# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fd2cdad6-d323-54c0-992a-4f8f2e4d76d6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-03-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.03.2005 34.2004.50
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2004-50_2005-03-10.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2004.50

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  10 marzo 2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 27 settembre
2004 di

 

	
   

  	
  AT 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  Cassa pensioni CO 1, 

   

   

  in materia di previdenza professionale

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   AT 1, classe
__________, nell’ottica di un suo possibile prepensionamento, con scritto 6
ottobre 2003 ha chiesto alla Cassa pensioni CO 1 (in seguito: Cassa) le seguenti
informazioni:

 

" 
Sono dipendente dello ____________ quale docente
presso la Scuola __________ di __________ e sto valutando l'eventualità - a
partire dal 1° settembre 2004 - di passare al beneficio della pensione.

 

Per l'attuale anno scolastico sono occupato nella
misura del 91,67 % con uno stipendio lordo annuo di CHF 96'656.--.

 

Lo specchietto sotto riprodotto riporta
l'andamento delle prestazioni della cassa per gli anni 2003 e 2004
(proiezione).

 

2003     CHF  32'859.--       2'527.60 (13
mensilità);

2004     CHF  33'277.--       2'559.75 (13
mensilità).

 

Le domande che mi permetto rivolgervi per
compiere un'approfondita valutazione, sono le seguenti:

 

1.   Nel
caso decidessi di passare al beneficio della pensione allo 01.09.04, quale
rendita mensile percepirei? (2'559.75)

 

2.   Ho
diritto a percepire una rendita supplementare per "l'anno ponte" 2004
- 2005 per sopperire alla rendita AVS e quale sarebbe la sua consistenza,
mensile ed annuale?

 

3.   Nel
caso di un versamento della "rendita ponte", saranno dedotti dei
contributi e se sì a quanto ammonteranno?

 

4.   Il
fatto di compiere i 64 anni al 31 ottobre 2004, e iniziando il pensionamento
due mesi prima, porterebbe ad un'eventuale deduzione delle rendite come
richiesto nelle domande 1 e 2?

 

5.   È
possibile - pur terminando il rapporto d'impiego il 31 agosto 2004 - richiedere
il versamento della rendite solo a partire dal compimento del 64° anno, oppure
debbo eventualmente chiedere l'effettivo pensionamento al 1° novembre 2004?

 

6.   Mia
moglie __________ è già al beneficio dell'AVS e percepisce una rendita mensile
di CHF 1'072.--. Quella rendita sarebbe toccata oppure rimarrebbe
integra?" (Doc. A)

 

                                         Con
lettera 10 ottobre 2003 il Capo Ufficio della Cassa ha così risposto:

 

" 
Con riferimento alla sua lettera provvediamo ad
informarla sulla sua situazione previdenziale.

 

Prestazioni 01.09.2004

 

-   pensione base                                             fr.  3'065.00

-   *supplemento sostitutivo AVS /AI                fr.    
942.00

                                                                        Totale
lordo fr. 4'007.00

 

*                                                                       a
partire dal compimento dei 64 anni (fine mese) l'importo è di 

  fr. 1'016.00 (a 65 anni viene soppresso)

*                                                                       tredicesima
mensilità fr. 3'065.00

 

Per quanto riguarda le altre richieste precisiamo
quanto segue:

 

-   i contributi AVS sono da versare direttamente (richiesta di
affiliazione all'AVS);

 

-   per i docenti il pensionamento deve coincidere con la fine
dell'anno scolastico; eventuali deroghe a questo principio sono decise dal __________;
considerato che lei non è al massimo della percentuale di pensione l'anticipo o
posticipo del pensionamento ha un'influenza diretta sulla percentuale di
pensione.

 

-   il pensionamento, ritenuto che il Dipartimento sia d'accordo con
questa sua richiesta, inizierà il primo del mese successivo lo scioglimento del
rapporto di lavoro.

 

I calcoli sono indicativi e sono basati sulle
vigenti disposizioni. Il calcolo definitivo sarà eseguito sul caso
concreto." (Doc. B)

 

                                         Ricevute
le suddette informazioni, il 9 dicembre 2003 l’assicurato ha informato la Cassa
di aver inoltrato alla Divisione della __________ la richiesta di pensionamento
anticipato per la fine del corrente anno scolastico, invitandola a predisporre
le necessarie pratiche (doc. C).

 

                                         Il 13
dicembre 2003 la Cassa ha comunicato l’accettazione della domanda di
prepensionamento al 1° settembre 2004, preannunciando l’invio del conteggio
della rendita (doc. D). 

 

                                         Risultando
in particolare dal conteggio 1° settembre 2004 (doc. E) una pensione di
vecchiaia mensile di fr. 2'441, invece dei 

fr. 3'065 indicati nella lettera 10 ottobre 2003, con scritto 6 settembre 2004
l’assicurato ha chiesto al Capo Ufficio della Cassa spiegazioni in merito alla
differenza di fr. 624 (doc. F).

                                         Quest’ultimo,
con comunicazione telefonica 7 settembre 2004, avrebbe confermato una rendita
di diritto di fr. 2'441 al mese, dichiarandosi dispiaciuto dell’erronea
indicazione contenuta nella lettera 10 ottobre 2003 (cfr. petizione).

                                         

 

                               1.2.   Con la
presente petizione, AT 1, dopo aver elencato brevemente i fatti, ha chiesto al
TCA di sentenziare che:

" 
(...)

1.   il
ricorrente è stato indotto in errore dai contenuti della lettera dell’Amministrazione
datata 10 ottobre 2003;

 

2.   il
ricorrente ha diritto ad una rendita come indicato nella lettera succitata in
cui è indicato un importo di CHF 3'065 e per 13 mensilità o, in via
subordinata, il riconoscimento di un congruo indennizzo per il danno subito;

3.   Spese
e ripetibili a carico della Cassa pensioni CO 1.” (Doc. I)

 

 

Egli
ha in particolare evidenziato:

 

" 
(...)

Faccio cortesemente notare che gli importi
indicati, per quanto riguarda il supplemento sostitutivo, sono esatti. Come mai
hanno sbagliato nell'indicare l'importo della rendita di mia spettanza 

(3'065.-)?

 

Le cifre indicate nello scritto
dell'Amministrazione della cassa pensioni, sono state da me ritenute valide,
perché fornite dal competente ufficio con lettera firmata dallo stesso capo
ufficio "previdenza e amministrazione".

Ciò mi ha indotto, come in precedenza scritto, ad
anticipare il pensionamento di 12 mesi. In caso di un importo minore avrei
potuto disporre diversamente. (...)" (Doc. I)

 

                               1.3.   Con risposta
di causa 9 novembre 2004 la Cassa ha postulato la reiezione della petizione.

                                         Ricordato
i presupposti per tutelare la buona fede, la convenuta ha evidenziato:

 

" 
(...)

SuIla base di questi principi il Comitato ritiene
che nella fattispecie il principio della buona fede non è stato violato, perché
le indicazioni dell'Amministrazione - purtroppo errate nella quantificazione
dell'importo - avevano chiaramente un carattere provvisorio e quindi non
vincolante per la Cassa pensioni.

In effetti la buona fede non può addirittura
essere invocata sulla base di informazioni di mero carattere preliminare
(Adelio Scolari, diritto amministrativo, parte generale, n. 646).

 

Inoltre, a nostro parere l'informazione errata
dell'Amministrazione poteva essere rettificata, nella misura in cui
l'assicurato al momento della ricezione dell'informazione, avesse confrontato i
dati in suo possesso.

Infatti, la controparte nella sua lettera del 6
ottobre 2003 aveva calcolato una pensione mensile di fr. 2'559.75 (riprendendo
verosimilmente i dati del certificato di assicurazione in suo possesso), che
rappresentava il valore della pensione di vecchiaia proiettato a 65 anni. Come
si può rilevare il valore considerato dalla controparte 

(fr. 2'559.75) era palesemente inferiore a quello
indicato nella citata lettera dell'Amministrazione della Cassa (fr. 3'065.00).

 

Questa importante differenza avrebbe dovuto
indurre l'assicurato a chiedere un'ulteriore verifica, pur sempre indicativa e
non vincolante per la Cassa.

In questo caso l'errore nell'informazione sarebbe
stato sicuramente rilevato perché, oltre all'importante differenza citata
bisogna considerare - ritenuto che il motivi del pensionamento sia lo stesso -
che una pensione a 64 anni non può ragionevolmente essere superiore a quella
che l'assicurato avrebbe diritto a 65 anni.

 

Dal lato generale aggiungiamo inoltre che
un'indicazione a distanza di 10 mesi, riferita all'anno successivo non può
essere in ogni caso essere ritenuta attendibile in senso assoluto; questo
perché cambiano i valori di riferimento (stipendi, grado di occupazione, ecc).

Secondo le disposizioni in vigore le prestazioni
di diritto della controparte al momento del pensionamento erano le seguenti:

 

-   stipendio
determinante:                                        fr. 86'487.00

-   periodo di
assicurazione:                                     29.06.1981 / 31.08.2004

-   giorni di
assicurazione:                                        8342 giorni

-   rivalutazione (norma
transitoria C2 cpv. 1 Lcpd):     8342 x 4 = 11123

                                                                              
3

 

-   % di diritto: 1.5 :
360 x 11223:                              46.3444%

-   grado di occupazione
medio al 31.08.2004            79.17%

 

 

Prestazioni di
diritto:

pensione base: 46.3444%
di fr. 86'487.00 = fr. 40'082.00

fr. 40'082.00 x 79.17% =
fr. 31.730 : 13                     =   fr.  2'441.00

Supplemento
sostitutivo AVS / AI:

11123 di fr. 21522 = fr. 16'624.00 x 79.17% =
fr. 13'161   

14400

fr. 13'161 x *86.4% =
fr. 11'371.00 : 12                      =   fr.    948.00

 

Totale di diritto
mensile:                                           =   fr.  3'389.00

                                                                                  =========

 

Il calcolo delle
prestazioni di diritto in applicazione delle disposizioni in vigore è corretto.
(...)" (Doc. V)

 

                               1.4.   Con scritto
15 novembre 2004 l’attore, qualificando l’agire della Cassa come negligente e
superficiale, ha segnalato un errore nel conteggio riportato nella risposta di
causa riguardo al moltiplicatore utilizzato per la rivalutazione della rendita
(11223, anziché 11123) (doc. VII).

 

                               1.5.   Il 25
novembre 2004 la convenuta ha confermato il conteggio:

 

" 
(...)

a)   Percentuale di pensione di diritto

 

La differenza
rilevata nel computo della percentuale di diritto è dovuta all'arrotondamento
dei giorni di assicurazione, ma la percentuale indicata è esatta.

 

      Per chiarezza il calcolo è il seguente:

 

        ●    Totale giorni:                                                                       8342

        ●    Rivalutazione (norma transitoria c2 cpv
1 Lcpd)          8342 x 4 = 11122.6667 

                                                                                                                   3

 

        ●    % di diritto: 1.5% x 11122.6667 =
                                  46.3444% 

                                                 360

 

 

Al signor AT 1 è stata riconosciuta una pensione
calcolata sulla base di questa percentuale.

Il calcolo inerente alla prestazioni di diritto
riportato a pag. 3 della risposta di causa del 9 novembre 2004 è corretto."
(Doc. IX)

 

                               1.6.   Con scritto
2 dicembre 2004 l’attore, prendendo posizione in merito alle succitate
osservazioni della Cassa, ha rilevato:

 

" 
(...)

Al punto a) della sopraccitata non si sono
accorti dell'errore commesso e da me evidenziato al foglio 2 del mio esposto
15.11.2004.

 

L'errore è nel moltiplicatore utilizzato
nel calcolo: 11223, anziché 11123 e non nel prodotto!

 

Inoltre l'errore «in buona fede» del 10 ottobre
2003 è generato dal fatto che si sono «dimenticati»
di moltiplicare la "pensione di base" per il "grado
d'occupazione". Se questa non è negligenza!

 

Per il resto affermo
le argomentazioni (negligenza e superficialità) e le
richieste esposte nella petizione
del 27.09.2004 e nella lettera del 15.11.2004." (Doc. XI)

 

 

                               1.7.   Infine, il
13 dicembre 2004 l’amministrazione ha fatto presente quanto segue:

 

" 
(...)

 

Ai sensi dell'art. 43a Lcpd il Comitato è
competente a presentare le osservazioni scritte.

 

In merito alle osservazioni della controparte
precisiamo che nella risposta di causa 9 novembre 2004 è stato riportato a
pagina 3 l'indicazione 11223 giorni invece di 11123.

 

Tuttavia nella stessa risposta di causa sempre a
pagina 3, dove si indicano le modalità di calcolo del periodo di assicurazione
viene indicato correttamente 11123 giorni (arrotondati).

 

Nella fattispecie si è trattato di un errore di
trascrizione nella risposta di causa che non influisce nel calcolo.

 

Nelle nostre osservazioni del 25 novembre 2004
abbiamo esplicitato integralmente il calcolo inerente al periodo di
assicurazione ed alla percentuale di diritto.

 

Ribadiamo quindi che l'assicurato ha diritto ad
una percentuale di pensione pari al 46.3444% calcolata sulla base del periodo
di assicurazione complessivo di 11122.6667 giorni.

 

Per il resto il Comitato non entra nel merito
delle osservazioni della controparte, e conferma integralmente il contenuto
della risposta di causa del 9 novembre 2004 ed il contenuto delle successive
osservazioni del 25 novembre 2004." (Doc. XIII)

 

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Nella
fattispecie in esame, invocando la protezione della buona fede, AT 1 postula
l’erogazione di una pensione mensile di vecchiaia pari a fr. 3'065, così come
indicato dalla Cassa nella sua lettera 10 ottobre 2003.

La convenuta, invece, negando la violazione di suddetto principio, conferma
l’ammontare della rendita base di 

fr. 2'441 indicato nella comunicazione 31 agosto 2004.

Trattandosi in casu di una controversia tra un istituto di previdenza ed un
avente diritto, è data la competenza dello scrivente Tribunale ai sensi
dell’art. 73 LPP in relazione all’art. 8 LALPP (DTF 127 V 35 consid. 3b, 125 V
168 consid. 2 con riferimenti).

 

                               2.2.   L'art. 9
Cost. istituisce un diritto fondamentale del singolo cittadino ad essere
trattato secondo il principio della buona fede dagli organi dello Stato (Jörg
Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3a ed., Berna 1999, pag. 485).

                                         Il
diritto alla protezione della buona fede, permette al cittadino di esigere che
l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi. Così
un'informazione o una decisione erronee possono obbligare l'amministrazione a
consentire ad un assicurato un vantaggio contrario alla legge.

                                         Le
condizioni cumulative per tutelare la buona fede dell'assicurato, e discostarsi
così dal principio della legalità, sono precisate da una lunga e consolidata
giurisprudenza:

 

                                         1.   l'autorità
deve essere intervenuta in una situazione concreta nei riguardi di persone
determinate;

 

                                         2.   l'autorità
ha agito o creduto di agire nei limiti delle proprie competenze;

 

                                         3.   l'assicurato
non deve essersi reso conto immediatamente dell'inesattezza dell'informazione
ricevuta;

 

                                         4.   l'informazione
errata ha indotto l'assicurato ad adottare un comportamento che gli è
pregiudizievole;

 

                                         5.   la
legge non è stata modificata dal momento in cui l'informazione è stata data.

 

                                         (DTF 127 I 36 consid. 3a, 126 II 387
consid. 3a; RAMI 2000 no. KV 126 pag. 223, no. KV 133 pag. 291 consid. 2a;
riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica
anche alla nuova norma cfr. DTF 121 V 66 consid. 2a e sentenze ivi citate; cfr. Die
schweizerische Bundesverfassung, Kommentar, a cura di Ehrenzeller, Mastronardi,
Schweizer, Vallender, Zurigo 2002, ad art. 9 pag. 143s; Thürer, Aubert/Müller, Droit
constitutionnel suisse, Zurigo 2001 pag. 687s).

 

                                         Nel caso in esame, risulta pacifico che l’assicurato si sia rivolto
alla competente autorità (Cassa pensioni CO 1), la quale, in una concreta
situazione, gli ha fornito un’informazione scritta risultata in seguito erronea.

Tacitamente ammesso è che, preso atto dell’ammontare della rendita indicato dalla
Cassa nella lettera 10 ottobre 2003, l’attore ha comunicato alla competente
autorità scolastica il proprio prepensionamento, disposizione non revocabile
che gli ha causato un pregiudizio.

Considerato inoltre che le disposizioni di legge qui applicabili sono rimaste
invariate, i presupposti 1,2,4, e 5 sono di conseguenza dati.

Controversa è invece la questione a sapere se sia adempiuta anche la condizione
no. 3.

 

 

                               2.3.   La Cassa sottolinea
che il calcolo esposto nella comunicazione del 10 ottobre 2003 era indicativo,
non vincolante, e che pertanto la determinazione definitiva della rendita sarebbe
stata eseguita unicamente al momento dell’effettivo pensionamento (recte:
prepensionamento). 

                                         Riguardo
al carattere indicativo di conteggi allestiti nell’ambito della previdenza
professionale, deve essere segnalata la sentenza non pubblicata del TFA del 24
ottobre 2003 nella causa B (B 59/01).

In quel caso, un istituto di previdenza aveva comunicato all’assicurato
l’ammontare della prestazione d’uscita (fr. 306'498,80) annotando che si
trattava di un conteggio provvisorio (“provisorische Austrittsabrechnung”) - 
risultato in seguito erroneo - e, sulla base di questa erronea informazione, l’interessato
aveva deciso di cambiare datore di lavoro. Nonostante la succitata annotazione,
l’Alto Tribunale ha riconosciuto che l’assicurato poteva fare affidamento su
quanto comunicatogli poiché l’istituto sapeva che l’informazione data era
determinante per l'assicurato per la continuazione del suo rapporto di lavoro.
Del resto, continua il TFA, l’interessato non poteva fare altro che rivolgersi
alla propria fondazione di previdenza per ottenere la chiesta delucidazione
(STFA 24.10.2003, B 59/01, consid. 4.2).

Negando poi che il lavoratore poteva rendersi conto dell’erroneità del calcolo,
e visto che gli altri requisiti per la protezione della buona fede erano
adempiuti, l’Alta Corte ha pertanto condannato l’istituto previdenziale a
versare all’interessato, quale prestazione d’uscita, la differenza tra
l’importo erroneamente determinato e quello di diritto successivamente
comunicato (fr. 210'238,45; STFA 24.10.2003, B 59/01, consid. 5). 

Nel caso in esame, avendo la Cassa nella comunicazione 10 ottobre 2003 fatto
esplicitamente presente che si trattava di un conteggio “indicativo”, lo stesso
può essere considerato alla stregua di un conteggio “provvisorio” come lo è
stato nella fattispecie esaminata dal TFA nella succitata sentenza del 24
ottobre 2003. 

 AT 1, conformemente alla citata STFA 24 ottobre 2003, poteva dunque, per
principio, fare affidamento su quanto comunicatogli dalla Cassa, visto che
quest’ultima sapeva che dal conteggio dipendeva la decisione dell’attore di
prepensionarsi o meno. A mente del TCA la buona fede dell’assicurato – come verrà
esposto di seguito - non può tuttavia essere tutelata, atteso che nel caso
concreto e contrariamente a quello della sentenza federale citata, facendo uso
del proprio dovere di diligenza, l'assicurato avrebbe dovuto rendersi conto
dell’erroneità del calcolo in discussione.

                               2.4.   Secondo
dottrina e giurisprudenza, la diligenza richiesta è quella esigibile ad un
cittadino medio e non sono da porre esigenze particolarmente severe. Infatti il
cittadino, non disponendo di sufficiente conoscenze in un determinato ambito, si
rivolge per questo motivo alla competente autorità per un’informazione. 

Invece, per alcune categorie di persone, quali avvocati, fiduciari o esperti nell’edilizia,
il metro di giudizio è più severo (Weber-Dürler, Falsche Auskünfte von
Behörden, ZBL 1991 pag. 14; idem, Vertrauensschutz im öffentlichen Recht,
Basilea 1983, pag. 93s; Thürer,
Aubert/Müller, op. cit., pag. 688; DTF 106 V 145s.).

                                         Nell’evenienza
concreta occorre innanzitutto rilevare che nella
richiesta d’informazione 6 ottobre 2003 l’assicurato, partendo da una rendita
di vecchiaia a 65 anni di fr. 32'859 (fr. 2'527,60 per tredici mensilità)
indicata nel certificato di assicurazione 2003 (doc. A2), aveva effettuato una
proiezione al 2004, quantificando la prestazione assicurativa in fr. 33'277
annui (fr. 2'559,75 al mese). Egli ha poi chiesto se in caso di
prepensionamento a 64 anni vi sarebbe stata una riduzione della rendita (cfr.
domanda 4, doc. A). Con lettera 10 ottobre 2003 la Cassa gli ha comunicato che,
prepensionandosi a 64 anni nel settembre 2004, avrebbe percepito una rendita di
vecchiaia di fr. 3'065.

Ora, a mente di questa Corte, l’importo indicato dalla Cassa essendo contro
ogni logica notevolmente superiore a quello –deducibile dal certificato
assicurativo 2003 – cui l’assicurato avrebbe avuto diritto in caso di
pensionamento ordinario a 65 anni, AT 1 – che peraltro, come si desume dai suoi
scritti inviati all’amministrazione nonché dagli atti prodotti in questa sede,
ha dimostrato di disporre conoscenze fondamentali della materia – si sarebbe
potuto e dovuto accorgere che l’importo comunicato dalla Cassa non poteva
essere corretto. 

                                         L’attore,
diversamente dalla fattispecie esaminata dal TFA nella succitata sentenza del
24 ottobre 2003, disponeva infatti di un parametro di confronto e quindi
avrebbe potuto perlomeno chiedersi il motivo per cui una rendita di vecchiaia a
64 anni fosse notevolmente superiore alla prestazione assicurativa prevista in
caso di pensionamento ordinario.

In queste circostanze, dunque, l’assicurato non avrebbe dovuto fare cieco
affidamento all’importo fornito dalla Cassa con lettera 10 ottobre 2003, ma avrebbe
dovuto reagire chiedendo alla stessa delucidazioni in merito prima di inoltrare
la richiesta di prepensionamento al proprio datore di lavoro.

Ne consegue che la condizione no. 3 (“l’assicurato non deve essersi reso conto
immediatamente dell’inesattezza dell’informazione ricevuta”) per la protezione
della buona fede non è in concreto data.

 

                                         Nessuno
nega che la Cassa sia incorsa negligentemente in un errore – al riguardo a
ragione l’attore ha fatto presente che l’errore è dovuto al fatto che l’importo
base della pensione non è stato rapportato al grado effettivo d’occupazione -, ciononostante,
come visto, i presupposti cumulativi per una protezione della buona fede ai
sensi della giurisprudenza del TFA (consid. 2.2), non sono adempiuti, motivo
per cui all’assicurato non può essere accordata una rendita di base di 

fr. 3'065, così come indicato nella più volte citata comunicazione 10 ottobre
2003, ma soltanto quella di diritto di fr. 2'441.

                                                                                 

                                         Per quel
che concerne il relativo calcolo, è vero che nella risposta di causa la Cassa è
incorsa in un errore di trascrizione del periodo assicurativo (11223 giorni in
luogo dei 11123 giorni di diritto), ma è altrettanto vero che tale svista non
ha comportato alcuna modifica dell’ammontare della rendita di vecchiaia.

Conformemente ai dati esposti dalla Cassa, non contestati dall’interessato, l’assicurato
ha infatti diritto ad una percentuale di rendita pari al 46,3444%, calcolata
sulla base di un periodo di assicurazione rivalutato di 11123 giorni, pari ad
una prestazione di base di fr. 40'082 (46’3444% dello stipendio determinante di
fr. 86'487), corrispondente ad una rendita annua, tenuto conto del grado di
occupazione medio (79,17%), di fr. 31'730 (fr. 40'082 x 79,175),
rispettivamente di una rendita mensile di fr. 2'441 (31'730 : 13).

 

                               2.5.   In sede di
petizione AT 1 ha chiesto il riconoscimento di un congruo indennizzo per il
danno subito.

Ai sensi dell’art. 52 LPP le persone incaricate dell’amministrazione, della
gestione o del controllo dell’istituto di previdenza sono responsabili del
danno ch’esse gli arrecano intenzionalmente o per negligenza.

Trattasi in particolare di un’azione di responsabilità spettante unicamente
agli istituti previdenziali nei confronti delle succitate persone (DTF 128 V
127 consid. 4a), la cui competenza decisionale è attribuita al giudice delle
assicurazioni sociali ex art. 73 cpv. 1 LPP (DTF 128 V 126 consid. 2).

Nel caso in cui il danneggiato è una terza persona, ad esempio il lavoratore, ad
esso rimane aperta la possibilità di far valere contro l'istituto di previdenza
la propria pretesa risarcitoria in sede civile (STFA inedita 10 marzo 2004,
B 37/03, consid. 4; cfr. anche STFA inedita 10 ottobre 2001 nella causa H., B
27/00, consid. 9 c/aa, in cui l’Alto Tribunale ha rilevato come la richiesta di
risarcimento, inoltrata dall’assicurato a seguito del comportamento di un istituto
previdenziale lesivo del principio della buona fede, non possa essere giudicata
nell’ambito ex art. 73 LPP).

 

                                         In una
sentenza del 27 aprile 2004 nella causa L., B 93/03, il TFA ha in particolare
rilevato:

 

" 
(...)

La modification de l'art. 73 al. 1 LPP, par la
novelle du 21 juin 1996, a  étendu les attributions du juge aux prétentions en
matière de responsabilité, au sens de l'art. 52 LPP, et de recours et de droit
au remboursement, selon l'art. 56a al. 1 LPP. Toutefois, ces deux dispositions
légales ne visent que les personnes chargées de l'administration, de la gestion
ou du contrôle de l'institution de prévoyance (art. 52) ainsi que celles qui
sont responsables de l'insolvabilité de l'institution (art. 56a al. 1). Les
institutions de prévoyance elles-mêmes ne sont pas concernées et rien ne permet
d'admettre que le législateur avait l'intention de modifier cette situation ou
d'étendre davantage la compétence du juge de l'art. 73 LPP (FF 1996 I 529 ad
art. 73).

Dès lors, comme sous l'empire de l'art. 73 al. 1 LPP
dans sa teneur  originaire, il convient d'admettre qu'une action en
responsabilité civile  intentée contre une institution de prévoyance n'est pas
recevable devant les autorités juridictionnelles désignées à l'art. 73
LPP. 

 

(...)

 

A l'examen du dossier et des actes de procédure, il
apparaît que le recourant n'a pas saisi le juge des assurances sociales d'une
action dirigée contre la caisse de pension intimée en paiement de prestations
de la prévoyance professionnelle, en exécution d'un contrat de prévoyance. En
effet, d'entrée de cause (voir la demande du 16 juillet 2002 et la réplique du
25 septembre 2002), le recourant a uniquement invoqué la responsabilité de
l'institution de prévoyance dans le défaut d'assurance lors de la survenance du
risque, afin d'obtenir la réparation du préjudice causé, qui correspondait
selon lui  aux rentes qu'il ne pouvait pas percevoir.

 

Un tel litige ne relève pas spécifiquement de la
prévoyance professionnelle, au sens de l'art. 73 al. 1
LPP. En effet, il s'agit-là manifestement d'une action en
responsabilité civile du fait d'un dommage, intentée contre l'institution de
prévoyance. La Cour de céans n'est pas compétente pour en connaître, pas plus
qu'elle ne saurait constater en l'état une éventuelle violation d'une
obligation de renseigner. (...)"

La richiesta di risarcimento presentata da __________ davanti
al TCA è pertanto irricevibile. 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Nella
misura in cui è ricevibile, la petizione é respinta.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti