# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b27485e2-a78c-596b-b4b0-9c07fef79c79
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-02-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.02.2022 32.2021.60
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2021-60_2022-02-21.html

## Full Text

Incarto
  n.

  32.2021.60

   

  PC/sc

  	
  Lugano

  21 febbraio 2022             

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

   

  
	
   

  
	
   

  
						

composto dei giudici:   Daniele
Cattaneo, presidente,

                                         Raffaele
Guffi, Ivano Ranzanici

 

redattrice:                       Paola
Carcano, vicecancelliera

 

segretario:                      Gianluca
Menghetti     

 

 

 

statuendo sul
ricorso del 5 maggio 2021 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 16 marzo 2021 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato il __________ 1961
- dipendente in qualità di panettiere al 100% a tempo indeterminato dal 5
luglio 1993 presso la __________ di __________, in malattia dal 20 giugno 2017
- in data 30 ottobre/6 novembre 2017 ha inoltrato una domanda volta
all’ottenimento di prestazioni AI per adulti, in quanto affetto da ernia
ombelicale, diastasi muscoli retti, fistola anale (pag. 6-11, 27, 43-48, 81 e
147 incarto AI).

Il 19 aprile 2018 il datore di lavoro ha notificato a RI 1 “l’interruzione
del rapporto di lavoro” dal 31 luglio 2018, “considerata la sua
prolungata assenza e non avendo un impiego da garantire, scaduto il periodo di
protezione dal licenziamento” (pag. 101-102 incarto AI)

Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, l’Ufficio assicurazione
invalidità (di seguito: UAI) con decisione del 9 gennaio 2019 (preavvisata il 9
novembre 2018; pag. 253-157 incarto AI) ha rifiutato all'assicurato il diritto
a prestazioni AI, 

stabilendo un grado di invalidità del 16% (pag. 168-172 incarto AI).

                               1.2.   Con decreto 32.2019.38 del 20
marzo 2019 (pag. 208-211 incarto AI), il TCA ha stralciato la causa “dai
ruoli per intervenuta transazione, nota alle parti e consistente
nell'annullamento della decisione impugnata del 9 gennaio 2019, nel rinvio
degli atti all'Ufficio assicurazione invalidità al fine di espletare i
necessari accertamenti, e all'emissione di una successiva nuova decisione, che
viene omologata” (pag. 210 incarto AI).

Questa decisione è cresciuta, incontestata, in giudicato.  

 

                               1.3.   RI 1 è a carico della pubblica
assistenza dal 1° agosto 2019 (doc. 260 incarto AI).

 

                               1.4.   Ritornati gli atti, l’UAI ha
esperito gli accertamenti medici ed economici del caso e, in particolare, ha
acquisito agli atti la perizia pluridisciplinare (medicina interna, chirurgia, reuma-tologia,
neurologia, psichiatria e psicoterapia con test psicodiagnostici) del __________
(di seguito: __________) di __________ del 18 dicembre 2020 (pag. 286-452
incarto AI), il rapporto finale dell’11 gennaio 2021 della consulente in
integrazione professionale (di seguito: CIP; pag. 462-464 incarto AI), il
rapporto finale del 12 gennaio 2021 del medico SMR (dr. med. __________; pag. 465-469
incarto AI) e il calcolo economico (pag. 470-479 incarto AI).

 

                               1.5.   L’amministrazione, con
progetto di decisione del 14 gennaio 2021 ha preavvisato all’assicurato il
riconoscimento di una rendita intera di invalidità (grado di invalidità del
100%) dal 1° luglio 2018 (alla scadenza dell'anno di attesa ex art. 28 LAI)
limitatamente al 31 gennaio 2019 (trascorsi 3 mesi dall'ogget-tivato
miglioramento dello stato di salute a partire dal 1° novembre 2013 ex art. 88a
cpv. 1 OAI), stabilendo, per il periodo successivo, un grado di invalidità del 24%
(pag. 483-487 incarto AI). Nella medesima occasione ha pure precisato quanto
segue: “(…) Misure d’ordine professionale non sono attuabili. Si resta a
disposizione, su specifica richiesta, per un aiuto al collocamento. (…)”
(pag. 485 incarto AI).

 

                               1.6.   Dopo aver ricevuto le osservazioni
del 10 febbraio 2021 dell’as-sicurato, patrocinato dall’avv. RA 1 (pag. 495-496
incarto AI), l’UAI, con decisione del 16 marzo 2021, ha confer-mato
integralmente il progetto di decisione (pag. 507-509 e 500-504 incarto AI).

                                         

                               1.7.   Contro la precitata decisione
l’avv. RA 1, per conto dell’assicurato, ha inoltrato un tempestivo ricorso al
TCA postulandone l'annullamento e, in via principale, “il signor RI 1 è
posto a beneficio di rendita di invalidità, sub. Il ricorrente è posto a
beneficio dei necessari provvedimenti di integrazione (provvedimenti di
reinserimento e provvedimenti professionali)” rispettivamente, in via
subordinata, “gli atti sono ritornati all’UAI al quale è ordinato di
esperire nuovi accertamenti medici e di emanare di seguito un nuovo progetto di
decisione” (doc. I, pag. 10).  

Sostanzialmente il rappresentante del ricorrente contesta la valutazione medica
(in particolare chirurgica e psichiatrica) operata dall’amministrazione,
ribadendo anche in questa sede che il suo assistito è inabile al 100% sia in
attività adeguate sia nell’attività abituale, a causa degli impedimenti
riconducibili alle patologie psichiatriche a cui si aggiungono le affezioni di
natura somatica (incontinenza fecale e importanti algie). In particolare rileva
quanto segue: 

 

" (…)
L'asserita, non data capacità lavorativa al 90% sarebbe data esclusivamente in
attività manuale leggera semplice e ripetitiva in un ambiente supportivo e
tollerante, senza grandi richieste di performance e pianificazione.

Si tratta a ben vedere di un'attività che non esiste, né è
sufficientemente rappresentata nel mercato del lavoro svizzero, ancorché
equilibrato. L'attività si avvicina ed anzi a nostro modo di vedere sfocia in
un'attività protetta inesistente nel mercato equilibrato del lavoro e che non
può pertanto essere considerata.

Ne discende che non è possibile ammettere una quasi piena capacità
lavorativa in capo al signor RI 1, il quale presenta tutta una serie di
impedimenti di natura motoria e valetudinaria (limiti nello svolgere lavoro
manuali, leggeri, medio-pesanti e pesanti, con neces-sità di cambiare la
postura), soffre di crisi e scariche intestinali ricorrenti e d'incontinenza
(interruzioni del lavoro, impossibilità a pianificare il lavoro e il tempo,
riduzione della resa, pause, ecc.) e presenta una grave patologia psichiatrica
che ne limita ampiamente la resa, la capacità lavorativa e l'interazione con i
terzi (rischio di passare all'atto).

18. 

Infine, anche il Dr. __________, con rapporto del 22 febbraio
2021, conferma l'avvenuto aggravamento della condizione psichica del suo
paziente, aggravamento portato in parte dalle condizioni economiche e legato
dai disagi legati all'incontinenza fecale e al successivo licenziamento.

Egli chiede una nuova valutazione delle condizioni psichiche (cfr. rapporto
medico).

Le conclusioni della perizia psichiatrica effettuata per ordine
dell'UAI, sono dunque ancora una volta recisamente contestate.

Si consideri poi, in aggiunta a tutto quanto precede, che il
ricorrente oltre alla patologia psichiatrica soffre d'incontinenza fecale,
dolori diffusi e gastrite. Queste circostanze benché rilevate in sede peritale
non sono state considerate influenti ai fini della valutazione della sua
residua capacità lavorativa.

Ad esempio non si considera, a torto, il fatto che il problema
dell'incontinenza fecale impone l'interruzione regolare dell'attività
lavorativa e la permanenza in bagno ripetuta (7-8 volte al giorno come da atti
medici). Già solo questi aspetti - sui quali il ricorrente non ha alcun margine
di manovra - riducono non solo il tempo di lavoro disponibile, ma pure la resa.

I problemi d'incontinenza comportano limitazioni tali da ridurre la capacità
lavorativa del ricorrente da intendere quale durata del lavoro, dovendo egli
intercalare diverse pause per gestire i dolori e l'incontinenza.

Si rimanda in tal senso alle certificazioni agli atti dei medici che si sono
occupati e che si occupano tutt'ora del signor RI 1 e che accertano un'IL del
100%.

Difatti il SMR non considera quale impedimento la necessità di
fare delle pause. Evidentemente a torto.

A ciò si aggiunga il fatto che il ricorrente non può concentrarsi, né dedicarsi
ad attività intense o che impongano una certa durata costante. Egli deve
necessariamente trovarsi nelle vicinanze di un bagno. La paura dell'urgenza e
l'urgenza stessa ne limitano la capacità di concentrazione e la resa.

La capacità lavorativa dell'assicurato dev'essere dunque
considerata nel suo complesso e non può essere ammessa secondo la Dr.ssa __________
in nessuna misura (…).” (doc. I, pag. 7 e 8)

                                         A suffragio delle proprie
argomentazioni ha prodotto il rapporto medico del 3 marzo 2021 della dr.ssa
med. __________, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia (doc. A4) e il
rapporto medico del 22 febbraio 2021 del dr. med. __________, specialista FMH
in medicina generale e medico di famiglia dell’assicurato (doc. A 5).

Il rappresentante del ricorrente contesta pure la valutazione economica operata
dall’amministrazione, in particolare il reddito da invalido, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. I, pag. 8 e
9).

 

                                         Concludendo, il
patrocinatore dell’insorgente osserva pure che: 

 

" 21. 

In ogni caso non è dato comprendere - e la
decisione in tal senso è pure contestata - per quali motivi non sia possibile
porre l'assicurato al beneficio dei necessari provvedimenti professionali e/o
di integrazione. Si rinnova dunque la richiesta di accordare provvedimenti
professionali al ricorrente viste le indubbie difficoltà di quest'ultimo a
reintegrare il mondo del lavoro.

22. 

Di conseguenza, tenuto altresì conto di quanto discusso per gli
aspetti medici, la decisione dell'UAI dev'essere annullata e va riconosciuta al
ricorrente una rendita d'invalidità.

23. 

Nella denegata ipotesi in cui cod. lod. Tribunale non intendesse
aderire a quanto precede, tenuto conto che di tutta evidenza le conclusioni
della perizia pluridisciplinare sono errate, l'assicurato presentando
impedimenti che non sono stati - a torto - considerati e, riconducibili alle
note ed oggettivate patologie psichiatriche e somatiche, chiediamo che la
decisione dell'UAI sia annullata e che sia ordinato all'UAI di far esperire una
nuova perizia in particolare in ambito psichiatrico. (…)”. (doc. I, pag. 9)

 

                               1.8.   Nella risposta del 18 giugno
2021 l'UAI, ha postulato la reiezione del ricorso - sulla base del complemento
peritale del __________ del 27 maggio 2021 (doc. V-1) - con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. VI).

 

                               1.9.   Il 30 giugno 2021 l’avv. RA 1
ha comunicato al TCA quanto segue:

 

" (…) Il
signor RI 1 non può, che contestare la risposta dell'UAI, nonché il complemento
medico prodotto dall'amministrazione. Ciò vale sia per quanto attiene al
contenuto e alle conclusioni, sia poiché gli aspetti di natura medica avrebbero
dovuto essere istruiti ai sensi della LPGA e della LAI in sede di procedura
amministrativa e non nel contesto della procedura contenziosa giudiziaria
dinanzi a codesto lod. Tribunale.

Egli stigmatizza altresì il fatto di aver dovuto attivare una
procedura ricorsuale onerosa per veder l'amministrazione eseguire gli
accertamenti (lo si ribadisce, contestati) che avrebbe comunque dovuto fare in
fase pre-processuale. (…)” (doc. VIII)

                                      

                             1.10.   Il 12 luglio 2014 (recte:
2021) l’avv. RA 1 si è riconfermato soffermandosi su alcuni punti (in particolare,
puntualizzando che le “conclusioni rese dai medici Al, peraltro - Io si
ribadisce - in ambito ricorsuale, ovvero contenzioso, circostanza che di per sé
priva le considerazioni della Dr.ssa __________ di qualsivoglia equidistanza e
valenza probante. Ciò vale a fortiori laddove l'UAl non ha nemmeno rispettato i
diritti di partecipazione che la legge riconosce all'assicurato, violando al
contempo il suo diritto di essere sentito nella sua declinazione della
partecipazione all'assunzione delle prove.”; doc. X, pag. 10), nelle
proprie tesi e domande, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei
considerandi di diritto (doc. X). A suffragio delle proprie argomentazioni ha
prodotto il rapporto medico del 12 luglio 2021 della dr.ssa med. __________ (doc.
B).

 

                             1.11.   Nelle osservazioni del 10
settembre 2021 l'UAI, ha postulato la reiezione del ricorso - sulla base del
complemento peritale del __________ del 23 agosto 2021 (doc. XIV-1) - con
argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc.
XIV). 

 

                             1.12.   Il 29 settembre 2021 l’avv. RA
1 ha comunicato al TCA quanto segue:

 

" (…)
Premetto che l'UAI, nella misura in cui ha ritenuto necessario chiedere
nuovamente il parere di uno specialista, avrebbe dovuto interpellarne un
diverso, posto come d'ingresso era evidente che la Dr.ssa __________ avrebbe
riconfermato una posizione già ribadita a più riprese.

(…).

In particolare, si nota che si è ancora in presenza di una differente
valutazione del caso da parte delle due specialiste che indicano due diverse
diagnosi.

(…).

La posizione della Dr.ssa __________ era e resta dunque senz'altro atta a far
nascere più di un ragionevole dubbio in merito alle conclusioni della Dr.ssa __________.

(…).

Visto quanto precede, sono a confermare integralmente la richiesta di
accoglimento del ricorso di data 5.5.2021, con richiesta aggiuntiva a cod. Lod.
Tribunale di far esperire una perizia giudiziaria.” (doc. XVI)

                                         

                                         A suffragio delle proprie
argomentazioni ha prodotto il rapporto medico del 25 settembre 2021 della
dr.ssa med. __________ (doc. C).

 

                             1.13.   Nelle osservazioni del 12 novembre
2021 l'UAI, ha postulato la reiezione del ricorso - sulla base del complemento
peritale del __________ del 25 ottobre 2021 (doc. XX-1) e del complemento
peritale dell’8 ottobre 2021 della dr.ssa med. __________, specialista FMH in
psichiatria e psicoterapia (doc. XX-2) - con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. XX).

                                        

                             1.14.   Il 29 novembre 2021 l’avv. RA
1 ha comunicato al TCA quanto segue:

 

" (…) appare
d’acchito evidente che permane una netta discrepanza tra le valutazioni
esperite dalla Dr.ssa __________ e quelle della curante.

(…).

Visto quanto precede, sono a confermare integralmente la richiesta di accoglimento
del ricorso di data 5.5.2021, con richiesta aggiuntiva a cod. Lod. Tribunale di
far esperire una perizia giudiziaria, in effetti, si nota che permane una netta
discrepanza di posizione tra le due specialiste senz'altro atta a far nascere
più di un ragionevole dubbio in merito alle conclusioni del perito
assicurativo. (…)” (doc. XXII)

 

                                         A suffragio delle
proprie argomentazioni ha prodotto il rapporto                                          medico
del 26 novembre 2021 della dr.ssa med. __________ (doc. C).

 

                             1.15.   Nelle osservazioni del 21 novembre
2021 l'UAI, ha postulato la reiezione del ricorso - sulla base del complemento
peritale del __________ del 15 dicembre 2021 (doc. XXVI-1) - con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. XXVI).

                             1.16.   Il 27 dicembre 2021 l’avv. RA
1 si è riconfermato nelle proprie tesi e domande (doc. XXVIII). Il doc. XXVIII
è stato trasmesso, per conoscenza, all’UAI (doc. XXIX).

 

                                         in diritto

                                         

                                         in ordine

 

                               2.1.   Per quanto riguarda la
tempestività del ricorso, il legale dell’insorgente rileva di aver ricevuto la
decisione contestata, inviata per posta semplice, il 22 marzo 2021 (doc. I,
pag. 2). 

 

                                         Secondo la giurisprudenza,
l’onere della prova dell’avvenuta notifica di una decisione incombe
all’autorità amministrativa (DTF 115 V 113 con riferimenti). Qualora la
notifica o la relativa data siano contestate, in caso di dubbio fa stato la
versione fornita dal destinatario (DTF 103 V 66 consid. 2a). 

 

                                         Nel caso concreto, nella
risposta di causa l’Ufficio AI ha fatto presente di non essere in grado di
accertare la data di ricezione della decisione contestata da parte
dell’assicurato, poiché non inviata per raccomandata ma per posta semplice
(doc. VI, pag. 2). 

 

                                         Siccome non vi sono motivi
per dubitare della versione del ricorrente, il presente ricorso è da ritenere
tempestivo, essendo stato inoltrato all’ufficio postale il 5 maggio 2021 (cfr.
traccia-mento invio raccomandata n. __________ in 

https://service.post.ch/ekp-web/ui/list),
ossia entro 30 giorni dalla notifica della decisione impugnata (cfr. art. 60
cpv. 1 LPGA), tenuto conto della sospensione dei termini dal settimo giorno
precedente la Pasqua al settimo giorno successivo alla Pasqua incluso (cfr.
art. 11 lett. a Lptca). 

 

                                         Ne consegue che il ricorso
è tempestivo.

 

                                         nel merito

 

                               2.2.   Oggetto del contendere è
sapere se è l'assicurato ha diritto ad una rendita di invalidità intera anche
successivamente al 31 gennaio 2019 oppure se tale prestazione deve essere soppressa.

Il rappresentante dell’assicurato non contesta difatti la decisione
dell’UAI, nella misura in cui ha riconosciuto al suo cliente, una rendita
intera (grado di invalidità: 100%) di invalidità dal 1° luglio 2018 (alla
scadenza dell'anno di attesa ex art. 28 LAI) fino al 31 gennaio 2019. Per
contro egli censura invece che essa sia stata limitata al 30 gennaio 2019,
visto che lo stato di salute del suo assistito non sarebbe migliorato a
decorrere dal 1° novembre 2018, contrariamente a quanto ritenuto
dall’amministrazione, in base a quanto indicato dai periti del __________ e dal
SMR.

 

                               2.3.   Secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI
in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità s'intende l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio.

                                         Gli elementi fondamentali
dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono dunque un danno alla
salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.

                                         Occorre quindi che il
danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,
perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité
dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea e Francoforte sul Meno
1991, pag. 216 segg.).

                                         Per incapacità al lavoro
s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla
salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente
esigibile nella professione o nel campo di attività abituale. In caso
d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione
anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6
LPGA).

                                         L'incapacità al guadagno è
definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in
considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e
che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure
d'integrazione ragionevolmente esigibili.

                                         Secondo l’art. 8 cpv. 1
LPGA, è considerata invalidità l’incapacità al guadagno totale o parziale
presumibilmente permanente o di lunga durata.

                                         La nozione d'invalidità di
cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico,
non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).

 

                                         L'art. 28 cpv. 1 LAI
prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al
guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere
ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione
ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA)
almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al
termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.

                                         L'art. 28 cpv. 2 LAI
prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%.

                                         Tuttavia, il diritto alla
rendita nasce al più presto dopo 6 mesi dalla data in cui l'assicurato ha
rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA,
ma al più presto a partire dal mese seguente il compimento dei 18 anni (art. 29
cpv. 1 LAI).

 

                                         In virtù dell'art. 28a
cpv. 1 LAI, per valutare l'invalidità di un assicurato che esercita un'attività
lucrativa si applica l'articolo 16 LPGA. Il Consiglio federale definisce il
reddito lavorativo determinante per la valutazione dell'invalidità.

                                         Ai sensi dell'art. 16
LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito
del lavoro che l'assicurato conseguirebbe dopo l'insorgenza dell'invalidità e
dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) ed il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Si confronta perciò il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello che egli può tuttora realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di
eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi;
DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84
consid. 1b).

 

                                         Nel confronto dei redditi
la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei
all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini
fisiche e psichiche e l'età dell'assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit., pag. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende, d'altra parte, dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TF i due redditi,
dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno
stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati
sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV
Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                                         Nella DTF 107 V 21 consid.
2c, la Corte federale ha stabilito che l'assicurazione per l'invalidità non è
tenuta a rispondere qualora l'assicurato, in ragione della sua età, di una
carente formazione oppure a causa di difficoltà di apprendimento o
linguistiche, non riesce a trovare concretamente un'occupazione (giurisprudenza
confermata dall'allora TF con sentenza U 156/05 del 14 luglio 2006, consid. 5).

                                         

                               2.4.   Per costante giurisprudenza,
quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce una rendita per un
certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime per un periodo
successivo, devono essere applicate per analogia le regole sulla revisione di
decisioni amministrative ex art. 17 LPGA (DTF 131 V 164, 131 V 120, 125 V 143;
SVR 2006 IV Nr. 13; STF I 597/04 del 10 gennaio 2006; I 689/04 del 27 dicembre
2005; I 38/05 del 19 ottobre 2005; I 12/04 del 14 aprile 2005; I 528/04 del 24
febbraio 2005 e I 299/03 del 29 giugno 2004).

 

                                         L’art. 17 cpv. 1 LPGA
stabilisce che se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce
una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta
proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.

                                         I principi
giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime
del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA
(DTF 130 V 343 consid. 3.5).

                                         Se la capacità al guadagno
dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento
determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni
dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo
si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88a cpv.
1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno,
occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non
appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art. 29bis è
applicabile per analogia (art. 88a cpv. 2 OAI).

 

                                         Queste norme sono
applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di
assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STF
8C_94/2013 dell’8 luglio 2013 consid. 4.1 e STF 29 maggio 1991 nella causa St.;
RCC 1984 pag. 137). L’art. 88a cpv. 2 OAI è applicabile nei casi in cui al
momento del cambiamento determinante il diritto a prestazioni esisteva già
un’invalidità che dava diritto ad una rendita (STF 8C_303/2012 e 8C_340/2012
del 6 dicembre 2012, consid. 5.3).

 

                                         Giusta l’art. 29bis OAI,
se la rendita è stata soppressa a causa dell’abbassamento del grado di
invalidità e l’assicurato, nel susseguente periodo di tre anni, presenta di
nuovo un grado di invalidità suscettibile di far nascere il diritto alla
rendita per incapacità al lavoro della stessa origine, il periodo precedente la
prima erogazione verrà dedotto dal periodo d’attesa impostogli dall’art. 28
cpv. 1 lett. b LAI.

 

                                         Infine, una diversa
valutazione di uno stato di fatto rimasto invariato ed inizialmente
approfonditamente esaminato non costituisce né un caso di revisione, né un caso
di riconsiderazione (STF I 8/04 del 12 ottobre 2005 pubblicata in Plaidoyer
1/06, pag. 64-65).

 

                                         (STCA 32.2019.137 del 25
maggio 2020, consid. 2.5, STCA 32.2019.168 del 9 giugno 2020, consid. 2.3, STCA
32.2020.63 del 23 novembre 2020, consid. 2.3 e STCA 32.2020.92 del 18 gennaio
2021, consid. 2.4).

                                      

                               2.5.   Per quel che concerne
l’invalidità psichica, con due sentenze 8C_841/2016 e 8C_130/2017 del 30
novembre 2017, pubblicate in DTF 143 V 409 e 143 V 418, il Tribunale federale
ha stabilito che la giurisprudenza sviluppata per i dolori somatoformi persistenti
secondo cui la reale capacità lavorativa e di rendimento della persona
interessata siano da accertare alla luce di indicatori, troverà in futuro
applicazione per tutte le malattie psichiche. Ciò significa, in particolare per
depressioni lievi fino a medio-gravi, che non avrà più il medesimo significato
il precedente criterio della “resistenza alle terapie” come condizione
necessaria per la concessione di una rendita AI (cfr. comunicato stampa del
Tribunale federale del 14 dicembre 2017).

                                         Nel 2015 il Tribunale
federale aveva modificato la sua prassi per l’accertamento del diritto a una
rendita AI in presenza di disturbi somatoformi senza cause organiche
oggettivabili (dolori somatoformi) e analoghe affezioni psicosomatiche (DTF 141
V 281; comunicato stampa del Tribunale federale del 17 giugno 2015). In questi
casi la decisione sul diritto a una rendita AI deve avvenire attraverso una
procedura probatoria strutturata. In tale ambito, occorre valutare l'effettivo
potenziale di rendimento raggiungibile dalla persona interessata, considerando
da un lato i fattori di carico esterno di diminuzione del potenziale da un
altro lato i fattori positivi di compensazione (risorse) in una valutazione
complessiva commisurata al caso singolo. Determinanti come indicatori sono tra
l'altro l'intensità della diagnosi e dei sintomi, l'assunzione effettiva di una
terapia, il decorso e l'esito di terapie come anche gli sforzi per il
reinserimento professionale, le patologie associate, sviluppo e la struttura
della personalità, il contesto sociale della persona interessata e l'insorgenza
delle limitazioni fatte valere nei diversi ambiti della vita (lavoro e tempo
libero). Come in precedenza la persona assicurata sopporta l'onere della prova
(cfr. comunicato stampa del Tribunale federale del 14 dicembre 2017).

                                         Nelle due sentenze del 30
novembre 2017 il Tribunale federale è giunto alla conclusione che la procedura
appena descritta deve essere applicata in futuro all'esame di tutti i casi ove
è richiesta una rendita AI in presenza di disturbi psichici, ossia in
particolare anche nell'eventualità di depressione lieve fino a medio-grave. 

                                         Le malattie psichiche
possono essere individuate e dimostrate in linea di principio soltanto in
maniera limitata con criteri oggettivi. Anche se una classificazione medica è
necessaria e secondo la scienza è presupposta una diagnosi, dal profilo
giuridico non è possibile accontentarsi solo di questo. Piuttosto è decisiva la
questione delle ripercussioni funzionali di un disturbo. Per la valutazione
delle conseguenze di un’affezione psichica la diagnosi non è più centrale.

                                         Soltanto da quell'elemento
non emerge alcuna attestazione sulle prestazioni lavorative della persona
toccata. È proprio per questa ragione che per tutte le malattie psichiche deve
essere applicata una procedura probatoria fondata su indicatori, soprattutto in
presenza di simili disturbi che in sostanza si accomunano per problemi
probatori. Eventualmente si dovrà secondo la specifica sindrome nella
valutazione dei singoli indicatori provvedere ad alcuni adattamenti. Per motivi
scaturenti dal principio di proporzionalità, si potrà prescindere da un
procedimento probatorio strutturato, laddove si dimostrasse inutile o
addirittura inadatto. La realizzazione di questa evenienza deve essere valutata
secondo la necessità probatoria concreta. La prova di un'invalidità
pensionabile può in genere essere ritenuta apportata, se nell'ambito di un
esame complessivo risulta un quadro coerente di limitazione della capacità
lavorativa in tutti gli ambiti della vita. La mancanza di tale indicazione fa
comportare conseguentemente l'assenza di prova atta a dimostrare una
limitazione della capacità lavorativa, aspetto che si ripercuote
conseguentemente a sfavore della persona toccata.

                                         Secondo la giurisprudenza
precedente del Tribunale federale riguardante le depressioni da lievi a medio
gravi, le malattie corrispondenti potevano essere considerate invalidanti, solo
se era stata dimostrata una "resistenza alle terapie". Con il
cambiamento di prassi adottato dal Tribunale federale questo concetto non vale
più in maniera assoluta.

                                         Ora invece, come nelle
altre malattie psichiche, la questione decisiva è se la persona interessata
riesca a presentare sulla base di un metro di valutazione oggettivo la prova di
un'incapacità lavorativa e al guadagno invalidante. La possibilità di terapia,
in genere ammessa, in presenza di depressioni lievi fino a medio-gravi deve ad
ogni modo ancora essere considerata complessivamente nell'apprezzamento delle
prove, tuttavia considerando esigibile una terapia conseguente e adeguata (cfr.
comunicato stampa del Tribunale federale del 14 dicembre 2017).

 

                                         Con sentenza 9C_845/2016
del 27 dicembre 2017 il TF, con riferimento alle pronunzie 8C_841/2016 e
8C_130/2017 del 30 novembre 2017, al consid. 3.5.1., ha ribadito che le perizie
raccolte secondo il vecchio standard processuale non perdono di per sé il loro
valore probatorio. Piuttosto si dovrà decidere nel contesto dell’esame del
singolo caso, alla luce delle sue specifiche caratteristiche e delle critiche
sollevate nel ricorso, se il fatto di fondarsi esclusivamente sui mezzi di
prova disponibili per prendere la decisione impugnata è o no conforme al
diritto federale (STCA 32.2017.116 del 22 febbraio 2018, consid. 2.3 e 32.2017.137
del 26 febbraio 2018, consid. 2.3). 

 

                                         Questa giurisprudenza è
stata confermata in una sentenza 8C_409/2017 del 21 marzo 2018, pubblicata in
DTF 144 V 50 (STCA 32.2017.176 del 14 agosto 2018, consid. 2.6).

                                         

                                         Il Tribunale federale ha
confermato la giurisprudenza di cui alle DTF 143 V 409 e 143 V 418 anche in
seguito (cfr. STF 9C_672/2017 dell'11 luglio 2018 consid. 3.3.1 e 3.3.2;
8C_6/2018 del 2 agosto 2018 consid. 4.1, 4.2 e 4.3; 8C_309/2018 del 2 agosto
2018 consid. 3.2; 9C_77/2018 dell'8 agosto 2018 consid. 2.2.).

 

                                         Vedi pure STCA 32.2018.145
del 21 ottobre 2019, consid. 2.3, STCA 32.2019.47 del 24 febbraio 2020, consid.
2.3, STCA 32.2020.8 del 20 agosto 2020, consid. 2.4, STCA 32.2020.42 del 21
dicembre 2020, consid. 2.5, STCA 32.2020.92 del 18 gennaio 2021, consid. 2.5 e
STCA 32.2020.88 del 31 maggio 2021, consid. 2.4).

 

                               2.6.   Quanto alla valenza probante
di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano
stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami
completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia
stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la
descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito
siano ben motivate. 

                                         Determinante quindi per
stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo
di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto bensì il suo
contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).

                                         Le perizie affidate dagli
organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria
amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i
quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a
risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non
sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF
8C_535/2007 del 25 aprile 2008). Per quel che concerne il Servizio di Accertamento
Medico (SAM) dell'assicurazione invalidità, l'Alta Corte nella DTF 132 V 376 ha
rilevato che se un Centro d'accertamento medico è incaricato di rendere una
perizia, devono essere osservati i diritti di partecipazione conferiti
dall'art. 44 LPGA (consid. 6 e 7). In merito al valore probatorio delle perizie
SAM, sotto il profilo dell'indipendenza, dell'equità del processo e della
parità delle armi vedi la DTF 136 V 376.

                                         Nella DTF 137 V 210 il TF
ha concluso che l'acquisizione delle basi mediche per poter emettere una
decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i SAM
nell'assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle
procedure giudiziarie, è di per sé conforme alla Costituzione e alla
Convenzione europea (consid. 2.1-2.3). Contestualmente la nostra Massima
Istanza ha inoltre ritenuto necessario adottare dei correttivi tanto a livello
amministrativo (assegnazione a caso dei mandati; differenze minime delle
tariffe della perizia; miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità
e di controllo e rafforzamento dei diritti di partecipazione; consid. dal 3.2
al 3.3, 3.4.2.6 e 3.4.2.9) quanto a livello dell’autorità giudiziaria (in caso
di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il
Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una
perizia medica i cui costi sono posti a carico dell'assicurazione invalidità;
consid. 4.4.1.3, 4.4.1.4 e 4.4.2).

                                         Se vi sono dei rapporti
medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008).

                                         Va infine evidenziato che
in ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento
anziché di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla
posizione del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15
gennaio 2009, STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile
2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer, Bundesgesetz über die
Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungs-recht, 2010, ad art. 28a, pag. 353) e che il solo fatto che
uno o più medici curanti esprimano un’opinione contraddittoria non è
sufficiente a rimettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o
dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20
marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 3.4, entrambe
con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

 

                                         Va poi rilevato che,
affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile deve
adempiere diverse condizioni (Cattaneo,
“La promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni
sociali”, in RDAT 2003-II p. 628-629, in particolare la nota 158, nella quale
vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in particolare la DTF 127
V 294). In quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le
considerazioni di Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme
Störungen: Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS/RSAS 1999 p. 105
ss), in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi
secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità
dell'affezione.

                                         Il perito deve anche
valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa da parte
dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri, quali il
carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche croniche, la
perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia, il
carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della stessa con
sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a trattamenti
medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve essere fatta in
base all’insieme dei succitati criteri. Inoltre, l'esperto deve esprimersi
sull'aspetto psico-sociale della persona esaminata.

                                         Del resto, un rifiuto di
una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le divergenze
tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni sull'intensità dei
dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una richiesta di cura,
le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente e quelle
risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative lascino
l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap nonostante
un ambiente psico-sociale intatto (STF I 683/03 del 12 marzo 2004 pubblicata in
DTF 130 V 352; STCA 32.1999.124 del 27 settembre 2001; STCA 32.2019.174 del 13
luglio 2020, consid. 2.10).

 

                                         Vedi pure STCA 32.2020.42
del 21 dicembre 2020, consid. 2.6, STCA 32.2020.92 del 18 gennaio 2021, consid.
2.6 e STCA 32.2020.88 del 31 maggio 2021, consid. 2.5.

                                       

                               2.7.   Ad una perizia allestita
esclusivamente sulla base degli atti dell'incarto può essere riconosciuto
valore probante nella misura in cui quest'ultimo contenga sufficienti
apprezzamenti medici che, a loro volta, si fondano su un esame personale
dell'assicurato (cfr. RAMI 1988 U 56, p. 370s. consid. 5b ed il riferimento; “Aktegutachten”).

                                         Tale giurisprudenza va
tuttavia relativizzata quando si tratta di valutare delle questioni che
necessitano di una perizia psichiatrica, nel senso che una perizia in questo
settore della medicina, di principio, deve essere allestita sulla base di un
consulto personale (cfr. DTF 127 I 54 consid. 2e-g e riferimenti, citata in
RAMI 2001 U 438, p. 345 s.; STCA dell'8 agosto 2002 nella causa T., 35.2000.34;
STCA 35.2005.9 dell'8 novembre 2005, consid. 2.9; STCA 32.2005.134 dell'8
maggio 2006; STCA 32.2013.157 del 29 settembre 2014, consid. 2.9; STCA
35.2014.111 del 13 aprile 2015, consid. 2.10; STCA 35.2018.11 del 9 maggio
2018, consid. 2.8; STCA 32.2018.158 del 30 luglio 2019, consid. 2.5; STCA 32.2019.47
del 24 febbraio 2020, consid. 2.5; STCA 32.2019.145 del 9 giugno 2020, consid.
2.12).

                                         Vedi pure STCA 32.2020.42
del 21 dicembre 2020, consid. 2.7, STCA 32.2020.92 del 18 gennaio 2021, consid.
2.7 e STCA 32.2020.88 del 31 maggio 2021, consid. 2.6.

 

                               2.8.   

                            2.8.1.   Nella presente fattispecie con
la decisione avversata l’UAI ha riconosciuto all’assicurato una rendita intera
di invalidità (grado di invalidità del 100%) dal 1° luglio 2018 (alla scadenza
dell'anno di attesa ex art. 28 LAI) limitatamente al 31 gennaio 2019 (trascorsi
3 mesi dall'oggettivato miglioramento dello stato di salute a partire dal 1°
novembre 2018 ex art. 88a cpv. 1 OAI), ritenendolo inabile al lavoro,
nell’attività abituale di “panettiere”, in percentuali variabili tra il 100% e
il 50% dal 20 giugno 2017 al 31 dicembre 2019 e al 65% dal 1 gennaio 2019 e
continua rispettivamente, in attività adeguate, al 100% dal 20 giugno 2017
all’11 settembre 2017, 0% dal 12 settembre al 30 novembre 2017, 100% dal 1°
dicembre 2017 al 16 aprile 2018, 100% dal 1° luglio 2018 al 31 ottobre 2018,
10% dal 1° novembre 2018 al 30 ottobre 2019, 100% dal 31 ottobre 2019 al 18
novembre 2019 (“Periodo IL inferiore a 3 mesi (art. 88a OAI)”: pag. 500
incarto AI) e 10% (presenza a tempo pieno con riduzione del rendimento del 10%)
dal 19 novembre 2019 e continua.

                            2.8.2.   L’UAI ha acquisito agli atti
l’incarto LAMal (pag. 543-608 incarto AI). Esso contiene la perizia del 26 settembre
2018 (pag. 570-576 incarto AI) del dr. med. __________, specialista FMH in psichiatria
e psicoterapia, che - dopo avere riassunto la relazione medica del 17 settembre
2018 della dr.ssa __________, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia
(giusta la quale l’assicurato era affetto da “sindrome da disadattamento con
rischio di evoluzione in depresione reattiva (F 32.1).”) - ha posto la
diagnosi di “Disturbo dell’adattamento con reazione ansiosa-depressiva
(F43.22)” e ha concluso quanto segue: “(…). Dal profilo
medico-psichiatrico, in base alle risultanze del mio esame clinico odierno,
posso confermare la presenza di uno stato ansioso-depressivo che non è tuttavia
di entità tale da giustificare un'inabilità lavorativa prolungata. In questo
senso, considerati anche i previsti nuovi accertamenti internistici (la cui
data non sembra essere stata ancora fissata) ritengo ragionevolmente
proponibile e esigibile la ripresa completa di un'attività lavorativa come
quella precedentemente svolta a partire dal 01.11.2018, salvo complicazioni.

La ripresa di un'attività lavorativa sarebbe indicata anche dal profilo
terapeutico e non costituirebbe un rischio aggiuntivo per le condizioni di
salute dell'interessato.

Saranno poi eventualmente i medici internisti a stabilire eventuali ulteriori
limitazioni della capacità lavorativa dal profilo somatico/gastroenterologico.

Non sono tuttavia escluse resistenze anche per ragioni psicosociali.” (pag.
575-576 incarto AI; n.d.r.: il grassetto non è della redattrice).

 

                            2.8.3.   L’UAI ha inoltre incaricato il
__________ (di seguito: __________) di eseguire un accertamento
pluridisciplinare (medicina interna, chirurgia, reumatologia, neurologia,
psichiatria e psicoterapia con test psicodiagnotici). La perizia del __________
è datata 18 dicembre 2020 (pag. 286-452 incarto AI).

In tale ambito i medici del __________, dopo aver elencato gli atti ed esposto
dettagliatamente l'anamnesi (famigliare, personale-sociale, professionale,
patologica e sistemica), le constatazioni soggettive ed obiettive, la
descrizione della giornata, la terapia, gli esami di laboratorio del 5 marzo
2020 (ematologico, ematochimico, screening tiroideo, altri esami di
laboratorio, tasso psicofarmaci, tasso analgesici, esame delle urine) e gli
esami psicodiagnostici del 17 marzo 2020 (MMPI-2-RF e SIMS) dello psicologo __________,
hanno sottoposto l'assicurato ad un consulto internistico (dr.ssa med. __________),
ad un consulto chirurgico (dr. med. __________), ad un consulto neurologico
(dr. med. __________), ad un consulto reumatologico (dr. med. __________), ad
un consulto psichiatrico (dr.ssa med. __________).

 

                            2.8.4.  Dal profilo internistico,
l’assicurato è stato sottoposto ad un accurato esame nell’ambito della perizia __________,
grazie al consulto specialistico del 26 febbraio 2020 (dalle ore 13.36 alle ore
16.35, con 15 minuti di pausa) della dr.ssa med. __________, specialista FMH in
medicina interna generale, che - dopo avere posto la diagnosi senza influsso
sulla capacità lavorativa di “Ipovitaminosi D non sostituita. Iperglicemia
(a digiuno?) a 8,2 mmol/l (5.3.2020): Gastrite cronica con GERD. Stato dopo
eradicazione HP” - ha attestato, dal profilo internistico, una piena
capacità lavorativa dell’assicurato (pag. 320, 321 e 325 e 326 incarto AI),
riconoscendo le incapacità lavorative totali durante le ospedalizzazioni: dal 6
all’8 dicembre 2017 (primo intervento fistola anale), dal 16 al 18 marzo 2018
(secondo intervento fistola anale); dal 5 all’8 luglio 2019 (intervento neurochirurgico
al rachide lombare) e dal 31 ottobre al 18 novembre 2019 (ospedalizzazione
presso la Clinica __________; pag. 325 incarto AI).         

                                        

                            2.8.5.  Per quanto riguarda la patologia
reumatologica, l’assicurato è stato sottoposto ad un accurato esame
nell’ambito della perizia __________, grazie al consulto specialistico del 27
maggio 2020 del dr. med. __________, specialista FMH in reumatologia, il quale,
nel referto del 28 maggio 2020 (pag. 345-357), dopo aver descritto l'anamnesi e
l’esame clinico, ha attestato la presenza con ripercussione sulla
capacità lavorativa di “Sindrome lombo-vertebrale con leggera componente
spondilogena a destra in stato dopo sindrome irritativa radicolare compressiva
deficitaria motorica e sensitiva L4 a destra per un'ernia discale L4-L5,
lussata caudalmente con compressione della radice di L4 e stato dopo intervento
chirurgico decompressivo con sequestrectomia L4-L5 a destra il 5.7.2019.
Iniziale rizartrosi a destra più che a sinistra e artrosi alle articolazioni
interfalangee prossimali del pollice destro più che a sinistra.” e la
presenza senza ripercus-sione sulla capacità lavorativa di “Tendenza
ad un iniziale sviluppo di reumatismo delle parti molli, prevalentemente sul
lato destro. Metatarsalgia a sinistra, su piede piano trasverso, alluce valgo e
tendenza a piede piatto.” (pag. 353 e 354 incarto AI). 

                                      

Per quanto riguarda la capacità lavorativa dell’assicurato, il perito ha
ritenuto quanto segue:

                                         

" (…)

8.1 Capacità lavorativa nell'attività svolta finora

Ritengo che l'assicurato presenti una capacità lavorativa del 50%
nell'ultima attività professionale svolta e questo a partire dall'inizio di
gennaio del 2020.

Egli presenta per quest'attività professionale una riduzione del
rendimento del 50%. Si tratta di un'attività piuttosto stressante, durante la
quale l'assicurato deve entrare e uscire ripetutamente dai congelatori e
lavorare accanto a forni molto caldi. Deve trasportare dei vassoi che possono
raggiungere anche pesi superiori ai 10 kg. Deve alzare questi vassoi,
trasportarli. Deve eseguire movimenti di rotazione della colonna vertebrale e
deve anche tenere questi vassoi con le mani. Alle volte deve impastare e quasi
sempre deve informare e togliere questi vassoi dal forno. Da maggio 2019 fino a
gennaio 2020 abile allo 0%.

Per quanto riguarda l'attività di casalingo da sempre abile al lavoro
nella forma completa. Si tratta di un'economia domestica di una sola persona.
L'assicurato fa tutto da solo.

8.2 Capacità lavorativa in un'attività adeguata

Ritengo che per quanto riguarda un'attività lavorativa adeguata,
che tenga in considerazione le limitazioni funzionali da me sopra elencate,
l'assicurato presenti una capacità lavorativa nella forma completa, con un
rendimento al 100% sull'arco di un'intera giornata dall'inizio di gennaio 2020.
(…)” (pag. 356 incarto AI; n.d.r.: il grassetto e le sottolineature non sono
della redattrice)

                            2.8.6.  Per quanto riguarda la patologia
chirurgica, l’assicurato è stato sottoposto ad un accurato esame
nell’ambito della perizia __________, grazie al consulto specialistico del 3
marzo e del 25 maggio 2020 del dr. med. __________, specialista FMH in
chirurgia e chirurgia viscerale, il quale, nel referto del 17 agosto 2020 (pag.
358-377), dopo aver descritto l'anamnesi e l’esame clinico, ha attestato la
presenza con ripercussione sulla capacità lavorativa di una “Ernia
ombelicale asintomatica con diastasi dei retti addominali al momento priva di
indicazioni chirurgiche.” (pag. 322 incarto AI) e la presenza senza ripercussione
sulla capacità lavorativa di:

 

" (…)

• Esiti di incisione di ascesso perianale con resezione di polipo
fibroepiteliale anteriore (marisca) nel Gennaio 2016 con:

• Diagnosi di fistola anale posteriore (ore 6 in SSL) mediante
endosonografia 19.12.2017 evento di fistulectomia posteriore con copertura
dell'ostio interno mediante lembo mucoso

• St. dopo fistulotomia perianale per fistola anale recidivante 

16.03.2018

• Microincontinenza su "soiling" con sintomi perianali irritativi

• Obesità,

• Pregresso abuso nicotinico (ca. 27 pacck/years.

• St. dopo eradicazione per Gastrite H. pylori positive con:

o Test dell'ureasi risultato positivo per Helicobacter Pylori per il quale
riferisce di avere eseguito un trattamento antibiotico senza successivo
controllo dell'avvenuta eradicazione (7.2017).

o esami bioumorali 15.10.2018 con riscontro di anticorpi per celiachia
negativi; riferita intolleranza al lattosio negativa; pregressa infezione HBV
(vedi valori anticorpali); AST 20 U/I, ALT 42U/I, ALP 50 U/I, GGT 88U/I
15.10.2018)

• 05.07.2019 St. dopo sequestrectomia L4-L5 destra per ernia discale L4-L5
lussata cranialmente determinante radicolopatia L4destra.

▪ Sindrome ansioso-depressiva.” (pag. 272 e 373 incarto AI)

Per quanto riguarda la capacità lavorativa dell’assicurato, il perito ha
ritenuto quanto segue:

 

" 8.1
Capacità lavorativa nell'attività finora svolta

• Quante ore di presenza può garantire l'assicurato
nell'attività svolta in precedenza?

8-9 ore per le patologie inerenti la sfera chirurgico addominale.

 

• Durante questo periodo di presenza si manifesta anche una
limitazione della capacità di rendimento? In caso affermativo, in che misura e
perché?

Per gli aspetti di competenza strettamente chirurgico-addominali
vi è riduzione del rendimento del 50% che si giustifica per le limitazioni
dovute all'ernia della parete addominale (l'A dovrebbe essere dispensato a
sollevare pesi oltre 7-10 kg).

• Come valuta complessivamente la capacità lavorativa nell'attività svolta
finora, in rapporto a un grado d'occupazione del 100%?

Capacità lavorativa del 50% per la mia specialità.

Come si sviluppa nel tempo questa capacità lavorativa?

Per patologia di pertinenza chirurgico-addominale si giustifica
l'inabilità lavorativa completa dal 20.6.2017 (ernia ombelicale), abile al 50%
dal 12.9.2017 al 30.11.2017 per miglioramento, poi nuovamente inabile al 100%
(per fistola anale) dall'1.12.2017 fino al 16 aprile 2018 (a un mese
dall'ultimo intervento di recidiva per fistola anale). Quindi abile al 50% in
modo definitivo (limitazioni per ernia ombelicale).

8.2 Capacità lavorativa in un'attività adeguata

• Quali requisiti dovrebbe soddisfare un'attività adeguata in
modo ottimale alla disabilità?

Attività lavorativa con dispensazione da sollevamento pesi oltre
7-9 kg.

• Quante ore di presenza al giorno potrebbe garantire al massimo
l'assicurato in un'attività di questo tipo?

8-9 ore

• Durante questo periodo di presenza si assiste a una limitazione della capacità
di rendimento anche in un'attività adeguata? In caso affermativo, in che misura
e perché?

Da un punto di vista somatico e funzionale penso non vi siano
limitazioni importanti in una attività adeguata come descritto in precedenza.

 

• Come valuta complessivamente la capacità lavorativa in
un'attività adeguata nel libero mercato del lavoro, in rapporto a un grado
d'occupazione del 100%?

100 % in attività adeguata.

• Come si sviluppa nel tempo questa capacità lavorativa?

Per patologia di pertinenza chirurgico-addominale in attività
adatta si giustifica l'inabilità lavorativa completa dal 20.6.2017 (ernia
ombelicale), abile al 100% dal 12.9.2017 al 30.11.2017 per miglioramento, poi
nuovamente inabile al 100% dal 1.12.2017 (per fistola anale) fino al 16 aprile
2018 (a un mese dall'ultimo intervento di recidiva per fistola anale). Quindi
abile al 100%. (…)” (pag. 374-376 incarto AI; n.d.r.: il grassetto non è
della redattrice)

 

                            2.8.7.  Per quanto riguarda la patologia
neurologica, l’assicurato è stato sottoposto ad un accurato esame
nell’ambito della perizia __________, grazie al consulto specialistico del 17
marzo 2020 del dr. med. __________, il quale, nel referto del 18 marzo 2020
(pag. 378-384), dopo aver descritto l'anamnesi e l’esame clinico, ha attestato
la presenza con ripercussione sulla capacità lavorativa di uno “Stato
da intervento di discectomia L4/5 a destra (5.07.2019) con iniziale sindrome
radicolare deficitaria L4 a destra, attualmente solo con minimi residui
radicolari.” (pag. 382 incarto AI).

Per quanto riguarda la capacità lavorativa dell’assicurato, il perito ha
ritenuto quanto segue:

 

" (…)

8.1 Capacità lavorativa nell'attività finora svolta

• Quante ore di presenza può garantire l'assicurato
nell'attività svolta in precedenza?

Dal punto di vista neurologico l'A. potrebbe garantire un'attività
di 8 ore al giorno.

• Durante questo periodo di presenza si manifesta anche una limitazione
della capacità di rendimento? In caso affermativo, in che misura e perché?

Vi è una limitazione del rendimento valutabile attualmente al 10%
dal punto di vista neurologico. Questa è dettata dal fatto che il paziente
presenta comunque tuttora lievi deficit di tipo L4 alla gamba destra che
potrebbero accentuarsi in caso di un carico rilevante della colonna lombare.

• Come valuta complessivamente la capacità lavorativa
nell'attività svolta finora, in rapporto a un grado d'occupazione del 100%?

Dal punto di vista neurologico la capacità lavorativa
nell'attività svolta fino ad ora è del 90%

• Come si sviluppa nel tempo questa capacità lavorativa?

Il paziente ha avuto un periodo di incapacità lavorativa nella
fase perioperatoria in luglio 2019. La fase più acuta si era sviluppata in
giugno 2019 e possiamo ritenere che almeno fino al 30 settembre 2019 il
paziente era inabile al lavoro al 100%. A partire dal primo ottobre 2019 la
situazione neurologica era complessivamente stabilizzata e abbastanza
favorevole per cui l'indicazione di una incapacità lavorativa del 10% dal punto
di vista neurologico vale a partire dal 1° ottobre 2019.

8.2 Capacità lavorativa in un'attività adeguata

Quali requisiti dovrebbe soddisfare un'attività adeguata in
modo ottimale alla disabilità?

Dal punto di vista neurologico sarebbe favorevole che il paziente non debba
effettuare sforzi rilevanti con la colonna lombare, non debba sollevare pesi e
che abbia la possibilità di cambiare frequentemente posizione.

Quante ore di presenza al giorno potrebbe garantire al massimo l'assicurato
in un'attività di

questo tipo?

8 ore al giorno.

 

Durante questo periodo di presenza si assiste a una limitazione
della capacità di rendimento anche in un'attività adeguata? In caso
affermativo, in che misura e perché?

Dal punto di vista neurologico non vi è limitazione della capacità
di rendimento anche in attività adeguata.

Come valuta complessivamente la capacità lavorativa in un'attività adeguata
nel libero mercato del lavoro, in rapporto a un grado d'occupazione del 100%?

100%.

 

Come si sviluppa nel tempo questa capacità lavorativa?

Il paziente ha avuto un periodo di incapacità lavorativa nella
fase perioperatoria in luglio 2019. La fase più acuta si era sviluppata in
giugno 2019 e possiamo ritenere che almeno fino al 30 settembre 2019 il
paziente era inabile al lavoro al 100% per qualunque attività. A partire dal
primo ottobre 2019 vale una capacità lavorativa del 100% anche in attività
adatta. (…)” (pag. 383-384 incarto AI; n.d.r.: il grassetto non è della redattrice)

 

                                         Nel complemento del 5
novembre 2020 il perito neurologo ha precisato che la leggera/moderata paresi
facciale periferica a sinistra idiopatica risultante dal rapporto del 28
febbraio 2020 dell’Ospedale __________ di __________ era praticamente risolta
al momento della sua valutazione del 17 marzo 2020 (pag. 385 incarto AI). 

                            2.8.8.   Dal profilo psichiatrico,
l’assicurato è stato sottoposto al consulto specialistico del 12 marzo 2020 (della
durata di 95 minuti) e del 27 aprile 2020 (della durata di 90 minuti) della dr.ssa
med. __________, la quale, nel rapporto dell’11 maggio 2020 (pag. 386-409) -
dopo elencato gli atti ed esposto dettaglia-tamente l'anamnesi, le
constatazioni soggettive, la descrizione della giornata, la terapia, i dosaggi
ematici dei farmaci, e gli esami psicodiagnostici del 17 marzo 2020 (MMPI-2-RF
e SIMS) dello psicologo __________, lo status psichico secondo i criteri
AMDP System e il colloquio telefonico del 4 maggio 2021 con la psichiatra
curante, dr.ssa med. __________ - ha posto la diagnosi con influenza
sulla capacità lavorativa di “Sindrome ansioso-depressiva con aspetti di
somatizzazione (ICD-10; F. 41.2), evoluzione da precedente sindrome da
disadattamento reazione mista ansioso depressiva in tratti narcisistici-impulsivi.”
(pag. 404 incarto AI; n.d.r.: la sottolineatura non è della redattrice).

Per quanto riguarda la capacità lavorativa dell’assicurato, la perita ha
ritenuto quanto segue:

 

" (…)

8.1 CL nell'attività abituale

Si stima che dal lato esclusivamente psichiatrico sussista
nell'attività abituale di panettiere-panificatore una CL dell'70% (riduzione
del rendimento) a decorrere dal 1.11.2018. La riduzione è dovuta alla
sintomatologia ansioso-depressiva con somatizzazioni che causa una riduzione
della flessibilità e persistenza in un'attività piuttosto gravosa sul piano
dell'impegno fisico e degli orari. Precedentemente si attestano i periodi di CL
certificata dalla curante dr. med. __________ e dal dr. med. __________. Durante
il periodo di ricovero stazionario presso la Clinica __________ la CL è da
considerarsi nulla.

8.2 CL nell'attività adeguata

In attività adatta, non particolarmente gravosa sul piano fisico, con orari
regolari, mansioni semplici e ripetitive, compatibili con l'iter formativo e le
inclinazioni personali, si stima una CL del 90% (riduzione del rendimento) a
decorrere dal 1.11.2018. Precedentemente si attesta la CL certificata dalla
curante dr. med. __________ dal dr. med. __________. Durante il periodo di
ricovero stazionario presso la Clinica __________ la CL è da considerarsi
nulla.” (pag. 407 e 408 incarto AI; n.d.r.: il grassetto non è della
redattrice).

 

                                         Nel complemento del 9
novembre 2020 la perita psichiatra ha precisato che il rapporto di dimissioni
della Clinica __________ del 17 gennaio 2020 e gli appunti della figlia
dell’assicurato del 31 ottobre 2018 sono stati già esaminati e non apportano
modifiche rispetto alle conclusioni peritali formulate in data 11 maggio 2020,
rilevando che il

" (…) primo
documento era già stato preso in considerazione il rapporto breve di dimissioni
dalla clinica __________ del 17.01.2020, citato agli atti della perizia alla
pagina 8.

Le differenti conclusioni diagnostiche sono state argomentate al punto 6 della valutazione
peritale.

In merito al secondo documento, ovvero gli appunti della figlia del 31.10.2020,
pure esso era stato preso in considerazione, citato agli atti alla pagina 5
della perizia, in quanto era stato consegnato direttamente dall'assicurato al momento
della valutazione peritale” (pag. 410 incarto AI; n.d.r.: la sottolineatura non
è della redattrice)

                            2.8.9.   Globalmente, quindi,
nel rapporto peritale del 18 dicembre 2020 i medici del __________, sulla base
delle risultanze dei singoli consulti e delle visite ambulatoriali della
ricorrente presso il citato centro d’accertamento come pure di una esauriente
discussione avvenuta tra di loro in data 17 dicembre 2020 tramite
teleconferenza (pag. 328), hanno posto le seguenti diagnosi (pag. 335):

 

" (…)

B. Diagnosi rilevanti con e senza ripercussioni sulla capacità
lavorativa

B.1 Diagnosi rilevanti con ripercussioni sulla capacità
lavorativa

Ernia ombelicale asintomatica con diastasi dei retti addominali al
momento apparentemente priva di indicazioni chirurgiche.

Sindrome ansioso-depressiva con aspetti di somatizzazione (ICD-10
F41.2), evoluzione da precedente sindrome da disadattamento reazione mista
ansioso-depressiva in tratti narcisistico-impulsivi.

Sindrome lombovertebrale con leggera componente spondilogena a ds.
in stato dopo sindrome irritativa radicolare compressiva deficitaria motorica e
sensitiva L4 a ds. per un'ernia discale L4-L5, lussata caudalmente con
compressione della radice di L4 e stato dopo intervento chirurgico
decompressivo con sequestrectomia L4-L5 a ds. il 5.7.2019, con iniziale
sindrome radicolare deficitaria L4 a ds., attualmente con solo minimi residui
radicolari.

Iniziale rizartrosi a ds. più che a sin, e artrosi alle
articolazioni interfalangee prossimali del pollice ds. più che a sin.

B.2 Diagnosi rilevanti senza ripercussioni sulla capacità lavorativa

Tendenza ad un iniziale sviluppo di reumatismo delle parti molli,
prevalentemente sul lato ds.

Metatarsalgia a sin, su piede piano trasverso, alluce valgo e
tendenza a piede piatto.

Obesità.

Pregresso abuso nicotinico (ca. 27 pack/years).

Stato dopo eradicazione per gastrite Helicobacer pylori positiva
con:

- test dell'ureasi risultato positivo per Helicobacter pylori per
il quale riferisce di avere eseguito un trattamento antibiotico senza
successivo controllo dell'avvenuta eradicazione (luglio 2017),

- esami bioumorali, 15.10.2018, con riscontro di anticorpi per
celiachia negativi; riferita intolleranza al lattosio negativa; pregressa
infezione HBV (vedi valori anticorpali); AST 20 U/I, ALT 42 U/I, ALP 50 U/I,
GGT 88 U/I 15.10.2018).

lpovitaminosi D non sostituita.

Iperglicemia (a digiuno?) a 8,2 mmo1/1 (5.3.2020).” (pag. 335
incarto AI; n.d.r.: il grassetto non è della redattrice)

 

                                         I periti hanno
puntualizzato (pag. 336-337) quanto segue: 

 

" (…)

C Ripercussioni funzionali dei reperti / delle diagnosi

Per l'aspetto reumatologico, l'A. svolgeva un'attività lavorativa
piuttosto stressante, durante la quale deve entrare e uscire ripetutamente dal
congelatore e lavorare accanto a forni molto caldi. Deve trasportare dei
vassoi, che possono raggiungere anche pesi >10 kg. Deve alzare questi
vassoi, trasportarli. Deve eseguire movimenti di rotazione della colonna
vertebrale, deve anche tenere questi vassoi con le mani. Alle volte deve impastare
e quasi sempre deve infornare e togliere questi vassoi dal forno. L'A. è dunque
limitato in attività lavorative non ergonomiche per la colonna vertebrale,
particolarmente pesanti, in cui debba alzare ripetutamente pesi >8-10 kg,
limitato nel mantenere posizioni statiche prolungate. È limitato nei movimenti
ripetitivi di rotazione e torsione del tronco e limitato nel salire e scendere
ripetutamente le scale. Limitato in parte, seppur non in maniera eccessiva, dai
disturbi alle articolazioni delle dita delle mani in attività in cui debba
svolgere lavori manuali fini o debba con le mani fare forza, stringere oggetti
o tenere oggetti pesanti.

Per l'aspetto addominale, l'A. dovrebbe essere dispensato dal
sollevare pesi >7-10 kg per il problema dell'ernia ombelicale, che
attualmente non ha indicazione per essere operata.

Per l'aspetto neurologico, sarebbe favorevole, che il paziente non
dovesse effettuare sforzi rilevanti con la colonna lombare, non debba sollevare
pesi e che abbia la possibilità di cambiare frequentemente posizione.

Sul piano psichiatrico, in base al MINI ICF -APP- si sono
riscontrate limitazioni moderate a carico della flessibilità e persistenza in
attività abituale, lieve dell'assertività. Le stime derivano dalla sola
sintomatologia ansioso-depressiva oggettivata. In caso di adattamento
dell'attività lavorativa, prevedendo compiti meno gravosi sul piano fisico e
degli orari, le limitazioni a carico della flessibilità e persistenza sarebbero
lievi.

D Discussioni di aspetti della personalità eventualmente rilevanti

Pur non ravvisandosi a livello biografico elementi di criticità
nelle diverse aree di funzionamento, tali da configurare un franco disturbo
della personalità, come già osservato dalla Dr.ssa med. med. __________, sono
emerse caratteristiche sotto soglia di tipo narcisistico ed impulsivo con
ridotte abilità metacognitive, soprattutto in merito alla capacità di
decentramento e gestione dell'emotività. La vulnerabilità e reattività emotiva
alle disconferme elicita sentimenti di rabbia con tendenza a veicolare il
proprio malessere e i propri affetti negativi attraverso l'accentuazione dei
sintomi sia a livello psichico che somatico.

E Discussione di fattori di stress e risorse

Per l'aspetto psichiatrico si tratta di un A. che non presenta
sintomi depressivi o ansiosi pervasivi, il cognitivo è integro e così pure la
sua capacità di affrontare in autonomia gli impegni, in cui è motivato e la
routine quotidiana. Sussistono fattori stressanti d'ordine psico-sociale ed
economico e tratti personologici, che influiscono sull'espressività e

mantenimento della sintomatologia. Il sintomo debolezza-stanchezza limita la
flessibilità e la persistenza soprattutto in presenza di compiti gravosi. L'età
non più giovane ed i vissuti negativi rispetto all'ultima attività svolta sono
fattori sfavorevoli al reinserimento. Appare piuttosto incistato in una
posizione che esclude il reintegro, il che ostacola l'adozione di modalità di
coping alternative.

Per la Dr.ssa med. __________, al MINI ICF -APP- si sono riscontrate
limitazioni moderate a carico della flessibilità e persistenza in attività
abituale e lieve dell'assertività. Le stime derivano dalla sola sintomatologia
ansioso-depressiva oggettivata. In caso di adattamento delle attività
lavorative, prevedendo compiti meno gravosi sul piano fisico e degli orari, le
limitazioni a carico della flessibilità e persistenza sarebbero lievi.

L'ex-moglie a beneficio di una rendita Al e l'A. beneficia della
Pubblica Assistenza: fattori che limitano la mobilizzazione di eventuali
risorse.

F. Verifica della coerenza

Per la Dr.ssa med. __________, psichiatra consulente, la gravità
dei sintomi denunciata non è pienamente plausibile rispetto a quanto
obiettivato all'esame psichico e alla strutturazione della giornata descritta.
Integrando tali elementi con la valutazione testistica del Dott. __________ si
osserva quanto segue. ll punteggio totale del SIMS è ritenuto essere
l'indicatore maggiormente sensibile nell'identificazione di potenziali stili di
risposta tendenti all'aggravamento/simulazione, tuttavia il cut off
tradizionale >14 ha dimostrato un'elevata sensibilità (pochi falsi
negativi), ma una specificità insoddisfacente (elevato numero di falsi
positivi), per cui studi successivi indicano, che un cut-off> 24 sia vivamente
raccomandato qualora somministrato a persone con disturbi psichici. Anche
adottando l'interpretazione più prudenziale del punteggio SIMS si evidenzia,
comunque, un significativo superamento del cut off (punteggio di 47), che
insieme alla tendenza all'overreporting (MMPI-2-RF) e a quanto obiettivato
clinicamente porta a concludere per una comunicazione accentuata dello stato di
sofferenza depressiva e somatica. Ciò è verosimilmente imputabile in parte ad
aspetti personologici, in parte a fattori psico-sociali. (n.d.r.: il grassetto
non è della redattrice)

Quanto alla capacità lavorativa
medico - teorica globale, i medici del __________ hanno ritenuto (pag. 337-339)
quanto segue:

 

" G
Capacità lavorativa nell'attività svolta finora, in relazione ad un'attività
lavorativa svolta al 100%

L'A. può raggiungere complessivamente una capacità lavorativa
medico-teorica del 35% nell'ultimo impiego di panettiere.

 

H Capacità lavorativa in un'attività adeguata, in relazione ad un'attività
lavorativa svolta al 100%

In attività lavorativa adeguata, l'A. può raggiungere una capacità
lavorativa complessiva medico-teorica del 90%.

I Motivazione della capacità e dell'incapacità lavorative
complessive (le incapacità lavorative parziali sono interamente o parzialmente
addizionabili o non lo sono affatto)

Le incapacità lavorative dovute alla patologia somatiche (di pertinenza
chirurgico-addominale, neurologica e reumatologica) vanno parzialmente
addizionate a quella psichiatrica in quanto gli aspetti di somatizzazione sono
peggiorati dalle patologie somatiche.

I.1 Descrivere l'evoluzione della capacità lavorativa nel tempo
nell'attività svolta

Si giustificano i seguenti periodi di incapacità lavorativa:

incapacità lavorativa del 100% dal 20.6.2017 all'11.9.2017 per
patologia addominale (ernia addominale);

incapacità lavorativa del 50% dal 12.9.2017 al 30.11.2017 per
miglioramento della patologia addominale;

incapacità lavorativa del 100% dall’1.12.2017 al 16.4.2018 (per
problematica di fistole anali due volte operate);

incapacità lavorativa del 50% dal 17.4.2018 al 30.6.2018 (per
persistenza della patologia addominale -ernia addominale-);

incapacità lavorativa del 100% dall'1.7.2018 al 31.10.2018
(incapacità lavorativa totale per problemi psichiatrici, così come certificato
dalla psichiatra referente Dr.ssa med. __________ e successivamente dal perito
Dr. med. __________ per la __________);

incapacità lavorativa del 55% dall'1.11.2018 al 30.4.2019 (somma
parziale delle incapacità lavorative per motivi psichiatrici del 30% e per motivi
di chirurgia addominale del 50%);

incapacità lavorativa del 100% dall'1.5.2019 al 31.12.2019
(incapacità lavorativa totale dovuta a patologia reumatologica);

incapacità lavorativa del 65% dall'1.1.2020 a continua per somma
parziale delle incapacità lavorative per motivi di chirurgia addominale (del
50%), patologia psichiatrica (del 30%), patologia neurologica (del 10%) e
patologia reumatologica (del 50%).

Le incapacità totali durante le ospedalizzazioni sono incluse in
questa evoluzione della capacità lavorativa

I.2 Descrivere l'evoluzione della capacità lavorativa nel tempo in
un'attività adatta

In attività lavorative adatte si giustificano i seguenti periodi
di incapacità lavorativa:

- incapacità lavorativa del 100% dal 20.6.2017 all'11.9.2017 per problematica
di chirurgia addominale;

- incapacità lavorativa dello 0% dal 12.9.2017 al 30.11.2017 per
miglioramento della patologia chirurgico-addominale;

- incapacità lavorativa del 100% dall'1.12.2017 al 16.4.2018
(peggioramento di chirurgia addominale con presenza di fistola anale
recidivante operata due volte);

- incapacità lavorativa dello 0% dal 17.4.2018 al 30.6.2018;

- incapacità lavorativa del 100% dall'1.7.2018 al 31.10.2018 per
patologia psichiatrica, così come certificato dalla Dr.ssa med. __________,
referente psichiatria, e dal Dr. med. __________, perito psichiatra per __________);

- incapacità lavorativa del 10% dall'1.11.2018 e continua con
riduzione della capacità lavorativa del 10%, dovuta a patologia psichiatrica.

Va considerata una incapacità lavorativa totale dal 31.10.2019 al
18.11.2019 per ospedalizzazione psichiatrica alla Clinica __________.” (n.d.r.:
il grassetto non è della redattrice)

                                         

                          2.8.10.  Nel rapporto finale del 12
gennaio 2021, il medico SMR, dr. med. __________, ha sostanzialmente ripreso le
diagnosi con e senza influenza sulla capacità lavorativa rispettivamente
le inabilità lavorative in attività abituale e adeguata e le limitazioni
funzionali stabilite dai periti del __________ (pag. 465-469 incarto AI).

                                      

                          2.8.11.   Davanti al TCA, il
patrocinatore del ricorrente ha prodotto il rapporto medico del 3 marzo 2021
della dr.ssa med. __________, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia
(doc. A4), giusta il quale:

 

" (…)

Rapporto medico-psicologico e riflessioni sulla perizia psichiatrica della
dr.ssa __________.

Con il presente rapporto medico intendo riflettere sullo stato
attuale del paziente ed entrare nel merito della Perizia psichiatrica
sopracitata.

L'assicurato, a tuttora presenta una condizione di sofferenza
psicologica oltremodo grave e uno stato depressivo e ansioso persistente.

Seguo il paziente con regolarità e questo rapporto si basa sia
sulla lettura della Perizia della dr.ssa __________, sia su una rivalutazione
anamnestica accurata e sia su tre incontri con l'Assicurato avvenuti nel mese
di febbraio, per la durata oltre 200' (il 19/2/2021; il 24/2/2021 e il
26/2/2021).

 

Stato psichico attuale

(…).

Diagnosi psichiatrica

• Sindrome depressiva ricorrente, attuale episodio di grado
medio-grave

• Sindrome ansiosa

• Sofferenza di personalità di tipo anancastico

Psicofarmacologica in corso

• Fluoxetina 20 mg 1-0-0-0

• Tranxilium 10 mg 1 cp die

 

Condizione soggettiva

(…).

A livello intestinale-anale ä sempre disturbato, con dolori e fastidi continui
e alterazioni costanti dell'alvo oltre a incontinenza fecale: tutto questo ha
un impatto altamente negativo sul suo stato psicologico. Soffre di costanti
"perdite di materiale fecale" di tipo liquido e questo lo fa sentire
estremamente depresso, con vissuti di umiliazione e vergogna.

Giornata: sta in casa, pressoché tutto il giorno, per stanchezza, rabbia
e tristezza. Cammina un po', avanti e indietro, per vissuto di grande
nervosismo, guarda un poco la T\/ ma non riesce granché a concentrarsi.

(…).

Osservazioni sulla perizia della dr.ssa __________

Dapprima mi riferisco alla Diagnosi Psichiatrica indicata sulla
lettera di dimissione della Clinica __________: i medici che hanno seguito con
cura il paziente per quasi 1 mese hanno posto la diagnosi di Sindrome
depressiva ricorrente (ovvero vi sarebbe nella storia clinica del paziente
un primo episodio depressivo e un secondo episodio depressivo, distanziati da
un periodo di stabilità psichica).

Io stessa confermo questa tesi diagnostica, che si basa su rilievi
anamnestici, anche confermati dalla lettera di dimissione di una autorevole
clinica presso cui il paziente ha ricevuto cure ed è stato a lungo osservato.

L' Assicurato infatti riferisce che nel 2015 ha presentato un
vissuto di Mobbing nella panetteria e ha presentato una problematica depressiva
reattiva con intenso nervosismo, vissuto di pressione, ansietà e sfinimento
generale.

Si era manifestato un vissuto di intenso malessere e quindi
configurabile come uno stato Depressivo di grado medio; ne aveva parlato anche
con il suo medico di famiglia.

Si sono poi svolti molti conflitti con il capo, minacce da parte
sua, vissuto di umiliazione, e tale situazione è perdurata per oltre 1 anno.

Nel giugno 2017 L'Assicurato è entrato in malattia per via delle
fistole anali e da allora sono ulteriormente peggiorate anche le condizioni
psicologiche. Da dopo gli interventi chirurgici, per la situazione addominale e
anale, anche lo stato psichico conseguentemente peggiorato ulteriormente.

Francamente mi stupisce che la Perita dott.ssa __________
"scarti" a priori la diagnosi dei Colleghi della __________.

Tra l'altro, nella lettera di dimissione della __________, è
chiaramente spiegato che l'onset psicopatologico dell'A. sarebbe avvenuto
alcuni anni prima del licenziamento, ovvero nel 2015, in seguito a intensi
vissuti di pressione lavorativa.

Per le ragioni sopraesposte anche io confermo la diagnosi di
Sindrome depressiva ricorrente.

MINI ICF APP

Mi riferisco alla valutazione MINI ICF e i risultati della Perita __________,
che appaiono in molti punti in netto contrasto alla effettiva situazione
dell'Assicurato in base alla mia osservazione clinica prolungata.

2. Organizzazione dei compiti: disabilità grave! Per le modalità ritirate
di routine quotidiane e per la fatica a svolgere le normali attività della
quotidianità, a causa dello stato depressivo e somatico.

4 Competenze: disabilità rilevante! Vi è infatti la condizione
depressiva e la modalità ideativa e rimuginativa e il vissuto di essere
"cambiato" anche in relazione ai problemi fisici e di incontinenza
fecale costanti che influenzano pesantemente lo stato psichico.

 

5.Giudizio: disabilità grave! Per il vissuto di rabbia,
disforia, isolamento e modalità proiettive, che creano un intenso e costante
malessere e ritiro relazionale.

6. Persistenza: Disabilità è grave per i disturbi intestinali e le
intense algie croniche.

8.Contatto con gli altri: grave disabilità. È spesso
nervoso, molto irritabile, si isola perché non riesce stare con gli altri e
subito "si infiamma" (con amici e paesani), per un vissuto di rabbia,
di vergogna, per la propria condizione di salute. Non ha amici, da quando ha
smesso di lavorare ha un carattere che si è modificato, si arrabbia facilmente,
per vissuti depressivi e di vergogna. I problemi fecali-intestinali hanno
ulteriormente peggiorato la situazione psichica e relazionale.

10.Relazioni intime: grave disabilità, non ha più desideri
in questo senso, libido assente e ha un profondo vissuto di vergogna e
umiliazione, sia per le ragioni di disfunzione fecale, sia per motivi legati
allo stato Depressivo.

11.Attività spontanee: estrema difficoltà, dato che negli ultimi 4-5
anni si è completamente isolato dal mondo e dalle relazioni, per ragioni
correlate allo stato depressivo e al vissuto di rabbia.

Contestazioni sull'esecuzione del Test MMPI

Lo Psicologo che ha somministrato il test MMPI, quel giorno ha
effettuato l'incontro preliminare via skipe, già questo elemento è da
considerarsi complesso per il paziente, come da lui a me riferito, perché ha
molto complicato l'espletamento e la comprensione del test.

L' Assicurato non si è sentito supportato, né aiutato dallo Psicologo e non ha
ben compreso le istruzioni per affrontare il test.

L' Assicurato mi ha riferito che è stato molto difficile
effettuare il test, non comprendeva le domande nella loro struttura.

Non aveva portato con se gli occhiali, li aveva dimenticati a
casa; non era stato avvertito della necessità di portare con sé gli occhiali o
che ci fosse da leggere o da scrivere, né tantomeno che dovesse effettuare un
test scritto.

Solo negli ultimi minuti prima della fine dell'esecuzione del
test, l'Assicurato ha chiesto in prestito un paio di occhiali alla Segreteria.

E' stata tra l'altro la Segretaria stessa si è accorta che il paziente aveva
gli occhi molto arrossati e gli ha chiesto se avesse bisogno di qualcosa, per
esempio di occhiali (e solo a quel punto, verso la fine del test, glieli
avrebbe prestati).

Quel giorno del test l'Assicurato presentava dei disturbi
neurologici legati ad una condizione di paralisi di Bell di recente
insorgenza (che avrebbe dovuto invalidare il test stesso) e questo peggiorava
il suo stato psichico, la lettura e il suo stato mentale.

L' Assicurato ha impiegato più di due ore a svolgere il
test, perché non riusciva a capire il testo, non leggeva bene il testo sia per
motivi di comprensione del testo, sia perché non aveva portato con sé gli
occhiali, si sentiva nervoso, non si sentiva preparato a rispondere a quella
complessità; c'erano parole il cui significato era per lui assolutamente
incomprensibile e per lo più non riusciva a rispondere adeguatamente con VERO o
FALSO non riusciva a interpretare la domanda.

Tra l'altro lo stesso giorno del tests, alle h. 16.00 I'Assicurato
ha dovuto andare a __________ per una altra visita peritale presso il dr. __________
alle h. 16.00!!

Questo altro appuntamento ha creato molta allerta e angoscia al
paziente, che si è sentito in dovere di sbrigarsi a terminare i tests MMPI nel
tempo più rapido.

Ritengo che questa modalità di organizzare le visite peritali per
i peritandi sia molto poco etica e svilente e molto affaticante e a mio
giudizio invalida completamente il risultato del test.

Ricordo che il paziente ha frequentato la terza elementare in
terra portoghese (e non in Lingua italiana) e la terza classe peraltro NON l'ha
neppure terminata, e quindi non ha ottenuto il Diploma di Scuola Elementare!

Non ha terminato gli studi perché doveva lavorare nella azienda
agricola del padre e così era sempre affaticato e stanco a scuola a volte
dormiva in classe!

Ha svolto l'apprendistato di panettiere in __________, tutto a
livello solo pratico.

Ha a tuttora rilevanti difficoltà di lettura, in italiano, legge
lentamente e con estrema difficoltà comprende testi semplici scritti in
italiano.

Non vi sono, a mio avviso e secondo la mia osservazione clinica e
psicopatologica di questi mesi, temi narcisistici in senso patologico, né
tantomeno impulsivi, semmai possiamo parlare di una struttura anancastica, con
altissimo ideale del Se.

La complessa problematica somatica dei dolori articolari e delle
dis-funzioni dell'alvo appare completamente obliata dalla perita __________, o
quanto meno non emerge dalla sua perizia e questo appare per me
incomprensibile: la Perita __________ sembra aver accantonato gli influssi
psichici della difficoltà del paziente rispetto ai disturbi anali e fecali e il
loro impatto sulle relazioni intime, affettive e sociali e professionali.

Per le ragioni sopraesposte, ritengo che i risultati del MMPI sarebbero da
invalidare.

Per le considerazioni fin qui esposte, ritengo che l'Assicurato
presenti una seria condizione depressiva (Sindrome depressiva ricorrente,
attuale episodic di grado medio-grave), di ritiro sociale e grave isolamento
relazionale, correlato alla patologia anale post-operatoria, che vive come
invalidante e una vera e propria disabilità.

Per le ragioni sopraesposte confermo la inabilità lavorativa
attuale dell'Assicurato per la parte psichiatrica, in misura del 100%.” (doc.
A4, pag. 1-6; n.d.r.: il grassetto, il corsivo e le sottolineature non
sono della redattrice)

                                         Davanti al TCA, il rappresentante
dell’insorgente ha prodotto anche il rapporto medico 22 febbraio 2021 del dr.
med. __________, specialista FMH in medicina generale e medico di famiglia
dell’assicurato (doc. A 5), giusta il quale:

 

" (…). Per
le patologie di fistole anali diagnosticati nel 2016, motivo per la quale il
paziente ha subito più interventi chirurgici dal Dr. __________ e Dr. __________,
credo che non possa influire più di tanto sull'attività lavorativa del Signor RI
1, anche se un'incontinenza fecale in un paziente che sta nel campo alimentare
"panettiere" credo che sia un fattore di disagio ed ostacolo al
lavoro per motivi di igiene.

Per la problematica riguardante la colonna lombare che è stata
diagnosticata un'ernia discale L5 lussata nel 2019, dove é stata eseguita una
sequestrectomia a livello di L4-L5 a 07/2019 e

dove alla visita di controllo segnalavano che la situazione era
nettamente migliorata con una deambulazione simmetrica senza deficit di forza
muscolare, sintomatologia migliorata, confermata anche alla visita con il
neurologo Dr. __________, sempre nel 2019. Credo che il problema neurologico
causato dall'ernia discale sia stato risolto con l'intervento.

Mi soffermerei piuttosto sulla questione psichica, che è stata
valutata per la prima volta dalla Dr.ssa __________ il 30.07.2018, dove veniva
posta diagnosi di una sindrome ansioso-depressiva endoreattiva a problemi di
natura socio-professionale, e sempre la Dr.ssa __________ il 17.09.2018
scriveva "qual ora dovesse perdere le IPG la situazione economica precaria
che si verrà a creare potrebbe destabilizzare ulteriormente il quadro
clinico". Quindi la Dr.ssa __________ non escludeva un peggioramento della
situazione.

Anche il Dr. __________ in data 26.09.2018 confermava la presenza
di uno stato ansioso-depressivo, dove scriveva "non sono tuttavia escluse
resistenze anche per ragioni psico-sociali".

Concetto confermato anche dall'attuale psichiatra Dr.ssa __________,
che in data 21.01.2021 mi scrive (vedi allegato); il paziente presenta una
rilevante condizione depressiva-ansiosa ed insonnia e lo stato attuale non
appare compatibile con una ripresa lavorativa.

Dal punto di vista mio, come medico di famiglia, posso confermare
un aggravamento della condizione psichica del paziente, aggravamento portato in
parte dalle condizioni economiche del paziente in questione che sembrerebbero
peggiorate, come aveva previsto la Dr.ssa __________ e il Dr. __________ negli
anni precedenti.

Sono convinto che l'incontinenza fecale in un paziente che lavora
nell'ambito alimentare possa aver portato grandi disagi e che, il successivo
licenziamento e le condizioni economiche che sono andate a peggiorare, abbiano
influito negativamente sulla patologia di depressione e ansia. Trovo quindi
indicata, sulle base dell'anamnesi sul rapporto inviatomi dalla sua attuale
psichiatra, una nuova rivalutazione da parte dell'Al in quanto le condizioni
psichiche sono peggiorate.” (doc. A5, pag. 1 e 2)

 

                          2.8.12.   Con la risposta del 18 giugno
2021 l'UAI ha prodotto il comple-mento peritale del __________ del 27 maggio
2021 (doc. V-1), che include la presa di posizione del 13 maggio 2021 dello
psico-logo __________ e la presa di posizione del 21 maggio 2021 della perita
psichiatra. 

Lo psicologo ha osservato segnatamente quanto segue:

 

" (…) ho
riesaminato i test relativi all'assicurato RI 1, nello specifico il test MMPI2
RF e il test SIMS. In ambedue i reattivi l'assicurato ha evidenziato una
tendenza ad esagerare la sintomatologia i. Il test SIMS inoltre è strutturato
per individuare i tentativi di simulazione e il punteggio finale è ben oltre il
punteggio limite di 14 collocandosi su un punteggio di 47.

Nel test MMPI2RF ben 5 scale su 5 indicanti l'esagerazione dei
sintomi sono risultate oltre la norma mentre le due scale che segnalano il
tentativo di presentarsi in modo migliorativo risultano ben sotto il limite.
Quindi la confusione sia per il MMPI che per II SIMS ha coinvolto solo le scale
che segnalano o enfatizzano la patologia. Le scale VRIN e TRIN che segnalano
eventuali incoerenze o difficoltà di comprensione sono nella norma'

L'annullamento del MMPI2RF richiesto dall'assicurato è stato in
parte soddisfatto poiché l'interpretazione di un test con numerose scale di
validità superiori alla norma non è possibile, come indicato a suo tempo.

Rimane solo la nota relativa all'esagerazione dei sintomi.

Considerando la particolarità del periodo e le necessarie modalità
di somministrazione, non posso escludere che il sig. RI 1 non abbia trovato il
modo di manifestare in modo adeguato il suo disagio legato alla lettura, anche
se nella lettera di convocazione è specificato di dotarsi di occhiali là dove
necessario.

Concludendo, i dati a mia disposizione non giustificano
l'annullamento del test tuttavia è indubbio che le modalità di somministrazione
abbiano risentito dell'eccezionalità del periodo.”

 

                                         La perita psichiatra ha
osservato segnatamente quanto segue:

 

" (…)

2. Rispondo con le seguenti osservazioni allo scritto della
dr.ssa med. __________, psichiatra

Il suo rapporto è riportato essere basato su tre elementi: una
rivalutazione dell'anamnesi, riflessioni relative alla mia perizia, tre
incontri con l'assicurato a distanza di pochi giorni l'uno dall'altro, in data
19.02, 24.02 e 26.02.2021 per un totale di 200 minuti. I primi due elementi, di
per sé, non aggiungono eventi clinici nuovi rispetto alla mia valutazione
peritale del 11.05.2020 ma verranno comunque presi in debita considerazione. Il
terzo elemento è costituito da incontri avvenuti in epoca posteriore alla mia
valutazione, quasi ad un anno di distanza.

• Mi soffermo dapprima su questo terzo elemento osservando come la
curante non riporti un peggioramento intercorso tra la mia valutazione peritale
del maggio 2020 e la sua ultime valutazione di febbraio 2021: "l'assicurato,
a tuttora presenta una condizione di sofferenza psicologica oltremodo grave ed
uno stato depressivo ansioso persistente".

(…).

Dunque oltre a non imputare il quadro osservato ad un peggioramento successivo
alla mia valutazione e a descrivere sintomi contraddittori, pare poco
spiegabile il fatto che, a fronte di una si grave sintomatologia, come quella
descritta, con marcati disturbi biologici tra cui del sonno, la terapia
ipnoinducente sia rimasta invariata, né implementata né rimaneggiata nella
molecola, mentre quella antidepressiva risulta addirittura diminuita rispetto a
quanto emergeva nella mia valutazione peritale del maggio 2020 con passaggio di
Fluoxetine da 40 a20 mg/die. Peraltro, oltre a diminuire le terapie, non sono
intercorse altre variazioni nel setting trattamentale (es. assenza di ricoveri
stazionari).

• La curante torna poi nello specifico a contestare la diagnosi
posta dalla scrivente di Sindrome ansioso-depressiva con aspetti di
somatizzazione (ICD 10 F41.2), evoluzione da precedente sindrome da
disadattamento reazione mista ansioso-depressiva in tratti
narcisistico-impulsivi. Ricordo, come già nel colloquio telefonico
intercorso in data 4.05.2020, riportato in perizia alla pagina

18 (paragrafo informazioni da terzi), aveva manifestato il suo
disallineamento diagnostico rispetto al perito e l'accoglimento della diagnosi
posta nell'ambito del ricovero stazionario presso la Clinica __________, ovvero
di sindrome depressiva ricorrente. Preciso che tale diagnosi non è stata
affatto scartata "a priori': al contrario, come ogni altra diagnosi
risultante agli atti, è stata oggetto di attenta valutazione e vaglio,
attraverso un'analisi di decorso che ha tenuto conto tanto del riferito
anamnestico dell'assicurato quanto dell'interezza dei documenti presenti.

(...).

Si conferma, dunque, che problematiche lavorative con percezione di maggior
stress e scarso riconoscimento da parte del datore di lavoro erano state
segnalate in precedenza ma non erano tali da configurare uno scompenso
psichiatrico. Anche ammettendo una condizione di disagio emotivo reattivo a
problemi lavorativi e mobbing nel 2015, possibile alla luce del lavoro
stressante e delle caratteristiche personologiche emerse, non vi ä evidenza
alcun z di pressa in carico specialistica, trattamenti specifici o inabilità
lavorativa psichiatrica. Per questi motivi si ritiene che questa nozione
ricostruita a posteriori, non condivisa in modo unanime agli atti, non
confermata in sede peritale dalla fonte diretta, non sia sufficiente è porre
diagnosi di episodio depressivo che è un disturbo piuttosto invalidante tra i
cui criteri vi è anche la riduzione del funzionamento generale.

Alla luce di ciò si conferma l'assenza di elementi anamnestici
sufficientemente probanti in favore di episodi depressivi occorsi nel periodo
antecedente il 2018. Dopo il 2018 si registra l'esordio di una sindrome da
disadattamento con sintomi ansioso depressivi, precipitata dal licenziamento,
che ha assunto poi un andamento persistente nel tempo, sostenuto sia da fattori
di tipo personologido preesistenti (narcisistico impulsivi)- ohé da fattori
estranei al campo della psicopatologia (precarietà delle condizioni economiche,
controversie assicurative).

• In merito alla differente valutazione del Mini ICF app la
dr.ssa __________ evoca quale causa delle disabilità una sintomatologia
depressiva di gravità differente, anche se non dichiaratamente imputabile ad
aggravamento, da quella valutata dalla scrivente nella perizia di maggio 2020.

Rispetto all'organizzazione dei compiti: si ribadisce che
la descritta giornata rivelava, pur all'interno di un comportamento di
risparmio compatibile con la posizione di malato, una sua strutturazione con

capacità di prevedere tempi e priorità per le diverse mansioni.
Rispetto alle competenze: non si riscontravano compromissioni cognitive
in grado di inficiare la fruizione di quelle già apprese (non ci si pronunciava
in merito ai problemi di incontinenza che ricadevano in altro ambito di
specialità e che al momento egli riferiva comunque in fase di miglioramento). Giudizio:
la collega cita uno stato di marcata reattività ("rabbia, disforia")
che contrasta con l'asserita assenza di mancanza di reattività emozionale e che
comunque non era tale da giustificare un'alterazione delle capacità di giudizio
e dell'esame di realtà. In merito alla persistenza è stata dalla
scrivente stimata una compromissione riferibile esclusivamente al campo di
pertinenza psichiatrico (dunque tenuto conto del riferito di stanchezza,
debolezza, somatizzazioni). Nel contatto con gli altri: la curante evoca
nuovamente la marcata irritabilità che si ribadisce pur presente non era
pervasiva e generalizzata ma limitata alle parti coinvolte nelle controversie
(medici vari ed assicurazioni). Nelle relazioni intime: l'assicurato
manteneva ottimi rapporti con la figlia e con almeno due conoscenti. Nelle attività
spontanee non si rilevavano modifiche rilevanti rispetto riferito
funzionamento precedente. Non emergevano hobby preesistenti o attività del
tempo libero precedentemente svolte e poi abbandonate.

• Rispetto alle contestazioni sulla testistica eseguita dallo psicologo sig.
__________ purtroppo non posso entrare nel merito della situazione in cui
questa si è svolta in quanto è stata da altri effettuata. Posso solo osservare
che, di regola, lo psicologo valuta attraverso un colloquio preliminare la
capacità degli assicurati di svolgere il test, tenendo conto anche di variabili
come la scolarità ed il livello di comprensione. Nello specifico non sono state
segnalate difficoltà di soda; leggo nel suo rapporto che: "l'assicurato
si è presentato allo studio puntuale e collaborante con esame cominciato alle
12 e terminato alle 14". Se quel giorno fossero poi presenti
condizioni mediche che ne inficiavano l'esecuzione non ci è noto, in quanto non
sono segnalate allora né è stata prodotta, in data posteriore, una
certificazione medica.

Riguardo i test contestati ricordo che il protocollo MMPI RF è
risultato completo e consistente (scale Vin-r e Trin-r) mentre rispetto
all'accuratezza 5 scale su 5 indicavano una tendenza ad esagerare i sintomi
tale da rendere, nel complesso le altre scale, non interpretabili. Analogamente
il SIMS ha rilevato un punteggio di 47 che è ben superiore non solo al cut off
tradizionale > 14 ma anche,

largamente, a quello più prudenziale> 24.

Preciso che la testistica psicologica non ha di per sé una valenza
assoluta ma costituisce semplicemente uno degli elementi che, insieme a tutti
gli altri, concorre alla valutazione finale. Nello specifico, quanto
oggettivato alla valutazione diretta, emerso dagli atti e dal riferito, da
ultimo dai risultati convergenti dei due test, sono elementi che, considerati
nel loro insieme, indicano la presenza di una tendenza all'accentuazione della
sofferenza le cui motivazioni sono da ricondursi tanto ad aspetti personologici
preesistenti quanto ai fattori psicosociali già citati.

• In merito ai tratti personologici sotto soglia si è già discusso sopra;
peraltro "l'altissimo ideale di sé" evocato dalla curante conferma la
vulnerabilità narcisistica chiaramente descritta dall'assicurato stesso, anche
in ambito lavorativo.

• Infine, non si ritiene di avere "completamente obliato la complessa
problematica somatica dei dolori articolari e delle disfunzioni
dell'alvo". Per quanto attiene gli effetti diretti delle problematiche
somatiche sulla CL, si rimanda alle valutazioni effettuate dagli altri
specialisti in ambito ____________.

In merito all'impatto di tali problematiche sull'assetto psichico
se ne è debitamente tenuto conto, come si può riscontare ai paragrafi 3.3 alla
pagina 15 (sintomi so