# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5354390b-d487-5e16-841e-2352045bdf41
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-09-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.09.2011 33.2011.15
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_33-2011-15_2011-09-28.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  33.2011.15

   

  IR/sc

  	
  Lugano

  28 settembre
  2011

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso dell'8 luglio 2011 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  Cassa cantonale di compensazione
  Servizio prestazioni complementari, 6501 Bellinzona
  

   

   

  in materia di prestazioni complementari

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto come:

 

                                   A.   RI
1, 1936, si è già rivolto in passato a questo Tribunale
cantonale delle Assicurazioni per lamentarsi contro la Cassa Cantonale di
Compensazione AVS AI IPG in materia di prestazioni complementari per una
pretesa denegata giustizia e per impugnare una successiva decisione emessa su
opposizione. Per la motivazione del presente giudizio si farà capo alle decisioni
emanate da questo TCA nelle procedure formanti gli incarti 33.2009.4 (decisione
del 19 maggio 2009) e 33.2010.6 (decisione del 3 marzo 2011).

 

                                          A fronte della richiesta del signor RI 1 di novembre 2008 tendente
alla concessione di prestazioni per sé, la propria compagna, 1971, ed il loro
bambino, nato nel 2008, l’amministrazio-ne ha effettuato degli accertamenti
riguardanti la situazione economica dell'assicurato. Nelle more delle
verifiche, il 25 febbraio 2009, il signor RI 1 ha inoltrato ricorso per
denegata giustizia. Il TCA, con sentenza del 19 maggio 2009, non ha ravvisato
ritardi da parte della Cassa, visto che l’istruttoria di causa era in corso e
non era di immediata soluzione. Il successivo ricorso al Tribunale Federale
inoltrato dall’assicurato è stato dichiarato, il 4 agosto 2009, inammissibile
(STF 9C_598/2009).

 

Dopo avere raccolto
gli elementi necessari, con due distinte decisioni del 28 gennaio 2010 la Cassa
cantonale di compensazione (CCC qui di seguito) ha rifiutato all'assicurato le
prestazioni complementari sia per il periodo dal 1° novembre 2008 al 31 dicembre
2009, sia dal 1° gennaio 2010 in poi, a motivo che i redditi computabili
superavano le spese riconosciute sue e del figlio. Con decisione su opposizione
del 23 marzo 2010 l'amministrazione ha parzialmente accolto l'opposizione
dell'assicurato, eliminando dai redditi computabili la posta relativa alle
pensioni alimentari, ciò che ha permesso di garantire il pagamento del premio
dell'assicurazione malattia di base. La CCC ha invece confermato il valore dei
fondi peritati dall'Ufficio stima, respingendo quindi le lamentele di una loro
valutazione eccessiva. Scontento della decisione l’assicurato l’ha impugnata
dinanzi a questo Tribunale che ha parzialmente accolto il gravame con le
seguenti argomentazioni:

 

"  L'assicurato, sposatosi nel 1970,
dall'ottobre 1987 (doc. 15) - o dal 1988 (doc. 158) - è separato di fatto dalla
moglie, dalla quale ha avuto due figli. Nel giugno 2008 (doc. 180) dall'unione
con la sua nuova compagna __________ __________ è nato un figlio, __________,
il quale beneficia quindi di una rendita completiva all'AVS del padre, mentre
la compagna ne è esclusa.

Dall'agosto 2008 (doc. 15) l'assicurato è domiciliato a __________, ora
appartenente al Comune di __________. Egli sostiene viverci con la famiglia, ma
non esistono documenti ufficiali che comprovino questa situazione, dato che il
figlio non è mai stato iscritto nell'apposito registro del movimento della
popolazione tenuto obbligatoriamente da ogni Comune ticinese, mentre la compagna
vi figura iscritta, ma con l'avvertenza che dal 1° luglio 2009 risulta partita
da __________ per __________, nel Canton __________.

Il TCA ha quindi proceduto a verificare presso l'Ufficio della
migrazione il domicilio dei familiari del ricorrente. Il 24 novembre 2010 (doc.
XXI) detto Ufficio ha risposto che la compagna di RI 1 è entrata in Svizzera il
14 maggio 2008 e che dal 14 agosto 2008 al 12 febbraio 2009 essa ha soggiornato
illegalmente nel nostro Paese. Dopodiché ha ottenuto un permesso B di soggiorno
per __________ ed il 9 giugno 2009 __________ è partita per il Canton __________.
Infine, il 30 settembre 2010 l'interessata ha presentato al Servizio regionale
degli stranieri di __________ una domanda intesa ad ottenere un permesso di
dimora nel nostro Cantone, istanza tutt'ora pendente presso l'Ufficio della
migrazione (doc. XXI).

Quanto a __________, detto Ufficio cantonale ha precisato che visto che
il bambino ha acquisito la nazionalità svizzera del padre, non figura nei suoi
registri.

Il 14 dicembre 2010 (doc. XXVII) il TCA ha quindi interpellato il
Comune di __________ su questa questione, ottenendo quale risposta che, a
differenza dell'assicurato stesso, suo figlio non è mai stato domiciliato né
nel precedente Comune di __________ né nell'attuale Comune di __________ (doc.
XXVIII).

(…)

il Tribunale ha esperito alcuni accertamenti finalizzati a determinare
il domicilio di __________, figlio del ricorrente nato a __________ il 7 giugno
2008 dall'unione con __________, cittadina __________ (docc. 180 e 181).

Interpellato al riguardo (doc. XXVII), l'Ufficio controllo abitanti del
Comune di __________ ha trasmesso al TCA un certificato di riconoscimento
secondo cui al 18 novembre 2008 (doc. XXIX/4), quando il ricorrente ha
riconosciuto ufficialmente il figlio, quest'ultimo aveva il domicilio in __________,
insieme alla mamma.

Dagli atti raccolti presso il citato nuovo Comune è inoltre emersa una
dichiarazione datata 10 marzo 2009 (doc. XXIX/1) rilasciata su carta bianca dal
responsabile dell'Ufficio controllo abitanti dell'allora Comune di __________,
che ha certificato che l'assicurato è domiciliato in detto Comune insieme al
figlio __________.

L'impiegato comunale ha specificato di non essere in grado di
dichiarare che l'insorgente abiti "sotto lo stesso tetto con il figlio e
la madre del figlio", ritenuto che queste tre persone "vivono attualmente
a __________ e non a __________.".

Sulla scorta di questa attestazione, il 4 maggio 2009 (doc. XXIX/2) il
medesimo impiegato, __________, ha rilasciato una dichiarazione di domicilio su
carta intestata del Comune di __________ con cui l'Ufficio controllo abitanti
dichiara che il ricorrente - ed espone poi le sue generalità e lo stato civile
- "è domiciliato nel nostro Comune dal 12.08.2008, unitamente al figlio __________
nato il 07.06.2008 e alla signora __________ nata il 06.09.1971.".

Malgrado le summenzionate dichiarazioni, la responsabile del nuovo Comune
di __________ ha specificato al TCA il 15 dicembre 2010 (doc. XXIX) che
"Da un controllo effettuato nella banca dati dell'Ufficio controllo
abitanti del Comune di __________ (nuovo Comune a seguito dell'aggregazione del
__________) non abbiamo trovato registrazioni relative al domicilio del bambino
__________ nella frazione di __________. Nell'incarto cartaceo figurano invece
due dichiarazioni rilasciate dalla vecchia amministrazione (Comune di __________)
che alleghiamo. Purtroppo non ci è dato sapere l'esattezza di queste
attestazioni. (…)".

In questo stesso scritto l'impiegata ha inoltre osservato che per
l'anno 2009 l'autorità fiscale non ha concesso all'assicurato la deduzione per
figli a carico. A comprova della sua affermazione ha allegato la notifica di
tassazione IC 2009 (doc. XXIX/3)."

 

                                         Dopo
avere svolto ulteriori accertamenti il TCA ha rilevato come:

 

"  Ora, dalla documentazione raccolta pendente causa
risultano prese di posizioni contrastanti delle persone interpellate.

Da una parte, l'allora Comune di __________ ha dichiarato che il
ricorrente e suo figlio sono sempre stati domiciliati nel Comune, ossia dal
2008 fino al momento di tale attestazione, quindi il 4 maggio 2009.

Di uguale parere è l'assicurato stesso, che a più riprese ha affermato
che il bambino ha sempre vissuto con lui a __________ sin dalla nascita, tranne
il mese di giugno 2009 quando gli è stato portato via dalla compagna dopo un
litigio. Dopodiché, per quanto concerne l'ultimo periodo oggetto del contendere,
il figlio ha abitato con lui se non altro almeno per 15-20 giorni al mese.

D'altra parte, invece, il nuovo Comune di __________ ha affermato che
solo l'assicurato è ivi domiciliato dal 12 agosto 2008, mentre il figlio __________
non è mai stato registrato come domiciliato nella frazione di __________.
Inoltre, l'autorità comunale ha osservato che la comunicazione di riconoscimento
dopo la nascita, datata 18 novembre 2008, indica che il citato bambino era
domiciliato in __________ presso la mamma.

Per quanto concerne l'anno 2009, si sa che l'autorità fiscale non ha ritenuto
che il ricorrente contribuisse al sostentamento del figlio sul quale non ha
l'autorità parentale, essendo affidato alla madre, e quindi non ha ammesso la
deduzione per figli a carico.

Sulla scorta di tali elementi, da un attento esame questa Corte ritiene
di potere affermare, con il grado della verosimiglianza preponderante valido
nelle assicurazioni sociali (DTF 129 V 56 consid. 2.4; DTF 126 V 353 consid.
5b; DTF 125 V 195 consid. 2), che il bambino abbia abitato insieme all'assicurato
a __________ semmai dopo il 18 novembre 2008 e fino al 9 giugno 2009, allorquando
la madre del bambino è scappata in Svizzera __________ (doc. XXII) - dapprima
da un'amica a __________, poi a __________ dalla sorella gravemente malata, per
aiutarla anche con la figlia undicenne (doc. XXVI).

Per il periodo seguente, malgrado l'assicurato abbia inizialmente
affermato che il figlio ha sempre vissuto con lui a __________, egli stesso ha
però specificato che nel giugno 2009 la compagna è scappata con il loro figlio.
Tuttavia, successivamente i genitori sono riusciti ad accordarsi affinché il
bambino vivesse metà mese (15-20 giorni) con il padre a __________ e gli altri
giorni del mese con la madre - verosimilmente nel Canton __________.

D'avviso di questo Tribunale, malgrado i numerosi accertamenti effettuati,
gli elementi raccolti non sono tuttavia sufficienti per concludere con la
necessaria verosimiglianza preponderante, che anche per il periodo
successivo al 9 giugno 2009 il figlio del ricorrente sia rimasto con lui a __________.

Non va infatti dimenticato che nella notifica di tassazione IC 2009
(doc. XXIX/3) prodotta dal Comune di __________, a differenza della decisione
di tassazione per il 2008 (doc. M2), non è stata accettata la deduzione per
figli a carico (art. 34 cpv. 1 lett. a LT) che il ricorrente ha esposto. Vero
è, però, che la decisione di tassazione dopo reclamo del 19 gennaio 2011 (doc.
S3) prodotta in parte dal ricorrente fissa un imponibile inferiore, forse perché
l'autorità fiscale ha in seguito accettato tale deduzione.

Inoltre, la dichiarazione dell'allora Comune di __________ che ha
certificato la domiciliazione del ricorrente e di suo figlio è datata 4 maggio
2009, quindi essa può semmai - viste le inesattezze che il nuovo Comune ha poi
evidenziato - fare stato soltanto fino a quel momento, ma non certo pure per
l'anno 2010.

Anche la risposta fornita dalla Sezione della popolazione attesta unicamente
la situazione di __________ sino al 9 giugno 2009.

Infine, le affermazioni del ricorrente secondo cui, dopo il mese di giugno
2009 (e luglio 2009, doc. XXXV), il bambino, di un anno appena, vivesse con lui
per 15-20 giorni al mese all'alpe di __________, non sono suffragate da alcuna
prova.

In queste circostanze, in assenza di elementi che comprovino, con il
necessario grado della verosimiglianza preponderante, dove __________ ha vissuto
dal giugno 2009 in poi, compreso l'anno 2010 che è oggetto, anch'esso,
della decisione impugnata, la scrivente Corte rinvia gli atti alla Cassa cantonale
di compensazione affinché essa stessa accerti la reale situazione del
ricorrente e di suo figlio dopo il 9 giugno 2009."

 

                                         Il
Tribunale ha così concluso per il resto:

 

" 
Quindi, per
l'anno 2008, gli importi destinati alla copertura del fabbisogno generale
vitale sono stati fissati dalla nuova LPC in Fr. 18'140.- per persone sole, in
Fr. 27'210.- per coniugi e, per orfani che danno diritto ad una rendita e per
figli che danno diritto ad una rendita per figli dell'AVS o dell'AI, in Fr.
9'480.-. (…) 

Quanto all'anno 2009, il Consiglio federale ha fissato questi limiti di
reddito in Fr. 18'720.-, rispettivamente in Fr. 28'080.- ed in Fr. 9'780.-.
(cfr. art. 1 dell'Ordinanza 09 sull'adeguamento delle prestazioni complementari
all'AVS/AI del 26 settembre 2008).

Con il Decreto esecutivo del 4 febbraio 2009 concernente la LPC (pubblicato il 26 maggio 2009 nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi
n. 26/2009, RL 6.4.5.3.2), valido per l'anno 2009, il Cantone Ticino ha ribadito
i limiti di reddito fissati dalla citata Ordinanza federale.

Questa Corte non può scostarsi dalla legislazione vigente perciò, per
quanto concerne il periodo dal 1° novembre 2008 al 31 maggio 2009 per il quale
il TCA ha stabilito che __________ viveva con il ricorrente a __________, in
applicazione del citato art. 7 cpv. 1 lett. b OPC-AVS/AI deve essere quindi
considerato sia il fabbisogno dell'assicurato come persona sola sia il fabbisogno
del figlio. La prestazione complementare deve pertanto essere fissata
congiuntamente.

Il limite di reddito determinante nel periodo in oggetto deve così
essere stabilito come deciso dalla Cassa di compensazione, ovvero in Fr.
27'620.- (Fr. 18'140.- + Fr. 9'480.-) per i mesi di novembre e dicembre 2008,
mentre in Fr. 28'500.- (Fr. 18'720.- + Fr. 9'780.-) dal 1° gennaio 2009 al 31
maggio 2009.

Per la restante parte dell'anno 2009 e per il 2010, spetterà alla Cassa
di compensazione determinarsi al riguardo in base alle risultanze degli accertamenti
che effettuerà (cfr. cons. 2.5).

(…)

Quanto al contributo fisso
dell'assicurazione malattia, che la Cassa di compensazione ha stabilito in Fr.
5'556.- per l'anno 2008 ed in Fr. 5'580.- per l'anno 2009, anch'essi vanno
verificati sulla base della convivenza del figlio con il ricorrente, ma solo,
come visto, dal 1° novembre 2008 al 31 maggio 2009. Dal 1° giugno 2009 al 2010
compreso si dovrà pronunciare la Cassa."

 

                                         Per
quanto attiene alla pigione lorda il Tribunale ha sviluppato le seguenti considerazioni,
cha alla luce della natura della contestazione dell’assicurato, come le annotazioni
precedenti, appare opportuno riprendere in esteso:

 

"  Nel
caso di specie, ritenuto che la Sezione della popolazione ha indicato al TCA
che fino a metà anno 2009 __________ soggiornava a __________ e che il
Tribunale ha stabilito che il figlio dell'assicurato ha vissuto con lui dal 1°
novembre 2008 al 31 maggio 2009, le persone che si dividevano quindi
l'abitazione di proprietà del ricorrente in quella stessa località erano tre (padre,
madre e bambino). Considerato, però, che gli aventi diritto alle PC erano due
(il ricorrente e il figlio), la pigione deve dunque essere divisa per tre
persone e riportata solo su due teste nel periodo dal 1° novembre 2008 al 31
maggio 2009.

Per il resto dell'anno 2009 e per il 2010, spetterà alla Cassa di compensazione, a
cui gli atti vanno già trasmessi per i suoi incombenti (cfr. consid. 2.5),
stabilire anche se la compagna __________ del ricorrente convivesse
effettivamente con lui - e, se del caso, anche con il figlio - a __________ oppure
se essa sia rimasta in Svizzera tedesca anche oltre al mese di giugno 2009.”

(…)

dalla notifica di tassazione fiscale IC 2009 dell'assicurato del 6 ottobre
2010 prodotta dal Comune di __________ (doc. XXIX/3) - di cui la Cassa di compensazione
non era a conoscenza quando ha emanato la decisione formale, datata 23 marzo
2010 - emerge che il valore locativo stabilito è di Fr. 6'000.-.

In virtù di quanto esposto, dal 1° novembre 2008 al 31 maggio 2009
va ritenuta una pigione netta di Fr. 4'000.- (Fr. 6'000.- x 2/3).

Per i restanti mesi in discussione la Cassa calcolerà l'importo computabile
in funzione della situazione familiare che accerterà.

 

Nel caso in esame, dunque, al ricorrente andrebbe computato nella
pigione anche l'importo forfetario di Fr. 1'680.- per spese accessorie.

Tuttavia, alla stessa stregua che per la pigione netta, tale importo
deve essere suddiviso per due terzi vista la coabitazione dell'assicurato con
il figlio e la sua compagna dal 1° novembre 2008 al 31 maggio 2009; le
spese accessorie devono quindi aggiunte nella misura di Fr. 1'120.-.

Per gli altri mesi del 2009 e per il 2010, invece, qualora la Cassa di compensazione
stabilisse che __________ non viveva più con i suoi familiari in Ticino, allora
anche le spese accessorie - così come il valore locativo - dovranno essere
conteggiate per intero all'assicurato (Fr. 1'680.-), ma soltanto se
l'amministrazione accerterà che anche il figlio, avente diritto alle PC, viveva
insieme al padre."

 

                                         Con
riferimento al preteso debito personale dell’assicurato ricorrente con terzi questo
Tribunale aveva considerato:

 

"  Va
comunque osservato che malgrado l'assicurato abbia chiesto innumerevoli
proroghe alfine di apportare la prova di suo debito personale ammontante a Fr.
136'000.- nei confronti del creditore __________, direttore della __________ di
__________ (doc. I pag. 2 in fondo), ad oggi egli non è riuscito nel suo intento
(cfr. ancora da ultimo il doc. XXXVIII).

Di conseguenza, poiché l'onere della prova spetta a chi intende far
valere un diritto (art. 8 CC), ritenuto che il ricorrente non ha saputo
apportare né un contratto di prestito, né una semplice dichiarazione che
attesti questo debito né tanto meno la prova di avere pagato degli interessi
passivi relativi a questo debito, non è possibile ritenere l'esistenza del
debito di Fr. 136'000.- a carico dell'assicurato nei confronti della
summenzionata società."

 

                                         Mentre
per quanto attiene alla sostanza immobiliare il giudizio citato così si esprimeva:

 

"  Nel caso concreto, dal catastrino fiscale agli atti, aggiornato al
2006 (doc. 25), risulta che i mappali nn. 788, 1826 e 1827 VM di __________
appartengono al qui ricorrente.

Quanto all'applicazione dell'art. 17 cpv. 4 OPC-AVS/AI ritenuta dalla
Cassa di compensazione, questo Tribunale osserva che la stessa è corretta se applicata
agli immobili in cui l'assicurato non abita a tutti gli effetti; in tal caso fa
quindi stato il valore venale.

Per l'immobile, invece, che costituisce la sua abitazione primaria, il
valore di questa costruzione - e solo di essa -, deve essere determinato
secondo la stima ufficiale (art. 17 cpv. 1 OPC-AVS/AI che rinvia all'art. 42
cpv. 1 LT).

Dal catastrino fiscale si rileva che il fondo n. 788 è costituito da un
terreno eccedente di 9'809 mq, stimati in Fr. 2'942.-.

Il mappale n. 1826 è costituito di 125 mq di terreno complementare, di
713 mq di terreno eccedente, di 9 mq di tettoia/sostra quale edificio
accessorio e di 60 mq di edificio principale quale casa monofamiliare o
bifamiliare, per complessivi 838 mq stimati in Fr. 53'927.-.

Il fondo n. 1827, di simile struttura al precedente, è composto di 200
mq di terreno complementare, 1'039 mq di terreno eccedente, 10 mq di edificio accessorio
e di 45 mq di edificio principale, per una superficie totale di 1'289 mq ed un
valore di stima di Fr. 46'551.-."

 

                                         Ed
ancora:

 

"  In
specie, l'11 febbraio 2009 (doc. 58) la Cassa di compensazione ha così chiesto
all'Ufficio cantonale di stima
di valutare al valore venale i fondi n. 788, n. 1826 e n. 1827 di __________,
stato 2009, di proprietà dell'assicurato.

Il 4 novembre 2009 (doc. 175) l'arch. __________ ha reso le proprie
valutazioni, peritando in Fr. 150'000.- il valore della particella n. 1826 VM
(doc. 174), in Fr. 140'000.- il mappale n. 1827 VM (doc. 173) ed in Fr.
20'000.- il fondo n. 788 VM (doc. 172).

La Cassa di compensazione ha però ritenuto soltanto il valore venale
delle particelle n. 788 e n. 1826, mentre ha considerato che l'abitazione
primaria del ricorrente è sita sul fondo n. 1827 e quindi ha conteggiato solo
il valore di stima (Fr. 46'551.-) giusta l'art. 17 cpv. 1 OPC-AVS/AI.

Riguardo alle summenzionate valutazioni peritali, questa Corte
evidenzia che l'assicurato ha criticato sia la persona del perito che ha
stimato i suoi immobili, sia l'importo stesso della sostanza conteggiato dalla
Cassa di compensazione nella tabella di calcolo PC (Fr. 170'000.-).

Ciò nonostante, l'amministrazione non ha proceduto né a trasmettere
all'assicurato la copia delle perizie - nella forma breve - contemplante
soltanto il valore venale (docc. 172-175) affinché prendesse posizione, né a
chiedere all'Ufficio stima di rivedere e di dettagliare le sue considerazioni.

Va qui citata l'opposizione dell'8 febbraio 2010 (doc. 103), in cui l'assicurato
ha criticato da un canto l'imparzialità del perito, alle dipendenze del Cantone
Ticino e quindi anche dell'Istituto delle assicurazioni sociali. D'altro canto,
in questa stessa lettera l'opponente ha menzionato che una perizia delle sue
proprietà era già stata fatta da un esperto nominato dalla Pretura di __________,
il quale aveva stimato i suoi fondi in Fr. 113'000.-perciò trova impossibile
che in pochi anni detta valutazione sia lievitata a Fr. 170'000.-.

Anche nel successivo scritto del 5 marzo 2010 (doc. 207) l'assicurato
ha indicato che un certo __________ aveva stabilito il valore dei suoi fondi in
Fr. 113'000.- e che il perito incaricato dalla Cassa tramite l'Ufficio stima
non era imparziale.

Stante quanto precede, secondo questo Tribunale, la Cassa cantonale di
compensazione avrebbe dovuto innanzitutto dare la possibilità all'opponente di
pronunciarsi sui valori venali dei suoi tre fondi stabiliti dall'Ufficio stima,
visto che egli sapeva unicamente che la sua sostanza valeva in totale Fr.
170'000.-, mentre in realtà questa cifra corrisponde al valore venale della
particella n. 1826 (Fr. 150'000.-) sommato al valore venale del fondo n. 788
(Fr. 20'000.-), siccome entrambi detti mappali non sono adibiti ad abitazione
primaria dell'assicurato.

Il valore del mappale n. 1827, computato invece al valore di stima fiscale
di Fr. 46'551.- (doc. M4), non è stato conteggiato nella sua sostanza, giacché
è stato reso nullo dalla deduzione del forfait di Fr. 112'500.- prevista
dall'art. 11 cpv. 1 lett. c 2a frase LPC per i beneficiari di PC se l'immobile
che gli appartiene gli serve quale abitazione (doc. 184).

L'amministrazione avrebbe poi dovuto interpellare nuovamente sulla questione
l'Ufficio stima, che avrebbe dovuto confrontarsi con la censura relativa al
valore degli immobili di Fr. 113'000.- e con le lamentele dell'assicurato,
espresse poi nel dettaglio, come visto, con il ricorso, laddove ha evidenziato
lo stato precario della sua sostanza immobiliare.

In queste circostanze, dopo che il competente Ufficio stima avrà riesaminato,
previo sopralluogo, i valori peritali dei fondi di proprietà del ricorrente, la
Cassa di compensazione dovrà dunque ripronunciarsi sulla questione del computo
della sostanza del ricorrente a dipendenza dell'utilizzo che egli ne fa.

L'amministrazione terrà quindi presente, da un lato, che è a giusta
ragione che gli immobili non adibiti ad abitazione primaria debbano essere
computati al valore venale in virtù dell'art. 17 cpv. 4 OPC-AVS/AI; d'altro
lato, si ricorderà che i fondi che servono all'interessato quale abitazione devono
essere valutati al valore di stima ex art. 17 cpv. 1 OPC-AVS/AI ed essere poi
conteggiati nella sua sostanza solo nella misura eccedente la franchigia legale
di Fr. 112'500.- (art. 11 cpv. 1 lett. c LPC).

Su questa questione, infatti, il ricorrente è a torto che ritiene che
la sostanza debba essere valutata al massimo a Fr. 124'000.-.

 

(…)

 

Pertanto, come visto, solo gli immobili che l'assicurato usa come abitazione
primaria possono essere conteggiati al valore di stima nel calcolo per le prestazioni
complementari.

Gli altri beni vanno invece computati al valore venale e quindi è
corretto che l'Ufficio cantonale di stima, su invito della Cassa di
compensazione, si sia determinato in proposito mediante una perizia neutra.

Ritenuto che il ricorrente sembri sostenere che entrambe le abitazioni
siano primarie, e quindi ne ha postulato il riconoscimento del valore di stima,
spetterà alla Cassa di compensazione, con l'aiuto dell'Ufficio cantonale di
stima, verificare quale dei due fondi (n. 1826 o n. 1827) debba essere
considerato come abitazione primaria e quindi valutato al valore di stima,
mentre l'altro immobile sarà considerato al valore venale.

In queste circostanze, la censura dell'assicurato riguardo alla valutazione
delle sue proprietà deve essere respinta per quanto concerne il principio del
computo al valore venale di taluni fondi.

Per la determinazione dell'importo esatto da conteggiare come sostanza,
invece, spetterà alla Cassa di compensazione fissarlo sulla scorta delle considerazioni
che precedono.

Stante quanto precede, gli atti vanno pertanto trasmessi all'amministrazione
affinché proceda in tal senso."

 

                                         Come
indicato quindi il ricorso del signor RI 1 è stato parzialmente accolto, e gli
atti rinviati alla Cassa per nuovi accertamenti e l’emanazione di una nuova
decisione.

 

                                  B.   Con
atto consegnato alla posta l’11 luglio 2011 l’assicurato si aggrava nuovamente
contro l’inazione della CCC usando il sintomatico titolo “alia inacta est”.
Il signor RI 1 evidenzia il silenzio della Cassa, la decisione del marzo 2011
del Tribunale cantonale delle Assicurazioni, le sue difficoltà economiche, minacciando
il Tribunale di semmai reclamare a Berna presso il competente Consigliere Federale.

 

                                  C.   Il
ricorso è stato trasmesso alla CCC per la presentazione della risposta di causa
in uno con una lettera al ricorrente, trasmessa in copia alla Cassa, con alcune
necessarie specifiche. Il preposto funzionario della CCC ha postulato una
proroga del termine per l’inoltro dell’allegato di risposta il 30 agosto 2011 a mano di una comunicazione della responsabile dell’Agenzia AVS di __________ che segnalava
l’assicurato “assente per vacanze” ed alcune informazioni relative alla
compagna del ricorrente spesso assente da __________ per recarsi dalla sorella
nel Canton __________.

                                  D.   Congrua
proroga è stata concessa all’amministrazione (lettera 5 settembre 2011 al TCA,
doc. V) il 1 settembre 2011 mentre il signor RI 1 si è rivolto nuovamente al Tribunale
con scritto difficilmente comprensibile con cui ha lamentato una convocazione
dell’Agenzia AVS di __________ spedita il 24 agosto, pervenuta il successivo 26
agosto e fissante per il 29 agosto un incontro presso gli uffici del Comune.
Pur invocando grande urgenza il signor RI 1 ha indicato impegni che gli
rendevano impossibile la sua presenza mentre per il termine successivamente
fissato per il 1 settembre ha segnalato una patologia che gli impediva di alzarsi
dal letto. Il ricorrente ha segnalato la necessità di contrarre un debito per
andare avanti ed ha ribadito la richiesta di concedere le prestazioni
complementari postulate.

 

                                         Il
giudice delegato ha scritto alle parti segnalando la necessità per il
ricorrente di contattare direttamente la persona incaricata in seno al Comune
di __________ per fissare il necessario incontro teso alla chiarificazione del
caso.

 

                                  E.   Il
16 settembre 2011 la Cassa ha fatto pervenire al Tribunale cantonale delle
Assicurazioni la risposta di causa con cui ha negato sua inattività alla luce dei
contatti con il cantone di __________ per accertare la residenza della compagna
del ricorrente, per il mandato conferito all’Ufficio stima, e l’incarico dato
all’Agenzia AVS del Comune di __________ per altri accertamenti. 

                                         L’amministrazione
osserva come il ricorrente non si sia presentato a __________ per gli
accertamenti necessari, meglio se accompagnato dalla compagna.

 

                                         Al
signor RI 1 è stata concessa la possibilità di ulteriormente esprimersi e di
postulare l’acquisizione di specifiche prove (doc. 16 settembre 2011), ciò che
ha fatto il 24 settembre 2010.

 

 

                                         in
diritto

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell'istruttoria o della valutazione
delle prove), perciò il Tribunale può decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione
giudiziaria (STF H 180/06 del 21 dicembre 2007, STFA I 707/00 del 21 luglio
2003).

 

                                   2.   Per
l'art. 49 cpv. 1 LPGA, nei casi di ragguardevole entità o quando vi è disaccordo
con l'interessato l'assicuratore deve emanare per scritto le decisioni in
materia di prestazioni, crediti e ingiunzioni in virtù dell'art. 52 cpv. 1
LPGA, le decisioni possono essere impugnate entro trenta giorni facendo
opposizione presso il servizio che le ha notificate; fanno eccezione le
decisioni processuali e pregiudiziali. A norma dell'art. 56 cpv. 1 LPGA, le decisioni
su opposizione e quelle contro cui un'opposizione è esclusa possono essere impugnate
mediante ricorso. Nel caso di specie l'assicurato non ha prodotto nessuna
decisione impugnabile emessa dalla Cassa di compensazione, ma ha chiesto al TCA
di intervenire stante il giudizio del marzo 2011, la sua necessità di danaro e
l’impossibilità a campare senza i mezzi sufficienti (doc. I). In queste
condizioni, come rilevato anche nello scritto del giudice delegato del 18
luglio 2011 alle parti, il gravame viene inteso quale ricorso per denegata giustizia
(doc. III).

 

                                   3.   In
merito alle condizioni, alla natura ed allo scopo del ricorso per denegata
rispettivamente ritardata giustizia, si può qui fare riferimento alla decisione
di questo Tribunale cantonale delle Assicurazioni concernente il ricorrente
stesso (e quindi a lui nota) emessa il 19 maggio 2009 (33.2009.4), e meglio:

 

                                         ●   che nel merito
occorre ricordare che (su questi aspetti si veda la recente sentenza 18 marzo
2009 inc. 36.2008.135 pag. 38 e seguenti) giusta l’art. 56 cpv. 1 LPGA le
decisioni su opposizione e quelle contro cui un’opposizione è esclusa possono
essere impugnate mediante ricorso. Secondo l'art. 56 cpv. 2 LPGA il ricorso può
essere interposto anche se l'assicuratore, nono-stante la domanda
dell'assicurato, non emana una decisione o una decisione su opposizione;

 

                                         ●   che tale
disposizione include sia i ricorsi per ritardata giustizia che per denegata
giustizia (Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo-Basilea-Ginevra, II Auflage, 2009,
art. 56 note 12 e seguenti pag. 705 e segg.). Con l’entrata in vigore della
LPGA, secondo il già citato suo art. 56 cpv. 2, spetta al competente Tribunale
cantonale delle assicu-razioni statuire in merito ad un ricorso per denegata/ritardata
giustizia (Kieser, op. cit., loc. cit. in particolare nota 13 pag. 706, STFA 23
ottobre 2003 nella causa D. DTF 130 V 90, consid. 3, I 387/03). Va inoltre
rammentato come ai sensi dell'art. 52 cpv. 1 LPGA le decisioni emesse in virtù
dell'art. 49 LPGA possono essere impugnate entro trenta giorni mediante
opposizione all'istanza che le ha notificate. Questa norma di procedura entra
in vigore immediatamente (DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4a; RAMI
1998 KV no. 37 pag. 316 consid. 3b). L'art. 52 cpv. 2 LPGA stabilisce che le
decisioni su opposizione vanno pronunciate entro un termine adeguato, sono
motivate e contengono un avvertimento relativo ai rimedi giuridici. Inoltre,
secondo l'art. 52 cpv. 3 LPGA, la procedura d'opposizione è gratuita e di
regola non sono accordate ripetibili;

 

                                         ●   che il
legislatore non ha quindi voluto inserire un termine entro il quale
l’amministrazione deve emanare la decisione su opposizione;

 

                                         ●   che secondo la
giurisprudenza federale, vi è diniego di giustizia qualora un'autorità
giudiziaria od amministrativa non si occupi di una domanda, per la cui risoluzione
essa é competente (DTF 114 V 147 consid. 3a e riferimenti ivi menzionati;
Kieser, op. cit, art. 56 nota 12 pag. 705). Sempre secondo la giurisprudenza,
vi è diniego di giustizia nel caso in cui l'autorità competente si dimostri
certo pronta ad emanare una decisione, ma ciò non avviene entro un termine che
appare adeguato, tenuto conto della natura dell'affare nonché dell'insieme
delle altre circostanze (DTF 107 Ib 164 consid. 3b e riferimenti). Irrilevanti
sono le ragioni che hanno determinato il diniego di giustizia. Decisivo per
l'interessato è unicamente il fatto che l'autorità non abbia agito,
rispettivamente, non abbia agito in maniera tempestiva (DTF 108 V 20 consid.
4c, 103 V 195 consid. 3c);

 

                                         ●   che nel giudicare
l'esistenza di una ritardata giustizia, si deve procedere ad una valutazione
delle circostanze oggettive. Vi è, quindi, ritardata giustizia quando le
circostanze che hanno condotto ad un prolungamento della procedura non appaiono
oggettivamente giustificate (DTF 103 V 195 consid. 3c in fine). 

                                         Criteri
rilevanti sono, segnatamente, la natura della procedura, la difficoltà della
materia ed il comportamento dell'interessato (DTF 125 V 188; VPB 1983 n. 150 p.
527 e EuGRZ 1983 p. 483);

 

                                         ●   che il principio
secondo cui la procedura innanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni
deve essere semplice e spedita (art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA) è espressione di
un principio generale del diritto delle assicurazioni sociali e vale, perciò, anche
nell'ambito della procedura amministrativa (DTF 110 V 61 consid. 4; cfr. pure
Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 243
n. 509).                                       

                                              Dottrina e
giurisprudenza hanno stabilito che una ritardata giustizia può essere ammessa
soltanto allorquando la competente autorità protrae più del dovuto la trattazione di un affare. Ciò non è il caso se essa
prende dei provvedimenti positivi, ad esempio dei provvedimenti probatori supplementari.

                                         Qualora
l'autorità si sia occupata di una vertenza senza notevole ritardo, una violazione
della costituzione può essere ammessa soltanto se determinati provvedimenti
sono stati presi abusivamente (Meyer, Das Rechtsverzögerungsverbot nach Art. 4
BV, tesi Berna 1985, p. 78 e riferimenti giurisprudenziali);

 

                                         ●   che in una
sentenza del 25 giugno 2003 nella causa Q., I 841/02, pubblicata in DTF 129 V
pag. 411 e seg., il TFA ha ammesso l'esistenza di un ritardo ingiustificato a
carico dell'Ufficio AI e della Commissione federale di ricorso in materia di
AVS/AI, trattandosi di una procedura durata globalmente più di 10 anni (dal
momento in cui è stata presentata la domanda di prestazioni a quello in cui è
stata resa la sentenza impugnata). Nella DTF 125 V 188ss., il TFA ha invece
negato l'esistenza di un ritardo ingiustificato, trattandosi di un assicuratore
malattie che, trascorsi meno di 4 mesi dal momento in cui l'assicurato ha
interposto opposizione, non aveva ancora proceduto ad emanare la decisione di
sua competenza. In RAMI 1997 U 286, p. 339s., la Corte federale ha riconosciuto
una ritardata giustizia a carico di un tribunale cantonale che era rimasto
completamente inattivo nei riguardi di una causa pendente da 42 mesi e
suscettibile di essere giudicata da 27 mesi (ossia a partire dall'evasione di
un atto di ricusa).

 

                                         In
questa stessa pronunzia, il TFA ha illustrato alcuni precedenti in cui era
stato chiamato a decidere circa l'esistenza di una ritardata giustizia:

 

" 
Das Eidgenössische
Versicherungsgericht hat in ähnlichen Fällen, bei denen keine besonderen Umstände
vorgelegen hatten, Verfahrensdauern von 20 Monaten (unveröffentliches Urteil P.
vom 4. Juli 1994, C 101/94) oder 22 Monaten (unveröffentliches Urteil G. vom 4.
September 1990, I 421/89) als Grenzfälle betrachtet. Im Urteil Z. vom
12.Oktober 1995 erachtete es eine Erledigungszeit von 39 Monate als zu lange,
verneinte jedoch eine unrechtmässige Verzögerung, weil besondere Umstände
hinzukamen. Andererseits hiess es eine Rechtsverzögerungbeschwerde bei einer
Verfahrens- dauer von 40 Monate gut (unveröffentliches Urteil P. vom 10. März 1993, M 1/92)." (RAMI succitata) 

 

                                         ●   che in dottrina
viene menzionata la sentenza del 20 settembre 1995 nella causa A.L. del
Tribunale delle assicurazioni del Canton Argovia, nella quale è stata riconosciuta
una ritardata giustizia, trattandosi di un'autorità che aveva atteso più di 9
mesi prima di procedere ad ordinare un'ulteriore perizia (Kieser, Das Verwaltungsverfahren
in der AHV und IV in: Schaffhauser/ Schlauri, Verfahrensfragen in der
Sozialversicherung, San Gallo 1996, p. 92s.) oppure quella datata 22 giugno
1998 del Tribunale amministrativo del Canton Nidwaldo, in cui l'amministrazione
è stata (soltanto) biasimata per aver lasciato trascorrere più di un anno senza
prendere alcuna decisione dopo ricezione di una perizia (Plädoyer 6/1998, p.
67);

 

                                         ●   che il Tribunale
Federale delle Assicurazioni (dal 1° gennaio 2007 Tribunale Federale) ha
stabilito, in una sentenza pubblicata in SVR 2001 KV 38, p. 109s., che
l'oggetto di un ricorso per denegata o ritardata giustizia é soltanto la
verifica del preteso diniego o del preteso ritardo: il tribunale non può,
quindi, decidere in merito alle prestazioni. Le prestazioni assicurative
materiali, in effetti, non costituiscono l'oggetto litigioso di questa
procedura. Questa giurisprudenza è da considerare valida anche sotto l’imperio
dell’art. 56 cpv. 2 LPGA (Kieser, op. cit., art. 56 nota 14  pag. 706);

 

                                         ●   che, da ultimo,
va rilevato che, in caso di accoglimento di un ricorso per ritardata o denegata
giustizia, il Tribunale ordina all’assicuratore sociale di concludere entro un
termine ragionevole la procedura, rispettivamente di dar seguito alla chiesta misura
(Kieser, Verwaltungsverfahren, cit., nota 507 pag. 240 e ATSG Kommentar II
Auflage, Zurigo 2009 ad art. 56 nota 22 pag. 708 nonché SVR 2001 KV 38 consid.
2b pag. 110);

 

                                   4.   In
concreto, come dettagliatamente esaminato nelle considerazioni di fatto, il
signor RI 1 ha impugnato una decisione resa su opposizione da parte dell’amministrazione,
ottenendo parziale ragione. Il Tribunale ha infatti rinviato gli atti di causa
alla Cassa il 3 marzo 2011 per la determinazione di una serie di elementi
fattuali necessari all’emanazione della decisione di competenza della stessa
per la determinazione del diritto alle prestazioni complementari vantate. Dal
marzo ad oggi sono trascorsi 6 masi, mentre dalla data dell’emanazione della
decisione di questo TCA al momento dell’inoltro del ricorso per denegata
giustizia poco più di quattro. Si tratta di tempi oggettivamente ancora ragionevoli
e che permangono tali anche se analizzati nel concreto. Infatti, pur essendo la
fattispecie nota ai collaboratori della Cassa ed alla persona responsabile
della Agenzia AVS di __________, la situazione merita approfondita verifica,
accertamento corretto dei fatti necessità di attenta applicazione del diritto.
Come evidenzia la Cassa nella sua risposta di causa i collaboratori della stessa
hanno posto in atto i seguenti atti dalla sentenza cantonale (pervenuta alla
CCC il 10 marzo 2011):

 

"  (…)

-   già il mese successivo sono iniziati i
primi accertamenti (poi rilevatisi infruttuosi) volti a stabilire il domicilio
della Signora __________ e del figlio __________, rivolgendosi a questo
proposito ai Comuni di __________ e __________ (Canton __________) nonché
all'Ufficio famiglie e minorenni.

 

-   parallelamente, in maggio, è stato
interpellato l'Ufficio stima nonché l'assicurato medesimo per sue osservazioni
rispettivamente la produzione della perizia ch'egli sosteneva essere agli atti
della Pretura di __________ (sarà la medesima Pretura, interpellata in seguito
direttamente, a negare l'esistenza di tale documento);

 

-   riguardo all'Ufficio stima, esso è
stato regolarmente tenuto aggiornato e sollecitato per avere una valutazione
che rispondesse alle osservazioni dell'assicurato oppure un nuova perizia
(nell'agosto sono stati confermati i valori venali precedentemente stimati);

 

-   ancora in seguito al ricorso
dell'assicurato, il 28 luglio 2011 ci siamo rivolti all'Agenzia comunale AVS di
__________ (__________) chiedendo di volere convocare presso i loro uffici il
Signor RI 1 per sottoporre diverse questioni in merito all'effettiva residenza
della compagna e del figlio __________ nel Comune dal 2008 ad oggi;

 

-   in data 11 agosto 2011 il Comune di __________
ci comunica che il Signor RI 1 è assente per vacanza sino al 16 agosto 2011 e
che sarà loro premura convocarlo dopo tale data (precisano comunque che, la
compagna del Signor RI 1 spesso si allontana dal nucleo famigliare per andare
nel Canton __________ presso la sorella);

 

-   in data 5 settembre 2011 il Comune di __________
risponde alla lettera della Cassa datata 28 luglio 2011 comunicando che il signor
RI 1 è stato convocato per accertare la sua situazione famigliare: il primo
incontro previsto per lunedì 29 agosto 2011 non ha avuto luogo poiché lo stesso
ne ha richiesto il rinvio per il giorno 1 ° settembre 2011; purtroppo neanche
in questa data l'assicurato si è presentato;

 

-   l'Agenzia comunale AVS ha pertanto
sinora potuto redigere esclusivamente un rapporto in base a quanto di loro
conoscenza (confermando ancora una volta che la compagna del Signor RI 1 si
allontana spesso presso la sorella insieme al figlio __________, ma senza avere
potuto meglio stabilire questi periodi). Notasi come l'altra figlia __________
nemmeno era sino ad ora nota alla Cassa." (Doc. VIII)

 

                                   5.   A
non averne dubbi si tratta di una attività concreta e tesa a stabilire, senza
inutili lungaggini, quanto richiesto dal Tribunale nel giudizio del 3 marzo
2011. La convocazione del ricorrente, possibilmente alla presenza della sua
compagna, appare atto necessario per il chiarimento dei fatti. In questo senso
la responsabile dell’Agenzia AVS di __________ si è attivata. Se effettivamente
il termine di convocazione dell’assicurato (convocazione 24 agosto 2011 agli
atti) – come da questi lamentato – era breve, ciò è dovuto al fatto che il
signor RI 1 lamenta urgenza nella decisione amministrativa. Questo elemento
deve condurre a lode della funzionaria che si è attivata con sollecitudine per
svolgere la mansione affidata. Una decisione dell’amministrazione in assenza di
una audizione personale dell’assicurato, possibilmente anche della sua
compagna, appare veramente difficile. Ovvio che se, a fronte di convocazioni
regolari, emanate con sufficiente termine per presenziare, ed in assenza di
giustificazione per eventuali mancate comparse, senza comparsa del signor RI 1,
l’amministrazione potrà trarre le conclusioni che si imporranno, come prevede
la LPGA in ambito di onere della prova circa la convivenza con la compagna e
con il bambino in particolare. Gli accertamenti sin qui posti in atto erano, come
indicato, necessari ed impliciti nella sentenza 3 marzo 2011. L’amministrazione
si è quindi attivata (il 18 aprile 2011), dopo ricevuta della decisione del
TCA, scrivendo alle competenti autorità di __________ (doc. 357/359), ha
scritto alla Divisione dell’azione sociale (doc. 360) il 21 aprile 2011, ha certamente dovuto impegnarsi per leggere i lunghi scritti dell’assicurato non sempre di
facile comprensione (doc. 361 – 365 ad esempio), ha ricevuto atti da __________
(doc. 372 – 379), ha ricevuto scritti dall’Ufficio delle famiglie e dei
minorenni, ha incaricato l’ing. __________ dell’Ufficio Stima di rivedere le
valutazioni come indicato dal TCA, ha trasmesso al ricorrente per una presa di
posizione le valutazioni dell’Ufficio Stima del 2009 (doc. 392 – 399), ha
acquisito uno scritto (tra innumerevoli altri del ricorrente) relativo al
signor __________ (doc. 401), ha postulato informazioni alla Pretura di __________
(doc. 407) il 21 giugno 2011, ha trasmesso al ricorrente una comunicazione
specificando che gli atti erano laboriosi da acquisire (doc. 411); ha ottenuto
il 12 luglio 2011 risposta del Pretore di __________ (doc. 412), ha sollecitato
l’Ufficio Stima il 13 luglio 2011, ha chiesto sussidio con precisa e specifica
lettera all’Agenzia AVS di __________, ed ancora ha acquisto scritto 10 agosto
2011 dell’Ufficio Stima. Ebbene alla luce di tutto ciò non può assolutamente
essere ritenuto un ingiustificato ritardo da parte dei collaboratori della
Cassa.

 

                                   6.   Anche
volendo ammettere che parte degli accertamenti posti in atto
dall’amministrazione lo sono stati successivamente alla presentazione del
ricorso, si ripete che non si è in presenza di un ingiustificato ritardo
nell’evasione delle richieste di completamento da parte di questo Tribunale. Al
ricorrente va ricordato il suo obbligo di collaborare e di dare seguito alle
convocazioni che saranno staccate al suo indirizzo. Di chiarire, per quanto
possibile a mano di documentazione, quanto ancora necessario per permettere
all’amministrazione di emanare una decisione completa e fondata.

 

                                   7.   La
Cassa è comunque invitata a volere continuare sollecitamente nella sua
istruttoria come sin qui. Alla luce dell’esito del ricorso non si percepiscono
tasse e spese, ma il ricorrente è avvisato. In caso di nuovo gravame per
denegata giustizia senza fondamento come in casu saranno caricate congrue tasse
e spese giudiziarie.

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                                    

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti