# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e98c45b2-6ed7-5620-9636-026071be6b56
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-07-18
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 18.07.2018 14.2018.104
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2018-104_2018-07-18.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2018.104

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Villa

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa __________ (rigetto definitivo dell’opposizione) della Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 5, promossa con istanza 6 marzo 2018 da

 

	
   

  	
   CO 1 

  (patrocinata dall’__________ PA 1, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 19 giugno 2018 presentato da RE 1 contro la
decisione emessa il 7 giugno 2018 dal Pretore;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con precetto esecutivo n. __________ emesso il 15 gennaio 2018 dall’Ufficio
di esecuzione di Lugano, CO 1 ha escusso l’ex marito RE 1 per l’incasso di fr. 32'000.–
oltre agli interessi del 5% dal 1° gennaio 2018, indicando quale titolo di credito
la “sentenza 19 settembre 2017
del Pretore Aggiunto del Distretto di Lugano (Contributi di mantenimento
capitalizzati)”.

 

                                  B.   Avendo
RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 6 marzo 2018
CO 1 ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 5. Nel termine impartito, la parte convenuta si è opposta all’i­­stanza con osservazioni scritte del 6 aprile 2018.

 

                                  C.   Statuendo con decisione del 7 giugno 2018, il Pretore ha accolto l’istanza
e rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dalla parte convenuta,
ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 250.– e un’indennità di fr. 500.–
a favore dell’istante.

 

                                  D.   Contro
la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 19 giugno 2018 ribadendo nuovamente
la propria opposizione alla decisione impugnata “e a tutte le altre”. Stante
l’esito del giudizio odierno, il reclamo non è stato notificato alla
controparte per osservazioni.

 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’op­­posizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                                1.1   Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC).
Presentato il 19 giugno 2018 contro la sentenza notificata a RE 1 il 12 giugno,
in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.

 

                                1.2   La Camera decide in linea di principio in
base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2
CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate
(art. 321 cpv. 1 CPC)
contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 con­sid. 2.2.4). Secondo l’art. 320 CPC con
il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento
manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili
conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                                  a)   Il
reclamo dev’essere “motivato” (art. 321 cpv. 1 CPC), ciò che la
Camera verifica d’ufficio. Il reclamante è così tenuto a formulare delle
conclusioni chiare e a dimostrare il carattere errato della motivazione della
sentenza impugnata. La sua argomentazione dev’essere sufficientemente esplicita
da poter essere capita dal­l’autorità giudiziaria superiore, ciò che presuppone
una designazione dettagliata sia dei punti contestati sia dei documenti sui
quali fonda la sua critica (DTF
138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15
ottobre 2013, consid. 3.3). Doglianze generiche e
recriminazioni di carattere generale non sono sufficienti, come non basta
ripetere nel reclamo le argomentazioni esposte in prima sede. Solo a tali
condizioni è possibile entrare nel merito del ricorso, poiché giudicare un reclamo
non significa rifare il processo di primo grado, ma verificare se la sentenza
impugnata resista alla critica.

 

                                  b)   Nel
reclamo in esame RE 1 non si confronta con la motivazione della decisione
impugnata, limitandosi a criticare il comportamento della controparte. Il
reclamo si avvera quindi irricevibile.

 

                                   2.   Ad
ogni modo, la sentenza impugnata è ineccepibile.

 

                                2.1   In
effetti, la procedura di rigetto è una procedura documentale (Aktenprozess), il
cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione, bensì
l’esistenza di un titolo esecutivo (DTF 132 III 142, consid. 4.1.1). Il giudice
è quindi tenuto a pronunciare il rigetto definitivo dell’opposizione ove il
credito posto in esecuzione sia fondato su una decisione giudiziaria esecutiva
o un titolo parificato (art. 80 LEF), a meno che l’escusso provi con documenti
che dopo l’emanazione della decisione il debito è stato estinto, il termine per
il pagamento è stato prorogato o che è intervenuta la prescrizione (art. 81
LEF).

 

                                2.2   Ora,
il punto 3 della convenzione sottoscritta dalle parti all’udien­­za del 6
luglio 2017, in quanto omologato dal Pretore aggiunto della Pretura di Lugano
con sentenza del 19 settembre 2017 (doc. A accluso all’istanza), costituisce un
valido titolo di rigetto definitivo per la prima rata di fr. 32'000.–
scaduta il 31 dicembre 2017, oltre agli interessi di mora del 5% (art. 104 cpv.
1 CO) dal 1° gennaio 2018 (sentenza del Tribunale federale
5A_630/2015 del 9 febbraio 2016 consid.
2.2.2). E le censure formulate dal reclamante,
peraltro senza il sostegno di prove, sul comportamento dell’ex moglie, di cui
egli sarebbe venuto a conoscenza dopo la sentenza di divorzio, non rientrano
tra quelle enumerate all’art. 81 LEF. Egli avrebbe dovuto, semmai, sollevarle con
un’istanza di revisione della sentenza di divorzio (art. 328 cpv. 1 lett. c
CPC). Non spetta in ogni caso al giudice del rigetto riesaminare la sentenza di
divorzio nel merito.

 

                                   3.   La tassa del presente giudizio, stabilita
in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza
(art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone invece problema di ripetibili, la
controparte, cui il reclamo non è stato notificato per osservazioni, non
essendo incorsa in spese in questa sede.

 

                                   4.   Circa i rimedi esperibili sul piano
federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 32'000.–,
raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art.
74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è irricevibile.

 

                                   2.   Le
spese processuali di complessivi fr. 250.– relative al presente giudizio,
già anticipate dal reclamante, sono poste a suo carico.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   ;

  –    .

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).