# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a4b604fc-caf1-518b-a4e6-9def7e78a25c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-11-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 08.11.2010 12.2010.152
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2010-152_2010-11-08.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2010.152

  	
  Lugano

  8 novembre 2010/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Walser e Lardelli

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. n. __________ (nomina
di un amministratore della comproprietà) della Pretura del Distretto di __________,
__________ promossa con istanza 4 febbraio 2009 da

 

	
   

  	
  CO 1 

  patrocinato dall’ PA 1 

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  CO 2 

  patrocinato dall’
  PA 2 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando
ora sulla dichiarazione del 4 agosto 2010 con cui il Pretore IS 1 ha dichiarato di ravvisare un caso di astensione nei riguardi del patrocinatore del convenuto;

 

letti
ed esaminati gli atti,

 

ritenuto

 

in fatto e in diritto:

 

                                   1.   Il
4 febbraio 2009 CO 1 ha convenuto davanti al Pretore di __________, __________,
il fratello CO 2 per ottenere la nomina di un amministratore della comproprietà
sulla part. __________ RD __________. Tra le parti è pendente dalla stessa data
un’altra causa tendente allo scioglimento della comproprietà e a diverse
pretese creditorie (OA.2009.65). Il convenuto è patrocinato dall’avv. PA 1,
studio legale __________. All’udienza dell’11 marzo 2009 l’istante ha
confermato la propria domanda, alla quale si è opposto il convenuto ed entrambe
le parti hanno proposto mezzi di prova. La causa si trova attualmente nella
fase istruttoria.

 

                                   2.   Il
4 agosto 2010 il Pretore IS 1 ha comunicato alle parti di escludersi dalla
causa per il motivo che sua figlia MLaw __________ aveva iniziato il 2 agosto
2010 la pratica legale e notarile presso lo studio legale __________. Le parti
sono rimaste silenti e il Pretore ha trasmesso il 25 agosto 2010 l’incarto al
Tribunale d’appello per decisione sull’astensione. 

 

 

                                   3.   Ogni
Pretore è escluso dall’esercizio delle proprie funzioni nelle ipotesi enunciate
dall’art. 26 CPC. Deve ricusarsi altresì ove riconosca in sé gli estremi
dell’art. 27 CPC. Nell’una e nell’altra eventualità egli comunica la sua
astensione alle parti (art. 28 e 29 cpv. 1 CPC). Gli atti vanno sempre
trasmessi, che le parti contestino l’astensione, la approvino o restino
silenti, alla Camera civile di appello per il giudizio (Rep. 1997 pag. 212 n.
51). Il corso della causa rimane nel frattempo sospeso (art. 31 cpv. 1 CPC). La
legge non precisa quale “Camera civile del Tribunale di appello” (art. 30 cpv.
1 CPC) sia chiamata a statuire su esclusioni e ricuse. Ognuna delle due Camere
civili tratta così, per principio, le astensioni che riguardano le procedure a
essa attribuite per materia (art. 48 lett. a e b LOG). Può accadere di
conseguenza che in cause di diverso oggetto pendenti davanti allo stesso
Pretore un’astensione vada trattata dalla Prima Camera civile e un’altra dalla
Seconda Camera civile. Senza dimenticare che di esclusione e ricuse possono
occuparsi anche la Camera di esecuzione e fallimenti (su appello) e la Camera
di cassazione civile (su ricorso per cassazione: art. 327 lett. c CPC). 

 

                                         Nella
fattispecie la causa vertente tra le parti si fonda su un rapporto di
comproprietà e dovrebbe quindi essere trattata dalla Prima Camera civile,
competente in tale materia. Se non che, la Seconda Camera civile del Tribunale
d’appello ha già statuito sull’esclusione del Pretore della __________, per i
medesimi motivi esposti il 4 agosto 2010, in diversi incarti di sua competenza (12.2010.146, 12.2010.148, 12.2010.147, 12.2010.149). Appare quindi ragionevole
che quest’ultima Camera, d’intesa con la Camera competente per materia,
continui a trattare lo stesso caso d’astensione, con attrazione di competenze,
per motivi di economia processuale e per evitare il rischio di giudizi
contraddittori (sentenza della I Camera civile del 29 ottobre 2008, inc.
11.2008.126 consid. 3 e 4). Una possibilità analoga figura sul piano federale
all’art. 23 cpv. 1 LTF.   

 

 

                                   4.   L’art.
26 lett. a CPC prevede che ogni giudice è escluso dalle proprie funzioni se é
“marito, moglie, partner registrato, convivente, ascendente o discendente,
patrigno o matrigna, figliastro o figliastra, fratello o sorella, fratellastro
o sorellastra, zio o zia, nipote, suocero o suocera, genero o nuora, cugino o
cugina, cognato o cognata di una delle parti o dei patrocinatori o
procuratori”. Il Pretore del Distretto di __________, __________, avv. IS 1, è padre
di __________, MLaw che ha iniziato la pratica legale e notarile il 2 agosto
2010 nello studio legale PA 1, dove è attivo il patrocinatore del convenuto. Ne
deriva che il Pretore è il padre di una persona abilitata al patrocinio legale
(art. 8 cpv. 2 Regolamento sull’avvocatura) che lavora presso la società
anonima di cui il patrocinatore del convenuto è membro del Consiglio di
amministrazione con firma collettiva a due (ispezione dal Registro di
Commercio). Il convenuto ha invero conferito mandato di rappresentarlo in
giudizio a tre determinati avvocati dello studio legale, con tuttavia facoltà
di subdelega a terzi (doc. 21, inc. OA.2009.65, richiamato). I praticanti
legali dello studio in questione, tra i quali la figlia del Pretore, possono
dunque ritrovarsi a dover svolgere il patrocinio del convenuto a dipendenza
delle necessità operative dello studio legale. In simili circostanze si può
ritenere che esiste un caso di esclusione del Pretore dall’esercizio delle
proprie funzioni ai sensi dell’art. 26 lett. a CPC.

 

                                         Anche se
si volesse interpretare restrittivamente l’art. 26 lett. a CPC per il fatto che
la figlia del Pretore è una dipendente del patrocinatore del convenuto e non lo
patrocina ella medesima, la situazione potrebbe in ogni modo essere considerata
quale grave ragione ai sensi dell'art. 27 CPC che permette la ricusa del
giudice, e la decisione di astenersi dal trattare la causa meriterebbe in ogni
caso conferma. Il rapporto di parentela del Pretore con la praticante legale
costituisce infatti una circostanza oggettiva tale da dare l’apparenza della
prevenzione, ciò che è sufficiente per la ricusazione (Weber, in: Basler Kommentar ZPO, n. 3 e 5 ad art. 47).

 

 

                                   5.   L’art. 34 cpv. 1 LOG, secondo il quale il Segretario assessore
supplisce il Pretore impedito, non può più essere applicato dopo la sentenza
del Tribunale federale pubblicata in DTF 134 I 184. Come
rilevato dal Tribunale federale, l’art. 75 della Costituzione cantonale
ticinese non menziona nell’elenco dei titolari della giurisdizione civile i
Segretari assessori (DTF 134 I 184, consid. 5.5.1). Questi ultimi, del resto,
non sono eletti dal Gran Consiglio come i Pretori e i giudici del Tribunale
d’appello, né dal popolo come i giudici di pace, ma sono nominati dal Consiglio
di Stato, come tutti gli altri funzionari dell’amministrazione cantonale. Dal
profilo formale il Segretario assessore non presenta di conseguenza il
requisito dell’indipendenza richiesta dall’art. 30 cpv. 1 Cost., poiché come
funzionario dell’amministrazione cantonale è soggetto al potere gerarchico del
Consiglio di Stato, dal quale dipende. In altre parole, l’art. 34 cpv. 1 LOG
attribuisce a un funzionario statale il potere di applicare la legge in una
determinata causa civile, senza che tale potere giurisdizionale trovi la sua
fonte nella Costituzione cantonale. Tale designazione viola dunque sia la
Costituzione cantonale, sia quella federale, ed è in contrasto con l’art. 6 n.
1 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU).

 

                                         Nel
Cantone Ticino, secondo quanto dispone l’art. 73 della Costituzione cantonale,
i tribunali esercitano il potere giudiziario, decidono in modo indipendente e
sono vincolati dalla legge; essi non possono applicare norme cantonali che
fossero contrarie al diritto federale o alla Costituzione cantonale. La
constatazione che l’art. 34 cpv. 2 LOG viola la Costituzione cantonale, quella
federale e la CEDU, ha come conseguenza che non può essere riconosciuto alcun
potere giurisdizionale al Segretario assessore. L’accoglimento della domanda di
astensione del Pretore implica pertanto che la causa deve essere trasmessa per
la continuazione della procedura e l’emanazione della sentenza al Pretore viciniore, ovvero a quello della sezione 3 (art. 11 del
Regolamento sulle Preture). 

 

 

                                   6.   La richiesta di astensione provenendo dal Pretore, non si prelevano
oneri processuali (art. 148 cpv. 2 CPC). Non si attribuiscono ripetibili, le
parti non avendo presentato osservazioni.

 

 

                                   7.   Sul piano federale contro l’odierna sentenza è proponibile il
ricorso in materia civile – trattandosi di competenza – indipendentemente dal
carattere finale della decisione (art. 92 LTF).

 

Per i quali motivi,

visti gli art. 26 e seg. CPC

 

 

decreta:

 

                                   1.   È confermata l'esclusione del Pretore del Distretto di __________,
sezione 2, IS 1 dall'occuparsi della procedura __________. 

 

                                   2.   Non
si prelevano tasse o spese, né si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  - IS 1, , , 

  - PA 2, , 

  - PA 1, , 

  Comunicazione
  alla Pretura del Distretto di, 

  Comunicazione
  alla Pretura del Distretto di, (con l’incarto)

  

 

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il segretario

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle cause senza
carattere pecuniario è ammissibile, entro trenta giorni dalla notificazione, il
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi
previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 LTF). Nelle cause di carattere
pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore
litigioso ammonta ad almeno a 30 000 franchi; quando il valore litigioso non
raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la
controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art.
74 e 100 cpv. 1 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76
LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo
stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale
federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.