# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cc26ba20-6f4c-5d02-b2df-69067b110b80
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-02-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.02.2006 30.2005.22
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2005-22_2006-02-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2005.22

   

  TB

  	
  Lugano

  21 febbraio
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso dell'11 aprile 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 7 marzo
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1
  

   

   

  in materia di contributi AVS

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il
17 settembre 2004 RI 1 ha consegnato all'Agenzia AVS di __________ il "Questionario per l'affiliazione degli indipendenti", annunciando
che dal 1° ottobre 2004 avrebbe svolto l'attività, a titolo individuale, di "rappresentanze
cartarie" e "consulenza x __________ " (doc. 1).

 

                                  B.   Il
18 gennaio 2005 (doc. 7) la Cassa di compensazione ha emanato una decisione
provvisoria di fissazione dei contributi AVS/AI/IPG portante sul periodo di
contribuzione 1° ottobre 2004-31 dicembre 2004. L'Amministrazione ha affiliato l'assicurata come "salariata il cui datore di lavoro non è
soggetto all'obbligo
contributivo AVS". Stabilito un reddito di Fr. 10'000.- sulla base della dichiarazione concernente il reddito
presumibile, la Cassa ha ritenuto un tasso di contribuzione del 5,116% per i
contributi AVS/AI/IPG e del 2% per i contributi di disoccupazione, fissando i
contributi dovuti in complessivi Fr. 726,20.

 

Il 19 gennaio 2005
(doc. 4) l'Amministrazione ha
inviato all'assicurata uno
scritto con cui le comunicava che non era stato possibile affiliarla come
indipendente, motivando il rifiuto con il mancato adempimento di alcune condizioni
tipiche valide per i rappresentanti di commercio e gli agenti.

 

                                  C.   Con
opposizione del 17 febbraio 2005 (doc. 6) l'assicurata, tramite l'avv. RA 1, ha contestato il procedere della Cassa, che con la
decisione del 18 gennaio 2005 avrebbe anticipato la "decisione di merito"
del 19 gennaio 2005. Cautelativamente ha censurato anche l'aliquota del 2% per l'AD.

 

Con decisione su
opposizione del 7 marzo 2005 (doc. A) l'Amministrazione ha respinto le lagnanze dell'opponente. La Cassa ha spiegato che siccome l'assicurata esercita la sua attività in
Svizzera per conto di ditte estere, è stata affiliata nella categoria delle
persone salariate il cui datore di lavoro non è soggetto al pagamento dei
contributi sociali. Questa qualifica sarebbe data poiché non ha dipendenti e
percepisce delle commissioni che fanno parte del salario determinante.

 

Su nuova opposizione
del 21 febbraio 2005, con scritto del 4 aprile 2005 (doc. B) la Cassa ha
ribadito i motivi per i quali l'affiliazione come indipendente veniva respinta e che la
comunicazione del 19 gennaio 2005 non costituiva una decisione formale
impugnabile, ma una semplice decisione d'accertamento che non può essere oggetto d'impugnativa.

 

                                  D.   L'11 aprile 2005 (doc. I) l'assicurata si è aggravata al TCA contro la decisione su opposizione,
chiedendo che il "conteggio provvisorio quale dipendente" sia
annullato e che l'incarto sia
retrocesso alla Cassa, affinché quest'ultima prenda posizione sull'aliquota del 2% applicata per i contributi di disoccupazione.

La ricorrente chiede
anche l'annullamento della "decisione"
del 4 aprile 2005, con conseguente rinvio degli atti alla Cassa per l'emissione di una nuova decisione d'affiliazione come indipendente e l'annullamento della "decisione"
del 19 gennaio.

Con risposta di causa
la Cassa ha ribadito le precedenti argomentazioni; la ricorrente ha ritenuta
evasa la disputa del 2%.

                                         in
diritto

 

in ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi
degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2
cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle
assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00).

 

                                   2.   La
ricorrente invoca un presunto vizio procedurale messo in atto dalla Cassa di
compensazione con l'emanazione dapprima
della decisione del 18 gennaio 2005 concernente la fissazione provvisoria dei
contributi AVS/AI/IPG, successivamente - il giorno seguente – della
"decisione di merito" con cui è stato motivato il rifiuto d'affiliare l'assicurata nella categoria degli indipendenti. In un certo senso, l'insorgente fa valere che con la prima
decisione di fissazione dei contributi vi sia stato un anticipo di giudizio
sulla sua qualifica professionale.

 

La lamentela dell'insorgente va subito rigettata. Va infatti
chiarito che la sola decisione formale che può essere oggetto di un'impugnativa è la decisione del 18 gennaio
2005, con cui la Cassa convenuta ha fissato provvisoriamente i contributi
AVS/AI/IPG dovuti dall'assicurata
per gli ultimi tre mesi del 2004. La decisione del 18 gennaio 2005, infatti, è
una decisione condannatoria che stabilisce i contributi dovuti per un periodo
determinato - seppure provvisoriamente nell'attesa della notifica di tassazione fiscale per l'anno 2004. Questa decisione è provvista dei
rimedi di diritto ed indica entro quale termine, in che forma e a quale
istanza può essere presentata opposizione e rispecchia quindi la
normativa della LPGA.

A questo proposito, secondo
l’art. 49 cpv. 1 LPGA, nei casi di ragguardevole entità o quando vi è
disaccordo con l’interessato, l’assicuratore deve emanare per scritto le
decisioni in materia di prestazioni, crediti e ingiunzioni. Per il capoverso 3,
le decisioni sono accompagnate da un avvertimento relativo ai rimedi giuridici.

Giusta l'art. 52 cpv. 1 LPGA, le decisioni possono
essere impugnate entro trenta giorni facendo opposizione presso il servizio che
le ha notificate.

Questo atto amministrativo, contrariamente
allo scritto del 19 gennaio 2005, si pronuncia sui diritti (opposizione entro
30 giorni alla Cassa) e sugli obblighi dell'assicurata (affiliata in qualità di
salariata il cui datore di lavoro non è soggetto al pagamento dei contributi AVS/AI/IPG,
deve versare i contributi per tre mesi del 2004), per cui riveste la forma di
una decisione scritta.

 

Per costante giurisprudenza, le
decisioni scritte devono essere designate come tali ed indicare le vie di
ricorso, anche se esse sono notificate sotto forma di lettera (RCC 1989 pag.
192 consid. 2a; MAURER, Bundessozialversicherungsrecht, pag. 127).

 

Decisioni formali sono quelle che
regolano una situazione giuridica concreta ed individuale del diritto
amministrativo in maniera imperativa attraverso un atto unilaterale di
un'autorità (KNAPP, Précis de droit administratif, n. 936 segg. pag. 214 segg.;
GOSSWEILER, Die Verfügung im Schweizerischen Sozialversicherungsrecht, pag. 13
segg.; BOIS, La décision dans le domaine de l'assurance sociale, in: Etudes de
droit social, vol. 3, pag. 199; GYGI, Verwaltungsrechtpflege und
Verwaltungs-verfahren im Bund, 2a edizione, pag. 27; DTF 122 V 189 consid. 1;
DTF 118 V 17 consid. 1; DTF 116 V 319 consid. 1a; DTF 98 Ib 463).

Pertanto, quelle situazioni giuridiche
che permettono, in un determinato caso, più soluzioni possibili o che non
decidono dei diritti e dei doveri dell'assicurato non sono da considerare come
decisioni (RCC 1977 pag. 162).

 

La comunicazione del 19 gennaio 2005 si
limita a spiegare all'assicurata per quali motivi non è stato possibile
affiliarla nella categoria delle persone indipendenti. La concretizzazione di
ciò è poi avvenuta con la decisione allegata, ovvero con la decisione
provvisoria di fissazione dei contributi, l'unica impugnabile.

Dal canto suo, lo scritto del 4 aprile
2005, anch'esso considerato dalla ricorrente alla stessa stregua di una
decisione, ribadisce invece semplicemente il contenuto della decisione su
opposizione del 7 marzo 2005, la quale decisione è l'unico atto amministrativo
impugnabile davanti al TCA mediante ricorso in virtù dell'art. 56 LPGA.

 

Da quanto precede discende dunque che nella
misura in cui l'insorgente si aggrava contro le comunicazioni del 19 gennaio e
del 4 aprile 2005, il ricorso appare irricevibile.

Il TCA può pertanto unicamente
esaminare nel merito la citata decisione su opposizione 7 marzo 2005, resa sull'opposizione
inoltrata avverso la decisione del 18 gennaio 2005.

 

                                   3.   Va
respinta anche la tesi dell'incompetenza da parte della Cassa CO 1 di esaminare
le domande di affiliazione e quindi di assoggettare una persona quale
dipendente o indipendente, emettendo conseguentemente una decisione di
fissazione dei contributi.

L'art. 63 cpv. 1 LAVS recita che alle
casse di compensazione incombono, fra i tanti, i compiti seguenti: a) la
fissazione, la riduzione e il condono dei contributi; c) la riscossione dei
contributi e il pagamento delle rendite e degli assegni per grandi invalidi.
Per il capoverso 2, le casse di compensazione cantonali devono inoltre vigilare
che siano assoggettate all'assicurazione tutte le persone tenute a pagare dei
contributi.

Secondo l'art. 64 LAVS, i datori di
lavoro, le persone esercitanti un'attività lucrativa indipendente, le persone
che non hanno un'occupazione lucrativa e gli assicurati dipendenti da datori di
lavoro non tenuti al pagamento dei contributi, devono, se non sono già
affiliati, annunciarsi alla cassa cantonale di compensazione (cpv. 5).

 

Stanti così le cose, non v'è dubbio che
la Cassa di compensazione era legittimata ad emanare una decisione concernente l'affiliazione
dell'assicurata ed a fissarne i relativi contributi mediante una decisione
formale provvisoria o definitiva - a dipendenza delle notifiche di tassazioni fiscali
esistenti a quel momento - in funzione del reddito conseguito dall'assicurata nel
periodo di contribuzione.

 

                                   4.   La ricorrente osserva infine di aver chiesto un colloquio orale alla
Cassa, ma di non essere mai stata convocata a tale scopo. Ella lamenta quindi
una violazione del diritto d'essere
sentita oralmente, garantito dall'art. 42 LPGA e chiede che la decisione del 7 marzo 2005 della Cassa sia
conseguentemente annullata.

 

Con sentenza del 20
settembre 2005 (C 128/04) il TFA ha recentemente stabilito che:

 

"  1.2 Art. 29 Abs. 2 BV
räumt kein Recht auf mündliche Anhörung ein, sondern beschränkt den
Gehörsanspruch auf schriftliche Stellungnahmen (Pra 2003 Nr. 97 S. 520 Erw.
2.6; Urteil W. des Bundesgerichts vom 13. November 2002, 4P.195/2002; vgl. BGE
125 I 219 Erw. 9b sowie AHI 1993 S. 41 Erw. 3b betreffend Art. 4 aBV), es sei
denn, ein Erlass gäbe ausdrücklich das Recht auf eine mündliche Anhörung (vgl.
Pra 2003 Nr. 97 S. 520 Erw. 2.6). Art. 42 ATSG sieht mündliche Anhörungen im
Rahmen des Verwaltungsverfahrens nicht ausdrücklich vor und auch aufgrund des VwVG
oder des AVIG ergibt sich kein explizit erwähntes Recht auf eine mündliche
Anhörung.

Anhand der Akten ist ersichtlich, dass die Versicherte ausreichend Gelegenheit
hatte, zum Sachverhalt Stellung zu nehmen (vgl. Erw. 1.1 hievor).

Es sind hier auch keine Umstände gegeben, die zu einer Ausnahme vom
Regelfall der Möglichkeit, schriftlich Stellung zu nehmen, führen würden,
sodass das rechtliche Gehör der Beschwerdeführerin nicht verletzt wurde, indem
sie nicht mündlich angehört wurde.“.

 

Non vi è pertanto alcun
diritto, di regola, ad essere sentiti oralmente. Una presa di posizione scritta
è sufficiente.

 

Nel caso di specie
l’insorgente, in sede di ricorso, ha ancora potuto far valere le sue ragioni
innanzi ad un’autorità giudiziaria che gode del pieno potere cognitivo, come
l’istanza precedente. Per cui l’eventuale violazione del diritto di essere
sentito occasionata dalla Cassa è stata comunque sanata in questa sede, dove
l’insorgente ha potuto nuovamente ribadire le sue motivazioni. La decisione
impugnata esplica pertanto effetto.

 

nel merito

 

                                   5.   Oggetto
del contendere è la qualifica (dipendente oppure indipendente) dell’attività
lucrativa svolta da RI 1 nei mesi di ottobre-dicembre 2004.

 

A norma dell'art. 4
LAVS, i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia
dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.

Secondo l'art. 5 cpv.
2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a
dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.

Per l'art. 9 cpv. 1
LAVS, il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende
qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri.

Per l'art. 10 LPGA, è
considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario
determinante secondo la pertinente legge.

E' considerato datore
di lavoro chi impiega salariati (art. 11 LPGA).

L'art. 12 LPGA prevede
che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito
dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere
contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro
dipendente (cpv. 2).

Per quanto concerne la
qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale
delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti,
la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato
a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi
per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente
o indipendente (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H
31/04).

In particolare,
insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo
statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).

 

                                   6.   Di
principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5
LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto
concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio
può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che
l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro,
il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.

Questi principi non
comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita
economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è
necessario lasciare alla prassi delle Autorità amministrative e alla prudenza
dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di
fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente
dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il
rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni
diverse (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162
consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a;
DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si
dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA del
18 settembre 2000 nella causa F.M., H 59/00).

 

                                   7.   Secondo
la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284
consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di una
attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa
importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di
personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il
rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal
risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate
dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b).
Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome
proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante
società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982
pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori
di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni
singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).

 

Si è in presenza di
un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di
lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro
un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e,
durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può
praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches
Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR
VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c).
Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la
necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle
infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico
dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal
risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347
consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di
una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione
simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 =
Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).

 

                                   8.   Il TFA ha pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato
come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della
sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato
in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se
formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica
definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di
assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne
lo stato professionale definitivamente.

 

Solo la natura di tale
attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è
determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori
che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente,
eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella
causa D. SA; STCA del 3 ottobre
1991 nella causa A.B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).

Per questi motivi un
assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro
e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna
esaminare se proviene da un’attività dipendente o meno (Pratique VSI 1995 pag.
145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

 

                                   9.   Il
TFA ha costantemente stabilito che per giudicare se un rappresentante di
commercio o un agente è salariato o indipendente non è importante
sapere se i suoi rapporti di servizio sono retti da un contratto di viaggiatore
di commercio o da un contratto di agenzia ai sensi del diritto delle
obbligazioni (RCC 1980 pag. 112 consid. 2, RCC 1955 pag. 153, RCC 1952 pag.
356, RCC 1950 pag. 378; STFA dell'8 marzo 1990 nella causa C.C. SA). L'Alta
Corte federale ha riconosciuto che, in generale, i rappresentanti di commercio
fruiscono di una grande libertà quanto all'impiego del loro tempo e
all'organizzazione del loro lavoro. Malgrado ciò è raro che essi assumano un
rischio economico uguale a quello di un imprenditore.

 

Il TFA è quindi giunto alla conclusione
che i rappresentanti di commercio, vista la natura delle loro attività e
le loro condizioni di lavoro, possono essere considerati dei lavoratori indipendenti
nei confronti dell'AVS solo in casi eccezionali (RCC 1980 pag. 112 consid. 2;
RCC 1955 pag. 82; RCC 1953 pag. 393).

 

Si deve presumere l'esistenza di
un'attività dipendente anche quando il rappresentante non
percepisce un salario fisso ma solo provvigioni (RCC 1988 pag. 398; RCC 1986
pag. 126; RCC 1972 pag. 330; RCC 1953 pag. 393), si assume le spese generali
(RCC 1986 pag. 126, RCC 1980 pag. 304, RCC 1971 pag. 90, RCC 1955 pag. 82), non
è vincolato ad una regione geografica, non è obbligato a rispettare un determinato
orario di lavoro (RCC 1972 pag. 330), lavora per più ditte (RCC 1955 pag. 82,
RCC 1953 pag. 393), risponde per il delcredere ai sensi degli artt. 348a e 418c
CO (RCC 1972 pag. 330), è iscritto a registro di commercio (RCC 1986 pag. 126,
RCC 1982 pag. 209, RCC 1955 pag. 82) ed è designato quale agente ai sensi degli
art. 418a segg. CO (RCC 1980 pag. 112, RCC 1972 pag. 330, RCC 1955 pag. 153).

 

A proposito degli agenti, il TFA
ha stabilito che, dal punto di vista dell'AVS, questi sono in generale dei salariati,
per il motivo che il rischio economico da loro sopportato si limita il più
delle volte al fatto che il guadagno dipende dal successo personale degli affari
conclusi (RCC 1980 pag. 112 consid. 2; RCC 1967 pag. 429; RCC
1954 pag. 116; KÄSER, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen
AHV, n. 4.63, pag. 119).

 

L'agente e il rappresentante
di commercio esercitano attività lucrativa indipendente se
sopportano un vero e proprio rischio imprenditoriale, vale a dire se dispongono
di una propria organizzazione di vendita (RCC 1988 pag. 399 consid. 2b; RCC
1986 pag. 127 consid. 2b e 604, RCC 1982 pag. 208, RCC 1980 pag. 112).

Secondo la prassi amministrativa questo
si verifica quando le tre condizioni seguenti sono soddisfatte
contemporaneamente: l'agente o il rappresentante di commercio utilizza locali
commerciali propri o in affitto (non sono considerati locali commerciali quelli
adibiti ad abitazione), occupa del personale (non sono considerati personale la
moglie e gli altri membri della famiglia che non ricevono un salario) e
sopporta la maggior parte delle spese di esercizio (Direttive UFAS sul salario
determinante, NN. 4027 e 4028; Pratique VSI 1995 pag. 27; Pratique VSI 1993
pag. 228 consid. 3b; RCC 1988 pag. 399 consid. 2b, RCC 1986 pag. 127 consid. 2b
e 604 consid. 2b, RCC 1982 pag. 209 consid. 4b, RCC 1980 pag. 112 consid. 2,
RCC 1967 pag. 429; STFA 8 marzo 1990 nella causa C.C. SA).

 

Diversa è invece la situazione del mediatore,
il quale, di regola, è considerato quale persona esercitante un'attività indipendente
(RCC 1988 pag. 315 seg. consid. 3c). Come ogni mandatario il mediatore deve
eseguire il suo mandato conformemente alle istruzioni del mandante (artt. 397 e
412 cpv. 2 CO). Il contratto di mediazione può essere revocato immediatamente
(artt. 412 cpv. 2 e 404 CO) e secondo l'art. 413 cpv. 1 CO il mediatore ha
diritto alla mercede solo se la sua interposizione o la sua indicazione
conducono alla conclusione del contratto. Quest'ultimo elemento, che mette in
evidenza il carattere propriamente aleatorio dell'attività di mediatore,
è importante dal punto di vista del diritto delle assicurazioni sociali.
Infatti la presenza del rischio corso dall'imprenditore è uno dei criteri che
permette di riconoscere l'esistenza di un'attività indipendente (GREBER/DUC/ SCARTAZZINI,
op. cit., n. 159 ad art. 5 LAVS, pag. 195).

 

Circa le spese sopportate dal mediatore,
queste gli sono rimborsate – anche nel caso in cui l'affare non venga concluso
- unicamente se ciò è stato convenuto (art. 413 cpv. 3 CO). Per queste ragioni,
di principio, il mediatore è considerato come un indipendente, a
differenza del viaggiatore di commercio che, di regola, è un salariato (DTF 97
V 137 consid. 2; RCC 1988 pag. 314; RCC 1986 pag. 604 consid. 2b; RCC 1980 pag.
304; RCC 1972 pag. 330).

 

Lo statuto d'indipendente
riconosciuto al mediatore si rifà alla giurisprudenza relativa agli agenti,
che sono ugualmente ritenuti come dei mandatari (art. 418a segg. CO). Secondo
questa giurisprudenza, l'agente esercita la sua attività a titolo indipendente
se sopporta un rischio economico (nel senso di rischio di perdita) e non ha
alcun rapporto di subordinazione con le persone per le quali lavora.

Queste due condizioni sono adempiute
quando l'agente stesso sopporta le spese occasionate, qualunque sia il
risultato del suo agire e quando lavora in proprio nome per diverse società in
contemporanea, senza tuttavia dipendere economicamente da esse (RCC 1988 pag.
314; RCC 1986 pag. 604 consid. 2b; RCC 1982 pag. 208).

 

                                10.   Nella
fattispecie, la ricorrente esercita la professione di rappresentante di
cartiere e di consulente per ditte esercitanti nel ramo della carta. L'assicurata
lavora come "agente intermediario allo scopo di offrire un servizio di
vendita tra cartiere e clienti in Italia e in Svizzera". Scopo della
sua attività, basata sulle conoscenze acquisite in questo campo quando era
dipendente della __________, è di "allargare la rete di distribuzione
sul mercato italiano e acquisire clienti nuovi sul mercato svizzero. Cercare
nuovi prodotti di nicchia p.e. carta thermo base, carta pergamine ecc. per il
settore alimentare e individuare cartiere piccole o medie, anche sul mercato
dell'Est, che cercano un agente per il mercato italiano e/o
svizzero." (doc. 3).

 

Agli atti v'è un resoconto allestito
dall'insorgente che riporta i nomi delle società per le quali la stessa ha
lavorato come freelancer senza contratto di agenzia, ma in virtù di mere
intese verbali.

Negli accordi presi con la __________
di __________ in __________, la ricorrente ha stipulato che la fatturazione (delle
vendite) avveniva in modo diretto tra il fornitore ed il cliente e che per ogni
vendita che riusciva a procurare alla società tedesca le spettava una
provvigione dell'1%, che le veniva pagata trimestralmente dopo ogni incasso da
parte del fornitore del prezzo versato dall'acquirente.

L'accordo concluso con la società __________
di __________, pure in __________, prevedeva le stesse modalità di fatturazione
e di pagamento, ma la provvigione concordata ammontava al 2% (doc. 5).

Le due fatture allegate risalgono
entrambe al 23 novembre 2004 e concernono una provvigione per intermediazione (Vermittlungsprovision)
per il mese di ottobre (€ 223,05 rispettivamente € 668,28). Queste fatture sono
la terza rispettivamente la quarta fattura che l'assicurata ha emesso nei
confronti di queste due ditte per le proprie competenze dall'inizio della loro
collaborazione.

 

Il 17 settembre 2004 la società __________
di __________ in __________ e la ricorrente hanno concluso un contratto di
mediazione, dove a quest'ultima è stato conferito mandato di mediazione per
"uns in Ihrer Eigenschaft als Makler Vorschläge zum Vertragsabschluss
mit Abnehmern zu unterbreiten.". Gli acquirenti hanno sede in Italia
ed in Svizzera. Qualora la società tedesca accettasse un'ordinazione proposta
dalla mediatrice ad un cliente, quest'ultima riceverebbe il 3% del valore netto
fatturato ai compratori. Le parti hanno inoltre specificato che questo
contratto non costituiva un passaggio ad un contratto di rappresentanza di
commercio e che la mediatrice non poteva prendere ordinazioni da alcune ditte
italiane per conto della mandante. Infine, il contratto di mediazione poteva
essere disdetto con un preavviso di tre mesi per la fine di un trimestre. Per
la sua seconda mediazione andata a buon fine nell'ambito di questo contratto,
nel mese di ottobre l'assicurata ha fatturato alla __________ una provvigione
di € 1'018,06.

 

Il 1° ottobre 2004 la ricorrente ha sottoscritto
un contratto d'agenzia ricevendo dalla società __________ di __________ un
mandato di agenzia in esclusiva per l'Italia per la vendita di un determinato
prodotto della cartiera __________ della __________. Il compito conferito all'agente
di commercio consisteva nel "condurre tutte le trattative" e
nel "difendere gli interessi della Preponente con tutta la diligenza
professionale. Egli farà del suo meglio per dare alla Preponente tutte le
informazioni necessarie per la promozione degli ordini e in particolare la
terrà immediatamente informata per tutti gli ordini ricevuti. Non potrà
modificare le tariffe, le condizioni di consegna, di pagamento, senza l'accordo
preventivo delle parti. 2. La Preponente metterà a disposizione dell'Agente
tutti i campioni e il materiale pubblicitario necessario. I campioni, a meno
che non siano destinati al consumo, restano di proprietà della preponente. 3.
La Preponente dovrà dare con sollecitudine tutte le informazioni necessarie ad
espletare le trattative commerciali e informerà senza ritardi circa l'accettazione
o il rifiuto degli ordini. 4. L'Agente riceverà tutta la
corrispondenza e le copie delle fatture dei clienti della sua area. 5. L'Agente
non è abilitato all'incasso se non nella misura espressamente
autorizzata. 6. La provvigione è fissata nella misura del 3% sull'importo
delle fatture di tutti gli ordini diretti o indiretti relativi a tutti i
clienti dell'area indicata all'art. 1. La
Preponente invierà all'Agente entro il 15 del mese successivo un
estratto delle provvigioni per tutte le consegne realizzate nel mese
considerato. Il pagamento delle provvigioni dovrà essere effettuato il giorno successivo
all'invio del rendiconto che comprenderà solamente le fatture con
esito positivo ai fini del pagamento. 7. Tutte le spese generali sono a carico
dell'Agente. 8. Il mandato ha inizio dal giorno 01.10.04 e si
conclude a tempo indeterminato. Ciascuna delle parti deve mandare una
raccomandata con un preavviso di sei mesi prima della scadenza del trimestre
successivo.".

La prima fattura del 5 novembre 2004 per
commissioni relative al mese di ottobre ammontava ad € 1'051,08.

 

                                11.   Alla
luce della sopra esposta giurisprudenza del TFA e degli illustrati elementi dei
contratti, questo Tribunale deve concludere che l’attività svolta da RI 1 nel
periodo di contribuzione in oggetto è di carattere indipendente.

 

I pochi elementi a favore dell’attività
dipendente sono in particolare la circostanza che l’interessata ha lavorato
quale direttrice per diversi anni a favore della succursale della citata società
__________, la quale nell'ottobre 2004 le ha conferito un mandato d'agenzia in
esclusiva con l'obbligo di difendere gli interessi della società con "tutta
la diligenza professionale" e con l'indicazione di tenerla "immediatamente
informata per tutti gli ordini ricevuti.". La mandante le avrebbe poi fornito
tutte le informazioni necessarie per espletare le trattative commerciali.

 

Per il resto, come emerge dai contenuti
dei contratti esposti al considerando precedente, la ricorrente non aveva alcun
rapporto di subordinazione e di dipendenza con le differenti società estere con
cui ha collaborato in virtù di un contratto d'agenzia o come freelancer.
Infatti, oltre a lavorare per diverse ditte, l'insorgente svolgeva un’attività di
mediazione consistente nell’acquisizione di clientela e nella consulenza rispettivamente
nella vendita di prodotti trattati dalle ditte dalle quali riceveva questi
mandati. Per queste sue attività, l'assicurata ha locato un ufficio a __________
e soprattutto si spostava molto frequentemente, assumendosi tutte le spese di
trasferta e le spese generali (docc. 3 e 5).

L’interessata era inoltre libera di
agire, senza nessun vincolo temporale e/o logistico e poteva organizzarsi senza
dover sottostare ad alcuna direttiva circa l’orario di lavoro, il luogo, la
pianificazione e l’esecuzione, fatte salve le eccezioni sopra esposte.

La ricorrente aveva inoltre effettuato alcuni
investimenti (mobilio e macchinari d'ufficio), seppure, finanziariamente, non
molto importanti. Tuttavia, come recentemente rammentato dal TFA, negare
l’esistenza di un’attività indipendente per il fatto che l’interessata non
avrebbe effettuato investimenti tipici di un’attività imprenditoriale e
comunque non di entità tale da essere paragonati a quelli di un imprenditore
che intende iniziare un’occupazione indipendente, significa non tenere conto
delle nuove realtà lavorative che consentono sempre più di operare anche se
delocalizzati (a casa propria, lontani dalla sede del committente o del
mandante) e con l’ausilio dei mezzi informatici interattivi e dei mutamenti
economici in atto che permettono di svolgere un’attività lavorativa
indipendente ad elevato tenore intellettuale senza necessità di dover
inizialmente investire mezzi finanziari elevati per dotarsi di attrezzature,
locali commerciali e personale (STFA del 21 marzo 2005, H 31/04).

Il carattere indipendente dell’attività
svolta dall’interessata si evince anche dal contenuto dei contratti sottoscritti
dalle parti, dai quali emerge, come visto, che l’assicurata, nelle vesti di
mediatrice, aveva la facoltà di cercare degli acquirenti e di proporre loro la
conclusione di contratti di compravendita con le società mandanti. È poi soltanto
nell'eventualità in cui la mandante accettasse l'ordinazione dei clienti
proposti dalla mediatrice che a quest'ultima sarebbe stata riconosciuta una provvigione
pari ad una percentuale del valore della fatturazione netta della compravendita
stessa. Nell'espletamento del suo mandato, la mediatrice/procacciatrice non poteva
"modificare le tariffe, le condizioni di consegna, di pagamento, senza
l'accordo preventivo delle parti" e "non è abilitato
all'incasso se non nella misura espressamente autorizzata".

Per quanto concerne la rimunerazione,
emerge che le società che hanno conferito mandato all'agente/mediatrice le
avrebbero versato, rispettivamente, una commissione dell'1, 2 oppure del 3% per
"tutte le consegne realizzate nel mese considerato. Il pagamento delle
provvigioni dovrà essere effettuato il giorno successivo all'invio
del rendiconto che comprenderà solamente le fatture con esito positivo ai fini del
pagamento".

In concreto, l’interessata fungeva pertanto
da consulente/ mediatrice e percepiva il proprio compenso unicamente se
l’affare andava a buon fine, ossia se la società accettava la clientela che la
ricorrente le presentava. Altrimenti l’assicurata non avrebbe incassato
alcunché, con conseguenti spese a suo carico, oltre alle spese generali che la
stessa già si doveva accollare per contratto.

Ora, proprio l’elemento di aleatorietà
è un aspetto importante del carattere indipendente dell’attività svolta dall’insorgente
(STCA del 5 settembre 2005 nella causa F.M. SA, Inc. n. 30.2005.19, STCA del 5
novembre 2001 nella causa M., Inc. n. 30.2000.138). Come visto (cfr. consid. 9),
per i suoi particolari tratti caratteristici, il mediatore è di regola considerato
quale persona esercitante un'attività indipendente (RCC 1988 pag. 315 seg.
consid. 3c), a differenza dell'agente commerciale che, in generale, è un
salariato (DTF 97 V 137 consid. 2). Il primo ha infatti diritto alla mercede
solo se la sua interposizione o la sua indicazione conducono alla conclusione
del contratto. Questo elemento mette quindi in evidenza il carattere aleatorio
dell'attività di mediatore. Per questa particolare attività, inoltre, le spese
sopportate sono rimborsate al mediatore soltanto se ciò è stato convenuto, per
cui egli sopporta ogni spesa che, come in specie, non sia stata precedentemente
pattuita, assumendosi così un rischio tipico di un imprenditore indipendente.

 

Vero è che i contratti agli atti contengono,
nell’ambito della mediazione, un’irrituale possibilità di disdire il contratto con
un preavviso di tre o sei mesi prima della scadenza del trimestre successivo. Tuttavia,
a fronte di tutti gli elementi elencati che fanno propendere per un’attività
indipendente, questo aspetto diventa, nel caso in esame, secondario.

 

Va osservato, infine, che la
circostanza che la ricorrente lavori prettamente all'estero non influisce sulla
qualifica contributiva. L'art. 14bis cpv. 2 del Regolamento CEE 1408/71 di cui
all'Allegato II all'Accordo sulla libera circolazione delle persone prevede che,
esercitando un'attività autonoma in più Stati fra cui quello in cui risiede, la
ricorrente sia assoggettata alla LAVS.

 

                                12.   Stanti
così le cose, la decisione su opposizione va annullata e l'incarto rinviato
alla Cassa affinché emetta una nuova decisione di fissazione dei contributi,
inserendo la ricorrente nella categoria delle persone esercitanti un'attività
indipendente.

Alla ricorrente, vincitrice e
patrocinata da un legale, vanno assegnate delle ripetibili (art. 61 lett. f
LPGA).

                                13.   Nella
misura in cui il presente giudizio ha attinenza a contributi imposti dal
diritto federale, è data facoltà di impugnativa al Tribunale Federale delle
Assicurazioni mediante ricorso di diritto amministrativo.

Per quanto il presente
giudizio si riferisca invece alla richiesta di versamento di contributi per
assegni familiari - che attengono al diritto cantonale -, non vi è controllo
giudiziario da parte del Tribunale Federale delle Assicurazioni mediante ricorso
di diritto amministrativo (DTF 124 V 146 consid. 1 e riferimenti); pertanto, il
giudizio cantonale è definitivo.

 

Per questi
motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è accolto.

                                    §   La
decisione impugnata è annullata e l'incarto rinviato all'Amministrazione, affinché proceda conformemente
ai considerandi.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. 

                                         La Cassa CO 1 di __________
rifonderà alla ricorrente Fr. 800.- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

 

                                   3.   Nella
misura in cui la lite ha per oggetto la richiesta di contributi per assegni
familiari, la presente decisione è definitiva.

 

                                   4.   Per
quanto attiene ai contributi di diritto federale la presente decisione viene
comunicata agli interessati, i quali possono impugnare il presente giudizio con
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti