# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d8be3af4-c511-5a9a-924e-aa740f9e2493
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-09-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.09.2009 32.2008.228
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2008-228_2009-09-28.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2008.228

   

  LG/DC/sc

  	
  Lugano

  28 settembre
  2009

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Luca Giudici, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 10 dicembre 2008
di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 13 novembre 2008 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato nel 1956, attivo come indipendente nel settore del montaggio
e della riparazione di celle frigorifere, isolazioni e
pannelli per la protezione delle acque, in data 2 aprile 2007 ha presentato una domanda di
prestazioni AI per adulti (rendita) segnalando “la formazione di 2 tumori
benigni nella parte frontale della testa con conseguenti crisi epilettiche e
disturbi vari” (doc. AI 3-1/6).

 

                               1.2.   Esperiti gli
accertamenti medici ed economici del caso, in particolare un’inchiesta
economica per indipendenti (doc. AI 49-1), l’UAI con decisione del 13 novembre
2008 (doc. AI 62-1), preavvisata con progetto del 25 luglio 2008 (doc. AI
53-1), ha attribuito all’assicurato un quarto di rendita (grado 41%) a far
tempo dal 1° giugno 2006 e tre quarti di rendita d’invalidità (65%) dal 1°
settembre 2006.

 

                               1.3.   Contro
questa decisione l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA postulando l’attribuzione di una rendita intera
d’invalidità, previa l’esecuzione di ulteriori accertamenti medici (perizia
pluridisciplinare) (doc. I).

 

                                         In
sostanza il ricorrente ha riferito che in considerazione del recente
peggioramento del suo stato di salute “egli non è ragionevolmente in grado
di sfruttare la sua capacità lavorativa residua oltre il 40%”. Essendo
inoltre la limitazione della capacità lavorativa imputabile a diversi fattori
invalidanti è giustificato - a suo dire - l’allestimento di una perizia
pluridisciplinare volta ad approfondire la patologia oncologica, quella
psichiatrica e quella ortopedica (doc. I).

 

                                         A
sostegno delle proprie argomentazioni il ricorrente ha prodotto il certificato
medico del 22 settembre 2008 del Dr. __________ (doc. B).

 

                               1.4.   L’UAI, in
risposta, dopo aver sottoposto la documentazione medica al vaglio del SMR, ha
confermato la valutazione del danno alla salute operata con la decisione
impugnata e postulato la reiezione integrale del ricorso  (doc. VI +1)

 

                               1.5.   Con scritto
del 12 febbraio 2009 il patrocinatore dell’assicurato ha chiesto a questa Corte
che venga esperita una perizia pluridisciplinare e acquisito, non appena
possibile, il rapporto del Dr. __________. Egli inoltre ha contestato le valutazioni
espresse dal medico del SMR, in merito alle ripercussioni psichiatriche della
patologia oncologica (doc. VIII).

 

                               1.6.   Con le
osservazioni del 24 febbraio 2009 l’UAI ha sottoposto le critiche
dell’assicurato al SMR, il quale ha indicato l’assenza di indicazioni mediche
idonee a confutare la valutazione del SMR (doc. X + bis).

 

                               1.7.   L’assicurato
ha prodotto, in data 9 aprile 2009, il certificato medico del 2 aprile 2009 del
Dr. __________ (doc. XII bis).

 

                                         Il doc.
XII + bis è stato trasmesso all’UAI per osservazioni (doc. XIII).

 

                               1.8.   Con le
osservazioni del 24 aprile 2009 l’UAI, dopo aver sottoposto il certificato
medico del Dr. __________ al vaglio del SMR, ha riconfermato il proprio
provvedimento e la risposta al ricorso (doc. XIV + bis).

 

                                         I doc.
XIII, XIV + bis sono stati trasmessi al ricorrente per conoscenza.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (cfr. STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA
I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA           H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA
H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98
del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT  I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99
del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è la questione di sapere se l’UAI ha correttamente attribuito
all’assicurato un quarto di rendita d’invalidità dal 1° giugno 2006 e tre
quarti di rendita dal 1° settembre 2006.

 

                                         Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo
la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

 

                                         L’art. 28
cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2007, prescrive che gli assicurati
hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre
quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono
invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.

                                         Questa
graduazione è stata ripresa all’art. 28 cpv. 2 LAI in vigore dal 1° gennaio
2008.

 

                                         Ai sensi
dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido
(reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere
determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante
la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle
affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et
pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di
eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi;
DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la
giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità,
come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche
e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit,
p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra
parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di
applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è
essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il
TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313). 

                                         

                                         Al
proposito va infine ancora rilevato che, secondo la
giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le
circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla
rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla
medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali
modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione
(rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili
di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R
consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in
SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01
pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I
26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I
475/01).

 

                               2.3.   Va poi ricordato che, secondo la
giurisprudenza del TFA, nei casi in cui il calcolo dei redditi risulti
particolarmente difficile, occorre che la graduazione dell’invalidità avvenga,
ispirandosi al metodo specifico applicabile alla persone non esercitanti
un’attività lucrativa (art. 27 OAI), eccezionalmente secondo il metodo
straordinario.

                                         Capita
in particolare nel caso di indipendenti, dove un calcolo sufficientemente
preciso dei redditi da porre a confronto sia escluso (Pratique VSI 1998 p. 121;
pag. 255; SVR 1996 IV Nr. 74 p. 213ss. consid. 2b; RAMI 1996 p. 36 consid. 3b e
3c; DTF 104 V 137 consid. 2c; DTF 97 V 57; DTF 104 V 139; DTF 105
V 154ss consid. 2a; Duc, Les assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, p.
456).

                                         L’invalidità
è allora stabilita secondo la riduzione del rendimento nella situazione
concreta in cui si svolge l’attività (Pratique VSI 1999 pag. 121s; Valterio, op. cit., p. 199). Perciò l’invalidità sarà valutata
considerando le ripercussioni economiche dovute alla riduzione del rendimento
sulla situazione concreta dove si svolge l’attività dell’assicurato divenuto
invalido (DTF 105 V 151). 

                                         In
tal caso si procede a paragonare le attività svolte prima e dopo la
sopravvenienza del danno alla salute, riferendosi al metodo specifico applicato
a coloro i quali non svolgono attività lucrativa (art. 27 OAI; Pratique VSI
1998 p. 122 consid. 1a). La differenza sostanziale tuttavia con quest’ultimo
metodo consiste nel fatto che il grado di invalidità non viene stabilito
direttamente sulla base del raffronto tra le attività. Dapprima, infatti, sulla
base di tale raffronto, si constata l’impedimento dovuto al danno, poi si
valutano gli effetti di tale impedimento sull’incapacità di guadagno (metodo
straordinario; Pratique VSI 1998 pag. 123 consid. 1a;
SVR 1996 IV Nr. 74 p. 213ss consid. 2b; DTF 105 V 151, 104 V 138). Una determinata limitazione della capacità produttiva funzionale
può, non deve tuttavia forzatamente, produrre una perdita di guadagno della
medesima entità (Pratique VSI 1998 pag. 123 consid. 1a).

 

                                         Se si
volesse, nel caso di persone attive, fondarsi esclusivamente sul risultato
ottenuto dal confronto delle attività, si violerebbe il principio legale secondo
cui per questa categoria di assicurati l'invalidità deve essere stabilita in
base all'incapacità di guadagno (DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2;
VSI 1998 pag. 122 consid. 1a e pag. 257 consid. 2b; cfr. in particolare STFA
inedite del 27 agosto 2004 in
re I, I 543/03 e del 12 maggio 2004 nella causa T., I 540/02).

 

                                         Secondo
giurisprudenza infine, il metodo straordinario è spesso applicato alle persone
con attività lucrativa indipendente o comunque nei casi in cui anche solo uno
dei redditi determinanti per il raffronto non può essere accertato o stimato in
maniera affidabile (STFA I 543/03 del 27 agosto 2004 in re I, consid. 4.3 e STFA I 224/01 del 22 ottobre 2001, consid. 2b; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 205).

 

                                         Nel
caso di un indipendente, il TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha
precisato che il solo raffronto tra l’utile realizzato prima e quello
conseguito dopo l’incidente, non conduce a conclusioni affidabili per quel che
riguarda la perdita di guadagno che dipende dall’invalidità. In effetti, troppi
fattori influenzano gli utili di un’azienda, come ad esempio la situazione
congiunturale e la situazione concorrenziale, di conseguenza le oscillazioni
sono dovute anche ad aspetti estranei all’invalidità.

                                         Di conseguenza il TFA ha
stabilito che i soli documenti contabili non sono dei mezzi idonei a stabilire
in maniera affidabile i redditi ipotetici (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b;
DTF 104 V 137 consid. 2c).

 

                               2.4.   Per quanto
attiene l’esame delle conseguenze del danno alla salute dal profilo economico
e, quindi, la determinazione del grado di inabilità, richiamato l’art. 16 LPGA
e quanto già esposto ai consid. 2.2. e 2.3. che precedono, va ricordato che l'invalidità nell'ambito delle
assicurazioni sociali svizzere è un concetto di carattere economico‑giuridico
e non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b, 110 V 275 consid. 4a). 

                                         I
dati economici risultano pertanto determinanti. 

                                         Al medico compete la valutazione dello stato di salute del peritando,
della misura e del tipo di attività in cui l’interessato è incapace al lavoro.
Il medico stabilisce, quindi, in che misura il danno alla salute limita
l’interessato nelle sue funzioni corporali e psichiche. Egli si limita in
particolare alle funzioni importanti nelle attività lavorative che secondo la
sua esperienza di vita entrano in linea di conto nel caso concreto (Meyer-Blaser,
op. cit., p. 227, cfr. anche DTF 125 V 261 consid. 4, 115 V 143 consid. 2, 114
V 314 consid. 3c).

                                         D’altro
canto compito dell’orientatore professionale è quello di stabilire, in base
alle informazioni del medico riguardo alle mansioni ancora possibili, le
attività lavorative ancora concretamente ammissibili per l’invalido
(Meyer-Blaser, op. cit., p. 228, Omlin, Die Invalidità in der obligatorischen
Unfallversicherung, Friborgo 1995, p. 201).

                                         In
particolare, al fine di determinare l'incapacità al guadagno mediante il metodo
ordinario di cui all’art. 16 LPGA, occorre porre in confronto il reddito che
l'assicurato avrebbe conseguito senza il danno (reddito da valido) con quello
risultante dalle attività esigibili nonostante il danno alla salute (reddito da
invalido). Determinante per il raffronto dei redditi ipotetici è il momento dell'inizio
dell’eventuale diritto alla rendita, tenuto conto che l'amministrazione deve considerare
inoltre eventuali rilevanti modifiche dei redditi di riferimento intervenute
sino all'emanazione della decisione contestata (cfr. consid. 2.2.).

                                         In ogni
modo, ai fini dell'accertamento
dell'invalidità ci si deve fondare su un mercato del lavoro equilibrato e
quindi fittizio; ci dev'essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta
di posti di lavoro e un'offerta di posti diversificati in relazione con le capacità
professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un concetto
teorico e astratto (DTF 110 V 276; Meyer‑Blaser, op cit. p. 212). Un
assicurato non può pertanto avvalersi dell'impossibilità congiunturale di
trovare un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK 1984 p. 347). 

                                      

                                         Va ancora la pena di rilevare che, secondo la giurisprudenza del
TFA, per accertare il reddito conseguibile dall'assicurato senza l'invalidità (reddito
da valido) è decisivo stabilire, secondo il principio della verosimiglianza
preponderante, quanto l’assicurato guadagnerebbe, al momento della nascita del
diritto alla rendita, se fosse sano (STFA I 782/03 del 24 maggio 2006; STFA inedite 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/01 e 23 maggio
2000 nella causa T., U 243/99; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b con
riferimenti, cfr. anche RCC 1992 pag. 96 consid. 4a). Il reddito dev'essere
fissato il più concretamente possibile. Determinante è dunque il reddito che
l’assicurato avrebbe potuto conseguire tenuto conto delle competenze
professionali come pure delle circostanze personali per un prospettato
avanzamento professionale (quali la frequentazione di corsi, l’inizio di studi
ecc.), nella misura in cui vi sono degli indizi concreti in merito (cfr. DTF 96
V 29, ZAK 1985 pag. 635 consid. 3a, cfr. pure RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid.
3b). Considerato come di regola bisogna presumere che senza il danno alla
salute l’assicurato avrebbe continuato la precedente attività, decisivo risulta
di regola l’ultimo guadagno conseguito, adeguato al rincaro ed eventualmente
all’usuale crescita dei salari (RKUV 2000 n. U 400 p. 381 e riferimenti). 

                                         Per quel
che concerne la determinazione del reddito di un indipendente, si deve
tener conto in particolare delle attitudini professionali e personali e del
genere di attività della persona assicurata, come pure della situazione
economica e dell'andamento della sua azienda (RCC 1961 pag. 338) prima
dell'insorgere dell'invalidità. In mancanza di dati affidabili, il reddito
medio o il risultato d'esercizio di aziende simili possono fungere da base per
valutare il reddito ipotetico (RCC 1962 pag. 125). Il reddito di tali aziende
non può tuttavia essere equiparato direttamente al reddito ipotetico senza
invalidità (RCC 1981 pag. 40). In tutti i casi deve essere fatta astrazione del
reddito che non proviene dall'attività personale dell'assicurato, come il
good-will, l'interesse derivante dal capitale investito o la parte di reddito
attribuibile alla collaborazione di famigliari (RCC 1971 pag. 432; cfr.
Valterio op. cit., pag. 206; Peter, Die Koordination von Invalidenrenten,
Zurigo 1997 pag. 65 e il marginale 3030 della Circolare sull'invalidità e la grande
invalidità nell'assicurazione per l'invalidità (CIGI) edita dall’UFAS, nella versione
in vigore dal 1° gennaio 2000; cfr. al riguardo anche STCA del 29 ottobre 2003,
inc. 32.2002.154, STCA del 27 ottobre 2003, inc. 32.2003.15).

 

                                         Per quel
che concerne invece il reddito da invalido, lo stesso deve essere determinato sulla base della situazione professionale
concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in
maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito
derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un
salario sociale ("Soziallohn") (cfr. DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e
riferimenti).

                                         Se invece non esiste un siffatto guadagno, in
particolare perché come nel caso in esame l'assicurato non ha intrapreso una
attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a
quello da valido nella determinazione del grado di invalidità, può essere
ricavato dai rilevamenti di statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale
di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e
categorie di lavoro  (Pratique VSI 2002 pag. 68 consid. 3b; DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni
invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità
residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a
raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una
riduzione percentuale sul salario teorico statistico che, a seconda delle circostanze,
può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc,
recentemente confermato in Pratique VSI 2002 pag. 64).

 

                               2.5.   Il
TFA ha già avuto modo di affermare l’ammissibilità di principio di un raffronto
tra redditi da attività indipendente con redditi da dipendente (STFA I 543/03
del 27 agosto 2004). 

 

                                         Tale
modo di operare è segnatamente stato avallato nei casi in cui sono disponibili
dati fiscali attendibili (cfr. sentenza citata). 

 

                                         Inoltre
alla luce del principio generale applicabile
anche nel diritto delle assicurazioni sociali, per il quale all'assicurato
incombe l'obbligo di ridurre il danno (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V
278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pag. 57, 551 e 572) e, quindi, anche l’obbligo di intraprendere tutto quanto è ragionevolmente esigibile
per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze della sua
"invalidità", segnatamente mettendo a profitto la sua residua
capacità lavorativa, se necessario, in una nuova professione (DTF 113 V 28
consid. 4a e sentenze ivi citate; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip
im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 296 segg).

                                         In
talune circostanze si può dunque richiedere ad un assicurato
indipendente di intraprendere un’attività dipendente.  

                                         Questo
avviene allorché egli può mettere a miglior frutto la sua residua capacità
lavorativa e quando tale cambiamento di professione - tenuto conto dell’età,
della durata dell’attività svolta, della formazione, della tipologia
dell’attività sin qui esercitata e della situazione professionale - sia
ragionevolmente esigibile. Se ciò si avvera, l'esigibilità di un cambiamento di
professione va ammessa e il libero professionista può essere trattato, ai fini
della valutazione del suo reddito da invalido, come se avesse rinunciato alla
propria attività indipendente (cfr. STFA inedite 27 agosto 2004 in re I, I 543/03, consid. 4.3 e del
22 ottobre 2001 in re W., I
224/01, consid. 3b/bb). In tal caso per stabilire l'invalidità vengono computate
quelle entrate che egli potrebbe percepire tramite un'attività lavorativa
dipendente adeguata al danno alla salute.

 

                                         Ad
esempio l’Alta Corte aveva ritenuto esigibile un cambiamento di professione da
agricoltore indipendente in un’attività dipendente adeguata (ZAK 1983 pag. 256;
STFA I 38/06 del 7 giugno 2006, consid. 3.2 con riferimenti di giurisprudenza).
Vedi anche STFA I 761/04 del 14 giugno 2005, dove il TFA ha confermato
l’esigibilità di un cambiamento professionale da custode indipendente di
diversi immobili. 

                                         Nella
STFA I 782/03 del 24 maggio 2006, pubblicata in RtiD II-2006, pag. 214, il
reddito ipotetico senza il danno alla salute conseguibile da un’assicurata di
professione parrucchiera con attività lucrativa indipendente, che quando è
rimasta vittima di due incidenti della circolazione aveva avviato da poco il
proprio esercizio, non poteva essere determinato fondandosi sull’evoluzione
che l’azienda avrebbe avuto se non fosse subentrata l’invalidità, in quanto i
dati contabili a disposizione erano pochi e inattendibili. Pertanto, esso è
stato correttamente accertato sulla base di un esame comparativo dei redditi
conseguiti da aziende simili nella regione. Il reddito da invalida è poi stato
ottenuto facendo capo alla situazione salariale concreta dell’assicurata quale
assistente di cura. Siccome i due redditi di riferimento sono stati determinati
in maniera attendibile secondo il metodo ordinario, l’invalidità
dell’assicurata non doveva essere stabilita secondo il metodo straordinario.

 

                                         Per altri casi in cui,
invece del metodo straordinario, è stato applicato il normale confronto dei
redditi utilizzando i dati statistici ed esigendo dall'assicurato il passaggio
ad un'attività dipendente cfr. STF 9C_335/2007 e STF 9C_13/2007.

                                         

                               2.6.   La nozione
di invalidità in ambito AI coincide di massima con quella vigente in materia
LAINF (e di assicurazione militare), motivo per cui la determinazione della
stessa, anche se viene apprezzata indipendentemente dal singolo assicuratore
sociale, addebitabile ad un medesimo danno alla salute, conduce in via generale
ad un uguale tasso (DTF 127 V 135, 126 V 291, 119 V 470 consid. 2b con
riferimenti). Il TFA ha quindi ribadito la funzione coordinatrice del concetto
unitario dell’invalidità nei diversi settori delle assicurazioni sociali.
Questo per evitare che, in presenza della medesima fattispecie, diversi
assicuratori apprezzino in modo differente il grado d’incapacità la guadagno
(DTF 131 V 120). 

                                         Ciononostante,
il singolo assicuratore non è tenuto ad assumere automaticamente il grado
d’invalidità fissato da un altro assicuratore senza predisporre i propri
accertamenti, dall’altra parte esso non può determinare il tasso
dell’incapacità al guadagno totalmente indipendentemente da quanto già deciso
da un altro assicuratore sociale, non essendo tuttavia escluse delle differenti
valutazioni (DTF 127 V 135; 126 V 292, 119 V 471). 

                                         In tal
senso, in una sentenza del 26 luglio 2000, pubblicata in DTF 126 V 128ss (cfr.
anche Pratique VSI 2001 pp. 79ss), l’Alta Corte ha avuto modo di precisare che
quando un infortunio è l'unica causa dell'invalidità, l'AI deve in linea di
principio attenersi alla valutazione dell'invalidità cresciuta in giudicato in
ambito LAINF. Solo in casi eccezionali, in presenza di motivi pertinenti, può
essere determinato un diverso grado d'invalidità, ritenuto che una valutazione
diversa non basterebbe, neppure se fosse sostenibile o persino equivalente (DTF
131 V 123). 

                                         In una
decisione U183/98 dell'8 luglio 1999, il TFA ha stabilito che l'assicuratore
infortuni non deve scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore AI, fintanto
che quest'ultimo si fonda su un'istruzione approfondita, sia dal profilo medico
che dal punto di vista professionale. Infine, gli organi dell'assicurazione
invalidità non sono vincolati e devono scostarsi dalla valutazione
dall’assicuratore infortuni, allorquando, ad esempio, quest'ultimo abbia
tralasciato di operare un raffronto dei redditi (AHI-Praxis 1998 p. 170).

 

L'aspetto del coordinamento è in seguito stato
relativizzato in successive sentenze nelle quali il Tribunale federale ha
ritenuto non vincolante la valutazione dell'invalidità da parte
dell'assicurazione infortuni o dell'assicurazione per l'invalidità l'altro assicuratore
(DTF 131 V 362; VSI 2004 pag. 182 consid. 4.3 pag. 186 [I 564/02]; cfr. inoltre
pure la sentenza U 148/06 del
28 agosto 2007, consid. 6, pubblicata in DTF 133 V 549).

                                         Il TFA ha
infatti statuito che l'assicuratore infortuni non è legittimato ad opporsi a
una decisione o a ricorrere contro una decisione su opposizione dell'Ufficio AI
riguardante il diritto alla rendita in quanto tale o il grado d'invalidità, e
la valutazione dell'invalidità dell'assicurazione per l'invalidità non esplica
effetti vincolanti nei suoi confronti (DTF 131 V 367 consid. 2.2.). 

                                         Il
medesimo principio vale anche nei confronti dell’Ufficio AI con riferimento
alla valutazione effettuata dall’assicuratore infortuni (STF U 148/2006 del 28
agosto 2007, pubblicata in DTF 133 V 549).

 

                               2.7.   Per quanto
riguarda i postumi della patologia infortunistica il Dr. __________, spec. FMH
in chirurgia e medico circondariale supplente della __________, nella visita
medica di chiusura del 12 febbraio 2003 ha posto la seguente diagnosi:

 

" 
(...)

D I A G N O S I

 

    -    Disturbi funzionali alle ginocchia
anzitutto sotto carico.

    -
   Stato dopo primo infortunio del ginocchio sinistro il 31.7.1989 con rottura
del legamento crociato anteriore e del legamento collaterale mediale. 

    -
   Stato dopo artroscopia diagnostica il 22.8.1989 con in seguito trattamento
conservativo.

    -    Rendita Suva del 10% dall'1.3.1990.

    -
   Stato dopo artroscopia diagnostica e resezione artroscopica di una rottura
longitudinale del menisco laterale sinistro il 6.6.1995.

    -
   Stato dopo plastica del legamento crociato anteriore sinistro il 12.1.1996. 

    -
   Stato dopo asportazione del materiale di osteosintesi il 6.12.1996. 

    -    Stato dopo trauma distorsivo del
ginocchio destro l'11.4.2000.

    -
   Stato dopo artroscopia del ginocchio destro con diagnosi di rottura completa
del legamento crociato anteriore e piccola rottura del corno posteriore del
menisco esterno.

    -
   Stato dopo plastica del legamento crociato anteriore il 19.5.2000.

    -
   Stato dopo asportazione del materiale d'osteosintesi il 20.4.2001. 

    -
   Stato dopo annuncio di una ricaduta per disturbi al ginocchio destro l'1.1.2002

 

CONCLUSIONI

 

Attualmente l'assicurato accusa ancora fastidio
alle ginocchia, soprattutto al sinistro quando deve portare pesi e lavorare
sulle impalcature.

 

Oggettivamente
ottimo risultato dopo plastica del legamento crociato anteriore bilaterale e
buona stabilità e mobilità. Nessun segno di condropatia patellare.

 

ESIGIBILITÀ DEL LAVORO

 

Il paziente può continuare a lavorare come
montatore di celle frigorifere, rispet­tivamente operaio d"isolazione in
genere e isolazioni anti incendio.

Il paziente può spesso sollevare e portare pesi
fino a 5 kg fino all'altezza
dei fianchi, talvolta portare pesi da 5 fino a 10 kg fino all'altezza dei fianchi e di
rado portare pesi superiori ai 10 fino a 45 kg fino all'altezza dei fianchi.

Il paziente può ancora spesso sollevare pesi
sopra l'altezza del petto fino a 5 kg e talvolta anche sollevare pesi sopra l'altezza del petto sopra 5 kg. 

Il paziente può molto spesso maneggiare attrezzi
di leggera entità, spesso di media entità, di rado di pesante entità, ma non
più di molto pesante entità.

Il paziente può spesso svolgere lavori seduto e
inclinato in avanti, spesso lavori in piedi e inclinato in avanti e talvolta
lavori inginocchiato o con la flessione delle ginocchia.

Il paziente può molto spesso camminare fino a 5 metri, spesso camminare oltre 5 metri, a
volte camminare per lunghi tragitti e di rado camminare su terreno ac­cidentato.

Il paziente può spesso salire le scale e talvolta
salire scale a pioli.

 

Il  caso, per quanto concerne le 2 ginocchia,
attualmente è stabile. Con la visita odierna si procede alla chiusura del caso.
Il servizio competente sarà più preciso in merito." (doc. AI 1/20-21)

 

                                         Nella
decisione del 30 settembre 2003 la __________ ha accordato una rendita globale
del 30% a seguito dell’accordo del 15 settembre 2003, dal seguente tenore:

 

Accordo tra la __________ e il signor RI 1 

 

A seguito dei due casi __________ 10.11026.00.8 e
10.12039.89.8 IR, la __________ verserà una rendita d’invalidità globale del
30%, che sostituirà quella precedente.

La nuova rendita verrà calcolata su di un
guadagno annuale di fr. 80600.--.

 

Soldi da versare sul conto indicato sull’annesso
form. 2439.

 

Chiedo che la nuova rendita parta da quando ho
lasciato la ditta __________ e da quando ho iniziato l’attività indipendente,
vale a dire dal 1.10.2001.” (doc. AI 1-11)

 

                                         Per
quanto attiene alla patologia oncologica l’UAI ha fatto riferimento al rapporto
del 12 giugno 2007 del Dr. __________ __________ dell’Istituto Oncologico della
Svizzera Italiana che ha diagnosticato un””astrocitoma WHO II in biopsia
della regione frontale destra. Seconda lesione espansiva frontale sinistra. Biopsia
stereotassica della regione frontale destra il 10.03.2006. Epilessia
sintomatica attualmente controllata con Carbamazepina” (doc. AI 21-6).

 

                                         Lo specialista ha indicato un’inabilità lavorativa del 100% dal
marzo 2006 e del 50% dal 18 luglio 2007 al 28 febbraio 2008 (doc. AI 21-1).
Egli ha precisato:

 

" 
La prognosi oncologica è aperta in quanto è
possibile sia una progressione sintomatica nel corso dei prossimi 7-10 anni,
sia una trasformazione maligna. Il paziente è comunque per il momento da
considerare idoneo al lavoro in misura limitata. È consigliata la ripresa
progressiva, inizialmente al 50%, dell’attività lavorativa abituale. Viste le
attitudini professionali e il ruolo del paziente (titolare di impresa) è
difficile considerare in questa fase un adeguamento professionale. Si dovrà
osservare l’evoluzione dopo la ripresa parziale del lavoro. Il caso andrà
rivalutato tra 6-12 mesi.” 

(doc. AI 21-7)

 

                                         Nel
rapporto del 18 marzo 2008 il Dr. __________ ha ripreso la medesima diagnosi e
definito stabile la situazione clinica e radiologica (doc. AI 50-7/8).

 

                                         L’UAI ha
inoltre fatto riferimento al rapporto del Dr. __________ __________, medicina
generale FMH, che in data 13 maggio 2008 ha posto la diagnosi con ripercussione
sulla capacità lavorativa di ”astrocitoma who II della regione frontale dx
con seconda lesione espansiva frontale sinistra, epilessia” ponendo
un’inabilità lavorativa del 100% dal 3 marzo 2006 al 13 maggio 2007, del 75%
dal 14 maggio 2007 al 3 settembre 2007 e del 50% dal 4 settembre 2007 (doc. AI
50-1).

 

                                         Nelle
annotazioni del 15 luglio 2008 (doc. AI 52-1) l’UAI ha inoltre ripreso il
rapporto del 18 giugno 2007 del Dr. med. __________ __________, spec. FMH in
neurologia, che ha diagnosticato una “leggera e intermittente disritmia
lenta frontotemporale a predominanza emisferica ds senza carattere irritativo”.
Secondo lo specialista “in assenza di crisi dal luglio 2006, considerati i
tassi ematici nei margini terapeutici e la stabilità del quadro radiologico il
P. può essere nuovamente considerato abile alla guida di un’automobile”
(doc. AI 50-6).

 

                               2.8.   Quanto alla
valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi
importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si
fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente,
che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la
descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito
siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha
valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad
esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I
462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF
125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997
pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

 

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa,
il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici
specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono a conclusioni
logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi,
fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V
176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329
e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna
1994, pag. 332).

 

                                         In
una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però
ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire
delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie.
In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha
statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione
degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale
le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una
certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale
referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per
farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

 

                                         Nella
DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale
ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI
1993 pag. 95).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                         Occorre
ancora evidenziare che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 concernente un caso di assicurazione per l'invalidità (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse
dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante
ed il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia.

 

                                         Per
quel che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto
di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di
dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125
V 353 consid. 3a)cc);
Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht,
Zurigo 1997, pag. 230).

 

                                         L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008 del 16
ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici curanti e
periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha precisato quanto
segue:

 

" 
(…)

On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre
experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de
mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports médicaux
des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères
jurisprudentiels (ATF 125 V 351 consid. 3a p. 352) qui permettent de leur reconnaître pleine valeur
probante. A cet égard, il convient de rappeler qu'au vu de la divergence
consacrée par la jurisprudence entre un mandat thérapeutique et un mandat
d'expertise (ATF 124 I 170 consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV Nr. 15 p. 43 consid. 2.2.1 et les
références [arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]), on ne saurait remettre en cause
une expertise ordonnée par l'administration ou le juge et procéder à de
nouvelles investigations du seul fait qu'un ou plusieurs médecins traitants ont
une opinion contradictoire. Il n'en va différemment que si ces médecins
traitants font état d'éléments objectivement vérifiables ayant été ignorés dans
le cadre de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour remettre en
cause les conclusions de l'expert.(…)

 

                                         Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti
medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                         Va
ancora rilevato che, affinché un esame medico in ambito
psichiatrico sia ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni
(D. Cattaneo, “La promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle
assicurazioni sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota
158, pag. 628-629, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e
cantonali, in particolare la DTF 127 V 294; cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni
sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing &
Lichtenhahn, Basilea 2008 pag, 203 e segg. (249-254).

                                         In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di
Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen: Gerichte
und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito
psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una
classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

                                         Il
perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa
da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,
quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

                                         Inoltre, l'esperto deve
esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Del resto, un rifiuto di
una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le
divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni
sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una
richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente
e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative
lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap
nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27 settembre 2001,
inc. 32.1999.124).

 

                               2.9.   Nella
concreta fattispecie, chiamato a verificare innanzitutto se lo stato di salute
del ricorrente è stato accuratamente vagliato dall’UAI prima dell’emissione
della decisione qui impugnata, dopo attenta analisi della documentazione medica
agli atti, questo TCA non ha motivo per mettere in dubbio la valutazione
effettuata dal SMR, da considerare dettagliata, approfondita e quindi
rispecchiante i parametri giurisprudenziali sopra ricordati.

 

                                         Per
quanto riguarda i postumi infortunistici l’Ufficio AI ha correttamente
preso in considerazione la quota del 30% definita nell’accordo del 15 settembre
2003 con l’assicuratore infortuni ed erogata a far tempo dal 1° ottobre 2001 (cfr.
doc. 1-11).

                                         

                                         Questa
Corte non intravvede infatti motivi pertinenti per scostarsi dalla percentuale
di invalidità fissata nella transazione del 15 settembre 2003 e determinare dunque
un diverso grado d'invalidità. 

                                         Ciò a
maggior ragione se si considera che agli atti non emerge una modifica
sostanziale dello stato di salute del ricorrente per quanto concerne i postumi
infortunistici.

                                         Successivamente
alla visita di chiusura del 12 febbraio 2003 del Dr. __________, medico di
circondario supplente __________, i medici curanti di RI 1 non hanno infatti più
diagnosticato disturbi in relazione con gli eventi presi a carico dall’assicuratore
infortuni. Lo stesso ricorrente nel proprio allegato, in merito ai disturbi
accusati al ginocchio sinistro, ha affermato che “è tutt’altro che scontato
che questa patologia sia una conseguenza dell’infortunio oggetto di rendita __________…”
(doc. I).

                                      

                                         A tal
proposito l’assicurato ha prodotto il referto del Dr. __________ __________,
spec. FMH in ortopedia e chirurgia ortopedica, che in data 22 settembre 2008 ha attestato che il paziente “…è
stato regolarmente seguito per una problematica post traumatica del ginocchio
sinistro con attualmente lento aggravamento con dolori di tipo meccanico e
meteodipendenti che necessitano ogni tanto un’infiltrazione di cortisone e
infiammatori” (doc. B)

 

                                         Il medico
del SMR, Dr. __________, ha riferito che tale documentazione non permette di
oggettivare o rendere verosimile una sostanziale modifica della situazione
postraumatica presente a livello delle ginocchia (doc. VI 1).

 

                                         Questa
Corte ritiene dunque che dalla documentazione medica agli atti non sia oggettivabile
né un peggioramento della problematica post-traumatica, né una nuova patologia
ortopedica.

 

                                         Va qui
ricordato che se, da una parte, la
procedura davanti al TCA è retta dal principio inquisitorio, secondo cui i
fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal giudice,
dall’altra si rileva che questo principio non è però assoluto, atteso che la
sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all'istruzione
della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c con riferimenti).

                                         Il dovere processuale di collaborazione comprende
in particolare l'obbligo delle parti di apportare – ove ciò fosse ragionevolmente
esigibile – le prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai
fatti invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare le
conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).

 

                                         Si
ricorda tuttavia al ricorrente che il presente giudizio non pregiudica
eventuali suoi diritti nei confronti dell’assicurazione federale per
l’invalidità insorti in epoca successiva alla data decisiva del provvedimento
impugnato, il quale delimita il potere cognitivo del giudice (cfr. DTF 130 V
140 e 129 V 4).

 

                                         Per
quanto riguarda la patologia oncologica il Dr. __________ __________ __________
ha diagnosticato in data 18 marzo 2008 un “astrocitoma WHO II in biopsia
della regione frontale destra. Seconda lesione espansiva frontale sinistra.
Biopsia stereotassica della regione frontale destra il 10.03.2006. Epilessia
sintomatica attualmente controllata con Carbamazepina” (doc. AI 50-7).

 

                                         Secondo il
medico vi è una stabilità clinica e radiologica: “ a due anni dalla biopsia
la risonanza magnetica è stabile. Non vi sono prese di contrasto e la
dimensione degli astrocitomi frontali rimane invariata” (doc. AI 50-7). Il
Dr. __________ ha concluso il referto indicando che i disturbi accusati
dall’assicurato (cefalee, alterazioni del sonno, con sensazione di soffocamento
e risveglio angosciato) “…sono rimasti eventi isolati a fronte dell’evoluzione
favorevole dal punto di vista obiettivo e radiologico”, tant’è che non vi è
un’indicazione a intraprendere un trattamento (doc. AI 50-8).

 

                                         Anche il
Dr. __________, nel rapporto del 15 maggio 2008, dopo aver posto una diagnosi
sovrapponibile a quella del Dr. __________ ha confermato la stabilità del
quadro valetudinario: “attualmente stato neurologico normale” (doc. AI
50-3). Per quanto riguarda la prognosi viene definita incerta, ma attualmente
stabile, senza segni di peggioramento durante gli ultimi due anni (doc. AI
50-3).

 

                                         Dal punto
di vista neurologico il Dr. __________ ha confermato un quadro valetudinario
sostanzialmente stabile: “in assenza di crisi dal luglio 2006, considerati i
tassi ematici nei margini terapeutici e la stabilità del quadro radiologico
il P. può essere nuovamente considerato abile alla guida di un’automobile”
(doc. AI 50-6, la sottolineatura è del redattore).

 

                                         Nelle
annotazioni del 15 luglio 2008 il medico del SMR, Dr. __________, ha ripreso integralmente
le conclusioni del Dr. __________, del Dr. __________ e del Dr. __________ (doc.
AI 52-1).

 

                                         Il TCA
non ha dunque motivo per distanziarsi dalla valutazione del SMR, che non è del
resto stata smentita da certificati medico-specialistici attestanti delle
patologie maggiormente invalidanti, in grado di influire sulla capacità
lavorativa residua dell’interessato

 

                                         Per
quanto riguarda la patologia psichiatrica l’assicurato ha prodotto la
lettera del 2 aprile 2009 del Dr. __________, spec. FMH in psichiatria e
psicoterapia, nel quale il medico ha riferito di aver seguito RI 1 dal 20
febbraio 2009 al 16 marzo 2009 in collaborazione con la psicologca signora __________ __________. Il
Dr. __________ ha poi precisato quanto segue:

 

" 
(…)

Il signor RI 1 ha presentato uno stato ansioso
legato alle sue difficoltà di salute e precisamente alla sua diagnosi
oncologica. Egli riferisce difficoltà nella gestione del suo lavoro e nella
progettualità per il futuro immediato.

Si è cercato di sostenere la fiducia nelle sue
risorse per affrontare il domani con più serenità appoggiandosi anche sulle
relazioni intra-familiari.

Abbiamo concluso i colloqui con il suo accordo,
rimanendo a sua disposizione per un eventuale sostegno in futuro” (doc. XII
bis).

 

                                         Il
rapporto medico del Dr. __________ non giustifica un diverso apprezzamento
della capacità lavorativa residua dell’assicurato. Esso si limita in sostanza a
dichiarare succintamente che il paziente è stato in cura per un breve periodo
(dal 20 febbraio al 16 marzo 2009, dunque più di tre mesi dopo la decisione
impugnata) per uno “stato ansioso” senza tuttavia fornire indicazioni
circa la capacità lavorativa dell’assicurato.

                                         

                                         A mente
del TCA questo certificato, successivo alla decisione impugnata, stringato,
generico, privo di diagnosi secondo una classificazione riconosciuta, senza
una valutazione delle patologie dell’interessato e del loro influsso sulla
capacità lavorativa, senza esporre il decorso della patologia, indicare una
prognosi e fornire una descrizione dei trattamenti intrapresi, non adempie
quindi i requisiti richiesti dalla giurisprudenza per ritenere che un rapporto
medico abbia valore probatorio (cfr. consid. 2.9.) e non è
atto a mettere in dubbio le conclusioni alle quali è giunto il medico SMR Dr. __________,
ritenendo assente una patologia psichiatrica prolungata di rilievo (doc. XIV
bis); (al riguardo, cfr. STF 9C
376/2007 del 13 giugno 2008, nella quale l’Alta Corte ha considerato
ininfluente un certificato medico stilato dallo psichiatra curante, il quale
riferisce unicamente dell’inizio di un trattamento specialistico per un
episodio depressivo di media gravità, senza tuttavia esprimersi minimamente su
un’eventuale incidenza (presente e/o passata) invalidante dei disturbi
psichici).

 

                                         Pertanto,
stante quanto sopra esposto, richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato
di intraprendere tutto
quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito
economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400
e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweiz. Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid.
4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts
zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), è da ritenere
dimostrato, secondo il grado della verosimiglianza
preponderante abitualmente applicato nel settore delle assicurazioni sociali, che
il ricorrente è inabile al lavoro al 100% dal 3 marzo 2006 al 13 maggio 2007,
al 75% dal 14 maggio 2007 al 3 settembre 2007 e al 50% dal 4 settembre 2007, sia
nella sua attività di montatore frigorista che in ogni altra attività (doc. AI
36-1, 38-1).

 

 

                             2.10.   Al fine di stabilire il grado d’invalidità
dell’assicurato, titolare di una ditta individuale attiva dal 2001
nel settore del montaggio di celle frigorifere, vetrine frigorifere, pannelli
isolanti ed isolazioni, rampe idrauliche, portoni industriali, sezioni di
capannoni (doc. AI 49-1), l’amministrazione ha confrontato il reddito aziendale
conseguito prima e dopo il danno alla salute, giungendo alla conclusione che
dopo l’insorgenza del danno alla salute la cifra d’affari si era dimezzata.

 

                                         Il
TCA non può condividere tale modo di procedere per le ragioni           che
seguono.

                                         

                                         Dal
profilo economico l’amministrazione ha affidato all’ispettore competente
l’incarico di eseguire un’inchiesta per indipendenti. 

                                         Nel
rapporto del 7 aprile 2008 l’ispettore incaricato ha indicato:

 

" 
L'interessato è stato incontrato al suo
domicilio in data 05.03.2008. Per quanto riguarda il curriculum
scolastico-lavorativo, si rimanda per brevità a quello trasmessoci dallo stesso
in aprile 2007. Professionalmente è stato attivo da ultimo durante 20 anni, per
la __________ quale operaio addetto al montaggio di impianti frigoriferi,
vetrine e celle, prima di mettersi in proprio a far capo dal 2001. Era stato
licenziato per mancanza d'intesa con la nuova direzione aziendale. Quale
indipendente ha sempre lavorato da solo, senza dipendenti ma ricorrendo alla
collaborazione occasionale di altri ex-operai della citata azienda che lavorano
anch'essi per conto proprio. La collaborazione concerne l'esecuzione di lavori
impegnativi, di una certa importanza. Chi prende il lavoro  ricorre poi
all'aiuto esterno. Il signor RI 1 risulta iscritto a RC dall'ottobre 2001 con
ditta individuale, attiva nel settore del montaggio di celle frigorifere,
vetrine frigorifere, pannelli isolanti ed insolazioni, rampe idrauliche,
portoni industriali, sezionali di capannoni. Effettua inoltre un servizio
riparazioni. La ditta ha sede nella propria abitazione a RI 1. Dispone di un
magazzino in affitto presso la ditta __________, rispettivamente di un furgone
per i trasporti ed una vettura caravan. A livello di acquisizione del materiale
collabora principalmente con ditte quali la __________ __________ (portoni
industriali + rampe idrauliche ),con la __________ (pannelli prefabbricati ) e
con la tedesca __________ per le celle frigo.

Sino al 2005 ha inoltre collaborato con la __________
per la manutenzione e riparazione dei congelatori dei suoi clienti.

L'attività viene svolta a livello di tutto il
Ticino, rispettivamente anche nella Svizzera interna (ca. 20 %). A dipendenza
dell'importanza dei lavori, talvolta rimaneva via da casa anche l'intera
settimana. In questi casi si collabora con aziende del luogo per lavori
speciali. Per il lato amministrativo (5 %) viene seguito dalla figlia. Le
chiusure contabili vengono invece effettuate dalla __________ __________.
L'attività è praticamene quasi tutta esterna, legata al montaggio. Le
riparazioni sono limitate. Per l'impiantistica di raffreddamento fa capo ad
interventi esterni.

 

I problemi di salute del richiedente sono in
relazione alla presenza di:

-   astrocitoma Who Il in biopsia della
regione frontale dx;

-   seconda lesione espansiva frontale dx;

-   il 10.03.2006 biopsia stereotassica della
regione frontale dx;

-   epilessia sintomatica attualmente
controllata con Carbamazepina.

Va inoltre segnalato che il signor RI 1, in
relazione a postumi infortunistici ad entrambe le ginocchia, è al beneficio di
una rendita __________ del 30 %. Per un infortunio professionale del 1989 era
stato posto al beneficio di una rendita del 10 %, poi adeguata dal 01.10.2001
dopo l'infortunio del 2000.             

La rendita è stata calcolata tenendo conto di un
guadagno annuo ipotetico quale montatore, pari a fr. 80'600.--.

Dall'autunno 2007 ha disturbi più accentuati al
ginocchio sinistro, che da ca. un mese a questa parte si è poi gonfiato. Ha
dovuto ricorrere alle cure dell'ortopedico Dr. __________ per togliere l'acqua
in due occasioni. L'ultima la settimana scorsa. Ha inoltre beneficiato di
iniezioni a base di cortisone. Visita di controllo prevista per il 17.03.08. La
ricaduta è stata annunciata alla __________ dal Medico via fax nel gennaio 08. 

Per il lato infortunistico le limitazioni
lavorative, vengono riferite nell'ambito dell'esecuzione dei lavori in
posizione accovacciata od inginocchiata, nel lavorare /  salire / scendere da scale
a pioli, scalette o su ponteggi, nel sollevare/spostare pesi (taluni pannelli
possono raggiungere pesi tra gli 80 ed i 100 kg ), in un'attività che richiede
comunque anche il sottoporsi a sforzi fisici importanti.

La rendita __________ tiene conto appunto di un
diminuito rendimento lavorativo, riferito a queste limitazioni.

Per quanto riguarda l'affezione primaria, insorta
nel marzo 2006, il caso è stato annunciato alla __________, che ha riconosciuto
le prestazioni IG come segue:

100 % dal 03.03.2006 al 13.05.2007;

75 % dal 14.05.2007 al 02.09.2007;

50 % dal 03.09.2007 sino ad oggi.

Il danno alla salute ha quindi comportato un
prolungato periodo di completa incapacità lavorativa. Solo a decorrere dal
12.05.2007 il signor RI 1 ha potuto incominciare a fare qualcosa, ricorrendo al
servizio di colleghi per recarsi sul posto di lavoro. A causa del problema
"epilessia" ha infatti dovuto rinunciare al permesso di guida sino a
fine agosto 2007. All'inizio si è trattato di incominciare a riabituarsi al
lavoro. Sol a partire da settembre 2007 l'impegno lavorativo ha potuto essere
ripreso in misura maggiore, con presenza di ca. il 50 %. Ha dovuto comunque
rinunciare alle commesse fuori Cantone per ragioni legate innanzitutto alla
distanza, quindi alla guida. Accusa affaticamento, insorgenza di cefalee,
diminuita resistenza allo sforzo, diminuita capacità di concentrazione, oltre
alle limitazioni fisiche sopra citate. Non riesce più ad assumersi le
responsabilità come in precedenza, - vedi discussioni con clienti, altre
maestranze, organizzazione del lavoro, ecc -.

Dall'estate 2007 usufruisce della collaborazione
di un operaio, nella persona del signor __________ - meccanico elettronico -
attivo quale indipendente. Stanno affinando la collaborazione. Lo sta
introducendo nel settore, in modo da fargli assumere gradualmente maggiori
competenze organizzative. L'interessato le ritiene infatti motivo di stress, di
affaticamento. La concentrazione viene meno, va un po' in panico, e questo a
suo dire avrebbe influenza sulle possibili crisi epilettiche (ultimo disturbo
epilettico in dicembre). In ottica futura potrebbe quindi limitarsi a
collaborare con lo stesso solo da profilo esecutivo. L'impegno attuale viene
riferito per i lavori meno pesanti. Fa un po' da aiuto al __________. Il carico
lavorativo viene segnalato irregolare, a dipendenza della distanza dei
cantieri, e dei lavori da eseguire. Se deve effettuare trasferte lunghe, cerca
di impegnarsi sull'arco della giornata, anche se non riesce a produrre come in
precedenza, per poi recuperare le energie il giorno seguente. Oltre a
presentare un minor rendimento lavorativo, in media riferisce di perdere un
paio di giornate la settimana, vuoi perché non si sente, ha cefalee (non
sopporta p. es le giornate ventose), stanchezza, quindi per le necessità di
recupero o eventualmente per controlli medici. (10 c.m RSM a Lugano , ed il 14
consultazione presso l'oncologo Dr. __________).

Se i lavori sono in zona si impegna solo a metà
giornata, potendo rientrare a casa per riposarsi.

In sostanza ci si trova confrontati quindi con un
danno alla salute, infortunistico dapprima ed oncologico poi, che influisce in
modo significativo sulla capacità di guadagno del richiedente, che non, ha
potuto sviluppare adeguatamente la sua attività indipendente, intrapresa da
pochi anni.

Per il lato economico si rimanda alla tabella
riassuntiva allegata, per il periodo 2002 -2007. 

La cifra d'affari dopo l'insorgenza del danno
alla salute si è dimezzata e l'interessato ha dovuto far capo ad un maggiore
aiuto di terzi. Senza le indennità assicurative il risultato d'esercizio
sarebbe stato passivo. Per l'anno 2007 la situazione è verosimilmente
confermabile sin d'ora in questo senso.

Misure d'ordine professionale non entrano in
considerazione. L'interessato risulta infatti inabile al 50 % in qualsiasi
attività e sfrutta già convenientemente la sua residua capacità lavorativa, che
quale indipendente può essere gestita in modo ottimale, a dipendenza di come si
sente, in presenza inoltre di un reddito elevato prima dell'insorgenza del
danno alla salute infortunistico (aggiornato a fr. 87'934.- per il 2008). 

Nella valutazione del diritto alla rendita,
bisognerà tener conto della media retrospettiva, visto il grado __________ del
30 % riconosciuto dal 01.10.2001.

Dal profilo lavorativo pratico, gli impedimenti
globali, tenuto conto delle conseguenze dell'infortunio e del lato malattia,
possono essere riassunte come segue:

 

	
  Mansioni

   

  	
  Quota parte

  	
  Impedimenti

  	
  Invalidità

  
	
  Limitazione dovuta
  all'infortunio

  	
       30 %

  	
   

  	
        30 %

  
	
  Attività indipendente
  residue

  	
       70 %

  	
        50 %

  	
        35 %

  
	
  Totale

  	
     100 %

  	
   

  	
        65 %

  

 

In considerazione degli aspetti medici e di
quanto emerso in sede d'inchiesta, si propone quindi il riconoscimento del
diritto ad un ¾ di rendita, con una revisione ad un anno in modo da avere un
aggiornamento del lato economico con i risultati del corrente  anno."
(doc. AI 49/1-3)

 

                             2.11.   La circolare
sull’invalidità e la grande invalidità nell'assicurazione per
l'invalidità (CIGI),
alla cifra marginale 3112, stabilisce che l'invalidità di una persona che
esercita un'attività lucrativa va sempre calcolata, nei limiti del possibile,
con il metodo generale del confronto dei redditi. Se non è possibile un
accertamento diretto affidabile dei due redditi – p. es. a causa della
situazione economica – il grado d'invalidità è determinato secondo il metodo
straordinario (Pratique VSI 1998 p. 121 e p. 255; RCC 1980 p. 318, 1979 p.
228). Nella pratica questo metodo si applica spesso ai lavoratori indipendenti.

 

La successiva cifra marginale 3113 CIGI dispone
che in primo luogo si procede ad un confronto delle attività, cioè si
accerta quali attività e in che misura potrebbe esercitarle la persona
assicurata con e senza danno alla salute. Occorre inoltre sempre verificare in
che misura possono essere ridotte le perdite di guadagno cercando nell'ambito
delle precedenti attività occupazioni più adeguate all'infermità. 

 

In seguito si effettua la valutazione del
guadagno applicando per ogni attività il salario di riferimento valevole nel
ramo. Si ottengono così un reddito d'invalido e uno di persona non invalida per
poi procedere al raffronto dei redditi (cifra 3114 CIGI).

 

La cifra 3115 CIGI stabilisce poi che in base
alla valutazione del guadagno delle attività che possono essere esercitate con
e senza danno alla salute il metodo di calcolo straordinario può essere
considerato un raffronto dei redditi preceduto da un confronto delle attività
(RCC 1979 p. 230). 

                                         

                                         Innanzitutto,
come visto in precedenza (consid. 2.3.), secondo la giurisprudenza, nel caso di
un indipendente il TFA ha precisato che il raffronto tra l’utile realizzato
prima e quello conseguito dopo l’incidente, non conduce a conclusioni
affidabili per quel che riguarda la perdita di guadagno che dipende
dall’invalidità. In effetti, troppi fattori influenzano gli utili di
un’azienda, come ad esempio la situazione congiunturale e la situazione
concorrenziale, di conseguenza le oscillazioni sono dovute anche ad aspetti
estranei all’invalidità.

                                         Di
conseguenza l’Alta Corte ha stabilito che i documenti contabili non sono dei
mezzi idonei a stabilire in maniera affidabile i redditi ipotetici (RAMI 1996
p. 34, p. 36 consid. 3b; DTF 104 V 137 consid. 2c). 

                                         Se
tuttavia l’interessato cessa la propria attività indipendente, chiudendo la
ditta, si può rinunciare all’applicazione del metodo straordinario di calcolo
dell’invalidità. In tal caso infatti il raffronto delle mansioni non è più
possibile (RAMI 1995 p. 106ss).

                                         Per
questi motivi, secondo la prassi la valutazione dell’invalidità di un
indipendente viene eseguita generalmente mediante l’applicazione del metodo
straordinario.

                                         Inoltre,
è opportuno ricordare che
l'invalidità nell'ambito delle assicurazioni sociali svizzere è un concetto di
carattere economico‑giuridico e non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b, 110
V 275 consid. 4a). Come è già stato rilevato in numerose sentenze la
valutazione dell'invalidità non va stabilita unicamente in base a fattori
medico‑teorici (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b; STFA inedita 23.3.92
in causa F.A., consid. 4; DTF 110 V 275 consid. 4a, 105 V 207 seg.), bensì
rilevanti sono gli effetti del danno alla salute sulla capacità di guadagno
(RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b). 

 

                                         Nel caso in esame, per
quanto riguarda il reddito da invalido, l’amministrazione si è limitata
a riprendere le considerazioni dell’ispettore, il quale nell’inchiesta del 7
aprile 2008 non ha applicato il metodo straordinario ma ha approssimativamente
indicato che la cifra d’affari dopo l’insorgenza del danno alla salute “si è
dimezzata e l’interessato ha dovuto far capo ad un maggiore aiuto di
terzi” (doc. AI 49-2).

                                         L’ispettore
ha quindi rinviato alla tabella riassuntiva per il periodo 2002-2007 (doc. AI
48-1) e preso in considerazione una perdita economica del 50% per determinare
il grado d’invalidità complessiva per la quota parte di attività indipendente
residua (70%).

 

                                         Questa
Corte rileva innanzitutto che l’Ufficio AI ha ripreso i risultati d’esercizio del
2002 di fr. 27'729.--; del 2003 di fr. 54'685.--; del 2004
di fr. 43'879.--; del 2005 di fr. 29'949.-- del 2006 di fr.
19'894 e del 2007 di fr. 33'992.-- (doc. AI 48-1) e dopo aver
confrontato la media del periodo 2002-2007 con il salario da valido di fr. 80'600.--, aggiornato al 2008, ha sbrigativamente concluso per un dimezzamento della cifra d’affari (50%).

 

                                         A
prescindere dal fatto che la media aritmetica del periodo 2002-2007 messa a
confronto con il reddito da valido del 2008 non conduce alla percentuale
indicata dall’amministrazione, bensì al 56,5%, nella fattispecie l’amministrazione
non avrebbe dovuto procedere al confronto dei redditi secondo il metodo
ordinario, ma applicare il metodo straordinario.

Il reddito realizzato dall’assicurato tra il 2002 e il 2007 messo
a confronto con il reddito da valido di fr. 80'600.--, non conduce infatti a conclusioni affidabili. La
cifra di affari dell’azienda, peraltro assai altalenante, è infatti influenzata
da troppi fattori estranei all’invalidità come la situazione congiunturale e
concorrenziale. L’ispettore ha riferito che l’assicurato collabora anche con
aziende nella Svizzera interna e “a dipendenza dell’importanza dei lavori,
talvolta rimaneva via da casa anche per l’intera settimana” (doc. AI 49-1).

Inoltre, pur lavorando da solo RI 1 fa capo alla collaborazione
occasionale di altri ex-operai per l’esecuzione di lavori impegnativi di una
certa importanza, mentre per la parte amministrativa vi è la collaborazione
della figlia (doc. AI 49-1). Agli atti non vi sono elementi che permettano di
valutare il genere e l’ampiezza di tali collaborazioni e quanto esse possano
influire sull’oscillazione dei redditi. 

 

Non è possibile dunque fare affidamento alle variazioni della cifra
di affari aziendale per determinare il grado d’invalidità dell’assicurato.

 

L’UAI avrebbe dovuto procedere ad un confronto
delle attività, accertando quali attività e in che misura l’assicurato
potrebbe esercitarle con e senza danno alla salute. In seguito andava
effettuata la valutazione del guadagno applicando per ogni attività il salario
di riferimento valevole nel ramo, ottenendo così un reddito d'invalido e uno di
persona non invalida per poi procedere al raffronto dei redditi (cfr.
consid. 2.11.).

 

                                         La presa in considerazione
dei redditi statistici per ogni mansione componente l’attività lucrativa
indipendente dell’assicurato, tenendo conto dei “salari di riferimento del
ramo”,  è conforme alla giurisprudenza federale e alla prassi amministrativa
(cfr. DTF 128 V 33 consid. 4c; cfr. anche STCA 26 gennaio 2006 nella causa D,
inc. 32.2005.71; no. 3114 della Circolare sull’invalidità e impotenza, edita
dall’UFAS).

 

                                         In simili
circostanze, visto tutto quanto precede, la decisione impugnata va annullata e
gli atti rinviati all’amministrazione affinché proceda agli accertamenti
economici richiesti ed emani una nuova decisione.

 

                             2.12.   L’assicurato
ha chiesto al TCA l’allestimento di una perizia pluridisciplinare (doc. I).

 

                                         Al
proposito si osserva che se l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove: cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo
1998, p. 47 n. 63; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., p. 274; si veda
pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119 V 344
consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di
essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 p. 28; DTF 124
V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                         In
concreto la documentazione agli atti, per quanto riguarda l’aspetto medico, è
sufficiente per statuire nel merito della vertenza, per cui la richiesta
probatoria deve essere disattesa. 

 

                             2.13.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale
cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese; l’entità delle spese è determinata
fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza
riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.

                                         Inoltre
l'assicurato, patrocinato da un
legale, ha diritto al versamento da parte dell’Ufficio AI di fr. 1’500.-- a
titolo di ripetibili.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

                                         §    La
decisione impugnata è annullata.

                                         §§ Gli
atti sono rinviati all’amministrazione affinché proceda come indicato al
considerando 2.11..

 

                                   2.   Le
spese di fr. 200.- sono poste a carico dell’Ufficio AI. 

                                         L’Ufficio
AI verserà all’assicurato fr. 1’500.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

                                      

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti