# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6262a9ed-908e-5a55-a215-2d8f6dab9cd8
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-09-08
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 08.09.2015 R 2014 60
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2014-60_2015-09-08.pdf

## Full Text

gp

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

R 14 60

5a Camera  

presidenza Racioppi
giudici Meisser, Audétat
attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
dell'8 settembre 2015

nella vertenza di diritto amministrativo 

A._____ e B._____,
rappresentati dall'Avvocato lic. iur. Roberto A. Keller, 

ricorrenti
contro 

Comune di X._____,
convenuto

e

Ufficio per lo sviluppo del territorio dei Grigioni, 
convenuto

concernente domanda di costruzione (EFZ)

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1. A._____ e B._____ sono proprietari in zona agricola denominata 

"C._____", sul territorio del Comune di X._____, della particella no. 445, 

sopraedificata con lo stabile agricolo no. 523C, attualmente adibito a 

stalla/rimessa. Il 26 luglio 2013, i proprietari ottenevano il permesso per il 

rifacimento del tetto dello stabile con tegole in cemento. In passato, sulla 

facciata nord-est della costruzione - ca. 50 cm sotto il colmo del tetto e 

leggermente spostata a destra rispetto ad un punto d'osservazione 

esterno - fuoriusciva il condotto della canna fumaria che, dopo aver fatto 

un gomito di 90° in prossimità dello sbocco all'esterno della costruzione, 

correva poi parallelo al muro perimetrale verso l'alto, per terminare con un 

comignolo che veniva a sovrastare il tetto di alcune decine di centimetri.

2. Con notifica 16 dicembre 2013 e poi regolare domanda di costruzione del 

1. febbraio 2014, A._____ e B._____ chiedevano il permesso di sistemare 

la preesistente condotta della canna fumaria - per una stufa a legna - che 

era stata danneggiata durante il lavori di rifacimento del tetto. Con 

decisione 20 maggio 2014, il permesso veniva negato già dal Comune di 

X._____, dopo aver sentito il parere dell'Ufficio per lo sviluppo del 

territorio dei Grigioni (UST). A motivo del rifiuto veniva addotta l'assenza 

della necessità di munire di una stufa a legna uno stabile destinato a 

stalla/rimessa. L'esistenza di un impianto di riscaldamento non sarebbe 

neppure stata menzionata sulla precedente domanda di costruzione e la 

presenza della sola canna fumaria, documentata da fotografie, non 

deporrebbe da sola per la sussistenza oggettiva di una stufa a legna. In 

tale situazione sarebbe parimenti difficile intravvedere un impianto fino ad 

allora utilizzato conformemente alla sua destinazione. Con il rilascio del 

richiesto permesso verrebbero poi illegalmente accresciute le possibilità 

di utilizzazione della stalla/rimessa, senza alcuna attinenza con lo stabile 

agricolo originario, ciò che configurerebbe una trasformazione sostanziale 

dell'edificio. 

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3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo il 18 giugno 

2014, A._____ e B._____ chiedevano l'annullamento del provvedimento 

impugnato e il rilascio della richiesta autorizzazione alla posa della canna 

fumaria. Il mancato accenno all'esistenza del riscaldamento in occasione 

della domanda di costruzione del 2 aprile 2013 sarebbe dovuto a 

semplice svista e l'impianto fumario sarebbe presente già da prima del 

1970, come del resto confermerebbero anche i precedenti proprietari. Per 

questo motivo, i ricorrenti avrebbero diritto al rinnovo della struttura ed al 

suo adeguamento alle nuove prescrizioni in materia di polizia del fuoco.

4. Il 21 agosto 2014 il Comune di X._____ chiedeva dal canto suo la 

reiezione del ricorso, non essendo stato ai ricorrenti possibile dimostrare 

l'esistenza dell'impianto di riscaldamento precedente al 1972 ed essendo 

di conseguenza logico concludere alla illegalità dell'impianto, che non 

sarebbe mai stato del resto dichiarato alla polizia del fuoco. 

5. Chiamato a determinarsi sulla causa, anche l'UST, in data 29 agosto 

2014, concludeva alla correttezza del rifiuto dell'autorizzazione e quindi 

all'infondatezza del ricorso. Con il rilascio dell'autorizzazione richiesta la 

natura dello stabile verrebbe sostanzialmente mutata e la presenza di un 

impianto di riscaldamento funzionante non sarebbe stata dimostrata a 

sufficienza da coloro che pretenderebbero trarre diritti da tale 

affermazione. 

6. Replicando, duplicando e triplicando le parti si riconfermavano 

essenzialmente nelle loro precedenti allegazioni e proposte. In particolare 

sugli ulteriori mezzi di prova prodotti si tornerà, per quanto utile ai fini del 

giudizio, nell'ambito delle considerazioni materiali che seguono. 

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Considerando in diritto:

1. E' controverso il rifiuto di autorizzare a posteriori la posa di una nuova 

canna fumaria e quindi di un impianto di riscaldamento a legna nello 

stabile no. 523C degli istanti, sito in zona agricola. 

2. Giusta l'art. 16 cpv. 1 prima frase della legge federale sulla pianificazione 

del territorio (LPT; RS 700), sono conformi alla zona agricola gli edifici e 

gli impianti che sono necessari alla coltivazione agricola o all'orticoltura. 

Come i ricorrenti neppure pretendono, l'originaria utilizzazione agricola 

della stalla è stata abbandonata e l'impianto di riscaldamento in oggetto 

non ha neppure la pretesa di essere conforme alla funzione prevista per 

la zona di utilizzazione in zona agricola, per cui un'autorizzazione ai sensi 

dell'art. 22 LPT non entra in considerazione. 

3. a) In conformità alla tesi sostenuta dagli istanti e riferita all'esistenza in 

passato di un impianto di riscaldamento con stufa a legna munita di canna 

fumaria fino all'esterno dell'edificio, i ricorrenti chiedono di essere protetti 

nella loro situazione acquisita e invocano pertanto l'applicazione dell'art. 

24c LPT. A mente di detto disposto, fuori delle zone edificabili, gli edifici e 

impianti utilizzabili in base alla loro destinazione ma non più conformi alla 

destinazione della zona, sono per principio protetti nella loro situazione di 

fatto (cpv. 1). Con l'autorizzazione dell'autorità competente, tali edifici e 

impianti possono essere rinnovati, trasformati parzialmente, ampliati con 

moderazione o ricostruiti, purché siano stati eretti o modificati legalmente 

(cpv. 2). Lo stesso vale per gli edifici abitativi agricoli e gli edifici annessi 

utilizzati a scopo di sfruttamento agricolo, eretti o trasformati legalmente 

prima che il fondo in questione diventasse parte della zona non edificabile 

ai sensi del diritto federale (cpv. 3 prima frase). L'art. 24c LPT è 

applicabile a edifici e impianti situati fuori della zona edificabile che sono 

divenuti non conformi alla destinazione della zona in seguito a un 

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cambiamento di regolamentazione. La protezione della situazione 

acquisita riguarda innanzitutto le costruzioni realizzate o trasformate 

conformemente al diritto materiale allora in vigore (DTF 127 II 209 cons. 

2c), vale a dire, di massima, prima del 1° luglio 1972, nel momento in cui 

è entrata in vigore la legge federale dell'8 ottobre 1971 contro 

l'inquinamento delle acque, che ha esplicitamente introdotto il principio 

della separazione del territorio edificato da quello inedificato (DTF 129 II 

396 cons. 4.2.1).

b) Per gli istanti, un diritto alla sostituzione del precedente impianto di 

riscaldamento dovrebbe sussistere con la semplice comprova che questo 

fosse preesistente al 1972. La tesi non è del tutto corretta. Per godere del 

diritto acquisito di cui all'art. 24c LPT è necessario che la precedente 

canna fumaria e quindi anche l'impianto di riscaldamento tramite stufa a 

legna fossero stati autorizzati e costruiti in conformità al diritto materiale 

prima della data determinante del 1° luglio 1972 (vedi sentenza del 

Tribunale federale 1A.134/2004 del 7 aprile 2005 cons. 3.3). In questo 

senso non vi è però agli atti alcuna autorizzazione a munire l'originaria 

stalla di un impianto di riscaldamento a legna e neppure durante tutti i 

pretesi anni di esistenza dell'infrastruttura è stato comprovato un 

qualsivoglia controllo dell'istallazione da parte della polizia del fuoco o dei 

regolari interventi di controllo e pulizia da parte dello spazzacamino (vedi 

art. 20 della legge sulla protezione antincendio preventiva e suoi pompieri 

del Cantone dei Grigioni [(legge sulla protezione antincendio, CS 

840.100]). In questo senso è perlomeno dato dubitare che la modifica 

della stalla sia stata in qualche modo autorizzata o comunque dichiarata 

tale. Ma anche a prescindere da tale questione e pur volendo considerare 

che la posa di un impianto di riscaldamento in una stalla prima del 1972 

fosse in ogni caso un intervento conforme al diritto materiale allora in 

vigore il risultato non cambia.

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c) In base alla documentazione prodotta, la canna fumaria come tale era 

indubbiamente preesistente all'intervento del 2013, essendo detto 

impianto ben visibile sulla documentazione fotografica risalente a tempi 

antecedenti alla sostituzione del tetto dello stabile no. 523C. Ne consegue 

che la teoria sostenuta dall'UST nella presa di posizione dell'11 novembre 

2014, giusta la quale l'assenza di una canna fumaria durante i lavori di 

rifacimento del tetto testimonierebbe che la stessa non sia mai esistita 

contrasta con la documentazione fotografica agli atti e non si rivela del 

tutto corretta. Giusta a questo riguardo è indubbiamente la conclusione 

che negli anni passati, anche se non è dato sapere esattamente quando, 

la stalla/rimessa fosse munita di una canna fumaria. 

d) Contrariamente però a quanto pretendono gli istanti, da tale dato di fatto 

non è ancora ammesso concludere all'esistenza di una canna fumaria 

antecedente il 1972 o comunque di un impianto di riscaldamento con 

stufa a legna funzionante fino ad oggi. In base alla dichiarazione di 

D._____, precedente proprietario dell'immobile no. 523C, "nel suddetto 

stabile esisteva già ancor prima degli anni 1970 una stufa a legna 

collegata a un tubo fumario sfociante nella parete sul lato est-nord dello 

stesso". Anche E._____ e F._____, quali precedenti proprietari del fondo, 

confermavano l'esistenza di una stufa a legna. Quest'ultima dichiarazione 

non indica l'intervallo al quale si riferisce e ambedue le attestazioni non 

precisano durante quale periodo queste persone siano state proprietarie 

dell'immobile. La questione riveste una certa importanza in quanto - 

giusta quanto affermato da G._____ il 15 agosto 2014 - durante le varie 

occasioni che aveva avuto tra il 1978 e il 1983 di entrare nello stabile no. 

523C non avrebbe mai visto alcuna stufa e nemmeno tubi per lo scarico 

all'esterno dei fumi. In sede di replica, i ricorrenti allegavano poi 

nuovamente un'attestazione di H._____, stando alla quale questi "da 

quando egli frequenta la zona, ossia dagli anni '60 – '70 ha sempre visto 

lo stabile ICAI no. 523C sito sul mappale no. 445, munito di una canna 

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fumaria che fuoriesce dalla parete nord, innalzandosi per circa un metro 

dalla falda del tetto". Questa attestazione conferma l'esistenza della 

canna fumaria, ma non di un impianto di riscaldamento a legna 

funzionante come preteso dagli istanti. 

e) Attualmente, come i ricorrenti neppure contestano, del vecchio impianto di 

riscaldamento non esiste più nulla. I ricorrenti non precisano da quanto la 

stufa non faccia più parte dell'inventario della stalla/rimessa. Dopo la 

sostituzione della vecchia canna fumaria è nelle intenzioni dei ricorrenti 

munire lo stabile di una stufa a legna. In questo senso pertanto, non è 

neppure comprovata l'esistenza di una funzionalità intatta 

dell'infrastruttura fino al momento della domanda di costruzione, ovvero 

che l'impianto di riscaldamento fosse oggettivamente ancora utilizzabile 

conformemente alla sua destinazione fino alla richiesta sostituzione. In 

realtà, al momento della richiesta sostituzione della canna fumaria, del 

precedente impianto non esisteva più niente se non il foro nel muro. Non 

è allora in queste circostanze ammesso rifarsi ad un preteso diritto 

acquisto alla posa dell'impianto di riscaldamento, dopo che l'infrastruttura 

necessaria a tale scopo era già stata da tempo allontanata. Inoltre, come 

giustamente ha fatto osservare l'autorità cantonale, nella domanda di 

costruzione del 2013 - relativa alla sostituzione del tetto della stalla - non 

veniva neppure evocata l'esistenza di un impianto di riscaldamento a 

legna. Tale dato di fatto non depone per un'utilizzazione conforme allo 

scopo dell'impianto fino al 2013. Del resto, già nella domanda di 

costruzione del 5 marzo 1987, l'allora proprietario I._____ chiedeva al 

comune "l'autorizzazione a costruire una tettoria presso la stalla già 

esistente (….) per scopo agricolo". All'epoca non veniva fatto alcun 

accenno ad una utilizzazione dello stabile diversa da quella originaria, che 

essendo una stalla non può per definizione includere un riscaldamento 

tramite stufa a legna. Ma anche l'ubicazione assunta nel tempo dalla 

canna fumaria di cui si chiede la sostituzione lascia seri dubbi sulla 

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possibilità di utilizzare l'infrastruttura fino ai giorni nostri. Mentre da una 

delle fotografie agli atti, l'impianto è chiaramente ravvisabile in prossimità 

del foro d'uscita previsto a tale scopo sulla parete nord-est della 

costruzione, in base a quanto risulta dalla riprese fotografiche allegate 

alla domanda di costruzione del marzo 2013, la canna fumaria risulta 

semplicemente accostata alla struttura del tetto senza più alcuna 

connessione con il foro di fuoriuscita della costruzione. Quindi la struttura 

non può essere stata danneggiata durante i lavori di rinnovo del tetto, ma 

non era già più in funzione al momento della presentazione della 

domanda di costruzione. Anche questo dettaglio non comprova l'inalterata 

funzionalità dell'impianto fino al momento della richiesta autorizzazione 

alla sostituzione. 

f) In materia di prove, il principio sancito all'art. 8 del Codice civile (CC; RS 

210), stando al quale chi vuol dedurre il suo diritto da una circostanza di 

fatto da lui asserita, deve fornirne la prova, vale anche nel diritto pubblico 

(DTF 138 II 465 cons. 6.8.2 e 138 V 218 cons. 6 nonché la decisione del 

Tribunale federale 2C_678/2012 del 17 maggio 2013 cons. 3.6). Da ciò 

consegue che in caso di assenza di prove, la decisione è sfavorevole a 

quella parte che cerca di derivare un diritto da una circostanza rimasta 

indimostrata, per quanto non sia possibile - in applicazione al principio 

inquisitorio ed in base ad un apprezzamento delle prove - procedere ad 

un accertamento dei fatti che abbia almeno in sé la probabilità di 

corrispondere all'effettività (vedi nei casi di edifici fuori dalla zona 

edificabile la decisione del Tribunale amministrativo R 07 36 del 5 luglio 

2007 cons. 3d). Nell'evenienza concreta, pur essendo comprovata 

l'esistenza di una canna fumaria, i ricorrenti non sono riusciti a dimostrare 

l'esistenza di un impianto di riscaldamento a legna utilizzabile in base alla 

sua destinazione fino ad oggi o perlomeno degno di essere risanato per 

cui essi non possono essere posti al beneficio della garanzia dei diritti 

acquisiti di cui all'art. 24c LPT. 

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4. a) Resta da stabilire se giusta l'art. 24c LPT sia agli istanti comunque 

possibile inserire nella stalla/rimessa un impianto di riscaldamento a legna 

tramite stufa e canna fumaria. L'art. 42 cpv. 1 dell'ordinanza sulla 

pianificazione del territorio (OPT; RS 700.1) precisa che una 

trasformazione è considerata parziale e un ampliamento è considerato 

moderato se l'identità dell'edificio o dell'impianto unitamente ai dintorni 

rimane conservata nei tratti essenziali. Sono ammessi miglioramenti volti 

a cambiare l'aspetto esterno. Il quesito se l'identità dell'edificio o 

dell'impianto rimanga sostanzialmente immutata, soggiunge il cpv. 3, va 

valutato tenendo conto di tutte le circostanze. Decisivo ai fini della 

valutazione del quesito dell'identità dell'edificio è comunque l'approccio 

complessivo. Occorre segnatamente considerare gli aumenti della 

superficie utile lorda, ma anche le modifiche di tutti gli altri aspetti 

determinanti dal punto di vista dell'identità sostanziale (volume, aspetto 

esteriore, cambiamenti di utilizzazione, estensione dell'urbanizzazione, 

accrescimento del comfort ecc.; cfr. RUDOLF MUGGLI, in: Kommentar zum 

Bundesgesetz über die Raumplanung, Zurigo 2009, ad art. 24c LPT, 

marginale 21 ss.; DTF 132 II 21 cons. 7.1.2). È anche possibile un 

cambiamento di destinazione, purché non raggiunga gli estremi di una 

trasformazione totale dell'utilizzazione dell'edificio (ad es. edificio non 

abitato in stabile abitato; sentenza 52.2010.63 del Tribunale cantonale 

amministrativo ticinese del 15 febbraio 2010 cons. 3.1.2).

b) Fermo restando che l'intervento di cui si chiede l'autorizzazione non 

possa cadere sotto la nozione di un rinnovo, ampliamento o ricostruzione, 

ma che possa entrare in considerazione solo un intervento che configuri 

una trasformazione parziale, anche i presupposti per ammettere una tale 

possibilità non sono dati. Come giustamente addotto dall'UST e come ha 

già confermato anche la prassi di questo Giudice (PTA 1988 no. 39), la 

posa di un impianto di riscaldamento a legna travalicherebbe la 

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destinazione d'uso finora accertato e creerebbe delle nuove possibilità di 

sfruttamento per quella che era originariamente una stalla e che ora è una 

costruzione adibita a stalla/rimessa. Un simile intervento permetterebbe, 

infatti, il soggiorno di persone e non più solo di animali o cose all'interno 

della struttura, la quale potrebbe quindi essere anche adibita a locale 

hobby o per il tempo libero ed essere quindi resa abitabile. Ne consegue 

che un'autorizzazione a munire lo stabile no. 523C di una stufa a legna 

con canna fumaria esula dalla nozione di trasformazione parziale e che 

l'autorizzazione ad una simile sostanziale modifica sarebbe contraria alla 

normativa federale. 

c) Giustamente, i ricorrenti neppure pretendono che possa essere loro 

riconosciuta un'autorizzazione eccezionale per stabili ad ubicazione 

vincolata. La destinazione d'uso attuale, quale rimessa può infatti essere 

soddisfatta anche in zona edificabile e l'uso come stalla è stato 

abbandonato. Per il resto, l'intervento richiesto non può neppure cadere 

sotto le altre nozioni di cui agli art. 24 – 24c LPT. Per questi motivi non si 

giustificano ulteriori considerazioni di merito a questo riguardo. 

5. In conclusione il rifiuto di accordare ai ricorrenti il permesso di munire lo 

stabile no. 523C di una canna fumaria e di una stufa a legna è confermato 

e il ricorso è respinto. In applicazione dell’art. 73 cpv. 1 della legge sulla 

giustizia amministrativa (LGA; CS 370.100), nella procedura di ricorso la 

parte soccombente deve di regola assumersi le spese. Queste vanno 

conseguentemente nell'evenienza poste a carico dei ricorrenti. 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

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2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 500.--

- e le spese di cancelleria di fr. 284.--

totale fr. 784.--

il cui importo sarà versato da A._____ e B._____, responsabili in solido, 

entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione 

all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]