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**Case Identifier:** f88805fe-dca7-5d65-9277-870cc60dfc98
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2005-09-30
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 30.09.2005 BV.2005.29
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_BV-2005-29_2005-09-30.pdf

## Full Text

Sentenza del 30 settembre 2005 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Emanuel Hochstrasser, Presiden-
te, Andreas J. Keller e Tito Ponti,  
Cancelliere Giampiero Vacalli  

   
Parti   

A., rappresentata dall’avv. Mario Postizzi,  
Reclamante 

 
   
  contro 
   

AMMINISTRAZIONE FEDERALE DELLE 
CONTRIBUZIONI,  

Controparte 
 

   
Oggetto  Reclamo contro un rifiuto d'accesso agli atti (art. 36 DPA) 

 

B u n d e ss t r a f ge r i c h t  

T r i b u na l  p é na l  f é dé r a l  

T r i b u na l e  p e na l e  f ed e r a l e  

T r i b u na l  p e na l  f e de r a l  

Numero dell’incarto: BV.2005.29 

 

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Fatti: 

A. Il 21 agosto 2003, il capo del Dipartimento federale delle finanze ha au-
torizzato l’Amministrazione federale delle contribuzioni (in seguito: AFC) 
ad aprire un’inchiesta fiscale nei confronti di B., a Bissone. Quest’ultimo 
è sospettato di aver sottratto al fisco federale una parte importante dei 
suoi redditi imponibili, utilizzando a tale scopo documenti falsi, sottraen-
do fondi da conti detenuti da società di sede e simulando un cambia-
mento di domicilio fiscale. Con decisione del 10 agosto 2004, notificata il 
17 agosto seguente, l’inchiesta è stata estesa ad A., a Lugano, avvocata 
di B., sospettata di aver agito in qualità di complice del suo cliente. 

 
 

B. Il 2 maggio 2005 A. ha presentato all’AFC una richiesta di accesso agli atti 
della procedura aperta nei suoi confronti. A tale richiesta l’AFC ha dato se-
guito parzialmente in data 23 maggio 2005, escludendo tutti quegli atti le-
gati alle richieste d’informazioni del 3 agosto 2004 ottenuti dall’autorità fi-
scale da parte della banca C., a Basilea, e dalla banca D. in liquidazione, a 
Lugano. 

 
 

C. Con decisione del 30 giugno 2005, il Direttore dell’AFC ha respinto il re-
clamo del 30 maggio 2005 interposto da A. contro la decisione di rifiuto 
d’accesso completo agli atti del 23 maggio 2005.  

 
 
D. Dissentendo da tale decisione, il 7 luglio 2005 A. è insorta con un reclamo 

dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, postu-
lando l’accesso completo a tutti gli atti relativi al procedimento aperto nei 
confronti di B. ed esteso alla sua persona. Essa chiede, inoltre, 
l’annullamento della tassa di giudizio di fr. 500.- fissata dall’autorità fiscale, 
con protesta di spese e ripetibili. 

 
 
E. Con osservazioni del 25 luglio 2005, l’AFC ha chiesto la reiezione del re-

clamo, confermando il contenuto della decisione impugnata e contestando 
integralmente le argomentazioni fattuali e giuridiche esposte dalla recla-
mante. 

 
 
F. Nella sua replica del 5 agosto 2005 la reclamante ribadisce sostanzialmen-

te quanto dichiarato nel suo atto ricorsuale. 
 

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Con scritto del 12 agosto 2005, l’AFC conferma integralmente le conside-
razioni del 25 luglio e comunica di rinunciare alla presentazione della dupli-
ca. 

 
 
G. Con scritto del 21 settembre 2005, la reclamante ha ritirato il proprio gra-

vame. Essa afferma che tale decisione è motivata dalle spiegazioni e da 
alcune garanzie date nel frattempo dall’autorità fiscale. 

 
 
 

Diritto: 

1. Il reclamo contro un’operazione o contro una decisione su reclamo deve 
essere presentato per scritto all’autorità competente, con le conclusioni e 
una breve motivazione, entro tre giorni a contare da quello in cui il recla-
mante ha avuto conoscenza dell’operazione o ha ricevuto notificazione del-
la decisione (art. 28 cpv. 3 DPA). In concreto, la decisione impugnata, data-
ta 30 giugno 2005, è stata notificata alla reclamante il 4 luglio (v. act. 1.2); il 
reclamo è dunque tempestivo.  

 
Secondo l’art. 28 cpv. 1 DPA, il diritto di reclamo spetta a chiunque è tocca-
to dall’operazione impugnata, dall’omissione censurata o dalla decisione su 
reclamo (art. 27 cpv. 2 DPA) e ha un interesse degno di protezione 
all’annullamento o alla modificazione (v. sentenza del Tribunale penale fe-
derale BK_B 164/04 del 5 gennaio 2005 consid. 1.3). La legittimazione atti-
va della reclamante, coindagata nell’inchiesta fiscale speciale condotta 
dall’AFC, è in questo caso pacifica. 

 
 

2. Mediante scritto del 21 settembre 2005 la reclamante ha ritirato il proprio 
reclamo. Tale decisione è motivata dalle spiegazioni ottenute dall’AFC e 
dall’assicurazione che le informazioni non accessibili non verranno utilizza-
te nell’ambito della procedura. Pertanto, la presente procedura è divenuta 
priva d’oggetto, ciò che la Corte dei reclami penali si limita a costatare. 
 
 

3.  
3.1 Secondo l’art. 72 PCF, la cui applicazione analogica si giustifica in virtù dei 

rinvii previsti agli art. 25 cpv. 4 DPA, 245 PP e 40 OG, quando una lite di-
venta senz’oggetto o priva d’interesse giuridico per le parti, il tribunale, udi-
te le parti, ma senz’ulteriore dibattimento, dichiara il processo terminato e 
statuisce, con motivazione sommaria, sulle spese, tenendo conto dello sta-
to delle cose prima del verificarsi del motivo che termina la lite. Non è dun-

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que necessario esaminare in dettaglio quale sarebbe stato l’esito della pro-
cedura, l’autorità giudicante dovendo unicamente procedere, sulla base 
dell’incarto, a una valutazione sommaria della situazione antecedente il fat-
to che ha messo fine al litigio. Se l’esito probabile può essere determinato, 
in un caso concreto, unicamente mediante un esame più approfondito della 
situazione, le spese giudiziarie e le indennità ripetibili sono allora in primo 
luogo messe a carico della parte che ha provocato la procedura divenuta 
priva d’oggetto o presso la quale sono intervenute le cause che hanno 
condotto a tale situazione, analogicamente ai criteri valevoli nella procedu-
ra civile (ATF 118 Ia 488 consid. 4a, pag. 494; sentenza del Tribunale fede-
rale 2A.573/2003 del 30 luglio 2004 consid. 2.7). 

 
3.2 Nella fattispecie, il reclamo è divenuto privo d’oggetto in seguito al suo ritiro 

da parte della reclamante, la quale, durante la presente procedura, ha di-
chiarato di aver ottenuto delle spiegazioni dall’autorità fiscale nonché 
l’assicurazione che le informazioni contenute nei documenti a lei non ac-
cessibili non verranno utilizzate nell’ambito della procedura fiscale.  

 
 Nell’ambito della procedura penale amministrativa è assodato che il diritto 

alla consultazione completa e libera dell’incarto si impone unicamente alla 
fine dell’inchiesta, ossia allorquando il funzionario inquirente considera 
conclusa la propria inchiesta ed un’infrazione commessa (art. 61 DPA; DTF 
120 IV 242 consid. 2c/bb; 119 Ib 12 consid. 6; sentenza del Tribunale pe-
nale federale BK_B 136/04 del 9 novembre 2004 consid. 4.1.1). Il diritto di 
consultare l’incarto deriva dal diritto di essere sentito ed una limitazione di 
tale diritto prima della chiusura dell’inchiesta non viola – per costante giuri-
sprudenza - né l’art. 29 Cost. né l’art. 6 CEDU (DTF 120 IV 242 consid. 
2c/bb; sentenza del Tribunale federale 8G.123/2002 del 5 febbraio 2003 
consid. 2; sentenza del Tribunale penale federale BK_B 136/04 consid. 
4.1.1). In concreto, vi è da costatare che l’inchiesta non è ancora terminata. 
Il fatto che l’amministrazione in causa non dia accesso, provvisoriamente, 
ad alcuni atti dell’incarto non avrebbe costituito una violazione del diritto fe-
derale. Giova qui rilevare il contenuto dell’art. 26 cpv. 1 lett. b PA (applica-
bile in virtù del rinvio previsto all’art. 36 DPA), secondo il quale solo gli atti 
adoperati come mezzi di prova devono imperativamente far parte 
dell’incarto oggetto della consultazione. Ora, nulla al momento avrebbe 
permesso di stabilire che i documenti ai quali la reclamante non ha sinora 
potuto accedere saranno utilizzati dall’AFC come mezzi di prova contro la 
reclamante medesima (v. sentenza del Tribunale penale federale BK_B 
136/04 consid. 4.2; cfr. inoltre act. 10). Dal momento che l’autorità inquiren-
te non sembra aver violato il suo potere d’apprezzamento nell’applicazione 
dell’art. 27 PA, vi è da supporre che la censura sollevata, con ogni probabi-
lità, sarebbe stata respinta in quanto infondata. 

 

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4. In virtù di quanto precede, le spese processuali sono poste a carico della 
reclamante; queste sono calcolate giusta l’art. 3 del regolamento dell’11 
febbraio 2004 sulle tasse di giustizia del Tribunale penale federale (RS 
173.711.32) e ammontano nella fattispecie, tenuto conto della fase avanza-
ta della procedura, a fr. 1'500.-. Dedotto l’importo di fr. 1'000.- già versato a 
titolo di anticipo delle spese, essa è invitata a fornire il saldo di fr. 500.- alla 
cassa del Tribunale penale federale. 

 Non vengono assegnate indennità per spese ripetibili. 
 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il reclamo è divenuto privo d’oggetto e la causa è di conseguenza stralciata 
dai ruoli. 

2. La tassa di giustizia di fr. 1'500.- è posta a carico della reclamante. Dedotto 
l’importo di fr. 1'000.- già pervenuto, essa è invitata a fornire il saldo di fr. 
500.- alla cassa del Tribunale penale federale. 

3. Non vengono assegnate indennità per spese ripetibili. 

 
Bellinzona, il 30 settembre 2005 
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Mario Postizzi 
- Amministrazione federale delle contribuzioni 

 
 
 
 

Informazione sui rimedi giuridici 
 
Contro questa sentenza non sono dati rimedi giuridici ordinari.