# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cf5d843e-36e5-589c-b25b-66eb745ac381
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-05-28
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 28.05.2020 R 2019 11
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2019-11_2020-05-28.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

R 19 11

5a Camera  

Presidenza Racioppi
Giudici Meisser, Audétat 
Attuario Paganini

SENTENZA
del 28 maggio 2020

nella vertenza di diritto amministrativo 

A._____,
rappresentata dall'avvocato lic. iur. Roberto A. Keller,

ricorrente

contro 

Comune di X._____,
rappresentato dall'avvocato lic. iur. Andrea Toschini,

convenuto

e

Ufficio per lo sviluppo del territorio dei Grigioni,
convocato

concernente domanda di costruzione

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Fattispecie:

1. Il 21 settembre 2018 A._____ ha presentato una domanda di costruzione 

al Comune di X._____ per l'edificazione di una casa monofamiliare sul 

fondo n. 761 di proprietà della Comunione ereditaria fu B._____. Una volta 

in possesso della licenza edilizia, la costruttrice intende lottizzare la parte 

(a sud) del fondo n. 761 su cui sorgerà la sua casa. 

2. Con decisione 21 novembre 2018 il Comune ha comunicato a A._____ di 

non poter dar seguito alla domanda di costruzione così come presentata, 

adducendo innanzitutto che la particella in oggetto non sarebbe provvista 

di un accesso carrozzabile. Secondo il progetto l'accesso sarebbe previsto 

su proprietà privata. L'accesso alla particella sarebbe (invece) da intendersi 

sulla strada comunale "Via C._____". Inoltre, l'allacciamento alla rete 

comunale delle canalizzazioni (acque nere) sarebbe realizzato su proprietà 

privata. Le acque verrebbero convogliate su un collettore pure privato. 

Senza i rispettivi accordi, questa situazione non potrebbe essere 

considerata. L'inserimento così come presentato per una prima 

edificazione non rispecchierebbe i parametri e le disposizioni della LPTC. 

L'edificazione dovrebbe essere realizzata a nord/ovest del mappale 761.

Il Comune ha quindi invitato A._____ a voler inoltrare un nuovo progetto 

tenendo conto di queste considerazioni. 

3. Avverso questa decisione, il 21 gennaio 2019 A._____ (qui di seguito: 

ricorrente) ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone dei 

Grigioni. In via principale, ella chiedeva che in annullamento della decisione 

impugnata gli atti siano ritornati al Comune, affinché dopo pubblicazione e 

esame della domanda di costruzione 21 settembre 2019 le rilasci la licenza 

edilizia. In via eventuale, ella chiedeva che in annullamento della decisione 

impugnata le venga rilasciata la licenza edilizia così come alla domanda di 

costruzione 21 settembre 2018. La ricorrente sosteneva, in sintesi, che il 

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Comune non avrebbe potuto limitarsi a respingere in termini così 

superficiali la domanda di costruzione, ma avrebbe dovuto tematizzare con 

più diligenza l'incarto, poiché la domanda di costruzione sarebbe stata 

presentata in rispetto delle norme edilizie.

4. Nella risposta del 6 marzo 2019 il Comune di X._____ (qui di seguito: 

convenuto) ha chiesto il rigetto del ricorso. 

5. Anche l'Ufficio per lo sviluppo del territorio dei Grigioni (UST; qui di seguito: 

convocato) nella presa di posizione del 2 maggio 2019 ha postulato il rigetto 

del ricorso. 

6. Nel secondo scambio di scritti le parti mantenevano invariati i loro petiti. 

Considerando in diritto:

1.1. La competenza del Tribunale amministrativo per giudicare il ricorso 

pervenuto il 21 gennaio 2019 contro la decisione del 21 novembre 2018 

(notificata lo stesso giorno e ricevuta il 22 novembre 2018) è data 

dall'art. 49 cpv. 1 lett. a della legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 

370.100). Il ricorso è tempestivo e risponde alle condizioni di forma (cfr. art. 

52 cpv. 1 e art. 38 LGA). 

1.2. Incerta è invece la natura della decisione impugnata e la legittimazione 

della ricorrente. Nella risposta del 6 marzo 2019 il convenuto sostiene di 

aver deciso ai sensi dell'art. 44 dell'Ordinanza sulla pianificazione 

territoriale del Cantone dei Grigioni (OPTC; CSC 801.110).

Giusta l'art. 44 OPTC l'autorità edilizia comunale esamina senza indugio le 

domande di costruzione e le domande EFZ inoltrate riguardo alla loro 

completezza e le sottopone ad un esame materiale preliminare. Al 

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contempo viene controllato se le modine sono posate in maniera corretta 

(cpv. 1). Se la domanda è incompleta o presenta evidenti difetti materiali, 

l'autorità edilizia comunale, rispettivamente il Servizio, assegna ai 

richiedenti, entro 20 giorni dal recapito, un termine adeguato per 

completare o migliorare la domanda di costruzione (cpv. 2). Se la domanda 

non viene completata o migliorata entro il termine fissato, essa viene 

considerata ritirata (cpv. 3). 

Una decisione sull'esame provvisorio costituisce un decreto procedurale, 

che come tale è impugnabile se adempiti i requisiti di cui all'art. 49 cpv. 4 

OPTC (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo R 14 82 del 16 dicembre 

2014 consid. 5). 

1.3. Nella decisione impugnata il convenuto non ha assegnato un termine alla 

ricorrente per completare e migliorare la domanda, bensì l'ha invitata a 

rielaborare e inoltrare un nuovo progetto. Sebbene priva del rimedio legale 

e sebbene il convenuto non ritenga necessario l'avvio di una nuova 

procedura, la decisione impugnata presenta le caratteristiche di una 

decisione di rigetto e non di un sollecito di miglioramento ai sensi dell'art. 44 

cpv. 2 OPTC. Pertanto, la legittimazione a ricorrere della ricorrente è data 

dal pacifico adempimento dei presupposti generali secondo l'art. 50 LGA, 

essendo questa destinataria della decisione negativa impugnata. Si entra 

dunque nel merito del ricorso. 

1.4. Seppur richiesto dalle parti, il Tribunale non ritiene di dover indire un 

sopralluogo per poter decidere sulla causa. 

2. Controversa è la progettata urbanizzazione della particella di costruzione.

2.1. La ricorrente sostiene che, per mezzo dell'apposito prolungamento, il fondo 

in questione sarebbe stato predisposto per avere uno sbocco diretto sulla 

strada comunale (Via Nuova) con cui confina, la quale sarebbe la naturale 

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continuazione della particella stradale n. 120 che serve pure le abitazioni 

della particella n. 131, la stalla sulla particella n. 130 e il nuovo edificio che 

sorgerà sulla particella n. 1148. L'accesso veicolare previsto non 

toccherebbe sedimi privati, ma si inserirebbe direttamente sulla pubblica 

strada. Inoltre, i proprietari della particella di costruzione n. 761 già 

disporrebbero di un diritto (servitù) di allacciamento alle condotte per le 

acque luride e chiare previsto sul contiguo fondo n. 131. Inoltre, nel 

contesto dell'edificazione del fondo n. 131 il convenuto avrebbe dato 

l'accesso attraverso la carrale n. 120 (Via Nuova). Questa, stando alle 

assicurazioni del Municipio, servirebbe proprio all'accesso al fondo di 

costruzione n. 761 e sarebbe interamente di proprietà pubblica. La 

ricorrente vorrebbe soltanto poter usufruire degli stessi diritti che hanno 

avuto i proprietari limitrofi delle particelle n. 131 e 1148 (e a ben vedere 

anche della n. 130 [n.d.Tribunale]) che sono collegate attraverso quella che 

era la carrale ora chiamata Via Nuova. La procedura fuori zona non 

sarebbe infine rilevante, siccome l'accesso a cui intende far capo la 

ricorrente sarebbe preesistente e pertanto non si vorrebbe creare nulla di 

nuovo.

2.2.1. Giusta l'art. 22 cpv. 2 della legge federale sulla pianificazione del territorio 

(LPT; RS 700) l’autorizzazione edilizia è rilasciata solo se gli edifici o gli 

impianti sono conformi alla funzione prevista per la zona d’utilizzazione 

(lett. a) e il fondo è urbanizzato (lett. b). Un fondo è urbanizzato se, ai fini 

della prevista utilizzazione, vi è accesso sufficiente e le necessarie 

condotte d’acqua, d’energia e d’evacuazione dei liquami arrivano così 

vicine da rendere possibile un raccordo senza dispendio rilevante (art. 19 

cpv. 1 LPT). L’ente pubblico urbanizza le zone edificabili entro i termini 

previsti dal programma di urbanizzazione; se necessario, può scaglionare 

l’urbanizzazione. Il diritto cantonale disciplina i contributi dei proprietari 

fondiari (art. 19 cpv. 2 LPT). Se l’ente pubblico non urbanizza le zone 

edificabili nei termini previsti, deve permettere ai proprietari fondiari di 

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provvedere da sé all’urbanizzazione dei fondi secondo i piani approvati 

dall’ente pubblico oppure di anticipare le spese d’urbanizzazione giusta il 

diritto cantonale (art. 19 cpv. 3 LPT). L'art. 72 della Legge sulla 

pianificazione territoriale del Cantone dei Grigioni (LPTC; CSC 801.100) 

precisa che nuovi edifici, trasformazioni ed ampliamenti sostanziali 

vengono autorizzati unicamente nella misura in cui il fondo è edificabile 

(cpv. 1). Un fondo è considerato edificabile se per la sua forma e grandezza 

consente un'edificazione conforme alla zona e allo scopo; se il fondo è 

urbanizzato conformemente alle prescrizioni per l'utilizzazione prevista 

oppure se l'urbanizzazione viene realizzata entro l'ultimazione del progetto 

di costruzione (cpv. 2; cfr. anche art. 6.1 Legge edilizia [LE] del convenuto). 

2.2.2. I comuni pianificano nell'ambito delle loro competenze l'urbanizzazione di 

base, generale e particolare del loro territorio. L'urbanizzazione di base 

comprende la fornitura di un più vasto territorio contiguo con impianti di 

ordine superiore come strade principali, linee ferroviarie, centrali idriche e 

elettriche, ecc. Con urbanizzazione generale si intende la fornitura di un 

territorio da sovraedificare con i rami principali degli impianti di 

urbanizzazione, segnatamente condutture per l'approvvigionamento idrico, 

energetico e per le acque di scarico, nonché strade e sentieri che servono 

direttamente il territorio da urbanizzare. Essi collegano gli impianti 

dell'urbanizzazione di base con quelli dell'urbanizzazione particolare. 

L'urbanizzazione particolare comprende l'allacciamento dei singoli fondi ai 

rami principali degli impianti di urbanizzazione, incluse le strade di quartiere 

pubbliche e le condutture pubbliche (cfr. art. 58 cpv. 4 LPTC). Da 

distinguere dall'urbanizzazione particolare sono le strade e le condotte che 

collegano i singoli fondi agli impianti di urbanizzazione particolare 

(cosiddetti allacciamenti e accessi domestici; cfr. FRITZSCHE/BÖSCH/ 

WIPF/KUNZ: Zürcher Planungs- und Baurecht, 6a ed., 2019, pag. 208). 

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Nella valutazione dell'urbanizzazione all'autorità edilizia comunale spetta 

un grosso margine discrezionale (cfr. DTF 136 III 130 consid. 3.3.2; PTA 

2016 n. 18 consid. 3b). 

2.3. Il ricorrente sostiene che il fondo di costruzione è stato propriamente 

predisposto per avere uno sbocco diretto sulla strada comunale con cui 

confina direttamente. Questo in base ai piani catastali corrisponde al vero. 

Corretto è inoltre il fatto che secondo la licenza edilizia per l'edificazione 

del fondo n. 131 del 19 aprile 2007 l'accesso alla parte sud del fondo n. 131 

è stato allora assicurato dalla Via Nuova (fondo comunale n. 120) e che 

l'ultima tratta della Via Nuova, stando alla lettera del Municipio del 18 

ottobre 2012 (doc. 7 ricorrente), serve all'accesso ai fondi n. 761 e 761. 

Sennonché, innanzitutto, nella tratta in questione la particella stradale 

comunale n. 120, come accennato sopra, non è pavimentata. Anzi, questa 

tratta virtuale, figurante nei piani comunali, di fatto attraversa una parte 

della particella n. 4000 già edificata. A tal proposito va notato che il 

convenuto dovrebbe avere un interesse affinché la situazione di fatto 

coincida con i piani comunali. Esso ha però segnalato di voler aggiornare i 

piani catastali, prevedendo di mantenere la Via Nuova limitatamente alla 

stradina esistente fra le particelle n. 1148 e 131 e quindi solo fino al confine 

con la particella n. 130. Senza chinarsi sui motivi che hanno condotto a 

questa situazione, determinante per sapere in che punto debba avvenire 

l'urbanizzazione particolare per il fondo di costruzione n. 761 è 

principalmente il Piano generale d'urbanizzazione (PGU).

2.4. Il piano generale di urbanizzazione definisce nei tratti fondamentali gli 

impianti per il traffico, di approvvigionamento e di smaltimento per 

l'urbanizzazione delle zone edificabili e di altre zone di utilizzazione. Esso 

comprende almeno gli impianti dell'urbanizzazione di base e generale e 

può essere composto anche da impianti dell'urbanizzazione particolare 

(art. 45 cpv. 1 LPTC). Nella progettazione di impianti pianificati sono 

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ammesse piccole divergenze rispetto al piano generale delle strutture, per 

quanto siano preservate le direttive concettuali (art. 45 cpv. 4 LPTC). 

Nella procedura di rilascio della licenza edilizia gli impianti contenuti nel 

PGU sono considerati alla stregua di edifici e impianti conformi alla zona 

risp. al piano di utilizzazione (cfr. messaggio del Governo relativo alla 

revisione della LPTC, quaderno n. 3/2004-2005, pag. 322). 

2.5. Il PGU del convenuto (del 26 novembre 2000, approvato il 9 luglio 2002) 

prevede quale strada di quartiere la Via C._____ (anch'essa parte del fondo 

stradale comunale n. 120), che passa a nord del fondo di costruzione n. 

761, mentre la Via Nuova per intero non è indicata né come strada di 

quartiere esistente né come strada di quartiere pianificata. Non esiste 

pertanto un diritto a urbanizzare la particella di costruzione n. 761 

attraverso detta particella stradale non esistente come strada, tanto più che 

essa si trova fuori zona edificabile (per questo punto si veda sotto al consid. 

2.8). Apparentemente, originariamente la particella n. 761 era servita 

anche sul lato sud da una via campestre di proprietà del convenuto 

(particella n. 120). Questa via in seguito è stata parzialmente sopredificata, 

diventando una strada di quartiere (fino al confine con il fondo n. 130). 

Anche se la ricorrente ha segnalato di voler procedere alla parcellazione 

del fondo n. 761 una volta in possesso della licenza edilizia per 

l'edificazione della sua abitazione a sud della particella, va concluso che 

ella non ha diritto a un inserimento stradale a sud di detto fondo, dal 

momento che il PGU non lo prevede, che la particella stradale n. 120 figura 

soltanto ancora virtualmente nei piani catastali e che il convenuto, che in 

tale decisione dispone di un grande margine di apprezzamento, non 

intende realizzare un allacciamento stradale sulla particella n. 120 oltre il 

confine della particella n. 130. Questa decisione è tutelabile, siccome il 

fondo n. 761 può essere urbanizzato attraverso la Via C._____.

 

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2.6. Visto quanto sopra esposto, non occorre chiarire se la conformità 

dell'ultimo tratto della particella stradale n. 120 che fiancheggia la particella 

n. 130 attraversando la particella n. 4000, passando al confine con il 

prolungamento della particella di costruzione n. 761 e terminando al confine 

con la particella n. 762, se esistente come carrareccia, sarebbe adeguata 

al traffico risp. consentirebbe l'accesso veicolare al fondo n. 762.

2.7. Inoltre, da quanto risulta dai piani del progetto "canalizzazioni" e "terreno", 

l'urbanizzazione della casa progettata nella parte a sud della particella di 

costruzione n. 761, non è prevista allacciando questo fondo direttamente 

al fondo n. 120. Progettato è un collegamento con la strada (privata) eretta 

sulla particella n. 130 in altro territorio comunale (ATC) fuori zona 

edificabile. Quest'ultima è un prolungamento della strada comunale Via 

Nuova (particella n. 120 – anch'essa fuori zona edificabile) per servire la 

stalla sul fondo n. 130. Prima di congiungersi con l'appena citato 

prolungamento sulla particella n. 130, l'accesso progettato passa in parte 

sulla particella confinante n. 4000 (risp. prima della parcellazione: n. 131, 

pure di proprietà [per metà] del proprietario del fondo n. 130) in zona 

edificabile, attraversa il tratto della parcella stradale comunale n. 120 priva 

di una pavimentazione stradale e include infine una sezione di prato della 

particella vicina n. 130. 

2.7.1. Giusta l'art. 89 cpv. 3 seconda frase LPTC se il committente non è 

proprietario del terreno necessario per l'urbanizzazione, la licenza edilizia 

viene rilasciata soltanto se i necessari diritti per l'urbanizzazione del 

progetto di costruzione sono dimostrati nella domanda di costruzione.

2.7.2. Evidentemente, l'architetto ha scelto la soluzione sopra descritta anziché 

un inserimento stradale dalla particella n. 761 direttamente nella particella 

n. 120, poiché l'ultimo tratto della particella n. 120 non esiste come strada 

– nella tratta virtuale giusta i piani catastali di fatto si trovano i giardini delle 

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ultime due case a est risp. il parcheggio dell'ultima casa sulla particella n. 

4000. Ad ogni modo, per l'occupazione di queste superfici di terzi (tratta 

sulla particella n. 4000 e n. 130) la ricorrente non ha esibito alcun diritto, 

segnatamente nessuna servitù di passo carrabile. Anche per questo motivo 

l'urbanizzazione non è approvabile. 

2.7.3. Riguardo all'allacciamento alla canalizzazione, anch'esso previsto a sud 

della particella n. 761, va notato che nel PGU figura in effetti una condotta 

(progettata) che attraversa la particella n. 130. Tuttavia, stando alle 

indiscusse affermazione del convenuto, l'opera è stata realizzata 

privatamente. Lo stesso vale per la linea elettrica. Secondo l'estratto dal 

registro fondiario della particella n. 761, in favore di quest'ultimo sussiste 

soltanto un diritto di allacciamento alle condotte delle acque luride e chiare 

a carico del fondo n. 131 (cfr. doc. 3 ricorrente). Pertanto, l'inserimento 

nella condotta sul fondo n. 130 non è approvabile, siccome manca la prova 

di un diritto di allacciamento a carico di questo fondo (servitù di 

condotta/allacciamento). L'allacciamento alla canalizzazione per contro 

può essere effettuato a nord, siccome giusta il PGU la condotta sotto la Via 

C._____ giunge in prossimità del fondo n. 761. L'allacciamento 

all'acquedotto invece, progettato a nord della particella n. 761, non dà adito 

a osservazioni.

2.8. Ma la disapprovazione del convenuto sulla progettata urbanizzazione del 

fondo di costruzione n. 761 non è difendibile soltanto perché nella soluzione 

prevista non sono comprovati i diritti privati di allacciamento su fondi altrui 

e perché il convenuto, in modo tutelabile, nega un accesso a sud attraverso 

la particella n. 120, bensì anche perché non sembrano dati i presupposti 

per il rilascio di un permesso EFZ (per quanto l'accesso sia previsto 

occupando il tratto della particella stradale n. 120 non pavimentata e una 

parte della particella n. 130, entrambe fuori zona edificabile). Come 

sottolineato dal convocato, nel caso di specie non vi è necessità di optare 

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per una soluzione di allacciamento divergente dal PGU in zona non 

edificabile. Un allacciamento fuori zona contrasta con il principio secondo 

cui le zone edilizie vanno urbanizzate attraverso terreni edilizi (cfr. PTA 

1994 n. 29). D'altro canto, l'art. 27 cpv. 2 LPTC prevede che le superfici di 

urbanizzazione all'interno o lungo il confine delle zone edificabili sono 

considerate zone edificabili. Se il convenuto abbia il diritto o meno di 

pavimentare il rispettivo prolungamento della particella n. 120, che si trova 

al confine tra la zona edificabile e non edificabile, non è però determinante. 

Decisivo è che il convenuto non intende utilizzare quest'ultimo tratto della 

sua particella stradale quale allacciamento particolare (di quartiere). Come 

visto sopra, questa scelta ricade nel suo margine di apprezzamento, per 

cui non può essere contestata. In conclusione, non vi è dunque alcun 

margine per rilasciare un permesso EFZ per l'urbanizzazione prevista dalla 

ricorrente. Per inciso, va ancora notato che il Comune convenuto è 

verosimilmente un comune con zone residenziali, miste e centrali (RMC) 

sovradimensionate, per cui, fino alla revisione della pianificazione locale, 

esso sarebbe tenuto a rilasciare una zona di pianificazione. Visto che la 

particella di costruzione in questione non è ancora completamente 

allacciata, il convocato ha segnalato che la procedura per il progetto in 

esame andrebbe sospesa (lasciando così intendere che potrebbe trattarsi 

di una particella idonea al dezonamento).

2.9. Va ancora rimarcato che l'ultima casa a sud sulla particella contigua 

n. 4000 è urbanizzata tramite una strada d'accesso fuori zona edificabile 

costruita sulla particella n. 130. L'ingresso risp. parcheggio e una parte del 

giardino di questa casa, così come l'angolo del muretto tra di essa e la 

seconda casa sulla particella n. 4000, sono situati fuori zona edificabile. 

Mal si comprende come il convenuto abbia potuto approvare queste opere. 

Se, da un lato, resta perlomeno dubbia la necessità di una pavimentazione 

dell'ingresso risp. piazzale per accedere alla stalla sulla particella n. 130, 

che prima era allacciata attraverso una via campestre, dall'altro, è evidente 

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che la parte di parcheggio risp. ingresso per l'edificio situato all'estremità 

sud della particella n. 4000 pavimentata fuori zona edificabile sulla 

particella n. 130 non può essere ritenuta conforme alla zona. Visto che ora, 

per tutelabili ragioni pianificatorie, ci si discosta dal pavimentare l'ultimo 

tratto della particella (stradale) n. 120 a fianco della zona non edificabile, a 

maggior ragione non si può tollerare una pavimentazione per un accesso 

risp. parcheggio domestico fuori zona edificabile. Peraltro, non è chiara la 

situazione di diritto tra il fondo n. 4000 e n. 120, in particolare, se sussiste 

una servitù a carico della particella comunale n. 120 per costruirvi una parte 

del parcheggio risp. del giardino dell'ultima casa a sud sulla particella n. 

4000. La ricorrente pretende dunque a ragione una parità di trattamento. 

Pertanto, spetta al convenuto prendere le opportune misure per ripristinare 

lo stato di legalità e garantire un uguale trattamento dei cittadini. 

3. Dacché per i motivi suesposti un rigetto della domanda di costruzione 

appare corretto, si rivela infondata la censurata violazione del principio 

della buona fede. Infatti, si è potuto accertare che il progetto – come 

presentato – non è conforme al diritto materiale e che, di conseguenza, 

occorre soprattutto rielaborare il punto d'accesso privato al fondo di 

costruzione. Trattandosi di un aspetto non certo secondario, in questo caso 

nulla obbligava il convenuto a ordinare l'inoltro di modifiche progettuali 

invece di decidere direttamente di respingere la domanda di costruzione. 

L'agire del convenuto appare perciò legittimo. 

4. Da ultimo, visto che il progetto andava respinto già solo per la mancanza 

dei diritti privati di allacciamento, e dato anche che la distinzione fra zone 

edificabili e zone non edificabili è uno dei principi fondamentali della 

pianificazione del territorio in Svizzera, non appare data l'asserita lesione 

dell'obbligo di motivare derivante dal diritto di essere sentiti (art. 29 cpv. 2 

della Costituzione federale della Confederazione Svizzera [Cost; RS 101]), 

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sebbene nella decisione impugnata il convenuto si sia limitato a riferire in 

modo generico a una difformità del progetto con la LPTC. 

5. I costi della presente procedura (composti da una tassa di Stato pari a 

CHF 3'000.-- oltre a spese di cancelleria) sono addebitati alla ricorrente, 

soccombente in causa (cfr. art. 73 cpv. 1 LGA). Al convenuto non sono 

assegnate ripetibili (cfr. art. 78 cpv. 2 LGA).

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di CHF 3'000.00

- e le spese di cancelleria di CHF 333.00

totale CHF 3'333.00

il cui importo sarà versato da A._____ entro trenta giorni dalla notifica della 

presente decisione all'Amministrazione delle finanze del Cantone dei 

Grigioni, Coira.

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]