# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fb3eee3a-4274-56e3-9f95-2557a32f41db
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-05-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 12.05.2010 11.2008.49
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2008-49_2010-05-12.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2008.49

  	
  Lugano

  12 maggio
  2010/rs

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani ed Ermotti

  

 

	
  segretario:

  	
  Pontarolo, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa DI.2006.1579
(protezione dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione
6, promossa con istanza del 15 dicembre 2006  da

 

	
   

  	
  AO 1 

  (patrocinata da PA 2) 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 

  (patrocinato da PA 1);

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         

                                         premesso
che AP 1 (1955) e AO 1 (1957) si sono sposati a Lugano il 3 maggio 1984 e che
dal matrimonio sono nati G__________, l'8 settembre 1985, e M__________, il 27
luglio 1988;

 

                                         accertato
che con sentenza del 25 aprile 2008 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione
 6, ha autorizzato i coniugi a vivere separati, ha decretato il regime della
separazione dei beni e ha assegnato l'abitazione coniugale alla moglie,
condannando AP 1 a versare a quest'ultima un contributo alimentare
di fr. 3545.– mensili dal 15 al 31 dicembre 2006 e di fr. 3790.–
mensili dal 1° gennaio 2007 in poi;

 

                                         preso
atto che contro tale sentenza AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del
7 maggio 2008 al fine di ottenere che il contributo alimentare per la moglie
sia soppresso e il giudizio del Pretore riformato di conseguenza;

 

                                         considerato
che nelle sue osservazioni del 16 giugno 2008 AO 1 ha proposto di respingere l'appello;

 

                                         appurato
che con lettera del 26 novembre 2008 AP 1 ha comunicato alla Camera l'avvio, il 6 novembre 2008, di un'azione di divorzio su richiesta comune con accordo
completo, impegnandosi a ritirare l'appello del 7 maggio 2008 una volta passata
in giudicato la sentenza di divorzio;

 

                                         constatato
che il ritiro dell'appello è stata formalizzato davanti al Pretore a un'udienza
del 29 aprile 2010;

 

                                         osservato
che la desistenza di una parte pone fine alla lite e che in simili circostanze
il giudice stralcia la causa dai ruoli (art. 352 cpv. 2 CPC);

 

                                         precisato
che in caso di recesso dalla lite la parte desistente deve sopportare – per
principio – gli oneri processuali da essa cagionati e risarcire alla
controparte un'adeguata indennità per ripetibili, il ritiro di un appello
equiparandosi a soccombenza (Rep. 1990 pag. 284, 1978 pag. 375);

 

                                         ritenuto
che nel caso concreto non v'è ragione per scostarsi da tale principio, ma che
la tassa di giustizia va adeguatamente ridotta, il processo di appello
terminando senza sentenza (art. 21 LTG per analogia);

 

                                         stabilito
che l'indennità per ripetibili è commisurata alle osservazioni all'appello, formulate
da AO 1 per il tramite di un avvocato senza poter prevedere l'inutilità di redigere
quel memoriale;

 

 

richiamato l'art. 352
cpv. 1 e 2 CPC

 

e vista sulle spese la
tariffa giudiziaria,

 

 

decreta:                   1.   Si prende atto del ritiro dell'appello. La causa è stralciata
dai ruoli per desistenza.

 

                                   2.   Gli
oneri processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 150.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                 fr.
200.–

                                          sono posti a carico dell'appellante,
che rifonderà alla controparte 

                                          fr. 1000.– per ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  ;.

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art.
100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il
ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non
raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia
concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La
legittimazione a ri­correre è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.