# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 960d0f63-1f19-5909-8862-5503adeee648
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-07-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 07.07.1999 15.1999.69
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1999-69_1999-07-07.html

## Full Text

Incarto n.

  15.99.00069

  	
  Lugano

  7 luglio 1999/FA/fc/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
nel procedimento disciplinare promosso su segnalazione/denuncia 5 aprile 1999
di

 

	
   

   

  	
   __________

  
	
   

  	
   

   contro

  	 

 

	
   

   

  	
   __________

  

                                          nella
sua qualità di funzionario dell'Ufficio esecuzione __________

 

visto                                  lo
scritto 19 aprile 1999, con il quale il Procuratore pubblico __________ ha trasmesso
alla CEF la segnalazione pervenuta al Ministero pubblico, non ravvisando gli
estremi di un reato penale;

 

richiamato                       il
verbale 29 aprile 1999 di audizione di __________;

 

 

ritenuto 

 

in fatto:                 A.      Con
denuncia 5 aprile 1999 __________ ha accusato __________ di aver sostituito i
cilindri, nell'ambito di un'esecuzione nei suoi confronti, del suo appartamento
a __________, lasciandolo praticamente sulla strada, senza vestiti né effetti
personali. A suo dire, per i beni pignorati, tra cui un tappeto del valore di
fr. 42'000.–, uno svizzero tedesco avrebbe offerto fr. 30'000.–, rifiutati da
__________ che avrebbe realizzato gli oggetti per soli fr. 7'000.–. Il
funzionario avrebbe poi rubato una barca. Per tutto ciò l'UE di __________
dovrebbe essere astretto a versargli fr. 80'000.– a titolo di risarcimento
danni.

 

                                B.      Interrogato
il 29 aprile 1999, il segnalato ha negato in toto gli addebiti, precisando che
mai l'ufficio ebbe a sostituire i cilindri, che nessuna barca venne mai
rinvenuta né tanto meno pignorata. __________ non ricorda di aver ricevuto
un'offerta di acquisto dei beni pignorati, che d'altra parte avrebbe potuto
benissimo essere formulata in occasione dell'asta.

 

 

Considerato 

 

in diritto:               1.      La
Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale Autorità
disciplinare è competente ex art. 11 LALEF a determinarsi sulle sanzioni
disciplinari - previste dall'art. 14 cpv. 2 LEF - da infliggere ai funzionari e
impiegati dell'Ufficio d'esecuzione e fallimenti nell'esercizio delle loro
funzioni istituzionali. La misura disciplinare implica criteri di adeguatezza
in stretto rapporto con l'organizzazione degli uffici di esecuzione e
fallimenti, di competenza esclusiva dei Cantoni in conformità dell'art. 2 cpv.
5 LEF. Sugli aspetti procedurali, cfr. Flavio
Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.5 all'art. 3 LPR, con
il rilievo che il denunciante non assume qualità di parte.

 

                                2.      Dall'esame
degli atti dell'incarto di cui al gruppo di esecuzione n. 1495 nei confronti di
__________ traspare che il 28 aprile 1993 __________ e il cursore __________
hanno eseguito il pignoramento dei beni contenuti nell'appartamento di
__________. Sul verbale di pignoramento risulta che le chiavi dell'appartamento
sono state riconsegnate al signor __________ della __________, che le aveva
messe a disposizione. Successivamente, il 4 maggio 1993, __________ ha allestito
un inventario di ritenzione su richiesta della comunione dei comproprietari del
Condominio __________, che vantava crediti per contributi condominiali nei confronti
dell'escusso, riprendendo i dati del precedente pignoramento; nessuno si è più
recato sul posto. Non vi è agli atti traccia della presunta sostituzione dei
cilindri. 

                                          Con
lettera 25 aprile 1994 __________ ha chiesto all'UE di __________ di ragguagliarlo
circa il destino di una barca di proprietà di certo signor __________. Il 13
giugno 1994 l'ufficio ha risposto di ignorare l'ubicazione dell'imbarcazione,
già di proprietà dell'escusso, che l'Ufficio della circolazione indicava da
tempo priva di targhe e che non aveva potuto essere pignorata in quanto irreperibile.

                                          Gli
oggetti pignorati sono stati regolarmente realizzati il 4 luglio 1994 per
l'importo totale di fr. 7'806.– a diversi acquirenti, nessuno ha fatto
un'offerta di acquisto in blocco, tanto meno di fr. 30'000.–.

 

                                3.      In
conclusione l'istruttoria non ha permesso di evidenziare nessuna violazione dei
doveri di ufficio da parte del funzionario __________. Non è emerso il benché minimo
indizio a suffragio delle tesi del segnalante. Non vi è quindi spazio per
misure disciplinari ex art. 14 cpv. 2 LEF.

 

 

 

Richiamati gli art.
14 cpv. 2 LEF e 11 LALEF,

 

 

pronuncia:           1.      La
segnalazione/denuncia 5 aprile 1999 di __________, è evasa nel senso che è
accertata l'inesistenza dei presupposti per qualsivoglia sanzione disciplinare
nei confronti di __________.

 

                                2.      Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                3.      Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                4.      Intimazione
a:

                                          –      __________

                                          Comunicazione
a:

                                          –      UEF
__________;

                                          –      Dipartimento
delle istituzioni, Divisione della giustizia, Bellinzona.

 

 

Per la Camera
di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità
di vigilanza

Il presidente                                                                          
La segretaria