# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7fe9cc86-68a2-5f48-b836-6edaa47cee53
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-06-04
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 04.06.2020 D-2739/2020
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2739-2020_2020-06-04.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-2739/2020 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  4  g i u g n o  2 0 2 0  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Jenny de Coulon Scuntaro;  

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), Gambia, alias 

A._______, nato il (…), Gambia, alias 

A._______, nato il (…), Gambia, alias 

B._______, nato il (…), Gambia, alias 

A._______, nato il (…), Guinea, alias 

A._______, nato il (…), Guinea, alias 

C._______, nato il (…), Gambia   

patrocinato dalla Signora Simona Cautela,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito / procedura Dublino) ed allonta-

namento;  

decisione della SEM del 18 maggio 2020 / N (…) 

 

D-2739/2020 

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Visto: 

la domanda di asilo che A._______ ha presentato in Svizzera il 5 marzo 

2020, 

le due richieste di informazioni presentate dalla SEM il 25 marzo 2020 alle 

competenti autorità tedesche ed italiane in merito all'identità del richiedente 

(cfr. atti […]-13/3 e 16/3) in conformità all'art. 34 del regolamento (UE) 

n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 

che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro 

competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale pre-

sentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un 

apolide (rifusione) (Gazzetta ufficiale dell'Unione europea [GU] L 180/31 

del 29.6.2013; di seguito: Regolamento Dublino III), 

il verbale della prima audizione RMNA del 14 aprile 2020 (cfr. atto 20/3 [di 

seguito: verbale 1]) nel corso della quale al richiedente è stato inoltre con-

cesso il diritto di essere sentito in merito ad un'eventuale competenza dell'I-

talia oppure della Germania nella trattazione della sua domanda d'asilo,  

la risposta delle autorità competenti italiane del 17 aprile 2020 alla do-

manda d'informazione (cfr. atto 23/2),  

la risposta delle competenti autorità tedesche del 22 aprile 2020 alla do-

manda d'informazione (cfr. atto 25/2), 

la richiesta di informazioni complementari del 23 aprile 2020 presentata 

dalla SEM alle autorità germaniche (cfr. atto 27/1), 

la risposta delle suddette autorità del medesimo giorno (cfr. atto 30/1), 

la richiesta del 4 maggio 2020 di presa in carico dell'interessato alle auto-

rità tedesche in base all'art. 18 par. 1 lett. b Regolamento Dublino III, 

il diritto di essere sentito in merito alla questione della minore età del 

5 maggio 2020, 

l'accoglimento della richiesta di ripresa in carico delle autorità tedesche del 

7 maggio 2020, 

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la decisione della SEM del 18 maggio 2020, notificata il 19 maggio 2020 

(cfr. atto 47/1), mediante la quale detta autorità non è entrata nel merito 

della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi (RS 142.31) 

ed ha pronunciato il trasferimento dell'interessato verso la Germania, 

il ricorso del 27 maggio 2020 (cfr. timbro del plico raccomandato) inoltrato 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro 

la menzionata decisione della SEM con il quale il ricorrente ha concluso in 

via preliminare alla sospensione dell'esecuzione della decisione in via su-

percautelare ed alla restituzione dell'effetto sospensivo al ricorso, in se-

guito, nel merito all'annullamento della decisione impugnata, alla restitu-

zione degli atti alla SEM per i necessari complementi istruttori, altresì ha 

chiesto la concessione dell'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese di giudizio e del relativo anticipo, 

la misura supercautelare di sospensione provvisoria dell'esecuzione 

dell'allontanamento del 28 maggio 2020,  

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),  

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una deci-

sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il 

ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a‒

c e art. 52 PA, 

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, 

che i ricorsi manifestamente fondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono 

decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'ap-

provazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è mo-

tivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che in limine, il ricorrente censura una violazione del diritto di essere sentito 

poiché non gli sarebbe stato trasmesso il verbale della prima audizione per 

poter fare con completa cognizione di causa uso del diritto di essere sentito 

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concessogli dalla SEM in merito alla questione dell'età; che l'autorità infe-

riore avrebbe infatti negato la richiesta sottolineando che le pertinenti infor-

mazioni necessarie per esercitare il diritto di essere sentito sarebbero già 

state riportante nello scritto ed ha concesso un termine per esprimersi al 

5 maggio 2020; che tuttavia, già il 4 maggio 2020 avrebbe presentato alle 

competenti autorità tedesche una richiesta di ripresa in carico, conside-

rando dunque l'interessato a priori maggiorenne; che l'interessato avrebbe 

ricevuto una copia del verbale al momento della notifica della decisione il 

19 maggio 2020, 

che per costante giurisprudenza, il diritto di essere sentito, disciplinato 

dall'art. 29 cpv. 2 Cost., comprende il diritto per l'interessato di consultare 

l'incarto, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti e di esigerne l'assun-

zione, di partecipare alla stessa e di potersi esprimere sulle relative risul-

tanze nella misura in cui possano influire sulla decisione (DTF 135 II 286 

consid. 5.1; 135 I 279 consid. 2.3), 

che per quanto attiene alla procedura amministrativa federale, il diritto di 

essere sentito è regolamentato agli art. 26-28 PA; che l'art. 26 cpv. 1 PA 

prevede il diritto della parte o del suo rappresentante di consultare gli atti 

di procedura, segnatamente tutti gli atti adoperati come mezzi di prova (lett. 

b) e le copie delle decisioni notificate (lett. c); che pertanto, documenti con 

valore probatorio che sono o potrebbero essere rilevanti ai fini della deci-

sione sottostanno sempre al principio del diritto di consultazione (cfr. Giu-

risprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in ma-

teria di asilo [GICRA] 1994 n. 1 consid. 3a in fine) ed un eventuale rifiuto 

deve essere fondato sull'art. 27 PA; che il diritto di esaminare gli atti può 

essere negato solamente se un interesse pubblico o privato importante 

esiga l'osservanza del segreto per i documenti richiesti (cfr. art. 27 PA); che 

in pari eventualità gli atti di causa non concessi in compulsazione possono 

tuttavia essere adoperati contro la parte in causa soltanto qualora l'autorità 

gliene abbia comunicato oralmente o per scritto il contenuto essenziale 

concedendogli la possibilità di pronunciarsi e di indicare prove contrarie 

(cfr. art. 28 PA), 

che il diritto di essere sentito è una garanzia di natura formale, la cui viola-

zione implica, di principio, l'annullamento della decisione impugnata, a pre-

scindere dalle possibilità di successo nel merito (cfr. DTF 129 I 323 consid. 

3.2; 126 I 15 consid. 2a; GICRA 2006 n°4 consid. 5); che una violazione di 

questo diritto fondamentale da parte dell'autorità di prima istanza non com-

porta comunque automaticamente l'accoglimento del gravame e l'annulla-

mento della decisione impugnata; che anche in presenza di una violazione 

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grave, è infatti di principio ammissibile prescindere da un rinvio all'autorità 

inferiore allorquando un tale sanzione costituirebbe una mera formalità, 

provocando un ritardo inutile nella procedura, incompatibile con lo stesso 

interesse della parte interessata ad un'evasione celere della causa (DTF 

137 I 195 consid. 2.3.2; 133 I 201 consid. 2.2); che secondo la giurispru-

denza e la dottrina una violazione del diritto di essere sentito può essere 

sanata se la persona toccata ottiene la possibilità di esprimersi in merito 

davanti ad una autorità di ricorso che dispone del medesimo potere d'e-

same dell'autorità d'esecuzione stessa (cfr. DTF 124 II 132 consid. 2d); che 

in tale ambito, la cognizione dell'autorità ricorsuale non va esaminata in 

maniera astratta ma in base all'oggetto della controversia nel caso con-

creto (cfr. WALDMANN/BICKEL in: Waldmann/Weissenberger (ed.), Praxi-

skommentar VwVG, 2a ed. 2016, art. 29 n. 119); che trasposto in materia 

d'asilo, tale principio implica che il Tribunale non potrà procedere alla ripa-

razione di una violazione del diritto di essere sentito in merito a questioni 

che rientrano nella sfera del potere di apprezzamento dell'autorità inferiore 

dal momento che non dispone della facoltà di controllare l'opportunità delle 

decisioni di prima istanza (cfr. DTAF 2014/22 consid. 5.3); che ciò non è 

tuttavia il caso per quanto concerne l'esame della verosimiglianza e della 

rilevanza dei motivi d'asilo, non trattandosi infatti di questioni discrezionali 

ma di nozioni giuridiche soggette al libero controllo del Tribunale (cfr. THO-

MAS SEGESSENMANN, Wegfall der Angemessenheitskontrolle im Asylbe-

reich, in: Asyl 2/13, pag. 11-20; si veda anche sentenza del Tribunale D-

410/2017 del 18 luglio 2017 consid. 5.), 

che la censura non può pertanto essere accolta nella fattispecie; che certo 

in un primo momento la SEM non ha dato seguito alla richiesta di trasmis-

sione della copia del verbale (cfr. atto 35/2); che tuttavia l'insorgente è en-

trato in possesso di tale atto il 19 maggio 2020 contestualmente alla noti-

fica della decisione qui impugnata; che pertanto, quest'ultimo ha potuto 

esprimersi in merito nel proprio allegato ricorsuale; che la violazione del 

diritto di essere sentito, quandanche fosse riscontrabile, è dunque da con-

siderarsi pienamente sanata,  

che, giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di 

una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato 

terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l'esecuzione della 

procedura di asilo e allontanamento, 

che, prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del 

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Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di de-

terminazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda 

di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cit-

tadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione) (Gazzetta ufficiale 

dell'Unione europea [GU] L 180/31 del 29.6.2013; di seguito: Regolamento 

Dublino III), 

che in tale contesto, qualora la questione della minore età dell'interessato 

sia oggetto di disputa, si necessita di dirimere preliminarmente tale aspetto, 

essendo lo stesso determinante sia a livello procedurale che nell'ambito 

della determinazione dello Stato responsabile per l'esame della domanda 

di asilo (cfr. art. 8 Regolamento Dublino III); che la valutazione operata 

dalla SEM in sede di prima istanza può essere contestata dal richiedente 

nell'ambito del ricorso contro la decisione di non entrata nel merito; che 

qualora la stessa si riveli errata, occorrerà retrocedere gli atti all'autorità 

inferiore e riprendere la procedura in circostanze idonee all'età del richie-

dente l'asilo (cfr. tra le tante sentenze del Tribunale F-6783/2018 del 10 

dicembre 2018 e E-6725/2015 del 4 giungo 2018), 

che nel caso che ci occupa, l'autorità inferiore non ha creduto alla pretesa 

minore età dell'insorgente; che in primo luogo, non sarebbero verosimili le 

affermazioni fornite da quest'ultimo in merito al suo viaggio ed ai luoghi di 

soggiorno; che segnatamente, egli avrebbe indicato che il padre gli 

avrebbe riferito la data di nascita mentre si trovava in Italia, rispettivamente 

in Libia; che inoltre non sarebbe stato in grado di rispondere a delle sem-

plici domande in merito al suo curriculum personale, ai suoi famigliari ed ai 

suoi soggiorni; che tale incapacità di rispondere a delle domande molto 

semplici sulla sua persona renderebbero poco verosimile la minore età del 

ricorrente e lascerebbero pensare ad una volontà di nascondere i fatti; che 

altresì, durante l'audizione l'interessato avrebbe affermato di aver fornito 

alle autorità italiane la medesima identità fornita in Svizzera e le stesse 

autorità l'avrebbero registrato come tredicenne al momento dello sbarco; 

che tuttavia, se avesse effettivamente avuto 13 anni, non avrebbero dovuto 

registrargli le impronte digitali dal momento che il sistema EURODAC per-

metterebbe la registrazione a partire dai 14 anni soltanto; che inoltre, an-

che in Italia avrebbe fornito delle identità discordanti e nessuna di queste 

corrisponderebbe a quella dichiarata in Svizzera; che in seguito, pure le 

dichiarazioni concernenti i contatti avuti con le autorità tedesche sarebbero 

inverosimili; che egli avrebbe infatti a più riprese categoricamente negato 

di essere stato in Germania; che dalle informazioni fornite risulterebbe che 

l'interessato avrebbe vissuto in Germania da dicembre 2018 a marzo 2020 

e che si sarebbe presentato dichiarando di essere nato il (…) 2001, che 

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sussistendo dunque forti dubbi quanto all'età addotta dal richiedente, la 

SEM ha ritenuto che non vi fosse la necessità di svolgere una perizia per 

stabilire la sua età, 

che per quanto riguarda le osservazioni fornite dal richiedente nell'ambito 

del diritto di essere sentito, la SEM ha rilevato che all'epoca dei fatti sui 

quali gli sarebbero state poste delle domande, egli avrebbe avuto 14, 15 o 

16 anni e non 12 o 13; che altresì egli in Italia sarebbe stato scolarizzato e 

quindi il fatto di essere stato analfabeta in passato non giustificherebbe la 

sua mancanza di collaborazione; che infine, il fatto che l'interessato so-

stenga di aver dichiarato in passato una falsa identità alle autorità italiane 

rafforzerebbe i motivi che porterebbero a dubitare della globale veridicità 

delle sue affermazioni; che pertanto, l'autorità inferiore ha ritenuto che il 

richiedente non ha reso verosimile la sua minore età, 

che in sede ricorsuale, l'insorgente rileva in merito all'inesattezza delle al-

legazioni che andrebbe considerata la sua provenienza da un contesto so-

ciale e culturale molto svantaggiato – avrebbe infatti perso la madre 

quando era molto piccolo, il padre l'avrebbe cacciato di casa e non avrebbe 

ricevuto alcuna istruzione; che tenuto conto della data di nascita dichiarata 

in Svizzera – (…) – e degli eventi traumatici subiti durante il viaggio, risulta 

che le informazioni richiestegli risalgono a un periodo in cui egli avrebbe 

avuto fra i dodici ed i tredici anni, ovvero una fase in cui sarebbe in dubbio 

la completa capacità di discernimento ed era analfabeta; che per quanto 

riguarderebbe l'età fornita alle autorità italiane, ovvero 13 anni al momento 

dello sbarco, corrisponderebbe correttamente alla data di nascita registrata 

all'arrivo in Svizzera; che sarebbe inoltre possibile che egli sia stato regi-

strato senza che prima fosse stata affrontata la questione della sua età 

anagrafica; che di conseguenza, sarebbe più che plausibile che il ricorrente 

fatichi a rispondere anche alle asserite domande molto semplici, senza per 

questo voler nascondere dei fatti, 

che per quanto riguarda le dichiarazioni concernenti i contatti avuti con le 

autorità tedesche, l'insorgente non contesta di aver negato a più riprese di 

essere stato in Germania; che egli ammette di aver avuto paura di essere 

ritenuto dalle autorità svizzere di una nazionalità differente dalla sua dal 

momento che in Germania sarebbe stato registrato come cittadino gui-

neano e non gambiano; che in seguito, il ricorrente evidenzia che le autorità 

tedesche non avrebbero effettuato alcuna perizia volta all'accertamento 

della minore età, mentre non sarebbe dato sapere se una tale perizia sia 

stata effettuata dalle autorità italiane; che pertanto, le discordanti date di 

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nascita registrate in Germania ed in Italia non sarebbero idonee ad esclu-

dere la minore età del richiedente,  

che altresì, l'insorgente avrebbe una statura visibilmente minuta, 

che le difficoltà espositive del ricorrente andrebbero contestualizzate alla 

luce della presunta minore età dello stesso e della traumaticità delle espe-

rienze di viaggio; che in conclusione, non essendovi certezza sulla sua ef-

fettiva età, non si potrebbe ragionevolmente escludere che egli sia mino-

renne; che a tal proposito, la SEM avrebbe omesso di sottoporre l'insor-

gente ad una perizia medica atta a stabilire la sua età anagrafica, come di 

prassi in situazioni analoghe, 

che nelle procedure d'asilo – così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l'autorità 

competente deve procedere d'ufficio all'accertamento esatto e completo 

dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi in relazione con l'art. 12 PA, art. 

106 cpv. 1 lett. b LAsi); che in concreto, essa deve procurarsi la documen-

tazione necessaria alla trattazione del caso, chiarire le circostanze giuridi-

che ed amministrare a tal fine le opportune prove a riguardo (cfr. DTAF 

2012/21 consid. 5); che il principio inquisitorio non è tuttavia illimitato, in 

particolare visto il nesso con l'obbligo di collaborare delle parti (art. 13 PA 

ed art. 8 LAsi; cfr. CHRISTOPH AUER/ANJA MARTINA BINDER, in: Auer/Mül-

ler/Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltung-

sverfahren VwVG, 2a ed. 2019, ad art. 12 PA, n. 9), 

che quando in sede ricorsuale vengono identificate delle carenze nell'ac-

certamento dei fatti il caso va di principio retrocesso all'autorità di prima 

istanza, di modo che questa possa procedere ad un nuovo e completo ac-

certamento dei fatti (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor 

dem Bundesverwaltungsgericht, 2° ed. 2013, n. 2.191, sentenza del Tribu-

nale D-6598/2019 del 4 febbraio 2020 [prevista per la pubblicazione] con-

sid. 5.2 e relativi riferimenti); che ciò nondimeno, il Tribunale resta libero di 

raccogliere gli elementi necessari al giudizio se una tale soluzione appare 

giudiziosa per ragioni di economia procedurale (cfr. DTAF 2012/21 consid. 

5 e rif. citati), 

che qualora un fatto rimanga non comprovato nonostante un accertamento 

completo dei fatti, occorre di norma fare riferimento alle regole sulla ripar-

tizione dell'onere della prova derivanti dall'applicazione analogica dell'art. 

8 CC; che le stesse hanno infatti portata allorquando le misure istruttorie 

necessarie non abbiano permesso di chiarire determinati aspetti (cfr.  

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D-6598/2019 consid. 5.3 e relativi riferimenti; THIERRY TANQUEREL, Manuel 

de droit administratif, 2a ed. 2018, n. 1563); che su tali presupposti, la parte 

che intende prevalersi di una circostanza è tenuta a sopportare le conse-

guenze della mancata prova al riguardo o, in caso di grado ridotto, dell'as-

senza di verosimiglianza (cfr. DTF 138 V 222 consid. 6, 133 V 216 consid. 

5.5, 133 V 205 consid. 5.5; DTAF 2008/24 consid. 7.2; 

MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit, n. 3.150).  

che per quanto concerne la minore età, è al richiedente asilo che incombe 

l'onere della prova al riguardo (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della 

Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2004 n. 30 con-

sid. 5.1 pag. 208, 2001 n. 22 consid. 3 pag. 180 e seg., GICRA 2000 n. 19 

consid. 8b pag. 188, sentenze del Tribunale D-3567/2019 5.4, E-

4768/2017 del 4 luglio 2019, consid. 3.1 MATTHIEU CORBAZ, La détermina-

tion de l'âge du requérant d'asile, in : Actualité du droit des étrangers, Ju-

risprudence et analyses, vol. II, 2015, pag. 31 e seg.); che in presenza di 

un accertamento dei fatti esaustivo e corretto, se la valutazione globale 

degli atti di causa non permette di ritenere che l'interessato la abbia resa 

verosimile, questi sarà tenuto ad assumersene le conseguenze, venendo 

conseguentemente considerato maggiorenne (cfr. D-6598/2020 [prevista 

per la pubblicazione] consid. 5.4 e relativi riferimenti), 

che salvo casi particolari la SEM ha il diritto di pronunciarsi a titolo pregiu-

diziale sulla questione (cfr. DTAF 2011/23 consid. 5, DTAF 2009/54 consid. 

4.1, GICRA 2004 n. 30 consid. 5.3 pag. 109, sentenze del Tribunale  

D-3567/2019 consid. 5.5, E-5386/2019 del 31 ottobre 2019 consid. 4.3.1); 

che per giungere ad una determinazione al riguardo, l'autorità si basa sui 

documenti d'identità autentici depositati agli atti così come sui risultati delle 

audizioni relativamente al quadro personale dell'interessato nel paese d'o-

rigine, alla sua cerchia famigliare ed al suo curriculum scolastico (cfr. sen-

tenze del Tribunale E-5386/2019 precitata, D-858/2019 del 26 febbraio 

2019, E-7324/2018 del 15 gennaio 2019); che se necessario ordina una 

perizia medica volta alla determinazione dell'età (cfr. art. art. 17 cpv. 3bis 

in relazione con l'art. 26 cpv. 2 LAsi; DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2.2; sen-

tenza del Tribunale F-5354/2018 del 27 settembre 2018); che una volta 

esperita l'istruttoria, la Segreteria di stato procede ad un apprezzamento 

globale degli elementi in presenza in ossequio ai principi sopra citati, 

che è innegabile che nel caso in esame il ricorrente, non avendo prodotto 

documenti d'identità originali ed autentici, non sia stato in misura di fornire 

la prova dell'asserita minore età; che allo stesso modo, stanti delle indica-

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zioni biografiche che non si distinguono certo per esaustività e conclu-

denza, v'è pure da chiedersi se sulla base dello stato attuale degli atti egli 

sia riuscito rendere verosimile la medesima; che ciò nondimeno, a fronte 

di un quadro di presunta scarsa scolarizzazione e di palese difficoltà ad 

esprimersi su riferimenti temporali, fondarsi sull'inconsistenza delle allega-

zioni dell'insorgente e sulle poche informazioni fornite dalle autorità tede-

sche ed italiane per escluderne la minore età non pare tenere in completa 

considerazione le obbligazioni derivanti dal principio inquisitorio; che infatti, 

quand'anche a questo stadio non si possa respingere con certezza la tesi 

circa l'infingimento della condizione di analfabetismo, considerato il conte-

sto in cui sarebbe cresciuto il ricorrente, occorreva dar debito credito ad 

alcune peculiarità socio-culturali ed all'eventualità di trovarsi di fronte ad 

una persona con un grado di alfabetizzazione ridotto; che altresì, contra-

riamente a quanto ritenuto dalla SEM, dalle informazioni trasmesse dalle 

autorità italiane l'interessato risulta essere stato registrato con la medesima 

identità fornita in Svizzera, ovvero C._______, nato il (…), di nazionalità 

gambiana; che altresì le suddette autorità avrebbe registrato due ulteriori 

date di nascita divergenti, ovvero il (…) ed il (…); che nel 2017 egli ha 

ottenuto un permesso per ragioni umanitarie scaduto il 15 gennaio 2020 

(cfr. atto 22/2); che secondo invece le informazioni fornite dalle autorità te-

desche, in Germania l'insorgente si è presentato come C._______, nato il 

(…), di nazionalità guineana (cfr. atto 25/2); che anche tali autorità regi-

strato ulteriori identità divergenti, in particolare per quanto riguarda le date 

di nascita ([…], […]) e la nazionalità (guineana rispettivamente gambiana); 

che a successiva domanda, le suddette autorità hanno trasmesso delle in-

dicazioni complementari e riferito che l'interessato avrebbe dichiarato di 

essere nato il 23 novembre 2001, ma non avrebbe fornito documenti d'i-

dentità e nessun esame di determinazione dell'età sarebbe stato effettuato; 

che in tale contesto, allo scrivente Tribunale non risulta chiaro il motivo per 

il quale delle informazioni complementari sono state richieste soltanto alla 

Germania e non alle autorità italiane; che ritenuto che l'Italia è il primo Stato 

in cui l'insorgente ha depositato una domanda d'asilo – fornendo la mede-

sima età e nazionalità fornita in Svizzera – e dove ha ottenuto un permesso 

di soggiorno, sarebbe certamente stato utile sapere se egli avesse fornito 

dei documenti, la data di nascita registrata sul suo permesso di soggiorno, 

rispettivamente sapere se una perizia volta alla determinazione dell'età 

fosse stata effettuata,  

che in buona sostanza, anche in presenza di potenziali indicatori d'invero-

simiglianza, permangono dunque dubbi circa la maggiore età dell'interes-

sato, dubbi che necessitavano di essere fugati per il tramite dell'esperi-

mento di ulteriori misure istruttorie prima di imputare al ricorrente di non 

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essere stato in misura di rendere verosimile la sua minore età; che l'autorità 

inferiore non deve infatti misconoscere le succitate differenze tra la consta-

tazione dei fatti (principio derivante dall'ordinamento processuale) ed il 

grado probatorio richiesto per la valutazione di merito dell'età di un richie-

dente asilo; che come detto, v'è spazio per un giudizio materiale, sia esso 

relativo all'età o ad altre questioni, solo in presenza di un pregresso accer-

tamento completo dei fatti giuridicamente rilevanti; che laddove perman-

gano perplessità, l'autorità non può limitarsi ad escludere la minore età 

sulla base di alcuni indicatori, soprattutto vista la disponibilità di metodi 

scientifici riconosciuti per la determinazione medica dell'età e dei contrap-

posti rischi intrinsechi ad una valutazione ancorata unicamente sulle alle-

gazioni dell'interessato (cfr. sul valore probatorio dei medesimi si veda la 

sentenza del Tribunale D-3567/2019 consid. 6.2 - 6.3 con i relativi riferi-

menti e D-6598/2019 [prevista per la pubblicazione] consid. 61, 6.3-6.5), 

che pertanto il ricorso è accolto, la decisione della SEM del 18 mag-

gio 2020 è annullata e gli atti di causa sono ritrasmessi alla SEM per il 

completamento dell'istruttoria e l'emanazione di una nuova decisione, 

che l'autorità inferiore è invitata a svolgere ulteriori chiarimenti onde deter-

minare l'età del ricorrente; che essa, se necessario, si avvarrà dei metodi 

scientifici a sua disposizione (segnatamente tomografia sterno-clavicolare 

e esame dello sviluppo dentale); che in base all'esito dei medesimi e ad un 

apprezzamento d'insieme degli elementi in favore e contrari alla minore 

età, confermerà o rivaluterà la propria decisione, 

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di con-

cessione dell'effetto sospensivo è senza oggetto, 

che visto l'esito della procedura, non sono riscosse delle spese processuali 

(art. 63 cpv. 1 PA) e la domanda di assistenza giudiziaria è da considerarsi 

priva d'oggetto, 

che inoltre, che ai sensi dell'art. 111ater LAsi non sono attribuite indennità 

ripetibili quanto il ricorrente è assistito dal rappresentante legale designato 

dalla SEM a norma dell'art. 102h LAsi, 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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Il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è accolto. La decisione della SEM del 18 maggio 2020 è annullata 

e gli atti le sono retrocessi affinché abbia a procedere ai sensi dei conside-

randi. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Non sono accordate spese ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Sebastiana Bosshardt 

 

 

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