# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f7a9a928-86ff-52ea-a271-f340551e6f8f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-06-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 16.06.2008 32.2007.118
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2007-118_2008-06-16.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2007.118

   

  FS

  	
  Lugano

  16 giugno
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 5 aprile 2007 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni del 26 marzo 2007 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe __________, nel mese di gennaio 2006 ha inoltrato una richiesta di
prestazioni AI per adulti (doc. AI 1/1-7).

 

                               1.2.   Esperiti
gli accertamenti del caso, con decisioni 26 marzo 2007 (doc. AI 40/1-2 e
41/1-2), preavvisate con progetto 9 gennaio 2007 (doc. AI 30/1-3), l’Ufficio AI
ha riconosciuto all’assicurato il diritto a una rendita intera dal 1. ottobre
2005 al 31 marzo 2006 e a una mezza rendita dal 1. aprile 2006.

 

                               1.3.   Contro
queste decisioni l’assicurato, rappresentato dalla RA 1, ha inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA con il quale – contestata la valutazione medica,
quella economica e la possibilità di svolgere le attività prospettate dalla
consulente in integrazione professionale – ha postulato il diritto ad una rendita
intera d’invalidità.

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI ha confermato le proprie decisioni.

 

                               1.5.   Con
scritto 21 maggio 2007 il rappresentante dell’assicurato, osservato che
l’Ufficio AI non avrebbe evaso le argomentazioni ricorsuali, ha comunicato al
TCA di non presentare altri mezzi di prova.

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STF del 21 dicembre 2007 nelle cause B. e D. SA, H 180/06 e H 183/06;
STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002
nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00;
STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre
2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del
22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il
1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).

 

                                         Occorre
qui rilevare che per quanto riguarda le norme di diritto materiale, in assenza
di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti
quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica
degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).

 

                                         Dal
momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante
(momento dell’eventuale diritto alla prestazione) è realizzato antecedentemente
al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5a revisione della LAI non sono applicabili.
Ne consegue che gli articoli della LAI citati in seguito fanno riferimento al
tenore valido sino al 31 dicembre 2007.

 

                               2.3.   Oggetto
del contendere è la questione a sapere se a giusta ragione l’Ufficio AI ha
ridotto il diritto a una rendita intera, riconosciuta dal 1. ottobre 2005 al 31
marzo 2006, a una mezza rendita dal 1. aprile 2006.

                                         L’assicurato
postula il riconoscimento del diritto ad una rendita intera anche dopo il 31
marzo 2006.

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione
della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione
per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse
de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza – di
regola – non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età
dell’assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il Tribunale
federale delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale) i
due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati
sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV
Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                                         Al
proposito va precisato che, secondo una sentenza del TFA pubblicata in DTF 128
V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato
il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della
decisione su opposizione). L’Alta Corte ha anche precisato che l’ammi-nistrazione
è comunque tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto ad una prestazione, a esaminare
se nel periodo successivo all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata
una modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità
essa dovrà pertanto procedere ad un ulteriore raffronto dei redditi prima di
decidere.

                                         Tale
principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF
129 V 222; cfr. anche STFA inedite 26
giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa
R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L.
consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella
causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella
causa G. consid. 4.2, I 475/01).

 

                               2.5.   Per
costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione
attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o
la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le
regole sulla revisione ex art. 17 LPGA (cfr. DTF 131 V 164; DTF 131 V 120; DTF
125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa K., I
597/04; STFA del 27 dicembre 2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19 ottobre
2005 nella causa F., I 38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K., 12/04;
STFA del 24 febbraio 2005 nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno 2004
nella causa T., I 299/03).

 

                                         Al
riguardo cfr. STCA 32.2005.83 del 20 febbraio 2006, massimata in RtiD II-2006
N. 39 pag. 182.

 

                                         A
sua volta, l’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che se il grado d’invalidità
del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il
futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa,
d’ufficio o su richiesta.

                                         I
principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto
il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.
17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

 

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre
mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare
(art. 88 a cpv. 1 OAI).
Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre
tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena
esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art. 29bis è
applicabile per analogia (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di
revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di
una prestazione limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC
1984 p. 137).

 

                                2.6   Per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile
per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169;
Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag.
342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10
consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag.
128).

 

                                         Al riguardo l’Alta Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:

 

" 
(…)

Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni
fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI,
devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie
psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato
psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione
per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato
potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è
ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo
possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità
di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo
accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente;
di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che
l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui
pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102
V 166; VSI 2001 pag. 224 consid. 2b e sentenze ivi citate; cfr. anche DTF 127 V
298 consid. 4c in fine).

(…)" (STFA del 30 giugno 2004 nella causa W., I 166/03, consid. 3.2)."

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie,
le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo,
la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella
causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98,
pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).

                                         In
una sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007 il TF ha ribadito che “(…) il riconoscimento
di un danno alla salute psichica presuppone in particolare la diagnosi espressa
da uno specialista in psichiatria, poggiata sui criteri posti da un sistema di
classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr.
pure la recente sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05
del 13 luglio 2006, consid. 4). (…)” (STF del 4 luglio 2007, I 384/06).

 

                               2.7.   Nella
fattispecie, dopo aver ricevuto la richiesta di prestazioni, l’amministrazione
ha interpellato il dr. __________, primario del servizio di pneumologia
dell’Ospedale __________ di __________, il dr. __________, FMH in urologia, il
dr. __________, FMH in medicina generale e il dr. __________ e la dr.ssa __________
entrambi del __________ di __________.

 

                                         Il
dr. __________, nel rapporto medico 25 gennaio 2006 (doc. AI 10/1-4), posta la
seguente diagnosi con ripercussioni sulla capacità lavorativa:

 

" 
(…)

1.  Bronco-pneumopatia
cronico-ostruttiva con enfisema polmonare su pregresso consumo nicotinico (60
p/y fino al 2004) associato ad asma bronchiale intrinseca

     -     disturbo ventilatorio di tipo ostruttivo
lieve, non reversibile

     -     disturbo della diffusione alveolo-capillare
lieve

     -     dispnea NYHA II, tosse produttiva e fischi
espiratori                                         2000

 

2.  Cardiopatia
ischemico-ipertensiva

     -     stato dopo PTCA/stent sul RIVA prossimale
(12.1.98)

     -     stato dopo PTCA/stent su RCA prossimale e
direct stentino sul RIVA prossimale medio (2003)

     -     stato da re-PTCA/stent su RCA prossimale per
re-stenosi (21.12.04)

     -     FE 51%, ipocinesia antero apicale e infero
basale

FRCV: famigliarità, dislipidemia, diabete mellito,
ipertensione arteriosa, pregresso consumo nicotinico

(…)." (doc. AI 10/1)

 

                                         e
– ritenuto che “(…) l’asma bronchiale/BPCO determinano un’inabilità nella misura
del 100% in ogni attività lavorativa che comporti sforzi fisici moderati o severi
o esponga il paziente a sostanze irritanti inalate. (…)” (doc. AI 10/4) – ha attestato
che, tanto l’attività attuale quanto un'altra attività – “(…) attività senza
sforzi fisici moderati o severi e senza esposizione a sostanze irritanti
inalate come lavori di segretariato, lavoro in un edicola o venditore. (…)”
(doc. AI 10/4) – sono proponibili nella misura di 6 ore al giorno senza una flessione
del rendimento.

 

                                         Il
dr. __________, nel rapporto medico 16 febbraio 2006 (doc. AI 13/3-5) – posta
la diagnosi di “(…) stato dopo litotripsia extracorporea per calcolo renale a
destra (Ospedale __________, Dr. __________) il 12.08.2004 ● stato dopo ureterorenoscopia
sinistra e litotripsia in situ con Lithoclast di calcolo ureterale il 07.10.04
(Ospedale __________, Dr. __________), complicato da insufficienza respiratoria
acuta su broncospasmo post-estubazione necessitante reintubazione e
ventilazione invasiva dal 7.10.04 all’11.10.04 ● BPCO su importante tabagismo ● cardiopatia ischemica con stent e PTCA RIVA prox (1998) ● stato dopo posa di stent e PTCA RCA
prox. e media e stent RIVA prox. (2003) ● diabete mellito tipo II non insulino - richiedente ● dislipidemia (…)” –, ha attestato
che l’attività attuale non è più proponibile – “(…) non riesce ad effettuare
sforzi fisici (…) (doc. AI 13/5)” – e che non è in grado di svolgere altre
attività.

 

                                         Il
dr. __________, nel rapporto medico 4 marzo 2006 (doc. AI 14/1-3) – poste le
diagnosi note e attestata un’incapacità lavorativa nell’ultima attività
esercitata del 100% dal 6 ottobre 2004 –, riguardo alla misura in cui potrebbe
essere svolta un’attività adeguata – “(…) attività leggere senza responsabilità
di rilievo (…)” (doc. AI 14/3) – rinvia alle conclusioni cui è giunto il dr. __________.

 

                                         Il
dr. __________, nel rapporto medico 23 marzo 2006 (doc. AI 18/1-4), poste le
diagnosi note, ha attestato un’inabilità lavorativa quale gommista del 50% e la
possibilità di svolgere altre attività sedentarie.

 

                                         La
dr.ssa __________, nel rapporto medico 27 marzo 2006 (doc. AI 19/1-3), poste le
diagnosi note, ha attestato che nella sua attività “(…) il disturbo cardiaco
implica un’inabilità lavorativa del 33% (…)” (doc. AI 19/3) e che l’esercizio
di altre attività – “(…) valutare l’attività secondo il consulto pneumologico
(…)” (doc. AI 19/3) – è possibile.

 

                                         Viste
le risultanze mediche suesposte il dr. __________, medico SMR, nel rapporto
medico 27 luglio 2006 (doc. AI 23/1-2), ha concluso per un’inabilità lavorativa
del 25% in un’attività adeguata – “(…) orario lavorativo ridotto a 6 ore con
rendimento normale dal gennaio 2006 (rapporto Dr. __________) (…)” (doc. AI 23/1) – rilevando:

 

" 
(…)

Il __________ quantifica il grado d’inabilità
lavorativa causata dal disturbo cardiaco per l’attività abituale con 33%. Il
Dr. __________, diabetologo del __________, ritiene l’assicurato inabile al
lavoro al 50% per l’attività abituale di gommista.

 

Il medico curante attesta inabilità lavorativa totale
dall’ottobre 2004 (dopo l’intervento urologico), egli identifica un’importante
componente psicologica quale causa dell’inabilità lavorativa protratta senza
una diagnosi precisa o particolari provvedimenti terapeutici. Abile al lavoro
per un’attività leggera senza responsabilità.

(…)." (doc. AI 23/2)

 

                                         Il
dr. __________, nelle annotazioni 6 e 20 settembre 2006 (doc. AI 25/1 e 26/1),
ha poi precisato che – ritenuta pesante l’attività svolta di gommista visto il mansionario
dell’ex datore di lavoro (doc. AI 22/1) – nell’attività abituale l’incapacità
lavorativa è totale e confermato la capacità lavorativa del 75% in un’attività
adeguata rispettosa dei limiti funzionali posti.

 

                               2.8.   Affinché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso
valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli
esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta
l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi)
e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento
della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate
(STFA del 26 agosto 2004 nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA del 25
febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352 consid.
3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 2001
pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo
2002 nella causa M [I 162/01], consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa
il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile 1998
nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24
dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329 e
332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         In
un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia
giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio
non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo
per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli
interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. del 22
maggio 1995 in re A. C; cfr.
anche DTF 123 V 178 consid. 4b; Pratique VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), l’Alta Corte ha ribadito che
ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine,
non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità
(DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico consultato si trovi in
un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in
dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle
particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati
i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

 

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STFA del 26 agosto 2004 nella causa
G.C., I 355/03, consid. 5).

 

                                         Per
quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle
cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/ 01; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Baser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag.
230).

 

                                         Se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non può
evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per
cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA del 25 febbraio
2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).

                               2.9.   Dopo
attenta analisi degli atti questa Corte ritiene che, conformemente
alla giurisprudenza citata (consid. 2.6 e 2.8), a ragione l’Ufficio AI, sulla
base della documentazione medica sopra esposta (consid. 2.7, in particolare le
valutazioni del medico SMR espresse nel rapporto 26 luglio 2006 e nelle annotazioni
6 e 20 settembre 2006 sub doc. AI 23/1-2, 25/1 e 26/1), ha concluso per
un’inabilità totale nella sua attività di gommista e del 25% in attività
adeguata rispettosa dei limiti funzionali posti.

 

                                         Al
riguardo va qui ricordato che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 nella
causa B. (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni
espresse dai medici SMR sottolineando che in caso di divergenza tra il medico
curante e il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova
perizia. In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

" 
(…)

3.2 L'on ne saurait certes mettre sur le même pied un rapport
d'expertise émanant d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont
la jurisprudence a admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard de
l'administration et de l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport
médical établi par le SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de
divergence d'opinion entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de
manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La
valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt
s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf.
consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison d'écarter le rapport du SMR
ici en cause ou de lui préférer celui du médecin traitant, pour le seul motif
que c'est le service médical régional de l'AI qui l'a établi. Au regard du
déroulement de l'examen clinique pratiqué par les médecins du SMR et du contenu
de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune circonstance particulière
propre à faire naître un doute sur l'impartialité de ceux-ci. La recourante ne
fait d'ailleurs rien valoir de tel. (…)”

(cfr. STFA del 24 agosto 2006 nella causa B., I 938/03,
consid. 3.2)

 

Ciò
deve quindi a maggior ragione valere in caso di pieno accordo tra parere del
medico curante e valutazione del SMR, come nel caso di specie.

Infatti,
il dr. __________ conferma la valutazione del dr. __________ circa la
possibilità di svolgere per 6 ore al giorno con pieno rendimento un’attività
senza sforzi fisici moderati o severi e senza esposizione a sostanze irritanti
e, su questa considerazione, il dr. __________ ha concluso per una capacità
lavorativa del 75% in un'attività adeguata rispettosa dei limiti funzionali posti.

 

                                         In
particolare va qui rilevato che il diabete mellito, l’ipertensio-ne arteriosa e
la dislipidemia sono state menzionate dal dr. __________ nell’ambito delle diagnosi
con ripercussioni sulla capacità lavorativa e quindi considerate nella valutazione
della stessa. Pertanto, ritenuto che conferma la valutazione del dr. __________,
è del tutto irrilevante se le stesse diagnosi sono state ritenute dal dr. __________
quali “(…) ulteriori diagnosi senza influsso sulla CL (…)” (doc. AI 23/1).

 

                                         Non
é possibile concludere differentemente neanche avuto riguardo all’allegato al
rapporto medico 16 febbraio 2006 nel quale il dr. __________, senza in alcun
modo motivare, alla domanda volta a sapere se l’assicurato è in grado di svolgere
altre attività, ha risposto negativamente (doc. AI 13/5 punto 2.2 e 2.2.3).

                                         Del
resto tutti gli altri medici contattati hanno concluso per una capacità
lavorativa residua in un’attività adeguata.

 

                                         In
conclusione, sulla base delle affidabili e concludenti risultanze
specialistiche, è da
ritenere dimostrato con il grado della verosimiglianza preponderante valido
nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 126 V 360; DTF 125 V 195 consid. 2
e i riferimenti ivi citati), che sino al momento
dell’emanazione del querelato provvedimento l'assicurato presentava una incapacità
lavorativa del 25% in un’attività adeguata rispettosa delle limitazioni
funzionali poste.

 

                             2.10.   In
merito alle ripercussioni economiche del danno alla salute, l’Ufficio AI –
viste le risultanze mediche suesposte e fondandosi sul rapporto finale 27
dicembre 2006 e sulla tabella 20 dicembre 2006 allestiti dalla consulente in
integrazione professionale (doc. AI 28/1 e 29/1-3) – ha concluso che la capacità
di guadagno residua è del 50.50% e riconosciuto, visto il miglioramento dello
stato di salute dal gennaio 2006, il diritto a una mezza rendita dal 1. aprile
2006 (art. 88a cpv. 1 OAI e consid. 2.5).

 

Nel suo rapporto
finale 27 dicembre 2006 (doc. AI 29/1-3) la consulente in integrazione
professionale, in merito alle attività esigibili ed a eventuali proposte formative,
ha indicato:

 

" 
(...)

	
  Attività esigibili - senza (ri)formazione specifica

  
	
  Il signor RI 1 non ha un diploma ma nel passato
  professionale ha potuto sviluppare delle conoscenze lavorative nel settore
  industriale ed acquisire delle importanti competenze professionali nel
  settore automobilistico, in particolare nel servizio pneumatici (vendita e
  montaggio). Infatti, per oltre 30 anni ha lavorato in quest’ambito. Stando ai
  dati medico-teorici l’A. risulta essere completamente inabile al lavoro
  nell’abituale attività di gommista dal mese di ottobre 2004, mentre sono
  esigibili in  misura del 75% (orario lavorativo ridotto a 6 ore con
  rendimento normale) attività adeguate allo stato di salute dal mese di
  gennaio 2006.

  A mio modo di vedere, tenuto conto delle limitazioni
  fisico-funzionali dovute al danno alla salute e del percorso socio
  professionale (lunga e specifica esperienza nel servizio dei pneumatici),
  ritengo che difficilmente l’A. riuscirebbe ad adattarsi ad un’attività legata
  alla produzione industriale. Per contro, in questa situazione è ancora
  possibile prendere in considerazione l’inserimento nel settore
  automobilistico: un’attività all’interno di una stazione di servizio
  (secrviceman a addetto alla vendita di carburante), oppure come aiuto nella
  logistica presso un magazzino di vendita di pezzi di ricambio di automobili,
  nelle quali l’A. può sfruttare le conoscenze e competenze professionali
  acquisite. Inoltre, la valutazione delle prospettive di collocamento sul
  mercato del lavoro libero, porta a ritenere totalmente esigibili anche altre
  mansioni non qualificate e leggere nell’ambito della vendita (mansioni legate
  principalmente all’incasso o alla vendita di articoli non pesanti), dei
  trasporti (fattorino-spedizioniere), della sorveglianza-manutenzione, delle logistica,
  oppure dei Servizi (archiviazione, distribuzione posta, economato,…).

  

 

  (…)

 

	
  Proposte formative (eventuali) o di chiusura del caso

  
	
  La situazione personale-professionale (età
  professionale avanzata e livello salariale raggiunto) non permette di
  prendere in considerazione l’applicazione di provvedimenti d’integrazione
  professionale in quanto gli stessi non potrebbero essere attuati in un lasso
  di tempo ragionevole e con un reale recupero della capacità di guadagno
  residua. 

  

 

                             2.11.   Occorre
qui ricordare che, ai fini
dell'accertamento dell'invalidità, ci si deve fondare su un mercato del lavoro
equilibrato e quindi fittizio; ci dev'essere cioè un certo equilibrio tra domanda
e offerta di posti di lavoro e un'offerta di posti diversificati in relazione
con le capacità professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di
un concetto teorico e astratto (DTF 110 V 276; Meyer-Blaser, op cit. pag. 212).
Un assicurato non può pertanto avvalersi dell'impossibilità congiunturale di trovare
un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK 1984 pag. 347).

                                         Ciò non
è il caso se l'attività ammissibile è possibile solo in forma talmente limitata,
che il mercato generale del lavoro praticamente non la conosce o se il suo
esercizio è reso possibile solo grazie alla collaborazione irrealistica di un
datore di lavoro medio (cfr. ZAK 1989 pag. 322 consid. 4a; Locher, Grundriss
des Sozialversicherungsrecht, 3a edizione, Berna 2003, pag. 124).

                                         Conformemente
ad un principio generale applicabile anche nel diritto delle assicurazioni
sociali, all'assicurato incombe l'obbligo di ridurre il danno (DTF 123 V 233
consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi citati;
Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pag. 57, 551
e 572). In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve
intraprendere tutto quanto è ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior
modo possibile alle conseguenze della sua "invalidità", segnatamente
mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario, in una
nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze
ivi citate; Landolt, Das Zumut-barkeitsprinzip im schweizerischen
Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 296 segg). Non è quindi dato alcun diritto ad una rendita se la persona interessata
dovesse essere in grado di percepire un reddito tale da escluderne l'erogazione
(DTF 113 V 28 consid. 4a; RCC 1968 pag. 434).

 

                                         Dalla
persona assicurata possono tuttavia essere pretesi unicamente provvedimenti
esigibili che tengano conto delle circostanze oggettive e soggettive del caso
concreto, quali la sua capacità lavorativa residua, le sue ulteriori
circostanze personali, l'età, la situazione professionale, i legami presso il
luogo di domicilio, il mercato del lavoro equilibrato e la presumibile durata
dell'attività lavorativa (DTF 113 V 28 consid. 4a; cfr. pure VSI 2001 pag. 279
consid. 5a/aa e 5a/bb). Se ciò si avvera, l'esigibilità di un cambiamento di
professione va ammessa e anche il libero professionista può essere trattato, ai
fini della valutazione del suo reddito da invalido, come se avesse rinunciato
alla propria attività indipendente (cfr. STFA inedite 27 agosto 2004 in re I, I
543/03, consid. 4.3 e del 22 ottobre 2001 in re W., I 224/01, consid. 3b/bb).
In tal caso per stabilire l'invalidità vengono computate quelle entrate che
egli potrebbe percepire tramite un'attività lavorativa dipendente adeguata al
danno alla salute.

 

                                         Infine,
il TFA ha avuto modo di precisare che quando si tratta di valutare l’invalidità
di un assicurato prossimo all’età del pensionamento, occorre procedere ad
un’analisi globale della situazione e domandarsi se, realisticamente, questo
assicurato è in grado di reperire un impiego sul mercato equilibrato del lavoro.
Quindi, indipendentemente dall’esame della condizione relativa al summenzionato
obbligo di ridurre il danno, occorre stabilire se in concreto un potenziale
datore di lavoro consentirebbe oggettivamente ad assumere l’assicurato, tenuto
conto delle attività da esso ancora esigibili a causa delle sue affezioni,
dell’eventuale adattamento del posto di lavoro, della sua esperienza professionale
e della sua situazione sociale, delle sue capacità di adeguarsi ad un nuovo
impiego, del salario e dei contributi padronali da versare alla previdenza
professionale come pure della prevedibile durata del rapporto di lavoro (STFA 4
aprile 2002 nella causa W., I 401/01; 10 marzo 2003 nella causa S., I 617/02; 26
maggio 2003 nella causa N., I 462/02 = SVR 2003 IV Nr. 35, pag. 107; 5 agosto
2005 nella causa B. I 376/05; 17 luglio 2006 nella causa P., I 293/05; 21
agosto 2006 nella causa S., I 831/05; STF 22 gennaio 2007 nella causa S., I
304/06).

 

                                         L’Alta
Corte, in una sentenza del 10 marzo 2003 nella causa S. (I 617/02), ha
considerato irrealistico, per un assicurato di 61 anni e mezzo, riuscire a
sfruttare la sua residua capacità lavorativa in attività adeguate, per i motivi
seguenti:

 

" 
(…)

3.3 Der am 10. Juni 1940 geborene Beschwerdegegner war
in dem für die richterliche Beurteilung massgebenden Zeitpunkt des Erlasses der
angefochtenen Verfügung (9. November 2001) rund 61 ½ Jahre alt. Er ist
gelernter Automechaniker und war ab 1983 bis zur gesundheitsbedingten Aufgabe
der Erwerbstätigkeit im Juni 1999 als Vorarbeiter bei der Firma X.________
tätig. Die ihm zumutbaren leichten Verweisungstätigkeiten (Montage, Recycling,
leichtere Magazinertätigkeiten sowie reine Überwachungstätigkeiten auf dem Bau
oder Büroarbeiten; vgl. Bericht der Zweigstelle für Eingliederung der IV-Stelle
vom 22. März 2001 und Arztbericht Dr. med. K.________ vom 26. Juni 2001) wären
- mit Ausnahme der Überwachungstätigkeit auf dem Bau – mit einem erneuten
Berufswechsel verbunden und setzen daher ein hohes Mass an Anpassungsfähigkeit
voraus. Zu berücksichtigen ist weiter, dass der Beschwerdegegner auch in einer
angepassten Tätigkeit lediglich in einem reduzierten Umfang und mit
zwischenzeitlicher Erholungspause eingesetzt werden kann. Dr. med. K.________
erachtet sodann eine Arbeitsfähigkeit im Bausektor als nicht mehr gegeben, was
- zusammen mit der Tatsache, dass der Einsatz des Beschwerdegegners im Frühjahr
2000 für Überwachungsarbeiten auf dem Bau offenbar aus gesundheitlichen Gründen
scheiterte - den Schluss nahe legt, dass sich das mögliche Tätigkeitsgebiet
vorwiegend auf stundenweise Büroarbeit beschränkt (Bericht von Dr. med.
K.________ vom 26. Juni 2001).

Für Tätigkeiten im Bürobereich fehlt dem Versicherten
jedoch jegliche Berufserfahrung. Stellt man diese persönlichen und beruflichen
Gegebenheiten den objektiven Anforderungen eines ausgeglichenen Arbeitsmarktes
gegenüber, kommt man zum Schluss, dass der Beschwerdegegner mit überwiegender
Wahrscheinlichkeit keinen Arbeitgeber mehr findet, der ihn für eine geeignete
Tätigkeit einstellen würde, zumal behindertengerechte Arbeitsplätze von
Behinderten in jungem und mittlerem Alter ebenfalls stark nachgefragt werden.

Zu berücksichtigen ist auch, dass dem Beschwerdegegner
im massgebenden Zeitpunkt lediglich eine relativ kurze Aktivitätsdauer von 3 ½
Jahren bis zum Erreichen des AHV-Alters verblieb, was zusammen mit der
beruflichen Unerfahrenheit und altersbedingt geringer Anpassungsfähigkeit einen
durchschnittlichen Arbeitgeber mit grosser Wahrscheinlichkeit davon abhalten
würde, den Versicherten einzustellen. Zusammenfassend ist daher festzuhalten,
dass die dem Beschwerdegegner verbleibende Restarbeitsfähigkeit auf dem
ausgeglichenen Arbeitsmarkt realistischerweise nicht mehr nachgefragt wird und
ihm deren Verwertung auch gestützt auf die Selbsteingliederungspflicht nicht
mehr zugemutet werden kann. Ist aber seine Restarbeitsfähigkeit wirtschaftlich
nicht mehr verwertbar, liegt eine vollständige Erwerbsunfähigkeit vor und er
hat Anspruch auf eine ganze Invalidenrente, deren Beginn das kantonale Gericht
mit zutreffender Begründung auf den 1. Juni 2000 festgesetzt hat.

(…)” (STFA del 10 marzo 2003 nella causa S., I 617/02)

 

                                         Al
contrario, il Tribunale federale, in una sentenza del 21 agosto 2006 nella
causa S. (I 831/05), ha ritenuto che un assicurato 61enne, considerato ancora
abile nella misura del 50% nella sua e in altre attività leggere adeguate,
fosse realisticamente ancora in grado di reperire un impiego sul mercato
equilibrato.

                                         L’Alta
Corte ha sviluppato, in particolare, la seguente considerazione:

 

" 
(…)

4.2 Nach Einschätzung der Gutachter der MEDAS ist die
zum Zeitpunkt des Einspracheentscheides 61-jährige Versicherte sowohl in der
zuletzt ausgeübten als auch in jeder anderen vergleichbaren körperlich leichten
bis mittelschweren Tätigkeit (ohne Tragen von Lasten über 8 kg und ohne Überkopfarbeiten)
im Umfang von 50 % arbeitsfähig. Davon abgesehen, dass ein Umstellungs- oder Einarbeitungsaufwand
nicht zwingend anfällt, da die bisherige Tätigkeit weiterhin hälftig zumutbar
ist, geht aus dem Bericht der BEFAS vom 12. Juni 2003 auch nicht hervor, der
Beschwerdeführerin fehle es an der erforderlichen Anpassungsfähigkeit, um
allenfalls andere als die bisher ausgeführten (Hilfs-) Tätigkeiten zu
bewältigen. Zwar weist die Versicherte zu Recht darauf hin, dass sowohl ihr Alter
als auch die Arbeitsmarktlage ihre Chancen, eine neue Stelle zu finden, schmälern.
Indessen schränken die dargelegten persönlichen und beruflichen Gegebenheiten
ihre Möglichkeiten nicht derart ein, dass es ihr unmöglich wäre, auf dem
hypothetischen ausgeglichenen Arbeitsmarkt eine Arbeitsstelle zu finden bzw.
sie auf das nicht realistische Entgegenkommen eines durchschnittlichen
Arbeitgebers angewiesen wäre (vgl. das bereits zitierte Urteil B. vom 5. August 2005, I 376/05; Erw. 3.1.2 hievor).

(…)” (STFA del 21 agosto 2006 nella causa S., I 831/05)

 

                                         In
un’altra sentenza del 17 luglio 2006 nella causa P. (I 293/05), l’Alta Corte ha
ritenuto ancora ragionevolmente esigibile pretendere che un’assicurata, 59enne
al momento in cui ha recuperato una capacità lavorativa residua del 100% in attività
adeguate, riprendesse un’attività lavorativa rispettosa dei suoi limiti funzionali,
evidenziando che ella aveva ancora a disposizione quasi 5 anni di attività prima
di poter beneficiare di una rendita di vecchiaia.

 

                                         Ancora,
in una sentenza del 22 giugno 2007 nella causa T. (I 359/2006), il Tribunale
federale, confermando la decisione del 10 marzo 2006 del TCA (cfr. inc.
32.2005.100), ha ritenuto esigibile lo sfruttamento della residua capacità (del
100%) sul mercato equilibrato del lavoro da parte di un assicurato, 58enne al
momento di emanazione della decisione dell’ammi-nistrazione, dato che, dal profilo
dell’età, non erano realizzate le condizioni per ammettere una totale incapacità
di guadagno per mancanza di possibilità reale di sfruttarne la residua capacità.

 

                                         In
un’altra fattispecie il TF, nella STF del 22 gennaio 2007 nella causa S., I
304/06, nel caso di un assicurato totalmente inabile nella sua precedente
attività di saldatore ma abile a svolgere nel corso di un’intera giornata
un’attività leggera adeguata con una flessione del rendimento del 30%, lo ha ritenuto realisticamente ancora in grado di reperire un impiego sul
mercato equilibrato sviluppando la seguente considerazione:

 

" 
(…)

4.2 Wie das Eidgenössische Versicherungsgericht im
Urteil B. vom 5. August 2005 (I 376/05) erwogen hat, kann das fortgeschrittene
Alter, obwohl an sich invaliditätsfremder Faktor, als Kriterium anerkannt
werden, welches zusammen mit weiteren persönlichen und beruflichen
Gegebenheiten dazu führen kann, dass die verbliebene Resterwerbsfähigkeit auf
dem ausgeglichenen Arbeitsmarkt realistischerweise nicht mehr nachgefragt wird.
Dies trifft auf den Beschwerdeführer indessen nicht zu. Er war im massgebenden
Zeitpunkt des Einspracheentscheides (BGE 129 V 4 Erw. 1.2) wie der im erwähnten
Urteil B. am Recht stehende Versicherte 60 Jahre alt und daher nicht leicht vermittelbar.
Dennoch bestanden auch für ihn auf dem hypothetischen ausgeglichenen
Arbeitsmarkt Möglichkeiten, eine Stelle zu finden. Einerseits werden dort
Hilfsarbeiten altersunabhängig nachgefragt (erwähntes Urteil B; Urteil D. vom
20. Juli 2004, I 39/04); anderseits ist der Versicherte nach wie vor im Rahmen
eines Vollpensums arbeitsfähig. Einzig die dabei noch mögliche Leistung ist
reduziert. Die zumutbare Tätigkeit unterliegt nicht so vielen Einschränkungen,
dass eine Anstellung nicht mehr als realistisch zu bezeichnen wäre (anders etwa
die Situation eines knapp 64-jährigen Versicherten mit multiplen, die
Arbeitsfähigkeit einschränkenden Beschwerden und einer 50%igen, durch verschiedene
Auflagen zusätzlich limitierten Arbeitsfähigkeit im Urteil W. vom 4. April
2002, I 401/01). Damit ist der kantonale Entscheid nicht zu beanstanden.

(…)“ (STF del 22 gennaio 2007 nella causa S., I 304/06)

 

                                         Ancora,
nella STF del 30 agosto 2007 nella causa S., I 500/06, il TF ha, in particolare,
sviluppato la seguente considerazione:

 

" 
(…)

4.4 Va infine ricordato che l'assenza di un'occupazione
lucrativa per ragioni estranee a un danno alla salute, quali per esempio le
particolari condizioni del mercato del lavoro in una determinata regione, l'età
o una formazione insufficiente, non giustifica il riconoscimento di una
rendita, l'incapacità di lavoro che ne dovesse risultare non essendo dovuta a
una causa per la quale la legge impone all'assicurazione per l'invalidità di
fornire prestazioni (DTF 107 V 17 consid. 2c pag. 21; VSI 1999 pag. 246 consid.
1 pag. 247; l'inesigibilità, anche per questioni di età, ad intraprendere una nuova
attività è stata [eccezionalmente] ritenuta nel caso di un'assicurata [al
momento della decisione amministrativa in lite] 61enne, la quale, a due anni
dalla pensione, aveva dovuto cessare la precedente attività di parrucchiera,
svolta per 40 anni, a causa di una situazione allergica, che le consentiva di
lavorare solo in ambiente asettico [sentenza del Tribunale federale delle
assicurazioni I 462/02, pubblicata in SVR 2003 IV no. 35 pag. 107]; cfr. per
contro, analogamente al caso di specie, le sentenze del Tribunale federale
delle assicurazioni I 831/05 del 21 agosto 2006, consid. 4.2, e I 293/05 del 17
luglio 2006, consid. 5.2.2, nelle quali tale inesigibilità è stata negata).
(…)” 

(STF del 30 agosto 2007 nella causa S., I 500/06)

 

                             2.12.   Nella fattispecie concreta, dagli atti risulta che l’assicurato,
61enne al momento dell’emanazione della decisione impugnata, a causa del danno
alla salute di cui è portatore presenta (dopo essere stato riconosciuto inabile
al 100% nella sua attività dal mese di ottobre 2004, doc. 12/1-3), da gennaio
2006, una totale inabilità nella sua precedente professione di gommista. Egli,
per contro, sempre da gennaio 2006, è stato giudicato abile in misura del 75%
in attività adeguate rispettose delle limitazioni funzionali poste (cfr. consid.
2.7 e 2.9).

 

                                         Dal
Curriculum vitae (doc. AI 9/1-4) risulta che professionalmente l’assicurato ha
esercitato dal 1960 al 1967 l’attività di operaio in un calzaturificio, in
seguito, dal 1967 al 1971, ha lavorato quale benzinaio presso delle stazioni di
servizio e infine, per oltre 30 anni (dal 1971 al 2004), è stato impiegato
quale gommista. Quale formazione egli ha frequentato la scuola elementare in ___________.

 

                                         Stante
le funzioni esercitate, in particolare negli ultimi 30 anni principalmente quale
gommista (doc. AI 22/1), e la formazione scolastica limitata alle scuole elementari
vi è da presumere che egli incontrerebbe verosimilmente grosse difficoltà
nell’intraprendere una nuova attività, anche di tipo semplice e adeguata quali
quelle indicate dalla consulente in integrazione professionale. Questo vale a
maggiore ragione se si considera che l’abilità al lavoro in un’attività adeguata
è ridotta al 75% e che anche nell’esercizio di dette attività egli, a causa del
danno alla salute, non deve essere sottoposto a (…) sforzi fisici moderati o
severi (…)” e non deve essere esposto “(…) a sostanze irritanti inalate (…)”
(doc. AI 10/4, punto 2.2.1).

                                         Le
possibilità d’impiego nei settori d’attività indicati dalla consulente in
integrazione appaiono quindi in concreto del tutto teoriche e irrealistiche, essendo
altamente improbabile che un datore di lavoro accetti di assumere nelle
condizioni sopra descritte (in una misura del 75% e con le limitazioni
indicate), un impiegato 61enne – che quindi a (relativamente) breve termine
raggiungerà l’età del pensionamento – tenuto altresì conto dei rischi connessi
ad una eventuale sua assunzione (elevati contributi del datore di lavoro
destinati alla previdenza professionale, inesperienza professionale e mancanza
di adattamento del lavoratore dovuta sia all’età che alla scarsa formazione
scolastica in questo tipo di attività).

 

                                         Stante
quanto precede, conformemente alla giurisprudenza citata (consid. 2.11), questo
Tribunale deve dunque concludere che, la capacità residua non risultando in
concreto economicamente sfruttabile in un mercato equilibrato del lavoro,
all’assicurato deve essere riconosciuto il diritto ad una rendita intera
d’invalidità anche dopo il 31 marzo 2006.

 

                             2.13.   Vincente
in causa, il ricorrente, patrocinato dalla RA 1, ha diritto a ripetibili (cfr. STF
del 5 settembre 2007 nella causa V., K 63/06 e la citata DTF 126 V 11 seg.
consid. 2).

 

                             2.14.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1. luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.--
sono poste a carico dell’Ufficio AI.

 

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è accolto.

                                         §    La decisione impugnata
é riformata nel senso che all’assicurato è riconosciuto il diritto ad una
rendita intera anche dopo il 31 marzo 2006.

 

                                   2.   Le
spese di procedura di fr. 200.-- sono poste a carico dell’Ufficio AI.

                                         L’Ufficio
AI verserà inoltre al ricorrente fr. 1’000.-- a titolo di ripetibili (IVA
inclusa).

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti