# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e3b5f672-ccea-5ff4-af13-9459ba0eed83
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2001-04-11
**Language:** it
**Title:** Verwaltungspraxis der Bundesbehörden (1987-2017) Bundesrat 11.04.2001 JAAC 66.71
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_VB/CH_VB_008_JAAC-66-71--_2001-04-11.pdf

## Full Text

JAAC 66.71

Decisione del Consiglio federale dell’11 aprile 2001
nella causa Cassa malati X contro il Consiglio di Stato

del Cantone Ticino, pubblicazione prevista nella
Giurisprudenza e prassi in materia di assicurazione
malattia e infortuni [RAMI] 3/2002 KV 212

Assurance-maladie. Tarif applicable par les établissements
médico-sociaux aux assureurs-maladie qui n’adhèrent pas à la
convention dans le système du tiers garant. Contribution aux frais
d’une convention. Fixation du tarif et prise en considération de pertes.

Art. 46 al. 2, art. 47 al. 1 LAMal.

- Le membre d’une fédération qui n’adhère pas à une convention
tarifaire conclue par sa fédération et qui souhaite s’adresser à
l’autorité cantonale pour la fixation d’un tarif doit respecter les
fondements de la loi, soit la liberté contractuelle, en s’engageant à
fond pour conclure un accord tarifaire avant d’admettre l’échec des
négociations (consid. 8).

- Si cette condition n’est pas remplie, les membres qui n’ont pas
adhéré doivent en supporter les conséquences, le tarif conclu par leur
fédération pouvant leur être opposé en vertu du principe de la liberté
contractuelle (consid. 8).

- La contribution équitable aux frais causés par la conclusion et
l’exécution d’une convention doit correspondre à un montant bien
précis et non pas à un pourcentage du tarif (consid. 10).

- Même dans le système du tiers garant, les pertes liées à l’encaissement
ne peuvent pas être prises en considération pour la fixation du tarif,
contrairement aux pertes liées aux intérêts passifs (consid. 10).

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Krankenversicherung. Tarif, welcher für Alterspflegeheime im System
des «tiers garant» gegenüber Krankenversicherern angewendet wird,
die dem Tarifvertrag nicht beigetreten sind. Beitrag zu den Kosten einer
Tarifvereinbarung. Festlegung des Tarifs angesichts von Verlusten.

Art. 46 Abs. 2, Art. 47 Abs. 1 KVG.

- Verbandsmitglieder, welche der von ihrem Verband getroffenen
Vereinbarung nicht beitreten und welche die Kantonsregierung
ersuchen, einen Tarif hoheitlich festzusetzen, haben mit Rücksicht
auf den Grundgedanken des Gesetzes - die Vertragsfreiheit -
gründliche Anstrengungen zu unternehmen, eine Tarifvereinbarung
abzuschliessen, bevor sie die Verhandlungen für gescheitert erklären
(E. 8).

- Wenn diese Bedingung nicht erfüllt ist, haben solche
Verbandsmitglieder die Folgen zu tragen und müssen in Kauf
nehmen, dass der von ihrem Verband beschlossene Tarif auch auf
sie angewendet wird (E. 8).

- Der angemessene Beitrag an die Unkosten des Vertragsschlusses und
der Durchführung einer Tarifvereinbarung muss einem genauen Betrag
entsprechen und darf nicht in Prozenten des Tarifs berechnet werden
(E. 10).

- Auch im System des ”tiers garant” dürfen Verluste, die im
Zusammenhang mit dem Inkasso entstehen, bei der Festsetzung des
Tarifs nicht berücksichtigt werden; das Gegenteil gilt für die Zinsen auf
Umlaufvermögen, die zu einer Erhöhung des Taifs führen können (E. 10).

Assicurazione malattia. Tariffa applicabile dagli istituti medicalizzati
per anziani, nel sistema del terzo garante, nei confronti degli
assicuratori malattia che non hanno aderito alla convenzione.
Contributo alle spese di una convenzione. Fissazione della tariffa e
presa in considerazione di perdite.

Art. 46 cpv. 2, art. 47 cpv. 1 LAMal.

- Un membro di una federazione che non aderisce a una convenzione
tariffale conclusa dalla sua federazione e che desidera adire l’autorità
cantonale per stabilire una tariffa, deve rispettare i fondamenti della
legge basata sulla libertà contrattuale, impegnandosi a fondo per
concludere un accordo tariffale prima di ammettere il fallimento dei
negoziati (consid. 8).

- Se questa condizione non è soddisfatta, i membri non aderenti devono
sopportarne le conseguenze e aspettarsi che la tariffa conclusa dalla
loro federazione possa venire loro applicata in virtù del principio della
libertà contrattuale (consid. 8).

- L’equo contributo alle spese per la stipulazione e l’esecuzione di una
convenzione deve corrispondere ad un importo ben preciso e non ad
una percentuale della tariffa (consid. 10).

2

- Anche nel sistema del terzo garante, le perdite legate all’incasso non
possono essere prese in considerazione nella fissazione della tariffa,
contrariamente alle perdite legate agli interessi passivi (consid. 10).

Riassunto dei fatti:

In data 28 maggio 1998 la Federazione ticinese degli assicuratori malattia
(in seguito: FTAM) e 48 case per anziani medicalizzate situate nel Canton
Ticino hanno concluso una convenzione. L’art. 1 dell’allegato 1 prevede in
particolare che, per la retribuzione delle prestazioni previste agli art. 3 e 4
della convenzione, le tariffe forfetarie giornaliere sono fissate al netto della
partecipazione a carico dell’assicurato prevista all’art. 64 della legge federale
del 18 marzo 1994 sull’assicurazione malattie (in seguito: LAMal, RS 832.10)
e all’art. 103 dell’ordinanza del 27 giugno 1995 sull’assicurazione malattie (in
seguito: OAMal, RS 832.102). Il 2 ottobre 1998 la Cassa malati X ha comunicato
alla FTAM di non voler aderire a detta convenzione.

Con decreto esecutivo del 12 gennaio 1999 (in seguito: DE), pubblicato il
15 gennaio 1999, il Consiglio di Stato del Cantone Ticino (in seguito: CdS) ha
approvato le convenzioni sottoscritte tra la FTAM e gli istituti medicalizzati per
anziani del 28 maggio 1998. All’art. 2 DE, il CdS ha previsto che nei confronti di
assicuratori malattia che non hanno sottoscritto la convenzione di specie, gli
istituti medicalizzati per anziani sono autorizzati a praticare tariffe maggiorate
dello 0.5% rispetto a quelle riportate nell’atto convenzionale.

Contro tale decreto è insorta con ricorso amministrativo dell’8 febbraio 1999
al Consiglio federale la Cassa malati X. Essa chiede la revoca del DE ed il
rinvio della questione, con istruzioni vincolanti del Consiglio federale, al
CdS, per una nuova definizione tariffale, con effetto retroattivo al 1° gennaio
1999. Nel gravame la ricorrente afferma di non essere d’accordo con la
convenzione stipulata dalla FTAM e le case per anziani ticinesi, in particolare
con la fatturazione netta prevista nella tariffa, con deduzione diretta di una
partecipazione ai costi del 10% tramite gli istituti medicalizzati. Questo modo
di procedere, infatti, condurrebbe ad un aggiramento della partecipazione
ai costi obbligatoria (franchigia e aliquota percentuale) così come prevista
dall’art. 64 LAMal e ad un trattamento iniquo degli assicurati. Inoltre, essa
contesta la maggiorazione dello 0.5% prevista dal DE per gli assicuratori
malattia che non aderiscono alla convenzione. Nonostante la ricorrente
abbia manifestato il suo disaccordo in tempo utile, il difetto della convenzione
avrebbe dovuto essere considerato d’ufficio dall’autorità cantonale, ragione
per la quale non si sarebbe potuto da lei pretendere che intavolasse trattative
tariffali indipendenti con gli istituti medicalizzati.

Il Consiglio federale, nella misura in cui è entrato in materia, ha parzialmente
accolto il ricorso per i motivi seguenti:

Estratto dei considerandi:

(…)

3.1 Per quanto riguarda il sistema di fatturazione al netto della partecipazione
previsto dalla convenzione, la ricorrente non ha il diritto di ricorrere. Infatti,
l’art. 2 DE rinvia alle tariffe lorde previste dalla convenzione, ma non al resto,

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comprendente il sistema di fatturazione contestato. È vero, come ha fatto
notare l’UFAS nella sua presa di posizione, che il rinvio all’allegato 1 previsto
dall’art. 3 cpv. 2 in fine della convenzione potrebbe anche far credere che alla
Cassa malati X debbano venire applicate le tariffe al netto della partecipazione
(art. 1 dell’allegato concernente la tariffa per la retribuzione delle prestazioni
nelle case per anziani medicalizzate), ma ogni dubbio in questo ambito è
fugato dalle affermazioni effettuate dall’autorità intimata, prima nella sua
risposta di causa, poi nelle sue osservazioni finali. Quest’ultima dichiara,
infatti, che, in presenza di casse non aderenti alla convenzione, l’istituto
medicalizzato per anziani fatturerebbe la tariffa lorda all’anziano (regime
del terzo garante) o, consenziente la ricorrente, all’assicuratore (regime del
terzo pagante), e che l’assicuratore malattia, una volta saldata la fattura,
continuerebbe a imputare la partecipazione all’assicurato conformemente
all’art. 64 LAMal e all’art. 103 OAMal. Queste affermazioni non lasciano adito
a nessun dubbio ed hanno valore determinante, in quanto rispecchiano
l’interpretazione autentica dell’autorità che ha emanato la decisione
d’approvazione delle convenzioni sottoscritte dalle parti. Continuando
ad applicarsi alla Cassa malati X il sistema di fatturazione previsto dalla
LAMal, essa non è toccata dalle tariffe al netto della partecipazione, per
cui l’affermazione secondo la quale la ricorrente, tramite il DE, si vedrebbe
obbligata a rinunciare all’addebito della franchigia annua ordinaria prescritta
dalla LAMal ai suoi assicurati degenti negli istituti medicalizzati del Cantone
Ticino non corrisponde alla realtà.

3.2 Vi è comunque da aggiungere che, secondo l’art. 42 cpv. 1 LAMal, se
assicuratori e fornitori di prestazioni non hanno convenuto altrimenti,
l’assicurato è debitore della rimunerazione nei confronti del fornitore di
prestazioni. In questo caso l’assicurato ha diritto di essere rimborsato dal suo
assicuratore (sistema del terzo garante). Al cpv. 2 della medesima disposizione
si aggiunge che gli assicuratori e i fornitori di prestazioni possono convenire
che l’assicuratore è il debitore della remunerazione (sistema del terzo pagante).
Nella fattispecie, non avendo la ricorrente né aderito alla convenzione
né concluso un accordo con gli istituti medicalizzati per anziani tendente
all’introduzione del sistema del terzo pagante, ci troviamo, nonostante
l’art. 2 DE, in presenza di un regime aconvenzionale, ragione per la quale
è il sistema del terzo garante che si applica alla ricorrente. Ciò vuol dire che
l’istituto medicalizzato per anziani è obbligato ad inviare le proprie fatture
all’assicurato, situazione che non permette quindi, in ogni caso, l’applicazione

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del sistema di fatturazione al netto della partecipazione. La presente autorità
si limiterà dunque ad analizzare la questione legata alla maggiorazione dello
0.5%.

3.3 Nella misura in cui invece il DE, al suo art. 2, estende l’applicabilità delle
tariffe convenzionali, maggiorate dello 0.5%, agli assicuratori malattia che
non hanno sottoscritto la convenzione, la Cassa malati X è toccata dalla
decisione impugnata e ha un interesse attuale e degno di protezione al suo
annullamento o alla sua modifica (art. 48 lett. a PA).

4. Le disposizioni degli art. 50 e 52 PA concernenti il termine di ricorso, la
forma ed il contenuto dello scritto ricorsuale sono rispettate.

5. Secondo l’art. 43 cpv. 1 LAMal, i fornitori di prestazioni stendono le
loro fatture secondo tariffe o prezzi stabiliti per convenzione tra gli
assicuratori e i fornitori di prestazioni (convenzione tariffale) oppure dalle
autorità competenti nei casi previsti dalla legge (art. 43 cpv. 4 LAMal). Le
convenzioni tariffali devono essere stabilite secondo le regole dell’economia e
adeguatamente strutturate. Le parti alla convenzione e le autorità competenti
devono vigilare affinché si conseguano cure appropriate e di alto livello
qualitativo, a costi il più possibile convenienti (art. 43 cpv. 6 LAMal). I
fornitori di prestazioni devono attenersi alle tariffe ed ai prezzi stabiliti
dalla convenzione o dall’autorità competente, senza la possibilità di esigere
rimunerazioni superiori per prestazioni previste dalla LAMal (art. 44 cpv. 1
LAMal).

6. Se i fornitori di prestazioni e gli assicuratori non riescono a stipulare una
convenzione tariffale, oppure se la convenzione viene disdetta, il governo
cantonale, sentite le parti interessate, stabilisce la tariffa (art. 47 cpv. 1 LAMal).
Il governo cantonale può prorogare di un anno la convenzione tariffale nel
caso in cui le parti non si accordino sul rinnovo (art. 47 cpv. 3 LAMal). La
disposizione secondo cui il governo cantonale, nei casi di approvazioni di
convenzioni tariffali, deve analizzare la conformità alla legge ed ai principi
di equità e di economicità (art. 46 cpv. 4 LAMal) vale anche per la fissazione
di tariffe in regime aconvenzionale ai sensi dell’art. 47 LAMal (Alfred Maurer,
Das neue Krankenversicherungsrecht, Basel und Frankfurt am Main 1996,
pag. 79; GAAC 58.49, pag. 389). Il regime convenzionale rappresenta dunque la
situazione normale nell’ambito dell’assicurazione malattie e la fissazione
di tariffe e prezzi da parte delle autorità competenti avviene solo in casi
eccezionali, dovuti a lacune nel sistema convenzionale (cfr. Messaggio del
6 novembre 1991 del Consiglio federale sulla revisione dell’assicurazione
malattie, FF 1992 I 65, pag. 143). Del resto, come già sottolineato, l’art. 47
LAMal statuisce chiaramente che la competenza del governo cantonale di
fissare una tariffa è sussidiaria, nel senso che è data unicamente laddove
i fornitori di prestazioni e gli assicuratori non riescono a stipulare una
convenzione tariffale oppure se essi disdicono una convenzione senza
sostituirla.

7.1. La LAMal stabilisce che le parti a una convenzione tariffale sono, da un
lato, uno o più fornitori di prestazioni o federazioni di fornitori di prestazioni
e, d’altro lato, uno o più assicuratori o federazioni d’assicuratori (art. 46
cpv. 1). Se una delle parti alla convenzione è una federazione, la convenzione
vincola i membri della federazione solo se hanno aderito alla convenzione.
I non membri esercitanti nel territorio previsto dalla convenzione possono

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https://www.amtsdruckschriften.bar.admin.ch/viewOrigDoc/150002183.pdf?ID=150002183

parimenti aderire a quest’ultima. La convenzione può prevedere un loro
equo contributo alle spese per la sua stipulazione e per la sua esecuzione. La
convenzione disciplina le modalità in materia d’adesione e di desistenza e
relative pubblicazioni (art. 46 cpv. 2).

A proposito dell’art. 46 cpv. 1, il Messaggio sottolinea l’importanza della
convenzione tariffale quale strumento essenziale per la fissazione di tariffe
nell’assicurazione malattia obbligatoria, in particolare la prevalenza del
principio della libertà contrattuale. Nonostante questo, le convenzioni
concluse dalle federazioni non regolano in maniera obbligatoria e automatica i
rapporti tariffali tra i membri della federazione, ma questi ultimi sono legati
solo nel caso in cui dichiarino di voler aderire alla convenzione in questione.
Simili accordi sono particolarmente auspicati se servono a contenere i costi.
La libertà contrattuale deve dare la possibilità alle parti, ove indicato ed
efficace, di contribuire al contenimento dei costi grazie all’armonizzazione e al
coordinamento e, laddove la differenziazione e la concorrenza si rivelano più
appropriate, di scegliere questa strada, rispettivamente di combinare in modo
ottimale queste due facoltà (Messaggio, pag. 149 segg.). È quindi possibile,
sulla base dell’art. 46 cpv. 2 LAMal, essere membro di una federazione ma
concludere una convenzione tariffale diversa da quella che lega la federazione.
I dibattiti parlamentari non hanno contraddetto il Messaggio su questo punto,
essendosi concentrati essenzialmente sul divieto di clausole d’esclusività e di
trattamenti di favore che è stato inserito nel cpv. 3 dell’art. 46 LAMal (BU 1993
N 1860 seg.).

7.2. L’elaborazione di questo articolo della LAMal ha quindi posto l’accento
soprattutto su una maggiore libertà contrattuale e sulla concorrenza che
potrebbe risultarne, in altre parole sulla capacità e disponibilità dei partner
tariffali di contribuire al controllo dei costi nell’assicurazione malattia
attraverso un atteggiamento responsabile e libero da ogni vincolo in occasione
della fissazione delle tariffe. Per questo motivo, il Messaggio si riferisce
principalmente all’ipotesi in cui gli accordi sono o possono essere conclusi, ma
non si riferisce affatto o comunque solo marginalmente ai casi in cui i membri
che non aderiscono alla convenzione conclusa dalle rispettive federazioni non
sono riusciti a concluderne una separata con gli altri partner tariffali. Questa
situazione può rivelarsi problematica poiché, in un caso del genere, i membri
ed i loro assicurati si ritrovano senza convenzione applicabile e quindi in un
regime senza convenzione che va colmato. È pertanto indispensabile accertare
se i membri non aderenti possono rinunciare ad una convenzione sapendo di
creare un vuoto giuridico e, se si, in quale misura.

8. Già si è detto che nella LAMal la fissazione autonoma di tariffe da parte
dei partner tariffali attraverso convenzioni costituisce la regola generale
per stabilire la tariffa delle prestazioni e l’intervento dei governi cantonali
rappresenta l’eccezione.

Il Consiglio federale ritiene che quando le parti ricorrono all’art. 46 cpv. 2
LAMal i membri che non aderiscono ad una convenzione devono essere in
grado di rispettare i fondamenti della legge basata sulla libertà contrattuale
e devono impegnarsi a fondo per concludere un accordo tariffale prima
di ammettere il fallimento dei negoziati e di indirizzarsi al governo
cantonale. Solo così si potrà rendere compatibile la situazione particolare
creata dall’art. 46 cpv. 2 LAMal con il sistema introdotto dalla nuova legge

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sull’assicurazione malattie. Il Consiglio federale è cosciente del fatto che
tale compito può essere difficile per i membri non aderenti, visto che in
certi casi essi dovranno negoziare con i medesimi partner sociali come
la loro federazione ma ottenere una tariffa differente da quella conclusa.
È quindi necessario e conforme alla legge che in caso di fallimento dei
negoziati, i partner possano indirizzarsi al governo cantonale perché fissi
una tariffa conformemente all’art. 47 cpv. 1 LAMal. È però chiaro che in questo
caso i membri non aderenti devono non solo motivare la loro domanda
presentando gli elementi che li spingono a non aderire alla convenzione
firmata dalla loro federazione, ma devono pure proporre soluzioni costruttive
per l’elaborazione di una nuova tariffa. Ciò permette l’applicazione dell’art. 46
cpv. 2 LAMal, evitandone però un abuso. Se fosse infatti possibile opporsi
ad una convenzione conclusa nel rispetto delle esigenze della legge senza
tuttavia fornire le ragioni che portano al rifiuto e soprattutto senza partecipare
con proposte concrete alla fissazione di una tariffa che contribuisce al
contenimento dei costi, vi sarebbe una chiara violazione del sistema della
legge basato sul principio della libertà contrattuale.

Pertanto, se i membri non aderenti non rispettano le citate condizioni, essi
devono sopportarne le conseguenze e vedersi applicata la tariffa conclusa
dalla loro federazione, in virtù del principio della libertà contrattuale (GAAC
64.14 = Giurisprudenza e prassi in materia di assicurazione malattia e
infortuni [RAMI] 2/1999, pag. 174 segg.; decisione del Consiglio federale del
23 giugno 1999 nella causa Cassa malati X contro Consiglio di Stato del Canton
Basilea Città e Clinica Z SA).

9. Nella fattispecie, la ricorrente, mediante comunicazione del 2 ottobre 1998
e conferma del 7 dicembre 1998 alla FTAM, non ha aderito alla convenzione
sottoscritta dalla stessa FTAM e dalle case per anziani, com’era suo diritto,
non essendo d’accordo con il sistema di fatturazione previsto. Siccome però
detta convenzione, oltre che a regolare i rapporti tra le parti, contiene le
tariffe valevoli a partire dal 1° gennaio 1999, con la non adesione si è venuto
a creare un vuoto tariffale. A quel punto la Cassa malati X, contrariamente
a quanto è successo, avrebbe dovuto intavolare trattative individuali con
le case per anziani, al fine di trovare degli accordi. L’atteggiamento passivo
della ricorrente è confermato dalla ricorrente stessa, quando afferma, nel suo
ricorso, che «dato che la Cassa malati X non era in primo luogo interessata
alla questione della correttezza delle tariffe previste, non si poteva da lei
pretendere che intavolasse trattative tariffali indipendenti con gli istituti
medicalizzati. Ciò in particolare perché il difetto della convenzione doveva
essere considerato d’ufficio e la Cassa malati X lo aveva contestato in tempo
utile». La ricorrente dimentica però che non aderendo alla convenzione,
a causa del sistema di fatturazione al netto previsto, essa non ha accettato
nemmeno le tariffe, le quali, secondo le stesse dichiarazioni della ricorrente,
risultavano essere esatte. Vista quindi la mancanza di convenzioni tariffali
e l’inattività della ricorrente, che al momento dell’emanazione del DE non
aveva nemmeno avviato trattative per ovviare alla mancanza di tariffe a lei
applicabili, il CdS, conformemente alla giurisprudenza del Consiglio federale,

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https://www.amtsdruckschriften.bar.admin.ch/viewOrigDoc/150004619.pdf?ID=150004619
https://www.amtsdruckschriften.bar.admin.ch/viewOrigDoc/150004619.pdf?ID=150004619

ha esteso, mediante decreto esecutivo, l’applicabilità delle tariffe convenzionali
agli assicuratori malattia che non hanno sottoscritto la convenzione del
28 maggio 1998.

10. Secondo la ricorrente, visto che il difetto della convenzione legato al
sistema di fatturazione al netto della partecipazione doveva essere constatato
d’ufficio dall’autorità cantonale, non le si può nemmeno addebitare una
maggiorazione dello 0.5% come previsto dal DE. La Sorveglianza dei prezzi,
su richiesta dell’autorità cantonale ticinese, ha avuto modo di esprimersi
su questa problematica. Nella sua lettera del 17 dicembre 1996 indirizzata
all’Istituto delle assicurazioni sociali, a Bellinzona, essa ha affermato che una
tariffa maggiorata potrebbe essere causa di aumento dei costi globali. Inoltre
se le tariffe fossero maggiorate in maniera massiccia, questo costringerebbe
de facto gli assicuratori malattia ad aderire alla convenzione, impedendo così
una libertà contrattuale, che, secondo il messaggio concernente la LAMal,
deve dare la possibilità alle parti, ove indicato ed efficace, di contribuire
al contenimento dei costi. La Sorveglianza dei prezzi è dell’avviso che non
esiste alcuna ragione per fatturare un supplemento agli assicuratori malattia
che non riconoscono la convenzione, se non per un importo minimo (al di
sotto dell’1%) che potrebbe essere eventualmente preso in considerazione,
in quanto essi approfittano indirettamente di una convenzione senza averne
preso a carico i costi legati ai negoziati.

La Sorveglianza dei prezzi ha ragione quando afferma che le parti che non
hanno collaborato ai negoziati precedenti la conclusione di una convenzione,
della quale però approfittano, dovrebbero partecipare ai costi che ne derivano.
In questi casi però, piuttosto che prevedere una maggiorazione tariffale sotto
forma di percentuale, il cui importo dipenderebbe dalle fatture delle case
per anziani e andrebbe ingiustamente solamente a loro vantaggio, sarebbe
auspicabile determinare le spese effettive legate ai lavori di negoziazione, di
modo che ogni parte alla convenzione prenda a proprio carico una parte ben
determinata di queste spese.

Nella fattispecie, non è dato di sapere se la ricorrente ha partecipato
attivamente o meno alle negoziazioni che hanno condotto alla conclusione
della convenzione contestata, ma questo aspetto non è determinante ai fini
della risoluzione del presente litigio. Infatti, la maggiorazione dello 0.5%
prevista dal DE non concerne i costi della conclusione della convenzione,
ma viene fatta valere in rapporto al sistema del terzo garante. L’autorità
intimata osserva che le tariffe stabilite in regime convenzionale, con
l’applicazione del sistema del terzo pagante, come previsto nella convenzione
di specie, tengono conto del rischio d’impresa molto limitato del fornitore
di prestazioni. In regime aconvenzionale il discorso sarebbe diverso, in
quanto, applicandosi il sistema del terzo garante, il fornitore di prestazioni
invia la fattura all’assicurato, con un rischio d’impresa legato all’incasso
dell’importo dovuto incontestabilmente maggiore. Potrebbe infatti accadere
che l’assicurato, una volta ricevuto l’importo della fattura dall’assicuratore,
non versi immediatamente o più la somma al fornitore di prestazioni.

Il Consiglio federale ha già avuto modo di pronunciarsi sulla possibilità o meno
di prendere in considerazione le perdite legate all’incasso nella fissazione di
tariffe, affermando che, anche nel sistema del terzo garante, situazione in cui
il fornitore di prestazioni deve incassare direttamente presso gli assicurati

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gli importi dovuti, le perdite in questione non possono essere messe a carico
dell’assicurazione malattie (decisione non pubblicata del Consiglio federale del
10 maggio 2000 concernente

la tariffa della tomografia per risonanza magnetica nel Canton Sciaffusa,
pag. 28, consid. 7.2.2; decisione non pubblicata del Consiglio federale del
20 ottobre 1999 concernente l’adeguamento delle tariffe mediche nel Canton
Sciaffusa, pag. 20, consid. 4.3.2).

Per quanto concerne invece le perdite legate agli interessi passivi, invocate
dall’autorità intimata per giustificare la maggiorazione tariffale, il Consiglio
federale ha dichiarato che questi costi devono essere presi in considerazione
nella definizione tariffale (decisione non pubblicata del Consiglio federale
del 10 maggio 2000 concernente la tariffa della tomografia per risonanza
magnetica nel Canton Sciaffusa, pag. 28, consid. 7.2.2; RAMI 6/1997, pag. 343
segg., consid. 8.6). Per la fissazione del tasso d’interesse, esso ha seguito le
indicazioni della Sorveglianza dei prezzi, la quale ha operato una media dei
tassi d’interesse applicati alle obbligazioni d’emittenti pubblici, ritenendo
una media di 40 giorni per ciò che concerne il termine di pagamento.
Ammontando il tasso d’interesse medio per il 1999 a 3,31%, si ottiene un valore
di 0.36% che corrisponde ad una maggiorazione tariffale conforme alla LAMal.

Pertanto, la presente autorità ritiene che la maggiorazione tariffale di 0.5%
prevista nel DE sia eccessiva, e che questa debba essere riportata ad un valore
di 0.36%.

11. Sulla base di quanto precede, il ricorso, nella misura in cui si è entrati
in materia, è parzialmente accolto ed il decreto esecutivo del 12 gennaio
1999 del CdS concernente le convenzioni sottoscritte tra la FTAM e gli istituti
medicalizzati per anziani deve essere modificato nel senso che nei confronti di
assicuratori malattia che non hanno sottoscritto la convenzione di specie, gli
istituti medicalizzati per anziani sono autorizzati a praticare tariffe maggiorate
dello 0.36% rispetto a quelle riportate nell’atto convenzionale.

Il ricorso è respinto per il resto delle conclusioni.

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Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften

Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées

Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

JAAC 66.71 - Decisione del Consiglio federale dell'11 aprile 2001 nella causa Cassa malati

X contro il Consiglio di Stato del Cantone Ticino, pubblicazione prevista nella

Giurisprudenza e prassi in materia di assicurazione malattia e infortuni [RAMI]...

In Verwaltungspraxis der Bundesbehörden
Dans Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération
In Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione

Jahr 2002
Année

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Band 66
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Das Dokument wurde durch das Schweizerische Bundesarchiv und die Bundeskanzlei konvertiert.

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Il documento è stato convertito dall'Archivio federale svizzero e della Cancelleria federale.

	Decisione del Consiglio federale dell'11 aprile 2001 nella causa Cassa malati X contro il Consiglio di Stato del Cantone Ticino, pubblicazione prevista nella Giurisprudenza e prassi in materia di assicurazione malattia e infortuni [RAMI] 3/2002 KV 212