# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 37dbe368-703d-5f14-a40c-efa87a40d5a0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-08-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.08.2000 35.2000.33
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2000-33_2000-08-08.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2000.00033

   

  mm/tf

  	
  Lugano

  8 agosto 2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Giovanna Roggero-Will

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 18 aprile 2000 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 18 gennaio 2000 emanata da

  
	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 16
ottobre 1994, __________ - allora alle dipendenze della ditta __________ in
qualità di capo-fabbrica e già al beneficio di una rendita d'invalidità LAINF
del 25%, corrispostagli per tener conto dei postumi di due precedenti
infortuni, interessanti, rispettivamente, la mano sinistra e gli arti inferiori
- è rimasto coinvolto in un incidente della circolazione stradale avvenuto nei
pressi di __________ (Italia). In tale incidente, egli ha riportato un trauma
cranico con commozione cerebrale e frattura delle ossa nasali con deviazione
del setto nasale, un trauma toracico, una frattura diafisaria dell'omero e del
femore sinistri, una frattura aperta della rotula destra ed una frattura del pilon
tibiale e della fibula destra. 

 

                                         Il caso è
stato assunto dall'__________, il quale ha corrisposto le prestazioni
assicurative, pur con una decurtazione del 10% decisa in applicazione dell'art.
37 cpv. 2 LAINF. 

 

                               1.2.   Alla
chiusura del caso, l'Istituto assicuratore, con decisione formale 26 agosto
1999, ha assegnato all'assicurato una rendita d'invalidità combinata del 33.33%
a contare dal 1° aprile 1999, nonché un'indennità per menomazione
dell'integrità del 10% (cfr. doc. _).

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dalla __________ Protezione giuridica per conto di
__________ (cfr. doc. _), l'__________, in data 18 gennaio 2000, ha
parzialmente modificato la sua prima decisione, nel senso che la rendita
d'invalidità è stata portata al 40% (cfr. doc. _).

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso 18 aprile 2000, l'assicurato, rappresentato dall'avv.
__________, ha chiesto il riconoscimento di una rendita d'invalidità del 60% e
di un'IMI del 20% (cfr. I, p. 9).

 

                                         Questi
gli argomenti sviluppati da __________ a sostegno delle proprie pretese ricorsuali:

 

" 
Riservato l'esito della perizia ordinata da
questo Tribunale cantonale delle assicurazioni, il ricorrente ritiene che
l'Istituto resistente avrebbe comunque avuto sufficienti argomenti per poter
riconoscere a favore dell'assicurato una rendita nella misura del 60%.

Innanzitutto, come già osservato in precedenza,
la riduzione dell'incapacità lavorativa dal 50% al 33,33 %, decisa il 18
febbraio 1998, non era giustificata. Fino al momento della decisione sulla
rendita di invalidità il signor __________ avrebbe dunque dovuto comunque
beneficiare di indennità giornaliere calcolate in funzione di un'incapacità
lavorativa del 50%.

 

Il calcolo dell'invalidità al 40% è stato
effettuato nel seguente modo.

Innanzitutto si è presa in considerazione
l'attività svolta dal ricorrente presso la ditta __________. In sostanza il
tempo di lavoro del signor _________ era ripartito in ragione di 1/3 per i
lavori d'ufficio, 1/3 per i contatti con i clienti in sede e all'esterno ed 1/3
per i lavori da eseguire sui cantieri (doc. _).

Dopo l'ultimo infortunio del 16 ottobre 1994 il
ricorrente non era più in grado di eseguire lavori sui cantieri. Egli era abile
al lavoro al 100% per i lavori in ufficio, mentre per i lavori di contatto con
la clientela non vi è accordo tra le parti sulla percentuale di capacità
lavorativa.

In occasione del colloquio del consulente
__________ con l'assicurato del 23 dicembre 1998 per l'allestimento dell'indagine
economica il ricorrente ha precisato che i contatti con i clienti avvenivano in
ragione di 1/3 presso la sede della ditta e per il rimanente fuori sede.

Riconoscendo un'invalidità del 33,33%, aumentata
al 40% solo in virtù della precedente riduzione della capacità di guadagno, la
__________ ha ritenuto che l'assicurato è capace al lavoro nella misura del
100% per tutta l'attività di contatto con i clienti, sia in sede che
all'esterno.

 

Il giudizio dell'autorità precedente non può
essere condiviso.

Il medico di circondario ha infatti chiaramente
indicato che l'assicurato, per le conseguenze dell'infortunio, ha difficoltà a
camminare per i periodi prolungati su terreni sconnessi o in discesa, a
condurre veicoli a motore per un certo periodo ed a superare frequentemente
scale. Ciò implica necessariamente un'incapacità al lavoro per il mantenimento
dei contatti con la clientela fuori sede.

Innanzitutto per recarsi dai clienti l'assicurato
deve condurre un veicolo a motore. Inoltre i contatti con i clienti vengono
tenuti sui cantieri. Ciò implica la necessità di spostarsi su terreni
sconnessi.

Ad ogni modo, contrariamente a quanto sostenuto
dal medico di circondario (doc. _) per l'assicurato risulta impossibile
mantenere la posizione di guida per il tempo necessario agli spostamenti per
recarsi dai clienti all'interno del Cantone. Egli ha infatti problemi già dopo
una durata di 30 minuti.

 

L'autorità precedente avrebbe dunque dovuto
ritenere un'incapacità lavorativa anche per quanto attiene all'attività dell'assicurato
per i contatti con i clienti, soprattutto per quanto questa attività viene
svolta fuori sede.

Prendendo in considerazione le indicazioni
dell'assicurato si deve concludere che il medesimo è incapace al lavoro nella
misura dei 2/3 nell'attività di contatto con i clienti. Il suo grado di
incapacità lavorativa nella precedente professione è dunque pari al 55,55 % :
33,33 % per i lavori da eseguire sui cantieri + 22,22 % per i contatti con i
clienti fuori sede. Potendo esercitare il proprio lavoro con una diminuzione di
rendimento del 55,55 % l'assicurato percepirebbe, nella propria precedente
professione, un salario di fr. 2'933,05.

Visto il guadagno senza infortuni, pari a fr.
7'218.-- (cfr. decisione impugnata), si giunge ad una perdita di salario del
59,36 %. La rendita di invalidità a favore del signor __________ deve quindi
essere aumentata dal 40 % al 60 %.

 

Con la decisione 26 agosto 1999 la __________
aveva pure fissato l'indennità per menomazione dell'integrità a favore
dell'assicurato nella misura del 10 %.

Con la propria opposizione 13 settembre 1999 il
signor __________ aveva impugnato tutti i punti della decisione in questione.
Nel successivo scritto 9 novembre 1999 l'assicurato ha precisato le proprie
domande postulando un aumento della rendita di invalidità che avrebbe dovuto
essere fissata in almeno il 45%.

 

Nella decisione su opposizione del 18 gennaio
2000 la __________ non ha riconsiderato l'indennità per menomazione
dell'integrità.

 

Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle
assicurazioni l'obbligo di articolare le censure vale anche nella procedura di
opposizione (DTF 119 IV 347). Di conseguenza, nella misura in cui la decisione
non è oggetto di impugnativa nella procedura di opposizione e non è riesaminata
d'ufficio, essa cresce in giudicato.

 

 

Pur cosciente della giurisprudenza menzionata in
precedenza il signor __________ chiede a questa autorità di ricorso di voler
modificare anche l'indennità per menomazione dell'integrità a suo favore.
Infatti, con l'opposizione 13 settembre 1999, è stata messa in discussione la
decisione 26 agosto 1999 nella sua totalità. Di conseguenza l'assicurato si è
pure opposto all'indennità per menomazione dell'integrità.

Inoltre vi è da sottolineare che il giudizio
dell'autorità precedente è manifestamente errato, quindi appare indispensabile
una correzione da parte di questa autorità di ricorso. Infatti la __________ ha
negato un'indennità per menomazione dell'integrità relativamente alla frattura
della tibia e della fibula destra, così come per i postumi infortunistici al
femore e all'omero sinistri.

In un caso sicuramente meno grave del presente la
__________ aveva riconosciuto all'assicurato un'indennità per menomazione
dell'integrità del 15 % (STCA 20.7.1999 in re R. M.). Tenuto conto delle
disposizioni di legge applicabili in materia e delle tabelle allestite dalla
______ si ritiene equo e ponderato formulare una richiesta di indennità per
menomazione dell'integrità nella misura del 20%. La relativa indennità andrà
dunque fissata in fr. 19'440.-- (20% di fr. 97'200.--)" (I).

 

                               1.4.   L'__________,
in risposta, ha postulato che il gravame venga dichiarato irricevibile, nella
misura in cui __________ ha preteso essere posto al beneficio di un'IMI del
20%, essendo, su questo preciso punto, la decisione formale 26 agosto 1999
ormai cresciuta in giudicato. Per il resto, l'assicuratore LAINF convenuto ha
chiesto un'integrale reiezione del ricorso, con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. III).

 

                               1.5.   In replica,
l'assicurato si è limitato a ribadire la necessità che il TCA abbia ad ordinare
una perizia medica giudiziaria (V).

 

 

                                         in
diritto

 

                                In ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 in re D.
C.).

 

                               2.2.   Sempre in
ordine, questa Corte non può esimersi dal verificare se la pretesa ricorsuale
concernente l'IMI, è o meno da ritenere ricevibile. 

                                         Da parte
sua, l'__________ - facendo riferimento alla giurisprudenza federale (DTF 119 V
347) - ha chiesto che il ricorso presentato dall'assicurato, per quel che
riguarda l'IMI, venga dichiarato irricevibile. In effetti, nel motivare
l'opposizione cautelativa 13 settembre 1999, l'assicurato si sarebbe finalmente
limitato a chiedere un aumento della rendita al 45%, di modo che la decisione
formale 26 agosto 1999 risulterebbe ora essere parzialmente cresciuta in
giudicato.

                                         Di
diversa opinione __________, a mente del quale sarebbe palese che, in data 13
settembre 1999, egli ha inteso, in realtà, mettere in discussione la decisione
formale nella sua globalità. 

 

                                         Nella DTF
119 V 347ss., la nostra Corte federale ha statuito che l'obbligo di articolare
le censure vale, di principio, anche nella procedura d'opposizione, di modo
che, nella misura in cui la decisione non è oggetto di impugnativa nella
procedura di opposizione e non è riesaminata d'ufficio, essa passa parzialmente
in giudicato. Queste le considerazioni sviluppate dal TFA:

 

" 
Das Einspracheverfahren gemäss Art. 105 Abs. 1 UVG
gehört nicht zur steitigen Verwaltungsrechtspflege im eigentlichen Sinn, weist
jedoch wesentliche Elemente eines streitigen Verfahrens auf (BGE 117 V 409 Erw.
5b). Auch stellt die Einsprache nicht bloss ein Wiedererwägungsgesuch (vgl. Botschaft
zum UVG vom 18. August 1976, Separatausgabe S. 85. sowie MAURER,
Schweizerisches Unfallversicherungsrecht S. 610), sondern eine rechtsmittelmässige
Anfechtung der Verfügung dar (GYGI, a.a. O. S. 33). Es ist im Sinne des Rügeprinzips
daher auch im Einspracheverfahren in erster Linie Sache des Versicherten, den
zu überprüfenden Gegenstand zu bestimmen. _______ oder Privatversicherer haben
die Streitige Verfügung in der Regel nur insoweit zu überprüfen, als sie
angefochten ist und aufgrund der Parteivorbringen oder anderer sich aus den
Akten ergebender Anhaltspunkte Anlass zur Überprüfung besteht. Hieran ändert
nichts, dass der Einspracheentscheid an die Stelle der vorgängig erlassenen
Verfügung tritt (auch soweit er diese iediglich bestätigt) und Anfechtungsgegenstand
des nachfolgenden Beschwerdeverfahrens allein der Einspracheentscheid bildet
(RKUV 1992 Nr. U 152 S. 199 Erw. 3b, 1991 Nr. 86 S. 94, 1988 Nr. U 38 S. 104).

Damit wird lediglich gesagt, was nach Art. 106
Abs. 1 UVG Anfechtungsgegenstand im kantonalen Beschwerdeverfahren bildet (vgl.
RKUV 1991 Nr. U 86 S. 94). Dagegen ergibt sich hieraus nicht, dass der Einspracheentscheid
die angefochtene Verfügung stets als Ganzes ersetzt und der Versicherungsträger
auf Einsprache hin sämtliche durch die primär ergangene Verfügung geregelten
Rechtsverhältnisse (auch soweit sie mit der Einsprache nicht angefochten
wurden) zu überprüfen und hierüber neu zu entscheiden hätte. Die genannte
Rechtsprechung ist somit in dem Sinne zu verdeutlichen, dass der Einspracheentscheid
die angefochtene Verfügung nur im Umfang des durch die Einsprache bestimmten
Streitgegenstandes und der effektiv neu beurteilten Rechtsverhältnisse ersetzt.
Dementsprechend schliesst das Einspracheverfahren eine Teilrechtskraft der
Verfügung, soweit sie unangefochten geblieben ist, nicht aus, in welchem Sinn
das Eidg. Versicherungsgericht bereits in den nicht veröffentlichten Urteilen
G. vom 7. Mai 1991 (vgl. dazu Rechtsprechungsbericht der______ , 1991, Nr. 2)
und V. vom 27 Juli 1992 entschieden hat. Soweit das Gericht im ebenfalls
unveröffentlichten Urteil De G. vom 19. August 1992 etwas anderes gesagt hat,
kann daran nicht festgehalten werden".

 

                                         Nella
sentenza pubblicata in RAMI 1999
U323, p. 98s., il TFA ha avuto modo di precisare che, anche se la richiesta
nella procedura d'opposizione non si riferisce espressamente all'indennità per
menomazione dell'integrità, la relativa prima decisione non può crescere in
giudicato, qualora l'oggetto principale del litigio (diritto alla rendita
d'invalidità) sollevi delle questioni di causalità (ciò che, però, non è qui il
caso).

 

                                         Ritornando
al caso di specie, questo il tenore dello scritto 13 settembre 1999 della
__________:

 

"  …
Debbo valutare l'opportunità di fare sottoporre il signor __________ ad una
visita medico specialistica per potermi pronunciare sull'accettazione o meno
della vostra decisione. Prima di ciò intendo esaminare l'intero incarto medico
concernente il signor __________ e pertanto prego cortesemente il signor
__________ della Spettabile __________ di __________, che ci legge in copia, di
volermi inviare l'intera documentazione medica relativa al nostro assicurato
per il richiesto esame. Annetto a tale proposito una copia della procura
rilasciataci dal signor __________.

 

Allo stadio attuale il signor __________ presenta
un'opposizione cautelativa nei confronti della decisione summenzionata
del 26 agosto 1999 della Spettabile __________. Sarà mia premura, non appena
possibile, riprendere contatto con voi per comunicarvi la decisione del signor
__________ in merito all'accettazione oppure alla contestazione della decisione
in parola" (doc. _).

 

                                         In data 9
novembre 1999 - dopo aver raccolto il parere del dottor __________ -
__________, sempre rappresentato dalla __________, ha provveduto a motivare la
propria opposizione cautelativa 13 settembre 1999:

 

" 
… con la presente mi riallaccio alla pratica di
cui a margine ed alla mia precedente lettera di opposizione cautelativa del 13
settembre 1999. Sono in grado di trasmettervi la relazione peritale del 22
ottobre 1999 allestita dal Dr. __________. Sulla scorta delle indicazioni ivi
contenute, la __________, in nome e per conto del signor __________, decide di
mantenere l'opposizione cautelativa di cui a margine. 

 

Preghiamo cortesemente questo Spett. Istituto
__________ di volere rivedere la propria decisione, nel senso di determinare almeno nella percentuale del 45% il mancato rendimento
effettivo concernente il signor __________ " (doc. _ - la sottolineatura è del
redattore).

                                         Attentamente
esaminati i succitati documenti, il TCA constata come non vi sia il benché
minimo indizio che possa lasciar supporre che __________ abbia inteso
contestare, oltre che l'entità della rendita d'invalidità, anche quella
dell'indennità per menomazione dell'integrità riconosciutagli con decisione
formale 26 agosto 1999. In questo ordine d'idee, non può affatto venir
condivisa l'opinione che l'assicurato, in sede d'opposizione cautelativa, abbia
inteso contestare la decisione formale nella sua totalità. Scopo precipuo
dell'opposizione 13 settembre 1999 era, ovviamente, quello di salvaguardare il
termine di cui all'art. 105 cpv. 1 LAINF, nell'attesa di conoscere il parere
del dottor_______. Motivando l'opposizione cautelativa e, quindi, riprendendo
le conclusioni a cui è pervenuto il summenzionato medico, ____________ ha
chiesto, specificatamente, l'assegnazione di una rendita d'invalidità del 45%. 

                                         Sulla
scorta di quanto precede, questa Corte non può che ritenere che la decisione
formale 26 agosto 1999 - relativamente all'indennità per menomazione
dell'integrità - è cresciuta in giudicato. Su questo punto, il gravame
presentato dall'assicurato deve, pertanto, essere respinto in ordine.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   Litigiosa è,
dunque, la questione riguardante l'entità della rendita d'invalidità spettante
a __________.

 

                               2.4.   L'invalidità
è la diminuzione della capacità di guadagno, presunta permanente o di rilevante
durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio.

                                         Così l'art.
4 cpv. 1 LAI definisce l'invalidità nella versione in vigore dal 1.1.1988, ma
il medesimo concetto vale negli altri settori delle assicurazioni sociali. 

                                         In questo
senso va letto l'art. 18 cpv. 1 LAINF: "E' considerato invalido chi è presumibilmente
alterato nella sua capacità di guadagno in modo permanente o per un periodo
rilevante". 

                                         Due sono,
dunque, di norma gli elementi costitutivi dell'invalidità:

 

                                         1.   il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico);

 

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico). 

 

                                         Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso
causale adeguato (fattore causale). Nell'assicurazione obbligatoria contro gli
infortuni dev'esserci per giunta un nesso causale adeguato tra il danno alla
salute e l'infortunio.

 

                                         L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della
capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di
salute.

                                         D'altro
canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui
dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in
questione.

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determinate funzioni.

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione,
precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre
analoghe.

                                         Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti
provocano sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente
confacenti. 

                                         L'invalidità,
proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (art. 28 LAI e 18 cpv. 2 ultima frase LAINF).

                                         Il grado
d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il
reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico,
conseguibile da invalido.

 

                                         La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

 

                                         Ciò
nondimeno, se il danno alla salute non é tale da imporre un cambiamento di
professione, di regola, il giudizio sull’incapacità lavorativa non esprimerà
valori superiori all’incapacità lavorativa indicata dal medico. Questo perché
si suppone che esplicando tutto l’impegno professionale che la restante
capacità lavorativa medico-teorica ancora permette di sviluppare, l’assicurato
esprime una capacità di guadagno della medesima proporzione (RAMI 1993, U168 p.
100; DTF 114 V 313, consid. 3b; STCA 21.3.1995 in re S. F., 31.5.1995 in re E.
D., 7.6.1995 in re M. Z., 26.2.1996 in re G. P.).

 

                               2.5.   In concreto,
l'Istituto assicuratore convenuto ha assegnato all'assicurato una rendita
d'invalidità del 40%, ritenendo che egli potrebbe continuare a svolgere -
seppur in maniera limitata - l’attività di capo-fabbrica presso la ditta
__________, l’ultima esercitata prima di rimanere vittima del noto incidente
della circolazione. Esso ha, quindi, rinunciato a far capo al mercato generale
del lavoro, per il motivo che, in un'attività alternativa, __________ non
sarebbe in grado di maggiormente valorizzare la sua restante capacità
lavorativa. 

                                         L’__________
é pervenuto ad una simile conclusione, fondandosi, sostanzialmente, sulle
risultanze della visita medica di chiusura, eseguita il 16 dicembre 1998 dal
dottor __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica - completate in data 10
giugno (doc. _), rispettivamente, 30 dicembre 1999 (doc. _) - nonché sulla
descrizione del posto di lavoro contenuta nei diversi rapporti ispettivi. 

 

                                         In
occasione della summenzionata visita medica di chiusura, il medico di
circondario dell’__________ ha espresso il seguente apprezzamento relativo allo
stato di salute di __________, evidenziando, tra le altre cose, che il medesimo
era da ritenere ormai stabilizzato:

 

" 
VALUTAZIONE

 

-         
Sindrome algica sotto carico, deficit funzionale
terminale in flessione, risparmio muscolare, episodi di cedimento sul piano saggitale
ginocchio destro in presenza di uno stato dopo frattura della rotula il 16 ottobre 1994, diversi interventi ricostruttivi
con pseudo-artrosi residuale, incongruenza articolare femoro rotulea e
materiale d'osteosintesi tuttora in situ;

-         
Disturbi sotto carico di moderata entità
articolare tibio-tarsica destra in presenza di uno stato dopo frattura del
pilone tibiale e della fibula destra osteosintetizzate con materiale tuttora in
situ;

-         
Stato dopo osteosintesi di chiodo centro-midollare
di una frattura diafisaria del femore consolidata con difetto di rotazione (30°
rotazione esterna), materiale tuttora in situ.

-         
Stato dopo osteosintesi con chiodo endomidollare
di una frattura diafisaria dell'omero sinistro con materiale d'osteosintesi
tuttora in situ.

 

Come già fatto notare in occasione dell'esame medico-circondariale
del 22 gennaio 1998 la natura, le modalità di apparizione e il carattere dei
disturbi accusati dal paziente correlano bene sia con il quadro clinico che con
il reperto radiologico riscontrato all'esame il 20 gennaio 1998, oggi non
ripetuto.

 

Per quanto attiene all'omero sinistro, alla
tibia, rispettivamente fibula destra e al femore sinistro il paziente non
necessita al momento attuale di misure terapeutiche particolari. Da discutersi
tutt'al più l'asportazione del materiale d'osteosintesi (ad eccezione
ovviamente dell'omero).

Il supporto plantare prescritto in occasione
della visita precedente sarebbe stato portato al massimo per circa un mese e
mezzo, l'appoggio retro-capitale essendo risentito dal paziente come troppo
alto. In assenza di disturbi specifici lungo l'aponeurosi plantare all'esame
odierno ritengo che al momento attuale il suo uso non sia del tutto necessario.

 

Resta invece aperto l'aspetto terapeutico per
quanto attiene alla rotula destra. In assenza di alterazioni artrosiche degli
ulteriori compartimenti del ginocchio la soluzione più ragionevole sarebbe
ovviamente quella della patellectomia, già ventilata a più riprese.

 

In relazione con l'incertezza del posto di lavoro
e la necessità di pianificare a corto termine il proprio futuro professionale
il paziente preferisce procrastinare ulteriormente il ricorso a delle misure
terapeutiche cruente.

 

Dal punto di vista medico-assicurativo procediamo
di riflesso alla definizione della pratica. In funzione dell'ulteriore decorso
annuncio di una ricaduta e, se del caso, riapertura della pratica a tempo
debito.

 

Postumi infortunistici

 

Ginocchio destro:
artrosi femoro-patellare destra in presenza di una pseudo-artrosi rotulea con
incongruenza delle faccette articolari. Deficit funzionale terminale in flessione, nessuna limitazione significativa invece
dell'estensione. Marcato risparmio muscolare.

 

Caviglia destra:
sindrome algica di moderata entità e gonfiore sotto carico (anamnestico) senza
deficit funzionale significativo della tibio-tarsica, senza contrattura della
muscolatura intrinseca del piede e radiologicamente senza alterazioni degenerative
significative della tibio-tarsica, materiale d'osteosintesi tuttora in situ.

 

Anca sinistra:
consolidazione della frattura diafisaria con difetto di rotazione di 30° verso
l'esterno.

 

Omero sinistro:
frattura diafisaria consolidata, materiale d'osteosintesi in situ, nessun
deficit funzionale significativo della spalla e/o del gomito" (doc. _)

 

                                         per poi
così discutere gli impedimenti funzionali accusati dall’assicurato:

 

"  Le
ripercussioni dei postumi infortunistici sull'esigibilità al lavoro si manifestano
soprattutto in relazione alle difficoltà a camminare per periodi prolungati su
terreni sconnessi oppure in discesa, a mantenere per un certo periodo una
posizione fissa soprattutto con il ginocchio anche solo leggermente flesso
(guida di un veicolo, inginocchiato, accovacciato) oppure nel superamento
frequente di scale anche con gradini comodi, rispettivamente nel trasporto di
pesi superiori alla quindicina di chili" (doc. _). 

                                         In data
23 dicembre 1998, un ispettore dell'__________ ha esperito un'indagine
economica presso l'ex datore di lavoro dell'insorgente, grazie alla quale sono
state accertate, in particolare, le mansioni che __________ era concretamente
chiamato a svolgere nell'esercizio dell'attività di capo-fabbrica,
rispettivamente, le relative condizioni retributive: 

 

" 
_________ lavora presso la ditta __________ dal
1978, occupato come capo-fabbrica, responsabile in particolare della
falegnameria. Sotto di lui lavorano una trentina di persone fra operai e impiegati amministrativi.

In questa funzione deve occuparsi
dell'acquisizione di lavori, allestire offerte, capitolati e fatture,
controllare il lavoro sui cantieri, effettuare misurazioni, ordinare materiale,
organizzare la distribuzione del lavoro.

Il suo tempo di lavoro può essere ripartito in
ragione di:

-         
1/3 per i lavori d'ufficio

-         
1/3 per i contatti con i clienti, in parte in
sede e in parte dai clienti stessi

-         
1/3 per i lavori che deve eseguire sui cantieri.

La sua presenza sul lavoro è sempre stata
regolare e ad orario normale. Per i postumi che aveva alla mano sinistra (vedi
caso 10.52202._) non poteva più eseguire lavori manuali alle macchine, ecc. e
per tale ragione riceveva un salario inferiore a quello previsto per una
persona integra.

 

Finora è sempre stato occupato in ditta in funzioni
alternative, sempre però con la qualifica di capo-fabbrica.

Non può più però uscire sui cantieri, ha
difficoltà a salire/scendere le scale, a camminare sui terreni accidentati o
per periodi prolungati, riesce a guidare l'auto per al massimo mezz'ora poi
deve fermarsi a sgranchirsi, fatica a inginocchiarsi, a stare a lungo seduto in
posizione obbligata.

Di conseguenza ora si occupa solo dei lavori
d'ufficio e dei contatti con clienti qui in sede o presso chi non si deve
eseguire un tragitto troppo lungo in auto. Nell'eventualità che uno spostamento
di oltre mezz'ora/un'ora debba per forza essere effettuato, l'assicurato deve
essere affiancato da una seconda persona che si occupi della guida dell'auto.

 

In simili condizioni appare evidente che non è
più attualmente occupabile come capo-fabbrica. Con le esigenze attuali del
mercato un lavoratore deve essere pienamente efficiente e mobile. Tenuto conto
di questo stato di cose, la ditta ha peraltro preavvisato il licenziamento con
effetto al 31.3.1999.

Il signor __________ stima che come capo-fabbrica
il rendimento massimo dell'assicurato oggi come oggi non sarebbe superiore al
50%, tenuto conto anche che già prima di questo infortunio che ci occupa,
__________ lavorava a rendimento ridotto per i postumi alla mano sinistra. A
suo tempo - e fino alla chiusura del caso con rendita - era stata accettata una
inabilità lavorativa del 33.33% perché si era potuta trovare la soluzione
dell'impiegato in __________, sistemazione ora definitivamente caduta.

 

La ditta non ha altre attività alternative da
offrire al dipendente.

 

In ditta dal 1994 a tutt'oggi non sono più stati
riconosciuti aumenti salariali ai dipendenti del settore amministrativo.

Il salario da integro di __________ sarebbe
quindi sempre di fr. 7'218.-- per tredici mesi, valido anche per il 1998 e
1999. In realtà, per tenere conto dei postumi alla mano sinistra, riceveva però
fr. 6'600.-- per tredici mesi" (doc. _).

 

                                         Il contenuto del succitato rapporto è stato
esplicitamente accettato da __________, il quale ha
però precisato quanto segue:

 

" 
… comunico di essere d'accordo con quanto sopra
sottolineando però le seguenti osservazioni:

 

N.B. 1: 1/3 del tempo di lavoro in fabbrica

N.B. 2: ricevo uno stipendio mensile di fr.
7'287.--" (doc. _, in
fine). 

 

                                         Alla luce
delle informazioni raccolte dall'ispettore __________, l'__________ ha
provveduto ad interpellare, nuovamente, il proprio medico di circondario.
Queste le considerazioni enunciate dal dottor _________ riguardo alla questione
dell'esigibilità lavorativa:

 

" 
… il paziente presenza tuttora un'amputazione
completa dell'indice e del medio, un'amputazione subtotale dell'anulare con
disturbi prensili, ipotrofia muscolare e diminuzione della forza alla mano
sinistra.

 

Tenuto conto del tempo trascorso tra l'evento infortunistico
del 12.10.1979 e l'esame recente, il processo d'adattamento ed assuefazione
vengono ritenuti conclusi con reperto ormai stabilizzato. Permangono quindi
nell'insieme invariate le limitazioni funzionali ritenute in occasione
dell'esame medico- circondariale di chiusura del 24.3.1980.

 

Le ripercussioni di tali limitazioni funzionali
sulla capacità lavorativa complessiva del paziente devono invece venire
rivalutate tenuto conto dell'attività amministrativa di acquisizione e
controllo lavori svolta recentemente dal paziente. Queste funzioni possono in
effetti venire svolte in misura completa sull'arco di tutta la giornata.

 

Per quanto attiene invece alle limitazioni
inerenti all'evento infortunistico del 16.10.1994, vedi esame medico-circondariale
di chiusura del 16.12.1998" (doc.
_). 

 

                                         Nell'ambito
della procedura d'opposizione, l'assicurato ha
privatamente consultato il dottor __________, il quale ha espresso il seguente
apprezzamento, contenuto nel rapporto 22 ottobre 1999:

 

" 
Dal profilo medico la situazione è piuttosto
chiara, bene riassunta dal Dott. __________ dell'Istituto nazionale svizzero di
assicurazione contro gli infortuni (). 

Di fatto si tratta di una questione
amministrativa poiché, sotto questo profilo, __________ ha elargito una rendita
del 331/3% argomentando che in qualità di capo fabbrica il signor ________
fosse in grado d'eseguire 1/3 di lavori d'ufficio, 1/3 dedicato al contatto con
la clientela in parte presso la sede e in parte presso i clienti medesimi e
valutando un rendimento al 662/3%. Per contro,
l'assicurato è impossibilitato ad eseguire lavori sul cantiere e questo è stato
stimato in ragione di un altro 1/3. Da questo ragionamento è scaturita la
rendita del 331/3%. Resta
però il fatto significativo (e decisivo) che i contatti con la clientela
avvengono solo in parte presso la sede della ditta mentre l'altra parte avviene
presso il cliente stesso e questo implica lo spostamento del signor __________.
Come ben indicato nel rapporto ispettorale _____ dell'ispettore _____ sappiamo
che il paziente poteva recarsi dai clienti quando questi fossero in vicinanza
mentre se residenti in luoghi più lontani il paziente si avvaleva di un autista
per il trasporto. Di conseguenza la stima di 1/3 di lavoro dedicato alla
clientela non è stato valutato sufficientemente poiché una parte di questo
contatto si svolge fuori dalla sede, richiede spostamenti in automobile anche
per lunghi tragitti, ciò che il paziente non può affrontare compiutamente. Si
ritiene quindi che la percentuale di 1/3 non è obiettiva e dovrebbe essere
scorporata come segue: 2/3 dell'attività riservata ai clienti in quanto
ricevuti in ditta o visitati in vicinanza, 1/3 dell'attività riservata ai
clienti espletata all'esterno (spostamenti lontani, ecc.). Questo computo porta
ad un ulteriore 11.5% da aggiungere al 331/3% che, complessivamente, sfocia in
un 45% di mancato rendimento effettivo. 

A mio avviso è auspicabile una revisione della
valutazione economica esperita dall'Istituto nazionale svizzero di
assicurazione contro gli infortuni () in base al ragionamento sopra esposto. 

 

L'abitudine o assuefazione subentrata in seguito
ai postumi delle lesioni alla mano sinistra, è sicuramente stata considerata. È
nondimeno ovvio che sul libero mercato del lavoro, una persona che ha patito la
completa amputazione del dito indice e medio della mano sinistra, amputazione sub-totale
dell'anulare sinistro con netti disturbi prensili a questa mano associata a
ipotrofia muscolare, oltre che con reliquati al ginocchio destro segnato da artrosi
femoro patellare, pseudoartrosi patellare con incongruenza della faccetta
articolare e deficit funzionale, difficilmente potrà trovare una sistemazione
professionale in misura del 662/3% in qualità di capo-fabbrica.

 

Preciso per concludere che non vi è la necessità
di esaminare il paziente poiché la questione è puramente pratico/amministrativa
che si può elaborare in base alle indicazioni racchiuse nella documentazione
dell'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni ()" (rapporto 22.10.1999 accluso al doc. _). 

 

                                         Prima
d'emanare l'impugnata decisione, l'__________ ha ancora ritenuto opportuno
sottoporre al dottor __________ il referto allestito dal dottor __________:

 

" 
Condivido personalmente l'opinione del dr.
__________ espressa nel rapporto peritale del 22.10.1999, quando considera una
problematica di natura amministrativo/pratica, la ripartizione percentuale dei
diversi tipi di attività svolte dal signor __________.

 

Il dr. __________ fa tuttavia notare come a suo
modo di vedere, non sia stato sufficientemente ponderato l'aspetto specifico
delle difficoltà nelle trasferte per recarsi dai clienti.

Orbene, l'insieme dei rapporti d'ispezione nei
quali viene fatto riferimento alla problematica specifica delle trasferte e
alla necessità di essere accompagnato da un aiuto, si riportano al periodo di
lavoro nel __________ (v. rapporto del 29.5.1998, del 18.2.1998, del 27.2.1997
e del 31.10.1996).

Ritengo personalmente logico considerare che le
condizioni di circolazione, rispettivamente di spostamento in questo paese,
siano diversi dal Canton Ticino: vedi per esempio le distanze (800 km circa tra
la vecchia e la nuova capitale del paese: rapporto d'ispezione del 18.2.1998),
lo stato delle strade, il tipo e il grado di conservazione dei veicoli,
l'intensità del traffico, la maniera di condurre degli autisti autoctoni, …

 

Proiettata nella realtà ticinese, con i tipi di
veicoli a nostra disposizione (servo-freno, cambio automatico, … al limite
comandi manuali), con la fitta rete di strade ed autostrade, con la qualità del
loro rivestimento (catrame, se del caso sterrate) e con l'effettiva entità
delle distanze da percorrere, una riduzione del tempo di guida da 30-60 minuti
(vedi rapporto del 23.12.1998) ad alcune ore (vedi rapporto del 29.5.1998)
permette di raggiungere la maggior parte della clientela esterna senza
giustificare dal punto di vista medico una riduzione significativa del
rendimento esigibile"
(doc. _). 

 

                                         Con la
decisione su opposizione 18 gennaio 2000, l'Istituto assicuratore convenuto ha
fatto proprio il parere manifestato dal medico di circondario, ritenendo che,
relativamente alle mansioni di contatto con la clientela, __________ non
presenterebbe, in realtà, scapito di rendimento alcuno, sia che esse vengano
svolte in sede che all'esterno. L'__________ ha, quindi, riconosciuto soltanto
una riduzione di 1/3, afferente all'attività svolta sui cantieri (cfr. doc. _,
p. 4). 

                                         L'assicurato,
da parte sua, ha fermamente censurato la tesi difesa dall'assicuratore LAINF.
Egli ha fatto valere, essenzialmente, d'essere "… incapace al lavoro nella
misura dei 2/3 nell'attività di contatto con i clienti" (cfr. I, p. 7), i
2/3 essendo riferiti, ovviamente, ai contatti che hanno luogo presso i clienti
medesimi. 

 

                               2.6.   Questa Corte non può, anzitutto, seguire __________
allorquando pretende che l'assicuratore infortuni convenuto, o meglio il suo
medico di circondario, non avrebbe compiutamente delucidato la questione
concernente la capacità lavorativa residua (cfr. I, p. 6: "L'Istituto
resistente si è dunque pronunciato sulla rendita d'invalidità a favore
dell'assicurato senza un preventivo accertamento medico del grado di incapacità
lavorativa nella professione di falegname capo fabbrica, rispettivamente in
altre professioni esigibili"), e ciò nella misura in cui le tavole
processuali dimostrano l'esatto contrario. 

                                         In
occasione della visita di chiusura, il dottor __________ ha saputo mettere in
luce, da un lato, quali sono i postumi residuali di cui l'insorgente è ancora
portatore e, dall'altro, i corrispondenti impedimenti funzionali, valutazione
condivisa, seppur implicitamente, dal dottor __________, autore del referto 22
ottobre 1999, allestito su incarico dell'assicurato stesso (cfr. rapporto
22.10.1999: "Preciso per concludere che non vi è la necessità di esaminare
il paziente poiché la questione è puramente pratico/amministrativa che si
può elaborare in base alle indicazioni racchiuse nella documentazione
dell'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni
()" - la sottolineatura è del redattore). 

                                         Vero è
che il medico di fiducia dell'__________ non ha indicato in quale misura
__________ potrebbe esercitare un'attività cosiddetta sostitutiva. Tale
omissione si appalesa, ciò nondimeno, come assolutamente ininfluente, dal
momento in cui l'esigibilità non va determinata facendo capo al mercato
generale del lavoro - sul quale l'assicurato non sarebbe effettivamente in
grado di meglio mettere a frutto la sua capacità lavorativa residua - ma bensì
riferendosi all'originaria attività di capo-fabbrica. 

 

                                         Relativamente
ai postumi infortunistici di cui ancora soffre __________ __________, così come
relativamente alle limitazioni funzionali conseguenti ai predetti disturbi, lo
scrivente TCA non vede motivo per scostarsi dalla valutazione espressa dal
dottor __________, che può, quindi, validamente costituire da supporto
probatorio al giudizio che ora lo occupa, senza che si riveli necessario dare
seguito al preteso provvedimento probatorio (cfr., per la valutazione anticipata
delle prove, RCC 1986 pag. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 in re A. B.
P., STFA del 13 febbraio 1992 in re M. O., STFA del 13 maggio 1991 in re A. A.,
STCA del 25 novembre 1991 in re G. M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege,
2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,
Zurigo 1999, pag. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
des Bundes, 2a ed., pag 39 e pag. 177; per l’attendibilità dei rapporti medici
interni all’amministrazione e facoltà per il giudice di basare il suo giudizio
su tali rapporti: cfr. DTF 104 V 209; sentenze inedite 5 gennaio 1993 in re S.,
5 aprile 1984 in re M. e 2 novembre 1983 in re M.; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege
in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 30ss.; DTF 122 V 157ss.; RAMI 1996
U252, pag. 191ss.).

 

                               2.7.   Dal rapporto ispettivo 23 dicembre 1998 -
sottoscritto, in segno d'accettazione, dal titolare
della ditta __________ e dallo stesso ricorrente - emerge la natura
dell'attività esercitata da quest'ultimo, prima di rimanere vittima dell'evento
traumatico dell'ottobre 1994:

 

" 
In questa funzione deve occuparsi
dell'acquisizione di lavori, allestire offerte, capitolati e fatture,
controllare il lavoro sui cantieri, effettuare misurazioni, ordinare materiale,
organizzare la distribuzione del lavoro.

Il suo tempo di lavoro può essere ripartito in
ragione di:

-         
1/3 per i lavori d'ufficio

-         
1/3 per i contatti con i clienti, in parte in
sede e in parte dai clienti stessi

-         
1/3 per i lavori che deve eseguire sui cantieri"

(doc. _; cfr., pure,
doc. _).

 

                                         __________,
in un secondo tempo, ha precisato, segnatamente, che, per ciò che concerne i
contatti con i clienti, i medesimi avevano luogo, per 1/3, sul luogo di lavoro e, per 2/3, direttamente presso i
clienti (cfr. doc. _ in fine). 

 

                                         Le parti
appaiono concordi nel ritenere __________ ormai
totalmente incapace di svolgere i lavori sui cantieri. Accordo vi è pure per
quel che riguarda i lavori d'ufficio, relativamente ai quali l'assicurato non
può che essere ritenuto completamente abile al lavoro. 

                                         Quindi,
la lite è, in fin dei conti, circoscritta alla questione di sapere se
l'insorgente è ancora in grado di esercitare l'attività di contatto con la
clientela e, specificatamente, quella che implica degli spostamenti con
l'autovettura. Così come già indicato al considerando 2.5. in fine, l'__________
ha risposto affermativamente a questa domanda (cfr. III, p. 6). Per contro, il
ricorrente ritiene che la propria capacità lavorativa sia limitata nella misura
di 2/3, in ragione appunto della necessità di trasferirsi con l'automobile
(cfr. I, p. 7).

 

                                         Da quel
che si evince dal rapporto 16 dicembre 1998 del dottor __________,
__________ risulta essere impedito, fra l'altro, nel "… mantenere
per un certo periodo una posizione fissa soprattutto con il ginocchio anche
solo leggermente flesso (guida di un veicolo, inginocchiato, accovacciato),
…" (doc. _, p. 4 - la sottolineatura è del redattore). 

                                         Con il
proprio apprezzamento 30 dicembre 1999 - che è finalmente servito all'__________
quale base per emanare la querelata decisione - lo stesso medico di circondario
ha negato "… una riduzione significativa del rendimento esigibile"
(cfr. doc. _), facendo riferimento alla rete stradale ticinese, alla qualità
del rivestimento, all'entità delle distanze da percorrere nonché ai tipi di
veicoli a disposizione. 

 

                                         Posto
come l'assicurato non sia in grado di mantenere il ginocchio destro in una
posizione anche solo leggermente flessa, ci si può legittimamente chiedere
quale importanza possa rivestire la qualità della pavimentazione delle strade
oppure il tipo di autovettura utilizzata, nella misura in cui condurre
un'automobile implica, in ogni caso, una certa flessione delle
ginocchia. 

                                         Di
rilievo appare, invece, la lunghezza del tragitto, o per meglio dire il tempo
necessario a compierlo: per ammissione dell'insorgente stesso, egli non accusa
alcun disturbo sui tragitti medio-brevi, diverso il discorso per quel che
concerne i viaggi (relativamente) lunghi (cfr. doc. _: "Di conseguenza,
ora si occupa solo dei lavori d'ufficio e dei contatti con clienti qui in sede
o presso chi non si deve eseguire un tragitto troppo lungo in auto. Nell'eventualità
che uno spostamento di oltre mezz'ora/un'ora debba per forza essere effettuato,
l'assicurato deve essere affiancato da una seconda persona che si occupi della
guida dell'auto" - la sottolineatura è del redattore; cfr., pure, doc.
_). A questo proposito, il dottor __________ ha affermato che la modesta
estensione del territorio cantonale, permetterebbe a ____________ di
raggiungere, senza problemi, la maggior parte della clientela esterna. 

 

                                         Il TCA,
da parte sua, ritiene di doversi scostare dall'opinione manifestata dal medico
di fiducia dell'__________. Se è ben vero che grazie all'autostrada è oggi
possibile percorrere il tragitto Airolo-Chiasso in meno di un'ora, non può
essere seriamente preteso che entro lo stesso lasso di tempo si possa
raggiungere ogni angolo del nostro Cantone. 

                                         Se ne
deduce, pertanto, che nelle mansioni di contatto con la clientela, deve
senz'altro essere riconosciuto un certo discapito di rendimento. In
quest'ottica, a questa Corte appare, tutto ben considerato, equo riconoscere
una riduzione di 1/3 in relazione all'attività riservata alla clientela fuori
sede, corrispondente, quest'ultima, ai 2/3 dell'attività globale di contatto
con i clienti (1/3). 

                                         Complessivamente,
__________ presenta, dunque, un discapito pari a 11/27 (1/3 + 2/27). 

 

                                         In
conclusione, volendo concretizzare quanto poc'anzi affermato, __________ ha
diritto ad una rendita d'invalidità del 45%, ritenuto che egli,
esercitando l'attività di capo-fabbrica presso la ditta __________, potrebbe
realizzare, malgrado le sequele infortunistiche, un reddito annuo pari a fr.
3'911.--, importo quest'ultimo che va raffrontato
con fr. 7'218.--, corrispondenti al reddito da non invalido (cfr. doc. _). 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Nella
misura in cui l'assicurato ha chiesto l'assegnazione di un'IMI del 20%, il
ricorso è irricevibile.

                                         Per il resto,
il ricorso é parzialmente accolto.

                                         Di
conseguenza, l'__________ è condannato a corrispondere all'assicurato una
rendita d'invalidità del 45% a decorrere dal 1° aprile 1999.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

                                         L'__________
verserà all'assicurato fr. 1'000.-- a titolo di ripetibili.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 71rna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

La
vicepresidente                                                 Il segretario

 

Giovanna Roggero-Will                                        Fabio
Zocchetti