# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e1eab366-3a19-55a0-9847-c380c6450b7d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-01-13
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 13.01.2015 14.2014.34
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2014-34_2015-01-13.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2014.34

  	
  Lugano

  13 gennaio 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Simoni

  

 

 

statuendo nella causa SO.2013.1356 (opposizione per
non ritorno a miglior fortuna) della Pretura del Distretto di Bellinzona
promossa con istanza 3 dicembre 2013 da

 

	
   

  	
  CO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

  (patrocinato dall’avv. PA 1,)

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando sul reclamo del 12 febbraio 2014 presentato
da RE 1 contro la decisione emessa il 5 febbraio 2014 dal Pretore;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Con precetto esecutivo n. __________ emesso il 21 agosto 2013 dall’Ufficio
esecuzione e fallimenti (UEF) di Bellinzona, l’CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso
di fr. 9'753.80, indicando quale titolo di credito l’“attestato carenza
beni no __________ di fr. 9'753.80 emesso l’11.10.2011 dall’Ufficio
esecuzione e fallimenti, Bellinzona, Kontoauzug per 30.06.1985”.

 

                            B.  L’indomani,
RE 1 ha interposto opposizione al precetto esecutivo per “non ritorno a miglior
fortuna”. Il 7 ottobre 2013, l’escutente ha chiesto il rigetto dell’opposizione
in via provvisoria. Nel termine impartito dal Pretore, il convenuto non ha
presentato osservazioni all’istanza. Con decisione dell’11 novembre
2013, il Pretore aggiunto del Distretto di Bellinzona ha poi rigettato l’oppo­­sizione
in via provvisoria, ponendo oneri processuali e ripetibili a carico del
convenuto. Soltanto il 3 dicembre 2013 l’UEF di Bellinzona ha
trasmesso il precetto esecutivo alla Pretura in virtù dell’art. 265a
LEF, spiegando di essere stato all’oscuro, prima che glielo comunicasse l’escusso
con scritto 28 novembre 2013, che nei suoi confronti era stato dichiarato il
fallimento nel Canton Uri negli anni ottanta. Nel termine assegnato dal Pretore
alle parti per determinarsi sullo scritto dell’UEF, con osservazioni scritte
del 13 gennaio 2014, RE 1 ha chiesto che, previa concessione del gratuito
patrocinio, l’opposizione per non ritorno a miglior fortuna fosse confermata e
che fosse accertato ch’egli non era tornato a miglior fortuna.

 

                            C.  Statuendo con decisione 5 febbraio 2014, il Pretore ha dichiarato
irricevibile la richiesta di accertamento del mancato ritorno a miglior fortuna
trasmessa dall’UEF e respinto la domanda di ammissione al gratuito patrocinio,
prescindendo dal prelevare oneri processuali e dall’assegnare ripetibili.

 

                            D.  Contro
la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 12 febbraio 2014 per ottenere,
previa concessione del gratuito patrocinio, la riforma del dispositivo della
sentenza impugnata relativo alla domanda di gratuito patrocinio, nel senso del
suo accoglimento, della designazione dell’avv. PA 1 quale patrocinatore d’ufficio
e dell’ap­­provazione della sua nota d’onorario di complessivi fr. 1'745.60. Nel termine impartitole per svista per determinarsi sul reclamo, la
controparte è rimasta silente. Il 25 febbraio 2014, il reclamante ha informato la Camera di aver promosso presso la Pretura di Bellinzona, il 24 febbraio 2014, un’azione di
contestazione del ritorno a miglior fortuna.

 

 

Considerando

 

in diritto:              1.  Contro
la decisione che statuisce sull’opposizione per non ritorno a miglior fortuna
secondo la procedura sommaria non è dato alcun mezzo d’impugnazione (art. 265a
cpv. 1, ultimo periodo), se non un reclamo indipendente (art. 110 CPC) limitato
al solo dispositivo sulle spese e le ripetibili (DTF 138 III 131, consid. 2.2;
sentenza della CEF 14.2014.99 del 16 maggio 2014), così come sulla questione
dell’assistenza giudiziaria (art. 121 CPC; Tappy
in: CPC commenté, 2011, n. 21 ad art. 122 CPC; Bühler
in: Berner Kommentar, Schweizerische ZPO, vol. I, 2012, n. 42 ad art.
122 CPC). Il reclamo in esame è pertanto ricevibile, la Camera di
esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello essendo competente senza
riguardo al valore litigioso e al tipo di rimedio giuridico nelle cause
proposte a norma della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (art.
48 lett. e n. 1 LOG), compreso in materia di spese, come
opportunamente esplicitato dal nuovo art. 48 lett. e n. 4a LOG, in vigore dal
14 novembre 2014 (BU 2014 pag. 486).

 

                                  Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC).
Presentato il 14 febbraio 2014 contro la sentenza notificata al convenuto il 6
febbraio, in concreto il reclamo è tempestivo.

 

                             2.  Nella
decisione impugnata, il Pretore si è ritenuto legittimato a non entrare in
materia sull’istanza di accertamento del non ritorno a miglior fortuna perché l’escusso
non si era opposto alla procedura di rigetto dell’opposizione e aveva lasciato
la sentenza dell’11 novembre 2013 passare in giudicato. Viste “le particolarità
della fattispecie”, il primo giudice ha rinunciato a riscuotere oneri processuali
e ad assegnare ripetibili, ma ha respinto la richiesta di gratuito patrocinio
dell’escusso, “non avendo egli alcuna possibilità di esito favorevole”.

 

                             3.  Nel
reclamo l’escusso sostiene invece che la sua richiesta di accertamento dell’assenza
di ritorno a miglior fortuna denotava delle possibilità di esito favorevole. Egli
sostiene infatti di non avere avuto alcun motivo di determinarsi sull’istanza
di rigetto dell’op­­posizione né d’impugnare la decisione di rigetto, che non
vertevano – né giuridicamente potevano vertere – sulla questione del ritorno a
miglior fortuna, sicché egli aveva “tutto il diritto“ di ottenere un giudizio
sulla stessa. Inoltre, egli allega, anche nel merito la sua istanza risultava
fondata, giacché la quota a suo carico del fabbisogno mensile allargato suo e
della moglie (pari alla somma del minimo di base LEF raddoppiato, dei supplementi
giusta l’art. 93 LEF come premi dell’assicurazione malati di base, spese
abitative ecc. e delle altre spese come imposte, tasse o premi dell’assicurazione
malati complementare), di fr. 4'269.35, non è coperta dai propri redditi
(rendite AVS e LPP), di complessivi fr. 2'540.– mensili. RE 1 chiede
pertanto la riforma della sentenza impugnata nel senso dell’accoglimento della
domanda di gratuito patrocinio e dell’approvazione dei costi di patrocinio, di fr. 1'745.60,
nonché delle ripetibili di secondo grado, quantificate in fr. 1'000.–.

                             4.  L’ammissione
al gratuito patrocinio è disciplinata dagli art. 117 e segg. CPC e dalla legge
cantonale sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio d’ufficio (LAG; RL
3.1.1.7). Ha diritto al gratuito patrocinio chiunque sia sprovvisto dei mezzi necessari
(art. 117 lett. a CPC) e la cui domanda non appaia priva di probabilità di
successo (lett. b). La designazione di un patrocinatore d’ufficio è subordinata
inoltre all’esigenza che la misura sia necessaria per tutelare i diritti dell’interessato,
segnatamente se la controparte è patrocinata da un avvocato (art. 118 cpv. 1
lett. c CPC). Il giudice decide sull’istanza in procedura sommaria (art. 119
cpv. 3 CPC).

 

                           4.1  Che
nella fattispecie l’opposizione per non ritorno a miglior fortuna interposta
dall’escusso fosse provvista di probabilità di successo è verosimile, ove
appena si consideri che il 16 aprile 2013 l’UEF di Bellinzona ha calcolato in
soli fr. 293.– l’eccedenza mensile pignorabile a carico di RE 1 (fr. 2'833.–
[AVS + LPP] ./. fr. 2'539.68 [sua quota del minimo esistenziale comune con
la moglie]: doc. E accluso alle osservazioni 13 gennaio 2014).
Ora, già solo le imposte (circa fr. 150.– mensili) e i premi della cassa
malattia complementare della moglie (fr. 313.30 mensili), pur limitati
alla quota del 66% del reclamante, superano tale eccedenza. E questi
accertamenti denotano anche la situazione d’in­digenza in cui vive il reclamante,
che potrebbe finanziare i costi del processo solo intaccando le risorse
necessarie al suo sostentamento e a quello della moglie (DTF 135 I 223 consid.
5.1), ricordato che il minimo vitale ai sensi del diritto processuale civile è
di norma superiore del 10–30 per cento al minimo esistenziale secondo il
diritto dell’esecuzione per debiti e che va tenuto conto segnatamente dell’onere
fiscale corrente (Messaggio del Consiglio federale concernente il CPC, FF 2006 6673,
n. 5.8.4). Sul terzo presupposto di legge, invece, il reclamante non ha speso
una parola.

 

                           4.2  Orbene,
dal punto di vista oggettivo, la necessità dell’assistenza di un legale dipende
dal grado di complessità della causa e del potere istruttorio del giudice, l’applicabilità
della massima inquisitoria o d’ufficio consentendo alla parte di agire da sé
più facilmente (Tappy in: Code de
procédure civile commenté, 2011, n. 13 ad art. 118 CPC e i rinvii).
Soggettivamente, il giudice deve tenere conto della persona del richiedente,
della sua età, formazione, grado di famigliarità con la pratica giudiziaria, se
del caso lingua e così via (Tappy,
ibidem, n. 14 con rif.). La legge menziona altresì il fatto che la controparte
sia assistita da un avvocato, riconoscendo così un’importanza particolare al
principio della parità delle armi (sentenza del Tribunale federale 5A_838/2013
del 3 febbraio 2014, consid. 2.4).

 

                             a)  Nel
caso specifico, la causa era oggettivamente di poca complessità: sarebbe
bastato al reclamante produrre il provvedimento 16 aprile 2013 dell’UEF di
Bellinzona, i conteggi d’imposte e di premi della cassa malattia
complementare della moglie per rendere verosimili sia la sua opposizione per
non ritorno a miglior fortuna che la sua indigenza (sopra consid. 4.1). La
controparte, d’altronde, non era assistita da un avvocato. La
designazione di un patrocinatore d’ufficio non risultava pertanto necessaria
per tutelare i diritti dell’escusso.

 

                            b)  Dal
profilo soggettivo, RE 1, del 1946 (68 anni), abita in Ticino almeno dal 1987
(doc. B) e risulta avere cognizione della materia esecutiva – ha tra l’altro
interposto personalmente opposizione “per non ritorno a miglior fortuna” (doc.
C) –, ove appena si pensi che dal 1990 contro di lui sono stati rilasciati ben
28 attestati di carenza di beni per oltre fr. 100'000.– e sono tuttora
pendenti una quindicina di esecuzioni per più di 150'000.–. D’al­­tronde, prima
del suo fallimento era professionalmente attivo con una ditta individuale di
trasporto (doc. B). Questo tribunale non ha pertanto motivi per ritenere ch’egli
non fosse in grado di difendersi da solo nella procedura di prima istanza. Ne
consegue che la decisione del Pretore di rifiuto del gratuito patrocinio si rivela,
nell’esito, corretta, donde la reiezione del reclamo.

 

                             5.  Non
avendo il reclamante neppure evocato il requisito della necessità del
patrocinio, che come visto non era manifestamente dato, il reclamo appariva d’acchito
privo di probabilità di successo, ciò che giustifica la reiezione anche della domanda
di gratuito patrocinio formulata per questa sede (art. 117 lett. b CPC).

 

                             6.  La
tassa del presente giudizio seguirebbe la soccombenza del reclamante (art. 106
cpv. 1 CPC). Sennonché la motivazione della sentenza impugnata era di natura a
far ritenere al reclamante in buona fede di avere motivo di ricorrere. In
siffatte circostanze, tanto vale rinunciare a riscuotere la tassa di giustizia,
tanto più che, viste le condizioni economiche difficili in cui versa il reclamante,
ciò rischierebbe di tradursi per altro in oneri d’in­­casso infruttuosi per l’ente
pubblico. Non si pone invece problema di ripetibili, la controparte (che non ha
comunque veste di parte in materia di spese non poste a suo carico, cfr. sentenza
del Tribunale federale 5P.267/1996 del 6 agosto 1996, consid. 1a) non avendo dovuto
affrontare spese né onere lavorativo particolari.

                             7.  Circa i rimedi esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112
cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 1'745.60
non raggiunge la soglia di fr. 30'000.–
ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il
reclamo è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

 

                             2.  La
domanda di gratuito patrocinio è respinta.

 

                             3.  Non
si riscuotono oneri processuali.

 

                             4.  Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –.

   

  

                                  Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                 La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF).
Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1
LTF).