# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cf4bd520-b4fa-5074-b40d-d64f148949f7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-05-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.05.2020 35.2020.4
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2020-4_2020-05-25.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2020.4

   

  TF/MM

  	
  Lugano

  25 maggio 2020

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Tommaso Ferrari, giurista

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

statuendo sul ricorso del 20 gennaio 2020 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 19 dicembre 2019 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1, dipendente della __________
di __________, è assicurato d’obbligo contro gli infortuni e le malattie
professionali presso la CO 1 (di seguito: CO 1). L’11 settembre 2017, egli è
stato vittima di un infortunio mentre circolava in bicicletta e ha riportato,
tra l’altro, una contusione all’occhio sinistro e una ferita lacero-contusa
(FLC) allo zigomo sinistro (doc. A1 e doc. M1).

 

                                         L’assicurato ha annunciato
l’infortunio all’assicuratore LAINF il 13 settembre 2017 (doc. A1). Il 10
ottobre 2017 egli ha poi notificato disturbi al collo e alla schiena, nonché un
lieve calo della vista. A quest’ultimo riguardo, è stata chiesta l’assunzione
di eventuali spese di accertamento medico (cfr. doc. A2).

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 29 agosto 2019, la CO
1 ha negato il proprio obbligo a prestazioni relativamente ai disturbi oftalmologici
lamentati dall’assicurato, fatta eccezione per il costo della prima visita
presso l’oftalmologo dott. __________, assunta a titolo di accertamento
indispensabile per la valutazione del caso (cfr. doc. A 27).

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dall’assicurato, in data 19 dicembre 2019, l’amministrazione ha
confermato il contenuto della sua prima decisione. 

 

                               1.3.   RI 1 ha interposto tempestivo
ricorso il 20 gennaio 2020, chiedendo l’annullamento della decisione su
opposizione impugnata e la condanna dell’istituto assicuratore ad assumere le
spese di cura medica, segnatamente quelle legate all’operazione di cataratta
(cfr. doc. I).

A sostegno della propria pretesa,
l’assicurato fa essenzialmente valere che la decisione dell’assicuratore di negare
il diritto a prestazioni per assenza di un nesso di causalità naturale tra
l’infortunio e il danno alla salute, sarebbe basata unicamente sugli
apprezzamenti del proprio medico fiduciario specialista, il quale si è limitato
a un’unica visita di controllo. Tali pareri non sarebbero del resto fondati su
tutte le informazioni disponibili, sarebbero in contrasto con la letteratura
medica, a tratti contraddittori, e non escluderebbero totalmente la possibile origine
traumatica della cataratta. Al parere dello specialista interpellato
dall’amministrazione, egli contrappone quelli di due diversi medici, ai quali occorrerebbe
attribuire una forza probante maggiore, non fosse altro perché redatti da
medici indipendenti (cfr. doc. I).

 

                               1.4.   L’CO 1, in risposta, ha postulato
che l’impugnativa venga respinta.

L’assicuratore sostiene, in
sintesi, che RI 1 non ha dimostrato con il grado della verosimiglianza
preponderante l’esistenza di un nesso causale naturale tra l’infortunio e la
cataratta all’occhio sinistro. Inoltre, secondo l’CO 1, non vi sarebbe motivo
di discostarsi da quanto affermato dai medici da essa interpellata - agli atti
vi sono peraltro tre pareri, non uno soltanto, tutti e tre concordanti -,
ritenuto che non vi è prova della loro parzialità, la quale andrebbe semmai
presunta a proposito dei medici curanti. Quanto ai pareri dei sanitari privatamente
consultati dall’assicurato, l’istituto ritiene che quelli del dott. __________
siano laconici e non attestino, con sufficiente attendibilità, la causalità
naturale tra l’infortunio e la cataratta. Anche la valutazione del dott. __________
non darebbe sufficienti garanzie circa l’esistenza di un nesso causale. Per contro,
i pareri del dott. __________, in particolare gli ultimi due, attesterebbero con
certezza che la cataratta non è conseguenza naturale dell’infortunio (cfr. doc.
III). 

 

                               1.5.   Il 14 febbraio 2020, RI 1 ha
replicato, riconfermandosi essenzialmente nelle proprie allegazioni e conclusioni,
e allegando un parere, datato 7 febbraio 2020, del Prof. dott. __________,
spec. in oftalmologia a __________ (cfr. doc. V).

 

L’assicuratore resistente si è
pronunciato in merito il 28 febbraio 2020 (cfr. doc. VII).

 

                                         Sui restanti fatti,
si dirà, per quanto necessario, nel prosieguo.

 

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del
31 agosto 2015, in particolare consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12
marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e
H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00
del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29
gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag.
190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre
1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014 del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8
settembre 2015).

 

                                         nel merito

 

                               2.2.   L’oggetto litigioso è
circoscritto alla questione di sapere se l’CO 1 era legittimata a negare il
proprio obbligo a prestazioni relativamente ai disturbi interessanti l’occhio
sinistro (cataratta), oppure no.

 

                                         Presupposto essenziale per
l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è
l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue
conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo presupposto è da
considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si
sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia
stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È questione di fatto lo
stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di
causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano
secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo
l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito
dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT
II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF
125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio
2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella
causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00;
STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6
aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC
1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b;
DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c,
DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p.
31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la
sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono,
di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a
giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53;
DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).

                                         Ne discende che ove
l'esistenza di un nesso di causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non
possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato
dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406
consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                         L'assicuratore contro gli
infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele
dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione delle
prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi: 

 

-  quando lo stato
di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima
dell'infortunio (status quo ante);

                                         -  quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche
senza l'infortunio (status quo sine)

 

                                         (cfr. RAMI 1992 U 142, p.
75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von
Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici
svizzeri 71/1990, p. 1093).

 

                                         Secondo
la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia
dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è
liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non
costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute.
Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il
diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio
deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza preponderante.
La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un effetto causale non
è sufficiente. Trattandosi della soppressione del diritto alle prestazioni,
l'onere della prova incombe, non già all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr.
RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e riferimenti ivi citati).

 

                               2.3.   Il diritto alle prestazioni
assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso di causalità adeguata
tra l’evento dannoso e il danno alla salute. In caso di danno alla salute
fisica, il nesso di causalità adeguata è generalmente ammesso, dal momento in
cui è accertata la causalità naturale (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5b/bb p.
103). 

 

                               2.4.   Nella concreta evenienza, dalla
documentazione agli atti si evince che, con rapporto relativo alla
consultazione del 10 novembre 2017, il dott. __________, medico aggiunto
d’oftalmologia presso l’Ospedale __________ di __________, ha diagnosticato, a
livello dell’occhio sinistro, un’incipiente cataratta, un distacco del corpo
vitreo e uno stato dopo trauma orbitale con contusione della regione
zigomatica, precisando che, a suo avviso, “la precocità e l’unilateralità della
cataratta legano la situazione osservata con il trauma subito” (cfr. doc. A 35a).

 

L’amministrazione ha sottoposto
il referto appena citato al dott. __________, spec. FMH in medicina interna, il
quale, in data 22 gennaio 2018, si è così espresso:

 

" I disturbi
attuali non sono da ritenere in nesso di causalità assolutamente preponderante
(diagnosi Dr. __________, rispettivamente, Dr. __________) con l’evento dell’11.09.2017.”
(doc. M 4)

 

L’CO 1 ha quindi chiesto un
secondo parere al dott. __________, spec. FMH in oftalmologia e in chirurgia
oftalmologica, il quale, il 6 febbraio, rispettivamente il 27 febbraio 2018, ha
rilevato quanto segue:

 

" Visto il
visus (cioè l’acutezza visiva misurata dal Dr. __________, n.d.r.) non ritengo
giustificate le riserve riguardo una cataratta post traumatica.

Il distacco di vitreo potrebbe invece essere stato causato dal
trauma zigomatico.

Non essendoci state al momento conseguenze vitreo retiniche è
improbabile che possano succedere nel futuro” (doc. M 9)

 

" Non sono
ben chiari i disturbi visivi o comunque oculari del paziente.

Rispondo senza dubbi sul distacco di vitreo che resta molto
probabile vista la contusione facciale, quindi a carico della assicurazione
infortuni. Come detto la cataratta resta improbabile.” (doc. M 10)

 

In data 22 marzo 2018,
l’assicurato è stato personalmente visitato dallo stesso dott. __________, per
conto dell’assicuratore resistente. Questo in particolare il tenore del referto
da lui elaborato in quell’occasione:

 

" 1.
Attualmente il paziente presenta un leggero opacamento sotto capsulare
anteriore e posteriore nell’occhio sinistro.

 

2. Il paziente non lamenta alcun disturbo particolare. Egli dopo
qualche mese dopo l’infortunio subito ha notato una difficoltà nella lettura e
si è recato presso un medico oftalmologo per verificare questo.

 

3. Attualmente il paziente non presenta alcun tipo di disturbo, se
non una difficoltà nella lettura direttamente relativa all’età.

 

4. Dal punto di vista oftalmologico è presente solo una leggera
opacità del cristallino a sinistra che non impedisce una vista del 100%.

 

4.1 Il rilevamento di un leggero opacamento del cristallino non
sembra avere probabilità di casualità (recte: causalità, n.d.r.) con
l’infortunio subito. Non è presente una lussazione del cristallino né altre
anomalie. Per essere certi al 100% bisognerebbe comunque attendere almeno 6
mesi per valutare un incremento dell’opacità di tipo importante che potrebbe
ricondurre all’infortunio subito.

 

4.2 Non vi sono disturbi in relazione di causalità naturale con
l’infortunio in questione.

(…).

 

8. Per puro scrupolo propongo un accertamento fra 6 mesi per
certificare l’estraneità dell’opacamento del cristallino rispetto
all’infortunio subito.” (cfr. all. 4 al doc. A 35b)

 

                                         Facendo capo agli esiti di
questo consulto, il 30 maggio 2018, l’amministrazione ha informato l’assicurato
che essa avrebbe preso a carico il costo della visita oftalmologica effettuata
dal dott. __________, visita da considerare alla stregua di un accertamento
indispensabile per la valutazione del caso ai sensi dell’art. 45 cpv. 1 LPGA. 

Successivamente, in data 23
luglio 2019, essa ha comunicato che non avrebbe per contro assunto i costi
relativi all’intervento di cataratta, nel frattempo pianificato (cfr. all. 5 al
doc. A 35a).

 

Il 30 luglio 2019, RI 1 si è
sottoposto a un’ulteriore visita presso il dott. __________, il quale ha attestato,
segnatamente, quanto segue:

 

" (…).

Distacco bilaterale del corpo vitreo

Stato dopo trauma orbitale con contusione della regione zigomatica

Cataratta traumatica osx (?)

(…).

La presenza di una cataratta monolaterale in una persona di 47
anni, l’aspetto dell’opacità lasciano sospettare fortemente che si tratti del
risultato di un post evento traumatico.

La presenza di una opacità sulla capsula posteriore già
immediatamente dopo il primo evento del 2017, era già stata descritta da me in
occasione della prima visita effettuata.” (cfr. all. 5 al doc. A 35a)

 

Il parere del dott. __________
è stato sottoposto per presa di posizione al dott. __________, il quale ha
formulato le considerazioni seguenti:

 

" La vista
dell’occhio sinistro ha subito un peggioramento da 1.25 a 0.32 per evoluzione
fisiologica di una cataratta sottocapsulare posteriore.

Rimaneva il dubbio del distacco di vitreo possibile
postinfortunistico ma la descrizione dello specialista (distacco bilaterale)
fuga ogni perplessità.

La cataratta posteriore è tipica dei pazienti di età dai 60 anni.

Non vi è alcuna possibilità di una cataratta postraumatica.” (cfr.
doc. M 14)

 

Sempre il dott. __________, in
un secondo e immediatamente successivo apprezzamento, ha inoltre precisato che:

 

" 1)
Dichiaro che in data 22.03.2018 avevo visitato l’assicurato a margine con
reperto iniziale di opacità sottocapsulare posteriore occhio sinistro con visus
1.2.

In quell’occasione non era stata reperita alcuna obbiettività di
tipo post traumatico (lussazione del cristallino o lesioni iridee).

Un distacco di vitreo potrebbe essere un reperto postraumatico ma
nel caso del paziente è riscontrabile anche nell’occhio controlaterale, non
giustificando quindi alcun tipo di trauma.

 

2) Attualmente l’opacità sotto capsulare è fisiologicamente
aumentata e giustamente si può parlare di cataratta da operare.

Una cataratta sottocapsulare posteriore in paziente giovane
rientra nella normalità dei reperti obbiettivabili comunemente.

In seguito a quanto detto sopra posso dichiarare con certezza che
si tratta di una cataratta come evento naturale e non postraumatico.

 

3) Una ulteriore visita non mi sembra giustificata in quanto
potrei soltanto certificare il peggioramento dell’opacamento e quindi
l’indicazione all’intervento, escludendo ancora un fatto postraumatico.” (cfr.
doc. M 15)

 

In base a ciò, in data 29
agosto 2019, l’CO 1 ha emanato una decisione formale, mediante la quale ha
negato il diritto dell’assicurato alle prestazioni, data l’assenza di un legame
di causalità naturale. 

 

Il 12 settembre 2019, il
ricorrente ha privatamente consultato il dott. __________, spec. FMH in
oftalmologia, il quale si è espresso in particolare come segue:

 

" (…) L’insorgenza
di cataratta postraumatica è un’osservazione ben documentata e condivisa nella
letteratura scientifica (1,2). Tuttavia non esiste una classificazione
morfologica standardizzata (3). In assenza di esiti di trauma perforante o di
altra sequela anatomica (lussazione del cristallino, dialisi iridea, distacco
di retina, ...) non è dunque possibile dimostrare una causalità diretta tra
trauma e insorgenza di cataratta. Ciononostante, la causa più frequente di
cataratta monolaterale acquisita nei giovani maschi adulti è di natura
traumatica (4,5). Questo aspetto, anche in considerazione dell’assoluta
trasparenza della lente dell’occhio adelfo, lascia legittimamente sospettare
una natura traumatica della cataratta in OS. Il tempo di insorgenza di una opacità
monolaterale del cristallino a seguito di un trauma oculare diretto o indiretto
è molto variabile: da meno di un mese a oltre dodici mesi (6). L’evoluzione
peraltro è generalmente molto più precoce rispetto alla cataratta senile. La
rapida evoluzione delle opacità corticali del cristallino in occhio sinistro
(cfr. documentazione riportata), con repentino deterioramento dell’acuità
visiva del Paziente, lascia presagire quindi una causalità esterna. I valori
della pressione intraoculare (IOP) con un differenziale significativo tra
occhio destro ed occhio sinistro, associati invero ad aumento dell’escavazione
papillare bilaterale, necessitano certamente di ulteriori approfondimenti
clinici e diagnostici.” (doc. A 33)

 

Prima di procedere
all’emanazione della decisione su opposizione, l’assicuratore ha ancora
interpellato il dott. __________, il quale ha dichiarato quanto segue:

 

" Nonostante
un’ammirevole ricerca della letteratura ugualmente non mi sembra che vi siano
delle nuove motivazioni per giustificare l’accadimento di una cataratta
posteriore giovanile che, pur essendo senz’altro possibile come conseguenza di
un trauma non direttamente oculare, resta ugualmente una possibilità naturale
come senz’altro sarà successo a ogni oculista dedito alla chirurgia della
cataratta.

La cataratta, dal momento della mia visita, ha avuto una
evoluzione naturale procurando un abbassamento del visus che giustifica un
intervento di cataratta con sostituzione del cristallino con IOL.

Non vi sono ugualmente gli estremi per giustificare un fatto
postraumatico visibile (ad esempio traumi del segmento anteriori visibili,
lussazione del cristallino, problemi retinici).

Un distacco posteriore di vitreo inoltre è una situazione che
potrebbe essere completamente estranea anche ad un fatto traumatico.

Devo quindi perseverare in quanto resta assolutamente
indimostrabile il fatto come cataratta postraumatica.

(…).

Attualmente il visus del paziente è sceso a 0.1 non ulteriormente
migliorabile con lenti ed è giustificato un intervento di cataratta per
ripristinare il visus migliore possibile anche se tutto questo non ha nulla a
che vedere con un fatto traumatico.” (doc. M 16)

 

In corso di causa, l’assicurato
ha infine versato agli atti un referto del Prof. dott. __________ del seguente
tenore:

 

" Il
sottoscritto Dott. __________, dichiaro di aver sottoposto a controllo medico
visivo il dott. __________ nel periodo compreso tra il 2010 ed il 2014.

Il dott. __________, in qualità di dirigente alle dipendenze del __________,
secondo la policy del datore di lavoro, doveva sottoporsi a controllo
oftalmologico ogni anno.

Posso certificare che non ha mai sofferto di alcun disturbo o
patologia dell’apparato visivo, ed ha sempre avuto un visus perfetto.

In data 20 marzo 2017, ho sottoposto a visita oculistica il dott. __________
al fine del rilascio di un certificato medico necessario per il rinnovo di un
patentino professionale.

In tale occasione non ho rilevato nessun disturbo visivo né
tantomeno alcun sintomo di cataratta incipiente.

In data odierna, il dott. __________ mi richiede un parere
specialistico sulla base della conoscenza del suo stato di salute e del
controllo specialistico dell’occhio adelfo a quello operato in data 23 settembre
2019.

Ho visitato il dott. __________ ed ho visionato la documentazione
relativa all’incidente ed ai conseguenti problemi che hanno interessato l’occhio
sinistro a partire da settembre del 2017.

L’assenza di un trauma perforante impedisce di diagnosticare in
maniera “tecnica” l’insorgenza di una cataratta traumatica, ma non certamente
di fare alcune considerazioni di carattere conclusivo.

Il dott. __________ ha sempre goduto di ottime caratteristiche
oculo-visive, non è mai stato affetto da alcun disturbo o patologia ad entrambi
gli occhi. A livello professionale non ho conoscenza statistica di casi il cui
principio di cataratta monoculare ad un’età di 46 anni non derivi da cause
esterne.

Concordo pertanto con quanto scritto dal Dott. Med. __________ in
merito al fatto che anche a livello statistico una cataratta monolaterale in un
giovane maschio adulto sia dovuta principalmente a cause traumatiche.

Nella fattispecie i risultati della visita oculistica eseguita in
data odierna, dimostrano che l’occhio destro presenta tutt’ora un cristallino
perfettamente chiaro e trasparente.

Qualora la patologia in forma precoce diagnosticata all’occhio
sinistro nel 2017 fosse dovuta ad un naturale invecchiamento dell’organo
visivo, ritengo molto improbabile che passati 3 anni, l’occhio adelfo non abbia
subito alcuna sintomatologia.

Posso ragionevolmente sostenere che una cataratta con decorso
naturale in un soggetto compreso tra i 60 e 65 anni, porterebbe ad avere un
forte calo della vista non prima di 5-6 anni dai primi sintomi.

Certifico che il rapido peggioramento descritto nel caso in
oggetto, tanto più in forma monoculare, conferma pienamente la tesi del Dott.
Med. __________ che si tratti di cataratta dovuta ad un evento traumatico.” (all.
B al doc. V)

 

                               2.5.   Per costante giurisprudenza,
in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02
dell'8 luglio 2003 consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                     Nella DTF 125 V 351 seg. (=
SVR 2000 UV Nr. 10 p. 33 ss. e RAMI 1999 U 356 p. 572), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. 

                                                                            Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                     In una sentenza 8C_216/2009
del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465 consid. 4.4 e consid. 4.7, il
Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può
fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle
dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio
alcuno, nemmeno il più lieve, a proposito della correttezza delle
conclusioni contenute in tali rapporti (in questo senso, si veda pure la STF
8C_329/2017 del 5 settembre 2018 consid. 5.3). Sempre secondo l’Alta Corte, dal
principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha
dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a
mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei medici interni
all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di
prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei
medici curanti.

 

                                     Trattandosi invece di perizie
affidate dagli assicuratori sociali a medici esterni all’amministrazione o a
servizi specializzati indipendenti in ossequio alla procedura di cui all’art.
44 LPGA, esse godono di piena forza probatoria, a condizione che non
esistano indizi concreti che ne mettano in dubbio l’affidabilità (cfr. STF
8C_839/2016 del 12 aprile 2017 consid. 3.2 e 8C_862/2014 del 2 aprile 2015
consid. 3.2 e riferimenti ivi citati).

 

                                     Per quel che concerne il
valore probante di un rapporto medico, determinante è che esso sia completo sui
temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle
censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena
conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto
medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr.
21 p. 63; DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p.
191ss.; DTF 122 V 160 ss., consid. 1c e riferimenti). 

                                     L'elemento rilevante per
decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la
sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo
contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

                                     È infine utile osservare che
se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli si
fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia,
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come
farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è
l’opinione più adeguata (cfr. STFA I 811/03 del 31 gennaio 2005, consid. 5 in
fine; STFA I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV Nr. 10 p. 35 consid. 4b).

 

                               2.6.   Chiamata a pronunciarsi nel
caso di specie, questa Corte constata innanzitutto che dalle tavole processuali
emerge che i dottori Heitmann e Rossi sono stati incaricati direttamente
dall’assicuratore, senza seguire la procedura prevista dall’art. 44 LPGA. Essi
vanno dunque trattati alla stregua di consulenti medici interni
all’amministrazione e i loro rapporti non possono dunque essere qualificati
quali perizie elaborate da un esperto indipendente. Stante ciò, può trovare
applicazione la giurisprudenza di cui alla DTF 135 V 465 (cfr. supra,
consid. 2.5.), secondo la quale dei lievi dubbi circa l’affidabilità di
un rapporto medico bastano per potersene discostare. 

 

                                         Ora, attentamente vagliata
la documentazione presente all'inserto, il TCA non ritiene di poter fondare il
proprio giudizio sui pareri espressi dai sanitari interpellati
dall'amministrazione, secondo i quali i disturbi interessanti l'occhio sinistro
dell'assicurato (specificatamente la cataratta) sarebbero imputabili, solo ed
esclusivamente, a malattia (e non, in tutto o in parte, all’infortunio occorso nel
settembre 2017). 

In effetti, secondo questo
Tribunale, le considerazioni espresse dagli specialisti privatamente consultati
dal ricorrente sono atte a generare dei dubbi, perlomeno lievi, circa la
fondatezza della valutazione enunciata dai consulenti medici dell’CO 1 (in
primo luogo, quella del dott. __________, che non è specializzato in oftalmologia,
ma anche quella del dott. __________) (cfr. DTF 135 V 465 succitata).

I referti specialistici
elaborati dai dottori __________, __________ e __________ contengono in effetti
elementi di valutazione (assenza di preesistenze a livello oftalmologico,
unilateralità della cataratta, giovane età del paziente e rapido peggioramento
del visus) ai quali non può essere negata a priori ogni rilevanza
scientifica. 

 

Il TCA non è quindi in grado di
dirimere, con la necessaria tranquillità, la presente vertenza sulla base della
documentazione agli atti, ragione per la quale s’impone l’esecuzione di un
approfondimento peritale.

 

                               2.7.   In una sentenza di principio
9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V 210, il Tribunale
federale ha preso posizione sulle critiche rivolte alla giurisprudenza federale
relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi di accertamento medico
(SAM; art. 72bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità alla CEDU e alla
Costituzione. In quella pronunzia, l’Alta Corte ha pure precisato in quali casi
il Tribunale cantonale deve allestire direttamente una perizia giudiziaria e in
quali altri può rinviare gli atti all'assicuratore per un complemento
istruttorio.

 

                                         Il TF ha, al riguardo,
sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" (…).

4.4.1.1 Ist das Gutachten einer
versicherungsinternen oder -externen Stelle nicht schlüssig und kann die offene
Tatfrage nicht anhand anderer Beweismittel geklärt werden, so stellt sich das
Problem, inwieweit die mit der Streitsache befasste Beschwerdeinstanz noch die
Wahl haben soll zwischen einer Rückweisung der Sache an die Verwaltung, damit
diese eine neue oder ergänzende Expertise veranlasse, und der Einholung eines
Gerichtsgutachtens. Das Bundesgericht hat dazu jüngst festgehalten, die den
kantonalen Gerichten zufallende Kompetenz zur vollen Tatsachenprüfung (Art. 61
lit. c ATSG) sei nötigenfalls durch Einholung gerichtlicher Expertisen
auszuschöpfen (BGE 136 V 376 E. 4.2.3 S. 381). Dies schliesst ein, dass die erstinstanzlichen
Gerichte diese Befugnis nicht ohne Not durch Rückweisung an die Verwaltung
delegieren dürfen.

4.4.1.2 Die Vorteile von Gerichtsgutachten
(anstelle einer Rückweisung an die IV-Stelle) liegen in der Straffung des
Gesamtverfahrens und in einer beschleunigten Rechtsgewährung. Die direkte
Durchführung der Beweismassnahme durch die Beschwerdeinstanz mindert das Risiko
von - für die öffentliche Hand und die versicherte Person - unzumutbaren
multiplen Begutachtungen. Zwar gilt die Sozialversicherungsverwaltung mit Blick
auf die differenzierten Aufgaben und die dementsprechend unterschiedliche
funktionelle und instrumentelle Ausstattung der Behörden in der
Instanzenabfolge im Vergleich mit der Justiz als regelmässig besser geeignet,
Entscheidungsgrundlagen zu vervollständigen (BGE 131 V 407 E. 2.1.1 S. 411). In der hier massgebenden Verfahrenssituation
schlägt diese Rechtfertigung für eine Rückweisung indessen nicht durch.

4.4.1.3 Die Einschränkung der Befugnis der
Sozialversicherungsgerichte, eine Streitsache zur neuen Begutachtung an die Verwaltung
zurückzuweisen, verhält sich komplementär zu den (gemäss geänderter
Rechtsprechung) bestehenden partizipativen Rechten der versicherten Person im
Zusammenhang mit der Anordnung eines Administrativgutachtens (Art. 44 ATSG;
vgl. oben E. 3.4). Letztere tragen zur prospektiven Chancengleichheit bei,
derweil das Gebot, im Falle einer Beanstandung des Administrativgutachtens eine
Gerichtsexpertise einzuholen, die Waffengleichheit im Prozess gewährleistet, wo
dies nach der konkreten Beweislage angezeigt ist. Insoweit ist die ständige
Rechtsprechung, wonach das (kantonale) Gericht prinzipiell die freie Wahl hat,
bei festgestellter Abklärungsbedürftigkeit die Sache an den Versicherungsträger
zurückzuweisen oder aber selber zur Herstellung der Spruchreife zu schreiten
(vgl. statt vieler ARV 1997 Nr. 18 S. 85 E. 5d mit Hinweisen, C 85/95; Urteil
vom 11. April 2000 E. 3b, H 355/99), zu ändern.

4.4.1.4 Freilich ist es weder unter praktischen
noch rechtlichen Gesichtspunkten - und nicht einmal aus Sicht des Anliegens,
die Einwirkungsmöglichkeiten auf die Erhebung des medizinischen Sachverhalts
fair zu verteilen - angebracht, in jedem Beschwerdefall auf der Grundlage eines
Gerichtsgutachtens zu urteilen. Insbesondere ist der Umstand, dass die MEDAS
von der Invalidenversicherung finanziert werden, kein genügendes Motiv dafür.
Doch drängt sich auf, dass die Beschwerdeinstanz im Regelfall ein
Gerichtsgutachten einholt, wenn sie einen (im Verwaltungsverfahren anderweitig
erhobenen) medizinischen Sachverhalt überhaupt für gutachtlich
abklärungsbedürftig hält oder wenn eine Administrativexpertise in einem
rechtserheblichen Punkt nicht beweiskräftig ist (vgl. die Kritik an der
bisherigen Rückweisungspraxis bei Niederberger, a.a.O., S. 144 ff.). Die
betreffende Beweiserhebung erfolgt alsdann vor der - anschliessend
reformatorisch entscheidenden - Beschwerdeinstanz selber statt über eine
Rückweisung an die Verwaltung. Eine Rückweisung an die IV-Stelle bleibt
hingegen möglich, wenn sie allein in der notwendigen Erhebung einer bisher
vollständig ungeklärten Frage begründet ist. Ausserdem bleibt es dem kantonalen
Gericht (unter dem Aspekt der Verfahrensgarantien) unbenommen, eine Sache
zurückzuweisen, wenn lediglich eine Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung
von gutachtlichen Ausführungen erforderlich ist (siehe beispielsweise das
Urteil 9C_646/2010 vom 23. Februar 2011 E. 4; vgl. auch SVR 2010 IV Nr. 49 S.
151 E. 3.5, 9C_85/2009).” (DTF 137 V 263-265)

 

                                         In
una sentenza 8C_59/2011 del 10 agosto 2011 - dunque successiva a quella
pubblicata in DTF 137 V 210 -, emanata in materia di assicurazione contro gli
infortuni, il Tribunale federale ha ribadito i principi sviluppati nella DTF
135 V 465, in particolare che, in presenza di dubbi circa l’affidabilità di
rapporti allestiti da medici di fiducia, il giudice (cantonale) è libero
di scegliere se ordinare direttamente una perizia giudiziaria oppure rinviare
gli atti all’amministrazione affinché disponga essa stessa una perizia seguendo
la procedura di cui all’art. 44 LPGA:

 

" Um solche Zweifel auszuräumen, wird das Gericht entweder ein
Gerichtsgutachten anzuordnen oder die Sache an den Versicherungsträger
zurückzuweisen haben, damit dieser im Verfahren nach Art. 44 ATSG eine
Begutachtung veranlasst (BGE 135 V 465 E. 4.6 S. 471).” (STF 8C_59/2011,
consid. 5.2)

 

                                         Nella presente
fattispecie, il TCA ritiene che siano soddisfatti i presupposti per un rinvio
degli atti all’assicuratore resistente (cfr. STF 8C_59/2011 del 10 agosto 2011
e DTF 135 V 465), già per il fatto che esso non ha fondato la decisione
impugnata su una perizia amministrativa ex art. 44 LPGA (per un caso analogo,
si veda la STF 8C_757/2014 del 16 gennaio 2015 consid. 3.2). 

 

                                         Per le ragioni già esposte al considerando 2.5., si
giustifica pertanto l’annullamento della decisione su opposizione impugnata e
il rinvio degli atti all’assicuratore resistente affinché disponga un
approfondimento peritale esterno (art. 44 LPGA) volto a definire se i disturbi interessanti
l’occhio sinistro del ricorrente costituiscono, oppure no, una conseguenza
naturale dell’evento infortunistico accaduto nel mese di settembre 2017. Sulla
scorta delle relative risultanze, l’CO 1 emetterà una nuova decisione formale
circa il diritto alle prestazioni assicurative. 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

                                         §    La decisione su
opposizione impugnata è annullata.

                                         §§ Gli atti sono rinviati
all’CO 1 per                   complemento istruttorio e nuova decisione.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti