# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f5d0aa98-346d-5d9c-8f50-c1a4b4800983
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-09-26
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 26.09.2008 C-1534/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-1534-2007_2008-09-26.pdf

## Full Text

Corte II I
C-1534/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 6  s e t t e m b r e  2 0 0 8

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Elena Avenati-Carpani, Johannes Frölicher; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, 
patrocinato dall'avvocato Roberto Coppola, 
corso Vittorio Emanuele 8, IT-83100 Avellino,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 2 febbraio 2007).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-1534/2007

Fatti:

A.
Mediante  decisione  del  20  aprile  2001,  l'Ufficio  AI  per  gli  assicurati 
residenti  all'estero  (UAI)  ha  comunicato  alla  cittadina  italiana 
B.________,  nata  il  19  gennaio  1943,  che  la  sua  richiesta  volta  al 
conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità  era  stata  respinta  per  carenza  d'invalidità  di  livello 
pensionabile.  La  nominata  ha  interposto  ricorso  contro  il  suddetto 
provvedimento  amministrativo  innanzi  alla  Commissione  federale  di 
ricorso in materia di AVS/AI per le persone residenti all'estero (CFR), 
la quale, in esito ad un nuovo parere dell'amministrazione, con giudizio 
del 18 luglio 2001, ha parzialmente accolto l'impugnativa, annullando 
l'impugnata decisione, ed ha rinviato gli atti all'UAI perché procedesse 
a nuovi accertamenti sanitari e statuisse di nuovo.

Dopo  aver  proceduto  a  nuove  indagini  di  carattere  medico,  l'UAI, 
mediante decisione del 25 novembre 2002, ha erogato in favore della 
nominata una mezza rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità 
dal  1°  gennaio  2001  al  31  marzo  2002.  L'indagine  sanitaria 
concernente questo caso ha stabilito che la richiedente era portatrice 
di  esiti  di  mastectomia  destra  con  svuotamento  del  cavo  ascellare 
(marzo  2000)  trattato  con  chemioterapia  pre  e  post-chirurgica 
(presenza  di  metastasi  linfonodali  ascellari  all'epoca  del  riscontro), 
lieve linfo-edema al braccio destro, coroidosi miopica con visus utile 
(doc. 1-56).

B.
In  data  11  giugno  2003,  B.________  ha  formulato  una  seconda 
richiesta di prestazioni AI (doc. 57, 58).

Nel  questionario  per  assicurati  occupati  nell'economia  domestica 
sottoscritto il 23 marzo 2004 (doc. 61), la nominata ha affermato di non 
essere in grado di svolgere praticamente nessun lavoro che incombe 
ad  una  casalinga  e,  in  un  altro  formulario,  afferma  di  non  aver  più 
svolto attività lucrativa dopo il rimpatrio (doc. 62).

La  richiedente  è  stata  visitata  l'11  settembre  2003  presso  i  servizi 
medici  dell'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale  (INPS)  di 
Avellino,  ove  il  sanitario  incaricato  ha  posto  la  diagnosi  di  “esiti 
stazionari di carcinoma primitivo invasivo della mammella destra (...), e 

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di melanoma cutaneo maligno dell'arto inferiore sinistro (asportato nel 
marzo 2001)” ed ha posto un tasso d'invalidità del 75% (doc. 67). Sono 
state esibite delle analisi ematochimiche del 15 maggio 2003 (doc. 65) 
ed un referto  radiologico del  torace del  19 maggio successivo (doc. 
66).

L'incarto è stato sottoposto in esame al Dott. Arquint, medico dell'UAI, 
il quale, nella sua relazione del 10 settembre 2004, ha affermato che 
la richiedente, nella  sua qualità di  casalinga, non presentava alcuna 
invalidità attingente il livello pensionabile (doc. 70).

Mediante decisione del 22 settembre 2004, l'UAI ha pertanto respinto 
la domanda di rendita (doc. 71).

C.
B.________,  regolarmente  rappresentata  dall'avv. Roberto  Coppola, 
ha  formulato  opposizione  contro  il  suddetto  provvedimento 
amministrativo  chiedendo  il  riconoscimento  del  diritto  ad  una 
prestazione.  A  suffragio  delle  sue  conclusioni  ha  prodotto, 
segnatamente, tre certificati medici del Dott. Furcolo del 3-4 gennaio 
2000 e 12 gennaio 2001, un attestato di riconoscimento dell'invalidità 
civile  del  16  febbraio  2000  ed  altra  certificazione  più  vecchia  (doc. 
76.1-76.4). Successivamente ha esibito un certificato del Dott. Furcolo 
del  3  maggio  2004  attestante  gli  esiti  di  asportazione  (data  non 
precisata) di melanoma alla gamba sinistra (doc. 76).

L'amministrazione ha sottoposto  l'incarto  alla  Dott.ssa Hellbardt,  del 
proprio servizio medico, la quale, nella sua relazione del 16 dicembre 
2004 ha chiesto che venga prodotta una relazione d'esame oncologico 
(doc. 78). 

Con decisione su opposizione del 20 dicembre 2004 (doc. 79), l'UAI ha 
parzialmente  accolto  l'istanza  dell'opponente  e  ha  disposto 
l'allestimento  di  nuovi  accertamenti.  Queste  indagini  sono  state 
richieste il 22 febbraio 2005 (doc. 80) e sollecitate all'INPS di Avellino 
con lettera raccomandata del 1° settembre 2005. Quest'ultimo scritto, 
inviato in copia all'avv. Coppola, conteneva la comminatoria che se la 
documentazione richiesta non fosse pervenuta entro il  30 novembre 
2005, la domanda di prestazioni sarebbe stata archiviata (doc. 82).

La richiedente è deceduta il 2 gennaio 2006 (doc. 84). 

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D.
Con scritto del 15 febbraio 2006 (doc. 90), il Patronato ACAI di Avellino 
ha  manifestato  l'intenzione  del  coniuge  superstite,  A._______,  di 
procedere  nella  richiesta  di  prestazioni.  Sono  stati  prodotti  ulteriori 
documenti, ossia diversi accertamenti oggettivi eseguiti  nel dicembre 
2005, quali risonanze magnetiche del torace, del cervello e scintigrafie 
cerebrali e globali (doc. 86-89).

L'amministrazione ha risottoposto l'incarto  alla  Dott.ssa Hellbardt,  la 
quale,  nella  sua  relazione  del  21  marzo  2006,  ha  annotato  che 
B.________  è  probabilmente  deceduta  a  causa  di  lesioni  tumorali 
(metastasi)  multiple  al  cervello  ed  in  altra  sede,  ma  che  erano 
necessarie ulteriori refertazioni mediche d'archivio (doc. 93, 94) alfine 
di confermare, fra l'altro, le cause del decesso. 

La parte richiedente ha prodotto, segnatamente: una cartella clinica di 
tipo continuativo ove sono state annotate le visite di controllo a partire 
dal 22 febbraio 2001 (melanoma gamba sinistra) fino a febbraio 2005 
(doc. 97, 21 pagine comprese quelle che si riferiscono all'intervento di 
asportazione del melanoma alla gamba sinistra); la prima pagina della 
cartella  clinica  concernente  il  ricovero  del  24  gennaio  2005  per 
sospette  metastasi  inguinali  a  sinistra  e  le  cartelle  concernenti  altri 
ricoveri  del  31  gennaio  e  7  febbraio  2005  sempre  per  malessere 
dell'interessata e presenza di linfonodi; un certificato medico del Dott. 
Furcolo di data illeggibile attestante metastasi cerebrali ed addominali; 
un referto istopatologico del  27 ottobre 2005 attestante una recidiva 
toracica  da  carcinoma  ordinario  della  mammella;  la  cartella  clinica 
relativa al ricovero dal 22 dicembre 2005 al decesso (2 gennaio 2006) 
per neoplasia cerebrale e diverse metastasi epatiche e toraciche (doc. 
97-101).

L'incarto è stato sottoposto in esame alla Dott.ssa Helbardt, la quale, 
nella sua relazione del 16 giugno 2006 ha osservato che non esistono 
documenti circa l'evoluzione della malattia oncologica dopo l'intervento 
di asportazione del melanoma alla gamba sinistra di marzo 2001 e, in 
tal senso, chiede nuovi accertamenti sanitari d'archivio (doc. 105).

Il  Patronato  ACAI  ha  esibito  documentazione  già  ad  atti  ed  un 
certificato  del  Dott.  Furcolo  del  12  luglio  2006  nel  quale  si  ricorda 
l'evoluzione  della  patologia  tumorale  dal  2000  fino  alla  data  del 
decesso (doc. 115).

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Chiamata ancora una volta a pronunciarsi  in merito alla richiesta,  la 
Dott.ssa Hellbardt, nel suo rapporto del 9 novembre 2006 (doc. 117), 
ha  ammesso  che  l'interessata  era  da  considerarsi  invalida  come 
casalinga in misura del 30% dalla prima affezione tumorale (novembre 
1999)  e  del  70%  dal  27  ottobre  2005  (data  della  scoperta  delle 
metastasi toraciche).

L'amministrazione  ha  effettuato  un  calcolo  retrospettivo  prendendo 
atto che, comunque, l'interessata ha beneficiato di una mezza rendita 
AI dal  1° gennaio 2001 al  31 marzo 2002 (doc. 117, 118). Pertanto, 
l'amministrazione  ha  deciso  di  ritenere  quale  data  determinante  per 
l'inizio  di  un'incapacità  al  30%  il  18  dicembre  2001,  già  assunta 
nell'ambito del riconoscimento del diritto alla mezza rendita limitata nel 
tempo  (cfr.  doc.  52  e  53  in  riferimento  alla  perizia  medica 
particolareggiata, E 213, del 18 dicembre 2001, doc. 51).

Con progetto di decisione del 15 novembre 2006, l'UAI ha comunicato 
al  Patronato  ACAI  che  non  potevano  essere  erogate  prestazioni,  in 
quanto  al  momento  in  cui  esisterebbe  il  diritto  alla  rendita  AI  (40% 
d'invalidità  in  media),  ossia  il  26  gennaio  2006,  l'assicurata  era  già 
deceduta (doc. 119). L'interpellato non ha preso posizione in merito a 
tale progetto.

Mediante decisione del 2 febbraio 2007, l'Ufficio dell'assicurazione per 
l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero (nuova denominazione, 
UAIE), ha respinto la richiesta di prestazioni (doc. 120).

E.
Con gravame consegnato alla posta il 23 febbraio 2007, l'avv. Coppola, 
agendo in nome e per conto di A._______, ha contestato la decisione 
di  cui  sopra  chiedendo  il  riconoscimento,  post  mortem,  del  diritto  a 
prestazioni  AI  dal  2002.  La  parte  ricorrente  segnala,  fra  l'altro,  che 
B.________  era  stata  riconosciuta  inabile  al  100%  dal  consulente 
medico del Tribunale di Avellino in merito ad una vertenza che ha visto 
opposti  la  nominata  allo  Stato  italiano  in  seguito  alla  revoca  del 
riconoscimento dell'invalidità civile con effetto 26 marzo 2003. Il perito, 
Dott. Pellegrino Grimaldi, in data 22 novembre 2005, ha depositato un 
rapporto (esibito ad atti) nel quale, dopo aver tracciato la storia clinica, 
dichiara  la  paziente  inabile  al  100%,  in  quanto  doveva sottoporsi  a 
continue  visite  di  ”Follow-up”  per  possibile  recidiva  in  loco  e/o  a 
distanza. Produce inoltre la sentenza dell'8 marzo 2006 del Tribunale 
di Avellino. 

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F.
Ricevuta  l'impugnativa,  l'amministrazione  ha  sottoposto  gli  atti  alla 
Dott.ssa Hellbardt, la quale, nella sua relazione del 23 maggio 2007, 
ha ribadito il suo precedente parere.

Nelle sue osservazioni ricorsuali del 4 giugno 2007, l'UAIE propone la 
reiezione dell'impugnativa con argomenti di cui, per quanto occorra, si 
riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio.

G.
Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'amministrazione e di altra 
documentazione  di  rilievo,  l'avv.  Coppola,  con  scritto  dell'11  luglio 
2007,  ha  ribadito  l'intenzione  del  proprio  assistito  di  mantenere  il 
ricorso. A suffragio di quanto sostenuto produce una relazione clinica 
del  Dott.  Amodeo  del  29  giugno  2007  nella  quale  si  insiste  sulla 
circostanza  che  la  paziente  era  da  considerarsi  invalida  sin 
dall'autunno 1999 per il  processo tumorale subito e per le condizioni 
psichiche della stessa. 

Duplicando in data 31 agosto 2007, l'UAIE osserva che dal punto di 
vista  psichico,  l'assicurata  non  ha  presentato  gravi  patologie 
invalidanti,  dal  momento  che  nei  rapporti  medici  dell'INPS  veniva 
segnalato, nel giugno 2000, solo un “tono dell'umore depresso” e nel 
settembre 2003 della banali “note ansiose depressive reattive”.

H.
Con  ordinanza  del  10  settembre  2007,  la  parte  ricorrente  è  stata 
invitata  a  voler  versare  un  anticipo  di  Fr. 300.--  corrispondente  alle 
presunte  spese  ricorsuali.  L'anticipo  richiesto  è  stato  versato  il  12 
ottobre 2007.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  agli  art.  33  e  34  LTAF.  In 

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particolare,  le  decisioni  rese  dall'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti 
l'assicurazione per l'invalidità possono essere portate innanzi al  TAF 
conformemente  all'art.  69  cpv. 1  lett.  b  della  legge  federale  del  19 
giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

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3.

3.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

3.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste  condizioni  sono  adempiute  nella  specie.  A._______,  come 
erede  di  B.________,  ha  un  interesse  degno  di  protezione  nel 
proseguire la pratica amministrativa avviata dalla defunta moglie e, in 
seguito, la procedura di ricorso.

3.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla 
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il  gravame è  dunque ricevibile,  nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

4.
Ai fini del presente giudizio occorre altresì preliminarmente precisare, 
con  particolare  riferimento  al  diritto  materiale,  che,  dal  profilo 
temporale,  non  trovano  applicazione  le  modifiche  della  LAI  del  6 
ottobre 2006 entrate in vigore dal 1° gennaio 2008 (5a revisione della 
LAI). Di seguito vengono quindi citate le disposizioni della LAI e della 
LPGA nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007.

5.
B.________ ha presentato la seconda richiesta di rendita l'11 giugno 
2003. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se 
l'assicurato si annuncia più di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le 
prestazioni  possono  essere  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi 
precedenti  la  richiesta.  In  concreto,  lo  scrivente  Tribunale 
amministrativo  federale  può  quindi  limitarsi  ad  esaminare  se  la 
nominata avesse diritto ad una rendita il 25 novembre 2002 (ossia alla 
data  della  precedente  decisione  cresciuta  in  giudicato  ove  veniva 
erogata una prestazione AI), oppure se un diritto alla rendita sia sorto 
tra tale data ed il 2 gennaio 2006, data del decesso.

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6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
un  cittadino  italiano  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni:  essere  invalido  ai  sensi  della  legge  svizzera  ed  aver 
versato contributi  all'AVS/AI svizzera durante un anno intero almeno 
(art. 36 cpv. 1 LAI).

L'interessata aveva versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di 
un  anno  intero  in  totale  e,  pertanto,  adempiva  la  condizione  della 
durata  minima  di  contribuzione,  alla  quale  la  legge  subordina 
l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se fosse invalida 
ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista dall'art. 28 cpv. 1ter  LAI,  secondo il  quale le rendite per un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  quando  l'assicurato  è  cittadino  dell'UE  e  vi 
risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

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7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

7.5 Per gli art. 5 LAI ed 8 cpv. 3 LPGA gli assicurati maggiorenni che 
prima di subire un danno alla salute fisica o psichica non esercitavano 
un'attività lucrativa e dai quali non si può esigere che l'esercitino sono 
considerati invalidi se tale danno impedisce loro di svolgere le proprie 
mansioni consuete.

8.

8.1 Dopo il rimpatrio, B.________ non ha più lavorato e si è dedicata 
ai lavori della propria economia domestica (doc. 61, 62).

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275,  105  V  207).  In  base  all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio 
dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il  grado d'invalidità,  il  reddito che 
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 
esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di 
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per 
l'invalidità  risarcisce soltanto la perdita  economica che deriva da un 
danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la 
malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del 
raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 
84). L'invalidità dell'assicurato che non esercita un'attività lucrativa, ma 
svolge le mansioni consuete e dal quale non si può ragionevolmente 
esigere che intraprenda un'attività lucrativa, è determinata, in deroga 
all'art.  16  LPGA,  in  funzione  dell'incapacità  di  svolgere  le  mansioni 

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consuete (art. 28 cpv. 2bis LAI). L'art. 27 dell'ordinanza del 17 gennaio 
1961 sull'assicurazione per l'invalidità (OAI; RS 831.201) precisa che 
per  mansioni  consuete  di  una  persona  senza  attività  lucrativa 
occupata  nell'economia  domestica  s'intendono  gli  usuali  lavori 
domestici,  l'educazione  dei  figli  nonché  le  attività  artistiche  e  di 
pubblica utilità.

9.

9.1 Dalla documentazione sanitaria  ad atti  si  evince che l'assicurata 
soffriva  degli  esiti  di  un  processo  tumorale  iniziato  (scoperto)  nel 
novembre 1999 e consistente in un carcinoma duttale infiltrante della 
mammella  destra,  curato  dapprima  (novembre  1999)  con 
chemioterapia,  poi  (primavera  2000)  con  mastectomia  radicale  e 
nuovo  trattamento  chemioterapico  (3  clicli  distanziati),  melanoma 
(maligno,  livello  III-IV  di  Clark)  della  gamba  sinistra  scoperto  ed 
asportato nel febbraio 2001, presenza di linfonodi inguinali scoperti nel 
gennaio/febbraio  2005,  recidiva  alla  parete  del  torace  da carcinoma 
ordinario della mammella (27 ottobre 2005), lesioni cerebrali maligne 
(dicembre 2005), sindrome ansioso-depressiva.

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico,  essere  esaminate  alla  luce  dell'art.  29  cpv. 1  lett.  b  LAI. 
Trattasi, infatti,  di malattie che, per costante giurisprudenza, sono da 
configurare  non  già  di  carattere  permanente  (cioè  di  natura 
consolidata o irreversibile), bensì patologico-labile, ossia suscettibili di 
migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  B.________  avrebbe  potuto  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate affezioni,  si  osserva che in  esito  alla  prima domanda di 
rendita, la nominata era stata posta al beneficio di una mezza rendita 

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AI  dal  gennaio  2001  (decorrenza  da  ascrivere  all'abolizione  della 
clausola assicurativa). Il  diritto alla prestazione è stato limitato al  31 
marzo  2002,  ossia  tre  mesi  dopo  la  data  in  cui  è  stato  ritenuto  un 
miglioramento  delle  condizioni  di  salute  e  della  capacità  al  lavoro 
dell'assicurata  (18 dicembre 2001,  data della  visita  presso l'INPS di 
Avellino, doc. 51), conformemente all'art. 88a cpv. 1 OAI.

Va rilevato che tale decisione è cresciuta in giudicato, l'interessata non 
avendola impugnata. Tuttavia è da segnalare che in tale occasione il 
medico  dell'UAI,  Dott.  Muggli,  nel  suo  rapporto  del  29  giugno  2002 
(doc. 53), aveva omesso di considerare che la richiedente aveva subito 
un  secondo  fenomeno  tumorale  di  una  certa  gravità.  Infatti, 
segnatamente  la  cartella  clinica  del  22  febbraio  2001,  sottoposta, 
insieme  ad  altra  abbondante  documentazione  al  medico  in  parola, 
riferiva del ricovero del febbraio/marzo 2001 per un melanoma della IV 
classe Clark alla gamba sinistra (doc. 46) poi escisso. Significativa è 
pure la circostanza che l'interessata aveva concluso, pochi mesi prima 
(ottobre 2000),  i  cicli  di  chemioterapia. Si  evince poi da una cartella 
clinica di tipo continuativo (doc. 97, 21 pagine) che, da allora, visto il 
carattere estremamente subdolo del tumore della pelle, la paziente è 
stata  sottoposta  a  visite  ambulatoriali  frequenti.  Pertanto,  la 
valutazione medica alla base della decisione del 25 novembre 2002, 
appare piuttosto carente.

10.2 Nell'ambito della procedura in esame, il  medico dell'INPS (doc. 
67),  nella  sua  relazione  dell'11  settembre  2003,  ha  posto  un  tasso 
d'invalidità del 75%. A questa data, B.________ si trovava ancora in 
una  fase  ove  la  patologia  tumorale  era  silente.  Il  primo  medico 
dell'UAI, Dott. Arquint ha quindi negato l'esistenza di un'incapacità al 
lavoro di  rilievo come casalinga in quanto non sussistevano processi 
patologici acuti in atto. In sede di opposizione, la Dott.ssa Hellbardt è 
stata  più  prudente  ed  ha  chiesto,  viste  le  patologie  passate,  un 
indispensabile referto d'esame oncologico dettagliato (cfr. rapporto del 
16 dicembre 2004, doc. 78, decisione su opposizione del 20 dicembre 
2004 e richiesta di nuova documentazione con sollecito del 22 febbraio 
e 1° settembre 2005, doc. 79-82). 

Da  allora  la  procedura  ha  accusato  una  prolungata  sospensione  in 
quanto  l'assicurata  era  ammalata. Infatti,  traspare  chiaramente  dalla 
documentazione  poi  prodotta  che  agli  inizi  del  2005,  la  paziente  è 
stata più volte ospedalizzata, segnatamente, per quanto risulta dagli 
atti,  il  24  gennaio,  il  31  gennaio  ed  il  7  febbraio  2005,  in  quanto 

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presentava delle linfoadenopatie diffuse a livello inguinale e, per quel 
che  si  può  leggere,  a  carico  della  catena  lomboaortica,  dell'iliaca 
comune  ed  in  altre  parti  del  corpo  (le  cartelle  sono  di  cattiva 
riproduzione e difficile lettura). Il 3 febbraio 2005 veniva consigliato un 
esame citologico e si intravvedeva la possibilità di una cura chirurgica 
e  chemioterapica.  Non  è  dato  a  conoscere  l'immediato  seguito  di 
queste  constatazioni.  Ad  atti  figurano  solo  le  prime  pagine  delle 
cartelle relative a queste ospedalizzazioni.

Chiedere  ora,  dopo  una  complessa  procedura,  la  produzione  di  tali 
documenti,  viste  anche  le  passate  difficoltà  nell'ottenere  la 
documentazione  inerente  l'evoluzione  della  patologia  dell'assicurata, 
non sembra opportuno.

10.3 Questa premessa è tuttavia necessaria per determinare la data 
di decorrenza di un nuovo caso d'invalidità. 

Va  precisato  che  secondo  l'art.  29bis  OAI,  se  la  rendita  è  stata 
soppressa  a  causa  dell'abbassamento  del  grado  d'invalidità  e  che 
l'assicurato, nel susseguente periodo di tre anni, presenta di nuovo un 
grado d'invalidità  suscettibile  di  far  nascere  il  diritto  alla  rendita  per 
incapacità al lavoro della stessa origine, il periodo precedente la prima 
erogazione  verrà  dedotto  da  periodo  d'attesa  impostogli  dall'art.  29 
cpv. 1 LAI.

L'amministrazione non ha ritenuto questa norma legale in quanto ha 
stabilito, dopo alcune esitazioni (cfr. 117, 118.1 e 118), di ammettere 
un tasso d'invalidità  del  30% dal  18 dicembre 2001 (perizia  medica 
dell'INPS)  e  del  70%  dal  27  ottobre  2005  (scoperta  delle  lesioni 
tumorali toraciche), ciò che comporta l'apertura del diritto al quarto di 
rendita,  al  più  presto,  il  26  gennaio  2006  (calcolo  retrospettivo).  In 
sede ricorsuale l'amministrazione sembra proporre il  30% d'invalidità 
dal momento in cui la rendita venne soppressa (1° aprile 2002) e la 
scoperta delle lesioni tumorali metastatiche.

10.4 Ora,  per  le  ragioni  indicate  al  consid.  10.2,  questo  collegio 
giudicante, secondo il principio della verosimiglianza, ammette che già 
a  partire  da  fine  gennaio  2005,  l'interessata  ha  presentato 
un'incapacità  in  qualsiasi  lavoro  del  70%  almeno.  Infatti  questi 
frequenti  ricoveri  non erano che segni  sintomatologici  premonitori  di 
una  patologia  tumorale  ripetitiva  e  metastatica  poi  rimanifestatasi 
nell'ottobre  2005.  Al  proposito  va  ricordato  che  secondo  la 

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giurisprudenza, se l'amministrazione o l'autorità giudiziaria fondandosi 
su  di  un  apprezzamento  attento  e  coscienzioso  delle  prove  fornite 
giungono alla convinzione che determinati fatti presentato un grado di 
verosomiglianza  preponderante  e  che  altre  misure  istruttorie  non 
potrebbero  più  modificare  il  risultato,  è  possibile  rinunciare  a  nuovi 
accertamenti  (valutazione  anticipata  delle  prove;  RCC  1986  p.  202 
consid.  2d; sentenza inedita del TFA del 3 dicembre 1993 in re M.T.; 
KIESER, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 
n. 450).

Un tasso d'invalidità di almeno il  40% per un lungo periodo non può 
essere  ammesso prima di  questa  data. Infatti,  dopo l'escissione  del 
tumore alla  gamba sinistra del  febbraio/marzo 2001,  l'interessata ha 
goduto  di  un  periodo di  relativo benessere. La patologia tumorale  è 
rimasta silente e, per il resto, l'assicurata ha presentato solamente un 
tono  dell'umore  depresso  o  delle  banali  note  ansioso-depressive 
reattive  alla  malattia  principale,  patologie  che erano emendabili  con 
adeguata  terapia  farmacologica  in  caso  di  necessità.  In  base  alle 
perizie mediche particolareggiate ed all'altra documentazione esibita, 
la paziente non accusava ulteriori patologie di rilievo. Va poi segnalato 
che B.________ aveva terminato le cure chemioterapiche a fine 2000. 
Pertanto, non può essere ammessa l'esistenza di un'invalidità di livello 
pensionabile  da  aprile  2002  (data  di  soppressione  del  diritto  alla 
mezza  rendita  AI)  fino  a  gennaio  2005,  data  in  cui  l'interessata  ha 
cominciato a richiedere frequenti ricoveri ospedalieri in ragione di un 
suo accresciuto malessere generale. In questo contesto va osservato 
che  la  cartella  clinica  di  tipo  continuativo,  ove  venivano  registrati  i 
risultati dei regolari e frequenti controlli ambulatoriali, fra l'aprile 2002 
e la fine del 2004, non segnala mai turbe e/o doglianze personali di 
rilievo.

10.5 Vero è che la parte ricorrente fa perno sulla gravità della diagnosi 
posta nel 1999, ossia la presenza di un processo tumorale. Tuttavia, il 
diritto svizzero in materia d'invalidità non indennizza tanto la malattia 
in  quanto  tale,  quanto  piuttosto  le  ripercussioni  di  questa  sulla 
capacità  al  lavoro  dell'assicurato.  Nella  specie,  non  è  contestata  la 
gravità  del  male  che  ha  colpito  B.________,  ma  deve  essere 
oggettivamente  ammesso  che  almeno  tra  aprile  2002  e  dicembre 
2004,  le  sue  condizioni  di  salute  non  erano  gravi  al  punto  tale  a 
riconoscere  un'incapacità  al  lavoro  di  livello  determinante  il  diritto  a 
delle prestazioni.

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11.
Da  quanto  precede,  ne  consegue  che  occorre  ammettere  un  tasso 
d'invalidità  del  30% dal  1° aprile  2002 e del  70% da gennaio 2005. 
Giusta il ricordato art. 29bis OAI (consid. 10.3), non è più applicabile la 
variante  b  dell'art.  29  cpv. 1  LAI  (periodo  di  attesa  di  un  anno),  in 
quanto sussiste l'insorgere di un'invalidità dovuta alla stessa origine, 
per cui il diritto alla rendita intera AI decorre, di nuovo, dal 1° gennaio 
2005 e termina con il decesso dell'assicurata.

12.

12.1 In  queste  circostanze,  il  ricorso  è  parzialmente  accolto  e 
l'impugnata decisione annullata. B.________ ha avrebbe avuto diritto 
alla  rendita  intera  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  dal  1° 
gennaio 2005 al 31 gennaio 2006. Il diritto a questa prestazione spetta 
agli eredi. 

12.2 Non  si  percepiscono  spese  processuali.  L'anticipo  spese  di 
Fr. 300.-- versato da A._______ il 12 ottobre 2007 è rimborsato.

12.3 In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso, 
tutto o in parte, può assegnare al ricorrente un'indennità per le spese 
indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. Nel caso in 
esame, vista la  memoria ricorso e di  replica,  nonché la refertazione 
medica  prodotta,  si  giustifica  riconoscere  alla  parte  ricorrente 
un'indennità  per  spese  ripetibili  di  Fr.  1'500.--,  da  porre  a  carico 
dell'Ufficio AI intimato.

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto, nel senso che, annullata l'impugnata 
decisione, A._______, erede di B.________, deceduta, ha diritto a una 
rendita intera dell'assicurazione svizzera per l'invalidità dal 1° gennaio 
2005 al 31 gennaio 2006.

2.
Non si prelevano spese processuali. L'anticipo di Fr. 300.-- versato dal 
ricorrente il 12 ottobre 2007 gli viene restituito.

3.
Alla parte ricorrente viene riconosciuta un'indennità per spese ripetibili 
di  Fr.  1'500.--,  la  quale  viene  posta  a  carico  dell'Ufficio 
dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (raccomandata A/R)
- autorità inferiore (n. di rif. 747.43.519.152)
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 
diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 
entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 
segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, 
RS 173.110]. Gli  atti  scritti  devono contenere le conclusioni,  i  motivi  e 
l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata 
e  – se  in  possesso  della  parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come 
mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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