# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 22b7ed0b-5d43-555f-adca-5635fbeac257
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-09-16
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 16.09.2002 14.2002.00069
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2002-00069_2002-09-16.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2002.00069

  	
  Lugano

  16 settembre
  2002

  B/fc/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini e Rusca

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall'istanza 16 aprile 2002 presentata da

 

	
   

  	
  __________

  rappr. da __________

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ rappr. dall’avv. __________

   

  

 

sulla quale istanza la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, con
sentenza 11 luglio 2002 ha così deciso:

 

"1.          È pronunciato il
fallimento della __________ a far tempo da giovedì 11 luglio 2002 alle ore
14.00. 

 

2./3./4.   Omissis."

 

 

Sentenza dedotta tempestivamente in appello dalla __________ che 

con atto 22 luglio 2002 ne postula l'annullamento;

 

preso atto delle osservazioni 12 agosto 2002 della parte appellata;

 

rilevato che con ordinanza presidenziale 25 luglio 2002 all'appello
è stato 

concesso effetto sospensivo parziale;

ritenuto

 

in fatto:

 

                                           A.   Con istanza 16 aprile 2002 la __________ ha chiesto il fallimento
della __________ per fr. 1'855.80 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.

 

 

                                           B.   All'udienza di contraddittorio del 12 giugno 2002 nessuna delle parti
è comparsa.

 

 

                                           C.   Con decreto 11 luglio 2002 la Pretore del Distretto di Lugano,
Sezione 5, ha pronunciato il fallimento della __________ a far tempo dall'11
luglio 2002 alle ore 14.00.

 

 

                                           D.   Con atto 22 luglio 2002 la __________ ha chiesto l'annullamento del
decreto di fallimento sostenendo di avere concordato con la creditrice il
versamento di fr. 1'160.80 risp fr. 654.50 con la promessa che la procedura in
oggetto sarebbe stata annullata. L'appellante ha sostenuto di avere effettuato
i versamenti e di averli notificati alla parte appellata il 15 gennaio 2002. 

                                                  Il 17 gennaio 2002
la creditrice ha trasmesso alla debitrice un estratto conto che però non li
contemplava (doc. C, D, E e F). La __________ ha rilevato che l'esecuzione in
esame n. 854'267 è l'unica a suo carico (doc. G). L'appellante ha poi
effettuato un deposito di fr. 2'200.-- destinato al pagamento dell'esecuzione
in oggetto (doc. H).

 

 

                                           E.   Delle osservazioni della parte appellata si dirà, se del caso, in
seguito. 

 

 

 

Considerato

 

In diritto:

 

                                        1.a)   Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare
la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo

                                                  1.  il debito, compresi
gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                                  2.  l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che

                                                  3.  il creditore
ha ritirato la domanda di fallimento.

 

                                           b)   L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano
adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova
autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La
solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che
l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di
appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità
influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174
LEF; Amonn/Gasser,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p.
294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Brönnimann,
Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.
174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung,
Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

 

                                           c)    Dalla
ricevuta 22 luglio 2002 del Tribunale d'appello (doc. H) B) emerge che
l'appellante ha depositato fr. 2'200.--. Nel suo atto di appello la debitrice
ha dichiarato che tale importo è destinato a estinguere l'esecuzione in
oggetto. Pertanto, indipendentemente da eventuali altre pretese che la parte
appellata ha fatto valere con le sue osservazioni, con il predetto importo
depositato a copertura del credito oggetto dell'esecuzione che ci occupa,
l'appellante ha adempiuto il presupposto di cui all'art. 174 cpv. 2 n. 2 LEF.

                                                  Per quel che
concerne il presupposto della solvibilità va rilevato che l'appellante ha
prodotto un estratto 19 luglio 2002 dell'Ufficio esecuzione di Lugano (doc. G),
da cui si evince che l'unica esecuzione a suo carico è quella che ha portato al
fallimento in esame.

                                                  Si può pertanto
ritenere che l'appellante è in grado di far fronte ai suoi impegni, per cui
anche il presupposto della solvibilità appare come reso sufficientemente verosimile.
In applicazione dell'art. 174 cpv. 2 n. 2 LEF il fallimento della __________ va
annullato. 

                                                  Il Servizio
Incassi del Tribunale di appello, procederà a versare all'UE di Lugano il
deposito di fr. 2'200.-- destinato al pagamento dell'esecuzione n.
__________promossa dalla __________. Dalle osservazioni 12 agosto 2002 della
precettante sembrerebbe risultare un importo inferiore. Sedes materiae per una
disputa sul quantum non può però essere questa procedura fallimentare, le parti
essendo rinviate se del caso all’art. 86 LEF a meno che la precettante riduca
il credito dedotto in esecuzione.

 

 

                                           2.    L'appello 22 luglio 2002 __________ va quindi accolto.

                                                  La tassa di
giustizia è posta a carico dell'appellante, il deposito a copertura del credito
dedotto in esecuzione essendo avvenuto dopo il pronunciato pretorile (art. 49 OTLEF).

                                                  Non si assegnano
indennità, in mancanza di petitum in tal senso (art. 62 cpv. 1 OTLEF).

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamato l'art. 174 cpv. 2 LEF

 

 

 

pronuncia:                      

 

                                           I.     L'appello 22 luglio __________ è accolto.

                                                  "1. La dichiarazione di
fallimento 11 luglio 2002 pronunciata dalla Pretore del Distretto di Lugano,
Sezione 5, inc. __________ nei confronti della __________, è annullata.

 

                                                  2.  La
tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, è
posta a carico della __________.

 

                                                  3.  Le spese dell'Ufficio fallimenti di Lugano,
da anticipare come di rito, sono poste a carico della __________.

 

 

                                           II.    La tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già
anticipata dall'appellante, resta a carico __________ Non si assegnano
indennità.

 

 

                                           III.   Intimazione
a:  - __________ 

                                                  Comunicazione alla
Pretura del Distretto di Lugano, 

                                                  Sezione 5.

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

Il presidente                                                                            La
segretaria