# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** be7b0013-22e0-5dec-b131-a1cf3085e263
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-09-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 13.09.2021 42.2021.42
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2021-42_2021-09-13.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  42.2021.42

   

  cs

  	
  Lugano

  13 settembre 2021    

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 giugno 2021 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 10 maggio 2021 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di indennità perdita di guadagno (Corona)

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione del 19 febbraio
2021 la Cassa CO 1 ha respinto le richieste inoltrate da __________, nato nel
1974, “Personal trainer” indipendente, volte ad ottenere l’indennità per
perdita di guadagno per il coronavirus per il periodo dal 17 settembre 2020 al
30 novembre 2020, poiché il reddito soggetto all’AVS per l’anno 2019 è
inferiore a fr. 10'000 (doc. 3). 

 

                               1.2.   RI 1 ha inoltrato opposizione
contro la predetta decisione, evidenziando di aver inoltrato la dichiarazione
fiscale del 2019 dalla quale risulta un reddito imponibile di fr. 13'337 ed un
fatturato di fr. 19'020 (doc. 2).

 

                               1.3.   Con decisione su opposizione
del 10 maggio 2021 la Cassa CO 1 ha respinto le censure di RI 1, evidenziando
che i contributi d’acconto per il 2019, che fungono da base per l’esame delle
condizioni per poter beneficiare delle prestazioni, in assenza sia della
decisione di fissazione dei contributi per il 2019 che della tassazione 2019,
sono stati fatturati in funzione di un reddito di fr. 0 (zero). Egli pertanto
non adempie almeno ad una delle condizioni cumulative previste dall’art. 2 cpv.
3bis dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno. La Cassa ha invitato l’insorgente,
per un eventuale revisione del caso, a trasmetterle la decisione di tassazione
definitiva 2019, non appena ne sarà in possesso (doc. 1). 

 

                               1.4.   RI 1 è insorto al TCA contro
la predetta decisione su opposizione (doc. I). L’insorgente ribadisce che dalla
dichiarazione fiscale del 2019, inoltrata nel novembre 2020, risulta un reddito
da attività indipendente superiore ai fr. 10'000. Egli allega un richiamo
dell’UT, del 17 maggio 2021, per il mancato inoltro della documentazione
richiesta con uno scritto del 17 dicembre 2020 che sostiene di non aver mai
ricevuto. Il ricorrente evidenzia di aver avuto difficoltà a recuperare la
chiesta documentazione e domanda di sospendere la procedura in attesa di
ricevere i documenti mancanti e poterli trasmettere al Tribunale, che viene
invitato semmai a sollecitare l’Ufficio di tassazione competente. Infine,
chiede che venga presa “in considerazione la mia possibilità di essere
sentito direttamente laddove aveste necessità di ricevere ulteriori
delucidazioni relative al mio caso, prima di prendere una decisione definitiva”
(doc. I). 

 

                               1.5.   Con risposta del 7 luglio
2021 la Cassa CO 1 propone la reiezione del ricorso con argomentazioni che,
laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III). 

 

                               1.6.   Il 19 luglio 2021
l’insorgente ha prodotto la notifica di tassazione del 2019, datata 21 luglio
2021, dove figura un reddito da attività indipendente di fr. 29'000, per
comprovare di aver conseguito un reddito soggetto all’AVS superiore a fr.
10'000 (doc. V). 

 

                               1.7.   Chiamata ad esprimersi in
merito la Cassa ha affermato di non avere ulteriori osservazioni ed ha
aggiunto:

 

" A titolo
informativo si segnala che secondo la marg. 1065.2 CIC (versione 17) “Per il
calcolo delle indennità, dal 1° luglio 2021 va considerato d’ufficio il reddito
indicato nella decisione di tassazione fiscale per il 2019 (se disponibile), se
questo è più vantaggioso per la persona interessata. La nuova base di calcolo
non incide in alcun modo sulle prestazioni richieste prima del 1° luglio 2021.
Se la decisione definitiva viene emanata dopo il 1° luglio, vengono adeguate
soltanto le indennità future”.

In concreto, con decisione di tassazione
2019 – trasmessa con l’ordinanza TCA – le prestazioni IPG Corona dal 1° luglio
saranno decise sulla base definitiva dei contributi per il 2019 stabilita in
CHF 30'700.” (doc. VII)

 

                               1.8.   Lo scritto è stato trasmesso
al ricorrente in data 16 agosto 2021 con facoltà di presentare eventuali
osservazioni entro 5 giorni (doc. VIII).

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Ai sensi dell’art. 185 cpv. 3
della Costituzione federale (Cost.), il Consiglio federale può emanare
ordinanze e decisioni per far fronte a gravi turbamenti, esistenti o imminenti,
dell’ordine
pubblico o della sicurezza interna. La validità di tali ordinanze dev’essere
limitata nel tempo.

 

                                         Il Consiglio federale,
fondandosi sull’art. 185 cpv. 3 Cost., il 20 marzo 2020 ha, in particolare,
adottato, per frenare le conseguenze economiche connesse alla diffusione del
coronavirus, l’Ordinanza sui provvedimenti in caso di perdita di guadagno in
relazione con il coronavirus (COVID-19) (Ordinanza COVID-19 perdita di
guadagno; RS 830.31), entrata in vigore retroattivamente il 17 marzo 2020 con
validità di sei mesi (RU 2020 871).

 

                                         Dopo che il 25 settembre
2020 il Parlamento ha approvato la Legge federale sulle basi legali delle
ordinanze del Consiglio federale volte a far fronte all’epidemia di COVID-19 (Legge
COVID-19; cfr. RS 818.102), il 4 novembre 2020 il Consiglio federale,
fondandosi sull’art. 15 della Legge COVID-19, ha emanato le relative modifiche
dell’ordinanza in base alle quali hanno in particolare diritto all’indennità di
perdita di guadagno dal 17 settembre 2020 al 30 giugno 2021 i lavoratori
indipendenti e le persone in posizione assimilabile a quella di un datore di
lavoro che, in seguito a provvedimenti adottati per combattere il coronavirus,
devono interrompere la loro attività lucrativa, rispettivamente la loro
attività lucrativa è limitata in modo considerevole, subiscono una perdita di
guadagno o salariale e nel 2019 hanno conseguito con questa attività un reddito
soggetto all’AVS di almeno 10 000 franchi; questa condizione vale per analogia
anche se hanno avviato l’attività dopo il 2019; se l'attività non è stata
svolta per un anno intero, questa condizione va adempiuta in proporzione alla
durata dell'attività (cfr. art. 2 cpv. 3 bis Ordinanza COVID-19 perdita di
guadagno).

 

                                         Il 18 giugno 2021 il
Consiglio federale ha prorogato le basi giuridiche per il diritto all’indennità
di perdita di guadagno per il coronavirus fino al 31 dicembre 2021 (cfr. art.
11 cpv. 6), sulla base della proroga delle basi giuridiche della legge COVID-19
decisa dal Parlamento (cfr. anche comunicato stampa del Consiglio federale del
18 giugno 2021: “Coronavirus: prolungamento del diritto all’indennità di
perdita di guadagno”).

 

                                                      L’attività
lucrativa è ritenuta limitata in modo considerevole se si è registrata una
diminuzione della cifra d’affari mensile pari almeno al 55 per cento rispetto
alla cifra d’affari mensile media degli anni 2015–2019. Se l’attività è stata
avviata dopo il 2015 e prima del 2020, è determinante la media del periodo di
attività effettivo. Le persone che hanno avviato la loro attività lucrativa
dopo il 2019 devono dimostrare di aver subito una diminuzione della cifra
d’affari mensile pari almeno al 55 per cento rispetto alla cifra d’affari
mensile media di almeno tre mesi; fa stato la media dei tre mesi con le cifre
d’affari più elevate (art. 2 cpv. 3, 3bis e 3ter Ordinanza COVID-19 perdita di
guadagno; RU 2020 4571 segg.).

 

                                         Il cpv. 3ter,
primo periodo è poi stato modificato dal Consiglio federale il 18 dicembre 2020
con entrata in vigore il 19 dicembre 2020, nei seguenti termini:

 

" 3ter
L’attività lucrativa è ritenuta limitata in modo considerevole, se si è
registrata una diminuzione della cifra d’affari mensile pari almeno al 40 per
cento rispetto alla cifra d’affari mensile media degli anni 2015–2019. …” (cfr.
RU 2020 pag. 5829)

 

                                         Il 20 gennaio 2021 l’art.
2 cpv. 3ter primo e terzo periodo è stato così corretto (cfr. RU 2021 18):

 

" Art. 2
cpv. 3ter, primo e terzo periodo 

3ter L’attività lucrativa è
ritenuta limitata in modo considerevole, se si è registrata una diminuzione
della cifra d’affari mensile pari almeno al 40 per cento rispetto alla cifra
d’affari mensile media degli anni 2015–2019. ... Le persone che hanno avviato la
loro attività lucrativa dopo il 2019 devono dimostrare di aver subito una
diminuzione della cifra d’affari mensile pari almeno al 40 per cento rispetto
alla cifra d’affari mensile media di almeno tre mesi; fa stato la media dei tre
mesi con le cifre d’affari più elevate.”

 

                                         Nell’ambito della
revisione della legge COVID-19 del 19 marzo 2021 (RU 2021 153), in vigore dal
1° aprile 2021, tale limite è stato nuovamente modificato, nel senso che l’art.
15 cpv. 1 seconda frase (provvedimenti volti a indennizzare la perdita di
guadagno), prevede che sono ritenute aver subito una limitazione considerevole
dell’attività lucrativa soltanto le persone che hanno subito una perdita di
guadagno o salariale e la cui impresa ha registrato una diminuzione della cifra
d’affari del 30 per cento almeno rispetto alla cifra d’affari media degli anni
2015-2019.

 

                                         L’art. 4, relativo alla
forma dell’indennità e al numero delle indennità giornaliere, enuncia che
l’indennità è versata sotto forma di indennità giornaliera (cpv. 1) e che ogni
cinque indennità giornaliere sono versate due ulteriori indennità giornaliere
(cpv. 2). 

 

                                         Ai sensi dell’art. 5,
riguardante l’importo e il calcolo dell’indennità, l’indennità giornaliera
ammonta all’80 per cento del reddito medio dell’attività lucrativa conseguito
prima dell’inizio del diritto all’indennità (cpv. 1), all’accertamento del
reddito è applicabile per analogia l’articolo 11 capoverso 1 della legge del 25
settembre 1952 sulle indennità di perdita di guadagno (cpv. 2), l’indennità ammonta
al massimo a 196 franchi al giorno (cpv. 3) e l’indennità è ridotta nella
misura in cui supera l’importo massimo secondo il capoverso 3 (cpv. 4 [abrogato
con effetto al 17 settembre 2020]).

 

                                         Per l’art. 5 cpv. 2ter nel
tenore in vigore dal 17 settembre 2020 (RU 2020 4571) al 17 gennaio 2021 (RU
2021 5):

 

" Per il
calcolo dell’indennità dei lavoratori indipendenti aventi diritto di cui
all’articolo 2 capoverso 1bis lettera b numero 2, capoverso 3 o 3bis è
determinante il reddito soggetto all’AVS conseguito nel 2019. Dopo la
fissazione dell’indennità non si può procedere a un nuovo calcolo della stessa
fondandosi su una base di calcolo più recente.”

 

                                         Ai sensi dell’art. 5 cpv.
2ter nel tenore in vigore dal 18 gennaio 2021 al 30 giugno 2021 (RU 2021 5,
109, 167, 218, 296), per il calcolo dell’indennità dei lavoratori indipendenti
aventi diritto di cui all’articolo 2 capoverso 1bis lettera b numero 2,
capoversi 3, 3bis o 3quinquies è determinante il reddito soggetto all’AVS
conseguito nel 2019. Dopo la fissazione dell’indennità non si può procedere a
un nuovo calcolo della stessa fondandosi su una base di calcolo più recente. 

 

                                         Dal 1° luglio 2021 la
norma prevede che per il calcolo dell’indennità dei lavoratori indipendenti
aventi diritto di cui all’articolo 2 capoverso 1bis lettera b numero 2,
capoverso 3, 3bis o 3quinquies che non rientrano nel campo d’applicazione del
capoverso 2bis è determinante il reddito soggetto all’AVS conseguito nel 2019.

                                         Dal 1° luglio 2021 è
inoltre in vigore l’art. 5 cpv. 2ter0 per il quale se nel caso dei
lavoratori indipendenti aventi diritto di cui all’articolo 2 capoverso 1bis
lettera b numero 2, capoverso 3, 3bis o 3quinquies la decisione di tassazione
fiscale per il 2019 indica un reddito dell’attività lucrativa più elevato rispetto
alla base di calcolo secondo il capoverso 2bis o 2ter, dal 1° luglio 2021 le
indennità future sono calcolate sulla base della decisione di tassazione
fiscale per il 2019. 

 

                                         A questo proposito, nel
commento alle modifiche dell’ordinanza in vigore dal 1° luglio 2021 figura che
per “il calcolo dell’indennità dei lavoratori indipendenti è determinante il
reddito dell’attività lucrativa soggetto all’AVS conseguito nel 2019. In linea
di principio, si tratta del reddito su cui si è fondato il calcolo dei
contributi (contributi d’acconto) per l’anno 2019 o del reddito dell’attività
lucrativa soggetto all’AVS indicato nella decisione di tassazione fiscale per
il 2019, se questa è già disponibile al momento della nascita del diritto
all’indennità. Per il calcolo dell’indennità il cui diritto nasce dopo
l’entrata in vigore della presente modifica in futuro sarà considerato il
reddito indicato nella decisione di tassazione fiscale per il 2019, se questo è
più vantaggioso per la persona interessata. Queste regole di calcolo si
applicheranno alle prestazioni future a partire dal 1° luglio 2021. Per questo
motivo l’ultimo periodo del capoverso 2ter vigente è soppresso”.

 

                                         L’art. 11 cpv. 1 della
legge federale del 25 settembre 1952 sulle indennità di perdita di guadagno (LIPG),
a cui rinvia l’art. 5 cpv. 2 Ordinanza Covid-19 perdita di guadagno, prevede
che per l’accertamento del reddito medio conseguito prima del servizio è
determinante il reddito da cui sono prelevati i contributi secondo la LAVS. Il
Consiglio federale emana prescrizioni sul calcolo dell’in­dennità e incarica
l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali di allestire tabelle vincolanti
con importi arrotondati.

 

                                         Il diritto all’indennità
deve essere esercitato dall’avente diritto (art. 7 cpv. 1 Ordinanza Covid-19
perdita di guadagno).

 

                                         Secondo l’art. 8 Ordinanza
Covid-19 perdita di guadagno, l’indennità è versata all’avente diritto (cpv.
1), è versata mensilmente e posticipatamente (cpv. 2) ed è fissata e pagata
dalla cassa di compensazione AVS che era competente per la riscossione dei
contributi AVS prima della nascita del diritto all’indennità (cpv. 3).

 

                               2.2.   Nella Circolare
sull’indennità in caso di provvedimenti per combattere il coronavirus –
Indennità di perdita di guadagno per il coronavirus (CIC) – valida dal 17
settembre 2020 (stato: 1° settembre 2021), l’Ufficio federale delle
assicurazioni sociali (UFAS), ricorda innanzitutto che questa direttiva
amministrativa è costantemente aggiornata dal 17 marzo 2020 (ne esistono 18
versioni, cfr. CIC versione 18; https://sozialversicherungen.admin.ch/it/d/12721).

 

                                         La Circolare
sull’indennità in caso di provvedimenti per combattere il coronavirus –
Indennità di perdita di guadagno per il coronavirus (CIC) dell’Ufficio federale
delle assicurazioni sociali (UFAS), valida dal 17 settembre 2020 (stato 4
novembre 2020), a proposito degli indipendenti prevede che:

 

" (…)

1065     La base per il calcolo dell’indennità per i lavoratori 

09/20    indipendenti
è costituita per principio dal reddito dell’attività lucrativa conseguito
nell’anno 2019. Concretamente, si tratta del reddito su cui si fonda il calcolo
dei contributi (contributi d’acconto) per l’anno 2019. Se al momento del
calcolo dell’indennità è già disponibile la decisione di tassazione definitiva
per l’anno 2019, ci si deve basare su quest’ultima. 

Agli aventi diritto che hanno già
ricevuto un’indennità in virtù della versione dell’ordinanza COVID-19 perdita
di guadagno in vigore fino al 16 settembre 2020 continua ad applicarsi la
medesima base di calcolo.

 

1065.1  Nel caso dei lavoratori indipendenti, per il calcolo 

11/20    dell’indennità
secondo il N. 1041.5 ci si basa sul reddito su cui si fonda il calcolo dei
contributi d’acconto. 

 

1066     Per l’accertamento del reddito medio dell’attività
lucrativa 

             occorre dividere il reddito annuo per 360. 

 

1067     Per contro,
se il reddito è stato conseguito per un periodo inferiore a un anno, esso viene
convertito in reddito giornaliero in funzione della durata dell’attività
lucrativa (DTF 133 V 431). La durata dell’attività lucrativa deve essere
comprovata (p. es. mediante lo statuto di persona esercitante un’attività
lucrativa indipendente o giustificativi contabili). 

1068     Non appena l’importo dell’indennità è stato fissato,
questa 

09/20    non può più
essere ricalcolata applicando una base di calcolo più aggiornata.”

 

                                         Per le persone in
posizione assimilabile a quella di un datore di lavoro e coniugi o partner
registrati che lavorano nell’azienda, esse prevedono invece che:

 

“1069.1 Per stabilire il reddito medio determinante ci si basa sul

11/20    reddito
dell’attività lucrativa soggetto all’AVS dichiarato per il 2019. Se il reddito
è stato conseguito per un periodo inferiore a un anno, si applica per analogia
il N. 1067. 

 

1069.2  Se l’attività è stata avviata nel corso del 2020, per il
calcolo 

11/20    dell’indennità
ci si basa sul reddito medio del 2020 indicato nei conteggi salariali, mentre
in caso di avvio dell’attività nel 2021, su quelli del 2021. Se il reddito è
stato conseguito per un periodo inferiore a un anno, si applica per analogia il
N. 1067. (…)”

 

                                         La medesima formulazione è
stata ripresa nelle successive versioni dalla CIC del 17 novembre 2020, del 18
dicembre 2021, del 18 gennaio 2021, del 29 gennaio 2021 e del 24 febbraio 2021.

 

                                         Nella versione 14 del 19
marzo 2021 il punto 1069.1 è stato così modificato:

 

" (…)

1069.1  Per stabilire il reddito medio determinante ci si basa sul

03/21    reddito
dell’attività lucrativa soggetto all’AVS dichiarato per il 2019. Se il reddito
è stato conseguito per un periodo inferiore a un anno, si applica per analogia
il N. 1067. I giorni in cui le persone in posizione assimilabile a quella di un
datore di lavoro e i loro coniugi o partner registrati non hanno potuto
conseguire alcun reddito o hanno potuto conseguire solo un reddito ridotto a
causa di malattia, infortunio, disoccupazione o prestazioni di servizio secondo
l’articolo 1a LIPG o per altri motivi non imputabili loro non vengono
considerati. I N. 5008–5040 DIPG si applicano per analogia. (…)”

 

                                         Dal 1° luglio 2021 il
marginale 1068 è stato abrogato, mentre è entrato in vigore il marginale 1065.2
del seguente tenore:

 

" (…)

1065.2  Per il calcolo delle indennità, dal 1° luglio 2021 va
conside-

  07/21  rato
d’ufficio il reddito indicato nella decisione di tassazione fiscale per il 2019
(se disponibile), se questo è più vantaggioso per la persona interessata. La
nuova base di calcolo non incide in alcun modo sulle prestazioni richieste
prima del 1° luglio 2021. Se la decisione definitiva viene emanata dopo il 1°
luglio 2021, vengono adeguate soltanto le indennità future.”

 

                                         Dal 1° settembre 2021 il
marginale 1065.2 ha il seguente tenore:

 

“1065.2   Per il calcolo delle
indennità, dal 1° luglio 2021 va conside-

  09/21  rato
d’ufficio il reddito indicato nella decisione di tassazione fiscale per il 2019
(se disponibile), se questo è più vantaggioso per la persona interessata. La
nuova base di calcolo non incide in alcun modo sulle prestazioni richieste
prima del 1° luglio 2021. 

 

             Esempi

-       La
decisione di tassazione fiscale per il 2019 è stata emanata prima del 1° luglio
2021: l’indennità viene adeguata a partire dal 1° luglio 2021.

-       La
decisione di tassazione fiscale per il 2019 è stata emanata dopo il 1° luglio
2021: l’indennità viene adeguata secondo la nuova base di calcolo a partire dal
primo giorno del mese in cui la decisione è stata emanata.”

 

                               2.3.   Le direttive
amministrative non costituiscono norme giuridiche e non sono vincolanti per il
giudice delle assicurazioni sociali (cfr. STF 9C_631/2019 del 19 giugno
2020 consid. 2.3.; STF 8C_331/2019 del 18 settembre 2019 consid.
4.3.; STF 8C_902/2017 del 12 giugno 2018 consid. 4.2., pubblicata in DTF 144 V
195; STF 8C_688/2011 del 13 febbraio 2012 consid. 3.2.1;
DTF 138 V 50 consid. 4.1 pag. 54; DTF 137 V 434 consid. 4.2 pag. 438; DTF 133 V
169 consid. 10.1 pag. 181).

 

                                         Quest’ultimo deve tenerne
conto per prendere la sua decisione nella misura in cui queste ultime
permettono un’interpretazione delle disposizioni legali applicabili giustificata
nel caso di specie (cfr. STF 8C_214/2020 del 18 febbraio 2021 consid. 3.2; DTF
146 V 224; DTF 146 V 104; STF 8C_405/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 6.1.1;
DTF 142 V 442 consid. 5.2 pag. 445 seg.; DTF 140 V 314 consid. 3.3 pag. 317;
DTF 138 V 50 consid. 4.1; DTF 133 V 587 consid. 6.1
pag. 591; DTF 133 V 257 consid. 3.2 pag. 258 seg.; DTF 132 V
125 consid. 4.4; DTF 132 V 203 consid. 5.1.2; DTF 131 V 286 consid. 5.1.; DTF
131 V 45 consid. 2.3; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; DTF 127
V 57 consid. 3a; STFA I 102/00 del 22 agosto 2000; DTF 125 V 377, consid. 1c,
pag. 379 e riferimenti; SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d, pag. 252, ALV Nr. 86
consid. 2c, pag. 262, ALV Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24,
consid. 3c, pag. 127 e ALV Nr. 98 consid. 4a, pag. 300).

 

                                         Il giudice deve, invece,
scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr.
STF 8C_405/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 6.1.1.; DTF 130 V 229 consid. 2.1.;
STFA H 183/00 dell'8 maggio 2001; DTF 126 V 68 consid. 4b; DTF 125 V 379
consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR 1997 ALV Nr. 86, consid. 2c, pag. 262,
SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c,
pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid. 4a, pag. 300; DTF 120 V 163 consid. 4b,
DTF 119 V 65 consid. 5a; RCC 1992 pag. 514, RCC 1992
pag. 220 consid. 16; DLA 1992 N. 5, consid. 3b, pag. 91; DTF 117 V 284 consid. 4c, DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16 consid. 1, DTF 112 V 233
consid. 2a, DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4
consid. 3a; vedi inoltre Bois, "Procédures
applicables aux requérants d'asile" in RSJ 1988 pag. 77ss; Duc-Greber:
"La portée de l'art. 4 de la
 Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale" in RDS 1992 II
pag. 527; Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn,
Basilea e Francoforte sul Meno 1992, pag. 296-297).

                                         Secondo la giurisprudenza,
infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una
pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze
(DTF 118 V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b). 

 

                               2.4.   Va ancora evidenziato che con
sentenza 9C_53/2021 del 30 giugno 2021, destinata a pubblicazione, il
Tribunale federale ha giudicato il caso di un’assicurata indipendente
(massaggiatrice) che aveva chiesto il versamento di indennità per perdita di
guadagno Corona dal marzo 2020 e la cui richiesta era stata rifiutata dalla
Cassa di compensazione con decisione del 5 maggio 2020, confermata dalla
decisione su opposizione del 19 agosto 2020, perché il reddito da attività
indipendente dell’interessata era inferiore a fr. 10'000.

 

                                         Il
Tribunale delle assicurazioni del Canton Argovia ha accolto il ricorso e
rinviato la causa all’amministrazione per ulteriori accertamenti in merito al
reddito conseguito dall’assicurata nel 2019. I giudici cantonali hanno
accertato che la Cassa ha negato le indennità poiché il limite di fr. 10'000
non è stato raggiunto né prendendo in considerazione la decisione di fissazione
definitiva dei contributi del 2018 datata 13 agosto 2020, né prendendo in
considerazione la decisione di fissazione degli acconti dei contributi per il
2019 del 30 gennaio 2019 (consid. 3.2 sentenza).

                                         I
giudici cantonali hanno stabilito che contrariamente alle direttive non ci si
può fondare unicamente sulle decisioni emesse prima del 17 marzo 2020 ed hanno
annullato la decisione formale, rinviando gli atti alla Cassa per ulteriori
accertamenti in merito al reddito dell’assicurata nel 2019 (consid. 3.2
sentenza).

 

                                         La
Cassa di compensazione ha inoltrato ricorso al Tribunale federale, rilevando
che per una questione di praticabilità e di celerità, si possono prendere in
considerazione, ai fini dell’esame delle condizioni per ottenere le indennità,
solo le informazioni già a disposizione, quali per esempio le decisioni relative
ai contributi di acconto o le tassazioni definitive. Alla luce della
particolarità della situazione, e per evitare abusi, secondo la Cassa non si
possono inoltre prendere in considerazione decisioni sui contributi d’acconto
successive al 17 marzo 2020 (consid. 4 sentenza).

 

                                         Il
Tribunale federale ha stabilito che la Cassa ha deciso per la prima volta in
data 5 maggio 2020 (data della decisione formale e non della decisione su
opposizione) circa il diritto alle indennità e pertanto ha applicato le norme
dell’ordinanza COVID-19 perdita di guadagno in vigore il 5 maggio 2020 (consid.
5.1 sentenza).

 

                                         Al
consid. 5.2 l’Alta Corte ha rammentato il contenuto dell’art. 2 cpv. 3 bis
Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno in vigore all’epoca (la ricorrente deve
essere toccata indirettamente dalle misure del Consiglio federale ed aver
conseguito un reddito tra fr. 10'000 e fr. 90'000). Il Tribunale federale ha
poi evidenziato che l’art. 5 cpv. 2 dell’ordinanza COVID-19 perdita di guadagno
rinvia all’art. 11 della LIPG. 

                                         Dopo
aver citato l’art. 11 cpv. 1 LIPG la cui prima frase prevede che l’accertamento
del reddito medio conseguito prima del servizio è determinante il reddito da
cui sono prelevati i contributi secondo la LAVS e l’art. 7 cpv. 1 OIPG in
vigore all’epoca (l’indennità è calcolata sulla base del reddito determinante
per l’ultimo contributo AVS prima dell’entrata in servizio, convertito in
salario giornaliero medio. Se in seguito viene stabilito un altro contributo
AVS per l’anno del servizio, può essere richiesto un nuovo calcolo
dell’indennità) il Tribunale federale ha stabilito che sia per l’esame delle
condizioni di cui all’art. 2 cpv. 3bis Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno
che per il calcolo dell’indennità ai sensi dell’art. 5 è determinante il
calcolo dei contributi AVS.

 

                                         Per
cui si giustifica anche nell’ambito dell’applicazione dell’art. 2 cpv. 3 bis
Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno far capo alla giurisprudenza relativa
agli art. 11 cpv. 1 LIPG e 7 cpv. 1 OIPG.

 

                                         Al
consid. 5.3 il Tribunale federale ha affermato che ai sensi degli art. 11 cpv.
1 LIPG e 7 cpv. 1 OIPG non solo le decisioni definitive di fissazione dei
contributi ma anche le decisioni relative ai contributi d’acconto sono
determinanti per il calcolo delle indennità (sentenza 9C_253/2014 del 18 luglio
2014, consid. 6.1). Per il Tribunale federale, se l’amministrazione dispone di
una decisione di fissazione dei contributi d’acconto al momento dell’emanazione
della decisione non vi è alcun motivo per non prenderla in considerazione.

 

                                         Di
conseguenza non vi è alcun motivo per non ritenere le decisioni relative ai
contributi d’acconto emesse dopo il 17 marzo 2020 (consid. 5.4).

 

                                         Al
consid. 5.3.2 il Tribunale federale ha inoltre evidenziato che non vi può
essere un rischio di abuso, ritenuto che la Cassa deve esaminare ogni richiesta
di aumento degli acconti dei contributi AVS. Se ritiene che vi possa essere un
abuso, spetta alla Cassa chiedere alla persona assicurata di rendere plausibile
la richiesta di aumento degli acconti. Un adeguamento dei contributi d’acconto
su richiesta della persona assicurata implica che la Cassa abbia almeno
sommariamente esaminato la credibilità del reddito dichiarato. In concreto la
Cassa su richiesta del 6 aprile 2020 della ricorrente, ha adeguato gli acconti
del 2019 il 7 aprile 2020, ossia prima dell’emanazione della decisione formale
del 5 maggio 2020 e la Cassa non fa valere che nel caso di specie vi siano
indicazioni circa un comportamento abusivo da parte della persona assicurata.

 

                                         Per
il Tribunale federale la Cassa ha pertanto violato il diritto federale perché
nell’esaminare le condizioni del diritto all’indennità non ha preso in
considerazione la decisione relativa ai contributi d’acconto del 7 aprile 2020
(consid. 5.3.3). L’applicazione del limite del 17 marzo 2020 per la presa in
considerazione di modifiche dei contributi non è contenuta nell’ordinanza
COVID-19 perdita di guadagno e una volontà in tal senso da parte dell’estensore
dell’ordinanza non emerge dalle spiegazioni relative all’ordinanza. Dagli art.
5 cpv. 2 e 5 cpv. 2 ter dell’ordinanza COVID-19 perdita di guadagno si può solo
concludere che una volta fissata, l’indennità può essere adeguata solo sulla
base dei documenti disponibili fino al 16 settembre 2020.

 

                                         In
conclusione il Tribunale federale al consid. 5.4 ha affermato che nel risultato
la decisione del Tribunale cantonale è corretta, tuttavia essa va precisata
come segue: nella misura in cui il Tribunale cantonale ha rinviato la causa
alla Cassa di compensazione per ulteriori accertamenti relativi al reddito
conseguito nel 2019 senza particolari limitazioni, esso non va seguito. La
Cassa deve limitarsi a prendere in considerazione la decisione di fissazione
dei contributi del 2019 più attuale a sua disposizione al momento
dell’emanazione della decisione (“Verfügungszeitpunkt”). Non deve
invece effettuare ulteriori accertamenti relativi al reddito conseguito nel
2019. 

 

                               2.5.   In concreto, oggetto del contendere è la questione di sapere se il
ricorrente ha diritto alle indennità giornaliere per perdita di guadagno a
causa del coronavirus per il periodo dal 17 settembre 2020 al 30 novembre 2020
(cfr. punto 4 della decisione su opposizione, doc. 1).

 

                                         La Cassa sostiene che
l’interessato non ha diritto ad alcuna prestazione durante il citato periodo
poiché non adempie già ad uno dei presupposti cumulativi previsti dall’art. 2
cpv. 3bis Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno e meglio quello del reddito
annuo soggetto ad AVS di almeno fr. 10'000.

 

                                         Dalle tavole processuali
emerge che al ricorrente nel 2019 sono stati fatturati gli acconti dei
contributi sociali sulla base di un reddito soggetto ad AVS di fr. 0 (zero).
Per l’anno 2019 non è invece stata emessa alcuna decisione definitiva di
fissazione dei contributi e neppure alcuna decisione di tassazione fiscale prima
dell’emanazione della decisione su opposizione.

 

                                         Nella richiesta per ottenere
le indennità giornaliere Corona l’insorgente ha indicato di aver conseguito una
cifra d’affari di fr. 65’765 nel 2015, di fr. 75’650 nel 2016, di fr. 66’007 nel
2017, di fr. 59’470 nel 2018 e di fr. 61’000 nel 2019.

 

                                         Con l’opposizione
l’insorgente ha prodotto la dichiarazione fiscale 2019 dove figura un reddito
da attività indipendente di fr. 19'020 (allegato doc. 2). 

 

                                         L’assicurato
sostiene che sulla base di tale dichiarazione è comprovata la condizione di un
reddito minimo soggetto ad AVS di fr. 10'000.

 

                               2.6.   Questo Tribunale, alla luce
della documentazione agli atti, ritiene che la decisione su opposizione della
Cassa vada confermata (cfr. anche STF 9C_53/2021 del 30 giugno 2021 destinata a
pubblicazione; STCA 42.2020.36
dell’8 marzo 2021, consid. 2.8; STCA 42.2021.36 del 26 luglio 2021 non ancora
cresciuta in giudicato).  

 

                                         Secondo
il marginale 1041.2 CIC hanno diritto all’indennità i lavoratori indipendenti
(…) che nel 2019 hanno conseguito un reddito dell’attività lucrativa soggetto
all’AVS di almeno 10’000 franchi (cfr. art. 2 cpv. 3bis Ordinanza COVID-19
perdita di guadagno). 

 

                                         Ai sensi del marginale
1065 09/20 CIC la base di calcolo dell’indennità per i lavoratori indipendenti
è costituita per principio dal reddito dell’attività lucrativa conseguito
nell’anno 2019. Concretamente si tratta del reddito su cui si fonda il calcolo
dei contributi (contributi d’acconto) per l’anno 2019. Se al momento del
calcolo dell’indennità è già disponibile la decisione di tassazione definitiva
per l’anno 2019, ci si deve basare su quest’ultima. Agli aventi diritto che
hanno già ricevuto un’indennità in virtù della versione dell’ordinanza COVID-19
perdita di guadagno in vigore fino al 16 settembre 2020 continua ad applicarsi
la medesima base di calcolo. 

 

                                         In concreto, non è
contestato che l’insorgente, nel 2019, ha pagato i contributi d’acconto sulla
base di un reddito aziendale di fr. 0, ossia un importo inferiore al limite di
fr. 10'000 di cui all’art. 2 cpv. 3bis Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno,
mentre non è ancora stata emessa alcuna decisione definitiva di
fissazione dei contributi per il 2019 (cfr. anche STF 9C_53/2021 del 30 giugno
2021 destinata a pubblicazione). 

 

                                         Certo, nelle more
processuali l’insorgente ha prodotto la tassazione 2019 emanata il 21 luglio
2021 e da cui emerge un reddito da attività indipendente di fr. 29'000 (doc.
V/1: valore rettificato “sulla base degli elementi noti all’autorità
fiscale, delle indicazioni fornite dal contribuente e dall’insufficiente
disponibilità finanziaria”).

 

                                         Tuttavia, secondo costante giurisprudenza, l'autorità
giudicante deve limitare l'esame del caso alla situazione effettiva che si
presenta all'epoca in cui è stata resa la decisione (su opposizione) impugnata
(in concreto: 10 maggio 2021), ritenuto che fatti verificatisi ulteriormente
possono influire quali elementi di accertamento retrospettivo della situazione
anteriore alla decisione stessa. I fatti accaduti posteriormente e che hanno
modificato questa situazione devono di regola formare oggetto di un nuovo
provvedimento (circa il potere cognitivo dal profilo temporale del giudice
delle assicurazioni sociali cfr. DTF 144 V 210 consid. 4.3.1 con riferimenti,
citata nella sentenza 8C_435/2020 del 23 ottobre 2020, consid. 4.4; cfr.
inoltre la STF 9C_53/2021 del 30 giugno 2021 destinata a pubblicazione, consid.
2.1 dove il Tribunale federale fa riferimento al momento dell’emissione della
decisione formale del 5 maggio 2020 [“Verfügungszeitpunkt”] e consid.
5.4 in cui il Tribunale federale si riferisce ancora al “Verfügungszeitpunkt”). 

 

                                         La
notifica della decisione di tassazione 2019 dopo l’emissione della
decisione su opposizione impugnata che delimita il potere d’esame del giudice
delle assicurazioni sociali, non permette al ricorrente di comprovare di aver
adempiuto il requisito del conseguimento di un reddito soggetto all’AVS
di almeno 10’000 franchi. Del resto l’assicurato non risulta aver mai domandato
un adeguamento dei contributi segnalando alla Cassa divergenze sostanziali del
reddito ex art. 24 cpv. 4 OAVS (ai
sensi del marginale 1155 delle direttive sui contributi dei lavoratori indipendenti
e delle persone senza attività lucrativa nell’AVS/AI e nelle IPG [DIN] si
considera rilevante una divergenza di almeno il 25 per cento tra il reddito
annuo realizzato e quello presumibile; cfr. STCA 30.2019.10 del 3 luglio 2019;
cfr. anche la STCA 42.2020.36 dell’8 marzo 2021, consid. 2.8, pag. 22, dove il
TCA ha inoltre accertato che nella decisione di fissazione dei contributi
figura che “se il suo reddito ha subito modifiche sostanziali, è obbligato
per legge a notificare tali variazioni all’AVS affinché venga aggiornato
l’ammontare dell’acconto trimestrale per l’anno in corso”).

 

                                         In concreto occorre
pertanto far capo alla decisione di fissazione dei contributi d’acconto per il
2019 emanata prima dell’emissione della decisione su opposizione impugnata e
pari a fr. 0, ossia un importo inferiore al limite di fr. 10'000 richiesto
dall’art. 2 cpv. 3 bis Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno per ottenere le
prestazioni. 

 

                                         L’emissione della
decisione di tassazione del 2019 non modifica l’esito della procedura, giacché
determinante per fissare il diritto alla prestazione sono solo la decisione
definitiva di fissazione dei contributi 2019, il reddito AVS dei contributi
d’acconto per il 2019, rispettivamente la tassazione fiscale definitiva 2019,
emesse prima dell’emissione della decisione impugnata (cfr. anche la STF
9C_53/2021 del 30 giugno 2021 destinata a pubblicazione, consid. 2.1 dove il
Tribunale federale fa riferimento al momento dell’emissione della decisione
formale del 5 maggio 2020 [“Verfügungszeitpunkt”] e consid. 5.4 in cui
il Tribunale federale si riferisce ancora al “Verfügungszeitpunkt”). 

 

                                         In simili condizioni
occorre concludere che a ragione la Cassa ha negato il diritto alle indennità
perdita di guadagno Corona per il periodo dal 17 settembre 2020 al 30 novembre
2020.

 

                                         La decisione su
opposizione impugnata va confermata. 

 

                                         Va tuttavia rilevato che
nella decisione su opposizione impugnata del 10 maggio 2021 l’amministrazione
ha informato il ricorrente al punto 6 che “per un’eventuale revisione del
caso - si comunica all’opponente di trasmettere alla Cassa CO 1, la decisione
di tassazione definitiva 2019 non appena ne sarà in possesso” (doc. 1; cfr.
anche la già citata STCA 42.2020.36
dell’8 marzo 2021, consid. 2.8, pag. 22 (in fine) -23). 

 

                                         Gli atti vanno pertanto
trasmessi all’amministrazione affinché decida in merito alla revisione alla
luce della tassazione 2019 del 21 luglio 2021. 

 

                                         Con l’emissione della
decisione di tassazione 2019, trasmessa dal ricorrente al Tribunale, la sua domanda
di sospensione della procedura in attesa della notifica della tassazione
diventa priva di oggetto. 

 

                               2.7.   Il ricorrente ha chiesto al
Tribunale di “prendere in considerazione la mia possibilità di essere
sentito direttamente laddove aveste necessità di ricevere ulteriori
delucidazioni relative al mio caso, prima di prendere una decisione definitiva”
(doc. I).

                                         

                                         Giusta
l'art. 6 n. 1 CEDU, ogni persona ha diritto a un'equa e pubblica udienza entro
un termine ragionevole, davanti a un tribunale indipendente e imparziale
costituito per legge, al fine della determinazione sia dei suoi diritti e dei
suoi doveri di carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che
gli venga rivolta. 

                                         Nel
campo di applicazione dell’art. 6 CEDU rientrano anche i litigi relativi a
prestazioni delle assicurazioni sociali e dell’assistenza sociale (cfr. STF
8C_522/2012 del 2 novembre 2012 consid. 2.3.).

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del Tribunale federale, confermata in DTF 122 V 54 seg.
consid. 3, la pubblicità del dibattimento, imposta dall'art. 6 n. 1 CEDU ed
ormai ancorata anche nella Costituzione svizzera all'art. 30 cpv. 3, dev'essere
principalmente garantita nella procedura di ricorso di prima istanza (cfr. STF
8C_504/2010 del 2 febbraio 2011). Tuttavia, lo svolgimento di un pubblico
dibattimento in materia di assicurazioni sociali presuppone l'esistenza di una
richiesta chiara e inequivocabile di una parte nel corso della procedura
ricorsuale di prima istanza (cfr. STF 8C_751/2019 del 25 febbraio 2020 consid.
2.1.; STF 8C_722/2019 del 20 febbraio 2020 consid. 2.1.; STF 8C_63/2019,
8C_65/2019 dell’11 giugno 2019 consid. 5.1.; STF 8C_528/2017 del 19 dicembre
2017 consid. 1.3., pubblicata in SJ 2018 I 275; STF 8C_186/2017 del 1° settembre
2017 consid. 2.3.; STF 8C_665/2014 del 23 marzo 2015 consid. 4; STF 9C_578/2008
del 29 maggio 2009 consid. 4.8.; DTF 122 V 55 consid. 3a con riferimenti). 

Una semplice richiesta di assunzione di
prove, come ad esempio istanze di audizione personale – nella misura in cui si
traducono in una richiesta di interrogatorio nel senso di un’assunzione di
prove, ma non invece se tendono a esporre il proprio punto di vista personale
sulle risultanze probatorie davanti a un tribunale indipendente – o di interrogatorio
delle parti o di testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per
creare un simile obbligo (cfr. STF 9C_903/2011 del 25 gennaio 2013 consid.
6.3.; SVR 2009 IV Nr. 22 pag. 62; DTF 125 V 38 consid. 2).

                                         L’Alta
Corte ha, inoltre, stabilito che il rifiuto di differire un'udienza pubblica
fondato su motivi obiettivi non è in contrasto con il diritto federale e, in
particolare, con l'art. 6 n. 1 CEDU (sul tema cfr. tuttavia DTF 136 I 279; DTF
127 V 491; STF 8C_504/2010 succitata).

 

                                         In
proposito cfr. pure STCA 38.2018.31 del 12 ottobre 2018 consid. 2.7.; STCA
38.2018.39 del 10 ottobre 2018 consid. 2.8.

 

                                         Nella
presente evenienza - contrariamente a quanto esige la giurisprudenza federale
-, la parte ricorrente non ha formulato un'esplicita richiesta di indire un
pubblico dibattimento, né una richiesta di audizione al fine di esporre il
proprio punto di vista sulle risultanze probatorie, ma ha semplicemente indicato
di prendere in considerazione la possibilità di sentirlo direttamente in caso
di necessità di ricevere ulteriori delucidazioni (doc. I).

 

                                         Il
ricorrente ha, quindi, chiesto l’eventuale assunzione di una prova.

 

                                         Inoltre,
in ossequio dell’art. 29 cpv. 2 Cost, l’insorgente ha potuto far valere le
proprie argomentazioni per iscritto (cfr. STF 8C_550/2017 del 12 gennaio 2018)
e la documentazione già presente agli atti consente al TCA di emanare il
proprio giudizio (valutazione anticipata
delle prove; STF 8C_139/2019 del 18 giugno 2019 consid. 3.3.; STF 9C_847/2017
del 31 maggio 2018 consid. 5.1.; STF 9C_35/2018 del 29 marzo 2018 consid. 6).

                                         L’audizione
dell’assicurato si rivela, pertanto, superflua.

 

                               2.8.   Alla luce di tutto quanto
esposto la decisione su opposizione del 10 maggio 2021 deve essere confermata.

 

                               2.9.   L’art. 61 lett. a LPGA, nel tenore in vigore fino al 31
dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere semplice, rapida, di
regola pubblica e gratuita per le parti; la tassa di giudizio e le spese
di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un comportamento
temerario o sconsiderato.

 

In
data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61
lett. a LPGA prevede ora unicamente che la procedura deve essere semplice,
rapida e, di regola pubblica. 

Dalla
medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo
cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a
spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo
prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un
comportamento temerario o sconsiderato. 

 

Secondo
l’art. 82a LPGA (disposizione transitoria), ai ricorsi pendenti dinanzi al
tribunale di primo grado al momento dell’entrata in vigore della modifica del
21 giugno 2019 si applica il diritto anteriore.

 

                                         In
concreto, il ricorso è del 9 giugno 2021, per cui si applica la nuova
disposizione legale. 

 

                                         Trattandosi
di prestazioni IPG Corona non è stato previsto di prelevare le spese (cfr. art.
1 Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno del 17 marzo 2020 [RU 2020 871; RS
830.31]; U. Kieser, Covid-19 – Erlasse und Sozialversicherungsrecht in
COVID-19. Ein Panorama der Rechtsfragen zur Corona-Krise,
Helbing Lichtenhahn Verlag, Basilea 2020 pag. 741 n. 30).

                                         

                                         Sul tema cfr. anche
la sentenza 8C_265/2021 del 21 luglio 2021.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Gli atti sono trasmessi
alla Cassa CO 1 per i suoi incombenti.

 

                                   3.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                                   4.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti