# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7b4e4e0e-3875-54aa-9cf2-cca1cbbb25b3
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-10-22
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 22.10.2007 RR.2007.144
**Docket/Reference:** RR.2007.144
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_RR-2007-144_2007-10-22

## Full Text

Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP);;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP);;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP);;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP)

Sentenza del 22 ottobre 2007 
II Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Bernard Bertossa, Presidente, 
Giorgio Bomio e Roy Garré, 
Cancelliere Giampiero Vacalli  

   
Parti   

A., rappresentato dall'avv. Lorenza Rossini Scornaienghi, 
 

Ricorrente 
 

  contro 
   

MINISTERO PUBBLICO DEL CANTONE TICINO,  
 

Controparte 
 

   
Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all'Italia 
 
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

Numero dell’incarto: RR.2007.144 

 

- 2 - 
 
 

Fatti: 
 

A. L'11 ottobre 2006 la Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario 
di Roma ha presentato alla Svizzera una domanda di assistenza giudiziaria 
(v. act. 1 dell'incarto del Ministero pubblico ticinese [MP/TI]), completata il 
28 novembre 2006 (v. act. 5 incarto MP/TI), nell’ambito di un procedimento 
penale avviato nei confronti di B., C., D., E. e A. per titolo di corruzione re-
lativamente ad un atto contrario ai doveri d'ufficio (art. 319 Codice penale 
italiano). Secondo gli inquirenti italiani, nel quadro di una gara d'appalto 
concernente l'assegnazione del servizio di gestione e valorizzazione del 
patrimonio immobiliare della Fondazione F., gli imputati avrebbero promes-
so di versare € 50 milioni - di cui 3 effettivamente versati e poi restituiti in 
seguito all'annullamento del concorso – destinati a remunerare A. affinché 
quest'ultimo favorisse la G. SpA, società riferibile a B., rispettivamente la 
società H., di cui la prima faceva parte. L'importo di € 3 milioni sarebbe sta-
to versato da B. sul conto bancario n. 1 presso la banca I. (divenuto in se-
guito banca J.), a Singapore, riconducibile ad A.. L'autorità rogante chiede 
una serie di atti, tra cui l'accesso a tutta la documentazione relativa a conti 
esistenti presso la banca J. riconducibili agli indagati. 

 
 

B. Il 24 novembre 2006 il Ministero pubblico ticinese è entrato in materia ordi-
nando contestualmente la perquisizione delle relazioni n. 2 presso la banca 
K. e n. 1 presso la banca J. (v. act. 3 incarto MP/TI). 

 
 

C. Con decisione di chiusura del 6 agosto 2007 la medesima autorità ha ac-
colto la rogatoria, autorizzando la trasmissione allo Stato rogante di una let-
tera della banca J. del 30 novembre 2006 nonché della seguente documen-
tazione bancaria concernente la relazione n. 3 presso la medesima banca 
a Lugano, di pertinenza di A., emersa durante l'esecuzione della commis-
sione rogatoria: documenti di apertura, estratti conto riferiti al periodo dal 1° 
gennaio 2003 al 29 dicembre 2003 e giustificativo concernente l'accredito 
di € 999'900.- del 15 gennaio 2003 (v. act. 74 incarto MP/TI). Da tale conto 
sarebbero stati trasferiti valori patrimoniali sul conto 1. 

 
 

D. Il 3 settembre 2007 A. ha impugnato la decisione del Ministero pubblico ti-
cinese presso la II Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, 
chiedendo l'annullamento della decisione avversata e la reiezione della 
domanda di assistenza giudiziaria e del relativo complemento presentati 
dall'autorità estera. L'insorgente domanda inoltre che al ricorso venga con-
cesso l'effetto sospensivo. 

 

- 3 - 
 
 

 
E. Con scritto del 17 settembre 2007, il Ministero pubblico ticinese, richiamate 

le considerazioni esposte il 30 maggio 2007 dalla Camera dei ricorsi penali 
del Tribunale d'appello del Cantone Ticino nell'ambito di un pregresso ri-
corso sul medesimo procedimento (v. act. 63 incarto MP/TI) e nella deci-
sione impugnata, dichiara di rinunciare a presentare specifiche osservazio-
ni, rimettendosi al giudizio della presente Corte. Con risposta del 25 set-
tembre 2007 l'UFG, postulata la reiezione del gravame, afferma di rinuncia-
re alla presentazione di osservazioni e di associarsi alle motivazioni conte-
nute nella decisione impugnata. 

 
 
 

Diritto: 
 

1. 
1.1 In virtù degli art. 28 cpv. 1 lett. e della legge sul Tribunale penale federale 

del 4 ottobre 2002 (LTPF; RS 173.71; nuovo testo giusta il n. 14 
dell’allegato alla legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale ammini-
strativo federale, in vigore dal 1° gennaio 2007) e 9 cpv. 3 del Regolamento 
del Tribunale penale federale del 20 giugno 2006 (RS 173.710) la II Corte 
dei reclami penali è competente per statuire sui reclami in materia di assi-
stenza giudiziaria internazionale. 

 
1.2 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Italia-

na e la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione eu-
ropea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata 
in vigore il 12 giugno 1962 per l’Italia ed il 20 marzo 1967 per la Svizzera 
(CEAG; RS 0.351.1). Allo scopo di completare e agevolare l’applicazione di 
questa convenzione multilaterale, Italia e Svizzera hanno altresì concluso 
un Accordo completivo del 10 settembre 1998 (RS 0.351.945.41), entrato 
in vigore mediante scambio di note il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo). 
Di rilievo nella fattispecie è anche la Convenzione sul riciclaggio, la ricerca, 
il sequestro e la confisca dei proventi di reato, conclusa a Strasburgo 
l’8 novembre, entrata in vigore il 1° settembre 1993 per la Svizzera ed il 
1° maggio 1994 per l’Italia (RS 0.311.53). Alle questioni che il prevalente 
diritto internazionale contenuto in detti trattati non regola espressamente o 
implicitamente, come pure quando il diritto nazionale sia più favorevole al-
l'assistenza rispetto a quello convenzionale, si applicano la legge federale 
sull'assistenza internazionale in materia penale del 20 marzo 1981 (AIMP; 
RS 351.1), unitamente alla relativa ordinanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 
cpv. 1 AIMP, art. I n. 2 dell'Accordo; DTF 130 II 337 consid. 1; 128 II 355 
consid. 1; 124 II 180 consid. 1a; 123 II 134 consid. 1a; 122 II 140 consid. 2, 

- 4 - 
 
 

373 consid. 1a). È fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali (DTF 123 II 
595 consid. 7c, con rinvii dottrinali). 

 
1.3 Secondo la norma speciale dell'art. 25 cpv. 6 AIMP, la Corte dei reclami 

penali del Tribunale penale federale non è vincolata dalle conclusioni delle 
parti; essa esamina liberamente se i presupposti per la concessione del-
l'assistenza sono adempiuti e in quale misura questa debba esser prestata 
(v. DTF 123 II 134 consid. 1d; 118 Ib 269 consid. 2e). Non è tuttavia tenuta, 
come lo sarebbe un'autorità di vigilanza, a verificare d’ufficio la conformità 
delle decisioni impugnate con l'insieme delle norme applicabili (v. DTF 123 
II 134 consid. 1d; 119 Ib 56 consid. 1d). 

 
1.4 Interposto tempestivamente contro la decisione di chiusura del Ministero 

pubblico ticinese, il ricorso, che contro la decisione di trasmissione ha effet-
to sospensivo per legge (art. 21 cpv. 4 lett. b e 80l cpv. 1 AIMP; DTF 120 Ib 
179), motivo per cui l'esplicita domanda contenuta nel gravame è superflua, 
è ricevibile sotto il profilo dell'art. 80g cpv. 1 e 2 in relazione con l'art. 25 
cpv. 1 AIMP. La legittimazione del ricorrente, titolare del conto oggetto della 
criticata misura d'assistenza, è pacifica (v. art. 9a OAIMP; DTF 118 Ib 547 
consid. 1d). 

 
 
2.  
2.1 Il ricorrente sostiene che la documentazione oggetto della decisione impu-

gnata non abbia nessun legame con il procedimento penale italiano. Al 
momento di presentare la loro domanda di assistenza alla Svizzera, le au-
torità italiane sarebbero già state al corrente del versamento di € 3 milioni 
sul conto 1 a Singapore, ragione per cui esse disponevano di tutte le infor-
mazioni e prove materiali concernenti il pagamento incriminato. Pertanto, 
eventuali ulteriori supporti probatori non si troverebbero in Svizzera, ma 
semmai a Singapore, laddove le autorità italiane hanno d'altronde già pre-
sentato una richiesta di assistenza simile a quella indirizzata alla Svizzera. 
L'estraneità della documentazione qui in esame sarebbe inoltre dimostrata 
dalla tempistica degli avvenimenti. La decisione del Consiglio di ammini-
strazione della fondazione F. del 19 giugno 2003 relativa all'adozione di 
una strategia di gestione del patrimonio della fondazione, i primi contatti 
avvenuti tra il ricorrente e B. nei primi mesi del 2004 nonché il versamento 
di € 3 milioni sul conto 1, intervenuto il 12 maggio 2004, sarebbero chiara-
mente posteriori all'ordine di chiusura del conto 3 del 14 aprile 2003 impar-
tito dal ricorrente alla banca J.. In definitiva, a mente del ricorrente, le misu-
re postulate dall'autorità rogante apparirebbero piuttosto come delle richie-
ste esplorative volte a scoprire l'eventuale esistenza in Svizzera di relazioni 
bancarie riconducibili al ricorrente. 

 

- 5 - 
 
 

 Il Ministero pubblico ticinese, dal canto suo, non ritiene la documentazione 
raccolta manifestamente estranea alla rogatoria. Essa corrisponderebbe a 
quanto richiesto dall'autorità estera e concernerebbe l'indagato principale in 
Italia. Inoltre, nel contesto della chiusura della relazione 3, gli averi ivi de-
positati sarebbero stati trasferiti, nel maggio del 2003, proprio sul conto 1 a 
Singapore, conto sul quale sarebbe stato versato, a scopo corruttivo, l'im-
porto di € 3 milioni. Il nesso tra i due conti sarebbe dunque dato. 

 
2.2 Le censure del ricorrente ruotano anzitutto attorno ad una presunta viola-

zione del principio della proporzionalità, per avere il Ministero pubblico tici-
nese ordinato la trasmissione di documenti bancari non pertinenti per l'in-
chiesta estera.  

 
Tale critica va respinta. La questione di sapere se le informazioni richieste 
nell'ambito di una domanda di assistenza siano necessarie o utili per il pro-
cedimento estero deve essere lasciata, di massima, all'apprezzamento del-
le autorità richiedenti. Lo Stato richiesto non dispone infatti dei mezzi per 
pronunciarsi sull'opportunità di assumere determinate prove e non può so-
stituire il proprio potere di apprezzamento a quello dell'autorità estera che 
conduce le indagini (DTF 132 II 81 consid. 2.1). La richiesta di assunzione 
di prove può essere rifiutata solo se il principio della proporzionalità, nella 
limitata misura in cui può esser applicato in procedure rette dalla CEAG 
(DTF 121 II 241 consid. 3c; 113 Ib 157 consid. 5a pag. 165; 112 Ib 576 
consid. 13d pag. 603; ZIMMERMANN, La coopération judiciaire internationale 
en matière pénale, 2a ediz., Berna/Bruxelles 2004, pag. 513 e segg. n. 
476), sia manifestamente disatteso (DTF 120 Ib 251 consid. 5c; TPF 
RR.2007.18 del 21 maggio 2007, consid. 6.3) o se la domanda appaia a-
busiva, le informazioni richieste essendo del tutto inidonee a far progredire 
le indagini (DTF 122 II 134 consid. 7b; 121 II 241 consid. 3a). È di rilievo, 
non da ultimo, il principio dell'utilità potenziale elaborato dal Tribunale fede-
rale, secondo il quale non vengono trasmessi all'autorità rogante soltanto 
quei mezzi di prova certamente privi di rilevanza per il procedimento penale 
all'estero (v. DTF 126 II 258 consid. 9c pag. 264; 122 II 367 consid. 2c; 121 
II 241 consid. 3a e b). 

 
Nella fattispecie giova ricordare che i fatti oggetto delle indagini italiane sa-
rebbero stati commessi a Roma tra il 2003 ed il maggio 2005. Il ricorrente, 
indagato per corruzione nella vicenda, è stato titolare del conto 3 dal 14 
settembre 1999 al 29 dicembre 2003. Il 14 aprile 2003, manifestando la sua 
intenzione di estinguere tale relazione, egli ha dato ordine all'allora Banca 
I., a Lugano, di trasferire tutti i suoi titoli e liquidità sul conto 1 presso la se-
de di Singapore di questa stessa banca, conto sul quale sarebbe confluito il 
citato acconto corruttivo di € 3 milioni. In queste circostanze non è di certo 
possibile affermare l'inesistenza di qualsiasi legame tra le due relazioni 

- 6 - 
 
 

bancarie e sostenere che la documentazione bancaria relativa ai conti del 
principale indagato sia manifestamente irrilevante per l'inchiesta. La tempi-
stica degli avvenimenti evidenziata dal ricorrente non permette di giungere 
ad una conclusione diversa. Occorre innanzitutto rilevare che il conto 3 è 
stato chiuso, in definitiva, solo alla fine del 2003. Si costata inoltre che la 
decisione ufficiale di affidare la gestione del patrimonio della fondazione a 
terzi è indubbiamente posteriore alla delibera del Consiglio di amministra-
zione della fondazione F. del 19 giugno 2003, mediante la quale esso deci-
deva di "adottare una strategia di gestione del patrimonio della fondazio-
ne…" (v. Ordinanza di applicazione della misura coercitiva degli arresti do-
miciliari del 19 settembre 2006 emessa dal Tribunale di Roma, pag. 2 e 
seg., act. 1 incarto MP/TI). Ciò non esclude tuttavia l'esistenza di contatti, 
diretti o indiretti, tra B. e il ricorrente ben prima che la fondazione decidesse 
formalmente di ricorrere a professionisti esterni per la gestione del suo pa-
trimonio. In quest'ottica, non può quindi essere completamente escluso che 
altri importi siano stati versati a favore del ricorrente prima della delibera 
del 19 giugno 2003 - con il possibile intento di già influenzare a quel mo-
mento l'agire del Consiglio di amministrazione della fondazione - e ante-
riormente all'ordine di chiusura del conto 3. L'accredito di € 999'900.- del 14 
gennaio 2003 a favore di tale conto potrebbe quindi inserirsi in questa logi-
ca. Pertanto, non potendo queste ipotesi essere manifestamente escluse e 
dato che la documentazione bancaria, di cui si è ordinata la trasmissione, 
riguarda proprio il periodo in cui si ritiene siano stati commessi i reati con-
testati agli indagati, la decisione del Ministero pubblico ticinese merita tute-
la. Trasmettendo unicamente i documenti d'apertura del conto 3, unitamen-
te agli estratti conto riferiti al periodo dal 1° gennaio 2003 al 29 dicembre 
2003 e al giustificativo concernente l'accredito di € 999'900.- del 15 gen-
naio 2003, il Ministero pubblico ticinese ha senz'altro ossequiato il principio 
della proporzionalità (sull'utilità dei documenti d'apertura v. sentenza del 
Tribunale federale 1A.182/2006 del 9 agosto 2007, consid. 3.2). Le argo-
mentazioni del ricorrente sono in contrasto in definitiva con il principio del-
l'utilità potenziale, la quale, per quanto riguarda la documentazione litigiosa, 
non può manifestamente essere esclusa nella fattispecie. Costatata la rela-
zione sufficiente tra la misura d'assistenza richiesta e l'oggetto del proce-
dimento penale estero (DTF 129 II 462 consid. 5.3; 122 II 367 consid. 2c), 
spetterà poi al giudice estero del merito valutare l'effettiva connessione tra 
le operazioni avvenute nel 2003 sul conto in questione e i fatti oggetto delle 
indagini.  

 
2.3 Implicitamente il ricorrente rimprovera all'autorità rogante di voler procedere 

ad una “fishing expedition”. Questa è definita dalla giurisprudenza una ri-
cerca generale ed indeterminata di mezzi di prova per fondare un sospetto 
senza che esistano pregressi elementi concreti a sostegno dello stesso 
(DTF 125 II 65 consid. 6b/aa pag. 73 e rinvii). Questo genere di inchieste è 

- 7 - 
 
 

vietato in ambito di assistenza internazionale sia alla luce del principio della 
specialità che di quello della proporzionalità (POPP, Grundzüge der interna-
tionalen Rechtshilfe in Strafsachen, Basilea 2001, n. 103, pag. 72 e n. 309, 
pag. 204 e seg.). Tale divieto si fonda semplicemente sul fatto che è inam-
missibile procedere a caso nella raccolta delle prove (DTF 113 Ib 257 con-
sid. 5c). Nella fattispecie l’autorità rogante non si sta assolutamente muo-
vendo a caso nella sua ricerca di materiale probatorio. Essa postula la tra-
smissione di documentazione bancaria relativa ad un conto di cui il ricor-
rente, principale indagato nell'inchiesta italiana, risulta essere il titolare. Ta-
le documentazione riguarda proprio il periodo durante il quale si sospetta 
siano stati commessi gli atti illeciti. Il ricorrente è per di più già accusato di 
aver percepito, tramite il conto bancario 1 a Singapore, di sua pertinenza, 
un importo di € 3 milioni a titolo corruttivo. A queste condizioni non è certo 
possibile parlare di "fishing expedition".  

 
2.4 Infine, l'assunto ricorsuale secondo il quale il Ministero pubblico ticinese a-

vrebbe agito "ultra petita" non regge. Il principio in questione, desumibile da 
quello della proporzionalità, vieta all'autorità richiesta di andare oltre i prov-
vedimenti postulati dall'autorità richiedente (cosiddetto "Uebermassverbot", 
DTF 116 Ib 96 consid. 5b; 115 Ib 186 consid. 4 pag. 192 in fine, 373 con-
sid. 7; sentenza del Tribunale federale 1A.258/2006 del 16 febbraio 2007, 
consid. 2.3). La susseguente giurisprudenza ha però sostanzialmente atte-
nuato la portata di questo principio, ritenendo che l'autorità richiesta può in-
terpretare in maniera estensiva la domanda qualora sia accertato, come 
nella fattispecie, che, su questa base, tutte le condizioni per concedere 
l'assistenza sono adempiute; tale modo di procedere può evitare in effetti la 
presentazione di un'eventuale richiesta complementare (DTF 121 II 241 
consid. 3; PAOLO BERNASCONI, Rogatorie penali italo-svizzere, Milano 1997, 
pag. 186 e seg.). Nella fattispecie, l'autorità rogante, pur postulando precise 
misure istruttorie legate a determinati movimenti bancari o a determinate 
persone, ha comunque dichiarato che se dagli atti in questione fossero 
emersi precisi riferimenti a istituti di credito, essa chiedeva ugualmente 
l'acquisizione della documentazione relativa (v. richiesta d'assistenza del-
l'11 ottobre 2006, pag. 2, pto 3). Nella suo complemento del 28 novembre 
2006 (pag. 2), essa ha richiesto inoltre l'individuazione di conti o rapporti 
esistenti presso gli istituti bancari indicati nella richiesta riferibili agli indagati 
e l'acquisizione della relativa documentazione. La trasmissione della docu-
mentazione oggetto della decisione impugnata non può quindi essere in-
terpretata come una misura che va al di là di quanto richiesto. 

 
 
3. Discende da quanto precede che il ricorso deve essere respinto. Le spese 

seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 PA richiamato l’art. 30 lett. b 
LTPF). La competenza del Tribunale penale federale di disciplinare i detta-

- 8 - 
 
 

gli relativi alla determinazione delle tasse di giustizia si fonda sull’art. 15 
cpv. 1 lett. a LTPF e sulla relativa giurisprudenza (v. sentenze TPF 
RR.2007.17 del 30 aprile 2007, consid. 2; RR.2007.6 del 22 febbraio 2007, 
consid. 5; RR.2007.31 del 21 marzo 2007, consid. 4). La tassa di giustizia è 
calcolata giusta l’art. 3 del Regolamento sulle tasse di giustizia del Tribuna-
le penale federale (RS 173.711.32) ed è fissata nella fattispecie a fr. 5'000.- 

 
 

- 9 - 
 
 

Per questi motivi, la II Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è respinto. 

2. La tassa di giustizia di fr. 5'000.-- è posta a carico del ricorrente. Essa è 
coperta dall'anticipo delle spese già versato. 

 
 
Bellinzona, 22 ottobre 2007  
 
In nome della II Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Lorenza Rossini Scornaienghi 
- Ministero Pubblico del Cantone Ticino 
- Ufficio federale di giustizia, divisione assistenza giudiziaria 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 
deve essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo inte-
grale della decisione (v. art. 100 cpv. 2 lett. b LTF). 

 
Contro le decisioni nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale il ricorso è 
ammissibile soltanto se concerne un’estradizione, un sequestro, la consegna di oggetti o beni oppure 
la comunicazione di informazioni inerenti alla sfera segreta e si tratti di un caso particolarmente im-
portante. Un caso è particolarmente importante segnatamente laddove vi sono motivi per ritenere 
che sono stati violati elementari principi procedurali o che il procedimento all’estero presenta gravi 
lacune (art. 84 LTF)