# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d11f4b46-665a-5b2d-8dcd-cc10928bcee4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-03-30
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 30.03.2004 14.2004.26
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2004-26_2004-03-30.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2004.26

  	
  Lugano

  30 marzo 2004

  B/fc/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente,

  Pellegrini e Chiesa

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall'istanza 29 dicembre 2003 presentata da

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr. da __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

sulla
quale istanza la Pretore del Distretto di __________ con sentenza 24 febbraio
2004 ha così deciso:

 

"1.            È pronunciato il
fallimento di __________ a far tempo da martedì 24 febbraio 2004 alle ore
14.00.

 

  2./3./4.    Omissis."

 

Sentenza
dedotta tempestivamente in appello da __________ che con atto 

5
marzo 2004 ne postula l'annullamento;

 

ritenuto
che con ordinanza presidenziale 9/10 marzo 2004 all'appello 

è
stato concesso effetto sospensivo parziale;

 

rilevato
che il 22 marzo 2004 __________ ha presentato un'integrazione all'appello;

 

preso
atto delle osservazioni 25 marzo 2004 del dr. __________;

ritenuto

 

in fatto:                           A.   Con
istanza 29 dicembre 2003 il dr. __________ ha chiesto il fallimento di
__________ per fr. 1'781.40 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.

 

 

                                          B.   All'udienza di contraddittorio del 18 febbraio 2004 nessuno è
comparso.

 

 

                                          C.   Con decisione 24 febbraio 2004 la Pretore del Distretto di
__________ ha pronunciato il fallimento di __________ a far tempo dal 24
febbraio 2004.

 

 

                                          D.   Con atto d'appello 5 marzo 2004 __________ ha asserito di avere
provveduto al pagamento del debito nei confronti della parte appellata,
producendo una ricevuta 5 marzo 2004 dell'UE di __________ relativa al saldo
dell'esecuzione n. __________ promossa dal dr. __________ (doc. _).
L'appellante ha poi dichiarato la sua volontà di saldare le ulteriori
esecuzioni pendenti nei suoi confronti, rilevando che a suo carico non vi sono
attestati di carenza di beni.

 

 

                                          E.   Il 22 marzo 2004 __________ ha presentato un'integrazione
all'appello.

 

 

                                          F.    Con osservazioni 25 marzo 2004 la parte appellata ha confermato
l'avvenuto pagamento di fr. 2'066.45 a saldo dell'esecuzione n. __________.

 

 

Considerato

 

In diritto:                      1.a)   Ex
art. 174 cpv. 1 LEF la decisione del giudice del fallimento può essere deferita
al'autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione.

 

                                          b)   Con
l'atto d'appello __________ ha dichiarato di avere ricevuto il decreto di
fallimento il 5 marzo 2004, per cui il termine per appellare ha iniziato a
decorrere il 6 marzo 2004 - ex art. 131 cpv. 1 CPC nel computo dei termini non
essendo compreso il giorno dell'intimazione - per scadere il 15 marzo 2004.
L'integrazione all'appello 22 marzo 2004, con i relativi allegati, è pertanto
ampiamente tardiva e va estromessa dall'incarto. 

 

 

                                       2.a)   Ex
art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo.

                                          

                                                 1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                                 2) l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che

                                                 3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

 

                                          b)   L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano
adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1- 3 LEF. I nova autentici
non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente
far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità.
Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità
giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di
debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata
ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF.
L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare
i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di
una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo
indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere
dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali
nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento
in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi
indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di
riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti
bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore
sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua
solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa
verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal
debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti
dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti
pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud, Basler Kommentar zum SchKG,
vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Gasser,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p.
294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Brönnimann,
Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.
174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und
Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

 

                                          c)    Dalla
ricevuta 5 marzo 2004 dell'UE di __________ (doc. _) si evince che l'appellante
con il versamento di fr. 2'076.80 ha saldato, posteriormente alla dichiarazione
di fallimento, l'esecuzione in oggetto n. __________, per cui risulta adempiuto
il presupposto previsto all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

                                                 Per
quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che con
attestazione 29 marzo 2004 l'UE di __________ ha dichiarato che nei confronti
dell'appellante non vi sono procedure esecutive in corso, né risultano iscritti
attestati di carenza di beni. Ciò dimostra che l'appellante non si trova in uno
stato d'illiquidità e che è in grado di far fronte ai suoi impegni. Il
presupposto della sua solvibilità appare pertanto come reso sufficientemente
verosimile. Risultando pertanto adempiuti i requisiti previsti dall'art. 174
cpv. 2 LEF, il fallimento di __________ può essere annullato. 

 

 

                                          3.    L'appello
5 marzo 2004 di __________ va quindi accolto.

                                                 La
tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49
OTLEF), il pagamento essendo avvenuto dopo la dichiarazione di fallimento. 

                                                 Non
si assegnano indennità, in mancanza di petitum in tal senso (art. 62 cpv. 2
OTLEF).

                                                 Le
spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante. 

 

 

 

 

Per
questi motivi,

richiamato
l'art. 174 cpv. 2 LEF

 

 

 

pronuncia:                     I.     L'appello
5 marzo 2004 di __________ è accolto. 

                                          

"1. La dichiarazione di
fallimento 24 febbraio pronunciata dalla Pretore del Distretto di __________
inc. FA.__________, nei confronti di __________ è annullata.

 

2.  La tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.--, da
anticipare come di rito, è posta a carico di __________.

 

3.  Le spese dell'Ufficio fallimenti di __________, da
anticipare come di rito, sono poste a carico di __________."

 

 

                                          II.    La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già
anticipata dall'appellante, resta a carico di __________.

                                                 Non
si assegnano indennità.

 

 

                                          III.   Intimazione a:

                                                 –   __________;

                                                 –   dr.
__________; recapito postale: __________;

                                                 –   Ufficio
dei fallimenti di __________;

                                                 –   Ufficio
esecuzione di __________;

                                                 –   Ufficio
dei registri di __________.

                                                 Comunicazione
alla Pretura del Distretto di __________.

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                                           
La segretaria

 

	
   rzi implicati