# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5bdc2522-0ac0-5fe5-822b-8b8671263ce7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 09.03.2010 (pubblicato) 16.2000.00019
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2000-00019_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2000.00019

  	
  Lugano

  27 giugno
  2000/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

 

sedente
per giudicare il ricorso per cassazione 2 febbraio 2000 presentato da

 

 

	
   

  	
  __________ 

  (rappr. __________)

   

  
	
   

  	
   

  Contro

  	 

 

 

la sentenza 24 gennaio 2000 del Giudice di pace del circolo di
Bellinzona nella causa a procedura inappellabile promossa con istanza 22
novembre 1994 da

 

 

	
   

  	
   

  

 

 

con la quale gli istanti hanno chiesto al Comune di __________ il
pagamento di fr. 500.- oltre accessori a titolo di risarcimento danni, domanda
accolta dal primo giudice,

 

 

letti
ed esaminati gli atti

 

 

considerato

 

 

in fatto e in diritto:       che con
istanza 22 novembre 1994 i signori __________ hanno convenuto in giudizio il
__________al fine di ottenere il pagamento di fr. 500.- a titolo di
risarcimento dei danni da loro patiti in seguito al taglio di rami d'albero
lungo la loro proprietà (part. __________ RFD di Bellinzona) nell'ambito dei
lavori di manutenzione della linea aerea da parte dell'Azienda elettrica comunale;

 

                                          che
con decisione 12 agosto 1996 questa stessa Camera aveva annullato una prima
sentenza 3 agosto 1995 del giudice di pace che aveva parzialmente accolto la
pretesa degli istanti, rinviando gli atti al medesimo in quanto l'ente pubblico
convenuto difettava dell'autorizzazione a stare in lite da parte del Consiglio comunale;

 

                                          che
con il querelato giudizio il giudice di pace, preso atto che il convenuto non
ha dato seguito alla sua esplicita richiesta 20 ottobre 1998 di produrre
l'autorizzazione a stare in lite, ha accolto l'istanza;

 

                                          che
con il presente tempestivo gravame il __________insorge contro questo secondo
giudizio, postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di
cui all'art. 327 lett. g CPC, in particolare sostenendone la nullità a
dipendenza della carente motivazione, ritenendolo lesivo del principio ne
bis in idem e arbitrario poiché emesso senza aver proceduto al sopralluogo,
in dispetto dell'intervenuta prescrizione e delle norme sulla competenza del
giudice civile in una vertenza di asserito diritto pubblico;

 

                                          che
al ricorso la controparte non ha formulato osservazioni;

 

                                          che,
dando seguito ad analogo sollecito da parte di questa Camera, il __________ ha
prodotto l'estratto di una risoluzione 13 giugno 2000 con cui il Municipio, con
esplicito riferimento alla presente vertenza, così si è espresso: "Viene
concessa e confermata l'autorizzazione a stare in lite, nonché a transigere ed
a compromettere, con gli istanti signori __________, __________, nella causa di
risarcimento danni da loro promossa contro il __________ ";

 

                                          che
tale autorizzazione, rilasciata dal Municipio in base a una nuova norma di Regolamento
comunale (art. 9 n. 2), approvato in data 24 maggio 2000 dalla Sezione degli
enti locali ed entrato in vigore il 6 giugno 2000, è senz'altro valida in
relazione alla ricevibilità del presente ricorso per cassazione, ancorché
proposto precedentemente, data la facoltà di sanare a posteriori l'assenza
dell'autorizzazione (Cocchi / Trezzini, CPC-TI, 2000, ad art. 38, m.
40);

 

                                          che
-contrariamente a quanto vorrebbe esprimere il testo della risoluzione- appare
invece almeno dubbia la possibilità di estendere la validità della stessa alla
procedura davanti al giudice di pace, dal momento che il __________mai, fin
dall'inizio di questa annosa lite, ha esibito al giudice la prova di qualsiasi
autorizzazione a stare in lite, in particolare non l'ha fatto dopo la decisione
12 agosto 1996 di questa Camera e su puntuale sollecito del giudice di pace;

 

                                          che
pertanto tutti gli atti processuali compiuti dal convenuto nella prima sede, in
quanto carente della capacità processuale, sono nulli in virtù dei combinati
art. 97 n. 4 e 142 lett. a CPC;

 

                                          che,
contrariamente a quanto fin qui affermato dalla giurisprudenza(Cocchi/Trezzini,
op.cit., art. 38 CPC, m. 43 e 44), la nullità degli atti compiuti dalla parte
convenuta (diverso è il caso quando la nullità concerne gli atti della parte
che promuove la lite) non può compromettere i diritti della parte attrice che
procede correttamente in giudizio a tutela delle proprie prerogative, di modo
che non può esserne conseguenza la nullità della sentenza;

 

                                          che
pertanto, in una situazione come la presente, il giudice procede -nella
presunta assenza della parte convenuta- giudicando in base all'istanza e alle
prove addotte (art. 295 CPC);

 

                                          che,
nel caso particolare, la sentenza impugnata -poiché si fonda esclusivamente
sulla mancata prova dell'autorizzazione a stare in lite del __________
__________ dev'essere cassata, già per la nullità che le deriva dalla carente
opportuna motivazione riguardo al merito della controversia (art. 285 cpv. 2
lett. e CPC);

 

                                          che,
dovendo procedere ai sensi dell'art. 332 cpv. 2 CPC, questa Camera è chiamata a
giudicare sulla base dell'istanza e delle prove documentali prodotte dall'istante;

 

                                          che,
in concreto (come peraltro già accennato nella precedente sentenza di cassazione)
gli istanti non hanno fatto fronte al loro onere probatorio, in particolare non
rendendo evidente il pregiudizio patito, né in merito alla natura dello stesso,
né tentandone una quantificazione oltre la stima proposta;

 

                                          che
ciò emerge sia dalla stessa istanza, sostanziata in modo carente, sia dalle prove
proposte, inadeguate prima facie già solo per quanto concerne il
pregiudizio lamentato di fr. 500.-;

 

                                          che
l'istanza non merita pertanto di essere tutelata; il giudizio sulla tassa di
giustizia e le spese della prima istanza segue la soccombenza, mentre -per
quanto riguarda la sede ricorsuale- la particolarità della fattispecie
suggerisce di ripartirle in parti uguali.

 

 

Per
i quali motivi,

visti
per le spese gli art. 148 segg. CPC e la LTG

 

 

pronuncia:             I.      Il
ricorso per cassazione 2 febbraio 2000 del Comune di Bellinzona è accolto.

 

                                          Di
conseguenza la sentenza 24 gennaio 2000 del Giudice di pace del circolo di Bellinzona
è cassata e sostituita dal seguente giudicato:

 

                                                  1.       L'istanza 22 novembre 1994 di
__________, __________ e           _________è respinta.

 

                                                  2.       Le
spese di questo giudizio, con una tassa di giustizia di fr. 80.-, in totale fr.
110.- sono poste in solido a carico degli istanti.

 

                                 II.      Le
spese e la tassa di giustizia di questa sede, per complessivi fr. 90.-,
anticipati dal ricorrente, sono posti a carico delle parti in ragione di un
mezzo ciascuno; compensate le ripetibili.

 

 

                                III.      Intimazione
a: 

                                          __________;

                                          -
__________.

                                          Comunicazione
alla Giudicatura di pace del circolo di Bellinzona.

 

 

 

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                               
La segretaria