# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8aa46741-5686-5e35-bbb9-231f3ba4f3ad
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-03-23
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 23.03.1995 15.1995.46
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1995-46_1995-03-23.html

## Full Text

Incarto n.

  15.95.00046

  	
  Lugano

  23 marzo 1995

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta
  dei giudici:

  	
  Cometta, presidente

   Pellegrini e Zali

   

  

 

	
  segretario:

  	
   Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

statuendo
sul reclamo 15/18 gennaio 1995 di

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato dell’ UE di Lugano in materia di avviso ai
locatari sul pagamento del canone locatizio nelle esecuzioni n. __________
(esecuzione a convalida del sequestro n. __________), __________ (esecuzione a
convalida del sequestro n. __________) e __________ (esecuzione a convalida del
sequestro n. __________), promosse contro il reclamante da

 

	
   

  	
  __________

  patr.
  dall'avv. __________

   

  __________

   

  __________

  

 

viste le osservazioni 14 febbraio 1995 di __________,
15 febbraio 1995 del Municipio di __________ e 27 febbraio 1995 dell’UE di
Lugano;

 

 

esaminati atti e documenti;

 

 

 

considerato

in fatto e in diritto

 

 

                                         che
l’UE di Lugano ha eseguito il 18 novembre 1994 il sequestro, ordinato dal
Pretore del Distretto di Lugano, della particella n. __________ RFD di
__________ di proprietà di __________ (valore di stima: Fr. 1’144’000.--;
aggravio ipotecario: Fr. 1’150’000.--);

 

                                         che
con provvedimento 11 gennaio 1995 l’UE di Lugano ha ingiunto a __________ e
__________, locatari dell’immobile oggetto del sequestro, di versare all’UE le
pigioni dovute a __________ “fino a nostro ordine contrario”;

 

                                         che
con confuso atto 15/18 gennaio 1995 __________ ha chiesto sia giudicato:

                                         a)     “In
via accelerata

                                                 Sospensione
della intimazione e ingiunzione agli inquilini circa il pagamento delle pigioni
all’Ufficio esecuzione.

                                                 L’ammissibilità
delle pretese del Comune di __________.

                                         b)    In
via ordinaria

                                                 Introduzione
d’un procedimento ordinario e riconvenzionale.

                                                 Decretare
la ricusa dell’on. pretore avv. __________, Sez. 4, per motivi sopra esposti”;

 

                                         che
la memoria 15/18 gennaio 1995, visti i riferimenti al provvedimento 11 gennaio
1995 dell’UE di Lugano e alle esecuzioni dei vari sequestri decretati dal
Pretore del Distretto di Lugano, va trattata quale reclamo;

 

                                         che
per l’art. 17 cpv.2 LEF il reclamo va presentato entro dieci giorni da quello
in cui il reclamante ebbe notizia del provvedimento;

 

                                         che
il reclamo, nella misura in cui si riferisca alle pregresse esecuzioni dei sequestri,
è irricevibile per tardività;

 

                                         che
il gravame è invece tempestivo nella misura in cui contesta il blocco degli
affitti;

 

                                         che
ex art. 102 cpv.1 LEF il pignoramento di un immobile comprende anche i frutti e
gli altri redditi ed avviene senza pregiudizio dei diritti spettanti ai creditori
con pegno immobiliare, ritenuto che per il cpv.2 l’Ufficio esecuzione deve dare
comunicazione del pignoramento anche agli inquilini dell’immobile sequestrato;

                                         che
pertanto l’UE di Lugano si è correttamente determinato con il provvedimento 11
gennaio 1995;

 

                                         che
le norme sul pignoramento sono applicabili all’esecuzione del sequestro per il
rinvio dell’art. 275 LEF;

 

                                         che
il reclamante sviluppa confuse questioni di merito sottratte al potere di cognizione
dell’Autorità di vigilanza;

 

                                         che
abbondanzialmente va rilevato che l’UE di Lugano si è comunque determinato
nelle pregresse esecuzioni dei sequestri nell’ossequio delle norme del diritto
esecutivo;

 

                                         che
in DTF 113 III 2-5 la Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale
federale ha ribadito il principio secondo cui la pretesa di diritto materiale
sottesa all’esecuzione non può essere in linea di principio oggetto d’esame avanti
le autorità di esecuzione e di vigilanza per il loro limitato potere cognitivo;

 

                                         che
è una peculiarità del diritto esecutivo svizzero quella di permettere al
creditore di iniziare un’esecuzione senza dover previamente provare il fondamento
della sua pretesa (cfr. DTF 113 III 3 cons.2b);

 

                                         che
nell’esecuzione ex art. 38 cpv.1 LEF volta ad ottenere il pagamento di denaro
costituisce titolo esecutivo (Vollstreckungstitel) unicamente il precetto
esecutivo cresciuto in giudicato e non la pretesa creditoria fatta valere e nemmeno
l’eventuale titolo che ne costituisce il fondamento;

 

                                         che,
per il fatto che il PE viene emesso senza esame della legittimazione materiale
della pretesa in esecuzione, considerazioni di merito sono sottratte al potere
di cognizione degli organi d’esecuzione come pure dell’Autorità cantonale di
vigilanza;

 

                                         che
l’Ufficio esecuzione non deve sostituirsi in alcun modo al giudice ordinario,
non può esigere spiegazioni sulla natura della pretesa e non può rifiutarsi di
emettere un precetto o di continuare un’esecuzione neppure ove la causa del
credito gli sembri discutibile o strana;

 

                                         che
l’UE deve limitarsi ad intervenire nelle evenienze, del tutto eccezionali, in
cui è manifesto che il precettante abusi dei propri diritti per scopi che non
hanno la benchè minima attinenza con l’istituto dell’esecuzione, in specie per
angariare deliberatamente l’escusso (DTF 115 III 21 cons.3b);

 

                                         che
decisivi per stabilire se vi è abuso di diritto sono gli elementi noti
all’Ufficio esecuzione al momento dell’emissione del precetto esecutivo (DTF
115 III 22 cons.3c) e non quelli solo successivamente portati a conoscenza
dell’Autorità di vigilanza adita su reclamo;

 

                                         che
nel caso di specie nulla induce a ritenere che vi siano attitudini costitutive
di abuso di diritto;

 

                                         che
il reclamo, per quanto ricevibile, va respinto;

 

                                         che
non si prelevano spese (art. 67 cpv.2 TarLEF) e non si assegnano indennità (art.
68 cpv.2 TarLEF);

 

 

richiamati
gli art. 17 e 102 LEF,

 

 

 

PRONUNCIA:

 

                                   1.   Il reclamo 15/18 gennaio 1995 __________ per quanto
ricevibile, è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese e non si assegnano
indennità.

 

                                   3.   Intimazione: 

                                         - 
__________

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

 

Il
presidente                                                                   La
segretaria