# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ab9d030f-9218-54bd-8c8c-14b51bf95740
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-06-15
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 15.06.1999 16.1999.16
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-1999-16_1999-06-15.html

## Full Text

Incarto n.

  16.99.00016

  	
  Lugano

  15 giugno 1999/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per giudicare il ricorso per cassazione 22 febbraio 1999 presentato da

 

 

	
   

  	
  __________ patr. __________ 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

 

la
sentenza 11 febbraio 1999 del Segretario assessore della Pretura del Distretto
di Lugano, sezione 2 nella causa a procedura inappellabile promossa con istanza
2 novembre 1998 nei confronti di

 

 

	
   

  	
  __________ patr. __________ 

   

  

 

 

 

con la quale l’istante ha chiesto il pagamento di fr. 3’200.- oltre
interessi a titolo di

risarcimento danni, domanda respinta dal primo giudice,

 

 

 

letti ed esaminati gli atti

 

considerato

 

 

in
fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   La presente vertenza
trae origine da un incidente della circola-zione avvenuto il 14 novembre 1997
in territorio di __________, all’altezza di un cantiere provvisorio regolato da
impianto semaforico.

                                         La collisione - che ha
causato solo danni materiali - è avvenuta tra il veicolo guidato da __________
e quello condotto da __________ assicurato per la RC presso La __________ La
__________ al fine di ottenere il pagamento di fr. 3’200.- oltre accessori, importo
corrispondente al danno complessivo subito a seguito della collisione.

                                         Sulla dinamica
dell’incidente le versioni fornite dalle parti sono discordanti: l‘istante
sostiene che, giunto in prossimità dell’impianto semaforico, ottenuta la luce
verde ha continuato la sua marcia sino ad essere investito dal veicolo guidato
da __________ alla quale rimprovera: di non aver rispettato l’impianto
semaforico -per lei rosso- di non aver saputo padroneggiare il proprio veicolo
(art. 31 LCS) e di aver circolato a velocità inadeguata alle circostanze,
ovvero alla presenza di un cantiere con scarsa visibilità (art. 32 LCS).

                                         La convenuta si è opposta
alla pretesa avversaria contestando ogni sua responsabilità per il danno fatto
valere dall’istante, di cui contesta pure l’entità.

 

                                   2.   Con il querelato
giudizio il primo giudice, dopo aver valutato le risultanze istruttorie, ha
ritenuto non provata la dinamica dell’incidente, ovvero quale dei due
protagonisti non ha rispettato l’impianto semaforico. Di conseguenza, mancando
la prova della colpevolezza della conducente del veicolo assicurato presso la
convenuta, a carico della quale l’istante non è riuscito a provare nessuna
infrazione alla LCS, ha respinto l’istanza.

 

                                   3.   Con il presente
tempestivo gravame __________ è insorto contro il predetto giudizio
postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art.
327 lett. g CPC.

                                         Il ricorrente rimprovera
al primo giudice di non aver tenuto conto del principio dell’affidamento in
virtù del quale chi circola correttamente sulla propria corsia di marcia, non
deve attendersi un veicolo proveniente in senso opposto sulla stessa corsia e a
velocità inadeguata alle circostanze.

                                      

                                         Con osservazioni 10 marzo
1999 la controparte postula la reiezione del ricorso.

 

                                   4.   Giusta l’art. 327
lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata
quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale
oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di
prove.

                                         Per costante
giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola
gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando
contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e
dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere
definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o
riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella
circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile;
è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come
insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta
da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 122 III 316 consid.
4a).

 

                                   5.   Secondo l’art. 61
cpv. 2 LCS in presenza di un incidente della circolazione con soli danni
materiali, il detentore di un veicolo a motore coinvolto ha l’onere processuale
di provare la colpa o la temporanea incapacità di discernimento del detentore
dell’altro veicolo o di una persona per la quale questi è responsabile o un
difetto del veicolo della controparte.

                                         

                                         Sulla base di questa
regola fondamentale, spettava quindi all’istante provare che la causa della
collisione era da ricercare nel modo di guida della coprotagonista, ossia nel
fatto per quest’ultima di non aver rispettato l’impianto semaforico e di non
aver prestato la necessaria attenzione alla circolazione  proveniente da
__________.

                                      

                                   6.   L’attribuzione della
colpa all’uno o all’altro dei conducenti è una questione di valutazione delle
prove nell’ambito della quale il giudice gode di ampio potere di apprezzamento
(art. 86 LCS), ritenuto in ogni caso che egli deve procedere a un esame
accurato e oggettivo di tutti gli elementi pertinenti, delle prove e degli
indizi di cui dispone, al fine di giungere a una soluzione adeguata alle
circostanze e giustificata dalle risultanze istruttorie. Confrontato a versioni
tra loro discordanti, il giudice è tenuto a operare una scelta intesa a
stabilire a quale di queste debba essere riconosciuta maggiore credibilità, ciò
che non gli impedisce evidentemente di distanziarsi da entrambe qualora, come
in concreto, nessuna di queste versioni sia suffragata da ulteriori riscontri
probatori. 

 

                                         Nella fattispecie non può
essere rimproverato al segretario assessore di aver considerato che -nel loro
complesso- le risultanze istruttorie non comprovano la colpa della conducente
__________.

                                         Infatti, dalle prove
documentali è emerso unicamente il punto di vista dei due protagonisti, ognuno
dei quali sostiene di essersi immesso nel tratto di carreggiata all’altezza del
cantiere quando l’impianto semaforico indicava per lui via libera. Di fronte a
simili affermazioni di parte, nessuna delle quali suffragata da alcun elemento
probatorio, non è possibile concludere alla colpevolezza dell’uno piuttosto che
dell’altro, ragione per la quale ognuno deve sopportare il proprio danno (Bussy
& Rusconi, Code suisse de la circulation routière, Commentaire, 1996,
n. 2.4 ad art. 61 LCS). 

                                         Di nessun conforto alla
tesi di parte istante non è neppure l’affermazione della conducente __________
secondo la quale ella avrebbe controllato la circolazione proveniente da
__________ (cfr. rapporto di polizia): simile affermazione non esclude infatti 
che identica verifica sia stata effettuata anche per quella proveniente da
__________.

                                         Da ultimo, con riferimento
alla pretesa violazione da parte del primo giudice del principio
dell’affidamento di cui all’art. 26 LCS, va ricordato che l’onere della prova
che compete all’istante è quello della colpevolezza della controparte e non
della sua assenza di colpa (Bussy & Rusconi, op.cit., n. 1.4 ad art.
61 LCS). Per questi motivi, nulla giova all’istante sostenere di aver avuto un
comportamento conforme alle norme della LCS, quando non è riuscito a provare
una sola violazione delle norme della LCS a carico della conducente __________.

 

                                   7.   Alla luce di quanto
sopra esposto il ricorso, che non ha  evidenziato il titolo di cassazione
invocato in particolare non quello della valutazione arbitraria delle prove,
deve essere respinto con il carico delle spese e della tassa di giustizia
secondo la soccombenza.

                                      

 

Per
i quali motivi, 

richiamati
gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la vigente LTG

 

 

pronuncia:              1.   Il ricorso per
cassazione 22 febbraio 1999 __________ è respinto.

                       

                                   2.   Le spese del
presente giudizio, consistenti in:

                                         a) tassa di giustizia                           fr.      150.-

                                         b) spese                                             fr.         50.-

                                                                                                     fr.  200.-

 

                                         già anticipate dal
ricorrente, rimangono a suo carico con l’obbligo di versare alla controparte
fr. 250.- a titolo di ripetibili di questa sede.

 

                                   3.   Intimazione a:   

                                         - __________

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 2

 

 

Per
la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                                  La
segretaria