# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8ee4a2d1-ca30-5e44-9fa5-6738cd40097d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-08-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.08.2001 36.2000.136
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2000-136_2001-08-27.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2000.00136

   

  MB/nh

  	
  Lugano

  27 agosto 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Michela Bürki
  Moreni

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 novembre 2000
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da:   __________,  

   rappr. da:   __________ __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 27 ottobre 2000 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa Malati __________,  

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________ è
assicurato contro le malattie presso la __________ nella categoria __________,
che comprende l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, incluso
l'infortunio. 

                                         Dal 13
aprile 1999 al 3 maggio 1999 __________ è stato degente presso l'Ospedale
__________, mentre dal 3 maggio 1999 al 13 novembre 1999 presso la Clinica
__________. La __________ ha rimborsato solo parzialmente le fatture emesse
dagli Istituti di cura, ponendo a carico del paziente fr. 2'160, pari a fr. 10
di contributo giornaliero (doc. _).

 

                                1.2   Tramite il
__________, in data 7 giugno 2000 __________, ha contestato l'addebito del
contributo giornaliero, in quanto egli è obbligato a versare ai figli, in base
alla sentenza di divorzio, un contributo di mantenimento.

 

                                         Con
scritto 9 giugno 2000 la __________ ha ribadito la conformità alla legge
dell'addebito, richiamando le disposizioni dell'Ordinanza di applicazione.

 

                                1.3   Con
decisione 12 settembre 2000 l'assicuratore malattia ha quindi ritenuto 

 

" 
corretti i conteggi delle prestazioni inerenti i
pagamenti delle note per le degenze dal 13 aprile 1999 al 3 maggio 1999 presso
l'ospedale __________ e dal 3 maggio 1999 al 13 novembre 1999 presso la clinica
__________, mediante i quali abbiamo addebitato l'importo di Fr. 2'160.‑‑
(216 giorni a Fr. 10.‑‑) a titolo di contributo ai costi di degenza
ospedaliera".

 

adducendo
le seguenti motivazioni

 

" 
Nella sua lettera del 7 giugno 2000 lei adduce
che il signor __________ è divorziato dal __________e che è tenuto a pagare gli
alimenti. Lei giustifica l'esenzione dal pagamento del contributo ai costi di
degenza ospedaliera secondo l'articolo 64 capoverso 5 LAMal, con l'applicazione
per analogia dell'articolo 27 capoverso 2 OAINF. 

 

Nel messaggio del Consiglio federale inerente
alla LAMal (Foglio federale 1992 1196) è indicato testualmente: ...."Nach dem vorliegenden Entwurf wird für die Leistungspflicht im
Spital nicht mehr zwischen medizinischen Leistungen und anderen Kosten
unterschieden. Die Versicherer müssen vielmehr einen bestimmten Prozentsatz der
Betriebskosten des Spitals übernehmen (art. 42). Der Grundsatz, dass die
Versicherten an die reinen Aufenthalts‑ und Verpflegungskosten im Spital
auch einen Beitrag leisten, soll indessen nicht völlig aufgegeben werden. Er
gilt auch in der obligatorischen Unfallversicherung (art. 17 cpv. 2 LAINF, art.
27 cpv. 2 OAINF). In Anlehnung an jene Regelung ist auch hier vorgesehen, dass
der Beitrag an die Aufenthaltskosten durch den Bundesrat festzulegen und nach
Familienlasten abzustufen ist."

 

La persona assicurata deve rimborsare una parte
dei costi dì degenza e vitto, in quanto ha risparmiato i costi dì sussistenza,
che avrebbe dovuto sostenere a casa nel periodo che trascorre in ospedale. In
corrispondenza l'ordinanza (art. 104 cpv. 2 lett. OAMal) ha reso, tra l'altro,
esenti dalla partecipazione ai costi gli assicurati che vivono in comunione
domestica con una o più persone nei confronti delle quali hanno un rapporto
attinente al diritto di famiglia (Gebhard Eugster, Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht, p. 189 e seguenti, RZ 347). I criteri determinanti sono
da una parte il rapporto attinente al diritto di famiglia e, d'altra parte, la
situazione di comunione domestica. Nella fattispecie il secondo criterio non è
chiaramente soddisfatto, di modo che l'esenzione dal pagamento del contributo
ospedaliero non può essere considerata.

 

Secondo la già citata disposizione "in
Anlehnung an die bereits vorhandene Regelung in der obligatorischen
Unfallversicherung", il legislatore ha emesso una norma chiara ed
inequivocabile. in merito al contributo ospedaliero nell'assicurazione
obbligatoria delle cure  medico-sanitarie. Pertanto l'applicazione per analogia
dell'art. 27 cpv. 2 OAINF non può essere considerata. In tale contesto va anche
precisato che l'art. 27 OAINF tratta della riduzione dell'indennità giornaliera
dovuta dall'assicuratore dell'infortunio, oltre alle cure, al vitto ed
all'alloggio (art. 15 OAINF), durante la degenza in un ospedale. La
comparazione è fatta dunque tra due situazioni completamente differenti. Anche
da questo punto di vista l'applicazione di tale norma per analogia, non può
essere considerata per quanto riguarda il contributo ospedaliero ai sensi della
LAMal".

 

                                         

                                1.4   __________
si è opposto alla decisione in data 12 ottobre 2000 evidenziando

 

" 
Conformemente all'art. 64 cpv. 5 LAMal gli
assicurati pagano un contributo ai costi di degenza ospedaliera graduato
secondo gli oneri familiari ed è fatta delega al Consiglio federale di regolare
le particolarità. E' lo stesso Messaggio del Consiglio federale sulla LAMal che
precisa perchè si è voluto introdurre un contributo al costi di degenza
ospedaliera e come si intende regolare l'ammontare dell'importo ("Esso vige
anche nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni. Basandoci su questa
regolamentazione abbiamo previsto che la contribuzione ai costi di pensione
dovrà essere fissata dal Consiglio federale e ripartita in funzione degli oneri
familiari. ", commento al previsto art. 56, FF 28.1.92 pag. 165).
All'art. 104 cpv. 1 OAMal è stato così fissato l'ammontare di tale contributo
in fr. 10 giornalieri, mentre al cpv. 2 lett. a il Consiglio federale ha
stabilito che sono esentati dal pagamento del contributo "gli
assicurati che vivono in comunione domestica con una o più persone, con le
quali hanno un rapporto attinente al diritto di famiglia".

 

La regolamentazione valida nell'assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni prevede un contributo massimo di fr. 10 per
le persone sposate o sole con obblighi di mantenimento o d'assistenza (art. 27
cpv. 1 lett. b OAINF), e che non vi è alcuna trattenuta se delle persone
sposate o sole devono provvedere a persone minorenni o in formazione (art. 27
cpv. 2 OAINF).

 

Secondo il Messaggio del CF sulla LAMal, che a
proposito dell'art. 64 cpv. 5 LAMal ripropone il senso che il Parlamento ha
voluto accordare all'articolo in questione, il CF stesso avrebbe dovuto basarsi
sulla regolamentazione valida nell'assicurazione infortuni per fissare i
contributi ai costi di degenza ospedaliera secondo gli oneri familiari. In
realtà poi il CF nella norma specifica di applicazione (art. 104 cpv. 2 lett. a
OAMal) ha introdotto un'ulteriore condizione non voluta dal legislatore, e cioè
che per beneficiare dell'esenzione si debba vivere in comunione domestica con
una persona con la quale si ha un rapporto attinente al diritto di famiglia.

 

Visto quanto sopra ritengo che l'ulteriore
condizione posta della comunione domestica vada oltre il limite della delega
previsto nella LAMal, e dunque l'art. 104 cpv. 2 lett. a OAMal sia da
considerare non conforme alla legge. Mi sembra pertanto maggiormente consono
allo spirito della legge prevedere che non ci sia una trattenuta pure nel caso
di persone sole che devono provvedere a persone minorenni o in formazione.
Anche l'autore da voi citato giunge a proposito alle stesse conclusioni: "Art. 104 Abs. 2 lit. a KW schränkt den Begriff der Familie nach Art.
64 Abs. 5 KVG auf die Familie mit gemeinsamem Haushalt ein. Mit der Belastung
der Familie gemäss Art. 64 Abs. 5 KVG sind indes nicht bloss die in einer
Familiengemeinschaft anfallenden Kosten für Unterkunft, Verpflegung und andere
Lebenshaltungskosten gemeint. Art. 104 Abs. 2 lit. a KW benachteiligt die
Alleinstehenden, die das Kriterium des gemeinsamen Haushaltes zwar nicht
erfüllen, aber familienrechtliche Unterhalts‑ oder Unterstützungspflichten
zu tragen haben. " (G. Eugster,
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Soziale Sicherheit: Krankenversicherung, Rz. 854)." (doc. _)

 

                                         Con
decisione su opposizione del 27 ottobre 2000 la __________ ha confermato la
propria decisione.

 

                                1.5   Con
tempestivo ricorso 27 novembre 2000 __________, rappresentato dal __________,
ha chiesto al TCA di annullare la decisione su opposizione impugnata e di far
ordine alla __________ di restituire l'importo di fr. 2'160 versati a titolo di
contributo ai costi di degenza ospedaliera (I). Le motivazioni addotte verranno
esposte in sede di esame del merito del gravame se rilevanti per il suo esito.

 

                                1.6   Con risposta
di causa 20 dicembre 2000 la __________ ha proposto al TCA di respingere il
ricorso, per i seguenti motivi

 

" 
Il rappresentante legale del ricorrente indica
al punto 4 del ricorso che l'applicazione dell'art. 104 OAMal non sarebbe
conforme alla legge nell'ottica dell'art. 64 LAMal. La __________ contesta tale
affermazione esplicitamente. L'art. 64 cpv. 5 LAMal riconosce al Consiglio
federale la competenza di stabilire l'ammontare del contributo ai costi di
degenza ospedaliera, graduato secondo gli oneri familiari. Precisamente a tale
competenza corrisponde l'art. 104 OAMal. Questo si fonda da una parte sulle
relazioni di diritto familiare e, d'altra parte, sulla comunione domestica.
Dopo il divorzio dei genitori la famiglia non è più unita e ne risultano due
economie domestiche separate. A nostro avviso, ciò non libera il coniuge che
vive solo, separato o divorziato (a prescindere dagli eventuali doveri di
sostentamento) dall'obbligo di corrispondere il contributo. Né dalla legge né
dagli aspetti materiali si evince che ciò non corrisponda alla volontà del
legislatore. Non si parla mai di parità dei coniugi divorziati in tale ambito.
L'applicazione per analogia dell'art. 27 OAINF in tale contesto, come vorrebbe
il rappresentante legale del ricorrente, è impropria. Per il resto rimandiamo a
quanto esposto nella decisione formale del 12 settembre 2000 e nella decisione
su opposizione del 27 ottobre 2000." (III)

 

                                         In data
16 gennaio 2001 il ricorrente ha ribadito la propria presa di posizione.

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto del
contendere è l'obbligo del ricorrente di pagare alla __________, a seguito di due
degenze ospedaliere, la partecipazione ai costi, di fr. 10 giornalieri, per un
importo complessivo di fr. 2'160 rispettivamente la restituzione di questo
importo all'interessato.

 

                                         L'art. 24
LAMal prevede che l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie
assume i costi delle prestazioni definite negli art. 25-31, secondo le
condizioni di cui agli articoli 32-34.

 

                                         Per
l'art. 25 cpv. 2 lett. a LAMal queste prestazioni comprendono gli esami, le
terapie e le cure dispensate ambulatoriamente, al domicilio del paziente, in
ospedale, parzialmente in ospedale o in casa di cura, dal medico, dal
chiropratico o da persone che effettuano prestazioni prevista prescrizione o
indicazione medica.

 

                                         L'articolo
64 LAMal disciplina la partecipazione ai costi degli assicurati. Essa comprende
secondo il capoverso 2 un importo fisso per anno (franchigia; lett. a) e il 10%
dei costi eccedenti la franchigia (aliquota percentuale, lett. b).

 

                                         Il
capoverso 5 precisa che gli assicurati pagano un contributo ai costi di degenza
ospedaliera graduato secondo gli oneri familiari. Il Consiglio federale ne
stabilisce l'ammontare.

 

                                         L'esecutivo
federale ha concretizzato questa delega promulgando l'art. 104 OAMal, secondo
cui 

 

 

" 
1 Il
contributo giornaliero ai costi di degenza ospedaliera previsto nell’articolo
64 capoverso 5 della legge ammonta a 10 franchi.

 

2 Sono
esentati dal pagamento di questo contributo:

a. 

gli assicurati che vivono in comunione domestica
con una o più persone, con le quali hanno un rapporto attinente al diritto di
famiglia;

 

b. 

le donne, per le
prestazioni di maternità".

                                         

                                2.2   Il
ricorrente contesta la conformità alla legge dell'art. 104 cpv. 2 lett. a
OAMal, in quanto il presupposto supplementare dell'esistenza di una comunione
domestica, introdotto dal Consiglio federale, non rispetterebbe i limiti posti
dalla delega di cui all'art. 64 cpv. 5 LAMal. A sostegno della propria tesi il
patrocinatore dell'interessato rinvia al messaggio del Consiglio federale sulla
LAMal, che a sua volta fa riferimento alle disposizioni analoghe previste dalla
LAINF.

 

                                         In caso
di esame della legalità di un'ordinanza ai tribunali spetta stabilire in che
modo le relative disposizioni vanno inter­pretate e se sono conformi alla legge
(DTF 114 V 184/5, 303 consid. 4a e le sentenze ivi citate).

                                         Secondo
la giurisprudenza federale (DTF 117 V 180 consid. 3 a) i tribunali limitano
l'esame di ordinanze fondate su una delega legislativa alla verifica se le
disposizioni contestate esulano evidentemente dal quadro delle competenze delegate
dalla legge, oppure se per altri motivi esse risultano contrarie alla legge e
alla Costitu­zione. Nella misura in cui il contenuto dell'Ordinanza è coperto
dalla delega, non è ammissibile esaminarla, in virtù degli art. 113 cpv. 3 e
114bis cpv. 3 vCost. (art. 49 Cost; SVR 1995 AHV no. 58 p. 169). Tuttavia il
giudice non deve porre il proprio giudi­zio discrezionale al posto di quello
del Consiglio federale, né deve giudicare sull'opportunità.

                                         Un'ordinanza
viola l'art. 8 Cost. se non si fonda su motivi seri, quando non ha senso né
scopo, oppure quando formula distinzioni giuri­diche per le quali non é dato un
motivo razionale rispettivamente trala­scia di distinguere là dove una
distinzione é giustificata (DTF 116 V 58 consid. 3b, 114 V 184 consid. 2b, 303
consid. 4a, 112 V 178 consid. 4c, 111 V 284 consid. 5a, 395 consid. 4a, 110 V
256 consid. 4a e 328 consid. 2d).

                                         In caso
di delega il Consiglio federale ed il Dipar­timento dispongono di un'ampia
libertà di apprezzamento: in questi casi - secondo la giurisprudenza federale -
l'intervento del giudice deve limitarsi a valutare se é stato violato il divieto
dell'ar­bitrio (DTF 117 V 181 consid. 3b, 105 V 27 consid. 3b, RCC 1990 pag.
102 consid. 2b).

                                         Secondo
la giurisprudenza é dato arbitrio quando il Consi­glio federale (o il
Dipartimento) non riconosce prestazioni sulla base di distinzioni non
giustificate oppure secondo altri criteri insostenibili, non fondati su cause
oggettive e serie (DTF 105 V 27 consid. 3b). In caso di arbitrio nulla si
oppone all'intervento positivo del giudice, il quale é tenuto ad agire in
conformità con il diritto costituzionale e processuale (DTF 117 V 183 consid.
3c).

 

                                2.3   Nel caso in
esame l'art. 64 cpv. 5 LAMal prevede, nella prima frase, la graduazione del
contributo ai costi di degenza ospedaliera secondo gli "oneri
familiari", senza precisare cosa si intende con questo concetto. Nella
seconda frase la legge attribuisce al Consiglio federale la competenza di
stabilire l'ammontare di questo contributo.

                                         Il TCA
annota che il Parlamento federale non ha specificato, all'art. 64 cpv. 5 LAMal,
il concetto di oneri famigliari.

 

                                         Per
costante giurisprudenza federale la legge va interpretata in primo luogo in
base suo testo letterale (DTF 123 V 317, DTF 121 V 60; DTF 119 V 429 consid.
5a; DTF 112 V 168, DTF 108 V 240). Se il testo non é perfettamente chiaro
oppure se sono possibili più interpretazioni conviene ricercare quale sia la
vera portata della norma, prendendo in considerazione tutti gli elementi
d'interpretazione, in particolare lo scopo della disposizione, il suo spirito,
nonché i valori su cui essa prende fondamento. Pure di rilievo é il senso che
essa assume nel suo contesto (DTF 119 V 429 consid. 5a; DTF 118 Ib 191 consid.
5; DTF 117 V 109; Pratique VSI 1993 pag. 3 consid. 3 e rif. ivi citati; DTF 116
II 415 consid. 5b, 527 consid. 2b e 578 consid. 2b; DTF 111 V 127 consid. 3b;
DTF 110 V 122 consid. 2d; DTF 107 V 215 consid. 2b).

 

                                         D'altra
parte, secondo la giurisprudenza, si può derogare eccezionalmente dal senso letterale
di un testo chiaro soltanto qualora conduca a soluzioni manifestamente
insostenibili, contrarie alla volontà del legislatore. Devono cioè esistere
delle ragioni obbiettive, ad esempio deducibili dai lavori preparatori, dallo
scopo e dal senso della disposizione oppure dalla sistematica della legge, che
permettono di concludere che il testo di legge non esprime il vero senso della
disposizione in oggetto (STFA del 6 luglio 1998 nella causa E.G.; DTF 123 V
317; DTF 123 III 91 consid. 3a, DTF 122 III 325 consid. 7a, 474 consid. 5a, DTF
122 V 364 consid. 4a, DTF 121 III 224 consid. 1d/aa, 412 consid. 4b, 465
consid. 4a/bb, DTF 121 V 24, DTF 121 V 61, DTF 121 V 127 consid. 2c, DTF 120 V
102 consid. 4b; 324 consid. 5a; 338 consid. 5a, 525 consid. 3a; SVR 1996 EL N.
19 pag. 55 consid. 4a; DTF 119 V 429 consid. 5a; DTF 119 V 60; DTF 118 Ib 452;
Pratique VSI 1993, pag. 133; Pratique VSI 1993 pag. 263; RAMI 1993 pag. 132;
DTF 117 V 109; DTF 117 V 45; DTF 117 V 5; DTF 112 V 168; DTF 108 V 240 consid.
4b. Vedi pure: Imboden/Rhinow/ Krähenmann, Schweizerische
Verwaltungsrechtsprechung, Band 1, pag. 137 seg., Nr. 21 B IV).

                                         L'interpretazione
letterale deve dunque condurre a dei risultati manifestamente insostenibili (zu
offensichtlich unhaltbaren Ergebnissen), che contraddirebbero la vera
intenzione del legislatore (DTF 109 V 62 consid. 4; DTF 107 V 216 consid. 3b;
DTF 105 V 44; RAMI 1984 N. K 593, pag. 228 consid. 2b).

 

                                         Quando
una disposizione legale non è chiara o allorché si presta a diverse
contraddittorie interpretazioni, i lavori preparatori possono costituire un
valido aiuto per individuare il senso della norma ed evitare così
interpretazioni scorrette. Quando tali documenti non forniscono una risposta
chiara, essi non sono invece utili come aiuto per l'interpretazione. In
particolare trovandosi confrontati con delle leggi relativamente recenti la
volontà del legislatore che le ha adottate non può essere ignorata. Se però
questa volontà non ha trovato riscontro nel testo di legge, essa non è decisiva
per l'interpretazione. In particolare, se durante le discussioni legislative è
stata espressamente rifiutata una proposta di completare la legge nel senso di
quella che rappresenta ora una possibilità di interpretazione, tale
interpretazione non può essere presa in considerazione (cfr. DTF 123 V 301, DTF
123 V 318; DTF 115 V 349 consid. 1c con riferimento alla giurisprudenza e alla
dottrina. Vedi pure DTF 122 III 325 consid. 7a, 474 consid. 5a, 120 II 247
consid. 3e, 117 II 526 consid. 1d, 116 Ia 368 consid. 5c, 116 II 415 consid. 5b
e 527 f consid. 2b).

 

                                         L’interpretazione
dev’essere inoltre conforme alla Costituzione (Häfelin/Haller, Schweizerisches
Bundesstaatsrecht, Zurigo 1988, p. 39). Nell’ambito del diritto amministrativo
questo tipo di interpretazione entra in linea di conto quando gli altri metodi
riconosciuti conducono a risultati diversi tra loro. In tal caso dev’essere
scelto il risultato più conforme alla Costituzione (Häfelin/Müller, Grundriss
des Allgemeinen Verwaltungsrechts, Zurigo 1990, N 189).

 

                                2.4   Il testo
dell'art. 64 cpv. 5 LAMal non dettaglia il concetto di graduazione e non ne
specifica i criteri se non genericamente con l'indicazione degli "oneri
familiari". Occorre quindi procedere all'esame dei lavori preparatori
della legge per verificare la reale volontà del legislatore. Nel messaggio del
Consiglio federale concernente la revisione dell'assicurazione malattia del 6
novembre 1991 viene preliminarmente precisato che "il sistema di
partecipazione ai costi ricalca grosso modo quello vigente" (p. 100).

                                         Per quel
che concerne in particolare il principio dell'addebito, a carico
dell'assicurato, di un contributo ai costi di degenza e delle modalità con cui
porlo in atto, l'Esecutivo federale ha precisato che 

 

"  ai
sensi del diritto attuale, i costi per la pensione in ospedale non fanno parte
delle prestazioni minime legali dell'assicurazione delle cure medico‑sanitarie.

Questi costi sono spesso fatturati sotto forma di
somma forfettaria speciale nelle convenzioni tariffali (spese di pensione o di
vitto e alloggio); le casse ma­lati sono libere d'includere questo importo
forfettario nell'assicurazione di base o di rimborsarla mediante
un'assicurazione complementare. Il presente disegno di legge non fa più
distinzione tra le prestazioni mediche e gli altri costi che sono assunti in
caso d'ospedalizzazione. Gli assicuratori devono quindi assu­mere una
determinata percentuale dei costi d'esercizio dell'ospedale (art. 42). 

Tuttavia, il principio secondo cui gli assicurati
devono pure versare un contri­buto ai costi di pensione in ospedale non deve
essere completamente abbando­nato. Esso vige anche nell'assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni (art. 17 cpv. 2 LAINF e art. 27 cpv. 2
OAINF). Basandoci su questa regolamenta­zione abbiamo previsto che la contribuzione
ai costi di pensione dovrà essere fissata dal Consiglio federale e
ripartita in funzione degli oneri familiari."

 

                                         Nel
messaggio in lingua tedesca quest'ultima frase è stata così espressa

 

" 
In Anlehung an jene Regelung ist auch hier vorgesehen,
dass der Beitrag an die Aufenthaltskosten durch den Bundesrat festzulegen
und nach Familienlasten abzustufen ist" (p. 104)

 

                                         (la
sottolineatura è del redattore).

 

                                         Secondo
questa Corte il testo del messaggio conferma il tenore letterale dell'art. 64
cpv. 5 LAMal, esprimendo in modo chiaro la volontà del legislatore, che ha
inteso mantenere il principio del contributo giornaliero alla degenza
ospedaliera anche in ambito LAMal, prendendo espressamente a modello quanto
stabilito nella LAINF circa la trattenuta sull'indennità giornaliera di un
importo per le spese di sostentamento in caso di degenza.

                                         

                                         L'art. 17
cpv. 2 LAINF, il cui contenuto è sostanzialmente simile a quello dell'art. 64
cpv. 5 LAMal e a cui il legilsatore fa espresso riferimento in relazione
all'art. 64 cpv. 5 LAMal, è formulato come segue:

 

 

" 
In caso di ricovero in uno stabilimento di cura,
sull’indennità giornaliera è effettuata una trattenuta per le spese di
sostentamento coperte dall’assicurazione. Il Consiglio federale ne fissa
l’importo; esso tiene conto degli obblighi di sostentamento dell’assicurato e
può sopprimere la trattenuta per gli assicurati con notevoli oneri
familiari" 

 

                                         Sulla
base della delega concessagli dal legislatore l'Esecutivo, ha fissato
unicamente l'ammontare del contributo, tenuto conto degli oneri familiari, come
segue (art. 27 cpv. 2 OAINF):

 

" 
La trattenuta sull’indennità giornaliera per le
spese di sostentamento negli stabilimenti di cura ammonta al:

a. 

20 per cento dell’indennità giornaliera, ma al
massimo 20 franchi per le persone sole senza obblighi di mantenimento o
d’assistenza;

b. 

10 per cento dell’indennità giornaliera, ma al
massimo 10 franchi, per le persone sposate e per quelle sole con obblighi di
mantenimento o d’assistenza, con riserva del capoverso 2.

2 Non v’è
alcuna trattenuta ove persone sposate o sole devono provvedere a persone
minorenni o in corso di formazione."

 

                                         In
materia LAINF l'Ordinanza federale si limita dunque a stabilire l'ammontare del
contributo, tenendo conto dei criteri fissati esaustivamente dalla legge e
meglio dell'esistenza o meno e della misura degli oneri familiari (cfr. in
proposito Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p.
343), senza subordinare l'addebito del contributo ad altre condizioni.

 

                                         Il tenore
di queste disposizioni conferma che il legislatore, rinviando al modello LAINF,
ha inteso sostanzialmente  assegnare al Consiglio federale unicamente la
competenza di stabilire l'ammontare del contributo, cui ha aggiunto l'obbligo
di fissare la ripartizione in funzione degli oneri familiari (cfr.
Messaggio del Consiglio Federal del 6 novembre 1991 succitato).

 

                                         Non vi è
inoltre alcun motivo per scostarsi, in ambito LAMal, dalla soluzione scelta in
ambito LAINF e voluta espressamente dal legislatore nel messaggio, anche per il
parallelismo esistente tra l'istituto regolato in ambito LAINF e quello in
ambito LAMal, sostanzialmente identici. In effetti sia nell'uno che nell'altro
ambito ci si riferisce alla necessità di degenza ospedaliera e all'opportunità
in tal caso di far sopportare alla parte interessata una parte dei costi per il
vitto. Visto il medesimo scopo perseguito dalla norma LAINF e da quella LAMal
non è ravvisabile alcun motivo per trattare diversamente coloro che necessitano
di una degenza e devono sopportare oneri familiari. 

 

                                2.5   Dev'essere
ancora ricordato che l'addebito di un  contributo ospedaliero è giustificato
dal fatto che l'assicurato, tramite l'ospedalizzazione, risparmia dei costi. In
effetti, come rammenta Maurer, egli avrebbe dovuto far fronte al proprio
mantenimento anche se   non si fosse ammalato (Das neue Krankenversiche-
rungsrecht, Basilea e Francoforte 1996, p. 150) riservata comunque la
graduazione dell'addebito agli oneri famigliari.

                                         Maurer
precisa, in materia LAINF, che scopo della disposizione è la protezione della
famiglia (cfr. Unfallversicherungsrecht, p. 343). Visto l' uguale spirito della
normativa in materia LAMal e LAINF, lo stesso principio deve valere in materia
di assicurazione malattia federale (cfr. consid. prec).

 

                                         Eugster
(Krankenversicherungsrecht, p. 189 e 190 n. 354 nota a pié di pagina 854) dal
canto suo precisa che l'art. 64 cpv. 5 LAMal vuole tener conto del carico
finanziario della comunione matrimoniale e dei figli minorenni o in formazione
sottolineando che 

 

" 
Familie kann in einem weiteren oder engeren
Sinne verstanden werden (BGE 121 V 18; zu den verschiedenen Bedeutungen s.a.
Mahon in Kommentar BV, Art. 34 quinquies, Rz. 35 ff.). Art. 104 Abs. 2 lit. a
KVV schränkt den Begriff der Familie nach Art. 64 Abs. 5 KVG auf die Familie
mit gemeinsamem Haushalt ein. Mit der Belastung der Familie gemäss Art. 64 Abs.
5 KVG sind indes nicht bloss die in einer Familiengemeinschaft anfallenden
Kosten für Unterkunft, Verpflegung und andere Lebenshaltungskosten gemeint.
Art. 104 Abs. 2 lit. a KVV benachteiligt die Alleinstehenden, die das Kriterium
des gemeinsamen Haushaltes zwar nicht erfüllen, aber familienrechtliche
Unterhalts- oder Unterstützungspflichten zu tragen haben."

 

                                         In
effetti in virtù delle disposizioni del diritto di famiglia, gli oneri
familiari possono sussistere anche al di fuori della comunione domestica e
meglio in caso di separazione o divorzio. Nel primo caso infatti vi sono legami
di famiglia con moglie e figli e nel secondo con i figli nei cui confronti il
coniuge rispettivamente ha obblighi di mantenimento (cfr. art. 276 CCS)

 

                                         Esentare
dall'obbligo di contribuzione solo quegli assicurati che convivono con coniuge
e figlio significherebbe pertanto creare una chiara disuguglianza di
trattamento non fondata da motivi giustificati e privilegiare le famiglie
ancora unite, che, di regola, devono sopportare meno spese delle famiglie
divise, in quanto dispongono di una sola economia domestica. 

                                                                                

                                2.6   Alla luce
del testo di legge e della volontà del legislatore espressa nel messaggio che
concorda con il tenore letterale, dello scopo perseguito dall'art. 64 cpv. 5
LAMal e, infine, del parere della dottrina sulla questione, questa Corte
ritiene che la disposizione emanata dall'Esecutivo federale non rispetti i
limiti posti nella delega legislativa.

 

                                         In
effetti la legge autorizza il Consiglio federale unicamente a stabilire
l'ammontare del contributo alle spese di degenza ripartito in funzione degli
oneri famigliari che non necessariamente vengono meno in caso di mancata
convivenza tra i familiari, come rilevato. La graduazione di questi importi è
imposta dal legislatore stesso. Non esiste invece indizio alcuno secondo cui il
legislatore avrebbe delegato all'Esecutivo anche la facoltà di introdurre
condizioni supplementari discriminanti a seconda della particolare circostanza
fattuale o giuridica nella quale l'obbligato deve far fronte all'onere
famigliare (e quindi se esistente in costanza di comunione domestica o meno),
alfine di esentare il versamento della partecipazione ai costi ospedalieri.
Oltre a quella dell'onere familiare il legislatore non ha posto ulteriori
condizioni o limiti, come invece ha fatto il CF imponendo la convivenza
all'art. 104 cpv. 2 lett. a OAMal. Ciò emerge in modo chiaro anche dall'esame
della parallela normativa contenuta nella LAINF, secondo cui il Consiglio
federale ha graduato il contributo in relazione all'assenza, alla presenza e
alla misura degli oneri familiari, attenendosi alla delega legislativa (consid.
2.4).

 

                                         Visto
quanto sopra, non potendo dipendere il pagamento del contributo alle spese di
degenza, oltre che dall'esistenza di oneri familiari, anche dalla sussistenza
di comunione domestica, la decisione della __________ risulta infondata l'art.
104 cpv. 2 lett. a OAMal non rispettando la delega della legge. La Cassa  non
era pertanto autorizzata ad addebitare l'importo di fr. 2'160 a questo titolo.
Secondo la sentenza di divorzio agli atti il ricorrente è infatti obbligato a
versare contributi alimentari ai __________ figli.

 

In quanto
percepito a torto, l'importo dev'essere pertanto restituito al ricorrente, come
chiesto nell'opposizione e nel ricorso dall'assicurato.

 

Visto l'esito
della procedura è giustificato assegnare al ricorrente fr. 1'500 a titolo di
spese ripetibili.

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto.

                                    §   La
decisione su opposizione è annullata.

                                 §§   __________
ha diritto alla restituzione di fr. 2'160 versati a torto alla __________ a
titolo di contributo ai costi di degenza ospedaliera.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         La
__________ verserà a __________ fr. 1'500 a titolo di ripetibili.

                                      

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti