# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0c601dc6-0916-592e-999b-792923ecbae5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-06-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 22.06.2010 17.2009.70
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-2009-70_2010-06-22.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2009.70

  	
  Lugano

  21 maggio 2010

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte di cassazione e di revisione
  penale                                 del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei
  giudici:

  	
  Roggero-Will, presidente,

  Lardelli e Pellegrini

  

 

	
  segretario:

  	
  Filippini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso per
cassazione presentato il 2 dicembre 2009 da

 

	
   

  	
  RI 1

    

   

  
	
   

  	
  contro la sentenza emanata nei suoi
  confronti il 25 novembre 2009 dal Giudice dell'applicazione della pena 

  	 

	
   

  	
   

  	 

					

 

esaminati gli atti;

 

posti i seguenti

 

punti in questione:

 

                                   1.   Se
dev'essere accolto il ricorso per cassazione.

 

                                   2.   Il
giudizio sulle spese e sulle ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con risoluzioni n. 2946 e n. 2948 del 2 febbraio 2007, n. 3930 del 9
febbraio 2007, n. 5519 del 23 febbraio 2007, n. 6896 e n. 6897 del 9 marzo
2007, n. 7672 del 16 marzo 2007, n. 8529 del 23 marzo 2007, n. 10110 del 13
aprile 2007, n. 11355 del 27 aprile 2007, n. 13026 e n. 13027 dell’11 maggio
2007, n. 13397 del 18 maggio 2007, n. 14574 e 14576 del 25 maggio 2007 e n.
17158 del 22 giugno 2007 relative a fatti accertati tra il 4 ottobre 2006 e l’8
marzo 2007, l’Ufficio giuridico della Sezione della circolazione ha inflitto a RI
1 sedici multe per un importo complessivo di fr. 1220.-, con l’avvertenza che
la stesse dovevano essere saldate entro un mese dall’intimazione.

 

                                  B.   Falliti tutti i tentativi di incassare le multe, con istanze 7
aprile 2009, l’Ufficio esazione e condoni ha chiesto al Giudice
dell’applicazione della pena (GIAP) di commutare le stesse in una pena
detentiva sostitutiva.

 

                                  C.   Invitato, il 4 agosto 2009, dal GIAP a formulare le proprie
osservazioni sulle istanze di commutazione, RI 1 ha, in data 25 agosto 2009, preso telefonicamente contatto con lo stesso magistrato, chiedendo di
poter saldare le multe a proprio carico tramite versamenti rateali e
accordandosi sul pagamento di sei rate di fr. 180.- e una di fr. 140.-, con
prima scadenza al 30 settembre 2009.

 

                                  D.   Non avendo RI 1 effettuato nessuno dei versamenti concordati, con
decreto 25 novembre 2009, il GIAP ha pronunciato la commutazione dell’importo
complessivo delle multe in 12 giorni di pena detentiva.

 

                                  E.   RI 1 è insorto contro tale decisione con ricorso alla Corte di
cassazione e revisione penale di data 2 dicembre 2009. Evidenziando come il
mancato pagamento delle multe sia da ricondurre ad una dimenticanza ed
osservando di avere già provveduto al versamento delle rate per i mesi di
settembre e ottobre 2009, il ricorrente postula l’annullamento del decreto
impugnato e il ripristino dell’accordo 25 agosto 2009 relativo al pagamento
rateale delle multe.

 

F.Con osservazioni 22 dicembre 2009, il
GIAP chiede la conferma della decisone impugnata e precisa che il ricorrente,
in data 4 dicembre 2009, ha provveduto a versare due acconti di fr. 180.- cadauno.

 

Considerato

 

in diritto:

                                   1.   Giusta l’art. 341 cpv. 1 lit. a CPP, la Corte di cassazione e revisione penale (CCRP) è competente per i ricorsi contro le decisioni
del GIAP nei casi dell’art. 339 cpv. 1 lit. a, b e k CPP. In particolare, essa
è competente a verificare le decisioni del GIAP nella misura in cui questi
esercita tutte le altre attribuzioni che il diritto federale riserva al giudice
dopo la crescita in giudicato della sentenza penale, esclusi i casi in cui il
diritto federale assegna espressamente la competenza al Tribunale che ha
pronunciato la sentenza o che deve giudicare la nuova infrazione (art. 339 cpv.
1 lit. k CPP).

La commutazione di una multa in una pena
detentiva sostitutiva (art. 36 su rinvio dell’art. 106 cpv. 5 CP) rientra tra
le decisioni di competenza del GIAP giusta l’art. 339 cpv. 1 lit. k CPP e come
tale può essere oggetto di ricorso alla CCRP.

Ne discende la competenza, in concreto, di questa Corte.

                                   2.   RI 1, nel suo gravame, sostiene che il mancato pagamento delle prime due
rate della multa è dovuto ad una sua dimenticanza da ricondurre al fatto che
egli è stato impegnato, nel mese di settembre, con il trasloco al suo nuovo
domicilio e con la conduzione della cucina del suo ristorante a seguito del
licenziamento della cuoca e, nel mese di dicembre, con il cumulo di lavoro
tipico delle festività di fine anno (ricorso, pag. 1).

Ciò rilevato, il ricorrente chiede di “soprassedere alla commutazione della
multa in pena detentiva” e postula il ripristino della possibilità di
pagamento rateale della multa a partire dal 31 dicembre 2009 (ricorso, pag.
1-2).

                                   3.   La prescrizione della pena decorre dal giorno in cui la sentenza
acquista forza di cosa giudicata (art. 74 vCP; art. 100 CP). Nel diritto
previgente, in vigore dal 1° ottobre 2002, la pena in materia di
contravvenzioni si prescriveva in due anni (art. 109 vCP); la prescrizione
della pena era interrotta dall’esecuzione della stessa e da qualsiasi atto
diretto alla sua esecuzione compiuto dall’autorità che ne è incaricata (art. 75
cifra 2 cpv. 1 vCP). In caso di interruzione della prescrizione, cominciava a
decorrere una nuova prescrizione ma la pena era prescritta in tutti i casi
quando il termine ordinario di prescrizione era superato della metà (art. 75
cifra 2 cpv. 2 vCP).

Nel nuovo
ordinamento, entrato in vigore il 1° gennaio 2007, la pena in materia di
contravvenzioni si prescrive in tre anni (art. 109 CP) e non sono più previsti
casi di interruzione (FF 1999 II p. 1941).

L'art. 389 CP prevede che, salvo disposizione contraria, le disposizioni del
nuovo diritto concernenti la prescrizione dell’azione penale e della pena sono
applicabili anche se il fatto è stato commesso o l’autore condannato prima
della loro entrata in vigore, se più favorevoli all’autore (cpv. 1); il periodo
di tempo decorso prima dell’entrata in vigore del nuovo diritto è computato
(cpv. 2).

In concreto, le contravvenzioni per le quali il ricorrente è stato condannato sono
state commesse tra il 4 ottobre 2006 e l’8 marzo 2007. La questione di sapere
quale diritto sia applicabile alla prescrizione delle multe relative ai fatti
svoltisi prima del 1° gennaio 2007 può, tuttavia, rimanere irrisolta, nella
misura in cui, per entrambi gli ordinamenti (considerando le misure di
esecuzione intraprese per il recupero della multa e le istanze di commutazione
della multa in pena detentiva quali interruzioni della prescrizione ai sensi
dell’art. 75 cifra 2 cpv. 1 vCP e ritenuta la prescrizione assoluta prevista
dall’art. 75 cifra 2 cpv. 2 vCP), le stesse si prescrivono in tre anni.

Da quanto precede, ritenuto dunque che l’esecuzione di tutte le multe inflitte
a RI 1 (sia quelle emesse prima del 1° gennaio 2007 che quelle emesse dopo) si
prescrive in tre anni a far tempo dalla crescita in giudicato della decisione
dell’Ufficio giuridico della Sezione della circolazione – ovvero, in assenza di impugnazione alla Pretura penale, dopo 15
giorni dalla loro intimazione – ne discende che l’esecuzione delle multe
inflitte con risoluzioni n. 2946 e n. 2948 del 2 febbraio 2007, n. 3930 del 9
febbraio 2007, n. 5519 del 23 febbraio 2007, n. 6896 e n. 6897 del 9 marzo
2007, n. 7672 del 16 marzo 2007, n. 8529 del 23 marzo 2007, n. 10110 del 13
aprile 2007, n. 11355 del 27 aprile 2007, n. 13026 e n.
13027 dell’11 maggio 2007, n. 13397 del 18 maggio 2007 e n. 14574 e 14576 del
25 maggio 2007 è oggi caduta in prescrizione.

                                   4.   Ciò posto e considerato come all’unica multa la cui esecuzione non è
ancora caduta in prescrizione (relativa a fatti svoltisi nel 2007) è
applicabile il diritto attualmente in vigore, si osserva che la commutazione di
una multa in pena detentiva (art. 106 cpv. 2 CP e art. 106 cpv. 5 CP in
combinazione con l’art. 36 cpv. 2 CP) presuppone il mancato pagamento della stessa
per colpa dell’autore (cfr. art. 106 cpv. 2 CP). Anche la facoltà del
condannato di chiedere la sospensione della pena detentiva sostitutiva (cfr. art.
106 cpv. 5 CP in combinazione con l’art. 36 cpv. 3 CP) è subordinata alla
condizione che egli non possa pagare senza sua colpa.

Analogamente all’art. 36 cpv. 3 CP, il mancato pagamento non avviene “per colpa
dell’autore” quando la sua capacità contributiva si è considerevolmente
deteriorata a causa di circostanze a lui non imputabili (Dolge, Basler Kommentar,
Strafrecht I, 2a edizione, Basilea 2007, ad art. 106 CP n. 17).

                                   5.   RI 1
nemmeno pretende che la sua capacità contributiva si sia deteriorata e che egli
non sia più in grado di pagare le multe. Egli, infatti, nel suo gravame, ha
spiegato che il mancato pagamento delle rate concordate con il GIAP è da
ricondurre ad una sua semplice dimenticanza, ciò che di tutta evidenza, a
prescindere dalle motivazioni addotte dal ricorrente per giustificare la
stessa, rappresenta un comportamento colpevole ai sensi dell’art. 106 cpv. 2 e
36 cpv. 3 CP.

La sua richiesta di “soprassedere alla commutazione della multa” deve,
dunque, essere disattesa.

                                   6.   Da
quanto precede discende che il decreto di commutazione del GIAP deve essere
confermato unicamente per l’importo che eccede l’ammontare delle multe cadute
in prescrizione e che si attesta a fr. 120.- (cfr. risoluzione n. 17158 del 22
giugno 2007).

Proporzionalmente a quanto stabilito dal GIAP nel giudizio impugnato, tale
importo deve, pertanto, essere commutato in un giorno di detenzione.

Con riferimento all’importo delle rate saldate dal ricorrente in data 2
dicembre 2009 per un totale di fr. 360.- (cfr. ricevute allegate al ricorso) si
osserva come la presente procedura non esclude l’assunzione di eventuali nuovi
mezzi di prova (cfr. STF 2 ottobre 2006 1P.348/2004 in fine) e come, a norma
dell’art. 106 cpv. 4 CP, il pagamento ulteriore della multa comporta una
riduzione proporzionale della pena detentiva sostitutiva.

Sennonché, al momento del pagamento delle rate, tutte le multe a carico del
ricorrente erano ancora in essere, sicché l’importo di fr. 360.- deve essere
computato sulle prime sanzioni inflitte al ricorrente (ovvero quelle risalenti
al febbraio 2007 e oggi prescritte) senza che ciò possa influire sulla pena detentiva
sostitutiva qui pronunciata. 

                                   7.   Gli
oneri processuali seguono la parziale soccombenza e sono posti in ragione di
1/12 a carico del ricorrente (art. 15 cpv. 1 in combinazione con l’art. 9 cpv. 1 CPP).

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

 

visto sulle spese anche l’art. 39 lett. d
LTG,

 

pronuncia:              1.   Il
ricorso è parzialmente accolto. Di conseguenza il dispositivo n. 1 del decreto
impugnato è modificato come segue:

 

" 
1. La multa di
complessivi fr. 120.- inflitta a RI 1, domiciliato a __________, con risoluzione
n. 17158 del 22 giugno 2007 viene commutata in un giorno di detenzione.”

 

                                   2.   Gli
oneri processuali, consistenti in:

 

a) tassa di
giustizia                    fr.            500.-

b) spese
complessive               fr.            100.-

                                                     fr.            600.-

 

sono posti a carico del ricorrente in ragione di
1/12.

 

                                   3.   Intimazione
a: 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
   

  
	
   

  	
  P_GLOSS_TERZI

  	 

				

 

                                             

Per la Corte di cassazione e di revisione penale

La presidente                                              Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Contro decisioni finali, contro decisioni
parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la
ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione
(art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non
sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,
il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.