# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 08b8649e-bd74-5972-b835-a82791fb5cf5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2011-08-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.08.2011 D-4557/2011
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4557-2011_2011-08-25.pdf

## Full Text

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t

T r i buna l   adm in i s t r a t i f   f édé ra l

T r i buna l e   ammin i s t r a t i vo   f ede ra l e

T r i buna l   adm in i s t r a t i v   f ede ra l

   

Corte IV
D­4557/2011

Sen t e n z a   d e l   2 5   a go s t o   2 0 1 1

Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice François Badoud; 
cancelliere Carlo Monti.

Parti A._______, nato il (…), alias 
B._______, nato il (…), Tunisia, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), 
Quellenweg 6, 3003 Berna, 
autorità inferiore.

Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 9 agosto 2011 / N [...].

D­4557/2011

Pagina 2

Visto:

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data 8 giugno 2011 
in Svizzera;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM) ha 
rimesso  al  richiedente  il medesimo  giorno  e mediante  il  quale  l'ha  reso 
attento  circa  la  necessità  di  consegnare,  entro  le  48  ore  successive 
all'inoltro della sua  istanza, un documento d'identità o di  viaggio,  con  la 
comminatoria  che,  in  caso di mancata  consegna e  in  assenza di motivi 
scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 22 giugno 2011  (di seguito: verbale 1) e del 21 
luglio 2011 (di seguito: verbale 2);

la decisione dell'UFM del 9 agosto 2011 notificata in data 10 agosto 2011 
all'interessato (cfr. risultanze processuali);

il ricorso inoltrato il 18 agosto 2011 (data d'entrata: 19 agosto 2011);

l'incarto dell'UFM, trasmesso a codesto Tribunale in data 19 agosto 2011;

ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  che  verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza;

e considerato:

che  le procedure  in materia d'asilo  sono  rette dalla  legge  federale  sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 
legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  (LTAF, 
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 
RS 173.110),  in  quanto  la  legge  sull’asilo  del  26 giugno  1998  (LAsi, 
RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che  fatta eccezione delle decisioni previste all'art.  32 LTAF,  il Tribunale 
amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), in virtù dell'art. 31 LTAF, 
giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  PA  prese  dalle 
autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

D­4557/2011

Pagina 3

che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità 
inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un 
interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 
stessa (art. 48 cpv. 1  lett. a­c PA), per  il che è  legittimato ad aggravarsi 
contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma 
e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che  i  ricorsi manifestamente  infondati,  ai  sensi  dei motivi  che  seguono, 
sono decisi  in procedura semplificata  (art. 111a LAsi) dal giudice unico, 
con  l’approvazione  di  un  secondo  giudice  (art.  111  lett.  e  LAsi)  e  la 
decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);

che,  ai  sensi  dell’art.  111a  cpv.  1  LAsi,  si  rinuncia  allo  scambio  degli 
scritti;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi d'asilo, il ricorrente ha dichiarato 
di essere cittadino  tunisino di etnia araba, nato e con ultimo domicilio a 
C._______ nel governatorato di Jendouba (cfr. verbale 1, pag. 1);

che,  in  sostanza,  egli  ha  raccontato  di  essere  fuggito  dal  suo Paese  in 
data  25  marzo  2011  per  motivi  socio­economici  e  per  la  situazione 
generale  d'instabilità  in  loco;  che  si  sarebbe quindi  recato  a D._______ 
(Tunisia)  dove  sarebbe  rimasto  cinque giorni;  che avrebbe proseguito  il 
suo viaggio via mare sbarcando così a E._______ (Italia) in data 1° aprile 
2011  dove  sarebbe  rimasto  per  sette  giorni;  che  le  autorità  italiane 
l'avrebbero  poi  trasferito  dapprima  per  tre  giorni  al  centro  profughi  di 
F._______  ed  in  seguito  al  centro  profughi  "(…)"  di  G._______;  che  in 
data 4 giugno 2011 si sarebbe recato in treno a H._______ dove avrebbe 
vissuto  in  luoghi  pubblici  fino  al  7  giugno  2011;  che  in  siffatta  data  egli 
avrebbe preso un treno per  I._______ ma sarebbe tornato a H._______ 
dopo essere stato controllato dalle autorità svizzere; che, infine, avrebbe 
preso un treno in data 8 giugno 2011 per L._______ dove ha presentato 
la sua domanda d'asilo il medesimo giorno (cfr. verbale 1, pagg. 6 seg.);

D­4557/2011

Pagina 4

che, nella decisione  impugnata,  l'UFM ha considerato, da un  lato, che  il 
ricorrente  non  ha  consegnato  alle  autorità  competenti  in materia  d'asilo 
alcun documento d'identità o di viaggio valevole ai sensi dell'art. 1a lett. b 
e  c  dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  pregiudiziali  dell'11 
agosto  1999  (OAsi 1,  RS 142.311);  che,  dall'altro  lato,  detto  Ufficio  ha 
ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art. 32  cpv. 3  LAsi  è 
realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  nonché  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento verso la Tunisia siccome lecita, esigibile e possibile;

che,  nel  ricorso,  l'insorgente  ha,  per  ciò  che  concerne  la  mancata 
consegna di documenti  d'identità,  riconfermato quanto già affermato nei 
verbali  di  audizione  ed  ha  precisato  che  sarebbe  notorio  il  fatto  che  la 
maggioranza  delle  persone  che  approdano  a  E._______  lo  farebbe  in 
maniera illegale, senza documenti di identità;

che,  per  quanto  riguarda  l'esigibilità  dell'allontanamento,  il  ricorrente  ha 
puntualizzato  che  entrerebbero  in  considerazione  –  data  la  minore  età 
dello stesso – i principi relativi all'interesse superiore del fanciullo; che in 
tale  ambito  non  sarebbe  sufficiente  constatare  semplicemente  che  i 
genitori o altri parenti vivrebbero nel Paese d'origine, rispettivamente che 
nel  Paese  in  questione  esisterebbero  istituzioni  che  si  occupano  di 
fanciulli e giovani abbandonati; che occorrerebbe piuttosto accertare se il 
minorenne  possa  effettivamente  ritornare  nella  sua  cerchia  familiare  e 
nella misura in cui ciò non dovesse essere possibile né corrispondere al 
bene  del  minorenne,  se  possa  essere  collocato  presso  altri  parenti  o 
istituzioni;  che,  di  regola,  queste  verifiche  verrebbero  eseguite  d'ufficio 
preliminarmente  alla  pronuncia  della  decisione  d'esecuzione 
dell'allontanamento, come  la Commissione svizzera di  ricorso  in materia 
d'asilo  (CRA)  avrebbe  già  avuto  modo  di  pronunciare  nelle  sentenze 
pubblicate  in passato; che, nel caso concreto,  l'UFM non avrebbe svolto 
gli accertamenti richiesti dalla giurisprudenza presso la famiglia residente 
in  Tunisia,  segnatamente  la  madre;  che,  di  conseguenza,  a  mente  del 
ricorrente,  la  decisione  impugnata  sarebbe stata presa  in  violazione del 
diritto federale e dovrebbe pertanto essere annullata; che l'UFM avrebbe 
dovuto preliminarmente verificare quale sia la situazione familiare, sociale 
e professionale in Tunisia e quale sia la disponibilità concreta dei familiari 
a  riaccogliere  l'insorgente; che per  tale valutazione sarebbe quindi stato 
necessario  procedere  a  maggiori  approfondimenti  per  il  che  l'autorità 

D­4557/2011

Pagina 5

inferiore  avrebbe  dovuto  entrare  nel  merito  della  suddetta  domanda 
d'asilo;

che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto l'annullamento della decisione 
impugnata e  la trasmissione degli atti all'autorità  inferiore per una nuova 
decisione nel merito della sua seconda domanda d'asilo; che,  infine, ha 
presentato  una  domanda  d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a 
copertura delle presunte spese processuali;

che,  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della 
domanda;

che,  giusta  l'art. 32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett. a  non  si  applica  se  il 
richiedente  può  rendere  verosimile  di  non  essere  in  grado,  per  motivi 
scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore 
dalla  presentazione della  domanda  (lett. a),  se  la  qualità  di  rifugiato  del 
ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  all'art. 3  e 
all'art. 7  LAsi  (lett. b),  oppure  se  l'audizione  rileva  che  sono  necessari 
ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un 
impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali, 
segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che  permettono 
un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in  particolare  della  sua 
cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio  senza  necessità  di 
particolari formalità amministrative (cfr. DTAF 2007/7 consid. 5);

che,  per  contro,  non  sono documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a 
LAsi  quelli  emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 
professionale,  il  certificato  di  nascita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di 
fine degli studi (cfr. ibidem consid. 6);

che,  nel  caso  concreto  e  sebbene  l'8  giugno  2011  gli  è  stato  letto  e 
spiegato dall'interprete  il  formulario  relativo all'incombenza di presentare 
un documento d'identità  (cfr. act. UFM A 2/1),  il  ricorrente, a distanza di 
oltre  due  mesi  dalla  presentazione  della  sua  domanda  d'asilo,  non  ha 
esibito alcun documento che adempia i citati criteri;

che  egli  si  è  limitato  a  dichiarare  di  non  aver  mai  posseduto  né  un 
passaporto, né una carta d'identità (cfr. verbale 1, pag. 4); che durante la 

D­4557/2011

Pagina 6

seconda  audizione  ha  dichiarato  di  aver  contattato  telefonicamente  suo 
padre una quindicina di giorni prima, al quale avrebbe richiesto l'invio del 
certificato di nascita (cfr. verbale 2, pag. 2); che, tuttavia, l'insorgente non 
l'ha  ancora  ricevuto;  che,  inoltre,  ha  precisato  che  per  avere  una  carta 
d'identità o un passaporto  tunisino sarebbe necessaria  la sua presenza, 
in  quanto  le  autorità  tunisine  avrebbero  bisogno  delle  sue  impronte 
digitali,  affermando  però  che  in  futuro  avrebbe  cercato  di  ottenere  i 
documenti di viaggio tramite il padre in sua assenza (cfr. verbale 2, pagg. 
2  seg.);  che,  peraltro,  nella  prima  audizione,  ha  allegato  di  essersi 
personalmente  recato  a  richiedere  un  documento  d'identità  presso  le 
autorità competenti di M._______ nel marzo 2011, per poi, nella seconda 
audizione, asserire che suo padre avrebbe richiesto  tale documento per 
suo conto un anno prima (cfr. verbale 1, pag. 4; verbale 2, pag. 4); che 
appare altresì contrario all'esperienza di vita che egli non abbia mai avuto 
un documento d'identità per  identificarsi  in  loco, nonostante avesse  l'età 
per  ottenere  sia  un  passaporto  sia  una  carta  d'identità;  che  neanche 
nell'atto ricorsuale ha poi presentato degli argomenti atti a comprovare la 
sua  versione  dei  fatti  (cfr.  ricorso,  pag.  3);  che,  infatti,  si  è  limitato  a 
ribadire  quanto  già  asserito  in  sede  d'audizione  ed  ha  aggiunto  che 
sarebbe notorio che la maggioranza delle persone che approderebbero a 
E._______ lo farebbe in maniera illegale, senza documenti d'identità (cfr. 
ibidem);  che  tale  affermazione  risulta  essere  una mera  affermazione  di 
parte non corroborata; che con  tale comportamento egli ha chiaramente 
segnalato  di  non  volere  in  alcun  modo  collaborare  con  le  autorità 
elvetiche per dimostrare la sua vera identità;

che, vista l'inconsistenza e l'inattendibilità delle suddette dichiarazioni del 
ricorrente  circa  il  possesso  dei  documenti  d'identità,  il  Tribunale  ha 
ragione di  concludere  che  l'insorgente dissimuli  i  propri  documenti  per  i 
bisogni della causa;

che, di conseguenza, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né  fornito  una  valida  giustificazione  per  la  mancata  produzione  degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art. 32  cpv. 3  lett. a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile;

che,  in assenza di documenti d'identità, occorre  inoltre esaminare se,  in 
applicazione  della  seconda  eccezione  dell'art. 32  cpv. 3  lett. b  LAsi,  in 
base  agli  art. 3  e  7  LAsi  nonché  all'audizione,  è  accertata  la  qualità  di 
rifugiato del richiedente;

D­4557/2011

Pagina 7

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore 
ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una procedura 
sommaria  nell'ambito  della  quale  è  statuito  sull'adempimento  o  meno 
della  qualità  di  rifugiato,  nonostante  che  la  stessa  termini  con  una 
decisione di non entrata nel merito (cfr. DTAF 2007/8 consid. 5);

che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza 
di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dall'evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna  dalle 
persecuzioni  statali  oppure  di  un'appropriata  protezione  statale  contro 
l'agire illegittimo di terzi (cfr. ibidem consid. 5.6.4 seg.);

che  il  ricorrente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  avere  lasciato  il  suo 
Paese per motivi socio­economici e per la situazione generale d'instabilità 
in loco;

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione, 
rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che,  a  mente  di  questo  Tribunale,  come  rettamente  evidenziato 
dall'autorità  inferiore,  la  vicenda  raccontata  dall'insorgente  a  sostegno 
della sua domanda d'asilo non è rilevante in materia d'asilo;

che,  infatti,  codesto  Tribunale  rileva  che  motivi  socio­economici,  sono, 
come facilmente riconoscibili, palesemente irrilevanti e non costituiscono, 
di per sé, un indizio proprio a giustificare né la qualità di rifugiato ai sensi 
dell'art.  3  LAsi,  né,  tanto  meno,  la  concessione  della  protezione 
provvisoria giusta gli art. 66 segg. LAsi (che presuppone una decisione di 
principio  del  Consiglio  federale  che  non  è  notoriamente  data  nel  caso 
concreto);

che,  di  conseguenza,  i  motivi  d’asilo  evocati  sono  stati  esaminati  e 
rettamente  ritenuti  dall’autorità  inferiore  come  irrilevanti,  giusta  l’art.  32 
cpv. 3 lett. b LAsi;

che, in considerazione di quanto precede, non risultano elementi ai sensi 
dell'art. 32  cpv. 3  lett. c  LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori 
accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

D­4557/2011

Pagina 8

che,  in  aggiunta,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 
all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista 
dell'ammissibilità  (cfr.  DTAF  2009/50  consid.  5­8,  DTAF  2007/8 
consid. 5.6.5­5.7);

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere che 
l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Tunisia  possa  violare 
l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera 
del  18 aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art. 33  della  Convenzione  sullo 
statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi 
(divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale sugli 
stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) o esporre l'insorgente in 
patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di  trattamenti  contrari  all'art. 3  della 
Convenzione  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà 
fondamentali  del  4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art. 3  della 
Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani 
o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che,  di  conseguenza,  la  censura  ricorsuale  secondo  cui  l'UFM  avrebbe 
dovuto  provvedere  a  maggiori  approfondimenti  in  merito  all'esecuzione 
del rinvio dell'insorgente non può essere ritenuta, considerato altresì che 
la sua identità non è dimostrata,

che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato 
nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi;

che,  di  conseguenza,  in  materia  di  non  entrata  nel  merito,  il  ricorso, 
destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la 
decisione impugnata va confermata;

che  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 
(art. 14  cpv. 1  e 2,  art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché  art. 32  OAsi 1;  DTAF 
2009/50 consid. 9);

che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  regolamentata  all'art. 83  LStr, 
giusta  il  quale  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve  essere  possibile 
(art. 83  cpv. 2 LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3 LStr)  e  ragionevolmente 
esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);

D­4557/2011

Pagina 9

che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è ammissibile  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  all'art. 83  cpv. 3 
LStr);

che, inoltre, contrariamente a quanto allegato dal ricorrente, la situazione 
in  Tunisia  non  risulta  caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza 
generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del 
territorio nazionale;

che  nemmeno  la  situazione  venutasi  a  creare  a  fine  dicembre  2010  in 
Nordafrica,  compresa  la  Tunisia,  è  atta  a  rendere  inesigibile 
l'allontanamento,  trattandosi  piuttosto  di  rivolte  orientate  a  processi  di 
transizione politica;

che  dagli  atti  di  causa  non  emergono  neppure  elementi  che  possano 
ostare  all'esecuzione  dell'allontanamento  in  ragione  della  minore  età 
riconosciuta al ricorrente dall'UFM,

che, difatti,  l'insorgente ha affermato di essere nato il 6 aprile 1994; che, 
pertanto,  al  momento  attuale,  egli  presenta  un'età  di  17  anni  e  quattro 
mesi e mezzo, ossia molto vicina alla maggiore età; che egli ha dichiarato 
di avere affrontato  il viaggio d'espatrio dalla Tunisia verso  la Svizzera  in 
modo  del  tutto  autonomo  (cfr.  verbale  1  pagg.  6  seg.);  che  egli  ha 
dichiarato  di  aver  frequentato  la  scuola  dell'obbligo  e  di  parlare  l'arabo 
nonché di avere delle conoscenze di base del francese, dell'inglese come 
pure dell'italiano (cfr. verbale 1 pagg. 2 seg.); che egli ha altresì affermato 
di avere lavorato come giardiniere ed imbianchino dopo aver interrotto gli 
studi  un  anno  prima  del  suo  espatrio  (cfr.  verbale  2,  pag.  4);  che,  da 
quanto  esposto,  discende  che  l'insorgente  è  da  considerarsi  capace  di 
discernimento  ed  in  grado,  senza  bisogno  di  alcun  aiuto  particolare,  di 
gestire autonomamente la vita quotidiana; che, difatti, avendo egli saputo 
badare a sé stesso quando si  trovava all'estero,  in particolare durante  il 
viaggio  per  giungere  nel  nostro  Paese,  compreso  il  soggiorno  in  Italia, 
non vi è ragione di ritenere che non sia in grado di farlo anche in futuro, 
adattandosi nuovamente ad una realtà diversa da quella svizzera, ovvero 
in  Tunisia,  Paese  di  cui  è  originario  e  conosce  la  lingua  ufficiale, 
impegnandosi a  trovare un'occupazione, ad esempio come giardiniere o 
imbianchino, che gli permetta di soddisfare i suoi fabbisogni;

che, in altre parole, le circostanze rilevanti del caso nel loro insieme non 
impongono la necessità di una presa a carico da parte di terze persone, 
ragione per cui può essere lasciata aperta  la questione a sapere se sua 

D­4557/2011

Pagina 10

madre nel villaggio di C._______ sia effettivamente disposta ed in grado 
a  mantenerlo  per  gli  ultimi  sette  mesi  e  mezzo  che  lo  separano  dal 
raggiungimento della maggiore età;

che,  in  aggiunta,  il  ricorrente  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di 
gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria  (cfr.  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione 
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24);

che,  in siffatte  circostanze, non può essere  rimproverato all'UFM di non 
avere  proceduto  alle  necessarie  ed  adeguate misure  d'istruzione  che  il 
caso di specie imponeva, conformemente alla Convenzione sui diritti del 
fanciullo del 20 novembre 1989 (CDF, RS 0.107) ed alla giurisprudenza 
(cfr.  GICRA  2006  n.  24  consid.  6.2,  GICRA  1999  n.  2  consid.  6b­6c  e 
GICRA  1998  N.  13  consid.  5);  che,  infatti,  come  l'UFM  ha  rettamente 
ritenuto,  sono  adempiti  i  presupposti  per  formulare  una  prognosi 
favorevole con  riferimento alle effettive possibilità per  il  ricorrente, molto 
prossimo alla maggiore età, di inserirsi adeguatamente in Tunisia,

che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo 
Paese d'origine è ragionevolmente esigibile  (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 
cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 
dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  art. 83  cpv. 2 
LStr);

che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio  (cfr.  DTAF  2008/34  consid.  12 
pagg.  513­515);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque  pure 
possibile;

che  ne  discende  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità 
inferiore confermata;

che  l’UFM  con  la  decisione  impugnata  non  ha  pertanto  violato  il  diritto 
federale  né  abusato  del  suo  potere  d’apprezzamento;  che  esso  non ha 
accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti ed 

D­4557/2011

Pagina 11

inoltre  la decisione non è  inadeguata (art. 106 LAsi), per  il che  il  ricorso 
va respinto;

che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  equivalente  alle  presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che 
seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 
cpv. 1  e 5  PA  nonché  art. 3  lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale 
del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]);

che  la  presente  decisione  non  concerne  persone  contro  le  quali  è 
pendente una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che hanno 
abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF);

che  la  decisione  non  può  essere  impugnata  con  ricorso  in  materia  di 
diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(dispositivo alla pagina seguente)

D­4557/2011

Pagina 12

Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale 
pronuncia:

1. 
Il ricorso è respinto.

2. 
Le spese processuali,  di CHF 600.–,  sono poste a carico del  ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo  federale,  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione 
della presente sentenza.

3. 
Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità 
cantonale competente.

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione: