# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 737a2460-705c-56c8-87e7-040cf8dc9e57
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-04-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Corte di appello e di revisione penale 18.04.2016 17.2015.205
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2015-205_2016-04-18.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2015.205+206

  17.2016.90

  	
  Locarno

  18 aprile 2016/mi 

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte di appello e di revisione penale

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Giovanna Roggero-Will, presidente,

  Chiarella Rei-Ferrari e Marco Frigerio

  

 

	
  segretario:

  	
  Ugo Peer, vicecancelliere

  

 

 

nell’ambito del procedimento penale condotto dal Ministero
pubblico

 

ed ora sedente per statuire nella procedura d’appello
avviata con annunci 

 

	
   

  	
  8 settembre 2015 confermato con dichiarazione d’appello
  16 dicembre 2015 presentata da

   

  AP 1

  rappr. dall' DI 1

   

  e 14 settembre 2015
  confermato con dichiarazione d’appello 14 dicembre 2015 presentato dal

   

  PP 1 

  

 

	
   

  	
  contro la sentenza emanata il 3
  settembre 2015 dalla Corte delle assise criminali nei confronti di AP 1 e 
  IM 1 (motivazione scritta intimata il 1° dicembre 2015)

  

 

 

 

esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto che             I.   Con atto di accusa 50/2015
dell’8 maggio 2015 la procuratrice pubblica ha imputato a

 

                                   A.   AP
1 in correità con IM 1, __________ detto “__________” (latitante), tale __________
(cittadino dominicano rimasto non identificato) e la compagna di quest’ultimo
(rimasta non identificata)

 

                                         il
reato di

 

                                         1.   infrazione
aggravata alla LF sugli stupefacenti

                                              siccome
riferita a un quantitativo di cocaina che sapevano o dovevano presumere poter mettere
direttamente o indirettamente in pericolo la salute di molte persone, e meglio per avere,

                                              nel
periodo aprile 2013 / 06 giugno 2014, a Rivera, Lugano, Zurigo, in Spagna e in altre imprecisate località del
Canton Ticino,

 

                                              agendo
in banda, secondo accordi e con ruoli e modalità prestabiliti    nell'interesse comune, interagendo in periodi non
sempre     sovrapponibili tra loro,

                                              trafficando
per mestiere,

                                              ripetutamente
acquistato, importato, posseduto, detenuto, preparato e alienato un quantitativo
imprecisato di cocaina, valutato in almeno 1'000.00 grammi lordi,

                                              e
in particolare per avere, senza essere autorizzati,

                                         

                                       1.1.  nel periodo aprile 2013 / gennaio 2014,

 

                                              AP
1, dando in sublocazione il suo appartamento
di Via __________ a __________, a __________ (detto anche "__________"), a tale "__________"
(cittadino dominicano rimasto non identificato) e alla compagna di
quest'ultimo (rimasta non identificata),

 

                                              fornito
loro fra il mese di aprile 2013 fino a agosto / settembre 2013 una base di appoggio per
il confezionamento, il taglio e la vendita a terzi di un imprecisato quantitativo di cocaina,

                                              attività
delittuosa di cui era perfettamente a conoscenza,

                                              tanto
da migliorare poi, nel periodo ottobre 2013 / gennaio 2014, la collaborazione con __________,
ospitandolo
ancora nell'appartamento in Via __________ a __________, facendogli da autista e alienando
di persona un imprecisato quantitativo di sostanze stupefacenti a terze persone,
valutato in almeno 150 grammi
lordi di cocaina;

           

                                    1.2.     nel periodo febbraio 2014
/ 06 giugno 2014,

                                              AP
1, IM 1 e __________, importato in due occasioni dalla Spagna in Svizzera. almeno 300/350 grammi lordi di cocaina (al
prezzo totale di CHF 14’000.-) e acquistato a
Zurigo ulteriori 300 grammi lordi di cocaina
(al prezzo totale di CHF 15'000.-), per un quantitativo complessivo
600/650 grammi lordi di cocaina, e meglio:

Ø importato dalla Spagna in
Svizzera contestualmente all'arrivo di IM 1, almeno 100 grammi lordi di
cocaina destinati alla vendita che, con aggiunta di sostanza da taglio, sono diventati 150 grammi lordi,

Ø importato dalla Spagna in
Svizzera ulteriori 200/250 grammi lordi di cocaina destinati alla vendita che, con
aggiunta di sostanza da taglio,
sono diventati 400/450 grammi lordi;

Ø acquistato a Zurigo
complessivi 300 grammi lordi di cocaina,          così da avere a disposizione almeno
850/900 grammi lordi di cocaina   (grado di purezza compreso tra il 14.9% ed il 69.4%),
destinata alla         vendita,

                                         sostanza
stupefacente in seguito alienata, sia in prima persona, sia per il tramite di terzi, fra cui __________,

                                         a
vari tossicodipendenti locali, in particolare a __________, __________, __________, __________,
__________ e __________ e altre
persone rimaste non identificate, al prezzo medio di CHF 80.- al grammo,

 

                                         così
da realizzare un guadagno complessivo netto di almeno CHF 39'000.- (utile lordo di CHF 68’000.-
/ le spese per l'acquisto dello stupefacente
pari a CHF 29’000.-);

 

                                   B.   AP
1, in parte in correità con __________ (contro la quale si procede
separatamente)

 

                                         2.   ripetuto
riciclaggio di denaro

 

                                              per avere, nel corso
dell’anno 2013 fino al 06 giugno 2014, a Rivera, Lugano e in altre imprecisate
località della Svizzera, ripetutamente compiuto atti suscettibili di vanificare
l’accertamento dell’origine, il ritrovamento o la confisca di valori
patrimoniali, sapendo o dovendo presumere che gli stessi provenivano da un crimine,

                                              e meglio
per avere

 

                                              effettuato
in prima persona per almeno CHF 7'802.73, rispettivamente fatto eseguire da __________
per CHF 3'250.-, molteplici trasferimenti di
denaro tramite i canali RIA e Western Union in favore di conoscenti e di trafficanti di stupefacenti in
Spagna, Olanda e Repubblica Dominicana,
per un ammontare complessivo pari a CHF 11'052.73, sapendo che il denaro era
stato ottenuto mediante infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti;

 

                                   C.   AP
1, singolarmente

 

                                         3.   ripetuta
incitazione all’entrata, alla partenza o al soggiorno                          illegale

                                              per avere, a Rivera e a
Lugano, benché li sapesse sprovvisti del necessario permesso per risiedere in
Svizzera,

 

                                                   3.1.  nel periodo aprile 2013 / settembre 2013, favorito il
soggiorno illegale del cittadino dominicano “__________” e della sua compagna
che l’inchiesta non ha potuto identificare, ospitandoli illegalmente nel
proprio appartamento in Via __________ a __________;

                                                   3.2.   nel periodo aprile 2013 /
settembre 2013 e dicembre 2013 / 06 giugno 2014, favorito il soggiorno illegale
del cittadino dominicano __________, ospitandolo illegalmente nel proprio appartamento
in Via __________ a __________;

                                                   3.3.   nel periodo febbraio 2014
/ 06 giugno 2014, favorito il soggiorno illegale del cittadino dominicano IM 1,
ospitandolo illegalmente nel proprio appartamento in Via __________ a __________.

 

A AP 1 sono stati sequestrati fr. 12'513.72, 41,51 grammi lordi di
sostanza da taglio, 15,03 grammi lordi di cocaina e 2,22 grammi lordi di
marijuana, un flacone di “nectar de Amor”, varie schede SIM e relativi
supporti, computer e telefoni portatili, un’agenda, titoli di trasporto, una
tessera Western Union, nonché oggetti e documentazione varia.

 

                                   II.   Con sentenza 3
settembre 2015 (inc. 72.2015.68) la Corte delle assise criminali ha dichiarato AP
1 autore colpevole di:

 

                                         -     infrazione
aggravata alla LFStup per i fatti di cui alla lett. A dell’atto di accusa (quantificando
la cocaina trafficata in 987 grammi netti così come indicato dal PP e ammesso
dall’imputato in AI 556 a pag. 7 e nell’allegato 1 al verbale del dibattimento
di primo grado a pag. 6) prosciogliendolo, tuttavia, limitatamente al periodo
temporale aprile / ottobre 2013 previsto alla lett. A 1, 

                                         -     riciclaggio
di denaro per i fatti di cui alla lett. B dell’AA,

                                         -     ripetuta
incitazione all’entrata, alla partenza o al soggiorno illegale per i fatti
di cui alla lett. C dell’AA,

I primi giudici hanno condannato AP 1 alla pena detentiva di 3
anni e 6 mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto. 

Nei suoi confronti è, inoltre, stata revocata la misura
dell’obbligo di firma presso la gendarmeria di Lugano.

                                         La
Corte di prime cure, dedotte tassa di giustizia e spese processuali, ha,
infine, ordinato la confisca di tutto quanto in sequestro, ad eccezione di un
computer e di alcuni telefoni portatili indicati al pto. 6 del dispositivo che
sono stati dissequestrati previa cancellazione dei dati.

 

preso atto che             contro la sentenza della Corte
delle assise criminali AP 1 ha annunciato l’8 settembre 2015 di voler
interporre appello.

                                         Dopo avere ricevuto la
motivazione scritta della pronuncia, con dichiarazione di appello 16 dicembre
2015, l’imputato ha postulato il proscioglimento dall’imputazione di
riciclaggio di denaro (cfr. disp. 1.2.) ed ha chiesto che la pena detentiva
(cfr. disp. 5.1.) fosse diminuita a 3 anni di cui 6 mesi da espiare e per il
resto sospesa condizionalmente per un periodo di prova a discrezione di questa
Corte.

L’insorgente non ha presentato istanze probatorie, limitandosi a
richiamare l’incarto 72.2015.68 dal Tribunale penale cantonale

                                         (inc. CARP 17.2015.205
doc. I e VII).

 

La procuratrice pubblica, dal canto suo, ha annunciato il 14
settembre 2015 di volere presentare appello. L’annuncio è, poi, stato
confermato con dichiarazione 14 dicembre 2015 in cui ha domandato che la
condanna di AP 1 per infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti venga estesa
anche al periodo aprile 2013 / ottobre 2013 (cfr. disp. 3).

La Pubblica accusa ha, nel contempo, chiesto che la pena (cfr.
disp. 5.1.) venga aumentata a 4 anni di detenzione, da dedursi il carcere
preventivo sofferto.

Nemmeno la procuratrice pubblica ha presentato istanze probatorie (inc.
CARP 17.2015.206 doc. I e II).

 

esperito                         il pubblico dibattimento
l’8 aprile 2016, durante il quale:

                                         

                                         -     la
PP PP 1 ha postulato che AP 1 sia condannato per infrazione aggravata alla
LStup anche per il periodo aprile 2013/ottobre 2013 e che la pena a suo carico
sia stabilita in 4 anni di detenzione. A titolo subordinato, ha chiesto che, in
caso di concessione della sospensione parziale della pena, la parte da espiare
sia di almeno di 18 mesi;

                                         -     il
patrocinatore di AP 1 ha chiesto che il suo assistito sia assolto dal reato di
riciclaggio di denaro per l’intero importo di fr. 11'052.73 e che la pena a suo
carico sia ridotta a 3 anni di detenzione di cui 6 mesi da espiare e, per la
parte residuale, sospesa condizionalmente per un periodo di prova lasciato al
prudente apprezzamento di questa Corte.

 

 

 

 

 

 

 

considerato

 

                                  III.   L’imputato: vita e
precedenti penali

 

                                   1.   Al dibattimento di
primo grado, interrogato sulla sua vita, AP 1 (cittadino venezuelano, nato il
28 settembre 1985 a Caracas) ha dichiarato quanto segue:

 

“  (…) sono arrivato a __________
all’età di 7 anni. Ho iniziato a seguire le scuole elementari in Svizzera, per
poi fare le scuole medie a __________ e la scuola di commercio a __________. Ho
effettuato i corsi serali fino a diventare contabile cantonale. Ho iniziato a
lavorare nel 2009 quale contabile presso la __________, fino al 30 aprile 2015,
dopodiché sono stato licenziato. Attualmente sono disoccupato e percepisco la
rendita disoccupazione. Presso la __________ guadagnavo come stipendio iniziale
fr. 2'700.-, in seguito sono arrivato a guadagnare fr. 3'800.- netti.
Attualmente dalla disoccupazione percepisco fr. 3'500.- netti.

ADR che sto proseguendo i corsi per diventare contabile
federale. È prevista la fine dei corsi l’anno prossimo, a marzo del 2016 avrò
l’esame.

ADR che dal punto
di vista famigliare in Svizzera ho mia madre, un fratello di 24 anni, e mia
figlia di 5 anni. Ho inoltre un bambino appena nato di 7 mesi, avuto con la mia
attuale compagna. I miei figli hanno due madri diverse, la prima è affidata
alla madre.

AD
della PP preciso che ad oggi non ricevo un assegno di prima infanzia. ________
è in maternità, avendo origini straniere stiamo raccogliendo i documenti per
fare le dovute richieste, non abbiamo ancora iniziato la procedura anche se
sarà nostra intenzione farlo. Attualmente siamo riusciti unicamente a fare il
riconoscimento del bambino. __________ ha il permesso B, io invece ho il
permesso C.” (all. 1 al
verbale del dibattimento di primo grado, pag. 2).

 

Nel corso dell’inchiesta, l’imputato ha dichiarato di avere
vissuto con la prima compagna (__________) e con la loro bambina (__________)
in via __________ a __________ fino a febbraio 2013, quando si è interrotta la
relazione sentimentale. L’imputato ha fatto risalire a fine 2012/inizio 2013 i
primi problemi economici della coppia dovuti a spese eccessive (cfr. biglietti
aerei e mantenimento della famiglia a Santo Domingo, costi sanitari della
figlia ammalatasi). Separatosi dalla compagna, egli ha soggiornato per un anno
dalla madre, per poi ritornare, sempre a suo dire, a febbraio 2014
nell’appartamento nel frattempo lasciato libero dall’amica (AI 92, pag. 2; AI
533, pag. 2 e 4; AI 556, pag. 2).

Secondo le sue dichiarazioni, l’imputato ha stipulato con l’ex
compagna una convenzione di mantenimento che prevede “un contributo di CHF
400.- mensili (n.d.r. per la figlia), di cui io verso CHF 200.- del mio salario
e gli altri CHF 200.- sono di assegno familiare” (AI 31 all. 1, pag. 11, AI 93
all. 2, pag. 11; AI 533, pag. 5).

Sulla sua attuale situazione debitoria, AP 1 ha precisato al
dibattimento d’appello quanto segue:

 

“  La mia situazione debitoria si è
praticamente azzerata. È stata infatti mia premura saldare tutti i debiti che
avevo attingendo al bonus di circa 25'000.- che avevo ricevuto all’uscita da __________.
(…) Parlando di fr. 25'000.- io avevo aggiunto a tale bonus gli stipendi che
avevo ricevuto tutti assieme all’uscita.” (verbale dib. appello, pag. 3).

 

Tale dichiarazione è confermata dall’estratto 29.03.2016
dell’Ufficio di esecuzione di Bellinzona da cui non risultano esecuzioni o
attestati di carenza beni a carico dell’imputato (doc. dib. appello 5).  

 

L’imputato ha dichiarato di non avere mai consumato sostanze
stupefacenti (AI 31 all. 1, pag. 10; AI 93 all. 2, pag. 10; AI 556, pag. 9,
doc. dib. appello 3).

 

AP 1 è incensurato (AI 24). 

 

 

                                 IV.   Inchiesta

                                         

                                   2.   Dalle risultanze
istruttorie dell’inchiesta denominata “Kamien” avviata dal Ministero pubblico
ed, in particolare, dalla sorveglianza dell’utenza telefonica in uso a __________,
emergeva l’attività di AP 1 nella vendita di stupefacenti.

 

Recatasi il 6 giugno 2014 al suo domicilio in via __________ a __________
per arrestarlo, la polizia lo fermava nei pressi della sua abitazione
unitamente alla compagna __________ ed a un cittadino dominicano IM 1, questi
ultimi presenti presso il suo appartamento.

                                         Durante la perquisizione
del domicilio, gli agenti rinvenivano circa 60 grammi lordi di cocaina, oggetti
per il confezionamento e la pesatura di stupefacenti, apparecchi e schede
telefoniche, documenti di legittimazione intestati a terze persone nonché fr.
1'120.- ed euro 3'435.-.

AP 1 veniva in seguito
accompagnato dalla polizia presso il suo luogo di lavoro in via __________ a __________
dove si rinvenivano ulteriori 6 grammi lordi di cocaina oltre a fr. 7'820.-.

                                         Interrogati dagli
inquirenti, AP 1 e IM 1 si incolpavano a vicenda del traffico di stupefacenti,
sminuendo ciascuno il proprio ruolo. Fin dalle prime deposizioni emergeva che
presso l’appartamento risiedevano, oltre alle tre persone summenzionate, anche
tale “__________”, cittadino dominicano (AI 31).

 

Faceva seguito un’istruttoria sfociata, per quanto attiene AP 1,
nel suesposto atto di accusa 50/2015 dell’8 maggio 2015, come visto, quasi
interamente confermato dalla sentenza 3 settembre 2015 della Corte delle assise
criminali.

 

La sentenza è stata appellata sia AP 1 sia dalla procuratrice
pubblica.

Da qui, la presente procedura.

 

 

Appello 

 

                                  A.   Periodo temporale relativo
all’infrazione aggravata alla LStup

 

                                   3.   La procuratrice
pubblica chiede che la durata dell’infrazione aggravata alla LStup di AP 1,
fissata nella sentenza di prima istanza da ottobre 2013 al 6 giugno 2014, sia
estesa anche ai mesi da aprile 2013 fino a ottobre 2013. Per la Pubblica
Accusa, l’implicazione dell’imputato nella vendita a terzi di cocaina è
iniziata, per l’appunto, ad aprile 2013, contestualmente alla sua conoscenza di
__________ (“__________”) e alla messa a disposizione di quest’ultimo del suo
appartamento di __________ per svolgere i traffici di droga.

                                         A sostegno della sua tesi,
la Pubblica Accusa rileva che IM 1 ha dichiarato agli inquirenti che __________
ha iniziato il traffico di stupefacenti nell’appartamento di __________ a partire
dall’anno 2012. Tale circostanza unitamente al “via e vai” di persone
nell’appartamento suffragano, sempre secondo l’insorgente, la tesi secondo cui
l’imputato era attivo nella banda dedita al traffico di cocaina ben prima di
ottobre 2013 (inc. CARP 17.2015.206 doc. II e inc. CARP 17.2015.205 doc. XIX).

 

                               3.1.   La Corte delle assise
criminali ha ritenuto, diversamente da quanto indicato nell’AA, meno esteso il
periodo nel quale AP 1 ha agito, limitandolo a far tempo dal mese di ottobre
2013 e non dal mese di aprile dello stesso anno. Per i primi giudici:

 

“  non risultano dagli atti elementi
tali da dimostrare al di là da ogni dubbio che effettivamente l’imputato fosse
già attivo nella primavera del 2013 e non, piuttosto, a fare tempo
dall’autunno, periodo per il quale sussistono elementi oggettivi agli atti”
(sentenza impugnata, consid. 41, pag. 34).

 

 

 

                           3.2. a.   Sull’inizio dell’attività
di spaccio di AP 1 vi sono le dichiarazioni da lui rilasciate nel corso
dell’inchiesta, quelle degli altri interrogati – segnatamente, i suoi
acquirenti di cocaina – nonché le risultanze delle intercettazioni telefoniche.

 

                                         AP 1 ha ricondotto
l’inizio della sua attività legata agli stupefacenti, dapprima, genericamente
al “periodo natalizio 2013” (AI 92, pag. 5: 17.06.2014), poi, a “fine
gennaio 2014” (AI 312 pag. 9; AI 407, pag. 2-3, 8: PS 22.08.2014), di
seguito a “novembre/dicembre 2013” (AI 430, pag. 6-7; AI 483 pag. 4, AI
522, pag. 5, PS 17.10.2014) e “in novembre 2013” (AI 533, pag. 6), per,
infine, anticiparla “in ottobre/novembre 2013” (AI 533, pag. 7; all. 1
al verbale del dibattimento 03.09.2015, pag. 5).

 

Chi ha acquistato cocaina dall’imputato, si è così espresso
sull’inizio degli acquisti:

 

-     __________
ha dichiarato agli inquirenti di avere conosciuto l’imputato a inizio luglio
2013 durante una grigliata nel locarnese (circostanza confermata da AP 1). __________
ha aggiunto di avere parlato poco con lui in quell’occasione, tuttavia ha
precisato di essere “venuto a sapere che se avessi avuto bisogno di cocaina
potevo rivolgermi a AP 1” (AI 430, pag. 3). Sulle avvenute compravendite di
droga, __________ ha, dapprima, dichiarato di avere acquistato cocaina per uso
personale da AP 1 e di avere pure fatto da tramite fra quest’ultimo ed
acquirenti cocainomani (__________, __________, tale __________ - n.d.r. __________
- e altri di cui non ricorda il nome) da settembre 2013 (AI 420 all. 1 pag.
3-4). __________ ha, di seguito, nell’ambito dello stesso interrogatorio,
anticipato l’inizio dei suddetti suoi acquisti a maggio 2013 (AI 420 all. 1
pag. 6) e della mediazione (spec. quella tra __________ e AP 1) a giugno/luglio
2013 (AI 420 all. 1 pag. 4), per poi nuovamente collocare “le vicende legate
alla cocaina con AP 1” nel periodo da settembre 2013 (AI 420 all. 1 pag.
8), situandole da ultimo a partire da fine settembre 2013 (AI 423, pag. 4; AI
430, pag. 3).

 

-     __________ ha,
dapprima, fatto iniziare i suoi acquisti dall’imputato a novembre 2013 (AI 95
all. 1 pag. 8, 10) per poi posticiparli a febbraio 2014 (AI 304 pag. 5, 8; AI
358 pag. 3; AI 402, pag. 3 e 5), data confermata dall’imputato.

 

 

-     __________ ha
dichiarato di essersi rivolto, su incarico di due ragazze che lavoravano al
night club __________ di __________, per degli acquisti a AP 1 “nel periodo
aprile/maggio 2014” (AI 500 pag. 3).

 

-     __________ ha
asserito di avere acquistato 2 grammi di stupefacente da AP 1 “nel periodo
fra ottobre/novembre 2013 e inizio febbraio 2014” (AI 532 pag. 4).

 

-     __________,
confrontato dagli inquirenti col testo di una sua conversazione telefonica del
5 maggio 2014 con AP 1, si è limitato a dichiarare che quel giorno l’imputato
ha portato 5 grammi di cocaina al suo amico __________ (il cui vero nome è __________)
(AI 263 pag. 6-7, AI 602 all. 2, pag. 4-5).

 

-     __________, ha
sostenuto di avere acquistato cocaina dall’imputato, e meglio 20/25 grammi alla
settimana per complessivi 650 grammi, “tra ottobre 2013 e maggio 2014”
(AI 491 pag. 3; cfr. anche AI 372 pag. 5).

 

-     IM 1 ha
iniziato col dichiarare agli inquirenti che la cocaina venduta e consumata in
Svizzera da aprile 2014 l’ha ricevuta da AP 1 (AI 22 pag. 7; AI 114 pag. 5).
Egli ha, poi, asserito che quando è arrivato in Svizzera (ciò che, a suo dire,
risale a febbraio 2014; AI 603 pag. 4) “il traffico di cocaina di AP 1 e di
“__________” era già avviato” (AI 599 3, 7, 9).

Ha aggiunto che “__________”
ha abitato presso l’appartamento di __________ dell’imputato a partire dal 2012
(AI 603 pag. 3, 11). 

 

IM 1 ha, tuttavia, escluso che in quel periodo l’imputato
trafficasse cocaina:

 

“  (…) a mia conoscenza, AP 1 non era
implicato in questo traffico di cocaina messo in piedi da __________ e poi da “__________”
perché lui lavorava e ha unicamente messo loro a disposizione l’appartamento di
__________, perché loro, essendo stranieri, non potevano affittarne uno.” (AI
603 pag. 3)

 

IM 1 ha, inoltre, precisato che AP 1 ha iniziato a vendere cocaina
a fine 2013:

 

“  Voglio precisare che __________
abitava nell’appartamento di AP 1 dove ho vissuto pure io, prima del mio
arresto. Loro vivevano lì in quattro o cinque: c’era __________, il fratello di
__________, “__________” e un’altra persona di cui non conosco il nome. AP 1
non abitava lì, di questo ne sono sicuro perché a quel momento lui non vendeva
droga, mentre gli altri sì. Io non li ho visti personalmente, dato che non
ero qui, ma ne ho avuto notizia, quando mi trovavo in Spagna. (…) Io sono
comunque sicuro che “__________” è arrivato a __________ nel 2012 e vendeva
cocaina. A quel momento AP 1 non vendeva cocaina.

Il PP mi chiede
se confermo che AP 1 ha iniziato a vendere cocaina quando __________ e “__________”
si sono separati.

Sì lo confermo.
Il fatto è che __________ aveva rubato la cocaina e i soldi di “__________” (…)
__________ ha ordinato ad una terza persona di sottrarre a “__________” soldi e
cocaina. Inizialmente “__________” pensava che fosse stata una terza persona a
rubargli cocaina e soldi, poi però ha capito, o meglio ha saputo, che era stato
__________ a far commettere il furto. Mi sembra che sia successo alla fine
del 2013, è stato “__________” a dirmelo.” (n.d.r. sottolineature nostre)
(AI 603 pag. 11, 12)

 

Fatta eccezione per un caso di cui dirà a breve, i suddetti
verbalizzati situano l’inizio dei loro acquisti di cocaina dall’imputato al più
presto a partire da ottobre 2013: cioè dalla data dalla quale l’imputato fa
decorrere l’inizio dei suoi traffici di stupefacente.

 

È pur vero che __________ ha dichiarato agli inquirenti di aver
saputo da terzi agli inizi di luglio del 2013 che per questioni di cocaina
poteva rivolgersi a AP 1. Tuttavia questa affermazione, che per la sua
genericità ha affievolita forza indiziante, nulla dice sull’esistenza di
concreti traffici ascrivibili all’imputato.

 

__________ ha, da ultimo, dichiarato di avere acquistato cocaina
dall’imputato a partire da fine settembre 2013. Tale decorrenza, oltre a
implicare un brevissimo scarto temporale rispetto a ottobre 2013 del tutto
irrilevante ai fini del giudizio, è approdo di una deposizione al quanto
ondivaga che pecca verosimilmente di imprecisione.

 

Né dagli stralci delle conversazioni telefoniche verbali e scritte
(sms) intercettate dagli inquirenti e documentate agli atti risulta un’attività
dell’imputato pregressa a tale data (AI 6, AI 9, AI 63 doc. B-C, AI 64 all. 9,
doc. B-C, AI 95 all. 1 doc. B, AI 97, AI 233 doc. A, C, D, AI 263 doc. B, AI
303 doc. B-C, AI 312 doc. C-D, AI 319 doc. B, AI 372 doc. B-C, AI 386 doc. A,
AI 420 all. 1 doc. B, AI 491 doc. B; AI 570, AI 588 all. 1 doc. B-C, AI 590, AI
602 doc. B; AI 564 all. 29 doc. B-C).

 

Vero è che IM 1 ha situato a fine 2013 le prime vendite di cocaina
da parte di AP 1.

 

 

E si aggiunga che la stessa Polizia giudiziaria, nel suo rapporto
d’inchiesta, è giunta alla conclusione che AP 1 è responsabile dello spaccio di
cocaina “avvenuto a __________ e nelle immediate vicinanze tra ottobre 2013
e giugno 2014” (AI 564 pag. 25).

 

Sulla scorta di questi elementi probatori, si può, dunque,
accertare, con la prima Corte, che AP 1 ha personalmente trafficato cocaina a
partire da ottobre 2013. 

 

                                  b.   Tuttavia - cosa che
la prima Corte non ha considerato - l’AA imputa a AP 1 di avere infranto la
LStup anche dando in sublocazione a __________ (__________) e, poi, a __________
e alla sua compagna il suo appartamento, che è, poi, stato utilizzato anche come
base logistica per i loro traffici di stupefacente.

 

Secondo l’accertamento dei giudici di primo grado - accertamento
rimasto incontestato - nel periodo che qui interessa (aprile-ottobre 2013), prima
__________ detto “__________” (da aprile 2013: cfr. disp. 1.3.2.) e, poi __________
con la sua compagna (da luglio 2013: cfr. disp. 1.3.1.) hanno vissuto nell’appartamento
di Via __________, a __________ di cui era locatario l’imputato. 

 

Per determinare se AP 1 fosse a conoscenza dei traffici dei suoi
sublocatari, occorre considerare, dapprima, che egli era perfettamente
consapevole che i suoi “inquilini” non svolgevano, nel periodo considerato,
alcuna attività onesta che potesse garantire loro un reddito sufficiente a
vivere e a pagare l’affitto dell’appartamento. 

Ne è prova il fatto che __________, compagna dell’imputato dal
2013, e che abitava in modo discontinuo presso l’appartamento di __________, ha
dichiarato agli inquirenti di avere avuto dei sospetti su come __________ e IM
1 si procurassero i mezzi per vivere, di averne parlato al compagno che, però,
le rispose che l’unica cosa che gli interessava era che i due gli pagassero
l’affitto:

 

“  Mi sono domandata come facessero a
vivere loro dato che, per quanto io ne sappia, non hanno un lavoro (…) Una
volta ho provato a chiedere a AP 1 cosa facessero i due dominicani nella vita e
lui mi ha risposto che non gli interessava e che a lui bastava che gli pagavano
l’affitto.” (AI 21 pag. 6)

 

 

Sin qui, si potrebbe ipotizzare un dolo eventuale di AP 1
relativamente all’attività di spaccio dei suoi “inquilini”. Tuttavia, il
castello probatorio appare, a questa Corte, troppo fragile per sostenere quella
che, perciò, rimane un’ipotesi accusatoria. È certo che il dolo dell’imputato è
diventato diretto nell’estate. Infatti, parlando del furto di fine
luglio/inizio estate, AP 1 ha ammesso di avere saputo che nell’appartamento
c’era della cocaina:

 

“  Tutto sommato è stato tranquillo
fino a fine luglio inizio agosto 2013, ricordo con esattezza questo periodo
perché in quei giorni vi erano stati i fuochi artificiali sul lago di Lugano.
In quel periodo un giorno mi sono recato nell’appartamento di via __________ a __________
(…) Giunto alla porta d’entrata ho subito notato che la porta principale era
divelta (forzata) (…) Il giorno seguente verso le 8.30 mi sono nuovamente
recato da loro (…). Erano presenti __________ e una ragazza. Questi mi hanno
fornito varie versioni in merito alla porta divelta. Una era quella che avevano
dimenticato la chiave e avevano rotto la porta, la seconda era che qualcuno era
entrato in casa a rubare, di fatti mancava il mio computer e delle scarpe,
terza e ultima versione è stata quella che qualcuno era entrato in casa loro,
aveva rubato il computer, dei soldi e della cocaina. Versione quest’ultima che
è risultata essere la più veritiera o meglio credibile. A precisa domanda degli
agenti interroganti preciso che nessuno mi ha detto quanti soldi e quanta
cocaina era stata rubata. Le tre versioni comunque mi erano state fornite nel
corso del mese di agosto, quando io ho fatto pressioni per incassare i soldi
dell’affitto e dei danni alla porta.” (AI 92, pag. 3-4; cfr, poi, verbale dib.
appello pag. 4 in cui AP 1 ha precisato di avere approfondito la conoscenza di __________
a partire da agosto 2013).

 

Ne segue che è accertato che, dopo avere preferito “non vedere” 
per alcuni mesi (“non gli interessava” “a lui bastava che gli pagavano
l’affitto”), AP 1 era perfettamente consapevole del coinvolgimento dei suoi
“inquilini” in traffici di droga quantomeno da agosto 2013.

 

Ora, come stabilito dal Tribunale federale, chi mette la propria
abitazione a disposizione dell’autore, nella chiara consapevolezza che questi
se ne avvale per esercitarvi il suo commercio di droga, è autore colpevole di
infrazione alla LStup per complicità (STF 6B_273/2012 dell’11 settembre 2012
consid. 1; Hug-Beeli, Betäubungsmittelgesetz (BetmG), Kommentar zum
Bundesgesetz über die Betäubungsmittel und die psychotropen Stoffe vom 3.
Oktober 1951, Basilea 2016, ad art. 26 n. 175, pag. 1671).  

 

Ne deriva che AP 1 si è reso colpevole di complicità nei traffici
di droga a partire da agosto 2013, mentre che ne è stato autore principale a
partire da ottobre 2013.

Su questo punto il ricorso della procuratrice pubblica è,
pertanto, parzialmente accolto. 

 

 

                                  B.   Riciclaggio di denaro

 

                               4.1.   AP 1, nel suo appello,
chiede l’assoluzione dall’accusa di riciclaggio di denaro di cui al punto 2.
dell’AA.

                                         Per l’insorgente, sia da
una loro corretta analisi, sia dall’applicazione dell’art. 305bis CP, si evince
che i trasferimenti di denaro indicati nell’AA non sono idonei a integrare gli
estremi del reato di riciclaggio di denaro (inc. CARP 17.2015.205: dichiarazione
di appello 16.12.2015, pto. 2, pag. 2-3).

 

                               4.2.   La Corte di primo
grado - premesso che i fatti non sono contestati avendo l’imputato ammesso di
aver inviato all’estero, sia personalmente, sia per il tramite di __________,
fr. 11'052,73 che erano provento della vendita di stupefacenti - ha dichiarato AP
1 autore colpevole di riciclaggio ex art 305bis CP di fr 11'052,73 (sentenza
impugnata, consid. 46, pag. 37-38).

 

                           4.3. a.   Adempie la fattispecie
di riciclaggio di denaro ai sensi dell’art. 305bis CP chi compie un atto
suscettibile di vanificare l’accertamento dell’origine, il ritrovamento o la
confisca di valori patrimoniali sapendo o dovendo presumere che provengono da
un crimine. Il reato di riciclaggio di denaro ha per fine la sottrazione
all’autorità penale del provento di un crimine. Si tratta di un’infrazione di
esposizione a pericolo astratto: il comportamento è, dunque, punibile anche
laddove l’atto vanificatorio non abbia raggiunto il suo scopo (DTF 127 IV 20
consid. 3; 119 IV 59 consid. 2e; STF 6B_900/2009 del 21 ottobre 2010, consid.
4.2).

 

Secondo la giurisprudenza e la dottrina dominante, ogni
trasferimento di denaro all'estero costituisce un atto suscettibile di
vanificare l’accertamento dell’origine di valori patrimoniali. Ciò vale anche
per ogni operazione di trasferimento di valori patrimoniali all’estero da un
conto ad un altro conto, ed anche in presenza della tracciabilità delle
operazioni (DTF 127 IV 20 consid. 3b; STF 6B_643/2012 dell’11 marzo 2013,
consid. 5.2; STF 6B_88/2009 del 29 ottobre 2009 consid. 4.3;
Trechsel / Pieth, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, 2a ed.,
Zurigo 2013, ad art. 305 bis, n. 18; Pieth in Basler Kommentar II, 3°ed.,
Basilea 2013, ad art. 305bis, N. 49 e rif.; Schmid/Ackermann/Arzt/Bernasconi/de
Capitani, Kommentar Einziehung, Organisiertes Verbrechen, Geldwäscherei, Band
I, Zurigo 1998, pag. 523).

 

                                  b.   Il
Tribunale federale ha già avuto modo di precisare che sussiste concorso reale
(echte Konkurrenz) ai sensi dell’art. 49 cpv. 1 CP tra riciclaggio di denaro e
infrazioni alla LStup. Divergono infatti i beni giuridicamente protetti dalle
relative norme, tutelando l’art. 305bis CP l’amministrazione della giustizia e
l’art. 19 LStup la salute pubblica (DTF 122 IV 11 consid. 4-5; STF 6S.59/2003
del 6 giugno 2003 consid. 2; STF 6S.59/2005 del 2 ottobre 2006 consid. 6.3.1;
cfr. anche Hug-Beeli, Betäubungsmittelgesetz (BetmG), Kommentar zum
Bundesgesetz über die Betäubungsmittel und die psychotropen Stoffe vom 3.
Oktober 1951, Basilea 2016, ad art. 27 n. 175, pag. 1823).

 

                                   c.   Dal profilo
soggettivo, l’autore deve avere agito intenzionalmente o con dolo eventuale
(DTF 122 IV 211 consid. 2e; DTF 119 IV 242 consid. 2b; STF 6B_879/2013 del
18.11.2013 consid. 2).

                                      

                            4.4.1.   Gli
inquirenti, nel corso dell’inchiesta, hanno sottoposto a AP 1 i seguenti
trasferimenti di denaro:

 

 

	
  Nome mittente

   

  	
  money transmitter

  	
  Nome

  beneficiario

  	
  Paese destinatario

  	
  Importo

  	
  data

  	
  AI

  
	
   

  	
  Western Union

  	
   

  	
  Italia

  	
  fr. 51,76

  	
  08.02.2013

  	
  390, all. A; 533 all. A

  
	
   

  	
  Western Union

  	
   

  	
  Rep. Dominicana

  	
  fr. 195,96

  	
  14.08.2013

  	
  390, all. A; 533 all. A

  
	
   

  	
  Western Union

  	
   

  	
  Rep. Dominicana

  	
  fr.   60.-

  	
  10.09.2013

  	
  390, all. A; 533 all. A

  
	
   

  	
  Western Union

  	
   

  	
  USA

  	
  fr. 900.-

  	
  28.09.2013

  	
  390, all. A; 533 all. A

  
	
   

  	
  Ria Financial Services SA

  	
   

  	
  Rep. Dominicana

  	
  fr. 250.-

  	
  15.10.2013

  	
  390, all. A; 533 all. A

  
	
   

  	
  Western Union

  	
   

  	
  Rep. Dominicana

  	
  fr.   80.-

  	
  21.10.2013

  	
  390, all. A; 533 all. A

  
	
   

  	
  Western Union

  	
   

  	
  Rep. Dominicana

  	
  fr.  56,41

  	
  30.10.2013

  	
  390, all. A; 533 all. A

  
	
   

  	
  Western Union

  	
   

  	
  Rep. Dominicana

  	
  fr.  190,05

  	
  10.11.2013

  	
  390, all. A; 533 all. A

  
	
   

  	
  Western Union

  	
   

  	
  Spagna

  	
  fr. 449,53

  	
  27.11.2013

  	
  390, all. A; 533 all. A

  
	
   

  	
  Ria Financial Services SA

  	
   

  	
  Rep. Dominicana

  	
  fr. 2'070.-

  	
  11.12.2013

  	
  390, all. A; 533 all. A

  
	
   

  	
  Western Union

  	
   

  	
  Rep. Dominicana

  	
  fr. 186,53

  	
  28.02.2014

  	
  390, all. A; 533 all. A

  
	
   

  	
  Ria Financial Services SA

  	
   

  	
  Olanda

  	
  fr. 1'980,78

  	
  03.03.2014

  	
  390, all. A; 533 all. A

  
	
   

  	
  Ria Financial Services SA

  	
   

  	
  Spagna

  	
  fr. 1'914,41

  	
  04.03.2014

  	
  390, all. A; 533 all. A

  
	
   

  	
  Ria Financial Services SA

  	
   

  	
  Svizzera

  	
  fr. 502.-

  	
  06.03.2014

  	
  390, all. A; 533 all. A

  
	
   

  	
  Ria Financial Services SA

  	
   

  	
  Rep. Dominicana

  	
  fr. 500.-

  	
  05.04.2014

  	
  390, all. A; 533 all. A

  
	
   

  	
  Ria Financial Services SA

  	
   

  	
  Rep. Dominicana

  	
  fr. 500.-

  	
  16.04.2014

  	
  390, all. A; 533 all. A

  
	
   

  	
  Ria Financial Services SA

  	
   

  	
  Colombia

  	
  fr. 120.-

  	
  23.04.2014

  	
  390, all. A; 533 all. A

  
	
   

  	
  Ria Financial Services SA

  	
   

  	
  Rep. Dominicana

  	
  fr. 100.-

  	
  28.04.2014

  	
  390, all. A; 533 all. A

  
	
   

  	
  Ria Financial Services SA

  	
   

  	
  USA

  	
  fr. 100.-

  	
  30.04.2014

  	
  390, all. A; 533 all. A

  
	
   

  	
  Ria Financial Services SA

  	
   

  	
  Rep. Dominicana

  	
  fr. 300.-

  	
  08.05.2014

  	
  390, all. A; 533 all. A

  
	
   

  	
  Ria Financial Services SA

  	
   

  	
  Italia

  	
  fr. 500.-

  	
  22.10.2014

  	
  390, all. A; 533 all. A

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
  Totale inviato a nome AP 1

  	
  fr. 11'007,43

  	
   

  	
   

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  
	
  __________

  	
  Ria Financial Services SA

  	
   

  	
  Olanda

  	
  fr. 1’000.-

  	
  23.12.2013

  	
  390, all. C; 533 all. B

  
	
  __________

  	
  Ria Financial Services SA

  	
   

  	
  Spagna

  	
  fr. 500.-

  	
  23.12.2013

  	
  390, all. C; 533 all. B

  
	
  __________

  	
  Ria Financial Services SA

  	
   

  	
  Rep. Dominicana

  	
  fr. 1’800.-

  	
  27.01.2014

  	
  390, all. C; 533 all. B

  
	
  __________

  	
  Ria Financial Services SA

  	
   

  	
  Russia

  	
  fr. 900.-

  	
  09.05.2014

  	
  390, all. C; 533 all. B

  
	
  __________

  	
  Ria Financial Services SA

  	
   

  	
  Svizzera

  	
  fr. 1’450.-

  	
  17.05.2014

  	
  390, all. C; 533 all. B

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
  Totale inviato a nome __________

  	
  fr. 5'650.-

  	
   

  	
   

  
											

 

                            4.4.2.   AP 1 ha ammesso che,
della somma di denaro pari a fr. 11'007,43 inviata a nome AP 1 all’estero
tramite agenzie money transfer, fr. 7'802,73 sono sue spedizioni personali
provento di vendite di cocaina (AI 533 pag. 16-17; AI 556 pag. 6; verbale dib.
primo grado, pag. 9; dopo una ritrosìa iniziale in AI 390 pag. 2-3 in cui
definiva fr. 4'395.19 derivanti dal traffico di cocaina ed il resto “denaro
del mio salario”).

 

                                         L’imputato ha, pure,
riconosciuto che, dell’importo di fr. 5'650.- complessivamente trasmessi
all’estero a nome __________, fr. 3’300.- sono stati spediti da quest’ultima su
sua richiesta e per suo conto. Trattasi dei seguenti tre trasferimenti: quelli
del 23.12.2013 di fr. 1'000.- più fr. 500.- e quello del 27.01.2014 di fr.
1'800.- (AI 390 pag. 6; AI 533 pag. 10).

                                         In merito a tali
operazioni, AP 1 ha asserito che concernevano:

 

“  soldi che anche in questo caso mi
aveva consegnato __________, chiedendomi di spedirli a persone che m’indicava
sul momento”. (AI 390 pag. 6)

 

                                         Sulla sua conoscenza della
provenienza illegale di questo denaro, egli ha precisato:

 

“  All’inizio non avevo idea della
provenienza illecita del denaro. __________ mi parlava di discoteche e donne ma
non ancora di droga. Con il senno di poi, oggi posso facilmente presumere che
anche tutto questo denaro fosse provento del traffico di droga attuato da __________
(__________)”. (AI 390 pag. 6)

 

Sempre sui fr. 3'300.- ha dichiarato in successivi interrogatori
che:

 

“  erano soldi provento della vendita di
cocaina” (…) a __________ è stato chiesto un favore nel senso di far spedire
degli importi di denaro a suo nome. __________ non sapeva che si trattava di
soldi provenienti dal traffico di cocaina (…) Io ho chiesto questo favore a __________
e lei gentilmente ha acconsentito (…) i soldi utilizzati per la spedizione
provengono sempre dal traffico di cocaina” (…) (AI 533 pag. 10, 11, 17; AI 556
pag. 6)

 

AP 1, nell’interrogatorio di confronto con __________, ha,
tuttavia, rettificato la sua versione sugli invii fatti a nome di quest’ultima,
dichiarando che, come da ella riferito agli inquirenti, per le due operazioni
del 23.12.2013 (fr. 1'000.- + fr. 500.-) è stato __________ a chiederle di
eseguire i trasferimenti di denaro all’estero. 

 

In merito alle operazioni money transfer eseguite tramite __________,
l’imputato ha, quindi, riassunto la sua posizione come segue:

 

“  io ho sicuramente chiesto a __________
se potevo spedire i CHF 1'450.- per Zurigo a suo nome e lei ha detto di sì. Per
quanto riguarda i CHF 1'800.- spediti alla Repubblica Dominicana, io come ho
detto non mi ricordo esattamente come è andata, però mi sembra che anche in
questo caso io avessi chiesto a __________ se potevo spedirli a suo nome. In
totale dunque io ho chiesto a __________ di spedire CHF 3'250, e non CHF
3'300.- come erroneamente detto prima in quanto avevo fatto confusione
sull’ammontare dei trasferimenti, che erano simili.”(AI 580 pag. 9)

 

AP 1 anche al dibattimento di primo grado ha confermato di avere “inviato
direttamente fr. 7'802,73 provento della vendita di cocaina nonché inviato per
il tramite di __________ CHF 3'250.-”. Ha ribadito che una parte dei soldi
spediti gli erano stati consegnati da __________ (verbale dib. primo grado,
pag. 9).

 

La PP, al dibattimento d’appello, alla presidente che ha
evidenziato come al punto B.2. dell’AA non vi sia accenno agli invii di denaro
in Svizzera, ha risposto che “la cosa è voluta in quanto lei non ha
considerato come atto di riciclaggio i due trasferimenti di denaro in Svizzera”.
Per la Pubblica accusa, le spedizioni in Svizzera di fr. 502.- del 6 marzo 2014
e di fr. 1'450.- del 17 maggio 2014 “non vanno comprese nell’imputazione”
(doc. dib. appello pag. 4).

In sede d’inchiesta, come bene si evince dagli AI 533 pag. 16-17,
AI 556 pag. 6 e AI 580 pag. 8-9, gli inquirenti hanno quantificato il denaro
riciclato ascritto a __________ in complessivi fr. 11'052,73, includendo in
questo importo i suddetti due trasferimenti money transfer avvenuti nei confini
svizzeri.

Tuttavia, visto il tenore dell’AA e la chiara indicazione della PP
al dibattimento d’appello, per entrambe queste operazioni l’imputato deve
essere assolto: il contrario costituirebbe, infatti, una violazione del
principio accusatorio.

 

Resta da verificare se gli invii per complessivi fr. 9'100.73
siano da qualificare come riciclaggio di denaro.  

 

Non vi è dubbio che AP 1 era consapevole della provenienza
illecita del denaro spedito tramite agenzie money transfer all’estero, non solo
per quanto attiene a quello da lui trasferito personalmente (in cui è
pacificamente ammessa l’origine illegale), ma anche per quanto riguarda quello
consegnatogli da __________ e, poi, da lui inviato a nome di __________.

 

Suffragano la consapevolezza dell’imputato sull’origine illecita
del denaro consegnatogli da __________, il fatto che, quando sono iniziati
questi trasferimenti, egli era, come visto, sia a conoscenza che i suoi ospiti,
fra cui __________, trafficavano droga (da agosto 2013: AI 21 pag. 6; AI 92 pag. 3-4; verbale dib. appello pag. 4),
sia dedito egli stesso ad affari di cocaina (da ottobre 2013: cfr. consid.
2.3.). 

Del resto, non ha nascosto di
avere funto da depositario presso il luogo di lavoro del denaro provento dei
traffici, anche per __________ (AI 533 pag. 3 che “spendeva tantissimi soldi
e non riusciva a controllarsi”). Indiziante è, infine, la circostanza che
l’imputato si sia avvalso dell’agenzia RIA Financial Services SA di suo
fratello __________ con sede in via ____________________ a __________ (AI 390
pag. 4, 6) e che non conoscesse i destinatari dei trasferimenti di denaro (AI
390 pag. 4-5).

 

Non fa venir meno gli estremi del riciclaggio di denaro il fatto
che, a dire dell’imputato, con alcuni trasferimenti per l’estero (cfr. AI 390
pag. 3, AI 483 pag. 2: 03.03.2014, fr. 1980.78 verso Olanda; 04.03.2014, fr.
1’914.41 verso Spagna) egli abbia pagato acquisti di droga.

                                         Questi trasferimenti
restano penalmente rilevanti in quanto l’imputato sapeva, come visto, che gli
importi provenivano da traffici di cocaina e poiché sussiste concorso reale tra
i reati di cui all’art. 19 LStup e l’art. 305bis CP.

 

                                         Non è condivisa, infine,
la tesi dell’appellante secondo cui esclude il riciclaggio di denaro il fatto
che l’altro denaro trasferito all’estero è stato speso in beni di consumo. 

                                         Al riguardo, basta
ricordare che, per invalsa giurisprudenza, ogni trasferimento oltre confine di
somme provento di un crimine è, quand’anche fosse preservata la tracciabilità
del denaro, di per sé suscettibile di vanificare l’accertamento dell’origine di
valori patrimoniali e integra gli estremi dell’art. 305bis CP, 
indipendentemente dall’uso che, all’estero, si fa della liquidità.

                                         

                            4.4.3.   Accertato, dunque, che
l’ammontare di fr. 9'100.73, inviato, personalmente o tramite __________, da AP
1 con trasferimenti money transfer verso l’estero proveniva dalle vendite di
cocaina e che di questa origine l’imputato era perfettamente consapevole, si
conclude che questi trasferimenti configurano il reato di cui all’art. 305bis
CP. 

                                         

Non avendo, di contro, la procuratrice pubblica imputato a AP 1 come
atti di riciclaggio di denaro le due spedizioni in Svizzera per complessivi fr.
1'952.-, per entrambe queste operazioni l’imputato va prosciolto.

                                         L’appello, su questo
punto, è quindi parzialmente accolto.

 

                                         Commisurazione della
pena

 

                                   5.   AP 1 ha chiesto che
la pena detentiva venga diminuita dai 3 anni e 6 mesi decretati in prima sede a
3 anni, di cui 6 mesi da espiare e il resto sospeso condizionalmente per un
periodo di prova a discrezione della Corte.

L’insorgente giustifica tale
richiesta sostenendo che, nel giudizio impugnato, non è stata adeguatamente
commisurata la pena ai sensi dell’art. 47 CP in relazione agli aspetti
soggettivi dall’autore, alle sue condizioni personali, alla sua incensuratezza
e all’effetto che la pena avrà su di lui (inc. 17.2015.205, doc. VII, pag. 3).

                                         La
procuratrice pubblica ha, dal canto suo, postulato, in via principale, che la
pena detentiva venga aumentata a 4 anni di detenzione (inc. 17.2015.206, doc.
II, pag. 2). In via subordinata, ha chiesto che, in caso di concessione della
sospensione parziale della pena, la parte da espiare sia di almeno 18 mesi
(verb. dib. appello pag. 5). 

 

                           5.1. a.   Per l’art. 47 cpv. 1
CP, il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore. Tiene conto della vita
anteriore e delle condizioni personali dell’autore, nonché dell’effetto che la
pena avrà sulla sua vita.

Il cpv. 2 dello stesso disposto precisa che la colpa è determinata
secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso,
secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti
nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la
possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la
lesione.

 

                                  b.   Come già l’art. 63
vCP, dunque, anche l’art. 47 cpv. 1 CP stabilisce che la pena deve essere
commisurata essenzialmente in funzione della colpa dell'autore (DTF 136 IV 55
consid. 5.4).

In applicazione dell’art. 47 cpv. 2 CP - che codifica
la giurisprudenza anteriore fornendo un elenco esemplificativo di criteri da
considerare - la colpa va determinata partendo dalle circostanze legate
all’atto stesso (Tatkomponenten). In questo ambito, va considerato, dal
profilo oggettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene
giuridico offeso e la reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponenten),
elementi che la giurisprudenza sviluppata nell’ambito del precedente diritto
designava con le espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di
esecuzione” (DTF 129 IV 6 consid. 6.1).

Vanno, poi, considerati, dal profilo soggettivo (Tatverschulden),
i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai motivi a delinquere
del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che l'autore aveva di
evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la libertà dell'autore di
decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità nonché l’intensità
della volontà delinquenziale (cfr. DTF 127 IV 101 consid. 2a; STF 22.06.2010
inc. 6B_1092/2009, 6B_67/2010 consid. 2.1). In relazione alla libertà
dell’autore, occorre tener conto delle “circostanze esterne”, e meglio della
situazione concreta dell’autore in relazione all’atto, per esempio situazioni
d’emergenza o di tentazione che non siano così pronunciate da giustificare
un'attenuazione della pena ai sensi dell’art. 48 CP (Messaggio del 21 settembre
1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice penale
militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999, pag.
1745; STF 12.03.2008 inc. 6B_370/2007 consid. 2.2).

 

                                   c.   Determinata, così,
la colpa globale dell’imputato (Gesamtverschulden), il giudice deve
indicarne in modo chiaro la gravità su una scala e, quindi, determinare, nei
limiti del quadro edittale, la pena ipotetica adeguata.

Così come indicato dall’art. 47 cpv. 1 CP in fine e precisato dal
TF (in particolare, DTF 136 IV 55 consid. 5.7), il giudice deve, poi, procedere
ad una ponderazione della pena ipotetica in considerazione dei fattori legati
all’autore (Täterkomponenten), ovvero della sua vita anteriore
(antecedenti giudiziari o meno), della reputazione, della situazione personale
(stato di salute, età, obblighi familiari, situazione professionale, rischio di
recidiva, ecc.), del comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso del
procedimento penale così come dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (DTF
136 IV 55 consid. 5.7; 129 IV 6 consid. 6.1; STF 22.06.2010 inc. 6B_1092/2009,
6B_67/2010 consid. 2.2.2; cfr. anche STF 19.06.2009 inc. 6B_585/2008 consid.
3.5).

Con riguardo a quest'ultimo criterio, il legislatore ha precisato
che la misura della pena delimitata dalla colpevolezza non deve essere
sfruttata necessariamente per intero se una pena più tenue potrà
presumibilmente trattenere l'autore dal compiere altri reati (Messaggio del 21
settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice
penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999,
pag. 1744; DTF 128 IV 73 consid. 4; STF del 14 ottobre 2008, inc. 6B_78/2008, inc.
6B_81/2008, inc. 6B_90/2008, consid. 3.2; STF del 12 marzo 2008, inc.
6B_370/2007, consid. 2.2). La legge ha, così, codificato la giurisprudenza
secondo cui occorre evitare di pronunciare sanzioni che ostacolino il
reinserimento del condannato (DTF 128 IV 73 consid. 4c; 127 IV 97 consid. 3).
Questo criterio di prevenzione speciale permette tuttavia soltanto di eseguire
correzioni marginali, la pena dovendo in ogni caso essere proporzionata alla
colpa (STF del 14 ottobre 2008, inc. 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008,
consid. 3.2.; STF del 12 marzo 2008, inc. 6B_370/2007, consid. 2.2; STF del 17
aprile 2007, inc. 6B_14/2007, consid. 5.2 e riferimenti;
Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II, Strafen und
Massnahmen, Berna 2006, § 6, n. 72, pag. 205).

 

                                  d.   Giusta
l’art. 19 cpv. 1 lett. b, c, d LStup,
è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria
chiunque, senza essere autorizzato, segnatamente acquista, importa, possiede,
detiene o aliena stupefacenti. Nei casi gravi è prevista una pena detentiva non inferiore a un anno,
cui può essere cumulata una pena pecuniaria (vigente art. 19 cpv. 2 lett. a
LStup).

 

L’art. 305bis CP punisce con
una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria chiunque compie un
atto suscettibile di vanificare l’accertamento dell’origine, il ritrovamento o
la confisca di valori patrimoniali sapendo o dovendo presumere che provengono
da un crimine.

 

Ai sensi dell’art. 116 cpv. 1
lett. a LStr è punito con una pena detentiva sino a un anno o con una pena
pecuniaria chiunque, in Svizzera o all’estero, facilita o aiuta a preparare
l’entrata, la partenza o il soggiorno illegali di uno straniero.

 

Secondo l’art. 49 cpv. 1 CP, quando per uno o più reati risultano
adempiute le condizioni per l’inflizione di più pene dello stesso genere, il
giudice condanna l’autore alla pena prevista per il reato più grave
aumentandola in misura adeguata. Non può tuttavia aumentare di oltre la metà il
massimo della pena comminata ed è in ogni modo vincolato al massimo legale del
genere di pena (Ackermann, Basler Kommentar, Strafrecht I, 2. ed., Basilea
2007, ad art. 49, n. 8 e seg., pag. 908 seg.; Trechsel/Affolter-Eijsten,
Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Zurigo 2008, ad art. 49, n. 7
e seg., pag. 282 seg.; Stratenwerth/Wohlers, Schweizerisches
Strafgesetzbuch, Handkommentar, 2. ed., Berna 2009, ad art. 49, n. 1, pag. 114;
Stoll, Commentaire romand, Code pénal I, Basilea 2009, art. 49, n. 78, pag.
506).

 

                           5.2. a.   Dal profilo oggettivo
la colpa di AP 1 è qualificata, in primo luogo, dalla quantità di droga
trafficata (987 grammi netti di cocaina di cui 620 grammi venduti
personalmente). Se è vero che questo non è l’unico elemento da considerare, è
anche vero che esso non va dimenticato ritenuto come, maggiore è il
quantitativo di droga messa in circolazione, maggiore è il numero di persone la
cui salute è posta in pericolo (DTF 121 IV 202 consid. 2d/cc; DTF 119 IV 180;
DTF 118 IV 342 consid. 2b; STF del 21 novembre 2011, inc. 6B_558/2011, consid.
3.4; STF del 13 agosto 2010, inc. 6B_265/2010, consid. 2.3).

 

Aggrava la posizione
dell’imputato, inoltre, l’intensità del delinquere considerato che il suddetto
importante quantitativo di cocaina è stato trafficato dall’imputato in un
periodo circoscritto di soli 8 mesi. Nemmeno possono essere dimenticati i due
mesi in cui AP 1 ha agito in qualità di complice: pur se, per essi, la colpa
dell’imputato non è elevatissima, essa non va, comunque, banalizzata nella
misura in cui il supporto logistico concesso ha costituito, per l’autore
principale, un aiuto di non poco conto.  

 

Vanno, poi, considerati, quali elementi qualificanti, dal profilo
oggettivo, la colpa di AP 1, che di formazione è contabile, i seguenti fatti:

 

-       egli
custodiva presso il suo posto di lavoro pure il provento delle vendite di
cocaina dei correi (AI 407 pag. 2, AI 533 pag. 15, AI 599 pag. 5, 9);

-      
 allestiva tabelle excel per registrare costi e ricavi degli affari (AI
533 pag. 15. cfr. come confermato IM 1 in AI 359 pag. 11 che pure lo definisce una
“persona molto precisa”); 

-      
metteva a disposizione la sua carta di credito per anticipare il
pagamento dei biglietti aerei di __________ verso la Spagna e verso Santo
Domingo finalizzati all’acquisto di stupefacenti (AI 407 pag. 5-7, AI 533 pag.
3-4, 8);

-      
consegnava il denaro in sua custodia a chi doveva acquistare ulteriore
cocaina;

-       egli
ha continuato a fornire, fino a giugno 2014, sostegno logistico agli altri
membri della banda protagonisti dello spaccio.

 

All’interno della banda, AP 1 è, poi, assurto a importante
spacciatore, alienando personalmente 620 grammi, ovvero ben oltre la metà dello
stupefacente trafficato.

Egli ha avuto, dunque, un ruolo
attivo di primo piano che non si limitava alla ricerca di sempre nuovi clienti,
ma si spingeva sino  anche a gestire le telefonate comuni (AI 533 pag. 12: “perché
parlo italiano mentre che __________ e IM 1 parlano solo spagnolo”), a
riscuotere per conto di __________ e IM 1 i crediti
delle loro vendite di cocaina (AI 92 pag. 8) e finanche a eseguire consegne
dello stupefacente per conto dei correi (AI 533 pag. 4, 13).

 

Egli ha, poi, dimostrato di essere ben inserito nel mondo della droga,
non solo contribuendo a confezionare la sostanza per la vendita
(taglio/involucri: AI 359 pag. 11, AI 406 pag. 9), ma finanche espletando le
incombenze di altri, dando continuità allo spaccio di cocaina sostituendosi a __________,
quando questi era assente, accogliendo e remunerando chi dall’estero arrivava
in Svizzera con la fornitura di stupefacente (AI 407 pag. 3) e recandosi,
finanche, a Zurigo per organizzare una nuova consegna di droga (AI 390 pag.
8-10).

 

Egli ha, inoltre, conseguito un profitto di tutto rispetto che gli
permetteva di inviare migliaia di franchi all’estero, mantenendo per sé una
notevole liquidità (fr. 7'820.- quelli sequestratigli in ufficio, fr. 1'120
quelli nella sua abitazione e fr. 600.- più euro 100.- quelli sulla sua
persona).

                                         

                                         Oggettivamente di media
gravità è la colpa dell’imputato per il reato di riciclaggio compiuto in
Svizzera: se l’importo di complessivamente riciclato (fr. 9’100,73) non è
altissimo, pesano sulla colpa il numero di invii eseguiti (otto), personalmente
o tramite terzi.

 

Infine, sempre dal profilo
oggettivo, contribuisce ad aggravare la colpa di AP 1 l’aver ospitato per mesi
diversi cittadini dominicani nel proprio appartamento, pur sapendo che erano
sprovvisti del necessario permesso per risiedere in Svizzera e permettendo
loro, come visto, di delinquere indisturbati.

 

                                  b.   Dal profilo
soggettivo, va differenziato, secondo costante giurisprudenza del Tribunale
federale (DTF 122 IV 299 consid. 2b; STF del 2 luglio 2010, inc. 6.B_390/2010,
consid. 1.1; STF del 10 maggio 2010, inc. 6B_10/2010, consid. 2.1; STF del 17
aprile 2002, inc. 6S.21/2002, consid. 2c), il caso dell’autore tossicomane che
agisce per finanziare il proprio consumo da quello di colui che traffica
unicamente per motivi di lucro. AP 1 non è un consumatore di stupefacenti: egli
si è, quindi, dedicato al traffico di cocaina per denaro e non per garantirsi
il fabbisogno di droga. Ha spacciato al solo scopo di migliorare la propria
situazione economica e quella dei suoi familiari e conoscenti (cfr., peraltro,
verb. dib. d’appello, pag. 3-4).

Sempre dal profilo soggettivo,
non può sfuggire l’energia profusa dall’imputato per l’espletamento delle
numerose mansioni che ha ricoperto volte a ottimizzare senza soluzione di
continuità i traffici di stupefacente della banda. 

 

                                   c.   A fronte di simili
circostanze, la colpa dell’imputato per la violazione della LStup risulta
essere piuttosto importante mentre quella per il riciclaggio di denaro e in
relazione alla LStr tendenzialmente di media gravità. 

                                         

                                         Ciò premesso, tenendo
conto a mero titolo indicativo di precedenti giudizi di questa Corte (sentenza
CARP del 15 gennaio 2014 in inc. 17.2013.97+115: pena detentiva di 3 anni e
nove mesi per la vendita (910 gr.) di cocaina, per riciclaggio di fr. 14'365.86
e per infrazione alla LStr (soggiorno illegale in Svizzera dell’autore);
sentenza CARP del 27 giugno 2011 in inc. 17.2011.30+31: pena detentiva di 3
anni e 6 mesi per vendita (955,60 gr.) e detenzione (gr. 104,40) di cocaina
nonché per riciclaggio di fr. 2'827,18), nonché alla luce del quadro edittale e
del concorso tra i reati, appare adeguata una
pena detentiva ipotetica di 3 anni e 6 mesi.

 

                                  d.   La pena di 3 anni e 6
mesi corrispondente alla colpa complessiva dell’autore per i reati di cui
risponde deve, poi, essere ponderata in funzione dei fattori legati alla sua
persona.

 

In questo ambito, pesa sensibilmente a carico di AP 1 l’avere
delinquito malgrado avesse gli strumenti per condurre una vita onesta. Nulla
gli impediva di conformarsi alle regole del vivere civile: frequentate le
scuole in Ticino sin dalle elementari, egli è diventato contabile cantonale e
in questa veste ha lavorato presso la __________ dal 2009 ad aprile del 2015
percependo uno stipendio mensile giunto a fr. 3'800.- netti. Aveva, pertanto,
un lavoro più che dignitoso e ben remunerato, con concrete prospettive di
carriera dal momento che frequentava il corso per diventare contabile federale.

                                         Lo stipendio percepito,
unitamente agli assegni familiari, avrebbe permesso a lui e alla sua famiglia
di vivere onestamente. Ciononostante, ha preferito inseguire facili guadagni,
non esitando, per questo, a mettere in pericolo la vita e/o la salute di
parecchie persone.

Contrariamente alla tesi difensiva, AP 1 non può appellarsi
all’incensuratezza invocandone un effetto attenuante poiché il TF ha, più
volte, ricordato che tale fattore ha, nell’ambito della commisurazione della
pena, un effetto neutro (DTF 136 IV 1 consid. 2.6).

Neppure può pretendere sconti di pena in forza del suo
comportamento processuale, poiché durante buona parte dell’inchiesta ha cercato
di sminuire il suo coinvolgimento nei fatti oggetto del procedimento (AI 31
all. 1 pag. 5, AI 92 pag. 7, AI 483 pag. 7), giungendo a parziali ammissioni –
alquanto limitate per rapporto alle sue effettive responsabilità e mai (se non
forse in un’occasione) spontanee – in quanto confrontato con risultanze istruttorie
inequivocabili. Questa Corte ha, tuttavia, considerato a suo favore che, sul
finire dell’istruttoria e dinanzi ai giudici di merito, l’imputato ha ammesso
di avere trafficato il quantitativo di cocaina ascrittogli dalla Pubblica
accusa. 

In questo ambito, neppure aiuta AP 1 il fatto che, come ricordato
pure dai primi giudici, egli ha manipolato una e-mail del suo difensore che ha,
poi, consegnato al suo datore di lavoro (__________) per fargli credere,
contrariamente al vero, che il procedimento penale si era concluso con il suo
proscioglimento (doc. TPC 8).

A suo favore va, invece, considerato il fatto che, dopo avere
perso il lavoro da __________, egli è riuscito a reperirne un altro in cui
sembra avere dato buona prova di sé e in cui sembra avere rinnovate possibilità
di carriera. Altrettanto positivo é il fatto che egli ha ripreso gli studi e
che, in questo periodo, è riuscito a far fronte a tutti i debiti che aveva
contratto. Si tratta di elementi certamente positivi che vanno ad annullare
l’effetto sensibilmente aggravante della prima circostanza ricordata.

 

                                         Venendo, infine, al
criterio della particolare sensibilità alla pena/effetto che la pena avrà sul
suo futuro, il Tribunale federale ha già avuto modo di affermare che essa va
riconosciuta solo in caso di circostanze straordinarie (“aussergewöhnlichen
Umständen”), ritenuto come lespiazione della pena detentiva implichi per
sua natura pregiudizi in ambito professionale e familiare a discapito del
condannato che la deve scontare (STF 6B_846/2015 del 31 marzo 2016 consid.
2.2.1.; STF 6B_375/2014 del 28 agosto 2014 consid. 2.6; STF 6B_605/2013 del 13
gennaio 2014 consid. 2.4.3; STF 6B_499/2013 del 22 ottobre 2013 consid. 1.4.).

 

                                         In concreto, tale criterio
ha un peso nullo per quanto attiene alle conseguenze sul condannato in ambito
familiare, ritenuto che la residuale espiazione avverrebbe in questo Cantone,
dove già vive sua madre, suo fratello, nonché la precedente e l’attuale
compagna con figli.

                                         Pure trascurabili
sarebbero le conseguenze dell’esecuzione della detenzione sul percorso
formativo dell’imputato, considerato che il carcere non gli precluderebbe di
proseguire ed approfondire la sua formazione di esperto contabile.

                                         Discorso
a sé stante merita il rischio di perdita dell’attuale posto di lavoro che
potrebbe derivare dall’espiazione della pena detentiva. Un eventuale
licenziamento può, infatti, costituire circostanza eccezionale dal profilo
della sensibilità alla pena (STF 6B_375/2014 del 28 agosto 2014 consid.
2.6).    

                                         L’imputato
lavora da ottobre 2015 presso la __________, attiva nella moda e che si occupa
dell’amministrazione di vari brand, dove segue, pure, una formazione per
diventare manager della tesoreria.

Tuttavia, per giurisprudenza costante, questo criterio di
prevenzione speciale permette soltanto correzioni marginali, ritenuto come la
pena debba sempre e comunque rimanere commisurata all’entità della colpa (STF
del 14 ottobre 2008, inc. 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008, consid. 3.2.; STF
del 12 marzo 2008, inc. 6B_370/2007, consid. 2.2; STF del 17 aprile 2007, inc.
6B_14/2007, consid. 5.2 e riferimenti; Stratenwerth,
Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II, Strafen und Massnahmen, Berna
2006, § 6, n. 72, pag. 205). Ciò non sarebbe il caso, in concreto, per
una pena detentiva di 3 anni (cioè, del massimo oltre il quale una sospensione
condizionale parziale non sarebbe più possibile).

Ciò detto, si aggiunge che l’operazione postulata dalla Difesa non
è ipotizzabile già soltanto perché l’obiettivo per cui la giurisprudenza ha
sviluppato tale criterio non sarebbe, in concreto, raggiunto nemmeno con una
simile – eccessiva – compressione della pena in quanto, vista l’entità della
colpa di AP 1, la parte da scontare non avrebbe potuto essere inferiore ai 18
mesi (DTF 134 IV 1, consid. 5.6; STF 6B_298/2015 del 17 marzo 2016, consid.
3.1.; STF 6B_716/2012 del 21 febbraio 2013, consid. 4; STF
6B_705/2010 del 2 dicembre 2010, consid. 5.1): il condannato avrebbe,
comunque, dovuto tornare in carcere con le prevedibili conseguenze sul piano
professionale.

 

                                         In una ponderazione
complessiva, dunque, questa Corte conferma la condanna di AP 1 alla pena
detentiva complessiva di 3 anni e 6 mesi.

 

                                   6.   Trattasi, infine, di
pena da espiare, non essendo realizzati, già solo per la sua entità, i
presupposti degli art. 42 e 43 CP.

 

Tassazione della nota d’onorario

 

                              7. a.   Per le
sue prestazioni in sede d’appello, il difensore d’ufficio dell’imputato - avv. DI
1 - ha prodotto la nota d’onorario 8 aprile 2016 che espone complessivi fr.
5'791.80, di cui fr. 5'440.- di onorario e fr. 351.80.- di spese (cfr.
doc. dib. appello 1, CARP 17.2015.206).

                                  b.   Si
premette che il tempo complessivo esposto di 30 ore di lavoro a fr. 180.-/ora
corrisponde a fr. 5'400.- e non a fr. 5'440.- come erroneamente indicato nella
suddetta nota professionale.

                                         Ciò detto, appaiono
adeguate 26 ore a fr. 180.- l’una, con conseguente approvazione dell’onorario
per fr. 4'680.-. La decurtazione è data dal fatto che sono approvate solo 4
delle 8 ore stimate relative al dibattimento d’appello ed alla trasferta A/R.

                                         Approvate integralmente
così come esposte sono, invece, le spese di cancelleria e quelle di trasferta,
per complessivi fr. 351,80.-.

                                         L’avv. DI 1
è esente dal pagamento dell’IVA.

La nota professionale del difensore è, pertanto, approvata per complessivi fr.
5’031.80 e anticipata dallo Stato.

 

                                         Giusta l’art. 135 cpv. 4
CPP, non appena le sue condizioni economiche glielo permettono, l’imputato condannato
a pagare le spese procedurali è tenuto a rimborsare allo Stato 9/10 della
retribuzione del patrocinatore (lett. a) ed a versare al difensore la
differenza tra la retribuzione ufficiale e l’onorario integrale.

 

                                         Sulla tassa di
giustizia e sulle spese

 

                                   8.   Visto l’esito
dell’appello, si conferma l’attribuzione degli oneri processuali a carico di AP
1 così come previsto al dispositivo 7. della sentenza impugnata.

 

                                         Gli oneri processuali del
presente giudizio seguono la soccombenza e vanno posti per l’appello di AP 1 a
suo carico nella misura di 9/10 mentre per 1/10 a carico della Stato e per
l’appello della procuratrice pubblica interamente a carico dello Stato (art.
428 cpv. 1 CPP).

 

 

Per questi motivi,

 

visti gli art.                      6, 10, 77, 80, 81, 84, 139, 348
e segg., 379 e segg., 398 e segg., 425 e 426 CPP; 

40, 47, 51, 305 bis CP;

19 LStup;

116 LStr;

nonché, sulle spese e sulle ripetibili, l’art. 428 CPP e la LTG,
rispettivamente il Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio
e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili,

dichiara e pronuncia:                                        

 

                              1. a.   L’appello di AP 1 è
parzialmente accolto.

 

                              1.
b.   L’appello della procuratrice pubblica è parzialmente accolto.

 

                                         Di
conseguenza, ricordato che, in assenza di impugnazione, i punti n. 1.3., 2.,
4., 5.2., 5.3., 6. e 8. del dispositivo della sentenza impugnata sono passati
in giudicato,

 

                               1.1.   AP
1 è dichiarato autore colpevole, oltre che di ripetuta incitazione
all’entrata, alla partenza o al soggiorno illegale, di:

 

                            1.1.1.   infrazione aggravata
alla LStup per avere, tra agosto 2013 e il 6 giugno 2014, a Rivera, Lugano,
Zurigo, in Spagna e in altre imprecisate località del Canton Ticino, dapprima
(da agosto 2013) quale complice di __________ e __________ e, in seguito (da
ottobre 2013) in correità con terzi (oltre ai primi due, IM 1 e terzi perseguiti
separatamente), agendo in banda, secondo accordi e con ruoli e modalità
prestabiliti, trafficando per mestiere, ripetutamente acquistato, importato,
posseduto, detenuto, preparato e alienato un quantitativo imprecisato di
cocaina, valutato in 987 grammi netti, vendendone personalmente 620 grammi
netti;

 

                            1.1.2.   riciclaggio di
denaro per avere, nel corso dell’anno 2013 fino al 6 giugno 2014, a Rivera,
Lugano e in altre imprecisate località della Svizzera, in 8 occasioni, mediante
società che si occupano di trasferimento di denaro, inviato in favore di
conoscenti e di trafficanti di stupefacenti in Spagna, Olanda e Repubblica
Dominicana, sia personalmente sia per il tramite di terze persone, un importo
complessivo di CHF 9'100.73, sapendo che il denaro era stato ottenuto mediante
infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti;

 

                               1.2.   AP 1 è prosciolto
dall’imputazione di riciclaggio di denaro per avere inviato, personalmente o
tramite terze persone, tramite agenzie money transfer, in due occasioni (06.03.2014
e 17.05.2014), complessivi fr. 1'952.- all’interno dei confini elvetici.  

 

                               1.3.   AP 1 è condannato alla
pena detentiva di 3 (tre) anni e 6 (sei) mesi, da dedursi il carcere preventivo
sofferto.

                               1.4.   La tassa di giustizia
di fr. 2'000.- e i disborsi relativi al procedimento di prima sede rimangono a
carico di AP 1 così come definito nel dispositivo n. 7. della sentenza
impugnata.

 

                                   2.   

                               2.1.   La nota professionale
8 aprile 2016 dell’avvocato DI 1 è approvata per:

 

-  onorario                     fr.          4’680.-

-  spese                          fr.            
351,80

Totale                             fr.        
5’013,80

 

ed è anticipata dallo Stato.

 

                               2.2.   In
caso di ritorno a miglior fortuna AP 1 sarà chiamato a rimborsare allo Stato
9/10 dell’importo anticipato per la sua difesa
d’ufficio. 

 

                               2.3.   La
richiesta di pagamento deve essere inviata, da parte del patrocinatore,
all’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative della Divisione della
giustizia, Via Naravazz 1, 6808 Torricella-Taverne, allegando l’originale del
presente dispositivo.

 

                               2.4.   Contro questa
decisione di tassazione è dato reclamo entro 10 giorni dalla notificazione al
Tribunale penale federale, 6501 Bellinzona.

 

                                   3.   Gli oneri
processuali dell’appello di AP 1, consistenti in:

 

-  tassa di giustizia                    fr.           800.-    

-  altri disborsi                            fr.           200.-    

                                                     fr.        1'000.-    

 

sono posti nella misura di 9/10 a carico dell’imputato e per il
restante 1/10 a carico dello Stato.

 

                                   4.   Gli oneri
processuali dell'appello della procuratrice pubblica, consistenti in:

 

-  tassa di giustizia                    fr.          800.–

-  altri disborsi                            fr.          200.–

                                                     fr.       1'000.–

 

sono interamente posti a carico dello Stato.

 

                                   5.   Intimazione a:

	
   

  	
   

  

                                        

                                   6.   Comunicazione a:

	
   

  	
  -   Corte
  delle assise criminali, 6901 Lugano

  -   Comando della
  Polizia cantonale, 6500 Bellinzona

  -   Ministero
  pubblico SERCO, 6501 Bellinzona

  -   Ufficio del
  Giudice dei provvedimenti coercitivi, 6900 Lugano 

  -   Sezione della
  circolazione, Ufficio giuridico, 6528 Camorino

  -   Sezione della popolazione, Ufficio della
  migrazione, 

      6501 Bellinzona

  -   Dipartimento
  sanità e socialità, 6501 Bellinzona

  -   Ministero
  Pubblico della Confederazione, 3003 Berna

  -   Ufficio
  centrale svizzero di Polizia, Sezione stupefacenti, 

      3003 Berna

  -  Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di
  denaro 

      (MROS), Nussbaumstrasse 29, 3003 Berna

  
	
   

  	
  P_GLOSS_TERZI

  	 

				

 

                                             

Per la Corte di appello e di revisione penale

La presidente                                                        Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali,
contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione
e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione
(art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non
sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,
il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.