# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 10536503-bc02-5a03-9543-f45d3643bc97
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-05-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.05.2025 D-1958/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1958-2025_2025-05-07.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1958/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  7  m a g g i o  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 

con l’approvazione della giudice Camilla Mariéthoz Wyssen;  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 1. A._______, nato il (…),  

con la moglie 

2. B._______, nata il  

(…), e il loro figlio 

3. C._______, nato il (…), 

Venezuela,  

(…),   

ricorrenti,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo e allontanamento (procedura celere);  

decisione della SEM del 13 marzo 2025 / N (…). 

 

 

 

D-1958/2025 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a Gli interessati hanno presentato una domanda d’asilo in Svizzera il 

(…) febbraio 2025.  

A.b Il (…) marzo 2025 con il richiedente 1, rispettivamente il 

(…) marzo 2025 con la richiedente 2, si sono svolte le audizioni circa i loro 

motivi d’asilo.  

Nel precitato contesto, l’interessato 1 ha essenzialmente asserito di aver 

partecipato a (…) manifestazioni tenutesi a seguito delle (…) nel suo Paese 

d’origine, nel corso delle quali egli, al pari degli altri manifestanti, sarebbe 

stato represso con la forza dagli agenti di polizia intervenuti sul posto. In 

un’occasione degli agenti di polizia sarebbero giunti nel suo quartiere, inti-

morendo le persone e riferendo loro come fosse proibito manifestare. Te-

mendo delle conseguenze a causa della sua partecipazione alle manife-

stazioni per mano delle autorità e non accompagnando più il figlio a scuola 

per paura della polizia, avrebbe deciso di espatriare. Il (…), sarebbe quindi 

partito dall’aeroporto di D._______. 

Dal canto suo, l’interessata 2, ha narrato di aver preso parte unicamente 

alla manifestazione che si sarebbe tenuta il (…), a seguito delle (…). Lo 

stesso giorno, la polizia sarebbe sopraggiunta nel loro quartiere, minac-

ciando le persone di conseguenze nel caso fossero andate a manifestare. 

Ella sarebbe espatriata il (…), a causa della mancanza di libertà d’espres-

sione in Venezuela, della dittatura presente, della mancanza di sicurezza 

e della presenza di delinquenza. Questionata anche sui motivi d’asilo 

dell’interessato 3, suo figlio minorenne, la richiedente 2 non ne ha fatto 

valere di nuovi, osservando come per il figlio varrebbero gli stessi suoi e 

del marito. 

A supporto dei loro asserti, gli interessati hanno presentato i loro passaporti 

originali. 

A.c Il 12 marzo 2025 i richiedenti hanno avuto modo di presentare il loro 

parere al progetto di decisione negativo della SEM del 10 marzo 2025. 

B.  

Tramite la decisione del 13 marzo 2025, notificata lo stesso giorno (cfr. 

[atto della SEM] n. [{…}]-35/1), la SEM non ha riconosciuto la qualità di 

rifugiato ai richiedenti ed ha respinto la loro domanda d’asilo, pronunciando 

altresì il loro allontanamento dalla Svizzera e l’esecuzione della predetta 

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Pagina 3 

misura. In medesima data, la (…), ha rinunciato unilateralmente al mandato 

di rappresentanza legale in favore degli interessati. 

C.  

I richiedenti hanno impugnato la succitata decisione con ricorso datato 

22 novembre 2024 (recte: 21 marzo 2025, cfr. timbro sulla busta dell’invio 

postale), dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribu-

nale o TAF), proponendo, in via principale, il riconoscimento della qualità 

di rifugiato e la concessione dell’asilo in Svizzera, ed in via subordinata, la 

concessione dell’ammissione provvisoria in Svizzera. Contestualmente, 

essi hanno presentato istanza di assistenza giudiziaria parziale, nel senso 

dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anti-

cipo. 

D.  

Nella sua decisione incidentale del 27 marzo 2025, il Tribunale ha dap-

prima indicato come non fosse stata allegata alcuna documentazione al 

ricorso che attesterebbe della situazione economica dei ricorrenti, a diffe-

renza di quanto da loro asserito nello stesso (cfr. pag. 2 della decisione 

incidentale precitata). In seguito, ha osservato che gli insorgenti sono au-

torizzati a soggiornare in Svizzera fino a conclusione della procedura, non-

ché ha respinto la loro istanza di assistenza giudiziale parziale, invitandoli 

parimenti a versare, entro il 7 aprile 2025, un anticipo sulle presumibili 

spese processuali di CHF 750.–. Anticipo che è stato corrisposto tempesti-

vamente dai ricorrenti il 7 aprile 2025. 

E.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti, verranno ripresi nei conside-

randi che seguono, qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi (RS 142.31), non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Il ricorso è tempestivo ai sensi dell’art. 108 cpv. 1 LAsi ed è ammissibile 

sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c PA e art. 52 cpv. 1 PA, avendo 

del resto gli insorgenti versato tempestivamente l’anticipo spese richiesto 

dal Tribunale con decisione incidentale del 27 marzo 2025. Occorre per-

tanto entrare nel merito del ricorso. 

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Pagina 4 

2.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5) 

e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi 

dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né 

dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della 

decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 

consid. 2). 

3.  

Il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è de-

ciso dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di una se-

conda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto som-

mariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Altresì, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 

LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio degli scritti. 

4.  

4.1 Nella propria decisione, l’autorità inferiore ritiene le allegazioni rese da-

gli insorgenti 1 e 2, sia riguardo alle manifestazioni a cui avrebbero parte-

cipato nel loro Paese, sia rispetto all’incursione di polizia nel loro quartiere 

nell’ambito del quale avrebbero minacciato le persone che avevano preso 

parte alla manifestazione, come inverosimili, poiché prive di dettagli, non 

sufficientemente concrete ed in alcuni casi stereotipate. Anche il parere 

presentato dai ricorrenti, non conterrebbe elementi che giustificherebbero 

una modifica del predetto apprezzamento da parte della SEM. Invero, essi 

in tale sede avrebbero fatto valere per la prima volta – circostanza già di 

per sé singolare – dei particolari di carattere del tutto marginale alle loro 

asserzioni, che non apporterebbero maggiore verosimiglianza ai loro rac-

conti. Di conseguenza, non risulterebbe neppure che essi siano oggetto di 

attenzione da parte delle autorità venezuelane. L’autorità sindacata consi-

dera quindi di potersi esimere dal verificare se i fatti addotti siano pure rile-

vanti ai sensi dell’asilo. 

4.2 I ricorrenti, dal canto loro, in primo luogo sostengono come i loro as-

serti, sarebbero da ritenere verosimili. Invero, essi a causa della totale sfi-

ducia che nutrirebbero nelle autorità e per il rischio di subire delle persecu-

zioni dalle stesse, sarebbero stati influenzati nella loro capacità di espres-

sione durante l’esposizione dei loro motivi d’asilo. Inoltre, viste le espe-

rienze traumatiche da loro vissute, la loro capacità di raccontare i fatti vis-

suti con chiarezza e precisione, sarebbe stata condizionata dalle stesse. 

Presentando poi delle digressioni circa la situazione politica ed il clima 

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d’insicurezza, violenza e repressione che sarebbero attualmente vigenti in  

Venezuela, gli insorgenti ritengono di aver reso un racconto dei fatti da loro 

vissuti chiaro, senza contraddizioni, e per di più coerente e plausibile anche 

rispetto al contesto del loro Paese d’origine, indizi che rafforzerebbero la 

verosimiglianza di quanto da loro dichiarato. Successivamente, gli insor-

genti esprimono anche delle valutazioni riguardo alla pertinenza dei loro 

asserti, non soltanto rilevando come a torto la SEM avrebbe sostenuto che 

“la richiedente” potesse sfuggire a misure persecutorie da parte dei 

“E._______” trasferendosi in un’altra parte del Venezuela (cfr. pag. 7 del 

ricorso), bensì hanno aggiunto in tale sede innumerevoli affermazioni e fatti 

mai allegati prima (cfr. pag. 5 segg. del ricorso). Affermano inoltre di aver 

subito una pressione psichica insopportabile nel loro Paese d’origine e che 

in caso di ritorno in patria sarebbero sicuri di essere ricercati per quanto 

“dichiarato sul (...) e per tutto ciò che ho subito prima di espatriare” (cfr. 

pag. 8 del ricorso). 

5.  

5.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi. L’asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a 

persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Esso include il 

diritto di risiedere in Svizzera (art. 2 LAsi). 

5.2 Sono rifugiati le persone che, nel Paese d’origine o d’ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi 

(art. 3 cpv. 1 LAsi). Ai sensi dell’art. 3 cpv. 2 LAsi, sono pregiudizi seri se-

gnatamente l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della 

libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica insop-

portabile. 

5.3 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). Per il resto, essendo la giurispru-

denza in materia invalsa, si può senz’altro rinviare alla stessa (cfr. 

DTAF 2015/3 consid. 6.5.1; 2013/11 consid. 5.1 e giurisprudenza ivi citata). 

 

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6.  

6.1 A seguito di un attento esame degli atti all’incarto, il Tribunale giunge 

alla conclusione che è a giusto titolo che la SEM ha considerato inverosimili 

le allegazioni dei ricorrenti. L’autorità sindacata ha invero in modo chiaro, 

sufficiente e corretto, riportato nella decisione avversata, i motivi per i quali 

le dichiarazioni dei ricorrenti non fossero atte ad adempiere alle condizioni 

per il riconoscimento della qualità di rifugiato. Ragioni per le quali, per evi-

tare inutili ripetizioni, si rinvia dapprima su tale punto alle pertinenti consi-

derazioni dell’autorità inferiore (cfr. art. 109 cpv. 3 LTF su rinvio dell’art. 4 

PA), contenute nella decisione avversata (cfr. p.to II, pag. 5 segg.) e sopra 

riassunte al consid. 4.1, con i complementi che seguono. 

6.2 In merito alle manifestazioni a cui avrebbero preso parte i ricorrenti ed 

all’irruzione nel loro quartiere da parte della polizia a seguito delle stesse, 

si rileva che oltre all’estrema vaghezza e alla genericità degli asserti dei 

ricorrenti resi in merito, come già descritto con precisione ed approfondita-

mente dall’autorità resistente nel provvedimento impugnato (cfr. p.to II, 

pag. 5 segg.), vi sono a tal proposito nella narrazione dei ricorrenti ulteriori 

indicatori d’inverosimiglianza. Invero, circa il giorno in cui la polizia sarebbe 

arrivata nel loro quartiere intimidendo e minacciando di conseguenze le 

persone, gli insorgenti non sono neppure stati coerenti, a differenza di 

quanto da loro affermato nel ricorso. Invero, se dapprima l’insorgente 1 ha 

situato tale episodio subito dopo la sua partecipazione alla (…) manifesta-

zione intervenuta il (…) (cfr. n. 27/10, D26, pag. 5), non menzionando in-

vece nulla in merito a seguito della prima manifestazione a cui avrebbe 

partecipato il (…) precedente (cfr. ibidem, D15 segg., pag. 3 seg.). In modo 

sorprendente, e senza alcuna giustificazione maggiore neppure nel ri-

corso, successivamente egli ha invece situato il medesimo evento il (…) 

(cfr. ibidem, D30 segg., pag. 6). Tali suoi asserti, oltreché essere tra loro 

contraddittori, non coincidono neppure con le affermazioni rese dalla ricor-

rente 2 in merito, che ha invece situato il medesimo evento il giorno stesso 

della prima protesta (rispettivamente l’unica per l’insorgente 2) alla quale 

avrebbero partecipato, che sarebbe intervenuta il (…) (cfr. n. 28/8, D26 

segg., pag. 4 seg.). A questi elementi incoerenti, se ne aggiungono d’ulte-

riori ed innumerevoli, resi per la prima volta dagli insorgenti nel contesto 

del loro gravame. Invero, essi introducono tutto d’un tratto nel ricorso, che 

il ricorrente 1 (o la ricorrente 2, non essendo chiaro nel ricorso a chi effet-

tivamente ci si riferisca), avrebbe fatto: “[…] riferimento a un periodo in cui 

ero attivo politicamente per il partito d’opposizione F._______ e successi-

vamente per la G._______. Il Venezuela ho affrontato proteste di piazza, 

conflitti e violenze politiche, come indicato dall’(…) e l’arresto del richie-

dente nel (…)” (cfr. pag. 3 del ricorso); circostanze quelle dell’attività 

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politica per suddetti partiti, come pure dell’arresto del ricorrente 1, per 

giunta che sarebbe avvenuto già nel (…) – periodo mai nominato dagli in-

sorgenti nel corso della procedura dinanzi all’autorità inferiore – che non si 

ritrovano in alcun modo nelle loro dichiarazioni rese precedentemente (cfr. 

n. 27/10, D11 segg., pag. 3 segg.; n. 28/8, D14 segg., pag. 3 segg.; 

n. 32/4). Mutatis mutandis, neppure delle supposte molestie, violenze fisi-

che e psicologiche, nonché della sottrazione del cellulare, che la ricorrente 

2 avrebbe subito per mano dei “E._______” (cfr. pag. 5 del ricorso) o an-

cora che il ricorrente 1 sarebbe stato ricercato dalle autorità del suo Paese 

d’origine o lo sarà in futuro per quanto dichiarato sul (…) (cfr. pag. 6 e 8 del 

ricorso), si trova alcun riscontro nelle loro dichiarazioni rese dinanzi all’au-

torità inferiore (cfr. n. 27/10, D11 segg., pag. 3 segg.; n. 28/8, D14 segg., 

pag. 3 segg.; n. 32/4). I ricorrenti non hanno nemmeno spiegato nel ricorso, 

circostanziando tali loro nuovi asserti, perché non li avrebbero potuti già 

allegare in precedenza. Circostanze che non soltanto mettono in dubbio la 

verosimiglianza di tali propositi tardivi, ma rendono ancora maggiormente 

poco credibile l’intero loro racconto dei motivi che li avrebbero condotti 

all’espatrio. Le predette incoerenze, aggiunte alla mancanza di dettagli e 

concretezza nelle loro affermazioni, anche già rilevate nella decisione av-

versata, non possono poi trovare alcuna spiegazione con il timore provato 

durante le manifestazioni e la paura di subire delle persecuzioni per mano 

delle autorità venezuelane, così come allegato dai ricorrenti per la prima 

volta nel loro gravame (cfr. pag. 3 seg. del ricorso). Invero, non si coglie in 

alcun momento dai verbali d’audizione da loro resi dinanzi all’autorità infe-

riore, né men che meno nel parere al progetto di decisione da loro inoltrato, 

il manifestarsi o l’espressione d’impedimenti che li avrebbero resi restii dal 

presentare integralmente e nel dettaglio i loro motivi d’asilo. Tutt’altro, ri-

sulta come gli insorgenti 1 e 2 abbiano avuto più volte la possibilità di 

esporre liberamente i loro asserti, anche dettagliando meglio gli stessi (cfr. 

n. 27/10, D11 segg., pag. 3 segg.; n. 28/8, D14 segg., pag. 3 segg.); circo-

stanza quest’ultima che essi non hanno però colto, come già visto sopra. 

Peraltro, anche nel loro gravame essi non hanno concretizzato in alcun 

modo, quali elementi e dettagli non avrebbero potuto rivelare già nell’am-

bito delle loro audizioni sui motivi d’asilo. Come già poi osservato sopra, gli 

eventi da loro proposti per la prima volta nel memoriale ricorsuale, non 

sono stati per nulla sostanziati in tale sede e si scontrano peraltro con 

quanto da loro dichiarato dinanzi all’autorità inferiore. In tal senso, le loro 

giustificazioni ricorsuali inerenti alle dichiarazioni prive di sostanza e con-

cretezza, nonché a tratti incoerenti e contraddittorie, non possono in alcun 

modo essere seguite. 

 

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Pagina 8 

6.3  

6.3.1 A titolo del tutto abbondanziale, va poi osservato come, a differenza 

di quanto sollevato dagli insorgenti nel loro ricorso (cfr. pag. 5 segg.), la 

SEM non ha effettuato nella decisione avversata alcuna valutazione dal 

profilo della rilevanza dei loro motivi d’asilo (cfr. p.to II, pag. 8). Le loro con-

siderazioni in merito, peraltro contenenti degli elementi del tutto nuovi (cfr. 

anche supra consid. 6.2), non verranno quindi esaminate oltre dal Tribu-

nale. Si aggiunge tuttavia come, anche dal profilo della pertinenza dei loro 

asserti, anche fossero state ritenute verosimili le partecipazioni dei ricor-

renti 1 e 2 alle manifestazioni da loro dichiarate, nonché la repressione 

esercitata in seguito da parte della polizia venezuelana per sedare le pro-

teste, gli stessi episodi non risultano essere stati diretti in modo mirato con-

tro i ricorrenti, né essi hanno dimostrato o reso perlomeno verosimile, di 

aver subito dei pregiudizi di sufficiente intensità da parte delle autorità ve-

nezuelane, o che ne subiranno in futuro a causa della loro supposta parte-

cipazione a delle manifestazioni avvenute tra il (…) ed il (…). Difatti, essi 

non hanno raccontato di aver subito nulla di concreto da parte delle autorità 

venezuelane a seguito della partecipazione alle manifestazioni (cfr. 

n. 27/10, D11, pag. 3 e D14 segg., pag. 3 segg.; n. 28/8, D34 seg., pag. 5) 

e che, malgrado non sarebbero più usciti di casa per timore della polizia 

(cfr. n. 27/10, D44 seg., pag. 7; n. 28/8, D26, pag. 4; D30 seg., pag. 5; D34, 

pag. 5), d’altro canto il ricorrente 1 ha allegato – peraltro anche qui in modo 

contraddittorio – di aver continuato a lavorare fino all’espatrio avvenuto il 

(…) (cfr. n. 27/10, D65, pag. 8) e di aver pure deciso di (…) (cfr. n. 27/10, 

D45, pag. 7). Altresì, essi sarebbero potuti partire legalmente, con i loro 

passaporti, dall’aeroporto di H._______, senza incontrare alcuna proble-

matica (cfr. n. 27/10, D47 segg., pag. 7; n. 28/8, D34 segg., pag. 5). Tali 

circostanze conducono ancora più il Tribunale a concludere che i ricorrenti, 

almeno dal profilo oggettivo, non avessero, al momento dell’espatrio, alcun 

timore di subire, nel prossimo futuro e secondo un’elevata probabilità, delle 

persecuzioni da parte delle autorità venezuelane. Ancor meno, se ne indi-

vidua la sussistenza nel caso in cui essi facessero ritorno in patria, non 

essendo peraltro stati in alcun modo ricercati nel loro Paese d’origine dalle 

autorità venezuelane in tutto questo tempo, e malgrado essi dispongano di 

diversi famigliari in patria a cui le predette potessero indirizzarsi, se li aves-

sero effettivamente avuti nel mirino.  

6.3.2 Per quanto poi attiene alla situazione generale d’insicurezza ed alle 

condizioni di vita in Venezuela (come la delinquenza, la violenza, la repres-

sione e le difficoltà nella libertà di espressione) che sono stati sostenuti dai 

ricorrenti anche nel gravame  – con riferimento pure ad alcune fonti di or-

ganizzazioni non governative e articoli giornalistici – (cfr. pag. 3 segg. del 

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Pagina 9 

ricorso), si osserva come tali circostanze rappresentano degli svantaggi, 

che sono attribuibili alla situazione generale e difficile dal profilo politico, 

economico e sociale vigente in Venezuela. Tali svantaggi non equivalgono 

però ad una persecuzione individuale e mirata da parte delle autorità ve-

nezuelane, in quanto colpiscono in generale e nella stessa misura, l’intera 

– o perlomeno in buona parte – popolazione venezuelana (cfr. sentenza 

del TAF D-4038/2024 e D-4045/2024 del 5 settembre 2024 consid. 7.3). Le 

considerazioni e allegazioni apportate a tal proposito dai ricorrenti, non ri-

sultano pertanto in alcun modo rilevanti dal profilo dell’asilo. 

6.3.3 Da ultimo, e sulla scorta di quanto precede, una pressione psichica 

insopportabile ex art. 3 cpv. 2 LAsi, come sollevato dai ricorrenti nel gra-

vame (cfr. pagg. 5 e 8 del ricorso), non può essere loro riconosciuta sulla 

base delle dichiarazioni inverosimili ed irrilevanti da loro rese. 

6.4 Riassumendo, con le loro allegazioni inverosimili ed irrilevanti, i ricor-

renti non sono stati in grado, neppure con il ricorso, di rendere perlomeno 

verosimile (art. 7 LAsi) che al momento del loro espatrio in Venenzuela, 

essi fossero esposti a delle persecuzioni pertinenti ai sensi dell’asilo o che 

esista un rischio fondato di subire dei seri pregiudizi ai sensi dell’art. 3 

cpv. 2 LAsi, nel caso di un loro ritorno nel suddetto Stato. Pertanto, è a 

ragione che la SEM non ha riconosciuto la qualità di rifugiato ai ricorrenti 

ed ha respinto la loro domanda d’asilo. 

7.  

Gli insorgenti non adempiono neppure le condizioni in virtù delle quali la 

SEM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare il loro allontanamento dalla  

Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 LAsi, nonché art. 32 dell’ordinanza 

1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, 

RS 142.311]; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2011/24 consid. 10.1). Il Tri-

bunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell’allontanamento. 

8.  

8.1 L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-

tegrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20), giusta il quale l’ese-

cuzione dell’allontanamento deve essere ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI), 

esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI) e possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI). In caso di 

non adempimento di una di queste condizioni, la SEM dispone l’ammis-

sione provvisoria (art. 83 cpv. 1 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 

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Pagina 10 

8.2 Nella sua decisione, l’autorità inferiore, considera l’esecuzione dell’al-

lontanamento degli insorgenti come ammissibile, esigibile – sia dal profilo 

della situazione vigente in Venezuela, sia dal profilo personale, anche con 

riguardo all’interesse superiore del ricorrente 3 – nonché possibile. Nel loro 

memoriale ricorsuale, i ricorrenti avversano anche la predetta conclusione 

dell’autorità resistente. A mente loro, difatti, la situazione di grave crisi po-

litica, sociale ed economica presente in Venezuela negli ultimi anni, com-

porterebbe per loro un rischio concreto di subire degli atti proscritti 

dall’art. 3 CEDU. Essi pertanto non potrebbero fare ritorno in Venezuela in 

sicurezza e nel rispetto della loro dignità e dei diritti umani. La situazione 

attualmente ancora presente in Venezuela sarebbe poi da considerare 

come una situazione di violenza generalizzata, che renderebbe l’esecu-

zione del loro allontanamento inesigibile. Per di più la SEM, non terrebbe 

conto, nella sua valutazione, del contesto politico in Venezuela, allorché 

considererebbe la presenza di una rete familiare e sociale come un fattore 

positivo per il loro ritorno in patria. Peraltro, anche il loro stato di salute – il 

quale non sarebbe nemmeno stato valutato dall’autorità inferiore – sarebbe 

d’ostacolo all’esigibilità di un loro rinvio.  

8.3  

8.3.1 Innanzitutto, a ragione l’autorità inferiore, nel suo provvedimento, os-

serva che nella presente disamina il principio del divieto di respingimento 

(art. 5 cpv. 1 LAsi) non si applica, in quanto esso protegge soltanto persone 

alle quali è stata riconosciuta la qualità di rifugiato. Per di più, per i motivi 

già sopra enucleati (cfr. consid. 6), al contrario di quanto sostenuto dagli 

insorgenti nel gravame senza apportare alcun ulteriore elemento concreto 

e sostanziato – anzi anche qui introducendo degli elementi incoerenti con 

quanto da loro narrato dinanzi all’autorità inferiore senza circostanziare gli 

stessi maggiormente (cfr. supra consid. 6.2) – non sono ravvisabili agli atti, 

degli elementi concreti che possano far ritenere, con una probabilità pre-

ponderante, che essi possano essere esposti ad una pena o ad un tratta-

mento vietati dall’art. 3 CEDU o dall’art. 3 Conv. tortura nel caso di un loro 

rimpatrio (cfr. sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo [di seguito: 

CorteEDU], Grande Camera, Saadi contro Italia del 28 febbraio 2008, 

37201/66, §§125 e 129 con relativi riferimenti). Pure la situazione generale 

dei diritti dell’uomo in Venezuela, non risulta essere attualmente ostativa 

all’ammissibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (cfr. la sentenza del 

Tribunale D-3266/2024 del 9 agosto 2024 consid. 8.2.2 e infra con-

sid. 8.4.1). 

8.3.2 Ne consegue pertanto che l’allontanamento dei ricorrenti verso il Ve-

nezuela risulta essere ammissibile sia in relazione alle norme nazionali 

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(art. 83 cpv. 3 LStrI in combinato disposto con l’art. 44 LAsi) sia a quelle 

internazionali.  

8.4  

8.4.1 Dal profilo dell’esigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento, oc-

corre constatare dapprima che il Venezuela, come reiterato più volte anche 

nel loro ricorso dagli insorgenti, si trova da anni in una difficile crisi politica, 

economica e sociale. In modo generale, nel Paese, a seguito di proteste e 

manifestazioni organizzate dall’opposizione al governo, in parte anche vio-

lente, le stesse vengono regolarmente represse con brutalità per mano 

delle autorità di sicurezza statali o delle milizie vicine al governo. Tuttavia, 

malgrado la situazione tesa, in Venezuela, non sussiste all’ora attuale ed 

al contrario di quanto affermato dai ricorrenti nel gravame (cfr. pag. 7 del 

ricorso) ed anche tenuto conto delle vicende successe a seguito delle ele-

zioni presidenziali nel luglio del 2024, un contesto di guerra, di guerra civile 

o di violenza generalizzata, riguardante l’integralità del territorio e l’esi-

stenza di una messa in pericolo concreta ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI, 

nei confronti di tutti i cittadini di tale Paese. Pertanto, l’esecuzione dell’al-

lontanamento in Venezuela risulta essere, all’ora attuale, ancora general-

mente esigibile (cfr. sentenze del TAF E-5005/2024 del 13 settembre 2024, 

pag. 11; D-4038/2024 e D-4045/2024 del 5 settembre 2024 consid. 9.3.2; 

D-3267/2024 del 9 agosto 2024 consid. 8.3.2). 

8.4.2  

8.4.2.1 Anche dal profilo personale, non s’intravvedono degli indizi agli atti 

all’incarto, che permettano di ritenere che, se i ricorrenti ritornassero nel 

loro Paese d’origine, si troverebbero in una situazione personale di natura 

tale da mettere concretamente in pericolo la loro vita, la loro integrità fisica 

o la loro libertà. 

8.4.2.2 Invero, come a ragione constatato dalla SEM nella decisione av-

versata – che al contrario di quanto avanzato nel ricorso, dalla stessa si 

desume chiaramente che nella sua valutazione l’autorità inferiore ha tenuto 

conto anche del contesto politico presente in Venezuela (cfr. p.to III/2, 

pag. 9 della decisione avversata) – si evince dagli atti di causa come i ri-

correnti dispongano in patria di una rete famigliare e sociale ampia – in 

particolare i genitori della ricorrente 2, come pure sua sorella ed il nonno 

(cfr. n. 28/8, D46 segg., pag. 6), nonché la madre, la nonna e la sorella del 

ricorrente 1 (cfr. n. 27/10, D66 segg., pag. 9) – con la quale risultano essere 

tutt’ora in buoni contatti. Sulla stessa potranno quindi senz’altro contare, 

nel caso di necessità, per coprire i loro bisogni primari. Inoltre gli insorgenti 

1 e 2 risultano essere giovani e dispongono di una discreta formazione 

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scolastica, nonché il ricorrente 1 pure di una solida esperienza professio-

nale in diversi settori, e da ultimo quale (…) (cfr. n. 27/10, D58 segg., 

pag. 8; n. 28/8, D42 segg., pag. 5 seg.). Fra l’altro, il ricorrente 1 ha rivelato 

che disponevano anche di alcune (…); (…) che avrebbero in parte (…) per 

assicurarsi il loro sostentamento (cfr. n. 27/10, D65, pag. 8). Queste ultime 

circostanze, dovrebbero permettere ai ricorrenti 1 e 2 di reinserirsi in breve 

nel loro Paese d’origine e di provvedere al loro sostentamento, come pure 

a quello del loro figlio minore e qui ricorrente 3.  

8.4.2.3 Venendo allo stato di salute dei ricorrenti, si osserva dapprima 

come dello stesso la SEM ne abbia tenuto conto nella decisione avversata 

(cfr. p.to III/2, pag. 9), al contrario di quanto invece allegato del tutto gene-

ricamente dagli insorgenti nel loro gravame (cfr. pag. 8 del ricorso). Inoltre, 

né dalla documentazione all’inserto né dagli asserti ricorsuali, si evince che 

i ricorrenti soffrano attualmente di problemi medici gravi, che osterebbero 

all’esecuzione del loro allontanamento ai sensi della giurisprudenza topica 

resa in materia (cfr. sentenze della CorteEDU [Grande Camera] N. contro 

Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; Paposhvili contro Belgio del 

13 dicembre 2016, 41738/10, §181 segg.; Savran contro Danimarca del 

7 dicembre 2021, 57467/15, §§121 segg.; DTAF 2011/9 consid. 7.1). Delle 

problematiche di salute fatte valere dai ricorrenti 1 e 2 nel corso delle loro 

audizioni (cfr. n. 27/10, D4 segg., pag. 2; n. 28/8, D5 segg., pag. 2 seg.), 

non se ne ha difatti alcun riscontro negli atti di causa, in quanto l’unico 

documento medico evincibile dagli stessi, riguarda una visita ginecologica 

della ricorrente 2, dove le è stata diagnosticata una vaginosi batterica da 

(…), con la prescrizione di una terapia farmacologica (cfr. n. 31/2). Neppure 

nel loro ricorso, gli insorgenti hanno concretizzato meglio quali sarebbero 

le loro problematiche di salute attuali, né con allegazioni puntuali e detta-

gliate, né supportandole con della documentazione. Pertanto, si può partire 

dal presupposto che essi godano di buona salute. 

8.4.2.4 Per quanto concerne il ricorrente 3, che ha attualmente (…) anni 

compiuti, e che è al momento in buono stato di salute come visto sopra (cfr. 

consid. 8.4.2.3), l’esecuzione del suo allontanamento non risulta essere in-

compatibile neppure con l’art. 3 cpv. 1 della Convenzione sui diritti del fan-

ciullo del 20 novembre 1989 (RS 0.107). Invero, il medesimo, verrà allon-

tanato assieme ai suoi genitori, e questi ultimi potranno continuare ad oc-

cuparsi dello stesso sia dal profilo educativo che affettivo. Non sussistono 

poi agli occhi del Tribunale degli elementi per concludere che un suo allon-

tanamento equivarrebbe ad uno sradicamento dal territorio svizzero, tale 

da pregiudicarne il suo sviluppo ed equilibrio. Invero, egli soggiorna in 

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Pagina 13 

Svizzera da tre mesi, un lasso di tempo troppo breve per considerarla una 

situazione di stabilità e di particolare integrazione. 

8.5 Da ultimo, anche dal profilo della possibilità dell’esecuzione dell’allon-

tanamento non sussistono impedimenti, in quanto i ricorrenti, che dispon-

gono dei loro passaporti originali tutt’ora validi (cfr. mezzi di prova della 

SEM n. 1/3-3/3), con la dovuta diligenza, potranno procurarsi ogni ulteriore 

documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi; cfr. 

DTAF 2008/34 consid. 12). 

8.6 Visto quanto precede, un’ammissione provvisoria dei ricorrenti, così 

come da loro concluso nel ricorso in via subordinata, non entra in conside-

razione (art. 83 cpv. 1–4 LStrI). 

9.  

Alla luce di quanto sopra, con la decisione impugnata la SEM non ha vio-

lato il diritto federale, né abusato del suo potere d’apprezzamento, ed inol-

tre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente 

rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Altresì, per quanto censurabile, la decisione 

non è inadeguata (art. 49 PA). Il ricorso va conseguente respinto e la deci-

sione impugnata confermata. 

10.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che se-

guono la soccombenza, sono poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA; nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), e sono prelevate sull’anticipo spese 

versato il 7 aprile 2025. 

11.  

La presente decisione non può essere impugnata con ricorso di diritto pub-

blico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF) ed è quindi 

definitiva. 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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Pagina 14 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico dei ricorrenti e 

sono prelevate sull’anticipo spese di medesimo importo versato il 

7 aprile 2025. 

3.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

 

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