# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ff7728fb-56c6-5b91-8f56-f0d5277a50e7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-01-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 24.01.1997 90.1995.156
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-1995-156_1997-01-24.html

## Full Text

Incarto n.

  90.95.00156

  	
  Lugano

  24 gennaio 1997

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della
  pianificazione del territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dai giudici:

  	
  Efrem Beretta, presidente, 

  Giovanna Roggero-Will, Michele Rusca

   

  

 

	
  vicecancelliera

  	
  Daniela Regazzi

  

 

visto
il ricorso del 8 novembre 1995 di

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________ -__________,  

  rappr. da: avv. __________
  __________, __________ __________,  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione no. __________ del __________ ottobre
  1995 del Consiglio di Stato che approva la revisione del Piano Regolatore del
  Comune di __________;

   

  viste le osservazioni del 20 dicembre 1995 del
  Comune di __________ e la risposta del 2 maggio 1996 del Consiglio di stato;

   

  letti ed esaminati gli atti;

   

  esperiti i necessari accertamenti;

  

 

r
i t e n u t o

 

in
fatto

__________sita in prossimità del nucleo di __________ nel Comune di
__________.

 

                                  b.   Nelle sedute del 18,
20, 25 aprile 1994 il Consiglio Comunale di __________ ha adottato la revisione
del Piano Regolatore proposta dal Municipio. Tale piano prevede, fra l’altro,
la realizzazione di un parcheggio, a valle del nucleo di __________, il quale
risulta ubicato sul mappale no. __________di proprietà della signora
__________.

                                   c.   Con ricorso del 19
luglio 1994 la signora __________ ha contestato questa scelta pianificatoria
innanzi al Consiglio di Stato, chiedendo, in via principale che la sua
particella venisse integralmente liberata dall’onere della progettata opera
pubblica e in via subordinata uno stralcio parziale (nella misura dei 2/3) di
detto vincolo. Essa ha rilevato come in realtà la presunta necessità di
parcheggi in loco non sia da ricondurre al fabbisogno del nucleo di __________,
ma bensì alla nuova 

zona AP-EP destinata alla costruzione di alloggi a pigione moderata prevista a
monte del medesimo. Con questa impugnativa la ricorrente ha inoltre chiesto che
la Fontana della __________, sita sul mappale no. __________, venga
riconosciuta come fabbricato degno di protezione e che il rustico di cui al sub
A del mappale no. __________ venga pure inserito fra i fabbricati degni di
protezione giusta l’art. 18 NAPR.

 

                                  d.   Con decisione del 3
ottobre 1995 il Consiglio di Stato ha approvato il PR di _________ e respinto
il ricorso di prima istanza.

L’autorità governativa ha in particolare osservato come essa non può
sostituirsi al Comune nelle sue scelte pianificatorie quando queste risultano
sufficientemente fondate e ciò anche se altre soluzioni potrebbero apparire
altrettanto opportune o migliori. 

Il Governo ha inoltre evidenziato come sia compito del PR prevedere un
potenziamento dei posteggi di servizio per i nuclei dato ch’esso ha come
obiettivo non soltanto la tutela di quest’ultimi, ma anche la loro
rivitalizzazione. 

In merito alla richiesta d’inserimento della Fontana della __________, al
mappale no. __________8, e del rustico sub. A, al mappale no. __________, tra i
fabbricati degni di protezione (art. 18 NAPR), il Consiglio di Stato ha fatto
proprie le considerazioni del Municipio rilevando come la valenza storica ed
architettonica dei manufatti in questione fosse di modesta importanza e come
una particolare protezione non fosse in fondo necessaria data la loro
inclusione in zona AP-EP.

 

                                   e.   Dissentendo da tale
decisione la signora __________ insorge ora dinanzi a questo Tribunale
riproponendo, in sostanza, le medesime censure del ricorso di primo grado.

 

                                    f.   Nelle rispettive
osservazioni al gravame, Consiglio di Stato e Municipio di __________ ne
chiedono l’integrale reiezione. 

                                         In particolare il
Municipio evidenzia come la prevista attuazione della zona per alloggi a
pigione moderata evocata dalla ricorrente, comporti pure la realizzazione dei
relativi posteggi di servizio sui sedimi __________, __________, __________e
__________, ciò che porta a concludere che il parcheggio previsto al mappale
no. __________persegue altri fini.

 

                                  g.   In data 29 agosto
1996 è stato esperito un sopralluogo nel quale le parti si sono riconfermate
nelle rispettive allegazioni e domande. All’occasione il Municipio si è
impegnato a produrre a questo Tribunale la documentazione relativa alla
necessità di parcheggi nel comune. Atti pervenutici in data 10 settembre 1996 e
sui quali la ricorrente ha preso posizione con osservazioni del 30 ottobre
1996. Il Municipio su richiesta di questo Tribunale ha pure trasmesso, in data
6 novembre 1996, una documentazione fotografica relativa alla “Fontana della
__________ ” con l’indicazione della prevista ubicazione del contestato
posteggio. Documentazione visionata e commentata dalla ricorrente con scritto
del 18 novembre 1996.

 

c o n s i d e r a t o

 

in
diritto

 

                                   1.   A norma dell’art. 38
LALPT contro le decisioni del Consiglio di Stato è dato ricorso al Tribunale
della pianificazione del territorio (TPT), entro 30 giorni dalla notificazione.

                                         L’art. 38 LALPT legittima
a ricorrere il comune (cpv. 4 lett. a), i già ricorrenti, per gli stessi motivi
(cpv. 4 lett. b), e ogni altra persona o ente che dimostri un interesse degno
di protezione a dipendenza delle modifiche decise dal Consiglio di Stato (nuovo
cpv. 4 lett. c, in vigore dal 15.3.1995).

                                         In concreto la
legittimazione attiva della ricorrente è data a norma dell’art. 38 cpv. 4 lett.
b) LALPT.

                                         Presentato nei termini di
legge, e quindi tempestivo, il ricorso é ricevibile in ordine.

 

                                   2.   Il comune gode di
autonomia in quelle materie che il diritto cantonale o federale non regola
esaurientemente, ma lascia in tutto o in parte alla regolamentazione del
comune, conferendogli una notevole latitudine decisionale (DTF 115 Ia 44). Il
comune ticinese usufruisce di questa autonomia in materia di pianificazione del
territorio (Rep. 1989, pag. 422, consid. 2 e riferimenti).

                                         L’autonomia non è però
assoluta. Giusta l’art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del PR da parte di almeno un’istanza. Nel Cantone
Ticino l’autorità competente è, a norma dell’art. 37 LALPT, il Consiglio di
Stato, che decide i ricorsi ed approva il PR con pieno potere cognitivo. Ciò
significa controllo non solo della legittimità ma pure dell’opportunità delle
scelte pianificatorie comunali. A contemperare l’estensione di tale controllo
con l’autonomia riconosciuta al comune interviene il principio dell’art. 2 cpv.
3 LPT: le autorità incaricate di compiti pianificatori badano di lasciare alle
autorità loro subordinate il margine d’apprezzamento necessario per adempiere i
loro compiti. Il Consiglio di Stato non può, dunque, semplicemente sostituire
il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettarne il diritto di
scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più opportuna. Il
Consiglio di Stato non può però limitarsi a intervenire nei soli casi in cui la
soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo, sia manifestamente
insostenibile. Deve al contrario rifiutare l’approvazione di quelle soluzioni
che disattendono i principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto
federale o non danno loro sufficiente attuazione. Se l’autorità di approvazione
esige dal comune, per motivi oggettivi, di porre il PR in consonanza con
l’ordinamento giuridico, il comune invocherà invano la lesione della sua
autonomia (DTF 116 Ia 226 e seg. consid. 2a; Alfred Kuttler, Zum Schutz der
Gemeindeautonomie in der neueren bundesgerichtlichen Rechtsprechung, Rep. 1991,
pag. 45 e segg., in part. 55).

                                         Il TPT non dispone,
contrariamente al Consiglio di Stato, del sindacato d’opportunità (tranne, in
applicazione dell’art. 33 cpv. 3 lett. b LPT, se col ricorso è impugnata una
modifica d’ufficio del PR). Il ricorso è infatti proponibile solo contro la
violazione del diritto (in particolare contro l'errata o mancata applicazione
di una norma stabilita dalla legge o risultante implicitamente da essa,
l'apprezzamento giuridico erroneo di un fatto, l'eccesso o l'abuso di potere,
la violazione di una norma essenziale di procedura) e contro l’accertamento
inesatto o incompleto dei fatti rilevanti per la decisione (art. 38 cpv. 2 e 3
LALPT). 

 

                                   3.   Giusta l'art.
22quater cpv. 1 della Costituzione federale (Cost.) i Cantoni devono allestire
dei piani d'azzonamento per assicurare una funzionale utilizzazione del suolo e
una razionale abitabilità del territorio. A livello legislativo l'obbligo di
pianificare è codificato all'art. 2 LPT.

                                         Secondo quest'ultima legge
la pianificazione deve avere luogo in diverse tappe: pianificazione direttrice,
pianificazione dell'utilizzazione e procedura del permesso di costruzione. Esse
stanno in reciproco rapporto e formano un tutto coerente, di cui ogni parte
adempie una specifica funzione. Il piano di utilizzazione - in Ticino detto PR
- viene adottato, secondo le indicazioni del piano direttore (art. 6 e segg.,
26 cpv. 2 LPT), sulla scorta di un'ampia coordinazione e valutazione (Art. 1 cpv.
1 2a frase, 2 cpv. 1 LPT) e nell'ambito di una procedura ove è garantita
protezione giuridica (art. 33 e seg. LPT) e partecipazione democratica (art. 4
LPT). Il PR disciplina l'uso ammissibile del suolo (art. 14 e segg. LPT): rende
vincolante verso i privati detto ordinamento oltre che il contenuto del Piano
direttore (art. 21 cpv. 1 LPT).

 

                                   4.   Per prassi costante
del Tribunale federale una restrizione di diritto pubblico della proprietà è
compatibile con la garanzia della proprietà sancita dall'art. 22ter Cost. solo
se si fonda su di una base legale (che deve essere chiara ed esplicita quando
la limitazione è particolarmente grave, cfr. DTF 114 Ia 117, consid. 3), è
giustificata da un interesse pubblico preponderante, rispetta il principio
della proporzionalità, non viola la garanzia della proprietà quale istituto e
dà luogo a piena indennità ove equivalga ad una espropriazione (DTF 115 Ia 29
consid. 4; 114 Ia 249 consid. 5a; 114 Ia 337 consid. 2; 113 Ia 364 consid. 2).

                                         Nella fattispecie il
problema della violazione della garanzia della proprietà quale istituto non si
pone. I problemi espropriativi esulano invece da questa procedura.

 

                                   5.   Ai sensi dell’art.
26 LALPT il PR si compone di un rapporto di pianificazione, di rappresentazioni
grafiche, di norme di attuazione e di un programma di realizzazione. 

                                         Le rappresentazioni
grafiche comprendono (art. 28 LALPT) i piani del paesaggio, delle zone, del
traffico, delle attrezzature e costruzioni di interesse pubblico e il piano
indicativo dei servizi pubblici. In particolare esse fissano la rete delle vie
di comunicazione per i mezzi di trasporto pubblici e privati con la
precisazione delle linee di arretramento, le vie ciclabili e pedonali, i
sentieri e i posteggi pubblici (art. 28 cpv. 2 lett. p LALPT). 

                                         Il vincolo in
contestazione dispone pertanto di una base legale chiara ed esplicita.

 

                                   6.   La ricorrente nega
l’esistenza del requisito dell’interesse pubblico al posteggio in esame data la
mancanza di un effettivo fabbisogno.

 

                                         Ora, dal Rapporto di
pianificazione sul Piano del traffico figurante agli atti, si evince che il
Comune di __________ ha proceduto alla raccolta di tutti gli elementi necessari
alla verifica del funzionamento dei posteggi, comprendente, oltre al rilievo di
tutte le aree pubbliche di posteggio e dei principali posteggi ad uso pubblico
presenti sul territorio comunale, un’indagine sul tasso di occupazione dei
posteggi di breve durata e lo stazionamento “illegale” nei periodi di forte
affluenza turistica. Da ciò è risultato che la situazione dei posteggi nel
Comune di __________ presenta due situazioni ben distinte; durante l’estate e
in periodi turistici (quando la popolazione in pratica raddoppia) si registra
un numero di posteggi nettamente insufficiente per soddisfare la domanda; nei restanti
periodi dell’anno non si pongono particolari problemi, se non presso i nuclei
delle frazioni. Ritenuto che tra gli indirizzi pianificatori sviluppati dal
comune figura pure quello della valorizzazione dei nuclei tradizionali,
l’intenzione del comune di rivalutare, da un lato, i percorsi pedonali
all’interno dei nuclei, cercando dall’altro lato di creare aree di posteggio
periferiche in maniera da eliminare i posteggi abusivi lungo le strade e
permettere comunque la sosta, appare senz’altro confacente allo scopo. 

In particolare per quanto riguarda il parcheggio qui contestato, va osservato
ch’esso serve, da una parte a trovare una soluzione al problema parcheggio
durante i mesi estivi e dall’altra a consentire la ristrutturazione,
rispettivamente l’ampliamento di abitazioni del nucleo, con conseguente
rivitalizzazione e rivalutazione del medesimo, ciò che attualmente risulta
difficile data l’impossibilità di creare posteggi privati. 

In entrambi i casi lo scopo perseguito é quello di liberare le strette stradine
e le corti del nucleo dall’ingombrante presenza di veicoli posteggiati e di
prevenire la disordinata realizzazione di posteggi privati in zone sensibili
come quelle del nucleo. 

Contrariamente a quanto paventato dalla ricorrente, per medesima ammissione del
Municipio, questo parcheggio non è assolutamente da mettere in relazione con la
futura realizzazione della zona destinata alla costruzione di alloggi a pigione
moderata prevista in prossimità del nucleo, ma bensì solamente all’esclusiva necessità
di posti di sosta inerenti il nucleo. Per il citato comparto infatti sono
previste apposite aree di parcheggio sui mappali interessati. La realizzazione
della zona ZEC esula quindi completamente da questo contesto.

                                         Alla luce di queste
considerazioni, ben si può affermare che la misura pianificatoria proposta
risponde ad un concreto e giustificato interesse pubblico.

 

                                   7.   Resta da esaminare
la questione a sapere se il vincolo rispetti il principio della proporzionalità
e segnatamente se il mezzo adottato è il meno incisivo fra quelli possibili, è
idoneo a conseguire lo scopo di interesse pubblico prefisso e se sussiste un
rapporto ragionevole tra il risultato da raggiungere e la restrizione della
proprietà necessaria al suo conseguimento (DTF 111 Ia 98, 113 Ia 137).

                                         La ricorrente nega
l’idoneità e l’adeguatezza della scelta pianificatoria all’esame. Ritiene che
esistono altre soluzioni tecnicamente più agevoli e con minor impatto
ambientale. Questa censura non può però essere seguita. 

                                         L’area scelta per
l’infrastruttura, posta all’entrata del nucleo di __________, si presta, a
mente di questo Tribunale, in modo ideale alla realizzazione di un posteggio
per gli abitanti del nucleo; questa ubicazione ha infatti il vantaggio di
essere facilmente accessibile e molto vicina alle abitazioni (é infatti noto
che un’infrastruttura troppo discosta non sarebbe utilizzata dai potenziali
fruitori). Del resto già nel vecchio PR era previsto un vincolo di parcheggio
su questa particella. 

Inoltre circa la presunta esistenza di ubicazioni alternative più adeguate, va
rilevato che nessun dato concreto è stato al proposito rilevato, ragion per cui
la censura non può venir accolta. Comunque non è compito di questo Tribunale,
come già spiegato in ingresso, di scegliere tra più soluzioni possibili la più
adatta. Sufficiente è la fondatezza della misura scelta.

Da verificare nell’ambito del principio della proporzionalità resta però la
questione a sapere se è giustificata l’estensione del vincolo all’intero
particellare, o se percontro sarebbe più corretto, come del resto espressamente
richiesto dalla ricorrente in via subordinata, limitare il vincolo a solo un
terzo della proprietà. 

A questo proposito va evidenziato come dal rapporto di pianificazione relativo
al Piano del Traffico risulta che solo una parte del mappale no.
__________riservato quale AP-EP verrà utilizzata per la realizzazione di
posteggi. L’altra parte resta riservata ad altri non meglio precisati scopi
(cfr. Rapporto di pianificazione sul Piano del Traffico, pag. 19). Ciò potrebbe
portare quindi alla conclusione che l’intera l’estensione del vincolo così come
prevista non si giustifichi, sennonché dal Piano del Paesaggio risulta che la
parte non adibita a parcheggio coincide con un comparto indicato come zona di
pericolo per allagamenti, erosioni, scoscendimenti o scivolamenti. Un’eventuale
inclusione del resto del particellare nella zona edificabile sarebbe quindi
ugualmente da escludere. Di conseguenza una riduzione del previsto vincolo non
porterebbe comunque nessun giovamento alla ricorrente.

 

                                   8.   Per quel che
concerne la richiesta d’inserimento nell’art. 18 NAPR, relativo all’elenco dei
fabbricati degni di protezione, della “Fontana della __________a”, posta sul
mappale no. __________, rispettivamente del rustico di cui al sub A, posto sul
mappale no. __________, va rilevato quanto segue.

La legge cantonale per la protezione dei monumenti storici ed artistici del 15
aprile 1946 (in seguito LMS), avente quale oggetto la protezione particolare di
cose mobili ed immobili di pregio storico od artistico dichiarate monumenti
storici ai sensi di legge, prevede che la protezione dei monumenti spetta al
Consiglio di Stato che la esercita per mezzo del Dipartimento della pubblica
educazione, coadiuvato dalla commissione dei monumenti e da altri eventuali
organi (art. 3). In particolare la facoltà di dichiarare una cosa monumento nel
senso della succitata legge spetta al Dipartimento, il quale delibera su
proposta della commissione (art. 5), a cui spetta il compito di accertare il
patrimonio storico e artistico dell’intero Cantone redigendo e aggiornando il
catalogo dei monumenti (art 13 del Regolamento d’applicazione della legge 15
aprile 1946 per la protezione dei monumenti storici e artistici). 

Dal canto loro i Comuni hanno l’obbligo di esercitare la vigilanza sui
monumenti del rispettivo territorio (art. 4 LMS), rispettivamente devono tener
debitamente conto del loro interesse prevalente e del loro contorno nella
preparazione dei progetti di piano regolatore (art. 10 lett. c) Regolamento
d’applicazione della LMS). La LALPT prevede infatti la facoltà del Governo di
ordinare l’iscrizione nei PR di speciali vincoli per la protezione dei
monumenti (art. 31 LALPT). 

L’art 28 cpv. 2 lett. h prevede inoltre espressamente la possibilità per il
Comune di fissare nelle rappresentazioni grafiche del PR i vincoli speciali per
la protezione degli edifici di pregio storico-culturale e quindi di
disciplinare nelle norme di attuazione l’obbligo di mantenere costruzioni che
concorrono a formare la bellezza e la caratteristica del paesaggio (art. 29
cpv. 2 lett. d LALPT). Quindi mentre il cantone è legittimato a tutelare beni
d’importanza cantonale, il Comune è senz’altro autorizzato a prevedere nel PR
determinati vincoli a tutela di beni d’importanza solo locale ma significativi
dal punto di vista storico, estetico, architettonico o quant’altro. 

Ora nel caso in esame sia la Fontana della __________ che il menzionato rustico
non risultano rilevati ed inventariati come beni d’importanza cantonale.
L’opportunità di tutelarli come beni d’importanza locale spetta unicamente al
comune, in forza della sua riconosciuta autonomia pianificatoria (cfr. sentenza
TPT del 6.7.1993 in re “Lucchini/Comune Loco).

In concreto con la revisione del PR il Comune di __________ non ha ritenuto
necessario proteggere i due fabbricati indicati dalla ricorrente ed ha
stralciato la “Fontana della __________ ” dall’elenco dei monumenti meritevoli
di protezione in cui l’aveva inserita il vecchio PR. Come risulta dalla
documentazione fotografica agli atti, trattasi dei resti di un vecchio lavatoio
che attualmente è ostruito dal materiale trasportatovi dal riale. Il rustico è
stato invece catalogato nell’apposito inventario dei rustici.

In siffatte evenienze l’inserimento da parte del TPT dei due beni in esame nel
novero dei fabbricati degni di protezione ex art. 18 NAPR non appare
giustificato. L’impugnativa non merita pertanto conferma neppure su questo
punto.

 

                                   9.   Tassa
di giudizio e spese seguono la soccombenza.

 

Per
questi motivi,

viste
le normative alla fattispecie applicabile,

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso é respinto.

 

                                   2.   La ricorrente è condannata
al pagamento di una tassa di giudizio e di spese per complessivi fr. 300.--
(trecento).

3.                                                                      
Intimazione:     

4.                                                                      
- Avv. __________ __________, __________ 

   - Municipio di __________ 

   - Consiglio di Stato, Bellinzona

   - Sezione pianificazione urbanistica,                      Bellinzona

 

Tribunale
della pianificazione del territorio

Il
presidente                                                           Il
segretario