# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4f30bfc9-c58d-52ae-8e12-64635583e84c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-02-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 06.02.2014 12.2013.156
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2013-156_2014-02-06.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2013.156

  	
  Lugano

  6 febbraio
  2014/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  Bozzini e Fiscalini

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Federspiel Peer

  

 

 

sedente per statuire nella causa - inc. n. SE.2012.98
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 promossa con petizione 13
marzo 2012 da

 

	
   

  	
  AP 1 (I)

  rappr. dall’RA 1
  

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO 1 

  rappr. dall’ RA
  2 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

in materia di contratto di lavoro, con cui l’attore ha
chiesto la condanna della controparte al pagamento di complessivi fr. 13'383.95 a titolo di salario, poi aumentati in sede di replica a fr. 14'754.90 , per il periodo dal 13
gennaio al 30 giugno 2011, nonché il rigetto in via definitiva dell’opposizione
al PE. n. __________ dell’UE di Lugano limitatamente a detto importo,

 

richiesta avversata dalla convenuta che ne ha
postulato la reiezione e che il Pretore con sentenza 27 agosto 2013 ha parzialmente accolto condannando la convenuta al pagamento di fr. 8'157.- oltre interessi, 

 

appellante l’attore che con appello 27 settembre 2013
chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di accogliere integralmente
la petizione, con protesta di tasse, spese e ripetibili,

 

mentre la convenuta non ha presentato alcuna risposta,

letti ed esaminati i documenti prodotti,

 

ritenuto 

 

 

in fatto:

                                  A.   AP 1
è stato assunto con un contratto di durata indeterminata alle dipendenze di AO 1 in qualità di operaio carpentiere a partire dal 13 gennaio 2011. Il contratto prevedeva uno
stipendio annuo di fr. 56'290.- (oltre agli assegni famigliari) per
indicativamente 42 ore settimanali. Diversamente da quanto indicato in questo
documento, AP 1 ha pattuito con M__________ (“il caporale”) uno stipendio di 12
Euro l’ora e la presa a carico da parte della datrice di lavoro delle spese di
trasporto, del vitto e dell’alloggio. 

 

                                  B.   Sino a fine febbraio 2011 AP 1 ha percepito lo stipendio inferiore concordato a voce in contanti dalle mani di M__________ e di G__________, che
hanno assunto il ruolo di “caporali”. A partire dal mese di marzo 2011 lo
stipendio è invece stato versato sul conto aperto dal dipendente presso la __________.

                                         AP 1 ha lavorato alle dipendenze di AO 1 sino al 13 maggio 2011 quando è stato licenziato per ragioni
legate alla mancanza di lavoro. 

 

                                  C.   Previo tentativo di conciliazione (CM.2011.718), il 13 marzo 2012
AP 1, patrocinato dal sindacato __________, ha inoltrato alla Pretura di
Lugano, sezione 1, una petizione con cui ha chiesto la condanna di AO 1 al
pagamento di complessivi fr. 13'383.95 a titolo di salario, da intendersi quale differenza tra quanto dovutogli secondo il CNM
(Contratto nazionale mantello per l’edilizia principale in Svizzera) e il CCL
(Contratto collettivo di lavoro per l’edilizia principale del Cantone Ticino) e
quanto realmente percepito. Più precisamente l’attore afferma di aver ricevuto,
per il periodo dal 13 gennaio al 13 maggio 2011 unicamente fr. 15'532.50 netti
in luogo dei fr. 34'757.50 lordi a lui spettanti mentre per il periodo dal 14
maggio al 30 giugno 2011 gli sarebbero dovuti fr. 5'063.90, importo di cui non
avrebbe però ricevuto nulla. AP 1 postula altresì il rigetto in via definitiva
dell’opposizione al PE. n. __________ dell’UE di Lugano limitatamente
all’importo di fr. 13'383.95.

                                         A
sostegno delle proprie pretese l’attore ha invocato una violazione del CCL ad
opera della datrice di lavoro che gli avrebbe versato meno di quanto a lui
dovuto in base a questa regolamentazione, vincolante per la convenuta. Egli ha
contestato il suo inserimento nella classe di stipendio C ed ha rivendicato
l’attribuzione alla classe A ai sensi dell’art. 42 CNM. Per quanto attiene al
monte ore ed al conteggio salario egli ha presentato una propria distinta. AP 1 ha inoltre contestato la validità della disdetta immediata. 

                                         La
convenuta si è opposta alla petizione contestando integralmente la pretesa
creditoria. In breve, essa ha affermato di aver sempre pagato il salario
pattuito contrattualmente ed ha negato di aver avuto conoscenza di eventuali
accordi divergenti tra i dipendenti e i “caporali”. Essa ha inoltre contestato
che l’eventuale agire illecito di questi ultimi potesse venirle addebitato.
Parallelamente AO 1 ha evidenziato delle incongruenze negli importi pretesi
dall’attore. Essa ha pure sostenuto che la disdetta è stata data dal dipendente
di propria iniziativa e che malgrado egli non si sia più presentato al lavoro
dopo il 13 maggio 2011 lo stipendio gli è stato comunque versato sino al 20
maggio 2011.

                                         In sede
di replica parte attrice ha approfondito le proprie argomentazioni ed ha
ricalcolato la differenza salariale precisando che le incongruenze rilevate da
controparte erano da ricondurre al pagamento in parte in Euro in parte in franchi
dello stipendio. Essa ha aumentato la pretesa fatta valere in giudizio ed ha
quantificato la stessa in fr. 14'754.90, di cui fr. 9'691.- per il periodo sino
al 20 maggio 2011 e fr. 5'063.90 per il periodo dal 21 maggio al 30 giugno
2011. 

                                         Per sua parte
la convenuta in duplica ha riconfermato le proprie allegazioni.

 

                                  D.   Esperita
l’istruttoria le parti sono state convocate per la discussione finale; entrambe
hanno prodotto dei memoriali scritti nei quali hanno ribadito le proprie
antitetiche posizioni. 

 

                                  E.   Statuendo
con sentenza del 27 agosto 2013 il Pretore ha accolto parzialmente la petizione
ed ha condannato la convenuta al pagamento di fr. 8'157.- netti oltre agli
interessi al 5% dal 14 maggio 2011 su fr. 3’735.- e dal 1° luglio 2011 su fr. 4'422.-. 

 

                                  F.   Con
appello 27 settembre 2013 AP 1 chiede la riforma del querelato giudizio nel
senso di accogliere integralmente la petizione e di condannare la controparte
al pagamento di fr. 13'385.95, protestate tasse, spese e ripetibili. La
convenuta non ha presentato risposta all’appello.

 

 

 

 

e considerato,

 

in diritto:

 

 

                                   1.   Il
1° gennaio 2011 è entrato in vigore il nuovo Codice di diritto processuale
civile svizzero che trova applicazione in entrambe le sedi, siccome la
procedura innanzi al Pretore è stata avviata dopo tale data (art. 404 e 405
CPC).

 

                                   2.   Preliminarmente,
al fine di chiarire quale sia la documentazione su cui poggia il presente
procedimento, è necessario evidenziare che in prima sede è stato richiamato
formalmente unicamente l’incarto 2011/2125 del Ministero pubblico (cfr.
petizione pag. 6 e verbale dibattimentale dell’8 ottobre 2012 pag. 2), non
invece quelli indicati dall’appellante nel proprio appello (pag. 2 in fine). Questi ultimi non hanno fatto oggetto di un’ordinanza pretorile di richiamo ma sono stati
congiunti al presente incarto unicamente per fini istruttori. Ne discende che
il loro contenuto non può essere considerato nel procedimento qui in esame; si
constata nondimeno che gli atti dei singoli incarti sono completi.

 

                                   3.   Per quanto ancora dibattuto in appello, il
Pretore ha accertato che, per il periodo dal 13 gennaio al 13 maggio 2011, il
lavoratore ha percepito meno di quanto a lui spettante in base al CCL. Nel
contempo il magistrato ha ritenuto ingiustificata la disdetta comunicata al
dipendente dalla convenuta ed ha sancito l’obbligo di quest’ultima di pagare lo
stipendio anche dal 14 maggio al 30 giugno 2011, ossia durante il termine
ordinario di disdetta, deduzione fatta di quanto eventualmente percepito dal
lavoratore impiegandosi presso altri datori di lavoro. 

                                         Per
quanto attiene alla determinazione delle ore lavorative svolte dal dipendente e
dello stipendio a lui spettante, il giudice di prime cure ha giudicato
inaffidabili i conteggi allestiti dalla datrice di lavoro e non provato il
monte ore preteso dal lavoratore. Il magistrato ha quindi fatto capo ai
parametri del CCL ed ha quantificato le ore effettuate tra il 13 gennaio ed il
13 maggio 2011 in 796; egli ha quindi moltiplicato le stesse per lo stipendio
orario previsto dal CCL per la classe salariale A. In maniera analoga il
magistrato ha determinato le ore da conteggiare per il periodo dal 14 maggio al
30 giugno 2011, stimate in 190.04. Anche in questo caso egli ha moltiplicato le
ore per la tariffa prevista dal CCL. Da questi importi, al netto delle
deduzioni sociali, il magistrato ha dedotto lo stipendio già pagato dalla
convenuta e le spese sostenute dalla stessa per vitto e alloggio; l’importo
spettante all’attore è quindi stato quantificato in complessivi fr. 8’157.- netti.
Da ultimo, il magistrato ha ritenuto corretto compensare le indennità di
rappresentanza.

 

                                   4.   Nel proprio allegato di appello AP 1 ha censurato il calcolo effettuato dal Pretore per stabilire le ore da retribuire per il periodo
dal 13 gennaio e il 30 giugno 2011. A detta dell’appellante le ore da
conteggiare assommerebbero a 877.50 per il periodo da gennaio a maggio 2011 e a
215 per il periodo dal 14 maggio al 30 giugno di quell’anno.

 

                               4.1.   Preliminarmente
è necessario sottolineare che la determinazione del monte ore, e di conseguenza
dello stipendio spettante al lavoratore, si è rivelata complessa. Da un canto,
parte attrice ha prodotto dei conteggi in contraddizione tra loro e contenenti degli
errori (cfr. doc. H, I e M); dall’altro la sentenza impugnata non permette di
ricostruire il ragionamento soggiacente il calcolo effettuato dal Pretore,
calcolo che ad ogni buon conto pare inesatto in quanto fondato sui dati (come
detto errati) contenuti nella documentazione attorea. 

                                         In
assenza di indicazioni attendibili fornite dalle parti in relazione alle ore
effettuate dal dipendente, non rimane che attenersi per la determinazione delle
stesse, ai parametri del CCL e al calendario sezionale dell’edilizia. Agli atti
figura il calendario sezionale base per l’anno 2011 (doc. F), documento dal
quale è possibile estrapolare i giorni e le ore lavorative mensili per l’anno 2011. In equità, per quanto attiene al periodo dal 13 gennaio 2011 al 13 maggio 2011 si ricava un
monte ore pari a 693,5 mentre che per il periodo dal 14 maggio al 30 giugno
2011 esso assomma a 264. 

                                         Ritenuto
uno stipendio orario pari a fr. 29.40 (cfr. sentenza impugnata pag. 4),
l’importo lordo del salario per il periodo dal 13 gennaio al 13 maggio 2011 è
pertanto pari a fr. 20’389.- a cui vanno aggiunti fr. 612.- per i festivi
infrasettimanali, fr. 2'739.- per le vacanze e fr. 1’977.- per la tredicesima,
per un totale complessivo di fr. 25'707.-. 

                                         Da detto
importo devono quindi essere dedotte le trattenute sociali, corrispondenti complessivamente
al 21.53% (pari a fr. 5'535.-; doc. G e M), la LPP (pari a fr. 1’255.-) e lo
stipendio già pagato dalla datrice di lavoro assommante a fr. 15’819.- (fr. 5’499.-
+ fr. 9'865.- + fr. 455.-; accertato nella sentenza impugnata pag. 5 e non contestato
e doc. N). 

                                         Per il
periodo dal 14 maggio al 30 giugno 2011 l’importo lordo dello stipendio assomma
invece a fr. 7’762.- a cui vanno aggiunti fr. 233.- per i festivi infrasettimanali,
fr. 1’039.- per le vacanze e fr. 752.- per la tredicesima, per un totale
complessivo di fr. 9’786.-. Da detto importo devono essere dedotte le
trattenute sociali, corrispondenti complessivamente al 21.53% (pari a fr. 2’107.-)
e la LPP (pari a fr. 470.-). Lo stipendio pagato da AO 1 per il periodo dal 14
al 20 maggio 2011 è già stato considerato nel periodo precedente.

 

                                         Ne
discende che il dipendente ha diritto complessivamente a ulteriori fr. 10’307.-
netti (fr. 3'098.- + fr. 7’209.-).

 

                                   5.   L’appellante contesta inoltre la deduzione dallo stipendio delle
spese per il vitto e per l’alloggio operata dal Pretore.

 

                               5.1.   L’istruttoria
ha permesso di accertare che le spese per il vitto e per l’alloggio erano a carico
della datrice di lavoro, obbligo che il Pretore ha riconosciuto nella sentenza
di primo grado (cfr. pag. 4). Queste spese sono effettivamente state sostenute
dalla convenuta, circostanza non contestata dall’attore. Come emerge dagli
atti, lo stipendio previsto da contratto (fr. 29.40 all’ora) era da intendersi
al netto di detti costi e ne consegue che la deduzione della quota per vitto e
alloggio (pari a fr. 2'335.50) operata dal Pretore si rivela in contrasto con
gli accertamenti effettuati dallo stesso. Su questo punto la sentenza di primo
grado non può pertanto essere confermata.

 

                                         Così
stando le cose l’importo spettante al dipendente per il periodo dal 13 gennaio
al 30 giugno 2011 ammonta pertanto a fr. 10’307.- netti (fr. 3'098.- + fr.
7'209.-, consid. 4.1).

 

                                   6.   Da
ultimo l’appellante critica la ripartizione delle ripetibili operata dal
Pretore e postula il riconoscimento in favore del sindacato __________ di un
importo equivalente a quello usualmente assegnato in caso di patrocinio per il
tramite di un legale iscritto al registro degli avvocati. 

 

                               6.1.   Come
traspare dalla sentenza impugnata, il Pretore ha proceduto ad una ripartizione
in equità delle ripetibili ed ha compensato le stesse (art. 107 CPC; sentenza
cit. pag. 5). Nel caso concreto detto modo di agire pare corretto tenuto conto
delle circostanze.

                                         Al
riguardo si rileva che il patrocinatore di AP 1 non ha prodotto né una nota da
cui sia possibile desumere il dispendio orario connesso alla causa in oggetto
né una lista delle spese sostenute, ciò che sarebbe invece stato auspicabile a
fronte di una simile richiesta (art. 105 cpv. 2 CPC). A questo vada aggiunto
che l’art. 15 Rtar riconosce la facoltà di accordare un’indennità al
patrocinatore non iscritto nel registro degli avvocati “se la qualità delle
prestazioni e le circostanze lo giustifichino e avuto riguardo dello
svolgimento diligente del patrocinio”. In concreto però l’attività di
patrocinio svolta dal sindacato __________ è appena sufficiente, in particolare
per quel che concerne la redazione degli allegati e l’allestimento della
documentazione prodotta, come visto oggetto di vari e ripetuti errori che hanno
reso particolarmente laboriosa la ricostruzione dei fatti e il conseguente
accertamento delle pretese attoree (cfr. anche consid. 4.1). Da un
rappresentante professionale – o che tale vuole essere – ci si può aspettare
ben altro, nell’interesse della persona patrocinata.

 

                                         Premesso
quanto sopra, si giustifica nondimeno accordare all’attore un’indennità di
rappresentanza in considerazione del maggior grado di soccombenza della
convenuta. Le ripetibili ridotte di prima sede possono quindi essere fissate,
in equità, in fr. 150.-.

 

                                   7.   Visto
quanto precede l’appello deve essere parzialmente accolto. La tassa di
giustizia, le spese e le ripetibili di primo e secondo grado seguono la
rispettiva soccombenza delle parti. 

                                         Per
il giudizio di appello si è tenuto conto di un valore di causa di fr. 5'228.95.

 

 

Per i quali motivi,

visti gli art. 96 e 106
CPC e 15 RTar,

 

 

decide:

 

                                    I.   L’appello
27 settembre 2013 è parzialmente accolto. 

                                         Di
conseguenza la sentenza 27 agosto 2013 della Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 1, è così riformata:

 

1.     
La petizione di AP
1 è parzialmente accolta e, di conseguenza, AO 1 è
condannata a pagare a AP 1 l’importo di fr. 10'307.- netti oltre interessi al
5% dal 14 maggio 2011 su fr. 3’098.- e dal 1° luglio
2011 su fr. 7’209.-.

.

2.       
invariato

 

3.       
Non si prelevano tasse e spese di
giustizia, mentre la convenuta è condannata a versare all’attore l’importo di
fr. 150.- a titolo d’indennità di rappresentanza ridotta.

 

4.       
invariato

5.       
invariato

 

                                   II.   Non si prelevano né tasse né spese di appello. L’appellata rifonderà all’appellante fr. 100.- per ripetibili di appello ridotte.

 

 

                                  III.   Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                            La
vicecancelliera

                       

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici 

Contro la presente sentenza è dato ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle
cause a carattere pecuniario il ricorso è ammissibile se il valore litigioso
ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di
locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi. Per valori inferiori il ricorso è
ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale o se una legge federale prescrive un’istanza cantonale unica (art.
74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile
proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale
(art. 113, 117 LTF).  La parte che intende impugnare una decisione sia con un
ricorso ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare
entrambi i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).