# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0b1d17cf-f829-5eb7-b2f4-0ade65dc6100
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-06-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 28.06.2017 52.2015.479
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2015-479_2017-06-28.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2015.479

   

  	
  Lugano

  28 giugno 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Flavia
  Verzasconi, presidente,

  Matteo
  Cassina, Matea Pessina

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Fulvio
  Campello

  

 

 

statuendo
sul ricorso 19 ottobre 2015 di

 

 

	
   

  	
   RI
  1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 16 settembre 2015 (n. 3878) del Consiglio di Stato che respinge
  l'impugnativa 17 febbraio 2015 inoltrata dall'insorgente avverso la
  risoluzione 19 gennaio 2015 (n. 9) con cui il consiglio comunale di CO 1 ha
  concesso un credito di fr. 1'500'000.- per la ristrutturazione della torre di
  __________;

  

 

 

ritenuto,                      in
fatto

 

A.    a. Il 15 settembre 2014 il municipio di CO 1 ha
licenziato il messaggio n. 220 con il quale ha chiesto al proprio legislativo
lo stanziamento di un credito di fr 1'500'000.- per la ristrutturazione della torre
di __________. Per quanto riguarda i contenuti del progetto esso rinvia al
precedente messaggio 29 ottobre 2013 (n. 199), che l'esecutivo aveva ritirato
in occasione della seduta 19 dicembre 2013 del consiglio comunale. Il 17
novembre 2014 il municipio ha trasmesso ai consiglieri comunali un complemento
d'informazione circa la sostenibilità a gestione corrente dell'investimento,
limitatamente all'importo dell'ammortamento e a quello degli interessi, mentre
i costi di gestione avrebbero potuto essere valutati solamente una volta decisa
la destinazione dell'edificio. 

b. Il 15 novembre 2014 la commissione dell'edilizia e quella della gestione
hanno preavvisato favorevolmente la concessione del credito per il tramite di
un rapporto congiunto.

c. La proposta municipale è quindi stata inserita nell'ordine del giorno della
seduta 19 gennaio 2015 del consiglio comunale. In occasione del plenum RI
1 ha letto un proprio emendamento, con il quale proponeva di spostare
l'elevatore all'esterno della costrizione, realizzando un "ascensore ialino".
Conseguentemente egli ha sostenuto - invocando gli art. 38 e 59 della legge organica
comunale del 10 marzo 1987 (LOC; RL 2.1.1.2) - che, trattandosi di una proposta
di modifica sostanziale, l'oggetto doveva essere rinviato al municipio,
affinché licenziasse un nuovo messaggio nel termine di 6 mesi. Messa ai voti la
proposta di rinvio, il legislativo l'ha respinta con 16 voti contrari e 2
astensioni (18 consiglieri presenti). Esso ha quindi risolto la concessione del
credito richiesto dal municipio con 16 voti favorevoli, un consigliere
contrario e uno astenuto (per quanto precede, cfr. verbale di discussione, pag.
4). 

 

La risoluzione è stata
pubblicata all'albo comunale il 22 gennaio 2015. 

 

 

B.   
Con decisione 16 settembre
2015 il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato da RI 1 avverso la
suddetta risoluzione consigliare. Il Governo ha innanzitutto accertato che il legislativo
aveva deliberato con sufficiente cognizione di causa. Esso ha quindi respinto
la censura relativa al complemento trasmesso il 17 novembre 2014, considerandolo
parte integrante del messaggio licenziato in precedenza. In ogni caso, le
indicazioni relative all'ammortamento, al finanziamento e alla deduzione dei sussidi
erano già contenute nel dispositivo del citato messaggio. Quanto agli aspetti
procedurali, l'emendamento presentato dal ricorrente, benché sostanziale, non
comportava il rinvio degli atti al municipio, in quanto la proposta era stata
respinta dal consiglio comunale. 

 

 

C.   
RI 1 s'aggrava ora davanti al
Tribunale cantonale amministrativo, domandando l'annullamento del giudizio
appena descritto. Egli ribadisce le tesi secondo cui non era possibile il
completamento successivo del messaggio in merito alla sostenibilità dell'opera
e che l'oggetto andava trasmesso al municipio in ragione dell'emendamento che
egli stesso aveva presentato. Il ricorrente rimprovera inoltre al Consiglio di
Stato di non essersi espresso sulla necessità di conferire la pubblica utilità
all'opera.

 

 

D.    Il municipio e
il presidente del consiglio comunale di CO 1 postulano la reiezione del
gravame, con motivi che non è necessario riassumere. A identica conclusione
perviene il Consiglio di Stato, senza formulare osservazioni. 

 

 

Considerato,               in
diritto

 

1.    
La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo discende dall'art. 208 cpv. 1 LOC. La legittimazione
attiva di RI 1, destinatario della decisione impugnata e partecipante al procedimento
dinanzi alla precedente istanza, è certa (art. 65 cpv. 1 legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre
2013; LPAmm; RL 3.3.1.1). Il ricorso,
tempestivo (art. 68 cpv. 1 LPAmm) può essere evaso sulla base degli atti (art. 25
cpv. 1 LPAmm). 

 

 

2.    
Il ricorrente rimprovera al
Consiglio di Stato di non aver esaminato la sua censura relativa alla necessità
"di conferire all'opera la pubblica utilità. A torto, tuttavia.
Intanto così come formulata nel ricorso di prima istanza tale critica era tesa
a dimostrare che il legislativo comunale non disponeva di tutte le informazioni
necessarie, censura respinta dal Consiglio di Stato con una motivazione più che
esauriente. In ogni caso, esso si è espresso in merito, spiegando che il
progetto non include gli edifici adiacenti di proprietà privata. Considerazioni
pertinenti, cui è sufficiente rinviare. 

3.     Pure priva
di fondamento è la tesi secondo cui la presentazione di un emendamento di
natura sostanziale imporrebbe in ogni caso la trasmissione dell'oggetto al
municipio per il licenziamento di un nuovo messaggio. Per i seguenti motivi.

3.1. Il 3 febbraio 1999 il Gran Consiglio ha adottato la revisione parziale
della LOC (BU 1999, pag. 273). Per quanto qui interessi, in quel contesto l'art.
38 cpv. 2 LOC è stato così modificato:

2È
possibile presentare proposte di emendamento relative ad un oggetto all'ordine
del giorno. Le proposte marginali possono essere decise seduta stante, le proposte
a carattere sostanziale, se accettate dall'assemblea, comportano il rinvio
dell'oggetto al municipio perché licenzi un messaggio in merito nel termine di
sei mesi. 

 

Questa revisione, che
ha introdotto la distinzione tra proposte marginali e sostanziali, si prefigge
in particolare di evitare deliberazioni estemporanee su quest'ultime; il rinvio
al municipio ha lo scopo di permettere una sufficiente informazione atta a
garantire decisioni con piena cognizione di causa da parte del legislativo (cfr.
Messaggio 27 agosto 1997 [n. 4671] concernente la revisione parziale della LOC,
in: RVGC anno parlamentare 1998-1999, vol. 5, pag. 3633 segg., 3667). 

 

In seguito il testo
dell'art. 38 cpv. 2 LOC è stato modificato a più riprese: il 10 maggio 2005 (possibilità
di decidere proposte commissionali che modificano anche sostanzialmente la
proposta del municipio con l'accordo di quest'ultimo; BU 2005, 205), il 14 febbraio
2012 (aggiunta della riserva dell'art. 162 cpv. 3 LOC; BU 2012, 157) e, infine,
il 17 febbraio 2014 (obbligo di presentare per iscritto le proposte di
emendamento; BU 2014, 191). Il testo attuale è dunque il seguente:

2È
possibile presentare per iscritto proposte di emendamento relative ad un
oggetto all'ordine del giorno. Le proposte marginali possono essere decise
seduta stante. Le proposte sostanziali, se contenute in un rapporto di una
commissione del consiglio comunale incaricata dell'esame del messaggio
municipale e se condivise dal municipio, possono essere decise seduta stante.
Negli altri casi, l'oggetto deve essere rinviato al municipio affinché licenzi
un messaggio in merito nel termine di 6 mesi. È riservato l'art. 162 cpv. 3.

 

3.2. Benché la nuova
formulazione non lo indichi più in modo esplicito, il rinvio dell'oggetto al
municipio presuppone sempre che la proposta sia stata accettata dal legislativo
comunale (assemblea o consiglio comunale, cui la norma è applicabile in forza
del rinvio di cui all'art. 59 cpv. 2 LOC). Lo si evince comunque dal testo
della legge. Inoltre, la lettura dei materiali, in particolare di quelli
riferiti alla modifica del 10 maggio 2005 che ha sostituito la formulazione
iniziale, non permettono in alcun modo di ritenere che il legislatore cantonale
abbia inteso modificare l'art. 38 cpv. 2 LOC nel senso preteso dal ricorrente
(cfr. in particolare il rapporto [n. 5574] del Consiglio di Stato
sull'iniziativa parlamentare 2 giungo 2004 concernente la modifica dell'art. 59
cpv. 2 LOC, in: RVGC anno parlamentare 2005-2006, vol. 1, pag. 149 segg.). Del
resto, la tesi sostenuta da RI 1 comporterebbe di fatto la facoltà per il
singolo consigliere comunale (rispettivamente per il singolo cittadino, nei
comuni ove vige l'assemblea comunale) di bloccare il voto su ogni oggetto attraverso
la semplice proposta di una qualsiasi modifica sostanziale, esautorando di
fatto l'organo legislativo dalle sue competenze.

3.3. In concreto, dal verbale di discussione della seduta 19 gennaio 2015 del
consiglio comunale di CO 1 è possibile evincere che la proposta formulata dall'insorgente
di rinviare l'oggetto al municipio è stata respinta con 16 voti contrari e 2 astenuti,
presenti 18 consiglieri comunali. A ben vedere, nemmeno il ricorrente stesso
l'ha sostenuta. A prescindere dalle conseguenze che un simile, contraddittorio
comportamento potrebbe avere sulla legittimazione a impugnare la decisione del
consiglio comunale davanti al Governo (sul tema: RDAT 1984 n. 100), è a ragione
che quest'ultimo ha ritenuto corretto il modo di procedere del legislativo
comunale. La censura è dunque infondata.

 

 

4.     Il
ricorrente critica anche la trasmissione avvenuta posteriormente all'invio del
messaggio delle conseguenze finanziarie dell'investimento in parola. 

 

4.1. Giusta l'art. 56
cpv. 1, prima frase, LOC i messaggi al consiglio comunale,
motivati per iscritto, devono essere trasmessi ai consiglieri comunali almeno
trenta giorni prima della seduta. L'art. 164b LOC stabilisce, inoltre,
che se riguardano proposte di investimento rilevanti per rapporto all'importanza
del bilancio del comune, essi devono contenere indicazioni sulle conseguenze
finanziarie, quali le incidenze economiche per il comune dell'investimento, le
sue relazioni con il piano finanziario, gli oneri conseguenti, la sostenibilità
degli stessi, le priorità di intervento ecc. (cfr. Messaggio 6 marzo 2007 [n.
5897] concernente la revisione parziale della LOC, in: RVGC anno parlamentare
2008-2009, pag. 300 segg., 347). L'art. 15 del regolamento sulla gestione finanziaria
e sulla contabilità dei comuni del 30 giugno 1987 (RGFCC; RL 2.1.2.1) precisa
che sono di principio rilevanti gli investimenti che comportano una spesa netta
superiore al 10% del gettito di imposta cantonale del comune o a fr.
1'000'000.-. 

4.2. In concreto, il messaggio 15 settembre 2014 comporta una spesa di fr.
1'500'000.-; si tratta dunque di un investimento di principio rilevante. Sotto
il profilo finanziario, esso si limita a indicare l'importo dell'investimento,
quello del sussidio federale e cantonale nonché il tasso di ammortamento. Resosi
conto dell'obbligo legale di fornire le indicazioni sulle conseguenze finanziare
dell'opera, il 17 novembre 2014 il municipio ha trasmesso ai consiglieri
comunali un complemento al messaggio, precisando l'importo di ammortamento
annuo e il tasso di interesse stimato per il debito e specificando che gli
oneri di gestione avrebbero potuto essere valutati unicamente una volta
definita la destinazione dell'edificio. Ora, alla luce del fatto che la seduta
consigliare in occasione della quale il credito è stato votato ha avuto luogo
il 19 gennaio 2015, l'invio del complemento del messaggio rispetta ampiamente
il termine di cui all'art. 56 cpv. 1 LOC. Anche sotto questo profilo
l'impugnativa è infondata. 

 

 

5.     Il ricorso,
nel complesso, deve dunque essere respinto, ponendo a carico di RI 1,
soccombente, la tassa di giustizia (art. 47 cpv. 1 LPAmm) e le ripetibili in
favore del comune (art. 49 cpv. 2 LPAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

1.  Il ricorso è respinto.

 

 

2.  La tassa di
giustizia di fr. 1'500.-, già anticipata dall'insorgente, resta a suo carico. Egli
verserà fr. 300.- al comune  per ripetibili.

 

 

3.  Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

 

 

	
  4.  Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                  Il vicecancelliere