# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 79e2f053-d810-538a-91b0-d1c3ac9eeadb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-08-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.08.2001 32.2000.56
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2000-56_2001-08-27.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2000.00056

   

  BS/tf

  	
  Lugano

  27 agosto 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

statuendo sul ricorso del 30 maggio 2000 di

 

	
   

  	
  __________
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni del 12 maggio 2000 emanate
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1938, meccanico di precisione, è stato coinvolto il 1° settembre 1994 in
un incidente ed ha riportato segnatamente delle fratture alla clavicola
sinistra ed alle costole. Il caso è stato assunto dall'__________ che ha
erogato delle prestazioni assicurative.

L'assicurato ha ripreso l'attività lavorativa nella misura del 50% il 6
novembre 1994 e al 100% il 9 aprile 1995, interropendola poi il 1° luglio 1996
a seguito di disturbi alla spalla sinistra.

Dopo aver esperito diverse consultazioni specialistiche, l'__________ ha
sospeso il versamento delle indennità giornaliere dal 24 marzo 1997. Il
provvedimento è stato in seguito confermato dall'assicuratore infortuni
mediante decisione su opposizione dell'8 gennaio 1998, contro la quale
l'assicurato ha interposto al TCA un tempestivo atto di ricorso.

Esperita l'istruttoria di causa, con sentenza 7 agosto 2000 lo scrivente
tribunale ha respinto il ricorso (cfr. inc. __________).

Il giudizio cantonale è stato poi impugnato dall'assicurato davanti al TFA che,
con sentenza del 6 marzo 2001 (U 393/00) ha dichiarato il ricorso irricevibile
poiché tardivo.

                               1.2.   Il 21 luglio
1997 __________ ha presentato una domanda tendente all'ottenimento di
prestazioni assicurative AI per adulti.

In relazione a tale domanda, l'Ufficio assicurazione invalidità (UAI), dopo
aver acquisito gli atti __________, ha sottoposto l'assicurato a diversi
accertamenti medici. 

In particolare egli è stato visitato dal dr. med. __________, specialista in
oncologia-ematologia, poiché all'assicurato è stata diagnosticata una leucemia
linfatica cronica. Il sanitario ha poi steso un referto datato 8 giugno 1998
nel quale, pur precisando l'impossibilità di considerare una rendita per sole
ragioni organiche, ha concluso per un'incapacità lavorativa del 50% (doc. AI
_).

Su indicazione del dr. __________, l'UAI ha poi incaricato il dr. med.
__________, psichiatra e psicoterapeuta, di allestire una perizia. Nel referto
16 novembre 1998 il menzionato medico ha riscontrato, sul piano psichiatrico,
un'inabilità non superiore al 20%, ritentendo comunque predominanti le
problematiche ortopediche e oncologiche (doc. AI _).

Di conseguenza, il 2 marzo 1999 l'UAI ha affidato al Medizinisches Zentrum
__________ l'allestimento di una perizia pluridisciplinare (doc. AI _). 

A seguito del rifiuto dell'assicurato di recarsi presso tale centro, l'UAI ha
incaricato il Servizio di Accertamento dell'Assicurazione Invalidità (SAM) di
valutare la capacità lavorativa, il quale ha reso il 9 marzo 2000 il proprio
referto multidisciplinare (doc. _).

                               1.3.   Sulla base
della perizia del SAM, con proposta di decisione 7 aprile 2000 l'UAI ha
concluso che:

 

" 
Il grado d'invalidità, determinato in base
all'articolo 4 LAI, viene fissato al 60% con diritto a una mezza rendita AI a
decorrere dal 01.07.1997 (art. 29 cpv. 1 lett. b LAI - dopo un anno
ininterrotto di attesa in incapacità lavorativa) e al 70% con diritto ad una
rendita intera a decorrere dal 01.05.2000 (art. 88 OAI - dopo tre mesi dal
peggioramento oggettivato dai periti medici del SAM in occasione della perizia
eseguita lo scorso febbraio)."

Mediante lettera 7 aprile 2000 l'allora legale dell'assicurato, a nome e per
conto del suo patrocinato, ha accettato la proposta di decisione, pregando
l'UAI di procedere al versamento degli arretrati (doc. AI _).

Con due provvedimenti formali datati 12 maggio 2000 l'UAI ha quindi erogato
all'assicurato una mezza rendita AI di fr. 717.-- al mese (dal 1.1.1999 fr.
724.--) con effetto retroattivo dal 1° luglio 1997 al 30 aprile 2000 ed una
rendita intera (fr. 1'447.--) con decorrenza dal 1° maggio 2000.--.
L'amministrazione ha anche riconosciuto una rendita completiva per la moglie
dell'assicurato. 

La prestazione assicurativa è stata determinata sulla base di una scala di
rendita incompleta 36, corrispondente a 31 anni e 4 mesi di contribuzione,
tenuto conto di un reddito anno medio di fr. 54'270.--, aggiornato al 1.1.1999 (doc.
AI _).

 

                               1.4.   Con
tempestivo atto di ricorso 30 maggio 2000 __________ ha tuttavia contestato le
decisioni amministrative sostenendo in particolare che:

 

" 
Personalmente mi è impossibile seguire il
ragionamento della decisione presa! Dato che ero già malato e invalido al 70%
nel 1997 altrimenti il mio medico curante non avrebbe chiesto all'ufficio AI
una rendita! Intanto ritengo il calcolo fin d'ora fatto sbagliato. Chiedo che
il calcolo sia rifatto a partire con 70% dal 1.7.1997 fino al 30.4.2000.

Altro punto d'incomprensione è nello scritto
datato il 7.4.2000 e 12.5.2000 a pagina 1, ultimo capoverso, dopo tre mesi dal
peggioramento oggettivato dai periti medici del SAM in occasione della perizia
eseguita lo scorso febbraio. Domanda come potevano costatare i medici del SAM
un presunto peggioramento in quanto una vera perizia come quella eseguita in
febbraio, prima non è stato mai fatto! Non sono d'accordo che devo
personalmente pagare per gli errori fatti dal responsabile ufficio federale a
Bellinzona per la gestione del mio caso già avendo subito nella attesa di una
decisione rimanendo senza entrare dal novembre 1998 fino a maggio 2000!"

Con lettera 13 luglio 2000 l'assicurato chiede di verificare l'ammontare della
rendita, in particolare se risultano iscritti gli oneri sociali versati da
alcuni datori di lavoro (doc. _).

 

                               1.5.   Mediante
risposta 17 luglio 2000 l'UAI propone di respingere il gravame. 

L'amministrazione ha rilevato come i periti del SAM abbiano accuratamente
ricostruito l'evoluzione dello stato di salute dell'assicurato, in particolare
la capacità lavorativa medico teorica. 

L'ufficio convenuto ha poi concluso che: 

 

" 
Sulla base di questa ricostruzione, emerge che
l'assicurato ha subito diversi periodi di invalidità per un tempo limitato, non
essendosi mai verificata un'invalidità totale e continua a partire dal 1997; è
anzi da notare che l'assicurato, secondo gli atti __________, è stato
totalmente inabile al lavoro dal 01.07.1996 al 22.04.1997, essendo risultato
viceversa totalmente abile al lavoro a partire dal 23.04.1997 (in tal caso,
quindi, l'invalidità totale è durata meno di un anno); è ancora da notare che i
momenti di malattia si sono anche sovrapposti ad alcuni periodi di
disoccupazione a carico dell'assicurazione __________.

 

Ad avviso dell'UAI, secondo le risultanze
peritali il momento di inizio del diritto alla rendita intera non può essere
anticipato rispetto a quello stabilito nella decisione impugnata."

 

                               1.6.   Con
osservazioni 31 luglio 2000 alla risposta di causa, l'assicurato elenca la
cronistoria degli accertamenti medici ordinati dall'__________ e dall'UAI
giudicati come lacunosi.

In particolare egli rileva come non sia stata eseguita alcuna perizia neutrale.
Inoltre si domanda il motivo per cui ha dovuto rimborsare, mediante
compensazione con la rendita AI, 

alla __________ fr. 23'400.--.

Infine l'assicurato rileva di disporre di esigue entrate per far fronte al
proprio fabbisogno.

                               1.7.   Su richiesta
del TCA, il 30 marzo 2001 l'UAI ha trasmesso "l'incarto Cassa" (doc.
_).

Il 4 aprile 2001 lo scrivente Tribunale ha assegnato al convenuto un termine
per poter consultare l'incarto con facoltà di presentare delle osservazioni in
merito (doc. _). 

Ne è poi seguito uno scambio di corrispondenza con il ricorrente.

                               1.8.   Con lettera
13 giugno 2001 il SAM ha risposto al quesito posto dallo scrivente Tribunale
(doc. _), delle cui risultanze si parlerà nei considerandi di diritto. 

Il 21 giugno 2001 l'UAI ha dichiarato di non avere delle osservazioni in merito
al provvedimento istruttorio ordinato (doc. _). L'assicurato ha invece preso
posizione mediante lettera 26 giugno 2001 (doc. _).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C.,
I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Nel caso in
esame __________ postula il riconoscimento di una rendita intera AI a partire
dal 1° luglio 1997.

                                         L'amministrazione
ha invece assegnato una mezza rendita dal 1° luglio 1997, sostituita il 1°
maggio 2000 da una rendita intera.   

                                         Secondo
l'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

     

-  un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a   infermità  

                                           
congenita, malattia o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Affinché
il caso possa essere sottoposto all’AI, occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno (G. Scartazzini, Les
rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                               2.3.   La misura
dell'incapacità lucrativa è determinata da criteri oggettivi e meglio dalla
perdita che l'assicurato subisce (o subirebbe) in condizioni normali di mercato
del lavoro, ritenuto ch'egli utilizzi, nella misura che da lui si può
ragionevolmente pretendere, la residua forza di lavoro.

 

                                         Infatti
l'art. 28 cpv. 2 LAI prevede che: 

 

" 
l'invalidità è determinata stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo la
manifestazione dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
di integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa, ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato di lavoro, e il reddito del
lavoro ch'egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido" 

                                         (metodo
ordinario di calcolo dell’incapacità di guadagno; cfr. SVR 1996 IV Nr. 74 e
giurisprudenza citata).

 

                                         Ne
consegue che l'incapacità di guadagno non sempre corrisponde alla perdita di
guadagno effettiva. Infatti, bisogna tener conto, nel calcolo dell'incapacità
di guadagno, dell'eventuale circostanza che l'assicurato sfrutti in misura
minore di quanto gli sia possibile la capacità lavorativa residua oppure anche
della circostanza opposta.

Va altresì rilevato che, secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è
determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e
il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato
invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l'assurance-invalidité, Les prestations, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI).            

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G.
Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza
citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

                                      

                               2.4.   Nel caso in
esame, a seguito della domanda di rendita, l'UAI ha incaricato il dr. med.
__________, specialista in oncologia-ematologia, di accertare lo stato di
salute dell'assicurato e valutarne la capacità lavorativa. 

Nel referto 8 giugno 1998 (doc. AI _) il medico ha riscontrato una leucemia
linfatica cronica già diagnosticata nel 1990 rilevando che: 

                                         

" 
La leucemia linfatica cronica diagnosticata nel
1990 presenta ora un valore di Lc di 50'000/mm3. I valori di Hb e Tc
sono perfettamente normali, il __________ non ha epatosplenomegalia di rilievo
(le dimensioni della milza sono di 14 cm del diametro longitudinale, appena
palpabile in inspirio), non ha linfadenopatie periferiche, non ha dolenzia
ossea. Non vi sono lesioni ossee diagnosticate nelle multiple radiografie
eseguite in precedenza che possano lasciare sospettare la presenza di
osteolisi, reperto raro ma non eccezionale, e che possano quindi giustificare
disturbi e di conseguenza scemata capacità lavorativa. Quale unica alterazione
di rilievo, oltre al valore dei Lc, ho osservato una diminuzione delle
gammaglobuline, in modo particolare delle IgG. Si tratta di un reperto
frequente in pazienti affetti da linfoproliferazione e che solo raramente è
causa di infezione. Anche in questi casi la sostituzione di gammaglobuline è
semplice e porta al controllo degli episodi infettivi."

 

                                         per poi
concludere come segue: 

" 
Non vi è quindi possibilità di considerare una
rendita al __________ per sole ragioni organiche. L'impressione avuta però in
occasione dell'esame peritale è che ci troviamo di fronte ad un paziente con
gravi alterazioni psichiche-psichiatriche, insorte probabilmente già prima e
non susseguenti alla malattia ematologica, e ben manifestate in occasione
dell'incidente della circolazione. Una diagnosi come quella di leucemia, seppur
linfatica e cronica, può indurre in soggetti psico-labili alterazioni dello stato
psichico di tale importanza da renderli effettivamente non più completamente
abili all'esercizio della professione. Con il __________ potremmo trovarci di
fronte ad un caso del genere, per averne la dimostrazione definitiva
bisognerebbe averla documentazione remota ed aver potuto seguire il paziente in
questo senso. Pur basandoci solo sull'osservazione attuale credo che al
__________ vada riconosciuto un grado parziale di incapacità lavorativa, e
questo indipendentemente sia dall'attuale mercato del lavoro, che soprattutto
dai pregressi chirurgici. Per quanto mi concerne proporrei alla CAI di
considerare la concessione di una rendita del 50% per i motivi sovraesposti.
L'alternativa sarebbe di sottoporre il __________ a valutazione psichiatrica
dove potrebbe venire meglio accertata l'eziologia del comportamento attuale ed
eventualmente corretto il grado di inabilità lavorativa."

 

                                         Con
scritto 26 agosto 1998, l'assicurato, per il tramite dell'allora
patrocinatrice, ha contestato la perizia poiché i dati ematologici indicati dal
perito erano diversi da quelli del Laboratorio __________, presso il quale egli
si sottopone ogni due mesi (lettera allegata al doc. AI _).

Seguendo il consiglio del dr. __________, l'amministrazione ha dunque
incaricato il dr. med. __________, psichiatra e psicoterapeuta, di allestire
una perizia.

Nel suo referto 16 novembre 1998 (doc. AI _) il medico ha rilevato che sul
piano psichiatrico l'assicurato "non è valutabile poiché in alcun modo
collaborante" , per poi concludere come segue:

" 
Tenuto conto che questo assicurato ha una grossa
sfiducia nella conclusioni peritali dei medici ticinesi posso proporre, nel
caso non vi fosse la possibilità di una presa di decisione chiara, una visita
peritale in un ambiente neutro ed, eventualmente, in un ambiente socioculturale
tedesco.

Ritengo che le problematiche legate al disturbo ortopedico ed alla situazione
oncologica siano attualmente predominanti e che la presa di posizione
dell'assicurato avverso le conclusioni del Rapporto peritale del Dr. med.
__________ vada esaminata approfonditamente da un'istanza neutra e con
un'osservazione multidisciplinare.

 

Ribadisco che la componente psichiatrica, nel
giudizio finale d'inabilità o abilità lavorativa, è minima.

Da parte mia, sul piano psichiatrico,
l'assicurato non presenta un'inabilità lavorativa superiore al 20%, percentuale
raggiunta a causa del suo stato d'ansia e della sua irritabilità e irascibilità
(sintomi questi da mettere in diretta relazione con l'affezione
oncologica)."

 

                                         Facendo
proprie le raccomandazione del dr. __________, l'UAI ha quindi deciso di
sottoporre l'assicurato ad un approfondito esame medico pluridisciplinare,
affindando la periza al __________ ( in seguito: __________) di __________
(doc. AI _).

Dopo aver ricevuto ragguagli sull'équipe medica peritale (doc. AI _), sulla
trasferta e soggiorno a __________, a carico dell'UAI (doc. AI _), e dopo un
rinvio dell'appuntamento (doc. AI _) il ricorrente non si è detto disposto a
presentarsi presso il citato centro di accertamento medico, per cui il
__________ ha declinato l'esecuzione del mandato (doc. AI _).

                               2.5.   L'amministrazione
ha quindi incaricato il Servizio di accertamento dell'Assicurazione Invalidità
(SAM) di esaminare l'assicurato.

Dal referto 9 marzo 2000 (doc. AI _) risulta che i periti del SAM, dopo la
consultazione della copiosa documentazione medica acquisita agli atti e dopo
aver proceduto ad alcuni consulti specialistici, hanno diagnosticando, quali
affezioni invalidanti, una sindrome dolorosa posttraumatica alla spalla
sinistra, una cardiomiopatica ischemica, una reazione ansiosa di personalità
querulatorio-paranoide ed, infine, una sindrome dorso -lombovertrebrale. 

                            2.5.1.   Dal punto di
vista ortopedico-reumatologico l'assicurato è stato visitato dal dr. __________,
specialista in chirurgia ortopedia.

Sulla base di tale consulto i periti del SAM hanno concluso quanto segue:

" 
Il consulto ortopedico effettuato presso lo
studio del dr. __________ (vedasi capitolo E.2), non ha permesso di chiarire
con precisione la diagnosi della nota sindrome dolorosa postraumatica alla
spalla sin.. Le risposte imprecise dell'A., le difficoltà dell'esame clinico e
la mancanza del dossier radiologico (l'A. rifiuta esami radiologici a suo viso
strettamente controindicati per la malattia ematologica in atto), hanno reso
aleatorio l'approccio diagnostico al problema. Possiamo tuttavia confermare una
lesione postraumatica dell'articolazione acromioclavicolare sin. e pure una
sofferenza della cuffia dei rotatori, patologie responsabili dell'evidenziata
atrofia muscolare, testimonianza di una sofferenza locale e di una limitazione
funzionale di lunga durata. In questa situazione chiaramente non vi sono
indicazioni per un trattamento chirurgico invasivo e, in ogni caso, il
trattamento risulta impervio.

Sul piano maggiormente reumatologico, abbiamo
evidenziato una sindrome dorso e lombovertebrale cronica nell'ambito di turbe
statiche, degenerative della colonna vertebrale e pure di un disbilancio
muscolare.

Queste patologie limitano chiaramente l'A. nella
sua professione di meccanico di precisione con mansioni di revisione, messa a
punto e montaggi di macchinari, attività durante le quali, secondo l'A., vi
sarebbe l'obbligo di smontare e spostare pezzi fino ad un peso di 30 kg, in
situazioni di lavoro sovente inergonomiche. Il grado di capacità lavorativa
ortopedico - teorico, è quindi attualmente valutabile nella misura del 40%
circa."

 

                            2.5.2.   Per quel che
concerne le affezioni ematologiche-oncologiche, l'assicurato è stato
visto dal dr. med. __________, specialista in ematologia. A seguito della
sfiducia manifestata dell'assicurato nei riguardi di qualsiasi laboratorio, lo
specialista non ha potuto eseguire i prelievi necessari e quindi formulare una
valutazione ematologica attuale (cfr. rapporto 15 febbraio 2000 contenuto in
doc. AI _). 

Tuttavia, il SAM ha ritenuto che: 

" 
Gli accertamenti in questa disciplina si sono
scontrati con le difficoltà summenzionate. Possiamo tuttavia confermare la
diagnosi ematologica già espressa dal dr. __________ nella sua perizia
dell'8.6.1998, vale a dire, di una leucemia linfatica cronica lentamente
progressiva dal 1988. Il nostro consulente ematologo dr. __________,
confrontato con le note reticenze dell'A., non ha potuto fornirci una
valutazione per mancanza di dati clinici recenti. Abbiamo però discusso la
situazione telefonicamente e, in considerazione dell'evoluzione lentamente
progressiva della malattia, risulta plausibile una riduzione del grado di
capacità lavorativa a causa dell'astenia generale, ridotta capacità di
resistenza agli sforzi e pertanto, ridotto rendimento sul lavoro. Riteniamo
pertanto che, la malattia ematologica sia attualmente responsabile di
un'incapacità lavorativa nella misura del 50%."                                                                     

                                         

                            2.5.3.   In merito
alla patologia cardiologica, i medici del SAM hanno rilevato che
l'assicurato, benché reticente, ha acconsentito a sottoporsi agli accertamenti
medici da parte del servizio di cardiologia ed angiologia dell'Ospedale
__________. I periti hanno poi rilevato che:

 

" 
Secondo il parere dei nostri consulenti
cardiologi, in attività richiedenti solo sforzi fisici moderati - leggeri, il
grado di capacità lavorativa è valutato nella misura del 100%. In attività
professionali che invece richiedono sforzi fisici pesanti e continui, valutiamo
una limitazione della capacità lavorativa almeno del 50%. Nella professione
svolta dall'A., secondo quanto da lui descritto, vi sarebbe l'esigenza di
sforzi fisici pesanti solo in particolari situazioni dove vi è la necessità di
smontare e spostare pezzi fino a 30 kg. Consideriamo pertanto l'A. in grado di
produrre un grado di capacità lavorativa, nella sua professione precedentemente
svolta, dal punto di vista cardiologico, nella misura del 60-70%."

 

           2.5.4.   Infine,
riguardo all'affezione psichica, il SAM, facendo riferimento al referto
del dr. __________, ha concluso che

 

" 
Come già segnalato all'inizio di questo
capitolo, l'attuale osservazione peritale ci permette di constatare la presenza
di una reazione ansiosa nel quadro di un disturbo di personalità querulatorio -
paranoide. Questa struttura di personalità, caratterizza molto probabilmente
l'A. già dalla sua giovane età. E' possibile che gli accadimenti biografici
(vedasi anamnesi professionale) e l'essere stato vittima senza responsabilità
del noto incidente stradale del 1994, rappresentino fattori dinamici tali da
accentuare ed esasperare gli aspetti psicopatologici già descritti nella sua
perizia dal dr. __________ (vedasi atto del 16.11.1998). In quell'occasione, il
dr. __________, pure consulente presso il SAM, aveva espresso una valutazione
approssimativa in considerazione del contesto, con una riduzione del grado di
capacità lavorativa del 20%. Alla luce degli ulteriori sviluppi, del persistere
e peggiorare della tendenza interpretativa - paranoie dell'A., non possiamo che
constatare un peggioramento della situazione con netto ridimensionamento delle
risorse psichiche dell'A. che ora si considera vittima di un complotto contro
la propria persona, affermando di non essere più in grado di lavorare e
sopportare le richieste dei datori di lavoro. L'attuale grado di capacità
lavorativa dell'A. sul piano psichiatrico, è quindi da valutare non superiore
alla misura del 30%." 

 

           2.5.5.   Tenuto
conto delle diverse valutazioni specialistiche, il SAM ha proceduto ad una
valutazione globale del grado di capacità lavorativa del ricorrente,
evidenziando quanto segue:

 

" 
Dagli atti in nostro possesso sappiamo che l'A.
ha potuto lavorare senza prolungate interruzioni sino all'infortunio subito in
data 15.9.1994. A partire da questa data, il grado medico - teorico della
capacità lavorativa, è stato dello 0% sino al 5.11.1994 (queste date si
evincono dalla perizia del dr. __________ dell'8.6.1998 alla pagina 3). A
partire dal 6.11.1994, il grado di capacità lavorativa è stato del 50% sino al
9.4.1995, dove il grado è stato valutato del 100%. L'A. non ricorda con
precisione l'effettivo grado di capacità lavorativa, afferma di aver tentato
ripetutamente la ripresa del lavoro. A partire dal 1.7.1996, l'A. è di nuovo
stato considerato inabile totalmente al lavoro. Da parte della __________, per
i disturbi alla spalla sin. Sempre dagli atti sappiamo che, a partire dal
23.4.1997, la __________ lo ha considerato abile al lavoro nella misura massima
possibile e pertanto l'A. ha beneficiato di prestazioni dell'assicurazione
__________ per disoccupati, in quanto licenziato a partire dal 31.8.1996. In
considerazione delle allora esistenti patologie ortopedico - reumatologiche e
cardiologiche, è lecito valutare il grado di capacità lavorativa, nell'attività
svolta, nella misura del 40% (vedasi valutazione ortopedico - reumatologica).

 

Gli ulteriori sviluppi della capacità lavorativa,
hanno evidenziato un progressivo peggioramento, specialmente per gli aspetti
psicopatologici descritti nel capitolo discussione. Nell'impossibilità di
stabilire con precisione l'inizio dell'attuale stato valetudinario, possiamo
unicamente confermare che a partire dalla data della presente perizia, il grado
di capacità lavorativa medico - teorica, non supera la misura del 30%."

 

                               2.6.   Il
ricorrente sostanzialmente contesta le risultanze dei periti, in particolare
per quel che concerne la fissazione dell'incapacità capacità lavorativa del 60%
relativa al periodo 1° luglio 1997 - 30 aprile 2000. In effetti egli postula
un'inabilità del 70% a partire dal 1997.

Va comunque precisato che affinché un rapporto medico abbia valore probatorio è
determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi,
si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si
lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti
(anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o
nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre
essere motivate (cfr. Ulrich Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der
Sozialverziasicherung, BJM 1989 p. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123). 

Il TFA ha inoltre precisato che, nell'ipotesi in cui si tratti di una lite in
materia di prestazioni, dall'art. 4 CF (ora art. 29 CF) rispettivamente 6 CEDU,
non può essere dedotto il diritto di essere sottoposto ad una medica esterna
(DTF 122 V 157). 

A proposito delle perizie mediche eseguite nell’ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell’ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS
1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189).

Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio
consentito all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su
basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda
l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste
delle esigenze severe (DTF 122 V 157).

Per quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, in dubbio,
egli attesta a favore del suo paziente (U. Meyer-Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgerichts im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997 p. 230 cfr. anche SVR
2000 IV no. 10).

                               2.7.   Nella
perizia in discussione il SAM non ha potuto stabilire con precisione l'inizio
dell'attuale stato valetudinario, potendo unicamente fissare il grado di
incapacità lavorativa medico teorica globale del 70% nella professione svolta
dall'assicurato prima del danno alla salute a partire dalla data del referto.

Interpellato in merito dal TCA, con lettera 13 giugno 2001 il dr. med.
__________ del SAM ha precisato quanto segue:

 

" 
La risposta alla domanda nr. 5., pag. 14 della
perizia, descrive l'evoluzione del grado di capacità lavorativa dell'assicurato
(in seguito denominato A.) sulla base degli atti a nostra disposizione, di
quanto afferma l'A. stesso, nonché dei riscontri dell'attuale valutazione
peritale.

 

Per quanto riguarda le patologie
postinfortunistiche, il decorso del grado di capacità lavorativa segue quello
descritto in modo abbastanza dettagliato dai colleghi della __________.
Riguardo, invece, agli aspetti psicopatologici aggiuntisi in seguito, ci siamo
basati sulle conclusioni peritali dello psichiatra dr. __________ (atto del
16.11.1998), il quale riteneva l'A. abile al lavoro nella misura del 80% dal
punto di vista prettamente psichiatrico.

 

A partire da questa data non abbiamo alcun atto
medico su cui appoggiarci e pertanto, in considerazione di quanto osservato nel
corso della perizia (vedi consulto psichiatrico ivi descritto al capitolo
"E"), in assenza di eventi psicopatologici ben definiti ed
argomentati, non possiamo fare altro che determinare l'inizio dell'attuale
stato valetudinario (capacità lavorativa medico teorica globale del 30%) dal
momento della constatazione peritale."

                                         

                                         Ora, per
quel che concerne gli aspetti postinfortunistici, come visto al consid. 2.5.1,
i periti del SAM hanno fissato una capacità al guadagno nell'attività svolta
precedentemente dall'assicurato al 40% sulla scorta della valutazione
ortopedica del dr. __________. Nel referto si apprende che l'ortopedico non ha
potuto chiarire con precisione la diagnosi a causa della risposte "non
sempre precise" dell'assicurato e delle "difficoltà dell'esame
clinico e la mancanza di esami radiologici".

Proprio a causa di queste circostanze, nell'ambito della problematica
infortunistica, con sentenza 7 agosto 2000 il TCA ha ritenuto le valutazioni
del dott. __________ "avere un fondamento oggettivo poco
consistente", attribuendo forza probante al reperto del dr. __________
steso per conto dell'__________ in cui si era concluso per una piena capacità
lavorativa dal 25 settembre 1997 (cfr. STCA 7 agosto 2000 pag. 10 s, inc.
__________).

La sentenza del TCA è divenuta definitiva (il ricorso di diritto amministrativo
al TFA è stato dichiarato irricevibile il 6 marzo 2000, U 393/00).

Nello scritto 31 luglio 2000 l'assicurato ha criticato il consulto avuto con il
dr. __________, ritenendo di non avere bisogno di uno psichiatra (doc. _).

Da sottolineare comunque che è stato il dr. med. __________ a segnalare le
"gravi alterazioni psichiche-psichiatriche" confermate dallo
specialista dr. __________. 

Del resto, come visto, secondo i periti del SAM è il peggioramento dello status
psichico a giustificare l'incapacità lavorativa del 70%, sufficiente per
riconoscere una rendita intera.

                                         Per quel
che concerne la patologia oncologica, nella perizia 8 giugno 1998 (doc. AI _)
il dr. __________ ha accertato che il ricorrente è affetto da leucemia
linfatica cronica progredente e valutato un'incapacità lavorativa al 50%.

Il referto è stato contestato il 26 agosto 1998 dall'allora legale
dell'assicurato (documento non numerato ma classato tra il doc. _ e doc. _), e
il 22 giugno 1999 dal successivo rappresentante (doc. _). Principale punto di
contestazione è l'asserita differenza tra i dati ematologici rilevati dal dr.
__________ e quelli risultati dagli esami di laboratorio a cui l'assicurato
regolarmente si sottoponeva.

A prescindere dal fatto che l'assicurato ha unicamente prodotto una scarna nota
del medico curante (datata 10 settembre 1998, documento non numerato ma
classato tra il doc. _ e doc. _) - sicuramente non idoneo a sovvertire le
conclusioni del dr. __________, specialista in oncologia ed ematologia - nella
nota interna il medico dell'UAI ha comunque ritenuto come irrilevanti le
differenze riscontrate (dovute principalmente al conteggio delle cellule) che "
non hanno nessun valore probatorio su considerazioni di gravità della malattia:
questo dovrebbe essere il compito del curante" (cfr. doc. AI _). 

Inoltre, la scarsa collaborazione dell'assicurato non ha permesso al dr.
__________, ematologo, di eseguire gli accertamenti medici e di procedere
quindi ad una valutazione (cfr. rapporto 15 febbraio 2000). Solo dopo una
discussione telefonica con lo specialista, i periti del SAM hanno concluso per
un'incapacità del 50% (cfr. consid. 2.5.2).

Orbene, è vero che tale modo di procedere non è usuale, ma è altrettanto vero
che questa situazione è dovuta alle reticenze mostrate dall'assicurato, per cui
un altro eventuale consulto specialistico non porterebbe con ogni
verosimiglianza ad una diversa conclusione.

Fatto sta che, visto quanto sopra, non è possibile accertare, secondo il
principio della verosimiglianza preponderante vigente nel campo delle
assicurazioni sociali (cfr. DTF 121 V 208 consid. 6a; DTF 115 V 142 consid. 8b;
SVR 1996 Nr. 85 pag. 269; SVR 1996 LPC Nr. 22 pag. 263ss RAMI 1994 pag.
210/211), un'incapacità lavorativa del 70% prima della perizia del SAM
effettuata nel mese di febbraio 2000; la mezza rendita dal 1° luglio 1997 al 30
aprile 2000 deve essere quindi confermata.

Ne consegue che il diritto alla rendita intera decorre dal 1° maggio 2000,
ossia dopo tre mesi dal peggioramento (riscontrato appunto a febbraio) così come
prescritto dall'art. 88 a cpv. 2 OAI. Tale articolo prevede che, in caso di
aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento
determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi
senza interruzione notevole (cfr. art. 88 a cpv. 2 OAI).

In tal senso le decisioni contestate dell'UAI sono quindi corrette e vanno
tutelate.

 

                               2.8.   Durante lo
scambio di corrispondenza menzionato al consid.1.7, in data 11 aprile 2001 il
ricorrente ha precisato che il giorno successivo sarebbe stato ricoverato
all'Ospedale __________ (doc. _).

Orbene, innanzitutto va rilevato che determinante per la valutazione del
presente giudizio è la situazione di fatto in vigore al momento in cui le
decisioni contestate sono state emanate (cfr. DTF 121 V 366 consid. 1b), ossia
il 12 maggio 2000.

Pertanto, dal punto di vista temporale il ricovero, dovuto ad un peggioramento
dello stato di salute, non rientra nell'esame giudiziale. 

Tale circostanza comunque non risulta essere determinante per un'eventuale
revisione della rendita ex art. 41 LAI. 

Ai sensi dell'art. 41 LAI se il grado d'invalidità del beneficiario della
rendita subisce una modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla
rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o diminuita in misura
corrispondente oppure soppressa.

Visto che dal 1° maggio 2000 l'assicurato beneficia di una rendita intera, tale
peggioramento non ha quindi alcuna conseguenza sull'importo della prestazione
assicurativa. 

                               2.9.   L'assicurato
inoltre rileva come sia stato esaminato dal SAM solo nel febbraio 2000.

Come già accennato, va ricordato che l'assicurato non ha voluto sottoporsi alla
perizia pluridisciplinare __________, e ciò nonostante le assicurazioni
ricevute dall'UAI, in particolare in merito alla composizione dell'équipe
medica (cfr. consid. 2.4).

Con lettera 1° settembre 1999 l'assicurato ha sostanzialmente motivato il
rifiuto di recarsi a __________ sostenendo di non essere venuto a conoscenza
della natura degli esami a cui sarebbe stato sottoposto. Egli ha quindi
ribadito l'opportunità di essere esaminato da un Centro Universitario della
Svizzera interna specializzato in oncologia, specializzazione che il __________
non ha saputo garantire (cfr. doc. AI _).

Premesso che il __________ è riconosciuto come un valido centro di accertamento
medico, va comunque rilevato che l'UAI, con scritto del 28 giugno 1999, ha
informato l'assicurato che l'équipe medica incaricata della perizia sarebbe
stata diretta dal libero docente universitario (PD) Dr. __________, specialista
in endocrinologia e diabetologia, il quale, in funzione delle patologie
riscontrate, avrebbe deciso le tipologie di indagini da effettuare (doc. AI _).
Tale circostanza, come spiegato dal dr. __________ stesso al ricorrente,
avrebbe pertanto significato l'esame da parte di diversi specialisti i cui
nominativi sarebbero stati comunicati durante la degenza presso il centro di
accertamento (doc. _). Pertanto, a mente del TCA, il coinvolgimento di un
oncologo non sarebbe stato escluso.

Se quindi l'assicurato è stato sottoposto ad un esame pluridisciplinare solo a
marzo del 2000, ciò è unicamente imputabile al suo comportamento. Del resto non
va dimenticato che è stato il dr. __________ a suggerire all'amministrazione di
procedere ad una perizia "neutra" da eseguire in un ambiente ove si
parli tedesco, lingua madre dell'assicurato. 

                             2.10.   __________
critica il fatto che parte della rendita sia stata utilizzata per compensare i
versamenti effettuati dalla __________. 

Dall' "incarto Cassa" richiamato dal TCA (cfr. consid. 1.7) risulta
che, in attesa della decisione sulla rendita AI, l'assicurato dal 1° luglio
1997 al 16 novembre 1998 ha beneficiato di prestazioni dell'assicurazione
disoccupazione versate dalla __________ sotto forma di indennità perdita di
guadagno a seguito di malattia, per complessivi fr. 39'143.--.

A seguito del riconoscimento di una rendita AI, con decisione 10 maggio 2000
(cresciuta in giudicato) la __________ ha chiesto all'assicurato il 60% delle
indennità versate per complessivi fr. 23'486.-- (cfr. incarto Cassa
richiamato).

Come spiegato nella menzionata decisione, la restituzione è dovuta al fatto
che, a seguito del riconoscimento retroattivo dell'invalidità, l'assicurato è
stato considerato non collocabile. 

In tal senso, secondo la menzionata cassa malati, egli ha non diritto alle
indennità da parte della __________ ( cfr. art. 8 delle Condizione generali di
assicurazione (GCA) riportate nella decisione della __________) ritenuto che
con il nascere del diritto alla rendita AI è cessato il rapporto di
assicurazione (art. 5 cpv. 2 CGA).

L'importo posto in restituzione è stato suddiviso in fr. 15'844.-- che sono
stati compensati con la rendita AI; la rimanenza (fr. 7'642,00) è stata invece
chiesta direttamente all'assicurato con decisione 2 giugno 2000 della
__________ (doc. _ allegato al doc _). 

L'assicurato contesta in particolare la compensazione.

                             2.11.   Va
innanzitutto ricordato che, secondo l’art. 20 cpv. 2  LAVS (nel tenore in
vigore dal 1° gennaio 1997), applicabile anche all'assicurazione invalidità
(cfr. 50 cpv. 1 LAI), possono essere compensati con delle prestazioni scadute:

                                         - i
crediti derivanti dalla LAVS/LAI/LIPG e AF nell’agricoltura

                                            (lett.
a ):

                                         - i
crediti derivanti dalle PC da restituire (lett. b);

                                         - i
crediti per la restituzione di rendite e indennità della LAINF, 

                                           LAMF,
LADI, LAMAL (lett. c).

                                         Questa
norma di legge ha carattere obbligatorio e la Cassa di compensazione ha non
solo il diritto ma anche il dovere, nel quadro delle prescrizioni legali, di
procedere alla compensazione con delle prestazioni scadute (RCC 1990 pag. 206
consid. 2a, RCC 1986 pag. 304 consid. 3b, RCC 1971 pag. 478, RCC 1961 pag. 117
consid. 1).

                                         La
possibilità di compensare presuppone non solo la riunione delle qualità di
debitore e creditore nella medesima perso­na, ma anche un rapporto stretto dal
punto di vista giuri­dico o della tecnica assicurativa tra il diritto alla
presta­zione e il credito invocato (RCC 1983 pag. 69, RCC 1956 pag. 194;
Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et survivants, pag.
235 e 237).

                                         La
compensazione può essere esercitata in ogni momento, a condizione che il
credito sia scaduto e non sia prescritto (RCC 1977 pag. 477).

 

                                         Giusta
l’art. 47 cpv. 1 LAVS, le rendite e gli assegni per grandi invalidi
indebitamente riscossi devono essere restituiti. Il rimborso non può essere
chiesto se l’interessato era di buona fede e se la restituzione costituisce un
onere troppo grave. 

                                         Il cpv. 2
recita che il diritto di esigere la restituzione si prescrive in un anno a
contare dal momento in cui la cassa di compensazione ha avuto conoscenza del
fatto, e al più tardi cinque anni dopo il pagamento della rendita. Se il
diritto di esigere la restituzione della rendita nasce da un atto punibile per
il quale la legge penale prevede un termine di prescrizione più lungo,
quest’ultimo é determinante. 

                                         Contrariamente
al tenore letterale della disposizione, si tratta qui di termini di perenzione
(DTF 111 V 135ss.). 

                                         Secondo
una consolidata giurisprudenza, la succitata disposizione é applicabile, per
analogia, nell’assicurazione malattie (DTF 103 V 152 consid. 4; RAMI 1993
K924, p. 177, consid. 3b; RAMI 1995 K955, p. 7, consid. 3).

 

                             2.12.   Ritornando al
caso che ci occupa, la domanda di compensazione è stata presentata all'UAI
dalla __________ mediante formulario ufficiale (modulo 318.183) in data 10
maggio 2000, ciò che risulta conforme alle regole disciplinanti la procedura di
comunicazione e di compensazione di pagamenti retroattivi dell'AI agli organi
esecutivi di altre assicurazioni sociali (cfr. cifra marginale 10053 delle
Direttive e circolari sulle rendite). Come risulta dalla decisione di
restituzione, ai sensi degli art. 5  e 8 delle CGA, con il riconoscimento di
una rendita d'invalidità il ricorrente non ha più diritto alle indennità.

                                         Dagli
atti emerge che la __________ ha avuto conoscenza della rendita AI a seguito
della comunicazione 5 maggio 2000 da parte dell'UAI in cui ha reso noto il
diritto dell'assicurato al pagamento retroattivo di prestazioni assicurative
per il periodo 1.7.1997 - 30.04. 2000 (cfr. incarto Cassa).

Giusta i combinati articoli 50 cpv. 1 LAI e 20 cpv. 2 lett c i crediti per la
restituzione di indennità dell'assicurazione contro le malattie possono essere
compensati con prestazioni scadute dell'AI (cfr. consid. 2.10).

Il diritto alla compensazione della cassa malati __________ essendo un diritto
legale (art. 20 cpv. 2 LAVS), non è richiesto il consenso scritto da parte
dell'assicurato alla compensazione. 

                                         La compensazione
effettuata dall'UAI delle rendite arretrate con il credito in restituzione di
prestazioni erogate dalla __________ appare pertanto corretta. Del resto, le
decisioni di restituzione sono rimaste incontestate.

                             2.13.   Il ricorrente
ha chiesto la verifica del calcolo della sua rendita, in particolare se sono
stati registrati i contributi versati dai sui datori di lavoro.

Occorre innaziutto rilevare che, secondo l’art. 36 cpv. 1 LAI, hanno diritto
alle rendite ordinarie gli assicurati legittimati alla rendita, che quando
l’invalidità si manifesta, hanno pagato i contributi AVS per almeno un anno.

Per quanto riguarda il calcolo delle rendite d’invalidità l’art. 36 cpv.
2 LAI prevede che sono applicabili per analogia le norme dell’AVS, riservate
alcune norme specifiche della LAI.

Se l'assicurato non ha ancora compiuto quarantacinque anni quando diventa
invalido, il reddito medio dell'attività lucrativa è aumentato di un
supplemento percentuale. Tale supplemento è fissato dal Consiglio federale
secondo l'età dell'assicurato al momento dell'insorgenza dell'invalidità (art.
36 cpv. 3 LAI). 

Infine, se un assicurato con una durata intera di contribuzione non ha ancora
compiuto i 25 anni al momento dell'insorgenza dell'invalidità, la sua rendita
d'invalidità e le eventuali rendite completive ammontano ad almeno il 133 1/3
per cento dell'importo minimo della corrispondente rendita completa (art. 37
cpv. 2 LAI). 

Nell'evenienza concreta queste due ultime circostanze non sono date, per cui i
relativi supplementi non entrano in considerazione. 

 

                             2.14.   Per quel che
concerne il calcolo della rendita in oggetto, ricordato come siano applicabili
per analogia le norme dell'AVS, va innanzitutto rilevato che se l'assicurato ha
pagato sempre e regolarmente i contributi dovuti oppure se il suo periodo di
contribuzione presenta delle lacune contributive, egli ha diritto ad una
rendita completa o parziale (cfr. art. 29 cpv. 2 lett. a, b LAVS), vale a dire
ad una rendita calcolata sulla base della scala 44 (rendita completa) o di una
scala inferiore (rendita parziale; cfr. art. 52 OAVS).

                                         Il
calcolo della rendita di vecchiaia (rispettivamente invalidità) è determinato
dagli anni di contribuzione, dai redditi dell’attività di
lucrativa nonché dagli accrediti per compiti educativi o d’assistenza
tra il 1° gennaio successivo alla data in cui l’avente diritto ha compiuto 20
anni e il 31 dicembre che precede l’insorgere dell’età conferente il diritto
alla prestazione (art. 29 bis cpv. 1 LAVS).

                                         

Il periodo di contribuzione è completo se una persona presenta lo stesso
numero di anni di contribuzione degli assicurati della sua classe di età (art.
29 ter cpv. 1 LAVS). 

                                         Secondo
l’art. 29 ter cpv. 2 LAVS sono considerati anni di contribuzione i periodi,
durante i quali: 

                                         - una
persona ha pagato i contributi (lett. a); 

                                         - il suo
coniuge, secondo l’art. 3 capoverso 3 LAVS, ha versato

                                           almeno
il doppio del contributo minimo (lett. b); 

                                         - possono
essere computati accrediti per compiti educativi o 

                                          
d’assistenza (lett. c).

 

                                         Inoltre,
la rendita è calcolata in base al reddito annuo medio dell'assicurato
(art. 29 quater LAVS). 

                                         Esso si
compone:

                                         - dei
redditi risultanti da un’attività lucrativa (lett. a); 

                                         - degli
accrediti per compiti educativi (lett. b);

                                         - degli
accrediti per compiti assistenziali (lett. c). 

 

                                         La somma
dei redditi dell’attività lucrativa deve essere rivalutata secondo il fattore
di cui all'art. 51 bis cpv. 1 OAVS (art. 30 cpv. 1 e art. 33ter LAVS). 

                                         Il
reddito annuo medio è dunque determinato sommando i redditi da attività
lucrativa rivalutati e gli accrediti per compiti educativi e assistenziali e
divisi per il numero di anni di contribuzione (art. 30 cpv. 2 LAVS).

 

                                         Il
reddito annuo determinante (indicato sulla decisione della Cassa) non
corrisponde dunque necessariamente all'ultimo reddito conseguito
dall'assicurato, ma serve unicamente a fissare la corrispondente rendita.

                             2.15.   Sono presi in
considerazione unicamente i redditi da un’attività lucrativa sui quali
sono stati versati i contributi (art. 29 quinquies cpv. 1 LAVS).

                                         I
contributi delle persone che non hanno esercitato un’attività lucrativa vengono
moltiplicati per 100 e in seguito divisi per il doppio del tasso di
contribuzione previsto dall’art. 5 capoverso 1; essi sono computati come reddito
di un’attività lucrativa (art. 29 quinquies cpv. 2 LAVS). 

 

                                         Secondo
l’art. 29 quinquies cpv. 3 LAVS, i redditi che i coniugi hanno conseguito
durante gli anni civili di matrimonio comune sono ripartiti e attribuiti per
metà a ciascun coniuge se: 

                                         - entrambi
i coniugi hanno diritto alla rendita (lett. a); 

                                         - una
persona vedova ha diritto a una rendita di vecchiaia 

                                           (lett.
b);

                                         - il
matrimonio è stato sciolto mediante divorzio (lett. c). 

 

                                         Tuttavia
sottostanno alla ripartizione e all’attribuzione reciproca soltanto i redditi
conseguiti:

                                         - tra il
1° gennaio che segue il compimento del 20.o anno di età e il 31 dicembre che
precede l’insorgere dell’evento assicurativo da parte del coniuge che ha per
primo diritto alla rendita (art. 29 quinquies cpv. 4 lett. a LAVS) e

                                         - i
periodi durante i quali entrambi i coniugi sono stati assicurati 

                                          
all’AVS, con riserva dell’art. 29 bis cpv. 2 LAVS (art. 29 

                                          
quinquies cpv. 4 lett. b LAVS). 

 

                                         Secondo
l’art. 29 sexies cpv. 1 LAVS è riconosciuto un accredito per compiti
educativi agli assicurati per gli anni durante i quali hanno esercitato
l’autorità parentale su uno o più figli minori di 16 anni (per determinati casi
cfr. art. 52e e f OAVS).

                                         Generalmente
l’anno di inizio dell’accredito sorge con la nascita del primo figlio (marg.
5316 delle Direttive sulle rendite edite dall’UFAS (DR) valide dal 1.01.1997) e
cessa con il compimento del 16mo anno di età dell’ultimo figlio (marg. 5320
DR).

                                         Tuttavia
nessun accredito è attribuito per l’anno in cui sorge il diritto, mentre è
riconosciuto per l’anno in cui tale diritto si estingue (art. 52f cpv. 1 OAVS).

                                         L’ammontare
dell’accredito corrisponde al triplo dell’importo della rendita di vecchiaia
annua minima al momento dell’inizio del diritto alla rendita (art. 29 sexies
cpv. 2 LAVS).

                                         L’accredito
assegnato alle persone coniugate durante gli anni civili di matrimonio è
tuttavia ripartito per metà tra i coniugi (art. 29 sexies cpv. 3 LAVS). 

                             2.16.   Nella
fattispecie in esame, il periodo di contribuzione di __________, classe 1938,
inizia il 1.1.1959 (1° gennaio susseguente il compimento del 20.o anno di età) 
per terminare il 31.12.1996 (31 dicembre precedente l'anno in cui è sorta
l'invalidità). 

Dall'estratto dei conti individuali, dove sono registrati i contributi versati,
nonché dalla tabella di calcolo contenuti nell'incarto Cassa richiamato dal TCA
(doc. _) risulta che l'assicurato, cittadino germanico, presenta delle lacune
contributive.

Proveniente dall'estero ed avendo iniziato un'attività lucrativa in Svizzera,
egli ha cominciato a versare i contributi AVS/AI solo nel 1961. Tuttavia, in
quell'anno come nel 1962 e 1963 il periodo di contribuzione è parziale. Dal
luglio 1965 è domiciliato in Svizzera ed ha regolarmente versato i contributi
(eccetto il 1983). Dagli atti risulta che l'assicurato non ha saputo provare
alcun versamento di contributi relativi a quell'anno. Va rilevato che tale
lacuna contributiva non può essere colmata mediante pagamento posteriore di
oltre cinque anni dal periodo di contribuzione (cfr. art. 16 cpv. 1 LAVS),
tantomeno con periodi assicurativi esteri. 

Complessivamente __________ presenta un periodo di contribuzione (incompleto)
di 31 anni e 4 mesi, corrispondente alla scala di rendita 36 (cfr. tabelle
sulle rendite edite dall'UFAS, il cui uso è obbligatorio ex art. 30bis LAVS).

                             2.17.   Occorre ora
verificare la determinazione del reddito annuo medio (RAM). 

Come già detto (cfr. consid. 2.13), il RAM è composto dalla somma
risultante dai redditi da attività lucrativa e dagli accrediti per compiti di
educazione computabili durante il proprio periodo di contribuzione. In
particolare non sono computati i redditi dell'anno in cui è sorto l'evento
assicurato (art. 52c OAVS), né quelli compiuti prima del 1° gennaio che segue
il compimento dei 20 anni (art. 52b OAVS: solo in caso di durata di
contribuzione incompleta ai sensi dell'art. 29ter LAVS questi ultimi vengono
calcolati).

 

                                         Nel caso
di specie, la Cassa ha sommato tutti i redditi da attività lucrativa iscritti
nel conto individuale dell'assicurato relativi al periodo 1961 - 1996 giungendo
così all'importo di fr. 858'845.--.

 

                                         Orbene,
la somma dei redditi da attività lucrativa deve essere rivalutata in funzione
dell’indice previsto per l’adeguamento delle rendite all’evoluzione dei prezzi
e dei salari di cui all’art. 33 ter LAVS (cfr. rinvio dell'art. 30 cpv. 1
LAVS). Tale fattore di rivalutazione è stabilito dall’Ufficio federale delle
assicurazioni sociali (UFAS) secondo le modalità di calcolo esposte all’art. 51
bis OAVS. Il fattore di rivalutazione è contenuto nelle tavole per la
determinazione del reddito annuo medio, edite dall’UFAS, il cui uso è
obbligatorio (cfr. art. 30 LAVS, art. 51bis OAVS) e varia a seconda della prima
registrazione sul conto individuale determinante per la rendita.

                                         Nel caso
che ci occupa, la prima registrazione determinante nel conto individuale
dell'assicurato è avvenuta nel 1961.

                                         Pertanto,
dalle citate tavole il fattore di rivalutazione risulta essere l'1.608 e quindi
i redditi rivalutati ammontano a fr. 1'381023.--. L'importo rivalutato va poi
diviso per i 31 anni e 4 mesi contribuzione ciò che corrisponde ad un reddito
annuo medio di fr. 44'075.--.

Durante il matrimonio il ricorrente ha avuto due figli nati rispettivamente il
1963 e 1964 per cui gli sono stati riconosciuti 15 mezzi accrediti per una
media di fr. 8'574.--. 

Da rilevare che l’accredito per compiti educativi assegnato alle persone
coniugate durante gli anni civili di matrimonio è ripartito per metà tra i
coniugi (art. 29 sexies cpv. 3 LAVS).

Ne consegue che il reddito annuo medio complessivo della rendita corrisponde a
fr. 52'649.-- (44'075 + 8'574) che, arrotondato all’importo immediatamente
superiore secondo le tabelle UFAS, ammonta a fr. 53'730.--. 

 

                                         Di
conseguenza la rendita intera a favore di __________, calcolata con
l’ausilio delle citate tabelle e sulla base di una scala di rendita 36 ed un
RAM di fr. 53'730.--, ammonta a fr. 1'447.--. La mezza rendita AI risulta
dunque di fr. 724.-- (dal 1.1.1999, mentre nel 1997/1998 era di fr. 717.--).
Contestualmente al ricorrente è stata riconosciuta una rendita completiva per
la moglie corrispondente al 30% della rendita principale (art. 38 cpv.1 LAI). 

 

                                         Nel caso
di specie, dopo attento esame degli atti dell'in­carto, questo TCA non può
quindi che confermare l'esattezza del calcolo operato dalla convenuta in quanto
la rendita è stata stabilita in conformità alle norme surriferite.

 

                             2.18.   L'assicurato,
infine, ha osservato che quanto percepito dall'AI non gli basta per coprire le
spese.

A riguardo va ricordato che egli può sempre chiedere - qualora non l'avesse già
fatto - l'erogazione di una prestazione com­plementare.

                                         La
domanda dovrà essere formulata su apposito modulo che può essere chiesto
all'Agenzia comunale AVS del proprio comune di domicilio.

                                         Tale
richiesta sarà accolta nella misura in cui il reddito determinante risulterà
inferiore al limite imposto dalla legge.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti