# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fa4e37f0-c5df-54e7-8e36-cdc16b8921da
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 09.03.2010 (pubblicato) 16.2000.00005
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2000-00005_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2000.00005

  	
  Lugano

  23 marzo 2000/rf

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 10
gennaio 2000 presentato da

 

     Comunione ereditaria fu __________
composta di

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

 

il decreto 27 dicembre 1999 del Segretario assessore
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4, nella causa a procedura
speciale in materia di locazione promossa con istanza 12 aprile 1999 da

 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

 

 

con la quale gli istanti hanno chiesto
l'autorizzazione a depositare la pigione relativa al 

loro contratto di locazione, domanda accolta dal
primo giudice,

 

 

esaminati gli atti,

 

considerato

 

in fatto e in diritto:

 

                                         che il 15
giugno 1993 __________ e __________ __________ hanno sottoscritto con __________
__________ un contratto di locazione -annotato a Registro fondiario per la
durata di 10 anni (doc. B)- avente per oggetto una casa di proprietà di
quest'ultima nel Comune di __________ (doc. A);

 

                                         che a
seguito del decesso di __________ __________, avvenuto il 21 marzo 1998 (doc.
F), tra i conduttori e gli eredi della defunta -__________ __________ e
la __________ __________ __________ - sono sorte contestazioni in merito al
diritto di proprietà sulla casa oggetto del contratto di locazione, avendo la
defunta a suo tempo manifestato l'intenzione di farne donazione ai conduttori
(doc. D e E), intenzione in seguito revocata a favore degli eredi (doc. G e I);

 

                                         che a
dipendenza di quest'incertezza circa l'identità del proprietario dell'immobile
oggetto del contratto di locazione, quindi dell'avente diritto alle pigioni,
con istanza 12 aprile 1999 __________ e __________ __________ hanno chiesto di
poter depositare la pigione dal mese di aprile 1999 e sino a definizione della
questione, domanda alla quale i convenuti __________ __________ e la __________
__________ __________ si sono opposti;

 

                                         che con
il querelato giudizio il segretario assessore del Distretto di __________,
sezione 4, accertata preliminarmente la propria competenza territoriale e
materiale (contestata dai convenuti) a pronunciarsi sulla domanda di deposito
della pigione formulata dagli istanti sulla base dell'art. 96 CO, ritenuta la
richiesta fondata non essendo chiara l'identità del proprietario dell'ente
locato e risultando tuttora iscritta a registro fondiario la defunta __________
__________, ha ordinato il deposito delle pigioni presso l'Ufficio di
conciliazione di __________ a far tempo dal mese di aprile 1999 e sino a
definizione della proprietà dell'immobile;

                                         

                                         che con
ricorso per cassazione 10 gennaio 2000 __________ __________ e la __________ __________
__________ sono insorti contro il predetto giudizio sulla base dei titoli di
cassazione di cui alle lettere f) e g) dell'art. 327 CPC;

 

                                         che con
osservazioni 4 febbraio 2000 la controparte postula la  reiezione del gravame
eccependo innanzitutto la tardività e l'irricevibilità;

 

                                         che
l'azione promossa dagli istanti sulla base dell'art. 96 CO, disposto che
contiene un esplicito rinvio all'art. 92 CO, è trattata in base agli art. 376
segg. CPC (Dei procedimenti cautelari) ai quali rinvia l'art. 458 cpv. 1
CPC, concernente proprio il deposito di denaro, di merci o di oggetti ai sensi
degli art. 92 e 93 CO;

 

                                         che
l'impugnazione di decisioni cautelari avviene sempre - indipendentemente dal
valore della lite- nella forma dell'appello (art. 382 CPC);

 

                                         che
pertanto il ricorso per cassazione presentato dai convenuti è  inammissibile;

                                      

                                         che
comunque, a prescindere dalla forma scelta, l'impugnazione deve essere
considerata tardiva;

 

                                         che
infatti la procedura per l'adozione di provvedimenti cautelari è retta dal rito
sommario con la conseguenza che il termine per l'appello è ridotto a 10 giorni
(art. 370 cpv. 2 CPC), non sospesi dalle ferie (Cocchi/Trezzini, CPC-TI,
ad art. 382, m. 5);

                                      

                                         che in
concreto, per stessa ammissione dei ricorrenti, il decreto  dedotto in
cassazione è loro pervenuto il 28 dicembre 1999, mentre il ricorso è stato
spedito solo il 10 gennaio 2000 (data del timbro postale), ossia oltre il
termine di legge.

 

                                         

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese
l'art. 148 CPC e la LTG

 

pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso per cassazione 10 gennaio 2000 di __________ __________ e
__________ __________ __________ è irricevibile.

 

                                   2.   Le
spese del presente giudizio, consistenti in:

                                         a) tassa
di giustizia                                               fr. 200.-

                                         b)
spese                                                          fr.   50.-

                                                                                                                         fr.
250.-

                                          

                                          già anticipate dai ricorrenti, rimangono a loro carico in solido con
l'obbligo pure solidale di versare alla controparte fr. 300.- a titolo di ripetibili
di questa sede.

 

                                    3.   Intimazione a: 

                                           

 

 

 

 

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                           La
segretaria