# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 650748fc-ceb0-56ef-ab48-b0100e4a4656
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-12-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 21.12.2001 11.1999.32
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1999-32_2001-12-21.html

## Full Text

Incarto n.:

  11.1999.00032

  (Rinvio TF)

  	
  Lugano

  21 dicembre
  2001/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa __.__.______
(modifica del contributo alimentare) della Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 6, promossa con istanza del 4 agosto 1997 da

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________

  (rappresentato dalla madre __________ __________,
  __________,

  e patrocinato dall'avv. __________ __________,
  __________)  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________

  (ora patrocinato dall'avv. __________ __________
  __________, __________);

   

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti 

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
l'appello del 31 marzo 1998 presentato da __________ __________ contro la
sentenza emessa il 23 marzo 1998 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione
6;

 

                                         2.   Se
dev'essere accolta la domanda di assistenza giudiziaria presentata da
__________ __________ con le osservazioni all'appello;

 

                                         3.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   __________ __________ (1964) ha dato alla luce __________ il __________ 1993,
che è stato riconosciuto il 22 ottobre 1993 da __________ __________ (1952).
Quest'ultimo, coniugato con __________ __________ (1957) e padre di __________
(__________1976) e __________ (__________1984), ha sottoscritto il 14 gennaio
1994 un contratto di mantenimento in virtù del quale egli si impegnava a
versare per il figlio minore, oltre agli assegni familiari, un contributo
mensile indicizzato di fr. 400.– fino al 6° anno d'età, di fr. 450.– fino al
12° anno, di fr. 550.– fino al 16° anno e di fr. 650.– fino al 20° anno. Il
contratto è stato ratificato dalla Delegazione tutoria il 21 marzo 1994 e un
ricorso interposto dalla madre contro tale risoluzione è stato respinto il 20
dicembre 1994 dalla Divisione degli interni. __________ __________,
rappresentato dalla madre, ha promosso il 23 marzo 1995 un'azione di
mantenimento davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6. L'azione è
stata respinta con sentenza del 30 ottobre 1995 (inc. __________.__________.__________).

 

                                  B.   __________
__________ ha nuovamente instato il 4 agosto 1997 davanti al medesimo Pretore
perché, conferitogli il beneficio dell'assistenza giudiziaria, il contributo
alimentare predetto fosse aumentato a fr. 450.– mensili dal 4° al 6° anno
d'età, a fr. 700.– fino al 12° anno, a fr. 755.– fino al 16° anno e a fr.
1000.– fino al 20° anno o al termine degli studi. Egli ha formulato la stessa
domanda già in via provvisionale. Alla discussione del 4 settembre 1997
__________ __________ si è opposto all'istanza. Esperita l'istruttoria
cautelare e di merito, le parti hanno ribadito il loro punto di vista nel
rispettivo memoriale conclusivo, rinunciando al dibattimento finale. Statuendo
il 23 marzo 1998 con un giudizio unico sulla domanda cautelare e su quella di
merito, il Pretore ha accolto l'istanza. La tassa di giustizia e le spese, di
complessivi fr. 500.–, sono state poste a carico di __________ __________,
tenuto a rifondere all'istante fr. 2500.– per ripetibili. __________ __________
è stato posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria.

 

                                  C.   Insorto
contro il giudizio del Pretore con un appello del 31 marzo 1998, __________
__________ ha concluso per la reiezione dell'istanza. Nelle sue osservazioni
del 23 aprile 1998 __________ __________ ha proposto di respingere l'appello e
ha chiesto di essere ammesso al beneficio dell'assistenza giudiziaria. In uno
scritto del 30 aprile 1998 __________ __________ si è opposto alla concessione
dell'assistenza giudiziaria al figlio e, in subordine, ha concluso perché tale
bene­ficio fosse limitato alla dispensa dal pagamento di tasse e spese di
giustizia. Con sentenza del 25 agosto 1998, questa Camera ha accolto l'appello
e ha riformato il giudizio del Pretore nel senso che ha respinto l'istanza e ha
posto gli oneri di primo grado a carico di __________ __________. Non sono
state prelevate tasse o spese d'appello, ma l'istante è stato condannato a
rifondere a __________ __________ fr. 800.– per ripetibili. La richiesta di
assistenza giudiziaria presentata dall'appellato è stata respinta.

 

                                  D.   Contro
tale sentenza __________ __________ ha introdotto il 5 ottobre 1998 un ricorso
di diritto pubblico al Tribunale federale, in cui ha chiesto l'annullamento del
dispositivo che respingeva la domanda di gratuito patrocinio, e un ricorso per
riforma, nel quale ha postulato la modifica del giudizio impugnato nel senso di
respingere l'appello. Statuendo il 12 novembre 1998, il Tribunale federale ha
accolto entrambi i ricorsi, ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato la
causa a questa Camera per nuovo giudizio. Esso ha considerato, in sostanza, che
il mancato aumento del contributo alimentare in favore dell'istante violasse il
principio della parità di trattamento tra i figli minorenni del convenuto. Il
Tribunale federale ha rilevato inoltre che il giudizio cantonale non conteneva
accertamenti “sulle possibilità di reddito future della madre naturale”,
necessari per statuire sul postulato aumento dei contributi futuri.

 

                                  E.   La
giudice delegata ha sentito le parti a un'udienza del 21 aprile 1999 e ha
disposto nuovi accertamenti volti a chiarire gli elementi di reddito e di
sostanza decisivi per il giudizio, sui quali le parti hanno avuto modo di
esprimersi. Completata l'istruttoria e aggiornati i dati relativi alla situazione
finanziaria, le parti hanno confermato le loro domande al dibattimento finale
del 14 maggio 2001 sulla scorta di un memoriale conclusivo.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Per
l'art. 286 cpv. 2 CC il contributo alimentare che un genitore non affidatario è
tenuto a stanziare al figlio può essere modificato se fatti nuovi e rilevanti
impongono una regolamentazione diversa rispetto a quella iniziale e se il
cambiamento di situazione è duraturo (DTF 120 II 178 consid. 3a; Hegnauer in: Berner
Kommentar, Berna 1997, n. 68 segg. ad art. 286 CC). Tale norma vale
anche per la modifica di contributi convenzionali, salvo stipulazione contraria
approvata dall'autorità di vigilanza sulle tutele (art. 287 cpv. 2 CC; Hegnauer, op. cit., n. 43 ad art. 286
CC). Nella determinazione dei contributi alimentari per i figli (così come di
ogni altra questione loro inerente: affidamento, diritto di visita ecc.) vige
la massima ufficiale illimitata: il giudice di ogni grado non è vincolato né
alle allegazioni, né alle prove offerte, né alle richieste di giudizio e
chiarisce la fattispecie di propria iniziativa (DTF 120 II 231 consid. 1c con
rinvio). Quanto al contributo, esso va commisurato ai bisogni del figlio, alla
situazione sociale e alle possibilità dei genitori, e deve tenere conto inoltre
della sostanza e dei redditi del figlio, come pure della partecipazione del
genitore non affidatario alle cure di lui (art. 285 cpv. 1 CC, nella versione
in vigore dal 1° gennaio 2000). Il coniuge di un genitore di figlio nato da una
relazione extraconiugale non deve invece contribuire – per principio – al
mantenimento di quest'ultimo. Se le disponibilità del genitore non sono
sufficienti, egli deve nondimeno tollerare che il contributo del coniuge alla
famiglia venga ridotto e può finanche essere tenuto – se le circostanze lo
esigono – a riprendere o a estendere la propria attività lucrativa (DTF 127 III
72 consid. 3; Bräm in: Zürcher Kommentar, 3ª edizione, n. 143 ad art. 159 CC; Hausheer/Brunner in: Hand­buch
des Unterhaltsrechts, Berna 1997, pag. 127 n. 3.24).

 

                                   2.   In
concreto il Pretore, ritenuto che la situazione finanziaria delle parti era
mutata in modo rilevante e durevole dalla fissazione del contributo iniziale
avvenuta con l'accordo del 14 gennaio 1994 (doc. 18), aveva accertato un
reddito complessivo della famiglia del convenuto di fr. 7517.– mensili e aveva
calcolato il relativo fabbisogno minimo in fr. 6523.– mensili, inclusi fr.
1040.– per il fabbisogno in denaro del figlio minorenne. Donde un'eccedenza di
fr. 994.– mensili, con la quale il convenuto sarebbe stato in grado di far
fronte all'adeguamento del contributo alimentare nella misura richiesta
dall'istante. Il Pretore non aveva tenuto conto invece dello stipendio di fr.
1501.– mensili percepito dalla madre dell'istante per la sua attività di
segretaria a tempo parziale, giacché tale entrata – stando al primo giudice –
non le avrebbe nemmeno consentito di sopperire al proprio fabbisogno minimo.

 

                                   3.   L'appellante
nega che la sua situazione finanziaria sia migliorata dal 1994 o che sia
altrimenti intervenuta una modifica rilevante delle circostanze dopo la
fissazione del contributo iniziale. I requisiti cui l'art. 286 cpv. 2 CC
subordina l'aumento del contributo per il figlio non sarebbero dunque
adempiuti. Nel suo memoriale conclusivo del 14 maggio 2001 egli rileva inoltre
che – contrariamente all'opinione espressa dal Tribunale federale nella sentenza
sul ricorso per riforma – il contributo vigente non lede in alcun modo la
parità di trattamento fra i propri figli minorenni, poiché entrambi si vedono
garantito il rispettivo fabbisogno. Egli soggiunge che la madre dell'istante dovrebbe
essere chiamata anch'essa a contribuire al mantenimento del figlio con le
proprie disponibilità. Tanto più che, alla morte del padre avvenuta il 

                                         10
giugno 1999, essa avrebbe ereditato una sostanza di circa 

                                         fr.
50 000.– con i quali potrebbe senz'altro migliorare il proprio tenore di vita e
quello dell'istante. Ne conclude, l'appellante, che la sentenza del Pretore
dev'essere riformata nel senso di confermare il contributo alimentare previsto
nel contratto di mantenimento del 14 gennaio 1994.

 

                                   4.   Per
quel che riguarda anzitutto la situazione finanziaria delle parti al momento in
cui è stata presentata l'istanza di modifica, nell'agosto del 1997, questa
Camera ha già avuto modo di accertare – nella sua sentenza del 25 agosto 1998 –
che l'appellante aveva beneficiato di un miglioramento globale delle sue
condizioni economiche, dovuto fra l'altro all'indipendenza economica del figlio
maggiore e a una riduzione degli interessi ipotecari. La Camera ha stabilito al
riguardo, con motivazione particolareggiata (consid. 3 a 6, inc.
__________.__________.__________), un reddito complessivo della famiglia del
convenuto di fr. 7517.– mensili, di cui fr. 6017.– conseguiti dal marito e fr.
1500.– dalla moglie, come pure un fabbisogno familiare (compreso quello in
denaro del figlio minorenne di fr. 1040.–) pari a fr. 6592.– mensili. Siffatti
accertamenti non sono stati criticati, di per sé, dal Tribunale federale. Non
soccorre dunque riprendere le diffuse argomentazioni della sentenza predetta su
questo punto, alla quale si rinvia. Il Tribunale federale ha ritenuto però –
come detto – che per determinare il contributo alimentare litigioso occorresse tener
conto anche delle eventuali disponibilità della madre dell'istante (consid. 3,
pag. 6). Esso ha ravvisato inoltre una disparità di trattamento tra i figli
minorenni del convenuto, laddove all'istante è stato riconosciuto un fabbisogno
notevolmente inferiore a quello stabilito per l'altro figlio.

 

                                   5.   Riguardo
alla situazione finanziaria della madre al momento in cui è stata presentata
l'istanza, dagli atti risulta che essa ha una formazione di tipo commerciale e
lavora dal 1° aprile 1997 come segretaria a tempo parziale presso la __________
__________ __________ di __________. Nel 1997 le sue entrate si attestavano a
fr. 19 715.90 annui netti (certificati di salario e dichiarazione della Cassa
di disoccupazione allegati alla dichiarazione fiscale 1999/2000, nel fascicolo
richiamato dall'Ufficio circondariale di tassazione), pari a fr. 1643.– mensili
(arrotondati). Gli assegni integrativi di fr. 2778.– (certificato dell'Istituto
delle assicurazioni sociali allegato alla dichiarazione fiscale citata) non vanno
invece computati. A parte il fatto che essi sono destinati a coprire il
fabbisogno del figlio e non costituiscono un reddito della madre (I CCA, sen­tenza
del 10 agosto 2001 nella causa C. P.; Wullschleger
in: Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea
2000, n. 21 ad art. 285 CC), tali prestazioni sono sussidiarie rispetto
all'obbligo di mantenimento dei genitori, giacché dipendono dalle possibilità
finanziarie del genitore affidatario e dal contributo alimentare percepito
dall'altro genitore (art. 24 cpv. 1 lett. c della legge sugli assegni di
famiglia: RL 6.4.1.1). Dovendo la madre occuparsi di un figlio di quattro anni,
non si poteva altresì ragionevolmente pretendere – nel 1997 – la ricerca di un
lavoro più remunerato, né tanto meno un'estensione dell'attività lucrativa. 

 

                                         Il
giudizio del Pretore non conteneva accertamenti in merito al fabbisogno della madre
nel 1997. Dal fascicolo processuale risulta nondimeno ch'essa doveva versare
una pigione di fr. 600.– mensili (contratto di locazione allegato al doc. A),
da cui occorre dedurre una quota di fr. 200.– mensili già compresa nel fabbisogno
del figlio (sotto, consid. 6), onde un onere d'alloggio di fr. 400.– mensili.
Essa doveva far fronte inoltre a un premio della cassa malati, deduzion fatta
del sussidio cantonale di fr. 141.35, pari a fr. 67.95 mensili (polizza
allegata al doc. A). Alla madre va altresì riconosciuto l'onere di trasferta di
fr. 200.– mensili prospettato nell'istanza (pag. 6 verso l'alto), dovendo essa
utilizzare la propria automobile per recarsi al lavoro e avendo il Pretore inserito
nel fabbisogno del padre fr. 440.– mensili per il medesimo titolo (sentenza
impugnata, pag. 5 verso l'alto). Nel 1997 l'interessata non ha dovuto invece
sopportare oneri fiscali, il suo reddito e la sua sostanza essendo inferiori ai
minimi imponibili (tassazione 1997/98 nell'incarto fiscale richiamato dal
Pretore). Il fabbisogno minimo di lei per il 1997, in definitiva, può essere fissato
in fr. 1692.– mensili (minimo esistenziale del diritto esecutivo in vigore nel
1997 fr. 1025.–, onere d'alloggio fr. 400.–, premio della cassa malati fr.
67.–, spese di trasferta fr. 200.–). Ne discende che, con le sue entrate di fr.
1643.– mensili, essa non era neppure in grado di coprire il proprio fabbisogno
minimo – intangibile (DTF 127 III 70 consid. 2c) – sicché essa non poteva
essere chiamata a contribuire finanziariamente al sostentamento del figlio.

 

                                   6.   Il
principio della parità di trattamento tra figli sancito dal Tribunale federale
impone un adeguamento del metodo di calcolo del contributo alimentare, nel
senso che i fabbisogni in denaro dei figli – i quali devono essere vagliati
nuovamente – non vanno inseriti nel fabbisogno minimo della famiglia del
convenuto, ma considerati separatamente. Dal fabbisogno familiare di fr. 6592.–
mensili (consid. 4) occorre dedurre perciò quello in denaro del fratellastro
dell'istante, di fr. 1040.– mensili, come pure una quota di 

                                         fr.
60.– (stimati) dal premio familiare della cassa malati e una di fr. 260.–
mensili dalle spese per l'alloggio (oneri già compresi nel fabbisogno del
figlio), per un fabbisogno residuo della famiglia di fr. 5232.– mensili.
Inoltre, in base all'attuale giurisprudenza fondata sulla dottrina più
aggiornata, questa Camera inserisce ora nel fabbisogno di un coniuge il minimo
esistenziale del diritto esecutivo per una persona sola, indipendentemente
dall'eventuale convivenza con terzi (da ultimo: I CCA, sentenza del 6 set­tembre
2001 in re C., consid. 7; cfr. per l'alloggio FamPra.ch 2000 pag. 135). Il
minimo esistenziale del diritto esecutivo per l'appellante e la moglie dev'essere
fissato pertanto in fr. 1025.– mensili ciascuno (edizione del 1° gennaio 1994),
anziché in com­plessivi fr. 1370.– mensili, ciò che porta il fabbisogno minimo
della famiglia (senza quello in denaro dei figli) a fr. 5912.– mensili e le
relative disponibilità a fr. 1605.– mensili (reddito familiare di fr. 7517.–
meno il fabbisogno di fr. 5912.–). 

 

                                         Le
raccomandazioni edite dall'Ufficio per la gioventù del Canton Zurigo, cui
questa Camera si ispira per prassi costante, prevedevano – nell'edizione del
gen­naio 1996 – un fabbisogno medio in denaro per un bambino di 4 anni di fr.
700.– mensili, al quale occorreva aggiungere fr. 250.– (pari alla metà
dell'importo stabilito per la cura e l'educazione) poiché la madre lavorava a
tempo parziale (cfr. Rep. 1996 pag. 117), per un totale di fr. 950.– mensili.
Per un ragazzo di 13 anni il fabbisogno medio in denaro era invece di fr.
1040.– mensili, cui bisognava aggiungere fr. 120.– (metà dell'importo corrisponden­te
alla cura e all'educazione) per tenere conto del fatto che nel 1997
l'appellante lavorava a tempo pieno e la moglie a tempo parziale, per un totale
di fr. 1160.– mensili. Se ne desume che il fabbisogno in denaro dei figli minorenni,
di complessivi fr. 2110.– mensili (fr. 950.– per l'istante e 

                                         fr.
1160.– per l'altro figlio) non era coperto dalle eccedenze della famiglia del
padre, di fr. 1605.– mensili. Nessun obbligo di mantenimento essendo
prioritario sull'altro, gli importi dovevano essere ridotti in proporzione.
Donde un contributo alimentare per l'istante, nel 1997, di fr. 720.– mensili
(arrotondati), al quale l'appellante era in grado di sopperire con la metà
delle eccedenze familiari di sua spettanza, di fr. 802.50 mensili. Il contributo
stabilito dal Pretore deve pertanto essere rivalutato – d'ufficio – in tale
misura, e ciò a decorrere dalla presentazione dell'istanza di modifica,
nell'agosto del 1997.

 

                                   7.   Per
quel che è della situazione finanziaria del convenuto nel 1998, dall'istruttoria
esperita in appello è emerso che – contrariamente al pronostico formulato nella
sentenza di questa Camera del 25 agosto 1998 (consid. 6) – essa non si è
affatto deteriorata: a una contrazione dello stipendio di fr. 137.90 mensili
(certificato di salario del 10 gennaio 2000 allegato alla dichiarazione fiscale
1999/2000, nel fascicolo richiamato dall'Ufficio circondariale di tassazione) è
corrisposta infatti una diminuzione dell'onere ipotecario di fr. 158.50 mensili
(avviso di debito del 19 febbraio 1999 accluso alla dichiarazione fiscale
citata), mentre le entrate della moglie non hanno subìto variazioni di rilievo
(certificato di salario del 2 marzo 1999 allegato alla dichiarazione fiscale
citata). Ciò posto, le eccedenze della famiglia del convenuto nel 1998
equivalevano in pratica a quelle dell'anno precedente, ossia a fr. 1'605.–
mensili, ancora una volta insufficienti per coprire i fabbisogni in denaro dei
figli minorenni, rimasti anch'essi sostanzialmente invariati nel 1998 in fr.
2110.– complessivi (di cui fr. 950.– per l'istante e fr. 1'160.– per il
fratellastro). 

 

                                         Dagli
atti si desume però che nel frattempo le entrate della madre dell'istante sono
considerevolmente aumentate, passando da fr. 1643.– nel 1997 a fr. 2292.–
mensili nel 1998 (certificati di sa­lario allegati alla dichiarazione fiscale
1999/2000, nel fascicolo richiamato dall'Ufficio circondariale di tassazione).
Nonostante un aumento del canone di locazione di fr. 100.– mensili (estratti
conto postali esibiti in appello), l'interessata conservava un margine di fr.
500.– mensili (entrate di fr. 2292.– meno il fabbisogno di fr. 1792.–).
Conformemente al principio sancito dal Tribunale federale nella sentenza sul
ricorso per riforma (consid. 3 in fine), si può dunque ragionevolmente pretendere
che la madre contribuisca con il proprio agio di fr. 500.– mensili a sopperire
in parte al fabbisogno del proprio figlio (fr. 950.– mensili). Donde un contributo
alimentare per l'istante, dal 1° gennaio 1998, di fr. 450.– mensili (fabbisogno
di fr. 950.– meno la quota a carico della madre, di fr. 500.–), che il padre
era in grado di corrispondere con la metà delle eccedenze familiari di sua
spettanza (fr. 802.50 mensili, consid. 6). E ciò senza intaccare le
disponibilità della moglie, destinate a coprire il residuo del fabbisogno del
figlio comune non coperto dal contributo finanziario del marito.

 

                                   8.   Il
18 gennaio 1999 l'istante ha compiuto 6 anni, di modo che secondo le raccomandazioni
dell'Ufficio per la gioventù del Canton Zurigo (edizione 1996) il suo fab­bisogno
in denaro è passato da fr. 950.– a fr. 1130.– mensili (fr. 980.– e metà dell'onere
di fr. 300.– per la cura e l'educazione, l'altra metà essendo prestata in
natura dalla madre). Il reddito netto dell'appellante, comprese le indennità
supplementari, è aumentato nel frattempo di circa fr. 50.– mensili
(dichiarazione 24 gennaio 2000 del datore di lavoro esibita in appello) e
quello della madre di fr. 260.– mensili, passando da fr. 2292.– a fr. 2552.–
mensili (certificato di salario 1999 presentato in appello). L'onere ipotecario
a carico dell'appellante è inoltre diminuito approssimativamente di fr. 115.–
men­sili (avviso di debito del 25 gennaio 2000 esibito in appello). Non
risultando altre variazioni di rilievo nella situazione finanziaria delle
parti, le eccedenze della famiglia del convenuto si sono attestate perciò a fr.
1770.– mensili (eccedenze nel 1998 fr. 1605.– + aumento salariale fr. 50.– +
diminuzione dell'onere ipotecario fr. 115.–) e il margine della madre
dell'istante a fr. 760.– mensili (agio nel 1998 fr. 500.– + aumento salariale
fr. 260.–). Il fabbisogno in denaro dei figli minorenni del convenuto, di fr.
2290.– mensili (fr. 1130.– per l'istante e fr. 1160.– per il fratellastro)
risulta dunque coperto dalle disponibilità complessive dei tre genitori di fr.
2530.– mensili (eccedenze della famiglia del convenuto fr. 1770.– e agio della
madre dell'istante fr. 760.–). Ripartendo il fabbisogno in denaro dell'istante
(fr. 1130.– mensili) fra i genitori in proporzione dei rispettivi margini (fr.
885.– per il padre, fr. 760.– per la madre), il contributo a carico dell'appellante
dal 1° febbraio 1999 dev'essere fissato, in ultima analisi, a fr. 610.– mensili
(arrotondati). Tale importo è ancora una volta coperto dalle disponibilità del
padre di fr. 885.– mensili, sicché il contributo stabilito dal Pretore va
riformato di conseguenza.

 

                                   9.   Il
1° gennaio 2000 l'Ufficio per la gioventù (ora Ufficio per la gioventù e
l'orientamento professionale) del Canton Zurigo ha aggiornato i dati relativi
al fabbisogno dei figli, i quali prevedono ora – per un bambino dell'età
dell'istante (6 anni compiuti) – un fabbisogno in denaro di fr. 1340.– mensili,
cui bisogna aggiungere la metà dell'importo di fr. 210.– per la cura e
l'educazione prestate in natura dalla madre (che, come detto, lavora a tempo
parziale), per un totale di fr. 1550.– mensili. Il fabbisogno del figlio
quindicenne dell'appellante si attesta secondo le medesime raccoman­dazioni a
fr. 1770.– mensili (fr. 1620.– più la metà di 

                                         fr.
300.– per la cura e l'educazione prestate in natura dalla moglie
dell'appellante). Dal fascicolo processuale emerge d'altro canto che la madre
dell'istante, in seguito alla morte del padre (avvenuto il __________ 1999), ha
ereditato fr. 46 592.– (tassazione del 24 agosto 2000, nel fascicolo richiamato
dall'Ufficio delle imposte di successione e di donazione). Pur tenendo conto
dell'imposta di successione (fr. 912.50) e di un debito di fr. 5403.– nei
confronti dell'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento (dichiarazione
18 settembre 1998 dell'Ufficio medesimo prodotta in appello), si può
ragionevolmente pretendere che la madre metta a profitto almeno fr. 30 000.– di
tale somma. Considerati i tassi d'interesse notoriamente praticati dagli
istituti bancari per un investimento sicuro a medio termine, come pure la loro
presumibile evoluzione futura, si giustifica di applicare al capitale un saggio
annuo del 3%. Appare equo perciò imputare alla madre, dal 1° gennaio 2000, un
reddito annuo della sostanza di fr. 900.–(fr. 75.– mensili). Il margine in suo
favore deve dunque essere aumentato da fr. 760.– a fr. 835.– mensili. 

 

                                         Ciò
posto, a un fabbisogno in denaro dei figli minorenni di fr. 3320.– mensili (fr.
1550.– per l'istante e fr. 1770.– per l'altro figlio) corrispondeva nel 2000
una disponibilità dei tre genitori di fr. 2605.– mensili (fr. 1770.– e fr.
835.–). E siccome nessun contributo, come detto, è prioritario sull'altro,
occorreva ridurre le somme in proporzione. Onde un obbligo alimentare
complessivo dei genitori nei confronti dell'istante, dal 1° gennaio 2000, di 

                                         fr.
1215.– mensili (arrotondati), di cui fr. 835.– a carico della madre (in base al
suo agio di pari importo) e fr. 380.– a carico dell'appellante. Tale cifra è
finanche inferiore al contributo alimentare di fr. 450.– mensili indicizzati
previsto nel contratto di mantenimento del 14 gennaio 1994 (doc. 18, punti 1 e
2). Non avendo il convenuto postulato alcuna riduzione del suo obbligo alimentare,
quest'ultimo contributo – che adeguato al rincaro corrispondeva, il 1° gennaio
2000, a fr. 470.– mensili (arrotondati) – deve pertanto essere confermato.

 

                                10.   Il
24 aprile 2000 il fratellastro dell'istante ha compiuto 16 anni, sicché la
moglie dell'appellante si è vista liberata da impegni maggiori nella cura della
prole (DTF 115 II 10 consid. 3c). Ora, secondo la più recente giurisprudenza
del Tribunale federale, qualora un genitore non abbia mezzi sufficienti per far
fronte al fabbisogno della propria famiglia e dei figli nati fuori del matrimonio,
il coniuge può essere obbligato non solo a tollerare una riduzione del
contributo del genitore alla famiglia, ma addirittura – se le circostanze lo
esigono – a riprendere o a estendere la propria attività lucrativa (DTF 127 III
72 consid. 3 con rinvii). 

 

                                         a)  In
concreto la moglie dell'appellante, che ha compiuto 42 anni il 26 maggio 1999,
non pretende essere cagionevole di salute e già lavora a tempo parziale alle dipendenze
della società __________ __________ __________ __________ di __________. Né risulta
che essa non sia in grado di estendere la propria occupazione presso l'attuale
datore di lavoro o di svolgere un'attività analoga per terzi. Si può
ragionevolmente pretendere dunque che aumenti la sua attività lucrativa per
sopperire all'ammanco della famiglia, aumentando il proprio reddito di almeno
fr. 1500.– mensili (pari al reddito accertato da questa Camera con sentenza del
25 agosto 1998 per la sua attività a metà tempo). Le disponibilità familiari
passerebbero così da fr. 1770.– a fr. 3270.– mensili. 

 

                                         b)  In
simili circostanze, tuttavia, l'interessata non sarebbe più in grado di
prestare al proprio figlio cura e educazione in na­tura, sicché il fabbisogno
del ragazzo aumenterebbe da fr. 1770.– a fr. 1920.– mensili. Onde un fabbisogno
complessivo dei figli di fr. 3470.– mensili (fr. 1550.– per l'istante e fr.
1920.– per il fratellastro), che risulta coperto dalle disponibilità dei tre genitori,
di fr. 4105.– mensili (eccedenze della famiglia del convenuto fr. 3270.– e
margine della madre dell'istante fr. 835.–). L'obbligo alimentare nei confronti
dell'istante può dunque essere aumentato, dal 1° maggio 2000, a fr. 1550.–
mensili, di cui fr. 835.– a carico della madre (in base al suo agio di pari
importo) e fr. 715.– a carico del padre.

 

                                11.   Il
1° gennaio 2001 sono entrati in vigore i nuovi minimi esistenziali del diritto
esecutivo (FU n. __________/__________del __________ 2001, pag. __________), sicché
il fabbisogno minimo del convenuto e di sua moglie è aumentato complessivamente
di fr. 450.– mensili (passando da fr. 2050.– a fr. 2500.–, il doppio
dell'importo riconosciuto a ogni genitore affidatario) e quello della madre
dell'istante di fr. 225.– mensili (passando da fr. 1025.– a fr. 1250.–). Ne è
seguita una contrazione delle disponibilità della famiglia del convenuto da 

                                         fr.
3270.– a fr. 2820.– mensili e di quelle della madre dell'istante da fr. 835.– a
fr. 610.– mensili. Onde una disponibilità complessiva dei genitori di fr.
3430.– mensili, che non basta – seppur di poco – a far fronte ai fabbisogni in
denaro dei figli di complessivi fr. 3470.– mensili (fr. 1550.– per l'istante e
fr. 1920.– per l'altro figlio). La riduzione proporzionale degli obblighi di
mantenimento porta a un onere dei genitori nei confronti dell'istante di fr.
1530.– mensili (arrotondati), di cui fr. 610.– a carico della madre (in base
alle sue disponibilità) e fr. 920.– a carico del padre.

 

                                12.   Il
24 aprile 2002 il fratellastro dell'istante compirà 18 anni. Dagli atti non è
possibile prevedere se egli sarà in grado a quel momento di mantenersi da sé
solo o se dovrà invece ricorrere all'aiuto dei genitori (art. 277 cpv. 2 CC).
Comunque sia, il fabbisogno di un figlio minorenne è prioritario rispetto a
quello di un maggiorenne (Rep. 1997 pag. 115 n. 21). Ne discende che per
determinare il contributo alimentare litigioso occorre tener conto soltanto del
fabbisogno dell'istante, l'altro figlio potendo tutt'al più far capo – in via
sussidiaria – alle rimanenti disponibilità della famiglia. In simile evenienza,
tuttavia, non si può neppure ragionevolmente imputare alla moglie
dell'appellante un reddito ipotetico per sopperire al solo mantenimento del
figlio del coniuge. Ciò vale a maggior ragione se si considera che il
fabbisogno in denaro dell'istante, di fr. 1550.– mensili, risulta in ogni caso
coperto dalle disponibilità residue dei genitori e della moglie dell'appellante
di fr. 1930.– mensili (eccedenze della famiglia del convenuto fr. 1320.– e agio
della madre dell'istante fr. 610.–). Ripartendo il fabbisogno dell'istante fra
i genitori in proporzione alle rispettive disponibilità (fr. 660.– per il
padre, fr. 610.– per la madre), il contributo a carico dell'appellante dev'essere
stabilito dal 1° maggio 2002 in fr. 800.– mensili (arrotondati). L'appellante
non è in grado, per vero, di far fronte al pagamento di tale importo con la
metà delle eccedenze familiari di sua spettanza 

                                         (fr.
660.– mensili). Già si è detto però che se le disponibilità del genitore non
sono sufficienti, il coniuge deve tollerare – se non l'imputazione di un
reddito ipotetico – quanto meno una riduzione del contributo del genitore alla
famiglia (sopra, consid. 1).

 

                                13.   Il
__________ 2005 l'istante compirà 12 anni. Il suo fabbisogno in denaro, stando
alle raccomandazioni dell'Ufficio per la gioventù e l'orientamento
professionale del Canton Zurigo, aumenterà da 

                                         fr.
1550.– a fr. 1770.– mensili (fr. 1620.– più metà dell'importo di 

                                         fr.
300.– per la cura e l'educazione). Non essendo al momento prevedibili altri cambiamenti
nella situazione finanziaria delle parti, le disponibilità dei genitori e della
moglie dell'appellante 

                                         (fr.
1930.– mensili: consid. 12) consentiranno dunque di far fronte al mantenimento
dell'istante. Ripartendo il fabbisogno di 

                                         fr.
1770.– mensili fra i genitori in proporzione alle rispettive disponibilità (fr.
660.– per il padre, fr. 610.– per la madre), il contributo alimentare a carico
dell'appellante dal 1° febbraio 2005 dev'essere fissato in fr. 920.– mensili
(arrotondati). Anche in questo caso il contributo per il figlio è superiore
alla metà delle ecceden­ze che spettano all'appellante (fr. 660.– mensili),
ragion per cui la moglie dovrà tollerare un'ulteriore riduzione della
partecipazione finanziaria del coniuge alla famiglia.

 

                                14.   Il
__________ 2009 l'istante compirà 16 anni. Ciò induce a riconsiderare la posizione
della madre, libera da impegni maggiori nella cura della prole (cfr. DTF 115 II
10 consid. 3c). È vero che essa compirà 45 anni il __________ dello stesso
anno, ma il Tribunale federale ormai ha relativizzato tale limite d'età per la
ripresa o l'estensione di un'attività lucrativa, sottolineando che l'offerta di
determinati posti di lavoro fissa il limite d'assunzione a 50 anni (DTF 127 III
140 consid. 2c). La madre dell'istante dispone d'altro canto di una formazione
commerciale (interrogatorio del 21 aprile 1999 davanti alla giudice delegata: act.
III, pag. 1 in basso), già lavora come segretaria a tempo parziale per la
__________ __________ __________ di __________ (verbale citato, pag. 2 in alto)
e non presenta attualmente problemi di salute tali da ostacolare un'occupazione
a tempo pieno. Si può pretendere pertanto che essa estenda la propria attività
lucrativa (cfr. anche, al riguardo, la testimonianza della fiduciaria
__________ __________: verbale dell'11 novembre 1997, act. IV, pag. 3 nel
mezzo) e aumenti così le proprie entrate almeno nella misura di fr. 1500.–
mensili (pari al reddito ipotetico imputato alla moglie dell'appellante fino al
mese di aprile 2002: sopra, consid. 10a). Ne deriva un aumento delle
disponibilità della madre dell'istante a fr. 2110.– mensili (fr. 610.– e fr.
1500.–).

 

                                         Essa
non sarà più in grado, d'altro canto, di prestare al figlio cura e educazione
in natura, sicché il fabbisogno del ragazzo aumen­terà da fr. 1770.– a fr.
1920.– mensili. Quest'ultimo importo risul­ta ampiamente coperto dalle
disponibilità dei genitori, senza la moglie dell'appellante, di fr. 2770.–
mensili (fr. 660.– per il padre e fr. 2110.– per la madre). L'obbligo
alimentare nei confronti dell'istante va in definitiva fissato, dal 1° febbraio
2009, in fr. 1920.– mensili, di cui fr. 1460.– (arrotondati) sarebbero a carico
della madre (in proporzione alle sue disponibilità) e fr. 460.– a carico del
padre. Tale importo risulta però inferiore al contributo alimen­tare di fr.
650.– mensili indicizzati pattuito il 14 gennaio 1994 (doc. 18, punti 1 e 2).
Non avendo il convenuto postulato alcuna riduzione del suo obbligo alimentare,
quest'ultimo contributo (che adeguato al rincaro corrisponde attualmente a fr.
695.– mensili arrotondati) dev'essere confermato. L'obbligo alimentare del padre
va mantenuto fino al compimento del 20° anno d'età (art. 13c tit. fin.
CC), ossia fino al __________ 2013. Non si giustifica per converso di stabilire
un contributo oltre quella data (art. 277 

                                         cpv.
2 CC), non essendo al momento possibile formulare previsioni attendibili sulla
durata della formazione dell'istante.

 

                                15.   Se
ne conclude, in sintesi, che la sentenza del Pretore dev'essere riformata nel
senso che l'appellante va tenuto a versare all'istante, esclusi gli assegni
familiari (percepiti dalla madre), un contributo alimentare di fr. 720.–
mensili dal 1° agosto al 31 dicembre 1997, di fr. 450.– mensili dal 1° gennaio
1998 al 31 gennaio 1999, di fr. 610.– mensili dal 1° febbraio al 31 dicembre
1999, di fr. 470.– mensili dal 1° gennaio al 30 aprile 2000, di 

                                         fr.
715.– mensili dal 1° maggio al 31 dicembre 2000, di fr. 920.– mensili dal 1° gennaio
2001 al 30 aprile 2002, di fr. 800.– mensili dal 1° maggio 2002 al 31 gennaio
2005, di fr. 920.– mensili dal 1° febbraio 2005 al 31 gennaio 2009 e di fr.
695.– mensili dal 

                                         1°
febbraio 2009 al 18 gennaio 2013. Il contributo sarà adeguato ogni anno
all'indice nazionale dei prezzi al consumo, la prima volta il 1° gennaio 2003
(in base all'indice del precedente mese di novembre, con riferimento all'indice
del mese di ottobre 2001), a meno che il convenuto dimostri che il suo salario
non sia stato adeguato al rincaro (cfr. DTF 127 III 294 consid. 4a).

                                16.   Gli
oneri processuali seguono la vicendevole soccombenza (art. 148 cpv. 2 CPC).
L'appellante esce vittorioso sulla fissazione del contributo dovuto dal 1°
gennaio al 30 aprile 2000 e dal 1° febbraio 2009 al 18 gennaio 2013 (come pure,
in parte, su quello dovuto dal 1° febbraio al 31 dicembre 1999), ma soccombe
sul resto e si vede imporre altresì – per taluni periodi – un contributo
finanche superiore a quello stabilito dal primo giudice. Tutto ben ponderato,
quindi, si giustifica di porre gli oneri processuali per tre quarti a carico di
lui e per il resto a carico dell'istante, che ottiene l'assegnazione di
un'indennità per ripetibili ridotte. L'ammontare delle spese e dell'indennità
per ripetibili tiene conto dell'impegno dei patrocinatori per l'istruttoria
complementare e dei relativi costi aggiuntivi. L'esito dell'attuale giudizio
impone anche una riforma del dispositivo sugli oneri processuali di prima sede,
che seguono il medesimo grado di soccombenza.

 

                                         La
domanda di assistenza giudiziaria presentata dall'istante con le osservazioni all'appello
non merita accoglimento. Come si è visto, in effetti, i genitori dell'istante –
il cui obbligo di mantenimento nei confronti dei figli minorenni è prioritario
rispetto all'assistenza dello Stato (DTF 119 Ia 134) – dispongono di mezzi finanziari
sufficienti a far fronte agli oneri d'appello. La madre, in particolare, può
contare, oltre che sul proprio stipendio, su una sostanza di fr. 46 592.–
ereditata il 10 giugno 1999 (sopra, consid. 9). Pur considerando che essa dovrà
investire fr. 30 000.– per coprire una parte del fabbisogno in denaro
dell'istante e deve far fronte a un debito di fr. 5403.– nei confronti
dell'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento (sopra, loc. cit.), con
l'importo residuo di oltre fr. 10 000.– essa è senz'altro in grado di sopperire
alle spese di causa del figlio. Se ne conclude che, a prescindere dalla
parvenza di buon esito della resistenza all'appello (art. 157 CPC), l'istante
non può essere considerato indigente (art. 155 CPC).

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:               I.   L'appello
è parzialmente accolto e la sentenza impugnata è così riformata:

                                         

                                         2.   L'istanza
è parzialmente accolta e il contributo alimentare stabilito nella convenzione
del 14 gennaio 1994 è modificato, dal 1° agosto 1997, nel senso che __________
__________ è tenuto a versare a __________ __________, per il tramite della
madre, oltre agli eventuali assegni familiari, i seguenti importi:

                                              fr.
720.– mensili fino al 31 dicembre 1997;

                                              fr.
450.– mensili fino al 31 gennaio 1999;

                                              fr.
610.– mensili fino al 31 dicembre 1999;

                                              fr.
470.– mensili fino al 30 aprile 2000;

                                              fr.
715.– mensili fino al 31 dicembre 2000;

                                              fr.
920.– mensili fino al 30 aprile 2002;

                                              fr.
800.– mensili fino al 31 gennaio 2005;

                                               fr.
920.– mensili fino al 31 gennaio 2009;

                                              fr.
695.– mensili fino al 18 gennaio 2013.

                                         3.   Il
contributo alimentare sarà adeguato ogni anno all'indice nazionale dei prezzi
al consumo, la prima volta il 1° gennaio 2003 (in base all'indice del precedente
mese di novembre, con riferimento all'indice del mese di ottobre 2001), salvo
che __________ __________ dimostri il mancato adeguamento del suo stipendio al
rincaro.

                                         4.
  La tassa di giustizia e le spese, di complessivi fr. 500.–, sono poste per un
quarto a carico dell'istante e per il resto a carico del convenuto, che rifonderà
alla controparte fr. 1250.– per ripetibili ridotte. 

 

                                   II.   Gli oneri
di appello, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr.   450.–

                                         b) spese                         fr.  
250.–

                                                                                fr.  
700.–

                                         da
anticipare dall'appellante, sono posti per tre quarti a carico di quest'ultimo
e per il resto a carico di __________ __________, al quale __________
__________ rifonderà fr. 1200.– per ripetibili ridotte.

 

                                   III.   La
domanda di assistenza giudiziaria presentata da __________ __________ è
respinta.

                                      

                                 IV.   Intimazione
a:

                                         – avv.
__________ __________ __________, __________;

                                         – avv.
__________ __________, __________. 

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6. 

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

La presidente                                                        Il
segretario