# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 09b8a368-b3fd-561f-b258-035605fade53
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-08-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 19.08.2014 32.2013.189
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2013-189_2014-08-19.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2013.189

   

  BS/gm

  	
  Lugano

  19 agosto 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 28 ottobre 2013 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 18 ottobre 2013 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto                           in
fatto

 

 

                               1.1.   RI
1, classe 1964, di professione muratore qualificato, nel gennaio 2010 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti (doc. AI 1); 

 

                              Dopo
aver espletato i necessari accertamenti medici ed economici, con decisioni 19 e
21 ottobre 2011 (preavvisate il 26 luglio 2011) l’Ufficio AI ha riconosciuto
all’assicurato una rendita intera dal 1° ottobre 2010, ridotta a tre quarti dal
1° novembre 2011 (doc. AI 90; per le motivazioni cfr. doc. AI 90).

 

                              Avverso
le suddette decisioni l’assicurato ha interposto ricorso. Con decreto 16
gennaio 2012 il TCA ha stralciato dai ruoli la causa a seguito dell’omologazione
di una transazione tra le parti, rinviando gli atti all’amministrazione per
l’espletamento di ulteriori accertamenti medici (inc. 32. 2011. 308).

 

                              Acquisita
nuova documentazione medica, con decisioni del 13 giugno 2012 (preavvisate il
23 febbraio) l’Ufficio AI, annullate le precedenti pronunzie, ha riconosciuto
all’assicurato il diritto ad una rendita intera dal 1° luglio 2010 (doc. AI 119
e 120). 

 

                               1.2.   Avviata
nel giugno 2011 una revisione d’ufficio, dopo aver proceduto ad un
aggiornamento della documentazione medica, dalla quale è risultato un miglioramento
delle condizioni di salute, con decisione datata 18 ottobre 2013 (preavvisata l’8
agosto 2013) l’Ufficio AI ha ridotto la rendita a tre quarti e tolto l’effetto
sospensivo ad un eventuale ricorso (doc. AI 160). 

                                      

                               1.3.   Contro
la menzionata decisione l’assicurato ha interposto il presente ricorso,
contestando in sostanza l’esistenza di attività esigibili, nel libero mercato,
che potrebbe a mente dell’Ufficio AI ancora svolgere, malgrado il danno alla
salute, nella misura del 50%. 

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI, confermando la valutazione medica, ha
ribadito come l’assicurato possa svolgere, in via teorica, diverse attività
leggere ed adeguate al suo stato di salute, facendo inoltre presente i
provvedimenti professionali discussi con l’assicurato e che potrebbero entrare
in considerazione. 

 

                               1.5.   Il
27 novembre 2013 l’insorgente ha sostanzialmente ribadito le sue richieste
ricorsuali, comunicando di non avere a disposizione altre prove da presentare
(VI). 

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008 e giurisprudenza ivi citata).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Nel
caso in esame, oggetto del contendere è sapere se l’Uffi-cio AI ha correttamente
ridotto in via di revisione la rendita intera a ¾ di rendita.

                                      

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione
della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité,
in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale
Sicherheit, 2a ed., 2007, pag. 1411, n. 46). Secondo l'art. 28 cpv. 2
LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno
al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe,
dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido)
e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato
invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi
essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante
la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle
affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., pag. 1476, n. 213 e la
giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 pag. 84).

 

                               2.4.   Se
il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che
incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro,
aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta
(art. 17 cpv. 1 LPGA).

                                         Qualsiasi
cambiamento importante delle circostante suscettibile di incidere sul grado
d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione
giusta l’art. 17 LPGA.

                                         La
rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica
sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso
sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano
subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid.
1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Una
semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste
sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi
dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

 

                                         Va
evidenziato che l’art. 31 LAI, nel tenore vigore dal 1. gennaio 2012, che
regola la riduzione o soppressione della rendita, stabilisce che se un assicurato
che ha diritto a una rendita consegue un nuovo reddito lavorativo o se il suo
reddito lavorativo attuale aumenta, la sua rendita è riveduta conformemente
all’articolo 17 LPGA soltanto se il miglioramento del reddito supera 1500
franchi all’anno (cpv. 1). 

                                         Infine,
l’art. 86ter OAI, in vigore dal 1. gennaio 2008, pone il principio
secondo cui la revisione tiene conto unicamente della parte di miglioramento
del reddito che non dipende dal rincaro.

 

                               2.5.   In
concreto, sulla base delle valutazioni 5 giugno 2012 e 10 luglio 2012 del dr. __________,
reumatologo, con rapporto 17 luglio 2012 il dr. __________, attivo presso il
SMR (Servizio medico dell’AI), poste le diagnosi di sindrome lombo-vertebrale
su alterazioni degenerative con discopatia LS1 e morbo di Bechterew in
remissione, ha ritenuto l’assicurato totalmente inabile nella sua abituale
attività ed un’iniziale abilità lavorativa del 50% in attività adeguate rispettose
delle limitazioni funzionali esposte dal citato specialista (doc. AI 130). Si
tratta in sostanza di un miglioramento della situazione valetudinaria - dovuta
in particolare alla remissione del morbo di Bechterew - rispetto alla situazione
presente al momento della precedente decisione del 13 giugno 2012, in cui l’assicurato era stato considerato totalmente inabile al lavoro in qualsiasi attività
(cfr. annotazioni 13 febbraio 2012 del dr. __________ del SMR; doc. AI 110). Il
miglioramento è stato da ultimo confermato con rapporto 3 ottobre 2013 del
medico curante, dr. __________, attestante un’inabilità del 100% nell’attività
di muratore ma potenzialmente abile, inizialmente al 50%, in attività
confacenti (doc. AI 154). 

                                         In
queste circostanze la suesposta valutazione medica va confermata; al riguardo l’assicurato
non ha del resto sollevato contestazioni.  

 

                               2.6.   Contestato
è invece l’aspetto economico, in quanto l’assicurato, contrariamente a quanto
valutato dall’Ufficio AI, ritiene di non poter essere reintegrato al 50% nel libero
mercato. 

 

                                         Al
proposito occorre innanzitutto ricordare che il concetto d’invalidità è
riferito ad un mercato del lavoro equilibrato, nozione quest'ultima
teorica ed astratta implicante, da una parte, un certo equilibrio tra offerta e
domanda di manodopera e, dall'altra, un mercato del lavoro strutturato in modo
tale da offrire una gamma di posti di lavoro diversificati. Secondo questi
criteri si dovrà di caso in caso stabilire se l'invalido possa mettere a
profitto le sue residue capacità di guadagno e conseguire un reddito tale da
escludere il diritto ad una rendita. In particolare, l'esistenza di una simile
opportunità dovrà essere negata qualora le attività esigibili dall'interessato
lo siano in una forma talmente ristretta da non rientrare più nell'offerta
lavorativa generale o siano reperibili solo in misura molto ridotta cosicché le
possibilità occupazionali appaiano sin dall'inizio escluse o perlomeno non
realistiche (DTF 110 V 276 consid. 4b; RCC 1991 pag. 332 consid. 3b e 1989 pag.
331 consid. 4a; Plädoyer 1995 no. 1 pag. 67 consid. 5c).

                                         Va
altresì sottolineato che il consulente in integrazione professionale,
sulla scorta delle indicazioni e limitazioni mediche, valuta quali
attività professionali siano concretamente ipotizzabili. Spetta essenzialmente
al consulente professionale, che meglio di chiunque altro è in grado di
emettere una valutazione a proposito delle attività economiche entranti in
linea di conto nonostante il danno alla salute e l'età (STF 9C_439/2011 del 29
marzo 2012 consid. 5; STF 9C_949/ 2010 del 5 luglio 2011; RtiD II-2008 pag. 274
consid. 4.3), e non al medico, avuto riguardo alle indicazioni e limitazioni
mediche, valutare quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili
(STF 9C_986/2010 dell'8 novembre 2011 consid. 3.5).

 

                                         Nel caso in esame,
a più riprese l’assicurato è stato seguito dalla consulente in integrazione
professionale __________. Al proposito, nel verbale 5 luglio 2013 essa ha riassunto:

 

" 
(…)

Nel corso del mese di maggio l’A. avrebbe dovuto
iniziare un percorso di formazione ad hoc che prevedeva un primo modulo legato
alla gestione del cambiamento e successivamente si prevedeva un percorso di
formazione pratica e teorica nel settore della logistica. Purtroppo qualche
giorno prima dell’inizio del percorso l’A. ha dovuto sottoporsi ad un
intervento chirurgico per un’ernia al disco e quindi tutto il progetto è venuto
a cadere.

 

In data odierna ho nuovamente incontrato l’assicurato
per fare il punto della situazione. Lo stato di salute per quanto riguarda il
problema dell’ernia si è ristabilito come in precedenza. Attualmente egli
starebbe provando a fare dei piccoli lavoretti a casa e si dice motivato nel
trovare un’attività lavorativa da svolgere. Durante questi mesi avrebbe cercato
un posto di lavoro ma avrebbe sempre ricevuto delle risposte negative a cause
del suo problema di salute.

 

Spiego all’assicurato che, visto che non si entra nel
merito di un progetto formativo a tutti gli effetti, si ritiene maggiormente
adeguato segnalare la sua situazione al nostro servizio di collocamento per un
aiuto nella ricerca di un posto di lavoro adeguato. Gli comunico inoltre che a
livello amministrativo verrà ricalcolata la rendita sulla base di una CL del
50%.

 

Per quanto concerne le possibili attività in cui egli
sarebbe collocabile si cita ad esempio la vendita, la logistica, il custode,
l’agente di sicurezza. Se nei prossimi mesi dovesse venire riorganizzato un
percorso di formazione nella logistica si ritiene che l’A. potrebbe beneficiare
di tale opportunità. (…)” (doc. AI 142/2)

 

                                         Quindi,
seppur non individuando un vero e proprio progetto formativo, la consulente ha indirizzato
l’assicurato al Servizio aiuto al collocamento. Inoltre, come correttamente evidenziato
nella risposta di causa, l’assicurato è stato informato il 16 ottobre 2013
dalla consulente del Servizio collocamento, signora __________, della possibilità
di beneficiare di un assegno per il periodo d’introduzione (art. 18b LAI), nel
caso in cui egli, grazie al collocamento, reperisca un impiego al 50% con
contratto a tempo indeterminato o per una durata di almeno un anno (cfr.
annotazioni del 16 ottobre 2013 in doc. AI 159), ciò che gli permetterebbe di
aumentare gradualmente la percentuale lavorativa, come auspicato in particolare
dal reumatologo curante.

                                         Fatto
sta che la consulente ha elencato le attività professionali ritenute ancora
esigibili (prospettando pure la possibilità di frequentare un corso formativo nell’ambito
della logistica). A tal riguardo occorre rilevare
che, secondo la giurisprudenza, se è vero che vanno indicate possibilità di
lavoro concrete, all'amministrazione rispettivamente al giudice non vanno poste
esigenze esagerate. È infatti sufficiente che gli accertamenti esperiti
permettano di fissare in maniera attendibile il grado di invalidità. In
proposito va rilevato che l’Alta Corte ha in particolare ritenuto corretto il
rinvio ad attività nel settore industriale e commerciale, composto di lavori
leggeri di montaggio, compiti di controllo e sorveglianza (STF 8C_399/2007 del
23 aprile 2008 consid. 8.2; Pratique VSI 1998 p. 296 consid. 3b; STFA del 25
febbraio 2003, U 329/01, consid. 4.7).

 

                                         Questo
TCA non misconosce le difficoltà, legate al suo stato di salute, che
l’assicurato incontra nella ricerca di un posto di lavoro. A tal riguardo, va
tuttavia precisato che le difficoltà che presenta il mercato del lavoro
svizzero rappresentano un elemento estraneo all’invalidità. In effetti, secondo
dottrina e giurisprudenza, l’assicurato deve compiere ogni sforzo per
valorizzare al massimo le sue capacità di guadagno (STFA inedita del 10
settembre 1998 nella causa S.; DTF 123 V 96 consid. 4c; RAMI 1996 U 240 pag.
96; SVR 1995 UV 35 pag. 106 consid. 5b e riferimenti). Se, malgrado tale
impegno, un’occupazione confacente all’interessato non è reperibile in concreto,
questo è dovuto alla congiuntura del momento, per la quale, considerata la nozione
di mercato equilibrato del lavoro, né l’assicurazione per l’invalidità né
quella contro gli infortuni sono tenute a rispondere (DTF 110 V 276 consid. 4c; RCC 1991 pag. 332 consid. 3b).

                                         

                                         Visto
quanto sopra, non vi sono motivi per scostarsi dalla surriferita valutazione
della consulente in integrazione professionale, effettuata tra l’altro da persona
con esperienza in ambito reintegrativo. 

 

                               2.7.   Per
quel che concerne la definizione del grado d’invalidità mediante il metodo
ordinario, nelle motivazioni alla decisione contestata sono indicati i
parametri utilizzati dall’amministra- zione per definire i redditi di riferimento.

 

                            2.7.1.   Per
determinare il reddito ipotetico conseguibile dalla persona assicurata senza il
danno alla salute (reddito da valido), nella fattispecie
concreta l’Ufficio AI ha preso in considerazione l’importo di fr. 71’275.--, corrispondente
al salario che l’assicurato avrebbe percepito presso il suo ex datore di lavoro
nel 2011. Tale dato è rimasto incontestato.

 

                            2.7.2.   Il reddito
da invalido, secondo la giurisprudenza, è determinato sulla base della situazione professionale concreta dell'interessato,
a condizione però che
quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa
residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia
adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126
V 76 consid. 3b/aa e riferimenti). Se invece non esiste un siffatto guadagno,
in particolare perché l'assicurato non ha intrapreso una attività lucrativa da
lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella
determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti
statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si
riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro
(DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485
consid. 3b). Inoltre, va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per
gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale o professionale
(affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità
residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a
raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una
riduzione percentuale sul salario teorico statistico. Il TFA ha precisato,
al riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del salario statistico
permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire
sul reddito del lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione
globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente
motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il suo
apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid.
5b/cc).                                   

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni
economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di
riferimento TA1 dell’inchie-sta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio
federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che
riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17; STFA
I 222/04 del 5 settembre 2006).

                                         Se una persona assicurata, per motivi estranei all'invalidità, ha
realizzato un reddito considerevolmente inferiore alla media senza che vi si
sia spontaneamente accontentata, si procede in primo luogo a un parallelismo
dei due redditi di paragone. In pratica, questo parallelismo può avvenire a
livello di reddito da valido aumentando in maniera adeguata il reddito effettivamente
conseguito oppure facendo capo ai valori statistici oppure ancora a livello di
reddito da invalido mediante una riduzione adeguata del valore statistico. In
una seconda fase, occorre esaminare la questione di una deduzione dal reddito
da invalido ottenuto sulla base dei valori medi statistici. A questo riguardo,
va tenuto presente che i fattori estranei all'invalidità di cui si dovesse già
aver tenuto conto con il parallelismo dei redditi di raffronto non possono
essere presi in considerazione una seconda volta nell'ambito della deduzione
per circostanze personali e professionali (DTF 134 V 322).

                                         Quando
il reddito da valido differisce considerevolmente dal salario statistico
riconosciuto nello specifico settore economico, il TF ha nel frattempo stabilito,
anche in casi ticinesi (cfr. ad esempio sentenza 8C_44/2009 del 3 giugno 2009
consid. 4), che se il guadagno effettivamente conseguito diverge di almeno il 5
% dal salario statistico usuale nel settore, esso è considerevolmente inferiore
alla media ai sensi della DTF 134 V 322 consid. 4 pag. 325 e può giustificare -
soddisfatte le ulteriori condizioni - un parallelismo dei redditi di paragone,
fermo restando però che questo parallelismo si effettua soltanto per la parte
percentuale eccedente la soglia del 5% (STF 9C_1033/2008 e 9C_1038/2008 del 15
gennaio 2010 consid. 5.5).

 

                                         Conformemente alla citata giurisprudenza, nel caso concreto l’amministrazione,
sulla scorta della valutazione 8 agosto 2013 della consulente in integrazione
professionale (doc. AI 145), ha utilizzato i dati salariali forniti
dalla tabella TA1 (stato 2010) elaborata dall'Ufficio federale di statistica e
relativa a personale maschile in una professione che presuppone qualifiche
inferiori (categoria 4) nel settore privato svizzero (a proposito della rilevanza
delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439, pagg. 347ss.
e SVR 2002 UV 15, pagg. 47ss.), quantificando un salario statistico di fr. 61'894,38.--,
adeguato al 2011. L’Ufficio AI ha poi considerato una riduzione di rendimento
del 50%, una riduzione di reddito per circostanze personali del 23% (5% per
attività leggere e 13% per altri fattori), determinando in tal modo un reddito
da invalido di fr. 23'829.--. A
proposito della percentuale di riduzione, va rilevato che, con sentenza
9C_179/2013 del 26 agosto 2013, il Tribunale federale ha interamente confermato
quanto sostenuto da questo Tribunale nella sentenza 32.2012.36 del 31 gennaio 2013 a proposito del fatto che la riduzione percentuale va applicata utilizzando esclusivamente dei
multipli di 5. Tuttavia, pur volendo riconoscere una riduzione del 25%, che
comporta un reddito da invalido di fr. 23'210.--, come si vedrà, l’esito della
vertenza non cambierebbe.

 

                                         Dal
raffronto tra fr. 71'275.-- di reddito da valido e fr. 23'829.-- di reddito da
invalido risulta un grado d’invalidità del 67% (71’275 – 23’829.-- x 100 : 71’275.--);
allo stesso risultato si giunge con un reddito da invalido di fr. 23'210.-- (71'275
– 23'210.-- x 100 : 71'275 = 67,4%).

 

                                         Di
conseguenza, rettamente l’Ufficio AI ha ridotto la rendita intera a ¾, con
effetto dal 1° dicembre 2013, ossia il primo giorno del secondo mese che segue
la notifica della decisione contestata (art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI).

 

                                         Ne
consegue che la decisione impugnata è confermata, mentre il ricorso va respinto.

 

                               2.8.   Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio
2006, la procedura di ricorso in caso di controversie relative
all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale
delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra
200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo
al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- del ricorrente.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese per complessivi
fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                                   Il
segretario

 

giudice Raffaele
Guffi                                         Fabio Zocchetti