# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 135e40fd-9d82-5ff1-ab4c-729d251a3cc2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-11-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 24.11.1999 52.1999.145
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1999-145_1999-11-24.html

## Full Text

Incarto n.

  52.99.00145

   

  	
  Lugano

  24 novembre 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso 14 maggio 1999 di

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  risoluzione 6 maggio 1999 (n. 14/1999) del Dipartimento delle istituzioni,
  Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Ufficio permessi, che ha negato
  all'insorgente il rilascio del permesso di porto di armi;

  

 

 

vista la risposta 25 maggio 1999 del
Dipartimento delle istituzioni;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

 

 

 

 

 

ritenuto,                           in fatto

 

A.      Il
ricorrente __________, buralista postale ed usciere comunale di Gandria, è
titolare di un permesso di porto d'armi, rilasciatogli nel 1991 dall’Ufficio
permessi e passaporti (UPP) del Dipartimento delle istituzioni in base alla
legge cantonale allora vigente. Il permesso è stato rinnovato nel 1996 con
scadenza alla fine dell’anno prossimo.

Il 1° gennaio 1999 è entrata in vigore la legge federale
sulle armi (LArm), che ha fra l’altro introdotto l’obbligo del permesso per il
porto di armi in pubblico, fissando le condizioni per il suo conseguimento. I
titolari di un permesso di porto d'armi rilasciato in base al diritto previgente,
che intendono continuare a portare le armi in pubblico, sono stati sollecitati
a presentare una domanda in tal senso entro la fine dell'anno corrente (art. 42
cpv. 1 LArm).

Dando seguito alla predetta sollecitazione, il 13 febbraio
1999 il ricorrente ha chiesto all’Ufficio dei permessi del Dipartimento delle
istituzioni (UP) di rilasciargli un nuova licenza per il porto di una pistola
SIG 226 e di una rivoltella Smith & Wesson cal. 38, per motivi di "sicurezza
personale, delle persone e delle cose in qualità di buralista postale e usciere
comunale" contro "danni, furti, aggressioni”. 

 

 

                                  B.   Con decisione 6 maggio 1999
(n. 14/1999), l’UP ha respinto la domanda, ritenendo che il rilascio di un
permesso di porto d’armi non si giustificasse né in relazione all'attività di buralista
postale, né con riferimento a quella accessoria di usciere comunale. Nella sua
funzione principale, il richiedente non avrebbe infatti mai subíto aggressioni.
Quale ausiliario di polizia non sarebbe invece soggetto alla LArm.

 

 

                                  C.   Contro la predetta pronunzia
dipartimentale, __________ insorge ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendo che gli venga rilasciato il permesso rifiutato.

L’insorgente ritiene che le disposizioni ordinarie in materia
di armi (LArm) si applichino pure agli uscieri comunali. Asserisce inoltre di
essere stato vittima di una rapina a mano armata nel 1993 presso l'ufficio
postale e pone in rilievo il fatto che svolge da solo l'attività di buralista
postale in una zona prossima al confine di Stato. 

 

 

                                  D.   All'accoglimento del gravame
si oppone l'autorità cantonale con argomenti di cui semmai si dirà più avanti.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.La competenza
del Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 31 della legge
cantonale sul commercio delle armi e delle munizioni e sul porto d'arma del 10
ottobre 1967 (LArmi;  RL 11.1.2.4). L’entrata in vigore della LArm non ha
inciso sull’ordinamento delle competenze previsto dalla LArmi. 

La legittimazione attiva del ricorrente è certa (art. 43 PAmm).

Il ricorso, tempestivo (art. 46 PAmm), è dunque ricevibile in
ordine. Data la natura delle questioni poste a giudizio, può essere deciso
sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

2.2.1. Giusta l'art.
27 cpv. 1 prima frase delle legge federale sulle armi, gli accessori di armi e
le munizioni del 20 giugno 1997 (LArm, RS 514.54), chiunque intende portare
un'arma in pubblico necessita di un permesso di porto di armi. Sono esonerate
dall’obbligo del permesso le categorie di persone che non sono assoggettate
alla LArm (art. 2 LArm). Fra queste vanno annoverate in particolare le autorità
di polizia. 

Il permesso è necessario soltanto per il porto di armi in
pubblico, ovvero per portare, trasportare o anche solo detenere armi su suolo
pubblico o di terzi, su mezzi di trasporto od in locali propri accessibili al
pubblico. Non è invece necessario alcun permesso per la semplice detenzione di
armi all’interno della propria abitazione, dei propri uffici o dei propri locali
di lavoro (cfr. art. 19 LArmi), ovvero all'interno della propria sfera privata
e non accessibile al pubblico. 

 

 

2.2. Secondo l’art. 27 cpv. 2 LArm, il permesso di porto di
armi è accordato a chi: (a) adempie le condizioni per il rilascio di un permesso
d'acquisto giusta l'art. 8 cpv. 2 LArm, (b) rende verosimile che necessita di
un'arma per proteggersi o proteggere altre persone od oggetti contro un
pericolo reale e (c) ha superato un esame nel quale ha dato prova di saper
maneggiare le armi e di conoscere le disposizioni legali concernenti l'uso
delle armi. 

Le normative federali sul porto di armi, entrate in vigore il
1° gennaio 1999, hanno reso sostanzialmente inapplicabili le disposizioni di
diritto cantonale (art. 19 seg. LArmi), che regolavano la materia sino a quel
momento. 

A differenza dell’art. 20 cpv. 2 LArmi, il diritto federale
non si limita ad esigere che il richiedente dimostri di essere capace di
manipolare l’arma in modo idoneo. Oltre a questa condizione, l’art. 27 LArm
esige che il richiedente risponda alle condizioni poste dall’art. 8 cpv. 2 LArm
per l’acquisto di un’arma e renda verosimile la necessità di portarla in
pubblico per proteggere persone o cose.

La dimostrazione dell’esistenza di un bisogno di difesa
contro pericoli reali riveste particolare importanza ai fini del rilascio del
permesso di porto d’armi. Il richiedente deve rendere verosimile la necessità
di disporre di un’arma per difendersi o per proteggere persone o cose da un
pericolo sufficientemente grave. Il pericolo deve essere concreto ed effettivo:
non basta una remota ipotesi. Il porto d’armi deve inoltre rapportarsi in modo
adeguato alla gravità della minaccia incombente. Il porto dell’arma, finalizzato
ad un suo eventuale impiego, deve apparire un mezzo idoneo a sventare o
quantomeno ridurre il pericolo (FF 1996 I 891 ad art. 27). 

La verifica della consistenza del bisogno fatto valere dal
richiedente è rimessa in larga misura all’apprezzamento dell'autorità
amministrativa. Questa è tenuta a soppesare tutti i fattori fatti valere dal
richiedente per suffragare il bisogno, ponendo a confronto la sua situazione
personale con i pericoli ai quali è esposto. 

In caso di contestazione circa la sussistenza del bisogno,
l'autorità di ricorso deve limitarsi a verificare che l'istanza decidente non
sia incorsa in una violazione del diritto, segnatamente sotto il profilo
dell’abuso di potere (art. 61 PAmm). Non può sostituire il proprio
apprezzamento a quello dell’autorità inferiore.

 

2.3. Le autorità di polizia non soggiacciono alla LArm (art.
2 cpv. 1 LArm). Ciò significa, fra l'altro, che il porto d’arma degli agenti di
polizia durante il servizio non è assoggettato all’obbligo del permesso secondo
la LArm. Analoga disciplina è prevista dall’art. 19 cpv. 2 lett. a LArmi.

La definizione del concetto di “autorità di polizia” è
rimessa al diritto cantonale. Spetta in altri termini al diritto cantonale
stabilire quali siano queste autorità.

Secondo l’art. 50 cpv. 1 del regolamento sulla polizia (RPol;
RL 1.4.2.1.1) possono denominarsi e sono riconosciuti agenti di polizia
comunale soltanto i funzionari comunali impiegati a tempo pieno per mansioni di
polizia locale (lett. a), che hanno ricevuto una formazione di base
riconosciuta dal Dipartimento (lett. b) e che prestano servizio esterno con
l’uniforme prescritta (lett. c). In quanto agenti di polizia riconosciuti,
questi funzionari prestano, di regola, servizio armati (art. 4 e 25 legge sulla
polizia; LPol; RL 1.4.2.1) e non soggiacciono né all’obbligo del permesso
sancito dall’art. 27 cpv. 1 LArm, né al divieto di portare armi in pubblico
sancito dall’art. 19 cpv. 1 LArmi (cfr. anche art. 50 cpv. 3 RPol). 

Gli uscieri e in genere gli altri funzionari comunali che
svolgono mansioni di polizia senza adempiere alle condizioni dell’art. 50 RPol
sono invece soltanto ausiliari di polizia (art. 51 cpv. 1 lett. a RPol). Ad
essi si applicano le disposizioni ordinarie in materia di armi (art. 51 cpv. 2 LArmi).
Non essendo autorità di polizia in senso stretto, gli ausiliari non beneficiano
del privilegio sancito dall’art. 2 LArm. Per portare un’arma nell’esercizio
delle loro funzioni devono quindi essere in possesso del permesso necessario.
Devono quindi rispondere alle condizioni fissate dal’art. 27 LArm. 

 

 

3.3.1.
Nell’evenienza concreta, il Dipartimento delle istituzioni (UP) ha anzitutto
ritenuto che l’attività di buralista postale svolta dal richiedente non
giustificasse il rilascio di un permesso per il porto d’arma. 

A tal proposito, occorre rilevare che il dipendente che
intende portare un’arma all'interno dell'ufficio in cui lavora soggiace
all’obbligo del permesso di porto di armi previsto dall'art. 27 LArm. L’arma
non è infatti portata all'interno di un locale proprio, bensì in un locale di
terzi, ovvero del datore di lavoro. Il buralista postale può quindi detenere
un'arma nel suo ufficio soltanto se è titolare di un simile permesso. Il fatto
che l'ufficio non sia accessibile al pubblico non lo dispensa da tale obbligo.
Determinante è il fatto che l'arma non è portata nel proprio ufficio, ma in un
ufficio di terzi, ossia al di fuori della propria sfera privata. 

Accertato che l'obbligo del permesso sussiste, la decisione impugnata
merita di essere confermata nella misura in cui nega l'esistenza di un bisogno
di portare un'arma per svolgere l'attività di buralista postale. La valutazione
negativa del bisogno operata dall'UP non procede in effetti da un esercizio
abusivo del potere d’apprezzamento conferitogli dall'art. 27 cpv. 2 lett. a LArm.
Anche se lavora in una località situata a ridosso del confine di Stato, il
ricorrente non è invero esposto a pericoli di gravità tale da far apparire
necessario il porto d’arma per difendere sé stesso o i valori custoditi
dall'ufficio postale. Tanto meno quando si consideri che la posta, alla quale
competerebbe in primo luogo la decisione di armare i suoi dipendenti,
raccomanda loro esplicitamente di non opporre resistenza in caso di
aggressione. La rapina subíta dal ricorrente nel 1993, presa in considerazione
dall'UP soltanto in sede di osservazioni al ricorso, non impone una diversa
conclusione.

 

3.2. L'UP ha poi ritenuto che l’attività accessoria di
usciere comunale non fosse atta a legittimare il rilascio del permesso richiesto,
in quanto non soggetta alla LArm. 

Da questo profilo, la decisione non può essere confermata, perché
l'usciere comunale soggiace all'obbligo del permesso di cui all'art. 27 LArmi.
L'usciere comunale non è infatti un'autorità di polizia ai sensi dell'art. 2
cpv. 1 LArm. Non è un agente di polizia ai sensi dell'art. 50 RPol. È un semplice
ausiliario, al quale vengono affidate mansioni di secondaria importanza in tema
di mantenimento dell'ordine pubblico, che l'art. 51 cpv. 2 RPol assoggetta alle
disposizioni ordinarie in materia di armi. 

Ritenendo, a torto, che la LArm non fosse applicabile al ricorrente
in quanto usciere comunale, l'UP ha omesso di verificare se sia data una
necessità di portare un'arma. L'autorità di prima istanza non ha quindi
esercitato il potere discrezionale conferitole dall'art. 27 cpv. 2 lett. b LArm
in ordine all'accertamento del bisogno di portare un'arma. Essa è quindi
incorsa in una violazione del diritto, che può essere ricondotta in ultima
analisi ad un difetto d'apprezzamento. 

Dato che il potere di cognizione di questo tribunale in
materia discrezionale è circoscritto alla violazione del diritto, il mancato
esercizio del potere d'apprezzamento da parte dell'autorità inferiore porta
necessariamente all'accoglimento del ricorso con rinvio degli atti all'istanza a
quo, affinché renda una nuova decisione che ripari all'omissione. Nella
misura in cui si riferisce all'attività di usciere comunale svolta dal ricorrente,
la decisione impugnata va quindi annullata, rinviando gli atti al Dipartimento
delle istituzioni, affinché, raccolte in particolare dal municipio le necessarie
informazioni, stabilisca se siano date le premesse per il rilascio del permesso
richiesto.

 

 

                                   4.   Dato l'esito, si prescinde
dal prelievo di una tassa di giustizia.

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 2, 8, 27 LArm; 25 LPol, 50, 51 RPol, 3, 18, 28, 43, 46, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è accolto.

                                         § di conseguenza:

                                              1.1.   la
decisione 6 maggio 1999 del Dipartimento delle istituzioni (UP) è annullata.

                                              1.2.   gli
atti sono rinviati all'istanza inferiore per nuova decisione ai sensi del
considerando 3.2.

 

 

                                   2.   Contro la presente
decisione, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale a
Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

 

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                            Il
segretario