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**Case Identifier:** e361cbe6-90f8-55be-9f1a-77ba84b4496c
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2016-08-25
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 25.08.2016 BB.2016.100
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_BB-2016-100_2016-08-25.pdf

## Full Text

Decisione del 25 agosto 2016 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Stephan Blättler, presidente, 

Tito Ponti e Andreas J. Keller,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A. SA, rappresentata dall'avv. Daniela Natale,  

 

Reclamante 

 

   

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  

 

Controparte 

 

   

Oggetto  Sequestro (art. 263 segg. CPP) 

 
 
 
 
 
 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: BB.2016.100 

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 Fatti: 

A. Il 16 febbraio 2012 il Ministero pubblico della Confederazione (in seguito: 

MPC) ha avviato un’indagine preliminare di polizia giudiziaria per il reato di 

riciclaggio di denaro ai sensi dell’art. 305bis CP nei confronti di B. ed altre per-

sone, per il sospetto che avrebbero malversato, attraverso anche la falsifica-

zione di documentazione bancaria, valori patrimoniali a danno di relazioni ban-

carie accese presso la banca C., Zurigo (ora in liquidazione) tramite il gestore 

esterno B. e la società a lui riconducibile D. SA. Lo stesso B. ed altre persone 

avrebbero di seguito riciclato il provento della loro attività criminale in Svizzera 

e in Italia, attraverso la società E. Ltd, Tortola, BVI, ed anche mediante tran-

sazioni in contanti con susseguente trasporto transfrontaliero del denaro tra-

mite le società F. SA, Chiasso e G., Lugano (v. act. 1.1). 

B. Nell’ambito del procedimento penale a carico di B., in data 17 giugno 2013, il 

MPC ha decretato l’edizione e il sequestro della documentazione bancaria del 

conto risparmio di garanzia affitto n. 1 a lui intestato presso la banca H., filiale 

di Gravesano, ordinandone il blocco dei saldi attivi (v. act. 1.1). 

C. Il conto suddetto trae le sue origine dal contratto di locazione 29 novembre 

2011 sottoscritto tra la società A., Pregassona, in qualità di locatrice e il signor 

B. in qualità di locatario e avente come oggetto l’abitazione sita in Bedano 

(v. act. 1.1). 

D. Con accordo del 28 gennaio 2015 locatrice e locatario si sono accordate per 

il rilascio a favore della locatrice del deposito di garanzia affitto n. 1, pari a 

CHF 8'000.-- e dei relativi interessi a titolo di compensazione di pigioni sco-

perte, conguagli spese e riparazioni dell’ente locato (v. act. 1.1 e 1.8). L’im-

porto dovuto dal locatario per mancato pagamento delle ultime due mensilità 

(CHF 5'000.--), conguagli spese (CHF 2'191.40) e riparazioni (CHF 2'500.--) 

ammonta a CHF 9'691.40 (v. act. 1.2). 

E. Il 16 marzo 2016 rispettivamente 4 aprile 2016 la reclamante ha presentato 

istanza al MPC affinché procedesse al dissequestro del saldo attivo del conto 

risparmio di garanzia affitto n. 1 in modo che lo stesso potesse essere liberato 

da quest’ultima e incassato come pattuito (v. act. 1.2). 

F. Con decreto del 21 aprile 2016 il MPC ha respinto, dichiarandola irricevibile 

per carenza di legittimazione, l’istanza di dissequestro di cui sopra (v. act. 1.1). 

G. Con reclamo del 6 maggio 2016 A. è insorta contro il predetto decreto dinanzi 

alla Corte dei reclami penali, postulandone l’annullamento (v. act. 1). La recla-

mante – quale creditrice pignoratizia dell’importo depositato sul conto garanzia 

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affitto – sostiene in sostanza di possedere un interesse giuridicamente protetto 

all’annullamento o alla modifica della decisione di sequestro dato che il bene 

costituito in pegno rappresenta l’oggetto immediato della garanzia ed incor-

pora materialmente quel valore economico che costituisce l’oggetto della ga-

ranzia medesima e che risponde all’esigenza di tutela del credito garantito. La 

reclamante precisa che i valori patrimoniali sono stati acquisiti (rectius la ga-

ranzia) in buona fede, ossia non sapendo né dovendo sapere, in base alle 

circostanze, se i valori patrimoniali acquisiti fossero o meno il prodotto di un 

reato; essa ha fornito una controprestazione adeguata per una prestazione 

ancora da ricevere e con riferimento alla quale la garanzia, sottoposta a se-

questro, è in strettissima relazione. La reclamante ritiene infine che la deci-

sione di sequestro adottata dal MPC costituisce nei suoi confronti una misura 

eccessivamente severa e che B. non subirebbe danno alcuno dalla liberazione 

della somma a favore della reclamante, pure nel caso in cui il sequestro do-

vesse rivelarsi infondato (v. act. 1). 

H. Con osservazioni del 13 maggio 2016 il MPC si è riconfermato nelle proprie 

allegazioni di fatto e di diritto presentate nel decreto 21 aprile 2016 e ha chie-

sto di respingere integralmente l’impugnativa e di porre a carico della recla-

mante gli oneri procedurali (v. act. 3). 

Le ulteriori argomentazioni verranno riprese, nella misura del necessario, nei 

successivi considerandi in diritto. 

 Diritto: 

1.  

1.1  Contro le decisioni e gli atti procedurali del MPC può essere interposto re-

clamo dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale a 

norma degli art. 393 e segg. CPP (v. art. 393 cpv. 1 lett. a CPP in relazione 

con l’art. 37 cpv. 1 LOAP e con l’art. 19 cpv. 1 del Regolamento del 31 ago-

sto 2010 sull’organizzazione del Tribunale penale federale [Regolamento 

sull’organizzazione del TPF, ROTPF, SR 173.713.161]). 

 

1.2 Il Tribunale penale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammis-

sibilità dei reclami che gli sono sottoposti senza essere vincolato, in tale am-

bito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (v. art. 391 cpv. 1 CPP 

nonché P. GUIDON, Die Beschwerde gemäss Schweizerischer Strafprozess-

ordnung, Tesi di Laurea Bernese, Zurigo/San Gallo 2011 pag. 265 con la giu-

risprudenza citata).  

 

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1.3 Il reclamo contro decisioni comunicate per iscritto od oralmente va presentato 

e motivato entro dieci giorni (art. 396 cpv. 1 CPP). Nella fattispecie, il decreto 

impugnato datato 21 aprile 2016 è stato notificato al legale della reclamante il 

25 aprile 2016. Il reclamo, interposto il 6 maggio 2016, è pertanto tempestivo. 

 

1.4 Sono legittimate ad interporre reclamo contro una decisione le parti che hanno 

un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla modifica della 

stessa (art. 382 cpv. 1 CPP).  

 

1.5 Trattandosi di una misura di sequestro di un conto bancario, il titolare del conto 

adempie questa condizione (v. sentenze del Tribunale penale federale 

BB.2005.69 del 1° febbraio 2006; BB.2005.11 del 14 giugno 2005, consid. 1.2 

e rinvii; BB.2011.10/11 del 18 maggio 2011, consid. 1.5 e rinvii). Il semplice 

avente diritto economico di un conto non possiede invece la legittimazione ad 

interporre reclamo, essendo toccato dalla misura di sequestro solo in maniera 

indiretta; allo stesso modo il terzo, che ha solo diritti personali sull’oggetto se-

questrato, non ha un interesse giuridicamente protetto a contestare la deci-

sione di sequestro (v. sentenza del Tribunale federale 6S.365/2005 dell’8 feb-

braio 2006, consid. 4.2.1; TPF 2007 158 consid. 1.2; STEFAN HEIMGARTNER, 

Strafprozessuale Beschlagnahme, Zurigo/Basilea/Ginevra 2011, pag. 370). 

 

Nel caso concreto la reclamante ha fondato la sua legittimazione ad impu-

gnare il sequestro unicamente sulla sua qualità di terzo al beneficio di un pre-

teso diritto personale sui valori patrimoniali depositati sul conto risparmio di 

garanzia affitto n. 1 intestato solo ed unicamente a B.. Il reclamo deve essere 

pertanto dichiarato irricevibile per carenza di legittimazione attiva. 

 

 

2. Conformemente all’art. 428 cpv. 1 CPP, le parti sostengono le spese della 

procedura di ricorso nella misura in cui prevalgono o soccombono nella causa. 

Nel caso concreto, la reclamante deve essere considerata parte soccom-

bente. La tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP nonché 

5 e 8 cpv. 1 del Regolamento del 31 agosto 2010 del Tribunale penale federale 

sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedura penale 

federale (RSPPF; RS 173.713.162) ed è fissata nella fattispecie a fr. 1’000.--. 

 

 

 

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il reclamo è irricevibile. 

2. La tassa di giustizia di fr. 1’000 .-- è posta a carico della reclamante. 

 

 

Bellinzona, 29 agosto 2016 

 

In nome della Corte dei reclami penali 

del Tribunale penale federale 

 

Il Presidente: Il Cancelliere: 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comunicazione a: 

- Avv. Daniela Natale 

- Ministero pubblico della Confederazione 

 

 

 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Le decisioni della Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili entro 30 giorni 
dalla notifica mediante ricorso al Tribunale federale (artt. 79 e 100 cpv. 1 della legge federale del 17 giugno 
2005 sul Tribunale federale; LTF). La procedura è retta dagli art. 90 ss LTF. 

Il ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui il giudice 
dell’istruzione lo ordini (art. 103 LTF).