# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c3834261-ce63-5d3d-9369-a96a1d819345
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-07-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 02.07.1998 80.1997.217
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-1997-217_1998-07-02.html

## Full Text

Incarto n.

  80.97.00217

  AA/AP

  	
  Lugano

  2 luglio 1998

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto
  tributario del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro
  Soldini, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

   

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Andrea
  Pedroli

  

 

statuendo
sul ricorso dell’11 dicembre 1997

 

in
materia di:                 IC/IFD 93/94 e 95/96

 

	
  presentato
  da:

  	
  __________
  __________ __________, __________
  __________, 

  rappr.
  da: __________. __________, __________ __________ __________ __________, 

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto

 

 

in
fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   Nella dichiarazione
d'imposta IC/IFD 1993-94 __________ __________ __________, di professione
__________, dichiarava redditi, al lordo delle deduzioni, per fr. 61'871.– di
media annua. Dopo analisi del dispendio del contribuente negli anni di computo,
l'Ufficio di tassazione aggiungeva ai redditi dichiarati un reddito d'altra
fonte di fr. 80'000.– di media annua (cfr. notifica della tassazione del 29 settembre
1995), che veniva poi ridotto, a seguito del reclamo presentato dall'interessato,
a fr. 75'000.– (cfr. decisione su reclamo del 17 novembre 1997). Le uscite del
biennio di computo, comprese le spese per vivere, superavano infatti le entrate
di ben fr. 150'000.–. Tra le uscite venivano in particolare considerati i
seguenti importi: fr. 65'240.– per l'affitto, fr. 98'000.– per l'acquisto di
azioni e fr. 24'000.– per un anticipo relativo all'acquisto di un'automobile.

 

 

                                   2.   Analoga la
situazione nel periodo fiscale successivo. Nella dichiarazione d'imposta IC/IFD
1995-96 __________ __________ __________ dichiarava redditi, al lordo delle
deduzioni, per fr. 78'585.– di media annua. Dopo analisi del dispendio del contribuente
negli anni di computo, l'Ufficio di tassazione aggiungeva ai redditi dichiarati
un reddito d'altra fonte di fr. 20'000.– di media annua (cfr. notifica della
tassazione del 18 settembre 1995), che veniva poi aumentato, a seguito del
reclamo presentato dall'interessato, a fr. 117'000.– (cfr. decisione su reclamo
del 24 novembre 1997). Infatti, le uscite del biennio di computo, comprese le
spese per vivere, superavano, dopo più attenta analisi del dispendio a seguito
della verifica fiscale effettuata presso la __________ __________ __________ di
__________, le entrate di ben fr. 179'000.–, cui andavano aggiunte una ripresa
di fr. 40'000.– sull'affitto considerato eccessivo e di fr. 15'000.–. per
vantaggi goduti nella __________ __________ __________. Tra le uscite venivano
in particolare considerati i seguenti importi: fr. 48'000.– per l'affitto
privato e fr. 298'000.– l'aumento dei titoli.

 

 

                                   3.   Con ricorso dell'11
dicembre 1997 __________ __________ __________, assistito dall'Ufficio
fiduciario __________ __________ chiede l'annullamento delle decisioni su
reclamo 1993-94 e 1995-96, come pure delle relative tassazioni e l'imposizione
in base a quanto dichiarato.

                                         Per quanto concerne la
tassazione IC/IFD 1993-94 rileva in particolare:

                                         -  che
sull'ammontare di fr. 65'240.– pagato per l'affitto, la __________, di cui non
è azionista, gli ha rimborsato fr. 52'000.– in considerazione dell'uso
effettivo dell'appartamento per l'attività della società;

                                         -  che
la vettura, per la quale l'UT ha effettuato una ripresa di fr. 24'000.–, è di
proprietà della signora __________ -__________ e che l'automobile viene usata
principalmente per scopi aziendali;

                                         -  che
le azioni della __________ sono state sottoscritte a titolo fiduciario per
conto di terzi domiciliati all'estero e ne espone i motivi.

                                         Per quanto concerne la
tassazione IC/IFD 1995-96 richiama, in relazione alle riprese derivanti dalla
__________ __________, l'accordo raggiunto in sede di tassazione della persona
giuridica. Contesta poi la ripresa di ca. fr. 298'000.– per aumento titoli,
poiché, per i motivi esposti nel ricorso, i titoli apparterrebbero al signor
__________, proprietario economico della persona giuridica.

                                         In altre parole, il
ricorrente chiede il riconoscimento del rapporto fiduciario tra di lui e il
signor __________ sia in relazione alla sottoscrizione di 98 azioni della
__________ sia in relazione alla relazione bancaria con un istituto di credito
di __________.

 

 

                                   4.   Nelle proprie
osservazioni del 9 febbraio 1998, la Divisione cantonale delle contribuzioni
propone per contro di respingere il ricorso. Dopo aver ricordato le condizioni
del riconoscimento di un contratto fiduciario poste dal Promemoria dell'AFC del
1987, rileva che il contribuente non ha provato in modo ineccepibile
l'esistenza di tale rapporto, non bastando al riguardo i vincoli d'amicizia che
lo legavano al signor __________, di cui ha poi sposato la figlia. Nemmeno una
dichiarazione a posteriori del signor __________ sarebbe sufficiente a provare
retrospettivamente l'esistenza del rapporto fiduciario (Rep. 1984 p. 117; RTT
1968 p. 22).

                                         Richiama poi una
dichiarazione rilasciata il 9 giugno 1995 dal ricorrente, che dichiara che i
detentori delle azioni al portatore non intendono rivelare "per ovvi
motivi" la loro entità, traendo la conclusione che il rapporto fiduciario
non potrebbe essere riconosciuto anche per una ragione materiale e, meglio, per
il fatto che miri a eludere le imposte svizzere o straniere.

                                         Analoghe considerazioni
valgono, secondo la Divisione cantonale delle contribuzioni, anche per la
relazione bancaria con un Istituto di credito di __________.

 

 

                                   5.   All'udienza del 10
marzo 1998, le parti si sono riconfermate nelle rispettive posizioni. Il
ricorrente si è riservato di produrre una dichiarazione del dott. __________, a
suo tempo direttore dell’ufficio di revisione della __________, mentre la
Divisione delle contribuzioni gli ha chiesto di produrre copia dell’inventario
relativo alla successione del signor __________, preteso fiduciante.

                                         La dichiarazione del sig.
__________ è pervenuta in data 14 aprile 1998, unitamente alla replica del
ricorrente.

                                         Il 5 maggio 1998 è quindi
stata inoltrata la duplica dell’autorità fiscale.

 

 

                                   6.   6.1.

                                         L'art. 130 cpv. 2 LIFD
consente all'autorità di tassazione di procedere ad una tassazione d'ufficio
se, nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi procedurali
oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per
mancanza di documenti attendibili. L'autorità fiscale potrà tener conto di
coefficienti sperimentali, dell'evoluzione patrimoniale e del tenore di vita
del contribuente. La legge precisa ancora che l'autorità deve effettuare una
"valutazione coscienziosa".

                                         La tassazione d'ufficio
sostituisce quella ordinaria, che si fonda su un esauriente accertamento dei
fatti. La valutazione cui procede l'autorità fiscale si basa invece su
considerazioni di verosimiglianza, il più possibile vicine alla verità (Zweifel,
Die Sachverhaltsermittlung im Steuerveranlagungsverfahren, Zurigo 1989, p. 120 ss.;
Känzig/Behnisch, Direkte Bundessteuer, II ediz., vol. III, Basilea 1992, n.
3 ad art. 92 DIFD, p. 163).

 

                                         6.2.

                                         Analogamente a quanto
previsto dalla LIFD, anche l'art. 204 cpv. 2 LT prevede che l'autorità di
tassazione esegua la tassazione in base a una valutazione coscienziosa, se,
nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi procedurali
oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per
mancanza di documenti attendibili. L'autorità fiscale potrà tener conto di
coefficienti sperimentali, dell'evoluzione patrimoniale e del tenore di vita
del contribuente.

 

                                         6.3.                                                                          

                                         Sulla base del confronto
fra le spese sostenute nel periodo di computo e le entrate dichiarate nello
stesso lasso di tempo, l’autorità di tassazione ha aggiunto a quelli dichiarati
un reddito d’altra fonte di fr. 75’000.– per il periodo fiscale 1993/94 e di
fr. 117’000.– per il periodo fiscale 1995/96.

                                         Ai calcoli del dispendio
su cui si fondano le decisioni dell’autorità fiscale il ricorrente ne oppone
uno proprio, che si fonda sostanzialmente sui seguenti presupposti:

                                         •  che
la sottoscrizione delle 98 azioni della __________ e l’aumento dei titoli intervenuto
nel biennio 1993/94 siano avvenuti a titolo fiduciario e che pertanto il capitale
servito a tal fine provenga da un’altra persona;

                                         •  che
l’automobile sia stata acquistata con mezzi di terze persone e sia da lui usata
solo per scopi aziendali;

                                         •  che
dalle spese per l’affitto dell’appartamento a sua disposizione debba essere
dedotto un importo di fr. 52’000.–, corrispondente al rimborso proveniente
dalla __________.

 

 

                                   7.   La prima questione
con la quale è necessario confrontarsi, di fronte al ricorso in esame, è quella
dell’esistenza del preteso rapporto fiduciario fra i signori __________ e
__________, che giustificherebbe la disponibilità da parte del primo del
capitale necessario per la sottoscrizione delle azioni della __________
__________ e per l’aumento del capitale in titoli intervenuto nel biennio
1993/94. 

 

                                         7.1.

                                         Secondo la costante prassi
cantonale e federale, non può essere presa in considerazione l’affermazione di
un contribuente, secondo cui un negozio giuridico concluso in nome proprio è
stato stipulato fiduciariamente per conto di un terzo, a meno che il rapporto
fiduciario non sia provato in modo ineccepibile. Ciò vale in particolar modo
quando il fiduciante è domiciliato all’estero (ASA 49 p. 211; 35 p. 432
; 25 p. 378; DTF 70 I 47; StE 1989 B 101.2 N 7). Infatti, in
quest’ultimo caso, non si potrebbe fare conseguire dall’esenzione del
fiduciario l’imposizione del fiduciante; sarebbe dunque favorito il dilagare
della frode fiscale (ASA 35 p. 432; STF del 6 gennaio 1995 in re
L.F. e F. Anstalt e ref. citate; RDAT II–1994 n. 11t).I presupposti per
la prova ineccepibile della sussistenza di un rapporto fiduciario sono stati definiti
dall’AFC in due promemoria, relativi l’uno ai c.d. “conti fiduciari” e l’altro
ai rapporti fiduciari in generale (i promemoria in questione sono pubblicati in
Masshardt/Tatti, Commentario IFD, Lugano 1985 p. 16 s.). Si tratta in
particolare delle condizioni seguenti (Maillard, Le régime fiscal des opérations
fiduciaires, in: Jaccard [a cura di], Droit et pratique des opérations fiduciaires
en Suisse, Losanna 1994, p. 78 s.) :

                                         �  contratto fiduciario: tra
il fiduciante ed il fiduciario devono esistere accordi scritti risalenti
all’epoca in cui il mandato fiduciario è stato conferito. Il bene che è oggetto
del contratto fiduciario deve essere esattamente descritto; inoltre il contratto
deve espressamente prevedere che rischi e spese relative all’investimento,
all’amministrazione ed alla vendita del bene fiduciario sono esclusivamente a carico
del fiduciante. Nel contratto deve essere altresì disciplinata la commissione
che spetta al fiduciario.

                                         ‚  rischi e spese: il
fiduciario non deve correre alcun rischio derivante dall’investimento, dalla
gestione e dalla realizzazione dei beni fiduciari. Ogni spesa ivi relativa e
ogni onere quali gli ammortamenti, le perdite, ecc. debbono essere sopportati
esclusivamente dal fiduciante. Queste condizioni devono essere stipulate nel
contratto.

                                         ƒ  onorario: il fiduciario
deve potere reclamare al fiduciante una commissione calcolata in base alla
tariffa usuale per la natura dell’operazione. Secondo la prassi, il tasso
applicabile della commissione è stabilito anzitutto in funzione dell’importanza
dei servizi prestati dal fiduciario; esso può variare e le basi di calcolo
cambiano in funzione della natura, importanza, il luogo dove sono situati i
beni sottoposti al contratto fiduciario. Le condizioni dettagliate
dell’onorario del fiduciario debbono figurare nel contratto. 

 

                                         7.2.

                                         A mente del ricorrente, i
supporti probatori a fondamento dell’esistenza del rapporto fiduciario, di cui
si prevale, sono i seguenti :

                                         •  la
ragione sociale identica tra la __________ __________ __________ e la
__________ __________ __________ (doc. 9 e 10);

                                         •  una
asserita dipendenza economica tra le due società; tale situazione emergerebbe
dalla identità del logo (doc. 13) e dalla similitudine dei cataloghi (doc. 11 e
12) e dei prodotti venduti (doc. 14).

                                         Non essendo documentata in
alcun modo la stipulazione di un contratto fra il ricorrente ed il sig.
__________ e non essendo d’altronde comprovato il versamento né dell’importo
servito al versamento del capitale della società né di ogni provvigione o spesa
sopportata dal preteso fiduciario, tali elementi sono senz’altro insufficienti
per comprovare l’effettiva esistenza di un rapporto fiduciario tra il sig.
__________ e il sig. __________.

                                         Inoltre, all’udienza
tenutasi il 10 marzo 1998 dinanzi a questa Camera, la Divisione delle
contribuzioni aveva chiesto al ricorrente di produrre copia dell’inventario
sottoposto all’autorità fiscale tedesca al momento dell’apertura della
successione del sig. __________, allo scopo di verificare l’avvenuta dichiarazione
della titolarità delle azioni in questione. Il ricorrente non ha tuttavia
ottemperato alla richiesta, affermando di non potersi procurare tale documento,
«mancandogli ogni e qualsiasi legittimazione per richiederne il rilascio» (cfr.
lettera del 10 aprile 1998). Pur comprendendo tale argomento, non si vede,
tuttavia, cosa gli abbia impedito di rivolgere tale domanda agli eredi, tanto
più che la figlia del de cuius era già diventata sua moglie.

                                         Nemmeno le dichiarazioni
dell’avv. __________ e del dott. __________ __________, nella loro qualità,
rispettivamente, di consulente legale del ricorrente e di revisore della
__________ __________ __________ riescono in qualche modo a convincere della
nascita del rapporto fiduciario, riportando perlopiù mere convinzioni
soggettive dell’estensore. Esse non potrebbero comunque sostituire i contratti
fiduciari e gli ulteriori mezzi di prova richiesti dalla prassi e dalla
giurisprudenza.

                                         

                                         7.3.

                                         Il contribuente ha
l’obbligo, a’ sensi dell’art. 200 LT di fornire tutte le informazioni necessarie
all’Autorità fiscale, per consentirle una tassazione completa ed esatta.

                                         In particolare
quest’ultima deve essere in grado di accertare in modo esaustivo la situazione
patrimoniale del contribuente ai fini della tassazione dell’imposta effettivamente
dovuta, in particolar modo quando terze persone ne siano coinvolte (RDAT
II-1992 n. 22t). Come già sottolineato precedentemente a maggior ragione questa
esigenza si dimostra determinante, laddove la terza persona non è imponibile in
Svizzera, dovendo evitare il dilagare della frode fiscale.

                                         Giova inoltre rilevare che
il fisco è legittimato a chiedere tutte le informazioni ritenute opportune, a
condizione che queste abbiano attinenza con la tassazione (ASA 51 p.
376).

                                         Da ciò ne deriva che il
contribuente sopporta le conseguenze che discendono dalla presentazione di dati
inesatti o incompleti. È infatti compito suo dimostrare l’esattezza delle
dichiarazioni fornite. Non si può invece pretendere che sia l’Autorità fiscale
a comprovare l’inesattezza della dichiarazione – in casu quella inerente
all’esistenza di un rapporto fiduciario tra __________ e __________. È
irrilevante che il contribuente non sia responsabile delle circostanze per le
quali il negozio giuridico non ha potuto essere accertato in maniera
attendibile, vale a dire che non sia in grado di fornire le indicazioni
richieste (ASA 55 p. 140; Mashardt/Tat-ti, op. cit., n. 2 ad art.
89, p. 390), e questo per il solo fatto che il presunto contratto non è stato
concluso in forma scritta.

                                         Non è da dimenticare che l’AFC
– dichiarando applicabili i due promemoria del 31 maggio 1965 (edizione 1968) e
dell’ottobre 1967 emanati dalla Divisione principale tasse di bollo e imposta
preventiva – e il Tribunale Federale – pronunciandosi in favore
dell’applicabilità dei principi ivi contenuti (ASA 49 p. 212; sentenza
TF richiamata in Rep. 1984 c. 3) hanno fissato dei principi rigorosi per il
riconoscimento dei rapporti fiduciari in materia fiscale.

 

                                         7.4.

                                         Le considerazioni appena
proposte valgono non solo per quanto concerne il capitale servito alla
sottoscrizione delle azioni della __________ __________ __________ ma anche con
riferimento alla pretesa intestazione fiduciaria della relazione bancaria n.
__________.__________ presso __________ __________ __________ __________ di
__________. Secondo il ricorrente, i fondi necessari a fornire alla banca una
garanzia per la concessione da parte di quest’ultima di una linea di credito,
necessaria per l’attività della società, sarebbero infatti provenuti dal signor
__________, il quale, anche stavolta, non voleva apparire personalmente.

 

 

                                   8.   Quanto alla ripresa
di fr. 24’000.– relativa all’acquisto di un’automobile, va detto che il
ricorrente sembra fare una certa confusione. Produce infatti una dichiarazione
della signora __________ __________ -__________ (domiciliata in Germania), la
quale afferma di essere proprietaria di una __________ targata __________, intestata
al ricorrente. La ripresa contestata si riferisce tuttavia all’acconto versato
dal signor __________ per l’acquisto, mediante contratto di leasing, di una
__________.

                                         La circostanza che tale
acconto sia stato versato dallo stesso ricorrente fa sì che la sua
disponibilità debba essere aumentata di fr. 24’000.– nel corso del periodo di
computo 1991/92. 

                                         È per contro irrilevante
la dichiarazione della signora __________ -__________, proprio perché della
relativa spesa l’autorità fiscale si è completamente disinteressata,
rinunciando ad ogni correttivo della tassazione, che tenga conto dell’esistenza
e dell’uso di tale vettura. Altrimenti – si osserva di transenna – il calcolo
del dispendio sarebbe stato ancor meno vantaggioso al ricorrente, dal momento
che la dichiarazione della signora __________ non è certo idonea a comprovare
in modo ineccepibile l’effettiva titolarità della macchina da parte sua.

 

 

                                   9.   Le rimanenti censure
si riferiscono essenzialmente a riprese effettuate con riferimento a spese
inserite nella contabilità della società anonima e non riconosciute dall’autorità
fiscale o a versamenti da parte della società stessa a beneficio del ricorrente.

 

                                         9.1.

                                         Gli articoli 58 cpv. 1
LIFD e 67 cpv. 1 LT prevedono, con riferimento all’imposta sull’utile delle
persone giuridiche, che

                                                                                 1 Costituiscono utile netto imponibile: 

                                         a.   il saldo
del conto profitti e perdite, epurato dal riporto dell’anno precedente ; 

                                         b.   tutti i
prelevamenti fatti prima del calcolo del saldo del conto profitti e perdite e
non destinati alla copertura di spese riconosciute dall’uso commerciale , in
particolare: 

                                              ...[omissis]...

                                              –   le
distribuzioni palesi o dissimulate di utili e le prestazioni a terzi non
giustificate dall’uso commerciale.

                                         Quanto
all’imposizione delle persone fisiche, gli articoli 20 cpv. 1 LT e 19 cpv. 1
LIFD prevedono da parte loro che

                                         1Sono
imponibili i redditi da sostanza mobiliare, segnatamente: 

                                         c.   i
dividendi, le quote di utili, le eccedenze di liquidazione come pure le prestazioni
valutabili in denaro provenienti da partecipazioni di qualsiasi genere (comprese
le azioni gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale, ecc.).

 

                                         9.2.

                                         La dottrina ha così
riassunto la nozione di «distribuzione dissimulata di utili» che si può
ricavare dalla giurisprudenza del Tribunale federale (cfr. Cagianut/Höhn,
Unternehmungssteuerrecht, Berna 1986, p. 398 s.; Höhn/Waldburger, Steuerrecht,
8a ediz., vol. I, Berna 1997, n. 82 al § 18, p. 456 s.; Oberson,
Droit fiscal suisse, Basilea/Francoforte 1998, n. 28 al § 10, p. 172):

                                         • 
una prestazione da parte della società, senza una corrispondente controprestazione;

                                         • 
il fatto che la prestazione si traduca in un vantaggio per l'azionista o una
persona a lui vicina, cioè che essa non sarebbe stata concessa ad un terzo alle
stesse condizioni;

                                         • 
il fatto che il menzionato carattere della prestazione (di avvantaggiare, cioè,
un azionista rispetto ai terzi) sia riconoscibile da parte degli organi
societari.

 

                                         9.3.

                                         In caso di distribuzione
dissimulata di utili, occorre determinare il valore della prestazione. In
particolare, quando ad essa corrisponde una contropartita non equivalente,
bisogna quantificarne la discrepanza, poiché l'utile distribuito in maniera dissimulata
è dato dalla differenza fra prestazione e controprestazione (Rivier, Droit
fiscal suisse, Neuchâtel 1980, p. 25; ASA 32 p. 102). Per valutare
l'ammontare della prestazione, ci si baserà sul valore della prestazione fatta
a terze persone, conformemente a criteri commerciali (cfr. Rivier, loc.
cit.; Reimann/Zuppinger/Schärrer, Kommentar zum Zürcher Steuergesetz, Berna
1969, vol. III, p. 40).

 

                                         9.4.

                                         Sono considerate vicine
alla società le persone che intrattengono con essa una relazione stretta, che
può trarre origine da legami di parentela o di amicizia oppure
dall'appartenenza al medesimo gruppo societario (cfr. Rivier, op. cit.,
p. 225). Il Tribunale federale ha precisato che devono essere annoverate tra le
persone vicine all'azionista quelle che, secondo l'insieme delle circostanze,
traggono dalle relazioni economiche o personali il vero motivo della prestazione
insolita (cfr. ASA 45 p. 595).

 

                                         9.5.

                                         Dal contratto di locazione
del 23 giugno 1993, risulta che il ricorrente paga dal 1° settembre 1993 una
pigione annua di fr. 54’000.– (destinata a salire fino a fr. 57’600.– nel terzo
anno) per un appartamento situato in uno stabile di Savosa. La società ha
rimborsato al ricorrente, nel corso degli anni 1993 e 1994, un importo annuo di
fr. 30’000.–, per l’uso dei locali di tale appartamento. Su tale ammontare
l’autorità fiscale ha deciso di riprendere i due terzi (fr. 20’000.– all’anno;
cfr. rapporto dell’Ispettorato fiscale del 10 giugno 1996), ritenendo che un locale
basti per l’amministrazione della società e che pertanto il residuo del
rimborso configuri una prestazione valutabile in denaro da parte della società
anonima.  

                                         Nel corso dell’udienza del
10 marzo 1998, il ricorrente ha precisato che la villetta di __________ consta
di un pianterreno con salone, sala da pranzo e cucina, di un primo piano con le
camere e il bagno e di un seminterrato con i locali di servizio e un grotto,
per una superficie pari a quella degli altri piani; ha precisato che il seminterrato
è occupato dalla ditta.

                                         Considerando che per l’uso
di tali spazi l’autorità fiscale ha ammesso un rimborso di fr. 10’000.–
all’anno, questa Camera ritiene di poter confermare la ripresa degli ulteriori
20’000 franchi.

 

                                         9.6.

                                         Alla suddetta ripresa se
ne aggiunge una ulteriore di fr. 15’000.– per «vantaggi vari». Si tratta anche
in questo caso di prestazioni valutabili in denaro di cui il ricorrente ha
beneficiato negli anni 1993 (fr. 5’000.–) e 1994 (fr. 10’000.–) e che trovano riscontro
nella tassazione della persona giuridica.

 

                                         9.7.

                                         Si noti che l’autorità di
tassazione, fra le riprese, ha omesso di aggiungere quella corrispondente al
50% della gratifica di fr. 50’000.– versata dalla società al signor __________
nel 1994, che nel rapporto dell’Ispettorato fiscale era stata considerata distribuzione
dissimulata di utile, in considerazione e del rapporto eccessivo rispetto allo
stipendio e dell’inesistenza di un contratto di lavoro e della mancata
indicazione delle modalità di calcolo. Tanto più che nel 1994 il ricorrente era
al beneficio di una rendita dell’assicurazione contro la disoccupazione!

                                         Se fosse stata ripresa per
metà quale distribuzione dissimulata proveniente dalla società, la suddetta
gratifica avrebbe ulteriormente aggravato lo squilibrio fra entrate ed uscite,
incrementando in tal modo il reddito d’altra fonte. 

 

 

                                10.   Alla luce delle
considerazioni che precedono si deve concludere che il ricorso è integralmente
respinto.

                                         Tassa di giustizia e spese
processuali sono a carico del ricorrente, soccombente.

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                  fr.  5’000.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         per un totale di                                                       fr. 5’080.–

                                         sono a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Intimazione alle parti.

 

                                   4.   Per l'IC il presente
giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).

                                         Per l'IFD è ammesso il
ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).

 

 

 

 

per
la Camera di diritto tributario

del
Tribunale d’appello

Il
Presidente:                                                          Il
Segretario: