# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 08f67c46-4db8-5bf7-97ab-712bb075948c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-06-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 13.06.2018 11.2017.6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2017-6_2018-06-13.html

## Full Text

Incarti n.

  11.2017.6

  11.2017.7

  	
  Lugano

  13 giugno 2018/jh

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G.
  A. Bernasconi, presidente,

  Giani
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  F.
  Bernasconi

  

 

 

sedente
per statuire nella causa DM.2015.116 (modifica
di sentenza di divorzio: provvedimenti cautelari) della Pretura del Distretto
di Bellinzona promossa con istanza del 14 settembre 2015
da

 

	
   

  	
   AP 1 (1999), 

  (già
  rappresentati dalla madre RA 1 e 

  già
  patrocinati dall' PA 1)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO 1 

  (patrocinato
  dall'avv. PA 2),

  

 

giudicando sull'appello del 12 gennaio 2017 presentato da AP 1 e AP 2 contro
il decreto cautelare emesso dal Pretore aggiunto il 30 dicembre 2016
(inc. 11.2017.6) e sulla contestuale richiesta di gratuito patrocinio (inc.
11.2017.7);

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con sentenza del 15
novembre 2007 il Tribunale circondariale di __________ ha pronunciato il
divorzio tra AO 1 (1965) e RA 1 (1973), cittadina rumena, omologando una convenzione
sugli effetti del divorzio che prevedeva l'affidamento dei gemelli AP 1 e AP 2
(nati il 13 giugno 1999) alla madre, con esercizio esclusivo dell'autorità
parentale, e l'obbligo per AO 1 di versare un contributo di mantenimento indicizzato
di fr. 800.– mensili per ogni figlio sino al 12° anno di età, aumentato a fr. 1000.–
mensili fino alla conclusione della formazione scolastica o professionale (assegni
familiari non compresi). A quel tempo AO 1 era agente della polizia cantonale di
__________. In procinto di ottenere un diploma commerciale, RA 1 era impiegata
a tempo parziale come traduttrice. Nel gennaio del 2009 essa si è trasferita
con i figli a __________. Nel 2010 AO 1 si è risposato con __________ B__________
(1963). Nel marzo del 2015 RA 1 è stata assunta come segretaria dalla S__________
di __________.

 

                                  B.   Il 14 settembre 2015 AP
1 e AP 2 si sono rivolti al Pretore del
Distretto di Bellinzona, chiedendo –
previo conferimento del gratuito patrocinio – di modificare la sentenza di divorzio nel senso di aumentare dal settembre
del 2014 il contributo alimentare in loro favore a fr. 1860.– mensili ciascuno,
assegni familiari non compresi, e di obbligare
il padre a coprire la metà delle loro spese straordinarie (fr. 5085.55
complessivi) sostenute fino ad allora dalla madre. L'aumento del contributo
alimentare è stato postulato già in via cautelare. All'udienza del 5
ottobre 2015, indetta per la discussione cautelare, AO 1 ha proposto di
respingere l'istanza, offrendo nondimeno il pagamento di spese straordinarie
per fr. 811.50 in favore di AP 1 e per fr. 697.65 in favore di AP 2. Gli
istanti hanno replicato, il convenuto ha duplicato. Entrambe le parti hanno notificato
prove.

 

                                  C.   L'istruttoria
cautelare si è conclusa il 10 maggio 2016 e alla discussione finale le
parti hanno rinunciato, limitandosi a conclusioni scritte. Nel loro memoriale
del 1° luglio 2016 gli istanti hanno chiesto di aumentare il contributo
alimentare in loro favore a fr. 1860.– mensili ciascuno dal settembre al
dicembre del 2015 e a fr. 1835.– mensili ciascuno da allora in poi, assegni
familiari non compresi. Nel proprio allegato, del 27 giugno 2016, AO 1 ha
proposto una volta ancora di respingere l'istanza e con rettifica del 30 giugno
2016 ha rivendicato un'indennità per ripetibili di fr. 15 000.–. Entrambe le parti hanno presentato
osservazioni spontanee in cui hanno mantenuto il rispettivo punto di vista. Statuendo
con decreto cautelare del 30 dicembre 2016, il Pretore aggiunto ha respinto
l'istanza senza prelevare tasse né spese. La richiesta di gratuito patrocinio formulata
dagli istanti è stata respinta.

 

                                  D.   Contro il decreto
cautelare appena citato AP 1 e AP 2 sono insorti a questa Camera con un appello
del 12 gennaio 2017 nel quale chiedono che, conferito loro il gratuito patrocinio,
il giudizio impugnato sia riformato nel senso di accogliere la loro istanza cautelare
e di ammetterli al beneficio del gratuito patrocinio in prima sede. Nelle sue osservazioni
del 27 gennaio 2017 AO 1 propone di respingere l'appello. Il 20 febbraio
2017 AP 1 e AP 2 hanno presentato una replica spontanea, confermando le loro richieste. In una duplica spontanea del 24 febbraio 2017 AO
1 ha contestato la tempestività della replica.

 

                                  E.   Su richiesta del presidente di questa Camera, RA
1 ha
trasmesso il 20 marzo 2017 un aggiornamento dei propri redditi, precisando di avere cominciato a lavorare nel
gennaio del 2017 per la società S__________ AG, __________, impiego di cui il 21
marzo 2017 ha annunciato la cessazione. L'11 settembre 2017 essa ha poi comunicato di essere stata assunta dalla
I__________ SA di __________. In memoriali del 18 settembre, 2 ottobre e 5 ottobre
2017 le parti si sono espresse sui nuovi fatti e sulla nuova documentazione
assunta.

 

                                  F.   Constatato
che nel frattempo gli istanti erano diventati maggiorenni, il vicepresidente della
Camera ha invitato i medesimi a far seguire una procura che abilitasse
la loro legale a patrocinarli in giudizio, con l'avvertenza che il silenzio
sarebbe stato interpretato come mancato rilascio della procura. AP 1 e AP 2 non
hanno reagito.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   La modifica di sentenze di
divorzio passate in giudicato soggiace alla procedura che regola il divorzio su
azione di un coniuge (art. 284 cpv. 3 CC), quand'anche riguardi unicamente
interessi del figlio (I CCA, sentenza inc. 11.2018.36 del 26 aprile 2018,
consid. 1 con riferimenti). Decreti cautelari emanati nel­l'ambito di simili
azioni sono retti – come di norma – dalla procedura sommaria (art. 248 lett. d
CPC) e sono appellabili entro dieci giorni dalla notificazione (art. 308 cpv. 1
e 314 cpv. 1 CPC), sempre che – ove si tratti di controversie esclusivamente
patrimoniali – il valore litigioso raggiungesse almeno fr. 10 000.– “secondo l'ultima conclusione
riconosciuta nella decisione” impu­gnata (art. 308 cpv. 2 CPC). Ciò è il caso
in concreto, litigioso essendo l'aumento del contributo alimentare per i figli
da fr. 1000.– mensili a fr. 1860.– mensili ciascuno dal settembre al
dicembre del 2015 e a fr. 1835.– mensili dal gennaio del 2016 fino al
termine della formazione scolastica o professionale. Se una parte in causa poi ricorre
anche contro un eventuale rifiuto del gratuito patrocinio, la relativa censura
va fatta valere nel quadro dell'appello medesimo. Un reclamo separato non
occorre (I CCA, sentenza inc. 11.2015.87 del 19 aprile 2018, consid. 1 con
rinvii). Quanto alla tempestività del rimedio giuridico, nella fattispecie il
decreto cautelare è stato notificato alla patrocinatrice degli istanti il 2 gennaio
2017. Introdotto il 12 gennaio successivo (data
del timbro postale), ultimo giorno utile, l'appello in esame è dunque
ricevibile.

 

2.   AO 1 chiede
preliminarmente che i figli, divenuti maggiorenni, siano interpellati per
sapere se intendano mantenere l'appello inoltrato dalla madre in loro luogo e
vece. Egli non si avvede tuttavia che l'azione di modifica della sentenza di
divorzio è stata intentata dai figli medesimi, la madre figurando solo come rappresentante
legale (ciò che era perfettamente legittimo: DTF 136 III 365; I CCA, sentenza
inc. 11.2013.110 del 9 aprile 2015 consid. 3). Alla maggiore età dei
ragazzi la rappresentanza della madre si è così estinta da sé (art. 296 cpv. 1
CC), ma non è decaduta la legittimazione attiva dei medesimi. Quanto alla mancanza
di una procura sottoscritta personalmente dai figli, tale formalità sarebbe
stata sanabile (art. 132 cpv. 1 CPC). Se non che, chiamati dal vicepresidente
di questa Camera a presentare una procura che abilitasse un patrocinatore a rappresentarli,
gli istanti non hanno reagito. E si tratta di un silenzio qualificato, costoro
essen­do stati esplicitamente avvertiti che
un simile comportamento sarebbe stato interpretato come mancato rilascio di una
procura. Resta il fatto che, contrariamente all'opinione di AO 1, l'appello non
va dichiarato irricevibile, giacché il venir meno di un rappresentante in corso
di procedura non influisce sulla validità degli atti da lui compiuti fino a
quel momento (sentenza del Tribunale federale 5D_70/2016 dell'8 dicembre 2016
consid. 1.2). Dal 13 giugno 2017, in ogni modo, l'avv. PA 1 non patrocina più AP
1 e AP 2, sicché la presente decisione andrà
notificata agli appellanti personalmente.

 

I.    Sul contributo di
mantenimento per i figli

 

                                   3.   Nel decreto cautelare
impugnato il Pretore aggiunto, riassunti i criteri che disciplinano la modifica
di una sentenza di divorzio a titolo cautelare, ha intravisto una rilevante modifica
delle circostanze nel fatto che il fabbisogno in denaro dei figli, sedicenni al
momento dell'introduzione dell'azione, “non è più quello di un figlio di 8 anni
quando è stato fissato il contributo alimentare”. Egli ha verificato così se RA
1 avesse mezzi sufficienti per finanziare, con il proprio reddito, l'attuale fabbisogno
in denaro dei figli pendente causa, coperto solo in parte dal contributo di
mantenimento versato dal convenuto. A tal fine egli ha accertato il reddito di
lei in fr. 4510.– mensili fino al novembre del 2015, ridottosi in seguito a fr. 3760.–
mensili, a fronte di un fabbisogno minimo di fr. 2579.– mensili (minimo
esistenziale del diritto esecutivo per genitore
affidatario fr. 1350.–, costo dell'alloggio fr. 667.– [già
dedotte le quote comprese nel fabbisogno in denaro dei figli], premio della cassa
malati fr. 376.20, assicurazione del­l'eco­nomia domestica e contro la
responsabilità civile fr. 40.80,
abbonamento ‟arcobalenoˮ fr. 52.–, protezione giuridica fr. 20.90, imposte fr. 72.–), constatando un margine
disponibile di fr. 1932.– mensili dal settembre al novembre 2015 e di
fr. 1181.– mensili dopo di allora.

 

                                         Riguardo a AO 1, il Pretore aggiunto ne ha determinato
il reddito in fr. 8763.35 mensili (stipendio fr. 7954.90, locazione di un
capannone fr. 600.–, locazione di un posteggio, di uno spazio pubblicitario e di
una stalla fr. 208.35 complessivi) e il fabbisogno minimo in fr. 4737.– mensili
(metà del minimo esistenziale per coniugi fr. 850.–, oneri
ipotecari fr. 676.–, premio
della cassa malati fr. 235.–, spese mediche fr. 81.80, ‟terzo pilastroˮ
fr. 638.50, manutenzione della casa fr. 100.–, assicurazione ‟coseˮ
fr. 25.–, assicurazione ‟mobiliˮ
fr. 104.–, ‟elet­tricità, acqua casaˮ fr. 421.65, tassa
di canalizzazione e depurazione fr. 68.50, costi ‟auto ass., tassa circ. leasingˮ
fr. 878.65, ‟pagamento debitoˮ fr. 263.–, imposte fr. 395.75), accertando un margine
disponibile di fr. 2024.50 mensili dopo il versamento del
contributo per i figli (di fr. 2000.– mensili). 

 

                                         Quanto agli istanti, il
Pretore aggiunto ha stimato il loro fabbisogno in denaro sulla scorta delle
raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento
professionale del Canton Zurigo. Rispetto alle previsioni della tabella
(edizione 2015) di fr. 1860.– mensili, egli ha adattato il costo dell'alloggio e
ha dedotto l'assegno familiare. Ha appurato così il fabbisogno in denaro di AP 2 in fr. 1813.– mensili e quello di AP
1 in fr. 1680.– mensili. Dal dicembre del 2015 egli ha stralciato inoltre
la posta per cura e educazione, la madre disoccupata potendo provvedere in
natura, e ha adeguato gli assegni familiari, stabilendo il fabbisogno in denaro
di AP 2 in fr. 1568.– mensili e quello di AP 1 in fr. 1435.– mensili. Accertato
ciò, per il primo giudice gli istanti non versano in una situazione di ammanco,
sicché non vi è alcuna urgenza di aumentare in via cautelare il contributo
alimentare in loro favore. Onde, in definitiva, la reiezione dell'istanza cautelare.

 

                                   4.   I criteri che
disciplinano la modifica di contributi alimentari fissati in una sentenza di
divorzio per figli minorenni sono già stati riassunti dal Pretore aggiunto e
partitamente descritti da questa Camera (RtiD I-2017 pag. 616 consid. 5, in: RtiD I-2016 pag. 603 consid. 4.1; II-2015 pag. 790 consid. 6
con rinvii; I-2006 pag. 666 consid. 4). Al riguardo basti rammentare che il giudice modifica o toglie tali contributi su
istanza di un genitore o del figlio ove “le circostanze siano notevolmente
mutate” (art. 286 cpv. 2 CC, cui rinvia l'art. 134 cpv. 2). La modifica o la soppressione
presuppone, concretamente, che la situazione economica dell'una o del­l'altra
parte sia cambiata in modo ragguardevole e duraturo rispetto al momento in cui
il contributo è stato fissato. La procedura di modifica non ha lo scopo infatti
di correggere la decisione precedente, ma di adattarla alle nuove circostanze (RtiD I-2017 pag. 616 consid. 5 con richiami).

 

                                         Chiamato a statuire già
a titolo cautelare in una causa volta alla modifica di contributi di
mantenimento dovuti per sentenza di divorzio, il giudice può modificare o
sopprimere tali contributi solo eccezionalmente e con grande cautela, ove si
dia urgenza e sussistano circostanze particolari (sentenza del Tribunale federale
5A_274/2016 del 26 agosto 2016 consid. 4.1 in SJ 139/2017 pag. 41). Nel dubbio,
i contributi in vigore vanno mantenuti. Non solo perché essi figurano in una
sentenza esecutiva, passata in giudicato, ma anche perché la sentenza che sarà
pronunciata in esito al­l'azio­ne di modifica retroagirà – salvo ove ciò
dovesse risultare iniquo – fin dall'introduzione della procedura (RtiD I-2017 pag. 616 consid. 6 con richiami; da
ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2018.1 del 1° febbraio 2018 consid. 4
con rinvii). Un provvedimento cautelare può essere pertanto adottato ove appaia
urgente e indispensabile, in analogia con quanto prevede l'art. 303 CPC (art. 281
segg. vCC: I CCA, sentenze inc. 11.1999.26 del 22 giugno 2001 e inc. 11.1999.102
del 25 luglio 2000 consid. 3 con rinvio a Sutter/Freiburghaus, Kommentar zum neuen
Scheidungsrecht, Zurigo 1999, n. 53 ad art. 134 CC; v. anche Breitschmid in: Basler Kommentar, ZGB I,
5ª edizione, n. 7 ad art. 286; Hegnauer in: Berner Kommentar, edizione
1997, n. 96 ad art. 286 CC; Bühler/Spühler
in: Berner Kommentar, 3ª edizione, n. 190 ad art. 157 vCC; Spühler/Frei-Maurer, Berner Kommentar, Ergänzungsband 1991, n. 48 ad art. 157 vCC). Tale
è il caso ove il figlio debba far capo senza indugio a un contributo alimentare
più elevato (urgenza), e ciò per il sensibile aumento dei suoi bisogni
(circostanza particolare), ponderati anche gli interessi del creditore.

 

                                         Nella fattispecie, per il
Pretore aggiunto “non può essere seriamente posto in dubbio” che il fabbisogno
in denaro di un figlio sedicenne non sia più quello di uno di 8 anni. Il che è
vero. Ma ciò ancora non significa che giustifichi un aumento già in via cautelare
dei contributi di mantenimento destinati ai figli nella sentenza di divorzio. A
maggior ragione ove si pensi che la sentenza di divorzio contemplava già un
adeguamento dei fabbisogni in denaro secondo le progressive fasce d'età sulla
base delle note raccomandazioni diramate dal­l'Ufficio
della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo e che i
contributi sono ancorati all'indice nazionale dei prezzi al consumo, per il che
seguono automaticamente l'evoluzio­ne del rincaro. Quale sia l'urgenza e quale
circostanza particolare sia intervenuta gli appellanti non spiegano né si
evince dagli atti. Sia come sia, e come si vedrà in appresso, si volesse pur presumere
che i fabbisogni in denaro non siano più congrui e si volesse tenere conto degli
accresciuti bisogni dei figli applicando ex novo la tabella 2015 delle
note raccomandazioni, il fabbisogno in denaro dei ragazzi pendente causa risulta
garantito. Nella situazione descritta giova esaminare prioritariamente,
pertanto, la situazione economica di RA 1.

 

                                   5.   Relativamente al
reddito conseguito dalla madre degli istanti, il Pretore aggiunto ha accertato
che dal settembre al novembre del 2015 essa ha guadagnato presso la S__________
fr. 4350.– mensili, pari alla media delle “ultime tre buste pagaˮ (senza
gli assegni familiari), ai quali ha aggiunto fr. 160.– mensili per l'attività
d'interprete, per complessivi fr. 4510.– mensili. In seguito egli si è
dipartito dalle indennità di disoccupazione da lei riscosse, di fr. 3600.–
mensili, computandole inoltre un reddito accessorio ipotetico di fr. 160.–
mensili quale interprete.

 

                                         a)   Gli
appellanti lamentano che il Pretore aggiunto abbia considerato anche il
certificato di salario del dicembre 2015, mentre il rapporto di lavoro con la S__________
è terminato il 30 novembre 2015. Si dolgono inoltre che il primo giudice ha
incluso nella media dei redditi un bonus occasionale versato in settembre, così
come il pagamento delle vacanze non godute riconosciute in novembre. Per il
periodo successivo, gli appellanti criticano il reddito ipotetico imputato alla
madre come traduttrice, ricordando che eventuali entrate accessorie non si
aggiungono all'indennità di disoccupazione.

 

                                         b)   In
merito allo stipendio percepito dalla S__________, è vero che il Pretore
aggiunto ha indicato di avere considerato la media “da settembre a dicembre
2015”. Se non che, la ‟busta pagaˮ del 3 dicembre 2015 riguarda pacificamente
lo stipendio del novembre precedente. Al proposito non soccorre pertanto
diffondersi.

 

                                         c)   Quanto
al bonus/premio di fr. 1875.– indicato nel conteggio di settembre 2016, è vero
che nel reddito di un dipendente non vanno
considerati introiti aleatori, temporanei o contingenti, come eventuali entrate
occasionali, fortuite o con soluzione di
continuità (I CCA, sentenza inc. 11.2016.43 del 7 novembre 2017 consid.
4a). In concreto, tuttavia, i conteggi di stipendio prodotti dagli
istanti attestano che la lavoratrice ha ottenuto bonus/premi anche nei mesi di
aprile (fr. 500.–) e maggio 2015 (fr. 714.–: doc. S, 5° e 6° foglio). A un
sommario esame tale indennità supplementare appare
quindi un'entrata regolare (RtiD I-2007 pag. 739
consid. 5). Non è tale, per contro, l'indennità
in denaro per vacanze non godute, la quale può
essere versata solo dopo la fine del rapporto di lavoro, ovvero quando diventa
impossibile fruire delle vacanze perché il contratto d'impiego è terminato (art. 329d cpv. 2 CO; DTF 136 III 94 consid. 3.1 con rinvii; II CCA, sentenza inc. 12.2016.206
del 12 settembre 2017 consid. 5.1).

 

                                         d)   Visto
quanto precede, dallo stipendio di novembre 2015 andrebbe dedotta la citata indennità
per complessivi fr. 1800.–. Non va trascurato tuttavia che, come risulta
dal relativo conteggio, nel settembre precedente l'interessata aveva beneficiato
di un anticipo di fr. 1912.50 non considerato dal primo giudice nel calcolo
della media. Ne segue che, nel complesso, a un sommario esame il reddito da
attività dipendente di fr. 4350.– mensili accertato dal Pretore aggiunto resiste
alla critica. A tale importo vanno addizionati fr. 160.– per l'attività
d'interprete, per complessivi fr. 4510.– mensili.  

                                      

                                         e)   Riguardo
al reddito dal 1° dicembre 2015, dagli atti istruttori assunti in pendenza di
appello si evince che nel 2016 RA 1 ha guadagnato in media fr. 125.–
mensili come traduttrice (conteggi allegati alla lettera del 20 marzo 2017).
Comunque sia, si volesse anche tenere conto di un reddito di lei di soli fr.
3600.– mensili, la situazione degli istanti non muterebbe, come si vedrà oltre (consid.
10).

 

                                   6.   Per quanto concerne il
fabbisogno minimo di RA 1, calcolato dal Pretore aggiunto in fr. 2579.– mensili,
gli appellanti fanno valere, in particolare, che “il carico fiscale è
correttamente indicato alla luce del reddito conseguito nel 2015”, che il costo
dell'automobile è giustificato dalla necessità di conseguire un reddito e che ciò
vale anche per i corsi di formazione richiesti a livello professionale. 

 

                                         a)   Il
mero rinvio degli appellanti a memoriali di prima sede non è una motivazione
sufficiente nel senso dell'art. 311 CPC e rende finanche irricevibile l'appello
(DTF 138 III 375 consid. 4.3.1; v. anche I CCA, sentenza inc. 11.2015.91 del 30 agosto
2017 consid. 7c). Inoltre gli interessati nemmeno cifrano l'ammontare del fabbisogno
minimo materno, il che rende l'appello una volta di più irricevibile
(DTF 142 III 104 consid. 3.3; I CCA,
sentenza inc. 11.2013.44 del 24 giugno 2015 consid. 6).

 

                                         b)   A
parte quanto precede, in merito all'onere fiscale è possibile che il Pretore
aggiunto si sia fondato sulla tassazione del 2014, la quale attestava un reddito
inferiore (doc. U). Sta di fatto che se in quell'anno la contribuente esercitava
soltanto un'attività lucrativa a tempo parziale, essa era ancora tassata per il
contributo di mantenimento ricevuto. Tenuto conto che tale prestazione è in
seguito venuta a cadere, il maggior reddito del 2015 può dirsi tutto sommato compensato.
A un sommario esame non si scorgono ragioni quindi per scostarsi dalla stima
del Pretore aggiunto.

 

                                         c)   Quanto
alle spese d'automobile, il primo giudice non ne ha tenuto calcolo perché “a
detta della stessa madre degli istanti, al momento dell'introduzione della
causa, non ne possedeva causa ristrettezze finanziarie”. Con tale argomentazione
gli appellanti non si confrontano minimamente. Certo, in pendenza di appello essi
hanno addotto che la loro madre ha dovuto acquistare un'automobile per recarsi
sul nuovo posto di lavoro a __________ (lettera dell'11 settembre 2017). Se non
che, per tacere del fatto che i costi di fr. 914.30 mensili andrebbero
riconosciuti solo dall'aprile 2017, da tale data il reddito di lei andrebbe
rivalutato ad almeno fr. 5000.– mensili. 

 

                                         d)   Per
quel che attiene ai corsi di formazione infine, nulla rende verosimile la
necessità di aggiornamenti, di modo che la spesa non rientra nel fabbisogno minimo,
che può rimanere invariato a fr. 2695.– mensili.

                                

                                   7.   Circa il loro fabbisogno
in denaro, i figli fanno valere che a torto il primo giudice ha stralciato dal
dicembre del 2105 la posta per cura e educazione con l'argomento che la madre
era disoccupata. Essi sostengono che un assicurato deve attivarsi per ottemperare
agli obblighi imposti dalla legge, impegnandosi nella ricerca di un lavoro, e deve
partecipare a provvedimenti per migliorare la propria idoneità all'impiego, sicché
non può essere considerato come una persona senza attività. A loro parere, dal
dicembre del 2015 il fabbisogno in denaro di AP 2 va fissato così in fr. 1813.–
mensili e quello di AP 1 in fr. 1680.– mensili. E ciò, essi soggiungono, a
maggior ragione ove si consideri che con la legge nuova, in vigore dal 1°
gennaio 2017, il contributo di accudimento comprende le spese di sostentamento
del genitore che si occupa dei figli se quest'ultimo non è in grado di
provvedervi da solo. In tal caso, essi epilogano, dal 1° gennaio 2016 il loro
fabbisogno in denaro di N____ va fissato in fr. 1860.– mensili e quello di
AP 1 in fr. 1835.– mensili.

 

                                         a)   Relativamente
alla posta “cura e educazione” prevista dalle note raccomandazioni, il Pretore
aggiunto ha rilevato che si giustificava di togliere l'importo figurante nella
tabella poiché, trovandosi in disoccupazione, la madre può fornire tali prestazioni
in natura. Ora, che una persona alla ricerca di un impiego debba rispettare gli
obblighi imposti dalla legge sulla disoccupazione è pacifico. L'importo per
cura e educazione delle citate raccomandazioni, tuttavia, si riferisce solo a
persone attive professionalmente. In tal caso si monetizza la relativa posta contemplata
dalle raccomandazioni secondo il grado
d'occupazione (Rep. 1996 pag. 119; da ultimo: I CCA, sentenza inc.
11.2016.92 del 17 maggio 2018 consid. 10). In concreto RA 1 non lavora. Inoltre,
salvo generici rinvii alle disposizioni della legge sulla disoccupazione, nulla
è dato di sapere in merito a passi concreti da lei intrapresi durante il
relativo periodo. Il solo obbligo di partecipare a
colloqui e ricerche di lavoro non basta, a un sommario esame, per ritenere che essa
non potesse prestare cura e educazione ai figli.

 

                                         b)   Non si
disconosce che il 1° gennaio 2017 è entrata in vigore la modifica del Codice
civile svizzero sul mantenimento del figlio, del 20 marzo 2015 (RU 2014 pag.
357 segg.), la quale si applica anche alle cause già pendenti (art. 13cbis tit.
fin. CC; v. anche art. 407b cpv. 1
CPC). Da allora la posta per cura e educazione della tabella correlata alle menzionate
raccomandazioni va sostituita così da un “contributo di accudimento”, ovvero da
quanto occorre per garantire effettivamente al figlio cura e educazione (art.
285 cpv. 2 CC). Se il criterio per definire tale importo fosse quello
esemplificato da Jungo/Aebi-Müller/
Schweighauser (Der
Betreuungsunter­halt in: FamPra.ch 2017 pag. 171), Stoudmann (Le nouveau droit de
l'entretien de l'enfant en pratique: Ce qui change et ce qui reste, in: RMA/ZKE
2016 pag. 432), esso consisterebbe in quanto manca alla madre affidataria nel
caso specifico per coprire il proprio fabbisogno minimo secondo il diritto
esecutivo (da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2016.92 del 17 maggio
2018 consid 11). Nella fattispecie tuttavia RA 1 è in
grado di sopperire autonomamente alle proprie necessità. Non può farsi
questione dunque di contributo di accudimento.

                                

                                   8.   Alla luce di quanto
precede, con un margine di fr. 1931.– mensili dal settembre al novembre del
2015 e di fr. 1181.– dal dicembre del 2015 in poi (o anche di soli fr. 1021.–:
sopra, consid. 5d), RA 1 è in grado di far fronte, pendente causa, al fabbisogno
in denaro scoperto dei figli di fr. 1493.– mensili per il primo periodo e di
fr. 1003.– mensili per il secondo. Ancor più in pendenza di procedura, ove si
pensi che dalla documentazione prodotta in questa sede risulta che dal 10 aprile 2017 essa ha cominciato a lavorare
per la I__________ SA di __________, guadagnando fr. 4679.55 mensili netti
oltre la tredicesima, per complessivi fr. 5000.– mensili circa. Anche
aumentando il fabbisogno minimo di lei per tenere conto delle spese di
trasferta di fr. 914.30 mensili da lei esposte (sopra, consid. 8c), la sua
disponibilità si attesta in circa fr. 1500.– mensili, margine sufficiente per finanziare,
pendente causa, l'attuale fabbisogno dei figli. In circostanze del genere non sussistono
le premesse per aumentare, già in via cautelare, il contributo di mantenimento
in favore degli istanti. Ciò rende superfluo vagliare la situazione economica di
AO 1. Sull'equità di tale ripartizione fra genitori e sul raffronto dell'odierna
situazione con quella esistente al momento del divorzio, il Pretore aggiunto
dovrà esprimersi, in ogni modo, con la sentenza di merito. Ne segue che
l'appello, destituito di fondamento, vede la sua sorte segnata.

 

                             II.   Sul
gratuito patrocinio e sulle spese

 

                                   9.   Gli appellanti
contestano anche il diniego del gratuito patrocinio da parte del Pretore
aggiunto, il quale ha rifiutato di concedere loro tale beneficio “per difetto
del requisito del fumus boni iuris”. Essi obiettano che il primo giudice
non poteva fondarsi unicamente sul risultato del procedimento cautelare,
giacché la probabilità di successo va apprezzata, a un sommario esame, al
momento dell'introduzione della domanda. Di per sé l'argomentazione è
pertinente (DTF 142 III 140 consid. 5.1; v. anche: sentenza del Tribunale
federale 5A_327/2017 del 2 agosto 2017 consid. 4, in: RSPC/SZZP 2017 pag. 520).
In concreto, tuttavia, la reiezione del gratuito patrocinio si giustifica per
altri motivi. Come questa Camera ha già avuto modo di
ripetere, la protezione giuridica di un figlio va finanziata anzitutto
dai genitori, sempre che appaia necessaria e non sprovvista di esito favorevole
(I CCA, sentenza inc. 11.2016.84 del 27 dicembre 2017 consid. 7 con
rinvii; v. anche Piotet in: Commentaire
romand, CC I, 

                                         Basilea
2010, n. 27 ad art. 276; Breitschmid,
op. cit., n. 22 ad art. 276 CC). L'obbligo di mantenimento verso un
figlio minorenne comprende invero – per principio – anche il finanziamento di
spese giudiziarie, in particolare per l'ottenimento di contributi alimentari;
l'intervento dello Stato è puramente sussidiario (cfr. DTF 127 I 206 consid. 3d
in fine). In concreto gli istanti non pretendono che i loro genitori versino in
gravi ristrettezze, men che meno ove si pensi che a loro dire il padre ha una
disponibilità di oltre fr. 5000.– mensili. Nulla impediva loro perciò di chiedere
la condanna del convenuto a elargire una congrua indennità che consentisse loro
di finanziare le spese di patrocinio. Ciò preclude, già di primo acchito, il
conferimento del beneficio richiesto (art. 117 lett. a CPC).

 

                                10.   Le spese della decisione odierna seguono il principio della
soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Considerato il diniego del gratuito
patrocinio, si giustifica tuttavia di contenere l'ammontare degli oneri processuali.
Quanto alle ripetibili, AO 1 ha prodotto una nota professionale
di complessivi fr. 2308.50 (onorario fr.
1885.–, spese fr. 252.–, IVA fr. 171.–).
Ora, l'onorario di un avvocato chiamato a esercitare il patrocinio in una causa
volta alla modifica di una sentenza di divorzio in materia di contributi alimentari
andrebbe definito secondo il valore litigioso e non secondo il criterio orario (RtiD II-2008 pag. 619 n. 7c consid. 6; I CCA, sentenza
inc. 11.2010.121 del 22 aprile 2013 consid. 8b). Sia come sia, nel complesso
l'indennità richiesta appare adeguata, ove appena si pensi che, oltre alle
osservazioni all'appello, l'appellato ha dovuto esprimersi sulle nuove prove addotte
a due riprese dai figli.

 

                            III.   Sui
rimedi giuridici a livello federale

 

                                11.   Circa i rimedi esperibili sul piano federale contro la
presente sentenza (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso raggiunge
la soglia di 30 000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF (sopra, consid.
1), fermo restando che contro decisioni in materia di misure cautelari i
ricorrenti possono far valere soltanto la violazione di diritti costituzionali
(art. 98 LTF). 

 

Per questi motivi,

 

decide:                     1.   L'appello è respinto e il
decreto cautelare impugnato è confer­mato.

 

                                   2.   Le spese processuali di fr.
500.– sono poste a carico degli appellanti in solido,
i quali rifonderanno, sempre con vincolo di solidarietà, fr. 2308.50 complessivi
per ripetibili alla controparte.

 

                                   3.   La richiesta di gratuito patrocinio è respinta.

 

                                   4.   Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –;

  –
  avv..

  

                                         Comunicazione
a:

                                         – avv. (dispositivi n. 1 e
3);

                                         – Pretura del Distretto di
Bellinzona.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                           La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in
materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per 

i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al
Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei
procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali (art.
46 cpv. 2 LTF).