# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 210b27ac-5d1e-5e98-aec1-d4b22fdd91a8
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-02-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.02.2024 D-628/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-628-2024_2024-02-09.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-628/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  9  f e b b r a i o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudici Manuel Borla (presidente del collegio),  

Simon Thurnheer, Jeannine Scherrer-Bänziger,  

cancelliere Matteo Piatti. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Afghanistan,   

patrocinato dal signor Salvatore Crisogianni,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera, (…),  

ricorrente,  

  
 

 
Contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi);  

decisione della SEM del 22 gennaio 2024. 

 

 

 

D-628/2024 

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Fatti: 

A.  

A.a In data 8 ottobre 2023 A._______ ha presentato una domanda d’asilo 

in Svizzera. Al deposito della domanda succitata, l’interessato ha dichiarato 

di essere un minorenne non accompagnato nato il (…). 

 

A.b Dagli accertamenti intrapresi dalla Segreteria di Stato della migrazione 

(di seguito: SEM) nella banca dati europea “Eurodac” in data 11 ottobre 

2023, è risultato che il richiedente ha depositato una domanda d’asilo in 

Grecia il 6 dicembre 2022 e, il 7 giugno 2023, ottenuto in detto Paese la 

protezione internazionale (cfr. atto SEM n. 1285945-8/1).  

 

A.c Il 30 ottobre 2023 la rappresentante legale del ricorrente ha trasmesso 

all’autorità inferiore le fotografie del titolo di viaggio per stranieri rilasciato 

dalle autorità greche, del permesso di soggiorno greco per rifugiato e del 

permesso quale richiedente d’asilo in Grecia (cfr. mezzo di prova SEM [di 

seguito: mdp SEM] n. 1-2; atto SEM n. 15/1). La data di nascita del ricor-

rente indicata su tali documenti risulta essere il (…).  

 

A.d Il 7 novembre 2023 egli è stato sentito quale minore non accompa-

gnato (cfr. atto SEM n. 26/10).  

 

L’interessato ha sostanzialmente dichiarato, per quanto qui di rilievo, di 

aver ottenuto la protezione internazionale in Grecia e di aver gettato gli 

originali dei suoi documenti greci dopo il suo arrivo all’aeroporto di Zurigo. 

Egli ha poi affermato che avrebbe vissuto in Grecia per un anno ricevendo 

circa 30 euro al mese; che per poter finanziare suo viaggio verso la Sviz-

zera, suo zio gli avrebbe inviato del denaro dall'Afghanistan; che in detto 

Paese egli avrebbe frequentato le scuole fino all’età di 15 anni e che, ter-

minate quest’ultime, avrebbe lavorato per un circa un anno e sei mesi nei 

campi, occupandosi in particolare dei terreni e del bestiame al pascolo. Egli 

ha altresì dichiarato che, dopo il suo espatrio, avrebbe vissuto in un centro 

per minorenni ad Atene sito nel quartiere Aspropyrgos; che gli ospiti pote-

vano inizialmente uscire dallo stesso ma che, a seguito di molestie perpe-

trate ad una ragazza da parte di alcuni ospiti, i funzionari avrebbero in se-

guito limitato le uscite; che nel centro di accoglienza gli veniva offerto cibo 

e alloggio e trascorreva le giornate giocando a calcio. Egli ha poi riferito 

che, una volta, lui e i suoi compagni sarebbero stati picchiati da alcuni ra-

gazzi albanesi e, un'altra volta, da quaranta ragazzi di un gruppo mafioso; 

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che ai ragazzi con più di 16 anni non era sempre possibile frequentare la 

scuola; che in Grecia non avrebbe quindi imparato il greco, ma avrebbe 

seguito alcune lezioni di inglese.  

 

In merito al suo stato di salute, l’interessato ha dichiarato di aver fratturato 

il (…) durante una partita di calcio; che tale lesione gli arrecherebbe ancora 

dolori; ch’egli soffrirebbe di dolori ai denti e che in Grecia avrebbe estratto 

un dente a fronte di una carie; e che, infine, accuserebbe pure dei dolori al 

ginocchio sinistro.  

 

A.e Il 9 novembre 2023, la SEM ha concesso al richiedente il diritto di es-

sere sentito in merito alla prospettata decisione di non entrata nel merito 

della sua domanda d’asilo ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. a della legge 

sull’asilo (LAsi, RS 142.31) e ad un eventuale allontanamento verso la Gre-

cia (cfr. atto SEM 19/3). L’interessato si è espresso per il tramite del suo 

rappresentante con scritto 13 novembre 2023 (cfr. atto SEM 21/5).  

A.f Il 14 novembre 2023 (cfr. atto SEM n. 22/2), la SEM ha presentato alle 

competenti autorità greche una richiesta di riammissione del richiedente 

conformemente alla Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del 

Consiglio recante le norme e procedure comuni applicabili negli Stati mem-

bri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 

348/98 del 24 dicembre 2008; di seguito: Direttiva ritorno) ed all’Accordo 

bilaterale di riammissione tra la Grecia e la Svizzera per le persone a be-

neficio di una protezione internazionale (Accordo tra il Consiglio federale 

svizzero e il Governo della Repubblica ellenica concernente la riammis-

sione di persone in situazione irregolare [RS 0.142.113.729]).  

Il 21 novembre 2023 le autorità greche hanno accolto la domanda di riam-

missione succitata ed hanno indicato che il 7 giugno 2023 l’interessato ha 

ottenuto in Grecia lo statuto di rifugiato e il relativo permesso di soggiorno 

con validità dall’8 giugno 2023 al 7 giugno 2026; le autorità in parola hanno 

inoltre menzionato una serie di garanzie legislative e di servizi offerti in 

Grecia in relazione all’accoglienza dei minorenni non accompagnati (cfr. 

atto SEM n.  24/2).  

A.g In data (…) l’interessato ha raggiunto la maggiore età.  

 

A.h Il 19 gennaio 2024 l’autorità inferiore ha quindi consegnato il progetto 

di decisione negativo al rappresentante legale del richiedente (cfr. atto 

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SEM n. 27/7), in merito al quale quest’ultimo si è espresso con scritto del 

22 gennaio 2024 (cfr. atto SEM n. 28/3).  

A.i Agli atti sono inoltre presenti alcuni Fogli di trasmissione di informazioni 

mediche relativi alle visite effettuate dal ricorrente per le sue problematiche 

di salute di cui si dirà, per quanto necessario, nei paragrafi seguenti. 

 

B.  

Con decisione del 22 gennaio 2024, notificata il giorno seguente (cfr. atto 

SEM n. 30/1), la SEM non è entrata nel merito della domanda d’asilo, pro-

nunciando nel contempo l’allontanamento dell’interessato dalla Svizzera 

(verso la Grecia).  

  

C.  

Con ricorso datato 30 gennaio 2024, inoltrato al Tribunale amministrativo 

federale (di seguito: il Tribunale) il giorno successivo (cfr. tracciamento 

dell’invio; data d’entrata: 31 gennaio 2024), l’interessato avversa la deci-

sione succitata postulando in via principale l’annullamento della decisione 

impugnata e la restituzione all’autorità inferiore per l’esame nazionale della 

domanda d’asilo e, in subordine, la concessione dell’ammissione provviso-

ria in Svizzera; in ulteriore subordine, egli chiede la restituzione degli atti 

alla SEM, affinché essa proceda ad un complemento dell’istruttoria. Il ricor-

rente presenta altresì un’istanza di assistenza giudiziaria, nel senso 

dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e dal relativo anti-

cipo, con protesta di tasse e spese.  

 
Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 

173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 

173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).  

 

1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (cfr. art. 108 cpv. 3 LAsi) contro 

una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒ 33 

LTAF), è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. 

a-c nonché dell’art. 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del 

gravame.  

2.  

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Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati, in materia d'asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5) 

e, in materia di diritto degli stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 

49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai 

motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della 

decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 

consid. 2). 

 

Inoltre, il Tribunale adito con un ricorso contro una decisione di non entrata 

nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad esaminare la fondatezza di 

una tale decisione (cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 

2007/8 consid. 5). 

 

3.  

Di principio, come nel caso in esame, il Tribunale giudica nella composi-

zione di tre giudici (art. 21 cpv. 1 LTAF). Il Tribunale rinuncia tuttavia allo 

scambio degli scritti (cfr. art. 111a cpv. 1 LAsi).  

 

4.  

 

4.1  

4.1.1 Nella decisione avversata, l’autorità inferiore rileva anzitutto che, in 

Grecia, il ricorrente dispone di un valido titolo di soggiorno in virtù della sua 

qualità di rifugiato e che detto Paese, fornendo chiare garanzie di prote-

zione, ha accettato la domanda deputata alla riammissione dell’interessato 

sul proprio territorio. In virtù dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, tale circostanza 

imporrebbe quindi alla SEM di non entrare nel merito della domanda d’asilo 

in oggetto. Confrontandosi inoltre con il parere legale del 22 gennaio 2024, 

la SEM ritiene che non vi siano validi motivi per considerare la data di na-

scita, allegata nel corso della procedura d’asilo, unicamente quale “data 

indicativa”, posto anche che questa “non può modificarsi con il passare del 

tempo” allo scopo di presentare il ricorrente, abusivamente, quale “mino-

renne non accompagnato anche dopo che ha compiuto la maggiore età” 

(cfr. decisione impugnata pag. 5).  

 

4.1.2 Con riferimento all’esecuzione dell’allontanamento dalla Svizzera, 

l’autorità inferiore valuta inoltre che, essendo la Grecia firmataria della Con-

venzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamen-

tali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101), della Convenzione contro la 

tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 di-

cembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105) e della Convenzione sullo statuto 

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dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30), si possa presumere che essa 

rispetti i suoi obblighi di diritto internazionale; che detto Paese sarebbe 

stato inoltre designato come sicuro dal Consiglio federale; che l’esecuzione 

dell’allontanamento sarebbe altresì ammissibile giacché non sussistereb-

bero elementi per ritenere che il richiedente rischierebbe di essere esposto 

ad un trattamento contrario all’art. 3 CEDU; che la misura di allontana-

mento risulterebbe anche esigibile, in quanto l’interessato non soffrirebbe 

di problemi di salute gravi e non sussisterebbero in Grecia circostanze a 

lui particolarmente sfavorevoli; che, in questo senso, l’effettiva possibilità 

di non poter più alloggiare in un centro per minorenni non accompagnati, 

non impedirebbe al ricorrente di rivolgersi alle autorità greche per ricevere 

il supporto che gli spetta in virtù della legislazione internazionale; che la 

Grecia disporrebbe inoltre di un’infrastruttura medica sufficientemente ade-

guata a curare tutti i tipi di malattie; che in virtù dello statuto di rifugiato 

ottenuto in Grecia, egli avrebbe accesso ad un’attività retribuita (o non), al 

sistema di istruzione generale o professionale per gli adulti nonché alla 

protezione sociale e all’alloggio; che tali diritti sarebbero in particolare ga-

rantiti dagli artt. 26, 27, 29 e 32 della Direttiva 2011/95/UE del Parlamento 

e del Consiglio del 13 dicembre 2011 recante norme sull’attribuzione, a 

cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione 

internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi 

titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della 

protezione riconosciuta [rifusione; GU L 337/9 del 20 dicembre 2011; di 

seguito: Direttiva qualificazione]); che la recente giurisprudenza del Tribu-

nale stabilirebbe che l’esecuzione dell’allontanamento per i beneficiari di 

protezione internazionale in Grecia sarebbe di principio esigibile anche per 

determinate persone vulnerabili; e che, infine, l’esecuzione del suo allon-

tanamento sarebbe dipoi possibile, sia dal profilo tecnico sia da quello pra-

tico.    

4.2  

4.2.1 Con ricorso, il ricorrente ribadisce sostanzialmente quanto già 

espresso nel parere legale del 22 gennaio 2024. In particolare, egli rimpro-

vera alla SEM di essere incorsa in una violazione del diritto a un equo pro-

cesso e del diritto di essere sentito, nella misura in cui la decisione avver-

sata non illustrerebbe alcuna “giustificazione pertinente e puntuale alla 

[sua] inerzia”, che l’ha portata ad analizzare con ritardo la fattispecie e con-

solidare conseguentemente la decisione di non entrata nel merito e di al-

lontanamento verso la Grecia solamente dopo il raggiungimento della pro-

pria maggiore età (cfr. ricorso pag. 4); che già nel novembre 2023 la SEM 

avrebbe avuto tutti gli elementi necessari per emettere la propria decisione, 

ovvero in un momento in cui, a fronte della minore età dell’interessato, il 

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“trasferimento sarebbe stato certamente […] non ragionevolmente esigi-

bile” (cfr. ricorso pag. 4; atto SEM n. 28/3); che, ciò posto, la SEM sarebbe 

pertanto incorsa in una “violazione del divieto di ritardo ingiustificato” (cfr. 

ricorso pag. 4); che, inoltre, siccome la data di nascita “dell'(…) è una data 

indicativa […] non si può con assoluta certezza escludere la possibilità che 

alla data […] prevista per la decisione, il giovane non sia in realtà ancora 

minorenne, con conseguente violazione delle norme di diritto internazio-

nale applicabili in materia” (cfr. atto SEM 28/3 pag. 3); che l’affermazione 

resa dalla SEM a tale riguardo sarebbe estremamente vaga, non credibile 

e “tesa esclusivamente ad eludere lo svolgimento di un ragionamento giu-

ridico pertinente, dal momento che […] la taskara […] non attesta una data 

di nascita effettiva, bensì una mera indicazione sull’aspetto fisico della per-

sona a partire da una soggettiva approssimazione” (cfr. ricorso pag. 4 e 6); 

che, per i motivi succitati, il diritto al contraddittorio non sarebbe stato sod-

disfatto e le spiegazioni presentate  sarebbero infondate e illegittime, non 

essendoci prove del carico di lavoro dell’autorità e alcun riferimento al 

tempo di trattazione in casi analoghi; che la durata della procedura d’asilo 

in parola risulterebbe altresì “assolutamente incomprensibile, inaccettabile 

e ingiustificabile”, e ciò anche in ragione di altri procedimenti analoghi  in 

cui l’età non viene contestata ” (cfr. ricorso pag. 4-5); che, infine, tale ritardo 

sarebbe arbitrariamente teso all’esclusione del motivo che avrebbe osta-

colato il suo allontanamento dalla Svizzera, ovvero la sua minore età (cfr. 

ricorso pag. 5).  

 

4.2.2 Il ricorrente lamenta dipoi la violazione del principio della buona fede 

nella misura in cui, al termine dell’audizione del 7 novembre 2023, la SEM 

gli avrebbe prospettato lo svolgimento di un’audizione sui motivi d’asilo, ciò 

che avrebbe ingenerato in lui una chiara aspettativa che l’autorità compe-

tente sarebbe entrata nel merito della domanda d’asilo. In data 9 novembre 

2023, la SEM avrebbe inoltre considerato di adottare una decisione di non 

entrata nel merito e di allontanamento dalla Svizzera, senza tuttavia ad-

durre “alcuna motivazione sul perché […] abbia [successivamente] cam-

biato il suo convincimento” (cfr. ricorso pag. 6).  

 

4.2.3 Infine, censurando una violazione dell’art. 3 CEDU e dell’art. 3 della 

Convenzione sui diritti del fanciullo (RS 0.107), l’insorgente rimprovera alla 

SEM di non aver ammesso che in Grecia sussistono delle serie difficoltà di 

accesso ai corsi di formazione, all’alloggio, al mercato del lavoro e alle cure 

mediche per i beneficiari della protezione internazionale. A comprova di 

tale circostanza, egli cita alcuni rapporti di organizzazioni e agenzie inter-

nazionali sulla base delle quali si dovrebbe concludere che “la presunzione 

generale di ammissibilità e ragionevolezza dell’esecuzione delle espulsioni 

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verso la Grecia non sarebbe […] sostenibile” (cfr. ricorso pag. 7-8). Inoltre, 

l’insorgente nega la presenza di circostanze particolarmente favorevoli per 

ammettere l’esigibilità dell’allontanamento di una persona vulnerabile 

come un minore non accompagnato, così come prescritto dalla giurispru-

denza del Tribunale (sentenze del Tribunale E-3427/2021 e 3-3431/2021 

del 28 marzo 2022 consid. 11.5.3). Invero, la SEM avrebbe dovuto appli-

care tale principio giurisprudenziale in ragione della sua minore età al mo-

mento del deposito della domanda d’asilo. In ultima analisi, andrebbe dipoi 

considerato ch’egli non avrebbe una rete sociale in Grecia, non avrebbe 

adeguate competenze linguistiche e neppure una formazione scolastica 

(cfr. ricorso pag. 8).  

 

5.  

5.1 Come è stato rilevato (consid. 4.2.1 supra), il ricorrente lamenta preli-

minarmente una violazione del diritto di essere sentito, non avendo la SEM 

sufficientemente motivato la decisione avversata sia in merito alla pretesa 

lentezza nel pronunciare la decisione impugnata, sia riguardo alla conte-

stata esattezza della data di nascita (cfr. ricorso pag. 3-6). Tali censure for-

mali vanno analizzate a titolo preliminare in quanto potrebbero condurre 

alla cassazione della decisione impugnata (cfr. DTF 141 IV 249 consid. 

1.3.1, 141 V 557 consid. 3.2.1, 139 V 496 consid. 5.1, 138 I 232 consid. 5, 

136 I 184 consid. 2.2; DTAF 2011/37 consid. 5.4.1; sentenza del Tribunale 

nelle cause congiunte F-5360/2019 e F-5363/2019 del 26 maggio 2020 

consid. 7.1).  

 

5.2  

5.2.1 Il diritto di essere sentito comprende il diritto, per la persona interes-

sata, di prendere conoscenza dell’incarto, di esprimersi in merito agli ele-

menti pertinenti prima che una decisione sia emanata nei suoi confronti, di 

produrre delle prove pertinenti, di ottenere che sia dato seguito alle sue 

offerte in tal senso, di partecipare all’amministrazione delle prove essen-

ziali o almeno di poter esprimersi sul suo risultato, se ciò può influenzare 

la decisione da emanare (cfr. DTF 135 II 286 consid. 5.1, 135 I 279 consid. 

2.3; sentenze del Tribunale D-1636/2019 del 5 ottobre 2022 consid. 3.1, D-

2144/2022 del 24 maggio 2022 consid. 4.2). 

 

5.2.2 L’obbligo di motivazione è un corollario fondamentale del diritto di es-

sere sentito. Detta prerogativa è finalizzata a permettere ai destinatari, così 

come a tutte le persone interessate alla decisione, di comprendere 

quest’ultima ed eventualmente di impugnarla, in modo da rendere possibile 

all’autorità di ricorso, se adita, di esercitare convenientemente il suo con-

trollo (cfr. DTF 139 V 496 consid. 5.1; 136 I 184 consid. 2.2). Ciò non 

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significa tuttavia che l’autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito 

ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può infatti occuparsi 

delle sole circostanze rilevanti per il giudizio (cfr. DTF 133 III 439 consid. 

3.3). Per adempiere a queste esigenze è quindi necessario che l’autorità 

menzioni, almeno brevemente, i motivi sui quali ha fondato la sua deci-

sione, in modo da consentire agli interessati di apprezzarne la portata (cfr. 

DTF 136 I 229 consid. 5.2; 136 V 351; 129 I 232 consid. 3.2; DTAF 2013/34 

consid. 4.1; 2012/23 consid. 6.1.2; sentenza del Tribunale federale 

2C_1020/2019 del 31 marzo 2020 consid. 3.4.2). 

 

5.2.3 Una violazione del diritto di essere sentito del ricorrente da parte 

dell'autorità di prima istanza non comporta automaticamente l'accogli-

mento del gravame e l'annullamento della decisione impugnata. Anche in 

presenza di una violazione grave, è infatti di principio ammissibile prescin-

dere da un rinvio all'autorità inferiore allorquando una tale sanzione costi-

tuirebbe una mera formalità, provocando un ritardo inutile nella procedura, 

incompatibile con lo stesso interesse della parte interessata ad un'eva-

sione celere della causa (cfr. DTF 137 I 195 consid. 2.3.2; DTF 133 I 201 

consid. 2.2). Secondo la giurisprudenza e la dottrina una violazione del di-

ritto di essere sentito può essere sanata se la persona toccata ottiene la 

possibilità di esprimersi in merito davanti ad una autorità di ricorso che di-

spone del medesimo potere d'esame dell'autorità d'esecuzione stessa (cfr. 

DTF 124 II 132 consid. 2d).  

 

5.3  

5.3.1 Nel caso concreto, va anzitutto rilevato che il 19 gennaio 2024 l’au-

torità inferiore ha consegnato il progetto di decisione negativa al rappre-

sentante legale del richiedente (cfr. atto SEM n. 27/7), in merito al quale 

quest’ultimo si è espresso mediante un parere legale datato 22 gennaio 

2024 (cfr. atto SEM n. 28/3). Nella decisione avversata la SEM ha inoltre 

tematizzato tutte le censure sollevate in sede di parere legale, esprimen-

dosi segnatamente sulla pretesa inesattezza della data di nascita del ricor-

rente e sul lamentato ritardo nell’emettere una sentenza di merito. Il Tribu-

nale giudica quindi che i diritti procedurali fondamentali, che impongono 

l’obbligo per l’autorità di motivare la propria decisione e conferiscono al 

ricorrente il diritto di esprimersi su una prospettata decisione negativa, 

sono stati di principio ossequiati.  

 

5.3.2 Il Tribunale ritiene inoltre che le censure strettamente afferenti alla 

pretesa violazione dell’obbligo di motivazione siano manifestamente infon-

date. Invero, il fatto che la persona interessata non condivida le considera-

zioni espresse nella decisione, non può ragionevolmente giustificare una 

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diretta violazione dell’obbligo di motivazione. In casu la SEM si è sufficien-

temente espressa sia sulla pretesa “inerzia” nella pronuncia di una deci-

sione – sostenendo che la durata della procedura in oggetto “si inserisce 

nella media di trattamento di qualsiasi caso di questa tipologia” e che oc-

correva pure considerare il suo “elevato carico di lavoro” (cfr. decisione im-

pugnata pag. 5) – sia sulla pretesa inesattezza della data di nascita, addu-

cendo le motivazioni riassunte precedentemente (cfr. consid. 4.1.1 supra). 

Avendo l’autorità inferiore debitamente menzionato, almeno brevemente, i 

motivi sui quali ha formato la sua decisione, in modo da consentire all’inte-

ressato di apprezzarne la portata, si può quindi concludere per il rispetto 

del diritto di essere sentito. Tant’è vero che, in sede di ricorso, l’insorgente 

ha saputo ampiamente determinarsi e spiegare, con riferimento alle circo-

stanze particolari della fattispecie, i principi giuridici a fondamento delle 

proprie censure.  

 

5.4  

5.4.1 Il ricorrente rimprovera dipoi alla SEM di aver ritardato ingiustificata-

mente la procedura, pronunciando la decisione a più di tre mesi dal depo-

sito della domanda d’asilo in oggetto. Per dimostrare l’eccezione di tale 

tempistica, egli fa riferimento ad un caso analogo, a lui noto, che la SEM 

avrebbe trattato in poco più di un mese (cfr. ricorso pag. 5).  

 

5.4.2 In virtù dell’art. 17 cpv. 2bis LAsi, le domande d’asilo di richiedenti mi-

norenni non accompagnati sono trattate con priorità. L’art. 37 cpv. 5 LAsi 

prescrive inoltre che le decisioni di non entrata nel merito devono essere 

prese entro cinque giorni lavorativi dal deposito della domanda. Trattasi di 

un termine d’ordine, la cui violazione non ingenera di principio alcuna con-

seguenza giuridica sulla procedura e non conferisce alcun diritto al richie-

dente (cfr. Messaggio concernente la modifica della legge sull'asilo [Rias-

setto del settore dell'asilo], FF 2014 6917, pag. 6999-7000). Una decisione 

tardiva può tuttavia violare il principio di proporzionalità (LONGCHAMP VON-

LANTHEN CÉLINE, in: CESLA/NGUYEN, Code annoté de droit des migrations 

- Volume IV - Loi sur l'asile, Berna 2015, N 2 ad art. 37 LAsi; GICRA 2002 

n. 15 consid. 5e). Nonostante si tratti di un termine d’ordine, la SEM deve 

comunque dar prova di una certa diligenza; qualora non statuisse entro un 

termine ragionevole, si esporrebbe infatti ad un ricorso per denegata o ri-

tardata giustizia (art. 29 cpv. 1 Cost.). La ragionevolezza viene valutata in 

base alle circostanze particolari della fattispecie, in particolare alla natura 

del caso, alla sua complessità nonché all’oggetto del contendere (LONG-

CHAMP VONLANTHEN CÉLINE, op. cit., N 3 ad art. 37 LAsi).  

 

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5.4.3 Nel caso in esame, la tesi di un’eccessiva estensione della procedura 

risulta infondata. Il Tribunale giudica infatti che non ci siano elementi agli 

atti per ritenere che la SEM non abbia conferito alla domanda d’asilo del 

ricorrente la priorità necessaria di cui all’art. 17 cpv. 2bis LAsi. Al contrario, 

l’autorità inferiore ha subito convocato l’interessato per l’audizione perso-

nale e inoltrato la domanda di riammissione alle competenti autorità gre-

che, le quali hanno risposto positivamente in data 21 novembre 2023. Il 

fatto che siano trascorsi poco meno di due mesi tra la dichiarazione di riam-

missione da parte della Grecia e l’inoltro al ricorrente del progetto di deci-

sione negativa avvenuto il 19 gennaio 2024, non porta ragionevolmente ad 

ammettere che la SEM abbia dilungato la procedura d’asilo in maniera 

sproporzionata e in violazione dell’art. 17 cpv. 2bis LAsi, tale da incorrere in 

una ritardata giustizia e ledere inoltre il bene superiore dell’allora richie-

dente minorenne. Benché fosse stata preferibile una trattazione più tem-

pestiva, il Tribunale conclude che la SEM non abbia violato il diritto federale 

nella misura in cui ha statuito sulla domanda d’asilo soltanto il 22 gennaio 

2024. Come si vedrà meglio nel prosieguo del presente giudizio, va co-

munque ammesso che, anche laddove la SEM si fosse pronunciata prima 

della maggiore età del richiedente, i presupposti giurisprudenziali per ri-

nunciare al suo allontanamento dalla Svizzera verso la Grecia non sareb-

bero stati comunque adempiuti (cfr. consid. 12.5).  

 

5.5 Su questi punti, le censure vanno quindi respinte.  

 

6.  

Occorre ora dirimere la censura afferente alla pretesa minore età del ricor-

rente.  

 

6.1 Qualora la questione della minore età dell'interessato sia oggetto di di-

sputa, occorre statuire preliminarmente su tale aspetto poiché risulta de-

terminante a livello procedurale. La qualità di minore non accompagnato 

impone infatti all'autorità inferiore il rispetto di alcune esigenze procedurali 

– ma anche di merito – nell'ambito della trattazione della domanda d'asilo. 

La valutazione operata dalla SEM in sede di prima istanza può essere con-

testata dal richiedente nell'ambito del ricorso contro la decisione di non en-

trata nel merito. Allorquando la stessa si riveli errata, occorrerà retrocedere 

gli atti all'autorità inferiore e riprendere la procedura adottando delle misure 

idonee all'età del richiedente l'asilo (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 3.3 e relativi 

riferimenti). 

 

6.2 Il principio inquisitorio (art. 12 PA e 6 LAsi) non dispensa le parti dal 

dovere di collaborare all'accertamento dei fatti e dall'onere di provare 

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quanto sia in loro facoltà e quanto l'amministrazione o il giudice non siano 

in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed art. 8 LAsi; DTAF 

2019 I/6 consid. 5.1). Qualora un fatto rimanga non comprovato nonostante 

un accertamento completo dei fatti, occorre di norma fare riferimento alle 

regole sulla ripartizione dell'onere della prova derivanti dall'applicazione 

analogica dell'art. 8 del Codice civile svizzero del 10 dicembre 1907 (CC, 

RS 210). Su tale presupposto, la parte che intende prevalersi di una circo-

stanza è tenuta a sopportare le conseguenze della mancata prova al ri-

guardo o, in caso di grado ridotto, dell'assenza di verosimiglianza (cfr. DTF 

138 V 222 consid. 6, 133 V 216 consid. 5.5, 133 V 205 consid. 5.5; DTAF 

2008/24 consid. 7.2; (cfr. ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEU-

BÜHLER/MARTIN KAISER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 

3a ed. 2022, n. 3.150). L’onere della prova della minore età incombe al 

richiedente l'asilo. In presenza di un accertamento dei fatti esaustivo e cor-

retto, e se la valutazione globale degli atti di causa non permette di ritenere 

che l'interessato abbia reso verosimile la sua minore età, questi sarà per-

tanto tenuto ad assumere le conseguenze, venendo conseguentemente 

considerato maggiorenne (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.4 e relativi riferi-

menti). 

 

6.3 Nel caso concreto, la tesi per cui la data di nascita del ricorrente sa-

rebbe soltanto “indicativa” è pretestuosa e non merita tutela. Anzitutto, la 

SEM si è correttamente premurata di accertare l’età dell’interessato sia at-

traverso la richiesta di compilazione dei moduli procedurali (cfr. atto SEM 

n. 2/2), sia nell’ambito dell’audizione svolta il 7 novembre 2023, durante la 

quale egli non ha mai sollevato riserve di alcuna sorta circa l’esattezza 

della data in parola (cfr. atto SEM n. 26/10 punto 1.06). Inoltre, egli non ha 

presentato alcuna contestazione neppure nello scritto del 13 novembre 

2023 (cfr. atto SEM 21/5). Peraltro, la data del (…) è indicata anche nei 

titoli di soggiorno ellenici versati agli atti (cfr. mdp SEM n. 1-2).  

 

6.4 Ciò posto, la motivazione per cui la tazkara, sulla quale egli ha fondato 

la data di nascita finora dichiarata alle autorità europee e svizzere, non 

attesterebbe una data effettiva e indubbia, risulta tardiva e non sorretta da 

valide giustificazioni (cfr. ricorso pag. 4). La SEM ha quindi accertato i fatti 

in modo esaustivo e corretto, poiché non era confrontata con esigenze par-

ticolari che le imponevano di svolgere ulteriori accertamenti sull’età dell’in-

teressato. In sintesi, a fronte della giurisprudenza succitata (cfr. consid. 6.2 

supra), non si può quindi ammettere che il ricorrente debba essere consi-

derato ancora minorenne soltanto a fronte di una generica affermazione 

come quella addotta. In difetto di chiare prove documentali o valide 

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contestazioni precedenti, un simile approccio pregiudicherebbe infatti la si-

curezza del diritto. 

 

6.5 In esito, l’insorgente va quindi considerato maggiorenne a decorrere 

dal (…).   

 

7.  

7.1 In virtù dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, non si entra nel merito della do-

manda d’asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo sicuro se-

condo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato precedente-

mente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene che vi sia un 

effettivo rispetto del principio di “non-refoulement” ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 

LAsi. È inoltre necessario che tale Stato abbia garantito la riammissione 

del richiedente nei confronti delle autorità svizzere preposte all’asilo. Senza 

tale garanzia, l’allontanamento verso lo Stato terzo non può infatti essere 

eseguito (cfr. Messaggio relativo alla modifica della legge sull'asilo, alla 

modifica della legge federale sull'assicurazione malattie e alla modifica 

della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti del 

4 settembre 2022, FF 2002 6087, pag. 6125).  

 

7.2 Il 14 dicembre 2007, il Consiglio federale ha effettivamente inserito la 

Grecia, come anche altri Paesi dell’Unione europea (UE) e dell’Associa-

zione europea di libero scambio (AELS), nel novero degli Stati terzi sicuri 

ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, per i quali esiste una presunzione di 

rispetto del principio di non respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi).  

 

7.3 Il 7 giugno 2023, a fronte della sua qualità di rifugiato, il ricorrente ha 

ottenuto in Grecia un permesso di soggiorno con validità dall’8 giugno 2023 

al 7 giugno 2026 (cfr. atto SEM n. 8/1). Il 21 novembre 2023 detto Paese 

ha inoltre dichiarato di accettare la riammissione dell’insorgente sul proprio 

territorio (cfr. atto SEM n. 24/2). Tali circostanze sono state peraltro confer-

mate dall’interessato nell’ambito della sua audizione (cfr. atto SEM n. 

26/10, punto 2.06). Egli non ha inoltre allegato o fornito elementi concreti 

che fanno ritenere che la Grecia intenderebbe allontanarlo verso il suo 

Paese d’origine, contravvenendo così al principio di non respingimento.  

7.4 Ciò posto, il Tribunale conclude che le condizioni dell’art. 31a cpv. 1 

lett. a LAsi risultano incontestabilmente ottemperate. Di riflesso, è a giusto 

titolo che la SEM non è entrata nel merito della domanda d’asilo. 

 

 

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8.  

Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia, 

di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; tiene 

però conto del principio dell’unità della famiglia.  

 

L’insorgente non adempie alle condizioni in virtù delle quali l’autorità infe-

riore avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Sviz-

zera (art. 14 cpv. 1 e 2 ed art. 44 LAsi nonché art. 32 dell’ordinanza 1 

sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 

142.311]; DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2009/50 consid. 9). Il Tribunale è per-

tanto tenuto a confermare la pronuncia dell’allontanamento. 

 

9.  

Oggetto particolare del contendere è quindi sapere se l’autorità inferiore 

sia incorsa in una violazione del diritto federale o in un accertamento ine-

satto o incompleto dei fatti, nella misura in cui ha ritenuto adempiuti i pre-

supposti per l’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente dalla Svizzera 

verso la Grecia.  

 

10.  

L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio dell’art. 44 

LAsi, dall’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione 

del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20). L’esecuzione dell’allontanamento 

deve pertanto essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 

cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). Qualora una 

di queste condizioni non fosse adempiuta, la SEM dispone l’ammissione 

provvisoria in Svizzera (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI). 

 

Le tre condizioni ostative all’esecuzione dell’allontanamento, sono di na-

tura alternativa. Allorché una delle condizioni è adempiuta, l’allontana-

mento è ineseguibile, e le condizioni di soggiorno delle persone toccate 

sono regolamentate in conformità con le disposizioni relative all’ammis-

sione provvisoria (cfr. DTAF 2009/51 consid. 5.4; cfr. anche la sentenza del 

Tribunale D-3194/2021 dell’8 novembre 2021 consid. 3.5).  

11.  

11.1 A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nel prin-

cipio del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto internazio-

nale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in particolare 

l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Conv. tortura. La Corte europea dei diritti 

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dell'uomo (Corte EDU) ha più volte ribadito che la sola possibilità di subire 

dei maltrattamenti dovuti a una situazione di insicurezza generale o di vio-

lenza generalizzata nel Paese di destinazione non è sufficiente per ritenere 

una violazione dell'art. 3 CEDU. Spetta infatti all'interessato provare o ren-

dere verosimile l'esistenza di seri motivi che permettano di ritenere che egli 

correrà un reale rischio ("real risk") di essere sottoposto, nel Paese verso 

il quale sarà allontanato, a trattamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 

2013/27 consid. 8.2 e relativi riferimenti).  

 

11.2 Nel caso concreto, il ricorrente è rinviato in uno Stato terzo designato 

come sicuro da parte del Consiglio federale (art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi), 

ossia uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli impegni di 

diritto internazionale pubblico, tra cui il rispetto del principio di non respin-

gimento ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi così come del principio del divieto 

della tortura sancito dall'art. 3 CEDU e dall'art. 3 della Conv. tortura (cfr. 

FANNY MAT-THEY, in: Cesla Amarelle/Minh Son Nguyen, Code annoté de 

droit des migrations, LAsi, 2015, N 12 ad art. 6a LAsi).  

11.3 Nella sua recente giurisprudenza, il Tribunale ha ritenuto che, per 

quanto riguarda l'ammissibilità dell'esecuzione dell'allontanamento verso 

la Grecia, occorre riconoscere degli ostacoli all'esecuzione dell'allontana-

mento unicamente a condizioni molto severe (cfr. sentenza di riferimento 

E-3427/2021, E-3431/2021 consid. 11.2). Si può infatti partire dal presup-

posto che essendo la Grecia firmataria della CEDU, della Conv. tortura e 

della Conv. rifugiati, essa rispetti di principio gli obblighi di diritto internazio-

nale. Certamente, da informazioni a disposizione di questo Tribunale, ri-

sulta che i beneficiari della protezione sussidiaria, così come i rifugiati, in-

corrono nel rischio di vivere in condizioni precarie. Tuttavia, non risulta da 

fonti affidabili e concordi (tenuto anche conto delle informazioni risultanti 

da rapporti di organizzazioni non governative, in particolare di quelli dell'Or-

ganizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati [OSAR], di Pro Asyl e della Re-

fugee Support Aegean [RSA], nonché della European Council on Refugees 

and Exiles [ECRE] e dell'Asylum Information Data-base [AIDA] ai quali l'in-

teressato si riferisce nel suo ricorso) che la Grecia abbia adottato una pra-

tica di discriminazione sistematica – rispetto ai suoi cittadini – verso i be-

neficiari dello statuto di rifugiato o dalla protezione sussidiaria, nell'accesso 

all'occupazione, all'assistenza sociale, all'assistenza sanitaria, all'istru-

zione e all'alloggio. Il Tribunale ha altresì rilevato che, nonostante ci sia un 

certo numero di carenze nel sistema di accoglienza, non vi è luogo di con-

cludere che i beneficiari di protezione internazionale si trovino in tale 

Paese, in maniera generale (indipendentemente quindi dalle fattispecie 

concrete), totalmente dipendenti dall'aiuto pubblico, confrontati 

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all'indifferenza delle autorità oppure in una situazione di privazione o di 

mancanza di assistenza incompatibile con la dignità umana (cfr. sentenza 

di riferimento E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 9 e 11.2). I beneficiari di 

protezione possono pure contare sulle garanzie derivanti dalla Direttiva 

qualificazione. Quest’ultima è stata trasposta dalla Grecia nel diritto nazio-

nale interno con decreto presidenziale (P.D) 141/2013, pubblicato nella 

gazzetta ufficiale A 226/21.10.2013. Gli obblighi della Grecia, derivanti dal 

diritto europeo, nei confronti dei beneficiari di protezione impongono la non 

discriminazione nell'accesso all'occupazione, all'istruzione, all'assistenza 

sociale, all'assistenza sanitaria, all'accesso all'alloggio e agli strumenti di 

integrazione (cfr. capo VII [contenuto della protezione internazionale] della 

direttiva qualificazione). Infine, in caso di violazione di diritti sanciti dalla 

CEDU, le persone interessate possono adire i tribunali greci, ed in ultima 

istanza la Corte EDU (art. 34 CEDU).  

11.4 Nella fattispecie, risulta che il 7 giugno 2023 è stato riconosciuto al 

ricorrente lo statuto di rifugiato in Grecia, nonché rilasciato un permesso di 

soggiorno in suo favore con validità dall’8 giugno 2023 al 7 giugno 2026 

(cfr. atto SEM n. 1285945-8/1). Il 21 novembre 2023 la Grecia ha inoltre 

dichiarato di accettare la riammissione dell’insorgente sul proprio territorio 

(cfr. n. 24/2). Ne discende che il ricorrente può rivolgersi alle competenti 

autorità greche per far valere i diritti che gli spettano. Inoltre, dagli atti non 

vi sono elementi che permettono di ritenere che, in caso di rinvio, le sue 

prospettive future, considerate dal punto di vista materiale, fisico o psico-

logico, denotino un rischio, sufficientemente reale e imminente, di priva-

zioni di gravità tale da rientrare nell’ambito di applicazione dell'art. 3 CEDU. 

Le garanzie internazionali succitate potranno inoltre permettere al ricor-

rente l’accesso ad un alloggio, al mercato del lavoro e al sistema sanitario 

laddove necessario. Egli è un uomo giovane, senza gravi e permanenti 

affezioni di salute (cfr. atto SEM n. 26/10 punto 8.2) e dispone di cono-

scenze della lingua inglese che possono certamente facilitare la sua inte-

grazione (cfr. atto SEM n. 26/10 punto 5.02). Pertanto, non risulta dagli atti 

che l'insorgente sarà confrontato con una situazione di emergenza di ca-

rattere esistenziale oppure esposto a trattamenti vietati dalle norme di di-

ritto internazionale.  

11.5 Per quanto concerne le aggressioni di cui egli è stato vittima, il Tribu-

nale osserva che le stesse sarebbero state perpetrate da alcuni “ragazzi 

albanesi” e da un “gruppo [di] mafiosi” (cfr. atto SEM n. 26/10 punto 5.02). 

Per contro, le autorità non sarebbero state coinvolte. Tali eventi non risul-

tano quindi ostativi all’ammissibilità dell’allontanamento dell’interessato. È 

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infatti suo compito risvolgersi, se del caso, alle autorità elleniche per de-

nunciare i fatti ed ottenere protezione.  

11.6 Da ultimo, né dal gravame né dagli atti, risultano esserci validi ele-

menti per ritenere che lo stato di salute dell’insorgente, di cui si dirà in se-

guito, risulti ostativo all'ammissibilità dell'esecuzione dell'allontanamento 

(cfr. sentenze della Corte EDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 

26565/05; Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, § 181 

segg.; cfr. anche DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2 e DTAF 2011/9 consid. 7.1).  

11.7 In conclusione, l'esecuzione dell'allontanamento in Grecia risulta am-

missibile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della 

LAsi (art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

 

12.  

12.1 Secondo l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non 

può essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di 

provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a 

seguito di situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o 

emergenza medica. Altresì, ai sensi dell’art. 83 cpv. 5 LStrI, l’esecuzione 

dell’allontanamento verso i paesi UE/AELS è da ritenersi di principio esigi-

bile e tale presunzione legale può essere sovvertita solo se l’interessato 

rende verosimile che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può es-

sere ritenuto ragionevolmente esigibile. 

 

12.2 Appartiene quindi all’interessato sovvertire la suddetta presunzione. A 

tal fine, egli deve presentare seri indizi che, nel caso specifico, le autorità 

dello Stato in questione violino il diritto internazionale, non gli concedano 

la necessaria protezione o lo espongano a condizioni di vita disumane, op-

pure che nello Stato in questione egli si troverebbe in una situazione 

d’emergenza esistenziale a causa di circostanze individuali di natura so-

ciale, economica o sanitaria (cfr. tra le altre, le sentenze del Tribunale D-

4606/2022 del 9 dicembre 2022 consid. 6.4; D-911/2021 del 25 maggio 

2022 consid. 9.3). 

12.3 Il Tribunale ha recentemente statuito che l’esecuzione dell’allontana-

mento in Grecia per delle persone beneficiarie di protezione internazionale 

rimane esigibile, anche per persone vulnerabili, quali ad esempio donne 

incinte o persone che soffrono di problemi di salute, che non sono da con-

siderare come malattie gravi (cfr. sentenza di riferimento precitata E-

3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.3–11.5.1). Il Tribunale ha invece fis-

sato dei criteri più rigidi soltanto per i nuclei famigliari e per le persone 

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particolarmente vulnerabili, quali i minorenni o le persone il cui stato di sa-

lute è compromesso in modo particolarmente grave (cfr. sentenza di riferi-

mento precitata E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.5.2; cfr. anche la 

sentenza del Tribunale D-4839/2021 del 12 luglio 2022 consid. 8.2 con ul-

teriore rif. cit.). 

 

12.4 Ai sensi di tale giurisprudenza, occorre quindi valutare con riguardo la 

situazione delle persone che, a causa della loro particolare elevata vulne-

rabilità nell’evenienza di un ritorno in Grecia, corrono il rischio di cadere in 

modo duraturo in gravi difficoltà, poiché non sono in grado di rivendicare 

con le proprie forze i diritti che spettano loro in loco. Il Tribunale ha infatti 

ritenuto che l’esecuzione dell’allontanamento di persone estremamente 

vulnerabili che hanno diritto alla protezione – quali ad esempio minorenni 

non accompagnati o persone il quale stato di salute fisico o psichico è com-

promesso in modo particolarmente grave – è di principio inesigibile, salvo 

se sussistono delle circostanze particolarmente favorevoli, a fronte delle 

quali si può eccezionalmente ritenere l’esigibilità dell’esecuzione dell’allon-

tanamento. Tali circostanze sono segnatamente date quando si può presu-

mere che le persone estremamente vulnerabili che ritornano nel Paese 

summenzionato, hanno accesso ad un alloggio adeguato e che dispor-

ranno di un’assistenza sanitaria di base, di prestazioni di salute necessarie 

nonché di aiuto all’integrazione sociale così come economica. L’autorità 

inferiore è quindi tenuta, nei casi in cui i richiedenti l’asilo rientrano del 

gruppo di persone succitato, di condurre delle indagini approfondite. Se 

non fossero adempiuti dei fattori particolarmente favorevoli, occorrerà 

quindi ritenere che l’esecuzione dell’allontanamento delle persone estre-

mamente vulnerabili sarà inesigibile (cfr. sentenza di riferimento precitata 

consid. 11.5.3). 

 

12.5  

12.5.1 Contrariamente a quanto addotto nel gravame, il ricorrente non rien-

tra tra le persone considerate vulnerabili dalla giurisprudenza succitata e il 

cui allontanamento verso la Grecia sarebbe esigibile soltanto in presenza 

di circostanze particolarmente favorevoli. Anzitutto, egli è attualmente mag-

giorenne, sicché non v’è motivo di ammettere una particolare vulnerabilità 

soltanto a fronte della sua età (cfr. consid. 6 supra).  

 

12.5.2 In secondo luogo, il suo stato di salute fisico o psichico non è com-

promesso in modo particolarmente grave. Dagli atti di causa risulta infatti 

che l’insorgente non soffre di problemi medici rilevanti. Nel corso dei tre 

mesi di soggiorno nel centro federale d’asilo, egli ha necessitato soltanto 

di due visite dentistiche tra il 18 e il 25 ottobre 2023 (cfr. atti SEM n. 12/3 e 

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25/3) e gli è stata prescritta l’applicazione di una crema (cfr. atto SEM n. 

33/2). Il ricorrente ha poi riferito di aver fratturato il (…) durante una partita 

di calcio in Grecia e che la lesione gli arrecherebbe ancora dolori, soprat-

tutto nel periodo freddo; egli accuserebbe dolori pure al ginocchio sinistro 

(cfr. atto SEM n. 26/10 punto 8.02). Per quest’ultime affezioni, egli non si è 

tuttavia sottoposto ad alcuna visita medica in Svizzera. Tenuto conto di 

quanto precede, il Tribunale conclude quindi che le affezioni del ricorrente 

non sono suscettibili, dal profilo della loro gravità, di porre concretamente 

e seriamente in pericolo la sua vita o la sua salute a breve termine in caso 

di ritorno in Grecia, e che l’interessato vada considerato una persona vul-

nerabile incapace di integrarsi nel sistema sociale ed economico greco. 

Benché non abbia finora appreso la lingua greca e non disponga di una 

specifica formazione professionale, egli si dimostra idoneo e capace di ri-

volgersi ai competenti servizi ellenici al fine di ottenere, in quanto titolare di 

protezione internazionale, un alloggio nonché un adeguato accesso alle 

cure e al mercato del lavoro.  

 

12.5.3 Le difficili condizioni di esistenza vigenti in Grecia – già trattate sotto 

l'aspetto dell'ammissibilità – non sono inoltre sufficienti per ritenere inesigi-

bile l'esecuzione dell'allontanamento. In particolare, nella misura in cui il 

ricorrente fa riferimento alle precarie condizioni di vita dei migranti in Gre-

cia, segnatamente in rapporto ai beneficiari di protezione internazionale, 

va effettivamente rilevato che il sistema di assistenza sociale greco pre-

senta delle criticità (cfr. sentenza di riferimento precitata E-3427/2021 e E-

3431/2021 consid. 8-9.10). Tuttavia, la Grecia è vincolata dalla precitata 

Direttiva qualificazione. È quindi responsabilità dell'insorgente rivendicare 

direttamente presso le autorità di detto Paese i diritti che gli spettano. In-

fine, la Grecia dispone delle strutture mediche sufficienti che possono 

eventualmente dispensare i trattamenti necessari allo stato di salute dell’in-

sorgente; quest’ultimo ha infatti accesso alle cure mediche sulla base delle 

stesse condizioni valide per i cittadini greci (cfr. art. 2 lett. b e g e art. 30 

par. 1 della Direttiva qualificazione).  

12.5.4 Visto quanto precede, non era pertanto necessario che la SEM ana-

lizzasse l'esistenza di fattori favorevoli e che richiedesse alle autorità gre-

che delle garanzie specifiche per poter pronunciare l'esecuzione dell’allon-

tanamento del ricorrente in Grecia (cfr. sentenza di riferimento del Tribu-

nale E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 11). 

12.6 Per queste ragioni, ne discende che l’esecuzione dell'allontanamento 

è pure ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all'art. 44 

LAsi). 

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Pagina 20 

13.  

Va precisato che non risultano impedimenti neppure dal profilo della possi-

bilità dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 

LStr), ritenuto peraltro che le autorità elleniche hanno accettato la riammis-

sione dell’insorgente sul proprio territorio.  

 

14.  

Visto quanto precede, la SEM non ha pertanto violato il diritto federale e 

neppure accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). La decisione non è inoltre inadeguata per 

quanto attiene alla valutazione dell’esecuzione dell’allontanamento pro-

nunciato (cfr. art. 49 PA). Il ricorso va pertanto respinto.  

 

15.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

è divenuta priva di interesse. 

 

16.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– sono poste 

a carico del ricorrente in quanto soccombente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché 

art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause di-

nanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]). 

 

17.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione e, pertanto, non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF). La sentenza è quindi definitiva. 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-628/2024 

Pagina 21 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza.  

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Matteo Piatti 

 

 

Data di spedizione: