# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 650099ee-1695-5f2a-b6ba-efa79b3838dd
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-11-19
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 19.11.2009 C-6574/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6574-2007_2009-11-19.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6574/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 9  n o v e m b r e  2 0 0 9

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 
Madeleine Hirsig e Stefan Mesmer, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______,
rappresentata dal Patronato INAS,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero (UAIE),
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
27 agosto 2007).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-6574/2007

Fatti:

A.
A._______,  cittadina  italiana,  nata  il  (...),  nubile  con  un  figlio,  ha 
lavorato in Svizzera dal 1993 al 1996, dal 1997 al 2001 e dal 2003 al 
2005  (doc.  A  14-2  e  15-5),  solvendo  contributi  all'assicurazione 
svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità durante tale periodo 
(doc. A 4-1). Dal 1° settembre 2003, è stata alle dipendenze della ditta 
B._______ in  qualità  di  operaia  (doc. A 3-1  e  14-2). Ha interrotto  il 
lavoro il 16 giugno 2005 a seguito di un infortunio (caduta dalle scale 
dell'abitazione;  doc.  A  3-1)  ed  è  stata  licenziata  con  effetto  al  30 
novembre 2005 (doc. A 14-2). Il  30 maggio 2006,  ha formulato una 
richiesta volta all'ottenimento di una rendita dell'assicurazione svizzera 
per l'invalidità (doc. A 3-1).

B.
Nel  corso  dell'istruttoria,  l'Ufficio  dell'assicurazione  invalidità  del 
Cantone C._______ (Ufficio  AI)  ha in  particolare  assunto agli  atti  la 
seguente documentazione:

• un certificato medico del 24 gennaio 2005 del dott. D._______, 
nel quale è ritenuta la diagnosi di dorsolombalgia in trattamento 
fisioterapico  ed  una  completa  inabilità  lavorativa  sino  al  7 
febbraio 2005 (doc. B 1-3);

• i  certificati  medici  del  14  e  22  febbraio  2005  del  dott. 
D._______,  secondo  cui  la  paziente  è  affetta  da 
tracheobronchite catarrale  e che la  stessa è inabile  al  lavoro 
sino al 26 febbraio 2005 (doc. B 1-8);

• i certificati medici del 17 giugno 2005 del dott. D._______, nei 
quali è evidenziata la diagnosi di algie localizzate alla regione 
lombosacrale,  parzialmente  al  fianco  sinistro  e  all'emitorace 
sinistro  con  parziale  impotenza  funzionale  ai  movimenti  di 
flesso-estensione  della  colonna  vertebrale  (in  esiti  di  trauma 
contusivo a seguito di caduta accidentale sulle scale di casa) e 
ritenuta un'incapacità lavorativa del 100% sino al 10 luglio 2005 
(doc. B 1-22 e 1-26);

• i  certificati  medici  dell'11  e  18  luglio  2005  della  dott.ssa 
E._______,  da  cui  emerge  che  l'interessata  riferisce 

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persistenza di  dolore in  regione lombare irradiato lungo l'arto 
inferiore  sinistro  nonché  parziale  impotenza  funzionale  ai 
movimenti  di  flesso  estensione  della  colonna  vertebrale  e  la 
medesima  necessita  di  riposo  e  cure  sino  al  24  luglio  2005 
(doc. C 1-29 e 1-32);

• un verbale di pronto soccorso del 22 luglio 2005, da cui risulta 
la diagnosi di sospetta periartrite spalla destra (doc. A 26-28);

• un  certificato  medico  del  25  luglio  2005  del  dott.  F._______, 
attestante la diagnosi di dolori lombari moderati agli arti inferiori 
e  parestesie  all'arto  superiore  destro;  secondo  il  medico, 
l'interessata necessita di cure mediche e riposo per dieci giorni 
(doc. C 1-26);

• i referti di esame RM (lombosacrale) ed ecografia e RX (spalla) 
del 25 luglio e 12 agosto 2005 (doc. A 26-15 e 26-16);

• un  rapporto  medico  del  4  agosto  2005  del  dott.  G._______, 
specialista  in  microchirurgia  e  chirurgia  sperimentale 
(incaricato  dall'assicurazione  H._______),  da  cui  emerge che 
l'interessata  è  affetta  da  trauma  contusivo  spalla  destra  e 
lombalgia da disturbo segmentario (diagnosi principale) nonché 
esiti di tenolisi per 3° dito a scatto destra ed esiti neurolisi per 
sindrome  del  tunnel  carpale  (STC)  bilaterale  (diagnosi 
accessorie); è altresì ritenuta un'inabilità totale al lavoro per la 
paziente dal 16 giugno al 12 agosto 2005, ma una capacità del 
100% a partire dal 13 agosto 2005 (doc. C 1-21);

• la decisione della H._______ del 10 agosto 2005, nella quale 
l'assicurata (dopo un'inabilità totale al  lavoro dal 16 giugno al 
12 agosto 2005) è stata ritenuta abile al lavoro al 100% a far 
tempo dal  13 agosto 2005 con conseguente sospensione del 
versamento dell'indennità giornaliera (doc. C 1-19);

• lo  scritto  di  opposizione  del  26  agosto  2005  formulata 
dall'interessata  alla  decisione  del  10  agosto  2005  della 
H._______ (l'opposizione è stata ritirata il 3 ottobre 2005; doc. 
C 1-7 e 1-3);

• i certificati medici del 4, 22 e 23 agosto, 12 e 23 settembre, 3 e 
22 ottobre e 10 novembre 2005 della dott.ssa I._______, da cui 

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appare  che  la  paziente  presenta  segnatamente  lombalgia 
persistente con irradiazione del dolore agli arti inferiori nonché 
dolore  e  deficit  funzionale  spalla  destra  in  riscontro  di 
tendinopatia  (a  seguito  di  infortunio  il  16  giugno  2005);  la 
dott.ssa I._______ postula una completa inabilità lavorativa dal 
4 agosto al 30 novembre 2005 (doc. B 1-18, 1-19, 1-21 e 1-24 e 
doc. C 1-5, 1-10, 1-12 e 1-18);

• un rapporto medico del 2 novembre 2005 del dott. J._______ 
(incaricato dall'assicurazione K._______), basato su una visita 
del  28  ottobre  2005,  in  cui  è  posta  la  diagnosi  di  lombalgia 
cronica  persistente,  senza  sindrome  lombo-vertebrale,  senza 
sintomi  radicolari,  periartropatia  omero-scapolare  alla  spalla 
destra  nonché  stato  dopo  infortunio  con  caduta  all'indietro  il 
16.06.05,  ed  è  consigliato  di  sottoporre  l'assicurata  ad  una 
perizia reumatologico-fisiatrica (doc. B 2-13);

• i  rapporti  medici  del  18 novembre 2005 e del 28 marzo 2006 
del dott. L._______, specialista in malattie reumatiche, fisiatria 
e riabilitazione (incaricato dall'assicurazione K._______), basati 
sulle visite del 16 novembre 2005 e del 27 marzo 2006, da cui 
appare  che  l'interessata  è  affetta  segnatamente  da 
periartropatia  omeroscapolare  tendinotica  residuale  a  destra 
senza  impedimento  funzionale  di  rilievo,  lieve  sindrome 
lombovertebrale  cronica  con/da  turbe  statiche  modiche  del 
rachide e discopatie lombari minime in uno stato dopo Morbo di 
Scheuermann  toracolombare,  psoriasis  vulgaris  et  unghium, 
obesità  (BMI  32)  nonché  stato  dopo  operazione  bilaterale  di 
una  sindrome  del  tunnel  carpale  (1993/1994);  il  medico  ha 
concluso  che  l'interessata  presenta  una  completa  capacità 
lavorativa  sia  nella  precedente  attività  (a  condizione  che  il 
lavoro  venga  effettuato  in  parte  in  posizione  seduta)  sia  in 
un'attività  adeguata  alle  sue  condizioni  (segnatamente  un 
lavoro senza posizioni  corporee statiche per più di  due ore e 
senza movimenti al di sopra della testa) (doc. B 2-7 e 2-3);

• un referto di visita ortopedica del 14 gennaio 2006, nel quale è 
evidenziata la diagnosi di lombosacralgia da instabilità discale 
lombare bassa e lombosacrale, tendinite capolungo del bicipite 
e  (più  modesta)  della  cuffia  dei  rotatori;  è  proposto  un 
trattamento di rieducazione funzionale colonna nonché ciclo di 

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onde  d'urto  alla  spalla  destra  e  postulata  una  completa 
incapacità lavorativa della paziente, anche in un'attività leggera 
(doc. A 26-40);

• un  certificato  medico  del  19  gennaio  2006,  secondo  cui  la 
paziente è affetta da dolore a livello della spalla nonché della 
colonna e confermata una completa inabilità al  lavoro (doc. A 
10-9; v. anche doc. A 26-25 e 26-27);

• le relazioni mediche del 20 febbraio 2006 del dott. M._______, 
giusta  il  quale  l'interessata  presenta  sintomatologia  dolorosa 
nonché deficit funzionale al rachide lombosacrale e alla spalla 
destra; il medico ha ritenuto che lo stato di salute della paziente 
è  stazionario  (suscettibile  di  peggioramento)  e  quest'ultima  è 
inabile al lavoro al 100% per qualsiasi attività lavorativa (doc. B 
1-10)  rispettivamente  presenta  un'invalidità  permanente  del 
50% (doc. A 26-42);

• i  referti  di  esame  RX  (mano  e  polso  destro  e  bacino),  RM 
(lombosacrale),  ecografia  (regione  glutea  destra  e  sinistra)  e 
RMN (ginocchio destro)  del  3,  15 e 23 marzo, 4 maggio e 5 
luglio 2006 (doc. A 10-7, 26-23, 26-31, 26-32, 26-52 e 26-53);

• i  rapporti  di visita fisiatrica del 18 aprile e 18 luglio 2006, nei 
quali  è  indicato  che  la  paziente  presenta  segnatamente  una 
poliartrosi  con  discreto  impegno  funzionale  e  che  sono  stati 
prescritti  in  particolare  dei  trattamenti  con  cure  fisiche  e 
riabilitative (doc. A 26-18 e 26-19);

• un  certificato  medico  della  previdenza  sociale  italiana  del 
19 maggio  2006,  da  cui  appare  la  diagnosi  segnatamente  di 
poliartrosi,  esiti  interventi  per tunnel carpale destro e sinistro, 
tendinite capo lungo del bicipite spalla destra, lombosacralgia 
da instabilità discale lombare bassa e lombo-sacrale, psoriasi 
(doc. A 5-1);

• una relazione medica del 30 maggio 2006 del dott. M._______, 
in cui è, da un lato, descritto un quadro clinico comprendente 
persistente  ed  ingravescente  lombosacralgia  da  instabilità 
discale  lombare  bassa  e  lombosacrale,  persistente 
periartropatia omero-scapolare da tendinite  del  capolungo del 
bicipite  e  (più  modesta)  della  cuffia  dei  rotatori  alla  spalla 

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destra,  morbo  di  Scheuermann  toracolombare,  psoriasi, 
obesità,  ansia  nonché  insonnia  e,  dall'altro,  segnalata  una 
completa  inabilità  per  qualsiasi  attività  lucrativa; il  medico  ha 
ritenuto che lo stato di salute della paziente è peggiorato (doc. 
A 10-11);

• un referto di esame RX (ginocchia) del 21 giugno 2006 (doc. A 
26-17);

• il questionario per il datore di lavoro del 13 luglio 2006 (doc. A 
14-2);

• i  rapporti  medici  del  24  luglio  e  20  novembre  2006  della 
dott.ssa  N._______,  nei  quale  è  evidenziata  la  diagnosi  di 
poliartrosi,  gonartrosi  bilaterale  nonché  tendinopatia  cuffia 
rotatori spalla destra nonché sinistra e segnalata l'impossibilità 
di  svolgere  lavori  in  posizione  seduta  o  in  stazione  eretta 
prolungata (doc. A 26-35 e 26-37; v. anche doc. A 26-36);

• un referto di  biopsia cutanea gamba destra del  14 settembre 
2006 (doc. A 26-49; v. anche doc. A 26-34);

• il rapporto medico del 12 ottobre 2006 della dott.ssa I._______, 
giusta  il  quale  l'interessata  è  seguita  dal  16  giugno  2005  e 
giustificata  un'incapacità  lavorativa  del  100%  dal  16  giugno 
2005 (doc. A 22-1 e 22-3);

• un'attestazione del 5 dicembre 2006, da cui emerge la diagnosi 
di sospetta artropatia psoriasica (doc. A 26-33);

• la  perizia  medica  particolareggiata  E  213  della  previdenza 
sociale  italiana  dell'11  dicembre 2006,  attestante  iniziali  note 
degenerative dei dischi intervertebrali lombari con riduzione del 
canale  lombare  e  tendinopatia  spalla  destra  con  modesto 
deficit  funzionale;  le  condizioni  di  salute  dell'assicurata  sono 
state  definite  come  migliorate  e  la  stessa  è  stata  ritenuta  in 
grado di  svolgere  regolari  lavori  leggeri,  segnatamente  il  suo 
ultimo lavoro o un lavoro (sostitutivo) adeguato a tempo pieno. 
È stato segnalato che l'interessata è stata considerata invalida 
al 40% nella precedente attività conformemente alle disposizio-
ni di legge del Paese di residenza (doc. A 26-1).

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C.
Nel suo rapporto del 6 dicembre 2006, il dott. O._______ ha proposto 
l'effettuazione di una perizia reumatologica (doc. A 24-1).

D.
La  perizia  reumatologica  del  7  maggio  2007,  effettuata  dal  dott. 
P._______, specialista in reumatologia e medicina interna, si fonda su 
una  visita  dell'interessata  del  7  maggio  2007,  sugli  atti  messi  a 
disposizione,  le  informazioni  fornite  dalla  peritanda  medesima  e 
l'esame clinico a cui la medesima è stata sottoposta. Il perito ha posto 
la  diagnosi  di  sindrome toracolombospondilogena cronica in  esiti  da 
morbo di Scheuermann, disturbi statici del rachide (appiattimento della 
dorsale e della lombare con accentuazione dell'angolo lombosacrale, 
scoliosi  destroconvessa  dorsale,  sinistroconvessa  lombare 
compensata),  decondizionamento  e  sbilancio  muscolare  e  minime 
alterazioni  degenerative  della  colonna  vertebrale,  periartropatia 
omeroscapolare  con  sintomatologia  di  attrito  bilaterale  in  borsite 
sottoacromeo  deltoidea  e  tenosinovite  del  tendine  del  capo  lungo 
bicipite  omerale  a  destra,  minime  poliartrosi  delle  dita,  esiti  da 
decompressione per sindrome del canale carpale bilaterale nel 1993 e 
1994,  esito  da  asportazione  di  encondroma  alla  prima  falange  del 
terzo dito alla mano destra e tenolisi III di dito a scatto nel 2001, piedi 
cavi  bilaterali,  tendenza  fibromialgica,  obesità  (peso  77,5  kg/statura 
157 cm) nonché psoriasi  volgare. Il  dott. P._______ ha fissato  a far 
tempo dal  17 giugno 2005 un'incapacità  al  lavoro dell'assicurata del 
25%  nella  precedente  attività  di  operaia  presso  una  fabbrica  di 
cerniere  (lavoro  statico  in  posizione  eretta),  considerandola  altresì 
abile  al  100% in  un'attività  sostitutiva  adeguata  alle  sue  condizioni, 
descrivendo nel  modo seguente l'esigibilità  al  lavoro dell'interessata: 
“sollevamento e/o trasporto di carichi: normale per pesi molto leggeri 
(fino a 5 kg), normale per pesi leggeri (da 6 a 10 kg), ridotta per pesi 
superiori a 11 kg, molto ridotta per pesi pesanti (da 26 a 45 kg) e per 
pesi superiori a 45 kg, normale per sollevare sopra il piano delle spalle 
pesi  inferiori  ai  5  kg,  lievemente  ridotta  per  pesi  superiori; 
manipolazione  di  oggetti  pesanti:  lievemente  ridotta  per  oggetti 
leggeri/di  precisione,  normale  per  oggetti  medi,  ridotta  per  oggetti 
pesanti, molto ridotta per oggetti pesanti/molto pesanti, rotazione della 
mano normale; posizioni di lavoro: ridotta a braccia elevate, lievemente 
ridotta  con  rotazione,  normale  per  posizione  seduta  e  piegata  in 
avanti,  lievemente  ridotta  per  posizione  eretta  e  piegata  in  avanti, 
normale  inginocchiata  e  con  ginocchia  in  flessione;  mantenere 

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posizioni statiche: lievemente ridotta per posizione seduta e posizione 
eretta;  spostarsi/camminare:  normale  oltre  i  50  metri,  per  lunghi 
tragitti,  su  terreno  accidentato,  salire/scendere  scale,  esigua  per 
ponteggi  e  scale  a  pioli;  impiego  delle  due  mani  possibile 
normalmente;  stare  in  equilibrio/sbilanciarsi  possibile  solo  in  parte”. 
Infine,  il  perito  ha  postulato  che  l'assicurata  si  sottoponga  ad  una 
terapia di riabilitazione fisiatrica funzionale nonché di  calo ponderale 
(doc. A 35-1; v. anche doc. A 35-11).

E.

E.a Nel  suo  rapporto  dell'11  giugno  2007,  il  dott.  O._______  ha 
ritenuto,  in  virtù  della  citata  perizia,  un'incapacità  al  lavoro 
dell'interessata  del  25%  nella  precedente  attività  di  operaia,  ma 
un'abilità  del  100%  a  far  tempo  dal  17  giugno  2005  in  un'attività 
confacente al suo stato di salute, ossia in un lavoro che tenga conto 
delle  limitazioni  proposte  dal  dott.  P._______  nella  perizia 
reumatologica del 7 maggio 2007 (doc. A 39-1).

E.b Nel rapporto del  14 giugno 2007,  la  consulente Q._______, del 
Servizio  integrazione  professionale  dell'AI,  ha  reputato  l'assicurata 
abile al lavoro al 75% nella precedente attività di operaia ed al 100% 
in  un'attività  sostitutiva  adeguata  alle  sue  condizioni  (dunque 
rispettosa delle limitazioni funzionali indicate dal dott. P._______ nella 
perizia  reumatologica  del  7  maggio  2007),  segnatamente  quale 
addetta alla vendita di carburanti e prodotti  in stazioni combinate del 
tipo servisol, addetta al controllo, imballaggio, etichettatura, spedizione 
nel  campo  dell'abbigliamento,  confezione  e  maglieria,  operaia 
nell'industria  cioccolatiera  e  farmaceutica,  impacchettatrice  e 
imballatrice,  a  far  tempo  dal  17  giugno  2005.  La  consulente  ha 
effettuato una valutazione del grado d'invalidità della medesima sulla 
base di un salario annuale da valida di fr. 31'329.--, conseguibile come 
operaia nel 2005 (secondo le indicazioni del datore di lavoro; doc. A 
14-2)  e  l'ha  contrapposto  ad  un  salario  annuale  da  invalida  di  fr. 
49'070.--  in  attività  semplici  e  ripetitive,  tenuto  conto  di  un  orario 
usuale nel 2005 di 41.6 ore settimanali nonché di un'indicizzazione del 
salario  dell'1% rispetto al  2004 (cfr. statistiche pubblicate  dall'Ufficio 
federale  di  statistica).  Quest'ultimo  importo  è  stato  ridotto  del  20% 
(49'070 - 9'814) per tenere conto dell'età, delle limitazioni funzionali e 
del  lungo  periodo  di  inattività  dell'interessata  e  del  fatto  che 
quest'ultima  può  esercitare  solo  delle  attività  leggere. Ne  deriva  un 

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reddito  con  invalidità  di  fr. 39'256.--  tale  da  non  comportare  alcuna 
perdita di guadagno (doc. A 42-1).

F.

F.a Il 12 giugno 2007, l'interessata ha esibito una relazione medica del 
30 maggio 2006 del dott. M._______ (doc. A 41-2 nonché doc. A 10-
11).

F.b Nel  suo  rapporto  del  21  giugno  2007,  il  dott.  O._______  ha 
osservato, da un lato, che il  rapporto medico esibito è stato assunto 
agli  atti  il  9 giugno 2006 e, dall'altro, ha rilevato che tale rapporto è 
stato  tenuto  in  considerazione  nella  valutazione  peritale  del  maggio 
2007 (doc. A 45-1).

G.
Con progetto di decisione del 28 giugno 2007, l'Ufficio AI del Cantone 
C._______  ha  comunicato  all'interessata  che,  in  virtù  della 
documentazione  medica  agli  atti,  la  richiesta  di  prestazioni  sarebbe 
stata  respinta,  ritenuto  in  particolare  che  l'esercizio  di  un'attività 
lucrativa confacente al suo stato di salute è da considerare esigibile in 
misura tale da escludere il diritto ad una rendita. Ha altresì concesso 
all'interessata  la  facoltà  di  formulare,  nel  termine  di  30  giorni  dalla 
ricezione del progetto di decisione, delle osservazioni per iscritto (doc. 
A 46-1).

H.

H.a Il  26 luglio 2007, l'interessata ha prodotto una relazione medica 
del 16 luglio 2007 del dott. M._______ (doc. A 47-2).

H.b Nel  suo  rapporto  del  16  agosto  2007,  il  dott.  O._______  ha 
osservato  che  nel  parere  del  luglio  2007  il  dott.  M._______  valuta 
l'impatto  della  sintomatologia  soggettiva  sulla  capacità  lavorativa 
dell'assicurata  in  modo  diametralmente  opposto  rispetto  alla  perizia 
del dott. P._______, senza però avere apportato nuovi elementi clinici 
oggettivi suscettibili di giustificare tale diversa valutazione (doc. A 49-
1).

I.
Nella  decisione  del  27  agosto  2007,  l'Ufficio  AI  per  gli  assicurati 
residenti  all'estero  ha  respinto  la  domanda  di  prestazioni 

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dell'assicurazione  invalidità.  Ha  rilevato,  in  virtù  della  perizia 
reumatologica  del  dott.  P._______,  che  l'assicurata  presenta,  dopo 
un'inabilità  totale  al  lavoro  dal  17  giugno  al  12  agosto  2005,  una 
capacità al lavoro del 75% nella precedente attività di operaia addetta 
alla  produzione  di  cerniere  rispettivamente  del  100%  in  un'attività 
confacente al suo stato di salute (segnatamente in un lavoro rispettoso 
delle limitazioni funzionali  indicate nella citata perizia medica), quale 
ad  esempio  addetta  alla  vendita  di  carburanti  e  prodotti  in  stazioni, 
addetta al  controllo,  imballaggio, etichettatura,  spedizione nel campo 
dell'abbigliamento,  confezione,  maglieria,  operaia  nell'industria 
cioccolatiera  e  farmaceutica,  impacchettatrice  ed  imballatrice. 
L'autorità inferiore ha quindi considerato che l'assicurata, nell'ambito di 
un'attività  di  sostituzione,  non  presenta  alcuna  perdita  di  guadagno 
(doc. A 51-1).

J.

J.a Il 28 settembre 2007, l'interessata ha interposto ricorso dinanzi al 
Tribunale  amministrativo  federale  contro  la  decisione  dell'UAIE  del 
27 agosto  2007  mediante  il  quale  ha  chiesto,  sostanzialmente,  il 
riconoscimento  del  suo diritto  ad una rendita  intera d'invalidità. Si  è 
doluta  di  una  valutazione  non  corretta  del  suo  stato  di  salute.  Ha 
esibito una relazione medica del 16 luglio 2007 del dott. M._______, 
documento già agli atti (doc. TAF 1).

J.b Il 18 ottobre 2007, la ricorrente ha prodotto un nuovo parere del 
dott. M._______ del 28 settembre 2007 ed i documenti medici del 21 
luglio  2005,  del  18 luglio,  19  settembre,  3 ottobre,  5 e 18 dicembre 
2006 nonché del 1°, 8, 12, 13, 27 e 30 marzo, 24 aprile, 4 maggio, 20 
giugno, 11, 12 e 25 luglio e 25 settembre 2007 (doc. TAF 3).

K.
Con risposta del 7 novembre 2007, l'UAIE ha proposto la reiezione del 
gravame e rinviato alla presa di posizione dell'Ufficio AI del Cantone 
C._______  del  2  novembre  2007,  secondo  il  quale  –  in  virtù  del 
rapporto del 16 ottobre 2007 del dott. R._______ – la relazione medica 
del  luglio  2007  del  dott.  M._______  non  comporta  alcun  nuovo 
elemento  clinico  tale  da  giustificare  una  modifica  della  valutazione 
della  capacità  lavorativa  dell'assicurata.  Pertanto,  ha  proposto  la 
reiezione del  ricorso e la  conferma della  decisione impugnata  (doc. 
TAF 5).

Pagina 10

C-6574/2007

L.
Nella  replica  del  4  dicembre  2007,  l'interessata  ha  contestato  la 
valutazione del suo grado d'invalidità. Ha in particolare segnalato che, 
nel  calcolo  per  la  determinazione  del  grado  d'invalidità,  il  reddito 
annuale  da  invalida  (fr.  49'070.--)  conseguibile  in  attività  leggere  e 
poco qualificate – secondo la tabella TA1 dell'inchiesta svizzera sulla 
struttura  dei  salari  (ISS)  concernente  i  salari  medi  nazionali 
conseguibili nel settore privato – deve essere ridotto della medesima 
percentuale  derivante  dalla  differenza  tra  il  reddito  conseguito  nella 
precedente attività (fr. 32'269.--) ed il salario indicato nella tabella TA1 
dell'ISS per identica attività e mansioni (doc. TAF 8).

M.
Con decisione incidentale del 6 dicembre 2007 (notificata il 7 dicembre 
2007; cfr. avviso di ricevimento agli atti), questo Tribunale ha invitato la 
ricorrente a versare, nel termine di 30 giorni dalla notificazione della 
decisione incidentale medesima, un anticipo di  fr. 300.--  a copertura 
delle  presumibili  spese  processuali.  L'anticipo  è  stato  versato  il  17 
gennaio 2008 (doc. TAF 9 a 12).

N.
Il  28  agosto  ed  il  27  ottobre  2008,  l'interessata  ha  prodotto  dei 
documenti medici del 28 maggio, 7 luglio, 29 luglio e 12 agosto 2008 
(doc. TAF 13 e 15 a 19).

O.

O.a Nei suoi rapporti  del 10 e 18 novembre 2008, il dott. R._______ 
ha  osservato  che  la  nuova  documentazione  esibita  non  riferisce  di 
alcuna sostanziale modifica dello stato di salute dell'assicurata rispetto 
alla valutazione peritale del dott. P._______ alla base della decisione 
impugnata. Dalla documentazione è rilevabile un lieve aumento delle 
alterazioni  degenerative. Si  tratta tuttavia di  una patologia fisiologica 
dovuta  all'invecchiamento. La  documentazione  menziona  altresì  una 
necrobiosi  lipoidica,  affezione  cutanea  già  diagnosticata  nel  2006 
senza ripercussioni sulla capacità lavorativa (doc. TAF 21 e 22).

O.b Nel rapporto del 10 novembre 2008, la consulente Q._______ ha 
effettuato una nuova valutazione del grado d'invalidità dell'assicurata, 
ritenuto che quest'ultima ha percepito  un reddito  inferiore rispetto al 
salario medio nel settore dell'industria tessile secondo la tabella TA1 
dell'ISS (differenza salariale  del  30,3%). Ne deriva  in  particolare  un 

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nuovo  reddito  con  invalidità  di  fr.  27'361.--  (39'256  –  11'895).  La 
consulente ha quindi proceduto ad un nuovo calcolo comparativo dei 
redditi dal quale è risultato che, svolgendo attività semplici e ripetitive, 
l'assicurata  subirebbe  una  perdita  di  guadagno  del  13% ([31'329  – 
27'361] x 100 : 31'329) (doc. TAF 21).

O.c Nelle sue osservazioni del 10 e 18 novembre 2008, l'Ufficio AI del 
Cantone C._______ ha constatato, da un lato, che la documentazione 
medica prodotta non apporta nuovi elementi clinici tali da modificare la 
valutazione  clinico-lavorativa  dell'interessata  e,  dall'altro,  ha  rilevato 
che  quest'ultima,  nell'ambito  di  attività  di  sostituzione,  presenta  un 
grado d'invalidità del 13% che esclude il riconoscimento del diritto ad 
una  rendita  AI.  Pertanto,  ha  nuovamente  proposto  la  reiezione  del 
ricorso e la conferma della decisione impugnata (doc. TAF 21 e 22).

O.d Nelle dupliche del 20 e 24 novembre 2008, l'UAIE ha nuovamente 
proposto  la  reiezione  del  gravame  e  rinviato  alle  citate  prese  di 
posizione dell'Ufficio AI del Cantone C._______ del 10 e 18 novembre 
2008 (doc. TAF 21 e 22).

P.
Il  1° dicembre 2008, questo Tribunale ha trasmesso per conoscenza 
alla ricorrente le dupliche del 20 e 24 novembre 2008, le osservazioni 
dell'Ufficio AI del Cantone C._______ del 10 e 18 novembre 2008, le 
annotazioni del medico del 10 e 18 novembre 2008 ed il rapporto della 
consulente in integrazione professionale del 10 novembre 2008 (doc. 
TAF 23).

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena 
cognizione  la  sua  competenza  (art.  31  e  segg.  della  legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS 
173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che gli  vengono 
sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti).

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui 
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica,  in virtù  dell'art. 31 LTAF in 
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b  della 
legge  federale  del  19  giugno  1959  sull'assicurazione  per  l'invalidità 

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(LAI, RS 831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA,  RS  172.021),  rese  dall'Ufficio  AI  per  gli  assicurati  residenti 
all'estero (UAIE).

1.3 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70),  sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.4 Presentato  da  una  parte  direttamente  toccata  dalla  decisione  e 
avente un interesse degno di  protezione al  suo annullamento o alla 
sua modifica (art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e 
rispettoso dei requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 
PA) – è pertanto ammissibile.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri 
sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento 
dei  sistemi  di  sicurezza  sociale,  nonché  il  Regolamento  (CEE)  n° 
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei 
regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  subordinati,  ai  lavoratori 
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità 
(RS  0.831.109.268.1),  che  si  applica  a  tutte  le  rendite  il  cui  diritto 
sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e si sostituisce 
a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che vincoli due o più Stati 
(art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento (CEE) n° 574/72 del 
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento 
n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 
1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che 
risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini 
svizzeri.

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 

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sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  legge  stessa  sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

3.2 L'esame del diritto a prestazioni secondo la LAI è retto dal tenore 
della LAI al momento della decisione impugnata in virtù del principio 
secondo  il  quale  sono  determinanti  le  norme  materiali  in  vigore  al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  giuridicamente 
determinante  (DTF  130  V  445  consid.  1.2  e  relativi  riferimenti).  Le 
disposizioni della 5a revisione della LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, 
non sono pertanto applicabili  nel  caso concreto  e di  seguito è fatto 
riferimento alle disposizioni in vigore fino al 31 dicembre 2007.

3.3 La  ricorrente  ha  presentato  la  richiesta  di  rendita  il  30  maggio 
2006. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se 
l'assicurato si  annuncia più di  dodici  mesi  dopo l'inizio  del  diritto,  le 
prestazioni  sono  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi  precedenti  la 

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richiesta.  Nel  caso  di  specie,  questo  Tribunale  può  limitarsi  ad 
esaminare se la ricorrente avesse diritto ad una rendita il 30 maggio 
2005  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 
oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data e il 27 agosto 
2007,  data  della  decisione  impugnata.  Il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali esamina la decisione impugnata sulla base della situazione di 
fatto esistente al  momento in cui  essa è stata resa. Tiene conto dei 
fatti  verificatisi  dopo  tale  data  quando  essi  possano  imporsi  quali 
elementi  d'accertamento  retrospettivo  della  situazione  anteriore  alla 
decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e DTF 121 V 362 consid. 
1b).

4.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una 
rendita  dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  deve  adempiere 
cumulativamente le seguenti condizioni:

• essere invalido ai  sensi  della LPGA e della LAI (art. 8  LPGA 
nonché art. 4, 28 e 29 cpv. 1 LAI);

• aver pagato i  contributi durante un anno intero (art. 36 cpv. 1 
LAI).

La ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione. Rimane ora da esaminare se sia invalida ai 
sensi di legge.

5.

5.1 L'invalidità  ai  sensi  della  LPGA  e  della  LAI  è  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata che può essere conseguente ad infermità congenita, malattia o 
infortunio  (art.  8  LPGA  e  4  cpv.  1  LAI).  Secondo  l'art.  7  LPGA,  è 
considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della 
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in 
considerazione,  provocata da un danno alla  salute  fisica,  mentale  o 
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed 
alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili.  In  caso 
d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata,  possono  essere  prese  in 
considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra  professione  o 
campo d'attività (art. 6 LPGA).

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5.2 Giusta  l'art.  28  cpv.  1  LAI,  in  vigore  dal  1°  gennaio  2004, 
l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita se è invalido per almeno il 
40%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà,  a tre 
quarti  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  60% e  ad  una  rendita 
intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entrata in vigore 
dell'Accordo sulla libera circolazione, la limitazione prevista dall'art. 28 
cpv. 1ter LAI, secondo cui le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 
50%,  ma  pari  almeno  al  40%,  sono  versate  solo  ad  assicurati  che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  segnatamente  quando  l'assicurato  è  cittadino 
dell'UE o svizzero e risiede nell'UE (DTF 132 V 423 consid. 6.4.1 e 
sentenza del Tribunale federale I 702/03 del 28 maggio 2004 consid. 1 
e relativi riferimenti).

5.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  il  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  al  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando egli è stato per un anno senza notevoli interruzioni, incapace 
al lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La lettera a della citata 
norma  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato  ed  è  essenzialmente  irreversibile  e  suscettibile  di 
pregiudicare  la  capacità  di  guadagno  probabilmente  in  modo 
permanente,  in  una  misura  giustificante  il  riconoscimento  di  una 
rendita (sentenza del Tribunale federale I 146/02 del 5 agosto 2002). 
La  lettera  b se  lo  stato  di  salute è labile,  vale a dire  suscettibile  di 
evolvere verso un miglioramento od un peggioramento (DTF 111 V 21 
consid. 2). Un danno alla salute tipicamente labile può essere reputato 
relativamente stabilizzato soltanto se la sua natura si è modificata a tal 
punto che si possa ammettere non essere verosimilmente suscettibile 
di  subire  modifiche  di  rilievo  in  un  futuro  presagibile  (sentenza  del 
Tribunale federale I 282/01 del 4 ottobre 2001; DTF 119 V 98 consid. 
4a).

5.4 Un'incapacità  al  lavoro  del  20%  deve  essere  presa  in 
considerazione  per  il  calcolo  dell'incapacità  al  lavoro  media  giusta 
l'art. 29  cpv.  1  lett.  b  LAI  (cfr.  nota  marginale  2020  della  Circolare 
sull'invalidità  e la  grande invalidità  nel  suo tenore applicabile  fino al 
31 dicembre  2007;  Jurisprudence  et  pratique  administrative  des 
autorités  d'exécution  de  l'AVS/AI  [Pratique  VSI]  1998  p. 126 
consid. 3c).

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6.

6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b, DTF 
110 V 273 e DTF 105 V 205). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per 
il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito 
che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido;  metodo  generale  del 
raffronto  dei  redditi).  Se  non  è  possibile  determinare  o  stimare  in 
maniera  attendibile  i  due  redditi  di  cui  si  tratta,  si  deve procedere, 
ispirandosi al metodo specifico applicabile alle persone non esercitanti 
un'attività  lucrativa  (art.  27  dell'ordinanza  del  17  gennaio  1961 
sull'assicurazione per l'invalidità [OAI; RS 831.201]), al confronto delle 
attività  e  valutare  il  grado  d'invalidità  ritenendo  l'incidenza  della 
diminuita capacità di rendimento sulla situazione economica concreta 
(metodo  straordinario  di  graduazione;  v.  sentenza  del  Tribunale 
federale I 782/03 del 24 maggio 2006 consid. 2.3, DTF 128 V 29 e DTF 
104  V  135).  Peraltro,  l'invalidità  degli  assicurati  che  esercitano  solo 
parzialmente  un'attività  lucrativa  e  per  il  resto  sono  dediti  allo 
svolgimento delle  proprie  mansioni  va computata secondo il  metodo 
ordinario del raffronto dei redditi (art. 16 LPGA) per la parte di attività 
lucrativa,  mentre  in  merito  all'impedimento  a  svolgere  le  mansioni 
consuete l'invalidità  deve essere  valutata sulla  base di  un confronto 
delle attività – da attuare mediante un'inchiesta domiciliare (DTF 130 V 
97) – conformemente all'art. 27 OAI. In tal caso occorre determinare la 
parte rispettiva dell'attività lucrativa e quella del compimento degli altri 
lavori  abituali  e  calcolare  il  grado  d'invalidità  globale  in  funzione 
dell'impedimento nei due ambiti  in questione (metodo misto; cfr. DTF 
125 V 148 consid. 2; sentenze del Tribunale federale 9C_35/2007 del 4 
aprile  2008  consid.  2,  I  503/04  del  13  settembre  2006  consid.  2, 
nonché in particolare I 382/04 del 18 ottobre 2005 consid. 2 e I 540/02 
del 12 maggio 2004 consid. 2).

6.2 L'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  pertanto,  e  di 
principio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla 
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la  conseguente  incapacità  lavorativa.  L'invalidità  dell'assicurato  che 

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non esercita un'attività lucrativa, ma svolge le mansioni consuete e dal 
quale non si può ragionevolmente esigere che intraprenda un'attività 
lucrativa,  è  determinata,  in  deroga  all'art.  16  LPGA,  in  funzione 
dell'incapacità di svolgere le mansioni consuete (art. 28 cpv. 2bis LAI; 
metodo specifico). L'art. 27 OAI precisa che per mansioni consuete di 
una persona senza attività lucrativa occupata nell'economia domestica 
s'intendono gli usuali lavori domestici, l'educazione dei figli nonché le 
attività artistiche e di pubblica utilità.

6.3 Benché  l'invalidità  sia  una  nozione  economico-giuridica,  le 
certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  per 
apprezzare il  danno invalidante e per  determinare  quali  lavori  siano 
ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato  (DTF  115  V  133 
consid. 2 e DTF 114 V 310 consid. 3c).

7.

7.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di 
assicurazioni  sociali  (art.  43  LPGA),  l'amministrazione  deve 
intraprendere  d'ufficio  i  necessari  accertamenti  e  raccogliere  le 
informazioni di cui ha bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia 
allorquando è necessario per la valutazione medica del caso (DTF 117 
V 282 consid. 4a).

Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al 
giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, 
di  giungere  alla  convinzione  che  certi  fatti  presentino  una 
verosimiglianza preponderante,  e che ulteriori  misure probatorie non 
potrebbero  modificare  questo  apprezzamento,  è  superfluo  assumere 
altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; UELI KIESER, ATSG-
Kommentar, 2a ed., Zurigo 2009, art. 42 n. 19 pag. 536; sentenza del 
Tribunale federale K 24/04 del 20 aprile 2005; DTF 122 II 464 consid. 
4a). In tal caso, non sussiste una violazione del diritto costituzionale di 
essere sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht 
[SVR] 2001 IV n. 10 pag. 28).

7.2 In  virtù  degli  art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con 
l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 
(PCF, RS 273), il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i 
fatti determinanti per la soluzione della controversia, assume le prove 
necessarie e le valuta liberamente.

Pagina 18

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8.

8.1 Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche litigiose. Affinché il giudizio medico acquisti valore di prova 
rilevante, esso deve essere completo in merito ai temi sollevati, deve 
fondarsi, in piena conoscenza della pregressa situazione valetudinaria 
(anamnesi),  su  esami  approfonditi  e  tenere  conto  delle  censure 
sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a fondate, 
logiche  e  motivate  deduzioni.  Peraltro,  per  stabilire  se  un  rapporto 
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la 
sua denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo 
contenuto (DTF 125 V 351 consid. 3a).

8.2 In  particolare,  per  quanto  concerne  le  perizie  giudiziarie  la 
giurisprudenza ha stabilito  che il  giudice non si  scosta senza motivi 
imperativi dal parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a 
disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, 
da  un  punto  di  vista  medico,  una  certa  fattispecie  (sentenza  del 
Tribunale  federale  U  505/06  del  17  dicembre  2007).  Ragioni  che 
possono indurre il  giudice a non fondarsi  su un tale referto sono ad 
esempio affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia, 
o  altri  rapporti  da cui  emergono validi  motivi  per  farlo  e,  meglio,  se 
l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fondata da mettere in 
discussione  le  conclusioni  peritali  (sentenza  del  Tribunale  federale  I 
166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

8.3 Per quel che riguarda le perizie di parte, il  Tribunale federale ha 
precisato  che  esse  contengono  considerazioni  specialistiche  che 
possono contribuire ad accertare i  fatti,  da un punto di vista medico. 
Malgrado  esse  abbiano  lo  stesso  valore  probatorio  di  una  perizia 
giudiziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a 
mettere  in  discussione  la  perizia  giudiziaria  oppure  quella  ordinata 
dall'amministrazione  (DTF  125  V  351).  Giova  altresì  rilevare  come 
debba  essere  considerato  con  la  necessaria  prudenza  l'avviso  dei 
medici  curanti,  i  quali  possono  tendere  a  pronunciarsi  in  favore  del 
proprio paziente a dipendenza dei particolari  legami che essi  hanno 
con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti).

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8.4 Non  va  infine  dimenticato  che  se  vi  sono  dei  rapporti  medici 
contraddittori  il  giudice non può evadere la vertenza senza valutare 
l'intero  materiale  e  indicare  i  motivi  per  cui  egli  si  fonda  su  un 
rapporto  piuttosto che su un altro. Al  riguardo va tuttavia  precisato 
che  non si  può  pretendere  dal  giudice  che raffronti  i  diversi  pareri 
medici  e  parimenti  esponga  correttamente  da  un  punto  di  vista 
medico,  come farebbe un  perito,  i  punti  in  cui  si  evidenziano delle 
carenze e quale sia l'opinione più adeguata (sentenza del Tribunale 
federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

9.

9.1 In materia d'assicurazioni sociali, il giudice fonda la sua decisione, 
salvo disposizioni di legge contrarie, su fatti che, senza poter essere 
stabiliti in modo irrefutabile, appaiono come i più verosimili, ossia che 
presentano un grado di verosimiglianza preponderante. Non è pertanto 
sufficiente  che  un  fatto  possa  essere  considerato  come  un'ipotesi 
possibile (DTF 126 V 353 consid. 5b e relativi riferimenti).

9.2 La scelta di uno dei metodi di graduazione dell'invalidità (metodo 
generale del confronto dei redditi, metodo specifico o metodo misto) 
dipende dallo statuto attribuito al potenziale beneficiario della rendita. 
Se una persona sia da considerarsi appartenente all'una o all'altra di 
queste categorie si determina esaminando cosa essa avrebbe fatto, 
ritenute altrimenti le medesime circostanze, se non fosse subentrato 
il  pregiudizio  alla  salute.  Questo  quesito  si  decide  tenendo  conto 
dell'evoluzione  della  situazione  sino  all'emanazione  della  decisione 
amministrativa  litigiosa,  ritenuto  che  l'ipotetica  ripresa  di  un'attività 
lucrativa  completa  o  parziale  va  ammessa  ove  tale  eventualità 
presenti un grado di verosimiglianza preponderante (DTF 125 V 150 
consid. 2c).

10.
Dal settembre 2003, la ricorrente è stata alle dipendenze della ditta 
B._______ in qualità di operaia addetta alla produzione di cerniere. Il 
16  giugno  2005,  ha  interrotto  il  lavoro,  allora  svolto  al  100%,  a 
seguito  di  un  infortunio  (doc. A  3-1  e  14-2).  L'autorità  inferiore  ha 
pertanto  correttamente  calcolato  il  grado  d'invalidità  dell'insorgente 
secondo  il  metodo  generale  del  raffronto  dei  redditi,  considerando 
che se non fosse sopraggiunto il danno alla salute la stessa avrebbe 
continuato, con probabilità  preponderante,  a lavorare al  100% nella 
sua precedente attività.

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11.
Oggetto  della  lite  è  la  questione  di  sapere  se  la  ricorrente  abbia 
diritto  ad  una  rendita  intera  dell'assicurazione  svizzera  invalidità, 
come da  lei  postulato,  ciò  che  presuppone  un'incapacità  lavorativa 
media di almeno il 40% durante un anno senza interruzione notevole 
(art. 29 cpv. 1 lett. b LAI).

11.1

11.1.1 Dalla documentazione medica agli atti emerge che la ricorrente 
soffre segnatamente di sindrome toracolombospondilogena cronica in 
esiti  da  morbo  di  Scheuermann,  disturbi  statici  del  rachide, 
decondizionamento,  sbilancio  muscolare  e  minime  alterazioni 
degenerative della colonna vertebrale, periartropatia omeroscapolare 
con  sintomatologia  di  attrito  bilaterale  in  borsite  sottoacromeo 
deltoidea e tenosinovite del tendine del capo lungo bicipite omerale a 
destra,  minime  poliartrosi  delle  dita,  esiti  da  decompressione  per 
sindrome  del  canale  carpale  bilaterale  nel  1993  e  1994,  esito  da 
asportazione  di  encondroma  alla  prima  falange  del  terzo  dito  alla 
mano destra e tenolisi III di dito a scatto nel 2001, piedi cavi bilaterali, 
tendenza fibromialgica, obesità (peso 77,5 kg/statura 157 cm) nonché 
psoriasi volgare. 

11.1.2 Si  tratta  di  affezioni  di  carattere  labile,  ossia  suscettibili  di 
migliorare o peggiorare. Ne discende che, in mancanza di uno stato di 
salute  sufficientemente  stabilizzato,  è  inapplicabile  la  prima  lettera 
dell'art. 29 cpv. 1 LAI,  per cui  può entrare in  considerazione solo la 
seconda lettera della citata norma legale, la quale prevede un termine 
di attesa di un anno. Pertanto, la ricorrente potrebbe pretendere una 
rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  solo  a  partire  dal 
momento in cui  ha subito, senza interruzione notevole, un'incapacità 
lavorativa di almeno il 40% durante un anno.

11.2

11.2.1 Questo  Tribunale  osserva  che  la  perizia  reumatologica  del 
7 maggio  2007  del  dott.  P._______  (doc.  A  35-1)  si  fonda  su 
informazioni  fornite  dalla  persona  esaminata  e  dai  medici  curanti, 
sull'esame  del  quadro  clinico  e  sulle  risultanze  della  visita 
dell'insorgente  nonché  della  documentazione  medica  agli  atti  (in 
particolare  dei  rapporti  medici  del  2  novembre  2005  del  dott. 
J._______,  del  18  novembre  2005  e  del  28  marzo  2006  del  dott. 

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L._______  nonché  del  20  febbraio  2006  del  dott.  M._______).  Il 
rapporto  di  perizia  comporta  segnatamente  l'anamnesi,  informazioni 
tratte  dall'incarto,  indicazioni  della  peritanda,  risultati  d'esami,  la 
diagnosi, la discussione nonché la risposta alle domande poste. Tale 
perizia  può  essere  considerata  un  mezzo  probatorio  idoneo  per  la 
valutazione  dello  stato  di  salute  della  ricorrente  e  dell'esigibilità 
dell'esercizio di un'attività sostitutiva adeguata.

11.2.2 Questo Tribunale rileva che non vi è motivo di scostarsi dalla 
valutazione del caso effettuata dall'UAIE e basata sui rapporti dei dott. 
O._______  e  R._______,  medici  del  SMR,  e  della  consulente 
Q._______, del Servizio integrazione professionale dell'Ufficio AI del 
Cantone  C._______,  i  quali,  a  loro  volta,  si  sono  fondati  sulla 
menzionata perizia reumatologica del maggio 2007, non essendo stati 
presentati argomenti o prove suscettibili di far sorgere dubbi riguardo 
all'apprezzamento  effettuato.  Certo,  la  ricorrente  ha  sottolineato,  in 
sede ricorsuale, di soffrire di affezioni, quali dolori al collo, alle spalle 
ed  alla  regione  lombare  e  sacrale,  non  debitamente  prese  in 
considerazione e tali  da comportare una completa inabilità lavorativa 
per qualsiasi attività. La stessa appare volere fondare la sua diversa 
opinione in particolare sulla base dei rapporti medici del 16 luglio e 28 
settembre  2007 del  dott.  M._______. Tuttavia,  come evidenziato  dal 
dott. R._______, nei suoi rapporti del 10 e 18 novembre 2008, non è 
stata  prodotta  agli  atti  di  causa  nuova  documentazione  medica 
(segnatamente  di  data  anteriore  alla  decisione  impugnata  del  27 
agosto 2007) che comporti una nuova diagnosi o renda plausibile un 
peggioramento dello stato di salute (con riferimento alle conseguenze 
delle  affezioni  connesse  all'infortunio  del  giugno  del  2005)  e 
suscettibile  di  dimostrare  la  sussistenza  di  limitazioni  funzionali 
maggiori di quelle ritenute dal perito nonché dai medici dell'Ufficio AI 
del Cantone C._______ e suscettibili d'incidere anche sull'esercizio a 
tempo pieno di  un'attività sostitutiva leggera. Per quanto attiene alle 
relazioni  mediche  del  luglio  e  settembre  2007  del  dott.  M._______ 
(doc. TAF 1 e 3) come pure ai documenti medici esibiti dall'insorgente 
in  sede  ricorsuale  (v. lettera  J.b  del  presente  giudizio;  doc. TAF 3), 
giova osservare che nella misura in cui si riferiscono alle note diagnosi 
–  segnatamente  di  sindrome  lombosacrale,  periartropatia 
omeroscapolare,  morbo  di  Scheuermann,  algie,  psoriasi,  obesità 
nonché  necrobiosi  lipoidica  –  non  apportano  alcun  nuovo  elemento 
decisivo nel senso indicato dall'insorgente per la valutazione della sua 
capacità  lavorativa.  Laddove,  invece,  tali  documenti  fanno  stato  di 

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nuove patologie – quali  ansia, insonnia, fibromialgia ed osteopenia – 
queste non sono corroborate da riscontri medici oggettivi e tanto meno 
è  dimostrato  che  le  stesse esistessero  anteriormente  alla  decisione 
impugnata  e  avessero  un'incidenza  sulla  capacità  lavorativa  della 
ricorrente. Peraltro,  secondo giurisprudenza,  la  fibromialgia  presenta 
numerose similitudini con i disturbi da dolore somatoforme, per cui si 
giustifica, dal profilo giuridico, e allo stato attuale delle conoscenze, di 
applicare  per  analogia  i  principi  sviluppati  dalla  giurisprudenza  in 
materia di disturbi da dolore somatoforme qualora si tratti di valutare il 
carattere  invalidante  di  una  fibromialgia.  Ciò  significa  che  anche  in 
presenza  di  fibromialgia  si  deve  presumere  che  tale  affezione  o  gli 
effetti  della  stessa  possano  essere  sormontati  facendo  gli  sforzi 
personali ragionevolmente esigibili (DTF 132 V 65 con riferimento alla 
giurisprudenza sviluppata in DTF 131 V 49). Come in tema di disturbi 
da dolore somatoforme si deve comunque prendere in considerazione 
la  possibile  sussistenza  di  determinati  fattori  (presenza  di  una 
componente  psichiatrica  importante  per  gravità,  intensità  e  durata, 
perdurare  di  un  processo  morboso  per  più  anni  senza  remissione 
durevole,  esistenza  di  turbe  croniche,  verificarsi  di  una  perdita  di 
integrazione  sociale  in  tutte  le  manifestazioni  della  vita  o 
constatazione  dell'insuccesso  delle  cure  ambulatorie  o  stazionarie 
praticate  secondo  le  regole  dell'arte,  nonostante  l'attitudine 
cooperativa  della  persona  assicurata)  che,  per  la  loro  intensità  e 
costanza, rendono la persona incapace di simili sforzi. Infine, sempre 
come nel caso di disturbi da dolore somatoforme si deve concludere 
per l'assenza di un danno alla salute giustificante il diritto a prestazioni 
qualora  le  limitazioni  legate  all'esercizio  di  un'attività  risultino  da 
un'esagerazione dei sintomi. Nel caso concreto, i suddetti requisiti non 
sono adempiuti entro la data della decisione impugnata. In particolare, 
la diagnosticata fibromialgia non comporta un'incapacità lavorativa in 
assenza  di  patologie  di  tipo  psichico  o  di  trattamenti  specialistici  o 
medicamentosi, praticati secondo la regola d'arte e che non avrebbero 
avuto  successo  nonostante  l'attitudine  cooperativa  della  ricorrente. 
Infine,  nella  perizia  medica particolareggiata E 213 dell'11 dicembre 
2006  (doc.  A  26-1)  è  stato  considerato  che  le  condizioni  di  salute 
dell'insorgente sono migliorate e che la stessa è in grado di svolgere a 
tempo pieno regolari lavori leggeri siano essi la sua precedente attività 
o un'attività sostitutiva adeguata.

11.3 Visto quanto precede, questo Tribunale ritiene che la ricorrente 
avrebbe, da agosto 2005, potuto svolgere al 75% il lavoro di addetta 

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alla  produzione  di  cerniere  rispettivamente  al  100%  un'attività 
sostitutiva confacente al suo stato di salute – dunque rispettosa delle 
limitazioni  funzionali  indicate  in  particolare  nella  perizia  medica  del 
maggio  2007  –  in  lavori  semplici  e  poco  qualificati  sia  nel  settore 
secondario  (in  particolare  mansioni  di  imballaggio,  etichettatura, 
spedizione, operaia nell'industria cioccolatiera e farmaceutica) sia nel 
settore  terziario  (in  particolare  venditrice  non  qualificata,  addetta  al 
controllo).

12.
Ciò premesso, occorre esaminare la conformità del tasso d'invalidità 
calcolato dall'autorità inferiore.

12.1 Questo Tribunale osserva che il calcolo effettuato dall'UAIE per la 
determinazione  del  grado  d'invalidità  (cfr.  lettere  E.b.  e  O.a  del 
presente  giudizio)  si  fonda  sul  salario  con  e  senza  invalidità  come 
fissati  dalla  consulente in  integrazione professionale nei  rapporti  del 
14 giugno 2007 e del 10 novembre 2008 (doc. A 42-1 e doc. TAF 21).

12.2 L'autorità  inferiore  ha  considerato  quale  reddito  annuale  da 
valida  il  salario  conseguibile  dalla  ricorrente  nel  2005  (secondo  le 
indicazioni del datore di lavoro; doc. 14-2), ossia fr. 31'329.--.

12.3 L'UAIE  ha  inoltre  ritenuto  quale  reddito  da  invalida,  il  salario 
annuale  ottenibile  dall'insorgente  nel  2005  in  attività  semplici  e 
ripetitive, ossia fr. 27'361.--, tenuto conto del salario medio annuale nel 
2004  sulla  base della  tabella  TA1 dell'ISS (fr. 3'893.--),  di  un  orario 
usuale di 41.6 ore settimanali, di un'indicizzazione del salario dell'1% 
rispetto  al  2004  (cfr.  statistiche  pubblicate  dall'Ufficio  federale  di 
statistica), di una riduzione del 20% per tenere conto delle particolarità 
personali e professionali  della ricorrente nonché di una riduzione del 
30,3%  (differenza  salariale)  per  tenere  conto  del  fatto  che  la 
medesima,  da  valida,  ha  percepito  un  reddito  inferiore  rispetto  al 
salario medio nel settore dell'industria tessile secondo la tabella TA1 
dell'ISS.

12.3.1 Questo  Tribunale  rileva  che  secondo  la  giurisprudenza, 
allorquando  il  reddito  da  valido  è  inferiore  alla  media  dei  salari  per 
un'attività  equivalente  e  la  persona  assicurata,  per  motivi  estranei 
all'invalidità, ha realizzato un reddito considerevolmente inferiore alla 
media senza spontaneamente accontentarsi  di ciò, si procede ad un 
parallelismo  dei  due  redditi  di  paragone.  In  particolare,  questo 

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parallelismo può avvenire a livello di reddito da valido aumentando in 
maniera adeguata il reddito effettivamente conseguito oppure facendo 
capo ai  valori  statistici  oppure ancora a livello di  reddito da invalido 
mediante una riduzione adeguata del valore statistico (cfr. DTF 134 V 
322  consid.  4.1;  sentenza  del  Tribunale  federale  I  630/02  del  5 
dicembre  2003  consid.  2.2.2).  Tuttavia,  in  una  sentenza  del  12 
dicembre  2008,  il  Tribunale  federale  ha  precisato  che  laddove  un 
reddito  da  invalido  medio  può  essere  effettivamente  o,  comunque, 
ragionevolmente conseguito dall'assicurato, non sussiste alcun motivo, 
allorquando  si  procede  al  calcolo  del  grado  d'invalidità  secondo  il 
metodo  del  raffronto  dei  redditi,  di  procedere  al  parallelismo  di  tali 
redditi, ossia all'aumento del salario da valido (inferiore alla media per 
motivi  economici)  o alla diminuzione del salario da invalido (cfr. DTF 
135 V 58).

12.3.2 Per  quel  che  concerne  la  determinazione  del  salario  da 
invalida,  occorre  pertanto  osservare  che  il  calcolo  effettuato 
dall'autorità  inferiore  durante  la  procedura  ricorsuale,  a  prescindere 
dalla sua correttezza in relazione alla menzionata giurisprudenza del 
Tribunale federale, tiene conto delle richieste della ricorrente. Pertanto, 
anche volendo, nell'ipotesi  più favorevole alla  ricorrente,  prendere in 
considerazione  il  reddito  da  invalida  ritenuto  per  ultimo  dall'autorità 
inferiore (doc. TAF 21), il tasso d'invalidità del 13% [con una riduzione 
del  20%;  ([31'329  –  27'361]  x  100  :  31'329)]  e  del  18%  [con  una 
riduzione del 25%, riduzione che sarebbe tuttavia eccessiva nel caso 
di  specie  conto  tenuto  dell'insieme  delle  circostanze  determinanti; 
([31'329 – 25'652] x 100 : 31'329)] risulta insufficiente per giustificare il 
diritto a prestazioni AI.

13.
Da quanto esposto, consegue che il ricorso, destituito di fondamento, 
non merita tutela e la decisione impugnata va confermata.

14.

14.1 Visto l'esito della  procedura,  le  spese processuali,  di  fr. 300.--, 
sono poste a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché 
art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili  nelle 
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del  21  febbraio 
2008  [TS-TAF, RS  173.320.2]).  Esse  sono  computate  con  l'anticipo 
spese,  di  identico  ammontare,  versato  dalla  ricorrente  stessa  il 
17 gennaio 2008.

Pagina 25

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14.2 Alla ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità 
per spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con 
l'art.  7  cpv. 1  e  2  TS-TAF a  contrario).  Peraltro,  le  autorità  federali, 
quand'anche vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a 
titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili 
nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205).

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 26

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 300.--, sono poste a carico della ricorrente. 
L'anticipo spese di fr. 300.--, versato il 17 gennaio 2008, è computato 
con le spese processuali.

3.
Non si attribuiscono spese ripetibili.

4.
Comunicazione a:

- rappresentante della ricorrente (Atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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