# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b3939d4e-e168-51e8-bdca-3c2333b5bd21
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-11-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.11.2008 D-6777/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6777-2008_2008-11-05.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6777/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  5  n o v e m b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico
con l'approvazione del giudice Maurice Brodard;
cancelliera Chiara Piras.

A._______, 
alias B._______, 
alias C._______, 
alias D._______, Algeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 22 ottobre 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6777/2008

Fatti:

A.
Il  10  aprile  2004, l'interessato  ha  presentato  una  prima  domanda 
d'asilo in Svizzera. Con decisione del 3 maggio 2004, l'Ufficio federale 
dei  rifugiati  (UFR;  attualmente  e  in  seguito,  UFM) ha  respinto  la 
menzionata  domanda e  ha  ordinato  l'allontanamento  dell'interessato 
dalla Svizzera. Il  3 dicembre 2004, l'interessato si  è reso irreperibile 
(notifica del 23 dicembre 2004, agli atti). 

B.
Il  26  settembre  2008,  l'interessato  ha  presentato  una  seconda 
domanda d'asilo in Svizzera come cittadino afghano. Ha dichiarato, in 
sostanza  e  per  quanto  qui  di  rilievo  (cfr.  verbale  d'audizione  del  9 
ottobre  2008,  nell'ambito  del  quale  ha  invece  attestato  la  propria 
cittadinanza algerina), che i motivi d'asilo sono invariati da quelli fatti 
valere  nella  prima  procedura.  Ha  rilevato,  altresì,  di  non  essere 
rientrato in patria, ma di avere trascorso alcuni mesi in Germania, in 
Tunisia  e  infine  in  Grecia,  dove  avrebbe  lavorato  nel  campo 
dell'agricoltura.  Visto  che  la  Grecia  non  metteva  a  disposizione  gli 
stessi mezzi della Svizzera, avrebbe deciso di lasciare la Grecia per 
tornare in Svizzera. 

C.
Durante l'audizione del 9 ottobre 2008 è stato accordato all'interessato 
il diritto di essere sentito in relazione ad un'eventuale decisione di non 
entrata nel merito. 

D.
Il 22 ottobre 2008, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art. 32 cpv. 2 lett. e della  legge sull'asilo del  26 giugno 
1998  (LAsi,  RS  142.31).  Detto  Ufficio  ha  anche  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento verso l'Algeria siccome lecita, esigibile e possibile. 

E.
Il 27 ottobre 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo federale (TAF) contro la citata decisione dell'UFM. Ha 
chiesto, in via principale, l'annullamento del provvedimento impugnato, 
la trasmissione degli  atti di causa all'autorità inferiore per una nuova 
decisione nel merito e, in via sussidiaria, l'ammissione provvisoria. Ha 

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altresì  presentato  una  domanda  d'esenzione  dal  versamento 
dell'anticipo a copertura delle presumibili spese processuali. 

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
della  LAsi  e  art.  83  lett. d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). 

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA nonché all'art. 108 
cpv. 2 LAsi. 

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  constatato  che  la  prima 
procedura d'asilo  è definitivamente conclusa e che i  fatti  addotti  dal 
ricorrente nella  presente procedura,  che sarebbero  i  medesimi  della 
prima, non sono propri a motivare la qualità di rifugiato o determinanti 
per la concessione della protezione provvisoria. 

5.
Nel gravame, l'insorgente sostiene di essere espatriato a causa delle 
continue minacce da parte di terroristi islamici come pure della polizia 
ed afferma di essere esposto al rischio di ulteriori intimidazioni in caso 
di rientro in patria. Inoltre, il suo stato di salute non permetterebbe un 

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rinvio in Algeria. Da sette anni  soffrirebbe, infatti,  di  (...)  e dovrebbe 
prendere dei  medicinali. Peraltro, sarebbe (...),  (...)  e  avrebbe perso 
(...). Infine, da parecchi anni soffrirebbe di (...). 

6.

6.1 Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi,  non si entra nel merito di una 
domanda d'asilo se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una 
procedura d'asilo  terminata con decisione negativa o se, mentre era 
pendente  la  procedura  d'asilo,  è  rientrato  nel  Paese  d'origine  o  di 
provenienza,  a  meno  che  dall'audizione  non  emerga  che  siano 
intervenuti nel frattempo fatti propri a motivare la qualità di rifugiato o 
determinanti per la concessione della protezione provvisoria. 

6.2 Preliminarmente,  il  TAF  osserva  che  la  precedente  procedura 
d'asilo si è definitivamente conclusa con la crescita in giudicato della 
decisione  dell'UFM  del  3  maggio  2004  che  aveva  considerato 
inverosimili le allegazioni decisive allora presentate dal ricorrente. 

6.3 Per  quanto  attiene  ai  motivi  d'asilo  addotti  nella  presente 
procedura,  questo  Tribunale  osserva  che  il  ricorrente  non  ha 
presentato,  all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove 
suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione  delle  allegazioni 
decisive  in  materia  d'asilo,  rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata 
decisione,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel  provvedimento 
litigioso, cui può essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTAF in relazione 
all'art. 6 LAsi e all'art. 4 PA). 

6.4 Inoltre, l'insorgente basa i suoi timori  di  persecuzione in caso di 
rientro  in  patria  su  mere  affermazioni  di  parte,  non  corroborate  da 
alcun elemento della  benché minima consistenza. Basti  rilevare che 
non  giova  al  ricorrente  la  generica  affermazione  secondo  la  quale 
avrebbe girato il mondo senza trovare un altro Paese come la Svizzera 
e  di  non  potere  tornare  in  Algeria,  perché  non  avrebbe  i  mezzi 
finanziari  (cfr.  verbale  d'audizione  del  9  ottobre  2008  pag.  5).  Tali 
affermazioni  sono,  come  facilmente  riconoscibile,  palesemente 
irrilevanti, ritenuto che non costituiscono, in tutta evidenza, un indizio 
proprio a giustificare la qualità di rifugiato ai sensi dell'art. 3 LAsi, tanto 
meno  determinanti  per  la  concessione  della  protezione  provvisoria 
giusta  gli  art.  66  e  segg.  LAsi.  Manifestamente  non  soccorre  il 
ricorrente neppure l'evocata condanna in patria per collaborazione con 
i terroristi (ibidem). Delle ricerche di polizia o una condanna, secondo 

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le  leggi  nazionali,  per  reati  commessi,  sono  delle  misure  statali  del 
tutto  legittime  che  non  possono  essere  qualificate  di  persecuzioni 
pertinenti  nell'ottica  dell'art.  3  LAsi.  Per  conseguenza,  l'UFM  ha 
rettamente  considerato  che  i  fatti  nuovamente  addotti  dal  ricorrente 
nella presente procedura d'asilo, non sono propri a motivare la qualità 
di  rifugiato  o  determinanti  per  la  concessione  della  protezione 
provvisoria. 

7.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata. 

8.
Il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  2  LAsi  e  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

9.

9.1 Per  gli  stessi  motivi,  non  emergono  dalle  carte  processuali 
neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione  dell'allontana-
mento  del  ricorrente  in  Algeria  possa  violare  l'art.  25  cpv.  2  della 
Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del 
18 aprile 1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo 
statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951  (Conv.,  RS  0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o 
esporre  il  ricorrente  in  patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4  novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed 
altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del 
10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

9.2 In  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile. 

10.
Occorre quindi esaminare se per l'insorgente vi siano pericoli concreti 

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in  caso  di  rimpatrio  tali  da  rendere  inesigibile  l'esecuzione  del  suo 
allontanamento (art. 83 cpv. 4 LStr).

10.1 Dalle  carte  processuali  non  emergono  neppure  ostacoli 
all'esecuzione  dell'allontanamento  non  imputabili  all'agire  umano.  Il 
ricorrente è ancora giovane ed ha una certa esperienza professionale 
(cfr. verbale d'audizione del 9 ottobre 2008 pag. 5). 

Pur avendo affermato di soffrire di vari malesseri ([...], [...], [...], [...] e 
[...];  v.  gravame  pag.  1),  l'insorgente  non  ha  finora  prodotto  alcun 
certificato  medico  in  grado di  attestare  gravi  problemi  di  salute  che 
possano giustificare un'ammissione provvisoria  (v. sulla problematica 
Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso 
in  materia  d'asilo  [GICRA]  2003  n.  24),  senza  che  ad  un  esame 
d'ufficio  degli  atti  di  causa emerga la  necessità  di  una permanenza 
dell'insorgente in Svizzera per motivi medici.

Peraltro,  per  quanto  riguarda  il  (...)  e  l'(...)  –  al  contrario  di  quanto 
esposto nel gravame dal ricorrente – in Algeria, a livello di policlinico, 
si  trovano  medici  designati  a  trattare  pazienti  affetti  da  tali  disturbi. 
Infatti, in caso di necessità di cure approfondite, il paziente può essere 
indirizzato verso uno dei vari Centri Ospedalieri  Universitari situati in 
diverse  città,  come  Algiers,  Blida,  Sètif,  Sidi  Bel  Abbès,  Batna  e 
Tlemcen.  Per  di  più,  i  medicinali  necessari  per  il  (...)  sono di  facile 
accesso per tutta la popolazione ed acquistabili nelle farmacie. 

Inoltre,  per  quanto  attiene  ai  (...)  fatti  valere  dal  ricorrente,  giova 
sottolineare che in Algeria il ricorrente potrebbe rivolgersi sia a servizi 
specializzati nei Centri Ospedalieri Universitari, sia a specialisti privati. 

In  siffatte  circostanze,  l'autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto 
siccome adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole 
con riferimento alle effettive possibilità per l'insorgente di un adeguato 
reinserimento sociale in Algeria. 

10.2 Per  conseguenza,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  anche 
ragionevolmente esigibile. 

11.
Infine, non risultano impedimenti  neppure dal  profilo  della possibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Il ricorrente, il 
quale  è  entrato  in  Svizzera  munito  di  un  passaporto  falso  belga, 

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usando della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni  documento 
indispensabile al rimpatrio. L'esecuzione dell'allontanamento è dunque 
pure possibile. 

12.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice  unico,  con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

13.
Il TAF, avendo statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esenzione 
dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali è divenuta senza oggetto. 

14.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 cpv. 1  e 
cpv. 5 PA  nonché  art. 3 lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura 
delle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto. 

3.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM,  Divisione  dimora  e  aiuto  al  ritorno  (in  copia;  n.  di  rif. N  ; 

allegato: incarto UFM)
- E._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

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