# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2d799ab9-4e63-563c-93d0-10dce0f40e63
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-10-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 15.10.2001 52.2001.296
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2001-296_2001-10-15.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2001.00296

   

  	
  Lugano

  15 ottobre
  2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso  27 agosto 2001 di

 

 

	
   

  	
  __________ patr. dall'avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 10 luglio 2001 (n. 3350) del
  Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dagli insorgenti
  avverso le decisioni 21 marzo 2001 del Dipartimento delle istituzioni,
  Sezione dei permessi e dell'immigrazione, in materia di rinnovo di un
  permesso di dimora per sé e per i figli __________, __________ e __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    4 settembre 2001 del
Consiglio di Stato,

-    4 settembre 2001 del
Dipartimento delle istituzioni;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 16
giugno 1998 il cittadino __________ __________ (1954) ha ottenuto un visto
d'entrata in Svizzera per lavorare presso la __________ di __________
(__________) e, previa approvazione federale, è stato posto al beneficio di un
permesso di dimora ex art. 14 cpv. 4 OLS, con ultima scadenza al 31 dicembre
1999. L'8 agosto 1998 il ricorrente è stato raggiunto dalla moglie connazionale
__________ (1964) e dai figli __________ (1990) e __________ (1997). Il 21 gennaio
1999, a __________, è nato __________. Durante il suo soggiorno nel canton
__________, __________ ha ricoperto la carica di presidente del consiglio di amministrazione
e di direttore della società, sua moglie quella di assistente di direzione. Il
1° giugno 1999 la famiglia __________ ha ottenuto la cittadinanza croata.

 

 

                                  B.   Il 23
settembre 1999, __________ ha chiesto all'Ufficio della manodopera estera del
Dipartimento delle finanze e dell'economia (in seguito: UMOE) di preavvisare favorevolmente
la domanda volta ad ottenere un permesso per soggiornare con la sua famiglia in
Ticino per motivi di lavoro, dal momento che la società voleva trasferirsi nel
nostro cantone. Con decisione 14 ottobre 1999, l'UMOE ha accolto la domanda,
ritenendola di sicuro interesse per il nostro cantone in quanto il
trasferimento della società permetteva di creare nuovi posti di lavoro per la
manodopera indigena. L'autorità ha tuttavia ricordato che il rilascio del
permesso di soggiorno competeva alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione
del Dipartimento delle istituzioni. Nel frattempo, la Polizia degli stranieri
del canton __________, dopo aver ottenuto l'approvazione da parte dell'Ufficio
federale degli stranieri, ha rinnovato il permesso di dimora ai ricorrenti fino
al 31 dicembre 2000. Il 23 febbraio 2000 __________ e __________ hanno
formalmente chiesto alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione
l'autorizzazione a cambiare cantone, che hanno ottenuto il 6 aprile successivo.
Agli insorgenti è stato quindi rilasciato un permesso di dimora per vivere in
Ticino con effetto dal 1° marzo fino al 31 dicembre 2000, data di scadenza
dell'approvazione federale già concessa. L'11 ottobre 2000 la __________ si è
insediata ad __________.

 

                                  C.   Il 21 marzo
2001 il Dipartimento delle istituzioni ha respinto le istanze presentate il 22
novembre 2000 da __________ e __________ volte ad ottenere il rinnovo del loro
permesso di soggiorno e quello dei figli, fissando loro un termine con scadenza
il 30 giugno 2001 per lasciare il territorio cantonale. L'autorità ha fondato
il giudizio sulla base del preavviso negativo dell'UMOE del 13 marzo
precedente. In sostanza, la __________, nonostante diversi solleciti, non aveva
fornito informazioni ritenute essenziali per l'esame della proroga dei
permessi, segnatamente sull'elenco del personale occupato, sulle schede salariali,
sulle dichiarazioni AVS e sulle imposte alla fonte, e non aveva allestito un
rapporto sull'attività svolta. La decisione è stata resa in applicazione degli
art. 4, 9, 12, 16 LDDS e 8 ODDS.

 

 

                                  D.   a) Con
giudizio 10 luglio 2001 il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da __________ e __________.
L'Esecutivo cantonale ha rilevato che i ricorrenti non avevano attuato le
prospettive economiche e fiscali indicate nell'istanza del 23 settembre 1999. Dopo
aver lasciato aperto il quesito a sapere se __________ avesse fuorviato le autorità
ticinesi sulla sua situazione fiscale nel canton __________, il Governo ha
ritenuto che la decisione impugnata rispettasse il principio di
proporzionalità. Alla cifra 3 del dispositivo della risoluzione veniva indicato
che la stessa era definitiva.

 

b) Il 18 luglio 2001 il dipartimento ha
fissato agli interessati un termine scadente il 31 agosto successivo per
lasciare il territorio cantonale.

 

 

                                  E.   Contro la
predetta pronunzia governativa, __________ e __________ insorgono ora davanti
al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando
il rinnovo del loro permesso di dimora. In via del tutto subordinata, chiedono
il rinvio degli atti all'autorità inferiore, affinché si pronunci nuovamente
sulla causa dopo aver ben ponderato tutti gli interessi in gioco e sentito il
ricorrente. Gli insorgenti ritengono che il Tribunale sia competente a decidere
la causa a seguito della violazione del principio della buona fede da parte
dell'UMOE e del dipartimento. Sostengono che le autorità inferiori hanno fatto
sorgere nei loro confronti un diritto al rinnovo del permesso di soggiorno per
averli autorizzati a cambiare cantone e a insediare la ditta in Ticino, dove
hanno acquistato una villa. Rilevano pure che la decisione 14 ottobre 1999
dell'UMOE non menzionava una data limite per la messa in atto di tutte le
prospettive economiche e fiscali evocate nella domanda di conversione dei
permessi ottenuti nel canton __________. Nel merito precisano i motivi per cui
non hanno prodotto la documentazione richiesta dall'UMOE, che hanno in gran
parte trasmesso successivamente al Consiglio di Stato in fase di ricorso.
Chiedono che venga concesso effetto sospensivo al gravame.

 

 

                                  F.   All'accoglimento
del ricorso si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (cfr.
art. 10 lett. a LALPS).

 

1.2. Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3
OG, in materia di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo
al Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di
permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto.
D'altro canto, l'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente decide liberamente,
nei limiti delle disposizioni della legge e dei trattati con l'estero, in
merito alla concessione del permesso di dimora, di domicilio o di lavoro. Lo
straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un simile permesso solo
laddove tale pretesa si fonda su di una disposizione particolare del diritto
federale o di un trattato internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a, 388 consid.
1a con rinvii).

 

1.3. In concreto, __________ e __________
non possono prevalersi di un trattato internazionale per ottenere il rinnovo
del loro permesso di dimora, segnatamente dal Trattato di domicilio e consolare
tra la Svizzera e la __________ del 16 febbraio 1888, valido anche per la
Repubblica di __________ (RS 0.142.118.181).

 

1.4. I ricorrenti invocano il principio
della buona fede. A certe condizioni, è infatti possibile dedurre dall'art. 9
Cost un diritto al rinnovo del permesso di dimora ed impugnare, di conseguenza,
con ricorso di diritto amministrativo il diniego dello stesso. Il ricorrente
deve tuttavia dimostrare, ai fini del riconoscimento della ricevibilità del suo
ricorso, che il comportamento assunto dall'autorità ha suscitato il suo
legittimo affidamento circa il conferimento del permesso (DTF 126 II 377 consid.
3).

 

1.4.1. Lo straniero come pure il suo datore
di lavoro devono informare esattamente l'autorità di tutte le circostanze che
hanno importanza decisiva per la concessione del permesso (art. 3 cpv. 2 LDDS).

Le domande per attività limitate nel tempo
che non corrispondono alle situazioni elencate nell'art. 15 cpv. 4 OLS sono
esaminate nell'ambito dei contingenti cantonali (art. 14 cpv. 4 OLS). I
permessi annuali rilasciati per attività di durata limitata giusta l'art. 14
cpv. 4 possono essere prorogati su decisione dell'autorità cantonale preposta
al mercato del lavoro, senza essere computati sul contingente (art. 25 cpv.
1bis OLS). Prima che le autorità cantonali di polizia degli stranieri rilascino
a uno straniero il permesso d'esercitare un'attività lucrativa, l'autorità
preposta al mercato del lavoro esamina se sono adempiute le condizioni per
l'esercizio di un'attività lucrativa (decisione di massima: art. 42 cpv. 1
prima frase OLS). Giusta l'art. 43 cpv. 1 OLS, le autorità di polizia degli
stranieri chiedono il parere dell'autorità cantonale preposta al mercato del
lavoro prima di rilasciare a uno straniero la proroga di un permesso per
esercitare un'attività lucrativa (lett. a); l'autorizzazione di cambiare posto,
professione o cantone (lett. b). Il preavviso vincola le autorità cantonali di
polizia degli stranieri. Tuttavia queste autorità possono, nonostante un
preavviso positivo, rifiutare il permesso per considerazioni diverse da quelle
dell'economia o del mercato del lavoro (art. 43 cpv. 4 OLS). Le autorità
cantonali di polizia degli stranieri sono competenti per il rilascio e la
proroga dei permessi. Possono rilasciare permessi a stranieri che esercitano
un'attività lucrativa unicamente dopo aver avuto la decisione di massima o il
preavviso dell'autorità preposta al mercato del lavoro. E' salva l'approvazione
dell'Ufficio federale degli stranieri (art. 51 OLS).

Nell'esame delle domande di permessi, l'UMOE
verifica - tra l'altro - se l'impiego di persone straniere non lede gli
interessi economici e generali o quelli di singoli rami di attività, non
pregiudica le possibilità occupazionali di manodopera indigena e non provoca
disoccupazione per motivi di ordine economico o lavoro a orario ridotto della
manodopera occupata nell'azienda, nel ramo di attività o nella professione
(art. 23 lett. a RLALPS). Giusta l'art. 25 cpv. 1 RLALPS, l'UMOE può respingere
le domande di nuovi permessi, cambiamenti di posto e di professione, di rinnovo
di permessi presentate da datori di lavoro che non rispettano gli obblighi
fiscali e contributivi (AVS/AI/IPG, assicurazione infortuni, previdenza
professionale) relativi ai propri dipendenti (cpv. 1). L'UMOE può richiedere i
corrispondenti documenti giustificativi (cpv. 2). Le decisioni negative
concernenti persone titolari di un permesso di dimora annuale sono prese
dall'UMOE d'intesa con l'Ufficio degli stranieri (cpv. 3).

 

1.4.2. In concreto, il 14 ottobre 1999
l'UMOE ha preavvisato favorevolmente l'istanza preventiva di cambiamento di
cantone di __________, allora dimorante a __________, volta all'esercizio
dell'attività di direttore della __________ ad __________. L'autorità ha tenuto
conto dell'interesse della nuova iniziativa per il nostro cantone (ditta con
sei dipendenti) con la creazione di nuovi posti di lavoro per la manodopera
indigena. A seguito di questa decisione, il 23 febbraio 2000 gli insorgenti
hanno chiesto alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione l'autorizzazione a
cambiare cantone a partire dal 1° marzo successivo. Visto il preavviso
favorevole dell'UMOE, il 6 aprile 2000, con effetto dal 1° marzo precedente,
l'autorità di prime cure ha quindi rilasciato ai ricorrenti e ai loro figli un
permesso di dimora valido fino al 31 dicembre 2000. Il 22 novembre 2000
__________ e __________ hanno chiesto il rinnovo del loro permesso di
soggiorno. Nell'ambito dell'esame di tale domanda, il 27 dicembre 2000 l'UMOE
ha sollecitato alla __________ diversa documentazione: elenco del personale
occupato, dichiarazione del competente Ufficio attestante il riversamento delle
trattenute d'imposta alla fonte con effetto dal 30 giugno 2000, dichiarazione
della Cassa di compensazione attestante il pagamento dei contributi AVS/AI/IPG
paritetici ai dipendenti retroattivamente dal 30 giugno 2000, invio di un
rapporto sull'attività svolta dalla società con riferimento a quanto indicato
nelle richieste volte al rilascio del permesso di dimora. Il 18 gennaio 2001
l'UMOE ha sollecitato la richiesta, "determinante per l'esame della
domanda di proroga del permesso annuale", fissando un termine di 10
giorni con l'avvertenza che "decorso infruttuoso del termine assegnato
comporterà l'emissione del preavviso formale sulla base degli atti in nostro
possesso". Il giorno successivo il patrocinatore dei ricorrenti ha
informato l'autorità che la documentazione era in fase di allestimento, indicando
approssimativamente il 26 gennaio la data di trasmissione di quanto richiesto.
Il 23 gennaio 2001 il legale dei ricorrenti ha inviato all'UMOE il seguente
scritto:

"Egregi
Signori, mi riferisco alla mia lettera 19 gennaio 2001, scritta in concomitanza
con la vostra del 18 gennaio 2001, che fissa un termine di 10 giorni per
l'invio della documentazione a proposito della domanda di proroga del permesso
annuale.

In data 27
dicembre 2000 avete richiesto anche le dichiarazioni dell'Ufficio delle imposte
alla fonte e della Cassa Cantonale di compensazione AVS/AI/IPG. La società
__________ ha la propria sede nel Canton Ticino, segnatamente ad __________,
dall'11 ottobre 2000 (cfr. estratto RC allegato). Per questo motivo, le
suddette dichiarazioni non possono essere ancora esibite. Tuttavia, onde
evitare una presa di posizione negativa da parte vostra a tale riguardo, con la
presente vi chiedo cortesemente di volere precisare quale documentazione
sostitutiva ritenete idonea e necessaria alla domanda in oggetto (…)".

 

Dopo una conversazione telefonica con il
legale degli insorgenti, il 23 febbraio 2001 l'UMOE ha nuovamente sollecitato
l'invio della documentazione. Visto che, nonostante diversi solleciti, la
società non aveva risposto alla richiesta di informazioni ritenute determinanti
per l'esame della proroga dei permessi, il 13 marzo 2001 il predetto ufficio ha
formulato preavviso negativo alla domanda. Con decisione 21 marzo 2001 la
Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha quindi deciso di non rinnovare i
permessi di dimora ai ricorrenti.

1.4.3. Da quanto precede non risulta che
l'UMOE e la Sezione dei permessi dell'immigrazione, i quali collaborano
strettamente e sostengono reciprocamente i loro sforzi (art. 7 cpv. 1 ODDS),
abbiano fornito ai ricorrenti promesse o assicurazioni, tantomeno che abbiano
assunto nei confronti degli interessati degli atteggiamenti volti a garantire
il rinnovo dei loro permessi di dimora, che sono di durata limitata (art. 5
LDDS). L'UMOE ha preavvisato negativamente la proroga del permesso di dimora
agli interessati a causa dell'inadempienza ai continui solleciti di fornire la
documentazione richiesta. Del resto, gli insorgenti sapevano del rischio di
vedersi rifiutare il rinnovo della loro autorizzazione di soggiorno e non hanno
eccepito alcunché sulle richieste dell'autorità cantonale preposta al mercato
del lavoro (v. scritto 23 gennaio 2001 del loro legale all'UMOE).

Non va nemmeno dimenticato che l'autorità di
prime cure ha autorizzato i ricorrenti a cambiare cantone a partire dal 1°
marzo 2000, rilasciando loro un permesso di dimora valido fino al 31 dicembre
2000, ossia fino alla scadenza dell'approvazione federale ottenuta il 1°
gennaio precedente nell'ambito della proroga annuale del loro permesso nel
canton __________. Il rinnovo delle autorizzazioni di soggiorno degli
insorgenti in Ticino doveva quindi raccogliere ancora l'approvazione
dell'Ufficio federale degli stranieri (v. art. 51 OLS). Inoltre, quando si
tratta di prolungare il permesso, l'autorità deve tenere conto della condotta
dello straniero (art. 10 cpv. 2 prima frase ODDS). Il fatto, infine, che gli
insorgenti abbiano acquistato una villa ad __________ e che la sede sociale
della __________ sia stata trasferita in Ticino poco prima di chiedere il
rinnovo del permesso di dimora non permette di giungere a conclusioni più
favorevoli ai ricorrenti (v. art. 8 cpv. 2 ODDS).

 

 

                                   2.   Sulla
scorta di quanto precede il ricorso dev'essere dichiarato irricevibile, in
quanto gli insorgenti non possono dedurre, dal principio della buona fede, un
diritto alla proroga del loro permesso di soggiorno. Con l'emanazione del
presente giudizio, la domanda di concedere l'effetto sospensivo al gravame
diviene priva di oggetto. Tassa e spese di giustizia seguono la soccombenza
(art. 28 PAmm).

 

Per questi motivi,

visti gli art. 9 Cost; 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 1,
4 LDDS; 43 OLS; 10 LALPS; 23, 25 RLALPS; 3, 28, 47, 60, 61 PAmm come pure il
Trattato di domicilio e consolare tra la Svizzera e la Serbia del 16 febbraio
1888;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è irricevibile.

 

 

                                   2.   Tassa e
spese di giustizia, per complessivi fr. 500.–, sono a carico dei ricorrenti in
solido.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario