi negli interessi del minore inoltrando, quando ciò corrisponda 

alla volontà del minore, ricorsi contro le decisioni della SEM, essendo an-

che questo un loro preciso compito stabilito. 

Nel caso di specie, il ricorrente avrebbe fatto chiaramente valere di sua 

spontanea volontà l'intenzione di rinunciare al ricorso. 

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La SEM rileva inoltre che le persone di fiducia, pur non ricevendo la visione 

degli atti in fotocopia, potrebbero sempre visionare i verbali d'audizione. 

Oltretutto, la stessa persona di fiducia sarebbe sempre presente durante 

l'audizione sui motivi e conoscerebbe nei minimi dettagli i resoconti dei ri-

chiedenti l'asilo, avendo accesso (prima di tale audizioni sui motivi) anche 

alla fotocopia del verbale della prima audizione (l'audizione sulle genera-

lità). 

L'autorità di prime cure propone dunque di respingere il ricorso. 

J.  

Chiamato a prendere posizione in merito, il mandatario, con osservazioni 

del 16 gennaio 2017, constata che la SEM non si sarebbe pronunciata in 

merito alla validità, in materia d'asilo, di una rinuncia anticipata e definitiva 

ad interporre ricorso contro una decisione che potrebbe violare il principio 

assoluto (o imperativo) di non-respingimento. Parimenti, l'autorità inferiore 

non avrebbe preso posizione in merito all'applicazione per analogia della 

sentenza DTF 141 III 596 né in merito all'errore essenziale. Il ricorrente 

sottolinea poi che non si tratterebbe di rimettere in questione le compe-

tenze della persona di fiducia, bensì piuttosto di rilevare che la persona di 

fiducia non sarebbe stata in possesso di una copia dei verbali d'audizione 

al momento della sottoscrizione della rinuncia. A ciò si aggiunge poi il fatto 

che essa non sarebbe stata presente nel corso dell'audizione al Centro di 

registrazione e di procedura e dunque non avrebbe potuto intervenire per 

far completare o correggere il verbale. Inoltre, il minore non avrebbe potuto 

preparare la sua audizione sui motivi d'asilo con la persona di fiducia e per 

di più la persona presente all'audizione non sarebbe la medesima presente 

al momento della sottoscrizione della rinuncia. A queste condizioni, tenuto 

conto del breve intervallo di tempo trascorso tra l'audizione sui motivi d'a-

silo e la dichiarazione di rinuncia, non si potrebbe dunque ritenere che si 

sia formato un vero e proprio rapporto di fiducia professionale come indi-

cato dalla SEM. Questa maniera di procedere, impedirebbe poi al richie-

dente l'asilo di sollecitare un secondo parere durante il termine di ricorso, 

rispettivamente una volta pronunciata l'attribuzione cantonale. Non si po-

trebbe infatti escludere che il nuovo rappresentante legale, rispettivamente 

la nuova persona di fiducia, sia d'avviso contrario avendo, per esempio, 

potuto prendere conoscenza di nuovi elementi durante il termine di ricorso. 

In conclusione, in maniera generale, sarebbe contrario all'interesse supe-

riore del fanciullo (art. 3 della Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 no-

vembre 1989 [CDF, RS0.107]) rinunciare, anticipatamente, a depositare un 

ricorso contro una decisione che lo concerne. Se la persona di fiducia ri-

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tiene che un eventuale ricorso non avrebbe possibilità di successo, sa-

rebbe sufficiente di non ricorrere. La poca accelerazione della procedura 

ottenuta in questo modo (ovvero 30 giorni) non saprebbe giustificare l'inte-

resse contrario del richiedente l'asilo minore non accompagnato di poter 

beneficiare della totalità del termine di ricorso.  

Il ricorrente postula dunque l'entrata nel merito del ricorso. 

K.  

Il 10 aprile seguente, il patrocinatore del ricorrente, facendo riferimento ad 

una recente sentenza del Tribunale trattante la questione, ha invitato lo 

stesso a prendere posizione in merito alla validità di una rinuncia a ricorrere 

in materia di divieto di respingimento.   

L.  

Ulteriori fatti e argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei conside-

randi che seguono, qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la legge sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti 

(art. 6 LAsi). Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tri-

bunale, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 

dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rien-

tra tra dette autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una deci-

sione ai sensi dell'art. 5 PA. 

1.2 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, 

è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA). Egli è pertanto legittimato ad aggravarsi contro 

di essa. 

1.3 I requisiti relativi alla forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) 

sono parimenti soddisfatti. 

1.4 Resta ora da determinare quale sia la valenza della dichiarazione di 

rinuncia unilaterale a depositare un ricorso sottoscritta dal ricorrente e dalla 

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persona di fiducia ai sensi dell'art. 17 cpv. 3 LAsi in data 4 novembre 2016 

(cfr. atto B25/1).  

1.4.1 Alla luce delle censure ricorsuali, va anzitutto esaminata la validità 

della notificazione della decisione, poiché qualora la notificazione non 

fosse avvenuta correttamente, ne conseguirebbe l'invalidità della susse-

guente dichiarazione di rinuncia. Ai sensi dell'art. 53a dell'ordinanza 1 

sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, 

RS 142.311), se il richiedente l'asilo minorenne non accompagnato non di-

spone di un tutore, un curatore o un rappresentante legale, la decisione di 

primo grado va notificata al minorenne nonché alla persona di fiducia. 

All'occorrenza, la decisione della SEM del 14 ottobre 2016 è stata notifi-

cata il giorno stesso sia al richiedente l'asilo in presenza dell'interprete, sia 

alla persona di fiducia (cfr. atti B23/1 e B24/1). Va inoltre aggiunto che il 

mandato della persona di fiducia si protrae fino al passaggio in giudicato 

della decisione riguardante la domanda d'asilo (art. 7 cpv. 2bis OAsi 1). Es-

sendo dunque la decisione impugnata stata regolarmente notificata, non vi 

è luogo di dare seguito alla richiesta di una nuova notificazione. In limine, 

va pure rilevato che contrariamente a quanto allegato in sede ricorsuale, 

l'attribuzione cantonale è avvenuta solamente con decisione del 18 otto-

bre 2016 e notificata il 24 ottobre 2016 (cfr. atto B29/6). 

1.4.2 Vista la minore età del ricorrente al momento della sottoscrizione di 

tale atto, pare ora opportuno apprezzare se egli abbia o meno potuto im-

pegnarsi in tal senso ossequiando ai disposti applicabili in ambito di capa-

cità civile e processuale.  

1.4.2.1 Si noti infatti che in ragione della presunta assenza di maturità il 

minore non dispone del diritto all'esercizio dei diritti civili. Ciò nonostante 

quest'ultimo può, a determinate condizioni, agire da solo, a patto che di-

sponga della capacità di discernimento. Tale nozione consiste da un lato 

nella capacità di valutare il senso, l'opportunità e le conseguenze di una 

determinata azione; dall'altro lato, in una componente volitiva, legata al ca-

rattere, ovvero nella capacità di agire conformemente alla razionale valu-

tazione delle circostanze secondo la propria volontà e di opporsi ad even-

tuali tentativi di influenze esterne (cfr. DTF 124 III 5 consid. 1a). Proprio in 

ragione di tali specificità, il codice civile non prevede un età a partire dalla 

quale un minore debba essere considerato capace di discernimento. In tal 

senso, è invece necessario apprezzare nel caso concreto se quest'ultimo 

abbia o meno un età sufficiente perché si possa ammettere che la sua fa-

coltà di agire ragionevolmente sia data e ciò tenendo in debita considera-

zione il tenore dell'atto in questione (cfr. DTF 134 II 235 consid. 4.3.2). Nel 

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caso di adulti, in base all'esperienza generale della vita, la capacità di di-

scernimento è di regola presunta (art. 16 CC). Quando invece l'esperienza 

generale di vita fa presumere con verosimiglianza preponderante il contra-

rio, e cioè l'assenza della capacità di discernimento, la presunzione legale 

dell'art. 16 CC è sovvertita (cfr. sentenze del TF 5A_204/2007 del 16 otto-

bre 2007 consid. 5.2 e 5C.32/2004 del 6 ottobre 2004 consid. 3.2.2). 

Quanto ai minori, per analogia e su richiamo della giurisprudenza adottata 

in ambito di trattamenti medici, si può partire dal presupposto che la capa-

cità di discernimento potrà essere presunta per un adolescente, tanto più 

egli sia prossimo alla maggiore età, allorché dovrà essere ritenuta presu-

mibilmente assente per un fanciullo in tenera età (cfr. DTF 134 II 235 con-

sid. 4.3.3). 

1.4.2.2 Giusta l'art. 19c cpv. 1 CC, le persone capaci di discernimento che 

non hanno l'esercizio dei diritti civili esercitano in piena autonomia i diritti 

strettamente personali. Ciò significa che in una pari eventualità, il minore, 

quandanche sprovvisto dell'esercizio dei diritti civili, potrà agire in determi-

nati ambiti senza che sia necessario l'intervento di un rappresentante le-

gale (cfr. DTF 114 Ia 350). Ciò è valido, mutatis mutandis, anche in ambito 

procedurale, laddove la capacità processuale è il prolungamento dell'eser-

cizio dei diritti civili (cfr. STEINAUER/FOUNTOULAKIS, Droit des personnes 

physiques et de la protection de l'adulte, 2014, n. 170). 

1.4.2.3 La giurisprudenza ha già avuto modo di affrontare la questione in 

ambito di diritto d'asilo, giungendo alla conclusione che, alla luce del fatto 

che una tale procedura tende a proteggere dei diritti a tal punto fondamen-

tali da toccare la sfera intima e l'identità stessa del richiedente, è necessa-

rio riconoscerne senza riserve il carattere strettamente personale (cfr. Rac-

colta ufficiale della giurisprudenza ed informazioni della Commissione sviz-

zera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 1996 n. 3 consid. 2c). Ne conse-

gue dunque che il minore capace di discernimento è legittimato a parteci-

pare alla procedura d'asilo che lo riguarda e ciò senza che sia necessario 

ricorrere ad un rappresentante legale, così come a compiere personal-

mente tutti gli atti necessari (deposito di una domanda, diritto di essere 

sentito, diritto di ricorrere contro la decisione; cfr. GICRA 1996 n. 3 pag. 20-

21 e riferimenti citati). In tal senso, la nomina di una persona di fiducia ai 

sensi dell'art. 17 cpv. 3 lett. b LAsi non ha influsso sulla questione, dal mo-

mento che questa figura assiste l'interessato ma non agisce in qualità di 

suo rappresentante (cfr. SYLVIE COSSY, Le statut du réquerant d'asile mi-

neur non accompagné dans la procédure d'asile, tesi Losanna 2000, 

n. 530-531).  

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1.4.2.4 Nel caso in disamina, vista l'età del ricorrente – ovvero di 15 anni – 

l'esistenza della capacità di discernimento non può essere posta in discus-

sione. Alla luce di quanto esposto sin qui, se ne può dunque a ragione 

concludere che l'interessato sia stato legittimato a sottoscrivere solo la ri-

nuncia la cui validità è dunque sotto tale aspetto da considerarsi pacifica. 

In tal senso, la contemporanea sottoscrizione di tale atto da parte della 

persona di fiducia nulla toglie e nulla aggiunge a tale rigore ma attesta 

semmai la contemporanea presenza di tale figura al momento della firma. 

1.4.3 Giunti a questa conclusione, si pone ora la questione della validità 

strictu sensu della rinuncia litigiosa. 

1.4.3.1 Genericamente, in diritto amministrativo, una rinuncia ad un diritto 

procedurale è di principio possibile purché si riferisca ad una facoltà con-

creta ed in libera disposizione delle parti (cfr. PETER SALADIN, Das Verwal-

tungsverfahren des Bundes, 1979, n. 13.5 e 18.212). Ciò è valido in regola 

generale anche in ambito di PA, laddove una rinuncia a ricorrere ha quale 

conseguenza la crescita in giudicato della decisione (cfr. DTAF 2009/11 

consid. 2.1.2; JAAG/HÄGGI FURRER, in: Waldmann/Weissenberger [ed.], 

Praxiskommentar Verwaltungsverfahrensgesetz, 2a ed. 2016, art. 39 n. 12, 

OLIVER ZIBUNG, in op. cit., art. 50 n. 16). A norma di dottrina, la rinuncia ad 

un'impugnativa coincide infatti con l'entrata in forza di cosa giudicata for-

male ed espleta effetti comparabili ad un ritiro del ricorso (cfr. 

KÖLZ/HÄNER/BERTSCHI, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechts-

pflege des Bundes, 3a ed. 2013, n. 664, pag. 229). Perché sia possibile 

ritenerla valida, occorre tuttavia che la stessa intervenga posteriormente 

ed in piena cognizione della decisione per la quale la parte interessata in-

tenda astenersi dal ricorrere (cfr. sentenza del TAF D-6152/2013 del 

16 gennaio 2014 consid. 1.4.2 e DTF 86 I 153 consid. 2). Da quanto pre-

cede può altresì essere dedotto che per ritornare sui suoi passi, la parte 

rinunciante deve invocare un vizio della volontà che permetta di inficiare la 

validità della rinuncia da lei sottoscritta (cfr. sentenza del TAF D-6152/2013 

consid. 1.4.2; ZIBUNG, in op. cit., art. 50 n. 16 e rinvii). In altri termini, la 

rinuncia è da considerarsi inefficace, quando la stessa è stata posta in es-

sere in presenza di un tale vizio (ad esempio in seguito all'ottenimento di 

informazioni fuorvianti dall'autorità stessa, cfr. sentenze del TF 

1B_307/2012 del 4 giugno 2012 consid. 2, U 139/02 del 20 novem-

bre 2002 consid. 2.3 e MOOR/POLTIER, Droit administratif, Vol. II, 3a 

ed. 2011, pag. 823). Non vi è inoltre luogo di considerare che quanto pre-

cede non sia valido anche in ambito di diritto d'asilo (cfr. sentenza del TAF 

D-6152/2013 consid. 1.4.2). 

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Pagina 10 

1.4.3.2 Considerato quanto precede e contrariamente da quanto ritenuto 

dall'insorgente, essendo la dichiarazione di rinuncia presente agli atti inter-

venuta posteriormente alla notificazione della decisione, essa deve di prin-

cipio essere ritenuta valida. Essa si riferisce infatti ad un concreto diritto 

processuale (o post-processuale) in libera disposizione dell'interessato e 

meglio, alla facoltà di interporre ricorso contro la decisione dell'autorità di 

prima istanza. In tal senso, occorre considerare che la decisione qui impu-

gnata sia cresciuta in giudicato al momento della sottoscrizione di tale ri-

nuncia. In conclusione, non giova pertanto al ricorrente invocare la sen-

tenza di principio del Tribunale federale DTF 141 III 596 la quale stabilisce 

che è inoperante la clausola con cui le parti rinunciano in anticipo a deferire 

al Tribunale federale, poiché appunto nel caso di specie si tratta di una 

rinuncia ad interporre ricorso intervenuta posteriormente alla notificazione 

della decisione. A pari apprezzamento e per i medesimi motivi si giunge 

anche relativamente all'argomentazione del ricorrente inerente all'inte-

resse superiore del fanciullo il quale sarebbe contrario ad una rinuncia an-

ticipata a depositare ricorso. Inoltre, la posizione ricorsuale ulteriormente 

ribadita dal ricorrente con scritto del 10 aprile 2017 secondo la quale la ri-

nuncia sia automaticamente da ritenersi inefficace in quanto contraria al 

principio di non-respingimento è in tal senso fuorviante. Per il tramite della 

sottoscrizione di tale atto il ricorrente, peraltro ammesso provvisoriamente 

in Svizzera, non ha infatti rinunciato ad avvalersi di tale principio ma sem-

plicemente ad impugnare la decisione dell'autorità di prime cure. La sua 

situazione, come detto, equivale infatti a quella di una persona che non si 

è avvalsa della facoltà di interporre ricorso entro il termine legale previsto. 

Considerare il contrario equivarrebbe quindi a ritenere obbligatoria l'inter-

posizione di un'impugnativa onde evitare una violazione del suddetto prin-

cipio, cosa che, ovviamente, non corrisponde alla realtà. Dalla dottrina e 

giurisprudenza citate non si può dunque dedurre alcunché.   

1.4.3.3 A questo punto, è dunque d'uopo determinare, alla luce delle argo-

mentazioni delle parti, se sia in specie identificabile un vizio della volontà 

atto ad inficiarne l'effettività. Una tale manifestazione di volontà non sa-

rebbe infatti da ritenersi vincolante qualora sia stata avallata sotto l'egida 

di un errore causato dalla condotta dall'autorità e in particolare quando 

quest'ultima abbia fornito informazioni fuorvianti o incomplete in merito alla 

facoltà ed ai termini per inoltrare un'impugnativa. Oltracciò, è parimenti pre-

supposto per la validità della rinuncia che l'interessato non sia giunto a tale 

decisione in base a pressioni, coercizioni o minacce da parte dell'autorità. 

Non da ultimo, pare opportuno ammettere che l'eventuale esistenza di un 

vizio della volontà vada apprezzata indipendentemente dagli scopi, motivi 

o ragioni che hanno portato la parte a rinunciare al ricorso. 

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Pagina 11 

1.4.3.4 Tornando ora al caso che ci occupa ed in particolare alle dichiara-

zioni del ricorrente circa il fatto che la sua rinuncia a ricorrere non potrebbe 

che essere ritenuta viziata dal momento che egli non avrebbe avuto ac-

cesso ai suoi verbali d'audizione, va rilevato che tale argomentazione non 

può essere seguita. Invero, come già evidenziato in precedenza, per poter 

ritenere valida una rinuncia è necessario che la stessa sia intervenuta in 

piena cognizione della decisione impugnata (cfr. supra consid. 1.4.3.1), ciò 

che risulta essere il caso nella fattispecie. Va dappoi osservato che, dalle 

delucidazioni dell'autorità di prime cure (peraltro incontestate su tale punto 

di questione), si evince che non si è trattato di una procedura sbrigativa ed 

atta ad assicurarsi l'assenza di una futura impugnativa quanto più di una 

prassi con ottica di celerità messa in pratica a seguito della necessità di 

procedere, viste le particolari circostanze ad una consegna brevi manu 

della decisione in presenza dell'interprete e della persona di fiducia. In tale 

occasione, il ricorrente ha inoltre beneficiato di un momento di riflessione 

laddove ha potuto discutere con la persona di fiducia, al fine di maturare la 

propria decisione in merito (anche tale aspetto non è stato contestato). In 

tal senso, non vi è nemmeno luogo di considerare che l'interessato non 

abbia compreso quanto egli si apprestava a sottoscrivere a causa della 

presenza di difficoltà linguistiche, dal momento che sul punto della notifica 

della decisione impugnata e del successivo avallo dell'atto di rinuncia a 

ricorrere è regolarmente intervenuto un interprete della lingua tigrigna. In-

fine, l'argomentazione del ricorrente secondo cui mal si capirebbe la ne-

cessità di un tale agire, ferma considerata la ratio legis della disposizione 

che prevede un termine di 30 giorni per inoltrare il ricorso ed il fatto che 

l'accelerazione della procedura intervenuta sarebbe dunque stata minima, 

è a sua volta priva di rilevanza. Anzitutto, occorre a tal proposito rilevare 

che ritenere un tale argomento equivarrebbe a considerare la rinuncia inef-

ficace in quanto tale, dal momento che la legge prevede sempre un termine 

per ricorrere e che quest'ultima, per sua stessa natura, interverrebbe prima 

della scadenza dello stesso. Ora, come si è già avuto modo di enucleare 

in precedenza, ciò non è il caso (cfr. supra consid. 1.4.3.1). Oltracciò, tale 

agire è sfociato in una più celere attribuzione del ricorrente ad un cantone, 

cosa che ha avuto in concreto il risultato di accelerarne il processo di inte-

grazione (seppur va ricordato che nulla vieti alla SEM di procedere già 

prima ad una tale ripartizione; cfr. art. 27 LAsi). 

1.4.3.5 Si può dunque partire dal presupposto che in specie non siano rav-

visabili gli estremi per considerare che la rinuncia a ricorrere sia stata posta 

in essere in presenza di un vizio della volontà. Pertanto, vi è luogo di con-

fermare la validità di principio. 

D-6991/2016 

Pagina 12 

1.4.3.6 Quo alla presunta assenza di un rapporto di fiducia entro la persona 

incaricata e il ricorrente (dovuta in particolare all'impossibilità di preparare 

l'audizione sui motivi d'asilo con la persona di fiducia ed al fatto che la per-

sona presente all'audizione non sarebbe la medesima presente al mo-

mento della sottoscrizione), occorre in questa sede constatare che le con-

siderazioni di quest'ultimo a tal proposito paiono a loro volta del tutto prive 

di corredi concreti a suo supporto. Nel caso in disamina, la SEM, come da 

prassi, ha infatti proceduto prendendo contatto con il Servizio Richiedenti 

asilo del Soccorso operaio svizzero, nella persona del lic. iur. Mario Amato, 

conferendo a tale ente il mandato per l'incarico di persona di fiducia e ri-

chiedendone nel contempo la presenza in occasione della già program-

mata audizione sui motivi d'asilo (cfr. atto B19/15). L'autorità di prime cure 

ha inoltre confermato, per mezzo dello scritto del 23 dicembre 2016, che 

nell'ottica di una seriosa e minuziosa consulenza, settimanalmente una 

persona di fiducia si reca negli alloggi dei richiedenti l'asilo minorenni per 

consulenze specifiche. Pur essendo quindi innegabile che al momento 

dello svolgimento dell'audizione sui motivi d'asilo fosse presente un'altra 

persona, è parimenti incontestabile che quest'ultima sia stata incaricata 

proprio dal lic. iur. Mario Amato, di modo che, essendo egli a capo del ser-

vizio preposto, è logico dedurne che egli fosse perfettamente al corrente 

della fattispecie. A prescindere da ciò, è inoltre lecito presupporre che le 

persone che svolgono tale ruolo presso il CRP di Chiasso siano in stretto 

contatto tra loro e costantemente informate sull'evoluzione della procedura, 

fermo considerato che ciò rientra nel corretto e diligente svolgimento del 

loro mandato. A ciò va pure aggiunto che la persona di fiducia è incaricata 

di guidare e sostenere il richiedente asilo minore non accompagnato e per 

il quale non è stata ordinata una misura di protezione ai sensi del codice 

civile, aiutandolo in particolare a prendere le decisioni nell'ambito della pro-

cedura d'asilo e sostenendolo in modo valido e mirato. Essa, pur non rap-

presentandolo, contribuisce dunque de facto alla formazione della volontà 

del minore relativamente agli atti da lui compiuti in corso di procedura, così 

da poter relativizzare le eventuali lacune dovute all'inesperienza. In altri 

termini, grazie alle sue conoscenze della materia, la presenza della per-

sona di fiducia fa sì che il minore non accompagnato dotato di capacità di 

discernimento sia posto in una situazione comparabile (se non migliore) a 

quelle di un giovane adulto che ha già raggiunto la maggiore età (cfr. GI-

CRA 2003 n. 1 consid. 3, relativamente alle conoscenze di cui deve di-

sporre la persona di fiducia ai sensi dell'art. 17 cpv. 3 lett. b LAsi). Alla luce 

di tutto quanto precede, pare dunque chiaro che le constatazioni del ricor-

rente – il quale non ha peraltro messo in discussione le competenze della 

persona di fiducia, bensì rileva che la persona di fiducia non era in pos-

sesso di una copia dei verbali d'audizione – non hanno alcuna influenza 

D-6991/2016 

Pagina 13 

sulla validità della dichiarazione di rinuncia. Invero, la validità va apprez-

zata al momento della sottoscrizione della stessa per mezzo di un esame 

circa l'esistenza di eventuali vizi della volontà e non fornendo una presa di 

posizione personale sullo svolgersi degli eventi precedenti e susseguenti. 

Quanto alle valutazioni circa l'opportunità o meno di ricorrere, va ricordato 

come non stia al Tribunale sostituirsi a quanto ritenuto in tale sede dalla 

persona di fiducia incaricata. Si può infatti partire dal presupposto che fino 

a prova contraria, quest'ultima, forte dell'esperienza nella materia e sulla 

base di valutazioni di varia natura, non quindi solo di merito, abbia in quel 

momento ritenuto opportuno consigliare al minore di procedere alla sotto-

scrizione. Quandanche si possa infatti giungere a conclusione che nel caso 

in esame l'interessato avrebbe avuto concrete possibilità di successo in 

sede ricorsuale, ciò non sarebbe ad esso solo elemento per ritenere che la 

persona incaricata abbia agito senza la dovuta perizia, non potendo il Tri-

bunale apprezzare le valutazioni che hanno portato alla sottoscrizione della 

rinuncia, ed essendo peraltro le stesse a loro volta ininfluenti. 

1.4.3.7 Occorre dunque concludere che la rinuncia a ricorrere sottoscritta 

dall'interessato il 14 ottobre 2016 sia stata validamente sottoscritta. In ra-

gione di ciò, il presente ricorso va dichiarato inammissibile.  

2.  

Giusta l'art. 111 lett. b LAsi, l'art. 23 cpv. 1 lett. b LTAF, il giudice dell'istru-

zione decide in qualità di giudice unico in caso di non entrata nel merito su 

ricorsi manifestamente irricevibili. Si tratta segnatamente dei casi di man-

cato pagamento dell'anticipo spese e di ricorso inoltrato troppo tardi 

(cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwal-

tungsgericht, n. 3.51 e Messaggio concernente la revisione totale dell'or-

ganizzazione giudiziaria federale, FF 2001 3937). A contrario, laddove, 

come nel caso di specie, risulti necessaria un'analisi giuridica circa la rice-

vibilità del gravame, si necessita di giudicare la questione nella composi-

zione ordinaria di 3 giudici (cfr. mutatis mutandis Basler Kommentar, Bun-

desgerichtsgesetz, [BSK BGG], 2a ed. 2011, n. 15 segg. ad art. 108 LTF). 

3.  

Ai sensi dell'art. 65 cpv. 1 PA, l'assistenza giudiziaria viene concessa qua-

lora una parte non disponga dei mezzi necessari e le sue conclusioni non 

sembrino prive di probabilità di successo. Ora, l'assenza di probabilità di 

successo può dedursi tanto da questioni attinenti alla ricevibilità del ricorso 

quanto da elementi giuridici di merito (cfr. mutatis mutandis BERNARD COR-

BOZ et al. [ed.], Commentaire de la LTF, 2a ed. 2014, n. 39 ad art. 64 LTF). 

D-6991/2016 

Pagina 14 

In specie, l'istanza di assistenza giudiziaria non può pertanto essere ac-

colta, atteso che le conclusioni del ricorrente erano sin dall'inizio prive di 

probabilità di successo. 

4.  

A norma dell'art. 6 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 (TS-TAF, RS 173.320.2), le spese processuali possono essere con-

donate totalmente o parzialmente qualora per motivi inerenti al litigio o alla 

parte in causa, non risulti equo addossarle alla parte.  

In specie, vista la particolarità del caso, il Tribunale si esime dal prelevare 

spese processuali. 

5.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione per il che non può essere impugnata con ricorso 

in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d ci-

fra 1 LTF). La pronuncia è dunque definitiva. 

6.  

Vista l'inammissibilità del gravame non è d'uopo analizzare le altre do-

glianze ricorsuali. 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-6991/2016 

Pagina 15 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è inammissibile. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Sebastiana Stähli 

 

 

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