# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 739d2bee-9784-54bb-932a-29d2eed616d9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-04-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.04.2004 38.2004.14
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2004-14_2004-04-07.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2004.14

   

  rs/tf

  	
  Lugano

  7 aprile 2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Raffaella Sartoris, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 febbraio 2004
di

 

	
   

  	
  _RICO1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 19 gennaio 2004 emanata
  da

  
	
   

  	
  _CON1 

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  

 

 

ritenuto,                            in fatto

 

 

                                1.1.   Con
decisione dell'11 dicembre 2003 l'Ufficio regionale di collocamento (URC) di
__________ ha sospeso __________ per 8 giorni dal diritto all'indennità di
disoccupazione, a decorrere dal 1° dicembre 2003, argomentando:

 

" 
Conformemente all'art. 17 cpv. 1 LADI
rispettivamente 20 cpv. 1 lett. c OADI, l'assicurato che si annuncia al nostro
Ufficio deve presentare le prove degli sforzi intrapresi per trovare lavoro.

L'assicurato in questione, al momento della
reiscrizione, non ha potuto fornire alcuna prova di tali sforzi nel periodo di
disdetta di 2 mesi (ottobre/novembre) senza motivazione plausibile. Ogni
assicurato è tenuto a ricercare un impiego già prima di essere iscritto in
disoccupazione. In particolare un nuovo lavoro deve essere cercato intensamente
durante il termine di disdetta in caso di un contratto di lavoro di durata
indeterminata, mentre in caso di un contratto di lavoro di durata determinata
le ricerche devono essere svolte durante un periodo ragionevole che precede la
fine del rapporto di lavoro (3 mesi). Nel caso di attività stagionali è
comunque necessario svolgere le proprie ricerche di lavoro non solo nel periodo
finale della stagione lavorativa, bensì tutto l'anno. Tutte le prove dei propri
sforzi per trovare lavoro devono essere conservate e consegnate
all'amministrazione in occasione di una nuova iscrizione in
disoccupazione." (doc. _)

 

                                1.2.   A seguito
dell'opposizione interposta personalmente dall'assicurato (cfr. doc. _), l'URC,
in data 19 gennaio 2004, ha emanato una decisione su opposizione con la quale
ha ribadito il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _).

 

                                1.3.   Contro tale
decisione l'assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale si è
così espresso:

 

" 
(…)

 

1.

Anche se nuovi elementi nel presente ricorso al
TCA non vengono sostanzialmente apportati, schematicamente i fatti possono
essere riassunti in questo modo.

Il signor __________ in data 15 settembre 2003
riceve dalla ditta per la quale lavorava dal 1999 un avviso verbale a non più
ripresentarsi sul posto di lavoro. Il titolare dell'azienda per giustificare il
licenziamento in tronco adduce motivi poco chiari. La ditta in questione fissa
un termine di disdetta (facendolo passare per un licenziamento ordinario) con
termine il 30 novembre 2003. Motivi questi che comunque sono ora oggetto di
alcune istanze presso la pretura di __________ e saranno dunque trattate
separatamente.

 

Prove: doc.,
testi, interrogatorio formale

 

2.

A seguito dell'avvenuto licenziamento il signor
__________ in data 21.11.2003 si annuncia presso il comune di domicilio e 7
giorni più tardi presso la cassa disoccupazione __________ e allo stesso
momento all'ufficio URC di __________.

L'ufficio URC di __________ sempre in data 28
novembre 2003 fissa la data di appuntamento per il primo incontro
informativo con data 5 dicembre 2003 (doc. _).

Il Signor __________ si presenta alla data e
all'ora indicate e con sorpresa si accorge che al termine dell'incontro che non
era nemmeno incluso nella lista dei partecipanti (mancanza dell'ufficio URC di
__________).

Disguido comunque che è stato subito sistemato
seduta stante da una segretaria.

 

Prove: doc.,
testi, interrogatorio formale del responsabile dell'ufficio URC di __________.

 

3.

Nel corso del primo appuntamento con il
collocatore (11.12.2003) presso l'ufficio URC di __________ (doc. _) il
collocatore di turno chiede al ricorrente di documentare la ricerca di lavoro
nel periodo di disdetta (ottobre-novembre 2003 che in totale dovevano ammontare
almeno a 16 ricerche di lavoro ripartite però su 2 mensilità). Il ricorrente
non potendo fornire le prove spiega seduta stante il motivo per il quale non
era stato in grado di fornire la documentazione richiesta.

Il motivo alla base della mancanza era che
"nulla poteva sapere fino all'incontro riferito di cui sopra" dato
che il primo colloquio informativo sui diritti e doveri si era svolto in data 5
dicembre 2003.

 

Il funzionario di turno indica al ricorrente
che, a seguito delle mancanze, verrà presa una decisione di sanzione seduta
stante. Cosa che effettivamente avvenne.

 

Va detto comunque che la sanzione è già stata
applicata al ricorrente deducendo dal conteggio di dicembre 2003 la somma di 8
giorni lavorativi e di 5 giorni  calcolati "d'ufficio" dalla cassa di
pagamento __________.

Il tutto porta ad un totale di 13 giorni di
penalità su 21.70 di diritto.

In cifre (sul salario assicurato di CHF 7'948.-) il
ricorrente, con casa, famiglia e 2 figli, ha percepito CHF 3'062.-.

Tutto questo senza attendere l'eventuale
decisione definitiva di un tribunale competente (doc. _).

 

L'ufficio regionale motiva la propria decisione
invocando l'articolo 17 cpv. 1 LADI rispettivamente 20 cpv. 1 lett. c OADI e
inoltre indica che l'assicurato in questione, al momento della reiscrizione,
non ha potuto fornire alcuna prova cartacea degli sforzi intrapresi per cercare
un posto di lavoro senza motivo plausibile nel periodo di disdetta
(ottobre-novembre 2003) vedi (doc. _).

A tale proposito vale la pena evidenziare che il
signor __________ ha dovuto beneficiare dell'ass. disoccupazione (reiscrizione)
solo nel lontano 1992 per una durata di ca. 9 mesi a seguito del ritorno in
Svizzera dopo un periodo di formazione all'estero e dunque non risulta un
"routinier" dell'ass. disoccupazione.

 

4.

Quanto sopra indicato riassume la motivazione del
presente ricorso in quanto si ritiene che una sospensione del diritto di
indennità di 8 giorni a partire dal 01.12.2003 e inoltre 5 giorni supplementari
calcolati d'ufficio dalla cassa __________ non sono assolutamente adeguati, in
quanto non tengono in considerazione la buona fede del ricorrente e
inoltre la situazione finanziaria famigliare.

 

In particolare il ricorrente fa osservare che
solo in data 5.12.2003 e successivo 11.12.2003 è venuto a conoscenza dei
diritti e doveri a cui è sottoposta la persona che si annuncia per la prima
volta alla cassa disoccupazione vedi (Doc. _).

Inoltre a scanso di equivoci il ricorrente ha
spiegato al collocatore in data 11.12.2003 che non era a conoscenza della legge
in vigore (termini – diritti – doveri), che non aveva potuto fornire della
documentazione cartacea degli sforzi intrapresi visto che l'ex datore di lavoro
comunque pagava il proprio salario fino alla fine di novembre 2003 ed era per
questo motivo che non aveva potuto documentare le ricerche di lavoro come
richiesto dalla legge in vigore.

 

Prove: doc.,
testi, perizia, interrogatorio formale, si richiamano integralmente i documenti
inerenti l'iscrizione all'ufficio URC di __________ e lo scambio di corrispondenza.

 

5.

Secondo la giurisprudenza (cfr. SZS 1998 pag. 41;
DTF 121V 66; RAMI 1993 pag. 120-121, Pratique VSI 1993 pag. 21-22, RCC 1991
pag. 220 consid. 3a RCC 1983 pag. 195 consid. 3 RCC 1982 pag. 368 consid. 2,
RCC 1981 pag. 194 consid. 3, RCC 1979 pag. 155, DLAD 1992 p. 106, DTF 119 V 307
consid. 3a, DTF 118 LA 254 consid. 4b; DTF 118 V76 consid. 7; DTF 117 1a 287
consid. 2b, 418 consid. 3b e sentenze ivi citate; RDAT I-1992 nr. 63, DTF 116 V
298ss; STFA 5 aprile 1994 in re M.C., STFA 3 settembre 1993 in re A.Z.) e la
dottrina (Grisel, Traité de droit administratif, vol. I pag. 390ss; Knapp,
Précis de droit administratif, 4a ed., nr. 509, pag. 108-109; Haefliger, alle
Schweizer sind vor dem Gesetze gleich, pag. 217ss) affinché la buona fede di un
assicurato possa essere tutelata, nei casi in cui l'amministrazione formula una
promessa o crea un'aspettativa in modo contrario alla legge, devono essere
adempiute cumulativamente le seguenti condizioni:

 

1.-  l'informazione deve riferirsi ad una
situazione individuale e 

      concreta.

 

2.-  essa
deve emanare da un organo competente o che possa essere ritenuto tale
compatibilmente con l'attenzione esigibile nelle circostanze.

 

3.-  la
promessa deve essere propria a ispirare fiducia. Ciò significa che
l'interessato, dato le circostanze, non deve poter riconoscere l'erroneità
della disposizione. La comunicazione dell'amministrazione deve infatti essere
interpretata come il destinatario può e deve capirla usando tutta l'attenzione
da lui esigibile (protezione della buona fede dell'assicurato).

Da una mancanza di
chiarezza di un'informazione da parte della cassa, la cassa non può trarre seco
conseguenze sfavorevoli per il cittadino (cfr. DTF 106 V 33, consid. 4; 104 V
18 consid. 4; RAMI 1991, p. 68).

Inoltre
l'informazione deve essere condizionata. Qualora l'organo amministrativo che
fornisce la comunicazione esprime – almeno implicitamente, ma con chiarezza –
che la comunicazione non è definitiva, il destinatario della comunicazione non
può far valere la propria buona fede (cfr. Imboden – Rhinow, Schweiz.
Verwaltungsrechtsprechung, 5a edizione, numero 75 b III b3);

 

4. L'informazione
deve avere ridotto il destinatario ad adottare un comportamento che gli è
pregiudizievole.

 

5. La
legge non deve essere cambiata dal momento in cui l'informazione è stata data
(RAMI 1991 p. 68ss; DTF 113 b 87 consid. 4c; 112V 199 consid. 3a; 111 V 71; 110
V 155 consid. 4b; 109 V 55; STFA 10.9.1996 in re S. riguardante una modifica
dei regolamenti interni di una cassa).

 

La giurisprudenza applicabile in materia è in
relazione con l'art. 4 v. Cost. (BTF 121 V 66 consid. 2), è applicabile anche
in virtù del nuovo art. 9 Cost. (RAMI 2000 p. 223)." (Doc. _)

 

                                1.4.   L'autorità
amministrativa, nella sua risposta di causa del 4 marzo 2004, ha proposto di
respingere il ricorso e ha osservato:

 

" 
Con la contestata decisione l'Ufficio regionale
di collocamento ha   sospeso l'assicurato dal diritto alle indennità di
disoccupazione per 8 giorni a contare dal 1° dicembre 2003 per non aver
effettuato alcuna ricerca di lavoro durante il termine di disdetta
"01.10.03-30.11.03" (cfr. doc. _).

 

In data 07 gennaio 2004 l'assicurato inoltra
opposizione alla decisione di sanzione, la cui risposta gli veniva recapitata
in data 21 gennaio 2004 (cfr. doc. _).

 

L'assicurato, si è iscritto in disoccupazione dal
1° dicembre 2003 alla ricerca di un'occupazione a tempo pieno in qualità di
direttore d'azienda, direttore degli acquisti, responsabile capovendita e
gerente di succursale, avendo ricevuto disdetta scritta in data 17 settembre
2003, inoltre, è stato esonerato dall'obbligo di presentarsi c/o l'azienda da
subito (cfr. doc. _).

 

Durante il primo colloquio di consulenza dell'11
dicembre 2003, domandammo all'assicurato se durante il termine di disdetta
(ottobre-novembre 2003) aveva effettuato delle ricerche di lavoro. Il signor
__________ confermava di non averle effettuate, in quanto non era a conoscenza
sull'obbligo di dover svolgere delle ricerche per reperire una nuova
occupazione essendo disoccupato dal 1° dicembre 2003. Non siamo pertanto
entrati nel merito sul numero minimo di ricerche di lavoro da svolgere, non
avendole effettuate.

 

Dopo avergli spiegato le direttive, mostrandogli
la tabella delle sospensioni UCL parametri SECO, come pure l'opuscolo
"alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento alla luce della
giurisprudenza di D. Cattaneo", gli veniva confermata la sanzione
contestata (cfr. doc. _).

 

Stando così le cose, si conferma quanto già
espresso nella decisione di sanzione come pure nell'opposizione." (Doc. _)

 

 

                                          in
diritto

 

                                          In
ordine

 

                                2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; RS 830.1).

 

                                          Ai sensi
dell'art. 52 cpv. 1 della LPGA le decisioni emesse in virtù dell'art. 49 LPGA
possono essere impugnate entro trenta giorni mediante opposizione all'istanza
che le ha notificate.

                                          In virtù
del fatto che in via di principio, le norme di procedura entrano in vigore
immediatamente (cfr. SVR 2004 AHV Nr. 3 consid. 3.2.; SVR 2003 IV Nr. 25,
consid. 1.2, pag. 76; STFA del 27 gennaio 2004 nella causa P., I 474/03,
consid. 2.3.; DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4a; RAMI 1998 KV no.
37 pag. 316 consid. 3b), tutte le decisioni emanate dopo il 1° gennaio 2003
sono rette dalla procedura di opposizione. Per fissare il momento
dell'emanazione della decisione è determinante la sua consegna alla posta (vedi
DTF 119 V 95 consid. 4a) (cfr. lettera 29 novembre 2002 del TFA alle autorità
di ricorso cantonali nel campo delle assicurazioni sociali).

                                          La
procedura d'opposizione si applica a tutti i campi delle assicurazioni sociali,
ad eccezione della previdenza professionale.

 

                                          L'art.
52 cpv. 2 LPGA stabilisce che le decisioni su opposizione vanno pronunciate
entro un termine adeguato. Sono motivate e contengono un avvertimento relativo
ai rimedi giuridici.

 

                                          Inoltre,
secondo l'art. 52 cpv. 3 LPGA, la procedura d'opposizione è gratuita e di
regola non sono accordate ripetibili. 

 

                                2.3.   La
decisione impugnata del 19 gennaio 2004 è stata emanata dall'URC di __________.

                                          Gli URC,
in virtù dell'art. 85b LADI e sulla base delle competenze conferite loro
tramite una direttiva interna dalla Sezione del lavoro, sono competenti a
infliggere agli assicurati delle sospensioni dal diritto alle indennità di
disoccupazione a causa di ricerche di lavoro insufficienti e, in modo più
generale, a sanzionare gli assicurati che non si attengono alle prescrizioni di
controllo ai sensi dell'art. 17 LADI (cfr. la sentenza del TCA del 20 novembre
2003 nella causa B. __________).

 

                                          Il
Consiglio di Stato del Cantone Ticino, il 15 ottobre 2003, ha comunque già
modificato il Regolamento della legge sul rilancio dell'occupazione e sul
sostegno ai disoccupati del 4 febbraio 1988 precisando espressamente all'art.
2a lett. e i compiti delegati agli URC dalla Sezione del lavoro (cfr.
Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi del 17 ottobre 2003,
38/2003, pag. 281-282). Tale modifica è stata approvata dalla Confederazione, e
meglio dal Dipartimento federale dell'economia, il 5 novembre 2003 (cfr.
scritto del 5 novembre 2003 del Consigliere federale __________ di cui all'inc.
__________).

 

                                          La
decisione impugnata è dunque stata emanata dall'autorità competente.

 

                                2.4.   Va,
inoltre, rilevato che l'assicurato nell'atto ricorsuale ha segnalato che la
sanzione gli era già stata applicata, "deducendo dal conteggio di
dicembre 2003 la somma di 8 giorni lavorativi e di 5 giorni calcolati d'ufficio
dalla cassa di pagamento __________ " (cfr. consid. 1.3.; doc. _).

                                          Ciò
risulta effettivamente anche dal conteggio cartaceo relativo al mese di
dicembre 2003 stilato dalla Cassa __________ di cui agli atti (cfr. doc. _).

 

                                          L'art.
54 cpv. 1 LPGA enuncia che:

 

                                         "Le
decisioni e le decisioni su opposizione sono esecutive se:

 

           a.
                         non possono più essere impugnate mediante opposizione
o 

                                        ricorso;

           b.                          possono
ancora essere impugnate, ma l'opposizione o il ricorso 

                                        non
ha effetto sospensivo;

           c.                          l'effetto
sospensivo di un'opposizione o di un ricorso è stato                                      revocato."

 

                                          La LADI
non prevede delle norme che derogano a questa disposizione, per cui essa
risulta in casu applicabile (cfr. consid. 2.2.).

 

                                          Ai sensi
dell'art. 54 cpv. 1 LPGA una decisione è immediatamente esecutiva, allorché
essa è cresciuta in giudicato formalmente e non è nulla. La possibilità di una
riconsiderazione (art. 53 LPGA) o di una revisione (art. 17 LPGA) della
decisione non ne esclude comunque l'esecutività. Inoltre, a determinate
condizioni, il legislatore ha previsto che una decisione è esecutiva, benché
non sia ancora passata in giudicato formalmente. Ciò si realizza nel caso in
cui la relativa opposizione o ricorso non prevedono l'effetto sospensivo.
Quest'ultimo caso costituisce un'eccezione, poiché nell'ambito delle
assicurazioni sociali, le vie di ricorso ordinarie hanno, in linea di
principio, l'effetto sospensivo (cfr. U. Kieser, ATSG Kommentar, Basilea,
Ginevra 2003, ad art. 54, n. 5 e 6).

 

                                          Tuttavia
va segnalato che soltanto se la decisione impugnata è di natura positiva il
ricorso ha effetto sospensivo ex lege. Secondo la giurisprudenza del TFA,
oggetto di un atto amministrativo con effetto sospensivo possono essere,
infatti, per definizione, solo decisioni che impongono un obbligo o che danno
seguito ad una richiesta (cfr. DTF 123 V 39; RAMI 1997 pag. 157). Per contro in
caso di un provvedimento di natura negativa possono entrare in linea di conto
delle misure provvisionali positive (cfr. DTF 126 V 409; RAMI 1997 pag. 157
segg.; RCC 1991 pag. 521; DTF 117 V 186; RAMI 1983 Nr. 5282 pag. 91; RCC 1982
pag. 481; DTF 116 Ib 350).

                                          Decisioni
negative sono provvedimenti mediante i quali un'istanza diretta
all'accertamento, alla costituzione, alla modificazione o all'annullamento di
diritti o di obblighi viene disattesa (cfr. DTF 123 V 39 consid. 3).

 

                                          Per
quanto concerne la decisione con cui un assicurato viene sospeso dal diritto
alle indennità giornaliere, il Tribunale federale delle assicurazioni, in una
sentenza del 30 gennaio 1998, pubblicata in DTF 124 V 82, confermando quanto
stabilito in una precedente decisione del 7 maggio 1997, pubblicata in SVR 1997
ALV N. 106, ha ribadito che tale provvedimento non costituisce una decisione
negativa.

                                          Contestualmente
il TFA, cambiando la propria giurisprudenza, ha deciso, tuttavia, che l’effetto
sospensivo riconosciuto da un’autorità giudiziaria cantonale a un ricorso
contro una decisione in tema di sospensione del diritto a prestazioni cagiona
in ogni caso un pregiudizio irreparabile per l’amministrazione
dell’assicurazione contro la disoccupazione, dal momento che in caso di
processo i giorni di sospensione non possono in pratica più essere computati,
la sospensione decadendo dopo sei mesi, conformemente all’art. 30 cpv. 3 quarta
frase.

                                          La
nostra Alta Corte in conclusione ha affermato testualmente che:

 

" 
(...) Im Ergebnis bedeutet dies, dass Art. 30
Abs. 3 Satz 4 AVIG, wonach die Einstellung in der Anspruchberechtigung binnen
sechs Monaten nach Beginn der Einstellungsfrist zu tilgen ist, als Ausdruck
einer gesetzgeberischen Entscheidung verstanden werden muss, die im Bereich der
vorsorglichen Massnahmen zu respektieren ist und folglich die Gewährung des
Suspensiveffekts der Beschwerde gegen eine Einstellungsverfügung ausschliesst.
In diesem Sinne ist die Rechtsprechung gemäss SVR 1997 ALV Nr. 106 S. 327 zu
ändern."

(cfr. DTF 124 V 89 consid. 6b)

 

                                          Pertanto,
nel caso di specie, visto che l'opposizione e il ricorso contro un
provvedimento di sospensione dal diritto alle indennità di disoccupazione, pur
essendo quest'ultimo una decisione di carattere positivo, non hanno effetto
sospensivo, correttamente la sanzione di 8 giorni inflitta all'assicurato è già
stata eseguita (cfr. art. 54 cpv. 1 lett. b LPGA).

 

                                2.5.   Di
transenna va poi osservato che gli ulteriori 5 giorni per i quali non sono
state versate le relative indennità giornaliere corrispondono al periodo di
attesa generale, il quale deve essere compiuto una sola volta nel termine
quadro per la riscossione della prestazione (cfr. art. 6a OADI il cui tenore
non è stato modificato in occasione della terza revisione della LADI, in
vigore, unitamente alle modifiche dell'OADI, dal 1° luglio 2003. A proposito
dell'applicabilità della nuova LADI e della nuova OADI al caso concreto cfr.
consid. 2.4.).

 

                                          Nel
merito

 

                                2.6.   Oggetto
della presente vertenza è la questione di sapere se l'assicurato deve essere o
meno sospeso dal diritto all'indennità di disoccupazione per mancate ricerche
nei mesi di disdetta precedenti l'iscrizione in disoccupazione.

 

                                          Il 1°
luglio 2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal
popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N.14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg., RU
N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

                                          Dal
profilo temporale il giudice delle assicurazioni sociali applica di principio
le norme di diritto materiale in vigore al momento in cui si realizza la
fattispecie che esplica degli effetti (cfr. DTF 129 V 1; DTF 128 V 315=SVR 2003
ALV Nr. 3; DTF 127 V 467 consid. 1; DTF 126 V 166 consid. 4b; STFA del 10
settembre 2003 nella causa Cassa pensioni dei dipendenti dello Stato del
Cantone Ticino c/ C., B 28/01; STFA del 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A.,
K 133/01).

                                          Inoltre,
il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell'esame della vertenza, si fonda
di regola sui fatti che si sono realizzati fino all'emanazione della decisione
amministrativa contestata (cfr. DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 121 V 366
consid. 1b; qui: il 16 giugno 2003).

                                          In casu,
l'amministrazione ha sanzionato l'assicurato per mancate ricerche di lavoro nei
mesi di ottobre e novembre 2003. A quel momento la terza revisione della LADI
era già in vigore e deve dunque essere presa in considerazione.

 

                                2.7.   Dapprima va
rilevato che la terza revisione della LADI non ha sostanzialmente modificato né
l'obbligo per gli assicurati di cercare un impiego adeguato, né il principio di
sanzionare la violazione di questo dovere, vigenti precedentemente al 1° luglio
2003. Pertanto resta valida la giurisprudenza elaborata fino al 30 giugno 2003.

 

                                          Come
appena visto, tra gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare
personalmente un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 LADI), se necessario
anche fuori della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI) ed anche fuori
del proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).

                                          Alla fine di ogni periodo
di controllo egli dovrà dunque presentare al servizio competente le prove
documentali relative alle ricerche di lavoro intraprese (cfr. STFA del 29.1.92
nella causa E.R., non pubblicata). 

 

                                         Secondo
l'art. 26 cpv. 1 OADI:

 

"  L'assicurato deve
finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di regola sotto forma di
domande d'impiego ordinarie."

 

                                         L'art.
26 cpv. 2 OADI prevede che:

 

"  Annunciandosi per riscuotere
l'indennità giornaliera, l'assicurato deve provare al servizio competente gli
sforzi che ha intrapreso per trovare lavoro."

 

                                          L'art. 26 cpv. 2bis OADI
precisa che

 

"  Egli deve fornire tale prova per ogni periodo di controllo al più
tardi entro il quinto giorno del mese seguente o il primo giorno lavorativo
successivo a tale data. In caso contrario, il servizio competente gli accorda
un termine adeguato per rimediarvi. Nel contempo lo informa per scritto che, se
lascia scadere il termine senza una giustificazione valida, le ricerche di
lavoro non potranno essere prese in considerazione."

 

                                          L’art. 26 cpv. 3 OADI
stabilisce che:

 

" 
Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro
dell’assicurato."

 

                                          Conformemente al
principio dell'obbligo della riduzione dei danni ancorato nel diritto delle
assicurazioni sociali (cfr. Maurer, Sozialversicherungsrecht, Band I, 1979 p.
323), la LADI ha dunque previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è
nelle sue possibilità per evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.

                                          Se non adempie il suo
obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il
suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata.

 

                                          Per stabilire
se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare un'occupazione
adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la qualità delle
ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76 consid. 2 con
riferimenti; STFA del 15 gennaio 2001 nella causa C.P.-B., C 49/00).

 

                                          La giurisprudenza
federale ha stabilito che questo motivo di sospensione è dato anche quando
l'assicurato non si attiene all'obbligo della ricerca di un lavoro prima di
essere disoccupato. L'assicurato deve così, ad esempio, adoperarsi già durante
il periodo di disdetta (e cioè a partire dal momento in cui gli viene
notificato il licenziamento) per trovare una nuova occupazione (cfr. DLA 1966
N° 11 e N° 21; DLA 1977 N° 33; DLA 1987 pag. 41, DTF del 29 gennaio 1992 nella
causa E.R., C 77/91; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti
degli Uffici regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza".
Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.; vedi
pure art. 45 cpv. 1 lett. a OADI).

                                          In una
sentenza del 23 gennaio 2003 nella causa C. (C 280/01) il TFA ha riconfermato
questo principio, argomentando:

 

" 
Nach der Rechtsprechung muss die versicherte
Person bereits vor der Beendigung der bisherigen Erwerbstätigkeit (ARV 1993/94
Nr. 26 S. 184 Erw. 2b) und vor der Meldung beim Arbeitsamt (ARV 1982 Nr. 4 S.
40 Erw. 2b) eine neue Stelle suchen, um die drohende Arbeitslosigkeit nach
Möglichkeit zu verhindern oder zu verkürzen. Sie kann sich insbesondere nicht
damit exkulpieren, nicht gewusst zu haben, dass sie schon vor Aufnahme der
Stempelkontrolle zur ernsthaften Arbeitsuche verpflichtet war und nicht darauf
aufmerksam gemacht worden sei."

(STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C 280/01)

 

                                          Anche
gli assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere
sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che
precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. Comunicazioni e istruzioni UFIAML,
n. 12, 29 dicembre 1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo, op. cit., pag. 17).

                                2.8.   L'art. 30
cpv. 1 lett. c LADI sanziona dunque una violazione dell'obbligo di ridurre il
danno fissato all'art. 17 cpv. 1 LADI (cfr. DLA 1981 pag. 126).

 

                                          In una
sentenza del 17 marzo 1998 nella causa H. il Tribunale federale delle
assicurazioni ha ribadito questo concetto e ha formulato le seguenti
osservazioni circa la natura, il carattere e lo scopo della sospensione:

 

"  Mittels
Einstellung in der Anspruchsberechtigung soll dieser Pflicht zum Durchbruch
verholfen werden. Praxisgemäss handelt es sich dabei nicht um eine
strafrechtliche, sondern eine verwaltungsrechtliche Sanktion (BGE V 151 Erw.
1c; ARV 1990 Nr. 20 S. 133 Erw. 2b; vgl. auch Gerhards, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz, N 2 zu Art. 30). Mit der Verknüpfung von
Schadenminderungspflicht und Sanktion will das AVIG Arbeitslose zur
Stellensuche anspornen. Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung soll den
Versicherten davon abhalten, die Arbeitslosenversicherung missbräuchlich in
Anspruch zu nehmen. Wenn er sich nicht genügend um Arbeit bemüht, nimmt er in
Kauf, länger arbeitslos zu bleiben. Dadurch erwächst der Versicherung insofern
ein Schaden, als sie länger Leistungen erbringen muss. Zweck der Einstellung in
der Anspruchsberechtigung ist eine angemessene Mitbeteiligung des Versicherten
an diesem Schaden, den er durch sein pflichtwidriges Verhalten der
Arbeitslosenversicherung natürlich und adäquat kausal verursacht hat (BGE 122 V
40 Erw. 4c/aa und 44 Erw. 3c/aa; Gerhards, a.a.O., n 2 und 51 zu Art.
30). Ohne die einstellungsrechtliche Sanktion käme Art. 17 Abs. 1 AVIG im
Taggeldrecht nicht zum Tragen.

 
Wüsste nämlich eine arbeitslose Person zum voraus, dass ungenügende Bemühungen
bezüglich ihrer Leistungen keine Folgen zeitigten, fehlte ein wesentlicher Ansporn,
dem gesetzlichen Gebot zur Stellensuche nachzuleben." (DTF 124 V 227- 228)

 

                                          In
questa sentenza (cfr. DTF 124 V 228- 230 ) il TFA ha pure avuto modo di sancire
la conformità dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI con le disposizioni della
Convenzione OIL: Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (al
proposito cfr. D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de
l'assurance chômage" Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte
sul Meno, 1992 pag. 193 seg.).

 

                                2.9.   Secondo l'art. 30 cpv. 3
LADI la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa
e ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di
cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La
sospensione del diritto all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa
lieve, da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso
di colpa grave (cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).

 

                                         La
sua durata è determinata secondo la gravità della colpa (cfr. art. 30 cpv. 3
LADI), soggiace in altre parole al principio della proporzionalità (cfr. DTF
123 V 151-155).

                                         In
virtù dell'art. 45 cpv. 2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal
diritto all'indennità entro il termine quadro per la riscossione della
prestazione, la durata della sospensione è prolungata in modo adeguato.

                                         L'art.
45 cpv. 3 OADI stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha
abbandonato senza valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o
ha rifiutato un lavoro idoneo.

 

                                          Per quel
che concerne la sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione fondata
sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una sanzione
da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni
per insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo successivo i
parametri del SECO e dell'UCL prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate
ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di
lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali aumenti per i periodi
successivi, visto l'art. 45 cpv. 2 bis OADI (cfr. Circulaire relative à
l'indemnité de chômage (IC) del SECO in vigore dal 1° gennaio 2002, D68 punto
1; Lista delle sospensioni URC/UCL aggiornate dal SECO al 25.01.1999).

Queste direttive sono conformi alla legge (cfr.
D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento
alla luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed.
OCST, Pregassona 2000, pag. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione
su queste basi vengono regolarmente confermate dal TCA.

Anche il TFA ha approvato il modo di procedere
dell'amministrazione (cfr. la sentenza del 6 agosto 2002 nella causa Z., C
338/01, nella quale il TFA ha confermato quattro giorni di sospensione per
insufficienti ricerche in un periodo di controllo; la sentenza del 23 gennaio
2003 nella causa C., C 280/01, nella quale l'Alta Corte ha confermato la
sanzione di nove giorni di sospensione dal diritto alle indennità di
disoccupazione inflitta dall'amministrazione ad un assicurato che aveva saputo
comprovare unicamente quattro ricerche di lavoro svolte nei tre mesi di
disdetta del precedente rapporto di lavoro; la sentenza del 2 maggio 2003 nella
causa X., C 275/02, nella quale la nostra Massima Istanza ha confermato una
sanzione di quindici giorni di sospensione per mancate ricerche durante tre
mesi di disdetta; la sentenza del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02, nella
quale l'Alta Corte ha confermato la sanzione di cinque giorni di sospensione
dal diritto alle indennità di disoccupazione inflitta dall'amministrazione ad
un assicurato, nato nel 1939, che aveva saputo comprovare unicamente sei
ricerche di lavoro, di cui cinque svolte per telefono, durante un periodo di
controllo nel corso del quale egli aveva, tra l'altro, lavorato cinque giorni,
per un totale di trentaquattro ore; la sentenza del 3 luglio 2003 nella causa
AWA contro E., C 286/02, nella quale il TFA ha confermato tre giorni di
sanzione per insufficienti ricerche di lavoro durante uno dei tre mesi di
disdetta; la sentenza dell'11 luglio 2003 nella causa D., C 63/03, nella quale
l'Alta Corte ha confermato una sanzione di quattro giorni di sospensione per
insufficienti ricerche di lavoro durante un periodo di controllo e la sentenza
del 2 marzo 2004 nella causa B., C 305/02, nella quale la nostra Massima
Istanza ha confermato 4 giorni di sospensione per insufficienti ricerche
durante il periodo di disdetta).

 

                              2.10.   Nella già
citata sentenza H. del 17 marzo 1998, il Tribunale federale delle assicurazioni
ha stabilito che è possibile sospendere l'assicurato che commette (soltanto)
una colpa lieve non compiendo sufficienti ricerche di lavoro. L'Alta Corte ha
al proposito rilevato:

 

" 
b) Die Vorinstanz hat erwogen, bloss drei
Stellenbewerbungen im Monat Juni 1994 vermöchten wohl qualitativ, nicht aber
quantitativ zu genügen.  Indessen sei der Beschwerdegegnerin aufgrund einer
lange dauernden Krankheit gekündigt worden; zudem finde sie im Alter von 54
Jahren bei der gegenwärtigen Lage auf dem Arbeitsmarkt kaum noch eine Stelle. 
Sodann habe das Arbeitsamt ihr bei der Stellensuche nicht geholfen und jeweils
drei Bewerbungen in den vorangegangenen Monaten ungeahndet gelten lassen. 
Insgesamt sei das Verhalten der Versicherten deshalb bloss leichtfahrlässig. 
Analog zur Invaliden-, Unfall- und Militärversicherung, welche Leistungen nur
bei Vorsatz und Grobfahrlässigkeit kürzten, sei deshalb vorliegend von einer
Einstellung in der Anspruchsberechtigung abzusehen.  Das Verwaltungsgericht des
Kantons Bern pflege unangefochtenerweíse dieselbe Praxis.

Demgegenüber macht die Kasse geltend, eine
Einstellung habe bei jedem Verschulden zu erfolgen. Dass die Verwaltung der
Versicherten nicht geholfen habe, entbinde diese nicht von der Pflicht zur
Stellensuche.  Da zudem eine Überprüfung der Bewerbungen nur stichprobenweise
möglich sei, könne die Beschwerdegegnerin nichts zu ihren Gunsten aus dem
Umstand ableiten, dass die Kasse die jeweils bloss zwei oder drei Bewerbungen
der vorangehenden Monate nicht beanstandet habe.

 

c)  Die Vorinstanz beruft sich für ihre Auffassung,
wonach eine Einstellung in der Anspruchsberechtigung nur bei vorsätzlichem oder
grobfahrlässigem Verhalten zulässig sei, auf die Praxis des Verwaltungsgerichts
des Kantons Bern. Dieses führte in einem Entscheid aus dem Jahre 1990 (BVR 1991
S. 82 ff.) aus, im Sozialversicherungsrecht werde als allgemeiner Grundsatz
anerkannt, dass Leistungen gekürzt oder sogar für gewisse Fälle verweigert
werden könnten, wenn Versicherte die Leistungspflicht vorsätzlich oder
grobfahrlässig verursacht oder verlängert hätten (vgl.  Art. 7 IVG, Art. 37 und
39 UVG, Art. 7 aMVG, Art. 35 BVG und - betreffend die Krankenkassen BGE 107 V
228 Erw. 2a).  Dies müsse gleihermassen für den Bereich der
Arbeitslosenversicherung gelten.  Auch bezüglich solcher Leistungen könne daher
eine Kürzung (oder befristete Verweigerung) der Entschädigung nur bei
vorsätzlichem oder grobfahrlässigem Verhalten verfügt werden, nicht aber bei
bloss leichter Fahrlässigkeit, da insbesondere nicht einzusehen sei, weshalb in
diesem Zweig die Anforderungen an die Sorgfaltspflicht des einzelnen derart
strenger sein sollten Als in den übrigen Bereichen der Sozialversicherung (BVR
1991 S. 83 f. Erw. 4b).

 

d) Die im genannten Entscheid zitierten Bestimmungen
des IVG, UVG, aMVG und BVG statuieren alle den Grundsatz, dass bei
vorsätzlicher oder grobfahrlässiger Herbeiführung des Versicherungsfalles durch
den Versicherten die Leistungen gekürzt oder verweigert werden können.  Sie
schliessen von Gesetzes wegen zugleich Sanktionen für leichtfahrlässiges
Verhalten aus.  Im Arbeitslosenversicherungsrecht hingegen fehlt eine derartige
Beschränkung des -sanktionsbedrohten Verhaltens auf Grobfahrlässigkeit und
Vorsatz.  Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung ist ausdrücklich
"nach dem Grad des Verschuldens" zu bemessen (Art. 30 Abs. 3 AVIG). 
Eine Absicht, das Verschulden bei leichter Fahrlässigkeit von jeglicher
Sanktion auszunehmen, ist im Unterschied zum Wortlaut der zitierten Bestimmungen
aus den andern Sozialversicherungszweigen nicht erkennbar.  Folgerichtig
unterscheidet Art. 45 Abs. 2 AVIV nach leichtem, mittelschwerem und schwerem
Verschulden.  Es widerspräche daher dem Arbeitslosenversicherungsgesetz, wenn
die leichte Fahrlässigkeit als eine der Formen des Verschuldens ausgeklammert
würde.  Darauf weist auch die Botschaft zum Bundesgesetz über die
obligatorische Arbeitslosenversicherung und die Insolvenzentschädigung vom 2.
Juli 1980 in BB1 1980 IlI S. 588 ff. hin, in der ausdrücklich von Einstellungen
gesprochen wird, die nicht pönalen Charakter hätten (vgl. auch Gerhards,
a.a.O., N 2 zu Art. 30).  Beispielsweise stehe es dem Versicherten frei und sei
auch nicht ehrenrührig, sich ungenügend um eine Arbeitsstelle zu bemühen oder
eine zumutbare Arbeit abzulehnen.  Der Arbeitslosenversicherung entstehe
hieraus trotzdem ein Schaden, der zu einer angemessenen Leistungsreduktion
führen müsse.  Gerade um unterschiedlichen Verhältnissen und Verschuldensgraden
mit der nötigen Differenzierung Rechnung tragen zu können, sei die Spanne der
Einstellungsfristen möglichst weit zu fassen.  Daher hat auch leichte
Fahrlässigkeit bei ungenügenden Arbeitsbemühungen nach Art. 30 Abs. 1 lit. c
AVIG zu einer Einstellung in der Anspruchsberechtigung zu führen.

 

e) Aus diesen Ausführungen folgt,
dass die Praxis des Berner Verwaltungsgerichts zu Art. 30 Abs. i lit. c AVIG
(BVR 1991 S. 83 f.), welcher sich die Vorinstanz anschloss der Regelung des
Arbeitslosenversicherungsgesetzes und der besicht des Gesetzgebers
zuwiderläuft. er kantonale Escheid verletzt daher insoweit Bundesrecht, als er
die leichte Fahrlässigkeit  von Sanktionen befreit." (DTF 124 V 231-233)

 

                              2.11.   In una
sentenza del 22 ottobre 2002 nella causa N. (C 305/01), pubblicata in DLA 2003
pag. 118 segg., il TFA ha ancora ribadito la necessità di compiere delle
ricerche di lavoro nel periodo precedente l'annuncio al collocamento. Al
riguardo la nostra Massima Istanza ha osservato:

 

"  (…)

1. L'assuré faisant
valoir des prestations d'assurance doit, avec l'assistance de l'office du
travail compétent, entreprendre tout ce qu'on peut raisonnablement exiger de
lui pour éviter le chômage ou l'abréger. Il lui incombe en particulier de
chercher du travail, au besoin en dehors de la profession qu'il exerçait
précédemment (art. 17 al. 1 LACI).

Aux termes de l'art.
30 al. 1 let. c LACI, le droit de l'assuré à l'indemnité est suspendu lorsqu'il
est établi que celui-ci ne fait pas tout ce qu'on peut raisonnablement exiger
de lui pour trouver un travail convenable. Cette disposition trouve notamment
application lorsque l'assuré n'effectue pas suffisamment de recherches d'emploi
pendant le délai de résiliation de son contrat de travail (DTA 1993 no 9 p. 87
consid. 5b, 1993 no 26 p. 184 consid. 2b, 1987 no 2 p. 41 consid. 1).

 

2. L'intimé a admis,
en procédure cantonale, ne pas avoir effectué de recherches d'emploi pendant le
délai de résiliation de son contrat de travail, soit du 25 juillet au 30
septembre 2000, ainsi qu'au cours des mois de novembre et décembre 2000. Les
premiers juges ont considéré qu'il n'encourait qu'une seule mesure de
suspension dans l'exercice du droit à l'indemnité de chômage, dont il convenait
de fixer la durée au terme d'une appréciation globale de son comportement pour
l'ensemble des mois d'août à décembre 2000.

 

3.

3.1 La suspension du droit à l'indemnité de
chômage prévue à l'art. 30 LACI n'a pas un caractère pénal. Elle constitue une
sanction de droit administratif destinée à combattre les abus en matière
d'assurance-chômage. Comme telle, cette mesure peut être prononcée de manière
répétée, sans que soit applicable l'art. 68 CP (ATF 123 V 151 consid. 1c).
Plusieurs mesures de suspension distinctes peuvent ainsi être prononcées, sauf
- et exceptionnellement - en présence de manquements qui procèdent d'une
volonté unique et qui, se trouvant dans un rapport étroit de connexité
matérielle et temporelle, apparaissent comme l'expression d'un seul et même
comportement (DTA 1999 no 33 p. 197 sv. consid. 3b, 1993 no 3 p. 22 consid. 3d
et p. 25 consid. 5b; arrêt non publié F. du 25 novembre 1997 [C 61/97] consid.
5a).

 

3.2 En ce qui concerne plus particulièrement les
mesures de suspension en raison de recherches d'emploi insuffisantes, le
Tribunal fédéral des assurances a admis, avant l'abrogation de la loi fédérale
du 22 juin 1951 sur l'assurance-chômage (LAC) et l'entrée en vigueur de la
LACI, que des décisions de suspension distinctes pouvaient être prises, même
rétroactivement, pour chaque mois pendant lequel l'assuré avait contrevenu à ses
obligations. Selon la pratique de l'époque, en effet, l'examen des recherches
d'emploi effectuées par les personnes assurées était mensuel, bien qu'il
n'existât pas de réglementation légale sur ce point (arrêt non publié F. du 16
novembre 1981 [C 114/80]). Il n'y a pas lieu de modifier cette jurisprudence,
implicitement confirmée à plusieurs reprises (cf. parmi d'autres, les arrêts
non publiés C. du 2 décembre 1999 [C 282/98], O. du 7 octobre 1998 [C 82/98] et
B. du 4 décembre 1997 [C 128/97]), d'autant que l'obligation de remettre chaque
mois à l'office compétent la preuve des efforts entrepris en vue de trouver un
emploi est aujourd'hui expressément prévue par l'art. 26 al. 2 OACI (cf.
également art. 26 al. 3 et 27a OACI). 

 

4. Après avoir négligé d'effectuer des recherches
d'emploi pendant le délai de résiliation de son contrat de travail, ce qui
justifie une première mesure de suspension dans l'exercice du droit à
l'indemnité de chômage, l'intimé a entrepris plusieurs démarches en vue de
trouver du travail, de manière à remplir provisoirement ses obligations
vis-à-vis de l'assurance-chômage. Il lui appartenait toutefois de poursuivre
ses efforts pendant les mois de novembre et décembre 2000, sans quoi il
encourait de nouvelles mesures de suspension pour chacune de ces périodes de
contrôle, conformément à la jurisprudence exposée ci-dessus (consid. 3). Les
trois décisions administratives litigieuses étaient donc en principe
justifiées, contrairement à l'avis des premiers juges, le SPP et le Groupe
réclamations n'ayant par ailleurs pas fait un usage critiquable de leur pouvoir
d'appréciation en fixant la durée de la suspension à 10 jours pour les mois
d'août et septembre 2000, 5 jours pour le mois de novembre 2000, et 5 jours
pour le mois de décembre 2000 (après rectification, par le Groupe réclamations,
de la sanction prononcée par le SPP)." (DLA 2003 pag. 119)

 

                              2.12.   Nell'evenienza
concreta risulta dagli atti all'incarto che l'assicurato, dal mese di marzo
1999 al 30 novembre 2003, ha lavorato quale dirigente della succursale ticinese
della __________ (cfr. doc. _ e _).

                                          Tale
rapporto di impiego è stato disdetto, con effetto dal 30 novembre 2003, dall'ex
datore di lavoro del ricorrente con scritto del 17 settembre 2003, a conferma
di quanto già comunicatogli verbalmente (cfr. doc. _).

                                          L'insorgente
si è poi iscritto in disoccupazione a decorrere dal 1° dicembre 2003,
dichiarando di cercare un'occupazione a tempo pieno come direttore d'azienda,
gerente di succursale, direttore degli acquisti e della distribuzione (cfr.
doc._).

                                          Al
momento del suo annuncio per il collocamento il ricorrente ha dichiarato di non
aver intrapreso nei mesi di disdetta alcuno sforzo al fine di reperire un
impiego adeguato.

                                          Di
conseguenza l'URC, con decisione formale dell'11 dicembre 2003, l'ha sospeso
dal diritto alle indennità di disoccupazione per 8 giorni per mancate ricerche
nei mesi di ottobre e novembre 2003 (cfr. doc. _).

                                          Tale
provvedimento è stato confermato con decisione su opposizione del 19 gennaio
2004.

                                          In
occasione del colloquio di consulenza dell'11 dicembre 2003 è stato allestito
un verbale del seguente tenore:

 

" 
Colloquio iscrizione effettuato da __________.
Reiscrizione dell'assicurato. Da 03.99 a 11.03 c/o __________ a tempo pieno in
qualità di responsabile di filiale (i suoi compiti: gestione clienti,
acquisizione, gestione filiale Ticino, consulente clienti es. amministrazione,
studi ingegneria ecc.). S'iscrive in disoccupazione dal 01.12.03 alla ricerca
di un posto di lavoro a tempo pieno in qualità di dirigente d'azienda/gerente
di succursale oppure direttore degli acquisti e vendita. Ha partecipato alla
mezza giornata informativa diritti e doveri, non ha domande in merito. Durante
il termine di disdetta (ottobre e novembre 2003), non ha effettuato alcuna ricerca
di lavoro giustificando il suo comportamento con il fatto che non sapeva di
doverle fare, in quanto, sarebbe stato disoccupato dal 01.12.03.

Dopo avergli mostrato la tabella delle sanzioni
SECO e l'opuscolo "alcuni compiti degli URC" di D. Cattaneo al
paragrafo 2.2, lo informo che non avendo ottemperato ai suoi doveri, verrà
sospeso dal diritto alle indennità per 8 giorni (seguirà la raccomandata).
Chiedesi, da subito, un minimo di 8 ricerche al mese (2 alla settimana) mirate,
serie e continue nelle professioni sopra menzionate. Da parte nostra non ci
sono posizioni da proporre. L'assicurato è stato dettagliato sull'attività
indipendente (fidejussione OBTG, indennità speciali, sussidio oneri sociali,
consulente ecc.) se intende avviare una qualsiasi attività, dovrà presentare la
relativa bozza con allegati (cfr. schema che gli consegno brevi-manu). Non
vengono ventilate assenze per vacanze. Rilascio faut di dicembre e formula rio
ricerca. Prossimi app.: allo sportello 230104 al pomeriggio e consulenza per il
16.02.04 ore 1030." (Doc. _)

 

                                          L'art.
42 LPGA (norma di procedura che entra immediatamente in vigore; cfr. consid.
2.2.), prevede che le parti hanno il diritto di essere sentite. Non devono
obbligatoriamente essere sentite prima di decisioni impugnabili mediante
opposizione.

 

                                          A tale
proposito in una sentenza del 23 giugno 2003 nella causa S. (C 49/03) l'Alta
Corte ha rilevato che:

 

" 
Die Sache geht daher an die Arbeitslosenkasse
zurück, damit sie nach Erfüllung des Gehörsanspruchs erneut über eine allfällige
Einstellung in der Anspruchsberechtigung wegen selbstverschuldeter
Arbeitslosigkeit befinde. In diesem Rahmen kommt nunmehr Art. 42 Satz 2 ATSG
zur Anwendung, wonach die Gewährung des rechtlichen Gehörs ins
Einspracheverfahren verschoben ist (Kieser, a.a.O. Art. 42 Rz. 24)."

 

                                          In una
sentenza del 22 dicembre 2003 nella causa J. (H 272/03) il TFA, al consid.
3.3., si è così espresso:

 

" 
(…) Selon un principe général de la procédure
administrative, l'autorité n'est pas tenue d'entendre les parties avant de
prendre une décision susceptible d'être frappée d'opposition (art. 30 al. 2
let. b PA). Ce principe est aujourd'hui spécifiquement consacré, en matière
d'assurances sociales, à l'art. 42 2ème phrase LPGA."

                                          Il
diritto di essere sentito dell'assicurato è dunque stato rispettato.

 

                                          Nella
presente fattispecie il TCA constata che l'amministrazione ha dato al
ricorrente la possibilità di esprimersi prima di pronunciare la sanzione, ossia
durante il colloquio dell'11 dicembre 2003.

                                          Pertanto
il diritto di essere sentito dell'assicurato è stato ossequiato già prima
dell'emanazione della decisione formale, conformemente alla chiara
giurisprudenza federale emessa prima dell'entrata in vigore della LPGA (cfr. STFA
del 6 agosto 2002 nella causa C, C91/02, consid. 1a; RAMI 2002
pag. 77, consid. 3d, pag. 83; SVR 2002 ALV Nr. 4 pag. 9; DTF 126 V 130 = SVR
2001 ALV Nr. 12 pag. 37), che mantiene comunque, in talune circostanze, la sua
validità anche successivamente (cfr. U. Kieser, op. cit., ad art. 42, n. 1-28;
Th. Locher, "Grundriss des Sozialversicherungsrechts", Ed. Staempfli
Verlag AG, Berna 2003, pag. 466 n° 53 e 54).

 

                              2.13.   Come visto
precedentemente (cfr. consid. 2.6.), gli assicurati devono effettuare delle
ricerche di impiego nel periodo precedente l'iscrizione in disoccupazione, e in
particolare nei mesi di disdetta del contratto di lavoro.

 

                                          Al
riguardo va ricordato che, secondo l'art. 329 cpv. 3 CO, se il contratto è
disdetto, il datore di lavoro deve concedere al lavoratore il tempo necessario
per cercare un altro lavoro.

 

                                          Inoltre
va segnalato che questo Tribunale conferma costantemente le decisioni di
sospensione emanate dall'URC a causa di mancate ricerche prima dell'annuncio
per il collocamento nel periodo di disdetta (cfr. fra le tante: STCA del 2 settembre
2003 nella causa F., __________; STCA del 31 luglio 2003 nella causa R.,
__________; STCA del 4 giugno 2003 nella causa J., __________; STCA del 24
marzo 2003 nella causa B., __________).

 

                                          Il
ricorrente doveva, dunque, attivarsi, al fine di intraprendere alcuni sforzi
per tentare di reperire un'occupazione adeguata, rispondendo a eventuali
annunci relativi a posti di lavoro pubblicati su quotidiani e proponendosi
spontaneamente a dei potenziali datori di lavoro (cfr. STCA del 30 settembre
2002 nella causa R., __________).

 

                                          In
simili condizioni l'assicurato, non compiendo nessuna ricerca di impiego nei
mesi di disdetta di ottobre e novembre 2003, ha contravvenuto a quanto previsto
dalla LADI e dalla relativa giurisprudenza (cfr. consid. 2.6., 2.10.).

 

                              2.14.   Dagli atti
emerge che nel 1992 il ricorrente aveva già aperto un termine quadro per la
riscossione di prestazioni (cfr. doc. _).

                                          L'insorgente
medesimo nell'atto ricorsuale ha confermato questa circostanza, precisando che
ha ricorso all'assicurazione contro la disoccupazione per circa 9 mesi a
seguito del rientro in Svizzera dopo un periodo di formazione all'estero (cfr.
consid. 1.3., doc. _).

 

                                          L'assicurato
sostiene tuttavia, di non essere stato a conoscenza, fino al momento della sua
iscrizione per il collocamento nel mese di dicembre 2003, dei suoi diritti e
doveri di disoccupato (cfr. doc. _).

 

                                          Ora,
quindi si tratta di esaminare se l'eventuale non conoscenza della LADI, e
meglio del dovere di compiere delle ricerche di lavoro quantitativamente e
qualitativamente sufficienti già nei mesi di disdetta, può costituire, nel caso
concreto, un valido votivo per non sanzionare l'assicurato.

 

                                          Il 1° gennaio 2003 è
entrato in vigore l'art. 27 LPGA (Informazione e consulenza).

                                          Questa nuova importante
disposizione legale ha il seguente tenore:

 

"  Gli
assicuratori e gli organi esecutivi delle singole assicurazioni sociali, nei
limiti delle loro competenze, sono tenuti ad informare le persone interessate
sui loro diritti e obblighi (cpv. 1).

Ognuno ha diritto, di regola gratuitamente, alla consulenza in
merito ai propri diritti e obblighi. Sono competenti in materia gli
assicuratori nei confronti dei quali gli interessati devono far valere i loro
diritti o adempiere i loro obblighi. Per le consulenze che richiedono ricerche
onerose, il Consiglio federale può prevedere la riscossione di emolumenti e
stabilirne la tariffa (cpv. 2).

Se un assicuratore constata che un assicurato o i suoi congiunti
possono rivendicare prestazioni di altre assicurazioni sociali, li informa
immediatamente (cpv. 3)."

 

                                          L'art. 27 LPGA sancisce,
in particolare, per l'amministrazione un dovere di carattere collettivo,
generale e permanente di fornire informazioni - ad esempio tramite opuscoli
informativi; cfr. DLA 2002 pag. 194 - (cpv. 1) e il diritto soggettivo e
individuale dell'assicurato alla consulenza (cioè un parere su ciò che conviene
fare) su un caso preciso e su esplicita richiesta, che può essere fatto valere
in giustizia (cpv. 2) (Su questi aspetti cfr. in particolare E. Imhof - CH
Zünd, "ATSG und Arbeitslosenversicherung" in SZS 2003 pag. 291 seg.
(306); E. Imhof, "Anhang zur Vertiefung von art. 27 ATSG über Aufklärung,
Beratung und Kenntnisgabe" in SZS 2002 pag. 315 seg. (315-318); R. Spira, "Du
droit d'être renseigné et conseillé par les assureurs et les organes
d'exécution des assurances sociales art. 27 LPGA" in SZS 2001 pag. 524
seg. (527); U. Kieser, "ATSG - Kommentar", ad art. 27 pag. 317 e pag.
318-321).

                                          In materia di
assicurazione contro la disoccupazione questa disposizione della LPGA ha
apportato notevoli miglioramenti per gli assicurati nel senso che l'obbligo di
informare non è più limitato ad alcuni aspetti puntuali, fissati nelle
disposizioni legali (cfr. DTF 124 V 125, in particolare 221-222; DLA 2000 pag.
95) ma è stato generalizzato (cfr. E. Imhof - Ch. Zünd, art. cit, in STZ 2003
pag. 307).

 

                                          Così l'art. 20 cpv. 4
OADI ("avverte l'assicurato riguardo ai suoi obblighi secondo l'articolo
17 LADI, in particolare all'obbligo di adoperarsi per trovare lavoro". Per
un caso di applicazione, cfr. STFA del 13 agosto 2003 nella causa A., C
133/02), valido fino al 31 dicembre 2002, è stato abrogato e sostituito
dall'art. 19a OADI, il quale prevede che:

 

"  1
Gli organi esecutivi di cui all'articolo 76 capoverso 1 lettere a-d LADI
informano gli assicurati sui loro diritti e obblighi, in particolare, sulla
procedura di annuncio e sull'obbligo di evitare o abbreviare la disoccupazione.

 

2 Le casse informano gli assicurati sui diritti e sugli
obblighi derivanti dai settori di competenza delle casse (art. 81LADI).

 

3 I servizi cantonali e gli uffici regionali di
collocamento (URC) informano gli assicurati sui diritti e sugli obblighi
derivanti dai rispettivi settori di competenza (art. 85 e 85b LADI)."

(cfr. E. Imhof, art. cit in SZS pag. 317-318)

 

                                          L'entrata in vigore
dell'art. 27 LPGA ha molto ridimensionato il principio, precedentemente in
vigore, secondo cui non è possibile invocare l'ignoranza della legge per
ricavarne dei vantaggi. Il giudice federale emerito R. Spira ("Du droit
d'être renseigné …" in SZS 2001 pag. 524 seg., in particolare pag. 531)
sottolinea che la presunzione della conoscenza della legge è stata rovesciata.
(Al riguardo vedi pure U. Kieser, "ATSG - Kommentar" ad art. 27 pag.
319; sul principio appena citato cfr. invece Pratique VSI 2003 pag. 207 segg.
(210); DLA 2002 pag. 113 (115); DLA 2000 pag. 99; DTF 124 V 220; STFA del 31
gennaio 2003 nella causa V., H 5/02; STFA del 28 novembre 2000 nella causa
P.S., H 407/99; DTF 124 V 220).

 

                                          Questo
Tribunale, in una sentenza del 20 novembre 2003 nella causa B., inc.
__________, chinandosi su un caso di mancate ricerche di lavoro prima
dell'iscrizione in disoccupazione, ha stabilito che anche dopo l'entrata in
vigore della LPGA e conformemente alla giurisprudenza del TFA deve essere
sanzionato con una sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione
l'assicurato che non ha intrapreso sforzi al fine di reperire un impiego prima
di annunciarsi per il collocamento anche se egli ignorava questo obbligo, riservata
l'ipotesi in cui egli si è rivolto all'amministrazione per chiedere
informazioni sui suoi diritti e doveri, argomentando:

 

" 
(…).

Malgrado le importanti modifiche appena esposte,
il TCA ritiene che comunque nulla sia mutato, dopo l'entrata in vigore della
LPGA, circa la possibilità di sanzionare gli assicurati che non hanno
effettuato ricerche di lavoro prima di iscriversi per il collocamento, anche in
caso di ignoranza dalla legge.

Da una parte infatti il nuovo art. 19a OADI ha
generalizzato l'obbligo di informazione che prima esisteva quasi esclusivamente
per quel che riguarda le ricerche di lavoro.

Questa norma non ha tuttavia esteso temporalmente
(e cioè anticipato) il momento a partire dal quale gli organi di esecuzione
devono informare gli assicurati riguardo all'obbligo di cercare lavoro.

L'OADI contiene inoltre tuttora altre
disposizioni: l'art. 26 cpv. 2 ("annunciatosi per riscuotere l'indennità
giornaliera, l'assicurato deve provare il servizio competente gli sforzi che ha
intrapreso per trovare lavoro. In seguito, deve fornire tale prova per ogni
periodo di controllo". Cfr. STFA del 22 ottobre 2002 nella causa N., C
305/01 e l'art. 45 cpv. 1 lett. a ("la sospensione del diritto
all'indennità ha effetto al primo giorno dopo la cessazione del rapporto di
lavoro qualora la disoccupazione sia imputabile all'assicurato o se egli non si
è sufficientemente adoperato per trovare un'occupazione adeguata prima della
disoccupazione") che impongono di sanzionare anche coloro che non
presentano ricerche di lavoro per il periodo che precede l'iscrizione per il
collocamento.

Inoltre e soprattutto, il fondamentale principio
dell'obbligo di ridurre il danno (cfr. consid. 2.6), valido per tutti i settori
del diritto delle assicurazioni sociali (e consacrato esplicitamente su un
aspetto particolare all'art. 21 cpv. 3 LPGA), a mente del TCA, resta attuale
anche dopo l'entrata in vigore della legge sulla parte generale.

Infine non va ignorato che, nell'ambito del
diritto civile l'art. 329 cpv. 3 CO stabilisce che se il contratto è disdetto,
il datore di lavoro deve concedere al lavoratore il tempo necessario per cerca
un altro lavoro. Dal profilo dell'assicurazione contro la disoccupazione, si
può dunque ragionevolmente pretendere che l'assicurato inizi a cercare lavoro
ancora prima di essere ufficialmente informato dai servizi addetti al
collocamento" (STCA 20.11.2003 succitata, consid. 2.14.). 

 

                                          Questa
Corte ha confermato tale principio in una sentenza del 19 gennaio 2004 nella
causa L. (inc. __________), non cresciuta in giudicato, in cui circa, più
specificatamente, il diritto di consulenza enunciato all'art. 27 cpv. 2 LPGA ha
stabilito:

 

" 
(…) ogni assicurato può esigere che il proprio
assicuratore gli fornisca consulenza in merito ai suoi diritti e obblighi.
Quest'obbligo concerne soltanto l'ambito di competenza dell'assicuratore in
questione e le informazioni possono esse fornite anche da non giuristi, come
del resto prima dell'entrata in vigore della LPGA. Contrariamente alle
informazioni di carattere generale, la consulenza deve riferirsi al caso
specifico (cfr. FF 1999 IV 3953).

Inoltre tale diritto non è limitato alle persone
assicurate, tuttavia deve esistere uno stretto rapporto con l'assicurazione
interpellata, nel senso che la consulenza deve riferirsi a diritti e doveri che
già esistono o che possono sorgere tra la persona che ha richiesto le
informazioni e l'assicurazione interessata (cfr. U, Kieser, op. cit., ad art.
27 n. 18 pag. 321).

 

In conclusione, come visto, se un assicurato
contatta direttamente l'amministrazione per avere ragguagli sulla sua
condizione di disoccupato, questa deve informarlo correttamente e in modo
completo in merito ai suoi diritti e doveri. 

Per quanto concerne l'assicurazione contro la
disoccupazione, rispetto al periodo precedente all'entrata in vigore della
LPGA, in cui il diritto di consulenza era limitato, ai sensi dell'art. 20 cpv.
4 OADI, agli obblighi previsti all'art. 17 LADI, che dovevano essere comunicati
dal servizio competente per l'annuncio in disoccupazione, dal 1° gennaio 2003
il dovere di prestare consulenza si impone anche alle casse, ai servizi
cantonali, agli URC." (STCA  19.1.2003 succitata consid. 2.6.)

 

                                          Nel caso di specie il
ricorrente mai ha allegato di avere, prima del suo annuncio all'URC, contattato
l'amministrazione per ricevere ragguagli relativamente al comportamento da
adottare in vista della sua iscrizione in disoccupazione. 

                                          In casu non entra,
dunque, in considerazione un eventuale diritto alla consulenza ai sensi
dell'art. 27 cpv. 2 LPGA a favore dell'insorgente.

 

                                          Pertanto, visto che anche
dopo l'entrata in vigore della LPGA l'assicurato che precedentemente alla sua
iscrizione in disoccupazione non ha intrapreso sforzi (o ha effettuato sforzi
insufficienti) al fine di reperire un'occupazione adeguata deve essere
sanzionato, anche se ignorava quanto impone la LADI in questo ambito, il
ricorrente deve essere sospeso dal diritto alle indennità di disoccupazione, a
prescindere dalla questione di sapere se realmente o meno egli non era cognito
dell'obbligo di cercare un impiego.

 

                              2.15.   A nulla poi
serve all'assicurato invocare il diritto alla protezione della buona fede di
cui all'art. 9 Cost. fed. (cfr. consid. 1.3., doc. _), poiché non sono
realizzati i relativi presupposti.

 

                                          Il
diritto alla protezione della buona fede, che permette al cittadino di esigere
che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi, è
infatti garantito e impone all'autorità di discostarsi dal principio della
legalità, allorché le seguenti condizioni, precisate da una lunga e consolidata
giurisprudenza, sono adempiute

 

1.   l'autorità deve essere intervenuta in una situazione concreta nei
riguardi di persone determinate;

 

2.   l'autorità ha agito o creduto di agire nei limiti delle proprie
competenze;

 

3.   l'assicurato non deve essersi reso conto immediatamente
dell'inesattezza dell'informazione ricevuta;

4.   l'informazione errata ha indotto l'assicurato ad adottare un
comportamento o un'omissione che gli è pregiudizievole;

 

5.   la legge non è stata modificata dal momento in cui l'informazione è
stata data.

 

                                          (cfr.
STFA del 28 gennaio 2004 nella causa Arbeitslosenkasse der Gewerkschaft Bau
& Industrie GBI c/ A., C 218/03, consid. 2; STFA del 29 agosto 2002 nella
causa Amt für Arbeit St. Gallen c/ S., C 25/02; DTF 121 V 65, consid. 2a pag.
66-67 e la giurisprudenza ivi citata; RAMI 1993 pag. 120-121, Pratique VSI 1993
pag. 21-22, RCC 1991 pag. 220 consid. 3a, RCC 1983 pag. 195 consid. 3, RCC 1982
pag. 368 consid. 2, RCC 1981 pag. 194 consid. 3, RCC 1979 pag. 155, DLA 1992 p.
106, DTF 118 V 76 consid. 7, RDAT I-1992 n° 63; Grisel, Traité de droit administratif,
vol. I, pag. 390ss; Knapp, Précis de droit administratif, 4a ed., n° 509, pag. 108-109; Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze
gleich, pag. 217ss).

 

                                          Nel caso
in esame l'assicurato mai ha preteso espressamente di essere stato informato
erroneamente riguardo all'obbligo di compiere ricerche di impiego prima della
disoccupazione (cfr. consid. 1.3.; doc. _), né ha menzionato le generalità
della persona che gli avrebbe dato eventuali informazioni.

                                          Inoltre,
dalla documentazione all'inserto non risulta che l'autorità competente abbia
dato al ricorrente informazioni errate in merito al dovere di intraprendere
degli sforzi al fine di reperire un'occupazione adeguata nei mesi di disdetta
precedenti all'iscrizione in disoccupazione (cfr. STFA del 15 dicembre 2003
nella causa P., C 200/03; STFA del 10 gennaio 2002, nella causa H., C 94/01).

                                          Infine
più l'amministrazione non ha comunque avuto modo di fornire indicazioni all'assicurato
durante il periodo di disdetta, bensì soltanto più di due mesi dopo la notifica
del licenziamento, quando egli si è annunciato per il collocamento alla fine
del mese di novembre 2003. 

                                          Di
conseguenza il ricorrente non può motivare l'omissione di ricerche nei mesi di
ottobre e novembre 2003 affermando di aver fatto affidamento a quanto
comunicatogli dall'amministrazione.

 

                                          Inoltre
il diritto alla protezione della buona fede di cui all'art. 9 Cost. fed. non
tutela unicamente il cittadino che si affida in modo giustificato al
comportamento dell'autorità, la quale dà delle informazioni errate, bensì anche
nel caso in cui l'autorità ha omesso di fornire informazioni che la legge le
imponeva di dare in una fattispecie particolare (cfr. Pratique VSI 2003 pag.
207; DLA 2003 pag. 127).

 

                                          Anche
considerando questo aspetto, la buona fede dell'insorgente non può essere
tutelata, dato che, non avendo contattato l'amministrazione prima della
disoccupazione per avere ragguagli in merito ai suoi diritti e doveri, come
visto precedentemente (cfr. consid. 2.14.), l'autorità non era tenuta a
informare in modo generale circa l'obbligo di cercare un impiego prima di
iscriversi per il collocamento (cfr. consid. 2.14.).

 

                              2.15.   Alla luce di
tutto quanto esposto, questa Corte deve concludere che l'assicurato, non avendo
compiuto nessuna ricerca di impiego nei due mesi di disdetta precedenti
l'iscrizione in disoccupazione, ha violato l'obbligo di ridurre il danno
imposto dalla legge e deve dunque essere sospeso dal diritto all'indennità di
disoccupazione giusta l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI (cfr. consid. 2.6.).

 

                                          Per
quanto concerne l'entità della sanzione, va rilevato che normalmente, in base
alle direttive in vigore, la sanzione inflitta dall'amministrazione in caso di
mancate ricerche di lavoro nel periodo antecedente l'iscrizione in
disoccupazione ammonta a un minimo di 4 giorni al mese (cfr. consid. 2.8.).

                                          Di
conseguenza la sospensione di 8 giorni (4 giorni  X 2 mesi) inflitta
all'assicurato si rivela conforme principio della proporzionalità (cfr. consid.
2.8.).

                                          In
simili condizioni il TCA non può che confermare la decisione emanata dall'URC
di __________.

 

                                       

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                  1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                  2.-   Non si percepisce
tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                  3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                          L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti