# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e1424333-e59a-58e1-b432-48ff701f2661
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-04-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.04.2008 C-1270/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-1270-2006_2008-04-15.pdf

## Full Text

Corte II I
C-1270/2006
{T 0/2}

Sentenza del 15 aprile 2008

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Bernard Vaudan, 
Antonio Imoberdorf (presidente di camera), 
cancelliere Graziano Mordasini.

A._______,
ricorrente,

contro

Ufficio federale di giustizia UFG Settore Aiuto sociale 
agli Svizzeri all'estero, Bundesrain 20, 3003 Berna
autorità inferiore.

Prestazioni assistenziali a cittadini svizzeri residenti 
all'estero.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-1270/2006

Fatti:

A.
In data 27/28 febbraio 2006,  A._______, doppia cittadina svizzera e 
italiana  nata  il...  e  residente  a  B._______,  ha  inoltrato  presso 
l'Ambasciata  di  Svizzera  a  Roma  una  richiesta  di  assistenza  sulla 
base  della  legge  federale  del  21  marzo  1973  su  prestazioni 
assistenziali agli Svizzeri all'estero (LASE, RS 852.1), domandando un 
aiuto finanziario di EURO 407.-. mensili per il periodo 1° marzo 2006 - 
28 febbraio 2007 per il suo sostentamento e le sue spese scolastiche.

B.
Con decisione del 20 aprile 2006, l'Ufficio federale di giustizia (UFG) 
ha  respinto  la  suddetta  richiesta,  rilevando  che  A._______  ha 
beneficiato  in  passato  di  prestazioni  assistenziali  per  il  tramite 
dell'assistenza  concessa  ai  suoi  genitori  e  che  ora,  essendo  essa 
diventata maggiorenne, il  suo caso viene esaminato individualmente. 
L'autorità di prime cure ha poi affermato che l'interessata vive in Italia 
ed ha acquisito la cittadinanza italiana per filiazione materna e non ha 
un legame particolare con la Svizzera, di modo che la sua cittadinanza 
preponderante è quella italiana. Per questo motivo la richiedente non 
può  quindi  pretendere  alcun  aiuto  dalla  Confederazione  svizzera  ai 
sensi della LASE.

C.
Con ricorso del 15 maggio 2006, regolarizzato il 26 giugno seguente, 
A._______ è insorta avverso la precitata decisione. Essa ha rilevato di 
non potere beneficiare di alcun aiuto finanziario né da parte dei suoi 
genitori,  né  da  parte  dello  Stato  italiano  per  proseguire  i  suoi  studi 
(Accademia  delle  belle  arti  di  B._______  e  scuola  internazionale  di 
comics), di modo che un sostegno economico dalle autorità elvetiche 
si  rendeva indispensabile. La ricorrente ha poi  affermato che la  sua 
situazione di salute (epilessia) le creava spesso limiti di indipendenza.

D.
Chiamato ad esprimersi  in  merito  al  suddetto ricorso,  con preavviso 
del 25 agosto 2006, l'UFG ha postulato la reiezione del gravame.

L'autorità  di  prime  cure  ha  in  particolare  rilevato  che  la  nazionalità 
italiana della  ricorrente,  nata  in  Italia  da un  padre  che vive in  Italia 
dall'età  di  sette  mesi  e  da  madre  italiana  e  senza  alcun  legame 

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particolare con la Svizzera, è preponderante, di modo che essa non 
può beneficiare di un aiuto economico da parte della Confederazione 
giusta l'art. 6 LASE. Essa ha poi sottolineato che la difficile situazione 
economica  dell'interessata  e  la  sua  malattia  non  consentono  di 
derogare  alla  precitata  disposizione.  L'UFG  ha  infine  affermato  che 
spetta  a  A._______  completare  con  un  lavoro  a  tempo  parziale  la 
borsa  di  studio  ottenuta  dall'Italia  per  la  formazione  presso 
l'Accademia di belle arti  e dichiarato che anche qualora la ricorrente 
avesse  avuto  soltanto  la  nazionalità  svizzera  o  se  la  nazionalità 
elvetica fosse stata preponderante, l'aiuto sociale non si farebbe fatto 
carico delle spese scolastiche per una formazione che non garantisce 
in futuro un'indipendenza economica.

E.
Invitata  a  prendere  posizione  riguardo  il  preavviso  dell'autorità 
intimata, la ricorrente non ha reagito.

Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge federale del 
17  giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS 
173.32),  giusta  l'art. 31  LTAF il  Tribunale  amministrativo federale  (di 
seguito: TAF o il Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 
dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 
amministrativa (PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate agli 
art. 33 e 34 LTAF. Fra queste figurano le decisioni emanate dall'UFG 
giusta l'art. 14 cpv. 1 LASE.

Il Tribunale amministrativo federale giudica, in quanto sia competente, i 
ricorsi pendenti presso le commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o 
presso i  servizi  dei  ricorsi  dei  dipartimenti  al  1°  gennaio 2007 sulla 
base del nuovo diritto processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF). 

Salvo  i  casi  in  cui  la  LTAF  non  disponga  altrimenti,  la  procedura 
davanti  al  Tribunale amministrativo federale  è retta  dalla  PA (art. 37 
LTAF).

1.2 A._______,  toccata  direttamente  dalla  decisione  impugnata,  ha 
diritto di ricorrere (art. 48 PA) e il suo ricorso, presentato nella forma e 
nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile (cfr. art. 50 e 52 PA).

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2.

2.1 Secondo l'art. 1 LASE, la Confederazione concede, nell'ambito di 
detta  legge,  prestazioni  assistenziali  agli  svizzeri  all'estero  che  si 
trovano nel  bisogno. È da considerarsi  svizzero all'estero il  cittadino 
svizzero domiciliato all'estero o ivi residente da più di tre mesi (art. 2 
LASE).

L'art. 5 LASE precisa che le prestazioni assistenziali  sono concesse 
soltanto  agli  svizzeri  all'estero  che  non  possono  provvedere 
sufficientemente alla loro sussistenza con mezzi propri, con contributi 
privati  o  con  aiuti  dello  Stato  di  residenza.  I  contributi  dello  stato 
d'origine sono pertanto sussidiari.

2.2 I doppi cittadini la cui cittadinanza straniera è preponderante non 
sono di  regola assistiti  (art. 6 LASE). Per stabilire  la  preponderanza 
della cittadinanza svizzera o straniera, sono avantutto determinanti le 
circostanze  che  hanno  condotto  all'acquisto  della  cittadinanza 
straniera e i rapporti  con la Svizzera (art. 8 cpv. 1 dell'Ordinanza del 
26 novembre 1973 su prestazioni assistenziali  agli  Svizzeri all'estero 
[OASE, RS 852.11]).

3.
Con decisione del 20 aprile 2006, l'UFG ha ritenuto che la cittadinanza 
preponderante  di  A._______  fosse  quella  italiana  e  che  di 
conseguenza,  conformemente  all'articolo  6  LASE,  essa  non  poteva 
pretendere alcun aiuto da parte delle autorità elvetiche.

Dagli atti si evince che la ricorrente è nata in Italia nel... ed ha sempre 
vissuto  in  questo  paese.  A._______  ha  ottenuto  la  cittadinanza 
svizzera  per  filiazione  del  padre,  e  quella  italiana  per  filiazione 
materna. Essa non ha provato di aver soggiornato in Svizzera e non vi 
ha  instaurato  alcun  legame  particolare.  Risulta  poi  dagli  atti  che  il 
centro di  tutti  gli  interessi  familiari,  affettivi  e sociali  di  A._______ si 
trova da sempre in Italia, paese nel quale vivono i genitori e la sorella 
e dove ha intrapreso i propri studi. In queste circostanze è indiscutibile 
che  le  relazioni  che  l'interessata  mantiene  con  l'Italia  siano  da 
considerarsi predominanti rispetto a quelle con la Svizzera. Pertanto, è 
a giusta ragione che l'autorità di prime cure ha ritenuto la cittadinanza 
italiana della ricorrente quale cittadinanza preponderante.

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Ne risulta che A._______ non può di principio beneficiare di un aiuto 
da parte delle autorità svizzere.

4.
L'articolo  6  LASE  dispone  che  i  doppi  cittadini  la  cui  cittadinanza 
straniera è preponderante non sono di regola assistiti. La formulazione 
di  questa  disposizione  lascia  dunque  aperta  la  possibilità  a  delle 
eccezioni. Tuttavia, né la legge né l'ordinanza definiscono quali siano i 
criteri da prendere in considerazione per un'eventuale deroga a questo 
principio.  Il  legislatore  ha  dunque  voluto  prevenire  casi  di  rigore  e 
ingiustizie  risultanti  da  un'applicazione  troppo  rigida  della  legge 
lasciando comunque alle autorità esecutive la competenza di valutare 
ogni singolo caso. 

Il riconoscimento di un caso d'eccezione si fonda su una ponderazione 
di tutti gli interessi pubblici e privati rilevanti. In primo luogo è richiesta 
la presenza di una vera situazione d'eccezione, nella quale un rifiuto 
dell'assistenza  risulterebbe  di  particolare  durezza  e  iniquità.  Le 
specificità del singolo caso devono rispondere ad esigenze elevate, al 
fine di evitare che l'eccezione diventi la regola ed includa casi la cui 
soluzione  è  insoddisfacente  o  di  una gravità  non  eccezionale  e  per 
non privare di senso lo scopo voluto dal legislatore. La soluzione che 
si discosta dalla regola deve infatti rispettare lo scopo della legge. In 
particolare non deve contraddirlo, ma deve semplicemente proseguire 
l'intento del legislatore e svilupparlo più dettagliatamente in vista delle 
particolarità  del  caso  concreto  (cfr.  MAX IMBODEN/RENÉ A.  RHINOW, 
Schweizerische  Verwaltungsrechtsprechung,  6a ed.,  Basilea  1986, 
vol. II, no 37 B con riferimenti).

Pertanto, a doppi cittadini la cui cittadinanza straniera è preponderante 
può  essere  accordato  un  aiuto  solo  in  presenza  di  circostanze 
particolari,  di  una  gravità  tale  da  rendere  scioccante  un  eventuale 
rifiuto dell'assistenza. Ci si trova in presenza di una tale circostanza, 
ad esempio quando l'esistenza fisica stessa del richiedente è messa in 
gioco. Anche altre circostanze possono dare motivo di considerare che 
un caso rientri  nella  fattispecie  d'eccezione: in  particolare  quando il 
richiedente  non  può  essere  indirizzato  al  secondo  stato  di 
cittadinanza,  o  nei  casi  in  cui  egli  ha  subito  da  questo  stato  gravi 
ingiustizie (cfr. decisione della Commissione per gli  aiuti  agli svizzeri 
all'estero  vittime  della  guerra  in  re  S.  del  22  gennaio  1959).  Entro 
determinati  limiti  anche  i  motivi  che  hanno  portato  allo  stato  di 

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necessità  possono  rivestire  un  certo  significato  (cfr.  Giurisprudenza 
delle  autorità  amministrative  della  Confederazione  [GAAC]  57.25). 
Presupposto  tuttavia  è  sempre  che  la  cittadinanza  svizzera  non 
sussista  solo  per  pura  forma.  I  doppi  cittadini  che  presentano 
unicamente  un  interesse  economico  per  la  Svizzera  non  possono 
quindi essere sostenuti.

5.
Dagli atti di causa si evince che i genitori della ricorrente, e lei stessa 
fino alla maggiore età, beneficiano dal 2002 di prestazioni assistenziali 
da  parte  della  Confederazione  ai  sensi  della  LASE.  Molto 
verosimilmente essi non sono dunque in grado di garantire alla figlia il 
necessario  sostegno  finanziario  al  fine  di  proseguire  gli  studi:  tale 
constatazione  non  è  tuttavia  sufficiente  a  determinare  un  caso  di 
eccezione.

Quo allo stato di salute di A._______, si rileva in primo luogo che essa 
non  ha  fornito  alcuna  documentazione  in  merito  alla  patologia 
(epilessia) di cui afferma soffrire, né ha fornito alcun elemento proprio 
ad indicare in che modo questa malattia le crei impedimenti o difficoltà 
di  altro  genere. Sulla  base degli  atti  a  disposizione,  il  Tribunale non 
può  quindi  ritenere  che  lo  stato  di  salute  dell'interessata  sia 
compromesso in  maniera tale  da impedirle  in assoluto di  lavorare e 
non costituisce pertanto un fattore proprio a giustificare di per sé un 
caso d'eccezione.

6.
Visto quanto precede, il Tribunale considera che, nella specie, non vi 
siano gli estremi per riconoscere uno stato di fatto eccezionale e che 
pertanto non sono adempiute le condizioni per ammettere una deroga 
al principio dell'art. 6 LASE.

7.
Ne discende che con la decisione del  20 aprile 2006,  l'UFG non ha 
violato il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 49 PA). Per questi motivi il ricorso va respinto.

8.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali andrebbero poste a 
carico della parte ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA). Tuttavia, tenuto conto 

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della sua situazione personale di quest'ultima, si rinuncia a prelevare 
tali spese (art. 63 cpv. 1 in fine PA in relazione con l'art. 6 lett. b del 
Regolamento dell'11 dicembre 2006 sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al  Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 
173.320.2]).

(dispositivo pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Non si prelevano spese processuali.

3.
Comunicazione: 

- alla ricorrente (tramite l'Ambasciata di Svizzera a Roma)
- all'autorità inferiore (con incarto A 50 534 di ritorno)

Il presidente della camera: Il cancelliere:

Antonio Imoberdorf Graziano Mordasini

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  1000  Losanna  14,  entro  un 
termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. 
e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 
173.110]. Gli  atti  scritti  devono essere redatti  in  una lingua ufficiale, 
contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed 
essere  firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono  essere 
allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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