# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a4d5423c-0109-5af0-9ab5-12013dcc17fb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-04-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 10.04.2006 11.2005.162
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2005-162_2006-04-10.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2005.162

  	
  Lugano,

  10 aprile
  2006/lw

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Lardelli

  

 

	
  segretaria:

  	
  Verda, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa DI.2005.153 (diffida
ai debitori) della Pretura della giurisdizione di Locarno Città promossa con istanza
del 25 agosto 2005 da

 

	
   

  	
   AP 1  

  (ora patrocinata dall'  PA 2 )

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
   AO 1  

  (patrocinato dall'  PA 1 );

  

esaminati gli atti,

posti i seguenti

punti di questione:     1.   Se dev'essere accolto l'appello
(¿ricorso¿) del 28 novembre 2005 presentato da AP 1 contro la sentenza emessa
il 15 novembre 2005 dal Pretore della giurisdizione di Locarno Città;

                                         2.   Se
dev'essere accolta la richiesta di assistenza giudiziaria contestuale all'appello;

                                         3.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con sentenza del 14 giugno 2005 la giudice unica (Einzelrichterin) del Tribunale distrettuale di __________ (Bezirksgericht __________) 
ha omologato una convenzione, stipulata nell'ambito di misure a protezione
dell'unione coniugale da AO 1 (1945) e AP 1 (1947), in virtù della quale il marito
si impegnava a versare alla moglie un contributo alimentare di fr. 3400.¿
mensili dal 1° giugno 2005 (clausola n. 2.1, prima frase), riservato quan­to segue
(clausola n. 2.1, seconda frase):

                                         Zieht die Klägerin in Folge Verkaufs der
Liegenschaft an der __________ aus, verpflichtet sich der Beklagte, der
Klägerin ab dieser Zeit­punkt für sie persönlich einen
monatlichen Unterhaltsbeitrag von Fr. 5200.¿ zu bezahlen sowie für die
Nebenkosten dieser Liegenschaft aufzukommen.

                                         L'intesa
prevedeva altresì che AO 1 corrispondesse alla moglie fr. 2265.¿ per premi
arretrati della cassa malati (dal gennaio al maggio del 2005) entro il 30
giugno 2005 (clausola n. 2.4), più una provvigione ad litem di
fr. 5000.¿ in dieci rate di fr. 500.¿ mensili dal 1° luglio 2005 (clausola
n. 4.1).

 

                                  B.   Il 25 agosto 2005 AP 1 si è rivolta al Pretore della
giurisdizione di Locarno Città, dolendosi che il marito continuasse a versarle un
contributo alimentare di fr. 3400.¿ mensili invece di fr. 5200.¿ pattuiti,
sebbene dal 1° agosto 2005 essa si fosse trasferita da __________ a __________,
e non le avesse ancora corrisposto né l'importo di fr. 2265.¿ per i premi
arretrati della cassa malati né la seconda rata di fr. 500.¿ mensili per la
provvigione ad litem. Essa ha chiesto così che fosse ordinato alla __________,
di trattenere dallo stipendio del marito fr. 5200.¿ mensili a decorrere
dall'agosto del 2005, più l'importo una tantum di fr. 4565.¿ per
arretrati, da riversare direttamente a lei. Oltre a ciò, essa ha postulato una
provvigione ad litem di fr. 3000.¿. All'udienza del 9 settembre 2005,
indetta per il contraddittorio, il convenuto ha proposto di respingere 

                                         l'istanza. Statuendo con sentenza del 15 novembre 2005, il Pretore
ha respinto l'istanza. La tassa di giustizia di fr. 250.¿ e le spese di fr. 30.¿
sono state poste a carico dell'istante, tenuta a rifondere al convenuto fr.
400.¿ per ripetibili.

 

                                  C.   Contro
la sentenza appena citata AP 1 è insorta il 28 novembre 2005 con un appello
(¿ricorso¿) per ottenere che, conferito al ricorso effetto sospensivo, il
giudizio impugnato sia riformato nel senso di ordinare alla __________
(subordinatamente ¿alla società/istituto i cui dati verranno specificati in
base alle risultanze di causa¿) di trattenere dallo stipendio del marito fr.
5200.¿ mensili dal settembre del 2005, oltre a un importo unico di fr. 1800.¿,
e di riversare tali somme direttamente a lei. L'istante insta per l'ottenimento
dell'assistenza giudiziaria in secondo grado. L'appello non ha formato oggetto
di intimazione.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Il giudice può ordinare ai debitori di un coniuge dimentico dei
propri obblighi di mantenimento che facciano i pagamenti, in tut­to o in parte,
nelle mani dell'altro (art. 177 CC). La procedura è quella sommaria contenziosa
di camera di consiglio (art. 4 cpv. 1 n. 5 e art. 5 LAC, con rinvio agli art.
361 segg. CPC), in esito alla quale il Pretore statuisce con sentenza
appellabile entro dieci giorni (art. 368 cpv. 2 e art. 370 cpv. 2 CPC).
Tempestivo, sotto questo profilo l'appello è dunque ricevibile. 

 

                                   2.   All'appello
l'istante unisce 18 allegati, di cui due nuovi (doc. E e O). In appello vige
tuttavia il divieto di addurre nuovi fatti, prove ed eccezioni (art. 321 cpv. 1
lett. b CPC), tranne nelle cause ret­te dal principio inquisitorio illimitato
(in materia di filiazione: DTF 128 III 414 verso l'alto), estranee alla
fattispecie, oppure ove il giudice ritenga opportuno assumere di sua iniziativa
prove necessarie ai fini della decisione (nel diritto di famiglia: art. 419b
CPC). I due documenti nuovi (certificato 2 settembre 2005 relativo al premio
della cassa malati e lettera 10 ottobre 2005 dell'avv. PA 1 all'avv. PA 2) non
sussidiano minima­mente ai fini del giudizio. Non soccorre quindi versarli agli
atti.

 

                                   3.   In
ordine l'appellante fa valere che dopo il contraddittorio del 9 settembre
2005 il Pretore avrebbe dovuto indire la discussione finale (art. 368 CC), ciò
che ha omesso (memoriale, pag. 11). L'assunto è ai limiti del pretesto. In
calce al verbale del 9 settembre 2005 figurava chiaramente che entro termini
fissati a giorni le parti avrebbero prodotto determinati atti e che, ¿ottenuti
tali chiarimenti e documenti, il Pretore deciderà¿ (pag. 3). L'istan­te ha
firmato il verbale senza riserve. Pretendere adesso che il giudice dovesse
convocare un'altra udienza sfiora la temerarietà. 

 

                                   4.   Il Pretore ha accertato anzitutto che il convenuto ha sempre versato
regolarmente all'istante il contributo alimentare di fr. 3400.¿ mensili. Ciò
premesso, egli ha interpretato la clausola n. 2.1 della convenzione sottoscritta
dai coniugi nel senso che, abbandonando l'abitazione coniugale di __________,
l'istante avrebbe potuto pretendere il contributo alimentare maggiorato di fr.
5200.¿ mensili seppure la casa non fosse ancora stata venduta. Tuttavia ¿ egli ha
soggiunto ¿ il trasloco presupponeva in qualche modo un obbligo o una
necessità, mentre in concreto l'istante si è trasferita a __________ di propria
iniziativa e per libera scelta, senza che il marito la obbligasse. Quanto agli
arretrati, essi non giustificavano una trattenuta di stipendio, ammissibile
solo ¿ secondo il Pretore ¿ per contributi futuri. La provvigione ad litem,
infine, non poteva trovare spazio fuori di una causa di separazione o di
divorzio. Donde, in definitiva, il rigetto dell'istanza.

 

                                   5.   L'appellante
sostiene ¿ in sintesi ¿ che la citata clausola convenzionale non subordinava il
trasloco altrove a uno stato di necessità, né all'esigenza di motivare o di giustificare
il trasferimento. Inoltre essa ricorda di avere comunicato al marito, con lettera
del 1° luglio 2005, la sua volontà di liberare l'abitazione coniugale, sicché
nulla ostava più alla vendita (¿somit steht dem Verkauf der __________-Wohnung
ab dem 1.08.05 nichts mehr im Wege¿: doc. F). Al proposito l'istante
rammenta come l'uso dell'abitazione coniugale sia sempre stato fonte di litigi
e come il marito abbia fatto capo a ogni mezzo (sostituzione delle serrature, divieti
di ingresso, disdetta della linea telefonica) per indurla a lasciare lo stabile,
accusandola di ostacolare con la sua presenza la vendita del fondo. Il
trasferimento a __________ era quindi oggettivamente giustificato.

 

                                   6.   I
principi che disciplinano l'interpretazione di una convenzione sugli
effetti del divorzio o della separazione ¿ e, per analogia, di una convenzione
stipulata nel quadro di misure a protezione dell'unione coniugale (v. Vetterli
in: Schwenzer, FamKommentar Scheidung, Berna 2005, n. 13 ad art. 175 CC) ¿ sono
stati precisati dal Tribunale federale
nella sentenza 5C.281/2000 del 9 maggio 2001, consid. 3. L'applicazione
di tali criteri presuppone nondimeno che l'accordo denoti punti ambigui o
oscuri, rispettivamente che indizi facciano apparire un determinato punto ¿ di
per sé chiaro ¿ come non conforme alla reale volontà delle parti (DTF 127 III
445 consid. 1b). Nella fattispecie il significato letterale della clausola n.
2.1, seconda frase, è assolutamente chiaro: avesse l'interessata lasciato la
casa di __________ in seguito alla ven­dita (¿in Folge Verkaufs¿) del fondo, il
marito le avrebbe corrisposto un contributo alimentare di fr. 5200.¿ mensili,
oltre ad assumere le spese accessorie dell'immobile. Quali indizi farebbero
apparire il testo della clausola difforme dalla reale volontà delle parti l'appellante
non indica, né gli atti danno a divedere, tanto meno in una procedura sommaria
come quella che presiede all'emanazione di una diffida ai debitori.

 

                                   7.   Afferma l'appellante
che qualora la clausola n. 2.1 della convenzione fosse davvero chiara, il
Pretore non avrebbe accettato che lei interpellasse il Tribunale distrettuale
di __________ circa il tenore e la portata di quel punto, né avrebbe accertato
che la clausola andava applicata ¿indipendentemente dal fatto che tale abitazione
sia o meno stata venduta a terzi¿ (sentenza, pag. 5 in fondo). L'argomentazione
cade nel vuoto. Anzitutto perché il Tribunale distrettuale di __________, oltre
a rifiutarsi di interpretare la clausola, ha confermato come l'intesa ¿ chiara
¿ risponda a quanto le parti avevano allegato e pattuito in sede di udienza
(lettera del 22 settembre 2005, agli atti). In secondo luogo perché il Pretore,
pur stimando la clausola applicabile ¿indipendentemente dal fatto che tale
abitazione sia o meno stata venduta a terzi¿, non ha ritenuto la locuzione ¿in
Folge Verkaufs¿ senza significato. Al contrario: l'ha intesa nel senso che,
seppure la casa non fosse stata venduta, l'aumento del contributo alimentare da
fr. 3400.¿ a fr. 5200.¿ mensili sarebbe stato dovuto ugualmente nel caso in cui
l'istante fosse stata costretta ad abbandonare lo stabile (sentenza, pag. 6 in
alto). Se non che ¿ egli ha soggiunto ¿ dagli atti non risulta che dopo la
firma della convenzione il marito abbia operato costrizione di sorta (loc.
cit., pag. 6 a metà). In simili circostan­ze l'opinione del Pretore non giova
quindi all'appellante.

 

                                   8.   L'appellante
ribadisce ¿ come detto ¿ che il marito ha esercitato pressioni per farle
lasciare l'abitazione coniugale ed evoca la sua lettera del 1°
luglio 2005 (doc. F) in cui comunicava al convenuto di volersene andare da __________,
sicché nulla ostava più alla vendita del fondo. Tali argomentazioni non hanno
miglior consistenza rispetto alle precedenti. Intanto perché le sollecitazioni
del marito risalgono a un periodo di dissidi risolto, appunto, per mezzo della
convenzione omologata dal Tribunale distrettuale di __________. Inoltre perché
la lettera di cui l'appellante si vale null'altro dimostra se non una decisione
autonoma e unilaterale (¿Ich habe beschlossen, per 1.08.05 aus der __________-Wohnung
auszuziehen, da ich auf dieses Datum ein geeignetes Mietobjekt gefunden habe¿),
volta se mai ad agevolare la vendita del fondo, ma non causata né dovuta a
un'alienazione in corso o in procinto di avvenire. Quanto l'interessata chiede,
in ultima analisi, è che ai fini del giudizio si ignori la locuzione ¿in
Folge Verkaufs¿ contenuta nella nota clausola convenzionale. Nulla induce a ritenere
tuttavia ¿ men che meno nel quadro di un sindacato meramente sommario ¿ che tale
fosse la volontà interna dei coniugi. Manifestamente infondato, al riguardo
l'appello è destinato all'insuccesso.

 

                                   9.   Nelle richieste di
giudizio l'appellante insiste perché si ordini non solo una trattenuta di
stipendio pari all'entità del contributo alimentare maggiorato (fr. 5200.¿
mensili), ma anche una trattenuta una tantum di fr. 1800.¿ per un
accumulo di arretrati da parte del marito. Il Pretore ha respinto la domanda ¿
come si è visto ¿ perché a suo parere una diffida ai debitori è destinata solo
a garantire versamenti futuri. In proposito l'appellante nulla obietta. Ripete
solo, con il Pretore, che una parte della dottrina è di avviso diverso (memoriale,
pag. 6 in alto), salvo ammettere per finire che ¿la diffida ai debitori
dell'obbligato può essere ordinata nel caso in cui traspaia dagli atti l'intenzione
di non far fronte anche per il futuro, ai propri oneri¿ (pag. 10 in fondo). Ciò
posto, mal si intravede perché il primo giudice sarebbe caduto in errore rifiutando
la trattenuta per importi arretrati. Insufficientemente motivato, al riguardo
l'appello si rivela finanche irricevibile (art. 309 cpv. 2 lett. f combinato
con il cpv. 5).

 

                                10.   L'emanazione
del presente giudizio rende senza oggetto la richiesta di effetto sospensivo
contenuta nell'appello. Quanto agli oneri processuali, essi seguono il principio
della soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre non è il caso di assegnare
ripetibili alla controparte, cui l'appello non è stato intimato per osservazioni
e non ha cagionato spese presumibili. In questa sede l'appellante postula il beneficio
dell'assistenza giudiziaria, ma la richiesta non può essere accolta.
Quand'anche l'interessata fosse una persona indigente (nel senso dell'art. 3
cpv. 1 Lag), per vero, l'appello risultava privo fin dall'inizio di ogni
possibilità di successo (art. 14 cpv. 1 lett. a Lag), tanto da non essere stato
notificato al convenuto. Delle ristrettezze economiche in cui versa l'appellante,
ad ogni modo, si tiene calcolo nella misura del possibile contenendo l'ammontare
della tassa di giustizia.

 

Per questi motivi,

 

in applicazione dell'art. 313bis CPC,

 

e vista sulle spese la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   Nella
misura in cui è ricevibile, l'appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)  tassa
di giustizia     fr. 200.¿

                                         b)  spese                       fr.  
50.¿

                                                                                fr.
250.¿

                                         sono
posti a carico dell'appellante. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   La
richiesta di assistenza giudiziaria è respinta.

 

                                   4.   Intimazione:

	
   

  	
  ¿    ;

  ¿    .

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno Città.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la prima Camera civile del Tribunale
d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria