# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3c0ce253-c0a3-5d67-885e-17c8691cc8fc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-04-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.04.2012 32.2011.266
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2011-266_2012-04-05.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2011.266

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  5 aprile 2012

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 19 ottobre 2011
di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 20 settembre 2011
  emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su opposizione del 28 dicembre 2004 l’Ufficio AI ha posto RI 1, classe
1953, al beneficio di una rendita intera con effetto dal 1° gennaio 2003 e di
una mezza rendita dal 1° maggio 2003 al 31 novembre 2003 (doc. AI 34).

 

                                         In
data 5 dicembre 2005 l’assicurato, dal febbraio 2005 titolare di una ditta individuale
di amministrazione e gestione di immobili, ha inoltrato una nuova domanda di
prestazioni sfociata in una decisione di non entrata in materia datata 11
maggio 2006 (doc. AI 75).

                               1.2.   Nel
luglio 2008 l’assicurato ha presentato un’ulteriore nuova domanda di prestazioni
(doc. AI 90).

 

                                         Esperti
gli accertamenti del caso, tra cui una perizia reumatologica a cura del dr. __________
ed un’inchiesta economica per persone indipendenti, con decisione 20 settembre 2011
(preavvisata il 19 luglio 2011) l’Ufficio AI ha respinto la domanda di
prestazioni (doc. AI 119/1).

 

                               1.3.   Contro
la succitata decisione l’assicurato ha interposto il presente ricorso (redatto
in tedesco e poi tradotto in italiano a seguito del decreto 20 ottobre 2011 del
Vicepresidente del TCA), postulando il riconoscimento di una rendita. Egli contesta
la valutazione medico - teorica della capacità al lavoro operata
dall’amministrazione, sostenendo un peggioramento dei dolori alla schiena, come
confermato al suo medico curante.

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto la reiezione del ricorso, confermando
sia la valutazione medica che quella    economica.

 

 

considerando                 in diritto

 

                                         in
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque de-cidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli artt. 49 cpv. 2 LOG (STF  9C_211/ 2010 del 18 febbraio
2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008).

 

                                         nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se l’Ufficio AI ha legittimamente o meno respinto la
domanda di prestazioni.

                                      

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance
invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band
XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 46). 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%. 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc,
op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n.
264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire
se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare,
benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).

 

                               2.4.   Secondo la giurisprudenza del TFA,
nei casi in cui il calcolo dei redditi risulti particolarmente difficile,
occorre che la graduazione dell’invalidità avvenga, ispirandosi al metodo specifico
applicabile alla persone non esercitanti un’attività lucrativa (art. 27 OAI),
eccezionalmente secondo il metodo straordinario.

                                         Capita
in particolare nel caso di indipendenti, dove un calcolo sufficientemente
preciso dei redditi da porre a confronto sia escluso. L’invalidità è allora
stabilita secondo la riduzione del rendimento nella situazione concreta in cui
si svolge l’attività (Pratique VSI 1998 p. 121; Meyer, Rechtsprechung des Bundesgerichts
zum IVG, 2010, p. 299; riassunto della giurisprudenza in STF 9C_236/2009 del 7
ottobre 2009 consid. 3 e 4). 

                                         In
tal caso si procede a paragonare le attività svolte prima e dopo la sopravvenienza
del danno alla salute, riferendosi al metodo specifico applicato a coloro i
quali non svolgono attività lucrativa (art. 27 OAI; Pratique VSI 1998 p. 122
consid. 1a). La differenza sostanziale tuttavia con
quest’ultimo metodo risiede nel fatto che l'invalidità
non è graduata direttamente sulla base di un confronto di attività: si valuta
infatti dapprima l'impedimento cagionato dalle condizioni di salute e solo
successivamente si accertano le ripercussioni di tale impedimento sulla capacità
di guadagno. Una certa diminuzione della capacità funzionale di rendimento può
certo, nel caso di una persona attiva, determinare uno scapito economico di
stessa misura, ma non ha necessariamente una simile conseguenza. Se si volesse,
nel caso di persone attive, fondarsi esclusivamente sul risultato ottenuto dal
confronto delle attività, si violerebbe il principio legale secondo cui per
questa categoria di assicurati l'invalidità deve essere stabilita in base
all'incapacità di guadagno (metodo straordinario di graduazione; DTF 128 V 30
consid. 1; Pratique VSI 1998 pag. 122 consid. 1a e p. 257 consid. 2b; STF I
782/03 del 24 maggio 2006 consid. 2.4).

                                      

                                         Al
riguardo, la circolare sull’invalidità e la grande invalidità nell'assicurazione per l'invalidità (CIGI), alla cifra marginale 3103
(nel tenore valido dal 1° gennaio 2011, applicabile al caso concreto),
stabilisce che l'invalidità di una persona che esercita un'attività lucrativa
va sempre calcolata, nei limiti del possibile, con il metodo generale del
confronto dei redditi. Se non è possibile un accertamento diretto affidabile
dei due redditi – per esempio a causa della situazione economica – il grado
d'invalidità è determinato secondo il metodo straordinario (DTF 128 V 29; I 230/04, Pratique VSI 1998 p. 121 e p. 255). Nella pratica questo metodo
si applica spesso ai lavoratori indipendenti. 

 

                                         La
successiva cifra marginale 3104 CIGI dispone che in primo
luogo si procede ad un confronto delle attività, cioè si accerta quali
attività e in che misura potrebbe esercitarle la persona assicurata con e senza
danno alla salute. Occorre inoltre sempre verificare in che misura possono
essere ridotte le perdite di guadagno cercando nell'ambito delle precedenti attività
occupazioni più adeguate all'infermità. 

                                         In
seguito si effettua la valutazione del guadagno applicando per ogni attività il
salario di riferimento valevole nel ramo. Si ottengono così un reddito
d'invalido e uno di persona non invalida per poi procedere al raffronto dei
redditi (cifra 3105 CIGI).

 

                                         La
cifra 3106 CIGI stabilisce poi che, in base alla valutazione del guadagno delle
attività che possono essere esercitate con e senza danno alla salute, il metodo
di calcolo straordinario può essere considerato un raffronto dei redditi
preceduto da un confronto delle attività (RCC 1979 p. 230).     

                                      

                               2.5.   Nel
caso in esame, l’assicurato è stato visitato dal dr. __________, specialista in
reumatologia. Con rapporto 17 novembre 2009, il succitato medico ha posto le
seguenti diagnosi:

 

" 
(…)

Sindrome lombospondilogena cronica a sinistra in

-    Esiti da asportazione di ernia discale
extraforaminale L3/L4 a sinistra, il 30.10.2009.

-    Note alterazioni degenerative lombari
(risonanza magnetica della colonna lombare del 30.10.2007).

-    Disturbi statici del rachide
(ipercifosi della dorsale alta con protrazione del capo, scoliosi sinistroconvessa
dorsale, destr convessa lombare).

-    Dismetria degli arti inferiori, a sfavore della
gamba sinistra di -15 mm.

-    Decondizionamento e sbilancio muscolare.

-    Obesità (peso 106,5 kg / statura 177,5 cm)

 

Probabile coxartrosi secondaria con deficit funzionale
a sinistra in

-    Esiti da frattura pluriframmentale del
collo femorale a sinistra (sub-peritrocanterica) il 20.1.2002.

-    Esiti da osteosintesi il 20.1.2002 e
asportazione del materiale di osteosintesi e degli osteofiti locali il
7.1.2003.

 

Obesità (peso 106,5 kg / statura 177,5 cm)." (doc. AI 103/8)

 

                                         Dopo
aver proceduto alla valutazione delle costatazioni soggettive ed oggettive, in
merito alla capacità lavorativa il dr. __________ ha concluso:

 

" 
(…)

In un lavoro adatto allo stato di salute, giudico l'assicurato
abile al lavoro nella misura del 100% con un rendimento massimo del 100%, a
partire da quando è stato dichiarato inabile al lavoro dai medici curanti.

 

A condizione che la sua ultima attività principale
impiegato nell'amministrazione consulenza immobiliare, nella gestione di
immobili, compresa l'organizzazione della ristrutturazione degli stessi, tenga
pienamente conto dei limiti funzionali e di carico citati nell'allegato,
rispettivamente gli permetta di alternare le posizioni corporee al bisogno,
l'attività è da considerarsi adatta allo stato di salute attuale, non
giustificando dunque un'inabilità lavorativa.

 

È giustificata l'inabilità lavorativa completa per
qualsiasi tipo di attività dal 20.1.2002 fino al 36.6.2002, a seguito
dell'infortunio occorso il 20.1.2002 con le relative cure e riabilitazioni
necessitate. È altrettanto giustificata un'inabilità lavorativa completa per
qualsiasi tipo di attività, durante 6 mesi, dopo l'intervento neurochirurgico
subito al rachide lombare il 30.10.2007, quindi a decorrere da tale data fino
al 30.4.2007. (…)" (doc. AI 103/7)

 

                                         Il
ricorrente sostiene una modifica del stato di salute dovuto ad un aggravamento
della sintomatologia alla schiena. 

 

                               2.6.   Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto
(anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le
conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se
un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né
la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23
aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; DTF 125 V 352 consid. 3a,
122 V 160 consid. 1c), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 p. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                         Per quel
che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto
di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di
dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125
V 353 consid. 3a/cc); Pratique VSI 2001 p. 109 consid. 3a/cc).

 

                                         Infine,
va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non
può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi
per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/
2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile
2007).

 

                               2.7.   Nella
fattispecie concreta questo TCA non ha motivi per mettere in
dubbio la dettagliata e convincente la perizia 17 novembre 2009 del dr. __________.
In essa è stato debitamente tenuto conto delle affezioni di cui l’assicurato è
portatore, con conclusioni logiche e prive di contraddizioni circa la capacità
lavorativa del 100% (eccetto i sei mesi di totale inabilità a seguito dell’infortunio
del 20 gennaio 2002 ed a seguito dell’intervento neurochirurgico eseguito il 30
aprile 2008) sia nella sua professione di amministratore di immobili che in attività
adeguate, a condizione che siano rispettati i limiti funzionali e di carico
elencati in sede peritale.

 

                                         Il
ricorrente contesta la succitata valutazione adducendo un notevole peggioramento
della sintomatologia alla schiena, facendo riferimento ai certificati del suo
medico curante che attestano un’incapacità lavorativa del 50% dal 21 ottobre
2007 (doc. A2 – A16). Questi scarni certificati, privi di qualsiasi motivazione,
non sono tuttavia idonei a sovvertire la valutazione della perizia, tantomeno a
comprovare un peggioramento del suo stato di salute. 

 

                                         In conclusione, sulla base della perizia del dr. __________,
alla quale va dato valore probatorio pieno (cfr. 2.6), richiamato inoltre
l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto è
ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico
cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi citati), è da ritenere dimostrato con il grado della
verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali
(DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115 V 142 consid. 8b) che
l’insorgente presenta un’abilità lavorativa del 100% nella sua attuale
professione che in attività adeguate rispettose dei limiti funzionali descritti.

                                      

                                         Pertanto,
questo Tribunale ritiene che la refertazione medica agli atti contiene elementi
chiari e sufficienti per valutare l'incapacità al guadagno dell'assicurato sino
all'emanazione del querelato provvedimento, senza che si renda quindi necessario
l'esperimento di ulteriori accertamenti.

                                         Al riguardo, va fatto presente che se
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, p. 47
n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., p. 274; si veda pure DTF
122 II 469, 122 III 223 consid. 3, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti). Un
tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente
all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 p. 28 consid. 4b; riguardo al
previgente art. 4 cpv. 1 v Cost., cfr. DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162
consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

                                      

                               2.8.   Per
quel che concerne gli effetti economici legati al danno alla salute, l’Ufficio
AI ha proceduto ad un’inchiesta economica per gli indipendenti. Come si evince dal
relativo rapporto 3 settembre 2010 (doc. AI 113), l’ispettore AI ha ritenuto i
redditi aziendali “altalenanti” e non rappresentativi, motivo per cui ha
determinato il grado d’invalidità secondo il metodo straordinario (cfr. consid.
2.4.), allestendo un dettagliato calcolo, ripreso  nella decisione contestata,
al cui tenore va fatto riferimento.

 

                                         Tale
calcolo va confermato. L’Ufficio AI ha infatti rettamente proceduto, su indicazioni
dell’assicurato, alla ripartizione delle mansioni componenti l’attività indipendente
di amministratore immobiliare (suddiviso in attività organizzativa/amministrativa,
attività immobiliare, trasporti valori e sicurezza), tenendo conto della
perizia del dr. __________ per definire le capacità lavorative di ogni singola
mansione. L’ispettore AI ha poi correttamente determinato il guadagno di ogni
mansione facendo riferimento ai salari valevoli nel corrispondente ramo economico,
ottenendo così un reddito da valido e da invalido, per poi procedere al raffronto
dei redditi. In questo modo, la presa in considerazione dei
redditi statistici per ogni mansione componente l’attività lucrativa
indipendente dell’insorgente, tenendo conto dei “salari di riferimento del ramo”,
è conforme alla giurisprudenza federale e alla prassi amministrativa (cfr.
consid. 2.4; cfr. anche DTF 128 V 33 consid. 4c).

                                         Da
suddetto calcolo è risultato un grado d’invalidità del 19%.

 

                                         Visto
quanto sopra, non presentando l’assicurato un grado d’invalidità pensionabile, egli
non ha diritto ad una rendita AI. 

                                         Ne
consegue la conferma della decisione contestata, mentre il ricorso va respinto.

 

                               2.9.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico della ricorrente.

 

 

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le
spese, per fr. 500.--, sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per
il Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

giudice
Raffaele Guffi   Fabio Zocchetti