# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 78d4cdc0-15ec-5e32-a4c6-6ecc1ce665cb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-05-15
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 15.05.2002 14.2002.00011
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2002-00011_2002-05-15.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2002.00011

  	
  Lugano

  15 maggio
  2002

  /JC/fc/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini e Rusca

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques,
  vicecancelliere

  

 

 

statuendo nella causa a procedura sommaria di cui
all’inc.OS.2000.32 della Pretura di Lugano, Sezione 5, a dipendenza
dell'istanza di sequestro del 10 novembre 2000 di

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

 

e dell'opposizione formulata il 27 novembre
2000 da

 

                                         __________), 

                                         patr.
dall’avv. __________,

                                          

 al decreto di sequestro 13 novembre 2000 emanato dalla Pretore di
Lugano,

 

opposizione accolta dalla stessa Pretore,
che con decisione 16 gennaio 2002 ha così statuito:

 

                                         “1.    L’opposizione è ammessa e di conseguenza il
sequestro no __________ decretato da questa Pretura su istanza 10/13 novembre
2000 della signora __________ è annullato.

 

                                          2.    L’istanza 15 dicembre 2000 di prestazione di una garanzia di fr.
1’000'000.-- presentata da __________, è respinta.

                                         

                                          3.    La
tassa di giustizia e le spese per complessivi fr. 1’000.--, da anticipare
dall’istante/opponente, sono poste a carico della parte sequestrante, che
rifonderà a controparte fr. 9'000.-- a titolo di indennità.

 

                                          4.    omissis.”

 

decisione impugnata da __________, che con
appello 31 gennaio 2002 chiede venga giudicato:

 

                                         “IN VIA PRINCIPALE

 

                                         “1.   L’appello è accolto.

 

                                                 §
  La decisione della Pretura del Distretto di Lugano sezione 5 (inc.
OS.2000.32) è annullata.

                                          

                                          2.
   È confermato il sequestro no. __________

 

                                          3.    Protestate
spese e ripetibili.

 

                                          IN
VIA SUBORDINATA

 

                                         2.     L’appello
è parzialmente accolto.

 

                                                 §
  Di conseguenza il dispositivo n. 3 della decisione 11 [recte 16] gennaio 2002
del Pretore del distretto di Lugano, Sezione 5, è così riformato:

 

                                                     3.  La tassa di giustizia e le spese per
complessivi Fr. 1'000.--, da anticipare dall’istante/opponente, sono poste a
suo carico ½ e per ½ sono poste a carico della parte sequestrante, compensate
le indennità.”

 

Viste le osservazioni 4 marzo 2002 di
__________.

 

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con istanza dell’8 novembre 2000,
__________ ha chiesto nei confronti di __________ (in seguito __________), a
concorrenza della somma di fr. 1,3 milioni il sequestro ex art. 271 cpv.1 n. 4
LEF di 3 certificati azionari e 11 warrants della __________, 2 certificati
azionari e 26 warrants della __________, 2 certificati azionari e 7 warrants
della __________ nonché di 2 certificati azionari e 4 warrants della
__________, tutti sequestrati presso il Ministero Pubblico del Cantone Ticino
nell’ambito dell’incarto n. 4526/1998.

 

 

                                  B.   Il sequestro è stato ordinato come richiesto il 13 novembre
2000.

 

 

                                  C.   Sia
__________ che, con atto 23 novembre 2000, __________. (in seguito __________)
hanno interposto opposizione, quest’ultima asseverando essere titolare di un
diritto di pegno manuale sui beni sequestrati.

 

 

                                  D.   Con
sentenza 11 gennaio 2002, la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha
accolto l’opposizione di __________, mentre l’opposizione di __________ è stata
pure accolta con sentenza 16 gennaio 2002.

                                         La
prima giudice ha invece respinto l’istanza di __________ per la prestazione di
una garanzia ex art. 273 LEF di fr. 1'000'000.--, ritenendo che l’opponente non
avesse fatto alcun accenno in merito al danno ed alla sua entità e che comunque
nessun pregiudizio era stato causato a __________, visto che il proprio
asserito diritto di pegno sussisteva tuttora e che il sequestro era in ogni
caso stato annullato.

 

 

                                  E.   Con
appello 31 gennaio 2002 diretto contro __________, __________ chiede la
conferma del sequestro predisposto contro __________ e critica in via
subordinata la ripartizione delle spese ed indennità tra le parti, che non
tiene conto della soccombenza di __________ sulla questione della garanzia. 

                                         Ella
chiede in particolare la riforma del dispositivo n. 3 della sentenza impugnata,
nel senso che le spese di prima sede vengano ripartite metà per parte,
compensate le indennità, vista la soccombenza di __________ in una misura non inferiore
a 6/10 (recte: circa 1/3, ossia fr. 1'000'000.-- / 2'700'000.--).

 

 

                                  F.   Nelle sue
osservazioni, __________ rileva segnatamente come la Pretore abbia tenuto conto
della sua soccombenza sul punto della garanzia, visto che l’indennità, in
applicazione analogica degli art. 9 e 19 LTG prendendo i saggi medi previsti da
queste norme, sarebbe potuta essere fissata in una cifra sui fr. 35'000.--.

 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Questioni procedurali

                               1.1.   Per
crediti non garantiti da pegno il creditore può chiedere il sequestro di beni
del debitore, quando sia data una causa di sequestro (cfr. art. 271 cpv. 1 n. 1
a 5 LEF). Nel Cantone Ticino per valori superiori a Fr. 2’000.-- competente per
la concessione del sequestro è il Pretore del luogo in cui si trovano i beni da
sequestrare indicati dal creditore (art. 14 cpv. 1 e 16 cpv. 3 LALEF, art. 5
cpv. 1 LOG). La procedura, di natura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF), è
retta dall’art. 19 LALEF che non prevede il contraddittorio. 

 

                               1.2.   Prima di concedere il sequestro il giudice esamina, sulla base
dei soli elementi addotti dal creditore, se è stata resa sufficientemente
verosimile l’esistenza del credito, di una causa di sequestro nonché di beni
appartenenti al debitore (art. 272 LEF). Il grado di verosimiglianza ex art.
271-272 LEF richiesto per valutare se vi è un credito, se nel circondario di
sua competenza vi sono beni appartenenti al debitore e se si realizza almeno
una delle cause di sequestro fatte valere dal creditore è in linea di principio
nel senso che la tesi del creditore deve risultare plausibile e l’esame
puntuale delle allegazioni e della documentazione prodotta dal creditore deve
permettere al giudice di convincersi – sulla base di elementi oggettivi, non
bastando di regola fatture o altri elementi allestiti unilateralmente dal
creditore sequestrante o da suoi organi o persone ausiliarie – che in concreto
le circostanze di fatto rilevanti si sono realizzate, senza per questo poter
già escludere il contrario (cfr. Walter Stoffel, Le séquestre, in: La LP
révisée, collana CEDIDAC, vol. 35, Losanna 1997, p. 280 s.; Pierre-Robert Gilliéron, Le séquestre dans la LP révisée, in: BlSchK 1995, p. 132 e
rif.; Bertrand Reeb, Les mesures provisoires dans
la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, p. 466; Amonn/Gasser, Grundriss
des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, n. 2 ad § 51; Rudolf Ottomann, Der Arrest, in: ZSR
1996/I, p. 253, n. 32).

 

                               1.3.   Concesso
il sequestro, chi è toccato nei suoi diritti, tranne il sequestrante, può fare
opposizione al giudice del sequestro entro dieci giorni da quando ne ha avuto
conoscenza (art. 278 cpv.1 LEF. In tal caso il giudice, in una procedura pure
sommaria retta dagli art. 20 ss. LALEF, sottopone il sequestro a nuovo esame,
dando agli interessati la possibilità di esprimersi (cfr. art. 278 cpv. 2 LEF),
rispettivamente di addurre fatti nuovi. In caso di tempestiva opposizione al
sequestro, il giudice che lo ha concesso deve chinarsi dunque nuovamente sulla
domanda di sequestro e verificare – pur con il medesimo potere di cognizione
esercitato in precedenza (cfr. Reeb, op. cit., p. 478; Gilliéron, op. cit., p. 135) – se
alla luce di quanto emerso dal contraddittorio tutte le condizioni del
sequestro – contestate dall’opponente – risultano ancora sufficientemente
verosimili, se cioè in relazione alle stesse è ancora soddisfatto quel grado di
verosimiglianza necessario per la sua concessione (cfr. Amonn/Gasser, op. cit., n. 71 ad § 51), atteso che resta onere del
creditore sequestrante fornire al giudice gli elementi sufficienti (cfr. Hans
Reiser, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998,
Vol. III, n. 38 ad art. 278).

 

                               1.4.   La nuova decisione
(sull’opposizione) – sia essa di annullamento o di conferma del sequestro (cfr.
Reiser, op. cit., n. 44-45
ad art. 278) – può essere a sua volta impugnata entro dieci giorni davanti
all’autorità giudiziaria superiore (art. 278 cpv. 3 primo periodo LEF), nel
Cantone Ticino la Camera di esecuzione e fallimenti con il rimedio dell’appello
(art. 22 LALEF nonché 14 e 22 lett. c LOG), rispettivamente, in caso di valore
inferiore agli fr. 8’000.--, la Camera di cassazione civile con ricorso per
cassazione (art. 22 LALEF nonché 5, 13 e 22 lett. b LOG). L’autorità superiore
deve verificare – sulla base delle allegazioni e dei documenti prodotti dalle
parti ed eventualmente anche dei fatti nuovi di cui le stesse si possono
avvalere (art. 278 cpv. 3 secondo periodo LEF) – se nel caso concreto in
relazione al realizzarsi delle condizioni del sequestro addotte dal creditore –
e contestate dalle controparti – è raggiunto il grado di verosimiglianza
necessario per il mantenimento del provvedimento conservativo, atteso che in
caso negativo annullerà la decisione del giudice di prime cure che ha
confermato il sequestro rispettivamente confermerà la decisione che lo ha
annullato, riservate soluzioni intermedie (cfr. Amonn/ Gasser, op.
cit., n. 74 ad § 51; Reeb, op. cit., p. 482).

 

 

 

 

                                   2.   Interesse
all’appello

                                          È
fatto notorio a questa Camera (“gerichtsnotorisch”) che l’appello interposto
dall’appellante __________ contro la sentenza diretta contro __________ che
accoglieva l’opposizione di quest’ultima è stato respinto da questa stessa
Camera, di modo che il sequestro in oggetto è quindi decaduto. L’appello in
esame si rivela quindi privo di oggetto per carenza di gravamen in merito alla
validità del sequestro.

 

 

                                   3.   Attribuzione
delle spese ed indennità in prima sede

                                          La
tassa di giustizia e le indennità, la cui entità non è messa in discussione da
parte dell’appellante, seguono il grado di soccombenza (cfr. per la tassa di
giustizia: art. 49 cpv. 2 OTLEF [implicito; cfr. pure art. 148 CPC per rinvio
dell’art. 25 LALEF]; per le indennità: art. 62 cpv. 1 OTLEF).

                                         Nel
caso di specie, l’appellante rileva (punto 16 dell’appello) a giusto titolo che
__________ è risultata parzialmente soccombente in prima sede (sul punto della
garanzia). Infatti, la sua domanda di prestazione di una garanzia ex art. 273
LEF di fr. 1'000'000.-- è stata respinta dalla prima giudice, ciò che __________
non rimette peraltro in discussione (cfr. osservazioni, p. 9 ad 10), mentre
prevale sulla questione principale, il cui valore di causa era pari a fr.
1'700'000.--. Si giustifica pertanto un riparto della tassa di giustizia  in
ragione di 1/3 a carico di __________ e 2/3 a carico di __________, che deve
rifondere a __________ fr. 3'000.-- per parte di indennità. In effetti, non
risulta dalla decisione impugnata che la Pretore abbia tenuto conto della
parziale soccombenza di __________, la quale non ha peraltro contestato
l’importo dell’indennità concessa; si ricorda d’altronde che l’appello adesivo
non è ammesso in procedura sommaria (art. 22 cpv. 2 LALEF).

 

 

                                   4.   L’appello
24 gennaio 2002 __________ va quindi parzialmente accolto.

                                         La
tassa di giustizia e le indennità di appello seguono la soccombenza.

 

 

Richiamati
gli art. 271 ss. LEF e, per le spese, la vigente OTLEF,

 

 

pronuncia:           1.     L’appello 24 gennaio 2002 __________),
nella misura in cui non sia divenuto privo d'oggetto, è parzialmente accolto.

 

                               1.1.   Di
conseguenza, il dispositivo n. 3 della sentenza 16 gennaio 2002 della Pretore
del Distretto di Lugano, sezione 5 (OS.2000.32) è riformato come segue:

 

                                         “3.  La tassa di giustizia
di fr. 1'000.-- è posta nella misura di 1/3 a carico di __________), e di 2/3 a
carico di __________, la quale rifonderà alla prima fr. 3'000.-- a titolo di
indennità .”

 

                                   2.   La
tassa di giustizia della presente decisione di fr. 1’500.--, già anticipata
dall’appellante, resta a suo carico, la quale rifonderà a __________., fr.
7’000.-- per parte di indennità.

                                      

                                   3.   Intimazione
a:

                                         -
__________

 

                                         Comunicazione
alla Pretura di Lugano, Sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario