# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ba07e5a1-01a8-5d7c-888c-a505016d6089
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-04-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.04.2005 34.2004.63
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2004-63_2005-04-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2004.63

   

  FC/td

  	
  Lugano

  21 aprile
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesca Cassina-Barzaghini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 26 novembre
2004 di

 

	
   

  	
  Fondaz. istituto collettore LPP, 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

	
   

  	
   

  	 

	
   

  	
  CV 1 

   

   

  in materia di previdenza professionale

  	 

 

 

ritenuto in fatto e considerando in diritto che

 

                                         

                                     -   per
decisione 18 ottobre 1996 la Fondazione istituto collettore LPP (in seguito: la
Fondazione) ha affiliato d'ufficio CV 1, quale datore di lavoro, ai fini
dell’attuazione della previdenza professionale dei suoi dipendenti con effetto
dal 1. aprile 1994 (doc. A); la decisione è cresciuta incontestata in
giudicato;

 

                                     -   la
Fondazione ha in seguito stabilito e notificato al datore di lavoro l’ammontare
dei contributi dovuti a far tempo dall’affiliazione (doc. C e segg.); in
seguito si è vista costretta a diffidare il pagamento dei contributi scoperti e
dovuti dal            1° gennaio 2002 sino al mese di marzo 2004 per un importo
complessivo (comprensivo di spese, costi di diffida e amministrativi) ammontante,
il 27 aprile 2004, a fr. 22'560.30 (doc. F e G); una nuova diffida è stata
inviata al debitore il successivo 27 luglio 2004 per un ammontare scoperto,
comprensivo dei premi sino al 30 giugno 2004, di fr. 23'691.55 (doc.G);

 

                                     -   a fronte
del mancato pagamento dell'importo richiesto, nel settembre 2004 la Fondazione
ha fatto spiccare dall'UE di __________ nei confronti di CV 1 il precetto
esecutivo n. __________ per un importo di fr. 23'691.55 oltre interessi al 5%
dal 3 settembre 2004 e spese di mora per fr. 150.-- (doc. I);

 

                                     -   l’escusso
ha interposto opposizione;

 

                                     -   con la
petizione in oggetto la Fondazione ha chiesto al TCA di condannare il succitato
al pagamento di fr. 23'841.55 oltre interessi al 5% dal 3 settembre 2004 su fr.
23'691.55, postulando  altresì il rigetto definitivo dell'opposizione
interposta al precetto esecutivo dell'UE di __________ nonché la rifusione di
ripetibili (I); 

 

                                     -   il
convenuto non è intervenuto in causa, malgrado la fissazione di due termini per
la presentazione della risposta (II, III);

 

                                     -   la
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le
cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; del 4
febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; del 29 gennaio 2002 nella causa R. e
R., H 220/00; del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; del 26
ottobre 1999 nella causa C., I 623/98);

 

                                     -   il 1.
gennaio 2005 è entrata in vigore la 1. revisione della LPP,  la quale ha
modificato numerose disposizioni.

                                         In proposito deve essere
precisato che per quanto riguarda le norme di diritto materiale, dal profilo
temporale il giudice delle assicurazioni sociali applica di principio le
relative norme in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto
che deve essere apprezzato giuridicamente oppure che ha delle conseguenze
giuridiche (DTF 130 V 329, 129 V 1 consid. 1.2., 127 V 466 consid. 1,
128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; SVR 2003 IV Nr. 25 consid. 1.2.; STFA
del 10 settembre 2003 nella causa C., B 28/01).

                                         Di conseguenza nel caso in
esame, posto come siano litigiosi i contributi dovuti dal convenuto per il
periodo dal 1. gennaio 2002 al 30 giugno 2004 a seguito dell’affiliazione
d’ufficio da parte della Fondazione con effetto dal 1. aprile 1994 (doc. A, I),
non tornano applicabili le disposizioni di diritto materiale della 1. revisione
della LPP del 3 ottobre 2003, in vigore dal 1° gennaio 2005, eventualmente
pertinenti, bensì quelle valide fino al 31 dicembre 2004 (STFA del 26
novembre 2003 nella causa J., U 158/03; STFA del 24 maggio 2004 nella
causa M., C 205/03 consid. 1). Né del resto, per quanto concerne il tema del
presente contendere, può essere dedotto altrimenti dalle disposizioni
transitorie della citata modifica legislativa;

 

                                     -   nel
merito, l'art. 11 cpv. 1 e 3 v. LPP impone al datore di lavoro che occupa
lavora­tori da assicurare obbligatoriamente di affiliarsi a un istituto di
previdenza regolarmente registrato;

 

                                     -   l’Istituto
collettore è un istituto di previdenza obbligato ad affiliare d’ufficio i
datori di lavoro che non adempiono al loro obbligo di aderire ad un istituto di
previdenza (art. 60 cpv. 1 e 2 lett. a v. LPP, art. 2 cpv. 1 dell’Ordinanza
concernente i diritti dell’istituto collettore in materia di previdenza
professionale);

 

                                     -   l’Ordinanza
citata precisa che il datore di lavoro deve versare all’Istituto collettore i contributi
dovuti per l’insieme dei salariati sottoposti alla legge con effetto dal
momento in cui avrebbe dovuto essere affiliato ad un istituto di previdenza
(art. 3);

 

                                     -   in casu, l’obbligo
contributivo del datore di lavoro, affiliato d’ufficio, non è mai stato
contestato e dev’essere ammesso;

 

                                     -   secondo
l’art. 66 v. LPP l’istituto di previdenza stabilisce nelle disposizioni
regolamentari l’importo dei contributi del datore di lavoro e dei lavoratori e
che il datore di lavoro è l’unico debitore dei contributi (Brühwiler, Obligatorische
berufliche Vorsorge, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht,
Basilea/Ginevra/Monaco 1998, p. 46; Lüthy, Das Rechtsverhältnis zwischen
Arbeitgeber und Personalvorsorgestiftung, Zurigo 1989, p. 32); 

 

                                     -   in
concreto le modalità di calcolo dei contributi sono previste alla cifra 7 del
regolamento dell’Istituto collettore contenente le disposizioni generali, che
rinvia alla cifra VI/A del Piano di previdenza, in cui vengono definite in
dettaglio le percentuali applicabili al salario assicurato (doc. H);

 

                                     -   per la
cifra 7.1.2 delle disposizioni generali 

 

"  La Fondazione finanzia inoltre i suoi oneri e i suoi
obblighi:

-    con il suo
patrimonio e il reddito dello stesso;

-    con le prestazioni
di libero passaggio e i versamenti unici;

-    con le prestazioni assicurative
provenienti dal contratto d'assicurazione;

-    con le quote di eccedenze provenienti
dal contratto d'assicurazione;

-    dalle sovvenzioni del fondo di garanzia
in caso di sfavorevole struttura d'età ai sensi dell'art. 58 LPP;

-    con gli indennizzi
del fondo di garanzia ai sensi dell'art. 56 LPP;

-    con eventuali capitali di fondazione
trasferiti (fondi per le misure speciali, fondi liberi della fondazione ecc.)
dalle nuove aziende affiliate;

-    con elargizioni e
donazioni." (Doc. H)

 

                                     -   la
richiesta attorea non è stata contestata dal convenuto, il quale non è
intervenuto in causa, né precedentemente risulta aver sollevato obiezioni in
merito al calcolo dei contributi;

 

                                     -   il
calcolo effettuato risulta suffragato dalla necessaria documentazione;

 

                                     -   infatti,
le persone assicurate e i salari erogati risultano dai documenti di causa (doc.
C, E). Il debito contributivo relativo al periodo in esame (1. gennaio 2002 -
30 giugno 2004) - calcolato in base a questi elementi e su quelli ricordati al
paragrafo precedente - deve quindi essere cifrato in fr. 23'159.65 (I);

 

                                     -   in quanto
stabilito conformemente alle disposizioni di legge e di regolamento, l’importo
di fr.  23'159.65, come pure le spese di diffida (fr. 200.--) e i costi d'esecuzione
(fr. 150; I) devono essere pertanto confermati (cfr. art. 4 Condizioni
d'affiliazione e Regolamento dei costi; cfr. DTF 117 II 258);

 

                                     -   non può
per contro essere addebitata al convenuto l’integralità degli interessi di mora
(fr. 331.90) calcolati dalla Fondazione sui contributi dovuti; in effetti dalla
documentazione prodotta si evince come è stato per la prima volta richiesto con
il conteggio del 1. marzo 2003 il pagamento dei contributi dovuti per il
dipendente __________; sono stati invece chiesti per la prima volta con il
conteggio dei contributi del 4 dicembre 2003 i contributi dovuti per __________,
per __________ e __________ (doc. D; cfr. anche doc. E). Ora, i due conteggi
citati indicavano un termine di pagamento sino alla fine del mese, ritenuto per
il resto che né l’art. 12 cpv. 2 LPP, che regola la speciale situazione in cui
un caso di previdenza (decesso o invalidità del salariato) o la cessazione del
rapporto d’impiego si siano realizzati prima dell’affiliazione ad un istituto
di previdenza - ipotesi che in concreto non risultano realizzate - né l’art. 3
dell’Ordinanza concernente i diritti dell’istituto collettore in materia di
previdenza professionale che disciplina i diritti dell’istituto collettore
verso il datore di lavoro che non si è ancora affiliato ad un istituto di
previdenza qualora sia tenuto a fornire prestazioni legali ai salariati o ai
loro superstiti (art. 1 lett. a Ordinanza) rispettivamente la copertura delle
spese dell’istituto mediante il fondo di garanzia (art. 1 lett. b Ordinanza) -
anch’esse ipotesi non realizzate nella fattispecie - trovano qui applicazione
(in argomento cfr. STFA del 26 agosto 2004 nella causa J. [B 106/03] il cui
riassunto è riportato in SZS 2005 pp. 169-171). La Fondazione non era
quindi autorizzata a calcolare interessi moratori su contributi prima del 31
marzo rispettivamente 31 dicembre 2003, il convenuto non essendo venuto a
conoscenza del debito contributivo prima dell’invio dei conteggi 1. marzo 2003
e 4 dicembre 2003 né si trovava in ritardo di pagamento prima della scadenza
ivi indicata; gli interessi addebitati per queste posizioni, di complessivi fr.
89.60 (fr. 39.25 per __________, fr. 10.20 per __________, fr. 20.70 per __________
e fr. 19.45 per __________) non possono pertanto venir riconosciuti
all’attrice; i restanti interessi, di fr. 242.30 (fr. 331.90 – fr. 89.60) vanno
per contro confermati; il debito a carico del convenuto va quindi fissato in
fr. 23'601.95 (anziché fr. 23'691.55 come preteso con la petizione) oltre ai
fr. 150 di costi d’esecuzione;

 

                                     -   la
Fondazione postula pure il versamento di interessi di mora al 5% dal 3
settembre 2004 su fr. 23'691.55;

                                      

                                     -   poiché il
convenuto è palesemente in mora (art. 4 Condizioni di affiliazione; art. 102 e
103 CO; cfr. anche l’art. 66 cpv. 2 LPP) con il pagamento dei contributi e il
tasso del 5% richiesto corrisponde a quello legale (art. 104 CO), la domanda dev'essere
accolta, ma limitatamente a fr. 23'601.95;

 

                                     -   pertanto
il convenuto dev’essere condannato a versare alla Fondazione fr. 23'751.95 (fr.
23'601.95 + fr. 150) oltre interessi al 5% dal 3 settembre  2004 su fr. 23'601.95;

 

                                     -   con la
petizione l’attrice chiede anche la pronuncia del rigetto definitivo
dell’opposizione interposta al precetto esecutivo n. __________ dell’UE di __________;

 

                                     -   secondo
la giurisprudenza federale il creditore che in seguito d'opposizione ha fatto
riconoscere i propri diritti conformemente all'art. 79 LEF, può chiedere
direttamente la continuazione dell'esecuzione senza dover esperire la procedura
speciale di rigetto dell'opposizione prevista dall'art. 80 LEF; lo stesso vale
laddove la decisione pronunciata ai sensi dell'art. 79 LEF sia emanata da
un'autorità o da un Tribunale amministrativo della Confederazione o del cantone
del foro dell'esecuzione (conferma della giurisprudenza). Occorre tuttavia che
il dispositivo del giudizio civile o della decisione amministrativa si
riferisca con precisione all'esecuzione in corso e rigetti formalmente
l'opposizione integralmente o fino a concorrenza di un determinato importo (DTF
121 V 109, 119 V 329, 107 III 60).

                                         Il
principio è che qualora il creditore segua la procedura dell'art. 79 e quindi
intenti un'azione in riconoscimento del credito non debba, vistosi riconoscere
definitivamente il credito, adire successivamente la procedura dell'art. 80 LEF
(Adler, La mainlevée de l'opposition par une caisse-maladie dans une poursuite
pour dettes, in: Droit privé et assurances sociales, Friborgo 1990, pp. 241ss,
251s);

                                         

                                     -   la
presente sentenza varrà pertanto quale titolo per la prosecuzione
dell'esecuzione n. __________ dell'UE di __________ per l’importo di fr.
23'751.95 oltre interessi al 5% dal 3 settembre  2004 su fr. 23'601.95 senza
che il creditore debba previamente chiedere il rigetto definitivo
dell'opposizione al giudice dell'esecuzione;

 

                                     -   per quel
che riguarda l’addebito di tasse e spese relative alla presente procedura, si
osserva che secondo la legge di procedura per i ricorsi al Tribunale cantonale
delle assicurazioni in materia di assicurazioni sociali (LPTCA art. 20 cpv. 1),
applicabile in virtù dell’articolo 8 LALPP, la procedura è di principio
gratuita.

                                         Per il
TFA vi è un’eccezione alla gratuità della procedura in caso di temerarietà o di
procedimenti introdotti per leggerezza (DTF 124 V 285-287, 118 V 319ss;
SZS 1998 p. 64; STFA del 17 luglio 1998 in re T.), ciò che è anche
previsto dall’art. 20 cpv. 2 LPTCA. I concetti di temerarietà e leggerezza sono
di pertinenza del diritto federale (DTF 128 V 324 consid. 1b con
riferimenti).

                                         Secondo
la giurisprudenza un processo è temerario o sconsiderato se la parte fonda la
propria richiesta su fatti di cui conosce o dovrebbe conoscere l'inesattezza.
La temerarietà è tra l'altro data nel caso in cui una parte si attiene ad un
opinione palesemente illegale.

                                         Al
contrario non si può ritenere temerario colui che sottopone al giudice un
parere non arbitrario. Ciò vale anche quando pendente causa il giudice intende
convincere la parte dell'infondatezza della richiesta per indurlo a ritirare il
ricorso (DTF 112 V 334). La presentazione di un ricorso privo di esito
favorevole non significa che il gravame è temerario. Per ammettere la
temerarietà la carenza di esito favorevole dev'essere accompagnata da un
fattore soggettivo: la parte ha riconosciuto o poteva a riconoscere
l'impossibilità di successo e malgrado ciò ha introdotto il gravame (DTF
124 V 287s; AHI Praxis 1998 p. 189; STFA del 13 luglio 1998 in re
T.).

                                         La
temerarietà è inoltre data nel caso in cui una parte viola un obbligo che le
compete (ad esempio l'obbligo di collaborare o di astenersi dal compiere un
determinato atto; DTF 124 V 288s, 112 V 335).

                                         Nell'ambito di un'azione in materia di contributi LPP il solo fatto
di non intervenire in causa non è sufficiente per ritenere temerario il
comportamento del convenuto. Tuttavia, in tale contesto il comportamento della
controparte dev'essere valutato tenendo conto anche dell'agire che
l'interessato ha tenuto precedentemente al processo. Se, quindi, il datore di
lavoro o l'assicurato non rispetta fatture e solleciti, provoca l'avvio di
procedure esecutive e obbliga l'istituto di previdenza, malgrado una situazione
palesemente infondata, a inoltrare un'azione, tramite la presentazione
dell'opposizione al precetto esecutivo, e non interviene in causa, agisce in
modo temerario. In simili condizioni si può infatti ritenere che egli abbia
messo in atto manovre dilatorie passibili d’essere sanzionate tramite il
pagamento di spese di giustizia (DTF 124 V 288, 290; STCA del 28
gennaio 1998 nella causa P. Sagl).

 

                                         Nel caso
in esame il convenuto non ha dato seguito alle diffide di pagamento inviategli
dalla Fondazione, ha interposto opposizione al precetto esecutivo e non è
intervenuto in causa, malgrado la fissazione di due termini per la
presentazione della risposta.

                                         Alla luce
della suesposta giurisprudenza il comportamento del convenuto va considerato
temerario. Di conseguenza vanno poste a suo carico tasse e spese di procedura
per fr. 200.--;

 

                                     -   il tema
della rifusione delle ripetibili non è regolato dalla LPP.

                                         L'art. 73
cpv. 2 LPP si limita a delegare ai Cantoni l'istituzione di una procedura di
ricorso semplice, spedita e di regola gratuita, in cui il giudice accerta
d'ufficio i fatti.

                                         Il
principio, enunciato dall'art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA (in vigore dal 1. gennaio
2003), secondo cui il ricorrente vittorioso ha diritto a ripetibili, non trova
applicazione in materia LPP (Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo 2003, ad
art. 1 n. 7, ad art. 61 n. 4; Meyer-Blaser, Die Rechtspflegebestimmungen
des ATSG, in: HAVE 2000 pp. 328, 332); lo stesso valeva per gli artt. 85 cpv. 2
lett. f LAVS (estensibile all'AI, PC, IPG, AF contadini di montagna) e 108 cpv.
1 lett. g LAINF, nel loro tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002. E neppure,
per costante giurisprudenza (DTF 114 V 228ss, 112 V 111 con
riferimenti), il diritto a ripetibili poteva essere dedotto dall'art. 4 vCF
così come non è deducibile dall'art. 6 CEDU. Spetta ai cantoni prevederlo (DTF
117 V 403).

                                         Vi ha
provveduto, nel Ticino, la LPTCA che prevede il "diritto nella misura
stabilita dal giudice al rimborso delle spese processuali, dei disborsi e delle
spese di patrocinio".

                                         Il
diritto è dunque riservato, analogamente alle norme di diritto federale
sopraccitate, al solo ricorrente.

                                         Il motivo
di questo privilegio è esposto dal TFA in STFA 7 dicembre 1989 nella causa D.W.,
pubblicata in RAMI 1990 U 98 pag. 195 a proposito dell'art. 108 LAINF,
precisando che scopo della norma è di consentire all'assicurato, spesso
socialmente debole, di far valere in giustizia le sue pretese a prestazioni
assicurative senza esserne trattenuto dal timore di dover sborsare, in caso di soccombenza,
un'indennità alla controparte. Motivi analoghi presiedono all'esclusione del
diritto a ripetibili a favore di organismi adempienti funzioni di diritto
pubblico, sancito dall'art. 159 cpv. 2 OG in fine (DTF 112 V 49).

                                         In
materia di LPP il diritto a ripetibili dev'essere esclusivamente riservato
all'assicurato vittorioso in causa: le ripetibili sono in tale ipotesi
accollate all'assicuratore che ha introdotto la causa e l'ha persa (DTF
126 V 150).

                                         Per
contro, l'assicuratore che vince la causa, ancorché rappresentato da un legale,
non ha, di regola, diritto a ripetibili (DTF 128 V 133 consid. 5, 126 V
150 consid. 4, 112 V 361s; SZS 2001 p. 174; STCA del 9 marzo 1992
in re F.P. c. S.SA).

                                         Se però il comportamento processuale della controparte si dimostra
temerario o quest’ultima abbia agito con leggerezza (cfr. supra), gli
assicuratori sociali, vincenti in causa e patrocinati da un avvocato o da una
persona qualificata hanno diritto alle ripetibili. In assenza di una tale
rappresentanza, devono, in aggiunta alla temerarietà e alla leggerezza, essere
realizzate le ulteriori condizioni (cumulative) richieste per l’assegnazione di
ripetibili ad una parte non patrocinata (la causa deve cioè essere
complessa, avere valore litigioso elevato e richiedere un notevole impiego di
tempo, e gli sforzi profusi devono essere ragionevolmente proporzionati ai
risultati ottenuti (DTF 128 V 133s consid. 5, 323 consid. 1, 127 V 207, 126 V 150 consid. 4b, 110 V 135 consid.
4d; AHI Praxis 2000 p. 337; RCC 1984 p. 278).

                                         Nel caso concreto, considerata la non complessità della causa,
un’indennità per ripetibili ai sensi della giurisprudenza federale non può
essere riconosciuta.

 

 

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   La
petizione é parzialmente accolta.

                                      §)     Di conseguenza CV 1,
__________ è condannato a versare alla Fondazione Istituto collettore LPP, __________,
__________ fr. 23'751.95 oltre interessi al 5% dal 3 settembre  2004 su fr.
23'601.95 a titolo di contributi previdenziali e spese.

 

                                         §§)  E'
rigettata in via definitiva l'opposizione interposta al precetto esecutivo no. __________
del 6 settembre 2004         dell'UE di __________ per l’importo di fr.
23'751.95 oltre interessi al 5% dal 3 settembre  2004 su fr. 23'601.95.

 

                                    

                                 2.-   La tassa di
giustizia e le spese per globali fr. 200.-- sono poste a carico di CV 1.                                        

 

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella
impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o
del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti