# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bb09a4b9-e657-5494-8271-0675ab2e4e4e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-10-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 09.10.2002 33.2001.117
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_33-2001-117_2002-10-09.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  33.2001.00117

   

  TB/cd

  	
  Lugano

  9 ottobre 2002

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il 
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

   

   

   

   

   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Raffaello Balerna (in sostituzione del gd Ivano Ranzanici,
  astenuto)

  

 

	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 18 dicembre 2001
di

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 26 novembre 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa cant. di compensazione, 6501 Bellinzona 1,  

   

  in materia di prestazioni complementari

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Nell'ambito
della revisione periodica per l'anno 2001 prevista dall'art. 30 OPC-AVS/AI, con
decisione 26 novembre 2001 la Cassa cantonale di compensazione di Bellinzona ha
riconosciuto a __________ con effetto dal 1° dicembre 2001, una prestazione
limitatamente al pagamento del premio dell'assicurazione malattia obbligatoria,
contro i precedenti Fr. 81.- concessile mensilmente a partire dal 1° gennaio
2001 (docc. _ e _).

 

                               1.2.   Con
tempestivo ricorso 18 dicembre 2001 (doc. _) l'assicurata si è aggravata contro
la predetta riduzione della PC chiedendo a questo Tribunale da un lato di
dedurre dalla sostanza 

                                         Fr.
15'000.- poiché tale importo costituirebbe il totale di due debiti contratti e
regolarmente esposti fiscalmente (doc. _); dall'altro, di ricalcolare i valori
della sostanza immobiliare computatale, in particolare per quanto attiene alle
partt. nn. __________, __________, __________, __________, __________e
__________RFD di __________, contestando quindi l'ammontare di Fr. 115'087.-
attribuitole dalla Cassa a titolo di comunione ereditaria al valore
commerciale.

A tal riguardo, __________ ha mosso le seguenti
puntuali critiche:

 

" 
(…)

2.   Il computo della sostanza si basa su elementi che, a mio modo
di vedere, sono stati considerati in maniera inadeguata nelle relative perizie
immobiliari.

 

      -    Part. n. __________RFD __________

           Sulla particella è edificata la mia casa di abitazione,
fiscalmente stimata in fr. 60'000.--. La metà di tale importo, 

           fr. 30'000, è stata correttamente calcolata per
l'abitazione primaria ove io vivo. Ripartito sulle quattro persone componenti
la Comunione ereditaria alla quale appartengo, si hanno quindi fr. 7'500.-- a
mio carico, come correttamente esposto.

           Ritengo invece esagerata la valutazione del valore
commerciale dell'abitazione. In effetti, sulla base dei raffronti effettuati,
risulta che nel Comune di __________, per le abitazioni, il rapporto fra valore
di stima fiscale e valore commerciale è di 4/10 (a tale proposito si vedano le
recenti stime effettuate). Quindi, nel caso in oggetto, per la metà abitazione
ad una stima fiscale di fr. 30'000.-- devono corrispondere di fr. 75'000.-- di
valore reale.

 

           Chiedo quindi che, per equità di trattamento, si proceda
in tale modo.

 

      -    Part n. __________RFD __________

           Si tratta di un terreno in zona non edificabile, i cui
complessivi 11'099 mq sono stati peritati in fr. 22'000.--, con una media di
fr. 1,98/mq.

           Secondo le informazioni fornitemi dall'esecutore della
perizia una parte del terreno sarebbe stata stimata a fr. 3.-- al mq e la
rimanente a fr. 0,20 al mq.

           Se così è, si devono forzatamente
avere:

           - mq 7064,28 a fr. 3.--/mq, per un totale di fr.
21'193.--

           - mq 4034,72 a fr. 0,20/mq, per un
totale di fr. 807.--.

     Premesso
che fr. 3.-- al mq sono stati, in maniera esagerata, considerati anche per il
terreno del mappale n. __________ (al riguardo si veda il punto seguente) posto
in situazione agricola più favorevole e con superficie più regolare, risulta
evidente che l'importo esposto per il mappale n. __________è inadeguato, in
quanto i due terreni sono sostanzialmente diversi (il __________ è in pendenza,
fortemente irregolare ed anche cosparso di massi più o meno sporgenti dal
suolo).

           Il terreno in oggetto non è qualitativamente molto
dissimile da quello della part. n. __________, stimato in fr. 0,18/mq.

     Faccio
inoltre notare che, nell'ambito di un'altra perizia immobiliare effettuata un
paio di anni or sono, sempre a proposito di una richiesta di PC __________, un
terreno agricolo (part. _) di qualità decisamente superiore è stato stimato in
fr. 1.--/mq.

           Da queste osservazioni discende quindi la necessità di
una valutazione più corretta che sia inferiore, per i 7064 mq, all'importo
di fr. 1.--/mq.

 

      -    Part. n. __________RFD __________

           Richiamato quanto detto sopra e considerato come, di
regola, il valore dei terreni agricoli dei Comuni situati sui versanti
dell'__________ non superi i 2 fr./mq, chiedo che anche per questo terreno
non si vada oltre tale importo.

           Sull'equo prezzo che può essere richiesto per un terreno
agricolo a __________ (fr. 1.--/mq), rinvio al contenuto del messaggio
dell'Ufficio patriziale di __________ per la vendita di uno scorporo di terreno
(considerata l'esigua superficie , che dovrebbe far aumentare il prezzo, nonché
l'importanza del terreno per l'acquirente, è significativo il prezzo applicato)
(allegato _).

 

             -                          Part.
n. __________RFD __________

           Si tratta di una particella, sita in zona edificabile,
dove, se le mie informazioni sono esatte, per gli ultimi terreni venduti (nel
1995, in un momento quindi più favorevole) sono stati praticati dei prezzi di
circa fr. 85.--/mq (partt. 716 e 715).

     La
superficie totale del terreno (mq 1703) è composta da una parte completamente
utilizzabile dal profilo edilizio (mq 900 circa), per la quale si possono
considerare dei prezzi analoghi o leggermente inferiori a quello sopraindicati,
e una parte spezzettata, dove si deve considerare il valore attribuito alle
superfici accompagnatorie, che servono solo per il rispetto degli indici (fr.
60.-- circa).

Mal si comprende
quindi che qui siano stati applicati gli importi di fr. 100.--, rispettivamente
fr. 60.--, al mq. Di conseguenza anche in questo caso si impone un'adeguata
riduzione del valore peritale.

 

      -    Part. n. __________RFD __________

           Si tratta di una particella di terreno edificabile (mq
909), situata nella zona meno interessante di tutto il territorio di
__________, in quanto al beneficio di una scarsissima insolazione invernale.
Sotto questo aspetto è decisamente meno attrattiva di quella del punto
precedente, anche se, rispetto ad essa, ha il vantaggio di una configurazione
del terreno più favorevole. Si può quindi affermare che i due aspetti si
bilancino, per cui il valore al mq delle due dovrebbe risultare equivalente.

           Sempre nell'ambito della perizia immobiliare citata
precedentemente, la parte edificabile di un terreno (part. n. __________),
situato in zona privilegiata fra __________ e __________, è stata stimata in
fr. 100.--/mq.

           Quindi anche in questo caso è più che giustificato
chiedere la diminuzione, per equità di trattamento, della stima dai
130.--fr./mq ad un importo inferiore ai fr. 100.--.

 

 

      -    Part. n. __________RFD __________

           La particella n. __________non è di proprietà della
Comunione ereditaria alla quale appartengo. In realtà la particella di nostra
proprietà è la n. __________, che tuttavia è in comproprietà coattiva fra la
part. n. __________ (1/2) e la part. n. __________ (1/2).

           La nostra proprietà è quindi la coattiva relativa alla n.
__________e misura mq 17 (la metà dei mq 34 corrispondenti alla n. __________).
E' quindi evidente che il relativo valore non può essere di 

           fr. 3000.-- (fr. 176,47 al mq.) ma della metà (fr.
1500.--)." (…)

           (doc. _)

 

                               1.3.   La Cassa di
compensazione, e con essa l'Ufficio Stima, è stata chiamata da questo TCA a
formulare le proprie osservazioni al ricorso ed agli allegati _ prodotti dalla
ricorrente (docc. _).

 

 

Nella risposta 9 ottobre 2001 (doc. _) la Cassa
ha precisato di aver applicato l'art. 17 cpv. 4 OPC-AVS/AI per la stima, al
valore venale, della sostanza detenuta dall'assicurata che non le serve da
abitazione, mentre per la parte del fondo n. __________RFD di __________ che
costituisce la sua abitazione (parte primaria) ha fatto capo al valore di stima
(art. 17 cpv. 1 OPC-AVS/AI).

L'Amministrazione ha inoltre riconosciuto di dover
porre in deduzione alla sostanza lorda il debito di Fr. 15'000.-.

Malgrado tale omissione e la rettifica del valore
venale della sostanza (Fr. 119'237.-), la situazione della ricorrente non è
mutata per cui la Cassa ha proposto di respingere il ricorso.

 

 

Contestualmente la resistente ha trasmesso a
questo Tribunale le osservazioni 28 marzo 2002 (doc. _) dell'Ufficio cantonale
di stima (ing. __________) relative alle partt. nn. __________ RFD di
__________. Esse riconfermano integralmente le prime perizie (doc. _) esperite
in data 13 novembre 2001 dall'ing. __________ del medesimo Ufficio stima con
oggetto i fondi nn. __________RFD di __________ - tutti detenuti
dall'interessata in comunione ereditaria con i figli __________, __________ e
__________.

 

 

                               1.4.   Con scritto
24 aprile 2002 la ricorrente si è riconfermata nel proprio ricorso ed ha
espresso ulteriori considerazioni con attinenza alle partt. nn. __________RFD
di __________ (doc. _), allegando inoltre a titolo di confronto dei referti
peritali eseguiti dall'Ufficio stima concernenti due fondi di proprietà di
un'altra assicurata (docc. _ e _).

 

" 
(…)

3a)   part. __________RFD

         A
seguito di un errore di trascrizione, il numero della particella, la cui parte
prativa (sotto ogni aspetto addirittura migliore di quella qui in oggetto) nel
1998 è stata valutata fr. 1.-/mq nell'ambito di una richiesta di PC inoltrata
dalla signorina __________, è stato indicato nel __________mentre si tratta del
__________ 

         (v.
allegato ­_). Viene quindi a cadere la validità dell'osservazione formulata
dall'Ufficio cantonale di stima. Ritengo quindi che, sulla base di questo
allegato, che convalida la fondatezza del confronto, nonché dell'allegato _
(Messaggio dell'Ufficio patriziale di __________) trasmessovi nel Ricorso, la mia
richiesta di riduzione del valore all'importo di 1 franco al mq sia più che
giustificata.

 

3b)   part. n. __________RFD

         Sembra
quasi assurdo che per giustificare un presunto valore commerciale di un terreno
si consideri un'oscillazione da fr. 75.- a fr. 160.--/mq (il secondo valore
addirittura più del doppio del primo).

         Non so
quali terreni situati in prossimità della citata particella siano stati venduti
a fr. 160.--/mq, ma ribadisco invece il prezzo di fr. 85.--/mq applicato per la
particella n. __________, addirittura contigua a quella in oggetto.

         Non
ritengo quindi giustificato l'importo di fr. 80.--/mq (tra l'altro computato in
media fra la parte migliore del terreno e quella che lo stesso estimatore
indica come "poco sfruttabile"). Quest'ultima definizione dimostra
che la parte migliore è stata quindi valutata con importi superiori ai fr.
100.--/mq.

Personalmente sto pensando che
l'importo di fr. 160.--/mq si riferisca alla zona pregiata del territorio di
__________ (quella di __________), per la quale esso può essere ritenuto
giustificato, ma non per quella del terreno qui in oggetto.

         Presumo
che anche il Giudice __________, che ha trascorso diversi periodi di vacanza a
__________, sia a conoscenza del fatto che i prezzi dei terreni a __________ possono
dimezzare, o quasi, se ci si sposta dalla zona di __________ a quella di 

         __________
(decisamente meno interessante per conformazione del terreno, insolazione,
ecc.). Il valore esposto risulta poi ancora più discriminante se si pensa che,
sempre nella procedura di richiesta PC inoltrata dalla signorina __________,
nel settembre del 1998 la parte edificabile del suo terreno (part. n.
__________RFD tra __________ e __________), situato in zona più ricercata, è
stata valutata a fr. 100.-- / mq (v. allegato _).

 

3c)   part. n. __________RFD

         Le
osservazioni di cui sopra valgono ancora in misura maggiore per la particella
__________, in quanto essa, situata nella zona meno solatia di tutta la
superficie edificabile di __________, è stata addirittura valutata a fr.
130.--/mq.

         In
questo caso si può quindi chiaramente parlare, rispetto al terreno citato
sopra, di palese "non equità di trattamento".

 

3d)   part. n. __________RFD

         Ribadisco
che la part. __________è una comproprietà coattiva fra la part. __________ (di
nostra proprietà) e la part. __________ (di altri proprietari).

         Quindi
il valore della superficie totale (fr. 3000.-- per 34 mq) deve essere ripartito
fra le due proprietà. Se così non fosse avremmo addirittura un importo al mq di
fr. 176.47." (…)

         (doc.
_)

 

                               1.5.   Il 19 giugno
2002 l'Ufficio stima (ing. __________) ha trasmesso alla Cassa di compensazione
le modifiche dei referti peritali relativi alle partt. nn. __________,
__________, __________e __________RFD di __________ eseguite sulla scorta dei
riscontri formulati dall'assicurata (doc. _).

 

Con comunicazione 21 giugno 2002 (doc. _) la
Cassa, sulla base delle predette nuove osservazioni, ha riconfermato in tutto
il suo aspetto la risposta di causa 10 aprile 2002.

 

                               1.6.   In data 27
giugno 2002 (doc. _) __________ ha prodotto ulteriori riflessioni con oggetto
le osservazioni 19 giugno 2002 dell'ing. __________, chiedendo di tenere in
debita considerazione le seguenti lamentele:

 

" 
(…)

2. Per quanto riguarda la valutazione dei diversi fondi osservo:

 

    2.1. Particella __________RFD __________

           Anche
l'Ufficio di stima, con le sue considerazioni, ammette la disparità di
valutazione tra la particella __________ e la __________RFD, ma invece di
ammettere l'eccessiva valutazione della __________definisce, in maniera
temeraria, "eccessivamente prudenziale" la sua perizia del 1998 per
la __________, la cui valutazione, a suo modo di vedere, "dovrebbe essere
adeguata". Ciò significa che ora si applicano due pesi e due misure ?
Giustizia vuole invece che vi sia equità di trattamento e che quindi la
__________sia valutata come alle mie precedenti Osservazioni del 24 aprile
2002, che, e lo ribadisco, scaturivano comunque da elementi oggettivi 

           (v.
allegato _ di allora).

 

    2.2. Particella __________RFD __________

           Le
osservazioni dell'Ufficio di stima non smentiscono in nessun modo quanto da me
affermato e quindi non posso far altro che ribadire quanto già espresso nelle
Osservazioni del 24 aprile 2002.

           Inconsistente
risulta l'affermazione che "non è stato possibile determinare una scala di
valori analizzando una singola zona del paese". Nessuno e niente lo
impediva.

    Mi appare
pure impossibile comprendere che si siano addirittura tenuti in considerazione
la posizione (la particella si trova in una zona non pregiata), le dimensioni
(superficie relativamente ampia), la configurazione (superficie spezzettata),
la topografia (terreno in pendio), l'esposizione (zona poco soleggiata in
inverno), il grado d'urbanizzazione (lo spezzettamento della superficie
ostacola enormemente le possibilità edificatorie), le servitù (vi è addirittura
un diritto di passo veicolare a favore di un'altra proprietà). Gli elementi
negativi, indicati nelle parentesi, avrebbero sicuramente portato a conclusioni
ben diverse.

 

2.3.     Particella __________RFD __________

    Ho
l'impressione che, rispetto alla particella __________, l'Ufficio di stima, nel
calcolo del valore, abbia solo considerato gli aspetti più interessanti,
dimenticando invece quelli più sfavorevoli (minor insolazione giornaliera,
correnti d'aria fredda serali e notturne che rendono impossibile la permanenza
all'esterno con l'inizio della sera, ecc.) e, di conseguenza, sostengo di nuovo
quanto già affermato nelle Osservazioni del 24 aprile 2002.

 

 

2.4.     Particella __________ RFD __________

           Resto
perlomeno stupita dal fatto che l'Ufficio di stima non abbia fatto nessuna
osservazione particolare, perché ciò significa, come ho già scritto il 24
aprile scorso, se l'interpretazione dei dati è esatta, che quel terreno sarebbe
valutato a fr. 176.47 al mq, mentre nelle vicinanze lo stesso perito, nella
stessa procedura, ha applicato fr. 70.--/mq per appezzamenti analoghi (v.
partt. n. __________dell'allegato _ inoltrato dall'Ufficio di stima)." (…)
(doc. _)

 

                               1.7.   L'11 luglio
2002 (doc. _) l'Ufficio stima (ing. __________) ha precisato alla Cassa che
siccome non v'erano nuovi elementi che non fossero stati presi in
considerazione in occasione dell'allestimento delle precedenti perizie, le
stesse venivano così riconfermate.

Su tale base, l'Amministrazione non ha ritenuto
dover modificare la sua precedente presa di posizione (doc. _).

 

L'assicurata non ha replicato in merito (doc. _).

 

                               1.8.   Pendente
causa, questo TCA ha richiamato dal competente Ufficio tassazione di __________
l'incarto fiscale della Comunione ereditaria fu __________ (doc. _) ed ha
chiesto alla Cassa di giustificare l'importo di Fr. 9'680.- esposto nella
contestata tabella di calcolo PC alla voce "pigione annua lorda." 

                                         (docc.
_).

 

 

in diritto

                                      

                               2.1.   Va avantutto
rilevato come la LPC persegue lo scopo di garantire un "reddito
minimo" per far fronte ai "fabbisogni vitali" ai sensi dell'art.
112 cpv. 2 lett. b Cost. fed. e Disp. Trans. all'art. 112 Cost. fed. (RCC 1992
pag. 346). Questa nozione è più ampia rispetto al "minimo vitale"
disciplinato dal diritto esecutivo (art. 93 LEF). La Legge federale sulle
prestazioni complementari all'AVS/AI (LPC) contiene dunque la garanzia di un
reddito minimo per le persone anziane e invalide (su queste questioni cfr. DTF
113 V 280 (285), RCC 1991 pag. 143 (145), RCC 1989 pag. 606, RCC 1986 pag. 143;
CATTANEO, "Reddito minimo garantito: prossimo obiettivo della sicurezza
sociale" in RDAT 1991-II pagg. 447 segg., spec. pag. 448 nota 12 e pag.
460 nota 83). I limiti di reddito rivestono pertanto una doppia funzione e
meglio quella di limite dei bisogni e di reddito minimo garantito (DTF 121 V
204; Pratique VSI 1995 pagg. 52 e 176; 1994 pag. 225; RCC 1992 pag. 225; cfr.
anche Messaggio concernente la terza revisione della Legge federale sulle
prestazioni complementari all’AVS/AI, pagg. 3, 8 e 9).

 

                               2.2.   Per l’art.
2a lett. a LPC hanno diritto alle prestazioni complementari giusta l’articolo 2
LPC le persone che ricevono una rendita di vecchiaia dell'AVS.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 3a cpv. 1 LPC,

 

"  L'importo
della prestazione complementare annua deve corrispondere alla differenza tra
l'eccedenza delle spese riconosciute e i redditi determinanti."

 

                               2.4.   Per quanto
riguarda le spese riconosciute, fino al 31 dicembre 1998 l’art. 3b LPC
prevedeva che:

 

" 
Per le persone che non vivono durevolmente o per
un lungo periodo in un istituto o in un ospedale (persone che vivono a casa),
le spese riconosciute sono le seguenti:

 

a.  importo
destinato alla copertura del fabbisogno vitale, per anno:

1.      per le persone sole, almeno 14690 franchi e al massimo 16290
franchi;

2.      per i coniugi, almeno 22035 franchi e al massimo 24435 franchi;

3.      per gli orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per
figli dell’AVS o dell’AI, almeno 7745 franchi e al massimo 8545 franchi. Per i
due primi figli si prende in considerazione la totalità dell’importo
determinante, per due altri figli due terzi ciascuno e per ogni altro figlio un
terzo;

b.  la
pigione di un appartamento e le relative spese accessorie. In caso di
presentazione di un conguaglio per le spese accessorie, non si può tenere conto
né di un pagamento di arretrati né di una richiesta di restituzione."
(cpv. 1)

 

" 
Per le persone che vivono a casa e per le
persone che vivono in un istituto sono inoltre riconosciute le spese seguenti:

 

a.   spese per il conseguimento del reddito fino a concorrenza del
reddito lordo dell'attività lucrativa;

b.   spese di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino
a concorrenza del ricavo lordo dell'immobile;

c.   premi versati alle assicurazioni sociali della Confederazione,
eccettuata l'assicurazione malattie;

d.   importo forfettario annuo per l'assicurazione obbligatoria
delle cure medico-sanitarie. L'importo forfettario deve corrispondere al premio
medio cantonale per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie
(compresa la copertura infortuni);

e.   pensioni alimentari versate in virtù del diritto di famiglia
(cpv. 3)."

 

Dal 1° gennaio 1999 (sino al 31 dicembre 2000)
l’importo massimo computabile a titolo di fabbisogno è pari a Fr. 16’460.- per
persone sole, Fr. 24’690.- per coniugi, Fr. 8’630.- per il primo e per il
secondo figlio o orfano, Fr. 5'755.- per il terzo e per il quarto figlio o
orfano e Fr. 2’880.- per il quinto e successivi figli o orfani (Decreto
esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI del 18 novembre 1998).

 

A decorrere
dal 1° gennaio 2001, invece, gli importi massimi destinati alla copertura del
fabbisogno vitale sono aumentati a Fr. 16'880.- per persone sole, Fr. 25’320.-
per coniugi e, per orfani e figli che danno diritto ad una rendita per figli
AVS o dell’AI, a Fr. 8'850.- (cfr. art. 1 dell’Ordinanza 01 sull’adeguamento
delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 18 settembre 2000).

 

                               2.5.   Ancora,
giusta l’art. 3c cpv. 1 LPC i redditi determinanti comprendono:

 

"a.  le entrate in denaro o in natura provenienti
dall'esercizio di un'attività lucrativa. Un importo di 1000 franchi per le
persone sole e di 1500 franchi per i coniugi e le persone con figli che hanno o
danno diritto a una rendita è dedotto dal reddito annuo proveniente
dall'esercizio di un'attività lucrativa, il saldo è computato in ragione di due
terzi. Per gli invalidi ai sensi dell'articolo 2c lettera d, il reddito
dell'attività lucrativa è interamente computato;

b.  il reddito proveniente da sostanza mobile e immobile;

c.  un quindicesimo della sostanza netta oppure un decimo per i
beneficiari di rendite di vecchiaia, nella misura in cui superi per persone
sole 25000 franchi, per coniugi 40000 franchi e per orfani e figli che danno
diritto a rendite per figli dell'AVS o dell'AI 15000 franchi. Se l'immobile
appartiene al beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra persona
compresa nel calcolo della prestazione complementare e serve quale abitazione ad
almeno una di queste persone, soltanto il valore dell'immobile eccedente 75000
franchi é preso in considerazione quale sostanza;

d.  le rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche,
comprese le rendite dell'AVS e dell'AI;

e.  le prestazioni derivanti da un contratto di vitalizio o da
un'altra convenzione analoga;

f.   gli assegni familiari

g.  le entrate e le parti di sostanza a cui l'assicurato ha
rinunciato;

h.  le pensioni alimentari del diritto di famiglia. (cpv. 1)"

 

                               2.6.   Con il suo
gravame la ricorrente censura la valutazione dei suoi fondi nn. __________RFD
di __________ – tutti detenuti in comunione ereditaria con i figli __________,
__________ e __________ - ed in particolare muove critiche in merito alla stima
delle predette partt. nn. __________. L'assicurata ritiene che  il valore delle
comunioni ereditarie al valore commerciale esposto nella contestata tabella di
calcolo PC, tratto dai referti peritali 13 novembre 2001 dell'Ufficio stima
(doc. _), sia eccessivo (Fr. 115'087.-, successivamente corretto in Fr.
119'237.-).

 

Giusta l’art. 17 cpv. 4 OPC-AVS/AI, la sostanza
immobiliare che non serve d'abitazione al richiedente o a una persona compresa
nel calcolo delle PC deve essere computata al valore corrente.

(cfr. P. Ferrari, "Dessaissement - volontaire
et prestations complémentaires à l'AVS/AI" in SZS 2002 pag. 417 seg.
(423)).

 

Secondo tali termini, nella misura in cui la
sostanza non serve più da abitazione al richiedente o ad una persona compresa
nel calcolo della prestazione complementare, il legislatore ha voluto che
venisse imputato il valore che l’immobile rappresenta effettivamente sul
mercato.

Non sarebbe infatti corretto che agli assicurati
fosse consentito di mantenere la sostanza a vantaggio degli eredi grazie alle
prestazioni complementari. I titolari di carte valori e libretti di risparmio
non devono essere trattati peggio dei proprietari immobiliari (Pratique VSI
1994 pag. 195; RCC 1991 pag. 424).

In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 1994
pag. 290, il TFA ha specificato che tale disposizione è applicabile solo se il
richiedente (o un’altra persona compresa nel calcolo delle prestazioni
complementari) non abita personalmente nell’immobile di sua proprietà.

 

Nel caso concreto la ricorrente abita nella
costruzione edificata sulla part. n. __________RFD di __________ stimata in Fr.
60'485.-, di proprietà della summenzionata Comunione ereditaria (doc. _ degli
atti dell'Amministrazione: estratto RF dell'8 aprile 1997).

Correttamente, quindi, per le altre tredici
particelle la Cassa ha conteggiato il relativo valore venale complessivo.

 

Tuttavia, per ogni singolo immobile in questione
all'assicurata va computata unicamente la sua quota di partecipazione.

 

                               2.7.   In proposito
va rilevato che secondo la prassi del TFA, per determinare il valore
commerciale l’Amministrazione deve far esperire una perizia da un ufficio
competente. Il TCA ha infatti dichiarato illegale la precedente prassi della
Cassa, che consisteva nell’aumentare sistematicamente del 30% il valore di
stima ufficiale. Applicando questo metodo, nel caso di nuove stime poteva
risultare un valore superiore a quello corrente (RDAT II-1995 pagg. 203 segg.).

Secondo la giurisprudenza del TFA, infine, per la
determinazione del valore corrente degli immobili l’ufficio cantonale deve
sempre far capo allo stesso servizio (SVR 1998 LPC N. 5). A mente dell’Alta
Corte federale sarebbe infatti inammissibile calcolare l’importo delle
prestazioni complementari in base a stime elaborate da autorità differenti
(Pratique VSI 1993 pag. 137).

In concreto, nel Canton Ticino la Cassa affida
detto compito all’Ufficio stima.

 

Al riguardo va ancora rilevato che il TFA, in un
caso riguardante il Canton Ticino in cui il ricorrente aveva contestato la
valutazione immobiliare operata dall’Ufficio cantonale di stima, ha confermato
l’operato dei periti (STFA del 27 febbraio 1998 in re S.S.).

 

                               2.8.   Nella
presente fattispecie, con perizie immobiliari del 13 novembre 2001 (doc. _)
l'Ufficio stima (ing. __________) ha stabilito - come esposto di seguito - il
valore venale complessivo dei singoli fondi di __________. Su tali basi la
Cassa ha quindi determinato l'importo imputabile all'assicurata, ritenendo per
quest'ultima, proprietaria in seno alla Comunione ereditaria dei sedimi sotto
elencati, una quota effettiva di partecipazione di un quarto:

 

part. n.          valore venale totale       valore
imputabile ricorrente

 

__________       Fr. 135'000.-           x 1/4                  Fr.  
33'750.-

__________       Fr.   11'500.-           x 1/4                 Fr.    
2'875.-

__________       Fr. 137'000.-           x 1/4                 Fr.  
34'250.-

__________       Fr.     3'000.-           x 1/4                 Fr.       
750.-

__________       Fr.        300.-                                     non
computato

__________       Fr.   13'000.-           x 1/4                 Fr.    
3'250.-

__________       Fr.     9'000.-           x 1/4                 Fr.    
2'250.-

__________       Fr.   22'000.-           x 1/4                 Fr.    
5'500.-

__________       Fr. 118'000.-           x 1/4                  Fr.  
29'500.-

__________       Fr.   10'000.-           x 1/4                 Fr.    
2'500.-

__________       Fr.     1'200.-           x 1/4                 Fr.       
300.-

__________       Fr.     3'000.-                                     non
computato

__________       Fr.        250.-           x 1/4                 Fr.         
62,50

TOTALE              Fr. 493'250.-                                    Fr.
115'087.-

 

Nel suddetto conteggio l'Amministrazione ha
chiesto all'Ufficio stima di valutare la part. n. __________RFD di __________
scindendola in due stime: d'un canto, la parte in cui abita la ricorrente
(parte primaria), che è stata valutata al valore di stima conformemente
all'art. 17 cpv. 1 OPC-AVS/AI; dall'altro, il resto dell'abitazione (parte
secondaria), non utilizzata dall'assicurata, che è stata stimata al valore
venale giusta il predetto art. 17 cpv. 4 OPC-AVS/AI. Il valore di ogni singola
parte del fondo n. __________ è stato poi anch'esso diviso per quattro, per cui
il valore di stima attribuito alla ricorrente ammonta a Fr. 7'500.- (Fr.
30'000.- x 1/4) ed il valore commerciale, che è stato sommato agli esposti
valori venali relativi agli altri tredici fondi, ammonta a Fr. 34'250.-

(Fr. 137'000.- x 1/4).

 

Inoltre, la Cassa si è accorta di aver
dimenticato di computare l'importo di Fr. 17'000.- relativo al mappale
__________che, diviso anch'esso per quattro, dà un ammontare di Fr. 4'250.-. In
tal senso, nella propria risposta di causa, essa ha rettificato il totale della
sostanza al valore commerciale in Fr. 119'237.-.

 

                               2.9.   Con il
ricorso l'assicurata sostiene che le proprietà di cui ai mappali __________RFD
di __________ siano state sopravvalutate in modo tanto evidente quanto
inammissibile.

 

Per il fondo n. __________, __________ osserva
che in occasione di compravendite avvenute nel 1995 per dei terreni situati
anch'essi in zona edificabile (partt. nn. 715 e 716), i prezzi praticati
ammontavano a circa Fr. 85.-/mq. Nel suo caso, secondo la ricorrente, la
superficie totale del fondo in questione (mq 1'703) sarebbe composta di una
parte di mq 900 sfruttabile dal profilo edilizio che può valere Fr. 85.-/mq e
di una parte che non varrebbe più di Fr. 60.-/mq poiché servirebbe unicamente
quale superficie accompagnatoria utile per il solo rispetto degli indici.
Impensabile sarebbe dunque il risultato a cui è giunto l'Ufficio stima che
avrebbe considerato Fr. 100.-/mq per la parte pregiata e Fr. 60.-/mq per la
restante parte, per una media di Fr. 80.-/mq che, moltiplicata per tutta la
superficie, comporterebbe un valore venale di Fr. 135'000.-.

 

Quanto alla part. n. __________RFD di __________
di cui si è detto in precedenza, la ricorrente conviene con l'importo di Fr. 30'000.-
individuato dall'ing. __________ e conseguentemente su Fr. 7'500.- posti a suo
carico dalla Cassa (Fr. 30'000.- x 1/4). Tuttavia, a dire dell'assicurata, la
valutazione al valore venale della restante parte dell'abitazione ivi edificata
(Fr. 137'000.-) sarebbe esagerata, poiché dovrebbe al massimo corrispondere a
Fr. 75'000.-, in base al rapporto 4/10 esistente fra il valore di stima fiscale
ed il valore commerciale che vigerebbe per le abitazioni di __________.

 

La ricorrente ha pure criticato la descrizione
effettuata dall'Ufficio del mappale __________RFD di __________. L'assicurata
ha osservato che la conformazione del fondo (terreno in pendenza, fortemente
irregolare e cosparso di massi sporgenti dal suolo) non varrebbe il prezzo di
Fr. 1,98/mq, che discende dalla media dell'importo di Fr. 22'000.-, ottenuto
dall'Ufficio stima, sulla superficie totale agricola e boschiva di mq 11'099.
Dalla perizia in questione risulta infatti che l'ing. __________ ha ritenuto un
valore unitario di Fr. 2.-/mq, mentre a dire di __________ - che si sarebbe
basata su informazioni ricevute dal perito medesimo - una parte di mq 7'064,28
sarebbe stata stimata in Fr. 3.-/mq per un totale di Fr. 21'193.-, mentre la
restante superficie di mq 4'034,72 varrebbe Fr. 0,20/mq per un importo di Fr.
807.-. Invece, siccome tale fondo sarebbe simile per configurazione alla part.
n. __________che è stata valutata in Fr. 0,18/mq, secondo l'interessata pure il
mappale __________ dovrebbe seguire la stessa valutazione e non il prezzo di
Fr. 3.-/mq. Ciò, a maggior ragione se si tiene conto che alcuni anni fa lo
stesso Ufficio stima, sempre nell'ambito di una domanda di PC inoltrata da
un'altra assicurata di __________ __________, ha valutato a Fr. 1.-/mq un
terreno agricolo di proprietà di quest'ultima (part. __________RFD di
__________). Ne consegue che anche i suoi mq 7'064 dovrebbero dunque essere
valutati a meno di Fr. 1.-/mq.

 

Secondo la ricorrente anche la perizia
dell'Ufficio stima in merito alla part. n. __________RFD di __________ sarebbe
esagerata, in quanto malgrado tale fondo edificabile di mq 909 sia in leggera
pendenza e quindi meglio configurato rispetto alla citata part. n. __________,
esso sarebbe situato nella zona meno interessante di tutto il territorio di
__________, laddove d'inverno l'insolazione sarebbe scarsa. Conseguentemente il
valore di Fr. 130.-/mq non sarebbe giustificato. Ciò a maggior ragione se si
considera che la part__________di proprietà della summenzionata assicurata
__________, sita in zona privilegiata fra __________ e la località __________,
è stata stimata a Fr.. n. 100.-/mq (doc. _). La ricorrente chiede pertanto che
il terreno in esame sia valutato ad un prezzo inferiore a quest'ultimo importo.

 

In merito alla part. n. __________RFD di
__________ l'assicurata ha fatto valere quanto evidenziato per la part. n.
__________, osservando inoltre che in concreto il valore al mq non dovrebbe
superare i Fr. 2.-. Anzi, se si fa riferimento al messaggio dell'Ufficio
patriziale di __________ del 22 novembre 2001, si può notare come di recente
uno scorporo di un terreno agricolo quale è il terreno in questione è stato
valutato e pagato Fr. 1.-/mq (doc. _). Non vi sarebbe dunque alcun motivo per
ritenere il valore di Fr. 3.-/mq fissato dall'ing. __________ dell'Ufficio
stima.

 

Infine, l'assicurata precisa come la CE fu
__________ sia proprietaria della part. __________RFD di __________ e non del
fondo n. __________, come erroneamente indicato dall'Ufficio stima. Inoltre,
siccome il mappale __________è una comproprietà coattiva costituita nella
misura di un mezzo ciascuno sui fondi nn. __________e __________ma soltanto
quest'ultima particella appartiene alla citata Comunione ereditaria, ne
discenderebbe che il valore venale stabilito dall'ing. __________ (Fr. 3'000.-)
dovrebbe alla stessa stregua essere imputato solo per metà alla medesima CE
(Fr. 1'500.-).

 

                             2.10.   Pendente
causa, alla luce di queste censure l'Ufficio stima, chiamato dalla Cassa il 1°
febbraio 2002 (doc. _) a prendere posizione in merito, in data 8 marzo 2002 ha
esperito in loco un incontro con l’assicurata ed il figlio __________ con
susseguente sopralluogo, provvedendo poi ad allestire delle osservazioni
relativamente ad alcuni dei citati immobili (doc. _).

Con considerazioni 28 marzo 2002 l'ing. __________
dell'Ufficio stima ha integralmente riconfermato le precedenti perizie
dell'ing. __________, osservando in particolare quanto segue:

 

"(…)

Durante l'incontro abbiamo analizzato i vari
aspetti riguardanti le valutazioni espresse nelle nostre perizie e le
osservazioni presentate dalla signora __________ e dal figlio __________,
procedendo ad un ulteriore sopralluogo.

Si è pure discusso della differenza tra la
procedura di valutazione dei valori di stima ufficiali, che sono determinati in
ossequio alla Legge sulla stima ufficiale della sostanza immobiliare e al
rispettivo regolamento d'applicazione e quella applicata nella richiesta della
prestazione complementare, fornendo le necessarie informazioni.

Il valore venale è stato determinato tenendo in
considerazione vari fattori che influiscono sull'oggetto da valutare e in
particolare:

 

a)   l'importanza della località in cui giace la proprietà da
valutare, in rapporto con la situazione geografica, con lo sviluppo
residenziale, industriale e commerciale della regione e d'ogni singola parte o
quartiere o frazione o zona dove si trovano i fondi;

 

b)   i prezzi pagati nelle contrattazioni di compravendita,
pubbliche e private, avvenute nella località negli ultimi anni;

 

c)   il valore di reddito accertato, sulla scorta dei contratti di
locazione esistenti in quanto corrispondenti alle pigioni in uso nelle località
o nel quartiere per oggetti paragonabili;

 

d)   il valore dei fabbricati in rapporto con le dimensioni, con il
genere di costruzione e sua maggiore o minore solidità e ricercatezza, con i
comodi e con gli incomodi d'abitabilità o d'utilizzazione, con lo stato di
conservazione;

 

e)   le norme pianificatorie dettate dal Piano Regolatore, la
posizione, le dimensioni, le caratteristiche fisiche, la configurazione, la
topografia, l'esposizione, lo sfruttamento, il grado d'urbanizzazione, gli
accesi, le servitù, nonché quei fattori positivi o negativi che incidano sul
valore commerciale." (doc. _)

 

Riesaminando le precedenti perizie, l'ing.
__________ ha ritenuto di dover riconfermare tutte le perizie allestite
dall'ing. __________, evidenziando come non vi fossero nuovi elementi che non
fossero già stati considerati dal primo perito e come egli abbia debitamente
tenuto conto di tutti i fattori influenti e determinanti per la valutazione,
compresi quelli evidenziati dalla ricorrente nel proprio memoriale ricorsuale.

 

Inoltre, per la part. n. __________RFD di
__________ sono stati in particolare presi in considerazione lo stato attuale
della costruzione, l'ubicazione, lo sfruttamento, il confronto con casi simili
e le possibili utilizzazioni della stessa costruzione.

 

Nell'ambito della rivalutazione della part. n.
__________RFD di __________ l'ing. __________ ha precisato che il fondo n.
__________- evocato dalla ricorrente (doc. _) –  di proprietà di __________ era
stato valutato a Fr. 4.-/mq nel 1994 dal medesimo Ufficio stima, ma per conto
di un altro ufficio statale, quindi non nell'ambito della richiesta di una
prestazione complementare.

 

A proposito delle partt. nn. __________e
__________, inoltre, l'Ufficio stima ha osservato che nelle intervenute
compravendite i valori dei terreni variavano da Fr. 75.-/mq a Fr. 160.-/mq.

 

Infine, l'ing. __________ ha riconosciuto
l'errore di trascrizione relativo alla citata part. n. __________, concordando
conseguentemente di modificare a Fr. 1'500.- il valore attribuibile alla
Comunione ereditaria fu __________.

 

Conseguentemente a tali considerazioni, la Cassa
ha semplicemente aggiunto il valore venale della part. n. __________RFD di
__________, precedentemente omesso, e ha dedotto il debito di 

Fr. 15'000.-. Malgrado tali rettifiche, la
resistente ha proposto di confermare il solo riconoscimento del premio
dell'assicurazione malattia obbligatoria (doc. _).

 

                             2.11.   Successivamente
alla seconda perizia del 28 marzo 2002 dell'Ufficio stima (ing. __________), la
ricorrente non si è detta d'accordo con la conferma dell'Amministrazione dei
valori peritali riguardanti le partt. nn. __________, __________, __________e
__________RFD di __________, aggravandosi ulteriormente contro tale referto e
confermando integralmente il proprio ricorso (doc. _).

 

Per il fondo n. __________RFD di __________
__________ critica nuovamente l'ampia differenza evidenziata dall'Ufficio stima
con oggetto il valore commerciale di un terreno (tra Fr. 75.-/mq e Fr.
160.-/mq), ribadendo il prezzo di Fr. 85.-/mq applicato per la part. n.
__________ contigua al fondo in esame. Peraltro, l'importo fissato dal perito
(Fr. 80.-/mq) non sarebbe giustificato, poiché esso – come già evidenziato in
precedenza (cfr. consid. 2.10.) –deriverebbe dalla media di due valori relativi
alla suddivisione della superficie in questione in due parti, laddove una parte
potrebbe addirittura raggiungere Fr. 160.-/mq, ciò che non si giustificherebbe
in specie, ritenuta la zona in cui è ubicato il predetto fondo. Tale valore
risulterebbe pure essere ampiamente superiore rispetto alla valutazione di Fr.
100.-/mq fissata dal medesimo Ufficio stima nel 1998 in occasione della perizia
della part. n. __________ RFD di __________ di proprietà di __________,
anch'ella richiedente una PC.

 

Pure per la part. n. __________RFD di __________
la ricorrente fa riferimento alla citata perizia del 1998 con oggetto la part.
__________RFD di __________ appartenente alla summenzionata __________ (e non
__________come erroneamente indicato in precedenza), in cui i periti hanno
fissato un valore venale di Fr. 1.-/mq, contro i Fr. 2.-/mq degli ing.
__________ e __________.

 

Quanto al mappale __________, l'assicurata ribadisce
l'esagerata valutazione di Fr. 130.-/mq e chiede di portarla ad un valore
inferiore a Fr. 100.-/mq.

 

Infine la ricorrente postula nuovamente che il
valore della superficie totale di Fr. 3'000.- della part. n. __________ venga
suddiviso in due.

 

                             2.12.   Nella sua
terza valutazione del 19 giugno 2002 (doc. _), l'Ufficio stima (ing.
__________) ha confermato in tutto il loro aspetto le precedenti perizie
immobiliari, esprimendo le seguenti considerazioni:

 

"(…)

Durante l'incontro del 8 marzo 2002, tendente al
riesame delle nostre valutazioni, a seguito delle osservazioni della signora
__________ e del figlio __________, avevamo analizzato i vari aspetti
riguardanti le valutazioni espresse nelle nostre perizie redatte dall'ingegner
__________, procedendo ad un ulteriore sopralluogo.

 

L'ing. __________ aveva riesaminato la situazione
procedendo ad una verifica delle valutazioni, e aveva confermato i valori per
le particelle __________, __________, __________e __________di __________.

 

Dall'esame delle nuove osservazioni, riteniamo
che non vi siano nuovi elementi che non siano già stati considerati dal perito
incaricato di allestire le precedenti osservazioni." (…)

 

Più dettagliatamente, quanto alla part. n.
__________, il perito dell'Ufficio stima che ha redatto quest'ultimo referto ha
osservato che data l'esigua superficie edificabile, come pure le limitate
compravendite nel Comune di __________, non è stato possibile determinare una
scala dei valori analizzando una singola zona del paese ma si sono esaminate le
compravendite di tutto il territorio, nonché le norme pianificatorie dettate
dal Piano Regolatore, la posizione, le dimensioni, le caratteristiche fisiche,
la configurazione, la topografia, l'esposizione, lo sfruttamento, il grado
d'urbanizzazione, gli accessi, le servitù, nonché quei fattori positivi o
negativi che incidono sul valore commerciale. L'ing. __________ ha poi
confermato che, sulla base delle analisi delle compravendite di terreni nel
territorio di __________, i valori possono variare da un minimo di Fr. 75.-/mq
ad un massimo di Fr. 160.-/mq. Siccome la particella appartenente alla CE in
questione è suddivisa in una parte migliore ad est ed in una poco sfruttabile
che volge verso ovest, il prezzo di Fr. 80.-/mq (e non Fr. 85.-/mq come per una
svista indicato dall'Ufficio stima nel doc. _, a differenza di quanto indicato
nei docc. _) tiene dunque in considerazione le peculiarità della stessa e
pertanto è giustificato.

 

Quanto al riferimento della perizia effettuata
sulla part. n. __________RFD di __________ nel 1998, a mente dell'ing.
__________ la stessa sarebbe stata eccessivamente prudenziale e pertanto
dovrebbe essere adeguata.

 

Infine, quanto evidenziato per la part. n.
__________vale anche per il fondo n. __________RFD di __________. Oltre a ciò,
anche se vi è una minore insolazione, tale zona presenta delle caratteristiche
molto interessanti dal profilo della configurazione, delle dimensioni, della
topografia e degli accessi che giustificano di corroborare il valore stabilito
in precedenza.

 

Lo stesso dicasi per il valore di Fr. 1'500.-
relativo alla quota parte della Comunione ereditaria fu __________ sulla part.
n. __________RFD di __________.

 

                             2.13.   Con scritto
del 27 giugno 2002 (doc. _) la ricorrente ha contestato le osservazioni dell'ing.
__________ ribadendo le critiche già espresse in precedenza (cfr. consid.
2.12.).

 

Inoltre, l'assicurata ha criticato gli elementi
su cui l'Ufficio stima ha ritenuto di basarsi al fine di giustificare un
elevato valore venale del fondo n. __________RFD di __________. A dire della
stessa, i fattori evidenziati dal perito darebbero una visione positiva del
fondo di sua appartenenza, quando invece la situazione reale ne dipingerebbe un
quadro negativo.

 

Per il principio dell'equità di trattamento, la
succitata part. n. __________dovrebbe essere valutata ad Fr. 1.-/mq come è
avvenuto nel 1998 per la part. n. __________di proprietà di __________ e nel
2001 in occasione della compravendita di uno scorporo di un terreno (doc. _).
La tesi dell'ing. __________ secondo cui la stima del 1998 è stata
eccessivamente prudenziale non sarebbe ammissibile.

 

Quanto al mappale __________, a dire della
ricorrente l'Ufficio stima avrebbe evidenziato unicamente i lati positivi del
medesimo tralasciando gli svantaggi.

 

L'assicurata lamenta infine una valutazione
eccessiva del fondo n. __________, chiedendo conseguentemente di ritenere
unicamente la metà del valore esposto dall'Ufficio stima.

 

Benché l'Ufficio stima abbia preso in
considerazione le summenzionate critiche, esso ha ritenuto di dover confermare
integralmente le proprie precedenti perizie (doc. _). Conseguentemente, la
Cassa si è riconfermata nella propria risposta di causa proponendo di
respingere il ricorso.

 

                             2.14.   In merito a
quanto appena esposto va rilevato che, secondo costante giurisprudenza
federale, le perizie mediche eseguite nell’ambito della procedura
amministrativa da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria
piena, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili, se giungono
a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi (ZAK 1986 pag. 189; RAMI U 167 pag. 96; DTF 104 V 212; SZS 1987
pagg. 237-239; SZS 1988 pagg. 329 e 332; DTF non pubblicato del 24.12.1993 in
re S.H.; LOCHER, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag.
332).

Lo stesso vale per quel che riguarda perizie
dell’Amministrazione presso medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 pag. 188;
RAMI 1993 pag. 95).

 

Per quanto concerne il valore probatorio d'un
rapporto si deve accertare se è completo per quanto riguarda i temi sollevati,
se si riferisce a esami approfonditi, se tiene conto delle censure sollevate,
se è chiaro nella presentazione e se le conclusioni cui perviene sono fondate.
Elemento determinante dal profilo probatorio non è in linea di principio
l'origine del mezzo di prova né la designazione del materiale probatorio
richiesto sotto qualifica di rapporto o di perizia, bensì il suo contenuto (DTF
122 V 160 consid. 1c; STFA del 29 settembre 1998 in re S.F.).

Il giudice non si scosta, senza motivi
imperativi, dalle risultanze di una perizia, compito del perito essendo infatti
proprio quello di mettere a disposizione della giustizia le sue specifiche
conoscenze, allo scopo di chiarire gli aspetti specialistici di una determinata
fattispecie (DTF 122 V 161).

 

La citata giurisprudenza del TFA deve valere per
tutte le perizie (cfr. ad esempio per la previdenza professionale SVR 1998 LPP
n. 16), e quindi deve essere applicata anche per quelle esperite in ambito
immobiliare (STCA del 24 febbraio 1997 in re. L.M.).

 

                             2.15.   Da un
raffronto dei quattro referti peritali dell'Ufficio stima (docc. __________) e
delle osservazioni della ricorrente (docc. __________) emerge dunque che l'ing.
__________ ha integralmente respinto le censure dell’assicurata per quanto
riguarda il valore al mq delle partt. nn. __________RFD di __________.

Dopo aver esperito un sopralluogo, il secondo
perito dell'Ufficio stima (ing. __________) ha esaminato attentamente tutti i
fattori influenti e determinanti per la valutazione di ogni singolo fondo ed ha
preso pure in considerazione la posizione, le dimensioni, le caratteristiche
fisiche, la configurazione, la topografia, l'esposizione, lo sfruttamento, il
grado d'urbanizzazione, gli accessi, le servitù, i fattori positivi e/o
negativi che incidono sulla determinazione del valore venale di ogni
particella. Tenute poi anche presenti le osservazioni sollevate dalla
ricorrente, l'ing. __________ ha mantenuto immutati tutti i valori relativi ai citati
sedimi precedentemente stabiliti dall'ing. __________ dell'Ufficio stima nelle
prime perizie 13 novembre 2001.

 

A mente della scrivente Corte, i referti peritali
28 marzo 2002 e 19 giugno 2002 dell’Ufficio stima (ing. __________) hanno
tenuto in considerazione tutti i fattori, le caratteristiche e le peculiarità
delle concrete fattispecie, quali l’importanza delle località in cui giacciono
le proprietà, la situazione geografica e morfologica, i prezzi pagati nelle
contrattazioni di compravendita come pure il valore di reddito che emerge dai
contratti di locazione in uso nella località o nel quartiere per oggetti
paragonabili, il valore dei fabbricati e le norme pianificatorie dettate dal
PR. Questi ultimi appaiono completi ed esaurienti sia nell’esame generale dei
fondi, sia nelle descrizioni dei fabbricati come pure nella calcolazione
aritmetica dei valori.

 

In particolare le critiche mosse dalla ricorrente
per quel che concerne la part. n. __________RFD di __________ non possono
essere fatte proprie dal TCA. Infatti, nelle sue valutazioni l'ing. __________
dell'Ufficio stima ha tenuto in considerazione le tesi della ricorrente,
ritenendo un prezzo al mq derivante dalla media del valore venale al mq della
parte migliore di detto fondo (zona est) e della parte meno sfruttabile dal
profilo edilizio (zona ovest). Come indicato dalla ricorrente, il valore venale
medio di Fr. 80.-/mq individuato dal perito deriva dall'oscillazione di prezzo
tra Fr. 60.-/mq per la parte ovest e Fr. 100.-/mq per la zona est del sedime. 

Tali valori si situano vicino al limite inferiore
dei prezzi (tra Fr. 75.-/mq e Fr. 160.-/mq) menzionati dall'Ufficio stima per
le compravendite di terreni, avvenute nel Comune di __________ (doc. _).
Pertanto, il valore medio di Fr. 80.-/mq risulta attendibile e deve essere a
giusto titolo posto alla base della perizia relativa a detto fondo (doc. _).

 

Sulla scorta di quanto precede ed in particolare
delle considerazioni menzionate ai considerandi 2.10.-2.14., questo Tribunale
può considerare interamente affidabili le prime perizie 13 novembre 2001 (doc.
_) redatte dall'ing. __________ dell'Ufficio stima per quanto concerne le
partt. nn. __________RFD di __________. Come esposto in precedenza -
relativamente ai valori dei mappali __________, contestati dalla ricorrente -
le stesse sono state pure corroborate dalle perizie 28 marzo 2002 e 19 giugno
2002 dell'ing. __________ che non ha quindi ritenuto dover modificare i valori
ivi menzionati (docc. _) che, conseguentemente, risultano pienamente affidabili
nella loro integralità.

Del resto queste si fondano su accertamenti
approfonditi, esperiti da specialisti del ramo che si sono basati su criteri
generalmente applicabili in questo ambito, ponderando inoltre tutti gli usuali
parametri. I referti peritali giungono pure a conclusioni logiche,
conformemente a quanto stabilito dai succitati criteri giurisprudenziali.

 

                                         Al
riguardo si rinvia comunque anche alle considerazioni sviluppate dal TCA a
titolo abbondanziale (cfr. consid. 2.20).

 

                             2.16.   Questa Corte
rileva ancora come la Cassa abbia agito correttamente nell’attribuire di
principio alla ricorrente una quota di un quarto su tutte le summenzionate
particelle, poiché detenute in proprietà assoluta dalla Comunione ereditaria fu
__________ composta di __________ medesima e dei figli __________, __________ e
__________.

 

Infatti, per il calcolo delle quote ascrivibili
alla ricorrente si deve far capo all’art. 18 OPC-AVS/AI, che recita:

 

" 
Fintanto che il coniuge superstite non ha fatto
uso del suo diritto di opzione sulla successione del coniuge decesso prima del
1° gennaio 1988, un quarto della successione è considerato sostanza del coniuge
superstite e i tre quarti ripartiti in parti uguali fra i figli.”

 

Il N. 2111 delle Direttive sulle prestazioni
complementari all’AVS e AI (DPC) spiega così il suddetto enunciato:

 

" 
La seguente disposizione è valida unicamente se
il coniuge è deceduto prima del 1° gennaio 1988.

Se il coniuge superstite
non fa uso del suo diritto d’opzione secondo l’articolo 462 capoverso 1 CC
(nella versione valida fino alla fine del 1987), si computano, oltre ai diritti
derivanti dal regime patrimoniale, un quarto dell’eredità a questo coniuge e
tre quarti, divisi in parti uguali, ai figli. Questo principio è applicabile
per analogia agli utili, agli interessi passivi e alle spese di manutenzione
dell’eredità (RCC 1979 p. 500).”

 

Siccome __________ è vedova dal 1980 e la
proprietà di tutti i fondi in esame è tuttora indivisa, la ripartizione delle
singole quote di proprietà è pertanto correttamente avvenuta giusta il
succitato disposto.

 

Peraltro, questo Tribunale evidenzia che
l'Amministrazione ha errato nell'aver omesso di conteggiare la quota di
partecipazione ascrivibile alla ricorrente relativa alle particelle nn.
__________ e __________ RFD di __________, a motivo che sono detenute in
comproprietà coattiva.

La part. n. __________è una comproprietà coattiva
detenuta per metà dalla part. n. __________e per l'altra metà dalla part. n.
__________. Ritenuto come la citata CE sia proprietaria soltanto di
quest'ultimo sedime, la quota di partecipazione appartenente alla ricorrente
deve dunque corrispondere ad un ottavo (1/4 x 1/2).

Lo stesso dicasi per la comproprietà coattiva del
fondo n. __________, suddivisa su sei fondi (nn.__________) ove un sesto di
ogni fondo va a formare l'intero sedime. Siccome la CE in cui partecipa la
ricorrente è proprietaria delle sole partt. nn. __________e __________, tenuto
sempre conto dell'art. 18 OPC-AVS/AI, all'assicurata bisogna quindi imputare
una quota di un dodicesimo ([1/6 x 1/4] per la part. n. __________+ [1/6 x 1/4]
per la part. n. __________).

 

In simili circostanze, visto inoltre quanto
precede, ne consegue che la situazione con oggetto la sostanza immobiliare
della ricorrente si presenta nei termini seguenti:

 

§       
Part. n. __________:          ha un valore
venale di Fr. 135'000.-

1/4 x
Fr. 135'000.- = Fr. 33'750.- a favore della ricorrente

 

§       
Part. n. __________:          ha un valore
venale di Fr. 11'500.-

1/4 x Fr.
11'500.- = Fr. 2'875.- a favore della ricorrente

 

§       
Part. n. __________:          ha un valore
venale di Fr. 3'000.-

1/4 x Fr. 3'000.-
= Fr. 750.- a favore della ricorrente

 

§       
Part. n. __________:          ha un valore
venale pari a Fr. 300.-

[(1/6 x 1/4) +
(1/6 x 1/4)] x Fr. 300.- = Fr. 25.- a favore della ricorrente

 

§       
Part. n. __________:          ha un valore
venale pari a Fr. 13'000.-

1/4 x Fr. 13'000.- =
Fr. 3'250.- a favore della ricorrente

 

§       
Part. n. __________:          ha un valore
venale pari a Fr. 9'000.-

1/4 x Fr. 9'000.-
= Fr. 2'250.- a favore della ricorrente

 

§       
Part. n. __________:          ha un valore
venale pari a Fr. 22'000.-

1/4 x Fr.
22'000.- = Fr. 5'500.- a favore della ricorrente

 

§       
Part. n. __________:          ha un valore
venale pari a Fr. 118'000.-

1/4 x Fr.
118'000.- = Fr. 29'500.- a favore della ricorrente

 

§       
Part. n. __________:          ha un valore
venale pari a Fr. 17'000.-

1/4 x Fr.
17'000.- = Fr. 4'250.- a favore della ricorrente

 

§       
Part. n. __________:          ha un valore
venale pari a Fr. 10'000.-

1/4 x Fr.
10'000.- = Fr. 2'500.- a favore della ricorrente

 

§       
Part. n. __________:          ha un valore
venale pari a Fr. 1'200.-

1/4 x Fr. 1'200.-
= Fr. 300.- a favore della ricorrente

 

§       
Part. n. __________:          ha un valore
venale pari a Fr. 3'000.-

1/2 x 1/4 x Fr.
3'000.- = Fr. 375.- a favore della ricorrente

 

§       
Part. n. __________:          ha un valore
venale pari a Fr. 250.-

1/4 x Fr. 250.- =
Fr. 62,50 a favore della ricorrente

 

La sostanza totale di cui dispone l'assicurata
ammonta quindi a Fr. 85'387.

A tale lista di immobili va tuttavia aggiunta la
part. n. __________, che ha la particolarità di costituire contemporaneamente
l'abitazione primaria della ricorrente ed una parte secondaria che non viene
utilizzata dalla medesima (cfr. considd. 2.7. e 2.9.).

In conclusione, le Comunioni ereditarie al valore
commerciale assommano pertanto a Fr. 119'637.- (Fr. 85'387.- + Fr. 34'250.-) e
la Comunione ereditaria al valore di stima a Fr. 7'500.-

(Fr. 30'000.- x 1/4), per una sostanza lorda
complessiva assommante a Fr. 127'137.-.

 

Infine, giusta il N. 2107 delle Direttive sulle prestazioni
complementari all'AVS e AI (DPC), edite dall'UFAS, per determinare la sostanza
netta bisogna dedurre dalla sostanza lorda i debiti comprovati.

In concreto, la ricorrente ha documentato che al momento in cui la
decisione litigiosa è stata presa (26 novembre 2001), i propri debiti
ammontavano a Fr. 15'000.- (doc. _: notifica di tassazione 2001/2002).

Ne discende che la sostanza netta assomma a Fr. 112'137.-

(Fr. 127'137.- - Fr. 15'000.-).

A tale importo bisogna ancora sottrarre la parte della sostanza
non computabile che è pari a Fr. 25'000.- (art. 3c cpv. 1 lett. c LPC, cfr.
consid. 2.6.), per cui la sostanza totale computabile alla ricorrente ammonta a
Fr. 87'137.-.

 

Ai fini del calcolo della prestazione
complementare è dunque tale valore che deve essere posto alla base del presente
giudizio.

 

                             2.17.   A proposito
degli elementi computati dalla Cassa va rilevato in particolare quanto segue.

 

Il reddito della sostanza immobiliare ai sensi
dell'art. 3c cpv. 1 lett. b LPC comprende pigioni e canoni d'affitto,
usufrutto, diritti d'abitazione nonché il valore locativo della propria
abitazione (cfr. Direttive sulle prestazioni complementari all'AVS e AI (DPC),
edite dall'UFAS, al N. 2092; CARIGIET/KOCH, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV,
Supplemento, Zurigo 2000, pag. 99).

 

Giusta l'art. 12 cpv. 1 OPC-AVS/AI, il valore
locativo dell'abitazione occupata dal proprietario o dall'usufruttuario come
pure il reddito proveniente dal subaffitto sono valutati secondo i criteri
validi in materia d'imposta cantonale diretta del cantone di domicilio
(CARIGIET/KOCH, op. cit., pag. 100).

 

Giusta l'art. 20 lett. b) LT e 21 lett. b) LIFD
l'uso da parte del proprietario (o dell'usufruttuario) del suo immobile o di
parte di esso è fiscalmente imponibile quale reddito della sostanza
immobiliare; ad esso viene attribuito un valore locativo. La legge non indica
tuttavia come debba essere valutato ai fini dell'imposizione il vantaggio
economico derivante dall'uso personale della proprietà fondiaria.

 

Di regola il valore locativo deve corrispondere
alla pigione che il contribuente dovrebbe pagare per avere l'uso di un bene
equivalente (RDAT N. 5t/II-1996; RDAT 1993 II, 389). Il Tribunale federale ha
precisato che il valore locativo deve corrispondere "al canone che si
potrebbe esigere equamente da un locatario desideroso di assicurarsi il
godimento di un oggetto del genere - tenendo conto in modo adeguato delle
particolarità della costruzione e delle sue installazioni, in quanto esse
rispondano ai bisogni normali di un utente di condizioni economiche e sociali
analoghe a quelle del proprietario (ASA 15, 361; 438 consid. 1; DTF 69 I 24/25;
RUSCONI, L'imposition de la valeur locative, Losanna 1988, pag. 98).

 

Secondo la circolare del 30 giugno 1999 (n.
15/1999), la quale abroga la circolare n. 15/1997 del 16 maggio 1997, il valore
locativo corrisponde, di regola, ad una percentuale del valore di stima
dell'immobile. Il tasso viene regolarmente adeguato dalla Divisione delle
contribuzioni e varia a dipendenza dell'anno di costruzione dell'immobile.
Quando questo metodo porta a dei risultati in contrasto col principio secondo
cui il valore locativo deve corrispondere a quello reperibile sul mercato, si
può ricorrere, senza ledere il principio della parità di trattamento, a
valutazioni individualizzate (canoni locatizi della zona, stato di manutenzione
dell'immobile, ecc.).

 

Per ragioni di praticità e di praticabilità del
diritto, il valore locativo di abitazioni unifamiliari verrà stabilito, di
massima, applicando al valore di stima ufficiale dell’immobile il tasso del 5%,
se la stima è entrata in vigore dopo il 1° gennaio 1990, del 6,5% se la stima
risale a un periodo compreso tra il 1° gennaio 1986 e il 1° gennaio 1989 e del
7,25% se la stima risale al 1° gennaio 1985 o è anteriore a tale data. Si
applica pure il tasso del 6,25% del valore di stima ufficiale ridotto del 30%
nei Comuni con revisione generale delle stime entrata in vigore a partire dal
1° gennaio 1991 (cfr. Istruzioni per la compilazione della dichiarazione
d’imposta 1999-2000; Allegato alla circolare del 30 giugno 1999 (n. 15)). Tale
modo di procedere non è, in linea di principio, contrario al principio
dell’uguaglianza di trattamento (CDT n. 24 del 13 febbraio 1996 in re R.C.).

 

Inoltre, per gli assicurati la cui sostanza ed i
cui redditi da considerare ai sensi della legge federale possono essere stabiliti
servendosi di una tassazione fiscale, gli organi esecutivi cantonali sono
autorizzati a ritenere, come periodo di calcolo, quello su cui si basa l'ultima
tassazione fiscale, se nel frattempo non è subentrata nessuna modifica della
situazione economica dell'assicurato (art. 23 cpv. 2 OPC-AVS/AI).

 

                             2.18.   Per
determinare il reddito della sostanza delle particelle nn. __________RFD di
__________ di proprietà della Comunione ereditaria Eredi __________ di cui la
ricorrente fa parte, pendente causa questo Tribunale ha richiamato gli incarti
fiscali della medesima CE (doc. _). Dalla relativa notifica di tassazione
2001/2002 emerge un valore locativo di Fr. 8'000.-.

 

Osservato come la ricorrente detenga su detti
fondi una quota di partecipazione di un quarto, a mente di questo TCA è lecito
ritenere che il valore locativo da attribuire alla stessa debba essere a sua
volta sostanzialmente diviso per quattro, ottenendo così un importo pari a Fr.
2'000.- (Fr. 8'000.- x 1/4).

 

Per quanto attiene al valore massimo delle spese
per manutenzione di fabbricati, la circolare n. 33/1 ACC del 15 gennaio 1985,
recepita dalla giurisprudenza della Camera di Diritto Tributario, evidenzia che
la deduzione forfettaria è del 15% del valore locativo se l'immobile è stato
costruito fino a dieci anni prima dell'inizio del periodo fiscale, mentre è del
25% se la costruzione risale a oltre dieci anni il periodo fiscale di computo.

Ne consegue che l'importo computabile a questo
titolo è pari a Fr. 2'000.- (25% di Fr. 8'000.-), come peraltro indicato sulla
predetta notifica di tassazione 2001/2002 e sul relativo questionario. Ora,
alla stessa stregua di quanto indicato per il reddito della sostanza (valore
locativo), anche per le spese di manutenzione l'importo precedentemente evidenziato
deve essere riportato alla sola ricorrente, per cui a quest'ultima sarà
imputato soltanto un quarto, pari a Fr. 500.- (Fr. 2'000.- x 1/4).

 

A proposito delle spese riconosciute, si rileva
che secondo l’art. 3b cpv. 1 lett. b LPC (cfr. consid. 2.5.) si deve tenere
conto della pigione di un appartamento e delle relative spese accessorie.

Nella fattispecie, la ricorrente abita in un
immobile di proprietà della predetta Comunione ereditaria di cui la stessa fa
parte. Pertanto, non essendoci un contratto di locazione fra l'assicurata e gli
altri componenti della CE, a titolo di pigione dovrà esserle computato – come
esposto in precedenza - il valore locativo dell'abitazione edificata sulla
part. n. __________ RFD di __________.

 

Per le persone proprietarie di immobili, la
pigione si compone, oltre che del valore locativo, delle spese accessorie.
L'art. 16a OPC-AVS/AI prevede un forfait per spese accessorie (cpv. 1), il cui
ammontare annuo è di Fr. 1'680.- (cpv. 3).

Alla ricorrente, dunque, deve essere computata
una pigione annua pari a Fr. 9'680.- (Fr. 8'000.- + Fr. 1'680.-). Tale
soluzione adottata dall'amministrazione si rileva peraltro generosa per
l'assicurata visto che l'importo di Fr. 8'000.- non è stato suddiviso per la
quota parte appartenente alla ricorrente (1/4), come per le due precedenti
voci, ma è stato integralmente conteggiato a quest'ultima.

 

In simili condizioni, gli importi di cui ha
tenuto conto l'Amministrazione per quanto riguarda la pigione annua lorda, le
spese di manutenzione di fabbricati ed il reddito della sostanza devono essere
tutti confermati.

 

                             2.19.   In
conclusione, il calcolo della prestazione complementare della ricorrente dal 1°
dicembre 2001 avrebbe dovuto quindi essere così formulato:

 

Fabbisogno

Fabbisogno vitale                                                  Fr.   
16'880.-

Contributo fisso assicurazione malattia              Fr.     
3'096.-

Spese di manutenzione di fabbricati                  Fr.        
500.-

Pigione annua lorda                                              Fr.     
9'680.-

TOTALE FABBISOGNO                                      Fr.   30'156.-

 

Sostanza

Comunioni ereditarie al valore di stima              Fr.     
7'500.-

Comunioni ereditarie al valore commerciale     Fr. 
119'637.-   -

Debiti                                                                      Fr.   
15'000.-

Sostanza netta                                                       Fr. 
112'137.-   -

Parte della sostanza non computabile                Fr.   
25'000.-

SOSTANZA COMPUTABILE                              Fr.  
87'137.-

 

Reddito non privilegiato

Sostanza computabile 1/10                                 Fr.    
8'713.-

Rendite AVS e AI, senza AGI                              Fr.   17'532.-

Reddito lordo della proprietà fondiaria               Fr.    
2'000.-

TOTALE REDDITI                                                 Fr. 
28'245.-

 

PC annua: Fr. 30'156.-  -  Fr. 28'245.-  =           Fr.   
1'911.-

 

Poiché le spese riconosciute superano i redditi
per un importo comunque inferiore all'importo del sussidio cantonale
dell'assicurazione malattia (Fr. 3'096.-), non v'è spazio per concedere alla
ricorrente una prestazione complementare.

Come stabilito dalla Cassa cantonale di
compensazione, dunque, __________ ha unicamente diritto al pagamento del premio
dell'assicurazione malattia obbligatoria che sarà direttamente versato
dall'Istituto delle assicurazioni sociali alla sua cassa malati.

 

                             2.20.   Abbondanzialmente
questo TCA rileva che quand'anche si tenesse conto delle pretese di __________
evocanti una presunta disparità di trattamento, da un lato, fra la stima di
alcuni fondi appartenenti ad __________ e le valutazioni dei suoi immobili
effettuate dall'Ufficio stima, d'altro lato fra le recenti compravendite di
fondi nel Comune di __________ (e meglio per le partt. nn. __________e
__________) ed i prezzi al mq ritenuti dal medesimo Ufficio per la part. n.
__________ RFD di __________, i redditi della ricorrente supererebbero ancora
le spese riconosciute. Anche in tale ipotesi si potrebbe riconoscere
all'assicurata unicamente il pagamento del premio dell'assicurazione malattia
obbligatoria e dovrebbe esserle negata una prestazione complementare mensile.

 

Infatti, calcolando un prezzo di Fr. 1.-/mq
anziché Fr. 2.-/mq come effettuato dall'Ufficio stima, il valore venale della
part. n. __________RFD di __________ ammonterebbe a Fr. 11'099.- che, per la
ricorrente, comporterebbe un importo, arrotondato per difetto, di Fr. 2'750.-
(Fr. 11'099.- x 1/4), contro i precedenti Fr. 5'500.-.

Ritenendo poi come postulato dall'assicurata, lo
stesso prezzo di

Fr. 1.-/mq anche per la part. n. __________RFD di
__________ (anziché Fr. 3.-/mq), tale fondo varrebbe Fr. 5'640.-; ciò che
implicherebbe una computazione a carico della ricorrente, arrotondata per
difetto, di Fr. 1'400.- (Fr. 5'640 x 1/4), invece di Fr. 4'250.-.

Pertanto, il valore della sostanza immobiliare
lorda totale sarebbe di Fr. 121'537.- (Fr. 114'037.- quale valore commerciale +
Fr. 7500.- quale valore di stima).

 

Rimaste poi invariate le deduzioni di Fr.
40'000.- (Fr. 15'000.- per i debiti e Fr. 25'000.- per la parte della sostanza
non computabile), un decimo della sostanza computabile totale (Fr. 81'537.-)
verrebbe iscritto nei redditi non privilegiati (Fr. 8'153.-).

I redditi complessivi della ricorrente sarebbero
dunque di

Fr. 27'685.- (Fr. 17'532.- di rendita AVS + Fr.
2'000.- per il reddito lordo della proprietà fondiaria + Fr. 8'153.-), mentre
le spese riconosciute rimangono immutate (Fr. 30'156.-). La differenza di Fr.
2'471.- permetterebbe quindi all'assicurata di beneficiare anche in questo caso
del solo pagamento del premio della cassa malati, come deciso dalla Cassa di
compensazione.

 

Infine, anche a proposito della part. n.
__________RFD di __________ per la quale la ricorrente ritiene eccessivo un
valore venale di Fr. 80.-/mq derivante dalla media dovuta alla configurazione
del fondo,  di Fr. 60.-/mq e di Fr. 100.-/mq  (cfr. consid. 2.16.) -, questo
TCA ritiene che le contestazioni dell'assicurata non mutino nella sostanza il
risultato finale che ne deriverebbe.  Anche considerando,  come chiesto nel
ricorso, un valore massimo di Fr. 85.-/mq per i mq 900 utilizzabili dal profilo
edilizio e mantenendo il prezzo di Fr. 60.-/mq per i restanti mq 803, si
otterrebbe un valore venale complessivo di Fr. 124'680.- (Fr. 76'500.- + Fr.
48'180.-), contro l'importo di Fr. 135'000.- fissato dall'Ufficio stima.

 

Su tale base, la sostanza netta ammonterebbe a
Fr. 76'817.-

(Fr. 7'500.- per la sostanza al valore di stima +
Fr. 109'317.- di sostanza al valore venale - Fr. 15'000.- di debiti – Fr.
25'000.- quale parte della sostanza non computabile). 

Nei redditi non privilegiati verrebbe poi
riportato l'importo di Fr. 7'681.- che, sommato agli altri valori rimasti
invariati, darebbe dei redditi complessivi di Fr. 27'213.- (Fr. 17'532.- di
rendita AVS + Fr. 2'000.- per il reddito lordo della proprietà fondiaria + Fr.
7'681.-), mentre le spese riconosciute rimangono immutate (Fr. 30'156.-). La
differenza di Fr. 2'943.- permetterebbe anche in queste circostanze alla
ricorrente di poter beneficiare solamente del pagamento del premio
dell'assicurazione malattia obbligatoria.

 

                             2.21.   Visto quanto
precede il ricorso di __________ deve quindi essere respinto ai sensi dei
considerandi.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti