# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4cebd014-471d-5b57-96f8-04d6c0e1e9e7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-04-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 26.04.2004 36.2004.15
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2004-15_2004-04-26.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2004.15

   

  CS/sc

  	
  Lugano

  26 aprile 2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
     ,
  vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 10 febbraio 2004
di

 

	
   

  	
  __________
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 13 gennaio 2004 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________
  

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________ è
stata affiliata presso la __________ per l'assicurazione obbligatoria di base,
fino al 30 giugno 2002, beneficiando pure di alcune assicurazioni
complementari.

 

                                         Nel 2001
e nel 2002 aveva una franchigia di fr. 230.-.

 

                               1.2.   La società
__________ - ricupero crediti, a nome e per conto di __________, ha fatto
spiccare, nel mese di gennaio 2003 (doc. _), dall'Ufficio esecuzione e
fallimenti di __________, un precetto esecutivo tramite il quale è stato
chiesto all'assicurata il pagamento delle partecipazioni alle spese per il 2001
e il 2002, per un importo complessivo di fr. 278,65 oltre interessi al 5% dal 9
dicembre 2002 e spese per fr. 35.--.

 

                                         Contro il
predetto precetto esecutivo l'assicurata ha sollevato opposizione.

 

                               1.3.   Con
decisione del 15 aprile 2003, confermata tramite decisione su opposizione del
13 gennaio 2004, la Cassa malati ha rigettato l'opposizione presentata da
__________.

 

                                         Contro la
predetta decisione l'assicurata è tempestivamente insorta affermando in
particolare che l'importo a lei dovuto dall'assicuratore è superiore rispetto a
quello richiestole:

 

" 
(…)

1.   Io,
Signora __________, sono stata assicurata presso la __________ in agosto 2001
dalla mia entrata in Svizzera. Tra l'agosto 2001 ed giugno 2002 i premi
assicurativi dovuti alla __________ sono stati regolarmente pagati. In maggio
2002 la __________ mi informa che i premi assicurativi di base verranno
aumentati a partire da luglio 2002.

 

2.
  Quello che vengo nel frattempo a conoscenza, è che gli aumenti sono dovuti a
una situazione finanziaria disastrosa dovute a presunte malversazioni fatte dal
personale dirigente della cassa in Ticino. Queste informazioni vengono
pubblicate sulle testate giornalistiche ticinesi con l'aggiunta del fatto che
da molti mesi la __________, agli assicurati ticinesi, rimborsa le fatture con
ritardi molte volte superiori ai sei mesi. Questo comportamento della cassa,
causa diverse interrogazioni al Gran Consiglio sulle misure da attuare per
proteggere gli affiliati della __________.

 

3.
  Inoltre, i giornali comunicano che l'aumento di luglio 2002 sarà seguito
certamente da un aumento ancora per l'anno 2003.

 

4.
  La __________, oltre a non commentare quanto indicato nei giornali, non
informa in nessun modo i suoi affiliati sulla situazione economica della cassa
e sui periodi dell'eventuale risanamento. In questo momento cominciano a
circolare voci sulla sua ripresa da parte di altre casse malati.

 

5.
  A causa di questo comportamento e della completa mancanza di comunicazioni da
parte della __________, decido di disdire tutte le assicurazioni di base e
complementari. Per le assicurazioni di base grazie alla base legale della LAMal
e per le complementari a causa delle gravi mancanze della __________
nell'adempimento dei suoi contratti.

 

6.   La disdetta viene inoltrata tramite
raccomandata il 29.05.2002.

 

7.   Essa
viene accolta per l'assicurazione di base ma non viene accettata (senza
motivazioni) per quella supplementare.

8.
  Il 23.10.2002 viene inoltrato l'estratto conto complessivo delle fatture da
me pagate e delle partecipazioni che devo ancora corrispondere da cui risulta
un credito a mio favore di fr. 378.40.

 

9.
  In questo estratto conto viene naturalmente indicato di spettanza della
__________ (fr. 258.10 estratto conto del 30.06.2002 + fr. 20.55 estratto conto
del 31.08.2002 per un totale di fr. 278.65 come da punto 5 della
decisione della __________) e naturalmente di fr. 699.05 a mio favore.

 

10. A questo estratto conto la __________ non solo non dà alcuna
risposta, ma anche alla mia lettera seguente del 03.12.2002 non viene data
nessuna risposta!!!

 

11. In
data 03.01.2003 ricevo notifica di un primo atto esecutivo nei miei confronti
da parte della __________ __________ e il 17.01.2003 di un secondo con N°
__________, che è quello di cui siete oggi portati a giudicare.

 

Motivazioni:

 

1. Visto che la __________ doveva corrispondere a me dei rimborsi
superiori di gran lunga a quanto da lei dovuto, e che essa non ha dato risposta
alle mie richieste. Con l'aggravante che ha cominciato una procedura esecutoria
quando queste informazioni sui crediti di mia spettanza erano a sua conoscenza.

 

2. Le indicazioni della __________ del punto 5 (ammontare del
credito nel loro confronti) sono sbagliate perché non tengono in considerazione
i crediti che invece io avevo nei loro confronti e che ne erano a conoscenza.

 

3. Per questo motivo la richiesta di ritiro dell'opposizione da me
formulata è da rifiutare, visto che non sussiste il fatto indicato nella
decisione della __________, mentre invece deve essere corrisposto quanto da me
già diverse volte indicato, cioè fr. 378.40.

 

Si richiede:

 

La decisione della __________ del 13.01.2004
viene rigettata.

 

La mia opposizione alla decisione del 15.04.2003
e il mio attuale ricorso sono accolti.

 

La __________ è condannata a versarmi quanto
dovuto come da allegati a questo ricorso, a cui vengono aggiunte 500 fr. di
ripetibili per i costi da me sopportati per la preparazione del suddetto ricorso."
(doc. _)

 

                               1.4.   Con risposta
del 3 marzo 2004 la Cassa ha proposto la reiezione dell'impugnativa e osserva:

 

" 
(…)

1.   La
Signora __________ è affiliata presso __________ in particolare per
l'assicurazione obbligatoria delle cure dal 1° agosto 2001.

 

Prova: documenti _ e _

2.   Per
il primo semestre dell'anno 2002, l'importo mensile del premio della Signora
__________ ammontava a CHF 186.60 e la sua franchigia a CHF 230.-.

 

Prova: documento _

 

 

3.   Per
il periodo durante il quale la Signora __________ era affiliata presso
__________, quest'ultima ha regolato diverse fatture direttamente ai
dispensatori di cure. Per la soluzione del litigio, conviene citare in
particolare una fattura per un importo di CHF 34.55 nel 2001 nonché cinque
fatture per una somma totale di CHF 682.05 nel 2002.

 

Prova: documenti da _ a _

 

La tabella qui sotto
riprende in modo dettagliato gli importi versati da __________ nonché quelli a
carico dell'assicurata.

 

La franchigia per
2001 della Signora __________ era interamente coperta alla data del
trattamento, le spettava quindi di sopportare unicamente l'aliquota
percentuale.

 

 

	
  Data

  del

  trattamento

  	
  dispensatore 

  	
  Importo

  della

  fattura

  	
  Importo

  regolato da

  __________

  	
  Importo preso nella

  franchigia a carico

  dell'assicurato

  	
  Aliquota a carico

  della

  assicurata

  
	
   

  23.10.01

   

  	
   

  Farmacia __________

  	
   

  34.55

  	
   

  34.55

  	
   

  0.00

  	
   

  3.45

  

 

 

Per quanto riguarda
l'anno 2002, la Signora __________ doveva sopportare la totalità della sua
franchigia nonché l'aliquota percentuale relativa alle prestazioni

 

 

	
  Data

  del

  trattamento

  	
  dispensatore 

  	
  Importo

  della

  fattura

  	
  Importo

  regolato da

  __________

  	
  Importo preso nella

  franchigia a carico

  dell'assicurato

  	
  Aliquota a carico

  della

  assicurata

  
	
   

  14-02-02

   

  	
  Ospedale

  __________ di __________

  	
   

  80.00

  	
   

  80.00

  	
   

  80.00

  	
   

   

  
	
  07-02.02

  al 01-03-02

  	
  __________

  __________

  	
   

  396.70

  	
   

  396.70

  	
   

  150.00

  	
   

  24.65

  
	
   

  23-04-02

   

  	
  Ospedale

  __________ di __________

  	
   

  45.35

  	
   

  45.35

  	
   

  	
   

  4.55

  
	
   

  20-05-02

   

  	
  Ospedale

  __________

  di __________

  	
   

  80.00

  	
   

  80.00

  	
   

  	
   

  8.00

  
	
   

  12-05-02

   

  	
  Ospedale

  __________

  di __________

  	
   

  80.00

  	
   

  80.00

  	
   

  	
   

  8.00

  

 

 

4.   In
seguito a queste prestazioni, __________ ha indirizzato alla sua assicurata, a
titolo di partecipazioni ai costi, diverse fatture per un importo totale di CHF
278.65. Vista l'assenza di pagamento da parte della Signora __________,
__________ le ha inviato, il 14 ottobre 2002, un richiamo di CHF 488.45.

 

Prova: documenti _ a _

 

5.
  Questo richiamo è rimasto senza riscontro in modo che __________ si è vista
costretta a trasmettere alla sua assicurata, il 18 novembre 2002,
un'intimazione per un importo di CHF 523.45, spese di intimazione comprese.

 

Prova: documento _ e _

 

6.
  Bisogna rilevare che il richiamo e l'intimazione precitati comprendevano,
oltre all'importo di CHF 278.65, una somma di CHF 209.80. Tuttavia, questa
somma è stata in seguito oggetto di una procedura separata in maniera che il
credito qui litigioso ammonta a CHF 278.65 nonché CHF 35.- di spese.

 

7.
  In assenza di qualsiasi versamento da parte della Signora __________, il 17
gennaio 2003, le è stato notificato un precetto esecutivo, relativo alla
procedura n° __________, per un credito di CHF 313.65. L'assicurata ha fatto
opposizione il giorno stesso.

 

Prova: documento _

 

8.
  Con decisione del 15 aprile 2003, __________ ha tolto l'opposizione della
Signora __________.

 

Prova: documento _

 

9.
  Con lettera del 14 maggio 2003, la Signora __________ si è opposta alla
decisione precitata.

 

Prova: documento _

 

10. __________
ha rifiutato l'opposizione con decisione su opposizione del 13 gennaio 2004.

 

11. Il
10 febbraio 2004, la Signora __________ ha presentato al Tribunale delle
assicurazioni del cantone Ticino un ricorso contro la decisione su opposizione
precitata.

 

 

II.-  Diritto

 

1.   L'articolo
3, capoverso 1 LAMal, obbliga tutte le persone domiciliate in Svizzera ad
essere assicurate.

 

Nella fattispecie, la
ricorrente è manifestamente sottomessa a questo obbligo che, d'altra parte, non
contesta.

 

 

2.
  In virtù dell'articolo 64, capoverso 1 LAMal, gli assicurati partecipano ai
costi delle prestazioni di cui beneficiano. Questa partecipazione si
concretizza, ai sensi del capoverso 2 di questa disposizione, su due forme, una
franchigia nonché un'aliquota del 10% delle spese che eccedono la franchigia.

 

Per la fatturazione,
l'articolo 42 LAMal prevede due modi. Il primo, comunemente nominato sistema
del terzo garante, suppone che l'assicurato onori il pagamento nei confronti
del fornitore di cure con in seguito un diritto al rimborso del suo
assicuratore. L'altro, chiamato sistema del terzo pagante, implica invece che
l'assicuratore paghi, in un primo tempo, il fornitore di prestazioni e
s'indirizzi, in seguito, all'assicurato dell'aliquota e della franchigia.

 

Nell'ipotesi in cui
l'assicurato, dopo un'intimazione, non saldi gli importi precitati,
l'assicuratore può, conformemente all'articolo 90, capoverso 3 OAMal, far
valere la sua pretesa tramite la procedura esecutiva.

 

 

3.
  In questo caso, è indiscusso che l'intimata ha versato, secondo il sistema
del terzo pagante, la somma di CHF 716.60 per delle prestazioni di cui ha
beneficiato la ricorrente.

 

Tuttavia,
quest'ultima non ha regolato, non pretende d'altra parte il contrario, le sue
partecipazioni ai costi relativi alle prestazioni succitate.

 

Bisogna quindi
ammettere che all'intimata non rimaneva come scelta che quella dell'esecuzione
forzata per recuperare l'importo del litigio.

 

 

4.   Preliminarmente
alla notifica del precetto esecutivo, l'intimata ha indirizzato alla
ricorrente, conformemente all'articolo 90, capoverso 3 OAMal, un richiamo ed
un'intimazione relativi agli arretrati di partecipazione ai costi.

 

Inoltre è ammesso
dalla giurisprudenza che l'assicuratore è autorizzato a togliere l'opposizione
formulata al precetto esecutivo tramite una decisione (DTF 121 V 109).

 

Risulta chiaramente
dai fatti esposti, confermati dai documenti prodotti, che è conformemente a
questa procedura che l'intimata ha tolto l'opposizione della ricorrente al
precetto esecutivo.

 

Da un punto di vista
formale, la procedura di esecuzione nonché quella di revoca dell'opposizione
non presta quindi possibilità di critica.

 

 

6.
  Sul fondo, la ricorrente invoca il fatto che beneficia contro l'intimata di
un credito superiore agli arretrati.

 

In effetti, sostiene
che sei fatture, rispettivamente del 4 e 21 gennaio 2002, del 14 febbraio
nonché del 3, 16 e 22 aprile 2002 non le sono state rimborsate.

 

Tramite quest'ipotesi
chiede quindi che i crediti siano stati compensati.

 

Certo, conformemente
all'articolo 81 LEF, il debitore può opporsi al rigetto se prova che il debito
è estinto. E' pure incontestabile che la compensazione, ai sensi dell'articolo
124, capoverso 2 CO costituisce un modo di estinzione.

 

Ciononostante, la
ricorrente non può prevalersi di questo mezzo per considerare che gli arretrati
di partecipazioni ai costi del litigio non possono esserle reclamati.

 

In effetti, secondo
una giurisprudenza che non è stata fino ad oggi rimessa in questione, gli
assicurati non possono compensare delle partecipazioni ai costi scaduti con dei
crediti in rimborso di fatture direttamente saldate presso i fornitori di cure
(DTF 110 V 183).

 

L'intimata precisa,
ad ogni buon conto, che la dottrina considera la giurisprudenza precitata, resa
sotto il regime della LAMA, applicabile ugualmente nell'ambito della LAMal
(J.-L. DUC, Non-paiement des primes de l'assurance-maladie obligatoire et
suspension du droit aux prestations selon la LAMal; compensation dans le cadre
de la LAMal, in LAMal-KVG, Recueil de travaux en l'honneur de la Société
suisse de droit des assurances, Lausanne 1997, p. 468 et G. EUGSTER,
Krankenversicherung in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Bâle,
Genêve, Münich 1998, p. 114).

 

In base a quanto
sopra esposto, anche se delle fatture non le fossero state rimborsate, la
ricorrente resta tenuta a saldare le partecipazioni ai costi.

 

Quindi, il ricorso
dovrà essere rifiutato e la procedura seguirà il suo corso.

 

 

6.
  D'altronde, l'intimata rileva che le fatture di cui la ricorrente reclama il
rimborso sono state tutte trattate il 31 dicembre 2002, ad eccezione d'una.

 

Come spiegato alla
ricorrente, già al momento della decisione su opposizione, la fattura del 4
gennaio 2002 di CHF 276.95 non è mai pervenuta all'intimata. E' d'obbligo
constatare che fino ad oggi, l'intimata non ha ricevuto questa fattura e che
non le è stato possibile trattarla." (doc. _)

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Va
innanzitutto rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge
sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha
comportato diverse modifiche della LAMal.

                                         Mentre le
norme sostanziali non sono applicabili in concreto poiché da un punto di vista
temporale sono di principio determinanti le norme in vigore al momento in cui
si realizza la fattispecie che esplica degli effetti (SVR 2003, IV nr. 25 pag.
76 consid. 1.2; cfr. DTF 127 V 467 consid. 1, 126 V 136 consid. 4b; STFA del 9
gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio
2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella
causa P., H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366
consid. 1b), le norme procedurali, in assenza di disposizioni transitorie,
trovano immediata applicazione (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr.
DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4a).

 

                               2.2.   Giusta
l'art. 61 LAMal, l'assicuratore stabilisce l'ammontare dei premi dei propri
assicurati. Sempreché la legge non preveda eccezioni, l'assicuratore riscuote
dai propri assicurati premi uguali (cpv. 1). 

                                         L'assicuratore
può graduare i premi se è provato che i costi differiscono secondo i Cantoni e
le regioni. Determinante è il luogo di domicilio dell'assicurato. Sono
possibili al massimo tre graduazioni regionali per Cantone (cpv. 2).

                                         Per gli
assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni, l'assicuratore deve fissare
un premio più basso rispetto a quello degli assicurati d'età superiore
(adulti). Egli è legittimato a fare altrettanto nel caso di assicurati che non
hanno ancora compiuto 25 anni e che stanno svolgendo una formazione (cpv. 3).

                                         L'ammontare
dei premi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie deve
essere approvato dal Consiglio federale. Prima dell'approvazione, i Cantoni
possono prendere posizione in merito alle tariffe dei premi previste per la
loro popolazione; la procedura d'approvazione non deve esserne ritardata (cpv.
4).

 

                                         L'art. 90
OAMal prevede che di regola i premi devono essere pagati mensilmente.

 

                               2.3.   Giusta
l'art. 64 cpv. 1 LAMal, gli assicurati partecipano ai costi delle prestazioni
ottenute. La partecipazione ai costi comprende un importo fisso per anno
(franchigia) e il 10 per cento dei costi eccedenti la franchigia (aliquota
percentuale) (cpv. 2). Gli assicurati pagano inoltre un contributo ai costi di
degenza ospedaliera, graduato secondo gli oneri familiari (cpv. 5).

 

                                         Secondo
l'art. 103 cpv. 1 OAMal, la franchigia prevista nell'articolo 64 cpv. 2 lett. a
della legge ammonta a 230 franchi per anno civile dal 1° gennaio 1998 (cfr. RU
1997 2435, in precedenza fr. 150). L'importo annuo massimo dell'aliquota
percentuale secondo l'articolo 64 cpv. 2 lett. b della legge ammonta a 600
franchi per gli assicurati adulti e a 300 franchi per gli assicurati che non
hanno ancora compiuto 18 anni (cpv. 2). Per la riscossione della franchigia e
dell'aliquota percentuale è determinante la data della cura (cpv. 3).

                                         A norma
dell'art. 93 cpv. 1 OAMal, oltre all’assicurazione ordinaria delle cure
medico-sanitarie, gli assicuratori possono esercitare un’assicurazione per la
quale gli assicurati possono scegliere una franchigia superiore a quella
prevista nell’articolo 103 capoverso 1 (franchigie opzionali). Le franchigie
opzionali ammontano a partire dal 1° gennaio 1998 a fr. 400, 600, 1200 e 1500
(cfr. RU 1997 2435; in precedenza a 300, 600, 1200 e 1500 franchi) per gli
assicurati adulti e a 150, 300 e 375 franchi per gli assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni. L’assicuratore che esercita
questa forma d’assicurazione deve offrire tutte le franchigie opzionali.

 

                               2.4.   Nel caso di
specie l'assicurata non contesta di essere debitrice nei confronti della Cassa
di un importo di fr. 278.65. Anzi, l'insorgente stessa ammette di dovere
all'assicuratore l'importo litigioso (cfr. punto 9 del ricorso, doc. _, consid.
1.2). La ricorrente afferma tuttavia che __________ è debitrice di un importo
superiore, per cui chiede la compensazione e la condanna della convenuta al
pagamento di fr. 378.40 (cfr. anche estratto conto prodotto dalla ricorrente
sub doc. _: 699.05 - 320.65, ossia fr. 278.65 cui l'assicurata ha aggiunto i
premi di fr. 14 da agosto a settembre 2002).

 

                                         Ne
discende che, avendo la ricorrente ammesso di essere debitrice dell'importo
richiesto e avendo __________ reso verosimile il debito dell'insorgente di fr.
278.65 (cfr. anche doc. da _ a _), va esaminato se la richiesta di
compensazione può essere accolta.

 

 

                               2.5.   Il TCA,
applicando una consolidata giurisprudenza del TFA, ha più volte ricordato che,
di regola, l'assicurato non può compensare i propri debiti derivanti da premi e
partecipazioni ai costi con crediti da lui fatti valere.

 

                                         La
compensazione da parte degli assicurati tra i premi dovuti e le eventuali
prestazioni a carico della Cassa non è possibile.

 

                                         Infatti,
in una sentenza del 16 luglio 1984 sotto l'egida della LAMI, pubblicata in DTF
110 V 183, il TFA ha precisato che le casse malati riconosciute possono
compensare prestazioni assicurative scadute con crediti di pagamento di quote
arretrate. 

                                         Pari
diritto non spetta agli assicurati. L'Alta Corte ha in particolare affermato:

 

" 
3.- Im vorliegenden Fall ist zu prüfen, ob auch
der Versicherte eine Forderung der Kasse gegen ihn durch Verrechnung mit seiner
eigenen Leistungsforderung tilgen kann. Kasse und Vorinstanz haben dies
verneint, was die Beschwerdeführer als Rechtsungleichheit rügen.

In dem in RSKV 1970 Nr. 78 S. 184 publizierten
Urteil hat das Eidg. Versicherungsgericht das Recht des Versicherten zur
Verrechnung gegenüber einer öffentlichen Krankenkasse verneint. Es stützte sich
dabei auf Art. 125 Ziff. 3 OR, wonach Verpflichtungen gegenüber dem Gemeinwesen
gegen dessen Willen nicht durch Verrechnung getilgt werden können. Da die
damals betroffene öffentliche Krankenkasse als Teil einer Stadtverwaltung,
somit eines Gemeinwesens, betrachtet wurde und da sich die Kasse mit der
Verrechnung nicht einverstanden erklärt hatte, wurde der Verrechnungsanspruch
des Versicherten verneint (Erw. 4 des zitierten Urteils). - Das in RSKV 1980
Nr. 411 S. 125 veröffentlichte Urteil hatte den Fall eines Versicherten zum
Gegenstand, welcher die Verrechnung gegenüber einer Krankenkasse geltend
machte, die als Genossenschaft organisiert war. Das Gericht erachtete die
Verrechnung durch den Versicherten hier als zulässig, weil sich die Kasse als
Genossenschaft nicht auf Art. 125 Ziff. 3 OR berufen könne (Erw. 2b des
Urteils).

Diese unterschiedliche Handhabung der Verrechnungsmöglichkeit,
je nachdem ob die Verrechnung gegenüber einer privatrechtlich oder einer
öffentlichrechtlich organisierten Krankenkasse geltend gemacht wird, vermag
indessen nicht zu befriedigen. Bekanntlich weisen die Rechtsverhältnisse in
einer privatrechtlich organisierten Krankenkasse sowohl zivilrechtliche als
auch öffentlichrechtliche Elemente auf. Die letzteren überwiegen jedenfalls
dort, wo es um die der Krankenkasse übertragene öffentliche Aufgabe geht,
nämlich die Durchführung der sozialen Krankenversicherung durch Erbringung von
Leistungen einerseits und deren Finanzierung durch Beiträge der Versicherten
anderseits. In diesem Rahmen ist es unerheblich, ob eine Krankenkasse
privatrechtlich oder öffentlichrechtlich organisiert ist. Die Rechtsstellung
des Versicherten bezüglich seines Versicherungsverhältnisses darf nicht von der
Organisationsform der Kasse abhängen.

Wie bereits dargelegt, ist in den meisten
Sozialversicherungs- gesetzen des Bundes das Verrechnungsrecht geregelt.
Übereinstimmend wird dieses Recht jeweils nur der Verwaltung eingeräumt; die
gesetzlichen Formulierungen schliessen ein Verrechnungsrecht des Versicherten
aus. Der Grund für diese übereinstimmenden Regelungen liegt darin, dass nur die
Verwaltung befugt ist, Verfügungen zu erlassen, d.h. einseitig und hoheitlich
über Rechte und Pflichten der Versicherten zu befinden (vgl. Art. 5 VwVG). Hieraus ergibt sich die einseitige Zuerkennung
des Verrechnungsrechtes an die Verwaltung. Das hat insbesondere auch für die
Krankenversicherung zu gelten. Würde man in diesem Bereich das
Verrechnungsrecht auch dem Versicherten zugestehen, so hätte es dieser in der
Hand, zunächst von sich aus zu bestimmen, welche Kassenleistungen er für
richtig hält, und damit die Krankenkasse zu veranlassen, eine Beitragsverfügung
zu erlassen, bei der die Beiträge an sich gar nicht streitig sind, sondern eben
die Leistungen. Zudem liegt es im Interesse der Vereinheitlichung des
Sozialversicherungs- rechts, auch in der Krankenversicherung das Recht zur Verrechnung
einseitig nur den - öffentlichen und privaten - Krankenkassen einzuräumen. In
diesem Sinn eist die bisherige Rechtsprechung zu ändern." (DTF 110 V 183)

 

                                         In una
successiva sentenza del 15 giugno 1992, pubblicata in RAMI 1992, pag. 138,
l'Alta Corte, in un caso concernente le indennità giornaliere, facendo
riferimento alla giurisprudenza sopra indicata, ha ribadito che, pena la
disattenzione del principio della mutualità e la creazione di una disparità di
trattamento difficilmente ammissibile in seno alla cassa malati, solo
l'assicurato che paga regolarmente le quote può pretendere prestazioni. 

 

                                         Infine,
in una sentenza del 30 aprile 1996 il TFA, riferendosi alle sopra citate
decisioni, ha lasciato irrisolto il tema di sapere se al ricorrente fosse consentito
di estinguere un proprio debito invocando la compensazione, considerato come il
credito della cassa era ormai perento (DTF 122 V 331).

 

                                         La
dottrina, a proposito della compensazione dei premi con le prestazioni dovute
dall'assicuratore malattia, ricorda che, in mancanza di regolamentazione, la
compensazione, nell'ambito della LAMI, poteva essere invocata unicamente
dall'assicuratore e non dall'assicurato. Neppure la LAMal, e la relativa
ordinanza, contengono disposizioni in merito. Secondo la dottrina la precedente
giurisprudenza conserva la sua validità anche nel nuovo regime (Jean-Louis Duc,
Non-paiement des primes de l'assurance-maladie obligatoire et suspension du
droit aux prestations selon la LAMal; compensation dans le cadre de la LAMal, in
Recueil de travaux en l'honneur de la Société Suisse de droit des assurances,
ed. IRAL, Losanna 1997, pag. 469 e seg.).

 

                                         In queste
circostanze, considerata la giurisprudenza applicabile in concreto e la
dottrina, a mente del TCA la richiesta dell'assicurata tendente alla
compensazione della franchigia e delle partecipazione ai costi con le pretese
avanzate non possono trovare accoglimento (cfr. anche in tal senso STCA del 23
aprile 2002 nella causa __, __________).

 

                                         Come
visto in precedenza, con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la LPGA. A
proposito della compensazione Kieser, ATSG-Kommentar, 2003, a pag. 13, n. 22 ad
"Vorbemerkung", ricorda:

 

" 
Art. 34 E ATSG sah eine - als
<<multilaterale>> Möglichkeit bezeichnete (vgl. BERICHT UND
ENTWURF, 48) - Verrechnung vor (vgl. BBl 1991 II 258). In der parlamentarischen
Debatte blieb unklar, ob die Bestimmung es erlauben würde, den Kostenersatz für
eine Sachleistung in die Verrechnung einzubeziehen; sodann wurde es abgelehnt,
dass von einem Arbeitgeber nicht entrichtete Beiträge und Prämien mit
Leistungen an die versicherte Person verrechnet werden können; in der
nationalrätlichen Kommission wurde angesichts dieser Streitpunkte die
Bestimmung gestrichen (vgl. BBl 1999 4581). Damit bleibt es in der Sozialversicherung
bei einer zweibezogenen Umschreibung der Verrechnung, der im übrigen auch von
Gerichtspraxis der Vorzug gegeben wird (BGE 125 V 323 f.). Einzig in Art. 20
Abs. 2 ATSG wird ein - eingeschränkter - Verrechnungsausschluss
festgelegt."

 

                                         Per cui,
l'entrata in vigore della LPGA, non ha modificato nulla riguardo alla tematica
che qui ci interessa.

 

                                         Va poi
abbondanzialmente rammentato che l'Alta Corte in una sentenza del 22 ottobre
2002 nella causa B. (K 102/00, pubblicata in SVR 6/2003, KV nr. 15, pag. 57) ha
fissato i limiti entro i quali la compensazione da parte dell'assicuratore è
possibile. In particolare i giudici federali hanno stabilito che "la
giurisprudenza federale sull'ammissibilità per la Cassa malati di procedere
alla compensazione va compresa nel senso che essa è possibile solo
posteriormente alla messa in atto, da parte dell'assicuratore malattia, della
procedura di cui all'art. 9 cpv. 1 OAMal."

 

                                         Infine,
posto che la compensazione non è ammessa, per quanto concerne il pagamento
delle prestazioni derivanti dall'assicurazione malattia di base (LAMal), che
l'assicurata afferma non essere ancora state pagate, va rilevato che se intende
chiederne il rimborso, deve trasmettere le fatture alla Cassa (se non sono
ancora state trasmesse) e domandare l'emanazione di una decisione formale che
potrà essere oggetto di opposizione (cfr. art. 52 LPGA) e, successivamente, se
del caso, di ricorso al TCA (cfr. art. 60 LPGA).

 

                               2.6.   La Cassa ha
chiesto inoltre all'assicurata fr. 35 di spese di sollecito e gli interessi di
mora al 5% dal 9 dicembre 2002 sulla franchigia e la partecipazione ai costi
(cfr. decisione su opposizione e precetto esecutivo, doc. _).

 

                                         In una
sentenza del 18 giugno 1999 pubblicata in DTF 125 V 276 il TFA ha ricordato che
pure sotto l'imperio della nuova LAMal un assicuratore contro le malattie può
esigere il pagamento in adeguata misura delle spese di diffida così come di
spese supplementari cagionate da mora dell'assicurato al momento del versamento
dei premi e della partecipazione ai costi, in quanto tali spese (alle quali si
sarebbe ovviato in caso di versamento tempestivo) siano addebitabili a colpa
dell'interessato e le disposizioni generali sui diritti e gli obblighi degli
assicurati contemplino una regolamentazione al riguardo.

 

                                         Il TFA ha
in particolare precisato:

 

" 
Im gegensatz zu Art. 1 Abs. 2 KUVG, wonach sich
die Krankenkassen nach ihrem Gutfinden einrichteten, soweit das Gesetz keine
entgegestehenden Vorschriften enthielt, fehlt im neuen Recht ein entsprechender
Hinweis auf eine Autonomie der Versicherer. Das Gesetzmässigkeitsprinzip hat
das Autonomieprinzip abgelöst, indem das KVG die Krankenpfelgeversicherung in
wesentlichen Bereichen vollständig und detailliert regelt (BGE 124 V 359 f. Erw
2d mit Hinweisen; zur sozialen Krankentaggeldversicherung vgl. Demgegenüber BGE
124 V 205 Erw. 3d). In Bereichen, in denen die gesetzliche Regelung nicht
detailliert ist, sind kasseninterne Bestimmungen hingegen nicht von vornherein
unzulässig (Maurer, Das neue Krankenversicherungsrecht, S. 9; zurückhaltender
Eugster, Krankenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht
(SBVR), Rz. 5). Davon geht auch Art. 12 Abs. 2 lit. b KVV aus, wonach die
Krankenkassen dem Anerkennungsgesuch an das Bundesamt für Sozialversicherung
allfällige allgemeine Bestimmungen über die Rechte und Pflichten der
Versicherten beizulegen haben.

 

Bezüglich der Erhebung von Mahngebühren beim
Verzug in der Zahlung von Prämien und Kostenbeteilungen vertritt Eugster
(a.a.O., Rz 341) die Auffassung, dass autonome Regelungen der Versicherer
zulässig sind, sofern die versicherte Person die (unnötigen) Kosten schuldhaft
verursacht hat und die Entschädigung angemessen ist (anders bezüglich Kosten,
die beim Gesetzesvollzug notwendigerweise entstehen; vgl. Hiezu auch RKUV 1992
Nr. K 891 S. 72 Erw. 2b betreffend KUVG sowie SVR 1994 BVG Nr. 18 S. 47 Erw. 4
betreffend BVG). Nachdem die Durchsetzung der finanziellen Verpflichtungen der
Versicherten gegenüber den Versicherern weder gesetzlich noch verordnungsmässig
ausführlich geregelt ist und die Erhebung von Mahngebühren nicht in gesetzliche
Ansprüche eingreift, kann dieser Auffassung gefolgt werden.

cc) Da Art. 12 Abs 4 der Allgemeinen
Versicherungbedingungen (der Kasse) … die Erhebung von Umtriebsspesen bis zu
einem Beitrag von Fr. 50.-- pro Fall bei Verletzung der Mitwirkungspflichten
des Versicherten (Prämieninkasso/Leistungsauszahlung) ausdrücklich vorsieht und
der Beschwerdeführer mehrmals gemahnt werden musste, erging der vorinstanzliche
Entscheid, soweit er die Auferlegung von Mahn- und  Umtriebsspesen in der Höhe
von ingesamt Fr. 70.-- schützt, zu Recht."

 

                                         In
concreto, le "condizioni dell'assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie" dell'assicurazione di base, sono silenti circa la
riscossione di spese in caso di ritardo nel pagamento dei premi e delle
partecipazioni ai costi (cfr. in particolare il doc. _ dove sotto il titolo
"mora dell'assicurato", non viene indicato alcunché circa eventuali
spese di sollecito).

                                         Per cui,
in assenza di una norma esplicita, le spese non possono essere richieste. Su
questo punto la decisione va modificata.

 

                                         Per
quanto concerne invece il riconoscimento delle spese esecutive, giova ricordare
che esse non formano oggetto della sentenza di rigetto, ma seguono le sorti
dell'esecuzione per la quale è stato concesso il rigetto senza che sia
necessaria una esplicita pronuncia di merito (RAMI 2003 pag. 226, SZS 2001 pag.
568 consid. 5 con riferimenti; Panchaud/Caprez, La mainlevée de l'opposition,
§164, pag. 414; K. Ammon, Grundriss des Schuldbetreibungs-und konkursrechts,
Berna 1983, p. 106).

 

                               2.7.   Per quanto
concerne gli interessi, va rilevato quanto segue.

 

                                         Fino al
31 dicembre 2002, secondo la costante giurisprudenza del TFA, nel settore delle
assicurazioni sociali per principio non venivano versati interessi di mora, a
meno che la legge non lo prevedesse espressamente (cfr. STCA del 19 gennaio
2000 nella causa A., inc. __________; DTF 119 V 134, 119 V 79 e 113 V 50 con
riferimenti). 

Questo principio conosceva delle eccezioni.

Infatti, il TFA ha riconosciuto il diritto ad
interessi moratori allorché si riscontravano “circostanze particolari”.

Queste circostanze sono state considerate
realizzate in presenza di manovre illecite o dilatorie degli organi
amministrativi (DTF 101 V 118). 

In DTF 108 V 19 consid. 4b (= RCC 1983 pag. 156
consid. 4b) l’Alto tribunale, dopo avere confermato la propria prassi, ha
aggiunto che per poter attribuire eccezionalmente interessi moratori in assenza
di base legale oltre all’atto illecito era ancora necessario un agire colposo
da parte dell’amministrazione (o di un’autorità di ricorso, cfr. anche DTF 117
V 352 consid. 3, 116 V 327). 

Il TFA ha tuttavia rifiutato il versamento
generalizzato di interessi. Tale impostazione è fondata sulla circostanza che
nel diritto delle assicurazioni sociali il riconoscimento di interessi moratori
è giustificato, come in passato, soltanto in via eccezionale e in casi isolati
che particolarmente urtano il senso del diritto (DTF 113 V 50 consid. 2a, RCC
1990 pag. 47 consid. 3).

 

In DTF 101 V 114 il TFA ha inoltre rilevato come
"quant à l'assuré, la règle de l'égalité des parties commande de le
dispenser lui aussi du paiement des intérêts de retard lorsqu'il a defendu ce
qu'il estimait être son droit."

 

                                         La
possibilità di chiedere gli interessi, introdotta nel 1996 in ambito LAMal,
nella prima la versione dell'art. 9 cpv. 2 OAMal, è stata abrogata con effetto
dal 1.1.1998 (Gerhard Eugster, Krankenversicherung, pag. 185, nota 828).

 

                                         Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali. 

 

                                         La LPGA
all'art. 26 cpv. 1 prevede che i crediti di contributi dovuti o di contributi
indebitamente riscossi sottostanno rispettivamente a interessi di mora o rimunerativi.
Il Consiglio federale può prevedere eccezioni per importi esigui e termini di
breve durata. Il TCA contesta che attualmente nell'ordinanza non è stato
previsto alcun limite.

                                         Per il
cpv. 2 dell'art. 26 LPGA sempre che l'assicurato si sia pienamente attenuto
all'obbligo di collaborare, l'assicurazione sociale deve interessi di mora
sulle sue prestazioni dopo 24 mesi dalla nascita del diritto, ma al più presto
12 mesi dopo che si è fatto valere il diritto.

 

                               2.8.   Va
innanzitutto esaminato se l'art. 26 LPGA, applicabile in caso di ritardo nel
pagamento dei premi (cfr. Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo 2003, ad art. 26 pag.
296 n. 7), trova applicazione anche quando la franchigia e la partecipazioni ai
costi sono pagate tardivamente.

 

                                         Kieser, a
proposito dei contributi soggetti ad interessi di mora, rileva (op. cit. pag.
296, n. 7):

 

" 
Welche Bereiche zu den Beiträgen zu rechnen sind
und ob insbesondere die vom Einzelgesetz als Prämie bezeichnete Geldzahlung
ebenfalls dazuzählen ist, legt das ATSG nicht ausdrücklich fest. Es wird aber
aus verschiedenen Ueberlegungen erkennbar, dass der Gesetzgeber damit sämtliche
Zahlungen meint, welche der Versicherung als Folge der
Versicherungsunterstellung und im Hinblick auf das versicherte Risiko zu
entrichten sind. So trug der (frühere) 2. Abschnitt des 2. Kapitels
ursprünglich den Titel <<Versicherungs- und Beitragsbereich>> (vgl.
BBl 1991 II 188; dazu BBl 1999 4543), wobei offensichtlich sämtliche
Sozialversicherungszweige gemeint waren. Ferner wird vereinzelt von <<Prämien>>
gesprochen, wo offenbar auch Beiträge gemeint sind (vgl. BBl 1999 4581).
Schliesslich ist zu berücksichtigen, dass die Literatur betont, dass mit
Beitrag und Prämie <<das gleiche gemeint ist>> (vgl LOCHER,
Grundriss, 133). Deshalb ist - unabhängig von der Bezeichnung als Beitrag oder
als Prämie - davon asuzugehen, dass art. 26 Abs. 1 ATSG alle entsprechende
Zahlungen erfasst."

 

 

                                         Circa le
modifiche inerenti l'assicurazione malattia Kieser, op. cit., pag. 309, n. 32,
afferma:

 

" 
Das bisherige Recht sah für ausstehende Prämien
oder für Prämienrückerstattungen (vgl. dazu SVR 1994 Kv nr. 21) grundsätzlich
keine Verzungszinspflicht vor; bei einem bestehenden Zahlungsverzug wurde die
früher gegebene Verzugszinspflicht mit Wirkung ab 1. Januar 1998 aufgehoben
(vgl. dazu Eugster, Krankenversicherung, Rz. 339, v.a. Fn. 828). Lediglich für
den Fall, dass die versicherte Person unterlassen hat, das Ende der
Unfalldeckung der Krankenversicherung zu melden, sieht Art. 10 Abs. 2 KVG für
nachträglich zu erhebenden Prämien eine Verzugszinspflicht vor (vgl. dazu BBl
1999 4580 sowie Zürcher, Verzugszinsen, 146 f.). Mit der Einführung einer
allgemeinen Verzugszinspflicht für Beitragsforderungen unterliegen die bei
Fälligkeit nicht entrichteten Prämien grundsätzlich der Verzugszinspflicht.
Weil es sich bei den Prämien in der Regel um <<geringe
Beträge>> im Sinne von Art. 26 Abs. 1 ATSG handelt, wäre auf dem
Verordnungsweg eine Ausnahme von der Verzugszinspflicht vorzunehmen (vgl. dazu
auch Protokoll der ständerätlichen Kommission für soziale Sicherheit und
Gesundheit vom 6. September 1999, 14, wo betont wurde, dass sich entsprechende
Ausnahmen aufdrängen); daran fehlt es bislang (vgl. im übrigen Art. 90 f. KVV).

Da die Krankenkassen in aller Regel die
Leistungen innerhalb weniger als zwölf Monaten nach der Geltendmachung
erbringen, wird im Leistungsbereich die Verzugszinspflicht keine Bedeutung
erlangen. Soweit der Krankenversicherer die Ubernahme der Kosten für die
Leistungen aufschieben darf (vgl. dazu Art. 90 Abs. 4 KVV), kann sich bei
später eintretender Leistungspflicht eine Verzugszinspflicht nicht ergeben, da
in diesen Fällen die versicherte Person die sie treffenden Pflichten
(Prämienbezahlung) nicht erfüllt hat."

 

                                         Eugster,
"ATSG und Krankenversicherung: Streifzug durch Art. 1-55 ATSG",
in SZS 2003, pag. 213 segg., in particolare pag. 225, da parte sua afferma:

 

" 
Während nach dem bisherigen Recht bei
ausstehenden Prämien grundsätzlich kein Verzugszins geschuldet war (SVR 2001 KV
Nr. 31, in BGE 125 V 276 nicht publ. E. 2a), unterliegen mit Art. 26 Abs. 1
ATSG fällige Prämienforderungen und Prämienrückerstattungsansprüche neu der
Verzugszinspflicht. Eine versicherte Person, die bis zum reglementarisch
festgelegten Fälligkeitstermin nicht leitet, befindet sich automatisch im
Zahlungsverzug. Eine Mahnung des Prämienzahlungsausstandes ist nicht
Voraussetzung des rechts auf Erhebung von Verzugszinsen. Entgegen der
Auffassung von Kieser (ATSG-Kommentar, Art. 26 Rz. 32) handelt es sich bei
Prämien nicht um <<geringe Beträge>> im Sinne von Art. 26 Abs. 1
Satz 2 ATSG, da ausstehende Prämien für Hunderte oder Tausende von Franken
keine Seltenheit sind."

 

                                         Nel
Rapporto della Commissione del Consiglio nazionale della sicurezza sociale e
della sanità (FF 1999), a pag. 3949 si afferma:

 

" 
(…)

 

La Commissione ritiene che gli interessi di mora
siano opportuni in caso di ritardo sia per i contributi che per le prestazioni.
Non vi è alcun motivo di far valere tale normativa solo per uno di questi
aspetti. Interessi di mora possono benissimo essere giustificati in caso di
restituzione di contributi. La Commissione propone pertanto di disciplinare nel
capoverso 1 l'aspetto dei contributi e nel capoverso 2 l'aspetto delle
prestazioni.

 

Capoverso 1: va sancito soltanto l'obbligo di
versare interessi. Nell'ambito dei contributi le singole leggi sono talmente
differenti che il principio di base va concretizzato nella legge. Non è
possibile raggiungere un'armonizzazione, in quanto le scadenze dei contributi
non sono armonizzabili. Conferendo al Consiglio federale la competenza di
stabilire deroghe per importi esigui si tiene conto della normativa esistente
nell'AVS a livello di ordinanza (nessun obbligo di pagare interessi di mora per
importi inferiori a 3000 franchi o per i periodi inferiori a due mesi: art.
41bis e 42ter OAVS).

 

(…)

 

Sinora la LAMal non contempla l'obbligo di
riscuotere interessi di mora sui premi, sicché questa normativa sarebbe nuova.
Soltanto l'articolo 10 LAMal prevede interessi di mora per premi in relazione
con la fine della sospensione dell'assicurazione contro gli infortuni. Tale
disposizione va mantenuta immutata parallelamente alla LPGA quale norma
concernente una fattispecie particolare."

 

                                         Va ancora
rammentato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore una modifica dell'art.
90 OAMal (il cui titolo è: riscossione dei premi), il quale, al cpv. 2, prevede
che il tasso per gli interessi di mora sui premi scaduti ai sensi dell'articolo
26 capoverso 1 LPGA è del 5 per cento l'anno. Il cpv. 3, prima frase, prevede
che se, nonostante diffida, l'assicurato non paga premi o partecipazioni ai
costi scaduti, l'assicuratore deve promuovere una procedura esecutiva.

 

                                         A questo
proposito va sottolineato da una parte che le disposizioni sui premi dell'art.
90 OAMal, entrate in vigore il 1° gennaio 2003, fanno riferimento, ai cpv. 3 e
4 anche alle partecipazioni ai costi. 

                                         Inoltre,
le disposizioni sulla franchigia, si trovano, nell'ordinanza, nel capitolo 2
intitolato "Premi degli assicurati", nella Sezione 2 "Forme
particolari di assicurazione". 

                                         Infine,
la norma dell'art. 90 OAMal fa parte della sezione 1 intitolata "Disposizioni
generali".

 

                                         Per cui,
a mente del TCA, gli interessi vanno calcolati sia sui premi, come prevede
espressamente l'ordinanza, che sulla franchigia e la partecipazione ai costi,
come emerge dalla sistematica dell'ordinanza e poiché si tratta di contributi
all'assicurazione malattia regolati nelle norme relative ai premi.

 

 

                               2.9.   Va ora
esaminato a partire da quale momento gli interessi sono dovuti.

 

                                         A proposito
del diritto transitorio Kieser, op. cit., pag. 306 n. 26 ad art. 26, in materia
di prestazioni, rileva:

 

" 
Die Neueinführung des Verzugszinses erfordert
übergangsrechtliche Entscheidungen. Dabei muss insbesondere entschieden werden,
welches der massgebende, die Bestimmung des anwendbaren Rechts steuernde
Tatbestand ist. Bei Verzugszinsen ist dies grundsätzlich derjenige Zeitpunkt,
in welchem die verspätete geschuldete Leistung erbracht wird. Entsprechend hat
die Rechtsprechung festgelegt, dass die Frist zur Geltendmachung des
Verzugszinses erst in demjenigen Zeitpunkt zu laufen beginnt, in welchem die
(verspätete) Leistung eingeht (BGE 119 V 239 f.). Art. 26 ATSG ist deshalb
anwendbar, wenn die (verspätete) Leistung nach dem Inkraftreten des Gesetzes erfolgt.
Allerdings ist bei der Berechnung des Zinses nur die Zeit ab dem
Inkrafttreten des Gesetzes zu berücksichtigen (vgl. ATSG-Kommentar, Art. 82
Rz. 9)."

 

                                         In
concreto la Cassa ha chiesto il pagamento degli interessi dal 9 dicembre 2002,
con un precetto esecutivo del 16 gennaio 2003 su partecipazioni ai costi e
franchigia del 2001 e 2002.

 

                                         Alla luce
di quanto sopra esposto, in concreto, prima del 1° gennaio 2003 la Cassa non
poteva chiedere il pagamento di interessi di mora (Gerhard Eugster, Krankenversicherung,
pag. 185, nota 828, Ueli Kieser, ATSG Kommentar, ad art. 26, in particolare
pag. 309, DTF 101 V 114, DTF 108 V 13).

 

                                         Gli
interessi, al 5%, possono invece essere chiesti con effetto dal 1.1.2003 (cfr.
anche e contrario il Bollettino n° 122 dell'UFAS all'attenzione delle
casse di compensazione AVS del 10 gennaio 2003, dove, in materia di
prestazioni, gli interessi sono calcolati dal 1.1.2003 anche se la prestazione
è dovuta precedentemente all'entrata in vigore della LPGA).

 

                                         In simili
condizioni, su questo punto il ricorso va parzialmente accolto e la decisione
va modificata di conseguenza.

 

                             2.10.   Per quanto
concerne l'incasso forzato di somme quali quelle in discussione, il TFA ha più
volte dichiarato applicabile alle casse malati (DTF 121 V 109ss.; RAMI 1983, p.
294 = DTF 109 V 46; RCC 1984, p.197), la giurisprudenza secondo cui una cassa
di compensazione può rigettare un'eventuale opposizione ad un P. E. con una
decisione formale riferentesi precisamente all'esecuzione in corso, qualora avesse
iniziato la procedura esecutiva per il recupero del credito senza prima aver
formalmente deciso in merito alla propria pretesa. La Cassa malati, in tali
casi, è dunque legittimata a rigettare l'opposizione ai sensi dell'art. 80 LEF.

                                         Alla luce
degli argomenti sviluppati in precedenza il ricorso va parzialmente accolto.

 

                                         La
decisione va modificata nel senso che le spese di fr. 35 non sono dovute,
mentre gli interessi di mora vanno calcolati unicamente dal 1.1.2003.

 

                                         L'opposizione
è tolta limitatamente all'importo di fr. 278,65, oltre agli interessi al 5% dal
1.1.2003.

 

                             2.11.   Infine,
l'assicurata chiede di poter beneficiare delle ripetibili.

 

                                         Secondo
l'art. 61 lett. g LPGA il ricorrente che vince la causa ha diritto al rimborso
delle ripetibili secondo quanto stabilito dal Tribunale delle assicurazioni.
L'importo è determinato senza tener conto del valore litigioso, ma secondo
l'importanza della lite e la complessità del procedimento.

                                         La
disposizione transitoria dell'art. 82 cpv. 2 LPGA stabilisce poi che i Cantoni
devono adeguare la loro legislazione alla presente legge entro cinque anni a
partire dalla sua entrata in vigore. Fino a quel momento sono valide le
prescrizioni cantonali in vigore precedentemente (cfr. DTF 129 V 115).

 

                                         Chiamata
a pronunciarsi su un ricorso inoltrato da una cassa di disoccupazione contro il
dispositivo di una decisione con la quale il Tribunale amministrativo del
Canton Zugo l'aveva obbligata al versamento di una somma a titolo di
ripetibili, alla luce delle prescrizioni cantonali applicabili, l'Alta Corte,
in una decisione del 20 agosto 2003 nella causa B., C 56/03, ha, in
particolare, sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" 
(…)

1.1 Vor Inkrafttreten des Bundesgesetzes über den
Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts (ATSG) vom 6. Oktober 2000 am 1.
Januar 2003 war der Anspruch auf Parteientschädigung für das kantonale
Beschwerdeverfahren auf dem Gebiete der Arbeitslosenversicherung, ebenso wie im
Bereich der beruflichen Vorsorge, nicht bundes-, sondern kantonalrechtlich
geregelt (bis 31. Dezember 2002 in Kraft gewesener Art. 103 Abs. 6 AVIG). Nach
früherer Rechtsprechung trat das Eidgenössische Versicherungsgericht daher auf
Verwaltungsgerichtsbeschwerden gegen einen aus diesen
Sozialversicherungszweigen stammenden kantonalen Parteikostenentscheid mangels
bundesrechtlicher Anspruchsgrundlage nicht ein (BGE 112 V 111 ff.; ARV 1990 Nr.
11 S. 63). In BGE 126 V 143 ist das Gericht von dieser Praxis abgerückt und hat
neu - zwecks Wahrung des Sachzusammenhangs und der Einheit des Prozesses auf
dem Gebiete der Sozialversicherung - seine sachliche Zuständigkeit zur
Überprüfung auch rein kantonalrechtlich begründeter Prozess(kosten)entscheide
bejaht (BGE 126 V 143, insb. 147 ff. Erw. 2b). Mit Inkrafttreten des ATSG ist
diese Rechtsprechung für das Arbeitslosenversicherungsrecht - soweit ein
angefochtener Entscheid zum Anspruch auf Parteientschädigung im kantonalen
Verfahren nach dem 31. Dezember 2002 ergangen ist (vgl. zur Publikation in der
Amtlichen Sammlung bestimmtes Urteil T. vom 23. Januar 2003 [H 255/02] Erw.
2.2) - nur noch von beschränkter Tragweite, wie sich aus nachstehender Erwägung
ergibt.

 

1.2 Neu verankert Art. 61 lit. g Satz 1 ATSG für
sämtliche von diesem Gesetz erfassten Regelungsgebiete, einschliesslich die Arbeitslosenversicherung
(Art. 2 ATSG in Verbindung mit Art. 1 AVIG in der seit 1. Januar 2003 geltenden
Fassung), einen Anspruch der obsiegenden Beschwerde führenden Person auf Ersatz
der Parteikosten. Nach der Rechtsprechung ist diese geänderte prozessrechtliche
Norm des Bundesrechts - im Unterschied zu den mit dem ATSG geänderten
materiellrechtlichen Vorschriften - ab dem Tag dessen Inkrafttretens am 1.
Januar 2003 sofort anwendbar geworden; vorbehalten bleiben anders lautende
Übergangsbestimmungen (BGE 129 V 115 Erw. 2.2, 117 V 93 Erw. 6b, 112 V 360 Erw.
4a; RKUV 1998 Nr. KV 37 S. 316 Erw. 3b; Urteil E. vom 20. März 2003 [I 238/02]
Erw. 1.2). Von den im ATSG enthaltenen Übergangsregelungen ist allein Art. 82
Abs. 2 ATSG verfahrensrechtlicher Natur. Danach haben die Kantone ihre
Bestimmungen über die Rechtspflege diesem Gesetz innerhalb von fünf Jahren nach
seinem Inkrafttreten anzupassen; bis dahin gelten die bisherigen kantonalen
Vorschriften.

 

§ 28 Abs. 2 des Zuger Gesetzes über den
Rechtsschutz in Verwaltungssachen vom 1. April 1976
(Verwaltungsrechtspflegegesetz; Bereinigte Gesetzessammlung 162.1) sieht vor,
dass im Rechtsmittelverfahren der ganz oder teilweise obsiegenden Partei eine
Parteientschädigung nach Massgabe ihres Obsiegens zuzusprechen ist, ohne
einzelne Gebiete des Verwaltungs-, insbesondere des Sozialversicherungsrechts
hievon auszunehmen. Materiellrechtlich genügt die kantonale Regelung damit den
bundesrechtlichen Vorgaben des Art. 61 lit. g Satz 1 ATSG. Hinsichtlich des
grundsätzlichen Anspruchs der obsiegenden Partei auf Parteientschädigung (auch)
im Arbeitslosenversicherungsprozess ist der zugerische Gesetzgeber mithin zu
keiner Anpassung des Verwaltungsrechtspflegegesetzes innert fünf Jahren
gehalten, womit der übergangsrechtliche Art. 82 Abs. 2 ATSG hier - wovon im
vorliegenden Fall auch die Vorinstanz ausgegangen ist - keine eigenständige
Rechtswirkung entfaltet, die der sofortigen Anwendbarkeit des Art. 61 lit. g
Satz 1 ATSG entgegenstünde. (…)"

(cfr. STFA del 20 agosto 2003 nella causa B., C
56/03, consid. 1)

 

                                         Secondo
l'art. 22 della legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale
delle assicurazioni (LPTCA), il ricorrente che vince la causa ha diritto nella
misura stabilita dal giudice al rimborso delle spese processuali, dei disborsi
e delle spese di patrocinio (cpv. 1). L'importo delle ripetibili è determinato
in relazione alla fattispecie ed alla difficoltà del processo, senza tener
conto del valore litigioso (cpv. 2).

 

                                         Ora,
visto il tenore della disposizione cantonale suenunciata e alla luce della
giurisprudenza federale appena illustrata, anche nel nostro Cantone, la
regolamentazione cantonale non deve essere adeguata all'art. 61 lett. g LPGA
che è dunque immediatamente applicabile (cfr. STCA del 24 novembre 2003, nella
causa C., inc. __________).

 

                                         Per
quanto concerne l'indennità per ripetibili, essa può venire assegnata, di
regola, solo al ricorrente vittorioso patrocinato in causa (cfr. art. 22 LPTCA;
vedasi per la regola e le eccezioni: DTF 112 V 86 consid. 4, DTF 110 V 81
consid. 7, DTF 105 V 89 consid. 4, DTF 105 Ia 122, DTF 99 Ia 580 consid. 4;
Susanne Leuzinger-Naef, "Bundesrechtliche Verfahrensanforderungen
betreffend Verfahrenskosten, Parteientschädigung und unentgeltliche
Rechtsbeistand im Sozialversicherungsrecht", in SZS 1991 pag. 180 ss).

                                         L'Alta
corte federale riconosce eccezionalmente ad una parte vittoriosa non
rappresentata il diritto ad ottenere un'indennità per ripetibili per l'attività
da lei svolta solo se la causa è complessa, gli interessi in gioco sono
importanti, il lavoro svolto ha impedito notevolmente l'attività professionale
o ha comportato una perdita di guadagno e se gli sforzi profusi sono
ragionevolmente proporzionati ai risultati ottenuti (DTF 113 Ib 356 consid. 6b,
DTF 110 V 81 consid. 7, DTF 110 V 133 consid. 4a; Poudret, Commentaire de la
loi fédérale d'organisation judiciaire, no. 1 ad art. 159; T. Locher, Grundriss
des Sozialversicherungsrechts, Berna 1997, pag. 394).

 

                                         Ancora
recentemente con sentenza pubblicata in Pratique VSI 2004 pag. 60 = DTF 119 V
113, il TFA ha affermato:

 

" 
4.1 Selon la jurisprudence, l'avocat qui procède
en sa propre cause, n'a qu'exceptionnellement droit à des dépens (ATF 110 V 132
consid. 4a = RCC 1984 p. 280 consid. 4a). Les conditions énoncées dans l'ATF
110 V 134 consid. 4d = RCC 1984 p. 281 (affaire complexe dont l'enjeu est
important; grande quantité de travail; rapport raisonnable entre le travail
effectué et le résultat de la défense des intérêts) doivent être remplies
cumulativement. Ce n'est qu'exceptionnellement que les mandataires
professionnels qui ont un intérêt personnel à l'issue du procès ont droit à des
dépens. Une telle hypothèse doit être admise lorsque l'octroi litigieux de
prestations diminue leur devoir d'assistance (art. 328 CC) (arrêt non publié T.
du 21 juin 1999, I 601/98), lorsqu'ils représentent un enfant mineur en tant
que détenteur de l'autorité parentale (art. 296 ss) (RCC 1984, p. 290 consid.
3) ou lorsqu'ils agissent pour leur conjoint dans le cadre du devoir d'assistance
du droit matrimonial (art. 159 al. 3 CC) (RCC 1985 p. 483 consid. 4)."

 

                                         Nel caso
di specie non vi è diritto a ripetibili poiché l'assicurata non ha dovuto agire
in una causa difficile la cui posta in gioco era importante.

                                         

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è parzialmente accolto ai sensi dei
considerandi.

                                     § Di
conseguenza la decisione su opposizione è modificata come ai considerandi e
l’opposizione interposta al PE dell'UE di __________ n. __________del 16 gennaio
2003 è rigettata in via definitiva limitatamente all’importo di fr. 278.65
oltre ad interessi al 5% dal 1.1.2003.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
Non si assegnano ripetibili.                      

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti