# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ad886ee5-c580-500d-b3e1-2f3a5dc4949d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-12-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.12.2008 32.2006.224
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2006-224_2008-12-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2006.224

   

  FS/td

  	
  Lugano

  15 dicembre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 dicembre 2006
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 7
  novembre 2006 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe __________ – da ultimo attivo, per un breve periodo, quale pizzaiolo
presso il Centro sportivo __________ di __________ (doc. AI 8/1-2) e in precedenza
quale addetto ai servizi autoveicoli presso la __________ (doc. AI 5/1-2) –,
nell’ambito della domanda di prestazioni AI per adulti inoltrata nel febbraio
1987 (doc. AI 1/1-6) è stato posto al beneficio di provvedimenti professionali
(riformazione quale apprendista di commercio presso la ditta __________ di __________
dal 1. settembre 1988 al 31 agosto 1999 [doc. AI 17/1-2] e corso per
l’ottenimento del certificato di capacità tipo 1 per esercenti dal 13 aprile al
20 luglio 1992 [doc. AI 48/1-2]) e ad un quarto di rendita d’invalidità dal 1. settembre
1991 al 30 settembre 1992 (doc. AI 43/1-2 e 57/1-2).

 

                               1.2.   Il
28 dicembre 2004 l’assicurato ha inoltrato una seconda domanda di prestazioni
(doc. AI 80/1-7).

 

                                         Dopo
aver acquisito ulteriore documentazione, l’Ufficio AI ha ordinato una perizia a
cura del Servizio accertamento medico dell’assicurazione invalidità (SAM) (doc.
AI 91/1-2).

 

                                         Con
decisione 1. dicembre 2005 (doc. AI 100/1-2), confermata con decisione su
opposizione 7 novembre 2006 (doc. AI 115/1-5), l’Ufficio AI ha negato
all’assicurato il diritto a prestazioni, argomentando:

 

" 
(…)

Nel caso, l’assicurato è stato ritenuto capace al
lavoro nelle attività abituali al 70% e 80%, a dipendenza delle attività
svolte, con effetto dal 30 maggio 2003. Pertanto, in considerazione del fatto
che l’assicurato può ancora svolgere le precedenti attività con capacità
lavorativa del 70% e superiore (con la condizione della media annua con
inabilità lavorativa per almeno il 40% non realizzata), il medesimo non ha
maturato diritto a rendita alcuna.

 

Visto quanto sopra, la decisione impugnata viene
confermata anche in fase di opposizione.

(…)" (doc. AI 115/5).

 

                               1.3.   Contro
questa decisione l’assicurato – contestata la valutazione medica e prodotta
ulteriore documentazione – ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA.

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI – osservato che, sulla base delle annotazioni
8 gennaio 2007 del dr. __________, è stato possibile concludere che la nuova
documentazione medica prodotta non apporta elementi in favore d’una modifica
dello stato di salute rispettivamente della capacità lavorativa – ha chiesto di
respingere il ricorso.

 

                               1.5.   Con
scritto 22 gennaio 2007 l’avv. RA 1 – comunicato al TCA di rappresentare l’assicurato
– ha contestato il contenuto delle annotazioni 8 gennaio 2007 del dr. __________
e prodotto ulteriore documentazione medica.

 

                               1.6.   Con
osservazioni 2 febbraio 2007 l’Ufficio AI – osservato che la nuova documentazione
medica prodotta non apporta elementi in favore d’una modifica dello stato di
salute rispettivamente della capacità lavorativa dell’assicurato – ha insistito
nel chiedere la reiezione del ricorso.

 

                               1.7.   Il
vicepresidente del TCA, con ordinanza 28 giugno 2007 (XI), ha ordinato una perizia
medica pluridisciplinare a cura del __________ di __________ (in seguito __________).

 

                               1.8.   Il
6 novembre 2008 è pervenuta al TCA la perizia pluridisciplinare del __________
che è stata immediatamente intimata alle parti per osservazioni (XXVII e XXVIII).

 

                                         L’avv.
RA 1, con scritto 12 novembre 2008 – osservato che “(…) si dà atto della
conclusione, indicata a pag. 49, a cui giunge il Centro __________, che fissa
la capacità lavorativa residua del ricorrente, in lavori leggeri e non
sottoposti a tensione, tra il 40% e il 50%, così come della possibile
evoluzione peggiorativa della situazione del ricorrente (pag. 54). (…)” (XXIX) –, ha chiesto
l’emanazione della sentenza.

 

                                         L’Ufficio
AI, con osservazioni 26 novembre 2008 – ritenuto che la perizia
del __________ non mette oggettivamente in dubbio la precedente perizia del SAM,
non inficiata da errori o mancanze –, ha chiesto di respingere il ricorso osservando
che “(…) il comprovato peggioramento dello stato di salute dovrà per contro
venire preso in considerazione nel corso di una nuova procedura assicurativa.
(…)” (XXX).

 

                                         L’avv.
RA 1, con scritto 3 dicembre 2008, ha precisato che “(…) evidentemente il mio
rappresentato non può condividere la tesi dell’Ufficio assicurazione invalidità
che sembra propendere per un aggiornamento della situazione dopo la perizia
pluridisciplinare; la perizia del 4.11.2008 indica chiaramente che lo stato di
salute del ricorrente era identico nel 2005. (…)” (XXXIII).

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF del 21 dicembre 2007 nelle cause B. e D.
SA, H 180/06 e H 183/06; STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA
del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella
causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00;
STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002
pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26
ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il
1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).

 

                                         Occorre
qui rilevare che per quanto riguarda le norme di diritto materiale, in assenza
di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti
quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica
degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).

 

                                         Dal
momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante
(momento dell’eventuale diritto alla prestazione) è realizzato antecedentemente
al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5a revisione della LAI non sono applicabili.
Ne consegue che gli articoli della LAI citati in seguito fanno riferimento al
tenore valido sino al 31 dicembre 2007.

 

                               2.3.   Oggetto
del contendere è la questione a sapere se a ragione l’Ufficio AI ha negato
all’assicurato il diritto a prestazioni.

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione
della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione
per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse
de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli
assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%,
a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se
sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al
40%.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza – di
regola – non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età
dell’assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il Tribunale
federale delle assicurazioni (TFA, dal 1 gennaio 2007 Tribunale federale) i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati
sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV
Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                                         Al proposito va precisato che, secondo una sentenza
del TFA pubblicata in DTF 128 V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per il
raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale
diritto alla rendita (e non quello della decisione su opposizione). L’Alta
Corte ha anche precisato che l’ammi-nistrazione è comunque tenuta, prima di
pronunciarsi sul diritto ad una prestazione, a esaminare se nel periodo successivo
all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una modifica di
rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità essa dovrà
pertanto procedere ad un ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.

                                         Tale
principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF
129 V 222; cfr. anche STFA inedite 26
giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa
R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L.
consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella
causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella
causa G. consid. 4.2, I 475/01).

 

                               2.5.   Per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile
per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169;
Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag.
342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10
consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag.
128).

 

                                         Al riguardo l’Alta Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:

 

" 
(…)

Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni
fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI,
devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie
psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato
psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione
per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato
potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è
ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo
possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue attitudini.
In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può da lui
ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità di
guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo
accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente;
di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che
l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui
pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102
V 166; VSI 2001 pag. 224 consid. 2b e sentenze ivi citate; cfr. anche DTF 127 V
298 consid. 4c in fine).

(…)" (STFA del 30 giugno 2004 nella causa W., I 166/03, consid. 3.2)."

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie,
le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo,
la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella
causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98,
pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).

                                         In
una sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007 il TF ha ribadito che “(…) il riconoscimento
di un danno alla salute psichica presuppone in particolare la diagnosi espressa
da uno specialista in psichiatria, poggiata sui criteri posti da un sistema di
classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr.
pure la recente sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05
del 13 luglio 2006, consid. 4). (…)” (STF del 4 luglio 2007, I 384/06).

 

                                         Va altresì rilevato che secondo la giurisprudenza del TFA, un
disturbo somatoforme da dolore persistente non è di regola atto, in quanto
tale, a determinare una limitazione di lunga durata della capacità lavorativa
suscettiva di cagionare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI. A
determinate condizioni tale disturbo può causare un’incapacità lavorativa e
spetta comunque allo specialista psichiatrico nell'ambito di una classificazione
riconosciuta pronunciarsi sulla gravità dell'affezione, rispettivamente
sull’esigibilità della ripresa lavorativa da parte dell’assicurato.

                                         Al
riguardo, nella sentenza 12 marzo 2004, pubblicata in DTF 130 V 352 (confermata
in DTF 131 V 49), l’Alta Corte ha precisato che un’inesigibilità presuppone in
ogni caso la presenza manifesta di una morbosità psichiatrica di notevole
gravità, intensità e durata oppure la presenza costante e intensa di altri
criteri. Tali criteri sono (1) l'esistenza di concomitanti affezioni organiche
croniche accompagnate da un decorso patologico pluriennale con sintomi stabili
o in evoluzione senza remissione duratura, (2) la perdita d'integrazione
sociale in tutti gli ambiti della vita, (3) uno stato psichico consolidato,
senza possibilità di evoluzione sul piano terapeutico, indicante simultaneamente
l’insuccesso e la liberazione dal processo risolutivo del conflitto psichico
(profitto primario tratto dalla malattia; "primärer
Krankheitsgewinn") ed, infine, (4) l'insuccesso di trattamenti ambulatoriali
o stazionari conformi alle regole dell'arte nonché di provvedimenti
riabilitativi a dispetto degli sforzi profusi dalla persona assicurata (DTF 130
V 354 consid. 2.2.3; STFA inedita 28 maggio 2004 in re B, I 702/03 consid. 5 e del
21 aprile 2004 in re P., I 870/02, consid. 3.3.2; Pratique VSI
2000 pag. 155 consid. 2c; Meyer-Blaser, Der Rechtsbegriff der
Arbeitsunfähigkeit und seine Bedeutung in der Sozialversicherung, namentlich
für den Einkommensver-gleich in der Invaliditätsbemessung, in: René
Schaffhauser /Franz Schlauri [editori], Schmerz und Arbeits-unfähigkeit, San Gallo
2003, pag. 76 segg. e 80 segg.).

                                         Infine,
va fatto presente che il TFA si é confermato nella propria giurisprudenza e
l'ha estesa anche al caso della fibriomalgia (DTF 132 V 65; STFA del 19 maggio
2006 nella causa O. (I 873/05).

 

                               2.6.   Qualora una prima richiesta di rendita sia stata negata perché il
grado di invalidità era insufficiente o perché l'invalido poteva provvedere a
se stesso, una nuova richiesta è riesaminata soltanto se l'assicurato rende
verosimile che il grado di invalidità si è modificato in misura rilevante per
il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 3 e 4 OAI).

 

                                         Se
tale condizione non è soddisfatta l'amministrazione non entra nel merito della
domanda emanando una decisione in tal senso; se per contro è resa verosimile
una rilevante modifica suscettibile di influenzare il diritto alla rendita
l'amministrazione è obbligata a entrare nel merito della richiesta (DTF 130 V
64 consid. 3; DTF 117 V 198 consid. 4b; DTF 109 V 108 consid. 2b; SVR 2002 IV
Nr. 10; Müller, Die materiellen Voraussetzungen der Rentenrevision in der
Invalidenversi-cherung, Universitätsverlag Freiburg Schweiz, 2003, pag. 84-86;
Valterio, Droit et pratique de l’assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pag. 270).

 

                                         Se
l'amministrazione entra nel merito della nuova domanda deve esaminare la
fattispecie da un punto di vista materiale e in particolare verificare se la
modifica del grado di invalidità resa verosimile dall'assicurato si è
effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In tal caso applicherà, per
analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite in corso (art. 17 cpv. 1
LPGA, 41 vLAI, art. 87ss. OAI; VSI 1999 p. 8; Rüedi,
Die Verfügungsanpassung als Grundfigur von Invalidenrenten-revisionen, in
Schaffauser/Schlauri, Die Revision von Dauer-leistungen, Veröffentlichungen des
Schweizerischen Instituts für Verwaltungskurse an der Uni St. Gallen, 1999,
pag. 15; DTF 117 V 198).

 

                               2.7.   Nel
caso concreto l’Ufficio AI – dopo
l’assegnazione di provvedimenti professionali: deliberazioni 1. luglio 1987 e
26 marzo 1992 con le quali all’assicurato è stato riconosciuto il diritto ad
una riformazione quale apprendista di commercio presso la
ditta __________ di __________ dal 1. settembre 1988 al 31 agosto 1999 (doc. AI
17/1-2) e a un corso per l’ottenimento del certificato di capacità tipo 1 per
esercenti dal 13 aprile al 20 luglio 1992 (doc. AI 48/1-2) –, con decisione
20 agosto 1992 (doc. AI 57/1-2), ha soppresso, con effetto al 1. ottobre 1992,
il diritto a un quarto di rendita – prestazione questa riconosciuta
all’assicurato, con decisione 15 ottobre 1991 (doc. AI 43/1-2), dal 1.
settembre 1991 – osservando che “(…) preso atto che avete superato con successo
il corso per esercenti e che, con la patente d’esercente il grado d’invalidità
è inferiore al 40%, la rendita viene soppressa. (…)” (doc. AI 57/2).

 

                                         Nell’ambito
della nuova domanda 28 dicembre 2004 (doc. AI 80/1-7), l’Ufficio AI ha ordinato
una perizia pluridisciplinare presso il SAM (doc. AI 91/1-2). Nel referto 2
novembre 2005 (doc. AI 96/1-37) risulta che i periti, dopo aver esposto dettagliatamente
l’anamnesi, riportate le indicazioni soggettive e le constatazioni obiettive,
hanno fatto a capo a tre consultazioni specialistiche esterne di natura psichiatrica
(dr. __________), neurologica (dr. __________) e reumatologica (dr. __________).

                                         Sulla base delle risultanze dei singoli consulti e del soggiorno del
ricorrente presso il citato centro d’accertamento, i periti hanno posto la
seguente diagnosi:

 

" 
5.1      Diagnosi con
influsso sulla capacità lavorativa

 

Sindrome cervicovertebrale su

 

             -   alterazioni degenerative in
particolar modo da C5 a C7, con osteocondrosi e spondilosi ant. in parte a
carattere iperostotico, nonché spondilartrosi ed uncartrosi.

 

Sindrome lombovertebrale su

 

            -    alterazioni degenerative
soprattutto al segmento L2-3 con osteocondrosi e spondilosi ant.

 

Periartropatia dell’anca con iniziale coxartrosi a sin.
più che a ds..

 

Periartropatia delle ginocchia bilateralmente, a ds.
più accentuata che a sin., con iniziale artrosi femoropatellare e stato dopo
interventi ripetuti di abrasione della patella, nonché trapianto cartilagineo
negli anni ’80.

 

Periartropatia omeroscapolare tendinopatica a livello
della spalla ds..

 

Disturbo della personalità misto con aspetti
narcisistici e caratteropatici.

 

Sindrome somatoforme da dolore persistente.

 

5.2      Diagnosi senza influsso sulla
capacità lavorativa

 

Fibromialgia.

 

Stato dopo intervento chirurgico di decompressione del
nervo mediano al canale carpale bilateralmente nel 1998 a ds., nel 2004 a sin..

 

Stato dopo intervento di denervazione al gomito sin.
per epicondilopatia radiale nel 2004.

 

Obesità corporea (BMI 32%).

 

Iperuricemia asintomatica." (doc. AI 96/10-11)

 

                                         Sulla
base di tutti gli atti medici raccolti, dopo un’attenta valutazione globale, i
periti del SAM, posta la seguente valutazione medico-teorica globale
dell’attuale capacità lavorativa: “(…) l’attuale grado di capacità lavorativa
medico-teorica globale dell’A., nella professione di impiegato di commercio e
di esercente, è valutabile nella misura del 70% (riduzione del rendimento e
della capacità funzionale sull’arco di un’intera giornata lavorativa), in
considerazione degli aspetti reumatologici e psichiatrici. Per l’attività di
insegnante di disegno presso le scuole dell’obbligo il grado di capacità
lavorativa medico-teorico globale è limitato unicamente dagli aspetti
psichiatrici ed è quindi valutabile nella misura dell’80% (riduzione del rendimento
sull’arco di un’intera giornata lavorativa). (…)” (doc. AI 96/14), hanno
concluso:

 

" 
(...)

8         CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ
LAVORATIVA

 

Si riferiscono alle menomazioni dovute ai disturbi
constatati a livello muscoloscheletrico, nonché psicologico e mentale.

 

A livello muscoloscheletrico i disturbi si ripercuotono
limitando la capacità funzionale a livello delle posizioni di lavoro o di
dinamiche particolari (molto spesso seduta o eretta, spesso con la parte sup.
del corpo piegata in avanti, spesso con braccia elevate, spesso inginocchiata,
accovacciata o con le ginocchia in flessione).

 

A livello psicologico e mentale i disturbi si
ripercuotono limitando la capacità funzionale a causa delle continue
ruminazioni del pensiero di tipo fobico, dalla sensazione di stanchezza ed
affaticabilità.

Per quanto riguarda la determinazione temporale della
limitazione della capacità lavorativa dell'A. descritta sopra, possiamo
concordare con il medico curante, il quale la certifica a partire dal
30.05.2003 (tendenza al peggioramento dei disturbi muscoloscheletrici ed
iniziale scompenso sul piano psicologico e mentale).

 

Da allora lo sviluppo della limitazione della capacità
lavorativa non ha presentato importanti cambiamenti. Alla luce di quanto
evidenziato e discusso sopra non possiamo pertanto confermare una totale incapacità
lavorativa.

 

La prognosi valetudinaria a lungo termine è
stazionaria.

 

 

9         CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ D'INTEGRAZIONE

 

L'A. è già stato messo a beneficio di provvedimenti di
integrazione professionale tra il 1988 ed il 1991, ottenendo il diploma di
impiegato di commercio ed in seguito di esercente di ristorante - bar. Dal
punto di vista medico - teorico globale in queste attività l'A. è da ritenere
abile al lavoro nella misura del 70%.

 

In considerazione di questi aspetti e degli elementi
psicopatologici descritti, non riteniamo possibile né indicato proporre di
nuovo provvedimenti di integrazione professionale.

 

Nelle attività da ultimo effettuate dall'A. di
esercente, impiegato di commercio, non riteniamo possibile migliorare la
capacità lavorativa tramite provvedimenti medici.

 

In considerazione degli aspetti psicopatologici
descritti dal nostro consulente, l'A. è da ritenere in grado di svolgere altre
attività (ad esempio docente di educazione visiva e di disegno) nella misura
del 80% (riduzione del rendimento sull'arco di un'intera giornata lavorativa).

 

 

10       OSSERVAZIONI e RISPOSTE a DOMANDE
PARTICOLARI

 

Le conclusioni peritali si fondano su un'esauriente
discussione fra tutti i medici periti del SAM.

 

Domande particolari non sono poste.

(…)." (doc. AI 96/14-15)

 

                                         Il
SAM – rispondendo alla domanda postagli dal dr. __________ (doc. AI 97/1) –, con
complemento 16 novembre 2005 (doc. AI 98/1-2), ha precisato che “(…) possiamo
quindi affermare che le percentuali di capacità lavorativa medico-teorica descritte
al capitolo 7 della perizia sono valide a partire dal 30.05.2003. In
considerazione del fatto che le indicazioni e le controindicazioni definite dai
disturbi constatati a livello muscoloscheletrico e a livello psicologico e
mentale si sovrappongono, queste ultime non hanno una valenza cumulativa.
Riteniamo pertanto che non vi sia un anno con un’inabilità lavorativa media di
almeno il 40%. (…)” (doc. AI 98/2).

 

                                         L’Ufficio
AI, viste le risultanze della perizia e del complemento peritale del SAM, con
decisione 1. dicembre 2005 ha negato all’assicurato il diritto a prestazioni
(doc. AI 100/1-2).

 

                                         Con
opposizione 20 gennaio 2006 l’assicurato ha contestato la valutazione medica
(doc. AI 104/1-2).

 

                                         Il
dr. __________, con rapporto 28 giugno 2006 indirizzato all’Ufficio AI (doc. AI
109/1-2), ha osservato:

 

" 
(…)

II signor RI 1 è una persona dai tratti emotivamente
impulsivi e si sono notevolmente aggravati nel corso degli ultimi anni.
Soprattutto nel 2006 la sua capacità lavorativa parziale sembra essersi notevolmente
ridotta. Nel mio ultimo rapporto vi avevo riferito di rivolgersi direttamente
al suo medico curante.

Il signor RI 1 mi ha poi presentato all'ultimo
colloquio avuto tutto il suo dossier medico e medico assicurativo che in
pratica confermano le sue incapacità di svolgere il suo abituale impegno lavorativo.

 

Il signor RI 1 è una persona cosciente, orientato nel
tempo e nello spazio che non evidenzia disturbi dell'attenzione, della
concentrazione o della memoria. Il corso del suo pensiero è però nettamente
digressivo. Ha sviluppato delle ideazioni auto od etero clastiche in riferimento
ai problemi personali e socio famigliari che sta vivendo.

Non ho osservato alterazioni percettive.

Affettivamente egli è iper teso, angosciato, inquieto,
iper emotivo, a livello psicomotorio si osservano dei tic. La socievolezza è
diminuita e il suo comportamento sociale alterato. Ha delle notevoli difficoltà
di controllo delle sue pulsioni aggressive.

 

Con questi problemi emotivi mi sembra difficile che il
signor RI 1 possa reinserirsi professionalmente come docente. Egli è cosciente
di questa sua alterazione patologica.

 

 

IN CONCLUSIONE

Il signor RI 1 è una persona emotivamente instabile e
questo già da anni ma con un esacerbazione sintomatica importante nel corso dei
questi ultimi anni. Non è più in grado di sopportare una classe di allievi come
pure di mantenere delle relazioni, anche se conflittuali, adeguate con i propri
colleghi. Considero quindi questo assicurato inabile al lavoro nella sua
abituale professione e questo al 100%. Data la sua formazione professionale e
le competenze acquisite durante il lavoro non lo vedo in grado o inseribile in
un altro tipo di attività.

 

Ritengo quindi indicato un suo prepensionamento al
100%.

(…)." (doc. AI 109/1-2)

 

                                         Il
5 ottobre 2006 all’Ufficio AI è pervenuto il referto della “RM rachide lombare
del 11.9.2006” rilasciato dalla Clinica __________ e firmato dal dr. __________.

 

                                         Al
riguardo, il dr. __________, nelle annotazioni 9 agosto (doc. AI 111/1-2) rispettivamente
31 ottobre 2006 (doc. AI 114/1), ha, in particolare, osservato:

 

" 
(…)

In fase di opposizione ci viene trasmesso un rapporto
medico del dr. __________ (26.06.2006 [ndr. recte: 28.06.2006]). Lo specialista
riferisce che l’A. è una persona emotivamente instabile e questo già da anni ma
con una esacerbazione sintomatica importante nel corso di questi ultimi anni.
Non è più in grado di sopportare una classe di allievi come pure di mantenere
delle relazioni, anche se conflittuali, adeguate con i propri colleghi. Il Dr. __________
considera quindi l’A. inabile al lavoro nella sua abituale professione e questo
al 100%. Data la sua formazione professionale e le competenze acquisite durante
il lavoro, lo specialista non lo vede in grado o inseribile in un altro tipo di
attività. Ritiene quindi indicato un suo prepensionamento al 100%, senza del
resto indicarne la data d’insorgenza,

 

Nel suo rapporto AI del 21.02.2005, il Dr. __________
segnala di avere avuto in trattamento l'A dal 23.07 al 21.11.2003. Non avendo
più in cura l'A non si esprime sulla capacità lavorativa.

Inoltre nel rapporto del 28.06.2006 non viene da lui
specificata la data dell'ultima visita clinica presso di lui, consulto che
avrebbe permesso di attestare oggettivamente un peggioramento dello stato di
salute dal punto di vista psichiatrico e permesso di attestare la totale
inabilità lavorativa. Non può dunque essere preso in considerazione un giudizio
basato esclusivamente su dati anamnestici e soggettivi riferiti dall'A. 

Inoltre il Dr. __________ non prende in considerazione
la professione di impiegato di commercio e di esercente, attività per le quali
la perizia SAM aveva concluso ad una capacità lavorativa del 70%, intesa come
riduzione del rendimento e della capacità funzionale sull'arco di una intera
giornata lavorativa.

 

La documentazione medica prodotta in fase di
opposizione non modifica la nostra precedente valutazione.

(…)" (doc. AI 109/1-2)

 

" 
(…)

L’ultimo documento inoltrato in fase di opposizione
(RMI della colonna lombare del 12.09.2006) non modifica sostanzialmente quanto
già riscontrato all’occasio-ne della perizia SAM di ottobre 2005.

 

In effetti questa indagine neuroradiologica ha messo in
evidenza protrusioni discali senza contatto radicolare e segni di
spondilartrosi da L3 a S1, che ben rendono conto della sintomatologia presentata
e già presa in considerazione nella stesura della valutazione SAM.

 

Rispetto alla nostra precedente valutazione non ci sono
dunque nuovi elementi tali da modificare la nostra presa di posizione.

(…)" (doc. AI 114/1)

 

                                         L’Ufficio
AI, con decisione su opposizione 7 novembre 2006 (doc. AI 115/1-5), ha quindi
confermato la decisione 1. dicembre 2005 e negato all’assicurato il diritto a
prestazioni.

 

 

                                         In
sede di ricorso l’assicurato ha prodotto il rapporto 27 ottobre 2006 (doc. A/1),
firmato dal dr. __________, capo del Servizio di anestosiologia dell’Ospedale __________
di __________ (con aggiunta la nota 20 novembre 2006 del suo medico curante dr.
__________) e il rapporto 23 novembre 2006 nel quale il dr. __________ – poste le seguenti costatazioni
obbiettive: “(…) il signor RI 1 è una persona cosciente, integra a livello di
orientamento spazio temporale, presenta una diminuita capacità di
concentrazione e di memoria. Il corso del suo pensiero è inibito, ristretto, digressivo,
ha difficoltà di condotta delle proprie pulsioni con ideazioni eteroclastiche
(e questo è il motivo che lo porta a non doversi confrontare con la sua
abituale professione di insegnante di educazione visiva). Non presenta disturbi
percettivi o deliranti. Affettivamente è scoraggiato, a tratti disperato,
angosciato, ansioso, astioso, diffidente, teso, irritabile, inquieto, con un
netto sentimento d’insufficienza riguardante la sua competenza professionale,
iper emotivo. L’energia vitale è alterata con perdita d’iniziativa, di cattivismo,
mimica discordante con un’accentuazione dei tic a livello del viso. Il sonno è
alterato, la socievolezza pure. Soggettivamente ha un profondo senso di
malattia dovuto ai suoi disturbi algici persistenti. Ha avuto a più riprese
ideazioni auto ed eteroclastiche e la sua tendenza compulsiva è difficilmente
controllabile. Risente il bisogno di essere curato fisicamente più che
psicologicamente perché ritiene che la sua fenomenologia algica sia dovuta
soprattutto ai disturbi reumatologico ortopedici. Egli stabilisce un contatto
piuttosto rivendicativo e alterato poiché non condivide per nulla le
conclusioni dell’Ufficio AI che lo considera abile al lavoro (…)” (A/2) – ha concluso che “(…) ritengo che la
situazione del signor RI 1 sia nettamente peggiorata. Non vedo nemmeno come la
sua polipatologia possa permettergli un reinserimento lavorativo anche solo a
tempo parziale. Date le sue competenze forse potrebbero essere proposte delle
mansioni occupazionali nel contesto di un atelier terapeutico che abbia bisogno
di capacità formative e di esperienza nell’ambito dell’arte visiva. Comunque
dal punto di vista psichiatrico considero il signor RI 1 inabile al lavoro
nella misura superiore all’80%. (…)” (doc. A2).

 

                                         Al
riguardo il dr. __________, nelle annotazioni 8 gennaio 2007 (V/Bis), ha, in
particolare, osservato:

 

" 
(…)

In sede di ricorso vengono presentati:

 

- nuovo rapporto del dr. __________ del 23.11.2006:

questo rapporto si limita prevalentemente a
riprendere le indicazioni soggettive dell'assicurato con "contatto
rivendicativo e alterato…". La sintomatologia descritta è ben compatibile
con la diagnosi di disturbo di personalità misto con aspetti narcisistici e
caratteropatici, problematica valutata in sede SAM. Si tratta quindi
prevalentemente di un disturbo di personalità con convinzione da parte dell'assicurato
di non essere più in grado di svolgere nessuna attività lucrativa, convinzione
che però non è fondata su patologie maggiori.

 

rapporto dr. __________ del 27.1.2006: (ndr. recte: 27
ottobre 2006)

viene posta la diagnosi di quadro algico
lombovertebrale/vertebrogeno con componenti pseudoradicolari in assenza di
reperti radiologici decisivi.

Da notare l'assenza di una risposta
all'infiltrazione peridurale con steroidi. La non risposta all'infiltrazione è
assai tipico per la diagnosi principale di un disturbo somatoforme /
fibromialgia presente presso l'assicurato. In ogni caso l'attuale quadro
clinico e radiologico non è mutato rispetto al momento della perizia reumatologica
dr. __________ in ambito SAM.

 

In conclusione gli attuali rapporti non permettono di
oggettivare una mofidica sostanziale dello stato di salute dell'assicurato ma
confermano in pratica la nota problematica caratteriale con componente
somatoforme/fibromialgica.

(…)." (V/Bis)

 

                                         L’avv.
RA 1, con lettera 23 luglio 2007, ha trasmesso al TCA la relazione medica 13
luglio 2007, a lei indirizzata, nella quale il dr. __________ – osservato che “(…) il signor RI 1 presenta
ora un netto peggioramento della sua sintomatologia e anche della sua patologia
clinica. Si sente una persona braccata e messa in un angolo e non vede alcuna
via d’uscita alla sua situazione. L’ultimo “colpo definitivo” gli è stato
inferto dalla decisione di abbandono del tetto coniugale da parte della moglie
e soprattutto egli vive male l’impossibilità di rivedere la propria figlia. E’
in questo ambito che ha sviluppato delle ideazioni autoclastiche che sono
tuttora presenti. Egli è cosciente che l’abbandono della moglie è dovuto alla
sua irascibilità e irritabilità e alla poca tolleranza. Fenomeni questi che
egli imputa al persistere dei dolori. Ho osservato un aumento dei suoi tic a
livello oro-facciale. Ha difficoltà di sonno e si sente isolato e poco
sostenuto. Non è un sostegno psicologico o psichiatrico che egli chiede ma
soprattutto assicurativo. Si vede sprofondare sempre più in un baratro senza
via d’uscita. (…)” (XIII/Bis) – ha
concluso che “(…) ritengo che il signor RI 1 ha subito dopo l’ultima decisione
AI un peggioramento sintomatico e clinico che a mio modo di vedere non
necessita solo di un’osservazione peritale psichiatrica puntuale ma anche di
un’osservazione da parte di altri specialisti (ortopedici e neurologici).
Ribadisco che il signor RI 1 in queste condizioni non può far rientro nella sua
abituale professione di docente di educazione visiva e nemmeno in un altro
ambito lavorativo. (…)” (XIII/Bis).

                                         L’avv.
RA 1 ha inoltre prodotto la lettera 18 gennaio 2007 del dr. __________ (doc.
C/1) e la lettera 18 gennaio 2007 con la quali il dr. __________ ha, in particolare,
rilevato che “(…) come già evidenziato il signor RI 1 è affetto dal punto di
vista psichiatrico da un disturbo di personalità misto con aspetti narcisistici
e caratteropatici. Questo a mio modo di vedere significa che l’assicurato è
da considerare ammalato e questo nel senso invalidante del termine. Se
non ho seguito il paziente fra il 2003 e il 2006 è perché gli esiti terapeutici
precedentemente eseguiti non hanno portato alcun miglioramento né soggettivo né
obiettivo. Non penso che ulteriori colloqui o una psicoterapia più intensa
avrebbero potuto migliorare il suo stato di salute. Vorrei qui osservare che
modificare una struttura di personalità è difficilmente attuabile. I
nostri mezzi terapeutici sono comunque limitati. Per quel che concerne il signor
RI 1 penso che sia molto più opportuno risolvere i suoi problemi socioeconomici
e poi se del caso intraprendere un’azione psichiatrica terapeutica. Non
sussistevano negli anni 2003 – 2006 delle indicazioni particolari per un trattamento
stazionario poiché in precedenza egli aveva già seguito molte sedute
terapeutiche semistazionarie. L’interruzione terapeutica nel periodo sopraindicato
è dovuta all’insuccesso della cura. Ho quindi osservato anche il principio di
costi e benefici di un trattamento specifico. Non vedevo come a breve medio
termine una prosecuzione di cura avrebbe potuto portare un beneficio allo stato
di salute di questo assicurato. (…)” (doc. C/2, pag. 3).

 

                                         Al
riguardo il dr. __________, nelle annotazioni 1. febbraio 2007, ha osservato:

 

" 
(…)

-    lettera del dr. __________ del
18.1.2007: da tale lettera non risultano nuovi elementi clinici di rilievo.

 

-    lettera del dr. __________ del
18.1.2007: senza entrare in merito ai punti “generali” sollevati dal dr. __________
confermo la mia valutazione che non vi è stato modifica della problematica psichiatrica
rispetto alla valutazione peritale in ambito SAM, fatto confermato
indirettamente dal dr. __________ che indica una situazione di stallo rispetto
al 2003.

(…)." (IX/Bis)

 

                                         Considerate
le summenzionate contrastanti valutazioni mediche agli atti, questa Corte ha
ordinato l’esecuzione di una perizia pluridisciplinare giudiziaria a cura del __________.

 

                               2.8.   Dal referto peritale 4 novembre 2008 del __________ (XXVII) risulta
che i periti, dopo aver esposto dettagliatamente l’anamnesi e le constatazioni
obiettive, hanno fatto capo a tre consultazioni specialistiche, di natura
reumatologica (dr. __________), neurologica (dr. __________) e psichiatrica
(dr. __________).

 

                                         I
periti, posta la seguente diagnosi:

 

" 
4.1      Hauptdiagnose
(mit Einfluss auf die Arbeitsfähigkeit)

 

           -  Chronisches cerviko-vertebrales Syndrom

              -  mit muskulärer Dysbalance des Schultergürtels

              -  bei degenerativen
Veränderungen der Halswirbelsäule mit Osteochon-drosen C4 bis C7, Spondylose C5
bis C7 und Unkovertebralarthrose

              -  mit rezidivierender spondylogener
Cerviko-Brachialgie beidseits

           -  Chronisches Lumbovertebrales Syndrom

              -  bei degenerativen
Veränderungen der Lendenwirbesäule mit Diskus-protusion L2 bis L5,
Spondylarthrose L3 bis S1

              -  mit intermittierender spondylogener
Ausstrahlung links

           -  Gonarthrose rechts

              -  bei Status nach dreimaliger Arthroskopie, Abrasio patellae und Trans-positionsoperation
nach Roux in den 80er Jahren

           -  Kombinierte Persönlichkeitsstörung

              -  mit narzissistischen, charakterneurotischen, phobischen und emotional
instabilen Anteilen

           -  Anhaltende somatoforme Schmerzstörung

 

 

4.2      Nebendiagnose (ohne Einfluss auf die
Arbeitsfähigkeit)

 

           -  Periarthropathia humero-scapularis
tendinotica rechts

              -  vom Supraspinatustyp

           -  Periarthropathia coxae beidseits

              -  mit leichter Coxarthrose

           -  Status nach Operation des Karpaltunnels
rechts 1998, links 2004

           -  Status nach Operation am linken Ellbogen
nach Wihelm 2004

           -  Arterielle Hypertonie

           -  Hyperlipidämie, behandelt

           -  Adipositas

           -     Status nach Anpassungsstörung 2007" (XXVII, pag. 44-45)

 

                                         hanno
espresso la seguente valutazione globale:

 

" 
(…)

 

Subjektiv stehen beim Exploranden Schmerzen im Nacken
und im Schultergürtel im Vordergrund, des weiteren aber auch Schulterschmerzen
rechts mit Zunahme unter Belastung, Bewegung und insbesondere bei
Überkopfhaltung der Arme. Herr RI 1 gibt auch Kreuzschmerzen an, teilweise mit
Ausstrahlung in das linke Bein. Er
berichtet über anhaltende Schmerzen im rechten Knie, unabhängig von der
Körperhaltung und der Belastung, und zusätzlich über Schmerzen im linken Knie,
die während oder/und nach längerem Gehen aufträten und an der Aussenseite des
linken Unterschenkels ausstrahlten.

 

Objektiv findet man klinisch eine Einschränkung der
Beweglichkeit der Halswirbelsäule als Ausdruck einer eingeschränkten
Funktionalität bei den bekannten degenerativen Veränderungen an der unteren
Halswirbelsäule. Am Schultergürtel besteht eine muskuläre Dysbalance, verbunden
mit Verkürzung der einzelnen Muskeln und Insertionstendinosen. An der rechten
Schulter findet man ein so genanntes Impingement-Phänomen, mit einer
schmerzhaft eingeschränkten Beweglichkeit, vor allem für Haltungen des rechten
Armes über der Horizontalen, mit Hinweisen für eine leichte Läsion des Musculus
supraspinatus.

 

An der Lendenwirbelsäule besteht ebenfalls eine leicht
eingeschränkte Beweglichkeit, jedoch keine Zeichen der Instabilität. Das ist
vereinbar mit den degenerativen Veränderungen an der Lendenwirbelsäule, wie sie
sich im Röntgenbild darstellen.

An den Hüften besteht eine leichte Einschränkung der
Beweglichkeit, vor allem der Innenrotation, bei leichter Coxarthrose beidseits.

 

Die Beweglichkeit des rechten Knies ist leicht
eingeschränkt, während das linke Knie diesbezüglich unauffällig ist.

 

Aufgrund der klinischen Befunde und der Ergebnisse der
bildgebenden Verfah-ren kann ein Teil der vom Exploranden angegebenen
Beschwerden und Schmer-zen am Bewegungsapparat aus somatischer Sicht
nachvollzogen werden. Dabei
handelt es sich insbesondere um die Beschwerden cervikal und lumbal, zum Teil
auch im Bereich des rechten Knies. Das Ausmass dieser geklagten Beschwerden
jedoch und das Bestehen weiterer Beschwerden und Schmerzen lassen sich somatisch
nicht ausreichend nachweisen. Die beim Versicherten festgestellten objektiven
Befunde am Bewegungsapparat finden sich in einer altersentsprechenden
Population vergleichsweise oft, ohne dass sie die vom Exploranden beklagten Symptome
in diesem Ausmass bewirken würden. In diesem Sinn besteht eine Diskrepanz
zwischen den subjektiven Beschwerden und den objektiven Befunden.

 

Wir haben den Exploranden auch noch speziell im
Hinblick auf die geklagten Schmerzen neurologisch untersucht. Diesbezüglich ist wichtig, dass unser neurologischer
Konsiliarius keine radikulären Reiz- oder Ausfallsymptome von Seiten der
Wirbelsäule festgestellt hat. Die vom Versicherten angegebenen sensiblen Störungen
und Schmerzen sind unspezifischer Natur und können nicht auf eine definierte
neurologische Störung zurückgeführt werden. Lediglich an der rechten Hand
besteht noch ein leichtgradiges schmerzhaftes Syndrom, welches bei besonders
lang anhaltenden Belastungen der rechten Hand gewisse Auswirkungen zeigen kann.
Hierbei handelt es sich um den Restzustand nach erfolgter Operation des
Karpaltunnels. Das ist im übrigen auch damit vereinbar, dass sich an den Händen
eine ausgeprägte Handverschwielung feststellen lässt, rechts mehr als links,
was auf eine deutlich stärkere Aktivität der Hände schliessen lässt, als dies
vom Exploranden angegeben wird.

 

Im Zusammenhang mit den berichteten Schmerzen und
Beschwerden ist andererseits festzustellen, dass der Explorand aus psychischen
Gründen nicht in der Lage ist, adäquat mit den Symptomen, die aus der
körperlichen Affektion entstehen, umzugehen, respektive diese adäquat zu
verarbeiten. In diesem Sinne handelt es sich um eine anhaltende somatoforme
Schmerzstörung, bei bestehender konflikthafter Persönlichkeit. Es sei auf die
Ausführungen des Psychiaters oben verwiesen. Die Schmerzen stehen dabei auch im
Dienste der psychischen Abwehr.

 

Aus psychiatrischer Sicht steht die kombinierte
Persönlichkeitsstörung mit narzisstischen, charakterneurotischen, phobischen
und emotional instabilen Anteilen im Vordergrund. Diese führt zu einer
erheblichen Einschränkung der komplexen Ich-Funktionen, was sich in
verschiedenen sozialen Bereichen, nicht nur im beruflichen Umfeld, sonder auch
in den persönlichen Angelegenheiten und Beziehungen auswirkt. Zusammengefasst
weisen die Anamnese, die Krankengeschichte, aber auch die eigenen Befunde
darauf, dass der Explorand zwar keine Schwierigkeiten bekundet, mitmenschliche
Kontakte herzustellen, zum Beispiel auch Umschulungen auf sich zunehmen, berufliche
Fortbildungen zu absolvieren, neue Stellen anzutreten oder Beziehungen
herzustellen, doch aus Gründen, die in seiner Persönlichkeitsstörung liegen,
erhebliche Mühe hat, solche sozialen Beziehungen aufrecht zu erhalten und vor
allem in schwierigen, belastenden, auch in alltäglich vorkommenden belastenden
Situationen mit diesen umzugehen, respektive sie nicht abzubrechen oder sich
derart fehlzuverhalten, dass er einen Abbruch erlebt. Die unbewussten,
komplexhaften intrapsychischen Vorgänge führen dazu, dass der Explorand
deutlich weniger belastbar ist, dies vor allem wegen der eingeschränkten
Affektsteuerung, verminderten Frustrationstoleranz und der verminderten
Möglichkeit, einen kritischen Aussenstandpunkt im Bezug auf sein eigenes
Verhalten einzunehmen.

(…)." (XXVII, pag. 45-48)

 

                                         e,
circa la capacità lavorativa, hanno concluso:

 

" 
(…)

Dem Exploranden ist es aus körperlichen Gründen nicht
möglich, eine körperlich schwere Arbeit repetitiv auszuüben. Er ist zudem nicht
in der Lage, Arbeiten in repetitiven Zwangshaltungen, vor allem auch nicht
Überkopfarbeiten auszufüh-ren. Dies
ist auf die Affektion am Bewegungsapparat zurückzuführen. Aus somatischer Sicht
ist er aber in der Lage, sämtliche körperlich leichten bis mittelschweren
Tätigkeiten in Wechselhaltung, im Umfang von cirka 70% auszuüben. Damit will
gesagt sein, dass der Explorand ganztägig eingesetzt werden könnte, jedoch
vermehrt Pausen benötigen würde und somit eine Leistungsfähigkeit von 70%
resultiert.

 

Aus psychiatrischer Sicht ist die Arbeitsfähigkeit
aufgrund des mangelnden Durchhaltevermögens und der mangelnden
Frustrationstoleranz je nach Anfor-derungsprofil der Tätigkeit unterschiedlich
zu bewerten. Als Lehrer, zum
Bespiel als Zeichnungslehrer, aber auch in jeder anderen Unterrichtstätigkeit besteht
keine Arbeitsfähigkeit. Dem Exploranden ist es nicht möglich, den damit verbundenen
Anforderungen an die Frustrationstoleranz zu genügen.

 

In der Tätigkeit als Wirt ist zu berücksichtigen, dass
er im Umgang mit Gästen eine erhöhte Frustrationstoleranz aufweisen müsste,
gegebenenfalls auch im Umgang mit angestelltem Personal. Auf längere Dauer ist
Herr RI 1 für eine solche Betriebsführung aus psychischen Gründen nicht geeignet,
respektive er ist nicht in der Lage, langfristig diese Tätigkeit auszuüben.

 

Grundsätzlich sollte der Explorand eine körperlich
adaptierte Tätigkeit, die nicht eine besondere Frustrationstoleranz erfordert,
in einem stressarmen Milieu über eine längere Dauer ausüben können. Dabei ist
aber davon auszugehen, dass diese Arbeitsfähigkeit über die Zeit in ihrem
Ausmass nicht konstant ist. Die Persönlichkeitsstörung des Exploranden führt
zwangsweise zu qualitativen und quantitativen Schwankungen seiner
Belastbarkeit. Dauer und Intensität dieser Schwankungen sind nicht voraussehbar
und auch nicht präzise zu quantifizieren. Je nach psychischem Zustand wird der Explorand in
seiner Konzentrations-fähigkeit mehr oder minder eingeschränkt sein und auch
nicht in der Lage sein, zum Beispiel Anweisungen anzunehmen oder sich an
bestimmte Vorgaben zu halten; in anderen Situationen wird ihm dies besser
möglich sein, so dass er eher zu einer kontinuierlichen Leistung fähig ist. Wenn man diese Arbeitsfähigkeit bei all den
gegebenen Schwierigkeiten in Prozenten einschätzen muss, so ist von einer Bandbreite
von 40 bis 50% Arbeitsfähigkeit auszugehen, also im Durchschnitt cirka 45%,
jedoch je nach Arbeitssituation ohne die in der freien Wirtschaft meist
geforderte Konstanz in der Leistung.

 

Grundsätzlich sind wir damit bei unserer Einschätzung
der Arbeitsfähigkeit aus somatischer Sicht in Übereinstimmung mit den
Beurteilungen in der __________ aus dem Jahr 2005.

 

Eine Divergenz ergibt sich bei der Beurteilung aus
psychiatrischer Sicht. Diesbezüglich
haben wir eine quantitativ deutlich schwerere Beeinträchtigung der psychischen
Belastbarkeit feststellen müssen. Bezüglich der Details und der dafür
massgeblichen Gründe sei auf die Ausführungen unseres psychiatrischen
Konsiliarius oben verwiesen.

(…)." (XXVII, pag. 48-49)

 

                                         I
medici del __________ hanno poi così risposto ai quesiti
proposti dalle parti:

 

" 
(…)

6.1.        Descriva il perito lo status dettagliato
dell'assicurato, con particolare riferimento alle risorse e deficit.

 

Beschreibe der Esperte den Status des
Versicherten mit Darstellung der Ressourcen und Defiziten.

 

Den Versicherten haben wir eingehend medizinisch
untersucht und in den Teilgutachten beschrieben. Unter Punkt 5. haben wir eine
eingehende Beurteilung des Falles gemacht. Es
sei darauf verwiesen.

 

 

6.2.        Vi sono patologie con influsso sulla capacità
lavorativa? Da quando? Valutazione prognosi? Come e quanto influiscono sulla
capacità lavorativa?

                                    Gibt es Diagnosen
mit Auswirkungen auf die Arbeitsfähigkeit und seit wann bestehen diese?
Beurteilung und Prognose? Wie und wie viel beeinflussen diese die Arbeitsfähigkeit?

 

Ja, es bestehen sowohl somatische wie auch
psychiatrische Diagnosen, die einen Einfluss auf die Arbeitsfähigkeit haben. Am
Bewegungsapparat sind dies vor allem degenerative Veränderungen cervikal, die
eine schmerzhafte Einschränkung der Halswirbelsäule bewirken. Am Schultergürtel
besteht eine muskuläre Dysbalance. Auch die rechte Schulter ist in ihrer
Beweglichkeits schmerzhaft eingeschränkt.

 

Des weiteren bestehen auch an der Lendenwirbelsäule
degenerative Veränderungen mit einer leicht eingeschränkten Beweglichkeit und
das selbe gilt auch für das rechte Knie. Die daraus resultierenden Auswirkungen
sind derart, dass der Explorand nicht in der Lage ist, repetitiv rückenbelastende
Tätigkeiten und vor allem solche in Zwangshaltungen auszuführen.
Rückenadaptierte Tätigkeiten sind dem Exploranden aus der Sicht des Bewegungsapparates
grundsätzlich möglich, allerdings muss er vermehrte Pausen einlegen können.

 

Da es sich an der Wirbelsäule um degenerative Prozesse
handelt ist davon auszugehen, dass diese Auswirkungen in den letzten Jahren
nach und nach entstanden sind. Jedenfalls wurden sie bereits im SAM/__________
2005 festgestellt, aber schon in den Jahren zuvor war der Explorand deswegen in
Behandlung.

 

Zur Prognose ist zu sagen, dass degenerative
Veränderungen am Bewegungsapparat zur Zunahme tendieren und deshalb die
Prognose eher ungünstig ist.

Aus psychiatrischer Sicht steht die kombinierte
Persönlichkeitsstörung im Vordergrund, die die Belastbarkeit des Versicherten
in verschiedenen Belangen, vor allem dessen Frustrationstoleranz und seine
Fähigkeit, einen kritischen Aussenstandpunkt einzugehen, um in verschiedenen
sozialen Situationen adäquat zu reagieren, einschränkt. Die
emotional-instabilen Anteile sind verbunden mit einer Neigung zu Impulsdurchbrüchen,
nicht nur in beruflichen, sonder auch im zwischenmenschlichen Bezug, was den
Einsatz in der freien Wirtschaft erschwert. Die Symptomatik der
Persönlichkeitsstörung ist in den letzten Jahren akzentuiert, was anhand der
Ausführungen des behandelnden Psychiaters, Dr. __________, __________, mit seinen verschiedenen Berichten dokumentiert wurde. Es
fällt im übrigen auch anhand der beruflichen Anamnese auf, dass der Explorand
trotz adäquater Schulbildung und beruflicher Ausbildung nie über wirklich lange
Zeit in einer beruflichen Tätigkeit ausharrte, nicht einmal auf einem weiter
gefassten beruflichen Gebiet. Dies steht wahrscheinlich mit dem
persönlichkeitsbedingten mangelnden Durchhaltevermögen des Exploranden in
Zusammenhang. Er verfügt über gute intellektuelle Fähigkeiten und die
Ausbildung oder die Weiterbildung war für ihn nie ein Problem, die
Schwierigkeiten entstanden erst, wenn er über längere Zeit eine bestimmte
Tätigkeit ausführen musste.

 

 

6.3.        La precedente attività è ancora esigibile?
Se sì, in che misura? Con quali
limitazioni?

 

Ist die vorherige Tätigkeit noch zumutbar? Falls ja, in
welchem Ausmass? Welches wären dabei die allfälligen funktionellen Einschränkungen?

 

Die zuletzt ausgeübte Tätigkeit war soweit ersichtlich
im Jahr 2003 in einer Küche, allerdings hat Herr RI 1 diese Tätigkeit nur
während zwei bis drei Monaten ausgeübt. Eine solche ist schon aus
rheumatologischer Sicht ungünstig, weil sie mit dem Heben und Tragen von Lasten,
zudem in einer feuchten Umgebung verbunden ist. Zuvor war der Explorand als
Zeichenlehrer tätig. Gegen den Einsatz als Zeichenlehrer, respektive generell
als Lehrer spricht die mangelnde Frustrationstoleranz und die Impulsivität des
Versicherten.

 

 

6.4.        Altre attività sono esigibili? Se sì, in
che misura? Quali sono le limitazioni funzionali?

                                    

Sind andere Tätigkeiten zumutbar? Falls ja, in welchem
Ausmass? Welches wären dabei die allfälligen funktionellen Einschränkungen

 

Grundsätzlich ist es dem Exploranden zumutbar, eine
rückenadaptierte Tätigkeit in Wechselhaltung in einem stressarmen Milieu im
Umfang von cirka 50% auszuüben. Je nach Situation am Arbeitsplatz ist jedoch
mit Schwankungen der Arbeitsfähigkeit zu rechnen, die sich in einer Bandbreite
von 40 bis 50% bewegen dürfte.

 

 

6.5.        Nel caso, quali trattamenti sono esigibili?
V'è modo di migliore la capacità lavorativa dell'assicurata?

 

Mit welchen zumutbaren Massnahmen kann die
Arbeitsfähigkeit verbessert werden? Gibt es ärztliche Behandlungen oder
Therapien, die notwendig sind, um die Arbeitsfähigkeit zu verbessern?

Besondere medizinische Massnahmen, die nicht bereits
versucht wurden und die geeignet wären, die Arbeitsfähigkeit zu verbessern,
können nicht vorgeschlagen werden.

 

 

6.6.        Qual è stata l'evoluzione dell'inabilità
lavorativa dell'assicurato?

 

Wie hat sich, mit überwiegender Wahrscheinlichkeit, die
Arbeitsunfähigkeit entwickelt?

 

Anhand der Aktenlage ist diese Frage nicht mit
genügender Genauigkeit zu rekonstruieren. Es kann lediglich festgehalten
werden, dass die gegenwärtige Einschätzung der Arbeitsfähigkeit wahrscheinlich
schon im Jahr 2005, als der Explorand im SAM/__________ begutachtet wurde,
zutraf.

 

 

6.7.        Si verifichi l'esistenza di

              -  dolori agli arti inferiori (piedi,
caviglie, ginocchia)

              -  dolori alle anche e alla regione lombare con irradiazioni alla zona
toracale e cervicale

              -  dolori alle giunture in particolare
ginocchia e spalle - perdita si sensibilità alle dita

              -  dolori
al capo con perdita di equilibrio

 

              Wird folgendes festgestellt

              -  Schmerzen an den Beinen (Füssen, Knöcheln, Knien)

              -  Schmerzen an den Hüften und im
Bereich der Lenden mit Ausstrahlung im Bereich der Brust und des Halses)

              -  Schmerzen an den Gelenken, vor
allem im Bereich der Knie und Schultern - Sensibilitätsverlust im Bereich der
Finger

              -  Kopfschmerzen, verbunden mit
Gleichgewichtsstörungen

 

Die verschiedenen Affektionen am Bewegungsapparat haben
wir festgestellt und eingehend beschrieben. Es sei auf die Ausführungen oben
verwiesen. Schmerzen an sich lassen sich generell nicht „feststellen", die
Angabe von Schmerzen sind aber zum Teil vereinbar mit den Befunden am Bewegungsapparat.

 

 

6.8.        Si spieghino/ricerchino le cause di tali
dolori, rispettivamente di tali affezioni, dal profilo ortopedico, neurologico,
tenendo in debita considerazione gli antefatti (intervento negli anni 80 alla
spalla ad esempio)

 

Es soll nach einer Erklärung der Ursachen dieser
Schmerzen, bzw. dieser Störungen von einem orthopädischen und auch
neurologischen Gesichtspunkt aus gesucht werden, indem man die Vorgeschichte
berücksichtigt (z. B. Operation an der Schulter in den 80er Jahren).

 

Die vom Exploranden beklagten Beschwerden und Schmerzen
sind nur teilweise somatisch erklärbar, zum Teil handelt es sich auch um somatoforme
Schmerzen. Neurologische Ausfälle hat der Explorand nicht, respektive die
beschriebene leichtgradige Verminderung der sensiblen Nervenleitgeschwindigkeit
im rechten Arm ist nicht von Bedeutung. Das körperliche Problem betrifft den
Bewegungsapparat und ist mehr aus rheumatologischer Sicht als aus
orthopädischer Sicht einzuschätzen.

 

 

6.9.        Si verifichi lo stato psichico del
peritando in particolare con riferimento alle affezioni da lui lamentate
(disturbo della personalità misto con aspetti narcisistici e caratteropatici,
sindrome somatoforme da dolore persistente, ideazioni auto ed eteroclastiche).

 

Die psychische Situation des zu Begutachtenden soll
auch überprüft werden, vor allem mit Bezug auf die von ihm verspürten Schmerzen
und Störungen (Persönlichkeitsstörungen, verbunden mit narzisstischen und
charakterneurotischen Aspekten, psychosomatisches Syndrom aufgrund eines
dauerhaften Schmerzes, auto- und „heteroklastische" Wahnvorstellungen).

 

Auf die psychische Problematik ist unser
psychiatrischer Konsiliarius eingegangen. Es sei auf dessen Ausführungen verwiesen.

 

 

6.10.     Si indichi in percentuale l'influenza che

              - le affezioni fisiche hanno sulla
capacità lavorativa

              - le affezioni psichiche hanno sulla sua
capacità lavorativa

e questo sia nelle professioni esercitate,
sia in altre professioni eventualmente esigibili.

              

              Man gebe des Weiteren in Prozenten die folgenden Einflüsse an:

              -  den Einfluss der körperlichen
Beeinträchtigungen auf seine Arbeitsfähigkeit,

              - den Einfluss der psychischen Störungen
auf seine Arbeitsfähigkeit

Diese Einflüsse sollen bezüglich der von ihm ausgeübten
Berufe, als auch bezüglich anderer, eventuell zumutbarer Berufe angegeben werden

 

Diese Frage wurde bereits beantwortet, es sei auf die
Ausführungen     oben verwiesen.

 

 

6.11.     Si indichi l'evoluzione di tali affezioni a
corto, medio e lungo termine, con particolare riferimento alla possibilità di
un peggioramento/miglioramento irreversibilie.

 

Man gebe die kurzfristige, mittelfristige und
langfristige Entwicklung dieser Störungen an, indem man in diesem Zusammenhang
besonders die Möglichkeit einer irreversiblen Verschlechterung/ Verbesserung in
Betracht zieht.

 

Degenerative Veränderungen haben immer die Tendenz zur
Zunahme, vor allem auf längere Frist. Die Prognose aus psychiatrischer Sicht
kann nicht genügend zuverlässig eingeschätzt werden. Einerseits werden Eigenschaften
der Persönlichkeit sich mit dem Alter verfestigen, andererseits kommt es mit
fortschreitendem Alter aber auch zur Beruhigung.

 

 

6.12.     Si indichino eventualmente i mezzi esistenti
per curare il tipo di affezione fisica, rispettivamente psichica e l'influsso,
che tali cure possono avere sulla capacità lavorativa del peritando a corto,
medio e lungo termine.

 

Man gebe eventuell auch die zur Verfügung stehenden
Massnahmen an, um diese Art von körperlicher, bzw. psychischer Störung zu
behandeln und den Einfluss, den diese Massnahmen auf die Arbeitsfähigkeit des
zu Begutachtenden kurzfristig, mittelfristig und langfristig ausüben könnten.

Besondere Massnahmen können, wie oben bereits
dargelegt, nicht vorgeschlagen werden. (…)."
(XXVII, pag. 49-55)

 

                               2.9.   Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è
che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito,
che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto
(anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le
conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se
un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né
la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23
aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25
febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM
1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il
suo contenuto (DTF 122 V 160 in
fine con rinvii).

 

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa,
il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici
specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono a
conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi,
fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V
176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329
e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna
1994, pag. 332).

 

                                         In una
sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però
ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire
delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie.
In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha
statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione
degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale
le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una
certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto
sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di
una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique
VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA
I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

                                         Nella
DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI
1993 pag. 95).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique
VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                         Occorre
ancora evidenziare che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 nella causa
B. (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse dai
medici SMR sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante e il
medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia. In
quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

 

" 
(…)

3.2 L'on ne saurait certes mettre sur le même pied un
rapport d'expertise émanant d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI)
- dont la jurisprudence a admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard
de l'administration et de l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport
médical établi par le SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de
divergence d'opinion entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de
manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La
valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt
s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf.
consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison d'écarter le rapport du SMR
ici en cause ou de lui préférer celui du médecin traitant, pour le seul motif
que c'est le service médical régional de l'AI qui l'a établi. Au regard du
déroulement de l'examen clinique pratiqué par les médecins du SMR et du contenu
de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune circonstance particulière
propre à faire naître un doute sur l'impartialité de ceux-ci. La recourante ne
fait d'ailleurs rien valoir de tel. (…).”

(cfr. STFA del 24 agosto 2006 nella causa B., I 938/03,
consid. 3.2)

 

                                         Per quel
che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto
di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di
dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125
V 353 consid. 3a)cc);
Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundes-gericht im
Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag. 230).

 

                                         Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti
medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                         Va
ancora rilevato che, affinché un esame medico in ambito
psichiatrico sia ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni
(cfr. D. Cattaneo, “La promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti
dalle assicurazioni sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la
nota 158, pag. 628-629, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e
cantonali, in particolare la DTF 127 V 294; D. Cattaneo, “Le perizie nelle
assicurazioni sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing
& Lichtenhahn, Basilea 2008 pag, 203 e segg. (249-254).

                                         In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di Mosimann.
In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen: Gerichte und
[psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito psichiatrico
l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una classificazione riconosciuta
e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

                                         Il
perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa
da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,
quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

                                         Inoltre,
l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Del
resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,
tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le
allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele
molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di
grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27
settembre 2001, inc. 32.1999.124).

 

                             2.10.   In
caso di perizia giudiziaria, il giudice – di regola – non si
scosta senza motivi imperativi dalle conclusioni del perito medico, il cui
ruolo consiste, appunto, nella messa a disposizione della giustizia della
propria scienza medica per fornire un'interpretazione scientifica dei fatti considerati
(DTF 125 V 352 consid. 3b/aa e riferimenti ivi menzionati).

                                         Il
giudice può disattendere le conclusioni del perito giudiziario nel caso in cui
il rapporto peritale contenesse delle contraddizioni oppure sulla base di una
controperizia richiesta dal medesimo tribunale, che porti ad un diverso
risultato (DTF 101 IV 130).

                                         Il
giudice può scostarsene anche nel caso in cui, fondandosi sulla diversa opinione
di altri esperti, ritiene di avere sufficienti motivi per mettere in dubbio
l'esattezza della perizia giudiziaria.

                                         Questi
principi sono stati confermati in una sentenza 8C_104/2007 del 28 marzo 2008
nella quale il Tribunale Federale ha sottolineato che:

 

" 
(…)

A tale esposizione può essere fatto riferimento e
prestata adesione non senza tuttavia soggiungere che per quanto concerne in
particolare le perizie giudiziarie la giurisprudenza ha statuito che il giudice
non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti, il cui
compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le proprie conoscenze
specifiche e di valutare, da un punto di vista medico, una certa fattispecie.
Ragioni che possono indurre il giudice a non fondarsi su un tale referto sono
ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie nella perizia stessa
oppure l'esistenza di altri rapporti in grado di inficiarne la concludenza. In
tale evenienza, la Corte giudicante può disporre una superperizia oppure
scostarsi, senza necessità di ulteriori complementi, dalle conclusioni del
referto peritale giudiziario (DTF 125 V 351 consid. 3b/aa pag. 353 e riferimenti).
(…)" (STF del 28 marzo
2008 nella causa M., consid. 3, 8C_104/2007

                                         Deve
tuttavia essere sottolineato che il perito giudiziario ha uno statuto speciale
nel senso che egli esercita, in virtù del mandato giudiziario che lo sottopone
alla comminatoria di cui all'art. 307 del Codice penale, una funzione
qualificata al servizio della giustizia (cfr. STFA U 288/99 del 15 gennaio
2001, consid. 3a, nonché dottrina e giurisprudenza ivi citate). Al contrario,
lo specialista consultato dall'assicuratore contro gli infortuni non è sottoposto
alla comminatoria di cui all'art. 307 CPS, disposizione che concerne
esclusivamente la procedura giudiziaria. Quindi, nell'ambito del libero
apprezzamento delle prove, una perizia amministrativa riveste un valore
probatorio limitato rispetto ad una perizia giudiziaria (cfr. STFA del 15
gennaio 2001 succitata, consid. 3a: "Ein
Administrativgutach-ten lässt sich somit hinsichtlich seines Stellenwerts im
Rahmen der Beweiswürdigung und Rechtsfindung nur sehr beschränkt mit einer gerichtlich
angeordneten Expertise vergleichen").

 

                                         Per ciò che concerne il valore probatorio di un rapporto medico va
ancora rilevato che é determinante il fatto che lo stesso per i punti litigiosi
sia completo, si basi su uno studio esteso, prenda in considerazione anche le
lamentele espresse, sia stato consegnato in piena conoscenza dell’incarto, sia
chiaro nell’esposizione delle relazioni mediche e nella valutazione della
situazione medica e le conclusioni dell’esperto siano motivate (RAMI 1991 U
133, p. 311ss. consid. 1b).

 

                             2.11.   In concreto, la perizia giudiziaria dei medici del __________ non contiene
contraddizioni di sorta.

                                         La perizia giudiziaria, approfondita, completa e motivata, presenta
tutti i requisiti posti dalla giurisprudenza affinché possa essere
riconosciuto, ad un apprezzamento medico, piena forza probante (cfr. RJJ 1995
pag. 44; RAMI 1991 U 133, pag. 311ss. consid. 1b).

                                         I medici del __________, specialisti nelle affezioni invalidanti di
cui il ricorrente è portatore, hanno compiutamente valutato tutte le patologie
dell’interessato, sulla base di accertamenti approfonditi e completi di tipo
reumatologico, neurologico e psichiatrico, giungendo a conclusioni logiche e
motivate in merito alla capacità lavorativa residua dell’assicurato.

 

                                         L’ufficio
AI, con osservazioni 26 novembre 2008 (XXX) – facendo rilevare che la perizia
del __________ non riuscirebbe oggettivamente a mettere in dubbio le
conclusioni a cui è giunto il dr. __________ nella precedente perizia del SAM
–, ha sostenuto che: “(…) il giudice delle assicurazioni sociali valuta la
legalità della decisione su opposizione deferitagli sulla base della situazione
esistente al momento in cui essa venne emanata. Pertanto, considerando la
valutazione attuale senz’altro attendibile (stato di salute attuale
dell’assicurato ben constatato), lo scrivente Ufficio ritiene [che] i giudici
si debbano invece dissociare da tali conclusioni laddove pretenda di farle
risalire a tre anni fa (o peggio al 2003) sebbene in presenza di una precedente
perizia non inficiata da errori o mancanze (e dove già si spiegava
“L’evoluzione è stata caratterizzata da un progressivo peggioramento”). Il
comprovato peggioramento dello stato di salute dovrà per contro venire preso in
considerazione nel corso di una nuova procedura assicurativa. (…)” (XXX,
pag. 2).

 

                                         Al
riguardo il TCA rileva innanzitutto che il dr. __________ (nell’am-bito della perizia
SAM) non ha potuto prendere posizione sul rapporto 28 giugno 2006 (doc. AI
109/1-2) nel quale il dr. __________ –
osservato che “(…) affettivamente egli è iper teso, angosciato, inquieto, iper
emotivo, a livello psicomotorio si osservano dei tic. La socievolezza è diminuita
e il suo comportamento sociale alterato. Ha delle notevoli difficoltà di controllo
delle sue pulsioni aggressive. (…)” (doc. AI 109/1) –, in particolare evidenziava che “(…) con questi problemi
emotivi mi sembra difficile che il signor RI 1 possa reinserirsi professionalmente
come docente. Egli è cosciente di questa sua alterazione patologica. (…) (doc.
AI 109/1) e concludeva che “(…) non è più in grado di sopportare una classe di
allievi come pure di mantenere delle relazioni, anche se conflittuali, adeguate
con i propri colleghi. Considero quindi questo assicurato inabile al lavoro
nella sua abituale professione e questo al 100%. (…)” (doc. AI 109/2).

 

                                         Infatti,
questo rapporto è stato sottoposto unicamente al medico SMR, dr. __________,
che si è espresso in merito con le annotazioni 9 agosto 2006 (doc. AI 111/1).

                                         Va
qui ricordato che, non essendo specialista in psichiatria e
psicoterapia, l’apprezzamento della rilevanza o meno del rapporto specialistico
dello psichiatra curante non era di competenza del dr. __________.

                                         Più
in generale è necessario che, ogniqualvolta debba esaminare un rapporto medico
stilato da uno specialista in un determinato ambito, l’SMR faccia capo ad un
medico in possesso di una specializzazione nella materia specifica oggetto della
controversia (cfr. al riguardo STF I 142/07 del 20 novembre 2007 e STF I 65/07
del 31 agosto 2007).

 

                                         Il
dr. __________, negli ulteriori rapporti e scritti, ha poi sempre evidenziato
l’impossibilità per l’assicurato di rientrare nel mondo dell’insegnamento
scolastico (doc. AI 116/1-2, C/2 e XIII/Bis).

 

                                         Inoltre,
e soprattutto, il dr. __________ – fondandosi anche sui diversi rapporti del
dr. __________ e sul consulto del dr. __________ –, nella sua valutazione ha,
in particolare, evidenziato:

 

" 
(…)

Sowohl der behandelnde wie auch der
vorbegutachtende Psychiater waren sich bezüglich der diagnostischen Codierung
des Zustandsbildes darin einig, dass eine kombinierte Persönlichkeitsstörung
vorliegt. Dem kann sich auch der unterzeichnende psychiatrische Gutachter
anschliessen. Allerdings darf die emotionale Instabilität des Versicherten, die
durch die Unterlagen von Dr. __________ gut dokumentiert ist, nicht
vernachlässigt werden, aus diesem Grund sollen die emotionalen instabilen
Anteile ebenfalls in der Diagnose Erwähnung finden. Das Gleiche gilt überdies
auch für die phobischen Anteile.

 

Grundsätzlich ist die Kategorie F61 in ICD-l0 für
„kombinierte und andere Persönlichkeitsstörungen" vorgesehen. Es wurde
allerdings kein Versuch unternommen, standardisierte Kriterien für diese
gemischten Störungen zusammenzustellen, und aus diesem Grund ist die Einschätzung
der Bedeutung dieser Diagnose erschwert. ICD-l0 sagt denn auch aus, dass diese
Art von Persönlichkeitsstörungen häufig schwieriger zu diagnostizieren sei, als
die spezifischen Persönlichkeitsstörungen, welche bei F60 codiert sind.

 

Sowohl aus diagnostischen Gründen, als auch im Hinblick
auf die Erfassung der für die Arbeitsfähigkeit bedeutenden Funktionsstörungen
soll im konkreten Fall die Diagnostik etwas ausführlicher dargelegt werden.
Tatsächlich liegt bei Herrn RI 1 nicht nur eine unscharf definierte
Persönlichkeitsstörung vor, wie sie bei der „kombinierten
Persönlichkeitsstörung" F61 auch diagnostiziert werden könnte. Die
psychische Störung von Herrn RI 1 ist spezifischer als man aufgrund der
schlecht definierten diagnostischen Kriterien annehmen könnte. Dies ist darin
begründet, dass im konkreten Fall sämtliche diagnostischen Grundkriterien der
Kategorie der spezifischen Persönlichkeitsstörungen (F60) erfüllt sind. So
weicht das charakteristische und seit Jahren dauerhafte, verfestigte innere Erfahrungs-
und Verhaltensmuster des Versicherten deutlich ab von akzeptierten Vorgaben. Diese Abweichung äussert sich sowohl in der
Kognition, dass heisst in der Wahr-nehmung und Interpretation von Dingen und
Menschen, die sehr eigenartig erscheint, als auch in der Affektivität mit einer
Variationsbreite an Intensität und Angemessenheit der emotionalen
Ansprechbarkeit und Reaktion und in der Frustrationsintoleranz und Impulsivität
des Versicherten, in der anamnestisch beeinträchtigten Impulskontrolle und Bedürfnisbefriedigung
und auch bei den zwischenmenschlichen Beziehungen. Von der Störung betroffen sind praktisch sämtliche
sozial-kommunikativen Bezüge des Versicherten, also nicht nur die berufliche
Tätigkeit, der Umgang mit seinem Umfeld im Erwerbsleben, sondern auch die ganz
privaten persönlichen Beziehungen. Daraus entstanden ist ein langjähriger persönlicher Leidensdruck, dem
der Explorand immer wieder zu ent-fliehen versucht, was ihm aber nie gelungen
sei.

 

Dass nicht eine einzige, definierte spezifische
Persönlichkeitsstörung als Diagnose gestellt werden kann, liegt deshalb einzig
und allein darin begründet, dass beim Exploranden verschiedene Störungsanteile
in einer ungünstigen Kombination vorliegen, nämlich die narzisstischen Anteile
mit dem erhöhten Selbstbezug und der damit verbundenen Unfähigkeit, sich eigene
Schwächen einzugestehen und kritisch-abwägend damit umzugehen; die
charakterneuroti-schen Anteile mit dem dafür typischen repetitiven,
unangepassten und über Jahre unbeeinflussten Fehlverhalten trotz wiederholter
Enttäuschungen und Konflikte in den verschiedenen sozialen Situationen, nicht
nur im beruflichen, auch im persönlichen Umfeld; und schliesslich mit
emotional-instabilen Anteilen mit der Neigung zu Impulsdurchbrüchen, die
letztlich dem Exploranden selber zum Schaden gereichen.

 

Diesbezüglich scheint der vorbegutachtenden
Psychiater Dr. __________ die Tiefe und die Chronizität der Störung zu wenig
gewürdigt zu haben, obschon er in seinem ausführlichem psychiatrischen
Konsilium den Befund durchaus adäquat beschrieben hat. In seinem Bericht
besteht diesbezüglich aber eine Inkonsistenz zwischen Befunderhebung und
Beurteilung.

 

Die Diagnose einer anhaltenden somatoformen
Schmerzstörung wurde ebenfalls von beiden Psychiatern , Dr. __________ und Dr. __________,
gestellt. Der unterzeichnende Psychiater schliesst sich dem zwar an, allerdings
ist beizufügen, dass es sich dabei lediglich um eine Diagnose handelt, die an
zweiter Stelle zu stellen ist und die nicht die diagnostische Sicherheit
aufweist wie die erste Diagnose einer Persönlichkeitsstörung.
Differentialdiagnostisch könnte man im vorliegenden Fall die vom Exploranden
geklagten Schmerzen als chronischen Schmerz bei den somatischen Diagnosen
subsumieren (R52.2) zumal aus rheumatologischer Sicht ein Anteil dieser
Schmerzen erklärt werden kann. Entscheidend für die Arbeitsfähigkeit ist die
Diagnose der anhaltenden somatoformen Schmerzstörung aus psychiatrischer Sicht
jedenfalls nicht allein. Aus psychiatrischer Sicht haben die vom Exploranden
geklagten Schmerzen, respektive die dadurch bedingten Beeinträchtigungen,
soweit sie somatisch nicht erklärbar sind, eine psychoprotektive Funktion. Herr
RI 1 erlebt seine psychischen Befindlichkeitsstörungen zwar intensiver, wenn
die Schmerzen exazerbieren, andererseits exazerbieren die Schmerzen
offensichtlich gerade in krisenhaften Situationen. Sie stehen dann in
Verbindung mit psychischen Konflikten, stark empfundenen Emotionen von Angst
und Wut und Ohnmacht, was der Persönlichkeitsstörung des Versicherten
zuzuschreiben ist und was den somatoformen Charakter der Schmerzen belegt. Es
ist gleichzeitig davon auszugehen, dass die Schmerzen den Versicherten vor
depressiven Empfindungen schützten, wie dies im Übrigen auch Dr. __________ bereits
festgestellt hatte.

 

Zur Beurteilung der Arbeitsfähigkeit können die vom
Bundesgericht geforderten Kriterien herangezogen werden (Foerster'sche
Kriterien):

Wie dargelegt besteht eine mitwirkende, psychisch
ausgewiesene Komorbidität in Form einer Persönlichkeitsstörung von erheblicher
Schwere, Intensität, Ausprägung und Dauer. Es besteht eine chronische
körperliche Begleiterkrankung des Bewegungsapparates, ebenfalls mit einem mehrjährigen
Krankheitsverlauf, ohne längerfristige Remission; es besteht zudem ein
verfestigter innerseelischer Verlauf einer an sich missglückten, psychisch aber
entlastenden Konfliktbewältigung, indem die Schmerzen eine psychoprotektive
Funktion angenommen haben und den Exploranden davor bewahren, in eine
Depression zu stürzen, was einem „primären Krankheitsgewinn" entspricht.
Schliesslich sind - wie die Ausführungen von Dr. __________ zeigen -
unbefriedigende Behandlungsergebnisse trotz ambulanter Behandlungsbemühungen zu
verzeichnen.

 

Bei grundsätzlich erfüllten Kriterien des
Bundesgerichts kann man sich überdies noch die Frage stellen, ob es dem
Exploranden nicht doch auch aus eigener Kraft möglich und zumutbar wäre, mit
seinen eigenen Ressourcen, seine psychische Störung zu überwinden. Diese Beurteilung geschieht anhand der
Einschät-zung der so genannten komplexen Ich-Funktionen'. Zu den komplexen Ich-Funktionen zählen
Realitätsprüfung und Urteilsbildung, Beziehungsfähigkeit und Kontaktgestaltung,
Affektsteuerung und Impulskontrolle, Selbstwertregulation und
Regressionsfähigkeit, Intentionalität und Antrieb und Abwehrorganisation. Je mehr und je ausgeprägter diese einzelnen
psychischen Funktionen beeinträch-tigt sind, desto eher muss davon ausgegangen
werden, dass eine adäquate Willensanstrengung nicht möglich ist.

 

Im konkreten Fall zeugen das Verhalten und die
unkritischen Fehleinschätzungen des Exploranden im privaten wie im Berufsleben
von einer Beeinträchtigung der Realitätsprüfung und der Urteilsbildung in
verschiedenen sozialen, nicht nur beruflichen Situationen. Die Anamnese und die
Krankengeschichte weisen darauf, dass der Explorand zwar keine Schwierigkeiten
bekundet, mitmenschliche Kontakte herzustellen, auch Umschulungen auf sich zu
nehmen, Stellen anzutreten, Beziehungen herzustellen, doch erhebliche Mühe hat,
solche aufrecht zu erhalten und vor allem in schwierigen Situationen mit diesen
umzugehen und sie nicht abzubrechen oder selber einen Beziehungsabbruch zu
erleben. Die
Beziehungsfähigkeit ist eingeschränkt. Die heftigen affektiven Schwankungen des
Exploranden und besonders die zum Teil verspürten, zum Teil offenbar auch
ausagierten Impulse und Belastungen weisen auf eine deutlich eingeschränkte
Affektsteuerung und Impulskontrolle hin. Die Einschränkung seiner Selbstwertregulation und
Regressionsfähigkeit zeigt sich ebenfalls in der Selbsteinschätzung des
Versicherten. Einzig Intentionalität und Antrieb sind intakt. Die Abwehrorganisation
schliesslich als letzte komplexe Ich-Funktion ist nicht wie von Dr. __________
beschrieben von der an sich ganz normalen Verdrängung geprägt, sondern sie
äussert sich in komplexhaften Vorgängen wie Externalisation, Spaltung, Projektion
oder zweizeitiger, psycho-somatischer Abwehr, was ebenfalls als Hinweis auf die
Bedeutsamkeit der psychischen Störung zu gelten hat.

 

Der Vollständigkeit halber sei noch erwähnt, dass der
Explorand rückblickend wahrscheinlich im Jahr 2007 nach der Trennung von seiner
Partnerin noch eine Anpassungsstörung durchgemacht  hat. Diese ist weitgehend abgeklungen. Der
Explorand hat die damit verbundene Kränkung zwar noch nicht verarbeitet, aber
er hat eine Form gefunden, wie er mit seinem Kind die Beziehung aufrechterhalten
kann, und offenbar bestehen auch die für das Kind notwendigen Kontakte zur
Ex-Partnerin.

(…)." (XXVII, pag. 41-44; sottolineature del
redattore)

 

                                         Stante
quanto sopra, richiamata la giurisprudenza citata (cfr. consid. 2.5, 2.9 e
2.10) – ribadito che i periti hanno considerato sia i diversi
rapporti del dr. __________ che il consulto del dr. __________ e considerata la
puntuale motivazione della critica mossa al dr. __________:
“(…) Allerdings darf die emotionale Instabilität des
Versicherten, die durch die Unterlagen von Dr. __________ gut dokumentiert ist,
nicht vernachlässigt werden, aus diesem Grund sollen die emotionalen instabilen
Anteile ebenfalls in der Diagnose Erwähnung finden. Das Gleiche gilt überdies
auch für die phobischen Anteile. […] Diesbezüglich
scheint der vorbegutachtenden Psychiater Dr. __________ die Tiefe und die
Chronizität der Störung zu wenig gewürdigt zu haben, obschon er in seinem
ausführlichem psychiatrischen Konsi-lium den Befund durchaus beschrieben hat.
In seinem Bericht besteht diesbezüglich aber eine Inkonsistenz zwischen
Befunderhebun un Beurteilung. (…)” (XVII, pag. 41-42) –, questo Tribunale
deve pertanto ritenere valide le conclusioni a cui sono giunti i periti giudiziari
del __________ in base alle quali l’assicurato è totalmente inabile nella sua professione di insegnante,
l’attività di gerente sul lungo termine non è idonea e la capacità lavorativa
residua in un’attività adeguata rispettosa dei limiti funzionali posti e non
sottoposta a tensioni è del 45%.

 

                                         Quanto
all’evoluzione dell’inabilità lavorativa va qui evidenziato che i periti del __________
hanno concluso che: “(…) Anhand der Aktenlage ist diese
Frage nicht mit genügender Genauigkeit zu rekonstruiren. Es kann lediglich
festgehalten werden, dass die gegenwärtige Einschätzung der Arbeitsfähigkeit
wahr-scheindlich schon im Jahr 2005, als der Explorand im SAM / __________ __________
begutachtet wurde, zutraf. (…)“ (XXVII, pag. 52,
sottolineatura del redattore).

 

                                         In
effetti non è possibile fare risalire la valutazione dei periti giudiziari già
al 2003 ritenuto anche che il dr. __________, nel rapporto medico 21 febbraio
2005 (doc. AI 88/1-3), non si è espresso sulla capacità lavorativa e negli
ulteriori rapporti 28 giugno e 23 novembre 2006 ha attestato un peggioramento
della situazione valetudinaria (doc. AI 109/1-2 e 116/1-2).

                                         Inoltre
il dr. __________, FMH in medicina interna, nel rapporto 27 gennaio 2005 (doc.
AI 85/1-2), se da una parte ha attestato un’incapacità del 100% nella sua ultima
attività esercitata dal 30 maggio 2003 (valutazione questa non condivisa dai
periti del SAM; cfr. doc. AI 98/1-2), dall’altra ha osservato che “(…) il
paziente non si è presentato alla mia consultazione dal 5.07.2004 e non posso
esprimermi con precisione circa il suo stato di salute attuale. Vista la
complessità del caso il paziente dovrebbe comunque, secondo la mia opinione,
essere valutato presso il SAM di __________. (…)” (doc. AI 85/2).

 

                                         In esito alle considerazioni che precedono, questa Corte ritiene
dunque dimostrato, secondo il criterio della verosimiglianza preponderante,
caratteristico del settore della sicurezza sociale (cfr. DTF 126 V 360, 125 V
195 consid. 2 e riferimenti),
che, dal mese di ottobre 2005 (i consulti specialistici presso il SAM si
sono svolti nel mese di ottobre 2005), l’assicurato è totalmente inabile nella
sua professione di insegnante, che l’attività di gerente è inesigibile e che la
capacità lavorativa residua in un’attività adeguata rispettosa dei limiti
funzionali posti è del 45%.

                             2.12.   Visto
quanto precede – appurata, da ottobre 2005, l’inabilità totale nella sua professione di insegnante,
l’inesigibilità del-l’attività di gerente sul lungo termine e la capacità
residua del 45% in un’attività adeguata rispettosa dei limiti funzionali posti – la decisione impugnata va
annullata e gli atti rinviati all’Ufficio AI affinché, esaminate le conseguenze
del danno alla salute dal profilo economico, renda un
nuovo provvedimento.

 

                             2.13.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.

 

                                         Vincente
in causa, il ricorrente, patrocinato da un legale, ha diritto ad un’indennità
per ripetibili (art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA).

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è accolto ai
sensi dei considerandi.

                                         §    La
decisione impugnata è annullata.

                                         §§ Gli
atti vengono rinviati all’Ufficio AI affinché proceda conformemente ai considerandi.

 

                                   2.   Le
spese, per fr. 500.--, sono poste a carico dell’Ufficio AI.

                                         L’Ufficio
AI verserà all’assicurato fr. 2’000.-- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti