# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bbf4ab5e-b6eb-58ae-a572-69db01dc3911
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-12-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 19.12.2002 INC.2002.43604
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2002-43604_2002-12-19.html

## Full Text

N.436.2002.4                                                             Lugano,
19 dicembre 2002

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

__________

 

sedente per statuire sull'istanza
di libertà provvisoria presentata il 10/11 dicembre 2002 da

 

 

____________,                        attualmente
detenuto presso il PCT,

                                                    (rappresentato
dall'Avv. __________)

 

 

e qui trasmessa il 16 dicembre
2002, con preavviso negativo, dal Procuratore pubblico __________;

 

 

viste le osservazioni della
difesa (17 dicembre 2002);

 

 

visti gli atti dell'inc. MP __________;

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

in fatto

 

 

A.

 

Per quanto concerne i fatti
dell'inchiesta, si può far capo a quanto ricordato in precedente giudizio:

 

"____________
è stato arrestato il 6 agosto 2002, con contestuale promozione d'accusa, per i
reati di cui agli artt. 180, 181, 189 CP e infrazione alla LDDS, per fatti
commessi nel corso del 2002 ai danni dell'amica (ed in parte convivente)
____________, rispettivamente a partire dal 2000 (doc. 1 e 2 inc. GIAR
436.2002.1).

L'arresto
è stato confermato da questo giudice il 7 agosto 2002, ritenuta la presenza di
gravi indizi di reato, bisogni dell'istruzione, pericolo di fuga e di recidiva
(doc. 4 dell' incarto citato)

 

 

 

Riassuntivamente,
____________ è accusato di aver soggiornato a Lugano, senza i relativi
permessi, ininterrottamente da circa 2 anni e, soprattutto, di aver imposto,
nel corso del 2002 e a più riprese, atti sessuali (in particolare coiti orali)
alla convivente (rispettivamente ex convivente) _____________ che avrebbe pure
ripetutamente minacciato di morte, comunque di atti contro la sua incolumità,
con scritti, telefonate e percosse (cfr. vari verbale PS e PP di
____________)."

(Sentenza 23 settembre 2002, inc.
GIAR 436.2002.2)

 

 

B.

 

Con scritto del 4 dicembre 2002,
indirizzato al suo legale, ____________ afferma che l'inchiesta ha esaurito il
suo iter e chiede se non sia giunta l'ora di emanare un atto d'accusa o altro
provvedimento compatibile con le ragioni dello stato detentivo; ritiene,
inoltre, che sia il momento di chiedere la concessione della libertà
provvisoria evidenziando il (suo) precario stato di salute e il fatto che le
sue disponibilità economiche gli permettono di provvedere alle necessità
primarie, in attesa dell'eventuale giudizio.

Lo scritto è stato trasmesso dal
legale di ____________ al Ministero pubblico a valere quale istanza di libertà
provvisoria e con richiesta di serio esame.

La difesa sottolinea come le
condizioni di salute dell'accusato sconsiglino che egli lasci la Svizzera (se
non al prezzo di una messa in pericolo della vita) e escludono, di conseguenza,
il pericolo di fuga. Per concludere viene richiesta la fissazione di "adeguata
cauzione" (Istanza 10 dicembre 2002, doc. 2 inc. GIAR 436.2002.4).

 

 

C.

 

Il Procuratore pubblico ha
espresso preavviso negativo (doc. 1, inc. GIAR 436.2002.4).

Dopo richiamo delle precedenti
decisioni di questo giudice nell'ambito del procedimento contro ____________
(GIAR 436.2002.2 e 436.2002.3), nonché dei principi generali in tema di libertà
provvisoria, il magistrato ribadisce l'esistenza e la persistenza di gravi
indizi di colpevolezza (con esplicito richiamo alla sentenza 20 settembre
2002).

Ancora presenti, sempre secondo
il magistrato inquirente, pericolo di inquinamento delle prove (visto il
carattere e l'atteggiamento dell'accusato e la necessità di riproporre
confronto con la vittima in aula), pericolo di recidiva, quantomeno per minacce
e percosse (anche qui in base al carattere dell'accusato ed alla sua "geometria
di valori"), nonché pericolo di fuga (per l'assenza di legami con la
svizzera, con certezza di allontanamento al termine della procedura vista
l'assenza di permesso di soggiorno).

 

 

 

 

 

 

 

 

D.

 

Con osservazioni del 17 dicembre
2002 (doc. 4, inc. GIAR 436.2002.4), la difesa ribadisce i problemi di salute
del ricorrente, chiede approfondimento dei motivi di carcerazione preventiva
(visto il maggior rigore imposto dal tempo trascorso) e contesta che vi siano
indizi concreti a favore di un pericolo d'inquinamento delle prove.

Questo giudice viene inoltre
invitato ad un'attenta lettura del verbale di confronto tra accusato e
(presunta) vittima, in particolare per quanto attiene alla mentalità non
propriamente "mittel europea" del primo.

Il reato di coazione sessuale è
contestato, ma senza approfondimento della valenza degli indizi. Anche la
presenza di concreti elementi di un rischio di recidiva e d'inquinamento delle
prove è contestato. Il pericolo di fuga, sempre secondo l'osservante, sarebbe
comunque nullo vista la volontà dell'accusato di rimanere in Svizzera per essere
curato.

 

Delle altre considerazioni e/o
argomentazioni delle parti si dirà, se necessario, nei considerandi seguenti.

 

 

 

Considerato

 

 

 

in diritto

 

 

1.

 

L'istanza di libertà provvisoria
presentata dall'accusato (ancorché con trasmissione da parte del difensore, al
Procuratore pubblico, di uno scritto indirizzato al primo e, invero, quasi
privo di motivazione) può essere considerata ricevibile. Il Procuratore
pubblico è entrato nel merito trasmettendo lo scritto, accompagnato dal
preavviso negativo, a questo giudice.

Non va dimenticato che la persona
detenuta ha un diritto proprio a presentare istanza di libertà provvisoria e
che le sue condizioni personali (quella appunto di detenuto) impongono di
evitare formalismi eccessivi quantomeno in tema di libertà personale.

 

L'istanza, pervenuta al Ministero
pubblico il giorno 11 dicembre 2002, è stata trasmessa a questo giudice il 16
dicembre in quanto il termine di tre giorni é venuto a scadenza il 14 dicembre
(sabato) ed è stato riportato al primo giorno feriale successivo (ex art. 20).

La trasmissione è rispettosa dei
termini di legge, come già determinato in una recente sentenza di
quest'ufficio:

 

 

 

 

"Allora: la terminologia usata dall'art. 108 cpv.
1 (e cpv. 2) CPP e cioè "entro…" è usata per innumeri altri istituti,
a volte nell'inflessione di pari valenza "entro il termine di…"
oppure "nel termine di…" (art. 186, 191, 201, 216, 281, 285, 289
CPP), sempre il tutto riferito, implicitamente e senza nessuna contraria
eccezione, all'art. 20 CPP sul computo dei termini, con particolare riguardo al
cpv. 1 (esclusione dal computo del giorno dal quale il termine decorre) ed al
cpv. 3 (protrazione al giorno successivo dei termini scadenti in giorni festivi
o così riconosciuti). Né favorevole deduzione può essere tratta dall'assegnazione
del termine per presentare osservazioni al preavviso negativo, inteso (detto
termine o scadenza) a lasciare sufficiente spazio per gli incombenti di questa
sede"

(Sentenza GIAR
18 aprile 2002 in re N., inc. GIAR 25.2002.3)

 

 

2.

 

Come al dettato di legge ed a
giurisprudenza (REP 1998, pag. 333 ss.), l'art. 95 CPP - corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)
proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne- i bisogni dell'istruzione,
nella specie del pericolo di collusione e inquinamento delle prove, ed il
pericolo di fuga: l'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381), ritenuto che i menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior
rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della
libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag.
416; 1989 pag. 287 ss), questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali,
non restringendo la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128).

 

 

3.

 

Anche se in modo meno esplicito
di quanto fatto con la precedente istanza, l'accusato contesta il primo
presupposto necessario per ordinare (o mantenere) la detenzione cautelare, ciò
l'esistenza (o persistenza) di gravi indizi di colpevolezza. La questione, in
questa sede, deve comunque essere approfondita d'ufficio, pur nei precisi
limiti imposti a questo ufficio, derivanti da un lato dalla sua funzione - che
è quella di esaminare l’esistenza dei presupposti formali per l’emanazione
dell’ordine contestato, e non di valutare nella sostanza l’esistenza di un
reato -, e dall’altro - ma in maniera strettamente 

 

 

 

 

congiunta con quanto si viene di
dire - dall’inopportunità di considerazioni di merito premature e, soprattutto,
di competenza delle altre sedi di giudizio.

 

Nel caso in esame, preso atto che
sulla questione l'istanza non è motivata, non vi sono ragioni per non far capo
a quanto constatato in sede di precedente giudizio:

 

"Non vi è dubbio che gravi indizi di reato siano
presenti per quanto concerne le ipotesi di cui agli artt. 23 cpv. 1 LDDS e 180
CP. Da un lato vi sono le stesse ammissioni dell'accusato: "ammetto che
vivo a Lugano … da due anni ininterrottamente ad eccezione di qualche giorno in
cui mi sono assentato" (verbale PS 13 agosto 2002, p. 1), "ammetto di
averle dato qualche schiaffo, ammetto di essere l'autore del messaggio che mi
viene ostentato (sic!) e che è firmato __________. Ammetto anche di averle
fatto eseguire una telefonata da una terza persona in cui si invitava la __________
a cambiare casa. Ammetto di avere impaurito __________ quando sono stato
nervoso (ibidem). Queste affermazioni, confermate davanti al Procuratore
pubblico con estensione ai vari "biglietti allegati al rapporto
d'arresto" (Verbale PP 29 agosto 2002, p. 1 e 7), cui si aggiungono delle
deposizioni e degli elementi documentali (cfr. Verbale PS Croce del 9 agosto
2002 ed il contenuto degli scritti allegati al Rapporto d'arresto del 6 agosto
2002), sono indizi di reato più che sufficienti per le necessità del presente
giudizio (che non concerne e non pregiudica il merito).

Per quanto concerne le ipotesi di coazione sessuale e
coazione, va detto che se la semplice affermazione della vittima può non
costituire grave indizio, così la semplice negazione dell'accusato non basta ad
escluderlo. Come rettamente precisato dal magistrato inquirente, in materia di
reati sessuali è frequente che ci si trovi di fronte a dichiarazioni divergenti
con contemporanea assenza di testimonianze dirette, prove documentali ed altro.
La linearità delle dichiarazioni della vittima sono, di conseguenza, uno degli
elementi da considerare (quanto meno a livello d'indizio). Nel caso in esame,
oltre la linearità del racconto della vittima, vi sono altre circostanze che
non possono essere dimenticate o banalizzate. Agli atti vi sono deposizioni
testimoniali che attestano come ____________ abbia parlato dei suoi problemi,
derivanti dal rapporto con il ____________, e della loro gravità, ben prima
della denuncia che ha dato il via all'inchiesta. A questi testi, ____________,
ha pure indicando anche il motivo per il quale temeva le conseguenze di
un'eventuale denuncia, così come spiegato agli inquirenti in relazione a questo
"ritardo" (Verbali PS __________ 12 agosto 2002, __________ 9 agosto
2002). Ad uno dei testi ha pure raccontato, a circa un mese dalla denuncia, di
essere stata costretta a praticare al ____________ un coito orale nei boschi di
Carona (Verbale PS __________ 9 agosto 2002); questo stesso teste aveva visto,
in precedenza, i segni delle percosse (Verbale __________ citato). Queste
deposizioni concorrono rafforzare la credibilità del racconto della signora
__________., anche per il solo fatto che parte dei fatti raccontati (a terzi e
prima della denuncia) hanno trovato riscontro nelle stesse ammissioni
dell'accusato, avvenute il 13 agosto 2002, dopo iniziale diniego o reticenza (
"contrariamente a quello che avevo dichiarato ma non firmato nel mio primo
verbale del 6.08.2002 ammetto oggi che …" - Verbale PS ____________ 13
agosto 2002). Non da ultimo, deve pure essere considerato il fatto che
____________ riferisce, a proposito di un episodio d'imposizione di un coito
orale, che l'accusato si era dotato di una frusta e di un pene artificiale
appena acquistati (Verbale PS ____________ 5 agosto 2002). Questi oggetti sono
stati effettivamente reperiti e sequestrati in sede di perquisizione al
domicilio di ____________ (cfr. Verbale di perquisizione del 7.08.2002).
L'accusato ha affermato di non aver mai utilizzato 

 

 

 

questi strumenti con la denunciante perché "…è
una bravissima persona. L. è una bambinona grande" (Verbale PS
____________ 13 agosto 2002).Questi oggetti, sempre a dire dell'accusato, sono
stati portati e dimenticati, a casa sua, da una donna di cui, opportunamente,
non vuole fare il nome. Non si capisce, peraltro, se egli abbia avuto con
questa donna un rapporto intimo, eventualmente assistito da tali attrezzi,
oppure no (cfr. Verbale PS 13 agosto 2002 p.1 e Verbale PS 20 agosto 2002 p.2).
Resta il fatto che egli non risulta aver mai mostrato o parlato della presenza
in casa sua di questi oggetti con ____________ (Verbale PP 29 agosto 2002 p.4),
fatto più che comprensibile vista la sua concezione dei rapporti di copia, la
sua gelosia ed il fatto che (durante la relazione con ____________) non ha mai
avuto rapporti con altre donne (Verbale PP 29 agosto 2002, p. 4 e 6)." 

(sentenza
GIAR 23 settembre 2002 in re ____________, inc. 436.2002.2)

 

Tutto quanto constatato nel
precedente giudizio, non è smentito dagli atti istruttori successivi e fonda,
ancora oggi, l'accertamento dell'esistenza di gravi indizi di colpevolezza,
anche per le ipotesi di coazione sessuale e coazione.

 

 

4.

 

Anche per quanto concerne la
verifica dell'esistenza di un pericolo d'inquinamento delle prove, si può far
capo a quanto accertato in sede di precedente giudizio:

 

"… un concreto pericolo di collusione,
rispettivamente inquinamento delle prove, quantomeno per ciò che concerne
l'interrogatorio ed il confronto chiesto dalla stessa difesa. L'atteggiamento
(ammesso) dell'accusato nei confronti di ____________, prima dell'arresto
(percosse, pedinamenti, lettere e telefonate anonime) è chiaro indice di una
non accettazione della libertà altrui ( e poco importa se in conseguenza di una
mentalità partenopea). Questo atteggiamento non sembra essersi modificato a
seguito dell'arresto e non v'è ragione (per quanto emerge dagli atti) che non
venga nuovamente utilizzato ai fini di volgere a proprio favore gli atti
d'inchiesta ancora da effettuare (sentenza GIAR 28 febbraio 2002, inc.
492.2001.3; SJ 1981 p.379 e citazioni).E' lo stesso accusato a fornire
ulteriori elementi in tal senso laddove rifiuta, per motivi di
"cavalleria", di fornire il nome di una teste che potrebbe (secondo
le sue stesse dichiarazioni) essere a suo favore (per intenderci la signora che
avrebbe dimenticato a casa sua frusta e pene artificiale."

(sentenza
GIAR 23 settembre 2002 in re ____________, inc. 436.2002.2)

 

Questo atteggiamento
dell'accusato nei confronti dell'inchiesta (così come nei confronti di chi vi
ha dato avvio, rispettivamente la conduce) non sembra essere mutato (cfr.
Rapporto PS 19 ottobre 2002) e potrebbe giustificare persistenza del pericolo
di collusione anche fino al dibattimento (sul principio: DTF 95 I 242).

Quelli descritti nella sentenza
del 23 settembre, in uno con quanto contenuto nel Rapporto del 19 ottobre 2002
citato, sono elementi concreti (oggettivi e soggettivi) suscettibili di fondare
un rischio d'inquinamento delle prove. Non va dimenticato che la particolarità
del reato di coazione sessuale (assenza di tracce oggettive a distanza di
tempo, consumazione in ambito privato in 

 

 

 

assenza di testimoni, difficoltà
delle vittime ad esprimersi tempestivamente in merito, ecc.) inducono a maggior
rigore nella protezione della raccolta di elementi (anche solo circostanziali),
rispettivamente della versione delle vittime (Sentenza GIAR 28 febbraio 2002 in
re P., inc. 492.2001.3). Non si tratta, in casu, di un semplice atteggiamento
di diniego da parte dell'accusato, in sé non sufficiente a fondare pericolo di
collusione e/o d'inquinamento delle prove.

Se è vero, come afferma la
difesa, che l'allentamento del "rigido controllo" sull'accusato (in
materia di contatti con l'esterno) non sembra aver prodotto effetti negativi e
non risultano tentativi di contatto con la vittima, è altrettanto vero che
questa circostanza non cancella necessariamente gli elementi di cui sopra e le
conclusioni che se ne possono trarre a livello procedurale.

Comunque, la questione può
rimanere aperta in quanto, come si vedrà in seguito, il pericolo di fuga è
manifesto.

 

 

5.

 

In sede di decisione relativa
alla prima istanza di libertà provvisoria, il pericolo di fuga non era stato
oggetto di verifica per avvenuto accertamento di altra condizione alternativa giustificante
la carcerazione.

Oggi,invece, la problematica deve
essere vagliata.

 

a)

Il pericolo di fuga, per
giustificare carcerazione preventiva, deve essere concreto e rivestire di una
certa probabilità: in altri termini lo si ammette quando l’accusato, se posto
in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento
penale ed alla (eventuale) esecuzione della pena. La gravità della pena
presumibile non basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre 

valutare l’insieme delle circostanze,
tra cui il carattere dell’accusato, la sua morale, i legami famigliari, il
domicilio, la professione, la situazione economica 

e tutti quegli elementi che
rendono la fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.;
DTF 117 Ia 69).

Pacifico che a poco valgono, per
quest'analisi, le semplici dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso.

 

b)

____________ è un cittadino
italiano che risiede in Svizzera da circa un paio d'anni senza i necessari
permessi (da qui l'imputazione d'infrazione alla LDDS). Egli stesso ammette,
anche se non spiega, questa sua presenza (praticamente) ininterrotta (Verbale
PS 13 agosto 2002, p.1). Agli atti vi è un contratto d'affitto sottoscritto
dall'accusato il 18 aprile 2000 (cfr. inc. MP __________, separazione n. 7).

L'accusato non ha, in Svizzera,
alcuna attività lucrativa né legami particolari. La sua famiglia vive a
__________ e in quella zona si trovano pure le sue proprietà immobiliari
(Verbale ____________ PP 29 agosto 2002, p.6). Egli dichiara, inoltre, di
vivere dei propri risparmi depositati su di un conto alla __________ (ibidem).

 

 

 

 

Alla luce delle circostanze di
fatto sopra esposte, è evidente che l'accusato non ha legami particolari con la
giurisdizione che lo dovrà giudicare.

 

c)

Se le accuse dovessero essere
confermate il rischio di una pena non lieve esiste (i reati per i quali è stata
promossa l’accusa prevedono anche la 

reclusione - cfr. 189 CP. Non è
neppure certo che egli possa (sempre eventualmente) beneficiare della
sospensione condizionale. Quest'elemento, da solo, non é determinante, ma deve
essere attentamente considerato se ad esso se ne sommano altri come sopra
descritto (SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no.
701).

L’età dell'istante (nato nel
1939) è ulteriore elemento che può fargli ritenere la fuga quale soluzione più
interessante che non l’affrontare i rischi di un processo (SJ 1980 p. 585.

 

d)

Alla luce di quanto esposto nei
paragrafi che precedono, il pericolo di fuga è presente in modo concreto (DTF
102 Ia 382; DTF 106 Ia 407; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 585).

Questa conclusione non è
modificata, né attenuata, dalle indicazioni sul suo stato di salute. Da un lato
queste non sono supportate da documentazione medica e, per quanto risulta, fino
ad oggi ____________ non è stato dichiarato "non carcerabile". In
secondo luogo appaiono pretestuose (quando non apodittiche) le affermazioni
secondo cui egli sarebbe venuto in Svizzera perché, quale portatore di tre
by-pass al cuore, unico luogo dove può essere curato senza mettere in pericolo
la (sua) vita (Istanza 10 dicembre 2002, p. 1; Osservazioni 17 dicembre 2002,
p. 5). 

 

 

In conclusione, in capo a
____________ vi è concreto pericolo di fuga.

 

 

6.

 

Stabilita l’esistenza di pericolo
di fuga ci si deve determinare, vista la richiesta in tal senso della difesa,
se questo possa essere validamente limitato mediante versamento di una
cauzione.

 

a)

In primo luogo occorre precisare
che solo il difensore menziona l'eventualità di una cauzione. ____________, nel
suo scritto al patrocinatore "girato" al Ministero pubblico a valere
quale istanza di libertà provvisoria, non ne parla (anzi menziona i suoi
redditi unicamente per dichiarare di essere in grado di provvedere alle sue
necessità "primarie" - cfr. scritto ____________/difensore
4.12.2002).

 

 

 

 

 

Qui nasce un primo problema in
quanto la fissazione di una cauzione presuppone un accordo/consenso
dell'interessato sul principio stesso (N. Schmid, Strafprozessrecht, Zurigo
1993, no. 719).

 

b)

L’entità della cauzione deve
essere determinata soprattutto in relazione alla gravità del reato e
all’importanza del pericolo di fuga. Occorre pure considerare la situazione
economica dell’accusato e/o delle persone eventualmente chiamate a prestare
cauzione (DTF 105 Ia 186; SJ 1981 p. 389 e relative citazioni; N. Schmid, Strafprozessrecht,
ZH 1997, no. 719; Donatsch/Schmid, Kommentar StPO Zurich, nos. 21 a 23 ad art.
73).

Spetta all’accusato, e a chi è
disposto ad intervenire, fornire i necessari elementi per una corretta e
completa valutazione della situazione (SJ 1980 181 e 586).

Nel caso in esame gli elementi
(concreti e certi) a disposizione non sono molti.

L’accusato ha dichiarato d'essere
titolare di proprietà immobiliari all'estero e di una rendita in Svizzera.
Tuttavia delle prime non si conosce il valore (rispettivamente l'eventuale
rapporto tra attivo e passivo), della seconda solo è dato sapere (visto il
totale silenzio sia della difesa che del magistrato inquirente sull'argomento)
che il "Valore totale del patrimonio al 31.12.2001" risultava essere
pari a EUR 54'371.-, non spettando a questo giudice contabilizzare i movimenti
del periodo successivo per determinare il saldo attuale.

 

In virtù di quanto sopra, in
particolare vista la totale assenza d'indicazioni concrete da parte
dell'istante, non è possibile determinarsi in merito all'eventuale cauzione
(meglio alla sua entità) secondo i criteri usuali. In buona sostanza la
richiesta di fissazione della cauzione é respinta per carenza di motivazione in
relazione agli elementi che servono a determinarla, senza che sia necessario
dire se, nel caso concreto, la cauzione potrebbe validamente limitare il
pericolo di fuga.

 

 

7.

 

La gravità dei reati imputati a
____________, i tempi e le modalità di conduzione dell'inchiesta (se non strettissimi,
neppure dilatati alla luce degli interrogatori davanti al Procuratore pubblico
fino al recente confronto), fanno si che il carcere preventivo sin qui sofferto
sia, ancora, rispettoso del principio di proporzionalità, tenuto anche conto
della delicatezza dei fatti da accertare.

Tale principio non risulterà violato
dalla prosecuzione dello stato detentivo fino a chiusura dell'istruttoria, se è
vero che quest'ultima avrà luogo a breve, meglio non appena sarà consegnato il
referto peritale conseguente all'ordinanza del 24 ottobre 2002, referto la cui
consegna agli atti è prevista "entro la fine del corrente mese" (così
il magistrato inquirente a seguito di richiesta verbale di precisazione da
parte dello scrivente giudice).

 

 

 

 

 

8.

 

In conclusione l'istanza di
libertà provvisoria, presentata da ____________ con scritto del 13 settembre,
deve essere respinta, Il presente giudizio è esente da tasse e spese ed
impugnabile alla CRP.

 

 

 

 

P.Q.M.

 

 

Visti gli artt. 180, 181, 189 CP,
23 cpv. 1 LDDS, 95 ss., 102, 106, 107, 108 CPP, 10, 29, 31, 32 CF

 

 

 

decide

 

 

1. 

L'istanza di libertà provvisoria
presentata da ____________ il 10/11 dicembre 2002 è respinta.

 

 

2.

Non si percepiscono tasse e spese
giudiziarie.

 

 

3.

Contro la presente decisione è
dato reclamo alla CRP, Lugano, entro 10 giorni dall'intimazione.

 

 

4.

Intimazione:

-    Avv. __________, per sé e
per l'accusato;

-    Procuratore pubblico __________ (con copia delle osservazioni
dell'accusato, nonché l'inc. MP __________ di ritorno).

 

 

 

 

 

                                                                              giudice
__________