# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 94ba8184-242d-50d4-967e-428796f21b0d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-06-28
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 28.06.2010 D-4472/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4472-2010_2010-06-28.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4472/2010/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 8  g i u g n o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione di Muriel Beck Kadima, giudice;
cancelliere Jean-Marie Meraldi.

A._______,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 16 giugno 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4472/2010

Visto: 

la prima domanda d'asilo in Svizzera che l'interessato ha presentato in 
data 18 maggio 2009,

la decisione del 16 giugno 2009 dell'Ufficio federale della migrazione 
(UFM) che non è entrato nel merito della menzionata domanda ed ha 
ordinato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera, 

la  sentenza  del  15 luglio 2009  del  Tribunale  amministrativo  federale 
(TAF) che  ha  dichiarato  inammissibile  il  ricorso  dell'interessato  del 
17 giugno 2009, 

la  seconda  domanda  d'asilo  in  Svizzera  che  l'interessato  ha 
presentato in data 3 maggio 2010,

i verbali d'audizione del (...) relativi all'audizione sommaria (di seguito: 
verbale  1)  e  al  diritto  di  essere  sentito  in  merito  all'applicazione 
dell'art. 32 cpv. 2 lett. e della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 
RS 142.31) (di seguito verbale 2), 

la  decisione dell'UFM del  16 giugno 2010,  notificata  all'interessato  il 
giorno stesso (cfr. risultanze processuali), 

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 21 giugno 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato)  e,  contestualmente,  la  domanda  d'assistenza 
giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese 
processuali e del relativo anticipo,

l'incarto  dell'UFM,  pervenuto  a  codesto  Tribunale  in  copia  via  fax  il  
22 giugno 2010 e in originale il 23 giugno 2010,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono, 

e considerato :

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 

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(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF,  RS  173.110),  in  quanto  la  LAsi  non  preveda 
altrimenti (art. 6 LAsi),

che  il  (TAF)  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni 
dell'UFM in materia d'asilo (art. 31 e art.  33 lett. d LTAF, nonché art. 
105 LAsi e art. 83 lett. d LTF), 

che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art.  52 PA nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione impugnata; che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua, 

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua; che, pertanto, la presente 
sentenza va redatta in italiano,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  l'interessato  ha 
dichiarato  di  essere  cittadino  nigeriano,  originario  di  B._______ 
(Nigeria),

che,  inoltre,  egli  ha  dichiarato  di  aver  inoltrato  la  sua  seconda 
domanda d'asilo per i medesimi motivi per cui ha depositato la prima, 
senza che si siano aggiunte nuove ragioni a parte il fatto di soffrire di 
(...) (cfr. verbale 1 pag. 5 e verbale 2 pag. 1),

che  egli  ha  affermato  di  aver  lasciato  la  Svizzera  il  (...),  dopo  la 
conclusione infruttuosa della  sua prima procedura d'asilo,  di  essersi  
recato in Italia e di non aver mai fatto rientro in Patria (cfr. verbale 1 
pag. 5 e verbale 2 pag. 1),

che, nella decisione del  16 giugno 2010, l'UFM ha constatato che la 
prima procedura d'asilo è definitivamente conclusa, che i fatti addotti  
dal  ricorrente nella  presente procedura,  come egli  stesso riconosce, 
sarebbero  esattamente  gli  stessi  presentati  nel  corso  della  prima 
procedura  e  già  reputati  inverosimili  nella  sua  decisione  del 
16 giugno 2009, peraltro cresciuta in giudicato con la sentenza del TAF 
del 15 luglio 2009,

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che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai  sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi; che detto Ufficio ha 
anche  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  la  Nigeria  siccome  lecita, 
esigibile e possibile, 

che,  nel  ricorso,  l'insorgente  fa  valere  che  l'UFM,  avrebbe  dovuto 
esaminare  maggiormente  l'esigibilità  dell'esecuzione  del  suo 
allontanamento in Nigeria a causa dei gravi pericoli che vi correrebbe 
in caso di  rientro e che, conto tenuto delle sue condizioni  di  salute, 
l'UFM avrebbe dovuto entrare nel merito della sua domanda d'asilo,

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto  l'annullamento  della 
decisione  impugnata  e  l'ammissione  provvisoria;  che  ha,  altresì, 
presentato  una  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della 
dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali  e  del  relativo 
anticipo,

che,  non  risultando  chiaramente  dal  ricorso  se  l'insorgente  intende 
contestare unicamente l'esecuzione dell'allontanamento oppure anche 
la decisione di non entrata nel merito della sua domanda d'asilo, vi è 
luogo di interpretare il gravame in favore del ricorrente e di analizzare 
la questione della non entrata nel merito della domanda d'asilo,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda d'asilo se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una 
procedura d'asilo  terminata con decisione negativa o se, mentre era 
pendente  la  procedura  d'asilo,  è  rientrato  nel  Paese  d'origine  o  di 
provenienza, a meno che dall'audizione non vi siano indizi che siano 
intervenuti nel frattempo fatti propri a motivare la qualità di rifugiato o 
determinanti per la concessione della protezione provvisoria, 

che la precedente procedura d'asilo si è definitivamente conclusa con 
la crescita in giudicato della decisione dell'UFM del 16 giugno 2009, a 
seguito  della  sentenza  del  15 luglio 2009  del  TAF con  la  quale  il 
ricorso è stato dichiarato inammissibile,

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi), 

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che,  infatti,  il  ricorrente  stesso  ha  affermato  espressamente  che  i 
motivi da lui invocati sono gli stessi di quelli della prima procedura (cfr. 
verbale 1 pag. 5 e verbale 2 pag. 1), 

che  i  problemi  medici  allegati  in  sede  di  ricorso  non  influenzano  la 
questione della  non entrata nel  merito, ma sono, tuttalpiù,  pertinenti 
alla questione dell'esecuzione dell'allontanamento, 

che, per conseguenza, l'UFM rettamente ha deciso di non entrare nel  
merito secondo l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi,

che,  da quanto esposto, discende che in  materia  di  non entrata  nel 
merito  il  ricorso, destituito  d'ogni  e benché minimo fondamento, non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata, 

che il  ricorrente non adempie le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  2  LAsi  e  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]), 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 
che, giusta l'art. 83 cpv. 1 LStr, l'esecuzione dell'allontanamento deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e  
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o esporre il ricorrente in Patria al rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105), 

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile,

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che,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento 
riconducibili all’art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 4 LStr, la situazione 
in Nigeria non appare, notoriamente, caratterizzata da guerra, guerra 
civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga  l'insieme  della 
popolazione  nella  totalità  del  territorio  nazionale;  che,  quindi,  non 
soccorre  il  ricorrente  la  generica  allegazione  ricorsuale  secondo 
laquale egli temerebbe in patria gravi pericoli per la sua vita,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
dispone  di  una  scolarizzazione  di  base,  gode  di  un'esperienza 
lavorativa  quale  (...)  e,  nonostante  affermi  di  aver  perso  i  propri  
genitori,  dispone  ancora  di  una  rete  famigliare,  segnatamente  di 
diversi zii e di un cugino (cfr. verbale 1 pag. 3) e, avendovi passato la 
sua intera vita, non vi è motivo di ritenere che non disponga in patria  
pure di una rete sociale,

che l'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi  
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria (v. sulla problematica Giurisprudenza ed informazioni della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
2003 n. 24); che,  infatti,  come emerge dalla documentazione medica 
dell'Ors service AG (cfr. atto B12/1) l'(...) di cui soffre è da considerarsi  
una bagatella, non ostativa all'esecuzione dell'allontanamento,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese d'origine è ragionevolmente esigibile,

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che 
il  ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni 
documento indispensabile al rimpatrio; che l'esecuzione dell'allontana-
mento è dunque pure possibile, 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata, 

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

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che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità 
d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della 
dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali,  è  respinta 
(art. 65 cpv. 1 PA), 

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]),

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
C._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di C._______, (via fax, 
con preghiera di  notificare la  sentenza al  ricorrente e di  ritornare 
l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale amministrativo federale; 
allegato: incarto N [...])

- D._______, (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Jean-Marie Meraldi

Data di spedizione:

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