# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2efc2eda-4e22-5f3c-a626-b160a40df311
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-05-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.05.2002 33.2001.103
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_33-2001-103_2002-05-14.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  33.2001.00103

   

  IR/cd

  	
  Lugano

  14 maggio 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Ivano Ranzanici

  
	
   

  
						

statuendo sul ricorso del 29 ottobre 2001
di

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 11 ottobre 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa cant. di compensazione, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di prestazioni complementari

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione resa l’11 ottobre 2001, la Cassa cantonale di compensazione di
Bellinzona ha respinto la richiesta 16 maggio 2001 postulata da __________,
nata nel __________e vedova dal __________ 1986, domanda tesa all'ottenimento
di una prestazione complementare a far tempo dal 1 maggio 2001. Il rifiuto
della rendita PC è riconducibile ai redditi della ricorrente che sarebbero
superiori alle spese riconosciute.

 

                               1.2.   Con
tempestivo ricorso 29 ottobre 2001 l'assicurata si è aggravata contro la
decisione amministrativa, chiedendo a questo Tribunale l'assegnazione di una
prestazione complementare. In particolare, la ricorrente contesta la
valutazione della sostanza mobile ed immobile ritenuta dall’amministrazione,
con particolare riferimento alla sostanza immobile alienata, d’altra parte non
viene ammesso il reddito ipotetico della stessa sostanza. In particolare la
signora __________ indica di non avere alienato alcunché.

 

                               1.3.   Nella
propria risposta 20 marzo 2002 la Cassa di compensazione ha evidenziato come il
gravame sia parzialmente accoglibile per i seguenti motivi:

 

" 
(…)

Dalla documentazione agli atti rileviamo che, in data 13 aprile
1987 con atto notarile dell'avv. __________ veniva sciolta la comunione
ereditaria sita in territorio del comune di __________, composta da numerose
particelle a cui faceva parte la ricorrente.

 

AI punto VI dello stesso documento si evince inoltre quanto segue:

 

"A carico della part. __________ e a favore della signora
__________, sua vita natural durante, viene costituito un diritto di abitazione
gratuito. Tale diritto potrà essere cancellato con la presentazione dell'atto
di decesso della beneficiaria".

 

Fatta questa debita precisazione occorre quindi precisare che per
quanto riguarda la valutazione della sostanza immobiliare l'art. 17 cpv. 4 OPC
stabilisce:

 

"La sostanza immobiliare che non serve da abitazione al
richiedente o a una persona compresa nel calcolo delle PC deve essere computata
al valore corrente".

 

Nel caso specifico si verifica quanto previsto dal citato articolo
per cui la resistente ha ordinato le perizie tecniche circostanziate delle
sostanze immobiliari possedute in comproprietà tralasciando ovviamente la
particella __________che costituisce l'abitazione primaria della ricorrente.

 

Per questa valutazione è stato dato mandato all'Ufficio cantonale
di stima il quale, a perizia conclusa, ha permesso di stabilire un importo
complessivo di 540'300.- ­quale valore corrente delle sostanze immobiliari
divise.

 

Circa i paramenti utilizzati per valutare la sostanza la
resistente non può che riconfermarsi nel valore citato e contestato in quanto
scaturito da perizie specificatamente richieste. A tal proposito giova infatti
ricordare che anche codesto lodevole Tribunale cantonale delle assicurazioni ha
già avuto modo di confermare tale prassi amministrativa.

 

Tuttavia in sede ricorsuale la resistente ha riesaminato
nuovamente il calcolo, oggetto del contendere, e sulla base delle informazioni
ricevute possiamo affermare di essere incorsi in un errore di computo che è
quindi giusto modificare ed in particolare la nuova sostanza immobiliare da
computare, in ragione di 1/4, dedotti i
debiti di fr. 11'375.- e l'ammortamento previsto per
effetto dei art 117a OPC (fr. 10'000.-
x 12), ammonta a fr. 3'700.- mentre il nuovo reddito
ipotetico della sostanza alienata da considerare ammonta a fr. 55.-.

 

Da un'ulteriore verifica esperita presso l'Ufficio tassazioni di
__________ abbiamo inoltre appurato che pure gli interessi dei titoli (pos. 29 della tabella di calcolo PC) devono essere rettificati
e meglio da fr. 3'150.- a fr. 1'300.­-.

Alla luce di quanto precede e
dopo le dovute rettifiche il nuovo calcolo di prestazione complementare può
così essere riassunto:

 

FABBISOGNO

 

Fabbisogno vitale (limite di
reddito)                       16'880.-

Contributo fisso assicurazione
malattia                 3'096.-

Spese manutenzione fabbricati                             
1'000.-

Pigione annua                                                        
5'680.-      

 

Totale fabbisogno                                               26'656.-

 

SOSTANZA

 

Titoli                                                                       40'000.-

Sostanza alienata negli anni
precedenti                 3'700.-

Parte della sostanza non
computabile                  25'000.-

 

Sostanza computabile                                        18'700.-

 

REDDITO NON PRIVILEGIATO

 

Sostanza computabile 1/10                                   
1'870.-

Rendite AVS                                                          17'532.-

Interesse da deposito a
risparmio                           1'300.-

Ipotetico rendimento della
sostanza alienata               55.-

Diritto d'abitazione                                                  
4'000.-

 

Totale redditi                                                       24'757.-

 

 

CALCOLO DELLA PRESTAZIONE
COMPLEMENTARE

 

Totale fabbisogno                                                  26'656.-

Totale redditi                                                          24'757.-

Dedotto sussidio assicurazione
malattia                3'096.-

PC di diritto                                                            
--- . ---

 

Con i nuovi valori rettificati
all'assicurata sarà quindi riconosciuto unicamente il pagamento del premio
dell'assicurazione malattia obbligatoria a decorrere dal 1° maggio 2001.

In conclusione e tutto ben considerato si chiede pertanto, a
codesto lodevole Tribunale cantonale delle assicurazioni, di voler accogliere
parzialmente il ricorso così come proposto dalla resistente." (Doc. _)

 

La
risposta di causa è stata accompagnata dalla produzione della perizia sul
valore degli immobili fatta allestire dall’amministrazione all’Ufficio Stima.
Alla ricorrente è stata concessa la possibilità di prendere posizione in
merito. __________ non ha reagito all’invio.

 

 

 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Va prima di
tutto rilevato come la LPC persegue lo scopo di garantire un "reddito
minimo" per far fronte ai "fabbisogni vitali" ai sensi dell'art.
112 cpv. 2 lett. b Cost. fed. e Disp. Trans. all'art. 112 Cost. fed. (RCC 1992
pag. 346). Questa nozione è più ampia rispetto al "minimo vitale"
disciplinato dal diritto esecutivo (art. 93 LEF). La Legge federale sulle
prestazioni complementari all'AVS/AI (LPC) contiene dunque la garanzia di un
reddito minimo per le persone anziane e invalide (su queste questioni cfr. DTF
113 V 280 (285), RCC 1991 pag. 143 (145), RCC 1989 pag. 606, RCC 1986 pag. 143;
CATTANEO, "Reddito minimo garantito: prossimo obiettivo della sicurezza
sociale" in RDAT 1991-II pagg. 447 segg., spec. pag. 448 nota 12 e pag.
460 nota 83). I limiti di reddito rivestono pertanto una doppia funzione e
meglio quella di limite dei bisogni e di reddito minimo garantito (DTF 121 V
204; Pratique VSI 1995 pagg. 52 e 176; 1994 pag. 225; RCC 1992 pag. 225; cfr.
anche Messaggio concernente la terza revisione della Legge federale sulle
prestazioni complementari all’AVS/AI, pagg. 3, 8 e 9).

 

                               2.3.   Per l’art.
2a LPC hanno diritto alle prestazioni complementari giusta l’articolo 2 le
persone che ricevono una rendita di vecchiaia dell’AVS.

 

                                         In virtù
dell’art. 3a LPC (cfr. anche art. 2 LPC)

 

"  L'importo
della prestazione complementare annua deve corrispondere alla differenza tra
l'eccedenza delle spese riconosciute e i redditi determinanti (cpv. 1).

 

                                         Per
quanto attiene alle spese riconosciute l’art. 3b LPC prevede che:

 

"  Per
le persone che non vivono durevolmente o per un lungo periodo in un istituto o
in un ospedale (persone che vivono a casa), le spese riconosciute sono le
seguenti:

  a. importo (valido
fino al 31.12.98) destinato alla copertura del           fabbisogno vitale, per
anno:

  1. per le persone
sole, almeno 14690 franchi e al massimo 16 290              franchi;

  2. per i coniugi,
almeno 22 035 franchi e al massimo 24 435                             franchi;

  3. per gli orfani e
per i figli che danno diritto a una rendita per figli                  dell'AVS
o dell'AI, almeno 7745 franchi e al massimo 8545          franchi. Per i due
primi figli si prende in considerazione la                                                     totalità
dell'importo determinante, per due altri figli due terzi                      ciascuno
e per ogni altro figlio un terzo;

  b. la pigione di un
appartamento e le relative spese accessorie. In    caso di presentazione di un
conguaglio per le spese accessorie,      non si può tenere conto né di un
pagamento di arretrati né di una                   richiesta di
restituzione."

 

                                         Dal 1°
gennaio 1999 (sino al 31 dicembre 2000) l’importo massimo computabile a titolo
di fabbisogno è pari 16’460 per persone sole, 24’690 per coniugi, fr. 8’630 per
il primo e per il secondo figlio o orfano, fr. 5755 per il terzo e per il
quarto figlio o orfano e fr. 2’880 per il quinto e successivi figli o orfani
(Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni
complementari all’AVS/AI del 18 novembre 1998).

 

A decorrere
dal 1° gennaio 2001, invece, gli importi massimi destinati alla copertura del
fabbisogno vitale sono aumentati a fr. 16'800.— per persone sole, fr. 25’320.—
per coniugi e, per orfani e figli che danno diritto ad una rendita per figli
AVS o dell’AI, a fr. 8'850.— (cfr. art. 1 dell’Ordinanza 01 sull’adeguamento
delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 18 settembre 2000).

 

Secondo l’art.
3b cpv. 3 LPC per le persone che vivono a casa e per le persone che vivono in
un istituto sono pure riconosciute le seguenti spese:

 

"a.    spese per il conseguimento del reddito fino a
concorrenza del reddito lordo dell'attività lucrativa;

b.   spese
di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a concorrenza del
ricavo lordo dell'immobile;

c.   premi
versati alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata
l'assicurazione malattie;

d.   importo
forfettario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.
L'importo forfettario deve corrispondere al premio medio cantonale per
l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (compresa la copertura
infortuni);

e.   pensioni alimentari versate in virtù del
diritto di famiglia."

 

                                         Per
l’art. 3c cpv. 1 LPC, infine, i redditi determinanti comprendono:

 

"a.   le entrate in denaro o in natura provenienti dall'esercizio di
un'attività lucrativa. Un importo di 1000 franchi per le persone sole e di 1500
franchi per i coniugi e le persone con figli che hanno o danno diritto a una
rendita é dedotto dal reddito annuo proveniente dall'esercizio di un'attività
lucrativa, il saldo é computato in ragione di due terzi. Per gli invalidi ai
sensi dell'articolo 2c lettera d, il reddito dell'attività lucrativa é
interamente computato;

  b. il reddito
proveniente da sostanza mobile e immobile;

 
c. un quindicesimo della sostanza netta oppure un decimo per i       beneficiari
di rendite di vecchiaia, nella misura in cui superi per       persone sole 25
000 franchi, per coniugi 40 000 franchi e per  orfani e figli che danno diritto
a rendite per figli dell'AVS o dell'AI                                   15’000
franchi. Se l'immobile appartiene al beneficiario delle                                   prestazioni
complementari o a un'altra persona compresa nel                                   calcolo
della prestazione complementare e serve quale abitazione                  ad
almeno una di queste persone, soltanto il valore dell'immobile                                   eccedente
75 000 franchi é preso in considerazione quale                                   sostanza;

  d. le rendite, le
pensioni e le altre prestazioni periodiche, comprese  le   

      rendite dell'AVS
e dell'AI;

  e. le prestazioni
derivanti da un contratto di vitalizio o da un'altra       convenzione analoga;

  f.  gli assegni
familiari

  g. le entrate e le
parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato;

  h. le pensioni
alimentari del diritto di famiglia."

 

                                         Non sono,
invece, computati come redditi determinanti (art. 3c cpv. 2 LPC):

 

"a. le prestazioni dei parenti giusta gli articoli 328 e
seguenti del Codice civile;

b.  le prestazioni d'aiuto sociale;

c.  le prestazioni pubbliche o private di natura manifestamente
assistenziale;

d.  gli assegni per grandi invalidi dell'AVS o dell'AI;

e.  le borse di studio e altri aiuti finanziari
all'istruzione."

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 3c cpv. 7 lett. b LPC il Consiglio federale disciplina la valutazione
dei redditi determinanti, delle spese riconosciute, nonché della sostanza.

 

                                         Per
l'art. 17 cpv. 1 e 4 OPC -AVS/AI, nel tenore in vigore dal 1 gennaio 1999

 

" 
1) La valutazione della sostanza computabile
deve essere effettuata   

le regole
stabilite dalla legislazione sull'imposta cantonale diretta del Cantone di
domicilio.

 

…

 

4) La sostanza immobiliare che non serve
d'abitazione al richiedente 

    o a una persona compresa nel calcolo
delle prestazioni 

    complementari deve essere computata al
valore corrente."

 

                                         Secondo
il capoverso 5

 

" 
In caso di alienazione di un immobile, a titolo
oneroso o gratuito, il valore venale è determinante per sapere se ci si trova
in presenza di una rinuncia a elementi patrimoniali ai sensi dell'art. 3c
capoverso 1 lettera g LPC. Il valore venale non è applicabile se, per legge,
esiste un diritto di acquisire un immobile a un valore inferiore".

 

                                         Per il
capoverso 6 

 

" 
invece del valore venale, i Cantoni possono
applicare uniformemente il valore di ripartizione determinante per la
ripartizione fiscale cantonale.”

 

                                         In
proposito va rilevato che il Cantone Ticino non ha optato per il metodo di
calcolo previsto introdotto all'art. 17 cpv. 6 OPC AVS/AI, bensì applica, anche
dopo il 1 gennaio 1999, il capoverso 4 dell’art. 17, così come la relativa
giurisprudenza.

 

                                         Dall'art.
17a cpv. 2 OPC AVS/AI risulta, inoltre, che il valore venale va stabilito al
momento della rinuncia.

 

                               2.5.   Secondo la
prassi del TFA, per determinare il valore commerciale degli immobili
computabili l’amministrazione deve far esperire una perizia da un ufficio
competente. Il TCA ha infatti dichiarato illegale la precedente prassi della
Cassa, che consisteva nell’aumentare sistematicamente del 30% il valore di
stima ufficiale. Applicando questo metodo, nel caso di nuove stime, poteva
risultare un valore superiore a quello corrente (RDAT II/1995 p. 203ss.).

                                         Per la
determinazione del valore corrente degli immobili, l’ufficio cantonale deve
sempre far capo allo stesso servizio. A mente dell’Alta Corte federale sarebbe,
infatti, inammissibile calcolare l’importo delle prestazioni complementari in base
a stime elaborate da autorità differenti (Pratique VSI 1993 p. 137).

                                         Nel
cantone Ticino la Cassa affida il compito di stabilire il citato all’Ufficio
stima. In proposito il TFA, in un caso riguardante il Cantone Ticino, ha già
avuto modo di confermare l’operato dei periti (STFA del 27 febbraio 1998 in re
S.S).

 

                               2.6.   Con il suo
gravame la ricorrente censura la ritenuta alienazione di sostanza da parte sua
e contesta di riflesso che venga ritenuto un reddito ipotetico. Dagli atti
prodotti con la risposta di causa emerge come la ricorrente facesse parte di CE
composta da __________, __________ e da __________ oltre che dalla stessa
ricorrente. Detta CE risultava essere proprietaria di numerosi fondi in
territorio del Comune di __________, ed in particolare delle particelle
__________ tutte in territorio del Comune di __________.

 

Con atto di
data 13 aprile 1987 del notaio avv. __________, la signora __________ e gli
altri coeredi hanno diviso le proprietà della CE con assegnazione di fondi a
__________o, __________, __________ e __________. A carico della particella
__________RFD ed a favore di __________ é stato costituito un diritto
d’abitazione vita natural durante cancellabile mediante presentazione dell’atto
di decesso della beneficiaria.

 

Come indicato
la ricorrente contesta il computo della sostanza contestandone in particolare
l’alienazione. Alla luce dell’atto di divisione contenuto negli atti
dell’amministrazione appare sufficientemente comprovato come la signora
__________ sia stata comproprietaria delle particelle appena elencate nella sua
veste di membro della CE citata, cui quote ha rinunciato.

 

                               2.7.   Implicitamente
la ricorrente contesta il computo della sostanza alienata rispettivamente alla
quale ha rinunciato con l’atto di divisione del 13 aprile 1987 del notaio avv.
__________.

 

                                         A questo
proposito va rammentato come la prestazione complementare persegue lo scopo di
garantire un reddito minimo (Pratique VSI 1994 pag. 225). Di principio, per il
calcolo della prestazione complementare, vengono presi in considerazione solo
quegli attivi che l’assicurato ha effettivamente ricevuto e di cui può disporre
senza restrizioni (AHI Praxis 1995 pag. 166 consid. 2a; RDAT I 1992 pag. 154;
RCC 1984 pag. 189; WERLEN, Der Anspruch auf Ergänzungsleistungen, Baden 1995,
pag.156/ 166; ZAK 1989 pag. 238). Di conseguenza è rilevante la circostanza che
l’interessato non dispone dei mezzi necessari per far fronte ai suoi bisogni
esistenziali, non il motivo che ha condotto a questa situazione (DTF 115 V
355).

 

                                         Tale
principio è tuttavia sottoposto a dei limiti. Segnatamente non è applicabile
nell’ipotesi in cui l’assicurato ha rinunciato a dei beni senza esserne
giuridicamente obbligato e senza controprestazione adeguata, oppure quando
dispone di un diritto a determinate entrate o a una determinata sostanza, ma
non ne fa tuttavia uso o non fa valere le sue pretese (RCC 1989 pag. 350
consid. 3b; 1988 pag. 275 consid. 2b) o se, per motivi di cui è responsabile,
non esercita, per lo meno a tempo parziale, un’attività lucrativa ammissibile
(AHI Praxis 1995 pag. 166 consid. 2a; Pratique VSI 1994 pag. 225 consid. 3a;
RCC 1992 pag. 348; DTF 115 V 353 consid. 5c; DTF 122 V 397 consid. 2).

 

                                         In questi
casi la giurisprudenza considera che vi è una rinuncia di sostanza ai sensi
dell’art. 3c cpv. 1 lett. g LPC (RDAT I-1994 pag. 189 consid. 3a; RCC 1989 pag.
350 consid. 3b).

 

La giurisprudenza si è limitata a riconoscere
l'applicabilità del citato articolo se la rinuncia è avvenuta senza obbligo
legale e senza controprestazione adeguata. Ha infatti ribadito più volte
che il sistema delle prestazioni complementari non offre la possibilità di
procedere ad un controllo dello stile di vita dell'assicurato e di chiedersi se
in passato il richiedente ha vissuto al di sotto o al di sopra della normalità
(AHI Praxis 1995 pag. 167 consid. 2b; CARIGIET, Ergänzungsleistungen, Zurigo,
1995, pag. 120).

 

In ambito di prestazioni complementari e più
precisamente di rinuncia a sostanza, secondo il TFA il computo di sostanza a
cui un assicurato ha rinunciato non può essere limitato nel tempo: la rinuncia
è infatti rilevante anche quando ha avuto luogo oltre cinque anni prima la
richiesta della prestazione. Il TFA ha a tal proposito dichiarato illegale una
direttiva relativa alle PC edita dall'UFAS che limitava la rilevanza della
rinuncia a cinque anni prima l'ottenimento della prestazione (Pratique VSI 1994
pag. 290).

L'Alta Corte ha pure stabilito che, per la
valutazione della rinuncia, valgono le disposizioni legali in vigore
nell'istante in cui è fatta valere la richiesta di PC e non al momento della
rinuncia (AHI Praxis 1994 pag. 284), trattandosi di retroattività impropria.

 

Si evidenzia, infine, come il rinunciare alla
propria sostanza comporti contestualmente per il richiedente di una prestazione
complementare una riduzione di Fr. 10'000.- annui del valore dei propri beni
alienati (art. 17a cpv. 1 OPC-AVS/AI entrato in vigore il 1° gennaio 1990). Il
valore della sostanza alienata deve essere riportato invariato al 1° gennaio
dell'anno che segue la rinuncia e successivamente ammortizzato di Fr. 10'000.-
ogni anno (cpv. 2) fino all'anno per cui è assegnata la PC (cpv. 3).

 

Le parti di sostanza alle quali si è rinunciato
prima dell'entrata in vigore dell'art. 17a OPC-AVS/AI sono sottoposte a
riduzione solo a partire dal 1° gennaio 1990 (cfr. Disp. Trans. alla modifica
del 12 giugno 1989).

Questa regolamentazione è stata dichiarata
conforme alla legge ed alla Costituzione da parte del TFA (Pratique VSI 1994
pag. 162, RCC 1992 pag. 436).

La giurisprudenza ha precisato che la sostanza
deve essere ripresa integralmente il 1° gennaio 1990 e ridotta in seguito
annualmente, la prima volta il 1° gennaio 1991 (DTF 119 V 487; STFA non
pubblicata del 21 dicembre 1990 nella causa V.A.).

 

Già si è rammentato che giusta l’art. 17 cpv. 4
OPC-AVS/AI, la sostanza immobiliare che non serve d'abitazione al richiedente o
a una persona compresa nel calcolo delle PC deve essere computata al valore
corrente.

 

Secondo tali termini, nella misura in cui la
sostanza non serve più da abitazione al richiedente o ad una persona compresa
nel calcolo della prestazione complementare, il legislatore ha voluto che
venisse imputato il valore che l’immobile rappresenta effettivamente sul
mercato.

Non sarebbe infatti corretto che agli assicurati
fosse consentito di mantenere la sostanza a vantaggio degli eredi grazie alle
prestazioni complementari. I titolari di carte valori e libretti di risparmio
non devono essere trattati peggio dei proprietari immobiliari (Pratique VSI
1994 pag. 195; RCC 1991 pag. 424).

In una sentenza pubblicata in VSI 1994 pag. 290,
il TFA ha specificato che tale disposizione è applicabile solo se il
richiedente (o un’altra persona compresa nel calcolo delle prestazioni
complementari) non abita personalmente nell’immobile di sua proprietà.

 

                               2.8.   Per
determinare il valore commerciale dell'immobile l’Amministrazione deve far
esperire una perizia da parte d'un ufficio competente. 

 

                                         Con
perizia immobiliare 28 settembre 2001 (doc. _) l’Ufficio stima ha fissato i
seguenti valori per i fondi già di proprietà della CE ed ai quali l’assicurata
ha rinunciato senza contro prestazione nell’aprile 1987:

 

                                         Mappale
(RFD __________)                                   Valore

                                         __________                                           3'900.-

                                         __________                                           25'000.-

                                         __________                                           8'000.-

                                         __________                                           5'000.-

                                         __________                                           1'400.-

                                         __________                                           2'800.-

                                         __________                                           130'000.-

                                         __________                                           13'000.-

                                         __________                                           8'000.-

                                         __________                                           500.-

                                         __________                                           700.-

                                         __________                                           88'000.-

                                         __________                                           60'000.-

                                         __________                                           3'000.-

                                         __________                                           38'000.-

                                         __________                                           13'000.-

                                         __________                                           24’170.- (valore di stima ab. primaria)

                                         __________                                           4'500.-

                                         __________                                           15'500.-

                                         __________                                           120'000.-

 

                                         per un
importo complessivo di CHF 564'470.-

 

                               2.9.   Dagli atti
dell’amministrazione si deve dedurre come la ricorrente sia stata beneficiaria
della quota di ¼ dell’ammontare della sostanza e che il valore dei fondi – come
rammenta la Cassa stessa – debba essere diminuito dell’ammontare dei debiti
ossia CHF 11'375.-. La ricorrente non ha contestato puntualmente l’ammontare
degli importi ritenuti a livello peritale dall’ing. __________. In effetti il
lavoro svolto dal tecnico incaricato appare dettagliato, preciso e minuzioso.
Per ogni fondo analizzato sono stati presi in considerazione l’iscrizione a RF,
l’ubicazione, la struttura, l’esistenza di oneri o servitù, la natura del
fondo. Per ogni mappale considerato il perito incaricato ha ritenuto i vincoli
di PR, l’insediamento del terreno, la sua estensione, gli accessi, i confini,
l’esposizione, la forma. Per le costruzioni sono stati ritenuti gli elementi
costruttivi, lo stato di conservazione e lo stato delle finiture, la natura ed
estensione del terreno formante il mappale, oltre all’ubicazione, alla facilità
di accesso, alla forma del fondo ed all’esposizione. L’esame peritale è quindi
parso dettagliato, preciso, minuzioso ed attento. Come indicato la ricorrente
non ha criticato nel merito la valutazione dell’ing. __________ le cui
conclusioni debbono essere condivise in questa sede. Nel caso di specie questo
Tribunale rileva infatti che la ricorrente non ha dimostrato, con il grado
della verosimiglianza preponderante, valido nelle assicurazioni sociali (SVR
1996 KV Nr. 85 pag. 269; SVR 1996 LPC Nr. 22 pagg. 263 segg.; DTF 121 V 208
consid. 6a; RAMI 1994 pagg. 210/211), che i valori ritenuti
dall’amministrazione sono siano rispondenti a realtà e non possano quindi
fondare la decisione amministrativa.

 

                                         Non va
poi dimenticato che, secondo costante giurisprudenza federale, le perizie
mediche eseguite nell’ambito della procedura amministrativa da medici
specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, fintanto che indizi
concreti non inducono a ritenerle inaffidabili, se giungono a conclusioni
logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi (ZAK
1986 pag. 189; RAMI U 167 pag. 96; DTF 104 V 212; SZS 1987 pagg. 237-239; SZS
1988 pagg. 329 e 332; DTF non pubblicato del 24.12.1993 in re S. H; LOCHER,
Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).

Lo stesso vale per quel che riguarda perizie
dell’Amministrazione presso medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 pag. 188;
RAMI 1993 pag. 95).

 

Per quanto concerne il valore probatorio d'un
rapporto si deve accertare se è completo per quanto riguarda i temi sollevati,
se si riferisce a esami approfonditi, se tiene conto delle censure sollevate,
se è chiaro nella presentazione e se le conclusioni cui perviene sono fondate.
Elemento determinante dal profilo probatorio non è in linea di principio
l'origine del mezzo di prova né la designazione del materiale probatorio
richiesto sotto qualifica di rapporto o di perizia, bensì il suo contenuto (DTF
122 V 160 consid. 1c; STFA del 29 settembre 1998 in re S. F.). Il giudice non
si scosta, senza motivi imperativi, dalle risultanze di una perizia, compito
del perito essendo infatti proprio quello di mettere a disposizione della
giustizia le sue specifiche conoscenze, allo scopo di chiarire gli aspetti
specialistici di una determinata fattispecie (DTF 122 V 161).

La citata giurisprudenza del TFA, applicata in
particolare per i referti medici, deve valere per tutte le perizie (cfr. ad
esempio  per la previdenza professionale SVR 1998 LPP n. 16), e quindi deve
essere applicata anche per quelle esperite immobiliari (cfr. STCA del 24
febbraio 1997 in re L.M.).

 

                             2.10.   Nel caso
concreto va allora considerata una sostanza complessiva di CHF 564'470.- dalla
quale va dedotto l’importo dei debiti a carico della sostanza così come
ritenuti dalla Cassa e non contestati dalla signora __________, ossia CHF
11'375.- per una sostanza complessiva di CHF 553'095.- il cui quarto spettava
alla ricorrente. In effetti conformemente all’art. 18 OPC-AVS/AI:

 

" 
Fintanto che il coniuge superstite non ha fatto
uso del suo diritto di opzione sulla successione del coniuge decesso prima del
1° gennaio 1988, un quarto della successione è considerato sostanza del coniuge
superstite e i tre quarti ripartiti in parti uguali fra i figli.”

 

                                         Il N.
2111 delle Direttive sulle prestazioni complementari all’AVS e AI (DPC) spiega
così il suddetto enunciato:

 

" 
La seguente disposizione è valida unicamente se
il coniuge è deceduto prima del 1° gennaio 1988.

Se il coniuge superstite
non fa uso del suo diritto d’opzione secondo l’articolo 462 capoverso 1 CC
(nella versione valida fino alla fine del 1987), si computano, oltre ai diritti
derivanti dal regime patrimoniale, un quarto dell’eredità a questo coniuge e
tre quarti, divisi in parti uguali, ai figli. Questo principio è applicabile
per analogia agli utili, agli interessi passivi e alle spese di manutenzione
dell’eredità (RCC 1979 p. 500).”

 

                                         Ne discende
che, a giusto titolo, la Cassa ha ritenuto un quarto della sostanza (nelle
osservazioni al gravame) quale computabile nel caso di specie poichè la signora
__________ è vedova dal __________ 1986. Va quindi ritenuta una sostanza di CHF
138’273.- (ossia un quarto di CHF 553'095.-) sulla quale deve essere
ancora computato l’ammortamento di CHF 110'000.- (CHF 10'000.- annui a
partire dal 1 gennaio 1991, infatti come ricordato nelle considerazioni che
precedono la giurisprudenza ha precisato che la sostanza deve essere ripresa
integralmente il 1° gennaio 1990 e ridotta in seguito annualmente, la prima
volta il 1° gennaio 1991; DTF 119 V 487; STFA non pubblicata del 21 dicembre
1990 nella causa V.A. e la PC cui ci si riferisce è quella del 2001. Nel
computo andrà inoltre considerata la sostanza mobiliare (CHF 40'000.-
come alla decisione) e la parte di sostanza non computabile pari a CHF
25'000.-. La sostanza computabile nel reddito non privilegiato assomma ad
un decimo di CHF 43'273.- (CHF 138'273.- + CHF40’00.- dedotti CHF 110'000.- per
l’ammortamento e CHF 25'000.- per la parte di sostanza non computabile, il
tutto diviso 10), ossia CHF 4'327.-.

 

                             2.11.   Il reddito
della sostanza immobiliare ai sensi dell'art. 3c cpv. 1 lett. b LPC comprende
pigioni e canoni d'affitto, usufrutto, diritti d'abitazione nonché il valore
locativo della propria abitazione (cfr. Direttive UFAS sulle prestazioni
complementari all'AVS e AI (DPC), N. 2092; CARIGIET/KOCH, Ergänzungsleistungen
zur AHV/IV, Supplement, Zurigo 2000, pag. 99).

 

Giusta l'art. 12 cpv. 1 OPC-AVS/AI, il valore
locativo dell'abitazione occupata dal proprietario o dall'usufruttuario come
pure il reddito proveniente dal subaffitto sono valutati secondo i criteri
validi in materia d'imposta cantonale diretta del cantone di domicilio
(CARIGIET/KOCH, op. cit., pag. 100).

Giusta l'art. 20 lett. b) LT e 21 lett. b) LIFD
l'uso da parte del proprietario (o dell'usufruttuario) del suo immobile o di
parte di esso è fiscalmente imponibile quale reddito della sostanza immobiliare;
ad esso viene attribuito un valore locativo. La legge non indica tuttavia come
debba essere valutato ai fini dell'imposizione il vantaggio economico derivante
dall'uso personale della proprietà fondiaria.

Di regola il valore locativo deve corrispondere alla
pigione che il contribuente dovrebbe pagare per avere l'uso di un bene
equivalente (RDAT N. 5t/II-1996; RDAT 1993 II, 389). Il Tribunale federale ha
precisato che il valore locativo deve corrispondere "al canone che si
potrebbe esigere equamente da un locatario desideroso di assicurarsi il
godimento di un oggetto del genere - tenendo conto in modo adeguato delle
particolarità della costruzione e delle sue installazioni, in quanto esse
rispondano ai bisogni normali di un utente di condizioni economiche e sociali
analoghe a quelle del proprietario (ASA 15, 361; 438 consid. 1; DTF 69 I 24/25;
RUSCONI, L'imposition de la valeur locative, Losanna 1988, pag. 98).

 

Secondo la circolare del 30 giugno 1999 (n.
15/1999), la quale abroga la circolare n. 15/1997 del 16 maggio 1997, il valore
locativo corrisponde, di regola, ad una percentuale del valore di stima
dell'immobile. Il tasso viene regolarmente adeguato dalla Divisione delle
contribuzioni e varia a dipendenza dell'anno di costruzione dell'immobile.
Quando questo metodo porta a dei risultati in contrasto col principio secondo
cui il valore locativo deve corrispondere a quello reperibile sul mercato, si
può ricorrere, senza ledere il principio della parità di trattamento, a
valutazioni individualizzate (canoni locatizi della zona, stato di manutenzione
dell'immobile, ecc.).

 

Per ragioni di praticità e di praticabilità del
diritto, il valore locativo di abitazioni unifamiliari verrà stabilito, di
massima, applicando al valore di stima ufficiale dell’immobile il tasso del 5%,
se la stima è entrata in vigore dopo il 1° gennaio 1990, del 6,5% se la stima
risale a un periodo compreso tra il 1° gennaio 1986 e il 1° gennaio 1989 e del
7,25% se la stima risale al 1° gennaio 1985 o è anteriore a tale data. Si
applica pure il tasso del 6,25% del valore di stima ufficiale ridotto del 30%
nei Comuni con revisione generale delle stime entrata in vigore a partire dal
1° gennaio 1991 (cfr. Istruzioni per la compilazione della dichiarazione
d’imposta 1999-2000; Allegato alla circolare del 30 giugno 1999 (n. 15)). Tale
modo di procedere non è, in linea di principio, contrario al principio
dell’uguaglianza di trattamento (CDT n. 24 del 13 febbraio 1996 in re R.C.).

 

Inoltre, per gli assicurati la cui sostanza ed i
cui redditi da considerare ai sensi della legge federale possono essere
stabiliti servendosi di una tassazione fiscale, gli organi esecutivi cantonali
sono autorizzati a ritenere, come periodo di calcolo, quello su cui si basa
l'ultima tassazione fiscale, se nel frattempo non è subentrata nessuna modifica
della situazione economica dell'assicurato (art. 23 cpv. 2 OPC-AVS/AI).

 

Nel caso concreto, non occorre verificare
puntualmente il valore di rendimento della sostanza alienata poiché anche
ritenendo l’importo considerato nelle osservazioni dalla Cassa, ed anche
ritenendo l’interesse dei titoli come proposto dall’amministrazione in sede di
osservazioni al gravame (CHF 1'300.-), l’ammontare complessivo del reddito non
privilegiato è di:

 

Rendita AVS                                        17'532.-

Sostanza computabile                          4'327.-

Interesse dei capitali a risparmio        1'300.-

 

Se si aggiunge il valore del diritto d’abitazione
cifrato in

 

                                                                 4'000.-

 

il reddito non privilegiato complessivo
assommerebbe a CHF 27'159.- e quindi superiore al fabbisogno, come indicato
senza necessità di verificare il reddito della sostanza alienata. Ne discende
che, nonostante la decisione dell’amministrazione debba essere rettificata su
aspetti non secondari, non può essere concessa una prestazione di PC alla
ricorrente neppure nei limiti ammessi dalla Cassa nelle osservazioni al
gravame.

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti