# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 66ab64dd-aa5e-56d2-a987-85a97ad9bfe6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-12-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 07.12.2006 INC.2006.36902
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2006-36902_2006-12-07.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2006.36902

  	
  Lugano

  7 dicembre 2006

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Claudia Solcà

  
	
   

  sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
  presentata il 27/28 novembre 2006 da

  
						

 

 

	
   

  	
  __________

  
	
   

  	
   

  e qui trasmessa con preavviso negativo del 1°/4 dicembre
  2006 dal

   

  Procuratore pubblico Nicola Respini, Lugano

  

 

 

visto lo scritto della difesa
dell’accusato 5 dicembre 2006;

 

visto l’incarto MP __________;

 

ritenuto,

 

 

in fatto:

 

 

A.

 

__________ è stato arrestato l’11
agosto 2006 al suo domicilio, dalla Polizia cantonale su ordine d’arresto di
stessa data del PP Nicola Respini, “per avere, a __________, __________ ed
altre imprecisate località, a partire dall’inizio dell’anno 2005, in un numero
imprecisato di occasioni, ma in particolare il 26 marzo ed il 2 dicembre 2005,
per procacciare a sé o a ad altri un indebito profitto, dopo essersi
legittimato quale agente della Polizia cantonale ticinese, sia esibendo alcuni
simboli della Polizia che una tessera di legittimazione con le generalità di “__________”,
tentato, rispettivamente commesso un furto ai danni di una prostituta e di un
transessuale (Pseudonimo: __________), munito di una pistola e di una fascetta
di plastica, usando violenza, minacciandoli di un pericolo imminente alla vita
e all’integrità corporale o rendendoli incapaci di opporre resistenza, tentato
di sottrarre e sottratto, subordinatamente tentato di indurre e indotto gli
stessi a consegnargli del denaro e segnatamente fr. 350.-“.

L’11 agosto 2006 il PP, con
richiesta di conferma dell’arresto, ha promosso ad __________ l’accusa per
titolo di rapina aggravata ripetuta, consumata e tentata, subordinatamente
estorsione ripetuta, consumata e tentata, coazione ripetuta e usurpazione di
funzioni ripetuta chiedendo la conferma dell’arresto per i bisogni
dell’istruzione – “per chiarire le sue esatte responsabilità nei fatti che
hanno portato al suo arresto, come meglio menzionato nel rapporto di arresto,
come pure in analoghi episodi verificatisi nel corso dell’anno 2005; nonché
individuarne le vittime sulla base anche della documentazione sequestrata al
suo domicilio” – e pericolo di collusione e di inquinamento delle prove “sia
nei confronti delle vittime che lo hanno denunciato, sia nei confronti di
quelle non ancora identificate” (GIAR 369.2006.1, doc.1).

Il 12 agosto 2006 questo giudice
ha confermato l’arresto dell’accusato considerata la presenza di gravi e
concreti indizi di colpevolezza e per i bisogni dell’istruzione e pericolo di
collusione con le vittime (Inc. GIAR 369.2006.1, doc. 4).

Sia davanti alla Polizia che a
verbale di conferma dell’arresto, __________ ha negato ogni addebito.

 

 

B.

 

Il 27 novembre 2006 __________, per
il tramite del proprio patrocinatore e con l’istanza in discussione (giunta al
Ministero pubblico il 28 novembre 2006), chiede di essere posto in libertà
provvisoria. A mente della difesa, che non contesta l’esistenza dei seri indizi
di reato, l’istruttoria sarebbe ormai giunta al termine e non vi sarebbe più
pericolo di collusione come pure inesistente sarebbe il pericolo di fuga.
Inoltre la difesa avrebbe la necessità di ricercare “transessuali e/o
comunque persone in grado di descrivere il carattere ed il comportamento di __________”
essendo “impossibile per il sottoscritto legale senza l’aiuto del proprio
cliente, andare a ricercare persone con evidenti problemi di domicilio e
dimora, che variano il nome a fantasia e che non hanno più contatti con il
signor __________ oramai da mesi” (Inc. GIAR 369.2006.2, doc. 2).

 

 

C.

 

Il magistrato inquirente, con
preavviso negativo 1° dicembre 2006 (Inc. GIAR 369.2006.2, doc. 1), ribadisce l’esistenza
di gravi e concreti indizi di colpevolezza evincibili dalle dichiarazioni e dai
riconoscimenti dell’accusato di __________, detta __________, prostituta presso
il palazzo __________, da quelle di __________, prostituta ospitata da __________,
e da __________, detto __________, __________ e __________, transessuale dedito
alla prostituzione, __________ dellto __________, transessuale dedito alla
prostituzione residente a __________ e da __________ __________, prostituta
soggiornante in via __________ a __________. Oltre alle testimonianze
summenzionate ad avvalorare i gravi indizi di colpevolezza concorrerebbe il
ritrovamento al momento dell’arresto, presso il domicilio dell’accusato, di una
pistola con munizione, di due paia di manette, di un giubbotto arancione con la
scritta “Polizia”, di una borsa in pelle marrone, di un porta documenti, di
altri oggetti simili o uguali a quelli indicati dalle vittime, e di un PC con
un file contenente biglietti da visita con la scritta “Polizia cantonale – __________
ispettore capo”. Per di più __________ non è stato in grado di documentare
l’acquisto ed il legittimo possesso della pistola __________, neppure
notificata alla competente Autorità amministrativa, rinvenuta al suo domicilio
al momento della perquisizione.

Per quanto riguarda i bisogni
istruttori il Procuratore pubblico afferma che a fronte di un atteggiamento
negatorio dell’accusato si dovrà procedere con l’individuazione e
l’interrogatorio di __________ e dell’altra donna che risiedeva presso __________
in marzo 2005 e che avrebbe assistito ai fatti denuncianti da quest’ultima,
nonché all’identificazione ed interrogatorio di __________ (a proposito dei
fatti avvenuti in via __________ a __________, che sembrerebbe risiedere
illegalmente nel __________, dove eserciterebbe la prostituzione. A mente del
magistrato inquirente esiste poi un grave e concreto pericolo di collusione e
di inquinamento delle prove con le vittime già interrogate e quelle ancora da
interrogare così come nei confronti dei testimoni avendo l’inchiesta permesso
di dimostrare come le vittime siano sottoposte a notevoli pressioni
riconducibili "all’ambiente illegale, omertoso e poco collaborante in
cui sono costrette a vivere e lavorare” (preavviso negativo, p. 6), ciò in
particolare se si pensa all’interrogatorio auspicato di __________ che non è
ancora stato possibile rintracciare ed interrogare. L’accusato sarebbe un
regolare ed assiduo frequentatore dell’ambiente della prostituzione ed in
particolare dei transessuali e, così come ammesso dalla stessa difesa, egli ha
sicuramente le conoscenze per contattare e condizionare queste persone, sia
quelle ancora da interrogare che quelle già interrogate che potrebbero essere
facilmente costrette a ritrattare o modificare le loro dichiarazioni a favore
dell’accusato.

Il carcere preventivo sinora
sofferto, vista la gravità delle imputazioni, sarebbe poi rispettoso del principio
di proporzionalità considerato anche il minimo edittale per i reati contestati
all’accusato.

 

 

D.

 

La difesa, con fax 5 dicembre
2006, senza contestare esplicitamente l’esistenza di gravi e concreti indizi di
colpevolezza, per quanto riguarda il merito e le risultanze dell’inchiesta “rinvia
a quanto emerge dagli atti dai quali bisogna però operare alcune censure per
ridimensionare l’accaduto su quanto effettivamente provato” e sostiene che
le testimonianze sino ad oggi assunte conterrebbero incongruenze e
contraddizioni rilevanti, constatate dallo stesso PP di cui, se del caso, si
dirà nel seguito.

Non sarebbero poi “ipotizzabili
entro breve ulteriori atti istruttori” (osservazioni, p. 5) essendo già
state sentite “le vittime che in qualche modo si sono annunciate”. La
possibilità di completare l’inchiesta con le prove indicate nel preavviso
negativo sarebbe di “esito incerto” con conseguente violazione del
principio di celerità.

Pure inesistente il pericolo di
collusione con le vittime ed i principali testi, già sentiti dal magistrato
inquirente e perlopiù in contraddittorio con l’accusato, con la conseguenza che
una loro ritrattazione appare improbabile.

 

 

In diritto:

 

 

 

1.

 

L’accusato, detenuto, è pacificamente legittimato a
presentare istanza di libertà provvisoria.

Il preavviso del Procuratore pubblico, ritenuta ricezione
dell’istanza il 28 novembre 2006, è tempestivo avendo trasmesso a questo
ufficio per posta preavviso negativo il 1° dicembre 2006, nel termine quindi di
3 giorni.

 

 

2.

 

I principi che reggono la
materia, pur se noti alle parti, vengono qui di seguito riproposti.

 

“L’art.
95 CPP – corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23
settembre 1992 / 1. gennaio 1993 – dopo evidenza al cpv. 1 del principio
secondo cui l’accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2
arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del carcere preventivo ai sensi
dell’art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e
concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono
presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali – per quanto qui
concerne – i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di
collusione e di inquinamento delle prove che, sia detto qui a futura memoria –
può continuare ad esistere fino al pubblico dibattimento (sentenza della I
Corte di diritto pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B.,
consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco
dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo
(Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad
art. 27 , pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela
dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).

L’eccezione
della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato
codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283
consid. 3) in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla
giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali – nel solco di quella del
Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP
1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I
menzionati presupposti vanno approfonditi con maggiore rigore nella loro
valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto
più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287
ss).

Ed
anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la
sua cognizione all’arbitrio (REP 1980 pag. 128).”

(per tutte: sentenza GIAR
21.12.2001 in re G., Inc. 520.2001.5).

 

 

3.

 

Anche qualora non contestata,
l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza deve essere verificata
d’ufficio, pur nei limiti di competenza di questo giudice derivanti dalla sua
funzione che è quella di esaminare l’esistenza dei presupposti per il
mantenimento della misura restrittiva della libertà personale e non di valutare
nella sostanza l’esistenza di un reato.

Con verosimiglianza sufficiente,
a questo stadio del procedimento ed in questa sede, si può comunque concludere
per la presenza di seri e di concreti indizi di colpevolezza a carico di __________
e relativi ad un suo coinvolgimento nei fatti per cui procede il PP.

A sostenere questa tesi
concorrono le dichiarazioni di __________, prostituta regolarmente registrata
alle Autorità di Polizia, che già nel mese di aprile 2005 si era rivolta alla
Polizia per denunciare di essere stata oggetto di una tentata rapina la notte
tra il 26 e il 27 marzo 2005, presso il suo appartamento di via __________ a __________,
da un uomo che si era presentato quale agente di Polizia, mentre erano presenti
altre due prostitute (verbale di Polizia di __________ del 04.04.20005 di cui
al rapporto d’arresto di __________ dell’11.08.06, AI 6) una delle quali, __________,
ha confermato i fatti accaduti (verbale di Polizia di __________ del 21 aprile
2005 di cui al rapporto d’arresto di __________ dell’11.08.06, AI 6), nonché
quelle di __________, transessuale brasiliano che si prostituiva illegalmente
in un appartamento di __________ e che, in occasione di un normale controllo di
Polizia, il 10 agosto 2006, ha dichiarato di essere stato rapinato e costretto
ad un rapporto sessuale, dopo essere stato minacciato con una pistola da un
cliente che si era presentato quale agente di Polizia (verbali di Polizia di __________
del 10 agosto 2006 di cui al rapporto d’arresto di __________ dell’11.08.06, AI
6).

Oltre alle dichiarazioni
summenzionate sia __________ che __________ hanno riconosciuto tra nove
ritratti fotografici, mostrati loro dalla Polizia, quello di __________ come
quello della persona che avrebbe commesso i fatti descritti (verbali di Polizia
di __________ e di __________ dell’11 agosto 2006 cui al rapporto d’arresto di __________
dell’11.08.06, AI 6). Essi hanno poi ribadito le proprie accuse a verbale
davanti al PP ed in presenza della difesa dell’accusato (AI 27 e AI 56).

Lo stesso dicasi per le
dichiarazioni di un’altro teste, __________, transessuale brasiliano residente
a __________, che nel 2005 si è prostituiva in un appartamento di via __________:
anche __________ ha dichiarato di avere subito un tentativo di rapina da parte
di un cliente – al quale avrebbe assistito un suo coinquilino del momento, tale
__________ – che avrebbe voluto ottenere del denaro e una prestazione sessuale
senza pagare e che si sarebbe legittimato quale agente di Polizia, arrivando a
minacciare il teste con una pistola. Anche __________ ha riconosciuto con
sicurezza __________ come l’autore di tali gesta tra 9 fotografie mostrategli
dalla Polizia (verbale di Polizia di __________ del 29 agosto 2006, verbali
Polizia parti lese, all. 2). __________ ha poi confermato le proprie
dichiarazioni davanti al magistrato inquirente in un verbale a confronto con
l’accusato (AI 41).

A questo proposito non vanno poi
dimenticati gli oggetti rinvenuti al domicilio dell’accusato il giorno del suo
arresto tra cui: una pistola con munizione, due paia di manette, un giubbotto
arancione con la scritta “Polizia”, una cartella in pelle marrone, un porta
documenti nonché il ritrovamento nel suo __________ di un file contenente dei
biglietti da visita con la scritta “Polizia cantonale – __________ ispettore
capo” oggetti perlopiù identici, ma comunque simili, a quelli menzionati dai
testimoni come utilizzati dalla persona da loro accusata dei fatti oggetto
d’inchiesta. Ed infine riveste una certa rilevanza anche l’ammissione
dell’accusato di essersi presentato quale agente di Polizia ad un transessuale
dedito alla prostituzione in un appartamento di __________ “l’unico episodio
di cui mi ricordi, in occasione del quale mi sono presentato come poliziotto e
che vi è stata un po’ di tensione con un tras. Preciso che non si trattava di
vera e propria tensione ma più di preoccupazione da parte del trans.”
(Verbale PP di __________ del 4 settembre 2006, p. 4, AI 16).

 

 

4.

 

a)

In relazione
ai bisogni istruttori, atti a giustificare la misura restrittiva della libertà
personale, occorre ricordare che questi non s'identificano semplicemente con
gli atti istruttori in quanto tali, o con gli accertamenti (ancora) da
effettuare, bensì con il pericolo di collusione o d'inquinamento delle prove
che (eventualmente) espone a rischio la corretta raccolta (o conservazione) di
tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N.
Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss.; RDAT 1988 no. 24). In
quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé,
decisivo, in quanto "Die Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise
erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder dass der
Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt nicht" (N. Schmid, op.
cit., no. 701a). Occorre che l'indagato, se posto in libertà, possa
pregiudicarne (o comprometterne) il corretto svolgimento e, conseguentemente,
l'esito (DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.).

Gli elementi
di concretezza del pericolo vanno individuati, di volta in volta, quantomeno
nella specifica prova da assumere e nel rapporto (oggettivo e soggettivo)
dell'accusato con il mezzo di prova. Ad esempio, trattandosi di audizione
testimoniale, il pericolo di collusione non può essere invocato in modo
astratto a giustificazione del mantenimento della misura cautelare, occorre che
un'influenza (dell'accusato nei confronti del teste) sia possibile,
rispettivamente che vi sia una possibile convergenza d'interessi (tra i due) in
relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p. 438; DTF 117 Ia 257; ZR 72
no. 77 p. 19). Il semplice atteggiamento di diniego dell’accusato, in sé, non
costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66; Hauser/Schweri, Schweizerisches
Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13).

 

b)

Nel caso in
esame, il Procuratore pubblico afferma che l’inchiesta a carico di __________
non è ancora conclusa dovendosi ancora procedere con l’individuazione e
l’interrogatorio (in contraddittorio) di __________ e dell’altra donna che si
trovava nell’appartamento di __________ in marzo 2005, come pure con
l’identificazione e l’interrogatorio di __________ – il transessuale che
avrebbe assistito ai fatti avvenuti in via __________ a __________ e denunciati
da __________ – che, da informazioni di Polizia, sembrerebbe risiedere
illegalmente nel __________ dove eserciterebbe la prostituzione.
Successivamente le dichiarazioni di tali testimoni dovranno essere contestate
all’accusato con verbali a confronto.

A mente del
PP, considerato l’atteggiamento negatorio dell’accusato, sussisterebbe grave e
concreto pericolo di collusione e di inquinamento delle prove sia nei confronti
delle vittime e testimoni già interrogati, sia nei confronti dei due testimoni
ancora da reperire ed interrogare e ciò dal momento che le vittime sarebbero “sottoposte
a notevoli pressioni dovute in particolare all’ambiente illegale, omertoso e
poco collaborante in cui sono costrette a vivere e lavorare” e ciò sarebbe
confortato dal fatto che in questi mesi alla Polizia sarebbero giunte diverse
segnalazioni di ulteriori vittime di fatti analoghi, senza che queste ultime si
siano presentate in Polizia per testimoniare stante la loro situazione di
illegalità in __________.

 

La difesa
dubita che a così tanto tempo dai fatti sia ancora possibile sentire le due
prostitute presenti nell’appartamento di __________ la sera in cui sarebbero
avvenuti i fatti denunciati e per di più una delle due, __________, è già stata
sentita dalla Polizia “rilasciando una versione che non collima con quella
della __________ (osservazioni p. 3). Per quanto riguarda i fatti descritti
da __________ la difesa sostiene che i dati di __________ sono noti agli
inquirenti dal 29 agosto 2006 e non vi sarebbe alcuna assicurazione che egli
possa essere sentito a breve.

Per quanto
riguarda il pericolo di collusione sia le vittime, ritenute dalla difesa non
attendibili, che i principali testi reperibili sono già stati sentiti dal PP e
quando possibile pure posti a confronto con __________ con la conseguenza che
una loro ritrattazione a questo punto appare poco probabile.

 

Ora, è
evidente che l’identificazione ed il reperimento dei testi/vittime menzionati
dal PP e la loro audizione è di sicura importanza per l'inchiesta, per
l'accertamento dei fatti e delle effettive responsabilità dell’accusato qui
istante, soprattutto per quanto potrebbe ancora rivelare __________ che, in
occasione dei fatti avvenuti in via __________ in danno di __________, avrebbe
detto a quest’ultimo di avere già incontrato __________ in precedenza e che
anche in quell’occasione si sarebbe spacciato per poliziotto nell’intento di
sottrargli del denaro (verbale di Polizia di __________ del 29 agosto 2006, p.
3 in fondo e 4). 

L’interrogatorio
di queste persone è un tassello importante per l’inchiesta, proprio in
considerazione delle peculiarità della stessa, che vede coinvolte vittime e
testi cittadini stranieri, perlopiù soggiornanti illegalmente in __________ e
facenti parte di un ambiente difficile quale quello della prostituzione. Le
divergenze che emergono dai verbali delle varie persone interrogate stanno a
significare che le stesse (che in parte neppure si conoscono) non si sono di
certo accordate per accusare vanamente __________. Le incertezze sulle date in
cui sarebbero avvenuti i fatti denunciati possono essere ricondotte allo stile
di vita delle vittime le quali, per lavoro o per necessità, a volte imposte
dalle Autorità, devono cambiare i loro programmi di residenza e di lavoro in
determinato luogo.

Pure va
considerata le difficoltà che le Autorità inquirenti devono affrontare per
reperire ed interrogare vittime e/o testimoni. Non è per nulla casuale che
l’unica prostituta che si è presentata tempestivamente e spontaneamente alla
Polizia per denunciare il tentativo di rapina subito è stata _________, a
beneficio di un permesso di dimora in ________ e regolarmente iscritta al
registro delle prostitute tenuto dalla Polizia cantonale.

 

Il pericolo di
collusione con queste persone, già sentite e ancora da sentire, esiste ed è
concreto.

Emerge infatti
in modo evidente dall'incarto che __________ sa come muoversi nell’ambiente
delle prostitute e dei transessuali. Egli frequentava assiduamente il mondo
della prostituzione e aveva contatti con diverse prostitute e diversi
transessuali, ciò per sua stessa dichiarazione (verbale di Polizia di __________
del 14 agosto 2006, p. 3, verbale PP di __________ del 4 settembre 2006 p. 6)
oltre che del teste __________ il quale ha dichiarato al PP che nel periodo in
cui __________ gli faceva da autista riceveva numerose telefonate da prostitute
alle quali si offriva per vari favori e che, oltre alle prostitute, frequentava
anche dei transessuali (verbale PP di __________ del 23 novembre 2006, p. 3).

__________ sa
come e chi contattare e conosce le debolezze caratteriali o dettate dalla
situazione di illegalità o dall’ambiente di lavoro di queste persone, d’altronde
è stata la stessa difesa a sostenere di volere ricercare dei “transessuali
e/o comunque persone in grado di descrivere il carattere ed il comportamento di
__________” e che “è praticamente impossibile per il sottoscritto legale
senza l’aiuto del cliente, andare a ricercare persone con evidenti problemi di
domicilio e dimora, che variano il nome a fantasia e che non hanno più contatti
con il signor __________ oramai da mesi” (istanza, p. 2). ed è sempre la
difesa a sottolineare che, “la maggior parte di essi risiede in __________
illegalmente ed un fermo di polizia corrisponde spesso e volentieri con
l’allontanamento assortito da espulsione penale o amministrativa
(osservazioni p.2).

Appare quindi
concreto il rischio che __________, se messo in libertà provvisoria, si muova
per contattare le persone ancora da interrogare, affinché non si facciano
trovare dalla Polizia o lascino almeno il __________ o, in caso si trovassero
all’estero, non ne facciano ritorno. Come pure a concordare una versione da
fornire agli inquirenti in caso di fermo da parte della Polizia.

Il fatto che questi ultimi
saranno verosimilmente oggetto di procedimento penale (almeno per quanto
riguarda il soggiorno illegale e l’esercizio abusivo della prostituzione),
permette di ritenere come concreto il rischio di un accordo sulle dichiarazioni
da fare al momento delle verbalizzazioni e/o dei confronti specialmente
relativamente ai periodi di presenza di queste persone sul nostro territorio.

È pertanto necessario che i
previsti interrogatori e confronti con tali persone avvengano senza che si
possa avere il dubbio di contatti e reciproci atti d’influenza.

 

 

5.

 

Stabilita
l'esistenza di bisogni istruttori e di un pericolo di collusione e di
inquinamento delle prove, ci si può esimere dall'esaminare se sussistono anche
elementi concreti circa il pericolo di fuga, peraltro soltanto accennato dal PP.

 

 

6.

 

La proporzionalità di una
carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da angolature diverse. Da un
lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la
gravità e complessità della fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro
occorre anche verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383
e citazioni; art. 102 CPP).

La proporzionalità della carcerazione
sin qui sofferta, alla luce della gravità delle accuse, della presenza di
concreti indizi di colpevolezza, e degli atti istruttori compiuti e ancora da
compiere, avuto riguardo alla difficoltà di assumere elementi probatori nel
mondo della prostituzione, di persone perlopiù soggiornanti illegalmente in __________
ed al comportamento istruttorio dell’accusato, è sicuramente data.

Pure va ammessa nella sua
eccezione più generale di rapporto tra la durata della carcerazione preventiva
ed il rischio di pena se considerate le comminatorie di pena per i singoli
reati imputati ad __________, in particolare per l’imputazione di ripetuta
rapina aggravata, subordinatamente di ripetuta estorsione.

 

 

L’accusato è stato arrestato l’11
agosto 2006 e ad oggi è in detenzione preventiva da quasi quattro mesi. In
questo lasso di tempo l’inchiesta è avanzata con sufficiente celerità,
considerati diversi verbali, anche a confronto con testi e parti lese, davanti
al PP e il magistrato inquirente prevede di terminare l’istruzione formale,
procedendo con il deposito degli atti, entro la fine del mese di dicembre 2006
(preavviso negativo, ad 7, p. 6). I reati di cui è accusato __________ sono di
sicura gravità (a prescindere dal fatto che si tratta perlopiù di crimini e con
un minimo edittale di pena di un anno) considerata poi la reiterazione a
delinquere e, in caso di condanna, il rischio di pena è certamente superiore
alla detenzione preventiva sofferta e a quella presumibilmente da soffrire per
esperire gli atti istruttori necessari alla completazione dell’inchiesta, in
pieno rispetto del principio della proporzionalità.

 

 

7.

 

In conclusione sufficienti
presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla
giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di __________
a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua
libertà. Di conseguenza, l’istanza di libertà provvisoria in discussione è
respinta con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art.
39 let. f TG e contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei
ricorsi penali del Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).

 

 

Per questi motivi,

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.               
L’istanza di libertà provvisoria presentata da __________ è respinta.

 

 

2.               
Non si percepiscono né tasse né spese giudiziarie.

 

 

3.               
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.               
Intimazione:

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
Claudia Solcà