# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 87baebc4-479e-508e-bebc-26a2f74ac992
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-04-24
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 24.04.2007 D-2326/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2326-2007_2007-04-24.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2326/2007
vav/mum/
{T 0/2}

Sentenza del 24 aprile 2007 

Composizione: Giudice Valenti, Galliker e Haefeli
Cancelliera Murray

A._______, Nigeria
Ricorrente

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,
Autorità inferiore

concernente

la  decisione  del  22  marzo  2007  in  materia  di  non  entrata  nel  merito, 
allontanamento ed esecuzione dell'allontanamento / N 

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

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Ritenuto in fatto: 

A. Il 26 febbraio 2007, l'interessato ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera. 
Ha dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. verbali d'audizione 
del 9 del 13 marzo 2007), d'essere ricercato dalle autorità perché sospettato di far 
parte del gruppo "Asari boys" e d'aver partecipato, nel mese di B._______ 2006, 
ad  un  attacco  che  sarebbe  avvenuto  alla  sede  di  una  compagnia  C._______. 
Avrebbe quindi deciso di costituirsi. Sarebbe stato trattenuto una settimana e poi 
liberato  previo  versamento,  o  meno  (secondo  la  versione),  di  una  cauzione. 
Successivamente,  la  polizia  avrebbe  però  voluto  nuovamente  arrestarlo.  Egli 
sarebbe riuscito  a sottrarsi  all'arresto ed avrebbe vissuto in clandestinità  fino al 
momento dell'espatrio, che sarebbe avvenuto il D._______ 2007.

B. Il  22 marzo 2007,  l'UFM non è entrato nel  merito della citata domanda ai  sensi 
dell’art.  32  cpv.  2  lett.  a  della  legge  sull'asilo  del  26  giugno  1998  (LAsi,  RS 
142.31).  Detto Ufficio ha pure pronunciato l’allontanamento  dell’interessato dalla 
Svizzera nonché l’esecuzione dell’allontanamento verso la Nigeria siccome lecita, 
esigibile e possibile. 

C. Il  27  marzo  2007,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale (TAF) contro la citata decisione dell'UFM mediante il quale 
ha chiesto di accordargli in Svizzera una protezione ai sensi della legge sull'asilo. 

Considerato in diritto:

1. Il  TAF decide definitivamente in merito ai ricorsi contro le decisioni dell'UFM (art. 
31 e art. 33 lett. d della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 
2005  [LTAF,  RS  173.32],  art.  105  cpv.  1  LAsi  e  art.  83  lett.  d  della  legge  sul 
Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). 

2. V'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le  condizioni 
d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48 e all'art.  52 della  legge federale  sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 108a LAsi. 

3. Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato che il ricorrente non ha addotto 
motivi che possano giustificare la mancata tempestiva esibizione di documenti di 
viaggio  o  d'identità.  In  particolare,  egli  non  avrebbe  intrapreso  tutto  quanto 
possibile alfine di procurarsi la carta d'identità rimasta al suo domicilio, limitandosi 
ad affermare di non ricordare alcun numero telefonico. L'UFM ha inoltre ritenuto 
che il ricorrente non ha manifestamente fornito elementi sufficienti ad accertare la 
sua  qualità  di  rifugiato  ai  sensi  dell'art.  32  cpv.  3  lett.  b  LAsi.  Le  allegazioni 
decisive  rese  dal  medesimo  si  esaurirebbero  in  vaghe  ed  inconsistenti 
affermazioni  di  parte,  segnatamente in  merito  alla  data in  cui  sarebbe avvenuta 
l'azione  contro  la  compagnia  C._______ e a quella  del  suo arresto  (si  sarebbe 
limitato all'indicazione del mese in cui sarebbero avvenuti tali episodi), al numero 
di poliziotti uccisi (due o tre) e al pagamento o meno di una cauzione per il rilascio. 
Infine, l'UFM ha considerato che per quanto emerge dagli atti di causa non sono 

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necessari  degli  ulteriori  chiarimenti  per l'accertamento della qualità di  rifugiato o 
l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento.

4. Nel  ricorso,  l'insorgente  fa  valere  che  in  caso  di  rimpatrio  teme  per  la  sua 
incolumità, ritenuto che in Nigeria la sua vita sarebbe in grave pericolo. 

5. Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una domanda d’asilo 
se il richiedente non consegna alle autorità alcun documento di viaggio o d’identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda. Giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 
2 lett.  a non si applica se il  richiedente può rendere verosimile di non essere in 
grado, per motivi scusabili,  di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 
48 ore dalla  presentazione della  domanda (lett.  a),  se la  qualità  di  rifugiato  del 
ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base agli art. 3 e 7 LAsi (lett. 
b), o se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la 
qualità  di  rifugiato  o  l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontana-
mento (lett. c). 

5.1 Il TAF osserva che il ricorrente non ha tempestivamente presentato documenti di 
viaggio o d'identità ai sensi di legge, benché l'UFM l'abbia invitato ad esibirli fin dal 
26 febbraio 2007. Bisogna peraltro convenire con l'autorità inferiore che egli  non 
ha fornito valide giustificazioni per la mancata esibizione di siffatti documenti. Non 
v’è,  altresì,  ragione  di  ritenere  che  se  l'insorgente  avesse  effettuato  dei  seri  e 
concreti  tentativi  per  procurarsi  tempestivamente  un  simile  documento,  questi 
tentativi  non avrebbero  potuto  avere  esito  favorevole.  Basti  rilevare  che egli  ha 
dichiarato che in patria vivono ancora dei parenti prossimi e che la carta d'identità 
si trova al suo domicilio. Non risulta altresì dalle carte processuali che il ricorrente 
abbia  agito  con  la  dovuta  sollecitudine  per  procurarsi  i  necessari  documenti. 
Peraltro, va rilevato che se un richiedente non aveva motivi validi per giustificare la 
mancata  esibizione  di  documenti  di  viaggio  o  d'identità  in  procedura  di  prima 
istanza,  non  vi  è  motivo  d’annullare  la  decisione  di  non  entrata  nel  merito 
quand’anche  avesse  a  presentare  un  siffatto  documento  in  sede  di  ricorso  (v. 
Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia 
d'asilo [GICRA] 1999 n. 16).

5.2 Il  TAF  considera,  inoltre,  che  il  ricorrente  non  ha  addotto  argomenti  o  prove 
suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui 
all’impugnata decisione, delle allegazioni decisive presentate.  Giova rilevare che 
quest'ultime s'esauriscono in mere affermazioni di parte, non corroborate da alcun 
elemento  della  benché minima consistenza,  in  sostanza per i  motivi  indicati  nel 
provvedimento litigioso e cui può essere, in sostanza, rimandato (art. 109 cpv. 3 
LTF  in  relazione  all'art.  6  LAsi  ed  all'art.  4  PA).  Di  conseguenza,  e  allo  stato 
attuale  degli  atti  di  causa,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  come  del  tutto 
inconsistenti  le  allegazioni  del  ricorrente  con riferimento  all'art.  32  cpv.  3 lett.  b 
LAsi. 

5.3

5.3.1 Ritenuta  l'inconsistenza  delle  allegazioni  decisive  presentate  dal  ricorrente  (v. 
considerando  5.2  del  presente  giudizio),  non  v'è  la  necessità  d'ulteriori 
accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente 
medesimo (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).

4

5.3.2 Per gli stessi motivi, non emergono altresì neppure elementi da cui desumere che 
l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa  violare  l'art.  25 
cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile 
1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della  Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 
luglio 1951 (Conv.,  RS 0.142.30),  l'art.  5 LAsi  (divieto di  respingimento)  nonché 
l'art.  14a cpv.  3  della  legge  federale  concernente  la  dimora  e  il  domicilio  degli 
stranieri del 26 marzo 1931 (LDDS, RS 142.20) o esporre il ricorrente in patria al 
rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la 
salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 
trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 
0.105).

5.3.3 Per  il  resto,  può  essere  lasciata  indecisa  la  questione  di  sapere  se  per 
impedimenti  all'esecuzione dell'allontanamento  ai  sensi  dell'art.  32 cpv.  3 lett.  c 
LAsi debbano intendersi anche quelli di diritto nazionale (riguardanti l'esigibilità e 
la  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto 
internazionale  pubblico  (esaminati  al  precedente  considerando  5.3.2).  In  effetti, 
anche  in  materia  d'esigibilità  e  di  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile  d'imporre  degli 
ulteriori chiarimenti.

5.3.4 Premesso ciò, quanto agli ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento riconducibili 
all'art.  14a  cpv.  4  LDDS,  il  TAF  osserva  nondimeno  che  in  Nigeria  non  vige 
attualmente  una situazione di  guerra,  guerra  civile  o violenza generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio  nazionale.  Da 
questo  profilo,  gli  accadimenti  di  cui  al  recente  fine  settimana  elettorale  non 
giustificano un diverso apprezzamento.  Inoltre, il  ricorrente è giovane ed ha una 
certa  esperienza  professionale.  Non  emerge  altresì  dagli  atti  di  causa  che  egli 
soffra  di  problemi  di  salute  suscettibili  d'ostare  alla  pronuncia  dell’esecuzione 
dell’allontanamento  (v.  sulla  problematica  GICRA  2003  n.  24).  In  siffatte 
circostanze,  l’autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto  siccome  adempiti  i 
presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con  riferimento  alle  effettive 
possibilità  per  l’insorgente  di  un  adeguato  reinserimento  sociale  in  Nigeria.  Per 
sovrabbondanza, può ancora essere rilevato che il ricorrente ha dichiarato che in 
Nigeria vivono ancora dei parenti prossimi.

5.3.5 Peraltro,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento (art.  14a cpv. 2 LDDS). Usando della dovuta 
diligenza,  il  ricorrente  potrà  procurarsi  ogni  documento  necessario  al  rimpatrio. 
L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

5.3.6 Infine, il ricorrente non ha indicato nel gravame che tipo d'accertamenti sarebbero 
ancora doverosi nel caso concreto e in quale ambito.

6. Da quanto  esposto  discende che in materia  di  non entrata  nel  merito  il  ricorso, 
destituito  d’ogni  e benché  minimo fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione 
impugnata va confermata. 

7. Il  ricorrente  non adempie  le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM avrebbe dovuto 
astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2, art. 

5

44  cpv.  1  LAsi  nonché  art.  32  dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni 
procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]). 

8. L'esecuzione  dell'allontanamento  è  lecita,  esigibile  e  possibile  per  le  ragioni 
indicate al consid. 5.3.

9. Di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell’allontanamento il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata.

10. Il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplificata (art. 111 
cpv. 1 e 3 LAsi). 

11. Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccombenza, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b 
del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale 
amministrativo federale dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

6

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 

3. Comunicazione: 

- al ricorrente (plico raccomandato)

- all'autorità inferiore (in copia, n. di rif. N )

- a E._______ (in copia)

Il Giudice: La Cancelliera:

Vito Valenti Marisa Murray

Data di spedizione: