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**Case Identifier:** 0d4892d1-520c-57f8-b423-a0549dcc23f9
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2016-02-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.02.2016 A-3197/2014
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-3197-2014_2016-02-22.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte I 

A-3197/2014 

 

  S e n t e n z a  d e l  2 2  f e b b r a i o  2 0 1 6  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio), Jérôme Candrian, Marie-Chantal May Canellas,  

cancelliera Sara Friedli. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Società Elettrica Sopracenerina SA (SES), 

Piazza Grande 5, 6601 Locarno,   

controparte,  

 

Ufficio federale dell'energia UFE,  

Sezione Diritto dell'elettricità, del trasporto in condotta  

e delle acque,  

3003 Bern,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Approvazione dei piani (cabina di trasformazione, cavo tra le 

cabine trasformazione, rete di bassa tensione). 

 

 

 

A-3197/2014 

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Fatti: 

A.  

ll 23 dicembre 2008 la Società Elettrica Sopracenerina SA (di seguito: SES 

SA o controparte) ha inoltrato dinanzi all'Ispettorato federale degli impianti 

a corrente forte (di seguito: ESTI) una domanda di approvazione dei piani 

concernente la costruzione di una cabina di trasformazione a Moghegno 

Lairee (S-149306) e la posa di un cavo di collegamento di media tensione 

(16 kV) tra quest'ultima e la cabina di trasformazione già esistente a 

Lodano paese (L-212596), per l'elettrificazione di alcuni rustici sul lato 

destro della valle Maggia, tra Lodano e Moghegno.  

B.  

Il 16 gennaio 2009 l'ESTI ha inviato il progetto unitamente ai piani al 

Dipartimento del territorio del Canton Ticino per la pubblica consultazione 

e all'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (di seguito: ARE) per presa di 

posizione. Il progetto è stato messo in consultazione presso la cancelleria 

comunale di Maggia dal 27 gennaio al 26 febbraio 2009.  

C.  

Durante il periodo di pubblicazione dei piani, sono state inoltrate 19 opposi-

zioni al progetto, tra cui quella della signora A._______, proprietaria della 

particella n. […] del registro fondiario definitivo (RFD) del Comune di 

X._______, inoltrata il 18 febbraio 2009. 

D.  

Il 2 settembre 2009 l'ESTI ha svolto una trattativa d'opposizione, 

constatando tuttavia l'impossibilità di trovare un'intesa tra le parti. In tali 

circostanze, non riuscendo neppure a dirimere la divergenza con l'ARE, 

l'ESTI ha trasmesso gli atti all'Ufficio federale dell'energia (di seguito: UFE), 

autorità competente per statuire in merito alla domanda di approvazione 

del summenzionato progetto, in assenza di accordo tra le parti interessate. 

E.  

Con decisione di approvazione dei piani del 14 maggio 2014, l'UFE ha 

approvato i piani del progetto in oggetto, nonché respinto le opposizioni al 

progetto, tra cui quella della signora A._______. 

F.  

Avverso la predetta decisione, la signora A._______ (di seguito: ricorrente) 

ha presentato ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale con 

scritto 11 giugno 2014, chiedendo l'annullamento della decisione impu-

gnata. In sostanza, essa si oppone al progetto in quanto ritiene che la 

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costruzione della cabina di trasformazione a Moghegno Lairee in zona non 

edificabile violi sotto vari aspetti il piano regolatore e i disposti di legge 

applicabili in materia di pianificazione del territorio e di protezione 

dell'ambiente, della natura e del paesaggio, secondo cui un'elettrificazione 

dei rustici ivi ubicati sarebbe completamente esclusa. 

G.  

Nella propria risposta 22 agosto 2014, l'autorità inferiore ha postulato il 

rigetto del ricorso, riconfermandosi nella propria decisione. Di medesimo 

avviso, la controparte ha postulato anch'essa il rigetto del ricorso con scritto 

18 agosto 2014. 

H.  

Nelle proprie osservazioni finali del 9 ottobre 2015, la ricorrente ha ribadito 

essenzialmente quanto già sollevato nel proprio ricorso. 

I.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, nei 

considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni 

ai sensi dell'art. 5 PA, emanate dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF, 

riservate le eccezioni di cui all'art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). In particolare, 

le decisioni d'approvazione dei piani concernenti gli impianti elettrici a 

corrente forte e a corrente debole emanate dall'UFE sono impugnabili 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (cfr. art. 16h cpv. 2 e art. 23 

della legge federale del 24 giugno 1902 concernente gli impianti elettrici a 

corrente forte e a corrente debole [LIE, RS 734.0]). La procedura dinanzi 

al Tribunale amministrativo federale è retta dalla PA, in quanto la LTAF non 

disponga altrimenti (cfr. art. 37 LTAF). Lo scrivente Tribunale è dunque 

competente per statuire nella presente vertenza. 

1.2 Pacifica è la legittimazione ricorsuale della ricorrente, essendo la 

stessa destinataria della decisione impugnata, nonché proprietaria della 

particella n. […] RFD del Comune di X._______ ubicata nella zona toccata 

dal progetto approvato dall'UFE (cfr. art. 48 PA). Il ricorso è poi stato 

interposto tempestivamente (cfr. art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto delle 

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esigenze di forma e di contenuto previste dalla legge (cfr. art. 52 PA). Il suo 

gravame è ricevibile in ordine e deve essere quindi esaminato nel merito. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo-

cati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incompleto 

di fatti giuridicamente rilevanti nonché l'inadeguatezza, a condizione 

tuttavia che la decisione impugnata non sia stata emanata da un'autorità 

cantonale in veste di autorità di ricorso (cfr. art. 49 PA; cfr. ANDRÉ 

MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem 

Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.149). 

2.2 Nell'ambito di procedure d'approvazione di piani, il potere d'apprez-

zamento dell'autorità di prima istanza è ampio, segnatamente per quanto 

riguarda questioni tecniche per le quali dispone delle necessarie 

conoscenze (cfr. DTF 135 II 296 consid. 4.4.3; sentenza del TAF A-

523/2010 del 19 ottobre 2010 consid. 4; BENJAMIN SCHINDLER in: 

Auer/Müller/Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das 

Verwaltungsverfahren, 2008 [di seguito: Kommentar VwVG], n. 9 ad art. 49 

PA). In tali circostanze, lo scrivente Tribunale non sostituisce senza 

necessità il proprio potere d'apprezzamento a quello dell'autorità inferiore, 

per quanto attiene alle questioni tecniche (cfr. sentenza del TAF A-

3713/2008 del 15 giugno 2011 consid. 4). 

Analogo discorso vale altresì per quanto attiene al potere d'apprezzamento 

delle autorità specializzate intervenute nell'ambito della procedura d'appro-

vazione dei piani in oggetto. Il pieno potere d'esame non implica, quindi, 

che lo scrivente Tribunale sostituisca il proprio apprezzamento a quello 

delle autorità specializzate di prima istanza allorquando – come in casu – 

si tratta d'apprezzare questioni che richiedono specifiche conoscenze 

(cfr. sentenza del TAF A-194/2008 del 14 dicembre 2011 consid. 3 con 

rinvii). Va inoltre considerato che, quale autorità giudiziaria, lo scrivente 

Tribunale non è un'autorità di pianificazione (cfr. DTF 129 II 331 con-

sid. 3.2) né tantomeno autorità di vigilanza in materia ambientale. Ne 

discende che complementi di prova, quali perizie, devono essere ordinati 

o valutati solo eccezionalmente, quando tali mezzi di prova sono vera-

mente necessari ad una corretta applicazione della legge (cfr. sentenza del 

TAF A-194/2008 del 14 dicembre 2011 consid. 3 con rinvii). 

2.3 Considerato quanto precede e conformemente all'art. 62 PA, lo 

scrivente Tribunale non è legato né alle conclusioni né alle argomentazioni 

delle parti o dell'autorità di prima istanza, secondo il principio iura novit 

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curia. L'atto impugnato viene tuttavia esaminato soltanto nel quadro dei 

gravami adotti e l'esame del diritto non viene esteso nella misura in cui i 

motivi avanzati o l'incarto non contengano indizi propri ad incitare il 

Tribunale statuente a procedere in questo senso (cfr. DTF 122 V 157 

consid. 1a; DTAF 2007/27 consid. 3.3; sentenza del TAF A-1851/2006 del 

18 ottobre 2010 consid. 1.3; PIERRE MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit 

administratif, vol. II, 3a ed. 2011, pag. 300 segg.). 

3.  

3.1 In virtù dei principi di coordinamento istituiti con l'entrata in vigore il 

1° gennaio 2000 della legge federale del 18 giugno 1999 sul coordinamen-

to e la semplificazione delle procedure d'approvazione dei piani (LCoord, 

RU 1999 3071), l'autorità d'approvazione dei piani, in qualità di autorità 

unica, controlla il rispetto della legislazione federale pertinente nel suo 

insieme, mediante in particolare la consultazione delle autorità specializ-

zate normalmente competenti per applicare le legislazioni particolari – e 

numerose – che possono essere applicabili ai progetti d'infrastrutture. Essa 

decide non solo sulla compatibilità del progetto alla legislazione federale, 

ma pure sull'espropriazione. Per contro, la determinazione dell'indennità 

per espropriazione formale spetta alla Commissione federale di stima del 

circondario competente (cfr. Messaggio del 25 febbraio 1998 concernente 

la legge federale sul coordinamento e la semplificazione delle procedure 

d'approvazione dei piani, in: FF 1998 II 2029, 2038 [di seguito: Messaggio 

LCoord]; cfr. sentenze del TAF A-6547/2011 del 22 ottobre 2013 

consid. 3.3; A-4988/2010 del 16 novembre 2011 consid. 3.3). 

3.2 L'approvazione dei piani qui in oggetto è disciplinata dagli artt. 16 segg. 

LIE, nonché dall'ordinanza del 2 febbraio 2000 sulla procedura d'approva-

zione dei piani di impianti elettrici (OPIE, RS 734.25) e, a titolo sussidiario, 

dalla legge federale del 20 giugno 1930 sull'espropriazione (LEspr, 

RS 711); l'art. 16 cpv. 1 LIE sancisce che per la costruzione e la modifica 

di impianti elettrici a corrente forte o a corrente debole secondo l'art. 4 

cpv. 3 LIE occorre un'approvazione dei piani. Sono considerati impianti a 

corrente forte gli impianti che producono o utilizzano delle correnti che in 

date circostanze sono di pericolo per le persone o per le cose; sono invece 

impianti a corrente debole quelli che normalmente non producono correnti 

pericolose per persone o per le cose (cfr. art. 2 cpv. 1 e 2 LIE). L'autorità 

competente per rilasciare tale approvazione è l'ESTI. Allorquando l'ESTI 

non riesce tuttavia a mediare un'intesa in presenza di opposizioni al 

progetto o di divergenze tra autorità federali, la competenza passa all'UFE 

(cfr. art. 16h cpv. 1 LIE).  

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In quanto tale, una decisione d'approvazione dei piani approva, nel suo 

dispositivo, i piani che raffigurano il progetto oggetto della decisione e che 

dapprima sono stati sottoposti all'esposizione pubblica, accompagnati dei 

documenti che devono consentire il controllo dei vari punti elencati all'art. 2 

OPIE (cfr. pure artt. 16 e 16b LIE). Con l'approvazione dei piani sono 

rilasciate tutte le autorizzazione necessarie secondo il diritto federale 

(cfr. art. 16 cpv. 3 LIE). Non è tuttavia necessaria alcuna autorizzazione o 

piano del diritto cantonale. Va tenuto conto del diritto cantonale per quanto 

esso non limiti in modo sproporzionato l'esercente dell'impianto elettrico 

nell'adempimento dei suoi compiti (cfr. art. 16 cpv. 4 LIE). 

3.3 Nel caso in disamina, con l'atto impugnato è stata approvata la 

costruzione di una cabina di trasformazione a Moghegno Lairee (S-

149306) e la posa di un cavo di collegamento di media tensione (16 kV) tra 

quest'ultima e la cabina di trasformazione già esistente a Lodano paese (L-

212596). Scopo dell'intervento è quello di permettere l'elettrificazione di 

alcuni rustici sul lato destro della Valle Maggia, tra Lodano e Moghegno. 

4.  

In sunto, la ricorrente contesta il progetto in oggetto, in quanto ritiene che 

l'elettrificazione dei rustici in zona non edificabile si trovi in netto contrasto 

con il piano regolatore sotto vari aspetti, in particolare con l'art. 24d cpv. 3 

lett. c e lett. f della legge federale del 22 giugno 1979 sulla pianificazione 

del territorio (LPT, RS 700) e con l'art. 39 cpv. 3 lett. d e lett. f dell'ordinanza 

del 28 giugno 2000 sulla pianificazione del territorio (OPT, RS 700.1). A 

suo avviso, l'elettrificazione dei rustici sarebbe pertanto esclusa ex lege.  

Per stabilire se ciò sia effettivamente il caso (cfr. consid. 4.5 del presente 

giudizio), occorre innanzitutto chiarire il quadro giuridico di riferimento 

applicabile ai rustici dal profilo edilizio e della pianificazione del territorio, 

stabilendo in particolare i limiti del diritto di costruire, di trasformare o di 

modificare tali edifici ubicati fuori zona edificabile e la compatibilità di un 

eventuale approvvigionamento energetico con tali regole (cfr. con-

sidd. 4.1 – 4.4 del presente giudizio). 

4.1 Giusta l'art. 22 cpv. 1 LPT, gli edifici e gli impianti possono essere 

costruiti o trasformati solo con l'autorizzazione dell'autorità (licenza 

edilizia). Detta autorizzazione viene rilasciata soltanto se l'edificio o 

l'impianto in questione (lett. a) è conforme alla funzione prevista per la zona 

d'utilizzazione e (lett. b) il fondo è urbanizzato (cfr. art. 22 cpv. 2 LPT).  

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4.2 In deroga a quanto precede, l'art. 24 LPT enuncia le condizioni che 

devono essere cumulativamente adempiute per la concessione di 

autorizzazioni per la costruzione o il cambiamento di destinazione di edifici 

o impianti ubicati fuori zona edificabile. L'autorizzazione è rilasciata solo se 

(lett. a) la loro destinazione esige un'ubicazione fuori della zona edificabile 

e (lett. b) non vi si oppongono interessi preponderanti. In altri termini, 

l'art. 24 LPT regola il rilascio dell'autorizzazione edilizia nei casi in cui 

l'edificio o l'impianto non è conforme alla zona d'utilizzazione (cfr. ADELIO 

SCOLARI, Diritto amministrativo, Parte speciale, 1993, n. 908). 

4.2.1 L'ubicazione vincolata ai sensi dell'art. 24 lett. a LPT viene in 

particolare riconosciuta allorquando gli impianti o gli edifici possono 

realizzarsi soltanto in un luogo ben preciso per motivi sia tecnici sia 

d'esercizio sia inerenti alla configurazione del suolo (la cosiddetta 

« ubicazione vincolata positiva »), oppure allorquando gli stessi non 

possono essere realizzati all'interno delle zone edificabili (la cosiddetta 

« ubicazione vincolata negativa »). Il vincolo non deve tuttavia essere 

inteso in senso assoluto; non si richiede cioè che l'ubicazione prospettata 

sia l'unica possibile; basta che ragioni serie e oggettive particolarmente 

importanti facciano apparire il luogo prescelto nettamente preferibile a una 

collocazione in zona edificabile. Per converso, il citato requisito non è 

adempiuto quando la scelta fuori zona è dettata unicamente da ragioni 

finanziarie, famigliari, personali o di mero comodo (cfr. DTF 136 II 214 

consid. 2.1 con rinvii; sentenza del TF 1C_89/2009 dell'11 giugno 2009 

consid. 3.2; SCOLARI, op. cit., n. 909 segg. con rinvii; RUDOLF MUGGLI, in: 

Aemisegger/Moor/Ruch/Tschannen [ed.], Commentaire de la Loi fédérale 

sur l'aménagement du territoire, 2010, [di seguito: Commentaire LAT], n. 4 

segg. ad art. 24 LPT; BERNHARD WALDMANN/PETER HÄNNI, Raumplanungs-

gesetz, 2006, n. 10 ad art. 24 LPT). 

4.2.2 In particolare, la modifica dell'utilizzazione di edifici esistenti – segna-

tamente, la modifica dell'utilizzo di edifici agricoli preesistenti in edifici a 

scopo abitativo –, protetti perché « elementi tipici del paesaggio » ai sensi 

dell'art. 39 cpv. 2 OPT, viene considerata ex lege quale costruzione la cui 

destinazione esige un'ubicazione fuori della zona edificabile ai sensi 

dell'art. 24 lett. a LPT. In altri termini, la legge riconosce loro un'ubicazione 

vincolata positiva (cfr. MUGGLI, Commentaire LAT, n. 28 ad art. 24 LPT; 

WALDMANN/HÄNNI, op. cit., n. 28 ad art. 24 LPT).  

Una modifica ai sensi dell'art. 39 cpv. 2 OPT può tuttavia essere 

autorizzata dai Cantoni, unicamente nella misura in cui (lett. a) il paesaggio 

e gli edifici formano un'unità degna di protezione e sono stati posti sotto 

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protezione nell'ambito di un piano di utilizzazione, (lett. b) il carattere 

particolare del paesaggio dipende dal mantenimento di tali edifici, (lett. c) 

la conservazione duratura degli edifici può essere garantita solo con un 

cambiamento di destinazione e (lett. d) il piano direttore cantonale contiene 

i criteri secondo cui va valutato il carattere degno di protezione dei 

paesaggi e degli edifici (cfr. MUGGLI, Commentaire LAT, n. 28 ad art. 24 

LPT; WALDMANN/HÄNNI, op. cit., n. 28 ad art. 24 LPT). Ciò presuppone in 

particolare che il Cantone interessato abbia concretamente posto sotto 

protezione gli edifici considerati tipici del paesaggio in un piano 

d'utilizzazione. 

Orbene, in tale contesto normativo, il Canton Ticino – fondandosi 

sull'art. 39 cpv. 2 OPT – ha adottato la Scheda di coordinamento 8.5 di 

Piano direttore denominata « Paesaggi con edifici e impianti degni di 

protezione », volta a delimitare in modo univoco l'essenziale componente 

rurale tradizionale del paesaggio prealpino e permettente, anche mediante 

il cambiamento della loro destinazione, il mantenimento e la valorizzazione 

di quegli edifici che ne costituiscono parte integrante, segnatamente delle 

costruzioni tradizionalmente designate come « rustici » (nella dottrina la 

questione dei rustici viene designata quale « articolo rustici »). Per rustici 

vanno intese « tutte le costruzioni residue delle attività rurali-contadine, col-

legate con l'uso agricolo del territorio, di modeste dimensioni (stalle, fienili, 

abitazioni contadine) inserite in un contesto territoriale nel quale esse 

rappresentano una componente importante ai fini di qualificarne il carattere 

di paesaggio » (cfr. art. 1 del decreto legislativo del 18 dicembre 2012 del 

Cantone Ticino concernente lo stanziamento di un credito quadro di 2 milio-

ni di franchi per il recupero di rustici da locare quali alloggi turistici per il 

periodo 2013-2016 [cosiddetto « Decreto rustici », D-rust; RL 7.1.1.4]). Il 

Piano di utilizzazione cantonale dei paesaggi con edifici e impianti protetti 

(di seguito: PUC-PEIP), congiuntamente agli inventari comunali degli 

edifici situati fuori dalle zone edificabili – che indicano quali edifici sono 

degni di protezione e quali non lo sono – costituiscono poi lo strumento di 

attuazione della predetta scheda di coordinamento (cfr. PUC-PEIP, 

Rapporto di pianificazione, 2010, pag. 3; MUGGLI, Commentaire LAT, n. 28 

ad art. 24 LPT). L'attuazione del PUC-PEIP è garantito dalle norme di 

attuazione del 28 giugno 2012 (di seguito: NAPUC-PEIP), le quali 

delimitano gli interventi ammessi sugli edifici considerati come meritevoli di 

conservazione.  

4.3  

4.3.1 Come già indicato in ingresso (cfr. consid. 4.1 del presente giudizio), 

secondo il diritto federale, la licenza edilizia viene rilasciata soltanto se il 

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fondo è urbanizzato (cfr. art. 22 cpv. 2 lett. b LPT), indipendentemente dal 

fatto che si trovi nella zona edificabile o al di fuori di essa. Un fondo è 

urbanizzato se, ai fini della prevista utilizzazione, vi è accesso sufficiente e 

le necessarie condotte d'acqua, d'energia e d'evacuazione dei liquami 

arrivano così vicine da rendere possibile un raccordo senza dispendio 

rilevante (cfr. art. 19 cpv. 1 LPT). Le condotte di energia fanno parte 

dell'urbanizzazione primaria (cfr. SCOLARI, op. cit., n. 932 segg.; ANDRÉ 

JOMINI, Commentaire LAT, n. 11 ad art. 19 LPT). 

4.3.2 In tale contesto si inserisce l'art. 5 cpv. 2 della legge del 23 marzo 

2007 sull'approvvigionamento elettrico (LAEl, RS 734.7) il quale stabilisce 

l'obbligo di garantire l'allacciamento alla rete elettrica, indipendentemente 

dal fatto di sapere se il fondo in questione è situato o meno in zona edifica-

bile. La predetta disposizione sancisce infatti che, nel loro comprensorio, i 

gestori di rete sono tenuti ad allacciare alla rete elettrica tutti i consumatori 

finali all'interno della zona edificabile, gli immobili e insediamenti abitati 

tutto l'anno fuori della zona edificabile e tutte le imprese generatrici di 

energia elettrica. I Cantoni possono emanare disposizioni concernenti gli 

allacciamenti fuori della zona edificabile, nonché le condizioni e i costi 

(cfr. art. 5 cpv. 4 LAEl). Tutti i consumatori finali negli insediamenti come 

pure tutte le imprese generatrici di energia elettrica (anche fuori degli 

insediamenti) hanno il diritto di essere allacciati rispettivamente alla rete di 

distribuzione e alla rete di trasmissione. Il diritto legale all'allacciamento alle 

reti elettriche è una componente essenziale del servizio universale. Sono 

evidentemente fatte salve le disposizioni derogatorie federali, cantonali e 

comunali che vietano o sottopongono ad autorizzazione l'allacciamento di 

determinati impianti elettrici, per motivi tecnici di sicurezza o di politica 

energetica (per es. art. 7 della legge del 26 giugno 1998 sull'energia [LEne, 

RS 730.0] o disposizioni cantonali sui riscaldamenti elettrici concernenti la 

quantità di energia da fornire). L'allacciamento presuppone inoltre l'adem-

pimento di requisiti tecnici minimi (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. d LAEl) e la garanzia 

che la stabilità della rete non venga compromessa (cfr. Messaggio del 

3 dicembre 2004 concernente la modifica della legge sugli impianti elettrici 

e la legge sull'approvvigionamento elettrico, in: FF 2005 1447, 1481). Ogni 

forma di limitazione dell'allacciamento a 6 Ampère monofase è dunque 

esclusa per motivi tecnici e di sicurezza. 

Come giustamente rilevato dall'autorità inferiore, tale norma istituisce un 

diritto legale all'allacciamento elettrico, esteso anche ai perimetri fuori zona 

edificabile qualora si trovino in insediamenti abitati tutto l'anno e a 

condizione che il diritto cantonale non preveda altrimenti. 

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4.3.3 Nel caso del Canton Ticino, un allacciamento alla rete elettrica dei 

rustici ubicati fuori zona edificabile non è per nulla escluso. L'art. 15.11.2 

NAPUC-PEIP prevede che le infrastrutture primarie (condotte d'acqua e 

d'energia, evacuazione dei liquami, illuminazione sterna, reti di comunica-

zione, ecc.) devono essere previste in loco e limitate allo stretto necessario. 

L'art. 15.17 NAPUC-PEIP prevede poi che la posa di armadietti tecnici 

(elettricità, deposito gas) non devono modificare in modo sostanziale 

l'aspetto esterno e l'immagine dell'oggetto protetto. Essi dovranno essere 

collocati in posizione visivamente meno percettibile possibile. Di fatto, tali 

disposizioni stabiliscono unicamente le condizioni alle quali può essere 

prevista un'elettrificazione dei rustici, senza tuttavia escluderla. L'interven-

to per allacciare il rustico alla rete elettrica deve essere proporzionalmente 

il meno invasivo possibile per l'ambiente e il paesaggio interessati, nonché 

limitarsi allo stretto necessario. 

4.4 Visto quanto precede, lo scrivente Tribunale giunge alla conclusione 

che un'elettrificazione dei rustici, nella misura in cui si tratta di edifici 

considerati degni di protezione ai sensi dell'art. 39 cpv. 2 OPT, protetti dal 

PUC-PEIP in quanto tali (cfr. consid. 4.2 del presente giudizio), non è di 

principio per nulla esclusa né dal diritto federale, né dal diritto cantonale. 

Al contrario, la stessa risponde all'interesse pubblico dettato dall'art. 5 

cpv. 2 LAEl, che istituisce un obbligo di allacciamento alla rete elettrica per 

tutti i proprietari di immobili o insediamenti permanenti (cfr. consid. 4.3 del 

presente giudizio). 

4.5 Stabilito il quadro legale applicabile alla presente fattispecie, occorre 

ora verificare se in concreto i rustici interessati da un potenziale allac-

ciamento alla rete elettrica a progetto sia effettivamente possibile o meno.  

Orbene, dalla decisione impugnata risulta che l'autorità inferiore ha avuto 

di modo di accertare in dettaglio presso le competenti autorità del Canton 

Ticino che nel comparto interessato non vi sono situazioni non conformi al 

diritto edilizio e pianificatorio. Di fatto, il progetto interessa l'allacciamento 

di circa 33 rustici già utilizzati a titolo abitativo, tutti ubicati nel perimetro 

protetto dal PUC-PEIP e tutti a beneficio un valido titolo autorizzativo sia 

comunale che cantonale (cfr. pag. 20 della decisione impugnata; scritto 

13 maggio 2011 dell'Ufficio delle domande di costruzione del Canton Ticino 

[pag. 838 segg. dell'incarto dell'UFE, di seguito: inc. UFE] e scritto 16 luglio 

2012 dei Servizi generali del Dipartimento del territorio del Canton Ticino 

con accluse le relative licenze edilizie [pag. 969 segg. dell'inc. UFE]). 

Come giustamente rilevato dall'autorità inferiore, un allacciamento elettrico 

di questi edifici non può pertanto condurre ad un utilizzo illegale degli 

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Pagina 11 

stessi. L'autorità inferiore ha altresì rilevato che Moghegno e Lodano, 

situati nel comune di Maggia, sono raggiungibili tutto l'anno e beneficiano 

di tutti i servizi primari, quali l'acqua corrente, fognatura, strade, telefono, 

posta, ecc. (cfr. pag. 17 della decisione impugnata). Il Comune di Maggia 

ha confermato che tre dei proprietari dei rustici da allacciare alla rete 

elettrica secondo progetto hanno stabilito il loro domicilio fisso in detto 

luogo (cfr. scritto 31 ottobre 2012 del Comune di Maggia [pag. 1022 

dell'inc. UFE]). Nella misura in cui l'art. 5 cpv. 2 LAEI prevede un obbligo di 

allacciamento alla rete elettrica sia per gli immobili che per gli insediamenti 

abitati tutto l'anno, in presenza di tali abitazioni, tale obbligo sussiste anche 

in concreto. Non va dimenticato che la legge impone unicamente che si 

tratti di immobili o di insediamenti abitati tutto l'anno, senza stabilire se si 

debba trattare di residenze primarie o secondarie. In virtù dell'art. 5 cpv. 2 

LAEl, di principio i proprietari dei predetti rustici hanno dunque diritto ad 

ottenere l'allacciamento alla rete elettrica, alle condizioni poste dalle 

NAPUC-PEIP. Nulla agli atti lascia poi pensare che i proprietari dei predetti 

rustici – ad eccezione della qui ricorrente – non vorranno usufruire della 

futura linea elettrica, rinunciando alla stessa. 

D'altronde ogni tipo di abuso edilizio o giuridico può essere ragionevol-

mente evitato nei singoli casi mediante un controllo accurato da parte delle 

competenti autorità cantonali al momento del rilascio della relativa 

autorizzazione. Le stesse sono infatti abilitate a regolare e vigilare non solo 

in merito alle condizioni di allacciamento dei rustici in questione, ma anche 

in merito ai cambiamenti totali di destinazione di detti edifici, secondo 

quanto disposto dalla vigente legislazione federale e cantonale.  

5.  

Ciò sancito, occorre ancora verificare se il progetto in quanto tale rispetta i 

disposti di legge appena enunciati. Lo stesso prevede l'ubicazione fuori 

zona edificabile di una nuova cabina di trasformazione, sicché alla stessa 

va applicato l'art. 24 LPT. Come visto (cfr. consid. 4.2 del presente 

giudizio), l'autorizzazione per la costruzione della predetta cabina può 

essere rilasciata soltanto se la sua destinazione esige l'ubicazione fuori 

della zona edificabile e se non vi si oppongono interessi preponderanti.  

In proposito, l'autorità inferiore ha indicato che l'approvvigionamento 

elettrico con una linea a bassa tensione necessita l'ubicazione della cabina 

di trasformazione ad una distanza di poche centinaia di metri, poiché tratti 

più lunghi non sono tecnicamente fattibili. L'intero perimetro interessato dal 

progetto è situato fuori zona edificabile, sicché per ragioni tecniche la 

progettata cabina di trasformazione non può venire ubicata in zona 

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Pagina 12 

edificabile. In tali circostanze, si deve pertanto ritenere un'ubicazione 

vincolata per il progetto in esame ai sensi dell'art. 24 lett. a LPT (cfr. con-

sid. 4.2.1 del presente giudizio).  

Detto ciò, il progetto prevede un'elettrificazione completamente interrata, 

ubicata in vicinanza della strada comunale, senza far capo a linee aeree 

visibili. La nuova cabina di trasformazione sarà ubicata sul ciglio della 

predetta strada, sfruttando dunque un'infrastruttura già esistente. Contra-

riamente a quanto asserito dalla ricorrente, dal profilo paesaggistico e 

naturalistico l'impianto non avrà pertanto alcun impatto sul territorio 

(cfr. pag. 21 e 26 della decisione impugnata). Il progetto in quanto tale è 

frutto di un'accurata ponderazione degli interessi in gioco, sicché l'ubica-

zione proposta appare appropriata e ragionevole. Prima d'approvare il 

progetto, l'autorità inferiore ha infatti provveduto ad un'attenta ponderazio-

ne dei vari interessi, consultando le competenti autorità federali e cantonali 

interessate dallo stesso e tenendo altresì conto della necessità concreta di 

elettrificazione della zona interessata ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LAEl e 

dell'art. 19 cpv. 1 LPT. Ciò indicato, non si intravvedono poi soluzioni meno 

incisive, ogni limitazione del flusso di energia elettrica essendo potenziale 

fonte di instabilità della rete, contravvenendo alle esigenze poste dall'art. 8 

cpv. 1 LAEl. Il progetto in quanto tale appare dunque proporzionato. 

Non va inoltre dimenticato che il progetto in esame risponde all'interesse 

pubblico di cui all'art. 5 cpv. 2 LAEl garantente l'allacciamento alla linea 

elettrica, quale elemento essenziale dell'urbanizzazione primaria (cfr. con-

sid. 4.3.2 del presente giudizio). Lo stesso contribuirà altresì all'elimina-

zione progressiva degli impianti altamente inquinanti a base di gasolio o 

benzina, attualmente utilizzati dai proprietari dei rustici. In tal modo verrà 

dunque preservato l'ambiente, garantendo l'utilizzo di energie meno 

inquinanti di altre. Peraltro non vi sono interessi preponderanti che si 

oppongono allo stesso (cfr. art. 24 lett. b LPT).  

Il progetto non comporta poi automaticamente l'allacciamento dei rustici, i 

loro proprietari dovendo seguire la procedura ordinaria per l'ottenimento 

della relativa autorizzazione da parte delle competenti autorità cantonali 

(cfr. consid. 4.5 del presente giudizio). 

Il progetto in quanto tale è dunque conforme all'art. 24 LPT, sicché – tenuto 

conto altresì del fatto che l'elettrificazione dei rustici è anch'essa conforme 

ai disposti di legge qui applicabili (cfr. consid. 4.5 del presente giudizio) – 

lo scrivente Tribunale non intravvede alcun motivo per discostarsi dal 

giudizio dell'autorità inferiore, che va pertanto qui confermato.  

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Pagina 13 

6.  

Per quanto attiene alle censure sollevate dalla ricorrente non ancora evase 

in precedenza, lo scrivente Tribunale rileva quanto segue. 

6.1 In concreto, la ricorrente ritiene che il progetto approvato sia in 

contrasto con l'art. 24d cpv. 3 lett. e LPT e l'art. 39 cpv. 3 lett. f OPT, nella 

misura in cui la prospettata elettrificazione rappresenterebbe un'estensione 

drastica dell'urbanizzazione, poiché creerebbe, in un'area con una lun-

ghezza di 1.3 km e una larghezza di 0.5 km, una situazione paragonabile 

a una zona edificabile (cfr. ricorso 11 giugno 2014, pag. 2 seg.). 

In proposito, lo scrivente Tribunale rileva che l'art. 24d LPT a cui fa 

riferimento la ricorrente, concerne le autorizzazioni rilasciate dall'autorità 

cantonale per il cambiamento di destinazione di edifici e impianti degni di 

protezione già esistenti, prevedendo un loro possibile utilizzo a scopi 

abitativi extra-agricoli (cfr. CHANTAL DUPRÉ, Commentaire LAT, n. 7 ad 

art. 24d LPT). L'art. 24d cpv. 3 LPT pone le condizioni alle quali la 

destinazione di tali edifici può essere modificata a scopo abitativo, sicché 

la relativa autorizzazione deve intervenire prima del prospettato nuovo 

utilizzo. Ciò chiarito, va poi constatato che nella misura in cui i rustici 

interessati dal progetto di elettrificazione sono già a beneficio di una tale 

autorizzazione, l'art. 24d LPT non entra in concreto in linea di conto. 

Peraltro, va precisato che il progetto in esame prevede la costruzione di 

una nuova cabina di trasformazione in zona non edificabile sottostante alle 

condizioni dell'art. 24 LPT e non dell'art. 24d LPT applicabile alle costru-

zioni già esistenti. Analogo discorso vale altresì nel caso dell'art. 39 cpv. 3 

OPT che – nella sua versione in vigore al momento dell'approvazione dei 

piani del progetto in esame – prevede unicamente che per ottenere 

l'autorizzazione di modificare un edificio o un impianto, l'aspetto esterno e 

la struttura edilizia basilare devono restare sostanzialmente immutati. 

Ciò nondimeno, nella misura in cui l'allacciamento alla rete elettrica è parte 

integrante dell'urbanizzazione primaria, l'elettrificazione della zona non 

rappresenta in ogni caso a priori una drastica estensione dell'urbaniz-

zazione. Peraltro, non va inoltre dimenticato, che l'allacciamento di un 

rustico alla rete elettrica non è automatico, lo stesso potendo intervenire 

soltanto previa autorizzazione delle autorità cantonali chiamate a verificare 

per ogni singolo caso il rispetto del PUC-PEIP e delle NAPUC-PEIP, non-

ché dei disposti di legge in materia pianificatoria. In tale contesto, l'autorità 

cantonale può senz'altro far dipendere l'autorizzazione di allacciamento 

elettrico dal rispetto di condizioni particolari, evitando in tal modo ogni 

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potenziale abuso temuto dalla ricorrente (cfr. consid. 4.5 del presente 

giudizio). Ne discende che la censura della ricorrente è qui ininfluente. 

6.2 La ricorrente ritiene poi che il progetto approvato si trovi in contrasto 

anche l'art. 24d cpv. 3 lett. c LPT e l'art. 39 cpv. 3 lett. d OPT, nella misura 

in cui degli interessi preponderanti di protezione dell'ambiente, della natura 

e del paesaggio, in presenza di edifici degni di protezione come nel caso 

dei rustici, si oppongono allo stesso. A suo avviso, il Comune di Maggia 

non avrebbe ponderato i diversi interessi in gioco, né verificato la compati-

bilità del progetto con lo sviluppo territoriale auspicato e le implicazioni 

possibili, ai sensi dell'art. 3 lett. b OPT. Analogo discorso varrebbe per la 

controparte, che non avrebbe prodotto tutti i documenti necessari alla base 

della sua domanda d'approvazione del progetto in esame, ai sensi 

dell'art. 2 cpv. 1 lett. e-f OPIE (cfr. ricorso 11 giugno 2014, pag. 2 seg.). 

Come appena visto poc'anzi, lo scrivente Tribunale ribadisce che l'art. 24d 

cpv. 3 lett. c LPT e l'art. 39 cpv. 3 OPT – nella sua versione pertinente per 

il caso – non risultano applicabili alla presente fattispecie (cfr. consid. 6.1 

del presente giudizio). Detto ciò, si ricorda che la legislazione qui applica-

bile – in particolare il PUC-PEIP nonché le NAPUC-PEIP – non esclude 

un'elettrificazione dei rustici, bensì la permette a determinate condizioni. 

L'intervento prospettato con la posa della cabina di trasformazione non 

modificherà drasticamente il paesaggio, la stessa essendo ubicata sul 

ciglio di una strada esistente e i relativi cavi interrati sotto la stessa. 

L'impatto con l'ambiente è minimizzato, dal momento che l'elettrificazione 

comporta il potenziale abbandono di energie più inquinanti (impianti a gas 

o a petrolio, ecc.). Analogo discorso vale altresì per quanto concerne la 

natura e il paesaggio, i rustici interessati dal progetto essendo chiaramente 

identificati (cfr. consid. 4.5 del presente giudizio). Lo scrivente Tribunale 

non intravvede poi interessi preponderanti contrari al progetto in esame, lo 

stesso essendo fatto conformemente all'art. 5 cpv. 2 LAEl che istituisce un 

obbligo di allacciamento alla rete elettrica anche fuori zona edificabile. 

Per quanto attiene alle critiche mosse nei confronti del Comune di Maggia 

e della controparte in merito alla mancata ponderazione degli interessi in 

gioco, lo scrivente Tribunale rileva che, nella misura in cui l'autorità inferiore 

ha provveduto d'ufficio ad un tale esame in maniera approfondita, valu-

tando i pro e i contro del progetto alla luce del diritto federale e di quello 

cantonale, si deve ritenere che ogni eventuale carenza è stata da essa 

sanata. Le critiche sollevate avverso la controparte non sono in ogni caso 

pertinenti, la stessa – come segnalato dall'autorità inferiore (cfr. risposta 

22 agosto 2014, pag. 2 segg.) – avendo fornito i documenti necessari per 

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la domanda d'approvazione in oggetto. Come precisato dall'UFE, in casu 

un esame dell'impatto sull'ambiente (EIA) non era poi richiesto, nella 

misura in cui il progetto prevede l'alimentazione in media tensione della 

cabina di trasformazione Lairee con un cavo interrato di 16 kV in derivazio-

ne dalla cabina di trasformazione Lodano Paese. Un EIA è infatti richiesto 

solo per impianti elettrici con tensioni pari a 220 kV e più (cfr. art. 1 dell'ordi-

nanza del 19 ottobre 1988 concernente l'esame dell'impatto sull'ambiente 

[OEIA, RS 814.011], in combinato disposto con il suo allegato 22.2). Le 

censure della ricorrente vanno pertanto respinte anche su questo punto. 

6.3 Per la ricorrente il progetto sarebbe altresì problematico dal punto di 

vista dell'art. 24d cpv. 3 lett. c LPT e dell'art. 39 cpv. 3 lett. d OPT, ovvero 

per quanto concerne il suo finanziamento, nella misura in cui la ripartizione 

dei costi non sarebbe chiara. Tali norme prevedono che i costi vadano 

messi a carico dei proprietari della zona, per evitare che gli abitanti delle 

zone edificate debbano sussidiare l'urbanizzazione. Tuttavia il piano di 

finanziario dell'Associazione « Elettricità ai rustici tra Moghegno e Loda-

no » prevedrebbe contributi del Comune, della Società Elettrica Soprace-

nerina e di sponsor non ben identificati. Essa teme che i futuri costi di 

manutenzione verranno messi a carico della collettività e anche dei 

proprietari dei rustici ubicati nella zona in questione che si sono opposti al 

progetto (cfr. ricorso 11 giugno 2014, pag. 3 seg.). 

In proposito, lo scrivente Tribunale rileva quanto segue. Premesso che la 

problematica dei costi esula dalla presente procedura, l'art. 24d cpv. 3 

lett. c LPT parla del finanziamento di tutti i costi d'infrastruttura causati dal 

cambiamento completo di destinazione dell'edificio o dell'impianto. Tali 

costi sono effettivamente a carico di colui che intende modificare comple-

tamente la destinazione. Senonché in concreto la destinazione dei rustici 

interessati da una potenziale elettrificazione è già stata modificata, sicché 

tale norma non entra in linea di conto, come già indicato in precedenza. 

Analogo discorso vale per quanto concerne l'art. 39 cpv. 3 LPT che, nella 

sua versione determinante per il caso, non regola in alcun modo il finan-

ziamento delle modifiche di un rustico (cfr. consid. 6.1 del presente 

giudizio). Orbene, dagli atti dell'incarto risulta che i costi di realizzazione 

degli impianti saranno assunti dall'Associazione « Elettricità ai rustici tra 

Moghegno e Lodano » (cfr. scritti 23 dicembre 2008 e 15 luglio 2010 della 

controparte [pag. 1159 segg. e pag. 1081 segg. dell'inc. UFE]). Contraria-

mente a quanto indicato dalla ricorrente, il finanziamento del progetto è 

pertanto chiaro. Nulla agli atti lascia pensare che i costi del progetto 

verranno accollati a terzi. Per quanto attiene poi alla manutenzione della 

linea elettrica in questione, si osserva che, giusta l'art. 135 dell'ordinanza 

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del 30 marzo 1994 sulle linee elettriche (OLEl, RS 734.31), l'obbligo di 

mantenerla sempre in buono stato e di sottoporla a controlli periodici spetta 

all'esercente – in casu, la controparte (cfr. scritti della controparte citati 

poc'anzi) – così come indicato dall'autorità inferiore. Chiaro è dunque che 

sarà la controparte, quale gestore della rete, a doversene occupare, sicché 

anche qui i timori della ricorrente, per quanto ricevibili, appaiono infondati.  

6.4 Non da ultimo, la ricorrente ritiene che l'autorità d'approvazione 

avrebbe disatteso vari pareri e giudizi forniti dalle autorità cantonali durante 

la procedura di consultazione, sostenenti che il progetto lede la legislazione 

applicabile, modificando sostanzialmente il carattere stesso della zona 

come paesaggio degno di protezione. In particolare, essa ritiene che il 

parere dell'Ufficio della natura e del paesaggio, nonché dell'Ufficio della 

pianificazione del Canton Ticino, nella misura in cui non sono stati ripresi 

dai Servizi Generali del Dipartimento del Territorio nel loro parere, sarebbe 

completamente stato ignorato. Per il Comune di Maggia, sarebbero poi 

state disattese le conclusioni formulate dal pianificatore B._______ 

(cfr. ricorso 11 giugno 2014, pag. 1 seg.). 

In proposito, lo scrivente Tribunale ricorda che l'autorità d'approvazione dei 

piani, prima di approvare un progetto, di regola consulta le varie autorità 

federali, cantonali e comunali interessate dallo stesso. Per quanto possibi-

le, essa tiene conto dei vari punti sollevati dalle predette autorità. Tuttavia, 

tali pareri non sono vincolanti. In quanto autorità d'approvazione dei piani, 

essa è infatti libera di discostarsene, nella misura in cui, dopo attenta 

ponderazione, giunge ad un'altra conclusione (cfr. consid. 3.1 del presente 

giudizio). Inoltre, in caso di differenze tra l'autorità competente cantonale 

per emanare il parere e un'autorità subordinata al Dipartimento cantonale, 

verrà ritenuto il parere del predetto Dipartimento. Nel caso in disamina, 

varie autorità si sono pronunciate contro o a favore del progetto di 

elettrificazione, sicché per l'autorità inferiore era inevitabile non seguire tutti 

i pareri ricevuti. Poiché la decisione dell'autorità inferiore è il frutto di 

un'attenta ponderazione degli elementi dell'incarto, le censure della 

ricorrente in proposito, non sono pertanto pertinenti. 

6.5 La ricorrente sottolinea altresì che, con l'entrata in vigore del piano 

regolatore di Moghegno approvato dal Consiglio di Stato il 30 aprile 2014, 

il comparto in questione sarebbe stato assegnato alla zona di protezione 

del paesaggio ZPP3 dove varrebbe l'art. 17 delle Norme di attuazione del 

piano regolatore (di seguito: NAPR) di Moghegno secondo cui « […] le 

zone del paesaggio indicate nel piano del Paesaggio comprendono le 

aeree di particolare valore paesaggistico (LCPN, art. 12). Ogni intervento 

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deve essere subordinato al rispetto delle caratteristiche proprie e dell'armo-

nia presenti nel territorio protetto. Le zone di protezione del paesaggio 

sono: ZPP1 zona agricola; ZPP2 zona agro-forestale dei "Ronchi"; ZPP3 

zona agro-forestale dei "Grotti" […] ». Questa nuova situazione – che 

riprenderebbe a livello locale i principi definiti nel PUC-PEIP legati alla 

protezione del paesaggio – contrasterebbe pertanto con il punto 6.6.2 della 

decisione impugnata, in cui si afferma che il progetto non tocca alcun 

paesaggio inventariato (cfr. scritto 9 ottobre 2015 della ricorrente). 

Senonché tali conclusioni non possono essere qui condivise. Nella misura 

in cui, sia l'autorità inferiore, che lo scrivente Tribunale hanno potuto 

sincerarsi della compatibilità di un'eventuale elettrificazione dei rustici con 

il PUC-PEIP citato dalla ricorrente – che come visto, non la esclude per il 

solo fatto che si tratti di edifici degni di protezione, ma impone solo dei limiti 

all'autorizzazione – si deve infatti ritenere che la loro ubicazione in zona di 

protezione del paesaggio secondo il nuovo piano regolatore del Comune 

di Moghegno non ha alcuna incidenza sul caso in esame (cfr. consid. 4.5 

del presente giudizio). Se è vero che l'art. 17 cifra 3 NAPR di Moghegno 

prevede delle limitazioni per le zone ZPP1, ZPP2 e ZPP3 – per la zona 

ZPP1 (zona agricola), vietando tutte le costruzioni e gli impianti che posso-

no essere autorizzati e concessi ai sensi degli art. 22 e 24 LPT; per le zone 

ZPP2 (zona agro-forestale dei « Ronchi ») e ZPP3 (zona agro-forestale dei 

« Grotti »), ammettendo le eccezioni in conformità all'art. 24 LPT unica-

mente se non si oppongono agli interessi e alle esigenze della gestione del 

territorio conformi agli obiettivi del piano regolatore – tale norma sancisce 

tuttavia che i fabbricati residenziali o adibiti all'agricoltura o all'allevamento 

esistenti all'entrata in vigore delle presenti norme possono comunque 

essere mantenuti e riparati. In tal senso, le citate NAPR non escludono 

dunque un elettrificazione dei rustici. La censura della ricorrente va 

pertanto respinta. 

6.6 Per finire, sottolineando l'importanza che per lei rappresenta la Valle 

X._______ ove è cresciuta, il suo ricco patrimonio storico e culturale, la 

ricorrente teme che l'elettrificazione di questa zona condurrà inevitabil-

mente ad un forte aumento delle attività umane e delle infrastrutture, 

creando segnatamente dei problemi legati all'eliminazione delle acque 

luride in rapporto all'aumento delle strutture abitate (cfr. ricorso 11 giugno 

2014, pag. 4 segg.).  

In proposito, lo scrivente Tribunale non può che ribadire quanto già indicato 

in precedenza. In concreto, non vi è alcuna ragione oggettiva di opporsi 

all'elettrificazione della zona interessata, il progetto essendo proporzionale 

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e ragionevole sotto ogni aspetto. Attualmente, l'elettrificazione interessa 

potenzialmente circa 33 rustici, già a beneficio della relativa autorizza-

zione. Ogni potenziale abuso edilizio o eccesso nell'urbanizzazione può 

poi essere evitato dalle competenti autorità cantonali al momento del 

rilascio della licenza edilizia nei singoli casi. In tale occasione, esse 

possono infatti sincerarsi del rispetto delle rigide normative applicabili ai 

rustici e respingere i progetti che non le rispettano (cfr. consid. 4.5 del 

presente giudizio). 

6.7 In conclusione, alla luce di tutto quanto suesposto, la decisione 

d'approvazione dei piani in esame non è contraria al diritto federale e 

cantonale applicabile, non può inoltre essere considerata né frutto di un 

eccesso o di un abuso del potere di apprezzamento dell'autorità inferiore 

né – per quanto verificabile anche in quest'ottica – inadeguata. La 

decisione è peraltro proporzionata, la stessa approvando una soluzione 

poco incisiva dal punto di vista dell'ambiente, del paesaggio e della natura, 

permettente l'elettrificazione della zona interessata in maniera adeguata. 

In tali circostanze, la stessa va pertanto qui integralmente confermata con 

conseguente respingimento del ricorso, per quanto ricevibile.  

7.  

In considerazione dell'esito della lite, giusta l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese 

processuali vanno poste a carico della ricorrente qui parte totalmente 

soccombente (art. 1 segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle 

tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale [TS-TAF; RS 173.320.2]). Nella fattispecie, esse sono stabilite in 

1'500 franchi (cfr. art. 3 TS-TAF). Alla crescita in giudicato del presente 

giudizio, tale importo verrà interamente detratto dall'anticipo spese di 

1'500 franchi versato a suo tempo dalla ricorrente.  

(il dispositivo è indicato alla pagina seguente) 

 

  

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Pagina 19 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto, per quanto ricevibile. 

2.  

Le spese processuali di 1'500 franchi sono poste a carico della ricorrente. 

Ad avvenuta crescita in giudicato del presente giudizio, tale importo verrà 

interamente detratto dall'anticipo spese di 1'500 franchi versato a suo 

tempo dalla ricorrente. 

3.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (Atto giudiziario)  

– controparte (Atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif. ***; Atto giudiziario) 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Sara Friedli 

 

 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Gli 

atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le 

conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La 

decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti 

indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

Data di spedizione: