# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4a5b153a-9318-56d5-9526-43e1720fe177
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-01-23
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 23.01.2012 13.2011.81
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_003_13-2011-81_2012-01-23.html

## Full Text

Incarto n.

  13.2011.81

  	
  Lugano

  23 gennaio
  2012

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La terza Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Walser, presidente,

  Pellegrini e Celio

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Meyer

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2008.109
(azione di garanzia per difetti, riparazione gratuita dell’opera) della Pretura
del Distretto di Bellinzona promossa con petizione 27 maggio 2008 da

 

	
   

  	
    CO 1  

    CO 2  

  entrambi
  patrocinati dall’  PA 2  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   RE 1  

  patrocinato
  dall’  PA 1  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

Ritenuto

in fatto:                    A.   Con
atto notarile 24 giugno 2005 CO 1 e CO 2 hanno acquistato la PPP n. __________01
(quota 179/1000 con diritto esclusivo sull’appartamento n. __________) del
fondo base part. n. __________ RFD di __________ (doc. BA), fondo che si
articola in due edifici. Il primo di 257/1000 (PPP n. __________05 e __________06)
escluso dalla presente vertenza, il secondo di 743/1000 comprensivo di quattro
appartamenti da edificare e qui oggetto di causa (PPP n. __________01, __________02,
__________03 e __________04). In medesima data, CO 1 e CO 2, parallelamente
agli altri comproprietari __________ e __________ C__________ (PPP n. __________02),
__________ R__________ e __________ B__________ (PPP n. __________04), __________
e __________ L__________ (PPP n. __________03), in qualità di committenti, e il
comproprietario RE 1 in qualità di appaltatore, hanno concluso ciascuno un
contratto d’appalto per la costruzione del rispettivo appartamento in PPP sulla
surriferita particella.

 

                                         Al
momento della consegna degli appartamenti, avvenuta nel giugno 2006, lo stabile
non era ancora ultimato. I committenti hanno segnalato a più riprese
all’appaltatore varie imperfezioni e numerosi difetti, sull’elimina­zione dei
quali le parti coinvolte non sono riuscite ad accordarsi.

 

 

                                  B.   Con
petizione 27 maggio 2008 CO 1 e CO 2 hanno chiesto in via principale la
condanna di RE 1 ad eseguire, entro 30 giorni dalla crescita in giudicato della
sentenza, i lavori di riparazione gratuita di tutti i difetti segnalati e non
ancora riparati, concernenti sia le parti comuni dello stabile (mappale n. __________
RFD di __________), sia la quota assegnata loro con diritto esclusivo (foglio
PPP n. __________01). Hanno pure postulato, in caso di disobbedienza,
l’eliminazione dei difetti per il tramite di un terzo a spese e rischio del
convenuto chiedendo poi, in via subordinata, la condanna di quest’ultimo al
pagamento di un importo da quantificare dal perito a titolo di minor valore
della loro quota. Infine hanno esatto dal convenuto la consegna di tutti i
piani esecutivi relativi all’edifi­cazione dello stabile di cui trattasi.

 

                                         Con
petizioni di medesima data, anche gli altri comproprietari (R__________/B__________
inc. OA.2008.106, coniugi C__________ inc. OA.2008.107 e coniugi L__________
inc. OA.2008.108) hanno formulato con atti separati sostanzialmente le medesime
domande di condanna nei confronti di RE 1, l’unica differenza essendo relativa
alla riparazione dei difetti della rispettiva quota in diritto esclusivo.

 

 

                                  C.   Con
risposta 16 ottobre 2008 RE 1 ha chiesto l’integrale reiezione delle domande
attoree, contestan­do l’esistenza degli asseriti difetti sia delle parti comuni
sia delle parti esclusive, e negando qualsivoglia responsabilità.

 

 

                                  D.   In
corso di causa, gli attori hanno presentato diverse istanze di completazione e
mutazione dell’azione alfine di completare le proprie allegazioni ed integrare
le domande di causa alla luce di nuovi difetti manifestatisi, istanze che il
Pretore ha accolto con decisioni 5 marzo 2009, 13 ottobre 2009 e 26 gennaio 2011. In particolare, con decreto 13 ottobre 2009 il Pretore ha accolto l’istanza di restituzione e
di mutazione dell’azione 7 settembre 2009 con la quale gli attori hanno chiesto
di acquisire agli atti anche l’incarto DI.2009.257 (prova a futura memoria) e
di modificare il punto 5 delle domande di tutte le petizioni come segue: “Protestate
spese e ripetibili, comprese quelle della perizia a futura memoria (inc.
DI.2009.257 di questa Pretura)”.

 

                                         Terminata
l’istruttoria, con le conclusioni scritte, alla luce dei referti peritali, gli
attori hanno ridotto l’elenco dei difetti e il valore delle proprie pretese. Il
convenuto ha dal canto suo acconsentito all’eliminazione di determinati
difetti, postulando poi la ripartizio­ne delle spese giudiziarie in ragione di
½ ciascuno tra lui e i committenti.

 

 

                                  E.   Con
sentenza 24 ottobre 2011 il Pretore ha parzialmente accolto la petizione,
condannando il convenuto a provvedere a sue spese e secondo le indicazioni
peritali alla riparazione dei difetti. Ha poi posto la tassa di giustizia di
fr. 5'000.- e le spese di fr. 6'000.- (compresi gli oneri della procedura
di prova a futura memoria inc. DI.2009.257 di fr. 3'144.20) a carico della
parte attrice in ragione di ¼ e del convenuto in ragione di ¾, condannando
quest’ultimo a rifondere alla controparte fr. 6'000.- a titolo di ripetibili
ridotte.

 

 

                                  F.   Con
reclamo 23 novembre 2011 RE 1 insorge contro la precitata decisione, chiedendone
la modifica in punto agli oneri processuali, nel senso di porre la tassa di
giustizia di fr. 1'000.- e le spese di fr. 6'000.- (compresi gli oneri della
procedura di prova a futura memoria inc. DI.2009.257 di fr. 3'144.20) a carico
delle parti in ragione di metà ciascuna, compensate le ripetibili. Il
reclamante, rilevato che il Pretore ha emesso quattro sentenze separate nei
quattro incarti OA.2008.106/107/108/109, rimprove­ra al primo giudice di aver determinato
il valore litigioso in fr. 90'000.- – corrispondente al minor valore complessivo
delle parti comuni – per ciascuna causa invece di calcolare il valore litigioso
in proporzione alle quote millesimali dell’unità PPP. A dire del reclamante, il
valore litigioso – calcolato in proporzione alla quota millesimale di 179/1000 –
ammonta nella presente procedura a soli fr. 32'000.-. Le pretese attoree sono
quindi state in realtà riconosciute per poco più della metà – fr. 8'118.80 per
le parti comuni, corrispondenti a 179/743 di fr. 33'700.-, e fr. 8'050.-
per le parti esclusive – e di conseguenza la tassa di giustizia e le spese
andrebbero suddivise in ragione di metà ciascuno, compensando le ripetibili.

                                  G.   Con
osservazioni 12 dicembre 2011 CO 1 e CO 2 hanno chiesto in via principale di
dichiarare inammissibile il reclamo, in via subordinata di respingerlo,
confermando la soccombenza degli attori di ¼ e del convenuto di ¾, nonché la
condanna del convenuto al pagamento di fr. 6'000.- a titolo di ripetibili,
rimettendosi per contro al giudizio di questa Camera per quanto riguarda la
fissazione della tassa di giustizia.

 

 

Considerato

in diritto:                  1.   Il
1° gennaio 2011 è entrato in vigore il Codice di diritto processuale civile
svizzero (CPC). L’art. 404 CPC prevede che, fino alla loro conclusione davanti
alla giurisdizione adita, ai procedimenti già pendenti al momento dell’entrata
in vigore del nuovo codice si applica il diritto procedurale previgente. Di conseguenza, il procedimento in questione essendo stato avviato con petizione
27 maggio 2008, in applicazione del diritto transitorio del CPC, allo stesso è
da applicare il CPC-TI (art. 404 CPC). L’art. 405 cpv. 1 CPC stabilisce
tuttavia che alle impugnazioni si applica il diritto in vigore al momento della
comunicazione della decisione, con la conseguenza di avere una procedura
ibrida, alla quale continua ad essere applicabile nel merito il CPC-TI, salvo
che per le impugnazioni, retta dal sistema di impugnazione del CPC svizzero.

 

                                         La
decisione con la quale il giudice fissa la tassa e le spese di giustizia e assegna
le ripetibili è di regola parte della decisione finale (art. 104 cpv. 1 CPC),
impugnabile unitamente alla sentenza finale mediante appello se il merito è
appellabile (art. 308 cpv. 1 lett. a e cpv. 2 CPC), da proporre nel
termine di 30 giorni all’autorità giudiziaria superiore (art. 311 cpv. 1
CPC), oppure mediante reclamo, sempre nel termine di 30 giorni (art. 319
lett. a e art. 321 cpv. 1 CPC) qualora il valore litigioso sia inferiore a fr.
10'000.-. L’art. 110 CPC prevede tuttavia che, laddove il dispositivo sulle
spese sia impugnato in modo indipendente, è dato unicamente il rimedio del
reclamo – ciò a prescindere se la controversia in sé è soggetta ad appello
oppure a reclamo (Trezzini, CPC Comm., 2010, art. 110, pag. 447) – da proporre nel medesimo
termine del rimedio ordinario, in concreto 30 giorni (art. 319 lett. a e art. 321 cpv. 1 CPC).

 

                                         Contrariamente
a quanto sostenuto dagli attori nelle proprie osservazioni, il reclamo in
esame, inoltrato il 23 novembre 2011, è tempestivo e quindi, da questo punto di
vista, ammissibile.

 

                                         Poiché la
decisione sulla ripartizione e quantificazione delle spese è parte della
decisione finale, la trattazione del gravame competerebbe nel caso concreto
alla seconda Camera civile del Tribunale d’appello, ma l’incarto è trasmesso
alla terza Camera civile in applicazione dell’art. 48 lett. c cifra 2 LOG.

 

 

                                   2.   Parte
convenuta, ammessa l’applicabilità del principio della soccombenza per
l’attribuzione degli oneri processuali, contesta la determinazione del valore litigioso
fatta dal Pretore. Trattasi quindi anzitutto di verificare se il primo giudice
abbia stabilito correttamente il valore di causa e determinato correttamente la
soccombenza, ritenuto che, comunque, per costante giurisprudenza il Pretore
dispone di ampia latitudine nella determinazione degli oneri processuali e
delle ripetibili, nel senso che la sua valutazione è censurabile solo per
eccesso o abuso del potere di apprezzamento (IICCA 11 agosto 2005, inc.
12.2005.5, consid. 7; 24 marzo 2005, inc. 12.2004.15, consid. 3.1; Cocchi/Trezzini, CPC–TI, 2000, m. 32 e 51 ad art. 148).

 

                                2.1   L’art. 5
cpv. 1 CPC-TI stabilisce che se l’oggetto è valutabile in denaro il valore
della causa è determinato dalla domanda. 

                                         Con gli
allegati introduttivi la parte attrice ha chiesto, tra l’altro, la riparazione
dei difetti riscontrati alle parti comuni, il cui costo ha poi quantificato in
poco più di fr. 90'000.- (conclusioni pag. 30). Come giustamente rilevato dal
Pretore, trattandosi di pretesa indivisibile, essa ben poteva procedere da sola
e chiedere la riparazione gratuita dei difetti alle parti comuni, senza il
concorso degli altri comproprietari. Di principio non si può quindi
rimproverare al Pretore di aver ecceduto nel proprio potere di apprezzamento
per il fatto di aver tenuto conto dell’intero importo. In effetti, qualora CO 2
e CO 1 avessero chiesto, loro solamente, la riparazione delle parti comuni, non
v’è dubbio che il valore di causa sarebbe stato di fr. 90'000.-. Il problema
deriva in realtà dal fatto che tutti i proprietari delle quote di PPP hanno
inoltrato una causa separata e indipendente da quella degli altri
comproprietari, chiedendo ciascuno l’intera e identica prestazione.
L’ammissibilità di questo modo di procedere è perlomeno discutibile, e attribuire,
come fatto nella situazione concreta, quattro volte la medesima pretesa per
intero a quattro parti differenti senza nemmeno affrontare il problema della
solidarietà è soluzione invero singolare. La parte convenuta tuttavia neppure
sembra essersi avveduta del problema, tanto che nulla ha eccepito in proposito.
Comunque sia, considerato che in questa sede la parte attrice ha convenuto con
il reclamante che è da tener conto solo della parte di valore corrispondente
alla quota di comproprietà, appare opportuno scostarsi dai valori posti alla
base del giudizio impugnato, tanto più che la soccombenza relativa alla domanda
di riparazione delle parti comuni non muta se la proporzione viene fatta
tenendo conto dei valori complessivi della prestazione richiesta piuttosto che
dei valori calcolati in base alle quote di comproprietà. Tenuto conto che a
fronte della richiesta di eseguire lavori del costo complessivo di circa fr.
90'000.-, il Pretore ne ha riconosciuti per fr. 33'700.-, parte attrice risulta
vittoriosa per poco più di 1/3, proporzione che non muta se si tien conto di
tali importi limitatamente alla quota di comproprietà di 179/743 di pertinenza
degli attori.

 

                                2.2   Ha invece
ragione il reclamante allorquando rimprovera al Pretore di non aver tenuto
conto nella determinazione del valore litigioso anche delle domande relative
alle parti in uso esclusivo. In effetti, la parte attrice ha chiesto la
condanna di controparte all’esecuzione di riparazioni alle parti dell’immobile
in suo uso esclusivo, domande di cui va tenuto conto perché anch’esse
concorrono a determinare il valore di causa. In concreto, i qui attori hanno
chiesto interventi alle parti loro riservate per complessivi fr. 10'314.-
(conclusioni, pag. 29 e 30) e in sentenza è stata ordinata l’esecuzione di
siffatti lavori per un costo complessivo di fr. 8’050.-.

 

                                         Ciò
premesso, è ora da esaminare se il Pretore abbia correttamente applicato i
criteri di ripartizione degli oneri processuali.

 

 

                                   3.   Giusta
l’art. 148 CPC-TI il giudice condanna la parte soccombente a rimborsare
all’altra le tasse, le spese giudiziarie e le ripetibili (cpv. 1), ritenuto
che, se vi è soccombenza reciproca o concorrono altri giusti motivi, egli può
ripartirle parzialmente o per intero fra loro (cpv. 2).  

                                         

                                         Con la
decisione impugnata, il Pretore, ha posto la tassa e le spese di giustizia a
carico degli attori per ¼ e del convenuto per ¾, condannando quest’ultimo al
pagamento di fr. 6'000.- a titolo di ripetibili ridotte. Il primo giudice
ha assunto quale valore di causa l’importo di fr. 90'000.-, e ha riconosciuto
per lavori alle parti comuni complessivamente fr. 33'700.-, importo pari a
circa 1/3 di quanto richiesto. Se non che, tenendo conto unicamente di questi
importi, ne risulterebbe una soccombenza della parte attrice pari a 2/3 e del
convenuto di 1/3 soltanto. Neppure tenendo conto anche dei costi di riparazione
alle parti in uso riservato (riconosciuti fr. 8'050.- a fronte di una richiesta
di fr. 10'314.-) è possibile ritenere una maggiore soccombenza della parte
convenuta. La ripartizione delle spese processuali fatta con la sentenza
impugnata appare quindi errata, il Pretore neppure avendo indicato eventuali
elementi di natura equitativa che avrebbero potuto indurlo a scostarsi da
criteri meramente aritmetici nella ripartizione, che costituisce comunque il
criterio principale per l’addebito degli oneri di causa (Cocchi/Trezzini, CPC–TI, 2000, m. 13 e 14 ad art. 148).

                                          

                                         Visto
quanto precede, la domanda del reclamante che postula una ripartizione degli
oneri processuali in ragione di metà per parte, compensate le ripetibili,
merita accoglimento. In effetti, il minor valore riconosciuto in sentenza
ammonta a complessivi fr. 16'108.- (fr. 8'058.-, pari a 179/743 per le
parti comuni + fr. 8'050.- per la parte esclusiva), a fronte di pretese di
complessivi fr. 32'092.-, sicché la parte attrice si è vista in definitiva
riconoscere circa la metà delle proprie pretese. Questa ripartizione appare
appropriata a maggior ragione qualora si volesse tener conto anche delle richieste
che la parte attrice ha abbandonato in corso di causa – comportamento che
costituisce desistenza – di cui pure sarebbe da tener conto nel calcolo della
soccombenza. Non vi è invece poi ragione di seguire i resistenti laddove essi
sostengono che la soccombenza andrebbe calcolata in base al numero dei lavori
di cui è stata chiesta l’esecuzione, piuttosto che del loro costo.

 

 

                                   4.   Il reclamo deve di conseguenza essere accolto e la ripartizione delle
tassa e spese di giustizia, nonché delle ripetibili modificata, cosa che – per motivi di economia processuale – viene fatta da
questa Camera senza retrocedere l’incarto al Pretore per una nuova decisione.
Poiché il presente procedimento è stato aperto il 27
maggio 2008, la tassa e le spese di giustizia devono
essere stabilite secondo la legge sulla tariffa
giudiziaria del 14 dicembre 1965 (vLTG in vigore fino
al 31 dicembre 2010) e ripartite giusta l’art. 148 cpv. 1 CPC-TI.  La tassa di
giustizia è fissata dal giudice in considerazione del valore, della natura e della
complessità dell’atto o della controversia (art. 3 cpv. 1 vLTG). Giusta l’art. 17 vLTG per i valori litigiosi da fr. 20'001.- fino a
fr. 50’000.- è prevista una tassa di giustizia da fr. 1'000.- a
fr. 5'000.-. In concreto, tenuto conto del valore litigioso di fr. 32'092.-,
della natura e della complessità del caso, la tassa di giustizia è fissata in
fr. 3'000.- e le spese in fr. 1'500.- (quest’ultimo importo non contestato
dalle parti né con il reclamo né con le osservazioni e comprensivo degli oneri
della procedura di prova a futura memoria inc. DI.2009.257 di
fr. 3'144.20, diviso per le quattro cause OA.2008.106/107/108/109).

 

 

                                   5.   Le spese processuali per la presente procedura sono disciplinate
dalla legge sulla tariffa giudiziaria del 30 novembre 2010 (LTG), entrata in
vigore il 1° gennaio 2011, la quale dispone anch’essa che la tassa di giustizia
è fissata in considera­zione del valore, della natura e della complessità della
causa (art. 2 cpv. 1 LTG). Essa prevede per decisioni su reclamo del Tribunale
d’appello una tassa di giustizia fissata tra fr. 100.- e 10'000.- (art. 14
LTG). 

                                         Nel caso
concreto le spese processuali per questa decisione sono fissate fr. 250.- e
poste interamente a carico degli attori, interamente soccombenti. Al reclamante
è assegnata un’indennità per ripetibili secondo il Regolamento sulla tariffa
per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la
fissazione delle ripetibili (Rtar) del 19 dicembre 2007, in vigore dal 1° gennaio 2008.

 

 

Per i quali motivi

 

 

pronuncia:              1.   Il
reclamo 23 novembre 2011 di RE 1 è accolto.

 

                                    §   Di
conseguenza il dispositivo n. 2 della sentenza 24 ottobre 2011 è riformato come
segue: 

                                         “La tassa di giustizia di fr. 3'000.- e le
spese di fr. 6'000.- (compresi gli oneri della procedura di prova a futura
memoria inc. DI.2009.257), con saldo da anticipare dalla parte attrice, sono
poste a carico delle parti in ragione di ½ ciascuno, compensate le ripetibili”.

 

 

                                   2.   Le
spese processuali in fr. 250.- sono poste a carico di CO 1 e CO 2 in solido, i quali rifonderanno altresì al reclamante RE 1 fr. 300.- a titolo di ripetibili.

 

 

                                   3.   Intimazione
(unitamente alle osservazioni 12 dicembre 2011 al reclamante):

	
   

  	
  -      

  -     

      

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona

 

Per la terza Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                            La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente sentenza è dato ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle
cause a carattere pecuniario il ricorso è ammissibile se il valore litigioso
ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di
locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi. Per valori inferiori il ricorso è
ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale o se una legge federale prescrive un’istanza cantonale unica (art.
74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile
proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale
(art. 113, 117 LTF).  La parte che intende impugnare una decisione sia con un
ricorso ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare
entrambi i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).