# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f4089308-8a8a-572a-aab2-87c3c69bc618
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-07-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 31.07.2009 11.2007.88
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2007-88_2009-07-31.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2007.88

  	
  Lugano,

  31 luglio
  2009/lw

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani ed Ermotti

  

 

	
  segretaria:

  	
  Chietti Soldati, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa OA.2005.68 (divorzio
su richiesta comune con accordo parziale) della Pretura della giurisdizione di
Locarno Campagna promossa con istanza del 12 aprile 2005 da

 

	
   

  	
   AO 1  

  (patrocinato dall'  PA 2 )

  
	
   

  	
  e

  	 

 

	
   

  	
   AP 1  

  (patrocinata dall'  PA 1 ),

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando
ora sul decreto cautelare del 18 maggio 2007 con
cui il Pretore ha disciplinato, fra l'altro, l'ammontare di contributi
provvisionali per la moglie e la figlia M__________;

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
l'appello del 31 maggio 2007 presentato da AP 1 contro il decreto cautelare emesso
il 18 maggio 2007 dal Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna;

 

                                         2.   Se
dev'essere accolta la richiesta di assistenza giudiziaria presentata con l'appello;

 

                                         3.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   AO
1 (1963) AP 1 (1969) si
sono sposati a __________ il 16 ottobre 1992. Dal matrimonio
sono nate F__________, il 16 ottobre 1993, e M__________, il 4 ottobre 1995.
Sistemista informatico, il marito lavora per la sede di __________ della __________,
mentre la moglie, di formazione parrucchiera, non ha più esercitato attività
lucrativa dopo la nascita della prima figlia. I coniugi vivono separati dalla
metà di febbraio del 2004, quando la moglie ha lasciato l'abitazione coniugale
di __________ (particelle n. 2513 e 2686 RFD, intestate al marito) per
trasferirsi con le figlie in un appartamento a __________.

 

                                  B.   L'11
febbraio 2004 AP 1 ha adito con un'istanza a protezione dell'unione coniugale
il Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna, che con decreto cautelare emesso il 29 marzo 2004 senza contraddittorio ha dato atto ai coniugi di vivere
separati, ha affidato le figlie alla madre, ha regolato il diritto di visita
del padre, ha posto a carico di quest'ultimo un contributo ali­mentare di fr.
1700.– mensili per la moglie e di fr. 1100.–
mensili per ogni figlia (assegni familiari compresi), più il premio della cassa
malati e la relativa franchigia. Quel medesimo giorno la causa è stata sospesa
per trattative. Nel luglio del 2004 AP 1 ha cominciato a riscuotere indennità
di disoccupazione. Riattivata la procedura su richiesta del marito, con decreto
cautelare del 25 ottobre 2004 emanato “nelle more istruttorie” il Pretore ha ridotto il
contributo alimentare per la moglie a fr. 750.– mensili dal 1° ottobre
al 31 dicembre 2004 e a fr. 850.– 
mensili dal 1° gennaio 2005. Il 1° dicembre 2004 la causa è stata nuovamente
sospesa per trattative (inc. DI.2004.43).

 

                                  C.   In
seguito, il 12 aprile 2005, i coniugi hanno sottoposto al Pretore un'istanza
comune di divorzio con accordo parziale, proponendo l'affidamento delle figlie
alla madre, la regolamentazione del diritto di visita paterno, contributi alimentari per ogni
figlia di fr. 1200.– mensili fino al 12° compleanno, di
fr. 1300.– mensili fino al 15° compleanno e di fr. 1400.– mensili fino
alla maggiore età (assegni familiari compresi), il riparto degli averi
previdenziali del marito in ragione di metà ciascuno e l'accertamento che
l'abitazione di __________ è proprietà del marito stesso. All'udienza del 15
giugno 2005 le parti hanno riaffermato la loro volontà di divorziare,
demandando al giudice la decisione sull'attribuzione dell'autorità parentale,
sul principio e la durata del contributo di mantenimento per la moglie e sulla
liquidazione del regime dei beni. Trascorso il termine bimensile di
riflessione, AP 1 ha ribadito la propria posizione con lettera del 12 agosto
2005 e il marito con scritto del 17 agosto 2005. I coniugi sono stati invitati
così a esprimersi sulle conseguenze del divorzio rimaste litigiose. 

 

                                  D.   AO 1
ha presentato il 19 maggio 2005 un memoriale in cui ha chiesto l'autorità parentale
congiunta sulle figlie e ha offerto un contributo per la moglie di fr. 500.– mensili
dal 1° luglio 2004 al 31 agosto 2005, oltre a fr. 45 815.– quale suddivisione
degli averi di previdenza e fr. 62 785.– in liquidazione del
regime dei beni. Nel suo allegato del 20 maggio 2005 AP 1 ha rivendicato
l'autorità parentale esclusiva sulle figlie, un contributo alimentare indicizzato
di fr. 1640.– mensili per sé fino al termine della scuola obbligatoria da parte
delle ragazze (riservato un eventuale adeguamento), fr. 110 000.– in
liquidazione del regime dei beni (riservato un eventuale adeguamento), la metà
dei risparmi accumulati durante il matrimonio, un ciclomotore Velosolex e un mobile.
Essa ha postulato inoltre una provvigione ad litem di fr. 8000.– o,
in subordine, il beneficio dell'assistenza giudiziaria.

 

                                  E.   Con
decreto cautelare del 12 settembre 2005, emesso senza contraddittorio, il Pretore
ha attribuito la custodia delle figlie alla madre e ha posto a carico di AO 1
un contributo alimentare di fr. 850.– mensili per la moglie, oltre a un
contributo alimentare di fr. 1200.– mensili per ogni figlia dal 1° aprile 2005
fino al 12° compleanno e di fr. 1300.– mensili dopo di allora, assegni familiari
compresi. L'indomani il Pretore ha stralciato dai ruoli la procedura a tutela
dell'unione coniugale (inc. DI.2004.43). Al­l'udienza del 27 settembre 2005,
indetta per la discussione cautelare, le parti si sono accordate nel senso che
M__________ sarebbe rimasta sotto la custodia della madre, mentre F__________
sarebbe passata sotto quella del padre (presso cui essa si era trasferita nel
frattempo), riservato il diritto di visita di ciascun genitore. AO 1 ha
accettato altresì di versare un contributo provvisionale per la moglie di fr.
850.– mensili, come pure un contributo provvisionale per M__________ di
fr. 1200.– mensili fino al 12° com­pleanno e di fr. 1300.– mensili dopo di
allora, assegni familiari compresi.

 

                                  F.   In
pendenza di causa, il 18 novembre 2005, AP 1 ha instato per il blocco delle
particelle n. 2513 e 2686 RFD di __________, ha invitato il giudice a
intervenire per proteggere la figlia F__________ e ha sollecitato dal marito
una provvigione ad litem di fr. 10 000.–. Con decreto
cautelare del 22 novembre 2005, emanato senza contraddittorio, il Pretore ha
ordinato una restrizione della facoltà di disporre sui citati fondi. Il 12
dicembre 2005 AO 1 ha adito a sua volta il Pretore per ottenere la soppressione
dal 31 dicembre 2005 del contributo provvisionale in favore della moglie,
andata a vivere con un terzo a __________. Al­l'udienza del 24 gennaio 2006,
destinata alla discussione delle due istanze, le parti si sono vicendevolmente
opposte alle richieste avversarie, la moglie postulando inoltre l'aumento del
contributo provvisionale per sé a fr. 1900.– mensili retroattivamente dal
1° gennaio 2006 e la trattenuta di fr. 3100.– mensili dallo stipendio di AO
1

 

                                  G.   Con
decreto cautelare emanato il 17 febbraio 2006 “nelle more istruttorie” il Pretore ha respinto entrambe le istanze. AP 1 si è nuovamente
rivolta al Pretore, il 5 dicembre 2006, postulando l'aumento dal 1° dicembre
2006 del contributo provvisionale per sé a fr. 1900.– mensili e l'aumento
di quello per 

                                         M__________ a fr. 1250.– mensili, assegni familiari non compresi. Al­l'udienza
del 27 febbraio 2007, indetta per la discussione di quest'ultima istanza, il
marito ha chiesto una volta ancora la soppressione del contributo provvisionale
per la moglie o, in subordine, la riduzione del medesimo a fr. 200.– mensili. AP
1 ha contestato la domanda. Esperita l'istruttoria cautelare, al dibattimento
finale del 27 aprile 2007 le parti hanno ribadito le rispettive posizioni.

 

                                  H.   Statuendo il 18 maggio 2007 sulle
istanze del 18 novembre 2005, del 12 dicembre 2005 e
del 5 dicembre 2006, il Pretore ha aumentato il contributo provvisionale per la
moglie da fr. 850.– a fr. 1000.– mensili indicizzati dal 1° gennaio
2006 al 30 settembre 2011 e il contributo per M__________ da fr. 1200.–
mensili a fr. 1540.– indicizzati nel dicembre del 2006, a fr. 1565.– mensili
indicizzati dal 1° gennaio al 30 settembre 2007, a fr. 1825.– mensili indicizzati
dal 1° ottobre 2007 al 30 settembre 2011 e a fr. 1985.– men­sili indicizzati
fino al 30 settembre 2013, assegni familiari compresi, respingendo ogni altra
domanda. Inoltre egli ha ordinato di cancellare la restrizione della facoltà di
disporre sulle particelle n. 2513 e 2686 RFD di __________ e ha invitato
la Commissione tutoria regionale 1 a nominare alle figlie un curatore educativo,
in particolare per assistere le minorenni nelle loro relazioni con i genitori.
La tassa di giustizia e le spese di complessivi fr. 800.– sono state poste
a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.

 

                                    I.   Contro
il decreto predetto AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 31 maggio
2007 nel quale chiede che, previa ammissione all'assistenza giudiziaria, il
contributo provvisionale per sé sia aumentato a fr. 1900.– mensili indicizzati.
Nelle sue osservazioni del 27 giugno 2007 AO 1 propone di respingere l'appello.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Le
misure provvisionali in pendenza di una causa di divorzio sono trattate con la
procedura sommaria dell'art. 376 cpv. 2 lett. d CPC (art. 419c cpv. 1
CPC), in esito alla quale il Pretore statuisce con decreto impugnabile entro
dieci giorni (art. 419c cpv. 3 CPC). Tempestivo, sotto questo profilo
l'appello in esame è ricevibile.

 

                                   2.   Dopo
l'emanazione del decreto cautelare impugnato il Pretore ha regolato nuovamente
l'assetto provvisionale delle parti con un decreto cautelare del 23 novembre
2007, applicabile dal 1° luglio 2007, in cui ha ulteriormente fissato il
contributo provvisionale per la moglie in fr. 1000.– mensili. Per quel che è
del periodo successivo al 30 giugno 2007 i contributi provvisionali decisi
nel decreto appellato sono stati sostituiti così da quelli fissati nel decreto
del 23 novembre 2007, che su tal punto non è stato impugnato. La sentenza
odierna disciplina unicamente, in altri termini, l'assetto provvisionale dei
coniugi dal 1° gennaio 2006 al 30 giugno 2007 (contributo provvisionale per la
moglie dal 1° gennaio al 30 novembre 2006, di cui AP 1 chiedeva con 

                                         istanza del 24 gennaio 2006 l'aumento a fr. 1900.– mensili, contributi
provvisionali per la moglie e la figlia M__________ dal 1° dicembre 2006 in poi,
di cui AP 1 ribadiva con istanza del 5 dicembre 2006 la richiesta di aumento a
fr. 1900.– mensili per sé, chiedendo inoltre l'aumento a fr. 1250.– mensili del
contributo provvisionale per la figlia). Quanto al periodo susseguente, l'appello
è ormai privo d'interesse.

 

                                   3.   Litigioso
rimane anzitutto, in questa sede, il contributo provvisionale per l'appellante.
A tal fine il Pretore ha rilevato che, rispetto al momento in cui le parti avevano
stipulato l'accordo del 27 settembre 2005, la situazione familiare era mutata già
per il fatto che la figlia F__________ era passata sotto la custodia del padre.
Ciò posto, egli ha accertato
il reddito conseguibile da AP 1 in fr. 1465.– mensili e il fabbisogno minimo
di lei in fr. 2455.– (minimo esistenziale del diritto
esecutivo per genitore affidatario fr. 1250.–, alloggio fr. 535.–, premio
della cassa malati fr. 370.–, spese d'automobile fr. 200.–, imposte fr.
100.–). Mancando all'interessata fr. 990.– mensili per coprire il
fabbisogno minimo, egli ha fissato il contributo provvisionale per lei in fr. 1000.–
mensili arrotondati. Quanto a M__________, il Pretore ha fissato contributi di
mantenimento pari al di lei fabbisogno in denaro, stimato in fr. 1540.–
mensili nel dicembre del 2006 e in fr. 1565.– mensili dal gennaio del 2007 in
poi.

 

                                         Nelle
condizioni descritte il primo giudice ha verificato che AO 1 fosse in grado di
erogare i contributi litigiosi. Ne ha appurato pertanto il reddito, di fr. 9796.–
mensili, e il fabbisogno minimo, di fr. 4035.– arrotondati (minimo
esistenziale del diritto esecutivo per genitore affidatario fr. 1250.–,
onere ipotecario e ammortamento fr. 1523.–, premio della cassa malati fr.
282.50, assicurazioni obbligatorie fr. 150.–, manutenzione della casa fr. 300.–,
spese d'automobile fr. 127.–, imposte fr. 400.–), giungendo alla conclusione
che il debitore dispone senz'altro di mezzi sufficienti per sopperire alle
proprie necessità, a quelle della figlia F__________, al contributo
provvisionale in favore della moglie e a quello in favore di M__________, conservando
finanche un margine utile di fr. 716.– mensili.

 

                                   4.   L'appellante
censura in primo luogo il metodo di calcolo adottato dal Pretore, il cui risultato
comporterebbe anche una disparità di trattamento tra le figlie. AO 1 oppone che
il decreto impugnato è stato emesso dopo una lunga istruttoria, nell'imminenza del
giudizio di divorzio, che il contributo alimentare per M__________ è sicuramente
adeguato e che la moglie vive stabilmente con un terzo da quasi due anni. Il
Pretore si è dipartito dalla giurisprudenza di questa Camera (pubblicata in: RtiD
I-2005 pag. 769), rilevando che qualora non si possa contare su una
riconciliazione dei coniugi occorre far capo già in costanza di matrimonio ai
criteri applicabili al mantenimento dopo il divorzio (decreto impugnato, consid.
4). E siccome AP 1 abita stabilmente con un altro uomo, egli ha rinunciato ad “applicare
il principio della ripartizione a metà delle eccedenze” (decreto impugnato, consid.
6).

 

                                         a)   In
realtà il Pretore ha equivocato la giurisprudenza della Camera. Contrariamente
a quanto egli sembra avere inteso, per vero, l'art. 125
CC si applica solo dopo il divorzio e non prima. Lo stanziamento di contributi
alimentari fra coniugi durante una causa di divorzio è disciplinato per analogia dalle disposizioni a tutela
dell'unione coniugale (art. 137 cpv. 2 seconda frase CC), segnatamente
ove si tratti di fissare “i contributi pecuniari dovuti da un coniuge all'altro” (art. 176 cpv. 1 n. 1 CC).
L'art. 163 cpv. 1 CC non precisa quale criterio si applichi per la fissazione
di tali contributi, limitandosi a disporre che “i coniugi provvedono in comune,
ciascuno nella misura delle sue forze, al debito mantenimento della famiglia”.
Sicuramente conforme al diritto federale è ad ogni modo il metodo – sempre
adottato da questa Camera – che consiste nel dedurre dal reddito complessivo
dei coniugi i fabbisogni loro e dei figli minorenni, suddividendo l'eccedenza a
metà (RtiD I-2007 pag. 737 consid. 4a con richiami).

 

                                         b)   Altra è la questione di sapere se si possa pretendere già prima del
divorzio che un coniuge professionalmente inattivo (in tutto o in parte)
riprenda o estenda senza indugio un'attività lucrativa. Tale è il problema
trattato dalla sentenza della Camera menzionata dal Pretore (RtiD I-2005 pag.
769 consid. 3), la quale ricorda come, ove non ci si debba più attendere una
ripresa della comunione domestica, i parametri dell'art. 125 CC vanno pon­derati
già prima dello scioglimento del matrimonio per quanto attiene alla ripresa o
all'estensione dell'attività lucrativa da parte di un coniuge professionalmente
inattivo o attivo solo a tempo parziale (v. anche DTF 130 III 541 consid. 3.2,
128 III 68 consid. 4; RtiD II-2005 pag. 706 consid. 4b e 4c). Ciò non
significa che ci si debba scostare dal metodo di calcolo applicabile in
costanza di matrimonio, tanto meno ove si pensi che fino al divorzio continua a
sussistere il dovere di mutua assistenza derivante dall'art. 163 CC (RtiD
I-2005 pag. 773 consid. 12). Contrariamente a quanto asserisce l'appellato,
tale metodo di calcolo continua a valere fino allo scioglimento del matrimonio.
Anzi, fino al passaggio in giudicato della sentenza di divorzio, ove dandosi
impugnazione sugli effetti accessori la causa non fosse ancora terminata (RtiD
I-2005 pag. 760 consid. 6). Il concubinato della moglie non legittimava quindi,
in concreto, una deroga al metodo di calcolo applicabile in costanza di matrimonio.

 

                                         c)   Circa
la coabitazione dell'appellante con __________ dandosi concubinato
“qualificato” con una terza persona il diritto al mantenimento del coniuge decade
(Ha­sen­böhler/Opel in: Basler
Kommentar, 3ª edizione, n. 43 ad art. 163 CC con rinvii). Una semplice convivenza
non basta tuttavia per “qualificare” un concubinato, che implica una comunione
di vita tanto stretta da far apparire il nuovo compagno disposto ad assicurare
fedeltà e assistenza, alla stessa stregua di quanto l'art. 159 cpv. 3 CC
prescrive trattandosi di un coniuge (RtiD I-2007 pag. 733 consid. dd). Il
Pretore medesimo ha escluso che nella fattispecie si ravvisino estremi del
genere (decreto impugnato, consid. 6). Nelle osservazioni all'appello AO 1 pretende
che la moglie sia mantenuta in tutto e per tutto dal nuovo compagno, ma non
indica quali elementi sorreggano la sua affermazione. Sentito in giudizio, __________
ha dichiarato di non avere mai aiutato finanziariamente l'appellante, di non
pagare fatture per lei, di ricevere da lei solo fr. 800.– mensili per l'alloggio,
di assumere la metà delle spe­se telefoniche e di rimborsare all'appellante fra
un terzo e la metà del vitto. Anche i costi per le vacanze comuni sono suddivisi
(verbale del 19 maggio 2006, pag. 2 e 3). Ciò non basta per desumere che alla
convivenza l'interessata tragga vantaggi economici analoghi a quelli di un
matrimonio (RtiD I-2007 pag. 735 consid. gg), né – tanto meno – per derogare
al metodo riguardante il calcolo dei contributi alimentari applicabile in
costanza di matrimonio.

 

                                   5.   A
parere dell'appellante il reddito di fr. 1465.– mensili imputatole dal Pretore
per una professione a metà tempo (fino al 16° compleanno della figlia M__________)
è irrealistico, ancor più nelle attuali condizioni di mercato. L'appellato
obietta che l'interessata è parrucchiera diplomata e che nel Locarnese, soprattutto
durante la stagione turistica, si creano svariati posti di lavoro, anche in
settori professionali non particolarmente qualificati. Ora, nel quadro di misure provvisionali in pendenza di divorzio il
mantenimento del riparto dei compiti fra i coniugi
consensualmente stabilito ai fini della vita in comune non è più determinante.
Occorre annettere particolare importanza, in siffatte condizioni, all'autonomia
economica che un coniuge professionalmente inattivo – o attivo solo a tempo
parziale – è chiamato ad acquisire o a riacquisire (DTF 130 III 542 consid. 3.2
con rinvii). L'interessata non contesta che da lei si possa pretendere già
durante la causa di divorzio un'attività lucrativa a metà tempo (grado
d'occupazione esigibile da un coniuge cui è affidato un figlio di età inferiore
a sedici anni: DTF 115 II 10 consid. 3c e 11 consid 5a).
Eccepisce che, nelle attuali condizioni di mercato, un
incremento dei suoi redditi non è ragionevolmente possibile.

 

                                         a)   Per principio
il reddito di una parte è quello effettivo, conseguito al momento del giudizio.
Se tuttavia, dando prova di buona volontà, tale coniuge avrebbe la ragionevole
possibilità di guadagnare di più, fa stato il reddito ipotetico. Ciò vale tanto
per un debitore quanto per un creditore di contributi ali­mentari. Un guadagno
ipotetico non va però determinato in astratto. Dev'essere alla concreta portata
dell'interessato, tenuto conto della sua età, della formazione professionale e
dello stato di salute, oltre che della situazione sul mercato del lavoro. La
fissazione di un reddito potenziale non ha, in effetti, carattere di penalità
(RtiD II-2006 pag. 690 n. 5a con richiami). Nella fattispecie l'appellante,
trentottenne al momento in cui ha statuito il Pretore, ha una formazione di parrucchiera
e ha maturato esperienze nel settore della vendita. Non risulta che abbia
particolari problemi di salute. Quanto alla situazione sul mercato del lavoro,
essa è invero altalenante, ma non proibitiva, tant'è che secondo il collocatore
dell'appellante presso l'Ufficio del lavoro di __________ v'è anche chi trova un'occupazione
nel giro di un mese (deposizione di __________: verbale del 24 gennaio 2006,
pag. 6 a metà).

 

                                         b)   Obietta l'appellante che, durante l'anno in cui è stata iscritta ai
ruoli alla disoccupazione, neppure l'Ufficio del lavoro è stato in grado di
procurarle un impiego e che il collocatore ha dato atto come lei abbia fatto il
necessario per aumentare le sue possibilità lucrative, ma invano. A ben vedere il
collocatore ha indicato soltanto che l'assicurata esperiva una dozzina di
ricerche mensili, ma che nulla ha trovato come ricezionista d'albergo (deposizione
di __________: verbale del 24 gennaio 2006, pag. 6; ricerche d'impiego nel doc.
XV richiamato dall'Ufficio regionale di collocamento). A parte ciò, il diritto
di famiglia e l'assicurazione contro la disoccupazione perseguono scopi diversi
(RDAT II-1999 n. 67), sicché un comportamento che può giustificare la
riscossione di indennità contro la disoccupazione può risultare insufficiente
di fronte agli obblighi che incombono in virtù del diritto di famiglia (RDAT
II-1999 pag. 246 n. 67). Per di più, una volta esaurite le indennità di
disoccupazione, AP 1 si è limitata a “mettere in giro la voce fra conoscenti
che cerca[va] lavoro in ufficio”, ma non risulta avere condotto serie ricerche
d'impiego (interrogatorio formale: verbale del 19 maggio 2006, pag. 11, risposte
n. 15 e 16). Anzi, essa ha annullato finanche la propria iscrizione all'Ufficio
regionale di collocamento (doc. 19).

 

                                         c)   L'appellante
ricorda che l'attuale impiego in un negozio di pelletteria la obbliga anche a
essere disponibile su chiamata, onde l'impossibilità di assicurare attività
collaterali. Il problema è che essa non può privilegiare un'attività al 30% quando
da lei si può pretendere un lavoro a metà tempo. Dagli atti risulta invero che AP
1 è occupata un giorno la settimana e due sabati ogni mese, salvo intervenire
su chiamata per lavori in magazzino o supplenze (interrogatorio for­male: verbale
del 19 maggio 2006, pag. 11, risposta n. 14). L'esigenza di sostentare debitamente
la famiglia (art. 163 cpv. 1 CC) prevale nondimeno sulla libera scelta di una
professione (RtiD I-2005 pag. 763 consid. 3). L'interessata deve pertanto lasciare
l'attività al 30%, come ha rilevato il Pretore (decreto impugnato, consid. 4),
e trovarne una al 50%. Per il resto essa non contesta che, lavorando a metà
tempo, le sarebbe possibile guadagnare fr. 1465.– mensili. Basti pensare che, come
ha soggiunto il Pretore, il minimo salariale nel settore della vendita per un'attività
a metà tempo è attorno ai fr. 1370.–
mensili (cfr. FU 102/2005 pag. 8577 e FU 102/2006, pag.
8392: fr. 2770.– lordi per tredici mensilità nel 2006, aumentati a fr. 2780.–
lordi per tredici mensilità nel 2007).

 

                                   6.   Quanto
al proprio fabbisogno minimo, l'interessata chiede che le siano riconosciuti
almeno fr. 800.– mensili per l'alloggio, rimproverando al Pretore di averle
decurtato la spesa pur riconoscendo che nella fattispecie non sussiste un concubinato
“qualificato”. AO 1 ripete che in concreto è data “comunanza
di tetto, tavolo e letto” della moglie con il terzo e che, comunque sia, l'appellante
e il di lei compagno suddividono tra loro il costo della locazione. Il Pretore
ha riconosciuto a AP 1 una spesa per l'alloggio di fr. 535.– mensili sulla
base di quanto da lei medesima dichiarava di versare al convivente, dedotta la
quota di un terzo (fr. 265.– mensili) che rientra nel fabbisogno in denaro della
figlia M__________ (decreto impugnato, pag. 8 in basso). Egli precisa inoltre di
avere tenuto conto della coabitazione, fissando un costo dell'alloggio modesto (decreto
impugnato, pag. 12).

 

                                         a)   Già
si è visto che la convivenza dell'appellante con __________ non consta raggiungere
i livelli di un concubinato “qualificato” (consid. 4c). Che poi l'interessata versi al convivente fr. 800.– mensili per l'alloggio è pacifico (deposizione di __________:
verbale del 19 maggio 2006, pag. 2 a metà), ma non determinante. La
giurisprudenza di questa Camera non penalizza – come fa il Pretore – il coniuge
che abita con un terzo. Riconosce per principio a ogni coniuge, indipendentemente
dalla pigione effettivamente pagata, il costo dell'alloggio che egli dovrebbe
ragionevolmente sopportare se abitasse da sé solo (criterio definito “corretto
e per nulla arbitrario”
dal Tribunale federale: sentenza 5P.101/2001 del 30 aprile 2001, consid. 4 in
principio; v. anche RtiD II-2004 pag. 562 consid. 8a
con rinvii, pag. 583 consid. 5a, I-2005 pag. 764 n. 47c consid. 5, I-2006 pag.
667). Un'eventuale convivenza con terzi, pertanto, non nuoce al coniuge convivente
né profitta all'altro (Rep. 1995 pag. 142 in alto; da ultimo: I CCA, sentenza
inc. 11.2007.4 del 5 agosto 2008, consid. 6b).

 

                                         b)   Il
Pretore si è dipartito dallo stesso principio (decreto impugnato, pag. 12 verso
l'alto), ma non l'ha applicato, o per lo meno non ne ha tratto le debite
conseguenze. Eccettuate 

                                               ipotesi
in cui il bilancio familiare denoti situazioni economicamente critiche, una
spesa di fr. 535.– mensili non può infatti dirsi sufficiente per assicurare un normale
alloggio nell'agglomerato di __________, fosse pure a una persona sola, né fr.
800.– mensili appaiono sufficienti per assicurare un normale alloggio a un
genitore con un figlio. Diverso sarebbe il caso – si ripete – qualora la
famiglia si trovasse in ristrettezze economiche tali da imporre sacrifici, ma l'eventualità
è lungi dal verificarsi nella fattispecie. Anche senza dar prova di particolare
generosità, si giustifica pertanto di riconoscere all'appellante l'esborso di
fr. 800.– mensili, spese accessorie comprese, che essa chiede per sé medesima
(e che ha chiesto anche in prima sede: duplica all'istanza avversaria del
12 dicembre 2005, nel verbale del 24 gennaio 2006, pag. 15; replica
all'istanza del 5 dicembre 2006, nel verbale del 27 febbraio 2007, pag. 2
in basso). Quanto alla figlia M__________, il costo dell'alloggio rientra –
come si vedrà oltre (consid. 8) – nel fabbisogno in denaro di lei stimato in base
alle raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento
professionale del Canton Zurigo, cui questa Camera si attiene per prassi
costante. In proposito l'appello merita dunque accoglimento.

 

                                   7.   Relativamente al fabbisogno minimo del marito, l'appellante contende
il costo dell'alloggio, facendo valere che gli interessi ipotecari e
l'ammortamento (fr. 1523.– mensili secondo il Pretore: decreto impugnato, pag.
13) non sono resi verosimili e che l'ammortamento, in ogni caso, costituisce un
risparmio. Prive di verosimiglianza sarebbero inoltre le voci riferite alle
assicurazioni obbligatorie e alla manutenzione dello stabile, sicché il fabbisogno
minimo del marito non eccederebbe fr. 3000.– mensili complessivi. AO 1 fa
notare che la necessaria documentazione è stata prodotta “nella fase finale dell'istruttoria”, che l'ammortamento ipotecario è imposto
dalla banca e che la manutenzione dell'immobile è indispensabile.

 

                                         a)   Giovi
rilevare in primo luogo che i documenti sugli oneri ipotecari, l'ammortamento e
l'assicurazione dello stabile ad 

                                               __________
sono stati prodotti non “nella
fase finale dell'istruttoria”, come asserisce AO 1, bensì
dopo l'emanazione del decreto impugnato, nel quadro dell'istruttoria di merito.
I doc. NN (condizioni del mutuo ipotecario), PP e QQ
(premi assicurativi dello stabile), in particolare, sono stati versati agli
atti il 14 giugno 2007, mentre il doc. SS (ammortamento) il 

                                               3
agosto successivo. Tant'è che in mancanza di
giustificativi il Pretore ha attinto per il giudizio a
quanto AO 1 

                                               indicava
nel suo memoriale del 19 maggio 2005 sui punti contestati del divorzio
(decreto impugnato, pag. 13 a metà). Sta di fatto che, si ignorassero ora tali
giustificativi, questa Camera dovrebbe procedere a una stima dei relativi valori
per apprezzamento, non potendosi seriamente presumere che AO 1 non paghi interessi ipotecari, sia esonerato da ammortamenti (nemmeno la moglie pretende ciò) e non sia
tenuto ad assicurare lo stabile (come esige notoriamente ogni creditore pignoratizio).
Tanto vale di conseguenza fare capo a dati concreti, su cui per altro l'appellante
ha avuto modo di esprimersi nelle osservazioni all'appello introdotto dal
marito contro la sentenza di merito, tuttora pendente (inc. 11.2007.192). E in
quella sede l'interessata non ha contestato le risultanze dei giustificativi.
Ha obiettato che il costo dell'alloggio è eccessivo per il solo marito e che
l'abitazione di __________ potrebbe essere locata a terzi (osservazioni del
12 febbraio 2008, pag. 10).

 

                                         b)   L'ammortamento
ipotecario non è – come accenna a ragione l'appellante – un costo dell'alloggio,
bensì un ordinario rimborso di mutuo. Alla stregua di
ogni estinzione di debito esso va onorato, pertanto, nella misura in cui i
mezzi finanziari della famiglia siano sufficienti (DTF 127 III 292 in alto; da
ultimo: I CCA, sentenza 11.2007.24 del 2 dicembre 2008, consid. 7e). Nel
caso specifico le risorse economiche della famiglia consentono senz'altro di
far fronte a tale spesa, la quale può pertanto essere inserita nel fabbisogno minimo
del marito. Quanto al relativo ammontare,
nel suo memoriale del 19 mag­gio 2005 l'interessato aveva esposto un
ammortamento di fr. 833.– mensili (act. III, pag. 9). Dal contratto di mutuo
che AO 1 ha firmato nel maggio del 2007 risulta invece un ammortamento di fr. 3000.–
per semestre (doc. NN e SS), pari a fr. 500.– mensili. Che in precedenza egli
si fosse impegnato a corrispondere ammortamenti più alti non è stato reso verosimile.

 

                                         c)   Quanto
agli oneri ipotecari, nel suo memoriale del 19 maggio 2005 l'interessato li
aveva indicati in fr. 1400.– mensili (pag. 9). Dagli atti si desume nondimeno che nel primo semestre del 2007 egli
ha versato complessivi fr. 6135.– (doc. SS), ovvero fr. 1022.50 mensili. Dai
conteggi sembra evincersi del resto ch'egli avesse pattuito saggi d'interesse
fissi anche nel 2006 (doc. SS, 3° e 4° foglio in alto). Nulla risulta invece sulle
spese per la manutenzione dello stabile, il convenuto non allegando alcun
giustificativo. In merito ai costi di riscaldamento, nel 2004 il marito aveva documentato
una spesa di circa fr. 110.– mensili (doc. 13 a 15 nell'inc. DI.2004.43). È
possibile che nel 2006 tale spesa sia lievitata, ma in difetto di ogni indicazione
non resta che attenersi all'unico dato certo. Infine le spese per
l'assicurazione dello stabile e l'economia domestica con responsabilità civile
privata sono state rese verosimili fino a concorrenza di fr. 134.50 mensili
(doc. PP e QQ). In definitiva, pertanto, il costo dell'abitazione ad __________
dal gennaio del 2006 al giugno del 2007 ammontava a fr. 1267.– mensili. Dedotta
la quota di un terzo che rientra nel fabbisogno della figlia F__________ (Amt für Jugend und Berufsberatung des Kantons Zürich, Empfeh­lungen
zur Bemessung von Unterhaltsbeiträgen für Kinder, Zurigo 2000,
pag. 13 in alto), l'onere per l'alloggio del solo marito
va stabilito in fr. 844.65 mensili.

 

                                         d)   In
ultima analisi il fabbisogno del marito assomma, di conseguenza, a fr. 3405.–
arrotondati (minimo esistenziale del diritto esecutivo
per genitore affidatario fr. 1250.–, costo dell'alloggio fr. 844.65, ammortamento
ipotecario fr. 500.–, premio della cassa malati fr. 282.50, spese d'automobile
fr. 127.–, imposte fr. 400.–).

 

                                   8.   Il
fabbisogno in denaro delle figlie non è contestato. Dal momento però che il
costo dell'alloggio va calcolato in un terzo di quello rico­nosciuto al coniuge
affidatario (sopra, consid. 7c in fine), occorre rettificare il fabbisogno in
denaro di F__________, stimato dal Pretore in fr. 2480.– mensili (decreto
impugnato, pag. 13 in fondo), sostituendo la posta di fr. 760.– mensili inserita
dal Pretore (decreto impugnato, pag. 13 a metà) con un terzo di fr. 1267.–
(sopra, consid. 7c), ovvero fr. 422.35, il che dà un fabbisogno in denaro di fr.
2140.– mensili arrotondati. Occorre rettificare altresì il fabbisogno in denaro di M__________, stimato dal Pretore in fr. 1540.–
mensili (decreto impugnato, pag. 8 in fondo), sostituendo la posta di fr. 265.–
con quella di fr. 400.– (alla madre è stato riconosciuto un costo dell'alloggio
pari a fr. 800.– mensili), il che dà un totale di fr. 1675.– mensili. Il
Pretore ha modificato simili contributi dal 1° gennaio 2007 in base alla
tabella 2007 correlata alle raccomandazioni pubblicate
dall'Ufficio della gioventù e del­l'orientamento professionale del Canton
Zurigo. Si tratta di un esercizio ridondante ai fini di un semplice decreto
cautelare, nell'ambito del quale una normale clausola di indicizzazione consegue
sostanzialmente il medesimo scopo.

 

                                   9.   Alla
luce di quanto precede il bilancio delle entrate e
delle uscite familiari si presenta come in
appresso, suddiviso in due scaglioni:

                                         –  il primo conseguente
all'istanza del 24 gennaio 2006 con cui AP 1 chiedeva di aumentare il
contributo provvisionale per sé a fr. 1900.– mensili dal 1° gennaio 2006
(sopra, lett. F in fine);

                                         –  il secondo
correlato all'istanza del 1° dicembre 2006 con cui AP 1 chiedeva nuovamente di
aumentare il contributo provvisionale per sé a fr. 1900.– mensili, oltre che di
aumentare quello per la figlia M__________ a fr. 1250.– mensili dal 1° dicembre
2006 (sopra, lett. G).

 

                                         Dal 1° gennaio al 30 novembre
2006

                                         reddito del
marito (non contestato)                           fr.   9 796.—     

                                         reddito
della moglie (consid. 5)                                 fr.   1 465.—

                                                                                                                     fr.
11 261.—  mensili     

                                         fabbisogno
minimo del marito (consid. 7)                  fr.   3 405.—     

                                         fabbisogno
minimo della moglie (consid. 6)               fr.   2 720.—

                                         contributo
alimentare per F__________ 

                                         (decreto
cautelare del 12 settembre 2005)                 fr.   1 300.—

                                         contributo
alimentare per M__________ 

                                         (convenzione
del 27 settembre 2005)                        fr.   1 200.—

                                                                                                                     fr.  
8 625.—  mensili

                                         eccedenza                                                             fr.  
2 636.—

                                         metà
eccedenza                                                     fr.   1 318.—  mensili.

                                         Il marito può
conservare per sé:                             

                                         fr.
3405.– + fr. 1318.– =                                           fr.   4 723.—  mensili,

                                         deve destinare
al mantenimento di F__________       fr.   1 300.— 
mensili,

                                         deve versare un
contributo per M__________ di         fr.   1 200.—
 mensili

                                          e
dovrebbe versare alla moglie:

                                          fr.
2720.– + fr. 1318.– ./. fr. 1465.–=                         fr.   2 573.—  mensili.

                                         Dal 1°
dicembre 2006 al 30 giugno 2007

                                         reddito del
marito (non contestato)                           fr.   9 796.—     

                                         reddito
della moglie (consid. 5)                                 fr.   1 465.—

                                                                                                                     fr.
11 261.—  mensili     

                                         fabbisogno
minimo del marito (consid. 7)                  fr.   3 405.—     

                                         fabbisogno
minimo della moglie (consid. 6)               fr.   2 720.—

                                         fabbisogno
in denaro di F__________ (consid. 8)                  fr.   2 140.—

                                         fabbisogno
in denaro di M__________ (consid. 8)      fr.   1 675.—

                                                                                                                     fr.  
9 940.—  mensili

                                         eccedenza                                                             fr.  
1 321.—

                                         metà
eccedenza                                                     fr.     660.50  mensili.

                                         Il marito può
conservare per sé:                             

                                         fr.
3405.– + fr. 660.50 =                                           fr.   4 065.50  mensili,

                                         deve destinare
al mantenimento di F__________       fr.   2 140.— 
mensili,

                                         deve versare un
contributo per M__________ di         fr.   1 675.— 
mensili

                                          e
dovrebbe versare alla moglie:

                                          fr.
2720.– + fr. 660.50 ./. fr. 1465.– =                        fr.   1 915.50 mensili.

 

                                         Le questioni relative a contributi di mantenimento fra coniugi sono
rette dal principio dispositivo, né il diritto federale prevede altrimenti (Hausheer/Spycher/Kocher/Brunner, Hand­buch
des Unter­halts­rechts, Berna 1997, pag. 599 n. 11.64 in fine). Il contributo
provvisionale per la moglie va quindi limitato all'ammontare della richiesta (fr. 1900.–
mensili). Trattandosi di contributi ali­mentari per minorenni, vige invece il
principio inquisitorio illimitato, di modo che nell'interesse del figlio il
giudice non è vincolato a richiesta alcuna (DTF 128 III 413 in alto). Poco
importa di conseguenza che per M__________ la moglie abbia postulato un
contributo provvisionale inferiore a quello che si vede ora riconoscere la figlia.

 

                                10.   Gli
oneri processuali e le ripetibili del presente giudizio vanno a carico di AO 1, che ha instato a torto per la confer­ma del decreto impugnato (art.
148 cpv. 1 CC). Né si giustifica di adottare un'altra chiave di riparto nella
misura in cui la procedura è divenuta senza interesse (periodo successivo al 30 giugno
2007: sopra, consid. 2), ove appena si pensi che l'applicazione del corretto
metodo di calcolo per la definizione dei contributi ali­mentari (consid. 4) e
la stima di un costo dell'alloggio ragionevole nel fabbisogno minimo della
moglie (consid. 6) avrebbero verosimilmente comportato l'accoglimento dell'appello
anche nel caso in cui questa Camera avesse avuto modo di statuire prima del decreto
cautelare emesso dal Pretore il 23 novembre 2007.

 

                                         L'attribuzione
di congrue ripetibili rende senza oggetto la domanda di assistenza giudiziaria
presentata dall'appellante. L'esito del pronunciato attuale impone di modificare
anche il dispositivo sulle spese e le ripetibili di prima sede. Considerate le richie­ste
di giudizio sottoposte al Pretore (contributo per M__________, contributo per
la moglie e blocco del registro fondiario), AO 1 va equitativamente chiamato a
sopportare tre quarti della tassa di giustizia e delle spese, con obbligo di
rifondere alla moglie un'adeguata indennità per ripetibili ridotte.

 

                                11.   Circa
i rimedi esperibili contro l'odierna sentenza sul piano federale (art. 112 cpv.
1 lett. d LTF), il valore litigioso ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF
supera ampiamente la soglia di fr. 30 000.– già solo considerando l'aumento del
contributo provvisionale sollecitato dalla moglie (da fr. 1000.– a fr. 1900.–
mensili) a tempo indeterminato.

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:               I.   Nella
misura in cui non è divenuto privo d'interesse, l'appello è accolto e il
decreto cautelare impugnato è così riformato:

                                         1.   In
parziale modifica dei provvedimenti cautelari concordati il 27 settembre 2005, AO
1 è tenuto a versare dal 1° gennaio 2006 al 30 giugno 2007 un contributo
provvisionale di fr. 1900.– mensili a AP 1 e dal 1° dicembre 2006 al
30 giugno 2007 un contributo provvisionale di fr. 1675.– mensili per la figlia
M__________. 

                                              I
contributi vanno adeguati dal 1° gennaio 2007 all'indice nazionale dei prezzi
al consumo sulla base dell'indice relativo al gennaio del 2006.

                                         4.   La
tassa di giustizia e le spese di complessivi fr. 800.– sono posti per un quarto
a carico di AP 1 e per il resto a carico di AO 1, che rifonderà a AP 1
un'indennità di fr. 3500.– per ripetibili ridotte.

                                         Per
quanto riguarda il lasso di tempo successivo al 30 giugno 2007, l'appello è dichiarato
senza interesse e la causa è stralciata dai ruoli.

 

                                         I
dispositivi n. 2 e 3 del decreto cautelare impugnato rimangono invariati.

 

                                   II.   Gli oneri
di appello, consistenti in:

                                         a)
 tassa di giustizia     fr. 450.–    

                                         b)  spese                       fr.  
50.–

                                                                                fr.
500.–

                                         sono
posti a carico di AO 1, che rifonderà all'appellante fr. 1500.– per ripetibili.

 

                                   III.   La richiesta
di assistenza giudiziaria presentata dall'appellante è dichiarata senza interesse.

 

                                 IV.   Intimazione:

	
   

  	
  –   
  ;

  –   
  .

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno Campagna.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza
carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, è ammissibile contro le
decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF
entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF).
Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile
solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore
litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è
ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata
dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è
dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF).
La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.