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**Case Identifier:** 880081c5-010a-5493-b937-0889406be276
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-06-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.06.2010 D-4317/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4317-2010_2010-06-18.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4317/2010/cac
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 8  g i u g n o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Blaise Pagan;
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...),
Georgia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 10 giugno 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4317/2010

Visto: 

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità  o  di  viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo,

i  verbali  d'audizione del  20 aprile  2010 (di  seguito: verbale 1)  e del  
28 maggio 2010 (di seguito: verbale 2),

la decisione dell'UFM del  10 giugno 2010, notificata all'interessato il 
medesimo giorno (cfr. risultanze processuali),

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 14 giugno 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato),

l'incarto in copia dell'UFM pervenuto via fax al Tribunale amministrativo 
federale (TAF) in data 15 giugno 2010,

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consi-
derandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e 
art. 83 lett. d LTF),

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che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa, 

che,  per  conseguenza,  la  conclusione  ricorsuale  tendente  alla 
concessione dell'asilo è inammissibile,

che,  nei  citati  limiti, v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie  le  condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e 
all'art. 52 PA nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione  impugnata;  che  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua,

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza può essere redatta in italiano,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo, 
l'interessato ha dichiarato di essere georgiano, originario di B._______ 
(Georgia),  dove ha vissuto  dalla  nascita sino al  suo epatrio  nell'(...)  
2009, 

che,  l'interessato  ha  dichiarato  di  essere  espatriato,  da un  lato,  per 
motivi  di  salute  e,  dall'altro,  perché  temerebbe  le  persone  vicine  al  
C._______  del  Commissariato  militare  di  B._______  (di  seguito: 
Commissariato),  il  quale  l'avrebbe  chiamato  ad  arruolarsi  come 
riservista  nella  guerra  in  Ossezia; che,  infatti,  l'interessato,  veterano 
della  guerra  in  Abkhazia  degli  anni  novanta,  avrebbe  ricevuto  una 
convocazione  via  lettera  postale  al  fine  di  presentarsi  al  
Commissariato; che, l'interessato non essendosi presentato, il  giorno 
seguente  i  militari  si  sarebbero  recati  al  domicilio  del  medesimo  e 
l'avrebbero  condotto  al  Commissariato  per  obbligarlo  ad  arruolarsi; 
che, a seguito del rifiuto dell'interessato, egli sarebbe stato accusato di 
essere un traditore della patria, nonché malmenato da diverse persone 
in  uniforme  militare,  fino  ad  essere  rilasciato  in  tarda  serata;  che,  
durante la settimana successiva, l'interessato sarebbe stato insultato 
di essere un traditore da dei giovani in divisa militare e picchiato in tre 

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occasioni  alla  fermata  del  microbus,  mentre  lavorava;  che,  il  suo 
veicolo  sarebbe  stato  incendiato;  che,  in  occasione  dell'ultimo 
pestaggio,  l'interessato  avrebbe perso conoscenza per  alcuni  giorni; 
che,  i  suoi  amici  l'avrebbero  soccorso,  l'avrebbero  condotto  nella 
regione di  D._______, dove gli  avrebbero offerto cure, alloggio, e gli  
avrebbero dato USD (...).- per espatriare definitivamente dalla Georgia 
nel (...) 2010, 

che,  da  B._______,  l'interessato  –  munito  del  suo  passaporto  – 
avrebbe preso un aereo per E._______ (Bielorussia); che il passatore, 
a  cui  avrebbe consegnato  il  suo documento,  non glielo  avrebbe più 
ridato; che da E._______ – dopo una settimana – l'interessato avrebbe 
proseguito  il  viaggio  in  TIR,  oltrepassando  i  controlli  grazie  ai 
dodumenti che avrebbe mostrato l'autista, fino a giungere in Svizzera, 

che  l'interessato  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità, 

che, nella decisione del 10 giugno 2010, l'UFM ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia  d'asilo  nessun documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole  ai 
sensi  dell'art.  1a  lett.  b  e  c  dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a 
questioni pregiudiziali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; che, 
dall'altro  lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  
previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie,

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  la  Georgia  siccome  lecita, 
esigibile e possibile,

che,  nel  ricorso, l'insorgente  contesta  la  decisione  dell'UFM, 
sostenendo che vi sarebbero nel suo caso dei motivi che giustificano 
la mancata presentazione dei documenti d'identità, nonché sarebbero 
necessari  ulteriori  approfondimenti  in  relazione  al  suo  statuto  di 
rifugiato  o  all'esecuzione  del  suo  allontanamento,  ragione  per  cui, 
l'autorità  inferiore  avrebbe  dovuto  entrare  nel  merito  della  sua 
domanda  d'asilo  e  la  decisione  qui  impugnata  dovrebbe  essere 
annullata; che, innanzitutto, egli  ribadisce che la  sua carta d'identità 
sarebbe  andata  bruciata  nell'incendio  della  sua  auto  e  il  suo 
passaporto  glielo  avrebbe  ritirato  il  passatore;  che  egli  fa  valere  di  

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poter  fare  affidamento  solo  sui  suoi  amici  in  Georgia,  che  avrebbe 
contattato telefonicamente per farsi inviare un duplicato della patente, 
mentre che, i documenti d'identità sarebbero difficilmente ottenibili da 
terzi;  che  il  ricorrente  ritiene  che  l'UFM avrebbe  dovuto  attendere  i  
pochi  giorni  necessari  all'arrivo  del  suo  documento;  che,  inoltre, 
quanto ai suoi motivi d'asilo, l'insorgente fa valere che il suo racconto 
dovrebbe essere considerato verosimile, in quanto preciso e privo di 
contraddizioni  rilevanti;  che,  infatti,  gli  elementi  di  inverosimiglianza, 
invocati  dall'UFM,  sarebbero  semplici  incongruenze,  dovute  ai  suoi 
gravi  problemi  di  salute  che  inciderebbero  sulla  sua  capacità  di 
ricordare dati  e fatti; che,  di  conseguenza, essendo oggetto di  gravi 
persecuzioni,  in  considerazione  dei  suoi  problemi  con  il  servizio 
militare, il suo rientro in Georgia sarebbe pericoloso per la sua vita e la  
sua incolumità, ragion per cui avrebbe bisogno della protezione della 
Svizzera; che, infine, egli invoca di essere affetto da gravi problemi di  
salute, per i quali necessiterebbe di una visita medica approfondita e 
di cure efficaci, contrariamente a quelle che avrebbe potuto ottenere in 
Georgia;  che,  pertanto,  a  causa  di  questi  problemi,  il  suo 
allontanamento  sarebbe  inesigibile  e  la  decisione  dell'UFM  non 
sarebbe sufficientemente motivata, 

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della  decisione impugnata e la trasmissione degli  atti  
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 
domanda  d'asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'asilo  o 
dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda 
d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle 
presumibili spese processuali,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono  
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c),

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che  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  quelli 
emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine  degli  studi  (Decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale 
svizzero [DTAF] 2007/7 consid. 6),

che, nel caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri,

che,  preliminarmente,  i  problemi  di  salute  invocati  dal  ricorrente  in 
sede di  audizione e di  ricorso, in particolare l'incapacità di  ricordare 
date,  eventi  o  nomi  in  relazione  all'insieme  delle  allegazioni  rese 
durante la procedura d'asilo, sono palesemente infondati, ritenuto che 
non sono corroborati da alcun mezzo di prova; che, di conseguenza, 
non  v'è  ragione  di  credere  che  essi  abbiano  potuto  influire  sulle 
dichiarazioni rese dal ricorrente, 

che,  in  relazione  a  quanto  già  rettamente  rilevato  dall'UFM  nella 
decisione  impugnata,  non  soccorrono  il  ricorrente  le  vaghe  e 
stereotipate  allegazioni  addote  in  sede  di  procedura  (cfr.  verbale  1 
pagg.  4-5  e  verbale  2  R4-5  pag.  2)  e  ribadite  in  sede  di  ricorso 
(cfr. ricorso  pag. 2)  secondo  le  quali  la  sua  carta  d'identità  sarebbe 
andata  bruciata  con  l'incendio  della  sua  auto,  mentre  che  il  suo 
passaporto gli sarebbe stato ritirato dal passatore; che, in particolare, 
non v'è ragione di credere che il passatore abbia avuto un interesse 
qualsiasi  a  ritirare  all'insorgente  il  suo  passaporto,  allorquando  lo 
stesso era autentico  e  non si  trattava,  per  contro,  di  un  documento 
falso che abitualmente i passatori mettono a disposizione e poi ritirano 
alla fine del viaggio, 

che,  peraltro,  non  soccorrono  nemmeno  l'insorgente  le  asserzioni 
secondo le quali egli avrebbe contattato i suoi amici per farsi inviare il  
duplicato della patente e gli  sarebbero necessari ancora pochi giorni 
all'arrivo del  suo documento, nonché sarebbe difficile ottenere i  suoi 
documenti  d'identità  tramite  terzi  (cfr. ricorso  pag. 2  e  verbale  R4-7 
pag. 2), allorquando sono trascorsi ben due mesi dall'inoltro della sua 
domanda  d'asilo  e  ritenuto  che,  alla  luce  delle  allegazioni 

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contraddittorie del ricorrente, v'è ragione di ritenere che egli avrebbe 
potuto disporre dell'aiuto in patria di suoi parenti prossimi, tra cui i suoi  
figli e suo fratello (cfr. verbale 1 pagg. 3- 4 e verbale 2 R8-13 e R18) 
per  procurarsi  sifatti  documenti;  che,  segnatamente,  a  proposito  di 
suo fratello,  egli  ha affermato inizialmente che quest'ultimo risiede a 
B._______ (cfr. verbale 1 pag. 4) per poi dichiarare, invece, che ignora 
dove si trova (cfr. verbale 2 R13 e 18 pag. 3); che il ricorrente non ha 
quindi effettuato seri e concreti sforzi che avrebbero potuto avere esito 
favorevole  per  l'invio  dei  suoi  documenti,  ciò  che  costituisce 
un'ulteriore conferma della dissimulazione dei documenti, considerato 
che, di regola, chi è già in possesso di un documento d'identità e si  
limita  a  dissimularlo,  non  intraprende  alcunché  per  procurarsene  di 
nuovi o di complementari, 

che, inoltre, il ricorrente non è stato in grado di fornire alcun dettaglio  
circa le circostanze del viaggio d'espatrio; che, in particolare, egli non 
ha  saputo  indicare  né  la  data  esatta  del  suo  espatrio,  né la  durata 
precisa del viaggio da E._______ in Svizzera, né tantomeno i Paesi da 
cui  sarebbe transitato con il  TIR, ad eccezione della Polonia e della 
Germania,  o quelli  nei  quali  sarebbe stato controllato (cfr. verbale 1 
pagg.  2  e  8  e  verbale  2  R89  pag.  11);  che,  per  di  più,  non  può 
corrispondere alla  realtà dei  fatti  che l'interessato  abbia  viaggiato in 
aereo munito del  suo passaporto, senza mostrarlo  ai  severi  controlli  
aeroportuali,  rispettivamente che abbia attraversato mezza Europa in 
TIR,  attraversando  diversi  Paesi  e  entrando  nello  spazio  Schengen, 
solo grazie ai documenti, che l'autista avrebbe mostrato alle dogane e 
di cui  tra l'altro il  ricorrente non ha saputo dare alcuna informazione 
(cfr. verbale 1 pagg. 4 e 8),

che,  pertanto,  l'insorgente  non  può  aver  viaggiato  nelle  circostanze 
descritte, 

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, v'è ragione di 
concludere che l'insorgente dissimuli i suoi documenti d'identità per i  
bisogni della causa,

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità, 

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che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile,

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente,

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il  
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di  
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),

che, sostanzialmente, il  ricorrente ha fatto valere quali  motivi d'asilo, 
da un lato, i suoi problemi di salute e, dall'altro, le persecuzioni di cui 
sarebbe  oggetto  da parte  di  alcune persone,  vicine  al  Commissario 
militare che l'avrebbe convocato, 

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel  
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che, segnatamente, basti  sottolineare che l'insorgente non è stato in 
grado  di  collocare  nel  tempo,  in  maniera  precisa,  i  fatti  addotti,  in 
particolare  il  momento  in  cui  avrebbe  ricevuto  la  convocazione  ad 
arruolarsi, la quale è l'elemento essenziale del suo racconto, ovvero è 
all'origine delle sue asserite persecuzioni; che, infatti, inizialmente, egli  
ha  dichiarato  di  aver  ricevuto  la  convocazione  qualche  giorno  dopo 
l'inizio della guerra, scoppiata l'8 agosto 2009 (cfr. verbale 1 pagg. 2 

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e 6);  che,  solo  dopo  essere  stato  reso  attento  dal  collaboratore 
dell'UFM  che  la  guerra  in  questione  fosse  iniziata  nel  2008 
(cfr. verbale 1 pag. 8), il ricorrente ha collocato i fatti addotti nel 2008 
(cfr. verbale 2); che, alla luce di tale grossolana incongruenza proprio  
sull'elemento essenziale a fondamento della sua domanda d'asilo, v'è 
ragione di ritenere che l'intero racconto del ricorrente è assolutamente 
inverosimile  e  comprova  che  il  ricorrente  non  ha  personalmente 
vissuto i fatti addotti; che, ad ogni modo, i fatti  addotti  dal ricorrente, 
pur  risalenti  dopo  lo  scoppio  della  guerra  nel  2008,  non  avrebbero 
alcun  legame  temporale  e  causale  con  il  suo  espatrio  avvenuto 
verosimilmente nell'(...)  2009 o all'(...)  2010,  a  distanza di  più  di  un 
anno  e  ritenuto  che  già  il  12  agosto  2008  è  stato  proclamato 
l'armistizio, 

che, pertanto, alla luce delle suesposte considerazioni, v'è ragione di 
concludere all'assoluta inverosimiglianza dei motivi d'asilo addotti dal 
medesimo,  senza  che  sia  necessario  evocare  ulteriori  elementi 
inconsistenti del racconto reso, 

che,  per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  come, 
inverosimili,  con  riferimento  all'art.  32  cpv.  3  lett.  b  LAsi,  le 
dichiarazioni rese dal ricorrente,

che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c 
LAsi  da cui  dedurre la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della 
determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal 
punto di vista dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2009/50 consid. 5-8), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento  del  ricorrente in  Georgia possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20)  o esporre il  ricorrente  in  Patria  al  rischio reale  ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  del 
4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà 

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fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la 
tortura ed altre pene o trattamenti  crudeli,  inumani  o degradanti  del  
10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105),

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi  dell'art. 
32 cpv. 2 lett. a LAsi,

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 OAsi 1;  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione 
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2001 n.21),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr),

che,  inoltre,  dopo  l'armistizio  del  12 agosto 2008,  negoziato,  tramite 
l'Unione Europea (UE),  da Russia  e  Georgia,  in  quest'ultimo Paese 
non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o violenza 
generalizzata che coinvolga l'insieme della  popolazione nella  totalità 
del territorio nazionale, 

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
ha  una  formazione  scolastica,  nonché  ha  acquisito  dopo  la  guerra 
un'esperienza  lavorativa  decennale  in  qualità  di  (...)  che  possedeva 
(cfr. verbale 1 pag. 3); che, inoltre, ritenuta la palese inverosimiglianza 
del suo racconto, v'è ragione di ritenere che egli disponga in Georgia 
di  un'importante  rete  sociale,  tra  cui  i  suoi  figli  avuti  con  la  sua  ex 
moglie, suo fratello, la donna che l'avrebbe accudito nonché suoi amici 
che  l'avrebbero  aiutato  ad  espatriare  (cfr. verbale  1  pagg.  3-4  e  7, 
nonché verbale 2 R8-18), 

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che infine, l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi 
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio 
degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera 
per  motivi  medici;  che,  infatti,  come  già  evidenziato  in  relazione  ai 
motivi  d'asilo  invocati  dal  ricorrente,  i  problemi  medici  fatti  valere  in 
sede di procedura e di  ricorso (cfr. ricorso pag. 3) non sono stati né 
definiti  né  corroborati  da  alcun  elemento  di  prova;  che,  inoltre,  non 
soccorre l'insorgente l'allegazione secondo cui, a fronte di tali presunti 
problemi, necessiterebbe di una visita medica approfondita o di cure 
efficaci,  ritenuto  che  –  come  emerge  dalla  documentazione  medica 
dell'F._______  (cfr.  atto  [...])  –  il  ricorrente  avrebbe  già  usufruito 
dell'assistenza medica necessaria, ovvero di una visita prevista per il 
(...),  per i  sintomi di  (...)  che egli  avrebbe accusato; che,  peraltro, a  
distanza di un mese da tale visita, il ricorrente avrebbe avuto il tempo 
di  procurarsi  la  documentazione  medica  utile,  se  vi  fossero  stati 
realmente dei problemi medici,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  infine,  non risultano impedimenti  neppure dal  profilo  della  pos-
sibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv.  2  LStr);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria 
diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4  LAsi);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque 
pure possibile,

che,  visto  quanto  sopra,  ne  discende  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente  esigibile  e 
possibile; che, per conseguenza, anche in materia d'allontanamento e 
relativa esecuzione, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
dell'autorità inferiore confermata,

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

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che,  visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presenta sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
G._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di G._______ (via fax,  
per  l'incarto  N  [...],  con  preghiera  di  notificare  la  sentenza  al 
ricorrente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale 
amministrativo federale)

- H._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

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