# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5c2b94eb-78e4-54a8-ac90-413bd1e0cb54
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-09-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 22.09.2003 11.2002.66
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2002-66_2003-09-22.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2002.66

  	
  Lugano,

  22 settembre
  2003/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  I. Bernasconi, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa __.________.___
(azione di divorzio) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa
con petizione del 22 dicembre 1999 da

 

	
   

  	
  APPE0 

  (patrocinata dall'_PATR0 

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  APPO0

  (patrocinato dall' _PATR0 );

   

  

giudicando
ora sull'ordinanza del 13 maggio 2002 con
cui il Pretore ha respinto un'istanza dell'attrice intesa alla modifica
dell'ordinanza sulle prove; 

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti 

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
l'appello del 3 giugno 2002 presentato da __________
__________ contro l'ordinanza emessa il
13 maggio 2002 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6;

 

                                         2.   Se
dev'essere accolta la richiesta di una provvigione ad litem contestuale
all'appello;

 

                                         3.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che
tra __________ __________ (1944) e __________
nata __________ (1944) pende dal 22
dicembre 1999 dinanzi al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, un'azione
di separazione, successivamente convertita in azione di divorzio;

 

                                         che in
esito alla mutazione dell'azione __________
__________ ha presen­tato il 6 marzo
2001 numerose do­mande di edizione intese a ottenere – fra l'altro – la trasmissione
da nove banche di tutti gli estratti, dal 1° giugno 1988 (il giorno successivo
alla celebrazione del matrimonio) in poi, inerenti a relazioni delle quali il
convenuto risulti essere o essere stato aven­te diritto economico;

 

                                         che con
ordinanza sulle prove del 26 luglio 2001 il Pretore non ha ritenuto opportuno
dar seguito alle domande di edi­zione da terzi prima di sentire i testimoni
ammessi;

 

                                         che il 10
settembre 2001 __________ __________ ha chiesto l'integrazione di tale
ordinanza, postulando l'emanazione del decreto sulle domande di edizione;

 

                                         che
l'attrice ha sollecitato il 25 gennaio 2002 una decisione al ri­guardo;

 

                                         che,
statuendo il 2 aprile 2002, il Pretore ha ammesso le doman­de di edizione, ma
le ha limitate agli ultimi cinque anni, assegnando alle banche un termine di 20
giorni per formulare eventuali osservazioni;

 

                                         che l'8
aprile 2002 uno degli istituti interpellati, la __________
-__________ __________ di __________,
ha invitato il Pretore a notificare il decreto alla sua nuova ragione sociale,
la __________ __________ __________ (__________) __________.
di __________;

 

                                         che il 19
aprile 2002 l'attrice ha instato per una modifica di quest'ultima domanda di
edizione in tal senso;

 

                                         che il
medesimo giorno essa ha chiesto altresì di estendere tutte le domande di edizione,
facendole retroagire non solo per gli ultimi cinque anni, ma fino al 1° giugno
1988, come da lei chiesto originariamente;

 

                                         che il 13
maggio 2002 il Pretore ha assegnato alla __________
__________ __________
(__________) __________ __________di __________
un termine di 20 giorni per formulare eventuali osservazioni, in sostituzione
del termine impartito il 2 aprile 2002 alla __________
-__________ __________ di __________;

 

                                         che
contestualmente egli ha respinto invece la postulata estensione delle domande
di edizione al 1° giugno 1988, rifiutando di modificare l'ordinanza sulle
prove;

 

                                         che
contro tale decisione __________ __________ è insorta con un appello del 3
giugno 2002 nel quale chiede, previo conferimento del­l'effetto sospensivo al
ricorso, l'estensione di tutte le domande di edizione al 1° giugno 1988,
rivendicando inoltre una provvigione ad litem di fr. 2500.–;

 

                                         che il
Segretario assessore, agendo in luogo e vece del Pretore, ha concesso effetto
sospensivo all'appello il 4 giugno 2002;

 

                                         che nelle
sue osservazioni del 1° luglio 2002 __________
__________ propone di respingere
l'appello in ordine, subordinatamente nel merito;

 

e considerando

 

in diritto:                     
  che secondo l'art. 182 cpv. 1 CPC il giudice stabilisce con ordinanza le
prove ammesse, fissando l'ordine e la data d'inizio della loro assunzione;

 

                                         che
un'ordinanza sulle prove non è appellabile, come tutte le ordinanze, ma può essere
modificata dal giudice, sentite le parti (art. 182 cpv. 3 in relazione con
l'art. 95 cpv. 1 CPC);

 

                                         che la
decisione con cui il giudice rifiuta di modificare un'ordinanza sulle prove è,
a sua volta, un'ordinanza (Cocchi/Trezzini,
CPC massimato e commentato, Lugano 2000, n. 9 ad art. 182 CPC);

 

                                         che nella
misura in cui tende a far modificare l'ordinanza sulle prove integrata dal
Pretore il 2 aprile 2002, l'appello in esame si rivela quindi irricevibile già
di primo acchito;

 

                                         che per
quanto attiene alle domande di edizione, fino al 31 marzo 2001 il giudice le
decideva tutte mediante decreto (art. 213bis cpv. 1 CPC, cui rinviava
l'art. 182 cpv. 6), ovvero con decisione appellabile (art. 96 cpv. 2 CPC);

 

                                         che
l'art. 213bis cpv. 1 CPC è stato sostituito il 1° aprile 2001 dall'art.
213a CPC (BU 2001 pag. 55), applicabile dal 1° ot­tobre 2001 (BU 2001
pag. 379) all'insieme dei processi pendenti al momento della sua entrata in
vigore (art. 515 cpv. 1 nCPC):

 

                                         che a
norma dell'art. 213bis CPC il giudice continua a decidere con decreto
solo le domande di edizione verso terzi, mentre decide quelle verso la
controparte mediante ordinanza;

 

                                         che,
nondimeno, anche nel caso di una domanda di edizione verso terzi, solo il terzo
può appellare subito il decreto pretorile che gli impone di esibire documenti;

 

                                         che per
contestare l'edizione, invece, le parti devono attendere l'emanazione del­la
sentenza finale (Bollettino dell'Ordine degli avvocati n. 24 pag. 24);

 

                                         che in
effetti con la novella del 1° aprile 2001 il legislatore ha inteso sopprimere
la possibilità, per le parti, di impugnare subito il giudizio del Pretore,
giudizio che già in precedenza poteva essere da loro appellato – del resto –
limitatamente ai requisiti peculiari dell'edizione (Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 1 ad art. 213bis CPC con
richiami);

 

                                         che di
conseguenza l'appello in questione si rivela irricevibile anche nella misura in
cui è diretto contro i decreti di edizione;

 

                                         che una provvigione ad litem è destinata a
finanziare mezzi di offesa o di difesa che non siano sprovvisti di buon esito
sin dall'inizio (Hausheer/Reusser/Geiser in: Berner
Kommentar, Berna 1999, n. 15 ad art. 163 CC; analogo orientamento vigeva già
sotto il vecchio diritto del divorzio:
Bühler/Spühler in: Berner Kommentar, Ergänzungsband 1991, n. 265 ad art.
145 vCC);

 

                                         che, per
di più, una provvigione ad litem è destinata a coprire per sua natura –
come nel vecchio diritto (Bühler/Spühler,
Berner Kommentar, n. 287 ad art. 145 vCC) – spese future, non a rimunerare
prestazioni già eseguite;

 

                                         che in
concreto l'appello difettava sin dall'inizio di ogni probabilità di successo e
che dopo l'introduzione dell'appello nessun atto processuale si è più reso
necessario da parte dell'interessata;

 

                                         che nelle
condizioni illustrate una provvigione ad litem non può entrare in linea
di conto;

 

                                         che
gli oneri del giudizio odierno seguono il principio della soccombenza (art. 148
cpv. 1 CPC);

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello
è irricevibile.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 250.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
300.–

                                         sono
posti a carico dell'appellante, che rifonderà alla controparte fr. 1000.– per
ripetibili.

 

                                   3.   La
richiesta di provvigione ad litem è respinta.

 

                                   4.   Intimazione:

	
   

  	
  –__________ __________.

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           Il
segretario