# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** df7c8112-b7c2-52cf-be55-506b6e586f1d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-08-24
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 24.08.2020 15.2020.77
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2020-77_2020-08-24.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2020.77

  	
  Lugano

  24 agosto 2020

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) sul ricorso 5 agosto 2020 della

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione di Mendrisio,
o meglio contro la comminatoria di fallimento emessa il 23 giugno 2020 nell’esecuzione
n. __________ promossa nei confronti della ricorrente dalla

 

	
   

  	
  PI 1, 

  (rappresentata dalla RA 1, )

   

  

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Il
16 aprile 2020 la PI 1 ha promosso un’esecuzione presso il Betreibungsamt Zug
nei confronti della RI 1, all’epoca apparentemente con sede a Z__________, per
l’incasso di complessivi fr. 7'378.13 oltre agli accessori.

 

                                  B.   Dando
seguito alla domanda, il Betreibungsamt
Zug ha emesso il precetto esecutivo n. __________ e il
18 maggio 2020 l’ha notificato all’escussa, la quale non ha interposto
opposizione.

 

                                  C.   Venuta
a conoscenza dal Betreibungsamt
Zug che l’8 giugno 2020 l’escussa aveva trasferito la
sua sede a M__________, con do-

                                         manda
del 5 agosto 2020 la PI 1 ha chiesto all’Ufficio d’esecuzione (UE) di Mendrisio
di proseguire l’esecuzione.

 

                                  D.   Assegnato
all’esecuzione il nuovo n. __________ e appurato che l’e­­scussa non aveva
fatto opposizione, il 28 luglio 2020 l’UE le ha notificato la comminatoria di
fallimento.

 

                                  E.   Con
ricorso del 5 agosto 2020, trasmesso direttamente a questa Camera, la RI 1 si
oppone alla comminatoria di fallimento.

 

 

Considerato

 

in diritto:                 1.   Giusta l’art. 17 LEF, salvo nei casi in cui la legge prescriva la
via giudiziaria, il ricorso all’autorità di vigilanza è ammesso contro ogni provvedimento
di un ufficio di esecuzione o dei fallimenti per violazione di una norma di
diritto o un errore di apprezzamento. Contro la notifica della comminatoria di
fallimento può quindi essere formulato un ricorso unicamente per ragioni
formali (Otto­mann/Markus in:
Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n.
6 ad art. 160 LEF), quali ad esempio l’incompetenza territoriale del­l’ufficio
d’esecuzione (DTF 118 III 6), il mancato assoggettamento dell’escusso all’esecuzione
ordinaria in via di fallimento (art. 39 e 40 LEF), l’assenza di una decisione
esecutiva che rigetti l’opposi­­zione o l’inoltro di un’azione di
disconoscimento di debito (art. 88 cpv. 1 LEF). La via del ricorso è invece
preclusa per questioni di merito (relative cioè alla validità materiale del
credito posto in esecuzione), la cui cognizione spetta esclusivamente all’autorità
giudiziaria o amministrativa competente, in particolare nell’ambito della
procedura di rigetto dell’opposizione (art. 80 segg. LEF).

 

                                   2.   Nel
caso specifico, la RI 1 contesta la comminatoria di fallimento, sostenendo di
non voler pagare un importo di cui non ha mai usufruito, “nonostante tutte le telefonate e mail
inviate”. 

 

                                   3.   Quanto
censurato dalla ricorrente riguarda ovviamente una questione di merito, ossia l’esistenza
del credito posto in esecuzione. Il ricorso è pertanto inammissibile. Non
spetta né all’UE né all’au­­torità di vigilanza pronunciarsi su questo tipo di
censure, per le quali la legge prescrive la via giudiziaria (art. 17 cpv. 1
LEF). La ricorrente avrebbe dovuto far valere le sue ragioni interponendo
opposizione al precetto esecutivo e, se l’escutente ne avesse chiesto il
rigetto, esponendole al giudice del rigetto dell’opposi­­zione (art. 82 LEF).
Non appaiono d’altronde dati motivi formali d’annullamento della comminatoria
di fallimento. È segnatamente data la competenza territoriale dell’UE a
emettere e notificare la comminatoria di fallimento, il trasferimento di sede
dell’escussa in Ticino essendo avvenuto prima della notificazione di tale atto
(art. 53 LEF a contrario).

 

                                   4.   Stante
l’esito del giudizio odierno, non è necessario notificare né il ricorso né la
decisione all’escutente (cfr. art. 9 cpv. 2 della Legge cantonale
sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento [LPR, RL
280.200]).

 

                                   5.   Non
si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20a
cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è inammissibile.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione alla RI 1, , .

	
   

  	
   

  

                                         Comunicazione all’Ufficio d’esecuzione, Mendrisio.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria
(art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il termine
non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art. 46 cpv. 2
LTF.