# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 41097192-01f9-53a9-b933-0c4c1c2cb6ff
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 09.03.2010 (publiziert) 90.2002.60
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-2002-60_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2002.60

   

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della pianificazione del
  territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Raffaello Balerna, presidente,

  Lorenzo Anastasi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Sonja Federspiel, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 11 marzo 2002 di

 

 

	
   

  	
  __________ _ __________ 

  rappr. da: __________ __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 5 febbraio 2002 (n.__________) con
  cui il Consiglio di Stato ha approvato il piano regolatore di __________;

  

 

 

viste le risposte:

-        
22/27 maggio 2002 della
divisione della pianificazione territoriale;

-        
3/5 giugno 2002 del
municipio di __________;

-        
20/23 giugno 2003 della
signora __________ __________ __________;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

 

A.      __________ __________ è proprietaria del mapp. __________ di
__________, ubicato in località __________. __________ subito a valle della
__________ di __________ __________ del __________. Il fondo, di complessivi
4379 mq, è parzialmente edificato ed è costeggiato su tre lati da altrettanti
sentieri pedonali, mentre verso ovest confina con una superficie (mapp.
__________), inedificata e adiacente la piazza di giro di Via __________, di
proprietà di __________ __________ __________.

Il
piano regolatore approvato il 2 luglio 1991 attribuisce la parte ovest del
mapp. __________ (per una superficie di circa 2000 mq), inedificata, alla zona
residenziale estensiva speciale (R2s), mentre l’area restante, sulla quale si
trovano la villa e alcune piccole costruzioni, è inserita nella zona di
protezione del complesso monumentale.

 

 

B.     
Nella seduta del 20 marzo 2000 il consiglio
comunale di __________ ha adottato la revisione del piano regolatore. Per
quanto attiene il mapp. __________, l’azzonamento previsto dal precedente piano
è stato sostanzialmente riconfermato: l’area collocata più a ovest del fondo è
stata inserita in zona edificabile (R2s), mentre la parte est è stata
reinserita in zona di protezione del complesso monumentale; a ridosso di
quest’ultima, l’autorità comunale ha però introdotto, a scapito della superficie
residenziale, una nuova fascia di protezione, con vincolo di inedificabilità ma
computabile per il calcolo degli indici, della profondità di circa 15 metri.
Tutta la superficie posta a ovest della villa è stata inoltre inserita nel
perimetro delle zone esposte a pericolo naturale, più precisamente nella zona
II, a rischio medio.

 

 

Con ricorso 6
luglio 2000 __________ __________ è insorta contro questa deliberazione dinanzi
al Consiglio di Stato chiedendo l’annullamento del nuovo vincolo di
inedificabilità sul suo terreno e la riconferma della delimitazione fissata con
il decreto esecutivo di data 23 marzo 1983 concernente la zona di protezione
del complesso monumentale di __________, e poi ripresa nel piano regolatore del
1991. Parallelamente la ricorrente ha postulato la realizzazione ad opera delle
autorità comunali di un collegamento veicolare tra la parte edificabile del suo
fondo e la strada di servizio. La situazione attuale, prevedente esclusivamente
un accesso pedonale, non sarebbe infatti atta a soddisfare i requisiti minimi
di urbanizzazione imposti dalla legge, in particolare per quanto attiene la
garanzia dell’accesso sufficiente. In merito a questa allegazione, __________
__________ rilevava che era ancora pendente dinanzi al Pretore di __________
una procedura civile avente per fine l’ottenimento di un passo necessario nei
confronti della proprietaria del fondo confinate, mapp. __________.

 

 

C.    
Con risoluzione 5 febbraio 2002 (n. __________)
il Consiglio di Stato ha approvato il piano regolatore. Esso ha tuttavia negato
l’approvazione di alcune proposte pianificatorie, sospeso su altre la propria
decisione ed infine modificato d’ufficio il piano regolatore su ulteriori
oggetti.

 

Per quanto qui
interessa il Governo ha accolto parzialmente il ricorso di __________
__________ ed annullato l’introduzione dell’ulteriore fascia di rispetto del
complesso monumentale, ritenendo questa misura sproporzionata e lesiva della
parità di trattamento. Esso ha però respinto le censure della ricorrente in
merito all’insufficiente accessibilità al suo terreno, osservando tra l’altro
che la porzione edificabile del mappale è accessibile da un sentiero pedonale
collegato alla strada di servizio che dista alcune decine di metri. Tenuto
conto delle particolari circostanze locali l’accesso pedonale soddisfa i
presupposti legali di urbanizzazione.

Sempre in questa sede il Consiglio di Stato
ha rilevato che il problema delle zone esposte a pericoli naturali, più precisamente
alla caduta di sassi non era stato affrontato e risolto in maniera
soddisfacente. Per questo motivo esso ha sospeso la decisione di approvazione
dell'attribuzione alla zona edificabile dei terreni esposti a tali pericoli nel
comparto __________ __________ - __________, accertati attraverso uno studio di
dettaglio allestito il 19 luglio 1999 e fissato al comune un termine di tre
anni per realizzare i necessari interventi di premunizione; in assenza di
questi ultimi l’approvazione dell’assegnazione alla zona edificabile di questi
fondi sarebbe stata negata (cfr. risoluzione impugnata cifra 3.4.3, lett. a,
pag. 24 segg.) Il Consiglio di Stato ha di conseguenza sospeso anche la
decisione di approvazione dell’art. 31 NAPR, il quale regolamentava l’edificazione
nelle zone esposte a tali pericoli.

Anche l’approvazione dell’assegnazione alla
zona edificabile (R2s) dell’area ovest del mapp. __________ è stata sospesa. 

 

 

D.     
Con ricorso 11 marzo 2002 __________ __________
insorge innanzi a questo Tribunale avverso la menzionata risoluzione
governativa. La ricorrente, riproponendo in sostanza quanto già allegato in occasione
del ricorso 6 luglio 2000 innanzi al Consiglio di Stato, domanda che venga
creato un accesso veicolare, tramite l’allargamento e lo sbancamento del vicolo
pedonale Strada da __________, tra il suo fondo e la pubblica via, come sarebbe
imposto dalle norme legali sull’urbanizzazione. 

La ricorrente
afferma inoltre che la causa civile tendente all’ottenimento di un passo
necessario, si è conclusa con la sottoscrizione di un accordo extragiudiziario
prevedente la costituzione di un diritto di passo lungo il margine sud del
mapp. __________; a suo dire questo fatto giustificherebbe maggiormente
l’inserimento nel piano regolatore dell’accesso veicolare al suo fondo.

 

 

E.      
__________ __________ __________ non si oppone a
che il ricorso venga accolto nel senso di permettere l’accesso al fondo della
ricorrente tramite l’allargamento del vicolo Strada da __________. La divisione
della pianificazione territoriale ed il municipio di __________ chiedono invece
la reiezione del gravame; essi negano che vi sia un obbligo del comune di
prevedere un accesso veicolare al mapp. __________, ed al contempo si appellano
al valore paesaggistico del comparto e della Strada da __________ che
meriterebbe d’essere salvaguardato. 

 

 

F.      
In data 10 aprile 2003 si sono tenuti l’udienza
ed il sopralluogo in contraddittorio durante i quali sono state scattate alcune
fotografie dei luoghi, in seguito assunte agli atti. In questa sede le parti si
sono riconfermate nelle rispettive allegazioni e domande. In data 23 luglio
2003 si è tenuta, presso questo Tribunale, un’udienza conciliativa in occasione
della quale la ricorrente ha proposto la creazione di un accesso veicolare
collocato nella parte centrale del mapp. __________. Questa soluzione non ha
però suscitato il consenso delle altri parte interessate che si sono riconfermate
nelle proprie posizioni.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.La competenza del Tribunale è data, il ricorso è tempestivo (art. 38
cpv. 1 LALPT), e la legittimazione della ricorrente certa (art. 38 cpv. 4 lett.
b LALPT). L’Esecutivo cantonale ha deciso di sospendere, a causa del pericolo
derivante dalla caduta di sassi, l’approvazione delle zone edificabili comprese
nel settore __________. __________ -__________, nel quale è inclusa anche buona
parte del mapp. __________. Potrebbe pertanto apparire che la richiesta
dell’insorgente, a questo Tribunale, di far carico al comune di prevedere
l’urbanizzazione della parte edificabile del mapp. __________ sia prematura.
Tuttavia va osservato che il Consiglio di Stato, pur decidendo di sospendere
l’approvazione delle zone edificabili esposte a pericoli naturali, ha nondimeno
evaso il ricorso presentato dalla qui ricorrente in prima istanza, ritenendo
che gli accessi esistenti fossero sufficienti ad adempiere i presupposti di una
corretta urbanizzazione. Esso ha pertanto respinto il gravame su questo punto.
Per i motivi di cui si dirà in seguito, questo Tribunale ritiene che si giustifichi
anche una sua entrata nel merito della vertenza.

 

 

                                   2.   In campo
pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è, però,
assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno
un'istanza di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato
(art. 37 cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno
potere cognitivo: questo significa controllo non solo della legittimità ma
anche dell'opportunità delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità
incaricate di compiti pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità
loro subordinate il margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro
compiti (art. 2 cpv. 3 LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente
sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il
diritto di questo di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più
appropriata, ragionevole od opportuna. Esso non può però limitarsi ad
intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun
criterio oggettivo e sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario
rifiutare l'approvazione di quelle soluzioni che disattendono i principi e gli
scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non danno loro
sufficiente attuazione, rispettivamente che non tengono adeguatamente conto
della pianificazione di livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano
direttore (cfr. anche l'art. 26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà
segnatamente che sia stata effettuata in modo corretto la ponderazione globale
degli interessi richiesta dall'art. 3 OPT (RDAT II-1999 n. 27 consid. 3).

 

Il potere cognitivo del
Tribunale della pianificazione del territorio è invece circoscritto alla
violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT cit., ibidem; inoltre
II-1997 n. 23); fanno eccezione - per poter ossequiare l'art. 33 cpv. 3 lett. b
LPT - i casi in cui è impugnata una modifica del piano regolatore disposta
d'ufficio dal Consiglio di Stato.

 

 

3.   3.1. La
ricorrente censura l’insufficiente urbanizzazione del mapp. 461 ed invoca il
conseguente obbligo del comune di garantire un accesso veicolare allo stesso.

 

3.2. Un fondo è considerato urbanizzato, se,
ai fini della prevista utilizzazione, vi è accesso sufficiente e le necessarie
condotte d’acqua e d’evacuazione dei liquami arrivano così vicine da rendere
possibile un raccordo senza dispendio rilevante (art. 19 cpv. 1 LPT). Le zone
edificabili sono equipaggiate dall’ente pubblico nei termini previsti dal
programma di urbanizzazione (art. 19 cpv. 2 LPT). L’autorizzazione a costruire
è subordinata alla presenza di un’urbanizzazione sufficiente (art. 22 cpv. 2
lett. b LPT). 

 

La nozione di urbanizzazione sufficiente
attiene al diritto federale, il quale dispone tuttavia unicamente principi
generali, mentre i requisiti di dettaglio sono interpretati e concretizzati
dalla giurisprudenza ed eventualmente dal diritto cantonale e comunale. Il
grado di urbanizzazione necessario deve essere valutato tenendo conto
dell’utilizzazione prevista, segnatamente delle possibilità edificatorie del
comparto interessato e delle circostanze concrete, in applicazione del
principio della proporzionalità. Nell’interpretazione ed applicazione di questa
nozione il Tribunale federale lascia alle autorità cantonali un certo margine
di apprezzamento in particolare quando occorre valutare situazioni locali (cfr.
A. Jomini in: Aemisegger/Kuttler/Moor/Ruch, Kommentar zum Bundesgesetz über die
Raumplanung, Zurigo 1999, n. 2, 10 ad art. 19; sentenza della I. Camera di
diritto pubblico del Tribunale federale del 25 novembre 2002, 1P. 319/2002,
cons. 3; DTF 123 II 337 cons. 5b; DTF 121 I 65 cons. 3a).

Di regola si distinguono l’urbanizzazione generale
e quella particolare, concetti ripresi dall’art. 4 della Legge federale che promuove
la costruzione d’abitazioni e l’accesso alla loro proprietà (LCAP). Per
urbanizzazione generale (“Groberschliessung”) si intende l’allacciamento
di un territorio edificabile ai rami principali degli impianti di
urbanizzazione (segnatamente alle condotte dell’acqua, dell’approvvigionamento
energetico e delle acque di rifiuto nonché alle strade e accessi che servono
direttamente il territorio urbanizzabile), mentre per urbanizzazione
particolare (“Feinerschliessung”) si intende l’allacciamento dei singoli
fondi ai rami principali degli impianti di urbanizzazione (strade di quartiere
aperte al pubblico, canalizzazioni pubbliche, ecc.). La nozione di
urbanizzazione ai sensi dell’art 19 LPT comprende sia l’urbanizzazione generale
che quella particolare, ma non l’allacciamento di ogni singolo immobile alla
rete di urbanizzazione particolare (raccordo privato, “Hausanschluss”)
(cfr. A. Jomini in op. cit., n. 15 segg. ad art. 19; Nicolas Michel, Droit public
de la construction, Friborgo 1996, n. 164 seg.; DTF 121 I 65 cons. 3c).

 

3.3. Una consolidata giurisprudenza del
Tribunale federale stabilisce che allorquando un fondo destinato
all’edificazione non disponga di un accesso sufficiente alla strada pubblica,
il proprietario debba prima far uso degli istituti appositi creati dal diritto
pubblico e pianificatorio e solo in seguito adire eventualmente le vie civile.
Spetta infatti al diritto pubblico assicurare l’urbanizzazione di fondi
destinati all’edificazione. Fintanto che con mezzi di diritto pubblico può
essere ottenuta un’idonea urbanizzazione, non esiste uno stato di necessità
atto a giustificare la concessione di un diritto di passo necessario ai sensi
del diritto civile (cfr. anche RDAT II - 2001 n. 34; DTF 120 II 185 cons. 2c).

 

3.4. L’esigenza di un accesso sufficiente si
riallaccia a considerazioni di polizia del traffico, sanitaria e del fuoco.
L’accesso deve essere tale da non compromettere la sicurezza della circolazione
stradale e la fluidità del traffico. Deve inoltre garantire ai mezzi di
soccorso la possibilità di accedere liberamente al fondo. La nozione di accesso
sufficiente non può essere assimilata a quella di una strada ideale. Una strada,
benché stretta e sinuosa adempie alle proprie funzioni se permette a tutti i
veicoli usuali di raggiungere il fondo. Considerazioni d’ordine ambientale,
geologiche o di praticabilità, possono inoltre portare ad ammettere che una
fermata ferroviaria o di una funivia oppure un accesso pedonale siano
sufficienti per adempiere i presupposti dell’urbanizzazione del terreno (cfr.
DFGP/UPT, Commento alla LPT n. 9 segg., 13 ad art. 19; Scolari, Commentario
alla LALPT, LE e LAC, Cadenazzo 1996, n. 569 segg., 574 segg.; DTF 121 I 65
cons. 3c ; RDAT II - 1994 n. 42). 

 

3.5. Nell’evenienza concreta, il fondo
della ricorrente è inserito in un complesso collinare di grande pregio, proprio
al confine della zona monumentale del comune di __________ protetta a livello
cantonale e citata nell’inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti
naturali d’importanza nazionale. Il terreno in esame è caratterizzato da una
forte pendenza e dalla presenza di vari terrazzi e muri a secco. Lo stesso è
delimitato, verso valle, dal vicolo storico Strada da __________, verso monte,
da un sentiero che costeggia i margini della proprietà ed il fondo contiguo
(mapp. __________) per poi immettersi in Via __________ all’altezza della
piazza di giro, e, verso est, dalla scalinata che conduce alla chiesa parrocchiale.
Il confine occidentale del mapp. __________ è separato dalla strada di servizio
(Via __________) dal mapp. __________. Giungendo dal parco __________,
l’accesso al mappale della ricorrente è nondimeno garantito dal passo pubblico,
denominato Strada da __________, che partendo dalla piazza di giro scende in
direzione del municipio; dopo un primo tratto, di circa 30/35 metri, dalla
forte pendenza, a cui è possibile accedere con veicoli, il passo si restringe
diventando esclusivamente pedonale. Proseguendo per altri 15 metri si arriva
all’angolo sud - ovest del mapp. __________, in corrispondenza del quale si
trova una scala in pietra che consente l’accesso alla parte edificabile del
fondo della qui ricorrente. Questo Tribunale ha potuto accertare in sede di
sopralluogo che il mappale dispone di ulteriori due accessi a strade pubbliche
(pedonali) posti, uno – anch’esso con accesso sul vicolo Strada da __________ -
all’angolo sud - est del fondo, e l’altro sulla scalinata monumentale,
all’altezza della villa.

 

In considerazione della particolare
circostanze locali, questo Tribunale ritiene che il requisito dell’accesso
sufficiente sia adempiuto. A torto infatti la ricorrente lamenta una carente
urbanizzazione del suo fondo, esigendo la realizzazione di un accesso veicolare
allo stesso. Benché, di principio, l’accesso alle zone residenziali debba
essere carrozzabile, il valore paesaggistico del comparto e la particolare
configurazione del suolo, portano questo Tribunale a ritenere che gli accessi
esistenti siano atti a soddisfare le premesse dell’art. 19 LPT e 77 segg.
LALPT, ritenuto oltretutto che, già attualmente, è possibile arrivare con dei
veicoli sino a pochi metri dal fondo. 

Il mapp. __________ è collocato in un
complesso, rimasto inalterato nel tempo, di grande valore artistico e
paesaggistico che merita di essere salvaguardato nella sua sostanza. La
creazione di un passo carrabile in questo comparto, come postulato
dall’insorgente, si scontra con l’interesse pubblico alla conservazione dello
stesso. Il vicolo Strada da __________, di cui si chiede l’allargamento e lo
sbancamento, costituisce un elemento significativo del contesto storico di
__________. Il medesimo costituiva infatti l’ingresso verso ovest all’antico
borgo; ancora oggi questo vicolo presenta inalterate, fatta eccezione per la
parte carrozzabile dello stesso, le caratteristiche tipiche dell’epoca (via
stretta pavimentata con ciottoli, contornata da muri a secco, che consente
l’accesso al nucleo del paese) e si inserisce naturalmente nel complesso
monumentale a cui è correlato. L’intervento postulato dalla ricorrente è
destinata a compromettere irreparabilmente questa situazione. Questo Tribunale
ritiene che l’interesse pubblico alla salvaguardia della Strada da __________,
nelle sue caratteristiche attuali, sia prevalente all’interesse che può essere
riconosciuto alla qui insorgente all’avvicinare ulteriormente l’accesso veicolare
al mapp. __________, questo anche tenuto conto della legislazione federale e
cantonale in materia che preconizza la preservazione dei percorsi pedonali. Va
inoltre osservato che, in considerazione della morfologia del sedime,
l’interesse vantato dalla qui ricorrente si concretizzerebbe, di fatto,
(esclusivamente) nella possibilità di posteggiare sul proprio fondo. Un simile
interventi sarebbe comunque confrontato con importanti problemi tecnici legati
alla forte pendenza della strada d’accesso. Allo stesso modo, l’altra soluzione
prospettata, ovvero l’attraversamento del mapp. __________, deve pure essere
rigetta in quanto in contrasto, sia con l’interesse pubblico alla salvaguardia
di un comparto di particolare bellezza, sia con gli interessi privati della
signora __________ al non vedere compromessa l’utilizzazione del proprio fondo,
che si troverebbe tagliato a metà.

Tenuta conto della particolare situazione
morfologica e geologica del luogo (forte pendenza, parete rocciosa, presenza di
terrazzi e muri a secco), la realizzazione di un accesso veicolare non si
giustificherebbe neppure dal punto di vista economico; l’investimento richiesto
sarebbe infatti sproporzionato rispetto all’opera progettata. 

Va osservato che l’accesso di cui dispone
attualmente la ricorrente non è neppure diverso da numerosi altri accessi
presenti nella regione.

 

La valutazione effettuata dalle autorità
comunali e cantonali circa l’adeguatezza degli accessi esistenti va pertanto
confermata e il ricorso rigettato.

 

 

4.   In quanto ricevibile, il
ricorso deve essere respinto; la tassa di giudizio deve essere posta a carico
della ricorrente (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla
fattispecie, 

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   In quanto
ricevibile il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giudizio, di fr. 1'500 (millecinquecento), è posta a carico della ricorrente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  ; 

  Municipio di __________, __________ __________;

  Divisione della pianificazione territoriale, __________ __________. __________
  __________, __________ __________;

  Consiglio di Stato, Residenza governativa, __________ __________.

  

 

 

 

Per il Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente                                                             Il
segretario