# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6f9b0afc-4997-5663-815f-8ccd6b622248
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-05-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.05.2015 35.2014.115
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2014-115_2015-05-28.html

## Full Text

accomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2014.115

   

  MP

  	
  Lugano

  28 maggio 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Massimo Piemontesi, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 16 dicembre 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 17 novembre 2014 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 1  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Il 6 agosto 2014 la __________
di __________ ha annunciato alla CO 1 (di seguito: CO 1) che il suo dipendente RI
1, il 1° agosto 2014, mentre circolava verso __________ in sella al suo
motociclo, ha perso il controllo in curva ed è caduto insieme al passeggero (cfr.
doc. 19). 

                                         A seguito della caduta,
l’assicurato ha subito politraumi al capo e agli arti superiori. Egli si è
sottoposto a un intervento chirurgico alla mano destra e alla mano sinistra
presso l’Ospedale __________ di __________ (cfr. docc. 18 e 25).

 

Il caso è stato assunto dalla CO
1, la quale ha regolarmente corrisposto le prestazioni assicurative.

 

                               1.2.   Con decisione formale del 22
agosto 2014 (cfr. doc. 1), confermata con decisione su opposizione del 17
novembre 2014 (cfr. doc. II1), l’assicuratore contro gli infortuni ha
comunicato all'assicurato che le prestazioni in contanti sarebbero state
decurtate del 30% in applicazione dell'art. 37 cpv. 3 LAINF. 

                                         A RI 1 è stato
rimproverato di avere circolato al momento dell’infortunio con un tasso alcolemico
medio pari a 1.36 grammi per mille (cfr. doc. 1).

 

                               1.3.   Con tempestivo ricorso del 16
dicembre 2014, inviato erroneamente alla CO 1 la quale lo ha trasmesso per
competenza al TCA (cfr. doc. II), RI 1 ha chiesto la sospensione della
procedura fino all’annullamento o al passaggio in giudicato del Decreto di accusa
emesso il 3 novembre 2014 dal Ministero pubblico a suo carico, contro il quale
ha interposto opposizione in data 7 novembre 2014 e che sarà oggetto di dibattimento
dinnanzi alla Pretura penale di Bellinzona (cfr. doc. I). 

                                         A sostegno della sua
impugnativa egli ha inoltre fatto valere quanto segue:

 

" (…)

-       nel
dicembre 2012 venivo operato di Bypass Gastrico (Roux-en-Y) presso la Clinica __________ a __________, modificando il mio apparato digerente e subendo una perdita
di peso di oltre 40 Kg;

 

-       come
da diffusa bibliografia in merito, il Bypass Gastrico è un noto “Fattore di confondimento
del test alcolemico nel sangue” cit. “un transito accelerato, provocato sia
dall’assunzione di farmaci (ranitidina) che da un bypass gastrico, riduce la
quantità di alcol metabolizzato al primo passaggio gastrico, sino al 60%, con
un incremento significativo dell’alcolemia (__________);

 

-       sono
in contatto con alcuni medici specialisti in materia e stiamo preparando una
perizia allo scopo di invalidare il suddetto test alcolemico dd. 01.08.21014;

 

 

 

 

-       il
decreto d’accusa nei miei confronti non passerà in giudicato fino al
dibattimento in Pretura Penale, ed è quindi prematuro, alla luce di quanto testé
riportato, confermare la vostra decisione (…)” (cfr.
doc. I).

 

                               1.4.   La CO 1, rappresentata dall’avv.
RA 1, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con
argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr.
doc. VII).

 

                               1.5.   Il 5 febbraio 2015
l’assicuratore contro gli infortuni ha inviato a questa Corte il rapporto di
analisi del sangue e delle urine effettuato dall’Istituto __________, ordinato
dal Reparto Mobile __________ dalla Polizia cantonale a seguito dell’incidente del
1° agosto 2014 (cfr. doc. X + 99).

 

                               1.6.   Rispondendo ad una richiesta
del TCA (cfr. doc. IX), in data 16 febbraio 2015 il ricorrente ha trasmesso a
questo Tribunale una copia del Decreto di accusa emesso il 3 novembre 2014 dal
Procuratore Pubblico __________ nell’ambito del procedimento penale aperto a
suo carico per guida in stato di inattitudine e per infrazione alle norme della
circolazione stradale. Unitamente a tale documento il ricorrente ha trasmesso
la sua opposizione motivata e la successiva conferma del Decreto da parte del
Procuratore Pubblico (cfr. doc. XII + A1/3). 

 

Il patrocinatore della parte
convenuta si è espresso al riguardo con scritto del 26 febbraio 2015,
riconfermando, in sostanza, la richiesta di reiezione del gravame formulata
nella risposta di causa (cfr. doc. XVI).

 

                               1.7.   Nel frattempo, il 25 febbraio
2015 l’insorgente ha versato agli atti il certificato medico del dott. __________,
attestante che in data 6 dicembre 2012 RI 1 ha subito ad un intervento di
by-pass gastrico a causa della sua obesità (cfr. doc. XIV + B). 

 

Al riguardo la CO 1 ha
presentato le sue osservazioni con scritto del 9 marzo 2015 (cfr. doc. XVIII),
le quali sono state trasmesse al ricorrente per conoscenza (cfr. doc. XIX).

 

 

 

 

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   Con il suo ricorso RI 1, ha
chiesto la sospensione della presente procedura fino a conoscenza dell’esito
della vertenza penale pendente a suo carico (DA 50/2014 del 3 novembre 2014),
la quale, a seguito della sua opposizione al Decreto di accusa interposta il 7
novembre 2014, sarà oggetto di dibattimento davanti alla Pretura penale di
Bellinzona. 

                                         A mente dell’assicurato
sarebbe prematuro per questa Corte pronunciarsi in merito alla decisione su
opposizione della CO 1 prima della decisione dell’autorità penale (cfr. docc.
I, XII + allegati). 

 

                                         Al riguardo giova ricordare
che per costante giurisprudenza federale, la sospensione della
procedura davanti al giudice delle assicurazioni sociali ostacola il principio
di celerità dedotto dall'art. 29 cpv. 1 Cost. fed. ed è ammessa solo
eccezionalmente, in particolare se si tratta di attendere il giudizio di
un'altra autorità che permetterebbe di statuire su una questione decisiva. Il
giudice adito dispone di un certo margine di apprezzamento nel ponderare gli
interessi delle parti, fermo restando però che nei casi limite l'esigenza di
celerità prevale sugli altri interessi (cfr. STF 9C_679/2009
del 3 maggio 2010; STF U 286/05 del 31 gennaio 2007; DTF 130 V 90; DTF 119 II 386 consid. 1b pag. 388; RSAS 2007 pag. 73 consid. 4.1 [B 143/05]).

                                         Nella concreta evenienza, da
informazioni assunte il 15 aprile 2015 dal TCA presso la Pretura penale di Bellinzona, risulta che l’incarto riguardante RI 1 non è ancora stato
assegnato a un Pretore. Il processo penale in questione, non essendo ancora
stato aggiornato, non sarà dibattuto a breve. Per queste ragioni, tenuto conto,
da una parte, della necessità di rispettare il principio di celerità e d’altra
parte, che in base agli atti del presente incarto la situazione appare
sufficientemente chiara, la sospensione della presente vertenza richiesta dal
ricorrente non è giustificata. 

 

                                         Ne discende che la richiesta
di sospensione della causa diviene priva d'oggetto con l'emanazione del
presente giudizio (cfr. STF 9C_679/2009 del 3 maggio 2010; STCA 38.2013.41 del
12 settembre 2013 consid. 2.2.).

 

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Questa Corte è chiamata a
stabilire se a giusta ragione oppure a torto la CO 1 ha deciso di diminuire le
prestazioni in contanti ai sensi dell’art. 37 cpv. 3 LAINF. Dopodiché,
nell’affermativa, occorrerà verificare se l’entità della diminuzione stabilita
dalla CO 1 sia corretta oppure no. 

 

                                         Secondo l’art. 1 cpv. 1
LAINF, le disposizioni della LPGA sono applicabili all’assicurazione contro gli
infortuni, sempre che la presente legge non preveda espressamente una deroga
alla LPGA.

 

                                         Giusta l'art. 21 cpv. 1
LPGA, se l’assicurato ha provocato o aggravato
l’evento assicurato intenzionalmente o commettendo intenzionalmente un crimine
o un delitto, le prestazioni pecuniarie possono essergli temporaneamente o
definitivamente ridotte oppure, in casi particolarmente gravi, rifiutate.

                                         Il cpv. 2 prevede che le prestazioni pecuniarie dovute ai congiunti o ai
superstiti dell’assicurato sono ridotte o rifiutate solo se essi hanno
provocato l’evento assicurato intenzionalmente o commettendo intenzionalmente
un crimine o un delitto.

 

                                         Giusta l’art. 37 cpv. 1
LAINF, se l’assicurato ha provocato intenzionalmente il danno alla salute o la
morte, non vi è diritto alle prestazioni assicurative, ad eccezione delle spese
funerarie.

                                         L'art. 37 cpv. 2 LAINF
recita - in deroga all’art. 21 cpv. 1 LPGA - che se l’assicurato ha causato
l’infortunio per negligenza grave, le indennità giornaliere accordate nel
quadro dell’assicurazione contro gli infortuni non professionali sono ridotte
durante i primi due anni successivi all’infortunio. La riduzione non può
tuttavia superare la metà dell’importo delle prestazioni se l’assicurato,
all’epoca dell’infortunio, deve provvedere al sostentamento di congiunti che,
alla sua morte, avrebbero diritto a rendite per superstiti. 

                                         Il cpv. 3 dell’art. 37
LAINF sancisce, da parte sua, sempre in deroga all’art. 21 cpv. 1 LPGA, che le
prestazioni in contanti possono essere ridotte, o rifiutate in casi
particolarmente gravi, se l’assicurato ha provocato l’infortunio commettendo
senza dolo un crimine o un delitto. Esse sono ridotte al massimo della metà se
l’assicurato, all’epoca dell’infortunio, deve provvedere al sostentamento di
congiunti aventi diritto, alla sua morte, a rendite per superstiti. Se egli
muore dei postumi dell’infortunio, anche le prestazioni in contanti per i
superstiti possono essere ridotte, in deroga all’articolo 21 capoverso 2 LPGA,
al massimo della metà.

 

                                         Il criterio della
riduzione per colpa trova la sua giustificazione nel principio della mutualità
caratteristico della struttura della legge (Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire
de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 144ss.): si vuole
con ciò evitare che la maggioranza degli assicurati sia penalizzata dal
pagamento di quote elevate destinate a coprire i rischi causati od aggravati
dal comportamento colpevole di alcuni assicurati.

 

                                         La riduzione non può,
però, costituire per l'assicurato colpito una sanzione a carattere penale (DTF
97 V 230): pertanto, soltanto può essere sanzionata da una riduzione delle
prestazioni la colpa che ha effettivamente provocato il danno alla salute o il
decesso dell'assicurato (Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 144s.).

 

                               2.3.   In materia di circolazione
stradale, secondo la giurisprudenza, va riconosciuta una negligenza grave ai
sensi dell'art. 37 cpv. 2 LAINF, quando è stata violata - in nesso di causalità
con l'infortunio - una regola elementare oppure più regole importanti della
circolazione stradale (cfr. RDAT II-1997 p. 228 consid. 2.5.;
RDAT II-1996 p. 252 consid. 2.2.; DTF 97 V 210 consid. 2; 105 V 119 consid. 2b;
105 V 213 consid. 1; 106 V 22 consid. 1b; 109 V 150 consid. 1; 111 V 186
consid. 2c; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit. p. 147; A. Rumo-Jungo, Die
Leistungskürzung oder -verweigerung gemäss Art. 37-39 UVG, Tesi Friborgo 1993,
p. 145).

                                         Per
contro, la specificità dell'art. 37 cpv. 3 LAINF risiede nel fatto che
l'infortunio è provocato in occasione della commissione di un crimine o
di un delitto. È necessario, da un lato, che sia dato il grado di colpevolezza
prescritto per l'infrazione e, dall'altro, la realizzazione degli elementi
costitutivi oggettivi di un'infrazione (cfr. DTF 119 V 241 consid. 3a; A.
Rumo-Jungo, op. cit., p. 170). 

                                         Se i primi due capoversi
dell'art. 37 LAINF regolano la commissione intenzionale, rispettivamente, per
negligenza grave di un infortunio, il capoverso 3 concerne invece la
perpetrazione colpevole di un crimine o di un delitto. L'infortunio non
deve forzatamente essere stato causato in modo colpevole, è sufficiente che
esso risulti dalla commissione di un crimine o di un delitto (cfr. RAMI 2000 U
375, p. 178ss.; RAMI 1996 U 263, p. 281ss.; DTF 120 V 224, consid. 2c). Ad
esempio, in una sentenza 35.2000.11 del 20 giugno 2000, il TCA ha confermato
una riduzione del 50% delle prestazioni in contanti, fondata sull’art. 37 cpv.
3 LAINF, trattandosi di un’assicurata che si era procurata un trauma al polso
destro in occasione del suo arresto da parte della Polizia, intervenuta nel
momento in cui ella stava tentando di mettere in
circolazione del denaro contraffatto. 

                                         Se ne deduce che la
fattispecie di cui al capoverso 3 costituisce una lex specialis. Quindi,
qualora l'infortunio sia stato simultaneamente causato per negligenza grave ed
in occasione della commissione di un delitto, trova applicazione soltanto
l'art. 37 cpv. 3 LAINF. Per contro, se il comportamento punibile va qualificato
come semplice contravvenzione e l'infortunio è contemporaneamente causato per
negligenza grave, è applicabile l'art. 37 cpv. 2 LAINF (cfr. A. Rumo-Jungo, op.
cit., p. 170).

 

                                         Sono ritenuti atti
delittuosi, quegli atti punibili secondo il diritto penale giusta l'art. 10
cpv. 3 CP. 

                                         Di regola, l'atto
delittuoso presuppone che l'autore abbia agito con intenzione o per negligenza
(art. 12 CP). Se, per contro, l'atto illecito è stato commesso in condizioni d'irresponsabilità
non è punibile (art. 19 CP), tranne quando, a norma dell'art. 19 cpv. 4 CP, il
responsabile si è posto intenzionalmente o per negligenza in stato di grave
alterazione o di turbamento della coscienza al fine di commettere il reato
(cfr. DTF 85 IV 2, 93 IV 42). 

                                         Va aggiunto che è punibile
ai sensi dell'art. 263 CP chiunque, essendo in stato d'irresponsabilità a
cagione di ebbrezza colposa, prodotta da alcool o da altra intossicazione,
commetta un fatto represso come crimine o delitto (cfr. DTF 117 IV 295 consid.
3b, 106 V 113 consid. 1). 

                                         Il comportamento
sanzionato all'art. 263 CP costituisce un delitto, perciò le prestazioni
assicurative vanno ridotte o soppresse in applicazione dell'art. 37 cpv. 3
LAINF, malgrado l'irresponsabilità al momento del reato (cfr. DTF 106 V 113
consid. 1).

 

                                         Una particolare attenzione
la merita la fattispecie disciplinata dall'art. 90 cfr. 2 LCStr, giacché una
sua delimitazione dalla commissione di un infortunio per negligenza grave, può
generare delle difficoltà. A questo proposito, la Corte federale ricorda che la nozione di "negligenza grave" è più ampia di quella
di "grave violazione delle regole della circolazione stradale"
utilizzata all'art. 90 cfr. 2 LCStr, la quale presuppone che l'autore abbia
avuto un comportamento senza scrupoli oppure gravemente contrario alle regole,
ossia una colpa qualificata (cfr. RAMI 1996 U 263, p. 281 consid. 1a). D'altro
canto, una negligenza grave va di principio ammessa soltanto se vi è stata la
trasgressione di una regola elementare oppure una grave violazione di più
regole importanti della circolazione stradale (DTF 102 V 25 consid. 1; RAMI
1987 U 20, p. 324). Pertanto, l'art. 37 cpv. 3 LAINF è applicabile ogni volta
che la fattispecie di cui all'art. 90 cpv. 2 LCStr è realizzata. 

                                         Altrimenti, occorre
esaminare se è data una negligenza grave e, quindi, se l'art. 37 cpv. 2 LAINF è
soddisfatto. Nonostante questa di per sé semplice formula, delle difficoltà
possono comunque sorgere quando, in un caso concreto, si tratta di delimitare,
da un lato, una violazione grave di una regola elementare oppure di più regole
importanti della circolazione stradale e, dall'altro, un comportamento senza
scrupoli oppure gravemente contrario alle regole (cfr. A. Rumo-Jungo, op. cit.,
p. 172).

 

                               2.4.   Secondo una costante
giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali non è vincolato dalle
constatazioni e dall'apprezzamento del giudice penale, né per quel che concerne
la determinazione delle prescrizioni violate, né per quel che riguarda la
valutazione della colpa commessa. Tuttavia, egli si scosta dalle constatazioni
di fatto del giudice penale soltanto qualora i fatti accertati in sede
d'istruttoria penale e la loro qualificazione non siano convincenti o si
fondino su considerazioni specifiche del diritto penale, prive di rilievo dal
profilo delle assicurazioni sociali (DTF 111 V 177 consid. 5a e riferimenti;
RAMI 1990 U 87, p. 56). 

 

In particolare, il giudice delle
assicurazioni sociali si scosterà dal tasso d'alcolemia ritenuto dal giudice
penale, soltanto se delle ragioni particolari lo esigono. Se l'istruttoria
penale presenta delle lacune oppure se le constatazioni di fatto del giudice
penale non sono convincenti, il giudice delle assicurazioni sociali potrà
fondarsi su mezzi di prova differenti dal prelievo di sangue e dalla doppia
analisi previsti dagli artt. 138ss. OAC. Egli potrà segnatamente considerare
altre misure probatorie, quali l'etilometro oppure l'esame medico del
conducente che rappresenta un utile elemento di prova per i casi dubbi. Qualora
facciano difetto questi elementi di prova, il giudice potrà, alla luce
dell'insieme delle circostanze, utilizzare il principio della verosimiglianza
preponderante, applicabile alla valutazione delle prove nell'ambito
dell'assicurazione sociale (cfr. RAMI 1996 U 263, p. 282s., nonché la dottrina
e la giurisprudenza ivi menzionate). 

                                      

                               2.5.   A norma
dell’art. 91 cpv. 2 LCStr commette un delitto ai sensi dell’art. 10 cpv. 3 CP -
ciò che giustifica, di principio, una riduzione delle prestazioni assicurative
giusta l'art. 37 cpv. 3 LAINF -, chiunque guida un veicolo a motore in stato di
ebrietà con una concentrazione qualificata di alcool nell’alito o nel sangue
(art. 91 cpv. 2 lett. a LCStr), oppure chiunque guida un veicolo a motore in stato
di inattitudine alla guida per altri motivi (art. 91 cpv. 2 lett. b LCStr). 

                                         Conformemente
alla delega prevista dall’art. 55 cpv. 6 LCStr, l’Assemblea federale ha emanato
un’ordinanza concernente i valori limite di alcolemia nella circolazione stradale
(RS 741.13). L’art. 1 cpv. 2 di tale ordinanza considera qualificata una
concentrazione di alcol nel sangue dello 0.8 per mille o più. 

 

Lo scrivente Tribunale, in una sentenza
del 14 giugno 1993, inc. LAINF 24/93 - confermata dal TFA con pronunzia del 13
gennaio 1994, parzialmente pubblicata in RDAT II-1994, p. 192s. -, ha concluso
che il cpv. 3 dell'art. 37 LAINF trovava applicazione nel caso in cui
un'assicurata, in stato d'ebrietà (1.77‰), aveva perso il controllo della
propria autovettura ed era uscita di strada riportando delle ferite. Il
comportamento dell'automobilista realizzava, infatti, gli estremi del art. 91
cpv. 1 vLCStr il quale prevedeva che chiunque, in stato di
ebrietà, conduce un veicolo a motore, è punito con la detenzione o con la multa
(infrazione attualmente prevista all’art. 91 cpv. 2 lett. b LCStr) e si configurava, dal profilo del diritto penale, quale
delitto ai sensi dell’allora art. 9 vCP (art. 10 cpv. 3 CP dall’entrata in
vigore il 1° gennaio 2007 della revisione della parte generale del codice
penale). Il nesso causale fra la guida in stato d'ebrietà e l'infortunio era
indubbio, visto che dalla documentazione non emergevano altri fattori (estranei
alla guida stessa) suscettibili di spiegare l'accaduto e che il tasso d'alcolemia
riscontrato nell'assicurata era idoneo, secondo l'esperienza, a provocare la
perdita di padronanza di un veicolo. 

 

In un’altra decisione del 23 aprile 2002
(35.2001.56 consid. 2.4), questa Corte ha confermato l’applicazione della
riduzione di prestazioni prevista all’art. 37 cpv. 3 LAINF nel caso di un
assicurato che nell’affrontare una curva aveva sbandato perdendo il controllo
del veicolo terminando la propria corsa contro la parete di uno stabile.
A seguito del controllo del sangue effettuato dopo l’incidente era emerso un
tasso alcolemico compreso tra un minimo di 0.79 e un massimo di 0.89 grammi per mille. In quella circostanza questo Tribunale Corte ha riconosciuto l'esistenza di una relazione di causalità fra
il comportamento avuto dall'assicurato e la sopravvenienza dell'infortunio
(per un’applicazione più recente dell’art. 37 cpv. 3 LAINF in un caso analogo
di guida in stato di ebrietà si veda pure la STCA 35.2012.96 del 20 giugno 2013 consid. 2.3.). 

 

                               2.6.   Dalle tavole
processuali emerge che il ricorrente, dopo aver ricevuto la decisione formale
dell’assicuratore contro gli infortuni di riduzione delle prestazioni in
contanti per avere circolato al momento dell’incidente del 1° agosto 2014 in stato di ubriachezza (cfr. doc. 1), si è opposto a tale decisione facendo valere le seguenti
considerazioni:

 

" (…)

1)    Come prescritto dal mio medico specialista __________ in __________, mi
sono svegliato ed ho assunto 2 pastiglie da 20mg del farmaco Paroxetin-Mepha.

2)    Mi sono recato a casa della mia ex-partner in Scooter per celebrare la
festività con i miei figli e la loro madre.

3)    Durante la classica grigliata tenutasi nel terrazzo di casa insieme al
resto della famiglia bevevo, a mia memoria, un bicchiere di birra per
accompagnare la carne alla griglia.

4)    Alle 15.00 circa, mentre il resto della famiglia riposava, decidevo
insieme a mia figlia __________ di andare a fare una passeggiata in Scooter.

5)    Indossati i nostri caschi di tipo Jet siamo partiti da __________ alla
volta di __________. Sia alla partenza che durante il viaggio non sentivo i
miei sensi alterati in alcun modo e mi consideravo perfettamente lucido ed in
grado di guidare perfettamente il mio Scooter.

6)    L’ultima cosa che ricordo prima del mio risveglio, all’Ospedale __________
di __________, siamo noi che in Scooter, a bassissima velocità, cerchiamo di
approcciare una curva a sinistra sbilanciandoci anche a causa dell’inesperienza
nel seguire i movimenti di mia figlia undicenne e urtiamo il marciapiedi con la
ruota anteriore.

7)    Gli esami tossicologici hanno dimostrato la presenza del principio
attivo della Paroxetina nel mio corpo, principio attivo che assunto con una
quantità alquanto modesta di bevanda alcolica ha interferito con la “capacità
di reazione, l’attitudine a servirsi di macchine ed utensili, e l’abilità a
condurre veicoli”, come riportato ed evidenziato nel bigino italiano che
accompagna il farmaco (rif. Allegato 1).” (cfr. doc. 3).

 

                                         L’assicurato
ha trasmesso questo scritto anche all’Ufficio giuridico della Sezione della
Circolazione di Camorino, a valere quale contestazione all’apertura della procedura
amministrativa 2014_5598 avviata nei suoi confronti a seguito dell’incidente (cfr.
doc. 3). 

                                         Esaminato il
contenuto dello scritto del 14 settembre 2014 (doc. 3), l’Ufficio della
circolazione ha ritenuto opportuno procedere a un accertamento della
compatibilità dello stato di salute di RI 1 (e dalla conseguente assunzione di psicofarmaci),
con la guida di veicoli a motore (cfr. doc. 4). 

                                         

                                         Sul piano
penale, l'incidente della circolazione del 1° agosto 2014 ha fatto oggetto del Decreto di accusa del 3 novembre 2014, mediante il quale il Procuratore
Pubblico ha proposto la condanna di RI 1 alla pena pecuniaria di 45 aliquote
giornaliere da fr. 170.-- ciascuna, pari a complessivi fr. 7'650.--, pena sospesa
condizionalmente per un periodo di prova di 3 anni ed alla multa di fr.
1'200.--. All’imputato è stato contestato di aver guidato a __________ il 1°
agosto 2014 in stato di inattitudine il motoveicolo __________ targato __________,
essendo in stato di ubriachezza (alcolemia: min 1.29 – max 1.74 grammi per mille), reato previsto dall’art. 91 cpv. 2 lett. a LCStr. Inoltre, a RI 1 è stato anche
contestato di aver commesso un’infrazione alle norme della circolazione, per
avere, circolando nello stato psico-fisico surriferito e nelle medesime
circostanze, “… in una curva per lui piegante a
sinistra, negligentemente perso la padronanza di guida sbandando così sulla sua
destra cozzando conseguentemente contro il cordolo del marciapiede ed una
barriera protettiva ivi esistenti. Il motociclista e la sua passeggera cadevano
poi al suolo, procurandosi le conseguenze fisiche descritte nei certificati
medici 02/06.08.2014 dei dr. med. __________ e dr. med. __________
dell’Ospedale __________ di __________ …”, reato
previsto all’art. 90 cpv. 1 LCStr, in relazione con gli art. 26 cpv. 1, 27 cpv.
1, 31 cpv. 1 e 2 LCStr., art. 2 cpv. 1, 3 cpv. 1, 7 cpv. 2 ONC (cfr. doc. A1).

 

RI 1, nella sua
opposizione del 7 novembre 2014 al citato Decreto di accusa, ha fatto valere in
particolare che al momento dell’incidente non sapeva che il farmaco Paroxetina
- prescrittogli dal suo medico psichiatra __________ a causa di una grave
depressione -, se assunto con quantità modeste di bevande alcoliche, provoca
l’innalzamento del tasso di alcolemia e interferisce con la “… capacità di reazione, l’attitudine a servirsi di macchine e
utensili, e l’abilità a condurre veicoli…” (cfr. doc.
A2). 

 

                                         L’assicuratore
contro gli infortuni nella sua decisione su opposizione del 17 novembre 2014, ha confermato la sua precedente decisione di riduzione di prestazioni in applicazione dell’art.
37 cpv. 3 LAINF fondandosi, in sostanza, sul tasso medio di alcolemia dell’
1,36 per mille presente nel sangue dell’assicurato dopo l’incidente, il quale
consiste in una concentrazione di alcool qualificata che configura un delitto
ai sensi dell’art. 91 cpv. 2 lett. a LCStr (cfr. doc. II+1, pag. 5 e 6).

 

A motivazione del suo ricorso al TCA, l’insorgente ha giustificato
l’entità del tasso alcolemico riscontrato nel suo sangue asserendo che l’intervento
chirurgico di by-pass gastrico subito nell’anno 2012 avrebbe provocato il
cambiamento del metabolismo dell’alcool nel suo corpo (cfr. doc. I).

Questa tesi, è stata confermata in corso di causa dal dott. __________,
specialista FMH in chirurgia generale e viscerale, il quale ha precisato che
dopo un’operazione di questo genere “… una parte del
metabolismo che normalmente avviene a livello gastrico, qui non succede causa
immediato transito nell’intestino tenue, per cui il tasso alcoolemico di
controllo è immediatamente più elevato rispetto alle persone non operate,
inoltre il tempo di metabolismo totale è nettamente più lungo rispetto a gruppi
di controllo. Tale processo avviene senza che i pazienti abbiano necessariamente
una particolare sintomatologia …” (cfr. doc. B).

 

                               2.7.   Così come già
accennato al considerando 2.4. in fine, secondo
una costante giurisprudenza federale, il giudice delle assicurazioni sociali
applica il criterio della verosimiglianza preponderante (DTF 125 V 195 consid.
2 e riferimenti; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 320 e A.
Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht,
Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo 1995, p. 338) e non quello
della prova piena come il giudice civile o, in modo ancor più rigoroso, il
giudice penale, ritenuto che in quest'ultima evenienza per il principio "in
dubio pro reo" l'incertezza profitta all'accusato.

Conformemente al
summenzionato criterio, il giudice, dopo un'analisi ed una valutazione
oggettiva delle prove, deve seguire quella rappresentazione fattuale che
ritiene essere la più verosimile tra i vari scenari possibili (STFA del 15
gennaio 2001 nella causa P., C 49/00, e sentenze ivi menzionate).

 

Tutto ben considerato, questa Corte non
ravvede sufficienti e validi motivi per scostarsi dalla valutazione
dell’assicuratore contro gli infortuni convenuto. 

 

Le argomentazioni avanzate
dall’insorgente a sostegno della propria tesi, secondo la quale, il tasso
alcolemico riscontrato nel sangue appena dopo l’incidente del 1° agosto 2014
non sarebbe valido perché falsato, da una parte, dalla variazione del suo
metabolismo delle bevande alcoliche conseguente all’operazione di by-pass
gastrico subita nel 2012 (cfr. doc. I), dall’altra, dall’assunzione del
medicamento Paroxetin-Mepha prescrittogli dal suo medico psichiatra, non
possono essere condivise.

 

Infatti, come già accennato in
precedenza (cfr. consid. 2.6.) l’art. 55 cpv. 6 LCStr dispone che l’Assemblea
federale mediante ordinanza fissa il tasso alcolemico a contare dal quale si
ammette l’inattitudine alla guida secondo la presente legge (ebrietà, art. 91
LCStr), indipendentemente da altre prove e dal grado individuale di
sopportabilità dell’alcol e definisce a partire da quale livello la
concentrazione di alcol nel sangue è da considerare qualificata. 

Ne discende, quindi, che il ricorrente
non può prevalersi della sua condizione fisica particolare dovuta
all’intervento citato per giustificare la presenza nel suo sangue di un tasso
medio alcolemico qualificato (1.36 per mille) a fronte dell’asserita assunzione
di quantità modeste di alcol. 

Lo stato d’inattitudine alla guida
previsto all’art. 91 LCStr è dato unicamente da elementi oggettivi, ossia, dalla
presenza nel sangue di un tasso alcolico qualificato (art. 91 cpv. 2 LCStr) o
non (art. 91 cpv. 1 LCStr), indipendentemente dalla predisposizione personale
di colui che è alla guida del veicolo alla metabolizzazione o alla
sopportazione dell’alcol ingerito (cfr. DTF 130 IV 32, consid. 3.2.). 

Del resto, la giustificazione addotta
dal ricorrente non regge, giacché la conoscenza della variazione delle sue capacità
di metabolizzare l’alcol a seguito dell’intervento di by-pass gastrico, lo avrebbe,
semmai, dovuto portare ad assumere un atteggiamento più prudente, astenendosi
dal consumo di bevande alcoliche prima di prendere la guida del motoveicolo.

 

Lo stesso vale per quanto attiene
all’altro argomento del ricorrente circa gli effetti derivanti dall’assunzione concomitante
di psicofarmaci (Paroxetina) e di una - a suo dire - modesta quantità di birra
(cfr. doc. 3). 

Innanzitutto, occorre osservare che è notoriamente
sconsigliato assumere bevande alcoliche contemporaneamente a medicamenti di
ogni genere e, in modo particolare, lo è per gli psicofarmaci. Nel caso
concreto, per quanto concerne il farmaco antidepressivo in questione (Paroxetin-Mepha),
il relativo foglietto illustrativo avverte precisamente che per ragioni di
prudenza durante la terapia l’assunzione di bevande alcoliche è sconsigliata. Il
foglietto illustrativo segnala, inoltre, che questo medicamento può interferire
con la capacità di reazione e con l’abilità a condurre veicoli (cfr. doc. 3
pag. 4). 

, il 1° agosto 2014 e perciò durante la
terapia antidepressiva di Paroxetin, ha deciso di mettersi alla guida del suo
scooter dopo aver assunto bevande alcoliche, nonostante entrambe le cose, già prese
singolarmente, fossero chiaramente sconsigliate. 

A questo proposito giova pure evidenziare
che lo stesso ricorrente nelle motivazioni della sua opposizione alla decisione
della CO 1 (cfr. doc. 1) ha dichiarato che, nel caso concreto, lo psicofarmaco
da lui assunto unitamente ad una quantità modesta di bevande alcoliche ha
interferito con la sua capacità di reazione e con la sua abilità a condurre
veicoli (cfr. doc. 3), ammettendo, in altre parole, di aver guidato in stato d’inattitudine,
comportamento che adempie gli elementi oggettivi dell’infrazione penale
prevista all’art. 91 cpv. 2 lett. b LCStr.

Anche in questo caso l’argomento fatto
valere dal ricorrente per giustificare il tasso di etanolo presente nel suo
sangue immediatamente dopo l’incidente non regge. Il fatto di aver guidato
sotto l’influsso di alcool e di psicofarmaci e di avere conseguentemente perso
il controllo dello scooter consiste in un evidente fattore aggravante.

 

D'altro canto, gli indizi che emergono
dalle tavole processuali - gli stessi presi in considerazione dal Procuratore
Pubblico, quindi, il fatto che l'assicurato provenisse da una grigliata, il tasso
alcolemico medio accertato grazie all'analisi del sangue di 1.36 grammi per mille e la presenza del principio attivo paroxetina (cfr. allegato al doc. 99), la
dinamica dell'incidente avvenuto a bassa velocità su una strada poco trafficata,
le condizioni meteorologiche favorevoli e lo stato impeccabile della strada (docc.
11 e 12) -, sono tali da permettere di ritenere dimostrato, perlomeno secondo
il criterio della verosimiglianza preponderante, che l'assicurato, in occasione
dell'incidente della circolazione, conduceva il proprio motoveicolo in stato di
ubriachezza (art. 91 cpv. 2 lett. a LCStr, condizione che ha per effetto di
alterare le facoltà di qualunque conducente, cfr. DTF 108 V 108ss.) oltre che
in stato di inattitudine alla guida (art. 91 cpv. 2 lett. b LCStr), circostanze
che, interagendo fra di loro, hanno causato la negligente perdita di padronanza dello scooter, lo sbandamento sulla sua destra della carreggiata e il conseguente
impatto contro il cordolo del marciapiede e la barriera protettiva e, in ultima analisi, il danno alla salute
riportato da RI 1. 

Abbondanzialmente, va pure osservato che
dello stesso parere risulta essere anche la Dr. in scienze forensi, tossicologa SGRM/SSML e Responsabile dell’ IACT di __________, __________, la quale,
nelle conclusioni del Rapporto di analisi del 29 agosto 2014 da lei redatto ha
affermato che “…La diminuzione delle capacità di guida è stata
verosimilmente aggravata dalla presenza concomitante, nell’organismo, di
etanolo e paroxetina, sostanze i cui effetti possono potenziarsi
reciprocamente...” (cfr. doc. 99 pag. 6).

 

Nel caso concreto può pertanto essere
senz'altro riconosciuta l'esistenza di una relazione di causalità fra il
comportamento avuto dall'assicurato e la sopravvenienza dell'infortunio (e
quindi del danno alla salute). 

A ragione, quindi, la CO 1 ha ridotto le
prestazioni in contanti dell’assicurato.

 

                               2.8.   Per quanto attiene all'entità
della riduzione, va detto che essa non può superare la metà dell'importo delle
prestazioni se l'assicurato, all'epoca dell'infortunio, doveva provvedere al
sostentamento di congiunti che, alla sua morte, avrebbero diritto a rendite per
superstiti (cfr. art. 37 cpv. 2, 2a frase e cpv. 3, 2a frase LAINF). 

 

Nel decidere sulla riduzione delle prestazioni, occorre tenere
conto, oltre che della colpa (art. 37 cpv. 2 LAINF), rispettivamente della
gravità oggettiva dell'infrazione commessa (art. 37 cpv. 3 LAINF), anche della
situazione familiare ed economica dell'infortunato (cfr. RAMI 1989 U 79, p. 368
consid. 2c; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 147). In tale apprezzamento,
il giudice delle assicurazioni sociali non è vincolato alla valutazione
effettuata in precedenza dal giudice penale o civile (cfr. DTF 105 V 217;
Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 147). Va, comunque, sottolineato che il
potere cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali è limitato al
controllo della compatibilità dell'apprezzamento effettuato
dall'amministrazione con i principi generali del diritto. Il giudice non può -
senza motivi importanti - sostituire il proprio punto di vista a quello
dell'amministrazione (cfr. STFA U 301/00 del 16 ottobre 2001; STFA U 181/98 del
22 maggio 2001; RAMI 2000 U 375 p. 178ss.; DTF 126 V 353 consid. 5d; DTF 126 V 75 consid. 6; RDAT I-1997 p. 242; DTF 114 V 315
consid. 5a; RAMI 1989 U 63 p. 52ss.; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit.,
p. 147).

 

D'altra parte, esistono delle raccomandazioni afferenti all'entità
delle riduzioni, emanate dalla "AD-HOC-Kommission Schaden-UVG".
L’Alta Corte ha avuto modo di pronunciarsi sulla loro validità: esse non
rappresentano né ordinanze amministrative né direttive emanate da organismi
preposti alla sorveglianza dell'attività dell'amministrazione. Si tratta di
indicazioni che non hanno un valore assoluto, che vanno adattate a seconda
delle particolarità del caso di specie ma che, comunque, costituiscono un
valido punto di riferimento nell'ottica dell'applicazione del principio
dell'uguaglianza di trattamento fra gli assicurati (DTF 114 V 318 consid. 5c). 

La Corte federale ha ritenuto conforme al diritto la prassi
dell'INSAI, secondo cui, nel caso di infortuni avvenuti sotto l'influsso
dell'alcol, il tasso di riduzione viene fissato in funzione del grado di
ebrietà. Secondo il TFA, non è criticabile che l'Istituto assicuratore, in
presenza di un tasso alcolemico compreso fra lo 0.8 e l'1.2‰, applichi di
regola una riduzione del 20%, aumentandola di un 10% per ogni 0.4‰
supplementare (cfr. DTF 120 V 231 consid. 4c). 

Questa giurisprudenza è stata confermata in una sentenza 8C_252/2012
del 30 novembre 2012 consid. 5.1.3, pubblicata in SVR 2013 UV 11, p. 38ss..

                                         Secondo la dottrina, è
inoltre legittimo aumentare adeguatamente la quota di riduzione stabilita a
fronte di una guida in stato di ebrietà, in presenza di fattori cosiddetti
"aggravanti", a condizione che questi ultimi siano stati causali per
l'infortunio sopravvenuto e costituiscano, da parte loro, un delitto ai sensi
dell'art. 90 cpv. 2 LCStr, rispettivamente, possano essere qualificati quale
negligenza grave ai sensi dell'art. 37 cpv. 2 LAINF (cfr. A.
Rumo-Jungo, Die Leistungskürzung …, p. 174). Ad esempio, nella sentenza 8C_252/2012
appena menzionata, la riduzione delle prestazioni in contanti é stata fissata
al 40%, di cui 30% per la guida in stato di ebrietà e 10% per il mancato porto
della cintura di sicurezza. 

 

                               2.9.   Nella concreta
evenienza, dal Rapporto di analisi del 29 agosto 2014 dell’Istituto __________ si
evince che il prelievo di sangue, destinato a determinare il tasso di
alcolemia, è stato effettuato alle ore 17.30 del 1° agosto 2014. La relativa
analisi ha dato quale risultato un tasso minimo al momento critico dell’1.29
per mille e uno massimo dell’1.74 per mille, da cui un tenore alcolemico medio
dell’1.36 per mille (cfr. allegato al doc. 99). 

 

In funzione dell’entità di
questo tasso (qualificato) di etanolo, la CO 1 ha deciso di applicare una
riduzione delle prestazioni in contanti del 30% (cfr. docc. 1 e II1 pag.6).

 

                                         Chiamato a pronunciarsi,
il TCA osserva innanzitutto che l’assicurato non ha contestato l’entità della
riduzione applicata dalla convenuta. 

                                         Ad ogni modo, la riduzione
del 30% è conforme alla giurisprudenza della nostra massima Istanza (cfr.
consid. 2.8), essendo il tasso alcolemico di RI 1 compreso tra l’1.2 e l’1.6
per mille (cfr. in particolare la STF 8C_252/2012 del 30 novembre 2012 al
consid. 5, pubblicata in SVR 2013 UV 11, p. 38ss). 

 

                                         Alla
luce di quanto esposto la decisione su opposizione del 17 novembre 2014 deve
essere confermata. 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti