# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 463366c4-0cd4-5fb2-8f04-bccd146cb2db
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-10-25
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 25.10.2017 U 2016 92
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2016-92_2017-10-25.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

U 16 92

1a Camera

presidenza Racioppi
giudici Audétat, Moser, Meisser e Hubert
attuario Paganini

SENTENZA
del 25 ottobre 2017

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____,

B._____,
entrambi rappresentati dall'avvocata lic. iur. Ursula Ramseier,

ricorrenti
contro 

Governo del Cantone dei Grigioni,
convenuto 1

Comune di O.1._____,
convenuto 2

C._____ SA,
convenuta

entrambi rappresentati dall'avvocato lic. iur. Fabrizio Keller,

concernente sfruttamento della forza idrica (concessione)

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1. La C._____ SA intende sfruttare la forza idrica della D._____ sul territorio 

del Comune di O.1._____, in Val O.3._____, per la produzione di energia 

elettrica. Alla C._____ partecipano la F._____ SA (70 per cento del 

capitale azionario), la G._____ SA (20 per cento), nonché il Comune di 

O.1._____ (10 per cento). Per il progetto della centrale di O.1._____ sono 

previste una portata massima normale di 4,5 m3/s, una potenza installata 

di 2,34 megawatt (MW), nonché – a seconda delle dimensioni dell'opera 

finita – una produzione annua compresa tra 7,33 e 9,03 gigawattora 

(GWh). II progetto comprende una semplice centrale idroelettrica a filo 

d'acqua a media pressione con una turbina cross-flow. La richiedente 

prevede costi d'investimento per circa 13,5 milioni di franchi. La forza 

idrica della D._____ attualmente viene già sfruttata per la produzione di 

energia elettrica. Nella Val O.3._____ superiore, a O.2._____, l'acqua 

della D._____ viene captata dalle H._____ SA e convogliata nel loro 

sistema di centrali elettriche in O.4._____. A valle della restituzione 

d'acqua della prevista centrale elettrica di O.1._____ vi è inoltre una presa 

d'acqua della D._____ SA (lago artificiale di O.1._____ della centrale 

elettrica O.5._____).

2. Il 12 dicembre 2007 l'Assemblea comunale di O.1._____ rilasciava alla 

C._____ la concessione per lo sfruttamento della D._____ tra la quota di 

758 m e la quota di 692 m slm. 

3. Durante l’esposizione pubblica, avvenuta tra il 23 gennaio e il 21 febbraio 

2012, della domanda di approvazione della concessione e del progetto 

presentata al Governo il 28 dicembre 2011, venivano sollevate cinque 

opposizioni contro di essa. 

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4. Il 18 giugno 2012 si svolgeva un sopralluogo con i rappresentanti dei 

servizi specializzati cantonali e gli opponenti, in cui si discutevano i punti 

delle opposizioni e si verbalizzavano i risultati. 

5. Sulla base di detto sopralluogo, in risposta alle opposizioni e a 

completamento dell'istanza 28 dicembre 2011, in data 16 aprile 2013 la 

C._____ inoltrava un progetto rielaborato (perizia idrobiologica e 

naturalistica, relazione tecnica e piani). Senza previa esposizione 

pubblica del progetto rielaborato, la documentazione del progetto 

rielaborato veniva valutato dagli uffici cantonali e sottoposto a tutti gli 

opponenti per una presa di posizione. In seguito avveniva un secondo 

scambio di scritti.

6. In data 16 giugno 2015 la C._____ presentava un'ulteriore istanza relativa 

all'economicità del progetto e allo sfruttamento razionale della forza idrica, 

la quale veniva sottoposta all'Ufficio per la natura e l'ambiente (UNA) per 

una nuova presa di posizione.

7. Il 24 novembre 2015 agli opponenti veniva concessa la possibilità di 

visionare nuovamente gli atti procedurali e di apportare eventuali 

completamenti alle loro opposizioni. Il A._____ e B._____ si avvalevano 

di tale possibilità. 

8. Sul progetto originario e su quello rielaborato i servizi cantonali si 

esprimevano nel seguente ordine:

- Ufficio per i comuni (UC), 13 gennaio 2012; 

- Ufficio per lo sviluppo del territorio (UST), 16 gennaio 2012/8 maggio 

2013; 

- Ufficio foreste e pericoli naturali (UFP), 1° febbraio 2012/23 maggio 

2013/21 giugno 2016; 

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- Ufficio tecnico (UT), 2 febbraio 2012/14 maggio 2013; 

- UT, Sezione arginature fiumi e torrenti, 2 febbraio 2012/16 maggio 

2013; 

- Ufficio per la caccia e la pesca (UCP), 10 aprile 2012/26 giugno 2013/ 

10 aprile 2014; 

- Assicurazione fabbricati dei Grigioni (AFG), 15 gennaio 2014; 

- Ufficio dell'energia e dei trasporti (UEnTr), 3 marzo/23 luglio 2014;

- Ufficio per la natura e l’ambiente (UNA), 20 agosto 2013/24 giugno 

2014/30 ottobre 2015. 

Conformemente alle direttive del diritto federale, anche l'Ufficio federale 

dell'energia (UFE) e l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) prendevano 

posizione in merito al progetto il 20 aprile 2012 risp. l'8 febbraio/27 

maggio 2014. 

9. Con decisione 6 settembre 2016, comunicata il 19 settembre 2016, il 

Governo approvava con modifiche la concessione dei diritti d’acqua 

rilasciata dal Comune di O.1._____, rilasciava le necessarie 

autorizzazioni, poneva diverse condizioni e respingeva le opposizioni per 

quanto non divenute prive d’oggetto. 

10. Contro tale decreto il 21 ottobre 2016 il A._____ e B._____ (qui di 

seguito: ricorrenti) inoltravano ricorso al Tribunale amministrativo del 

Cantone dei Grigioni chiedendo, in via principale, l’annullamento della 

decisione impugnata. In via eventuale essi chiedevano che l'approvazione 

sia annullata e il caso rinviato al Governo per l’esecuzione di una 

procedura a due fasi giusta l’art. 52 segg. LGDA. In via subeventuale, 

essi postulavano che l’approvazione sia annullata e il caso rinviato al 

Governo per la riesamina della domanda ai sensi del ricorso e per nuova 

decisione nel quadro di una procedura ad una fase giusta l’art. 58 cpv. 2 

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LGDA, in cui venga ordinato che la domanda riesaminata contenga 

specialmente i punti e i documenti seguenti:

a) delle indicazioni e dei piani dettagliati per l’opera di presa progettata

b) delle indicazioni e dei piani dettagliati per la centrale progettata

c) delle indicazioni e dei piani dettagliati per l’impianto di risalita dei pesci 

progettato

d) delle indicazioni dettagliate sulle concrete misure compensative 

inclusa la prova che esse siano giuridicamente e finanziariamente 

assicurate

e) una presentazione degli impatti del progetto su flora, fauna e ambiente 

rispetto allo stato naturale delle acque, non pregiudicato da altre 

centrali elettriche 

f) un calcolo corretto del Q347 e una nuova definizione della quantità 

minima di deflussi residuali secondo i corretti valori e i risultati ottenuti 

giusta la lettera e) qui sopra esposta

g) una nuova ponderazione degli interessi secondo gli artt. 33 LPAc, 3 

LPN, 3 cpv. 1 LCNP, 34 cpv. 2 LPT, 4 cpv. 2 LUFI, 55 cpv. 1 LGDA e 

39 LUFI secondo i dettagli concreti del progetto giusta le lettere a-d) e 

i risultati giusta le lettere e-f) qui sopra esposte.

In via subsubeventuale le ricorrenti chiedevano che la procedura sia 

sospesa finché non vi sia una decisione cresciuta in giudicato del 

risanamento delle acque residuali delle H._____; non sia avvenuta la 

riconcessione della centrale E._____ e un non vi sia una pianificazione 

complessiva per un ulteriore utilizzo delle piccole centrali su tutto il 

comprensorio della D._____. Infine, essi chiedevano l’effetto sospensivo 

al ricorso (che veniva concesso dal Giudice istruttore con decreto 

ordinatorio 10 novembre 2016). 

In sintesi, le ricorrenti ritengono che la domanda e la rispettiva 

documentazione inoltrata sarebbero incomplete e non avrebbero quindi 

permesso una sufficiente valutazione del progetto. Esso non avrebbe 

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dunque potuto essere approvato. Le analisi sulle ripercussioni sulla flora, 

sulla fauna e il paesaggio sarebbero incomplete. I calcoli sul deflusso 

residuale si fonderebbero su basi sbagliate. La conformazione di parti 

centrali del progetto (soprattutto della presa, della centrale e della rampa 

di risalita dei pesci) sarebbero tuttora sconosciute. Le necessarie misure 

compensative non sarebbero state né definite né finanziariamente 

assicurate. Una ponderazione degli interessi in tali circostanze non 

sarebbe possibile. Inoltre, mancherebbe la necessaria coordinazione con 

altri progetti nell’area della D._____, fatto che non permetterebbe di 

esaminare l’opportunità del progetto. Il Governo avrebbe applicato a torto 

la procedura ad una fase basandosi su elementi incompleti e 

ponderazioni sbagliate. La procedura ad una fase sarebbe arbitraria 

poiché tutte le ulteriori autorizzazioni non avrebbero già potute essere 

rilasciate con la decisione di approvazione della concessione. A torto si 

rinvierebbe dei punti centrali dell'approvazione sotto forma di oneri ad una 

concretizzazione successiva. L’imposizione di oneri nel decreto 

d’approvazione violerebbe i principi di coordinamento, i diritti di terzi di 

essere sentiti e di tutela giudiziaria. Questo modo di procedere violerebbe 

varie disposizioni, in particolare riguardo alla protezione del paesaggio, 

alla migrazione dei pesci, alla mancanza di un significato politico 

energetico e di un utilizzo opportuno. 

11. Con prese di posizione del 13 gennaio 2017 il Comune di O.1._____ e la 

C._____ (qui di seguito: convenuto 2 e convenuta) nonché il Governo del 

Cantone dei Grigioni (qui di seguito: convenuto 1) chiedevano il rigetto del 

ricorso. 

Il convenuto 1 riteneva sostanzialmente che la completata 

documentazione avrebbe permesso ai servizi specializzati di svolgere un 

esame giuridicamente sufficiente del progetto. Contrariamente all'opinione 

delle ricorrenti, sulla base della documentazione disponibile sarebbe stato 

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possibile svolgere tutte le necessarie ponderazioni degli interessi con un 

sufficiente grado di approfondimento. Nel rispetto delle direttive di legge, il 

Governo avrebbe perciò concluso che il progetto presentato poteva 

essere approvato con determinati oneri.

Il convenuto 2 e la convenuta affermavano in sintesi, che nel sopralluogo 

del 18 giugno 2012 sarebbero state fissate le indagini e verifiche 

supplementari da svolgere da parte della convenuta. Queste sarebbero 

state tutte svolte (con l'eccezione della valutazione per la presa Coanda) 

e integrate nella perizia 2013, che completerebbe quella già allestita nel 

2011. Sarebbero pertanto stati raccolti tutti gli elementi che dalle parti 

(incluse le ricorrenti) sarebbero stati ritenuti rilevanti. Per la questione 

della captazione e del canale di risalita dei pesci si sarebbe colmato la 

piccola lacuna con l'analisi delle conseguenze che una presa Coanda 

comporterebbe (doc. A del 16 dicembre 2016, inoltrato dalla convenuta 

nell'ambito della presente procedura). Sarebbero stati eseguiti tutti gli 

approfondimenti necessari, anche da parte degli Uffici cantonali 

competenti. Per la valutazione dei deflussi, oltre alle ordinarie verifiche, 

sarebbe stato allestito anche un ecobilancio complessivo che avrebbe 

permesso, nella perizia, di determinare nella maniera più oggettiva 

possibile gli impatti e quindi l'entità aritmetica del compenso. L'entità del 

compenso sarebbe stata determinata con un punteggio aritmetico 

secondo le istruzioni dei competenti Uffici cantonali sulla scorta di un 

metodo proposto dall’UNA. Il tutto per un impianto di piccole dimensioni 

per il quale la legge non prevedrebbe una formale analisi sull'impatto 

ambientale.

12. Con replica del 30 marzo 2017 le ricorrenti mantenevano invariati i loro 

petiti ricorsuali e ponevano due nuovi petiti procedurali: 1) che sia chiesta 

una perizia neutrale sullo stato degli spazi vitali con un deflusso naturale 

sulla tratta della D._____ toccata; 2) che siano chieste alle autorità 

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coinvolte delle informazioni dettagliate sulle cifre e sui calcoli sui deflussi 

e affluenti (p.es. Q182 e Q347, quantità di deflusso al mese) utilizzati nella 

pendente procedura inerente al risanamento delle acque residuali della 

presa O.2._____ delle H._____.

Le ricorrenti puntualizzavano le loro argomentazioni ricorsuali e 

precisavano inoltre che il rapporto inoltrato in questa procedura dalla 

convenuta sulla griglia Coanda sarebbe insufficiente. 

13. Con dupliche del 7 risp. 14 giugno 2017 il convenuto 1 nonché il 

convenuto 2 e la convenuta chiedevano il rigetto delle richieste 

procedurali formulate nella replica delle ricorrenti e approfondivano le loro 

argomentazioni. 

14. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti nonché sulla decisione 

impugnata si ritornerà, per quanto utile ai fini di giudizio, nei considerandi 

che seguono. 

Considerando in diritto:

1. a) Giusta l'art. 56 cpv. 3 della legge sui diritti d'acqua del Cantone dei 

Grigioni (LGDA; CSC 810.100) in combinato disposto con l'art. 49 cpv. 1 

lit. d della legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100) la 

decisione di approvazione della concessione può essere impugnata entro 

30 giorni con ricorso al Tribunale amministrativo. Il decreto 

d'approvazione della concessione e del progetto "Impianto di O.1._____" 

del 6 settembre 2016 (protocollo n. 780) del convenuto 1 è quindi 

impugnabile davanti a questo Tribunale. Inoltre, è pure pacifica la 

legittimazione delle ricorrenti quali associazioni ambientaliste nazionali 

rappresentate dalle loro sezioni cantonali giusta l'art. 12 della legge 

federale sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN; RS 451) in 

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unione con l'allegato dell'ordinanza che designa le organizzazioni di 

protezione dell'ambiente nonché di protezione della natura e del 

paesaggio legittimate a ricorrere (ODO; RS 814.076). Non è invece data 

una legittimazione giusta l'art. 55 della legge sulla protezione 

dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01), siccome il presente progetto non è 

soggetto all'esame dell'impatto sull'ambiente (EIA) secondo l'art. 10a cpv. 

3 LPAmb in combinato disposto con il n. 21.3 dell'allegato all'ordinanza 

concernente l’esame dell’impatto sull’ambiente (OEIA; RS 814.011).

b) Il convenuto 1 ha emanato il decreto impugnato sia in lingua italiana sia in 

lingua tedesca. Con disposizione procedurale 16 dicembre 2016 esso ha 

tuttavia stabilito che la lingua del procedimento è l'italiano, per cui dinanzi 

a questo Tribunale ha pure presentato i propri scritti in tale lingua. Giusta 

l'art. 8 cpv. 2 della legge sulle lingue del Cantone dei Grigioni (LCLing; 

CSC 492.100) la lingua della procedura si conforma di regola alla lingua 

ufficiale usata nella decisione impugnata rispettivamente alla lingua 

ufficiale parlata dalla parte convenuta. Conformemente a questa 

disposizione, dal momento che l'italiano è la lingua del convenuto 2 e 

della convenuta ed è stato scelto quale lingua procedurale dall'istanza 

inferiore, la presente decisione è redatta in italiano. 

2. a) Il Tribunale amministrativo è libero di apprezzare le violazioni di diritto e 

l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti (cfr. art. 51 cpv. 1 LGA). La 

sua cognizione, tuttavia, non si estende all'apprezzamento 

dell'inadeguatezza. Il Tribunale non può quindi sostituire la propria 

opinione, ritenuta più adeguata, a quella dell'istanza inferiore quando 

quest'ultima appare anch'essa sostenibile. Secondo la giurisprudenza, al 

Giudice non è dato discostarsi dalle valutazioni e dagli accertamenti degli 

uffici cantonali competenti, quali servizi specializzati, in merito a questioni 

tecnico-scientifiche eccetto che per fondati motivi (cfr. DTF 139 II 185 

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cons. 9.2, 119 Ib 254 cons. 8a). Ne discende che il Tribunale deve 

esaminare se le valutazioni dei servizi specializzati sugli impatti 

ambientali hanno valore periziale. Esso deve inoltre analizzare se sono 

stati vagliati accuratamente tutti gli interessi pubblici rilevanti.  

b) Come accennato in precedenza, il presente progetto non sottostà all'EIA. 

Anche in questo caso vanno comunque rispettate le prescrizioni a tutela 

dell'ambiente (cfr. art. 4 OEIA), senza però esigere la stesura di un 

rapporto sull'impatto ambientale (RIA) ai sensi dell'art. 7 segg. OEIA. Nel 

caso di specie, oltre alla documentazione iniziale inoltrata con istanza 28 

dicembre 2011 (contenente fra i vari, una relazione tecnica e una perizia 

idrobiologica e naturalistica del dicembre 2011 nonché i piani del 

progetto) in seguito alle opposizioni e al sopralluogo effettuato in 

presenza anche dei funzionari dell'UCP e dell'UNA il 18 giugno 2012, in 

data 16 aprile 2013 la convenuta ha inoltrato, a completamento della 

documentazione originaria, una relazione tecnica sul progetto definitivo, 

una perizia idrobiologica e naturalistica (indicante gli effetti della 

captazione sull'ecosistema acquatico della D._____) e dei nuovi piani del 

progetto, tutti datati marzo 2013 (cfr. doc. 3 convenuto 1). Sulla scorta di 

questa documentazione il progetto è stato valutato da diversi uffici 

cantonali (v. sopra cifra 8 fattispecie). 

3. Dal punto di vista formale, le ricorrenti sostengono, innanzitutto, che il 

convenuto 1 avrebbe posticipato in modo inammissibile delle 

regolamentazioni di punti chiave in disposizioni accessorie. 

a) Stando alle ricorrenti, il convenuto 1 avrebbe rilasciato un’autorizzazione 

senza conoscere l'estensione, la posizione e la forma dell’impianto e con 

ciò le ripercussioni sull’ambiente. Non sarebbero perciò nemmeno dati i 

requisiti per la procedura a una fase. La decisione di concessione e 

http://links.weblaw.ch/de/BGE-119-IB-254

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approvazione emanato in una procedura a una fase rappresenterebbe la 

decisione definitiva sugli impianti. In una procedura a una fase tutti gli 

aspetti andrebbero vagliati in modo esaustivo. Non ci sarebbe nessuna 

procedura a seguire in cui giudicare punti secondari. Le questioni 

ambientali andrebbero chiarite in misura uguale come per gli impianti 

sottostanti all’EIA. Siccome il convenuto 1 avrebbe chiesto dei chiarimenti 

in merito ad un altro tipo di captazione,  la questione della configurazione 

della centrale elettrica sarebbe ancora aperta e non sarebbero nemmeno 

definite delle misure di compensazione. 

Il convenuto 2 e la convenuta sono invece del parere che l’esonero 

dall’EIA comporterebbe una minore intensità di valutazione da parte 

dell’autorità di concessione. Le caratteristiche dell’impianto sarebbero 

state fissate nei piani approvati. La documentazione avrebbe compreso 

due perizie idrobiologiche e naturalistiche sugli effetti della captazione 

sull’ecosistema acquatico. Essa avrebbe così permesso agli uffici 

cantonali una valutazione completa del progetto e dei suoi effetti. Per 

alcuni piani sarebbero state poste delle condizioni (come avverrebbe del 

resto in ogni licenza edilizia) cui la convenuta si dovrà attenere.

Il convenuto 1 sostiene che nella documentazione di progetto approvata 

sarebbero definite sia l’opera di presa sia la centrale. In tal modo sarebbe 

stato possibile giudicare in via definitiva le conseguenze sulla flora, sulla 

fauna e sul paesaggio. Ciò sarebbe avvenuto con le prese di posizione 

dell’UNA. Nel caso di decisioni coordinate sarebbe ammissibile trasferire 

l’esame e la decisione relativi a dettagli di un progetto a una procedura di 

autorizzazione risp. progettazione dettagliata successiva.

b) Per l'approvazione di impianti idroelettrici, nel Cantone dei Grigioni è 

prevista, di regola, una procedura a due fasi (procedura di rilascio della 

concessione secondo l'art. 49 segg. LGDA seguita da una procedura di 

approvazione del progetto giusta l'art. 57 segg. LGDA, cfr. al riguardo 

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sentenza del Tribunale federale 1C_526(528)/2015 del 12 ottobre 2016 

cons. 8.5). Se tutte le ulteriori autorizzazioni hanno già potuto essere 

rilasciate con la decisione di approvazione della concessione, la 

procedura di approvazione del progetto viene meno (procedura a una 

fase, art. 58 cpv. 2 LGDA). Oltre a queste due procedure previste dalla 

legge cantonale, la giurisprudenza permette l'applicazione di una 

procedura di progettazione dettagliata successiva per l'approvazione di 

piani dettagliati poggianti sul progetto previamente approvato (cfr. DTF 

121 II 378 cons. 6b; RIVA, Wasserkraftanlagen: Anforderungen an die 

Vollständigkeit und Präzision des Konzessionsentscheids, in: URP 2014 

p. 7 segg.). In tali procedure successive vanno tuttavia tutelati i diritti delle 

parti. In particolare, alle parti va concesso il diritto di essere sentiti e la 

decisione va emanata sotto forma di una decisione impugnabile che 

soddisfi i requisiti di cui all'art. 34 segg. della legge federale sulla 

procedura amministrativa (PA; RS 172.021; cfr. DTF 121 II 378 cons. 6c, 

RIVA, op. cit., p. 25 seg.).

4. a) Il primo punto regolato dal convenuto 1 in una disposizione accessoria, 

contestato dalle ricorrenti, riguarda l'opera di presa. Il progetto in esame 

presenta una captazione con una traversa sul fiume in calcestruzzo 

rivestita in pietra ed una presa d'entrata laterale. Alla cifra 4.2.1 lemma 4 

del dispositivo della decisione impugnata il convenuto 1 ha disposto 

quanto segue:

"La captazione d'acqua deve essere progettata nel dettaglio con l'UCP prima dell'inizio 

dei lavori e realizzata di conseguenza. Nell'esame delle possibili varianti di attuazione va 

considerata anche una captazione con griglia Coanda."

A differenza di sbarramenti con presa laterale, una griglia di tipo Coanda, 

posizionata sul letto del fiume al posto dello sbarramento, cattura l'acqua 

mentre scorre in superficie deviandola al suo interno (cfr. doc. A 

convenuta). 

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b) Nel proprio ricorso le ricorrenti sottolineano che, stando al protocollo del 

sopralluogo del 18 giugno 2012, la convenuta avrebbe dovuto elaborare 

delle soluzioni alternative per l’opera di presa. La captazione secondo la 

documentazione del progetto trascurerebbe gli aspetti della migrazione 

dei pesci (così come richiesta dall’art. 8 della legge federale sulla pesca 

[LFSP; 923.0]) e del trasporto degli organismi bentonici (organismi 

acquatici che vivono in stretto contatto con il fondo). L’UNA e l’UCP nelle 

loro prese di posizione avrebbero chiesto più volte la valutazione di una 

griglia Coanda, ma ciò non sarebbe avvenuto. Oltre alla presa stessa, le 

ricorrenti criticano che non si saprebbe se il canale di risalita per i pesci 

possa funzionare e come esso debba essere modellato. Le ricorrenti 

asseriscono che al momento dell’approvazione del progetto sarebbero 

mancati i piani per le strutture di risalita, un’analisi delle correnti (velocità 

e andamento, entrata e uscita dei flussi d’acqua) in rapporto alle 

migrazioni (e al comportamento) delle specie mirate come pure un piano 

di monitoraggio dell’impianto che ne assicuri la funzionalità durante tutto il 

periodo di esercizio. Tale piano dovrebbe pure prevedere la necessaria 

quantità di acque residuali. Il tipo di presa che si intende costruire non 

sarebbe un punto secondario, viste le sue ripercussioni sulle disposizioni 

a protezione della natura, della pesca e delle acque. I dettagli della 

captazione dovrebbero quindi esserci già al momento dell’approvazione. 

L’onere alla cifra 4.2.1 del dispositivo, secondo cui la captazione deve 

essere progettata nel dettaglio con l’UCP prima dei lavori e realizzata di 

conseguenza, non rimedierebbe a questo difetto. Inoltre, a quel punto le 

organizzazioni non potrebbero più subentrare nella procedura e chiederne 

un esame giudiziario. L’approvazione andrebbe perciò annullata. 

Il convenuto 2 e la convenuta controbattono che dal dispositivo si 

rileverebbe come il canale di aggiramento per la risalita dei pesci sarebbe 

approvato ma prima sarebbe ancora necessario verificare se una griglia 

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Coanda non sia una soluzione migliore. Il progetto in dettaglio (ovvero i 

piani esecutivi che ordinariamente si allestirebbero dopo il rilascio di una 

licenza di costruzione) andrebbe eseguito con l’UCP. Non sarebbe quindi 

corretta l’affermazione delle ricorrenti secondo cui il tipo di presa (e 

relativo canale di risalita dei pesci) non sarebbe definito. Per suffragare 

come la scelta della presa e scala di risalita dei pesci proposta con il 

progetto sarebbe la migliore, la convenuta fa riferimento al rapporto del 16 

dicembre 2016 (doc. A convenuta, inoltrato per la prima volta in questa 

procedura e quindi non contenuto nell’incarto di concessione). 

Il convenuto 1 sostiene che con la decisione si sarebbe posto, in 

particolare, l’onere di installare una griglia d’ingresso orizzontale (e non 

verticale) allo scopo di migliorare la protezione dei pesci. Il funzionamento 

della restituzione del deflusso residuale risulterebbe dai piani e sarebbe 

descritto nella relazione tecnica. I piani illustrerebbero altresì le paratoie di 

spurgo e la relazione tecnica ne descriverebbe il funzionamento. Ciò 

permetterebbe anche di valutare il trasporto solido di fondo. L’UNA 

avrebbe definito degli oneri a garanzia del trasporto solido di fondo, 

inseriti nel decreto d’approvazione. L’opera di presa sarebbe quindi 

definita in misura sufficiente. Inoltre, sarebbe definito il tipo base di rampa 

di risalita dei pesci. Negli interessi della pesca, alla convenuta sarebbero 

stati imposti ampi obblighi. Sarebbe stato deciso che per un periodo di 

due anni debba esserci un monitoraggio e che, se il sistema di risalita non 

funzionasse, si dovrà procedere ad adeguamenti. Il progetto sarebbe 

concreto abbastanza per essere approvato. Una situazione eccezionale 

sarebbe data solo per la griglia Coanda. Tuttavia, non sarebbe stata 

richiesta la posa di una griglia Coanda bensì soltanto l’esame di una tale 

possibilità.

Alle allegazioni dei convenuti, le ricorrenti rispondono in sede di replica 

anzitutto che la procedura di approvazione sarebbe stata viziata siccome i 

soggetti toccati dal progetto non avrebbero avuto modo di esprimersi sul 

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rapporto (allegato A, inoltrato nella presente procedura dalla convenuta). 

Le ricorrenti criticano poi detto rapporto eccependo in particolare come in 

esso si affermi che il salto della D._____ impedisca l’installazione di una 

griglia Coanda. Inoltre, non corrisponderebbe al vero che la griglia 

Coanda provocherebbe un intasamento di materiale. Un grosso vantaggio 

della griglia Coanda sarebbe proprio quello della facile manutenzione. Il 

trasporto dei sedimenti avrebbe in più l’effetto positivo che la sabbia 

rimarrebbe a disposizione per la riproduzione dei pesci. Il produttore 

L._____ costruirebbe griglie Coanda con capacità fino a 500 l/s.m. Con 

una Coanda sussisterebbe poi un minor pericolo di danneggiamento della 

fauna acquatica. Calcolando il risparmio guadagnato sul dispendio per la 

pulizia di prese convenzionali, la presa Coanda non arrecherebbe una 

perdita di efficienza energetica all'impianto. Le ricorrenti giungono alla 

conclusione che, in ogni caso, si sarebbe dovuto ponderare i vantaggi 

ecologici di una griglia Coanda, della redditività dell’impianto e degli 

aspetti paesaggistici, cosa che invece non sarebbe stata fatta. Se a 

seguito dei chiarimenti richiesti nella decisione si giungesse alla 

conclusione che occorrerebbe costruire un nuovo tipo di captazione, ciò 

non sarebbe più incluso nella decisione. I corrispettivi piani e i calcoli sulle 

ripercussioni sull’ambiente andrebbero prima di tutto nuovamente 

realizzati e in seguito andrebbe rilasciata una nuova approvazione.

In sede di duplica il convenuto 2 e la convenuta precisano che a causa 

dell'eccessiva larghezza della presa sarebbe impossibile installare una 

griglia Coanda. Lo studio tecnico incaricato della progettazione avrebbe 

richiesto al produttore indicato dalle ricorrenti delle informazioni sulle 

griglie Coanda: Secondo la documentazione ricevuta sull’impianto di 

L._____, la griglia Coanda di tipo K (con distanza tra i profili di 2 mm e 

capacità di 500 l/s.m.) avrebbe solamente carattere sperimentale. Non ci 

sarebbero risultati in merito. La perizia ordinata dal Cantone dei Grigioni 

per la verifica del buon funzionamento sarebbe ancora in corso. Lo stato 

- 16 -

attuale della tecnica escluderebbe perciò la possibilità di posare una 

griglia Coanda in questo caso. La convenuta sarebbe tuttavia disposta a 

valutare l’installazione di tale presa, qualora essa sarebbe data come 

funzionale. Inoltre, essi esplicano come la presentazione tecnica fatta 

dalle ricorrenti in merito al bilancio energetico non sarebbe corretta. 

Il convenuto 1 segnala in sede di duplica che il quesito se la tipologia di 

presa scelta sia la variante migliore rispetto alla griglia Coanda, come 

risulterebbe dal rapporto del convenuto, dovrà ancora essere valutato in 

via definitiva con l’autorità specializzata.

c) Nella propria presa di posizione del 26 giugno 2013 (doc. 10 convenuto 

1), comunicata a seguito della documentazione rielaborata inoltrata dalla 

convenuta, l'UCP esprimeva il suo disappunto sugli aspetti trascurati da 

parte della convenuta in merito alla migrazione (in discesa) dei pesci e al 

trasporto degli organismi bentonici. Esso era del parere che con la 

captazione prevista questi aspetti non verrebbero tenuti sufficientemente 

in considerazione. Come è stato poi disposto dal convenuto 1 (cfr. cifra 

4.2.1 lemma 4 dispositivo), l'UCP e in seguito anche l'UNA (cfr. doc. 13 

convenuto 1) chiedevano di esaminare l'installazione di una griglia 

Coanda. L'UCP e l'UNA tuttavia, non hanno ritenuto necessaria a priori 

l'installazione di una griglia Coanda, né tantomeno hanno scartato 

categoricamente la captazione prevista dalla convenuta. Il convenuto 1 ha 

quindi agito conformemente alle incontestabili indicazioni degli uffici 

specializzati, ordinando le summenzionate disposizioni accessorie 

(progettazione della captazione in dettaglio con l'UCP e considerazione di 

una griglia Coanda). Attraverso queste disposizioni accessorie si è 

provveduto, in special modo, ad assicurare l'installazione di una presa 

che non intralci la libera migrazione dei pesci. A protezione della fauna 

ittica sono stati inoltre disposti vari oneri, in particolare anche circa la 

garanzia della funzionalità della scala di risalita per mezzo di un apposito 

- 17 -

monitoraggio (cfr. p.to 4.2.1 p. 49 decisione impugnata). Il funzionamento 

del deflusso residuale risulta dai piani e dalla relazione tecnica (cfr. doc. 3 

convenuto 1) nonché dall'allegato A (inoltrato in questa procedura dalla 

convenuta). La portata di deflusso minimo (388 l/s, cfr. sotto al 

considerando 8) è garantita dalla rampa di risalita dei pesci assicurante la 

libera migrazione della fauna ittica. La dotazione dinamica (pari al 40 % 

dell'afflusso superante il deflusso minimo di 388 l/s, cfr. sotto al 

considerando 8) è regolata da una paratoia integrata nella traversa sul 

fiume. L'UNA ha poi ritenuto che attraverso l'imposizione del deflusso 

residuale con dotazione dinamica da esso determinato, gli spazi vitali 

toccati possano essere mantenuti e che per gli organismi bentonici non ci 

sarebbero dei cambiamenti importanti (cfr. presa di posizione del 20 

agosto 2013 [doc. 13 convenuto 1]). Pertanto, l'opera di presa poteva 

essere approvata con i rispettivi oneri. Se nella fase successiva di 

progettazione in dettaglio, la realizzazione di una griglia Coanda per 

motivi tecnici e paesaggistici – come afferma la convenuta poggiando sul 

rapporto del 16 dicembre 2016 con nuovo piano sull'opera di presa 

annesso (doc. A convenuta) – venisse scartata, la convenuta sarà tenuta 

altrimenti a garantire al meglio la migrazione dei pesci. Al Tribunale non 

spetta la competenza di decidere se una griglia Coanda sia la variante 

migliore. La scelta della variante di presa dovrà ancora essere valutata in 

via definitiva con il servizio specializzato. In tale fase realizzativa, il 

progetto di captazione definitivo dovrà essere comunicato alle ricorrenti, 

di modo che esse possano esprimersi in merito. Inoltre, l'approvazione da 

parte del convenuto 1 della captazione definitiva dovrà avvenire tramite 

una decisione impugnabile.

5. a) Il secondo punto regolato in una disposizione accessoria dal convenuto 1, 

contestato dalle ricorrenti, concerne la centralina idroelettrica. Il 

- 18 -

convenuto 1 alla cifra 4.4.2 (pericoli naturali) del dispositivo della 

decisione impugnata ha stabilito quanto segue:

"La centrale idroelettrica va realizzata dal punto di vista edilizio e dell'esercizio in 

considerazione della zona di pericolo 1. In questo contesto, va esaminato ed 

eventualmente realizzato un interramento della centrale." (lemma 1)

"Se un interramento della centrale dovesse rivelarsi sproporzionato, l'architettura della 

centrale dovrà essere rielaborata e adeguata alla modalità di costruzione degli edifici 

presenti nelle immediate vicinanze." (lemma 2) 

"Se per la protezione della centrale fossero necessarie ulteriori misure, la relativa 

documentazione va inoltrata in precedenza all'UNA. Queste misure non devono limitare 

le funzioni naturali ed ecologiche del corso d'acqua." (lemma 3)

b) Le ricorrenti lamentano che anche riguardo alla centrale non si 

saprebbero le dimensioni e la forma; inoltre non sarebbero state prese le 

misure concrete a protezione della centrale (zona di pericolo 1). 

Il convenuto 2 e la convenuta fanno valere che il piano presentato 

corrisponderebbe allo standard necessario per le licenze edilizie. Stando 

alle condizioni poste, se fossero necessarie ulteriori misure la 

documentazione andrebbe nuovamente inoltrata all’UNA. Ciò non 

significherebbe che le dimensioni della costruzione non siano definite. Dal 

profilo estetico, la costruzione terrebbe già conto del paesaggio 

circostante. Il piano sarebbe stato allestito da un consulente architettonico 

(arch. M._____ che agirebbe da specialista per l’inserimento di 

costruzioni nel paesaggio). La centrale non sarebbe nel perimetro della 

zona di protezione del paesaggio.

Le ricorrenti sostengono che, dopo la frana avvenuta il _____, 

l’ubicazione della centrale sarebbe da rivalutare. Visto che gli oneri 

disposti potrebbero avere ripercussioni rilevanti su ubicazione e nuove 

misure di protezione, non sarebbe potuto essere concessa la licenza 

edilizia. Così facendo verrebbero calpestati i diritti delle ricorrenti. 

Il convenuto 2 e la convenuta precisano che se la costruzione 

necessitasse di ulteriori adeguamenti, questi saranno di natura 

- 19 -

secondaria. Fra l’altro, essa sostiene che dopo la frana, dovrà essere 

ricostruita la cabina elettrica della E._____, la quale avrà un impatto 

maggiore di quello della centrale in discussione. 

c) La conformazione della centralina idroelettrica si evince chiaramente dai 

piani inoltrati. Secondo i (nuovi) piani (doc. 3 convenuto 1) la centralina 

verrebbe in parte interrata. Il funzionario dell'UFP nell'e-mail del 21 giugno 

2016 (doc. 7 convenuto 1) ha proposto come soluzione l'interramento 

della centralina per far fronte alla zona di pericolo 1 in cui essa verrebbe 

ubicata. L'UNA dal canto suo, ha criticato la realizzazione della centralina 

in cemento a vista, chiedendo perciò di adeguare l'aspetto della centralina 

alla tipologia di costruzione degli edifici circostanti (cfr. presa di posizione 

del 20 agosto 2013, doc. 13 convenuto 1). Con l'onere di interramento 

della centralina posto nella decisione impugnata, e in caso di 

impossibilità, di adeguamento della sua architettura alla modalità di 

costruzione degli edifici presenti nelle immediate vicinanze (cfr. p.to 4.3.1 

in unione a 4.4.2 decisione impugnata), il convenuto 1 ha adempito ai 

requisiti posti dagli uffici specializzati. Nella propria presa di posizione il 

convenuto 1 ha spiegato come con la formulazione "interramento della 

centrale" si intenda rafforzare la copertura già prevista della centralina 

attraverso un lieve abbassamento oppure un arretramento verso la 

montagna della stessa. Si tratta perciò di trovare una soluzione dettagliata 

che garantisca al meglio la sicurezza della centralina. La 

regolamentazione di questo punto in una disposizione accessoria non può 

quindi essere contestato dalle ricorrenti. L'approvazione dei nuovi piani 

della centralina nella fase di progettazione in dettaglio dovrà tuttavia 

avvenire in ottemperanza dei diritti di parte delle ricorrenti (diritto di essere 

sentiti e di impugnazione). In merito all'integrazione della centralina nel 

paesaggio si entrerà più tardi nei considerandi che seguono.

- 20 -

d) Le ricorrenti censurano, come ulteriore critica formale, la fissazione delle 

misure compensative in una disposizione accessoria. Riguardo alla 

protezione della natura e del paesaggio alla cifra 4.3.3 della decisione in 

oggetto si è determinato quanto segue:

"Prima dell'inizio dei lavori vanno inoltrate all'UNA altre prestazioni compensative rispetto 

a quelle proposte nella domanda."

Le ricorrenti contestano che il convenuto 1 nella propria decisione 

avrebbe esso stesso affermato che al momento dell’approvazione della 

concessione e del progetto dovrebbero assolutamente essere note le 

prestazioni compensative, affinché il progetto possa essere autorizzato. 

La convenuta dovrebbe perciò presentare prestazioni compensative 

diverse rispetto a quelle proposte. La posticipazione delle disposizioni 

sulle misure compensative in forma di oneri nella decisione sarebbe 

inammissibile. A causa delle basi mancanti in merito a flora, fauna, habitat 

e paesaggio, attualmente non si potrebbe nemmeno analizzare quali 

misure compensative sarebbero adeguate. L'UCP avrebbe ritenuto che 

anche adottando lo scenario 4 si dovrebbe prendere in considerazione 

una perdita di spazio vitale fino al 50 %, cosa che sarebbe al limite. Le 

perdite rispetto ai deflussi naturali tenenti conto anche dei mesi estivi, 

risulterebbero pure più alte. 

Stando al convenuto 2 e alla convenuta, a norma dell’art. 18 cpv. 1ter LPN 

sarebbe sufficiente che sia determinato un adeguato risarcimento; la 

concreta messa in opera potrebbe essere definita o determinata in 

seguito. Ciò che qui andrebbe definito sarebbe la misura oggettiva del 

compenso. La perizia del marzo 2013 (p. 126) procederebbe ad un 

calcolo esatto dei punti da compensare in base alle indicazioni dell’UNA. 

La proposta in essa fatta (eliminazione di un ostacolo alla migrazione 

della trota fario) non sarebbe stata accettata dall’UNA. Perciò nella 

decisione ci si riserverebbe di definirle concretamente in seguito. La 

perizia del 2013, allestita dapprima nel 2011 e approfondita in seguito al 

- 21 -

sopralluogo del 18 giugno 2012, tratterebbe dell’idrologia, degli inventari 

naturalistici, delle zone di protezione, della vegetazione e della fauna e 

presenterebbe in dettaglio uno studio idrobiologico e gli effetti del progetto 

sull’ambiente. Il tutto integrato con una documentazione fotografica. 

L’informazione di base sarebbe quindi completa. La modellazione 

sarebbe stata effettuata con parametri cautelativi, nel secondo tratto di 

fiume (più pianeggiante e quindi più sensibile ad una diminuzione di 

portata). I risultati si riferirebbero dunque alla situazione meno favorevole. 

Inoltre il periodo più critico per la fauna ittica sarebbe quello invernale. 

Tuttavia, nella perizia vi sarebbero anche delle valutazioni per il periodo 

estivo. 

Il convenuto 1 sostiene che l’UNA sarebbe partito dal presupposto di un 

obbligo di sostituzione piuttosto modesto. Ciò considerato, si sarebbe 

posta la questione se non sarebbe meglio soddisfare l’obbligo di 

sostituzione nel quadro di una misura di sostituzione più ampia, 

raggiungendo un valore ecologico superiore. Il convenuto 1 avrebbe 

rinunciato a decidere in merito alla possibilità di una tassa di 

compensazione, poiché la LPN richiederebbero in linea di principio un 

compenso in natura. Qualora la prestazione di una misura sostitutiva non 

dovesse essere possibile, si dovrebbe disporre il versamento di un 

contributo nel fondo per le misure sostitutive. Ciò avverrebbe in una 

procedura di approvazione con esposizione pubblica e salvaguardando i 

diritti delle parti. In tale contesto si dovrebbe esaminare se l’obbligo di 

sostituzione possa essere associato a un obbligo in relazione ad un’altra 

misura sostitutiva. Altrimenti bisognerebbe stabilire l’importo da versare. 

Nel presente caso sarebbe dunque stato dimostrato che l'obbligo di 

sostituzione richiesto avrebbe potuto in ogni caso essere soddisfatto in 

misura giuridicamente sufficiente. Dato che, tuttavia, la misura prevista 

nel progetto non avrebbe potuto essere computata, su richiesta dell'UNA 

sarebbe stata posta alla richiedente la condizione secondo cui, prima 

- 22 -

dell'inizio dei lavori di costruzione, essa debba presentare una 

corrispondente proposta di misure. 

Le ricorrenti rispondono che l’opinione delle controparti e la prassi del 

Cantone, di rinviare la garanzia di concrete misure compensative a 

posteriori, contravverrebbe alla prassi del Tribunale federale. Le concrete 

misure compensative dovrebbero essere date al momento del rilascio 

della licenza edilizia. Ciò a maggior ragione nel presente caso a 

procedura unica, poiché non ci sarebbe un'altra procedura in cui giudicare 

le misure (che le organizzazioni potrebbero impugnare). L’intervento nelle 

acque quasi intatte della D._____ andrebbe compensato perlomeno con 

misure sulle acque stesse. L’art. 19 della legge cantonale sulla protezione 

della natura e del paesaggio (LCNP; CSC 496.000) violerebbe l’art. 18 

cpv. 1ter LPN poiché, secondo la prassi federale, la perdita di un habitat 

andrebbe compensata con una misura concreta, con la stessa funzione 

ecologica e possibilmente nello stesso spazio vitale. Un fondo in cui si 

versano dei contributi non soddisferebbe i requisiti posti dalla legge e 

giurisprudenza. Varrebbe il principio del "chi inquina paga" 

(Verursacherprinzip): chi è responsabile non dovrebbe soltanto pagare le 

misure compensative bensì eseguirle.

In sede di duplica, il convenuto 2 e la convenuta fanno valere che nel 

caso concreto si sarebbe richiesto la prestazione di una misura 

compensativa. Solo se essa non sarà possibile si procederà con il 

versamento nel fondo per le misure sostitutive. Determinate sarebbe solo 

la questione su quale sia il valore ecologico della misura che dovrebbe 

essere disposta. La misura posta nella domanda della convenuta 

(eliminazione dell’ostacolo per la risalita della trota fario) avrebbe restituito 

al fiume un valore ecologico maggiore di quello attuale. L’UNA avrebbe 

respinto tale intervento. Sulla tratta in questione sarebbe tuttavia difficile 

ipotizzare delle misure compensative poiché la valle sarebbe molto stretta 

e il fianco destro del fiume pregiudicato dalle deponie. A causa del 

- 23 -

paesaggio già pregiudicato, delle misure compensative avrebbero un 

effetto limitato e perciò non avrebbero senso. Per questo si sarebbe 

rinviata la valutazione delle misure, da effettuare con gli uffici cantonali. 

Anche il convenuto 1 sottolinea che la questione dell’ammissibilità del 

versamento nel fondo per le misure compensative nel presente caso non 

si porrebbe. Nella decisione sarebbe stato ribadito l’obbligo di 

compensazione in natura da presentare all’UNA prima dell’inizio dei 

lavori. 

e) In materia di protezione della natura e del paesaggio l’art. 18 cpv. 1ter LPN 

stabilisce che, se tenuto conto di tutti gli interessi, non è possibile evitare 

che gli interventi tecnici pregiudichino biotopi degni di protezione, chi 

opera l'intervento prende misure speciali onde assicurarne la migliore 

protezione possibile, il ripristino o una sostituzione confacente. L'art. 18 

LCNP prescrive che per interventi in oggetti da proteggere per i quali è 

necessaria una compensazione, questa va di principio prestata in natura 

(cpv. 1). L'entità dell'obbligo di compensazione si conforma alla 

vulnerabilità e alla rarità del biotopo interessato, nonché all'intensità 

dell'intervento (cpv. 2). Giusta l’art. 19 LCNP se per chi opera l'intervento 

non è possibile prestare provvedimenti di compensazione in natura, o ciò 

non può essere preteso, questi verrà obbligato dall'autorità competente a 

versare una tassa di compensazione (cpv. 1). I ricavi risultanti dalle tasse 

di compensazione vanno riservati completamente a provvedimenti di 

valorizzazione di oggetti da proteggere (cpv. 3). 

f) In discussione stanno le misure di compensazione in merito alla natura e 

il paesaggio giusta la LPN. Riguardo a tali misure compensative, nella 

sentenza impugnata il convenuto 1 ha considerato, da un lato, che le 

prestazioni compensative al momento dell'approvazione della 

concessione e del progetto dovrebbero essere assolutamente note, 

- 24 -

affinché il corrispondente progetto possa essere autorizzato (p. 36 p.to 

7.2 [vale ugualmente per la versione in tedesco]). Dall'altro, esso ha 

deciso di inserire nella decisione impugnata la condizione alla convenuta 

di presentare all'UNA adeguate misure compensative prima dell'inizio dei 

lavori (cfr. p.to 4.3.3 dispositivo). Concordando con le allegazioni delle 

ricorrenti, bisogna riconoscere che queste considerazioni del convenuto 1 

sono in effetti contradditorie. L'obbligo di definizione (e non soltanto di 

garanzia) delle misure di compensazione al momento del rilascio della 

licenza edilizia, addotto dal convenuto 1, deriva dalla relativa 

giurisprudenza (cfr. p.es. la sentenza del Tribunale federale 1C_346/2014 

cons. 4.4). Nella citata sentenza, menzionata anche dalle ricorrenti, si 

evidenzia che un compenso dovrebbe essere eseguito possibilmente 

nello stesso luogo e che la misura compensativa dovrebbe avere la 

stessa funzione ecologica dell’oggetto pregiudicato. Il Tribunale federale 

afferma tuttavia anche che, l’autorità avrebbe un margine di 

apprezzamento elevato sulla questione su come le misure compensative 

debbano essere sviluppate (cfr. sentenza del Tribunale federale 

1C_346/2014 del 26 ottobre 2016 cons. 4.5.2). Nel caso concreto, l'UNA 

non ha ritenuto opportuna la misura compensativa proposta dalla 

convenuta (rimozione di un ostacolo alla migrazione delle trote fario del 

valore stimato di fr. 46'635.--, cfr. p. 127 della perizia idrobiologica e 

naturalistica del marzo 2013 [doc. 3 convenuto 1]). Di conseguenza, esso 

chiedeva da un lato, come poi decretato dal convenuto 1, che prima 

dell'inizio dei lavori gli si sarebbero dovute presentare altre misure 

compensative. Dall'altro, esso affermava che (alternativamente) si 

sarebbe anche potuto pagare una tassa nel fondo delle misure 

compensative (cfr. presa di posizione del 20 agosto 2013 [doc. 13 

convenuto 1 p. 6]). L'UNA non ha elencato nessuna proposta di misure di 

compensazione. Ciò a conferma delle affermazioni della convenuta circa 

la difficoltà di ipotizzare delle misure compensative per la tratta in 

- 25 -

questione. Tanto più che l'UNA in alternativa ha esplicitamente consigliato 

il pagamento di una rispettiva tassa nel fondo per le misure 

compensative. La possibilità di versare una tassa fissata nell'art. 19 

LCNP, in circostanze in cui, come dice il testo legale stesso, non è 

possibile prestare provvedimenti di compensazione in natura, è una 

soluzione più che auspicabile. Tale soluzione, a differenza di quanto 

asserito dalle ricorrenti, non contrasta con la LPN, poiché l'art. 18 cpv. 1 

LPN oltre a misure volte a proteggere l'oggetto toccato o miranti al suo 

ripristino, prevede la possibilità di attuare una sostituzione confacente. 

Una sostituzione – stando al Tribunale federale (v. sopra) – non deve 

avvenire sempre nello stesso luogo, bensì soltanto nel limite del possibile. 

Eccezionalmente, una compensazione può quindi essere attuata altrove. 

A tal proposito, la predisposizione di un apposito fondo appare sensata. 

Nel caso di specie, viste le evidenti difficoltà a designare delle concrete 

misure compensative, il convenuto 1 avrebbe perciò anche potuto 

chiedere il versamento di un contributo in detto fondo, come è stato 

consigliato pure dall'UNA alternativamente alle misure di compenso 

concrete. Il convenuto 1 ha però optato per un'imposizione in natura delle 

misure compensative, posticipando la loro concretizzazione da parte della 

convenuta in collaborazione con l'UNA alla fase di progettazione di 

dettaglio successiva, soluzione che, viste le peculiarità del caso in 

questione, non appare illegittima. Tuttavia, nella fase successiva in cui la 

convenuta presenterà all'UNA eventuali (nuove) misure compensative 

oppure l'impossibilità delle stesse, occorrerà rispettare i diritti di parte 

delle ricorrenti, concedendogli il diritto di essere sentiti e di impugnazione 

della rispettiva decisione sulle misure compensative da intraprendere.

Per queste ragioni, va concluso che la regolamentazione da parte del 

convenuto 1 in disposizioni accessorie dei punti censurati dalle ricorrenti e 

discussi sopra, non può essere contestata. Ciò a condizione che alle 

- 26 -

ricorrenti siano garantiti i propri diritti di parte nella fase successiva di 

approvazione in dettaglio.

6. Dal punto di vista materiale, le ricorrenti sollevano diverse eccezioni 

riguardo a carenze e errate valutazioni nella sentenza impugnata. 

Dapprima, si entrerà nel merito della censura circa la mancanza di uno 

sfruttamento razionale (art. 5 della legge federale sull'utilizzazione delle 

forze idriche [LUFI; RS 721.80]); art. 29 cpv. 1 LGDA e art. 13 

dell'ordinanza relativa alla legge sui diritti d'acqua del Cantone dei 

Grigioni [OGDA; CSC 810.110]). 

a) Le ricorrenti sostengono che con una dotazione pari a 7.33 GWh, senza 

generare energia d’accumulazione e con una produzione 

prevalentemente in estate, in cui gli eccessi di energia dovrebbero essere 

venduti all’estero a prezzi stracciati, non flessibile e inadatta al mercato, la 

centrale in questione avrebbe un’importanza non di certo regionale ma 

meramente locale. Il rilascio della concessione non sarebbe quindi di 

interesse pubblico. Stando alle indicazioni dell’UFAM del 2011 

("Empfehlungen zur Erarbeitung von kantonalen Schutz- und 

Nutzungsstrategien im Bereich Kleinwasserkraftwerke") la D._____ 

sarebbe da qualificare di valore, posto il grado di naturalità. Qui il salto 

sarebbe piccolo, soprattutto in confronto alla lunghezza della tratta 

d’acqua residuale. Il progetto impedirebbe verosimilmente sia il prossimo 

risanamento giusta la LPAc sia il proseguimento razionale o un 

ingrandimento dell’esercizio degli impianti preesistenti più grandi e 

politicamente più importanti. Secondo le indicazioni dell’UFAM, la centrale 

finirebbe nella categoria rossa, dove la protezione delle acque avrebbe 

prevalenza su un suo possibile utilizzo. Anche l’UFE approverebbe il 

progetto soltanto a condizione di un esame di ingrandimento del progetto 

fino ad O.6._____, cosa che, tuttavia, si sarebbe rilevata impossibile da 

- 27 -

attuare. L’interesse per piccole centrali idroelettriche sarebbe basso 

anche secondo la giurisprudenza e in generale l’interesse alla produzione 

di energie rinnovabili non avrebbe un peso maggiore della salvaguardia 

dell’ambiente. Per valutare la redditività della centrale di O.1._____ 

mancherebbero i dati. Fintanto che non si sarebbe a conoscenza del tipo 

di presa e delle misure compensative non si saprebbe p.es. l’ammontare 

dei costi di investimento. Data l’ubicazione in zona di pericolo sarebbero 

da prevedere elevati rischi finanziari. La centrale di O.1._____ non 

produrrebbe in modo flessibile e il rapporto tra produzione energetica 

estiva e invernale sarebbe sfavorevole. Essa sarebbe redditizia soltanto 

con i contributi RIC (rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione 

in rete di energia elettrica) e premessi dei tassi di interesse molto bassi. 

L’offerta delle centrali elettriche nei Grigioni supererebbe già oggi 

l’obiettivo di espansione dell’energia idroelettrica di 135 GWh fissato nella 

strategia energetica 2050 della Confederazione. Il rinvio al rispettivo 

rapporto nella decisione impugnata non giustificherebbe la costruzione 

della centrale di O.1._____, visto che essa non sarebbe necessaria per il 

raggiungimento degli obiettivi politici-economici.

Il convenuto 2 e la convenuta controbattono che la centralina in esame 

coprirebbe il fabbisogno di 2'400 economie domestiche, ovvero 8'540 

abitanti e quindi potrebbe coprire il fabbisogno di tutta la Regione (che 

conterebbe 8'310 abitanti). Se ne dovrebbe concludere che l’opera 

avrebbe un significato politico energetico di rilevanza perlomeno 

regionale. L’elettricità prodotta sarebbe immessa in una rete. Essa 

potrebbe così essere utilizzata per il pompaggio in un altro impianto di 

accumulazione, di modo che l’obiettivo di stoccaggio di energia sarebbe 

raggiunto. In secondo luogo, la centralina si troverebbe nelle vicinanze 

dell’impianto della E._____, la quale potrebbe accumulare energia. La 

E._____ potrà perciò rinunciare a produrre per taluni periodi lasciando 

utilizzare l’energia della convenuta. Infine, a causa dell’innalzamento delle 

- 28 -

temperature, sul mercato, sovente l’energia estiva sarebbe pregiata tanto 

quanto quella invernale. Le tesi delle ricorrenti sarebbero poi 

contraddittorie: Quando si tratta di ponderare il valore ecologico esse 

parlerebbero di acque intatte di alto valore ecomorfologico; quando ci si 

riferisce ai deflussi, essi affermerebbero che il tratto di fiume sarebbe già 

gravato da un prelievo e quindi già patirebbe una carenza d’acqua. La 

popolazione dei pesci, stando alle affermazioni del guardiapesca 

espresse durante il sopralluogo del 18 giugno 2012, non sarebbe di 

valore e non sarebbe autosufficiente. L’interesse pubblico, oggi, andrebbe 

valutato alla luce della strategia energetica 2050 del Consiglio federale, 

prevedente l’abbandono progressivo delle centrali nucleari. In questo 

contesto vi sarebbe un aumento del fabbisogno di energia rinnovabile e 

l’interesse pubblico per questo approvvigionamento assumerebbe una 

connotazione diversa da quella del 2012, dove uno dei pilastri della 

produzione energetica nazionale sarebbe stata l’energia nucleare. La 

redditività sarebbe stata dimostrata. Si potrebbe partire dal presupposto 

che il finanziamento sarà possibile ad un tasso massimo per i primi 15 

anni dell’1.5-2 %. 

Il convenuto fa riferimento all’art. 5 LUFI e 13 lett. B OGDA. Stando al 

convenuto, nella posizione scelta il potenziale verrebbe sfruttato in 

maniera ottimale. La centrale soddisferebbe i requisiti posti a uno 

sfruttamento razionale. La strategia energetica della Confederazione 

attribuirebbe grande importanza alla produzione di energia elettrica da 

fonti rinnovabili e in particolare dalla forza idrica. Il Governo e il Gran 

Consiglio avrebbero definito in modo corrispondente l'orientamento 

strategico per i Grigioni, secondo il quale i potenziali di produzione della 

forza idrica e delle nuove energie rinnovabili dovrebbero essere sfruttate 

in maniera sostenibile e ottimale (cfr. messaggio del Governo del 5 

giugno 2012 concernente il Rapporto sulla politica in materia di elettricità 

del Cantone dei Grigioni, quaderno n. 6/2012-2013, pag. 124). In tale 

- 29 -

contesto, il potenziale di incremento riguardo a mini-centrali idroelettriche 

sarebbe stato stimato a 135 GWh. Tenendo conto delle centrali entrate in 

funzione dal rapporto sull'elettricità risalente al 2012 e attualmente in fase 

di realizzazione, secondo i rilevamenti effettuati dall'UEnTr, con le mini-

centrali idroelettriche vengono prodotti 87 GWh e l'obiettivo sarebbe 

raggiunto in misura del 64 % circa. Il valore raggiunto dalle grandi centrali 

idroelettriche si attesterebbe a un livello nettamente inferiore, risultando 

più basso di quasi il 10 per cento. La stima non potrebbe comunque 

essere considerata come valore massimo. 

b) In accordo con le argomentazioni dei convenuti e le prese di posizione 

dell'UFE del 20 aprile 2012 (doc. 14 convenuto 1) nonché dell'UEnTr del 

3 marzo/23 luglio 2014 (doc. 12 convenuto 1), giudicanti opportuno il 

progetto in questione dal punto di vista energetico-politico, va confermato 

uno sfruttamento razionale della forza idrica. Ciò a maggior ragione, dopo 

l'accoglimento il 21 maggio 2017 della nuova legge sull’energia. Le nuove 

disposizioni di legge, entranti in vigore presumibilmente all'inizio del 2018, 

fra l'altro, serviranno infatti a promuovere le energie rinnovabili. Inoltre, 

verrà vietata la costruzione di nuove centrali nucleari. In tale ottica, la 

censura delle ricorrenti della mancante razionalità del progetto va 

respinta. 

7. Le ricorrenti censurano inoltre la mancanza di una pianificazione 

complessiva dello sfruttamento della forza idrica in Val O.3._____ e quindi 

anche la mancanza di coordinamento con ulteriori progetti nonché una 

possibile nuova concessione a favore della H._____ (i cui diritti di 

sfruttamento si estinguono negli anni tra il 2041 e il 2043) e una nuova 

concessione a favore della E._____ (la cui concessione si estingue nel 

2028). 

- 30 -

a) Le ricorrenti sostengono che senza un piano strategico generale per tutta 

la Val O.3._____ che consideri gli impianti delle H._____ e della E._____ 

– i quali avrebbero un’importanza economica e politica-energetica 

maggiore – non potrebbe essere valutato se l’utilizzo delle acque sia 

razionale giusta l’art. 4 cpv. 2 LUFI. Questo sarebbe stato asserito anche 

dall’UNA nella presa di posizione del 24 agosto 2013. L’obbligo di 

coordinamento risulterebbe dagli artt. 73 e 76 cpv. 1 della costituzione 

federale della Confederazione Svizzera (Cost.; RS 101), 2 dell'ordinanza 

sulla pianificazione del territorio (OPT; RS 700.1), 46 cpv. 1 dell'ordinanza 

sulla protezione delle acque (OPAc; RS 814.201) e soprattutto 4 cpv. 2 

LUFI. Il convenuto 2 si sarebbe rifiutato di partecipare ad una procedura 

di coordinamento prevista in Val O.3._____.

Il convenuto 2 e la convenuta sostengono che l’impianto della E._____ 

sarebbe situato a valle e il risanamento sarebbe stato regolato con 

decisione passata in giudicato per cui non sarebbe dato nessun elemento 

che imponga un coordinamento. Per la concessione delle H._____ 

O.2._____ sarebbe imminente una decisione di risanamento. Una 

procedura di coordinamento su tutto il bacino imbrifero della E._____ 

avrebbe poco senso. Semmai occorrerebbe includere anche il bacino 

della 0.4._____, in cui la presa di O.2._____ devierebbe le acque. Il 

convenuto 2 avrebbe dichiarato di non voler aderire per questo progetto 

alla procedura di coordinamento per la Val O.3._____ perché la relativa 

procedura sarebbe già stata votata e accettata. In ogni caso, andrebbe 

ricordato che la sovranità sulle acque spetterebbe ai comuni. 

Anche il convenuto 1 sottolinea che il diritto di disporre della forza idrica 

spetterebbe ai comuni. Il Cantone non potrebbe forzare i comuni ad 

accettare piani per lo sfruttamento della forza idrica. Il potenziale della 

D._____ verrebbe già oggi sfruttato a monte e a valle della prevista 

centrale da impianti elettrici autonomi. La centrale in questione perciò non 

ostacolerebbe gli sfruttamenti già oggi in funzione. Parimenti, anche un 

- 31 -

coordinamento con il risanamento dei deflussi residuali della presa di 

O.2._____ delle H._____ non sarebbe necessario, dati i numerosi 

affluenti laterali aggiuntivi a valle della captazione di O.2._____ per cui il 

previsto prelievo a O.1._____ non potrebbe arrecare pregiudizi alle attività 

di risanamento della presa di O.2._____.

Le ricorrenti rispondono che il convenuto 1 avrebbe considerato 

l’influenza della centrale di O.2._____ soltanto per quanto riguarda i 

deflussi residuali. Esso avrebbe però tralasciato gli aspetti di 

pianificazione e di protezione della natura. Tale influenza non sarebbe 

nemmeno conosciuta ad oggi, vista la mancanza di una decisione di 

risanamento. Nel caso di specie si vorrebbe utilizzare una tratta di un 

corso residuale già concessionata. Proprio per questo sarebbe 

necessaria una coordinazione. La concessione di O.2._____ verrà 

verosimilmente prolungata. Il progetto di specie potrebbe allora ostruire 

un progetto di ampliamento di O.2._____ che sarebbe più efficiente e 

potrebbe fornire più energia di picco. Il convenuto 2 avrebbe dovuto 

partecipare ad una coordinazione, malgrado la concessione sia già stata 

decisa. Per via dell’ubicazione della centrale di O.1._____ all’interno della 

tratta residuale della centrale di O.2._____ si imporrebbe una visione 

globale degli impatti sull’ambiente. Potrebbe darsi che la precisa quantità 

di acqua residuale proveniente da O.2._____ non sia centrale visti gli 

ulteriori affluenti laterali. Ma una coordinazione sarebbe centrale per il 

risanamento della centrale di O.2._____. La dotazione potrebbe avvenire 

sia nella D._____ che nella N._____. Per sapere quale variante sia la 

migliore dal punto di vista ambientale si dovrebbe essere a conoscenza di 

cosa accadrà sulle rispettive tratte d’acqua residuale.  

Il convenuto 2 e la convenuta specificano che non si imporrebbe una 

coordinazione, dato che sulla rispettiva tratta di fiume non sarebbe stata 

decretata una zona di protezione del paesaggio. Neppure a livello 

regionale e cantonale ci sarebbero degli elementi definiti di protezione. Il 

- 32 -

progetto previsto non comprometterebbe le altre utilizzazioni possibili. Lo 

sfruttamento dell’acqua avverrebbe a ridosso della diga di O.1._____, per 

tutta la rimanente tratta della D._____ a risalire rimarrebbero oltre 14.3 

km nello stesso stato. 

A mente del convenuto 1, il Tribunale federale non riterrebbe che sussista 

un obbligo di coordinamento con tutti i risanamenti previsti. Lo avrebbe 

solo richiesto nel caso concreto concernente la Val P._____. Nel caso di 

specie, tuttavia, la captazione delle H._____ si troverebbe 10 km più a 

monte della captazione in questione. Questo lungo tratto tra le due prese 

d’acqua presenterebbe un bacino imbrifero ampio. Visti gli affluenti 

laterali, un’eventuale dotazione presso la captazione di O.2._____ 

risulterebbe irrilevante ai fini della valutazione della situazione nella tratta 

di deflussi residuali dell’impianto in questione.

b) Il giudizio da parte del convenuto 1, secondo cui la presente opera non 

debba essere coordinata con altri impianti esistenti (della E._____ e delle 

H._____) risp. con le misure di risanamento (della presa di O.2._____ 

delle H._____), non può essere contestato. Come giustamente asserito 

dai convenuti, la sovranità sui corsi d'acqua e il derivante diritto di 

disporre della loro forza idrica spetta ai comuni (art. 2 cpv. 1 LUFI in 

unione con l'art. 7 LGDA). Il Cantone può interferire in detta sovranità solo 

in casi eccezionali (cfr. art. 12 LGDA) e non dispone pianificazioni di 

utilizzazione, ma si limita a verificare il rispetto delle prescrizioni di legge 

nell'ambito della procedura di approvazione in seguito al rilascio di una 

concessione di diritti d'acqua da parte di un comune. Nel quadro 

dell'esame di approvazione non si è imposto un coordinamento con gli 

ulteriori sfruttamenti della D._____. Gli impianti elettrici a monte (presa di 

O.2._____ delle H._____) e a valle (lago artificiale di O.1._____, presa 

della E._____) di quello previsto sfruttano la forza elettrica in modo 

autonomo, per cui uno sfruttamento razionale del progetto non è messo in 

- 33 -

discussione da possibili potenziali di sfruttamento degli impianti circostanti 

(cfr. art. 13 lett. b OGDA). Anche la verifica dei deflussi residuali non ha 

comportato un coordinamento con il risanamento (ancora in corso) della 

presa di O.2._____, considerati gli affluenti laterali a valle della suddetta 

captazione distante – stando alle indubitabili affermazioni dei convenuti – 

oltre 10 km da quella prevista nonché il fatto che, per la valutazione della 

conformità legale ai fini di un nuovo prelievo d'acqua, risultano comunque 

rilevanti le condizioni di deflusso naturale. Un ricorso agli atti della 

procedura di risanamento dei deflussi residuali di O.2._____ non appare 

dunque opportuno. Infine, la presente fattispecie si differenzia da quella 

oggetto della sentenza del Tribunale federale 1C_528/2015 del 12 ottobre 

2016 (pubblicata in DTF 142 II 517), in cui il Tribunale federale ha preteso 

un coordinamento con il risanamento degli impianti esistenti della 

medesima concessionaria richiedente una concessione complementare 

sottostante all'EIA. Detta sentenza è quindi irrilevante per il caso in 

questione. La censura delle ricorrenti circa la mancanza di una 

pianificazione complessiva per lo sfruttamento idrico in Val O.3._____ va 

dunque respinta. 

8. Qui di seguito viene esaminata la censura riguardo alla determinazione 

incorretta dei deflussi residuali.  

a/aa) La verifica dei deflussi residuali minimi idonei avviene in diverse fasi. In 

una prima fase, partendo dalla portata Q347, vanno determinati i deflussi 

residuali minimi da rispettare conformemente alle direttive dell'art. 31 cpv. 

1 LPAc. Il Q347 rispecchia la portata, determinata su un periodo di dieci 

anni, che è raggiunta o superata in media durante 347 giorni all'anno e 

non è sensibilmente influenzata né da sbarramenti, né da prelievi, né da 

apporti d'acqua (art. 4 lett. h LPAc). La base per la valutazione consiste 

nel rapporto sui deflussi residuali da inoltrare dalla richiedente (cfr. art. 33 

- 34 -

cpv. 4 LPAc). Nel caso di specie, l'UNA ha revisionato i calcoli sul 

deflusso residuale minimo (cfr. doc. 22 convenuto 1) effettuati dalla 

convenuta dapprima nella perizia idrologica e naturalistica del 2013 (doc. 

3 convenuto 1) e in seguito nella presa di posizione del maggio 2015, 

presentata il 16 giugno 2015, in considerazione dei dati della captazione 

delle H._____ di O.2._____ (allegato A al doc. 21 convenuto 1). Il 

deflusso minimo decretato dal convenuto 1 si basa sui calcoli determinati 

dall'UNA.

a/bb) Le ricorrenti asseriscono che nella perizia della convenuta 

mancherebbero dei calcoli sui deflussi naturali non pregiudicati. Essa si 

baserebbe soltanto sullo stato attuale della D._____. Gli impatti del 

progetto contenuti nella perizia sarebbero di conseguenza sbagliati. 

Inoltre i profili, le profondità e le velocità delle correnti sarebbero stati 

rilevati in un giorno solo, con un deflusso di 1200 l/s, quando invece si 

sarebbero dovuti eseguire dei rilevamenti in 2 o 3 deflussi e momenti 

diversi. Il modello non rispecchierebbe lo stato della tecnica. Si sarebbero 

considerate soltanto 4 sezioni di soli 21.5 m e senza tecnologia 

all’avanguardia. L'UNA poi, avrebbe a torto calcolato dei valori separati 

per il Q347 di entrambe le stazioni invece di formare la statistica del livello 

di magra secondo i valori giornalieri sommati. Ciò contrariamente a quan-

to stabilito nelle direttive dell'UFAFP (oggi: UFAM; "Wegleitung des Bun-

des BUWAL 2000: Angemessene Restwassermengen – Wie können sie 

bestimmt werden?", p. 84"). Il calcolo del valore di magra sarebbe stato 

fatto in base a metodi sbagliati per cui la quantità di deflusso minimo non 

potrebbe essere fissata. In caso di dubbio occorrerebbe perlomeno 

considerare il valore maggiore di 414 l/s. Il valore Q347 di 938 l/s della diga 

di O.1._____ mostrerebbe come si lavorerebbe con valori diversi per posti 

uguali.

- 35 -

Il convenuto 2 e la convenuta controbattono che la perizia indicherebbe 

anche il deflusso naturale (rinvio al cap. 3.3.3 p. 13 della perizia). L’UNA, 

a sua volta, tenendo conto del deflusso naturale, avrebbe imposto dei 

correttivi e determinato esso stesso una formula per il deflusso. Il modello 

utilizzato nella perizia sarebbe riconosciuto scientificamente e utilizzato 

nella maggior parte degli studi relativi a centrali elettriche. Esso sarebbe 

poi stato applicato nella tratta di fiume più sensibile. I modelli utilizzati 

permetterebbero tutte le necessarie valutazioni grazie ad un unico rilievo. 

Inoltre, il calcolo del Q347 da parte dell’UNA avrebbe valore peritale 

vincolante per il Tribunale. Le considerazioni che riguardano il deflusso 

minimo dello sbarramento idroelettrico di O.1._____ della E._____ AG 

sarebbero fortemente influenzate da fattori estranei ad una valutazione 

che concerne soltanto il fiume D._____ (i deflussi minimi di detta diga 

sarebbero determinati non solo dalla D._____ ma pure da un altro 

affluente che sfocerebbe nel lago di O.1._____, quindi a valle 

dell'impianto in discussione). 

a/cc) Per quanto sia ammesso valutarne la correttezza da parte di questo 

Tribunale, vista la tecnicità della materia (cfr. sopra cons. 2a), le critiche 

delle ricorrenti non sono atte a dimostrare un erroneo rilevamento del 

deflusso residuale minimo da parte dell'UNA pari a 388l/s. Come 

affermato dal convenuto 1, il valore determinato dall’UNA per il Q347 

rispecchia i deflussi naturali della D._____ all’altezza della prevista 

captazione a O.1._____, senza che lo sfruttamento della forza idrica da 

parte delle H._____ vi influisca. Sono stati infatti integrati i dati di afflusso 

delle H._____ (che convoglia l'acqua captata nel loro sistema di centrali 

elettriche in O.4._____.). Detto valore si fonda inoltre su valori aggiornati 

rilevati su 10 anni (2003-2012; cfr. presa di posizione dell'UNA del 30 

ottobre 2015 [doc. 22 convenuto 1]). Vista l'attendibilità dei dati forniti 

dall'UNA, non è necessario visionare gli atti della procedura di 

- 36 -

risanamento della captazione di O.2._____ per un confronto. La richiesta 

procedurale delle ricorrenti di edizione del relativo incarto va quindi 

rigettata. Infine, l'UNA nella propria presa di posizione del 30 ottobre 2015 

(doc. 22 convenuto 1), ha sottolineato che per la salvaguardia della 

migrazione della fauna ittica non è tanto determinate il valore Q347, quanto 

piuttosto l'ammontare del valore della dotazione simultanea-dinamica (cfr. 

considerando seguente). 

b/aa) In una seconda fase, viene verificato se i requisiti secondo l'art. 31 cpv. 2 

LPAc sono soddisfatti. Se ciò non fosse il caso, la quantità d'acqua 

stabilita va aumentata di conseguenza o vanno stabiliti altri provvedimenti 

adeguati. Rilevanti nel caso di specie sono le esigenze delle lett. c e d di 

detto articolo, che dispongono quanto segue: "c) i biotopi e le biocenosi 

rari che dipendono direttamente o indirettamente dal tipo e dalle 

dimensioni del corso d'acqua devono essere conservati o, se ragioni 

perentorie non lo permettono, sostituiti, secondo le possibilità, con altri di 

uguale valore; d) la profondità d'acqua necessaria alla libera migrazione 

dei pesci deve essere assicurata". 

b/bb) Le ricorrenti chiedono che, viste le diverse specie in via di pericolo, i 

deflussi residuali andrebbero aumentati secondo l’art. 31 cpv. 2 lett. c 

LPAc. Anche giusta l’art. 31 cpv. 2 lett. d LPAc dovrebbe esserci un 

aumento siccome lo scenario 4 non soddisferebbe i requisiti posti alla 

migrazione dei pesci. Inoltre, i rilevamenti sulla fauna terrestre sarebbero 

del tutto incompleti. Soprattutto per gli anfibi il giorno del rilevamento (28 

agosto 2012) non sarebbe stato ottimale. La valutazione delle specie si 

fonda soprattutto su informazioni di banche dati. Riguardo al 

macrozoobenthos non sarebbero stati effettuati degli accertamenti 

approfonditi. Ciò sebbene dei metodi non specifici di ampling standard 

avrebbero già da soli condotto alla scoperta di specie in via d’estinzione 

- 37 -

sulla lista rossa. Inoltre, nella perizia non si tematizzerebbero le 

ripercussioni sulla vegetazione golenale nei tratti piani e ramificati. In 

generale, le ripercussioni sui tipi di spazi vitali degni di protezione, le 

specie di piante e animali protetti giusta la OPN appendice 1-3 verrebbero 

valutati in maniera globale e poco seria. Non si sarebbero analizzate le 

aree bagnate, il livello dell’acqua, gli stati della falda freatica o altro 

ancora. Non si sarebbe p.es. chiarito se con la quantità di deflusso 

residuale proposta, i tratti d’acqua ramificati e le isole, che sarebbero 

fondamentali per il mantenimento della tipica vegetazione golenale, 

rimarrebbero intatte. 

Il convenuto 2 e la convenuta sostengono che la presa della convenuta si 

troverebbe a 13.31 km di distanza dall’impianto di O.2._____. La tratta in 

cui avverrebbe un prelievo sarebbe di 1.56 km. Questo sarebbe il quadro 

nel quale occorrerebbe valutare la situazione. I rilievi sarebbero stati 

effettuati nel tratto del fiume più sensibile, dove il greto fluviale sarebbe 

più largo. dati sulla fauna terrestre sarebbero attendibili. Nel rapporto 

sarebbero state integrate tutte le informazioni riportate nelle banche dati 

nazionali che si fonderebbero su rilievi che si estenderebbero su più anni. 

Sarebbe noto nella comunità scientifica che l’impatto sulla fauna terrestre 

di un impianto idroelettrico sarebbe molto contenuto ed estremamente 

difficile da dimostrare. Per progetti analoghi in altri cantoni, le associazioni 

ambientaliste non avrebbero mai richiesto approfondimenti sulla fauna 

terrestre, anche per progetti superiori a questo. Anche la censura sul 

grado di approfondimento dell’habitat degli anfibi sarebbe infondata. Il 

grado di approfondimento sarebbe quello riconosciuto per la valutazione 

dei progetti idroelettrici. I campionamenti terrebbero conto di diversi tipi di 

habitat e raccoglierebbero la maggior quantità di specie possibili. Anche 

per l’allestimento dell’ecobilancio secondo la prassi ordinaria non sarebbe 

necessario un ulteriore approfondimento. Essi infine ribadiscono come le 

valutazioni dell’UNA e dell’UCP sarebbero vincolanti.

- 38 -

Stando al convenuto 1, non sarebbe necessario un ulteriore aumento. 

Conformemente alla richiesta dei servizi specializzati, esso avrebbe 

disposto una dotazione che andrebbe oltre lo scenario massimo proposto 

(scenario 4 della convenuta), cosa che le ricorrenti, riferendosi allo 

scenario 4, sembrerebbero misconoscere. I servizi specializzati 

disporrebbero di conoscenze proprie. Segnatamente l'UCP disporrebbe di 

buone conoscenze sulla situazione in loco. Secondo le conclusioni dei 

servizi specializzati l’offerta di habitat per organismi acquatici verrebbe sì 

limitata, ma lo sviluppo naturale e la diffusione di tali organismi sarebbe 

sufficiente per mantenere una popolazione corrispondente o il 

popolamento preesistente delle specie. L’area di diffusione della specie di 

tricotteri a rischio rilevata a sud delle Alpi sarebbe riscontrabile di 

frequente. I servizi specializzati avrebbero perciò rinunciato a chiedere un 

aumento dei deflussi residuali. I deflussi residuali minimi previsti 

sarebbero sufficienti per tener conto dell’aspetto dell’accessibilità per i 

pesci. I 20 cm richiesti dall’UFAM per la D._____ rappresenterebbero un 

valore piuttosto elevato, siccome rispetto ad altri corsi d’acqua le trote 

fario nella D._____ sarebbero di dimensioni piuttosto ridotte. Pertanto 

l’UCP non avrebbe chiesto ulteriori condizioni. 

Al che le ricorrenti rispondono che proprio perché le specie toccate 

sarebbero diffuse soltanto ancora in determinate regioni, queste regioni 

avrebbero la responsabilità di mantenerle. Rilevante in questo caso 

sarebbe la vegetazione golenale, per le quali mancherebbero i 

rilevamenti. 

Stando al convenuto 2 e alla convenuta, le perizie idrobiologiche e 

naturalistiche, in particolare quella del 2013, sarebbero state allestite in 

applicazione dei metodi e criteri riconosciuti dall’UFAM ed utilizzati per 

progetti analoghi. Su richiesta delle ricorrenti sarebbero stati approfonditi, 

in particolare, i rilievi dei macro invertebrati che vivono nell’acqua e 

sarebbero stati eseguiti i rilievi sulla fauna terrestre. Occorrerebbe poi 

- 39 -

considerare, oltre alle due perizie, anche tutte le conoscenze specifiche 

degli uffici cantonali che avrebbero permesso delle articolate valutazioni. 

Con i valori di deflussi residuali disposti, da un lato, sarebbe stata stabilita 

una base più elevata, dall’altro, con la dotazione dinamica (40 % 

dell'afflusso) si sarebbe ottenuto che l'entità dei deflussi residuali, fatto 

salvo il mese di agosto, si collochi sempre tra circa il 30 % e il 56 % dei 

deflussi naturali. Il convenuto 1 giustamente non avrebbe avuto motivo di 

discostarsi dalla valutazione fornita dalle autorità specializzate, secondo 

cui il descritto aumento disposto in base all'art. 31 cpv. 2 lett. c LPAc per 

la conservazione degli spazi vitali e delle biocenosi sarebbe sufficiente. I 

pareri espressi dall’UNA e dall’UCP non si fonderebbero unicamente sui 

rilievi contenuti nelle perizie ma anche sugli accertamenti, rilievi e 

statistiche che questi uffici avrebbero acquisito durante lunghi anni di 

esercizio. Il convenuto 2 e la convenuta sottolineano inoltre che i rilievi 

per le aree golenali sarebbero già stati effettuati nella prima perizia del 

dicembre 2011 (p. 79-80). Questi sarebbero stati ripresi parzialmente in 

quella del marzo 2013 (anche perché, durante il sopralluogo del 18 

giugno 2012, nessuna delle parti avrebbe chiesto degli approfondimenti 

su questo tema). Inoltre, su quasi tutta la tratta del fiume le aree golenali 

sarebbero limitate, come dimostrerebbero le fotografie delle perizie. La 

specie sulla lista rossa sarebbe stata presa in debita in considerazione 

nella perizia del 2013 e confluita nell’ecobilancio. 

b/cc) Con una dotazione dinamica del 40 % (della differenza tra l'afflusso e il 

deflusso minimo di 388l/s) come preteso dall’UNA, il deflusso minimo di 

388 l/s è stato aumentato per garantire, da una parte, i 20 cm necessari 

alla migrazione dei pesci (cfr. presa di posizione dell’UNA del 30 ottobre 

2015 e del 24 giugno 2014 [doc. 22 e 18 convenuto 1]). Dall'altra, già nel-

la presa di posizione del 20 agosto 2013 l’UNA riteneva necessario un 

aumento secondo l'art. 31 cpv. 2 lett. c LPAc per la conservazione degli 

- 40 -

spazi vitali (cfr. doc. 13 convenuto 1). Il convenuto 1 ha così disposto 

l’aumento richiesto dall'UNA affinché le esigenze dell’art. 31 cpv. 2 lett. c 

e d LPAc siano soddisfatte. Posto ciò, non vi sono motivi per discostarsi 

dalla disposizione del convenuto 1 e ordinare un ulteriore aumento, visto 

che l’aumento disposto è quello richiesto dall'ufficio competente che ha 

valutato i rilevamenti sull'ecosistema esposti nelle perizie idrobiologiche e 

naturalistiche della convenuta di dicembre 2011 e marzo 2013 (cfr. allega-

ti 2 e 3 convenuto 1) in base alle proprie conoscenze specializzate. Le ri-

spettive censure delle ricorrenti si rilevano dunque infondate e la loro ri-

chiesta procedurale di ordinare una perizia neutrale sullo stato degli spazi 

vitali va rigettata. 

c/aa) In una terza e ultima fase, i deflussi residuali minimi vanno aumentati 

nella misura risultante dalla ponderazione degli interessi a favore o contro 

l'entità del prelievo d'acqua (art. 33 cpv. 1-3 LPAc). La portata di deflusso 

residuale e di dotazione stabilita in tutte queste fasi rappresenta uno dei 

punti di contenuto obbligatori della concessione (cfr. art. 23 cpv. 1 lett. c 

LGDA e art. 54 lett. b LUFI). Giusta l'art. 33 cpv. 2 LPAc sono interessi a 

favore del prelievo d'acqua segnatamente: a) gli interessi pubblici ai quali 

il prelievo deve servire; b) gli interessi economici della regione di 

provenienza dell'acqua; c) gli interessi economici di chi intende procedere 

al prelievo; d) l'approvvigionamento energetico, se esige un prelievo. 

Stando al cpv. 3 di detto articolo sono interessi contro il prelievo d'acqua 

segnatamente: a) l'importanza dell'acqua in quanto elemento del 

paesaggio; b) l'importanza dell'acqua in quanto biotopo per la fauna e la 

flora che ne dipendono e per la loro diversità, in particolare anche per la 

fauna ittica, per il rendimento dalla pesca e per la capacità naturale di 

riproduzione dei pesci; c) la conservazione di un deflusso sufficiente a 

lungo termine per rispettare le esigenze in materia di qualità dell'acqua; d) 

la conservazione di un bilancio equilibrato delle acque sotterranee, che 

- 41 -

garantisca il futuro sfruttamento come acqua potabile, lo sfruttamento del 

suolo secondo l'uso locale e una vegetazione consona al luogo; e) la 

preservazione dell'irrigazione agricola.

c/bb) Le ricorrenti sostengono che mancherebbero le basi per una 

ponderazione visto che si sarebbe considerato lo stato di deflusso 

pregiudicato anziché quello naturale. Le indicazioni sulla perdita d’habitat 

si riferirebbero allo stato di magra assoluto invece che p.es. allo stato 

naturale di deflusso durante i mesi produttivi nel periodo estivo. Agli 

interessi economici si sarebbero contrapposti soltanto l’interesse delle 

acque come elemento paesaggistico, e ciò in modo insufficiente. 

L’importanza della qualità dell’acqua degli spazi vitali ecc. non sarebbe 

stata considerata. La piccola centrale prevista non rientrerebbe inoltre 

nell'interesse di politica energetica del Cantone. Infine, il convenuto 

avrebbe dovuto ponderare i singoli aspetti, poiché una ponderazione 

generale degli interessi sarebbe possibile soltanto valutando 

singolarmente ogni interesse.

Il convenuto 2 e la convenuta controbattono che le ricorrenti partirebbero 

da un presupposto errato. Lo scenario 4 sarebbe stato ricalcolato 

dall’UNA e dall’UCP con un aumento rispetto ad esso. Il deflusso minimo 

nella decisione sarebbe comunque superiore a quello dello scenario 4. 

Prima dell’entrata in esercizio della centrale prevista sarà cresciuta in 

giudicato la decisione del Governo relativa al risanamento per lo 

sbarramento idrico O.2._____. Ciò comporterà un aumento dei deflussi 

garantendo il deflusso minimo per tutto l’anno. Inoltre, da un lato si 

tratterebbe di un tratto di fiume influenzato da attività umane. Per parte 

nella zona di protezione sarebbe stata realizzata la strada cantonale (per 

cui sarebbe previsto un allargamento) e per parte, sull’argine del fiume 

sarebbero stati realizzati dei ripari e sostegni in sasso per la strada. In 

zona "Q._____" vi sarebbe stato di recente un importante intervento di 

- 42 -

costruzione per un nuovo ponte con elementi di sostegno al centro della 

zona di protezione. Nella tratta di fiume in questione, contrariamente a 

quanto affermato nel ricorso, non ci sarebbero boschi di golena. Ci 

sarebbe poi una stazione di misura idrologica della Confederazione che 

bloccherebbe completamente la risalita dei pesci. Si sarebbe quindi in 

presenza di un tratto di fiume di valore naturalistico limitato, pregiudicato 

e senza interesse per il turismo o per lo svago. Dall’altro lato, ci sarebbe 

la richiesta di realizzare una centralina che garantirebbe una buona 

redditività con importanza sovraregionale e cantonale. Infine, il progetto 

rappresenterebbe una fonte di entrate comunali imprescindibile (si 

tratterebbe di un canone di fr. 80'000.-- per anno in un comune che 

conterebbe 93 abitanti). Anche per il mancato introito previsto per la 

convenuta, oltre la metà degli investimenti previsti dal convenuto 2 entro il 

2015 non sarebbero ad oggi stati realizzati per mancanza di mezzi 

finanziari. Per un comune di classe finanziaria 4 l’introito del canone in 

discussione sarebbe assolutamente necessario.

Il convenuto 1 a sua volta precisa che le basi si fonderebbero sullo stato 

naturale. Il convenuto avrebbe analizzato sufficientemente l’importanza 

del corso d’acqua quale spazio vitale. La quantità e la tipologia della 

produzione di elettricità dovrebbero essere tenuti in considerazione nella 

ponderazione degli interessi. Tuttavia, non se ne potrebbe assolutamente 

dedurre che una centrale elettrica con una produzione di elettricità pari a 

7 GWh non sarebbe di interesse pubblico. A titolo di esempio, sarebbe 

necessario tenere conto del fatto che nel Cantone dei Grigioni la 

produzione di elettricità avverrebbe in maniera decentralizzata. Dal fatto 

che per le (mini-)centrali idroelettriche esistono modelli di incentivazione il 

Governo non avrebbe tratto la conclusione che a queste andrebbe 

attribuita di per sé una ponderazione più elevata rispetto agli altri interessi 

da tenere in considerazione. Riguardo ad una centrale ad acqua fluente di 

dimensioni nettamente più ridotte il Tribunale federale avrebbe constatato 

- 43 -

che anche un’opera di questo genere sarebbe funzionale al 

raggiungimento dell’obiettivo perseguito dal legislatore di promuovere la 

produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, il che dovrebbe essere 

tenuto in considerazione nel quadro dell’art. 33 LPAc (sentenza del 

Tribunale federale 1C_357/2015 del 1° febbraio 2017 cons. 7.3). 

c/cc) Le basi secondo i calcoli revisionati dell'UNA, come visto (cfr. sopra con-

siderando 8a/cc), si fondano sul deflusso allo stato naturale. Il convenuto 

ha ponderato tutti gli interessi a favore e contrari al presente progetto, 

analizzando l'importanza del corso d'acqua quale spazio vitale (cfr. p. 24 

segg. decisione impugnata). L'UNA non ha ritenuto opportuno un aumen-

to ai sensi dell'art. 33 LPAc, dacché con la portata di dotazione da essa 

determinata reputava che nella tratta con deflusso residuale si sarebbe 

ottenuto una situazione paesaggistica soddisfacente (cfr. per il tutto presa 

di posizione dell'UNA del 26 aprile 2013 [doc. 13 convenuto 1]). Conside-

rati anche gli argomenti dei convenuti qui sopra esposti nonché le consi-

derazioni sulla redditività e l'interesse economico illustrate sopra (cfr. con-

siderando 6), nella ponderazione del convenuto 1 non è intravedibile un 

abuso d’apprezzamento. Pertanto, visto anche l'aumento già decretato 

dal convenuto su consiglio dei servizi specializzati a favore dello spazio 

vitale ai sensi dell'art. 31 cpv. 2 LPAc, non vi sono motivi per un ulteriore 

aumento ai sensi dell'art. 33 LPAc. 

9. Le ricorrenti contestano oltretutto gli accertamenti circa i deflussi 

discontinui. L'art. 39a cpv. 1 LPAc stabilisce che i detentori di centrali 

idroelettriche prendono misure di natura edile atte a prevenire o a 

eliminare le variazioni repentine e artificiali del deflusso di un corso 

d'acqua che arrecano sensibile pregiudizio alla fauna e alla flora indigene 

nonché ai loro biotopi […].

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a) Le ricorrenti sostengono che non sarebbe comprensibile, giusta la perizia, 

come le autorità abbiano potuto affermare che il valore di 1:1.5 secondo 

l’art. 41e lett. a OPAc, non venga oltrepassato (l'art. 41e lett. a OPAc 

dispone che un pregiudizio arrecato dai deflussi discontinui alla fauna e 

alla flora indigene nonché ai loro biotopi naturali è considerato sensibile 

quando la portata durante l'ondata di piena artificiale supera di almeno 1,5 

volte la portata ridotta). Determinante non sarebbe soltanto la perizia, ma 

pure se le comunità di vita nel corso d’acqua siano sostanzialmente 

toccate. Su questo tema mancherebbero delle indicazioni. Dovrebbero 

essere mostrate la frequenza dei procedimenti di accensione e 

spegnimento, gli impatti sulla flora e la fauna e le misure prese per 

diminuire tali impatti. 

Il convenuto 2 e la convenuta sostengono che a differenza delle centrali 

ad accumulazione (con bacini di ritenzione), per una piccola centrale a filo 

d’acqua l’impatto sarebbe molto limitato, in quanto le quantità rilasciate 

non potrebbero superare le quantità naturali del momento del fiume. I 

deflussi di piena avrebbero un impatto praticamente identico a quello 

naturale. Essi spiegano come le turbine dell’impianto, di norma, 

funzioneranno di continuo. Non sarebbero previsti spegnimenti frequenti. 

La restituzione dell’acqua al fiume avverrebbe all’inizio dell’impianto della 

diga di O.1._____ dove già ci sarebbe uno sbarramento meccanico di 

ritenzione (diga). L’impatto a valle dei deflussi discontinui sarebbe perciò 

quasi nullo. 

Il convenuto 2 esplica che secondo la stima dell'UNA l'impianto in 

questione potrebbe causare una variazione repentina del deflusso solo al 

momento della messa in esercizio e dell’interruzione dell’esercizio. 

Queste oscillazioni, a detta dell'UNA, sarebbero tuttavia da ritenersi 

inferiori al valore soglia dell'art. 41e lett. a OPAc. Stando al convenuto 2, 

tali picchi verrebbero oltretutto esclusi dall’UFAM dal concetto di deflussi 

discontinui. 

- 45 -

b) Su questo tema bisogna accordare con le argomentazioni dei convenuti. 

In presenza della rispettiva valutazione dell'UNA (cfr. presa di posizione 

del 20 agosto 2013 [doc. 13 p. 5 convenuto 1]), non appaiono necessari 

ulteriori accertamenti, come a ragione sostenuto dal convenuto 1. Posta 

detta valutazione specialistica dell'UNA, il convenuto 1 ha quindi 

giustamente rinunciato a disporre delle condizioni giusta l'art. 39a LPAc. 

10. Le ricorrenti fanno infine valere che il progetto non rispetterebbe le 

direttive concernenti la protezione del paesaggio.

a) A mente delle ricorrenti, stando all’inventario per la protezione della 

natura e del paesaggio la presa, l’impianto e il tratto di deflusso residuale 

sarebbero site in una zona di protezione del paesaggio di importanza 

regionale (Piano direttore cantonale [PDC] 2000 cap. 3.6). Il convenuto 2 

non avrebbe implementato questa zona di protezione nel proprio piano 

delle zone. Poiché nel Comune ad oggi mancherebbe una pianificazione 

completa come base dovrebbe fungere il PDC. La costruzione di una 

centrale non sarebbe permessa vista la zona di protezione. Come 

avrebbe già affermato l’UNA con un deflusso di 1 m3/s non sussisterebbe 

una situazione soddisfacente. Questo deflusso potrebbe essere accettato 

soltanto nelle mezze stagioni. Inoltre mancherebbero dei rilievi 

sull’impatto degli scenari dell’acqua residuale sull’ambiente. Le fotografie 

non sarebbero poi comparabili. Mancherebbero segnatamente delle 

fotografie con 1 m3/s. Secondo l’UNA, stando alle fotografie, sarebbero 

necessari almeno 4 m3/s per poter distinguere una certa dinamica 

all’interno della tratta di deflusso residuale. Con un regime di acqua 

residuale pari al 40 % del deflusso naturale si potrebbe adempiere al 

precetto di riguardo del paesaggio (art. 3 LPN). Questa affermazione non 

corrisponderebbe tuttavia al vero poiché queste quantità, se si osservano 

- 46 -

i valori medi mensili dei deflussi,  si raggiungerebbero soltanto a giugno. 

Proprio nei mesi di agosto e settembre, rilevanti dal punto di vista 

turistico, le quantità di acqua residuale proposte sarebbero meno di 2 

m3/s. La discarica temporanea esistente non giustificherebbe la 

costruzione della centrale nel senso di un miglioramento dello stato 

attuale, come sostenuto dall’UNA.

Il convenuto 2 e la convenuta ribattono che la centralina idroelettrica non 

si troverebbe in zona di protezione del paesaggio. Anche l’intera condotta 

sarà fuori zona di protezione. Soltanto la presa verrà a trovarsi nella zona 

protetta. I piani dimostrerebbero un inserimento rispettoso dell’ambiente 

con la costruzione del canale di risalita e della presa in sasso naturale. 

Molto più invasiva sarebbe per contro una presa tipo Coanda, come 

richiesta dalle ricorrenti. Tutta la sponda sinistra del fiume D._____ tra 

O.6._____ e O.1._____ sarebbe un paesaggio creato artificialmente con 

depositi di materiale di scarto delle cave di pietra. Sarebbe errato, come 

farebbero le ricorrenti, parlare di uno degli ultimi passaggi fluviali 

incontaminati del Cantone. Le caratteristiche del paesaggio sarebbero 

mantenute. Le critiche alla documentazione fotografica sarebbero fuori 

luogo. Sarebbero rappresentate 13 postazioni con differenti portate per lo 

stesso tratto di fiume. L’UNA avrebbe poi rivalutato l’intero progetto con i 

deflussi fissati nella concessione (che sarebbero maggiori di quelli indicati 

nella perizia idrobiologica), concludendo che la componente 

paesaggistica sarebbe tutelata. 

Il convenuto 1 precisa che l’oggetto dell’inventario ZPP 1503 di 

importanza regionale non sarebbe stato attuato né nel piano direttore 

cantonale né in quello regionale. Di conseguenza, rimarrebbe possibile 

una ponderazione. L’integrazione nel paesaggio dell’impianto sarebbe 

buona. Con lo spostamento della centrale verso l’interno del pendio, 

come richiesto dall’Ufficio foreste e pericoli naturali e con un maggiore 

sotterramento si otterrebbe un ulteriore miglioramento. 

- 47 -

In sede di replica le ricorrenti sostengono dapprima che la centrale si 

troverebbe eccome in zona di paesaggio protetto L-1503. Il convenuto 2 

non avrebbe però integrato l’assegnazione di tale zona né nel piano 

direttore regionale né in quello delle zone. Siccome il convenuto 2 fino ad 

oggi non avrebbe ottemperato ai suoi obblighi pianificatori, per la presente 

valutazione farebbe soltanto stato l’inventario per la protezione della 

natura e del paesaggio del Cantone. Inoltre, le fotografie non sarebbero 

adatte a stabilire la situazione. La fotografia con la quantità d’acqua più 

bassa sarebbe di 0.73 m3/s. Le ubicazioni 10 e più, cioè quelle più critiche 

perché più vicine alla presa, sarebbero illustrate appena a partire da 1.1 

m3/s. All’ubicazione 12 con 1.9 m3/s mancherebbe già ogni dinamica. 

Il convenuto 2 e la convenuta rispondono che le fotografie contenute nella 

perizia del 2013 sarebbero un complemento su quanto concordato nel 

sopralluogo del 18 giugno 2012. In un contesto globale sarebbero da 

considerare anche le fotografie contenute nella relazione tecnica e quelle 

nella perizia del 2011. Il deflusso sarà sempre superiore a 388 l/s, in 

quanto, per entrare in esercizio, un impianto a sfioro necessiterebbe di 

una quantità minima di acqua nelle condotte.

b) Nell'adempimento dei compiti della Confederazione – come nel caso 

concreto, nell'ambito dell'approvazione della concessione secondo la 

LGDA – i Cantoni sono tenuti a provvedere affinché le caratteristiche del 

paesaggio, l'aspetto degli abitati, i luoghi storici, le rarità naturali e i 

monumenti culturali siano rispettati e, ove predomini in essi l'interesse 

generale, siano conservati intatti (cfr. art. 3 cpv. 1 LPN).  Essi adempiono 

questo dovere fra l'altro subordinando le concessioni e i permessi a 

condizioni o a oneri o negandoli (art. 2 lett. b e art. 3 cpv. 2 lett. b LPN). 

Questo dovere vige qualunque sia l'importanza dell'oggetto secondo 

l'articolo 4 (art. 3 cpv. 3 prima frase LPN). L'art. 4 prevede che nel caso di 

paesaggi e abitati caratteristici, luoghi storici, rarità naturali e monumenti 

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culturali (art. 78 cpv. 2 Cost.) si devono distinguere: a) gli oggetti 

d'importanza nazionale; b) gli oggetti d'importanza regionale e locale. Gli 

oggetti d'importanza nazionale sono contenuti negli inventari federali (cfr. 

art. 5 LPN). 

c) La centralina idroelettrica e l'intera condotta non si trovano in una zona di 

protezione del paesaggio, mentre che la presa verrà a trovarsi in zona 

protetta. La zona in discussione non è parte di un oggetto d'importanza 

nazionale inventarizzato. Rilevante è invece il geotipo protetto 

dall'inventario cantonale sulla protezione della natura e il paesaggio 

d'importanza regionale n. 1503 (protetta è la tratta della D._____ tra 

O.7._____ e O.1._____). Sebbene questo non sia stato trasposto nei 

piani pianificatori, resta comunque rilevante nella ponderazione degli 

interessi (cfr. art. 18b cpv. 1 LPN). L'opera di presa, in particolare la 

traversa rivestita in sasso, non appare impattante. Se invece si dovesse 

optare per una presa Coanda, questa risulterebbe certamente più 

invasiva, ma non al punto da impedirne la costruzione a protezione del 

paesaggio. Va notato inoltre, che sul fiume D._____ sono già presenti altri 

impianti per lo sfruttamento della forza idrica. Considerate poi le 

valutazioni dell'ufficio specializzato (cfr. presa di posizione dell'UNA del 

20 agosto 2013 [doc. 13 convenuto 1]) e gli oneri di interramento risp. 

architettonici disposti circa la conformazione della centralina (cfr. p.to 

4.3.1 in unione a 4.4.2 decisione impugnata) appare dunque data una 

buona integrazione dell'impianto nel paesaggio. Non serve dunque che 

questo Tribunale effettui un sopralluogo, come richiesto dal convenuto 2 e 

dalla convenuta a dimostrazione che il letto del fiume destro della 

D._____ sarebbe un’area di deponia modellata negli anni. Anche in 

questo punto bisogna quindi concludere che non ci sono motivi per 

discostarsi dall’opinione dei convenuti secondo cui, con la condizione 

- 49 -

imposta sulla configurazione della centralina, si potrebbe adempiere al 

precetto di riguardo del paesaggio giusta la LPN.

11. Poste queste premesse, nella ponderazione complessiva degli interessi 

giusta l'art. 39 LUFI e l'art. 55 cpv. 1 LGDA non ci sono interessi 

preponderanti che si oppongono alla concessione in esame.

12. Riassumendo, la decisione del convenuto 1 di approvare il presente 

progetto con determinati oneri non può essere contestata. La successiva 

fase di progettazione dettagliata dovrà tuttavia avvenire in ottemperanza 

dei diritti di parte delle ricorrenti in special modo, del diritto di essere 

sentiti e di impugnazione.

Per i motivi suesposti il ricorso va respinto e la decisione impugnata 

confermata. 

13. a) Visto l'esito della procedura, i costi di procedura vengono attribuiti alle 

ricorrenti soccombenti in responsabilità solidale giusta l'art. 73 cpv. 1 

LGA.

b) In base all'art. 78 cpv. 1 LGA nella procedura di ricorso o d'azione, la 

parte soccombente viene di regola obbligata a rimborsare alla parte 

vincente le spese necessarie causate dalla procedura. Quale parte 

vincente conta, oltre alla convenuta, anche il convenuto 2 quale comune 

concedente, siccome esso non vince nell'esercizio delle sue attribuzioni 

ufficiali giusta l'art. 78 cpv. 2 LGA. Il patrocinatore del convenuto 2 e della 

convenuta in data 4 luglio 2017 ha inoltrato una nota d'onorario pari a 

fr. 26'508.75. Questa va tuttavia corretta. Secondo la nuova prassi del 

Tribunale amministrativo decisa il 5 settembre 2017, nel caso che, come 

in quello di specie, non viene inoltrato un accordo sull'onorario, viene 

riconosciuta una tariffa oraria massima pari a fr. 240.--. L'indennizzo 

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preteso dal patrocinatore per le giustificate 62 ore e 45 minuti ammonta 

quindi a fr. 15'060.-- (62.75 h x fr. 240.--). Oltre a ciò, le spese di 

cancelleria di fr. 1'171.-- vanno ridotte all'importo riconosciuto per le 

spese secondo la prassi di questo Tribunale pari al 3 % dell'onorario, per 

cui risulta un indennizzo intermedio pari a fr. 15'511.80 (fr. 15060.-- x 

1.03). L'IVA rivendicata dal patrocinatore va concessa soltanto per metà, 

poiché la convenuta è autorizzata alla detrazione dell'IVA. Ne discende un 

diritto al rimborso delle ripetibili pari a fr. 7'755.90 (fr. 15'511.80 / 2) per la 

convenuta e a fr. 8'376.40 per il convenuto 2 (fr. 15'511.80 / 2 x 1.08). 

Infine, l'art. 8 cpv. 1 LCLing prevede che nelle loro memorie