# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cca4aba3-a087-52d9-ba12-24d3249d294b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-10-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 13.10.2004 38.2004.25
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2004-25_2004-10-13.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2004.25

   

  FS/td

  	
  Lugano

  13 ottobre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 23 marzo 2004 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 4 marzo 2004 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento di CO
  1, 

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 13 febbraio 2004 L'Ufficio regionale di collocamento di CO 1 (di
seguito URC) ha sospeso RI 1 per 3 giorni dal diritto all'indennità di
disoccupazione, a decorrere dal 1° febbraio 2004, argomentando:

 

" 
In data 30.01.04 ha presentato le ricerche
svolte nel mese di gennaio 2004. Da un controllo approfondito risulta che, su 8
posti di lavoro visitati (timbri), in 2 si era già presentata nel mese
precedente (dicembre 2003), come da copie allegate.

 

Queste ricerche vengono quindi considerate
insufficienti dal profilo qualitativo.

 

L'assicurata non ha dato seguito alla nostra
richiesta di giustificazioni del 02.02.04, pertanto si procede ad una sanzione
minima di 3 giorni." (cfr. doc. 25)

                               1.2.   A seguito
dell'opposizione interposta dall'assicurata (cfr. doc. 24), l'URC, in data 4
marzo 2004, ha emanato una decisione su opposizione con la quale ha ribadito il
contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. 23).

 

                               1.3.   Contro
questa decisione l'assicurata ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel
quale ha rilevato che:

 

" 
(…)

Ho ricevuto la sanzione di tre giorni perché mi
accusano che ho svolto due ricerche di lavoro presso lo stesso datore di
lavoro.

E' vero che nello spazio di due mesi, oltre ad
aver fatto altre ricerche, sono passata ancora presso i due stessi datori di
lavoro, ma questo è dovuto al fatto che i datori di lavoro mi avevano detto che
al momento non avevano bisogno e di ripassare che avrebbero valutato meglio la mia
richiesta di lavoro.

Come potete vedere non c'è nessuna intenzione di
evitare le ricerche di un lavoro ma, anzi, mi sono ripresentata presso un
datore di lavoro che poteva darmi delle maggiori possibilità di lavoro.

Vi invito a rivedere la decisione, e togliere la
sanzione ricevuta, visto che per parte mia non c'era intenzionalità ad evitare
le ricerche di lavoro (…)." (cfr. doc. I)

 

                               1.4.   Nella sua
risposta del 16 aprile 2004 l'URC ha chiesto di respingere il ricorso e ha
osservato che:

 

" 
(…)

1. La signora RI 1 è iscritta in disoccupazione a far tempo dal
01.04.2003 con un termine quadro aperto dal 01.04.03 al 31.03.05 (indennità
usufruite al momento 259) ed è alla ricerca di un impiego a tempo pieno quale
ausiliaria di vendita.

                                  Si
constata che in precedenza la stessa è stata iscritta anche dal 21.03.00 al
01.04.01 e dal 12.06.01 al 27.07.01.

 

2. Il 19.12.03 durante il colloquio di consulenza si era provveduto
ad informare l'assicurata che le ricerche di lavoro non devono essere
ripetitive (vedi verbale, allegato 1), avendo riscontrato che tra le ricerche
di novembre 2003 (allegato 2) risultava una ricerca già svolta nel periodo
precedente, ottobre 2003 (allegato 3).

 

3. In data 30 gennaio 2004, su autorizzazione della sua consulente,
l'assicurata presentava le ricerche d'impiego relative al periodo di controllo
gennaio 2004 (allegato 4) allo sportello.

 

                                  La
sottoscritta, dopo verifica delle ricerche di lavoro del mese di gennaio (art.
26 cpv. 3 OADI), rilevava che, tra le otto ricerche figuranti sul documento
"prova degli sforzi personali intrapresi per trovare lavoro", due di
queste (__________e __________) erano già presenti sul formulario per il mese
di dicembre 2003 (allegato 5); malgrado il nostro avviso, la signora RI 1 ha
ignorato le nostre osservazioni.

 

4. A seguito dei fatti sopra esposti, in data 02.02.04, rispettando
il diritto di essere sentito, abbiamo provveduto ad inoltrare richiesta di
giustificazione (allegato 6), con scadenza 12.02.04, inerente ricerche di
lavoro di gennaio 2004 qualitativamente insufficienti poiché ripetute.

 

                                  In
data 13.02.04, si rileva che l'assicurata non ha dato seguito alla richiesta di
giustificazioni e quindi si decide di procedere ad una sanzione minima prevista
di 3 giorni (allegato 7).

 

                                  In
data 03.03.04 (data di ricevimento 27.02.04) la signora RI 1 inoltra
opposizione alla decisione di sanzione (allegato 8), chiedendo l'annullamento
della sospensione. Ponendo come giustificazione il fatto che i datori di lavoro
citati le avrebbero chiesto di ripassare; si fa notare che, sul formulario
ricerche in questione, nell'apposito spazio riservato all'indicazione del
risultato della domanda d'impiego, il datore di lavoro ha indicato solamente la
dicitura "al completo" senza nessun invito a ripassare.

 

                                  In
data 04.03.04 viene emessa la decisione su opposizione dal capo-gruppo __________
che oggettivamente conferma la sospensione (allegato 9).

 

5. Visto quanto sinora esposto e richiamando la giurisprudenza
cantonale relativa agli assicurati che si iscrivono in disoccupazione, la
signora RI 1 non ha adempiuto all'obbligo di fare tutto quanto si possa
ragionevolmente pretendere da lei per evitare o abbreviare la disoccupazione
(art. 17 cpv. 1 LADI). Se non adempie tale obbligo ella deve essere sanzionata
sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, secondo cui l'assicurata è sospesa
dal diritto alle indennità se non fa il suo possibile per ottenere
un'occupazione adeguata (…)." (cfr. doc. IV)

 

                               1.5.   Con lettera
del 9 settembre 2004 il TCA ha posto all'URC le seguenti domande:

 

                                         "1.  Per
quali esatti motivi, per il periodo di controllo del mese di gennaio 2004,
tolte le due ricerche ripetitive, avete ritenuto insufficienti le restanti sei
ricerche di lavoro ?

 

                                          2.  All'assicurata
è stato chiesto di effettuare un numero minimo di ricerche di lavoro al mese?
Se sì, da chi, quando, quante ricerche e per quali ragioni?" (cfr. doc.
VI)

 

                                         Con
scritto (datato erroneamente 16 aprile 2004) pervenuto al TCA il 14 settembre
2004 l'URC ha risposto come segue:

 

                                         "1.  Durante
il mese di gennaio 2004 la signora RI 1 ha svolto otto ricerche. Tolte le due
ricerche ripetitive, rimangono sei ricerche qualitativamente valide; l'impegno
a livello quantitativo è stato però ritenuto insufficiente al fine del
collocamento.

 

                                          2.  In
data 19.12.03, durante un colloquio di consulenza, alla signora RI 1 era stato
ricordato che le ricerche di lavoro devono essere il più numerose possibili al
fine di aumentare le probabilità d'Impiego (vedi verbale originale firmato
presente nell'incarto in vostro possesso). Anche se il numero di ricerche
mensili non è stato specificato, la signora svolgeva di consuetudine otto-nove
ricerche mensili.

                                              Considerato
la formazione dell'assicurata, la giovane età, ed il lento approssimarsi
dell'esaurimento delle 400 indennità, il numero di ricerche da lei svolte
regolarmente era da considerare come quantità minima.

                                              La
stessa assicurata, in occasione del colloquio di consulenza del 25.09.03 con la
consulente __________, affermava che otto ricerche mensili erano un po' poche
(vedi verbale originale firmato presente nell'incarto in vostro
possesso)." (cfr. doc. VII)

 

                                         I doc. VI
e VII sono stati notificati all'assicurata per lettera raccomandata e per posta
A (cfr. doc. VIII).

                                         L'assicurata
è rimasta silente.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; RS 830.1).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 52 cpv. 1 della LPGA le decisioni emesse in virtù dell'art. 49 LPGA
possono essere impugnate entro trenta giorni mediante opposizione all'istanza
che le ha notificate.

                                         In virtù
del fatto che in via di principio, le norme di procedura entrano in vigore
immediatamente (cfr. SVR 2004 AHV Nr. 3 consid. 3.2.; SVR 2003 IV Nr. 25,
consid. 1.2, pag. 76; STFA del 27 gennaio 2004 nella causa P., I 474/03,
consid. 2.3.; DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4a; RAMI 1998 KV no.
37 pag. 316 consid. 3b), tutte le decisioni emanate dopo il 1° gennaio 2003
sono rette dalla procedura di opposizione. Per fissare il momento
dell'emanazione della decisione è determinante la sua consegna alla posta (vedi
DTF 119 V 95 consid. 4a) (cfr. lettera 29 novembre 2002 del TFA alle autorità
di ricorso cantonali nel campo delle assicurazioni sociali).

                                         La
procedura d'opposizione si applica a tutti i campi delle assicurazioni sociali,
ad eccezione della previdenza professionale.

 

                                         L'art. 52
cpv. 2 LPGA stabilisce che le decisioni su opposizione vanno pronunciate entro
un termine adeguato. Sono motivate e contengono un avvertimento relativo ai
rimedi giuridici.

 

                                         Inoltre,
secondo l'art. 52 cpv. 3 LPGA, la procedura d'opposizione è gratuita e di
regola non sono accordate ripetibili.

 

                               2.3.   La decisione
impugnata del 4 marzo 2004 è stata emanata dall'Ufficio regionale di
collocamento di CO 1.

                                         Gli URC,
in virtù dell'art. 85b LADI e sulla base delle competenze conferite loro
tramite una direttiva interna dalla Sezione del lavoro, sono competenti a infliggere
agli assicurati delle sospensioni dal diritto alle indennità di disoccupazione
a causa di ricerche di lavoro insufficienti e, in modo più generale, a
sanzionare gli assicurati che non si attengono alle prescrizioni di controllo
ai sensi dell'art. 17 LADI (cfr. la sentenza del TCA del 20 novembre 2003 nella
causa B. 38.2003.55).

 

                                         Il
Consiglio di Stato del Cantone Ticino, il 15 ottobre 2003, ha comunque già
modificato il Regolamento della legge sul rilancio dell'occupazione e sul
sostegno ai disoccupati del 4 febbraio 1988 precisando espressamente all'art.
2a lett. e i compiti delegati agli URC dalla Sezione del lavoro (cfr.
Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi del 17 ottobre 2003,
38/2003, pag. 281-282). Tale modifica è stata approvata dalla Confederazione, e
meglio dal Dipartimento federale dell'economia, il 5 novembre 2003 (cfr.
scritto del 5 novembre 2003 del Consigliere federale Joseph Deiss di cui
all'inc. 38.2003.55).

 

                                         Il
ricorso contro la decisione su opposizione del 4 marzo 2004, inoltrato
dall'assicurata il 29 marzo 2004 (cfr. il timbro postale sulla busta allegata
al doc. I), ovvero entro 30 giorni dall'emissione del citato provvedimento
(cfr. art. 60 LPGA), è pertanto ricevibile.

                                         Questa
Corte entra, di conseguenza, nel merito del ricorso.

                                         Nel
merito

 

                               2.4.   Oggetto
della presente vertenza è la questione di sapere se l'assicurata deve essere o
meno sospesa dal diritto all'indennità di disoccupazione per insufficienti
ricerche dal profilo qualitativo compiute durante il periodo di controllo del
mese di gennaio 2004.

 

                                         Il 1°
luglio 2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal
popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N.14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg., RU
N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

                                         Dal
profilo temporale il giudice delle assicurazioni sociali applica di principio
le norme di diritto materiale in vigore al momento in cui si realizza la
fattispecie che esplica degli effetti (cfr. DTF 129 V 1, consid. 1.2, pag. 4;
DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V 466, consid. 1, pag. 467; DTF 126
V 163, consid. 4b, pag. 166; DTF 125 V 42, consid. 2b,
pag. 44; DTF 123 V 70, consid. 2, pag. 71; DTF 122 V
34, consid. 1, pag. 36 con riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2;
STFA del 16 febbraio 2004 nella causa S., C 154/03; STFA del 20 gennaio 2003
nella causa V. e V.-A., K 133/01 e STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H
114/01).

                                         Inoltre,
il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell'esame della vertenza, si fonda
di regola sui fatti che si sono realizzati fino all'emanazione della decisione
amministrativa contestata (cfr. DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 121 V 366
consid. 1b; qui: il 4 marzo 2004).

                                         In casu,
l'amministrazione ha sanzionato l'assicurata per insufficienti ricerche di
lavoro dal profilo qualitativo nel mese di gennaio 2004. A quel momento la
terza revisione della LADI era già in vigore e deve dunque essere presa in
considerazione.

 

                               2.5.   Va
innanzitutto rilevato che la terza revisione della LADI non ha sostanzialmente
modificato né l'obbligo per gli assicurati di cercare un impiego adeguato, né
il principio di sanzionare la violazione di questo dovere, vigenti
precedentemente al 1° luglio 2003. È stato invece parzialmente modificato
l'art. 26 dell'ordinanza. Pertanto resta valida la giurisprudenza elaborata
fino al 30 giugno 2003.

 

                                         Come
appena visto, tra gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare
personalmente un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 LADI), se necessario
anche fuori della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI) ed anche
fuori del proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).

                                         Alla fine di ogni periodo
di controllo egli dovrà dunque presentare al servizio competente le prove
documentali relative alle ricerche di lavoro intraprese (cfr. STFA del 29.1.92
nella causa E.R., non pubblicata). 

 

                                         Secondo l'art. 26 cpv. 1
OADI:

 

" 
L'assicurato deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di
regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2 OADI
prevede che:

 

" 
Annunciandosi per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato deve
provare al servizio competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare
lavoro."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2bis OADI
precisa che

 

"  Egli deve fornire tale prova per ogni periodo di
controllo al più tardi entro il quinto giorno del mese seguente o il primo
giorno lavorativo successivo a tale data. In caso contrario, il servizio
competente gli accorda un termine adeguato per rimediarvi. Nel contempo lo
informa per scritto che, se lascia scadere il termine senza una giustificazione
valida, le ricerche di lavoro non potranno essere prese in considerazione."

 

                                         L’art. 26 cpv. 3 OADI
stabilisce che:

 

" 
Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro
dell’assicurato."

 

                                         Conformemente al principio
dell'obbligo della riduzione dei danni ancorato nel diritto delle assicurazioni
sociali (cfr. Maurer, Sozialversicherungsrecht, Band I, 1979 p. 323), la LADI
ha dunque previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue
possibilità per evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.

                                         Se non adempie il suo
obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il
suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata.

 

                                         La giurisprudenza federale
ha stabilito che questo motivo di sospensione è dato anche quando l'assicurato
non si attiene all'obbligo della ricerca di un lavoro prima di essere
disoccupato. L'assicurato deve così, ad esempio, adoperarsi già durante il
periodo di disdetta (e cioè a partire dal momento in cui gli viene notificato
il licenziamento) per trovare una nuova occupazione (cfr. DLA 1966 N° 11 e N°
21; DLA 1977 N° 33; DLA 1987 pag. 41, DTF del 29 gennaio 1992 nella causa E.R.,
C 77/91; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici
regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti
sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.; vedi pure
art. 45 cpv. 1 lett. a OADI).

                                         In una
sentenza del 23 gennaio 2003 nella causa C. (C 280/01) il TFA ha riconfermato
questo principio, argomentando:

 

" 
Nach der Rechtsprechung muss die versicherte
Person bereits vor der Beendigung der bisherigen Erwerbstätigkeit (ARV 1993/94 Nr.
26 S. 184 Erw. 2b) und vor der Meldung beim Arbeitsamt (ARV 1982 Nr. 4 S. 40
Erw. 2b) eine neue Stelle suchen, um die drohende Arbeitslosigkeit nach
Möglichkeit zu verhindern oder zu verkürzen. Sie kann sich insbesondere nicht
damit exkulpieren, nicht gewusst zu haben, dass sie schon vor Aufnahme der
Stempelkontrolle zur ernsthaften Arbeitsuche verpflichtet war und nicht darauf
aufmerksam gemacht worden sei."

(STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C 280/01)

 

                                         Anche gli
assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere
sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che
precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. Comunicazioni e istruzioni UFIAML,
n. 12, 29 dicembre 1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo, op. cit., pag. 17).

 

                                         Oltre al
caso appena ricordato in cui può essere sanzionato il lavoratore che non cerca
una nuova occupazione durante il periodo di disdetta o nel periodo
immediatamente precedente la fine di un contratto di lavoro di durata
determinata, può pure essere sospeso dal diritto all'indennità l'assicurato che
non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo che precede
l'adempimento dell'obbligo di controllo. Ciò vale in particolare per gli
assicurati che, terminati gli studi o dei corsi di perfezionamento,
preferiscono lasciar trascorrere qualche mese prima di annunciarsi disoccupati
e, nel periodo che va dalla fine degli studi al momento in cui si presentano
per la prima volta all'Ufficio del lavoro, non compiono nessuna ricerca di
impiego (cfr. DLA 1981 pag. 126; DLA 1982 pag. 37).

 

                                         Per
contro non possono essere sospesi gli assicurati che stanno ancora svolgendo
gli studi (cfr. STCA del 18 aprile 1986 nella causa S.M., Mendrisio contro CAD
Famiglia OCST) o che frequentano corsi di perfezionamento (cfr. STCA del 25
ottobre 1985 nella causa P.G., Riazzino contro CPCAD, concernente un corso di
tedesco in Germania; STCA del 15 settembre 1988 nella causa L.T., Massagno
contro Cassa disoccupazione OCST, a proposito di un corso di inglese in
Olanda).

                                         Per
ulteriori indicazioni, cfr. D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici
regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti
sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.

 

                               2.6.   Per
stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare
un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la
qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76
consid. 2 con riferimenti; STFA del 15 gennaio 2001 nella causa C.P.-B., C
49/00).

                                         Il
disoccupato, per ogni periodo di controllo, deve, infatti, fornire
all'amministrazione la prova d'aver compiuto un certo numero di ricerche di
lavoro qualitativamente valide (cfr. DTF 124 V 231; DTF 120 V 74; DLA 1993/1994
pag. 55; DTF 112 V 217; DLA 1987 n. 2 p. 40; DLA 1986 n. 26 p. 101).

                                         Secondo costante
giurisprudenza cantonale, gli assicurati, durante ogni periodo di controllo,
devono comprovare, di regola, almeno 4 ricerche qualitativamente valide (cfr.
per tutte la STCA del 28 gennaio 1987 nella causa M.Z., AD 247/86). Il TFA, in
una sentenza del 13 luglio 1987, ha approvato questo principio (cfr. STFA nella
causa M.Z., C 33/87).

 

In una sentenza del 3 luglio 2003 nella causa AWA
contro E. (C 286/02), il TFA ha ritenuto sufficienti quattro ricerche di lavoro
compiute da un assicurato durante uno dei tre mesi di disdetta, osservando:

 

" 
(…)

Mit der Vorinstanz sind die fünf
Arbeitsbemühungen während des Monats November als genügend und die drei,
eventuell vier Bewerbungen im Dezember 2001 als gerade noch ausreichend zu
qualifizieren. Dies insbesondere angesichts des in diesem Monat knappen
Angebots an Arbeitsstellen und der Tatsache, dass sich der Versicherte nicht
darauf beschränkte, sich bloss telefonisch nach offenen Stellen zu erkundigen,
sondern sich in der Regel schriftlich bewarb. Dem geringen Fehlverhalten des
Beschwerdegegners, sich während des letzten Monats in der Kündigungsfrist nur
um eine oder zwei Stellen beworben zu haben, hat das kantonale Gericht mit der
am unteren Rand des leichten Verschuldens liegenden Einstellung von 3 Tagen
angemessen Rechnung getragen. Diese Bemessung der Einstelldauer ist unter
Berücksichtigung des nicht nur der Verwaltung, sondern auch der Vorinstanz
zustehenden Ermessens, in welches das Eidgenössische Versicherungsgericht ohne
triftigen Grund nicht eingreift (BGE 123 V 152 Erw. 2 mit Hinweisen), nicht zu
beanstanden." 

(STFA del 3 luglio 2003 nella causa AWA
contro E., C 286/02)

 

                                         In una
sentenza del 3 agosto 2000 nella causa K. (C 399/99), la nostra Alta Corte ha
inoltre avuto modo di rilevare quanto segue:

 

" 
1.- Das kantonale Gericht hat die vorliegend
massgebenden Bestimmungen über die Pflicht zur Stellensuche (Art. 17 Abs. 1
AVIG), die Einstellung in der Anspruchsberechtigung bei ungenügenden
Arbeitsbemühungen (Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG), die verschuldensabhängige Dauer
der Einstellung (Art. 30 Abs. 3 AVIG und Art. 45 Abs. 2 AVIV) sowie die
Rechtsprechung zu Qualität und Quantität der Arbeitsbemühungen (vgl., nebst den
erwähnten BGE 120 V 76 Erw. 2 und 112 V 217 Erw. 1b, BGE 124 V 231 Erw. 4a)
zutreffend dargelegt. Darauf kann verwiesen werden.

Richtig ist auch, dass gemäss Verwaltungspraxis
in der Regel durchschnittlich 10 bis 12 Bewerbungen pro Monat verlangt werden
(Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, Bd. I, N. 15 zu Art. 17). Eine allgemein gültige
Aussage über die erforderliche Mindestanzahl an Bewerbungen ist indes nicht
möglich. Das Quantitativ beurteilt sich vielmehr nach den konkreten Umständen (Nussbaumer,
Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR],
Bd. Soziale Sicherheit, Fn 1330). Zu berücksichtigen sind namentlich Alter, 

Schul- und Berufsbildung der versicherten Person
sowie die Verhältnisse im für diese in Betracht kommenden
Arbeitsmarkt. (…)"

 

Questa giurisprudenza è stata confermata in una
sentenza del 6 agosto 2002 nella causa Z. (C 338/01), nella quale il TFA ha
ritenuto insufficienti sei ricerche di lavoro in un mese ed ha rilevato:

 

" 
(…)

Verwaltung und Vorinstanz sind zu Recht davon
ausgegangen, dass sich die 1963 geborene Versicherte, welche eine Beschäftigung
als Hausangestellte, Textilarbeiterin oder Raumpflegerin suchte, im Monat
Februar 2000 nicht genügend um zumutbare Arbeit bemüht hat, indem sie am 1. Februar
drei, zwischen 2. und 23. Februar 2000 keine einzige und insgesamt im Monat
Februar 2000 lediglich sechs Stellenbewerbungen nachgewiesen hat. Dass für die
in der Stadt Zürich wohnhaft gewesene Beschwerdeführerin zwischen 2. und 23.
Februar 2000 in den nachgefragten Beschäftigungsbereichen - trotz
erfahrungsgemäss breitem Stellenangebot in diesem Arbeitsmarktsegment - kein
einziges zumutbares Stellenangebot vorhanden gewesen sein soll, wie sie im vorinstanzlichen
Verfahren geltend gemacht hat, ist nicht glaubwürdig. Weiter bestreitet sie mit
Blick auf die vom 7. Februar bis 8. April 2000 einstweilen in einem befristeten
Arbeitsverhältnis in der Confiserie Sprüngli ausgeübte teilzeitliche
Zwischenverdiensttätigkeit zu Recht nicht, sich der fortdauernden Verpflichtung
zur unverminderten Stellensuche bewusst gewesen zu sein. Soweit die
Beschwerdeführerin neu behauptet, aus der Klausel "mit Option auf
Weiterbeschäftigung" (auf dem befristeten Arbeitsvertrag vom 7. Februar
2000) habe sie schliessen dürfen, dass sie in dieser Firma werde weiter
arbeiten können, vermag sie sich nicht gegen den Vorwurf der ungenügenden
Arbeitsbemühungen zu rechtfertigen, zumal sie selber in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde auf den hinsichtlich der Weiterbeschäftigung
erforderlichen neuen Arbeitsvertragsabschluss vom 8. Mai 2000 hinweist, wodurch
sie erstmals wieder in ein unbefristetes Vollzeit-Arbeitsverhältnis eintreten
konnte. (…)" (STFA del 6 agosto 2002 nella causa
Z., C 338/01)

 

In un'altra sentenza del 23 gennaio 2003 nella
causa C. 

(C 280/01) il TFA ha ritenuto insufficienti
quattro ricerche di lavoro in un periodo di tre mesi ed ha ancora precisato:

 

" 
(…)

Dieser Pflicht zur Schadenminderung ist der
Beschwerdeführer insofern nicht ausreichend nachgekommen, als er während der
drei Monate vor Beginn der Teilarbeitslosigkeit am 1. März 2000 insgesamt nur
vier Stellenbewerbungen nachweisen kann. Zwar schreiben weder Gesetz noch
Verordnung eine Mindestanzahl von Bewerbungen vor. Viele Arbeitslosenkassen
verlangen durchschnittlich 10 bis 12 Bewerbungen im Monat (Gerhards, Kommentar
zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, N 15 zu Art. 17 AVIG; Chopard, Die
Einstellung in der Anspruchsberechtigung, Diss. Zürich 1998, S. 140).

Selbst wenn dies keine gefestigte Praxis darstellt,
sind bloss vier Bewerbungen in einem Zeitraum von drei Monaten in quantitativer
Hinsicht eindeutig ungenügend. Wenn das KIGA den Beschwerdeführer unter diesen
Umständen für 9 Tage, also im mittleren Bereich des leichten Verschuldens, in
der Anspruchsberechtigung eingestellt hat, lässt sich dies nicht beanstanden. (…)"

(STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C 280/01)

 

In una sentenza del 26 maggio 2003 nella causa M.
(C 98/02), il TFA ha ritenuto non colpevole un assicurato che aveva compiuto,
durante due periodi di controllo, sei ricerche di lavoro lavorando a tempo
pieno in un programma di occupazione temporanea.

 

Il TFA, in una sentenza del 4 giugno 2003 nella
causa R. (C 319/02), ha ritenuto insufficienti sei ricerche di lavoro in un
mese ed ha rilevato:

 

" 
(…)

En l'occurrence, il y a lieu de constater que les
démarches (six) entreprises par le recourant durant la période de contrôle du mois
de novembre 2000 se situe en deça du nombre requis par la pratique administrative.
En outre, cette insuffisance n'est pas compensée par la qualité des offres d'emploi.
Comme le constatent les premiers juges, cinq recherches
ont été effectuées par téléphone. Enfin, les recherches se concentrent sur trois
jours seulement dans le mois (2, 9 et 30 novembre 2000). S'agissant de démarches
qui pour la plupart d'entre elles - et à la différence d'offres écrites - ne nécessitaient
aucune préparation particulière, on pouvait attendre de l'assuré un effort plus
soutenu sur l'ensemble de la période de contrôle.

 

Il n'est pas contesté non plus que le recourant s'est
vu assigner des objectifs de recherches d'emploi qui sont compatibles avec son invalidité
et qui lui permettent de mettre en valeur sa longue expérience professionnelle.
En accord avec l'assuré, il a été convenu qu'il devait en priorité offrir ses
services à des entreprises pour l'établissement de métrés, de devis, ou encore
pour la surveillance des travaux. Or, aucune des recherches du mois de novembre
2000 n'entre dans le cadre des objectifs fixés, puisqu'elles visent des emplois
dans les domaines du marketing, de la surveillance (pour une entreprise spécialisée
en matière de sécurité), de l'édition (travail à l'écran), du service après vente,
ainsi que des emplois de jardinier et de chauffeur. Il faut
bien admettre cependant que l'assuré avait fort peu de chances, compte tenu de son
âge et de la limitation importante de sa capacité résiduelle de travail, de trouver
un emploi dans une activité ne faisant pas appel aux connaissances acquises au cours
de sa carrière professionnelle. (…)"

(STFA del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02)

 

In un'altra sentenza dell'11 luglio 2003 nella
causa D. (C 63/03) la nostra Alta Corte, dopo avere ricordato che i giudici di
prima istanza avevano ritenuto che l'obiettivo fissato ad un'assicurata
dall'amministrazione di effettuare dieci ricerche di lavoro mensili non era
sproporzionato, ha ritenuto insufficienti tre ricerche di lavoro durante un
periodo di controllo:

 

" 
(…)

En substance, les premiers juges ont relevé que
la législation ne fixe aucun critère quantitatif aux recherches d'emploi que
l'on est en droit d'attendre d'un chômeur. Cela étant, ils ont considéré que l'objectif
assigné à la recourante par l'ORP, à savoir effectuer dix recherches d'emploi mensuelles,
n'était pas disproportionné et pouvait être atteint au moyen d'efforts raisonnables,
s'agissant du domaine du secrétariat. (…)" (STFA dell'11 luglio
2003 nella causa D., C 63/03)

 

La giurisprudenza cantonale più sopra ricordata
ha dunque fissato semplicemente una linea di riferimento e non ha carattere
assoluto ("di regola") e, secondo quanto stabilito dal TFA nelle
sentenze appena citate, occorre valutare, nel singolo caso concreto, quante
ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato, a seconda delle condizioni
particolari di ogni singola fattispecie (cfr. STCA del 28 gennaio 2003 nella
causa K., inc. 38.2002.186).

 

A proposito dei compiti dei consulenti del
personale, in una sentenza del 5 ottobre 2000 nella causa B. (inc. 38.2000.74)
il TCA ha ricordato che:

 

" 
Riguardo al desiderio dell'assicurato di seguire
altri tipi di programmi occupazionali, va pure ricordato che spetta ai
consulenti degli URC di decidere di volta in volta quali sono le misure più
idonee per favorire un rapido collocamento dei singoli assicurati (cfr. art. 85
cpv. 1 lett. a e c LADI; art. 85 b LADI, art. 17 cpv. 3 LADI)." 

 

                               2.7.   Giusta l'art. 17 cpv. 1 in
fine LADI, l'assicurato deve comprovare il suo impegno per trovare un nuovo
posto di lavoro, fornendo al servizio competente le prove relative agli sforzi
intrapresi a tal fine (cfr. art. 26 cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. DLA 1988
pag. 95; DTF 120 V 74). La prova degli sforzi volti al reperimento di una nuova
occupazione deve essere fornita, giusta l'art. 26 cpv. 2 OADI, al servizio
competente. Nel Cantone Ticino, sulla base dei combinati disposti dell'art. 30
cpv. 2, 85 e 85b LADI, questa competenza è stata delegata agli URC (cfr.
consid.2.3; D. Cattaneo, op. cit., pag. 92-93).

 

                                         La legge non prevede
nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire
effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi
datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla
fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio
competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del
29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).

                                         L'obbligo
a comprovare le ricerche di lavoro è stato ribadito dal TFA in una sentenza del
23 gennaio 2003 nella causa C.

                                         (C
280/01), nella quale ha osservato:

 

" 
Selbst wenn sich der Versicherte sodann
tatsächlich bei 10 potentiellen Arbeitgebern oder Arbeitgeberinnen gemeldet
hätte, kann er sich nur auf jene Arbeitsbemühungen berufen, welche er
nachzuweisen vermag (Art. 17 Abs. 1 Satz 3 AVIG in Verbindung mit Art. 26 Abs.
2 AVIV; Gerhards, a.a.O., N 22 zu Art. 17 AVIG)."

 

                                         Concretamente
ciò significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.

                                         In caso di ricerca
personale il disoccupato non può limitarsi ad un puro e semplice elenco dei
datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è
necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo
"timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra
forma scritta, che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del
28.1.1987 nella causa S.P., AD 5/87).

                                         Inoltre
il TFA ha avuto occasione di rilevare che sul modulo utilizzato per comprovare
le ricerche compiute o sulle eventuali dichiarazioni dei potenziali datori di
lavoro deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il
disoccupato si è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre
1999 nella causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

                                         L'assicurato potrà
servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dall'UFSEL (Ufficio
federale dello sviluppo economico e del lavoro; dal 1° luglio 1999 Segretariato
di stato dell'economia, SECO).

                                         In caso di rifiuto del
datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà
comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al
servizio competente tale rifiuto.

                                         Infine, in caso di ricerca
telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,
confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto
(cfr. DLA 1988 pag. 95). 

                                         In una
sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000 pag. 156 segg., il TFA ha
ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno l'assicurato che effettua le
ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

In merito alle ricerche di lavoro compiute
esclusivamente per telefono e alla continuità delle ricerche durante un periodo
di controllo, il TFA, in una sentenza del 4 giugno 2003 nella causa R. (C
319/02), ha avuto modo di rilevare:

 

" 
(…)

Pour trancher le point de savoir si l'assuré a fait
des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir compte
aussi bien de la quantité que de la qualité de ses recherches (ATF 124 V 231
consid. 4a et l'arrêt cité). Sur le plan quantitatif, la pratique administrative
exige dix à douze offres d'emploi par mois en moyenne. On ne peut cependant pas
s'en tenir à une limite purement quantitative et il faut bien plutôt examiner, au
regard des circonstances concrètes, la qualité des démarches (Nussbaumer, op.
cit., note de bas de page 1330). Sur le plan qualitatif, on peut attendre d'un assuré
qu'il ne se contente pas de démarches par téléphone, mais qu'il réponde également
à des offres d'emploi par écrit (Chopard, op. cit., p. 139 sv.). La continuité
des démarches joue également un certain rôle, même si l'on ne saurait exiger d'emblée
que l'assuré répartisse ses démarches sur toute une période de contrôle. S'agissant
d'offres écrites, il peut au contraire être rationnel et judicieux de préparer ses
postulations de manière concentrée sur quelques jours dans le mois, eu égard à
la périodicité des offres d'emplois dans les journaux et compte tenu du fait que
les délais de postulation sont en général relativement longs (arrêt non publié du
5 juillet 1988 dans la cause R., C 14/88). (…)" 

(STFA del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02)

 

                               2.8.   L'art. 30
cpv. 1 lett. c LADI sanziona dunque una violazione dell'obbligo di ridurre il
danno fissato all'art. 17 cpv. 1 LADI (cfr. DLA 1981 pag. 126).

                                         In una
sentenza del 17 marzo 1998 nella causa H. il Tribunale federale delle
assicurazioni ha ribadito questo concetto ed ha avuto modo di formulare le
seguenti osservazioni circa la natura, il carattere e lo scopo della
sospensione:

 

"  Mittels
Einstellung in der Anspruchsberechtigung soll dieser Pflicht zum Durchbruch
verholfen werden. Praxisgemäss handelt es sich dabei nicht um eine
strafrechtliche, sondern eine verwaltungsrechtliche Sanktion (BGE V 151 Erw.
1c; ARV 1990 Nr. 20 S. 133 Erw. 2b; vgl. auch Gerhards, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz, N 2 zu Art. 30). Mit der Verknüpfung von
Schadenminderungspflicht und Sanktion will das AVIG Arbeitslose zur
Stellensuche anspornen. Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung soll den
Versicherten davon abhalten, die Arbeitslosenversicherung missbräuchlich in
Anspruch zu nehmen. Wenn er sich nicht genügend um Arbeit bemüht, nimmt er in
Kauf, länger arbeitslos zu bleiben. Dadurch erwächst der Versicherung insofern
ein Schaden, als sie länger Leistungen erbringen muss. Zweck der Einstellung in
der Anspruchsberechtigung ist eine angemessene Mitbeteiligung des Versicherten
an diesem Schaden, den er durch sein pflichtwidriges Verhalten der
Arbeitslosenversicherung natürlich und adäquat kausal verursacht hat (BGE 122 V
40 Erw. 4c/aa und 44 Erw. 3c/aa; Gerhards, a.a.O., n 2 und 51 zu Art.
30). Ohne die einstellungsrechtliche Sanktion käme Art. 17 Abs. 1 AVIG im
Taggeldrecht nicht zum Tragen.

  Wüsste nämlich eine
arbeitslose Person zum voraus, dass ungenügende Bemühungen bezüglich ihrer
Leistungen keine Folgen zeitigten, fehlte ein wesentlicher Ansporn, dem gesetzlichen
Gebot zur Stellensuche nachzuleben." (DTF 124 V 227- 228)

 

                                         In questa
sentenza (cfr. DTF 124 V 228- 230 ) il TFA ha pure avuto modo di sancire la
conformità dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI con le disposizioni della
Convenzione OIL: Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (al
proposito cfr. D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de
l'assurance chômage" Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte
sul Meno, 1992 pag. 193 seg.).

 

                                         In una
sentenza del 4 agosto 2003 nella causa S. (C 221/02) l'Alta Corte ha, tra
l'altro, ribadito che:

 

" 
(…)

2.2 Anche nell'ambito dell'assicurazione contro
la disoccupazione, così come negli altri ambiti delle assicurazioni sociali,
all'assicurato incombe l'obbligo di ridurre il danno (DTF 125 V 199 consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, pag.
48). La violazione di questo obbligo viene sanzionata
per evitare l'ottenimento abusivo di prestazioni da parte dell'assicurazione
contro la disoccupazione (DLA 1998 no. 34 pag. 187 consid. 2b e riferimenti).
Con lo strumento della sospensione, quale sanzione amministrativa e non penale
(DLA 1993/1994 no. 3 pag. 22 consid. 3d con riferimenti), il legislatore ha
così voluto regolamentare la partecipazione dell'assicurato al danno da lui
provocato (DTF 126 V 523; Gerhards, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz, vol. I, no. 2 ad art. 30) e scaricare, per
motivi di equità, la comunione dei contribuenti dagli effetti negativi di
comportamenti ingiustificati (Jacqueline Chopard, Die Einstellung in der
Anspruchsberechtigung, tesi Zurigo 1998, pag. 24 seg.). (…)"

(cfr. STFA del 4 agosto 2003 nella causa S., C
221/02)

                               2.9.   Secondo
l'art. 30 cpv. 3 LADI la durata della sospensione è determinata in base alla
gravità della colpa e ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al
massimo o, nel caso di cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La sospensione del diritto
all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in
caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave (cfr. art.
45 cpv. 2 OADI).

                                         La sua durata è
determinata secondo la gravità della colpa (cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace
in altre parole al principio della proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

                                         In virtù dell'art. 45 cpv.
2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità
entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della
sospensione è prolungata in modo adeguato.

                                         L'art. 45 cpv. 3 OADI
stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato senza
valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha rifiutato un
lavoro idoneo.

 

                                         Per quel
che concerne la sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione fondata
sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una sanzione
da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni
per insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo successivo i
parametri del SECO e dell'UCL prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate
ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di
lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali aumenti per i periodi
successivi, visto l'art. 45 cpv. 2 bis OADI (cfr. Circulaire relative à
l'indemnité de chômage (IC) del SECO in vigore dal 1° gennaio 2003, D68 punto
1; Lista delle sospensioni URC/UCL aggiornate dal SECO al 25.01.1999).

Queste direttive sono conformi alla legge (cfr.
D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento
alla luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed.
OCST, Pregassona 2000, pag. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione
su queste basi vengono regolarmente confermate dal TCA. Anche il TFA ha
approvato il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. la sentenza del 23
gennaio 2003 nella causa C., C 280/01, nella quale l'Alta Corte ha confermato
la sanzione di 9 giorni di sospensione dal diritto alle indennità di
disoccupazione inflitta dall'amministrazione ad un assicurato che aveva saputo
comprovare unicamente quattro ricerche di lavoro svolte nei tre mesi di
disdetta del precedente rapporto di lavoro; la sentenza del 6 agosto 2002 nella
causa Z., C 338/01, nella quale il TFA ha confermato 4 giorni di sospensione
per insufficienti ricerche in un periodo di controllo; la sentenza del 2 maggio
2003 nella causa X., C 275/02, nella quale la nostra Massima Istanza ha
confermato una sanzione di 15 giorni di sospensione per mancate ricerche
durante tre mesi di disdetta; la sentenza del 3 luglio 2003 nella causa AWA
contro E., C 286/02, nella quale l'Alta Corte ha confermato 3 giorni di
sanzione per insufficienti ricerche di lavoro durante uno dei tre mesi di
disdetta; la sentenza del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02, nella quale
l'Alta Corte ha confermato la sanzione di 5 giorni di sospensione dal diritto
alle indennità di disoccupazione inflitta dall'amministrazione ad un
assicurato, nato nel 1939, che aveva saputo comprovare unicamente sei ricerche
di lavoro, di cui cinque svolte per telefono, durante un periodo di controllo
nel corso del quale egli aveva, tra l'altro, lavorato cinque giorni, per un
totale di trentaquattro ore; la sentenza dell'11 luglio 2003 nella causa D., C
63/03, nella quale il TFA ha confermato una sanzione di 4 giorni di sospensione
per insufficienti ricerche di lavoro durante un periodo di controllo e la
sentenza del 2 marzo 2004 nella causa B., C 305/02, nella quale l'Alta Corte ha
confermato 4 giorni di sospensione per insufficienti ricerche durante il
periodo di disdetta).

 

                             2.10.   Nella già
citata sentenza H. del 17 marzo 1998, il TFA ha stabilito che è possibile
sospendere l'assicurato che commette (soltanto) una colpa lieve non compiendo
sufficienti ricerche di lavoro. L'Alta Corte ha al proposito rilevato:

 

"  b) Die
Vorinstanz hat erwogen, bloss drei Stellenbewerbungen im Monat Juni 1994
vermöchten wohl qualitativ, nicht aber quantitativ zu genügen. Indessen sei der
Beschwerdegegnerin aufgrund einer lange dauernden Krankheit gekündigt worden;
zudem finde sie im Alter von 54 Jahren bei der gegenwärtigen Lage auf dem Arbeitsmarkt
kaum noch eine Stelle. Sodann habe das Arbeitsamt ihr bei der Stellensuche
nicht geholfen und jeweils drei Bewerbungen in den vorangegangenen Monaten
ungeahndet gelten lassen. Insgesamt sei das Verhalten der Versicherten deshalb bloss
leichtfahrlässig. Analog zur Invaliden-, Unfall- und Militärversicherung,
welche Leistungen nur bei Vorsatz und Grobfahrlässigkeit kürzten, sei deshalb
vorliegend von einer Einstellung in der Anspruchsberechtigung abzusehen. Das
Verwaltungsgericht des Kantons Bern pflege unangefochtenerweise dieselbe
Praxis.

  Demgegenüber macht die
Kasse geltend, eine Einstellung habe bei jedem Verschulden zu erfolgen. Dass
die Verwaltung der Versicherten nicht geholfen habe, entbinde diese nicht von
der Pflicht zur Stellensuche. Da zudem eine Überprüfung der Bewerbungen nur
stichprobenweise möglich sei, könne die Beschwerdegegnerin nichts zu ihren
Gunsten aus dem Umstand ableiten, dass die Kasse die jeweils bloss zwei oder
drei Bewerbungen der vorangehenden Monate nicht beanstandet habe.

 

  c) Die Vorinstanz
beruft sich für ihre Auffassung, wonach eine Einstellung in der
Anspruchsberechtigung nur bei vorsätzlichem oder grobfahrlässigem Verhalten
zulässig sei, auf die Praxis des Verwaltungsgerichts des Kantons Bern. Dieses
führte in einem Entscheid aus dem Jahre 1990 (BVR 1991 S. 82 ff.) aus, im
Sozialversicherungsrecht werde als allgemeiner Grundsatz anerkannt, dass
Leistungen gekürzt oder sogar für gewisse Fälle verweigert werden könnten, wenn
Versicherte die Leistungspflicht vorsätzlich oder grobfahrlässig verursacht
oder verlängert hätten (vgl. Art. 7 IVG, Art. 37 und 39 UVG, Art. 7 aMVG, Art.
35 BVG und - betreffend die Krankenkassen BGE 107 V 228 Erw. 2a). Dies müsse gleihermassen
für den Bereich der Arbeitslosenversicherung gelten. Auch bezüglich solcher
Leistungen könne daher eine Kürzung (oder befristete Verweigerung) der
Entschädigung nur bei vorsätzlichem oder grobfahrlässigem Verhalten verfügt
werden, nicht aber bei bloss leichter Fahrlässigkeit, da insbesondere nicht
einzusehen sei, weshalb in diesem Zweig die Anforderungen an die
Sorgfaltspflicht des einzelnen derart strenger sein sollten als in den übrigen
Bereichen der Sozialversicherung (BVR 1991 S. 83 f. Erw. 4b).

 

  d) Die im genannten
Entscheid zitierten Bestimmungen des IVG, UVG, aMVG und BVG statuieren alle den
Grundsatz, dass bei vorsätzlicher oder grobfahrlässiger Herbeiführung des
Versicherungsfalles durch den Versicherten die Leistungen gekürzt oder
verweigert werden können. Sie schliessen von Gesetzes wegen zugleich Sanktionen
für leichtfahrlässiges Verhalten aus. Im Arbeitslosenversicherungsrecht
hingegen fehlt eine derartige Beschränkung des -sanktionsbedrohten Verhaltens
auf Grobfahrlässigkeit und Vorsatz. Die Einstellung in der
Anspruchsberechtigung ist ausdrücklich "nach dem Grad des
Verschuldens" zu bemessen (Art. 30 Abs. 3 AVIG). Eine Absicht, das
Verschulden bei leichter Fahrlässigkeit von jeglicher Sanktion auszunehmen, ist
im Unterschied zum Wortlaut der zitierten Bestimmungen aus den andern
Sozialversicherungszweigen nicht erkennbar. Folgerichtig unterscheidet Art. 45
Abs. 2 AVIV nach leichtem, mittelschwerem und schwerem Verschulden. Es
widerspräche daher dem Arbeitslosenversicherungsgesetz, wenn die leichte
Fahrlässigkeit als eine der Formen des Verschuldens ausgeklammert würde. Darauf
weist auch die Botschaft zum Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und die Insolvenzentschädigung vom 2. Juli 1980 in BB1
1980 IlI S. 588 ff. hin, in der ausdrücklich von Einstellungen gesprochen wird,
die nicht pönalen Charakter hätten (vgl. auch Gerhards, a.a.O., N 2 zu
Art. 30). Beispielsweise stehe es dem Versicherten frei und sei auch nicht
ehrenrührig, sich ungenügend um eine Arbeitsstelle zu bemühen oder eine
zumutbare Arbeit abzulehnen. Der Arbeitslosenversicherung entstehe hieraus
trotzdem ein Schaden, der zu einer angemessenen Leistungsreduktion führen
müsse. Gerade um unterschiedlichen Verhältnissen und Verschuldensgraden mit der
nötigen Differenzierung Rechnung tragen zu können, sei die Spanne der
Einstellungsfristen möglichst weit zu fassen. Daher hat auch leichte
Fahrlässigkeit bei ungenügenden Arbeitsbemühungen nach Art. 30 Abs. 1 lit. c
AVIG zu einer Einstellung in der Anspruchsberechtigung zu führen.

 

  e) Aus diesen Ausführungen
folgt, dass die Praxis des Berner Verwaltungsgerichts zu Art. 30 Abs. i lit. c
AVIG (BVR 1991 S. 83 f.), welcher sich die Vorinstanz anschloss der Regelung
des Arbeitslosenversicherungsgesetzes und der besicht des Gesetzgebers
zuwiderläuft. Der kantonale Escheid verletzt daher insoweit Bundesrecht, als er
die leichte Fahrlässigkeit von Sanktionen befreit." (DTF 124 V
231-233)

 

                                         Nella
sentenza citata il TFA ha poi stabilito che tre ricerche di lavoro
qualitativamente valide in un periodo di controllo sono insufficienti ed ha
sottolineato:

 

"  Die
Beschwerdegegnerin weist im Monat Juni 1994 lediglich drei Bewerbungen auf.
Dies ist quantitativ ungenügend, verlangen doch einige Kassen durchschnittlich
10 bis 12 Bemühungen im Monat (Gerhards, a.a.O. N 15 zu Art. 17). Das Alter der Versicherten erschwert zwar die
Erfolgsaussichten, hindert sie aber nicht daran, intensiver nach einer Stelle
Ausschau zu halten (ARV 1980 Nr.- 45 S. 112 Erw. 2; Gerhards,
a.a.O.,. N 14 zu Art. 17). Massgebend ist einzig die ausreichende Intensität der
Bemühungen und nicht deren Erfolg. Dass die Verwaltung keine aktive
Hilfeleistung geboten hat, vermag die Beschwerdegegnerin ebenfalls nicht von
der ihr obliegenden Pflicht zur Schademinderung zu befreien. Die von der
Verwaltung verfügte Einstellung im unteren Bereich des leichten Verschuldens
ist Rechtens und trägt den gesamten Umständen des Falles angemessen Rechnung.
Damit ist der Entscheid der Vorinstanz aufzuheben." (DTF 124 V 234)

 

                                         La Cassa
di disoccupazione aveva sospeso l'assicurata per 3 giorni dal diritto
all'indennità di disoccupazione.

                                         Infine,
nella sentenza citata, il TFA ha stabilito che l'amministrazione prima di
applicare l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, non deve raccomandare all'assicurato
di intensificare le ricerche di lavoro ed ha rilevato:

 

"  Eine
der Einstellung vorangehende Mahnung ist in der Arbeitslosenversicherung nicht
vorgesehen. Insofern besteht ein Unterschied zur Invalidenversicherang, welche
in Art. 31 IVG ausdrücklich ein Mahn- und Bedenkzeitverfahren vorsieht (vgl.
BGE 122 V 218). Dieses Verfahren ist unter anderem deswegen sinnvoll, weil der
Versicherte sonst unter Umständen von einem ablehnenden Verwaltungsakt
überrascht würde. Anders sind die Verhältnisse in der Arbeitslosenversicherung;
hier wird der Versicherte von Anfang an auf seine Pflichten, insbesondere auf
diejenige zur Stellensuche, aufmerksam gemacht (Art. 19 Abs. 4 AVIV in der bis
Ende 1996 gültig gewesenen Fassung, nunmehr Art. 20 Abs. 4 AVIV). Ferner pflegt
er wegen der Erfüllung der Kontrollvorschriften Kontakt zum zuständigen
Arbeitsamt. Deshalb ist es nicht notwendig, vor einer Einstellung eine Mahnung
auszusprechen, auch dann nicht, wenn die Verwaltung in den vorangegangenen
Kontrollperioden ungenügende Arbeitsbemühungen nicht sanktioniert hat. Das
Eidgenössische Versicherungsgericht hat denn auch in ständiger Praxis (nicht
veröffentlichte Urteile M. vom 23. Juni 1989, C 20/890 und N. vom 6. August
1985, C 8/85; vgl. auch Gerhards, &.&.O., N 61 zu Art. 30)
festgehalten, dass eine Einstellung verfügt werden muss, wenn der entsprechende
Tatbestand erfüllt ist; eine blosse Verwarnung ist unzulässig. Von dieser
Rechtsprechung abzuweichen besteht vorliegend kein Anlass." (DTF 124 V
233)

 

                             2.11.   Questo Tribunale rileva innanzitutto che, prima di emettere
la sanzione, il 2 febbraio 2004, la consulente del personale
dell'assicurata le ha inviato una "Richiesta di giustificazione" con
la quale le ha richiesto di motivare le insufficienti ricerche di lavoro
relative al periodo del mese di gennaio 2004 entro il 12 febbraio 2004, precisando che oltre questa data l'autorità cantonale avrebbe
deciso sulla base degli atti in suo possesso e menzionando espressamente l'art.
30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la sospensione di un
assicurato nel caso in cui non fa il suo possibile per ottenere un'occupazione
adeguata (cfr. doc. 26).

                                         Pertanto
l'amministrazione ha rispettato il diritto di essere sentita dell'assicurata
sancito dall'art. 29 cpv. 2 Costituzione federale (cfr. inoltre l'art. 42 LPGA
e STFA del 23 giugno 2003 nella causa S., C 49/93, consid. 3.2; STFA del 22
aprile 2003 nella causa J., C87/01, consid. 3; STFA del 6 agosto 2002
nella causa C, C 91/02, consid. 1a; RAMI 2002 pag. 77, consid.
3d, pag. 83; SVR 2002 ALV Nr. 4 pag. 9; DTF 126 V 130 = SVR 2001 ALV Nr. 12
pag. 37).

 

                             2.12.   Come esposto
precedentemente (cfr. consid. 2.5), gli assicurati durante la loro
disoccupazione devono effettuare personalmente delle ricerche di lavoro per
evitare o ridurre questo loro stato.

 

                                         Nella
presente fattispecie del formulario "Prove degli sforzi personali
intrapresi per trovare lavoro" del mese di gennaio 2004 risulta che
l'assicurata per quel mese ha effettuato 8 ricerche spontanee di lavoro (cfr.
doc. 28).

                                         Tra
queste otto ricerche figurano due domande di impiego presso i medesimi datori
di lavoro già contattati dall'assicurata durante il mese di dicembre 2003.

                                         Più
precisamente si tratta delle ricerche di lavoro effettuate presso il "__________"
il 15 dicembre 2003 e il 10 gennaio 2004 e presso la "__________" il 17
dicembre 2003 e il12 gennaio 2004 (cfr. doc. 28 e 29).

 

                                         Già in
precedenza, meglio durante i periodi di controllo dei mesi di ottobre e
novembre 2003, l'assicurata aveva effettuato una ricerca di lavoro presso il
medesimo datore di lavoro contattato nel mese precedente (cfr. doc. 30 e 31).

 

                                         Nel
"Verbale del colloquio di consulenza" del 19 dicembre 2003, da lei
sottoscritto, in particolare, si legge che:

 

" 
(…)

Il formulario delle ricerche di lavoro deve
essere compilato in tutte le sue parti e firmato; le ricerche vanno svolte
nell'arco di tutto il mese e non ripetute; possono essere scritte o di
persona.

(…)." (cfr. doc. 27, la sottolineatura è del
redattore)

 

                                         Il
comportamento adottato dall'assicurata (e cioè: effettuare delle ricerche di
lavoro ripetitive nonostante fosse stata espressamente invitata a non farlo)
non corrisponde a quanto richiesto dalla legge e dalla giurisprudenza (cfr.
consid. 2.6 e 2.7; per un caso in cui il TCA ha confermato una sospensione di 4
giorni dal diritto alle indennità nel caso di un assicurato che aveva
effettuato delle ricerche di lavoro ripetitive cfr. la STCA del 6 novembre 2000
nella causa F., 38.2000.33).

                                         Del resto
questo Tribunale ha già avuto modo di ricordare che la legge impone agli
assicurati non di raccogliere firme o timbri, bensì di compiere sforzi validi
per trovare un nuovo lavoro (cfr. RDAT I-1994, pag. 206-207).

 

                                         Rispondendo
alle domande postegli dal TCA, l'URC ha affermato che, tolte le due ricerche
ripetitive, le sei ricerche svolte dall'assicurata nel mese di gennaio 2004
sono quantitativamente insufficienti e che, considerata la sua formazione, la
giovane età e l'approssimarsi dell'esaurimento delle indennità, il numero di
ricerche da lei svolto regolarmente (otto-nove ricerche) era da considerare come
quantità minima (cfr. consid. 1.5, doc. VI e VII).

                                         L'amministrazione
ha pure precisato che all'assicurata è stato ricordato che le ricerche devono
essere il più numerose possibile al fine di aumentare le probabilità d'impiego
e che la stessa, in occasione di un colloquio di consulenza, ha affermato che
otto ricerche mensili erano un po' poche (cfr. doc. VII).

 

                                         Viste le
argomentazioni addotte (e tenuto conto dell'importante ruolo dei consulenti del
personale in questo contesto, (cfr. consid. 2.6 in fine) il TCA deve concludere
che a ragione l'URC ha ritenuto quantitativamente insufficienti le 6 ricerche
di lavoro svolte dall'assicurata nel periodo di controllo del mese di gennaio
2004.

                                         (Per un
caso in cui questo Tribunale ha concluso che è possibile chiedere ad
un'assicurata che lavora come ausiliaria di pulizia di effettuare due ricerche
di lavoro alla settimana cfr. la STCA dell'11 aprile 2003 nella causa C.-R.,
38.2002.239).

 

                                         L'entità
della sospensione, 3 giorni, è poi rispettosa della legge, delle direttive e
della giurisprudenza (cfr. consid. 2.7 e 2.8).

 

                                         Riguardo
all'affermazione dell'assicurata secondo la quale essa si sarebbe ripresentata
presso i medesimi datori di lavoro perché gli stessi le avrebbero detto di
ripassare (cfr. doc. I), il TCA ritiene che la stessa non è credibile per le
seguenti ragioni.

                                         Innanzitutto
va rilevato che, sebbene ne ha avuto la possibilità, l'assicurata non ha dato
seguito alla "Richiesta di giustificazioni" del 2 febbraio 2004 (cfr.
doc. 26).

                                         E' solo
con l'atto di ricorso, quindi dopo essere stata sospesa dal diritto alle
indennità di disoccupazione, che la ricorrente adduce per la prima volta un
motivo con il quale vorrebbe giustificare la ripetitività delle sue ricerche di
lavoro nel periodo di controllo del mese di gennaio 2004.

                                         Inoltre,
anche se doveva essere a conoscenza dei suoi obblighi e doveri, in particolare
quelli concernenti le modalità su come riempire i formulari "Prova degli
sforzi personali intrapresi per trovare lavoro" (l'assicurata è infatti
già stata più volte iscritta in disoccupazione; cfr. doc. IV), sul formulario
concernente il mese di dicembre 2003, circa il risultato delle ricerche che ha
poi ripetuto nel mese di gennaio 2004, l'assicurata ha solo indicato
"completo" (cfr. doc. 29) e non ha precisato né che il potenziale
datore di lavoro le avrebbe detto di ripassare né che lo stesso avrebbe
valutato meglio la sua richiesta.

 

                                         A titolo
abbondanziale, visto che l'assicurata afferma anche che "(…) da parte mia
non c'era intenzionalità ad evitare ricerche di lavoro. (…)." (cfr. doc.
I), il TCA rileva che, come già stabilito dal TFA, è possibile sospendere
l'assicurato che commette (soltanto) una colpa lieve non compiendo sufficienti
ricerche di lavoro (cfr. consid. 2.9).

 

                                         In simili
circostanze, visto tutto quanto precede, il TCA deve quindi confermare la
decisione impugnata.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti