# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7c167f98-6f16-5913-a3d2-0dc31604afc4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-08-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 07.08.2008 30.2007.118
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_30-2007-118_2008-08-07.html

## Full Text

Incarto
  n.

  30.2007.118

  10351/807

  	
  Bellinzona

  7
  agosto 2008

   

  	
  Sentenza
  

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Presidente della Pretura penale

  
	
  Marco Kraushaar

  
	
   

  
						

sedente con Sara
Friedli in qualità di segretaria per statuire sul ricorso 28 aprile 2007
presentato da

 

	
   

  	
  RI 1, 

  
	
   

  	
  contro

  
	
   

  	
  la decisione
  13 aprile 2007 n. 10351/807 emessa dalla Sezione della circolazione, Camorino,
  

  

 

viste                                  le osservazioni 8 maggio 2007 presentate
dalla Sezione della circolazione, Camorino;

 

                                         letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto                             in fatto

 

                                 A.     La Sezione della
circolazione con decisione 13
aprile 2007 ha inflitto a RI 1 una multa di fr. 50.-, oltre alla tassa di
giustizia di 

fr. 20.- e alle spese di fr. 10.-, per i seguenti motivi:

                                         "Ha illecitamente fatto
uso, allo scopo di posteggiare il veicolo TI __________, di un fondo privato
debitamente segnalato con apposito avviso autorizzato dal competente giudice di
pace”.

 

                                         Fatti accertati il 5 febbraio
2007 in territorio di __________.

                                         La risoluzione è stata resa in
applicazione degli art. 375 bis, 375 ter CPC.

 

                                 B.     Contro la predetta
pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo giudice
chiedendone l'annullamento.

 

                                 C.     La Sezione della
circolazione propone, per contro, che il gravame sia respinto e che la
decisione impugnata sia confermata.

considerato                      in diritto

 

                                 1.     La competenza di questo
giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività
dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto
ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma
dell'art. 12 LPContr.

 

                                 2.     Giusta l’art. 375 bis
CPC, l’avente diritto che intende inibire nei confronti di una cerchia
indeterminata di persone l’uso illecito di un fondo a scopo di posteggio di
veicoli presenta un’istanza al giudice di pace del luogo dove si trova
l’immobile (cpv. 1). Il giudice, se sono resi verosimili il diritto della parte
procedente e la turbativa dello stesso, autorizza l’istante ad affiggere in
loco un avviso che enuncia il divieto di utilizzare illecitamente il fondo a
scopo di posteggio di veicoli e che commina ai contravventori la multa da fr.
20.- a fr. 500.- (cpv. 2 prima frase). 

 

                                         In caso di violazione del
divieto affisso in loco, l’avente diritto o il suo rappresentante, entro il
termine perentorio di tre giorni dalla conoscenza del fatto, possono sporgere
per iscritto querela contro il trasgressore all’autorità competente (art. 375
ter cpv. 2 CPC).

 

                                 3.     La Sezione della
circolazione rimprovera al multato – in applicazione delle predette
disposizioni – di aver illecitamente fatto uso, allo scopo di posteggiare il veicolo
TI __________, di un fondo privato debitamente segnalato con apposito avviso
autorizzato in data 8 gennaio 2004 dal giudice di pace del circolo di __________,
e meglio il 5 febbraio 2007 alle ore 14.40/15.00.

 

                                         La decisione impugnata si basa
sul rapporto di denuncia 5 febbraio 2007 presentato da un agente della __________
SA Lugano per conto del DFE, Sezione della logistica, in rappresentanza della
Repubblica e Cantone del Ticino, proprietaria dell’intero sedime (part. __________
RFD di __________, indicato in sede di denuncia) sul quale sorgono la Scuola
professionale artigianale e industriale (SPAI), il Liceo Cantonale, la Scuola
cantonale degli operatori sociali e la Scuola media di __________.

 

                                 4.     Il ricorrente, dal canto
suo, contesta l’infrazione ascrittagli, affermando fin dall’inizio che il
parcheggio è legale, poiché effettuato in qualità di utente della SPAI di __________,
dove frequentava un corso di informatica, durante il normale orario di lezione
(di cui ha accluso copia dell’iscrizione e i relativi orari). Egli pretende di
rientrare per ciò solo nella cerchia di aventi diritto a parcheggiare (nei 36
parcheggi esterni e 30 interni; cfr. ricorso), senza necessità di ottenere
un’autorizzazione: “io ritengo che con la segnaletica attuale, gli utenti
della SPAI hanno diritto a parcheggiare, come da segnale principale, mentre chi
è estraneo ha bisogno di una autorizzazione. Ogni altra interpretazione, a mio
modesto parere è abusiva”. L’omissione di richiedere la vignetta sarebbe
quindi di natura meramente formale e non sostanziale.

                                         L’insorgente contesta in
seguito la validità della segnaletica trattandosi a parer suo di un parcheggio
pubblico e non privato. In proposito, nelle osservazioni 22 marzo 2007, egli
sostiene che il segnale si giustificherebbe solo se posato su sedime privato,
mentre su sedime pubblico sarebbe illegale: “(…) il sedime in oggetto non è
privato! Per cui il segnale che [esiste] sul luogo, a mio parere non è
pertinente e nemmeno si dovrebbe trovare [lì] [in quanto] è destinato a fondi
privati, mentre il parcheggio del Liceo cantonale e della SPAI sono pubblici.
Infatti dallo schizzo allegato emerge senza ombra di dubbio che, in certi
orari, può parcheggiare chiunque, mentre all’infuori di quegli orari, durante
il [giorno], i non autorizzati, hanno bisogno di una vignetta. Evidentemente
durante il giorno cioè durante le lezioni il parcheggio è riservato agli utenti
di [tali] scuole tra i quali il sottoscritto”.

 

                                 5.     Visti gli argomenti
esposti dal ricorrente, è necessario dapprima verificare la natura giuridica
del terreno in questione. Si osserva che da accertamenti eseguiti da questo
giudice sul sistema di informazione fondiaria, risulta che la Repubblica e Cantone
del Ticino è proprietaria del mappale n. __________. Il terreno in questione è
quindi di proprietà dello Stato.

 

                                         Si ricorda che lo Stato può
essere proprietario di beni patrimoniali o amministrativi. Sono beni
amministrativi quelli che servono direttamente all’adempimento di compiti di
diritto pubblico, ovvero tutti i beni destinati, in quanto necessari, al
soddisfacimento dei bisogni della vita comunitaria e sociale degli abitanti residenti
e segnatamente: quelli di tipo amministrativo, educativo e culturale. Essi non
sono direttamente accessibili al pubblico, sono utilizzati dai dipendenti
dell’ente pubblico come strumento materiale per la fornitura ai cittadini di
prestazioni che competono allo Stato. Rientrano tra i beni patrimoniali tutti
gli altri, ovvero quelli privi di uno scopo pubblico diretto e contribuiscono all’adempimento
di compiti pubblici solo indirettamente, per mezzo del loro valore capitale o
mediante il loro reddito. 

 

                                         I beni patrimoniali soggiacciono
di principio alle regole del diritto civile, mentre i beni amministrativi, tra i
quali rientrano le scuole, soggiacciono in parte alle regole di diritto
pubblico e in parte a quelle di diritto privato, a condizione che queste norme
non si oppongano o impediscano l’utilizzazione dei beni conformemente alla loro
destinazione. In altre parole, lo Stato è libero di disporre del suo patrimonio
amministrativo come meglio ritiene e secondo le regole del diritto privato, a
condizione che una legge non lo impedisca e che ciò non comprometta il compimento
dei suoi compiti (cfr. sentenza della CCC del 6 aprile 2005, inc. n. 16.2004.43,
consid. 6 e la dottrina ivi citata).

 

                                         I posteggi annessi a un bene
amministrativo non costituiscono beni d’uso comune, ma rientrano nella
categoria dei beni amministrativi di modo che il loro uso, nell’ottica dei
principi sopra enunciati, può essere disciplinato liberamente dal proprietario,
a condizione di rispettarne la destinazione. 

                                         La riservazione dell’uso dei
posteggi annessi alle scuole ai titolari di un’autorizzazione (trattasi in
prevalenza di dipendenti degli istituti scolastici o di allievi con licenza di
condurre) – garantendo di fatto un uso misto riservato durante certi giorni e
orari e libero durante altri quando l’infrastruttura pubblica non viene
utilizzata secondo la sua specifica destinazione - non solo non è vietato da
nessuna norma di diritto pubblico, ma è ammesso anche dalla dottrina secondo la
quale l’uso accresciuto del demanio pubblico è possibile da parte di una certa
categoria d’utenti, se questo uso non pregiudica l’assolvimento dei compiti di
diritto pubblico riservati allo Stato (sentenza sopraccitata, consid. 7).

 

                                 6.     Occorre tuttavia
precisare che nonostante lo Stato abbia la facoltà di utilizzare il fondo in
esame come un privato, lo stesso ravvisa la qualità di “strada pubblica”
(concetto che va interpretato in senso lato), poiché l’area di parcheggio ivi
ubicata è liberamente accessibile a un numero indeterminato di persone, benché
sia riservata durante certe fasce d’orario della settimana agli utenti in
possesso di autorizzazione (cfr. sul tema: DTF 92 IV 10 cons. 1, 101 IV 173,
104 IV 105 cons. 3, 112 IV 38 cons. 1b; Schaffhauser, Grundriss des schweizerischen
Strassenverkehrsrecht, Band 1, Berna 2002, n. 167 e segg.).

                                         Ne
segue che il traffico veicolare su detta area, sia esso stazionario o in
movimento, soggiace alle prescrizioni della legislazione sulla circolazione
stradale e alla relativa segnaletica ufficiale, ritenuto che non sono ammessi
segnali e demarcazioni non previsti dall’Ordinanza sulla segnaletica stradale
(cfr. art. 101 cpv. 1 OSStr). Competente per collocare e togliere segnali e
demarcazioni è di regola l’autorità giusta l’art. 104 cpv. 1 OSStr. La stessa,
o l’Ufficio federale, deve – fatte salve le eccezioni previste dalla legge –
decidere e pubblicare, menzionando i rimedi giuridici, le regolamentazioni locali
del traffico che sono indicate da segnali di prescrizione o di precedenza o da
altri segnali con carattere di prescrizione (cfr. art. 107 cpv. 1 OSStr). Per
gli altri segnali e demarcazioni (come il segnale di indicazione “parcheggio”)
non sono invece necessarie né decisioni né pubblicazioni. Va infine rilevato
che per l’art. 104 cpv. 5 lett. a hanno inoltre il diritto di collocare il
segnale “parcheggio”, conformemente alle direttive dell’autorità, i proprietari
di un posto di parcheggio privato.

 

                                 7.     Per poter far sanzionare
le infrazioni commesse sul suo fondo il privato (e lo Stato quando agisce come
tale) non può tuttavia limitarsi a posare la segnaletica, ma deve seguire una
particolare procedura che in Ticino è prevista dall’art. 375bis CPC. Infatti
solo i divieti e le restrizioni debitamente ordinati e segnalati, permettono al
proprietario del fondo di ottenere il perseguimento di un’infrazione da parte
dell’autorità preposta (in Ticino la Sezione della circolazione), la quale
provvederà a infliggere una sanzione di diritto cantonale (cfr. Bussy/Rusconi, Commentaire du code
suisse de la circulation routière, Losanna 1996, n. 3.4.6 lett. b ad art. 1
LCStr).

                                         E’ d’uopo precisare che
tali prescrizioni, anche se accompagnano un segnale ufficiale (come quello di
“parcheggio”, n. 4.17), non devono essere pubblicate su un foglio ufficiale, a
meno che non lo preveda il diritto cantonale (cfr. Bussy/Rusconi, op.cit., n. 3.4.6 lett. c ad art. 1 LCStr). In
Ticino è richiesta solo la pubblicazione all’albo comunale.

 

                                 8.     In definitiva, lo Stato
nel riservare l’uso dei posteggi in esame ad una cerchia ristretta di persone
tramite istanza al competente giudice di pace e la posa del relativo segnale,
non ha fatto altro che disporre liberamente della sua proprietà. Si noti, come
detto, che l’ente pubblico ha adottato un uso misto dei posteggi: il divieto,
si applica solo dal lunedì al venerdì, tra le 06.00 e le 18.00, cioè durante
l’orario scolastico. Il posteggio è quindi permesso per tutti all’infuori di
tali orari e giorni, disciplinamento perfettamente noto al ricorrente che lo ha
descritto con tanto di schizzo, attribuendosi tuttavia a suo piacimento la
qualità di avente diritto, laddove lo scopo della segnaletica è chiaramente
quello di garantire anzitutto un posteggio ai dipendenti degli istituti
scolastici in possesso dell’apposita autorizzazione con vignetta, da esporre sul
veicolo a comprova del diritto di parcheggiare.

                                         L’interpretazione data alla
segnaletica dal ricorrente è completamente errata e incomprensibile. Correttamente
l’indicazione va letta nel senso che in certi giorni e orari il posteggio è
limitato agli aventi diritto, ossia alle persone autorizzate (stabilite dal
proprietario), e che a comprova dell’autorizzazione è necessaria una vignetta;
dunque, negli orari in cui il posteggio non è aperto a tutti solo chi ha la
vignetta ha il diritto di posteggiare. Si tratta di un sillogismo chiaro e
preciso che non può essere interpretato a piacimento come fatto
dall’insorgente. In altre parole la prima tavola complementare (inserita
direttamente in calce al segnale “parcheggio”) indica che possono lasciare in
loco il loro veicolo solo gli aventi diritto, la seconda tavola complementare
esplica quando il posteggio è accessibile a chiunque (proprietario che rinuncia
per un certo tempo al suo diritto di limitare l’uso della proprietà) e la terza
tavola complementare specifica che gli autorizzati necessitano di una vignetta
per poter esercitare il loro diritto.

 

                                         Il divieto di parcheggiare per
i non aventi diritto, conseguente alla decisione del giudice di pace dell’8
gennaio 2004 e debitamente segnalata, deve pertanto essere ritenuto sufficiente
per giustificare la sanzione sulla base del diritto cantonale, nella misura in
cui persegue unicamente l’interesse privato dello Stato a difendere la sua
proprietà dallo stazionamento abusivo di veicoli.

 

                                 9.     Ciò posto, in assenza della
predetta autorizzazione, il ricorrente non era legittimato a posteggiare in uno
degli stalli riservati agli aventi diritto. Egli non solo non ha dimenticato
per una svista di esporre l’autorizzazione sul parabrezza, ma non ne ha neppure
fatto richiesta, per cui non si tratta di un mero problema di carattere formale
come preteso in sede di gravame.

                                         Aggiungasi che in tutti gli
scritti presentati dal ricorrente e più in particolare nella documentazione
prodotta il 1° marzo 2007, non risulta nessuna menzione riguardante il diritto
al posteggio nei pressi della SPAI per coloro che frequentano il corso
“introduzione a Windows”. Il ricorrente non disponeva quindi di nessuna
autorizzazione, di modo che il posteggio rilevato tra le 14.40 e le 15.00
(invero dalle 14.00 alle 15.40 come da lui ammesso) non era consentito. L’agente
della __________ SA, constando che il ricorrente non era munito di una
autorizzazione esplicita di parcheggio, ha quindi giustamente segnalato
l’infrazione in applicazione dell’art. 375 ter CPC.

 

                                         In conclusione, l’insorgente
non evoca circostanze né adduce giustificazioni tali da consentire a questo
giudice di scostarsi dalla decisione impugnata.

 

                                10.     La multa inflitta
è, peraltro, confacentemente proporzionata alla gravità dell'infrazione
commessa, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti
concessi dalla legge.

 

                                         Il ricorso va pertanto
respinto, seguito da tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr).

 

per questi motivi,                visti gli art. 375 bis, 375 ter CPC; 1
segg. LPContr;

 

dichiara e 

pronuncia:                1.     Il ricorso è respinto e
la decisione impugnata confermata.

 

                                 2.     La tassa di giustizia di
fr. 200.- e le spese di fr. 50.- sono a carico del ricorrente.

 

                                 3.     Intimazione a:

	
   

  	
   

   

  

 

 

Il presidente:                                                                            La
segretaria:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvertenza:   contro
il presente giudizio può essere interposto ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale di Losanna (art. 113 e segg. LTF) entro 30
giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF).