# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** acfa86dd-c479-542f-bad8-f8358c2a513c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-02-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.02.2021 32.2020.129
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2020-129_2021-02-22.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  32.2020.129

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  22 febbraio 2021

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 23 luglio 2020 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 8 luglio 2020 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con
decisioni 1° dicembre 2009 e 1° febbraio 2010 l’Ufficio AI ha posto RI 1,
classe 1970, al beneficio di una rendita intera dal 1° agosto 2008 (doc. 40 e
doc. 41 inc. AI).

 

                               1.2.   Avviata
una revisione d’ufficio, dopo aver eseguito degli accertamenti peritali in
ambito reumatologico, neurologico e psichiatrico, con decisione del 21 febbraio
2013 l’amministrazione ha ridotto la rendita intera a mezza (doc. 94; cfr. le
motivazioni in doc. 93 inc. AI). 

                                         Con
ricorso dell’8 aprile 2013 l’assicurato ha impugnato la succitata decisione. Con
sentenza 10 giugno 2013 il TCA, omologando una transazione tra parti, ha
stralciato la causa dai ruoli e rinviato gli atti all’Ufficio AI per
l’espletamento di una perizia pluridisciplinare (inc. 32.2013.65).

 

                               1.3.   Dopo
aver proceduto ad una perizia pluridisciplinare a cura del Servizio di
accertamento medico (in seguito: __________; cfr. rapporto 3 marzo 2014 in doc.
119 inc. AI), con decisione 30 aprile 2015 l’amministrazione ha soppresso la
rendita (doc. 146 inc. AI). 

                                         Vista
la nuova documentazione medica prodotta dall’assicurato (cfr. doc. 137 inc.
AI), ritenuta dal Servizio medico regionale (in seguito: SMR) la necessità di
una perizia psichiatrica e neurologica di decorso (cfr. doc. 149 inc. AI), con
scritto 15 maggio 2015 l’Ufficio AI ha informato l’assicurato dell’annullamento
della decisione (doc. 150). Fatte esperire una perizia psichiatrica di decorso dalla
dr.ssa med. __________ (cfr. rapporto 29 dicembre 2015 in doc. 163) ed una
neurologica a cura della dr.ssa med. __________ (cfr. rapporto 30 dicembre 2015
in doc. 165), tenuto conto delle valutazioni peritali, con comunicazione del 16
marzo 2016 l’amministrazione ha confermato la mezza rendita (doc. 169 inc. AI).

 

                               1.4.   Nel
marzo 2018 l’assicurato ha inoltrato una domanda di revisione, sostenendo un
peggioramento delle sue condizioni di salute (doc. 175 inc. AI). Il 23 maggio
2018 l’Ufficio AI ha deciso di non entrare nel merito della domanda di
revisione (doc. 183 inc. AI.

                                         Con
sentenza 21 settembre 2018 il TCA, annullata la suddetta decisione, ha rinviato
gli atti all’amministrazione per l’espletamento di accertamenti medici (inc.
32.2019.110). 

 

                               1.5.   L’Ufficio
AI ha di conseguenza ordinato al __________ una perizia di decorso, il quale
con rapporto 28 gennaio 2020, accertato un miglioramento della patologia
psichiatrica dal marzo 2019, ha ritenuto l’assicurato abile al 60% nell’abituale
attività di operario “impiantorista” addetto alla mescolatrice (inabilità da
intendere come riduzione di rendimento su un’intera giornata) ed in altre
attività adeguate rispettose delle limitazioni funzionali (doc. 225 inc. AI). 

                                         Recepita
la perizia __________, con rapporto finale del 30 gennaio 2020 il dr. med. __________
del __________ ha confermato un’abilità del 60% in tutte le attività (doc. 226
inc. AI). Con rapporto 14 aprile 2020 il Consulente AI ha ritenuto che il minor
discapito economico è rappresentato dall’attività abituale esigibile al 60%,
escludendo la necessità di riconoscere provvedimenti professionali integrativi (doc.
233 inc. AI).

                                         Di
conseguenza, accertato il durevole miglioramento della situazione
valetudinaria, con progetto di decisione 27 maggio 2020 l’Ufficio AI ha
proposto la riduzione della rendita da mezza ed un quarto, per un grado
d’invalidità del 40%.

 

                                         Non
avendo ricevuto alcune osservazioni dall’assicurato, con decisione 8 luglio
2020 l’amministrazione ha confermato la riduzione della rendita e tolto
l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso.

 

                               1.6.   In
data 23 luglio 2020 il medico curante, dr. med. __________, ha inviato all’Ufficio
AI uno scritto in cui non condivide la succitata decisione, non ritenendo dato
alcun miglioramento (I). 

 

                                         Con
lettera 7 ottobre 2020 il legale dell’assicurato, avv. RA 1, ha chiesto al Tribunale
di confermare l’avvenuta notifica da parte dell’amministrazione del succitato
scritto del medico curante, da considerare quale formale e tempestivo ricorso,
informando che lo stesso giorno aveva chiesto all’Ufficio AI la conferma
dell’avvenuta notifica al TCA dello scritto 23 luglio 2020 (II). 

 

                                         Ritenuto
lo scritto 23 luglio 2020 quale tempestivo ricorso, il 12 ottobre 2020 il TCA
ha assegnato all’avv. RA 1 un termine per completare il gravame (V).

 

                                         Con
scritto del 27 ottobre 2020 il legale ha chiesto in via principale il rinvio
degli atti all’Ufficio AI per l’espletamento di nuovi accertamenti medici. In
via subordinata, postula la conferma della mezza rendita.

                                         L’assicurato,
sulla base degli allegati rapporti dello psichiatra (dr. med. __________) e
neurologo (dr.ssa med. __________) curanti, contesta il miglioramento del suo
stato di salute e la conseguente riduzione della rendita, sostenendo invece un
peggioramento della situazione valetudinaria. Ritiene inoltre come l’Ufficio AI
non abbia tenuto conto di patologie ortopediche e cardiache, allegando al
riguardo il rapporto 18 settembre 2020 della dr.ssa __________.

                                         Contestualmente
egli ha chiesto di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria con
gratuito patrocino. La relativa documentazione è stata inoltrata al TCA con
scritto 5 novembre 2020 (XII).

                               1.7.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI ha allegato le annotazioni 17 novembre 2020
il dr. med. __________ del SMR, il quale, valutata la nuova documentazione
medica prodotta col ricorso, ha ritenuto che la stessa non depone per una
sostanziale modifica rispetto alla perizia 28 gennaio 2020 del __________
(XIII/1). Di conseguenza l’amministrazione, ritenendo corretta la valutazione
medico-teorica, ha chiesto la reiezione del ricorso e la conferma della
decisione contestata.

 

                               1.8.   Il
14 dicembre 2020 l’assicurato ha ribadito le motivazioni ricorsuali e prodotto
un altro rapporto dello psichiatra curante (XVIII).

 

                               1.9.   Con
osservazioni 8 gennaio 2020 l’amministrazione ha confermato la richiesta di
reiezione del ricorso (XIX). Il 14 gennaio 2020 il ricorrente ha contestato
quanto scritto dall’Ufficio AI, riconfermandosi nelle proprie allegazioni
(XXI).

 

considerato                    in
diritto

 

                                         in
ordine

 

                               2.1.
  Riguardo allo scritto 23 luglio 2020 del dr. med. __________, va detto che,
vista l’esplicita manifestazione di dissenso verso la decisione contestata,
l’Ufficio AI l’avrebbe dovuto trasmettere per competenza ex art. 58 cpv. 3 LPGA
al TCA.

                                      

                                         Vero
che con scritto 9 ottobre 2020 l’amministrazione ha portato a conoscenza dell’avv.
RA 1 lo scritto 21 settembre 2020 del precedente rappresentante (signor __________).
In quella lettera, indirizzata all’Ufficio AI, __________ aveva sostenuto “che
la decisione dell’8 luglio 2020 è nel frattempo cresciuta in giudicato. Di
conseguenza vi informo che il mio mandato è concluso, per cui non rappresento
più il Sig. RI 1”.

 

                                         Tuttavia,
sebbene formalmente __________ risultasse ancora il rappresentante
dell’assicurato (va comunque rilevato che la decisione contestata è stata
inviata all’indirizzo privato dell’assicurato), al momento della ricezione dello
scritto del medico curante l’Ufficio AI, come detto, avrebbe dovuto
trasmetterlo senza indugio al TCA. Il Tribunale avrebbe poi provveduto ad
intimare un termine di 15 giorni per completarlo ai sensi dell’art. 4 cpv. 3
Lptca, come fatto il 12 ottobre 2020.

 

                                         In
ogni modo, il “ricorso” 27 luglio 2020 risulta essere tempestivo, essendo stato
inoltrato entro i 30 giorni dalla notifica della decisione impugnata come
prescritto dagli artt. 60 cpv. 1 LPGA e 1 cpv. 3 Lptca.

 

                                         nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se correttamente l’Ufficio AI ha ridotto la rendita da mezza
ad un quarto. Occorre verificare se rispetto alla comunicazione 16 marzo 2016
di conferma della mezza rendita (fondata sulla perizia psichiatrica 29 dicembre
2015 della dr.ssa med. __________ e su quella neurologica 30 dicembre 2015 della
dr.ssa med. __________; cfr. consid. 1.3) vi è stato un rilevante e durevole
miglioramento dello stato valetudinario dell’assicurato come stabilito con la
decisione impugnata (fondata sulla perizia 28 gennaio 2020 del __________) tale
da giustificante la riduzione della rendita. 

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità,
secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la
conseguente incapacità di guadagno. 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.),
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed.,
2007, p. 1411, n. 46). 

 

Per
incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale,
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività
abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese
in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo
d'attività (art. 6 LPGA).

L'incapacità al guadagno è
definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in
considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e
che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure
d'integrazione ragionevolmente esigibili.

Secondo l’art. 8 cpv. 1 LPGA, è
considerata invalidità l’incapacità al guadagno totale o parziale
presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

La nozione d'invalidità di cui
all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico, non
medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).

 

L'art. 28 cpv. 1
LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità
al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere
ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione
ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA)
almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al
termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.

L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive
che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno
al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da
invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non
fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità
dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che
egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe
potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit.,
p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).

 

                                         Secondo la
giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze
esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi
da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base
temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi
di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di
incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).

 

                               2.4.   Se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una
modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà,
per il futuro, aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o
su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA).

                                         Qualsiasi cambiamento
importante delle circostanze suscettibile di incidere sul grado d’invalidità e,
quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta l’art. 17
LPGA.

                                         La rendita può essere oggetto
di revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello stato di
salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di
guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito una
modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi
pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Una semplice valutazione
diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate,
non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372
consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Per stabilire in una
situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto di vista
temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della
decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia
della nuova decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2; cfr. anche DTF 133 V 108).
Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima
decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V 262, 105 V 30).

 

                                         Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o
parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il
miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in
considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in
caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del
cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da
tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono
applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di
assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STF
29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 pag. 137).

 

                                         Circa gli effetti della
modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad un assegno per
grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI stabilisce che la riduzione o
la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in
atto il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue la notifica
della decisione.

                                         L’art. 88bis cpv. 2 lett. b
OAI prevede che la riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per
grandi invalidi è messa in atto retroattivamente dalla data in cui avvenne la
modificazione determinante se l’erogazione illecita è causa dell’ottenimento
indebito di una prestazione per l’assicurato o se quest’ultimo ha violato
l’obbligo di informare, impostogli ragionevolmente dall’articolo 77 OAI.

 

                               2.5.   Nella
presente fattispecie, a seguito della STCA di rinvio del 21 settembre 2018,
l’Ufficio AI ha ordinato al __________ una perizia pluridisciplinare di decorso.

 

                                         Dal
referto datato 28 gennaio 2020 (doc. 225 incarto AI) risulta che i periti hanno
proceduto al consueto riassunto degli atti (perizia punto no. 2) ed all’anamnesi
(perizia punto no. 3). Hanno poi riportato le costatazioni obiettive (perizia
punto no. 4). Dopo la valutazione internistica eseguita presso il __________, i
periti hanno fatto capo a consultazioni specialistiche esterne, di natura
psichiatrica (dr.ssa med. __________), reumatologica (dr. med. __________) e neurologica
(dr. med. __________).

                                         Sulla
base delle risultanze dei singoli consulti e degli accertamenti eseguiti presso
il citato centro d’accertamento, i periti hanno posto le seguenti diagnosi:

 

" (…)

B.     Diagnosi
rilevanti con e senza ripercussioni sulla capacità lavorativa 

 

B.1   Diagnosi
rilevanti con ripercussioni sulla capacità lavorativa 

 

Disturbo depressivo ricorrente, episodio di media gravita (F
33.1). 

 

Disturbo somatoforme da dolore con fattori somatici e psichici (F
45.41). 

 

Possibili esiti di sofferenza radicolare S1 a sin. (ariflessia achillea,
ipestesia relativa a S1) senza deficit motori oggettivabili.

B.2   Diagnosi
rilevanti senza ripercussioni stilb capacità lavorativa 

 

Sindrome dolorosa cronica nell'ambito di una sintomatologia a
carattere lombovertebrale con: 

 

-       componente
spondilogena alla gamba sin. e stato dopo irritazione della radice di S1 a sin.
nel 2007 per ernia discale L5-S1 lussata cranialmente. 

 

Presenza di un quadro a carattere fibromialgico di tipo primario
con ulteriore estensione della sintomatologia dolorosa in stato dopo incidente della
circolazione in data 31.3.2013. 

 

Possibile ipertensione arteriosa di tipo diastolico (referto da
ricontrollare). 

 

Modico deficit di vitamina D, non sostituito. 

 

Nota dislipidemia, non trattata. 

 

Sovrappeso corporeo. (…)” (pag. 942-943 inc. AI)

                                         

                                         I
periti hanno poi riportato le risultanze delle singole valutazioni
specialistiche (perizia punto A), le cui conclusioni sono il risultato della discussione
tra i periti del __________ e gli specialisti avvenuta il 24 gennaio 2020 alle
ore 11.45 tramite teleconferenza (pag. 936 inc. AI). 

                                         Globalmente
i periti hanno riportato le ripercussioni funzionali:

 

" (…) Le
ripercussioni funzionali sullo stato valetudinario dell'A. si manifestano sul
piano psichiatrico e sul piano neurologico, mentre in ambito reumatologico ed
internistico i reperti e le diagnosi evidenziate non comportano alcun influsso
sulla capacità di lavoro dell'A. 

In ambito psichiatrico, la fragilità personologica con tendenza
alla passività, rassegnazione ed incapacità personale, sono ridotti
nell'affrontare responsabilità. L'A. polarizzato solo sui sintomi fisici
vissuti come altamente limitanti, ciò che ha determinato lo scivolamento verso
una depressione maggiore, seppur ad un livello moderato, determinante tuttavia
la perdita di risorse, intaccando le capacità psichiche residue messe a dura
prova dal dolore cronico. La limitazione della capacità lavorativa dell'A. dal
lato psichiatrico è argomentata dalla condizione di deflessione del tono
dell'umore con caratteristiche d'irritabilità, ansia, ridotta energia, disturbi
dell'attenzione, della concentrazione e della memorizzazione, legati alla facile
affaticabilità in seguito ai disturbi del sonno, causati anche dalla presenza
di dolore cronico, motivo per cui l'A. necessita di pause durante l'attività
lavorativa alfine di ridurre lo stress. 

Dal lato neurologico la presenza di possibili esiti di sofferenza
radicolare sin., senza deficit maggiori, comporta una limitazione causata dai
dolori nel membro inferiore sin., ciò che impedisce all'A. di rimanere a lungo
seduto senza possibilità di alzarsi e di muoversi. (…)” (pag. 943 inc. AI)

 

                                         Essi
hanno concluso che “per l’attività svolta dall’A.  in qualità di operario
“impiantorista” addetto alla mescolatrice, sino al 2008, egli va considerato
abile al lavoro complessivamente nella misura del 60% (attività sull’arco di un
orario lavorativo normale con necessità di varie pause)” (perizia punto G).

 

                                         In
attività adeguate l’assicurato è stato “considerato complessivamente abile
al lavoro nella misura del 60% e ciò a causa della persistenza delle
limitazioni d’ordine psichiatrico” (perizia punto H).

 

                                         I
periti hanno precisato che le uniche limitazioni riscontrate, ossia quelle in
ambito psichiatrico e neurologico, sono essenzialmente “limitazioni di
rendimento per la necessità d’intercalare pause lavorative su un orario di
lavoro normale. In questa situazione le limitazioni dello stato valetudinario
descritte in ambito non vanno sommate bensì integrate, in quanto entrambe
comportano una riduzione del rendimento e pertanto si sovrappongono, prendendo
tutte in considerazione il sintomo principale dell’A., cioè il dolore cronico”
(perizia punto I). 

 

                                         Sono
state poi riportate le evoluzioni delle capacità lavorative sia nell’abituale
attività che in quelle adeguate (perizia punti I.1 e I.2).

 

                                         Dal
punto di vista internistico e neurologico non sono stati proposti provvedimenti
sanitari tali da modificare sostanzialmente il grado di capacità lavorativa
dell’assicurato. È stato raccomandato il prosieguo della presa a carico psichiatrica
e psicofarmacologica per evitare un peggioramento (perizia punto L). 

 

                                         Da
ultimo, i periti hanno concluso che “dopo l’insorgenza del secondo incidente
della circolazione in data 31.3.2016 (il primo risaliva all’8 luglio 2007 n.d.r.),
possiamo affermare che non si è verificato un sostanziale e duraturo
cambiamento dello stato di salute dell’A. tale da giustificare una modifica del
suo stato valetudinario, come argomentato sopra. È subentrato un miglioramento
dal lato psicologico a partire da marzo 2019 in poi.” Tale miglioramento “ha
portato ad un aumento della capacità lavorativa. Dal lato neurologico negli
anni non vi è stata modifica sostanziale del quadro clinico” (perizia punto
M).

 

                                         Con
il presente ricorso l’assicurato contesta il miglioramento duraturo della
situazione valetudinaria, ritenendo invece sopraggiunto un peggioramento della
stessa. Ritiene inoltre come siano state ignorate le patologie ortopediche e
cardiache. A sostegno della sua tesi egli ha prodotto diversi rapporti medici
di cui si riferirà al consid. 2.8).

 

                               2.6.   Per
costante giurisprudenza (cfr. STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di
poter graduare l'invalidità, all'amministrazione (o al giudice in caso di
ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati dal
medico o eventualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo
nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in
quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un
importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora
ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261;
115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314). Spetta in seguito
al consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie,
valutare quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili
(Meyer/Reichmuth, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2014, ad art. 28a,
pag. 389).

 

                                         Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza
dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e
che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per
stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo
di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto bensì il suo
contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF
8C_535/2007 del 25 aprile 2008). 

                                         Nella
DTF 137 V 210 il TF ha concluso che l'acquisizione delle basi mediche per poter
emettere una decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i
SAM nell'assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle
procedure giudiziarie, è di per sé conforme alla Costituzione e alla
Convenzione europea (consid. 2.1-2.3). Contestualmente la nostra Massima
Istanza ha inoltre ritenuto necessario adottare dei correttivi tanto a livello
amministrativo (assegnazione a caso dei mandati; differenze minime delle
tariffe della perizia; miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità
e di controllo e rafforzamento dei diritti di partecipazione; consid. dal 3.2
al 3.3, 3.4.2.6 e 3.4.2.9) quanto a livello dell’autorità giudiziaria (in caso
di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il
Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una
perizia medica i cui costi sono posti a carico dell'assicurazione invalidità;
consid. 4.4.1.3, 4.4.1.4 e 4.4.2).

                                         Se
vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
procedura senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si
fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile
2008).

                                         Va
poi evidenziato che in ragione della diversità dell'incarico assunto (a
scopo di trattamento anziché di perizia), in caso di lite non ci si può di
regola fondare sulla posizione del medico curante, anche se specialista (STF
9C_38/2008 del 15 gennaio 2009, STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid.
5.3), poiché alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il
medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF
8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc);
Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc) e che il solo fatto che uno o
più medici curanti esprimano un’opinione contraddittoria non è sufficiente a
rimettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o
dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20
marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 3.4, entrambe
con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

 

                               2.7.   Per quanto riguarda in
particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica, il
Tribunale federale (TF) ha stabilito che è decisivo al proposito che il danno
sia di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di
valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia
persino intollerabile per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165 = RCC
1977 pag. 169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK
1984 pag. 342, 607; STFA I 148/98 del 29 settembre 1998, pag. 10 consid. 3b;
Locher/Gächter, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 2014, pag. 98).

 

                                         Nella DTF 130 V 352 l’Alta
Corte ha precisato i criteri per poter concludere che un disturbo da dolore
somatoforme (ICD-10; F45.4) provoca un’incapacità di guadagno duratura (sul
tema cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni sociali” in Le perizie
giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008, pagg.
254-257).

 

                                         Nella STF I 770/03 del 16
dicembre 2004, pubblicata in DTF 131 V 49, l'Alta Corte, dopo avere confermato
che l'esame dell'effetto invalidante di un disturbo da dolore somatoforme
richiede una verifica completa della situazione sulla base dei criteri
summenzionati, ha aggiunto che si devono considerare anche gli elementi a
sostegno della non sussistenza dell'obbligo di prestazione sull'assicurazione
per l'invalidità.

                                         Pertanto, se le
limitazioni nell'esercizio di un'attività risultano da un'esagerazione dei
sintomi o simili, di regola non sussiste un danno alla salute che dà diritto a
prestazioni dell'assicurazione. Questa situazione è data quando: vi è una
notevole discrepanza tra i dolori descritti e il comportamento
osservato/l'anamnesi; l'assicurato afferma di essere afflitto da dolori
intensi, ma li caratterizza in modo vago; l'assicurato non fa richiesta di cure
mediche o terapie; i lamenti dell'assicurato sembrano ostentati e quindi poco
credibili al perito; l'assicurato sostiene di subire gravi limitazioni nella
vita quotidiana, nonostante il contesto psicosociale sia pressoché intatto
(Kopp/Willi/Klipstein, Im Graubereich zwischen Körper, Psyche und sozialen
Schwierigkeiten, in: Schweizerische Medizinische Wochenschrift 1997, pag. 1434,
con riferimento ad uno studio approfondito di Winchkler e Foerster).

 

                                         Con due sentenze
8C_841/2016 e 8C_130/2017 del 30 novembre, 2017 pubblicate in DTF 143 V 409 e
143 V 418, il Tribunale federale ha stabilito che la giurisprudenza sviluppata
per i dolori somatoformi persistenti secondo cui la reale capacità lavorativa e
di rendimento della persona interessata siano da accertare alla luce di indicatori,
troverà in futuro applicazione per tutte le malattie psichiche. Ciò significa,
in particolare per depressioni lievi fino a medio-gravi, che non avrà più il
medesimo significato il precedente criterio della “resistenza alle terapie”
come condizione necessaria per la concessione di una rendita AI (cfr.
comunicato stampa del Tribunale federale del 14 dicembre 2017).

 

                               2.8.   Nell’evenienza
concreta, questo Tribunale non può che confermare la perizia del __________, che va considerata dettagliata, approfondita e quindi
rispecchiante i parametri giurisprudenziali ricordati al consid. 2.6.

Non
vi sono in effetti ragioni per scostarsi dalle convincenti e approfondite
considerazioni espresse dai periti i quali hanno anche considerato tutta la
documentazione medica agli atti e l’insorgente non ha prodotto alcun atto
medico idoneo a mettere in dubbio le conclusioni a cui è giunto il __________.

                                         

                            2.8.1.   Come
visto, il miglioramento è dovuto essenzialmente a motivi psichiatrici.

 

                                         Nel rapporto 13 giugno
2019 la dr.ssa med. __________
ha in primo luogo escluso un peggioramento psichico successivo all’incidente
del marzo 2016, occorso dopo la perizia 29 dicembre 2015 della dr.ssa __________:

 

" (…) Nonostante
agli atti ritrovo che viene segnalato un peggioramento anche psichico, dopo l'incidente
del 2016, dalla mia valutazione clinica, non trovo nessun peggioramento dalla
valutazione del 2015, in quanto permangono sì le caratteristiche di sintomi e
segni depressivi, come sopra esposti, ma non di estrema gravità, collocabili
in una patologia di media gravità, seppur con ridotta socialità, ma a mio
parere fa parte delle caratteristiche di personalità dell'A. di essere da
sempre poco socievole, più rivolto al soddisfacimento di sé e dei propri
bisogni. Ma dal colloquio si evince che è ancora capace di esercitare il suo
ruolo genitoriale, di avere anche se piccola una speranza di miglioramento
delle sue condizioni e di saper seguire la quotidianità finalizzata alle cure,
va in fisioterapia, ai Colloqui psichiatrici e psicologici, va in bicicletta,
va a fare passeggiate. (…)” (sottolineature del redattore, pag. 970 inc.
AI)

 

                                         La perita ha poi
evidenziato:

 

" (…) Il
percorso terapeutico psichiatrico, dal 2016 si è intensificato, con
l'introduzione della terapia psicofarmacologica, a mio parere un poco sotto
dosata, e da monitorare nella sua corretta assunzione, bene l’affiancamento di un
sostegno psicologico e di assistenza sociale, questo a mio parere ha impedito
l'aggravarsi delle condizioni psichiche in relazione al dichiarato
peggioramento somatiche, che saranno i colleghi somatisti a valutare. La
prognosi non è orientata alla guarigione, ma presumibilmente rimane
stazionaria, vista anche la mancanza di insight, e non riconoscimento del mondo
interno che sviluppa una dissociazione somatica, facendogli vivere i sentimenti
di inutilità di bassa autostima, sul corpo. (…)” (pag. 970 inc. AI)

 

                                         La specialista ha pertanto
ritenuto un’inabilità del 30% in qualsiasi attività, confermando “… che la
riduzione della capacità lavorativa psichiatrica inizia a partire dal settembre
2014 e a mio parere si mantiene come descritto dalla Dr.ssa __________ al 50%
sino all’introduzione della terapia psicofarmacologica, nel marzo 2019, con un
miglioramento a mio parere delle condizioni psicopatologica” (pag. 971 inc.
AI). 

 

                                         In sede di ricorso l’assicurato
ha prodotto il rapporto 2 settembre 2020 del dr. med. __________. Poste sostanzialmente
le medesime diagnosi di quelle del __________ (in particolare per quel che
concerne la sindrome depressiva ricorrente in episodio di media gravità), lo
psichiatra curante ha proceduto ad una valutazione del paziente:

 

" Nello
specifico siamo confrontati con un paziente curato nell'aspetto e nell'igiene.
La mimica e la gestualità sono tuttora caratterizzate nel lasciar trasparire
stati di nervosismo ed inerzia.

L'orientamento verso i vari domini è conservato, purtuttavia le
capacità di giudizio e critica sono severamente alterate e, questo a causa in
prevalenza della struttura di personalità di cui è portatore e caratterizzata
da un dominio alloplastico rilevante. Quest'ultime capacità appaiono oltremodo
inficiante anche dallo stato affettivo e da quanto di relativo al circuito
dell'ansia. La gestione della propria emotività coadiuvata al controllo degli
impulsi appare come scarsa e, questo legato anche alle capacità di
significazione proprie di un registro simbolico anch'esso alterato.

Per le questioni sopra esposte anche il funzionamento cognitivo
appare come scarso e pregiudicato, per contro l'intelligenza appare come
adeguata al livello sociale e culturale. Il linguaggio permane come sintono
alle oscillazioni timiche come anche il flusso del pensiero. Il suo contenuto è
composto da questioni di ordine ossessivo che pregiudicano, proprio a causa del
loro carattere prevalente, il controllo degli impulsi unitamente alle capacità
di critica e giudizio su specificate.

Dal profilo timico si denota tuttora la presenza di uno stato
emotivo orientato verso il polo negativo con sintomatologia biologica annessa.

Il circuito dell'ansia appare come generalizzato alla pluralità
degli aspetti della vita con tuttora presenti manifestazioni epifenomeniche di
tipologia conversiva e diametralmente opposte alle questioni pulsionali
rimosse. Tutto ciò risulta anche determinato dalle capacità di tolleranza alla
frustrazione, le quali sia per questioni di struttura psichica, sia per loro
carenza ed esaurimento delle risorse ad esse deputate, risultano incapaci di
mediare e modulare in forma economica le proprie istanze.

La partecipazione emotiva alle circostanze della vita ne risulta
come evidentemente compromessa e, questo a causa del funzionamento generale il
quale è nella sua totalità mal adattivo.

Il ritmo del sonno appare alterato nelle sue varie fasi, questo
anche coadiuvato alle problematiche di ordine somatico, le quali concorrono nell’esacerbare
il ritmo intero, il quale non permette il normale e funzionale recupero delle
risorse necessarie e sufficienti per affrontare quanto la vita quotidianamente
presenta.”

 

                                         Lo psichiatra curante ha
poi concluso che “quanto su indicato è responsabile dell’I.L. precedente ed
in essere, rispettivamente di intendersi essa come pregiudicante il
funzionamento generale nella misura del 100% nei confronti della totalità delle
professioni altamente sfavorevole. In relazione al recente decorso appare
sempre più evidente come di fondo siano manchevoli i presupposti più basilare
anche per una remissione di parziale tipologia e, questo deputato ai severi
limiti della propria struttura” (doc. B4).

                                         Infine, nel rapporto 4
dicembre 2020 lo psichiatra curante ha ribadito la piena abilità lavorativa del
suo paziente (XVIII/2).

 

                                         Va qui fatto presente che
la situazione valetudinaria sopra esposta corrisponde sostanzialmente a quanto
lo psichiatra curante aveva indicato nel rapporto 8 aprile 2019 all’Ufficio AI,
valutato nell’ambito della perizia pluridisciplinare (cfr. perizia pag. 14). In
quel referto il dr. med. __________ aveva “apprezzato un progressivo e
costante peggioramento del quadro affettivo in plurimi episodi depressivi con
sintomatologia biologica annesso in plurimi episodi depressivi annessa in uno
spettro asiogeno anch’esso alterato e pervasivo alla pluralità degli aspetti
della vista con manifestazioni istero conversive associate in un paziente a
rischio elevato potenziale autodistruttivo in discontrollo emotivo” e
concluso per un’incapacità lavorativa al 100% in tutte le professioni (doc. 210
inc. AI). 

                                         Inoltre, già nel rapporto 11
marzo 2015 lo psichiatra curante aveva sostenuto una totale inabilità
lavorativa (doc. 147 inc. AI), che tuttavia non è stata confermata dalla dr.ssa
med. __________ nella perizia 29 settembre 2019. Infatti, come visto, la perita
– che aveva considerato il succitato rapporto (cfr. elenco atti, pag. 665 inc.
AI) – ha valutato un’inabilità del 50%. 

                                         In queste circostanze, contrariamente
a quanto sostenuto dall’assicurato, non è verosimile che sia sopraggiunto un
peggioramento extra-somatico.

                                         Viste le convincenti
motivazioni della dr.ssa med. __________, non vi è alcun motivo per non
confermare il miglioramento psichico, dovuto, come visto, all’intensificazione
del percorso terapeutico con l'introduzione della terapia psicofarmacologica.

 

                            2.8.2.   Dal punto di vista neurologico,
nel rapporto 29 aprile 2019 il dr. med. __________ non ha riscontrato una
modifica rispetto alla sua precedente valutazione eseguita nell’ambito della
perizia __________ del 2014 e confermato pertanto un’inabilità del 30%
nell’abituale attività ed almeno un’abilità del 70% in attività adeguate (pagg.
991 – 997 inc. AI). Con complementi del 24 luglio 2019 e 27 novembre 2019 il
perito ha esaminato le valutazioni neurologiche ambulatoriali eseguite dalla
dr.ssa med. __________ 22 maggio 2019 e 7 novembre 2019 e confermato le sue
conclusioni peritali dell’aprile 2019 (pag. 1000 e 998 inc. AI).

                                         

                                         Con il ricorso
l’assicurato ha allegato il rapporto 31 agosto 2020 della succitata neurologa
curante in cui sono state indicate le note diagnosi d’ordine neurologico, i
risultati relativi alle ENMG (elettromiografie) del 9 settembre 2016 e del 22
maggio 2019, alla RM cervicale del 7 maggio 2019 ed alla RM cerebrale del 4
settembre 2017 (doc. B5). Nell’altro rapporto, datato 3 settembre 2020 e
prodotto con il gravame, la neurologa curante ha sostenuto che “per quanto
concerne la recente perizia pluridisciplinare, ritengo il paziente inabile in
una attività lavorativa al 100% a medio e lungo termine per le varie
problematiche neurologiche, come elencate nella mia ultima valutazione del
13.07.2020” (doc. B6). Va fatto presente che la dr.ssa med. __________ non
ha spiegato i motivi per cui si discosta dalla valutazione del perito
neurologo. Va del resto ricordato che nei complementi peritali 24 luglio 2019 e
27 novembre 2019 il dr. __________ ha esaminato i reperti di maggio 2019
eseguiti dopo la sua perizia neurologica, riportati nel rapporto 31 agosto 2020
dalla neurologa curante.

                                          

                            2.8.3.   Nel rapporto 8 ottobre 2020 la
dr.ssa med. __________, Caposervizio di cardiologia al __________, oltre
all’ipertensione arteriosa non controllata, ha posto la diagnosi di sindrome di
Brugada (doc. B7). A tal riguardo nelle citate annotazioni 17 novembre 2020 il
dr. __________ del SMR ha sostenuto che il “sospetto di una possibile
sindrome di Brugada non comporta una IL ma riveste un fattore a rischio per
problematica cardiaca”. Valutazione che è stata confermata dal
medico curante dr. __________. Nel rapporto 7 dicembre 2020, non concordando
con il miglioramento delle condizioni di salute del suo paziente, egli ha rimarcato
che: “per quanto riguarda la problematica cardiaca la valutazione del Dr. __________
mi sembra corretta, gli esami (la coronografica) hanno escluso una cardiopatia
ischemica, è stata riscontrata una patologia, la sindrome di Brugada la quale
rappresenta un fattore di rischio per la salute ma non implica di per sé una
incapacità lavorativa” (XIV/1).

 

                            2.8.4.   Visto quanto sopra, questo TCA
può prestare adesione alle conclusioni 17 novembre 2020 del SMR, ossia che “l’attuale
documentazione presentata in sede di ricorso non depone per una sostanziale
modifica dello stato di salute dell’assicurato rispetto alla situazione
presente in occasione della valutazione peritale pluridisciplinare”
(XIII/1).

                                         Per questi motivi, visto
quanto sopra, è da ritenere con il grado di verosimiglianza preponderante
valido nell’assicurazione sociali (fra le tante: DTF 139 V 218
consid. 5.3) che – escluso un peggioramento neurologico e psichiatrico e ritenuta
l’assenza di una patologia cardiaca invalidante – vi è stato invece un durevole
miglioramento della situazione valetudinaria. Globalmente, come concluso dai
periti __________, dal marzo 2019 l’assicurato è da considerare inabile al 40%
sia nell’abituale professione che in altre attività adeguate. 

 

                               2.9.   Dal
punto di vista economico va detto che con rapporto 14 aprile 2020 il Consulente
AI ha ritenuto come l’assicurato, abile al 60% in tutte le attività, sfrutti al
meglio la sua residua capacità lavorativa nell’abituale attività e che quindi il
grado d’incapacità lavorativa del 40% corrisponde al grado d’invalidità della
stessa percentuale.

                                         Il
consulente ha non ha proceduto al raffronto dei redditi (cfr. consid. 2.2), ma correttamente
ha applicato il cosiddetto 

metodo di confronto percentuale dei redditi (DTF 137 V 337
consid. 3.1.1 con riferimento a DTF 114 V 313 consid. 3a e riferimenti; STF
9C_225/2016 del 14 luglio 2016; STF 9C_856/ 2010 del 27 giugno 2011; STFA I
759/2005 del 21 agosto 2006; cfr. anche STCA 32.2016.68 del 28 agosto 2017;
STCA 32.2016.80 del 6 aprile 2017; STCA 32.2012.28 del 5 novembre 2012; STCA
32.2011.21 dell'11 luglio 2011; STCA 32.2010.209 del 13 gennaio 2011; STCA
32.2010.69 del 9 dicembre 2010).

In effetti, secondo la giurisprudenza, se il danno alla salute non
è tale - come nel caso concreto - da imporre un cambiamento di professione, di
regola il giudizio sull'incapacità al guadagno non esprimerà valori superiori
all'incapacità lavorativa indicata dal medico. Questo perché si suppone che
esplicando tutto l'impegno professionale che la restante capacità lavorativa medico-teorica
ancora permette di sviluppare, l'assicurato esprima una capacità di guadagno
della medesima proporzione (RAMI 1993 pag. 100; DTF 114 V 313, consid. 3b; STCA
del 21 marzo 1995 nella causa S. F., STCA del 31 maggio 1995 nella causa E.
D.).

 

Pertanto, come riportato nella decisione contestata, “… dal
momento che l’assicurato non avrebbe potuto meglio valorizzare la capacità
lavorativa residua in attività alternative, si ritiene che alle inabilità
lavorative succitate accertate nell’abituale professione corrisponda un grado
d’invalidità della medesima entità, ovvero un grado del 40%”. 

 

Ne consegue che la riduzione della mezza rendita ad un quarto, con
effetto dal 1° settembre 2020 (il primo giorno del secondo mese che segue la
notifica della decisione ai sensi dell’art. 88bis cpv. 2 OAI), merita
confermata. Il ricorso va pertanto respinto. 

 

                             2.10.   Secondo l'art. 29 cpv. 2 Lptca
e l'art. 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie
relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale
cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.

                                         L'entità delle spese è
determinata fra fr. 200.- e fr. 1'000.- in funzione delle spese di procedura e
senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile
2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

 

                                         Visto l’esito della
vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente, il quale
ha tuttavia chiesto di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria
con gratuito patrocinio. 

 

                             2.11.   Ai sensi dell’art. 61 lett. f
LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il diritto di
farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere
diritto al gratuito patrocinio. I presupposti del diritto alla concessione
dell’assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto federale,
mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto cantonale (DTF
110 V 362).

 

                                         I presupposti (cumulativi)
per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in principio dati se
l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato è necessario o
perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di esito positivo (DTF
125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).

 

                                         L’istante va considerato
indigente quando non è in grado di assumere le spese legate alla difesa dei
suoi interessi, senza intaccare il minimo indispensabile al suo mantenimento e
a quello della sua famiglia (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 119 Ia 11ss.;
DTF 103 Ia 100). Per determinare se ciò è il caso vanno presi in considerazione
i redditi del richiedente e delle persone che hanno un obbligo di mantenimento
nei suoi confronti (DTF 115 V 195, il coniuge o i genitori). L’obbligo dello
Stato di accordare l’assistenza giudiziaria è in effetti sussidiario
all'obbligo di mantenimento derivante dal diritto di famiglia (DTF 119 Ia
11ss.). 

 

                                         Il limite per ammettere
uno stato di bisogno ai sensi delle disposizioni sull’assistenza giudiziaria è
superiore al minimo di esistenza determinato ai fini del diritto esecutivo (SVR
1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48 consid. 7c). All’importo base LEF va
applicato un supplemento variante fra il 15% e il 25% (cfr. STFA del 20
settembre 2004 nella causa F., U 102/04).

                                         L’indigenza processuale è
data ove il richiedente non disponga di più mezzi di quelli necessari per il
mantenimento normale e modesto della famiglia (cfr. RAMI 1996 N. U 254 pag. 209
consid. 2).

 

                                         L’attestato municipale
sullo stato di indigenza ha per il Giudice soltanto valore indicativo.

                                         Nella commisurazione della
capacità patrimoniale del richiedente va considerata anche l’eventuale sostanza
e non unicamente i redditi conseguiti. Secondo l’Alta Corte infatti si tiene
conto dell’intera situazione economica della famiglia. La sostanza deve
tuttavia essere disponibile al momento della litispendenza del processo o per
lo meno a partire dal momento in cui è presentata l’istanza e non solo alla
fine della procedura (cfr. DTF 119 Ia 12 consid. 5; DTF 118 Ia 369ss).

                                         Generalmente dal punto di
vista temporale lo stato di bisogno dell’istante va determinato secondo la
situazione esistente al momento della decisione (SVR 1998 UV Nr. 11 consid.
4a). L’assistenza giudiziaria può essere tuttavia concessa anche con effetto
retroattivo nella misura in cui i relativi presupposti sono adempiuti (cfr. SVR
2000 UV Nr. 3).

 

                                         Nel caso di specie il
ricorrente, coniugato, abita in un appartamento di 4 locali e mezzo insieme
alla moglie ed al figlio maggiorenne (classe 2001).

 

                                         Dal certificato per
l’ammissione all’assistenza giudiziaria (doc. XII/1), in particolare dal relativo
calcolo del fabbisogno eseguito dal competente ufficio comunale risulta che
annualmente l’assicurato percepisce fr. 38'448.- di rendita AI e di PC ed una
rendita per il figlio __________ pari a fr. 5'172.--. Il figlio maggiorenne percepisce
annualmente un salario di fr. 10'362.--. 

                                         Dalla stessa tabella di
calcolo risulta un affitto annuo di fr. 11'160.-- e premi cassa malati dei
coniugi di complessivi fr. 717 (279 + 438). 

                                         Complessivamente
l’insorgente, insieme alla moglie, hanno fr. 38'448.-- di entrate all’anno.

 

                                         Da questo importo va in
primo luogo dedotto l’ammontare base per coniugi pari a fr. 1'700.--, pari a
fr. 20'400.-- annui secondo la Tabella per il calcolo del minimo
di esistenza ai fini esecutivi (edita dalla CEF, quale autorità cantonale di
vigilanza, stato 1° settembre 2009). In seguito occorre dedurre il
supplemento del 20% (media 15%25%), ossia fr. 4’080, sul fabbisogno minimo
secondo la citata giurisprudenza (STF U 102/04 del 20 settembre 2004). 

                                         

                                         Dai fr. 38'448.-- vanno dedotti
complessivamente fr. 36’357.-- (11'160.-- + 717 + 20'400 + 4’080) per un’eccedenza
annua di fr. 2’091.--. Con un’eccedenza mensile di fr. 174,25 il ricorrente può
essere considerato indigente. 

 

                                         Ritenuto inoltre che
l’assicurato non possiede le necessarie conoscenze giuridiche e che il
ricorso non appariva, ad un sommario esame iniziale, del tutto privo di
possibilità di esito sfavorevole, la domanda di assistenza giudiziaria con
gratuito patrocinio merita accoglimento, riservato l'obbligo di rimborso,
qualora la situazione economica dell'assicurata dovesse in futuro migliorare
(DTF 124 V 309, 122 I 5; art. 6 Lag). 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

1.    Il ricorso è respinto.

 

2.    L’istanza di assistenza
giudiziaria con gratuito patrocinio è accolta.

 

3.    Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese, per complessivi fr. 500.--,
sono a carico del ricorrente. A seguito della concessione dell'assistenza
giudiziaria esse sono per il momento assunte dallo Stato.

                                         

                                   4.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                  Gianluca
Menghetti