# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b2da3a5e-d3df-5cd7-8e12-edfcc06d738c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-05-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 19.05.2003 32.2001.91
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2001-91_2003-05-19.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2001.00091

   

  BS/sn

  	
  Lugano

  19 maggio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  Composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

statuendo sul ricorso del 24 ottobre 2001
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 26 settembre 2001
  emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1941, è stato operaio per circa 35 anni presso una fabbrica tessile, poi
di prodotti plastici e, quale impiego accessorio, in una ditta di torrefazione
del caffè per 22 anni. Egli ha cessato entrambe le attività nel 1999 (cfr.
attestati dei datori di lavoro contenuti negli atti AD, doc. AI _).

Il 31 agosto 2000 ha presentato una domanda volta all’ottenimento di
prestazioni AI per adulti.

 

Esperiti gli accertamenti medici del caso, con
progetto di decisione 11 giugno 2001 l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI)
ha respinto tale domanda in quanto:

 

" 
(…)

Dalla documentazione specialistica medica
acquisita all'incarto risulta che il danno alla salute di cui lei è portatore,
comporta un’incapacità lavorativa valutabile nella misura massima del 20-25% e
questo riferito alla professione abitualmente esercitata di operaio di
fabbrica.” 

(Doc. AI _).

Con scritto 12 settembre 2001 l’assicurato, per il tramite del sindacato
__________, ha contestato la proposta di decisione. Facendo riferimento al
rapporto 28 agosto 2001 del dr. __________, specialista in neurologia, egli ha
sostenuto un’inabilità lavorativa tra il 60-70% e chiesto una rivalutazione del
suo caso (doc. AI _).

Dopo aver sottoposto la fattispecie al dr. __________, del Servizio medico
regionale (SMR), con decisione 26 settembre 2001 l’amministrazione ha
confermato la reiezione della domanda di prestazioni assicurative rilevando:

 

" 
Le osservazioni presentate il 12.09.2001 non
modificano la presa di posizione sopra espressa.

Infatti il dr. __________, nel suo rapporto del
28.08.2001, dimostra uno status clinico invariato rispetto alla perizia dr.
__________.

Lo stesso arriva ad un'altra conclusione, per
quanto riguarda l'incapacità lavorativa, unicamente per una diversa valutazione
dell'inabilità di lavoro senza giustificare un cambiamento dello stato di
salute." (doc. AI _)

 

                               1.2.   Contro la
decisione amministrativa è tempestivamente insorto l’assicurato, sempre
rappresentato dal Sindacato __________, chiedendone l’annullamento ed il
riconoscimento di una rendita intera.

Fondandosi su diversi certificati e rapporti medici egli contesta la
valutazione fatta dal perito e sostiene che:

 

"4.
   Da quanto emerge al punto precedente è assodato che le conclusioni del Dr.
__________ riferite alla capacità lavorativa del ricorrente sono in contrasto
con gli accertamenti operati dai medici della Clinica __________ e dal Dr.
__________.

      Occorre precisare che quanto dianzi affermato corrisponde
anche agli accertamenti del medico curante Dr. __________ che da lungo tempo
segue il __________.

 

5.   Nella situazione fattuale indicata ai punti precedenti appare
giustificata la richiesta di assegnazione di una rendita nella misura del 70%.

      E' d'obbligo affermare che a sostegno del rifiuto della
prestazione richiesta, l'Ufficio AI fa riferimento pressochè unicamente alla
valutazione del Dr. __________ che è concretamente contestata nelle sue
conclusioni da ben tre altri medici.

 

6.   Nei prossimi giorni il ricorrente si sottoporrà ad esami
specialistici presso I'__________ in quanto le patologie di cui è portatore gli
provocano dolori sempre più accentuati.

      Ci si riserva pertanto di produrre ulteriore documentazione
medica e di completare in proseguio di causa, qualora ne fosse il caso, la
motivazione del presente ricorso." 

 

                               1.3.   Mediante
risposta 17 novembre 2001 l’UAI ha postulato la reiezione del gravame in
quanto:

 

" 
Lo scrivente Ufficio dal canto suo ha giudicato
opportuno sottoporre l'assicurato ad una visita peritale, eseguita dal
reumatologo __________ (doc. n. _ inc. AI). Questi ha dal canto suo ritenuto
che le limitazioni nella precedente attività di operaio non superano il 25%.

 

 

Ora, come noto, secondo costante giurisprudenza
le perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa da
medici specializzati riconosciuti hanno forza probatoria piena se giungono a
conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducano a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176,122 V 161).

 

 

In casu l'amministrazione poteva a buon diritto
fondarsi sulle attente e ponderate valutazioni del perito, il cui valore
probatorio è del resto stato corroborato dal Servizio medico regionale (SMR)
(cf. doc. n. _ e _ inc. AI)."  (doc. _)

 

                               1.4.   Con scritto
13 dicembre 2001 il ricorrente ha trasmesso ulteriore documentazione (doc. _). 

                                         Mediante
lettera 16 gennaio 2002 l’UAI ha preso posizione su quanto prodotto
dall’assicurato (doc. _).

                               1.5.   Il 16 maggio
2002 il TCA ha ordinato l’esecuzione di una perizia multidisciplinare affidata
al Servizio di accertamento medico dell’AI (SAM).

Il rapporto 13 gennaio 2003 del SAM è stato trasmesso alle parti per
osservazioni (doc. _).

Il 7 marzo 2003 lo scrivente Tribunale ha chiesto al SAM, quale complemento
peritale, di prendere posizione in merito alle osservazioni 24 febbraio 2003
(XXX) dell’UAI (XXXII).

                                         Le parti
in causa hanno in seguito presentato le loro osservazioni al complemento
peritale (XXVII e XXXVIII).

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché,
secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non
tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento
determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non
pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid.
1, 121 V 366 consid. 1b). 

Ne consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso il 26
settembre 2001, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI
corrispondono al tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.

 

                               2.2.   Secondo
l'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

     

-  un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a   infermità  

                                           
congenita, malattia o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Affinché
il caso possa essere sottoposto all’AI, occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno (G. Scartazzini, Les
rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va inoltre
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una
rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono
invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40
%.

 

                               2.3.   Secondo
l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il
reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l'assurance-invalidité, Les prestations, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI).            

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G.
Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza
citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

La situazione personale dell'assicurato è
essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                               2.4.   A seguito
della domanda AI, l’amministrazione ha sottoposto __________ ad una perizia
rematologica al fine di valutare il suo stato di salute e di accertare
un’eventuale inabilità lavorativa.

Nel rapporto 14 giugno 2001 il dr. __________, dopo aver esposto per esteso la
diagnosi (fibromialgia, gonalgie bilaterali predominanti a sinistra, neuropatia
del nervo cutaneo femori laterale sinistro, disturbi stati generativi della
colonna dorso-lombare, possibile sindrome del tunnel carpale bilaterale,
diabete mellito non insulinodipedente, obesità, esiti di vagotomia nel 1985,
esisti da pleurite all’età di 14 anni e talassemia minor), ha rilevato:

 

" 
Come già riferito nella valutazione del Servizio
__________ di neurologia del 27.12 u.s. la sintomatologia del paz. è
caratterizzata da dolori multidistrettuali con reperti oggettivi relativamente
modesti dal punto di vista dell'apparato locomotorio e neurologico. Così è
stata esclusa una sindrome radicolare compressiva a livello cervicale e
lombare, una radiculopatia diabetica ed è ritenuta unicamente una moderata
polineuropatia diabetica periferica (ipopallestesia ai malleoli) ed una
neuropatia del N. cutaneus femoris lateralis a sx. L'EMG del nervo mediano
bilaterale aveva evidenziato unicamente delle latenze distali ai limiti
superiori della norma mentre la velocità di conduzione sensibile al carpo era
ai limiti inferiori.

 

Dal punto di vista reumatologico si può
oggettivare dei disturbi degenerativi della colonna lombare inferiore, di
entità relativamente modesta e a carico principalmente delle articolazioni
posteriori L4/5 e L5/SI così come una discopatia L3/4 e L4/5 senza conflitto
disco-radicolare. Le alterazioni oggettivabili, comprendenti dei disturbi
statici della colonna dorso-lombare, non sono di rilevanza invalidante.

 

In complesso si può dunque considerare che lo
sviluppo doloroso cronico e generalizzato del paz. sia da inquadrare
principalmente in una sindrome fibrositica." (doc. AI _)

 

                                         Per quel
che concerne la valutazione sulla capacità lavorativa, lo specialista ha
scritto che (sottolineatura del redattore):

 

" 
Dal lato oggettivo si può ritenere una
limitazione di carico per quanto riguarda la colonna lombare per attività che
richiedono continuamente o molto frequentemente il sollevare pesi superiori a
15 kg, prolungati periodi in posizioni ergonomiche sfavorevoli (in particolare
flessione o torsione lombare). Nell'ambito di un'attività lavorativa con
impegno fisico medio, come quelle precedentemente esercitate dal paz., si può
ritenere una limitazione della capacità lavorativa dell'ordine del 20-25% al
massimo. Lo stesso grado di limitazione può essere
riconosciuto al paz. per attività lavorative in cui è necessaria una presenza
continua in posizione eretta. Non vedo per contro limitazioni per quanto
riguarda un'attività leggera, per esempio di operaio, in posizione
seduta." (doc. AI _)

 

Sulla base di questa perizia, l’UAI ha dunque
ritenuto l’assicurato inabile nella misura del 20/25% nella propria attività di
operaio e quindi respinto la domanda di prestazioni assicurative. 

 

                                         __________
ha invece prodotto il rapporto 28 agosto 2001 del neurologo dr. __________ il
quale, circa la capacità lavorativa, si è espresso come segue (la
sottolineatura è del redattore):

 

" 
Pur essendovi dal punto di vista neurologico un
reperto relativamente discreto, sono d'altro canto d'accordo con te che la
sintomatologia algica presentata dal paziente, probabilmente dovuta a varie
componenti, in parte lombospondilogena, in parte periarticolare all'anca, con
una componente neurogena secondaria legata alla polineuropatia diabetica
rispettivamente ad una meralgia parestetica a sinistra, sia sufficientemente
limitante per impedire al paziente un'attività lavorativa soprattutto per
lavori fisicamente pesanti, nel qual caso è verosimile un'inabilità lavorativa
di almeno il 60-70 %, per lavori più leggeri potrebbe essere ipotizzabile
un'attività almeno a tempo parziale. Dal punto di vista terapeutico penso
che si debba proseguire con misure riabilitative. Da parte mia non ho ulteriori
proposte, resto a disposizione per ridiscutere il caso al bisogno."

(doc. AI _)

 

                                         Il dr.
__________ ha dunque ritenuto verosimile un’inabilità lavorativa tra il 60-70%.

Pendente causa l’assicurato ha trasmesso un rapporto datato 5 novembre 2001
della Clinica reumatologica dell’__________. 

Individuando disturbi alla colonna vertebrale in sede lombare e cervicale, con
insufficienza muscolare ( “Dieser 60-jährige Pazient
leidet unter einem zervikal- und lumbalbetonten Panvertebralsyndrom mit spondylogener
Ausstrahlung. Aufgrund der klinischen und radiologischen Untersuchungsbefunde
beurteilen wir die Beschwerden primär im Rahmen einer muskulären Dysbalance,
Insuffizienz der Rumpfmuskulatur, sowie bei leichtgradiger degenerativen
Wirbelsäulenveränderungen und einer biomechanischen Überlastungssituazione LWK
½ (mit leichtgradiger Anteroposition von LWK 2 gegenüber LWK 1 mit
spondylotischene Veränderungen bei skoliotischer Fehlform”, sottolineatura del redattore, doc. _), il dr. __________ della
menzionata clinica ha valutato un’abilità lavorativa del 50%, ritenuta totale
in attività leggere – medio leggere se accompagnate dalle misure terapeutiche
proposte ( “Aus reumatologischer Sicht ist der Pazient aufgrund der
gennanten klinischen und radiologischen Untersuchunsbefunde aktuelle 50% AF und
nach Durchführung der vorgeschlagenen Massnahmen zu 100% AF für eine leichte
bis mittelschwere Arbeit” , doc. _). 

                                         Va qui
ricordato che, per costante
giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali valuta la legalità delle
decisioni impugnate in base alla situazione di fatto e di diritto esistente al
momento in cui esse sono state rese - in casu il 26 settembre 2001 -, quando si
ritenga che fatti verificatisi ulteriormente possono influire quali elementi di
accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa.
Invece, i fatti avvenuti posteriormente, e che hanno modificato la
situazione, generalmente fanno parte di una nuova decisione amministrativa (
DTF 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a, 112 V 93 consid. 3, 99 V 102). 

Eccezionalmente il giudice può anche tener conto, per motivi d'economia
procedurale, dei fatti intervenuti posteriormente alla decisione impugnata, a
condizione che questi ultimi siano stabiliti in modo sufficientemente preciso
(RCC 1980 pag. 263) e siano suscettibili di influenzare il giudizio (RCC 1989
pag. 123 consid. 3b, RCC 1974 pag. 192 consid. 4, RCC 1970 pag. 582 consid. 3).

Nel citato 5 novembre 2001 è stata diagnosticata una sindrome panvertebrale
accentuata a livello lombare e cervicale, con irradiazione spondilogena
(“Zervikal-und lumbalbetontes Panverebral- syndrom mit spondylogener
Ausstrahlung”) messa in relazione ai persistenti dolori alla testa apparsi
negli ultimi 4 e 5 mesi (“Seit 4-5 Monaten sind zusätzlich frontale
Kopfschmerzen aufgetreten. Die Schmerzen sind permanent vorhanden und deutlich
belastungsabhängig…”, doc. _). 

Questi dolori cervicali, finora mai diagnosticati, sono insorti in un momento precedente
la decisione contestata, ma posteriormente alla perizia amministrativa
del 14 giugno 2001. Il rapporto in questione è quindi da prendere in
considerazione nell’esame della legalità della decisione contestata. 

 

Orbene, viste le succitate contrastanti
valutazioni mediche, ritenuta inoltre la necessità di approfondire meglio la
problematica psichica dell’assicurato (nonostante il dr. __________ non abbia
riscontrato evidenti stigmate depressive, egli ha tuttavia precisato di non
essere in grado di precisare “ se vi siano stati o si vi siano condizionamenti
psicologici che abbiano potuto influenzare l’estensione e la generalizzazione
della sintomatologia algica “ cfr. doc. AI _ pag. 8), questa Corte ha
ordinato l’esecuzione di una perizia multidisciplinare a cura del SAM (Servizio
di accertamento medico dell’AI).

                               2.5.   Dal referto
13 gennaio 2003 (XXVII) risulta che per l’esecuzione della perizia i
responsabili del SAM si sono avvalsi della copiosa documentazione medica
acquisita agli atti, oltre a richiederne ulteriore direttamente all’assicurato,
ed hanno fatto capo a cinque consultazioni specialistiche esterne:
psichiatrica, reumatologica, neurologica, endocrinologica ed oncologica.

Sulla base delle risultanze, il SAM ha posto la seguente diagnosi, con influsso
sulla capacità lavorativa: 

" 
(…)

Sindrome ansiosodepressiva cronicizzata con importanti
somatizzazioni localizzate, soprattutto a livello muscolo scheletrico, nel
quadro di una sindrome da disadattamento (F 43.22 sec. ICD
10), in presenza di un disturbo misto di personalità dove sono presenti
significativi tratti di anancasticita, dipendenza ed immaturità (F 61.0 sec. IDC 10).

 

Sindrome panvertebrale, soprattutto cervicale e lombare, con
irradiazione spondilogena alla gamba sinistra, su:

 

-   presenza di
una spondilartrosi a livello C2-C3, soprattutto a sinistra, senza segni
irritativi radicolari.

 

Periartropatia omeroscapolare tendinopatica alle spalle
bilateralmente.

 

Diabete mellito tipo II (noto dal 1994), con:

 

-   buon
controllo glicemico con antidiabetici orali,

-   polineuropatia
distale sensoria, sintomatica,

-   obesità (BMI
31,1 kg/m~,

-   sospetta intolleranza alla Metformina.

 

Cruralgia sinistra di origine poco chiara da ca. 10 anni, con:

 

-   diagnosi differenziale: possibile neuropatia diabetica
asimmetrica,

-   assenza di
neurocompressione alla TAC lombare nell'agosto 1999, alla RM lombare del
03.05.2000,

-   soggettivamente parziale miglioramento sotto oppiacei.

 

Brachialgie parestetiche in parte su compressione dei nervi
mediani del canale carpale bilaterali.

 

Meralgia parestetica a sinistra su irritazione del nervo cutaneo
laterale del femore a livello della spina iliaca anterior superior." 

(doc. _, pag. 22/23)

                                         

                            2.5.1.   In sede
peritale l'assicurato è stato visitato dal dr. __________, specialista in
psichiatria e psicoterapia (XXVII/5).

Sulla base dell’esito di questo consulto, i periti del SAM hanno concluso come
segue (sottolineatura del redattore):

"  (…)

È senz'altro predominante in questo periziando,
che presenta, come ben riassunto nel consulto del nostro consulente dr.
__________, una sindrome ansiosodepressiva cronicizzata, con importanti
somatizzazioni localizzate soprattutto a livello muscolo scheletrico, nel
quadro di una sindrome da disadattamento, nell'ambito di un disturbo di
personalità misto, dove sono presenti significativi tratti di anancasticità,
dipendenza ed immaturità. Concordiamo con il nostro consulente, ritenendo il
signor __________ inabile al lavoro, dal punto di vista psichiatrico, nella
misura del 70%. È dunque necessario intraprendere al più presto una presa a
carico psichiatrica e psicoterapeutica regolare ed assidua, affinché si possano
scongiurare pericolose derive psicopatologiche e complicazioni maggiori in
questo periziando. Una tale presa a carico rassicurerebbe e tranquillizzerebbe
il periziando, permettendogli così di sviluppare nel futuro prossimo delle
modalità di funzionamento psicosociale meno regressive e invalidanti, in modo
da migliorare sensibilmente la sua qualità di vita e di scongiurare pericolosi
passaggi all'atto, qualora egli dovesse sperimentare ulteriori sconfitte,
umiliazioni, emarginazioni, misconoscenti riguardo alla propria dignità di
individuo sofferente, "impotente", inadeguato ed emarginato. Tenendo
conto delle diagnosi appena riportate sopra, nonché il complesso quadro clinico
sviluppatosi con la strutturazione in una forma tendenzialmente ormai
cronicizzata, senza dimenticare infine la complessa problematica personologica
che sottende le manifestazioni fenomenologiche e psicopatologiche del signor
__________, non riteniamo sia possibile, anche in tempi medi e lunghi,
migliorare la capacita valetudinaria di quest'ultimo." 

(doc. _, pag. 24)

 

                            2.5.2.   Il ricorrente
è stato inoltre esaminato dal dr. __________, reumatologo (XXVII/3).

Sostanzialmente lo specialista ha confermato la perizia amministrativa del dr.
__________, concludendo infatti che l’assicurato dal punto di vista
reumatologico presenta un’incapacità lavorativa al massimo del 25% per quanto
riguarda la sua attività di operaio. L’assicurato dovrebbe altresì alternare la
posizione seduta a quella eretta, non sollevare pesi superiori ai 15 kg e non
piegarsi ripetutamente in posizione anteflessa con la parte superiore del
corpo.

                            2.5.3.   Secondo il
dr. __________, cui il SAM ha fatto capo per l’esame degli aspetti neurologici,
la patologia neurologica non influenza la capacità lavorativa nella misura
superiore del 20%.

Lo specialista ha inoltre sostenuto che i dolori cronici non sono di natura
neurologica (XXVII/1).

                            2.5.4.   Dal punto di
vista endocrinologo, non ravvisando rilevanti complicanze sintomatiche e gravi
ipoglicemia, il dr. __________ ha concluso che il diabete mellito non causa
incapacità lavorativa (XXVII/4).

           2.5.5.   Da
ultimo, gli specialisti dell’Istituto oncologico della Svizzera Italiana hanno
concluso che non vi sono elementi per indicare il paziente inabile al lavoro
dal punto di vista oncologico (XXVII/1).

                            2.5.6.   Il SAM ha poi
determinato una valutazione globale del grado di capacità lavorativa in qualità
di operaio e in qualsiasi attività del 30%.

                                         In merito
alle conseguenze sull’incapacità lavorativa, il SAM ha riscontrato
(sottolineature del redattore):  

"  (…) I disturbi psichici del peritando (ridotta
sopportabilità del dolore, ridotta resistenza allo sforzo fisico, aumentata
affaticabilità, meccanismi di difesa e di diniego della propria vulnerabilità
emotiva, la presenza di una sindrome da disadattamento associata ai disturbi di
personalità con tratti significativi di anancasticità, dipendenza ed
immaturità, ecc... ), influenzano la capacità lavorativa del periziando in
qualità di operaio e in qualsiasi altra attività lavorativa, nella misura del
70%.

 

Intendiamo, con ciò, che il signor __________ non e più in grado
di produrre un rendimento costante, che necessita di pause durante il lavoro,
di maggior tempo anche per l'esecuzione di attività ripetitive e semplici.

 

Sul piano fisico, invece, le limitazioni (diminuita capacità di
reggere lo stress lavorativo, impossibilità a portare pesi superiori ai 15 kg,
a restare in posizioni inergonomiche o monotone per il rachide, a doversi
anteflettere con la parte superiore del corpo), riducono il grado di capacità
lavorativa quale operaio, unicamente nella misura del 30% ca. (considerando la
patologia reumatologica e neurologica).

 

Sulla base di quanto detto, riteniamo quindi che l'attività di
operaio sia esigibile da parte del periziando, solo in misura ridotta (30%),
ciò che corrisponde a ca. 14 ore alla
settimana.

 

Dagli atti in nostro possesso, possiamo affermare che queste
limitazioni professionali vadano considerate a partire dal novembre 1999 (vedi certificato del 04.11.1999 del dr. __________).

 

A nostro avviso, infatti, i dolori, sono l'espressione di una
somatizzazione, patologia psichiatrica, per cui il signor __________ non è mai
stato sottoposto a valutazione specialistica.

 

Ora, se la valutazione reumatologica attuale non si discosta da
quella precedentemente fatta dal dr. __________, il nostro consulente
psichiatra dr. __________, ritiene che il periziando abbia interrotto
l'attività lavorativa nel 1999, anche
a causa della sua incapacità a proseguire per la presenza di dolori diffusi che
erano, come lo sono attualmente, l'espressione di una patologia psichiatrica
grave e invalidante.

 

A partire da questa data, dunque, il periziando va considerato
globalmente inabile al lavoro, nella misura del 70%, come descritto sopra.

 

L'attuale stato di salute del signor __________ e stazionario da
diversi anni, e non riteniamo che in futuro ci si possa attendere a
miglioramenti o peggioramenti di rilievo.

 

Al fine di scongiurare pericolose derive psicopatologiche, è
importante che il signor __________ venga sottoposto ad una presa a carico
psicoterapica e psichiatrica assidua e protratta nel tempo" (doc. _, pag.
27)

 

                                         Infine, i
periti hanno escluso misure d’integrazione d’ordine professionale.

La perizia del SAM è stata contestata dall’UAI, in particolare per quel che
concerne l’aspetto psichiatrico (cfr. doc. _).

 

                               2.6.   Va ricordato che affinché un rapporto medico
abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto
di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena
conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni
mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni
dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 p. 31; Pratique VSI 3/1997
pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS
1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189).        

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, p. 33ss.), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che
permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la
parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

                                         In
una sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia
giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo il l'Alta Corte questo
servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un
vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare
considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non
pubbl. del 22 maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V 178 consid. 4b; VSI
2001 pag. 110 consid. 3c).

Per quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio,
egli attesta a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3b/cc), cfr. U.
Meyer‑Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht,
Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, Zurigo 1997, pag. 111).

 

                               2.7.   In caso di
perizia giudiziaria, il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalle
conclusioni del perito, il cui ruolo consiste proprio nella messa a
disposizione della giustizia della propria scienza medica, per fornire
un'interpretazione scientifica dei fatti (STFA del 12 novembre 1998 in re L.A;
SVR 1998 LPP Nr. 16 p. 55; STFA non pubbl. del 14 aprile 1998 in re O.B; DTF
122 V 161; STFA non pubbl. del 28 novembre 1996 in re G. F.; DTF 112 V 32
consid. 1a; DTF 107 V 174 consid. 3). Il giudice può disattendere le
conclusioni del perito giudiziario, nel caso in cui il rapporto peritale
contenga delle contraddizioni o sulla base di una controperizia, richiesta dal
medesimo tribunale, che conduca ad un altro risultato (DTF 101 IV 130).

                                         Egli può
discostarsene anche nel caso in cui, fondan­dosi sulla diversa opinione di
altri esperti, ritiene di avere sufficienti motivi per mettere in dubbio
l'esattezza della perizia giudiziaria.

                                         Va
tuttavia sottolineato che il perito giudi­ziario - contrariamente al perito di
parte o allo speciali­sta che si esprime sotto un'altra veste - ha uno statuto
speciale nel senso ch'egli esercita, in virtù del mandato giudiziario che lo
sottopone alla comminatoria secondo l'art. 307 del Codice penale, una funzione
qualificata al servizio della giurisprudenza (RCC 1986, pag. 201 consid. 2a).

                                         Per ciò
che concerne il valore probante di un rapporto medico é inoltre determinante il
fatto che il rapporto sia completo nei punti litigiosi, si basi su uno studio
esteso, prenda in considerazione anche le lamentele espresse, sia stato
consegnato in piena conoscenza dell'incarto, sia chiaro nell'esposizione delle
relazioni mediche e nella valutazione della situazione medica e le conclusioni
dell'esperto siano motivate (RAMI 1991 pag. 311 consid. 1).

 

                               2.8.   Relativamente
all'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica, occorre precisare
che il TFA ha avuto modo di stabilire che é decisivo al proposito che il danno
sia di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di
valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia
persino intollerabile per la società (DTF 102 V 165; ZAK 1984 pag. 607;
Pratique VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid.
1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate; STFA del 29 settembre
1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b).

                                         Inoltre,
in una sentenza del 5 ottobre 2001 pubblicata in DTF 127 V 294 e seg., il TFA
ha fatto proprie le considerazioni esposte da Mosimann (Somatoforme Störungen:
Gerichte und (psychiatrische) Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in cui
questo autore ha descritto in dettaglio i compiti del perito medico che deve esprimersi
sul carattere invalidante di un'affezione somatoforme.

Secondo Mosimann, in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una
diagnosi secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità
dell'affezione. 

Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività
lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi
criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

Inoltre, l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona
esaminata.

Del resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi
criteri, tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati,
le allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le
lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le
allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto
(STCA inedita 27 settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124).                                                        

 

                               2.9.   Con
osservazioni 24 febbraio 2003 l’UAI ha contestato le risultanze peritali del
SAM, in particolare per quel che concerne la valutazione psichica
dell’assicurato, rilevando che: 

" 
Dall'esame dell'incarto non è infatti emerso in
alcuna occasione che l'assicurato presentasse delle problematiche psichiatriche
tali da compromettere la capacità lavorativa.

 

Da un lato, nessuno dei numerosi medici
occupatisi dell'assicurato, curante compreso, ha mai accennato alla possibilità
che il signor _________ soffrisse di sindrome ansioso-depressiva.

D'altro lato non sono registrati agli atti
circostanze o elementi concreti che permettano di giungere a diversa
conclusione.

 

Per l'analisi dettagliata della perizia rinviamo
al rapporto stilato dal dottor _________, in annesso, ribadendo comunque che lo
scrivente Ufficio non ritiene assolutamente giustificata una retrodatazione
dell'incapacità lavorativa per motivi psichiatrici addirittura al mese di
novembre del 1999." (Doc. _).

 

                                         Queste
osservazioni, nonché la citata nota del dr. __________, sono stati intimati al
SAM per un presa di posizione, la quale è stata trasmessa al TCA con scritto 2
aprile 2003. In allegato il SAM ha anche prodotto lo scritto 25 marzo 2003 del
consulente esterno in psichiatria dr. __________ (XXV).

Orbene, conformemente ai criteri sull’affidabilità di una perizia psichiatrica
elencati al considerando precedente, il dr. __________ ha esaustivamente
elencato i criteri e le considerazioni per ritenere l’assicurato, secondo la
classificazione ufficiale, affetto da una sindrome ansioso depressiva
cronicizzata con importanti somatizzazioni localizzate soprattutto a livello
muscolo-schelettico, nel quadro di una sindrome da disadattamento in paziente
con disturbo misto di personalità dove sono presenti importanti tratti di anascasticità,
dipendenza ed immaturità.

Inoltre egli ha dettagliatamente motivato le proprie conclusioni (la
sottolineatura è del redattore): 

"  Il
paziente si presenta sufficientemente curato nell'igiene e nell'abbigliamento,
aspetto dimesso, intimorito, deambulazione difficoltosa, lenta, cauto nei
movimenti, palesemente sofferente nei cambiamenti di posizione, postura
contratta, antalgica, regressiva. II livello di attività appare caratterizzato
da una discreta situazione psicomotoria mentre il linguaggio appare povero,
semplice, talvolta poco spontaneo, scarsamente modulato prosodicamente. Il
grado di collaborazione appare buono. La disposizione pessimistica, rigida,
preoccupata, abbattuta, fatalistica. L'attitudine invece appare sostanzialmente
evitante, evasiva, riservata, timorosa. L'affettività appare caratterizzata da
una quota d'ansia nevrotica piuttosto intensa

con presenza di segni
neurovegetativi a livello della voce con iperventilezione,
ipersudorazione e lieve tremor. L'umore d'altra parte appare attenuato, in
alcuni momenti chiaramente triste; sono presenti vissuti autosvalutativi. Le
emozioni predominanti appaiono caratterizzate da negatività verso l'ambiente
con amarezza, delusione ed ambivalenza nonché - in parte - anche autoriferita
con vissuti di imbarazzo, vergogna, noia, rimorsi. Il pensiero appare
caratterizzato da circostanzialità e digressività con, in alcune circostanze
tangenzialità. La forma del pensiero appare caratterizzata da un certo
impoverimento mentre per quanto riguarda il contenuto questo appare
prevalentemente incentrato su preoccupazioni relative al timore di non essere
creduto nel suo dichiararsi sofferente nonché su tematiche relative alla suo
umiliante condizione di individuo senza più un ruolo sociale, professionale e familiare,
ridotto a dover chiedere aiuto alla moglie e ai figli. Le funzioni cognitive
appaiono globalmente compromesse in particolare attenzione primaria e
secondaria con inattenzioni selettive, labilità e, in alcuni momenti,
perseverazione; memoria recente (in assenza di meccanismi compensatori);
prassie; giudizio pratico e sociale; capacità di astrazione e di introspezione
nonché, almeno in parte, anche la coscienza di malattia.

Una valutazione per quanto riguarda l'aspetto della sua
personalità premorbosa mette in evidenza significativi e importanti tratti di
dipendenza, anancasticità ed immaturità.

Espressamente interrogato a proposito dell'approccio psichiatrico
e/o psicoterapeutico riguardo la sua storia clinica il paziente riferisce di
non essere mai stato preso in carico; cionondimeno egli é attualmente sempre
ben disposto verso questa eventuale proposta di cura che dovesse giungergli nel
futuro prossimo." (doc. _)

 

                                         Nel
complemento peritale 25 aprile 2003 il dr. __________ ha preso posizione sulle singole
censure mosse dal medico dell’UAI. 

In particolare, circa l’appunto fatto dal dr. ________ secondo cui nella
perizia mancano completamente i criteri per ammettere una dipendenza o
un’immaturità del peritando, come pure l’assenza dei criteri per definirlo
ossessivo, lo specialista in psichiatria e psicoterapia ha precisato quanto
segue:

 

"  (…)

Anzitutto, come si può facilmente verificare, io non ho mai
definito il paziente un ossessivo, così come invece riportato e rimproveratomi
da __________.

D'altra parte io riferisco la presenza di tratti di
personalità. Questi tratti di personalità così evidenziati sono
l'anancasticità, la dipendenza e l'immaturità. Inoltre, ancora l'estensore
delle Annotazioni, riferisce che nella mia valutazione specialistica mancherebbero
in modo "totale" (?) i criteri per ammettere la dipendenza o
l'immaturità.

Tengo a precisare, a questo proposito, che i criteri per ammettere
i tratti di dipendenza e d'immaturità sono riportati nel mio scritto
così come anche i criteri per ammettere i tratti di anancasticità;
contrariamente e a dispetto di quanto asserito in modo insindacabile e
perentorio dal Dott. __________.

Peraltro nella mia diagnosi viene riportato il codice diagnostico
di riferimento che specifica ulteriormente le mie valutazioni in merito.
Proprio il codice diagnostico stesso (nella fattispecie l'ICD-10) così recita e
specifica a proposito del disturbo di personalità misto (F61.0) come da me precisato nella diagnosi:

"Sono presenti aspetti di più disturbi descritti in F60 (disturbi della personalità e del comportamento
nell'adulto) ma non in misura tale da soddisfare i criteri per ognuno di
essi." (doc_, pag. 3)

 

                                         Vero che
sinora nessun medico ha mai riscontrato una patologia psichica grave. Tuttavia,
come rettamente rimarcato dal dr. __________, l’assicurato non è mai stato
preso in cura, né indagato da alcun psichiatra o psicoterapeuta. Solo a seguito
del consulto psichiatrico si è potuto accertare la causa principale dei diversi
dolori cronici.

                                         Pertinentemente
nelle osservazioni 2 aprile 2003 il SAM ha fra l’altro rilevato (le
sottolineature sono del redattore):

 

"  (…)

Il fatto che una diagnosi non sia mai stata posta, ovviamente non
significa che non sia vera. Quando ci troviamo confrontati con un caso
complesso e "somatoforme", e cioè quando il paziente tende a negare e
a minimizzare la componente psichica, ecco che allora e solo attraverso
un'attenta valutazione specialistica che si riesce a focalizzare ed evidenziare
il disturbo. Tutto ciò, per altro, non e così raro neppure nell'ambito
somatico.

 

Teniamo a precisare che, durante la nostra prolungata
valutazione, abbiamo potuto costatare come l'A. abbia
presentato dei caratteri di immaturità e dipendenza. Un esempio:
allorquando egli dovette recarsi dal neurologo dr. __________, con studio a
__________, abbiamo dovuto accompagnarlo per evitare che egli esigesse
l'accompagnamento da parte della moglie.

 

La nostra interpretazione del caso si basa sul fatto che riteniamo
che l'A. si sia trasferito
in Ticino soprattutto seguendo il desiderio della moglie e che poi si sia
trovato in un ambiente in cui non é stato in grado di adattarsi ed integrarsi. Quest'avvenimento
ha fatto crollare i meccanismi di difesa dell'A., perciò con il tempo,
nell'ambito della sindrome da disadattamento, si e instaurata una sindrome
ansiodepressiva con multiple somatizzazioni ed un disturbo misto di
personalità.

 

Per questo motivo riteniamo che l'incapacità lavorativa sia
insorta rapidamente e che fosse già presente nel corso del 1999. Infatti, fin dal
suo arrivo in Ticino l'A. ha manifestato sintomi
somatoformi quale espressione del suo disagio psichico. Il decorso e stato
caratterizzato da un progressivo peggioramento.

 

Inoltre, sulla base dell'anamnesi, riteniamo che l'A.,
fin dal momento della sua disdetta, soffrisse di un "malessere -
disagio" psichico, considerando che egli, durante la valutazione
anamnestica, ha più volte ammesso di aver sperato di poter trovare un lavoro
"più leggero", poiché alquanto oberato nella situazione in cui si
trovava." (doc. _)

 

                                         Per quel
che concerne la decorrenza dell’incapacità lavorativa, fatta risalire dal
novembre 1999, il SAM ha rettamente ritenuto, sulla scorta del rapporto del
__________, che sin dal suo arrivo nel Ticino il paziente ha manifestato “sintomi
somatoformi quale espressione del suo disagio psichico. Il decorso è stato
caratterizzato da un progressivo peggioramento “ (XXXV). 

Nella perizia 13 gennaio 2003 i periti hanno infatti rilevato come il dr.
__________ “ritiene che il periziando abbia interrotto l’attività lavorativa
nel 1999, anche a causa della sua incapacità a proseguire per la presenza di
dolori diffusi che erano, come lo sono attualmente, l’espressione di una
patologia grave e invalidante “(cfr. XVII pag. 26). 

Lo scritto 16 aprile 2003 della psichiatra dell’UAI non è suscettibile di
modificare l’esito della fattispecie. A prescindere dalla correzione della
diagnosi apportata senza aver visitato il paziente, la dr.ssa __________ ha
ciononostante concluso come l’assicurato abbia sviluppato “una sindrome da
disadattamento con reazione mista ansioso-depressiva (ICD 10 – F43.22) che
potrebbe certamente avere un’influenza sulla sua capacità lavorativa, oltre
alla componente somatica presente e accertata” (XXXVIII/2). 

Nelle annotazioni 16 aprile 2003 il dr. __________ ha tuttavia rilevato:

"  Il
Dr. __________, reumatologo, nel suo rapporto del 14.05.01 (citato a pag. 6 del
rapporto peritale) dichiara che "non presenta evidenti stigmate
depressive".

Ora, sebbene il Dr. __________ non sia psichiatra, egli è
confrontato frequentemente con pazienti che lamentano dolori, per i quali si
prospetta la presenza di disturbi depressivi o ansioso-depressivi. Si tratta di
disturbi che portano a valutazione complessiva del quadro clinico (alterazioni
organiche e psichiche). Egli è dunque in grado di rilevare tali sintomi, anche
se poi non farà seguire una diagnosi precisa e/o una terapia specifica."
(doc. _).

 

                                         Tuttavia,
a seguito delle visite 2, 9 novembre e 22 dicembre 2000, con rapporto 27
dicembre 2000 il dr. __________, neurologo e quindi anch’egli non specialista
in psichiatria, ha comunque sottolineato come il paziente abbia sviluppato “una
sindrome del dolore cronico, verosimilmente favorita e intrattenuta da un
contesto psico-sociale sfavorevole e da un decondizionamento fisico prolungato”
(cfr. rapporto richiamato dal SAM e citato nella perizia a pag. 10).

Anche nel già citato rapporto 5 novembre 2001 della Clinica reumatologica dell’__________
si parla di una cronica sindrome da dolore, con proposta di un trattamento
psicologico/psichiatrico per affrontare meglio i dolori (“ Bei dieser
cronifizierten Schmerzsymptomatik und grossen Leidensdruck des Patienten
empfehlen wir eine psychologische/psichiatrische Betreuung zur Erlernen von
Coping-Strategien zur besseren Schwerzbewältigung.” , doc._). Pertanto,
quest’ultimi due rapporti vanno messi in relazione alla patologia psichica
accertata dal dr. __________, risalente al mese di novembre 1999. 

                                         In
conclusione, ritenendo la perizia multidisciplinare completa, dettagliata e
approfondita, secondo il TCA, alla stessa deve essere attribuita forza probante
piena conformemente ai succitati parametri giurisprudenziali (cfr. consid. 2.6
– 2.8). 

È quindi da ritenere dimostrato con la certezza richiesta nel campo delle
assicurazioni sociali (cfr. DTF 121 V 208 consid. 6a; DTF 115 V 142 consid. 8b;
SVR 1996 Nr. 85 pag. 269; SVR 1996 LPC Nr. 22 pag. 263ss RAMI 1994 pag.
210/211) che le affezioni di natura somatica e, in particolare, psichiatrica di
cui ____________ è affetto e per le quali è da ritenere che non sussistano
realistiche possibilità di miglioramento, provocano, nell’attività di operaio
ed in qualsiasi altra professione un'incapacità al
lavoro, rispettivamente al guadagno, del 70% dal mese di novembre 1999.

                                         Conformemente
all'art. 29 cpv. 1 lett. b - che prevede la nascita del diritto alla rendita al
più presto nel momento in cui l’assicurato, per un anno e senza notevoli
interruzioni, è stato incapace al lavoro per almeno il 40 per cento in media-,
il diritto ad una rendita intera decorre dal 1° novembre 2000. 

                                         Ne consegue che la decisione contestata deve essere annullata ed il
ricorso accolto. 

L’assicurato vittorioso in causa, patrocinato da un sindacato, ha dunque
diritto a delle ripetibili (cfr. DTF 126 V 11 consid. 2).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                        1.-   Il
ricorso é accolto.

§      La decisione 26 settembre 2001 è annullata.

§§    __________ ha diritto ad una rendita intera 

        dal 1° novembre 2000.                                         

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         L’UAI
verserà all’assicurato fr. 2’000.-- a titolo di ripetibili

                                          

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti