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**Case Identifier:** b71f7739-fde4-5f1a-9c5d-d574936a189f
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-07-16
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 16.07.2021 RR.2021.115
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_RR-2021-115_2021-07-16.pdf

## Full Text

Sentenza del 16 luglio 2021 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 

Roy Garré, Presidente, 

Giorgio Bomio-Giovanascini e Stephan Blättler,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A., rappresentato dall'avv. Urs Späti 

 

Ricorrente 

 

   

  contro 

   

UFFICIO FEDERALE DI GIUSTIZIA, SETTORE 

ESTRADIZIONI 

 

Controparte 

 

   

Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all’Italia 

 

Decisione di estradizione (art. 55 AIMP) 

 

Assistenza giudiziaria gratuita (art. 65 PA) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RR.2021.115 
Procedura secondaria: RP.2021.32 

 

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 Fatti: 

 

A. Con segnalazione nel Sistema d’informazione Schengen (SIS) di SIRENE Italia 

del 24 giugno 2019, le autorità italiane, basandosi su un mandato di arresto 

europeo spiccato il 17 giugno 2019, hanno richiesto l’arresto ai fini di estradi-

zione di A. condannato il 24 novembre 2015 dal Tribunale ordinario di Milano a 

cinque anni e sei mesi di reclusione per il reato di violenza sessuale (art. 609 

bis CP/I), sentenza confermata sia dalla Corte d’appello di Milano in data 23 

maggio 2018 che dalla Corte Suprema di Cassazione l’8 febbraio 2019 (v. act. 

4.1, 4.2, 4.10 e 4.17a). 

 

 

B. Il 2 aprile 2021, A. è stato arrestato nel Canton Sciaffusa e posto in detenzione 

estradizionale in virtù di un'ordinanza di arresto provvisorio ai fini di estradizione 

dello stesso giorno (v. act. 4.3). Interrogato il giorno successivo dall’autorità giu-

diziaria cantonale, A., che ha confermato di essere la persona ricercata dalle 

autorità italiane, si è opposto alla propria estradizione in via semplificata (v. act. 

4.4). 

 

 

C. Il 6 aprile 2021, l'UFG ha emesso un ordine di arresto ai fini di estradizione nei 

confronti di A. (v. act. 4.7), notificato a quest’ultimo il 7 aprile 2021 (v. act. 4.9).  

 

 

D. Con nota verbale del 20 aprile 2021, l’Ambasciata d’Italia a Berna ha presentato 

alle autorità elvetiche una domanda formale di estradizione del Ministero della 

giustizia italiano datata 14 aprile 2021 (v. act. 4.10). 

 

 

E. Sentito il 28 aprile 2021, l’estradando ha confermato la sua opposizione 

all’estradizione (v. act. 4.13), posizione confermata con osservazioni del 7 e 

25 maggio 2021 (v. act. 4.15 e 4.19). 

 

 

F. Mediante decisione del 27 maggio 2021, l'UFG ha concesso l'estradizione di A. 

all'Italia (v. act. 1.1). 

 

 

G. Il 21 giugno 2021, il predetto ha interposto ricorso al Tribunale penale federale 

avverso la predetta decisione, postulandone l'annullamento. Egli ha altresì ri-

chiesto di essere ammesso all'assistenza giudiziaria e di essere posto al bene-

ficio del gratuito patrocinio (v. act. 1). 

 

 

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H. Invitato ad esprimersi sul suddetto ricorso, il 1° luglio 2021 l'UFG ha proposto 

di respingere il medesimo e di addossare a quest'ultimo le spese (v. act. 4). 

 

 

I. Con replica del 14 luglio 2021, il ricorrente ha in sostanza ribadito le conclusioni 

espresse in sede ricorsuale (v. act. 6).  

 

 

Le ulteriori argomentazioni addotte dalle parti nei loro rispettivi allegati verranno 

riprese, se necessario, nei successivi considerandi in diritto.  

 

 

 

 Diritto: 

 

1.  

1.1 In virtù degli art. 55 cpv. 3 e 25 cpv. 1 della legge federale sull'assistenza giudi-

ziaria internazionale in materia penale (AIMP; RS 351.1) e dell'art. 37 cpv. 2 

lett. a n. 1 della legge federale sull'organizzazione delle autorità penali della 

Confederazione (LOAP; RS 173.71), la Corte dei reclami penali è competente 

per statuire sui ricorsi contro le decisioni d'estradizione. Interposto entro 30 

giorni dalla notificazione scritta della decisione d'estradizione (art. 50 cpv. 1 

della legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA; 

RS 172.021], applicabile in virtù del rinvio previsto all'art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP), 

il ricorso è tempestivo. In qualità di estradando il ricorrente è manifestamente 

legittimato a ricorrere (v. art. 21 cpv. 3 AIMP; DTF 122 II 373 consid. 1b e rinvii). 

 

1.2 L'estradizione fra la Repubblica italiana e la Confederazione Svizzera è anzi-

tutto retta dalla Convenzione europea d'estradizione del 13 dicembre 1957 

(CEEstr; RS 0.353.1), entrata in vigore il 4 novembre 1963 per la Repubblica 

italiana e il 20 marzo 1967 per il nostro Paese, dal Secondo Protocollo addizio-

nale alla CEEstr del 17 marzo 1978 (PA II CEEstr; RS 0.353.12), entrato in 

vigore per la Repubblica italiana il 23 aprile 1985 e per la Svizzera il 9 giugno 

1985, dal Terzo Protocollo addizionale alla CEEstr del 10 novembre 2010 (PA 

III CEEstr; RS.0353.13), entrato in vigore per la Repubblica italiana il 1° dicem-

bre 2019 e per la Svizzera il 1° novembre 2016, nonché dal Quarto Protocollo 

addizionale alla CEEstr del 20 settembre 2012 (PA IV CEEstr; RS 0.353.14), 

entrato in vigore per la Repubblica italiana il 1° dicembre 2019 e per la Svizzera 

il 1° novembre 2016. Di rilievo sono inoltre, a partire dal 12 dicembre 2008, gli 

art. 59 e segg. della Convenzione di applicazione dell’Accordo di Schengen del 

14 giugno 1985 (CAS; n° CELEX 42000A0922(02); Gazzetta ufficiale 

dell’Unione europea L 239 del 22 settembre 2000, pag. 19-62; testo non pub-

blicato nella RS ma consultabile sulla piattaforma di pubblicazione Internet della 

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/de/ALL/?uri=CELEX:42000A0922(02)

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Confederazione alla voce “Raccolta dei testi giuridici riguardanti gli accordi bi-

laterali”, 8.1 Allegato A; https://www.admin.ch/opc/it/european-union/internatio-

nal-agreements/008.html) unitamente alla decisione 2007/533/GAI del Consi-

glio, del 12 giugno 2007, applicabile dal 9 aprile 2013, sull’istituzione, l’esercizio 

e l’uso del sistema di informazione Schengen di seconda generazione (SIS II), 

segnatamente gli art. 26-31 (n° CELEX 32007D0533; Gazzetta ufficiale 

dell’Unione europea L 205 del 7 agosto 2007, pag. 63-84; consultabile alla voce 

“Raccolta dei testi giuridici riguardanti gli accordi bilaterali”, 8.4 Sviluppi dell’ac-

quis di Schengen), così come, a partire dal 5 novembre 2019, le norme della 

Convenzione del 27 settembre 1996 relativa all’estradizione tra gli Stati membri 

dell’Unione europea (n° CELEX 41996A1023(02); Gazzetta ufficiale dell’Unione 

europea C 313 del 23 ottobre 1996, pag. 12-23, consultabile alla voce “Raccolta 

dei testi giuridici riguardanti gli accordi bilaterali”, 8.2 Allegato B) unitamente alla 

decisione 2003/169/GAI del Consiglio, del 27 febbraio 2003 (n° CELEX 

32003D0169; Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 67 del 12 marzo 2003, 

pag. 25 e seg., consultabile alla voce “Raccolta dei testi giuridici riguardanti gli 

accordi bilaterali”, 8.2 Allegato B). Impregiudicate disposizioni più favorevoli 

all’assistenza in vigore tra le parti (art. 59 n. 2 CAS; art. 1 cpv. 2 della Conven-

zione relativa all’estradizione tra gli Stati membri dell’EU). 

 

1.3 Alle questioni che il prevalente diritto internazionale contenuto in detti trattati 

non regola espressamente o implicitamente, come pure quando il diritto nazio-

nale sia più favorevole all'estradizione rispetto a quello convenzionale (cosid-

detto principio di favore), si applica l'AIMP, unitamente alla relativa ordinanza 

(OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP; DTF 145 IV 294 consid. 2.1; 142 IV 

250 consid. 3; 140 IV 123 consid. 2; 137 IV 33 consid. 2.2.2; 136 IV 82 consid. 

3.1; 130 II 337 consid. 1; 128 II 355 consid. 1; 124 II 180 consid. 1a; 123 II 134 

consid. 1a; 122 II 140 consid. 2, 373 consid. 1a). È fatto salvo il rispetto dei diritti 

fondamentali (DTF 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 595 consid. 7c; TPF 2008 24 

consid. 1.1). 

 

 

2. Il ricorrente sostiene innanzitutto di non avere avuto la possibilità di difendersi 

adeguatamente nel procedimento in Italia. La nomina del difensore d’ufficio sa-

rebbe intervenuta senza un suo coinvolgimento. A suo parere, sarebbe inoltre 

mancata un’istruzione dettagliata e il suo difensore non avrebbe fatto vera-

mente valere i suoi argomenti, ciò che avrebbe condotto a una sentenza incom-

prensibile. Non avendo il ricorrente rilasciato un recapito, gli scritti a lui destinati 

sarebbero stati notificati al suo difensore in Italia, rendendo fittizia la sua parte-

cipazione alla procedura. Egli ritiene parimenti di non essere stato corretta-

mente citato. Il giudizio italiano sarebbe inoltre manifestamente viziato: da una 

parte, mancherebbe una deposizione formale della vittima in qualità di testi-

mone sulla quale il ricorrente avrebbe dovuto esprimersi; dall’altra, le dichiara-

zioni rilasciate dalla vittima non sarebbero credibili.  

https://www.admin.ch/opc/it/european-union/international-agreements/008.html
https://www.admin.ch/opc/it/european-union/international-agreements/008.html
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/de/ALL/?uri=CELEX:32007D0533
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/it/ALL/?uri=CELEX:41996A1023(02)
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/it/ALL/?uri=CELEX:32003D0169

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2.1 L'art. 2 AIMP prevede che la domanda di cooperazione in materia penale è se-

gnatamente irricevibile se vi è motivo di credere che il procedimento all'estero 

non corrisponda ai principi procedurali della CEDU o del Patto ONU II (lett. a) 

oppure se esso presenta altre gravi deficienze (lett. d). Secondo l'art. 3 n. 1 del 

Secondo Protocollo addizionale alla CEEstr, il cui contenuto corrisponde in so-

stanza all'art. 37 cpv. 2 AIMP, quando una Parte Contraente chiede a un'altra 

Parte Contraente l'estradizione di una persona allo scopo di eseguire una pena 

o una misura di sicurezza pronunciata nei suoi confronti con sentenza contu-

maciale, la Parte richiesta può rifiutare l'estradizione a tale scopo se, a suo pa-

rere, la procedura giudiziale non ha rispettato i diritti minimi della difesa ricono-

sciuti a ogni persona accusata di un reato. L'estradizione sarà nondimeno con-

cessa se la Parte richiedente offre garanzie ritenute sufficienti per assicurare 

all'estradando il diritto a un nuovo processo che salvaguardi i diritti della difesa 

(v. anche TPF 2012 23 consid. 3.3). Questa decisione autorizza la Parte richie-

dente, sia a eseguire la sentenza in questione se il condannato non vi si oppone, 

sia, se questi si oppone, a processare nuovamente l'estradato (v. sentenza del 

Tribunale penale federale RR.2011.30 del 21 febbraio 2011 consid. 3.1). Ad 

una persona condannata in contumacia può venir negata la possibilità di essere 

rigiudicata in contraddittorio soltanto se è accertato che sia stata correttamente 

citata a comparire (TPF 2012 23 consid. 2 e 3.2.2). 

 

2.2 In concreto, si constata che nella sua sentenza del 24 novembre 2015, il Tribu-

nale penale di Milano, in data 6 ottobre 2015, “rilevata la regolarità della notifica 

introduttiva nei confronti del A. - disponeva procedersi in assenza dell’imputato, 

questi, infatti, era già stato dichiarato formalmente assente in udienza prelimi-

nare, nonostante fosse stato raggiunto presso il domicilio noto in Germania, ma 

non avesse eletto domicilio in Italia, le notifiche si sono pertanto perfezionate 

presso il difensore domiciliatario ex lege, il quale per altro all’udienza del 

24.11.2015 ha dichiarato di avere preso contatto personale con l’imputato che 

si sarebbe limitato a negare genericamente la propria responsabilità, “senza 

adottare altre iniziative in sua difesa”. L’imputato pertanto è stato citato ritual-

mente e risulta anche edotto in concreto della pendenza del procedimento e 

inoltre, dopo aver constatato che la notifica alla persona offesa non era stata 

eseguita neppure a norma dell’art. 154 cpp. ordinava la notificazione del decreto 

e del verbale di udienza alla medesima e rinviava il processo, il Pm veniva sin 

da allora autorizzato a citare i testi della propria lista. All’udienza del 24.11.2015, 

esaurita la verifica della regolare costituzione delle parti e rilevata l’assenza sia 

dell’imputato sia della persona offesa, il Presidente del Collegio dichiarava 

aperto il dibattimento e invitava le parti a richiedere l’ammissione dei rispettivi 

mezzi di prova” (v. sentenza, pag. 3, in act. 4.10). Quanto precede permette 

senz’altro di affermare che l’estradando, al corrente del procedimento penale 

pendente a suo carico in Italia e correttamente citato a comparire, ha deciso di 

non partecipare al processo senza alcuna giustificazione, scelta che ha quindi 

http://links.weblaw.ch/BSTGER-RR.2011.30

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implicato la rinuncia da parte sua a fornire la sua versione dei fatti. A fronte di 

ciò, le autorità penali italiane hanno quindi disposto la nomina di un difensore 

d’ufficio al quale gli atti della procedura sono stati correttamente notificati. La 

sentenza contumaciale che ne è scaturita non costituisce quindi un ostacolo 

all’estradizione. Per quanto riguarda le critiche al procedimento estero, si rileva 

che il ricorrente, mediante il suo difensore, ha potuto far valere le proprie cen-

sure dinanzi a due istanze di ricorso, le quali hanno confermato la sentenza di 

primo grado. Nessuna delle autorità adite ha ravvisato violazioni dei diritti della 

difesa o altri vizi procedurali o materiali, ritenendo credibili le dichiarazioni della 

vittima anche sulla base di adeguati elementi indiziari esterni (v. act. 4.10 e 

4.17a). Per il resto, il giudice dell’assistenza non è abilitato a sindacare il merito 

delle sentenze estere. 

 

 

3. Il ricorrente afferma di vivere in Germania dal 1990, Paese che costituisce il 

centro dei suoi interessi vitali. L’Italia avrebbe già chiesto l’estradizione alla Ger-

mania, senza successo. La procedura sarebbe ancora pendente e un tema sa-

rebbe quello di eventualmente scontare la pena in Germania, dato che un’ese-

cuzione in Italia violerebbe di fatto il suo diritto ad avere contatti regolari con i 

suoi familiari giusta l’art. 8 CEDU.  

 

3.1 L’art. 8 CEDU non costituisce di per sé un ostacolo a una estradizione (DTF 

144 I 266 consid. 3.2; 122 II 433 consid. 3b; TPF 2020 81 consid. 2.2.2). Qual-

siasi pena detentiva da scontare compromette infatti le relazioni familiari e pro-

fessionali, ma ciò non è sufficiente come argomento (v. DTF 120 Ib 120 con-

sid. 3d). Nelle cause d'estradizione in cui l'art. 8 CEDU è stato invocato, la giu-

risprudenza sia nazionale che europea si è sempre fondata sulla cifra 2 di tale 

disposizione per affermare che l'ingerenza nel diritto alla protezione della fami-

glia era una conseguenza inevitabile, e quindi accettabile, dell'estradizione 

(DTF 117 Ib 210 consid. 3b/cc con riferimenti). Tale disposizione può tuttavia 

essere di ostacolo all'estradizione se quest'ultima appare come un'ingerenza 

sproporzionata nella vita familiare dell'interessato (DTF 129 II 100 consid. 3.5). 

Il Tribunale federale ha così rifiutato un'estradizione alla Germania richiesta per 

l'esecuzione di un saldo di pena di 473 giorni di prigione per un reato di ricetta-

zione. L'interessato aveva due figlie minori in Svizzera e la carcerazione aveva 

messo la sua compagna, invalida al 100% e incinta di un terzo figlio, in uno 

stato ansio-depressivo generatore d'idee suicidarie. In tali circostanze, la Sviz-

zera ha potuto incaricarsi dell'esecuzione sul suo territorio del saldo di pena 

ancora da scontare (v. DTF 122 II 485 consid. 3 e 4 entrambi non pubblicati). 

L'Alta Corte federale ha tuttavia avuto l'occasione, in una causa ulteriore, di 

precisare che un tale rifiuto era del tutto eccezionale e non entrava in linea di 

conto in altre circostanze (sentenza del Tribunale federale 1A.9/2001 del 

16 febbraio 2001 consid. 3c). 

 

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3.2 In concreto non ci si trova certamente in un caso analogo a quello sopra de-

scritto. La situazione familiare che emerge dall'incarto non presenta criticità 

nemmeno lontanamente paragonabili a quelle di cui nella DTF 122 II 485. Le 

difficoltà alle quali il ricorrente e la sua famiglia sono esposti costituiscono i nor-

mali inconvenienti legati di per sé all'espiazione di qualsiasi pena detentiva. Il 

fatto che la Germania possa aver già negato la sua estradizione all’Italia non ha 

altresì nessun influsso sulla presente procedura. Le autorità elvetiche analiz-

zano infatti in maniera indipendente le richieste di estradizione estere, essendo 

vincolate unicamente ai trattati in vigore e al proprio diritto nazionale. Su questi 

punti il ricorso deve ugualmente essere respinto. 

 

 

4. In conclusione, non vi è nessuna ragione per negare l'estradizione. Ne conse-

gue che il ricorso deve essere integralmente respinto. 

 

 

5. Il ricorrente sollecita la concessione del beneficio dell'assistenza giudiziaria e 

del gratuito patrocinio nella persona dell'avv. Urs Späti (v. act. 1, pag. 5 nonché 

RP.2021.32, act. 3). 

 

5.1 La persona perseguita può designare un patrocinatore. Se vi prescinde o non è 

in grado di farlo e la tutela dei suoi interessi lo richiede, le è nominato un patro-

cinatore d'ufficio (art. 21 cpv. 1 AIMP). Se una parte non dispone dei mezzi 

necessari e le sue conclusioni non sembrano prive di probabilità di successo, 

l'autorità di ricorso, il suo presidente o il giudice dell'istruzione la dispensa, a 

domanda, dopo il deposito del ricorso, dal pagamento delle spese processuali 

(art. 65 cpv. 1 PA). Il Tribunale federale considera prive di probabilità di suc-

cesso le conclusioni le cui prospettive di successo sono sensibilmente inferiori 

a quelle di insuccesso, e che di conseguenza non possono essere definite serie. 

Decisivo è sapere se una parte che dispone dei mezzi finanziari necessari af-

fronterebbe ragionevolmente un processo: chi non è disposto ad affrontare a 

proprie spese un processo non deve poterlo fare soltanto perché la procedura 

è gratuita. L'esistenza di sufficienti probabilità di successo va giudicata somma-

riamente in base alle condizioni al momento dell'introduzione della domanda 

(v. DTF 138 III 217 consid. 2.2.4; 133 III 614 consid. 5; sentenze del Tribunale 

federale 5A_264/2012 del 6 dicembre 2012 consid. 4.1; 5A_711/2011 del 21 di-

cembre 2011 consid. 3.1). 

 

Dottrina e giurisprudenza concordano nel ritenere che la parte che richiede l'as-

sistenza giudiziaria abbia il dovere di fornire ragguagli completi e, per quanto 

possibile, comprovati, sul proprio reddito, patrimonio e sull'insieme dei propri 

oneri finanziari. Le informazioni e i relativi mezzi di prova devono fornire un'im-

magine fedele, completa e coerente della situazione finanziaria del richiedente. 

In caso contrario l'istanza deve essere respinta, non essendo sufficientemente 

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sostanziato o dimostrato lo stato di indigenza (DTF 125 IV 161 consid. 4a; sen-

tenze del Tribunale penale federale RP.2014.62 del 26 agosto 2014 consid. 2.1; 

BH.2006.6 del 18 aprile 2006 consid. 6.1; cfr. anche 

HARARI/JAKOB/SANTAMARIA, Commentario romando, 2a ediz. 2019, n. 59a e 

59b ad art. 132 CPP; BÜHLER, Die Prozessarmut, in C. Schöbi [ed.], Gerichts-

kosten, Parteikosten, Prozesskaution, unentgeltliche Prozessführung, 2001, 

pag. 189 e segg.). 

 

5.2 Nella fattispecie, sono stati compilati e inoltrati due formulari per la richiesta 

dell’assistenza giudiziaria, uno firmato dal ricorrente e l’altro dalla moglie B. (v. 

RP.2021.32, act. 3.1 e 3.2). Nel primo, il ricorrente si è limitato ad indicare un 

debito di EUR 1'000.– nei confronti della banca C. di Furtwangen, in Germania, 

e spese d’affitto mensili di EUR 520.– (v. RP.2021.32, act. 3.1, pag. 3 e seg.) 

barrando senza ulteriori spiegazioni tutte le altre voci. Nel secondo, per quanto 

riguarda la fortuna, viene menzionata un’automobile della moglie del recla-

mante del valore di EUR 10'000.– (v. RP.2021.32, act. 3.2, pag. 3). Nelle spese 

mensili figura un importo di EUR 650.– legato all’affitto, EUR 150.– per spese 

d’automobile, EUR 350.– di contributi per i figli e EUR 1'000.– per ammorta-

menti di debiti (v. ibidem, act. 3.2, pag. 4). Per quanto concerne i redditi mensili, 

viene indicato un salario di circa EUR 1'300.– legato all’attività della moglie del 

ricorrente (v. ibidem, act. 3.2, pag. 5). Su un foglio separato, quest’ultima ha 

indicato le seguenti ulteriori spese: EUR 350.– per “Kosten für Unterhalt eines 

unehlichen Kindes”; EUR 117.16 per “Kosten aus der Versicherung des Autos”; 

EUR 100.– per “Abrechnung Stromkosten”; EUR 200.– per “Kosten aus Inter-

net, Handy und Festnetz” e ca EUR 60.– per “Diverse Kosten aus Medikamente 

der Ehefrau” (v. RP.2021.32, act. 3.3). 

 

Ora, nel formulario è chiaramente indicato che “tutte le indicazioni concernenti 

la situazione finanziaria devono essere provate. I documenti ufficiali devono es-

sere allegati alla domanda. I redditi devono essere giustificati da un’attestazione 

di salario, da una contabilità o tutt’altro documento (p. es. estratto conto). Le 

spese invocate (affitto, premi d’assicurazione, pensioni alimentari, imposte, rim-

borso di debiti, ecc.), la loro esistenza così come i pagamenti regolari devono 

essere dimostrati (p. es. mediante contratto, attestazioni, fatture, ricevute). Il 

saldo di tutti i conti deve essere documentato” (v. RP.2021.32, act. 3.1, pag. 2). 

In concreto, nonostante le esigenze di completezza e di allegazione testé indi-

cate, il ricorrente, pur coadiuvato dal suo patrocinatore e dalla moglie, si è limi-

tato a trasmettere alcuni estratti bancari, un documento intitolato “Abrech-

nungsübersicht” relativo a una vendita a rate di prodotti elettronici nonché tre 

ricevute concernenti altrettante operazioni effettuate con una carta di credito (v. 

RP.2021.32, act. 3.4). Tali documenti permettono soltanto con difficoltà di veri-

ficare i dati indicati nei formulari e, di conseguenza, di procedere a un esame 

esaustivo della situazione finanziaria del ricorrente. Mancano infatti i certificati 

di stipendio sia del ricorrente, sia della moglie, per cui è solo per congetture che 

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questa Corte ha potuto distinguere i versamenti di stipendio sul conto del ricor-

rente. Vi è dunque motivo di dubitare che la richiesta sia sufficientemente com-

provata ai sensi della sopraccitata giurisprudenza, ma la questione può essere 

lasciata indecisa visto che essa va già respinta per la non sussistenza delle 

sufficienti probabilità di successo cumulativamente richieste in virtù dell'art. 65 

cpv. 1 PA. Le censure sollevate dal ricorrente erano infatti palesemente infon-

date alla luce delle disposizioni nazionali e internazionali in vigore in materia 

estradizionale, nonché dei consolidati principi giurisprudenziali che si applicano 

in simili fattispecie. Si osserva altresì che la decisione dell'UFG del 29 aprile 

2021, con cui l'autorità ha accolto la richiesta di nomina di un difensore d'ufficio 

(v. act. 4.14), non ha nessun valore pregiudiziale per la procedura ricorsuale. In 

effetti, ciò è stato accordato da parte dell'UFG nell'ambito della procedura estra-

dizionale di fronte all’autorità di prime cure, la quale va distinta dalla procedura 

ricorsuale dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, 

autorità che valuta i requisiti del gratuito patrocinio in virtù dell'art. 65 cpv. 1 PA, 

indipendentemente quindi dai requisiti di nomina del patrocinatore d'ufficio giu-

sta l'art. 21 cpv. 1 AIMP. La richiesta di assistenza giudiziaria gratuita va quindi 

respinta. 

 

 

6. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 PA). La tassa di giustizia 

è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis PA, nonché 5 e 8 cpv. 3 

del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le 

indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162) ed è fis-

sata nella fattispecie a fr. 2'000.–. 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è respinto. 

2. La domanda di assistenza giudiziaria gratuita è respinta. 

3. Le spese di fr. 2'000.– sono poste a carico del ricorrente. 

 
 
Bellinzona, 16 luglio 2021  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Urs Späti 

- Ufficio federale di giustizia, Settore Estradizioni 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale deve 
essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale della 
decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne un’estradizione, un 
sequestro, la consegna di oggetti o beni oppure la comunicazione di informazioni inerenti alla sfera segreta 
e se si tratti di un caso particolarmente importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un caso è particolarmente 
importante segnatamente laddove vi sono motivi per ritenere che sono stati violati elementari principi 
procedurali o che il procedimento all’estero presenta gravi lacune (art. 84 cpv. 2 LTF).