# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1aef6a2e-acb0-5361-aacd-b56dc90dcbe4
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-06-03
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 03.06.2008 U 2007 107
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2007-107_2008-06-03.pdf

## Full Text

U 07 107

1a Camera 

SENTENZA
del 3 giugno 2008

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente divieto di transito

1. … è proprietario sul territorio del Comune di … della particella boschiva no. 

31. Durante l’estate del 2007 il proprietario scaricava dei materiali su questo 

mappale utilizzando per il trasporto degli autocarri da due o tre assi e 

transitando per accedere al suo fondo sull’ex tracciato della … (FR). A seguito 

del transito con mezzi pesanti, il 26 settembre 2007, l’autorità comunale 

scriveva a … di ritenerlo responsabile per eventuali danni causati al collettore 

… (DAAM) o ai pozzetti di controllo rivestiti di calcestruzzo con chiusini dalla 

portata di 5 t. 

2. Nella sua seduta del 23 ottobre 2007, la … (CDAAM) discuteva la questione 

dei passaggi di automezzi pesanti sul tracciato dove era stata messa la rete 

della canalizzazione e - poiché al controllo con le telecamere risultavano già 

dei danni al collettore principale - invitava i Comuni di … e di … a voler 

intervenire per evitare il transito di mezzi pesanti sulle tratte dove correvano 

le loro infrastrutture. 

3. Con decisione 6 novembre 2007 il Comune di … vietava a … ed all’impresa 

impegnata sul cantiere ai mappali ni. 306, 307 e 308 di transitare con autocarri 

pesanti sul sedime dell’ex FR sulla tratta da … a ... Il provvedimento era 

motivato dalla richiesta d’intervento fatta dal CDAAM al comune per vietare il 

passaggio di automezzi pesanti sulla tratta menzionata. 

4. Nello scritto del 22 novembre 2007, … rendeva attenta l’autorità comunale 

che i chiusini della portata di 5 t verrebbero previsti per quasi tutte le strade 

carrozzabili, mentre per le tratte chiuse al traffico verrebbero impiegati dei 

tombini con carico di rottura di 300 kg. Un autocarro due assi con un carico 

massimo di 15 t avrebbe un peso specifico per ruota di 3.75 t e un tre assi con 

26 t arriverebbe a 2.6 t per ruota. Tecnicamente pertanto un danneggiamento 

nel senso prospettato dal comune sarebbe escluso. Il destinatario del 

provvedimento si riteneva poi vittima di una disparità di trattamento. Per i 

lavori di rivitalizzazione della zona alla foce del riale …, un bagger di 36 t 

sarebbe transitato su tutta la tratta da … a … e per il trasporto di massi di 

gneiss verrebbero utilizzati dei camion a quattro assi che attraverserebbero la 

condotta DAAM più a nord. Per poter opporre un simile divieto ad un singolo 

privato il comune avrebbe, come qualsiasi altro proprietario privato, dovuto 

chiedere l’intervento del Presidente di Circolo. La tratta non sarebbe 

comunque di esclusiva proprietà del comune politico, ma anche in parte del 

comune patriziale. Per questi motivi, all’autorità comunale veniva chiesto lo 

stralcio del provvedimento.

5. Poiché il Comune di … non reagiva alla sollecitazione, in data 7 dicembre 

2007, … adiva tempestivamente il Tribunale amministrativo dei Grigioni 

chiedendo l’annullamento della decisione impugnata. Un divieto di 

circolazione nei confronti di una sola persona e dell’impresa da questa 

incaricata del trasporto di materiali sarebbe del tutto arbitrario e 

contravverrebbe al principio della parità di trattamento, essendo indiscussa la 

possibilità - per il resto degli interessati - di usufruire a piacimento di questa 

tratta. Il provvedimento sarebbe poi stato preso in manifesto dispregio del 

diritto di essere sentito dell’istante. Materialmente poi la decisione sarebbe 

sprovvista di una base legale e come dimostrerebbero i dati tecnici forniti 

dall’istante, il transito con il tonnellaggio in oggetto non sarebbe proprio ad 

arrecare danni all’infrastruttura.

6. Nella propria presa di posizione il Comune di … chiedeva la reiezione del 

ricorso. Il tratto di strada in questione non sarebbe un tratto carrabile bensì un 

sentiero pedonale del fondovalle, inserito come tale nel piano generale 

d’urbanizzazione. Per questo, il transito con qualsiasi tipo di veicolo sarebbe 

escluso. Essendo la tratta libera da traffico, sarebbe stata decisa la posa del 

collettore DAAM ad una profondità più ridotta e senza particolari accorgimenti 

di protezione. La posa di alcune staccionate più a nord dimostrerebbe poi la 

chiusura al traffico dell’ex tracciato della FR. Per la tratta qui in discussione, 

che conterebbe solo 200 m e si restringerebbe in prossimità di un ponte di 

legno della larghezza di 80 cm, non si sarebbe intravista la necessità di posare 

una barriera, poiché nessun altro utente, eccetto l’istante e proprietario del 

mappale no. 31, transiterebbe sul sedime. La base legale sarebbe già data 

dalla clausola generale di polizia in considerazione del fatto che il 

dimensionamento statico della struttura DAAM non terrebbe conto dei carichi 

dovuti al traffico pesante. Il vizio formale della mancata audizione dovrebbe 

essere considerato sanato, poiché il Tribunale amministrativo godrebbe della 

piena cognizione a statuire sulla quesitone sollevata. 

7. Replicando l’istante insisteva sul carattere di strada carrabile della tratta - che 

conterebbe 500 m di lunghezza, 4 m di larghezza e sarebbe l’unica via 

d’acceso ai fondi ni. 31 dell’istante e 780 del comune patriziale – confermato 

dall’utilizzazione del sedime stradale, più a nord, come strada di accesso per 

il deposito di legname e la manutenzione della cabina dell’azienda elettrica e, 

a sud, come circonvallazione di un tratto della strada cantonale.

8. In sede di duplica, il comune convenuto contestava il carattere di strada della 

tratta in oggetto e non riteneva sussistere alcun diritto ad un accesso carrabile 

per la zona boschiva. Gli esempi proposti a comprova della disparità di 

trattamento e dell’’utilizzazione della tratta anche da parte di altri utenti non 

sarebbero infine pertinenti.  

Considerando in diritto:

1. Prima di esaminare materialmente il ricorso occorre valutare le conseguenze 

della violazione del diritto di audizione invocato dal ricorrente e sull’esistenza 

del quale l’autorità comunale sembrerebbe almeno parzialmente concordare 

con parte attrice. 

2. Il diritto di essere sentiti, quale garanzia procedurale generale, è 

espressamente sancito all’art. 29 cpv. 2 CF. Giusta la giurisprudenza del 

Tribunale federale, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere 

dedotto il diritto per gli interessati di esprimersi prima della resa di una 

decisione sfavorevole nei loro confronti, di fornire prove circa i fatti suscettibili 

di influire sul provvedimento, di poter prendere visione dell'incarto, di 

partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di 

determinarsi al riguardo nonché di ottenere una decisione motivata (DTF 126 

I 15 cons. 2a/aa e riferimenti, STA U 07 76). In quanto garanzia costituzionale 

di natura formale, la sua violazione implica l’annullamento della decisione 

impugnata, indipendentemente dalle possibilità di successo di fondo del 

ricorso (DTF 121 I 330 cons. 2a). Questa prassi era pure stata consacrata dal 

Tribunale amministrativo in PTA 1987 no. 84 e veniva poi precisata in PTA 

1996 no. 107 e 1997 no. 7, nel senso che il Tribunale amministrativo ha 

considerato necessario ponderare nell’ambito di tale problematica anche il 

principio dell’economia procedurale. Se il ricorrente ha la possibilità di 

proporre i propri argomenti davanti ad un’istanza che gode di piena 

cognizione, non ha subito lesioni essenziali dei propri diritti di difesa e dal 

ritorno degli atti all’autorità inferiore non è dato attendersi che un dispendio 

procedurale fine a se stesso, il Tribunale amministrativo considera sanabile in 

questa sede il vizio formale (STA U 03 98 e riferimenti). 

3. Nell’evenienza in esame l’istante è stato reso attento dall’autorità comunale 

che il transito sulla tratta in oggetto causava probabilmente dei danni 

all’infrastruttura e che veniva ritenuto responsabile per questo. Accenni ad un 

divieto di circolazione non ne venivano fatti, per cui è evidente che 

l’amministrato non ha potuto previamente determinarsi sul provvedimento in 

seguito preso nei suoi confronti. Vi è pertanto indubbiamente una violazione 

del diritto di audizione. Che questa violazione possa essere sanata in questa 

sede grazie alla piena cognizione di cui godrebbe il sottoscritto tribunale, 

come vorrebbe il comune convenuto, è escluso. Le motivazioni che l’istante 

ha addotto nel proprio scritto del 22 novembre 2007 sono del tutto proprie a 

mettere in forse la fondatezza del provvedimento preso. Altrimenti detto, se 

l’autorità comunale avesse preso conoscenza delle argomentazioni del 

ricorrente prima di emanare un divieto individuale, certamente si sarebbe per 

la stessa palesata la necessità di vagliare meglio la misura che intendeva 

scegliere e magari anche di prendere un provvedimento diverso. Infatti, come 

giustamente detto dall’istante, il divieto individuale deciso non permette 

indubbiamente di risolvere che parzialmente la problematica che era stata 

segnalata al comune dagli organi del CDAAM. Del resto che il divieto imposto 

all’istante ed alla relativa impresa non costituisca una soluzione al problema, 

poiché ogni altro detentore di un veicolo pesante potrebbe percorrere la 

stessa tratta, è un argomento al quale l’autorità comunale non poteva sottrarsi 

di rispondere prima di emanare il provvedimento preso. Non è 

conseguentemente dato concludere che dal ritorno degli atti all’autorità 

comunale non ci si debba aspettare un diverso risultato di quello 

nell’evenienza ottenuto. Già per questo il ricorso va accolto. 

4. Obiter dicendo è forse al riguardo bene ricordare che il piano generale 

d’urbanizzazione del comune convenuto non è stato approvato dal Governo 

cantonale e che, avendo l’approvazione effetto costitutivo, esso non è 

pertanto entrato in vigore formalmente. Ne consegue che la qualificazione 

legale della tratta in oggetto quale “sentiero” è per il momento ancora priva di 

base legale. In principio per dei divieti di circolazione vale la prassi che questo 

Giudice ha stabilito in PTA 1999 no. 53. E’ vero che l’ordinanza cantonale di 

attuazione della legge federale sulla circolazione stradale (OLCS) conosce 

anche dei divieti legali di circolazione. L’art. 12 OLCS sancisce che le vie non 

adatte alla circolazione di veicoli a motore o di biciclette o evidentemente non 

destinate ad essa, per esempio i sentieri per pedoni, i sentieri di montagna e 

d'escursione, non possono essere percorse da simili veicoli. Non è necessaria 

una segnalazione particolare. Nel caso di specie, considerata l’utilizzazione 

effettiva almeno di parte del presunto “sentiero” sia più a nord che a sud della 

tratta qui in discussione e considerate le dimensioni dell’impianto, non è 

senz’altro deducibile l’applicazione di un tale disposto, che comunque 

dovrebbe poi valere indistintamente per tutti. Il principio della parità di 

trattamento non permette poi di trattare diversamente situazioni 

oggettivamente uguali, per questo per quanto il carattere della tratta in parola 

sia uguale, anche gli utenti vanno trattati allo stesso modo. Infine, è palese 

che la soluzione nell’evenienza scelta non permette di garantire il fine 

perseguito dalla CDAAM, essendo ad altri utenti possibile far uso della via 

carrozzabile anche con mezzi pesanti. Nel provvedimento che intenderà 

prendere, l’autorità comunale è pertanto tenuta a voler considerare 

seriamente tutte le problematiche che nell’evenienza si pongono e non solo 

una parte di esse. 

5. In conclusione, il ricorso è accolto e la decisione impugnata viene annullata 

per vizio formale. Giusta l’art. 73 cpv. 1 LGA nella procedura di ricorso la parte 

soccombente deve di regola assumersi le spese. Per le ripetibili, l’art. 78 cpv. 

1 LGA prevede che la parte soccombente viene di regola obbligata a 

rimborsare alla parte vincente tutte le spese necessarie causate dalla 

procedura. Nell’evenienza, l’esito della controversia giustifica l’accollamento 

dei costi occasionati dal presente procedimento al comune soccombente, il 

quale è pure tenuto a rifondere al ricorrente, che si è avvalso della 

collaborazione di un patrocinatore legale, fr. 2’730.35 a titolo di ripetibili. 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è accolto nel senso dei considerandi e la decisione impugnata viene 

annullata. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 2’500.--

- e le spese di cancelleria di fr. 194.--

totale fr. 2'694.--

il cui importo sarà versato dal Comune di … entro trenta giorni dalla notifica 

della presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei 

Grigioni, Coira. 

3. Il Comune di … versa a … fr. 2’730.35 (IVA inclusa) a titolo di ripetibili.