# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 375b8be0-92a7-5f75-a06e-8060b0003785
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-09-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 22.09.2008 30.2007.297
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_30-2007-297_2008-09-22.html

## Full Text

Incarto
  n.

  30.2007.297

  07 251/708

  	
  Bellinzona

  22
  settembre 2008

   

  	
  Sentenza
  

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Presidente della Pretura penale

  
	
  Marco Kraushaar

  
	
   

  
						

sedente con Sara
Friedli in qualità di segretaria per statuire sul ricorso 13 ottobre 2007
presentato da

 

	
   

  	
  RI 1 

  
	
   

  	
  contro

  
	
   

  	
  la decisione
  28 settembre 2007 n. (401) 07 251/708 emessa dalla Sezione dei permessi e
  dell’immigrazione, Bellinzona, 

  

 

viste                                  le osservazioni 30 ottobre 2007
presentate dalla Sezione dei permessi e dell’immigrazione, Bellinzona;

 

                                         letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto                             in fatto

 

                                 A.     La Sezione dei permessi
e dell’immigrazione con decisione 28 settembre 2007 ha inflitto a RI 1, in
qualità di rappresentante della __________, società gestrice dell’Osteria __________,
__________, una multa di fr. 880.-, oltre alla tassa di giustizia di fr. 200.-
e alle spese di fr. 40.-, per aver permesso alla signora __________ di svolgere
una gerenza irregolare e incostante presso l’esercizio pubblico in questione
(la presenza della gerente, dal 7 luglio __________ al 5 marzo __________, non
era conforme alle vigenti disposizioni in materia di esercizi pubblici; con
riferimento al rapporto di contravvenzione 6 agosto 2007). 

 

                                         La risoluzione è stata resa in
applicazione degli art. 37 cpv. 1, 53 e 66 Les pubb; art. 80,
81 e 82 RLes pubb.

 

                                 B.     Contro
la predetta pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo
giudice chiedendo una riduzione della multa.

 

                                 C.     La Sezione dei permessi
e dell’immigrazione nelle osservazioni 30 ottobre 2007 propone, per contro, che
il gravame sia respinto e che la decisione impugnata sia confermata.

 

 

considerato                      in diritto

 

                                 1.     La competenza di questo
giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa
sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può
essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr.

 

                                 2.     Giusta l’art. 53 Les
pubb il gerente è responsabile dell'igiene, dell’ordine, della quiete e della
tutela del buon costume nell’esercizio pubblico e nelle immediate vicinanze
(cpv. 1); il regolamento fissa le modalità relative alla sua presenza (cpv. 2).
In tal senso, l’art. 82 cpv. 1 RLes pubb stabilisce che il gerente svolge la
propria attività a tempo pieno, in un unico esercizio, in proprio o per conto
del gestore. Solo così vi è la garanzia che possa assicurare, con la sua
presenza, il buon funzionamento dell'esercizio sotto tutti i punti di vista,
curando in particolare l'istruzione del personale, i rapporti con la clientela,
l'ordine, la quiete, l'igiene e la pulizia, come sancito dall’art. 81 RLes
pubb. Egli è responsabile verso l'Ufficio e il gestore del rispetto della legge
e del regolamento (art. 80 RLes pubb).

 

                                         Le infrazioni alla Legge sugli
esercizi pubblici e al regolamento di applicazione sono punite con una multa da
un minimo di fr. 50.- a un massimo di fr. 10'000.- giusta le disposizioni della
legge di procedura per le contravvenzioni (art. 66 cpv. 1 prima frase Les
pubb). A norma dell’art. 66 cpv. 2 Les pubb sono punibili il gestore, il
gerente, il titolare della patente o i loro rappresentanti.

 

                                 3.     In concreto la Sezione
dei permessi e dell’immigrazione ha multato il ricorrente – in applicazione
delle predette norme – per aver tollerato a far tempo dal 7 luglio __________
al 5 marzo __________ una gerenza irregolare e incostante da parte della
signora __________ presso l’esercizio pubblico del quale è gestore.

                                         La decisione impugnata trae
origine da un controllo effettuato dalla Polizia comunale di __________ in data
__________.

                                 4.     Il ricorrente non
contesta di per sé la fattispecie ascrittagli, ma solamente l’ammontare della
multa, che ritiene eccessiva. Egli si giustifica asserendo quanto segue:

                                         “1.   La Signora __________,
durante il periodo della sua gerenza, presenziava regolarmente tutte le sere
nel locale, in quanto a quell’epoca l’esercizio funzionava come piano bar e
l’apertura era unicamente serale. 

                                         2.    Non eravamo a
conoscenza che la Signora __________ avesse un’altra attività durante la
giornata.

                                         3.    Le assenze per le
quali siamo stati condannati al pagamento della multa in questione, erano
dovute al periodo in cui la Signora __________ era in maternità” (cfr.
ricorso 13 ottobre 2007, pag. 1).

 

                                         Conclude quindi affermando
che: “siamo consapevoli che la presenza della gerente durante il periodo in
questione non è stata costante, come prevede la legge sugli esercizi pubblici,
ma come ribadito riteniamo che la sanzione adottata nei nostri confronti sia
stata eccessiva. D’altro canto possiamo garantirvi che il locale non ha mai
avuto problemi di qualsivoglia natura d’ordine pubblico, in quanto il
responsabile della gestione era costantemente presente sul posto di lavoro”
(cfr. ricorso pag. 2).

 

                                 5.     Nella fattispecie
concreta, va detto anzitutto che il ricorrente ha riconosciuto che la presenza
della gerente non era a norma di legge. In proposito, dal di lei verbale di
interrogatorio __________, risulta che lavorava la sera dalle 19.00 alle 24.00
e ogni tanto anche il pomeriggio dalle 12.00 alle 14.00. Si noti, oltre a ciò,
che ella esercitava un’altra attività in qualità di impiegata di banca al 50%
presso la __________ di __________ dal mese di novembre __________,
incompatibilmente con i requisiti posti dalla legge nell’ambito della gerenza
di un esercizio pubblico. In effetti, come detto, a norma dell’art. 82 RLes
pubb l’attività di gerente deve essere svolta a tempo pieno, salvo alcune
eccezioni previste dagli art. 83-85 RLes pubb (permessi speciali, casi d’invalidità
e piccoli esercizi pubblici o esercizi per i quali non è richiesto certificato
di capacità), che nella presente fattispecie non entrano in considerazione.

 

                                         Tuttavia, in assenza di indizi
a comprova del fatto che l’insorgente sapesse o avrebbe dovuto sapere dell’esistenza
di questa seconda attività, non può essergli rimproverato di averla tollerata.
Ne va invece diversamente per quanto riguarda la gerenza irregolare e
incostante in relazione agli orari di lavoro svolti dalla gerente, che dovevano
giocoforza essere noti al ricorrente, dal momento che l’ha assunta e che era
costantemente presente nell’esercizio pubblico (come risulta dal gravame).

 

                                         In proposito, va precisato che
l’assunto secondo cui durante (tutto) il periodo di gerenza della signora __________
l’esercizio pubblico era un piano-bar è smentito dalle varie patenti e
autorizzazioni provvisorie agli atti, dalle quali risultano i seguenti
cambiamenti dell’esercizio pubblico da locale notturno a osteria e viceversa.

 

                                         -   dal 7 ottobre __________
al 28 settembre __________: Locale notturno __________ __________ (periodo in
cui la gerente risulta essere __________);

                                         -   dal 29 settembre __________
al 15 febbraio __________: Osteria __________;

                                         -   dal 16 febbraio al 22
ottobre __________: Locale notturno __________ e infine,

                                         -   dal 22 ottobre __________:
Osteria __________ (per la quale è stato chiesto il rilascio di
un’autorizzazione alla gestione d’esercizio pubblico definitiva).

 

                                         Ciò posto, alla luce degli
orari svolti dalla signora __________ (cfr. suo verbale di interrogatorio
sopraccitato), occorre in ogni caso concludere che la gerenza non era conforme
alle disposizioni di legge né presso il locale notturno / piano-bar (che per
l’art. 39 cpv. 1 Les pubb deve aprire tra le 19.00 e le 22.00 e chiudere tra le
02.00 e le 05.00) né presso l’osteria (che giusta l’art. 37 cpv. 1 Les pubb
deve rimanere aperta almeno per otto ore giornaliere, anche non consecutive,
tra le 05.00 e la 01.00).

 

                                         Per quanto attiene all’asserta
– e non meglio precisata – assenza della gerente per maternità, si osserva che
in caso di impedimento temporaneo non superiore al mese (vacanza, breve
malattia, servizio militare ecc.) l’art. 87 cpv. 1 RLes pubb impone al gerente
di farsi sostituire, rispettivamente al gestore di sostituirlo, con una persona
di sua fiducia. Per periodi di assenza superiori al mese deve essere richiesta
la gerenza provvisoria di cui all’art. 88 RLes pubb (art. 87 cpv. 3 RLes pubb).
Ipotizzando che l’assenza della gerente sia stata superiore a un mese,
considerato il tipo di evento, spettava all’insorgente, in qualità di gestore
dell’Osteria __________ e nel rispetto della legge, richiedere
un’autorizzazione provvisoria di gerenza o provvedere a sostituirla con
un'altra persona in grado di garantire una presenza costante nell’esercizio
pubblico, ciò che non risulta essere avvenuto in concreto.

 

                                         In definitiva, egli ha
permesso una gerenza irregolare e incostante nell‘esercizio pubblico in urto
con i disposti di legge. Nulla muta a tale conclusione, la circostanza per cui
il locale non ha mai avuto problemi d’ordine pubblico grazie alla presenza
costante del responsabile della gestione; si ricorda che l’obbligo di presenza
è rivolto al gerente, il quale risponde, a titolo esclusivo, del rispetto della
legislazione sugli esercizi pubblici nei confronti dell’Ufficio permessi e
dello stesso gestore (art. 82 cpv. 1 RLes pubb).

 

                                 6.     Quanto all’ammontare
della sanzione, tenuto conto di tutte le circostanze del caso concreto (tra cui
l’inconsapevolezza dell’esistenza di una seconda attività da un lato e la lunga
durata dell’irregolarità dall’altro) questo giudice ritiene che una multa di
fr. 500.- risulti confacentemente proporzionata alla gravità dell'infrazione
commessa, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti
concessi dalla legge.

 

                                         Il ricorso va pertanto accolto
e la multa ridotta nella misura che precede, con adeguamento degli oneri
processuali di primo grado. 

 

                                         Visto l’esito del gravame, non
si prelevano né tasse né spese per l’odierno giudizio (art. 15 LPContr).

 

 

per questi motivi,                visti gli art. 37 cpv.
1, 53 e 66 Les pubb; art. 80, 81 e 82 RLes pub; 1 segg. LPContr;

 

dichiara e 

pronuncia:                1.     Il ricorso è accolto e
la decisione impugnata è riformata nel senso che a RI 1 è inflitta una multa di
fr. 500.-, oltre alla tassa di giustizia di fr. 100.- e alle spese di fr. 20.-.

 

                                 2.     Non si prelevano né
tasse né spese.

 

                                 3.     Intimazione a:

	
   

  	
   

   

  

 

 

 

Il presidente:                                                                            La
segretaria:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvertenza:   contro
il presente giudizio può essere interposto ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale di Losanna (art. 113 e segg. LTF) entro 30
giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF).