# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2913db3f-cc94-51f7-9cf5-84574c40320e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-04-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.04.2025 D-1324/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1324-2025_2025-04-11.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1324/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l l ’ 11  a p r i l e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Chrystel Tornare Villanueva;  

cancelliere Matteo Piatti. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Eritrea,  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 6 febbraio 2025 / N (…). 

 

 

 

D-1324/2025 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

L’interessato, cittadino eritreo, ha presentato una domanda d’asilo in Sviz-

zera il 26 novembre 2024. Il 17 dicembre successivo ha sostenuto dinanzi 

alla Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: la SEM) un’audizione 

approfondita sui motivi d’asilo. Egli ha sostanzialmente addotto di essere 

stato arrestato in Eritrea nel dicembre 2022 per non essere stato in pos-

sesso della tessera scolastica, venendo poi condotto alla stazione di polizia 

dove sarebbe stato maltrattato e privato di cibo. Dopo due mesi di deten-

zione gli sarebbe stato comunicato che avrebbe dovuto essere sottoposto 

all’addestramento militare. A tal fine, sarebbe stato quindi trasferito ad 

B._______, dove avrebbe trascorso tre settimane senza iniziare alcuna for-

mazione militare, decidendo così di espatriare con alcuni amici attraverso 

il confine con il Sudan nel marzo 2023. Per questi motivi, l’interessato teme 

quindi di essere arrestato in caso di rimpatrio (per i dettagli, cfr. atto SEM 

n. […]-15/15). Quale mezzo di prova, il richiedente ha depositato agli atti la 

copia del suo presunto certificato di nascita. Il 19 dicembre 2024, la do-

manda d’asilo è stata infine assegnata alla procedura ampliata.  

 

B.  

Con decisione del 6 febbraio 2025, la SEM non ha riconosciuto al richie-

dente la qualità di rifugiato, ha respinto la domanda d'asilo e pronunciato il 

suo allontanamento dalla Svizzera, incaricando il Cantone C._______ 

dell’esecuzione di quest’ultima misura. 

 

C.  

Con ricorso del 27 febbraio 2025, l’interessato adisce il Tribunale ammini-

strativo federale (di seguito: Tribunale o TAF) concludendo implicitamente 

all’annullamento della decisione succitata nonché alla concessione 

dell’asilo in Svizzera.  

 
 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF in quanto la LAsi (RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

 

1.2 Il ricorso è tempestivo (art. 108 cpv. 2 LAsi) e ricevibile sotto il profilo 

degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e 52 cpv. 1 PA. 

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1.3 I ricorsi manifestamenti infondati, come quello in esame, sono decisi 

da un giudice unico con l'approvazione di una seconda giudice e la relativa 

sentenza è motivata soltanto sommariamente (artt. 111 lett. e cum 111a 

cpv. 2 LAsi). Nello specifico, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio degli 

scritti in virtù dell'art. 111a cpv. 1 LAsi.  

2.  

In materia d’asilo, il potere di cognizione del Tribunale e le censure ammis-

sibili sono disciplinati dall’art. 106 cpv. 1 LAsi (cfr. anche DTAF 2014/26 

consid. 5; 2014/1 consid. 2; art. 62 cpv. 4 PA).  

 

3.  

3.1 Ai sensi dell’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiate le persone che, nel Paese 

d’origine o d’ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore d’es-

sere esposte a tali pregiudizi. Sono ritenuti seri pregiudizi l’esposizione a 

pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché le misure che 

comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Sarà 

quindi riconosciuto come rifugiato colui che ha dei motivi oggettivamente 

riconoscibili da terzi (elemento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) 

di essere esposto, in tutta verosimiglianza e in un futuro prossimo, a una 

persecuzione (per i dettagli, cfr. DTAF 2011/51 consid. 6.2; 2010/57 consid. 

2.5). Inoltre, secondo l’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve 

provare, o per lo meno rendere verosimile, la sua qualità di rifugiato. La 

qualità di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una 

probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in partico-

lare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o con-

traddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su 

mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). La giurisprudenza e la 

dottrina riconoscono determinati elementi per riconoscere la verosimi-

glianza delle allegazioni: quest’ultime devono essere sufficientemente fon-

date, concludenti e plausibili (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1). 

 

3.2  

3.2.1 Ciò posto, il Tribunale giudica che l’autorità inferiore ha correttamente 

concluso per l’inverosimiglianza delle affermazioni dell’interessato in rela-

zione alla sua detenzione, al presunto soggiorno a B._______ nonché alle 

circostanze concrete dell’espatrio. Le affermazioni presentano, infatti, di-

verse incongruenze logiche, non risultano plausibili e sono prive di suffi-

cienti dettagli di qualità e di contenuto, sollevando quindi seri dubbi sulla 

veridicità degli eventi narrati (cfr. decisione avversata, pagg. 5-7).  

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3.2.2 Anzitutto, egli ha fornito delle risposte vaghe sulle circostanze dell’ar-

resto, senza indicare con precisione l’autorità che avrebbe disposto la sua 

detenzione e adducendo una motivazione implausibile, quella della man-

cata detenzione della tessera scolastica, per giustificare un periodo di de-

tenzione così prolungato (cfr. atto SEM n. 15/15 D11-15). Per quanto ri-

guarda le condizioni di prigionia, nonostante le ripetute domande volte ad 

approfondire l’argomento, si è inoltre limitato a riferire dettagli generici, 

senza fornire informazioni concrete sulle condizioni della cella, sui maltrat-

tamenti o sulle difficoltà che avrebbe affrontato durante la reclusione (idem 

D12-20 e D87-89).  

3.2.3 Anche il racconto del periodo trascorso a B._______ risulta superfi-

ciale e priva di elementi concreti. In particolare, l’insorgente si è limitato a 

fornire dettagli marginali su una giornata tipo, senza descrivere momenti di 

isolamento o abitudini quotidiane vissute in prima persona (cfr. atto SEM 

n. 15/15 D11, D28, D41 e D87-89). Inoltre, non ha saputo specificare in 

modo convincente né la struttura dell’edificio né il tipo di sorveglianza eser-

citata dalle autorità del centro in cui sarebbe stato detenuto (idem D25-37). 

Il richiedente ha addotto di aver subìto violenze e maltrattamenti, ma inter-

rogato sulle punizioni inflitte ai detenuti e sulle percosse ricevute, ha fornito 

solo episodi vaghi, senza descrivere con precisione chi lo avrebbe colpito, 

con quale frequenza e per quale motivo. In un primo tempo, peraltro, ha 

minimizzato la gravità dei maltrattamenti subiti, affermando che non gli sa-

rebbero “successe tante cose brutte” se non quella di aver assistito all’uc-

cisione di una persona davanti a suoi occhi (idem D11, D28 e D41-42).  

3.2.4  Il richiedente ha poi fornito un resoconto frammentario delle circo-

stanze del suo espatrio. Infatti, non ha spiegato come sia riuscito concre-

tamente a lasciare il centro di addestramento – nonostante la fuga fosse 

punita frequentemente con l'esecuzione pubblica – né ha chiarito in modo 

credibile il percorso di fuga seguito e il coinvolgimento dei presunti passa-

tori per attraversare la frontiera (cfr. atto SEM n. 15/15 D54-67).  

 

3.2.5 In queste circostanze, si può ragionevolmente ammettere che la pre-

sunta detenzione patita dall’interessato non è supportata da elementi con-

creti, che la sua esperienza a B._______ appare costruita su informazioni 

stereotipate e prive di fondamento e, infine, che le circostanze dell’espatrio 

mancano di coerenza e chiarezza. L’incapacità di fornire risposte coerenti 

e dettagliate, nonostante i solleciti della SEM, rende infatti inverosimile che 

abbia vissuto personalmente gli eventi narrati. Posta l’inconcludenza delle 

allegazioni, il rischio di essere incarcerato in caso di rimpatrio si rivela 

quindi infondato.  

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3.3 Va comunque rilevato che, in assenza di specifici fattori di rischio che 

qualifichino il ricorrente come oppositore al governo eritreo (cfr. consid. 3.2 

supra), le eventuali sanzioni derivanti dalla sua fuga illegale dal Paese, ri-

spettivamente la prospettiva di dover svolgere il servizio nazionale nel con-

testo eritreo, non costituiscono dei pregiudizi rilevanti ai sensi dell’art. 3 

LAsi (per la rilevanza dell’espatrio, cfr. sentenza del TAF D-7898/2015 del 

30 gennaio 2017 consid. 4.1 e 5.1 seg. [sentenza di riferimento]; per quella 

dell’arruolamento militare, cfr. DTAF 2018 VI/4 consid. 3.1; ex pluris sen-

tenza del TAF E-8242/2024 del 13 gennaio 2025 consid. 7.3). 

 

3.4 In ultima analisi, il Tribunale giudica che l’esecuzione dell’allontana-

mento pronunciato dalla SEM conformemente all’art. 44 LAsi si rivela pos-

sibile, ammissibile e ragionevolmente esigibile ai sensi dell’art. 83 cpv. 2-4 

della legge sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, 

RS 142.20). Anzitutto, contrariamente a quanto sembra pretendere il ricor-

rente, in Eritrea non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile 

o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nella 

totalità del territorio nazionale, tale da riconoscere l’esistenza di un pericolo 

concreto per tutte le persone originarie di tale Paese (cfr. DTAF 2018 VI/4 

consid. 6.2; sentenza del Tribunale D-2311/2016 del 17 agosto 2017 [pub-

blicata quale sentenza di riferimento] consid. 17). Inoltre, il ricorrente non 

può prevalersi di motivi personali ostativi al suo rimpatrio. Egli non soffre, 

infatti, di gravi problemi di salute curabili soltanto in Svizzera (cfr. DTAF 

2011/50 consid. 8.3), in quanto affetto da una lesione tra due dita della 

mano sinistra ([…]) per la quale è stata consigliata l’asportazione in chirur-

gia ambulatoriale senza indicazioni d’urgenza (cfr. atti SEM n. 12/2, 15/15 

e 23/1). Egli è inoltre giovane, celibe, gode di una sufficiente scolarizza-

zione e dispone di una valida esperienza professionale quale meccanico 

di biciclette e fattorino (cfr. atto SEM n. 15/15 D69-73). Non è quindi vero-

simile ch’egli riscontrerà difficoltà eccessive nell’ambito della sua reintegra-

zione lavorativa e sociale in patria (cfr. decisione avversata pag. 8). Va in-

fine osservato che la situazione generale dei diritti umani in Eritrea non è 

tale da rendere inammissibile l’esecuzione del suo allontanamento (cfr. 

DTAF 2018 VI/4 consid. 6.1; ex pluris E-8243/2024 del 13 gennaio 2025 

consid. 8; D-4285/2024 del 5 settembre 2024 consid. 7.2.5). Ad ogni buon 

conto, l’interessato potrà richiedere un sostegno finanziario per assicurare 

l’assistenza medica per un periodo limitato nel Paese d’origine – ottenendo 

una riserva di medicinali o il pagamento dei costi per l’asportazione chirur-

gica del corpo estraneo nella mano – prima del suo allontanamento dalla 

Svizzera (cfr. art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi e art. 73 segg. dell’Ordinanza 2 

sull’asilo relativa alle questioni finanziarie dell’11 agosto 1999 [OAsi 2, RS 

142.31]).  

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Pagina 6 

3.5 Per il resto, si rinvia ai corretti accertamenti e alle motivazioni contenute 

nella decisione impugnata, alla quale può essere prestata adesione (art. 

109 cpv. 3 LTF cum art. 4 PA). 

 

4.  

In esito, la SEM non è incorsa in una violazione del diritto federale e nep-

pure in un accertamento errato o incompleto dei fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il ricorso va quindi respinto. 

 

5.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– sono poste 

a carico del ricorrente soccombente (cfr. artt. 63 cpv. 1 e 5 PA cum art. 3 

lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi 

al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).  

 

6.  

Questa sentenza è definitiva e non può essere impugnata con ricorso in 

materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF).  

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Pagina 7 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza.  

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Matteo Piatti 

 

 

Data di spedizione: