# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5bd7c98e-10bc-5ba5-bab3-bc797648eda0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-09-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 25.09.2002 52.2001.424
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2001-424_2002-09-25.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2001.00424

   

  	
  Lugano

  25 settembre
  2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 27 novembre 2001 del 

 

	
   

  	
  Comune di __________,

  rappr. dall'avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

	
   

  	
  la decisione 6 novembre 2001 del Consiglio di Stato (n.
  5212) che annulla la decisione 5 giugno 2001 con cui il municipio di __________
  ha negato alla __________ la licenza edilizia per la posa di un impianto per
  la telefonia mobile GSM in località __________ (part. n. __________ RF) fuori
  della zona edificabile;

  	 

				

 

 

viste le risposte:

-   5 dicembre 2001 del Consiglio di Stato;

- 14 dicembre 2001 della __________;

- 17 gennaio 2002 del Dipartimento del territorio,
UDC;

- 21 gennaio 2002 di __________;

 

esperita una visita in luogo;

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,                           in
fatto

 

A.      a. Il 20 giugno 2000 la __________ ha chiesto al municipio di
__________ il permesso di erigere in località __________ un’antenna per la
telefonia mobile GSM, alta 30 m, che verrebbe utilizzata anche dalla
__________. L’impianto sorgerebbe su un terreno (part. n. __________ RF)
situato ai margini di una strada secondaria e compreso nella zona boschiva che
separa la frazione di __________ dal nucleo del paese. Contemporaneamente alla
domanda di costruzione la __________ ha chiesto al Consiglio di Stato il
permesso di dissodare una superficie di circa 100 mq di bosco. Contro le
domande di costruzione e di dissodamento non sono state inoltrate opposizioni. 

Il 7 agosto 2000 il Dipartimento del
territorio ha espresso preavviso negativo all’intervento, mancando ancora il
permesso di dissodamento. Con decisione del 17 seguente, cresciuta in giudicato
formale, il municipio ha pertanto respinto la domanda. 

 

b. Il 20 novembre 2000 la resistente ha
ripresentato la domanda di costruzione al municipio. Anche questa seconda
domanda non ha suscitato opposizioni. 

Il 3 aprile 2001 il Consiglio di Stato ha
assicurato il rilascio dell’autorizzazione per il dissodamento. Ritenendo
soddisfatti i presupposti dell’art. 24 LPT, il 12 di quello stesso mese il Dipartimento
del territorio ha pertanto dato il suo benestare all’intervento. 

 

c. Scostandosi dal preavviso dell’autorità
cantonale, il 5 giugno 2001 il municipio si è rifiutato di rilasciare la
licenza richiesta, ritenendo che l’impianto si ponesse in contrasto con gli
interessi riferiti alla tutela del paesaggio, alla salvaguardia del vicino biotopo
ed alla protezione degli utenti delle scuole elementari e medie, pure situate
nelle immediate adiacenze. Ha inoltre considerato che simili impianti dovessero
essere preventivamente pianificati. 

 

 

 

 

B.     Con giudizio 6 novembre 2001 il Consiglio di Stato ha annullato il
provvedimento, accogliendo l’impugnativa contro di esso inoltrata dalla
__________ e rilasciando la licenza edilizia alla condizione che l'antenna
venga dipinta di verde. 

Dopo aver escluso che la domanda di
costruzione fosse da pubblicare anche sui quotidiani, come prescritto dall’art.
6 cpv. 2 del regolamento d’applicazione dell’ordinanza federale sulla protezione
da radiazioni non ionizzanti (RORNI), entrato nel frattempo in vigore, il
Governo ha ritenuto che l’impianto fosse conforme alle prescrizioni della
predetta ordinanza (ORNI). Dal profilo del diritto ambientale, l'intervento non
presterebbe pertanto il fianco a critiche. 

Dal profilo del diritto pianificatorio, il
Consiglio di Stato ha poi ritenuto che l’impianto rispondesse al requisito
dell’ubicazione vincolata (art. 24 lett.a LPT) e non si ponesse in contrasto
con interessi preponderanti, riconducibili alla protezione del bosco o del
vicino biotopo (art. 24 lett. b LPT). Situata nel luogo previsto dall’accordo
sottoscritto dal Cantone e dalle concessionarie di reti per la telefonia
mobile, l’antenna andrebbe di conseguenza autorizzata. 

 

 

C.    Contro il predetto giudizio governativo, il comune di __________
insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone
l’annullamento. 

Il ricorrente nega anzitutto qualsiasi
valenza pianificatoria all’accordo concluso dal Cantone con le concessionarie
di reti per la telefonia mobile. Essendo stato adottato in aperta violazione
dei principi di partecipazione democratica sanciti dalla LPT, l’accordo in
questione non gli sarebbe opponibile. 

Evocati i principi che regolano l’attività
edilizia fuori delle zone edificabili, il comune ricorrente ritiene poi che
l’accordo in questione non esima l'autorità da una verifica puntuale dei
requisiti posti dall’art. 24 LPT. 

Venendo a sorgere in una zona di protezione
del paesaggio ed a meno di 200 m dalle scuole elementari, conclude
l'insorgente, l'impianto in contestazione non li adempirebbe e disattenderebbe
il principio posto a fondamento dell’art. 5 cpv. 2 del regolamento d’attuazione
dell’ORNI (RORNI). 

 

                                  D.   All’accoglimento
del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni, e
l’Ufficio domande di costruzione del Dipartimento del territorio, che confermano
le osservazioni presentate in prima istanza. 

Ad identica conclusione pervengono
__________, proprietario del fondo, e l’__________, che contesta in dettaglio
le tesi del ricorrente con argomenti di cui si dirà nei seguenti considerandi. 

 

 

                                  E.   Delle risultanze
degli accertamenti esperiti si dirà qui appresso per quanto necessario. 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.La competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende
dall’art. 21 LE. Il comune è legittimato a ricorrere già per effetto degli art.
34 cpv. 2 LPT e 98a OG. L'eccezione di carenza di legittimazione attiva,
sollevata dalla resistente, va quindi respinta. Il ricorso, tempestivo, è
dunque ricevibile in ordine. 

Il giudizio può essere reso sulla base degli
atti integrati dagli accertamenti esperiti da questo tribunale (art. 18 PAmm). 

 

 

                                   2.   2.1. Giusta l’art. 5 del regolamento di applicazione
dell’ordinanza federale sulla protezione da radiazioni non ionizzanti del 26 giugno
2001 (RORNI), la scelta dei siti per l’installazione degli impianti deve essere
coordinata, al fine di permettere una loro razionale distribuzione sul
territorio e, se fattibile, il loro uso comune (cpv. 1). Il coordinamento dei
siti per l’installazione degli impianti, soggiunge la norma in questione, può
essere regolato tramite convenzione tra il Dipartimento e gli operatori (cpv.
5). 

Conformemente a questa disposizione, il
Cantone ha concluso con gli operatori in possesso di una concessione federale
per la telefonia mobile una serie di accordi a carattere regionale, volti a
definire e coordinare i siti per le antenne di questo sistema di telecomunicazioni.
Fra questi, ne è stato stipulato anche uno per il __________. 

Questi accordi non hanno valore di piano
settoriale ai sensi della LPT. Né l’autorità cantonale, né la __________
pretendono peraltro di attribuire loro una simile valenza. A giusta ragione, poiché
questi documenti non sono allestiti nel rispetto delle procedure che regolano
l’adozione dei piani d’utilizzazione. Non essendo coinvolti né i comuni, né la
popolazione e non essendo adottati dagli organi competenti secondo la LALPT,
questi accordi non possono in nessun caso esplicare effetti verso terzi. 

 

2.2. Richiamandosi al RORNI, l’autorità
cantonale e la __________ attribuiscono a questi accordi il valore di convenzioni
di diritto pubblico finalizzate al coordinamento dei siti destinati
all’istallazione di impianti per la telefonia mobile. 

Per principio, contratti di diritto
amministrativo sono ammessi soltanto negli ambiti in cui la legge non
stabilisce in modo vincolante ed inderogabile diritti e doveri fondati sul
diritto pubblico. Non sono quindi ammessi per definire questioni di natura
pianificatoria o edilizia regolate in modo imperativo dalla legge (Imboden/Rhinow,
Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, V. ed., n. 46 B II c e d). 

Ora, l'ordinamento degli strumenti
pianificatori istituito dalla LPT e dalla LALPT può di principio essere
considerato esaustivo ed inderogabile. La legge non riserva particolari spazi
d'autonomia all’ente pubblico per definire l’assetto del territorio mediante accordi
con i privati. Non esclude invero la concertazione, ma le impone di svilupparsi
nel quadro delle forme di partecipazione previste a tale scopo. Se si intende
stabilire, in modo coordinato e vincolante per chiunque, l'ubicazione degli impianti
stazionari di un'infrastruttura di servizio - qual è una rete per la telefonia
mobile - non si può pertanto evitare di far capo agli strumenti di
pianificazione messi a disposizione dalla LALPT (piano d’utilizzazione settoriale).
Ne discende che nessun vincolo di natura pianificatoria opponibile a terzi può
essere dedotto dagli accordi di coordinamento delle ubicazioni delle antenne,
conclusi fra il cantone e le ditte titolari di concessioni federali per la telefonia
mobile. 

Analogamente, nemmeno l’ordinamento edilizio
permette di definire l’ubicazione di tali impianti in via convenzionale. Ove
non risulti preventivamente fissata da un atto pianificatorio, adottato nei
modi e nelle forme previsti dalla legge, la legittimità delle ubicazioni
previste dagli accordi va comunque verificata caso per caso in base alle
normative concretamente applicabili ai fini del rilascio del permesso di
costruzione. Le indicazioni date dai piani annessi agli accordi in merito ai
siti previsti per la costruzione di antenne fuori delle zone edificabili non
attestano di conseguenza né l’adempimento del requisito dell’ubicazione
vincolata (art. 24 lett. a LPT), né l’assenza di interessi preponderanti
contrari (art. 24 lett. b LPT). A queste indicazioni può essere unicamente attribuito
un valore di semplice informazione, paragonabile a quella fornita da una
licenza preliminare che viene rilasciata prescindendo dall’esperimento della
procedura ordinaria del permesso (art. 15 cpv. 2 LE). Tali indicazioni non
possono invero esplicare effetti diversi da quelli che scaturiscono da un
preavviso emesso dall’autorità cantonale nell’ambito di una procedura di
rilascio della licenza preliminare esperita senza coinvolgere l’autorità
comunale e senza procedere alle pubblicazioni prescritte dall’art. 6 LE. 

In che misura tali accordi vincolino le
parti contrattuali è questione che può essere lasciata indecisa ai fini del
presente giudizio. 

 

2.3. Ferme queste premesse, occorre comunque
dare atto della notevole utilità degli accordi in questione. Anzitutto, perché
incentivano la realizzazione coordinata di impianti comuni a più operatori,
evitandone la proliferazione indiscriminata. In secondo luogo, perché
permettono di valutare su ampia scala le esigenze di tutti gli operatori e gli
interessi che vi si contrappongono, facilitando la verifica dell’adempimento delle
condizioni per il rilascio del permesso, in particolare di quelle fissate
dall’art. 24 LPT. 

 

 

                                   3.   3.1. Giusta
l’art. 24 LPT, fuori delle zone edificabili possono essere eccezionalmente
rilasciate autorizzazioni per la costruzione di edifici e impianti non conformi
alla funzione assegnata alla zona di utilizzazione (art. 22 cpv. 2 lett. a
LPT), quando, cumulativamente, la loro destinazione esige un’ubicazione fuori
della zona edificabile (lett. a) e non vi si oppongono interessi preponderanti
(lett. b). 

Il requisito dell’ubicazione vincolata va
esaminato secondo criteri oggettivi. È dato quando lo scopo della costruzione
può realizzarsi solo in un luogo ben preciso (ubicazione vincolata positiva),
oppure quando non può realizzarsi all’interno delle zone edificabili e il
diritto cantonale non prevede adeguate zone speciali (ubicazione vincolata
negativa). Nel caso di edifici e impianti ad ubicazione vincolata positiva il richiedente
non deve dimostrare che l’ubicazione prescelta sia l’unica possibile. Basta che
provi che la funzione dell’opera esiga un’ubicazione in un determinato ambito,
relativamente ristretto, per motivi tecnici, aziendali o dipendenti dalla configurazione
del suolo (DTF 102 I b 79 consid. 4°; DFGP, Commento alla LPT, 1981, ad art. 24
n. 15). 

Il requisito di cui all’art. 24 lett. b LPT
è invece soddisfatto quando gli interessi, che si oppongono alla realizzazione
dell’opera su un determinato terreno posto fuori della zona edificabile, non
prevalgono sull’interesse del richiedente. A tal fine occorre che l’ubicazione
proposta risulti degna di protezione. 

 

3.2. Nell'evenienza concreta, la controversa
antenna verrebbe a sorgere su un terreno di natura boschiva, situato fuori
della zona edificabile, all'interno di una zona di protezione del paesaggio. Le
parti danno atto che l'impianto non è conforme alla funzione prevista per la
zona di utilizzazione e che può di conseguenza essere autorizzato soltanto
nella misura in cui risponde ai requisiti posti dall’art. 24 LPT. Va quindi
verificato se tali presupposti siano soddisfatti. 

 

3.2.1. Il
requisito dell’ubicazione vincolata (art. 24 lett. a LPT) appare soddisfatto.
Non già perché il sito è quello previsto dall'accordo di coordinamento delle ubicazioni
delle antenne per la telefonia mobile, bensì perché sussistono sufficienti
motivi per ritenere che per servire adeguatamente la zona compresa tra
__________ ed __________ l'impianto debba necessariamente essere collocato
sulle pendici settentrionali della collina che separa il nucleo di __________
dalla frazione di __________. Le mappe prodotte dalla __________ in questa sede
confermano questa conclusione. Contrariamente a quanto assume il ricorrente, l'autorità
cantonale non si è limitata a dedurre l'adempimento del requisito in
discussione dal piano delle ubicazioni, annesso all’accordo suddetto, ma ha
esperito una verifica concreta delle valutazioni che ne stanno alla base. Il
rinvio a tale piano è quindi da intendere soltanto come una conferma di tali
valutazioni e non come un’acritica accettazione di scelte operate in
precedenza, che non possono essere rimesse in discussione. 

Nulla ha d'altro
canto addotto l'insorgente per smentire le conclusioni alle quali sono
pervenuti gli accertamenti esperiti in vista dell'adozione del piano suddetto e
le ricerche promosse dalla __________ per individuare l'ubicazione più idonea
per un'antenna destinata ad assicurare la copertura della zona compresa tra
__________ ed __________. Le altre ipotesi considerate da questi studi, in particolare
l'antenna di __________, non appaiono maggiormente idonee. 

In tali
circostanze, ben si può ammettere che l'ubicazione prescelta sia giustificata
da sufficienti motivi tecnici, dettati in particolare dalla frammentata
configurazione del suolo e dall'assetto della rete in cui l’antenna viene ad
inserirsi. 

 

3.2.2. Alla
realizzazione dell’antenna nel luogo individuato dalle ricerche esperite non si
oppongono d’altro canto interessi preponderanti (art. 24 lett. b LPT). 

Gli aspetti
legati alla protezione del bosco sono già stati esaurientemente valutati
nell’ambito della procedura di rilascio del permesso di dissodamento, adeguatamente
coordinata con quella di rilascio della licenza edilizia. L’insorgente non ne
contesta le conclusioni. Non pretende in particolare che il sacrificio di area
boschiva sia insostenibile. 

Pure gli
interessi riferiti alla protezione del paesaggio non prevalgono su quelli che
giustificano l'ubicazione in esame. Contrariamente a quanto assume il comune
ricorrente, l’inserimento dell’impianto fra alberi ad alto fusto non comporta
una significativa alterazione del quadro del paesaggio. La menomazione della
copertura boschiva derivante dal dissodamento appare sopportabile e non integra
gli estremi della deturpazione. Lo schermo naturale offerto dalla vegetazione,
che verrebbe diradata nella misura minima indispensabile, e l'obbligo di dipingere
l'antenna di verde, imposto a titolo di condizione della licenza, evitano
d'altra parte che vengano pregiudicati i valori tutelati dalla circostante zona
di protezione del paesaggio. 

Nemmeno le
esigenze di salvaguardia della vicina zona di protezione della natura,
istituita a tutela dello stagno formatosi in una vecchia cava abbandonata,
permettono di accreditare le tesi del ricorrente. La fascia boschiva, larga una
cinquantina di metri, che separa questa zona dall’antenna, esclude praticamente
qualsiasi interferenza dell’impianto con gli obbiettivi pianificatori di questo
comparto di terreno. La frequentazione del biotopo da parte degli allievi della
vicina scuola non ne viene minimamente ostacolata. 

Vero è che
l'art. 5 cpv. 2 RORNI raccomanda di evitare l'installazione di impianti nelle
vicinanze di locali dove soggiornano persone particolarmente sensibili
(bambini, anziani, ammalati). La notevole distanza dell'antenna dalle scuole
(200 m), più che sufficiente per rimanere nei limiti dell'ORNI, appare tuttavia
rispettosa anche di tale raccomandazione. 

Nella
ponderazione globale degli interessi contrapposti non è quindi dato di ravvisare
un esercizio abusivo del potere d’apprezzamento conferito dall’art. 24 lett. b
LPT all’autorità decidente. Anche da questo profilo, non sussistono valide ragioni
per rimproverare al Dipartimento del territorio di non essersi scostato dalle
valutazioni operate in precedenza, nell'ambito dell'allestimento del piano
annesso all'accordo di coordinamento delle ubicazioni delle antenne. Per quanto
opinabile possa apparire all’insorgente, l’apprezzamento si fonda su
considerazioni oggettive, pertinenti e sostenibili. Non integrando gli estremi
di una violazione del diritto, sotto il profilo dell’abuso di potere, la
ponderazione degli interessi contrapposti va quindi confermata. 

 

In quanto volto a contestare la licenza dal
profilo dell'art. 24 LPT, il ricorso va quindi respinto. 

 

 

                                   4.   L'insorgente
non solleva censure riferite all'applicazione dell'ORNI. Non v'è motivo di
dubitare che l'antenna non rispetti i parametri fissati da tale ordinanza. 

Anche da questo profilo, il giudizio
impugnato va quindi confermato. 

 

 

                                   5.   Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso va quindi respinto. 

Dato che il municipio è intervenuto a tutela
dell'interesse generale, si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia.
Le ripetibili sono invece poste a carico del comune secondo soccombenza. 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 22, 24 LPT; 21 LE; 5 RORNI; 3, 18, 28,
31, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
prelevano né spese, né tassa di giustizia. 

 

                                   3.   Il comune
di __________ rifonderà fr. 1'200.- alla __________ a titolo di ripetibili. 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario