# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f54885bb-aff3-525f-acc8-893f6363f848
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-04-29
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 29.04.2021 15.2020.135
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2020-135_2021-04-29.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2020.135

  	
  Lugano

  29 aprile 2021 

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo sul ricorso 18 dicembre 2020 presentato da

 

	
   

  	
  RE 1, __________

  RI 1, __________

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione di Lugano,
o meglio contro il precetto esecutivo emesso il 3 dicembre 2020 nell’esecuzione
n. __________ promossa nei confronti della sola RE 1 dallo

 

	
   

  	
  Stato Canton Ticino, Bellinzona

  (rappresentato dall’Ufficio dell’incasso e
  delle pene alternative,

   Bellinzona)

   

  

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Sulla
scorta del precetto esecutivo n. __________ emesso il 3 dicembre 2020 dall’Ufficio
d’esecuzione (UE) di Lugano, lo Stato Canton Ticino ha escusso RE 1 per l’incasso
di complessivi fr. 3'992.–, indicando quale causa del credito 19 fatture
relative a tasse di giudizio, spese e oneri relativi a
diverse senten­ze della Pretura penale, della Corte di appello e revisione
penale (CARP), della III Camera civile e della Camera di protezione del
Tribunale d’appello.

 

                                  B.   Con
un ricorso firmato anche dal marito RI 1, RE 1 chiede (1) di annullare il
precetto esecutivo, (2) “di
tacitare il creditore con la sospensione procedurale fino all’accertamento
degli abusi procedurali cantonali e all’emissione della decisione di condo­no
del Consiglio di Stato e della riformulazione della convenzione di pagamento
UIPA”, (3) di addossare le spese al Cantone “per quan­to arrecato dall’Ufficio di
esecuzione e dai curatori”, (4+5) di emettere una
multa disciplinare di fr. 6'000.– al curatore avv. __________ e all’avv. __________,
(7-8) di assegnare un indennizzo di fr. 5'000.– per funzionario “dall’Ufficio di esecuzione e UIPA”, di fr. 5'000.– dai curatori a RI 1 e (9) di fr. 5'600.– ai
ricorrenti quale rimborso delle spese redazionali e indennità d’incon­­venienza.

 

                                  C.   Stante
il suo carattere manifestamente irricevibile, il ricorso non è stato notificato
né all’UE né alla controparte per osservazioni.

 

Considerato

 

in diritto:                 1.   Nella misura in cui è diretto contro il precetto esecutivo emesso
nei confronti di RE 1, il “reclamo” può essere trattato come ricorso nel senso dell’art. 17 LEF dalla
Camera esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello
nella sua veste di autorità di vigilanza cantonale (art. 3
LPR). Invece come reclamo “art.
319-230 CPC” il ricorso si rivela irricevibile siccome
non indica quale decisione civile di prima istanza ne sarebbe l’oggetto.

 

                                   2.   Contrariamente
ai ricorsi dell’8 settembre 2020 (15.2020.87/104), tuttora pendenti in attesa
delle decisioni del Tribunale federale (inc. 5A_894-895/2020), il ricorso in
esame, nella misura in cui è ricevibile
(sopra consid. 1), verte su un solo precetto esecutivo di­retto contro
la sola RE 1. Non è pertanto necessario impartirle un termine per emendare il
ricorso, togliendone tutte le censure riferite alla sola posizione del marito e
i relativi documenti.

 

                                   3.   Nella
misura in cui è presentato da RI 1, il ricorso è manifestamente irricevibile,
siccome egli non è parte della procedura esecutiva n. __________ e i coniugi
non formano un litisconsorzio necessario, per tacere del fatto che il ricorso
non risulta approvato dal suo curatore. Ne segue che non si entrerà in materia
sulle conclusioni n. 3-5, 7 e 8 (sopra ad B) che riguardano solo il marito. Ad
ogni modo, esse esulano dalla competenza di questa Camera quale autorità di
vigilanza (v. anche sotto consid. 4-6). A RI 1 è già stato ricordato più volte
di non essere più legittimato a presentare ricorsi o reclami senza l’avallo del
suo curatore (ad esempio sentenza della CEF 14.2020.24 del 6 marzo 2020 consid.
1.2). Viene ora formalmente avvertito che futuri suoi ricorsi o reclami non
approvati dal curatore verranno restituiti al mittente senz’ulteriore formalità
(art. 132 cpv. 3 CPC per analogia).

 

                                   4.   Sull’unica
questione che rientra nella competenza di questa Camera – ovvero la validità
formale del noto precetto esecutivo –, RE 1 fa valere che la procedura
esecutiva sarebbe illecita perché il Consiglio di Stato non ha ancora statuito
sulla sua richiesta di condono e perché ritiene di essere vittima di una
disparità procedurale rispetto al marito, siccome nei propri confronti è stato
emesso un precetto esecutivo, mentre il curatore del marito ha ottenuto una
sospensione.

 

                                         Ora,
queste sono censure che riguardano la procedura di condo­no e non la procedura
esecutiva. Esse sono rivolte all’operato del­l’Ufficio dell’incasso e delle
pene alternative (UIPA) e del Consiglio di Stato, organi sui quale non si
estende la vigilanza di questa Camera. Per quanto attiene all’operato dell’UE,
esso si è limitato a emettere e notificare il precetto esecutivo sulla scorta
della domanda d’esecuzione conformemente agli art. 67 segg. LEF. Non gli
spettava – e neppure a questa Camera quale autorità di vigilanza – esaminare la
fondatezza del credito posto in esecuzione (DTF 140 III 483 consid. 2.3.1).
Semmai la ricorrente potrà presentare le sue critiche nella procedura di
rigetto dell’opposizione (art. 80 segg.
LEF), fermo restando che nel Cantone Ticino l’auto­­rità competente per
statuire su una domanda di condono delle spese processuali è quella che le ha
stabilite, perlomeno per quan­to concerne il condono delle spese
stabilite in decisioni giudiziarie civili, fondato sull’art. 112 CPC (sentenza
della CEF 14.2017.46/ 47 del 26 giugno 2017).

 

                                   5.   La
seconda conclusione volta a “tacitare il creditore con la sospensione procedurale
fino all’accertamento degli abusi procedurali cantonali e all’emissione della
decisione di condono del Consiglio di Sta­to e della riformulazione della
convenzione di pagamento UIPA” non è motivata ed è
pertanto irricevibile (cfr. art. 7 cpv. 3 lett. b della legge
cantonale sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento
[LPR, RL 280.200]). La ricorrente non indica quale norma di legge
prevedrebbe la sospensione della procedura esecutiva d’incasso di spese
giudiziarie di cui è stato chiesto il condono prima che lo stesso sia stato
concesso. Non è il caso dell’art. 112 CPC.

 

                                   6.   Sono
pure irricevibili le ricorrenti domande di risarcimento (giusta l’art. 5 LEF)
di ricusa del presidente e dell’ispettore di questa Camera e d’indicazione
preventiva della composizione della Came­ra, come già spiegato alla ricorrente
nella sentenza 15.2020.16 del 24 marzo 2020 (consid. 3, 6 e 7), vanamente impugnata
al Tribunale federale (decisione 5A_361/2020 del 9 giugno 2020).

                                   7.   Per legge non si preleva la tassa di giustizia e
non si assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a
e 62 cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

                                7.1   La
richiesta della ricorrente di porre le spese a carico del Cantone e d’indicarne
preventivamente l’ammontare è così senza oggetto, così come la nona conclusione
volta al rimborso delle spese redazionali, quantificate in di fr. 600.–, e
all’assegnazione di un’in­­dennità d’inconvenienza di fr. 5'000.–.

                                7.2   Visto
il carattere querulomane e abusivo del ricorso, in cui RE 1 continua a far
valere in gran parte gli stessi argomenti già sostenuti
in precedenti procedure senza tenere minimamente conto delle decisioni
che ne hanno decretato l’inammissibi­­lità o l’infondatezza, entrerebbero in
considerazione l’inflizione di una multa a suo carico e la condanna al
pagamento di tasse e spese (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF). Andrebbe però
solo ad aggiungersi alle altre spese giudiziarie oggetto dell’esecuzione qui in
discussione (e dell’esecuzione n. __________
di cui all’inc. 15.2020.104), rischiando
di dare luogo a ulteriori e inutili perdite di tempo e di risorse per
incassarle e trattare i ricorsi connessi con la riscossione. Visto l’avvertimento
contenuto nella citata sentenza 15.2020.16 (consid. 8), la Camera rende
attenta la ricorrente che futuri ricorsi o reclami di carattere manifestamente
querulomane verranno dichiarati irricevibili con decisioni sommariamente
motivate.

 

Per questi
motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso di RE 1 è irricevibile.

 

                                   2.   Il
ricorso di RI 1 è irricevibile. Egli è reso attento che futuri
ricorsi o reclami da lui presentati senza l’approvazione del curatore gli
verranno restituiti senz’ulteriore formalità.

 

                                   3.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   4.   Notificazione a:

	
   

  	
  –    (con
  copia per conoscenza al curatore, avv. __________, __________);

  –   ;

  –   .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio d’esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.