# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 53433a6f-75aa-516b-8b8f-617bfa13183f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-09-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.09.2025 D-6479/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6479-2025_2025-09-03.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6479/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  3  s e t t e m b r e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Daniela Brüschweiler;  

cancelliera Ambra Antognoli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), 

Somalia,   

patrocinata da Federica Torta,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi);  

decisione della SEM del 21 agosto 2025. 

 

 

 

D-6479/2025 

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Fatti: 

A.  

A.a L’interessata, cittadina somala, ha presentato una domanda d’asilo in 

Svizzera l’11 luglio 2025 (cfr. atto della Segreteria di Stato della migrazione 

[di seguito: SEM o autorità inferiore] n. […]-2/2). 

A.b Dai riscontri dattiloscopici nell’unità centrale del sistema europeo "Eu-

rodac" è risultato ch’ella aveva già depositato una domanda d’asilo in Gre-

cia il 12 novembre 2024, ottenendo la protezione internazionale il 10 gen-

naio 2025 (cfr. atto SEM n. 10/1). 

A.c Il 16 luglio 2025 la SEM ha presentato alle competenti autorità greche 

una richiesta di riammissione della richiedente conformemente alla Diret-

tiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante le norme 

e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di 

paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicembre 2008; 

di seguito: direttiva ritorno) e all'Accordo bilaterale di riammissione tra la 

Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una protezione interna-

zionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Re-

pubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situazione ir-

regolare [RS 0.142.113.729]) (cfr. atto SEM n. 12/2).  

A.d Il 23 luglio 2025, la Grecia ha accettato la riammissione dell’interessata 

sul proprio territorio, confermando il suo statuto di rifugiata a far tempo dal 

10 gennaio 2025, unitamente ad un permesso di soggiorno valido dal me-

desimo giorno al 9 gennaio 2028 (cfr. atto SEM n. 16/1). 

A.e Il 29 luglio 2025 la SEM ha effettuato con l’interessata un colloquio in 

merito al rinvio verso uno Stato terzo sicuro, nel contesto del quale le è 

stato concesso il diritto di essere sentita in relazione al suo stato di salute, 

alla possibile non entrata nel merito della domanda d’asilo secondo 

l'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi (RS 142.31), nonché al prospettato allontana-

mento dalla Svizzera verso la Grecia (cfr. atto SEM n. 19/5). In tale occa-

sione, ella ha inoltre specificato di essersi recata in Svizzera poiché vi ri-

siederebbe suo marito, il signor B._______, titolare di un permesso B.  

A.f L’8 agosto 2025 la SEM ha effettuato con l’interessata un colloquio sup-

plementare al fine di chiarire la relazione con il signor B._______ (cfr. atto 

SEM n. 23/4). Ella ha dichiarato di averlo conosciuto, nel gennaio 2025, 

tramite la piattaforma Facebook, di aver contratto matrimonio per via 

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telefonica in data (…) giugno 2025 e di averlo incontrato personalmente 

per la prima volta soltanto al momento del proprio arrivo in Svizzera.  

B.  

Con decisione del 21 agosto 2025, notificata il giorno seguente, la SEM 

non è entrata nel merito della domanda d’asilo in oggetto e ha pronunciato 

l’allontanamento dell’interessata dalla Svizzera (verso la Grecia), unita-

mente all’esecuzione di quest’ultima misura (cfr. atti SEM n. 27/16 e 28/1). 

C.  

Con ricorso del 27 agosto 2025, l’interessata avversa la decisione succitata 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale o TAF) 

concludendo, principalmente, all’annullamento della stessa e alla conces-

sione dell’ammissione provvisoria in Svizzera e, in subordine, alla restitu-

zione degli atti alla SEM per il completamento dell’istruzione. Sul piano 

procedurale, ella chiede la concessione dell’assistenza giudiziaria, nel 

senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo 

anticipo, con protesta di tasse e spese.  

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (cfr. art. 108 cpv. 3 LAsi) contro 

una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒ 33 

LTAF), è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-

c nonché 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del gravame. 

1.3 I ricorsi manifestamenti infondati, come quello in esame, sono decisi 

da un giudice unico con l’approvazione di una seconda giudice e la sen-

tenza è motivata soltanto sommariamente (artt. 111 lett. e cum 111a cpv. 2 

LAsi). Nello specifico, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio degli scritti 

conformemente all’art. 111a cpv. 1 LAsi. 

2.  

In materia d’asilo, il potere di cognizione del Tribunale e le censure ammis-

sibili sono disciplinati dall’art. 106 cpv. 1 LAsi (art. 62 cpv. 4 PA; DTAF 

2014/1 consid. 2; 2014/26 consid. 5 secondo cui, in materia di diritto degli 

stranieri, resta censurabile l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA). Adito 

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su ricorso contro una decisione di non entrata nel merito di una domanda 

d’asilo, il Tribunale si limita ad esaminare la fondatezza di tale decisione 

(cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 

3.  

Nella decisione impugnata, la SEM rileva anzitutto che, in virtù della sua 

qualità di rifugiata, la ricorrente avrebbe già ottenuto in Grecia un valido 

titolo di soggiorno e che, il 23 luglio 2025, detto Paese avrebbe accettato 

la domanda della sua riammissione sul proprio territorio. Inoltre, il Consiglio 

federale avrebbe designato la Grecia come Stato terzo sicuro ai sensi 

dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi. In virtù dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, tali 

circostanze imporrebbero quindi di non entrare nel merito della domanda 

d’asilo in oggetto. Inoltre, considerate le dichiarazioni relative alle vicende 

occorse durante il precedente soggiorno in Grecia, la richiedente potrebbe 

rientrarvi senza temere trattamenti contrari agli impegni di diritto interna-

zionale pubblico della Svizzera o un allontanamento in violazione del di-

vieto di respingimento. Ella non apparterrebbe inoltre alla categoria delle 

persone particolarmente vulnerabili, poiché in buona salute. L’insorgente 

potrebbe altresì rivolgersi alle autorità greche per reclamare i diritti derivanti 

dal suo statuto di rifugiata posta al beneficio della protezione internazio-

nale, segnatamente per cercare un lavoro e un alloggio, nonché per otte-

nere assistenza medica in caso di bisogno. Infine, il fatto che il signor 

B._______ risieda in Svizzera non sarebbe rilevante ai sensi dell’art. 8 

CEDU, poiché assente sia un matrimonio civile ma pure una relazione 

stretta ed effettiva. L’esecuzione del suo allontanamento sarebbe quindi 

ammissibile, possibile e ragionevolmente esigibile. 

4.  

4.1 Nel ricorso viene anzitutto censurato un accertamento inesatto ed in-

completo dei fatti giuridicamente rilevanti, nella misura in cui la SEM non 

avrebbe considerato adeguatamente il contesto somalo dei matrimoni ce-

lebrati a distanza né avrebbe esaminato in modo sufficiente le circostanze 

concrete del matrimonio. Inoltre, l’autorità inferiore avrebbe omesso di ap-

profondire se, durante i mesi trascorsi in strada in Grecia, la richiedente – 

giovane e sola – abbia subito episodi di violenza o sfruttamento. 

4.2 Tale censura formale va analizzata preliminarmente poiché suscettibile 

di condurre all’annullamento della decisione avversata (cfr. DTF 144 I 11 

consid. 5.3; DTAF 2019 VI/6 consid. 4.1; 2016/2 consid. 4.2). Al riguardo, 

va osservato che nelle procedure d’asilo, così come nelle altre procedure 

di natura amministrativa, si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che 

l’autorità competente accerta d’ufficio i fatti (art. 6 LAsi cum art. 12 PA). 

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Essa deve quindi procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione 

del caso, chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le op-

portune prove (cfr. DTAF 2015/10 consid. 3.2). Tale principio non dispensa 

comunque le parti dal dovere di collaborare all’accertamento dei fatti e, in 

modo particolare, dall’onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto 

l’amministrazione o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi 

propri (artt. 13 PA e 8 LAsi; cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1).  

4.3  

4.3.1 Nel caso concreto, il Tribunale osserva anzitutto che le allegazioni 

sollevate circa una valutazione parziale delle circostanze del matrimonio 

riguardino in realtà il merito della vertenza. Infatti non vi è un problema di 

mancato rispetto del principio inquisitorio, posto che la SEM ha raccolto le 

informazioni necessarie per emettere una decisione, segnatamente svol-

gendo, in data 8 agosto 2025, un ulteriore colloquio volto a chiarire tali 

aspetti (cfr. atto SEM n. 23/4), e tenendo conto di tali elementi nella deci-

sione del 21 agosto 2025 (cfr. atto SEM n. 27/16). La ricorrente rimprovera 

all’autorità inferiore di non aver riconosciuto il proprio matrimonio a di-

stanza con il signor B._______ quale relazione stretta e effettiva. Ella non 

solleva pertanto una critica formale, ma censura piuttosto l’apprezzamento 

della SEM. Tale aspetto verrà pertanto trattato in seguito.  

4.3.2 La ricorrente rimprovera inoltre alla SEM di non aver approfondito se, 

durante la sua permanenza in Grecia, ella abbia subito episodi di violenza 

o sfruttamento. Il Tribunale osserva che, unicamente in fase ricorsuale, l’in-

teressata ha dichiarato di aver subito molestie e discriminazioni, in maniera 

peraltro poco circostanziata e senza fornire riscontri oggettivi. Tali asser-

zioni concernono ad ogni modo il merito della vertenza, essi verranno dun-

que esaminati in seguito.  

4.4 In definitiva, la richiesta di giudizio tendente alla restituzione degli atti 

alla SEM per il completamento dell’istruzione va respinta poiché infondata.  

5.  

5.1 Nel merito, la ricorrente si limita a rimproverare all’autorità inferiore di 

non aver adeguatamente valutato l’ammissibilità e l’esigibilità dell’esecu-

zione del suo allontanamento verso la Grecia alla luce delle sue condizioni 

di particolare vulnerabilità. Richiamando alcuni rapporti di organizzazioni 

internazionali, ella evidenzia le gravi carenze del sistema di accoglienza 

greco che, a suo dire, non garantirebbe un accesso effettivo ai corsi di for-

mazione, all’alloggio, al lavoro, alle cure mediche e all’assistenza sociale 

per i beneficiari di protezione internazionale. Ella sarebbe quindi esposta a 

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una situazione di rischio attuale e specifico, essendo peraltro una giovane 

donna sola, vittima di matrimonio forzato da parte del padre. Posta la par-

ticolare vulnerabilità dell’interessata, non vi sarebbero delle circostanze 

particolarmente favorevoli ai sensi della giurisprudenza del Tribunale per 

poter decretare il suo allontanamento. Infine, l’esecuzione del suo allonta-

namento in Grecia sarebbe contrario al principio del diritto al rispetto della 

vita privata e famigliare previsto dall’art. 8 CEDU, in quanto la sua relazione 

con il signor B._______ sarebbe reale, solida e meritevole di tutela. 

5.2 L’art. 83 della legge sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 

2005 (LStrI, RS 142.20), applicabile per rinvio dell'art. 44 LAsi, dispone che 

l'esecuzione dell'allontanamento dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), 

ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 

LStrI). Qualora non sia adempiuta una di queste condizioni, la SEM di-

spone l'ammissione provvisoria in Svizzera (art. 83 cpv. 1 LStrI).  

5.3  

5.3.1 Giusta l’art. 83 cpv. 3 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non è 

ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto inter-

nazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nel princi-

pio del divieto di respingimento. Infatti, anche altri impegni di diritto inter-

nazionale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in partico-

lare l’art. 3 CEDU o l’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene 

o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. Tortura, RS 0.105). In 

proposito, la Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha più volte 

ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una si-

tuazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di 

destinazione non è tuttavia sufficiente per ritenere una violazione dell’art. 3 

CEDU. Spetta infatti all’interessato provare o rendere verosimile l’esi-

stenza di seri motivi che permettano di ritenere ch’egli correrà un reale ri-

schio ("real risk") di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allon-

tanato, a trattamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2). 

5.3.2 In punto all’ammissibilità dell’esecuzione dell’allontanamento verso 

la Grecia, il Tribunale ha poi stabilito che vanno riconosciuti degli ostacoli 

unicamente a condizioni molto severe (cfr. sentenza del TAF E-3427/2021, 

E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 11.2 [sentenza di riferimento]). Si 

può infatti partire dal presupposto che, essendo la Grecia firmataria della 

CEDU, della Conv. tortura e della Conv. rifugiati, essa rispetti di principio 

gli obblighi di diritto internazionale. Sebbene dalle informazioni a disposi-

zione di questo Tribunale risulti che i beneficiari della protezione sussidia-

ria, così come i rifugiati, siano esposti al rischio di vivere in condizioni 

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precarie, non emergono da fonti attendibili e concordi degli elementi che 

comprovino l’adozione di una pratica sistematica di discriminazione nei 

confronti di tali soggetti rispetto ai cittadini greci, in relazione all’accesso 

all’occupazione, all’assistenza sociale, all’assistenza sanitaria, all’istru-

zione e all’alloggio. Nonostante le carenze nel sistema d’accoglienza, non 

è inoltre possibile ammettere che, in detto Stato, le persone beneficiarie 

della protezione internazionale si trovino, in maniera generale (quindi indi-

pendentemente dalle fattispecie concrete), totalmente dipendenti dall’aiuto 

pubblico, confrontate all’indifferenza delle autorità oppure in una situazione 

di privazione o mancanza di assistenza incompatibile con la dignità umana 

(sentenza E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 9 e 11.2 confermata a più 

riprese, cfr. sentenze del TAF D-6873/2024 del 25 novembre 2024 con-

sid. 8.2.1; D-4625/2024 del 20 agosto 2024 consid. 6.2.3.2). 

5.3.3  

5.3.3.1 Nel caso concreto, si osserva anzitutto che la ricorrente è rinviata 

in uno Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale 

(art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi), dove sussiste una presunzione di rispetto degli 

impegni di diritto internazionale pubblico, tra cui il principio di non respingi-

mento ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi, così come il principio del divieto della 

tortura sancito dall’art. 3 CEDU e dall’art. 3 della Conv. tortura. 

5.3.3.2 Le censure proposte nel gravame, non sono in grado di sovvertire 

la giurisprudenza di riferimento succitata (cfr. consid. 5.3.2 supra). In Gre-

cia, la ricorrente ha infatti ottenuto la protezione internazionale a fronte 

della sua qualità di rifugiata. Ella può quindi contare sulle garanzie derivanti 

dalla Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicembre 

2011 recante norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della 

qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme 

per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione 

sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta (rifusione; 

GU L 337/9 del 20.12.2011 [di seguito: direttiva qualificazione]). Quest’ul-

tima è stata trasposta nel diritto nazionale interno greco con decreto presi-

denziale (P.D.) 141/2013, pubblicato nella gazzetta ufficiale A 

226/21.10.2013. In particolare, gli obblighi della Grecia nei confronti dei 

beneficiari della protezione internazionale impongono l’accesso all’occupa-

zione, all’istruzione, all’assistenza sociale, all’assistenza sanitaria, all’ac-

cesso all’alloggio nonché agli strumenti di integrazione (cfr. capo VII [con-

tenuto della protezione internazionale] della direttiva qualificazione). La ri-

chiedente potrà quindi rivolgersi alle competenti autorità greche per far va-

lere i diritti che le spettano. In caso di violazione dei diritti sanciti dalla 

CEDU, le persone interessate possono poi adire i tribunali greci e, in ultima 

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istanza, la Corte EDU (art. 34 CEDU). Si osserva poi che le asserite mole-

stie e discriminazioni subite – esposte in modo poco circostanziato in fase 

ricorsuale e prive di riscontri documentali – risultano essere delle mere al-

legazioni di parte. Infine, si rileva che i rapporti citati nel ricorso non modi-

ficano l’attuale valutazione del Tribunale condotta nell’ambito della giuri-

sprudenza succitata (cfr. consid. 5.3.2 supra). 

5.3.3.3  

5.3.3.3.1 L’ammissibilità dell’esecuzione dell’allontanamento va confer-

mata anche in considerazione della presenza in Svizzera del signor 

B.________ 

5.3.3.3.2 Per poter invocare il diritto al rispetto della vita famigliare protetto 

dall’art. 8 CEDU, lo straniero non soltanto deve provare la presenza di una 

relazione stretta ed effettiva con una persona della sua famiglia, ma pure 

che quest’ultima abbia un diritto di presenza assicurato o duraturo in Sviz-

zera (cfr. DTF 139 I 330 consid. 2.1; 137 I 351 consid. 3.1), nonché che 

all’interessato non è possibile, rispettivamente non sarebbe ragionevol-

mente possibile, proseguire la sua vita famigliare altrove (cfr. DTF 143 I 21 

consid. 5.1 seg.; 139 I 330 consid. 2.1 con riferimenti). Le relazioni fami-

gliari protette dall’art. 8 par. 1 CEDU, sono anzitutto i rapporti tra coniugi e 

tra genitori e figli minori che coabitano (cfr. DTF 140 I 77 consid. 5.2; 137 I 

113 consid. 6.1; DTAF 2012/4 consid. 4.3; 2008/47 consid. 4.1).  In una tale 

circostanza una relazione stretta ed effettiva è presunta (cfr. DTF 140 I 77 

consid. 5.2; 137 I 113 consid. 6.1). 

5.3.3.3.3 Nello specifico, il Tribunale rileva anzitutto che la coppia si sa-

rebbe conosciuta tramite i social media a gennaio 2025, si sarebbe sposata 

per telefono, il (…) giugno 2025, per tramite di due cugini dell’interessata e 

si sarebbe incontrata per la prima volta a luglio 2025. La ricorrente ha inol-

tre trasmesso la copia del certificato di matrimonio rilasciato dal “Federal 

Republic of Somalia / C._______ District Court / D._______ – Somalia”, 

indicante che “They have married under the Islamic law” (cfr. mezzo di 

prova della SEM [di seguito: mdp SEM] n. 4).  

Le questioni dell’effettiva celebrazione del matrimonio religioso in forma te-

lefonica e dall’autenticità di tale documento possono rimanere inevase. Il 

Tribunale non può esimersi dal constatare che l’insorgente medesima ha 

ammesso che la validità del matrimonio religioso concluso il (…) giugno 

2025 non sia ancora stata riconosciuta in Svizzera (cfr. memoriale ricor-

suale, pag. 15). Inoltre, va evidenziato che, quandanche consentito dalla 

legislazione somala, un matrimonio concluso al telefono sarebbe contrario 

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all’ordine pubblico svizzero (cfr. in questo senso anche le sentenze del TAF 

E-5835/2018 del 17 dicembre 2018 pag. 10; D-8026/2016 del 4 gennaio 

2017 pag. 9; art. 17 Legge federale sul diritto internazionale privato [LDIP; 

RS 291]). Agli atti non risultano dipoi documenti atti a comprovare un im-

minente matrimonio civile in Svizzera, essendosi la ricorrente limitata a pro-

durre la lista dei documenti richiesti da parte dell’Ufficio di Stato civile per 

la richiesta di preparazione al matrimonio (cfr. mdp SEM n. 3) (cfr. in questo 

senso la sentenza del TAF F-5937/2025 del 14 agosto 2025 consid. 3.3.2). 

Ne consegue che, in assenza di un valido vincolo matrimoniale, occorre 

ancora esaminare se l’interessata e il suo compagno possano vantare una 

relazione stretta ed effettiva.  

Nel caso di specie, risulta che i partner si siano conosciuti tramite la piat-

taforma Facebook nel mese di gennaio 2025, che il loro primo incontro 

personale sia avvenuto soltanto nel mese di luglio 2025 e che, successiva-

mente, non abbiano mai instaurato una convivenza né condotto una vita 

familiare comune. Alla luce di tali circostanze, non può dunque ritenersi 

sussistente tra gli stessi una relazione stretta ed effettiva ai sensi della giu-

risprudenza succitata. Del resto, la ricorrente potrà proseguire le pratiche 

relative alla procedura preparatoria al matrimonio dall’estero, rispettiva-

mente richiedere un permesso di soggiorno in vista del matrimonio (cfr. in 

questo senso la sentenza del TAF F-5937/2025 del 14 agosto 2025 con-

sid. 3.3.2).  

A titolo abbondanziale, il Tribunale osserva dipoi che l’allontanamento della 

ricorrente in Grecia non comporterebbe comunque l’interruzione di ogni le-

game con il compagno, bensì rimarrebbero possibili contatti telefonici e tra-

mite messaggi elettronici, nonché la possibilità di visitarlo in Svizzera, es-

sendo l’interessata beneficiaria di uno statuto di rifugiata in Grecia, e quindi 

potendo richiedere il rispettivo titolo di viaggio (cfr. nello stesso senso la 

sentenza del TAF D-502/2022 del 9 febbraio 2022 consid. 8.4.5).  

5.3.3.4 In esito, non si può ammettere che l’interessata sarà confrontata 

con una situazione di emergenza esistenziale oppure esposta a trattamenti 

vietati dalle norme di diritto internazionale. L’esecuzione dell’allontana-

mento risulta quindi ammissibile. 

5.4  

5.4.1 Secondo l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non 

può essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di 

provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a 

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seguito di situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o 

emergenza medica. 

5.4.2 Ai sensi dell’art. 83 cpv. 5 LStrI, l’allontanamento verso i Paesi 

UE/AELS è da ritenersi di principio esigibile e tale presunzione legale può 

essere sovvertita solo se la persona interessata rende verosimile che, per 

delle ragioni personali, varrebbe il contrario (cfr. sentenza del TAF 

D-559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 9 [sentenza di riferimento]). A tal 

fine, la persona richiedente d’asilo deve addurre seri indizi che, con riferi-

mento al caso specifico, le autorità dello Stato in questione violino il diritto 

internazionale, non le concedano la necessaria protezione o la espongano 

a condizioni di vita disumane, oppure che si troverebbe in una situazione 

d’emergenza esistenziale a causa di circostanze individuali di natura so-

ciale, economica o sanitaria (cfr. sentenze del TAF D-628/2024 del 9 feb-

braio 2024 consid. 12.2; D-4606/2022 del 9 dicembre 2022 consid. 6.4; 

D-911/2021 del 25 maggio 2022 consid. 9.3). Il Tribunale ha inoltre statuito 

che l’esecuzione dell’allontanamento in Grecia di persone beneficiarie 

della protezione internazionale rimane esigibile anche se trattasi di per-

sone vulnerabili, come ad esempio donne incinte o persone che soffrono 

di problemi di salute, che non sono da considerare come malattie gravi (cfr. 

sentenza E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.3–11.5.1). La giurispru-

denza ha fissato dei criteri più rigidi soltanto per i nuclei familiari e per le 

persone particolarmente vulnerabili, quali i minorenni non accompagnati o 

persone il cui stato di salute è compromesso in modo particolarmente 

grave, tale da esporle ad un rischio di trovarsi, in modo duraturo, in gravi 

difficoltà in ragione dell’impossibilità di rivendicare con le proprie forze i loro 

diritti (idem consid. 11.5.2-11.5.3). 

5.4.3 Nel caso concreto, la ricorrente non ha fornito elementi concreti a 

dimostrazione del fatto che la Grecia non le garantirebbe le prestazioni as-

sistenziali a cui ha diritto. È lecito infatti attendersi che ella si impegni mag-

giormente nella ricerca di un alloggio, di prestazioni finanziarie e di un la-

voro in Grecia, eventualmente chiedendo il supporto delle autorità elleni-

che, di terze persone o di ONG. Inoltre, la ricorrente è maggiorenne e ha 

dichiarato di versare in buone condizioni di salute. Come correttamente 

rilevato dall’autorità inferiore, ella non appartiene pertanto alla categoria di 

persone particolarmente vulnerabili. Ad ogni modo, in caso di necessità, 

ella potrà accedere alle cure mediche alle stesse condizioni dei cittadini 

greci (artt. 2 lett. b e g cum 30 par. 1 della direttiva qualificazione; cfr. sen-

tenza E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 8-9.10; ex plurimis sentenze del 

TAF D-2685/2024 del 10 maggio 2024 consid. 7.4.4; D-1522/2024 del 14 

marzo 2024 consid. 11.2.3). 

D-6479/2025 

Pagina 11 

5.4.4 Per queste ragioni, l’esecuzione dell’allontanamento si rivela pure ra-

gionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 

5.5 Non risultano infine impedimenti dal profilo della possibilità dell’esecu-

zione dell’allontanamento (artt. 44 LAsi e 83 cpv. 2 LStr), ritenuto peraltro 

che le autorità elleniche hanno accettato la riammissione dell’insorgente 

sul proprio territorio. 

5.6 Per il resto, conviene rinviare alle motivazioni contenute nella decisione 

impugnata, alla quale può essere prestata adesione (art. 109 cpv. 3 LTF 

per rinvio dell’art. 6 LAsi). 

5.7 In esito, le richieste subordinate di giudizio tendenti alla concessione 

dell’ammissione provvisoria in Svizzera e all’ottenimento di garanzie spe-

cifiche da parte delle autorità greche vanno respinte poiché infondate (cfr. 

in questo senso, ex pluris sentenze del TAF E-5745/2024 del 25 settembre 

2024 consid. 7.7; E-5645/2024 del 18 settembre 2024 consid. 8.8). 

6.  

Visto quanto precede, la SEM non ha violato il diritto federale e neppure 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi). La decisione non è inoltre inadeguata per quanto 

attiene alla valutazione dell’esecuzione dell’allontanamento pronunciato 

(cfr. art. 49 PA). Il ricorso va pertanto respinto e la decisione avversata 

confermata. 

7.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del gravame, la domanda procedu-

rale tendente all’esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle 

presunte spese processuali è divenuta senza oggetto. 

8.  

Posto che le richieste di giudizio contenute nel ricorso erano sprovviste di 

probabilità di successo, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso 

della dispensa dal versamento delle spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA), 

è respinta. 

9.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– sono per-

tanto poste a carico della ricorrente in quanto soccombente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

D-6479/2025 

Pagina 12 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

10.  

Il presente giudizio non concerne una persona contro la quale è pendente 

una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abbandonato in 

cerca di protezione e, pertanto, non può essere impugnata con ricorso in 

materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-6479/2025 

Pagina 13 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico della ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all'autorità can-

tonale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Manuel Borla Ambra Antognoli 

 

 

Data di spedizione: