# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5056e9de-5be8-51cf-ab89-e605131a51ce
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-10-27
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 27.10.2015 14.2015.114
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2015-114_2015-10-27.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2015.114

  	
  Lugano

  27 ottobre 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Villa

  

 

 

statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG) nella
causa SO.2015.438 (rigetto provvisorio dell’opposizione) della Pretura del
Distretto di Bellinzona promossa con istanza 27 aprile 2015 da

 

	
   

  	
  RE 1 

  (patrocinata dall’avv. PA 1,)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  CO 1 

  (patrocinata dall’avv. PA 2,)

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 18 giugno 2015 presentato dalla RE 1 contro
la decisione emessa l’11 giugno 2015 dal Pretore;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Il 24 gennaio 2003 la CO 1 in qualità di locatrice e la RE 1 in veste
di conduttrice hanno sottoscritto un contratto di locazione di durata
indeterminata – con inizio il 1° febbraio 2003 -, per il Ristorante __________
ad __________, in forza del quale la conduttrice si è impegnata a corrispondere
alla locatrice una pigione annua di fr. 84'000.– pagabile in canoni anticipati
di fr. 7'000.– mensili ognuno. Il suddetto contratto prevedeva al punto 6
il deposito di una garanzia di fr. 42'000.– e al punto 12.5 la corresponsione
per i beni di consumo all’interno dell’esercizio di fr. 25'000.–.

 

                                  B.   Con
un primo precetto esecutivo n. __________ notificato il 15 gennaio 2015, la RE
1 ha escusso la CO 1 per l’incasso del deposito della garanzia di fr. 42'000.–,
oltre agli interessi del 5% dal 1° febbraio 2003. A seguito dell’opposizione
interposta dall’escussa, il 27 gennaio 2015 l’istante ha avviato una procedura
di rigetto provvisorio, che il Pretore ha respinto con decisione dell’11 marzo
2015 (inc. n. SO.2015.96).

 

                                  C.   Con un secondo precetto esecutivo n. __________ emesso il 9 aprile
2015 dall’Ufficio di esecuzione di Bellinzona, la RE 1 ha nuovamente escusso la
CO 1 per l’incasso di fr. 67'000.– oltre agli interessi del 5% dal 1°
febbraio 2003, indicando quale titolo di credito la “Restituzione cauzione affitto Ristorante Bar Gottardo,
Arbedo-Castione + CHF 25'000.00 come da contratto di locazione del 24.01.2003
al punto 12.5”.

 

                                  D.   Avendo
la CO 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 27 aprile
2015 la RE 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura del Distretto di
Bellinzona. Nel termine impartito, la parte convenuta si è opposta all’istanza con osservazioni scritte del 27 maggio 2015. 

 

                                  E.   Statuendo con decisione dell’11 giugno
2015, il Pretore ha respinto l’istanza, ponendo a carico dell’escutente le
spese processuali di fr. 200.– e un’indennità di fr. 400.– a favore
della parte convenuta.

 

                                  F.   Contro
la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa
Camera con un reclamo del 18 giugno 2015 per ottenerne l’an­­nullamento e l’accoglimento dell’istanza. Nelle sue
osservazioni del 20 luglio 2015, la CO 1 ha concluso per
la reiezione del reclamo.

 

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’op­­posizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                                1.1   Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC).
Presentato il 18 giugno 2015 contro la sentenza notificata alla RE 1 il 12
giugno, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.

 

                                1.2   La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate
in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv.
1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di
designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia
i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione
della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero
pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale
5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di principio in base
agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione
errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo
restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di
prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                                   2.   In
virtù dell’art. 82 LEF, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione
ove il credito posto in esecuzione sia fondato su un riconoscimento di debito
constatato mediante atto pubblico o scrittura privata (cpv. 1), a meno che l’escusso
sollevi e giustifichi immediatamente eccezioni tali da infirmare il
riconoscimento di debito (cpv. 2). La procedura di rigetto è una procedura documentale
(Aktenprozess), il cui scopo non è di accertare l’esisten­­za del
credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di un titolo esecutivo. Il
giudice verifica solo la forza probante del titolo prodotto dal creditore – la
sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l’escusso non renda
immediatamente verosimili eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142 consid. 4.1.1).
La decisione di rigetto provvisorio dispiega solo effetti di diritto esecutivo,
senza regiudicata quanto all’esistenza del credito (DTF 136 III 587 consid.
2.3). Il pronunciato, quindi, non priva le parti del diritto di sottoporre
nuovamente il litigio al giudice ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF; DTF 136
III 530 consid. 3.2).

 

                                   3.   Nella
decisione impugnata, il Pretore ha respinto l’istanza di rigetto dopo aver
innanzitutto rilevato come nel contratto di locazione non vi sia alcuna
indicazione secondo cui la garanzia di fr. 42'000.– sia stata effettivamente
prestata, né l’istante lo abbia reso verosimile, i documenti da essa prodotti
riferendosi unicamente ai canoni di locazione corrisposti. Il primo giudice ha
altresì respinto la richiesta di pagamento di fr. 25'000.– relativi ai
beni di consumo, posto come tale somma fosse riferita ad un versamento da
eseguirsi dalla conduttrice al momento della consegna del bene locato e non
dalla locatrice alla riconsegna del medesimo. Egli ha infine respinto l’eccezione di
compensazione – per le pigioni rimaste impagate – sollevata dalla convenuta,
ritenendo che la stessa non aveva reso verosimile il proprio credito.

 

                                   4.   Nel
reclamo la RE 1 critica la conclusione cui è giunto il Pretore, sostenendo di
aver versato un anticipo di € 12'000.– in contanti “sul totale delle garanzie dovute”
al momento della sottoscrizione del contratto – somma che il primo giudice a
suo dire non ha considerato – e il resto, sempre in contanti, il 31 gennaio
2003, così come risulta dal punto 24 del contratto di locazione, in cui sotto
la scritta “SALDO EFFETTUATO IN DATA ODIERNA 31/1/2003” figura la firma dell’amministratore
della locatrice. A detta della reclamante, l’avvenuta corresponsione delle
garanzie dovute è stata resa verosimile anche perché, in caso contrario, il rapporto
di locazione non sarebbe iniziato. Per quanto concerne la somma di fr. 25'000.–
l’istante sostiene che la stessa non concerne le spese accessorie, bensì i beni
di consumo rimessi a disponibilità della locatrice al momento della riconsegna
dell’ente locato. Motivo per cui rivendica anche tale importo.

 

                                   5.   Costituisce un
riconoscimento di debito nel senso dell’art. 82 cpv. 1 LEF l’atto pubblico o la
scrittura privata, firmata dall’escusso o dal suo rappresentante, da cui
si evince la sua volontà di pagare (o perlomeno di riconoscere) all’escutente,
senza riserve né condizioni, una somma di denaro determinata, o facilmente determinabile,
ed esigibile (DTF 139 III 301 consid. 2.3.1 con rimandi). L’opposizione
può quindi essere rigettata in via provvisoria solo se l’escutente prova (e
non solo rende verosimile: sentenza del Tribunale federale 5A_741/2013 del 3
aprile 2014, consid. 3.1.3 con rimandi) che l’escusso ha riconosciuto senza
riserve né condizioni il debito posto in esecuzione. Il riconoscimento deve
risultare indiscutibilmente dal documento o dai documenti prodotti dall’escutente
(v. Staehelin in: Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed.
2010, n. 21 ad art. 82 LEF).

 

                                5.1   Nel caso concreto, il 24 gennaio 2003 le parti hanno sottoscritto
per il tramite dei rispettivi rappresentanti il contratto di locazione prodotto
dall’istante (doc. B). Sennonché tale atto non contiene alcuna
dichiarazione scritta della CO 1 con cui essa avrebbe riconosciuto in modo
esplicito e incondizionato l’obbligo di restituire alla RE 1 la somma di fr. 42'000.–
prevista al punto 6 a titolo di “deposito di garanzia”, né il punto n. 9
relativo a tale garanzia contempla una dichiarazione di questo genere. Che la
garanzia sia verosimilmente stata versata, come si evince dal punto n. 24 del
contratto, in cui la locatrice ha riconosciuto di avere ricevuto il saldo di
quanto stabilito dalle parti, nulla cambia dal punto di vista della procedura –
formalista – del rigetto provvisorio dell’opposizione, poiché anche se il
versamento della garanzia fosse dimostrato in modo indiscutibile (e nella
fattispecie non è così, perché il “saldo” o la “cifra rimanente” menzionati nel
punto n. 24 potrebbe anche riferirsi solo ai fr. 25'000.– pattuiti al n.
12.5 per i beni di consumo), una semplice ricevuta di pagamento non adempie il
presupposto di un riconoscimento chiaro dell’obbligo di rimborso posto in
esecuzione (sentenza della CEF 14.2002.51 del 16 settembre 2002, consid. 2/b; Staehelin, op.
cit., n. 23 ad art. 82). In ogni caso spetta all’escutente di provare – e non
solo di rendere verosimile – l’esistenza di un titolo di rigetto (sopra consid.
5), prova che la reclamante non è riuscita a portare nella procedura in esame.
La decisione impugnata merita dunque conferma. Rimane però salva la facoltà per
la reclamante di sottoporre eventualmente il litigio al giudice
ordinario (sopra consid. 2).

 

                                5.2   Il contratto di locazione non può essere considerato valido titolo di
rigetto provvisorio dell’opposizione nemmeno per i fr. 25'000.– versati
dalla reclamante per i beni di consumo lasciati dalla locatrice nell’esercizio
pubblico (doc. B punto n. 12.5). Certo, l’avvenu­ta corresponsione degli stessi
è stata riconosciuta dalla convenuta (cfr. osservazioni al reclamo, pag. 1
in fine), ma il contratto di locazione non contiene alcun riconoscimento da parte
della locatrice di un obbligo di restituire la somma alla fine del contratto. Ancora
una volta difetta un titolo di rigetto provvisorio, donde la reiezione
integrale del reclamo.

 

                                   6.   La tassa del presente giudizio, stabilita
in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), come le
ripetibili, determinate in virtù dell’art. 11 cpv. 1-2
RTar (RL 3.1.1.7.1) per il rinvio dell’art.
96 CPC, seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Circa i rimedi esperibili sul piano
federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 67'000.–,
raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art.
74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è respinto e la sentenza
impugnata è confermata.

 

                                   2.   Le
spese processuali di complessivi fr. 420.– relative al presente giudizio,
già anticipate dalla reclamante, sono poste a suo carico. La RE 1 rifonderà alla
CO 1 fr. 700.– per ripetibili.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –.

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).