# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 10acb9e1-6997-5634-9e56-97087db84eb1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-05-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 26.05.2004 12.2003.76
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2003-76_2004-05-26.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2003.76

  	
  Lugano

  26 maggio
  2004/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente,

  Chiesa e Alippi, giudice supplente

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. OA.2001.169
della Pretura del Distretto di __________, promossa con petizione 14 settembre
2001 da

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr. dall’ __________ 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr.
  __________ 

   

  __________ 

   

  

 

chiedente
la condanna in solido delle parti convenute al pagamento di fr. 120'000.- oltre
interessi al 5% e spese;

 

domanda
cui le convenute si sono opposte e che il Pretore, con sentenza 20 marzo 2003,
ha respinto;

 

appellante
l’attrice che, in riforma della sentenza impugnata, chiede l’integrale
accoglimento della petizione;

 

lette le
osservazioni all’appello, presentate dalle convenute ed esaminato l'incarto;

 

 

considera

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                           1.    La
__________, (in seguito: La __________) e la compagnia attrice (in seguito:
__________) hanno stipulato, per il tramite dell'intermediario (broker)
assicurativo __________ (in seguito: __________), un contratto di
assicurazione, avente per oggetto la copertura dei danni inerenti al rischio di
annullamento delle rappresentazioni operistiche all'aperto, previste a
__________ nelle estati 1999, 2000 e 2001. Il contratto prevedeva una copertura
massima di fr. 1'000'000.– per le tre stagioni, mentre il premio, fissato in
fr. 450'000.–, sarebbe stato versato in tre rate uguali, almeno 15 giorni prima
dell’inizio di ogni stagione; inoltre, l’assicurata avrebbe pagato solo il 60%
del premio pattuito, con l’obbligo tuttavia di versare la differenza (bonus),
ossia del 40%, al momento dell’annuncio del primo sinistro.

 

 

                                           2.    A causa del
maltempo, due rappresentazioni della prima stagione, previste rispettivamente
il 28 e il 31 luglio 1999, hanno dovuto essere annullate e l'attrice ha
corrisposto la copertura convenuta all'organizzatrice degli spettacoli, ossia a
La __________. Senza entrare nei dettagli dell'operazione, si può senz'altro
affermare che nel conteggio del dovuto è stato tenuto conto del debito
dell'assicurata in misura limitata a un terzo del bonus, ossia fr. 60'000.–, restando
così insoluta la rimanenza pari a fr. 120'000.–, in sé esigibile interamente a
partire dal primo sinistro. 

 

 

                                           3.    Nell'aprile
2000, in vista della seconda stagione di rappresentazioni operistiche, La
__________ ha rinunciato al suo impegno di organizzatrice, cedendo tale ruolo
alla neocostituita __________.

 

 

                                           4.    Con
petizione 14 settembre 2001, __________ ha postulato la condanna in solido
della citata __________ al pagamento di fr. 120'000.–, ossia della quota di
bonus scoperta. Secondo l’attrice alla fattispecie sarebbe applicabile l’art.
54 LCA che prevede il passaggio del contratto assicurativo a chi acquisisce
l’oggetto assicurato e la responsabilità solidale del cedente e dell'acquirente
per i premi scaduti al momento del trapasso. Inoltre, afferma che
l’Associazione avrebbe accettato la modifica contrattuale, ossia l'assunzione
del contratto assicurativo, anche in virtù dell’art. 12 LCA, ossia non reagendo
nel termine legale di 4 settimane alla clausola di modifica della polizza __
del 25 maggio 2000 (doc. _). 

 

 

                                           5.    L’Associazione
ha negato l’esistenza di qualsiasi credito nei suoi confronti, sostenendo di
aver tempestivamente rifiutato di assumere il contratto e che l’accennato avenant
presupponeva una sottoscrizione per accordo della stipulante, che non è
avvenuta. Da parte sua La __________ ha sollevato eccezione di prescrizione
della pretesa in quanto rivolta nei suoi confronti e ha sostenuto che il
contratto sarebbe stato assunto dall’Associazione non già sulla base dell’art.
54 LCA, bensì solo in applicazione dell’art. 12 LCA. D’altra parte, il credito
non sussisterebbe poiché l’assicuratore era receduto dal contratto e aveva
rinunciato al pagamento del premio in applicazione dell'art. 21 LCA.

 

 

                                           6.    Con la
sentenza impugnata il Pretore ha respinto la petizione, accertando che
l'Associazione non aveva assunto il contratto d'assicurazione, mentre il
credito nei confronti de La __________ era prescritto ai sensi dell'art. 46
LCA, non potendosi opporre a quest’ultima un accordo di dilazione pattuito tra
__________ e __________.

 

 

                                           7.    Con il
presente appello, l'attrice ribadisce le proprie argomentazioni di prima sede,
rilevando in particolare che __________ ha sempre agito quale rappresentante:
dapprima di La __________ e in un secondo tempo dell'Associazione. Ne
conseguirebbe, da un lato, che la dilazione di pagamento concordata fra
l'attrice e __________ è in grado di interrompere la prescrizione della pretesa
nei confronti de La __________ mentre, d'altro lato, la ripresa del contratto
da parte dell'Associazione intervenuta automaticamente ai sensi dell'art. 12
LCA.

 

                                                  Delle rispettive
osservazioni delle convenute con cui ribadiscono, in sostanza, le tesi esposte
in prima sede si dirà, se necessario, nel seguito. 

 

 

                                           8.    L'art. 54
LCA regola la fattispecie del cambiamento di proprietario dell'oggetto
assicurato, prevedendo il principio del passaggio all’acquirente ope legis
di diritti e obblighi derivanti dal contratto d’assicurazione, laddove dottrina
e giurisprudenza hanno chiarito che per cambiamento di proprietà si deve
intendere cambiamento del titolare dell'interesse economico, segnatamente a che
il rischio assicurato non si realizzi (Carré, Loi fédérale sur le
contrat d'assurance, Losanna 2000, art. 54 LCA, 346–347). Scopo della norma è
bensì di evitare un'indesiderata interruzione della copertura (Boll, in
Comm. di Basilea alla LCA, 2000, art. 54, N. 25); essa prevede tuttavia
eccezioni: da un lato, nella forma del diritto di disdetta dell'assicuratore
(art. 54 cpv. 3 LCA), dall'altro, nel diritto di rescissione del contratto da
parte dell'acquirente dell'oggetto (del nuovo titolare dell'interesse
economico) assicurato (art. 54 cpv. 4 n. 2 LCA). Tale volontà dell'acquirente
dev'essere espressa in forma scritta e nel termine di 14 giorni dall'avvenuto
cambiamento di proprietà, conseguendone che allora il passaggio del contratto
d'assicurazione non avviene.

 

 

                                           9.    Nel caso
concreto, l'Associazione –costituitasi in data 15 aprile 2000 (doc. _
Associazione)– è divenuta titolare dell'interesse economico oggetto
dell'assicurazione in esame sulla base di una convenzione scritta che non è
controversa (doc. _ La __________). Questa circostanza è stata resa nota
all'attrice da parte di __________ che l'ha contestualmente informata sia sul
fatto che l'Associazione non era intenzionata ad assumere il contratto
assicurativo (…der neue Veranstalter ist nicht gewillt, den bestehenden
Vertrag zu übernehmen), sia, conseguentemente, di essere stata incaricata
dalla stessa di discutere i termini di un eventuale nuovo contratto (doc. _); e
ciò il 27 aprile 2000, ossia nel rispetto del termine di 14 giorni di cui
all'art. 54 cpv. 4 n. 2 LCA, dal momento che la questione della tempestività
non è controversa (anzi, le parti mai vi hanno accennato) e che l'Associazione non
avrebbe potuto validamente esprimersi sul contratto d'assicurazione prima della
sua costituzione (nessuno comunque pretende il contrario). Se ne deve così
concludere che la menzionata, chiara comunicazione scritta basta per adempiere
le condizioni della norma in esame, affinché l'Associazione __________ non
possa essere né considerata subentrante nel contratto d'assicurazione, né
tenuta a rispondere verso l'assicuratrice accanto a La __________; infatti,
l'art. 54 cpv. 2 LCA –che per eventuali premi scaduti al momento del trapasso
crea la responsabilità solidale dell'acquirente e del proprietario precedente (Carré,
op. cit., ibidem, 353)– è applicabile solo nel caso di passaggio del contratto
ai sensi dell'art. 54 cpv. 1 LCA. 

 

 

                                           10.  Nell'ambito
delle norme sulla conclusione di un contratto d'assicurazione, l'art. 12 LCA dà
diritto allo stipulante, entro quattro settimane dal ricevimento della polizza,
di chiedere all'assicuratore la modifica del contenuto della stessa, quando
contempli clausole diverse dalle pattuizioni intervenute. Scopo della norma è
evidentemente quello di permettere all'assicurato un esame approfondito della
polizza, garantendo che quel documento –allestito dall'assicuratore– riproduca
fedelmente i termini dell'accordo (Boll, op. cit., art. 12 LCA, N. 3 e
4). La norma è applicabile anche in relazione a un cambiamento dell'oggetto
assicurato, ovvero limitatamente alle correzioni che l'assicuratore apporta
alla polizza al fine di concretizzare tale operazione (Carré, op. cit.,
art. 12 LCA, 165). 

 

 

                                           11.  Nel caso concreto si potrebbe subito affermare che, non avendo
l'Associazione assunto il contratto, non v'era motivo perché l'assicuratrice (o
chi per essa) le sottoponesse una qualsiasi modifica della polizza, in
concreto, la modifica del nome dell'assicurata. E ciò, tanto più considerando
che, vi fosse stato trasferimento (ex lege) di proprietà dell'oggetto
assicurato in virtù dell'art. 54 LCA, la modifica (rispettivamente l'omessa
modifica) della polizza non avrebbe potuto determinare la validità del rapporto
assicurativo, quell'operazione non potendosi considerare alla stregua di un
nuovo contratto (Carré, op. cit., art. 11 LCA, 164; Hasenböhler,
in Comm. cit., art. 11 LCA, N. 8). Una cosa è pertanto l'accordo
sull'assunzione del contratto da parte di un nuovo assicurato, altra cosa la
rettifica della polizza che resta un puro mezzo di prova, così che la
trasmissione della stessa all'assicurato per essere verificata, oltre a non
essere obbligatoria, è comunque consecutiva alla conclusione del contratto,
rispettivamente alla sua assunzione da parte di un nuovo
proprietario/assicurato (Carré, op. cit., ibidem). 

 

                                                  D'altra parte,
mentre la convenuta nega di aver cambiato idea sul tema di fondo, ossia
sull'assunzione non avvenuta del contratto, l'appellante sostiene, anche in
questa sede, che quel negozio è stato concluso successivamente al primo diniego
dell'Associazione (doc. _), segnatamente in base alla tacita accettazione della
modifica –__________ (doc. _)– recante l'avvertimento di cui all'art. 12 LCA
secondo cui l'inesattezza del testo dev'essere comunicata all'assicuratore
entro quattro settimane, pena la sua accettazione. Sennonché, (per quanto già
esposto) al di là della portata giuridica della modifica formale della polizza
a fronte del mancato passaggio del contratto, è sufficientemente provato che le
clausole di modifica no. 1 e no. 2 non rappresentano comunque nessuna
espressione di volontà dell'Associazione in contrasto con la sua dichiarazione
(perfettamente nota a __________) di non assumere il contratto assicurativo
(doc. _). Infatti, il primo dei due documenti (__________che indica
correttamente il numero di polizza __________), prescindendo dall'automatismo
dell'art. 12 LCA, prevedeva la firma per accordo dell'Associazione; tuttavia,
ancorché sottoscritto dalla stessa (per motivi non rilevanti in questa sede),
il documento pacificamente non è mai stato ritornato a __________ (testi
__________ e __________) e tanto meno all'attrice. Il secondo documento (doc.
_), pure allestito da __________, qui prodotto in copia dall'attrice e che non
prevedeva l'accordo esplicito del nuovo assicurato, non è invece mai stato
inviato alla convenuta Associazione, così come essa ha peraltro sempre
sostenuto: lo affermano sia il teste __________, direttore generale di
__________ (risposta 6 alle domande dell'Associazione), sia la teste __________
che spiega inoltre di aver dovuto rifare materialmente il documento in seguito
a un errore di battitura concernente il numero della polizza (effettivamente il
doc. _ è riferito a una polizza __________), così che esso appare superato
dalla clausola di modifica no. 1; ciò che peraltro svela il motivo per cui
entrambi gli __________ portino la stessa data del 25 maggio 2000. Che poi
tutto ciò poco importi –come afferma l'appellante– poiché comunque l'attrice,
ricevendo copia del documento _, avrebbe potuto ritenere corretta la modifica
del nome dell'assicurata sulla base del silenzio dell'Associazione,
rappresentata da __________, appare addirittura abusivo: infatti, il silenzio
dell'assicurato alla formale modifica della polizza assumerebbe un significato
giuridico solo se il destinatario ne avesse preso conoscenza in conformità con
l'art. 11 LCA, così come, in termini generali, qualsiasi accettazione tacita non
può avvenire se non v'è conoscenza della proposta (art. 6 CO). In concreto, ben
prima di considerare un eventuale rapporto di rappresentanza per quanto
riguarda l'accordo sulla modifica formale della polizza, l'appellante, cui
incombe l'onere della prova, non ha dimostrato né di avere inviato lei stessa
quel testo (doc. _) all'Associazione, né che il medesimo sia stato formulato e
presentato alla convenuta per suo conto da __________. In altre parole,
l'attrice non ha dimostrato che il preteso silenzio dell'Associazione
permettesse l'applicazione dell'art. 12 LCA: non si può escludere che la
trasmissione del documento _ da __________ all'assicuratrice avrebbe potuto
configurare –trascorse le quattro settimane– una determinata volontà
dell'assicurato, ma ciò avrebbe presupposto di aver sottoposto alla pretesa
assicurata la modifica in rassegna: premessa che è però mancata, anzi, è
provato il contrario.

 

 

                                           12.  Secondo l’art. 46 LCA i crediti derivanti dal contratto di
assicurazione si prescrivono dopo due anni dal fatto su cui è fondata
l’obbligazione. La norma è applicabile sia ai crediti dell’assicuratore nei
confronti dello stipulante, sia ai crediti di quest'ultimo nei confronti del
primo, in particolare costituiti delle prestazioni assicurative: determinante è
in ogni caso che il credito si fondi sul contratto assicurativo e non solo che
stia in un rapporto di correlazione con il medesimo (Graber, in Comm.
cit., art. 46 LCA, N. 3). In deroga a quanto prescrive l’art. 130 cpv. 1 CO,
nell’ambito del contratto di assicurazione il termine di prescrizione inizia a
decorrere non con l'esigibilità del credito, ma già a partire dal momento in
cui si verifica il fatto su cui è fondata l’obbligazione (Graber, op.
cit., art. 46 LCA, N. 5). Per quanto invece concerne la durata del termine,
segnatamente la sospensione e l'interruzione della prescrizione, il diritto
assicurativo rinvia alle norme generali degli art. 132 – 142 CO (Graber,
op. cit., art. 46 LCA, N. 22 e art. 100 cpv. 1 LCA). 

 

 

                                           13.  Nel caso in
esame, pacifico il fatto che il credito controverso si fondi direttamente sul
contratto d'assicurazione, il termine di prescrizione biennale per il rimborso
del bonus pari al 40% dei premi ha iniziato a decorrere dall'esigibilità, ossia
in concreto lors de l’annonce du premier sinistre (doc. _ § 13). Dagli
atti non risulta la data esatta dell’annuncio di sinistro; per forza di cose,
essa dev'essere tuttavia precedente al conteggio di indennità effettuato
dall'assicuratrice con scritto 30 agosto 1999 (doc. _). Il Pretore ha stabilito
al proposito che un’eventuale interruzione della prescrizione, a seguito di
pagamento dell'acconto di fr. 60'000.–, porterebbe l'inizio di un nuovo termine
di prescrizione al 7 settembre 1999 al più tardi (doc. _).

 

                                                  La controversia
sulla prescrizione appare attenere agli atti successivi a quella data, laddove
il primo giudice ha escluso che il termine biennale sia stato interrotto ancora
in data 30 settembre 1999, ossia quando l'attrice –come sostiene anche in
questa sede– aveva dato il suo accordo alla rateazione del pagamento. Orbene,
la tesi di __________ dev'essere condivisa poiché non è possibile in buona fede
concludere che non vi sia stato accordo sulla rateazione della rifusione del
bonus di fr. 180'000.–: infatti, non è contestato che l'assicurata in data 23
agosto 1999 ha versato solo un terzo del dovuto (doc. _ La __________), che
questo versamento parziale è stato concesso alla debitrice da __________ (cui
era destinato per poi essere riversato all'attrice: testi __________ e __________),
segnatamente per venire incontro alla temporanea mancanza di liquidità di La
__________ (testi __________ e __________) e che l'assicuratrice, preso atto in
un secondo tempo di questo modo di procedere che si scostava dai termini
contrattuali, l'aveva per finire avallato esplicitamente almeno nei confronti
di __________ (doc. _, testi __________ e __________). Ciò che impone di
concludere che, sebbene effettivamente manchi la prova dell'accettazione sulla
rateazione da parte della creditrice direttamente ed esplicitamente nei
confronti dell'assicurata (ciò che il primo giudice rileva a dipendenza
dell'assenza di quest'ultima dall'incontro 30 agosto 1999 tra __________ e
__________), questa è comunque stata in chiaro sui termini dell'accordo: sia perché
non poteva ignorare che __________ avrebbe esposto alla creditrice i motivi
della sua richiesta di dilazione dei pagamenti, sia perché, accettando
__________ quel pagamento parziale, le ha dimostrato di avere più in generale
accettato il principio della rateazione. Questo accordo appare peraltro
confermato dalla circostanza per cui __________ è tornata sulla questione
solamente nel luglio dell'anno successivo, segnatamente a dipendenza della
cessione dell'impresa organizzativa all'Associazione e in vista della seconda
stagione in cui sarebbe stata rappresentata l'opera __________ (doc. _).
D'altra parte, sarebbe contrario alla buona fede da parte della convenuta La
__________ di ammettere l'attività dell'intermediario assicurativo __________
addirittura in sede di pattuizione del contratto iniziale e di misconoscerne
poi il ruolo quando un determinato intervento non le fosse favorevole. Si
volesse però negare la controversa rappresentanza di __________ all'incontro
del 30 settembre 1999, la fattispecie configurerebbe comunque una pattuizione
per atti concludenti, dal momento che sulla proposta di rateazione
dell'assicurata (confermata dal pagamento del primo terzo del dovuto),
l'assicuratrice non ha mai espresso un suo dissenso, tanto meno entro un termine
congruo (art. 6 CO).

 

                                                  Stando così le
cose, il problema della prescrizione del credito di fr. 120'000.– non si pone
nemmeno. Infatti, l'accordo di dilazione, più che interrompere ulteriormente la
prescrizione del credito, ha protratto l'esigibilità del saldo qui controverso
nel senso che sarebbe stato pagato –senza indicazione di scadenze precise– nei
successivi anni 2000 e 2001 (teste __________), di modo che è a partire da
quelle date (prorogate) di esigibilità delle rate che semmai inizierebbe a
decorrere il termine di prescrizione biennale; si trattasse, nell'ipotesi più
sfavorevole alla debitrice, per entrambe le rate (ossia per l'intero saldo del
bonus) del 1° gennaio 2000, al momento dell'introduzione della causa, il 14
settembre 2001 il credito non sarebbe affatto prescritto, come effettivamente
non è. 

 

 

                                           14.  A proposito
dell'esistenza del credito, La __________, nelle sue osservazioni all'appello,
ripropone la tesi del recesso dal contratto dell'assicuratrice e della
successiva perdita del diritto al saldo sul bonus; in particolare sostiene che,
valendo la rinuncia all'incasso del premio sulla base dell'art. 21 LCA,
controparte ha parimenti rinunciato all'incasso dello sconto sui premi che è
parte integrante di quelli.

 

                                                  Contrariamente a
quanto deduce la convenuta in particolare dal supposto passaggio del contratto
assicurativo all'Associazione (questione qui diversamente decisa: cfr. cons.
9), alla fattispecie non si applicano gli art. 20 e 21 LCA poiché il contratto
in esame è venuto meno in seguito alla mancata assunzione del medesimo da parte
del nuovo titolare dell'interesse economico alla copertura assicurativa e non a
dipendenza della mora dell'assicurato nel pagamento dei premi. Infatti, l'art.
21 LCA, invocato dall'appellante, ha lo scopo di determinare il destino del
contratto nel caso di omissione nel regolare pagamento dei premi, in
particolare affinché la copertura assicurativa non perduri ciò nonostante
indefinitamente (Hasenböhler, in Comm. cit., art. 21 LCA, N. 1 – 3; Carré,
op. cit., art. 21 LCA, 220). Se invece -come in concreto- nell'ambito di un
passaggio di proprietà, non avviene l'assunzione del contratto (art. 54 cpv. 4
n. 2 LCA), quest'ultimo –in seguito al dissenso notificato dall'acquirente– è
sciolto con effetto ex tunc, ossia a valere dal momento del passaggio di
proprietà della cosa assicurata, cessando l'obbligo di prestazione
dell'assicuratore per tutti i rischi successivi a quella data (Boll, op.
cit., art. 54 LCA, N. 34). 

 

 

                                           15.  Relativamente alla stessa fattispecie, il precedente proprietario
resta tenuto al pagamento dei premi scaduti, rispettivamente dei premi relativi
al periodo d'assicurazione corrente in virtù dell'art. 25 cpv. 1 LCA (Carré,
op. cit., art. 54, 354; Koenig, Schweizerisches
Privatversicherungsrecht, ed. 3, pag. 242). Infatti, nell'ambito dell'art. 25
LCA che regola le conseguenze della rescissione unilaterale del contratto
d'assicurazione e in particolare il diritto dell'assicuratore alla riscossione
dei premi, nulla è previsto in merito all'art. 54 cpv. 4 LCA, così che la
dottrina maggioritaria tende ad applicare per analogia l'accennato principio
dell'art. 25 cpv. 1 LCA a quelle particolari fattispecie (Fuhrer, in
Comm. cit., art. 25–27 LCA, N. 35). Nel caso concreto, va considerato che il
contratto prevedeva tre periodi d'assicurazione (uno per ogni stagione: doc. _,
n. 3) e un premio complessivo di fr. 450'000.– (doc. _, n. 10), pagabile in 3
volte (doc. _, n. 12), ossia fr. 150'000.– ogni anno, ed esigibile ogni volta
almeno quindici giorni prima della data d'inizio delle manifestazioni (CGA
art.VII e Annesso I al doc. _). Lo sconto accordato del 40% sul premio,
pattuito inizialmente, è pacificamente decaduto in seguito al verificarsi del
rischio assicurato (doc. _, n. 13), e ciò già durante il primo periodo
d'assicurazione. Fuori discussione il pagamento del premio annuo scontato per
il 1999, l'attrice ha chiesto all'assicurata dapprima (in data 31 agosto 1999)
il pagamento dell'intero sconto, pari al 40% di fr. 450'000.–, ossia fr.
180'000.– (doc. _) come previsto inizialmente, per poi annullare quel
conteggio, come concordato, e sostituirlo con un secondo che prevedeva la
rifusione del 40% calcolato sul solo premio annuo di fr. 150'000.–, ossia di
fr. 60'000.– (doc. _ del 7 febbraio 2000). In tal modo l'assicurata che come
già ricordato– ha pagato quell'esposto, al momento in cui il contratto è stato
sciolto, o meglio quando ha ceduto l'organizzazione delle stagioni operistiche
ad altri (aprile 2000), era perfettamente in regola con il versamento dell'intera
quota annua, ossia del premio non scontato. In altre parole, i premi per gli
anni seguenti, non potendo più godere di nessuna riduzione, sarebbero ammontati
a interi fr. 150'000.–, come previsto nella polizza (doc. _) e come
puntualmente indicato dal teste __________, allora procuratore dell'appellante,
nell'appunto (Aktennotiz) 4 febbraio 2000, sottopostogli in sede di
audizione rogatoria: Für die Jahre 2000 + 2001 müssen wir dann zu den
jeweils gegebenen Zeitpunkten je CHF 150'000.– zuzüglich eidg. Stempelsteuer
belasten (doc. _ e teste __________). Ciò che evidenzia come il bonus,
concesso inizialmente all'assicurato altro non fosse che una parte del premio
cui l'assicuratore rinunciava definitivamente solo se non avesse dovuto far
fronte alla copertura pattuita per tutti i tre anni di durata del contratto.
Caso contrario, anche quella parte del premio sarebbe stata dovuta
dall'assicurato: in un primo tempo, con scadenza immediata, ossia in deduzione
della prima prestazione assicurativa; in seguito –secondo gli accordi
intercorsi fra le parti– sottoforma di pagamento del premio pieno per gli anni
successivi (teste __________). Non v'è perciò nessun motivo, proprio a
dipendenza della natura della somma oggetto della presente vertenza e degli
accordi intervenuti fra le parti durante la validità dell'assicurazione, per
considerare l'importo controverso –come afferma l'attrice almeno in sede di
conclusioni– un credito già scaduto, in altri termini dovuto dall'assicurata
oltre i premi contemplati dall'art. 25 cpv. 1 LCA. 

 

                                                  Stando così le
cose, ancorché per motivi diversi da quelli esposti dal primo giudice, la
sentenza impugnata dev'essere confermata.

                                                  La tassa di
giustizia, le spese e le ripetibili seguono l'integrale soccombenza
dell'appellante, ritenuto che le ripetibili a favore dell'Associazione, che non
si è fatta patrocinare da un legale, sono commisurate al solo dispendio di
tempo. 

 

 

 

 

 

Motivi per i quali,

richiamati per le spese l'art. 148 CPC, la LTG e la TOA

 

 

pronuncia:                      1.    L'appello
10 aprile 2003 __________ è respinto.

 

 

                                           2.    Le spese e la tassa di giustizia di complessivi fr. 2'000.–,
anticipati dall'appellante, restano a suo carico. Essa verserà inoltre, a
titolo di ripetibili d'appello, fr. 3000.-- a La __________, e fr. 500.--
all'Associazione __________. 

 

 

                                           3.    Intimazione
a:

                                                  – avv. __________

                                                  – avv. __________

                                                  – Associazione
__________

                                                  Comunicazione alla
Pretura del Distretto di __________.

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                              Il
segretario