# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6d503731-f21a-52f6-9421-efad3c21f877
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-10-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.10.2002 40.2002.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_40-2002-1_2002-10-18.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  40.2002.00001

   

  rs/cd

  	
  Lugano

  18 ottobre 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella
  Sartoris

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca
  Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 15 febbraio 2002
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 25 gennaio 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa cant. di compensazione, 6501 Bellinzona 1,  

   

  in materia di assegni familiari ai
  contadini

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 25
gennaio 2002 la Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG ha inviato a
__________ la seguente decisione:

 

"  abbiamo
esaminato la sua domanda di assegni familiari ai piccoli 

contadini. Secondo l'art. 5 cpv. 1 della
legge federale sugli assegni familiari ai lavoratori ed ai piccoli contadini,
possono ricevere gli assegni familiari i piccoli contadini che dispongono di un
reddito netto non superiore a 30'000 franchi annui.

 

Questo limite è aumentato di 5'000 franchi per ogni figlio
che dà diritto all'assegno.

 

Nel suo caso il limite di reddito applicabile è di franchi 40'000.-,
all'anno.

 

Dalla documentazione risulta che il suo reddito determinante
(calcolato secondo le disposizioni vigenti) è di franchi 51'947.-
superiore quindi al limite indicato.

 

Per questo motivo, si decide:

 

la sua richiesta per l'ottenimento degli assegni familiari per il
periodo 1° aprile 2000 al 31 dicembre 2001 è respinta." (cfr. doc.
_)

 

                               1.2.   Contro
questa decisione l'assicurato ha inoltrato al TCA un tempestivo ricorso nel
quale si è così espresso:

 

" 
(…)

Motivazione:     secondo
informazioni ricevute al telefono da parte del Sig. __________, per il calcolo
applicato in merito, lo stesso non ha minimamente considerato il fatto che la
moglie, non madre dei figli, contribuisca in misura preponderante al reddito
determinante la decisione impugnata.

                         Non
ha nemmeno considerato che il reddito della moglie, essendo essa impiegata all'__________,
è comunque sottoposto all'obbligo di versare la percentuale (datore di lavoro)
alla cassa degli assegni famigliari.

 

Partendo da questo presupposto si deve per forza arrivare a due
possibili conclusioni:

 

1.   II reddito
della moglie non madre dei figli non va calcolato e la domanda di assegni ai
piccoli contadini va accettata.

 

oppure

 

2.   Si tratta
di un problema di competenza interno alla cassa degli assegni famigliari: nel
caso in cui si ritiene responsabile la moglie non madre dei figli del marito al
mantenimento degli stessi, (contrariamente alla giurisprudenza in materia), gli
assegni famigliari per i due figli agli studi dovrebbero essere versati alla
moglie con il suo stipendio.

 

Quindi un semplice no alla domanda sulla base di un ragionamento
strettamente burocratico in questo caso non è accettabile."

(cfr. doc. _)

 

                               1.3.   Nella sua
risposta del 10 maggio 2002 la Cassa ha proposto di respingere il gravame e ha
osservato:

 

" 
(…)

Limite di reddito

Hanno diritto agli assegni familiari i piccoli contadini che
esercitano la loro attività a titolo principale o accessorio il cui reddito
netto non oltrepassa i 30'000.- fr. annui. Questo limite
aumenta di 5'000.- fr. per ogni figlio in conformità
all'articolo 9 LFA.

 

Reddito determinante

Per il calcolo del reddito, sono determinanti gli articoli da 16 a
34 della LIFD che definiscono il concetto di reddito e indicano quali sono le
deduzioni autorizzate.

 

L'imposta sul reddito contempla tutti i redditi del contribuente.

Sono inoltre considerati come reddito le prestazioni in natura di
ogni genere di cui beneficia il contribuente, in particolare pensioni e
affitti, come pure i prodotti e le merci derivanti dalla sua azienda e preposti
al consumo personale (art. 16 LIFD).

 

Sono computati tutti i redditi provenienti da un'attività
esercitata nel quadro di un rapporto di lavoro, che sia regolato dal diritto
privato o da quello pubblico, compresi i redditi accessori, così come le
indennità per prestazioni speciali, le commissioni, gli assegni, i premi per
anzianità di servizio, le gratifiche, le mance ecc. (art. 17 LIFD).

 

Nel caso specifico quindi, la Cassa, in considerazione di quanto
sopra, ha correttamente computato nel calcolo dell'assicurato anche il reddito da
attività lucrativa realizzato dalla moglie.

 

Si fa notare inoltre che, da accertamenti fatti presso la Cassa
cantonale degli assegni familiari, la madre naturale dei figli dell'assicurato
beneficia tuttora dell'assegno familiare cantonale per il figlio __________ e
ha beneficiato fino al compimento del 20° anno d'età l'assegno per la figlia
__________.

Infatti secondo la sentenza di divorzio pronunciata il 30 novembre
1994, i figli indicati sono stati affidati alla madre la quale esercita sugli
stessi l'autorità parentale." (cfr. doc. _)

 

                               1.4.   __________,
il 23 maggio 2002, ha trasmesso al TCA i certificati di domicilio dei figli
__________ e __________ (cfr. doc. _).

                                         Inoltre
egli ha rilevato:

 

" 
I documenti allegati alla presente dovrebbero
esservi stati trasmessi 

con la documentazione inviatavi da parte del sig.
__________, della Cassa assegni familiari, in quanto figurano tra gli allegati
alla domanda per assegni familiari.

 

Vi trasmetto perciò copia del certificato di
domicilio di mio figlio __________, nonché una lettera "stralcio dal
catalogo civico" del comune di __________.

Il certificato di domicilio della figlia
__________ vi sarà inviato direttamente da lei stessa. Questo per dimostrare
che, i figli essendo maggiorenni hanno scelto di prendere domicilio da me,
perciò la madre beneficia tuttora dell'assegno per il figlio abusivamente;
inoltre la sentenza di divorzio  del 30 novembre 1994 non è più applicabile per
gli stessi motivi.

Intanto i responsabili della cassa assegni
famigliari si rifiutano ostinatamente di esaminare il fatto che mia moglie non
madre dei figli non può per legge essere obbligata a contribuire al
mantenimento dei miei figli con 100 % del suo reddito, ma con massimo del 50 %
del complessivo dei coniugi." (cfr. doc. _)

 

                               1.5.   I doc. _ con
i relativi allegati sono stati inviati alla Cassa, alla quale è stato assegnato
un termine di 10 giorni per presentare osservazioni scritte (cfr. doc. _).

                                         L'amministrazione,
tuttavia, è rimasta silente.

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   La Legge
federale sugli assegni familiari nell'agricoltura del 20 giugno 1952 prevede in
particolare la possibilità di versare assegni familiari ai lavoratori agricoli
e ai piccoli contadini.

                                         Secondo
l'art. 1 cpv. 1 LAF hanno diritto agli assegni familiari per i lavoratori
agricoli le persone rimunerate, occupate in un'azienda agricola come salariati.

                                         L'art 1
cpv. 2 LAF stabilisce che i membri della famiglia del capo d'azienda occupati
nella stessa hanno parimenti diritto agli assegni familiari, eccettuati:

                                         a.   gli
ascendenti e discendenti del capo d'azienda;

                                         b.   i
generi o le nuore del capo d'azienda, che verosimilmente assumeranno l'azienda
in proprio.

 

                                         L'art. 5
cpv. 1 LAF precisa invece che hanno diritto agli assegni familiari per piccoli
contadini i contadini di condizione indipendente occupati principalmente o
accessoriamente nell'agricoltura e gli alpigiani.

                                         L'art. 3
cpv. 1 OAFam prevede al cpv. 1 che sono considerati piccoli contadini di
condizione indipendente i capi d'azienda e i membri della loro famiglia che
collaborano nell'azienda e non sono considerati salariati.

 

                                         Secondo
l'art. 5 cpv. 2 LAF i contadini occupati nell'agricoltura a titolo principale o
accessorio hanno diritto agli assegni familiari soltanto se il loro reddito
netto non supera i 30'000 franchi annui. Il limite aumenta di 5'000 franchi per
ciascun figlio giusta l'articolo 9. Il Consiglio federale adegua tale limite di
reddito all'evoluzione dei redditi nell'agricoltura e nelle altre branche
economiche, per norma ogni due anni.

 

                                         L'art. 7 cpv.
1 LAF, in relazione con l'Ordinanza concernente l'adattamento del limite di
reddito e degli assegni per i figli secondo la LAF del 30 novembre 2001 (RS
836.13; cfr. art. 7 cpv. 2 LAF), stabilisce che l'assegno familiare per piccoli
contadini è un assegno per i figli, pagato in ragione di ogni figlio secondo
l'articolo 9. Esso ammonta, per i primi due figli, a 165 franchi il mese nelle
regioni di pianura e a 185 franchi il mese nelle regioni di montagna e, per il
terzo figlio e ogni figlio seguente, a 170 franchi nelle regioni di pianura e a
190 franchi nelle regioni di montagna. Per la graduazione delle prestazioni, è
determinante il numero dei figli per i quali il piccolo contadino ha diritto
agli assegni.

 

                                         Giusta
l'art. 3a cpv. 1 dell'Ordinanza sugli assegni familiari nell'agricoltura
(OAFam) i contadini occupati nell'agricoltura a titolo principale o accessorio,
ricevono assegni ridotti per i figli se il loro reddito supera il limite
fissato nell'articolo 5 capoverso 2 della legge federale. Gli assegni ridotti
per i figli ammontano ai due terzi degli assegni previsti nell'articolo 7
capoverso 1 della legge federale, qualora il reddito determinante superi il
limite di oltre fr. 3'500.-- (art. 3a cpv. 2 lett. a OAFam); a un terzo degli
assegni previsti nell'articolo 7 capoverso 1 della legge federale, qualora il
reddito determinante superi il limite di oltre fr. 3'500.--, ma al massimo di
fr. 7'000.-- (art. 3a cpv. 2 lett. b OAFam).

 

                                         Gli
assegni sono pagati per ogni figlio sino al compimento dei 16 anni d'età. Il
diritto all'assegno dura fino al compimento dei 25 anni per i figli che sono
agli studi o a tirocinio e fino al compimento dei 20 anni per quelli che per
malattia o infermità sono incapaci di guadagnare e non ricevono una rendita
intera dall'assicurazione per l'invalidità (cfr. art. 9 cpv. 1 LAF).

                                         Per lo
stesso figlio può essere concesso solo un assegno (cfr. art. 9 cpv. 3 LAF).

 

                               2.2.   Al calcolo
del reddito determinante per il diritto agli assegni familiari si applicano, in
virtù dell'art. 4 OAFam, le disposizioni legali in materia d'imposta federale
diretta. Non possono tuttavia essere dedotti importi, premi e contributi
versati per acquisire diritti nell'ambito d'istituzioni di previdenza
professionale e in una istituzione di previdenza individuale vincolata (art. 33
cpv. 1 lett. d ed e della legge federale del 14 dicembre 1990 sull'imposta
federale diretta).

 

                                         Le casse
di compensazione determinano il reddito netto dei piccoli contadini sulla
scorta delle indicazioni da questi fornite su un questionario compilato
dall'UFAS (cfr. art. 5 OAFam) oppure fondandosi sulle due tassazioni normali
più recenti con forza di cosa giudicata dell'imposta federale diretta o
dell'imposta cantonale (cfr. art. 6 OAFam).

                                         Il
reddito netto è determinato ogni volta per un biennio (cfr. art. 5 cpv. 2
OAFam).

                                         I due
anni precedenti il periodo di tassazione costituiscono il periodo di computo;
il reddito annuo medio nel periodo di computo è determinante per il diritto
agli assegni (cfr. art. 5 cpv. 3 OAFam).

                                         Ad ogni
modificazione importante del reddito, la cassa di compensazione deve procedere
ad una nuova tassazione in base alla mutata situazione (cfr. art. 5 cpv. 4
OAFam).

 

                                         I metodi
di determinazione del reddito netto previsti agli art. 5 e 6 OAFam si equivalgono.
Tuttavia il metodo stabilito dall'art. 6 OAFam è indicato per delle ragioni di
economia amministrativa. Di conseguenza, nella misura del possibile,
bisognerebbe ricorrere al metodo enunciato all'art. 5 OAFam soltanto qualora le
tassazioni dell'imposta federale diretta e dell'imposta cantonale siano
inutilizzabili (cfr. Direttiva sugli assegni familiari nell'agricoltura emanata
dall'UFAS p.to 74, stato al 1° gennaio 2002). Va comunque precisato che
nell'ambito degli assegni familiari nell'agricoltura i dati risultanti dalle
tassazioni fiscali, contrariamente a quanto avviene per la determinazione dei
contributi AVS, non sono vincolanti per le casse di compensazione (cfr. SVR
2002 FL Nr. 1; DTF 98 V 111 consid. 2b).

 

                               2.3.   Oggetto
della presente vertenza è il riconoscimento del diritto di __________ agli
assegni familiari nell'agricoltura per piccolo contadino.

 

                                         L'assicurato,
nell'atto di ricorso, ha contestato la computazione nel calcolo relativo alla
determinazione del suo reddito netto delle entrate della moglie, la quale non è
la madre dei suoi due figli, __________ e __________. Inoltre ha asserito che,
nel caso in cui si ritenga determinante anche il reddito della moglie, gli
assegni di formazione devono essere versati alla stessa e non, come invece
avviene, alla madre dei figli (cfr. consid. 1.2.; doc. I).

 

                                         Per
quanto riguarda il conteggio del reddito della moglie, va ribadito che le
disposizioni legali in materia di imposta federale diretta sono applicabili al
calcolo del reddito (cfr. consid. 2.2.).

 

                                         L'art. 16
cpv. 1 della legge sull'imposta federale diretta (LIFD) prevede che sottostà
all'imposta sul reddito la totalità dei proventi, periodici e unici.
Secondo il cpv. 2 del medesimo disposto sono pure considerati reddito i
proventi in natura di qualsiasi specie, segnatamente il vitto e l'alloggio,
come anche i prodotti e le merci prelevati dal contribuente nella propria
azienda e destinati al consumo personale, essi sono valutati al valore di
mercato.

 

                                         L'art. 17
cpv. 1 LIFD enuncia che sono imponibili tutti i proventi di un'attività
dipendente, retta dal diritto privato o pubblico, compresi i proventi
accessori, quali indennità per prestazioni straordinarie, provvigioni, assegni,
premi d'anzianità, gratificazioni, mance, tantièmes e altre prestazioni
valutabili in denaro.

 

                                         Giusta
l'art. 9 LIFD, inoltre, il reddito dei coniugi non separati legalmente o di
fatto è cumulato, qualunque sia il regime dei beni. 

 

                                         La
giurisprudenza federale ha poi precisato, nell'ambito degli assegni familiari
nell'agricoltura, che il reddito proprio della moglie deve essere preso in
considerazione per determinare se il limite di reddito è raggiunto o meno (cfr.
RCC 1961 pag. 349; Direttiva sugli assegni familiari nell'agricoltura emanata
dall'UFAS, stato il 1°.1.2002, p.to 59).

 

                                         Nell'evenienza
concreta la consorte di __________ non è la madre dei due figli
dell'assicurato. Questa circostanza non ostacola comunque il computo del
reddito della moglie.

                                         Secondo
costante giurisprudenza del TFA il diritto di famiglia è infatti una premessa
per il diritto delle assicurazioni sociali e dunque è preminente, ad eccezione
del caso in cui esistano altri regolamenti (cfr. DTF 126 V 155; DTF 126 V
87-88; DTF 121 V 128; DTF 124 V 64; SZS 2000 pag. 536).

                                         Per
quanto concerne il dovere di assistenza del coniuge nei confronti dell'altro
consorte relativamente al mantenimento dei figli di quest'ultimo si deve,
perciò, fare riferimento alle relative disposizioni del CC (cfr. SZS 2000 pag.
536 applicato in casu per analogia).

                                         L'art.
278 cpv. 3 CC prevede che i coniugi si devono vicendevolmente adeguata
assistenza nell'adempimento dell'obbligo verso i figli nati prima del
matrimonio.

                                         Di
conseguenza il coniuge è tenuto ad aiutare il suo consorte nell'adempimento
dell'onere di mantenimento nei confronti dei figli di quest'ultimo nati prima
del matrimonio (cfr. STFA del 6 ottobre 2000 nella causa R., 5C. 133/2000).

 

                                         Correttamente
pertanto la Cassa ha considerato nel calcolo volto a stabilire se l'assicurato
ha o meno diritto agli assegni familiari per piccolo contadino il reddito da
attività lavorativa dipendente della moglie.

 

                               2.4.   Per il resto
l'assicurato non ha sollevato altre critiche in merito al conteggio delle
singole voci del calcolo effettuato dalla Cassa al fine di determinare il
reddito determinante per gli assegni familiari nell'agricoltura.

 

                                         Ora,
nell'ambito delle assicurazioni sociali, pur essendo la procedura retta dal
principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono
essere accertati dal giudice (cfr. SVR 2001 KV Nr. 50 pag. 145), il Tribunale
federale delle assicurazioni ha più volte ricordato come questo principio non
sia assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di
collaborare all'istruzione della causa (cfr.STFA del 9 maggio 2001 nella causa
W.Z., P 36/00; STFA del 13 marzo 2001 nella causa M.P., U 429/00; STFA del 5
giugno 2000 nella causa V.P., I 76/00; DTF 125 V 195; Untersuchungsgrundsatz,
SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; AHI praxis 1994 pag. 212; DTF 117 V
263; DTF 117 V 282).

                                         Il dovere
processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle parti di
portare - ove ciò fosse ragionevolmente possibile - le prove necessarie, avuto
riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti
esse rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (cfr.
STFA del 7 dicembre 2001 nella causa M., U 202/01; STFA del 18 settembre 2001
nella causa W., C 264/99; STFA del 9 maggio 2001 nella causa G.L., P 52/00;
STFA del 9 maggio 2001 nella causa W.Z., P 36/00; DTF 125 V 195 consid. 2 con
riferimenti). 

                                         Poiché
nel caso di specie __________ non ha portato elementi tali da inficiare i
calcoli dell'amministrazione, non sussiste alcun motivo per scostarsi dalla
decisione della Cassa con la quale non è stato riconosciuto all'assicurato il
diritto agli assegni familiari per i piccoli contadini.

 

                                         Dalla
tabella di calcolo allestita dalla Cassa basandosi sulla decisione su reclamo
della notifica di imposte 1999/2000 (cfr. doc. 2) risulta infatti che i redditi
complessivi del ricorrente ammontano a fr. 96'206.--, mentre le deduzioni
fiscali e quelle specifiche per il calcolo del reddito determinante per gli
assegni familiari nell'agricoltura (cfr. Direttiva sugli assegni familiari
nell'agricoltura emanata dall'UFAS, stato il 1°.1.2002, p.to 61a segg.) sono
pari a fr. 44'259.--.

                                         Il
reddito netto determinate, corrispondente a fr. 51'947.-- 

                                         (fr.
96'206.-- - fr. 44'259.--, supera pertanto il limite di reddito di fr. 40'000.--
(fr. 30'000.-- + fr. 5'000 X 2 figli; cfr. consid. 2.1.) di oltre fr. 7'000.--,
differenza massima tra il limite di reddito e il reddito determinante ammessa
dalla LAF per avere diritto agli assegni ridotti (cfr. consid. 2.1.).

 

                               2.5.   Per quanto attiene
alla censura formulata dall'insorgente relativa al fatto che gli assegni di
formazione ai sensi dell'art. 21 segg. della Legge cantonale sugli assegni di
famiglia siano erogati alla sua ex-moglie, madre di __________ e __________, e
non alla sua attuale consorte (cfr. consid. 1.2.; 2.3.), va osservato che tale
questione esula dalla presente vertenza, in quanto la Cassa competente non ha
emanato una decisione formale nei confronti dell'attuale moglie
dell'assicurato. 

                                         Secondo
l'art. 68 LAF l'autorità di ricorso può, infatti, pronunciarsi su un
determinato oggetto solo in presenza di una decisione emessa da una Cassa per
gli assegni familiari (cfr. RAMI 2001 pag. 36; DTF 125 V 413=SVR 2001 IV Nr.
27; DTF 118 V 313; DTF 110 V 51 consid. 3b, DTF 105 V 276 consid. 1, DTF 104 V
180, DTF 102 V 152, STFA 23 marzo 1992 in re G.C., STCA 4 maggio 1992 in re
G.V.; Gygi, Bundesverwaltungrechtspflege, pag. 44 in fine);

 

                                         Di
transenna va comunque rilevato che è vero che secondo l'art. 8 Reg.LAF
cantonale se il figlio coabita con uno dei suoi genitori che non è salariato e
con il coniuge di questo, è titolare dell'assegno quest'ultimo se è salariato.
Tuttavia entrambi i genitori del figlio non devono essere salariati. Infatti,
secondo l'art. 11 cpv. 3 LAF cantonale il genitore del figlio che non ha la
custodia del medesimo e ha un'attività salariata ha diritto all'assegno se
l'altro genitore non ha un'attività salariata.

                                         Va
ricordato che per attività salariata si intende, giusta l'art. 6 LAF cantonale,
un'occupazione quale dipendente.

 

                                         Percependo
gli assegni di formazione, il genitore che non coabita con il figlio
maggiorenne dovrebbe conseguentemente contribuire al mantenimento di
quest'ultimo ancora agli studi ex art. 277 cpv. 2 CC, almeno nei limiti
dell'importo dell'assegno di formazione ricevuto. 

                                         Questa
disposizione legale prevede che se, raggiunta la maggiore età, il figlio non ha
ancora una formazione appropriata, i genitori, per quanto si possa
ragionevolmente pretendere da loro dato l'insieme delle circostanze, devono
continuare a provvedere al suo mantenimento fino al momento in cui una simile
formazione possa normalmente concludersi.

                                         Nell'ipotesi
in cui il genitore non vi abbia provveduto, il figlio giusta l'art. 279 CC può
proporre azione contro lo stesso per chiedere il mantenimento non solo futuro,
se ancora agli studi, bensì anche relativo all'anno precedente l'azione.

 

                                         Se il
figlio dovesse essere ancora in formazione, potrebbe inoltre richiedere alla
Cassa che l'assegno gli sia bonificato direttamente. Infatti l'art. 64 Reg.LAF
cantonale enuncia che il giovane in formazione o invalido in possesso della
capacità di discernimento può chiedere alla Cassa per gli assegni familiari
competente che l'assegno gli venga versato direttamente.

 

                               2.6.   Alla luce di
quanto esposto, questa Corte non può che confermare la decisione impugnata e
respingere quindi il gravame.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio, per quanto
concerne la questione relativa agli assegni familiari nell'agricoltura, con
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Gianluca
Menghetti