# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 742a9589-a1a4-5dd4-b218-401d4c7a6dde
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-10-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.10.2010 D-7083/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7083-2010_2010-10-07.pdf

## Full Text

Corte IV
D-7083/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  7  o t t o b r e  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Gérard Scherrer;
cancelliere Andrea Pedrazzini.

A._______, nato il (...),
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 29 settembre 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-7083/2010

Visto:

la  domanda  d'asilo  che  il  ricorrente ha  presentato  in  data  (...) in 
Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso al ricorrente e mediante il quale lo 
ha  reso  attento  circa  la  necessità  di  consegnare,  entro  le  48  ore 
successive all'inoltro della  sua istanza,  un documento d'identità o di 
viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata  consegna  e  in 
assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della sua domanda 
d'asilo,

i  verbali d'audizione del 31 agosto 2010 (di seguito: verbale 1) e del  
20 settembre 2010 (di seguito: verbale 2),

la decisione dell'UFM del 29 settembre 2010, notificata all'interessato 
il giorno stesso (cfr. risultanze processuali),

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 29 settembre 2010 (cfr. timbro del  
plico raccomandato),

la  copia  dell'incarto  dell'UFM,  pervenuta  via  fax  al  Tribunale 
amministrativo  federale  (di  seguito:  il  Tribunale)  in  data 
30 settembre 2010,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale del  
20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa (PA, RS 172.021), 
dalla  legge del  17 giugno 2005 sul  Tribunale amministrativo federale 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  del  17 giugno  2005  sul  Tribunale 
federale  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  del  26 giugno  1998 
sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che  il  Tribunale  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni 
dell'UFM  in  materia  d'asilo  (art. 31  e  art. 33  lett. d  LTAF,  nonché 
art. 105 LAsi e art. 83 lett. d cpv. 1 LTF),

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che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art. 48  cpv. 1  e  all'art. 52  PA 
nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione impugnata; che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua,

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua; che, pertanto, la presente 
sentenza va redatta in italiano,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  l'interessato  ha 
dichiarato di essere cittadino nigeriano, nato a B._______ (Nigeria) e 
di aver avuto ultimo domicilio ufficiale a C._______ (Nigeria), prima di  
recarsi da sua nonna a B._______,

che egli ha affermato di essere espatriato il 15 agosto 2009, dopo che 
suo padre, consigliere personale di D._______, candidato al posto di 
governatore  dello  Stato  di  E._______  e  membro  del  partito  Action 
Congress  (di  seguito:  AC),  come  pure  sua  sorella,  sarebbero  stati  
uccisi,  da  alcuni  sostenitori  del  partito  antagonista  -  il  People 
Democratic  Party  (di  seguito:  PDP)  –  in  ragione  dell'appartenenza 
politica,

che  l'interessato  ha  dichiarato  di  essere  espatriato  in  aereo  da 
B._______ con  la  compagnia  "Air  Afrique"  a  destinazione  di 
F._______ (Italia), con scalo in Libia, legalmente e munito di visto, di  
essere  rimasto  circa  tre  mesi  a  G._______ (Italia)  da  un  amico 
nigeriano,  di  essersi  in  seguito  recato  a  H._______ (Italia),  dove 
avrebbe vissuto elemosinando e dormendo in stazione per circa nove 
mesi, ed infine di essere arrivato in Svizzera in treno in provenienza da 
Ancona, via I._______ (Italia),

che  il  ricorrente non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità,

che, nella decisione del 29 settembre 2010, l'UFM ha considerato, da 
un lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti 
in materia d'asilo un documento d'identità o di viaggio valido entro le 
48 ore; che, dall'altro lato, detto Ufficio ha ritenuto che nessuna delle  

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eccezioni previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi sarebbe realizzata nel caso di 
specie,

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento del ricorrente dalla Svizzera e la 
sua esecuzione siccome lecita, esigibile e possibile,

che, nel ricorso, l'insorgente fa valere di non aver potuto consegnare 
alcun  documento  per  una  situazione  di  oggettiva  impossibilità;  che, 
segnatamente, il  suo passaporto sarebbe stato perso in Italia  e non 
avrebbe  mai  posseduto  una  carta  d'identità;  che,  inoltre,  l'UFM 
avrebbe erroneamente considerato non necessari ulteriori chiarimenti, 
in quanto egli ritiene di aver esposto in modo dettagliato, sostanziato e 
coerente  i  suoi  motivi  d'asilo;  che,  peraltro,  detto  Ufficio  avrebbe 
esagerato la portata dei presunti elementi di inverosimiglianza a suo 
sfavore – chiariti durante le audizioni – sottovalutando gli elementi che 
avrebbero dovuto  condurre  ad un esame più  approfondito  della  sua 
domanda; che avrebbe dunque meritato una decisione materiale,

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della  decisione impugnata e la trasmissione degli  atti  
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 
domanda d'asilo e, in via sussidiaria, la concessione dell'ammissione 
provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda d'esenzione dal 
versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di  una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che 
sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato 
o  l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c),

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che  sono  documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non lo sono documenti quelli emessi per altri scopi, come la licenza di 
condurre,  la  carta  professionale,  il  certificato  di  nascita,  la  carta 
scolastica  o  l'attestato  di  fine  degli  studi  (Decisioni  del  Tribunale 
amministrativo federale svizzero [DTAF] 2007/7 consid. 6),

che, nel caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri,

che, in relazione al possesso di documenti di identità, il ricorrente si è 
più  volte  contraddetto,  segnatamente,  ha  affermato,  nella  prima 
audizione,  a  due  riprese,  di  non  aver  mai  avuto  altro  documento 
all'infuori del suo certificato di nascita (cfr. verbale 1, pag. 4), per poi 
affermare di aver ottenuto il passaporto nel 2008 presso l'ambasciata 
nigeriana a B._______, senza ricordare la data del rilascio, e che sua 
nonna  avrebbe  pagato  un  ragazzo  per  ottenere  questo  passaporto 
originale  e  autentico  (cfr. verbale  1,  pag.  5)  e,  in  seguito,  ha 
riaffermato di non aver mai posseduto, nel suo Paese, altri documenti 
d'identità oltre al suo certificato di nascita (cfr. verbale 2, pag. 2, D10); 
che,  confrontato  a  tale  contraddizione,  egli  ha  confermato  di  aver 
ottenuto  un passaporto  nel  2008,  ma ha,  questa  volta,  dichiarato  di 
essere  andato  a  procurarselo  in  un  non  meglio  specificato  ufficio, 
accompagnato da suo zio, benché avesse, in precedenza, dichiarato di 
non avere famigliari in Nigeria ad eccezione di uno zio con il quale, da 
anni, aveva perso i contatti (cfr. verbale 1, pag. 3); che ha dichiarato in 
modo  vago  di  aver  perso  detto  passaporto  in  Italia,  mentre  era  in 
treno, nel 2009, senza tuttavia indicare la data e le circostanze precise 
(cfr. verbale 1, pag. 3);  che  le  affermazioni  circa  il  possesso  di 
documenti sono quindi inverosimili,

che,  vista  l'inconsistenza,  le  contraddizioni  e  l'inattendibilità  delle 
suddette dichiarazioni  del  ricorrente circa  il  possesso dei  documenti 
d'identità,  v'è  ragione  di  concludere  che l'insorgente  dissimuli  i  suoi 
documenti d'identità per i bisogni della causa,

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità,

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che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art. 32  cpv. 3  lett. a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile,

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art.  32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente,

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16 dicembre 2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di  
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),

che l'insorgente ha dichiarato sostanzialmente di essersi nascosto per 
il  timore  di  essere  ucciso  da  alcuni  sostenitori  del  PDP, dopo  uno 
scontro che avrebbe avuto luogo l'11 aprile 2007 al seggio elettorale, e 
di  avere  deciso  di  lasciare  il  suo  Paese,  dopo  essere  venuto  a 
conoscenza  dell'uccisione  di  suo  padre  e  di  sua  sorella  il  
2 febbraio 2008,  in  quanto  quest'ultimo  sarebbe  stato  consigliere  di 
D._______ e  sarebbe  stato  ritenuto  una  delle  persone  che 
disturbavano lo svolgimento delle elezioni dell'11 aprile 2007,

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel  
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché minima consistenza,

che, segnatamente, il ricorrente si è contraddetto su un punto centrale 
della  sua  domanda  d'asilo,  ovvero  l'episodio  dell'11 aprile 2007,  in 
quanto nella prima audizione ha affermato che, durante gli scontri, per 
salvarsi, lui e suo padre avrebbero finto di essere morti (cfr.  verbale 1, 

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pag.  4);  che  poi,  all'arrivo  della  polizia,  sarebbero  stati  portati  
all'ospedale,  da  dove  la  stessa  notte,  venuti  a  sapere  che  i  loro 
aggressori  si  sarebbero recati  al  nosocomio per ucciderli,  sarebbero 
riusciti  a  scappare  dal  retro  dell'ospedale; che,  suo  padre  l'avrebbe 
quindi nascosto in un villaggio, per poi, il giorno seguente, condurlo da 
sua  nonna  a  B._______ (cfr. verbale  1,  pag.  5);  che,  invece,  nella 
seconda audizione non ha menzionato la sosta in un villaggio, bensì 
ha  dichiarato  che  sarebbero  andati  direttamente  a  B._______ 
(cfr. verbale  2,  pag.  6,  D52);  che,  soltanto  confrontato  a  tale 
contraddizione,  è rivenuto  sulla  prima versione,  adducendo  in  modo 
molto  vago  che  suo  padre  l'avrebbe  fatto  uscire  dall'ospedale  e 
l'avrebbe  nascosto  "in  un  posto"  e  che  dopo  sarebbero  andati  a 
B._______ (cfr. verbale 2, pag. 6),

che  il  ricorrente  si  è  contraddetto  su  altri  punti,  adducendo,  ad 
esempio,  dapprima,  che,  in  passato,  aveva votato  il  PDP e che nel 
2007  aveva  deciso  di  non  votare  più  per  quel  partito  ma  per  l'AC 
(cfr. verbale  2,  pag.  5,  D44),  mentre  più  tardi  ha  affermato  di  aver 
votato  una  sola  volta  nella  sua  vita,  in  occasione  delle  votazioni 
dell'11 aprile 2007 (cfr. verbale 2, pag. 7, D64),

che,  inoltre,  la  credibilità  del  ricorrente  è  ulteriormente  indebolita 
dall'affermazione secondo cui avrebbe chiamato suo padre in Nigeria 
per procurarsi dei documenti d'identità (cfr. verbale 2, pag. 2, D6),

che, pertanto, le allegazioni riguardanti i precitati fatti sono considerate 
inverosimili,

che,  in  sovrabbondanza,  vi  è  assenza  di  un  legame  di  causalità 
temporale  tra  gli  allegati  motivi  dell'espatrio  e  la  partenza  del 
ricorrente dal suo Paese, in quanto tra l'allegata morte di suo padre e 
di  sua sorella  il  2  febbraio  2008 e  il  momento  dell'espatrio,  in  data 
16 agosto 2009, sono passati oltre un anno e mezzo,

che, per conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato inverosimili, 
con  riferimento  all'art. 32 cpv. 3 lett. b  LAsi,  le  dichiarazioni  rese  dal 
ricorrente,

che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c 
LAsi  da cui  dedurre la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della 
determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo,

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che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal 
punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr.  DTAF  2009/50  consid.  5-8 
pag. 725-733 e DTAF 2007/8 consid. 5.6.5-5.7 pag. 90 e segg.),

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della convenzione 
del  28  luglio  1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o 
esporre  il  ricorrente  in  Patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di 
trattamenti  contrari  all'art. 3  della  convenzione  del  4 novembre  1950 
per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della convenzione del 10 dicembre 1984 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti (Conv. tortura, RS 0.105),

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi,

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art. 14  cpv. 1  e  cpv. 2,  art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  pregiudiziali 
dell'11  agosto  1999  [OAsi 1,  RS  142.311];  Giurisprudenza  ed 
informazioni della Commissione svizzera di  ricorso in materia d'asilo 
[GICRA] 2001 n. 21),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art.  83 LStr; 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) 
e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

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che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr),

che, inoltre, in Nigeria, non vige attualmente una situazione di guerra,  
guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga  l'insieme  della 
popolazione nella totalità del territorio nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
vanta un'esperienza professionale quale (...) (cfr. verbale 1, pag. 2) e 
dispone in Patria di una rete familiare e sociale, ritenuto segnatamente 
che perlomeno suo zio (cfr. verbale 1, pag. 3) e sua nonna, dalla quale 
avrebbe vissuto dall'aprile  2007 fino ad agosto 2009,  (cfr. verbale 1, 
pag. 5) vivono in loco,

che l'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi  
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria  (v. GICRA 2003 n. 24),  senza che da un esame d'ufficio 
degli atti in causa, emerga la necessità di una permanenza in Svizzera 
per motivi medici,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e 
art. 83  cpv. 2  LStr);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria 
diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio 
(cfr.  DTAF  2008/34  consid.  12  pagg.  513-515);  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento è dunque pure possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi)  dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

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che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto,

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]),

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Il  succitato  saldo  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
J._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di J._______ (via fax, 
per  l'incarto N  […],  con  preghiera  di  notificare  la  sentenza  al 
ricorrente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale 
amministrativo federale)

- K._______.

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Andrea Pedrazzini

Data di spedizione:

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