# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3d1826f1-fe71-566a-930b-e7c907076fac
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-11-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 09.11.2011 14.2011.170
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2011-170_2011-11-09.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2011.170

  	
  Lugano

  9 novembre 2011

  B/fp/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Walser e Bozzini

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa a procedura sommaria in tema di
esecuzione e fallimenti dipendente dall’istanza 29 marzo 2011 presentata da 

 

	
   

  	
  CO 1 __________ 

  rappr. daRA 1 __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 __________ 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

tendente ad ottenere il rigetto definitivo
dell’opposizione interposta al PE n. __________ del 22 dicembre 2010 dell’Ufficio esecuzione di Lugano; 

 

sulla quale istanza il Giudice di pace del Circolo __________
con sentenza 27 settembre 2011 (inc. n. __________) ha così deciso:

 

“1. L’istanza è accolta.

     L’opposizione interposta dalla parte convenuta al
Precetto esecutivo n. __________

     dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Lugano è
respinta in via definitiva.

 

 2. La tassa di giustizia da anticipare dalla
parte istante di fr. 65.-- è a carico della 

     parte convenuta, la quale rifonderà
all’istante fr. 30.-- di indennità.

 

  3./4. Omissis.”

Sentenza impugnata tempestivamente da RE 1 che con
atto 

17 ottobre 2011 ne postula
l’annullamento e il rinvio dell’incarto al Giudice di pace

affinché le venga assegnato un nuovo termine per
le osservazioni;

 

 

ritenuto 

 

in fatto: 

                                         che con
precetto esecutivo n. __________ del 22 dicembre 2010 dell’UE di Lugano lo CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 260.-- oltre spese, indicando quale titolo di credito:
“Decreto multa 27/04/2010 n. __________ dip. delle finanze e dell’economia uff.
di tassazione – Multa, tassa di diffida 10-03-10 n. __________, tassa di diffida di pagamento 22-07-10”;

 

                                         che
interposta tempestiva opposizione da parte della debitrice, con istanza del 29 marzo 2011 il procedente ne ha chiesto al Giudice di pace del Circolo di __________ il
rigetto definitivo;

 

                                         che il
Giudice di pace, richiamati gli art. 253 e 256 CPC, ha assegnato alla convenuta
il termine per presentare le sue osservazioni per il 1. giugno 2011 con l’avvertenza che qualora non fossero inoltrate osservazioni nel termine citato,
egli avrebbe giudicato in base ai documenti prodotti dall’istante;

 

                                         che in seguito
alle richieste di proroga del socio gerente dell’escussa del 1. giugno 2011 rispettivamente del 13 luglio 2011 per motivi di salute, il termine per presentare le osservazioni è stato prorogato dal Giudice di pace una prima volta
al 13 luglio 2011 e una seconda volta – con ordinanza del 7 giugno (recte: 7 settembre) 2011 - al 21 settembre 2011, sempre con la suddetta avvertenza;

 

                                         che,
essendo l’ultimo termine trascorso infruttuosamente, con sentenza del 27 settembre 2011 il Giudice di pace ha accolto l’istanza e rigettato in via definitiva
l’opposizione; 

 

                                         che
contro il giudizio di primo grado il socio gerente della convenuta è insorto
con reclamo del 17 ottobre 2001, asserendo di trovarsi da mesi in un pessimo
stato di salute, che abitando a __________ si reca circa una volta alla
settimana in via __________ a __________ per ritirare la posta della società
reclamante e che mercoledì 14 settembre 2011 ha dovuto constatare che la buca lettere era stata aperta e presumibilmente svuotata, visto che non conteneva
nulla; 

                                         che, ha
sostenuto il socio gerente della reclamante, questa constatazione l’ha fatto
cadere in una nuova crisi depressiva, durata parecchi giorni e che una volta
riavutosi, venerdì 23 settembre 2011, ha chiesto alla Posta di __________ se
per la reclamante fossero state ritornate delle raccomandate, venendo a sapere
della missiva del Giudice di pace;

 

                                         che, ha
proseguito il socio gerente, lunedì 26 settembre 2011  ha contattato telefonicamente la Giudicatura di pace, riuscendo a parlare con il Giudice solo martedì
 27 settembre 2011, il quale dopo avergli spiegato l’accaduto, gli ha risposto
di avere quello stesso giorno emesso la sentenza e che non era disposto a
sentire le sue spiegazioni, atteso che aveva già concesso alla convenuta troppe
proroghe;

 

                                         che il
reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni;

                                       

considerato

 

in diritto:                       

                                         che
secondo l’art. 319 lett. a CPC sono impugnabili mediante reclamo, tra l’altro,
le decisioni inappellabili finali;

 

                                         che tale
è il caso per le decisioni nelle pratiche a tenore della LEF, segnatamente in
materia di rigetto dell’opposizione art. 80-84 LEF (cfr. art. 308 lett. b n. 3
CPC);

 

                                         che in
base all’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati a. l’applicazione
errata del diritto, b, l’accertamento manifestamente errato dei fatti;

 

                                         che la
reclamante lamenta la mancata notifica dell’avviso di ritiro della raccomandata
contenente la proroga del termine per presentare le sue osservazioni;

                                         

                                         che la
notificazione di citazioni, ordinanze e decisioni è fatta mediante invio
postale raccomandato o in altro modo contro ricevuta (art. 138 cpv. 1 CPC);

                                         

                                         che la
notificazione è considerata avvenuta quando l’invio è preso in consegna dal
destinatario oppure da un suo impiegato o da una persona che vive nella stessa
economia domestica aventi almeno 16 anni. Sono fatti salvi i casi in cui il
giudice dispone che un documento sia notificato personalmente al destinatario
(art. 138 cpv. 2 CPC);

                                         che la
notificazione è considerata avvenuta, in caso di invio postale raccomandato non
ritirato, il settimo giorno dal tentativo di consegna infruttuoso, sempreché il
destinatario dovesse aspettarsi una notificazione (art. 138 cpv. 2 lett. a
CPC);

 

                                         che,
nella fattispecie, il plico raccomandato contenente la fissazione di un nuovo
termine per il 21 settembre 2011 per presentare le osservazioni, è stato
consegnato alla posta in data 7 settembre 2011 per giungere il 9 settembre 2011 al punto di ritiro/ufficio di recapito di __________, il quale ha fissato con la
distribuzione della posta tramite l’avviso (foglietto giallo) il termine di
ritiro fino al 15 settembre 2011, per poi essere rinviato il 16 settembre 2011 alla Giudicatura di pace con la menzione “non ritirato” (cfr. ricerca
Track & Trace e la stessa raccomandata);

 

                                         che a
sostegno dell’asserita apertura e svuotamento della buca lettere al suo
recapito in via __________ il socio gerente della reclamante non fornisce
indizi convincenti, limitandosi ad esporre una sua spiegazione dei fatti non
suffragata da alcun affidabile oggettivo riscontro (nessuna seria prova è
infatti stata prodotta al riguardo) e, sebbene siano trascorse ormai diverse
settimane, a solo dichiarare la sua intenzione di inoltrare una denuncia penale
contro ignoti;

                                         

                                         che la
notificazione della proroga del termine al 21 settembre 2011 per presentare osservazioni va quindi considerata avvenuta il settimo giorno dal tentativo di
consegna infruttuoso, ossia il 15 settembre 2011, dovendo la reclamante attendersi una notificazione; 

 

                                         che ci si
può nondimeno chiedere se il mancato ritiro del plico raccomandato in rassegna
sia da attribuire ad un causa non imputabile all’insorgente, di modo che essa
possa beneficiare del ripristino di tale termine grazie all’istituto della restituzione
in intero dei termini;  

 

                                         che ai
sensi dell’art. 148 cpv. 1 CPC ad istanza della parte che non ha osservato un
termine, il giudice può infatti concedere un termine suppletorio o fissarne uno
nuovo se la parte rende verosimile di non aver colpa dell’inosservanza o di
averne solo in lieve misura, rispettivamente asserendo di essere stato impedito
ad agire entro il termine stabilito da un ostacolo non imputabile a sua colpa,
qualora tornasse applicabile l’art. 33 cpv. 4 LEF;

 

                                         che nella
fattispecie il socio gerente della reclamante non pretende tuttavia che il suo
(preteso) stato depressivo lo avrebbe condizionato a tal punto da impedirgli di
ritirare il plico raccomandato entro il termine di giacenza di sette giorni,
visto che per finire egli ha attribuito il mancato ritiro del relativo plico
postale all’abusiva apertura della buca lettere e al conseguente suo
svuotamento da parte di terze persone, affermazione questa rimasta però – come
rilevato - al rango di mera allegazione di parte senza serio supporto
probatorio alcuno; 

 

                                         che a
proposito della richiesta di proroga del termine del 13 luglio 2011 per l’inoltro delle osservazioni - giorno medesimo in cui era giunto a scadenza il
termine assegnato e già prorogato con ordinanza del 15 giugno 2011 - va
evidenziato che non risulta che il socio gerente della reclamante abbia
ritenuto di doversi informare circa l’esito di questa sua richiesta prima del 14 settembre 2011, cosa perlomeno strana se si considera che  essendo la proroga richiesta
di “almeno un mese e mezzo”, il termine sarebbe giunto a scadenza già alla fine
di agosto; 

 

                                         che fosse
anche vero che il mercoledì 14 settembre 2011 egli ha dovuto constatare quanto da lui preteso, il socio gerente non poteva in ogni modo non prendere in seria
considerazione - ritenuto quanto esposto al precedente considerando - che nel
frattempo gli fosse stata notificata la decisione del Giudice di pace sulla sua
richiesta di proroga del termine per presentare osservazioni all’istanza di
rigetto dell’opposizione, di modo che egli non poteva rimanere passivo di
fronte a questa circostanza, ossia – tenuto anche conto della sua formazione di
avvocato - non poteva prescindere dal chiedere alla Giudicatura di pace lumi al
riguardo;

 

                                         che, del
resto, lo stesso insorgente lo riconosce, asserendo di essersi dato da fare, ma
soltanto parecchi giorni dopo, ovvero il venerdì 23 settembre 2011, sempre a causa del suo preteso stato depressivo, chiedendo ragguagli alla posta di __________,
segnatamente se la raccomandata fosse nel frattempo già stata ritornata al
mittente;

 

                                         che,
sempre a suo dire, solo allora sarebbe venuto a sapere della relativa missiva,
il che lo avrebbe poi spinto a telefonare al Giudice di pace una prima volta il
 26 settembre 2011, purtroppo non trovandolo (gli avrebbe risposto solo la
sostituta giudice di pace), e una seconda volta martedì 27 settembre 2011,
questa volta trovandolo, ma sentendosi dire che ormai egli aveva già emanato la
sentenza; 

                                         che i
passi intrapresi dal reclamante per avere conferme dell’invio di una
raccomandata contenente un atto giudiziario riferito al presente procedimento
esecutivo si sono rivelati tuttavia  improduttivi a causa della tardiva
reazione messa in atto  dallo stesso insorgente, al quale nemmeno al riguardo è
riuscita la prova in merito all’asserzione, secondo cui egli non avrebbe 
potuto agire prima di venerdì 23 settembre 2011 per ovviare al preteso inconveniente constatato il 14 settembre precedente; 

 

                                         che per
finire il reclamante non ha reso verosimile di non avere colpa o di averne solo
in lieve misura dell’inosservanza del termine, rispettivamente di essere stato
impedito ad agire tempestivamente a causa di un ostacolo non imputabile a sua
colpa; 

                                         

                                         che non
vi è perciò motivo per ritornare gli atti al primo giudice per nuovo giudizio
previa assegnazione di un nuovo termine per presentare osservazioni
all’istanza;

                                         

                                         che
appare opportuno segnalare al socio gerente della reclamante che se i suoi
problemi di salute non gli consentono di occuparsi convenientemente
dell’amministrazione della società, si può comunque esigere che egli istruisca
un legale per occuparsi del contenzioso;                        

 

                                         che ne
discende pertanto la reiezione del reclamo;

 

                                         che gli
oneri processuali relativi al presente giudizio dovrebbero seguire la
soccombenza, ossia dovrebbero essere posti a carico della reclamante (art. 48,
61 cpv. 1 OTLEF e 106 cpv. 1 CPC);

 

                                         che data
la particolarità della fattispecie, si prescinde tuttavia dal riscuotere
spese;                    

 

per questi motivi

richiamati gli art. 33 cpv. 3 LEF e 138 CPC,

 

pronuncia:

 

                                   1.   Il
reclamo è respinto.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese. 

 

 

 

 

                                   3.   Intimazione:

                                         -  RE 1,
c/o socio gerente __________, __________;

                                         -  RA 1, __________;

 

                                           Comunicazione
al Giudice di pace del Circolo di __________. 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                                             La
segretaria

 

 

 

Giacché il valore litigioso della vertenza, di fr. 260.--,
non raggiunge il limite di legge di fr. 30'000.--, contro la presente decisione
è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione, solo se la controversia
concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2
lett. a LTF).

 

Nello stesso termine è possibile proporre al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, anche ricorso sussidiario in materia costituzionale
(art. 113 segg. LTF).