# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7a818d65-5e84-51cf-998d-443c3ebf23d4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-03-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 06.03.1996 90.1994.292
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-1994-292_1996-03-06.html

## Full Text

Incarto n.

  90.94.00292

  	
  Lugano

  6 marzo 1996

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della
  pianificazione del territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dai giudici:

  	
  Efrem Beretta, presidente, 

  Giovanna Roggero-Will, Michele Rusca

   

  

 

	
  vicecancelliera

  	
  Daniela Regazzi

  

 

visto
il ricorso del 31 ottobre 1994 di

 

	
   

  	
  ___________;___________;___________;

  rappr. da: avv.
  ___________;___________;___________;

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione no. ___________;del 27 settembre 1994
  del Consiglio di Stato che approva la variante di Piano Regolatore
  concernente l’inventario degli edifici situati fuori dalle zone edificabili
  del Comune di ___________;e della variante al Piano del Paesaggio zona
  ___________;”;

   

  viste le osservazioni del 30 dicembre 1994 del
  Municipio di___________;

   

  vista la risposta del 7 giugno 1995 del Consiglio di
  Stato;

   

  esperiti i necessari accertamenti;

   

  letti ed esaminati gli atti;

  

  

 

r
i t e n u t o

 

 

 

 

 

in
fatto

 

                                   a.   Il 25 marzo 1994
l’Assemblea comunale di ___________;ha adottato l’inventario degli edifici
fuori zona edificabile.

                                  b.   Nell’ambito di questo
inventario, l’edificio no. ___________;sito in zona ___________;sul mappale no.
___________;di proprietà del signor ___________;a, è stato inventariato dal
Comune come “meritevole 1b”, ossia come edificio rustico diroccato che fa parte
di un nucleo degno di protezione e per i quali è quindi ammessa la
ricostruzione (cambiamento di destinazione).

                                   c.   In data 22 giugno
1994 il Municipio di ___________;ha presentato al Consiglio di Stato formale
domanda d’approvazione del suddetto inventario degli edifici fuori zona
edificabile.

 

                                  d.   Con decisione del 27
settembre 1994 il Consiglio di Stato ha approvato la variante di piano
regolatore concernente l’inventario degli edifici situati fuori dalle zone
edificabili del Comune di ___________;apportando tuttavia alcune modifiche
d’ufficio. In particolare il Governo ha considerato opportuno fare una doppia
valutazione dell’edificio no. ___________;di proprietà del ricorrente, essendo
esso formato in definitiva da due corpi disgiunti anche se originariamente
collegati tra loro. La parte posta più a monte del particellare è stata così
classificata come un rustico ancora ben conservato e pertanto “meritevole 1a”,
mentre la parte inferiore, situata più a valle, essendo quasi interamente
inesistente, come “diroccato 2”, non essendo l’edificio inserito in un nucleo
di rustici meritevoli di conservazione (vedi pag. 4 della tabella delle
valutazioni allegata alla risoluzione impugnata).

 

                                   e.   Contro questa
risoluzione insorge ora il signor ___________;davanti a questo Tribunale,
rilevando come le due parti dello stabile formino in realtà un’unità
inscindibile, che in quanto tale merita di essere interamente salvaguardata. A
suo dire, procedere solamente alla riattazione della parte superiore (antica
abitazione), senza trasformare pure la parte inferiore (antico fienile)
significherebbe danneggiare la peculiarità e l’originalità dell’edificio. Egli
chiede quindi in via principale che lo stabile no. 155 venga inserito nella sua
totalità nella categoria dei rustici “meritevoli 1a”, mentre in via
subordinata, qualora non si volesse considerare come inscindibili le due parti,
che l’ala classificata come “diroccato 2”, venga inserita nella categoria
“meritevole 1b”, in quanto parte di un nucleo meritevole di protezione.

                                    f.   Il Municipio, con
osservazioni del 30 dicembre 1994, sostiene che non ha senso salvaguardare solo
la metà del rustico siccome originariamente esso costituiva un insieme unico.
Pertanto propone l’accoglimento dell’impugnativa.

 

                                  g.   Con risposta
articolata del 7 giugno 1995 il Consiglio di Stato propone la reiezione del
ricorso per i motivi che se del caso verranno ripresi in proseguo di causa.

 

                                  h.   In data 22 agosto
1995 è stato esperito un sopralluogo in contraddittorio all’occasione del quale
si è potuto constatare che erano già stati intrapresi dei lavori di
ricostruzione della parte definita come “diroccato 2” (vedi relativo verbale).

 

c o n s i d e r a t o,

 

in diritto

 

                                   1.   Ai sensi dell’art.
38 LALPT contro le decisioni del Consiglio di Stato è dato ricorso al TPT entro
30 giorni dalla notificazione.

                                                      L’art.
38 LALPT legittima a ricorrere il comune (cpv. 4 lett. a), i già ricorrenti,
per gli stessi motivi (cpv. 4 lett. b), ed ogni altra persona o ente che
dimostri un interesse degno di protezione a dipendenza delle modifiche decise
dal Consiglio di (cpv. 4 lett. c, entrato in vigore il 15.3.1995). 

                                         La legittimazione ricorsuale
del ricorrente è data a norma dell’art. 38 cpv. 4 lett. c LALPT.

                                         Il ricorso, inoltrato nel
termine di legge, risulta tempestivo ed è dunque ricevibile in ordine. 

 

                                   2.   Il comune gode di
autonomia in quelle materie che il diritto cantonale o federale non regola
esaurientemente, ma lascia in tutto o in parte alla regolamentazione del
comune, conferendogli una notevole latitudine decisionale (DTF 115 Ia 44). Il
comune ticinese usufruisce di questa autonomia in materia di pianificazione del
territorio (Rep. 1989, pag. 422, consid. 2 e riferimenti).

                                         L’autonomia non è però
assoluta. Giusta l’art. 33 cpv. 3 lett. b) LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del PR da parte di almeno un’istanza. Nel Cantone
Ticino l’autorità competente è, a norma dell’art. 37 LALPT, il Consiglio di
Stato, che decide i ricorsi ed approva il PR con pieno potere cognitivo. Ciò
significa controllo non solo della legittimità ma pure dell’opportunità delle
scelte pianificatorie comunali. A contemperare l’estensione di tale controllo
con l’autonomia  riconosciuta al comune interviene il principio dell’art. 2
cpv. 3 LPT: “Le autorità incaricate di compiti pianificatori badano di lasciare
alle autorità loro subordinate il margine d’apprezzamento necessario per
adempiere i loro compiti”. Il Consiglio di Stato non può, dunque, semplicemente
sostituire il proprio apprezzamento a quello  del comune, ma deve rispettarne
il diritto di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più
opportuna. Il Consiglio di Stato non può però limitarsi a intervenire nei soli
casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo, sia
manifestamente insostenibile. Nella sua veste di autorità superiore di
vigilanza esso veglia affinché la pianificazione comunale rispetti il diritto e
segnatamente i principi pianificatori fondamentali enunciati dalla LPT, si
conformi alla pianificazione cantonale, in particolare al Piano direttore (art.
6 LPT) e si armonizzi convenientemente con quella dei comuni vicini e
regionale. Se il PR presentatogli per approvazione non risponde a questi
requisiti o appare per altri versi insostenibile il Consiglio di Stato o lo
rinvia sui punti difformi ordinando al Comune di procedere alle necessarie
varianti oppure modifica il piano d'ufficio (art. 37 LALPT). 

                                         Di norma l'autonomia
comunale vuole che si segua la prima via. L'approvazione del PR da parte del
Consiglio di Stato quale autorità superiore di vigilanza non muta, malgrado
l'effetto costitutivo di cui è munita, la natura del piano che è e rimane di
diritto comunale. L'autorità di approvazione non può attraverso una modifica
d'ufficio del PR sostituirsi al comune nell'ambito delle sue competenze,
statuendo in suo luogo e vece contro la sua volontà,  eludendo il processo di
formazione democratica della volontà comunale: "nell'ambito della
procedura approvativa il governo è unicamente autorizzato a decidere ev.
modifiche del PR se il loro contenuto è chiaramente definibile e la modifica
serve a emendare carenze o errori pianificatori evidenti " (DTF 111 Ia
69-70, consid. 3d, rilievo nostro). Così quando la soluzione può essere una
sola, senza possibili alternative (cfr. Alfred Kuttler, Zum Schutz der Gemeindeautonomie
in der neueren bundesgerichtlichen Rechtsprechung, in Rep. 1991, pag. 45 seg.,
in part. pag. 55).

                                         Quanto al Tribunale della
pianificazione del territorio non dispone, contrariamente al Consiglio di
Stato, del sindacato d’opportunità (tranne, in applicazione dell’art. 33 cpv. 3
lett. b LPT, se col ricorso è impugnata una modifica d’ufficio del PR). Il
ricorso è infatti proponibile solo contro la violazione del diritto (in
particolare contro l'errata o mancata applicazione di una norma stabilita dalla
legge o risultante implicitamente da essa, l'apprezzamento giuridico erroneo di
un fatto, l'eccesso o l'abuso di potere, la violazione di una norma essenziale
di procedura) e contro l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti rilevanti
per la decisione (art. 38 cpv. 2 e 3 LALPT). 

                                   3.   Nella fattispecie
occorre esaminare se la modifica all’inventario dei rustici in esame, operata
d’ufficio dal Governo, è legittima, ritenuto che nell’adempimento dei loro
compiti pianificatori le autorità devono sempre considerare gli obiettivi e i
principi sanciti dal diritto federale e cantonale.

                                   a.   La conservazione di
alcuni rustici risulta a volte opportuna anche se sono situati fuori dalle zone
edificabili e se si rende necessario il cambiamento totale della loro
destinazione originaria.

L’art 24 LPT permette di rilasciare autorizzazioni per la costruzione o il
cambiamento di destinazione di edifici anche fuori dalle zone edificabili, a
condizione che la loro destinazione esiga un’ubicazione fuori della zona
edificabile e non vi si oppongano interessi preponderanti. Giusta il capoverso
2 della medesima disposizione, il diritto cantonale può permettere la
rinnovazione, la trasformazione parziale o la ricostruzione di edifici ed
impianti fuori dalle zone edificabili, in quanto compatibili con le importanti
esigenze della pianificazione territoriale. L’art 24 dell’Ordinanza sulla
pianificazione del territorio (OPT), ai capoversi 2 e 3, specifica
ulteriormente questa norma, ponendo le condizioni di base alle quali, fuori
delle zone edificabili, l’Autorità cantonale competente può autorizzare il
cambiamento di destinazione di detti edifici e impianti. 

A livello cantonale, l’art 73 della Legge cantonale di applicazione della legge
federale sulla pianificazione del territorio, fa esplicito riferimento a questa
legislazione federale. L’art 73 cap. 2 LALPT stabilisce per esempio,
conformemente a quanto sancito nell’art. 24 cpv. 3 lett. a OPT, che è compito
del Piano Direttore designare i paesaggi con edifici e impianti degni di
protezione. Giusta l’art 73 cpv. 3 LALPT, spetta infine ai piani regolatori
d’indicare, all’interno dei paesaggi degni di protezione così definiti, gli
edifici, segnatamente i rustici, e gli impianti tipici per il paesaggio e da
conservare. Da rilevare che a norma dell’art. 29 RLALPT sono considerati
rustici gli edifici che per origine, forma, struttura e materiali appartengono
all’edilizia rurale tradizionale. Tuttavia, giusta il cap. 2 della medesima
disposizione, non sono considerati degni di conservazione i rustici
parzialmente o totalmente crollati (diroccati).

Ora appare evidente che per poter attuare questi disposti di legge,
risulta necessario l’allestimento di un inventario che certifichi la situazione
dei vari edifici meritevoli di conservazione, inventario che dovrà poi trovare
riscontro nel piano del paesaggio.

Importante rilevare che la qualifica di “edificio meritevole di conservazione”
data dall’inventario ha unicamente il valore di un’indicazione sulla
possibilità che l’edificio venga trasformato e diventi residenza. In altri
termini con l’indicazione dell’inventario non si acquisisce il diritto assoluto
alla trasformazione. Per ottenere la garanzia della trasformabilità è
necessario presentare una regolare domanda di costruzione, la quale verrà
valutata applicando il diritto federale e cantonale per le costruzioni fuori
zona edificabile.

                                  b.   Nel caso in esame il
Comune aveva classificato, come detto, lo stabile di proprietà del ricorrente
come “meritevole 1b”. Nell’ambito dell’approvazione dell’inventario il
Consiglio di Stato ha però ritenuto più corretto fare una doppia valutazione di
questo rustico, classificandone la parte superiore come “meritevole 1a”, mentre
la parte inferiore come “diroccato 2”. 

A mente di questo Tribunale il giudizio del Governo è senz’altro corretto.

Con il sopralluogo si è potuto rilevare come l’edificio no. ___________;sia
formato effettivamente da due corpi ben distinti. Ovvero una parte superiore
costituita da un piccolo rustico ancora intatto e relativamente in buono stato
e pertanto meritevole di conservazione ai sensi di legge, e una parte inferiore
formata unicamente da un ammasso di sassi, dai quali è appena percettibile una
base di muri perimetrali. Questa parte non presenta evidentemente più quelle
caratteristiche strutturali minime in grado di determinare la presenza di un
rustico. Una sua classificazione come “meritevole 1a” è pertanto da escludere.
La sua trasformazione richiederebbe un intervento tale che non permetterebbe
più la salvaguardia degli elementi costruttivi tradizionali di un rustico.
Trattasi in realtà quindi effettivamente di un diroccato. 

Ora in proposito va osservato che nelle direttive, emanate in materia dal
governo nel 1991, si è ammessa l’esistenza di un interesse pubblico alla
ricostruzione di rustici diroccati, solo nel caso in cui questi formino parte
integrante di una struttura edilizia unica, fondata su criteri e principi di
vita comunitaria, ovvero solo se questi diroccati fanno parte di un nucleo che
risulta già di per sé meritevole di protezione. In questi casi è in effetti
importante che l’integrità del nucleo non venga pregiudicata dalla presenza di
rovine, ragion per cui la loro ricostruzione è ammessa. Il Consiglio di Stato
ha classificato simili diroccati come “meritevoli 1b”.

Nel caso in esame però il rustico in contestazione non risulta inserito in un
nucleo di questa natura (esso appare infatti isolato), non v’è quindi alcun
motivo per attribuirlo alla categoria “meritevole 1b” come preteso dal
ricorrente.  

In questo contesto quindi una classificazione diversa da “diroccato 2” non è
possibile.

                                   4.   Questo Tribunale
giunge pertanto alla conclusione che l’impugnata decisione è giuridicamente
fondata e merita conferma. Il ricorso del signor ___________;è pertanto
integralmente respinto. Tassa di giudizio e spese seguono la soccombenza.

 

Per
questi motivi, visti gli articoli di legge applicabili alla fattispecie,

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso é respinto.

 

                                   2.   Il ricorrente é condannato
al pagamento delle tasse di giudizio e 

delle spese per complessivi fr.1'000.- .

                                   3.   Intimazione:                  -
Avv. ___________;

                                       - Municipio di _________

                                       - Consiglio di Stato, Bellinzona

                                       - Sezione pianificazione urbanistica,                                                             Bellinzona

 

Tribunale
della pianificazione del territorio

Il
presidente                                                           Il
segretario