# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** afdb00d1-5845-5c19-bad0-eb8d3b957f01
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-05-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.05.2006 30.2006.24
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2006-24_2006-05-08.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2006.24

   

  TB

  	
  Lugano

  8 maggio 2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 18 marzo 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 17
  febbraio 2006 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1
  

   

   

  in materia di contributi AVS

  

 

 

ritenuto                            in fatto

 

                                  A.   Con
decisione dell'11 novembre 2005
(doc. 4) l'Amministrazione ha
respinto la domanda del 21 ottobre 2005 dell'assicurato tendente ad ottenere una riduzione del contributo
AVS/AI/IPG dovuto come indipendente per gli anni 2001 (Fr. 4'873,20) e 2002 (Fr. 6'441,60). Secondo la Cassa, le entrate che RI
1 avrebbe conseguito nel 2005 (Fr. 11'700.- disoccupazione + Fr. 30'000.- reddito presumibile da attività indipendente dichiarato dall'assicurato) sarebbero superiori al minimo
esistenziale calcolato secondo i dettami della Legge sull'esecuzione ed il fallimento (Fr. 15'000.- minimo esistenziale LEF + Fr. 12'000.- contributi alimentari per le due
figlie + Fr. 7'128.- interessi
ipotecari + Fr. 1'923,70 cassa
malati).

 

                                  B.   Il
17 febbraio 2006 (doc. A) la Cassa ha emanato una decisione su opposizione con
cui ha accolto l'opposizione
del 5 dicembre 2005 (doc. 3) dell'assicurato, che ha contestato il reddito presumibile di Fr. 30'000.- sostenendo di non averlo realizzato
(doc. 2). Dopo istruttoria, la Cassa ha accertato che da settembre a dicembre
2005 l'opponente ha conseguito un reddito effettivo di Fr. 4'425,80 nel settore
delle arti grafiche. Sulla scorta degli artt. 11 LAVS e 31 OAVS, la Cassa ha pertanto
ridotto al massimo consentito, al 5,05%, i contributi AVS/AI/IPG dovuti dall'assicurato
per gli anni 2001 e 2002, portandoli a Fr. 2'590,65 rispettivamente a Fr. 3'423,90.
La convenuta non ha ritenuto esservi i presupposti per ridurre il contributo
sino al minimo di legge.

 

                                  C.   Con
ricorso del 18 marzo 2006 (doc. I) RI 1 fa presente di non essere al momento in
grado di versare i contributi richiesti essendo disoccupato senza più diritto
alle indennità giornaliere e di aver trovato per i mesi di febbraio e marzo
2006 soltanto un'occupazione a
tempo parziale con cui ha conseguito Fr. 1'449.- rispettivamente Fr. 2'700.-. I genitori gli hanno prestato Fr. 3'814.- per far fronte al pagamento degli interessi sul mutuo della
casa, mentre percepisce i sussidi per il premio di cassa malati ed auspica di
trovare un lavoro che gli consenta di guadagnare Fr. 3'000.-/3'500.- per
non dovere affidarsi all'assistenza
sociale.

 

La Cassa di
compensazione ha proposto di respingere il ricorso, argomentando che gli
introiti conseguiti dal ricorrente (Fr. 18'343.-) sono inferiori al minimo d'esistenza (Fr. 36'051,70),
per cui sono dati gli estremi soltanto per concedere la riduzione dell'aliquota dei contributi AVS/AI/IPG dovuti,
portandola dal 9,5% come indipendente al 5,05% come per i dipendenti. Ritenuto poi
come né il ricorrente sia a carico dell'assistenza pubblica né siano stati emessi degli attestati di carenza
beni nei suoi confronti (doc. 1), non v'è spazio per ridurre fino al minimo legale il tasso di contribuzione
applicato (doc. III).

 

Il ricorrente ha prodotto
i certificati di salario per i mesi di febbraio (doc. B1: Fr. 1'449,45 netti) e marzo 2006 (doc. B2: Fr. 2'544,25 netti), visti i quali la Cassa si è
confermata nella propria risposta di causa (doc. VII).

 

 

 

 

considerato                    in
diritto

 

in ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove).

Il TCA può dunque decidere nella composizione
di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause
davanti al Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa
N., I 707/00).

 

                                   2.   Con
l'entrata in vigore il 1° gennaio 2003 della Legge federale sulla parte
generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000,
sono state apportate diverse modifiche di carattere formale alla LAVS.

Da un punto di vista
temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali
(materiali) in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che deve
essere valutata giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003
IV Nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; DTF 129 V 4 consid. 1.4).
Il TFA, ai fini dell'esame di una vertenza, si fonda infatti di regola sui
fatti che si sono realizzati fino al momento dell'emanazione della decisione
amministrativa contestata (STFA 1° luglio 2003 nella causa G.C-N, consid. 1.2.,
H 29/02; DTF 121 V 366 consid. 1b).

Per contro, le norme procedurali
(formali), in assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata
applicazione (DTF 130 V 4 consid. 3.2; SVR 2003 IV Nr. 25 pag. 76 consid. 1.2).

 

In concreto, la
domanda di riduzione dei contributi dell’assicurato quale persona indipendente si
riferisce agli anni 2001 e 2002, mentre la decisione formale e su opposizione
sono posteriori all'entrata in
vigore della LPGA, perciò ogni riferimento alle norme ed alle direttive della
LAVS va inteso nel tenore in vigore negli anni 2001 e 2002.

 

nel merito

 

                                   3.   A
norma dell'art. 11 cpv. 1 LAVS, i contributi dovuti in applicazione degli
articoli 6, 8 cpv. 1 o 10 cpv. 1 LAVS, il cui pagamento non potrebbe essere
ragionevolmente richiesto alle persone assicurate obbligatoriamente, possono
essere adeguatamente ridotti, a richiesta motivata, per un periodo di tempo
determinato o indeterminato; essi non possono però essere inferiori al
contributo minimo.

Giusta l'art. 31 cpv. 1 OAVS, chi postula la
riduzione del contributo deve rendere verosimile che il suo pagamento integrale
non può essere esatto.

 

                                   4.   Secondo
la costante giurisprudenza del TFA relativa all'art. 11 LAVS, la riduzione può
essere concessa se è dimostrato che a seguito del pagamento del contributo
dovuto, l'assicurato verrebbe a trovarsi in una particolare situazione di
estremo disagio economico (RCC 1950 pag. 334).

Per poter accordare la
riduzione, occorre che il richiedente non possa far fronte ai propri bisogni
vitali; non basta invece che, abituato ad una vita agiata, si senta
soggettivamente in una situazione di disagio (RCC 1981 pag. 322, RCC 1953 pag.
319).

La giurisprudenza
federale ha stabilito che si può riconoscere una particolare situazione di
disagio economico allorquando il reddito netto dell'assicurato è inferiore ai
minimi di esistenza valevoli agli effetti del diritto esecutivo (RCC 1978 pag.
523). Più precisamente, il minimo vitale previsto dal diritto esecutivo
rappresenta di massima il limite di guardia al di sotto del quale il pagamento
di un contributo costituisce un onere troppo gravoso (DTF 120 V 274 consid. 5a
= Pratique VSI 1995 pag. 164 consid. 5a; DTF 113 V 252 consid. 3a con
riferimenti; RCC 1979 pag. 46; 1981 pag. 323).

Occorre però in ogni
caso tenere presente la situazione economica complessiva del debitore e non solo
il suo reddito da attività lucrativa (DTF 104 V 61; RCC 1978 pag. 522 e RCC
1980 pag. 501). Si deve inoltre tenere conto delle condizioni di reddito e di
sostanza del coniuge e dei figli che vivono nell'economia domestica comune (RCC
1981 pag. 516, RCC 1951 pag. 457).

 

Il debito contributivo
di cui si chiede la riduzione non può essere preso in considerazione per la
determinazione del minimo vitale dell’assicurato (RCC 1989 pag. 125 consid. 4);
lo stesso vale per i debiti da imposte (RCC 1984 pag. 144).

Gli interessi passivi
non sono deducibili, a meno che si tratti d’interessi ipotecari relativi
all’abitazione del debitore od ad altri suoi bisogni vitali (sentenza non
pubblicata del 12 agosto 1987 citata in Pratique VSI 1995 pag. 164 consid.
5a/bb = DTF 120 V 275 consid. 5a/bb).

 

Inoltre, un condono
fiscale non implica necessariamente una riduzione dei contributi personali
AVS/AI/IPG. Tale condono può tutt'al più rappresentare un indizio, ma in ogni caso spetta
all’amministrazione dell’AVS di valutare se e in quale misura il pagamento dei
contributi debba essere considerato un onere troppo elevato (DTF 120 V 271 =
Pratique VSI 1995 pag. 162).

 

Infine, i contributi
personali di un assicurato che possiede una sostanza non possono essere ridotti,
anche se egli non ne può disporre. In questa situazione si giustifica al
massimo la concessione di una dilazione di pagamento (RCC 1978 pag. 523, RCC
1951 pag. 239; STFA 13 dicembre 1990 in re G.P.C.). Tuttavia, se l'assicurato
dispone di una certa sostanza, ma è gravato da debiti per un importo superiore,
in questo caso può essergli riconosciuto il diritto di beneficiare di una
riduzione dei contributi invece della dilazione di pagamento (STCA 5 marzo 1986 in re H.H., STCA 14 aprile 1986 in re H.J.M.).

 

                                   5.   La
decisione relativa alla riduzione dei contributi deve essere fondata sulla
situazione economica che si presenta al momento in cui il debitore deve versare
i contributi (RCC 1989 pag. 123 consid. 3b, RCC 1978 pag. 227 consid. 1). Il
momento determinante è quello in cui la decisione sulla domanda di riduzione
cresce incontestata in giudicato e, se è il caso, quando la decisione dell'autorità di ricorso diventa definitiva
oppure quando il Tribunale federale delle assicurazioni statuisce in merito a
tale domanda (DTF 120 V 275 consid. 5a/dd; DUC, Commentaire
des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance vieillesse et survivants (LAVS), Basilea 1997, N. 14 ad art.
11 LAVS, pag. 357).

Tuttavia, il giudice
non è tenuto ad esaminare direttamente ed in modo definitivo se e in quale
misura tale situazione si è modificata dopo la notifica della decisione
impugnata concernente la riduzione o il condono. Egli può lasciare alla parte
la facoltà di chiedere una nuova decisione fondandosi sui fatti rilevanti
modificati. Tuttavia, ciò non gli impedisce di basare il suo giudizio, per
ragioni di economia procedurale, tenendo conto della nuova situazione (DTF 120
V 275 consid. 5a/dd; DTF 104 V 61; RCC 1978 pag. 226; Direttive sui contributi
dei lavoratori indipendenti e delle persone senza attività lucrativa (DIN), NN.
3026-3027).

 

                                   6.   Oggetto
della fattispecie in esame è l'entità
della riduzione concessa dalla Cassa.

Quest'ultima ha accolto la domanda di riduzione del
ricorrente diminuendo il tasso di contribuzione fino al massimo consentito, ossia
passando dal 9,5% al 5,05%, equivalente al tasso applicato ai salariati. La
convenuta non è però scesa oltre questo tasso, ritenendo che non vi fossero gli
elementi per procedere in tal senso, siccome nei confronti dell'assicurato non erano stati emessi degli
attestati di carenza beni.

Dal canto suo, viste
le precarie condizioni economiche attuali, il ricorrente ritiene invece che
siano in sostanza dati i requisiti per concedere il condono del pagamento dei
contributi, lamentando di non riuscire nemmeno a versare i contributi ridotti
dalla Cassa.

 

Le Direttive sui
contributi delle persone indipendenti (DIN), edite dall'UFAS, citate dalla Cassa, hanno il seguente tenore:

 

"  Di
regola il grado di riduzione è stabilito dal rapporto esistente tra l'insieme dei mezzi economici dell'assicurato e di quelli che gli garantiscono
il minimo vitale previsto dal diritto dell'esecuzione." (N. 3048 DIN)

 

I debiti e i loro
interessi non giustificano di per sé il fatto che si consideri l'esistenza economica dell'assicurato come seriamente minacciata né,
di conseguenza, la concessione di una riduzione che abbassi il contributo a un
tasso inferiore a quello del contributo usuale versato dai salariati, come
avviene in caso di rovesci di fortuna o di malattie." (N. 3049 DIN)

 

Anche se il contributo
AVS/AI/IPG è stato fissato secondo la tavola scalare, non può essere ridotto a
un importo inferiore a quello che deve essere pagato da un salariato (5,05% del
reddito determinante). Rimangono riservati i N. 3053 e 3054." (N. 3051
DIN)

 

La riduzione dei
contributi a un tasso inferiore a quello del contributo usuale dei salariati è
una misura del tutto eccezionale. Essa richiede che l'assicurato si trovi in uno stato di necessità prossimo all'indigenza. In altri termini la sua stessa
esistenza economica dev'essere
messa seriamente in pericolo, anche pagando un contributo così ridotto."
(N. 3'053 DIN)

 

Il contributo
AVS/AI/IPG può essere inferiore al tasso del contributo usuale dei salariati se
sono soddisfatte le condizioni che permettono di dichiarare l'inesigibilità dei contributi (p. es. l'assicurato è a carico dell'assistenza pubblica o esibisce regolarmente
attestati di carenza beni) e se solo mediante un'importante riduzione si può sperare di riscuotere una parte del debito
contributivo." (N. 3054 DIN)

 

                                   7.   La
riduzione può dunque essere concessa se è dimostrato che a seguito del
pagamento del contributo dovuto, l'assicurato verrebbe a trovarsi in una
particolare situazione di estremo disagio economico, ciò che si presenta
quando le entrate dell'assicurato non permettono di coprire il suo fabbisogno
minimo. Pertanto non possono essere presi in considerazione altri elementi e
aspetti soggettivi, siccome ci si deve basare su uno stato di necessità
obiettivo (RCC 1984 pag. 177). Nel computo del minimo vitale si deve tenere
conto delle spese assolutamente necessarie al sostentamento del debitore e
della sua famiglia (DTF 102 III 19, DTF 82 III 28 consid. 1).

 

Dovendo, come visto,
porsi al momento in cui la decisione impugnata è stata emanata, dagli atti
risulta che al 10 ottobre 2005 non v'era alcun attestato di carenza beni né alcuna esecuzione in corso a
carico del ricorrente. Di conseguenza, pur comprendendo la precaria situazione
economica dell'assicurato, non
è possibile procedere ad un'ulteriore
riduzione del contributo personale dovuto, ossia non è possibile ridurre a meno
di Fr. 2'590,65 per il 2001 e
di Fr. 3'423,90 per il 2002,
pari alla quota del 5,05% normalmente applicata ai salariati, i contributi che
egli deve versare alla Cassa cantonale.

 

In queste circostanze,
la decisione di reiezione della domanda di riduzione ulteriore dei contributi
personali del ricorrente deve essere confermata.

 

                                   8.   All'assicurato resta comunque sempre aperta la
via del pagamento dilazionato, offerta dall'art. 34b OAVS, secondo cui se un debitore di contributi rende
verosimile che si trova in difficoltà finanziarie, si impegna a versare
regolarmente acconti ed esegue immediatamente il primo pagamento, la Cassa può
concedergli una dilazione di pagamento, sempreché abbia fondate ragioni d'ammettere che gli acconti successivi e i
contributi correnti potranno essere pagati puntualmente (cpv. 1). La Cassa fisserà
quindi per iscritto le condizioni di pagamento, come l'importo degli acconti ed i termini di pagamenti, tenendo ovviamente
in considerazione la situazione del debitore (cpv. 2). Qualora il ricorrente
non dovesse rispettare le condizioni di pagamento fissate, la dilazione
concessa decadrà automaticamente (cpv. 3).

 

                                   9.   Il
TCA osserva, infine, che in
merito ai problemi finanziari sollevati dall'assicurato, in realtà con il proprio ricorso quest'ultimo sembra sottintendere una domanda
di condono del pagamento dei contributi dovuti, sebbene siano già stati
ridotti.

A norma dell’art. 11
cpv. 2 LAVS, se il pagamento del contributo minimo costituisce un onere
troppo grave per l’assicurato, il contributo può essere condonato, previa
consultazione dell’autorità designata dal Cantone di domicilio. Per questi
assicurati è infatti il Cantone di domicilio che paga il contributo minimo. La
domanda di condono, comunque, deve essere indirizzata alla Cassa di
compensazione (art. 32 cpv. 1 OAVS), la quale deciderà sulla base del parere espresso
dall’autorità designata dal Cantone di domicilio (art. 32 cpv. 2 OAVS).

 

Siccome la decisione
di condono spetta dunque in primo luogo alla Cassa di compensazione, che deve decidere
su regolare istanza formulata dall'interessato, la scrivente autorità giudicante non ha la facoltà di
pronunciarsi direttamente come prima istanza in merito alla richiesta del
ricorrente. Fanno infatti difetto tanto una decisione formale quanto una
decisione su opposizione che rifiutano di concedere il citato condono e che
devono entrambe essere emanate dalla Cassa. Solo quando l'Amministrazione emetterà la decisione su
opposizione negativa, l'assicurato
potrà impugnarla mediante ricorso davanti a questo Tribunale Cantonale delle
Assicurazioni (art. 56 LPGA).

 

Per questi
motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                 1.-   Il
ricorso è respinto.

 

                                 2.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti