# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d85e32c2-c111-5b84-bd51-1b5fada065ec
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-09-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 01.09.2016 80.2016.94
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2016-94_2016-09-01.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2016.94

  80.2016.95

  	
  Lugano

  1 settembre 2016

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Mara
  Regazzoni

  

 

 

	
  parti

  	
   RI 1 

   RI 2 

   entrambi rappr.
  da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 22 aprile 2016 contro la decisione del 23 marzo 2016 in materia di IC e IFD
  2013.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   RI 1, di professione
metalcostruttore, è coniugato con RI 2, segretaria.

                                         Nella dichiarazione
foscale 2013, i contribuenti esponevano, fra l’altro, un reddito aziendale (il
marito) di fr. 27'059.– e un reddito da attività lucrativa dipendente (la
moglie) di fr. 36'941.–, oltre a indennità giornaliere dell’assicurazione
contro la disoccupazione di fr. 5'831.– e per malattia e infortuni di fr.
9'342.–.

 

 

                                  B.   Notificando ai
coniugi la tassazione IC/IFD 2013, con decisione del 22 ottobre 2014, l’Ufficio
di tassazione di Lugano Campagna commisurava il reddito aziendale del marito in
fr. 56'000.–, spiegando nella motivazione allegata che era stato stabilito per
apprezzamento “per insufficienza di disponibilità finanziaria”.

 

 

                                  C.   I contribuenti
impugnavano la suddetta decisione, con reclamo del 9 marzo 2016, contestando la
commisurazione del reddito aziendale. A giustificazione dell’inoltro tardivo
del gravame, sostenevano di non avere mai ricevuto la decisione di tassazione, “a
causa di disguidi da parte della posta in quel periodo”, e di esserne venuti a
conoscenza unicamente il 27 gennaio 2016, una volta ricevuta la decisione di
fissazione dei contributi personali per indipendenti della Cassa cantonale di
compensazione AVS/AI/IPG. 

 

 

                                  D.   L’Ufficio di
tassazione, con decisione del 23 marzo 2016, dichiarava irricevibile per
tardività il reclamo. L’autorità non riteneva plausibili le giustificazioni dei
contribuenti, ponendo l’accento sul fatto che i contribuenti avessero pagato
entro i termini i conguagli del 2013, “derivanti proprio dalla decisione di
tassazione in questione”.

 

 

                                  E.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 e RI 2, rappresentati
dalla RA 1, ribadiscono di non avere ricevuto prima la decisione di tassazione
e di esserne venuti a conoscenza solo tramite la decisione della Cassa cantonale
di compensazione AVS/AI/IPG del 27 gennaio 2016.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   La Camera di diritto
tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli
Uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a
condizione che il gravame sia ricevibile in ordine.

                                         Essa deve pertanto
esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo,
sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una
persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di
tassazione, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia
fondata. Se l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti
verranno retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di merito,
mentre, in caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.

 

 

                                   2.   2.1.

                                        L’art. 206 cpv. 1 LT per
imposta cantonale e l’art. 132 cpv. 1 LIFD per l’imposta federale diretta
stabiliscono che contro la decisione di tassazione o contro la decisione di
tassazione d’ufficio, se è manifestamente inesatta, il contribuente può
reclamare per iscritto all’autorità che ha emesso la tassazione, entro trenta
giorni dalla notifica.

                                         Gli art. 192
cpv. 5 LT e 133 cpv. 3 LIFD precisano che tale termine, stabilito dalla legge,
è perentorio, essendo prevista una deroga solo quando esiste un motivo di
restituzione in intero del termine, vale a dire quando è provato che l’inosservanza del termine è da attribuire a servizio militare, malattia,
assenza dal cantone o altri gravi motivi riguardanti il contribuente o il suo
rappresentante.

 

                                         2.2.

                                         Nella fattispecie, come visto,
la decisione di tassazione è stata intimata dall’Ufficio di tassazione il 22
ottobre 2014, mentre il reclamo è stato interposto dai coniugi RI 1 e RI 2
unicamente il 9 marzo 2016. Ancora in questa sede, i contribuenti ribadiscono
tuttavia di non avere mai ricevuto la suddetta tassazione e di esserne venuti a
conoscenza solo tramite la decisione della Cassa cantonale di compensazione
AVS/AI/IPG del 27 gennaio 2016. Giustificano così la tempestività del loro reclamo.

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Per intimazione o
notificazione di un atto si intende la consegna materiale del documento o di un
suo esemplare al destinatario (cfr., al proposito, ASA 45 p. 471, Cocchi/Trezzini/Bernasconi, Commentario
al Codice di diritto processuale civile svizzero, Lugano 2011, art. 138 CPC, p.
581; Knapp, Grundlagen des Verwaltungsrecht,
4ª ediz., vol. I, Basilea 1992, p. 157, Häfelin/ Müller/Uhlmann, Allgemeines
Verwaltungsrecht, 6ª ediz, Zurigo 2010, n. 885 ss.). Il termine decorre
dal giorno successivo alla notificazione ed è reputato osservato se
l’opposizione perviene all’autorità di tassazione o è consegnato a un ufficio postale
svizzero ovvero a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera
all’estero il giorno di scadenza (art. 192 LT e art. 133 LIFD).

 

                                         3.2.

                                         L’autorità può notificare
un atto con lettera semplice oppure mediante invio postale raccomandato. Dal
profilo giuridico, la differenza fondamentale concerne l’onere della prova
circa l’effettiva comunicazione di un atto e la data in cui la stessa ha avuto
luogo. Infatti, nel caso della notifica di una decisione con lettera semplice,
l’amministrazione deve assumere l’onere della prova in base alla regola dell’art.
8 CCS: questa norma, che ha una portata generale e che si applica sia in
diritto privato, sia in diritto pubblico, dispone che ove la legge non
stabilisca altrimenti, chi vuol dedurre il suo diritto da una circostanza di
fatto da lui asserita, deve fornirne la prova (DTF 114 III 54, 99 Ib 359).

                                         Ora, in caso di invio di
una decisione per lettera semplice, l’accertamento del giorno della notifica –
determinante per la decorrenza del termine d’impugnazione (DTF 115 Ia 17, 113
Ib 297) – può risultare difficile, specie se il destinatario si è spogliato
della busta che la conteneva: in questa evenienza incombe però all’autorità l’onere
di provare la data in cui è effettivamente avvenuta la notificazione, non
potendosi imporre all’interessato l’obbligo di conservare tutte le buste
contenenti una comunicazione proveniente da un’autorità, in previsione di
eventuali controversie circa l’osservanza di un termine (DTF 99 Ib 359; Catenazzi, Le insidie dell’invio non
raccomandato di atti giudiziali ed amministrativi, RTT 1974, p. 65 ss.). Più
volte, il Tribunale federale ha quindi attirato l’attenzione delle autorità sui
pericoli che sono insiti negli invii con lettera semplice, adducendo esplicitamente
che le controversie relative all’effettiva comunicazione degli atti possono
essere evitate soltanto ricorrendo ad una notifica mediante lettera
raccomandata o contro avviso di ricevimento: in altre parole, se un’autorità
vuole essere sicura che un suo invio giunga al destinatario, deve allora
notificarlo con lettera raccomandata (DTF 101 Ia 8, 99 Ib 362, 61 I 8; ASA 27
p. 358; Catenazzi, op. cit., p.
66; Corti, L’intimazione delle
decisioni secondo l’art. 14 LPamm, in RDAT II-1995 p. 284 s.; Messaggio del Consiglio di Stato n. 4509
del 3 aprile 1996: Modifica, volta ad abolire l’obbligo di intimare gli atti e
le decisioni mediante invio postale raccomandato, dell’art. 14 della Legge di
procedura per le cause amministrative).

                                         All’autorità
di tassazione non è però preclusa la facoltà di addurre altre prove
dell’intimazione della tassazione che non siano la quietanza dell’azienda delle
poste, al fine di rendere verosimile la notifica. Tale verosimiglianza in
particolare può essere raggiunta sulla scorta di circostanze concludenti che
confermino in modo univoco che la tassazione sia pervenuta al destinatario, e
segnatamente alla data indicata dall’autorità (cfr. sentenza del Tribunale
federale del 18 febbraio 1982 in re R.; DTF 99 Ib 360 e richiami; 103 V 65
cons. 2; CDT n. 331 del 27 agosto 1984 in re P.). Costituiscono ad esempio una prova indiretta dell’avvenuta intimazionehttp://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.183.14:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=20695&nX40_KEY=446553&nTrefferzeile=1&Template=results/document_ita.fiw
- ctx7#ctx7 della tassazione: il fatto che il contribuente abbia
ricevuto, senza reagire immediatamente, le polizze di versamento del conguaglio
di imposta in cui è indicata la data di intimazione della tassazione, il richiamo
e la diffida di pagamento (cfr. CDT n. 331 del 27 agosto 1984 in re P.); il fatto che il contribuente abbia pagato il conguaglio di imposta cantonale mediante
una bolletta che fa riferimento alla tassazione notificata (cfr. CDT n. 526 del
14 dicembre 1983 in re R.; CDT n. 428 del 13 dicembre 1982 in re M.).

 

                                         3.3.

                                         Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale, se in caso di omessa o anomala notifica il destinatario
di una decisione amministrativa ha diritto di impugnarla anche dopo la scadenza
del termine di ricorso ordinario, il principio della buona fede (art. 5 cpv. 3
Cost.) non gli permette di procrastinare a piacimento il deposito di un rimedio
di diritto: l’interessato, a conoscenza del fatto che l’amministrazione ha
emanato una decisione che lo grava (rispettivamente al quale tale conoscenza
dev’essere imputata), non può passivamente attendere che tale decisione gli
venga – nuovamente – notificata nelle forme di rito, ma deve ad esempio
contestare i richiami pervenutigli e domandare in tempo utile che la decisione
che pretende di non aver ricevuto gli sia nuovamente intimata (sentenze del
Tribunale federale n. 5P.176/2005 del 19 ottobre 2005, consid. 6; n.
5P.190/1999 del 25 agosto 1999 consid. 4a; n. 2P.163/1995 del 13 giugno 1996
consid. 5a, in RDAT I-1997 p. 535; DTF 105 III 43 consid. 3). Giova inoltre
rilevare che in linea di principio il termine di ricorso inizia a decorrere,
anche in assenza di una notifica formale, dal momento in cui l’interessato ha
effettivamente avuto conoscenza della decisione (DTF 124 II 124 consid. 2d/aa;
130 IV 43 consid. 1.3). Si può infine ancora aggiungere che notoriamente
nell’ambito dell’amministrazione di massa le decisioni vengono per motivi di
costo unicamente comunicate per posta semplice e che in tali casi la
giurisprudenza non richiede la prova piena della notificazione da parte
dell’autorità, qualora le circostanze concrete permettano di concludere con verosimiglianza
preponderante che la decisione sia stata effettivamente notificata (DTF 124 V
400 consid. 2b; 121 V 5 consid. 3b; 120 V 33 consid. 3c e 3d; sentenza
5P.190/1999 del 25 agosto 1999 consid. 4a; Cocchi/Trezzini/Bernasconi,
op. cit., art. 138 CPC, p. 579).

                                         3.4.

                                         Tornando al caso in esame,
è vero che l’autorità fiscale, che aveva l’onere di provare l’avvenuta
intimazione della decisione del 22 ottobre 2014, non è stata in grado di fornirla,
essendo la stessa avvenuta per posta semplice. È tuttavia data
perlomeno la prova indiretta della sua intimazione. Ai contribuenti sono infatti
stati inviati i conguagli dell’imposta cantonale e
dell’imposta federale diretta, con l’indicazione della data della decisione di
tassazione, il 30 novembre 2014. Come sottolineato dall’Ufficio di tassazione
di Lugano Campagna, nella decisione impugnata, il conguaglio dell’imposta
cantonale è stato infine pagato entro i termini, il 31 dicembre 2014.

                                         Quand’anche
si volesse ammettere che i ricorrenti non avessero ricevuto la decisione di
tassazione del 22 ottobre 2014, ne consegue che, al più tardi all’inizio
del mese di dicembre 2014, dovevano perlomeno presumere che l’Ufficio di tassazione
avesse emanato nei loro confronti una decisione e quindi, secondo il principio
della buona fede (art. 5 cpv. 3 Cost.), avrebbero dovuto agire in modo
tempestivo e domandare in tempo utile una nuova intimazione. In
simili circostanze, la decisione di irricevibilità qui contestata non
può che essere confermata, ciò che impedisce a questa Camera di entrare nel
merito delle censure sollevate dai contribuenti in merito alla commisurazione
del reddito aziendale.

 

 

                                   4.   Il ricorso è
conseguentemente respinto.

                                         Visto l’esito del gravame,
tassa di giustizia e spese processuali sono poste a carico dei ricorrenti,
soccombenti.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.    300.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.      80.–

                                         per un totale di                                                      fr.    380.–

                                         sono a carico dei
ricorrenti.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
  -;

  -;

  -;

  -.

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                        Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La
segretaria: