# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c27b81bb-d14d-5f32-adf3-0f98d7428d2a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-08-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 05.08.2002 INC.2002.6803
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2002-6803_2002-08-05.html

## Full Text

N. 68.2002.3                                                               Lugano,
5 agosto 2002

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

 

sedente per statuire sull’istanza
presentata il 19 luglio 2002 dal

 

 

Procuratore pubblico
avv. __________

 

 

intesa ad ottenere la proroga di
quattro mesi del carcere preventivo cui è astretto

 

 

__________, attualmente presso il Penitenziario
cantonale

                                    (patrocinato dall'avv.
__________)

 

 

nel procedimento pendente contro
quest’ultimo per titolo di infrazione aggravata subordinatamente semplice e
contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti;

 

 

 

viste le osservazioni 31 luglio
2002 dell’accusato, che postula la concessione di una proroga limitata a due
mesi;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

 

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

1.

 

 

_____________ è stato arrestato
l'8 febbraio 2002, con contestuale promozione dell'accusa per titolo di
violazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti. Nel contesto di
altre indagini concernenti traffici di cocaina, era emerso che il _____________
avrebbe trasportato da Lisbona, importato e ceduto non indifferenti
quantitativi di questo stupefacente. Ed in effetti già al primo contatto con
gli inquirenti, egli ha ammesso queste circostanze, così ribadite nel verbale
di conferma dell'arresto di questo giudice, del giorno successivo
all'esecuzione del provvedimento privativo della libertà (AI 11 dell'inc. MP
1070/2002):

 

"D. Ha
portato cocaina ?

R. …devo
pensare un po' … rispondo sì: sono stato pagato per portare qui cocaina , per
il __________, in seguito per il __________.

Confermo
quanto dichiarato nel verbale di polizia e cioè di aver portato qui in tre
volte circa complessivamente 300/350 g. di cocaina."

 

Nel seguito dell'istruzione,
_____________ ha ritrattato, per poi nuovamente ammettere di aver unicamente
trasportato una volta 100 g. ed un'altra 60 g. di cocaina, in circostanze
comunque negate rispettivamente non corrispondenti a quelle descritte dai suoi
referenti (v. verbali dinnanzi al Procuratore pubblico del 17 maggio 2002 ore
14.15 e 23 maggio 2002, AI 46 e 52). Ma recentemente ha ancora tutto
ritrattato, come ancora si vedrà (v. verbale 26 luglio 2002 dinnanzi al
Procuratore pubblico).

 

 

 

2.

 

 

Il Procuratore pubblico chiede
una proroga di quattro mesi del carcere preventivo cui è astretto _____________
per la conclusione dell'istruzione formale, senza pericolo di collusione
rispetto agli accertamenti in corso, ritenuto presente quello di fuga e quello
di recidiva dati i precedenti. A queste conclusioni il magistrato inquirente
giunge dopo puntuale riassunto della situazione processuale, con particolare
rilievo dei comportamenti reticenti, contraddittori ed anche aggressivi
dell'accusato, e descrizione delle ulteriori indagini di prossima attuazione,
donde rispetto del principio di proporzionalità al cospetto della gravità dei
reati inquisiti.

 

 

 

 

 

 

 

Le osservazioni della difesa non
si esprimono sui fatti imputati all'accusato, né sui presupposti per il
mantenimento del provvedimento coercitivo, quindi di implicita apparenza per la
richiesta di una proroga limitata a due mesi, in considerazione
dell'eccezionalità di tale istituto e dell'acquisizione di gran parte delle
prove indicate nell'istanza del Procuratore pubblico.

 

 

 

3

 

 

Come al dettato di legge ed a
giurisprudenza (REP 1998, pag. 333 ss.), l'art. 95 CPP - corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (come è qui il caso)
proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali - per quanto concerne la fattispecie in discussione -
i bisogni dell'istruzione, nella specie di paventata collusione, il pericolo di
fuga e quello di recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura
processuale cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma
anche ad assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire
l’eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti;
sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993,
consid. 3).

L'eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP
1980 pag. 128).

 

 

 

4.

 

 

Nonostante il silenzio
dell'accusato nelle sue osservazioni, ma avuto presente il suo atteggiamento
processuale, questo giudice è tenuto ad affrontare d'ufficio i 

contenuti dell'istanza, per in ogni modo concludere in casu che sufficienti
presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla
giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di
_____________ a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare
privazione della sua libertà, sino a conclusione del procedimento.

 

 

4.1

 

Per quanto concerne i gravi
indizi di colpevolezza, più evidenze consentono di considerarli seri anche
oltre la verisimiglianza, sufficiente a questo stadio del procedimento.

Innanzitutto occorre ricordare
che _____________ ha pur fatto delle ammissioni, in più circostanze. Come
ricordato sopra, già al momento dell'arresto, con conferma dinnanzi a questo
giudice di importazione di 300/350 g. di cocaina: ha poi ritrattato, adducendo
di essere stato minacciato dagli agenti di Polizia (addirittura di tagliargli
la pancia), ed anche di poter così ottenere immediatamente la libertà (v. in
particolare il verbale 17 maggio 2002 dinnanzi al Procuratore pubblico, AI 45,
pag. 3 e 4). Si è trattato e si tratta di argomenti assolutamente
insostenibili, avendo presente che al suo arresto _____________ "tra le
lacrime ha confessato d'avere portato in Ticino, in tre occasioni, un totale
complessivo di 330/340 grammi di cocaina a partire da metà anno 2001"
(rapporto di inchiesta 5 giugno 2002, AI 63, pag. 8 in fine), e che (come egli
stesso ha riconosciuto) questo giudice gli disse che sarebbe rimasto in
carcere, ben spiegandogli la situazione (come al completo e puntiglioso
interrogatorio AI 45, pag. 4 ss., a pag. 6 leggendosi: "…mi ricordo
pure che il GIAR mi disse che non poteva lasciarmi andare in libertà, poiché
bisognava verificare ancora diverse cose nel corso dell'inchiesta (bisogni
dell'istruzione) e che vi era pure un pericolo di fuga da parte mia, poiché ero
cittadino straniero."). Quindi: nessuna promessa di libertà né tanto
meno coercizione di qualsivoglia genere, né immediata ritrattazione alla
consapevolezza di dover rimanere in carcere. Il nuovo gratuito cambiamento di
versioni del 26 luglio scorso, non può avere miglior sorte, inserendosi
nell'anomalo comportamento dell'accusato, senza dimenticare che è sopravvenuto
dopo il suo trasferimento al Penitenziario cantonale, dove ha avuto "modo
di vedere il _________ (n.d.r.: uno dei suoi referenti) quotidianamente
durante gli orari ad esempio di fitness (sollevamento pesi) e l'ora di aria
libera", nessun peso avendo l'aggiunta (di per sé significativa):
"…comunque non parlo con lui, mi correggo io parlo di altre cose, quale
ad esempio la famiglia, delle ragazze, ecc. …" (verbale dinnanzi al
Procuratore pubblico del 26 luglio 2002, pag. 2).

Altri elementi seriamente
indizianti sono le menzionate (anche se non perfettamente corrispondenti) chiamate
di correo, i ripetuti viaggi in Svizzera non altrimenti giustificati, i
ricorrenti versamenti di denaro all'estero, non spontaneamente ammessi, ma con
ineccepibili riscontri documentali, e pure il 

precedente di trasporto di cocaina in Brasile, con destinazione l'Europa, e
conseguente condanna (per i particolari si rinvia segnatamente all'ultimo
verbale citato).

 

 

4.2

 

In punto al pericolo di
collusione, se ancora di possibile evidenza a questo stadio delle indagini,
basta menzionare la significativa ritrattazione dopo contatti con __________ al
Penitenziario nel contesto del comportamento generale dell'accusato,
decisamente inteso a respingere (ora di nuovo) ogni suo coinvolgimento in
traffici di cocaina.

 

 

4.3

 

In punto al pericolo di fuga, quale
impedimento a scarcerazione, si ricorda che i criteri determinanti per
stabilire se esso sia dato o meno sono il carattere del prevenuto, il suo
domicilio, la sua professione, la sua situazione famigliare e i suoi legami con
lo Stato in cui egli é inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in
re S.C. del Tribunale federale; sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP
314/94). L'apprezzamento di tutte le circostanze, per invocare appunto un
rischio di fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiano
per l’accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui
dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati
comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importanti (in questo
senso Mario Luvini; in REP 1989,
pag. 292, con i riferimenti ivi indicati; sentenza 14 novembre 1994 in
re S.V., CRP 341/94).

_____________ è cittadino
straniero, senza qui nessun apprezzabile contatto, di dimostrata mobilità,
confrontato con inevitabile espiazione, come da sua accertata concreta
esperienza, per cui di certo la sua scelta sarebbe quella della fuga, con
rientro nella clandestinità.

 

 

4.4

 

A rigore, ma pure
abbondanzialmente, vi sarebbe anche pericolo di recidiva, nella convergente
considerazione dell'attività continuata in traffici di stupefacenti, senza
alcuna credibile prospettiva di soluzione lavorativa, e dell'importante e
preoccupante precedente dallo stesso _____________ più volte ricordato, da
ultimo nel verbale del 26 luglio 2002: "… confermo ancora oggi che nel
1995 sono stato arrestato in Brasile, a Rio de Janeiro, poiché trovato in
possesso di ca. 777 grammi di cocaina che io stavo trasportando,

mediante l'aereo in Europa. Confermo pure di essere stato condannato a 4 anni
di carcere in Brasile e di essere uscito dopo 2 anni e 10 mesi per buona
condotta".

 

 

 

5.

 

 

Il carcere preventivo sin qui sofferto e
ipotizzabile sino alla conclusione del procedimento, che risulta essere
condotto con coerente sollecitudine nonostante l'atteggiamento reticente (è un
eufemismo) dell'accusato, è rispettoso del principio di proporzionalità per la
gravità della fattispecie e la relativa complessità delle indagini: queste
ultime sono in ogni modo in fase di conclusione (v. le citazioni sub AI 77, 78,
79), per cui occorre tenerne conto nella quantificazione della proroga, in ogni
modo fermo restando il noto obbligo del Procuratore pubblico di non protrarre
la privazione della libertà personale oltre il necessario (art. 102 cpv. 1 CPP)
e di agire celermente (art. 176 cpv. 3 CPP).

 

 

 

6.

 

 

Di conseguenza l’istanza di
proroga del carcere preventivo è parzialmente accolta, ritenuti sufficienti due
mesi e mezzo di tempo per concludere l'istruzione formale: la presente
decisione è esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e
contrario) ed è suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali
(art. 284 cpv. 1 lett. a CPP).

 

 

 

Per i quali motivi,

 

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

decide:

 

 

 

1.      L’istanza è accolta.

 

          Di conseguenza il carcere preventivo cui è astretto
_____________ è prorogato di due mesi e mezzo cioè sino al 22 ottobre 2002,
compreso.

 

 

2.      Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.      Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei
ricorsi penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.      Intimazione:

     -    avv. __________, per sé e per l’accusato;

     -    Procuratore pubblico avv. __________ (con copia delle
osservazioni della difesa e con l'inc. MP __________ di ritorno);

     -    Direzione del Penitenziario cantonale, Lugano-Cadro.

 

 

 

 

 

                                                                              giudice
__________