# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8c8b8454-93bf-5c82-884d-0ff4c15cb0e8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-07-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.07.2010 35.2010.14
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2010-14_2010-07-05.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto n.

  35.2010.14

   

  CI

  	
  Lugano

  5 luglio 2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Carlo Iazeolla, vicecancelliere

  
					

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 15 marzo 2010 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 11
  febbraio 2010 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

  rappr. da:   RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il 22
dicembre 2007 RI 1 - dipendente della __________ con sede a __________ e,
perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l’CO 1 - nel garage
del suo domicilio in sella alla propria motocicletta è caduto a terra in quanto
i lacci di una scarpa erano finiti nel poggiapiede. Egli ha riportato una
frattura pluriframmentaria scomposta della tuberosità e del piatto tibiale
laterale del ginocchio sinistro, con avulsione del tendine rotuleo e rottura
del crociato anteriore (cfr. doc. 1, 9/74, 13, A).

                                         L’assicuratore
LAINF ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

 

                               1.2.   In seguito
ad un intervento chirurgico di osteosintesi dell’apofisi tibiale con viti
cumulate, cerchiaggio rotuleo-tibiale e ricostruzione del tendine rotuleo,
svoltosi il 31 dicembre 2007 presso l’ospedale di __________ (cfr. doc. 9/74),
l’assicurato ha ripreso la propria attività lavorativa nella misura del 50% a partire
dall’8 settembre 2008 (cfr. doc. 45, 47), al 75% dal 23 marzo 2009 (cfr. doc.
65) e al 100% dal 1° settembre 2009 (cfr. doc. 77).

 

                               1.3.   Esperiti gli
accertamenti medico-amministrativi del caso, con decisione del 7 agosto 2009 l’CO
1, tenendo conto dei postumi infortunistici residuanti, ha riconosciuto
all’assicurato un’indennità per menomazione dell’integrità (IMI) del 7,5% del
suo guadagno assicurato, rilevato per l’anno 2007 in fr. 106'800.- (cfr. doc. 79).

 

                               1.4.   Con
opposizione del 2 settembre 2009 (cfr. doc. 80), completata con un rapporto
medico del 14 gennaio 2010 redatto dal Dr. med. __________, specialista FMH in
chirurgia ortopedica (cfr. doc. 88), il rappresentante dell’assicurato ha postulato
il riconoscimento di un’IMI del 30% (cfr. doc. 89).

 

                               1.5.   Sentito il
parere del Dr. med. __________, specialista FMH in ortopedia e chirurgia
ortopedica (cfr. doc. 91), con decisione su opposizione dell’11 febbraio 2010
l’assicuratore LAINF ha confermato il contenuto della propria precedente
decisione (cfr. doc. A).

 

                               1.6.   Con ricorso
del 15 marzo 2010 l’assicurato, sempre tramite il proprio rappresentante, ha
postulato l’annullamento della decisione su opposizione impugnata ed il
riconoscimento di un’IMI del 30%.

                                         A
sostegno della propria pretesa ricorsuale l’assicurato ha addotto che i
rapporti medici su cui l’assicuratore ha fondato la decisione su opposizione
sarebbero incompleti: quello del Dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia,
perché non conterrebbe la valutazione del possibile peggioramento; quello del
Dr. __________ perché a sua volta non entrerebbe nel merito del caso concreto e
circa l’attendibilità del possibile peggioramento. Al contrario, il rapporto
del Dr. __________ sarebbe chiaro, coerente, completo e pertinente al caso in
esame (cfr. doc. I).

 

                               1.7.   Con scritto
del 18 marzo 2010 l’avv. RA 1 ha prodotto un ulteriore rapporto medico redatto
il 17 marzo 2010 dal Dr. __________ (cfr. doc. III).

                               1.8.   In risposta,
l’CO 1 ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa fondandosi sui
medesimi argomenti espressi nella decisione su opposizione (cfr. doc. V).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21
dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio
2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il TCA è
chiamato a verificare l’entità dell’IMI spettante all’assicurato.

 

                               2.3.   Secondo
l'art. 24 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto ad un'equa indennità se, in
seguito all'infortunio, accusa una menomazione importante e durevole
all'integrità fisica, mentale o psichica.

                                         Tale
indennità è assegnata in forma di prestazione in capitale.

                                         Essa non
deve superare l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca
dell'infortunio ed è scalata secondo la gravità delle menomazioni.

                                         Il
Consiglio federale emana disposizioni particolareggiate sul calcolo
dell'indennità (art. 25 cpv. 1 e 2 LAINF).

 

                               2.4.   L'art. 36
cpv. 1 OAINF definisce i presupposti per la concessione dell'indennità giusta
l'art. 24 LAINF: una menomazione dell'integrità è considerata durevole se
verosimilmente sussisterà tutta la vita almeno con identica gravità ed
importante se l'integrità fisica, mentale o psichica, indipendentemente dalla
capacità di guadagno, è alterata in modo evidente o grave.

                                         In questa
valutazione dovrà essere fatta astrazione dalla capacità di guadagno ed anche
dalle circostanze personali dell'assicurato. Secondo la giurisprudenza,
infatti, la gravità della menomazione si stima soltanto in funzione di
accertamenti medici senza ritenere, all'opposto delle indennità per torto
morale secondo il diritto privato, le eventuali particolarità dell'assicurato
(cfr. RAMI 2000 U 362, p. 42-43; DTF 113 V 218 consid. 4; RAMI 1987 U 31, p.
438).

                                         La parte
della riparazione del torto morale contemplata dagli

artt. 24ss. LAINF è, dunque, soltanto parziale: gli aspetti soggettivi del
danno (segnatamente il pretium doloris e il pregiudizio estetico) ne
sono esclusi (cfr. Ghélew/Ramelet/ Ritter, Commentaire de la
loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p.
121).

                                         Questi
concetti sono stati ribaditi in un sentenza U 349/06 dell11 luglio 2007 nel
quale il Tribunale federale ha rilevato:

 

" 
Occorre poi ricordare al ricorrente, come già
spiegato dal giudice cantonale, che secondo giurisprudenza la menomazione
dell'integrità è valutata in modo astratto, uguale per tutti. Da questo
profilo, l'IMI si distingue quindi dall'indennità per torto morale ai sensi del
diritto civile, per il quale si procede ad una valutazione individuale del
danno avuto riguardo alle particolarità del caso. Contrariamente alla
valutazione del torto morale secondo il diritto privato, la fissazione dell'IMI
può prendere a base criteri medici di carattere generale, risultanti da esami comparativi
di postumi infortunistici analoghi, senza tener conto delle specifiche
limitazioni che la lesione è suscettibile di comportare per un determinato
assicurato. In altri termini, l'importo dell'IMI non dipende dalle circostanze
del caso concreto, ma da una valutazione medico-teorica del danno alla salute fisica
o psichica, prescindendo da fattori di carattere soggettivo (DTF 115 V 147
consid. 1; cfr. DTF 133 V 224). In quest'ordine di idee, la Corte cantonale ha
rettamente rilevato che la circostanza che l'insorgente, a causa delle
conseguenze dell'infortunio, possa essere stato costretto a modificare le
proprie abitudini di vita, non può essere presa in considerazione nella
valutazione della menomazione all'integrità di cui è portatore."

 

                               2.5.   Secondo
l'art. 36 cpv. 2 OAINF, l'indennità è calcolata in base alle direttive
contenute nell'Allegato 3 dell'OAINF. 

                                         Una
tabella elenca una serie di lesioni indicando per ciascuna il tasso normale di
indennizzo, corrispondente ad una percentuale dell'ammontare massimo del
guadagno assicurato. 

 

                                         Questa
tabella - riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco
esaustivo (cfr. RAMI 2000 U 362, p. 43; DTF 124 V 32; DTF 113 V 219 consid. 2a;
RAMI 1988 U 48

p. 235 consid. 2a e sentenze ivi citate). Deve essere intesa come una norma
valida "nel caso normale" (cifra 1 cpv. 1 dell'allegato).

                                         Le
menomazioni extra-tabellari sono indennizzate secondo i tassi previsti
tabellarmente per menomazioni di analoga gravità (cifra 1 cpv. 2
dell'allegato).

                                         La perdita
totale dell'uso di un organo è equiparata alla perdita dell'organo stesso. In
caso di perdita parziale l'indennità sarà corrispondentemente ridotta; tuttavia
nessuna indennità verrà versata se la menomazione dell'integrità risulta
inferiore al 5% (cifra 2 dell'allegato).

 

                                         Se più
menomazioni all'integrità fisica, mentale o psichica, causate da uno o più
infortuni sono concomitanti, l'indennità va calcolata in base al pregiudizio
complessivo (art. 36 cpv. 3 1a frase OAINF; cfr. SVR 2008 UV Nr. 10).

                                         Si prende
in considerazione in modo adeguato un peggioramento prevedibile della
menomazione dell'integrità. È possibile effettuare revisioni solo in casi
eccezionali, ovvero se il peggioramento è importante e non era prevedibile
(art. 36 cpv. 4 OAINF).

                                         Peggioramenti
non prevedibili non possono, naturalmente, essere anticipatamente considerati.

                                         Nel caso
in cui un pregiudizio alla salute si sviluppi nel quadro della prognosi
originaria, la revisione dell'indennità per 

                                         menomazione
è, di principio, esclusa. Per contro, l'indennità dev'essere di nuovo valutata,
quando il danno è peggiorato in una misura maggiore rispetto a quanto
pronosticato (cfr. RAMI 1991 U 132, p. 308ss. consid. 4b e dottrina ivi
menzionata).

 

                               2.6.   L’CO 1 ha allestito una serie di tabelle, dalla griglia molto più serrata, che integrano quella
dell'ordinanza.

                                         Semplici
direttive di natura amministrativa, esse non hanno valore di legge e non
vincolano il giudice (cfr. STFA I 102/00 del 22 agosto 2000; DTF 125 V 377
consid. 1c; STFA del 7 dicembre 1988 nella causa P.; RAMI 1989 U 71,

p. 221ss.).

                                         Tuttavia,
nella misura in cui esprimono unicamente valori indicativi, miranti a garantire
la parità di trattamento di tutti gli assicurati, esse sono compatibili con
l'annesso 3 all'OAINF (RAMI 1987 U 21, p. 329; DTF 113 V 219, consid. 2b; DTF
116 V 157, consid. 3a).

 

                                         Al
riguardo in una sentenza 8C_472/2007 del 9 giugno 2008 il Tribunale federale ha
rilevato:

 

" 
3.4 La table 1.2. prévoit, en ce qui concerne
l'épaule, un taux d'atteinte à l'intégrité de 30 pour cent pour une épaule
bloquée en adduction, de 10 pour cent pour une épaule mobile jusqu'à 30 degrés
au dessus de l'horizontale, et de 15 pour cent pour une épaule mobile jusqu'à
l'horizontale. En l'espèce, il ressort des constatations du docteur E.________
- qui se fondent sur un examen clinique approfondi et dont il n'y a pas lieu de
remettre en cause l'exactitude - que la mobilité de l'épaule est réduite
jusqu'à l'horizontale (l'abduction active atteint l'horizontal tandis que la
flexion active est possible un peu au dessus de l'horizontal). Le taux de 15
pour cent retenu par la CNA et les premiers juges correspond dès lors bien au
handicap du recourant."

 

                               2.7.   In una
sentenza U 362/00 dell’11 novembre 2003, inerente ad un assicurato coinvolto in
un incidente della circolazione stradale a seguito del quale egli aveva
riportato varie lesioni, tra cui una frattura patellare esposta al ginocchio
sinistro, il TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha statuito che per
poter riconoscere ad un assicurato un’IMI di grado più elevato rispetto allo
stato di salute al momento della decisione di assegnazione dell’IMI, il
peggioramento della menomazione dell’integrità dev’essere valutato come
probabile e deve poter essere stimato. L’Alta Corte non ha invece ritenuto
sufficiente la semplice possibilità di un peggioramento. In particolare il TFA
ha rilevato quanto segue:

 

" 
Als unbegründet erweist sich die
Verwaltungsgerichtsbeschwerde auch, soweit damit eine zusätzliche Entschädigung
wegen einer voraussehbaren Verschlimmerung des Integritätsschadens beansprucht
wird. Nach der bis Ende 1997 gültig gewesenen und auf den vorliegenden Fall
anwendbaren Ziff. 3 des Anhanges 3 zur UVV (vgl. auch Art. 36 Abs. 4 UVV,
eingefügt durch Verordnungsänderung vom 15. Dezember 1997; AS 1998 151) sind
voraussehbare Verschlimmerungen des Integritätsschadens angemessen zu
berücksichtigen. Dies setzt voraus, dass die Verschlimmerung im Zeitpunkt der
Festsetzung der Integritätsentschädigung als wahrscheinlich prognostiziert und
damit auch geschätzt werden kann (vgl. RKUV 1991 Nr. U 132 S. 308 f.). Die blosse Möglichkeit einer Verschlimmerung des Integritätsschadens genügt nicht. Im
vorliegenden Fall besteht nach ärztlicher Auffassung zwar die Möglichkeit von
weiteren Gelenkproblemen seitens der linken Hüfte und des linken Knies. Es wird
jedoch ausdrücklich festgestellt, dass eine prognostische Beurteilung zurzeit
nicht möglich sei. Dass sich hieran nach der kreisärztlichen Untersuchung und
bis zu dem für die Beurteilung massgebenden Zeitpunkt des Erlasses des
Einspracheentscheids vom 12. September 1997 (BGE 121 V 366 Erw. 1b mit
Hinweisen) etwas geändert hätte, ist nicht anzunehmen, weshalb im Sinne einer
antizipierten Beweiswürdigung von weiteren Abklärungen abzusehen ist (BGE 124 V
94 Erw. 4b, 122 V 162 Erw. 1d je mit Hinweisen). Sollte in der Zwischenzeit
effektiv eine erhebliche (unfallbedingte) Verschlimmerung eingetreten sein,
bleibt es dem Beschwerdeführer unbenommen, bei der CO 1 ein Begehren um
Revision der Integritätsentschädigung einzureichen (Art. 36 Abs. 4 Satz 2
UVV)." (cfr. consid. 4.2.)

 

                                         In
una sentenza UV.2005.00165 del 22 novembre 2005, relativa ad un assicurato
coinvolto in un incidente della circolazione stradale con conseguenti lesioni, il
Tribunale cantonale delle assicurazioni di Zurigo ha rilevato che, in assenza
di apprezzamenti medici inerenti alla gravità del danno alla salute derivante
dall’infortunio ed alle tabelle CO 1 applicabili in considerazione dei valori
di riferimento di legge, non è possibile una valutazione definitiva della
menomazione dell’integrità. In particolare il Tribunale cantonale si è così
espresso:

 

" 
(…) Tatsache ist zum Beispiel, dass nach Angaben
der G.____ bereits eine schwere Arthrose im Lisfrancgelenk besteht (Urk.
6/8/22). Daneben bestehen mittelbare Deformationsschäden, die auch nicht mehr
reversibel sind. Neben dem Umstand, dass die Gutachter die Einreihung des
Fussschadens innerhalb der möglichen Werte, die von 0% bis 30% reichen, nicht
begründeten, blieben sie auch eine Erklärung schuldig für die Aussage, dass
hinsichtlich der Coxarthrose, der Armbeschwerden und der
Halswirbelsäulenbeschwerden kein Integritätsschaden resultiere (Urk. 6/3 S. 20 f.). Zumindest was die Coxarthrose anbelangt, leuchtet dies nicht ohne Weiteres ein, ist doch
unklar, wie schwerwiegend die Arthrose ist. Zudem ist zu berücksichtigen, dass
voraussehbare Verschlechterungen des Zustandes zu berücksichtigen sind, ist
doch eine Revision der Integritätsentschädigung bei einer Verschlechterung in
der Regel nicht möglich (vgl. Art. 36 Abs. 4 UVV). Gerade Arthrosen verlaufen
in der Regel progredient. Damit fehlen jedoch die von ärztlicher Seite zu
liefernden Informationen hinsichtlich der Schwere der Unfallkausalen
Schädigungen wie auch hinsichtlich der angewandten Tabellen der CO 1 unter
Berücksichtigung der gesetzlichen Referenzwerte, so dass eine abschliessende
Stellungnahme zum orthopädischen Integritätsschaden nicht möglich ist." (cfr. consid 3.3.2.)

 

                                         In
una sentenza U 11/07 del 27 febbraio 2008, riguardante un assicurato che,
cadendo dal tetto di una stazione di rifornimento aveva riportato diverse
fratture, il TFA ha stabilito che, nel caso in cui un apprezzamento medico
indichi un decorso sfavorevole ed un’artrosi incipiente, è necessaria anche una
presa di posizione in merito ad un prevedibile peggioramento. In particolare
l’Alta Corte ha formulato le seguenti considerazioni:

 

" 
Weder die Klinik S.________ im Gutachten vom 19.
Dezember 2003 noch die Uniklinik Y.________ im Gutachten vom 1. November 2004
äusserten sich zur Frage des Integritätsschadens aus somatischer Sicht. Der
Kreisarzt Dr. med. C.________ wies im Rahmen der Aktenbeurteilung vom 9.
Dezember 2004 darauf hin, dass die Uniklinik Y.________ im Gutachten vom 1.
November 2004 lediglich eine beidseitige leichte posttraumatische
Lisfranc-Arthrose objektiviert habe, und führte unter Hinweis auf die
Feinrastertabelle 5 in einem Satz aus, leichte Arthrosen ergäben keine
Integritätsentschädigung. Keine Position bezog er zur Frage der von der Klinik
S.________ festgestellten Dystrophie des linken Fusses. Angesichts des
Umstandes, dass diese Klinik hinsichtlich der Fussbeschwerden aus somatischer
Sicht von einer schlechten Prognose ausging und die Uniklinik Y.________ eine
beginnende Arthrose feststellte, ist auch eine Stellungnahme zur Frage nach
einer voraussehbaren Verschlimmerung (Art. 36 Abs. 4 UVV) erforderlich. Nicht
überzeugend ist die pauschale Eventualbegründung der Vorinstanz, ein Anspruch
auf Integritätsentschädigung müsste sowohl wegen fehlender natürlicher als auch
adäquater Kausalität abgewiesen werden (E. 10.1 hievor). Die Sache ist demnach
zur Prüfung des Anspruchs auf eine Integritätsentschädigung aus somatischer
Ursache an die CO 1 zurückzuweisen, womit den Parteien alle Rechte, insbesondere
der doppelte Instanzenzug, gewahrt bleiben (vgl. auch BGE 125 V 413 E. 2c S.
417; Urteil U 459/05 vom 16. Oktober 2006, E. 4.4)." (cfr. consid 11.3.)

 

                                         In una sentenza 8C_459/2008
del 4 febbraio 2009 relativa ad un’assicurata vittima di due fratture a seguito
di due distinti eventi infortunistici, il TF ha ribadito che, tanto quanto la
valutazione iniziale della menomazione all’integrità, anche la rilevanza
prevedibile della menomazione deve essere determinata in base ad apprezzamenti
medici. In particolare l’Alta Corte si è così espressa:

 

" 
(…) Dans son rapport d'expertise, le docteur
L.________ a indiqué une aggravation prévisible de l'atteinte "en raison
de l'évolution toujours défavorable de l'arthrose". C'est pourquoi, même
si l'expert envisageait une péjoration en vue d'expliquer la mise en place
probable d'une prothèse du genou, on doit admettre, au degré de la
vraisemblance prépondérante, qu'une aggravation de l'atteinte à l'intégrité
était prévisible au sens de l'art. 36 al. 4, première phrase, OLAA, quand bien
même une endoprothèse n'apparaîtrait pas nécessaire. D'ailleurs, la recourante
ne soutient pas le contraire mais fait valoir que l'importance de l'aggravation
n'est pas établie dans le cas concret.

Cela étant, il n'en demeure pas moins que le taux d'une atteinte à l'intégrité
doit être évalué exclusivement sur la base de constatations médicales (ATF 115
V 147 consid. 1; 113 V 218 consid. 4b p. 221; RAMA 2004
no U 514 p. 415, U 134/03 consid. 5.2; Alfred Maurer,
Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 417; Ulrich Meyer-Blaser,
Sozialversicherungsrecht und Medizin, in: Das ärtzliche Gutachten, 4e éd.,
Berne 2003, p. 30). Comme elle doit être prise en compte
lors de l'évaluation initiale de l'atteinte à l'intégrité (Thomas Frei, Die Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes
über die Unfallversicherung, thèse Fribourg, 1998, p. 50),
l'importance prévisible de l'atteinte doit être également fixée sur la base des
constatations du médecin." (cfr. consid 2.3.)

 

                                         Infine,
in una sentenza 8C_620/2009 del 26 ottobre 2009, riguardante un assicurato
sessantacinquenne vittima, tra l’altro, di una lesione al ginocchio sinistro
con conseguente artrosi femoro-tibiale di grado da leggero a medio, motivo per
cui gli era stata assegnata un’IMI del 5% in base alla tabella 5.2 dell’CO 1,
il TF ha rilevato che l’IMI del 5% tiene già conto di un prevedibile
peggioramento verso il grado medio di artrosi, e che è necessario differenziare
l’entità dell’IMI dal caso in cui, già alla prima valutazione, si è confrontati
con un’artrosi di grado medio con probabile tendenza al peggioramento. A tal
proposito la nostra massima Istanza ha così argomentato:

 

" 
Entgegen den Vorbringen des Versicherten trägt
die kreisärztliche Einschätzung, wonach die aktuell leichte bis mässige Form
der Femorotibialarthrose auf Grund ihrer wahrscheinlichen Progression einer
Integritätseinbusse von 5 % entspreche, den konkreten, unfallkausalen
gesundheitlichen Verhältnissen vollumfänglich Rechnung (vgl. insbesondere
Tabelle 5.2 der von der CO 1 herausgegebenen Richtlinien betreffend
Integritätsschaden [Integritätsschaden bei Arthrosen]; zur Bedeutung dieser
sogenannten Feinraster: BGE 124 V 29 E. 1c S. 32, 209 E. 4a/cc S. 211 und
Urteil [des Eidg. Versicherungsgerichts] U 134/03 vom 12. Januar 2004 E. 5.1,
in: RKUV 2004 Nr. U 514 S. 415). Wie bereits im kantonalen Entscheid zutreffend
ausgeführt wurde, lag im Zeitpunkt der Einschätzung des Integritätsschadens mit
einer diagnostizierten leichten bis mässigen Arthrose noch kein zu entschädigender
Schweregrad der Einbusse vor. Die voraussehbare Verschlimmerung des
Beschwerdebildes in Richtung einer mässigen Femorotibialarthrose
berücksichtigte Dr. med. B.________ gemäss Art. 36 Abs. 4 UVV indessen bereits
im damaligen Zeitpunkt angemessen, indem er den Integritätsschaden bei 5 %
ansiedelte. Eine Festsetzung auf 10 % erscheint demgegenüber sachgerecht in
Fällen, in welchen bereits bei erstmaliger Beurteilung eine mässige
Femorotibialarthrose mit wahrscheinlich verschlechternder Tendenz festgestellt
wird, ohne dass sich die Voraussehbarkeit bereits auf die schwere, nach
Massgabe der einschlägigen CO 1-Tabelle mit einer Einbusse von 15-30 %
bezifferten Form bezieht. Würde dem Antrag des Beschwerdeführers gefolgt, sähen
sich die beigezogenen Ärzte ausserstande, bei der Beurteilung derartiger
Verhältnisse entsprechend zu differenzieren. Die Beschwerde erweist sich somit
auch in diesem Punkt als unbegründet." (cfr. consid 5.2.)

 

                               2.8.   Nel
caso di specie, con rapporto medico del 24 giugno 2009 il Dr. __________ ha
formulato la seguente valutazione della menomazione all’integrità:

 

" 
REFERTO MEDICO

L’assicurato è portatore dei seguenti postumi infortunistici importanti e
durevoli: frattura della testa tibiale (tuberosità tibiale e emipiatto tibiale
e laterale) del ginocchio sinistro con avulsione del legamento rotuleo e
rottura del legamento crociato anteriore, lesioni trattate cruentamente (tranne
il LCA).

Buon risultato funzionale con segni di residuale condropatia femoro-tibiale
laterale e moderata instabilità antero-mediale, compensata maggiormente dal
trofismo muscolare.

VALUTAZIONE

7,5%

ARGOMENTAZIONE

Tabella 5.2/6.2 del Volume indennità alla menomazione dell’integrità della CO 1,
edizione 2000/1990: gonartrosi femoro-tibiale e laterale di media entità: 5-15%.

Lesione di 1 o 2 legamenti crociati di un ginocchio con residuale instabilità
di media entità: 0%.

Nel caso presente abbiamo a che fare con un ottimo risultato funzionale per
quanto riguarda il reinserimento del legamento rotuleo, ma residuale
condropatia femoro-tibiale laterale, senza maggior incongruenza, per cui è
giustificato un tasso non più del 7,5%." (cfr. doc. 73)

                                         

                                         Sulla scorta del parere
del Dr. __________, l’assicuratore LAINF resistente ha assegnato all’assicurato
un’IMI del 7,5% (cfr. doc. 79).

 

                                         Dal canto suo il Dr. __________,
dopo aver valutato l’incarto, ma - apparentemente - senza aver visitato
l’assicurato, si è così espresso in merito alla valutazione del Dr. __________:

 

" 
La quantificazione della IMI ritenuta dal Dr. __________
può anche risultare giustificata in considerazione del quadro clinico attuale,
così come descritto nel rapporto del 24.6.2009.

Essa non tiene tuttavia per nulla conto dell’ulteriore decorso attualmente già
prevedibile con sufficiente attendibilità.

L’associazione di una pregressa frattura pluri-frammentaria del condilo tibiale
laterale, di un assottigliamento già evidente dello strato cartilagineo
femorale e tibiale con un’instabilità su rottura del legamento crociato
anteriore presso un paziente 45enne, è in effetti suscettibile di condurre
praticamente con certezza allo sviluppo di una gonartrosi.

Con riferimento alla tabella 5 estratto LAINF edizione CO 1 2000 ritengo quindi
giustificato il riconoscimento di una IMI almeno del 30% in equivalenza a una
gonartrosi di media entità, rispettivamente di uno stato in presenza di una
protesi con risultato alquanto soddisfacente." (cfr. doc. 88)

 

                                         Su incarico dell’CO 1 il
Dr. __________, valutando l’incarto e confrontandosi con l’apprezzamento del
Dr. __________, con il proprio apprezzamento medico del 4 febbraio 2010 si è
così espresso:

 

" 
In base alla mia esperienza di chirurgo
ortopedico che si interessa prevalentemente di problematiche del ginocchio,
ritengo estremamente difficile fare una prognosi attendibile per quanto
riguarda l’evoluzione di un’artrosi. Del resto, la progressione dell’artrosi,
secondo la mia esperienza, è proprio data dalla sensazione d’instabilità e di
cedimenti accusati dal paziente, cioè da quanto il paziente riesca a stabilizzare
il proprio ginocchio come la muscolatura.

 

E’ ben possibile che vi siano dei pazienti che
riescano propriocettivamente a stabilizzare il ginocchio attivamente e che non
evolvono assolutamente verso un’artrosi, mentre altri con un’instabilità oggettiva
anche modesta, che non riescono tuttavia ad attivare la propria muscolatura in
modo corretto e che evolvono quindi successivamente in un’artrosi.

Una prognosi in tal senso quindi è estremamente
difficile da fare e nessuno quindi può con una sicurezza probabile, stabilire
l’evoluzione del caso.

 

In base a questa valutazione ritengo quindi che
un’IMI del 7,5 % sia sicuramente giustificata. E’ evidente che se il paziente
in futuro dovesse accusare peggioramento della situazione e si dovesse
evidentemente verificare quanto preventivato dal dott. __________, sicuramente
la CO 1 dovrà rientrare in merito della situazione e fare una rivalutazione
della IMI." (cfr. doc. 91)

 

 

                                         Nel proprio rapporto
medico del 17 marzo 2010 il Dr. __________, sulla scorta dell’apprezzamento del
Dr. __________, ha osservato quanto segue:

 

" 
(…)

Nell’apprezzamento medico del 4.2.2010 il dr. __________ fa riferimento alla
presenza di una relazione tra la progressione di una gonartrosi e la stabilità
del ginocchio. Esso ritiene in particolare essere “ben possibile che vi siano
dei pazienti che riescano propriocettivamente a stabilizzare il ginocchio
attivamente e che non evolvono assolutamente verso un’artrosi…”.

Nel caso specifico bisogna tuttavia notare che oltre un anno e mezzo dall’evento
in parola il signor RI 1 segnala la persistenza di gonfiori serali e di
difficoltà negli spostamenti in discesa.

Non viene per contro fatto nessun riferimento, né positivo, né negativo, alla
stabilità del ginocchio.

Clinicamente il dr. __________ fa tuttavia riferimento alla positività del
segno di Lachmann (instabilità sagittale) con persistenza di una ipotrofia del
quadricipite già 15 cm al di sopra dell’emirima articolare mediale.

Tenuto conto delle considerazioni espresse ritengo sussistere degli elementi
che lascino prevedere con sufficiente attendibilità un decorso a medio lungo
termine non favorevole." (cfr. doc. B)

 

                                         Chiamato a esprimersi su
una questione di carattere medico questo Tribunale, tutto ben considerato,
ritiene di non avere valide ragioni per distanziarsi dagli apprezzamenti
espressi dal Dr. __________ e dal Dr. __________.

 

                                         Infatti, il Dr. __________
ha fissato la percentuale al 7,5% basandosi sulle tabelle 5.2 e 6.2 dell’CO 1
(cfr. doc. 73).

 

                                         Il Dr. __________ non ha
messo in dubbio l’applicazione delle due tabelle appena menzionate. Egli ha
però concluso per un’IMI di percentuale più elevata, e meglio del 30% almeno, per
via del probabile decorso non favorevole a medio lungo termine, con sviluppo praticamente
certo di una gonartrosi (cfr. doc. 88). Nella sua seconda valutazione lo
specialista in chirurgia ortopedica ha nuovamente ritenuto sussistere degli
elementi che lascino prevedere con sufficiente attendibilità un decorso a medio
lungo termine non favorevole, pur non esprimendosi più sulla percentuale di IMI
(cfr. doc. B).

                                         Nei rispettivi
apprezzamenti i due sanitari appaiono però concordi nel rilevare che,
attualmente, l’assicurato non presenta ancora una gonartrosi. Nel valutare la
percentuale di IMI al 7,5%, il Dr. __________ ha già tenuto conto di un
possibile decorso sfavorevole e di un’eventuale gonartrosi. In questo senso il
TCA, facendo propri anche gli argomenti del Dr. __________, secondo il quale è estremamente
difficile fare una prognosi attendibile per quanto riguarda l’evoluzione di
un’artrosi, e considerando inoltre la giurisprudenza federale e cantonale
riprodotta al consid. 2.7., ritiene adeguata la percentuale di IMI accordata dall’CO
1 all’assicurato.

 

                                         Del resto, proprio per
l’estrema difficoltà di una prognosi attendibile riguardo all’evoluzione di una
gonartrosi e come evidenziato sia dai medici dell’CO 1 che dal Dr. __________, in
caso di futuro peggioramento l’CO 1 potrà, in applicazione dell’art. 36 cpv. 4
OAINF, valutare la possibilità di una revisione della percentuale di IMI.  

 

                                         La
Tabella 5.2 allestita dall'CO 1, afferente alla menomazione all’integrità
risultante da artrosi, non prevede alcuna IMI in caso di artrosi di grado
leggero, mentre giustifica l’attribuzione di un’indennità del 5-15% nel caso di
un’artrosi femoro-tibiale di grado medio.

                                         La
Tabella 6.2 allestita dall'CO 1, afferente alla menomazione all’integrità
risultante da instabilità degli arti, non prevede alcuna IMI in caso di instabilità
di grado leggero, mentre giustifica l’attribuzione di un’indennità dello 0-5% in
caso di lesione di uno o due legamenti crociati di un ginocchio con residuale
instabilità di media entità.

                                         In
concreto, ritenuto che si è instaurato un danno durevole, in quanto definitivo,
e meglio una residuale condropatia femoro-tibiale laterale, senza maggior
incongruenza, la valutazione di un’IMI del 7,5% può essere fatta propria dal
TCA.

 

                                         Giova,
infine, ribadire che l'indennità per menomazione dell'integrità si valuta sulla
base di constatazioni mediche. Ciò significa che per tutti quegli assicurati
che presentano uno stesso status medico, la menomazione all'integrità
sarà la medesima; essa è, in effetti, stabilita in maniera astratta, uguale per
tutti. In altri termini, l'ammontare dell'IMI non dipende dalle circostanze
particolari del caso concreto, ma bensì da un apprezzamento medico-teorico
della menomazione fisica o psichica, a prescindere da fattori soggettivi
(DTF 115 V 147 consid. 1, 113 V 121 consid. 4b e riferimenti ivi menzionati;
RAMI 2000 U 362, p. 43; cfr., pure, STCA del 12 dicembre 2001 nella causa C.,
inc. n. 35.2001.71, confermata dal TFA con pronunzia del 28 giugno 2002, U
14/02; cfr., altresì, Th. Frei, Die
Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes über die
Unfallversicherung, Tesi Friborgo 1998, p. 40s.).

                                         Ai
fini della determinazione dell’IMI, occorre perciò fare astrazione dai disturbi
soggettivamente accusati dall’assicurato che non trovano correlazione sul piano
oggettivo. In effetti, se si tenesse conto di disturbi (soltanto)
soggettivamente risentiti, non si giungerebbe più ad una valutazione astratta e
egualitaria di una menomazione all’integrità.

 

                                         Alla luce
di quanto esposto, la decisione dell'CO 1 di assegnare al ricorrente un’IMI del
7,5% è corretta.

 

                                      

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Gianluca
Menghetti