# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cfcd1eb1-c91c-5105-a722-4a4a8dad8795
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-05-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.05.2008 30.2007.52
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2007-52_2008-05-07.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2007.52

   

  TB

  	
  Lugano

  7 maggio 2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 18 luglio 2007 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 19 giugno
  2007 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1
  

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                                  A.   Il
22 novembre 2005 (doc. A2) la Cassa CO 1 ha emesso il conguaglio dei contributi
personali di RI 1 come indipendente per l'anno 2001. Dall'importo
totale di Fr. 10'941,65 dovuto
dall'assicurato per contributi
e spese, è stato dedotto il versamento degli acconti ammontanti a Fr. 2'602,20 già effettuato negli anni 2001 e
2002, per ottenere un saldo a favore della Cassa di compensazione di Fr. 8'339,45.

 

Con un'analoga
decisione di pari data (doc. A3), la Cassa ha fissato
in Fr. 18'686,45 i contributi personali e le spese dovute dall'assicurato per
il 2002. Da questa somma è stato poi dedotto l'importo di Fr. 2'602,20 versato
come acconto, perciò la Cassa gli ha chiesto il
pagamento di Fr. 16'084,25 a saldo.

 

Infine, la Cassa di compensazione
ha stabilito in Fr. 11'247,45 l'ammontare dei contributi e spese dovuti per l'anno
di contribuzione 2003. Tenendo conto degli acconti di Fr. 2'506,60 già corrisposti,
con decisione del 21 marzo 2006 (doc. A4) essa ha postulato il pagamento della
differenza di Fr. 8'740,85.

 

Queste somme dovevano
essere accreditate sul conto dell'amministrazione entro 30 giorni dalla data della fattura.

 

                                  B.   Il
16 maggio 2007 la Cassa di compensazione ha emesso tre decisioni che fissavano
per gli anni 2001, 2002 e 2003 gli interessi di mora sui summenzionati
contributi personali AVS/AI/ IPG/AF che l'assicurato doveva versare a saldo, conteggiando gli importi di Fr. 1'255,55 rispettivamente di Fr. 1'617,35 e di Fr. 546,30 da pagare entro
trenta giorni dalla data della decisione.

 

                                  C.   Contro
la decisione su opposizione del 19 giugno 2007 (doc. A1) della Cassa che ha
respinto la sua opposizione del 14 giugno precedente, l'assicurato ha inoltrato ricorso al TCA il 18 luglio 2007 (doc. I), chiedendo l'annullamento della decisione che conferma la fissazione degli
interessi di mora per gli anni 2001-2003. L'insorgente ha rilevato l'inesistenza di un debito a titolo di interessi di mora, poiché i
conguagli dei contributi personali emessi dalla Cassa erano a saldo dei
debiti AVS per quei periodi contributivi, quindi il creditore ha manifestato la
volontà di quantificare definitivamente il suo credito a saldo e,
conseguentemente, di rinunciare espressamente a riscuotere, per esempio, degli
interessi di mora. Infatti, nella distinta dei conguagli non appaiono gli
interessi di mora. Inoltre, l'aver
intimato all'assicurato il
calcolo degli interessi di mora a distanza di anni viola il principio della
buona fede, poiché sarebbe assimilabile al principio venire contra factum
proprio. Peraltro, la Cassa ha considerato l'esistenza di una situazione di mora e dei relativi interessi solo
dopo l'infruttuoso scadere del
termine di 30 giorni per procedere al pagamento così come espressamente
menzionato nella decisione di conguaglio, modificando ogni altra regola
ancorata alla legge. Infine, l'insorgente
sostiene che le decisioni di fissazione degli interessi di mora costituiscono
un'evidente e sostanziale
modifica della posta di debito originariamente vantata ed esposta in conformità
della legge, circostanza che però non può trovare fondamento in virtù del solo
potere d'apprezzamento della
Cassa. Solleva poi l'eccezione
di prescrizione del credito richiesto.

 

                                  D.   Con
risposta del 23 agosto 2007 (doc. III) la Cassa convenuta ha confermato la decisione
su opposizione, ribadendo che la richiesta del pagamento degli interessi di
mora si basa sul fatto che il ricorrente non ha segnalato alla Cassa, in virtù
dell'art. 24 cpv. 4 OAVS, le
modifiche significative riguardanti l'aumento del suo reddito negli anni di contribuzione in oggetto e,
conseguentemente, non ha chiesto di adeguare gli acconti. Poiché il credito per
i contributi personali per gli anni 2001-2003 non era ancora estinto (art. 16
cpv. 2 e 3 LAVS), l'amministrazione
ha emanato le decisioni del 16 maggio 2007 con cui ha dunque tempestivamente chiesto
il versamento degli interessi di mora maturati in virtù dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS, non
violando così la buona fede dell'interessato. Infine, ha ribadito che il calcolo degli interessi di
ritardo può essere eseguito soltanto dopo che è venuta a conoscenza della data
di accredito sul suo conto corrente dell'importo dei contributi dovuti quale conguaglio.

 

                                  E.   Il
ricorrente ribadisce che il credito vantato dalla Cassa si è estinto con il
pagamento del saldo dei contributi AVS/AI/IPG/AF, pertanto gli interessi di
mora non hanno ragione d'essere
(doc. V). Ha poi evidenziato che gli interessi di mora iniziano a decorrere
dallo scadere del termine di 30 giorni per il pagamento del saldo dovuto e non,
come sostiene la Cassa, con effetto retroattivo (doc. VII). L'amministrazione ha osservato che il calcolo
degli interessi di ritardo avviene successivamente all'emissione del conguaglio ed al relativo pagamento, e che l'applicazione dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS esclude quella della lettera e (doc.
IX).

 

 

considerato                    in
diritto

 

in ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque
decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv.
2 della Legge organica giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00) e 2 cpv. 1 LPTCA.

Infatti, con STCA del 19 aprile 2007 (inc. n. 30.2007.3)
questo Tribunale ha emanato una decisione di principio concernente una
fattispecie analoga alla presente, nella composizione di tre giudici, ed ha
respinto il ricorso con argomentazioni che verranno riprese anche in questa
sede (cfr. anche STCA del 2
maggio 2007, inc. n. 30.2007.6; STCA del 14 maggio 2007, inc. n. 30.2007.16; STCA del 14 maggio 2007, inc. n. 30.2007.21; STCA del 13 giugno 2007, inc. n. 30.07.22; STCA del 9 luglio 2007, inc. n. 30.07.12; STCA del 10 luglio 2007, inc. n. 30.07.23; STCA del 10 luglio 2007, inc. n. 30.07.24; STCA dell'11 luglio
2007, inc. n. 30.07.25; STCA
del 23 luglio 2007, inc. n. 30.07.19; STCA del 23 luglio 2007, inc. n. 30.07.26; STCA del 25 luglio 2007, inc. n. 30.07.29; STCA del 4 settembre 2007, inc. n. 30.2007.28; STCA del 5 settembre 2007, inc. n. 30.2007.31; STCA del 17 settembre 2007, inc. n. 30.2007.27).

 

2.Con l'entrata in vigore il 1° gennaio 2003
della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni
sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000, sono state apportate diverse modifiche alla
LAVS.

Da un punto di vista
temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali (materiali) in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (STF H
178/05 del 24 gennaio 2007 consid. 6.1; DTF 130 V 160
consid. 5.1; DTF 129 V 4 consid. 1.2, DTF 127 V 467 consid. 1,
DTF 126 V 166 consid. 4b).

Per contro, per quanto
attiene alle disposizioni formali (procedurali) della LPGA, il TFA (dal 1°
gennaio 2007: Tribunale federale) ha già avuto modo di accertare l’assenza di
una normativa specifica che regola la questione intertemporale, stabilendo di
conseguenza la necessità di ricorrere al principio generale secondo il quale,
di regola, siffatte disposizioni entrano immediatamente in vigore (STF H 178/05
del 24 gennaio 2007 consid. 6.1; DTF 130 V 4 consid. 3.2).

 

In concreto, la
decisione impugnata si riferisce alla fissazione di interessi di mora dovuti
dal ricorrente sull'apparente
ritardo nel pagamento di contributi personali AVS/AI/IPG/AF concernenti gli
anni 2001, 2002 e 2003. Le decisioni (formale e su opposizione) della Cassa di
compensazione sono invece state emanate nel corso del 2007.

Pertanto, mentre per l'aspetto procedurale trovano subito applicazione
le norme della LPGA, per quanto concerne la fissazione degli interessi di mora
per gli anni 2001 e 2002 vanno applicate le norme sostanziali in vigore fino al
31 dicembre 2002.

Per gli interessi di
ritardo sul pagamento dei contributi dell'anno 2003 fanno invece stato sia le norme procedurali sia le disposizioni
materiali in essere dal 1° gennaio 2003.

 

 

nel merito

 

                                   3.   L'art.
14 cpv. 2 LAVS prevede che i contributi del reddito proveniente da un'attività
lucrativa indipendente, i contributi degli assicurati che non esercitano
un'attività lucrativa e quelli degli assicurati i cui datori di lavoro non sono
soggetti all'obbligo di pagare i contributi devono essere stabiliti e versati
periodicamente. Il Consiglio federale fissa i periodi di calcolo e di
contribuzione.

Per l'art. 14 cpv. 3 LAVS se, nonostante diffida,
una persona tenuta al pagamento dei contributi non dà le indicazioni necessarie
per il calcolo di essi, questi sono stabiliti mediante tassazione d'ufficio.

Giusta l'art. 14 cpv.
4 LAVS, il Consiglio federale emana prescrizioni sui termini di pagamento dei
contributi (lett. a), sulla procedura di diffida e di tassazione d'ufficio
(lett. b), sul pagamento dei contributi arretrati e la restituzione di quelli
pagati in troppo (lett. c), sul condono del pagamento di contributi arretrati
(lett. d) e sulla riscossione di interessi di mora e il pagamento di interessi
rimunerativi (lett. e).

 

A quest'ultimo proposito va osservato che con l'entrata in vigore della LPGA, la lettera e
dell'art. 14 cpv. 4 LAVS
relativa alla riscossione di interessi di mora ed il pagamento di interessi rimunerativi
è stata abrogata. Dal 1° gennaio 2003 gli interessi di mora sulle prestazioni
sono retti dall'art. 26 LPGA e
quindi dagli artt. 6 e 7 OPGA.

 

                                   4.   Giusta
l'art. 24 cpv. 1 OAVS, nell'anno di contribuzione corrente le persone
tenute a pagare i contributi devono pagare i contributi d'acconto a scadenze periodiche.

Secondo il capoverso
2, le casse di compensazione stabiliscono i contributi d'acconto sulla base del reddito presumibile
dell'anno di contribuzione.
Possono fondarsi sul reddito determinante per l'ultima decisione di fissazione dei contributi, salvo che la persona
tenuta a pagare i contributi renda verosimile che detto reddito non corrisponde
manifestamente al reddito presumibile.

Se durante o dopo l'anno di contribuzione risulta che il
reddito diverge sostanzialmente dal reddito presumibile, le casse di
compensazione adeguano i contributi d'acconto (art. 24 cpv. 3 OAVS).

Giusta l'art. 24 cpv. 4 OAVS, le persone tenute a
pagare i contributi devono dare alle casse di compensazione le indicazioni necessarie
per la fissazione dei contributi d'acconto, presentare, se richiesto, i giustificativi e segnalare le
divergenze sostanziali dal reddito presumibile.

 

Per il capoverso 5, se
entro il termine fissato non vengono date le indicazioni necessarie, non
vengono presentati i giustificativi o non vengono pagati i contributi d'acconto, le casse di compensazione fissano
i contributi d'acconto dovuti
in una decisione.

 

In virtù dell'art. 25
cpv. 1 OAVS, le casse di compensazione fissano i contributi dovuti per l'anno
di contribuzione in una decisione e procedono alla compensazione con i
contributi d'acconto pagati.

Secondo l'art. 25 cpv. 2 OAVS, i contributi non
versati dagli assicurati vanno pagati entro trenta giorni a contare dalla
fatturazione.

Le casse di
compensazione devono restituire o compensare i contributi non dovuti (art. 25
cpv. 3 OAVS).

 

È compito delle casse di compensazione
domandare alle competenti autorità fiscali cantonali le indicazioni necessarie
al calcolo dei contributi per le persone esercitanti un'attività lucrativa indipendente.
Le autorità fiscali devono aggiungere i contributi versati all'AVS/AI/IPG (art.
27 cpv. 1 OAVS).

Secondo l'art. 27 cpv. 2 OAVS, le
autorità fiscali cantonali trasmettono man mano le indicazioni per ogni anno
fiscale alle casse di compensazione.

L'autorità fiscale cantonale che non ha
ricevuto nessuna domanda di comunicazione per una persona esercitante un'attività
lucrativa indipendente il cui reddito può essere stabilito conformemente all'art.
23 trasmette spontaneamente gli elementi di calcolo alla cassa cantonale di
compensazione. Questa li inoltra, ove occorra, alla cassa di compensazione
competente (art. 27 cpv. 3 OAVS).

 

                                   5.   Oltre
ai citati disposti sulla fissazione e la determinazione dei contributi che
hanno modificato le norme di esecuzione dell'AVS, con il 1° gennaio 2001 sono
entrate in vigore delle disposizioni che hanno mutato in maniera sostanziale il
capitolo relativo alla fissazione degli interessi di mora.

Infatti, giusta l'art.
41bis cpv. 1 OAVS devono pagare gli interessi di mora:

 

                                         a.   di regola, le persone
tenute a pagare i contributi, sui contributi che non pagano entro 30 giorni dal
termine del periodo di pagamento, a partire da tale termine;

 

                                         b.   le persone tenute a
pagare i contributi, sui contributi reclamati per gli anni civili passati, a
partire dal 1° gennaio dopo il termine dell'anno civile per il quale i contributi
sono dovuti;

 

                                         c.   i datori di lavoro,
sui contributi salariali da compensare che non pagano entro 30 giorni dalla
fatturazione da parte della cassa di compensazione, a partire da tale
fatturazione;

 

                                         d.   i datori di lavoro,
sui contributi da compensare per i quali non presentano un regolare conteggio
entro 30 giorni dal termine del periodo di contribuzione, a partire dal 1°
gennaio dopo tale termine;

 

                                         e.   le persone che
esercitano un'attività lucrativa indipendente, le persone che non esercitano
un'attività lucrativa e i salariati i cui datori di lavoro non sono obbligati a
pagare i contributi, sui contributi personali da compensare che non pagano entro
30 giorni dalla fatturazione da parte della cassa di compensazione, a partire
da tale fatturazione;

 

                                         f.    le persone che
esercitano un'attività lucrativa indipendente, le persone che non esercitano
un'attività lucrativa e i salariati i cui datori di lavoro non sono obbligati a
pagare i contributi, sui contributi da compensare, qualora i contributi d'acconto
siano almeno il 25 per cento inferiori ai contributi effettivamente dovuti e
non vengano versati fino al 1° gennaio dopo il termine dell'anno civile
seguente l'anno di contribuzione, a partire dal 1° gennaio dopo tale termine.

 

Gli interessi cessano
di decorrere con il pagamento completo dei contributi, con la presentazione del
regolare conteggio o, in mancanza di esso, con la fatturazione. In caso di
reclamo di contributi arretrati, gli interessi cessano di decorrere con la fatturazione,
sempre che i contributi siano pagati entro il termine fissato (art. 41bis cpv.
2 OAVS).

 

In virtù dell'art. 42
cpv. 1 OAVS, i contributi sono considerati pagati con la ricezione del
pagamento da parte della Cassa di compensazione. Il tasso per gli interessi di
mora e per gli interessi compensativi è del 5 per cento all'anno (art. 42 cpv.
2 OAVS).

Gli interessi sono
calcolati in giorni. I mesi interi sono calcolati come 30 giorni (art. 42 cpv.
3 OAVS; STFA H 148/03 del 10 novembre 2003).

A proposito degli
articoli riguardanti gli interessi di mora, va ricordato che le Disposizioni
finali della modifica del 1° marzo 2000 prevedono espressamente che a partire
dalla loro entrata in vigore (dal 1° gennaio 2001), gli artt. 41bis cpv. 1
lett. a-e e 2, 41ter e 42 OAVS si applicano a tutti i contributi ancora da
pagare o da restituire (cpv. 4).

Per contro, l'art. 41bis cpv. 1 lett. f vale solamente
per i contributi che sono dovuti dopo la sua entrata in vigore (cpv. 5).

Infine, le
summenzionate disposizioni sono pure applicabili agli altri contributi sociali
sulla base di specifiche normative che rinviano espressamente, in materia di
calcolo rispettivamente riscossione dei relativi contributi, alla LAVS. Ciò è
previsto per l'assicurazione per l'invalidità (artt. 3 LAI e 1 OAI) e per
l'indennità di perdita di guadagno (art. 27 cpv. 2 IPG).

 

                                   6.   Nel
caso di specie, la Cassa di compensazione ha chiesto al ricorrente la rifusione
degli interessi di mora per il ritardo nel pagamento dei contributi personali
per gli anni 2001, 2002 e 2003.

 

Per l'anno di contribuzione 2001, l'assicurato ha versato dei contributi
personali sotto forma di quattro acconti da Fr. 650,55 ciascuno, per
complessivi Fr. 2'602,20 (doc.
A2). Il 22 novembre 2005 (doc. A2) la Cassa ha calcolato in Fr. 10'941,65 i contributi personali totali,
emettendo una fattura di Fr. 8'339,45 a saldo.

Medesimo discorso vale
per i contributi del 2002, corrisposti sempre nella misura di Fr. 650,55 per
ogni trimestre. Il conteggio finale emesso il medesimo giorno (doc. A3) enumerava
un importo di Fr. 18'686,45,
per una differenza di contributi personali ancora da corrispondere dall'assicurato pari a Fr. 16'084,25.

Per quanto concerne l'anno 2003, i quattro acconti di ciascuno
Fr. 626,65 vanno dedotti dal totale di Fr. 11'247,45 richiesto il 21 marzo 2006 (doc. A4), per una differenza a
carico dell'assicurato
ammontante a Fr. 8'744,84.

 

Più specificatamente,
i saldi dei contributi (conguagli) per il 2001 ed il 2002 sono stati richiesti
all'assicurato il 22 novembre
2005 e i pagamenti sono entrambi giunti alla Cassa il 4 gennaio 2006.

Il conguaglio per i
contributi del 2003 è stato fatturato con decisione del 21 marzo 2006 ed il
relativo importo è stato accreditato sul conto corrente postale dell'amministrazione il 31 seguente.

 

Gli interessi maturati
a causa della discrepanza riscontrata tra gli acconti versati e la fissazione
definitiva dei contributi totali da pagare per il 2001, giusta l'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS, sono stati
calcolati dal 1° gennaio 2003 al 4 gennaio 2006, quindi su 1'084 giorni di ritardo e sempre sull'importo ancora da corrispondere alla Cassa
a saldo (Fr. 8'339,45), per un
interesse di mora di Fr. 1'255,55.

Quanto ai contributi
da pagare per l'anno 2002, la
questione del superamento del limite soglia del 25% esistente fra l'ammontare degli acconti versati ed i
contributi effettivamente dovuti in totale, ha dato luogo ad interessi di mora
di Fr. 1'617,35 calcolati dal
1° gennaio 2004 fino al momento dell'accreditamento del pagamento dei contributi definitivi fissati con
la relativa decisione (4 gennaio 2006), quindi su 724 giorni.

Gli interessi del 5%
pretesi dalla Cassa sui contributi personali per il 2003 sono stati calcolati
dal 1° gennaio 2005 al 31 marzo 2006, per un equivalente di Fr. 546,30 per 450
giorni di ritardo.

 

                                   7.   In
merito alla tematica giuridica relativa all'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS, l’Ufficio Federale delle
Assicurazioni Sociali ha emanato, aggiornandola sino al 2006, la Circolare
sugli interessi di mora e compensativi (CIM) nell’AVS AI e IPG. Al proposito
questa CIM rammenta come i contributi effettivamente dovuti per l’anno di
contribuzione sono quelli fissati giusta l’art. 25 cpv. 1 OAVS. Per contributi
d’acconto vanno intesi gli acconti pagati in base a quelli fissati per l’anno
di contribuzione in virtù dell’art. 24 OAVS. I contributi da compensare
corrispondono alla differenza tra i contributi effettivamente dovuti, come
indicato, e gli acconti versati (N. 2029 CIM).

Si devono riscuotere
interessi di mora se, il 1° gennaio dopo il termine dell'anno civile seguente
l'anno di contribuzione, i contributi d'acconto versati sono almeno il 25%
inferiori ai contributi effettivamente dovuti (art. 41bis cpv. 1
lett. f OAVS). I contributi effettivamente dovuti fungono da base di calcolo o,
in altre parole, costituiscono il 100% (N. 2030 CIM).

Gli interessi
decorrono dal 1° gennaio dopo la fine dell’anno civile seguente l’anno di
contribuzione fino al pagamento completo dei contributi (art. 41bis cpv.
1 lett. f e cpv. 2 OAVS) o all'apertura del fallimento (art. 209 LEF) oppure
alla concessione della moratoria concordataria, a condizione che il concordato
non preveda disposizioni divergenti.

La CIM definisce poi specificatamente,
al N. 4012, il pagamento ed al N. 4014 le modalità di calcolo degli interessi
nonché, al N. 4020, la decorrenza degli interessi in caso d’esecuzione.

 

Nel caso concreto va
evidenziato come l’assicurato, alla luce del reddito conseguito nel periodo
d’interesse nella sua attività indipendente, a lui noto, abbia effettivamente versato
degli acconti insufficienti (cfr. consid. 6), siccome eccessivamente bassi.

È circostanza notoria
che gli importi definitivi dei contributi, e quindi la differenza tra gli
acconti versati e quanto dovuto, possono essere fatturati dall’amministrazione
solo dopo l'emanazione
della decisione di tassazione (STCA del 23 febbraio 2006, 30.2006.2) ciò che, in taluni casi, può
avvenire anche alcuni anni dopo il conseguimento del reddito. Le norme
volute con le modifiche dal 1° gennaio 2001 dell’OAVS sono la conseguenza del
mancato obbligo dell’assicurato di segnalare tempestivamente alla Cassa una
modifica significativa (si tenga conto del limite del 25% dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS) del proprio
reddito.

 

Gli interessi di mora
possono dunque essere fissati unicamente dopo che sono stati stabiliti i
contributi definitivi e con essi anche i contributi da versare a conguaglio, sempre
che quest'ultimo importo
sia inferiore al 25% dei contributi effettivamente dovuti. È dunque soltanto al
momento della determinazione di questa somma (il conguaglio) che gli interessi
diventano esigibili.

 

                                   8.   Quanto
alla contestazione dell'applicazione
dei disposti OAVS che regolano la riscossione degli interessi di mora, occorre
evidenziare che è corretto ritenere che spetta alla Cassa di compensazione, in
virtù dell'art. 24 cpv. 2 OAVS,
stabilire i contributi d'acconto
sulla base del reddito presumibile dell'anno di contribuzione e che, per fare ciò, essa può fondarsi sul
reddito determinante per l'ultima
decisione di fissazione dei contributi.

Tuttavia, è
altrettanto vero che i debitori dei contributi personali quali indipendenti o
persone senza attività devono, come evidenziato, fornire alle Casse di compensazione
le indicazioni necessarie per la fissazione dei contributi d'acconto, segnalando le divergenze
sostanziali dal reddito presumibile.

 

Come impone l'art. 24 cpv. 4 OAVS, infatti, secondo cui
le persone tenute a pagare i contributi devono dare alle casse di compensazione
le indicazioni necessarie per la fissazione dei contributi d'acconto, gli assicurati devono presentare,
se richiesti, i giustificativi e segnalare le divergenze sostanziali dal
reddito presumibile, in difetto di che le casse fissano i contributi d'acconto in una decisione sulla base dei
dati (vecchi) a loro disposizione. L’assicurato debitore di contributi ha
quindi l'obbligo di segnalare
tempestivamente le modifiche del suo reddito rispetto al periodo precedente,
che generalmente funge da base di calcolo per la percezione degli acconti.

In effetti, il ricorrente
non è soggetto passivo della procedura che compete unicamente alla Cassa, ma è
attore con precisi obblighi non solo riguardo al pagamento (ed alla corretta
compilazione dei dati fiscali per la percezione dei contributi), ma anche alla
segnalazione di modifiche significative del suo reddito che incidano sulla
percezione dei contributi d’acconto, sia a suo favore sia a suo svantaggio.
Questo obbligo traspare molto chiaramente dall'art. 24 cpv. 4 OAVS, senza necessità di far capo alle Direttive UFAS
che precisano il contenuto di questo capoverso. Secondo questa norma, infatti,
non è vero che l'obbligo dell'assicurato di dare alla Cassa tutti gli
elementi necessari per fissare i contributi d'acconto sorga a seguito di una richiesta formulata dalla Cassa
stessa, la quale fissa a tal proposito un termine (art. 24 cpv. 5 OAVS). Questo
termine si riferisce in realtà unicamente alla presentazione di giustificativi
che la Cassa può richiedere all'assicurato (art. 24 cpv. 4 OAVS) nel caso in cui debba appurare, per
verifica, i contenuti delle nuove indicazioni date da quest'ultimo per fissare i contributi d'acconto che si basano su determinati
giustificativi che tardano ad essere prodotti (art. 24 cpv. 5 OAVS).

 

Nella fattispecie, l'insorgente avrebbe pertanto dovuto farsi
parte diligente - come senz’altro avrebbe fatto se il suo reddito fosse
improvvisamente calato in maniera significativa, postulando il versamento di
acconti inferiori rispetto al periodo precedente - e segnalare subito
alla Cassa di compensazione i redditi effettivi conseguiti negli anni 2001,
2002 e 2003 (art. 24 cpv. 4 OAVS), in modo tale che la Cassa potesse fissare i
contributi personali AVS/AI/IPG/AF da versare per quei singoli anni.

 

Questa inattività, a
mente del Tribunale cantonale delle assicurazioni, ha fatto sì che si sia
configurata una situazione di ritardo nel pagamento dei contributi dovuti dal ricorrente,
tale da imporre l'applicazione
dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f
OAVS e tale così da obbligare l'assicurato a versare degli interessi moratori.

 

Precisamente, il
ricorrente avrebbe dovuto versare, entro il 1° gennaio dell’anno seguente la
fine dell’anno civile successivo a quello di contribuzione, degli acconti non
inferiori al 25% dei contributi effettivamente dovuti - detto in altri termini,
l'importo da versare a
conguaglio non doveva essere superiore al 25% dei contributi effettivamente
dovuti -, onde non incorrere nella sanzione dell'accollamento di interessi di mora; ciò che però non è stato fatto.

In questo senso, va
osservato che quando nel 2005 e nel 2006 l'assicurato ha ricevuto le tre decisioni di fissazione dei contributi
con l'indicazione del
conguaglio dei contributi personali ancora da pagare, egli era già in
ritardo con il relativo pagamento.

Questo è l'unico motivo per il quale gli sono stati
caricati degli interessi di mora. Pertanto, come specificato più
dettagliatamente in seguito, il ritardo con cui la Cassa di compensazione ha emanato
le decisioni di conguaglio (nel 2005 e nel 2006) non ha avuto alcuna
influenza sulla realizzazione di questo stato di fatto e sulla conseguente
contabilizzazione di interessi di mora giusta l'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS.

 

Alla stessa stregua,
totalmente marginale è pure il momento in cui l'assicurato ha spedito all'autorità fiscale le sue dichiarazioni fiscali, quando quest'ultima gli ha notificato le tassazioni
2003A e 2003B e quando il fisco le ha trasmesse alla Cassa.

La data della
comunicazione dei redditi conseguiti dall'assicurato da parte dell'autorità fiscale all'amministrazione ha rilevanza unicamente perché, prima di allora, la
Cassa non è in grado di fissare definitivamente i contributi personali dovuti
dagli indipendenti, perciò non le si può imputare alcun ritardo né una negligenza
nell'agire nei confronti del ricorrente.

Il pagamento della
somma a conguaglio è avvenuto, a richiesta dell’amministrazione, nel gennaio
2006 rispettivamente nel marzo 2006. L'insorgente si è quindi trovato in una situazione simile alle altre
ipotesi di ritardo trattate dalle lettere a-e del citato disposto dell'OAVS.

L’interesse di mora,
dunque, tende a compensare un ingiustificato arricchimento del debitore della
prestazione, che versa sul contributo effettivamente dovuto un acconto
manifestamente insufficiente, conseguendo implicitamente un finanziamento per
il mancato pagamento di congrui acconti.

 

                                   9.   È
lapalissiano che l'assicurato
conosca sempre prima della Cassa i suoi redditi effettivi conseguiti nell’anno
d’interesse. La realtà evidenzia anche che l’assicurato viene a conoscere la
decisione finale di tassazione degli stessi con largo anticipo rispetto alla
Cassa, che invece deve attendere la comunicazione ufficiale da parte dell'Ufficio di tassazione competente. Questi
lassi di tempo in __________ sembrano essere divenuti particolarmente lunghi a
seguito del cambiamento di tassazione nel 2003.

Nel corso dell'udienza esperita per la causa in cui il TCA ha esaminato il tema di fondo qui posto
in discussione (STCA del 19
aprile 2007, inc. n. 30.2007.3), in merito ai ritardi delle autorità di
tassazione nell’avviso alle Casse preposte all’applicazione della LAVS, i
rappresentanti dell’amministrazione hanno osservato che l’attesa dei "…
dati fiscali definitivi ossia delle decisioni cresciute in giudicato"
appare lunga ed "è indubbio che in __________ vi sia un problema di
trasmissione di questi dati, in particolare alla luce del passaggio dalla
tassazione biennale a quella annuale.".

Tale evidenza, che
deve essere comunque affrontata e risolta a livello delle due amministrazioni __________,
nulla toglie agli obblighi dell’assicurato ed alla segnalazione alla Cassa che
gli incombe, sotto pena di versamento degli interessi moratori.

 

Nel caso in esame, le
richieste di versamento degli acconti sono state fissate sulla base della
notifica di tassazione fiscale conosciuta dalla Cassa a quel momento, verosimilmente
quella riferita al periodo fiscale 1999/2000, portante sui redditi conseguiti
negli anni 1997 e 1998.

 

Più concretamente, al
termine degli anni per i quali il contributo era chiesto, ma certamente nel
2002 (per i guadagni conseguiti sino al 31.12.2001) rispettivamente nel 2003
(per quanto conseguito sino al 31.12.2002) e nel 2004 (per i redditi del 2003),
l'assicurato conosceva l’entità del proprio reddito quale indipendente, e ciò
senza la necessità di attendere le notifiche di tassazione 2003A e 2003B dell'Ufficio di tassazione (per la 2003A, va osservato
che trattandosi di periodo fiscale caduto nel vuoto di tassazione, essa non può
crescere in giudicato, poiché è una semplice comunicazione e non una decisione
impugnabile). Il ricorrente disponeva quindi dei dati necessari e della
possibilità concreta di trasmettere alla Cassa le informazioni (ed eventualmente
la documentazione) relative ai redditi definitivi conseguiti negli anni
2001-2003 prima ancora che venissero emesse le tre decisioni di
conguaglio dei contributi personali (nel 2005 e nel 2006).

 

L’assicurato, nonostante
gli obblighi fissati dalla norma in oggetto conforme alla legge – ed in
particolare all'art. 26 LPGA (STF
9C_202/2007 del 9 aprile 2008 e STF 9C_173/2007 del 15 aprile 2008) - ed alla
Costituzione, ha omesso una tempestiva comunicazione dei suoi redditi; se vi
avesse provveduto, avrebbe certamente evitato di trovarsi in una situazione di
mora, dato che gli acconti versati si palesavano sin da allora – come si sono
poi rivelati essere – inferiori ai contributi effettivamente dovuti per ogni
anno, e ciò oltre il limite del 25% specificatamente previsto dall'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS.

 

Come detto, alla Cassa
non può essere mosso alcun rimprovero, non essendo imposto
all’amministrazione un puntuale controllo ed avendo la stessa applicato correttamente
i disposti della citata Ordinanza fissando, in assenza di una comunicazione
contraria da parte del diretto interessato (art. 24 cpv. 4 OAVS), i contributi
d'acconto sulla base del
reddito determinante per l'ultima
decisione di fissazione dei contributi (art. 24 cpv. 2 OAVS).

Come indicato,
l’amministrazione non poteva sapere che il reddito effettivo del ricorrente
divergeva dal reddito presumibile ed in maniera così importante. La Cassa non
era nelle condizioni di adeguare i contributi d'acconto (art. 24 cpv. 3 OAVS) e - correttamente - le decisioni di
fissazione dei contributi definitivi sono giunte nel 2005 e nel 2006,
ossia solo una volta conosciuti dall'amministrazione i redditi che l'insorgente ha effettivamente conseguito
negli anni 2001-2003.

 

Stanti le
considerazioni che precedono, non v'è pertanto nulla da recriminare all'amministrazione per il suo agire, dato che non ha fatto
semplicemente uso del suo potere d'apprezzamento, come ha sostenuto l'insorgente, ma ha per contro correttamente seguito il senso e lo
scopo delle norme legali applicabili. Una negligenza, semmai, era da ricondurre
al solo ricorrente – che aveva sicuramente un primario interesse a definire la
questione - per non avere tempestivamente segnalato le concrete divergenze – peraltro
da lui facilmente riconoscibili – fra il suo reddito effettivo e gli acconti
versati negli anni precedenti giusta gli artt. 23 cpv. 5 e 24 cpv. 4 OAVS.

Da questo profilo,
dunque, l'applicazione dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS si rivela
corretta, mentre la contestazione del ricorrente in proposito va integralmente
respinta.

 

                                10.   La
questione dell'accollamento di
interessi di mora all'assicurato
"per colpa" della Cassa è stata affrontata dalla Cassa CO 1, che il
21 dicembre 2006 l'ha
sottoposta, per chiarimenti, all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS).

Come rammentato nella
citata pronuncia di questo Tribunale del 19 aprile 2007 (inc. n. 30.2007.3,
consid. 2.9), l'UFAS così si è espresso in merito:

 

"  (…) Per quanto concerne i lavoratori
indipendenti la tassazione definitiva e dunque la fissazione dei contributi è
spesso effettuata molto tempo dopo l'anno contributivo determinante. Non è raro
che gli acconti versati per i contributi siano troppo bassi e che l'importo mancante
possa essere fatturato solo qualche anno dopo. Di regola, in questi casi gli
interessi di mora non vengono riscossi. Solo se i contributi d'acconto sono inferiori
di almeno il 25% per cento all'importo effettivamente dovuto, si chiede
all'assicurato di segnalare alla cassa di compensazione le divergenze esistenti
non appena è in grado di determinarle in virtù della chiusura dei conti (art.
24 cpv. 4 OAVS; N. 1144 DIN). Se omette di pagare la differenza entro la fine
dell'anno civile seguente l'anno contributivo, iniziano a correre gli interessi
di mora secondo l'articolo 41bis capoverso 1 lettera f OAVS.

Nei casi da voi menzionati, gli assicurati non hanno comunicato le
informazioni richieste e non hanno versato la differenza, dando così il via al
meccanismo degli interessi di mora. L'obbligo di versare interessi di mora non
è dunque da ricondurre in alcun caso al ritardo nella fissazione dei contributi.
In realtà, il ritardo nella trasmissione delle dichiarazioni fiscali e nella
determinazione dei contributi contribuisce solo ad allungare il periodo di mora
e aumentare così l'importo dovuto per gli interessi. Il semplice fatto che la
decisione relativa ai contributi si faccia attendere così a lungo dovrebbe, ben
al contrario, spingere gli interessati a versare quanto prima la differenza, al
fine di evitare elevati interessi di mora.

Dal canto nostro, partiamo dal presupposto che la cassa di compensazione
abbia informato sufficientemente i lavoratori indipendenti sui loro obblighi in
materia. Considerata la situazione, nonostante il ritardo nella fissazione dei
contributi, non vi è per principio alcun motivo di rinunciare alla riscossione
degli interessi.".

 

Occorre ancora
evidenziare che nella decisione impugnata la Cassa ha rilevato di aver
informato (nel mese di dicembre 2000) tutti gli assicurati ad essa affiliati riguardo
all'importante modifica del calcolo degli interessi di mora in vigore dal 1°
gennaio 2001 (doc. A1 punto 3). E meglio che, in virtù dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS, dal 1°
gennaio 2003 gli interessi di mora sarebbero stati prelevati qualora i
contributi ancora dovuti a conguaglio per il 2001 sarebbero stati superiori al
25% dei contributi totali definitivi da versare. In uno dei primi giudizi in
materia di interessi moratori e compensativi (STCA dell’8 ottobre 2002, inc. n. 30.2002.93), il TCA aveva già evidenziato tale informazione
dell'amministrazione ai (in
quel caso) datori di lavoro.

 

Va comunque osservato
che se l'insorgente non avesse ricevuto tale informazione, egli non potrebbe
prevalersene, ritenuto come nessuno è protetto dall'ignoranza della legge (STFA
C 366/99 del 18 gennaio 2000, consid. 2; DTF 124 V 215, consid. 2b)aa) e la
giurisprudenza ivi citata; STCA
del 14 novembre 2006, inc. n. 30.2006.46, STCA del 4 dicembre 2002, inc. n. 30.2002.201).

 

Sempre a proposito di
questa tematica, il 18 dicembre 2006 Maximilian Reimann, membro del Consiglio
degli Stati, ha sottoposto al Consiglio federale un postulato con cui ha
chiesto di verificare se le Casse di compensazione non debbano condonare gli
interessi di mora del 5% applicati sui contributi AVS arretrati se il ritardo
del pagamento non è imputabile al contribuente.

Il 28 febbraio 2007 il
Consiglio Federale ha espresso il suo parere nei seguenti termini (http://search.parlament.ch/i/print/homepage/cv-geschaefte.htm?gesch_id=20063736):

 

"  Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, nell'AVS
gli interessi di mora mirano alla compensazione forfetaria delle perdite
d'interessi subite dall'assicurazione - al contrario degli assicurati, che
invece ne beneficiano - in caso di ritardo nel pagamento di contributi.
Pertanto, per quanto attiene all'obbligo di versare interessi di mora e alla
sua durata, è del tutto irrilevante se il ritardo nella fissazione o nel
versamento dei contributi sia imputabile alla cassa di compensazione o
all'assicurato. È vero che il sistema degli interessi di mora previsto nell'AVS
è un po' schematico e relativamente severo, ma lo è nell'interesse
dell'assicurazione. D'altro canto non si può cercare una soluzione individuale
per ogni caso. Inoltre una severa regolamentazione in merito fa sì che gli
assicurati versino più rapidamente i contributi dovuti.

Far dipendere l'obbligo
di versare interessi di mora dalla responsabilità del ritardo ne inficerebbe la
funzione compensativa e implicherebbe complicazioni amministrative. Se i
contribuenti adempiono ai loro obblighi legali, la riscossione d'interessi di
mora è praticamente esclusa. In questi casi, nemmeno gravi ritardi nella
comunicazione fiscale comportano l'obbligo di versare interessi di mora. Ciononostante,
se tale versamento dipendesse da una colpa, le casse di compensazione
dovrebbero verificare in ogni singolo caso se i contribuenti siano responsabili
o meno del ritardo nel pagamento. Questo aumenterebbe considerevolmente gli
oneri e renderebbe più frequente il ricorso alle vie legali. Nei rari casi in
cui il versamento d'interessi di mora è chiaramente imputabile alla cassa di
compensazione, nel diritto vigente si possono trovare soluzioni adeguate.
Infine va notato che sono concessi interessi compensativi del 5 per cento per
contributi non dovuti che vengono restituiti o compensati dalle casse di
compensazione. Il principio di dipendenza da una colpa dovrebbe allora essere
applicato anche agli interessi compensativi. In questo caso la cassa di
compensazione dovrebbe chiarire ogni volta il motivo per cui sono stati versati
contributi troppo elevati. Questo richiederebbe accertamenti delicati e
onerosi.

Pertanto il Consiglio
federale non ritiene adeguato far dipendere il versamento d'interessi di mora
dell'AVS dalla responsabilità del ritardo. D'altra parte anche il Parlamento si
è espresso in tal senso nell'ambito della 10a revisione dell'AVS.",

 

ed
ha quindi proposto di respingere il postulato.

 

                                11.   Gli
interessi di mora regolamentati dall'art. 41bis cpv. 1 OAVS, come visto, cessano di decorrere soltanto
con il pagamento completo dei contributi (art. 41bis cpv. 2
OAVS). Questo significa che fintanto che tutti i contributi personali
dell'assicurato dovuti per gli
anni 2001, 2002 e 2003 non sono stati versati alla Cassa di compensazione, non
è possibile non conteggiare all'interessato degli interessi di ritardo.

E ciò,
indipendentemente da quando questi contributi personali siano stati
definitivamente fissati dalla Cassa.

 

Con due decisioni del
22 novembre 2005 ed una del 21 marzo 2006, la Cassa ha fissato i contributi
personali (ancora) dovuti dall'assicurato
per il 2001 ed il 2002 rispettivamente per il 2003. Ciò significa dunque che non
tutti i contributi personali per questi tre anni erano già stati pagati dall'interessato. In virtù di quanto precede,
discende che, a buon diritto, degli interessi di ritardo sono dovuti sull'importo rimasto scoperto.

Ora, l'amministrazione ha confermato che il
ricorrente ha già pagato i contributi da compensare fissati con la citata
decisione. Ma, fino ad allora (art. 42 cpv. 1 OAVS), vanno prelevati degli interessi
di mora del 5% (art. 42 cpv. 2 OAVS).

 

Infatti, applicando l'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS, risulta che
i contributi d'acconto versati
dall'insorgente nel corso degli
anni 2001 e 2002 (Fr. 2'602,20)
sono almeno il 25% inferiori ai contributi che egli doveva effettivamente
versare - entro il 1° gennaio dopo il termine dell'anno civile seguente l'anno di contribuzione - per l'anno di contribuzione 2001 (Fr. 10'941,65). In altri termini, il conteggio finale degli importi ancora da
versare, ossia il conguaglio (Fr. 8'339,45), è superiore all'importo limite rilevante (Fr. 2'735,40), corrispondente al 25% dei contributi effettivamente dovuti nell'anno di contribuzione.

Pertanto, sulla
differenza ancora esatta per il 2001 - siccome gli interessi vengono calcolati
sul differenziale, ovvero sui contributi da compensare (Fr. 8'339,45) e quindi non solo sulla parte superante
il 25%, come ricordato nella citata sentenza 30.2007.3 -, l'assicurato deve pagare degli
interessi di mora del 5% a far data dal 1° gennaio dopo il 31 dicembre dell'anno civile seguente (2002) l'anno di contribuzione (2001), quindi dal
1° gennaio 2003 (cfr. consid. 6).

 

Alla stessa
conclusione questo Tribunale giunge per quanto attiene ai contributi dovuti nel
2002, giacché anche in questo caso sono maturati degli interessi di mora dal
1° gennaio 2004, pari a Fr. 1'617,35, dato che il conteggio finale dei contributi personali ancora
da conguagliare (Fr. 16'084,25)
era superiore al 25% (Fr. 4'671,60)
dei contributi personali definitivi effettivamente da versare in totale per quell'anno (Fr. 18'686,45).

 

Anche con il pagamento
dei contributi dovuti per l'anno
2003 il ricorrente era in ritardo, avendo versato acconti per Fr. 2'506,60 sul totale dovuto di Fr. 11'247,45. Siccome l'importo limite rilevante (Fr. 2'811,85) era inferiore all'importo da compensare quale conguaglio (Fr. 8'740,85), è giusto che la Cassa abbia applicato
l'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS calcolando degli interessi di mora dal 1° gennaio 2005.

 

Questi interessi
decorrono poi, come detto, fino al momento del loro versamento completo,
che in specie si è realizzato con l'accreditamento delle somme esatte sul conto corrente della Cassa di
compensazione il 4 gennaio 2006 rispettivamente il 31 marzo 2006. Fino a quegli
istanti, dunque, il ricorrente si trovava in mora nei confronti dell'amministrazione.

Di conseguenza, sulla
base della summenzionata lettera f dell'art. 41bis cpv. 1 OAVS, la Cassa di compensazione ha correttamente
proceduto calcolando degli interessi di mora dal 1° gennaio 2003 al 4
gennaio 2006, pari a Fr. 1'255,55,
per i contributi dovuti nel 2001, dal 1° gennaio 2004 al 4 gennaio 2006,
pari a Fr. 1'617,35 per i
contributi personali imposti nel 2002 e dal 1° gennaio 2005 al 31 marzo 2006
per i contributi da versare nel 2003, fissando in Fr. 546,30 gli interessi di
ritardo maturati.

 

Occorre infine
specificare che i contributi totali dovuti dall'assicurato sono considerati, a giusta ragione, il 100% da versare e
quindi vanno utilizzati come base di calcolo per fissare l'importo limite che indica se v'è stato un superamento del 25% che, in tal
caso, viene sanzionato con il computo di interessi di mora. L'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS stesso,
implicitamente, puntualizza che i contributi effettivamente dovuti rappresentano
il 100%. La legge medesima contiene già la regolamentazione sufficiente che pone
le basi di calcolo per determinare l'esistenza di interessi di mora.

 

                                12.   Visto
quanto precede, la tesi espressa dall'insorgente secondo cui la Cassa di compensazione non avrebbe avuto diritto di imputargli
degli interessi di mora, avendo in precedenza già quantificato in via
definitiva gli importi dei contributi personali ancora da versarle a saldo,
è manifestamente errata e come tale non deve essere tutelata.

 

Alla stessa stregua, la
lamentela dell'insorgente riguardo
alla retroattività del calcolo degli interessi moratori (doc. VII), che a suo
dire dovrebbero invece iniziare a decorrere dallo scadere del termine di trenta
giorni fissato nella decisione di fissazione del conguaglio dei contributi, non
trova alcun fondamento giuridico per la tematica in oggetto. Infatti, questa
ipotesi si riferisce all'applicazione
dell'art. 41bis cpv. 1 lett. e
OAVS che tuttavia, come ha ben evidenziato la Cassa di compensazione (doc. IX),
se vengono già riscossi interessi di ritardo in virtù dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS, non può
essere fatta valere contemporaneamente (N. 2031 CIM).

 

Infine, anche la
tematica dell'intervenuta
prescrizione del credito in esame va respinta poiché, avendo carattere
accessorio, gli interessi di mora seguono la sorte del credito principale. In
questo senso, ritenuto come, in virtù dell'art. 16 cpv. 3 LAVS, il diritto di fissare i contributi personali
ancora dovuti alla Cassa per l'anno
di contribuzione 2001 si sarebbe estinto nel 2006, rispettivamente quello per
il 2002 nel 2007 ed il diritto per la determinazione dei contributi per l'anno 2003 nel 2008, la Cassa di compensazione
era perfettamente legittimata ad accollare al ricorrente degli interessi di
ritardo concernenti il pagamento di questi contributi, come visto, alla luce
della realizzazione delle condizioni esatte dall'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS.

Pertanto, anche questa
obiezione non deve essere presa in considerazione.

 

Da ultimo, nemmeno
trova conferma la censura secondo cui l'intimazione al ricorrente del calcolo
degli interessi di mora, oltretutto a distanza di anni dal relativo periodo
contributivo e dalla richiesta di pagamento dei conguagli, rappresenterebbe una
violazione del principio della buona fede, assimilabile al principio venire
contra factum proprio. Infatti,
come ha di recente affermato il Tribunale federale (STF 9C_173/2007 del 15 aprile 2008), "les intérêts moratoires
réclamés en cas de retard dans le versement des cotisations, sont dus
indépendamment de toute mise en demeure, de sommation ou de la bonne foi de
l'assuré".

 

                                13.   Tutto ben considerato, quindi, discende che alcun rimprovero
può dunque essere mosso nei confronti della Cassa per aver addebitato al
ricorrente degli interessi moratori di Fr. 1'255,55, di Fr. 1'617,35
e di Fr. 546,30 in funzione dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS.

Il ricorso deve pertanto
essere integralmente respinto.

Si prescinde dal carico
della tassa di giustizia e delle spese, e non vengono attribuite ripetibili.

 

 

 

 

Per questi
motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio Zocchetti