# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9c3612d9-faad-53a9-8828-2e6eef05cef6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-04-01
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 01.04.2004 14.2003.101
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2003-101_2004-04-01.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2003.101

  	
  Lugano

  1 aprile 2004

  CJ/fc/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente,

  Pellegrini e Chiesa

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques,
  vicecancelliere

  

 

 

statuendo sull'istanza 17 luglio 2003 dell'

 

	
   

  	
  AP1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

 

chiedente la
chiusura della procedura di fallimento secondario riferita all'

 

	
   

   

  	
  eredità oberata della defunta AO1 

  rappr. dal curatore fallimentare __________,
  __________, Germania

   

  

 

 

ritenuto in fatto
e considerando in diritto:

 

 

                                          che
con decreto 20 febbraio 1997 (inc. 14.97.2), questa Camera ha riconosciuto in
Svizzera il fallimento dell'eredità oberata di AO1 dichiarato il 5 maggio 1995
dall'Amtsgericht __________, __________ (Germania);

 

                                          che
gli unici attivi rinvenuti sono stati un conto presso la Banca __________, il
cui saldo di fr. 1'321.20 è stato versato al curatore fallimentare il 20 giugno
1997, nonché un terreno di mq 2606 (area forestale, mapp. __________) avente un
valore di stima ufficiale di 521,20 e peritale di fr. 800.--;

 

                                          che
nessun creditore si è annunciato nel termine (2 maggio 1997) fissato per
l'insinuazione dei crediti pubblicato con l'avviso di apertura del fallimento
in via sommaria del 1. aprile 1997;

 

                                          che
la graduatoria, depositata dal 20 maggio 1997, è cresciuta in giudicato senza
sollevare eccezioni (cfr. scritto 23 giugno 1997 della Pretore del Distretto di
Lugano, Sezione 5);

 

                                          che,
con autorizzazione 19 gennaio 2001 del curatore fallimentare __________, il
fondo n. __________ è stato donato al Comune di __________ il 2 agosto 2001
(cfr. rogito n. 348 dell'avv. __________), un diritto alla metà del prezzo
complessivo incassato essendo stato concesso al __________ in caso di rivendita
del terreno "negli anni futuri" per un prezzo superiore a fr. 500.--;

 

                                          che
il conto delle tasse e delle spese presenta un saldo negativo di fr. 942,90;

 

                                          che
siffatta perdita va ricondotta all'inosservanza di diverse norme giuridiche;

 

                                          che,
in primo luogo, l'AP1 avrebbe dovuto, dopo aver constatato il valore esiguo
degli attivi inventariati, chiedere a questa Camera, quale autorità avente
dichiarato il fallimento secondario, di sospendere la procedura per mancanza di
attivi (art. 230 cpv. 1 LEF), rilevato come l'art. 170 cpv. 1 LDIP rinvii non
soltanto alle disposizioni materiali della LEF in materia di fallimento, ma
pure a quelle procedurali, riservate le norme speciali di cui agli art. 170 ss.
LDIP (cfr. Stephen V. Berti/Urs Bürgi, Basler Kommentar zum IPR,
Basilea/Francoforte-sul-Meno 1996, n. 1 e 10 ss. ad art. 170; Pierre-Robert Gilliéron, Commentaire de la LP, vol.
III, Losanna 2001, n. 11 ad art. 221-270; ZR 1995, n. 59 ad 2, p. 183, e il
rinvio all'art. 221 LEF di cui al cons. 2.1), in particolare per quanto attiene
alla scelta del genere di procedura da seguire (cfr. Berti/Bürgi, op. cit., n. 12 ad art. 170; Gilliéron, op. cit., n. 26 ad art.
231);

 

                                          che
così facendo si sarebbe potuto esigere dall'amministrazione fallimentare estera
una garanzia per le spese ai sensi dell'art. 230 cpv. 2 LEF, in modo da evitare
la perdita poi puntualmente verificatasi;

 

                                          che
inoltre il saldo del conto presso la Banca __________ non sarebbe dovuto essere
trasferito all'amministrazione estera prima che la graduatoria estera fosse
stata riconosciuta da questa Camera (cfr. art. 173 cpv. 2 e 3 LDIP), la quale
avrebbe così avuto modo di ricordare all'Ufficio che andava consegnata
all'amministrazione estera soltanto l'eccedenza del provento della
realizzazione dopo detrazione delle tasse e spese;

 

                                          che
appare inoltre inopportuna la perizia, costata fr. 511.40, per un fondo stimato
ufficialmente in fr. 521,20 (e dal perito in fr. 800.--);

 

                                          che
ora, per il principio del rapporto tra costi e benefici già sufficientemente
trascurato in questa procedura, non si avvera opportuno ordinare all'Ufficio
d'inoltrare una procedura volta alla rifusione delle spese scoperte da parte
dell'amministrazione estera;

 

                                          che
va del resto osservato come nel 1997 si trattasse di uno dei primi casi nel
Ticino di fallimento secondario giunto al termine della procedura, donde il
carattere in gran parte scusabile degli errori commessi;

 

                                          che
viste le circostanze eccezionali del caso e richiamato il principio di economia
processuale, non occorre poi dare avvio alla procedura di riconoscimento della
graduatoria estera prevista all'art. 173 LDIP, siccome nessun interessato ha
manifestato il proprio interesse né al momento dell'apertura del fallimento né
a quello del deposito della graduatoria, quand'anche debitamente pubblicati;

 

                                          che
l’AP1 è comunque invitato in futuro ad attenersi al disposto dell’art. 173
LDIP;

 

                                          che
la procedura fallimentare va pertanto dichiarata chiusa, senza che sia
necessaria una pubblicazione della decisione;

 

                                          che
per le peculiarità del caso in esame si prescinde dal prelevare la tassa di
giustizia;

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati
gli art. 230 LEF; 170, 173 LDIP

 

 

pronuncia:               

                                1.      La procedura di fallimento secondario relativa all'eredità
oberata della defunta AO1 è dichiarata chiusa.

 

 

                                2.      Non
si preleva la tassa di giustizia.

 

 

                                3.      Intimazione all'AP1.

                                      

 

 

Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                                Il
segretario