# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 98a07143-2cd0-5b55-ac2f-24374d554feb
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-05-28
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 28.05.2010 D-3669/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3669-2010_2010-05-28.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3669/2010/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 8  m a g g i o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione di Martin Zoller, giudice;
cancelliere Jean-Marie Meraldi.

A._______
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 18 maggio 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3669/2010

Visto:

la  prima  domanda d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data 
15 dicembre 2008,

la  decisione  del  14 agosto 2009  dell'UFM  che  ha  respinto  la 
menzionata domanda ed ha ordinato l'allontanamento dell'interessato 
dalla Svizzera, 

la sentenza del Tribunale amministrativo federale del 14 ottobre 2009, 
che  ha  dichiarato  inammissibile  il  ricorso  dell'interessato  del 
17 settembre 2009,

la  seconda  domanda  d'asilo  in  Svizzera  che  l'interessato  ha 
presentato in data 20 aprile 2010,

i verbali d'audizione del (...) relativi all'audizione sommaria (di seguito: 
verbale  1)  e  al  diritto  di  essere  sentito  in  merito  all'applicazione 
dell'art. 32 cpv. 2 lett e della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi,  
RS 142.31) (di seguito: verbale 2),

la  decisione dell'UFM del  18 maggio 2010, notificata all'interessato il 
giorno stesso (cfr. rilevanze processuali),

il  ricorso  inoltrato  dall'insorgente  il  21 maggio 2010  (cfr.  timbro  del 
plico  raccomandato)  e,  contestualmente,  la  domanda  d'assistenza 
giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese 
processuali e del relativo anticipo,

l'incarto  dell'UFM, pervenuto  a  codesto  Tribunale  in  copia  via  fax in 
data 25 maggio 2010 e in originale in data 26 maggio 2010,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono,

e considerato :

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 

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(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il Tribunale amministrativo federale (TAF) giudica definitivamente i 
ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM  in  materia  d'asilo  (art.  31  e 
art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e art. 83 lett. d LTF), 

che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art.  52 PA nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione impugnata; che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua, 

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua; che, pertanto, la presente 
sentenza va redatta in italiano,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  l'interessato  ha 
dichiarato  di  essere  cittadino  iracheno,  di  etnia  curda  e  di  essere 
originario della città di Mosul,

che,  inoltre,  egli  ha  dichiarato  di  aver  inoltrato  la  sua  seconda 
domanda d'asilo per i medesimi motivi per cui ha depositato la prima, 
senza che si siano aggiunte nuove ragioni (cfr. verbale 2 pag. 1),

che egli, peraltro, ha affermato di aver lasciato la Svizzera il (...) e di 
essersi  recato in  Italia,  e di  non aver mai  fatto ritorno in Patria  (cfr. 
verbale 1 pag. 6),

che, nella decisione del  18 maggio 2010, l'UFM ha constatato che la 
prima procedura d'asilo è definitivamente conclusa, che i fatti  addotti 
dal  ricorrente nella  presente procedura,  come egli  stesso riconosce, 
sarebbero  esattamente  gli  stessi  presentati  nel  corso  della  prima 
procedura  e  già  reputati  inverosimili  nella  sua  decisione  del 
14 agosto 2009,

che,  per  di  più,  l'UFM  dichiara  che  l'esame  LINGUA,  avvenuto  nel 
corso della prima procedura d'asilo, in data 12 giugno 2009, avrebbe 

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permesso di stabilire che, l'interessato sarebbe originario di una delle 
tre province nordirachene Duhok, Erbil e Suleimaniya,

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai  sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi; che detto Ufficio ha 
anche  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e 
considerato  l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  l'Iraq  lecita, 
esigibile e possibile, 

che, nel ricorso, l'insorgente ha fatto valere che l'UFM avrebbe dovuto 
entrare  nel  merito  della  sua domanda d'asilo,  tenuto  conto  che egli 
sarebbe  originario  di  Mosul  (Irak)  e  non  della  zona  di  B._______, 
come  l'UFM  riterrebbe  erroneamente;  che,  inoltre,  egli  sarebbe  in 
grado di fornire documenti atti a provare la sua origine, motivo per il  
quale chiede che gli venga concesso del tempo, 

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della  decisione impugnata e la trasmissione degli  atti 
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 
domanda  d'asilo;  che  ha,  altresì,  presentato  una  domanda 
d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle 
spese processuali e del relativo anticipo,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda d'asilo se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una 
procedura d'asilo  terminata con decisione negativa o se, mentre era 
pendente  la  procedura  d'asilo,  è  rientrato  nel  Paese  d'origine  o  di 
provenienza, a meno che dall'audizione non vi siano indizi che siano 
intervenuti nel frattempo fatti propri a motivare la qualità di rifugiato o 
determinanti per la concessione della protezione provvisoria, 

che la precedente procedura d'asilo si è definitivamente conclusa con 
la  crescita  in  giudicato  della  decisione  negativa  dell'UFM  del 
14 agosto 2009, a seguito della sentenza del TAF del 14 ottobre 2009 
d'inammissibilità del ricorso,

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi), 

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che,  infatti,  il  ricorrente  stesso  ha  affermato  espressamente  che  i 
motivi  da  lui  invocati  sono  gli  stessi  che  nel  quadro  della  prima 
procedura (cfr. verbale 1 pag. 6 e verbale 2 pag. 1),

che, per conseguenza, l'UFM rettamente ha deciso di non entrare nel 
merito secondo l'art. 32 cpv. 2 let e LAsi,

che,  da quanto esposto, discende che in  materia  di  non entrata  nel 
merito  il  ricorso, destituito  d'ogni  e benché minimo fondamento, non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata, 

che il  ricorrente non adempie le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  2  LAsi  e  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]), 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 
che, giusta l'art. 83 cpv. 1 LStr, l'esecuzione dell'allontanamento deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e  
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

che, nel caso concreto, non emergono dalle carte processuali elementi 
da  cui  desumere  che  l'esecuzione dell'allontanamento  del  ricorrente 
nel  nord  dell'Iraq  possa  violare  l'art. 25 cpv. 2  della  Costituzione 
federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 
101), l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 
1951  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento) 
nonché l'art. 83 cpv. 3 LStr o esporre il  ricorrente in Patria al rischio 
reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione 
per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile,

che,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento 
riconducibili  all’art. 44  cpv. 2  LAsi  e all'art. 83  cpv. 4  LStr,  nelle  tre  
province  nord-irachene  di  Dohul,  Erbil  e  Suleimaniya  non  vige,  al 

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momento,  una  situazione  di  violenza  generalizzata  e  la  situazione 
politica  non  è  talmente  tesa  da  considerare  un  rimpatrio  come 
generalmente inesigibile; che, segnatamente, lo stato della sicurezza è 
più stabile ed equilibrato rispetto al resto del Paese e che la situazione 
dei diritti  dell'uomo è migliore rispetto alle zone nel sud e nel centro 
dell'Iraq,

che,  in  particolare,  l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  le  tre 
province curde è esigibile di principio, per gli uomini curdi, non sposati, 
in buona salute e giovani, a condizione che la persona interessata sia 
originaria della regione o vi abbia vissuto un lungo periodo e disponga 
di  una  rete  sociale,  segnatamente  famiglia,  parenti  o  conoscenti,  
oppure di  relazioni con partiti  al  potere (DTAF 2008/5 consid. 7.5, in 
particolare 7.5.1 e 7.5.8),

che,  in  base  all'esame  LINGUA  del  12 giugno 2009  l'UFM,  nella 
decisione  concernente  la  prima  procedura  d'asilo,  ha  escluso  la 
provenienza del ricorrente da Mosul e ritenuto lo stesso originario di 
una delle tre province precitate e molto probabilmente di B._______,

che agli atti di causa non vi sono attualmente elementi che permettano 
di discostarsi da tale valutazione,

che, in tale ambito, la richiesta del ricorrente di avere più tempo per 
provare la sua provenienza da Mosul, oltre che ad essere generica, è 
da  considerarsi  pretestuosa  e  volta  unicamente  a  guadagnare  del 
tempo,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
celibe  e  gode  di  esperienza  professionale  come (...)  (cfr. verbale  1 
pag. 3); che,  inoltre, dispone in Patria di  una rete famigliare,  ovvero 
sua madre, sua sorella e uno zio materno (cfr. verbale 1 pag. 4),

che l'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi 
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria (v. sulla problematica Giurisprudenza ed informazioni della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
2003 n. 24),

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese d'origine è ragionevolmente esigibile,

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che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che 
il  ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni 
documento indispensabile al rimpatrio; che l'esecuzione dell'allontana-
mento è dunque pure possibile, 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata, 

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili  
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità 
d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della 
dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali,  è  respinta 
(art. 65 cpv. 1 PA), 

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

(dispositivo alla pagina seguente)

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Il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda di  assistenza  giudiziaria, nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente, tramite C._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di 
versamento)

- UFM,  C._______  (via  fax,  per  l 'incarto  N  (...),  con  preghiera  di 
notificare  la  sentenza  al  ricorrente  e  di  ritornare  l'avviso  di 
ricevimento allegato al Tribunale amministrativo federale)

- D._______, (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Jean-Marie Meraldi

Data di spedizione: 

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