# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3b109390-024e-5cf6-85bd-196702fec71d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-05-21
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 21.05.1996 15.1996.00063
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1996-00063_1996-05-21.html

## Full Text

Incarto n.

  15.96.00063

  	
  Lugano

  21 maggio 1996/FC/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini e Zali

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

statuendo
sul reclamo 13 maggio 1996 di

 

	
   

  	
  __________

  patr.
  dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
   

  	 

contro l’operato dell’UE di Lugano in matria di
prospettata emissione di attestati di carenza di beni nelle esecuzioni n.
__________ e __________ promosse contro il reclamante da

 

	
   

  	
  __________

   

  

 

vista la domanda di effetto sospensivo contestuale al
reclamo;

 

ritenuto di dover prescindere dalla richiesta di
osservazioni;

 

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERANDO IN DIRITTO

 

                                          che con
articolato provvedimento 30 aprile 1996 l'Ufficio esecuzione di Lugano ha, tra
l'altro, stabilito al dispositivo n.5:

                                          "le
precisiamo inoltre che, per quanto riguarda le esecuzioni n. __________ e
__________, visto che dagli accertamenti in nostro possesso non sono stati
rinvenuti dei beni pignorabili, verranno emessi nei prossimi giorni degli
attestati di carenza di beni";

 

                                          che con
tempestivo reclamo 13 maggio 1996 __________ __________ ha chiesto
l'annullamento del dispositivo n.5, protestate tasse, spese e ripetibili,
ritenuto che l'emissione di attestati di carenza di beni è a questo stadio di
procedura "chiaramente prematura": infatti l'escusso è
"intestatario in ragione di 1/3 in società semplice con __________ e
__________ di oltre __________ beni immobiliari siti in vari cantoni".
Trattandosi di beni in comunione, ex art. 132 LEF va dapprima pignorata e
realizzata l'interessenza di __________ nella società semplice, a prescindere
da ogni previsione astratta di nessun attivo formulata in termini apodittici
dalla creditrice __________ __________

 

                                          che il
dispositivo n.5, ancorché rivestito formalmente dell'apparenza del
provvedimento, costituisce dal profilo materiale una semplice dichiarazione
d'intenti che si limita a preannunciare un atto esecutivo futuro, nel caso di
specie l'emissione di attestati di carenza di beni;

 

                                          che siffatta
espressione di volontà non costituisce provvedimento impugnabile (DTF 113 III
29 cons.1, 96 III 44 cons.2c; Heinz Pfleghard, in: Geiser/Münch, Prozessieren vor
Bundesgericht, Basilea e Francoforte sul Meno, 1996, p.156, n.5.23);

 

                                          che il
reclamo è pertanto irricevibile, riservata la futura impugnazione degli atti
esecutivi prospettati;

 

                                          che il
gravame sarebbe comunque anche da respingere per carenza del presupposto
dell'interesse pratico e attuale (cfr. Flavio Cometta, Brevi cenni sulla legge
sulla procedura di reclamo in materia di esecuzione e fallimento, di prossima
pubblicazione in RDAT 1996, n. 3.1.2.), dal dispositivo n.5 non potendo
derivare alcun pregiudizio al reclamante;

 

                                          che, a
futura memoria e impregiudicato l'esito avanti l'autorità amministrativa come
pure l'eventuale ulteriore gravame, è opportuno invitare l'Ufficio esecuzione
di Lugano a vagliare la tesi di __________, meritevole di approfondimento,
secondo cui - prima di passare all'emissione degli attestati di carenza di beni
- occorre procedere alla realizzazione ex art. 132 LEF e 1 ss. RDC [Regolamento
del Tribunale federale concernente il pignoramento e la realizzazione di
diritti in comunione, del 17 gennaio 1923, in: RS 281.41] dell'interessenza dell'escusso
nella società semplice che risulterebbe a suo dire essere proprietaria di
__________ fondi;

 

                                          che, con
l'emanazione della decisione sull'oggetto del reclamo, la domanda di effetto sospensivo
contestuale al gravame è divenuta caduca essendo venuto a mancare l'interesse
pratico e attuale ad un giudizio provvisorio ormai superato (cfr. Cometta, op.
cit., n. 3.4.5.);

 

                                          che non si
prelevano spese (art. 67 cpv.2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 68
cpv.2 OTLEF);

 

 

richiamati gli art. 17 LEF; 2 e 10 LPR

 

 

 

PRONUNCIA:

 

 

                                    1.   Il
reclamo 13 maggio 1996 di __________, è irricevibile.

 

                                    2.   Non si
prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

                                    3.   Intimazione:    ____________

 

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

 

Il
presidente                                                                    
La segretaria