# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f1c53e7b-e789-52e2-b7b9-e078d4787699
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-10-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 09.10.1998 11.1998.118
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1998-118_1998-10-09.html

## Full Text

Incarto n.: 

  11.98.00118

  	
  Lugano

  9 ottobre 1998/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Gronchi
  Pozzoli, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire nella causa __.__.______ (azione di filiazione e di mantenimento) della Pretura della giurisdizione di Locarno-Città
promossa con petizione del 28 gennaio
1991 da

 

	
   

  	
  __________
  __________ (1989), __________

  (rappresentata
  dalla madre __________ __________ 

  e
  patrocinata dall’avv. __________ __________ -__________, __________)  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________ (Iugoslavia);

   

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti di
questione:     1.   Se dev’essere accolto il ricorso (recte:
appello) presentato il 18 luglio 1998 da __________ __________ contro la sentenza
emanata il 6 aprile 1998 dal Pretore della giurisdizione di Locarno-Città;

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e sulle ripetibili.

 

 

 

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che
il 28 gennaio 1991 __________ __________, cittadina serba nata il
____________________ 1989 a __________, ha introdotto per il tramite del suo
curatore davanti alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Città una
petizione intesa all’accertamento della paternità e al versamento di un
contributo di mantenimento nei confronti di __________ __________e, cittadino
serbo di __________;

                                         che con risposta del 16
maggio 1991 il convenuto si è opposto alla petizione;

                                         che all’udienza
preliminare del 4 maggio 1992 __________ __________, convocato nelle vie
diplomatiche, non si è costituito;

                                         che il convenuto non è
comparso nemmeno alla nuova udienza preliminare, indetta per il 10 novembre
1997, alla quale era stato convocato per plico raccomandato da lui ricevuto il
17 settembre 1997;

                                         che, statuendo il 6
aprile 1998, il Pretore ha parzialmente accolto la petizione e ha accertato la
paternità di __________ __________ nei confronti dell’attrice, ammessa al
beneficio dell’assistenza giudiziaria;

                                         che __________
__________ è insorto contro la sentenza con un ricorso (recte: appello)
del 18 luglio 1998 in cui chiede di annullare la sentenza impugnata e di rinviare
gli atti al Pretore;

                                         che l’appello non è stato
notificato alla controparte;

considerando

in diritto:                        che la sentenza
impugnata, emanata il 6 aprile 1998, è stata intimata il giorno stesso nelle
vie diplomatiche ed è pervenuta al destinatario il 17 giugno 1998 (ricevuta
trasmessa dall’Amba-sciata di Svizzera a Belgrado);

                                         che il termine per
appellare è cominciato a decorrere il giorno successivo all’intimazione (art.
131 CPC), mentre la data alla quale l’appellante ha fatto tradurre la sentenza
non è determinante;

                                         che l’atto di appello,
consegnato il 18 luglio 1998 alle poste iugoslave, non rispetta il termine di
venti giorni previsto dall’art. 308 cpv. 1 CPC e si rivela quindi irricevibile;

                                         che ci si potrebbe
invero interrogare sulla regolarità delle convocazioni alla seconda udienza
preliminare e al dibattimento finale, notificate per posta raccomandata senza
rispettare la via diplomatica prescritta dalla Convenzione dell’Aja del 1°
marzo 1954 relativa alla procedura civile (RS 0.274.12), applicabile in concreto;

                                         che ad ogni modo non
sono dati in concreto motivi di nullità assoluta della sentenza (DTF 122 I 97),
intimata come si è visto nelle corrette vie diplomatiche, ragione per cui la
validità del giudizio avrebbe potuto essere esaminata solo in presenza di un
appello ricevibile (art. 146 CPC);

                                         che,
data nella fattispecie la manifesta impossibilità di emettere un giudizio di
merito, l’impugnazione può essere decisa secondo la procedura semplificata
dell’art. 313bis CPC;

                                         che
i costi dell’attuale giudizio seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1
CPC);

                                         che
vista la residenza all’estero dell’appellante appare tuttavia opportuno
rinunciare al prelievo di tasse e spese, mentre non si giustifica di accordare
ripetibili alla controparte (art. 150 CPC) cui l’appello non è nemmeno stato
notificato;

 

per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L’appello
è irricevibile.

                                      

                                   2.   Non
si prelevano tasse o spese né si assegnano ripetibili. 

                                      

                                   3.   Intimazione:

                                         –
avv. __________ __________ -__________, __________;

                                         –
__________ __________, __________ 

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Città. 

 

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        La segretaria