# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5eebb1e3-7164-5c5e-b427-5b4156b94046
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-04-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.04.2005 38.2005.9
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2005-9_2005-04-14.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2005.9

   

  rs/ss

  	
  Lugano

  14 aprile 2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Raffaella Sartoris, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 18 gennaio 2005
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 14
  gennaio 2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento, __________________

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 21 dicembre 2004 l'Ufficio regionale di collocamento (URC) di __________
ha sospeso l'assicurato per 4 giorni dal diritto all'indennità di
disoccupazione, argomentando:

 

" 
(…)

Le motivazioni da lei
esposte, a giustificazione della mancata certificazione degli sforzi personali
dedicati alla ricerca di un'occupazione adeguata prima della sua iscrizione in
disoccupazione, non possono essere integralmente accolte.

 

Gli sforzi dedicati a tale
impegno devono essere indirizzati ad impieghi in qualità di lavoratore
dipendente. Il tentativo di intraprendere un'attività in proprio non è per
legge considerato un impegno adeguato o per lo meno sufficiente.

 

Il diritto alle indennità
di disoccupazione è fondato sulla disponibilità ad essere collocato come
dipendente per la questione dei periodi contributivi, i quali non vengono
considerati se derivati da attività dipendenti.

 

Tuttavia, sulla base della
buona fede, ritengo di poter considerare almeno parzialmente le ricerche
eseguite per telefono e quindi una considerevole riduzione della sospensione
prevista per tale infrazione.

 

Per i motivi sopraccitati,
viene quindi decisa la sospensione al diritto alle indennità di disoccupazione
per il periodo determinato citato a margine.

 

Il periodo minimo di
sospensione, corrispondente a 9 giorni è stato dimezzato come da disposizioni
vigenti per assicurati con più di 60 anni di età." (Doc. 6)

 

                               1.2.   A seguito
dell'opposizione interposta dall'assicurato (cfr. doc. 7), l'URC, il 14 gennaio
2005, ha emanato una decisione su opposizione con la quale ha ribadito il
contenuto del suo primo provvedimento.

                                         In
particolare l'amministrazione ha rilevato:

 

" 
(…)

Nel caso concreto l'assicurato
durante il periodo precedente l'iscrizione (3 mesi) non ha documentato alcuna
ricerca di lavoro. L'opposizione si basa su due motivi:

 

1. dal
momento dell'iscrizione e dell'attribuzione del diritto alle indennità di
disoccupazione l'assicurato rispetta gli obblighi posti dalla LADI. Tale fatto
non è mai stato messo in dubbio dall'URC e comunque è irrilevante ai fini della
presente decisione;

 

2. l'assicurato
ritiene che non possa essere applicata una sanzione "retroattiva",
ossia relativa ad un periodo per il quale non era a conoscenza dell'obbligo di
cercare lavoro e comprovare i relativi sforzi intrapresi. Secondo la
giurisprudenza federale non è possibile invocare l'ignoranza della legge per
ricavarne dei vantaggi (cfr. DTF 124 V 220; STFA del 29.1.92 nella causa E. R.,
C 77/91). Inoltre le disposizioni dell'OADI (cfr. art. 26 cpv. 2 e art. 45 cpv.
1 lett. a) e la costante giurisprudenza del TFA prevedono di sanzionare le
mancate ricerche nel periodo precedente l'iscrizione alla disoccupazione.

 

La decisione dell'URC è
stata fissata in conformità alle direttive emesse dell'Ufficio giuridico della
Sezione del lavoro nei casi di ricerche mancanti per il periodo di 3 mesi che
prevedono una sanzione tra 12 e 18 giorni. Tenuto conto dell'età dell'assicurato
la sanzione è stata ridotta a 4 giorni, ed appare pertanto particolarmente
mite." (Doc. A)

 

                               1.3.   L'assicurato
ha tempestivamente impugnato la decisione su opposizione dinanzi al TCA,
esprimendosi come segue:

 

 

" 
(…)

○    sono
venuto a conoscenza del mio diritto di percepire un'indennità di disoccupazione
solo alla fine di Novembre dello scorso anno ed ho subito provveduto all'iscrizione
presso l'URC, se l'avessi saputo prima non avrei avuto alcun motivo per
ritardare il tutto. Il fatto che io non fossi informato su questo mio diritto è
senza dubbio dovuto alla mia scarsa conoscenza di leggi e regolamenti
sull'argomento, ma anche se fossi stato più informato avrei probabilmente avuto
notevoli difficoltà dato che, chi mi ha fornito l'informazione, esercita la
professione d'assistente sociale e senza alcun dubbio ne sa molto ma molto di
più di me di queste cose. Malgrado ciò ha impiegato quasi 11 mesi prima di
rendersi conto di questo mio diritto. Ciò significa che il caso non è proprio
lampante anche per chi si occupa professionalmente di queste cose.

○    la
sanzione ha essenzialmente un carattere punitivo/correttivo, se il sanzionato
non sa di avere dei diritti/doveri è chiaro che non è nemmeno in grado di
sapere che può incorrere in sanzioni, decade quindi lo scopo
punitivo/correttivo e diventa solo una punizione ingiustificata. Io ho fatto
delle ricerche di lavoro telefoniche nei primi mesi di disoccupazione parziale,
resomi conto che era quasi impossibile trovarne per vari motivi (età, mia
disponibilità solo ad una occupazione a tempo parziale per impegni
assistenziali con altri familiari, situazione non proprio florida di mercato),
ho preferito indirizzare i miei sforzi verso la possibilità di creare
un'attività in proprio, cosa del resto prevista anche dai regolamenti dell'URC.

○    per
analogia con altre leggi, so che in parecchi casi i termini di scadenza
decorrono dal momento in cui si è venuti a conoscenza di un determinato evento,
il fatto che io non sapessi di questo mio diritto è comprovato dalla mia
ritardata iscrizione presso l'URC." (Doc. I)

 

                               1.4.   L'autorità
amministrativa, nella sua risposta di causa del 2 febbraio 2005, ha postulato
l'integrale reiezione dell'impugnativa e ha, segnatamente, osservato:

 

" 
(…)

Ci preme in questa sede
ribadire che l'assicurato si è rivolto al nostro ufficio la prima volta in data
1 dicembre 2004 per l'iscrizione alla disoccupazione. Si fosse rivolto all'URC
(istanza competente in materia) oltre che all'assistente sociale subito dopo
aver perso l'impiego, avrebbe ricevuto le informazioni del caso. In
particolare, come per tutti gli altri casi in cui possono sussistere dei dubbi
circa il diritto alle indennità di disoccupazione, sarebbe stato invitato ad
iscriversi onde consentire alla Cassa disoccupazione di accertare il diritto
alle indennità." (Doc. III)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell'istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00;
STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002
nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
della presente vertenza è la questione di sapere se l'assicurato deve essere o
meno sospeso dal diritto all'indennità di disoccupazione per mancate ricerche
di lavoro nei mesi precedenti l'iscrizione in disoccupazione.

 

                                         Il 1°
luglio 2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal
popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg., RU
N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

                                         Dal
profilo temporale il giudice delle assicurazioni sociali applica di principio
le norme di diritto materiale in vigore al momento in cui si realizza la
fattispecie che esplica degli effetti (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1, consid.
1.2., pag. 4; DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, pag.
467; DTF 126 V 166 consid. 4b, pag. 166; DTF 125 V 42,
consid. 2b, pag. 44; DTF 123 V 70, consid. 2, pag. 71;
DTF 122 V 34, consid. 1, pag. 36 con riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321
consid. 2; STFA del 16 febbraio 2004 nella causa S., C 154/03; STFA del 20
gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01 e STFA del 23 gennaio 2002 nella
causa L., H 114/01).

                                         Inoltre,
il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell'esame della vertenza, si fonda
di regola sui fatti che si sono realizzati fino all'emanazione della decisione
amministrativa contestata (cfr. DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 121 V 366
consid. 1b; qui: il 14 gennaio 2005).

                                         Nel caso
in esame, l'amministrazione ha sanzionato l'assicurato per mancate ricerche di
lavoro nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2004 precedenti l'iscrizione
al collocamento. A quel momento la terza revisione della LADI era già in vigore
e deve dunque essere presa in considerazione.

 

                               2.3.   Dapprima va
rilevato che la terza revisione della LADI non ha sostanzialmente modificato né
l'obbligo per gli assicurati di cercare un impiego adeguato, né il principio di
sanzionare la violazione di questo dovere vigenti precedentemente al 1° luglio
2003. È stato, invece, parzialmente modificato l'art. 26 dell'ordinanza.
Pertanto resta valida la giurisprudenza elaborata fino al 30 giugno 2003.

 

                                         Come
appena visto, tra gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare
personalmente un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 LADI), se necessario
anche fuori della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI) ed anche
fuori del proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).

                                         Alla fine di ogni periodo
di controllo egli dovrà, dunque, presentare al servizio competente le prove
documentali relative alle ricerche di lavoro intraprese (cfr. STFA del 29.1.92
nella causa E.R., non pubblicata). 

 

                                         Secondo l'art. 26 cpv. 1
OADI:

 

" 
L'assicurato deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di
regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2 OADI
prevede che:

 

" 
Annunciandosi per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato deve
provare al servizio competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare
lavoro."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2bis OADI
precisa che

 

"  Egli deve fornire tale prova per ogni periodo di
controllo al più tardi entro il quinto giorno del mese seguente o il primo
giorno lavorativo successivo a tale data. In caso contrario, il servizio
competente gli accorda un termine adeguato per rimediarvi. Nel contempo lo
informa per scritto che, se lascia scadere il termine senza una giustificazione
valida, le ricerche di lavoro non potranno essere prese in considerazione."

 

L'art. 26 cpv. 3 OADI stabilisce che:

 

" 
Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro
dell'assicurato."

 

                                         Conformemente al principio
dell'obbligo della riduzione dei danni ancorato nel diritto delle assicurazioni
sociali (cfr. Maurer, Sozialversicherungsrecht, Band I, 1979 p. 323), la LADI
ha dunque previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue
possibilità per evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.

                                         Se non adempie il suo
obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il
suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata.

 

                               2.4.   La giurisprudenza federale ha
stabilito che questo motivo di sospensione è dato anche quando l'assicurato non
si attiene all'obbligo della ricerca di un lavoro prima di essere disoccupato.
L'assicurato deve così, ad esempio, adoperarsi già durante il periodo di
disdetta (e cioè a partire dal momento in cui gli viene notificato il
licenziamento) per trovare una nuova occupazione (cfr. DLA 1966 N° 11 e N° 21;
DLA 1977 N° 33; DLA 1987 pag. 41, DTF del 29 gennaio 1992 nella causa E.R., C
77/91; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici
regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti
sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.; vedi pure
art. 45 cpv. 1 lett. a OADI).

 

                                         Anche gli
assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere
sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che
precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. Comunicazioni e istruzioni UFIAML,
n. 12, 29 dicembre 1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo, op. cit., pag. 17).

 

Questa giurisprudenza viene regolarmente
confermata dal TFA (cfr. ad esempio: STFA del 22 ottobre 2002 nella causa N. (C
305/01), non pubblicata; STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C. (C 280/01);
STFA del 15 dicembre 2003 nella causa P. (C 200/03); STFA del 10 dicembre 2004
nella causa M. (C 210/04)).

 

                                         Oltre al
caso appena ricordato in cui può essere sanzionato il lavoratore che non cerca
una nuova occupazione durante il periodo di disdetta o nel periodo
immediatamente precedente la fine di un contratto di lavoro di durata
determinata, può pure essere sospeso dal diritto all'indennità l'assicurato che
non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo che precede
l'adempimento dell'obbligo di controllo. Ciò vale, in particolare, per gli
assicurati che, terminati gli studi o dei corsi di perfezionamento, preferiscono
lasciar trascorrere qualche mese prima di annunciarsi disoccupati e, nel
periodo che va dalla fine degli studi al momento in cui si presentano per la
prima volta all'Ufficio del lavoro, non compiono nessuna ricerca di impiego
(cfr. DLA 1981 p. 126; DLA 1982 p. 37).

 

                               2.5.   Per
stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare
un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la
qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76
consid. 2 con riferimenti; STFA del 15 gennaio 2001 nella causa C.P.-B., C
49/00).

                                         Il
disoccupato, per ogni periodo di controllo, deve, infatti, fornire
all'amministrazione la prova d'aver compiuto un certo numero di ricerche di
lavoro qualitativamente valide (cfr. DTF 124 V 231; DTF 120 V 74; DLA 1993/1994
pag. 55; DTF 112 V 217; DLA 1987 n. 2 p. 40; DLA 1986 n. 26 p. 101).

 

                                         Secondo costante
giurisprudenza cantonale, gli assicurati, durante ogni periodo di controllo,
devono comprovare, di regola, almeno 4 ricerche qualitativamente valide (cfr.
per tutte la STCA del 28 gennaio 1987 nella causa M.Z., AD 247/86). Il TFA, in
una sentenza del 13 luglio 1987, ha approvato questo principio (cfr. STFA nella
causa M.Z., C 33/87).

 

In una sentenza del 3 luglio 2003 nella causa AWA
contro E. (C 286/02), il TFA ha ritenuto sufficienti quattro ricerche di lavoro
compiute da un assicurato durante uno dei tre mesi di disdetta, osservando:

 

" 
(…)

Mit der Vorinstanz sind die fünf Arbeitsbemühungen
während des Monats November als genügend und die drei, eventuell vier
Bewerbungen im Dezember 2001 als gerade noch ausreichend zu qualifizieren. Dies
insbesondere angesichts des in diesem Monat knappen Angebots an Arbeitsstellen
und der Tatsache, dass sich der Versicherte nicht darauf beschränkte, sich
bloss telefonisch nach offenen Stellen zu erkundigen, sondern sich in der Regel
schriftlich bewarb. Dem geringen Fehlverhalten des Beschwerdegegners, sich
während des letzten Monats in der Kündigungsfrist nur um eine oder zwei Stellen
beworben zu haben, hat das kantonale Gericht mit der am unteren Rand des
leichten Verschuldens liegenden Einstellung von 3 Tagen angemessen Rechnung
getragen. Diese Bemessung der Einstelldauer ist unter Berücksichtigung des
nicht nur der Verwaltung, sondern auch der Vorinstanz zustehenden Ermessens, in
welches das Eidgenössische Versicherungsgericht ohne triftigen Grund nicht
eingreift (BGE 123 V 152 Erw. 2 mit Hinweisen), nicht zu beanstanden." 

(STFA del 3 luglio 2003 nella causa AWA
contro E., C 286/02)

 

                                         In una
sentenza del 3 agosto 2000 nella causa K. (C 399/99), la nostra Alta Corte ha
inoltre avuto modo di rilevare quanto segue:

 

" 
1.- Das kantonale Gericht hat die vorliegend
massgebenden Bestimmungen über die Pflicht zur Stellensuche (Art. 17 Abs. 1
AVIG), die Einstellung in der Anspruchsberechtigung bei ungenügenden
Arbeitsbemühungen (Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG), die verschuldensabhängige Dauer
der Einstellung (Art. 30 Abs. 3 AVIG und Art. 45 Abs. 2 AVIV) sowie die
Rechtsprechung zu Qualität und Quantität der Arbeitsbemühungen (vgl., nebst den
erwähnten BGE 120 V 76 Erw. 2 und 112 V 217 Erw. 1b, BGE 124 V 231 Erw. 4a)
zutreffend dargelegt. Darauf kann verwiesen werden.

Richtig ist auch, dass gemäss Verwaltungspraxis
in der Regel durchschnittlich 10 bis 12 Bewerbungen pro Monat verlangt werden
(Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, Bd. I, N. 15 zu Art.
17). Eine allgemein gültige Aussage über die erforderliche Mindestanzahl an
Bewerbungen ist indes nicht möglich. Das Quantitativ beurteilt sich vielmehr
nach den konkreten Umständen (Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in:
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Bd. Soziale Sicherheit, Fn
1330). Zu berücksichtigen sind namentlich Alter, 

Schul- und Berufsbildung der versicherten Person
sowie die Verhältnisse im für diese in Betracht kommenden
Arbeitsmarkt. (…)"

 

Questa giurisprudenza è stata confermata in una
sentenza del 6 agosto 2002 nella causa Z. (C 338/01), nella quale il TFA ha
ritenuto insufficienti sei ricerche di lavoro in un mese.

 

In un'altra sentenza del 23 gennaio 2003 nella
causa C. 

(C 280/01) il TFA ha ritenuto insufficienti
quattro ricerche di lavoro in un periodo di tre mesi.

 

In una sentenza del 26 maggio 2003 nella causa M.
(C 98/02), il TFA ha ritenuto non colpevole un assicurato che aveva compiuto,
durante due periodi di controllo, sei ricerche di impiego lavorando a tempo
pieno in un programma di occupazione temporanea.

 

Il TFA, in una sentenza del 4 giugno 2003 nella
causa R. (C 319/02), ha ritenuto insufficienti sei ricerche di lavoro in un
mese.

 

In un'altra sentenza dell'11 luglio 2003 nella
causa D. (C 63/03) la nostra Alta Corte, dopo avere ricordato che i giudici di
prima istanza avevano ritenuto che l'obiettivo fissato ad un'assicurata
dall'amministrazione di effettuare dieci ricerche di lavoro mensili non era
sproporzionato, ha ritenuto insufficienti tre ricerche di lavoro durante un
periodo di controllo.

 

Infine, in una sentenza del 10 dicembre 2004
nella causa M. (C 210/04), il TFA ha confermato la sanzione inflitta
dall’amministrazione ad un assicurato che aveva svolto due ricerche di lavoro
nel mese antecedente l’annuncio al collocamento, ritenute insufficienti e che
aveva omesso di compiere ricerche di lavoro durante il primo periodo di
controllo; l’Alta Corte ha pure considerato insufficienti cinque ricerche di
lavoro, di cui tre erano già state compiute nel mese precedente, effettuate
dall’assicurato durante un periodo di controllo. La nostra Massima Istanza ha
in particolare sottolineato:

 

" 
(...)

Bei der Beurteilung der Frage, ob sich eine
versicherte Person genügend um zumutbare Arbeit bemüht hat, ist nicht nur die
Quantität, sondern auch die Qualität ihrer Bewerbungen von Bedeutung (BGE 124 V
231 Erw. 4a mit Hinweis).

Wenn jedoch dem Versicherten grössere
Anstrengungen in quantitativer Hinsicht hätten zugemutet werden können, ist er
wegen ungenügender persönlicher Bemühungen um Arbeit in der
Anspruchsberechtigung einzustellen. Dabei kommt es immer auf die konkreten
Umstände an. Im Sinne einer Grössenordnung ist jedoch zu beachten, dass einige
Kassen durchschnittlich zehn bis zwölf geeignete Arbeitsbemühungen im Monat
verlangen (BGE 124 V 234 Erw. 6 mit Hinweis)."

 

La giurisprudenza cantonale più sopra ricordata
ha dunque fissato semplicemente una linea di riferimento e non ha carattere
assoluto ("di regola") e, secondo quanto stabilito dal TFA nelle
sentenze appena citate, occorre valutare, nel singolo caso concreto, quante
ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato, a seconda delle condizioni
particolari di ogni singola fattispecie (cfr. STCA del 28 gennaio 2003 nella
causa K., inc. 38.2002.186).

A proposito dei compiti dei consulenti del
personale, in una sentenza del 5 ottobre 2000 nella causa B. (inc. 38.2000.74),
il TCA ha ricordato che:

 

" 
Riguardo al desiderio dell'assicurato di seguire
altri tipi di programmi occupazionali, va pure ricordato che spetta ai
consulenti degli URC di decidere di volta in volta quali sono le misure più
idonee per favorire un rapido collocamento dei singoli assicurati (cfr. art. 85
cpv. 1 lett. a e c LADI; art. 85 b LADI, art. 17 cpv. 3 LADI)." 

 

                               2.6.   Giusta l'art. 17 cpv. 1 in
fine LADI, l'assicurato deve comprovare il suo impegno per trovare un nuovo
posto di lavoro, fornendo al servizio competente le prove relative agli sforzi
intrapresi a tal fine (cfr. art. 26 cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. DLA 1988 p.
95; DTF 120 V 74). La prova degli sforzi volti al reperimento di una nuova
occupazione deve essere fornita, giusta l'art. 26 cpv. 2 OADI, al servizio
competente. Nel Cantone Ticino, sulla base dei combinati disposti dell'art. 30
cpv. 2, 85 e 85b LADI, questa competenza è stata delegata agli URC (cfr. l'art. 2a lett. e del Regolamento della legge sul rilancio
dell'occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 15 ottobre 2003; D.
Cattaneo, op. cit., pag. 92-93).

                                         La legge non prevede
nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire
effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi
datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla
fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio
competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del
29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).

 

                                         L'obbligo
di comprovare le ricerche di lavoro è stato ribadito dal TFA in una sentenza
del 23 gennaio 2003 nella causa C.

                                         (C
280/01), nella quale ha osservato:

 

" 
Selbst wenn sich der Versicherte sodann
tatsächlich bei 10 potentiellen Arbeitgebern oder Arbeitgeberinnen gemeldet
hätte, kann er sich nur auf jene Arbeitsbemühungen berufen, welche er
nachzuweisen vermag (Art. 17 Abs. 1 Satz 3 AVIG in Verbindung mit Art. 26 Abs.
2 AVIV; Gerhards, a.a.O., N 22 zu Art. 17 AVIG)."

 

                                         Concretamente
ciò significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.

                                         In caso di ricerca
personale il disoccupato non può limitarsi a un puro e semplice elenco dei
datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è
necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo
"timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra
forma scritta, che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del
28.1.1987 nella causa S.P., AD 5/87).

                                         Inoltre
il TFA ha avuto occasione di rilevare che sul modulo utilizzato per comprovare
le ricerche compiute o sulle eventuali dichiarazioni dei potenziali datori di
lavoro deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il
disoccupato si è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre
1999 nella causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

                                         L'assicurato potrà
servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dall'UFSEL (Ufficio
federale dello sviluppo economico e del lavoro; dal 1° luglio 1999 Segretariato
di stato dell'economia, SECO).

                                         In caso di rifiuto del
datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà
comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al
servizio competente tale rifiuto.

                                         Infine, in caso di ricerca
telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,
confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto
(cfr. DLA 1988 p. 95). 

                                         In una
sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000 pag. 156 segg., il TFA ha
ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno l'assicurato che effettua le
ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

In merito alle ricerche di lavoro compiute
esclusivamente per telefono e alla continuità delle ricerche durante un periodo
di controllo, il TFA, in una sentenza del 4 giugno 2003 nella causa R. (C
319/02), ha avuto modo di rilevare:

 

" 
(…)

Pour trancher le point de savoir si l'assuré a fait
des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir compte
aussi bien de la quantité que de la qualité de ses recherches (ATF 124 V 231
consid. 4a et l'arrêt cité). Sur le plan quantitatif, la pratique
administrative exige dix à douze offres d'emploi par mois en moyenne. On ne
peut cependant pas s'en tenir à une limite purement quantitative et il faut
bien plutôt examiner, au regard des circonstances concrètes, la qualité des
démarches (Nussbaumer, op. cit., note de bas de page 1330). Sur le plan
qualitatif, on peut attendre d'un assuré qu'il ne se contente pas de démarches
par téléphone, mais qu'il réponde également à des offres d'emploi par écrit
(Chopard, op. cit., p. 139 sv.). La continuité des démarches joue également un
certain rôle, même si l'on ne saurait exiger d'emblée que l'assuré répartisse
ses démarches sur toute une période de contrôle. S'agissant d'offres écrites,
il peut au contraire être rationnel et judicieux de préparer ses postulations
de manière concentrée sur quelques jours dans le mois, eu égard à la
périodicité des offres d'emplois dans les journaux et compte tenu du fait que
les délais de postulation sont en général relativement longs (arrêt non publié
du 5 juillet 1988 dans la cause R., C 14/88). (…)" 

(STFA del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02)

 

                               2.7.   Riguardo ai
lavoratori anziani il Tribunale federale delle assicurazioni ha più volte
ribadito che essi non sono esentati dal compiere ricerche di lavoro. 

                                         Infatti
secondo l'art. 17 cpv. 4 LADI il Consiglio federale può esonerare parzialmente
dai loro obblighi gli assicurati di una certa età. Per principio dunque
l'obbligo di cercare lavoro esiste anche per loro (cfr. STFA del 19 ottobre
1993 nella causa F.B., C 151/93; RDAT 1986 pag. 174; STFA del 24 novembre 1993
nella causa W.E., C 167/93).

                                         L'art. 17
cpv. 1 LADI stabilisce che l'assicurato deve intraprendere tutto ciò che si può
ragionevolmente pretendere da lui per evitare o abbreviare la disoccupazione
tenuto conto della sua situazione personale - età, formazione scolastica e
professionale, conoscenze linguistiche - e di quella del mercato del lavoro
(cfr. DTF 120 V 78/79; D. Cattaneo, op. cit.,

                                         pag.
28-29).

                                         Il TCA
constata che il TFA in una sentenza pubblicata in DTF 120 V 74 segg. ha
ribadito, trattandosi nel caso di specie di un lavoratore di 63 anni, la
necessità di considerare l'età, la formazione e la situazione del mercato del
lavoro.

                                         La stessa
Alta Corte nella decisione pubblicata in DTF 124 V 225 segg., concernente
un'assicurata di 54 anni, ha inoltre rilevato che:

 

" 
Die Beschwerdegegnerin weist im Monat Juni 1994
lediglich drei Bewerbungen auf. Dies ist quantitativ ungenügend, verlangen doch
einige Kassen durchschnittlich 10 bis 12 Bemühungen im Monat (Gerhards,
a.a.O. N 15 zu Art. 17).  Das Alter der Versicherten erschwert zwar die
Erfolgsaussichten, hindert sie aber nicht daran, intensiver nach einer Stelle
Ausschau zu halten (ARV 1980 Nr.- 45 S. 112 Erw. 2; Gerhards,
a.a.O.,. N 14 zu Art. 17).  Massgebend ist einzig die ausreichende Intensität
der Bemühungen und nicht deren Erfolg." (DTF 124 V 234)

 

                                         Anche relativamente
ad assicurati ticinesi il TFA ha implicitamente sancito che nella
commisurazione della sanzione occorre tenere conto dell'età. Infatti nel caso
di due assicurati di 62, rispettivamente 61 anni, i quali erano stati sospesi
dal diritto alle indennità di disoccupazione per mancate ricerche durante un
periodo di controllo, la nostra Massima Istanza ha confermato la penalità
minima di 2 giorni inflitta loro dall'amministrazione e confermata dal TCA
(cfr. STFA del 19 ottobre 1993 nella causa F.B., C 151/93; STFA del 24 novembre
1993 nella causa W.E., C 167/93).

 

                               2.8.   L'art. 30
cpv. 1 lett. c LADI sanziona dunque una violazione dell'obbligo di ridurre il
danno fissato all'art. 17 cpv. 1 LADI (cfr. DLA 1981 pag. 126).

                                         In una
sentenza del 17 marzo 1998 nella causa H. il Tribunale federale delle
assicurazioni ha ribadito questo concetto ed ha avuto modo di formulare le
seguenti osservazioni circa la natura, il carattere e lo scopo della
sospensione:

 

" 
Mittels Einstellung in der Anspruchsberechtigung
soll dieser Pflicht zum Durchbruch verholfen werden. Praxisgemäss handelt es
sich dabei nicht um eine strafrechtliche, sondern eine verwaltungsrechtliche
Sanktion (BGE V 151 Erw. 1c; ARV 1990 Nr. 20 S. 133 Erw. 2b; vgl. auch Gerhards,
Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, N 2 zu Art. 30). Mit der
Verknüpfung von Schadenminderungspflicht und Sanktion will das AVIG Arbeitslose
zur Stellensuche anspornen. Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung soll
den Versicherten davon abhalten, die Arbeitslosenversicherung missbräuchlich in
Anspruch zu nehmen. Wenn er sich nicht genügend um Arbeit bemüht, nimmt er in Kauf,
länger arbeitslos zu bleiben. Dadurch erwächst der Versicherung insofern ein
Schaden, als sie länger Leistungen erbringen muss. Zweck der Einstellung in der
Anspruchsberechtigung ist eine angemessene Mitbeteiligung des Versicherten an
diesem Schaden, den er durch sein pflichtwidriges Verhalten der
Arbeitslosenversicherung natürlich und adäquat kausal verursacht hat (BGE 122 V
40 Erw. 4c/aa und 44 Erw. 3c/aa; Gerhards, a.a.O., n 2 und 51 zu Art.
30). Ohne die einstellungsrechtliche Sanktion käme Art. 17 Abs. 1 AVIG im
Taggeldrecht nicht zum Tragen.

  Wüsste nämlich eine
arbeitslose Person zum voraus, dass ungenügende Bemühungen bezüglich ihrer
Leistungen keine Folgen zeitigten, fehlte ein wesentlicher Ansporn, dem
gesetzlichen Gebot zur Stellensuche nachzuleben." (DTF 124 V 227-
228)

 

                                         In questa
sentenza (cfr. DTF 124 V 228- 230 ) il TFA ha pure avuto modo di sancire la
conformità dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI con le disposizioni della
Convenzione OIL Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (al
proposito cfr. D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de
l'assurance chômage" Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte
sul Meno, 1992 pag. 193 seg.).

 

                                         In una
sentenza del 4 agosto 2003 nella causa S. (C 221/02) l'Alta Corte ha, tra
l'altro, ribadito che:

 

" 
(…)

2.2 Anche nell'ambito dell'assicurazione contro
la disoccupazione, così come negli altri ambiti delle assicurazioni sociali,
all'assicurato incombe l'obbligo di ridurre il danno (DTF 125 V 199 consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, pag.
48). La violazione di questo obbligo viene sanzionata
per evitare l'ottenimento abusivo di prestazioni da parte dell'assicurazione
contro la disoccupazione (DLA 1998 no. 34 pag. 187 consid. 2b e riferimenti).
Con lo strumento della sospensione, quale sanzione amministrativa e non penale
(DLA 1993/1994 no. 3 pag. 22 consid. 3d con riferimenti), il legislatore ha
così voluto regolamentare la partecipazione dell'assicurato al danno da lui
provocato (DTF 126 V 523; Gerhards, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz, vol. I, no. 2 ad art. 30) e scaricare, per
motivi di equità, la comunione dei contribuenti dagli effetti negativi di
comportamenti ingiustificati (Jacqueline Chopard, Die Einstellung in der
Anspruchsberechtigung, tesi Zurigo 1998, pag. 24 seg.). (…)"

(cfr. STFA del 4 agosto 2003 nella causa S., C
221/02)

 

                               2.9.   Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI
la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e
ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di
cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La sospensione del diritto
all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in
caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave (cfr. art.
45 cpv. 2 OADI).

                                         La sua durata è
determinata secondo la gravità della colpa (cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace
in altre parole al principio della proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

                                         In virtù dell'art. 45 cpv.
2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità
entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della
sospensione è prolungata in modo adeguato.

                                         L'art. 45 cpv. 3 OADI
stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato senza
valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha rifiutato un
lavoro idoneo.

 

                                         Per quel
che concerne la sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione fondata
sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una sanzione
da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni
per insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo successivo i
parametri del SECO e dell'UCL prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate
ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di
lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali aumenti per i periodi
successivi, visto l'art. 45 cpv. 2 bis OADI (cfr. Circulaire relative à
l'indemnité de chômage (IC) del SECO in vigore dal 1° gennaio 2002, D68 punto
1; Lista delle sospensioni URC/UCL aggiornate dal SECO al 25.01.1999).

Queste direttive sono conformi alla legge (cfr.
D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento
alla luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed.
OCST, Pregassona 2000, pag. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione
su queste basi vengono regolarmente confermate dal TCA. Anche il TFA ha
approvato il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. la sentenza del 23
gennaio 2003 nella causa C., C 280/01, nella quale l'Alta Corte ha confermato
la sanzione di 9 giorni di sospensione dal diritto alle indennità di
disoccupazione inflitta dall'amministrazione ad un assicurato che aveva saputo
comprovare unicamente quattro ricerche di lavoro svolte nei tre mesi di
disdetta del precedente rapporto di lavoro; la sentenza del 6 agosto 2002 nella
causa Z., C 338/01, nella quale il TFA ha confermato 4 giorni di sospensione
per insufficienti ricerche in un periodo di controllo; la sentenza del 2 maggio
2003 nella causa X., C 275/02, nella quale la nostra Massima Istanza ha
confermato una sanzione di 15 giorni di sospensione per mancate ricerche
durante tre mesi di disdetta; la sentenza del 3 luglio 2003 nella causa AWA
contro E., C 286/02, nella quale l'Alta Corte ha confermato 3 giorni di sanzione
per insufficienti ricerche di lavoro durante uno dei tre mesi di disdetta; la
sentenza del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02, nella quale l'Alta Corte
ha confermato la sanzione di 5 giorni di sospensione dal diritto alle indennità
di disoccupazione inflitta dall'amministrazione ad un assicurato, nato nel
1939, che aveva saputo comprovare unicamente sei ricerche di lavoro, di cui
cinque svolte per telefono, durante un periodo di controllo nel corso del quale
egli aveva, tra l'altro, lavorato cinque giorni, per un totale di trentaquattro
ore; la sentenza dell'11 luglio 2003 nella causa D., C 63/03, nella quale il
TFA ha confermato una sanzione di 4 giorni di sospensione per insufficienti
ricerche di lavoro durante un periodo di controllo; la sentenza del 2 marzo
2004 nella causa B., C 305/02, nella quale l'Alta Corte ha confermato 4 giorni
di sospensione per insufficienti ricerche durante il periodo di disdetta e la
sentenza del 10 dicembre 2004 nella causa M., C 210/04, nella quale la nostra
Massima Istanza ha confermato sia una sanzione di 9 giorni di sospensione per
insufficienti ricerche durante il mese precedente l’annuncio al collocamento e
mancate ricerche durante il primo periodo di controllo, sia una sanzione di 4
giorni di sospensione per insufficienti ricerche di lavoro durante un periodo
di controllo).

 

                             2.10.   Nella già
menzionata sentenza H. del 17 marzo 1998 (DTF 124 V 225), il Tribunale federale
delle assicurazioni ha stabilito che è possibile sospendere l'assicurato che
commette (soltanto) una colpa lieve non compiendo sufficienti ricerche di
lavoro. L'Alta Corte ha al proposito rilevato:

 

"  b) Die
Vorinstanz hat erwogen, bloss drei Stellenbewerbungen im Monat Juni 1994
vermöchten wohl qualitativ, nicht aber quantitativ zu genügen. Indessen sei der
Beschwerdegegnerin aufgrund einer lange dauernden Krankheit gekündigt worden;
zudem finde sie im Alter von 54 Jahren bei der gegenwärtigen Lage auf dem
Arbeitsmarkt kaum noch eine Stelle. Sodann habe das Arbeitsamt ihr bei der
Stellensuche nicht geholfen und jeweils drei Bewerbungen in den vorangegangenen
Monaten ungeahndet gelten lassen. Insgesamt sei das Verhalten der Versicherten
deshalb bloss leichtfahrlässig. Analog zur Invaliden-, Unfall- und
Militärversicherung, welche Leistungen nur bei Vorsatz und Grobfahrlässigkeit
kürzten, sei deshalb vorliegend von einer Einstellung in der
Anspruchsberechtigung abzusehen. Das Verwaltungsgericht des Kantons Bern pflege
unangefochtenerweise dieselbe Praxis.

  Demgegenüber macht die
Kasse geltend, eine Einstellung habe bei jedem Verschulden zu erfolgen. Dass
die Verwaltung der Versicherten nicht geholfen habe, entbinde diese nicht von
der Pflicht zur Stellensuche. Da zudem eine Überprüfung der Bewerbungen nur
stichprobenweise möglich sei, könne die Beschwerdegegnerin nichts zu ihren
Gunsten aus dem Umstand ableiten, dass die Kasse die jeweils bloss zwei oder
drei Bewerbungen der vorangehenden Monate nicht beanstandet habe.

 

  c) Die Vorinstanz
beruft sich für ihre Auffassung, wonach eine Einstellung in der Anspruchsberechtigung
nur bei vorsätzlichem oder grobfahrlässigem Verhalten zulässig sei, auf die
Praxis des Verwaltungsgerichts des Kantons Bern. Dieses führte in einem
Entscheid aus dem Jahre 1990 (BVR 1991 S. 82 ff.) aus, im
Sozialversicherungsrecht werde als allgemeiner Grundsatz anerkannt, dass
Leistungen gekürzt oder sogar für gewisse Fälle verweigert werden könnten, wenn
Versicherte die Leistungspflicht vorsätzlich oder grobfahrlässig verursacht
oder verlängert hätten (vgl. Art. 7 IVG, Art. 37 und 39 UVG, Art. 7 aMVG, Art.
35 BVG und - betreffend die Krankenkassen BGE 107 V 228 Erw. 2a). Dies müsse
gleichermassen für den Bereich der Arbeitslosenversicherung gelten. Auch
bezüglich solcher Leistungen könne daher eine Kürzung (oder befristete
Verweigerung) der Entschädigung nur bei vorsätzlichem oder grobfahrlässigem
Verhalten verfügt werden, nicht aber bei bloss leichter Fahrlässigkeit, da
insbesondere nicht einzusehen sei, weshalb in diesem Zweig die Anforderungen an
die Sorgfaltspflicht des einzelnen derart strenger sein sollten Als in den
übrigen Bereichen der Sozialversicherung (BVR 1991 S. 83 f. Erw. 4b).

 

  d) Die im genannten
Entscheid zitierten Bestimmungen des IVG, UVG, aMVG und BVG statuieren alle den
Grundsatz, dass bei vorsätzlicher oder grobfahrlässiger Herbeiführung des
Versicherungsfalles durch den Versicherten die Leistungen gekürzt oder
verweigert werden können. Sie schliessen von Gesetzes wegen zugleich Sanktionen
für leichtfahrlässiges Verhalten aus. Im Arbeitslosenversicherungsrecht hingegen
fehlt eine derartige Beschränkung des -sanktionsbedrohten Verhaltens auf
Grobfahrlässigkeit und Vorsatz. Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung
ist ausdrücklich "nach dem Grad des Verschuldens" zu bemessen (Art.
30 Abs. 3 AVIG). Eine Absicht, das Verschulden bei leichter Fahrlässigkeit von
jeglicher Sanktion auszunehmen, ist im Unterschied zum Wortlaut der zitierten Bestimmungen
aus den andern Sozialversicherungszweigen nicht erkennbar. Folgerichtig
unterscheidet Art. 45 Abs. 2 AVIV nach leichtem, mittelschwerem und schwerem
Verschulden. Es widerspräche daher dem Arbeitslosenversicherungsgesetz, wenn
die leichte Fahrlässigkeit als eine der Formen des Verschuldens ausgeklammert
würde. Darauf weist auch die Botschaft zum Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und die Insolvenzentschädigung vom 2. Juli 1980 in BB1
1980 IlI S. 588 ff. hin, in der ausdrücklich von Einstellungen gesprochen wird,
die nicht pönalen Charakter hätten (vgl. auch Gerhards, a.a.O., N 2 zu
Art. 30). Beispielsweise stehe es dem Versicherten frei und sei auch nicht
ehrenrührig, sich ungenügend um eine Arbeitsstelle zu bemühen oder eine
zumutbare Arbeit abzulehnen. Der Arbeitslosenversicherung entstehe hieraus
trotzdem ein Schaden, der zu einer angemessenen Leistungsreduktion führen
müsse. Gerade um unterschiedlichen Verhältnissen und Verschuldensgraden mit der
nötigen Differenzierung Rechnung tragen zu können, sei die Spanne der
Einstellungsfristen möglichst weit zu fassen. Daher hat auch leichte
Fahrlässigkeit bei ungenügenden Arbeitsbemühungen nach Art. 30 Abs. 1 lit. c
AVIG zu einer Einstellung in der Anspruchsberechtigung zu führen.

 

  e) Aus diesen Ausführungen
folgt, dass die Praxis des Berner Verwaltungsgerichts zu Art. 30 Abs. i lit. c
AVIG (BVR 1991 S. 83 f.), welcher sich die Vorinstanz anschloss, der Regelung
des Arbeitslosenversicherungsgesetzes und der Absicht des Gesetzgebers zuwiderläuft. Der kantonale Entscheid verletzt daher
insoweit Bundesrecht, als er die leichte Fahrlässigkeit von Sanktionen befreit."
(DTF 124 V 231-233)

 

                                         Nella
sentenza citata il TFA ha poi stabilito che tre ricerche di lavoro
qualitativamente valide in un periodo di controllo sono insufficienti ed ha
sottolineato:

 

"  Die
Beschwerdegegnerin weist im Monat Juni 1994 lediglich drei Bewerbungen auf.
Dies ist quantitativ ungenügend, verlangen doch einige Kassen durchschnittlich
10 bis 12 Bemühungen im Monat (Gerhards, a.a.O. N 15 zu Art. 17). Das Alter der Versicherten erschwert zwar die
Erfolgsaussichten, hindert sie aber nicht daran, intensiver nach einer Stelle
Ausschau zu halten (ARV 1980 Nr.- 45 S. 112 Erw. 2; Gerhards,
a.a.O., N 14 zu Art. 17). Massgebend ist einzig die ausreichende Intensität der
Bemühungen und nicht deren Erfolg. Dass die Verwaltung keine aktive
Hilfeleistung geboten hat, vermag die Beschwerdegegnerin ebenfalls nicht von
der ihr obliegenden Pflicht zur Schademinderung zu befreien. Die von der
Verwaltung verfügte Einstellung im unteren Bereich des leichten Verschuldens
ist Rechtens und trägt den gesamten Umständen des Falles angemessen Rechnung.
Damit ist der Entscheid der Vorinstanz aufzuheben." (DTF 124 V 234)

 

                                         La Cassa
di disoccupazione aveva sospeso l'assicurata per 3 giorni dal diritto
all'indennità di disoccupazione.

 

                                         Infine,
sempre in questa sentenza citata, il TFA ha deciso che l'amministrazione prima
di applicare l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, non deve raccomandare
all'assicurato di intensificare le ricerche di lavoro ed ha rilevato:

 

"  Eine
der Einstellung vorangehende Mahnung ist in der Arbeitslosenversicherung nicht
vorgesehen. Insofern besteht ein Unterschied zur Invalidenversicherung, welche
in Art. 31 IVG ausdrücklich ein Mahn- und Bedenkzeitverfahren vorsieht (vgl.
BGE 122 V 218). Dieses Verfahren ist unter anderem deswegen sinnvoll, weil der
Versicherte sonst unter Umständen von einem ablehnenden Verwaltungsakt
überrascht würde. Anders sind die Verhältnisse in der Arbeitslosenversicherung;
hier wird der Versicherte von Anfang an auf seine Pflichten, insbesondere auf
diejenige zur Stellensuche, aufmerksam gemacht (Art. 19 Abs. 4 AVIV in der bis
Ende 1996 gültig gewesenen Fassung, nunmehr Art. 20 Abs. 4 AVIV). Ferner pflegt
er wegen der Erfüllung der Kontrollvorschriften Kontakt zum zuständigen
Arbeitsamt. Deshalb ist es nicht notwendig, vor einer Einstellung eine Mahnung
auszusprechen, auch dann nicht, wenn die Verwaltung in den vorangegangenen
Kontrollperioden ungenügende Arbeitsbemühungen nicht sanktioniert hat.  Das
Eidgenössische Versicherungsgericht hat denn auch in ständiger Praxis (nicht
veröffentlichte Urteile M. vom 23. Juni 1989, C 20/890 und N. vom 6. August
1985, C 8/85; vgl. auch Gerhards, &.&.O., N 61 zu Art. 30)
festgehalten, dass eine Einstellung verfügt werden muss, wenn der entsprechende
Tatbestand erfüllt ist; eine blosse Verwarnung ist unzulässig. Von dieser
Rechtsprechung abzuweichen besteht vorliegend kein Anlass." (DTF 124 V
233)

 

                             2.11.   Nella presente evenienza risulta dagli atti all'incarto che
l'assicurato, dal 2000 al 2004, ha lavorato alle dipendenze di familiari
nell’ambito dell'assistenza domiciliare ad anziani e invalidi (cfr. doc. 3).

                                         Egli, il
1° dicembre 2004, si è poi iscritto in disoccupazione come tecnico di hardware
e software, fotografo e aiuto domiciliare (cfr. doc. 2).

                                         Al
momento del suo annuncio per il collocamento l'insorgente non ha consegnato
all'amministrazione alcuna ricerca di lavoro relativa ai tre mesi precedenti
l'iscrizione in disoccupazione, e ovvero ai mesi di settembre, ottobre e
novembre 2004.

                                         L'URC di __________,
con decisione formale del 21 dicembre 2004, ha sospeso il ricorrente dal
diritto alle indennità di disoccupazione per 4 giorni (cfr. doc. 6).

                                         Tale
provvedimento è stato confermato con decisione su opposizione del 14 gennaio
2005 (cfr. doc. A).

 

                                         L'art. 42
LPGA prevede che le parti hanno il diritto di essere sentite. Non devono
obbligatoriamente essere sentite prima di decisioni impugnabili mediante
opposizione.

 

                                         A tale
proposito in una sentenza del 23 giugno 2003 nella causa S. (C 49/03) l'Alta
Corte ha rilevato che:

 

" 
Die Sache geht daher an die Arbeitslosenkasse
zurück, damit sie nach Erfüllung des Gehörsanspruchs erneut über eine
allfällige Einstellung in der Anspruchsberechtigung wegen selbstverschuldeter
Arbeitslosigkeit befinde. In diesem Rahmen kommt nunmehr Art. 42 Satz 2 ATSG zur
Anwendung, wonach die Gewährung des rechtlichen Gehörs ins Einspracheverfahren
verschoben ist (Kieser, a.a.O. Art. 42 Rz. 24)."

 

                                         In una sentenza del 22 dicembre 2003 nella causa J. (H 272/03) il
TFA, al consid. 3.3., si è così espresso:

 

" 
(…) Selon un principe général de la procédure
administrative, l'autorité n'est pas tenue d'entendre les parties avant de
prendre une décision susceptible d'être frappée d'opposition (art. 30 al. 2
let. b PA). Ce principe est aujourd'hui spécifiquement consacré, en matière
d'assurances sociales, à l'art. 42 2ème phrase LPGA."

 

                                         Nella fattispecie in esame,
prima di emanare la decisione di sanzione, il consulente del
personale ha inviato all'assicurato una "Richiesta di
giustificazione" con la quale gli ha richiesto di motivare le mancate
ricerche entro il 24 dicembre 2004, precisando che oltre questa data l'autorità
cantonale avrebbe deciso sulla base degli atti in suo possesso e menzionando
espressamente l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la sospensione
di un assicurato nel caso in cui non fa il suo possibile per ottenere
un'occupazione adeguata (cfr. doc. 4).

 

                                         L'insorgente, con scritto
del 14 dicembre 2004, ha indicato di avere effettuato degli sforzi volti al
reperimento di un’attività dipendente principalmente nei primi mesi di
disoccupazione, ossia circa un anno prima. Al riguardo l’assicurato ha
precisato che visto che non era ancora al corrente di poter beneficiare del
diritto alle indennità di disoccupazione e del dovere di documentare le ricerche,
ha compiuto queste ultime telefonicamente presso ditte di cui non ricorda più i
nomi. Constatate, poi, le difficoltà nel trovare un’occupazione dipendente, egli
ha preferito indirizzare i suoi sforzi verso la possibilità di iniziare
un’attività indipendente. A quel momento stava attendendo una risposta che, se
positiva, gli avrebbe permesso, già dal gennaio 2005, di dedicarsi alla
preparazione di un progetto tendente alla creazione di un’attività indipendente
(cfr. doc. 5).

 

Nella presente fattispecie il TCA constata che
l'amministrazione, trasmettendo all'assicurato la richiesta di giustificazione
citata, gli ha dato l'opportunità di giustificare il suo comportamento e di
esprimersi in merito al ventilato provvedimento nei suoi confronti.

                                         Dunque il
diritto di essere sentito del ricorrente è stato rispettato già prima
dell'emanazione della decisione formale, conformemente alla chiara
giurisprudenza federale emessa prima dell'entrata in vigore della LPGA (cfr. STFA
del 6 agosto 2002 nella causa C., C 91/02, consid. 1a; RAMI
2002 pag. 77, consid. 3d, pag. 83; SVR 2002 ALV Nr. 4 pag. 9; DTF 126 V 130 =
SVR 2001 ALV Nr. 12 pag. 37), che mantiene comunque, in talune circostanze, la
sua validità anche successivamente (cfr. U. Kieser, op. cit., ad art. 42, n.
1-28; Th. Locher, "Grundriss des
Sozialversicherungsrechts", Ed. Staempfli Verlag AG, Berna 2003, pag. 466
n° 53 e 54).

 

                             2.12.   Come
esposto precedentemente (cfr. consid. 2.4.), gli assicurati devono effettuare
delle ricerche di impiego prima di iscriversi in disoccupazione.

 

                                         Dalla documentazione agli
atti emerge che l'assicurato quando si è annunciato per il collocamento non ha
prodotto alcuna ricerca di lavoro per i mesi di settembre, ottobre e novembre
2004

                                         (cfr. doc. 4).

                                         L'insorgente ha motivato
tale circostanza asserendo di avere intrapreso degli sforzi volti al
reperimento di un'occupazione dipendente nei primi mesi di inattività, e meglio
all'inizio del 2004. Successivamente, per contro, egli, viste le difficoltà
nella ricerca di un impiego quale dipendente, si è orientato verso la
possibilità di creare un'attività in proprio (cfr. doc. 3, 5).

 

                                         L'URC, non potendo
ritenere sufficiente il solo tentativo di intraprendere un'attività
indipendente, ha sanzionato l'assicurato, indicando, tuttavia, di avere tenuto
conto parzialmente, per commisurare la durata della sospensione, delle ricerche
effettuate per telefono nei primi mesi del 2004 (cfr. doc. 6).

 

                                         Per quanto attiene
all'asserito impegno profuso per accertare se era possibile creare un'attività
indipendente, questa Corte osserva che gli sforzi compiuti da un assicurato per
reperire un'occupazione indipendente non devono essere trattati diversamente
dalle ricerche per ottenere un'attività salariata, nella misura in cui non
ostacolano l'idoneità al collocamento (cfr. DLA 1999 pag. 24; SVR 1998 ALV N.
22; STFA del 26 novembre 1996 nella causa A., C 310/96; DTF 112 V 326; D.
Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento alla luce
della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST,
Pregassona 2000, pag. 30).

 

                                         In proposito il TCA in una
sentenza del 21 settembre 1999 nella causa D. (38.99.194), citata anche in D.
Cattaneo, op. cit., pag. 30, ha precisato:

 

"  (…)

Nella presente fattispecie il rapporto di lavoro
è stato sciolto il 12 febbraio per il 15 maggio 1999 (cfr. Doc. 4 ).
L'assicurato si è iscritto per il collocamento il 14 giugno 1999. Durante
questi quattro mesi, egli non ha compiuto ricerche di lavoro quale dipendente
(cfr. dichiarazione del ricorrente, doc. 14).

Il ricorrente afferma di avere comunque cercato
di svolgere un'attività indipendente.

A comprova di ciò egli ha allegato un volantino
pubblicitario

(cfr. Doc. B1) ed alcuni preventivi, che non
hanno dato esito positivo. Questi preventivi sono datati 26 aprile 1999 (cfr.
Doc. B2); 7 giugno 1999 (cfr. Doc. B3) e 9 luglio 1999 (Doc. B4).

Il TCA, pur considerando positivamente il fatto
che l'assicurato abbia stampato e distribuito il volantino pubblicitario, non
può ritenere sufficienti gli sforzi compiuti dal ricorrente nel periodo in
questione: da una parte, egli non comprova di alcun modo di avere effettuato
una propaganda in modo mirato (indicando quando e a chi ha inviato il volantino
pubblicitario), d'altra parte e soprattutto, metà dei preventivi prodotti si
riferiscono a un periodo successivo all'inizio del controllo della
disoccupazione.

Gli sforzi compiuti dall'assicurato per reperire
un'attività indipendente non sono così sufficienti dal profilo quantitativo e
qualitativo.

Su quest'ultimo aspetto, il TFA in una sentenza
del 26 novembre 1996 nella causa A. (C 310/96) ha avuto modo di precisare che
l'assicurato non può limitarsi a offrire genericamente le sue prestazioni quale
indipendente senza tenere conto delle esigenze dei suoi potenziali clienti,
argomentando:

 

"Indes gibt es keinen Zweifel, dass diese
Bemühungen qualitativ nicht mit den in der Zeit zuvor erfolgten Bewerbungen
verglichen werden können. Denn der Beschwerdeführer reagierte damit nicht auf
ein vorhandenes Angebot auf dem Arbeitsmarkt, sondern trat seinerseits als
Anbieter gegenüber ausgewählten Auftraggebern auf, ohne deren Bedürfnislage
genau zu kennen."

 

In simili condizioni la decisione con la quale
l'URC di Bellinzona ha sospeso D. per 6 giorni dal diritto all'indennità di
disoccupazione per avere violato l'obbligo di ridurre il danno imposto dalla
legge non può che essere confermata.

Questa soluzione si giustifica tanto più se si
considera che, poiché l'assicurato ha sciolto il contratto di lavoro per
mettersi in proprio (cfr. verbale del colloquio di consulenza, Doc. 12),
potrebbero esserci giustificati dubbi riguardo alla sua idoneità al
collocamento." (STCA del 21 settembre 1999 nella causa D., 38.99.194,
consid. 2.7.)

 

                                         Alla luce
della giurisprudenza menzionata, il tentativo di organizzare un'attività
indipendente allegato dal ricorrente, non è a priori ininfluente. Esso,
infatti, deve essere esaminato, come le ricerche di un impiego dipendente.

                                         In casu
l’assicurato non ha minimamente sostanziato gli asseriti sforzi per mettersi in
proprio.

                                         Questi
ultimi, quindi, già solo in considerazione di questa circostanza, non vanno
ritenuti validi né dal profilo quantitativo, né da quello qualitativo.

 

                                         Pertanto,
anche volendo considerare, almeno parzialmente, le dichiarate, ma non documentate,
ricerche compiute per telefono all'inizio del 2004, come fatto, in modo
generoso, dall'URC, gli sforzi intrapresi nei mesi di settembre, ottobre e
novembre 2004 dall'insorgente - il quale ha peraltro espressamente riconosciuto
di non aver compiuto ulteriori ricerche di lavoro, oltre al tentativo di
organizzare un'attività indipendente

                                         (cfr.
doc. I; 6) – sono, in ogni caso, perlomeno insufficienti.

 

                                         A tale
proposito va rammentato che le eventuali ricerche di impiego svolte all’inizio
del 2004 riguardano un periodo  antecedente ai mesi di settembre,
ottobre e novembre 2004 esaminati nella presente vertenza. 

 

                             2.13.   L'assicurato
sostiene di essere venuto a conoscenza del suo diritto di percepire le
prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione unicamente alla fine
del mese di novembre 2004 e che, di conseguenza, fino a quella data nemmeno era
al corrente degli obblighi che impone la LADI, come quello di documentare le
ricerche di lavoro intraprese. Egli ha aggiunto che se avesse saputo prima del
suo diritto alle indennità di disoccupazione, si sarebbe annunciato per il
collocamento precedentemente al mese di dicembre 2004 (cfr. doc. I, 5, 7).

 

                                         Ora,
quindi, si tratta di esaminare se la non conoscenza della LADI, e meglio del
dovere di compiere delle ricerche di lavoro valide sia quantitativamente che
qualitativamente già prima di iscriversi per il collocamento, rispettivamente di
comprovarle, può costituire, nel caso di sepcie, un valido motivo per non
sanzionare l'assicurato.

 

                                         Il 1° gennaio 2003 è
entrato in vigore l'art. 27 LPGA (Informazione e consulenza).

                                         Questa nuova importante
disposizione legale ha il seguente tenore:

 

"  Gli
assicuratori e gli organi esecutivi delle singole assicurazioni sociali, nei
limiti delle loro competenze, sono tenuti ad informare le persone interessate
sui loro diritti e obblighi (cpv. 1).

Ognuno ha diritto, di regola gratuitamente, alla consulenza in
merito ai propri diritti e obblighi. Sono competenti in materia gli
assicuratori nei confronti dei quali gli interessati devono far valere i loro
diritti o adempiere i loro obblighi. Per le consulenze che richiedono ricerche
onerose, il Consiglio federale può prevedere la riscossione di emolumenti e
stabilirne la tariffa (cpv. 2).

Se un assicuratore constata che un assicurato o i suoi congiunti
possono rivendicare prestazioni di altre assicurazioni sociali, li informa
immediatamente (cpv. 3)."

 

                                         L'art. 27 LPGA sancisce,
in particolare, per l'amministrazione un dovere di carattere collettivo,
generale e permanente di fornire informazioni - ad esempio tramite opuscoli
informativi; cfr. DLA 2002 pag. 194 - (cpv. 1) e il diritto soggettivo e
individuale dell'assicurato alla consulenza (cioè un parere su ciò che conviene
fare) su un caso preciso e su esplicita richiesta, che può essere fatto valere
in giustizia (cpv. 2) (Su questi aspetti cfr. in particolare E. Imhof - CH
Zünd, "ATSG und Arbeitslosenversicherung" in SZS 2003 pag. 291 seg. (306); E. Imhof, "Anhang zur Vertiefung von art. 27 ATSG über
Aufklärung, Beratung und Kenntnisgabe" in SZS 2002 pag. 315 seg. (315-318); R. Spira, "Du droit d'être renseigné et conseillé
par les assureurs et les organes d'exécution des assurances sociales art. 27
LPGA" in SZS 2001 pag. 524 seg. (527); U. Kieser, "ATSG -
Kommentar", ad art. 27 pag. 317 e

                                         pag. 318-321).

                                         In materia di
assicurazione contro la disoccupazione questa disposizione della LPGA ha
apportato notevoli miglioramenti per gli assicurati nel senso che l'obbligo di
informare non è più limitato ad alcuni aspetti puntuali, fissati nelle
disposizioni legali (cfr. DTF 124 V 125, in particolare 221-222; DLA 2000 pag.
95) ma è stato generalizzato (cfr. E. Imhof - Ch. Zünd, art. cit, in STZ 2003
pag. 307).

 

                                         Così l'art. 20 cpv. 4 OADI
("avverte l'assicurato riguardo ai suoi obblighi secondo l'articolo 17
LADI, in particolare all'obbligo di adoperarsi per trovare lavoro". Per un
caso di applicazione, cfr. STFA del 13 agosto 2003 nella causa A., C 133/02),
valido fino al 31 dicembre 2002, è stato abrogato e sostituito dall'art. 19a
OADI, il quale prevede che:

 

"  1
Gli organi esecutivi di cui all'articolo 76 capoverso 1 lettere a-d LADI
informano gli assicurati sui loro diritti e obblighi, in particolare, sulla
procedura di annuncio e sull'obbligo di evitare o abbreviare la disoccupazione.

 

2 Le casse informano gli
assicurati sui diritti e sugli obblighi derivanti dai settori di competenza
delle casse (art. 81LADI).

 

3 I servizi cantonali e gli
uffici regionali di collocamento (URC) informano gli assicurati sui diritti e
sugli obblighi derivanti dai rispettivi settori di competenza (art. 85 e 85b
LADI)." (cfr. E. Imhof, art. cit in SZS
pag. 317-318)

 

                                         L'entrata in vigore
dell'art. 27 LPGA ha molto ridimensionato il principio, precedentemente in
vigore, secondo cui non è possibile invocare l'ignoranza della legge per
ricavarne dei vantaggi. Il giudice federale emerito R. Spira ("Du droit
d'être renseigné …" in SZS 2001 pag. 524 seg., in particolare pag. 531)
sottolinea che la presunzione della conoscenza della legge è stata rovesciata.
(Al riguardo vedi pure U. Kieser, "ATSG - Kommentar" ad art. 27 pag.
319; sul principio appena citato cfr. invece Pratique VSI 2003 pag. 207 segg.
(210); DLA 2002 pag. 113 (115); DLA 2000 pag. 99; DTF 124 V 220; STFA del 31
gennaio 2003 nella causa V., H 5/02; STFA del 28 novembre 2000 nella causa
P.S., H 407/99; DTF 124 V 220).

 

                                         Questo
Tribunale, in una sentenza del 20 novembre 2003 nella causa B., inc.
38.2003.55, chinandosi su un caso di mancate ricerche di lavoro prima
dell'iscrizione in disoccupazione, ha stabilito che anche dopo l'entrata in
vigore della LPGA e conformemente alla giurisprudenza del TFA deve essere
sanzionato con una sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione
l'assicurato che non ha intrapreso sforzi al fine di reperire un impiego prima
di annunciarsi per il collocamento anche se egli ignorava questo obbligo,
riservata l'ipotesi in cui egli si è rivolto all'amministrazione per chiedere
informazioni sui suoi diritti e doveri, argomentando:

 

" 
(…).

Malgrado le importanti modifiche appena esposte,
il TCA ritiene che comunque nulla sia mutato, dopo l'entrata in vigore della
LPGA, circa la possibilità di sanzionare gli assicurati che non hanno
effettuato ricerche di lavoro prima di iscriversi per il collocamento, anche in
caso di ignoranza dalla legge.

Da una parte infatti il nuovo art. 19a OADI ha
generalizzato l'obbligo di informazione che prima esisteva quasi esclusivamente
per quel che riguarda le ricerche di lavoro.

Questa norma non ha tuttavia esteso temporalmente
(e cioè anticipato) il momento a partire dal quale gli organi di esecuzione
devono informare gli assicurati riguardo all'obbligo di cercare lavoro.

L'OADI contiene inoltre tuttora altre
disposizioni: l'art. 26 cpv. 2 ("annunciatosi per riscuotere l'indennità giornaliera,
l'assicurato deve provare il servizio competente gli sforzi che ha intrapreso
per trovare lavoro. In seguito, deve fornire tale prova per ogni periodo di
controllo". Cfr. STFA del 22 ottobre 2002 nella causa N., C 305/01 e
l'art. 45 cpv. 1 lett. a ("la sospensione del diritto all'indennità ha
effetto al primo giorno dopo la cessazione del rapporto di lavoro qualora la
disoccupazione sia imputabile all'assicurato o se egli non si è
sufficientemente adoperato per trovare un'occupazione adeguata prima della
disoccupazione") che impongono di sanzionare anche coloro che non
presentano ricerche di lavoro per il periodo che precede l'iscrizione per il
collocamento.

Inoltre e soprattutto, il fondamentale principio
dell'obbligo di ridurre il danno (cfr. consid. 2.6), valido per tutti i settori
del diritto delle assicurazioni sociali (e consacrato esplicitamente su un
aspetto particolare all'art. 21 cpv. 3 LPGA), a mente del TCA, resta attuale
anche dopo l'entrata in vigore della legge sulla parte generale.

Infine non va ignorato che, nell'ambito del
diritto civile l'art. 329 cpv. 3 CO stabilisce che se il contratto è disdetto,
il datore di lavoro deve concedere al lavoratore il tempo necessario per cerca
un altro lavoro. Dal profilo dell'assicurazione contro la disoccupazione, si
può dunque ragionevolmente pretendere che l'assicurato inizi a cercare lavoro
ancora prima di essere ufficialmente informato dai servizi addetti al
collocamento" (STCA 20.11.2003 succitata, consid. 2.14.). 

 

                                         Questa
Corte ha confermato tale principio in una sentenza del 19 gennaio 2004 nella
causa L. (inc. 38.2003.84), non cresciuta in giudicato, in cui a proposito, più
specificatamente, del diritto di consulenza enunciato all'art. 27 cpv. 2 LPGA
ha stabilito:

 

" 
(…) ogni assicurato può esigere che il proprio
assicuratore gli fornisca consulenza in merito ai suoi diritti e obblighi.
Quest'obbligo concerne soltanto l'ambito di competenza dell'assicuratore in
questione e le informazioni possono esse fornite anche da non giuristi, come del
resto prima dell'entrata in vigore della LPGA. Contrariamente alle informazioni
di carattere generale, la consulenza deve riferirsi al caso specifico (cfr. FF
1999 IV 3953).

Inoltre tale diritto non è limitato alle persone
assicurate, tuttavia deve esistere uno stretto rapporto con l'assicurazione
interpellata, nel senso che la consulenza deve riferirsi a diritti e doveri che
già esistono o che possono sorgere tra la persona che ha richiesto le
informazioni e l'assicurazione interessata (cfr. U, Kieser, op. cit., ad art.
27 n. 18 pag. 321).

 

In conclusione, come visto, se un assicurato
contatta direttamente l'amministrazione per avere ragguagli sulla sua
condizione di disoccupato, questa deve informarlo correttamente e in modo
completo in merito ai suoi diritti e doveri. 

Per quanto concerne l'assicurazione contro la
disoccupazione, rispetto al periodo precedente all'entrata in vigore della
LPGA, in cui il diritto di consulenza era limitato, ai sensi dell'art. 20 cpv.
4 OADI, agli obblighi previsti all'art. 17 LADI, che dovevano essere comunicati
dal servizio competente per l'annuncio in disoccupazione, dal 1° gennaio 2003
il dovere di prestare consulenza si impone anche alle casse, ai servizi
cantonali, agli URC." (STCA  19.1.2003 succitata consid. 2.6.)

 

                                         Nel caso concreto il
ricorrente mai ha allegato di avere, prima del suo annuncio all'URC, contattato
l'amministrazione per ricevere ragguagli relativamente alla sua condizione di
disoccupato. 

                                         Egli ha, per contro,
esplicitamente affermato di avere ricevuto informazioni al riguardo da una
persona di professione assistente sociale (cfr. doc. I; consid. 1.3.). 

                                         Tuttavia, dato che un
assistente sociale non è l’autorità competente a rilasciare indicazioni in
ambito LADI, quanto comunicato da questa persona all’assicurato non vincola
l’URC.

                                          In
casu, dunque, siccome l’insorgente non si è rivolto direttamente all’URC per
ricevere delle informazioni circa i suoi diritti e doveri quale disoccupato,
non entra in considerazione un eventuale diritto alla consulenza ai sensi
dell'art. 27 cpv. 2 LPGA a favore dell'assicurato.

 

                                         Pertanto, visto che anche
dopo l'entrata in vigore della LPGA l'assicurato che precedentemente alla sua
iscrizione in disoccupazione ha intrapreso sforzi insufficienti al fine di
reperire un'occupazione adeguata deve essere sanzionato, anche se ignorava
quanto impone la LADI in questo ambito, nel caso in cui non si è rivolto
all'amministrazione per chiedere informazioni sui suoi diritti e doveri, RI 1
deve essere sospeso dal diritto alle indennità di disoccupazione, anche se egli
non era cognito dell'obbligo di cercare un impiego.

 

                             2.14.   Alla luce di
tutto quanto esposto, questa Corte deve concludere che l'assicurato, avendo
compiuto delle ricerche di impiego insufficienti dal profilo quantitativo e
qualitativo nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2004 precedenti
l’annuncio per il collocamento (cfr. consid. 2.12.), ha violato l'obbligo di
ridurre il danno imposto dalla legge e deve dunque essere sospeso dal diritto
all'indennità di disoccupazione giusta l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI (cfr.
consid. 2.3.).

 

                                         Contrariamente,
poi, a quanto asserito dall'assicurato, secondo cui la sanzione avrebbe
essenzialmente un carattere punitivo, correttivo (cfr. doc. I; consid.1.3.), la
sospensione del diritto all'indennità in applicazione dell'art. 30 LADI, per
costante giurisprudenza, non ha carattere di pena ai sensi del diritto penale,
bensì di sanzione amministrativa destinata a limitare il rischio di sollecitare
abusivamente l'assicurazione contro la disoccupazione. La sanzione contiene,
infatti, un elemento educativo e presenta un carattere preventivo (cfr. consid.
2.8.; DLA 2003 pag. 118 consid. 3.1.; DLA 1999 pag. 198; DLA 1999 pag. 188; D.
Cattaneo, op. cit., pag. 38).

 

                                         In casu,
perciò, la sospensione non rappresenta una punizione ingiustificata, come
invece affermato dal ricorrente (cfr. doc. I, consid. 1.3.). Si tratta
piuttosto di far partecipare l'assicurato al danno da lui provocato violando
l'obbligo di ridurre il danno (cfr. STFA del 4 agosto 2003 nella causa S., C
221/02, consid. 2.2.), e meglio omettendo di tentare, tramite ricerche di
impiego, di non ricorrere all'assicurazione contro la disoccupazione o soltanto
in modo parziale.

 

Per inciso è utile precisare che la LADI non
prevede la possibilità di semplicemente ammonire gli assicurati nel caso di
inosservanza delle disposizioni legali.

La giurisprudenza federale ha già
stabilito che, in materia di assicurazione contro la disoccupazione,
l'assicurato non deve essere invitato a modificare il proprio comportamento
prima di poter infliggere una sanzione (cfr. consid. 2.10.).

Questa giurisprudenza resta valida anche dopo l'entrata in vigore
della LPGA ed in particolare dell'art. 21 cpv. 4 LPGA ("le prestazioni
possono essere temporaneamente o definitivamente ridotte o rifiutate se
l'assicurato, nonostante una sollecitazione scritta che indichi le conseguenze
giuridiche e un adeguato termine di riflessione, si sottrae, si oppone oppure,
entro i limiti di quanto gli può essere chiesto, non si sottopone
spontaneamente a una cura o a un provvedimento d'integrazione professionale
ragionevolmente esigibile e che promette un notevole miglioramento della
capacità di lavoro o una nuova possibilità di guadagno. Non si possono esigere
cure e provvedimenti d'integrazione che rappresentano un pericolo per la vita o
per la salute.")

Infatti, l'art. 1 cpv. 2 della LADI prevede che l'art. 21 LPGA non
è applicabile in materia di assicurazione contro la disoccupazione. Su questo
tema cfr. U. Kieser, ATSG-Kommentar, Schulthess, Zurigo 2003, il quale nel
capitolo dedicato al commento dell'art. 21 LPGA, capitolo II, rileva quanto
segue:

 

" 
(...)

d) Art. 21 ATSG findet in der Arbeitslosenversicherung
keine Anwendung (vgl. Art. 1 Abs. AVIG sowie BBl 1999 4731). Der Grund
liegt darin, dass die ALV ein nach gänzlich anderen Gesichtspunkten
ausgestaltetes Kürzungs- bzw. Verweigerungssystem kennt. So reicht für die
Einstellung in der Anspruchsberechtigung bereits eine leichte Fahrlässigkeit
aus (vgl. BGE 124 V 231 ff. sowie NUSSBAUMER, Arbeitslosenversicherung, Rz.
693), und in Art. 30 AVIG findet sich eine besondere, mit Art. 21 AVIG nicht in
Übereinstimmung zu bringende Aufzählung von Sanktionstatbeständen; schliesslich
kann das in Art. 21 Abs. 4 ATSG vorgesehene Mahn- und Bedenkzeitverfahren nicht
Anwendung finden (vgl. BGE 124 V 233). (...)"

 

 

                             2.15.   Per quanto
concerne l'entità della sanzione, va rilevato che normalmente, in base alle
direttive in vigore, la sanzione inflitta dall'amministrazione in caso di insufficienti
ricerche di lavoro nel periodo antecedente l'iscrizione in disoccupazione ammonta
a un minimo di 3 giorni al mese (cfr. consid. 2.9.).

 

                                         Nel caso
di specie, dunque, all’assicurato, che ha compiuto insufficienti ricerche di
lavoro nei tre mesi precedenti l’annuncio per il collocamento (cfr. consid.
2.12., 2.14.), andrebbe inflitta una sanzione di almeno 9 giorni (3 giorni per
ogni mese da settembre a novembre 2004).

 

                                         Va,
tuttavia, tenuto presente che nell'evenienza concreta trattasi di un lavoratore
anziano, nato nel 1942 (cfr. consid. 2.7.), circostanza del resto ritenuta
dall'URC nella commisurazione della penalità (cfr. doc. 6; I).    

                                         Di
conseguenza, tutto ben considerato, la sospensione di 4 giorni inflitta
all'assicurato dall'amministrazione risulta conforme al principio della
proporzionalità (cfr. consid. 2.9.).

 

                                         La
decisione su opposizione del 14 gennaio 2005 va, quindi, confermata.

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti