# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** abd85329-a11b-5881-84bf-3fb9a9d9d514
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-05-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.05.2013 36.2012.96
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2012-96_2013-05-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2012.96

   

  cs

  	
  Lugano

  15 maggio
  2013

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 10 dicembre 2012
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1

    

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 12 novembre
  2012 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale di compensazione
  Ufficio dei contributi, 

  6500 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione contro le
  malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con scritto
del 2 marzo 2012 RI 1, rappresentato dal curatore __________, a sua volta
patrocinato da RA 1 RA 1, si è rivolto all’Ufficio dei contributi, settore
assicurati sospesi, domandando, in applicazione dell’art. 83a LCAMal, di
rilasciare al proprio assicuratore la garanzia di assunzione dei crediti
pregressi “così da sbloccare le prestazioni sospese” (cfr. sentenza
36.2012.56 del 3 settembre 2012).

                               1.2.   Con lettera
del 4 aprile 2012, dopo essere stata sollecitata dall’assicurato,
l’amministrazione ha rifiutato di rilasciare la chiesta garanzia giacché dal 1°
gennaio 2012 l’art. 83b LCAMal prevede che il Cantone non assume i premi e le
partecipazioni ai costi in arretrato scaduti al momento dell’entrata in vigore
della modifica dell’art. 64a LAMal (cfr. sentenza 36.2012.56 del 3 settembre
2012).

 

                               1.3.   Dopo un
ulteriore scambio di corrispondenza ed un ricorso per denegata giustizia
inoltrato al TCA, accolto con sentenza del 3 settembre 2012 che ha fatto ordine
alla Cassa cantonale di compensazione di emanare una decisione formale in tempi
brevi (inc. 36.2012.56), l’amministrazione, con decisione dell’8 ottobre 2012
(doc. 8), sostanzialmente confermata dalla decisione su reclamo del 12 novembre
2012 (doc. B), ha rifiutato di rilasciare la garanzia di pagamento richiesta. 

                                         La Cassa
sostiene che in applicazione dell’art. 83b LCAMal il Cantone non assume i premi
e le partecipazioni ai costi in arretrato scaduti al momento dell’entrata in
vigore della modifica dell’art. 64a LAMal. Allo scopo di garantire la
continuazione dell’applicazione del sistema in essere sino al 31 dicembre 2011 a fattispecie realizzatesi prima del 1° gennaio 2012 e oggetto di richieste formalizzate prima
di tale data, sono state create le apposite basi legali nella LCAMal (art. 83a)
e nel RLCAMal (art. 50).

                                         

                               1.4.   RI 1, sempre
rappresentato dal suo curatore (doc. C) e fratello, __________, a sua volta
patrocinato dallo __________ RA 1, è insorto al TCA contro la predetta
decisione su reclamo.

                                         L’insorgente
evidenzia di essere stato sospeso dal pagamento delle prestazioni LAMal fino al
31 dicembre 2011 a causa di un arretrato di fr. 9'509.40 nei confronti del
proprio assicuratore, __________ __________, a fronte di fr. 4'280.05 di
crediti per cure medico sanitarie fino al 31 dicembre 2011, e chiede
all’amministrazione il rilascio della garanzia di pagamento del citato importo
in applicazione dell’art. 83a LCAMal.

                                         Il
ricorrente rileva che l’assicuratore malattie, in seguito alla sentenza
36.2011.36 del 16 novembre 2011 di questo Tribunale, ha emesso, il 6 febbraio
2012, 8 decisioni formali riguardanti la sospensione per il periodo antecedente
il 31 dicembre 2011 e che “ritenuti gli estremi quo all’esistenza del fumus
boni iuris, il mio cliente non si è erto contro le predette decisioni, che
dunque hanno acquisito lo status di res iudicata.”

                                         Il 2
marzo 2012 ha quindi chiesto all’amministrazione il rilascio della garanzia di
assunzione dei crediti pregressi.

                                         Invocando
il principio secondo cui “i fatti devono essere giudicati ai sensi del
diritto vigente all’epoca in cui i medesimi hanno avuto corpo” e la non
retroattività delle leggi, il ricorrente chiede che al caso di specie sia
applicato il diritto in vigore fino al 31 dicembre 2011, poiché i debiti sono
insorti nel citato periodo.

                                         L’assicurato
sottolinea che in concreto non va applicato l’art. 83b LCAMal, che regola solo
il diritto transitorio, bensì l’art. 83a LCAMal che richiama il principio della
non retroattività delle leggi in combinazione con l’art. 42 cpv. 1 lett. b
RLCAMal in vigore fino al 31 dicembre 2011. Appoggiandosi anche alle norme
transitorie del diritto federale (LAMal), all’interpretazione teleologica e
grammaticale ed al Messaggio 6534 del 28 settembre 2011 del Consiglio di Stato,
l’interessato sostiene che il diritto cantonale non può avere forza derogatoria
sul principio della non retroattività delle leggi.

                                         L’insorgente
afferma che anche se si applicassero le norme in vigore dal 1° gennaio 2012,
l’amministrazione dovrebbe rilasciare la chiesta garanzia sulla base dell’art.
35 cpv. 1 lett. b RLCAMal in vigore fino al 31 maggio 2012 (di tenore simile
all’art. 42 cpv. 1 lett. b RLCAMal in vigore fino al 31 dicembre 2011), giacché
la sua domanda è stata inoltrata il 2 marzo 2012.

                                         Per
contro non può trovare applicazione l’art. 50 RLCAMal entrato in vigore il 1°
giugno 2012 e dunque successivamente all’inoltro della domanda. Infine,
l’interessato evidenzia che le decisioni di sospensione sono state emesse il 6
febbraio 2012, per cui non avrebbe potuto inoltrare una domanda di assunzione
dei crediti precedentemente e che i crediti scoperti di una persona con
provvedimento di diritto tutorio venivano sistematicamente coperti da una
garanzia del Cantone verso gli assicuratori malattie (a questo proposito chiede
l’udienza della teste __________, funzionaria cantonale).

 

                               1.5.   Con risposta
del 18 gennaio 2013 l’amministrazione chiede la reiezione del ricorso con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. III).

 

                               1.6.   Il 1°
febbraio 2013 l’insorgente ha ribadito le sue tesi. L’interessato evidenzia
pure una violazione del principio “dell’uguaglianza giuridica, che vuole che
fattispecie giuridicamente uguali – in casu: crediti scoperti LAMal fino al 31
dicembre 2011 e suscettibili di determinare una sospensione delle prestazioni –
devono essere trattate in modo uguale” (doc. V). Il 18 febbraio 2013
l’amministrazione ha sottolineato che l’entrata in vigore del nuovo tenore
dell’art. 64a LAMal il 1° gennaio 2012 ha comportato un cambiamento di paradigma con l’introduzione di un nuovo modello di intervento per aiutare gli
assicurati che non riescono a far fronte al pagamento dei premi e adottare
misure di sospensione nei confronti delle persone che “possono ma non
vogliono pagare (cosiddetti “Zahlungsunwillige”) come da accertamenti svolti
dai Comuni di riferimento nell’ambito dell’intervento sociale” (doc. VII).
L’amministrazione rammenta che dal 1° gennaio 2012 il Cantone non si assume
alcun credito LAMal scaduto a quella data (cfr. art. 83b LCAMal) e che del
resto da allora “per tutti gli assicurati le coperture assicurative sono
state ripristinate da parte degli assicuratori malattie, ciò che ha permesso
loro e anche al signor RI 1 di accedere alle cure mediche necessarie.”

                                         Il 22
febbraio 2013 l’insorgente ha sottolineato che la sospensione di prestazioni
LAMal fino al 31 dicembre 2011 è tuttora in essere, con tutte le implicazioni
finanziarie che ne conseguono (doc. IX).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   In concreto
l’insorgente ha inoltrato alla Cassa di compensazione la richiesta di rilascio
della garanzia di pagamento dei suoi debiti pregressi il 2 marzo 2012, in seguito alle decisioni di sospensione dell’assicuratore emesse il 6 febbraio 2012, cresciute
in giudicato, relative a periodi tra gennaio 2006 e dicembre 2011.

 

                                         Egli
contesta in sostanza l’applicazione, a suo dire, retroattiva delle leggi,
sostenendo che andrebbero applicate le norme in vigore fino al 31 dicembre
2011, che gli permetterebbero di vedersi garantito il pagamento degli
arretrati, e non quelle valide dal 1° gennaio 2012. 

                                         Il
ricorrente fa valere a questo proposito un’interpretazione grammaticale e
teleologica delle leggi. 

 

                               2.2.   Va
innanzitutto rammentato, come emerge dall’allegato 2 al Messaggio 6534 del 28
settembre 2011 del Consiglio di Stato sulla modifica della Legge di
applicazione della Legge federale sull’assicurazione malattie (LCAMal) del 26
giugno 1997; assicurati morosi, sospesi e insolventi, che l'assicurazione
sociale contro le malattie era inizialmente disciplinata dalla Legge federale
sull'assicurazione contro le malattie (LAMI), del 13 giugno 1911, entrata in
vigore il 1° gennaio 1914 ed oggetto di una sola revisione nel 1964, entrata in
vigore il 1° gennaio 1965. A livello federale l'assicurazione malattie era
facoltativa. La normativa lasciava, tuttavia, ai Cantoni la facoltà di dichiararne
l’obbligatorietà generale, o limitata a certe classi della popolazione. Il
Cantone Ticino è stato uno dei Cantoni che ha introdotto l'assicurazione
obbligatoria per quasi tutta la popolazione.

                                         Allo
scopo quindi di istituire l’assicurazione obbligatoria della cura medica e dei
medicamenti su tutto il territorio cantonale giusta l’art. 2 LAMI, nel Cantone
Ticino sono state emanate dapprima la Legge cantonale sull’assicurazione
obbligatoria e facoltativa contro le malattie e gli infortuni del 7 novembre
1962 e poi la Legge sull’assicurazione obbligatoria contro le malattie (LCAM),
del 28 maggio 1986, alla quale hanno fatto seguito la LCAM del 10 dicembre 1991 e del 18 maggio 1994.

                                         Per
quanto attiene agli assicurati morosi, in regime LCAM vigeva il divieto della
sospensione del diritto alle prestazioni previste dall’assicurazione
obbligatoria contro le malattie da parte delle casse malattie convenzionate per
i membri interessati. Tuttavia, il Cantone era tenuto a fornire una garanzia di
pagamento tramite l’Ufficio cantonale dell’assistenza sociale per le quote
volte a coprire le prestazioni minime obbligatorie e le partecipazioni alle
spese oggetto di procedure esecutive sfociate in attestati di carenza di beni
(cfr. l’allegato 2 al Messaggio 6534 del 28 settembre 2011 del Consiglio di
Stato sulla modifica della Legge di applicazione della Legge federale
sull’assicurazione malattie (LCAMal) del 26 giugno 1997; assicurati morosi,
sospesi e insolventi).

 

                                         Con
l’entrata in vigore della LAMal, il 1° gennaio 1996, è stata adottata anche una
nuova legge cantonale (LCAMal), entrata in vigore il 1° gennaio 1997.

 

                                         Per
evitare la sospensione del pagamento delle prestazioni in caso di insolvenza
dell’assicurato, la LCAMal, agli art. da 20 a 22, prevedeva la presa a carico da parte del Cantone dei crediti scoperti per gli assicurati insolventi ai quali
era stato rilasciato un attestato di carenza di beni. Lo scopo della normativa
cantonale era di aiutare le fasce di popolazione più deboli, evitare
l’intervento dell’assistenza sociale e adempiere al precetto dell’obbligo
assicurativo per tutta la popolazione residente (cfr. allegato 2 del Messaggio
6534 del 28 settembre 2011 del Consiglio di Stato). Le norme cantonali
vietavano inoltre agli assicuratori di sospendere la rimunerazione delle
prestazioni, di compensare i crediti con prestazioni a favore degli assicurati
e di compensare i crediti scoperti con la trattenuta di importi di riduzione di
premio a favore degli assicurati.

 

                                         Con il 1°
gennaio 2006 è entrato in vigore l’art. 64a LAMal con l’obiettivo di proteggere
la collettività degli assicurati da aumenti di premi dovuti all’impossibilità
di recuperare le somme dovute da assicurati che cambiavano assicuratore senza
avere in precedenza pagato quanto dovuto (cfr. allegato 2 del Messaggio 6534
del 28 settembre 2011 del Consiglio di Stato).

 

                                         Gli
assicuratori erano autorizzati a sospendere l’assunzione dei costi delle
prestazioni agli assicurati che, nonostante diffida, non pagavano i premi o le
partecipazioni ai costi al momento dell’inoltro della domanda di proseguire
l’esecuzione.

                                         Scopo
della norma era di garantire la riscossione dei premi o delle partecipazioni ai
costi scaduti e mettere sotto pressione i debitori solvibili ma che non
volevano pagare, tramite la sospensione dell’assunzione dei costi delle
prestazioni fino a quando i premi, la partecipazione ai costi, gli interessi di
mora e le spese di esecuzione non erano interamente solute. 

                                         

                                         In
seguito all’entrata in vigore della nuova normativa federale, venuti meno i
presupposti stabiliti dalla legislazione federale atti ad evitare la
sospensione assicurativa agli assicurati morosi tramite il rimborso degli
scoperti agli assicuratori, sono stati adottati i decreti legislativi (di
seguito: DL) del 18 settembre 2007 (di seguito: DL 2007), del 15 dicembre 2008 (di
seguito: DL 2008) e del 16 dicembre 2009 (di seguito: DL 2009) volti a
disciplinare le conseguenze del mancato pagamento dei premi e delle
partecipazioni ai costi nella LAMal (cfr. allegato 2 del Messaggio 6534 del 28
settembre 2011 del Consiglio di Stato). Nel Regolamento della legge di
applicazione della legge federale sull’assicurazione malattie (RLCAMal) del 13
novembre 2007 sono state definite, agli art. da 39 a 59, le norme di applicazione.

                                         Scopo
della legislazione cantonale era di proteggere gli assicurati minorenni tramite
il rimborso degli oneri LAMal scoperti (art. 1 cpv. 1 DL: il Cantone rimborsava
agli assicuratori malattie i crediti scoperti relativi agli assicurati
minorenni con sospensione delle prestazioni in seguito al mancato pagamento dei
premi e/o delle partecipazioni ai costi da parte dei genitori) e proteggere gli
assicurati maggiorenni tramite la prioritaria assunzione dei costi delle cure
di prima necessità prestate dai fornitori di prestazioni e il sussidiario
rimborso degli oneri LAMal scoperti agli assicuratori malattie (art. 1 cpv. 2 DL e 43 RLCAMal; cfr. allegato 2 del Messaggio 6534 del 28 settembre 2011 del Consiglio di Stato).

                                         Il
Cantone forniva una garanzia delle cure di prima necessità nei confronti degli
assicurati con sospensione delle prestazioni LAMal in via prioritaria assumendo
direttamente i costi delle cure fornite, in particolare dall’Ente Ospedaliero
Cantonale (EOC), dall’Organizzazione socio psichiatrica cantonale (OSC), dal
Cardiocentro Ticino (CCT) e dalle farmacie, in via sussidiaria rimborsando agli
assicuratori malattie gli oneri scoperti (cfr. allegato 2 del Messaggio 6534
del 28 settembre 2011 del Consiglio di Stato; Messaggio 6275 del Consiglio di Stato
del 6 ottobre 2009 concernente il Decreto legislativo che disciplina le
conseguenze del mancato pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi
nell’assicurazione obbligatoria contro le malattie; Rapporto di minoranza n.
6534R2 del 9 dicembre 2011 della Commissione speciale sanitaria sul Messaggio
del 28 settembre 2011 concernente la modifica della Legge federale di
applicazione della Legge federale sull’assicurazione malattie (LCAMal) del 26
giugno 1997; assicurati morosi, sospesi e insolventi, pag. 3).

                                         Nell’allegato
2 al Messaggio 6534 del 28 settembre 2011 del Consiglio di Stato figura infine
che “è stato opportuno, in determinati casi, pagare gli oneri LAMal
scoperti, al fine di ristabilire la copertura assicurativa. Secondo l’art. 45
Reg. LCAMal sono interessati gli assicurati scoperti bisognosi di cure
importanti o continue e i casi in cui, a tutela della salute individuale della
persona interessata, è indicato mantenere o ripristinare l’accesso ordinario ai
fornitori di prestazioni. Il Reg. LCAMal contempla pure delle misure di
prevenzione volte ad evitare future situazioni di sospensione delle prestazioni
attraverso l’incentivazione al pagamento autonomo degli oneri LAMal tramite un
rappresentante, quale un tutore, un curatore o un’altra persona qualificata e
designata (cosiddetto intervento sociale). ”

 

                                         L’aumento
esponenziale degli assicurati sospesi e le difficoltà degli assicuratori
malattie nel recuperare i crediti arretrati hanno indotto il legislatore
federale a proporre una modifica radicale delle norme relative alla sospensione
(FF 2009, pag. 5757 e seguenti, in particolare pag. 5759). Scopo della
revisione è quello di stabilire una procedura chiara, di definire la
responsabilità dei Cantoni e degli assicuratori e di disciplinare la gestione
dei crediti accumulati fino all’entrata in vigore delle nuove norme (FF 2009,
pag. 5757 e seguenti, in particolare pag. 5759).

                                         Il 1° gennaio 2012 è
entrato in vigore l’art. 64a LAMal (e degli art. 105b e seguenti OAMal, cfr. RU
2011 pag. 3523 e seguenti), in un nuovo tenore, che ha abolito l’istituto della
sospensione nella forma conosciuta fino al 31 dicembre 2011. 

                                         Ciò ha avuto come
conseguenza la riattivazione delle coperture assicurative per tutti gli
assicurati per le prestazioni ottenute dal 1° gennaio 2012 (cfr. Messaggio 6534
del 28 settembre 2011 del Consiglio di Stato, pag. 4).

 

                                         Il nuovo art. 64a LAMal
prevede ora l’assunzione da parte del Cantone dell’85% dei crediti oggetto di
un attestato di carenza beni o di un titolo equivalente, mentre il 15% resta a
carico dell’assicuratore il quale è tenuto a restituire al Cantone il 50%
dell’importo recuperato dagli assicurati.

                                         L’introduzione della presa
a carico sistematica da parte dello Stato dell’85% del valore degli attestati
di carenza beni prevede un’eccezione al cpv. 7. I Cantoni hanno la possibilità
di chiedere agli assicuratori di sospendere l’assunzione dei costi delle
prestazioni derivanti dalla LAMal, tranne nei casi di urgenza, nei confronti
degli assicurati inadempienti “per scelta” e di registrarli in un elenco
accessibile ai Comuni ed ai fornitori di prestazioni (cfr. Messaggio 6534 del
28 settembre 2011 del Consiglio di Stato, pag. 4 e 12).

                                         Il Canton Ticino ha deciso
di avvalersi di questa possibilità (cfr. Messaggio 6534 del 28 settembre 2011
del Consiglio di Stato, pag. 4).

 

                               2.3.   A livello
della legislazione cantonale, va rammentato che, in seguito all’entrata in
vigore dell’art. 64a LAMal il 1° gennaio 2006, in luogo di una modifica della LCAMal, è stata decisa l’emanazione dei DL del 18 settembre
2007, del 15 dicembre 2008 e del 16 dicembre 2009. 

                                         La struttura proposta
nell’ultimo DL (DL 2009), in vigore fino al 31 dicembre 2011, “riprende la
versione del DL 18.09.2007,
successivamente ripresa con il DL 15.12.2008” (cfr. Messaggio 6275 del 6 ottobre 2009 del
Consiglio di Stato relativo al decreto legislativo che disciplina le
conseguenze del mancato pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi
nell'assicurazione obbligatoria contro le malattie; pag. 24). Lo scopo
dell’adozione dei tre citati DL era di attendere una decisione definitiva a
livello federale prima di modificare la LCAMal (cfr. Messaggio 6275 del 6 ottobre 2009 del Consiglio
di Stato relativo al decreto legislativo che disciplina le conseguenze
del mancato pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi
nell'assicurazione obbligatoria contro le malattie, pag. 24).

                                         Per l’art. 1 cpv. 1 DL 2009 il Cantone rimborsa agli assicuratori malattie i crediti scoperti per gli
assicurati minorenni i cui genitori sono oggetto di sospensione della copertura
d’assicurazione. Il cpv. 2 prevede che il Cantone può inoltre rimborsare all’assicuratore malattie i crediti scoperti vantati nei
confronti dell’assicurato a cui è sospesa la copertura assicurativa, in caso di
cure di prima necessità (lett. a); assumere direttamente i costi di cura di
prima necessità (lett. b). 

                                         

                                         A norma
dell’art. 3 cpv. 3 DL 2009 il Consiglio di Stato disciplina i particolari.

 

                                         A questo
proposito il Consiglio di Stato ha promulgato il Regolamento della legge di
applicazione della legge federale sull’assicurazione malattie del 13 novembre
2007 (di seguito: RLCAMal 2007), in vigore dal 16 novembre 2007 (BU 2007, pag.
673) al 31 dicembre 2011.

 

                                         Per l’art. 42 cpv. 1
RLCAMal 2007, previa richiesta, l’Istituto delle assicurazioni sociali favorisce il rientro di persone sospese nel circuito ordinario di
accesso ai fornitori di prestazioni, anche attraverso il pagamento dei crediti
scoperti verso gli assicuratori malattie, nei casi particolari di beneficiari
di altri interventi sociali che prevedono il pagamento dei premi o delle
partecipazioni LAMal direttamente all’assicuratore malattie (lett. a),
assicurati nei confronti dei quali è stato istituito in via ufficiale un
provvedimento di tutela o di curatela (lett. b). Per l’art. 42 cpv. 2 RLCAMal
2007, esso si accerta in anticipo che esistano le premesse sufficienti affinché
eventuali oneri che restano comunque a carico dell’assicurato siano pagati in
via autonoma e regolare.

                                         A norma
dell’art. 45 RLCAMal 2007 il pagamento dei crediti scoperti verso gli
assicuratori avviene per gli assicurati minorenni (lett. a), per gli assicurati
maggiorenni, limitatamente ai casi di assicurati sospesi bisognosi di cure
importanti o continue e in cui a tutela della salute individuale della persona
interessata, è indicato di mantenere, o di ripristinare, l’accesso ordinario ai
fornitori di prestazioni (lett. b).

 

                                         Per
l’art. 47 cpv. 1 RLCAMal 2007 di principio i crediti scoperti sono pagati
dall’Istituto delle assicurazioni sociali, richiamati gli art. 42 e 45 lett.
b), se cumulativamente: è comprovato che la persona interessata non può far
fronte in proprio agli arretrati (lett. a); i premi o le partecipazioni
correnti sono pagati dall’assicurato, oppure direttamente all’assicuratore
attraverso un intervento sociale (lett. b). 

                                         Prima del
pagamento, l’Istituto delle assicurazioni sociali può esigere l’attuazione di
un provvedimento di tutela o di curatela, o quanto meno la designazione di un
rappresentante ufficiale con potere di intervento nel settore
dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, a garanzia del
regolare pagamento futuro degli oneri LAMal (cpv. 2). 

                                         Nei casi
di pagamenti da parte dell’Istituto delle assicurazioni sociali, saranno
concordate, nella misura del possibile, le modalità di restituzione di importi
assunti dal Cantone (cpv. 3).

 

                                         Nel
Messaggio 6138 del 4 novembre 2008 del Consiglio di Stato relativo alla
Modifica del Decreto legislativo che disciplina le conseguenze del mancato
pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi nell’assicurazione
obbligatoria contro le malattie del 18 settembre 2007, a pag. 18 è stato riportato il Commento all’art. 42 RLCAMal 2007. Dal Messaggio emerge quanto
segue:

 

" 
Quando è comprovato che gli oneri correnti LAMal
sono pagati, e ci sono le premesse oggettive affinché ciò lo sia anche nel
futuro, appare opportuno favorire il rientro dell’assicurato nel circuito
ordinario dell’accesso alle prestazioni LAMal.

 

Ciò può avvenire solo se “i premi e le
partecipazioni ai costi in arretrato, gli interessi di mora e le spese di
esecuzione sono pagati integralmente” (art. 64a cpv. 3 LAMal).

 

A quel momento “l’assicuratore deve assumere i
costi delle prestazioni fornite durante la sospensione” (ibidem).

 

Questo può rivelarsi interessante anche per il
Cantone, in quanto, se nel frattempo avesse già sostenuto spese verso i
fornitori di prestazioni ammessi (…), potrà ricuperare, presso l’assicuratore
malattie, l’ammontare dei costi nel frattempo sostenuti (possibilità di
regresso ex art. 2 DL 21.09.2007).

 

Si allude in particolare, con questo disposto,
agli interventi sociali che per loro natura prevedono la copertura dei premi o
delle partecipazioni LAMal, attraverso il pagamento diretto verso gli assicuratori
malattie (PC AVS/AI, USSI), oppure quando detti pagamenti avvengono tramite un
rappresentante ufficiale dell’assicurato (in particolare: tutore o curatore)

 

La premessa di fondo che può rendere sostenibile
questo intervento particolare dello Stato è comunque l’esistenza della
probabilità preponderante che per il futuro gli oneri LAMal siano onorati con
regolarità e tempestività.”

 

                                         Contemporaneamente
all’entrata in vigore del nuovo tenore dell’art. 64a LAMal, il 1° gennaio 2012
è stato abrogato il DL 2009 e sono entrate in vigore le modifiche della LCAMal.

 

                                         Per
l’art. 22g cpv. 1 LCAMal in caso di esecuzione ai sensi
della LEF, l’autorità designata dal Consiglio di Stato può notificare
all’assicuratore la sospensione dell’assunzione dei costi delle prestazioni
fornite, tranne nei casi d’urgenza medica conformemente alla legislazione
federale in materia di assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.

 

                                         L’art. 22g
cpv. 2 LCAMal prevede che prima di notificare all’assicuratore la sospensione,
l’autorità designata dal Consiglio di Stato comunica al Comune di domicilio i
dati dell’assicurato escusso, chiedendo una verifica della situazione
economica.

                                         

                                         A norma
dell’art. 22g cpv. 3 LCAMal in mancanza della risposta del Comune, entro un
termine adeguato definito dal Regolamento, l’autorità designata dal Consiglio
di Stato può notificare la sospensione all’assicuratore. 

 

                                         Giusta
l’art. 22g cpv. 4 LCAMal in caso di manifesta incapacità di onorare i crediti
relativi all’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie scoperti,
l’autorità designata dal Consiglio di Stato prescinde dalla richiesta di
sospensione.

 

                                         Per
l’art. 22g cpv. 5 LCAMal la sospensione da parte dell’assicuratore ha effetto
dal giorno della comunicazione.

 

                                         L’art.
22g cpv. 6 LCAMal prevede che il regolamento disciplina i particolari.

 

                                         Per
l’art. 22l cpv. 1 LCAMal l’autorità designata dal Consiglio di Stato può, in
casi eccezionali, revocare la sospensione, segnatamente per permettere
l’assunzione dei costi delle cure di prima necessità.

                                         A norma
dell’art. 22l cpv. 2 LCAMal l’autorità designata dal Consiglio di Stato dà
comunicazione all’assicuratore, il quale procede immediatamente alla revoca
della sospensione notificata all’assicurato e assume i costi delle prestazioni
fornite a quest’ultimo.

                                         L’art.
22l cpv. 3 LCAMal prevede che la revoca ha effetto dalla data in cui ha avuto
inizio la sospensione, salvo diversa indicazione dell’autorità designata dal
Consiglio di Stato.

                                         Giusta
l’art. 22l cpv. 4 LCAMal il Regolamento disciplina i particolari.

 

                                         Per
l’art. 22m cpv. 1 LCAMal agli assicurati minorenni non può essere sospesa
l’assunzione dei costi delle prestazioni fornite.

 

                                         L’art.
22m cpv. 2 LCAMal prevede che il Cantone rimborsa agli assicuratori i crediti
relativi all’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie accertati
da un attestato di carenza di beni che interessa gli assicurati minorenni, nei
limiti dell’art. 64a LAMal.

 

                                         A norma
dell’art. 22m cpv. 3 LCAMal il Regolamento disciplina i particolari.

 

                                         A
proposito dei pagamenti degli arretrati, gli art. 22r e seguenti LCAMal
prevedono:

 

" 
Art. 22r 1L’autorità
designata dal Consiglio di Stato accerta le richieste di rimborso inoltrate al
Cantone dagli assicuratori conformemente alla legislazione federale in materia
di assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Essa appura inoltre
che gli assicuratori non abbiano ceduto a terzi i crediti accertati da
attestati di carenza di beni riferiti ai crediti relativi all’assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie.

2Il Regolamento disciplina i particolari.

 

II. Trattamento dei dati
delle esecuzioni e dei
fallimenti ai sensi LEF

 

Art. 22s1All’autorità
designata dal Consiglio di Stato è dato l’accesso ai dati gestiti dagli Uffici
esecuzione e fallimenti relativi ai crediti dell’assicurazione obbligatoria
delle cure medico-sanitarie conformemente alla LEF.

2Il Regolamento disciplina i particolari.

 

B. Assunzione dei crediti
relativi all’assicurazione obbligatoria
delle cure medico-sanitarie

 

Art. 22t 1Il Cantone, su indicazione dell’autorità designata dal Consiglio di
Stato, comunica all’assicuratore i dati personali degli assicurati per i quali
si assume i crediti relativi all’assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie scoperti e l’ammontare.

2Per gli assicurati cui è stata prevista una misura di protezione
secondo il diritto tutorio, il pagamento rimane in sospeso finché la misura non
è revocata e/o il credito relativo all’assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie scoperto non è stato pagato integralmente.

3Il Cantone assume i crediti relativi all’assicurazione obbligatoria
delle cure medico-sanitarie accertati in un attestato di carenza di beni
conformemente alla legislazione federale in materia di assicurazione obbligatoria
delle cure medico-sanitarie soltanto nei confronti degli assicuratori che hanno
conservato la titolarità dell’attestato di carenza di beni riferito al credito
chiesto in restituzione.

4Il Cantone non assume alcun ulteriore costo rispetto a quelli stabiliti
dalla legislazione federale in materia di assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie.”

 

                                         Il 1°
gennaio 2012 è pure entrato in vigore il Regolamento cantonale della legge di
applicazione della legge federale sull’assicurazione malattie del 5 aprile 2011
(di seguito: RLCAMal 2011) che ha abrogato il Regolamento di applicazione della
legge federale sull’assicurazione malattie del 13 novembre 2007, eccetto gli
art. 58 e 59 per i crediti maturati dall’assicuratore prima del 1° gennaio 2006
e gli art. 8 - 38 per determinare il diritto alla riduzione dei premi per
l’anno 2011 e gli anni precedenti.

 

                                         A norma
dell’art. 35 cpv. 1 RLCAMal 2011 previa richiesta la Cassa cantonale di
compensazione AVS/AI/IPG favorisce il rientro di persone sospese nel circuito
ordinario di accesso ai fornitori di prestazioni, anche attraverso il pagamento
dei crediti verso gli assicuratori malattie, nei casi particolari di:
beneficiari di altri interventi sociali che prevedono il pagamento dei premi o
delle partecipazioni LAMal direttamente all’assicuratore malattie (lett. a); assicurati
nei confronti dei quali è stato istituito in via ufficiale un provvedimento di
tutela o di curatela (lett. b). 

                                         Per il
cpv. 2 essa si accerta in anticipo che esistano le premesse sufficienti
affinché eventuali oneri che restano comunque a carico dell’assicurato siano
pagati in via autonoma e regolare.

 

                                         L’art. 38
lett. b RLCAMal 2011 prevede che il pagamento dei crediti scoperti verso gli
assicuratori avviene per gli assicurati maggiorenni, limitatamente ai casi di
assicurati sospesi bisognosi di cure importanti o continue (lett. a), in cui a
tutela della salute individuale della persona interessata, è indicato di
mantenere, o di ripristinare, l’accesso ordinario ai fornitori di prestazioni
(lett. b).

 

                                         Per
l’art. 40 cpv. 1 RLCAMal 2011 di principio i crediti scoperti sono pagati dalla
Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG, richiamati gli art. 35 e 38 lett.
b), se cumulativamente è comprovato che la persona interessata non può far
fronte in proprio agli arretrati (lett. a), i premi o le partecipazioni
correnti sono pagati dall’assicurato, oppure direttamente all’assicuratore
attraverso un intervento sociale (lett. b).

                                         Prima del
pagamento, la Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG può esigere
l’attuazione di un provvedimento di tutela o di curatela, o quanto meno la
designazione di un rappresentante ufficiale con potere di intervento nel
settore dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, a garanzia
del regolare pagamento futuro degli oneri LAMal (cpv. 2).

                                                      Nei casi di pagamenti da parte della Cassa cantonale di
compensazione AVS/AI/IPG, saranno concordate, nella misura del possibile, le
modalità di restituzione di importi assunti dal Cantone (cpv. 3).

 

                                         Infine,
il 1° giugno 2012 è entrato in vigore il Regolamento della legge di
applicazione della legge federale sull’assicurazione malattie del 29 maggio
2012 (BU 2012 del 1° giugno 2012, pag. 206 e seguenti; di seguito: RLCAMal 2012)
che ha abrogato il regolamento del 5 aprile 2011 (cfr. art. 50 cpv. 1 RLCAMal
2012), tranne gli articoli ivi elencati, tra cui (cfr. art. 50 cpv. 2 RLCAMal
2012):

 

" 
(…)

b) gli articoli 33 cpv. 2 secondo trattino e 35
cpv. 1 lett. b per le domande presentate prima del 1° gennaio 2012 e per le
garanzie rilasciate su domande presentate entro il 31 dicembre 2011 nell’ambito
dell’intervento sociale con riferimento a crediti dell’assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie maturati prima del 1° gennaio 2012;

 

(…)

 

f) gli articoli da 43 a 50 per le richieste di rimborso presentate dai fornitori di prestazioni riferite a cure
medico-sanitarie dell’assicurazione obbligatoria fornite prima del 1° gennaio
2012;

 

(…)”

 

                                         A questo
proposito, il commento al RLCAMal del 29 maggio 2012 prodotto in sede di
risposta, prevede, circa l’art. 50, quanto segue:

                                         

" 
A seguito dell’abrogazione del Reg. LCAMal del 5
aprile 2011 e della regolamentazione riferita agli assicurati con sospensione
di prestazioni LAMal o in mora con i pagamenti di cui al Titolo IV
(completamente riscritto), si rende necessario disciplinare il diritto
transitorio riferito a questo ambito.

 

Resta inteso che le disposizioni non
espressamente indicate nel capoverso 2 del presente articolo sono da
considerare abrogate.

 

Riguardo alle norme mantenute in essere, le
stesse sono da applicare in relazione all’art. 83a LCAMal, secondo cui “per i
crediti riferiti all’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie
maturati prima del 1° gennaio 2012 si applica il diritto previgente”.

 

(…)

Lettera b)

 

Riguarda richieste di assunzione di oneri LAMal
scoperti regolarmente notificati alla Cassa entro il 31 dicembre 2011
nell’ambito dell’intervento sociale, alla condizione che i necessari
presupposti di intervento fossero adempiuti prima del 1. gennaio 2012.

 

Per “garanzie rilasciate su domanda” si
intendono le garanzie rilasciate unicamente nell’ambito dell’intervento
sociale.

 

Lettera f)

 

Mantiene in vigore gli articoli da 43 a 50 per permettere la liquidazione delle richieste di pagamento presentate dai fornitori di
prestazioni nell’ambito di cure di prima necessità prestate prima del 1.
gennaio 2012.”

 

                               2.4.   Alla luce di
quanto sopra esposto, questo Tribunale evidenzia che con il 1° gennaio 2012,
contemporaneamente al nuovo art. 64a LAMal, sono entrati in vigore numerosi
cambiamenti della LCAMal ed un nuovo RLCAMal (2011); quest’ultimo con modifiche
radicali unicamente per quanto concerne il calcolo del sussidio per il
pagamento del premio dell’assicurazione delle cure medico-sanitarie. Sono
invece state riprese dal RLCAMal 2007, con la sola modifica della numerazione
degli articoli (art. da 32 a 50 nel RLCAMal 2011, corrispondenti agli art. da 39 a 57 del RLCAMal 2007), le norme relative alla sospensione del pagamento delle prestazioni LAMal.
Con la successiva entrata in vigore, il 1° giugno 2012, del RLCAMal 2012, anche
i disposti regolamentari inerenti la sospensione del pagamento delle
prestazioni LAMal sono stati adattati al nuovo art. 64a LAMal ed alle
conseguenti modifiche della LCAMal. 

 

                                         Va qui
esaminato quali norme trovano applicazione al caso di specie.

 

                                         Al
fine di disciplinare i casi degli assicurati sospesi al 31 dicembre 2011, in particolare per quanto concerne i crediti già esistenti, il diritto federale ha previsto una
disposizione transitoria (cfr. iniziativa parlamentare Articolo 64a LAMal e
premi non pagati, rapporto della Commissione della sicurezza sociale e della
sanità del Consiglio nazionale del 28 agosto 2009, in: FF 2009, pag. 5757 e
seguenti, in particolare pag. 5763), entrata in vigore il 1° gennaio 2012 ed
adottata dalle Camere federali senza discussioni particolari (cfr. Boll. Uff.
CN 24 settembre 2009 e Boll. Uff. CS 8 dicembre 2009; dossier 09.425).

                                         La disposizione
transitoria della modifica del 19 marzo 2010 della LAMal, ai primi due
capoversi, prevede:

 

"  1 L’assicuratore rimunera le prestazioni
all’assicurato (terzo garante), al fornitore di prestazioni (terzo pagante) o
al Cantone che assume:

a. i premi e le partecipazioni ai costi in arretrato scaduti al
momento dell’entrata in vigore della presente modifica per i quali è stato
rilasciato un attestato di carenza di beni o un titolo equivalente; e

b. gli interessi di mora e le spese di esecuzione scaduti al
momento dell’entrata in vigore della presente modifica.

2 Se il Cantone non assume i
premi e le partecipazioni ai costi in arretrato scaduti al momento dell’entrata
in vigore della presente modifica per i quali è stato rilasciato un attestato
di carenza di beni o un titolo equivalente, la sospensione delle assunzioni dei
costi delle prestazioni conformemente al diritto anteriore è mantenuta e le
prestazioni fornite sino all’entrata in vigore della presente modifica non sono
rimborsate.

Non appena l’assicurato ha pagato integralmente i premi e le partecipazioni
ai costi in arretrato, nonché gli interessi di mora e le spese di esecuzione,
l’assicuratore assume i costi delle prestazioni fornite.”

 

                                         Nel
rapporto della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio
nazionale circa l’iniziativa parlamentare Articolo 64a LAMal e premi non
pagati, a proposito del cpv. 1 e 2 della disposizione transitoria, figura
(FF 2009, pag. 5763):

 

" 
(…)

I due capoversi si riferiscono all’articolo 64a
della modifica.

 

Lo scopo di questa disposizione transitoria è di
disciplinare i casi in sospeso al momento dell’entrata in vigore dell’articolo
64a LAMal, in particolare per quanto concerne i crediti già esistenti.

 

Sino ad oggi, la normativa federale non prevedeva
alcun obbligo per i Cantoni di coprire i premi e le partecipazioni ai costi
irrecuperabili. I Cantoni che hanno deciso di compensare questi ammanchi
agiscono sulla base del diritto cantonale o, più sovente, di accordi con una o
più casse malati. La prassi varia pertanto da un Cantone all’altro.

 

La norma transitoria tiene conto della prassi che
si è istaurata con l’attuale articolo 64a LAMal e contempla pertanto entrambe
le opzioni.

 

Il primo caso concerne i Cantoni che assumono i
premi, le partecipazioni ai costi, gli interessi di mora e le spese di esecuzione
scaduti prima dell’entrata in vigore della modifica e per i quali è stato
rilasciato un attestato di carenza di beni o un titolo equivalente.
L’assicuratore rimborsa al debitore le prestazioni fornite che sono state
oggetto di una sospensione dell’assunzione dei costi. Secondo il sistema
applicato, il debitore può essere l’assicurato, il fornitore di prestazioni o
il Cantone che, ad esempio, ha accordato prestazioni nell’ambito dell’aiuto
sociale.

 

Nel secondo caso i Cantoni non assumono gli arretrati.
Gli assicuratori mantengono pertanto le sospensioni dell’assunzione dei costi
conformemente al vigente articolo 64a LAMal e non rimborsano le prestazioni
fornite sino al momento dell’entrata in vigore della modifica. Le prestazioni
sono rimborsate soltanto nel momento in cui l’assicurato ha pagato
integralmente i premi e le partecipazioni ai costi oggetto di una domanda di
continuazione dell’esecuzione, nonché gli interessi di mora e le spese di
esecuzione maturati.”

 

                                         Nella
versione francese del rapporto della Commissione della sicurezza sociale e
della sanità del Consiglio nazionale, figura (FF 2009, pag. 5980):

 

" 
Ces deux alinéas se réfèrent à l’art. 64a de la
présente modification.

 

Le but visé par ces dispositions transitoires est de
régler les cas antérieur à l’entrée en vigueur de la modification de l’art. 64a
LAMal, c’est-à-dire les créances nées avant l’entrée en vigueur de la présente
modification.

 

Jusqu’à présent, aucune obligation au niveau fédéral
n’incombait aux cantons de prendre en charge les primes et participations aux
coûts irrécouvrables. Ils pouvaient le faire, s’ils le souhaitaient, soit sur
la base du droit cantonal, soit notamment dans le cadre de conventions passées
avec un ou plusieurs assureurs-maladie. La pratique des cantons est donc
différente.

 

La présente disposition transitoire tient ainsi
compte de la pratique des cantons sous l’empire de l’art. 64a LAMal
dans son actuelle teneur et leur permet d’autre part de choisir entre deux
options.

 

Dans un premier cas, les cantons peuvent prendre en
charge les primes, participations aux coûts, intérêts moratoires et frais de
poursuite échus jusqu’à l’entrée en vigueur de la présente modification et
ayant donné lieu à un acte de défaut de biens.

Les assureurs remboursent alors les prestations
fournies ayant fait l’objet d’une suspension de la prise en charge aux
débiteurs. Les débiteurs sont selon le système appliqué les assurés, les
fournisseurs de prestations ou les cantons, si ces derniers ont accordé des
prestations au titre de l’aide sociale, par exemple.

 

Dans le second cas, les cantons ne prennent pas en
charge les arriérés. Les assureurs maintiennent alors les suspensions de la
prise en charge des prestations décidées sur la base de l’art. 64a LAMal
dans sa teneur actuelle et ne remboursent pas les prestations

fournies jusqu’à l’entrée en vigueur de la présente
modification. Le remboursement ne sera effectué qu’au moment où l’assuré aura
intégralement payé les primes ou les participations aux coûts objets de la
réquisition de poursuite, ainsi que les intérêts moratoires et les frais de
poursuite échus.”

 

                                         La
versione tedesca prevede (FF 2009 pag. 6624):

 

" 
Diese zwei Absätze beziehen sich auf Artikel 64a dieser Änderung.

 

Mit den Übergangsbestimmungen werden die Fälle
vor dem Inkrafttreten der Änderung von Artikel 64a KVG
geregelt; es handelt sich hierbei um die bis zum Inkrafttreten dieser Änderung
entstandenen Forderungen.

 

Bis heute gab es auf bundesrechtlicher Ebene
keine Verpflichtung der Kantone, die uneinbringlichen Prämien und
Kostenbeteiligungen zu übernehmen. Sie konnten diese Kosten übernehmen, wenn
sie es wünschten, entweder aufgrund kantonalen Rechts oder insbesondere im
Rahmen von Vereinbarungen, die mit einem oder mehreren Krankenversicherern
eingegangen wurden. Die Praxis der Kantone ist somit unterschiedlich.

 

Die vorliegende Übergangsregelung berücksichtigt
somit die kantonale Praxis unter dem bisherigen Artikel 64a KVG und erlaubt den Kantonen zwischen zwei Optionen zu wählen.

 

In einem ersten Fall können die Kantone die
Prämien, Kostenbeteiligungen, Verzugszinse und Betreibungskosten übernehmen,
die bis zum Inkrafttreten dieser Änderung fällig geworden sind, und die zur
Ausstellung eines Verlustscheins

geführt haben. Anschliessend erstatten die
Versicherer die erbrachten Leistungen, die Gegenstand eines Aufschubs einer
Kostenübernahme («Leistungsaufschub») waren, an den «Honorarschuldner» zurück.
Die Schuldner sind je nach anwendbarem System die Versicherten, die
Leistungserbringer oder die Kantone, wenn diese z.B. Leistungen im Rahmen der
Sozialhilfe gewährt haben.

 

In einem zweiten Fall übernehmen die Kantone die
Ausstände nicht. Die Versicherer erhalten dann die Aufschübe der
Kostenübernahmen gemäss Artikel 64a KVG in der bisherigen
Fassung aufrecht. Sie zahlen die bis zum Inkrafttreten dieser Änderung erbrachten
Leistungen nicht zurück. Die Leistungen werden erst dann rückerstattet, wenn
die versicherte Person die Prämien und Kostenbeteiligungen, die Gegenstand des
Fortsetzungsbegehrens waren, sowie die angefallenen Verzugszinse und
Betreibungskosten vollständig bezahlt haben wird.”

 

                                         Circa
il diritto transitorio, il Consiglio di Stato nel Messaggio
6534 del 28 settembre 2011 ha affermato, a pag. 19, che:

 

" 
(…)

 

4.4.2 Applicazione del capoverso 2

 

Il Cantone Ticino si avvarrà della possibilità
concessa dal capoverso 2 della disposizione transitoria, ai sensi della quale:

 

-         
il Cantone Ticino non si assumerà i premi e le
partecipazioni ai costi in arretrato scaduti al 1° gennaio 2012 (che rimarranno
quindi a carico degli assicurati insolventi);

-         
gli assicurati insolventi a seguito del rilascio
di attestati di carenza di beni riferiti a periodi precedenti al 1° gennaio
2012:

 

o       
non otterranno il rimborso dei costi delle
prestazioni fornite sino al 31 dicembre 2011, ritenuto che l’assicuratore potrà
mantenere nei loro confronti la sospensione delle prestazioni sino al pagamento
integrale degli arretrati. Per il periodo precedente il 1° gennaio 2012 si
applicheranno, in particolare, le disposizioni previste dal diritto cantonale
anteriore;

o       
otterranno dagli assicuratori il rimborso dei
costi delle prestazioni fornite dal 1° gennaio 2012. In caso di successiva insolvenza dell’assicurato, si applicheranno il nuovo art. 64a LAMal e le
relative disposizioni di esecuzione (OAMal).”

 

                                         Il
legislatore cantonale ha promulgato gli art. 83a e 83b LCAMal, che sono entrati
in vigore retroattivamente il 1° gennaio 2012, una volta trascorsi infruttuosi,
il 30 gennaio 2012, i 45 giorni, dalla pubblicazione sul Foglio Ufficiale del
16 dicembre 2011, per esercitare il diritto di referendum (cfr. FU 100/2011 del
16 dicembre 2011, pag. 9558 e BU 2012, pag. 49 del 3 febbraio 2012).

 

                                         Per
l’art. 83a LCAMal:

 

" 
Per i crediti riferiti all’assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie maturati prima del 1. gennaio 2012 si applica il diritto
previgente."

 

                                         A
norma dell’art. 83b LCAMal:

 

"  1Il Cantone non assume i premi e le
partecipazioni ai costi in arretrato scaduti al momento dell’entrata in vigore
della modifica dell’art. 64a LAMal.

2Si richiama il capoverso 2
delle Disposizioni transitorie della modifica del 19 marzo 2010 riguardante
l’art. 64a LAMal.”

 

                                         Nel
Messaggio 6534 del 28 settembre 2011, a pag. 28, il Consiglio di Stato ha
evidenziato, a proposito degli art. 83a e 83b LCAMal, che:

 

" 
(…)

Articolo 83a

 

Con l’entrata in vigore dell’art. 64a LAMal il 1°
gennaio 2006 si è resa necessaria l’emanazione del Decreto legislativo (in
seguito: DL) volto a disciplinare le conseguenze del mancato pagamento dei
premi e delle partecipazioni ai costi nell’assicurazione obbligatoria contro le
malattie del 18 settembre 2007. Attraverso questo DL, il nostro Cantone ha
determinato le impostazioni del proprio modello di intervento e ha stabilito le
linee direttrici di procedura, incombendo ai Cantoni regolare gli aspetti
conseguenti alla sospensione delle prestazioni LAMal. Con il Regolamento LCAMal
sono invece state definite le norme di applicazione.

 

Giunto a scadenza con effetto al 31 dicembre
2008, il DL approvato in origine è stato sostituito dapprima dal DL del 15
dicembre 2008, che nella sostanza ha riconfermato i principi direttori e le
impostazioni procedurali del precedente DL, e poi, infine, dal DL del 16
dicembre 2009. Mediante quest’ultimo DL, l’attuale modello cantonale di
intervento nell’ambito degli assicurati con sospensione del riconoscimento
delle prestazioni LAMal è stato prorogato, in attesa degli sviluppi della
problematica sul piano federale.

 

Con l’introduzione del nuovo art. 64a
LAMal, il DL rimarrà applicabile per i crediti riferiti al periodo dal 1°
gennaio 2006 al 31 dicembre 2011.

 

In tal senso, si introduce un nuovo articolo 83a
nel Titolo X riferito alle disposizioni transitorie.

 

Articolo 83b

 

Come evidenziato al capitolo 4.4.2., il Cantone
Ticino applicherà il capoverso 2 delle Disposizioni transitorie della modifica
del 19 marzo 2010 con le conseguenze esposte.”

 

                               2.5.   In DTF 137 V
273, consid. 4.2, il TF ha rammentato che la legge è da interpretare in primo
luogo procedendo dalla sua lettera (interpretazione letterale). Tuttavia, se il
testo non è perfettamente chiaro, se più interpretazioni del medesimo sono
possibili, dev'essere ricercata la vera portata della norma, prendendo in
considerazione tutti gli elementi d'interpretazione, in particolare lo scopo
della disposizione, il suo spirito, nonché i valori su cui essa prende
fondamento (interpretazione teleologica). Pure di rilievo è il senso che essa
assume nel suo contesto (interpretazione sistematica; DTF 135 II 78 consid. 2.2
pag. 81; 135 V 153 consid. 4.1 pag. 157, 249 consid. 4.1 pag. 252; 134 I 184
consid. 5.1 pag. 193; 134 II 249 consid. 2.3 pag. 252). I lavori preparatori,
segnatamente laddove una disposizione non è chiara oppure si presta a diverse
interpretazioni, costituiscono un mezzo valido per determinarne il senso ed
evitare così di incorrere in interpretazioni erronee (interpretazione storica).
Soprattutto nel caso di disposizioni recenti, la volontà storica dell'autore
della norma non può essere ignorata se ha trovato espressione nel testo oggetto
d'interpretazione (DTF 134 V 170 consid. 4.1 pag. 174 con riferimenti). Occorre
prendere la decisione materialmente corretta nel contesto normativo,
orientandosi verso un risultato soddisfacente sotto il profilo della ratio
legis. Il Tribunale federale non privilegia un criterio d'interpretazione in
particolare; per accedere al senso di una norma preferisce, pragmaticamente,
ispirarsi a un pluralismo interpretativo (DTF 135 III 483 consid. 5.1 pag.
486). Se sono possibili più interpretazioni, dà la preferenza a quella che meglio
si concilia con la Costituzione. In effetti, a meno che il contrario non
risulti chiaramente dal testo o dal senso della disposizione, il Tribunale
federale, pur non potendo esaminare la costituzionalità delle leggi federali
(art. 190 Cost.), parte dall'idea che il legislatore federale non propone
soluzioni contrarie alla Costituzione (DTF 131 II 562 consid. 3.5 pag. 567, 710
consid. 4.1 pag. 716; 130 II 65 consid. 4.2 pag. 71).

 

                               2.6.   In concreto
con l’adozione dell’art. 83b LCAMal il legislatore ha deciso di optare, come
previsto dal diritto federale (cfr. rapporto della Commissione della sicurezza
sociale e della sanità del Consiglio nazionale circa l’iniziativa parlamentare Articolo
64a LAMal e premi non pagati, a proposito del cpv. 1 e 2 della disposizione
transitoria [FF 2009, pag. 5763]; nella versione francese, FF 2009, pag. 5980:
“[…] et leur permet d’autre part de choisir entre deux options”;
nella versione tedesca, FF 2009 pag. 6624:”[…] und erlaubt den Kantonen
zwischen zwei Optionen zu wählen”), per la seconda possibilità, ossia la
non assunzione dei premi e delle partecipazioni ai costi in arretrato scaduti
al momento dell’entrata in vigore della modifica dell’art. 64a LAMal.

 

                                         Secondo l’art. 83a LCAMal
per questi crediti (dell’assicuratore), maturati prima del 1° gennaio 2012, si
applica il diritto previgente. 

 

                                         Ciò significa che, mentre
l’art. 83a LCAMal prevede quale procedura si applica ai crediti scaduti prima
del 1° gennaio 2012, l’art. 83b LCAMal prevede che i premi, le partecipazioni
ai costi, gli interessi di mora e le spese esecutive concernenti il periodo
fino al 31 dicembre 2011 non vengono soluti dal Cantone, conformemente a
quanto permette il cpv. 2 della disposizione transitoria della modifica del 19
marzo 2010 della LAMal.

                                         

                                         Con l’art. 83a LCAMal il
legislatore voleva in sostanza evitare che applicando il cpv. 2 della
disposizione transitoria della modifica del 19 marzo 2010 della LAMal, anche le
procedure ancora in corso secondo il diritto allora applicabile, e meglio le richieste
già inoltrate, le garanzie già accordate oppure le cure urgenti eseguite entro
il 31 dicembre 2011, non ancora decise o rimborsate da parte del Cantone, non
potessero più essere solute a causa della mancanza di una base legale. 

 

                                         Questa interpretazione
trova conforto nel più volte citato Messaggio del 28 settembre
2011, dove, a pag. 28, il Consiglio di Stato ha espresso la sua preoccupazione
per l’abolizione del DL del 16 dicembre 2009 che fungeva da base legale per
l’intervento cantonale in favore di quegli assicurati sospesi che adempivano le
condizioni previste nel DL e che stabiliva “le linee direttrici di procedura”.
Per evitare che con l’entrata in vigore delle modifiche della LCAMal il 1°
gennaio 2012, che hanno abrogato la precedente impostazione del modello di
intervento cantonale, e che con l’adozione dell’art. 83b LCAMal che conferma la
volontà del legislatore ticinese di adottare la soluzione prevista dal cpv. 2
delle disposizioni transitorie del 19 marzo 2010 della LAMal, venisse a mancare
la base legale per procedere con l’aiuto cantonale già fatto valere o già
garantito, il legislatore ha deciso di emanare l’art. 83a LCAMal (cfr.
Messaggio del 28 settembre 2011: “Con l’entrata in vigore dell’art. 64a
LAMal il 1° gennaio 2006 si è resa necessaria l’emanazione del Decreto
legislativo (in seguito: DL) volto a disciplinare le conseguenze del mancato
pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi nell’assicurazione
obbligatoria contro le malattie del 18 settembre 2007. Attraverso questo DL, il
nostro Cantone ha determinato le impostazioni del proprio modello di intervento
e ha stabilito le linee direttrici di procedura, incombendo ai Cantoni regolare
gli aspetti conseguenti alla sospensione delle prestazioni LAMal (…) Con
l’introduzione del nuovo art. 64a LAMal, il DL rimarrà applicabile per i
crediti riferiti al periodo dal 1° gennaio 2006 al 31 dicembre 2011. In tal senso, si introduce un nuovo articolo 83a nel Titolo X riferito alle disposizioni
transitorie”).

 

                                         A questo
proposito va rammentato che con il Messaggio 5810 del 5 luglio 2006 relativo
alla modifica della legge cantonale di applicazione della legge federale
sull’assicurazione contro le malattie del 26 giugno 1997 (LCAMal), riguardante
gli assicurati con sospensione di prestazioni LAMal, il Consiglio di Stato
aveva proposto la modifica degli art. 20-22 LCAMal 1997 per conformarsi
all’introduzione dell’art. 64a LAMal, entrato in vigore il 1° gennaio 2006.
Dopo numerose discussioni (cfr. rapporto di maggioranza del 28 novembre 2006
della Commissione della gestione e delle finanze sul Messaggio 5 luglio 2006
concernente la modifica della legge cantonale di applicazione della legge
federale sull’assicurazione contro le malattie del 26 giugno 1997 (LCAMal),
riguardante gli assicurati con sospensione di prestazioni LAMal; rapporto di minoranza dell’11 dicembre 2006 della Commissione della gestione e delle finanze sul Messaggio
5 luglio 2006 concernente la modifica della legge cantonale di applicazione
della legge federale sull’assicurazione contro le malattie del 26 giugno 1997
(LCAMal), riguardante gli assicurati con sospensione di prestazioni LAMal; rapporto aggiuntivo del 12 giugno 2007 della Commissione della gestione e delle finanze sul Messaggio
5 luglio 2006 concernente la modifica della legge cantonale di applicazione
della legge federale sull’assicurazione contro le malattie del 26 giugno 1997
(LCAMal) riguardante gli assicurati con sospensione di prestazioni LAMal),
tramite il secondo rapporto del 4 settembre 2007 della Commissione della
gestione e delle finanze sul Messaggio del 5 luglio 2006 concernente la
modifica della legge cantonale di applicazione della legge federale
sull’assicurazione contro le malattie del 26 giugno 1997 (LCAMal) riguardante
gli assicurati con sospensione di prestazioni LAMal, il legislatore ha
optato per l’adozione di un decreto legge (DL) provvisorio in attesa di una
decisione definitiva concordata a livello federale e per la sospensione,
provvisoria, degli art. 20-22 LCAMal 1997 (cfr. art. 5 DL 2007: “Durante il periodo di vigenza del presente Decreto legislativo resta
sospesa la validità degli articoli 20, 21 e 22 della Legge cantonale di applicazione della legge federale
sull’assicurazione malattie (LCAMal) del 26 giugno 1997”).

 

                                         Questa
impostazione è poi stata confermata con la modifica del RLCAMal e l’adozione,
nel RLCAMal 2012, di norme che hanno esplicitato e ribadito la volontà del
legislatore (cfr. art. 50 RLCAMal 2012). L’RLCAMal 2011, entrato in vigore il
1° gennaio 2012, si era in sostanza limitato ad adattare le nuove norme sui
sussidi per il pagamento dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie, lasciando invariate, nel loro contenuto, le precedenti norme
sulle sospensioni, senza che tuttavia ci fosse alcuna base legale in merito.   

                                      

                                         Né il
rapporto di maggioranza né quello di minoranza della Commissione speciale
sanitaria sul Messaggio del 28 settembre 2011 concernente la modifica della
legge di applicazione della legge federale sull’assicurazione malattie (LCAMal)
del 26 giugno 1997: assicurati morosi, sospesi e insolventi, hanno messo in
discussione questo approccio. 

 

                                         Il
rapporto di maggioranza 6534 R1 del 9 dicembre 2011 ha semmai confermato, a pag. 5, che “per quanto riguarda le nuove disposizioni transitorie,
ai Cantoni vengono offerte due possibilità (…) nel secondo caso il Cantone non
assume gli arretrati sino al 31 dicembre 2011 per i quali è stato rilasciato un
attestato di carenza beni, con la conseguenza che la sospensione è mantenuta
per il passato e le prestazioni fornite sino all’entrata in vigore della
modifica legislativa non sono rimborsate dagli assicuratori” e, a pag. 6,
che “per quanto riguarda infine la norma transitoria, la proposta
governativa prevede che il Cantone non abbia ad assumere gli arretrati e
partecipazioni maturati entro l’entrata in vigore della modifica legislativa
federale. Di conseguenza, la sospensione per il passato sarà mantenuta e le
prestazioni fornite sino all’entrata in vigore delle nuove norme non saranno
rimborsate.” 

 

                                         La
volontà del legislatore è pertanto quella di non assumere i costi dei crediti
scaduti al 31 dicembre 2011.

                                         L’art.
83a LCAMal è invece stato adottato per permettere di liquidare i casi già
pendenti, ma non ancora trattati, il 1° gennaio 2012.

                                         In altre
parole se i presupposti per l’intervento cantonale erano adempiuti entro il 31
dicembre 2011 e se la richiesta di assunzione è stata notificata entro la
medesima data, il Cantone, in deroga a quanto previsto dall’art. 83b LCAMal,
interviene applicando le norme in vigore fino al 31 dicembre 2011.

 

                                         L’applicazione
dell’art. 83a LCAMal è poi stata concretizzata, nel regolamento, con l’adozione
dell’art. 50 RLCAMal 2012.

 

                                         Ciò trova
un’ulteriore conferma nello scopo dell’intervento statale in favore degli
assicurati sospesi e che impedisce all’insorgente di ottenere quanto richiesto
anche se, per pura ipotesi di lavoro, si applicassero le norme da lui invocate,
ed in particolare l’art. 42 cpv. 1 lett. b RLCAMal 2007 in vigore fino al 31 dicembre 2011 o l’art. 35 cpv. 1 lett. b RLCAMal 2011, di simile tenore, in
vigore fino al 31 maggio 2012.

 

                                         L’obiettivo
del legislatore, per i maggiorenni, era infatti quello di intervenire in favore
degli assicurati sospesi e bisognosi di cure di prima necessità, per permettere
loro di reintegrare il sistema assicurativo. Scopo dell’intervento
cantonale era pertanto di evitare che un assicurato potesse essere privato di
uno dei diritti fondamentali, ossia l’accesso alle cure, in particolare in caso
di urgenza.

                                         

                                         Il DL
2009, che ha sostituito i DL 2007 e 2008, la cui impostazione non è stata
modificata nel corso degli anni (cfr. secondo rapporto del 4 settembre
2007 della Commissione della gestione e delle finanze sul Messaggio del 5
luglio 2006 concernente la modifica della legge cantonale di applicazione della
legge federale sull’assicurazione contro le malattie del 26 giugno 1997
(LCAMal) riguardante gli assicurati con sospensione di prestazioni LAMal;
Messaggio 6138 del 4 novembre 2008 del Consiglio di Stato relativo alla
modifica del Decreto legislativo che disciplina le conseguenze del mancato
pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi nell’assicurazione
obbligatoria contro le malattie del 18 settembre 2007; Messaggio
6275 del 6 ottobre 2009 del Consiglio di Stato relativo al decreto legislativo
che disciplina le conseguenze del mancato pagamento dei premi e delle
partecipazioni ai costi nell’assicurazione obbligatoria contro le malattie),
all’art. 1 prevede che il Cantone rimborsa i crediti scoperti per gli
assicurati minorenni i cui genitori sono oggetto di sospensione o che può
rimborsare i crediti scoperti vantati nei confronti dell’assicurato a cui è
sospesa la copertura assicurativa in caso di cura di prima necessità o assumere
direttamente i costi di cura di prima necessità.

                                         Dal
Messaggio 6275 del 6 ottobre 2009 del Consiglio di Stato relativo al citato
Decreto legislativo, che funge da base legale per i RLCAMal (cfr. Messaggio
6534 del 28 settembre 2011: “Attraverso questo DL, il nostro Cantone ha
determinato le impostazioni del proprio modello di intervento e ha stabilito le
linee direttrici di procedura, incombendo ai Cantoni regolare gli aspetti
conseguenti alla sospensione delle prestazioni LAMal. Con il Regolamento LCAMal
sono invece state definite le norme di applicazione”), emerge che le
impostazioni dell’intervento diretto del Cantone si fondano su due criteri di
base e meglio la responsabilizzazione dell’assicurato con sospensione delle
prestazioni LAMal nei confronti dei doveri di legge legati sia ai pagamenti in
sé, sia alla regolarità e alla tempestività dei medesimi, e la prevenzione del
fenomeno nella misura del possibile e contenimento del periodo di durata della
sospensione.

                                         L’Esecutivo
cantonale ha esplicitamente affermato che l’obiettivo è quello di evitare che
l’intervento si traduca “in una semplice linea di credito a beneficio degli
assicurati in difficoltà nei pagamenti ordinari legati alla LAMal” (pag. 4
del Messaggio 6275 del 6 ottobre 2009 del Consiglio di Stato relativo al
decreto legislativo che disciplina le conseguenze del mancato pagamento dei
premi e delle partecipazioni ai costi nell’assicurazione obbligatoria contro le
malattie). Inoltre ha spiegato che gli obiettivi dell’intervento erano la
protezione totale dei minorenni, la tutela della salute individuale (attraverso
la garanzia delle cure di prima necessità) e le misure di prevenzione della
sospensione (promuovere il rientro precoce nel circuito ordinario di protezione
assicurativa e prevenire situazioni future di sospensione attraverso
l’incentivazione al pagamento autonomo degli oneri LAMal; pag. 5 del Messaggio
6275 del 6 ottobre 2009 del Consiglio di Stato relativo al decreto legislativo
che disciplina le conseguenze del mancato pagamento dei premi e delle partecipazioni
ai costi nell’assicurazione obbligatoria contro le malattie).

                                         A pag. 24
del Messaggio 6275 del 6 ottobre 2009 del Consiglio di Stato relativo al
decreto legislativo che disciplina le conseguenze del mancato pagamento dei
premi e delle partecipazioni ai costi nell’assicurazione obbligatoria contro le
malattie, sono stati evidenziati i punti chiave su cui si fonda il modello
cantonale di intervento:

 

"  1.
il Cantone rimborsa agli assicuratori malattie i crediti scoperti relativi ad
assicurati minorenni con sospensione delle prestazioni dovuta al fatto che i
genitori non hanno pagato il dovuto (premi e/o partecipazioni);

2. garanzia delle cure di prima necessità nei confronti degli
assicurati con sospensione delle prestazioni LAMal;

3. modalità di intervento nel caso di riconoscimento delle cure di
prima necessità:

a) in via prioritaria: assunzione diretta dei costi da parte del
Cantone;

b) in via subordinata: pagamento dei crediti scoperti che fondano
la sospensione delle prestazioni (premi, partecipazioni, spese esecutive e
interessi di mora) per casi clinici particolarmente gravi, ove, in ragione
della precarietà dello stato di salute, si impone il mantenimento dell’accesso
diretto ai diversi fornitori di prestazioni

coinvolti nei processi diagnostici e terapeutici;

4. diritto di regresso per il Cantone in caso di pagamenti per
assicurati con sospensione delle prestazioni;

5. per i crediti scoperti anteriori all’entrata in vigore
dell’art. 64a LAMal (1° gennaio 2006):

riferimento ai disposti normativi previgenti, in forza del
principio ratione temporis;

6. durante la vigenza del DL restano sospesi gli artt. 20 a 22 LCAMal."

 

                                         Questo
concetto è stato in sostanza ribadito anche nel Messaggio 6534 del 28 settembre
2011 concernente la modifica della legge di applicazione della legge federale
sull’assicurazione malattie (LCAMal) del 26 giugno 1997: assicurati morosi,
sospesi e insolventi, dove, nell’allegato 2, il Consiglio di Stato ha rilevato
che la soluzione adottata dal Cantone perseguiva due obiettivi, e meglio
proteggere gli assicurati minorenni tramite il rimborso degli oneri LAMal
scoperti e “proteggere gli assicurati maggiorenni tramite la prioritaria
assunzione dei costi delle cure di prima necessità prestate ai fornitori di
prestazioni e il sussidiario rimborso degli oneri LAMal scoperti agli
assicuratori malattie.” L’Esecutivo cantonale ha evidenziato che in via
prioritaria si volevano assumere direttamente i costi delle cure fornite e solo
in via sussidiaria si rimborsavano gli assicuratori, ciò al fine di ristabilire
la copertura assicurativa.

                                         

                                         Scopo
dell’intervento cantonale era pertanto quello di evitare che un assicurato
potesse essere privato dell’accesso alle cure in caso di necessità.

 

                                         In altre
parole il sistema adottato dal Canton Ticino non aveva quale obiettivo quello
di pagare indistintamente premi e partecipazioni in arretrato a tutte le
persone sospese dal proprio assicuratore (cfr. pag. 4 del Messaggio 6275 del 6
ottobre 2009 relativo al decreto legislativo che disciplina le conseguenze del
mancato pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi nell’assicurazione
obbligatoria contro le malattie: l’obiettivo è quello di evitare che
l’intervento si traduca “in una semplice linea di credito a beneficio degli
assicurati in difficoltà nei pagamenti ordinari legati alla LAMal”), bensì
di permettere agli assicurati che necessitavano di cure di accedere alle
prestazioni sanitarie senza mettere in pericolo la propria salute.

                                         

                                         Nel caso
di specie l’interessato, per le prestazioni dal 1° gennaio 2012, in virtù delle norme federali entrate in vigore il medesimo giorno, non è più sospeso per le
prestazioni posteriori a tale data e, come rileva lui stesso, paga regolarmente
i suoi debiti assicurativi.

                                      

                                         Per cui
la decisione dell’amministrazione non solo è corretta dal profilo degli art.
83a e art. 83b LCAMal e del diritto federale (cpv. 2 della disposizione
transitoria LAMal del 19 marzo 2010), ma il rilascio della garanzia non sarebbe
neppure conforme allo scopo voluto dal legislatore cantonale, giacché
l’interessato può ormai accedere alle cure senza esserne impedito. 

                                         In
sostanza scopo dell’intervento cantonale non era quello di pagare i debiti
personali degli assicurati nei confronti delle casse, bensì di garantire loro
il diritto alle cure che veniva sospeso dagli assicuratori.

 

                                         Neppure l’RLCAMal
 2011, in vigore dal 1° gennaio 2012, che ha ripreso all’art. 35 quanto
previsto dall’art. 42 del precedente RLCAMal 2007, prevedeva comunque obiettivi
differenti. Infatti, l’art. 35 cpv. 1 lett. b RLCAMal 2011, disponeva che la
Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG favorisce il rientro di persone sospese
nel circuito ordinario di accesso ai fornitori di prestazioni, anche
attraverso il pagamento dei crediti verso gli assicuratori malattie. 

 

 

                                         L’art. 38
lett. b RLCAMal 2011 (corrispondente al precedente art. 45 lett. b RLCAMal 2007)
prevedeva che il pagamento dei crediti scoperti verso gli assicuratori avviene
per gli assicurati maggiorenni, limitatamente ai casi di assicurati sospesi
bisognosi di cure importanti o continue (lett. a), in cui a tutela della
salute individuale della persona interessata, è indicato di mantenere, o di
ripristinare, l’accesso ordinario ai fornitori di prestazioni (lett. b).

 

                                         Si tratta
manifestamente di situazioni che non concernono il ricorrente che, dal 1°
gennaio 2012, ha accesso alle cure sanitarie, nei limiti previsti dalla LAMal,
senza restrizioni particolari. Una garanzia di pagamento del credito pregresso
per annullare la sospensione delle prestazioni anteriori al 31 dicembre 2011
non raggiungerebbe lo scopo prefisso dalle norme cantonali, ossia permettere
all’assicurato l’accesso alle cure, ma avrebbe quale unico effetto quello di
aiutare l’interessato a saldare un debito pregresso. Ciò che non rientra negli
obiettivi della LCAMal (cfr. pag. 4 del Messaggio 6275 del 6 ottobre 2009
relativo al decreto legislativo che disciplina le conseguenze del mancato
pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi nell’assicurazione
obbligatoria contro le malattie: l’obiettivo è quello di evitare che
l’intervento si traduca “in una semplice linea di credito a beneficio degli
assicurati in difficoltà nei pagamenti ordinari legati alla LAMal; cfr.
pure il già citato Messaggio 6138 del 4 novembre 2008 inerente la modifica del
Decreto legislativo che disciplina le conseguenze del mancato pagamento dei
premi e delle partecipazioni ai costi nell’assicurazione obbligatoria contro le
malattie del 18 settembre 2007, pag. 18: ”Quando è comprovato che gli oneri
correnti LAMal sono pagati, e ci sono le premesse oggettive affinché ciò lo sia
anche in futuro, appare opportuno favorire il rientro dell’assicurato nel
circuito ordinario dell’accesso alle prestazioni LAMal”).

                                         In altre
parole l’intervento dell’ente pubblico era dettato da una volontà di aiutare
quei cittadini bisognosi di cure che per vari motivi erano stati sospesi dal
pagamento delle prestazioni ed erano così impediti nell’esercizio di un loro
diritto fondamentale. Scopo dell’aiuto statale non era tanto l’annullamento
della sospensione in sé, quanto permettere alla persona assicurata di avere
accesso alle cure e di poter in questo modo esercitare un diritto
costituzionale (cfr. allegato 2 al Messaggio 6534 del 28 settembre 2011
concernente la modifica della legge di applicazione della legge federale
sull’assicurazione malattie [LCAMal] del 26 giugno 1997: assicurati morosi,
sospesi e insolventi: “[…] due obiettivi: […] proteggere gli assicurati
maggiorenni tramite la prioritaria assunzione dei costi delle cure di prima
necessità prestate dai fornitori di prestazioni e il sussidiario rimborso degli
oneri LAMal scoperti dagli assicuratori malattie”). Tanto più che in via
prioritaria il Cantone si assumeva direttamente i costi delle cure fornite e
solo in via sussidiaria rimborsava agli assicuratori malattie gli oneri LAMal
scoperti (allegato 2 del Messaggio 6534 del 28 settembre 2011).

 

                                         Questo Tribunale ha già
avuto modo più volte di ribadire (cfr., fra le tante, la sentenza 36.2011.96
del 30 marzo 2012) che la misura della sospensione del pagamento delle
prestazioni LAMal è una delle più gravi e più incisive dell’intero sistema
delle assicurazioni sociali giacché priva l’assicurato del diritto alle cure. A questo proposito val qui la pena di riprendere un passaggio
dell’articolo del prof. Adriano Previtali
dell’Università di Friborgo: “De l’impraticabilité constitutionnelle
du “principe de la praticabilité”? L’exemple du droit
social”, in SZS 53/2009 pag. 200 e segg (213) ove si indica che:

 

" 
Les effets de l’art. 64 a LAMal vont donc bien au-delà de l’objectif originaire recherché par le législateur d’en finir
avec les mauvais payeurs solvables qui profitaient du mécanisme de solidarité
institué par la loi. Force est donc de constater que la mesure entraîne l’exclusion
du droit aux soins d’un nombre important de personnes dont la «seule» faute est
de disposer d’un bas revenu. Cette situation apparaît clairement
anticonstitutionnelle. D’une part, l’art. 64 a LAMal crée une véritable discrimination dans l’accès aux soins qui repose uniquement sur un critère censitaire,
ce qui est contraire à l’art. 8 al. 2 Cst. D’autre part, l’art. 64 a LAMal remet en question le principe de l’universalité des droits humains et en particulier le
principe du droit aux soins qui est protégé par la liberté personnelle et par
l’art. 8 CEDH.

Les effets pervers de l’application de l’art. 64 a LAMal sont aussi dus à la volonté de trouver une procédure d’application de la norme facilement
praticable. …"

 

                                         Il caso concreto del ricorrente è invece radicalmente diverso
giacché chiede allo Stato di intervenire per il pagamento di un debito che
tuttavia non ha ormai più alcuna incidenza sul suo diritto alle cure. Infatti,
con il 1° gennaio 2012, l’insorgente può accedere ai trattamenti coperti dalla
LAMal. Egli si trova pertanto nella medesima situazione di altri assicurati che
hanno dei debiti nei confronti dell’assicuratore, ma che non possono far capo
all’aiuto dello Stato non essendo in una situazione in cui sono impediti di
accedere alle cure. 

 

                                         Un
intervento statale in favore del ricorrente va pertanto escluso. 

 

 

                                         Eventuali
provvedimenti di sospensione emessi dal 1° gennaio 2012 per periodi fino al 31
dicembre 2011 e per crediti anteriori a tale data non concernono ormai più una
problematica di aiuto sociale per permettere alle persone bisognose un accesso
alla sanità, ma costituiscono ormai unicamente vertenze tra assicurati ed
assicuratori circa i rapporti di dare ed avere che non spetta allo Stato
dipanare tramite pagamenti che non hanno alcun influsso sul diritto alle cure
ed esulano dallo scopo per i quali erano previsti.

                                      

                                         Il
riferimento dell’interessato alla sentenza 36.2012.64 del 7 settembre 2012 di
questo Tribunale non può essergli d’aiuto nel preciso caso di specie, giacché oggetto
del contendere era una fattispecie diversa. In quel caso si trattava di
stabilire se una persona assicurata era stata sospesa correttamente, e non,
come in concreto, se il Cantone era tenuto ad intervenire per debiti pregressi.

 

                                         Non trova conferma neppure
l’asserita disparità di trattamento tra gli assicurati che hanno fatto valere
le loro pretese prima del 31 dicembre 2011 e quelli che hanno inoltrato la loro
domanda successivamente. La differenza tra le due situazioni è proprio dovuta
alla modifica legislativa ed al ripristino della copertura assicurativa per le
prestazioni LAMal dal 1° gennaio 2012 per tutti gli assicurati. Avendo accesso
alle cure, l’interessato non può far valere i medesimi diritti degli assicurati
che hanno inoltrato la loro richiesta nel 2011 quando erano sospesi dal
pagamento delle prestazioni LAMal e non potevano ottenere prestazioni
sanitarie.

 

                                         Nulla
cambia la circostanza che la modifica della LCAMal è stata pubblicata nel
Bollettino Ufficiale del 3 febbraio 2012 ed è entrata in vigore il 1° gennaio
2012 con effetto retroattivo. Infatti sia le decisioni di sospensione del 6
febbraio 2012 che la richiesta di garanzia del 2 marzo 2012 sono in ogni caso
successive anche alla pubblicazione nell’organo ufficiale cantonale, di modo che
il ricorrente non ha subito alcun pregiudizio.

                                         

                                         Infine
l’audizione di __________, dipendente cantonale, che dovrebbe testimoniare
della prassi in vigore presso l’amministrazione fino al 31 dicembre 2011 nei
casi di persone sotto tutela o curatela, non è rilevante. Per i motivi esposti
in precedenza anche volendo applicare le norme precedentemente in vigore,
l’interessato non si trova in una situazione di impedimento all’accesso alle
cure sanitarie, per cui non sono dati i presupposti per una garanzia
dell’assunzione dei costi pregressi indipendentemente dalla prassi
amministrativa in vigore prima del 1° gennaio 2012. Il TCA rinuncia pertanto a
sentirla.

                                         Va qui
rammentato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora
l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove;
Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450,
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed.,
pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a
ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01;
DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V
344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una
violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost.
(e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid.
1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

                               2.7.   Alla
luce di tutto quanto sopra esposto il ricorso va respinto, mentre la decisione su
reclamo impugnata merita conferma.

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
é respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti