# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 97532824-b819-50b0-9936-3abeb056464d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-02-27
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 27.02.2014 15.2013.114
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2013-114_2014-02-27.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2013.114

  	
  Lugano

  27 febbraio 2014

  CC/ww/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
  d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Walser,
  vicepresidente,

  Jaques
  e Epiney-Colombo

  

 

	
  vicencancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo
sul ricorso 11 ottobre 2013 di

 

	
   

  	
  RI 1 , 

  patrocinata
  dagli avvocati  PA 1 e  , 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

l’operato
dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti del Distretto di Locarno nell’ambito
del fallimento di

 

	
   

  	
  CO 2 

   

  

procedura
che interessa anche

 

	
   

  	
  PI 1 , 

  PI 2 , 

  PI 3 , 

  PI 4 

  tutte
  patrocinate dall’avv.  PA 3 

   

  

Viste le osservazioni 24 ottobre 2013 di PI 1, PI 2, PI
3 e PI 4 e le osservazioni 30 ottobre 2013 dell’Ufficio esecuzione e fallimenti
del Distretto di Locarno

esaminati gli atti e i documenti

 

ritenuto in fatto e considerato in diritto:

 

                                         che
nell’ambito della liquidazione del fallimento della società CO 2, mediante
pubblicazione sul Foglio ufficiale cantonale n. __________ del __________ l’Ufficio
esecuzione e fallimenti del Distretto di Locarno ha reso noto che il 1° ottobre
2013 dalle ore 15:00 avrebbe avuto luogo un’asta pubblica per la vendita del
brevetto europeo n. __________ depositato presso l’Ufficio europeo dei brevetti
il __________;

 

                                         che
con scritto trasmesso all’Ufficio tramite fax alle ore 12:53 del 1° ottobre
2013 i creditori PI 1, PI 2, PI 3 e PI 4 hanno rivendicato la proprietà sul
brevetto europeo oggetto dell’incanto, postulando l’annullamento dell’asta e
l’apertura della procedura di rivendicazione;

 

                                         che
alla data e ora previste per l’incanto, l’Ufficiale ha messo al corrente gli
astanti – tra cui D__________ in rappresentanza della società ungherese RI 1
(cfr. doc. C, ricorso 11 ottobre 2013) e __________ F__________

 in nome e per conto delle rivendicanti
(cfr. doc. B, ricorso 11 ottobre 2013) – della predetta rivendicazione;

 

                                         che
RI 1 ha nondimeno chiesto all’Ufficio di procedere con l’incanto e di aggiudicare
quindi al miglior offerente il noto brevetto, mentre le rivendicanti hanno
ribadito la loro opposizione alla messa all’asta del bene in questione (cfr.
doc. B, ricorso 11 ottobre 2013);

 

                                         che
dopo discussione,                                         con decisione scritta
1° ottobre 2013 l’Ufficia­le ha annullato l’incanto e disposto che, una volta
chiariti i diritti di proprietà sul brevetto, l’amministrazione fallimentare avrebbe
pubblicato sul Foglio ufficiale cantonale la data dell’eventuale nuovo incanto (cfr.
doc. B, ricorso 11 ottobre 2013);

 

                                         che
con ricorso 11 ottobre 2013 RI 1 chiede che il predetto provvedimento venga
annullato, che la rivendicazione sia dichiarata perenta e che sia fatto ordine
all’amministrazione del fallimento di procedere a una nuova asta;

 

                                         che
in via subordinata, oltre a ribadire quanto già domandato in via principale, la
ricorrente postula che alle rivendicanti sia assegnato il termine di 20 giorni
per promuovere l’azione di rivendicazione;

 

                                         che
con osservazioni 24 ottobre 2013 PI 1, PI 2, PI 3 e PI 4 postulano la reiezione
del gravame, sostenendo in particolare che l’insorgente non è legittimata a
ricorrere;

 

                                         che
con osservazioni 30 ottobre 2013 l’Ufficio chiede anch’esso la reiezione del
ricorso, aderendo sostanzialmente alle argomentazioni delle resistenti;

 

                                         che
la legittimazione a ricorrere giusta l’art. 17 LEF è un presupposto di
ricevibilità del ricorso che dev’essere esaminato d’ufficio (cfr. Cometta/ Möckli, Basler Kommentar zum
SchKG, vol. I, 2010, n. 45 ad art. 17 LEF; Erard,
Commentaire romand de la LP, 2005, n. 22 ad art. 17 LEF; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. I, 1999, n. 140 ad art. 17 LEF);

 

                                         che
legittimato a ricorrere è solo colui i cui interessi giuridici o di fatto
attuali, concreti e protetti sono lesi dalla misura dell’ufficio (cfr. DTF
129 III 595 consid. 3; 120 III 107 consid. 2; 112 III 1 consid. 1b), ovvero
colui che giustifica un interesse proprio, attuale, pratico e degno di
protezione alla modifica o all’annullamento del provvedimento
impugnato oppure all’adozione di una determinata misura ingiustamente negata
nell’ambito di un’esecuzione o di un fallimento (cfr. CEF 3 febbraio
2014, inc. 15.2013.126 consid. 1; Gilliéron,
op. cit., n. 140 e segg. ad art. 17 LEF) e che in tal senso è colpito dal
provvedimento in misura e con un’intensità maggiore di chiunque altro (cfr. Erard, op. cit., n. 24 ad art. 17 LEF);

 

                                         che,
nel caso in rassegna, la ricorrente motiva la propria legittimazione a
ricorrere, sostenendo di essere stata privata della possibilità di vedersi
aggiudicato il brevetto nelle modalità stabilite nell’avviso d’incanto (cfr.
ricorso, pag. 2 ad 3);

 

                                         che
quanto addotto rappresenta in realtà una mera aspettativa che verosimilmente nutrivano
anche gli altri potenziali partecipanti al­l’incanto, non essendo infatti scontato
che l’insorgente si sarebbe aggiudicata il bene venduto all’asta;

 

                                         che
di conseguenza la ricorrente non può considerarsi colpita in misura maggiore di
chiunque altra persona interessata all’asta e quindi pregiudicata dall’annullamento
dell’incanto, sicché essa non denota alcun interesse degno di protezione a ottenere
l’annullamento del provvedimento impugnato;

 

                                         che
a prescindere dalla legittimazione a ricorrere, le ulteriori conclusioni in via
principale e subordinata della ricorrente si rivelano pure premature, l’amministrazione
del fallimento non avendo ancora deciso sulla rivendicazione delle resistenti,
ovvero se restituire il bene rivendicato o se impartire alle rivendicanti il
termine di 20 giorni per promuovere l’azione avanti al giudice del merito (cfr.
art. 242 LEF);

 

                                         che
alla luce di quanto precede, il ricorso è irricevibile, ragione per cui non è
necessario chinarsi sul merito del gravame;

 

                                         che
non si prelevano tasse di giustizia, né si assegnano indennità (art. 61
cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

 

per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il
ricorso è irricevibile.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione
a:

	
   

  	
  –    e  ,   ;

  –      .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione e fallimenti del Distretto di Locarno.

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il vicepresidente                                                              Il
vicecancelliere

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10 (dieci)
giorni dalla notificazione, rispettivamente entro 5 (cinque) giorni
dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata
nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.