# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 447b51db-188a-57cf-ab2e-92ad50ca9575
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-04-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 11.04.2007 10.2006.12
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_10-2006-12_2007-04-11.html

## Full Text

Incarto n.

  10.2006.12

  	
  Lugano

  11 aprile
  2007/rgc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani ed Ermotti

  

 

	
  segretaria:

  	
  Chietti Soldati, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare sull'istanza del 13 ottobre 2006
presentata da

 

	
   

  	
   IS 1 

  (patrocinato dall'  PA 1 )

  

                                         

                                         per
ottenere la delibazione della sentenza emanata il 22 marzo 2005 dal Commissario
della Legge del Tribunale commissariale civile e penale della Repubblica di San
Marino nella causa civile che ha opposto l'istante a

 

	
   

  	
   PI 1, già in ;

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolta l'istanza
di delibazione;

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che
con decreto del 14 luglio 1998 il Commissario della Legge del Tribunale commissariale
civile e penale della Repubblica di San Marino ha dichiarato, su richiesta di PI
1, l'ammortamento di un libretto al portatore n. __________ denominato “__________”, rilasciato il 3 gennaio 1995
dal __________, sul quale risultava depositata il 15 marzo 1995 la somma di lire
478 085 456 (procedimento
di volontaria giurisdizione n. 96 dell'anno 1998);

 

                                         che il 27
agosto 1998 IS 1 ha convenuto PI 1 davanti al medesimo giudice, contestando l'ammortamento
del titolo (fascicolo n. 219/1998);

 

                                         che in
esito a un procedimento penale aperto contro PI 1 nel Cantone Ticino, con
sentenza del 15 aprile 2002 la presidente della Corte delle assise correzionali
di Lugano ha ordinato la confisca del saldo depositato sul citato libretto al
portatore, seque­strato presso il __________, e la pubblicazione del provvedimento
sul Foglio ufficiale del Cantone Ticino (inc. 72.2001.299);

 

                                         che PI 1
è deceduto a __________ il 27 luglio 2004 e che con decreto del 9 novembre 2004
il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, ne ha decretato la liquidazione
dell'eredità; 

 

                                         che la
liquidazione dell'eredità giacente è stata dichiarata chiusa, su istanza dell'Ufficio
dei fallimenti del Distretto di Lugano, con decreto emesso il 26 settembre 2005
dal medesimo Pretore;

 

                                         che nel frattempo,
con sentenza del 22 marzo 2005, il Commissario della Legge del Tribunale
commissariale civile e penale della Repubblica di San Marino ha dichiarato IS 1
legittimo possessore del noto libretto di deposito, revocando “per nullità e falsità del richiedente” il decreto di ammortamento emesso il 14 luglio
1998;

 

                                         che il 22
agosto 2006 IS 1 ha chiesto alla presidente della Corte delle assise correzionali
di Lugano la revoca della confisca e la consegna dei fondi depositati sul libretto
di risparmio;

 

                                         che la
presidente della Corte ha invitato IS 1 a far delibare previamente la sentenza emanata
dall'autorità di San Marino;

 

                                         che con
istanza del 13 ottobre 2006 IS 1 chiede alla Camera civile di appello di riconoscere
e dichiarare esecutiva tale sentenza in Svizzera;

 

                                         che con
ordinanza del 6 dicembre 2006 il giudice delegato di questa Camera ha convocato
l'istante e l'Ufficio dei fallimenti di Lugano al contraddittorio del 2
febbraio 2007, invitando il primo a produrre entro tale data copia del
memoriale di risposta con cui PI 1 si era – a suo tempo – costituito in
giudizio davanti al Tribunale commissariale civile e penale della Repubblica di
San Marino;

 

                                         che l'Ufficio
dei fallimenti di Lugano ha comunicato il 15 dicembre 2006 di non opporsi all'istanza
di delibazione;

 

                                         che il
contraddittorio del 2 febbraio 2007 davanti a questa Camera è stato sospeso e
aggiornato al 6 marzo 2007 per consentire al­l'istante di procurarsi la
documentazione ancora necessaria;

 

                                         che il 19
febbraio 2007 l'istante ha prodotto una dichiarazione del 2 febbraio 2007 in
cui, secondo il Cancelliere del Tribunale commissariale civile e penale della
Repubblica di San Marino, “il
fascicolo di volontaria giurisdizione n. 96 dell'anno 1998 è riunito alla causa
civile n. 219 dell'anno 1998 di cui fa parte integrante”;

 

                                         che,
preso atto di ciò, con ordinanza del 26 febbraio 2007 il giudice delegato di
questa Camera ha annullato il seguito del contraddittorio previsto per il 6
marzo 2007, nulla più ostando al­l'emanazione del giudizio;

 

e considerando 

 

in diritto:                        che
la Camera civile di appello è competente per riconoscere e dichiarare esecutive,
in ossequio alle norme della legge federale sul diritto internazionale privato,
le sentenze civili emanate al­l'estero (art. 511 cpv. 1 CPC);

 

                                         che la
relativa istanza è trattata nelle forme della procedura contenziosa di camera
di consiglio (art. 511 cpv. 2 con rinvio agli art. 361 segg. CPC);

 

                                         che tra
la Svizzera e la Repubblica di San Marino non sussistono trattati bilaterali o
multilaterali sulla delibazione di decisioni civili;

 

                                         che in
concreto il riconoscimento è disciplinato pertanto dall'art. 25 LDIP, secondo
cui una decisione straniera è riconosciuta in Svizzera se vi era la competenza
dei tribunali o delle autorità dello Stato in cui fu pronunciata (lett. a), se
non può più essere impugnata con un rimedio giuridico ordinario o è definitiva
(lett. b) e se non sussiste alcun motivo di rifiuto giusta l'art. 27 (lett. c);

 

                                         che, per
quanto riguarda la competenza, essa è data se una disposizione della legge la
prevede o, in mancanza di una tale disposizione, se il convenuto era domiciliato
nello Stato del giudizio (26 lett. a LDIP) o, in caso di controversie
patrimoniali, se le parti, “con
pattuizione valida secondo la presente legge”, si sono sottoposte alla competenza dell'autorità che ha
pronunciato la decisione (26 lett. b) o se il convenuto si è costituito
incondizionatamente in giudizio (26 lett. c) o, in caso di domanda riconvenzionale,
se l'autorità che ha pronunciato la decisione era competente a giudicare la
domanda principale e le due domande sono materialmente connesse (26 lett. d);

 

                                         che inoltre,
a norma dell'art. 108 cpv. 2 LDIP (cui rinvia l'art. 26 lett. a prima frase
LDIP), le decisioni straniere concernenti diritti reali su cose mobili sono
riconosciute in Svizzera se sono state pronunciate nello Stato di domicilio del
convenuto (lett. a) o nello Stato di situazione della cosa, sempreché il convenuto
vi dimori abitualmente (lett. b), o nello Stato del foro prorogato (lett. c);

 

                                         che le
prime due ipotesi appaiono d'acchito estranee al caso concreto, non risultando
– né l'istante pretendendo – che PI 1 abbia mai avuto domicilio o dimora
abituale nella Repubblica di San Marino;

 

                                         che per
quanto riguarda la terza ipotesi, invocata dall'istante, essa consacra quella prevista
anche all'art. 26 lett. b LDIP, ossia l'esistenza di un foro prorogato a norma
dell'art. 5 LDIP (Dutoit,
Commentaire de la loi fédérale du 18 décembre 1987, 4ª edizione, n. 2 ad art.
108; Heini in: Zürcher Kommentar
zum IPRG, 2ª edizione, n. 8 ad art. 108);

 

                                         che di una
siffatta convenzione di procedura non v'è traccia agli atti, né essa è menzionata
– per avventura – nella sentenza 

                                         estera
sottoposta a questa Camera per la delibazione;

 

                                         che, scartate
tutte le ipotesi dell'art. 108 cpv. 2 LDIP, occorre tor­nare alla norma generale
dell'art. 26 LDIP, di cui l'art. 108 cpv. 2 LDIP non preclude l'applicazione (messaggio
del 10 novembre 1982, in: FF 1983 I 304 in alto; Dutoit, op. cit., n. 1 ad art. 26 LDIP; Volken in: Zürcher Kommentar zum
IPRG, op. cit., n. 4 a 6 ad art. 26 LDIP);

 

                                         che il già citato art. 26
lett. c LDIP prevede la delibazione di una sentenza estera, in particolare, “se il convenuto si è costituito incondizionatamente in giudizio”;

 

                                         che nella
fattispecie il caso imporrebbe dunque di verificare se, convenuto il 27 agosto 1998 da IS 1 davanti all'autorità di San Marino (contestazione dell'ammortamento),
PI 1 si sia costituito in giudizio senza nulla eccepire;

 

                                         che invero, secondo il
diritto di San Marino, per la costituzione in giudizio il
giudice fissa con decreto un'apposita udienza (art. 2 § 1.0 della legge 17
giugno 1994 n. 55, “Disposizioni
in materia di procedura civile e penale della Repubblica
di San Marino”, in: ‹www.consigliograndeegenerale.sm›), 

 

                                         che
in concreto non risulta essersi tenuta alcuna udienza del genere, il giudice di
San Marino avendo subito sospeso la causa civile in attesa della fine del
procedimento penale aperto contro PI 1 nel Cantone Ticino;

 

                                         che nondimeno, stando a
quanto attesta il Cancelliere del Tribunale commissariale
civile e penale della Repubblica di San Marino, il fascicolo di volontaria
giurisdizione n. 96 dell'anno 1998 (ammortamento del titolo chiesto da PI 1) fa
“parte integrante” della causa civile n. 219 dell'anno 1998
(contestazione dell'ammortamento intentata da IS 1);

 

                                         che
pertanto, le due cause formando secondo il diritto di San Marino un unico procedimento,
più non occorreva a PI 1 costituirsi in giudizio davanti al tribunale da lui medesimo
adito: anzi, verosimilmente egli non si sarebbe più nemmeno potuto sottrarre a
tale giurisdizione;

 

                                         che nelle
circostanze descritte le parti constano essersi sottoposte entrambe all'autorità
che ha pronunciato il giudizio, sicché la competenza del tribunale estero può ritenersi
data;

 

                                         che la sentenza
emanata il 22 marzo 2005 del Commissario della Legge del Tribunale commissariale
civile e penale della Repubblica di San Marino è passata in giudicato il 12
maggio 2005, come ha attestato il 20 luglio 2005 il Cancelliere del Tribunale stesso
in un certificato annesso alla sentenza prodotta per la delibazione;

 

                                         che in
concreto non si ravvisano motivi di rifiuto nel senso dell'art. 27 LDIP;

 

                                         che la
sentenza da delibare è stata pronunciata dopo la morte del convenuto, ma PI 1 ha
avuto la possibilità di esprimersi in un memoriale conclusivo prima del 18 marzo
2004, data dell'udienza per l'“irrotulazione” della causa, dopo la quale il giudice pronuncia
la sentenza (art. 2 §§ 5.0 a 5.3 della citata legge 17 giugno 1994 n. 55);

 

                                         che in
tali condizioni la sentenza estera può essere riconosciuta e dichiarata esecutiva
in Svizzera, non senza dimenticare che ad ogni buon conto essa riguarda il possesso
e non la proprietà del noto libretto di risparmio;

 

                                         che per
quanto riguarda i rimedi giuridici esperibili contro l'attuale sentenza sul piano
federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso ai fini dell'art.
74 cpv. 1 lett. b LTF (€ 246 910.53: doc. E, pag. 4) supera
largamente la soglia dei fr. 30 000.– per il ricorso in materia civile;

 

                                         che gli
oneri del giudizio odierno vanno a carico dell'istante, non essendovi un convenuto
“soccombente” a norma dell'art. 148 cpv. 1 CPC;

                                         che
per lo stesso motivo non si giustifica di assegnare indennità per ripetibili;

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'istanza è accolta, nel senso che  la sentenza del 22 marzo 2005 con cui il Commissario della Legge del Tribunale commissariale 
civile e penale della Repubblica di San Marino

                                         –    dichiara che IS 1 è il legittimo possessore del libretto di deposito
a risparmio ordinario al portatore recante il n. __________ intestato “__________”, emesso il 3 gennaio 1995 dal __________,
con un saldo il 15 marzo 1995 di lire 478 085 456 e

                                         –    revoca per nullità e falsità del richiedente il decreto di
volontaria giurisdizione emesso il 14 luglio 1998 circa l'ammortamento del libretto
medesimo

                                         è
riconosciuta e dichiarata esecutiva.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 200.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
250.–

                                         sono
posti a carico dell'istante. Non si attribuiscono ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

	
   

  	
  –    ;

   –
  Ufficio dei fallimenti del Distretto di Lugano, Viganello.

  

 

 

	
  terzi implicati

  	
   PI 1 

   

  

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile entro
trenta giorni dalla notificazione delle decisioni previste dagli art. 90 a 93
LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle
cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo
se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000
franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in
materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale (art. 74 e 100 cpv. 1 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ri­correre
è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.