# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3c44aed1-df3a-5af6-aab3-18244fcc782d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-09-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 01.09.2005 72.2004.145
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2004-145_2005-09-01.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2004.145

  	
  Lugano,

  1 settembre 2005/eg

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della Corte delle assise
  correzionali

  
	
  di Lugano

  
	
   

  
						

 

	
  Presidente:

  	
  giudice Claudio
  Zali

  

 

	
  Segretaria:

  	
  Roberta Arnold,
  dr. iur., 

  

 

 

Sedente nell’aula
penale di questo Palazzo di giustizia, senza intervento degli
assessori giurati, avendovi l’accusata, con l’annuenza del difensore e del
procuratore pubblico, rinunciato,

 

	
  per giudicare

  	
  AC 1

  e domiciliato a  

   

  	
   

  
	
   

  	
   

  	
   

  

 

 

prevenuta colpevole
di:

 

 

                                   1.   truffa
(tentata) 

per avere, 

al fine di procacciarsi un indebito profitto,

a __________, tra il 21 ottobre 2003 e la fine di
novembre 2003,

ripetutamente tentato di ingannare con astuzia la
gerente della PL 1 di __________ così da indurla a compiere atti
pregiudizievoli per il patrimonio altrui,

in specie nel tentativo di farsi dapprima
confermare l'esistenza di un conto del marito __________ (dal quale viveva
separata, senza nessuna procura bancaria) e quindi accreditare sul proprio
conto no. __________ presso la __________ di __________ - a debito appunto del
conto no __________ intestato al marito sul quale questi aveva versato
complessivi EUR 71'300.- (di cui EUR 60’126.- ancora depositati) proventi delle
rapine da lui commesse in Italia -  l’importo di Euro 5'000.-, rispettivamente
di attivare un ordine permanente di bonifico di Euro 2'500.- ogni 3 mesi, 

tentativo non riuscito, siccome riusciva a
scoprire l’inganno;

configurandosi l'inganno astuto:

nell'aver allestito e fatto uso di falsa
documentazione asseritamente firmata dal marito e segnatamente:

- del falso ordine di bonifico dell'importo di
EUR 5'000.- datato 19.11.2003;

- del falso ordine di bonifico permanente di Euro 2'500.- ogni 3 mesi, datato
19.11.2003;

- della falsa procura datata 27.10.2003 mediante la quale le veniva concessa
procura per "prelevare, depositare, e qualsiasi altro movimento
bancario" sul conto __________ intestato al marito __________;

e inoltre:

per avvalorare l'asserito consenso del marito al
prelievo del denaro, nel produrre alla PL 1 il "permesso di colloquio con
detenuti" mediante il quale la Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Como aveva conferito il permesso a lei e al proprio figlio per un
colloquio in carcere con il marito __________;

fatti avvenuti a __________, nel periodo compreso tra l'ottobre e l'inizio
di dicembre 2003;

reato previsto
dall'art. 146 CPS;

 

 

 

                                   2.   ripetuta
falsità in documenti,

per avere,

nelle circostanze di tempo e di luogo di cui al
punto 1.,

allo scopo di procacciarsi un indebito profitto, 

ovvero nel tentativo di effettuare indebiti
prelievi di denaro e di liberamente operare sul conto no__________ intestato al
marito __________ presso la __________ di __________,

allestito e fatto uso di falsa documentazione, e
segnatamente:

- del falso ordine di bonifico dell'importo di
EUR 5'000.- datato 19.11.2003, sul quale aveva in particolare falsificato la
firma del marito __________;

- del falso ordine permanente di bonifico di Euro 2'500.- ogni 3 mesi, datato
19.11.2003, sul quale aveva pure e in particolare falsificato personalmente la
firma del marito __________;

- della falsa procura datata 27.10.2003 mediante la quale le veniva concessa
procura per "prelevare, depositare, e qualsiasi altro movimento
bancario" sul conto __________ intestato al marito __________; procura
da lei consegnata alla PL 1 di __________ negli ultimi giorni di novembre /
inizio dicembre 2003 e da lei falsificata sia nel contenuto che con l'apposizione
della falsa firma del marito;

fatti avvenuti a __________
e __________, nel periodo ottobre/inizio dicembre 2003;

reato previsto dall'art. 251 cifra 1
CPS;

 

 

                                   3.   riciclaggio
di denaro (tentato),

per avere, a __________, 

nel periodo ottobre/novembre 2003, 

tentato di compiere atti suscettibili di
vanificare il ritrovamento e la confisca di valori patrimoniali, provenienti da
crimini,

in specie, attivandosi non appena appreso
dell'arresto del marito __________ in Italia, nel tentare ripetutamente - mediante
la presentazione di ordini di bonifico e procura da lei stessa falsificati - di
prelevare dal conto no. __________ presso la __________ di __________ intestato
al marito, l’importo di Euro 60'126.- rimasto,

sapendo e in ogni caso dovendo presumere, specie
dopo l’ arresto del marito avvenuto in Italia il 18.10.2003, che tale denaro
era provento di varie rapine a mano armata (in parte con presa d’ostaggio)
commesse in Italia dal proprio coniuge ai danni di diversi istituti di credito;

 

fatti avvenuti nelle
circostanze di luogo e di tempo indicate;

reato previsto
dall'art. 305bis Cifra 1 e 3 CP;

 

 

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 152/2004 del 1 dicembre 2004, emanato dal Procuratore pubblico.

 

 

	
  Presenti

  	
  §  Il PP 1.

  §  L'accusata AC 1
  assistita dal difensore di fiducia (GP) DF 1.

   

  

Espleti i pubblici dibattimenti dalle ore 14.00 alle ore 16.00.

 

 

 

 

Sentiti                        §   Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale
confermato integralmente l’atto di accusa in esame,
conclude chiedendo che, visto il comportamento vergognoso dell’accusata in
aula, la ritrattazione, l’assenza di scrupoli, la stessa venga condannata a 12
mesi, ev. sospesi condizionalmente, per un periodo di prova di almeno 3 anni

 

 

                                    §   Il Difensore, il quale contesta tutti i reati nell’ACC. La
truffa non sussiste poiché, in virtù del secondo colloquio in carcere con il
marito, quest’ultimo era d’accordo di versare i contributi alla moglie e per il
figlio. Pertanto i soldi presi dalla AC 1 non erano indebiti. L’inganno con
astuzia non c’è perché la sig.a AC 1 non ha nascosto nulla alla funzionaria di
banca. Infatti essa ha potuto confrontare, grazie ai documenti inoltrati dalla
sig.a AC 1, la veridicità delle firme. Anche il danneggiamento non c’è perché
lei pensava di prelevare i soldi appartenenti al marito e non a terzi
danneggiati. Per quel che concerne la ripetuta falsità in documenti, lo scopo
era di farsi pagare i contributi alimentari previsti dalla legge e l’avvocato
con i risparmi e l’accordo di __________. In casu __________ era ancora sposato
con la sig.a __________ e le aveva concesso di utilizzare il conto. Per quel
che concerne il tentato riciclaggio, il primo elemento non sussiste poiché la
destinazione dei soldi era stata chiaramente indicata, ovvero il conto della
sig. AC 1 a __________. I versamenti e prelievi erano facilmente
identificabili. Oltretutto i soldi erano puliti poiché provento del lavoro del marito
e del risarcimento dell’assicurazione dell’auto. Pertanto la difesa chiede il
proscioglimento da tutti i capi d’accusa e in via subordinata una massiccia
riduzione della pena con sospensione della stessa tenendo conto della grave
angustia e scemata responsabilità della AC 1, che aveva un figlio piccolo a
carico, con il padre in carcere, e che aveva problemi di salute. Chiede che
venga anche tenuto conto che è invalida e che il procedimento è già stato un
duro castigo.

 

Posti dal Presidente, con l'accordo delle
Parti, i seguenti

 

quesiti:                          AC 1 

 

                                   1.   E’ autrice
colpevole di:

 

                               1.1.   tentata truffa 

                                         per
avere, 

                                         al fine
di procacciarsi indebito profitto,

                                         a __________,
tra il 21 ottobre e la fine di novembre 2003,

                                         tentato
di ingannare astutamente la gerente della PL 1 di __________ utilizzando falsa
documentazione, per indurla ad addebitare il conto no. 31361.12 del marito con
un ordine permanente di bonifico trimestrale di Euro 2'500.- e il trasferimento
di Euro 5'000.- a favore del proprio conto no. 16011.69 presso la stessa
banca?  

 

                               1.2.   falsità
in documenti, ripetuta

                                         per
avere, 

                                         nelle
circostanze di cui al punto 1 AA,

                                         allo
scopo di procacciarsi un indebito profitto, 

                                         allestito
e fatto uso, falsificando la firma del marito __________, di due falsi ordini
di bonifico e di una falsa procura?

 

 

                               1.3.   tentato riciclaggio
di denaro

                                         per
avere, a __________, 

                                         nel
periodo ottobre/novembre 2003, 

                                         tentato
di vanificare il ritrovamento e la confisca di denaro provento di varie rapine
commesse in Italia dal proprio coniuge, cercando di  prelevare dal suo conto
no. 31361.12 presso la PL 1 di __________ l’importo di Euro 60'126.- 

 

                                         e meglio
come descritto nell’atto di accusa?

 

                                   2.   Ha agito
in stato di scemata responsabilità?

 

                                   3.   Sussistono
attenuanti specifiche giusta l’art. 64 CP?

                                      

                                   4.   Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena privativa della libertà?

 

Ritenuto,                     -   che la AC 1, già
prima di sposare __________, era al corrente dei suoi precedenti penali per
reati contro il patrimonio, ivi inclusa la rapina (AI 19, pag. 2);

 

                                     -   che nel
1999 essa ha avviato la procedura di divorzio, nel cui ambito ha ottenuto
alimenti per fr. 300.- mensili per il figlio comune __________;

 

                                     -   che il 21
ottobre 2003 essa ha appreso dell’arresto del marito in Italia;

 

                                     -   che essa
ha perciò assunto informazioni presso il comando dei carabinieri di __________,
dove il __________ era domiciliato, nonché dai di lui genitori, prendendo così
visione di un articolo di un giornale italiano che raccontava i dettagli
dell’arresto, indicava i reati contestati al sospettato e faceva menzione di un
bottino di 300'000 Euro che sarebbe stato depositato su di un conto bancario in
Svizzera;

 

                                     -   che la
settimana dell’arresto, appresa la notizia, l'accusata si è recata per tre
volte in carcere a far visita al marito;

 

                                     -   che,
secondo quanto raccontato dall'accusata, il marito nell'occasione le avrebbe
chiesto di controllare la corrispondenza  ricevuta __________;

 

                                     -   che essa
avrebbe in tal modo scoperto l’esistenza del di lui conto presso la __________
di __________;

 

                                     -   che essa
ha quindi esibito in tale banca tre documenti falsi, sui quali ha falsificato
la firma del marito, allo scopo di ottenere che parte del denaro presente sul
conto le venisse bonificato;

 

                                     -   che essa
non è riuscita nel proprio intento, avendo la gerente dell'istituto bancario
scoperto il tentativo di inganno;

 

                                     -   che la
prevenuta è pertanto autrice colpevole degli ascritti reati di falsità in
documenti e di tentata truffa;

 

                                     -   che essa
è inoltre autrice colpevole di tentato riciclaggio di denaro, per avere in tal
modo cercato di sottrarre alle ricerche degli inquirenti almeno parte
dell'avere del conto, ben sapendo che si trattava del provento delle rapine
commesse dal marito (e per parte delle quali è nel frattempo stato condannato a
8 anni di reclusione in Italia);

 

                                     -   che in
sede di inchiesta essa aveva in effetti confessato tale consapevolezza;

 

                                     -   che in
aula la AC 1 ha invece ritrattato, adducendo giustificazioni non credibili;

 

                                     -   che non
si può infatti prestarle credito alcuno laddove afferma di avere creduto in
buona fede che il denaro fosse provento dell'onesto lavoro del marito;

 

                                     -   che in
suo favore non sussistono le invocate attenuanti specifiche, né si può
ammettere che essa abbia agito in stato di scemata responsabilità;

 

                                     -   che pertanto,
tutto considerato, la Corte ritiene commisurata alla colpa dell'imputata una
pena di 8 mesi di detenzione sospesi condizionalmente per tre anni;

 

                                     -   che la
tassa di giustizia di Fr. 200.- e le spese processuali sono a carico della
condannata.

 

Rispondendo                 affermativamente a
tutti i quesiti, tranne ai quesiti no. 2 e 3;

 

visti gli art.                       11, 18, 21,
36, 41,63, 64, 68, 146, 251, 305 bis CP

                                         9 segg.
CPP e 39 TG sulle spese

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   AC 1 è
autrice colpevole di:

 

 

                               1.1.   tentata truffa

 

                                         per
avere, 

                                         al fine
di procacciarsi indebito profitto,

                                         a __________,
tra il 21 ottobre e la fine di novembre 2003,

                                         tentato
di ingannare astutamente la gerente della PL 1 di __________ utilizzando falsa
documentazione, per indurla ad addebitare il conto no. 31361.12 del marito con
un ordine permanente di bonifico trimestrale di Euro 2'500.- e il trasferimento
di Euro 5'000.- a favore del proprio conto no. __________ presso la stessa
banca;  

 

 

                               1.2.   falsità
in documenti, ripetuta

                                         per
avere, 

                                         nelle
circostanze di cui al punto 1 AA,

                                         allo
scopo di procacciarsi un indebito profitto, 

                                         allestito
e fatto uso, falsificando la firma del marito __________, di due falsi ordini
di bonifico e di una falsa procura;

 

 

                               1.3.   tentato
riciclaggio di denaro

                                         per
avere, a __________, 

                                         nel
periodo ottobre/novembre 2003, 

                                         tentato
di vanificare il ritrovamento e la confisca di denaro provento di varie rapine
commesse in Italia dal proprio coniuge, cercando di prelevare dal suo conto no.
__________ presso la PL 1 di __________ l’importo di Euro 5’000.- oltre che
ulteriori Euro 2'500.- ogni 3 mesi,

 

                                         e meglio
come descritto nell’atto di accusa.

 

 

                                   2.   Di
conseguenza AC 1 è condannata:

 

                               2.1.   alla pena di
8 (otto) mesi di detenzione;

                                      

                               2.2.   al pagamento
della tassa di giustizia di fr 200.- e delle spese processuali.

 

                                   3.   L’esecuzione
della pena detentiva inflitta alla condannata è condizionalmente sospesa per un
periodo di prova di 3 anni.

 

                                   4.   Questo
giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la
dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte
entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla
notificazione della sentenza integrale.

 

 

 

 

 

 

 

	
  Intimazione a:

  	
   

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  PL 1 

   

  

Per la Corte delle assise correzionali

Il presidente                                                           La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Distinta spese:               

Tassa di giustizia                              fr.           200.--

Inchiesta preliminare                         fr.           200.--

Spese postali,tel.,affr. in blocco       fr.              50.--

                                                             fr.           450.--

                                                             ===========