# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 52cbdf2d-3db6-58b9-82f9-8249820f111b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-04-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 10.04.2007 11.2005.165
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2005-165_2007-04-10.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2005.165

  	
  Lugano

  10 aprile
  2007/rgc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani ed Ermotti

  

 

	
  segretario:

  	
  Annovazzi, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa DI.2005.162
(protezione dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Bellinzona
promossa con istanza del 10 giugno 2005 da

 

	
   

  	
   AO 1 ,  

  (patrocinata dall'  ,
  )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP 1  

  (patrocinato dall'  PA 1 );

  

esaminati gli atti,

posti i seguenti

punti di questione:     1.   Se
dev'essere accolto l'appello del 5 dicembre 2005 presentato da AP 1 contro la
sentenza emessa il 22 novembre
2005 dal Pretore supplente del Distretto di Bellinzona;

                                         2.   Se
dev'essere accolto l'appello adesivo del 30 dicembre 2005 presentato da AA 1
contro la medesima sentenza;

                                         3.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

in fatto:                    A.   AP 1 (1948) e AA 1 (1955) si sono sposati a __________ il 14 agosto
1985. Dal matrimonio sono nati V__________, il 20 settembre1986, e A__________,
l'8 febbraio 1991. Il marito, già dipendente della __________, è al beneficio
di rendite d'invalidità. La moglie lavora a tempo parziale per la __________ del
__________. I coniugi si sono separati di fatto nel maggio del 2004, quando AP
1 ha lasciato l'abitazione coniugale (particella n. 879 RFD di __________,
comproprietà dei coniugi) per trasferirsi con i figli in un appartamento a __________.

 

                                  B.   Il 10
giugno 2005 AA 1 si è rivolta al Pretore del Distretto di Bellinzona con
un'istanza a protezione dell'unione coniugale, chiedendo l'autorizzazione a
vivere separata, l'attribuzione dell'alloggio coniugale, l'affidamento del
figlio A__________ e un contributo alimentare per sé di fr. 1207.05 mensili dal
giugno del 2004, oltre a uno di fr. 1535.40 mensili per il figlio. All'udienza
del 27 luglio 2005, indetta per la discussione, AP 1 ha aderito alla proposta
di vivere separati, ha chiesto di verificare che l'affidamento di A__________
alla madre fosse nell'interesse del figlio e si è opposto al versamen­to di qualsiasi
contributo alimentare.

                                         Esperita l'istruttoria, alla discussione finale del 26 settembre 2005
le parti hanno ribadito i rispettivi punti di vista.

 

                                  C.   Statuendo
con sentenza del 22 novembre 2005, il Pretore supplente ha autorizzato le parti
a vivere separate, ha affidato A__________ alla madre (riservato il diritto di
visita del padre) e ha obbligato AP 1 a versare un contributo alimentare di fr.
1345.– mensili (inclusa la rendita completiva) per la moglie dal 1° giugno 2004
al 30 giugno 2005, rispettivamente di fr. 1512.– mensili (inclusa la rendita
completiva) dopo di allora, oltre a un contributo alimentare di fr. 2000.–
mensili per il figlio (inclusa la rendita completiva) dal 1° giugno 2004. Le
spese, con una tassa di giustizia di fr. 400.–, sono state poste per tre quarti
a carico del convenuto e per il resto a carico dell'istante, alla quale il convenuto
è stato tenuto a rifondere un'indennità di fr. 500.– per ripetibili ridotte.

 

                                  D.   Contro
la sentenza appena citata AP 1 è insorto con un appello del 5 dicembre 2005 nel
quale chiede che il contributo di mantenimento per la moglie sia ridotto a fr.
715.– mensili dal 1° giugno 2004 al 30 giugno 2005 (fr. 880.– mensili in
seguito) e quello per il figlio a fr. 1767.– mensili. Nelle sue osservazioni
del 30 dicembre 2005 AA 1 propone di respingere l'appello e con appello adesivo
insta perché il suo contributo alimentare sia portato a fr. 1558.– mensili dal
1° giugno 2004 al 30 giugno 2005 e a fr. 1724.– mensili dopo di allora. Nelle
sue osservazioni del 19 gennaio 2006 AP 1conclude per il rigetto dell'appello adesivo.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Le
misure a protezione dell'unione coniugale (art. 172 segg. CC) sono emanate con
la procedura sommaria contenziosa di camera di consiglio (art. 4 cpv. 1 n. 5 e
art. 5 LAC con rinvio agli art. 361 segg. CPC). L'esame dei fatti è limitato
alla verosimiglianza (Rep. 1991 pag. 432 consid. 4a). La sentenza del Pretore è
impugnabile nel termine di 10 giorni (art. 370 cpv. 2 CPC). Tempestivo, sotto
questo profilo l'appello è dunque ricevibile. 

 

                                   2.   Riassunti
i criteri preposti alla definizione dei contributi alimentari nelle procedure a
tutela dell'unione coniugale, in concreto il Pretore ha accertato le entrate
mensili del marito in fr. 7043.85 netti fino al 30 giugno 2005 (rendita __________ fr.
2110.–, rendita __________ fr.
2765.45, rendita completiva per coniuge fr. 633.–, rendita com­pletiva per il
figlio A__________ fr. 1535.40) e in fr. 7376.– dopo di allora (adeguamento
delle varie rendite). Quanto al fabbisogno minimo, egli l'ha stabilito in fr. 2985.30 (minimo esistenziale
del diritto esecutivo fr. 1100.–, interessi ipotecari sulla casa fr. 525.–,
spese di riscaldamento fr. 192.–, premio della cassa malati fr. 266.20, assicurazione
stabili fr. 82.20, assicurazione dell'economia domestica e contro la responsabilità civile fr. 40.65,
tassa rifiuti fr. 16.25, tassa canalizzazioni
fr. 4.20, spese d'automobile fr. 100.–, imposte stimate fr. 450.–).

 

                                         Per quel
che è della moglie, il primo giudice ne ha accertato il reddito in fr. 2476.– netti
mensili a fronte di un fabbisogno minimo di fr. 2651.95 (minimo esistenziale
del diritto esecutivo per genitore affidatario fr. 1250.–, locazione fr. 866.65
[già dedotta la quota di fr. 433.35 compresa nel
fabbisogno in denaro del figlio], premio della cassa malati
fr. 233.40, assicurazione dell'economia domestica fr. 33.90, tassa rifiuti fr. 18.–,
spese di automobile fr. 250.–, imposte stimate fr. 250.–). Il fabbisogno in
denaro di A__________ è stato valutato in fr. 2002.35 mensili. Constatata
un'eccedenza di fr. 1839.– mensili fino al 30 giugno 2005 e di fr. 2171.20 dopo
di allora, il Pretore ha riconosciuto alla moglie il diritto a un contributo
alimentare di fr. 1345.– mensili fino al 30 giugno 2005, rispettivamente di fr.
1512.– in seguito, e al figlio un contributo di fr. 2000.– mensili.

 

                                    I.   Sull'appello
principale

 

                                   3.   Secondo l'appellante il Pretore avrebbe dovuto fissare il fabbisogno
in denaro di A__________ basandosi su quello previsto dalle raccomandazioni
pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento
professionale del Canton Zurigo per due fratelli, e non per un figlio unico,
giacché la V__________, seppure maggiorenne, continua a vivere insieme con la
madre e il fratello minore. Il fabbisogno in denaro del figlio minorenne, con i
debiti adattamenti della locazione e della posta per cura e educazione, am­monterebbe
quindi a fr. 1757.– mensili fino al 31 dicembre 2004 e a fr. 1567.– mensili in
seguito. 

 

                                         a)   Questa
Camera ha già avuto modo di ricordare che il giudice delle misure a protezione
dell'unione coniugale è abilitato a occuparsi unicamente di figli minorenni (art.
176 cpv. 3 CC). Di figli divenuti maggiorenni può occuparsi solo il giudice del
mantenimento (art. 277 cpv. 2 CC). Nondimeno, se le parti sono d'accordo su
quanto ancora spetta a un eventuale maggiorenne, il giudice delle misure a
protezione dell'unione coniugale tiene conto nel bilancio familiare anche di tale
cifra. In simile eventualità, se
il maggiorenne vive nella stessa economia domestica del minorenne, il
fabbisogno in denaro di quest'ultimo non è determinato secondo le raccomandazioni
pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del
Canton Zurigo come quello di un figlio unico, bensì come quello di un fratello (RtiD II-2006 pag. 694 consid. 4a con richiami).

 

                                         b)   In
concreto l'appellante continua a erogare alla figlia maggiorenne un contributo
pari alle rendite completive da lui riscosse dall'Assicurazione Invalidità e
dalla __________, ciò che non è litigioso né sul principio né sul relativo ammontare.
La mo­glie osserva che alla figlia l'appellante potrebbe versare di più, ma non
contesta che le rendite in oggetto spettino a V__________. Di tale circostanza
il giudice delle misure a protezione dell'unione coniugale deve dunque tenere
conto. Ciò posto, vivendo i due figli nella stessa economia domestica, A__________
va trattato alla stregua di un fratello. AO 1 non può dare atto, in altri
termini, che V__________ sia ancora legittimamente a carico della famiglia –
per lo meno in parte – e pretendere d'altro lato che A__________ vada considerato
come un figlio unico. Su questo punto l'appello del marito è provvisto di buon
diritto.

 

                                         c)   A
torto l'appellante reputa invece che il Pretore dovesse applicare l'edizione
2003 della tabella sui fabbisogni in denaro correlata alle raccomandazioni dell'Ufficio
della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo. Nelle questioni relative al mantenimento di minorenni il giudice ticinese
fissa i contributi alimentari (art. 285 cpv. 1 CC) facendo capo alle
raccomandazioni in vigore al momento del giudizio. Nel
caso in cui occorra statuire anche sui contributi pregressi, poco muta in
genere applicare le raccomandazioni degli anni precedenti. Dal 2000 in poi i
criteri in base ai quali l'Ufficio predetto definisce il fabbisogno medio in
denaro di figli minorenni sono rimasti invariati. Cambiano le tabelle di riferimento,
adeguate periodicamente al rincaro e adattate sul­l'uno o sull'altro punto, ma
gli aggiorna­menti rimangono contenuti. La tabella del 2000, ad esempio, è
stata sostituita solo nel 2003 e quella del 2003 è continuata a valere anche
per il 2004.

 

                                               Ora,
secondo la tabella del 2005 il fabbisogno medio in denaro di un figlio tra il
13° e il 18° anno di età che vive insieme con un fratello o una sorella ammonta
a fr. 1790.– mensili. Il coniuge affidatario che lavora al 60% può fornire
in natura unicamente il 40% del­la cura e dell'educazione (principio definito
“corretto” dal Tribunale federale: sentenza 5C.32/2002 del 13 marzo 2002,
consid. 5b), di mo­do che nella fattispecie il fabbisogno in denaro del figlio
va ricondotto a fr. 1688.– mensili. Oltre a ciò, va adat­tato il costo
dell'alloggio, che non ammonta a fr. 300.– mensili (valore medio stimato dalle
raccomandazioni), bensì a fr. 433.– (un terzo di fr. 1300.–: doc. G). Il
fabbisogno in denaro di A__________ si attesta, di conseguenza, a fr. 1821.– mensili.

 

                                   4.   Per quel che è del proprio
fabbisogno minimo, l'appellante sostiene che esso ammonta a fr. 4119.55 mensili
e non solo a fr. 2776.50, come ha accertato il primo giudice. Le poste
litigiose vanno esa­minate singolarmente.

 

                                         a)   In merito ai costi di riscaldamento, il Pretore ha riconosciuto una
spesa di fr. 192.70 documentata da una fattura del settembre 2004 (doc. 5). L'appellante
sottolinea che da allora il gasolio per uso domestico è rincarato di almeno il
50%, sicché si giustifica di riconoscergli un esborso di fr. 289.05 men­sili.
Che l'olio da riscaldamento sia rincarato in misura massiccia negli ultimi anni
è senz'altro notorio (art. 184 cpv. 3 CPC). Verosimile è inoltre che esso non torni
più ai livelli del 2004. D'altro lato non si può escludere in prospettiva un
certo assestamento. Equitativamente si può riconoscere all'attore dunque una
spesa di fr. 250.– mensili.

 

                                         b)   Quanto ai costi d'automobile, il
Pretore li ha valutati in fr. 100.– mensili. L'appellante
chiede di ammettere anche l'assicurazione RC e l'imposta di circolazione, oltre
a fr. 120.– mensili per il carburante. Secondo il minimo esistenziale del diritto
esecutivo egli non ne avrebbe diritto, non necessitando di un veicolo privato
per ragioni professionali né per esercitare il diritto di visita. La fine della
vita in comune non preclude però a un coniuge il diritto di mantenere – per quanto
le condizioni economiche della famiglia lo permettano – il tenore di vita
precedente (DTF 114 II 26). In concreto è pacifico che durante la vita in
comune il marito si spostava in automobile, sicché non sarebbe equo
precludergli ora tale mezzo di trasporto, tanto più che le risorse a
disposizione della famiglia sono sufficienti. Il costo dell'assicurazione RC e
l'imposta di circolazione di complessivi fr. 76.60 possono dunque essere ammessi.
Non invece l'aumento di fr. 20.– per il carburante, l'appellante non spiegando
perché l'importo di fr. 100.– stimato dal primo giudice non basterebbe.

 

                                         c)   L'appellante
chiede di aumentare le imposte stimate da fr. 450.– mensili (riconosciute dal
primo giudice) a fr. 1250.–. La pretesa tuttavia è nuova e come tale
irricevibile in appello (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC), davanti al Pretore l'interessato
essendosi limitato a indicare un carico fiscale di fr. 500.– mensili. Per il resto, in caso di separazione di fatto i coniugi possono
chiedere la scissione delle loro partite fiscali con effetto retroattivo al
momento della separazione (art. 8 cpv. 1 e 53 cpv. 2 LT a contrario).
Identico principio vige in materia di imposta federale diretta (art. 9 e 45
lett. a LIFD). Già per tale ragione le cifre prospettate nell'appello non
appaiono dunque attendibili.

 

                                         d)   Per
quel che concerne la manutenzione dello stabile (fr. 365.55 mensili), si tratta
di un'altra pretesa nuova, e perciò irricevibile, senza dimenticare che il giudice civile non è vincolato a
deduzioni fiscali che non risultino
corrispondere a spese verosimili. Ne segue che, in definitiva, il fabbisogno minimo
dell'interessato ammonta a fr. 2910.40 mensili.

 

                                   5.   L'appellante
contesta altresì il fabbisogno minimo della moglie, che chiede di ridurre da
fr. 2901.95 a fr. 2746.95 mensili per tenere conto della partecipazione di
Vania alle spese d'alloggio. La pretesa è infondata. Questa
Camera ha già avuto modo di ribadire che eventuali partecipazioni di figli
maggiorenni conviventi sono destinate a coprire i costi supplemen­tari
dell'economia do­me­stica causati dalla loro coabitazione ed equivalgono a un
rimborso delle spese, non a un reddito del genitore. D'altro lato, nessuna
norma impone a un genitore di lucrare sulla coabitazione di figli maggiorenni
(I CCA, sentenza inc. 11.1998.54 del 12 febbraio 1999, pubblicata in: FamPra.ch
2000 pag. 138 consid. 3; sentenza inc. 11.2002.96 del 18 giugno 2004 consid.
14a). Al riguardo l'appello non merita pertanto altra disamina.

 

                                   II.   Sull'appello adesivo

 

                                   6.   L'appellante adesiva
chiede che al reddito del marito si aggiungano fr. 300.– mensili per la
locazione di un piccolo appartamento nell'abitazione coniugale a __________. Il
Pretore non ne ha tenuto conto, poiché __________, che occupa l'appartamento,
ha dichiarato di non versare pigione alcuna. Il che è vero, __________ avendo effettivamente
dichiarato di offrire solo al convenuto, quale corrispettivo per la messa a
disposizione dell'alloggio, il suo aiuto a determinate attività o la cena gratuita
nell'esercizio pubblico da lui gestito a __________ (deposizione del 12 settembre
2005: verbali, pag. 9). Certo, a rigore il marito potrebbe
essere tenuto a riscuotere una pigione. Nemmeno la moglie pretende tuttavia che,
nelle condizioni in cui versa, la famiglia necessiti per forza di tale introito.

 

                                   7.   Per quanto riguarda il
proprio fabbisogno minimo, l'appellante adesiva chiede di aumentarlo da fr.
2901.95 a fr. 3025.95 mensili. Le poste litigiose vanno, ancora una volta,
esaminate singolarmente.

 

                                         a)   Relativamente
alle spese accessorie, dal conteggio prodotto (doc. H) non è
possibile distinguere tra il costo dell'elettricità, compreso nel minimo
esecutivo, e quello del riscaldamento, che va considerato in aggiunta. Resta il
fatto che davanti al Pretore il convenuto non aveva mosso contestazioni al proposito
(riassunto scritto del 27 luglio 2005, pag. 2), sicché nel fabbisogno minimo
dell'interessata vanno inseriti i fr. 24.– mensili supplementari chiesti con
l'appello adesivo.

 

                                         b)
  Quanto all'onere fiscale, l'interessata chiede di aumentare il proprio da
fr. 250.– mensili (riconosciuti dal primo giudice) a fr. 350.–. Se non che,
essa omette qualsiasi motivazione al proposito, limitandosi a evocare il fatto
che dal 2004 in poi il carico tributario sarebbe aumentato. Certo, il marito le
ha riconosciuto imposte per fr. 420.– mensili (appello, pag. 9), in base però
allo stesso calcolo inattendibile sulla scorta del quale egli pretendeva di
pagare imposte per fr. 1250.– mensili (sopra, consid. 4c). Su questo punto
l'appello va dunque dichiarato irricevibile per carenza di motivazione (art.
309 cpv. 2 lett. f CPC con rinvio al cpv. 5). Il fabbisogno minimo della moglie
ascende in ultima analisi, dopo quanto si è detto, a fr. 2925.95 mensili.

 

                                   8.   Nelle circostanze illustrate
si presenta il seguente quadro delle entrate e delle uscite familiari:

 

                                         Dal 1° giugno 2004 al 30 giugno 2005

                                         reddito del marito (non contestato)                    fr.
7043.85

                                         reddito
della moglie (non contestato)                 fr. 2476.—

                                                                                                              fr.
9519.85 mensili

                                         fabbisogno
minimo del marito (consid. 4d)         fr. 2910.40

                                         fabbisogno
minimo della moglie (consid. 7b)      fr. 2925.95

                                         fabbisogno
in denaro di A__________ (consid. 3c)                      fr. 1821.—

                                                                                                              fr.
7657.35 mensili

                                         eccedenza                                                      fr. 
1862.50

                                         metà
eccedenza                                              fr.    931.25 mensili

                                         Il marito può
conservare per sé:

                                         fr.
2910.40 + fr. 931.25                                     fr. 3841.65 mensili,

                                         deve versare alla
moglie                                   fr. 1380.— mensili

                                         e
destinare ad A__________                                                    fr. 1820.— mensili (arrotondati).

                                         

                        
                Dal 1° luglio 2005 in
poi

                                         reddito del marito                                             fr.
7376.—

                                         reddito
della moglie                                          fr. 2476.—

                                                                                                              fr.
9852.— mensili

                                         fabbisogno
minimo del marito                           fr. 2910.40

                                         fabbisogno
minimo della moglie                        fr. 2925.85

                                         fabbisogno
in denaro di A__________                fr. 1821.—

                                                                                                              fr.
7657.25 mensili

                                         eccedenza                                                      fr. 
2194.75

                                         metà
eccedenza                                              fr.  1097.—

                                         Il marito può
conservare per sé:

                                         fr.
2910.40 + fr. 1097.–                                     fr. 4007.40 mensili

                                         deve versare alla
moglie                                    fr.
1545.— mensili (arrotondati)

                                         e
deve destinare ad A__________                                             fr. 1820.— mensili (arrotondati).

                                         

                                         Ciò posto, entrambi i rimedi giuridici vanno accolti, seppure in
proporzione diversa, entro tali limiti. 

 

                                  III.   Sulle
spese e le ripetibili

 

                                   9.   Gli
oneri processuali seguono la reciproca soccomben­za (art. 148 cpv. 2 CPC).
L'appellante principale ottiene una certa riduzione del contributo per il
figlio, ma non di quello per la moglie, sicché appare equo porre a suo carico
due terzi dei costi, con obbligo di versare alla controparte un'indennità per
ripetibili ridotte. Quanto all'appello adesivo, la moglie si vede riconoscere
un lieve aumento del contributo. Data l'esigua differenza tra l'importo fissato
dal Pretore e quello risultante dal calcolo (fr. 35.–
mensili), si giustifica di rinunciare a riscuotere la trascurabile quota che andrebbe
a carico del marito, il quale ha diritto a un'equa indennità per ripetibili, commisurata
alla stringatezza delle osservazioni (una pagina). Il giudizio odierno non incide
in maniera apprezzabile, invece, sul dispositivo di prima sede relativo alla tassa
di giustizia, alle spese e alle ripetibili, che può rimanere invariato.

 

                                10.   Per
quanto riguarda i rimedi giuridici sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d
LTF), il valore litigioso ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF supera abbondantemente
la soglia dei fr. 30 000.–, ove appena si capitalizzi la riduzione litigiosa in appello sui
contributi alimentari dovuti dal convenuto in virtù della sentenza originaria (da
fr. 1345.– a fr. 715.– mensili), fermo restando che il contributo in favore del
figlio si estinguerà alla maggiore età, mentre in difetto di scadenze
prevedibili quello per la moglie va – nel dubbio – calcolato a vita.

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   Gli appelli sono parzialmente accolti, nel senso che il dispositivo n. 3 della
sentenza impugnata è così riformato:

                                         AO
1 è tenuto a versare entro il 5 di
ogni mese a AO 1, a titolo di contributo alimentare, i seguenti importi:

                                         dal 1°
giugno 2004 al 30 giugno 2005:

                                         fr.
1380.– per la moglie stessa e

                                         fr.
1820.– per il figlio A__________.

                                         dal 1°
luglio 2005 in poi:

                                         fr.
1545.– per la moglie stessa e

                                         fr.
1820.– per il figlio A__________.

                                         Le somme che precedono includono già la
rendita completiva e gli eventuali assegni familiari.

                                         Per
il resto gli appelli sono respinti nella misura in cui sono ricevibili e la
sentenza impugnata è confermata.

 

                                   2.   Gli oneri dell'appello
principale, consistenti in:

                                         a) tassa di
giustizia      fr. 340.–

                                         b) spese                         fr.  
50.–

                                                                                fr.
390.–

                                         sono posti per due terzi a carico di AP 1 e per un terzo a carico AO
1, alla quale l'appellante rifonderà fr. 1250.– per ripetibili ridotte.

 

                                   3.   Gli
oneri dell'appello adesivo, consistenti in:

                                         a) tassa di
giustizia ridotta   fr. 250.–

                                         b) spese                                 
fr.   50.–

                                                                                        
fr. 300.–

                                         sono posti a carico dell'appellante adesiva, che rifonderà alla
controparte fr. 300.– per ripetibili ridotte.

 

                                   4.   Intimazione
a:

	
   

  	
  –    ;

  –   , .

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza
carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, è ammissibile entro trenta giorni dalla notificazione delle
decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95
a 98 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in
materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 e 100 cpv. 1 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ri­correre
è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.