# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cb14d751-9f8c-5a4b-81c8-8a745dcd9fcc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-04-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 08.04.1998 11.1996.151
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1996-151_1998-04-08.html

## Full Text

Incarto n.

  11.96.00151

  	
  Lugano

  8 aprile 1998/lg

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Galfetti,
  vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire nella causa __.__.______ (___) della Pretura della giurisdizione
di Locarno-Campagna (azione di accertamento) promossa con petizione del 19 settembre 1994 da

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________ (__________)

  (patrocinata
  dall’avv. __________ __________, __________)

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________ (__________)

  (patrocinata
  dall’avv. __________ __________, __________);

   

  

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti di
questione:      1. Se dev’essere accolta l’appellazione del 18 settembre
1996 presentata da __________ __________ contro la sentenza emessa l’11 luglio
1996 dal Pretore della giurisdizione di Locarno-Campagna;

 

                                         2.
  Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   __________ __________
__________ (1910), cittadina germanica già
domiciliata ad __________, è deceduta a __________ (__________) __________
1994. Con testamento pubblico del 1° agosto 1994
essa ha disposto dei propri beni come segue:

 

                                         Geschehen zu __________ in der __________ -__________
-__________ __________ Zimmer Nr. __________ am __________ neunzehnhundertvierundneunzig

                                                                                –
__________ 1994 –

                                         wohin sich der Notar auf Wunsch
begeben hat.

                                         Gegenwärtig:
__________ __________ __________, __________ in __________.

                                         Anwesend
ist, aus ausgewiesen durch Reisepass:

                                         __________
__________ __________ __________ geb. __________,

                                         geboren
am __________ 1910 in __________,

                                         wohnhaft
__________ in __________ __________,

                                         verwitwet.

                                         Sie ist nach überzeugung des Notars unbedenklich geschäfts-
und testierfähig. Hiervon hat sich der Notar aufgrund der eingehenden Unterhaltung
mit der Erschienenen überzeugt. __________ __________ ist nach ihren Angaben zweimal
verheiratet gewesen und zweimal verwitwet. Aus 1. Ehe hat sie eine Tochter,
__________ __________ geb. __________n, jetzt verheiratete __________.

                                         Sie möchte durch mündliche Erklärung
ein Testament errichten. Davon ist sie nacht ihren Angaben  weder durch Erbverträge
noch durch frühere gemeischaftliche Testament gehindert.

                                         Sie erklärt zur öffentlichen Beurkundung
folgendes

 

                                         Testament

 

                                         I.

                                         Alle
früheren letztwilligen Verfügungen widerrufe ich
hiermit.

                                         II.

                                         Ich setze __________ __________ __________ geb.
__________, wohnhaft __________ __________,____________________, zu meiner Alleinerbin
ein.

                                         Ersatzerben
bestimme ich nicht.

                                         III.

                                         (...) 

                                         IV.

                                         Über
Pflichtteilsrechte meiner Tochter wurde ich belehrt. Die Kosten der Urkunde trage
ich. Der Wert meines Reinvermögens beträgt ca. 4,5 Millionen Schweizer Franken.

                                         Ich beantrage eine Abschrift für
mich und eine Abschrift für die Akten des Notars.

                                         Die Urkunde wurde __________
__________ vom Notar vorgelesen, vor ihr genehmigt und eingenhändig unterschrieben
wie folgt:

                                         (seguono le firme )

 

                                         __________
__________ ha successivamente designato, il 4 agosto 1994, l’avv. __________
__________ quale esecutore testamentario.

 

                                  B.   Con petizione del 19
settembre 1994 __________ __________, figlia unica di __________ __________, ha
convenuto davanti al Pretore della giurisdizione di Locarno-Campagna __________
__________, chiedendo di accertare che essa, come erede necessaria, ha diritto
alla quota legittima di ¾, che le disposizioni del testamento pubblico datato
1° agosto 1994 eccedenti la porzione
disponibile di ¼ devono essere ridotte a suo favore e che la convenuta ha
l’obbligo di dividere l’eredità con lei secondo il diritto svizzero, riservate
le azioni previste da tale diritto. Nella sua risposta del 9 dicembre 1994
__________ __________ ha parzialmente aderito alla petizione e ha proposto che
le disposizioni del testamento pubblico del 1° agosto
1994 eccedenti la porzione disponibile di ½ siano ridotte a favore
dell’attrice, cui compete la quota di ½ della successione, mentre ha ritenuto applicabile
alla divisione della successione il diritto __________. Nei successivi atti
scritti ogni parte ha mantenuto le proprie posizioni.

 

                                  C.   Il 13 luglio 1995
__________ __________ ha presentato domanda di mutazione dell’azione, chiedendo
di accertare che essa è unica erede di __________ __________, che a favore di
__________ __________ va devoluta a titolo di porzione legittima la pretesa al
pagamento di un importo in denaro pari alla metà del valore della successione e
che alla divisione dell’eredità è applicabile il diritto germanico. All’udienza
del 15 settembre 1995 l’attrice non si è opposta alla mutazione dell’azione.

 

                                  D.   Esperita
l’istruttoria, le parti hanno ribadito le loro domande di giudizio nei
rispettivi memoriali conclusivi. Il dibattimento finale ha avuto luogo il 29
maggio 1996.

 

                                  E.   Statuendo l’11 luglio
1996, il Pretore ha accertato che alla successione è applicabile il diritto
germanico, che unica erede di __________ __________ è __________ __________ e
che a __________ __________ spetta la metà del valore dell’attivo netto della
sostanza relitta. Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 15’000.–, sono
state poste a carico dell’attrice, con obbligo di rifondere alla convenuta fr.
60’000.– di ripetibili.

 

                                  F.   Contro la citata
sentenza __________ __________ è insorta con un appello del 18 settembre 1996
nel quale chiede che la sua petizione sia accolta e il giudizio del Pretore
riformato di conseguenza. Nelle sue osservazioni del 23 ottobre 1996 __________
__________ conclude per la reiezione dell’appello e per la conferma della
sentenza impugnata.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   La competenza per
territorio del Pretore della giurisdizione di Locarno-Campagna non è in
discussione, visto che __________ __________, cittadina __________, era
domiciliata ad __________ al momento del decesso (art. 86 cpv. 1 LDIP). Per l’art.
90 cpv. 1 LDIP la successione di una persona con ultimo domicilio in Svizzera è
regolata dal diritto svizzero; tuttavia lo straniero può, per testamento o
contratto successorio, sottoporre la successione a uno di suoi diritti
nazionali (cpv. 2 prima frase). In concreto è litigiosa la questione di sapere
se dal testamento pubblico del 1° agosto 1994 la disponente risulti avere assoggettato
la sua successione al diritto germanico.

 

                                   2.   Il Pretore ha
ritenuto che in concreto fosse applicabile alla successione la legge germanica
poiché nel testamento pubblico del 1° agosto 1994 egli ha intravisto una professio
iuris a favore di tale diritto. Come indizio della volontà della testatrice
egli ha considerato la designazione di erede unica (Alleinerbin) della
convenuta, a esclusione alla propria figlia, unita alla consapevolezza, una
volta informata dal notaio sul contenuto del diritto germanico, che così
facendo riduceva le pretese della figlia alla porzione legittima, per tacere
del fatto che la figlia non è praticamente menzionata nel testamento, ciò che
contrasterebbe con l’asserita fine dei conflitti tra madre e figlia. Il Pretore
ha ritenuto inoltre che la testatrice intendeva rendere tacitamente applicabile
alla successione il suo diritto nazionale poiché sulla porzione legittima dei
figli essa era perfettamente consapevole delle differenze tra il diritto
svizzero e quello tedesco; per di più essa aveva già manifestato in precedenza
l’intenzione di lasciare alla figlia il meno possibile e al momento di fare
testamento aveva espresso verbalmente al notaio la volontà di sottoporre la sua
successione al diritto germanico. Sulla base di tali elementi il Pretore ha
ritenuto che l’ipotesi di avere deliberatamente tralasciato la professo iuris
per favorire la figlia non risultava sufficientemente avvalorata da indizi e ne
ha concluso che nel suo testamento del 1° agosto 1994 la disponente aveva
implicitamente professato la volontà di applicare alla sua successione la sua
legge nazionale. Egli ha accertato così che l’attrice non era erede della madre
e che le spettava pertanto una porzione legittima pari alla metà del valore della
quota ereditaria, ossia metà dell’attivo netto della sostanza relitta.

 

                                   3.   L’appellante
sostiene che il Pretore ha completamente sovvertito le regole di interpretazione
di una disposizione a causa di morte, tralasciando il fatto che la volontà
della testatrice di scegliere il diritto germanico non emerge minimamente dal
contenuto del testamento e ammettendo che tale volontà possa essere ricavata
esclusivamente da elementi estrinseci. Essa rileva inoltre che il primo giudice
ha valutato arbitrariamente le circostanze a favore della professo iuris,
omettendo di esaminare gli elementi contrari che dimostrerebbero persino la
mancanza di un animus testandi. A detta dell’appellante, infine,
non spettava a lei provare che l’implicita volontà desunta unicamente da
elementi estrinseci non potesse essere considerata la vera volontà della defunta.

 

                                   4.   È pacifico anzitutto
che una professio iuris deve essere contenuta in una disposizione per
causa di morte (Dutoit, Commentaire
de la loi fédérale du 18 décembre 1987, Basilea e Francoforte sul Meno, 2a
ed. 1997, n. 4 ad art. 90). Indiscusso è altresì, nel caso in esame, che
il testamento pubblico del 1° agosto 1994 non contiene alcuna professio iuris
esplicita a favore del diritto nazionale della testatrice. Ora, il Tribunale
federale ha avuto modo di stabilire che la scelta del proprio diritto nazionale
non deve necessariamente essere esplicita, ma che il testatore può anche riferirvisi
in modo approssimativo o persino implicito, purché il testo della disposizione
per causa di morte contenga indizi univoci, gli elementi estrinseci potendo
servire a interpretare le indicazioni che emergono dal testo, ma non a supplire
o a sostituire il medesimo (DTF 111 II 19 consid. 3c, 109 II 406 consid. 2b).
Oltre a ciò, l’intenzione di optare per il proprio diritto nazionale deve
evincersi senza equivoci dal testo del testamento (Bucher, Droit international privé, tomo II, Basilea 1992,
pag. 307 n. 942; Heini, IPRG Kommentar,
Zurigo 1993, pag. 759).

 

                                   5.   Nella fattispecie,
contrariamente a quanto reputa il Pretore, il testamento del 1° agosto 1994 non
consente di scorgere indizi univoci suscettibili di confermare l’intenzione
della testatrice di sottoporre la sua successione al diritto germanico. Intanto
la designazione di un erede unico non è estranea al diritto svizzero. Ogni testatore
può infatti, anche nell’ordinamento giuridico elvetico, designare un terzo
quale suo erede universale. Diverse sono, se mai, le conseguenze giuridiche di
tale designazione. Se per il diritto germanico, dandosi un unico erede
istituito, l’erede legittimo non ha più qualità di erede e può far valere solo
nei confronti dell’erede istituito un credito pari alla metà del valore della
successione (§ 2303 BGB), per il diritto svizzero egli mantiene invece qualità
di erede (art. 560 cpv. 1 CC). Dal testamento di __________ __________ non si
evince, neppure implicitamente, che designando come sua unica erede la convenuta
e riducendo la figlia alla porzione legittima la defunta intendesse negare alla
figlia qualità di erede, come stabilisce il § 2304 BGB. Ciò risulta essere
tutt’al più, una volta ancora, una conseguenza giuridica della designazione di
un erede unico secondo il diritto tedesco. La testatrice poteva senz’altro
sapere, perché edotta dal notaio rogante, che con l’istituzione di un erede
unico secondo la legge germanica le pretese della figlia si sarebbero ridotte
alla porzione legittima, ma ciò non è decisivo, già per il fatto che in
siffatte evenienze il discendente è ridotto alla quota legittima anche secondo
il diritto svizzero (art. 470 cpv. 1 CC). Del resto, il Tribunale federale ha
precisato che nei rapporti intercantonali la semplice consonanza sostanziale di
un testamento con la norma di un Cantone di cui il disponente ha l’attinenza
non bastava per privare i fratelli e sorelle della legittima (DTF 109 II 407 consid.
3b). Non vi è motivo di scostarsi da tale principio interpretativo nella
fattispecie in rassegna.

 

                                   6.   Non può essere
seriamente contestato che i rapporti tra l’attrice e la madre fossero pessimi.
Il solo fatto che nel testamento non sia menzionata la figlia se non per quanto
riguarda la porzione legittima non basta tuttavia per concludere che il diritto
nazionale applicabile alla successione di __________ __________ sia quello
tedesco. La disposizione a causa di morte, nel suo tenore letterale, prova
unicamente che la testatrice è stata informata dal notaio circa la quota
legittima spettante alla figlia. La freddezza e l’indifferenza dei termini
usati nel testamento non sono – contrariamente a quanto opina il Pretore –
criteri d’interpretazione pertinenti e non permettono di individuare una scelta
del diritto applicabile alla successione. È invero possibile che la testatrice
abbia espresso verbalmente al notaio la sua intenzione di optare per il diritto
germanico (deposizione Nagel e doc. 7) e di non voler sottoporre la successione
al diritto svizzero, ma dal testamento pubblico del 1° agosto 1994 nulla
risulta al riguardo. Si aggiunga che nelle precedenti disposizioni per causa di
morte lasciate dalla testatrice (contratti successori del 18 agosto 1983 e del
17 marzo 1986, revoca del secondo contratto successorio del 1° ottobre 1987 e
testamento pubblico del 13 novembre 1990) l’appli-cabilità del  diritto
germanico è sempre stata esplicita (doc. 1 e 4) o almeno accennata (doc. 2).
Quanto alle altre circostanze addotte dalla convenuta e riprese dal Pretore (consid.
4.2 b), esse sono tutte estrinseche al tenore del testamento e non possono
sostituire il medesimo (DTF 109 II 406 consid. 2b in fine), né un testamento
può essere integrato secondo la volontà ipotetica della testatrice (DTF 111 II
19 consid. 3c; 104 II 340; Druey,
Grundriss des Erbrechts, Berna 1997, pag. 147 n. 15 con riferimenti di
dottrina).

 

                                   7.   Se ne conclude che
l’appello è provvisto di buon diritto e il giudizio del Pretore va riformato
nel senso di accogliere la petizione. Gli oneri processuali seguono la soccombenza
tanto in prima quanto in seconda sede (art. 148 cpv. 1 CPC). L’attrice, parte
vincente, ha diritto a un’equa indennità a titolo di ripetibili per entrambi i
gradi di giurisdizione.

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:               I.   L’appello è accolto e la
sentenza impugnata è così riformata:

 

1. La petizione è accolta ed è accertato che:

– alla successione di __________ __________ __________
è applicabile il diritto svizzero;

– __________ __________, nata __________, è figlia a
unica di __________ __________ __________;

– le disposizioni del testamento pubblico del 1°
agosto 1994 eccedenti la porzione disponibile di  un quarto sono ridotte a
favore di __________ __________, cui compete la quota di tre quarti.

 

2. La tassa di giustizia di fr. 15’000.– e le spese
sono poste a carico della convenuta, che rifonderà all’attrice fr. 60’000.– per
ripetibili.

 

                                   II.   Gli oneri processuali,
consistenti in:

                                         a) tassa di
giustizia      fr. 7’500.–

                                         b) spese                         fr.     
50.–

                                                                                fr.
7’550.–

                                         da
anticipare dall'appellante, sono posti a carico di __________ __________, che
rifonderà a __________ __________ fr. 10’000.– per ripetibili di appello.

 

                                   III.   Intimazione a:

                                         – avv. __________
__________, __________;

                                         – avv. __________
__________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Campagna.

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        La segretaria