# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 02d40444-f3f7-5242-9ee9-aadd0662efce
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-10-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 29.10.2008 11.2008.126
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2008-126_2008-10-29.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2008.126

  	
  Lugano

  29 ottobre
  2008/sc

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Pellegrini

  

 

	
  segretario:

  	
  Annovazzi, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa DI.2008.31 (ipoteca
legale in garanzia di contributi alle spese e agli oneri comuni) della Pretura
del Distretto di Leventina promossa con istanza del 23 settembre 2008 dalla

 

	
   

  	
  Comunione dei comproprietari del 

  CONDOMINIO “CO 1”, 

  (rappresentata dall'amministratore PA 1,)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  CO 2, 

  (rappresentata
  dall'amministratore unico PA 2,),

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando
ora sulla dichiarazione del 3 ottobre 2008 con cui
il Pretore ha dichiarato di ravvisare un caso di astensione nei riguardi della
convenuta;

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accertato il
caso di astensione;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Il 23 settembre 2008 la Comunione dei comproprietari del Condominio
“CO 1” (particella n. 529 RFD di __________) ha chiesto al Pretore del
Distretto di Leventina l'iscrizione di un'ipoteca legale sulla proprietà per
piani n. 1420 (170/1000 del fondo
base), appartenente alla CO 1, per l'ammontare di fr. 24 154.– con interessi al 5% (dal 1° gennaio
2008 su fr. 5100.–, dal 30 settembre 2008 su
complessivi fr. 12 334.– e dal 31 gennaio 2009 fr. 6720.–) in garanzia di
contributi a spese e oneri comuni scaduti. Nell'istanza essa ha postulato
l'iscrizione dell'ipoteca legale già in via cautelare, senza contraddittorio. 

 

                                  B.   Il
Pretore ha comunicato alle parti il 24 settembre 2008 di astenersi dal proprio
ufficio, sia perché suo padre (deceduto il 3 agosto 2006) era stato
patrocinatore della CO 2 e del suo amministratore unico, sia perché la CO 2
aveva avuto “per un certo tempo” il segretariato presso lo studio
d'avvocatura del padre, sia perché egli detiene in quanto membro della
comunione ereditaria paterna “alcune
azioni” al portatore della CO 2,
il che potrebbe “legittimamente suscitare apparenza di prevenzione”. Invitate dal
Pretore a esprimersi entro cinque giorni sull'astensione, le parti sono rimaste
silenti. Il fascicolo della causa è quindi stato trasmesso alla Camera civile
di appello.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Ogni Pretore è escluso dall'esercizio
delle proprie funzioni nelle ipotesi enunciate dall'art. 26 CPC. Deve ricusarsi
altresì ove riconosca in sé gli estremi dell'art. 27 CPC. Nell'una e nell'altra
eventualità egli comunica la sua astensione alle parti (art. 28 cpv. 1 e 29
cpv. 1 CPC). Che le parti contestino l'astensione, la approvino oppure
rimangano silenti, gli atti vanno sempre trasmessi – contrariamente a quanto sembra
evincersi in materia di esclusione dall'art. 28 cpv. 2 CPC – alla Camera civile
di appello per il giudizio (Rep. 1997 pag. 212 n. 51).

 

                                   2.   La
legge non precisa quale “Camera
civile del Tribunale di appello” (art. 30 cpv. 1 CPC) sia chiamata a statuire su esclusioni e
ricuse. Ognuna delle due Camere tratta così, per principio, le 

                                         astensioni
che riguardano le procedure a essa attribuite per materia (art. 48 lett. a e b
LOG). Può accadere di conseguenza che in cause di diverso oggetto pendenti
davanti allo stesso Pretore un'astensione vada trattata dalla prima Camera civile
e un'altra dalla seconda Camera civile. Senza dimenticare che di esclusioni e
ricuse possono occuparsi anche la Camera di esecuzione e fallimenti (su
appello) e la Camera di cassazione civile (su ricorso per cassazione: art. 327
lett. c CPC).

 

                                   3.   Le
competenze parallele delle Camere appena citate in tema di esclusione e ricusa non
comportano, di regola, inconvenienti maggiori. Verificandosi circostanze particolari,
nondimeno, tali attribuzioni concorrenti possono offendere l'economia processuale,
se non comportare il rischio di giudizi contraddittori (in specie nella
valutazione delle “gravi
ragioni” cui si riferisce l'art.
27 lett. b CPC ai fini di una ricusa, le quali implicano l'esercizio di un
certo potere d'apprezzamento). Nei casi in cui una Camera abbia già ripetutamente
sindacato l'astensione di un determinato Pretore relativamente a una
determinata parte in causa può apparire ragionevole, ciò posto, che tale Camera
continui a trattare lo stesso caso di astensione – d'intesa con la Camera competente
per materia – anche in procedimenti successivi. Una possibilità analoga figura
del resto, sul piano federale, all'art. 23 cpv. 1 LTF (che ha ripreso l'art. 16
cpv. 1 vOG).

 

                                   4.   Nella
fattispecie la seconda Camera civile ha già avuto modo di approvare l'autoricusazione
del Pretore del Distretto di Leventina (art. 27 lett. b
CPC) nei confronti della CO 2 in tre occasioni
pressoché identiche (sentenze inc. 12.2007.210 del 12 ottobre 2007, inc.
12.2008.129 del 20 giugno 2008, inc. 12.2008.155
dell'11 agosto 2008). Un'ulteriore istanza pretorile, del 24 ottobre 2008, è
pervenuta nei giorni scorsi a tale Camera. Appare ragionevole dunque che gli
ulteriori procedimenti di astensione relativi a quel Pretore nei riguardi di
quella stessa parte in causa continuino a essere sindacati dai medesimi giudici,
ferma restando la competenza della prima Camera civile a dirimere – ove se ne
presentasse il caso – il contenzioso sull'iscrizione dell'ipoteca legale. Interpellata
dal presidente della prima Camera civile, la presidente della seconda Camera
civile ha il espresso il consenso del suo collegio. Nulla
osta perciò alla trasmissione degli atti.

 

Per questi motivi,

 

 

decreta:                   1.   Gli
atti relativi al procedimento di astensione riguardante il Pretore del
Distretto di Leventina nei confronti della CO 2 formanti oggetto della causa
DI.2008.31 sono trasmessi alla seconda Camera civile del Tribunale di appello
per il giudizio.

 

                                   2.   Non si
riscuotono tasse né spese.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  –;

  –.

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Leventina.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF
entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF).
Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile
solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000
franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in
materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in
materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal
caso dall'art. 115 LTF.