# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ff3e7290-7fca-5cc9-b852-974d79f18790
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-09-14
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 14.09.2005 15.2005.85
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2005-85_2005-09-14.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2005.85

  	
  Lugano

  14 settembre
  2005

  CJ/sc/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente,

  Pellegrini e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques

  

 

 

statuendo sul ricorso 8 luglio 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. dall’amministratore unico, RA 2 ,  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

l’operato dell’CO 1 e meglio contro la notifica in via
edittale dei precetti esecutivi e contro le comminatorie di fallimento del 22
giugno 2005 emessi nelle esecuzioni n° __________ e __________ promosse contro
la ricorrente da

 

	
   

  	
  PI 1 

   

  rispettivamente
  da

   

   PI 2 

   

  entrambi rappr. dall’  RA 1  

  

 

 

viste le
osservazioni 19 luglio 2005 di PI 1 e PI 2, nonché 13/20 luglio 2005 dell’CO 1;

 

esaminati
atti e documenti;

 

 

ritenuto
in fatto e considerato in diritto:

 

                                         che la
ricorrente contesta le comminatorie di fallimento in oggetto in quanto la
notifica dei precetti esecutivi che le hanno precedute, avvenuta tramite
pubblicazione sul Foglio ufficiale cantonale n° __________, sarebbe proceduralmente
irrita;

 

                                         che tuttavia
già d’acchito il ricorso appare tardivo poiché, come risulta dall’attestazione
dell’impiegato postale figurante sulle stesse comminatorie di fallimento, esse sono
state notificate il 24 giugno 2005, mentre il ricorso è stato inoltrato solo
l’8 luglio 2005, ossia dopo la scadenza del termine di dieci giorni previsto dall’art.
17 cpv. 2 LEF;

 

                                         che
l’allegazione della ricorrente secondo cui il termine sarebbe stato rispettato
poiché le comminatorie di fallimento le sono state trasmesse (per invio
raccomandato) dalla società ____________________ solo il 28 giugno 2005 è
irrilevante, dal momento che la ricorrente non nega la legittimazione di quella
società a ricevere atti esecutivi per suo conto;

 

                                         che peraltro,
dallo stesso scritto di trasmissione delle comminatorie 24 giugno 2005 di __________
(prodotto dalla ricorrente quale allegato 6) non si può affatto escludere il
consenso dell’escussa con simile via di notificazione, osservato inoltre come
l’indirizzo di __________ a Lugano, ossia “__________”, sia quello che appare
–corretto a mano verosimilmente dall’ufficio postale che ha proceduto alla
notifica- sugli esemplari per il debitore delle comminatorie di fallimento in
esame;

 

                                         che se ne
conclude, come in concreto, che la notifica dev’essere considerata avvenuta al
momento della consegna dell’atto esecutivo alla persona detentrice del
domicilio della destinataria (DTF 120 III 66 s., cons. 3b), quindi quando le
comminatorie sono state notificate a __________ a Lugano, ossia il 24 giugno,
data che –tra l’altro- è anche quella dell’accennato scritto di trasmissione
interna degli stessi atti all’escussa (doc. 6); 

 

                                         che per
quanto riguarda la censura riferita ai precetti esecutivi, occorre ricordare
che la notifica di un atto esecutivo in via edittale, quando sia in contrasto
con i requisiti dell’art. 66 LEF, non è nulla, ma dev’essere contestata con
ricorso entro 10 giorni (cfr. art. 17 cpv. 2 LEF) dal momento in cui l’escusso
ha avuto conoscenza di tale pubblicazione che ritiene irregolare (DTF 75 III 83
s., cons. 1; Angst, Basler
Kommentar zum SchKG, vol. I, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 20 ad art. 66; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol.
I, Losanna 1999, n. 59 ad art. 66);

 

                                         che qualora l’escusso
venga a conoscenza di un atto esecutivo successivo a quello irregolarmente
notificato (ad es. la prosecuzione dell’esecuzione), gli è consentito impugnare
entrambi gli atti, rispettando lo stesso termine di ricorso, computato dalla
notifica dell’ultimo provvedimento impugnato (DTF cit.);

 

                                         che in concreto anche la
censura riferita alla notifica dei precetti esecutivi è pertanto tardiva;

 

                                         che di
conseguenza il ricorso va dichiarato irricevibile;

 

                                         che non
si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2
lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

Richiamati
gli art. 17, 20a, 65, 66, 159 LEF; 61, 62 OTLEF;

 

pronuncia:                     

                                   1.   Il
ricorso 8 luglio 2005 di RI 1, __________, è irricevibile in quanto tardivo.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

4.Intimazione a:

                                         RI 1, c/o
RA 2, __________;

                                         –
avv. RA 1, __________.

                                          Comunicazione
all’CO 1.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                           Il
segretario