# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c0d3aa79-1972-57d4-8153-3e093c81f28f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-06-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.06.2010 C-5003/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5003-2009_2010-06-16.pdf

## Full Text

Corte II I
C-5003/2009

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 6  g i u g n o  2 0 1 0

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Bernard Vaudan, Blaise Vuille, 
cancelliera Mara Vassella.

A._______, 
patrocinata da Soccorso operaio svizzero SOS, 
via Zurigo 17, 6900 Lugano,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Rifiuto dell'autorizzazione di entrata nello spazio 
Schengen concernente B._______.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-5003/2009

Fatti:

A.
Il  23  dicembre  2008  B._______,  cittadino  mongolo  nato  il  ...,  ha 
presentato  una  richiesta  di  visto  presso  l'Ambasciata  di  Svizzera  a 
Beijing  in China al  fine di  recarsi  in  Svizzera per rendere visita  alla 
sorella  A._______  e  al  marito  di  quest'ultima  residenti  in  Ticino. Lo 
stesso giorno la  detta  Rappresentanza elvetica ha respinto l'istanza 
con decisione informale.

Il 20 gennaio 2009 l'interessato ha nuovamente inoltrato una domanda 
d'autorizzazione di entrata per la Svizzera presso la precitata Rappre-
sentanza al fine di recarsi per un periodo di tre mesi presso la sorella 
e il cognato in Ticino. All'istanza vi erano allegati una lettera d'invito da 
parte degli ospitanti del 29 dicembre 2008 attestante la presa a carico 
delle spese per il soggiorno in Svizzera dell'interessato, una copia del  
salario di dicembre 2008 e dell'estratto del conto bancario entrambi in-
testati al cognato del richiedente, una conferma del 19 gennaio 2009 
del volo da Ulaanbaatar in Mongolia per Zurigo e ritorno, una dichiara-
zione del 30 dicembre 2008 del datore di lavoro dell'invitato attestante 
il suo stipendio e la relativa autorizzazione di congedo del 12 gennaio  
2009.  Infine  l'interessato  ha  prodotto  una  polizza  di  assicurazione 
viaggio del 14 gennaio 2009.

B.
Con scritto del 18 marzo la Sezione dei permessi e dell'immigrazione 
(SPI, oggi: Sezione della popolazione [SP]) ha trasmesso per compe-
tenza e decisione la domanda di visto e gli atti allegati all'Ufficio fede-
rale della migrazione (UFM). 

C.
Con decisione formale del 12 giugno 2009 l'Ufficio federale della mi -
grazione (UFM) ha rifiutato di concedere all'interessato l'autorizzazio-
ne d'entrata nello spazio Schengen. L'autorità inferiore ha in sostanza 
osservato che la legislazione in ambito non garantisce il diritto all'en-
trata o al rilascio di un visto anche qualora il richiedente adempia tutte 
le condizioni ed ha poi ritenuto la situazione personale del richiedente 
e la situazione socioeconomica prevalente in Mongolia non idonee ad 
assicurare la partenza dell'interessato al termine del soggiorno auspi -
cato, non potendo l'interessato avvalersi di legami famigliari stretti con 

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il Paese d'origine. Considerata la prassi restrittiva in materia, il deside-
rio di visitare parenti o conoscenti non è sufficiente.

D.
Il  6  agosto  2009  agendo  per  il  tramite  del  suo  patrocinatore, 
A._______ è insorta avverso la suddetta decisione, postu landone l'an-
nullamento e il rilascio dell'autorizzazione di entrata. In sostanza la ri-
corrente ha affermato che la decisione impugnata era stata emessa 
sulla base di pregiudizi. Il detto provvedimento risulta inoltre infondato 
siccome volere trovare una migliore sistemazione ovvero ottenere un 
permesso di soggiorno che autorizzi l'esercizio di un'attività lucrativa è 
tutt'altro che facile vista la politica migratoria svizzera ed europea. Inol-
tre risulta alquanto improbabile che l'invitato voglia abbandonare una 
situazione economica e professionale stabile per affrontare l'avventura 
di un clandestino e vedersi iscritto nel Sistema informativo Schengen. 
La ricorrente ha poi sottolineato che da anni l'invitato intrattiene una 
relazione  sentimentale  e  che  è  proprietario  di  un  appartamento  a 
Ulaanbaatar, dove è in procinto di aprire assieme alla madre una caf-
fetteria ciò che migliorerà le sue condizioni economiche. 

E.
Chiamato ad esprimersi  in  merito  al  suddetto ricorso,  con preavviso 
del 29 settembre 2009, l'autorità inferiore ha postulato la reiezione del 
gravame. Essa  ha  osservato  che  vi  sono  importanti  disparità  tra  la 
Mongolia e la Svizzera e la circostanza che l'invitato possa lasciare il  
suo Paese d'origine per un così lungo periodo (tre mesi) conferma il ri -
schio che i termini di partenza non siano rispettati.

F.
Invitata ad esprimersi in merito al suddetto preavviso, con replica del 2 
novembre 2009 la ricorrente ha osservato che gli argomenti dell'UFM 
sono  tali  da  escludere  i  tre  quarti  della  popolazione  mondiale  dalla 
possibilità di  ottenere un visto. Ciò nonostante molte persone prove-
nienti da quelle realtà riescono ad ottenere un visto. Essa ha dunque 
rilevato che la differenza in concreto è soprattutto a livello personale e 
a tale proposito ha dichiarato che il richiedente offre precise garanzie 
che rientrerà in Mongolia. La ricorrente ha infine osservato che se il  
fratello avesse avuto l'intenzione di giungere in Svizzera per trattener -
visi illegalmente non avrebbe certo chiesto un visto ma avrebbe scelto 
la strada seguita dai più ovvero quella di organizzare un viaggio in to-

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tale clandestinità. Ribadisce pertanto che lo stesso farà rientro puntua-
le in Mongolia con elevata verosimiglianza.

G.
Chiamato ad esprimersi in merito alla suddetta replica, con duplica del  
25 novembre 2009, l'UFM si è riconfermato nelle sue motivazioni.

H.
Con scritto del 1° febbraio 2010 la ricorrente ha prodotto ulteriori docu-
menti circa l'attività professionale del fratello, il quale attualmente è ti -
tolare di un ristorante a Ulaanbaatar, gestisce un'attività commerciale, 
è proprietario di un'abitazione e possiede un conto bancario. Essa ha 
infine ribadito che appare poco probabile  che l'invitato abbandoni  la 
proprietà e le attività economiche per trascorrere un'esistenza da clan-
destino in Europa. 

I.
Con scritto del 13 aprile 2010 la ricorrente ha richiesto gli originali dei 
suddetti  documenti  in  quanto  l'invitato è  intenzionato a recarsi  negli  
Stati Uniti d'America. 

Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), giusta 
l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di seguito: TAF o il 
Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 dalla 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. 

In particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione d'en-
trata  nello  spazio  Schengen  rese  dall'UFM  -  il  quale  costituisce 
un'unità  dell'amministrazione  federale  come  definita  all'art.  33  let.  d 
LTAF – possono essere impugnate dinanzi al TAF, il quale statuisce in 
via definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 
1  della  legge  del  17  giugno  2005  sul  Tribunale  federale  [LTF,  RS 
173.110]).

1.2 Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti la procedura di -
nanzi al Tribunale è retta dalla PA (art. 37 LTAF).

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1.3 A._______  ha  il  diritto  di  ricorrere  (art.  48  cpv.1  PA)  e  il  suo 
ricorso,  presentato nella  forma e  nei  termini  prescritti  dalla  legge,  è 
ricevibile (art. 50 e 52 PA). 

2.
Ai sensi dell'art. 49 PA i motivi di ricorso sono la violazione del diritto  
federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di  apprezzamento, 
l'accertamento  inesatto  o  incompleto  di  fatti  giuridicamente  rilevanti 
nonché l'inadeguatezza, nella misura in cui un'autorità cantonale non 
abbia giudicato come autorità di ricorso. Il Tribunale applica d'ufficio il  
diritto federale nella procedura ricorsuale e non è vincolato in nessun 
caso dai motivi del ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevanti sono in pri-
mo luogo la situazione di fatto e di diritto al momento del giudizio (cfr. 
consid. 1.2 della sentenza 2A.451/2002 del 28 marzo 2003 pubblicata 
parzialmente in: DTF 129 II 215).

3.
La politica delle autorità svizzere in materia di visti riveste un ruolo im-
portante nella prevenzione dell'immigrazione clandestina (cfr. Messag-
gio del Consiglio federale relativo alla legge sugli stranieri dell'8 marzo 
2002, in FF 2002 3327). Non potendo accogliere tutti gli stranieri che 
desiderano venire in questo paese, sia per un soggiorno di corta dura-
ta che per un soggiorno di lunga durata, le autorità svizzere possono 
applicare legittimamente una politica d'ammissione restrittiva (cfr. DTF 
122  II  1  consid.  3a;  ALAIN WURZBURGER,  La  jurisprudence  récente  du 
Tribunal  fédéral  en matière  de police  des étrangers,  Revue de droit 
administratif et de droit fiscal [RDAF] 1997 I, pag. 287).

Come  già  considerato  nella  decisione  impugnata,  la  legislazione 
svizzera sugli stranieri non garantisce né il diritto d'entrata in Svizzera 
né il rilascio di un visto. La Svizzera, come gli altri Stati, non è tenuta  
ad  autorizzare  di  principio  l'entrata  di  stranieri  nel  suo  territorio. 
Questa  decisione  viene  presa  dalla  Svizzera  autonomamente  in 
accordo con il diritto internazionale pubblico (cfr. Messaggio precitato, 
FF 2002 3327 nonché DTF 135 II 1 consid. 1.1). 

4.

4.1 Le condizioni d'entrata in Svizzera per un soggiorno non superiore 
a tre mesi sono disciplinate all'art. 2 cpv. 1 dell'ordinanza del 22 otto-
bre  2008  concernente  l’entrata  e  il  rilascio  del  visto  (OEV,  RS 
142.204), il  quale rinvia al  Regolamento (CE) n. 562/2006 del Parla-

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mento europeo e del Consiglio del 15 marzo 2006, che istituisce un 
codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere 
da parte delle persone fisiche (codice frontiere Schengen [GU L 105 
del 13.04.2006 pag. 1-32]). L'art. 5 par. 1 del codice frontiere Schen-
gen definisce le condizioni d'ingresso per i cittadini di paesi terzi. Que-
sti devono essere in possesso di uno o più documenti di viaggio validi 
che consentano di attraversare la frontiera e se richiesto, di un visto 
valido (let. a e b). Inoltre devono giustificare lo scopo e le condizioni 
del  soggiorno  previsto  e  disporre  di  mezzi  di  sussistenza  sufficienti 
(let. c). Infine non devono essere segnalati nel Sistema d'informazione 
Schengen (SIS) ai fini della non ammissione e non essere considerati 
una minaccia per l'ordine pubblico, la sicurezza interna, la salute pub -
blica o le relazioni internazionali di uno degli Stati membri (let. d ed e).

Le condizioni  d'entrata  previste  dal  codice  frontiere  Schengen corri-
spondono essenzialmente a quelle di cui all'art. 5 cpv. 1 della legge fe-
derale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20). 

4.2 L'art. 5 cpv. 2 LStr esige dallo straniero che prevede un soggiorno 
temporaneo in Svizzera una garanzia di  partenza al termine del suo 
soggiorno. Questa  condizione  del  diritto  nazionale,  non  rappresenta 
un'esigenza  supplementare  e  non  contraddice  il  codice  frontiere 
Schengen. L'indicazione del soggiorno temporaneo costituisce di fatto 
una dichiarazione d'intenzione di lasciare il paese non appena il moti-
vo di soggiorno sia cessato. Allo stesso modo devono essere interpre-
tate le istruzioni consolari comuni del 22 dicembre 2005 indirizzate alle 
rappresentazioni diplomatiche e consolari di prima categoria (ICC; GU 
C 326 del 22 dicembre 2005 pag.1-149). Le ICC esigono in particolare 
che venga valutato il rischio migratorio (cfr. GU C 326 pag.10). Pertan-
to la pratica e la giurisprudenza relative all'art. 5 cpv. 2 LStr possono 
essere applicate (in merito ai  dettagli  di  tale problematica, cfr. DTAF 
2009/27 consid. 5.2 e 5.3). 

5.
L'art. 1 § 1 e 2 del Regolamento n. 539/2001 del Consiglio del 15 mar-
zo 2001 (GU L 81 del 21 marzo 2001, pag. 1-7) distingue tra i cittadini 
dei paesi terzi  a dipendenza dell'obbligo del visto. I cittadini  di paesi  
terzi elencati nell'allegato I del precitato regolamento devono essere in 
possesso di un visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere ester-
ne degli  Stati  membri. Considerato che la  Mongolia  figura in  questo 
allegato, B._______ soggiace all'obbligo del visto. 

Pagina 6

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6.

6.1 Al fine di valutare se l'uscita dallo spazio Schengen alla scadenza 
del previsto soggiorno risulti sufficientemente assicurata, è necessario 
giudicare un comportamento futuro. Ora, non è possibile constatare in 
modo certo un fatto non ancora accaduto, tuttavia si possono emettere 
delle supposizioni, considerando l'insieme delle circostanze della fatti-
specie e i dati concreti che risultano dalla situazione generale del Pae-
se d'origine del richiedente. 

6.2 A tale proposito occorre prendere in considerazione la qualità di 
vita e le difficili condizioni economiche e sociali con cui è confrontata  
la popolazione della Mongolia, dove nel 2008 il prodotto interno lordo 
(PIL) pro capite ammontava a 1'972 USD e il tasso di inflazione si si -
tuava al 30 %. Nel 2009, in conseguenza alla crisi finanziaria mondia-
le,  vi  è  stato un rallentamento della  crescita economica,  ciò che ha 
comportato una diminuzione del PIL a 1'900 USD. Sul piano economi-
co, la Mongolia resta un paese povero che dispone di un'economia di 
modeste dimensioni. I donatori internazionali (Giappone, Banca mon-
diale e Fondo monetario internazionale in testa) provvedono in ragione 
del 25 % degli introiti nazionali, ciò che fa di questo Paese quello più 
sovvenzionato al mondo. Più di un terzo della popolazione vive attual -
mente  sotto  la  soglia  della  povertà  (fonti:  sito  internet  del  Ministero 
francese degli  affari  esteri,  <http://www.diplomatie.gouv.fr/fr/  >, Pays - 
zones géo > Mongolie, ultimo aggiornamento: 25 gennaio 2010, con-
sultato l'8 giugno 2010; sito internet dell'Ufficio degli affari esteri tede-
sco,  <www.auswaertiges-amt.de>,  Länder,  Reisen  und  Sicherheit  > 
Mongolei > Wirtschaftspolitik; ultimo aggiornamento: aprile 2010, con-
sultato  l'8  giugno  2010  e  il  sito  internet  della  Banca  mondiale,  
<www.worldbank.org  >,  Countries  >  Mongolia  >  Country  Overview  > 
Country Brief, ultimo aggiornamento: aprile 2009, consultato l'8 giugno 
2010). 

6.3 Tenuto  conto  delle  considerazioni  relative  alla  situazione  socio-
economica nella Mongolia e del fatto che la predisposizione a lasciare 
il proprio paese d'origine è favorita, allorquando parenti o conoscenti si 
trovano all'estero, la valutazione dell'UFM inerente al rischio relativa-
mente elevato del non rispetto dell'uscita dallo spazio Schengen entro 
i termini prestabiliti, non può essere contestata. Inoltre si constata che 
la pressione migratoria, come lo dimostra l'esperienza, risulta essere 
elevata soprattutto in presenza di persone giovani che non hanno par-

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http://www.diplomatie.gouv.fr/fr/
http://www.worldbank.org/

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ticolari legami famigliari o professionali che li vincola al loro Paese d'o-
rigine. Ciò nonostante trarre delle conclusioni  basandosi  unicamente 
sulla situazione generale del paese d'origine, porterebbe ad una valu-
tazione dei fatti eccessivamente generalizzata. Occorre per tanto esa-
minare l'insieme delle circostanze del caso concreto; in particolare gli 
obblighi familiari, sociali o professionali possono costituire una progno-
si favorevole per una partenza regolare dalla Svizzera.

6.4 Dalle risultanze agli atti  è emerso che il  ricorrente ha 25 anni, è 
celibe e non ha figli. Come sollevato a giusto titolo dall'autorità inferio -
re, per quanto attiene ai suoi legami famigliari non sono state addotte 
informazioni  rilevanti  per  poter  considerare  l'uscita  dallo  spazio 
Schengen sufficientemente  garantita. La ricorrente  ha affermato  che 
l'invitato intrattiene una relazione "more uxorio". Tale relazione non è 
tuttavia comprovata da nessuna pezza giustificativa e inoltre giova rile -
vare che anche in presenza di legami familiari o affettivi, la pressione 
migratoria può spesso condurre a lasciare i propri cari alla volta di una 
situazione di vita migliore atta ad agevolare anche le persone rimaste 
in Patria. 

Per quanto attiene ai  suoi  legami professionali,  si  constata che il  ri -
chiedente ha dapprima lavorato quale Sales Manager presso la ditta 
C._______  percependo  uno  stipendio  mensile  di  320'000  MNT  che 
equivalgono a circa fr. 270.-. Dall'ulteriore documentazione prodotta il 
1° febbraio 2010 è emerso che l'interessato ha preso in gestione un 
ristorante e una società a responsabilità limitata. Dagli atti non risulta 
se  l'interessato  abbia  lasciato  o  meno  la  sua  precedente  attività 
dipendente.  Ora,  il  fatto  che  l'interessato  possa  allontanarsi  per  tre 
mesi,  porta  il  Tribunale  a  concludere  che  le  nuove  attività  appena 
intraprese  non  comportano  –  almeno  per  il  momento  –  legami 
professionali  effettivamente  concreti  che permettono di  ritenere  il  ri -
schio migratorio minimo. La ricorrente ha in un primo tempo affermato 
che il fratello intendeva aprire una caffetteria assieme alla madre: tale 
attività potrebbe dunque essere presa in gestione dalla madre di que-
st'ultimo ciò che la rende ancor meno vincolante per l'interessato. A 
tale proposito va considerato che con scritto del 13 aprile 2010 il  ri -
chiedente ha richiesto la documentazione inviata allo scopo di recarsi 
negli Stati Uniti d'America, ciò che rafforza quanto ritenuto poc'anzi in  
merito agli obblighi professionali dell'invitato.

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Il  fatto  che  egli  sia  proprietario  di  un'abitazione  non  rappresenta  in 
concreto un ostacolo effettivo ad un'eventuale emigrazione, in quanto 
tale abitazione può essere amministrata dai parenti rimasti in Mongolia 
e/o affittata a terze persone. Va poi sottolineato che la circostanza di 
avere la sorella in Svizzera, potrebbe motivare il richiedente a prende-
re in considerazione una permanenza prolungata in Svizzera. Infine si  
osserva che la Rappresentanza di Svizzera a Beijing, la quale è a co -
noscenza degli usi e costumi della regione in questione, ha anch'essa 
rifiutato con decisione informale la richiesta di visto il giorno stesso in  
cui è stata presentata la domanda. 

7.

7.1 Dai  considerandi  precedenti,  ne discende che l'autorità  di  prime 
cure ha rilevato a giusto titolo sulla base della situazione agli atti, che 
l'uscita dallo spazio Schengen entro i termini stabiliti dopo un soggior -
no per visita e vacanza non è sufficientemente garantita. Le dichiara-
zioni fornite dagli ospitanti in relazione alla presa a carico delle spese 
del soggiorno auspicato e alle assicurazione secondo le quali l'interes-
sato lascerebbe lo spazio Schengen allo spirare del  visto, non sono 
tali da impedirgli, una volta entrato nel territorio elvetico, di intrapren-
dere i passi necessari per stabilirvisi durevolmente (cfr. DTAF 2009/27 
consid.  9  e  sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  C-
6204/2009 del 31 maggio 2010 consid. 10). 

7.2 Si  precisa  inoltre  che  il  rifiuto  dell'autorizzazione  d'entrata  non 
mette in questione la buona fede o l'onestà delle persone che risiedo-
no regolarmente in Svizzera, le quali hanno invitato persone straniere 
domiciliate all'estero per un soggiorno turistico e di visita e si sono di -
chiarate disposte a garantire i  costi  del  soggiorno e la  partenza dei 
loro invitati.

8.
Ne discende che l'UFM con decisione del 12 giugno 2009 non ha né 
violato il diritto federale né abusato del suo potere di apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 49 PA). Per questi motivi il ricorso va respinto.

9.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali vengono poste a ca-
rico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con gli art. 1 a 3 del 

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regolamento del  21 febbraio 2008 sulle  tasse e sulle  spese ripetibili  
nelle cause dinanzi al  Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 
173.320.2]).

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di fr. 600.- sono poste a carico della ricorrente e 
sono computate con l'anticipo spese dello stesso importo versato il 3 
settembre 2009.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto n. di rif. ... di ritorno)
- Sezione  della  Popolazione,  Bellinzona,  per  informazione  (incarti 

cantonali di ritorno)

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Mara Vassella

Data di spedizione: 

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