# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d2e7cd5b-c653-512f-bc26-a4e49697544d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-01
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 01.03.2010 C-5125/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5125-2009_2010-03-01.pdf

## Full Text

Corte II I
C-5125/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 °  m a r z o  2 0 1 0

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Vito Valenti, Michael Peterli; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, 
rappresentato dal Patronato INCA, Ufficio legale, 
casella postale 287, 4005 Basilea,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione dell'11 giugno 2009)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-5125/2009

Fatti:

A.
Mediante  decisione  del  17  marzo  2003,  l'Ufficio  AI  del  Cantone  di 
Zurigo ha erogato in favore di  A._______, cittadino italiano, nato il  , 
coniugato con figli,  una rendita intera dell'assicurazione svizzera per 
l'invalidità,  con rendite completive in favore dei familiari,  a decorrere 
dal 1° dicembre 2001. L'indagine medica relativa a questo caso aveva 
posto  in  evidenza  che  l'assicurato  era  portatore  di  una  sospetta 
sindrome  da  dolore  somatoforme  (cfr.  segnatamente,  la  perizia  del 
Dott.  Kaiser,  psichiatra,  del  23  dicembre  2002).  Il  complesso 
invalidante  faceva  seguito  ad  un  incidente  automobilistico  del  23 
dicembre 2000, che causò una sindrome cervico-lombospondilogena 
su di una base di disturbi pre-esistenti soprattutto a livello lombare ed 
altri processi artrosici in corso (cfr. segnatamente, la perizia del Dott. 
Heusser,  del  26  gennaio  2001).  All'epoca  era  stato  riconosciuto  un 
tasso  d'invalidità  del  50%  in  attività  di  ripiego  di  tipo  leggero  non 
impegnative,  invece  di  quella  precedente  di  muratore.  L'indagine 
comparativa dei redditi, svolta il 20 gennaio 2003, aveva rilevato che, 
in  attività  di  sostituzione,  esercitate  in  misura  del  50%, l'interessato 
avrebbe  subito  una  perdita  di  guadagno  del  68%  (cfr.  incarto 
dell'Ufficio AI del Cantone Zurigo).

Una procedura di revisione del diritto alla rendita, promossa nel 2004, 
non ha posto in luce sostanziali mutamenti della capacità di lavoro e di 
guadagno  del  nominato. Tuttavia,  a  partire  dal  1°  gennaio  2004,  le 
disposizioni legali in materia d'invalidità sono mutate nel senso che il 
diritto alla rendita intera è dato solo con un tasso d'invalidità del 70% 
almeno, mentre con un tasso d'invalidità fra il 60 ed il 69,9% esiste il 
diritto  a  tre  quarti  di  rendita.  Con  decisione  del  20  maggio  2004, 
l'Ufficio AI menzionato ha quindi sostituito la rendita intera AI con tre 
quarti di rendita con effetto 1° luglio 2004.

L'interessato è rimpatriato nel marzo 2007, per cui i  pagamenti delle 
prestazioni in corso sono stati ripresi, per competenza, dall'Ufficio AI 
per gli assicurati residenti all'estero (UAI; ora Ufficio dell'assicurazione 
per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero, UAIE) dal 1° aprile 
successivo.

B.
Nel  marzo  2008,  l'UAIE  ha  dato  avvio  alla  prevista  procedura  di 

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revisione  del  diritto  a  rendita  (doc.  5,  6).  L'amministrazione  ha 
segnatamente acquisito ad atti:

- una perizia medica particolareggiata (E 213) del 7 novembre 2008, 
ove il medico dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) di 
Cosenza,  in  base  alla  diagnosi  di  artrosi  polidistrettuale  con 
interessamento  del  rachide  cervicale  e  lombosacrale,  perdita  della 
fisiologica lordosi, pone un tasso d'invalidità del 50% (doc. 20);

-  un  breve  certificato  del  Centro  di  salute  mentale  di  Corigliano 
Calabro del 28 ottobre 2008 nel quale si precisa che l'interessato non 
presenta segni o sintomi di disturbi psichiatrici (doc. 18);

- un breve rapporto d'esame reumatologico del 4 novembre 2008 (doc. 
19).

Nel questionario per la revisione della rendita AI, l'assicurato afferma 
di non aver più svolto attività lucrativa dopo il rimpatrio (doc. 16). 

C.
Nella relazione del 19 febbraio 2009 (doc. 22), il Dott. Bahler, medico 
dell'UAIE, dopo aver ripreso la diagnosi sopra riferita ha affermato che 
la situazione valetudinaria odierna sarebbe sensibilmente migliorata a 
seguito dell'assenza o la non più rilevanza della patologia psichiatrica, 
mentre  sussisterebbe  una  sindrome  algica,  necessitante  cure 
medicamentose  ed  altre  prestazioni  sanitarie,  a  causa  della 
persistente turba ortopedica. Il  medico dell'UAIE propone pertanto di 
ammettere  un'incapacità  totale  nel  precedente  lavoro  di  muratore  e 
dello  zero  per  cento  in  attività  sostitutive  adeguate  (leggere  e/o 
semisedentarie).

L'amministrazione  ha  aderito  al  parere  del  proprio  medico  ed  ha 
proceduto ad un calcolo comparativo dei redditi (doc. 23), dal quale è 
risultato che, svolgendo attività alternative in misura completa, invece 
di quella di muratore, il nominato subirebbe una perdita di guadagno 
del 47%. In questo calcolo, il salario dopo l'insorgenza dell'invalidità è 
stato  ridotto  del  10%  per  tenere  conto  della  situazione  personale 
dell'assicurato (età, handicap).

Con  progetto  di  decisione  del  25  marzo  2009  (doc.  24),  l'UAIE  ha 
disposto la riduzione della rendita ad un quarto (invece dei tre quarti di 
rendita). L'incarto  è stato  sottoposto in  esame al  Patronato  INCA di 

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Basilea,  rappresentante  di  A._______,  il  quale  ha  rinunciato  a 
prendere  posizione  in  merito  al  menzionato  progetto  (doc.  29). 
Tuttavia,  l'amministrazione  ha  nel  frattempo  ricevuto  una  relazione 
medica  del  20  maggio  2009  del  Dott.  Heusser,  specialista  in 
reumatologia,  Winterthur,  che  già  si  era  occupato  dell'assicurato 
nell'ambito  delle  prestazioni  dell'INSAI/SUVA  (cfr.  per  esempio  sua 
relazione  del  26  gennaio  2001 al  Dott.  Scheidinger  e  quella  del  30 
novembre 2001 al  Dott. Jan). Lo specialista menzionato, dopo avere 
visitato  l'assicurato  il  19  maggio  2009,  riprende,  in  sostanza,  la 
diagnosi di sindrome lombo-cervicospondilogena in esito ad infortunio 
del  dicembre  2000  su  di  un  quadro  degenerativo  pre-esistente, 
spondiloartrosi di L5/S1 ed L4/L5, uncoartrosi e spondilosi di C5-C7, 
scoliosi,  severa  sindrome  da  dolore  somatoforme.  Il  Dott.  Heusser 
ritiene che il  quadro patologico è poco cambiato rispetto al  passato 
(2002):  il  paziente  potrebbe  esercitare  un'attività  leggera  in  misura 
senz'altro  superiore  al  50%,  restando  tuttavia  problematico  il  lato 
psichiatrico.

L'incarto è stato risottoposto in esame al Dott. Bahler, il  quale, nella 
sua  relazione  del  6  giugno  2009,  si  è  riconfermato  nelle  sue 
precedenti considerazioni (doc. 34).

Mediante  decisione  dell'11  giugno  2009,  l'UAIE  ha  sostituito  la 
precedente rendita di tre quarti con un quarto di rendita AI a far tempo 
dal 1° agosto 2009 (doc. 35).

D.
Con il ricorso depositato il 13 agosto 2009, A._______,  rappresentato 
dal Patronato INCA, chiede, sostanzialmente, il ripristino del suo diritto 
a percepire tre quarti di rendita AI. Il 18 agosto 2009, detto Patronato 
ha  inviato  una  perizia  del  4  agosto  precedente  del  Dott.  Kaiser, 
specialista in psichiatria, Dielsdorf. Questo medico già si era occupato 
del paziente in ambito AI, segnatamente con perizia del 23 dicembre 
2002 all'Ufficio AI del Cantone di Zurigo. Il medico rileva la diagnosi di 
sindrome da dolore somatoforme, reazione emotiva da disadattamento 
(anamnestica)  frammista  a  sindrome  ansio-depressiva.  L'esperto  di 
parte ritiene che rispetto alla sua valutazione del 2002 la capacità di 
lavoro è rimasta invariata al 50%.

E.
Ricevuto  il  ricorso,  l'amministrazione  ha  sottoposto  gli  atti  al  Dott. 
Lehmann, del proprio servizio medico, il quale, nella sua relazione del 

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14 ottobre 2009, alla luce delle perizie dei Dott.ri Heusser e Kaiser, ha 
affermato  che  non  sarebbero  dati  i  presupposti  per  la  revisione  ai 
sensi  della  legge.  La  valutazione  espressa  sulla  base  dei  certificati 
provenienti dall'Italia, dal punto di vista psichiatrico, non sarebbe che 
un apprezzamento diverso di una situazione rimasta sostanzialmente 
uguale. Il sanitario dell'UAIE annota comunque che, in base all'odierna 
giurisprudenza, la presenza di una sindrome da dolore somatoforme, 
priva  di  una  vera  comorbidità  psichiatrica,  non  giustificherebbe  il 
riconoscimento d'invalidità di livello pensionabile (doc. 40).

F.
Nelle  sue  osservazioni  ricorsuali  del  16  dicembre  2009,  l'UAIE 
rilevando il parere dei medici menzionati, ammette che non vi è stata, 
negli anni, alcuna modifica della capacità lavorativa atta a giustificare 
una  modifica  della  rendita  in  via  di  revisione.  L'amministrazione 
rinuncia  quindi  a  formulare  una  proposta  in  merito  alle  conclusioni 
formulate nel ricorso.

G.
Con  ordinanza  del  22  dicembre  2009,  il  Tribunale  amministrativo 
federale  (TAF)  ha inviato  al  Patronato  INCA,  per  conoscenza,  copia 
della risposta dell'amministrazione e di altri documenti di rilievo.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità 
possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 
lett. b della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per 
l'invalidità (LAI, RS 831.20).

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2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente  legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla 
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il gravame è dunque ammissibile, nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 

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sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4). 

L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella  presente 
procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione europea, 
dell'ALCP e dei  Regolamenti  (CEE) n° 1408/71 del  Consiglio  del 14 
giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo  1972 
relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.
Relativamente  al  diritto  applicabile,  deve  essere  precisato  che,  a 
partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI nel 
suo tenore modificato il 6 ottobre 2006 (V revisione), ritenuto tuttavia il 
principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in vigore al 
momento in cui dei fatti giuridicamente rilevanti si sono verificati (ATF 
130 V 445 consid. 1.2).

Il  periodo  di  cognizione  giudiziaria  dello  scrivente  Tribunale 
amministrativo  federale  si  estende  fino  all'11  giugno  2009,  data 
dell'impugnata decisione. Il giudice delle assicurazioni sociali analizza, 
infatti,  la  legalità della  decisione impugnata,  in  generale,  secondo lo 
stato di  fatto esistente al  momento in cui  la decisione in lite è stata 
resa (DTF 130 V citata).

5.

5.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

5.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 2  LAI).  In 

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seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista dall'art. 29 cpv. 4 LAI, secondo il quale le rendite per un grado 
d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che sono 
domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è 
più applicabile quando l'assicurato è cittadino svizzero o dell'UE e vi 
risiede.

5.3 L'art.  28  cpv. 1  LAI  stabilisce  che  l'assicurato  ha diritto  ad  una 
rendita alle seguenti  condizioni: a. la sua capacità di  guadagno o la 
sua  capacità  di  svolgere  le  mansioni  consuete  non  può  essere 
ristabilita,  mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti 
d'integrazione  ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di 
lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza 
notevole interruzione; c. al termine di questo anno è invalido almeno al 
40%.

5.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile. 

6.

6.1 Giusta l'art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario 
di  una rendita  d'invalidità  subisce una modifica,  che incide in  modo 
rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o 
ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta.

La revisione  avviene d'ufficio  quando, in  previsione di  una  possibile 
modificazione importante del grado d'invalidità o di grande invalidità, è 
stato stabilito un termine nel momento dell'erogazione della rendita o 

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dell'assegno  per  grandi  invalidi,  o  allorché  si  conoscono  fatti  o  si 
ordinano  provvedimenti  che  possono  provocare  una  notevole 
modificazione del  grado d'invalidità  o  della  grande invalidità  (art.  87 
cpv. 2 dell'ordinanza sull'assicurazione per l'invalidità del 17 gennaio 
1961 [OAI, RS 831.201]).

6.2 Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di 
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, 
tutto  o  parte  del  diritto  a  prestazioni  dal  momento  in  cui  si  può 
supporre  che  il  miglioramento  costatato  perduri.  Lo  si  deve  in  ogni 
caso  tenere  in  considerazione  allorché  è  durato  tre  mesi,  senza 
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 
88a cpv. 1 OAI). Se la capacità al guadagno o la capacità di svolgere 
mansioni  consuete  peggiora,  occorre  tenere  conto  del  cambiamento 
determinante il  diritto a prestazioni non appena esso perdura da tre 
mesi senza interruzione notevole (art. 88a cpv. 2 OAI).

6.3 La costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite d'invalidità 
sono soggette a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello 
stato  di  salute  che  ha  un  influsso  sull'attività  lucrativa,  ma  anche 
quando lo stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze 
sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento importante 
(DTF 113 V 275 consid. 1a).

Va ancora rilevato che la semplice valutazione diversa di circostanze 
di fatto che sono rimaste sostanzialmente invariate non giustifica una 
revisione ai sensi dell'art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 
consid. 1b, RCC 1987 p. 36, SVR 2004 IV n. 5 consid. 3.3.3). L'istituto 
della  revisione  non  deve  costituire  una  base  legale  che  possa 
giustificare  un  riesame  senza  condizioni  del  diritto  alla  rendita  (cfr. 
anche: RUDOLF RUEDI, Die Verfügungsanpassung als verfahrenrechtliche 
Grundfigur  namentlich  von  Invalidenrentenrevisionen,  in: 
SCHAFFHAUSER/SCHLAURI,  Die  Revision  von  Dauerleistungen  in  der 
Sozialversicherung, San Gallo, 1999, p. 15).

6.4 La riduzione o la soppressione della rendita è messa in atto al più 
presto il  primo giorno del  secondo mese che segue la notifica della 
decisione (art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI). 

7.
Il punto di partenza per stabilire se il grado d'invalidità si è modificato 
in  maniera  da  influire  sul  diritto  a  prestazioni  è  costituito  dall'ultima 

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decisione che ha esaminato materialmente il  diritto alla rendita (DTF 
133  V  108  consid.  5.4).  Il  periodo  di  riferimento  nell'ambito  della 
presente vertenza è pertanto quello intercorrente fra la decisione del 
17  marzo  2003,  con  la  quale  l'Ufficio  AI  del  Cantone  di  Zurigo  ha 
erogato in favore dell'assicurato una rendita intera AI a decorrere dal 
1° dicembre 2001, con rendite completive in favore dei familiari, e l'11 
giugno  2009,  data  della  decisione  impugnata. Può  essere  precisato 
che  la  decisione  del  20  maggio  2004,  con  la  quale  l'Ufficio  AI 
cantonale ha sostituito la rendita intera AI con tre quarti di rendita in 
esito  a  modifica  della  legge deriva certamente  da una procedura di 
revisione, ma senza un esame di fondo del diritto a prestazioni per cui, 
tale data, non può essere presa come punto di riferimento.

8.
L'interessato non ha più lavorato dopo il rimpatrio.

La  nozione  d'invalidità  di  cui  all'art.  4  LAI  e  8  LPGA è  di  carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art. 16 LPGA, applicabile  per il  rinvio dell'art. art. 28a cpv. 1, per 
valutare  il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe 
conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo 
la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti 
d'integrazione  (reddito  da  invalido),  tenuto  conto  di  una  situazione 
equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli 
avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato  invalido  (reddito  da 
valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce 
soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica 
o  psichica  dovuto  a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la 
conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del raffronto dei 
redditi; DTF 128 V 30). 

In carenza di documentazione economica, la documentazione medica 
costituisce un importante  elemento  di  giudizio  per determinare quali 
lavori  siano ancora esigibili  dall'assicurato, ma non spetta al  medico 
graduare  il  tasso  d'invalidità  dell'assicurato  (DTF 114  V  314,  105  V 
158).  Infatti,  per  costante  giurisprudenza  le  certificazioni  mediche 
possono  costituire  importanti  elementi  d'apprezzamento  del  danno 
invalidante, allorché permettono di valutare l'incapacità lavorativa e di 
guadagno dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile 
(DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c).

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9.

9.1 Nel riconoscere inizialmente il diritto alla rendita intera AI l'autorità 
amministrativa si era fondata su di una documentazione medica dalla 
quale  traspariva  che  l'assicurato  era  portatore  di  una  sospetta 
sindrome da dolore somatoforme. Parimenti, l'assicurato era portatore 
degli esiti di un infortunio stradale del dicembre 2000 nel quale riportò 
diverse  contusioni  e  fratture.  Dal  punto  di  vista  reumatologico-
ortopedico  ne  risultò  una  sindrome  cervicolombospondilogena  a 
destra su una base degenerativa pre-esistente  con processo artrosico 
soprattutto a livello lombare, processo di sacralizzazione di L5 in una 
situazione  di  scoliosi  lombare  sinistro-convessa  ed  ipercifosi 
toracolombare (cfr. perizie del Dott. Heusser del 26 gennaio 2001 e del 
Dott. Kaiser del 23 dicembre 2002).

9.2 Al momento della revisione in esame in base ai documenti giunti 
dall'organismo medico di collegamento italiano (INPS) era stata posta 
la  diagnosi  di  artrosi  polidistrettuale  con interessamento  del  rachide 
cervicale e lombosacrale, perdita fisiologica della  lordosi  (cfr. perizia 
medica particolareggiata, E 213, del 7 novembre 2008, doc. 20). Sulla 
scorta della documentazione esibita in sede di audizione (perizia del 
Dott. Heusser del 20 maggio 2009) ed in sede di ricorso (Dott. Kaiser 
del  4  agosto  2009),  è  stato  accertato  che  la  diagnosi  è  rimasta 
sostanzialmente  invariata  rispetto  a  quando  è  stato  riconosciuto  il 
diritto  alla  rendita  intera. Il  paziente  è  pur  sempre  portatore  di  una 
sindrome  da  dolore  somatoforme  e  degli  esiti  dell'infortunio  del 
dicembre 2000 sopra ricordati. In questo senso si è pronunciato il Dott. 
Lehmann nel suo rapporto del 14 ottobre 2009 (doc. 40).

10.

10.1 Per quanto riguarda le conseguenze invalidanti delle menzionate 
affezioni,  in  un  primo  tempo,  sulla  scorta  delle  risultanze  accertate 
dall'INPS,  il  primo  medico  dell'UAIE,  Dott.  Bahler,  ha  ammesso  un 
miglioramento  della  capacità  di  lavoro  dell'assicurato  in  relazione  al 
fatto  che  non  apparivano  più  turbe  psichiatriche.  Da  questo  parere 
derivava l'impugnata decisione.

10.2 Differente  è  invece  la  situazione  emersa  nell'ambito  della 
procedura di ricorso. Il Dott. Lehmann è stato chiamato a pronunciarsi 
sui rapporti dei Dott.ri Kaiser e Heusser (peraltro già esibito in sede di 
audizione).  Ora,  emerge  da  queste  due  relazioni  che  la  situazione 

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valetudinaria  non  è  per  nulla  mutata  rispetto  agli  accertamenti  del 
2001/2002. Dalla lettura delle due relazioni, i due specialisti, che già si 
occuparono della situazione nel 2001/2002, non solo pongono, come 
già  rilevato,  una  diagnosi  sovrapponibile  alla  precedente,  ma 
ribadiscono il tasso d'invalidità già espresso. Globalmente, l'assicurato, 
la cui ripresa di un'attività di muratore è assolutamente da escludere, 
presenta un grado d'incapacità al lavoro del 50% in qualsiasi ambito.

10.3 Ora,  si  constata  che  il  medico  dell'UAIE,  Dott.  Lehmann,  ha 
aderito alle conclusioni dei due specialisti. Di fatto, dunque, sebbene 
l'UAIE, nelle sue osservazioni ricorsuali del 16 dicembre 2009, abbia 
rinunciato a prendere posizione in merito al  gravame, il  suo servizio 
medico,  sulla  scorta  di  nuove  indagini,  ha  indubbiamente  accertato 
che non sussistono i presupposti per una revisione ai sensi dell'art. 17 
LPGA. Per questo collegio giudicante,  pur non essendo legato dalle 
conclusioni delle parti, è evidente che la vertenza non offre spunti per 
distanziarsi  dal  parere  del  Dott.  Lehmann,  fondato  a  sua  volta  sui 
giudizi espressi peraltro da medici che già si occuparono del caso nel 
2001/2002,  per  cui  deve  ritenere  che  non  sono  adempiute  le 
condizioni di cui all'art. 17 LPGA. 

11.

11.1 Per completezza va rilevato che in base all'art. 53 cpv. 2 LPGA, 
l'assicuratore  può  tornare  sulle  decisioni  formalmente  passate  in 
giudicato se è provato che erano manifestamente erronee e se la loro 
rettifica ha una notevole importanza. Secondo la giurisprudenza, per 
giustificare tale circostanza occorre fondarsi sulla situazione giuridica 
esistente al momento in cui la decisione è stata emanata tenuto conto 
della  prassi  in  vigore  all'epoca  (DTF  119  V  479  consid.  1b/cc  e 
referenze  menzionate).  Inoltre,  tramite  questo  istituto   della 
riconsiderazione  si  potrà  correggere  sia  un'applicazione 
manifestamente  erronea  del  diritto  come  pure  un  apprezzamento 
sbagliato dei  fatti  (DTF 117 V 17 consid. 2c). Tale possibilità  offerta 
all'amministrazione  non  deve  tuttavia  trasformarsi  in  uno  strumento 
che dia la possibilità di riesaminare in ogni momento, con altri criteri, 
una  prestazione  di  lunga  durata,  segnatamente  con  nuovi 
apprezzamenti  della  situazione  di  fatto  dopo  un  esame  più 
approfondito.  (cfr.  sentenza  del  TFA  del  6  maggio  2003,  I  375/02 
consid. 2.2).

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11.2 Va  ricordato  che,  con  la  decisione  del  17  marzo  2003, 
l'interessato  era  stato  riconosciuto incapace (parzialmente)  al  lavoro 
per  il  motivo,  tra  l'altro,  che  soffriva  di  una  sindrome  da  dolore 
somatoforme persistente.  Ora, deve essere osservato che l'UAIE non 
ha fatto valere che la decisione del 17 marzo 2003 era manifestamente 
erronea,  anche  se  lo  stesso  Dott.  Lehmann,  a  conclusione  del  suo 
rapporto,  ha  espresso  qualche  dubbio  sul  fatto  che  questa  turba 
psichica  abbia  potuto  giustificare  il  riconoscimento  di  una  rendita 
intera  ipotizzando  che,  secondo  i  criteri  attuali,  questa  prestazione 
oggi non sarebbe più riconosciuta.

In  merito  alla  sindrome  da  dolore  somatoforme  persistente  va 
osservato quanto segue. Tra i danni alla salute psichica, i quali come i 
danni fisici possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 
LAI,  devono  essere  annoverati  -  oltre  alle  malattie  mentali 
propriamente  dette  -  le  anomalie  psichiche  parificabili  a  malattia 
(MEYER-BLASER,  Der  Rechtsbegriff  der  Arbeitsunfähigkeit  und  seine 
Bedeutung  in  der  Sozialversicherung,  namentlich  für  den 
Einkommensvergleich  in  der  Invaliditätsbemessung,  in 
SCHAFFAUSER/SCHLAURI, Schmerz und Arbeitsunfähigkeit, San Gallo 2003, 
p. 64 n. 93). Non sono considerati effetti di uno stato psichico morboso, 
e dunque non costituiscono turbe a carico  dell'AI  le  limitazioni  della 
capacità di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di 
buona volontà; la misura di  quanto è ragionevolmente esigibile deve 
essere apprezzata nel modo più oggettivo possibile (DTF 102 V 166; 
VSI  2001  pag. 224  consid.  2b;  DTF 127  V  298  consid.  4c  in  fine). 
Dunque,  nel  quadro  di  esame del  diritto  a prestazioni  (o  in  caso di 
revisione)  le  manifestazioni  soggettive  di  dolori  devono  essere 
confermate  da osservazioni  mediche concludenti,  a  difetto  di  ciò  un 
apprezzamento  di  questo  diritto  a  prestazioni  non  può  garantito  in 
modo conforme al principio di parità di trattamento fra gli assicurati. 

Il Tribunale federale ha avuto modo di precisare che l'inesigibilità della 
ripresa lavorativa presuppone in  ogni  caso la  presenza manifesta di 
una  comorbidità  psichiatrica  di  notevole  gravità,  intensità  e  durata 
oppure la presenza costante e intensa di altri criteri qualificati quali (1) 
l'esistenza di concomitanti affezioni organiche croniche accompagnate 
da  un  decorso  patologico  pluriennale  son  sintomi  stabili  o  in 
evoluzione  senza  remissione  duratura,  (2)  la  perdita  d'integrazione 
sociale in tutti gli ambiti della vita, (3) uno stato psichico consolidato, 
senza possibilità di evoluzione sul piano terapeutico, ad indicare allo 

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stesso tempo l'insuccesso e la liberazione dal processo risolutivo del 
conflitto  psichico  (profitto  primario  tratto  dalla  malattia;  "primärer 
Krankheitsgewinn") oppure (4) l'insuccesso di trattamenti ambulatoriali 
o  stazionari  conformi  alle  regole  dell'arte  nonché  di  provvedimenti 
riabilitativi a dispetto degli sforzi profusi dalla persona assicurata (DTF 
130 V 352 consid. 2.2.2 ).

Parimenti, in materia di revisione, se una rendita venne concessa ad 
una persona sofferente di un disturbo da dolore somatoforme, non è 
consentito  procedere  ad una  riduzione (o  ad una soppressione)  del 
diritto  alla  rendita  per  il  solo  motivo  che  vi  sarebbe  una  nuova 
giuriprudenza (DTF 135 V 201).

11.3 Ora,  al  collegio  giudicante  appare  che  non  vi  sono  giustificati 
motivi per procedere ad una riconsiderazione della decisione iniziale. 
La  prestazione  fu  all'epoca  riconosciuta  dopo  un  esame  medico 
completo.  Anche  se  la  giurisprudenza  e  la  prassi  in  materia  di 
sindrome da dolore somatoforme sono state precisate dopo la data di 
riconoscimento del diritto alla rendita, nel caso in esame la valutazione 
allora  espressa  dall'amministrazione  conserva  il  suo  valore  anche 
attualmente. Non vi sono fondati e sicuri elementi per giudicare ora in 
modo differente da allora. Parimenti, non potrebbe essere consentito 
ad  una  riconsiderazione  per  il  solo  fatto  che  vi  sarebbe  una  nuova 
giurisprudenza. 

12.

12.1 In  queste  circostanze,  il  ricorso  deve  essere  accolto  e 
l'impugnata decisione riformata, nel senso che l'insorgente è riposto al 
beneficio  di  tre  quarti  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invaldità  a 
decorrere dal 1° agosto 2009.

12.2 Non si prelevano spese processuali.

12.3 In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in 
tutto o in parte, può assegnare al ricorrente per le spese indispensabili 
e relativamente elevate che ha sopportato. Secondo la giurisprudenza, 
le spese per una perizia fatta eseguire dal ricorrente possono essere 
comprese  nelle  ripetibili  poste  a  carico  dell'assicuratore  in  caso  di 
soccombenza di  questo e ciò quando questa indagine si  sia rivelata 
indispensabile per la risoluzione della vertenza (DTF 115 V 62). Visto 
quanto  precede,  si  giustifica  riconoscere  alla  parte  ricorrente 

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un'indennità complessiva di Fr. 1'400.- di cui Fr. 700.- a titolo di spese 
ripetibili  e Fr. 700.-  quale indennità forfetaria  per la perizia del  Dott. 
Kaiser esibita in sede ricorsuale.

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto e la decisione impugnata è riformata nel senso che 
A._______  è  riposto  al  beneficio  di  tre  quarti  di  rendita 
dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  a  decorrere  dal  1°  agosto 
2009.

2.
Non si prelevano spese processuali.

3.
Alla parte ricorrente è riconosciuta un'indennità per spese ripetibili di 
Fr. 1'400.- a carico dell'Ufficio AI intimato.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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