# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7b625063-11dd-5fec-bd03-37ba8a795f8e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-03-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 04.03.2015 38.2014.72
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2014-72_2015-03-04.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  38.2014.72

   

  dc/sc

  	
  Lugano

  4 marzo 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
						

statuendo sul ricorso del 15 dicembre 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 12 novembre 2014 emanata
  da

  
	
   

  	
  Sezione del lavoro Ufficio delle misure attive, 6501
  Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione
su opposizione del 12 novembre 2014 la Sezione del lavoro Ufficio delle misure
attive (in seguito: UMA) ha confermato la decisione del 30 ottobre 2014 (cfr.
doc. A 4) ed ha respinto la richiesta di RI 1 di ottenere un sussidio per le
spese di pendolare, in quanto il nuovo lavoro a __________ non si trova fuori
dalla regione di domicilio (__________).

 

                                         Al riguardo
l'amministrazione si è così espressa:

 

" (…)

4.   L'UMA ha
proceduto, come da prassi in uso, alla verifica nel sistema informatico
Infostrada del TCS della distanza chilometrica tra il luogo di domicilio (__________)
e il luogo di lavoro (__________) evidenziando km 47 con un tempo di
percorrenza di 38 minuti.

 

5.   Con decisione
del 30 ottobre 2014 l'UMA, in base agli artt. 68 cpv. 1 LADI e 91 lett. a/b
OADI (tragitto superiore ai 50 km con utilizzo del mezzo privato tempo di
percorrenza superiore ad un'ora) ha emesso la decisione oggetto di opposizione
respinta.

 

6.   I riferimenti indicati nell'opposizione:

 

distanza chilometrica luogo di
domicilio/luogo di lavoro: 52 km con un tempo di percorrenza di 1 ora e 15
minuti;

 

      tabella con l'indicazione delle tratte SRU 2005.

7.   Al riguardo
delle considerazioni esposte nell'opposizione l'Ufficio delle misure attive osserva:

 

      -    la
distanza indicata al punto 4. risulta dal sistema Infostrada del TCS, in
dotazione all'Amministrazione Cantonale per il calcolo delle distanze
chilometriche.

      -    La tabella SRU del 2005 non è più in vigore. (…)"
(Doc. A1)

 

                               1.2.   Contro questa decisione
l'assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel quale chiede che
venga riconosciuto il diritto alle prestazioni rilevando:

 

" (…)

Contrariamente quanto da loro indicato la
distanza chilometrica ammonta a km 52 con un tempo di percorrenza di un'ora e
15 minuti.

 

(variabile dal traffico sulle strade, lavori in
corso e nodi stradali).

 

Difatti dovevo raggiungere __________ centro, a
questo proposito allego fotocopia della tabella emanata dal Cantone Ticino per
le differenti tratte sul territorio Ticinese.

 

Non credo nel modo più assoluto che, la tratta
chilometrica tra __________ e __________ abbia avuto delle notevoli modifiche
di distanza in questi ultimi anni; mentre sono informato che l'ufficio misure
attive ha portato i chilometri riconosciuti da 35 a 50 km." 

(Doc. I)

 

                               1.3.   Nella sua
risposta del 30 dicembre 2014 l'UMA propone di respingere il ricorso (cfr. doc.
III).

 

                               1.4.   Su richiesta
del TCA il 29 gennaio 2015 l’UMA ha trasmesso il dettaglio stradale del TCS per
la tratta __________ -__________ (cfr. doc. V e V1).

                                         Il 2 febbraio 2015 questo
Tribunale ha assegnato all’assicurato un termine di 10 giorni per inoltrare
osservazioni scritte (cfr. doc. VI).

                                         Il ricorrente non ha
formulato osservazioni.

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria 

                                         (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF  9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il TCA è
chiamato a stabilire se RI 1 ha diritto oppure no ai sussidi per pendolare. 

 

                                         Il 1° luglio
2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI del 22 marzo 2002,
accettata dal popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag.
2502 segg.; RU N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

 

                                         Questa
revisione della LADI non ha sostanzialmente modificato i provvedimenti inerenti
al mercato del lavoro, che peraltro erano già stati estesi con la seconda
revisione della legge del 1995.

                                         Questi
provvedimenti si sono rivelati un valido strumento di prevenzione e di lotta
contro la disoccupazione e pertanto sono stati mantenuti (cfr. Consiglio
federale, Messaggio concernente la revisione della legge sull'assicurazione
contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, p.to 1.1.2., in FF 2001 N. 23
del 12 giugno 2001, pag. 1972):

 

" (…)

In linea di massima, la presente revisione non
concerne gli URC recentemente istituiti né il rafforzamento dei PML conseguito
sino ad oggi con la revisione del 1995.

Entrambi gli strumenti si sono dimostrati validi e
vanno pertanto mantenuti nella forma attuale, anche se leggermente migliorata.
(…)"

 

                                         Per quel che
riguarda i provvedimenti atti a favorire la mobilità geografica (cfr. D.
Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage". Ed. Helbing &
Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Meno 1992 pag. 119-120 e pag. 486-511; A
Leu, "Die Abeitsmarktlichen Massnahmen". Ed. Schultess Juristische
Medien AG. Zurigo. Basilea. Ginevra, 2006 pag. 143 seg.; B. Rubin,
"Commentaire sur l'assurance-chômage". Ed Schultess Juristische
Medien AG, Zurigo. Basilea. Ginevra, 2014 pag. 497-504
seg.), inseriti nella Sezione 4 ("Provvedimenti speciali") del
Capitolo 6 (Provvedimenti inerenti al mercato del lavoro") della LADI la
terza revisione della legge ha modificato l'art. 68 LADI.

 

                                         Questa disposizione legale
ha attualmente il seguente tenore:

 

" Sussidi per gli assicurati pendolari e soggiornanti settimanali;
presupposti del diritto.

 

1L'assicurazione
accorda agli assicurati sussidi speciali se:

    a.  non
è stato possibile procurare loro un'occupazione adeguata nella loro regione di
domicilio; e

    b.  hanno
adempiuto il periodo di contribuzione ai sensi dell'articolo 13.

 

2Gli assicurati
interessati ricevono i sussidi, entro il termine quadro, per complessivamente
sei mesi al massimo 

 

3Essi ricevono
sussidi solo nella misura in cui, a causa del lavoro esterno, subiscano perdite
finanziarie rispetto alla loro ultima attività."

 

                                         Il Consiglio
federale, nel Messaggio concernente la revisione dell'assicurazione contro la
disoccupazione del 28 febbraio 2001 (cfr. FF 2001 p. 1967 seg.), si è al
riguardo così espresso:

 

" Tutti i presupposti del diritto sono riuniti in un unico articolo. Per
questo motivo gli articoli 68 e 71 sono fusi in un solo articolo.

 

La nuova lettera b del capoverso 1 sostituisce il
capoverso 2. I sussidi per le spese di pendolare e di soggiornante settimanale
possono essere versati solo nella misura in cui, a cagione del lavoro esterno,
l'assicurato subisca perdite finanziarie rispetto alla sua ultima attività. La
definizione di «ultima attività» va quindi intesa ai sensi
dell'articolo 23 capoverso 1. Il guadagno assicurato di riferimento è pertanto
quello conseguito grazie a una prestazione lavorativa prima di entrare in
disoccupazione. 

Le persone esonerate dall'adempimento del periodo di
contribuzione non hanno quindi diritto a questi sussidi.

 

I capoversi 2 e 3 sostituiscono l'articolo 71"
(p. 2014)

 

                                         La terza
revisione della LADI ha quindi reso più restrittivo il diritto ai sussidi per
gli assicurati pendolari o soggiornanti settimanali nel senso che, a differenza
di quanto accadeva in precedenza (cfr. D. Cattaneo, op. cit., p. 501 e
372-385), le persone che sono esonerate dal periodo di contribuzione non
hanno diritto a questa prestazione (cfr. STCA 38.2007.20 del 4 luglio 2007).

 

                                         L'art. 91
OADI, nella versione in vigore dal 1° aprile 2011, stabilisce che:

 

" il luogo di lavoro si trova nella regione di
domicilio dell'assicurato qualora:

 

a.   esista
tra il luogo di lavoro e il luogo di domicilio un collegamento mediante un
mezzo di trasporto pubblico, la cui tratta non superi 50 km; oppure

 

b.   l'assicurato
può raggiungerlo dal luogo di domicilio in un'ora, mediante un veicolo privato
di cui può disporre."

 

                                         Sulle misure di mobilità
geografica D. Cattaneo (op.cit., pag. 486-489) sottolinea quanto segue:

 

" 816.    Compte tenu du fait que «dans une économie libérale il  n'est pas possible d'imposer à un
travailleur de changer de région pour y occuper un emploi libre» (BOIS), la loi
ne peut que prévoir des «incitations» à la mobilité géographique. Cette mesure,
«qui peut contribuer à mieux tirer parti des réserves de travail qui existent»
(CONSEIL FEDERAL) et à combattre le chômage frictionnel (GERHARDS), est
encouragée, dans le système de la LACI, par l'attribution de certaines
prestations aux travailleurs auxquels il n'a pas été possible d'assigner un
travail convenable dans la région de domicile (cf. chapitre 6, section 2:
Emploi hors de la région de domicile; art. 68-71 LACI).

 

817.    Les mesures de
mobilité géographique, qui ont un caractère individuel, consistent dans le
versement d'une indemnité pour les frais de déplacement quotidien (art. 68 al.
1 let. A LACI) et d'une contribution aux frais de déplacement et de séjour
hebdomadaires 8art. 68 al 1 let. b LACI) aux travailleurs «auxquels
il n'a pas été possible d'attribuer un travail convenable dans la région de
leur domicile et qui ont accepté un emploi hors de celle-ci pour ne pas tomber
au chômage ou y rester».

           Le CONSEIL
FEDERAL a précisé dans son message que «l'expression
«région de domicile» veut bien dire que ces dispositions ne seront pas
applicables lorsque, par exemple, seul un emploi a été trouvé dans une localité
voisine du lieu de domicile. Cette notion sera donc à préciser dans
l'ordonnance».

           L'art. 91 OACI a donc délimité la notion
de «région de domicile».

Selon cette disposition, le lieu de travail se
trouve dans la région de domicile de l'assuré lorsqu'«il existe entre le lieu
de travail et le lieu de domicile une liaison par un moyen de transport public
et que celle-ci l'excède pas 30 kilomètres tarifaires» (lettre a) ou «l'assuré
peut parcourir la distance séparant le lieu de travail du lieu de domicile en
une demi-heure, au moyen d'un véhicule privé dont il peut disposer» (lettre b).

 

818.    Notre exécutif a
affirmé dès le début que «l'encouragement de la mobilité géographique pose plus
de problèmes que celui de la mobilité professionnelle» car il peut «aboutir à
dépeupler certaines régions et à renforcer la concentration démographique et
économique déjà excessive dans d'autres régions, c'est-a-dire à provoquer un
conflit avec les objectifs de la politique régionale».

           Pour tenir
compte de cet aspect, on a ainsi élaboré une législation avec un nombre de
mesures extrêmement limité, dans laquelle, en outre, «le versement des
prestations dépend de conditions strictes» et où «il incombe â l'autorité
cantonale de décider de l'octroi de prestations» (CONSEIL FEDERAL).

           GREBER, après avoir souligné que la
prévention du chômage et la réadaptation à l'emploi doivent être conçues comme
des prestations du régime, observe «qu'il convient d'user avec prudence de la
mobilité géographique pour tenir compte des habitudes de vie et pour éviter une
concentration économique excessive dans certains centres».

           GERHARDS motive aussi la conception
restrictive pour des raisons d'ordre sociologique et même socio-politiques
liées au fonctionnement de notre système démocratique.

           L'OFIAMT remarque, avec raison, que
l'importance du conflit d'objectifs entre politique du marché du travail et
politique régionale, bien que possible, ne doit pas aujourd'hui être
surestimée, compte tenu de l'efficacité limitée des mesures de la LACI visant à
promouvoir la mobilité géographique des assurés. TSCHUDI relève d'ailleurs que
ces mesures sont peu utilisées en pratique.

 

819.    Toutefois, pour
tenir compte de ces objectifs également importants, la doctrine (cf. GERHARDS)
et la jurisprudence ont explicitement affirmé qu'il est préférable de
promouvoir la mobilité professionnelle dans la région de domicile plutôt que
d'obliger l'assuré à quitter cette région pour retrouver un travail.

Par exemple, dans les arrêts Z. SA et Sch. SA le TFA
a affirmé:

« Au
demeurant, la jurisprudence (ATF 112 V 253, 111 V 404 consid. 2; DTA 1987 N° 3
p. 46 consid. 3b) a eu l'occasion de relever le caractère prioritaire de la
mobilité professionnelle dans la région de domicile par rapport à l'allocation
– subsidiaire – des indemnités et contributions aux frais de déplacement et de
séjour (voir aussi Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversichrungsgesetz
(AVIG), Tome II, p. 670 ss.).»"

 

                                         A proposito della regione di domicilio B. Rubin (op.cit. pag. 499-500),
si è così espresso:

 

" 9    Notion de région de domicile. – Ce n'est que si l'emploi est situé hors de la région de domicile
qu'une contribution peut se justifier. La notion de domicile est calquée sur
celle de l'art. 8 al. 1 let. c LACI (SVR 1997 ALV p. 314). Sur cette notion: 8
N 7 ss.

 

10  Selon l'art.
91 OACI, le lieu de travail se trouve dans la région de domicile de l'assuré
lorsque:

 

      -    il existe entre le lieu de travail et le lieu de domicile
une liaison par un moyen de transport public et que celle-ci n'excède pas 50
kilomètres tarifaires (let. a); ou

      -    l'assuré peut parcourir la distance séparant le lieu de
travail du lieu de domicile en une heure, au moyen d'un véhicule privé dont il
peut disposer (let. b).

 

Le 1er avril
2011, le Conseil fédéral a étendu la notion de région de domicile et a ainsi
restreint l'accès à la mesure (N 4 ci-dessus). Il ne faudrait pas que la notion
de région de domicile s'étende encore davantage car c'est le principe même de
l'encouragement à la mobilité géographique qui serait alors remis en question.

 

11  Le seul fait
que le lieu de travail et le lieu de domicile soient à une heure de route (let.
b ci-dessus) ne suffit pas pour considérer que l'emploi est dans la région de
domicile. Encore faut-il que l'assuré puisse disposer d'un véhicule privé. Dans
ce cadre, il faut tenir compte, le cas échéant, du fait que le véhicule est par
exemple déjà utilisé pour des raisons impérieuses par le conjoint éventuel.

 

Les logiciels routiers
peuvent donner une indication concernant les temps de déplacement.

Toutefois, ils ne
sauraient servir de références absolues. Ce sont les circonstances concrètes et
effectives qui sont déterminantes. Il faut par exemple tenir compte de travaux
éventuels ou d'encombrements aux heures de pointe, ainsi que de la vitesse
maximale du véhicule utilisé."

 

                                         Le Direttive
della Segreteria di Stato dell'economica (SECO) del gennaio 2014 relative ai
provvedimenti inerenti al mercato del lavoro, a proposito della regione di
domicilio, prevedono che:

 

" L18     Il luogo di lavoro si trova al di fuori della regione di domicilio 

dell'assicurato se tra
il luogo di lavoro e il luogo di domicilio esiste un collegamento mediante un
mezzo di trasporto pubblico (treno, bus, ecc.) per un tragitto superiore ai 50
km, oppure se l'assicurato non può raggiungerlo dal luogo di domicilio in
un'ora mediante un veicolo (art. 91 OADI a contrario), a condizione che
l'assicurato ne possegga uno.

 

L19     Se i chilometri non possono essere
determinati, sebbene vi sia un mezzo di trasporto pubblico a disposizione,
occorre basarsi sulla durata effettiva del tragitto, in analogia con l'art. 91
lett. b OADI.

 

L20     In caso di utilizzazione di un veicolo
privato, la durata del tragitto è calcolata stimando la durata media del
percorso. La durata del percorso e la distanza possono essere determinate
utilizzando un programma informativo come Twixroute."

 

                                         Le direttive
amministrative non costituiscono norme giuridiche e non sono vincolanti per il
giudice delle assicurazioni sociali (cfr. STF 8C_688/2011 del 13 febbraio 2012
consid. 3.2.1; DTF 138 V 50 consid. 4.1 pag. 54; DTF
137 V 434 consid. 4.2 pag. 438; DTF 133 V 169 consid. 10.1
pag. 181). 

                                         Quest’ultimo
deve tenerne conto per prendere la sua decisione nella misura in cui queste
ultime permettono un’interpretazione delle disposizioni legali applicabili
giustificata nel caso di specie (cfr. DTF 138 V 50 consid. 4.1; DTF 132 V125 consid.4.4; DTF 132 V 203 consid. 5.1.2;DTF 131 V
286 consid. 5.1.; DTF 131 V 45 consid. 2.3; DTF 130 V 229
consid. 2.1.; DTF 127 V 57 consid. 3a; STFA I 102/00 del 22 agosto 2000; DTF
125 V 377, consid. 1c, pag. 379 e riferimenti; SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d,
pag. 252, ALV Nr. 86 consid. 2c, pag. 262, ALV Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268
= DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127 e ALV Nr. 98 consid. 4a, pag. 300).

                                         Il giudice
deve, invece, scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali
in esame (cfr. DTF 130 V 229 consid. 2.1.; STFA H 183/00 dell'8 maggio 2001;
DTF 126 V 68 consid. 4b; DTF 125 V 379 consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR
1997 ALV Nr. 86, consid. 2c, pag. 262, SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag.
267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid.
4a, pag. 300; DTF 120 V 163 consid. 4b, DTF 119 V 65 consid. 5a; RCC 1992 pag.
514, RCC 1992 pag. 220 consid. 16; DLA 1992 N. 5, consid. 3b, pag. 91; DTF 117
V 284 consid. 4c, DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16
consid. 1, DTF 112 V 233 consid. 2a, DTF 110 V 267 consid.
1a, DTF 109 V 4 consid. 3a; vedi inoltre Bois, "Procédures applicables aux
requérants d'asile" in RSJ 1988 pag. 77ss; Duc-Greber: "La portée de
l'art. 4 de la Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale" in
RDS 1992 II pag. 527; Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation
de l'assurance-chômage", Ed. Helbing &
Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Meno 1992, pag. 296-297).

 

                                         Secondo la
giurisprudenza, infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte
limitazioni ad una pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi
e ordinanze (DTF 118 V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b).

 

                                         In una
sentenza 2C_105/2009 del 18 settembre 2009, l'Alta Corte, a proposito delle direttive, ha ricordato che:

 

" Simili
atti servono a favorire un'applicazione uniforme del diritto e a garantire la
parità di trattamento. Essi non hanno forza di legge e non fondano quindi
diritti ed obblighi dei cittadini né vincolano gli amministrati, i tribunali o
la stessa amministrazione. Ciò non significa tuttavia che siano irrilevanti per
le istanze di ricorso. Queste ultime verificano in effetti se le direttive
riflettono il senso reale del testo di legge e ne tengono conto nella misura in
cui propongono un'interpretazione corretta ed adeguata al caso specifico. Più
specificatamente, tali autorità non si scostano senza motivi importanti da
un'ordinanza amministrativa, se la stessa concretizza in modo convincente i
presupposti di legge e di regolamento a cui è subordinato l'ottenimento di una
determinata prestazione (DTF
133 II 305 consid. 8.1; 133
V 394 consid. 3.3; 130
V 163 consid. 4.3.1; 128
I 167 consid. 4.3)."

 

                               2.3.   Nella presente
fattispecie, il tragitto tra __________ e __________ può essere effettuato
mediante l'utilizzo di mezzi pubblici (treno).

 

                                         Dalla
documentazione fornita dall’UMA emerge inoltre che la distanza tra __________ e
__________ è di 39 km. (cfr. dettaglio stradale del TCS, doc. V1).

 

                                         Infine, il
tempo di percorrenza in treno da __________ a __________ è di 51 minuti e
quello fra __________ e __________ è di 50 minuti (cfr. orario FFS consultabile
in www.sbb.ch).

 

                                         Occorre
dunque concludere che il luogo di lavoro si trova nella regione di domicilio ai
sensi dell’art. 90 lett. a OADI (cfr. in particolare il punto L19 delle
direttive della SECO riprodotto al consid. 2.2).

 

                                         A ragione, con la
decisione su opposizione del 12 novembre 2014, l’UMA ha pertanto negato a RI 1
il diritto alle indennità per pendolare.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso é respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti