# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 484caf37-ef9b-5ad0-aae6-4313f2255814
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-02-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.02.2025 35.2024.82
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2024-82_2025-02-03.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  35.2024.82

   

  mm

  	
  Lugano

  3 febbraio 2025   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi, cancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 ottobre 2024 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 4
  settembre 2024 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da:   RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione contro
  gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  In data 14 novembre 2020, RI 1, a
quel momento al beneficio delle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione
e assicurata d’obbligo contro gli infortuni presso l’CO 1, è caduta a terra
mentre cercava di scendere dalla propria autovettura e ha riportato contusioni
al ginocchio, braccio e gomito destro.

 

                                  L’istituto assicuratore ha
riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente le
prestazioni di legge.

 

                          1.2.  Il 4 dicembre 2020, l’assicurata è
rimasta vittima di un secondo evento infortunistico: ella è caduta all’indietro
nel scendere la scala interna della propria abitazione e ha urtato a terra la
regione sacro-iliaca, cervico-dorsale e la spalla sinistra.

                                  L’artro-RMN della spalla sinistra
del 10 febbraio 2021 ha evidenziato una tendinopatia del capolungo del
bicipite, in presenza di una cuffia dei rotatori intatta.

                                  L’esame di risonanza magnetica
lombo-sacrale, delle articolazioni sacro-iliache e cervicale ha mostrato un
vizio di differenziazione al passaggio lombo-sacrale, artrosi interapofisaria a
livello di L5-S1 e S1-S2 bilateralmente, nonché una rettilinizzazione della fisiologica
curva di lordosi con tendenza all’inversione con fulcro in C5-C6. 

 

                                  Anche questo sinistro è stato
assunto dall’assicuratore LAINF.

 

                          1.3.  Con decisione formale dell’11 marzo
2022 - poi confermata dopo opposizione - negata l’eziologia infortunistica ai
disturbi interessanti la regione omero-scapolare, lombo-vertebrale, l’anca
sinistra, il ginocchio destro e i gomiti, l’amministrazione ha rifiutato il
riconoscimento di una rendita d’invalidità e assegnato un’indennità per
menomazione dell’integrità (IMI) del 15%.

 

                          1.4.  Con sentenza 35.2022.37 del 16
agosto 2022, cresciuta incontestata in giudicato, questa Corte ha accolto ai
sensi dei considerandi il ricorso interposto nel frattempo dall’assicurata, nel
senso che, annullata la decisione su opposizione impugnata, gli atti sono stati
retrocessi all’CO 1 affinché disponesse una perizia esterna volta
a chiarire se i disturbi
riguardanti il polso destro costituivano una conseguenza naturale dell’uno e/o
dell’altro degli infortuni assicurati e, in seguito, facendo capo alle
risultanze dell’accertamento, si pronunciasse di nuovo sul diritto alle
prestazioni dal profilo temporale e materiale.

 

                          1.5.  Dando seguito a quanto ordinatogli
dal tribunale, nel mese di febbraio 2023, l’assicuratore ha conferito il
mandato peritale al dott. __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica e
traumatologia (doc. 146 – fasc. 3). 

 

                                  La visita ha avuto luogo in data
27 marzo 2023.

 

                                  Il referto peritale è stato
consegnato all’CO 1 il 6 novembre 2023 (doc. 183 – fasc. 3). 

 

                                  L’amministrazione ha nuovamente
interpellato l’esperto il 4 marzo 2024, invitandolo a prendere posizione sulle
obiezioni sollevate dal patrocinatore dell’assicurata con il suo allegato d’osservazioni
(doc. 199 – fasc. 3). 

 

                                  Il complemento peritale del dott.
__________ è datato 10 maggio 2024 (doc. 209 – fasc. 3). 

 

                          1.6.  In data 4 luglio 2024, l’CO 1 ha
emanato una decisione formale mediante la quale ha negato il diritto a una
rendita d’invalidità (cfr. doc. 380 – fasc. 2). 

 

                                  A seguito dell’opposizione
interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurata (cfr. doc. 383 – fasc. 2),
in data 4 settembre 2024, l’istituto assicuratore ha confermato il contenuto
della sua prima decisione (cfr. doc. 385 – fasc. 2).

 

                          1.7.  Con tempestivo ricorso del 3
ottobre 2024, RI 1, sempre rappresentata dall’avv. RA 1, ha chiesto che l’CO 1
venga condannato a riconoscerle una rendita d’invalidità del 42.91%, in
subordine del 26.85% e ancor più in subordine del 13.21%. 

                                  A sostegno delle proprie pretese,
il patrocinatore contesta gli aspetti economici legati alla determinazione del
grado dell’invalidità e concretamente l’entità del reddito da valido ritenuto
dall’assicuratore convenuto. 

                                  Secondo l’avv. RA 1, per
stabilire il reddito senza invalidità, l’amministrazione avrebbe dovuto
applicare la tabella T17 edita dall’Ufficio federale di statistica (UFS),
anziché la TA1 (doc. I, p. 5: “Nel caso concreto, alla luce del curriculum
dell’assicurata e dei documenti prodotti, si sostiene che per la valutazione
del salario da valido dell’assicurata ci si debba discostare dalla tabella TA1
e si debba applicare la tabella T17.”). 

                                  D’altro canto, per il caso in cui
questa Corte dovesse ritenere applicabile la tabella TA1, il rappresentante fa
valere che in concreto andrebbe considerato il livello di competenze 3, anziché
il 2, e ciò per le seguenti ragioni:

 

" (…) L’ultimo
(posto, n.d.r.) di lavoro dell’assicurata, per 1 anno e mezzo, è stato presso
una casa di riposo come Responsabile/governante con funzioni di conduzione.
L’assicurata dispone di un titolo AFC di impiegata d’economia domestica, per
quest’ultima professione è formatrice di apprendisti in azienda e soprattutto
dispone del titolo di Responsabile del settore alberghiero - economia domestica
con attestato professionale federale. In più dispone anche del titolo di perito
d’esame per la professione di Pulitrice di edifici. 

La signora RI 1 effettuava l’istruzione del nuovo personale
assunto. L’istruzione consisteva anche in fasi manuali e in caso di necessità
venivano colmate eventuali mancanze dei neoassunti. Ad ogni modo le mansioni di
una responsabile del servizio alberghiero rientrano nei quadri, come si può
chiaramente evincere da questo link. (…). 

Nel settore alberghiero, a differenza di altri rami professionali,
al quadro è richiesto anche di fare delle istruzioni al personale che includono
lavori manuali pesanti (es. utilizzo di macchinari). 

La signora RI 1 ha conseguito l’attestato professionale federale
APF, non solo l’attestato federale di capacità (AFC). Inoltre ha conseguito
l’attestato di perito d’esame, praticando anche questa funzione. 

L’assicurata si è pertanto specializzata nel suo settore. (…).” (doc.
I)

 

                          1.8.  L’CO 1, in risposta, ha postulato
che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto
occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III). 

 

                          1.9.  In data 29 ottobre 2024, il
patrocinatore dell’insorgente ha prodotto ulteriore documentazione e si è
riconfermato in sostanza nelle proprie allegazioni e conclusioni (cfr. doc. V +
allegati). 

                                  L’amministrazione si è
pronunciata in proposito il 7 novembre 2024 (doc. VII). 

 

considerato                 in diritto

 

                                  in ordine

 

                          2.1.  Preliminarmente, richiamata la STF
8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2. (si veda anche la STF 8C_14/2018 del
25 aprile 2018), questa Corte rileva che decide questa vertenza nella sua
composizione ordinaria (pubblicata su FUCT N. 102 del 27 maggio 2022). Con
scritto del 18 ottobre 2018 l’CO 1 ha infatti comunicato al TCA che, a partire
da quella data, gli incarti affidati dall’assicuratore a un legale esterno
all’istituto per le fasi della procedura giudiziaria non vengono gestiti, in
seno alla Direzione, dalla giurista di lingua italiana figlia del Giudice Ivano
Ranzanici (cfr. STF 8C_668/2021 del 18 febbraio 2022 consid. 2.1).

 

                                  nel merito

 

                          2.2.  In concreto, è in ultima analisi
litigiosa la questione di sapere se l’CO 1 era legittimato a negare
all’assicurata il diritto alla rendita d’invalidità, oppure no. 

                          2.3.  Giusta l'art. 18 cpv. 1 LAINF,
l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per cento a seguito
d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.

 

                                  Secondo l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è
considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale
presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

                                  Il TF, in una sentenza U 192/03
del 22 giugno 2004, pubblicata in RAMI 2004 U 529, p. 572 ss., ha rilevato che
l'art. 18 LAINF rinvia direttamente all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv. 1 LPGA, a
sua volta, corrisponde al previgente art. 18 cpv. 2 prima frase LAINF, motivo
per il quale occorre concludere che non vi sono stati cambiamenti di rilievo in
seguito all'introduzione della LPGA.

                                  Da parte sua, l'art. 16 LPGA
prevede che per valutare il grado d’invalidità, il reddito che l’assicurato
invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività ragionevolmente esigibile
da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione di provvedimenti
d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del
lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non
fosse diventato invalido.

                                  L'Alta Corte, nella sentenza U
192/03 del 22 giugno 2004, citata in precedenza, ha rilevato che anche l'art.
16 LPGA non ha modificato la valutazione del grado di invalidità dell'assicurato
previsto dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2 seconda frase
LAINF.

                                  Nella stessa pronuncia la nostra
Massima Istanza ha quindi concluso che in ambito LAINF la giurisprudenza
relativa ai concetti di inabilità lavorativa, inabilità al guadagno e
invalidità continua a mantenere la sua validità anche in seguito
all'introduzione della LPGA.

                                  Su questi aspetti si veda pure la
DTF 130 V 343.

                                  Due sono, dunque, di norma gli
elementi costitutivi dell'invalidità:

 

                                  1. il danno alla salute fisica o
psichica (fattore medico)

                                  2. la diminuzione della capacità
di guadagno (fattore economico).

 

                                  Tra il danno alla salute e
l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso causale adeguato
(fattore causale). 

                                  Nell'assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni deve esserci inoltre un nesso causale, naturale ed
adeguato, tra il danno alla salute e l'infortunio.

 

                          2.4.  L'invalidità, concetto
essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della capacità di
guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di salute.

                                  D'altro canto, poiché
l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui dipende da un
danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone preliminarmente
adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in questione.

 

                                  Spetta al medico fornire una
precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e di tracciare un
esatto quadro degli impedimenti che egli incontra nell'esplicare determinate
funzioni.

                                  Il medico indicherà per prima
cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione, precisando quali
sono le controindicazioni in quell'attività e in altre analoghe.

 

                                  Egli valuterà finalmente il grado
dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti provocano sia nella professione
attuale sia nelle altre relativamente confacenti (cfr., su questi aspetti, STF
I 871/02 del 20 aprile 2004 e STF I 162/01 del 18 marzo 2002). 

                                  L'invalidità, proprio perché
concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il reddito che
l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello che egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido, sfruttando
la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili, in
un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (cfr. art. 16 LPGA).

 

                                  I due redditi da porre a
raffronto sono necessariamente ipotetici. L'ipotesi deve però poggiare su
solide basi, avere un fondamento oggettivo.

                                  La giurisprudenza federale ha,
più volte, confermato il principio che, nella determinazione dell'invalidità,
non c'è la possibilità di fondarsi su una valutazione medico-teorica del danno
alla salute dovuto all'infortunio e che occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze
economiche di tale danno. 

                                  Il TF ha avuto modo di confermare
che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto di lavoro stabile si può
far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può esaurire pienamente presso
la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua residua capacità lavorativa
(STF U 25/94 del 30 giugno 1994).

                                  La perdita di guadagno effettiva
può corrispondere alla perdita di guadagno computabile soltanto se - le
condizioni sono cumulative - ogni riferimento al mercato del lavoro in
generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro particolarmente stabili, si
avvera praticamente inutile, se l'assicurato esercita un'attività
ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare che sfrutti al
massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito corrisponde ad una
prestazione di lavoro e non a un salario sociale (RAMI 1991 U 130, p. 270ss.
consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

                                  Le ragioni, inerenti l'azienda,
che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale della rimanente capacità di
produzione, devono essere considerate soltanto se, sul mercato del lavoro
generale, non esiste una possibilità d'impiego, esigibile dall'assicurato, che
gli permetterebbe di valorizzare meglio la propria residua capacità di lavoro
(RAMI 1991 succitata, consid. 4d).

 

                                  I. Termine: reddito da
invalido

 

                                  La misura dell'attività che si
può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in funzione del danno
alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come l'età, le
attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

                                  Secondo la giurisprudenza, per la
fissazione dei redditi ipotetici, non vanno considerate circostanze che non
riguardano l'invalidità vera e propria. Particolarità quali formazione
professionale o conoscenza linguistiche carenti hanno, in quest'ambito,
rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla media. In tal caso, esse
vanno o considerate nella determinazione dei due redditi da porre a confronto o
non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5a, b).

                                  Nel valutare la possibilità di
sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla in capacità di guadagno non
si terrà conto di difficoltà contingenti del mercato del lavoro ma ci si
collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato, nella situazione, cioè, in
cui offerta e domanda sostanzialmente si controbilancino (cfr. RAMI 1994 U 187,
p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STF del 30 giugno 1994 succitata).

 

                                  Specifica dell'assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni è la norma di cui all'art. 28 cpv. 4 OAINF:

 

" Se a causa
della sua età l'assicurato non riprende più un'attività lucrativa dopo
l'infortunio o se la diminuzione della capacità di guadagno è essenzialmente
dovuta alla sua età avanzata, sono determinanti per valutare il grado
d'invalidità i redditi che potrebbe eseguire un assicurato di mezza età vittima
di un danno alla salute della stessa gravità."

 

 

 

                                  II. Termine: reddito
conseguibile senza invalidità

 

                                  Nel determinare il reddito
conseguibile senza invalidità ci si baserà per quanto possibile sulla
situazione antecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà l'evoluzione futura
partendo dall'assunto che senza di esso la situazione si sarebbe mantenuta
sostanzialmente stabile (cfr. STF del 15 dicembre 1992 nella causa G.I.M.). Ci
si discosterà da questa proiezione solo se le premesse per modifiche di qualche
rilievo sono già date al momento dell'infortunio o se particolari circostanze
ne rendono il verificarsi altamente probabile (cfr. RAMI 1993 U 168, p. 97ss.,
consid. 5b; 4a, b).

 

                                  Il grado di invalidità
corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il reddito ipotetico
conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico, conseguibile da
invalido.

 

                          2.5.  Nel caso di specie, così come si
evince dall’impugnativa, censurata è esclusivamente l’entità del reddito da
valido ritenuto dall’istituto resistente per determinare il grado
dell’invalidità della ricorrente (cfr. doc. I, p. 3: “- si contesta il reddito
da valido applicato dalla CO 1 statistica TA1, livello 2, ramo 77, 79-82,
livello 2.”). 

                                  Il TCA limiterà pertanto il
proprio esame a quel solo aspetto. 

 

                                  È inoltre incontestata la
circostanza che, al momento in cui è rimasta vittima degli eventi traumatici
assicurati, RI 1 non esercitava alcuna attività lucrativa ed era al beneficio
delle indennità di disoccupazione (cfr. doc. 1 – fasc. 3 e doc. 1 – fasc. 1).
Dal verbale d’audizione dell’11 marzo 2021 emerge in proposito che ella aveva
interrotto il lavoro già nel 2015 causa maternità e che per 5 anni non aveva
più svolto attività professionali di lunga durata (cfr. doc. 49, p. 1 – fasc.
3). 

 

                                  Parimenti incontestato è che, in
queste condizioni, il reddito da valido debba essere stabilito in applicazione
dei salari statistici risultanti dalla rilevazione svizzera della struttura dei
salari (RSS) (cfr. doc. I, p. 4), così come lo ha fatto l’amministrazione nella
decisione impugnata (cfr. doc. doc. 385, p. 4 – fasc. 2: “L’amministrazione,
preso atto delle risultanze della perizia, tenuto conto delle nuove tabelle, ha
aggiornato il raffronto dei redditi effettuato a suo tempo facendo nuovamente
riferimento alla TA1, livello 2, ramo 77+79-82.”). 

                                  Del resto, la posizione delle
parti su questo specifico aspetto si rivela conforme alla costante
giurisprudenza federale (cfr. Basler Kommentar UVG – Th. Flückiger, art. 18 n.
28 e i riferimenti ivi citati). 

 

                          2.6.  Nel caso in cui si applichino le
tabelle RSS, occorre fondarsi, di norma, sui salari mensili indicati nella
tabella TA1, alla linea “totale settore privato”. Ci si riferisce dunque alla
statistica dei salari lordi standardizzati, fondandosi sempre sul valore
mediano o centrale, con la precisazione che, a partire dalla RSS 2012, si
applica la tabella TA1_skill_level e non la
tabella TA1_b. Se ciò appare indicato in un caso concreto per permettere
all’assicurato di sfruttare appieno la sua capacità lavorativa residua, occorre
a volte fare riferimento ai salari mensili di settori particolari (settore 2
[produzione] o 3 [servizi]) o anche a dei rami particolari. Ciò è segnatamente
il caso se prima del danno alla salute, l’assicurato ha lavorato in un ambito
per numerosi anni e un’attività in un ambito diverso non entra in linea di
conto. 

                                  Inoltre,
se le circostanze del caso concreto lo giustificano, è possibile scostarsi
dalla tabella TA1 (salario mensile lordo [valore contrale] per rami economici
nel settore privato) per riferirsi alla tabella T17 (salario mensile lordo
[valore contrale] secondo l’ambito di attività nei settori privato e pubblico),
se ciò consente di stabilire più precisamente il reddito da invalido e il
settore in questione è idoneo ed esigibile). La tabella TA1_skill_level si basa
su un sistema di livelli di competenza per rami economici mentre la tabella T17
di fonda su un sistema di gruppi di professioni organizzato secondo dei livelli
di competenza omogenei per ogni grande gruppo (cfr. STF 8C_709/2023 dell’8
maggio 2024 consid. 6.2.1 e riferimenti ivi citati). 

 

                                  Quest’ultima giurisprudenza è
stata sviluppata per il reddito da invalido, tuttavia nulla impedisce di applicarla,
mutatis mutandis, alla determinazione del reddito da valido, allorquando
esso deve essere eccezionalmente fissato in applicazione delle tabelle RSS. In
effetti, il reddito da valido deve essere valutato nel modo più concreto
possibile (cfr. la succitata STF 8C_66/2020
consid. 4.2.2 e 4.3 e i riferimenti ivi menzionati; si veda pure D. Ionta,
Revenu d’invalide selon l’ESS – une mise à jour in: Jusletter 21 novembre 2022,
n. 69 e i riferimenti ivi citati). 

 

                                  Va
qui ancora precisato che le tabelle TA1, T1 e TA7 pubblicate sino al 2010
corrispondono rispettivamente alle tabelle TA1_tirage_skill_level,
T1_tirage_skill_level e T17 pubblicate a partire dal 2012 (cfr. STF 8C_205/2021
del 4 agosto 2021 consid. 3.2.2).

                          2.7.  Con il proprio ricorso, il rappresentante
dell’assicurata sostiene che nella concreta evenienza sarebbero dati i
presupposti per scostarsi dalla regola secondo la quale il reddito da valido
deve essere determinato fondandosi sulla tabella RSS TA1, per applicare la
tabella T17 (doc. I, p. 5: “…, alla luce del curriculum dell’assicurata e dei
documenti prodotti, si sostiene che per la valutazione del salario da valido
dell’assicurata ci si debba discostare dalla tabella TA1 e si debba applicare
la tabella T17.”), e meglio in via principale il gruppo 13 (“Dirigenti nei
servizi di produzione e specializzati”), in subordine il gruppo 33 (“Professioni
intermedie nelle attività finanziarie e amministrative”), in entrambi i
casi donne, classe d’età 30-49 anni (cfr. doc. I, p. 8). 

 

                                  Da parte sua, l’istituto
assicuratore convenuto contesta che in concreto il reddito senza invalidità
possa essere fissato applicando la tabella RSS T17 secondo le modalità pretese
dal patrocinatore della ricorrente, posto che essa “… indica salari elevati percepiti
da dirigenti attivi nei servizi di produzione e specializzati o a professioni
intermedie nelle attività finanziarie e amministrative che non corrispondono
alla fattispecie.” (doc. III, p. 7). 

 

                          2.8.  Nel caso di specie, dalle carte
processuali si evince che, terminate le scuole dell’obbligo, nel 2008 Ave
Morgani ha conseguito l’attestato federale di capacità quale impiegata
d’economia domestica, dopo aver svolto l’apprendistato presso la __________
(dal 1° settembre al 31 agosto 2008 – cfr. doc. 55, p. 11 e 15 – fasc. 3). 

                                  Da settembre 2008 a marzo 2010,
ella ha lavorato sempre presso lo stesso istituto, quale supplente nei diversi
settori del servizio alberghiero, ovvero inserviente nelle pulizie generali,
impiegata in lavanderia ed aiuto presso la cucina centrale (doc. 55, p. 11 –
fasc. 3). 

                                  Nell’autunno 2009, la ricorrente
ha seguito il corso di formazione per formatrice di apprendisti in azienda
nella professione d’impiegato/a d’economia domestica (doc. 211, p. 31 – fasc.
3).

                                  Dal mese di aprile 2010 a quello
di settembre 2011, l’assicurata è stata alle dipendenze dell’Hotel __________
come impiegata di economia domestica, nella cui veste ha svolto le attività di mise
en place e preparazione della sala per il servizio à la carte,
accoglienza dei clienti, presa delle comande, servizio e chiusura conti dei
clienti, servizio in piscina, creazione schede per sicurezza sul posto di
lavoro, servizio in camera, pulizia camere e lavanderia (doc. 55, p. 13 – fasc.
3).

                                  In quello stesso periodo, l’insorgente
ha frequentato un corso di due giornate quale perito d’esame per la professione
di pulitrice di edifici (cfr. il relativo attestato di partecipazione di cui al
doc. 55, p. 14 – fasc. 3). 

                                  Infine, dall’ottobre 2013 al
novembre 2015, la ricorrente ha lavorato per la __________, dapprima quale
impiegata di economia domestica, in seguito (da maggio 2014 in poi) quale
governante (doc. 55, p. 12 – fasc. 3). A tal riguardo, a margine della sua
audizione, ella ha precisato che svolgeva “attività burocratiche ma anche delle
faccende manuali, dovendo aiutare i colleghi o istruire i nuovi arrivati nei
compiti di pulizia o di lavanderia, come pure nel reparto addetto alla
ristorazione. Capitava di essere impiegata sul campo a dipendenza delle
necessità dei colleghi (sostituzione o sovraccarico di lavoro).” (doc. 42, p. 1
– fasc. 3). 

                                  Dal formulario “Richiesta per
adulti: integrazione professionale/rendita”, compilato dall’assicurata il 21
marzo 2021, si apprende che, quale governante, ella realizzava un salario lordo
di fr. 4'307.70/mese (doc. 55, p. 6 – fasc. 3), pari a fr. 56’000/anno
(fr. 4'307.70 x 13). 

 

                                  Parallelamente all’esercizio
dell’attività lavorativa, l’insorgente ha portato a termine una formazione della
durata di due anni sfociata nel conseguimento, nell’ottobre 2016,
dell’attestato professionale federale (APF) di responsabile del settore
alberghiero – economia domestica (doc. 55, p. 16 – fasc. 3). 

 

                          2.9.  Chiamato ora a pronunciarsi, questo
Tribunale ritiene di non potere seguire l’avv. RA 1 nella misura in cui
pretende che il salario da valido dell’assicurata corrisponderebbe a quello che
la tabella RSS T17 prevede per il gruppo 13 (“Dirigenti nei servizi di
produzione e specializzati”), subordinatamente 33 (“Professioni
intermedie nelle attività finanziarie e amministrative”) (cfr. doc. I). 

 

                                  In effetti, secondo la
“Nomenclatura svizzera delle professioni CH-ISCO-19” edita dall’Ufficio
federale di statistica (cfr.
https://www.bfs.admin.ch/bfs/de/home/statistiken/arbeit-erwerb/nomenclaturen/ch-isco-19.html),
strumento che riprende i primi quattro livelli della Classificazione
internazionale tipo delle professioni CITP 08 (in inglese ISCO = International Standard
Classification of Occupations) e che ne include un quinto per tenere conto
delle specificità del mercato del lavoro in Svizzera, il responsabile del
settore alberghiero – economia domestica APF ricade sotto il codice 51101331
(5 → 51 → 515 → 5151 → 51511 → 51101331:
Responsabile del settore alberghiero – economia domestica APF). La professione
in questione è dunque compresa nel gruppo di professioni 51 della
tabella RSS T17 (“Professioni nei servizi alle persone”) e, pertanto,
non in quello 13 e neppure in quello 33 pretesi dall’avv. RA 1 (circa l’utilità
dello strumento CH-ISCO-19 per classificare una determinata professione, si
veda la STF 8C_219/2022 del 2 giugno 2022 consid. 6.2.2). 

 

                                  In base ai dati forniti dalla tabella RSS TA17 2022 (nel caso
di specie sono determinanti i dati salariali del 2022, il potenziale
diritto alla rendita essendo nato in quell’anno [cfr. doc. 222 – fasc. 1] – su
questo aspetto, cfr. DTF 129 V 222), donne, classe d’età 30-49 anni
(l’insorgente nel 2002 aveva infatti 33 anni; da notare che la giurisprudenza
federale ha più volte confermato un’applicazione della tabella T17 legata
all’età della persona assicurata – cfr. STF 8C_715/2020 del 21 gennaio 2022
consid. 3.4.2; 8C_124/2021 del 2 agosto 2021 consid. 4.4.3.3; 8C_312/2017 del
22 novembre 2017 consid. 3.3.2), la ricorrente avrebbe potuto conseguire un
salario mensile lordo pari a fr. 4’604. Riportando questo dato su 42.7 ore,
esso ammonta a fr. 4'914.77 mensili oppure a fr. 58'977.24 per l’intero
anno (fr. 4'914.77 x 12 mesi).

 

                                  Secondo questa Corte, il dato
salariale appena indicato non può essere considerato realistico, nella misura
in cui, oltre ad essere inferiore a quello ritenuto dall’CO 1 nella decisione
su opposizione impugnata (fr. 62'796), è soltanto di poco superiore a quello
che l’insorgente aveva concretamente realizzato nel 2015 - quindi prima del
conseguimento dell’APF di responsabile del settore alberghiero – economia
domestica -, lavorando alle dipendenze della __________ (fr. 56'000 vs. fr.
58'977; del resto, adeguando i fr. 56'000 all’indice dei salari nominali riferito al settore alberghiero e della
ristorazione [settore 55/56], si ottiene per il 2022 un reddito di fr. 57'124, che
si avvicina molto a quello desunto dall’applicazione della tabella T17 2022). 

 

                                  In queste condizioni, occorre
concludere che la tabella T17 non consente di stabilire in maniera più precisa
il reddito da valido, di modo che non sono adempiuti i presupposti per scostarsi
dal principio secondo il quale, nel caso in cui si debbano applicare i dati
salariali statistici, occorre fondarsi sui salari mensili indicati nella
tabella RSS TA1_tirage_skill_level. 

 

                                  Alla luce di quanto precede, l’agire
dell’assicuratore LAINF convenuto può quindi essere condiviso nella misura in
cui ha determinato il reddito da valido in applicazione della tabella RSS TA1 (cfr. doc. 379, p. 1 – fasc. 2). 

 

                        2.10.  Assodato, come visto in precedenza,
che il reddito senza invalidità deve essere stabilito applicando la tabella RSS
TA1_tirage_skill_level, settore 77, 79-82
Attività amministrative e di servizio di supporto - aspetto quest’ultimo che il
patrocinatore dell’assicurata approva esplicitamente (cfr. doc. I, p. 8) -, le
posizioni delle parti divergono a proposito del livello di competenze
applicabile in concreto. 

 

                                  Secondo l’avv. RA 1, essendosi
l’assicurata specializzata nel suo settore, occorrerebbe applicare il livello
di competenze 3 della tabella RSS TA1.

                                  Secondo l’amministrazione,
determinante sarebbe invece il livello di competenze 2, considerato “… il
percorso professionale dell’assicurata che figura sul curriculum vitae essendo
peraltro l’accento non più posto sulle qualifiche in quanto tali che, in
concreto, sono limitate a degli attestati federali di capacità. (…).” (doc. 98,
p. 4 – fasc. 3 e doc. 385, p. 4 – fasc. 2). 

 

                        2.11.  A
partire dalla 10a edizione della RSS (RSS 2012), gli impieghi sono classificati
dall’Ufficio federale di statistica per professione in funzione del tipo di
lavoro che è generalmente eseguito. I criteri di base utilizzati per definire
il sistema dei diversi gruppi di professione sono i livelli e la
specializzazione delle competenze richieste per eseguire le mansioni inerenti
alla professione. 

                                  Sono
dunque stati definiti quattro livelli di competenza in funzione di nove gruppi
di professioni e del tipo di lavoro, della formazione necessaria per praticare
la professione e dell’esperienza professionale (cfr. tabella TA 1_tirage_skill_level
della RSS 2012; DTF 142 V 178 consid. 2.5.3). 

                                  Il
livello 1 è il più basso e corrisponde alle mansioni fisiche e manuali
semplici, mentre il livello 4 è il più elevato e raggruppa le attività
che richiedono la risoluzione di problemi compositi e l’assunzione di decisioni
complesse, che presuppongono un’ampia conoscenza fattuale e teorica in un
ambito specifico (ne fanno parte, ad esempio, i direttori, i quadri di
direzione e i gerenti, come pure le professioni intellettuali e scientifiche). 

                                  Tra
questi due estremi figurano le professioni dette intermedie (livelli 3 e 2). 

                                  Il
livello 3 implica delle attività pratiche complesse che necessitano
ampie conoscenze in un ambito specifico (in particolare, i tecnici, i
supervisori, gli intermediari o il personale infermieristico). 

                                  Il
livello 2 si riferisce alle attività pratiche come la vendita, la cura
delle persone, l’elaborazione dei dati e l’amministrazione, l’utilizzo di
macchinari e di apparecchiature elettroniche, i servizi di sicurezza e la guida
di veicoli. L’applicazione del livello 2 si giustifica soltanto se la persona
assicurata dispone di competenze o di conoscenze particolari.

                                  L’accento
è pertanto posto sul genere di attività che la persona interessata è in grado
di svolgere in funzione delle sue qualifiche (livello delle sue competenze) e
non più sulle qualifiche in quanto tali.

                                  È inoltre utile precisare che
l’esperienza professionale pluriennale di cui può prevalersi un assicurato –
senza formazione commerciale né altra qualifica particolare acquisita durante
l’esercizio della professione – non giustifica di per sé una classificazione
superiore al livello di competenze 2, posto che nella più parte dei settori
professionali un diploma o perlomeno delle formazioni e dei perfezionamenti
sono richiesti (cfr. STF 8C_657/2023 del 14 giugno 2024 consid. 6.1 e i
riferimenti ivi menzionati, pubblicata in DTF 150 V 354 e SVR 2024 UV n. 39). 

 

                        2.12.  Nella presente fattispecie, secondo
il TCA, ai fini di stabilire il livello di competenze applicabile, non può
essere ritenuto indicativo il genere di attività che l’assicurata svolgeva
presso il suo ultimo datore di lavoro, la Casa per anziani Paganini Rè, in
quanto il suo perfezionamento si è concluso, con il conseguimento dell’APF, soltanto
dopo la fine del rapporto di lavoro (cfr. supra, consid. 2.8.). 

 

                                  A proposito del responsabile del
settore alberghiero – economia domestica, dal sito web “orientamento.ch” si
evince che le sue principali attività consistono nell’organizzare i diversi
settori dell’economia domestica (pulizia, lavanderia, ristorazione, ecc.), nel
pianificare la comunicazione tra le diverse persone che hanno a che fare con
l’azienda (clienti, ospiti, collaboratori, …), nel procedere all’acquisto di
attrezzature, testare il materiale o affidare questo compito a personale
specializzato, nell’assicurare le scorte di bevande e prodotti alimentari,
prodotti e materiale di pulizia, biancheria, ecc., nel controllare le consegne,
fare in modo che il deposito dei prodotti sia conforme alle prescrizioni in
materia di igiene e di sicurezza, verificare gli stock, nel garantire
l’eliminazione dei rifiuti nel rispetto delle leggi, nel reclutare il
personale, nello stabilire gli orari di lavoro, pianificare vacanze e congedi,
nel pianificare e mettere in pratica provvedimenti in materia di igiene,
sicurezza aziendale, sicurezza sul lavoro e protezione della salute e
dell’ambiente, nel calcolare e valutare la redditività e in base ai risultati
adottare le misure necessarie e, infine, nel partecipare all’elaborazione del
budget dei differenti settori, redigere e controllare i preventivi. 

 

                                  Sempre dallo stesso sito web
risulta che la formazione volta all’ottenimento dell’APF si compone di diversi
moduli, e meglio la conduzione dei collaboratori, pratica dell’autogestione e
della comunicazione, la commercializzazione dell’offerta e delle prestazioni di
servizio, l’impiego di strumenti finanziari, la progettazione e
l’organizzazione aziendale, la pianificazione e l’organizzazione del processo
della pulizia e l’allestimento degli ambienti, la pianificazione e
l’organizzazione del processo della cura del tessile, nonché la progettazione e
l’organizzazione delle prestazioni di ristorazione e servizio. 

 

                                  Da quanto precede emerge che tanto
nella formazione quanto nello svolgimento della professione di responsabile del
settore alberghiero – economia domestica APF, l’accento è posto sulla progettazione,
l’organizzazione e la supervisione del lavoro, piuttosto che su un
coinvolgimento diretto dell’interessato nell’esecuzione dei compiti (in questo
senso, si veda anche la descrizione delle condizioni di lavoro consultabile nel
sito web “orientamento.ch”: i responsabili del settore alberghiero – economia
domestica “svolgono la loro attività sia in ufficio, per quanto attiene alla
pianificazione, alle ordinazioni e alla corrispondenza, sia “sul campo”, per
supervisionare i lavori di pulizia e, a volte, per parteciparvi.
Lavorano all’interno di una squadra e sono in contatto con clienti e fornitori
di beni o servizi. (…). Questi professionisti occupano posti di
responsabilità in stabilimenti di cura, organizzazioni Spitex, ospedali,
cliniche, centri di formazione e congressuali, alberghi, ristoranti del
personale, imprese di catering, lavanderie industriali, imprese di pulizie,
istituzioni pubbliche, ecc.”, ciò che conferma che un coinvolgimento diretto nei
lavori è in ogni caso secondario – il corsivo è del redattore). 

 

                                  Oltre a ciò, occorre considerare
che RI 1 è pure titolare di un attestato (cfr. doc. 211, p. 31 – fasc. 3),
rilasciatole dall’Istituto cantonale della formazione continua e riconosciuto a
livello federale (cfr.
https://www4.ti.ch/decs/dfp/aziende/corsi-per-formatori-di-apprendisti),
che la abilita a seguire, preparare e valutare gli apprendisti in azienda,
circostanza che dimostra che ella ha ulteriormente ampliato le sue, già vaste, conoscenze dell’ambito professionale in questione, estendendole
anche all’ambito formativo. 

 

                                  In simili condizioni, secondo
questo Tribunale, per la determinazione del reddito da valido si giustifica l’utilizzo
del livello di competenze 3, anziché del 2 applicato dall’CO 1. 

 

                                  In questo senso, è utile
segnalare che, in una pronunzia 9C_49/2024 del 25 marzo 2024 consid. 4.2 e
4.3.1, la Corte federale ha ritenuto giustificata l’applicazione del livello di
competenze 3 per la determinazione del reddito statistico da valido, trattandosi
di un’assicurata che disponeva di un AFC nel commercio al dettaglio, che aveva
in seguito assolto dei perfezionamenti specifici e che, al momento
dell’insorgenza del danno alla salute, lavorava nel commercio al dettaglio.

                                  In un’altra sentenza 8C_375/2023
del 12 dicembre 2023 consid. 6.7, il TF ha approvato l’agire del tribunale
cantonale, il quale per determinare il reddito da valido ha applicato il
livello di competenze 2 a un assicurato incaricato della gestione e della
direzione di diversi cantieri da pulire (il suo mansionario comprendeva la
pulizia di piccoli immobili in misura del 50% ma pure la supervisione dei
collaboratori in misura del 30%), perché – diversamente dal caso sub judice
- egli svolgeva principalmente l’attività di addetto alle pulizie,
quindi una mansione pratica, e eseguiva la supervisione dei collaboratori sui
cantieri soltanto accessoriamente.

                                  Infine, la presente fattispecie
non può essere paragonata a quella oggetto della DTF 150 V 354 citata in precedenza, in
cui l’Alta Corte ha stabilito che il reddito da invalido doveva essere
determinato utilizzando il livello di competenze 2 (anziché il 3), in quanto –
diversamente da RI 1 – per le professioni ritenute dall’assicuratore convenuto
(segretario giuridico, fotografo o dirigente d'azienda) l’assicurato non
disponeva di vaste conoscenze che gli permettessero di assumersi i relativi
compiti, posto che in quegli ambiti egli non aveva conseguito alcun diploma e
che mancava oltretutto d’esperienza. 

 

                                  Va inoltre rilevato che dal
“Calcolo del grado d’invalidità tramite la rilevazione svizzera della struttura
dei salari (RSS)”, presente agli atti sub doc. 379 – fasc. 2 (nota a piè
di pagina), risulta che la decisione dell’assicuratore di applicare il livello
di competenze 2 è stata dettata dal fatto che l’assicurata sarebbe titolare
(soltanto) di un “attestato federale di capacità (AFC) come impiegata
d’economia domestica”, quando ella ha invece perfezionato la propria formazione
conseguendo l’APF di responsabile del settore alberghiero – economia domestica.

 

                                  Non può nemmeno essere ignorato
che, in base al bando di concorso pubblicato la scorsa estate (2024) dall’__________
(cfr. doc. F), il/la titolare dell’APF di responsabile del settore alberghiero
– economia domestica, guadagna, a seconda della classe in cui viene inserito/a,
da un minimo di fr. 71'669.60 (minimo classe 12) a un massimo di fr. 95'245.15
(massimo classe 14), dunque dei salari in ogni caso ben più elevati rispetto a
quello ritenuto dall’amministrazione a titolo di reddito da valido (fr.
62'796). 

                                  A proposito dell’affermazione
dell’assicuratore secondo la quale le scarse conoscenze linguistiche
dell’assicurata le precluderebbero l’accesso a dei posti più qualificati (cfr.
doc. 98, p. 4 – fasc. 3), il TCA rileva che il bando di concorso appena citato
richiede la conoscenza della sola lingua italiana.

 

                                  Sempre nel 2024, il __________ ha
messo a concorso il posto di __________, aperto (anche) ai titolari di un APF
in economia domestica. Dal relativo bando di concorso, consultabile sul sito
web __________, si evince che lo stipendio annuo per la funzione va da fr.
68'115 a fr. 106'941 e che la conoscenza di una seconda lingua ufficiale (oltre
all’italiano) rappresenta un titolo preferenziale ma non un requisito necessario.

 

                                  Ora, applicando la tabella RSS
TA1_tirage_skill_level, settore economico
77, 79-82 (senza 78), donne, livello di competenze 3, nel 2022 RI 1 avrebbe
potuto conseguire un reddito lordo mensile pari a fr. 6'183. Riportando questo dato su 42.1 ore, esso
ammonta a fr. 6'507.60 mensili oppure a fr. 78'091.20 per l’intero anno
(fr. 6'507.60 x 12 mesi). 

 

                                  Da
notare che tale reddito si situa nella parte bassa della forchetta
salariale prevista dai due bandi di concorso citati in precedenza. 

 

                        2.13.  Raffrontando il reddito da valido di
fr. 78'091.20 con quello
(incontestato) da invalido di fr. 64'389 (cfr. doc. 379, p. 2 – fasc. 2), si
ottiene un grado d’invalidità del 17.54%, arrotondato al 18% secondo la
giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121.

                                  La decisione su opposizione
impugnata mediante la quale all’assicurata è stato negato il diritto a una
rendita d’invalidità, deve essere annullata e l’CO 1 condannato a riconoscerle
una rendita d’invalidità del 18% a contare dal 1° marzo 2022.

 

                        2.14.  Visto l’esito del ricorso, l’assicuratore resistente verserà
all’insorgente, patrocinata da un avvocato, l’importo di fr. 2'800 (IVA
inclusa) a titolo d’indennità per ripetibili.

 

                        2.15.  L’art. 61 lett. a LPGA, in vigore
fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere semplice,
rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti; la tassa di giudizio
e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un
comportamento temerario o sconsiderato.

 

                                  In
data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61
lett. a LPGA prevede ora unicamente che la procedura deve essere semplice,
rapida e, di regola pubblica. 

                                  Dalla
medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo
cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a
spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo
prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un
comportamento temerario o sconsiderato.

 

                                  Trattandosi
di una controversia relativa a prestazioni LAINF, il legislatore non ha
previsto di prelevare le spese.

 

                                  Sul tema, cfr. anche STF
9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2 giugno 2022; SVR 2022
KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF 9C_394/2021 del 3 gennaio
2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares Bernasconi,
Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les
tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019,
in SZS/RSAS 2/2022 p. 107; Messaggio Nr. 8480 del Consiglio di Stato del 21
agosto 2024 “Rapporto sull’iniziativa parlamentare presentata il 4 maggio 2021
nella forma elaborata da Lara Filippini e Sabrina Aldi per la modifica
dell'art. 29 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
cantonale delle assicurazioni (Lptca) del 23 giugno 2008 (Implementazione della
revisione LPGA alle spese giudiziarie dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni)
e controprogetto”).

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                             1.  Il ricorso è accolto. 

                                  §   La decisione su opposizione
impugnata è annullata.

                                  §§ L’CO 1 è condannato a
riconoscere all’assicurata una rendita                d’invalidità del 18% a
contare dal 1° marzo 2022.

 

                             2.  Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

                                  L’CO 1 verserà all’assicurata, patrocinata da un avvocato, l’importo
di fr. 2'800 (IVA inclusa) a titolo d’indennità per ripetibili.

 

                             3.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                  L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti