# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bc261d35-1fe9-5ca8-a7a3-596c04ec4008
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-06-10
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione 10.06.2016 9.2016.9
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_007_9-2016-9_2016-06-10.html

## Full Text

Incarto n.

  9.2016.9

  	
  Lugano

  10 giugno 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della Camera di protezione del
  Tribunale d'appello

  
	
  Franco
  Lardelli

  
	
  giudice
  unico ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 7 LOG

  
						

 

	
  assistito
  dalla

  vicecancelliera

  	
   

  Buetti

  

 

 

sedente
per statuire nella causa che oppone

 

	
   

  	
  RE
  1 

  

 

	
   

  	
  all’

  

 

	
   

  	
  Autorità
  regionale di protezione __________, 

  

 

	
   

  	
  per
  quanto riguarda l’approvazione del rendiconto finanziario finale

  

 

 

 

giudicando
sul reclamo del 19 gennaio 2016 presentato da RE 1 contro la decisione emessa
il 21 dicembre 2015 dall'Autorità regionale di protezione __________;

 

letti ed esaminati gli atti,

 

ritenuto

 

 

in fatto e

in diritto

                                         che con richiesta 5
settembre 2014 la signora PI 1 chiedeva che le venisse istituita una curatela
di rappresentanza e proponeva la signora RE 1 quale curatrice;

 

                                         che con decisione 14
ottobre 2014 l’Autorità di protezione __________ (in seguito Autorità di
protezione) ha istituito in favore di PI 1 una curatela di rappresentanza con
amministrazione del reddito e del patrimonio ex art. 394 e 395 CC. In qualità
di curatrice è stata nominata la signora RE 1, alla quale sono stati assegnati
i compiti di rappresentare PI 1 nel disbrigo: a) degli affari amministrativi,
in particolare anche nelle relazioni con autorità, uffici, banche, Posta,
assicurazioni (sociali), altri istituti e privati; b) degli affari finanziari,
in particolare amministrare con diligenza il suo reddito e il suo patrimonio
(dispositivi n. 1 e 2);

 

                                         che con la medesima decisione
l’Autorità di protezione: invitava la curatrice a presentare entro 30 giorni,
congiuntamente al Delegato comunale signor __________, l’inventario iniziale
dei beni della curatelata (dispositivo n. 4); riconosceva alla curatrice un
compenso di fr. 50.– orari, con un importo massimo annuo di fr. 4'000.–
(dispositivo n. 5);

 

                                         che il 4 febbraio 2015 la
curatrice ha presentato l’inventario iniziale che indicava una sostanza passiva
di fr. 55'207.44;

 

                                         che il 2 marzo 2015 la
curatrice ha presentato il rendiconto finanziario per la gestione 2014 che
indicava un saldo passivo a fine anno di fr. 54'809.99;

 

                                         che con decisione 31 marzo
2015 l’Autorità di protezione ha sostituito la curatrice RE 1 nominando quale
nuova curatrice la signora __________; alla curatrice uscente è stato ordinato
di presentare il rendiconto finanziario finale e il rapporto morale per il
periodo 1° gennaio 2015 – 30 aprile 2015;

 

                                         che il 6 ottobre 2015 la
curatrice ha presentato il rendiconto finanziario finale per il predetto periodo
e ha chiesto un’indennità per mercede e spese di complessivi fr. 1'992.50 (fr.
1'937.50 di indennità e fr. 55.– per rimborso spese diverse);

 

                                         che con decisione 21
dicembre 2015 l’Autorità di protezione ha approvato l’inventario iniziale, il
rendiconto finanziario e il rapporto morale per la gestione del 2014 come pure
il rendiconto finanziario finale per il periodo 1° gennaio 2015 – 30 aprile
2015 e ha riconosciuto alla curatrice uscente una mercede e un rimborso spese
per complessivi fr. 1'292.50 invece dei complessivi fr. 1'992.50 da lei richiesti,
sostenendo di aver “dovuto rifare completamente il rendiconto finanziario
finale […] siccome errato e stilato in modo discutibile” e di avere, di conseguenza,
ritenuto giustificato procedere alla “riduzione del compenso e del rimborso
spese esposti per un totale di fr. 700.– (3.5 ore a fr. 200.00 l’ora)”;

 

                                         che contro la predetta
decisione è insorta la curatrice con reclamo 19 gennaio 2016 sostenendo di non
essere stata preavvisata delle manchevolezze del rendiconto finanziario e di
non aver avuto la possibilità di correggerlo personalmente perché le correzioni
le ha effettuate direttamente l’Autorità di protezione, che le ha poi decurtato
la sua nota d’onorario applicando una tariffa di fr. 200.–/l’ora;

 

                                         che con osservazioni 8
marzo 2016 la curatelata ha contestato unicamente l’operato della curatrice RE
1 senza spendere una sola parola in merito all’oggetto del reclamo in questione;

 

                                         che con osservazioni 24
marzo 2016 l’Autorità di protezione ha precisato che nella stesura del
rendiconto finanziario per il periodo 1° gennaio – 30 aprile 2015 la curatrice ha
indicato soltanto il saldo finale omettendo le indicazioni circa i passivi,
malgrado ella disponesse dei documenti idonei a completarla in tal senso, e non
ha tenuto conto che a inizio anno sono state pagate delle fatture dell’anno
precedente. Ha inoltre ribadito che la decurtazione di fr. 700.– è giustificata
dal fatto che se il lavoro di correzione e di completazione del rendiconto finale
fosse stato effettuato da una fiduciaria esterna questa avrebbe applicato una
tariffa di fr. 200.–/l’ora. Infine ha precisato pure che “la reclamante si è presentata
nella sede dell’ARP e ha ricevuto delucidazioni circa le incongruenze sopra ricordate”;

 

                                         che l’8 aprile 2016 la
curatrice ha presentato una replica nella quale ha affermato che la sua “unica
svista è stata quella di non tenere copia della lista dei debiti per compilare
in maniera dettagliata il rendiconto finanziario, cosa però segnalata in buona
fede sullo stesso”. La reclamante ha poi rilevato che era suo diritto poter
rimediare alla sua “imperfezione nella stesura del rendiconto”, ma che l’Autorità
di protezione non l’ha chiamata in causa per darle “la possibilità di rimediare”
né tantomeno l’ha informata sulle conseguenze alle quali sarebbe “andata
incontro nel caso avessero corretto loro il rendiconto”. Ha poi contestato la
tariffa di fr. 200.–/l’ora applicata dall’Autorità di protezione, sostenendo
che “le tariffe delle fiduciarie in Ticino variano da fr. 70.– a fr. 150.–
all’ora
(http://fiduciario.comparazione.ch/fiduciaria-contabilita-Lugano-fiduciario-Lugano.htm)”
ed è quindi veramente eccessiva la tariffa fatturata dall’ARP, “tenuto conto
che non è una fiduciaria che ha eseguito la revisione”, ma è stata fatta
dall’Autorità medesima. La reclamante ha infine sottolineato di essere stata
delucidata sulle incongruenze “solo a revisione e presa di posizione avvenute”
ed è quindi stata invitata a seguire “in futuro indicazioni sulla stesura corretta
dei rendiconti”, invito che secondo lei avrebbe “dovuto ricevere precedentemente”;

                                         che il 12 maggio 2016
l’Autorità di protezione ha duplicato sostenendo che le tariffe proposte dalla
reclamante sono per lo meno discutibili e ribadendo che il Servizio contabile
dell’Autorità di protezione ha impiegato ulteriori 3,5 ore per correggere e
completare il rendiconto finanziario, considerato che la curatrice “aveva semplicemente
riportato i saldi delle entrate e delle uscite, sulla scorta dell’estratto bancario”;

 

                                         che le decisioni delle
Autorità regionali di protezione concernenti maggiorenni e minorenni sono
impugnabili mediante reclamo alla Camera di protezione del Tribunale di
appello, che decide nella composizione di un giudice unico [art. 450 CC in
relazione agli art. 314 cpv. 1 e 440 cpv. 3 CC; art. 2 cpv. 2 Legge
sull’organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore e
dell’adulto (LPMA); art. 48 lett. f n. 7 e 9 LOG];

 

                                         che riguardo alla
procedura applicabile, per quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CC occorre
riferirsi, in via sussidiaria, alle Legge sulla procedura amministrativa, in
particolare alle norme concernenti le azioni connesse con il diritto civile di
competenza dell’autorità amministrativa (art. 99 LPAmm; cfr. Messaggio del
Consiglio di Stato n. 6611 del 7 marzo 2012 concernente la modifica della LTut,
pag. 8) e, in via ancor più sussidiaria, alle disposizioni del diritto processuale
civile (CPC; v. art. 450f CC);

 

                                         che giusta l’art. 425 CC
alla fine del suo ufficio il curatore rimette all’autorità di protezione un
rapporto finale e, se del caso, consegna il conto finale; l’autorità può
dispensare da questo obbligo il curatore professionale giunto al termine del
rapporto di lavoro (cpv. 1). L’autorità di protezione esamina e approva il
rapporto e il conto finali come fa con i rapporti e i conti periodici (cpv. 2).
Essa notifica il rapporto e il conto finali all’interessato o ai suoi eredi e,
se del caso, al nuovo curatore, facendo loro presenti le disposizioni sulla
responsabilità (cpv. 3). Comunica loro altresì se ha dimesso il curatore o rifiutato
l’approvazione del rapporto o del conto finali (cpv. 4);

 

                                         che, per quanto riguarda
l’esame dei rapporti e dei conti periodici, ai sensi dell’art. 415 CC
l’autorità di protezione verifica la contabilità, approvandola o rifiutandola;
se necessario ne chiede la rettifica (cpv. 1). Essa esamina il rapporto e, se
necessario, chiede che sia completato (cpv. 2). Se del caso, adotta misure
adeguate per salvaguardare gli interessi dell’interessato (cpv. 3);

 

                                         che la normativa vigente
non si scosta da quanto previsto in passato dagli art. 423 cpv. 1 e 2 vCC
e 451–453 vCC. La contabilità dev'essere completa e veritiera. Il
controllo della contabilità del curatore concerne la sua esattezza formale,
nonché l’adeguatezza e la legalità dell’amministrazione; la sua approvazione
non ha di massima alcun effetto giuridico per i terzi [Messaggio concernente la
modifica del Codice civile svizzero (Protezione degli adulti, diritto delle
persone e diritto della filiazione) del 28 giugno 2006, FF 2006 6391, pag.
6444; Schmid, Erwachsenenschutz
Kommentar, Zurigo, San Gallo 2010, ad art. 415 CC n. 4 e 9; ad art. 425 CC n.
13; Meier/Lukic, Introduction au
nouveau droit de la protection de l'adulte, Ginevra, Zurigo, Basilea 2011, n.
608 pag. 272 e n. 654 pag. 293; Langenegger,
Erwachsenenschutzrecht, Basilea 2015, ad art. 415 CC n. 1 e 4 e ad art. 421-425
CC n. 8]. L'approvazione del rendiconto non dà scarico al curatore, il quale
rimane responsabile del proprio operato (Schmid,
Erwachsenenschutz Kommentar, ad art. 415 CC n. 8; Meier/Lukic, Introduction au nouveau droit de la protection
de l'adulte, n. 608 pag. 272 e n. 654 pag. 293; Langenegger,
Erwachsenenschutzrecht, ad art. 421-425 CC n. 9);

 

                                         che secondo l’art. 413
cpv. 1 CC il curatore adempie i suoi compiti con la stessa diligenza cui è
tenuto il mandatario secondo le disposizioni del Codice delle obbligazioni
(CommFam, Häfeli, art. 413 CC n.
2); entrano in particolare in considerazione le norme generali relative alla messa
in mora (art. 103 e segg. CO; CR CO-I, Werro,
art. 398 CO n. 33), in caso di inadempimento del mandato, segnatamente mancata
presentazione del rapporto finale e del rendiconto finanziario. In tal caso, nella
misura in cui il curatore non sia nell’impossibilità di presentare detti atti
per cause a lui non imputabili, l’autorità deve procedere alla messa in mora
del curatore con l’assegnazione di un termine menzionando se necessario le conseguenze
alle quali va incontro, ossia una sanzione penale per disobbedienza a decisioni
dell’autorità (art. 292 CP), una sanzione disciplinare secondo il diritto
cantonale (art. 51 cpv. 1 e 2 LPMA) e l’esecuzione per sostituzione con
addebito dei costi (CommFam protection de l’adulte, Rosch, ad art. 425 n. 18; BSK Erw.Schtz, Affolter/Vogel, art. 425 CC n. 39);

 

                                         che, nel caso di cattiva
esecuzione, segnatamente allestimento incompleto del rapporto finale e del
rendiconto finanziario, l’Autorità di protezione, se necessario, chiede le
rettifiche (art. 415 cpv. 1 e 2 CC); nella misura in cui provveda essa stessa
alle rettifiche, la mercede può essere corrisposta al curatore limitatamente ai
servizi resi (CR CO-I, Werro, art.
398 CO n. 35);

 

                                         che nel caso concreto il
rendiconto finanziario finale presentato dalla curatrice, più che “errato e
discutibile”, appare di fatto incompleto (cfr. osservazioni dell’Autorità di
protezione: “ha indicato soltanto il saldo finale, omettendo le indicazioni
circa i passivi”, “aveva semplicemente riportato i saldi delle entrate e delle
uscite, sulla scorta dell’estratto bancario”). A tal proposito la curatrice
stessa ha lasciato un appunto sul rendiconto finanziario nel riquadro “passivo”
(“non conosco la situazione, non essendo più curatrice…”) per comunicare che
non ha sbagliato a non indicare alcun passivo, quanto piuttosto non è stata in
grado di quantificarlo in quanto non è più curatrice;

 

                                         che in sede di replica
(pag. 1 verso il mezzo) la curatrice ha precisato di non essere stata in grado
di inserire nel rendiconto finanziario i dati relativi al passivo in quanto –
passando l’incarto alla nuova curatrice signora __________ – per “svista” non
ha tenuto “copia della lista dei debiti”;

 

                                         che, in simili
circostanze, diversamente da quanto pretende la reclamante, era improponibile
un rinvio del rendiconto finanziario perché procedesse lei stessa alle debite
completazioni, non essendo a quel momento più in possesso – per una errata
modalità di procedere a lei imputabile – della documentazione necessaria;

 

                                         che non avendo presentato
un rendiconto finanziario completo – così da rendere necessaria la
completazione da parte del Servizio contabile dell’Autorità di protezione (cfr.
duplica pag. 1 verso il mezzo) – alla curatrice non può essere riconosciuta
un’indennità per le 3 ore e 15 minuti utilizzate per l’allestimento del rendiconto
(cfr. duplica pag. 2 verso l’alto); trattasi in effetti di un servizio da lei
non reso;

 

                                         che, di conseguenza, la
mercede esposta dalla curatrice va ridotta di fr. 162.50 (fr. 50.– x 3 ore e 15
minuti);

 

                                         che appare per contro chiaramente
abusiva la riduzione operata dall’Autorità di protezione con riferimento all’impiego
di 3.50 ore al costo di fr. 200.– l’ora da parte di un’ipotetica “fiduciaria
esterna”;

 

                                         che infatti 3 ore e 15
minuti per le completazioni in oggetto appaiono più che sufficienti e il lavoro
non è stato eseguito da una fiduciaria esterna;

 

                                         che del resto pretendere
di fatturare il lavoro sostitutivo a fr. 200.–all’ora significa riconoscere che
per eseguire il lavoro sono necessarie conoscenze professionali specifiche a
norma dell’art. 18 cpv. 1 ROPMA, che avrebbero dovuto determinare la nomina di
uno specialista già al momento del conferimento del mandato. Ciò che non è
palesemente il caso per la compilazione del rendiconto finanziario in oggetto;

 

                                         che il reclamo va di conseguenza
parzialmente accolto e la decisione impugnata riformata nel senso di
riconoscere alla curatrice una mercede e un rimborso spese per complessivi fr.
1'830.– [fr. 1'775.– (fr. 50.– x 35.50 h) di indennità e fr. 55.– per rimborso
spese diverse];

 

                                         che all’Autorità di
protezione, benché soccombente in modo preponderante, non vengono addebitate
tasse e spese procedurali (art. 47 cpv. 6 LPAmm).

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Il
reclamo è parzialmente accolto. 

 

Di conseguenza, il
dispositivo n. 4 della decisione 21 dicembre 2015 (Ris. n. 644) dell’Autorità
regionale di protezione __________ è riformato come segue:

“Sono
riconosciuti una mercede e un rimborso spese a favore della curatrice per un
totale di fr. 1'830.–, importo a carico del comune di domicilio
dell’interessata.”

 

                                   2.   Non
si prelevano né tassa né spese di giustizia.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -
  

  -
  

  

 

                                         Comunicazione:

                                         -

 

 

Il
presidente                                                         La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le
decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause
di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi;
quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile
se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale
(art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF.
Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso
termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale
per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.