# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 14df5219-888f-5ae4-a43a-4e8ad3c6930d
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2016-07-20
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 20.07.2016 BB.2016.281
**Docket/Reference:** BB.2016.281
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_BB-2016-281_2016-07-20

## Full Text

Consegna (art. 265 cpv. 3 CPP). Effetto sospensivo (art. 387 CPP).
;;Consegna (art. 265 cpv. 3 CPP). Effetto sospensivo (art. 387 CPP).
;;Consegna (art. 265 cpv. 3 CPP). Effetto sospensivo (art. 387 CPP).
;;Consegna (art. 265 cpv. 3 CPP). Effetto sospensivo (art. 387 CPP).

Decisione del 20 luglio 2016 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Stephan Blättler, presidente, 

Tito Ponti e Patrick Robert-Nicoud,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

BANCA A. AG IN LIQUIDAZIONE, rappresentata 

dall'avv. Paolo Bernasconi, 

Reclamante 

 

   

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE, 

 

Controparte 

 

   

Oggetto  Consegna (art. 265 cpv. 3 CPP) 

Effetto sospensivo (art. 387 CPP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: BB.2016.281+BP.2016.49 

- 2 - 
 
 

 Visti: 

- il procedimento penale aperto il 16 febbraio 2012 dal Ministero pubblico della 

Confederazione (in seguito: MPC) nei confronti di B. ed altri per svariati reati 

patrimoniali; 

- il decreto di edizione del 27 giugno 2016, mediante il quale il MPC ha ordinato 

alla Banca A. AG in liquidazione, a Zurigo, l’edizione dei dossier personali di 

due suoi consulenti, unitamente a direttive, istruzioni di servizio, manuali, rego-

lamenti, rapporti e liste relative a svariati temi legati all’attività in generale della 

banca (v. act. 1.1); 

- il reclamo dell’8 luglio 2016, con il quale la suddetta banca, oltre a chiedere in 

via preliminare la concessione dell’effetto sospensivo, ha postulato, in via prin-

cipale, l’annullamento del decreto in questione e, in via subordinata, la modifica 

dello stesso nel senso che la consegna della documentazione deve avere luogo 

entro e non oltre 90 giorni dalla sua crescita in giudicato (v. act. 1). 

 Considerato: 

- che in virtù degli art. 393 cpv. 1 lett. a del Codice di diritto processuale penale 

svizzero del 5 ottobre 2007 (CPP; RS 312.0) e 37 cpv. 1 della legge federale 

del 19 marzo 2010 sull’organizzazione delle autorità penali della Confedera-

zione (LOAP; RS 173.71), la Corte dei reclami penali giudica i gravami contro 

le decisioni e gli atti procedurali del pubblico ministero; 

- che il Tribunale penale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'am-

missibilità dei reclami che gli sono sottoposti senza essere vincolato, in tale 

ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (v. art. 391 cpv. 1 

CPP nonché PATRICK GUIDON, Die Beschwerde gemäss schweizerischer 

Strafprozessordnung, tesi di laurea bernese, Zurigo/San Gallo 2011, pag. 265 

con la giurisprudenza citata); 

- che sono legittimate a ricorrere contro una decisione le parti che hanno un in-

teresse giuridicamente protetto all’annullamento o alla modifica della stessa 

(art. 382 cpv. 1 CPP); 

- che secondo la sistematica della legge (capitolo 7: “Sequestro”) e il senso e lo 

scopo della norma, la riserva di apporre i sigilli di cui all’art. 264 cpv. 3 CPP si 

estende anche alle decisioni di edizione secondo l’art. 265 CPP (sentenza del 

Tribunale federale 1B_320/2012 del 14 dicembre 2012, consid. 3.2); 

- 3 - 
 
 

- che qualora l’interessato toccato da una siffatta decisione invochi la facoltà di 

non rispondere, di non deporre o altri interessi giuridicamente protetti di segre-

tezza, occorre pertanto procedere secondo le regole sull’apposizione di sigilli 

(v. ibidem); 

- che quindi avverso decisioni di edizione giusta l’art. 265 CPP, di massima, non 

è dato il reclamo ai sensi dell’art. 393 CPP (v. 1B_320/2012 consid. 3.2; sen-

tenze del Tribunale federale 1B_477/2012 del 13 febbraio 2013, consid. 2.2; 

1B_136/2012 del 25 settembre 2012, consid. 3.2 e 4.4; 1B_562/2011 del 2 feb-

braio 2012, consid. 1.1; TPF 2011 34 consid. 1.3; decisioni del Tribunale penale 

federale BB.2015.107 del 28 ottobre 2015; BB.2014.150 del 4 maggio 2015, 

consid. 2.1-2.3; BB.2012.158 del 7 giugno 2013, consid. 1.1.1; BB.2012.163 del 

13 novembre 2012; BB.2012.161 del 17 ottobre 2012; BB.2012.9 del 24 luglio 

2012, consid. 1.3; BB.2012.10 del 4 luglio 2012, consid. 1.4); 

- che il Tribunale federale ha già avuto modo di affermare che, qualora una per-

sona soggetta a un obbligo di consegna oltre ad addurre motivi legati alla tutela 

del segreto invochi a titolo accessorio anche altre obiezioni, pure quest’ultime, 

segnatamente l’asserita insufficienza di indizi di reato o la carente rilevanza 

delle carte o degli oggetti per l’istruzione o ancora questioni inerenti alla propor-

zionalità, devono essere esaminate nell’ambito della procedura di apposizione 

di sigilli (v. sentenza 1B_320/2012 consid. 3.3, con riferimenti); 

- che l’Alta Corte ne ha concluso che un reclamo separato contro decisioni di 

edizione può entrare in linea di conto soltanto quando siano addotte unicamente 

obiezioni che non concernono alcun interesse giuridicamente protetto al man-

tenimento del segreto (v. ibidem); 

- che nella fattispecie la reclamante, con il suo gravame, ha sì presentato censure 

che non concernono direttamente questioni di protezione del segreto, ma ha 

comunque preannunciato in maniera chiara di voler richiedere per la documen-

tazione da trasmettere al MPC, nella misura in cui coperta da segreto, l’apposi-

zione dei sigilli (v. act. 1 pag. 4 e segg.); 

- che potendo tutte le sue censure essere presentate nell’ambito della procedura 

di apposizione dei sigilli, il presente reclamo risulta manifestamente inammissi-

bile, ciò che ha del resto permesso di rinunciare ad uno scambio degli allegati 

(v. art. 390 cpv. 2 CPP e contrario); 

- che visto quanto precede, la domanda di concessione dell’effetto sospensivo è 

divenuta priva d’oggetto; 

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- che giusta l'art. 428 cpv. 1, prima frase, CPP le parti sostengono le spese della 

procedura di ricorso nella misura in cui prevalgono o soccombono nella causa; 

- che la tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP nonché 5 e 8 

cpv. 3 del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripe-

tibili e le indennità della procedura penale federale (RSPPF;  

RS 173.713.162), ed è fissata nella fattispecie a fr. 1'000.--. 

- 5 - 
 
 

Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il reclamo è inammissibile. 

2. La domanda di concessione dell’effetto sospensivo è divenuta priva d’oggetto. 

3. La tassa di giustizia di fr. 1'000.-- è posta a carico della reclamante. 

 
 
Bellinzona, 21 luglio 2016  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Paolo Bernasconi 

- Ministero pubblico della Confederazione 

 
Informazione sui rimedi giuridici 

Contro la presente decisione non è dato alcun rimedio giuridico ordinario.