# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 42d378d0-3b76-56a0-b11f-57b9f5d6924c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-03-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 14.03.2001 INC.2001.11702
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-11702_2001-03-14.html

## Full Text

N. 117.2001.2 M                                                      Lugano,
14 marzo 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire
sull’istanza di libertà provvisoria inoltrata in data 6/7 marzo 2001 da

__________,                                      

(difeso d’ufficio dal lic. iur.
__________)

e trasmessa
in data 12/13 marzo 2001 con preavviso negativo dal Procuratore Pubblico
avv. __________;

concesso
all’accusato istante, con ordinanza 13 marzo 2001, di formulare osservazioni al
preavviso negativo del magistrato inquirente, e letto l’allegato di medesima
data;

ritenuto

in fatto:

A.

__________ è
stato tratto in arresto in data 27 febbraio 2001, unitamente al suo compagno di
viaggio __________, quando in occasione di un controllo doganale al valico di
Chiasso Brogeda è stato rinvenuto all’interno della sua automobile un involucro
contenente più di g. 50 di cocaina (v. rapporto d’arresto, doc. 2 all’inc. Giar
117.2001.1). Il giorno successivo, il Presidente dell’Ufficio dei giudici
dell’istruzione e dell’arresto ha confermato la misura privativa della libertà,
con contestuale intimazione della promozione dell'accusa per titolo di
infrazione e infrazione aggravata alla LFStup. (inc. Giar cit., doc. 3 e doc.
1). Un ricorso contro l’arresto, proposto dall’accusato in data 1° marzo 2001,
è stato da lui ritirato il successivo 7 marzo 2001 (inc. MP doc. 20), e
stralciato dai ruoli della CRP in data 9 marzo 2001 (inc. Giar cit., doc. 6-8).

 

B.

Dopo aver
inizialmente negato di persino conoscere il compagno di viaggio, l’accusato
instante ha in un primo tempo ammesso di essersi recato con lui da Basilea a
Genova, negando tuttavia di essere a conoscenza della presenza della cocaina
nella sua auto (v. verbale di polizia 27 febbraio 2001, ore 23.30, allegato al
rapporto d’arresto, cit.). In occasione del successivo interrogatorio di
polizia 1° marzo 2001, ore 14.00 (inc. MP doc. 15), ha ammesso di aver
accompagnato il compagno di viaggio __________ dalla cognata di lui, dove
doveva preparare e ritirare della cocaina giunta dal Perù (loc. cit., p. 2), ma
ha ribadito di non aver saputo della presenza del pacchetto (loc. cit., p. 3).
Al suo difensore ha invece ammesso di aver almeno sospettato che l’amico avesse
preso seco della sostanza stupefacente (v. scritto 6 marzo 2001 al Ministero
Pubblico, inc. MP doc. 20). Il coaccusato ha raccontato una versione divergente
dei fatti, confermando tuttavia che __________ non sarebbe stato a conoscenza
della presenza del pacchetto di cocaina (v. verbale di polizia 7 marzo 2001,
ore 14.20, p. 2). Parallelamente, la perquisizione del domicilio dell’accusato
istante ha permesso di rinvenire, fra l’altro, banconote per un importo
superiore a fr. 9'000.— recanti tracce di cocaina (v. rapporto 8 marzo 2001
delle GFC, inc. MP doc. 24). Interrogato in proposito, ha dichiarato di non
sapersi spiegare il fatto (v. verbale di polizia 8 marzo 2001, ore 09.00, inc.
MP doc. 23, p. 4); ha pure colto l’occasione per fornire una nuova versione
sugli avvenimenti di Genova (ibid.).

 

C.

__________
postula ora (istanza 6 marzo 2001, inc. Giar 117.2001.2 doc. 1), per mano del
proprio patrocinatore, di essere rimesso in libertà: pur senza esserne certo,
afferma “di aver nutrito dubbi sui reali motivi del viaggio del signor
__________ in Italia e sul fatto che quest’ultimo fosse in possesso di sostanze
stupefacenti” (loc. cit., pto. 2 p. 2). Ma il suo ruolo sarebbe, al più,
quello di complice con dolo eventuale (ibid.). In quanto estraneo alla vicenda,
non creerebbe alcun pericolo di collusione o di inquinamento delle prove (loc.
cit., p. 3); l’ulteriore mantenimento della carcerazione sarebbe misura
sproporzionata (ibid.).

 

D.

Il
Procuratore Pubblico, con preavviso negativo 12 marzo 2001 (inc. Giar
117.2001.2 doc. 2), chiede la reiezione dell’istanza. Riassunte le dichiarazioni
dell’accusato istante, almeno parzialmente divergenti da quelle del coaccusato,
e rammentato il rinvenimento di importante somma di denaro contaminato da
tracce di cocaina a valere quale punto sul quale ulteriormente indagare (loc.
cit., p. 2), menziona quali bisogni dell’istruzione la necessità di ulteriori
interrogatori e confronti (ibid.), il pericolo di collusione con persone
residenti all’estero (dove le autorità italiane starebbero facendo
accertamenti), infine il pericolo di recidiva dato dall’ammesso uso di
stupefacenti (loc. cit., p. 3). Infine, la detenzione preventiva durando solo
da 13 giorni, non vi sarebbe violazione del principio di proporzionalità
(ibid.).

 

E.

In sede di
osservazioni al preavviso negativo del Procuratore Pubblico, __________
sottolinea come gli indizi di colpevolezza rilevati riguardino comunque “un
reato la cui gravità non è attualmente relazionata alla durata della detenzione
preventiva [...]. Trattasi infatti del tentativo d’importazione di ca. grammi
53,3 di cocaina [...]” (osservazioni 13 marzo 2001, inc. Giar 117.2001.2
doc. 4 p. 1). Un ritorno dell’accusato al proprio domicilio di Basilea non
sarebbe di impedimento alcuno per la continuazione dell’istruttoria (ibid.). Da
ultimo, in quanto “mero spettatore ed inconsapevole compagno di viaggio del
signor __________ ” (loc. cit., p. 2), non potrebbe creare pericolo di
collusione con chicchessia; ed il mantenimento della sua carcerazione non
appare “il mezzo per ovviare” al suo consumo di cocaina (ibid.). 

Considerato

in diritto:

1.

L'art. 95 CPP
- corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre
1992 / 1. gennaio 1993 (per cui mantiene validità la pregressa giurisprudenza:
v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H., inc. GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al
cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà,
consente al cpv. 2 arresto, perdurare ed eventualmente proroga del carcere
preventivo a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso
accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e
nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione e pericolo di
recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad
assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale
espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16
novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep.
132 [1999] n. 116).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.) –
ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (Rep. 1980 pag. 44; 1986
pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la
Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep.
1980 pag. 128).

 

2.

Con la
verosimiglianza sufficiente a questo stadio del procedimento ed in questa sede,
si può con tranquillità concludere per la presenza di seri e concreti indizi di
colpevolezza a carico di __________: già basterebbero le sue ammissioni in
punto alle sue informazioni sullo scopo effettivo del viaggio a Genova, ed il
fiero sospetto che l’amico portava con sé della sostanza stupefacente (v. supra,
consid. B). 

In quale
misura gli indizi a suo carico – visti nell’ottica dei reati che gli imputa il
Procuratore Pubblico – siano seri e concreti, è questione che non può essere
dibattuta in questa sede. I sottili distinguo che la difesa propone in
merito al grado di coinvolgimento dell’accusato ed alla sua consapevolezza
circa il trasporto in corso (v. ad esempio istanza, cit., pto. 2 p. 2)
rappresentano, a non dubitarne, obiezioni che vorranno approfondimento.
Tuttavia, trattandosi di obiezioni di natura sostanziale, esse competono alla
corte di merito e non a questo giudice – nell’ambito delle proprie competenze
limitate alla valutazione della legittimità della carcerazione preventiva,
unicamente autorizzato ad un esame sommario di verosimiglianza del grado di
responsabilità dell’accusato istante (v., come qui, anche la decisione 19
aprile 2000 in re C.F., inc. GIAR 124.2000.2 consid. 2b p. 4). E, almeno
nell’ottica di mera verosimiglianza, gli argomenti che il magistrato inquirente
apporta a suffragio dell’ipotesi accusatoria da lui sostenuta non sono
peregrini al punto da far apparire la stessa tendenzialmente o
preponderantemente insostenibile, così come – di converso – gli argomenti
addotti dalla difesa non convincono immediatamente dell’innocenza di
__________.

 

3.

Sussistono
ancora, indubbiamente, esigenze istruttorie da esperire: le preannunciate
audizioni dei due coaccusati, semmai a confronto, appaiono senz’altro connesse
con l’oggetto dell’inchiesta, e di indubbio rilievo per la definizione della
rispettiva posizione processuale. Ma di ancora maggiore spessore sono gli acclaramenti
ancora da compiere in Italia (e, verosimilmente, a Basilea), vertendo essi su
elementi di fatto suscettibili di portare ad un’estensione dell’inchiesta (in
senso geografico, ma anche quo alla gravità dei fatti imputati ad
__________). Si tratta, inoltre, di passi d’inchiesta che richiedono
manifestamente il mantenimento della carcerazione preventiva dell’accusato
istante: le sue svariate e contraddittorie versioni – riduttivamente ricondotte
dalla difesa a “comprensibile reticenza iniziale” (istanza, cit., pto. 2
p. 2) – hanno gravemente minato la sua credibilità. L’accusato ne paga ora il
fio: a tutela della ricerca della verità, ogni misura atta a limitare il
pericolo di (ulteriore) inquinamento delle prove, rispettivamente di
collusione, appare ampiamente giustificata.

 

4.

a)                          Notoriamente, il pericolo di recidiva deve
essere concreto (DTF 105 Ia 31) e risultare da una valutazione dell’insieme
delle circostanze, tra le quali i precedenti dell’accusato, il suo comportamento
durante l’istruttoria, la sua personalità, la sua costituzione fisica e
soprattutto psichica, e le modalità di commissione dei reati che gli vengono
addebitati, così che la reiterazione appaia assai verosimile (v. Mario Luvini,
I presupposti materiale del carcere preventivo nel processo penale ticinese,
in: Rep. 122 [1989], p. 287 ss., pto. 3 p. 294; Gérard Piquerez, Précis
de procédure pénale suisse, 2ème éd. Lausanne 1994, margin. 1388 s.).

                                         b)                                     Non
necessita spendere molte parole per rilevare che il fatto di consumare
stupefacenti non basta certo per sostanziare un pericolo di recidiva riferito
all’infrazione alla LFStup. (v. preavviso negativo, cit., p. 3). La situazione
economica dell’accusato istante, poi, appare ancora troppo poco definita per
permettere di dedurne un pericolo di recidiva. In conclusione, tale criterio
non appare in casu soddisfatto – il rilevante numero di precedenti giudiziari
dell’accusato riferendosi oltretutto, curiosamente, quasi esclusivamente a
contravvenzioni al divieto di parcheggio (v. estratto del casellario giudiziale
(inc. MP doc. 21).

 

5.

L’accertata
esistenza di inderogabili bisogni istruttori, in uno con seri e concreti indizi
di colpabilità ed altrettanto fondato pericolo di collusione, rende comunque
superfluo un esame del pericolo di fuga, peraltro nemmeno invocato dal
Procuratore Pubblico.

 

6.

Visto il
breve lasso di tempo intercorso fra l’arresto e l’istanza qui discussa, va
infine rilevato che il carcere preventivo sofferto e prospettabile appare ampiamente
rispettoso del principio di proporzionalità, con riferimento sia alla
presumibile pena, sia ai tempi necessari per la completazione dell’istruttoria
formale. L’inchiesta, in ogni caso, sembra procedere a ritmo sufficientemente
celere, in consonanza con i dettami di legge. Resta sottinteso l’obbligo, per
il magistrato inquirente, di trattare con priorità i casi in cui l’accusato è
in detenzione (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP).

 

7.

In
conclusione, l’istanza in discussione dev’essere respinta, con la presente
decisione impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP), e senza conseguenza di tassa
e spese.

*   *   *

Per i quali motivi,

visti gli artt.
95 ss., 107 s., 279 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP

d e c i d e :

1.    L’istanza di
libertà provvisoria inoltrata in data 6/7 marzo 2001 da __________ è respinta.

2.    Non si
percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

3.    Contro la
presente decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi penali
del Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.    Intimazione:

-      lic. iur.
__________, per sé e per l’accusato __________;

-      Procuratore
Pubblico avv. __________, con copia delle osservazioni 13 marzo 2001
dell’istante.

giudice __________