# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4f3e6505-47b7-5c42-9cc6-225403da1255
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-09-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 16.09.2009 17.2008.44
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-2008-44_2009-09-16.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2008.44

  	
  Lugano

  16 settembre
  2009/lw

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte di cassazione e di revisione
  penale                                 del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei
  giudici:

  	
  Roggero-Will, presidente,

  Lardelli e Pellegrini

  

 

	
  segretario:

  	
  Filippini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso per
cassazione presentato il 18 luglio 2008 da

 

	
   

  	
   RI 1

   e  domiciliato a  

   

  e 

   

   RI 2

   e   domiciliato a   impiegato di commercio

   

  entrambi patrocinati dagli avv.  PA 1 PA
  2 

   

  
	
   

  	
  contro la sentenza emanata nei loro
  confronti l’11 giugno 2008 dal giudice della Pretura penale 

  	 

	
   

  	
   

  	 

					

 

esaminati gli atti;

 

posti i seguenti

 

punti di
questione:      1. Se dev’essere accolto il ricorso
per cassazione.

                                          2.
Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Durante uno spettacolo pirotecnico
organizzato, presso il campo sportivo di __________, per le celebrazioni della
festa nazionale del 1° agosto 2004, __________ è stato colpito mortalmente da
una bomba pirotecnica esplosa accidentalmente nella sua direzione. L’esplosione
ha, inoltre, ferito altre persone che si trovavano vicino alla vittima: fra
queste, PC 1, PC 2 e PC 3. 

                                         D’ufficio, il Ministero pubblico ha aperto un procedimento penale a
carico di diverse persone per titolo di omicidio colposo. In data 17 agosto
2004, i coniugi PC 1 e PC 2 unitamente al figlio minorenne PC 3 hanno sporto
querela penale contro ignoti per titolo di lesioni colpose.

 

                                  B.   Con
decisione 22 giugno 2005, il sostituto procuratore pubblico ha emanato un
decreto d’accusa a carico di __________ per titolo di omicidio colposo e lesioni
colpose e, in data 17 agosto 2005, ha ordinato il non luogo a procedere nei
confronti di ____________________ RI 1 e RI 2 in relazione ai reati di omicidio colposo e lesioni colpose. 

 

                                         A seguito
di quest’ultima decisione PC 5, PC 6, PC 7 e PC 8, il 29/30 agosto 2005, hanno
presentato alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale d’appello un’istanza di
promozione dell’accusa nei confronti di RI 1, RI 2, __________ per titolo di omicidio
colposo e lesioni colpose. 

                                         Con
sentenza 22 maggio 2006 la CRP ha annullato il decreto di non luogo a procedere
impugnato, limitatamente a RI 1 e RI 2, ed ha ordinato al magistrato inquirente
la completazione delle informazioni preliminari.

 

                                  C.   Effettuati
gli approfondimenti istruttori richiesti, con decisione 14 dicembre 2006, lo
stesso sostituto procuratore pubblico ha decretato nuovamente il non luogo a
procedere nei confronti di RI 1 e RI 2 per i reati di omicidio colposo e
lesioni colpose.

 

                                         Con
istanze di promozione dell’accusa 27/28 dicembre 2006, la famiglia PC 5 ha nuovamente portato la questione di fronte alla CRP. PC 8 (per sé e per la figlia) ha chiesto
l’annullamento anche del secondo decreto di non luogo a procedere e la
promozione dell’accusa nei confronti di RI 1 e RI 2 per titolo di omicidio
colposo. PC 5, PC 6 e PC 7 hanno postulato la promozione dell’accusa per il
reato di lesioni colpose.

 

                                         Con
sentenza 14 maggio 2007, la CRP ha accolto integralmente l’istanza della moglie
e della figlia della vittima, e parzialmente quella degli altri parenti, nel
senso che ha annullato il decreto di non luogo a procedere del 14 dicembre 2006
limitatamente al reato di omicidio colposo ed ha promosso l’accusa per lo stesso
titolo nei confronti di RI 1 e RI 2, disponendo che l’istruzione del processo
avvenisse per opera di un altro procuratore pubblico.

 

                                  D.   Con
decreti d’accusa 14 novembre 2007, il nuovo sostituto procuratore pubblico
incaricato delle indagini ha proposto la condanna di RI 1 e RI 2 per il titolo
di omicidio colposo.

 

                                  E.   Contro tutti e tre i decreti d’accusa (quello emanato nei confronti
di __________ in data 17 agosto 2005 per titolo di omicidio colposo e lesioni
colpose, quello del 14 novembre 2007 nei confronti di RI 1 e RI 2 per il titolo
di omicidio colposo) è stata presentata opposizione.

 

F.Per quanto qui interessa, i fatti
accertati dal primo giudice sono, in sintesi, i seguenti:

 

   1.
  __________ (armaiolo con diploma federale), è
entrato nel 1990, alle dipendenze dell’azienda di famiglia che gestiva, sin dal
 1973, a __________ un negozio specializzato nella vendita di armi e munizioni.
Nel 1994 egli ha rilevato dal padre la patente di commercio d’armi ed ha
assunto la conduzione della ditta che, dal 1995, è iscritta a RC sotto la
ragione sociale di __________ e con lo scopo sociale di “commercio d’armi,
munizioni, esplosivi e ogni altro genere affine (…)”.

         La
__________ è titolare, dal 1982, di un’autorizzazione alla vendita di pezzi
pirotecnici da spettacolo. L’autorizzazione è stata rinnovata nel 2002.

 

   2.   RI 1, titolare di un permesso di brillantamento e utilizzazione
di esplosivi della cat. C (e che, peraltro, aveva a suo tempo collaborato con __________
nell’allestimento di spettacoli pirotecnici) e RI 2 (che, pure, era entrato a
far parte del team di __________, “facendo tutta la gavetta sino a
raggiungere il livello più alto e potersi assumere l’onere di organizzare,
programmare e gestire importanti spettacoli pirotecnici dalla A. alla Z.”)
sono subentrati a __________ nella conduzione della sua società . Nel 1999,
questa società è stata iscritta a RC con la ragione sociale “la __________”
avente come scopo “l’importazione, il commercio all’ingrosso e al dettaglio
di fuochi d’artificio, come pure la progettazione, la preparazione e
l’esecuzione di spettacoli pirotecnici e piromelodici nonché la stesura di
perizie”.

 

   3.
  Il programma per lo spettacolo pirotecnico
organizzato presso il campo sportivo di __________ il 1. agosto 2004 era stato
fornito alla società ricreativa __________ che, a sua volta, lo aveva acquistato
dalla __________.

Come visto, durante lo
spettacolo, “la seconda bomba è esplosa in quella direzione (ndr: degli
spettatori) andando a bucare la rete metallica ed andando a centrare
fatalmente nel petto il signor __________ che in quel momento stava osservando
i fuochi abbracciato al signor PC 1” (sentenza consid. 6).

 

   4.
  La perizia giudiziaria effettuata - le cui
conclusioni sono state fatte proprie dal primo giudice - ha stabilito che il
dramma è stato causato, non da materiali difettosi, ma unicamente
dall’insufficiente ancoraggio al suolo della batteria no. 6 (sentenza consid. 7
pag. 14-15; consid. 17 pag. 22-23).

Il perito giudiziario
ha, poi, accertato che, nella posa e utilizzo della batteria, vi è stata una
violazione delle prescrizioni sulla distanze minime emanate dalla SKF e che
sono stati usati dei mortai in metallo che dovrebbero essere evitati per il
calibro in questione poiché troppo pericolosi in caso di deflagrazione interna
del razzo: queste ultime mancanze sono state, però, ritenute prive di un
rapporto causale con l’incidente (sentenza consid. 8 pag. 15-16).

 

   5.   Al momento della consegna della batteria, né RI 1 né RI 2 hanno
dato ad __________ delle istruzioni in merito all’utilizzo dei fuochi
d’artificio (sentenza consid. 19 e 20, pag. 24-26).

Nemmeno – secondo gli
accertamenti del primo giudice – informazioni su tale questione sono state date
dai loro ausiliari.

Le dichiarazioni
contrarie di __________ – figlio della moglie di RI 1 che ha effettuato la
consegna della merce – (22.5.2006 e 22.11.2006) confermate a più riprese da __________,
presente alla consegna della batteria, sono state ritenute inattendibili dal
primo giudice (sentenza consid. 21 pag. 26-27).  

 

6.   Il primo giudice ha accertato che RI 1 e RI 2 hanno ritenuto di
potersi esimere dall’istruire __________ sul modo d’uso poiché essi pensavano
che “__________ disponeva di personale qualificato” poiché, in
particolare, uno dei dipendenti della ditta – __________ – aveva frequentato
nel 1998 un corso sull’utilizzo del materiale pirotecnico tenuto da __________.

Sulla questione, il
primo giudice ha, poi, accertato che “nonostante la presenza tra il
personale di __________ di una persona da loro formata nel 1998 fosse una
premessa per vendere spettacoli pirotecnici prescindendo da una puntuale
erudizione”, gli imputati non hanno mai verificato, né nel 2003 né nel
2004, se questa persona lavorasse effettivamente ancora per la ditta
acquirente, ciò che non era più il caso sin dal 2001.

 

   7.
  Pertanto – ha concluso il primo giudice – non
essendosi mai preoccupati di informare __________ che era sempre,
indipendentemente dal tipo di terreno, indispensabile assicurare al suolo o fra
di loro le batterie – “elementare ma quanto mai decisiva informazione
all’acquirente” – RI 1 e RI 2 “hanno palesemente infranto il dovere di
informazione cui erano sottoposti”.

Questa conclusione – ha
continuato il giudice di prime cure – non è scalfita dal fatto “di avere 
impartito qualche nozione oltre 6 anni prima o quello che un dipendente di __________,
pure 6 anni prima, abbia seguito una giornata di formazione: l’informazione
sull’utilizzo dei fuochi d’artificio va, infatti, sempre data” (consid. 23 pag.
28-29).

 

   8.   Precisato, poi, come a RI 1 e RI 2 debba venire attribuita una
posizione di garante visto , in particolare, l’art. 17 LEspl, il primo giudice
ha ritenuto come, in concreto, vi sia nesso di causalità naturale ed adeguata
fra le omissioni degli imputati e il verificarsi del decesso e delle lesioni
degli spettatori dello spettacolo pirotecnico, precisando che la successiva
mancanza di __________ non è tale da rompere l’adeguatezza del nesso causale
(sentenza consid. 29 pag. 35).

 

   9.   Accertato come sia RI 1 che PA 2 fossero a conoscenza delle
disposizioni di legge in materia, il primo giudice li ha, quindi, riconosciuti
autori colpevoli di omicidio colposo nonché di lesioni colpose per avere, nella
loro veste di soci e gerenti della società __________, cagionato per negligenza,
omettendo di istruire l’acquirente dei fuochi d’artificio sul loro utilizzo, la
morte di __________ e le lesioni patite dagli altri spettatori. 

 

                                         In
applicazione della pena, il giudice della pretura penale ha condannato:

 

                                         -
 RI 2 alla pena pecuniaria di 75 aliquote giornaliere di fr. 150.–, per un totale di fr. 11 250.– (sospesa condizionalmente per 2 anni),
alla multa di fr. 2 000.– (che in caso di mancato pagamento verrà sostituita con una
pena detentiva di 20 giorni) e al pagamento delle tasse e spese giudiziarie per
complessivi fr. 2 510.–.

 

                                         -
 RI 1 alla pena pecuniaria di 75 aliquote giornaliere di fr. 120.–, per un
totale di fr. 9 000.– (sospesa condizionalmente per 2 anni), alla multa di fr. 2 000.– (che in caso
di mancato pagamento verrà sostituita con una pena detentiva di 20 giorni) e al
pagamento delle tasse e spese giudiziarie per complessivi fr. 2 510.–. Nei
confronti di quest’ultimo, il giudice non ha revocato il beneficio della sospensione condizionale concesso alla pena di 10 giorni di detenzione decretata nei suoi confronti
dal Ministero pubblico il 17 febbraio 2003, ma lo ha ammonito formalmente (art. 46 cpv. 2 CPS).

                                      

Di transenna, si osserva come anche __________
sia stato riconosciuto autore colpevole degli stessi reati e sia stato
condannato alla pena pecuniaria di 75 aliquote giornaliere di fr. 140.–, per un totale di fr. 10’500.– (sospesa condizionalmente per 2
anni), alla multa di fr. 2’000.– (che in caso di mancato pagamento verrà
sostituita con una pena detentiva di 20 giorni) 

e al pagamento delle tasse e spese giudiziarie
per complessivi fr. 5’510.–.

                                       

                                         Il
giudice della Pretura penale ha, inoltre, rinviato le parti civili al
competente foro civile, riconoscendo il principio dell’obbligo, gravante i tre
condannati in solido, del risarcimento dei torti morali subiti e dei danni
patiti. 

 

                                  G.   RI 2
e RI 1 hanno introdotto il 13 giugno 2008 una dichiarazione di ricorso alla
Corte di cassazione e di revisione penale contro la sentenza pretorile. 

Nella motivazione scritta, presentata il 18
luglio 2008, essi postulano il loro totale proscioglimento.

__________ – che pure aveva manifestato
intenzione di ricorrere contro la sentenza di primo grado - ha, in data 15
luglio 2008, ritirato la propria dichiarazione di ricorso.

Con osservazioni 30 luglio 2008, 11 agosto 2008 e
18 agosto 2008, il sostituto procuratore pubblico, rispettivamente le parti
civili, propongono di respingere il ricorso.

                                          

Considerando

 

in diritto:                  1.   Il ricorso per cassazione è un rimedio di mero diritto (art. 288 

                                         lett. a e
b CPP). Esso può essere presentato per errata applicazione del diritto
sostanziale ai fatti posti a base della sentenza (lett. a), per vizi essenziali
di procedura, purché il ricorrente abbia eccepito l’irregolarità non appena
possibile (lett. b) e per arbitrio nell’accertamento dei fatti (lett. c).
L’accertamento dei fatti e la valutazione delle prove sono censurabili
unicamente per arbitrio (art. 288 lett. c e 295 cpv. 1 CPP). Arbitrario non
significa tuttavia manchevole, discutibile o finanche inesatto, bensì manifestamente
insostenibile, destituito di fondamento serio e oggettivo, in aperto contrasto
con gli atti (DTF 133 I 149 consid. 3.1 pag. 153, 132 I 13 consid. 5.1 pag. 17,
131 I 217 consid. 2.1 pag. 219, 129 I 173 consid. 3.1 pag. 178 con richiami) o
basato unilateralmente su talune prove a esclusione di tutte le altre (DTF 118
Ia 28 consid. 2b pag. 30, 112 Ia consid. 3 pag. 371). Per motivare una censura
di arbitrio non basta dunque criticare la sentenza impugnata, né contrapporle
una propria versione dell’accaduto, per quanto preferibile essa appaia, ma
occorre spiegare perché un determinato accertamento dei fatti o una determinata
valutazione delle prove siano viziati di errore qualificato. Secondo
giurisprudenza, inoltre, per essere annullata una sentenza dev’essere
arbitraria anche nel risultato, non solo nella motivazione (DTF 133 I 149
consid. 3.1 pag. 153, 132 I 13 consid. 5.1 pag. 17, 131 I 217 consid. 2.1 pag.
219, 129 I 8 consid. 2.1 pag. 9, 173 consid. 3.1 pag. 178).

 

                                   2.   Nel loro ricorso, RI 1 e RI 2 censurano di arbitrario l’accertamento
secondo cui __________ non sia stato da loro istruito sull’utilizzo del
materiale pirotecnico al momento della consegna.

 

                               2.1.   Il giudice di prime cure ha accertato tale omissione fondandosi,
oltre che sulle dichiarazioni di __________ (consid. 18) e di __________ (consid.
 20 in fine), su quelle degli stessi ricorrenti (consid. 19 e 20) che, in
sostanza, come rilevato sopra, hanno ammesso di non avere dato istruzioni
particolari a __________ ritenendo fossero superflue  dal momento che la __________
era una ditta seria, che disponeva di personale qualificato.

Le dichiarazioni di senso contrario fatte da __________
e confermate da __________ sono state ritenute inattendibili  poiché in palese
contraddizione con le versioni fornite da tutti e tre gli imputati - “compresi
i loro principali” - e poiché “poco credibili” apparendo “alquanto
singolare il fatto che essi abbiano ricordato esattamente, nel dettaglio,
quanto detto ad __________ ma non siano stati nemmeno in grado di riconoscerlo”
e essendo inverosimili le motivazioni da loro riferite del preteso rifiuto di __________
di essere istruito sulle modalità di utilizzo del materiale pirotecnico, in
particolare poiché “ la frase che loro sostengono essere stata da lui
pronunciata quale reazione ad un tentativo di erudizione sulla necessità e
sulle modalità di ancoraggio al suolo delle batterie , cioè “abbiamo sempre
fatto così” non ha alcun senso, dato per assodato che __________ non si è mai
occupata direttamente di sparare fuochi d’artificio” (sentenza consid. 21; cfr.
anche 27).

 

                               2.2.   Secondo i ricorrenti, il primo giudice sarebbe caduto in arbitrio
accertando che essi non hanno istruito __________ sul modo d’uso poiché “prima
di tutto le testimonianze di __________ e __________ attestano l’esatto
contrario e non si capisce (ma soprattutto non viene assolutamente motivato e
reso credibile)  il motivo per il quale le testimonianze non possono essere
prese in considerazione” (ricorso pag. 5).

Inoltre – continua – __________, “dipendente
di __________ appositamente mandato a seguire il corso d’istruzione” ha
dichiarato di avere “informato __________ in merito alle norme di sicurezza
e alle modalità di fissare le batterie” (ricorso pag. 6).

 

                               2.3.   Sull’accertamento pretorile della mancata istruzione di __________
da parte dei responsabili della __________ al momento della presa in consegna
del materiale pirotecnico utilizzato ad __________ l’arbitrio è lungi
dall’essere dimostrato.

Come visto, il pretore ha fondato tale suo
accertamento sulle concordi dichiarazioni – non solo di __________ – ma anche
degli stessi ricorrenti (che oggi sostengono temerariamente il contrario)
nonché su una del tutto legittima, doverosa e sostenibile valutazione critica
della portata probante delle dichiarazioni di __________.

Risibile è, poi, l’argomentazione relativa a __________:
al di là del fatto che questi non è più alle dipendenze della __________ ormai
da anni, non può certo essere seriamente preteso che l’accertamento secondo cui
a suo tempo questi ha riferito a __________ “le principali norme di
sicurezza e di manipolazione” (ricorso pag. 7) rende arbitrario
l’accertamento secondo cui, nel luglio 2004, a __________ non è stata data alcuna istruzione sull’utilizzo del materiale a quel momento acquistato. 

Su questo punto, il ricorso, nella limitata
misura in cui è ricevibile, va respinto.

 

                                   3.   Pur se in modo formalmente discutibile, i ricorrenti contestano
le conclusioni di diritto del primo giudice riguardo l’esistenza di un loro obbligo
di istruire.

 

                               3.1.   Il primo giudice ha ricordato i principi di legge applicabili alla
fabbricazione, importazione e vendita di materiale pirotecnico rilevando come
il settore dei fuochi d’artificio sia regolamentato dalla legislazione sugli
esplosivi (art. 1 LEspl), precisando che il principio di base è che esplosivi e
mezzi pirotecnici possono essere commercializzati solo se non mettono in pericolo
la vita e la salute degli utenti e di terzi (art. 8a LEspl), ritenuto che
chiunque commercia con esplosivi o fuochi d’artificio deve adottare tutti i
provvedimenti che, secondo le circostanze, si possono ragionevolmente
pretendere (art. 17 LEspl).

Proseguendo, il giudice di prime cure ha
ricordato che, giusta l’allegato n. 1 all’Ordinanza sugli esplosivi e i pezzi
pirotecnici, i pezzi pirotecnici per lo spettacolo si suddividono in 4
categorie, rilevando come i fuochi appartenenti alla IV categoria – cui
appartengono tutti i corpi pirotecnici usati per l’allestimento dello
spettacolo n. 4 sparato ad Agra nel 2002 e nel 2004 - abbiano una notevole
pericolosità potenziale tanto che essi non possono essere venduti nel commercio
al dettaglio e neppure a minorenni (art. 7 cpv. 2 OEspl).

Il primo giudice ha, poi, rilevato come, a norma
dell’art. 26 cpv. 3 OEspl, ai pezzi pirotecnici devono essere allegate
istruzioni per l’uso che descrivono la manipolazione e le misure di sicurezza e
che rendono attenti sui rischi specifici del prodotto ed ha precisato come
questa norma valga soltanto per i fuochi delle categorie da I a III ma non si
applichi a quella della categoria IV poiché questi ultimi possono essere
forniti dal venditore soltanto dopo che l’utilizzatore è stato specificatamente
istruito. Concludendo su questo punto, il primo giudice ha precisato che la
norma applicabile “parla di istruzione, non di mera informazione”
(sentenza consid. 16).

Proseguendo, il primo giudice ha ricordato come
l’obbligo di istruzione “vale anche nei confronti di un rivenditore quale la
__________” che, nei confronti della __________, ha “comunque un ruolo
di utilizzatore ai sensi dell’art. 26 cpv. 5 OEspl” ed ha rilevato che
questo obbligo esiste di principio nei confronti di ogni acquirente di fuochi
di categoria IV  e può venire affievolito soltanto “in ragione della
conoscenza specifica tra i partner contrattuali, in base alla quale si potrebbe
prescindere dall’istruzione, rispettivamente dall’allestimento di un protocollo
di vendita, ad ogni consegna di materiale pirotecnico” quando, cioè, “il
venditore, sulla scorta dei suoi rapporti frequenti ed approfonditi con il suo
cliente-rivenditore, è nelle condizioni di poter  stabilire con sufficiente
certezza che questi dispone delle conoscenze necessarie a garantire il rispetto
di tutte le prescrizioni di sicurezza e la tutela della salute delle persone”
(sentenza consid.  22).

Tornando al caso concreto, il primo giudice ha
rilevato come la mancata istruzione di __________ sia “da ricondurre al
presupposto, dal quale sia RI 1 che RI 2 sono partiti, che __________ fosse
ancora alle dipendenze della società”. Si è trattato di una convinzione
colpevolmente errata, da ricondurre al fatto che - nonostante rapporti fra le
due ditte non fossero, al di là della loro regolarità, “densi al punto da
poter affermare che tra i dirigenti delle stesse vi fossero delle relazioni
personali intense” 

- i due non si sono presi la briga di verificare
se davvero __________ fosse ancora alle dipendenze della __________ (cosa che
non era più dal 2001). Neppure – ha sottolineato il primo giudice – i due
imputati  hanno ritenuto di dover appurare quali fossero le cognizioni di __________
in materia né se le istruzioni date da __________ nel 1998 fossero state correttamente
assimilate da __________ , “rispettivamente se fossero state trasmesse a
qualcuno al momento della sua partenza” (sentenza consid. 22).

Pertanto – ha concluso il primo giudice – “di
fronte a simili circostanze non è possibile arrivare a sostenere che la __________
si conoscessero a tal punto da consentire a RI 1 e RI 2 di prescindere da una
precisa istruzione sul materiale fornito e sulle misure di sicurezza da
adottare”.

Dopo avere sottolineato come, nel caso concreto,
la consegna sia stata “affrettata, senza particolari discussioni o approfondimenti,
quasi si trattasse di una vendita al dettaglio come quelle effettuate dai
grandi magazzini”, il primo giudice ha voluto ancora sottolineare che la
legge “non lascia spazio alla routine quando si tratta di vendita di fuochi
d’artificio della categoria IV”, avendo ognuno di questi esplosivi “le
sue peculiarità” e il loro uso essendo “influenzato da tutta una serie
di condizioni (morfologia del luogo di lancio, altitudine, condizioni
atmosferiche, distanze dal pubblico, potenza delle cariche, numero dei mortai,
ecc.) che rende indispensabile procedere ogni volta ad illustrare
all’utilizzatore le modalità d’uso e le precauzioni da adottare” (sentenza consid.
23).

Il pretore penale ha, quindi, concluso che
sarebbe bastato poco agli imputati per verificare che __________ non era più
alle dipendenze di __________ da ormai diversi anni e che quest’ultimo era “un
completo dilettante in materia ed ignorava anche le più elementari norme di
sicurezza, così come sarebbe bastato un nulla per far passare il messaggio che
avrebbe permesso di evitare la tragedia, cioè che le batterie andavano sempre
assicurate”. Il fatto che __________ commerciasse da decenni in armi e che
fosse conosciuta come una ditta seria non permetteva agli imputati di
discolparsi, non potendo questi ultimi assimilare i fuochi d’artificio della
categoria IV alle armi e nemmeno agli esplosivi in genere, poiché essi hanno
prerogative molto particolari e necessitano di istruzioni specifiche. Pertanto
– ha concluso il giudice della Pretura penale – agli imputati deve essere
addebitata una negligenza colposa (sentenza, pag. 27-30 consid. 22-24 , pag. 31
consid. 26, pag. 34 consid. 28, pag. 35-36 consid. 29-30).

Infine, il primo giudice ha, poi, precisato che
l’acquisto operato da __________ non ha avuto alcun effetto liberatorio nei
confronti dei responsabili della __________, essendovi stato un semplice “avvicendamento
nella posizione di garante in quanto __________ ha assunto il ruolo, di per sé
ambivalente, di acquirente e rivenditore al dettaglio, senza che però la sua
entrata in causa permetta di escludere una responsabilità parallela dei signori
RI 1 e RI 2 a fronte di omissioni colpevoli da parte loro”. Ci si è trovati
quindi – ha sottolineato – “al cospetto di un caso in cui vi sono delle
posizioni di garante a catena o a cascata”.

 

                               3.2.   In modo poco strutturato, i ricorrenti sembrano sostenere che non
incombeva loro nessun obbligo di istruzione nei confronti di __________ poiché
questi era “per loro persona seria affidabile e addirittura più istruita di
loro” e poiché non potevano “immaginare che l’esplosivo sarebbe stato
consegnato in cinque minuti all’utilizzatore finale senza alcuna istruzione e/o
assistenza” (ricorso pag. 4) e, ancora, poiché, in realtà, __________   era
stato a suo tempo istruito sul modo di utilizzare i fuochi d’artificio da __________
(ricorso pag. 6 e 7).

Pertanto – concludono su questo punto – non può
venir loro addossata alcuna negligenza: essi hanno “infatti, allestito e
venduto uno spettacolo su richiesta di una ditta esperta, conosciuta e con
tanto di autorizzazione pluridecennale” (ricorso pag. 10).

 

                               3.3.   A ragione, i ricorrenti non contestano che ad essi – in quanto
venditori di materiale pirotecnico – incombe di principio, nel caso di ogni
vendita, un obbligo di prudenza, che (così come puntualmente sottolineato da PC
8 e PC 4 nelle loro osservazioni), in concreto, si traduce in un obbligo di
istruzione dell’acquirente fondato, oltre che sulle disposizioni della LEspl
correttamente citate dal giudice di prime cure, anche sui principi sviluppati
nell’ambito della responsabilità penale in seno alle aziende (DTF 121 IV 15 e
rif.) nonché sulle norme della legge federale sulla responsabilità per danno
dei prodotti (cfr. art. 1 cpv. 1 lett. a LRDP ritenuto che istruzioni lacunose
sull’utilizzo dei prodotti costituiscono difetti, BSK OR I – Fellmann, nota 13
ad 4 LRDP).

I ricorrenti si limitano a sostenere che era, in
concreto, realizzata la situazione di vendita ad acquirente esperto nella
manipolazione di fuochi d’artificio che, così come indicato dal giudice di
prime cure, attenua ed annulla l’obbligo di istruzione del venditore “ritenuto
che si tratterebbe di un’operazione superflua e ridondante” (sentenza consid.
22 ).

Tuttavia, la tesi ricorsuale si diparte da una
situazione di fatto diversa da quella accertata dal primo giudice.

Non soltanto il giudice di prime cure ha ritenuto
che __________ informò __________   soltanto in modo sommario e non approfondito
(da lui ricevette solo “alcune delucidazioni per sommi capi”)
sull’utilizzo di questo materiale e che __________   era “un completo
dilettante”  in materia di fuochi d’artificio tanto che “ignorava
anche le più elementari norme di sicurezza”.

Ma, soprattutto, il primo giudice ha accertato
che i rapporti fra le due ditte non erano tali per cui la __________   potesse
ritenersi in una delle situazioni in cui l’obbligo di istruzione viene a
cadere. Le due ditte erano partners occasionali; esse  si sentivano soltanto
nelle due settimane che precedono la festa nazionale “e solo per
l’ordinazione dei fuochi e la loro consegna che sono risultate avvenire in
maniera affrettata, senza particolari discussioni o approfondimenti, quasi si
trattasse di una vendita al dettaglio come quelle effettuate dai grandi
magazzini” (sentenza consid. 22).

Contro questi accertamenti non è stata presentata
– perlomeno in termini che ne permettessero la ricevibilità – censura
d’arbitrio.

Non basta, a questo proposito, ripetere che la __________ 
 era una ditta specializzata, seria e con esperienza nel campo degli esplosivi
per dimostrare che l’accertamento secondo cui __________   era un “completo
dilettante” è un arbitrio: il ricorrente avrebbe dovuto – per almeno
tentare di dimostrare arbitrio – confrontarsi con l’opinione del primo giudice
secondo cui essi erano perfettamente coscienti che non si possono assimilare i
fuochi d’artificio della categoria IV (fuochi d’artificio con notevole pericolosità
potenziale) alle armi e nemmeno agli esplosivi in genere, poiché i primi hanno
prerogative molto particolari e necessitano di istruzioni specifiche (v.
allegato n. 1 dell’Ordinanza sugli esplosivi e i pezzi pirotecnici e art. 26
cpv. 3 OEspl). 

Né basta continuare a sostenere che i ricorrenti
potevano pensare che alle dipendenze della __________   vi fosse personale
specializzato in quanto __________ (che in realtà aveva lasciato la __________ 
 nel 2001) aveva partecipato ad un corso tenuto da Pancaldi nel 1998. Ancora
una volta, i ricorrenti avrebbero dovuto almeno tentare di confrontarsi con le
argomentazioni del primo giudice secondo cui, proprio a causa dei rapporti
sporadici che avevano con __________  , essi non erano nella condizione di
legittimamente ritenere quanto sostengono e che, perciò, essi avrebbero, in
ogni caso, almeno dovuto verificare se __________ fosse ancora alle dipendenze
della __________  .

Pertanto, gli accertamenti del primo giudice
riguardo, da un lato, la totale inesperienza di __________   in materia di
fuochi d’artificio e, d’altra parte, la sporadicità dei rapporti fra __________ 
 e __________   vincolano questa Corte.

Stanti l’accertamento pretorile sulla sporadicità
dei rapporti fra le due ditte e sulla mancata conoscenza da parte della __________ 
 delle reali competenze del personale occupato dalla __________  , è temerario
sostenere che i ricorrenti potevano legittimamente ritenere __________   una
persona cognita nella manipolazione e nell’utilizzo dei fuochi pirotecnici
oppure potessero ritenere che alle dipendenze di __________   vi fosse
personale specializzato in tale settore al punto da rendere “ridondante”
un’istruzione.

Pertanto – anche volendo fare astrazione dal
fatto che il rimedio si dimostra irricevibile per carenza di motivazione e,
pertanto, pone seri interrogativi di ammissibilità – pure su questo
punto il ricorso va respinto.

 

                                   4.   Continuando nel loro esposto, i ricorrenti affermano che “l’atteggiamento
assunto da __________   che non può essere qualificato se non di una
superficialità disarmante interrompe ogni e qualsiasi nesso di causalità
adeguata” (ricorso pag. 10). Essi non potevano immaginare – continuano nel
ricorso -  che questi avrebbe a sua volta consegnato il materiale “in cinque
minuti” a “persone così altamente inesperte e soprattutto secondo modalità
dilettantesche” e senza ragguagliarle sulla loro manipolazione. Ai
ricorrenti, quindi, non si può imputare “l’atteggiamento assolutamente
scriteriato adottato da __________  ”. La “superficialità disarmante”
di __________   avrebbe per finire – sostengono i ricorrenti – interrotto “ogni
e qualsiasi nesso di causalità adeguata” con gli accadimenti di quella sera
(ricorso, pag. 2-11)

 

                               4.1.   Sul tema della causalità, il primo giudice ha, dapprima, osservato
che “si può senza ombra di dubbio concludere che il nesso di causalità
naturale tra la morte, rispettivamente, le lesioni delle vittime e le omissioni
degli imputati sia dato: in effetti, se RI 1 e RI 2 avessero puntualmente
istruito __________  , in special modo rendendolo attento sul fatto che le batterie
andavano ogni volta assicurate al suolo con picchetti o sacchi di sabbia, egli
avrebbe sicuramente recepito il messaggio ed avrebbe a sua volta passato
l’informazione ai suoi clienti”.

Passando a valutare l’adeguatezza del nesso
causale, il primo giudice ha rilevato che “sia la mancata istruzione di __________ 
 che la mancata istruzione agli utilizzatori dei pezzi pirotecnici sono idonee
a cagionare, secondo l’ordinario andamento delle cose e l’esperienza generale
della vita, l’incidente così come avvenuto il primo agosto 2004”.

Infine, il primo giudice ha ritenuto che le “mancanze
di __________   non sovrastano a tal punto quelle dei coimputati da farle
apparire ininfluenti”. Anzi, “è vero piuttosto il contrario: i
responsabili della __________  , tralasciando di accertarsi sulle effettive
conoscenze in materia di quelli della __________   e non avendo fornito loro i
debiti chiarimenti, hanno concorso a provocare l’incidente” (sentenza consid.
29).

 

                               4.2.   Su questo punto, il ricorso cade nel vuoto.

Come rilevato da PC 7 e PC 4 (osservazioni 18
agosto 2008 pag. 5 e 6), la tesi ricorsuale secondo cui la responsabilità di __________ 
  interrompe il nesso causale fra la negligenza addebitabile ai ricorrenti e il
realizzarsi del danno “risulta dogmaticamente scorretta” .

La __________   ha un ruolo di garante
(conferitole, in particolare, dall’art. 17 LEspl). Se anche __________   ha
assunto un tale ruolo con la vendita agli organizzatori della festa, ciò non ha
provocato una liberazione della __________   (e meglio, dei qui ricorrenti)
che, al contrario, ha conservato intatta  la sua qualità di garante e, quindi,
la sua responsabilità (unitamente alla seconda ditta intervenuta),
indipendentemente dal fatto che l’evento si è realizzato soltanto dopo l’omissione
di istruzione di cui s’è resa colpevole __________  , e meglio __________  .

Si è, in concreto, di fronte ad una pluralità di
garanti (cioè di autori colpevoli) che rispondono ognuno per la propria
omissione causale senza che il loro avvicendamento provochi un’interruzione del
nesso causale (cfr. Mario Postizzi, Fusiongesetz und Unterhmensstrafrecht, in
AJP 2/2007, in part. n. 31-33 citato in osservazioni pag. 6).

Pertanto, le responsabilità di __________   non
liberano i ricorrenti dalle loro che derivano, appunto, dall’inosservanza
colpevole del loro obbligo di istruzione dell’acquirente che è stata
correttamente considerata dal primo giudice in nesso causale naturale ed
adeguato con il decesso di __________ e le lesioni subite dagli altri spettatori.

Pertanto, anche su questo punto il ricorso va
respinto.

 

                                   5.   Gli
oneri processuali seguono la soccombenza, ossia vanno posti a carico dei
ricorrenti (art. 15 cpv. 1 in combinazione con l’art. 9 cpv. 1 CPP).

 

 

Per questi motivi,

 

richiamata per le spese la tariffa giudiziaria,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso, nella misura in cui è ricevibile, è respinto.

 

                                   2.   Gli
oneri processuali, consistenti in:

 

a) tassa di
giustizia                    fr.        1’000.-           

b) spese
complessive               fr.            200.-

                                                     fr.        1’200.-           

 

sono posti a carico dei ricorrenti in solido.

Inoltre, i ricorrenti rifonderanno in solido:

- fr. 1’000.- a PC 8 e PC 4

- fr. 1’000.- a PC 5, PC 7 e PC 6 

 

che hanno presentato osservazioni per il tramite
di un avvocato.

 

                                   3.   Intimazione
a: 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
   

  
	
   

  	
  P_GLOSS_TERZI

  	 

				

                                             

Per la Corte di cassazione e di revisione penale

La presidente                                              Il
segretario

 

 

Rimedi giuridici 

Contro decisioni finali, contro decisioni
parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la
ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione
(art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non
sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,
il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.