# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 162a3335-8e41-5cc4-a0d2-9002a03637a2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-05-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 30.05.2006 30.2006.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2006-1_2006-05-30.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2006.1

   

  cs

  	
  Lugano

  30 maggio
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano
  Ranzanici

  
	
   

  
						

 

	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 30 dicembre 2005
di

 

	
   

  	
  1. RI 1 

  2. RI 2 

  tutti rappr.
  da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 30
  novembre 2005 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1 

   

  in materia di contributi AVS

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Con
due distinte decisioni formali del 22 marzo 2005 la Cassa CO 1 ha fissato i
contributi dovuti dai coniugi RI 2 e RI 1, cittadini __________ domiciliati ad __________,
quali persone senza attività lucrativa, per l’anno 2000, sulla base di una
sostanza netta complessiva di fr. 16'850'000 divisa per due (doc. 1 e 2). I
dati sono stati evinti dalla tassazione fiscale 1999/2000.

                                         I
coniugi __________, rappresentati dalla fiduciaria RA 1, si sono opposti alla
decisione, indicando che contro la tassazione è pendente un reclamo che ha per
oggetto l’applicazione della Convenzione di doppia imposizione fiscale tra la
Svizzera e la __________ (doc. 5).

                                          

                                  B.   Con
decisione su opposizione del 30 novembre 2005 l’amministrazione ha respinto il
ricorso, rilevando che gli assicurati, assoggettati al pagamento dei contributi
in Svizzera dal 1. gennaio 1998, in seguito al reclamo interposto in ambito
fiscale, sono stati tassati sulla base di una sostanza netta complessiva di fr.
21'831'420 che comunque non modifica l’ammontare del contributo (massimo)
dovuto, calcolato in precedenza (doc. A1).

 

                                  C.   I
coniugi __________, sempre rappresentati dalla fiduciaria RA 1, sono
tempestivamente insorti contro la predetta decisione, affermando che il marito
partecipa a due società in nome collettivo con sede in __________ dalle quali
riceve un reddito da attività lucrativa e facendo valere l’art. 4 cpv. 3 della
Convenzione tra la Svizzera e la __________ per evitare la doppia imposizione.

                                         I
ricorrenti censurano inoltre una violazione del diritto di essere sentiti,
nella misura in cui la Cassa, nella decisione su opposizione, non avrebbe preso
posizione circa le loro contestazioni inerenti l’applicazione della Convenzione
di doppia imposizione.

                                         Infine
sostengono che, sulla base dell’Accordo bilaterale sulla libera circolazione
(ALC), devono essere assoggettati solo ad un sistema contributivo. In
particolare, poiché il marito lavora in __________, deve essere applicata solo
la legislazione del __________ (doc. I).

 

                                  D.   Con
risposta del 17 gennaio 2006 l’amministrazione propone di evadere il ricorso ai
sensi dei considerandi.

                                         In
particolare la Cassa, dopo aver descritto la procedura di affiliazione in
applicazione dell’ALC, afferma di essere disposta a rivedere la decisione
impugnata se RI 1 produrrà una documentazione ufficiale a comprova
dell’assoggettamento alla previdenza sociale in __________. Per quanto concerne
la moglie, l’obbligo contributivo resta invece in Svizzera (doc. III).

 

E.    
Con scritto del 24 gennaio 2006 gli insorgenti
hanno comunicato che, contrariamente a quanto presumevano, chi – come il
ricorrente – esercita attività indipendente in __________ non è soggetto alla
“previdenza sociale”. L’argomentazione sollevata con l’impugnativa è stata
quindi ritirata. I ricorrenti hanno comunque mantenuto le ulteriori censure
(doc. V).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         in
ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le
cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                   2.
  Va innanzitutto rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la
legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che
ha comportato diverse modifiche della LAVS.

 

                                         Da
un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali
in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (STFA del 22
luglio 2005 nella causa L., K 114/03, consid. 3; DTF
130 V 160 consid. 5.1; DTF 129 V 4 consid. 1.2, DTF 127 V 467 consid. 1, DTF
126 V 166 consid. 4b).

                                         Per
contro, per quanto attiene alle disposizioni formali della LPGA, il TFA ha già
avuto modo di accertare l’assenza di una normativa specifica che regola la
questione intertemporale stabilendo di conseguenza la necessità di ricorrere al
principio generale secondo il quale, di regola, siffatte disposizioni entrano
immediatamente in vigore (STFA del 22 luglio 2005 nella causa L., K 114/03; DTF
130 V 4 consid. 3.2).

 

                                         In
concreto la Cassa ha fissato i contributi dovuti dagli insorgenti nel 2000,
mentre le decisioni (formale e su opposizione) sono state emanate nel corso del
2005.  

 

                                         Per
cui, mentre per quanto concerne l'aspetto procedurale trovano applicazione le
norme della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAVS, per quanto
riguarda il calcolo dei contributi vanno applicate le norme in vigore fino al
31 dicembre 2002.

                                         Ne
discende che ogni riferimento alle norme della LAVS va inteso nel tenore in
vigore fino al 31 dicembre 2002, tranne indicazioni in senso contrario.

 

                                   3.   Gli
insorgenti fanno valere una violazione del diritto di essere sentiti poiché la
Cassa non avrebbe indicato se la convenzione fiscale di doppia imposizione tra
la Svizzera e la __________ ha una rilevanza ai fini del prelievo del contributo
AVS.

 

                                         La
contestazione si riferisce alla pretesa di ottenere una decisione
motivata che rientra nella nozione del diritto di essere
sentito ai sensi dell’art. 29 cpv. 2 Cost. fed. Riguardo all'art. 29
cpv. 2 Cost. fed. si applica, senza eccezione alcuna, la giurisprudenza
sviluppata a proposito del vecchio art. 4 Cost. fed. (cfr. Pratique VSI 2001
pag. 114 segg. = SVR 2001 IV Nr. 16; DTF 126 V 130 = SVR 2001 ALV Nr. 12 pag.
37).                   

                                         La
pretesa di un provvedimento motivato impone all'autorità di pronunciarsi nei
considerandi sulle allegazioni delle parti, riferendosi agli argomenti da esse
addotti. Tale obbligo intende evitare che l'autorità, nell'esercizio dei suoi
poteri decisionali, si lasci guidare da ragioni non pertinenti e, d'altro
canto, consentire al cittadino di farsi una chiara idea della portata della
decisione che lo riguarda per poterla, se del caso, impugnare. A tal fine ogni
atto decisionale deve menzionare, anche se brevemente, le considerazioni che ne
hanno determinato il convincimento, ritenuto comunque che l'autorità non è
tenuta a prendere esplicitamente posizione su ogni allegazione di fatto o di
diritto, ma può limitarsi ai punti essenziali e all'esame delle argomentazioni
di parte atte a influire sul giudizio (cfr. STFA del 2 novembre 2004 nella
causa M., I 458/03; STFA dell’11 ottobre 2004 nella causa T., H 180/03; DTF 126
V 80 consid. 5b/dd; Albertini, Der verfassungsmässige Anspruch
auf rechtliches Gehör im Verwaltungsverfahren des modernen Staates, Berna 2000,
pag. 368 seg. con numerosi rinvii).

 

                                         Nel
caso di specie i ricorrenti in sede di opposizione avevano affermato che “le
decisioni in rassegna riposano su una tassazione, contro la quale è pendente
reclamo che ha sostanzialmente per oggetto l’assoggettamento fiscale illimitato
in Svizzera alla luce della convenzione di doppia imposizione fiscale Svizzera-__________.”
(doc. 5)

                                         La
Cassa, nella decisione su opposizione ha spiegato per quale motivo ritiene
corrette le sue decisioni, pur non prendendo espressamente posizione sulla
Convenzione fiscale tra Svizzera e __________.

 

                                         Va
innanziutto rilevato come dalla stringata opposizione dei ricorrenti non era
facilmente comprensibile che essi intendessero chiedere all’amministrazione di
esaminare l’applicazione della Convenzione fiscale tra Svizzera e __________,
ma piuttosto, come indica la Cassa in sede di risposta, appariva che i
ricorrenti volessero segnalare alla Cassa la presenza di un reclamo contro la
tassazione determinante.

 

                                         Va
comunque evidenziato che gli insorgenti hanno potuto comprendere la portata
della decisione, impugnarla e confrontarsi con il contenuto della stessa. 

 

                                         I
ricorrenti hanno inoltre potuto esprimersi in merito alla risposta presentata
dalla Cassa di modo che, comunque, un’eventuale carente motivazione nel caso di
specie è stata sanata, avendo questo Tribunale lo stesso potere cognitivo
dell’amministrazione.

 

                                         Il
TCA deve pertanto entrare nel merito del ricorso.

 

 

                                         nel
merito

 

                                   4.   Oggetto del contendere è la questione a sapere se i ricorrenti devono
pagare, nel 2000, i loro contributi sociali in Svizzera.

 

                                   5.   E' assicurata obbligatoriamente alla LAVS la persona che adempie uno
dei criteri d'assoggettamento previsti dall'art. 1 cpv. 1 LAVS (domicilio o
attività lucrativa in Svizzera) senza trovarsi in un caso di esenzione (art. 1
cpv. 2 lettere a e c), senza aver domandato e ottenuto l'esenzione (art. 1 cpv.
2 lettera b) e senza che il diritto internazionale designi un altro diritto
nazionale o esoneri l'interessato (Greber,
Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse
et survivants (LAVS), Basilea 1997, n. 82 ad art. 1 LAVS, pag. 52). 

                                         I
criteri d'assoggettamento previsti dall'art. 1 LAVS sono alternativi ed è
pertanto sufficiente adempierne uno solo (il domicilio o l'attività lucrativa
in Svizzera) per essere obbligatoriamente assicurato.

 

                                         Nel
diritto internazionale, allo scopo di evitare sia i conflitti di legge positivi
che negativi, esiste la regola generale dell'unicità della legislazione applicabile.
Gli strumenti di coordinazione designano di regola un diritto nazionale (Greber, Duc, Scartazzini, op. cit., n. 55 ad
art. 1 LAVS, pag. 41) e il criterio principale utilizzato per determinare il sistema di sicurezza
sociale competente è quello del luogo di lavoro (lex loci laboris; Greber, Duc,
Scartazzini, op. cit., n. 57 ad art. 1 LAVS, pag. 42).

 

                                         Tutte
le convenzioni concluse dalla Svizzera contengono regole sul diritto
applicabile, ossia la designazione del sistema di sicurezza sociale competente.
Queste norme internazionali sono direttamente applicabili e prevalgono sul
diritto interno (DTF 110 V 72).

 

                                         In
concreto, poiché si tratta di stabilire i contributi dovuti dagli assicurati
nel corso del 2000, contrariamente a quanto ritengono le parti, gli "Accordi
bilaterali tra la Comunità europea ed i suoi Stati membri da una parte e la
Confederazione svizzera dall'altra" sulla libera circolazione delle
persone (ALC), non sono applicabili, giacché i fatti determinanti che hanno
portato l’amministrazione a calcolare i contributi si sono svolti prima della
loro entrata in vigore il 1° giugno 2002 (cfr. DTF 128 V 315).

 

                                         Non
è applicabile neppure la Convenzione, invocata dai ricorrenti, sulla doppia
imposizione tra Svizzera e __________, poiché nel caso in esame non si tratta
di stabilire dove e su quale ammontare i ricorrenti devono pagare le imposte,
bensì dove devono pagare i contributi sociali.

 

                                         In
queste condizioni trova invece applicazione la Convenzione del __________ tra
la Confederazione Svizzera e la __________ sulla sicurezza sociale, in vigore
dal __________.

 

                                         Ai
sensi dell’art. __________, ove sia esercitato un impiego o svolta un'attività
lucrativa sul territorio di una parte, all'assicurazione obbligatoria sono
applicabili le disposizioni legali di questa parte, sempreché gli articoli da 6
a 9 (non applicabili in concreto), non dispongano altrimenti. Alle persone che
non esercitano un impiego o non svolgono un’attività sono applicabili, quanto
all’assicurazione obbligatoria, fatto salvo l’articolo 10g, le disposizioni
legali della Parte, sul cui territorio esse abitano.

 

                                         Il criterio utilizzato per determinare il diritto
applicabile (sistema competente) è, dunque, quello del luogo di lavoro (Greber,
Duc, Scartazzini, op. cit., n. 63ss. ad art. 1 LAVS). Di regola, la nozione del
luogo di lavoro non è definita dalle convenzioni: sono di conseguenza le norme
relative all'AVS che trovano applicazione (DTF 124 V 100 consid. 3a, 119 V 68
consid. 3a, 117 V 270), in particolare l'art. 1 cpv. 1 lett. b LAVS che
contiene la nozione d'attività lucrativa esercitata in Svizzera (Greber, Duc,
Scartazzini, op. cit., n. 63 ad art. 1, pag. 43). 

 

                                         In una sentenza del 4 agosto 1993, pubblicata in Pratique VSI 1994
pag. 138, circa l'applicazione della Convenzione conclusa dalla Svizzera con la
Germania, il TFA ha precisato:

 

"  Le TFA a répondu à cette question dans la RCC 1981
p. 490 consid. 1 b de la manière suivante: les termes "occuper un emploi
ou exercer une activité" ne sont définis avec précision ni dans la
convention elle-même, ni dans le protocole final ni dans la convention
complémentaire ni dans l'arrangement administratif. De même on ne peut rien
tirer du message du Conseil fédéral concernant l'approbation de la convention.
On n'a donc pas d'indices permettant de croire que la convention ait cherché à
instituer des règles s'écartant du droit national. Or, une dérogation aux
principes du droit national ne pourrait se justifier que sur la base,
clairement établie, d'un accord international. Une telle base fait défaut en ce
qui concerne la question de droit qui se pose ici. Donc, pour savoir si le
recourant exerce une occupation ou une activité en Suisse au sens de l'art. 5
de la sécurité sociale, il faut se fonder sur les prescriptions régissant l'AVS. 
(…)

b) Selon le droit suisse, comme exposé aux consid. 3 et 4, une
activité lucrative doit être considérée comme soumise à cotisation, dans la
mesure où un inventeur professionnel perçoit un revenu de son (ancienne)
activité d'inventeur. Du point de vue du droit conventionnel, cependant, on ne
peut opposer au recourant cette règle de droit interne avant la vente de son
entreprise a R. le 1er juillet 1987. Car jusqu'à ce moment il pouvait alléguer
que son lieu de travail prioritaire se trouvait en Allemagne. Si l'on se réfère
aux gains réalisés jusque-là grâce à son activité d'inventeur, il n'existe
aucune obligation de cotiser nonobstant la prise de domicile en Suisse, qui
fonde en droit interne la qualité d'assuré. Il en va autrement après le 1er juillet
1987. Car avec l'abandon du lieu de travail en Allemagne il n'existe plus de
point de rattachement prépondérant qui empêcherait la Suisse d'être compétente
en matière d'assujettissement et de prélèvement des cotisations en vertu de la
Convention bilatérale qui prime. Comme il est dit plus loin dans l'arrêt G.
déjà mentionné, n'est pas déterminant pour considérer qu'il y a activité en
Suisse le domicile ou le lieu de séjour mais l'endroit où se trouve le centre
des circonstances économiques qui donnent à cette activité son caractère
lucratif." 

 

                                         In una sentenza dell'11 febbraio 1993, pubblicata in DTF 119 V 65
(pag. 69), l'alta Corte ha precisato:

 

"  Gemäss Art. 1 Abs. 1 lit. b AHVG sind nach Massgabe
dieses Gesetztes die natürlichen Personen obligatorisch versichert, die in der
Schweiz eine Erwerbstätigkeit ausüben. Nach dem im Sozialversicherungsabkommen
statuierten Erwerbsortsprinzip ist für die Annahme einer Erwerbstätigkeit in
der Schweiz im Sinne von Art. 1 Abs. 1 lit. b AHVG nicht erforderlich, dass die
natürliche Person, welcher der wirtschaftliche Ertrag dieser Tätigkeit
zufliesst, sich in der Schweiz aufhält. Es genügt, dass sich die massgebende
Erwerbstätigkeit in der Schweiz vollzieht, d. h. es ist entscheidend, wo sich
der Mittelpunkt des wirtschaftlichen Sachverhaltes befindet, der dieser
Tätigkeit erwerblichen Charakter verleiht. Die Leitung eines in der Schweiz
domizilierten Unternehmens gilt - unabhängig davon, ob sie in der Schweiz oder
massgeblich vom Ausland aus erfolgt - als in der Schweiz ausgeübte
Erwerbstätigkeit. In welcher Rechtsform dies geschieht, ist grundsätzlich
unerheblich (ZAK 1991 S. 494 E. 2b mit Hinweisen). Nach ständiger Rechtsprechung
üben Personen mit Wohnsitz im Ausland, welche die Geschäftsleitung eines
Unternehmens mit wirtschaftlichem Zweck und mit Sitz in der Schweiz haben,
regelmässig eine Erwerbstätigkeit in der Schweiz aus."

 

                                         Va
infine evidenziato che il Tribunale non è vincolato alle conclusioni delle
parti, poiché applica il diritto d’ufficio e stabilisce i fatti determinanti
per la soluzione della controversia (cfr. art. 61 LPGA).

 

                                   6.   In concreto l’insorgente afferma di svolgere un’attività
lucrativa in __________.

 

                                         La
Cassa afferma di essere disposta ad esonerare l’interessato solo quando
l’insorgente avrà comprovato la sua affiliazione al sistema previdenziale __________.
Ciò che l’assicurato non ha potuto fare, poiché, essendo indipendente, in __________
non è tenuto a versare i contributi sociali (doc. V).

 

                                         Tuttavia,
il TCA, riprendendo la giurisprudenza del TFA, ha già avuto modo di affermare
che, perlomeno prima dell’entrata in vigore dell’ALC, non si può derogare al
principio dell’assoggettamento alla legislazione del posto di lavoro perché un
assicurato non è stato assoggettato a contributo nello Stato in cui ha
esercitato l’attività lucrativa (DTF 110 V 72, DTF 114 V 129, STCA del 6 agosto
2004, 30.2004.31, STCA del 10 dicembre 2001, 30.2001.74). L’Alta Corte, con
sentenza del 9 aprile 1984, pubblicata in DTF 110 V 72, a pag. 77, consid. 3b,
ha infatti avuto modo di affermare:

 

" 
(…)

b) Insoweit der Beschwerdeführer in der fraglichen Zeit in England und
Frankreich und – vom 1. Mai
1977, dem Inkraftreten des neuen schweizerisch-belgischen
Sozialversicherungsabkommens – in Belgien für die Firma BECSA beschäftigt war,
ist er kraft des in erwähnten Staatsverträgen niedergelegten, gleichermassen für
Selbständig- wie Unselbständigerwerbende geltenden Erwerbsortsprinzipes der
schweizerischen AHV-Gesetzgebung nicht unterstellt und damit nicht
beitragspflichtig. Dies hat das Eidg. Versicherungsgericht in ständiger
Rechtsprechung aus dem Erwerbsortsgrundsatz abgeleitet, ohne – wie es das BSV
verlangt – darauf abzustellen, ob der Betroffene hinsichtlich des fraglichen
Beitragsobjektes durch ausländische Sozialversicherung in Pflicht genommen
wurde (DTF 106 V 71 f.; unveröffentliche Urteile Neinhaus vom 9. Juni 1976, Zimmermann von 25. November 1974 und Tschumi
vom 19. Oktober 1966).”

 

                                         Questo
concetto è stato ribadito il 25 luglio 1988, nella sentenza pubblicata in DTF
114 V 129, dove il TFA ha affermato:

 

"  La recourante et l’OFAS contestent le point de vue
de la juridiction cantonale selon lequel le lieu de travail, pour un musicien
dirigeant un choeur ou un orchestre en vue d’enregistrer un disque, est le lieu
d’enregistrement; étant donné que, selon eux, les autorités compétentes de
l’Etat où s’effectuent les enregistrements ignorent le plus souvent que
l’intéressé perçoit des redevances, ils sont d’avis que ces dernières seraient
soustraites à toute contribution aux assurances sociales si l’on se fondait sur
le critère fixé par les premiers juges.

Cette argumentation n’est pas fondé. En effet, selon une jurisprudence constante (ATF
110 V 77 consid. 3b et les references citées), on ne saurait déroger au principe
de la soumission à la législation du lieu de travail pour le motif qu’un assuré
n’a pas été soumis à l’obligation de cotiser dans l’Etat où il a exercé son activité
lucrative. Une telle
dérogation ne ressort en effet nullement des textes conventionnels précités, sur
lesquels il faut en premier lieu se fonder pour interpréter une convention
internationale.”

 

                                         Per
cui, la circostanza che il ricorrente non ha contribuito in __________, non è
determinante nel caso di specie (DTF 110 V 72, DTF 114 V 129).

                                         Nella
misura in cui egli ha svolto un’attività lucrativa solo nel __________ __________,
egli non va affiliato in Svizzera (art. __________ della
Convenzione sulla sicurezza sociale tra la __________ e la Svizzera).   

 

                                         Dagli
atti emerge che l’interessato, nel 2000, è stato tassato in __________, tra
l’altro, sulla base di un importo di __________ 6'790'093 derivanti da “__________”,
da cui sono stati dedotti importi derivanti da “__________” e da “__________”. (doc. A2). Nelle osservazioni alla tassazione figura che “__________.”
(doc. A2)

                                         Da
quanto sopra descritto non si può concludere che l’interessato svolge
effettivamente un’attività lavorativa all’estero. La tassazione __________
indica unicamente la presenza di una partecipazione (__________) a società con
sede all’estero, senza tuttavia precisare se l’interessato svolge
effettivamente un’attività in __________ oppure se si limita a percepire
redditi da partecipazioni senza svolgere alcuna attività (cfr. anche la già
citata Pratique VSI 1994 pag. 138).

 

                                         L’insorgente,
malgrado abbia avuto la possibilità di comprovare la presenza di un’attività
lucrativa in __________, da ultimo nei 10 giorni concessi il 17 gennaio 2006
per presentare ulteriori nuove prove (doc. IV), non ha prodotto sufficiente
documentazione atta a rendere verosimile di lavorare all’estero. Del resto, con
lo scritto del 24 gennaio 2006 gli insorgenti hanno ritirato la specifica
censura del doppio assoggettamento in Svizzera ed all’estero, limitandosi a
sostenere l’applicabilità della Convenzione di doppia imposizione con la __________,
che tuttavia non si applica nell’ambito del calcolo dei contributi sociali
(cfr. doc. V).

 

                                         Giova qui ricordare che la procedura in materia di assicurazioni
sociali è retta dal principio inquisitorio (STFA del 5 settembre 2001 nella
causa C., U 94/01; STFA del 31 maggio 2001 nella causa C., I 83/01; STFA del 13
marzo 2001 nella causa P., U 429/00; Untersuchungsgrundsatz, SVR 1995 AHV Nr.
57 pag. 164 consid. 5a; AHI Praxis 1994 pag. 212; DTF 125 V 195 consid. 2 con
riferimenti). E’ dunque compito del giudice chiarire d’ufficio in modo corretto
e completo i fatti giuridicamente rilevanti.

 

Questo principio non è
tuttavia incondizionato, ma trova il suo correlato nell’obbligo delle parti di
collaborare (DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti; RAMI 1994 pag. 211; AHI Praxis
pag. 212; DLA 1992 pag. 113; MEYER, “Die Rechtspflege in der Sozialversicherung”
in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 12; SPIRA, “Le contentieux
des assurances sociales fédérales et la procédure cantonale” in Recueil de jurisprudence
Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16; KURMANN, 

“Verwaltungsverfahren
und Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz” in Luzerner Rechtsseminar 1986,
Sozialversicherungsrecht, Referat XII, pagg. 5 segg.).

Questo obbligo
comprende in particolare quello di motivare le pretese di cui le parti si
avvalgono e quello di apportare, nella misura in cui può essere ragionevolmente
richiesto da loro, le prove dettate dalla natura della vertenza o dai fatti
invocati: in difetto di ciò esse rischiano di dover sopportare le conseguenze
dell’assenza di prove (SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993 pagg.
158-159 consid. 3a; DTF 117 V 264 consid. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V 113;
BEATI in: "Relazioni tra diritto civile e assicurazioni sociali",
Lugano 1993, pag. 1 seg.).

 

Su questi aspetti, si veda
in particolare: DUC, Les assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, pagg.
827-828 e LOCHER, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 1997, pagg.
339-341, laddove quest'ultimo rileva che “besondere Bedeutung hat die
Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne Mitwirkung der betroffenen
Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”.

 

                                         L'obbligo
di accertamento d'ufficio dei fatti, correlato dal dovere di collaborazione
delle parti, non rende comunque privo d'efficacia il principio secondo cui
l'onere della prova incombe alla parte che da un fatto deriva un suo diritto e
del conseguente fardello in caso di mancata prova. 

 

                                         Secondo
il TFA (sentenza 18 settembre 2001 nella causa B., K 202/00, cons. 3b):

 

"  (…) Celui-ci comprend en particulier l'obligation
de ces dernières d'apporter, dans la mesure où cela peut être raisonnablement
exigé d'elles, les preuves commandées par la nature du litige et des faits
invoqués, faute de quoi elles risquent de devoir supporter les conséquences de
l'absence de preuves (ATF 125 V 195 consid. 2; VSI 1994, p. 220 consid. 4; comp.
ATF 125 III 238 consid. 4a à propos de l'art. 274d al. 3 CO). Car si le
principe inquisitoire dispense les parties de l'obligation de prouver, il ne
les libère pas du fardeau de la preuve: en cas d'absence de preuve, c'est à la
partie qui voulait en déduire un droit d'en supporter les conséquences (ATF 117
V 264 consid. 3), sauf si l'impossibilité de prouver un fait peut être imputée
à l'adverse partie (ATF 124 V 375 consid. 3; RAMA 1999 n° U 344, p. 418 consid.
3). Au demeurant, il n'existe pas, en droit des assurances sociales, un
principe selon lequel l'administration ou le juge devrait statuer, dans le
doute, en faveur de l'assuré (RAMA 1999 n° U 349, p. 478 consid. 2b; DTA 1998 n° 48, p. 284). (…)."

 

                                         In
concreto gli insorgenti non hanno reso verosimile di aver lavorato all’estero.
Dagli atti emerge unicamente che il marito possiede delle partecipazioni (“__________”)
in società __________, ma non che svolge un’attività lucrativa.

                                         In
queste condizioni, in assenza di una prova in senso contrario, a giusta ragione
la Cassa ha affiliato l’interessato al pagamento dei contributi in Svizzera,
come la moglie.

                                          

                                         Infatti,
l’art. __________ seconda frase della Convenzione sulla sicurezza sociale prevede
che alle persone che non esercitano un impiego o non svolgono un’attività sono
applicabili, quanto all’assicurazione obbligatoria, fatto salvo l’articolo 10g,
le disposizioni legali della Parte, sul cui territorio esse abitano.

 

                                         Poiché
gli interessati sono domiciliati in Svizzera e non svolgono attività lucrativa,
devono pagare i contributi all’AVS in tale qualità.

 

                                   7.   Giusta
l'art. 10 cpv. 1 LAVS, il contributo AVS è pagato "secondo le condizioni
sociali" dell'assicurato che non esercita un'attività lucrativa. Questi
assicurati sono quindi tenuti a pagare i contributi sia sulla sostanza, sia sul
reddito annuo conseguito sotto forma di rendite moltiplicato per 20, ciò che
corrisponde ad un tasso di interesse del 5% (art. 28 cpv. 1 e 2 OAVS; RCC 1990
pag. 455 consid. 2a, RCC 1986 pag. 350). 

                                      

                                         Per
sostanza ai fini dell’art. 28 OAVS si deve intendere l’insieme dei beni mobili
o immobili di proprietà dell’as­sicurato, situati sia in Svizzera che
all’estero (RCC 1952, pag. 94; Käser, Assurance-Vieillesse et Survivants II,
FJS no. 468, pag. 15). Fanno pure parte della sostanza determi­nante del marito
i beni della moglie qualunque sia il regime matrimoniale dei coniugi (Pratique
VSI 1994 pag. 174; RCC 1991 pag. 437 consid. 4 b, DTF 105 V 241), i beni di cui
l’assicurato ha l’usufrutto ed i beni dei figli minorenni (DTF 101 V 178 = RCC
1976 pag. 153).

                                         Ciò
nondimeno, computabile è unicamente la sostanza al netto, vale a dire che dal
valore lordo devono essere detratti, fra l’altro, i relativi debiti (Käser, Unterstellung
und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, Berna 1996, pag. 228, N. 10.28; Greber,
Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l’assurance-vieillesse
et survivants (LAVS), pag. 347 n.24 ad art. 10 LAVS).

 

                                         L'art.
28 cpv. 4 OAVS prevede che “se una persona coniugata deve pagare contributi
come persona senza attività lucrativa, i suoi contributi sono determinati in base
alla metà della sostanza e del reddito determinante per la rendita dei coniugi”.

 

                                         Quindi,
i contributi della singola persona sposata senza attività lucrativa sono
determinati sull’insieme dei redditi da pensione e sostanza dei coniugi, il
tutto diviso per metà, qualunque sia il loro regime e anche qualora i coniugi
siano stati tassati in modo separato (P. Y. Greber, J. L.Duc, G. Scartazzini,
op. cit., ad art. 10 LAVS, pag. 347 N. 25).

 

                                         Il
Tribunale federale, a questo proposito, ha stabilito che l'art. 28 cpv. 4 OAVS
è conforme alla legge e alla Costituzione (STFA inedita del 18 gennaio 2001
nella causa W., consid. 2 b, H 199/00; DTF 125 V 221 = Pratique VSI 1999 pag.
118, DTF 125 V 230 = Pratique VSI 1999 pag. 204).

 

                                   8.   Con il 1° gennaio 2001 sono entrate in vigore alcune modifiche
dell'OAVS, nel senso che i contributi dovuti a partire dal 2001 sono calcolati
secondo il sistema "postnumerando" (periodo di calcolo e di
contribuzione coincidono). Tuttavia il cpv. 1 delle disposizioni finali della
modifica del 1° marzo 2000 prevede che la riscossione dei contributi delle
persone che esercitano un'attività lucrativa indipendente, delle persone che
non esercitano un'attività lucrativa e dei salariati i cui datori di lavoro non
sono tenuti a pagare i contributi per gli anni civili precedenti l'entrata in
vigore della presente modifica, è retta dal diritto anteriore (cfr. anche
Pratique VSI 2000 pag. 107 segg., in particolare pag. 136). Per cui ogni
riferimento a norme o direttive è da intendere nel tenore in vigore fino al 31
dicembre 2000, fatte salve indicazioni in senso contrario.

 

                                         Il
contributo annuo delle persone che non esercitano un'at­tività lucrativa è fissato
per un periodo di due anni (art. 29 cpv. 1 OAVS). 

 

                                         Il
contributo annuo è calcolato in base al reddito medio acquisito sotto forma di
rendita in un periodo di due anni e alla sostanza. Il periodo di calcolo comprende
il secondo e il terzo anno precedenti il periodo di contribuzione. Il giorno di
riferimento per la determinazione della sostanza è generalmente il 1° gennaio
dell'anno precedente il periodo di contribuzione.

                                         Le
autorità fiscali cantonali stabiliscono la sostanza determinante per il calcolo
dei contributi di una persona che non esercita un'attività lucrativa in base
alla corri­spondente tassazione cantonale passata in giudicato, adattata alle
disposizioni in materia d'imposta federale diretta (art. 29 cpv. 2 e 3 OAVS).
Tali comunicazioni sulla sostanza sono vincolanti per l’amministrazione (Käser,
op. cit., pag. 231, N. 10.34).

                                         Gli
art. 22 a 27 OAVS, riferiti ai lavoratori indipendenti, sono per il resto applicabili
per analogia al calcolo dei contributi secondo i cpv. 1 e 3 (art. 29 cpv. 4
OAVS).

                                         La
determinazione del reddito acquisito sottoforma di rendita incombe alla Cassa
di compensazione, che si avvale, nella misura del possibile, della collaborazione
delle autorità fiscali del cantone di domicilio (art. 29 cpv. 5 OAVS).

 

                                         Infine,
va rammentato che per giurisprudenza costante del TFA ogni
tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà: le casse di compensazione
sono vincolate dalle comunicazioni delle autorità di tassazione e il giudice
delle assicurazioni sociali esamina di principio la decisione fiscale
unicamente dal profilo della legalità. L'autorità giudicante non può scostarsi
da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato a meno che essa contenga
errori manifesti e debitamente comprovati, immediatamente emendabili, oppure
quando si debbano apprez­zare fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma
decisivi in tema di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una
tassazione fiscale non bastano; infatti la determinazione del reddito spetta
alle autorità fiscali e il giudice delle assicurazioni sociali non deve
intervenire adottando particolari provvedimenti di tassazione.

                                         L'assicurato
esercitante un'attività indipendente deve anzitutto difendere i suoi diritti
nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle
assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26 consid. 2b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321 consid. 3, DTF 110 V 86
consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC 1985
pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V
30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a).

                                         Il
Tribunale federale delle assicurazioni ha comunque precisato che la
comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il giudice delle
assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli
importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono
un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993, p. 242ss).

 

                                   9.   In
concreto gli insorgenti sono stati affiliati quali persone senza attività
lucrativa dal 1.1.1998 (doc. III).

 

                                         I
contributi del 2000 vanno calcolati sulla base della sostanza al 1.1.1999,
evinta dalla tassazione su reclamo 1999/2000 cresciuta in giudicato (cfr. marg.
2090 DIN), ossia fr. 21'831'420 (cfr. doc. 4, nonché risposta, doc. III, punto
8), divisi per due ex art. 28 cpv. 4 OAVS, per un importo soggetto a contribuzione
di fr. 10'915'710 superiore rispetto ai fr. 8'425'028 della decisione formale.
Ma, come già evidenziato dall’amministrazione in sede di decisione su
opposizione (doc. A1, punto 8 e 12), poiché gli assicurati devono comunque
pagare il contributo massimo (fr. 10'100, oltre fr. 202 di spese
amministrative), l’aumento dell’importo non modifica l’ammontare dovuto in
ambito AVS.

 

                                         Alla
luce della giurisprudenza sopra citata rettamente la Cassa ha utilizzato i dati
evinti dalla tassazione su reclamo 1999/2000 che comprendono la sostanza
svizzera ed estera sulla quale l’amministrazione deve calcolare i contributi.

 

                                         La
decisione della Cassa si rivela pertanto corretta.

 

                                         Il
ricorso va di conseguenza respinto, mentre la decisione impugnata merita
conferma.

 

                                10.   Gli
insorgenti chiedono di essere sentiti.

 

                                         Il
TCA rileva innanzitutto che l’audizione richiesta può essere rifiutata senza
per questo ledere il diritto d’essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2
Cost. e dall'art. 6 n. 1 CEDU.

 

                                         Infatti,
secondo la giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento
pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e
inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad
esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di
testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile
obbligo (cfr. STFA dell'8 novembre 1999 nella causa H., H 74/99, consid. 5b,
pag. 6; DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90, consid. 6, pag. 94 e il rinvio
alla DTF prima citata).

 

                                         Inoltre,
conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare
d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,
pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223
consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale
modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito
desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF
124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

                                         In
concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita
dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori
prove e all'audizione dei ricorrenti.

 

                                         

 

Per questi
motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                 1.-   Il
ricorso é respinto.

 

                                 2.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti