# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b1c86ed1-601b-5c6d-a3af-edf2848a0e1a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2015-06-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.06.2015 A-2572/2014
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-2572-2014_2015-06-10.pdf

## Full Text

A-2572/2014 

Pagina 1 

 B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte I 

A-2572/2014 

 

  S e n t e n z a  d e l  1 0  g i u g n o  2 0 1 5  

 

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio),  

Kathrin Dietrich, Jérôme Candrian,  

cancelliere Manuel Borla. 
 

 
 

Parti 

 
X._______, …,   

patrocinato dall'avv. …, 6501 Bellinzona, 

ricorrente,  

 

Cassa disoccupazione, … 

 

 
 

 
contro 

 

 
Ferrovie federali svizzere FFS, . 

autorità inferiore. 

Oggetto 

 
Scioglimento del rapporto di lavoro. 

 

 

 

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Fatti: 

A.  

Il … X._______ è entrato alle dipendenze delle Ferrovie federali svizzere 

(in seguito FFS), presso lo stabilimento di Bellinzona, con la funzione di 

artigiano specialista con livello di funzione 5. Il contratto di lavoro, di durata 

determinata, fissava al 31 luglio 2007 il termine della collaborazione. 

Il 10 luglio e 8 agosto 2007, le parti stipulavano un nuovo contratto di lavoro 

di durata indeterminata. La funzione e il livello di funzione dell'interessato 

restavano i medesimi. 

Il 30 novembre e 15 dicembre 2008, le FFS e X._______ hanno stipulato 

un nuovo contratto di lavoro, contenutisticamente pressoché identico al 

precedente. 

B.  

Con formulario standard del 31 marzo 2010, le FFS hanno costatato 

un'irregolarità nell'attività lavorativa di X._______, segnatamente 

l'aggiramento del dispositivo di sicurezza dei cavalletti di sollevamento dei 

carri. In proposito il datore di lavoro ha evidenziato come in futuro non 

sarebbe stato più tollerato un comportamento simile rispettivamente ci si 

sarebbe attesi in futuro il rispetto delle prescrizioni e delle direttive 

lavorative. 

C.  

Il 3 ottobre 2012 il datore di lavoro ha notificato all'interessato formale 

"richiamo" circa le proprie prestazioni insufficienti. In particolare, le FFS 

hanno evidenziato "diverse saldature" di placche antiusura sulle boccole 

delle sale, eseguite "in modo inaccettabile". Nuovamente le FFS hanno 

chiesto maggiore impegno e senso di responsabilità al collaboratore. 

D.  

In data 21 gennaio 2013, X._______ è stato coinvolto in un diverbio con un 

collega, nel quadro del quale l'interessato ha ferito una terza persona non 

coinvolta, lanciando – in un impeto di rabbia – una pistola ad aria 

compressa verso il suo antagonista. Il collega è stato in seguito inabile al 

lavoro a causa di un taglio alla testa dal 21 gennaio al 4 febbraio 2013. 

Conseguentemente, il 6 febbraio 2013, le FFS hanno notificato ad 

X._______ una minaccia di licenziamento "da attuarsi qualora il suo 

comportamento insoddisfacente dovesse perdurare". 

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E.  

Il 14 gennaio 2014 le FFS hanno riscontrato che il collaboratore era incorso 

nuovamente in un errore nell'esecuzione dei propri lavori, in particolare un 

errore classificato secondo le norme di sicurezza aziendali di "gravità 1", 

ovvero "molto grave". 

F.  

Il 5 febbraio seguente le FFS hanno contestato all'interessato una nuova 

violazione delle norme di sicurezza nel quadro di un servizio di sostituzione 

di uno spessore della sala che necessitava l'alzamento del carro. 

G.  

Con lettera raccomandata del 28 febbraio 2014 le FFS hanno trasmesso 

ad X._______ bozza decisionale di rescissione unilaterale del contratto di 

lavoro, esonerandolo dalla propria attività lavorativa a far tempo dal 3 

marzo 2014 e per la durata dell'intero periodo di disdetta, nel quale il salario 

avrebbe dovuto essere versato. 

H.  

Con osservazioni spedite il 31 marzo 2014, il ricorrente ha preso posizione, 

in ossequio del proprio diritto di essere sentito, sulle considerazioni delle 

FFS. 

I.  

Con decisione formale del 15 aprile 2014, le FFS (in seguito anche autorità 

di prima istanza o autorità federale) hanno disdetto unilateralmente il 

contratto di lavoro con X._______. A sostegno della misura di 

licenziamento le FFS hanno fatto riferimento ad errori commessi nonché 

violazioni di norme di sicurezza commessi il 14 gennaio 2014 e il 5 febbraio 

precedenti. L'autorità federale ha specificato che il lavoratore aveva 

ricevuto il dovuto avvertimento con la minaccia di licenziamento del 6 

febbraio 2013. 

J.  

Con ricorso del 12 maggio 2014 X._______ (in seguito il ricorrente) ha 

impugnato la decisione delle FFS davanti al Tribunale amministrativo 

federale, chiedendone in via principale l'annullamento e il rinvio della causa 

all'autorità inferiore per l'audizione del teste Y._______. In via subordinata, 

il ricorrente ha chiesto invece l'annullamento della decisione impugnata 

con la conseguente reintegrazione nella propria funzione di artigiano 

specialista. In via ancora più subordinata egli ha postulato l'accoglimento 

del ricorso con accertamento dell'assenza di motivi oggettivi sufficienti per 

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la disdetta ordinaria, con il riconoscimento di un'indennità pari a 8 mesi di 

salario a partire dalla scadenza della disdetta. 

A sostegno delle proprie conclusioni il ricorrente adduce sia motivi formali 

che motivi materiali. In primo luogo egli censura la violazione del diritto di 

essere sentito poiché le FFS hanno adottato la decisione impugnata senza 

assumere il teste da egli proposto. Nel merito X._______ ha sottolineato 

come i requisiti per la misura amministrativa del licenziamento non siano 

ottemperati. Carente è a suo dire il presupposto della minaccia di 

licenziamento, ciò che avrebbe quale conseguenza la violazione del 

principio costituzionale della buona fede e del divieto d'arbitrio. Inoltre 

l'autorità federale si sarebbe fondata su fatti non pertinenti, nella misura in 

cui gli errori ad egli imputati sono stati commessi nel quadro di un'attività 

che esula dalla saldatura, sua specializzazione; ma anche gli errori 

commessi nel quadro della saldatura sarebbero riconducibili a 

problematiche di salute note al datore di lavoro, quali il peggioramento della 

vista e i problemi alla spalla. 

K.  

Con osservazioni del 18 giugno 2014, le FFS hanno chiesto di respingere 

il ricorso in tutte le sue conclusioni. Con riferimento alla violazione del diritto 

di essere sentito l'autorità di prima istanza ha evidenziato che il teste 

indicato dal ricorrente non è più collega dello stesso dal 2009, mentre i fatti 

che "hanno portato al licenziamento del ricorrente […] sono accaduti dal 

2010". Nel merito, l'autorità federale ha sottolineato che il presupposto 

della minaccia di licenziamento sia adempiuto nella misura in cui essa era 

valida sino al 6 febbraio 2014, mentre i fatti imputati ad X._______ sono 

accaduti precedentemente e meglio il 14 gennaio e 5 febbraio 2014. Le 

FFS hanno inoltre evidenziato che la decisione di scioglimento del rapporto 

di lavoro si fonda sulle "ripetute mancanze nelle prestazioni e nel suo 

comportamento", dove per comportamento "va inteso il non rispetto di 

direttive interne". Con riferimento al rispetto del principio della 

proporzionalità l'autorità federale ha sottolineato che persino dopo la 

minaccia di licenziamento del 6 febbraio 2013, il ricorrente ha continuato 

"a infrangere i suoi obblighi di lavoro in modo grave"; ma non solo, egli 

avrebbe pure infranto "le direttive di sicurezza con colpa cosciente 

mettendo a repentaglio la sicurezza degli altri collaboratori". Ne discende 

dunque che per le FFS "non è stato più né adeguato né immaginabile 

continuare il rapporto di lavoro". 

L.  

Con osservazioni finali dell'8 agosto 2014 il ricorrente ha ribadito che  

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l'esclusione del teste proposto sia arbitraria e fondata su un "manifesto 

abuso del potere di apprezzamento": Nel merito egli rileva che la minaccia 

di licenziamento si fondava su "motivi comportamentali e non carenze di 

prestazioni", ovvero circostanze diverse da quelle alla base del 

licenziamento in discussione. Egli aggiunge pure che dalla 

documentazione prodotta non risulta che il datore di lavoro abbia adottato 

misure atte a preservare il rapporto di lavoro, come pure che la scarsa 

qualità del lavoro prodotto, in particolare le carenti saldature, è dovuta al 

rifiuto da parte delle FFS di fornirgli nuovi occhiali specifici; infine egli 

evidenzia che non si è tenuto conto dei problemi fisici relativi alla spalla. 

M.  

Con scritto del 31 marzo 2015 il patrocinatore del ricorrente ha trasmesso 

al Tribunale la documentazione pervenutagli dalla Z.______ (in seguito 

Cassa disoccupazione Z.______), presso la quale X._______ si è 

annunciato. 

N.  

Con istanza del 27 aprile 2015 la Cassa disoccupazione Z._______ ha 

chiesto a questo Tribunale di autorizzarla ad intervenire nella procedura in 

essere quale parte attrice. Il TAF ha dato seguito a codesta richiesta con 

scritto del 21 maggio 2015, specificando come la richiedente interviene 

senza facoltà di modificare quanto già istruito nel procedimento. 

O.  

Con ordinanza del 21 maggio 2015 il Tribunale ha trasmesso le 

osservazioni finali del ricorrente all'autorità inferiore ad alla Cassa 

disoccupazione Z._______, comunicando la chiusura dell'istruttoria. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni 

ai sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla 

procedura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità 

menzionate all'art. 33 della Legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribu-

nale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni di 

cui all'art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). La procedura dinanzi ad esso è retta 

dalla PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). 

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1.2 Nella presente fattispecie, l'atto impugnato costituisce una decisione ai 

sensi dell'art. 5 PA, emessa dalle FFS, che sono un'azienda della 

Confederazione ai sensi dell'art. 33 lett. e LTAF. 

1.3 Pacifica è la legittimazione ricorsuale del ricorrente, essendo lo stesso 

destinatario della decisione impugnata e avendo un interesse a che la 

stessa venga qui annullata (art. 48 PA). Il ricorso è poi stato interposto 

tempestivamente (art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di 

forma e di contenuto previste dalla legge (art. 52 PA). 

1.4 Il ricorso è ricevibile in ordine e deve essere esaminato nel merito. 

1.5 Giusta l'art. 29 della legge federale sull'assicurazione obbligatoria 

contro la disoccupazione (LADI), con il pagamento da parte della Cassa 

disoccupazione, le pretese dell'assicurato, passano alla cassa nel limite 

dell'indennità giornaliera da essa versata. Questa cessione legale alla 

Cassa disoccupazione, opponibile a terzi, senza alcuna formalità e 

indipendentemente da qualsiasi manifestazione di volontà del creditore ai 

sensi dell'art. 166 della legge federale di complemento del Codice civile 

svizzero del 30 marzo 1911 (Libro quinto: Diritto delle obbligazioni [CO]; 

RS 220), libera il debitore nei confronti del creditore. In altri termini il 

creditore perde il credito che avrebbe potuto far valere contro il datore di 

lavoro nella misura delle prestazioni dell'assicurazione disoccupazione 

versategli; ossia la cassa diviene titolare di questo credito, mentre il 

lavoratore conserva le proprie pretese in relazione alla parte non coperta 

dalle indennità giornaliere. Conseguentemente la Cassa disoccupazione 

Z._______, che ha provveduto a corrispondere le indennità di 

disoccupazione al ricorrente, è divenuta parte nel procedimento ricorsuale 

a fianco del ricorrente. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del 

potere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l'accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. b PA) nonché 

l'inadeguatezza (art. 49 lett. c PA; cfr. ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LO-

RENZ KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 

Basilea 2013, n. marg. 2.149; ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX 

UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 6. ed., Zurigo/San Gallo 2010, 

n. 1758 segg.). 

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2.2 Nell'esaminare il criterio dell'adeguatezza in rapporto alla valutazione 

delle prestazioni di un impiegato, del rapporto di fiducia tra datore di lavoro 

e impiegato, della responsabilità di assicurare una corretta esecuzione dei 

compiti di un'unità amministrativa, nonché della classificazione delle 

funzioni ("Stelleneinreihung"), il Tribunale amministrativo federale opera 

con un certo riserbo. In caso di dubbio, non si scosta dalla posizione 

assunta dall'autorità inferiore rispettivamente non sostituisce il proprio 

apprezzamento a quello di quest'ultima (cfr. sentenze del Tribunale 

amministrativo federale A-2878/2013 del 21 novembre 2013 consid. 2.3 

con rinvii, A-7615/2010 del 22 marzo 2011 consid. 4, A-4749/2010 del 

3 dicembre 2010 consid. 4, A-2703/2009 del 26 agosto 2009 consid. 2 e A-

3627/2007 del 9 gennaio 2008 consid. 4.1). Questa riserva non impedisce 

tuttavia allo scrivente Tribunale di intervenire qualora la decisione 

contestata sembri oggettivamente inopportuna (cfr. per esempio sentenza 

del Tribunale amministrativo federale A-3943/2008 del 16 marzo 2009, 

consid. 2). 

2.3 Lo scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62 

cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, 

né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 consid. 2; PIERRE 

MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3. ed., Berna 2011, 

no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della massima inquisitoria e dell'appli-

cazione d'ufficio del diritto sono tuttavia limitati: l'autorità competente 

procede difatti spontaneamente a constatazioni complementari o esamina 

altri punti di diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi 

in tal senso (cfr. DTF 124 V 180 consid. 1a; DTF 122 V 157 consid. 1a; 

DTF 121 V 204 consid. 6c; Sentenze TAF A-466/2014 del 20 giugno 2014 

consid. 2.2 e A-1581/2013 del 2 giugno 2014 consid. 2.2; DTAF 2007/27 

consid. 3.3). 

3.  

3.1 Prima di entrare nel merito del gravame, è qui opportuno stabilire il 

diritto applicabile alla presente procedura, poiché i fatti determinanti per  

l'esito della causa si sono svolti tra il gennaio 2013 e il 15 aprile 2014, 

quando con lettera scritta le FFS hanno inoltrato la disdetta ordinaria qui 

impugnata. Infatti in questo arco temporale e meglio il 1° luglio del 2013 

sono entrate in vigore le modifiche legislative del 12 dicembre 2012 alla 

Legge del 24 marzo 2000 sul personale federale (LPers, RS 172.220.1). 

3.2 In assenza di disposizioni transitorie circa le modifiche legislative 

menzionate, occorre dirimere la questione del diritto applicabile in funzione 

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dei principi generali relativi al diritto intertemporale (cfr. sentenze TAF A-

546/2014 del 16 giugno 2014 consid. 3.2, A-427/2013 del 21 novembre 

2013 consid. 2.2; Peter Helbling, in : Portmann/Uhlmann, Handkommentar 

zum Bundespersonnalgesetz [BPG], Berna 2013, ad art. 41 n. 6). 

3.3 Nel valutare il diritto applicabile, vale il principio secondo cui sono 

determinanti le norme giuridiche valide al momento della realizzazione 

della fattispecie giuridicamente rilevante (cfr. PIERMARCO ZEN-RUFFINEN, 

Droit administratif, Partie générale et éléments de procédure, 2. ed., Basi-

lea/Neuchâtel 2013, n. 169). Secondo la giurisprudenza dell'Alta corte, la 

legalità di un atto amministrativo dev'essere giudicata, di regola, in base al 

diritto vigente al momento dell'emanazione dello stesso (cfr. DTF 130 V 

329 consid. 2.3 e DTF 125 II 591 consid. 5e/aa). Questo principio si basa 

principalmente sul concetto secondo il quale l'istituto del ricorso di diritto 

amministrativo tende in primo luogo al controllo della legalità della 

decisione querelata (cfr. MARCO BORGHI, Il diritto amministrativo 

intertemporale, in: Revue de droit suisse [RDS] / Zeitschrift für 

schweizerisches Recht [ZSR] 1983, II, pag. 487). Il fatto di applicare la 

regolamentazione in vigore al momento della pronuncia della prima 

decisione corrisponde del resto ad un principio generale del diritto pubblico 

(sentenza del Tribunale amministrativo federale A-1661/2011 del 26 marzo 

2012, consid. 4.2). 

Qualora il comportamento decisivo per la disdetta ordinaria sia avvenuto 

sotto il diritto precedentemente in vigore, la giurisprudenza ha ammesso 

che si applicherà questo diritto, poiché un'applicazione del nuovo diritto 

avrebbe degli effetti retroattivi intollerabili (sentenza TF 2C_477/2013 del 

16 dicembre 2013 consid. 2.4; sentenze TAF A-6723/2013 del 28 genaio 

2015, consid. 3.2; A-531/2014 del 17 settembre 2014 consid. 3.2.2; A-

546/2014 de 16 giugno 2014 consid. 3.2). Nel caso di una disdetta del 

contratto di lavoro, in cui si è in presenza di più motivi di disdetta, occorre 

riferirsi al motivo che riveste il carattere più decisivo per la decisione della 

disdetta ed applicare il diritto in vigore in quel frangente (cfr. sentenza TF 

4A_430/2010 del 15 novembre 2010 consid. 2.1.3; sentenze del TAF A-

6723/2013 del 28 gennaio 2015 consid. 3.2; A-531/2042014 del 17 

settembre 2014 consid. 3.2.2).  

3.4 Nella fattispecie le FFS hanno adottato una minaccia di licenziamento 

il 5 febbraio 2013, mentre hanno fondato la decisione di disdetta con 

riferimento a due episodi "il 14.1.2014 per l'esecuzione incorretta alla 

coppiglia per la seconda volta nell'arco di 3 mesi ed in particolare il 

5.2.2014 per l'incorretto uso del sollevatore carro merci con colpa 

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cosciente" (cfr. decisione pag. 6). A fronte delle considerazioni sopra 

menzionate, il Tribunale ritiene quindi fondamentale per la disdetta 

ordinaria impugnata gli episodi accaduti nel 2014, per cui alla presente 

procedura ricorsuale sarà applicata la LPers nella versione del 1°luglio 

2013. 

4.  

4.1 Secondo l'art. 2 della Legge del 24 marzo 2000 sul personale federale 

(LPers, RS 172.220.1) e l'art. 15 della Legge federale del 20 marzo 1998 

sulle Ferrovie federali svizzere (LFFS, RS 742.31) i rapporti di lavoro degli 

impiegati delle FFS sottostanno alla LPers. Conformemente all'art. 38 

LPers e all'art. 15 cpv. 2 LFFS, le FFS hanno negoziato un contratto 

collettivo di lavoro (CCL FFS) con le associazioni del personale, applicabile 

per principio a tutto il loro personale (art. 38 cpv. 2 LPers). Ai sensi dell'art. 

6 cpv. 2 LPers, il rapporto di lavoro è sottoposto, sempre che la LPers non 

prevedeva disposizioni derogatorie, anche al CO; per quanto concerne 

l'applicabilità del CO, si veda la sentenza del Tribunale amministrativo 

federale A-4659/2010, del 14 giugno 2011, consid. 3 e rif. cit.). Entro i limiti 

della LPers e del CO, il rapporto di lavoro è regolato in dettaglio nelle 

disposizioni d'esecuzione, in particolare dal contratto collettivo di lavoro e 

dal contratto di lavoro (art. 6 cpv. 4 LPers). Qualora le disposizioni 

d'esecuzione di cui all'art. 37 LPers, rispettivamente il contratto collettivo di 

lavoro e il contratto di lavoro divergano, sono applicabili le disposizioni più 

favorevoli all'impiegato (art. 6 cpv. 4 LPers). 

4.2 Delle negoziazioni tra le parti contraenti al contratto collettivo hanno 

avuto luogo nel corso del 2006 e, il 1° gennaio 2007 è entrato in vigore il 

CCL FFS 2007-2010 che ha sostituito quello del 25 giugno 2005 (art. 211 

CCL FFS). In data 15 aprile 2010, le parti hanno deciso di prolungare la 

durata della sua validità fino al 30 giugno 2011 (sentenza del Tribunale 

amministrativo federale A-3004/2011, del 7 marzo 2012, consid. 3.1). Lo 

stesso è poi stato rinegoziato ed una versione del 1° luglio 2011 era in 

vigore al momento della fattispecie. Dal 1° gennaio 2015 è in vigore il 

nuovo CCL FFS 2015. 

4.3 Nel caso in esame, siccome la minaccia di licenziamento è avvenuta 

nel febbraio del 2013 e la decisione di licenziamento nell'aprile del 2014, 

in ragione del principio generale secondo cui sono determinanti le norme 

giuridiche valide al momento della realizzazione della fattispecie 

giuridicamente rilevante (cfr. consid. 3.3) occorre applicare alla fattispecie 

il CCL FFS 2011 del 1° luglio 2011 (in seguito CCL FFS). 

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4.4 Con riferimento ad eventuali divergenze tra la nuova LPers 2013 e il 

CCL FFS, il Tribunale ritiene che si debba applicare la legge federale, in 

ossequio del principio generale del diritto superiore. In questo senso anche 

il nuovo articolo 1 del CCL FFS 2015, come visto non è applicabile nella 

fattispecie, ma elemento di interpretazione, secondo cui qualora il CCL 

FFS riproduca testi contenuti nella LPers e nella relativa ordinanza quadro, 

in caso di variazioni di tali atti legislativi le nuove disposizioni si applicano 

a partire dalla loro entrata in vigore. Le parti contraenti, al momento 

opportuno, adattano il CCL alle disposizioni di legge modificate (cfr. in 

proposito consid. 13.2.1). 

5.  

Con riferimento alla censura formale del diritto di essere sentito, nel suo 

corollario del diritto a proporre l'assunzione di determinate prove, va detto 

quanto segue. 

5.1 Il diritto di fare assumere delle prove deriva dal diritto di essere sentito. 

Il diritto di essere sentito, sancito dagli art. 29 cpv. 2 della Costituzione 

federale del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), costituisce un aspetto 

importante e specifico del principio generale di un equo processo giusta gli 

art. 29 cpv. 1 Cost. Tale diritto di essere sentito, ancorato per quanto 

concerne la procedura amministrativa federale negli art. 29 segg. PA, 

comprende diverse garanzie costituzionali di procedura (MICHELE 

ALBERTINI, Der verfassungsmässige Anspruch auf rechtliches Gehör im 

Verwaltungsverfahren des modernen Staates, Berna 2000, pag. 202 segg.; 

ANDREAS AUER/GIORGIO MALINVERNI/MICHEL HOTTELIER, Droit 

constitutionnel suisse Vol. II. Les droits fondamentaux, 2a ed., Berna 2006, 

pag. 606 segg.; BENOIT BOVAY, Procédure administrative, Berna 2000, pag. 

207 segg.; ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, Allgemeines 

Verwaltungsrecht, 6a ed., Zurigo/San Gallo 2010, pagg. 384 segg.; ALFRED 

KÖLZ/ISABELLE HÄNER, Verwaltungsverfahren und Verwaltungs-

rechtspflege des Bundes, 2a ed., Zurigo 1998, pag. 46, 107 segg.; MARKUS 

SCHEFER, Grundrechte in der Schweiz, Berna 2005, pag. 285 segg.). Una 

sua lesione comporta di regola l'annullamento della decisione impugnata, 

indipendentemente dalla fondatezza materiale del ricorso. Si rende quindi 

necessario esaminare immediatamente se la medesima sia stata disattesa 

(DTF 124 V 183, consid. 4a; DTF 122 II 469, consid. 4a con rinvii; sentenza 

del TF 2P.67/2000 del 19 settembre 2000; sentenza del TAF A-2013/2006 

dell'11 dicembre 2009, consid. 6). 

5.2  

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Pagina 11 

5.2.1 Per quanto attiene al diritto di fare assumere delle prove, ciascuna 

delle parti ha il diritto di fare assumere prove dall'autorità amministrativa e 

anche dallo scrivente Tribunale (art. 33 PA e 29 cpv. 2 Cost.). Questo diritto 

esiste accanto alla massima d'ufficio che regge ogni procedura 

amministrativa (art. 12 PA). Tuttavia, il diritto in questione non comporta un 

obbligo incondizionato all'assunzione delle prove ed è comunque 

subordinato alle tre condizioni seguenti: l'offerta o la richiesta di prove deve 

portare su fatti pertinenti (giuridicamente importanti), e quindi suscettibili 

d'influenzare l'esito della procedura; deve essere necessaria (non è 

necessario comprovare un fatto che già si evince dall'incarto o che 

comunque è pacifico o notorio); deve essere atta a comprovare i fatti di cui 

si prevale la parte (DTF 131 I 153 consid. 3). 

5.2.2 Sulla base della dottrina e di una giurisprudenza costante, l'autorità 

competente, che gode di un ampio potere d'apprezzamento, può 

procedere ad un apprezzamento anticipato di una prova, e decidere di non 

assumerla, se ritiene, in modo non arbitrario, che tale prova non è atta a 

fondare, modificare o influenzare la decisione da prendere, nel senso che 

le prove già assunte gli hanno permesso di formarsi la sua intima 

convinzione (DTF 130 II 425, consid. 2.1; DTAF B-2213/2006; PATRICK 

SUTTER, in: CHRISTOPH AUER/MARKUS MÜLLER/BENJAMIN SCHINDLER [ed.], 

Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren (VwVG), 

Zurigo/San Gallo 2008, pag. 458 segg). 

5.3 Nel proprio atto ricorsuale il ricorrente censura la mancata audizione 

del teste proposto, già dirigente del proprio team lavorativo, da parte 

dell'autorità di prima istanza. Egli ha sottolineato come essi siano stati 

colleghi per lungo tempo e che lo stesso può "confermare le sue capacità 

e anche il suo corretto comportamento sul posto di lavoro, che non è quello 

descritto nell'incarto personale, confezionato ad arte affinché si giungesse 

ad un determinato risultato". In proposito l'autorità di prima istanza ha 

invece sottolineato che la negata audizione non sia arbitraria, poiché il 

teste proposto non lavora più quale collaboratore delle FSS dal 2009, 

mentre i fatti che hanno portato al licenziamento dello stesso sono accaduti 

posteriormente. 

5.4 In concreto, gli atti di causa e le allegazioni delle parti sostanziano che 

il teste proposto dal ricorrente non è più un collaboratore delle FFS dal 

2009. In proposito, considerato che le circostanze fattuali a fondamento 

della decisione amministrativa di licenziamento si riferiscono al periodo 

intertemporale 2013 e 2014 mal si comprende il motivo della richiesta 

audizionale del teste. Senza alcun fondamento logico e elemento a 

A-2572/2014 

Pagina 12 

comprova di quanto sostenuto il ricorrente pretende che egli possa in 

qualche modo comprovare un suo "comportamento" sul posto di lavoro per 

il periodo di riferimento. Così facendo egli dimentica pure che le valutazioni 

personali depositate agli atti (cfr. doc. 4 incarto di prima istanza) sono state 

da egli accettate con l'apposizione della propria firma a comprova della 

veridicità del contenuto. 

5.5 Ciò detto, conformemente a quanto sopra rilevato, l'autorità di prima 

istanza ha rifiutato correttamente l'audizione del teste proposto dal 

ricorrente e non è pertanto incorsa nella violazione del diritto di essere 

sentito. 

6.  

Quanto alla censura relativa ai presupposti della disdetta va detto quanto 

segue. L'autorità inferiore si fonda sull'art. 182 CCL FFS per motivare il 

licenziamento, in particolare per "insufficienze riscontrate nelle prestazioni 

o nel comportamento". Inoltre essa evidenzia di avere inoltrato al ricorrente 

una minaccia di licenziamento, il 5 febbraio 2013, in cui lo si informava che 

se il "comportamento non corretto" fosse perdurato, gli sarebbe stato 

notificato il licenziamento.  

Nel proprio atto ricorsuale il ricorrente ha osservato invece che sarebbero 

assenti i motivi per la misura amministrativa del licenziamento come pure 

carente il presupposto della minaccia di licenziamento, ciò che avrebbe 

quale conseguenza la violazione del principio costituzionale della buona 

fede e del divieto d'arbitrio. 

Inoltre l'autorità federale si sarebbe fondata su fatti non pertinenti, nella 

misura in cui gli errori a lui imputati sarebbero stati commessi nel quadro 

di specializzazioni che esulano dalla saldatura, sua specializzazione; ma 

anche gli errori commessi nel quadro della saldatura sarebbero 

riconducibili a problematiche di salute note al datore di lavoro, quali il 

peggioramento della vista e i problemi alla spalla. 

6.1 Giusta l'art. 10 LPers, il datore di lavoro può disdire in via ordinaria il 

rapporto di lavoro di durata indeterminata per motivi oggettivi sufficienti, 

segnatamente per mancanze nelle prestazioni o mancanza nel 

comportamento (art. 10 cpv. 3 lett. b LPers) o come indica, in maniera 

pressoché identica il CCL FFS per insufficienze riscontrate nelle 

prestazioni o nel comportamento (art. 182 let. c CCL FFS). 

A-2572/2014 

Pagina 13 

Sino alla revisione della LPers entrata in vigore il 1° luglio 2013, i motivi di 

disdetta erano menzionati in maniera pressoché identica all'art. 12 in 

particolare il cpv. 6 lett. b vLPers recitava quale motivo di disdetta ordinaria 

"ripetute o continue gravi mancanze nelle prestazioni o nel 

comportamento, nonostante un avvertimento scritto". Tale requisito 

dell'avvertimento scritto, oltre che essere espressamente indicato al 

disposto di legge, era stato pure ammesso dalla costante giurisprudenza 

(fra le tante, sentenza TAF A-6723/2013 del 28 gennaio 2015 consid. 6.1). 

6.2 Nell'elencare i motivi di disdetta contenuti nell'attuale LPers, il 

legislatore ha rinunciato a menzionare il requisito dell'avvertimento 

preliminare. Tuttavia, il legislatore e conseguentemente la giurisprudenza 

recente hanno riconosciuto che in caso di motivi che giustificano un tale 

avvertimento preliminare, esso sarà quindi necessario prima di prendere la 

decisione di disdetta (Messaggio, pag. 5971; Sentenza TAF del 28 gennaio 

2015, A-6723/2013, consid. 6.2). In questo senso la disdetta del rapporto 

di lavoro rappresenta sempre l'ultima misura possibile da considerare. 

All'impiegato interessato deve pertanto essere offerta l'occasione di 

migliorarsi (Messaggio, pag. 5971). 

6.3 L'avvertimento che precede la disdetta ordinaria adempie due funzioni: 

da una parte contiene il rimprovero formulato dal datore di lavoro con 

riferimento al comportamento criticato (Rügefunktion); dall'altra esprime la 

minaccia di una sanzione (Warnfunktion; sentenze del Tribunale 

amministrativo federale A-1684/2009 del 14 settembre 2009 consid. 6.2.2, 

A-5983/2007 dell'11 aprile 2008 consid. 3.7). Esso deve esser inteso come 

avviso all'indirizzo del lavoratore con lo scopo di evitargli conseguenze 

spiacevoli; in questo senso l'avvertimento rappresenta una misura di 

protezione per il lavoratore, il quale beneficia dunque della facoltà di 

migliorarsi (concretizzazione del principio di proporzionalità) (sentenza TAF 

A-6723/2013, del 28 gennaio 2015, consid. 6.2; A-692/2014 del 17 giugno 

2014 consid. 3.2.1). 

6.4 Da un punto di vista formale, ad eccezione della forma scritta, la vLPers 

non sottoponeva l'avvertimento, giusta l'art. 12 cpv. 6 vLpers, ad alcuna 

condizione formale. Tuttavia, dal principio costituzionale della buona fede 

e del divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.), si può dedurre che l'avvertimento 

debba essere riconoscibile come tale e che debba permettere 

all'interessato di sapere chiaramente quali sono le mancanze imputate e 

quali siano le esigenze alle quali il lavoratore debba adempiere (cfr. 

Sentenza TF 8C_358/2009 dell'8 marzo 2010 consid. 4.3.1; sentenze TAF 

A-6723/2013, del 28 gennaio 2015, consid. 6.2; A-1352/2011 del 20 

A-2572/2014 

Pagina 14 

settembre 2011 consid. 3.2.1, A-4659/2010 del 14 giugno 2011 consid. 

4.3). In altre parole, il datore di lavoro ha l'obbligo di indicare chiaramente 

al lavoratore che considera un determinato comportamento come 

inammissibile e che una nuova commissione comporterà delle sanzioni 

(cfr. Sentenze TAF A-6723/2013, del 28 gennaio 2015, consid. 6.4, e 

sentenze citate). Nello specifico, la minaccia di una disdetta ordinaria del 

contratto di lavoro deve perlomeno essere implicita (cfr. sentenze TAF A-

6723/2013 del 28 gennaio 2015, consid. 6.4; A-1684/2009 del 14 

settembre 2006 consid. 6.2.2). Le esigenze relative al contenuto 

dell'avvertimento seguono dei criteri posti dalla giurisprudenza in merito al 

contenuto e alla portata degli avvertimenti necessari al fine di procedere 

con un licenziamento immediato ai sensi dell'art. 337 CO, quando la 

mancanza del lavoratore non è così grave per giustificare un tale 

licenziamento senza preavviso (cfr. sentenza del TF 8C_358/2009 dell'8 

marzo 2010 consid. 4.3.1, 1C_277/2007 del 30 giugno 2008, consid. 6.2). 

7.  

Il Tribunale rileva che per una ragione di chiarezza si analizzerà dapprima 

se i requisiti procedurali adottati dalle FFS siano conformi alle prescrizioni 

legali. In effetti a determinate condizioni, la violazione di disposizioni e 

regole procedurali può portare all'ammissione del ricorso 

indipendentemente dai motivi all'origine del licenziamento (art. 34b let. a 

LPers e 184 cpv. 1 let. a CCL FFS; sentenza TAF A-6723/2013 del 28 

gennaio 2015 consid. 5) (consid. 8). In un secondo momento, il Tribunale 

si chinerà a sapere se effettivamente il comportamento mantenuto dal 

dipendente costituisce un motivo di licenziamento (consid. 9). 

8.  

Con riferimento al rispetto delle regole procedurali ed in particolare  

all'esigenza di una preventiva minaccia di licenziamento, il Tribunale 

evidenzia quanto segue. 

8.1 Con lettera del 6 febbraio 2013 le FFS hanno notificato una minaccia 

di licenziamento la quale recitava: "[l]e viene notificata questa minaccia di 

licenziamento da attuarsi qualora il suo comportamento insoddisfacente 

dovesse perdurare. Questa frase significa che in quei casi procederemo al 

licenziamento". Dal documento agli atti emerge che la condizione 

alternativa indicata sul documento relativa all'attuazione del licenziamento 

in caso di nuove "concrete violazioni dei doveri di servizio", sia stata 

depennata. A fondamento dell'avvertimento vi era il lancio, da parte del 

ricorrente, "di un oggetto sul posto di lavoro, in uno stato di rabbia", la cui 

conseguenza è stato il ferimento di un collega. Nell'avvertimento, le FFS 

A-2572/2014 

Pagina 15 

hanno richiamato il lavoratore ad un comportamento rispettoso e 

responsabile, evidenziando che con il suo agire egli abbia infranto gli 

articoli 45 e 42 CCL FFS relativi al "comportamento insufficiente" e la 

"responsabilità per danni". 

8.2 Con disdetta del rapporto di lavoro, fondata sugli eventi del 14 gennaio 

e del 5 febbraio 2014, le FFS hanno sottolineato dapprima e in modo 

generale che il lavoratore abbia avuto "insufficienze sia di comportamento 

sia di prestazioni negli ultimi anni". In concreto, le FFS hanno imputato al 

lavoratore dapprima un'incorretta esecuzione dell'elaborazione di una 

coppiglia, mentre susseguentemente l'esclusione in modo cosciente dei 

dispositivi di sicurezza di un sollevatore. Conseguentemente esse hanno 

motivato il licenziamento per "ripetute mancanze nelle prestazioni e nel suo 

comportamento". 

8.3 Opponendosi al licenziamento, il ricorrente ha censurato che 

l'avvertimento sia "stato notificato per il solo comportamento da adottare in 

casi di diverbio con i colleghi […] ma non per le asserite (e contestate) 

carenze di prestazioni, tant'è che la frase contenuta nella minaccia di 

licenziamento è stata depennata". E ciò a giusta ragione. 

8.4  

8.4.1 Dall'istruttoria emerge infatti che la rigatura della condizione 

alternativa relativa alla "violazione dei doveri di servizio", è opera 

dell'autorità di prima istanza. In primo luogo poiché il documento di 

minaccia presenta l'apposizione della firma del ricorrente unicamente 

quale accettazione; secondariamente poiché in corso di istruttoria le FFS 

non hanno sollevato alcuna opposizione in merito. In altre parole vi era la 

volontà delle FFS di escludere il licenziamento qualora vi fossero state 

delle "violazioni dei doveri di servizio". Se è vero che nel licenziamento il 

datore di lavoro ha indicato pure le "mancanze […] nel suo 

comportamento", dall'istruttoria emergono solamente delle manchevolezze 

nelle sue prestazioni: e ciò, come già indicato, in occasione dell'esecuzione 

incorretta della coppiglia, il 14 gennaio 2014, ed in seguito nell'incorretto 

uso del sollevatore carro merci con colpa cosciente, in violazione dei norme 

di sicurezza. 

8.4.2 Ciò detto, di fronte ad una giurisprudenza chiara, che esige il rapporto 

diretto tra comportamento incriminato a fondamento del licenziamento e 

comportamento a fondamento dell'avvertimento (DTF 127 III 153, 

Sentenza del TAF A-6723/2013 del 28 gennaio 2015 consid. 8.3.2), il 

A-2572/2014 

Pagina 16 

Tribunale ritiene che nella fattispecie la condizione della minaccia di 

licenziamento preventiva non sia ottemperata, nella misura in cui i fatti 

imputati a quest'ultimo si fondano su mancanze e violazione ad obblighi 

contrattuali e non su un comportamento insoddisfacente come contenuto 

nella minaccia del 5 febbraio 2013. In buona sostanza il requisito della 

"Warnfunktion" non è stato adempiuto. 

8.4.3 Ne discende dunque che il requisito formale della minaccia di 

licenziamento preventiva non è adempiuto e il licenziamento è stato 

adottato in violazione della LPers e del CCL FFS. 

8.5 Con riferimento alla minaccia di licenziamento del 6 febbraio 2013 il 

ricorrente ha pure addotto la mancata validità della stessa al momento del 

"preavviso di licenziamento" del 28 febbraio 2014; infatti l'arco temporale 

annuo di validità avrebbe comportato la decadenza di quest'ultima il 6 

febbraio 2014. Orbene, nella misura in cui la minaccia di licenziamento non 

rispetta le esigenze poste dalla legge, il Tribunale ritiene che la questione 

della validità temporale dell'atto (cfr. ricorso, pag. 6), possa restare 

inevasa. 

9.  

Il ricorrente ha altresì censurato la validità dalla disdetta essendo a suo dire 

infondati i motivi invocati dalle FFS. In particolare i fatti rimproverati non 

collimerebbero con le qualifiche annuali e gli errori imputatigli andrebbero 

valutati alla luce della propria formazione professionale in un altro campo 

(la saldatura) e alla luce dei problemi fisici alla spalla ed al peggioramento 

della vista (consid. 14 e 15 ricorso). 

9.1 Con la revisione della LPers il legislatore ha voluto garantire una 

maggiore flessibilità ai datori di lavoro nella misura in cui la prassi aveva 

dimostrato che per la Confederazione risultava sovente difficile sciogliere 

un contratto di lavoro senza generare costi sproporzionati. Sebbene già il 

previgente art. 12 cpv. 6 vLPers, relativo all'elenco dei motivi sufficienti per 

la disdetta ordinaria, accordava un margine d'azione relativamente ampio, 

con la revisione si è voluto indicare un elenco non esaustivo all'art. 10 cpv. 

3 LPers; in altre parole è dunque possibile sciogliere un rapporto di lavoro 

anche per altri motivi, sempre che esista però un "motivo oggettivamente 

sufficiente" (Messaggio LPers, pag. 5970; FF 2011 5959). Occorre tuttavia 

tenere conto del fatto che la Costituzione federale limita la libertà di 

disdetta. Gli organi dello Stato devono agire secondo i principi fondamentali 

sanciti nella Costituzione, in particolare sono tenuti a garantire la parità di 

trattamento e a rispettare il divieto dell'arbitrio. Diversamente dai datori di 

A-2572/2014 

Pagina 17 

lavoro del settore privato, la Confederazione non può sciogliere un rapporto 

di lavoro discrezionalmente e senza motivo. L'obbligo di motivare non 

concerne solo la risoluzione, ma qualsiasi altra decisione mediante la quale 

un datore di lavoro imponga obblighi a un impiegato o introduca limitazioni 

ai suoi diritti. L'obbligo del datore di lavoro di rendere noti i motivi delle sue 

decisioni è quindi mantenuto ed è parte integrante e necessaria di ogni sua 

decisione (cfr. Messaggio LPers, pag. 5971). 

In concreto, tra i motivi che giustificano una disdetta del contratto di lavoro 

da parte del datore di lavoro vi sono le "mancanze nelle prestazioni e nel 

comportamento" (art. 182 CCL FFS) ripreso in maniera pressoché identica 

dalla LPers con "mancanze nelle prestazioni o nel comportamento" (art. 10 

cpv. 3 let. b LPers), ma pure la violazione di "importanti obblighi legali o 

contrattuali" (art. 182 let. a CCL e10 cpv. 3 let a LPers). In proposito, la 

giurisprudenza ha evidenziato che la distinzione tra le due nozioni sia labile 

e che un comportamento determinato possa ricoprire sia una 

"manchevolezza" sia una "violazione" ai sensi della lettera a e b (cfr. 

sentenze TAF A-531/2014 del 17 settembre 2014 consid. 4.4; sentenza del 

TF 1_C245/2008 del 2 marzo 2009 consid. 5.4; 1C_234/2008 consid. 5.2). 

9.2 Dall'istruttoria emerge che le FFS fondano la disdetta contrattuale su 

due aspetti. In primo luogo, per l'esecuzione incorretta alla coppiglia nel 

quadro di lavori di riparazione/revisione, e in secondo luogo per l'incorretto 

uso del sollevatore carro merci con colpa cosciente. 

9.2.1 Con riferimento all'esecuzione delle coppiglie, dall'istruttoria è 

emerso che le istruzioni sono apposte e disponibili nei vari locali lavorativi 

(cfr. incarto di prima istanza). Inoltre dal colloquio del 27 febbraio 2014 in 

merito all'accaduto, il ricorrente ha riconosciuto indirettamente l'errore 

rilevando di non essersi accorto dello stato della coppiglia e sottolineando 

quindi che esso sarebbe "stato un errore di distrazione" (cfr. appunto 

relativo al colloquio del 27 febbraio 2014 pag. 2). Nel proprio atto 

ricorsuale, il ricorrente ha evidenziato che la ridotta qualità delle saldature 

fosse riconducibile pure a problemi di salute alla spalla e al peggioramento 

della vista. Agli atti non emerge però che durante il periodo in cui si sono 

verificate le incorrette esecuzioni, egli avesse problemi di salute 

particolarmente marcati tali da impedire l'esecuzione corretta del lavoro 

quotidiano; se così fosse stato il ricorrente avrebbe comunque dovuto 

rendere attento il datore di lavoro circa il proprio stato di salute cagionevole. 

Dall'incarto emerge invece solamente un certificato di inabilità al lavoro dal 

30 aprile al 5 settembre 2014 per problematiche alla spalla, per un periodo 

quindi ben diverso da quello degli accadimenti a lui imputati (cfr. referto 

A-2572/2014 

Pagina 18 

radiologico del 24 maggio 2014). Pure il certificato medico dello specialista 

in oftalmologia non comprova e sostanzia le problematiche alla vista, 

sostenute dal ricorrente; e anzi mai viene menzionata una problematica 

per l'esecuzione di determinate attività specifiche (cfr. certificato medico 

del 28 luglio 2014). 

9.2.2 Con riferimento al secondo episodio, lo stesso ricorrente riconosce di 

aver eluso la sicurezza allo scopo di velocizzare il lavoro. Le FFS hanno 

notificato un quasi infortunio, alla luce della grave violazione alle norme di 

sicurezza (cfr. incarto di prima istanza con rilievo fotografico). Dagli atti di 

causa, emerge inoltre che il ricorrente abbia ottenuto l'attestato per l'utilizzo 

e la manutenzione dei sollevatori (cfr. attestato del 16 gennaio 2013), per 

cui egli era cosciente della istruzioni (cfr. incarto di prima istanza), delle 

direttive di sicurezza e della pericolosità che una violazione di queste ultime 

provoca (cfr. Istruzioni per l'uso dei sollevatori). 

9.3  A fronte di quanto sopra il Tribunale ritiene che il ricorrente abbia 

violato i propri doveri contrattuali e abbia avuto delle manchevolezze nelle 

prestazioni di modo che i motivi di disdetta ordinaria giusta l'art. 10 cpv. 3 

let. b e 182 let. b CCL FFS, sono adempiuti. Conseguentemente le 

allegazioni del ricorrente devono essere respinte. 

10.  

Nel proprio atto ricorsuale il ricorrente ha altresì evidenziato la violazione 

del principio di divieto d'arbitrio poiché vi sarebbe un'incongruenza tra i fatti 

rimproverati e le valutazioni ricevute dal ricorrente. 

Il divieto dell'arbitrio è ancorato all'art. 9 Cost. Secondo la giurisprudenza, 

una decisione è arbitraria quando contraddice in modo palese la situazione 

di fatto, quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro 

e incontestato, non sia sorretta da ragioni serie e obiettive, non abbia né 

senso né scopo, violi in modo evidente una norma o un principio giuridico 

incontestato o contrasti in modo intollerabile il sentimento di giustizia e di 

equità. Non vi è arbitrio per il solo fatto che un'altra soluzione potrebbe pure 

essere immaginabile, e sembrare persino migliore. L'annullamento di un 

giudizio si giustifica tuttavia solo quando esso è arbitrario nel suo risultato 

e non unicamente nella motivazione (cfr. sentenza del Tribunale 

amministrativo federale A-2887/2013 del 21 novembre 2013 consid. 5.2 

con rinvii). Quanto precede, vale analogamente per quanto attiene alla 

procedura anteriore alla sua emanazione. 

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Pagina 19 

Dagli atti di causa non emergono elementi tali da sostanziare la violazione 

del divieto di arbitrio; il fatto che dal certificato di lavoro intermedio si evinca 

che il ricorrente consegua i "risultati di lavoro auspicati nell'arco di tempo 

preventivato" rispettivamente che il proprio "impegno per il lavoro è 

commisurato al risultato" non basta per comprovare un arbitrio nella 

decisione di disdetta ordinaria qui impugnata. 

A fronte di quanto sopra menzionato (cfr. 8.4.3), la decisione presa nei 

confronti del ricorrente è contraria al diritto applicabile, ossia al CCL FFS e 

alla LPers, in particolare a causa del mancato avvertimento da parte delle 

FFS. 

11.  

Nel proprio atto ricorsuale il lavoratore ha chiesto, in via principale 

l'annullamento della decisione con il rinvio della causa all'autorità inferiore 

per completamento dell'istruttoria con l'audizione del teste proposto. In via 

subordinata l'annullamento della decisione con il reintegro nella propria 

funzione lavorativa; ed in via ancora più subordinata, accertata l'assenza 

di motivi oggettivi sufficienti per la disdetta ordinaria, il riconoscimento di 

un'indennità pari a 8 mesi di stipendio giusta l'art. 34b cpv. 1 lett. a LPers. 

11.1 Come visto al considerando 5, l'annullamento con rinvio per audizione 

del teste proposto non può essere accolto. Tuttavia, la decisione di disdetta 

ordinaria del rapporto di lavoro non adempie il presupposto 

giurisprudenziale della preventiva minaccia di licenziamento. Ciò detto, 

occorre determinarne le conseguenze; in altre parole esaminare se 

esistano i presupposti per un annullamento, rispettivamente per un 

reintegro professionale o invece i presupposti per il versamento di 

un'indennità. 

11.2 Preliminarmente, il Tribunale ritiene che occorra determinare il regime 

applicabile alle conseguenze in caso di accoglimento del ricorso. Infatti da 

un lato le disposizioni del CCL FFS 2011 sono più favorevoli al lavoratore 

ingiustamente licenziato, nella misura in cui sostengono prioritariamente il 

diritto al reintegro (cfr. art. 184 e 185 CCL FFS 201), dall'altra parte la 

vigente LPers, a cui il CCL FFS 2011 si è adattato solamente dal 1° gennaio 

2015, prevede che anche in caso di accoglimento del ricorso contro la 

decisione di disdetta del contratto di lavoro, solo in alcuni casi limitati vi è il 

diritto al reintegro, privilegiando invece il diritto all'indennità (cfr. art. 34c e 

34 b LPers). 

A-2572/2014 

Pagina 20 

11.2.1 Giusta l'art. 6 cpv. 4 LPers, qualora vi siano divergenze tra 

disposizioni d'esecuzione, contratto collettivo e contratto di lavoro, sono 

applicabili le disposizioni più favorevoli all'impiegato. Eventuali divergenze 

tra disposizioni della LPers e il CCL FFS sono invece state trattate 

unicamente dall'art. 1 cpv. 4 del CCL FFS in vigore dal 1° gennaio 2015 

(art. 200 CCL FFS 2015). Esso indica che qualora il CCL FFS riproduca 

testi contenuti nella LPers e nella relativa ordinanza quadro, in caso di 

variazioni di tali atti legislativi le nuove disposizioni si applicano a partire 

dalla loro entrata in vigore. Al momento opportuno, le parti contraenti 

adattano il CCL FFS alle disposizioni di legge modificate. In altre parole, 

con la modifica legislativa di articoli della LPers ripresi dal CCL FFS, i nuovi 

disposti legislativi sono immediatamente applicabili anche se il CCL FFS 

non è ancora stato adattato. Questa prerogativa è giustificata e legittima, 

nella misura in cui la LPers, quale legge federale, ha forza derogatoria sul 

CCL FFS che nasce da un accordo tra le parti in causa. 

11.2.2 Tale fondamento giuridico, può essere trasposto anche alla 

fattispecie in esame dove il diritto al reintegro è sostanzialmente limitato 

con la LPers in vigore rispetto al CCL FFS 2011, che non trova quindi 

applicazione a favore della legge federale. 

11.3 Giusta l'art. 34c LPers, il datore di lavoro offre all'impiegato di 

riprendere il lavoro che svolgeva in precedenza oppure, se ciò non è 

possibile, gli propone un altro lavoro ragionevolmente esigibile, se l'autorità 

di ricorso ha accolto il ricorso contro una decisione concernente la disdetta 

del rapporto di lavoro per uno dei seguenti motivi: la disdetta è stata 

pronunciata poiché l'impiegato, in buona fede, ha sporto denuncia ai sensi 

dell'art. 22a cpv. 1 LPers o ha segnalato un'irregolarità ai sensi dell'articolo 

22a cpv. 4 LPers oppure ha deposto come testimone (let. a); la disdetta è 

abusiva ai sensi dell'art. 336 CO (let. b); la disdetta è stata pronunciata 

durante uno dei periodi menzionati nell'articolo 336c capoverso 1 CO (let. 

c); la disdetta è discriminatoria ai sensi degli articoli 3 o 4 della legge del 

24 marzo 1995 sulla parità dei sessi. Ai sensi dell'art. 34b LPers cpv. 1 let. 

a, l'autorità di ricorso che accoglie l'impugnativa contro una decisione di 

disdetta del rapporto di lavoro – da parte del datore di lavoro e non 

deferisce l'affare in via eccezionale all'autorità inferiore – è tenuta ad 

attribuire un'indennità al ricorrente, se mancano motivi oggettivi sufficienti 

per la disdetta ordinaria o motivi gravi per la disdetta immediata oppure se 

sono state violate disposizioni procedurali. 

11.4 Nella fattispecie in esame non sussistono i requisiti posti dall'art. 34c 

LPers di modo che il diritto al reintegro del ricorrente non può essere 

A-2572/2014 

Pagina 21 

condiviso. Occorre quindi determinare quali sia l'indennità di spettanza del 

ricorrente. In proposito il Tribunale ricorda l'importante violazione del 

requisito formale del avvertimento preliminare, che costituisce pure una 

violazione del principio di proporzionalità. Conseguentemente il Tribunale 

ritiene equo il versamento dell'indennità richiesta pari a 8 mesi. 

12.  

In base all'art. 34 cpv. 2 LPers, la procedura di ricorso è gratuita tranne nei 

casi di temerarietà; nella fattispecie si rinuncia quindi alla riscossione di 

spese di procedura. Visto l'esito della lite, il ricorrente ha diritto alla rifusione 

di indennità a titolo di ripetibili (cfr. art. 64 cpv. 1 PA a contrario e a rt. 7 cpv. 

1 del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili, 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF; RS 

173.320.2] a contrario), fissate, alla luce del patrocinio da parte di un legale 

e della complessità della causa, in 1500 franchi. 

 

(il dispositivo è sulla pagina seguente) 

  

A-2572/2014 

Pagina 22 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è ammesso ai sensi dei considerandi. 

2.  

Al ricorrente è riconosciuta un'indennità pari a 8 mesi di salario. 

3.  

Al ricorrente sono riconosciuti ripetibili per 1500 franchi. 

4.  

Non si prelevano spese processuali. 

5.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– Cassa disoccupazione (atto giudiziario) 

– autorità inferiore (atto giudiziario) 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Manuel Borla 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

  

A-2572/2014 

Pagina 23 

 
Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Gli 

atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le 

conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La 

decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti 

indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

 

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