# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** df4a3a3c-673c-5ac6-8259-cc85836763a9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-09-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.09.2005 32.2005.38
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2005-38_2005-09-07.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2005.38

   

  BS/ss

  	
  Lugano

  7 settembre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

statuendo sul ricorso del 28 marzo 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 16 marzo
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, classe
1956, precedentemente attivo quale aiuto cucina, nel mese di settembre 2003 ha
inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti con lo scopo di essere posto
al beneficio di una riformazione professionale in quanto affetto da asma
bronchiale (doc. AI 1/ 7).

Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, con decisione 10
novembre 2004 l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni, motivando
come segue:

"  L'esauriente documentazione medica acquisita agli atti
ha permesso di stabilire che presenta una totale incapacità lavorativa nella
sua professione di aiuto cucina, mentre ha una piena capacità lavorativa in
condizioni di lavoro adatte, ossia privo di sostanze irritanti tipo polveri,
fumo, umidità elevata. Da evitare inoltre attività che si svolgono
essenzialmente all'aperto nonché attività lavorative pesanti.

Dal lato economico la
valutazione da parte della nostra consulente in integrazione professionale ha
evidenziato che lei potrebbe essere integrato sul mercato del lavoro supposto
in equilibrio, in attività leggere, poco qualificate, ad esempio quale aiuto
magazziniere (con l'ausilio del muletto), operaio generico (addetto alle riparazioni,
al controllo del prodotto, all'imballaggio, all'assemblaggio), in ambienti dove
non c'è contatto con polveri, umidità elevata e sostanze chimiche.

Secondo le statistiche RSS in
queste attività e applicando una riduzione del 15% (per attività leggere, per
primo impiego) il reddito annuo corrisponde a circa Fr. 44'681.-.

Nel suo precedente lavoro avrebbe potuto conseguire un reddito ipotetico di Fr.
45'000.- (valori 2002).

Il confronto dei due redditi determina il grado d'invalidità che nello specifico
caso corrisponde al 2%.

Visto quanto sopra non vi è pertanto alcun diritto ad una riformazione
professionale, all'aiuto al collocamento al quale può rivolgersi ai normali
canali di collocamento, ed alla rendita." (doc. AI 33)

 

                               1.2.   Con
decisione 16 marzo 2005 l’amministrazione ha respinto l’opposizione
dell’assicurato, avendo determinato un grado d’invalidità del 2%, non
sufficiente per riconoscere il diritto ai chiesti provvedimenti reintegrativi
nonché ad un’eventuale rendita (doc. AI 45).

                               1.3.   Contro la
succitata decisione amministrativa RI 1 ha presentato un tempestivo atto di
ricorso con cui ha chiesto, in via principale, di poter beneficiare di una
riqualifica professionale e, subordinatamente, di una rendita d’invalidità. 

Sostanzialmente egli ritiene di non disporre di una residua capacità lavorativa
poiché:

"  Come bene si evince dalla certificazione medica e dai
documenti dei molteplici funzionari che si sono alternati per respingere ogni
mia richiesta, non sono in grado di svolgere una qualsiasi attività al di fuori
di quanto svolto finora, sia per incapacità fisica, sia per mia impreparazione,
e questo a causa della sopravvenuta malattia, di lunga durata ed a carattere
evolutivo! Si consideri che sono in costante trattamento medico, con ricoveri
d'urgenza e terapie anche ambulatoriali.

Di conseguenza ogni mia offerta di prestazioni ad un qualunque datore di
lavoro è votata all'insuccesso." (doc. I)

 

                               1.4.   Con risposta
di causa 5 aprile 2005 l’Ufficio AI, confermando la propria decisione, ha invece
postulato la reiezione del ricorso.

                                          

                               1.5.   Pendente
causa il ricorrente ha prodotto ulteriore documentazione medica, la quale è
stata puntualmente sottoposta dal TCA all’amministrazione per osservazioni.

Delle relative risultanze si dirà, per quanto occorra, nel prosieguo.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B.,

H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R.,

H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA;

RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito AI.

 

                                         Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato
giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr. 25 consid.
1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e poiché il
Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si basa di
regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25

consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel presente caso sono applicabili le
disposizioni in vigore a partire dal 1° gennaio 2003.

                                         Dal 1°
gennaio 2004 sono inoltre in vigore le norme introdotte dalla 4a revisione
della LAI.

 

                                         Per
quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in
vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.

 

                                         Va al
riguardo fatto presente che recentemente il TFA ha precisato che i concetti di
incapacità al lavoro, d'incapacità al guadagno, d'invalidità, di raffronto dei
redditi e di revisione (della rendita d'invalidità e di altre prestazioni
durevoli) formulati dalla LPGA corrispondono alle nozioni precedentemente
sviluppate dalla giurisprudenza nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità
(DTF 130 V 343).

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è sapere se l’insorgente ha diritto ad una riformazione
professionale, rispettivamente, in via subordinata, ad una rendita
d’invalidità.

 

                               2.4.   L’art. 17
LAI prevede in particolare che:

 

"  L’assicurato ha diritto alla formazione in una nuova
attività lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione professionale e
se con questa la capacità al guadagno possa essere presumibilmente conservata o
migliorata, in misura essenziale."

                                      

                                         Invalido
ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della
gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione
professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110
consid. 2b;

AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).

 

                                         Secondo
l’art. 6 cpv. 1 OAI

 

" 
per riformazione professionale
vanno intesi i provvedimenti di formazione necessari a mantenere o migliorare
sensibilmente la capacità di guadagno al termine della prima formazione
professionale o dopo l’inizio di un’attività lucrativa senza previa formazione
professionale a causa dell’invalidità." 

 

                                         Con riformazione
professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme delle misure
reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente un'opportunità
di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta dalla vecchia
attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite del
possibile, la capacità di guadagno (Pratique VSI 2000 pag. 27 consid. 2a; DTF 124 V 110 consid. 2a; DTF 122 V 79

consid. 3b/bb; RCC pag. 495 consid. 2a). 

                                         L'assicurato
ha in particolare diritto alla formazione completa, che appare necessaria nel
suo caso per mantenere o migliorare in maniera essenziale la sua capacità di
guadagno (AHI 1997 pag. 85; STFA non pubbl. del 21 luglio 1995 in re F. consid.
2b). 

                                         Una
formazione non può quindi essere interrotta anticipatamente se, tenuto conto
del principio della proporzionalità, il successo prevedibile dei provvedimenti
d’integrazione appare ancora raggiungibile (RDAT I 1998 pag. 295 consid. 1b; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo
1997, pag. 131).

                                         Secondo la giurisprudenza, infine, l'assicurato sottopostosi a
carico dell'assicurazione per l'invalidità a provvedimenti d'integrazione
professionale ha diritto a provvedimenti completivi nel caso in cui la
reintegrazione effettuata non gli consenta di percepire un reddito adeguato e
se egli solo con tali provvedimenti supplementari possa essere in grado di
conseguire un guadagno pacificabile a quello che avrebbe potuto percepire senza
invalidità nella sua precedente attività. Il diritto a detti provvedimenti
completivi non esige che sia raggiunta la soglia di rilevanza (perdita di
guadagno del 20%: DTF 124 V 110 consid. 2b) richiesta per aver diritto ai
provvedimenti d'integrazione professionale (STFA inedita

20 luglio 2002 nella causa C, I 237/00; Pratique VSI 2000 31 consid. 2 e 32
consid. 3b, RDAT I 1998 pag. 294; RCC 1978 pag. 527e STFA 1967 pag. 108).

                                         

                               2.5.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. 

                                         Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pag. 216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre
2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno
al 66 2/3%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1°
gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto
ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se
sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al
50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.

 

                                         Va
altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid. 3, 1990, pag. 543 consid. 2;
Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid.
2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c;
Scartazzini, op. cit., pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage,

pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado
dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è
possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle
circostanze concrete (SVR 1996 IV

Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

                                         Al proposito va rilevato che, secondo la giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono
determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del
diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere
rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di
eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della
decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili
di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R
consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in
SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01
pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1,

I 26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I
475/01).

 

                               2.6.   Nel caso in esame, sulla base
della documentazione medica acquisita agli atti AI, con rapporto 28 giugno 2004
la dr.ssa __________, attiva presso il Servizio medico regionale dell’AI (SMR),
ha posto la seguente diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa: “asma
bronchiale verosimilmente intrinseco con funzione polmonare normale,
iperreattività bronchiale grave e possibile componente allergica aggravante
(sensibilizzazione agli acari della polvere)” (doc. AI 28).

Quali limiti all’esercizio di attività lucrative sono stati evidenziati: "non
esposizione ad agenti irritanti per le vie respiratorie tipo polveri, fumo,
umidità elevata, di sostanze chimiche. Da evitare inoltre attività
essenzialmente all’aperto nonché attività lavorative pesanti".

La citata sanitaria ha ritenuto che:

"  si tratta quindi di asma bronchiale essenzialmente di
tipo estrinseco, con possibile componente allergologico (acaro della polvere),
con funzionalità polmonare sinora nei limiti della norma.

Pare che nel determinare
un certo aggravamento dei sintomi asmatici abbia contribuito il fatto che
l'impianto di ventilazione sul posto di lavoro non era in funzione per un
determinato periodo, creando condizioni di lavoro sfavorevole tipo umidità
elevata e accumulo di sostanze irritanti.

Dalla documentazione
specialistica a disposizione appare comunque che l'A. ha una piena capacità
lavorativa in condizioni di lavoro adatte e cioè: privo di sostanze irritanti
tipo polveri, fumo, umidità elevata. Da evitare inoltre attività che si
svolgono essenzialmente all'aperto nonché attività lavorative pesanti.

Per quanto concerne la
situazione psichica (segnalata reazione ansioso-depressiva in sindrome da
disadattamento), la psichiatra curante Dr.ssa __________ segnala uno stato
psichico stabile senza deficit funzionali psichici rilevanti. Dal punto di
vista psichico, la capacità lavorativa in un attività adatta e completa."
(doc. AI 28)

 

                                         L’assicurato è stato pertanto
ritenuto pienamente inabile nella precedente attività di aiuto cucina, ma
pienamente abile in quelle professioni da esercitare in ambienti idonei con
mansioni rispettose delle succitate limitazioni funzionali.

 

                                         Il ricorrente contesta
invece l’esistenza di una residua capacità lavorativa.

Orbene, da un attento esame degli atti di causa, questo TCA non può discostarsi
dalle conclusioni della dr. ssa __________.

Se da una parte la documentazione specialistica attesta come l’assicurato
attualmente non sia più in grado di svolgere la professione di aiuto cucina –
in particolare quando lavora in ambienti umidi o quando è esposto a sostanze
irritanti utilizzate per la pulizia della cucina e del forno, senza
ventilazione adeguata (cfr. valutazione allergologica 21 maggio 2003 del dr. __________,
doc. AI 14) -, dall’altra non vi sono motivi per dubitare del fatto che in
attività adeguate egli non disponga di una residua capacità lavorativa.

Lo stesso medico curante, dr. __________, nel rapporto

26 settembre 2003 all’Ufficio AI ha attestato che il suo paziente è in grado di
svolgere altre attività senza il contatto con agenti irritanti inalanti (doc.
AI 8).

Nemmeno dal lato psichico vi sono delle controindicazioni, visto che la
sindrome ansiosa depressiva di cui il ricorrente è affetto non risulta avere caratteristiche
invalidanti. 

Nel rapporto 18 maggio 2004 la psichiatra curante (dr. ssa __________) ha in
tal senso precisato che "attualmente il signor RI 1 non presenta
deficit funzionali psichici di grande rilevanza", che "lo
stato psichico è abbastanza stabile; periodi di ansia e scoraggiamento sono
dovuti dalla situazione precaria in cui egli sta vivendo e sono ben gestibili",
motivo per cui “la capacità lavorativa in un’attività adatta è completa” (doc.
AI 25).

 

                               2.7.   Pendente
causa il ricorrente ha prodotto ulteriore documentazione medica, in parte già
presente agli atti AI.

 

                                         Con rapporto 18 maggio
2005 il dr. __________, capo del Servizio di pneumologia all’Ospedale __________,
ha riscontrato un peggioramento delle condizioni respiratorie dell’assicurato,
riservandosi di esprimersi dopo 4 settimane sull’abilità lavorativa:

In particolare egli ha rilevato:

" 
Si tratta di un paziente 48enne che
ho visitato per l'ultima volta il 30.3.2004 per problemi legati ad asma
bronchiale di tipo misto con ipersensibilità agli acari della polvere ottenendo
dopo somministrazione di corticosteroidi sistemici al controllo del 18.5.2004
un netto miglioramento della situazione respiratoria e una normalizzazione
dell'esame spirometrico. Il 27.1.2005 è stato sottoposto ad esame di
esofago-gastroscopia, che ha confermato la diagnosi di ernia iatale complicata
da esofagite peptica e sospetta gastrite antrale. Durante l'estate 2004 è stato
bene dal profilo respiratorio con esacerbazione dell'asma nell'ottobre e
dicembre 2004 e nei mesi di febbraio e aprile 2005, che ha richiesto la
somministrazione di corticosteroidi sistemici e antibiotici. Il signor RI 1 ha
sospeso in data 8.5.2005 la terapia da te prescritta con Prednisone con
transitorio beneficio.

Lamenta attualmente tosse produttiva
con espettorato giallo, denso il mattino e la sera, accompagnata da dispnea da
sforzo NYHA II e fischi espiratori. All'esame clinico i polmoni sono
simmetricamente ventilati senza rantoli o sibili. Dal profilo funzionale noto
rispetto al 18.5.2004 un netto peggioramento dell'ostruzione bronchiale,
attualmente di gravità moderata, non reversibile con iperinflazione alveolare
lieve. Il valore di FEV1 raggiunge 1.97 litri (59% del predittivo)
quando il 18.5.2004 raggiungeva i 3.23 litri (96% del predittivo).

 

Consiglio il seguente procedere:

Ø      
ho somministrato 80 mg di Kenacort
i. m.,

Ø      
mantenere durante i prossimi 3 mesi
il seguente trattamento invariato: Seretide Diskus 250 µg 1-0-1, nebulizzazioni
con Dospir fiale 1-0-1 e in riserva, Singulair 10 mg 0-0-1, Spiriva 18 µg
0-0-1, Pariet 20 mg 1-0-0 e Ventolin Diskus in riserva,

Ø      
controllo funzionale previsto tra 4
settimane, quando mi esprimerò come da te richiesto sull'abilità
lavorativa." (doc. D1)

 

                                         Con nota 19 giugno 2005 il
medico responsabile SMR,

dr. __________, ha così valutato il succitato atto medico:

" 
si tratta di assicurato portatore
di patologia respiratoria mista con componente irritativa da acaro.

La situazione non è stazionaria; si
alternano momenti di benessere a momenti di recrudescenza. La diligenza nel
seguire le terapie è indispensabile. La componente "acaro"
(conosciuta anche impropriamente come polvere di casa) può essere praticamente
eliminata con accorgimenti tecnico-igienico nella casa: temperatura delle
camere relativamente bassa, uso di materiali da letto senza lana, ev.
apparecchi disinfettanti).

La malattia, indipendentemente dalla
presenza dell'acaro può avere delle recrudescenze, ma non tali da dover
rinunciare a tutte le attività in modo continuo e/o prolungato.

Le recrudescenze e la ripresa di
funzionalità, come dimostrato per il 2004, mostrano come non vi sia uno stato
che non permetta l'assunzione di attività professionali, soprattutto se si
tratta di attività di tipo leggere come descritte nella decisione AI."
(doc. XIX)

 

                                         Con rapporto 14 giugno
2005 il dr. __________ ha proceduto al preannunciato aggiornamento dello stato
di salute dell’assicurato, evidenziando:

" 
Il 17.5.2005 avevo visitato
ambulatorialmente il signor RI 1 per progressivo peggioramento dell'asma
bronchiale avvenuto a partire dal mese di ottobre 2004 e con ulteriore
incremento dei sintomi dal febbraio 2005. L'incremento dei sintomi respiratori
caratterizzati da dispnea da sforzo, tosse produttiva e fischi espiratori
trovava un correlato funzionale in un importante aumento dell'ostruzione
bronchiale rispetto all'ultima visita del 30.3.2004. Al controllo odierno
persistono tosse il mattino e dispnea da sforzo NYHA malgrado avessi
somministrato 80 mg di Kenacort il 17.5.2005 e sotto regolare terapia con
Seretide Diskus 250 µg 1-0-1, nebulizzazioni con Dospir una fiala mattino e
sera, Singulair 10 mg 0-0-1, Spiriva 18 µg 0-0-1 e Ventolin Diskus in
riserva." (doc. E1)

                                         Infine, con certificato 16
giugno 2005 il medico curante ha attestato un’incapacità lavorativa del 100%
dal 17 giugno 2005 al 3 luglio 2005 (doc. F2).

Interpellato dal TCA, con nota 22 giugno 2005 il medico responsabile del SMR ha
osservato:

"  I documenti prodotti ora non aggiungono elementi di
valutazione nuovi. Ci si pone però la domanda sulla gravità della situazione
polmonare rispettivamente disciplina nel seguire le terapie: tali evenienze
potrebbero far porre l'indicazione per una cura stazionaria, comprendente la
somministrazione controllata di medicamenti e la riabilitazione
"respiratoria".

Un passo in questa
direzione per migliorare la situazione sanitaria non è documentata, per cui
possiamo ragionevolmente supporre che non abbia mai avuto luogo." (XXV
bis)

 

                                         Orbene,
va evidenziato come la documentazione prodotta pendente causa contenga elementi
medici già noti, presenti almeno fino al momento della decisione contestata, né
sono stati segnalati fatti o circostanze nuove che possano modificare l’esauriente
e dettagliata valutazione 28 giugno 2004 del SMR, cui va dato valore probatorio
pieno (DTF 125 V 351ss.).

Al riguardo occorre precisare che per costante giurisprudenza, il giudice delle
assicurazioni sociali valuta la legalità della decisione su opposizione
deferitagli sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui
essa venne emanata -  in casu 16 marzo 2005 - quando si ritenga che
fatti verificatisi ulteriormente possono imporsi quali elementi di accertamento
retrospettivo della situazione anteriore alla decisione resa (DTF 129 V 4
consid. 1.2, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b). In via eccezionale il giudice delle
assicurazioni sociali può, per ragioni di economia processuale, considerare ai
fini della sua valutazione anche uno stato di fatto posteriore alla data di
emanazione della decisione amministrativa impugnata ed estendere così
temporalmente l'oggetto della lite. Un tale modo di procedere è tuttavia
soltanto lecito nella misura in cui lo stato di fatto subentrato
successivamente alla resa della decisione impugnata e implicante, a partire da
tale momento, una nuova valutazione giuridica della controversia, sia stato
sufficientemente accertato nel rispetto dei diritti procedurali delle parti,
segnatamente del loro diritto di essere sentiti (DTF 130 V 138 consid. 2.1).

Siccome in casu non è possibile evincere quali siano gli effetti del peggioramento
segnalato dal dr. __________ nei rapporti 18 maggio e 19 giugno 2005 sulla residua
capacità lavorativa dell’assicurato, rispettivamente sul diritto o meno ad una
prestazione assicurativa, spetterà all’Ufficio AI, al
quale gli atti sono inviati, determinarsi in merito, eventualmente mediante
l’allestimento di una perizia specialistica.

Fatto sta che, alla luce di quanto riportato sopra, è da ritenere dimostrato
con la certezza richiesta nel campo delle assicurazioni sociali (cfr. DTF 121 V
208 consid. 6a; DTF 115 V 142 consid. 8b; SVR 1996 Nr. 85 pag. 269; SVR 1996
LPC

Nr. 22 pag. 263ss RAMI 1994 pag. 210/211) che il ricorrente, almeno sino al 16
marzo 2005, presenta una piena capacità lavorativa in attività leggere non
qualificate rispettose dei limiti funzionali sopra evidenziati.

 

                                         In tal
senso, con scritto 4 marzo 2005 il medico curante, ad ulteriore conferma
della piena capacità lavorativa residua, ha attestato:

" 
allo stato attuale delle cose il
Signor RI 1, 05.12.1956, presenta un'inabilità lavorativa legata agli ambienti
atmosferici carichi di sostanze irritanti, eventualmente allergeniche.

Quindi il paziente non può lavorare in locali carichi di umidità, esalazioni di
solventi, vernici o altre sostanze chimiche, come pure ambienti polverosi. Sono
inoltre inadatte attività faticose che richiedono sforzi dell'apparato
respiratorio, in particolare è controindicato il lavoro in cucina (sulla scorta
delle esperienze pregresse).

Per il resto, fino a prova contraria, il Signor RI 1 può essere considerato
abile al lavoro al 100%." (sottolineatura del redattore, doc. A2)

                               2.8.   Con rapporto
26 ottobre 2004 la consulente in integrazione professionale (in seguito:
consulente), basandosi sulle risultanze mediche, dopo aver visto l’assicurato,
ha proceduto alla valutazione economica osservando fra l’altro quanto segue:

                                         

"  Dati socio-professionali

 

Da quanto si evince dal
curriculum vitae:

 

Formazione scolastica
e professionale

 

L'A ha frequentato le
scuole dell'obbligo.

 

Percorso professionale

 

Dal 1981, l'A lavora
presso diversi alberghi e ristoranti quale ausiliario di pulizie e aiuto cucina
(cf CV). L'ultima attività lucrativa svolta senza impedimenti originati dal
danno alla salute è stata quella di aiuto-cucina presso la Clinica __________
(dal 1 novembre 1998 al 31 gennaio 2004).

 

Situazione attuale

 

L'A lavora e beneficia
delle indennità da parte dell'Assicurazione Malattia.

 

Possibilità di
reintegrazione

 

L'A potrebbe essere
integrato sul mercato del lavoro supposto in equilibrio, in attività leggere,
poco qualificate, e confacenti con il danno alla salute, ad esempio quale aiuto
magazziniere (con l'ausilio del muletto), operaio generico (addetto alle
riparazioni, al controllo del prodotto, all'imballaggio, all'assemblaggio), in
ambienti dove non entra a contatto con polveri, umidità elevata, sostanze
chimiche.

 

Dati economici

 

Considerando un reddito
ipotetico senza danno alla salute (RH 2002) di circa

fr. 45'500.- (cf questionario DL), una capacità di lavoro residua del 100% in
attività adeguata e applicando una riduzione del 15% (per attività leggere, per
primo impiego), secondo le statistiche RSS, risulta un reddito da invalido di
circa

fr. 44'6681.- e una capacità di guadagno residua del 98,20%." (doc. AI 32)

 

                                         In
merito ad un possibile reinserimento professionale, la consulente ha precisato:

"  Discussione e proposta

 

Ho incontrato
l'A il 12 ottobre 2004 e l'ho informato sulle prestazioni AI e sui relativi
criteri di assegnazione dei provvedimenti professionali.

 

Visto quanto
sopra e considerando il bagaglio attitudinale (psico-sociale), l'assenza di una
solida formazione scolastica / professionale, l'età dell'A (e quindi la scarsa
adattabilità nell'acquisizione di nuovi "savoir faire"), ritengo che
dei provvedimenti professionali volti al conseguimento di una qualifica di
base, non siano proponibili.

 

Tuttavia, la
presenza sul mercato del lavoro di diverse attività direttamente accessibili e
confacenti con il danno alla salute, induce a concludere che l'A sia
direttamente integrabile nel ciclo produttivo.

 

Peraltro, a
mio avviso il Signor RI 1 potrebbe beneficiare di un aiuto al collocamento. Il
27 ottobre 2004, ne ho discusso con i collocatori AI __________ e __________,
entrambi ritengono che l'A non possa usufruire di un aiuto al collocamento da
parte dell'AI ma debba rivolgersi ai normali canali di collocamento."
(doc. AI 32)

 

                               2.9.   Nel
dettagliato ed esaustivo rapporto 26 ottobre 2004 la consulente ha dunque
evidenziato che nel caso di specie sono date delle opportunità reintegrative in
attività leggere non qualificate, quali magazziniere, operaio generico addetto
alle riparazioni, al controllo del prodotto, all’imballaggio, all’assemblaggio,
professioni esercitabili in ambienti in cui non vi sia contatto con polveri,
umidità elevata e sostanze chimiche.

Occorre qui ricordare che compito dell’orientatore professionale è quello di stabilire, in base
alle informazioni del medico riguardo alle mansioni ancora possibili, le
attività lavorative ancora concretamente ammissibili per l’invalido
(Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts, op. cit., p. 228; Omlin, Die
Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, p. 201).

Ai fini dell'accertamento
dell'invalidità ci si deve quindi fondare su un mercato del lavoro equilibrato
e quindi fittizio; ci dev'essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta
di posti di lavoro e un'offerta di posti diversificati in relazione con le
capacità professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un
concetto teorico e astratto (DTF 110 V 276; Meyer-Blaser, Rechtsprechung
des Bundesgericht, op cit., p.
212). Un assicurato non può pertanto avvalersi dell'impossibilità congiunturale
di trovare un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK 1984 p. 347). 

                                         Ciò
non è il caso se l'attività ammissibile è possibile solo in forma talmente
limitata, che il mercato generale del lavoro praticamente non la conosce o se
il suo esercizio è reso possibile solo grazie alla collaborazione irrealistica
di un datore di lavoro medio (ZAK 1989 p. 322 consid. 4a; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, Berna 2003, pag. 124).

Nel caso concreto non vi sono ragioni per scostarsi dalla valutazione della
consulente, eseguita tra l’altro da una persona versata in questioni
reintegrative.

Va poi ricordato che, conformemente alla giurisprudenza del TFA, nell’industria e nell’artigianato le attività fisicamente pesanti
vengono eseguite sempre più spesso tramite delle macchine, motivo per cui
aumentano le attività di controllo e di sorveglianza (STFA 25 febbraio 2003
nella causa P. [U329/01], consid. 4.5; SVR 2002 U 15 p. 49; RCC 1991 p.
332).

Gli ambiti lavorativi presi in considerazione dalla consulente si riferiscono del
resto ad attività con compiti non qualificati, semplici e ripetitivi: nel
settore dell’industria possono essere eseguite mansioni di controllo e di
sorveglianza o lavori leggeri di montaggio; in quello dei servizi vi sono
attività che non comportano aggravi fisici e possono essere svolti
prevalentemente in posizione seduta (per es. attività d’incasso,
d’assemblaggio, di confezione prodotti, di controllo ecc.) con la possibilità
anche di variare frequentemente la postura (RCC 1980 p. 482; STFA 25 febbraio
2003 nella causa P. [U329/01], consid. 4.7);

                                         Per
questi motivi, questa Corte non può che aderire alle conclusioni riportate
dalla consulente nel citato rapporto 26 ottobre 2004.

                                         Infine,
riguardo ad un’eventuale riformazione professionale – oggetto principale del
contendere -, a prescindere dal fatto che, come si vedrà, l’assicurato non
dispone del grado minimo d’invalidità del 20% per poter avere diritto a simili
provvedimenti (consid. 2.4), occorre ricordare come la consulente non abbia
individuato un progetto reintegrativo di qualifica, non disponendo l’interessato
del necessario bagaglio attitudinale e culturale (cfr. consid. 2.8).

 

                             2.10.   Ritenuta la
piena esigibilità da parte dell'assicurato di attività leggere non qualificate,
occorre procedere alla determinazione del grado d'incapacità al guadagno.

                                         Al
fine di determinare l’incapacità al guadagno mediante il metodo ordinario (art.
16 LPGA, cfr. consid. 2.3), occorre porre in confronto il reddito che
l’assicurato avrebbe conseguito senza il danno alla salute quale aiuto di
cucina (reddito da valido) con quello risultante dalle attività leggere
ripetitive non qualificate (reddito da invalido).

                                         

                          2.10.1.   Per quel che concerne il salario da valido, nel più volte
citato rapporto 26 ottobre 2004 la consulente ha preso
in considerazione l’importo annuo di fr. 45'500 determinato sulla base del
questionario del datore di lavoro (doc. AI 7).

                          2.10.2.   Riguardo al salario
da invalido, considerato che l'assicurato
non ha mai intrapreso un’attività adeguata, la determinazione di tale reddito
può essere ricavata dai rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio
federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali
regioni e categorie di lavoro (Pratique

VSI 2002 p. 68 consid. 3b;
DTF 126 V 76 consid. 3b/bb;

RCC 1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni
invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità
residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a
raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una
riduzione percentuale sul salario teorico statistico che, a seconda delle
circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid.
5b/cc, recentemente confermato in Pratique VSI 2002 p. 64).

 

                                         In
concreto, la consulente ha fissato il reddito ipotetico da invalido in fr. 44’681.--, partendo da
una un reddito statistico per attività leggere, ripetitive non qualificate pari
a fr. 52'566, praticando una riduzione
di rendimento del 15%.

Dal raffronto tra tale dato ed i fr. 45'500.-- di reddito da valido, essa ha determinato
un’incapacità al guadagno pari al 2% 

[( 45'500 – 44'618) x 100 : 45’500], non sufficiente
per aprire il diritto ad un riformazione professionale, né ad una rendita.

                                         

In conclusione, visto quanto sopra, la decisione contestata merita conferma
mentre il ricorso va respinto.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Gli atti
sono trasmessi all’Ufficio AI conformemente ai considerandi.

 

                                 3.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti