# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c1746b01-292f-552d-90db-d2414164de92
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-01-21
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht II. Strafkammer 21.01.2021 SK2 2020 21
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_005_SK2-2020-21_2021-01-21.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

Ordinanza del 21 gennaio 2021

N. d'incarto SK2 20 21

Istanza Seconda Camera penale 

Composizione Hubert, presidente
Bergamin e Cavegn
Baldassarre, attuario

Parti A._____
reclamante
patrocinato dall'avv. Federico Barazzetti
Via E. Bossi 4, casella postale 1432, 6830 Chiasso 

contro

C._____ SA
resistente
patrocinata dall'avv. Massimo de'Sena
Via S. Balestra 9, casella postale 6424, 6901 Lugano 

Oggetto incidente sul lavoro

Atto impugnato decreto di abbandono 26.03.2020 della Procura pubblica dei Gri-
gioni, comunicato il 31.03.2020 (n. d'incarto VV.2019.3149).

Comunicazione 22 gennaio 2021

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Ritenuto in fatto:

A. L'11 febbraio 2019 A._____ assolveva il primo giorno di lavoro presso gli 
stabilimenti produttivi della C._____ SA, E._____, alla quale era stato prestato 
dalla società di collocamento F._____. Dopo la pausa pranzo – verso la fine del 
turno –, si è verificato un infortunio per cui la mano destra dello stesso è rimasta 
schiacciata tra il gancio della gru carroponte da lui operata e una bobina d'acciaio, 
frantumandogli l'anulare destro. In seguito al sinistro il dito ha dovuto essere am-
putato.

B. In data 2 aprile 2019 A._____ ha segnalato l'infortunio al Ministero pubblico 
del Cantone Ticino. La Procura pubblica dei Grigioni (in seguito: Procura pubblica) 
ha assunto il relativo procedimento penale per competenza territoriale il 5 apri-
le 2019.

C. Con scritto 8 maggio 2019 A._____ si è costituito accusatore privato e parte 
civile, chiedendo inoltre l'esperimento di una perizia sul macchinario con cui si è 
ferito, nonché un sopralluogo sul sito dell'infortunio.

D. In data 13 maggio 2019 A._____ è stato interrogato dalla Polizia cantonale 
dei Grigioni (in seguito: Polizia cantonale) e ha in tale occasione compilato i modu-
li ufficiali relativi alla querela e all'accusa privata, specificando di sporgere querela 
contro ignoti per violazione delle regole dell'arte edilizia e/o lesioni colpose e di 
costituirsi accusatore privato penale e civile.

E. Il 15 maggio 2019 il Servizio speciale 2 della Polizia cantonale (incen-
di/esplosivi/sinistri; in seguito: Servizio speciale 2) ha effettuato un sopralluogo 
presso gli stabilimenti produttivi della C._____ SA. Le risultanze del sopralluogo 
sono state esposte nella documentazione fotografica del 3 giugno 2019 e nel rap-
porto conclusivo del 5 giugno 2019.

F. In data 16 maggio 2019 il Dr. med. G._____, specialista FMH in chirurgia 
della mano, ha esperito un rapporto medico fondato sulla visita del giorno dell'in-
fortunio. In esso, il chirurgo accertava segnatamente la natura permanente della 
perdita dell'anulare destro di A._____.

G. Il 23 maggio 2019 la Polizia cantonale ha interrogato in qualità di persona 
informata sui fatti H._____, addetto al magazzino acciai della C._____ SA e su-
pervisore di A._____ il giorno dell'infortunio.

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H. In data 31 maggio 2019 la Polizia cantonale ha altresì interrogato in qualità 
di persona informata sui fatti I._____, responsabile di produzione presso la 
C._____ SA. 

I. Il 5 giugno 2019 il Servizio speciale 2 ha esperito il rapporto conclusivo 
relativo alle proprie indagini, sostenendo segnatamente non sussistere indizi a 
sostegno dell'ipotesi che l'infortunio fosse dovuto a un prodotto difettoso o non 
conforme alle norme. A._____ avrebbe inoltre disposto di esperienza pregressa 
nell'utilizzo di gru carroponte – avendo assolto un relativo corso nel 2018 – e 
sarebbe stato altresì istruito in merito all'uso della gru in esame e al relativo 
gancio.

L. Il 5 ottobre 2019 la Polizia cantonale ha presentato il proprio rapporto 
sull'infortunio in esame, sostenendo segnatamente che l'inchiesta non avrebbe 
permesso di appurare i motivi per i quali il gancio si sarebbe spostato 
schiacciando la mano di A._____ contro le bobine. Non sarebbe stato infatti 
possibile ricostruire l'accaduto nei dettagli, avendo la Polizia cantonale dovuto 
basarsi esclusivamente sulle dichiarazioni delle persone informate sui fatti e di 
A._____ stesso a causa dell'annuncio tardivo dell'infortunio da parte del 
medesimo. Le ricostruzioni delle persone interrogate in merito alla dinamica 
dell'infortunio sarebbero tuttavia contrastanti.

M. Il 25 novembre 2019 la Procura pubblica ha decretato l'apertura 
dell'istruzione penale.

N. Il giorno seguente la Procura pubblica ha comunicato di prospettare 
l'emanazione di un decreto d'abbandono.

O. Con istanza 12 dicembre 2019 A._____ ha depositato istanze probatorie.

P. La Procura pubblica ha quindi abbandonato il procedimento in applicazione 
dell'art. 319 cpv. 1 lett. a e b CPP con decreto 26 marzo 2020, comunicato il 
31 marzo 2020, ritenendo che alla C._____ SA non possa essere rimproverato 
alcun comportamento negligente, né per quanto concerne l'istruzione e la 
sorveglianza di A._____, né per quanto concerne i dispositivi di protezione 
individuale messi a sua disposizione. Sulla base delle prove agli atti, 
segnatamente del rapporto conclusivo del Servizio speciale 2, la Procura pubblica 
ha altresì rinunciato all'assunzione di ulteriori prove.

Q. Con reclamo 15 aprile 2020 (data del timbro postale) A._____ (in seguito: 
reclamante) ha chiesto l'annullamento del decreto di abbandono 26 marzo 2020 e 

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l'emanazione di una nuova decisione ex art. 397 cpv. 2 CPP per i reati ritenuti 
configurabili nei confronti dei responsabili dell'infortunio, con protesta di tasse, 
spese e ripetibili. In subordine il reclamante ha chiesto di rinviare la decisione alla 
Procura pubblica, affinché quest'ultima ponga in essere tutti gli atti necessari al 
fine di chiarire i fatti che hanno portato all'infortunio e individuarne i relativi 
responsabili, indicando i relativi mezzi istruttori.

R. Con osservazioni 8 maggio 2020 la Procura pubblica ha postulato la 
reiezione del reclamo e l'addossamento dei costi di giustizia al reclamante.

S. Con osservazioni 29 maggio 2020 la C._____ SA (in seguito: resistente) ha 
anch'essa postulato la reiezione integrale del reclamo, con protesta di tasse, 
spese e ripetibili.

T. Le risultanze degli interrogatori delle parti, così come le allegazioni e 
argomentazioni delle stesse e della Procura pubblica, saranno trattate – per 
quanto rilevante ai fini del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

Considerando in diritto:

1.1. Ai sensi dell'art. 393 cpv. 1 lett. a CPP, contro le decisioni e gli atti procedu-
rali del pubblico ministero può essere interposto reclamo. Nel Cantone dei Grigioni 
la giurisdizione di reclamo è la Seconda Camera penale del Tribunale cantonale 
(art. 22 della Legge d'applicazione del Codice di diritto processuale penale svizze-
ro [LACPP; CSC 350.100] in combinato disposto all'art. 10 cpv. 1 dell'Ordinanza 
sull'organizzazione del Tribunale cantonale [OOTC; CSC 173.100]).

1.2. Giusta l'art. 396 cpv. 1 CPP i reclami devono essere presentati presso la 
giurisdizione di reclamo per scritto entro dieci giorni dalla comunicazione della de-
cisione impugnata. Il decreto di abbandono della Procura pubblica del 26 mar-
zo 2020 è stato notificato al reclamante l'8 aprile 2020 (act. B.1). Il reclamo, inol-
trato al Tribunale cantonale dei Grigioni il 15 aprile 2020 (data del timbro postale), 
è pertanto tempestivo.

1.3. In virtù dell'art. 382 cpv. 1 CPP sono legittimate a ricorrere contro una deci-
sione le parti che hanno un interesse giuridicamente protetto all'annullamento o 
alla modifica della stessa. Quale accusatore privato, il reclamante è senz'altro par-
te ai sensi dell'art. 104 CPP. Essendo leso nella sua incolumità fisica dall'eventua-
le reato, il medesimo dispone anche di un interesse giuridicamente protetto perso-
nale e attuale all'esito della procedura ed è pertanto legittimato a ricorrere contro il 
decreto d'abbandono.

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1.4.1. Sono censurabili mediante reclamo violazioni di diritto, compresi l'eccesso e 
l'abuso del potere d'apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art. 393 
cpv. 2 lett. a CPP), l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art. 393 cpv. 2 
lett. b CPP) e l'inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lett. c CPP). Il reclamo dev'essere 
presentato motivato; esso deve segnatamente indicare i punti della decisione che 
il reclamante intende impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione e i 
mezzi di prova invocati (art. 385 cpv. 1 CPP).

1.4.2. Il reclamante chiede l'annullamento del decreto 26 marzo 2020 con cui la 
Procura pubblica ha abbandonato il procedimento penale contro ignoti, facendo 
essenzialmente valere un accertamento inesatto e incompleto della fattispecie e 
depositando istanze probatorie in merito (act. A.1, passim).

1.4.3. Il reclamante indica in sufficiente dettaglio perché il decreto d'abbandono 
sarebbe a suo avviso fondato un accertamento inesatto dei fatti e ne chiede 
espressamente l'annullamento. Il reclamo illustra altresì le ragioni per cui il recla-
mante ritiene che la Procura pubblica avrebbe invece dovuto promuovere accusa, 
rivelandosi pertanto debitamente motivato.

1.5. Essendo tempestivamente interposto in debita forma da una parte legittima-
ta a ricorrere, il reclamo è ricevibile in ordine. In merito all'ammissibilità della ri-
chiesta di emanazione di una nuova decisione al petito n. 1 del reclamo si rinvia al 
considerando 2 infra.

2.1. In via principale il reclamante chiede, oltre all'annullamento del decreto 
d'abbandono 26 marzo 2020, l'emanazione di una nuova decisione ex art. 397 
cpv. 2 CPP per i reati ritenuti configurabili nei confronti dei responsabili 
dell'infortunio.

2.2. Giusta l'art. 397 cpv. 2 CPP, se accoglie il reclamo, la giurisdizione di re-
clamo emana una nuova decisione o annulla la decisione impugnata, rinviandola 
alla giurisdizione inferiore perché statuisca nuovamente. La giurisdizione di recla-
mo annulla tuttavia in ogni caso la decisione impugnata laddove accoglie un re-
clamo contro un decreto d'abbandono ritenendo necessaria l'assunzione di nuove 
prove (Andreas J. Keller, in: Donatsch/Hansjakob/Lieber [edit.], Kommentar zur 
Schweizerischen Strafprozessordnung [StPO], 2.a ed., Zurigo/Basilea/Ginevra 
2014, n. 7 ad art. 397 CPP; Mauro Mini, in: Bernasconi et al. [edit.], Codice di pro-
cedura penale [CPP], Commentario, Zurigo/San Gallo 2010, n. 4 ad art. 397 CPP). 
Si ricorda che l'istanza di reclamo è generalmente tenuta a fare un uso contenuto 
del potere riformatore, al fine di non privare le parti di un grado di giudizio (Mauro 

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Mini, op. cit., n. 3 ad art. 397 CPP). Il Messaggio del Consiglio federale concer-
nente l'unificazione del diritto processuale penale svizzero indica a sua volta quali 
esempi tipici di decisioni da annullare con giudizio cassatorio i casi in cui la deci-
sione impugnata poggia su un accertamento incompleto dei fatti (Messaggio del 
Consiglio federale concernente l'unificazione del diritto processuale penale del 
21 dicembre 2005, FF 2006 989, pag. 1215).

2.3. Poiché oggetto del presente contenzioso è proprio la completezza delle 
prove assunte e dei fatti accertati dalla Procura pubblica nel decreto d'abbandono 
26 marzo 2020, l'emanazione di una decisione riformatrice è esclusa a priori. In 
tale misura, il petito principale del reclamo dev'essere respinto.

3.1. In subordine il reclamante chiede l'annullamento del decreto 26 marzo 2020 
con cui la Procura pubblica ha disposto l'abbandono del procedimento penale con-
tro ignoti in base all'art. 319 cpv. 1 lett. a e b CPP e il rinvio della procedura alla 
medesima.

3.2.1. La decisione impugnata si fonda in primo luogo sulla conclusione che non 
sarebbe costatabile alcuna negligenza dei dipendenti della resistente, mentre non 
sarebbe esclusa un'errata manipolazione del gancio della gru carroponte da parte 
del reclamante, istruito in merito al corretto uso di tale attrezzo (act. B.0 n. 3a; cfr. 
anche act. B.0 n. 2.a-2.c). Essa appare in tal modo implicare che il reclamante 
porti una (cor-)responsabilità propria per l'infortunio occorso e che la medesima 
sia di intensità sufficiente a giustificare l'abbandono del procedimento penale.

3.2.2. A tal riguardo il reclamante censura essenzialmente che, qualora la Procura 
pubblica avesse ritenuto insufficienti gli elementi probatori raccolti in favore della 
promozione dell'accusa, la medesima avrebbe dovuto integrare l'indagine per 
mezzo di perizie e interrogatori. La Procura pubblica avrebbe invece fondato le 
sue conclusioni proprio sull'assenza di prove a essa rimproverata. Il reclamante 
ritiene in tal senso che la Procura pubblica abbia ignorato il contenuto delle istan-
ze probatorie da lui presentate così come delle normative SUVA ivi citate, metten-
do invece in luce tramite ragionamenti induttivi una sua asserita negligenza. La 
Procura pubblica avrebbe infine assunto un atteggiamento generalmente più com-
prensivo nei confronti della resistente quale datrice di lavoro (cfr. act. A.1 ad 2.a-
2.c e ad 3.a-3.b; in merito alle istanze probatorie del reclamante e alle relative os-
servazioni della resistente cfr. consid. 3.3 infra).

3.2.3. La responsabilità primaria per la prevenzione di incidenti sul lavoro grava 
sul datore di lavoro (cfr. sentenza del Tribunale federale 6B_1016/2017 del 

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9 maggio 2018 consid. 2.4). Pur potendo una responsabilità propria del lavoratore 
infortunato giustificare in determinati casi l'abbandono del procedimento penale, 
tale conclusione costituisce, alla luce del precitato principio, l'eccezione alla rego-
la. La responsabilità del lavoratore infortunato dev'essere infatti talmente grave da 
escludere sostanzialmente qualsiasi responsabilità del datore di lavoro o di terzi, 
ragion per cui l'abbandono del procedimento penale presuppone in tal caso anche 
un accertamento e un apprezzamento approfondito della fattispecie (cfr. sentenza 
del Tribunale federale 6B_1016/2017 del 9 maggio 2018 consid. 2.4 in fine).

3.2.4. Nonostante la responsabilità primaria della resistente, la Procura pubblica 
ha abbandonato il procedimento penale sostenendo invece che una responsabilità 
del reclamante non sarebbe esclusa e che l'istruttoria non avrebbe permesso di 
accertare la responsabilità dei dipendenti della resistente. Non avendo essa inve-
ce escluso una responsabilità della resistente o dimostrato una responsabilità par-
ticolarmente grave del reclamante, né tantomeno addotto prove atte a corroborare 
le sue conclusioni, i requisiti della precitata giurisprudenza devono essere consi-
derati inadempiuti.

3.2.5. Allo stato attuale delle indagini, un'eventuale (cor-)responsabilità del recla-
mante non poteva conseguentemente escludere a priori una potenziale responsa-
bilità della resistente. La Procura pubblica non poteva pertanto giustificare l'ab-
bandono del procedimento penale sulla base dal mero assunto che l'infortunio 
avrebbe potuto essere ascrivibile a una manipolazione errata del gancio della gru 
carroponte da parte del reclamante. Prima facie, la resistente rimane pertanto pri-
mariamente responsabile per la prevenzione dell'infortunio in esame.

3.3.1. La Procura pubblica ha altresì ritenuto di poter procedere a un apprezza-
mento anticipato delle prove ex art. 139 cpv. 2 CPP sulla base degli accertamenti 
effettuati – segnatamente sulla base del rapporto del Servizio speciale 2 –, non 
sussistendo a suo avviso motivi sostanziali per ritenere incompleta o errata la ri-
costruzione dell'infortunio da parte delle autorità inquirenti (act. B.0 n. 3b). Con 
osservazioni 8 maggio 2020 la Procura pubblica ha aggiunto a tal riguardo che la 
decisione in merito alla necessità di una perizia tecnica ai sensi degli 
artt. 182 segg. CPP rientrerebbe nel proprio potere discrezionale. In applicazione 
di tale margine d'apprezzamento essa avrebbe deciso di utilizzare le risultanze 
dell'istruttoria del Servizio speciale 2, essendo quest'ultimo specializzato in accer-
tamenti relativi a incidenti sul lavoro. Considerata l'esperienza in materia del pre-
detto servizio e i rilevamenti da esso effettuati nel caso in esame, la Procura pub-
blica sostiene di aver potuto rinunciare all'esperimento di una perizia tecnica e all'-
assunzione di ulteriori mezzi di prova (act. A.2 n. 4).

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3.3.2. Il reclamante censura la decisione della Procura pubblica di non aver dis-
posto l'esperimento di una perizia tecnica sui macchinari utilizzati, sulla manuten-
zione degli stessi, sulla formazione dei dipendenti, sui dispositivi di sicurezza indi-
viduale messi a loro disposizione e sullo stato dei luoghi di lavoro (cfr. act. A.1 ad 
1.a-1.b), sostenendo essenzialmente che la Polizia cantonale non avrebbe dispo-
sto delle competenze tecniche necessarie all'accertamento delle relative questioni. 
Tale circostanza sarebbe anche resa evidente dal rapporto conclusivo del Servi-
zio speciale 2, nel quale sarebbero stati meramente descritti e documentati foto-
graficamente i luoghi e gli strumenti di lavoro. Sulla base dell'istruttoria la Procura 
pubblica non ne avrebbe pertanto potuto costatare la conformità alle normative in 
tema di sicurezza sul lavoro (cfr. act. A.1 ad 1.c). Per contro, un'integrazione dell'-
indagine – già richiesta con inoltro 12 dicembre 2019 – avrebbe potuto fornire un 
contributo decisivo all'accertamento dei relativi fatti (cfr. act. A.1 ad 1.a-1.b). Nel 
predetto inoltro, pedissequamente riportato nel reclamo, il reclamante ha segna-
tamente sostenuto che l'infortunio sia da ricondurre a diverse negligenze da parte 
della resistente, ovverosia: 

a) l'assenza di corsi di formazione in merito ai rischi;

b) l'assenza di guanti di protezione antiurto;

c) la modalità di stoccaggio delle bobine;

d) l'assenza dell'entrata in funzione del limitatore di carico del carroponte;

e) l'assenza del dente antiscivolo di sicurezza sul gancio a C nonché l'erra-
ta posizione della maniglia di guida;

f) l'errata valutazione degli spazi di manovra nell'area di stoccaggio delle 
bobine;

g) la non idonea borsetta di protezione del telecomando del carroponte, la 
quale copriva la visuale dei comandi; nonché 

h) la circostanza che le persone responsabili non abbiano immediatamente 
chiamato l'ambulanza (cfr. act. PP 1, 14 n. 1-3; act. A.1 n. I, premessa).

Al fine di accertare e apprezzare le predette circostanze egli formulava all'indirizzo 
della Procura pubblica le seguenti istanze probatorie:

"1. Testi

Si chiede nell'ambito del pendente procedimento penale di sentire quale 
teste il sig. J._____ (dipendente presso C._____ SA) che potrà riferire in 
merito alle circostanze dell'infortunio in questione, nonché sul tipo di 
intervento posto in essere successivamente all'infortunio.

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Si chiede altresì un confronto tra il sig. A._____ ed il sig. K._____ ed il Sig. 
I._____ al fine di chiarire i punti di contrasto della testimonianza rilasciata 
rispetto alle dichiarazioni rese dal Sig. A._____.

2. Perizia

Si chiede che venga disposta una perizia giudiziale volta a chiarire tutte le 
circostanze sopra esposte nonché in particolare a chiarire l'inosservanza da 
parte dell'azienda delle normative di riferimento in materia di sicurezza sul 
luogo di lavoro rispetto alla dinamica del sinistro, nonché della conformità 
alla normativa vigente dei macchinari oggetto del sinistro."

3.3.3. Da parte sua, la resistente concorda invece con la Procura pubblica nel ri-
tenere che una perizia tecnica non avrebbe potuto apportare nuovi elementi alla 
fattispecie, ritenendo non sussistere riferimenti oggettivi atti a consentire al perito 
di ricostruire l'accaduto in maniera scientifica (act. A.3 ad 1.a-1.b, terzo lemma). A 
suo avviso la Procura pubblica avrebbe in generale già tematizzato le istanze pro-
batorie del reclamante nella motivazione del decreto di abbandono. Avendo la Po-
lizia cantonale interrogato il personale della resistente e avendo la Procura pubbli-
ca disposto l'intervento del Servizio speciale 2, la resistente conclude che le inda-
gini sarebbero state svolte correttamente e compiutamente (act. A.3 ad 1.a-1.b, 
primo lemma).

3.3.4. Giova innanzitutto ricordare che già l'assenza o insufficienza di piani di sicu-
rezza aziendale, la mancata o manchevole implementazione dei medesimi o – 
tenor giurisprudenza del Tribunale federale – anche solo l'assenza di un'adeguata 
cultura della sicurezza in seno all'impresa possono costituire violazioni degli obbli-
ghi di diligenza del datore di lavoro ex art. 6 cpv. 1 e 2 della Legge federale sul 
lavoro nell'industria, nell'artigianato e nel commercio (Legge sul lavoro, LL; 
RS 822.11), art. 82 cpv. 1 della Legge federale sull'assicurazione contro gli infor-
tuni (LAINF; RS 832.20), art. 6, 8 cpv. 1, seconda frase, e 11a cpv. 1 dell'Ordinan-
za sulla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali (Ordinanza sulla 
prevenzione degli infortuni, OPI; RS 832.30) e art. 328 cpv. 2 CO, segnatamente 
della cura in custodiendo a esso incombente (cfr. sentenze del Tribunale federale 
6B_1334/2019 del 27 marzo 2020 consid. 2.5.2; 6B_287/2014 del 30 marzo 2015 
consid. 3.2).

Nella fattispecie le indagini svolte dalle autorità inquirenti si sono generalmente 
limitate alle questioni relative alla (previa) formazione e all'istruzione del reclaman-
te nonché ai quesiti concernenti gli strumenti di lavoro e di sicurezza individuale da 
lui utilizzati. L'esistenza e la concreta implementazione da parte della resistente di 
sufficienti piani di sicurezza aziendale, come anche il sussistere di un'adeguata 

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cultura della sicurezza sul lavoro in seno all'impresa, non sono per contro state in 
alcun modo oggetto d'indagine. Ciò malgrado la circostanza che il lavoro svolto dal 
reclamante comportava evidentemente pericoli qualificati e che il giorno dell'infor-
tunio il medesimo assolveva il primo giorno di lavoro presso la resistente, ovvero-
sia in una filiera produttiva e con un macchinario specifico – la gru carroponte con 
gancio a "C" della resistente – a lui ancora largamente sconosciuti. Soprattutto 
l'organizzazione e l'intensità della supervisione del reclamante avrebbero sotto tali 
circostanze dovuto costituire un elemento centrale delle indagini.

Già per questo motivo l'istruttoria dev'essere considerata incompleta in relazione 
all'accertamento dell'ottemperanza della resistente ai suoi obblighi di diligenza. A 
prescindere dalle censure del reclamante, la Procura pubblica non poteva pertanto 
fondare l'abbandono del procedimento penale sulle indagini sinora svolte.

3.3.5. Giusta l'art. 139 cpv. 2 CPP, i fatti irrilevanti, manifesti, noti all'autorità pena-
le oppure già comprovati sotto il profilo giuridico non sono oggetto di prova. Le 
autorità penali sono pertanto dispensate dalla raccolta di prove portanti su taluni 
fatti. I presupposti per rinunciare alla raccolta di prove, in particolare stabilire se un 
fatto è irrilevante o già comprovato, devono essere esaminati nella cosiddetta va-
lutazione anticipata delle prove. Tale metodologia di valutazione deve tuttavia es-
sere in ogni caso compiuta con cautela, onde evitare di privare aprioristicamente 
le parti del diritto di addurre prove a sostegno delle loro tesi (Maria Galliani/Luca 
Marcellini, op. cit., n. 3 ad art. 139 CPP). Laddove le condizioni per disporre l'-
esperimento di una perizia sono date, le autorità penali non possono prescindere 
dall'ordinarla (Maria Galliani/Luca Marcellini, op. cit., n. 4 ad art. 182 CPP). Le di-
sposizioni dell'art. 182 sono di carattere cogente (Niklaus Schmid/Daniel Jositsch, 
Schweizerische Strafprozessordnung, Praxiskommentar, 3.a ed., Zurigo/San Gallo 
2018, n. 3 ad art. 182 CPP). La rinuncia ingiustificata all'esperimento di una perizia 
richiesta da una parte costituisce una violazione dell'art. 182 CPP, oltre a una vio-
lazione del diritto di essere sentiti sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (Marianne Heer, 
op. cit., n. 7 in fine ad art. 182 CPP). La giurisprudenza riconosce un potere di-
screzionale al giudice di merito in relazione all'esame dell'attendibilità di dichiara-
zioni rese in sede d'interrogatorio, caso che non ricorre tuttavia nella fattispecie 
(cfr. sentenze del Tribunale federale 6B_681/2012 del 12 marzo 2013 consid. 3.2; 
6B_297/2013 del 27 maggio 2013 consid. 1.4.1; entrambe con rimandi). La deci-
sione in merito alla necessità della disposizione di una perizia tecnica non rientra-
va pertanto nel potere discrezionale della Procura pubblica. Nella misura in cui la 
medesima si dovesse rivelare necessaria, la Procura pubblica era obbligata a di-
sporla.

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3.3.6. L'esperimento di una perizia tecnica è necessario laddove per scoprire o 
utilizzare determinati indizi o prove – rispettivamente per accertare e apprezzare la 
fattispecie – siano necessarie conoscenze tecniche o scientifiche particolari (Maria 
Galliani/Luca Marcellini, in: Bernasconi et al. [edit.], Codice svizzero di procedura 
penale [CPP], Commentario, Zurigo/San Gallo 2010, n. 2 ad art. 182 CPP; Ma-
rianne Heer, op. cit., n. 8 ad art. 182 CPP). Il pubblico ministero (come anche il 
giudice) può presumere di disporre di tali conoscenze specialistiche solo qualora 
egli ne possa disporre anche senza una relativa formazione. L'obbligo di far espe-
rire una perizia non è in ogni caso legato al presupposto che il pubblico ministero 
(rispettivamente il giudice) non disponga evidentemente o per propria ammissione 
delle necessarie conoscenze tecniche o scientifiche; è invece sufficiente che pos-
sano sussistere dubbi in merito (Marianne Heer, op. cit., n. 8 ad art. 182 CPP).

Nell'ambito d'indagini relative a incidenti sul lavoro – segnatamente laddove i me-
desimi occorrono in filiere produttive complesse, nonché nell'ambito dell'impiego di 
strumenti di lavoro specialistici e generanti pericoli qualificati per il personale – 
l'accertamento dell'ottemperanza agli standard di sicurezza da parte del datore di 
lavoro richiede un esame esaustivo delle circostanze della fattispecie. Esso richie-
de inoltre conoscenze approfondite degli specifici standard in casu applicabili, in 
merito ai quali sussistono peraltro formazioni specialistiche (cfr. Ordinanza sulla 
qualifica degli specialisti della sicurezza sul lavoro, RS 822.116).

La Procura pubblica ha accertato e apprezzato la fattispecie in merito alle questio-
ni tecniche di sicurezza sul lavoro fondandosi esclusivamente sulle risultanze del 
rapporto finale del Servizio speciale 2 e sulle sue proprie valutazioni. Il predetto 
rapporto si limitava tuttavia a descrivere e a documentare fotograficamente i luoghi 
e gli strumenti di lavoro, nonché ad accertare la certificazione CE delle attrezzatu-
re, l'utilizzabilità generale e il regolare controllo di manutenzione delle medesime 
(act. PP 2,2 e 2,3). Si rileva per contro che il rapporto conclusivo non indicava né 
gli standard di sicurezza sul lavoro concretamente applicati alla fattispecie in esa-
me, né come il Servizio speciale 2 sia giunto alla conclusione che tali standard 
siano stati rispettati. Oltre a tralasciare numerosi aspetti potenzialmente rilevanti 
per l'accertamento della fattispecie in esame, il predetto rapporto non permette 
manifestamente a persone senza formazione specialistica di ricostruire i concreti 
obblighi della resistente, tantomeno il loro eventuale adempimento. Si rileva inoltre 
che il decreto di abbandono non specifica le formazioni specialistiche di cui avreb-
bero disposto gli agenti del Servizio speciale 2.

3.3.7. Ne consegue che la Procura pubblica avrebbe senz'altro dovuto dubitare 
della propria capacità di accertare e apprezzare la fattispecie in esame sulla base 

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del rapporto finale del Servizio speciale 2. Essa non avrebbe pertanto potuto ri-
nunciare a disporre l'esperimento di una perizia in merito all'ottemperanza della 
resistente alle normative di sicurezza sul lavoro applicabili. L'accertamento e ap-
prezzamento della fattispecie dev'essere quindi considerato incompleto anche sot-
to tale aspetto, ragion per cui – allo stato attuale delle indagini – il procedimento 
penale non avrebbe potuto essere abbandonato.

3.3.8. In merito alle censure lett. a-f riportate nell'inoltro 12 dicembre 2019 del re-
clamante (cfr. consid. 3.3.2 supra) è pertanto necessario disporre l'esperimento di 
una perizia tecnica, della quale dovrà essere incaricato un esperto di sicurezza sul 
lavoro con comprovata formazione specialistica. In merito all'asserita assenza di 
guanti di protezione antiurto (censura lett. b) si ricorda inoltre l'applicabilità dell'-
art. 5 cpv. 2 OPI, ai sensi del quale se è necessario l'impiego simultaneo di diversi 
dispositivi di protezione individuale, il datore di lavoro deve provvedere affinché 
essi siano compatibili e la loro efficacia non venga pregiudicata.

Per quanto concerne la censura relativa alla borsetta di protezione del telecoman-
do del carroponte (act. A.1 ad 2.d) risulta per contro evidente già dalla documen-
tazione fotografica del Servizio speciale 2 che la condizione della stessa non 
avrebbe potuto complicare l'utilizzo del macchinario in modo tale da costituire un 
pericolo e non avrebbe in ogni caso potuto causare l'infortunio (act. PP 2,2 
pag. 4).

In merito alla circostanza che i dipendenti della resistente non hanno immediata-
mente chiamato l'ambulanza si rimanda al consid. 3.5 infra.

3.4.1. Pur escludendo la necessità di un'ulteriore assunzione di prove, la Procura 
pubblica ha quindi argomentato che il caso in esame costituirebbe una costella-
zione "parola contro parola", nell'ambito della quale non sarebbe stato possibile 
valutare l'attendibilità delle singole dichiarazioni delle persone interrogate, ragion 
per cui una condanna si rivelerebbe inverosimile (act. B.0 n. 3.a).

3.4.2. In virtù del principio "in dubio pro duriore", laddove le dichiarazioni delle 
persone interrogate confliggono e non è possibile accertarne l'attendibilità, il pub-
blico ministero è tenuto a promuovere accusa. Tale principio vale peraltro anche 
segnatamente qualora, in seguito a un accertamento esaustivo della fattispecie, il 
pubblico ministero dovesse giungere alla conclusione che non sussistano prove 
oggettive atte ad accertare la fattispecie (cfr. sentenze del Tribunale federale 
6B_1027/2017 del 19 febbraio 2018 consid. 3.4.1; 6B_698/2016 del 10 aprile 2017 
consid. 2.4.2).

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3.4.3. La Procura pubblica non poteva pertanto neppure abbandonare il procedi-
mento penale sulla base della circostanza che non le sarebbe stato possibile ac-
certare l'attendibilità delle dichiarazioni delle persone interrogate. Prima facie ap-
pare invece opportuno disporre un interrogatorio di confronto tra il reclamante e le 
persone informate sui fatti. Al fine di chiarire la dinamica dell'infortunio – nonché 
l'ottemperanza della resistente agli standard di sicurezza sul lavoro applicabili – 
potrebbe inoltre rivelarsi necessario l'interrogatorio di ulteriori persone informate 
sui fatti, ad esempio (come postulato nell'inoltro 12 dicembre 2019 della reclaman-
te) del dipendente della resistente L._____.

3.5.1. La Procura pubblica ha infine concluso che non sarebbe stato possibile 
stabilire se l'avvertimento immediato di un'ambulanza da parte dei dipendenti della 
resistente avrebbe modificato l'esito della lesione corporale. Anche il reclamante 
avrebbe utilizzato la formulazione ipotetica "forse" nel descrivere tale evenienza in 
sede d'interrogatorio. Per due persone laiche come I._____ e H._____ un'even-
tualità di tal genere non sarebbe stata prevedibile, tenendo conto della circostanza 
che anche il medico visitato in seguito all'infortunio avrebbe dovuto effettuare 
esami medici specifici e consultarsi con altri specialisti prima di decidere di chia-
mare l'ambulanza (act. B.0 n. 2.e).

3.5.2. Il reclamante censura l'accertamento dei fatti della Procura pubblica in meri-
to alle modalità, a suo avviso inadeguate e tardive, con cui i responsabili della re-
sistente sono intervenuti nel momento in cui si è verificato l'infortunio. Egli ritiene 
che il relativo accertamento dei fatti sia incompleto, posto come le responsabilità 
avrebbero potuto a suo avviso essere accertate solamente per mezzo di una peri-
zia medica (act. A.1 ad 2.e).

3.5.3. La resistente sostiene per contro che il soccorso del reclamante sia stato 
immediato. I dipendenti lo avrebbero subito accompagnato dal medico, il quale 
avrebbe organizzato le relative cure. Sarebbe stato inoltre il reclamante stesso a 
rallentare in seguito i soccorsi, chiedendo che l'ambulanza tornasse alla sede della 
resistente al fine di recuperare i suoi effetti personali. Infine, la reclamante ritiene 
che non possa essere assunto che l'intervento diretto di un'ambulanza avrebbe 
permesso di salvare l'anulare del reclamante. Il resistente non avrebbe peraltro 
neppure reso verosimile tale circostanza, che anche una perizia medica a poste-
riori non potrebbe convalidare. 

3.5.4. Una condanna per lesioni colpose ex art. 125 CP presuppone segnatamen-
te che il danno sia stato cagionato dal mancato adempimento di un obbligo di dili-
genza. Nel caso di omissioni la catena causale dev'essere inoltre stata a grandi 

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linee prevedibile per il garante in base alle sue conoscenze e alle circostanze della 
fattispecie. Tenor giurisprudenza del Tribunale federale l'omissione dev'essere 
atta a produrre o a favorire, secondo l'andamento ordinario delle cose e l'espe-
rienza generale della vita, il verificarsi di un evento simile a quello realizzatosi 
(nesso causale adeguato; DTF 131 IV 145 consid. 5.1). L'evento dev'essere inol-
tre stato evitabile, presupposto quest'ultimo che dev'essere considerato adempiuto 
laddove il medesimo non si sarebbe con ogni probabilità verificato qualora l'azione 
dovuta non fosse stata omessa (nesso causale ipotetico; DTF 117 IV 130 con-
sid. 2a; sentenza del Tribunale federale 6B_924/2009 del 18 marzo 2010 con-
sid. 2.4.2).

3.5.5.  Nella fattispecie è sostanzialmente escluso che i dipendenti della resistente 
– quali laici in campo medico – abbiano potuto prevedere anche solo a grandi li-
nee che l'immediata visita di un medico in luogo di un intervento diretto del pronto 
soccorso avrebbe potuto rendere necessaria l'amputazione del dito del reclaman-
te. In ogni caso, è oramai senz'altro impossibile accertare l'evitabilità della perdita 
dell'anulare, non potendo evidentemente più essere esperita in merito una perizia 
medica atta a stabilire con sufficiente certezza l'esistenza di un nesso causale ipo-
tetico e non essendo ravvisabili altri mezzi di prova idonei.

3.5.6. La Procura pubblica poteva pertanto giungere alla conclusione che il com-
portamento dei dipendenti della resistente in seguito all'infortunio non abbia violato 
alcun obbligo di diligenza della medesima nei confronti del reclamante. La relativa 
censura del medesimo si rivela pertanto infondata.

4. In sintesi la procedura non avrebbe potuto essere abbandonata ai sensi 
dell'art. 319 cpv. 1 lett. a e b CPP.

5. Il reclamo è pertanto accolto e il decreto di abbandono 26 marzo 2020 an-
nullato. Il procedimento penale VV.2019.3149 è rinviato alla Procura pubblica per 
nuovi accertamenti ai sensi dei precedenti considerandi.

6. In applicazione dell'art. 8 cpv. 1 dell'Ordinanza sugli emolumenti in cause 
penali (OECP; CSC 350.210), la tassa di giustizia per la procedura di reclamo è 
fissata in CHF 1'500.00. In applicazione dell'art. 428 cpv. 4 CPP, le spese proces-
suali per la relativa procedura vanno a carico del Cantone dei Grigioni.

7.1. Il reclamante ha protestato le ripetibili (act. A.1 pag. 12). Agli atti non figura 
tuttavia alcuna nota d'onorario.

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7.2. Giusta l'art. 436 cpv. 1 CPP in combinato disposto all'art. 433 cpv. 1 
lett. a CPP, se l'accusatore privato vince la causa, l'imputato deve indennizzarlo 
adeguatamente delle spese necessarie da lui sostenute nel procedimento. L'accu-
satore privato deve tuttavia inoltrare, quantificare e comprovare la sua istanza d'-
indennizzo. Qualora non ottemperi a tale obbligo, l'autorità penale – ivi inclusa la 
giurisdizione di ricorso – non entra nel merito dell'istanza (art. 433 cpv. 2 CPP; cfr. 
Stefan Wehrenberg/Friedrich Frank, in: Niggli/Heer/Wiprächtiger [edit.], Basler 
Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, 2.a ed., Basilea 2014, n. 7 ad 
art. 436 CPP; Yvonna Griesser, in: Donatsch/Hansjakob/Lieber [edit.], Kommentar 
zur Schweizerischen Strafprozessordnung [StPO], 2.a ed., Zurigo 2014, n. 4 ad 
art. 433 CPP; decreti del Tribunale cantonale dei Grigioni SK2 19 11 del 18 giu-
gno 2020 consid. 6.3; SK2 19 66 del 23 aprile 2020 consid. 6.2, con rinvii).

7.3. Non avendo il reclamante quantificato – né tantomeno comprovato – le ripe-
tibili protestate, il Tribunale cantonale non entra nel merito della relativa istanza. 
Non si riconosce pertanto alcun indennizzo ex art. 436 cpv. 1 CPP in combinato 
disposto all'art. 433 CPP.

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La Seconda Camera penale giudica:

1. Il reclamo è accolto e il decreto di abbandono 26 marzo 2020 è annullato. Il 
procedimento penale VV.2019.3149 è rinviato alla Procura pubblica per 
nuovi accertamenti ai sensi dei considerandi.

2. Le spese processuali della procedura di reclamo, di CHF 1'500.00, 
rimangono a carico del Cantone dei Grigioni. 

3. Non si riconoscono ripetibili.

4. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia penale ai 
sensi dell'art. 78 LTF. Il ricorso è da inoltrare al Tribunale federale, 1000 
Losanna 14, per scritto entro 30 giorni dalla notificazione della decisione 
con il testo integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per 
l'ammissibilità, il diritto, gli ulteriori presupposti e la procedura di ricorso 
fanno stato gli artt. 29 segg., 78 segg. e 90 segg. LTF.

5. Comunicazione a: