# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a645033e-9fb0-5b95-8442-97e10ab0f38d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-11-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.11.2009 32.2009.92
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2009-92_2009-11-17.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2009.92

   

  FC

  	
  Lugano

  17 novembre
  2009

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Francesca
  Cassina-Barzaghini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 29 aprile 2009 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 1 aprile 2009 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

                                         

                                                                                                                         

                               1.1.   RI
1, classe 1980, è affetto dal 1996 da “Distrofia muscolare di tipo
faccio-scapolo-umerale” e ha beneficiato di provvedimenti reintegrativi. È
inoltre beneficiario di una mezza rendita d'invalidità dal 1. luglio 2006 (doc.
AI 135). 

                                         Nel
giugno 2008 l’assicurato, tramite un’assistente sociale della __________, ha
chiesto all'Ufficio assicurazione invalidità (UAI) l'assunzione o un contributo
alle spese per l’acquisto di una automobile adattata, segnatamente munita di
cambio automatico. Su richiesta dell’UAI l’assicurato ha precisato in data 25 novembre
2008 che la domanda era intesa all’ottenimento del contributo di ammortamento
dell’auto (doc. AI 153 e 154).  Secondo la dr.ssa __________, neurologa curante
dell’assicurato, egli non era più in grado, a causa dei disturbi lamentati agli
arti superiori e inferiori, di utilizzare un cambio meccanico (doc. AI
144-145).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti del caso, con decisione 1. aprile 2009, preceduta da un progetto
di decisione 6 febbraio 2009 (doc. AI 161), l'UAI ha comunicato di respingere
la richiesta di contributi d’ammortamento motivando:

                                         

"  (…)

Abbiamo
esaminato il diritto a mezzi ausiliari.

 

In base alla cifra marginale 10.01.12 della Circolare
dei mezzi ausiliari dell'Al (CMAI) che cita: "Per la persona assicurata
il veicolo a motore è reso necessario dall'invalidità se, a causa di
quest'ultima, essa non può raggiungere il posto di lavoro né a piedi, né in
bicicletta, né con un mezzo pubblico o se non lo si può ragionevolmente pretendere.
Se la persona assicurata ha bisogno di un veicolo a motore anche in assenza di
invalidità, l'Al non ne assume i costi. ", non sono assolte le
condizioni per il diritto all'ammortamento dell'auto, infatti, come da lei ben
descritto nella sua lettera del 12.12.2008, anche senza il danno alla salute avrebbe
bisogno dell'auto privata per recarsi al lavoro ed in seguito svolgere la sua
professione.

 

In opposizione al nostro progetto di decisione,
notificato il 06.02.2009, il rappresentante legale ha prodotto le sue
osservazioni in data 27.02.2009.

Le stesse sono state esaminate ma tuttavia ritenute
ininfluenti ai fini del diritto.

Questo in quanto, conformemente alle disposizioni
sopraccitate, lei anche in assenza del danno alla salute avrebbe avuto bisogno
dell'automobile sia per recarsi al lavoro che per svolgere l'attività professionale.

 

Il progetto di decisione è conseguentemente confermato.
(…)" (doc. AI-169)

 

                               1.2.   Contro
la decisione amministrativa RI 1, tramite l’avv. RA 1, ha interposto tempestivo ricorso al TCA in cui ha ribadito la richiesta di concessione di mezzi
ausiliari nella forma del contributo d’ammortamento per il maggior costo dovuto
al cambio automatico e all’impianto servoassistito della sua autovettura (I). 

 

                               1.3.   Mediante
risposta 8 luglio 2009 l'UAI, confermando quanto esposto con la decisione
impugnata, allegato un rapporto relativo ad una visita esterna dell’ispettorato
AI presso il datore di lavoro dell’assicurato, ha postulato la reiezione del
ricorso affermando:

 

"  (…)

con
riferimento al ricorso in oggetto, osserviamo quanto segue.

 

Con decisione 1 aprile 2009, a seguito della domanda 3
dicembre 2008, l'amministrazione ha rifiutato all'assicurato i contributi di
ammortamento dell'auto, indicando che tale mezzo gli è necessario a prescindere
dal danno alla salute del quale è portatore, ritenuto che, per ammissione
dell'assicurato, egli ne ha bisogno per lo svolgimento dell'attività professionale.
Con il ricorso egli chiede il riconoscimento dei contributi di ammortamento.

 

Secondo l'art. 21 cpv. 1 LAI l'assicurato ha diritto ai
mezzi ausiliari, compresi nell'elenco allestito dal Consiglio federale, dei
quali ha bisogno per esercitare un'attività lucrativa o adempiere le sue mansioni
consuete, per conservare o migliorare la sua capacità al guadagno, per
studiare, per imparare una professione o perfezionarsi oppure a scopo di
assuefazione funzionale. Il cpv. 2 precisa che l'assicurato, il quale a causa
della sua invalidità ha bisogno di apparecchi costosi per spostarsi, stabilire
contatti nel proprio ambiente o attendere alla propria persona, ha diritto,
indipendentemente dalla sua capacità al guadagno, a tali mezzi ausiliari
compresi in un elenco allestito dal Consiglio federale. Il Consiglio federale
ha emanato l'art. 14 OAI secondo cui l'elenco dei mezzi ausiliari da consegnare
nei limiti dell'art. 21 LAI é oggetto di un'ordinanza del Dipartimento federale
dell'interno (Ordinanza sulla consegna di mezzi ausiliari da parte dell'assicurazione
per l'invalidità, OMAI) che, tra l'altro, regolamenta la consegna di mezzi
ausiliari ed i contributi alle spese di adeguamento di apparecchi e d'immobili
rese indispensabili dall'invalidità. Secondo la cifra 10.04 della lista dei
mezzi ausiliari allegata all'OMAI, l'assicurato ha diritto ad un sussidio di
ammortamento per i veicoli a motore, di cui necessita per recarsi al lavoro. Il
ricorrente ha precisato che anche in assenza del danno alla salute l'auto è
importante per il suo lavoro per recarsi dai clienti (lettera 12.12.2008) e che
il datore di lavoro non ha un'auto aziendale e quindi egli deve usare il
proprio veicolo privato. Gli accertamenti del caso (cfr. comunicazione 3.7.2009
Ispettorato Al, allegata) hanno tuttavia chiarito che il datore di lavoro
dispone di un'auto con le modifiche necessarie all'assicurato. Egli la usa per
il lavoro e gli è lasciata per rientrare al domicilio e recarsi al lavoro il
giorno seguente. Non necessita dunque dell'auto per recarsi al lavoro. La
richiesta dei sussidi di ammortamento non è giustificata.

 

Visto quanto sopra, si chiede che codesto lodevole
Tribunale voglia confermare la decisione impugnata e di conseguenza respingere
il ricorso. (…)" (doc. VI)

 

                               1.4.   In
data 30 luglio 2009 il legale dell’assicurato si è opposto a tale presa di posizione
affermando:

 

"  (…)

2.  Il ricorrente soffre di una grave
distrofia muscolare scapolo-omerale: oltre alle difficoltà nella guida di
veicoli a motore con cambio manuale egli ha anche difficoltà - nella normale
deambulazione,

   - nel portare pesi: il ricorrente non è
in grado di portare pesi superiori al 1-1.5 kg.

Il dato è significativo poiché

      a)                                   è
impensabile che il ricorrente possa recarsi al lavoro tramite mezzi pubblici da
__________ a __________ dove vi è la sede della ditta __________ con il
tragitto a piedi alla e dalla stazione risp. alle e dalle fermate dei mezzi
pubblici e con il salire e scendere dai mezzi pubblici portando con sé la borsa
di lavoro (un computer portatile pesa più di 2 kg),

     b)   il veicolo a motore è pertanto una
necessità per il ricorrente non solo perl'esercizio della propria residua
attività lucrativa ma per adempiere le sue mansioni consuete di tutti i giorni,
come ad es. andare a fare la spesa.

Ne discende che per principio il ricorrente ha diritto
ai mezzi ausiliari previsti dall'art. 21 LAI risp. alle prestazioni sostitutive
previste dall'art. 21 bis LAI.

 

3.  Sul rapporto della visita esterna 2
luglio 2009 dell'ispettorato Al mi sia permesso osservare quanto segue:

-  questa visita è stata esperita
unilateralmente dalla convenuta in ricorso benché sia pendente la procedura
ricorsuale per cui dubbi potrebbero sorgere e sorgono sulla sua ritualità per
rispetto al diritto di essere sentito del ricorrente. A parte ciò,

-  disturba detto rapporto laddove fa
passare il ricorrente come un impiegato che può gestire il proprio impegno
"a suo piacimento": il ricorrente che ha sempre attestato e
attesta una non comune volontà di lavorare sorretta da intelligenza e forza
d'animo oltre che da un bagaglio conoscitivo notevole nel proprio campo , è
costretto purtroppo a far dipendere il proprio impegno e la propria presenza
sul posto di lavoro soltanto dalle proprie condizioni di salute assai precarie:
quando sta male - e non è eccezionale - non può ovviamente presentarsi al
lavoro,

-  non è vero che il ricorrente lavora a
casa: quando lavora egli è attivo in ufficio risp. fuori sede presso i clienti,

   -                                         le
automobili aziendali sono messe a disposizione dei dipendenti quindi anche del
ricorrente solo per lavoro e non per motivi privati: l'uso degli autoveicoli
aziendali non è autorizzato fuori dai normali orari di lavoro e durante il fine
settimana. L'autovettura __________ è stata nel frattempo acquistata dal
ricorrente che ha ripreso il contratto leasing dal datore di lavoro: essa è
pertanto nella sua disponibilità. In sua sostituzione il datore di lavoro ha acquistato
un'altra automobile che viene durante la settimana pure usata per il lavoro dal
ricorrente. Entrambe queste autovetture sono munite di cambio automatico e di
servosterzo potenziato.

     Il precitato rapporto di visita 2 luglio 2009 va
pertanto corretto e completato in

contraddittorio: di conseguenza si postula che il
responsabile di __________, signor __________, in __________, venga riassunto
come teste nell'ambito dell'istruttoria ricorsuale.

 

4.  Oltre al teste __________ il ricorrente
nell'ambito dell'accertamento d'ufficio dei fatti rilevanti chiede il suo
interrogatorio durante il quale potrà confermare la necessità di far uso
dell'automobile per spostarsi, per il lavoro, per mantenere la propria
autonomia e i propri contatti con il suo ambiente vitale cioè la famiglia, gli
amici, le associazioni di invalidi con cui collabora, il mondo del lavoro. Per
l'una risp. per l'altra autovettura precitate il cambio automatico e il
servosterzo potenziato costituiscono dei mezzi ausiliari senza i quali il ricorrente
non potrebbe guidare: dal momento che la __________ è stata acquistata dal
ricorrente a proprie spese riteniamo dato il principio della prestazione
sostitutiva nella forma del sussidio di ammortamento." (doc. VIII)

 

                                         Dal
canto suo l’UAI ha ribadito:

 

"  (…)

con riferimento al ricorso in oggetto ed allo
scritto 30.7.2009 del ricorrente al Tribunale (doc. VIII inc. TCA),
osserviamo che risulta pacifico il fatto che il datore di lavoro ha messo a
disposizione un veicolo adatto all'assicurato utilizzabile per gli spostamenti
casa-lavoro. A tutt'oggi mette a disposizione un veicolo aziendale adatto
all'assicurato. Mancano dunque i presupposti della prestazione richiesta.
L'asserita, recente assunzione del contratto di leasing da parte del dipendente
è una scelta personale e non muta la fattispecie alla base della decisione. La
richiesta di assunzione a tutto campo di prove risulta ingiustificata.

 

Si conferma la risposta al ricorso." (doc. X)

 

                                         In
data 26 agosto 2009 il legale dell’assicurato ha ulteriormente precisato:

 

"  (…)

a nome e per conto del ricorrente signor RI 1, in __________, mio mandante ho preso atto delle osservazioni 12 agosto 2009 dell'Ufficio Al e mi
sia permesso a mia volta di osservare quanto segue:

-    l'autoveicolo con il cambio automatico
e il servosterzo potenziato risponde alla necessità per il mio mandante "di
farne uso per spostarsi, stabilire contatti con l'ambiente o ampliare la
propria autonomia" come prescritto dall'art. 2 OMAI: dal momento che
il mio mandante ha acquistato a proprio carico l'autovettura __________ egli ha
il diritto al sussidio di ammortamento annuo previsto nella lista dei mezzi
ausiliari allegata alla OMAI, in subordine al rimborso di quelle modifiche rese
necessarie dall'invalidità quindi al sovrapprezzo per il cambio automatico e
per il servosterzo potenziato;

-    si insiste sull'audizione del teste __________
e sull'interrogatorio del mio mandante per le ragioni espresse nel mio scritto
30 luglio 2009: francamente mal si capisce la condotta processuale dell'Ufficio
Al che in corso di istruttoria ha unilateralmente interrogato il teste __________
ed ora si oppone alla sua escussione davanti a codesto Tribunale, quindi con la
garanzia del contraddittorio." (doc. XII)

 

                                         In
data 8 settembre l’interessato ha sostanzialmente ribadito la propria posizione
allegando copia della licenza di circolazione dell’automobile intestata all’assicurato
dal 28 agosto 2009 (XVI).

                                         Il
TCA ha proceduto a un accertamento presso l’amministra-zione, la cui risposta,
datata 9 ottobre 2009 (XIX), è stata inviata al ricorrente per presa di posizione
(XX-XXIV). 

                                         

                                         

                                         in diritto

                                         

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell’art. 49 cpv. 2 LOG (STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007;
STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002).

                                      

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Il 1° gennaio 2008 è entrata in vigore la modifica del 6 ottobre
2006 della legge federale sull’assicurazione invalidità (LAI), di altre leggi
federali nonché della legge federale sulla parte generale del diritto delle
assicurazioni sociali (5a revisione dell’AI; RU 2007 5129 e segg.). 

                                         Per
la disamina del diritto a una rendita di invalidità eventualmente già insorto
in precedenza occorre rifarsi alle regole generali del diritto intertemporale,
secondo cui sono applicabili le disposizioni in vigore al momento della
realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o
che produce conseguenze giuridiche (DTF 130 V 445 consid. 1 pag. 446 seg. con
riferimento a DTF V 329). 

                                         Ne
discende che nel caso in esame si applicano le norme sostanziali in vigore fino
al 31 dicembre 2007 per quanto attiene allo stato di fatto realizzatosi fino a
tale data, mentre per il periodo dal 1° gennaio 2008 al 1. aprile 2009, data
della decisione impugnata, che delimita temporalmente il potere cognitivo del
giudice delle assicurazioni sociali (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1 pag. 220 con
riferimenti), trovano applicazione le nuove norme (sentenza 9C_443/2009 del 19 agosto
2009).

Va qui comunque rilevato che la 5a revisione dell’AI non ha
modificato in maniera sostanziale le disposizioni legali sulla valutazione del
grado d’invalidità né quelle in tema di concessine di mezzi ausiliari. La
giurisprudenza fondata sulle norme precedenti mantiene pertanto la sua validità
(cfr. sentenza 8C_76/2009 del 19 maggio 2009, consid. 2).

 

                               2.3.   L'art.
8 cpv. 1 LAI prevede che gli assicurati invalidi o direttamente
minacciati d'invalidità hanno diritto ai provvedimenti d'integrazione, tra cui
i provvedimenti professionali (quali l’orientamento professionale, la prima
formazione e riformazione professionale, il collocamento e l’aiuto in capitale,
art. 15-18b LAI), necessari e idonei a ripristinare, conservare o migliorare la
loro capacità di guadagno.

                                         

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA (DTF 119 V 421) di regola l'assicurato ha diritto
solo ai provvedimenti idonei a raggiungere il fine di integrazione prefisso e
non ai migliori provvedimenti possibili nel caso di specie (DTF 110 V 102). La
legge infatti riconosce la reintegrazione solo nella misura in cui essa sia necessaria
e sufficiente (DTF 115 V 198 consid. 4e cc e 206 consid. 4e cc, nonché sentenze
ivi citate). Inoltre, deve esistere una proporzione ragionevole tra il successo
prevedibile del provvedimento e il costo dello stesso (DTF 110 V 102 consid. 2,
103 V 16, consid. 1b e riferimenti; cfr. anche DTF 107 V 88 consid. 2).

 

                                         Fra
i provvedimenti di integrazione concessi in virtù della LAI sono pure previsti
i mezzi ausiliari (art. 8 cpv. 3 lett. d LAI).

                                         Questi
provvedimenti sono molto importanti in quanto eliminano rispettivamente
riducono le conseguenze del danno alla salute e sostituiscono, nell'ambito
dell'attività svolta o dell'integrazione sociale, la perdita di alcune parti o
funzioni del corpo (Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 3a
edizione, Berna 2003, § 36 n.1, p. 241).

 

                               2.4.   Secondo
l'art. 21 cpv. 1 LAI l'assicurato ha diritto ai mezzi ausiliari, compresi in un
elenco allestito dal Consiglio federale, dei quali ha bisogno per esercitare un'attività
lucrativa o adempiere le sue mansioni consuete, per conservare o migliorare la
sua capacità al guadagno, per studiare, per imparare una professione o perfezionarsi
oppure a scopo di assuefazione funzionale. L'assicurazione sopperisce alle
spese per protesi dentarie, occhiali e sostegni plantari solo per quanto
costituiscono un complemento essenziale ai provvedimenti sanitari d'integrazione.
Il cpv. 2 della medesima disposizione precisa che l'assicurato, il quale a
causa della sua invalidità ha bisogno di apparecchi costosi per spostarsi,
stabilire contatti nel proprio ambiente o attendere alla propria persona, ha
diritto, indipendentemente dalla sua capacità al guadagno, a tali mezzi
ausiliari compresi in un elenco allestito dal Consiglio federale. 

                                         

                                         In
virtù di tale delega il Consiglio federale ha emanato l'art. 14 OAI secondo cui
l'elenco dei mezzi ausiliari da consegnare nei limiti dell'art. 21 LAI é oggetto
di un'ordinanza del Dipartimento federale dell'Interno (Ordinanza sulla
consegna di mezzi ausiliari da parte dell'assicurazione per l'invalidità, OMAI,
RS 831.232.51) che, tra l'altro, regolamenta Ia consegna o il rimborso dei
mezzi ausiliari (lett. a).

 

                                         Giusta
l'art. 2 cpv. 1 OMAI il diritto alla consegna di mezzi ausiliari è subordinato,
nei limiti tracciati dall'elenco allegato all'ordinanza, alla necessità per
l'assicurato di farne uso per spostarsi, stabilire contatti o ampliare la
propria autonomia. L'assicurato ha invece diritto ai mezzi ausiliari designati
nel citato elenco da un asterisco (*) solo se gli sono indispensabili per
esercitare un'attività lucrativa o adempiere le mansioni consuete, per
studiare, per imparare una professione, a scopo di assuefazione funzionale o
per svolgere l'attività esplicitamente citata nel numero corrispondente
dell'allegato (art. 2 cpv. 2 OMAI; RCC 1992 p. 224 consid. 1a, 1990 p. 211 consid.
2a, 1989 p. 44 consid. 2a, 1985 p. 171 consid. 2a; STCA 6 novembre 1992 in re
I.DI S., STFA 26 luglio 1993 in re M.V.).

 

                                         La
lista contenuta nell'allegato all'OMAI è esaustiva nella misura in cui enumera
le categorie dei mezzi che entrano in linea di conto. Al contrario, si deve
esaminare per ogni categoria se l'enumerazione dei diversi mezzi ausiliari è
esaustiva o semplicemente indicativa (DTF 121 V 260 consid. 2b, 117 V 181
consid. 3b con riferimenti, 115 V 193 consid. 2b; STFA 26 luglio 1993 in re
M.V.). Se il mezzo richiesto non adempie ai requisiti dell'art. 21 LAI, occorre
esaminare se esso deve essere assunto dall'AI nell'ambito di provvedimenti
sanitari ex art. 12 o 13 LAI (Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundegerichts
zum IVG, Zurigo 1997, p. 158).

                                         

                               2.5.   Ai
sensi della cifra 10 dell'allegato OMAI i veicoli a motore ed i veicoli per
invalidi sono forniti ad assicurati esercitanti, per una durata presumibilmente
lunga, un'attività lucrativa per il loro sostentamento a condizione che ne
necessitino per recarsi al lavoro (cfr. anche in merito: Meyer-Blaser, op. cit.,
ad art. 21-21bis LAI p. 161). Nell'allegato OMAI, nel tenore in vigore dal 1°
gennaio 2004, quali mezzi ausiliari della succitata categoria sono indicati:

 

" 
10.01* Ciclomotori a
due, tre o quattro ruote

10.02*  Motocicli leggeri e motocicli

10.03*  ...

10.04*  Automobili. Il sussidio di
ammortamento ammonta a fr. 3'000. Il sussidio per una porta di garage
automatica è di fr. 1'500.

10.05 Modifiche di veicoli a motore rese necessarie
dall'invalidità."

 

                                         L’indennizzo
previsto dalla cifra 10.04* l'allegato OMA viene erogato sotto forma di
contributi per l’ammortamento (cfr. cifra 10.01.1* - 10.04.01° della
Circolare sulle consegna dei mezzi ausiliari nell’assicurazione invalidità; in
seguito: CMAI).

                                         La
citata circolare stabilisce inoltre che i contributi per l’am-mortamento sono
fissati periodicamente dall’UFAS (allegato 2) e che tutte le spese quali quelle
dovute a esami medici, collaudo del veicolo, licenza di condurre, targhe, trattamento
di protezione contro la ruggine o le spese annuo di riparazione (comprese eventuali
spese di taxi) vengono così compensate (cfr. cifra 10.01.2*- 10.04.2* CMAI).

                                         Prima
che si concedano i contributi d'ammortamento per la prima volta, la persona
assicurata deve presentare all'UAI una perizia dell'Ufficio cantonale della circolazione
competente (controllo dei veicoli a motore), che deve indicare se la persona
assicurata è idonea a guidare un veicolo a motore e le eventuali attrezzature
speciali da applicare al veicolo rese necessarie dall'invalidità (cfr. cifra
10.01.4* - 10.04.4* CMAI).

                                         L'assegnazione
riguarda solo gli assicurati che esercitano probabilmente per una lunga durata
un'attività lucrativa che permette di coprire il loro fabbisogno vitale e che,
a causa dell'invalidità, necessitano di un veicolo a motore personale per
recarsi al lavoro. Si considera comunque che si tratti di un'attività lucrativa
probabilmente duratura e che copre il fabbisogno vitale se il limite di reddito
determinante non è raggiunto provvisoriamente in seguito all'invalidità, ma si
può prevedere che tale limite sarà nuovamente raggiunto entro breve tempo. In
caso di disoccupazione temporanea per motivi economici (recessione), si deve
continuare a versare le prestazioni per almeno un anno (cfr. cifra 10.01.5* -
10.04.5* CMAI).

Infine, la cifra 10.01.12* - 10.04.12* CMAI dispone che per la persona
assicurata il veicolo a motore è reso necessario dall'invalidità se, a causa di
quest'ultima, essa non può raggiungere il posto di lavoro né a piedi, né in
bicicletta, né con un mezzo pubblico o se non lo si può ragionevolmente pretendere.
Se la persona assicurata ha bisogno di un veicolo a motore anche in assenza
d'invalidità, l'AI non ne
assume i costi.

 

                                         La
giurisprudenza del TFA ha stabilito che occorre esaminare secondo la situazione
concreta, se un assicurato a seguito dell’invalidità necessita di un veicolo
per recarsi al lavoro. Questo non è il caso se si deve ammettere che le
circostanze imporrebbero all’assicurato, se fosse sano, di dover utilizzare il
mezzo privato. La necessità d’utilizzo dell’automobile può essere dovuta a dei
motivi d’ordine strettamente professionale (in caso di rappresentanti di
commercio, tassisti ecc.), come pure a causa della distanza tra domicilio e
luogo di lavoro, in particolare se non esistono dei collegamenti con mezzi
pubblici oppure se l’utilizzo di questi non è ragionevolmente esigibile. 

Non è tuttavia determinante per negare il riconoscimento dei contributi per
l’automobile addurre che anche una persona non invalida utilizzerebbe un
veicolo a motore per raggiungere il posto di lavoro, senza che le circostanze
del caso lo impongano.

Per negare il diritto a un tale diritto bisogna piuttosto poter ammettere che
l’insieme delle circostanze del caso particolare obbligherebbe ugualmente una
persona non invalida a utilizzare un’automobile (DTF 97 V 239; cfr. anche STF I
612/05 del 22 settembre 2006). Questa regolamentazione, continua il TFA, serve
per garantire una parità di trattamento dei beneficiari di tali contributi
rispetto agli assicurati con problemi di deambulazione ma non aventi diritto a
simili prestazioni ed alle persone non invalide (DTF 99 V 239 consid. 3b con
riferimenti; ZAK 1972 pag. 733; SVR IV Nr. 33 pag. 101s, consid. 3b citati in
STFA I 520/00  del 28 gennaio 2002, consid. 1). Di conseguenza se l’assicurato
esercita un mestiere per il quale egli necessiterebbe, invalido o non invalido,
di un veicolo a motore, quest’ultimo non è un mezzo ausiliario reso necessario
dall’invalidità e non può dunque essere messo a carico dell’AI. (STFA del 22
settembre 2006 citata sopra).  

                                         Nella
citata sentenza del 28 gennaio 2002 l’Alto Tribunale, lasciando aperta la questione
a sapere con quali mezzi in concreto l’assicurato avrebbe potuto percorrere da
sano il tragitto per recarsi al lavoro, ha riconosciuto l’esistenza di un
diritto ai contributi di ammortamento non potendo l’interessato percorrere con
la carrozzella la ripida salita che separa la propria abitazione dall’accesso
della strada, ritenendo inoltre non ragionevole l’utilizzo degli automezzi
pubblici, in particolare a seguito dei frequenti cambiamenti degli stessi (STFA
citata, consid. 2b).

                                      

                                         Con
riferimento invece alle “Modifiche di veicoli a motore rese necessarie
dall’invalidità” ai sensi della cifra 10.05 OMAI, va
ribadito che conformemente alla regola generale dell’art. 2 cpv. 1 OMAI il
diritto all’assunzione dei costi è subordinato alla necessità per l'assicurato
di farne uso per spostarsi, stabilire contatti o ampliare la propria autonomia.
Non essendo tale mezzo ausiliario designato da un asterisco (*) non è quindi
dato il requisito che l’assicurato ne abbia bisogno per esercitare un’attività
lucrativa, o adempiere le mansioni consuete, per studiare, per imparare una
professione, a scopo di assuefazione funzionale o per svolgere l'attività
esplicitamente citata nel numero corrispondente dell'allegato (art. 2 cpv. 2 OMAI).

                                         D’altra
parte, con sentenza pubblicata in DTF 121 V 258 il TFA ha statuito che
l'assunzione da parte dell'AI dei costi delle modifiche agli autoveicoli a
motori dovute all'invalidità ai sensi della cifra 10.05 OMAI non presuppone che
l'assicurato debba guidare personalmente l'autoveicolo, né che lo stesso abbia
diritto o meno alla consegna di veicolo a motore secondo le cifre 10.01*
-10.04* OMAI (DTF 121 V 263 consid. 3d). In una sentenza del 22 maggio 2000
(DTF 126 V 170), l'Alta Corte ha dichiarato contraria alla Costituzione ed alla
legge la cifra 10.05 OMAI, nella versione allora in vigore, che riservava
unicamente agli assicurati maggiorenni il diritto al rimborso dei costi di
trasformazione dei veicoli a motore resi necessari dall'invalidità (DTF 126 V
73ss consid. 4c). Infine, la giurisprudenza ha precisato che per i veicoli
nuovi le spese di trasformazione sono a carico dell'AI solo dopo sei anni dall'ultima
trasformazione. Nel caso in cui l'AI ha già preso a carico le spese di
trasformazione di un veicolo d'occasione acquistato dall'assicurato, essa deve
farsene nuovamente carico se il cambiamento del veicolo ha luogo, al più
presto, decorso un termine di tre anni (dopo l'ultima trasformazione) e se, in
quel momento, il veicolo ha almeno sei anni (dopo la prima messa in
circolazione). Se queste condizioni non sono adempiute, la necessità oggettiva
di un cambiamento deve essere stabilita e si opera una deduzione pro rata temporis
(DTF 119 V 260s).

 

                               2.6.   Nel
caso in esame, il ricorrente soffre di una distrofia muscolare
scapolo-omerale che gli causa problemi di deambulazione e difficoltà nella
guida di veicoli a motore con cambio manuale.  Dal 1° luglio 2006
percepisce una mezza rendita di invalidità per un grado di invalidità del 58%
(doc. AI 136). Egli abita a __________ e lavora a tempo
parziale (50%) per la ditta __________ con sede a __________, quale impiegato di vendita multimediale, 
conseguendo un reddito (fr. 1'703) (doc. AI 154) che copre il minimo
vitale, motivo per cui i requisiti economici sono adempiuti. 

                                         

                                         A
suo dire sarebbe impensabile che egli possa recarsi al
lavoro tramite mezzi pubblici da __________ a __________, considerando
segnatamente il tragitto a piedi alla e dalla stazione risp. alle e dalle
fermate dei mezzi pubblici che dovrebbe percorrere e pure la necessità di
salire e scendere dai mezzi pubblici portando con sé la borsa di lavoro.

 

                                         In
data 21 maggio 2008 la neurologa curante, dr. __________, ha certificato che “
i disturbi sopra menzionati rendono difficile impiego di una autovettura con
cambio manuale (uso di leva del cambio con la mano destra e della frizione) e
rendono necessario l’utilizzo di un’autovettura automatica, eventualmente dopo
ulteriori modifiche necessarie (sterzo, comandi, ecc)” (doc. AI 144).

                                         Lo
stesso medico curante il 21 novembre 2008 ha certificato che “… il paziente
a margine è affetto da una distrofia muscolare con paresi degli arti superiori
ed inferiori e disturbi della marcia. Il paziente non è in grado di utilizzare
mezzi pubblici per recarsi al lavoro o per altri spostamenti” (doc. AI
153).

D’altra
parte emerge dagli atti che la modifica dell’autovettura nel senso di dotarla
di un cambio automatico, di comandi     operabili senza compromettere le altre
operazioni di guida, e di servosterzo rinforzato è stata
imposta dall'Ufficio della circolazione (vedi allegato alla licenza di
circolazione del 3 ottobre 2008, doc. AI 150). 

 

                               2.7.   Ora,
anche volendo ammettere che nelle descritte circostanze l’utilizzo dei mezzi
pubblici non può essere ragionevolmente preteso dall’assicurato, il chiesto contributo
d’ammorta-mento per l’automobile ai sensi dell’art. 10.04 OMAI* non può essere
riconosciuto per i motivi che seguono.

 

                                         In
effetti, come ha affermato lo stesso assicurato nel suo scritto 12 dicembre
2008 (“Le comunico che anche in assenza del danno alla salute l’auto è fondamentale
per il mio lavoro, vendendo servizi informatici devo recarmi spesso da clienti
per fare consulenza”, doc. AI 158) e come del resto pure appurato
dall’amministrazione interpellando il datore di lavoro dell’assicurato (cfr.
VIIbis), anche in assenza del danno alla salute il ricorrente dovrebbe far
capo, per svolgere la sua attività lavorativa, all’automobile, dovendo in
particolare recarsi spesso dai clienti per fare consulenza. 

                                         Nel
corso della visita esterna effettuata dall’Ispettore AI in data 2 luglio 2009,
il signor __________, dirigente della __________, ha in effetti illustrato le
mansioni lavorative del ricorrente. L’attività lavorativa dell’interessato, che
funge “da suo braccio destro”, si compone di una parte amministrativa, svolta
in ufficio, e di una parte, svolta all’esterno e che costituice circa il 60%
dell’impegno globale, relativa alla gestione della clientela del Locarnese
(doc. VIbis). Secondo il signor __________, il ricorrente è “impegnato nella
consulenza su prodotti, come utilizzarli, svilupparli, l’esame delle problematiche
prima di inviare il tecnico, la vendita di nuovi prodotti, ecc.”. Il
dirigente ha inoltre affermato che “il suo apporto lavorativo può essere
considerato una via di mezzo tra il venditore ed il tecnico” (doc VIbis). 

 

                                         Emerge
quindi con chiarezza che la visita, la consulenza e l’assistenza di clienti
fuori dalla sede lavorativa costituisce la mansione principale dell’attività
lavorativa dell’assicurato, per lo svolgimento della quale egli deve
necessariamente utilizzare l’automobile. La circostanza è del resto
pacificamente ammessa dall’interessato medesimo (cfr. anche doc. AI 162-1, I). 

                                         Risulta
d’altra parte dagli atti che il datore di lavoro gli mette a disposizione
un’automobile dotata di cambio automatico e delle modifiche al volante e alla
pedaliera rese necessarie dagli impedimenti fisici che interessano il
ricorrente (doc. VIbis). La vettura è lasciata a disposizione dell’assicurato
anche per il tragitto casa – lavoro durante la settimana lavorativa (doc.
VIbis). 

 

                                         Alla
luce di tali circostanze, risulta manifesto che l’assicurato non ha diritto al chiesto
sussidio di ammortamento.

                                         Bisogna
in effetti concludere che RI 1, per svolgere la sua attività lavorativa, per motivi
d’ordine strettamente professionale, avrebbe bisogno di un
veicolo a motore anche in assenza d'invalidità, circostanza questa che, secondo
il disciplinamento legale e giurisprudenziale dianzi enunciato, esclude
l’assunzione dei costi da parte dell’AI. In effetti, in
queste circostanze il veicolo a motore non è un mezzo ausiliario reso
necessario dall’invalidità e non può dunque essere messo a carico dell’AI (cfr.
sopra consid. 2.5; DTF 97 V 239; cfr. anche STF I 612/05 del 22 settembre 2006;
SVR IV Nr. 33 pag. 101s, consid. 3b citati in STFA I 520/00 del 28 gennaio
2002, consid. 1). 

 

                                         Inoltre,
il chiesto contributo d’ammortamento non potrebbe comunque venir concesso
considerato come per recarsi al lavoro e per svolgere l’attività lavorativa
all’assicurato viene gratuitamente messo a disposizione sul posto di lavoro un
veicolo con cambio automatico e le modifiche al volante e alla pedaliera che sono
necessarie nel suo caso (doc. VIbis, VIII). 

 

Dal punto di vista integrativo, nel caso concreto non appaiono
quindi adempiuti i presupposti per il riconoscimento di ammortamenti, ai sensi
della cifra 10.04* dell’allegato OMAI (cfr. consid. 2.4 e 2.5).

 

                               2.8.   Non possono modificare queste conclusioni le allegazioni del
ricorrente, per il quale segnatamente le condizioni per la concessione del
sussidio d’ammortamento sarebbero date poiché in sostanza, a prescindere
dall’attività lucrativa, egli necessita dell’automobile modificata per
spostarsi, per attendere alla propria persona e per stabilire contatti nel
proprio ambiente, in particolare nel tempo libero.

                                         Come
illustrato al consid. 2.5, le cifre 10.01 sino a 10.04 della categoria dei veicoli
a motore e veicoli per invalidi, fra cui la cifra 10.04 relativa ai contributi
di ammortamento annui,  sono contrassegnate dall’asterisco (*). Pertanto va
applicato l’art. 2 cpv. 2 OMAI (che applica quanto stabilito all’art. 21 cpv. 1
LAI), il quale concede agli assicurati il diritto ai mezzi ausiliari contrassegnati
dall’asterisco solo se essi sono indispensabili per esercitare un'attività
lucrativa o adempiere le mansioni consuete, per studiare, per imparare una
professione, a scopo di assuefazione funzionale (nell’ottica di una delle menzionate
attività, cfr. ZAK 1965 153 e 555, citato in Meyer-Blaser, op. cit, pag. 157) o
per svolgere l'attività esplicitamente citata nel numero corrispondente dell'allegato.

Orbene, le esigenze di mobilità o di socialità dell’assicurato, benché
legittime, non sono dunque sufficienti per il riconoscimento del mezzo
ausiliario in questione, contrassegnato dall’asterisco.

Trattandosi di veicoli a motore, secondo la cifra 10.04 OMAI i requisiti
integrativi sono più severi, principalmente per motivi finanziari
(Meyer-Blaser, op. cit., p. 161; cfr. anche DTF 122 V 212 consid. 4 c/cc).
Determinante è in effetti che l’automez-zo sia indispensabile all’assicurato
esercitante un’attività lucrativa di durata presumibilmente lunga e sufficiente
per coprire il proprio sostentamento, per recarsi al lavoro (cifra 10 OMAI e
sopra consid. 2.4 e 2.5). 

                                         In
proposito val la pena di menzionare che il TFA ha negato gli ammortamenti ad
una madre invalida, con un figlio minorenne da accudire, che necessitava del
veicolo a motore per acquisti e commissioni, non tenendo conto che l’assicurata
utilizzava l’auto per recarsi alle visite mediche, non rientrando tale attività
nello scopo integrativo di cui alla cifra 10 OMAI (DTF 122 V 212 consid. 4).

Questo diversamente da quanto è previsto per i mezzi ausiliari non contrassegnati
dall’asterisco, il cui diritto alla consegna è subordinato, nei limiti
tracciati all’allegato OMAI, alla necessità dell’assicurato di farne uso per
spostarsi, stabilire contatti con l’ambiente o ampliare la propria autonomia
(art. 21 cpv. 1 LAI e art. 2 cpv. 1 OMAI e DTF 121 V 258).

 

D’altra
parte del tutto ininfluenti, oltre che gratuite, risultano le censure mosse dal
ricorrente con riferimento alla visita esterna effettuata dall’Ispettore AI al
suo datore di lavoro, rilevato come in ogni modo le affermazioni rilasciate dal
signor __________, almeno nella misura in cui esse sono di rilievo per la
presente procedura, non sono state messe in discussione. 

 

                               2.9.   In
corso di causa, in via subordinata il ricorrente ha chiesto almeno “il
rimborso di quelle modifiche rese necessarie dall’invalidità quindi al
sovraprezzo per il cambio automatico e per il servosterzo potenziato” (cfr.
XII; cfr. consid. 1.4). 

Ora,
rilevato come su tale richiesta l’amministrazione non si sia pronunciata nella
decisione qui impugnata - che riguarda esclusivamente il contributo
d’ammortamento - nemmeno il TCA può pronunciarsi in questa sede.

                                         In
proposito va comunque osservato che agli atti figura la “comunicazione” 6 novembre
2008 con cui l’UAI aveva comunicato all’assicurato di assumere “i costi di
fr. 1'300 (contributo per il cambio automatico) per le modifiche del veicolo __________
necessari a causa dell’invalidità” (doc. AI 152-1). Richiesta dal TCA, con
scritto 9 ottobre 2009 l’amministrazione ha comunicato di non aver ancora corrisposto
tale contributo “non essendo in possesso della relativa fattura riguardante
l’acquisito dell’auto e dell’immatricolazio-ne” (XIX). 

Alla luce di
questi atti, sarà quindi compito dell’assicurato fornire all’UAI la documentazione
necessaria ai fini della definizione dell’assunzione della garanzia per le
modifiche al veicolo a motore. 

                                         

                             2.10.   Visto quanto precede, la conclusione dell’amministrazione di rifiutare
la concessione del chiesto contributo d’ammortamen-to non può che essere
confermata. Ne discende la reiezione del ricorso. 

                                         

                             2.11.   L’assicurato
ha chiesto di essere sentito.

                                         

                                         Il
TCA, che dispone del potere di indagare d’ufficio e di applicare d’ufficio il
diritto, rinuncia a sentire il ricorrente. 

                                         Infatti,
l’assicurato ha potuto ampiamente esprimersi sia dinanzi a questo Tribunale sia
in precedenza, facendo valere in più occasioni le proprie argomentazioni. Una
sua audizione non modificherebbe l’esito del ricorso. Infatti, per i motivi esposti
nei considerandi precedenti, il rifiuto di concedergli la chiesta prestazione
deciso dall’amministrazione è corretto.

 

Inoltre, l’audizione richiesta può essere rifiutata senza per questo
ledere il diritto d’essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. fed. e
dall'art. 6 n. 1 CEDU. Infatti, secondo la giurisprudenza federale, l’obbligo
di organizzare un dibattimento pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU
presuppone una richiesta chiara e inequivocabile di una parte; semplici domande
di assunzione di prove, come ad esempio istanze di audizione personale o di
interrogatorio di parti o di testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non
bastano per creare un simile obbligo (STFA H 74/99 dell'8 novembre 1999,
consid. 5b, p. 6; DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90, consid. 6, p. 94).

Conformemente alla costante giurisprudenza, qualora
l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione od il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà
ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, p. 212 n. 450, Kölz/Häner,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., p. 39 n.
111 e p. 117 n. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., p. 274; cfr.
anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469
consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c
e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del
diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. fed. (e in
precedenza dall'art. 4 vCost. fed.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid.
1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

In concreto, questo Tribunale ritiene la vertenza
sufficientemente chiarita dall’esame degli atti dell’incarto, rinunciando perciò
ad assumere ulteriori prove (come la chiesta audizione testimoniale del datore
di lavoro dell’assicurato; cfr. VIII) ed all'audizione del ricorrente medesimo.

 

                             2.12.   Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio
2006, la procedura di ricorso in caso di controversie relative
all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale
delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra
200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo
al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.-- vanno poste a carico
dell’assicurato.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

                                      

                                   2.   Le
spese di procedura per fr. 200.-- sono poste a carico dell’assicurato ricorrente.

                                      

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti