# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9f6f369a-94ed-5d94-89bf-8eec7b216b98
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-02-14
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera civile dei reclami 14.02.2014 16.2014.3
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_004_16-2014-3_2014-02-14.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2014.3

  	
  Lugano

  14 febbraio 2014/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Giani,
  presidente,

  Fiscalini
  e Stefani

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Jurissevich

  

 

 

sedente
per statuire sul reclamo del 7 gennaio 2014 presentato da

 

	
   

  	
   RE 2 e RE 1 

   (rappresentati dal dott. PA
  1)

   

  
	
   

  	
  contro
  la decisione emessa il 17 dicembre 2013 dal Pretore aggiunto della
  giurisdizione di Locarno Campagna nella causa SO.2013.965 (azione negatoria) promossa
  con petizione 5 novembre 2013 da

  	 

 

	
   

  	
  CO
  1 

  (rappresentato dalla RA 1);

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

esaminati gli atti

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Il 19 settembre 2013 CO
1 si è aggiudicato ai pubblici incanti la proprietà per piani n. 14 864 (42/1000 del fondo base particella
n. __________ RFD di __________), già appartenente a RE 1 e RE 2. Con istanza 5
novembre 2013 CO 1 ha convenuto RE 1 e RE 2 davanti al Pretore della
giurisdizione di Locarno Campagna per ottenere la riconsegna immediata della citata
proprietà immobiliare e il pagamento di “un canone di locazione per l'occupazione
abusiva, sino a restituzione dell'oggetto”. Nelle loro osservazioni del 9
dicembre 2013 i convenuti hanno chiesto la convocazione di un dibattimento per
potersi esprimere oralmente. All'udienza del 17 dicembre 2013 l'istante, unico
comparente, ha ribadito le proprie domande. Statuendo il 17 dicembre 2013 il
Pretore aggiunto ha accolto l'istanza ordinando l'immediata espulsione dei convenuti
dalla proprietà dell'istante.

 

                            B.  Contro la decisione appena
citata, RE 1 e RE 2 sono insorti a questa Camera con un reclamo del 7 gennaio
2014 nel quale postulano l'annullamento del giudizio impugnato e il rinvio degli
atti al Pretore per una nuova decisione previa convocazione delle parti a un'udienza.
Nelle sue osservazioni del 6 febbraio 2014 CO 1 ha concluso per la reiezione
del reclamo.

 

Considerando

 

in diritto:              1.  Il Pretore ha trattato
la causa come tutela giurisdizionale nei casi manifesti (art. 257 CPC), le cui
decisioni sono impugnabili, trattandosi di procedura sommaria in una causa di
valore litigioso inferiore a fr. 10 000.–, entro 10 giorni dalla notificazione
(art. 321 cpv. 2 CPC) non sospesi dalle ferie giudiziali (art. 145 cpv. 2 lett.
b CPC). Nella fattispecie, il valore litigioso è stato accertato dal Pretore in
fr. 4000.–, donde la competenza di questa Camera. Quanto alla tempestività del
rimedio, il plico raccomandato contenente la decisione impugnata è stato inviato
il 17 dicembre 2013 al rappresentante dei convenuti e l'avviso di ricevimento è
stato depositato nella casella postale di quest'ultimo il 18 dicembre 2013
(cfr. tracciamento degli invii, numero dell'invio __________), di modo che la
notifica è considerata avvenuta il 25 dicembre 2013, ovvero il settimo giorno
dal tentativo di consegna infruttuoso (art. 138 cpv. 3 lett. a CPC; Bohnet in: Code de procédure civile
commenté, Basilea 2011, n. 25 ad art. 138). Il termine d'impugnazione ha così
co­minciato a decorrere il 26 dicembre 2013 e sarebbe scaduto sabato 4 gennaio
2014, salvo prorogarsi al martedì successivo 7 gennaio 2014 (art. 142 cpv. 3
CPC). Introdotto l'ultimo giorno utile (cfr. timbro sulla busta di intimazione)
il reclamo è pertanto tempestivo.

 

                             2.  I reclamanti si dolgono essenzialmente
del fatto che la citazione del 10 dicembre 2013 con cui il Pretore aggiunto ha
convocato le parti al dibattimento del 17 dicembre 2013 è stata notificata al loro
rappresentate il 18 dicembre 2013, ciò che gli ha impedito di partecipare all'udienza
e fare valere le loro ragioni. Essi censurano quindi la violazione della garanzia
di una citazione regolare e il loro diritto di essere sentiti.

 

                                  a)  Questa
censura deve essere esaminata prioritariamente, poiché il diritto di essere
sentito (art. 29 cpv. 1 Cost.) ha natura formale e la sua lesione comporta di
regola l'annullamento della decisione impugnata, indipendentemente dalla fondatezza
del gravame nel merito (DTF 137 I 197, consid. 2.2; 135 I 279,
consid. 2.6.1 con rinvii). La giurisprudenza ha tuttavia precisato che una
notificazione viziata non costituisce un motivo di nullità di una decisione,
qualora il vizio non abbia generato alcuna conseguenza e se, ciò
nonostante, la notificazione irregolare ha raggiunto il suo scopo. Occorre
dunque esaminare, se la parte interessata ha subito un pregiudizio dalla
irregolarità della notificazione (sentenza del Tribunale federale 5P.24/2007,
consid. 4.1). Per stabilire ciò, ci si deve attenere alle regole della buona
fede che pongono un limite all'invocazione di un vizio di forma (DTF 132 I 253,
consid. 6 con riferimenti).

 

                                  b)  Per
l'art. 137 CPC, se una parte è rappresentata, le notificazioni sono fatte al suo
rappresentante. L'art. 138 CPC dispone che la notificazione di citazioni,
ordinanze e decisioni è compiuta mediante invio postale raccomandato o in altro
modo contro ricevuta (cpv. 1). Essa è considerata avvenuta quando l'invio è
preso in consegna dal destinatario oppure da un suo impiegato o da una persona
che vive nella stessa economia domestica avente almeno sedici anni (cpv. 2). La
notificazione è pure considerata avvenuta in caso di invio postale raccomandato
non ritirato, il settimo giorno dal tentativo di consegna infruttuoso, a
condizione che il destinatario dovesse aspettarsi una notificazione (cpv. 3
lett. a). La prova dell'avvenuta notifica di un atto giudiziario spetta al
notificante, ossia all'autorità, la quale deve adottare le misure necessarie
affinché possa dimostrare l'avvenuta notificazione, la sua data e la persona
che ha ricevuto l'atto di cui trattasi (Trezzini
in: Commentario al Codice di diritto processuale civile svizzero, Lugano
2011, art. 138, pag. 579).

 

                                  c)  In
concreto, la citazione del 10 dicembre 2013 per l'udienza del 17 dicembre 2013,
spedita dalla Pretura tramite invio raccomandato, è pervenuta al rappresentante
dei convenuti il 18 dicembre 2013 (cfr. tracciamento degli invii, numero dell'invio
__________), ovvero dopo lo svolgimento dell'udienza. Ora, per l'art. 134 CPC,
salvo che la legge disponga altrimenti, la citazione deve essere spedita almeno
10 giorni prima della data prevista dalla comparizione, il termine decorrendo
dal giorno successivo la spedizione e non dalla ricezione della citazione (Bohnet, op. cit., n. 2 ad art. 134). E
ciò non è pacificamente stato il caso in concreto. Certo, la procedura in esame
era di stampo sommario, ciò che avrebbe potuto anche giustificare una riduzione
del termine, ma tenuto conto della facoltà per il destinatario di ritirare il
plico raccomandata anche il settimo giorno di giacenza postale, l'indizione di
un'udienza in un lasso di tempo inferiore appare poco opportuna (Frei in: Berner Kommentar, Schweizerische
Zivilprozessordnung, Vol I; Berna 2012 n. 8 ad art. 134; Bühler in: Basler Kommentar, ZPO,
Basilea 2010, n. 9 ad art. 134).

 

                                  d)  Il
Pretore aggiunto ha invero comunicato a questa Camera che al termine di un'udienza
tenutasi il 12 dicembre 2013 egli ha fatto fotocopiare la citazione in
questione dalla sua segretaria e, in sua presenza, di averne consegnato una
copia al rappresentante dei convenuti (cfr. scritto 9 gennaio 2014). Quest'ultimo,
non ha negato tale circostanza, salvo poi sostenere che “una volta rientrato in
sede, mi ritrovai con due copie di un'altra citazione (…)” e che “a mente non
ricordavo la data dell'udienza e quando ricevetti la lettera fui sorpreso, in
quanto l'udienza si tenne, guarda caso, proprio il giorno prima” (cfr. scritto
20 gennaio 2014). Ora, considerato che nell'incarto trasmesso dal primo giudice
non vi è alcuna nota sull'effettiva consegna di un esemplare di tale citazione,
e che le versioni fornite dagli interessati sono contrastanti, pur facendo
prova delle debite riserve non si può escludere che per finire si sia
verificato un disguido nella consegna degli atti. Nel dubbio non è pertanto possibile
ritenere che il rappresentante dei convenuti avesse preso conoscenza della data
dell'udienza prima della notificazione della raccomandata. Ci si può anche
chiedere se resosi conto del disguido l'interessato non dovesse in virtù del
principio della buona fede (art. 52 CPC), rivolgersi nuovamente al giudice, ma
va altresì considerato che a quel momento egli poteva ancora contare sulla
citazione trasmessagli per raccomandata, il cui termine di giacenza scadeva il
18 dicembre 2013. 

 

                                  e)  Visto
quanto precede, la notificazione della citazione avvenuta il 18 dicembre 2013 ha impedito ai convenuti di difendersi adeguatamente nella procedura, ciò che configura una lesione
del loro diritto di essere sentito (Frei,
op. cit., n. 9 ad art. 134; Bühler, op.
cit., loc. cit.). Ne discende che la decisione impugnata deve essere annullata
e gli atti rinviati al Pretore aggiunto affinché emani un nuovo giudizio,
previa riconvocazione delle parti all'udienza di discussione (art. 245 cpv. 2
CPC). 

 

                             3.  Le spese giudiziarie seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma visti i motivi di annullamento, soccorrono giusti motivi
per rinunciare a qualsiasi prelievo (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Quanto alle
ripetibili, non si giustifica assegnarle, l'opponente essendosi essenzialmente
rimesso al giudizio della Camera. Inoltre allo Stato del Cantone Ticino possono
bensì essere addebitate spese processuali, ma non quelle ripetibili (art. 107
cpv. 2 CPC).

 

 

Per questi motivi, 

 

 

decide:                 1.  Il
reclamo è accolto e la decisione impugnata annullata. La causa è ritornata al
Pretore aggiunto affinché proceda nel senso dei considerandi.

 

                             2.  Non si prelevano spese
processuali.

 

                             3.  Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –;

   

  

                                  Comunicazione alla Pretura della
giurisdizione di Locarno Campagna.

 

 

Per
la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                 La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore
litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie
in materia di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta
giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti
dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.