# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f79d01fc-e263-50d6-9d35-ec5afa09b34b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-07-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 18.07.2000 52.1998.181
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1998-181_2000-07-18.html

## Full Text

Incarto n.

  52.1998.00181-190

   

  	
  Lugano

  18 luglio
  2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sui ricorsi

 

 

	
   

  	
  a) 3 luglio 1998 di 

   

  __________ 

  patrocinata da: avv.
  __________

   

  b) 7 luglio 1998 di 

   

  __________

  patrocinato da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 17 giugno 1998, no. 2777, del Consiglio
  di Stato che respinge le impugnative presentate dagli insorgenti avverso la licenza
  edilizia 27 gennaio 1998 rilasciata dal municipio di __________ a __________
  per la costruzione di due stabili d'appartamenti sulle part. no. __________ e
  __________ RFD;

  

 

 

 

viste le risposte:

-    14 luglio 1998 del
Consiglio di Stato, Bellinzona;

-      4 agosto 1998 di
__________;

-    27 agosto 1998 del
municipio di __________;

-      2 settembre 1998 del
Dipartimento del territorio, Bellinzona;

al ricorso di cui sub a);

 

-    14 luglio 1998 del Consiglio
di Stato, Bellinzona;

-      7 agosto 1998 di
__________;

-    27 agosto 1998 del
municipio di __________;

-      2 settembre 1998 del
Dipartimento del territorio, Bellinzona;

al ricorso di cui sub b);

 

assunte le prove;

 

preso atto delle conclusioni:

-   15 giugno 1999 di __________;

-   23 giugno 1999 di __________;

 

e degli atti successivi;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Con
sentenza 30 settembre 1991 il Tribunale cantonale amministrativo ha confermato
la licenza edilizia 13 luglio 1990, che era stata rilasciata dal municipio di
__________ alla __________ per la costruzione di uno stabile d'appartamenti in
località __________, su un fondo (part. n. __________ RFD) situato nella zona
residenziale artigianale (RAr3) del PR. La licenza è scaduta per mancata
utilizzazione nel termine di validità (STA 10.6.97 in re C.).

 

 

                                  B.   a. Dopo
aver riunito il fondo in questione alla vicina part. n. __________ RFD, ricavandone
un mappale di 7021 mq, il 4 luglio 1997 __________ ha presentato al municipio
di __________ una nuova domanda di costruzione, che riprendeva il precedente
progetto, con l’aggiunta di un ulteriore edificio ad uso abitativo, situato
verso l’autostrada N2. Richiamandosi alla facilitazione prevista dall'art. 37
lett. b NAPR 1977 per edificazioni su superfici comprese tra 5 ed 8'000 mq, il
richiedente ha sollecitato la concessione di una deroga in altezza per
costruire sino a 5 piani invece dei 3 prescritti dalle norme di zona.

 

b. Alla domanda si sono opposti __________ e
__________, comproprietari di un fondo contermine (part. n. __________ RFD),
sul quale sorge la loro casa d'abitazione. Gli opponenti hanno sollevato
obiezioni riferite alla validità del PR 1977, alle norme relative alla
concessione di facilitazioni per costruzioni su grandi superfici, alle immissioni
d'ombra, all'inserimento estetico, all'adeguatezza dell'urbanizzazione, alle
immissioni foniche ed alla compatibilità dell'intervento con le previsioni del
PR allo studio.

Il 25 novembre 1997 l'istante ha completato
la domanda con uno studio fonico volto a dimostrare che la costruzione era
conforme alle prescrizioni dell'OIF.

 

 

                                  C.   a. Il 31
dicembre 1997 il Dipartimento del territorio ha preavvisato favorevolmente la
domanda di costruzione alla condizione che l'edificio venisse isolato
acusticamente in modo da contenere le immissioni foniche provenienti
dall'autostrada e dalla ferrovia nei limiti d'esposizione al rumore fissati
dall'OIF per le zone con grado di sensibilità II.

In merito alle eccezioni sollevate dagli
opponenti con riferimento alla validità del PR 1977, l'autorità cantonale ha
rilevato che le costruzioni si inserivano comunque nel territorio già
largamente edificato ai sensi dell'art. 36 LPT. Ha nondimeno invitato il municipio
a verificare le conformità dell'intervento con le previsioni del PR a quel
momento allo studio.

 

b. Preso atto del preavviso dell'autorità
cantonale, il 27 gennaio 1998 il municipio di __________ ha rilasciato la
licenza richiesta, subordinandola alle condizioni poste dall'avviso cantonale.
L'autorità comunale ha essenzialmente ritenuto che il PR 77 fosse ancora in
vigore e che il progetto, conforme alle relative disposizioni, potesse
beneficiare delle facilitazioni previste dall'art. 37 lett. b NAPR per
costruzioni su grandi superfici. Il contrasto con il PR allo studio, che
prevede di limitare a 4 il numero di piani ammissibili, è stato ritenuto
inidoneo a giustificare una sospensione della domanda.

Conseguentemente, il municipio ha respinto
l'opposizione dei vicini.

 

 

                                  D.   Con
giudizio 17 giugno 1998 il Consiglio di Stato ha confermato la licenza, respingendo
i ricorsi contro di essa inoltrati dagli opponenti.

Disattese le censure d'ordine riferite alla
sufficienza della motivazione ed al diritto di essere sentiti, il Governo ha
anzitutto escluso che la licenza violasse le disposizioni della LALPT relative
ai piani di quartiere. Respinte le contestazioni sollevate dai ricorrenti in
relazione alle immissioni d'ombra, esso ha poi negato che la licenza potesse
essere annullata per motivi estetici o per inadeguatezza degli accessi. Accertata
la conformità dell'intervento con le prescrizioni dell'OIF, il Consiglio di
Stato ha in seguito rigettato anche le censure sollevate dai ricorrenti in
relazione alla validità del PR 77.

Dopo aver ancora escluso che la rinuncia del
municipio a sospendere l'esame della domanda di costruzione violasse l'art. 65
LALPT, l'Esecutivo cantonale ha pertanto disatteso le impugnative. 

 

 

                                  E.   Contro il
predetto giudizio governativo, con atti separati i soccombenti si aggravano
davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo l'annullamento della
licenza avversata.

 

a. __________ eccepisce un'insanabile
violazione del diritto di essere sentiti, rimproverando al municipio di aver
rilasciato la licenza sulla base di piani elaborati dopo la scadenza del
termine di pubblicazione. Ribadisce inoltre che la licenza era motivata in modo
carente, poiché non prendeva posizione sulle censure riguardanti il rumore
stradale, la mancata presentazione di un piano di quartiere e la carente urbanizzazione.
Rimprovera inoltre al Consiglio di Stato di aver statuito sulla base di atti
presentati dopo l'inoltro della domanda di costruzione senza nemmeno offrirle
l'opportunità di prendere conoscenza del PR allo studio.

 

 

b. Analoghe contestazioni vengono sollevate
con dovizia di argomenti dal ricorrente __________. Particolarmente gravi,
rileva, sarebbero le violazioni del diritto di essere sentito in cui sono incorsi
tanto il municipio, che ha rilasciato la licenza sulla base di atti completati
dopo la pubblicazione della domanda, quanto il Consiglio di Stato, che ha
omesso di dare alle parti la possibilità di pronunciarsi su tutti gli atti sui
quali ha fondato il proprio giudizio.

Nel merito, l'insorgente ripropone e
sviluppa le censure sollevate senza successo in prima istanza con riferimento
alle immissioni foniche derivanti dalla vicina linea ferroviaria, al ricambio
d'aria dell'autorimessa, all'evacuazione del materiale di scavo, all'omesso
preavviso delle FFS, alla conformità delle disposizioni del PR 77 disciplinanti
le costruzioni su grandi superfici per rapporto a quelle della LALPT relative
ai piani di quartiere, alle immissioni d'ombra ed all'adeguatezza dell'accesso.
In conclusione ribadisce infine le contestazioni sollevate con riferimento alla
validità del PR 1977 e rinnova la richiesta di sospensione dell'esame della
domanda di costruzione siccome contraria al PR allo studio.

 

 

                                  F.   All'accoglimento
dei ricorsi si sono opposti il Consiglio di Stato ed il municipio di __________
con argomenti che verranno semmai ripresi più avanti.

Ad identica conclusione è pervenuto il
beneficiario della licenza impugnata, contestando partitamente le tesi degli
insorgenti.

 

 

G.Delle risultanze dell'istruttoria esperita e delle conclusioni delle
parti, si dirà per quanto necessario nei seguenti considerandi.

Qui va unicamente ricordato che dopo la
presentazione degli allegati conclusivi il tribunale ha costatato che
dall’incarto era scomparso il fascicolo degli atti prodotti dal municipio,
presente sino a quel momento. Nonostante le ricerche intraprese non è stato
possibile ritrovarlo. Il tribunale ha pertanto acquisito agli atti copia della
documentazione smarrita, dando alle parti la possibilità di prendere posizione.
Il ricorrente __________ si è limitato a rilevare che attraverso questa
ricostruzione sarebbe stato acquisito agli atti un documento (compendio allo
studio fonico), che in precedenza non avrebbe fatto parte dell’incarto.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE. 

La legittimazione attiva dei ricorrenti,
proprietari di un fondo contermine e già opponenti, è certa (art. 43 PAmm). La
loro situazione permette in effetti di includerli in quella ristretta e qualificata
cerchia di persone legate all'oggetto della contestazione da un rapporto
talmente stretto ed intenso da giustificare il riconoscimento della qualità per
agire in via di ricorso. L'interesse di cui sono portatori è d'altro canto
evidente. Privo di rilievo, ai fini del riconoscimento della potestà
ricorsuale, è il fatto che i ricorrenti eccepiscano anche la violazione di
norme che non mirano a tutelare i loro interessi particolari. La qualità per
agire in via di ricorso di diritto amministrativo non dipende infatti dalla
natura degli interessi tutelati dalla norma di cui viene eccepita la violazione,
ma dalla situazione in cui versa l'insorgente per rapporto all'oggetto della
decisione impugnata e dall'interesse fatto valere.

 

 

                                   2.   2.1. La
domanda di costruzione, corredata dalla necessaria documentazione, deve essere
presentata al municipio (art. 4 LE), che dopo averne verificato la conformità
(art. 5 LE) procede alla sua pubblicazione (art. 6 LE). Completazioni degli
atti successive alla pubblicazione non sono di principio escluse. Sarebbe
invero eccessivo pretendere la ripetizione dell'intera procedura di pubblicazione
per porre rimedio a manchevolezze marginali, non rilevate dall'autorità in
occasione della verifica preliminare.

Ove gli atti vengano completati dopo la
pubblicazione della domanda, deve tuttavia esserne data conoscenza ad eventuali
opponenti. Lo esige il principio del contradditorio.

 

 

 

 

2.2. Nel caso concreto, l'istante ha
completato la domanda di costruzione con uno studio fonico inoltrato dopo la
scadenza del termine di pubblicazione. Ha inoltre modificato due piani su
aspetti marginali al fine di renderli conformi alle prescrizioni dell'OIF in
tema d'isolazione acustica. La completazione degli atti e le modifiche apportate
al progetto erano essenzialmente destinate a rimuovere le obiezioni sollevate a
tal proposito dagli opponenti. Omettendo di offrire a quest’ultimi la
possibilità di prendere posizione al riguardo prima di statuire sulla domanda
di costruzione il municipio ha violato il diritto di essere sentiti. 

La disattenzione del principio del
contraddittorio in cui è incorsa l'autorità comunale non è tuttavia tale da
comportare l'annullamento dell'intera procedura, poiché gli opponenti hanno
comunque potuto compiutamente far valere le loro ragioni ricorrendo al
Consiglio di Stato, davanti al quale era loro data piena facoltà di prendere
concretamente conoscenza delle completazioni e delle modifiche apportate dopo
la pubblicazione della domanda e menzionate nella relativa decisione del
municipio. Trattandosi di questioni riferite all'applicazione di norme del
diritto federale e disponendo d'altro canto l'autorità di ricorso di pieno
potere di cognizione, nulla osta a considerare sanato il difetto denunciato
dagli insorgenti.

 

 

                                   3.   3.1. Il
diritto di ottenere una decisione motivata discende dal diritto di essere
sentito. L'ampiezza della motivazione va determinata tenendo conto dell'insieme
delle circostanze. Una motivazione può essere ritenuta sufficiente quando
l'autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l'hanno spinta a decidere
in un modo piuttosto che nell'altro e pone quindi l'interessato nella
condizione di rendersi conto della portata del giudizio e delle possibilità
d'impugnazione presso le istanze superiori. L'autorità giudicante non deve
necessariamente pronunciarsi su tutti gli argomenti posti in discussione dagli
interessati. È sufficiente che prenda posizione sulle circostanze rilevanti per
il giudizio (DTF 119 Ia 269, 104 Ia 213 seg.).

La violazione dell'obbligo di motivazione,
sancito dagli art. 26 PAmm e 10 cpv. 2 LE, comporta di per sé l'annullamento
della decisione. Resta tuttavia riservato il caso in cui la motivazione
insufficiente non abbia impedito all'interessato di tutelare pienamente i suoi
diritti davanti all'autorità di ricorso, perché l'autorità decidente ha fornito
le spiegazioni mancanti con la risposta al gravame e l'autorità di ricorso
disponga di pieno potere di cognizione (Borghi Corti, Compendio di procedura
amministrativa ticinese, ad art. 26 PAmm, N. 1 seg.; Imboden Rhinow, Schweizerische
Verwaltungsrechtsprechung, V. ed., N. 85 B IV c). 

 

3.2. Nell'evenienza concreta, il municipio
di __________ non ha preso posizione su ogni singola contestazione sollevata
dagli opponenti. La motivazione addotta per respingere determinate
contestazioni appare inoltre piuttosto sommaria. 

Le carenze denunciate dagli insorgenti a
livello di motivazione non hanno tuttavia impedito loro di difendersi
adeguatamente davanti all'autorità di ricorso. In sede di risposta ai ricorsi
inoltrati al Consiglio di Stato, istanza dotata di pieno potere cognitivo, il
municipio ha infatti ampiamente illustrato i motivi che l'avevano indotto a
disattendere le opposizioni. 

Ben si può di conseguenza ritenere che il
difetto denunciato sia stato sanato e che i ricorrenti non siano stati
pregiudicati nell’esercizio dei loro diritti di difesa.

 

 

                                   4.   4.1.
Giusta l'art. 35 cpv. 1 lett. b LPT, i Cantoni provvedono affinché i piani
d'utilizzazione siano elaborati in tempo utile o siano comunque presenti otto
anni dopo l'entrata in vigore della legge (1. gennaio 1980). I piani
d'utilizzazione vigenti al momento dell'entrata in vigore della LPT rimangono
validi secondo il diritto cantonale fintanto che non saranno approvati
dall'autorità competente (cpv. 3). Il Tribunale federale ne ha dedotto che i
piani d'utilizzazione allestititi secondo il vecchio diritto, non approvati
conformemente all'art. 35 cpv. 3 LPT e contrari alla LPT, perdono la loro validità
in ogni caso a partire dal 1. gennaio 1988 per quanto concerne la delimitazione
del territorio destinato all'edificazione (art. 35 cpv. 1 lett. b LPT). A
partire da questa data la zona edificabile comprende il "comprensorio già
largamente edificato", fino a che non sia allestito un piano di
utilizzazione rispettoso dei principi della LPT (art. 36 cpv. 3 LPT; DTF 118 Ib
38 seg. consid. 4). All’interno di tale comprensorio, l’edificazione può essere
ulteriormente autorizzata nei limiti stabiliti dall’

ordinamento edilizio vigente sino a quel momento. 

                                         La
funzione che era stata assegnata alla zona di utilizzazione ed i parametri
edilizi fissati dal piano decaduto in ordine alla delimitazione della zona
edificabile rimangono ulteriormente applicabili nella misura in cui non si
pongono in contrasto con il diritto federale. 

 

Il comprensorio già largamente edificato
include la zona edificata in senso stretto, ovvero la zona già edificata in
larga misura secondo l'art. 15 lett. a LPT, alla quale appartengono gli insediamenti
compatti ed i terreni ancora liberi al loro interno (DTF 121 II 417 seg.
consid. 5a; DFGP, Commento alla LPT, ad art. 36 n. 27).

 

4.2. Il PR di __________, entrato in vigore
nel 1977, non è mai stato adattato alla LPT nei termini di tempo fissati dal
diritto federale. La sua validità è stata prorogata a più riprese in attesa dell’entrata
in vigore del nuovo PR. Questo piano, da anni allo studio, è stato adottato dal
consiglio comunale, ma non è ancora stato approvato dal Consiglio di Stato.
Essendo da tempo trascorse tanto le scadenze stabilite dall’art. 35 LPT, quanto
quelle fissate dalle proroghe, si deve necessariamente ritenere che il vecchio
PR abbia perso la sua validità in ordine alla delimitazione della zona edificabile.
Ne discende che permessi di costruzione possono essere rilasciati soltanto per
fondi situati all’interno del comprensorio già largamente edificato.

Contrariamente a quanto assume il ricorrente
__________, il fondo del resistente appartiene al comprensorio già largamente
edificato. Pur trovandosi al margine dell’agglomerato di __________, esso è
infatti situato all’interno di una porzione di territorio caratterizzata dalla
presenza di un discreto numero di costruzioni, che nel loro insieme formano un
insediamento sufficientemente compatto. I fondi di questo comparto non sono invero
sfruttati sino al limite delle possibilità concesse dall'ordinamento edilizio
vigente. Le possibilità di sfruttamento che ancora sussistono non portano
tuttavia ad escluderli dal comprensorio già largamente edificato. Tanto meno
quando si consideri che il comparto è incluso nel perimetro del piano generale
delle canalizzazioni, è adeguatamente servito da strade di quartiere e verrebbe
ulteriormente assegnato alla zona edificabile dal PR adottato dal consiglio
comunale e pendente per approvazione davanti al Consiglio di Stato. Ben si può
di conseguenza ammettere che il fondo dedotto in edificazione faccia parte
della zona già edificata in larga misura secondo gli art. 36 cpv. 3 e 15 lett.
a LPT. 

 

Appartenendo al comprensorio già largamente
edificato, il fondo del resistente può essere oggetto di interventi edilizi
rientranti nei limiti dei parametri sanciti dal PR 1977; parametri, che per
quanto qui interessa non si pongono in contrasto con il diritto federale.

A torto pretende l’insorgente __________ che
l’edificazione possa essere autorizzata soltanto nei limiti delle costruzioni
circostanti. Gli effetti decadenziali sanciti dall’art. 35 LPT sono circoscritti
alle norme di PR che vengono a trovarsi in contrasto con le prevalenti
disposizioni del diritto federale, in particolare con quelle che delimitano la
zona edificabile. Tali effetti non si estendono alle prescrizioni che
definiscono le condizioni di edificabilità all'interno del comprensorio già
largamente edificato. 

Accreditando le tesi dell'insorgente,
verrebbe a crearsi un inammissibile vuoto giuridico, che comunque gioverebbe
alla causa del resistente, poiché l'edificazione all'interno di tale comprensorio
sarebbe soggetta soltanto alle disposizioni del diritto cantonale e federale,
non costituendo le preesistenze una base legale atta a limitare ulteriormente
il diritto di proprietà. 

 

 

                                   5.   5.1.
Giusta l'art. 37 NAPR 1977 di __________:

 

" a) per le superfici edificabili
superiori a mq 8'000 nelle zone R5, R3, RAr e C.e., il municipio può
autorizzare il proprietario o i proprietari che si sono accordati per
un'edificazione in comune, a costruire in deroga alle norme delle relative
zone, a condizione che il progetto preveda l'esecuzione di un complesso
edilizio unitario, tale da inserirsi in modo conveniente nel quadro urbanistico
generale;

 

  b) per le superfici comprese tra mq 5'000
e mq 8'000 e per le stesse zone il municipio può autorizzare dei piani di
quartiere alle stesse condizioni, ritenuto che gli edifici non avranno altezze
superiori a 2 piani in più di quelli previsti nelle relative zone;

 

  c) l'approvazione di un piano di
quartiere può essere concessa se il municipio fa iscrivere a RF e a suo favore
una servitù di divieto di edificazione per i sedimi previsti non
edificabili".

L'art. 37 NAPR conferisce al municipio la
facoltà di concedere deroghe ai parametri edificatori applicabili alle zone in
questione per realizzare su superfici superiori a 5'000 mq "complessi
edilizi unitari". 

Quale condizione per la concessione delle
facilitazioni in oggetto, la norma esige che queste costruzioni "si
inseriscano in modo conveniente nel quadro urbanistico generale". Per
le superfici comprese tra 5 ed 8'000 mq la deroga è inoltre limitata all'aggiunta
di due piani. 

Attraverso la concessione di abbuoni l'art.
37 NAPR mira in sostanza ad incentivare insediamenti pregevoli dal profilo
qualitativo, che rispondano ad una concezione architettonica unitaria e si
inseriscano "in modo conveniente" nel contesto ambientale. Pur
facendo uso del termine "piano di quartiere", la norma non
disciplina il piano di quartiere così com'è stato concepito dall'art. 56 LALPT.
Essa si limita in realtà a regolare le cosiddette costruzioni su grandi
superfici (Scolari, Commentario della LE, I. ed., ad art. 16 N. 81). 

 

5.2. Contrariamente a quanto assume il
ricorrente __________, l'art. 37 NAPR non si pone in contrasto con il diritto
cantonale entrato successivamente in vigore. L'istituto del piano di quartiere,
definito dall'art. 56 LALPT come "un progetto planovolumetrico per un
insieme di edifici, intesi a favorire la promozione urbanistica quando sussiste
un interesse generale derivante dalla realizzazione degli obbiettivi
urbanistici qualitativi fissati dal PR", non ha reso inapplicabili le
norme che disciplinano l'edificazione su grandi superfici. Non è invero dato di
vedere per qual motivo la concessione ai comuni della possibilità di
introdurre, attraverso il PR, l'obbligo o la facoltà di allestire piani di
quartiere debba ostare all'ulteriore rilascio di permessi di costruzione per
l'edificazione su grandi superfici ai sensi dell'art. 37 NAPR. Nulla esige che
questi permessi debbano essere preceduti da una licenza di piano di quartiere
rilasciata in base agli art. 56 LALPT e 20 RLALPT. L'art. 37 NAPR persegue
peraltro le stesse finalità di un piano di quartiere (Scolari, Commentario, II
ed., ad art. 56 LALPT, N. 417). Anch'esso fissa infatti la superficie minima
dei fondi, i requisiti qualitativi ed i parametri edilizi (cfr. art. 56 cpv. 2
LALPT). 

Tanto le costruzioni su grandi superfici
secondo l'art. 37 NAPR, quanto i piani di quartiere retti dall'art. 56 LALPT
soggiacciono inoltre alla procedura prevista dalla LE per il rilascio dei
permessi di costruzione.

 

5.3. In concreto, il municipio ha ritenuto
che il progetto in esame potesse beneficiare delle facilitazioni previste
dall'art. 37 b NAPR siccome formante un complesso unitario che si inserisce in
modo conveniente nel quadro urbanistico generale. 

Benché opinabile, la valutazione operata dal
municipio non procede da un esercizio abusivo del vasto potere d'apprezzamento
che la norma succitata riserva all'autorità comunale. Pur essendo costituito da
due stabili di differenti dimensioni, non si può invero negare che
l'insediamento risponda a criteri unitari. Comuni sono diverse infrastrutture
ed uniforme è l'espressione architettonica. Non appare quindi fuori luogo
sostenere che formino un complesso unitario. La nozione di "complesso
unitario" è infatti di natura indeterminata e riserva al municipio una
latitudine di giudizio che l'autorità di ricorso è tenuta a rispettare, pena la
violazione dell'autonomia comunale. 

Parimenti, sfuggono alla critica del
ricorrente __________ le deduzioni tratte dal municipio in ordine
all'inserimento di tale complesso nel quadro urbanistico generale. Le
perplessità che l'insediamento in esame suscita da questo profilo non sono tali
da far apparire insostenibile la valutazione operata dal municipio.

Le immissioni d'ombra che la costruzione
proietta sulla casa dei ricorrenti nella seconda parte del pomeriggio sono
certamente importanti, ma non permettono di considerarla lesiva dei principi
fondamentali del diritto, in particolare di quello di adeguatezza. Il concetto
di "quadro urbanistico generale" va ben oltre l'ambito ristretto dei
fondi delle parti. Una riduzione media del 20% dell'insolazione non appare
d'altro canto talmente significativa da inficiare la legittimità delle
deduzioni tratte dal municipio.

Né permettono di giungere a diversa
conclusione le obiezioni che i ricorrenti sollevano con riferimento alle
immissioni foniche ed al contrasto con la pianificazione allo studio, delle
quali si dirà più avanti.

Pertinente, dal profilo dell'art. 37 NAPR, è
di per sé l'eccezione relativa al mancato assoggettamento della licenza
edilizia alla condizione prevista dalla lett. c di tale norma, che esige la
costituzione di "una servitù di divieto di edificazione per i sedimi previsti
non edificabili" a favore del comune. L'illegittimità di questo vincolo è
tuttavia evidente. Le condizioni di edificabilità delle aree lasciate libere
devono infatti dipendere dall'ordinamento edilizio vigente al momento in cui il
proprietario dovesse manifestare l'intenzione di procedere al loro
sfruttamento. Non devono essere fissate in modo rigido da servitù di diritto
privato a favore del comune, destinate - siccome iscritte a RF - a sopravvivere
alle modifiche del diritto edilizio e pianificatorio. Non occorre quindi
correggere la licenza assoggettandola alla condizione di iscrivere a RF una
simile servitù. 

 

 

                                   6.   6.1.
Secondo l'art. 31 cpv. 1 OIF quando i valori limite d'immissione al rumore
(VLI) sono superati, la costruzione o la modificazione sostanziale di un
edificio con locali sensibili al rumore può essere autorizzata solo se detti
valori possono essere rispettati grazie a misure di costruzione o di
sistemazione che proteggano l'edificio dai rumori (lett. a), oppure grazie alla
disposizione dei locali sensibili al rumore (art. 2 cpv. 6 lett. a OIF) sul
lato opposto dell'edificio rispetto al rumore stesso.

I VLI sono stabiliti in modo differenziato a
seconda del grado di sensibilità (GS) che viene assegnato alle singole zone di
utilizzazione in sede di definizione dell'assetto pianificatorio (art. 44 cpv.
2 OIF). Le zone con GS II sono in particolare quelle riservate all'abitazione
in cui non sono ammesse aziende moleste. Alle zone miste, riservate agli
insediamenti abitativi ed artigianali, nelle quali sono ammesse aziende
mediamente moleste, è invece attribuito il GS III (cfr. art. 43 cpv. 1 lett. b
e c OIF).

Il GS viene stabilito caso per caso a
seconda delle caratteristiche della zona fintanto che non viene assegnato
nell'ambito della pianificazione del territorio (art. 44 cpv. 3 OIF). 

 

6.2. Nell'evenienza concreta, gli edifici in
contestazione verrebbero a sorgere in una zona mista (RAr 3), alla quale,
stando agli art. 44 cpv. 3 e 43 cpv. 1 lett. c OIF, va assegnato il GS III. Questo
GS prevede VLI di 65 dB (A) per il giorno, rispettivamente di 55 dB (A) per la
notte. L'esposizione al rumore degli edifici, calcolata dal perito del resistente
e verificata dall'autorità cantonale, si situa al di sotto di tali valori. Dal
profilo del diritto ambientale e pianificatorio attualmente in vigore, nulla
osta pertanto al rilascio della licenza edilizia. 

Considerata la destinazione abitativa
dell'insediamento, l'autorità cantonale ha tuttavia sollecitato l'adozione di
accorgimenti volti ad assicurare il rispetto dei VLI fissati per le zone
residenziali. 

Il resistente ha dato seguito alla
richiesta, prevedendo l'applicazione di paratie protettive vetrate sulla
facciata S e la chiusura permanente delle aperture. Provvedimenti, questi, che
l'autorità cantonale ha imposto a titolo di condizione della licenza, riservandosi
la facoltà di esigere l'adozione di misure ancor più severe. 

Ritenuto che i ricorrenti hanno rinunciato
ad approfondire questi aspetti mediante accertamenti peritali, volti ad
accertare l'effettiva esposizione al rumore dei treni della costruzione, le
contestazioni sollevate riguardo vanno disattese senza ulteriore disamina.

 

 

                                   7.   7.1. Giusta
l'art. 65 LALPT, in mancanza di una zona di pianificazione, il municipio deve
sospendere per due anni al massimo la sua decisione quando la domanda di
costruzione appare in contrasto con uno studio pianificatorio in atto. 

Il contrasto è dato quando l'esecuzione
dell'opera intralcerebbe o comprometterebbe la realizzazione degli obbiettivi
del piano allo studio. Ciò si verifica nel caso di costruzioni che il piano
prevede di destinare a attrezzature o ad edifici d'interesse pubblico, oppure
nel caso di sfruttamento del suolo non compatibile con la destinazione prevista
dal progetto di piano o di superamento sostanziale dell'indice di sfruttamento
(art. 25 cpv. 1 e 2 RLALPT).

Salvo il caso di grave contrasto, differenze
nelle altezze, nelle distanze e nell'indice d'occupazione, non giustificano
invece l'adozione di provvedimenti di salvaguardia della pianificazione (art.
25 cpv. 3 RLALPT). 

 

7.2. Nel caso in esame il nuovo PR, di cui i
ricorrenti hanno potuto prendere conoscenza in sede di sopralluogo, prevede di
assegnare il fondo dedotto in edificazione alla zona residenziale
semi-intensiva R4, nella quale sono ammessi edifici alti al massimo m 13.60.
L'intervento in esame prevede la realizzazione di edifici alti sino a m 17.30.
Disattendendo la richiesta di adozione di provvedimenti di salvaguardia della
pianificazione avanzata dagli opponenti e condivisa dalla SPU, che postulava la
creazione di una zona artigianale, il municipio ha ritenuto che il contrasto
con il PR in itinere non giustificasse una sospensione della domanda di
costruzione ai sensi dell'art. 65 LALPT. 

La decisione, confermata dal Consiglio di
Stato, resiste alle critiche dei ricorrenti. 

 

Negando che la gravità del contrasto
denunciato fosse tale da giustificare l'adozione del provvedimento auspicato
dai ricorrenti, l'autorità comunale non ha abusato del potere discrezionale che
la succitata disposizione le riserva. Anche il nuovo PR prevede in effetti la
possibilità di concedere facilitazioni per piani di quartiere, ovvero per
costruzioni su grandi superfici (art. 15 cifra 2 NAPR), a condizione che alla
maggior altezza corrisponda una maggior distanza dal confine e dalle proprietà
vicine. Adeguandosi a questa condizione, il controverso intervento non si pone
pertanto in palese contrasto con il PR allo studio al momento del rilascio
della licenza. Non era quindi atto a compromettere il conseguimento degli
obbiettivi della pianificazione in corso. Non procedendo da un esercizio
scorretto del potere d'apprezzamento che l'art. 65 LALPT riserva al municipio,
la decisione censurata merita quindi di essere confermata. 

A torto ravvisa l'insorgente __________ un
abuso di potere nella concessione di facilitazioni fondate sull'art. 37 NAPR in
un contesto che avrebbe richiesto l'adozione di provvedimenti di salvaguardia
della pianificazione. L'obiezione non può essere accreditata, poiché il
contrasto con la pianificazione allo studio denunciato dall'insorgente non
sussiste. 

 

 

                                   8.   Infondate
sono le ulteriori censure che il ricorrente __________ solleva in relazione
all'art. 18a Lferr (RS 742.101), che sottopone all'approvazione dell'autorità
di vigilanza sulle ferrovie le costruzioni che occupano fondi ferroviari,
sorgono su fondi riservati, mettono in dubbio la sicurezza dell'esercizio o
rendono impossibile o considerevolmente più difficile l'estensione futura di impianti
ferroviari.

Interpellate al riguardo, le FFS sono
rimaste silenti. 

 

                                   9.   Parimenti
da respingere sono le eccezioni sollevate in relazione all'adeguatezza dell'accesso
allo stabile più piccolo. La valutazione operata dall'autorità comunale rientra
nei limiti della latitudine di giudizio che l'art. 19 cpv. 1 LPT le riserva in
ordine all'individuazione del contenuto precettivo di questo presupposto. La
conclusione è opinabile ma non insostenibile. 

                                         Anche se
larga poco più di 3 m e lunga circa 90 m, la strada appare tutto sommato in
grado di assicurare l'accesso allo stabile ai mezzi di soccorso e di sopportare
il limitato traffico indotto dai 23 posteggi previsti dal controverso insediamento
e dalle due abitazioni monofamigliari che vi fanno capo. 

 

 

                                10.   Ugual sorte
va riservata alle contestazioni riferite alle dimensioni dello scavo ed al
deposito del materiale estratto.

Il Dipartimento del territorio non ha
ritenuto necessario subordinare la licenza edilizia alla condizione che fosse
fornita la prova delle possibilità di deposito del materiale estratto. 

Un semplice calcolo approssimativo basato
sulla superficie occupata dalle costruzioni (2'200 mq) permette di escludere
che il materiale estratto dallo scavo superi il limite di 10'000 mc fissato
dall'art. 34 LE. Considerato l'ampio potere d'apprezzamento che tale norma
riserva all'autorità cantonale, la decisione censurata sfuggirebbe comunque
alle critiche dei ricorrenti anche nel caso in cui tale limite fosse superato.
Le censure dei ricorrenti non comporterebbero comunque l'annullamento della
licenza nemmeno nel caso in cui si rivelassero fondate, poiché il difetto sarebbe
facilmente correggibile, sottoponendola ad opportune condizioni.

Analoghe considerazioni portano a respingere
anche le contestazioni sollevate con riferimento al ricambio dell'aria
nell'autorimessa sotterranea. La riserva espressa dalla SEPA in sede di
preavviso risponde in maniera adeguata alle esigenze poste dall'OIAt. Il
ricorrente __________ non ha peraltro sollecitato studi più approfonditi. 

 

 

                                11.   Sulla scorta
delle considerazioni che precedono, i ricorsi vanno quindi respinti, confermando
il giudizio governativo impugnato e la licenza accordata dal municipio al
resistente.

La tassa di giustizia e le ripetibili sono a
carico dei ricorrenti senza vincolo di solidarietà.

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21, 34 LE; 11, 12 LPAmb; 43, 44 OIF; 65
LALPT; 24 25 RLALPT; 37 NAPR di __________; 3, 18, 28, 31, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

 

                                   1.   I ricorsi
sono respinti.

 

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese di fr. 800.- sono a carico dei ricorrenti in ragione di
metà ciascuno.

 

 

 

                                   3.   Ciascuno
dei ricorrenti rifonderà fr. 1'000.- al resistente a titolo di ripetibili.

 

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario