# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8a99fc80-cb85-5aee-bc1e-2b537578d4fb
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2019-06-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.06.2019 C-517/2017
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-517-2017_2019-06-12.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-517/2017 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 2  g i u g n o  2 0 1 9  

Composizione 

 
Giudici Vito Valenti (presidente del collegio),  

Christoph Rohrer, Beat Weber,  

cancelliere Oliver Engel. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, (Italia) 

rappresentato da Rechtsberatung für italienische 

Migrantinnen und Migranten, 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero UAIE,  

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione per l’invalidità, diritto alla rendita  

(decisione del 14 dicembre 2016). 

 

 

 

C-517/2017 

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Fatti: 

A.  

A.a A._______, cittadino italiano, nato il (…) 1958, coniugato, ha lavorato 

in Svizzera in qualità di muratore dal 1982 al 2010, solvendo regolari con-

tributi all'assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità 

(doc. 10, 25 e 26). Da ultimo è stato attivo presso la B._______ SA di (…), 

cessando l’attività il 1° giugno 2010 per motivi di salute (doc. 26).  

A.b  

A.b.a In data 26 novembre 2010 / 17 marzo 2011, l’interessato ha formu-

lato una richiesta volta all'ottenimento di una rendita dell'assicurazione 

svizzera per l'invalidità (doc. 1 a 23).  

A.b.b Conto tenuto delle risultanze degli accertamenti medici effettuati, se-

gnatamente di una perizia cardiologica (doc. 41) ed una reumatologica (43) 

nonché del rapporto finale SMR (doc. 61), con decisione del 22 agosto 

2012, l'UAIE ha respinto la citata domanda di rendita dell'assicurazione 

svizzera per l'invalidità, tenuto conto di una capacità lavorativa dello 0% 

nell’attività abituale, ma del 100% in un’attività sostitutiva adeguata. Dal 

confronto dei redditi, tenuto conto di una riduzione giurisprudenziale del 

10%, risultava un grado d'invalidità del 21,92%, insufficiente per poter be-

neficiare di una rendita d'invalidità svizzera (doc. 53, 65). 

A.c Il 20 settembre 2012, l'interessato ha interposto ricorso contro la deci-

sione dell'UAIE del 22 agosto 2012. Con sentenza del 7 novembre 2014 

(C-4950/2012), il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha accolto il gra-

vame, annullato la decisione impugnata e rinviato gli atti di causa all'UAIE 

affinché procedesse, da un lato, al completamento dell'istruttoria, segnata-

mente tramite un complemento della perizia reumatologica nonché ad ogni 

ulteriore esame che pure l’evoluzione nel tempo dello stato di salute dell’in-

sorgente avesse reso necessario, e, dall’altro lato, alla pronuncia di una 

nuova decisione (doc. 73). 

B.  

B.a Preso atto della sentenza del TAF del 7 novembre 2014 ed alla luce 

delle risultanze dei rapporti delle Cliniche C._______ (doc. 92) e del dott. 

D._______ (doc. 93), entrambi datati 26 marzo 2015, l’Uffico AI del Can-

tone T._______  [competente per l’istruzione del caso {art. 40 cpv. 2 OAI}]), 

ha ritenuto necessario far esperire una perizia pluridisciplinare (medicina 

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interna generale, cardiologia, neurologia, psichiatria, e reumatologia) di cui 

ha incaricato il U._______ di (…) (U._______ [doc. 94]). 

B.b Con perizia pluridisciplinare del 29 aprile 2016 – che è stata allestita 

dai dott. E._______e F._______(medicina interna e generale), con il coin-

volgimento dei dott. G._______(psichiatra), H._______ (reumatologo), 

I._______(neurologo) e L._______(specialista in cardiologia e medicina in-

terna) – i periti incaricati hanno concluso che nell’abituale attività di mura-

tore, in virtù in primis delle patologie reumatologiche (rachide, emitorace 

sin., spalla sin. e anche), ma pure neurologiche (sindrome del tunnel car-

pale sin., mano dominante) e cardiache (cardiopatia ischemica con pre-

gressi by-pass coronarici), a partire da marzo 2015, il paziente presentava 

una capacità lavorativa dello 0% (per il periodo precedente, conto tenuto 

della patologia cardiaca, detta capacità lavorativa era del 50% a partire da 

giugno 2010). In attività sostitutive adeguate la residua capacità lavorativa 

doveva considerarsi del 90% a decorrere da giugno 2010 (presenza du-

rante tutto il giorno, ma con rendimento ridotto [doc. 112, segnatamente 

pag. 37, 40 e 50]), solo la patologia neurologica limitando l’assicurato in 

lavori adatti (doc. 112, pag. 22 e 34).  

B.c Il 26 maggio 2016, il dott. M._______, medico SMR specializzato in 

medicina interna generale, preso atto delle risultanze della perizia pluridi-

sciplinare, ha ritenuto un’incapacità lavorativa totale nella precedente atti-

vità di muratore e una completa capacità lavorativa in attività sostitutive 

adeguate, ma con riduzione del rendimento del 10%, a decorrere da giugno 

2010 (doc. 150, pag. 15).  

B.d L’L’UAI-T_______ ha quindi reso il progetto di decisione del 31 maggio 

2016, con cui ha prospettato il respingimento della richiesta di prestazioni, 

in virtù di un grado di invalidità del 18.10% (doc. 117). 

B.e Con messaggio di posta elettronica del 20 giugno 2016, indirizzato 

all’L’UAI-T_______, la moglie dell’assicurato ha indicato che il marito era 

ricoverato presso il centro M._______. Sono stati allegati diversi referti re-

lativi al menzionato ricovero ospedaliero ed è stata annunciata l’intenzione 

di trasmettere ulteriore documentazione (doc. 119 e 120). Il 5 luglio 2016, 

l’interessato ha confermato e completato le osservazioni del 20 giugno 

2016, facendo valere che egli presentava delle affezioni non debitamente 

considerate in occasione della perizia pluridisciplinare del SAM del 29 

aprile 2016 (in particolare il morbo di Parkinson). Ha dunque chiesto di rie-

saminare il suo diritto ad una rendita AI alla luce della documentazione 

specialistica prodotta (doc. 123).  

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B.f Con scritto del 9 agosto 2016, il ricorrente ha trasmesso ulteriore docu-

mentazione sanitaria (doc. 129). 

B.g L’UAI-T._______ ha quindi incaricato il U._______ di eseguire una pe-

rizia di decorso bidisciplinare internistica e neurologica (doc. 130 a 135). 

B.h Il 3 settembre 2016, l’assicurato ha trasmesso ulteriore documenta-

zione medica (doc. 138).  

B.i Con perizia bidisciplinare del 18 novembre 2016 – esperta dai dott. 

E._______ e F._______ (medicina interna e generale), con il coinvolgi-

mento del dott. I._______ (neurologo) – i periti hanno escluso la presenza 

di una sindrome parkinsoniana, ma concluso, preso atto del peggiora-

mento del tremore in buona parte d’origine funzionale, ma in parte dipen-

dente dalla volontà, che a partire da giugno 2016, in attività adeguate, la 

capacità lavorativa è diminuita dal 90% al 70% (presenza durante tutto il 

giorno, ma con rendimento ridotto). Dal profilo della reintegrazione profes-

sionale hanno indicato che bisognava tenere conto dei limiti funzionali de-

scritti nella perizia pluridisciplinare del 29 aprile 2016. Per quel che con-

cerne la precedente attività, è stata peraltro confermata una totale inabilità 

a decorrere da marzo 2015 (doc. 142). 

B.j Con presa di posizione SMR del 30 novembre 2016, il dott. M._______, 

preso atto delle risultanze della perizia bi-disciplinare, ha ribadito un’inca-

pacità lavorativa totale nella precedente attività di muratore e una completa 

capacità lavorativa in attività sostitutive adeguate, ma con riduzione del 

rendimento del 10% da giugno 2010 e del 30% da giugno 2016 (doc. 150, 

pag. 20). 

B.k Con decisione del 14 dicembre 2016, l’UAIE ha deciso di respingere la 

richiesta di prestazioni. Dal confronto dei redditi risultava un grado d'invali-

dità del 18,10% a decorrere da giugno 2010 e del 36,29% a partire dal 

mese di giugno 2016 (senza che sia stata effettuata una riduzione giuri-

sprudenziale [doc. 149]). 

C.  

C.a Il 24 gennaio 2017, l’interessato ha inoltrato ricorso contro la summen-

zionata decisione dell’UAIE dinanzi al Tribunale amministrativo federale 

(TAF) mediante il quale ha chiesto di esser posto al beneficio di almeno un 

quarto di rendita a decorrere dal 1° settembre 2011 (6 mesi dopo l’inoltro 

della sua domanda di rendita nel marzo 2011). Il ricorrente si è doluto di un 

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accertamento insufficiente dal profilo medico e dell’erroneità del raffronto 

dei redditi dal momento che l’autorità inferiore non avrebbe effettuato la, a 

suo giudizio, necessaria riduzione giurisprudenziale sui salari tabellari, do-

vendosi tenere conto della sua età avanzata e delle difficoltà aggiuntive di 

reinserimento professionale alla luce delle limitazioni funzionali (doc. TAF 

1). 

C.b Il 10 febbraio 2017, l’interessato ha versato il richiesto anticipo di CHF 

800.- a copertura delle presumibili spese processuali (doc. TAF 4). 

C.c Nella risposta al ricorso del 20 marzo 2017, l’UAIE ha proposto la reie-

zione del gravame e la conferma del provvedimento impugnato. Rinviando 

alla presa di posizione del SMR del 15 marzo 2017 e al preavviso dell’UAI-

T._______ del 16 marzo 2017, l’amministrazione ha in particolare confer-

mato la validità delle conclusioni delle perizie realizzate dal U._______ e 

precisato che la relazione medica del 16 dicembre 2016 del dott. 

N._______, prodotta dall’assicurato con il ricorso, non contiene elementi 

che depongano per una superiore percentuale di incapacità lavorativa. Per 

quanto riguarda l’aspetto economico, ha ribadito la correttezza del calcolo 

del grado di invalidità (90% rispettivamente 70% di residua capacità lavo-

rativa in attività sostitutive adeguate [intesa come riduzione di rendimento 

sull’arco di un’intera giornata lavorativa]) e segnalato che le circostanze del 

caso concreto non giustificano di applicare una riduzione giurisprudenziale 

sul salario tabellare da invalido. Da un lato, nel caso di specie il datore di 

lavoro non deve aspettarsi altre limitazioni delle prestazioni dell’insorgente 

– oltre a quelle già considerate nella determinazione della riduzione del 

rendimento – dovute a motivi di salute. Dall’altro lato, il fattore età non può 

di per sé giustificare una riduzione giurisprudenziale anche se con l’avan-

zare dell’età di una persona assicurata la curva dell’aumento della retribu-

zione diventa sempre più piatta. Peraltro, sul mercato equilibrato del lavoro 

(determinante secondo l’art. 7 cpv. 2 LPGA), per il ricorrente vi sarebbero 

sufficienti possibilità d’impiego adeguate all’impedimento (segnatamente 

funzioni di controllo e sorveglianza; facili lavori di smistamento, verifica ed 

imballaggio; lavori leggeri e medio pesanti nel settore della gestione di ma-

gazzino o della gestione di pezzi di ricambio; custode [doc. TAF 6]). 

C.d Con replica del 6 giugno 2017, il ricorrente si è riconfermato nel proprio 

gravame. Egli ha trasmesso un nuovo rapporto medico e ha indicato di 

essere ricoverato presso la Fondazione O._______ allo scopo di sottoporsi 

ad approfondite analisi neurologiche. Il suo stato di salute non risulterebbe 

pertanto ancora sufficientemente indagato, fermo restando che dall’esibito 

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rapporto medico del 5 giugno 2017, della dott.ssa P._______, emerge-

rebbe una totale incapacità lavorativa sia nell’abituale attività lavorativa, sia 

in un’attività sostitutiva adeguata (doc. TAF 10). 

C.e L’8 agosto 2017, il ricorrente ha inoltrato la relazione medico-speciali-

stica di complemento della dott.ssa P._______ che sarebbe basata sui più 

recenti esami effettuati in occasione del ricovero presso la Fondazione 

O._______ dal 29 maggio al 6 giugno 2017. Nella stessa, la specialista 

spiegherebbe – in maniera dettagliata, esauriente e fondata – i motivi per 

cui egli è da considerare inabile a svolgere qualsiasi attività lucrativa rispet-

tivamente non più collocabile in attività confacenti (doc. TAF 11). 

C.f Con duplica del 6 settembre 2017, l’UAIE ha nuovamente chiesto la 

reiezione del ricorso e la conferma della decisione impugnata, considerato 

che né nella replica del 6 giugno 2017, né nel suo complemento dell’8 ago-

sto 2017, il ricorrente avrebbe presentato nuove allegazioni giuridicamente 

rilevanti, fermo restando che l’oggetto della vertenza è costituito dalla que-

stione di sapere se il ricorrente abbia o meno diritto ad una rendita in rela-

zione al suo stato di salute fino al 14 dicembre 2016 (data della decisione 

impugnata) e non a quello che si sarebbe venuto a creare ulteriormente. 

Tutta la documentazione medica posteriore a tale data non potrebbe per-

tanto essere considerata nell’ambito della presente procedura (doc. TAF 

13). 

C.g Il 13 settembre 2017, la duplica è stata trasmessa al ricorrente per co-

noscenza.   

C.h Con scritto del 20 novembre 2018, il ricorrente ha chiesto di venir ag-

giornato sullo stato della procedura (doc. TAF 15). 

C.i Il 28 novembre 2018, questo Tribunale ha segnalato al ricorrente che si 

sarebbe adoperato per rendere una decisione entro fine marzo 2019, te-

nuto conto, tuttavia, del fatto che veniva data priorità all’evasione delle 

cause ancora pendenti di data anteriore alla sua (doc. TAF 16). Con scritto 

del 13 maggio 2019, è poi stato precisato al ricorrente il momento della 

verosimile evasione del gravame (doc. TAF 17).   

 

 

 

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Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena 

cognizione la propria competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente 

l'ammissibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 

2 con rinvii). 

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art. 

32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione 

con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi 

contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione 

per l'invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE). 

1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni 

sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA 

(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-

plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che 

la LAI non deroghi alla LPGA. 

1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente 

un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica 

(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-

quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto 

ammissibile. Peraltro, il ricorrente ha provveduto al richiesto versamento di 

un anticipo a copertura delle presumibili spese processuali.   

2.  

2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea, 

per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681). 

2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione 

1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua 

nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-

cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-

ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese 

eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed 

assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione 

europea (art. 1 ch. 2). 

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2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-

lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-

glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei 

sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE) 

n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 

(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-

lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del 

Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831) 

relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-

dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno 

della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72 

del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621 

4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 

1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli 

Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-

lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure 

quando si tratta di casi verificatisi in passato. 

2.4 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulte-

riormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento eu-

ropeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decor-

rere dal 1° gennaio 2015 (cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile 

2016 consid. 4.2 con rinvii). 

2.5 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-

samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle 

medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-

zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale 

Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-

gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-

dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-

validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253 

consid. 2.4). 

3.  

3.1 Dal profilo temporale si applicano le disposizioni in vigore al momento 

della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridica-

mente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 4.3 e 

130 V 445 consid. 1.2 con rinvii, nonché 129 V 1 consid. 1.2). Se le dispo-

sizioni legali si sono modificate nel corso del periodo sottoposto ad esame 

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giudiziario, il diritto alle prestazioni si determina secondo le vecchie dispo-

sizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a partire della loro en-

trata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130 V 445). 

3.2 Nell’evenienza concreta, la domanda di prestazioni essendo stata pre-

sentata in data 26 novembre 2010 / 17 marzo 2011, ne discende che si 

applicano, da un lato, le norme materiali in vigore fino al 31 dicembre 2011, 

per quanto attiene allo stato di fatto realizzatosi fino a tale data, nonché, 

dall’altro lato e per il periodo posteriore, le nuove norme in vigore dal 1° 

gennaio 2012, tra le quali le disposizioni della 6a revisione della LAI (cfr. 

altresì DTF 130 V 1 consid. 3.2 per quanto concerne le disposizioni formali 

della LPGA immediatamente applicabili con la loro entrata in vigore), così 

come le ulteriori modifiche entrate in vigore successivamente e fino alla 

pronuncia della decisione impugnata. 

3.3 Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della de-

cisione impugnata, in quanto il giudice delle assicurazioni sociali esamina 

il provvedimento sulla base della situazione di fatto esistente al momento 

in cui essa è stata pronunciata (DTF 136 V 24 consid. 4.3). Tiene tuttavia 

conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali 

elementi d'accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla deci-

sione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e 121 V 362 consid. 1b), in altri 

termini se gli stessi sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e se 

sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del giudice al momento in 

cui detta decisione litigiosa è stata resa (cfr. sentenza del TF 8C_278/2011 

del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 con-

sid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine). 

4.  

4.1 In base all'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al 

guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata. 

L'art. 4 cpv. 1 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infer-

mità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce 

che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e gravità, motiva 

il diritto alla singola prestazione. 

4.2 L'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita 

alle seguenti condizioni cumulative:  

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a. la sua capacità di guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni 

consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante 

provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili;  

b. ha avuto un'incapacità di lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media 

durante un anno senza notevole interruzione; e  

c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.  

4.3 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il 

70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza 

rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è 

invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 2 LAI). In seguito all'entrata in vigore 

dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 29 cpv. 4 LAI, se-

condo il quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono 

versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in 

Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando l'assicurato è citta-

dino dell'UE (DTF 130 V 253 consid. 2.3). Dopo l'entrata in vigore dei nuovi 

regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009, i cittadini svizzeri e dell'U-

nione europea che presentano un grado d'invalidità del 40% almeno, 

hanno diritto ad un quarto di rendita in applicazione dell'art. 28 cpv. 1 LAI 

indipendentemente dal loro domicilio e residenza (art. 4 del regolamento 

[CE] n. 883/04). 

4.4 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, 

derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un 

lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività 

abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere 

prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione 

o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al guadagno è definita all'art. 

7 cpv. 1 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di 

guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, 

provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura 

dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione 

ragionevolmente esigibili. Per valutare la presenza di un'incapacità al gua-

dagno sono considerate esclusivamente le conseguenze del danno alla 

salute; inoltre, sussiste un'incapacità al guadagno soltanto se essa non è 

obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA). 

 

 

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5.  

5.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-

tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi 

decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad 

un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio 

medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in 

merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa 

situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto 

delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a 

fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto 

medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua 

denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-

nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1; 125 V 351 consid. 3). 

5.2 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-

ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-

dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-

fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-

tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi 

siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V 

210 consid. 6.2.4; 134 V 231 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore 

probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V 

254 consid. 3.3 e 3.4]). 

5.3 In particolare, per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurispru-

denza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dal 

parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del 

tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista 

medico, una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice a non 

fondarsi su un tale referto sono ad esempio affermazioni contraddittorie, il 

contenuto di una superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi 

per farlo e, meglio, se l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fon-

data da mettere in discussione le conclusioni peritali (DTF 137 V 210 con-

sid. 1.3.4; 125 V 351 consid. 3b/bb). 

5.4 Per quel che riguarda le perizie di parte, il TF ha precisato che esse 

contengono considerazioni specialistiche che possono contribuire ad ac-

certare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non abbiano lo 

stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve valutare 

se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia giudi-

ziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione. Giova altresì rilevare 

C-517/2017 

Pagina 12 

come debba essere considerato con la necessaria prudenza l'avviso dei 

medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi in favore del proprio 

paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno con gli stessi 

(DTF 125 V 351 consid. 3b con rinvii). 

5.5 In presenza di rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere 

la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli 

si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia 

precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri 

medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, 

come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale 

sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24 gennaio 

2011 consid. 7.2 con rinvii). 

6.  

6.1 Giova inoltre rammentare che al fine di poter graduare l'invalidità, 

all'amministrazione (o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre 

di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente 

da altri specialisti, il compito del medico consistendo nel porre un giudizio 

sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicu-

rato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante elemento di 

giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili 

dall'assicurato. Spetta in seguito al consulente professionale, avuto ri-

guardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali attività professionali siano 

concretamente ipotizzabili (sentenza del TF 9C_13/2007 del 31 marzo 

2008 consid. 3 e relativi riferimenti).  

6.2 In particolare, per l'art. 59 cpv. 2bis LAI, i servizi medici regionali sono a 

disposizione degli uffici AI per valutare le condizioni mediche del diritto alle 

prestazioni, stabiliscono la capacità funzionale dell'assicurato – determi-

nante per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA – di esercitare un'attività lucrativa 

o di svolgere le mansioni consuete in una misura ragionevolmente esigibile 

e sono indipendenti per quanto concerne le decisioni in ambito medico nei 

singoli casi. Scopo e senso dell'art. 59 cpv. 2bis LAI come pure dell'art. 49 

OAI risiedono nella possibilità, per gli uffici AI, di fare capo a propri medici 

per la valutazione degli aspetti sanitari del diritto alla rendita. Questi ultimi, 

grazie alle loro specifiche conoscenze medico-assicurative, sono quindi 

chiamati a valutare la capacità funzionale della persona assicurata. In que-

sto modo è stata creata una chiara separazione di competenze tra medici 

curanti e assicurazione sociale. Sulla base delle indicazioni del SMR, 

l'UAIE deve così decidere cosa si può ragionevolmente pretendere da un 

C-517/2017 

Pagina 13 

assicurato e cosa invece no (sentenza del TF 9C_9/2010 del 29 settembre 

2010 consid. 2). I rapporti SMR hanno peraltro per funzione di effettuare 

una sintesi delle informazioni e degli esami medici di cui agli atti di causa 

e formulare delle raccomandazioni quanto al seguito da dare all'incarto da 

un punto di vista medico (sentenza del TF 9C_542/2011 del 26 gennaio 

2012 consid. 4.1). 

6.3 Il SMR esegue direttamente esami medici solo se lo ritiene necessario. 

Negli altri casi rende la propria valutazione sulla base della documenta-

zione esistente. L'assenza di propri esami diretti non costituisce, per in-

valsa giurisprudenza, un motivo per mettere in dubbio la validità di un rap-

porto SMR se esso soddisfa altrimenti le esigenze di natura probatoria ge-

neralmente riconosciute (SVR 2009 IV n. 56 pag. 174 [9C_323/2009] con-

sid. 4.3.1 con riferimenti; cfr. pure sentenza 9C_294/2011 del 24 febbraio 

2012 consid. 4.2; cfr. anche sentenza 9C_787/2012 del 20 dicembre 2012, 

consid. 4.2.1). 

7.  

Nel caso di specie, occorre dapprima esaminare se l’autorità inferiore ha 

proceduto ad un sufficiente accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti 

prima di rendere la decisione impugnata oppure – come sostenuto dal ri-

corrente – avrebbe dovuto fare eseguire ulteriori accertamenti medici spe-

cialistici per potersi determinare con cognizione di causa – secondo il grado 

della verosimiglianza preponderante valido nelle assicurazioni sociali – sul 

suo stato di salute rispettivamente sulla sua residua capacità lavorativa. 

7.1 È incontestato in questa sede dal ricorrente che a decorrere da giugno 

2010 non è più in grado di svolgere la sua abituale attività di muratore (cfr. 

decisione impugnata pag. 2). Non vi è altresì motivo di discostarsi da tale 

valutazione/conclusione dell’autorità inferiore – che perlomeno fino a 

marzo 2015 non riprende la valutazione di cui alla perizia pluridisciplinare 

del 29 aprile 2016, ma si fonda sull’apprezzamento del medico SMR di cui 

ai rapporti del 26 maggio e del 30 novembre 2016 (doc. 150) che a loro 

volta si basano su questo punto, implicitamente, sulla perizia reumatolo-

gica del 22 novembre 2011 (doc. 43), sul referto delle cliniche C._______ 

del 26 marzo 2015 (doc. 92) e sul rapporto del reumatologo dott. 

D._______ pure del 26 marzo 2015 (doc. 93) – valutazione/conclusione 

dell’autorità inferiore che era già stata fatta propria (sulla base dei docu-

menti allora agli atti) da parte di questo Tribunale nell’ambito della sentenza 

di rinvio C-4950/2012 del 7 novembre 2014 consid. 9, sentenza che non è 

stata impugnata dalle parti.  

C-517/2017 

Pagina 14 

7.2 Occorre tuttavia ancora esaminare, dal profilo medico, se l’autorità in-

feriore ha sufficientemente istruito il caso in esame per poter giungere alla 

conclusione che in attività sostitutive adeguate sussisteva per l’insorgente 

una residua capacità lavorativa del 90% (presenza durante tutto il giorno, 

ma con rendimento ridotto) a partire da giugno 2010 e del 70% (presenza 

durante tutto il giorno, ma con rendimento ridotto) a decorrere da giugno 

2016.  

7.2.1 A tal proposito, giova osservare che la decisione impugnata si fonda, 

essenzialmente, sulla valutazione delle capacità funzionali da parte del 

centro di reumatologia e riabilitazione delle cliniche C._______ del 26 

marzo 2015, sul rapporto del reumatologo dott. D._______ del 26 marzo 

2015, sulla perizia pluridisciplinare del 29 aprile 2016 (internistica, reuma-

tologica, neurologica, cardiologica e psichiatrica), la perizia bidisciplinare 

di decorso (internistica e neurologica) del 18 novembre 2016 nonché sui 

rapporti SMR del 26 maggio e del 30 novembre 2016. La succitata docu-

mentazione medica è venuta altresì a completare quella già esistente 

nell’incarto anteriormente al rinvio degli atti all’autorità inferiore da parte di 

questo Tribunale con sentenza del 7 novembre 2014.  

7.2.2 Le diagnosi infine ritenute sulla base dell’insieme della documenta-

zione medica, presente fino al momento dell’emanazione della decisione 

impugnata, sono le seguenti:  

Diagnosi con influenza sulla capacita lavorativa: 
 

Neurologiche: 
Tremore intermittente in buona parte di origine funzionale senza evi-
denti segni extrapiramidali. 
 
Modica compressione del nervo mediano nel canale carpale a sin. 
(mano dominante).   
 
Altre diagnosi somatiche: 
Sindrome cervicospondilogena cronica con/su: 

 
- alterazioni degenerative plurisegmentali del rachide cervicale 

(protrusione discale C4-C5 e C6-C7, osteocondrosi C5-C6); 
- disturbi statici del rachide (ipercifosi della dorsale alta con protra-

zione del capo, scoliosi sinistro-convessa cervicodorsale). 
 

Sindrome lombospondilogena cronica prevalentemente a ds. con/su: 
 
- alterazioni degenerative plurisegmentali al rachide lombare (pro-

trusione discale L4-L5 e L5-S1); 
- anomalie di transizione lombosacrale; 

C-517/2017 

Pagina 15 

- disturbi statici del rachide (ipercifosi della dorsale alta con protra-
zione del capo, appiattimento della colonna dorsale intermedia 
caudale, scoliosi sinistroconvessa cervicodorsale); 

- decondizionamento e sbilancio muscolare; 
- obesità. 

 
Artrosi acromioclaveare e gleno-omerale a sin. 

 

Minima coxartrosi bilaterale. 

     Malattia coronarica multivasale con/su: 
 

- pregresso triplo by-pass coronarico (mammaria interna sin. su 
ramo interventricolare anteriore, vena in sequenziale su interven-
tricolare posteriore posterolaterale), 6.2.2010. 

 

Toracalgie croniche aspecifiche. 
 
 
Diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa: 
 
Meralgia parestetica a ds. con/su: 
 
- irritazione del nervo cutaneo laterale del femore a livello della 

spina iliaca anteriore superiore. 
 

Tremore psicogeno intermittente. 
 
Obesità (BMI ca. 31,1 kglm2). 
 
lpertensione arteriosa. 
 
Dislipidemia. 
 
Pregressa iperferritinemia. 
 

Steatosi epatica. 

Ipoacusia (trattata con protesi acustica). 

Dalla perizia pluridisciplinare risulta per quel che concerne la residua ca-

pacità lavorativa in attività sostitutive adeguate – dopo discussione tra i 

medici/periti del U._______ – che il ricorrente è abile al lavoro nella misura 

del 90% da giugno 2010 e del 70% da giugno 2016 (sempre intesa come 

presenza durante tutto il giorno, ma con rendimento ridotto). È stato rite-

nuto che deve trattarsi di un’attività sostitutiva rispettosa dei limiti funzionali 

indicati nella perizia pluridisciplinare del 29 aprile 2016. Dal punto di vista 

cardiologico, l’insorgente può svolgere attività con sforzi leggeri e medi e 

dal punto di vista neurologico è limitato dal tremore e per la sindrome del 

C-517/2017 

Pagina 16 

tunnel carpale alla mano sinistra dominante. È stato altresì rammentato 

che dal punto di vista psichiatrico non è stata posta alcuna diagnosi e l’in-

sorgente non presenta pertanto in tale ottica alcuna incapacità lavorativa.  

Da un punto di vista reumatologico-ortopedico, lo specialista dott. 

H._______, che ha ritenuto una capacità lavorativa del 100% anche in at-

tività sostitutive adeguate, aveva altresì indicato nella perizia pluridiscipli-

nare del 29 aprile 2016 i seguenti limiti funzionali per l’insorgente:  

“egli può spesso sollevare e portare pesi fino a 5 kg fino all'altezza dei 
fianchi, di rado tra 5-10 kg fino all'altezza dei fianchi, mai pesi altre i 10 kg 
fino all'altezza dei fianchi; all'assicurato può di rado sollevare pesi fino a 5 
kg sopra l'altezza de/ petto, mai pesi oltrepassanti i 5 kg sopra l'altezza del 
petto. L'assicurato può molto spesso maneggiare attrezzi di precisione, 
spesso maneggiare attrezzi di media entità, di rado attrezzi pesanti, mai 
maneggiare attrezzi molto pesanti. La rotazione manuale è normale. L’as-
sicurato può di rado effettuare favori al di sopra della testa, talvolta effet-
tuare la rotazione del tronco, spesso assumere /a posizione seduta ed in-
clinata in avanti, talvolta la posizione in piedi ed inclinata in avanti, può 
talvolta assumere la posizione inginocchiata, molto spesso effettuare fa 
flessione delle ginocchia, di rado assumere la posizione accovacciata. 
L'assicurato può assumere spesso fa posizione seduta di lunga durata, tal-
volta la posizione in piedi di lunga durata, dovendo aver la possibilità di 
alternare le posizioni corporee al bisogno, di variare tra attività tendenzial-
mente statiche e in movimento. L'assicurato può molto spesso camminare 
fino a 50 metri, molto spesso oltre 50 metri, talvolta camminare per lunghi 
tragitti, come pure talvolta camminare su terreno accidentato, può spesso 
salire le scale, mai salire su scale a pioli." 

 

Dal punto di vista neurologico, il dott. I._______– che ha concluso per una 

residua capacità lavorativa in attività sostitutive adeguate del 90% da giu-

gno 2010 e del 70% da giugno 2016 (doc. 112 pag. 50 e doc. 142 pag. 32) 

– ha rilevato che vi erano molte discrepanze fra i disturbi lamentati dal pa-

ziente e l’assenza di reperti oggettivabili a tutti i livelli, fatta eccezione per 

un’incipiente compressione cronica del nervo mediano sinistro, una possi-

bile irritazione del nervo cutaneo laterale del femore destro e un peggiora-

mento del tremore, a momenti importante e in buona parte di origine fun-

zionale, tremore che giustificava dal profilo neurologico una nuova diagnosi 

– ossia quella di tremore intermittente in buona parte d’origine funzionale, 

senza evidenti segni extrapiramidali – con incidenza sulla capacità lavora-

tiva. Conto tenuto di tali patologie, il perito ha valutato dal profilo neurolo-

gico nel 30%, da giugno 2016, l’incapacità lavorativa in attività sostitutive 

adeguate. Egli ha fra l’altro indicato, nel suo rapporto specialistico del 19 

ottobre 2016 (doc. 142 pag. 29 a 33), quanto segue: 

 

C-517/2017 

Pagina 17 

“Dal punto di vista oggettivabile, il quadro è rimasto invariato rispetto a 
quello dell'11.2.2016. Non ha messo in evidenza nessun segno extrapira-
midale acineto-rigido, nessuna prassia dello sguardo, nessuna ipersaliva-
zione; non vi è un netto aumento dei riflessi arcaici, riflessi tendinei presenti 
e simmetrici, nessun segno piramidale, prove di posizione e coordinazione 
praticamente simmetriche, trofismo e forza oggettivamente non alterati, an-
che se inizialmente la forza del membro superiore sin. sembra diminuita. I 
deficit sensitivi sono molto incongruenti, differenti da quelli mostrati in pre-
cedenza. La sensibilità profonda è difficilmente valutabile, la pallestesia è 
ridotta all'emicarpo di ds. rispetto al sin., mentre era normale in febbraio. 
Non ha messo in evidenza nessun segno della ruota dentata, nemmeno i 
movimenti controlaterali. E' presente un'importante paratonia d'opposi-
zione legata ai movimenti, in cui l'A. trema maggiormente, mentre quando 
smette di tremare, spesso su ordine, il tono diventa normale. Non vi è nes-
suna componente cerebellare. Ricorda tra l'altro che i DATSCAN sono nor-
mali e vi è un'assenza di lesioni evidenti alle MRI cerebrali, soprattutto a 
livello dei nuclei basali; non vi è nessun'atrofia cortico-sottocorticale mag-
giore e vi sono modiche alterazioni compatibili con l'età di tipo leucoaraiosi. 
Sottolinea che l'A. è coronaropatico.Le funzioni cognitive sono nella norma. 
II nostro consulente ha difficolta a confermare la presenza di una malattia 
extrapiramidale per l'assenza di segni di rigidità e di acinesia maggiore, 
presenza di una paratonia d'opposizione di tipo funzionale, associata a un 
tremore inabituale e intenso a momenti, in cui una componente funzionale 
gli sembra fortemente presente. Nei momenti in cui l'A. non trema, non 
presenta nessuna stigmata parkinsoniana. Anche la reazione alla L-Dopa 
non gli sembra confermata. II quadro attuale per quel che concerne il tre-
more gli sembra peggiorato rispetto a febbraio, quando non presentava 
segni acineto-rigidi. Vi sono molte discrepanze anche dal punto di vista 
sensitivo e motorio, in parte non presenti all'esame precedente, che con-
fermano la presenza di una forte componente funzionale. Anche gli esami 
strumentali non hanno portato elementi in favore di una malattia degene-
rativa del sistema nervoso centrale”. 
 

Dal punto di vista cardiologico, il dott. L._______ ha concluso per una com-

pleta capacità lavorativa (dunque del 100% a decorrere da quando è stato 

operato di by-pass nel 2010) in attività sostitutive adeguate implicanti sforzi 

leggeri o medi (doc. 112 pag. 57). 

Dal punto di vista psichiatrico, la dott.ssa G._______, non ha formulato al-

cuna diagnosi, né con né senza incidenza sulla capacità lavorativa, e per-

tanto considerato che non vi erano impedimenti di sorta in ambito psichia-

trico per l’esercizio di una qualsiasi attività lavorativa, dunque anche per 

quelle sostitutive adeguate (doc. 112 pag. 80 e 81).   

7.2.3  Il ricorrente fa valere nel gravame, per quanto attiene alla situazione 

medica, che pur non essendo le conseguenze immediate del morbo di Par-

kinson di gravità molto elevata, esse sono pur sempre di ordine tale da 

C-517/2017 

Pagina 18 

ridurre in misura notevole la residua capacità lavorativa pure in attività so-

stitutive adeguate, capacità già compromessa dalle patologie reumatologi-

che/ortopediche (sindrome cervicospondilogena rispettivamente lom-

bospondilogena, artrosi alla spalla destra, coxartrosi bilaterale) ed interni-

stiche (malattia coronarica multivasale con triplice by-pass). Ha rilevato 

inoltre che dalla recente perizia U._______ emerge che egli presenta tre-

more praticamente continuo ad ambedue le mani, incapacità di maneg-

giare oggetti fini, rigidità degli arti inferiori, difficoltà di deambulazione, de-

ficit mnestici e di disattenzione rispettivamente sonnolenza causata dai me-

dicamenti, constatazioni confermate nel rapporto medico del dott. 

N._______ del 16 dicembre 2016 (esibito con il ricorso). L’insorgente ri-

tiene pertanto difficile che egli possa trovare un datore di lavoro disposto 

ad assumerlo anche solo per un lavoro leggero da svolgersi a tempo par-

ziale. Nell’ambito della procedura ricorsuale il ricorrete ha presentato ulte-

riore documentazione medica (fondata sui più recenti esami effettuati in 

occasione del ricovero presso l’istituto Fondazione O._______, dal 25 

maggio al 6 giugno 2017), segnatamente le relazioni di consulenza medico 

legale della dott.ssa P._______ del 5 giugno 2017 (doc. TAF 10) e del 30 

giugno 2017 (doc. TAF 11). La dott.ssa P._______ indica che l’insorgente, 

per effetto delle patologie multiple di cui è affetto, è da considerarsi com-

pletamente inabile a svolgere qualsiasi attività lucrativa.       

7.2.4 L’autorità inferiore ha proposto il respingimento del gravame dal mo-

mento che, a suo giudizio, dal profilo medico l’insorgente non ha presentato 

in sede ricorsuale allegazioni rilevanti che giustifichino dei dubbi sulle peri-

zie (pluri- e bi-disciplinari) effettuate dal U._______, le quali si fondano su 

esami personali dell’assicurato, su un’esauriente discussione tra i periti in-

caricati e risultano motivati in modo convincente, comprensibile e coerente. 

Peraltro, l’oggetto della vertenza è costituito dalla situazione esistente fino 

al 14 dicembre 2016 (data della decisione impugnata). La documentazione 

di data posteriore non potrebbe pertanto e comunque essere considerata 

(doc. TAF 6 e 13).  

7.2.5 Per quanto attiene alle problematiche neurologiche, dalla documen-

tazione medica agli atti, risulta che sussistono divergenti diagnosi sulla na-

tura del tremore intermittente da parte dei medici curanti dell’insorgente 

dott. N._______, secondo cui il quadro clinico strumentale depone per una 

sindrome parkinsoniana verosimilmente associata a deficit post-nigrale 

(doc. 129 pag. 4 [rapporto del 5 agosto 2016]) nonché dott. Q._______, 

che diagnostica una sindrome extrapiramidale tremorigena a prevalente 

interessamento dell’arto inferiore destro in corso di definizione diagnostica 

(doc. TAF 11 [rapporto del 6 giugno 2017), rispetto a quella dei periti 

C-517/2017 

Pagina 19 

U._______ (in particolare del neurologo dott. I._______), che allo stato de-

gli atti al 18 novembre 2016 non hanno potuto confermare una sindrome 

parkinsoniana rispettivamente la presenza di una malattia extrapiramidale, 

ma concluso per un tremore grossolano a momenti importante, in parte 

dipendente dalla volontà, ma dove in buona parte è presente una compo-

nente funzionale (doc. 112, 142 e doc. TAF. 6). Questo Tribunale non rileva 

alcuna ragione per dubitare rispettivamente scostarsi dalla valutazione de-

gli specialisti neutri del U._______ per quanto attiene alla diagnosi neuro-

logica suscettibile di essere posta fino alla data dell’emanazione della de-

cisione impugnata, la quale è fondata, fra l’altro, su un’approfondita analisi 

sulla persona del ricorrente (con esami peritali specialistici dell’11 febbraio 

[anche con esame elettroneurografico] e del 18 ottobre 2016) nonché 

sull’esame della documentazione esibita dal ricorrente (gli esami strumen-

tali non avendo secondo i periti evidenziato elementi in favore di una ma-

lattia degenerativa del sistema nervoso centrale [segnatamente DATSCAN 

normali; assenza di lesioni evidenti alle MRI cerebrali, soprattutto a livello 

dei nuclei basali]). Basti ancora rilevare che le succitate diagnosi dei medici 

curanti del ricorrente non sono inequivocabili e che neppure il neurologo 

dott. R._______ dell’Ospedale S._______ è stato più chiaro e netto nel suo 

rapporto medico del 5 novembre 2015 con riferimento alla malattia di Par-

kinson (“possibile parkinsonismo [doc. 112 pag. 117]). Non hanno peraltro 

sufficiente valore probatorio le diagnosi di parkinsonismo poste da non spe-

cialisti. Non vi è neppure ragione di dubitare rispettivamente di discostarsi 

dalle conclusioni peritali in merito alle conseguenze, delle ritenute affezioni 

neurologiche (cfr. consid. 7.3.2 del presente giudizio), sulla residua capa-

cità lavorativa del ricorrente del 70% in attività sostitutive adeguate. In ef-

fetti, è stato adeguatamente tenuto conto da questo profilo – fermo re-

stando la divergenza dal profilo della diagnosi – dei pareri espressi dagli 

specialisti neurologi italiani e riconosciuto il peggioramento delle affezioni 

neurologiche con conseguente aumento dell’incapacità lavorativa in attività 

adeguate dal 10% al 30% a decorrere da giugno del 2016. Non risulta al-

tresì agli atti di causa, un rapporto di uno specialista neurologo da cui 

emerga un’incapacità lavorativa superiore a quella indicata dai periti 

U._______ in quest’ambito.  

7.2.6 Per il resto, il ricorrente non pretende nel gravame, né risulta comun-

que dimostrato da elementi oggettivi in rapporti di medici specialistici esau-

rienti e convincenti, che egli sia affetto da patologie reumatologiche/orto-

pediche, cardiologiche, internistiche, psichiatriche aventi incidenza sulla 

residua capacità lavorativa in attività sostitutive adeguate non riportate ri-

spettivamente non ritenute nelle perizie U._______ (per le ragioni indicate 

nella perizia del 18 novembre 2016, i periti U._______ non hanno per 

C-517/2017 

Pagina 20 

esempio posto la diagnosi di emocromatosi [doc. 142 pag. 18] né alcuna 

diagnosi di tipo psichiatrico [doc. 112, pag. 77 a 86]. In sostanza, nelle pe-

rizie U._______ la residua capacità lavorativa in attività sostitutive – leg-

gere a medio pesanti – è stata valutata del 100% nei settori succitati, con 

indicazione di determinati limiti funzionali (segnatamente dal profilo reuma-

tologico/ortopedico). Anche in questo caso, non sono rilevabili agli atti di 

causa rapporti di medici specializzati in reumatologia/ortopedia, in cardio-

logia, in psichiatria o in medicina interna, che giungono sulla base di dati 

oggettivi e motivazioni intelligibili, esaurienti e convincenti a conclusioni di-

verse da quelle dei periti U._______ sulla residua capacità lavorativa in 

attività sostitutive adeguate nel periodo determinante o che possano co-

munque far sorgere ragionevoli dubbi sulle conclusioni peritali, fondate an-

che sulla restante documentazione medica agli atti, in particolare la valu-

tazione funzionale da parte del centro di reumatologia e riabilitazione delle 

cliniche C._______ e il rapporto reumatologico del dott. D._______ del 26 

marzo 2016 (doc. 92 e 93).  

7.2.7 Resta quindi da esaminare se le conclusioni sulla residua capacità 

lavorativa in attività sostitutiva adeguata tratta dai periti U._______ – 90% 

da giugno 2010 e 70% da giugno 2016 (in entrambi i casi con presenza 

sull’arco dell’intera giornata, ma con riduzione del rendimento) – sia pure 

tutelabile. 

7.2.7.1 Il ricorrente non ritiene che tale sia il caso e ha prodotto in sede 

ricorsuale le relazioni medico-legali della dott.ssa P._______ (medico chi-

rurgo, specialista in medicina legale e delle assicurazioni di […]) del 5 giu-

gno 2017 (doc. TAF 10) e del 30 giugno 2017 (doc. TAF 11), in cui è indicato 

che l’incapacità lavorativa del ricorrente stesso è totale non solo nell’attività 

abituale di muratore, ma anche in ogni altra attività sostitutiva adeguata. 

7.2.7.2 Secondo questo Tribunale, siffatte relazioni della dott.ssa 

P._______ non convincono. A prescindere dal fatto che sono entrambe di 

data posteriore alla decisione impugnata e che non è stato dimostrato che 

adempiono i criteri per poterle eccezionalmente prendere in considera-

zione nel caso di specie (cfr. consid. 3.3 del presente giudizio), nelle stesse 

è fornita – da un medico non specializzato delle branche della medicina 

rilevanti nel caso in esame – una diversa valutazione sulla residua capacità 

lavorativa dell’insorgente in attività sostitutive adeguate (rispetto segnata-

mente alla perizie U._______) e ciò senza che le conclusioni delle stesse 

siano, da un lato, motivate in modo intelligibile ed esauriente nonché, 

dall’altro lato, supportate da rapporti medico-specialistici oggettivi e con-

C-517/2017 

Pagina 21 

cludenti che confermino l’indicata incapacità lavorativa totale anche in atti-

vità sostitutive adeguate. Per conseguenza, tali relazioni medico-legali 

hanno un valore probatorio molto limitato e non sono suscettibili di mettere 

in discussione le conclusioni dei periti del U._______ neppure su questo 

punto.  

7.2.7.3 Pertanto, non sussiste per questo Tribunale alcun serio motivo di 

discostarsi dalla convincente e motivata valutazione della residua capacità 

lavorativa medico-teorica in attività sostitutive adeguate fondata segnata-

mente sulle perizie pluridisciplinari del U._______ che sono dettagliate, 

consistenti e convincenti al riguardo, non senza dimenticare che per quanto 

emerge dalle carte processuali il caso risulta sufficientemente indagato dal 

profilo medico dopo la sentenza di rinvio di questo Tribunale del 7 novem-

bre 2014.   

8.  

Il ricorrente ha poi fatto valere che conto tenuto della sua situazione medica 

rispettivamente delle ritenute limitazioni funzionali è difficile che egli possa 

trovare un datore di lavoro disposto ad assumerlo. Giova tuttavia rilevare – 

con riferimento al fatto se la residua capacità lavorativa medico-teorica in 

attività sostitutive sia o meno ancora sfruttabile in un mercato del lavoro 

equilibrato – che nel momento in cui è stato accertato in modo affidabile 

che l’esercizio di un’attività sostitutiva adeguata era medicalmente esigibile 

al 90% da giugno 2010 rispettivamente al 70% da giugno 2016 (presenza 

durante tutto il giorno, ma con rendimento ridotto [perizie del 29 aprile e del 

18 novembre 2016]), il ricorrente non aveva ancora raggiunto l’età di 60 

anni a partire dalla quale la giurisprudenza considera che di principio non 

esiste più la possibilità realistica di mettere a profitto la residua capacità 

lavorativa sul mercato del lavoro generalmente supposto equilibrato (DTF 

143 V 431 consid. 4.5 e 138 V 457 consid. 3.3; sentenze del TF 

9C_839/2017 del 24 aprile 2018 consid. 6.2 e 8C_761/2014 del 15 ottobre 

2015 consid. 3.2.3). Peraltro, non appare che il ventaglio di attività sostitu-

tive esigibili (cfr. su questo punto, anche la risposta al ricorso dell’autorità 

inferiore [pag. 7 e 9]) sia talmente ristretto, anche tenuto conto delle limita-

zioni funzionali, da rendere illusoria la possibilità per l’insorgente – che al 

momento determinante dell’effettuazione delle due perizie U._______ 

aveva 57 anni e 7 mesi rispettivamente 58 anni e due mesi – di trovare un 

impiego, malgrado l’assenza di esperienza professionale in tali ambiti (cfr. 

sentenza del TF 9C_36/2018 del 17 maggio 2018 consid. 4.3.1). 

C-517/2017 

Pagina 22 

9.  

Occorre infine ancora esaminare la conformità del tasso d'invalidità calco-

lato dall'autorità inferiore. 

9.1  

 

9.1.1 L’autorità inferiore ha calcolato il grado d’invalidità come segue (doc. 

145 e 149): ha raffrontato il reddito da valido di CHF 74’480.10 (salario 

indicato dal datore di lavoro, nel formulario del 29 marzo 2011, in CHF 

70’500.- [cfr. doc. 26 pag. 3 pto. 2.11] poi indicizzato dall’amministrazione 

al 2016) con un reddito da invalido di CHF 61'009.95 (calcolato conto 

tenuto della riduzione del rendimento dapprima del 10%) rispettivamente 

di CHF 47'452.15 (conto tenuto di una riduzione del rendimento del 30%) 

ottenuti applicando la tabella TA1 del 2014 (la tabella TA1 2016 non 

essendo ancora disponibile [cfr., sulla legittimità di questo modo d’agire, fra 

l’altro, la sentenza del TF 9C_767/2015 del 19 aprile 2016 consid. 3.4 con 

rinvii]), livello di qualifica 1 (attività semplici e ripetitive, valore mediano 

(5'312 x 12= CHF 66’453.10), di un orario usuale di 41.7 ore settimanali 

nonché dell’indicizzazione del salario al 2016 (rispettivamente della già 

indicata riduzione di rendimento). L’autorità inferiore non ha altresì ritenuto 

di dovere adattare ulteriormente il salario da invalido con una riduzione 

giurisprudenziale. Ha così ottenuto un grado d’invalidità del 18,10% (con 

riduzione del rendimento del 10%) rispettivamente del 36,29% (con 

riduzione del rendimento del 30%) insufficienti per l’erogazione di una 

rendita svizzera per l’invalidità (essendo a tal fine per legge necessario 

perlomeno un grado d’invalidità del 40%). 

 

9.1.2 Il ricorrente non ha altresì contestato in questa sede la 

determinazione del reddito da valido e di quello da invalido così come 

effettuata dall’autorità inferiore, senza che appaia peraltro motivo per un 

necessario intervento d’ufficio da parte di questo Tribunale.   

 

9.2 L’insorgente si è per contro doluto della mancata applicazione, da parte 

dell’UAIE, di una riduzione giurisprudenziale del salario tabellare da inva-

lido. Non ha peraltro indicato nel ricorso quale dovrebbe, a suo giudizio, 

essere la portata di tale riduzione e perché (doc. TAF 1).  

9.2.1 Dal canto suo, l’autorità inferiore ha indicato nella risposta al ricorso 

che in concreto, sulla base della documentazione medica agli atti, l’Ufficio 

AI può partire dal presupposto che a partire dal mese di giugno 2010, ri-

C-517/2017 

Pagina 23 

spettivamente dal mese di giugno 2016, l’assicurato disponga di una capa-

cità lavorativa del 90% rispettivamente del 70%, intesa come riduzione del 

rendimento sull’arco di un’intera giornata lavorativa, in un’attività adeguata 

allo stato di salute, senza che il datore di lavoro debba aspettarsi altre limi-

tazioni delle prestazioni dovute a motivi di salute. Ciò premesso, non po-

trebbe essere ammessa la concessione di una deduzione in considera-

zione dei disturbi alla salute, dato che nella determinazione della residua 

capacità lavorativa del 90% rispettivamente del 70% sono già sufficiente-

mente considerate le limitazioni della capacità fisica, funzionale e del ren-

dimento. Inoltre, l’UAIE ha rilevato che il fattore età non ha di per sé stesso 

l’effetto di ridurre la retribuzione e che non vi erano altre circostanze per-

sonali o professionali atte a giustificare una riduzione. Sul mercato equili-

brato del lavoro vi sono peraltro per l’assicurato sufficienti possibilità d’im-

piego adeguate all’impedimento, segnatamente in funzioni di controllo e 

sorveglianza, in facili lavori di smistamento, verifica ed imballaggio, in atti-

vità leggere/medie pesanti nel settore della gestione di magazzini o di pezzi 

di ricambio o in qualità di custode, senza che il datore di lavoro debba at-

tendersi ulteriori limitazioni non già considerate nel caso concreto nella de-

terminazione della capacità lavorativa (doc. TAF 6). 

9.2.2 La questione di sapere se e in quale misura, nel singolo caso, i salari 

fondati su dati statistici debbano essere ridotti dipende dall’insieme delle 

circostanze personali e professionali concrete (limitazione addebitabile al 

danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di 

dimora, grado di occupazione), la deduzione non essendo automatica e 

non potendo eccedere globalmente il 25% (DTF 135 V 297 consid. 5.2; 134 

V 322 consid. 5.2; 126 V 75 consid. 5b).  

9.2.3 Va pure rammentato che, contrariamente al potere di apprezzamento 

del Tribunale federale, quello dell'autorità giudiziaria di primo grado non è 

limitato alla violazione del diritto (compresi l'eccesso e l'abuso del potere 

di apprezzamento), ma si estende ugualmente all'esame di adeguatezza 

della decisione amministrativa. In tale ambito, l'esame verte sulla questione 

di sapere se un'altra soluzione non sarebbe stata più opportuna rispetto a 

quella adottata, in un caso concreto, dall'autorità ammnistrativa nell'ambito 

del proprio potere di apprezzamento e nel rispetto dei principi generali del 

diritto. A tal proposito, il giudice delle assicurazioni sociali non può, senza 

valido motivo, sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi dell'as-

sicurazione; deve piuttosto fondarsi su circostanze tali da fare apparire il 

proprio apprezzamento come quello maggiormente appropriato (DTF 137 

V 71 consid. 5.2, 126 V 75 consid. 6). Ne discende che il Tribunale ammi-

nistrativo federale (v. art. 37 LTAF in relazione con l'art. 49 PA), quando è 

C-517/2017 

Pagina 24 

chiamato a verificare il potere di apprezzamento esercitato dall'amministra-

zione per fissare l'estensione della riduzione sul reddito da invalido, deve 

rivolgere la propria attenzione alle differenti soluzioni che si offrivano agli 

organi esecutivi dell'AI e domandarsi se una deduzione più o meno elevata 

sia maggiormente appropriata e si imponga per un valido motivo, ma senza 

altrimenti sostituire il proprio apprezzamento a quello dell'amministrazione 

(DTF 137 V 71 consid. 5.2; sentenze del TF 9C_273/2011 del 27 gennaio 

2012 consid. 1.3, 9C_280/2010 del 12 aprile 2011 consid. 5.2 in fine). 

9.2.4 Nel caso concreto, va in primo luogo rilevato che la decisione 

dell’autorità inferiore di non operare una riduzione giurisprudenziale a 

causa delle affezioni di cui soffre l’insorgente è corretta in quanto le stesse 

sono già state debitamente considerate nell’ambito della determinazione 

della residua capacità lavorativa – del 90% da giugno 2010 e del 70% da 

giugno del 2016 in attività sostitutive adeguate (presenza durante tutto il 

giorno, ma con rendimento ridotto) – con  conseguente riduzione del 

reddito da invalido del 10% rispettivamente del 30% per il minor 

rendimento. Peraltro, in questo ambito non è consentita una doppia 

deduzione (cfr., fra le tante, le sentenze del TF 8C_94/2018 del 2 agosto 

2018 consid. 7.2 e 9C_264/2016 del 7 luglio 2016 consid. 5.2.2 con rinvii). 

  

9.2.5 Secondo la più recente giurisprudenza del Tribunale federale, 

neppure l’età degli uomini nel segmento tra 50 e 65 anni, in attività senza 

funzioni dirigenziali, ha di per sé per effetto una diminuzione dei salari 

(talvolta persino un aumento [cfr. sentenze del TF 8C_561/2018 del 4 

marzo 2019 consid. 4.3, 9C_535/2017 del 14 dicembre 2017 consid. 4.6 e 

8C_477/2016 del 23 novembre 2016 consid. 4.2 con rinvii]).  Il semplice 

riferimento alla sua età – di all’incirca 58 anni al momento determinante – 

non giustifica pertanto di per sé una riduzione giurisprudenziale del salario 

da invalido. 

 

9.2.6 Si osservi, peraltro, che neppure una limitata formazione 

professionale giustifica di per sé una riduzione giurisprudenziale, 

considerato che le attività adeguate entranti in linea di conto 

(segnatamente semplici e ripetitive) non richiedono né un’esperienza 

professionale diversificata né un grado di istruzione particolare (cfr. in DTF 

137 V 71 consid. 5.3). 

 

9.2.7 L’insorgente non ha altresì fatto valere rispettivamente sostanziato 

con il necessario dettaglio ulteriori motivi di riduzione. Pertanto, anche 

tenuto conto del riserbo di cui deve dare prova il giudice delle assicurazioni 

sociali nel sostituire il proprio apprezzamento a quello dell’amministrazione 

C-517/2017 

Pagina 25 

(DTF 137 V 71 e 132 V 393 consid. 3.3), questo Tribunale potrebbe di 

principio limitarsi a rilevare che non sono state indicate nel gravame ragioni 

sufficienti per scostarsi dalla valutazione di cui alla decisone litigiosa 

secondo la quale non si giustifica nel caso di specie di operare una 

riduzione giurisprudenziale.  

9.2.8 Questo Tribunale constata altresì d’ufficio che secondo una giurispru-

denza del Tribunale federale, una riduzione giurisprudenziale può giustifi-

carsi anche allorquando sussistono, oltre ad una riduzione della capacità 

lavorativa (pure nella forma della riduzione di rendimento), altre restrizioni, 

come per esempio pause supplementari o limitazioni funzionali che in ra-

gione della loro natura non sono facilmente compatibili con le esigenze che 

comportano di regola le attività sostitutive entranti in linea di conto (cfr. in 

particolare DTF 8C_552 del 18 gennaio 2018 consid. 5.2 con rinvio). Or-

bene, nel caso concreto bisogna convenire con l’autorità inferiore che la 

riduzione di rendimento del 10% rispettivamente del 30% ritenute dal neu-

rologo, poi riprese nelle perizie del 29 aprile e del 18 novembre 2016, sono 

già state sufficientemente considerate, come quelle indicate dal cardiologo, 

nella determinazione del salario da invalido. Non possono quindi giustifi-

care anche una riduzione giurisprudenziale. Si pone tuttavia la questione 

di sapere se le limitazioni funzionali indicate dal reumatologo nella perizia 

del 29 aprile 2016 (cfr. considerando 7.2.2 del presente giudizio), richia-

mate anche in quella del 18 novembre 2016, siano effettivamente già state 

considerate dai periti U._______ nella fissazione della riduzione del rendi-

mento in attività sostitutive, come ritenuto dall’autorità inferiore. In caso 

contrario, occorrerebbe ancora determinare l’entità di una riduzione giuri-

sprudenziale da applicare al salario da invalido. Ciò premesso, giova in-

nanzitutto rilevare che nella decisione dell’UAIE del 22 agosto 2012 (doc. 

65 [poi annullata dal TAF, ma non per questo motivo, con sentenza del 7 

novembre 2014]), l’autorità inferiore aveva ammesso una riduzione giuri-

sprudenziale del 10% (5% per attività leggere + 5% per limitazioni funzio-

nali [v., su questo punto, in particolare doc. 61 pag. 11]). Nella perizia plu-

ridisciplinare del 29 aprile 2016, è poi stato indicato che in un lavoro adatto, 

il ricorrente è abile al 90%, solo la patologia neurologica limitando l’insor-

gente medesimo in detti lavori (doc. 112 pag. 22). Dalla perizia neurologica 

del 19 ottobre 2016, risulta poi che dal punto di vista strettamente neurolo-

gico l’incapacità lavorativa è del 30% anche in attività sostitutive leggere e 

adeguate (l’aumento dal 10% al 30% essendo dovuto al tremore intermit-

tente in buona parte funzionale, senza segni extrapiramidali [doc. 142 pag. 

32]). Non appaiono essere per contro state sufficientemente indicate 

dall’UAI-T._______ nella risposta al ricorso, cui rinvia l’UAIE, le ragioni per 

C-517/2017 

Pagina 26 

cui si debba ritenere che le limitazioni funzionali indicate dal perito reuma-

tologo (doc. 112 pag. 75) siano già state sufficientemente considerate nella 

loro integralità dai periti nella determinazione della riduzione del rendi-

mento del 10% rispettivamente del 30%, originate già solo dalle affezioni 

neurologiche. Una spiegazione coerente, esauriente e convincente non è 

comunque ravvisabile neppure nelle perizie del U._______ del 29 aprile e 

18 novembre 2016 o in altri atti di causa. Certo, alla lettura dei punti 9.1.1 

e 9.1.2 della perizia bidisciplinare del 18 novembre 2016, si potrebbe con-

siderare, come ha fatto l’autorità inferiore, che i periti hanno già tenuto 

conto nella determinazione della riduzione del rendimento del 30% di tutte 

le limitazioni funzionali indicate nella perizia del 29 aprile 2016, dunque 

anche di quelle reumatologiche/ortopediche. Tuttavia, al punto 9.2.3 della 

medesima perizia bidisciplinare, concernente la reintegrazione professio-

nale (doc. 142 pag. 24), è poi indicato che “bisogna tenere conto dei limiti 

funzionali descritti nella nostra precedente perizia”. Permane quindi un’in-

certezza sul fatto se nel 30% di riduzione del rendimento per l’esercizio 

delle attività sostitutive adeguate ritenute nella perizia bidisciplinare (punto 

9.1) sia stato tenuto conto, rispettivamente tenuto conto in modo adeguato, 

delle limitazioni funzionali di tipo reumatologico/ortopedico. Tuttavia, 

quand’anche si dovesse procedere ad una riduzione giurisprudenziale in 

ragione delle limitazioni funzionali indicate dal reumatologo nella perizia 

pluridisciplinare del 29 aprile 2016 (e di cui non sarebbe eventualmente 

stato tenuto conto in quella bidisciplinare del 18 novembre 2016), essa non 

potrebbe – secondo questo Tribunale – eccedere il 5% (con la conse-

guenza che il raffronto dei redditi non implicherebbe ancora un grado d’in-

validità giustificante l’erogazione di una rendita svizzera per l’invalidità [cfr. 

considerando 9.2.10 del presente giudizio]). In effetti – rispetto a quanto 

deciso dall’autorità inferiore medesima nella decisione del 22 agosto 2012 

(riduzione giurisprudenziale del 10% [5% per attività leggere e 5% per limi-

tazioni funzionali] che poteva costituire un riferimento per un caso del ge-

nere [cfr. le sentenze del TF 9C_458/2018 del 17 ottobre 2018 in partico-

lare consid. 4.2, nonché DTF 9C_455/2013 del 4 ottobre 2013 in particolare 

consid. 4.4 ]) – dopo l’effettuazione dell’istruttoria complementare, e segna-

tamente delle perizie pluri- e bidisciplinari più volte menzionate, solo una 

riduzione giurisprudenziale del 5% per le limitazioni funzionali reumatolo-

giche/ortopediche potrebbe ancora essere ritenuta, dal momento che è co-

munque già stato tenuto conto nella determinazione della riduzione del ren-

dimento in ambito neurologico del fatto che l’insorgente poteva ancora 

svolgere attività leggere adeguate (cfr. segnatamente doc. 142 pag. 32 in 

fine). Non è però consentito operare una riduzione giurisprudenziale del 

5% per attività leggere allorquando tale fattore è già stato considerato al 

momento in cui è stata determinata la riduzione di rendimento neurologico. 

C-517/2017 

Pagina 27 

Una duplice presa in considerazione del medesimo fattore sarebbe inam-

missibile. 

9.2.9 Infine, dal raffronto dei redditi determinanti con una detrazione giuri-

sprudenziale massima complessiva del 5%, da aggiungere al 30% per ri-

duzione del rendimento, conseguirebbe comunque un grado d’invalidità del 

39,47% ([74'480.10 – 45’079.56]: 74'480.10 x 100), insufficiente per giusti-

ficare l’erogazione di una rendita svizzera per l’invalidità (v., sulla questione 

e le regole d’arrotondamento, DTF 130 V 231 nonché, fra le tante, 

9C_796/2018 del 10 gennaio 2019 consid. 1 e 9C_289/2017 del 4 settem-

bre 2017 consid. 3.3).   

10.  

Da quanto esposto, discende che il ricorso deve essere respinto e la deci-

sione impugnata confermata. 

11.  

11.1 Visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 800.-, sono 

poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA, nonché art. 3 lett. b 

TS-TAF [RS 173.320.2]). Esse sono computate con l’anticipo spese, di 

identico ammontare, versato dall’insorgente il 10 febbraio 2017. 

11.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per 

spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l’art. 7 

cpv. 1 e cpv. 2 TS-TAF a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand’an-

che vincenti, non hanno di principio diritto a un’indennità a titolo di ripetibili 

(art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto (v., 

fra l’altro, DTF 127 V 205). 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

 

 

C-517/2017 

Pagina 28 

 

 

 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, di CHF 800.-, sono poste a carico del ricorrente. 

L’anticipo spese di CHF 800.-, corrisposto il 10 febbraio 2017, è computato 

con le spese processuali. 

3.  

Non sono assegnate spese ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– rappresentante del ricorrente (atto giudiziario),  

– autorità inferiore (n. di rif. […]; raccomandata), 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (raccomandata).  

 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Vito Valenti Oliver Engel 

 

 

C-517/2017 

Pagina 29 

 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

 

 

 
Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 

segg. e 100 LTF). Gli atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e 

l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata 

e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi 

di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

 

Data di spedizione: 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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