# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0d91e87e-e6d8-592f-95ed-8ca39e470d60
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-04-07
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 07.04.2006 R 2006 10
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_R-2006-10_2006-04-07.pdf

## Full Text

R 06 10

4a Camera 

SENTENZA
del 7 aprile 2006

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente rettifica di confini

1. … è proprietario in zona edilizia di …, sul territorio del Comune di …, della 

particella no. 605. Il 25 ottobre 2005, il proprietario chiedeva all’autorità 

comunale - nell’ambito di una procedura di rettifica dei confini in conformità a 

quanto previsto dalla legislazione in materia di pianificazione - l’assegnazione 

a favore del suo fondo di 29 m2 dell’adiacente particella no. 606 di … e di … 

2. Con decisione 16 dicembre 2005, l’esecutivo comunale respingeva la 

richiesta. La particella no. 605 veniva ritenuta edificabile in base alle 

disposizioni comunali applicabili, per cui non si sarebbe giustificata alcuna 

correzione coatta dei confini. Del resto la stessa richiesta sarebbe già stata 

respinta in sede di terminazione a conclusione della procedura di bonifica 

fondiaria e poi ancora in occasione della revisione totale della pianificazione 

locale. 

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 18 

gennaio 2006, … chiedeva l’assegnazione giudiziale dei 29 m2 di terreno della 

confinante particella no. 606. Per l’istante, con questa cessione verrebbe 

migliorata l’edificabilità del suo fondo, mentre i vicini non subirebbero alcun 

sensibile svantaggio. 

4. Nella propria presa di posizione il Comune di … concludeva alla reiezione del 

ricorso, non essendo nell’evenienza dati i presupposti per procedere ad una 

rettifica dei confini. Dal canto loro, i proprietari della particella no. 606 

rinunciavano a prendere posizione sul ricorso. 

Considerando in diritto:

1. Giusta l’art. 10 della legge federale che promuove la costruzione d’abitazioni 

e l’accesso alla loro proprietà (LCAP), se l’edificazione razionale di un fondo 

o di un gruppo di fondi è resa difficile o impossibile dallo sfavorevole tracciato 

dei confini, i proprietari interessati possono esigere, per la correzione dei 

confini, la collaborazione dei proprietari dei fondi confinanti (cpv. 1). 

Nell’ambito di una siffatta correzione può essere chiesta la permuta di terreno 

entro i limiti strettamente necessari e la concessione di un massimo di tre are 

in quanto con tale provvedimento sia considerevolmente migliorata 

l’edificabilità e la permuta o la cessione non appaia insopportabile per il 

proprietario colpito (cpv. 2). I cantoni possono ordinare d’ufficio l’esecuzione 

di correzioni di confine o delegare tale facoltà ai comuni (cpv. 3). Nei Grigioni, 

ai sensi dell’art. 66 cpv. 1 della legge cantonale sulla pianificazione territoriale 

(LPTC) del 6 dicembre 2004, entrata in vigore il 1. novembre 2005, per l’avvio 

e la realizzazione di ricomposizioni particellari e rettifiche di confini è 

competente la sovrastanza comunale oppure, nella misura in cui la 

ricomposizione particellare o la rettifica dei confini avvengono in relazione ad 

una pianificazione delle utilizzazioni cantonale, il dipartimento (cpv. 1). L’avvio 

di ricomposizioni particellari o le rettifiche di confini avviene d’ufficio o su 

istanza di privati. Qualora l’autorità competente per l’avvio respinga le 

richieste dei privati, lo comunica agli istanti tramite una decisione impugnabile 

(art. 66 cpv. 3 LPTC). Per quanto riguarda i presupposti materiali per 

procedere a simili interventi, questi sono oggetto dell’art. 65 LPTC e 

riprendono i concetti già sanciti dalla LCAP. In conformità all’art. 65, infatti, se 

l’emanazione di piani di utilizzazione o la realizzazione di un ordinamento di 

utilizzazione stabilito richiedono la rilottizzazione di fondi o la modifica dei 

confini di particelle, vengono effettuate ricomposizioni particellari o rettifiche 

dei confini (cpv. 1). Le stesse possono essere attuate come procedimenti 

autonomi oppure in relazione a una procedura del piano di utilizzazione (cpv. 

2).

2. Non è contestato che nel comune convenuto la procedura di revisione della 

pianificazione locale si sia conclusa con l’approvazione della stessa da parte 

del Governo cantonale il 4 giugno 2002. Per la zona in questione la 

pianificazione è pertanto definitiva con l’assegnazione della particella n. 605 

alla zona nucleo e ampliamento del nucleo 2. Ne consegue che una rettifica 

coatta dei confini potrebbe entrare in considerazione solo qualora una simile 

misura si rendesse indispensabile per poter procedere ad una edificazione 

razionale del fondo e questa non è, a non averne dubbi, la situazione del caso 

in parola. 

3. Le possibilità edificatorie della particella no. 605 erano già state oggetto di 

studio nel 2002. Giusta la relazione 28 agosto 2002  dello studio d’architettura 

incaricato di approfondire la questione, nel rispetto dell’ordinamento legale 

comunale venivano indicate le possibilità edificatorie del fondo sia per quanto 

riguardava una nuova costruzione, con la creazione di una superficie utile 

lorda (SUL) di 178 m2, che un ampliamento dell’attuale stabile, con il 

conseguimento di una SUL di 143 m2. Sulla scorta di tali dati, già nel 2002 il 

pianificatore incaricato della revisione della pianificazione locale ribadiva 

all’attenzione dell’autorità edilizia che “da questo esame risulta in modo chiaro 

che la particella può essere sfruttata in modo parsimonioso senza rettifica dei 

confini” (relazione del 2 settembre 2002). Ne consegue che una rettifica dei 

confini è in queste circostanze esclusa, tanto più che a motivo della propria 

richiesta l’istante non è del resto in grado di addurre alcuna argomentazione 

oggettiva, ma si limita a mettere in dubbio l’operato e le qualifiche dei 

collaboratori comunali, in modo del resto del tutto gratuito e riprovevole. Vada 

infine in questa sede ricordato che una rettifica dei confini avviene di solito 

con una modifica del tracciato non solo a favore dell’uno o dell’altro fondo, ma 

propriamente per quanto possibile a beneficio di tutti i fondi coinvolti. In questo 

senso, le richieste dell’istante volte ad ottenere la semplice assegnazione di 

una parte del fondo vicino sfiorano la temerarietà. 

4. Il ricorrente ha in realtà già perorato l’assegnazione dei 29 m2 in parola in più 

occasioni. Nell’ambito della procedura di bonifica fondiaria, l’istante 

contestava la nuova assegnazione chiedendo propriamente anche 

l’attribuzione dell’angolo della particella contigua no. 606. Questo malgrado 

con un diritto dal vecchio possesso di 296 m2 gli siano stati assegnati 399 m2, 

corrispondenti ad una maggior assegnazione di quasi il 35% (DTA 86/97, 

confermata dal TF nella sentenza 1P.369.1997). In tale occasione si erano 

già propriamente vagliate e migliorate le possibilità edificatorie della particella 

no. 605, altrimenti nulla avrebbe potuto giustificare una maggior assegnazione 

di tale entità in zona edilizia. In seguito, il ricorrente ha poi continuato a 

perorare essenzialmente la stessa causa anche nell’ambito della procedura 

di revisione della pianificazione e di terminazione (STA R 04 89). E’ in tali 

condizioni lecito chiedersi se la questione dell’assegnazione del pezzo di 

terreno del fondo contiguo non sia già da tempo cresciuta in giudicato e 

pertanto non più sindacabile. Nell’evenienza, per quanto esposto in 

precedenza, la questione può comunque rimanere aperta, essendo il ricorso 

manifestamente infondato. 

5. In conclusione il ricorso è respinto e le spese occasionate dal presente 

procedimento seguono la soccombenza (art. 75 LTA).

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 2'000.--

- e le spese di cancelleria di fr. 108.--

totale fr. 2'108.--

il cui importo sarà versato da … entro trenta giorni dalla notifica della presente 

decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira.