# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 50575f3e-2a4c-54c8-9e45-6a8ab9f9b46f
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-10-11
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 11.10.2010 A 2010 47
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_A-2010-47_2010-10-11.pdf

## Full Text

A 10 47

4a Camera

SENTENZA
dell’11 ottobre 2010

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente imposta sulle successioni

1. Il 29 agosto 2006, … cedeva a titolo di futura eredità alle figlie …, nata il … 

1995, e …, nata il … 1997, la particella sopraedificata no. 2000 nel registro 

fondiario del Comune di …, riservandosi l’usufrutto. Con decisione 25 marzo 

2010, l’Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni (qui di seguito 

amministrazione imposte) rilasciava le decisioni di tassazione, imponendo 

ciascuna discendente per una quota ereditaria di fr. 169'900.--. Le relative 

imposte sulla successione ammontavano di conseguenza a due volte fr. 

3'697.--. L’opposizione presentata dalle due contribuenti - e mediante la quale 

esse criticavano aspetti formali dei provvedimenti impugnati e chiedevano di 

poter beneficiare di un regime transitorio più favorevole giusta la nuova prassi 

del Tribunale amministrativo - era respinta tramite la decisione su reclamo 22 

giugno 2010. 

2. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 30 luglio 

2010, … postulavano l’annullamento della decisione impugnata e che le 

rispettive tassazioni fossero dichiarate nulle o venissero annullate. Per le 

ricorrenti, gli anticipi a titolo di futura eredità versati prima del 1. gennaio 2008, 

data dell’entrata in vigore dell’abolizione dell’imposta sulla successione per le 

discendenti dirette, non potrebbero più essere imposti dopo tale novella 

legislativa se la testatrice fosse stata in vita a tale data, come nell’evenienza. 

Ogni altra conclusione penalizzerebbe senza motivo solo una determinata 

cerchia di persone, contravvenendo in questo modo al principio della parità di 

trattamento.  

3. Nella propria presa di posizione l’amministrazione imposte chiedeva la 

reiezione del ricorso. Giusta le disposizioni transitorie riguardanti l’abolizione 

dell’obbligo di corrispondere un’imposta sulla successione per le discendenti 

dirette, il nuovo regime sarebbe applicabile, a determinate condizioni, anche 

alle devoluzioni fatte prima del 1. gennaio 2001, ma non per anticipi a titolo di 

futura eredità avvenuti nel 2006.  

4. Nell’ambito del secondo scambio di scritti processuali, le parti si 

riconfermavano essenzialmente nelle loro precedenti allegazioni e proposte. 

Mentre le istanti insistevano sull’assenza di una valida base legale per 

operare la distinzione proposta dall’amministrazione imposte, quest’ultima 

invocava propriamente il testo legale per legittimare il proprio operato. 

Considerando in diritto:

1. La cessione a titolo di futura eredità oggetto del presente ricorso è intervenuta 

nell’estate del 2006 allorquando, giusta le disposizioni della legge sulle 

imposte per il Cantone dei Grigioni (LIC), anche le discendenti dirette erano 

soggette all’imposta sulle successioni se beneficiarie di anticipi sulla futura 

eredità (art. 106 lett. b della LIC nella versione allora in vigore). Dal 1. gennaio 

2008, la LIC esonera dal pagamento dell’imposta sulle successioni il coniuge 

superstite, le discendenti e la persona che vive in concubinato (art. 107 cpv. 

2 LIC). Per le istanti l’attuale mancato assoggettamento all’imposta di 

successione delle persone discendenti si imporrebbe anche nella fattispecie 

in virtù di quanto previsto dalla disposizione transitoria di cui all’art. 188f cpv. 

2 LIC. Giova allora analizzare più da vicino la genesi e il processo di 

trasformazione della disposizione nonché la recente giurisprudenza del 

Tribunale amministrativo a questo riguardo.

2. a) Fino al 31 dicembre 2000, gli anticipi a titolo di futura eredità erano nel nostro 

cantone soggetti all’imposta sulle successioni. L’imposizione per le 

discendenti non avveniva però al momento dell’anticipo, bensì alla morte della 

testatrice. In base alla normativa fiscale in vigore tra il 2001 e fino alla fine del 

2007, gli anticipi a titolo di futura eredità erano per le discendenti soggetti 

all’imposta sulle successioni, ma contrariamente al regime precedente il diritto 

all’imposta sorgeva al momento del trasferimento della sostanza (art. 108 cpv. 

1 LIC nella versione in vigore dal 1. gennaio 2001 al 31 dicembre 2007). La 

disposizione transitoria di cui all’art. 188f cpv. 2 LIC entrata in vigore il 1. 

gennaio 2001 prevedeva che gli anticipi a titolo di futura eredità accordati 

prima del 2001 e non ancora tassati venissero imposti al momento della 

devoluzione della successione con il resto della successione (vedi anche 

sentenza A 03 56). Con l’abolizione dell’imposta sulle successioni per le 

discendenti a far stato dal 1. gennaio 2008, si rendeva necessario 

regolamentare la situazione delle beneficiarie di anticipi a titolo di futura 

eredità che non avevano ancora potuto essere tassate in base alla 

regolamentazione a suo tempo in vigore, ossia quelle che avevano beneficiato 

dell’anticipo prima del 2001 e che, non essendo ancora morta la testatrice 

all’entrata in vigore del nuovo regime il 1. gennaio 2008, non avevano ancora 

corrisposta l’imposta sulla successione. Per non dover disciplinare in 

continuazione tramite nuove disposizioni transitorie la situazione particolare 

dei beneficiari di anticipi avvenuti prima del 2001 per testatrici ancora in vita e 

affinché l’amministrazione imposte non avesse a dover seguire ancora per 

anni la sorte di tali anticipi, veniva concepito l’art. 188f cpv. 2 LIC nella 

versione entrata in vigore il 1. gennaio 2008 (vedi messaggio del Governo al 

Gran Consiglio dell’8 agosto 2006, 2006/2007, pag. 1202 e Protocollo del 

Gran Consiglio dell’ottobre 2006, 2/2006/2007, pag. 448 e 449). A mente della 

disposizione transitoria, gli anticipi ereditari non ancora tassati a favore delle 

discendenti dirette andavano tassati al momento dell’entrata in vigore della 

presente revisione parziale (art. 188f cpv. 2 LIC) il 1. gennaio 2008. 

b) Nella sentenza definitiva A 09 3 del 12 maggio 2009, il Tribunale 

amministrativo reputava che la disposizione di cui all’art. 188f cpv. 2 LIC non 

fosse una base legale sufficiente per imporre gli anticipi a titolo di futura 

eredità intervenuti prima del 1. gennaio 2001. Infatti, per questo Giudice 

poiché giusta il regime precedente tali anticipi erano imponibili solo alla morte 

della testatrice, la disposizione di cui all’art. 188f cpv. 2 LIC non poteva 

imporre a titolo di diritto transitorio delle diverse condizioni d’imposizione 

senza arrogarsi un effetto retroattivo illegale. Poiché prima del 2001 gli anticipi 

erano imponibili solo alla morte della testatrice, se la testatrice era in vita 

all’epoca dell’abolizione dell’imposta per le discendenti dirette il 1. gennaio 

2008 l’imposizione non poteva più avvenire, non essendosi fino ad allora 

realizzata la condizione per l’imposizione. E’ propriamente invocando tale 

sentenza, che le ricorrenti ritengono nulle o perlomeno annullabili le proprie 

decisioni di tassazione.

3. La pretesa delle istanti è infondata, essendo la situazione del caso concreto 

essenzialmente diversa da quella che è stata oggetto del citato giudizio A 09 

3. Giusta l’art. 187 cpv. 1 LIC nella versione in atto dall’entrata in vigore dalla 

LIC il 1. gennaio 1987, per la delimitazione temporale della validità della 

presente legge fa stato il momento in cui è avvenuto il fatto causante 

l’imposizione. L’anticipo a titolo di futura eredità è stato nell’evenienza ceduto 

alle due ricorrenti nel 2006, epoca alla quale il diritto all’imposta sorgeva al 

momento del trasferimento della sostanza (art. 108 cpv. 1 LIC nella versione 

allora in vigore). Che la testatrice fosse ancora viva al momento dell’abolizione 

dell’imposta sulle successioni per le discendenti non riveste pertanto rilevanza 

alcuna, in quanto le condizioni per l’insorgenza del diritto al prelievo 

dell’imposta erano soddisfatte al momento della cessione nel 2006 (è del resto 

in questo senso che va intesa la sentenza A 10 16). Come infatti è già stato 

esposto, per gli anticipi intervenuti tra il 2001 e il 2007 il diritto all’imposta 

sorgeva con la cessione a titolo di futura eredità e quindi durante detto lasso 

di tempo le condizioni d’imposizione erano soddisfatte già in virtù della 

cessione (e indipendentemente dalle sorti della testatrice). All’epoca della 

cessione poi, le istanti non avevano alcun motivo per ritenere di non dover 

pagare la relativa imposta sulle successioni. Il fatto che la tassazione sia 

avvenuta materialmente solo dopo il 1. gennaio 2008 non è rilevante, in 

quanto tutti gli elementi dell’imposizione si erano realizzati sotto il diritto 

previgente, mentre l’abolizione dell’imposta sulle successioni per le 

discendenti è intervenuta solo per cessioni effettuate a partire dalla revisione 

legale entrata in vigore il 1. gennaio 2008. In questo senso non esiste alcuna 

disposizione transitoria speciale che permetterebbe di esonerare le istanti dal 

loro obbligo contributivo, per anticipi avvenuti prima dell’abolizione di cui 

all’art. 107 cpv. 2 LIC.  

4. a) Le istanti si ritengono vittime di una disparità di trattamento. Evidentemente, 

rispetto a coloro che dal 1. gennaio 2008 sono esonerati dal pagamento 

dell’imposta non è oggettivamente dato parlare di disparità di trattamento. 

L’introduzione di una diversa regolamentazione produce necessariamente 

delle disparità tra i soggetti giuridici a seconda della questione di sapere se la 

fattispecie in questione cada sotto l’egida del vecchio o del nuovo diritto (DTF 

122 II 117 cons. 2b). Con l’introduzione di una diversa normativa legale, 

fattispecie simili vengono trattate, a partire da un determinato momento, 

diversamente proprio in virtù del cambiamento legislativo intervenuto. Le 

ricorrenti hanno beneficiato dell’anticipo a titolo di futura eredità nel 2006 sotto 

l’egida di un regime legale che imponeva loro il versamento della relativa 

imposta al momento del trasferimento. Coloro che invece beneficiano 

dell’anticipo dopo il 1. gennaio 2008 godono di una nuova normativa. In 

questo non è ravvisabile alcuna disparità di trattamento. Fattispecie uguali 

vengono trattate in modo diverso in base ad una diversa situazione legale, 

mentre le istanti vengono trattate esattamente allo stesso modo di tutti gli altri 

contribuenti che hanno beneficiato di anticipi tra il 2001 e il 2007, allorquando 

tale cessione era soggetta all’imposta sulle successioni. La liberazione 

dall’imposta pretesa costituirebbe invece propriamente una disparità di 

trattamento avverso tutti i discendenti diretti che hanno corrisposto l’imposta 

per trapassi avvenuti tra il 2001 e il 2007, allorquando non vigeva alcuna 

disposizione speciale che li liberasse da  tale tributo. 

b) Ma anche nei confronti di coloro che hanno beneficiato dell’anticipo prima del 

2001 non vi è alcuna disparità di trattamento. Per detti contribuenti, giusta la 

normativa allora in vigore, l’obbligo fiscale nasceva solo con la morte della 

testatrice. Essi sono pertanto stati liberati dall’obbligo di corrispondere 

un’imposta sulla successione in base a sentenza di questo Giudice, essendosi 

realizzata la condizione risolutiva per il prelievo dell’imposta allorquando 

l’obbligo di versare un’imposta sulle successioni per le discendenti era già 

stato abolito (vedi pure messaggio del Governo al Gran Consiglio del 29 

giugno 2010, 2009/2010, pag. 359 e 360). Per le ricorrenti invece, le 

condizioni per procedere all’imposizione si erano interamente realizzate sotto 

il precedente regime, in quanto nel 2006 ottenevano l’anticipo ed era a quel 

momento che sorgeva l’obbligo contributivo. 

 

5. In conclusione, il ricorso è respinto e viene confermata la decisione su reclamo 

22 giugno 2010 con le relative tassazioni. Le ricorrenti sono tenute a 

sopportare le spese occasionate dal procedimento. Infatti, giusta l’art. 73 cpv. 

1 LGA, la parte soccombente deve di regola assumersi le spese, mentre 

all’amministrazione imposte che vince la causa non vengono assegnate 

ripetibili (vedi art. 78 cpv. 2 LGA) avendo questa agito nell’esercizio delle sue 

attribuzioni ufficiali. Considerato l’esito del ricorso la questione delle ripetibili 

di prima istanza non si pone neppure, anche se giusta l’art. 138 cpv. 3 LIC un 

diritto alle ripetibili per la procedura di reclamo non sarebbe comunque dato 

(STA R 10 56).

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 800.--

- e le spese di cancelleria di fr. 176.--

totale fr. 976.--

il cui importo sarà versato per metà da … e per l’altra metà da … responsabili 

in solido, entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione 

all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

L’interposto ricorso è stato respinto dal Tribunale federale, nella misura in cui è 

ammissibile, con decisione 6 giugno 2011 (2C_902/2010).