# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f40d0e7a-7c7a-5ebe-a644-565eec8e1ff3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-05-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 02.05.2005 52.2005.73
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2005-73_2005-05-02.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2005.73/80

   

  	
  Lugano

  2 maggio 2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli 

  

 

 

statuendo sui ricorsi a) 7 marzo 2005 e b) 10 marzo
2005 di

 

 

	
  a)

   

  b)

  	
  C__________, , 

   

  R__________ A__________, architetto, , 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 23 febbraio 2005 del Consiglio di Stato
  (n. 809) che annulla la licenza edilizia 20 ottobre 2004 rilasciata dal
  municipio di A__________ all'insorgente R__________ A__________ per la costruzione
  di uno stabile di otto appartamenti (part. 877 RF);

  

 

 

viste le risposte:

-    18 marzo 2005 del
Dipartimento del territorio, UDC;

-    23 marzo 2005 del Consiglio
di Stato; 

-    11 aprile 2005 di D__________;

-    18 aprile 2005 di R__________
A__________;

al ricorso sub a)

 

 

-    16 marzo 2005 del
municipio di A__________;

-    18 marzo 2005 del
Dipartimento del territorio, UDC;

-    23 marzo 2005 del
Consiglio di Stato; 

-    11 aprile 2005 di D__________;

al ricorso sub b)

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a. Il 19
luglio 2004 il ricorrente arch. R__________ A__________ ha chiesto al municipio
di A__________ il permesso di costruire uno stabile di 8 appartamenti su un
terreno in pendio (part. 877), situato nella zona del nucleo tradizionale (NV),
a lato della strada comunale, larga 4 m, che uscendo dall'abitato sale in
direzione nord verso la cosiddetta C__________. 

L'edificio avrebbe una pianta a forma di L;
un'ala (nord-sud) sarebbe eretta lungo il ciglio della strada, l'altra
(est-ovest) perpendicolarmente ad essa. La facciata est, a confine con la
strada, si svilupperebbe su un fronte di m 21.19 e si articolerebbe su quattro
livelli: un piano seminterrato adibito ad autorimessa e tre piani fuori terra
ad uso abitativo. In corrispondenza dell'angolo sud-est, l'edificio sarebbe
alto m 11.00 dal campo stradale. L'angolo nord-est risulterebbe invece alto
circa m 9.20. Sul lato opposto (ovest), rivolto verso il pendio che sovrasta la
strada comunale, l'edificio si articolerebbe invece soltanto su due piani, con
un'altezza massima di m 5.20.

 

b. Alla domanda si è opposto il resistente D__________,
proprietario di una casa d'abitazione di due piani (part. 821), situata sull'altro
lato della strada, a circa un metro dal ciglio, che ne ha contestato le
dimensioni, a suo avviso eccessive e contrarie agli scopi della zona di
pianificazione, istituita nel 2001 al fine di elaborare un piano
particolareggiato del nucleo. 

 

c. Raccolto il preavviso favorevole del
Dipartimento del territorio, il 20 ottobre 2004 il municipio ha rilasciato la
licenza richiesta, respingendo l'opposizione del vicino qui resistente. 

 

                                  B.   Con
giudizio 23 febbraio 2005 il Consiglio di Stato ha annullato il provvedimento,
accogliendo l'impugnativa contro di esso inoltrata da D__________. 

Dopo aver rilevato che l'art. 26 NAPR
prescrive un'altezza degli edifici commisurata a quella dei fabbricati
circostanti, il Governo ha in sostanza ritenuto che il municipio avesse abusato
della latitudine di giudizio conferitagli da tale norma, atteso che le costruzioni
vicine si sviluppano al massimo su due piani fuori terra. 

L'edificio si porrebbe anche in contrasto
con gli obbiettivi della zona di pianificazione. 

 

 

                                  C.   Contro il
predetto giudizio insorgono davanti al Tribunale cantonale amministrativo tanto
il beneficiario della licenza annullata, quanto il comune. 

L'arch. A__________ sostiene che l'altezza
dell'immobile non sarebbe affatto eccessiva. Non disattenderebbe l'altezza massima
prescritta dall'art. 26 NAPR e non si porrebbe in contrasto con gli scopi della
zona di pianificazione. Il Consiglio di Stato, aggiunge, avrebbe violato
l'autonomia comunale. 

Il comune si limita invece a contestare le ripetibili
addebitategli. 

 

 

                                  D.   All'accoglimento
dei ricorsi si oppone il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni. 

Ad identica conclusione perviene l'opponente
D__________, contestando in particolare le tesi dell'insorgente A__________,
che il municipio invece condivide, rinviando alla risposta presentata in prima
istanza. 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE. La legittimazione
attiva degli insorgenti è certa. 

I ricorsi, tempestivi, sono dunque
ricevibili in ordine. 

Essendo
fondati sugli stessi fatti, possono essere evasi con un unico giudizio (art. 51
PAmm) sulla base degli atti (art. 18 PAmm). L'esauriente documentazione
fotografica raccolta dal Consiglio di Stato permette di prescindere da una
ripetizione del sopralluogo. 

 

 

                                   2.   Altezza
dell'edificio

 

2.1. Giusta
l'art. 26 NAPR di A__________, nella zona del nucleo tradizionale (NV), l'altezza
degli edifici deve tener conto di quella dei fabbricati circostanti e dell'andamento
generale dei tetti del nucleo, al fine di salvaguardare il ritmo delle
volumetrie e delle coperture esistenti. 

La norma in
esame non definisce in termini metrici l'altezza massima degli edifici. Essa si
limita a stabilire che lo sviluppo verticale degli edifici deve tener conto di
quello dei fabbricati circostanti. La norma riserva quindi al municipio un
margine discrezionale relativamente ampio in ordine alla determinazione
concreta di questo parametro edilizio, lasciandogli una certa libertà di stabilire
l'altezza che meglio si adegua al contesto ambientale. Trattandosi di una norma
del diritto comunale autonomo, pur disponendo di pieno potere di cognizione
(art. 56 PAmm), il Consiglio di Stato può verificare l'esercizio del potere
d'apprezzamento conferito al municipio soltanto con riserbo. Deve quindi
limitarsi a censurare le decisioni che integrano gli estremi di una violazione
del diritto sotto il profilo dell'abuso di potere, in quanto sprovviste di
valide ragioni, fondate su considerazioni estranee alla materia o altrimenti
contrarie ai principi fondamentali del diritto. Il Governo deve in particolare
evitare di sostituire il proprio apprezzamento a quello del municipio. Ove non
sussista una simile violazione, non può annullare una decisione del municipio
senza esporsi al rimprovero di essersi arrogata un potere di cognizione che
contraddice il principio dell'autonomia comunale (DTF 116 Ia 54 seg.; RDAT 1996
I n. 14 consid. 2; STA 17.1.2000 in re Besomi; Marco Borghi/Guido Corti,
Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 56 PAmm, n. 3). 

 

2.2. In
concreto, il municipio ha ritenuto che l'altezza della controversa costruzione
fosse adeguatamente commisurata a quella degli edifici circostanti.
Contrariamente a quanto assume il Governo, la decisione censurata, per quanto
opinabile possa apparire, non è affatto insostenibile. Non procede, in
particolare, da un esercizio abusivo del potere d'apprezzamento che l'art. 26
NAPR conferisce al municipio in ordine alla determinazione dell'altezza massima
consentita. Edifici strutturati su tre piani non sono anzitutto estranei alla
tipologia delle costruzioni del nucleo di A__________. La documentazione
fotografica raccolta dal Consiglio di Stato lo attesta chiaramente. Simili
edifici sono anzi tipici di molti nuclei tradizionali ticinesi. La presenza,
sul lato a valle (sud-est), di un piano seminterrato adibito ad autorimessa non
contraddice questa deduzione. Né tale conclusione può essere considerata
insostenibile soltanto per il fatto che le due costruzioni più vicine, fra cui
quella del resistente, sporgano dal terreno soltanto per due piani. Tener
conto dell'al-tezza dei fabbricati circostanti non significa non
oltrepassare l'al-tezza delle costruzioni vicine. Significa soltanto evitare
contrasti disarmonici. Per fabbricati circostanti non sono inoltre da
intendere soltanto gli edifici più vicini. Una simile interpretazione
restrittiva potrebbe ostacolare lo sviluppo edilizio del nucleo, impedendo la
realizzazione di stabili situati più alti in prossimità di edifici particolarmente
bassi. Possono dunque essere presi in considerazione anche fabbricati più
discosti, che nel loro insieme determinano l'immagine del nucleo, inteso come
conglomerato di edifici, strutturati non già in modo uniforme e ripetitivo, ma
semplicemente omogeneo, con una ragionevole alternanza di altezze e volumetrie.
L'altezza di 10 - 11 m, riscontrabile soltanto sulla facciata est del
controverso edificio, non è peraltro estranea ai nuclei ticinesi. In molti
comuni corrisponde anzi a quella massima prescritta dalle NAPR. Irrilevante, ai
fini del giudizio sull'altezza, è lo sviluppo orizzontale dell'edificio, del
resto sostanzialmente analogo alla casa d'abitazione del resistente, che si
distingue da quella in discussione unicamente perché più bassa di un piano. 

Ne discende,
che giudicando insostenibile la decisione del municipio in quanto riferita
all'altezza, il Consiglio di Stato ha violato il diritto. In sostanza, si è
arrogato un potere di cognizione lesivo dell'autonomia comunale, sostituendo
senza validi motivi il suo apprezzamento a quello del municipio. 

 

 

                                   3.   Zona di
pianificazione

 

3.1. Giusta
l'art. 27 cpv. 1 LPT, se i piani d'utilizzazione mancano o devono essere
modificati, l'autorità competente può stabilire zone di pianificazione per
comprensori esattamente delimitati. All'interno delle zone di pianificazione
nulla può essere intrapreso che possa rendere più ardua la pianificazione
dell'utilizzazione. Le domande di costruzione in contrasto con gli obbiettivi
del piano, dispone l'art. 63 cpv. 2 LALPT, sono decise negativamente oppure
sono sospese al massimo sino alla scadenza della zona di pianificazione. 

Nella
valutazione del contrasto fra l'intervento previsto dalla domanda di
costruzione e gli obbiettivi della zona di pianificazione il municipio fruisce
di un ampio potere d'apprezzamento, censurabile da parte dell'autorità di
ricorso unicamente sotto il profilo della violazione del diritto, segnatamente
per abuso di potere. 

Il 1° ottobre
2001 il municipio di A__________ ha istituito sul nucleo e sulla fascia limitrofa
una zona di pianificazione allo scopo di allestire un piano particolareggiato
(PPN; cfr. scheda riassuntiva/finalità). In questa zona è vietato ogni
intervento edilizio o di altra natura che possa rendere più ardua la
pianificazione dell'utilizzazione (cfr. scheda riassuntiva/effetti). La
validità della restrizione, inizialmente limitata a tre anni, è stata
recentemente prorogata sino al 1° ottobre 2006. 

 

3.2.
Nell'evenienza concreta, il pianificatore locale, interpellato dal municipio,
non ha ritenuto che la costruzione fosse atta a pregiudicare l'elaborazione del
piano particolareggiato. Egli si è limitato a suggerire alcune modifiche di
natura estetica, che sono state apportate al progetto iniziale nell'ambito
dell'esame davanti all'autorità cantonale (CBN). Il municipio ha quindi
rilasciato la licenza. 

Accertato che
non esiste ancora un progetto di piano particolareggiato, che precisi le future
possibilità edificatorie, il Governo ha ritenuto che la decisione del municipio
di concedere la licenza fosse insostenibile siccome viziata da abuso di potere.

Lesiva del
diritto non è la decisione del municipio, ma quella del Consiglio di Stato. Dal
fatto che non sia sinora stato elaborato un piano particolareggiato, che
precisi le future possibilità edificatorie del comparto in esame, non è lecito
dedurre che l'intervento sia atto a pregiudicare l'elaborazione di questo
strumento pianificatorio. La mancanza di un progetto di piano, ad un anno dalla
scadenza della zona di pianificazione, in vigore da oltre tre anni e scadente
l'anno prossimo, sta piuttosto a confermare che il municipio non intende
proporre modifiche restrittive dell'attuale ordinamento edilizio. 

 

                                   4.   Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso dell'arch. Achini va dunque
accolto, annullando la decisione governativa impugnata e ripristinando la
licenza edilizia rilasciatagli dal municipio. Il successo di questo ricorso
trae necessariamente seco anche l'accoglimento del ricorso interposto dal
comune contro le ripetibili addebitategli. 

La tassa del
presente giudizio, commisurata al lavoro occasionato dall'impugnativa ed ai
valori in gioco (> 2 mio), è a carico del resistente, secondo soccombenza
(art. 28 PAmm). 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE; 27 LPT; 26 NAPR di A__________;
3, 18, 28, 60, 61, 65 PAmm; 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   I ricorsi
sono accolti.

§.  Di conseguenza: 

1.1.   la decisione 23 febbraio 2005 del Consiglio
di Stato (n. 809) è annullata; 

1.2.   la licenza edilizia 20 ottobre 2004
rilasciata dal municipio di A__________ all'insorgente R__________ A__________
per la costruzione di uno stabile di otto appartamenti (part. 877 RF) è
confermata. 

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 2'000.- è a carico del resistente D__________. 

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. De
  Giorgio Domenico, 6855 Stabio, 

  1 patrocinato da: avv. Fabio Taborelli,
  6830 Chiasso, 

  2. arch. Roberto
  Achini, 6830 Chiasso, 

  3. Dipartimento
  del territorio, Servizi generali, UDC, 6500 Bellinzona, 

  4. Consiglio
  di Stato, 6500 Bellinzona, 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario