# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 149be8ae-89a5-5318-bbdf-42b0a66f0c71
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-10-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.10.2010 42.2010.20
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2010-20_2010-10-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto n.

  42.2010.20

   

  CI

  	
  Lugano

  21 ottobre
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei
  giudici:

  	
  Raffaele Guffi vicepresidente, Ivano
  Ranzanici

  Andrea Pedroli (in sostituzione di
  Daniele Cattaneo, astenuto)

  
					

 

	
  redattore:

  	
  Carlo Iazeolla, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 6 luglio 2010 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 15 giugno
  2010 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e
  dell'inserimento, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di armonizzazione e
  coordinamento delle prestazioni sociali

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su reclamo del 15 giugno 2010 l’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento (di seguito: USSI) ha confermato la propria decisione del 30
aprile 2010 con la quale ha respinto la richiesta di RI 1 volta ad ottenere il
riconoscimento dell’importo relativo ad affitti arretrati per l’appartamento
adibito ad abitazione e per lo svolgimento dell’attività professionale
indipendente, per un importo di fr. 6'213.05, a copertura del debito relativo
ad una procedura di pignoramento (cfr. doc. IV).

 

                               1.2.   Con ricorso
del 6 luglio 2010 RI 1 ha richiesto l’annullamento della decisione impugnata ed
il versamento dell’importo richiesto a copertura del pignoramento.

                                         A
sostegno della propria pretesa ricorsuale, l’insorgente ha addotto che l’USSI
avrebbe negato le proprie responsabilità per l’attuale situazione finanziaria
dell’insorgente stessa. RI 1 ha inoltre fatto valere che la richiesta
dell’importo, oltre che legittima, rappresentava la soluzione più veloce
all’attuale situazione. Se l’importo fosse versato, la ricorrente non sarebbe
più costretta a gravare economicamente sull’USSI (cfr. doc. I).

 

                               1.3.   In risposta
l’USSI ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa, confermando quanto
espresso nella propria decisione su opposizione e sottolineando che la Legge sull’assistenza sociale garantisce per principio la copertura del fabbisogno di base e
non un’attività indipendente e le spese professionali (cfr. doc. VII).

 

                               1.4.   Con scritto
del 9 settembre 2010 l’insorgente si è riconfermata nei propri argomenti (cfr.
doc. IX).

 

 

considerando,                in diritto

 

                               2.1.   Il TCA è
chiamato a stabilire se rettamente o meno l’USSI ha negato a RI 1 il
riconoscimento dell’importo relativo ad affitti arretrati.

 

                               2.2.   L’intervento
della pubblica assistenza è regolato nel Cantone i dalla Legge
sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las). 

 

                                         L'art. 1
Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti
della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla
legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti
stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

                                         Le
prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e
professionale dei beneficiari (cpv. 2).

 

                                         L'art. 2
della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al
cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono
complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni
sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi
cantonali". 

                                         Il cpv. 2
precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente
dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre
prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento
delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

 

                               2.3.   Secondo l’art. 11 Las i
provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12
Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).

                                         

                                         Relativamente
alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

 

" 
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono
la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai
sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola
carattere ricorrente. (cpv. 2)"

 

                                         Ex art.
19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:

 

" 
La soglia d’intervento per le prestazioni
assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto
delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale."

 

                                         L’art. 19
Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in
deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI.

                                         La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni
dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni,
come altri Cantoni.

                                         L’ammontare
della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della
COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                                                                 

                               2.4.   L’art. 22
Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

 

" 
Il reddito disponibile residuale è quello
definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti: 

a) Reddito computabile: 

    1.  vengono
computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul
diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte
dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente; 

 

    2.
 la sostanza netta viene computata
interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,
per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20'000 fr. per
una coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni
figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni
transitorie a questo computo possono essere concesse in casi di rigore,
segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente
liquidabile; 

    3.  vengono
interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di
riferimento. 

    4.
 Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e
immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.

 

b) Spesa vincolata: 

    1.  non
vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps); 

    2.  non
vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps; 

    3.  non
vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps; 

    4.  le
spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino
all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

 

c)
Spesa per l’alloggio

    Per
il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato
delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9
Laps." 

 

                                         Il
reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui
all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli
art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei
redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti
l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

 

                                         L'art. 6
Laps regolamenta così il reddito computabile:

 

" 
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi: 

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

b) ... 

c) ... 

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità; 

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992; 

f)  1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la
deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle
famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1)

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e
le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

 

                                         La spesa
computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate
e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 8 Laps:

 

" 
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese: 

a) le
spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale
misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle
persone con attività lucrativa salariata;

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT; 

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f)  i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui 

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

    un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime
non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro; 

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata; 

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente
assicurate; 

i)  ... 

j)  … . (cpv. 1) 

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi: 

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 LT, maggiorato di 3000 fr.; 

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

" 
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di: 

 

a) per le persone unità               importo
riconosciuto dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle
prestazioni complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI
per la persona sola

 

      b) per le unità di                      importo
riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi

  

      c)                                            per
le unità di      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più
di due persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato 

                                                   del
20%

(cpv. 1)

 

Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         Il 1°
gennaio 2008 è entrata in vigore la nuova Legge federale sulle prestazioni complementari
all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPC). L’art.
10 cpv. 1 lett. b LPC prevede che l’importo massimo annuo riconosciuto delle
spese per pigione è di fr. 13'200.-- per le persone sole (cifra 1), fr.
15'000.-- per coniugi e le persone con orfani che hanno diritto a una rendita o
con figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o dell’AI (cifra
2) e di fr. 3'600.-- in più se è necessaria la locazione di un appartamento in
cui è possibile spostarsi con una carrozzella (cifra 3).

 

                               2.5.   Secondo
l’art. 61 cpv. 2 Las, l’autorità competente può, per un periodo limitato,
effettuare versamenti retroattivi di prestazioni assistenziali speciali e di
prestazioni assistenziali ordinarie se le circostanze o il particolare stato di
bisogno del richiedente lo giustificano.

                                         Per
l’art. 5 Reg.Las, la retroattività delle prestazioni assistenziali è limitata a
tre mesi.

 

                                         Nella
sentenza 8C_139/2008 del 22 novembre 2008, il Tribunale federale ha stabilito
che non è contrario ai principi costituzionali il mancato riconoscimento di
affitti arretrati da parte degli organi di aiuto sociale, che nel caso trattato
aveva comportato lo sfratto del ricorrente, sottolineando inoltre che l’onere
dell’affitto è del conduttore e non dello Stato. L’Alta Corte ha in particolare
rilevato quanto segue:

 

" 
9.1 Die Beschwerdeführer wenden im Wesentlichen
ein, durch das seitens des Vermieters erwirkte Ausweisungsbegehren habe ihnen
der Wohnungsverlust gedroht, weshalb sie sich unzweifelhaft in einer Notlage
befunden hätten. Dies sei von der Sozialbehörde selber durch die erneute
Aufnahme der Sozialhilfe (ab Februar 2007) bestätigt worden. Im Rahmen der hier
vorzunehmenden Abwägung überwiege der Schutz an der Wohnung, zumal diese auch
von minderjährigen Kindern bewohnt werde. Die Hinnahme des Wohnungsverlusts sei
unverhältnismässig und verstosse damit gegen Art. 12 BV. Die Vorinstanz habe
ihr Ermessen rechtsfehlerhaft ausgeübt. Sie habe die gebotene Abwägung der
gegenseitigen Interessen auf Beibehaltung des Obdachs einerseits und
Einstellung der Sozialhilfe anderseits unterlassen. Diese Abwägung ergebe
jedoch, dass das Interesse am Verbleib in der Wohnung aufgrund der
unbestrittenen Notlage höher zu bewerten sei als das Einsparen von
Sozialgeldern. Ein Verstoss gegen das Willkürverbot (Art. 9 BV) ergebe sich
somit zum einen aus der unterlassenen Abwägung, zum anderen aus der falschen
Gewichtung der sich widersprechenden Interessen. Fehl gehe die Annahme der
Vorinstanz, einer Notlage müsse im Falle nicht erfüllter Auflagen nicht
abgeholfen werden. Zwar stehe der Behörde grundsätzlich ein Ermessen zu, in
welcher Form einer Notlage abgeholfen werden könne. Ob einer Notlage abzuhelfen
sei, stelle dagegen keine Ermessensfrage dar. Tatsächlich hätte der drohenden Notlage
durch eine Notwohnung abgeholfen werden können. Eine konkrete Notwohnung sei
ihnen jedoch nie angeboten worden. In Aussicht gestellt worden sei lediglich
eine 2 1/2-Zimmerwohnung, die für eine vierköpfige Familie ungeeignet sei.
Zudem handle es sich bei der von ihnen bewohnten Wohnung bereits um eine
Notwohnung. Hinzuweisen sei darauf, dass sie von der Sozialbehörde jüngst
aufgefordert worden seien, sich eine neue Wohnung zu suchen, was vermuten
lasse, dass keine andere Notwohnung zur Verfügung stehe. Zu berücksichtigen sei
weiter, dass selbst für den Fall einer vorhandenen Notwohnung erhöhte
Umzugskosten angefallen wären, welche die Sozialbehörde ebenfalls hätte tragen
müssen. Die Nichtannahme des von der Sozialbehörde vorgeschlagenen Vergleichs sei
nicht ihnen anzulasten, da es allein Sache des Vermieters gewesen sei, zu
entscheiden, ob er einer Abzahlung der offen stehenden Mieten zustimme.

 

9.2 Nach Art. 12 BV hat, wer in Not gerät und
nicht in der Lage ist, für sich zu sorgen, Anspruch auf Hilfe und Betreuung und
auf die Mittel, die für ein menschenwürdiges Dasein unerlässlich sind. Dieses
Grundrecht garantiert nicht ein Mindesteinkommen; verfassungsrechtlich geboten
ist nur, was für ein menschenwürdiges Dasein unabdingbar ist und vor einer unwürdigen
Bettelexistenz zu bewahren vermag. Der Anspruch umfasst einzig die in einer
Notlage im Sinne einer Überbrückungshilfe unerlässlichen Mittel (in Form von
Nahrung, Kleidung, Obdach und medizinischer Grundversorgung), um überleben zu
können. Diese Beschränkung des verfassungsrechtlichen Anspruches auf ein
Minimum im Sinne einer "Überlebenshilfe" bedeutet, dass Schutzbereich
und Kerngehalt zusammenfallen. Durch das ausdrückliche Erwähnen des
Subsidiaritätsprinzips hat der Verfassungsgeber somit (bereits) den Anspruch
als solchen relativiert. Grundsätzliche Voraussetzung der Anwendbarkeit von
Art. 12 BV ist das Vorliegen einer aktuellen, d.h. tatsächlich eingetretenen
oder unmittelbar drohenden Notlage (BGE 131 I 166 E. 3.1 S. 172, E. 3.2 S. 173,
130 I 71 E. 4.1 S. 74 f., je mit Hinweisen). Art 12 BV umfasst nur eine auf die
konkreten Umstände zugeschnittene, minimale individuelle Nothilfe. Sie
beschränkt sich auf das absolut Notwendige und soll die vorhandene Notlage
beheben. Insofern unterscheidet sich der verfassungsmässige Anspruch auf Hilfe
in Notlagen vom kantonalen Anspruch auf Sozialhilfe, die umfassender ist
(Margrith Bigler-Eggenberger, in: Bernhard Ehrenzeller/Philippe
Mastronardi/Rainer J. Schweizer/Klaus A. Vallender [Hrsg.], Die Schweizerische Bundesverfassung,
St. Galler Kommentar, 2. Aufl. 2008, Rz. 12, 13 und 20 zu Art. 12 BV).

 

9.3 Der Anspruch der Beschwerdeführer auf Obdach
wird von der Sozialbehörde nicht in Frage gestellt. Diese weigert sich nur,
sechs ausstehende Wohnungsmietzinse im Betrag von total Fr. 9'480.--, welche
die Beschwerdeführer dem Vermieter schulden, nachzuzahlen. Dies hat einzig
(aber immerhin) zur Folge, dass den Beschwerdeführern die Ausweisung aus der
Wohnung droht. Falls der Vermieter die Ausweisung tatsächlich vollstrecken
sollte, werden die Beschwerdeführer jedoch nicht obdachlos. Ihnen wird, wie die
Stadt X.________ im Schreiben vom 25. Juli 2007 in Aussicht gestellt hat, eine Notwohnung zugewiesen, welche die Anforderungen an Art. 12 BV zu
erfüllen hat (hinsichtlich Grösse, hygienische Verhältnisse usw.). Ein solches
Vorgehen entspricht auch lit. B.3-2 der Richtlinien für die Ausgestaltung und
Bemessung der Sozialhilfe der Schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe (SKOS;
Stand Dezember 2007). Die vorinstanzliche Sachverhaltsfeststellung, der
Sozialbehörde stünden entsprechende Notwohnungen zur Verfügung, ist entgegen
dem Einwand der Beschwerdeführer nicht zu beanstanden.

 

Nach dem Gesagten ist der Kerngehalt bzw. der
damit zusammenfallende Schutzbereich des Art. 12 BV nicht verletzt. Somit liegt
kein Eingriff in das Grundrecht auf Hilfe in Notlagen vor. Demnach ist das von
den Beschwerdeführern angerufene Verhältnismässigkeitsgebot nur dann verletzt,
wenn die gestützt auf § 22 SHV ergangene kantonalrechtliche Anordnung
offensichtlich unverhältnismässig ist und damit gleichzeitig gegen das von
ihnen ebenfalls ins Feld geführte Willkürverbot verstösst (BGE 134 I 153 E. 4
S. 156 ff.; vgl. auch Matthias Suter, Der neue Rechtsschutz vor dem
Bundesgericht, Bamberg 2007, S. 255 f.).

Nach der Rechtsprechung ist eine Entscheidung
willkürlich, wenn sie eine Norm oder einen klaren und unumstrittenen
Rechtsgrundsatz offensichtlich schwer verletzt, sich mit sachlichen Gründen
schlechthin nicht vertreten lässt oder in stossender Weise dem
Gerechtigkeitsgedanken zuwiderläuft. Das Bundesgericht hebt einen Entscheid
jedoch nur auf, wenn nicht bloss die Begründung, sondern auch das Ergebnis
unhaltbar ist. Willkürliche Rechtsanwendung liegt zudem nicht schon vor, wenn
eine andere Lösung vertretbar oder sogar vorzuziehen wäre (BGE 134 I 140 E. 5.4
S. 148, 133 I 149 E. 3.1 S. 153 mit Hinweisen).

 

9.4 Da kein Fall der Eingriffs-, sondern ein
solcher der Leistungsverwaltung vorliegt (vgl. dazu Beatrice Weber-Dürler, Zur
neusten Entwicklung des Verhältnismässigkeitsprinzips, in: Mélanges Pierre
Moor, Bern 2005, S. 602), kann zum vornherein nicht gesagt werden, mit einer
milderen Massnahme hätte derselbe Zweck erreicht werden können. Die
Sozialbehörde hatte grundsätzlich nur die Möglichkeit, die Mietzinsausstände zu
bezahlen oder dies nicht zu tun.

 

Man kann sich daher höchstens fragen, ob das
Vorgehen der Sozialbehörde zweckmässig war, zumal die Zuweisung einer
Notwohnung und der damit verbundene Umzug ebenfalls mit Kosten verbunden ist,
für welche die Sozialbehörde aufzukommen hat. Für die Sozialbehörde geht es
indessen nicht nur um den offenen Mietzinsbetrag von total Fr. 9'480.--,
sondern auch um die Frage, ob sie dazu verhalten werden kann, Mietzinsausstände
von Sozialhilfeempfängern aus einem Zeitraum vor Gewährung der Sozialhilfe zu
begleichen. Wäre dem so, könnten sich Wohnungsmieter und -vermieter darauf
verlassen, dass offene Mietzinse von der Sozialhilfe bezahlt werden, wenn mit
der Ausweisung gedroht wird. Das Inkassorisiko hat aber nicht in erster Linie
der Staat, sondern der Vermieter zu tragen. Zudem stünde zu befürchten, dass
Wohnungsmieter Mietzinsschulden anwachsen lassen könnten im Wissen darum, dass
später die Sozialbehörde dafür aufzukommen haben werde.

 

Insgesamt ergibt eine Interessenabwägung, dass
Gründe sowohl für als auch gegen die Übernahme der Mietzinsschulden der
Beschwerdeführer von Fr. 9'480.-- durch die Sozialbehörde sprechen. Dass
erstere Lösung ebenfalls vertretbar gewesen wäre oder den von den
Beschwerdeführern angeführten Interessen (E. 9.1 hievor) allenfalls gar besser
gerecht geworden wäre, ist indessen unter dem Gesichtswinkel des Willkürverbots
ohne Belang (vgl. BGE 134 I 153 E. 3.4 S. 156). § 22 SHV schreibt denn auch
vor, dass Schulden nur ausnahmsweise, d. h. in der Regel nicht zu übernehmen
sind. Dies entspricht auch lit. A.4-2 der SKOS-Richtlinien. Wenn sich die
Sozialbehörde an diese Regel gehalten und in casu keine Ausnahme gemacht hat,
ist dies nicht unhaltbar und willkürlich (vgl. E. 9.3 hievor). Von einer
rechtsfehlerhaften Ermessensausübung (E. 2.1 hievor) kann ebenfalls nicht
gesprochen werden. Nach dem Gesagten ist der angefochtene Entscheid in diesem
Punkt nicht zu beanstanden." (cfr. STF 8C_139/2008, consid. 9.1 a 9.4)

 

                               2.6.   Secondo la
direttiva COSAS H.7, riguardante l’aiuto a persone che esercitano un’attività
indipendente, le prestazioni finanziarie dell’aiuto sociale consistono
nell’assicurare (a titolo complementare) il minimo esistenziale durante un
periodo limitato. Questo periodo può essere prolungato se è imminente un
“turnaround” della situazione.

                                         L’assistito
può procedere a piccoli investimenti a carico dell’aiuto sociale se l’impresa
garantisce già i mezzi necessari al suo mantenimento, purché tali investimenti
evitino una dipendenza dall’aiuto sociale anche in futuro. Di regola, le spese
aziendali non vengono assunte dall’aiuto sociale.

 

                               2.7.   Nella
concreta fattispecie, dagli atti dell’incarto emerge che nel corso
dell’incontro che ha avuto luogo a __________ il 25 luglio 2008 tra la ricorrente
e i rappresentanti dell’USSI, questi ultimi hanno fatto presente all’insorgente
che per il mese di agosto 2008 sarebbe stato ancora versato, in via
eccezionale, l’importo corrispondente alla metà del supplemento erogato per
l’affitto, mentre a partire dal mese di settembre 2008 non sarebbe stato più
possibile riconoscere ad alcun supplemento per l’affitto (cfr. doc. VII/B1).

                                         Come
rilevato dall’USSI nella propria decisione su reclamo, già dal mese di luglio
2008 la ricorrente era pertanto stata informata della necessità di provvedere
ad un alloggio più conveniente (cfr. doc. IV).

 

                                         L’USSI
rileva inoltre che nel periodo da gennaio ad aprile 2009 RI 1 non ha più
richiesto le prestazioni di assistenza, e che proprio durante questo lasso di
tempo l’insorgente ha potuto far fronte solo parzialmente al pagamento della
pigione, accumulando il debito per il quale ora chiede il versamento della
prestazione. Sin dal mese di luglio 2009, poi, l’amministrazione ha appurato
che i rapporti personali tra l’insorgente ed i proprietari dell’abitazione
erano talmente deteriorati che non vi era nessuna possibilità di evitare la
rescissione del contratto di affitto, motivo per cui l’USSI, non risultando
risolutiva la copertura delle pigioni arretrate, non ha preso a carico queste
spese (cfr. doc. IV). La ricorrente, dal canto suo, non contesta questi
aspetti.

 

                                         Visto
quanto precede, tutto ben considerato, questo Tribunale ritiene che l’USSI, nel
non concedere alla ricorrente l’importo da lei richiesto, non abbia, nel caso
concreto, abusato o fatto un uso scorretto del proprio potere di apprezzamento.
Infatti, come previsto dalla legge, i debiti privati sono da pagare solo in via
eccezionale. Con tutta evidenza, l’attività indipendente svolta dalla
ricorrente non le ha portato entrate sufficienti a coprire le spese di alloggio
e pertanto non ha potuto garantire i mezzi necessari al suo mantenimento. In
questo contesto, è rilevante la circostanza che RI 1 ha accumulato il debito
proprio nel periodo in cui non ha richiesto prestazioni assistenziali. Inoltre,
anche secondo la direttiva COSAS H.7 (cfr. consid. 2.6), di regola il sostegno
sociale non prende a carico le spese aziendali.

 

                                         La
decisione su reclamo del 15 giugno 2010 deve pertanto essere confermata.

 

                                      

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti