# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f4263005-c6ce-54fa-95c3-a4fbb9183242
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-04-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 11.04.2000 11.2000.20
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2000-20_2000-04-11.html

## Full Text

Incarto n.:

  11.2000.00020

  	
  Lugano

  11 aprile
  2000/ld

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

   

  
	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa __.____._____ (azione
di divorzio) della Pretura della giurisdizione di Locarno Città promossa con petizione
del 29 marzo 1999 da

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________

  (patrocinato dall'avv. __________ __________,
  __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________

  (patrocinata dalla lic. iur. __________ __________, 

  studio legale __________ __________ __________,
  __________);

   

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
l'appello dell'8 febbraio 2000 presentato da __________ __________ contro il
decreto di stralcio emesso il 19 gennaio 2000 dal Pretore della giurisdizione
di Locarno Città;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   __________ __________ ha promosso il 29 marzo 1999 azione di
divorzio davanti al Pretore della giurisdizione di Locarno Città contro la
moglie __________. Nella sua risposta del 25 giugno 1999 quest'ultima si è
opposta al divorzio, chiedendo – in via subordinata – un contributo alimentare
di fr. 1000.– mensili, l'attribuzione della metà della prestazione di libero
passaggio del marito e il versamento di una somma imprecisata in liquidazione
del regime dei beni.

 

                                  B.   In
seguito all'entrata in vigore del nuovo diritto del divorzio, con ordinanza del
5 gennaio 2000 il Pretore ha invitato le parti a formulare eventuali
osservazioni sui temi toccati dalla modifica legislativa. Il 18 gennaio 2000
__________ __________ ha dichiarato di ritirare la petizione, riservandosi di
presentare una nuova domanda di divorzio dopo quattro anni di separazione.
Statuendo il 19 gennaio 2000, il Pretore ha stralciato la causa dai ruoli. Le
spese, con una tassa di giustizia di fr. 600.–, sono state poste a carico
dell'attore, compensate le ripetibili.

 

                                  C.   Contro
il decreto appena citato __________ __________ è insorta con un appello dell'8
febbraio 2000 nel quale chiede la riforma del giudizio impugnato nel senso che
le sia riconosciuta un'indennità di fr. 3200.– per ripetibili. Nelle sue
osservazioni del 13 marzo 2000 __________ __________ propone di respingere
l'appello e confermare il decreto del Pretore.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   L'appellante chiede che il giudizio di primo grado sia riformato
“nel senso dei considerandi sopraccitati” (appello, pag. 4). Ora, l'atto di
appello deve contenere – sotto pena di nullità (art. 309 cpv. 5 CPC) – precise
domande intese alla modifica della sentenza impugnata (art. 309 cpv. 2 lett. e
CPC; Cocchi/Trezzini, CPC massimato
e commentato, Lugano 2000, n. 13 ad art. 309). Ciò non è il caso in concreto.
Se non che, la sanzione della nullità va applicata con cautela. Nella
fattispecie, dalle motivazioni emerge senza equivoco la volontà dell'appellante
di chiedere la riforma del dispositivo sugli oneri processuali di prima istanza
nel senso che le sia riconosciuta un'indennità di fr. 3200.– per ripetibili.
Sotto questo profilo l'appello, nonostante le carenze formali, può essere
considerato ricevibile (Cocchi/Trezzini,
op. cit., n. 18 ad art. 309 CPC).

 

                                   2.   In
materia di spese e ripetibili, un decreto di stralcio per avvenuta transazione,
ritiro dell’azione o acquiescenza (art. 352 CPC) è senz’altro appellabile (Rep.
1985 pag. 145 in fondo). Analogo principio vale per i decreti di stralcio
dovuti a sopravvenuta carenza d’oggetto, mancanza di interesse giuridico o
perenzione processuale (art. 351 CPC; I CCA, sentenze del 9 luglio 1999 in re
G. consid. 1, dell’8 novembre 1995 in re S.-W., e del 6 dicembre 1994 in re Di
R. consid. 2). Ciò premesso, l'appello può essere vagliato nel merito.

 

                                   3.   L'appellante
postula l'attribuzione di ripetibili poiché il marito, in seguito al ritiro
della domanda di divorzio, dev'essere considerato soccombente. A dire dell'appellante,
non soccorrono motivi per derogare al principio enunciato dall'art. 148 cpv. 1
CPC, dato che “al momento dell'inoltro della petizione, 29 marzo 1999,
[l'attore] sapeva che la moglie si opponeva (…) alla sua richiesta” e, d'altro
canto, “egli era a conoscenza che né con il vecchio diritto né con il nuovo
avrebbe potuto ottenere il divorzio” (appello, punto 3, pag. 3 nel mezzo). 

 

                                         a)  Il
ritiro di un'azione dopo la notifica al convenuto e senza il suo consenso
equivale a desistenza (art. 77 cpv. 2 CPC) e comporta, in linea di principio,
l'addebito degli oneri processuali a chi recede dalla lite, con obbligo di
rifondere alla controparte un'equa indennità per ripetibili (art. 77 cpv. 3
CPC; Rep. 1985 pag. 146; Cocchi/Trezzini,
op. cit., n. 3 ad art. 77 CPC). Qualora la lite verta sul diritto
matrimoniale, il giudice può nondimeno – a determinate condizioni – prescindere
da un riparto strettamente numerico degli oneri processuali (art. 148 cpv. 2
CPC; Rep. 1996 pag. 137 consid. 7 con rinvio; Cocchi/Trezzini,
op. cit., n. 34 ad art. 148 CPC). 

 

                                         b)  Nella
fattispecie non è dato a divedere quali ragioni particolari giustificassero una
deroga al principio della soccombenza enunciato dall'art. 148 cpv. 1 CPC. Tanto
meno se si considera che – come rileva il Pretore – le parti non sono concordi
sul principio del divorzio, il 1° gennaio 2000 non erano ancora trascorsi
quattro anni dall'inizio della separazione di fatto e non risultano
verosimilmente adempiuti neppure gli estremi per l'applicazione dell'art. 115
CC (ordinanza del 5 gennaio 2000, pag. 1 in basso e pag. 2 in alto). In tali
circostanze la petizione, qualora non fosse stata ritirata, sarebbe con ogni
probabilità stata respinta. Né l'attore né il primo giudice hanno per altro
addotto motivi che ostavano all'attribuzione di ripetibili alla convenuta: il
Pretore non si è neppure espresso al riguardo, mentre il marito parrebbe
finanche ammettere l'infondatezza della domanda di divorzio sotto l'egida del
vecchio diritto, laddove afferma che “la continuazione della procedura
l'avrebbe portato sicuramente all'ottenimento quanto meno della separazione
legale”, dopo di che “egli avrebbe potuto, scaduti tre anni, richiedere e con
ogni verosimiglianza ottenere il divorzio” (osservazioni all'appello, ad 1 pag.
2 nel mezzo). In simili evenienze, mal si comprende perché la convenuta dovrebbe
essere tenuta a sopportare oneri cagionatile da un'azione di divorzio che
appariva d'acchito verosimilmente sprovvista di buon diritto. Ne discende che
l'appello, fondato, dev'essere accolto e il decreto del Pretore riformato di
conseguenza.

 

                                   4.   Per
quanto riguarda l'ammontare delle ripetibili, l'appellante ha quantificato
l'indennità in fr. 3200.– tenendo conto di un dispendio di tempo di 16 ore,
alle quali ha applicato una tariffa oraria di fr. 200.– (appello, punto 4, pag.
3 nel mezzo). Ora, nella determinazione dell'ammontare dovuto a titolo di
ripetibili il giudice decide con prudente apprezzamento, tenendo conto della
tariffa dell'Ordine degli avvocati, che tuttavia ha solo valore indicativo (art.
150 CPC; Rep. 1985 pag. 96). 

 

                                   a)  Il
patrocinatore può chiedere nelle cause di stato un onorario da fr. 1000.– a fr.
25 000.– (art. 14 cpv. 1 TOA). Entro il minimo e il massimo dell'onorario la
rimunerazione deve poi essere valutata caso per caso, secondo i criteri dell'art.
8 TOA, ovvero secondo la complessità, l'importanza, il valore e l'estensione
della pratica, la competenza professionale e la responsabilità dell'avvocato,
il tempo e la diligenza impiegati, la situazione sociale e patrimoniale delle
parti, l'esito della causa e la sua prevedibilità (CdM, sentenza del 21
dicembre 1999 in re avv. M.). In concreto la legale della moglie non ha
specificato le proprie prestazioni, limitandosi a far valere 16 ore di lavoro.
Il patrocinio era nondimeno semplice, tant'è che ha richiesto la stesura di un
solo allegato (la risposta del 25 giugno 1999, di poche pagine) e la
partecipazione all'udienza preliminare del 22 novembre 1999. Tutto si ignora
delle prestazioni stragiudiziali fornite alla cliente. Né l'accertamento del
tempo effettivamente impiegato dal legale è decisivo: determinante è quello –
valutato oggettivamente – che sarebbe occorso a un avvocato diligente per
trattare una pratica analoga, tenendo conto della complessità della causa e di
ciò che si poteva ragionevolmente pretendere da un patrocinatore competente al
beneficio di una normale esperienza (RJJ 3/1997 pag. 197; v. anche Rep. 1991
pag. 304 nota 48).

 

                                   b)  Ponderato
equamente quanto precede e considerati i criteri generali posti dall'art. 8
TOA, per prestazioni come quelle appena descritte l'onorario di fr. 3200.–
esposto dalla patrocinatrice non appare adeguato. Per una causa relativamente
semplice come quella in esame, per di più interrotta in corso di istruttoria, si
può ritenere verosimile, per quanto risulta dagli atti, un dispendio di tempo
di 8 ore (un'ora per un colloquio preliminare, 4 ore per la lettura della
scarna petizione e la redazione della risposta, 2 per la preparazione e la
partecipazione all'udienza preliminare, un'altra ora per la stesura della
corrispondenza ed eventuali colloqui telefonici). Applicata una tariffa oraria
di fr. 220.–, adeguata alla semplicità della causa, ne risulta un presumibile
onorario di fr. 1760.–, cui vanno aggiunte ancora le presumibili spese del
patrocinatore. L'appello merita dunque accoglimento nella misura di fr. 2000.–.

 

                                   5.   Gli
oneri del giudizio odierno seguono il vicendevole grado di soccombenza (art.
148 cpv. 2 CPC).

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello
è parzialmente accolto e il dispositivo n. 2 del decreto impugnato è così
riformato:                       

                                         

                                         Le
spese di fr. 40.– e la tassa di giustizia di fr. 600.– restano a carico di chi
le ha anticipate. __________ __________ rifonderà a __________ __________ fr.
2000.– per ripetibili.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 200.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
250.–

                                         da
anticipare dall'appellante, sono posti per due quinti a carico di quest'ultima
e per il resto a carico dell'attore, che rifonderà all'appellante fr. 400.– per
ripetibili ridotte di appello.

 

                                   3.   Intimazione:

                                         – lic. iur.
__________ __________, __________;

                                         – avv.
__________ __________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno Città. 

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario