# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** becf2884-d168-5959-b7c7-66f1acb7cab9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-10-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 22.10.2003 10.2002.50
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_10-2002-50_2003-10-22.html

## Full Text

Incarto
  n.

  10.2002.50/AMM

  DAP
  574/2001

  	
  Bellinzona

  22
  ottobre 2003

   

  	
  Sentenza
  con motivazione

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice della Pretura penale

  
	
  Marco Ambrosini

  
	
   

  
						

sedente con
Giovanni Pozzi in qualità di segretario per giudicare

 

	
   

  	
  __________ __________, fu __________ e fu __________ n. __________, nato
  a __________ il __________ __________ 1935, attinente di __________, domiciliato
  a __________ __________, via __________ __________, coniugato, macellaio
  salumiere 

  (difeso dall'avv. __________, __________)

   

  

accusato di                        infrazione alla LF sulla
protezione delle acque, 

                                        per avere, in qualità di
direttore della ditta __________ & __________. SA di __________ __________
__________, omesso di adottare le misure necessarie per evitare le
infiltrazioni nelle acque di sostanze inquinanti usate per il trattamento delle
carni, per cui il 24 dicembre 1999 a __________ si constatava l'inquinamento
del corso d'acqua denominato "__________", con relativi danni alla
fauna ittica, dovuto all'immissione nelle acque di sostanze organiche, di nitriti
di sale e sostanze detergenti provenienti dalla citata società e dovuta presumibilmente
al lavaggio di camioncini, già vietato dalla Sezione protezione aria e acqua
con lettera del 29 marzo 1999;

                                        reato previsto dall'art. 70 n.
1 e 2 LPAc, richiamato l'art. 6 DPA;

 

perseguito                         con decreto d’accusa DAP
__________/__________ del __________ __________ 2001 del Procuratore pubblico
Bruno Balestra, __________, che propone la condanna dell'imputato: 

                                        1.  alla multa di
fr. 300.–,

                                        2.  al versamento
di fr. 1655.– all'Ufficio della caccia e della pesca, __________, e di fr.
490.– alla Federazione ticinese per l'acquicoltura e la pesca, __________, a
titolo di risarcimento,

                                        3.  al pagamento
della tassa di giustizia di fr. 200.– e delle spese giudiziarie di fr. 100.–;

 

vista                                  l’opposizione al decreto
d’accusa interposta dall'accusato il 20 marzo 2001;

 

indetto                               il dibattimento 22 ottobre 2003,
al quale sono intervenuti l'accusato con il difensore, __________ __________
per l'Ufficio caccia e pesca, __________ __________ e l'avv. __________
__________ per la FTAP, mentre il Procuratore pubblico ha rinunciato a
comparire chiedendo la conferma del decreto d'accusa;

accertate                           le generalità dell'accusato, data
lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusato e
all'audizione dei testi __________ __________ e __________ __________;

 

sentiti                           –   __________ __________ e l'avv.
__________ __________ per le parti civili, i quali concludono per la conferma
del decreto di accusa; 

                                  –     il difensore, il quale conclude
per il proscioglimento dell'accusato e l'assegnazione di un'equa indennità per
ripetibili;

 

sentito                               da ultimo l'accusato;

 

posti                                 a giudizio i seguenti quesiti:

                                    1.  Se l'imputato è autore
colpevole di infrazione alla LPAc, commessa nelle circostanze di cui sopra,

                                    2.  In caso di risposta affermativa
al quesito n. 1, se ed eventualmente quale pena dev'essere inflitta all'imputato,

                                    3.  Il giudizio sulle pretese di
parte civile, sugli oneri processuali e sulle ripetibili;

 

letti ed esaminati                gli atti;

 

preso atto                          che il difensore ha postulato con
lettera del 22 ottobre 2003 la motivazione scritta della sentenza;

 

ritenuto                              in fatto:

 

                                        che con decreto d'accusa del 16
marzo 2001 il Procuratore pubblico ha ritenuto __________ __________ colpevole
di infrazione alla legge federale sulla protezione delle acque per avere, in
qualità di direttore della ditta __________ & __________o. SA di __________
__________ __________, omesso di adottare le misure necessarie per evitare le
infiltrazioni nelle acque di sostanze inquinanti usate per il trattamento delle
carni, per cui il 24 dicembre 1999 a __________ si constatava l'inquinamento
del torrente __________, con relativi danni alla fauna ittica, dovuto
all'immissione nelle acque di sostanze organiche, di nitriti di sale e sostanze
detergenti provenienti dalla citata società e dovuta presumibilmente al
lavaggio di camioncini, già vietato dalla Sezione protezione aria e acqua il 29
marzo 1999;

                                    

                                        che, in applicazione della
pena, il magistrato inquirente ha proposto la condanna dell'imputato a una
multa di fr. 300.–, al versamento di fr. 1655.– all'Ufficio della caccia e
della pesca e di fr. 490.– alla Federazione ticinese per l'acquicoltura e la
pesca, così come al pagamento di oneri processuali per complessivi fr. 300.–;

 

                                        che __________ __________ ha
introdotto il 20 marzo 2001 opposizione al decreto d'accusa;

e considerato                     in diritto:                            

 

                                        che l'art. 70 cpv. 1 lett. a
della legge federale sulla protezione delle acque (LPAc, RS 814.20) commina la
detenzione o la multa a chiunque, intenzionalmente, "illecitamente,
direttamente o indirettamente, introduce nelle acque, lascia infiltrare oppure
deposita o spande fuori dalle acque sostanze atte a inquinarle e con ciò
provoca un pericolo d'inquinamento delle acque (art. 6)";

 

                                        che se l'autore ha agito per
negligenza, la pena è della detenzione fino a sei mesi o della multa (art. 70
cpv. 2 LPAc);

 

                                        che per l'art. 6 cpv. 2 DPA
soggiace alle medesime disposizioni il padrone d'azienda, il datore di lavoro,
il mandante o la persona rappresentata che, intenzionalmente o per negligenza,
in violazione di un obbligo giuridico, omette di impedire l'infrazione del
subordinato, mandatario o rappresentante ovvero di paralizzarne gli effetti;

 

                                        che se il padrone d'azienda, il
datore di lavoro, il mandante o la persona rappresentata è una persona
giuridica, il cpv. 2 si applica agli organi, ai membri degli organi e alle
persone effettivamente dirigenti (art. 6 cpv. 3 DPA);

 

                                        che in concreto l'istruttoria
ha permesso di accertare come l'imputato abbia per vero omesso di adottare –
nella sua qualità di direttore, presidente del consiglio d'amministrazione e
contitolare dell'azienda – le misure necessarie per evitare le infiltrazioni
nelle acque di sostanze inquinanti, in specie di nitriti di sale e sostanze
detergenti rilevate in un campione d'acqua prelevato il 29 dicembre 1999 dal
pozzetto del piazzale esterno della ditta (v. rapporto 10 gennaio 2000 del dr
__________ e dell'ing. __________, pag. 2 verso l'alto e il relativo certificato
d'analisi, allegati al rapporto di polizia);

 

                                        che sotto questo profilo, le
condizioni cui le norme citate subordinano il delitto ravvisato dal Procuratore
pubblico risultano dunque adempiute, l'art. 70 cpv. 1 lett. a LPAc
presupponendo del resto una messa in pericolo concreta, non un risultato (cfr.
DTF inedita __________.__________ /__________del __________ 2002, consid. 1.2
con richiami di giurisprudenza);

 

                                        che al riguardo la tesi
accusatoria merita dunque conferma;

 

                                        che il Procuratore pubblico
rimprovera altresì all'imputato di avere provocato "l'inquinamento del
corso d'acqua denominato __________, con relativi danni alla fauna ittica"
(cfr. decreto d'accusa impugnato, pag. 1 a metà);

 

                                        che questo giudice – dopo
attenta valutazione degli atti istruttori e audizione dei testimoni – non può
invece giungere al convincimento che l'infrazione commessa dall'imputato sia
all'origine dell'inquinamento del torrente connesso con la moria di pesci;

                                        che la descrizione del reato di
cui al decreto d'accusa deve perciò essere modificata di conseguenza;

 

                                        che per l'art. 63 CP il giudice
fissa la sanzione in base alla colpa del reo, tenendo conto dei motivi a
delinquere, della vita anteriore e delle condizioni personali; 

                                    

                                        che in concreto occorre
considerare, da un lato, la gravità oggettiva dell'infrazione perpetrata
dall'imputato e, dall'altro, l'involontarietà dell'omissione e l'assenza di un
nesso causale accertato con l'inquinamento all'origine della moria di pesci;

 

                                        che si giustifica, tutto
sommato, di ridurre la multa proposta dal Procuratore pubblico a fr. 100.– e di
addebitare al condannato oneri processuali per complessivi fr. 800.– (art. 9
cpv. 1 CPP);

 

                                        che il mancato accertamento di
un nesso causale fra l'addebito penale e i danni riscontrati alla fauna ittica
del torrente impone il rinvio dell'Ufficio caccia e pesca e della Federazione
ticinese per l'acquicoltura e la pesca, per le loro pretese, al foro civile;

 

                                        che l'esito del giudizio non
giustifica per altro verso l'assegnazione di ripetibili a norma dell'art. 9
cpv. 6 CPP;

 

per questi motivi,                

visti                                   gli art. 70 n. 1 e 2 LPAc; 6
DPA; 63 CP; 9 segg. e 273 segg. CPP; 39 LTG;

 

rispondendo                       ai quesiti posti come segue:

 

dichiara                           __________ __________

                                        autore colpevole di
infrazione per negligenza alla LF sulla protezione delle acque, art. 70
cpv. 1 lett. a e cpv. 2 LPAc in relazione con l'art. 6 cpv. 2 e 3 DPA,

                                        per avere, nei giorni
precedenti il 24 dicembre 1999, in qualità di direttore della ditta __________
& __________. SA di __________ __________ __________, omesso di adottare le
misure necessarie per evitare le infiltrazioni nelle acque di sostanze
inquinanti (nitriti di sale e sostanze detergenti) derivanti presumibilmente
dal lavaggio di camioncini, già vietato dalla Sezione protezione aria e acqua
con lettera del 29 marzo 1999;

 

condanna                         __________ __________

                                        1.  alla multa di fr. 100.–,

                                        2.  al pagamento delle tasse e
spese giudiziarie di complessivi fr. 800.–;

rinvia                               l'Ufficio della caccia e
della pesca e la Federazione ticinese per l'acquicoltura e la pesca al foro
civile per eventuali pretese di risarcimento;

 

ordina                              l'iscrizione della condanna
a casellario giudiziale, che sarà cancellata entro un anno se il condannato
avrà pagato la multa e tenuto buona condotta (art. 49 n. 4 CP);

 

assegna                           al condannato un termine di
tre mesi per il pagamento della multa e lo avverte che in caso di mancato
pagamento entro il termine la pena sarà commutata in arresto;

 

 

le parti                               sono state avvertite del diritto
di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di
cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto
di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276
cpv. 2 CPP).

 

 

	
  Intimazione a:

  	
  __________ __________,
  __________ __________, 

  avv. __________ __________,
  __________, 

  Procuratore pubblico Mario
  Branda, __________, 

  Ufficio della caccia e della
  pesca, __________, 

  Federazione ticinese per
  __________, __________, 

  avv. __________ __________,
  __________,

  Ministero pubblico della
  Confederazione, __________, 

  Comando della Polizia
  cantonale, __________,

   Sezione esecuzione pene e
  misure, __________,

   Servizio di coordinamento in
  materia di casellario giudiziale, __________,

   Ufficio del Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto, __________.

   

  

 

La sentenza è definitiva.

 

 

 

Il giudice:                                                                                 Il
segretario:

 

 

 

 

Distinta di pagamento         a carico di __________ __________:

                                        fr.                       100.–         multa

                                        fr.                       600.–         tassa di giustizia

                                        fr.                       200.–         spese giudiziarie

                                        fr.                      900.–         totale