# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b8e6704b-3da7-528a-820a-84d9cce5c59f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-02-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 05.02.1999 11.1997.157
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1997-157_1999-02-05.html

## Full Text

Incarto n.:

  11.97.00157

  	
  Lugano

  5 febbraio 1999/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. A. Bernasconi e Pellegrini

  

 

	
  segretaria:

  	
  Gronchi
  Pozzoli, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire nella causa __.__.______ (accesso necessario) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2, promossa
con petizione del 17 giugno 1992 da

 

	
   

  	
  __________.
  __________ __________. __________,
  __________

  (patrocinato
  dall’avv. __________ __________, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________.
  __________ __________,
  __________;

   

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti di
questione:     1.   Se deve essere accolto l’appello presentato il 17
settembre 1997 da __________ __________ contro la sentenza emessa il 21 agosto
1997 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 2;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

__________

 

                                  B.   Il 16 giugno 1992
__________ __________ __________ ha promosso causa contro __________ __________
per ottenere in via cautelare la rimozione della barriera, della catena e del
paletto e nel merito il riconoscimento di un diritto di passo necessario a
carico del fondo n. __________ e a favore del suo fondo n. __________, sul
tracciato risultante dalla planimetria prodotta agli atti quale doc. S, con
facoltà di chiederne l’iscrizione a registro fondiario; egli non ha offerto
alcuna indennità, limitandosi a proporre in subordine un’indennità imprecisata.
__________ __________ ha postulato il rigetto della petizione. Chiusa
l’istruttoria, le parti hanno presentato un memoriale conclusivo. Nel suo
allegato del 7 giugno 1996 l’attore ha confermato le domande di petizione. Nel
proprio, di stessa data, __________ __________ ha postulato il rigetto
dell’azione e – in subordine – il versamento di un’adeguata indennità in caso
di accoglimento della petizione. Le parti non si sono presentate al dibattimento
finale.

 

                                  C.   Con sentenza del 21
agosto 1997 il Pretore ha accolto parzialmente la petizione, riconoscendo
all’attore un diritto di passo necessario a favore del suo fondo n. __________e
a carico del fondo n. __________, da esercitare sulla superficie segnata in
rosso sulla planimetria doc. S dichiarata parte integrante della sentenza. Egli
ha fissato inoltre in fr. 2’480.– la piena indennità dovuta al convenuto e ha
autorizzato l’attore a chiedere l’iscrizione del diritto di passo nel registro
fondiario. La tassa di giustizia di fr. 1’000.– e le spese sono state poste per
un quinto a carico dell’attore e per il resto a carico del convenuto, con obbligo
per quest’ultimo di rifondere all’attore fr. 600.– per ripetibili parziali.

 

                                  D.   __________ __________
è insorto contro la sentenza del Pretore con un appello del 17 settembre 1997
nel quale chiede che la petizione sia accolta limitatamente a una superficie di
10 m2, mediante pagamento di una piena indennità di
fr. 2’500.–. Nelle sue osservazioni del 20 ottobre 1997 __________ __________
__________ propone di respingere l’appello e di confermare la sentenza impugnata.

 

                                  E.   La giudice delegata
della Camera, constatato che la planimetria dichiarata parte integrante della
sentenza del Pretore non consentiva di determinare con chiarezza l’estensione e
il tracciato della servitù litigiosa, ha ordinato d’ufficio l’allestimento di
una perizia (art. 88 lett. a e 322 CPC) che comprendesse una planimetria 1:200
dei fondi n. __________e __________. Il referto è stato rassegnato dal perito
il 4 aprile 1998 ed è stato completato, su richiesta delle parti, il 9 luglio
1998. Le parti hanno potuto esprimersi sulle risultanze del complemento di
istruttoria all’udienza del 25 novembre 1998. 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   L’attore non ha
indicato il valore di causa, sostenendo che era indeterminato ma in ogni caso
appellabile (petizione, pag. 1). La domanda di accesso necessario (art. 694 CC)
ha nondimeno carattere pecuniario (Poudret,
Commentaire à la loi d’organisa-tion judiciaire, vol. II, pag. 233 in basso con
richiamo al vol. I, pag. 284 nel mezzo). L’appellabilità del giudizio pretorile
dipendeva perciò dal valore litigioso, che è quello della piena indennità cui
si riferisce – appunto – l’art. 694 cpv. 1 CC (DTF 120 II 423; Steinauer, Les droits réels, vol. II, 2a edizione,
pag. 164 n. 1868d con rinvii). L’equa indennità non è tuttavia il solo criterio
per determinare il valore litigioso, in particolare quando sia in contestazione
l’esistenza stessa della servitù. In simili casi entra in considerazione anche
l’aumento di valore che la concessione dell’accesso necessario conferirebbe al
fondo dominante (Poudret, op. cit., pag. 284 nel mezzo;
Rep. 1984 pag. 71 consid. 1). Il fondo dell’attore, su cui sorge una casa
monofamiliare, si trova in una zona in cui il terreno vale almeno fr. 250.– al
m2 (perizia del 4 aprile 1998). Un accesso comodo e
sufficiente alla casa aumenta senza dubbio il valore del fondo di almeno fr.
8’000.–. Sotto questo profilo l’appello è pertanto ricevibile.  

 

                                   2.   Il Pretore ha
accolto la domanda di accesso necessario, ritenendo che nel caso specifico non
si trattava tanto di migliorare un transito già possibile, quanto piuttosto di
garantire all’attore l’accesso al fondo procedendo nella normale direzione di
marcia. A parere del primo giudice non si poteva esigere dall’attore, vista la
situazione dei luoghi e la ripidità della strada, che accedesse dal fondo n.
__________alla strada pubblica in retromarcia, se non altro per motivi di
sicurezza. L’unica soluzione per garantire un accesso veicolare regolare
consisteva perciò nel gravare con un diritto di passo un’ulteriore porzione del
fondo n. __________. Dopo aver constatato che l’attore chiedeva di gravare la
superficie della piazza di giro a monte dell’imbocco della strada di accesso al
fondo n. __________, compreso un breve tratto della strada proprietà del
convenuto quale collegamento, ma senza provare quale fosse la superficie
effettivamente necessaria, il Pretore ha riconosciuto un diritto di passo da
esercitare sulla “superficie del fondo n. __________ delimitata a valle dal
limite della servitù di passo già iscritta a RF (doc. Q) e a monte dal confine
con la particella n. __________” (sentenza, pag. 3). Egli ha inoltre
riconosciuto un diritto di passo necessario a favore della particella n. __________e
a carico della n. __________su una porzione di terreno di 10 m2 invasa dalla strada di accesso alla casa dell’attore.
Infine, il Pretore ha accordato al convenuto un’indennità di fr. 10.–/m2 per la superficie di 248 m2
gravata a favore del fondo n. __________, fondandosi sulle dichiarazioni rese
da un testimone sul valore commerciale dei fondi.  

 

                                   3.   L’appellante ammette
che la manovra di accesso alla strada pubblica partendo dal fondo n. __________
è delicata, ma rimprovera al Pretore di averla arbitrariamente ritenuta
proibitiva, poiché l’istruttoria avrebbe dimostrato solo l’impossibilità di svoltare
a destra nel vialetto situato sul fondo n. __________in provenienza dalla
strada pubblica. Il convenuto sostiene inoltre che il Pretore avrebbe a torto
determinato egli stesso il tracciato del diritto di passo, in mancanza di
indicazioni precise dell’attore sulla superficie necessaria. Infine
l’appellante critica l’indennità di fr. 10.– /m2  riconosciutagli
dal Pretore, sulla base di una deposizione testimoniale, e ribadisce che il suo
terreno, situato in zona edificabile, vale almeno fr. 250.–/m2.

 

                                   4.   Il proprietario che
non abbia un accesso sufficiente dal suo fondo ad una strada pubblica può
pretendere che i vicini gli consentano il passaggio necessario dietro piena
indennità (art. 694 cpv. 1 CC). In linea di principio l’accesso di un fondo
edificato che si trova all’interno di una località non è sufficiente quando non
è transitabile con veicoli a motore. Il semplice miglioramento di condizioni di
accesso insoddisfacenti non basta invece per rivendicare un passo necessario.
Nell’applicazione dell’art. 694 CC, in effetti, la giurisprudenza è restrittiva
in ragione del ragguardevole pregiudizio che la servitù può arrecare al fondo
del vicino (casistica e riferimenti in: Steinauer,
op. cit., pag. 161 n. 1863a segg.; Meier-Hayoz
in: Berner Kommentar, 3a edizione, note 49 e 54 ad art. 694 CC; DTF
120 II 186 consid. 2a; Rep. 1989 pag. 142 con citazioni; BR/DC 1998 pag. 138)

 

                                   5.   Nella fattispecie il
viale d’accesso alla casa dell’attore è stato pacificamente costruito invadendo
il fondo n. __________per 10 m2. L’appellante
riconosce esplicitamente un diritto di passo su tale superficie (indicata in
verde nella planimetria 1:200 allegata alla perizia del 4 aprile 1998),
mediante versamento di un’indennità complessiva di fr. 2’500.–, ma si oppone
alla concessione di ogni altro diritto di passo in favore del fondo n.
__________. È anche indiscusso il fatto che il fondo n. __________RFP di
__________ ha un collegamento alla strada pubblica attraverso la via privata
situata sulla particella n. __________, alla quale si accede transitando sulla
particella n. __________, gravate entrambe da un diritto di passo in suo favore.
La servitù già iscritta si esercita sulla strada privata esistente all’imbocco
del vialetto che conduce alla casa dell’attore (quadrilatero arancione sulla
planimetria 1:200 allegata alla perizia del 4 aprile 1998; doc. Q). Si tratta
quindi di determinare se tale accesso sia da considerare sufficiente ai fini
dell’art. 694 CC.

 

                                         L’attore ha dapprima fatto
valere, sotto questo profilo, che non è possibile raggiungere la propria
abitazione con veicoli senza girare sul piazzaletto proprietà del convenuto
(petizione, pag. 6). In occasione del sopralluogo eseguito il 18 ottobre 1994
il Pretore ha accertato che “la forte pendenza della strada privata non
consente una manovra di svolta a destra per entrare nella proprietà dell’attore
senza accedere al piazzale sterrato che si trova a monte. Questo anche per la
limitata larghezza della strada e dell’accesso alla proprietà dell’attore e per
la presenza di uno scalino all’estremità più a valle di questo accesso.”
(verbale, pag. 3). L’attore ha rivendicato un diritto di passo sulla strada di
accesso alla piazza di giro, fino al confine nord-ovest della particella n.
__________e alla parte bassa della piazza di giro, per poter girare un veicolo
in provenienza dalla strada pubblica, tornare in retromarcia verso montagna per
poi scendere a imboccare l’accesso alla casa posta sul fondo n. __________
(conclusioni, pag. 7). Egli ha anche rilevato che non è possibile girare il
veicolo sul proprio fondo e che il diritto di passo iscritto a favore della
particella n. __________ (doc. Q) consente di giungere con il veicolo solo fino
all’altezza del viale di accesso e costringe a percorrere in retromarcia la
stradina che conduce all’abitazione, mentre la discesa deve avvenire a marcia
in avanti, per accedere poi a retromarcia sulla strada pubblica (osservazioni,
pag. 4 e 5).

 

                                   6.   L’accesso attuale
all’abitazione dell’attore è indubbiamente disagevole e comporta diverse
manovre, di cui alcune in retromarcia. Se non che, come si è visto, l’art. 694
cpv. 1 CC non assicura un accesso ideale alla pubblica via, né del resto un accesso
a tutti i subalterni del fondo. Un passo scomodo, ma transitabile con veicoli,
è già un accesso “sufficiente” nell’accezione dell’art. 694 cpv. 1 CC e non
giustifica ulteriori concessioni, nemmeno se l’interesse del richiedente a
ottenere la servitù appaia maggiore di quello del vicino a rifiutarla (Steinauer, op. cit., n. 1863a; I CCA, sentenza del 28
agosto 1997 nella causa B. c. D., massima pubblicata nel Bollettino dell’ordine
degli avvocati 16/1998, pag. 6). L’attore pretende un diritto di passo necessario
su tutta la superficie che usava in passato per accordo precario del convenuto
e che a suo dire gli consente di accedere comodamente all’abitazione. Il fatto
di aver usato in precedenza del percorso a titolo precario non fonda tuttavia
alcun diritto a ottenere un diritto di passo necessario (Meier-Hayoz,
op. cit., n. 31 ad art. 694 CC; Caroni Rudolf, Der
Notweg, Berna 1969, pag. 96 nel mezzo), destinato ai casi in cui l’accesso alla
pubblica via è impossibile o insufficiente. La comodità dell’accesso non è – si
ripete – un criterio pertinente per la concessione di un passo necessario (Meier-Hayoz, op. cit., n. 53 ad art. 694 CC). 

 

                                   7.   Nel caso concreto,
la difficoltà che deve superare l’attore per accedere al proprio fondo consiste
nell’impossibilità, per un veicolo in provenienza dalla strada pubblica
attraverso la strada privata, di svoltare a destra per entrare nel vialetto di
entrata, largo 2 m (planimetria 1:200 allegata alla perizia del 4 aprile 1998),
rispettivamente, anche se l’istruttoria non ne ha dimostrato gli estremi, per
svoltare a sinistra scendendo dalla casa in direzione della strada pubblica.
L’attore non ha asserito, né tanto meno ha provato, che motivi tecnici o costi
sproporzionati gli impediscano di eliminare l’inconveniente sfruttando il
proprio fondo in modo più adeguato, per esempio rimuovendo la larga aiuola
all’imbocco del vialetto sul fondo __________ (cfr. planimetria 1:200; doc. Y3,
Y4 e Y9) e il “__________ ” che essa forma in corrispondenza della strada
privata sulla particella n. __________ (verbale di sopralluogo).

 

                                         L’istruttoria, incentrata
più sulle polemiche relative alle vicende comunali che sull’aspetto tecnico
dell’accesso al fondo n. __________, non ha consentito di appurare quindi se la
soluzione proposta dall’attore fosse l’unica atta a eliminare le difficoltà da
lui lamentate. Ma non solo. L’attore non ha nemmeno indicato quale era la
superficie strettamente indispensabile per consentire l’accesso alla sua
proprietà, limitandosi a rivendicare il diritto di passo su tutta la superficie
usata in passato a titolo precario (planimetria doc. S). Ciò non è ammissibile,
il diritto di passo essendo destinato solo – come si è spiegato – ad ovviare situazioni
di necessità. Quello riconosciuto dal primo giudice, da esercitare su una
superficie di 195 m2 (superficie segnata in giallo
sulla planimetria 1:200, perizia del 4 aprile 1998) eccede manifestamente la
nozione di passo “necessario” così com’è intesa dalla giurisprudenza e dalla
dottrina. Spettava all’attore provare quale superficie gli era strettamente indispensabile
per la manovra di giro dalla strada privata al suo vialetto e viceversa. Ciò
non è avvenuto e l’istruttoria è rimasta carente di qualsiasi indicazione
tecnica sul raggio di sterzata necessario per le manovre indispensabili
all’attore. Non risultano pertanto adempiuti in concreto, sulla base degli atti
di causa, i requisiti posti dall’art. 694 CC. L’appello si rivela quindi
provvisto di buon diritto per quel che concerne il diritto di passo eccedente la
superficie esplicitamente riconosciuta dall’appellante. Ciò non preclude
all’attore la possibilità di chiedere nuovamente un diritto di passo
necessario. Egli dovrà comprovare tuttavia le sue esigenze minime e dimostrare
che la soluzione proposta è quella meno gravosa per il proprietario (o i
proprietari nel loro complesso, non escluso il convenuto) da cui il sacrificio
può essere ragionevolmente preteso.

 

                                   8.   Il convenuto
rivendica un’indennità di fr. 250.–/m2 per la superficie
occupata dal vialetto di accesso e sostiene che quella di fr. 10.–/m2 stabilita dal Pretore non tiene conto del reale valore del
fondo. A ragione. Il primo giudice si è fondato per determinare il valore del
fondo n. __________sulla deposizione dell’ing. __________ __________, che aveva
allestito nel 1991 un referto peritale per il Comune di __________ (verbale del
13 dicembre 1993, pag. 3). Se non che, il valore di fr. 10.–/m2  indicato in tale perizia, prodotta agli atti con il
consenso delle parti, non si riferisce alla superficie incorporata nel vialetto
di accesso sulla particella n. __________ (planimetria 1:1000, pag. 9, doc. I).
Nel caso di un terreno edificabile non soggetto a vincoli, come era quello
incorporato nel vialetto, il valore commerciale su cui concordano sia l’ing.
__________ __________ (doc. I, pag. 7) sia il perito giudiziario (perizia del 4
aprile 1998, pag. 8), è di fr. 250.–/m2.. 

 

                                         La piena indennità
compensa il danno subito dal proprietario del fondo gravato al momento della
costituzione della servitù (Steinauer, op. cit.,
n. 1868a; Meier-Hayoz, op. cit., n. 78 ad art.
694 CC). Visto che la superficie gravata dal passo è stata incorporata in una
struttura edilizia e che di fatto il suo proprietario non ne ha più l’uso, si
giustifica nella fattispecie che il beneficiario della servitù necessaria paghi
il valore venale della superficie di cui dispone (DTF 120 II 423). L’indennità
in favore del proprietario gravato deve quindi essere stabilita in fr. 2’500.–
(10 m2 a fr. 250.–/m2).
L’appello deve pertanto essere accolto anche su questo punto. 

 

                                   9.   Gli oneri
processuali seguono il principio della soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). Chi
postula il riconoscimento di un passo necessario, per di più, deve di regola
sopportare gli oneri processuali, comprensivi di spese (di giustizia e
peritali), tasse e indennità per ripetibili alla parte avversa, e ciò anche in
caso di accoglimento della sua azione, salvo che la parte convenuta si opponga
abusivamente al passo o pretenda un’indennità eccessiva (Caroni,
op. cit., pag. 115; Rep. 1995 170). Estremi del genere non si ravvisano nella
fattispecie, ove il convenuto si è opposto alla petizione a buon diritto,
accettando per altro la concessione del passo sulla superficie di 10 m2 invasa dall’attore. In siffatte circostanze gli oneri
processuali devono essere posti a carico dell’attore, sia in prima sede che in
seconda sede, con obbligo di rifondere al convenuto un’equa indennità per
ripetibili. L’ammontare della stessa tiene conto del fatto che l’appellante non
si è dovuto rivolgere a un legale, di modo che si limita a rimunerare il
dispendio di tempo necessario per difendere le sue ragioni davanti a questa
Camera.

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:               I.   L’appello è accolto e di conseguenza
la sentenza impugnata è così riformata:

                                         

                                         1.  È
riconosciuto un diritto di passo necessario con ogni veicolo a carico della
particella n. __________ RFP di __________ e a favore della particella n.
__________RFP di __________, da esercitare sulla superficie segnata in verde
sulla planimetria 1:200 del 3 aprile 1998, dichiarata parte integrante del
presente giudizio.

1.1  __________ __________ __________ è
tenuto a versare ad __________ __________ la somma di fr. 2’500.– a titolo di
piena indennità.

1.2  __________ __________ __________ è
autorizzato a chiedere direttamente all’Ufficio del registro fondiario di
__________ l’iscrizione della servitù sulla scorta della presente sentenza
passata in giudicato.

 

                                         2.  La tassa
di giustizia di complessivi fr. 1’000.– e le spese sono poste a carico di
__________ __________ __________, che rifonderà a __________ __________ fr.
750.– per ripetibili.

 

 

                                   II.   Gli oneri processuali di
appello, consistenti in:

                                         a) tassa di
giustizia               fr.       500.–

                                         b) spese                                 fr.         75.–

                                         c) perizia                                fr.    4'116.85

                                         d) delucidazione perizia       fr.       511.20

                                                                                         fr.    5'203.05

                                         sono
posti a carico di __________ __________ __________, che rifonderà a __________
__________ fr. 500.– per ripetibili di appello.

 

                                   III.   Intimazione:

                                         – avv. __________
__________, __________;

                                         – __________. __________
__________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2.

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        La segretaria