# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9efd4e1a-175d-527d-91a3-c7a8d5fd49f4
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-08-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.08.2010 D-5514/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5514-2010_2010-08-12.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5514/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 2  a g o s t o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione di Emilia Antonioni, giudice;
cancelliera Lydia Lazar Köhli.

A._______, nato il (...),
Georgia,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 27 luglio 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5514/2010

Visto:

la prima domanda d'asilo che il ricorrente ha presentato in data (...) in 
Svizzera,

la  decisione  del  23 marzo 2010  dell'UFM  che  ha  respinto  la 
menzionata  domanda ed  ha  ordinato  l'allontanamento  del  ricorrente 
dalla Svizzera, 

la  sentenza del  30 marzo 2010 del  Tribunale  amministrativo federale 
(di  seguito:  il  Tribunale)  che  ha  respinto  il  ricorso  inoltrato  da l 
ricorrente contro la suddetta decisione, 

la seconda domanda d'asilo in Svizzera che il ricorrente ha presentato 
in data 19 luglio 2010,

i  verbali  dell'audizione  sulle  generalità  (di  seguito:  verbale  1)  e 
dell'audizione,  in  virtù  del  diritto  di  essere  sentito  in  merito 
all'applicazione  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  e  della  legge  sull'asilo  del  
26 giugno 1998  (LAsi,  RS  142.31),  (di  seguito:  verbale  2)  entrambe 
avvenute in data 27 luglio 2010,

il  verbale  della  decisione  dell'UFM  del  27 luglio 2010,  notificata 
oralmente al ricorrente il giorno stesso (cfr. risultanze processuali), 

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 30 luglio 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato),

l'incarto  dell'UFM,  pervenuto  a  codesto  Tribunale  in  copia  via  fax  il  
3 agosto 2010 ed in originale il 4 agosto 2010,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono, 

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale del  
20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa (PA, RS 172.021), 
dalla legge del 17 giugno 2005 sul  Tribunale amministrativo federale 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  del  17 giugno  2005  sul  Tribunale 
federale  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  del  26 giugno  1998 
sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

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che  il  Tribunale  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni 
dell'UFM  in  materia  d'asilo  (art. 31  e  art. 33 lett. d  LTAF,  nonché 
art. 105 LAsi e art. 83 lett. d cpv. 1 LTF), 

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett. e  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa, 

che,  per  conseguenza,  la  conclusione  ricorsuale  tendente  alla 
concessione dell'asilo è inammissibile,

che,  nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie  le  condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art. 48  cpv. 1  e 
all'art. 52 PA nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  il  ricorrente ha 
dichiarato  di  essere  di  etnia  georgiana,  originario  di  B._______ 
(C._______) e di aver avuto ultimo domicilio dal 1996 al suo espatrio a 
D._______, nella provincia di E._______ (Georgia),

che egli ha affermato di aver lasciato la Svizzera dopo la conclusione 
infruttuosa della sua prima procedura d'asilo, a seguito della sentenza 
del Tribunale del 30 marzo 2010, e di essersi recato in Germania,

che egli ha inoltre affermato di aver inoltrato la sua seconda domanda 
d'asilo per i medesimi motivi per cui ha depositato la prima, senza che 
si siano aggiunte nuove ragioni a parte il fatto che suo cugino sarebbe 
stato interrogato a più riprese da delle persone alla sua ricerca (cfr.  
verbale 1 pag. 5 e verbale 2 pag. 2),

che,  nella  decisione  del  27 luglio 2010,  l'UFM ha  constatato  che  la 
prima procedura d'asilo è definitivamente conclusa e che i fatti addotti  
dal ricorrente nella presente procedura non sono propri a motivare la  
qualità di rifugiato o determinanti per la concessione della protezione 
provvisoria, 

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai  sensi  dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi; che detto Ufficio  ha 
anche pronunciato l'allontanamento del ricorrente dalla Svizzera e la 
sua esecuzione verso la Georgia siccome lecita, esigibile e possibile,

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che nel ricorso l'insorgente fa valere che, poiché suo cugino sarebbe 
stato interrogato più volte a suo riguardo, la sua situazione si sarebbe 
aggravata e richiederebbe l'entrata nel merito della sua domanda; che 
afferma inoltre di  necessitare di  due settimane per  poter presentare 
dei documenti provanti i rischi che egli incorrerebbe in caso di rientro 
nel suo Paese d'origine,

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della  decisione impugnata e la trasmissione degli  atti  
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 
domanda  d'asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'asilo  o 
dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda 
d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle 
presumibili spese processuali,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, non si entra nel merito di  una 
domanda d'asilo se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una 
procedura d'asilo  terminata con decisione negativa o se, mentre era 
pendente  la  procedura  d'asilo,  è  rientrato  nel  Paese  d'origine  o  di 
provenienza, a meno che dall'audizione non vi siano indizi che siano 
intervenuti nel frattempo fatti propri a motivare la qualità di rifugiato o 
determinanti per la concessione della protezione provvisoria, 

che la precedente procedura d'asilo si è definitivamente conclusa con 
la crescita in giudicato della decisione dell'UFM del 23 marzo 2010, a 
seguito della sentenza del 30 marzo 2010 del Tribunale con la quale 
veniva respinto il ricorso inoltrato dall'insorgente,

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi), 

che, infatti, le allegazioni decisive in materia d'asilo, si esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato, 

che,  innanzitutto,  il  ricorrente  ha,  nel  corso  della  prima  audizione, 
espressamente affermato che i motivi della sua domanda sarebbero gli 
stessi  di  quelli  invocati  nel  corso  della  prima  procedura  d'asilo  (cfr. 
verbale 1 pag. 5); che il ricorrente ha allegato il fatto che, in Patria, suo 

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cugino sarebbe stato interrogato più volte a suo riguardo, unicamente 
nel corso della seconda procedura (cfr. verbale 2 pag. 2); che, quindi,  
vi è ragione di ritenere che questa semplice allegazione sia stata resa 
per i fini di causa, poiché, se rivestisse l'importanza che il ricorrente le 
dà in  sede di  ricorso,  egli  l'avrebbe immediatamente  resa nel  corso 
della prima audizione; che, inoltre, come rettamente rilevato dall'UFM, 
quest'allegazione  attiene  ai  motivi  esposti  nel  corso  della  prima 
procedura d'asilo, peraltro, già stati considerati inverosimili; che, infine, 
detta allegazione non fornisce alcun indizio circa eventuali pericoli  ai 
quali il ricorrente incorrerebbe in caso di rientro in Patria;

che  non  soccorre  il  ricorrente  nemmeno  l'affermazione  secondo  cui 
egli  sarebbe  in  procinto  di  ottenere  dei  documenti,  non  meglio 
specificati,  atti  a  provare  le  persecuzioni  asserite;  che  egli,  infatti, 
avendo inoltrato la sua prima domanda l'8 febbraio 2010, ha già avuto 
a disposizione tempo a sufficienza per completare le sue allegazioni; 
che, pertanto, la stessa è una semplice allegazione pretestuosa, volta 
a guadagnare tempo,

che, alla luce di quanto evocato, v'è ragione di concludere che  non vi 
siano indizi che siano intervenuti, fra la prima e la seconda procedura 
d'asilo, fatti propri a motivare la qualità di rifugiato o determinanti per  
la  concessione  della  protezione  provvisoria  ai  sensi  della 
giurisprudenza  (cfr.  Decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale 
svizzero [DTAF] 2009/53 consid. 4.2 pag. 769 e i relativi riferimenti),

che,  per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  che  i  fatti 
nuovamente  addotti  dall'insorgente  nella  presente  procedura  d'asilo, 
non sono propri a motivare la qualità di rifugiato o determinanti per la 
concessione della protezione provvisoria, 

che,  da quanto esposto, discende che in  materia  di  non entrata  nel 
merito  il  ricorso, destituito  d'ogni  e benché minimo fondamento, non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata, 

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]), 

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che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art.  83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20);  
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) 
e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento  del  ricorrente in  Georgia possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art.  33 della convenzione 
del  28  luglio  1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
esporre  il  ricorrente  in  Patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di 
trattamenti  contrari  all'art. 3 della  convenzione del 4 novembre 1950 
per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione del 10 dicembre 1984 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), 

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile,

che,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento 
riconducibili  all’art.  44  cpv.  2  LAsi  e  all'art.  83  cpv.  4  LStr,  dopo 
l'armistizio del 12 agosto 2008, negoziato tramite l'Unione europea, da 
Russia  e  Georgia,  in  quest'ultimo  Paese  non  vige  attualmente  una 
situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
ha un'esperienza professionale quale  (...) e dispone in Patria  di  una 
rete famigliare, costituita da sua madre, sua nonna e suo cugino (cfr. 
verbale 2 pag. 3) ed altri zii (cfr. verbale 1 pag. 4); che, inoltre, avendo 
vissuto  in  Patria  la  maggior  parte  della  sua  vita  non  vi  è  motivo  di 
ritenere che il ricorrente non disponga di una rete sociale,

che l'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrie di gravi  
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria (v. sulla problematica Giurisprudenza ed informazioni della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
2003 n. 24),  senza  che  ad  un  esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa 

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emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici;  
che, infatti, gli  unici timori legati alla sua salute non sono attuali  e si  
riallacciano,  come  egli  ha  espressamente  affermato,  alle  pretese 
persecuzioni (cfr. verbale 1 pag. 6),

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese d'origine è ragionevolmente esigibile,

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che 
il  ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni 
documento indispensabile al  rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12 
pagg. 513-515); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure 
possibile, 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata, 

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi)  dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di  CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
F._______ (Raccomandata; allegato bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di F._______, (via fax, 
con preghiera di  notificare la  sentenza al  ricorrente e di  ritornare 
l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale amministrativo federale; 
allegato: incarto N [...])

- G._______(in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Lydia Lazar Köhli

Data di spedizione:

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