# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 219174b7-964f-563c-8c9d-829f60e358c5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-08-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.08.2021 D-2354/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2354-2021_2021-08-25.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-2354/2021 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 5  a g o s t o  2 0 2 1  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Roswitha Petry;  

cancelliere Jesse Joseph Erard. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Afghanistan,   

patrocinato dal signor Ugo Di Nisio, SOS Ticino Protezione 

giuridica della Regione Ticino e Svizzera centrale - Caritas 

Svizzera, (…)  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (senza esecuzione dell'allontanamento); 

decisione della SEM del 3 maggio 2021 / N (…). 

 

 

 

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Visto 

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera (…) 2021,  

l’audizione per richiedenti minorenni non accompagnati (RMNA) indetta 

dall’autorità inferiore in data 23 febbraio 2021 (cfr. atto SEM [...]-14/16 [di 

seguito: verbale 1]),  

la perizia predisposta dall’autorità inferiore, che ha confermato la probabile 

minore età del richiedente (cfr. atti SEM 25/11 e 26/11), 

il verbale del 27 aprile 2021 concernente l’audizione sui motivi d’asilo 

(cfr. atto SEM 32/12; [di seguito: verbale 2]),  

la bozza di decisione negativa sull’asilo ed il parere del patrocinatore del 

richiedente (cfr. atti SEM 36/7 e 37/6),  

la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) del 3 maggio 

2021, notificata in medesima data (cfr. atto SEM 49/1), con cui l’autorità in 

parola ha respinto la domanda d'asilo e ha pronunciato l'allontanamento 

del richiedente dalla Svizzera, salvo ammetterlo provvisoriamente per 

causa d’inesigibilità, 

il ricorso del 19 maggio 2021 (cfr. timbro sul plico raccomandato; data d'en-

trata: 20 maggio 2021), con cui il ricorrente ha concluso all’accoglimento 

del gravame, all’annullamento della decisione impugnata, al riconosci-

mento della qualità di rifugiato ed alla concessione dell'asilo in Svizzera; in 

subordine egli ha postulato la restituzione degli atti all’autorità inferiore per 

un nuovo esame delle allegazioni e per un complemento istruttorio nell’am-

bito di una procedura ampliata; in ulteriore subordine, egli ha chiesto di 

essere ammesso provvisoriamente in Svizzera; contestualmente e con 

protesta di tasse e spese, egli ha domandato di essere esentato dal paga-

mento delle spese processuali e del relativo anticipo, 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

 

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e considerato 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti 

(art. 6 LAsi), 

che fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF, 

che la SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi) e l’atto impugnato co-

stituisce una decisione ai sensi dell’art. 5 PA, 

che il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA), per il che è legittimato ad aggravarsi contro di 

essa, 

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti, 

che occorre pertanto entrare nel merito del gravame, 

che i ricorsi manifestamente fondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono 

decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di una se-

conda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto som-

mariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la 

violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi),  

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che anzitutto lo scrivente osserva che, essendo stato il ricorrente posto al 

beneficio dell’ammissione provvisoria per inesigibilità dell’esecuzione 

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dell’allontanamento e non avendo egli censurato la pronuncia dell’allonta-

namento, oggetto del litigio in questa sede risulta essere esclusivamente il 

riconoscimento dello statuto di rifugiato e la concessione dell’asilo, 

che nel caso in rassegna, il ricorrente, onde avvalorare la propria versione 

dei fatti, ha versato agli atti dell’autorità inferiore diversi documenti, fra i 

quali due lettere minatorie – a suo dire in formato originale (cfr. verbale 2, 

pag. 8, D68-D69; atto SEM 37/6; memoriale ricorsuale, pag. 5, punto II) – 

indirizzategli dai talebani, 

che con la bozza di decisione l’autorità inferiore ha segnatamente ritenuto 

che le summenzionate missive sarebbero contraddistinte da un esiguo va-

lore probatorio poiché facilmente e illegalmente reperibili in Afghanistan; 

che siffatta documentazione – le cui modalità di ricezione non sarebbero 

peraltro state circostanziate da A._______ – non presenterebbe dipoi segni 

inequivocabili di autenticità suscettibili di comprovarne l’effettiva prove-

nienza; che del resto, nemmeno l’interessato sarebbe certo di aver pro-

dotto gli originali delle lettere,  

che su tali presupposti la SEM ha confutato la verosimiglianza del narrato 

dell’interessato,  

che con il parere sulla bozza di decisione del 30 aprile 2021 il richiedente 

ha dal canto suo eccepito, fra le altre cose, un’errata ponderazione dei 

mezzi di prova di cui all’inserto ed in particolare delle lettere minatorie 

(cfr. atti SEM 44/2 e 45/2); che a suo dire, escludendo dalla propria valuta-

zione dei mezzi di prova originali introdotti tempestivamente – senza che 

fosse predisposta un’apposita perizia e senza indicare eventuali elementi 

di falsificazione materiale – la SEM avrebbe contravvenuto al diritto,   

che in altre parole, la possibilità per l’autorità di prima istanza di limitarsi ad 

evidenziare che la documentazione versata agli atti sarebbe ottenibile fa-

cilmente ed illecitamente, finirebbe col rendere sostanzialmente impossi-

bile la prova documentale di un fatto verificatosi nel Paese di provenienza,  

che il 3 maggio 2021 l’autorità inferiore ha emesso il proprio giudizio, re-

spingendo le censure sollevate con il succitato parere e confermando le 

valutazioni enucleate nella bozza di decisione; che a mente della SEM, nel 

caso in esame sarebbe prevalentemente la natura intrinseca delle lettere 

minatorie ad ostare ad un’analisi esaustiva della loro autenticità; che in 

questo senso, quandanche presentate nella loro forma originale, le missive 

non disporrebbero di elementi passibili di verifica, quali ad esempio sigilli, 

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filigrane o timbri a umido; che in definitiva, l’esiguo valore probatorio di-

scenderebbe dall’impossibilità di pronunciarsi con certezza sull’autenticità 

delle medesime,   

che con l’impugnativa l’insorgente avversa siffatta valutazione; che oltre a 

ribadire le considerazioni già espresse con il parere del 30 aprile 2021, egli 

osserva che i documenti in parola presenterebbero dei timbri a inchiostro 

e che, ad ogni modo, ammettere un mezzo di prova solo ove questo pre-

senti carta filigranata o sigilli equivarrebbe a negare l’esistenza del princi-

pio inquisitorio e la necessità dell’apprezzamento complessivo delle risul-

tanze istruttorie; che un tale procedere avrebbe poi quale conseguenza 

l’esclusione sistematica di tutti i mezzi di prova riconducibili a contesti o 

autori i cui atti sarebbero, molto spesso se non sempre, destinati ad essere 

sprovvisti di “sigilli di autenticità”; che di fatto, con il gravame il ricorrente 

eccepisce più o meno implicitamente una violazione del principio inquisito-

rio,  

che preliminarmente, è quindi d’uopo esaminare la censura formale ecce-

pita dal ricorrente con la propria impugnativa (cfr. DTAF 138 I 232 con-

sid. 5),  

che per costante giurisprudenza, il diritto di essere sentito, disciplinato 

dall’art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Sviz-

zera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101) comprende il diritto per l’interessato 

di consultare l’incarto, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti e di esi-

gerne l’assunzione, di partecipare alla stessa e di potersi esprimere sulle 

relative risultanze nella misura in cui possano influire sulla decisione 

(DTF 135 II 286 consid. 5.1; 135 I 279 consid. 2.3); che per quanto attiene 

alla procedura amministrativa federale, il diritto di essere sentito è regola-

mentato agli art. 26 e seg. PA; che l’art. 32 cpv. 1 PA prevede in particolare 

che prima di decidere, l’autorità apprezza tutte le allegazioni rilevanti pro-

dotte dalla parte in tempo utile,  

che inoltre, nelle procedure d’asilo ‒ così come nelle altre procedure di 

natura amministrativa ‒ si applica il principio inquisitorio; che ciò significa 

che l’autorità competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto 

e completo dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi; art. 12 PA); che la 

determinazione dei fatti e l’applicazione della legge non sono aspetti di-

sgiunti (cfr. ISABELLE HÄNER, in: Häner/Waldmann, Das erstinstanzliche 

Verwaltungsverfahren, 2008, n. 34); che significativo è il substrato fattuale 

per le condizioni di applicazione della norma giuridica (cfr. sentenza del 

Tribunale D-291/2021 del 9 marzo 2021 consid. 7.2.2); che in concreto, 

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l’autorità deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione del 

caso, chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le oppor-

tune prove a riguardo (cfr. DTF 140 I 285 consid. 6.3.1), 

che il principio inquisitorio non dispensa le parti dal dovere di collaborare 

all’accertamento dei fatti ed in modo particolare dall’onere di provare 

quanto sia in loro facoltà e quanto l’amministrazione o il giudice non siano 

in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed art. 8 LAsi; sentenza 

del Tribunale federale 2C_787/2016 del 18 gennaio 2017 consid. 3.1; 

DTAF 2019 I/6 consid. 5.1),  

che ritornando al caso concreto, il Tribunale rileva d’acchito che la valuta-

zione della SEM presta effettivamente il fianco a critiche,   

che in primo luogo, è difatti doveroso evidenziare che non v’è modo di par-

tire dal presupposto che la documentazione prodotta dal richiedente sia 

contraddistinta da un valore probatorio esiguo per il solo fatto ch’essa non 

presenti segni inequivocabili di autenticità (cfr. in questo senso anche le 

sentenze del Tribunale D-310/2021 del 3 febbraio 2021 e D-6391/2020 

dell’11 gennaio 2021 con riferimenti ivi citati),  

che per di più, contrariamente a quanto enucleato nella decisione avver-

sata (cfr. decisione del 3 maggio 2021, pag. 6), entrambi gli esemplari di 

missive rimessi dall’interessato recano uno stampo e che non avendo la 

SEM predisposto particolari misure istruttorie, nulla permette di ritenere 

che questi non siano dei timbri a umido,  

che infine, gli ulteriori argomenti di cui al provvedimento impugnato non 

permettono di considerare, a questo stadio, che quandanche i mezzi di 

prova si rivelassero autentici, essi non sarebbero rilevanti,   

che alla luce di quanto precede, esimendosi dall’esaminare confacente-

mente gli atti in parola (cfr. atti SEM 44/2 e 45/2), l’autorità inferiore è da 

un lato venuta meno al dovere di accertare in modo esaustivo i fatti giuridi-

camente rilevanti, dall’altro è finanche incorsa in una violazione del diritto 

di essere sentito in capo al ricorrente,  

che giusta l’art. 61 cpv. 1 PA, l’autorità di ricorso decide la causa o ecce-

zionalmente la rinvia, con istruzioni vincolanti all’autorità inferiore; che sif-

fatto rinvio si giustifica segnatamente nel caso in cui altri elementi relativi 

alla fattispecie devono essere accertati, essendo la procedura di ammini-

strazione delle prove troppo gravosa; che con il rinvio viene salvaguardato 

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il principio della doppia istanza di giudizio; che anche se il Tribunale è com-

petente a svolgere ulteriori atti istruttori volti ad acclarare la fattispecie, l’au-

torità inferiore permane la più prossima in materia a potersi pronunciarsi 

sulla causa (cfr. DTAF 2019 I/5 consid. 2.3), 

che ferme tali considerazioni, la decisione impugnata deve essere annul-

lata ed il caso rinviato alla SEM per ulteriori accertamenti e per l’emana-

zione di una nuova decisione (cfr. art. 61 cpv. 1 PA), 

che l’autorità inferiore è invitata a vagliare nel dettaglio le lettere minatorie 

prodotte dal ricorrente (cfr. atti SEM 44/2 e 45/2), se del caso ordinando 

una perizia volta ad accertarne l’autenticità e ad effettuare una nuova va-

lutazione complessiva della verosimiglianza delle sue allegazioni fondata 

su di una ponderazione tra gli elementi essenziali a favore e contrari ad 

essa, essendo decisivo determinare, da un punto di vista oggettivo, quali 

fra questi risultino preponderanti (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e relativi 

riferimenti); che laddove dovesse ritenere verosimile l’esistenza di inten-

zioni pregiudizievoli da parte dei talebani, l’autorità sarà tenuta ad espri-

mersi sulla loro pertinenza in materia d’asilo ed ai sensi dell’art. 3 CEDU, 

che ad ogni fine utile, si rilevi che seppur non vi sia di principio alcun diritto 

a che la domanda d’asilo venga trattata secondo un determinato tipo di 

procedura, l’assenza di smistamento di un caso complesso nella procedura 

ampliata può comportare una violazione del diritto ad un ricorso effettivo 

ed un rinvio degli atti all’autorità di prima istanza (cfr. DTAF 2020 VI/5 con-

sid. 7.9),  

che non si prelevano spese processuali (art. 64 e 65 PA), 

che non vengono attribuite indennità ripetibili (art. 111ater LAsi),  

che la pronuncia è definitiva, 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è accolto. La decisione della SEM del 3 maggio 2021 è annullata 

e gli atti di causa le sono ritrasmessi per il completamento dell’istruttoria e 

la pronuncia di una nuova decisione ai sensi dei considerandi. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Non sono accordate spese ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Jesse Joseph Erard 

 

 

Data di spedizione: