# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 36e7fe5d-3a25-5783-a6d2-be96ee34407f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-06-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 10.06.1997 52.1997.92
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1997-92_1997-06-10.html

## Full Text

Incarto n.

  52.97.00092

   

  	
  Lugano

  10 giugno 1997

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Matteo
  Cassina, vicecancelliere

  

 

 

statuendo
sul ricorso  29 aprile 1997 di

 

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 9 aprile 1997 (no. 1510) del Consiglio di Stato che respinge
  l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso le due risoluzioni 17
  ottobre 1996, con le quali il municipio di __________ ha dichiarato
  inabitabili alcuni locali facenti parte degli edifici siti sui mappali n.ri
  __________ e __________ di quel comune;

  

 

 

 

viste le risposte:

-    7 maggio 1997 del municipio di
__________;

-    7 maggio 1997 del consiglio di
Stato;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

che il ricorrente __________ e __________ sono comproprietari
di una quota di PPP originaria di 18/100 del rustico esistente sul mappale no.
__________ di __________, nonché di una quota di PPP originaria di 15/100 del
cascinale sito sul mappale no. __________ del medesimo comune;

 

 

che il 20 settembre 1996 il municipio di __________, avuta
notizia di persone che erano state alloggiate nelle predette costruzioni, ha
convocato __________, amministratore di entrambe le PPP, per un sopralluogo, al
fine di verificare l'abitabilità del rustico di cui al mappale no. __________;

 

 

che preso atto della mancata comparsa del ricorrente al suddetto
incontro, l'esecutivo comunale ha quindi provveduto per altre due volte a
ripetere la convocazione, chiedendo di poter pure prendere visione dei locali
all'interno della cascina sita sul mappale no. __________;

 

 

che anche in queste due occasioni il previsto sopralluogo non
ha potuto avere luogo, non essendosi l'insorgente presentato all'appuntamento
con le autorità comunali;

 

 

che pur non potendo prendere diretta visione dell'interno dei
due rustici, il 14 ottobre 1996 il medico delegato dott. __________ ha
proceduto a stendere un rapporto indirizzato al municipio di __________, con
cui ha preavvisato negativamente l'abitabilità dei due stabili in oggetto,
essendo gli stessi in condizioni esterne precarie e sprovvisti di adeguati
servizi igienici;

 

 

che con decisioni 17 ottobre 1996, il municipio di __________
ha quindi dichiarato inabitabili i suddetti locali, impartendo inoltre al
ricorrente un termine di 30 giorni per rimuovere il cartello con la dicitura
"Affittasi due locali rustici, tel. __________" affisso su di una
facciata dell'edificio sito al mappale no. __________;

 

 

che con ricorso 31 ottobre 1996, __________ è insorto contro
le due predette decisioni municipali chiedendone l'annullamento: in quella sede
l'insorgente, pur riconoscendo che i due rustici in rassegna non dispongono dei
servizi necessari per poter essere abitati, ha comunque contestato
l'opportunità dei provvedimenti avversati, sostenendo che non sarebbe mai stato
fatto alcun uso abitativo dei vani in questione e che non sarebbe mai stato stipulato
alcun contratto per la locazione degli stessi;

 

 

che il 7 febbraio 1997, in occasione di un sopralluogo
indetto dal Consiglio di Stato, le autorità hanno finalmente potuto prendere
visione dell'interno delle costruzioni in rassegna, constatando in esse
l'assenza di servizi igienici, di acqua potabile e di elettricità, nonché la
presenza di mobilio e suppellettili; il medico delegato, pure presente al
sopralluogo, ha quindi reso un nuovo preavviso con il quale ha confermato
l'inabitabilità dei predetti locali;

 

 

che con decisione 9 aprile 1997, il Consiglio di Stato ha
respinto il gravame ed ha confermato le due decisioni impugnate per quanto
concerne l'inabitabilità dei vani in rassegna, ma ha concesso a __________ il
diritto di continuare ad esporre il cartello annunciante la messa in locazione
dei due rustici, non essendovi alcun impedimento ad un eventuale uso degli
stessi da parte di terzi per scopi non abitativi. L'Esecutivo cantonale ha
inoltre escluso che nel caso in oggetto il municipio abbia leso il principio
della parità di trattamento a danno dell'insorgente;

 

 

che contro la predetta decisione governativa, __________ insorge
ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che venga
riconosciuta perlomeno l'abitabilità per uso proprio e di corta durata dei
rustici di cui ai mappali n.ri __________ e __________ di __________; sostiene
che dal rapporto 7 febbraio 1997 del medico delegato non risulta che i locali
in oggetto siano in uno stato tale da mettere in pericolo l'incolumità delle
persone. Afferma dunque che trattandosi di due rustici ubicati in campagna non
si possa pretendere un rispetto troppo rigido dei requisiti generalmente
necessari per l'ottenimento del permesso di abitabilità e che pertanto deve essere
concesso l'uso saltuario dei predetti locali per scopi abitativi di breve
durata, escluso ogni pernottamento turistico;

 

 

che all'accoglimento del gravame si oppone il municipio di
__________, riconfermandosi integralmente nelle proprie precedenti allegazioni;

 

 

che anche il Consiglio di Stato postula la reiezione del
ricorso, senza tuttavia formulare particolari osservazioni in proposito.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende
dall'art. 208 LOC e la legittimazione attiva del ricorrente è nel caso di
specie pacificamente data (art. 209 LOC e 43 PAmm);

 

 

che di conseguenza il ricorso, tempestivo, è ricevibile in
ordine e può essere deciso sulla base degli atti, senza che si rendano necessari
ulteriori accertamenti (art. 18 PAmm);

 

 

che nel Cantone Ticino l'art. 107 cpv. 1 LOC conferisce ai
municipi il potere di esercitare le funzioni di polizia locale, tra cui si
annovera, secondo l'art. 107 cpv. 2 lett. b) LOC, la tutela della pubblica
salute e dell'igiene. La facoltà del municipio di adottare misure per la tutela
della salute pubblica e dell'igiene (inabitabilità, depositi di letame e
immondizie, nettezza urbana, ecc.) è prevista dall'art. 24 RALOC;

 

 

che giusta l'art. 38 LSan all'esecutivo comunale compete l'accertamento
dell'inabitabilità e dell'agibilità di tutte le costruzioni che non rientrano
nel novero degli stabili di uso pubblico e collettivo (sottoposti a loro volta
a controllo dipartimentale); l'art. 15 RISA, applicabile in virtù dell'art. 103
LSan, prevede che le case o le parti di case che presentano gravi difetti dal
punto di vista dell'areazione e dell'illuminazione naturale o che per impianti
sanitari inefficienti, insufficienti, o in stato tale da provocare esalazioni o
infiltrazioni nocive, o che per qualsiasi altra ragione presentassero un pericolo
per la salute pubblica o per quella di chi vi abita, possono essere dichiarate
inabitabili per decisione municipale, su preavviso del medico delegato;

 

 

che in concreto emerge dagli atti come i locali oggetto della
vertenza siano sprovvisti di qualsiasi servizio igienico, come pure
dell'allacciamento alla rete di distribuzione dell'acqua e dell'elettricità;

 

 

che, dopo aver preso visione degli immobili, il 7 febbraio
1996 il medico delegato ha dato il proprio preavviso negativo in merito alla
loro abitabilità, essendo gli stessi sprovvisti delle infrastrutture
indispensabili ad una simile utilizzazione;

 

 

che, pur considerato che si tratta di cascine di montagna, va
rilevato come nella concreta fattispecie i due edifici in parola, in quanto
privi anche dei più elementari servizi, non garantiscono neppure quello
standard minimo d'igiene necessario per permetterne l'uso a fini abitativi;

 

 

che tale situazione disattende palesemente i requisiti fondamentali
posti dalla legge in materia di igiene delle abitazioni, ragione per la quale
non può venire autorizzato l'utilizzo abitativo, sporadico o continuato, dei
vani in rassegna;

 

 

che in simili circostanze la decisione del Governo cantonale
qui impugnata risulta del tutto esente da critiche e come tale va integralmente
confermata;

 

 

che in ogni caso, come giustamente ha rilevato il Consiglio
di Stato, l'attuale inabitabilità dei locali sopra menzionati non pregiudica
uno sfruttamento degli stessi per altri scopi, qualora quest'ultimi
risultassero compatibili con l'utilizzazione dei fondi prevista dal piano regolatore
locale;

 

 

che stante tutto quanto precede, le domande del ricorrente,
volte ad ottenere l'annullamento della decisione impugnata, non possono essere
accolte e che di conseguenza il ricorso va respinto;

 

 

che le spese e la tassa di giustizia seguono la soccombenza
(art. 28 PAmm).

 

 

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 107 cpv. 1 e cpv. 2 lett. b), 208, 209 LOC; 24 RALOC; 38, 103 LSan; 15
RISA; 3, 18, 28, 43, 60 PAmm;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia e le
spese di complessivi fr. 400.-- sono a carico del ricorrente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario