# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b059b1e5-00a9-5af5-a9ee-2766b0d596ba
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-11-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 24.11.2017 30.2017.34
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2017-34_2017-11-24.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  30.2017.34

   

  cs

  	
  Lugano

  24 novembre 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 ottobre 2017 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 12 settembre 2017 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1 

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                                  A.   Con
decisione formale del 6 aprile 2017 la Cassa CO 1 ha fissato i contributi
dovuti da RI 1 nel 2013 quale persona senza attività lucrativa sulla base di
una sostanza determinante per l’AVS di fr. 1'650'000 per un importo di fr. 3'894.20
di contributi complessivi (doc. 12). Contestualmente ha fissato in fr. 636.05
gli interessi dovuti (allegato doc. 12). 

 

                                  B.   In
seguito alle censure sollevate dall’assicurato, con decisione su opposizione
del 12 settembre 2017, dopo aver esperito ulteriori accertamenti, la Cassa ha
ridotto a fr. 1'050'000 la sostanza determinante AVS, ha calcolato in fr. 2'433.90
i contributi complessivi dovuti ed ha rilevato che avrebbe ricalcolato gli
interessi sulla base del nuovo importo, ma sempre tenuto conto di un ritardo di
1176 giorni (dal 1° gennaio 2014 al 6 aprile 2017; doc. 2). 

 

                                  C.   RI
1, rappresentato dall’avv. RA 1, è insorto al TCA contro la predetta decisione
su opposizione, chiedendone l’annullamento (doc. I). L’assicurato sostiene che
in virtù dell’art. 16 cpv. 1 seconda frase LAVS il diritto di fissare i
contributi (e gli interessi) sarebbe prescritto poiché la tassazione 2013,
determinante per il calcolo, è stata emessa nel 2015. L’assicurato sostiene di
aver sempre agito in buona fede e contesta le tempistiche con cui l’amministrazione
ha proceduto. 

 

                                  D.   Con
risposta del 31 ottobre 2017 la Cassa propone la reiezione del ricorso, con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. III). 

 

                                  E.   Il
7 novembre 2017 l’insorgente ha comunicato al Tribunale di non avere ulteriori
mezzi di prova da presentare (doc. V).

 

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione
giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, in particolare consid.
5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11
luglio 2011; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007
del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I
707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00
del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10
ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22
dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014
del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8 settembre 2015 = SVR 2015, EL Nr.
13, pag. 37 e seguenti).

 

                                         nel merito

 

                                   2.   L’oggetto
del litigio è la questione di sapere se il diritto di fissare i contributi
dovuti nel 2013 è prescritto. Nel caso in cui la pretesa della Cassa fosse
tempestiva, un ulteriore aspetto del contendere è la verifica degli interessi
dovuti. 

 

                                   3.   Sono
assicurate obbligatoriamente in conformità alla legge federale sull'assicurazione
per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che hanno il loro
domicilio civile in Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).

 

A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli
assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano
un'attività lucrativa. Se non esercitano un'attività lucrativa, l'obbligo
contributivo inizia il 1° gennaio dell'anno successivo a quello in cui compiono
i 20 anni e dura fino alla fine del mese in cui compiono 64 anni, se sono di
sesso femminile o 65 anni, se di sesso maschile.

 

L'art. 10 cpv. 1 LAVS, nel tenore in
vigore dal 1° gennaio 2012, prevede che gli assicurati che non
esercitano un'attività lucrativa pagano un contributo secondo le loro
condizioni sociali. Il contributo minimo è di 387 franchi (dal 1° gennaio 2013:
392 franchi); il contributo massimo corrisponde a 50 volte il contributo
minimo. Gli assicurati che esercitano un'attività lucrativa e che, durante un
anno civile, pagano contributi inferiori a 387 franchi (dal 1° gennaio 2013:
392 franchi), incluso il contributo di un eventuale datore di lavoro, sono
considerati persone senza attività lucrativa. Il Consiglio federale può
aumentare l'importo limite in funzione delle condizioni sociali dell'assicurato
per le persone che non esercitano durevolmente un'attività lucrativa a tempo
pieno.

Per l'art. 10 cpv. 2 LAVS, in vigore
dal 1° gennaio 2012, pagano il contributo minimo gli studenti che
non esercitano un'attività lucrativa, fino al 31 dicembre dell'anno in cui
compiono i 25 anni (lett. a), le persone senza attività lucrativa che ricevono
un reddito minimo o altre prestazioni dell'aiuto sociale pubblico (lett. b), le
persone senza attività lucrativa assistite finanziariamente da terzi (lett. c).

Il contributo AVS è dunque pagato
"secondo le condizioni sociali" dell'assicurato. Questi
assicurati sono quindi tenuti a pagare i contributi sia sulla sostanza, sia sul
reddito annuo conseguito sotto forma di rendite moltiplicato per 20, ciò che
corrisponde ad un tasso di interesse del 5% (art. 28 cpv. 1 e 2 OAVS; RCC 1990
pag. 455 consid. 2a; RCC 1986 pag. 350).

 

                                   4.   Giusta
l'art. 28 cpv. 1 OAVS, per le persone che non esercitano un’attività lucrativa
e per le quali non è previsto il contributo minimo annuo di 387 franchi (art.
10 cpv. 2 LAVS; nella versione in vigore dal 1° gennaio 2013: 392 franchi), i
contributi sono determinati in base alla sostanza e al reddito conseguito in
forma di rendita. Le rendite giusta gli articoli 36 e 39 LAI non rientrano nel
reddito conseguito in forma di rendita (cfr. DTF 143 V 254).

Questa norma indica inoltre come vanno
calcolati i contributi.

Secondo l'art. 28 cpv. 2 OAVS, se la
persona che non esercita un'attività lucrativa dispone contemporaneamente di
sostanza e di un reddito conseguito in forma di rendita, l'importo annuo della
rendita moltiplicato per 20 va addizionato alla sostanza.

Per il calcolo del contributo, la
sostanza e l'importo del reddito annuo conseguito in forma di rendita
moltiplicato per 20 devono essere arrotondati ai Fr. 50'000.- inferiori (art.
28 cpv. 3 OAVS).

A norma dell'art. 28 cpv. 4 OAVS, se
una persona coniugata deve pagare contributi come persona senza attività
lucrativa, i suoi contributi sono determinati in base alla metà della sostanza
e del reddito conseguito in forma di rendita dei coniugi. Questa disposizione
si applica anche a tutto l'anno civile in cui è stato concluso il matrimonio.
Per tutto l'anno civile durante il quale è stato pronunciato il divorzio, i
contributi sono determinati secondo il capoverso 1. Quest'ultimo si applica
pure al periodo successivo al decesso del coniuge.

 

                                   5.   Nella
sua giurisprudenza, l'allora TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha
costantemente interpretato la nozione di "reddito conseguito in forma
di rendite" in senso lato. In effetti, se ciò non dovesse essere il
caso, prestazioni di importi considerevoli e versate in modo irregolare
verrebbero sottratte alla riscossione dei contributi con il pretesto che non si
tratterebbe né di una rendita in senso stretto, né di un reddito determinante.

 

L'Alta Corte ha stabilito che se le
prestazioni in questione, indipendentemente dal fatto che presentino o no le
caratteristiche delle rendite, contribuiscono al mantenimento dell'assicurato,
occorre qualificare queste ultime come rendite. Infatti, si tratta di elementi
del reddito che esercitano un'influenza sulle condizioni sociali di una persona
senza attività lucrativa (DTF 127 V 65 consid. 4a; DTF 107 V 68; Pratique VSI
1994 pag. 207 e 176; RCC 1991 pag. 433 consid. 3a, con riferimenti di dottrina
e di giurisprudenza).

 

La giurisprudenza dell'allora Tribunale
federale delle assicurazioni è stata ripresa nelle Direttive sui contributi dei
lavoratori indipendenti e delle persone senza attività lucrativa (DIN) nell'AVS,
AI e IPG, edite dall'UFAS che, dal 1° gennaio 2012, al N. 2089 DIN considera
come reddito conseguito sotto forma di rendite segnatamente: le rendite di
vecchiaia, per vedove e per vedovi dell’AVS, le rendite e le pensioni di ogni genere,
comprese quelle versate da un'assicurazione sociale di uno Stato estero (RCC
1991 pag. 433 consid. 3c, RCC 1988 pag. 184), le rendite del secondo pilastro e
l'anticipo AVS che l'istituto di previdenza accorda ad un assicurato prima dell'età
che dà diritto alla rendita AVS (DTF 141 V 186: conferma della
giurisprudenza secondo cui una rendita transitoria erogata dall'istituto di
previdenza professionale fino al raggiungimento dell'età pensionabile AVS deve
essere qualificata come reddito acquisito sotto forma di rendita a norma dell'art. 28 OAVS [consid.
3.1]; RCC 1988 pag. 184), le rendite d'invalidità e le indennità
giornaliere dell'assicurazione infortuni obbligatoria (RCC 1982 pag. 82), le
rendite d'invalidità dell'assicurazione militare (RCC 1949 pag. 473), le
indennità giornaliere dell'assicurazione malattia (RCC 1980 pag. 211), le
rendite per perdita di guadagno versate dalle assicurazioni-vita private e le
rendite versate da istituti stranieri d'assicurazione a delle vittime di guerra
(RCC 1985 pag. 158), i redditi provenienti da contratti di rendita vitalizia
(art. 521 CO) o da convenzioni analoghe che si basano su una cessione di
elementi di sostanza, il valore locativo di un immobile sul quale il
beneficiario detiene un diritto d'abitazione (art. 776 CC), il valore locativo
di un'abitazione messa gratuitamente a disposizione (RCC 1965 pag. 93), l'importo
stimato delle spese ritenuto dalle autorità fiscali per il calcolo dell'imposta
secondo il dispendio giusta l'art. 14 LIFD, i redditi periodici provenienti
dalla vendita di brevetti, dalla concessione di licenze o dal trasferimento di
diritti d'autore sempreché non si tratti di redditi provenienti dall'esercizio
di un'attività lucrativa (RCC 1951 pag. 236), le prestazioni fornite in maniera
duratura da un terzo (RCC 1979 pag. 29), le rendite dell’AVS per i figli che
sono versate con la rendita di vecchiaia alla persona tenuta a pagare i
contributi (DIN; nella versione in vigore dal 1° gennaio 2014: le rendite
dell’AVS per figli alle quali il beneficiario di una rendita AVS ha diritto;
cfr. art. 22ter LAVS), le rendite per i figli se non sono beneficiari diretti
(RCC 1990 pag. 454), le prestazioni ottenute da una persona assicurata a
seguito di un divorzio o della dissoluzione giudiziaria di un partenariato
registrato, esclusi i contributi di mantenimento per i figli (RCC 1959 pag.
398, RCC 1958 pag. 66), i redditi da attività lucrativa del coniuge o del
partner registrato che non soggiace all'assicurazione svizzera (Pratique VSI
1999 pag. 204 = DTF 125 V 230, Pratique VSI 1994 pag. 174).

 

Al contrario, non rientrano nel
concetto di reddito conseguito sotto forma di rendite (cfr.
N. 2090 DIN, in vigore dal 1° gennaio 2012): i contributi di mantenimento del
diritto di famiglia a condizione che non siano già contemplati nel marg. N.
2089 DIN (art. 328 CC); le prestazioni complementari; le prestazioni
d’assistenza regolari dell’aiuto sociale; tutte le rendite della LAI (art. 28
cpv. 1 OAVS); le rendite e pensioni per figli di cui i figli sono creditori
diretti (per esempio le rendite per orfani della LAVS, della LPP e della LAINF;
RCC 1990, pag. 454); il provento della sostanza se l'importo di
quest'ultima è noto o può essere stabilito dalla cassa di compensazione (RCC
1976 = DTF 101 V 177; RCC 1990 pag. 454; Pratique VSI 1994 pag. 207 = DTF 120 V
163); le prestazioni periodiche versate a fine rapporto dal datore di lavoro ed
il cui valore capitalizzato è stato sottoposto a contribuzione in virtù dell'art. 7 lett. q OAVS in occasione del primo
versamento (STF H 242/04 dell'8 settembre
2005); gli assegni per grandi invalidi delle assicurazioni sociali.

 

Per sostanza, ai fini dell'art.
28 OAVS si deve intendere l'insieme dei beni mobili o immobili di proprietà
dell'assicurato, situati sia in Svizzera che all'estero (cfr. anche DTF 143 V
254; RCC 1952 pag. 94; Käser, Assurance-Vieillesse
et Survivants II, FJS n. 468, pag. 15). Fanno pure parte della sostanza
determinante del marito i beni della moglie qualunque sia il regime
matrimoniale dei coniugi (DTF 135 V 361; SVR 2011 AHV Nr. 10, Pratique VSI 1994
pag. 174; RCC 1991 pag. 437 consid. 4b, DTF 105 V 241), i beni di cui l'assicurato
ha l'usufrutto ed i beni dei figli minorenni (DTF 101 V 178 = RCC 1976 pag.
153).

Ciononostante, computabile è unicamente
la sostanza al netto, vale a dire che dal valore lordo devono essere detratti,
fra l'altro, i relativi debiti (Käser,
Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a edizione, Zurigo
1996, pag. 228, N. 10.28; Greber/Duc/Scartazzini,
Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse
et survivants (LAVS), pag. 347 N. 24 ad art. 10 LAVS).

 

                                   6.   I
contributi sono fissati per ciascun anno di contribuzione. Per anno di
contribuzione si intende l'anno civile (art. 29 cpv. 1 OAVS).

I contributi sono calcolati sul reddito
conseguito effettivamente in forma di rendita durante l'anno di contribuzione e
sulla sostanza al 31 dicembre. Il reddito conseguito in forma di
rendita non è convertito in reddito annuo. È fatto salvo il capoverso 6
(art. 29 cpv. 2 OAVS).

Per l'art. 29 cpv. 3 OAVS, le autorità
fiscali cantonali stabiliscono la sostanza determinante per il calcolo dei
contributi in base alla corrispondente tassazione cantonale passata in
giudicato. Tengono conto dei valori di riparto intercantonali.

La determinazione del reddito
conseguito in forma di rendita incombe alle casse di compensazione, che si
avvalgono della collaborazione delle autorità fiscali cantonali (art. 29 cpv. 4
OAVS).

Per l'art. 29 cpv. 5 OAVS, l'importo
delle spese stimato per il calcolo dell'imposta secondo il dispendio giusta l'art.
14 LIFD deve essere equiparato al reddito conseguito in forma di rendita. La
corrispondente tassazione relativa a quest'imposta è vincolante per le casse di
compensazione.

Secondo l'art. 29 cpv. 6
OAVS, se l'obbligo di contribuzione non dura tutto l'anno, i contributi sono
riscossi proporzionalmente alla sua durata. Per il calcolo dei contributi sono
determinanti il reddito conseguito in forma di rendita convertito in reddito
annuo e la sostanza stabilita dalle autorità fiscali per l'anno civile in
questione. Su richiesta dell'assicurato è tuttavia considerata la sostanza alla
fine dell'obbligo contributivo, qualora questa si scosti considerevolmente da
quella stabilita dalle autorità fiscali.4

Per il resto, gli
articoli 22-27 sono applicabili per analogia alla fissazione e alla
determinazione dei contributi (art. 29 cpv. 7 prima frase OAVS). 

 

                                   7.   Per
quanto concerne la prescrizione, l’art. 16 cpv. 1 1a frase LAVS
dispone che i contributi il cui importo non è stato fissato mediante decisione
formale entro un termine di cinque anni dalla fine dell’anno civile per
il quale sono dovuti non possono più essere né pretesi né pagati.

Giusta l’art. 16 cpv. 1
2a frase LAVS, in deroga all’articolo 24 capoverso 1 LPGA, per i contributi
secondo gli articoli 6 capoverso 1, 8 capoverso 1 e 10 capoverso 1 il termine
di prescrizione scade soltanto un anno dopo la fine dell’anno civile in
cui la tassazione fiscale determinante è passata in giudicato.

 

I citati termini di
prescrizione sono in realtà dei termini di perenzione e una decisione
contributiva resa nei termini legali esclude una volta per tutte la perenzione
prevista dall’art. 16 cpv. 1 LAVS (Kieser, ATSG Kommentar, Basilea Zurigo
Ginevra 2015, 3.a ed., ad art. 24, p. 377, N. 43).

Prima che la
perenzione diventi definitiva i contributi devono essere indicati in una
decisione notificata al debitore dei contributi (Greber/Duc/Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur
l’assurance-vieillese et survivants (LAVS), 1996, pag. 409).

A
determinate condizioni, la decisione notificata allo scopo di evitare che un
credito contributivo sia perento può essere sufficiente anche se il suo
contenuto è lacunoso (per esempio indica l’importo globale a carico del datore
di lavoro, senza che figurino i dettagli per ogni dipendente). Tuttavia
l’ammontare richiesto successivamente non può superare quello della decisione
precedentemente notificata (cfr. Kieser, op. cit., ad art. 24,
p. 377, N. 43 e seguenti e Greber/Duc/Scartazzini, op. cit., pag. 410,
n. 9 ad art. 16).

 

Nel caso di specie non vi è alcun
dubbio che i contributi calcolati per l’anno 2013 con la decisione emessa il 6
aprile 2017 (doc. 12), sono stati fissati entro il termine quinquennale
di perenzione. 

La tesi del ricorrente,
secondo cui si dovrebbe per contro applicare il termine di prescrizione di un
anno dopo la fine dell’anno civile in cui la tassazione fiscale determinante è
passata in giudicato, previsto dall’art. 16 cpv. 1 2a frase LAVS, va
respinta (cfr. per un caso analogo al presente, in cui un indipendente ha
sollevato la medesima censura e in cui questo Tribunale ha respinto il ricorso:
sentenza 30.2017.11 del 22 maggio 2017). 

 

Infatti con sentenza H
1/06 del 30 novembre 2006, ad un assicurato che sosteneva una tesi analoga,
l’allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 2007: TF), dopo un
accurato esame dell’art. 16 LAVS, ha confermato che il termine di un anno non è
da intendere quale accorciamento del termine quinquennale, bensì quale
ulteriore termine per fissare i contributi se la tassazione fiscale del periodo
determinante viene emessa tardivamente (cfr. consid. 3.1 e seguenti, in
particolare consid. 4.4.2 e seguenti; cfr. anche la sentenza 30.2015.35
del 24 marzo 2016, in cui la Cassa ha agito tempestivamente, giacché ha emanato
nel 2015 la decisione di fissazione dei contributi per il 2008 e il 2009,
ovvero entro un anno dalla fine dell’anno civile in cui la tassazione fiscale
determinante, ossia quella su reclamo, è cresciuta in giudicato; in altre
parole, il termine del 31 dicembre 2016 di cui all’art. 16 cpv. 1 2a frase
LAVS era stato rispettato).

 

Ne segue che la decisione
del 6 aprile 2017 che fissa i contributi dovuti nel 2013 quale persona senza
attività lucrativa è tempestiva.

 

                                   8.   L’insorgente
non contesta, di per sé, il calcolo dell’ammontare dei contributi dovuti,
ridotti con la decisione su opposizione impugnata. Del resto la Cassa ha
correttamente accertato che nel 2013 l’interessato ha percepito un reddito
conseguito sotto forma di rendite di fr. 54'439.75 (fr. 149.15 di indennità
giornaliera per malattia netta x 365 giorni; cfr. doc. 5), lo ha moltiplicato
per 20 (art. 28 cpv. 2 OAVS), e, tenuto conto di una sostanza nulla evinta
dalla dichiarazione fiscale, ha stabilito una sostanza determinante AVS,
arrotondata ai fr. 50'000 inferiori (art. 28 cpv. 3 OAVS), di fr. 1'050'000, su
cui ha calcolato i contributi dovuti. 

 

                                   9.   Circa
gli interessi la Cassa, con la decisione su opposizione impugnata, ha stabilito
che essi sarebbero stati fissati sull’importo complessivo dovuto di fr.
2'433.90 per 1176 giorni al tasso del 5%. 

 

                                         La
decisione dell’amministrazione, per i motivi che seguono, è corretta anche su
questo punto. 

 

                                10.   Giusta l'art. 26 cpv. 1 LPGA, i crediti di contributi dovuti o di
contributi indebitamente riscossi sottostanno rispettivamente a interessi di
mora o rimunerativi. 

 

                                         Per
l'art. 41bis cpv. 1 lett. b OAVS devono segnatamente pagare gli interessi di
mora le persone tenute a pagare i contributi, sui contributi reclamati per gli
anni civili passati, a partire dal 1° gennaio dopo il termine dell’anno civile
per il quale i contributi sono dovuti (cfr., per quanto concerne gli indipendenti
e l’art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS, la DTF 134 V 405, consid. 4.2).

 

Gli interessi cessano di decorrere con
il pagamento completo dei contributi, con la presentazione del regolare
conteggio o, in mancanza di esso, con la fatturazione. In caso di reclamo di
contributi arretrati, gli interessi cessano di decorrere con la fatturazione,
sempre che i contributi siano pagati entro il termine fissato (art. 41bis cpv.
2 OAVS).

In virtù dell'art. 42 cpv. 1 OAVS, i
contributi sono considerati pagati con la ricezione del pagamento da parte
della Cassa di compensazione. Il tasso per gli interessi di mora e per gli interessi
compensativi è del 5% all'anno (art. 42 cpv. 2 OAVS).

Gli interessi sono calcolati in giorni.
I mesi interi sono calcolati come 30 giorni (art. 42 cpv. 3 OAVS; sentenza H
148/03 del 10 novembre 2003).

 

                                11.   Nel
caso in esame, la Cassa di compensazione ha chiesto al ricorrente il versamento
di interessi di mora basandosi sull'art. 41bis cpv. 1 lett. b OAVS ed ha
correttamente stabilito che essi vanno calcolati sulla base di 1176 giorni di
ritardo (dal 1° gennaio 2014 [1° gennaio dopo il termine
dell'anno civile per il quale i contributi sono dovuti] al 6 aprile 2017
[giorno della fatturazione]). 

                                         Anche
il tasso del 5% applicato in virtù dell’art. 42 cpv. 2 OAVS va confermato. Il
TF ha più volte stabilito che esso è conforme alla legge e non vi si può
derogare (cfr. sentenza 9C_531/2015 del 22 marzo 2016, pubblicata in SVR 8/9
2016, AHV Nr. 9, pag. 25 e seguenti), poiché si tratta di un interesse tecnico
(cfr. DTF 139 V 297 consid. 3.3.2.2) che non è da mettere in relazione con i
tassi d’interesse dei mercati finanziari (sentenza 9C_531/2015 del 22 marzo
2016, pubblicata in SVR 8/9 2016, AHV Nr. 9, pag. 25 e seguenti).

 

Quanto alla circostanza che l’interessato
ha agito in buona fede e che l’amministrazione avrebbe tardato ad emettere la
decisione formale va in primo luogo rammentato che in applicazione dell’art. 64
cpv. 5 LAVS per il quale i datori di lavoro, le persone esercitanti un’attività
lucrativa indipendente, le persone che non hanno un’occupazione lucrativa e gli
assicurati dipendenti da datori di lavoro non tenuti al pagamento dei
contributi, devono, se non sono già affiliati, annunciarsi alla cassa cantonale
di compensazione, spettava all’assicurato annunciarsi tempestivamente.

 

                                         Non
va poi dimenticato che pronunciandosi nell’ambito di fattispecie ticinesi concernenti
persone esercitanti un'attività indipendente debitrici di contributi personali,
alle quali è stata applicata per gli interessi di mora la lettera f dell'art.
41bis cpv. 1 OAVS avendo versato acconti inferiori al 25% dei contributi
effettivamente dovuti (DTF 134 V 405; sentenza 9C_623/2007, sentenza
9C_709/2007 e sentenza 9C_632/2007 tutte e tre del 26 settembre 2008), il
Tribunale federale ha affermato che il ricorrente non poteva
validamente liberarsi dal suo obbligo di pagamento tentando di invocare l'irreprensibilità
del suo agire e addebitando all'amministrazione un comportamento negligente.

L'Alta Corte ha infatti precisato
che l'interesse moratorio non ha carattere penale e matura indipendentemente da
ogni colpa. Per l'obbligo di prestare interessi di mora in ambito
contributivo non è pertanto decisivo se il ritardo nella fissazione o nel
pagamento dei contributi sia imputabile al contribuente oppure alla Cassa
di compensazione (DTF 134 V 405 consid. 7.1; DTF 134 V 202 consid.
3.3.1; sentenza H 221/90 del 24 gennaio 1992 = ZAK 1992 pag. 167 seg. consid.
4b). Dal momento che l'obbligo di versamento degli interessi moratori è indipendente
dall'esistenza o meno di una colpa, esso si giustificherebbe anche qualora la Cassa
(o l'autorità fiscale) dovesse avere - per ipotesi - trascinato in
maniera dilatoria la fissazione definitiva dei contributi (DTF
134 V 405 consid. 7.1; DTF 134 V 202 consid. 3.3.2; sentenza H 157/04 del 14
dicembre 2004, consid. 3.4.2). Il ricorrente avrebbe infatti potuto,
durante questa attesa, fare fruttare il debito contributivo non ancora
fatturato né saldato. Irrilevante, invece, è che durante questo tempo egli
abbia o no effettivamente tratto vantaggio in misura equivalente al tasso di
interesse moratorio legale del 5%. L'obbligo di pagamento dell'interesse si fonda
infatti sulla finzione di un guadagno di interessi del contribuente e di una
perdita corrispondente della Cassa. In virtù dell'art. 41ter cpv. 1 OAVS,
questa finzione si trova ugualmente nel caso opposto, dove spetta alle Casse di
compensazione versare interessi compensativi del 5% per contributi non dovuti
che vengono restituiti o compensati (DTF 134 V 405 consid. 7.1).

L'interesse di mora e l'interesse
compensativo hanno infatti per funzione di compensare il fatto che in caso di
pagamento tardivo il debitore può trarre un beneficio d'interesse, mentre il
creditore subisce uno svantaggio (DTF 134 V 405 consid. 5.3; STF 9C_709/2007 del 26 settembre 2008 consid. 4.3).
Dunque, l'interesse di mora tende a compensare un ingiustificato arricchimento
del debitore della prestazione, che versa sul contributo effettivamente dovuto
un acconto manifestamente insufficiente, conseguendo implicitamente un finanziamento
per il mancato pagamento alla Cassa di congrui acconti.

 

Questi concetti sono stati ribaditi nella DTF 139 V
297, secondo cui gli interessi di mora sono dovuti indipendentemente da colpa
(consid. 3.3.2.2).

 

Non va dimenticato che nella
sentenza 9C_709/2007 del 26 settembre 2008 il Tribunale federale ha chiarito che
anche se una notifica di tassazione è disponibile, la Cassa non è tenuta ad
attivarsi per ottenerla:

 

" 4.2
Contrariamente a quanto sembra pretendere l'insorgente, in forza dell'art. 27
cpv. 1 OAVS le casse di compensazione non sono obbligate, prima dell'emanazione
di una decisione contributiva, di richiedere gli incarti fiscali degli
assicurati e di andare alla ricerca di notifiche di tassazione cresciute in
giudicato, essendo piuttosto il compito delle autorità fiscali di trasmettere i
dati necessari (cfr. sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni H
127/04 del 30 dicembre 2004, consid. 4, resa in applicazione della precedente
versione dell'art. 27 cpv. 1 prima frase OAVS, in vigore fino al 31 dicembre
2000, il cui tenore corrisponde tuttavia sostanzialmente a quello qui in
esame).”

 

                                12.   Alla
luce della giurisprudenza federale il ricorrente non può di conseguenza
discolparsi sostenendo che spettava alla Cassa agire più celermente (DTF 134 V
405; DTF 139 V 297; sentenza 30.2016.5+6 del 27 aprile 2016). Nell'evenienza
concreta spettava semmai all’insorgente dar seguito ai suoi obblighi
notificandosi immediatamente alla Cassa di compensazione. 

 

                                         Non
vi è di conseguenza alcuna violazione del principio della buona fede da parte
dell’amministrazione nel caso concreto (cfr. sentenza 30.2016.5+6 del 27
aprile 2016; sentenza 30.2015.35 del 24 marzo 2016, in cui la Cassa di
compensazione ha ritardato di un anno l’emanazione nel 2015 della decisione di
fissazione dei contributi dopo le notifiche di tassazione IFD 2008, 2009 e 2010
dell’ottobre 2014, mentre nel caso giudicato con la sentenza 30.2015.29 del 25
gennaio 2016 la Cassa ha emesso la decisione di fissazione dei contributi per
il 2010 dopo tre anni dalla notifica di tassazione IFD 2010). 

 

                                13.   Quali
prove l’assicurato cita i documenti e gli incarti presso la CO 1 di __________
e del Canton __________ (doc. I). La Cassa convenuta ha prodotto l’incarto
dell’insorgente con la risposta di causa (doc. III).

 

                                         Questo
TCA rinuncia all’assunzione di ulteriori prove, ritenuto che quelle prodotte
dalle parti sono sufficienti per decidere nel merito della vertenza, sono
complete ed esaustive e non necessitano di complementi (cfr. anche sentenza
9C_394/2016 del 21 novembre 2016, consid. 6.2).

 

                                         Va
qui rammentato che, conformemente alla costante giurisprudenza, qualora
l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove;
Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450,
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a
ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege,
2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H
103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid.
2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce
una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2
Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162
consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

                                         Alla
luce di tutto quanto sopra esposto il ricorso va respinto, mentre la decisione
impugnata merita conferma.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il giudice delegato                                                Il
segretario

 

Ivano Ranzanici                                                   Gianluca
Menghetti