# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9ccab7a8-11e1-5388-b173-67fe08bee284
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-07-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.07.2014 32.2013.186
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2013-186_2014-07-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2013.186

   

  FC/sc

  	
  Lugano

  21 luglio 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Francesca Cassina-Barzaghini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 17 ottobre 2013 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 17 settembre 2013 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                                1.1   RI
1, nata nel 1955, di professione addetta alle pulizie, nel mese di maggio 2009 ha inoltrato una prima richiesta di prestazioni (doc. AI 1).

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una perizia
reumatologica, con decisione 14 aprile 2011 (preavvisata il 25 ottobre 2010),
l'Ufficio AI le ha attribuito una rendita completa dal 1. novembre 2009 e una
mezza rendita dal 1. giugno 2010 (doc. AI 41). 

 

                               1.2.   In
data 17 giugno 2013 l’assicurata ha chiesto una revisione delle prestazioni AI,
facendo valere un peggioramento delle sue condizioni e producendo una certificazione
del dr. __________ (doc. AI  46). 

                                         Con
decisione 17 settembre 2013, preavvisata il 17 luglio 2013, l’amministrazione
non è entrata in materia sulla richiesta di revisione. Sulla base del parere
del servizio medico (SMR), al quale sono state sottoposte  per esame le
certificazioni prodotte dall’assicurata (doc. AI 48), l’Ufficio AI ha infatti ritenuto
che non vi erano nuovi elementi in grado di modificare il precedente
provvedimento (doc. AI 50). 

 

                               1.3.   Contro
la suddetta decisione l’assicurata ha interposto ricorso, chiedendo in sostanza
una rivalutazione del caso. 

 

                               1.4.   Con
la risposta l’amministrazione ha postulato la reiezione del gravame, ribadendo
che non era stata comprovata una rilevante modifica dello stato valetudinario
dell’assicurata.

 

 

considerato                    in
diritto 

                                      

                                         In
ordine

 

                              2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; STF
9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se a ragione l’Ufficio AI non è entrato nel merito della
richiesta di revisione.

 

                               2.3.   Se
il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che
incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro,
aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta
(art. 17 cpv. 1 LPGA).

                                         Qualsiasi
cambiamento importante delle circostante suscettibile di incidere sul grado
d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione
giusta l’art. 17 LPGA.

                                         La
rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica
sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso
sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano
subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid.
1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Una
semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste
sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi
dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

 

                                         Per
stabilire in una situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto
di vista temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento
della decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia
della nuova decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2; cfr. anche DTF 133 V 108).
Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima
decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V 262,
105 V 30; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2010, p.
379).

 

                                         Va
infine ricordato che l’art. 31 LAI, in vigore dal 1. gennaio 2008, che regola
la riduzione o soppressione della rendita, stabilisce che se un assicurato che
ha diritto a una rendita consegue un nuovo reddito lavorativo o se il suo reddito
lavorativo attuale aumenta, la sua rendita è riveduta conformemente
all’articolo 17 LPGA soltanto se il miglioramento del reddito supera 1500 franchi
all’anno (cpv. 1). Solo i due terzi dell’importo che supera questo limite di
1500 franchi sono presi in considerazione per la revisione della rendita (cpv.
2 cpv. 2; capoverso abolito con effetto dal 1° gennaio 2012 a seguito della 6a revisione della LAI, primo pacchetto di misure).

 

                               2.4.   La
revisione avviene d’ufficio quando, in previsione di una possibile modifica
importante del grado d’invalidità o di grande invalidità o dell’assistenza dovuta
all’invalidità, è stato stabilito un termine nel momento dell’erogazione della
rendita o dell’assegno per grandi invalidi, o allorché si conoscono fatti o si
ordinano provvedimenti che possono provocare una notevole modifica del grado
d’invalidità della grande invalidità o dell’assistenza dovuta all’invalidità
(art. 87 cpv. 2 OAI).

                                         Se
è fatta domanda di revisione, nella domanda si deve dimostrare che il grado
d’invalidità o di grande invalidità o il volume dell’assistenza dovuta
all’invalidità è modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni
(art. 87 cpv. 3 OAI).

 

                                         Per
quanto riguarda i requisiti formali, in caso di revisione su domanda
dell'assicurato, quest'ultimo deve rendere verosimile che il grado d'invalidità
ha subito una modifica rilevante (art. 87 cpv. 3 OAI). Se tale condizione non è
soddisfatta l'amministrazione non entra nel merito della domanda emanando una
decisione in tal senso; se per contro è resa verosimile una rilevante modifica
suscettibile di influenzare il diritto alla rendita l'amministrazione è obbligata
ad entrare nel merito della richiesta (DTF 130 V 64 consid. 3; DTF 117 V 198
consid. 4b; DTF 109 V 108 consid. 2b; SVR 2002 IV Nr. 10;
Müller, Die materiellen Voraussetzungen der Rentenrevision in der Invalidenversicherung,
Universitätsverlag Freiburg Schweiz, 2003, pag. 84-86; Valterio, Droit et
pratique de l’assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pag. 270).

                                         Va precisato che nell’ambito dell’art. 87 cpv. 3 e 4 OAI è sufficiente
rendere verosimile un rilevante cambiamento e non è richiesta la prova della
verosimiglianza preponderante valida nell’ambito delle assicurazioni sociali.
Non è necessario portare la prova piena per convincere l’amministrazione che è
subentrato un rilevante cambiamento rispetto all’ultima decisione cresciuta in
giudicato. È tuttavia sufficiente che in tal senso vi siano indizi per una
simile modifica, anche se permane la possibilità che un’analisi approfondita
dimostri che questo cambiamento in realtà non è subentrato (STF 8C_716/2011 del
5 gennaio 2012 consid. 2.2 e 2.3 e la giurisprudenza ivi citata; SVR
2002 IV Nr. 10 consid 1c/aa con riferimenti, vedi pure STF 9C_688/2007 del 22
gennaio 2008 e STF I 55/07 del 26 novembre 2007). Più la precedente decisione è
distante nel tempo, meno esigenze sono poste alla verosimiglianza ex art. 87
cpv. 3 e 4 OAI del rilevante cambiamento (“(…) Aus dem Normzweck ergibt sich, dass die Verwaltung u.a. zu
berücksichtigen hat, ob die frühere Verfügung nur kurze oder schon längere Zeit
zurückliegt, und dementsprechend an die Glaubhaftmachung höhere oder weniger
hohe Anforderungen zu stellen sind (BGE 109 V
114 Erw. 2b, 123 Erw. 3b und 264 Erw. 3, je mit Hinweisen)(…)”, riportato
nella STFA I 619/04 del 10 febbraio 2005, consid. 3).

 

 

 

                                         Nella
sentenza, pubblicata in DTF 130 V 64, il TFA ha precisato che nel caso
in cui l’assicurato non ha reso verosimile un rilevante cambiamento, il principio
inquisitorio, secondo
cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal
giudice, non risulta essere applicabile. Solo se nella nuova domanda di rendita
(rispettivamente domanda di revisione) l’assicurato non rende verosimile la
rilevante mutazione, facendo tuttavia riferimento a mezzi di prova,
segnatamente rapporti medici, non ancora prodotti o da richiedere
dall’amministrazione, quest’ultima deve impartire all’interes-sato un termine
per produrre il mezzo di prova in questione con l’avvertenza che in caso contrario
non entrerà nel merito della domanda (DTF 130 V 69 consid. 5.2.5).

 

                                         Se
infine l'assicurato interpone ricorso alla decisione di non entrata in materia,
il giudice esamina solo se l'amministrazione ha rifiutato di entrare in materia
a buon diritto. Se invece essa ha accettato di esaminare la nuova richiesta, il
giudice non si pronuncia sulla questione dell'entrata in materia, ma esamina
materialmente se la modifica delle circostanze resa attendibile dall'assicurato
è effettivamente avvenuta (SVR 2002 IV Nr. 10 consid. 1b; DTF 116
V 265 consid. 2a; RCC 1991 pag. 269 consid. 1a).

                                         

                               2.5.   Nel
caso in esame, l’assicurata ha sostenuto un peggioramento della problematica di
cui soffre alla schiena, facendo riferimento a una certificazione del 13 giugno
2013 del dr. __________, reumatologo (doc. AI 46). 

 

                                         Va
qui ricordato che nell’ambito della perizia eseguita il 15 marzo 2010 dal dr. __________,
reumatologo – posta a fondamento della decisione 14 aprile 2011 (cfr. consid.
1.1) – l’interessata è stata accuratamente valutata e peritata. Nel referto
peritale il dr. __________, diagnosticata una 

 

" 
(…)

-    Sindrome lombovertebrale cronica con disfunzione
strutturale ed algica della cerniera lombosacrale in/con 

     .  esiti da spondilodesi posteriore ed
intersomatica con decompressione foraminale a sinistra di L5/S1 (PLIF con
accesso dorsale e ventrale, operazione del 20.01.2004)

     .  esiti da estensione della spondilodesi
posteriore ed / intersomatica al segmento L4/5 con decompressione foraminale bilaterale                                per

     .  degenerazione bisegmentale tra L4 ed S1 con
anamnesticamente lombosciatalgie a sinistra

-    Turbe statiche del rachide (piatto)

-    Stato dopo frattura extra-articolare, scomposta,
del radio sinistro (caduta del 12.11.2008) con reposizione cruente ed
osteosintesi (13.11.2008) ed asportazione del materiale osteosintetico
(08.12.2009) con ricupero completo della mobilità radio-carpica; forza prensile
della mano sinistra minimamente ridotta

-    Sindrome metabolica in trattamento (ipertensione
arteriosa, dislipidemia, diabete mellito)

-    Ipotireosi sostituita (…)" (doc. AI 18/7)

 

                                         aveva
valutato un’incapacità lavorativa dell’85% nell’attività lavorativa di donna
delle pulizie dal novembre 2008 e continua, e del 50% in un’attività lavorativa
leggera, dal marzo 2010, esponendo dettagliatamente le ripercussioni sulla caricabilità
fisica e, quindi, la capacità funzionale ridotta dell’inte-ressata riferita al
sollevamento di carichi, le posizioni di lavoro o dinamiche particolari,
rispettivamente l’utilizzo della mano sinistra. Ha quindi esposto quanto segue:

 

" 
Le presenti limitazioni
sono l'espressione clinica di una patologia di natura strutturale e funzionale
che ritengo irreversibile al punto che esse sono da considerare definitive.
Interferiscono in maniera determinante con la sua capacità di svolgere
ulteriormente il suo lavoro di donna delle pulizie, attività per la quale non
la ritengo più idonea con un'incapacità lavorativa maggiore del 70%.

In base alle mie constatazioni giungo quindi a
conclusioni ben differenti di quelle del Dr. __________ della Clinica __________
che ha effettuato i due interventi di spondilodesi, giudicando la signora abile
al 100% dal 01.04.2009, cinque mesi dopo l'ultimo intervento. Nella sua
valutazione lo specialista non fa riferimento ad alcun tipo di professione.

Il suo giudizio ha inoltre come base un decorso clinico
ipotetico da lui non ulteriormente controllato dopo la sua unica visita
post-operatoria appena 6 settimane dopo l'intervento.

 

6.-   POSSIBILITÀ' DI MIGLIORARE LA CAPACITA' DI
LAVORO

 

Le condizioni della paziente per quanto riguarda la
patologia del rachide sono da considerare stabilizzate con un quadro clinico
secondo la paziente rimasto invariato anche dopo un trattamento riabilitativo
prolungato effettuato ambulatorialmente in fisioterapia durante tutto 1 anno
2009.

Non vedo altre possibilità terapeutiche che potrebbero
migliorare le sue condizioni ad un punto da poter riconsiderare le limitazioni
sotto il punto 5. Non vi è alcuna indicazione operatoria.

Per un lavoro consone alle sue risorse fisiche ritengo
la signora RI 1 abile nella misura' ridotta del 50%, riduzione che si
giustifica dalla persistente irritabilità della colonna lombare che si traduce
clinicamente in una sintomatologia dolorosa crescente secondo il carico fisico
con ripercussioni in particolare sulla possibilità di presenziare su un
ipotetico posto di lavoro ma con una progressiva riduzione anche del rendimento
nel corso della giornata. Un lavoro adatto andrebbe quindi svolto per un
massimo di 5 ore al giorno con una lieve riduzione della resa." (doc. AI
18/9-11)

 

                                         Di
conseguenza, con decisione 14 aprile 2011 (preavvisata il 25 ottobre 2010),
l'Ufficio AI le ha attribuito una rendita completa dal 1. novembre 2009 (grado
di invalidità del 79%) e una mezza rendita dal 1. giugno 2010 (grado di
invalidità del 59%; doc. AI 41).  

                                         Nel
giugno 2013 l’assicurata ha sostanzialmente fatto valere un peggioramento delle
sue condizioni producendo un certificato del dr. __________, reumatologo, il
quale, poste le diagnosi di “Fibriomalgia, Sindrome lombospondilogena
cronica, Stato da intervento per cataratta all'occhio sinistro, Stato da
frattura radio loco classico trattata chirurgicamente a 11/2008,  Piedi
leggermente pronati, DISH (iperostosi scheletrale idiopatica diffusa), Ipertensione
arteriosa, Dislipidemia, Diabete mellito e Ipotireosi sostituita” (doc. AI
46), ha concluso:

 

" 
(…)

VALUTAZIONE E PROPOSTE TERAPEUTICHE:

La paziente lamenta dolori generalizzati. In presenza
di 18 tender points sono formalmente riempiti i criteri di classificazione ACR
1990 per la diagnosi di fibromialgia e i nuovi criteri diagnostici preliminari
ACR 2010 per la stessa diagnosi. Nessuna evidenza per una malattia infiammatoria
o per altra patologia associata alla fibromialgia. Si tratta dunque di una
fibromialgia "primaria".

I problemi locali tendono a confondersi nella sindrome
algica generalizzata. La paziente presenta uno stato dopo spondilodesi lombare.

Vi sono inoltre modici problemi della statica dei piedi
(leggermente pronati) e una DISH che a volte può dar luogo a entesopatie e
diminuisce nel caso particolare la mobilità dorsale.

Dal punto di vista terapeutico ho prescritto Saroten
alla sera, fisioterapia a __________ e plantari.

Per quanto riguarda la capacità lavorativa confermo
pienamente la valutazione del Dr. __________. Come ausiliaria di pulizia la
paziente è inabile al lavoro nella misura del 70 % mentre in  un lavoro manuale
leggero e adatto vi è un'incapacità lavorativa all'incirca del 50 %."
(doc. AI 46/2)

 

                                         Ha
inoltre prodotto i referti radiologici del 10 febbraio 2011 e 22 gennaio 2013
menzionati dal dr. __________.

                                         Con
annotazioni 16 luglio 2013 il dr. __________ del SMR ha preso posizione in
merito alle succitate certificazioni nel senso che dalle stesse non si evinceva
nessun peggioramento, lo stato di salute risultando invariato (doc. AI 48). 

                                         Non
ritenendo quindi dimostrata una sostanziale modifica dello stato di salute,
l’Ufficio AI non è entrato nel merito della nuova domanda di rendita.

                                         In
sede ricorsuale la ricorrente si è limitata a sottolineare il “dolore alla
schiena presente 24 ore al giorno” e la conseguente “impossibilità a
lavorare”, producendo rapporti operatori relativi a interventi del 5
novembre 2008 e 19 gennaio 2004 (doc. B1-B3). 

 

                               2.6.   Orbene,
dal succitato certificato del dr. __________ del 13 giugno 2013 non si desumono
nuovi elementi, rispettivamente una modifica delle condizioni della ricorrente.
In particolare, il dr. __________, contrariamente a quanto sostiene l'assicurata,
non pone nuove diagnosi nè documenta un peggioramento dello stato. Anzi, come
pertinentemente osservato dal medico SMR dr. __________ in data 16 luglio 2013,
il dr. __________ aderisce senza riserve alla valutazione del dr. __________,
dichiarando espressamente di confermare “pienamente” la valutazione del
collega sulla capacità lavorativa (doc. AI 46).

 

                                         Né
del resto i rapporti operatori prodotti dall’assicurata (doc. B1-B3) permettono
di ipotizzare una modifica delle sue condizioni giacché si riferiscono a interventi
chirurgici eseguiti prima della perizia del 15 marzo 2010 del dr. __________ che
quindi sono già stati adeguatamente considerati all’epoca della resa della
prima decisione (doc. AI 18).  

                                         

                                         Ne
segue che in concreto, accertato come con la domanda di revisione del giugno
2013 (doc. AI 46) non è stato in alcun modo reso verosimile che il grado
d’invalidità si è modificato in misura rilevante per il diritto alle
prestazioni, né è stato fatto riferimento a mezzi di prova non ancora prodotti o da richiedere atti
a rendere verosimile un’eventuale modifica e che non sono state nemmeno presentate
osservazioni al progetto di decisione, è a giusta ragione che l’Ufficio AI non
è entrato nel merito della richiesta. 

                                         Visto
quanto precede, e in applicazione della citata giurisprudenza (cfr. consid. 2.3),
la domanda ricorsuale di acquisire un parere “indipendente” reso da un
medico “neutro”, non può essere presa in considerazione poiché tardiva e
comunque manifestamente inammissibile, vista altresì la mancanza dell’evocata “divergenza
di opinione”  tra i medici (STF 8C_177/2010 del 15 aprile 2010, I 734/05
dell’8 marzo 2006).

 

                                         In
queste condizioni, non avendo l’assicurata reso verosimile una rilevante
modifica del suo stato di salute, la decisione di non entrata in materia va confermata
e il ricorso respinto.

 

                               2.7.   Secondo
l'art. 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie
relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale
cantonale delle assicurazioni      è soggetta a spese.  L'entità delle spese è
determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di procedura
e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7
aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico della ricorrente.

 

Per questi motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

                                           

                                   2.   Le
spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico della ricorrente.          

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                                   Il
segretario

 

giudice Raffaele Guffi                                         Fabio
Zocchetti