# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 027f3eb2-fc1a-5b83-9613-1a26cf63c0c2
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-02-23
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 23.02.2021 S 2019 107
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2019-107_2021-02-23.pdf

## Full Text

Comunicata in data

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 19 107

3a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

Presidenza Racioppi

Giudici Pedretti e von Salis

Attuario Rogantini

SENTENZA

del 23 febbraio 2021

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali

A._____, 

patrocinato dalla Procap Svizzera,

ricorrente

contro

Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni,

resistente

concernente rendita AI

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I. Ritenuto in fatto:

1. A._____ nacque nel 1978. Terminate le scuole dell'obbligo e la formazione 

professionale di perito agrario in Italia meridionale, egli lavorò prima in 

Italia per circa 10 anni, in seguito nel 2016 per 3 mesi in Svizzera, per poi 

tornare in Italia e infine stabilirsi definitivamente in Svizzera a fine marzo 

2017 (cfr. fra l'altro l'act. C.78). In Svizzera fu impiegato dell'Azienda 

B._____ a D._____ nel Cantone dei Grigioni al 100% come aiuto 

agricolo/tuttofare, almeno a far tempo dal mese di marzo 2017 e fino al 

6 settembre 2017.

2. L'11 maggio 2017 soffrì un trauma distorsivo del ginocchio destro. 

Secondo la sua descrizione, mentre svolgeva la sua attività lavorativa 

sarebbe caduto in un tombino ricoperto da erba che non ne avrebbe 

permesso la visuale (act. C.47).

3. Il medico curante, Dr. med. E._____, specialista in medicina interna 

generale, inviò A._____ per l'esecuzione di una risonanza magnetica 

presso il servizio di radiologia dell'Ospedale Regionale di Bellinzona e 

Valli. La RM fu eseguita in data 30 maggio 2017 (vedi rapporto di tale data, 

act. C.18 pagg. 1 seg.) ed evidenziò un'importante riduzione delle 

dimensioni del menisco laterale sia al livello del corno posteriore sia della 

parte intermedia in associazione a una sublussazione della parte 

intermedia verso laterale. Non vennero segnalate lesioni ligamentari. 

Furono invece riscontrati importanti segni di condropatia nel 

compartimento femoro-tibiale laterale con un discreto edema midollare al 

condilo femorale laterale e al piatto tibiale. Il refertante, Prof. Dr. med. 

F._____, specialista in radiologia, concluse per una gonartrosi del 

compartimento laterale con importanti riduzioni delle dimensioni del 

menisco laterale e sublussazione dello stesso verso laterale.

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Nel seguito A._____ si fece visitare a più riprese anche da diversi medici 

in Italia, i cui referti versati agli atti sono per la più parte illeggibili.

4. Il 21 settembre 2017 A._____ fu visitato dal Dr. med. G._____, specialista 

in medicina interna generale, su incarico della sua assicurazione 

d'indennità giornaliera per malattia (IGM) J.________ SA, il quale con 

rapporto del 22 settembre 2017 (act. C.28 pagg. 8 segg.) diagnosticò una 

gonalgia destra da sovraccarico meccanico su disturbo statico (ginocchio 

valgo), un'entesopatia dei tendini peronei al piede destro e obesità. 

Ritenne che il problema sia da imputare prevalentemente all'alterazione 

dell'asse del ginocchio in valgo, favorito dal sovrappeso. Il trauma 

distorsivo verificatosi in maggio 2017 dunque avrebbe contribuito a 

scatenare la sintomatologia, senza però essere la causa dei problemi 

dell'articolazione. Un'artroscopia sarebbe piuttosto controindicata, perché 

potrebbe scompensare ulteriormente il quadro clinico. Confermò infine 

un'incapacità lavorativa del 100% dal 6 settembre 2017 a causa dei 

problemi al ginocchio destro, dovuti a malattia.

5. Seguì un rapporto della visita medico-fiduciaria del 7 novembre 2017 (act. 

C.28 pagg. 16 segg.) presso il Dr. med. H._____, specialista in medicina 

fisica e riabilitazione e in reumatologia, il quale, dopo un riassunto che 

include anche le visite fatte in Italia e menziona tre RM e una radiografia 

(RX), diagnosticò una gonartrosi a destra, prevalentemente nel 

compartimento femoro-tibiale laterale con ipervalgo, delle lombalgie 

riferite, senza limitazioni funzionali, e sovrappeso. Ritenne pure lui 

controindicato un gesto artroscopico che non farebbe che accelerare il 

presente processo artrosico. Rinviò A._____ presso il Dr. med. I._____, 

specialista in chirurgia ortopedica e traumatologia dell'apparato 

locomotore, per avere un giudizio specialistico. Concluse dichiarando che 

l'inabilità lavorativa certificata del 100% rimarrebbe ulteriormente in vigore 

e riguarderebbe per il momento qualsiasi attività lucrativa. Lo stato di 

salute non potrebbe essere considerato consolidato.

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6. Il Dr. med. I._____ rilasciò il suo rapporto il 15 novembre 2017 (act. C.28 

pagg. 23 seg.) e diagnosticò una gonartrosi valga laterale destra 

sintomatica. A 17 anni A._____ sarebbe stato sottoposto in Italia a 

un'artroscopia con purtroppo una meniscectomia totale. Attualmente si 

sarebbe confrontati con un'artrosi del compartimento esterno legato a 

stato dopo meniscectomia. Dalla letteratura sarebbe conosciuto che una 

meniscectomia totale dopo 5 anni inizierebbe ad avere delle alterazioni 

cartilaginee importanti e in questo caso il trauma molto probabilmente 

avrebbe scompensato una situazione artrosica già preesistente. Il tutto 

non rientrerebbe sotto infortunio, bensì sotto malattia. L'unica soluzione 

sarebbe un intervento di protesi monocompartimentale laterale, visto che 

il compartimento mediale retro-rotuleo e lo stato legamentare sarebbero 

intatti.

7. Il Dr. med. H._____ prese posizione in merito alle conclusioni fatte dal 

Dr. med. I._____ in data 27 novembre 2017 (act. C.28 pag. 25), 

dichiarando che un ritorno di A._____ al suo posto di lavoro come operaio 

agricolo non sarebbe più proponibile con un'incapacità lavorativa per 

questo tipo di attività che rimarrebbe definitivamente del 100%.

8. A._____ inoltrò una richiesta di prestazioni all'Ufficio AI del Cantone dei 

Grigioni in data 6 dicembre 2017 (act. C.7), facendo valere una gonalgia 

persistente aggravatasi con sinovite reattiva e meniscopatia laterale 

sussistente dal 10 maggio 2017.

A questo punto si sottolinea che in merito alla richiesta di prestazioni 

l'Ufficio AI vi si riferisce indicando come data tal volta il 16 gennaio 2018 e 

tal volta il 22 gennaio 2018. Si tratta comunque sempre dello stesso 

documento. Si precisa anche che alcuni lavori preparativi furono eseguiti 

in Ticino, poiché erroneamente si aveva preso l'indirizzo dell'avvocato di 

A._____ come luogo di domicilio dell'assicurato. L'incarto fu poi trasmesso 

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all'Ufficio AI del Cantone dei Grigioni, ritenuto competente dalle autorità 

ticinesi.

9. Nel frattempo il contratto di lavoro con l'Azienda C._____ fu sciolto per la 

fine di dicembre 2017 (cfr. l'act. C.36).

10. Con lettera ambulatoriale del 14 febbraio 2018 (act. C.51 pagg. 38 seg.) il 

Dr. med. I._____ comunicò al Dr. med. E._____ che in sede della visita 

del 30 gennaio 2018 A._____ si sarebbe dichiarato d'accordo di sottoporsi 

all'intervento protesico con protesi totale del ginocchio destro.

11. Con ulteriore lettera ambulatoriale del 27 luglio 2018 (act. C.59 pagg. 8 

seg.) il Dr. med. I._____ informò il Dr. med. H._____ che il 4 giugno 2018 

sarebbe stata eseguita la protesi totale del ginocchio destro MyKnee della 

Medacta International SA. A._____ riferirebbe un decorso favorevole con 

persistenza di una sintomatologia dolorosa moderata soprattutto alla sera. 

Assumerebbe Dafalgan al bisogno e deambulerebbe ancora con tutte e 

due le stampelle. Il medico ritenne il decorso come favorevole, alla 

valutazione clinica e radiologica attuale. Si soffermò con l'assicurato 

soprattutto sul deficit di flessione rilevato e un'importante ipotonia del 

muscolo quadricipite omo-laterale e indicò di proseguire con la fisioterapia 

intensiva al recupero di questi due parametri e di cercare 

progressivamente di abbandonare le stampelle.

12. L'incapacità lavorativa gli fu attestata ulteriormente, in particolare quella al 

100% dal 4 giugno 2018 al 25 settembre 2018 (act. C.60).

13. Su incarico dell'Ufficio AI (act. C.63 segg.) il 22 gennaio 2019 fu allestita 

una perizia medica mono-disciplinare da parte del Dr. med. K._____, 

specialista in medicina fisica e riabilitazione e in reumatologia [n.d.r.: si 

nota che la perizia porta erroneamente la data 22 gennaio 2018; trattasi di 

un'evidente svista redazionale]. In qualità di diagnosi con ripercussione 

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sulla capacità lavorativa il perito costatò una gonalgia a destra in stato 

dopo posa di una protesi totale del ginocchio destro in data 4 giugno 2018 

per gonartrosi. Quale diagnosi senza ripercussione sulla capacità 

lavorativa rilevò una lombalgia a carattere recidivante su leggere 

alterazioni statiche e possibili iniziali alterazioni di tipo degenerativo e un 

piede piatto bilaterale.

Quanto alla capacità lavorativa nell'attività svolta finora confermò pure lui 

un'incapacità lavorativa completa a partire dal 6 settembre 2017. Per 

l'attività di casalingo lo ritenne pienamente inabile al lavoro nel periodo dal 

4 giugno 2018 alla visita del 17 gennaio 2019 in sede peritale e da quel 

giorno in poi ancora inabile al lavoro nella forma del 20%, in quanto 

dovrebbe tuttora utilizzare le stampelle per muoversi e vi sarebbero delle 

limitazioni in attività di spostamento e nel salire e scendere le scale che 

indurrebbero a ritenere una riduzione del rendimento appunto del 20%.

In merito alla capacità lavorativa in un'attività adeguata invece il perito 

dichiarò che a partire dalla sua visita del 17 gennaio 2019 A._____ 

potrebbe essere considerato abile al lavoro nella forma completa. Fino a 

tale visita sarebbe stato inabile al lavoro nella forma del 100% dopo 

l'intervento chirurgico del 4 giugno 2018. Ritenne che si debbano tenere 

in considerazione, per un'attività lavorativa adattata, dei lavori che 

permettano all'assicurato soprattutto di mantenere la posizione seduta, 

permettendogli comunque alle volte di alzarsi e di fare dei piccoli tragitti. 

Da evitare sarebbero lavori su terreni sconnessi, inginocchiamenti ripetuti, 

il salire e scendere ripetutamente le scale e l'utilizzo di scale a pioli. 

L'assicurato non sarebbe limitato nell'alzare dei pesi e in attività lavorative 

da svolgere con le estremità superiori.

Per un'attività lavorativa adatta l'assicurato potrebbe riprendere l'attività 

professionale anche attualmente. Questo malgrado che dal punto di vista 

clinico vi sarebbe ancora una situazione di irritazione al ginocchio destro 

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con ipertermia, leggero gonfiore e leggero versamento. Il perito gli 

consigliò degli impacchi freddi da ripetere più volte durante il giorno e di 

incrementare per alcune settimane la terapia con Nisulid 100 mg a 2x1 

pastiglie al giorno, continuando inoltre con le fisioterapie ambulatoriali.

14. Con preavviso del 9 aprile 2019 (act. C.75) l'Ufficio AI comunicò a A._____ 

di volergli attribuire una rendita d'invalidità determinata nel tempo, e meglio 

di concedergli una rendita intera dal 1° settembre 2018 al 30 aprile 2019 

con un grado d'invalidità del 100%. Si basò interamente sulla perizia del 

Dr. med. K._____, considerando inoltre che l'anno di attesa sarebbe 

iniziato il 6 settembre 2017 e che un'attività adeguata dal lato medico 

sarebbe esigibile a partire dal 22 gennaio 2019 in misura del 100%. Da un 

confronto dei redditi 2018 risulterebbe un grado d'invalidità inferiore al 40% 

dal 1° febbraio 2019 in poi (più tre mesi, vale a dire dal 1° maggio 2019), 

cosicché non esisterebbe più il diritto alla rendita.

Agli atti non figura nessuna obiezione contro il preavviso.

15. Con comunicazione anch'essa del 9 aprile 2019 (act. C.76) l'Ufficio AI lo 

informò inoltre che il diritto a provvedimenti professionali non sarebbe 

dato, pertanto la sua richiesta di prestazioni sarebbe respinta. Il diritto a 

una riqualifica non sarebbe dato, poiché la perdita di guadagno a causa 

dell'invalidità non raggiungerebbe in modo durevole almeno il 20%. 

L'Ufficio AI avrebbe esaminato pure il diritto a un collocamento. Le 

valutazioni svolte avrebbero portato alla conclusione che nella ricerca di 

un'attività adeguata e un nuovo posto di lavoro non vi risulterebbero 

notevoli limitazioni dovute allo stato di salute. Di conseguenza lui non 

avrebbe diritto a un collocamento da parte dell'AI e gli si consiglierebbe di 

rivolgersi all'Ufficio regionale di collocamento (URC).

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16. L'Ufficio AI emanò la sua decisione in data 15 luglio 2019 (act. C.93) come 

da preavviso (per la motivazione, rimasta anch'essa invariata rispetto al 

preavviso, vedi gli act. C.86 e C.88).

17. A._____ ha fatto interporre ricorso contro tale decisione con memoria del 

14 settembre 2019 (act. A.1) mediante il suo patrocinatore, l'avvocato 

Paolo Marchi, chiedendo l'annullamento della decisione impugnata e il 

riconoscimento del diritto a una rendita AI intera dal 1° settembre 2018 in 

avanti. In via subordinata chiede che gli atti vengano rinviati all'Ufficio AI 

per adeguati accertamenti medici e nuova decisione. Al ricorso allega due 

nuovi rapporti medici: uno del Dr. med. I._____ del 1° ottobre 2018 (act. 

B.8 ossia "doc. H") e l'altro del Dr. med. L._____, specialista in chirurgia 

ortopedica e traumatologia dell'apparato locomotore, del 28 agosto 2019 

(act. B.9 ossia "doc. I").

In motivazione fa valere essenzialmente che la valutazione di un grado 

d'invalidità dello 0% dal 22 gennaio 2019 non considererebbe 

adeguatamente né le conseguenze del danno alla sua salute né la sua 

situazione, sarebbe inadeguata e verrebbe contestata. Con valutazione 

medica specialistica del 7 novembre 2019 (act. C.18 pagg. 3 segg. = 

act. B.6 ossia "doc. F") il Dr. med. H._____ avrebbe attestato la cronicità 

della gonartrosi. L'intervento con l'installazione della protesi non avrebbe 

avuto l'esito sperato. Permarrebbero anzi costanti dolori e l'incapacità 

lavorativa, la quale non sarebbe migliorata. Il ricorrente rinvia a tale 

proposito al nuovo rapporto medico del 28 agosto 2019, il quale 

confermerebbe l'assenza di miglioramento. Non si potrebbe dunque 

ritenere che il ricorrente abbia subito un miglioramento con il ripristino di 

una totale capacità lavorativa e lo stato di salute non sarebbe stato 

adeguatamente approfondito dall'amministrazione. Ad oggi permarrebbe 

una piena incapacità lavorativa in ogni attività, anche in attività adatta, la 

quale non verrebbe neppure indicata dall'Ufficio AI. Infine contesta che 

senza il danno alla salute avrebbe un reddito di CHF 39'390.00 all'anno e 

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con il danno alla salute, in un'attività adatta, potrebbe conseguire un 

reddito statistico di CHF 67'741.00 all'anno, senza perdita finanziaria e 

quindi senza invalidità. La perdita salariate sussisterebbe tutt'oggi e 

sarebbe completa.

18. Con osservazioni del 7 ottobre 2019 (act. A.2) con esaustiva motivazione 

l'Ufficio ha proposto la reiezione del ricorso con spese a carico del 

ricorrente.

19. L'11 novembre 2019 il ricorrente ha replicato (act. A.3), mantenendo le 

sue richieste e la sua argomentazione e inoltrando altri tre documenti: due 

relazioni di medici italiani (act. B.10 ossia "doc. L" e act. B.11 ossia 

"doc. M") e un certificato d'incapacità lavorativa del Dr. med. L._____ 

(act. B.12 ossia "doc. N").

20. L'Ufficio AI ha rinunciato all'inoltro di una duplica dettagliata, come ha 

comunicato il 19 novembre 2019 (act. A.4), rinviando interamente alle 

osservazioni del 7 ottobre 2019 nonché alla decisione impugnata.

Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini 

del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

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II. Considerando in diritto:

1. Ai sensi dell'art. 69 cpv. 1 lett. a della Legge federale sull'assicurazione 

per l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI; RS 831.20) le decisioni degli uffici 

AI cantonali sono impugnabili direttamente dinanzi al tribunale delle 

assicurazioni del luogo dell'ufficio AI.

1.1. La competenza per materia del Tribunale amministrativo del Cantone dei 

Grigioni è data dall'art. 57 della Legge sulla parte generale del diritto delle 

assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; RS 830.1) e dall'art. 49 

cpv. 2 lett. a della Legge sulla giustizia amministrativa del 31 agosto 2006 

(LGA; CSC 370.100).

1.2. Un dubbio potrebbe qui sorgere invece in merito alla competenza per 

territorio di questa Corte. A._____ era domiciliato in vari luoghi, fra cui a 

M._____ nel Cantone Soletta. Dal 28 giugno 2019 risiede però 

incontestatamente a N._____ nel Cantone dei Grigioni (vedi anche 

l'act. C.97). Secondo l'art. 58 cpv. 1 LPGA determinante è il momento in 

cui l'assicurato interpone ricorso. La competenza per territorio del 

Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni è dunque anch'essa 

data.

1.3. In quanto destinatario formale e materiale della decisione, il ricorrente è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata, ha un interesse degno 

di protezione all'annullamento o alla modifica della stessa ed è quindi 

legittimato a presentare ricorso (art. 1 cpv. 1 LAI in unione con l'art. 59 

LPGA). Sul ricorso tempestivo e presentato nella dovuta forma può perciò 

essere entrato nel merito (art. 1 cpv. 1 LAI in unione con gli artt. 60 e 61 

lett. b LPGA e con l'art. 38 cpv. 4 lett. a LPGA).

2. Nella fattispecie il diritto a una rendita AI dal 1° settembre 2018 al 30 aprile 

2019 è incontestato. Va deciso invece se l'Ufficio AI ha negato a ragione 

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una rendita AI al ricorrente per il periodo successivo al 30 aprile 2019, 

basandosi innanzitutto sulla perizia del Dr. med. K._____ e considerando 

essenzialmente un miglioramento della capacità al guadagno del 

ricorrente nella misura in cui egli sarebbe divenuto abile al lavoro al 100% 

in attività adattata dal 22 gennaio 2019 in poi.

3. Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI l'assicurato ha diritto a una rendita se (a.) la sua 

capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete 

non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti 

d'integrazione ragionevolmente esigibili, (b.) ha avuto un'incapacità al 

lavoro ai sensi dell'art. 6 LPGA almeno del 40% in media durante un anno 

senza notevole interruzione e (c.) al termine di questo anno è invalido ai 

sensi dell'art. 8 LPGA almeno al 40%. Se la capacità al guadagno 

dell'assicurato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora 

oppure se la grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto 

all'invalidità si riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione 

o della soppressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può 

supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso 

tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione 

notevole, e presumibilmente continuerà a durare (art. 88a dell'Ordinanza 

sull'assicurazione per l'invalidità del 17 gennaio 1961 [OAI; RS 831.201]).

Gli assicurati con attività lucrativa sono ritenuti invalidi se hanno un danno 

alla salute fisica, mentale o psichica che provoca un'incapacità al 

guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata 

(art. 8 cpv. 1 LPGA) che può essere conseguente a infermità congenita, 

malattia o infortunio (art. 4 cpv. 1 LAI). È considerata incapacità al lavoro 

qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute 

fisica, mentale o psichica, di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile 

nella professione o nel campo d'attività abituale (art. 6 LPGA). È invece 

considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della 

possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in 

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considerazione, provocata anch'essa da un danno alla salute fisica, 

mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle 

cure e alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili (art. 7 cpv. 1 

LPGA). Per valutare la presenza di un'incapacità al guadagno sono 

considerate esclusivamente le conseguenze del danno alla salute; 

sussiste un'incapacità al guadagno soltanto se essa non è obiettivamente 

superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA). Le difficoltà socio-culturali che influenzano 

la capacità lavorativa e i fattori psicosociali non costituiscono danni alla 

salute. Tra i fattori non legati all'invalidità vi sono anche l'aggravamento e 

la simulazione (cfr. per il tutto UELI KIESER, Kommentar zum Bundesgesetz 

über den Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts ATSG, 4a ed., 

Zurigo/Basilea/Ginevra 2020, n. 22 segg. ad art. 7 LPGA; per 

l'aggravamento e fenomeni simili cfr. anche la DTF 141 V 281 consid. 2.2.1 

seg. e la DTF 140 V 193 consid. 3.3).

4. Dapprima vanno ricordati i principi del diritto probatorio.

4.1. Sia la procedura amministrativa sia quella dinanzi al tribunale cantonale 

delle assicurazioni sono governate dal principio inquisitorio. Secondo 

questo principio, l'amministrazione e il tribunale devono garantire d'ufficio 

l'accertamento corretto e completo dei fatti giuridicamente rilevanti (cfr. 

art. 43 cpv. 1 e art. 61 lett. c LPGA). L'assicuratore sociale quale organo 

di decisione e, in caso di ricorso, il tribunale possono accettare un fatto 

come provato soltanto se sono convinti della sua esistenza. Nel diritto delle 

assicurazioni sociali, a meno che la legge non preveda altrimenti, il 

tribunale deve prendere la sua decisione secondo il grado di prova della 

probabilità preponderante. La semplice possibilità di una certa circostanza 

non soddisfa i requisiti della prova. Piuttosto, il tribunale deve seguire il 

resoconto dei fatti che considera il più probabile tra tutti i possibili corsi 

degli eventi. Il principio inquisitorio esclude necessariamente l'onere della 

prova nel senso di onere di produrre prove, poiché spetta al tribunale delle 

assicurazioni sociali adito (o all'organo amministrativo chiamato a 

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decidere) raccogliere le prove. Nel procedimento di assicurazione sociale 

generalmente le parti hanno l'onere della prova solo nella misura in cui in 

assenza di prove la decisione va a svantaggio della parte che voleva trarre 

dei diritti dai fatti non provati. Tuttavia, questa regola ha effetto soltanto se 

nell'ambito del principio inquisitorio si dimostra impossibile, sulla base di 

una valutazione delle prove, stabilire fatti che abbiano almeno la 

probabilità di corrispondere alla realtà (sentenza del Tribunale federale 

8C_17/2017 del 4 aprile 2017 consid. 2.2 con rinvio alla DTF 138 V 218 

consid. 6).

4.2. Il dovere inquisitorio dura fino a quando non vi è sufficiente chiarezza sui 

fatti necessari per la valutazione della pretesa. Il principio inquisitorio è 

strettamente legato al principio della libera valutazione delle prove a livello 

amministrativo e giudiziario. Se, con una valutazione delle prove completa, 

accurata, obiettiva e orientata sul contenuto, gli accertamenti da effettuare 

d'ufficio nell'ambito del principio inquisitorio portano l'assicuratore sociale 

o il tribunale alla convinzione che un certo fatto è da considerarsi 

prevalentemente probabile e che ulteriori misure di prova non potrebbero 

più modificare questo risultato stabilito, la rinuncia all'assunzione di 

ulteriori prove non costituisce una violazione del diritto di essere sentiti 

(valutazione anticipata delle prove). Tuttavia, se permangono dubbi 

significativi sulla completezza e/o sulla correttezza delle costatazioni di 

fatto finora effettuate, devono essere effettuati ulteriori accertamenti, nella 

misura in cui dalle ulteriori misure di prova ci si possono ancora attendere 

nuovi risultati essenziali (cfr. per il tutto la sentenza del Tribunale federale 

8C_281/2018 del 25 giugno 2018 consid. 3.2.1).

4.3. Per poter valutare lo stato di salute di una persona assicurata al momento 

determinante, l'amministrazione rispettivamente il tribunale adito in caso 

di ricorso dipendono da documenti che devono essere allestiti e forniti da 

medici o eventualmente da altri specialisti, il cui compito consiste nel 

valutare lo stato di salute e, se necessario, descrivere la sua evoluzione 

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nel tempo. In altre parole sono chiamati a fornire referti, in base a esami 

medici professionali e tenendo conto dei lamenti soggettivi, e fare una 

diagnosi basata su questo. In tal modo il perito medico svolge il suo 

compito originale, per il quale l'amministrazione e il tribunale adito non 

sono competenti. Nella valutazione delle conseguenze dei danni alla 

salute costatati per la capacità lavorativa, tuttavia, gli esperti medici non 

hanno la competenza per esprimere un giudizio conclusivo. Piuttosto 

forniscono una valutazione dell'incapacità lavorativa che giustificano nel 

modo più sostanziale possibile dal loro punto di vista. Le informazioni 

fornite dai medici costituiscono quindi una base importante per la 

valutazione della questione di quali attività lavorative specifiche ci si può 

ancora aspettare che l'assicurato svolga (cfr. le DTF 140 V 193 consid. 

3.2, DTF 132 V 93 consid. 4 e DTF 125 V 256 consid. 4).

4.4. Il diritto federale non prescrive come debbano essere valutate le singole 

prove. Il principio del libero apprezzamento delle prove si applica a tutte le 

procedure di ricorso amministrativo e giudiziario. Secondo questo principio 

gli assicuratori sociali e i tribunali delle assicurazioni sociali devono 

valutare le prove liberamente, cioè senza essere vincolati da regole formali 

di prova, così come in modo completo e doveroso. Per la procedura di 

ricorso ciò significa che il tribunale deve esaminare obiettivamente tutte le 

prove, indipendentemente da chi le ha fornite, e poi decidere se i 

documenti disponibili permettono una valutazione affidabile della pretesa 

giuridica in questione. In particolare, in caso di rapporti medici contrastanti 

non può decidere il caso senza valutare le prove nel loro insieme e indicare 

i motivi per cui si basa su una tesi medica piuttosto che sull'altra (DTF 143 

V 124 consid. 2.2.2 e DTF 125 V 351 consid. 3a). Quanto alla valenza 

probatoria di un rapporto medico, secondo la giurisprudenza è 

determinante che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio 

approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri 

parimenti i disturbi lamentati dall'assicurato, che sia stato approntato in 

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piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto 

medico e della situazione medica sia chiara e che le conclusioni del perito 

siano ben motivate. Di conseguenza in linea di principio per stabilire se un 

rapporto medico abbia valore di prova o meno non è decisivo né l'origine 

né la sua denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (DTF 134 

V 231 consid. 5.1, DTF 125 V 351 consid. 3a). La giurisprudenza ha 

ciononostante ritenuto compatibile con il principio del libero 

apprezzamento delle prove stabilire alcune direttive per la valutazione 

delle prove in relazione a determinate forme di attestazioni mediche 

(DTF 125 V 351 consid. 3b, DTF 118 V 286 consid. 1b, DTF 112 V 30 

consid. 1a con rinvii).

4.5. Alle perizie ottenute nell'ambito della procedura amministrativa di medici 

specialisti esterni che rilasciano i propri rapporti in base a indagini e 

osservazioni approfondite e dopo aver preso visione di tutta la 

documentazione medica e che nella descrizione dei loro referti giungono 

a risultati concludenti va riconosciuto pieno valore probatorio nella 

valutazione delle prove, a meno che non sussistano indizi concreti a 

mettere in causa la loro attendibilità (DTF 137 V 210 consid. 1.3.4, 

DTF 125 V 351 consid. 3b/bb). Anche i rapporti e le perizie dei medici 

impiegati dall'assicurazione hanno un valore probatorio comparabile, a 

condizione che appaiano conclusivi, comprensibilmente motivati e privi di 

contraddizioni e che non vi siano indizi atti a mettere in causa la loro 

attendibilità (vedi la DTF 137 V 210 consid. 1.2.1, sentenza del Tribunale 

federale 8C_839/2016 del 12 aprile 2017 consid. 3.1 seg.). Il semplice fatto 

che il medico interpellato sia impiegato dall'assicuratore sociale non 

permette di per sé di concludere a una mancanza di obiettività o a una 

parzialità. Piuttosto sono richieste circostanze speciali che fanno apparire 

oggettivamente giustificata la sfiducia nell'imparzialità della valutazione. 

Vista la notevole importanza delle perizie mediche nel diritto delle 

assicurazioni sociali, occorre però applicare uno standard rigoroso 

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all'imparzialità del perito (cfr. per il tutto le DTF 125 V 351 consid. 3b/ee, 

DTF 122 V 157 consid. 1c). In caso di dubbi, anche minimi, sull'affidabilità 

e la conclusività delle costatazioni mediche interne dell'assicuratore, 

devono essere fatti ulteriori accertamenti (DTF 139 V 225 consid. 5.2, 

DTF 135 V 465 consid. 4.3.2 e 4.4; sentenze del Tribunale federale 

9C_415/2017 del 21 settembre 2017 consid. 3.2, 8C_452/2016 del 

27 settembre 2016 consid. 4.2.2 seg. e 8C_245/2011 del 25 agosto 2011 

consid. 5.3).

Per quanto attiene ai rapporti dei medici curanti il tribunale può e deve 

tenere conto del fatto che, per esperienza, nel dubbio essi tendono talvolta 

a testimoniare a favore dei loro pazienti, vista la loro posizione di fiducia 

istauratasi contrattualmente (DTF 135 V 465 consid. 4.5, DTF 125 V 351 

consid. 3b/cc). In particolare, la diversa natura del mandato di cura della 

persona (specialista) terapeutica da un lato e del mandato di valutazione 

peritale commissionato d'ufficio dall'altro (cfr. la DTF 124 I 170 consid. 4) 

non basta, per sé stessa, per mettere in discussione una perizia 

amministrativa o giudiziaria e per dare adito a ulteriori accertamenti, se i 

medici curanti giungono a opinioni differenti da quelle dei periti. Sono fatti 

salvi i casi in cui si impone una valutazione diversa dalla perizia (ufficiale) 

perché i rapporti dei medici curanti menzionano degli aspetti importanti 

che non sono puramente frutto di un'interpretazione soggettiva e che sono 

rimasti non riconosciuti o non apprezzati nella perizia (sentenze del 

Tribunale federale 8C_317/2019 del 30 settembre 2019 consid. 2.3, 

8C_379/2019 del 21 agosto 2019 consid. 2.2 e 8C_835/2018 del 23 aprile 

2019 consid. 3).

4.6. In termini fattuali e temporali, nella procedura di ricorso per il tribunale 

adito è determinante lo stato di salute come si è concretizzato al momento 

dell'emanazione della decisione impugnata (vedi fra tante la sentenza del 

Tribunale federale 8C_136/2017 del 7 agosto 2017 consid. 3; cfr. UELI 

- 17 -

KIESER, op. cit., n. 109 ad art. 61 LPGA). Nel caso qui in giudizio vanno 

dunque considerate le circostanze sussistenti il 15 luglio 2019.

5. Nella decisione impugnata l'Ufficio AI ha ritenuto che in considerazione dei 

criteri summenzionati in materia probatoria nel presente caso ci si 

potrebbe basare in particolare sulla perizia reumatologica del Dr. med. 

K._____, medico perito certificato SIM, del 22 gennaio 2019 che 

risponderebbe alle domande lasciate in sospeso delle limitazioni mediche. 

La sua valutazione rappresenterebbe un quadro globale della capacità 

lavorativa, si baserebbe sui dati anamnestici richiesti, sugli atti precedenti 

inerenti l'assicurato messi a disposizione dall'Ufficio AI, sulla 

documentazione medica fornita dall'assicurato, sui referti radiologici 

esistenti nonché sulle dichiarazioni e l'esame personale dell'assicurato e 

risulterebbe convincente, comprensibile e coerente. Non sarebbero 

necessari ulteriori accertamenti dato che essi non potrebbero portare a 

nuove conoscenze. La valutazione del perito, Dr. med. K._____, verrebbe 

inoltre confermata dal Servizio Medico Regionale (SMR) nella valutazione 

finale del Dr. med. O._____, specialista in medicina interna generale (act. 

C.94). Ne risulterebbe che nel presente caso le valutazioni mediche 

sarebbero univoche, motivo per cui dal punto di vista medico non vi 

sarebbero incertezze.

5.1. Il ricorrente ribatte, in particolare in sede di replica, che tale valutazione 

peritale non avrebbe considerato in modo completo e oggettivo il danno 

alla sua salute e sarebbe smentita dalla sua effettiva situazione. In 

particolare la condizione del ginocchio destro sarebbe stata valutata da 

altri specialisti che attesterebbero un danno invalidante peggiore e più 

grave e a tutt'oggi un'incapacità lavorativa totale, segnatamente a causa 

dell'operazione di protesi al ginocchio non riuscita correttamente. Il medico 

italiano Dr. med. P._____, specialista in medicina fisica e riabilitazione, 

con certificazione di visita specialistica fisiatrica del 15 febbraio 2019 

avrebbe refertato una "zoppia in esiti di PTG a destra per gonartrosi 

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(intervento del 4 giugno 2018), disturbi dell'andatura lombosciatalgia e 

neuropatia periferica bilaterale > Dx in eterometria 2.5 AAI a dx., 

cervicobrachialgia in discopatie e tendinopatia cuffia dei rotatori (utilizzo di 

due bastoni canadesi da circa 1 anno), obesità (110 kg), ipertensione 

arteriosa" (act. B.10 ossia "doc. L"). Un secondo medico italiano, Dr. med. 

Q._____, medico chirurgo e dirigente medico di 1° livello in medicina e 

chirurgia d'emergenza nonché consulente medico legale, con pre-

relazione medico-legale del 14 maggio 2018 [recte: 2019] avrebbe 

costatato che il beneficio che sarebbe dovuto derivare da un intervento 

chirurgico complesso e impegnativo, ossia la protesi totale, non sarebbe 

stato ottenuto minimamente. Anzi, il Dr. med. I._____ trascurerebbe 

vistosamente un esito vistoso e indubbiamente grave dell'intervento che 

avrebbe eseguito e cioè l'evidente dismetria degli arti inferiori, con il destro 

più corto di 2.5 cm rispetto al controlaterale. L'intervento chirurgico non 

solo non apporterebbe alcun beneficio alla funzionalità dell'articolazione 

interessata, ma peggiorerebbe il quadro clinico rispetto allo stato "pre-

protesi", in quanto aggiungerebbe al corredo sintomatologico preesistente 

la zoppia, l'edema persistente dei tessuti periarticolari, il deficit della 

flessione del ginocchio e – in seguito all'inclinazione del bacino e allo 

slivellamento della linea bisischiatica a destra – il coinvolgimento della 

colonna vertebrale in toto con lombosciatalgia e neuropatia periferica (> a 

destra). In aggiunta a tutto ciò il ricorrente avrebbe sviluppato una 

tendinopatia della cuffia dei rotatori per l'uso continuativo per ben un anno 

dei bastoni canadesi. L'intervento di protesi avrebbe dunque peggiorato il 

danno alla sua salute, con un peggioramento del danno al ginocchio e alla 

deambulazione, ma anche con il coinvolgimento della colonna vertebrale 

con lombosciatalgia e neuropatia. Il Dr. med. L._____ avrebbe confermato 

la diagnosi di protesi dolorosa con dolori anche a riposo e un'incapacità 

lavorativa del 100%. Per questi motivi egli contestata la valutazione del 

ripristino di una piena capacità lavorativa e la conseguibilità di un reddito 

di CHF 67'741.00.

- 19 -

5.2. Innanzitutto va giudicato il valore probatorio della perizia su cui si basa 

fondamentalmente la decisione impugnata, con la quale è stata 

pronunciata un'incapacità lavorativa limitata del 20% in attività adeguate. 

Questa Corte si aggrega alla valutazione dell'Ufficio AI, in quanto ritiene 

che non vi siano indizi concreti atti a mettere in causa l'attendibilità della 

perizia. Il Dr. med. K._____ è un medico specialista in medicina fisica e 

riabilitativa nonché in reumatologia. Non vi sono i minimi dubbi quanto alla 

sua imparzialità e all'obiettività delle sue valutazioni. Nemmeno il 

ricorrente ne fa valere. I punti litigiosi, in particolare in merito allo stato del 

ginocchio destro, sono stati oggetto di uno studio approfondito. Il Dr. med. 

K._____ ha stilato la sua perizia dopo aver preso visione di tutta la 

documentazione medica messagli a disposizione sia dall'Ufficio AI sia dal 

ricorrente, come si desume dalla sua anamnesi complessiva, e dopo aver 

eseguito lui stesso gli esami necessari completi. Nella perizia considera 

anche i disturbi lamentati dal ricorrente e la sua descrizione del contesto 

medico e della situazione medica è chiara. Menziona espressamente 

anche le misure che consiglia per ridurre i disturbi lamentati, fra cui la 

fisioterapia. I suoi risultati sono concludenti e combaciano con la 

valutazione fatta da tutti gli altri medici di cui all'incarto dell'Ufficio AI. La 

perizia appare conclusiva, comprensibile, ben motivata e priva di 

contraddizioni. Va esaminato unicamente ancora se quanto addotto dal 

ricorrente possa invalidare questo apprezzamento, specie anche i 

documenti medici da lui inoltrati con il ricorso rispettivamente con la 

replica.

5.3. Con l'Ufficio AI si costata che la documentazione medica (in parte nuova) 

inoltrata dal ricorrente non è in grado di cambiare la valutazione 

dell'incapacità al guadagno, poiché con essa non viene fatto valere un 

peggioramento sostanziale dello stato di salute. Inoltre i medici non si 

esprimono in termini concreti in merito all'incapacità al guadagno del 

ricorrente.

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5.3.1. Innanzitutto la lettera ambulatoriale del Dr. med. I._____ del 1° ottobre 

2018 (act. B.8 ossia "doc. H") precede la perizia del 22 gennaio 2019 e 

non apporta informazioni nuove rispetto ad esempio alla lettera 

ambulatoriale del 27 luglio 2018 (act. C.59 pagg. 8 seg.), nota al perito. 

Soprattutto, però, non si pronuncia né sulla capacità lavorativa né sulla 

capacità al guadagno. Parla invece, anzi, di un decorso favorevole, con un 

netto miglioramento della flessione, il che contraddice quanto addotto dal 

ricorrente.

5.3.2. Il Dr. med. L._____, poi, dichiara che il ricorrente sarebbe suo paziente 

causa un incidente, mentre invece dagli accertamenti di tutti gli altri medici 

risulti chiaramente che lo stato di salute è stato sì influenzato dall'infortunio 

dell'11 maggio 2017, ma che quest'ultimo ha unicamente peggiorato una 

situazione preesistente e che si tratta quindi di un caso di malattia, non di 

infortunio. Inoltre si nota che il Dr. med. L._____ attesta al ricorrente 

un'inabilità al lavoro dal 23 agosto 2019 (il giorno dopo la visita) fino al 

6 settembre 2019 (act. B.12), senza distinguere se si tratti di un'inabilità 

per attività svolte finora o per attività adeguate e pure senza spiegare 

minimamente perché il suo apprezzamento diverge così fortemente da 

quello del perito, Dr. med. K._____. Agli atti non figura nessun rapporto o 

altro documento dal quale risulterebbe che il Dr. med. L._____, dopo aver 

visitato il ricorrente in data 22 agosto 2019 nell'ambito dell'ora di 

ambulatorio, si sarebbe creato una propria immagine dello stato di salute 

che andasse oltre quanto meramente riferitogli dal ricorrente. Non è 

nemmeno chiaro quali esami abbia fatto tale medico per giungere alle 

conclusioni (del resto senza particolare motivazione).

5.3.3. I due medici italiani, d'altro canto, formulano una diagnosi divergente da 

quella del perito, Dr. med. K._____, senza specificare tuttavia in che 

misura l'apprezzamento del perito sarebbe errato. Il Dr. med. Q._____, ad 

esempio, nella sua pre-relazione (act. B.11) menziona tutta la 

documentazione a lui disponibile senza nemmeno accennare alla perizia 

- 21 -

del 22 gennaio 2019. Si prende ciononostante la libertà di certificare 

un'inabilità temporanea relativa di ben 300 giorni con attuale non avvenuta 

guarigione, senza spiegare per quale motivo si esprima per una tale durata 

particolarmente lunga e in crasso contrasto con la valutazione fatta nella 

perizia. Il Dr. med. Luigi Del Sordo (act. B.10) si limita addirittura a una 

diagnosi, senza anamnesi e senza specificare quali atti medici precedenti 

abbia avuto a disposizione e per quali motivi sia giunto a tali conclusioni. 

Detto ciò, gli apprezzamenti dei due medici italiani non sono idonei a 

suscitare sufficienti dubbi in merito all'attendibilità della valutazione della 

capacità al guadagno fatta dal perito.

5.3.4. Ne risulta che il ricorrente ha tentato di invalidare le costatazioni del perito, 

Dr. med. K._____, facendo capo essenzialmente soltanto a questi nuovi 

documenti medici. Così procedendo però non gli è riuscito di destare dei 

punti di domanda tali da dover ordinare ulteriori accertamenti. A mente di 

questa Corte non vi sono motivi per scostarsi dalla valutazione nella 

perizia.

5.4. Va precisato infine che, come il Dr. med. L._____, il ricorrente pare non 

distinguere l'incapacità al lavoro – cioè l'inabilità di svolgere l'attività svolta 

finora – e l'incapacità al guadagno – cioè l'inabilità di svolgere né l'attività 

svolta finora né un'attività adeguata. Questa distinzione è però cruciale per 

il giudizio del diritto alla rendita AI. Mentre il perito, Dr. med. K._____, ha 

attestato un'incapacità lavorativa piena, cioè del 100%, nell'attività svolta 

finora di perito agrario rispettivamente di aiuto agricolo/tuttofare, gli ha 

pure attestato una capacità al guadagno in attività adattata del 20%. Ha 

descritto sufficientemente dettagliatamente in quale modo debba essere 

adeguata l'attività, specificando che debba trattarsi di lavori che 

permettano al ricorrente di mantenere prevalentemente una posizione 

seduta, permettendogli comunque alle volte di alzarsi e di fare dei piccoli 

tragitti. Da evitare sarebbero lavori su terreni sconnessi, inginocchiamenti 

ripetuti, il salire e scendere ripetutamente le scale e l'utilizzo di scale a 

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pioli. L'assicurato non sarebbe limitato nell'alzare dei pesi e in attività 

lavorative da svolgere con le estremità superiori. Questa valutazione è 

differenziata e prende pienamente in considerazione la situazione di salute 

del ricorrente, in particolare in merito al suo ginocchio destro. Difatti il 

perito ha fatto espresso riferimento ai problemi del ginocchio pure nel 

capoverso della perizia in cui si pronuncia appunto sulla capacità 

lavorativa in attività adeguata (cioè sull'incapacità al guadagno). Vi sono 

parecchie attività a disposizione che adempiono i presupposti stabiliti dal 

perito, la cui possibile collocabilità sul mercato del lavoro può essere 

asserita anche senza un complemento degli accertamenti medici. In altre 

parole, sul mercato del lavoro equilibrato determinante ai sensi dell'art. 7 

cpv. 1 LPGA per il ricorrente vi sono sufficienti possibilità di impiego 

adeguate all'impedimento; come adduce giustamente l'Ufficio AI, si pensi 

ad esempio all'utilizzo di un macchinario semplice, a funzioni di controllo, 

a facili lavori di smistamento, verifica e imballaggio, nonché a lavori leggeri 

nel settore della gestione di magazzino o della gestione di pezzi di 

ricambio. Non si intravvede per quale motivo ad oggi dal ricorrente non 

dovrebbe essere esigibile eseguirne una. Il ricorrente comunque non si 

esprime nemmeno in merito. La sua critica a tal proposito cade quindi nel 

vuoto.

6. Va infine esaminato il grado d'invalidità, determinato mediante confronto 

fra il reddito senza invalidità e il reddito da invalido (art. 28a cpv. 1 LAI in 

unione con l'art. 16 LPGA). In questa sede il ricorrente contesta il grado 

d'invalidità dopo il 30 aprile 2019 soltanto dal punto di vista dell'esigibilità 

di svolgere un'attività adeguata. Il calcolo del reddito senza invalidità di 

CHF 39'390.00 è invece riconosciuto e del resto debitamente 

documentato. Il ricorrente non mette in discussione di per sé neanche il 

calcolo del reddito da invalido. A ragione, dato che nella decisione 

impugnata pure quel reddito è stato fissato correttamente dall'Ufficio AI 

(vedi l'act. C.77). Difatti, qualora non vi sia un reddito effettivamente 

- 23 -

conseguito dal ricorrente poiché egli non ha ripreso un'attività 

ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale 

esecuzione di provvedimenti d'integrazione, secondo la giurisprudenza 

(vedi DTF 135 V 297 consid. 5.2 con rinvii fra l'altro alla DTF 129 V 472 

consid. 4.2.1) ci si può basare sul Rilevamento struttura salariale 

dell'Ufficio federale di statistica (UST) sul salario mensile lordo (valore 

mediano per 40 ore di lavoro settimanali) per rami economici, settore 

privato (TA1_skill-level). Nel presente caso ci si deve orientare alla 

versione in vigore al momento della decisione impugnata, ossia il RSS 

2016. Prendendo lo stipendio medio per una persona di sesso maschile 

nel livello di competenza 1 (attività semplici di tipo fisico o manuale, con il 

salario più basso delle tabelle RSS) nella categoria totale (media di tutti i 

rami professionali) con una capacità lavorativa del 100% e senza 

deduzioni si ottiene un reddito di CHF 5'340.00. Adattandolo poi al tempo 

di lavoro medio usuale di 41.7 ore settimanali e indicizzandolo per tener 

conto dello sviluppo dei salari nominali dello 0.3995% nel 2017 e dell'1% 

nel 2018, nel caso in giudizio per l'anno 2018 per il ricorrente risulta uno 

stipendio statistico di CHF 67'740.98 (CHF 5'340.00 x 12 : 40 x 41.7 x 

1.003995 x 1.01). Confrontando quest'ultimo con il reddito senza invalidità 

risulta dunque un saldo negativo e di conseguenza un grado d'invalidità 

che esclude in ogni caso il conferimento di una rendita dopo il 30 aprile 

2019.

7. Ne segue che il ricorso va integralmente respinto e la decisione dell'Ufficio 

AI va confermata.

8. Visto l'esito della procedura, le spese, per prassi fissate a CHF 700.00, 

vanno a carico del ricorrente soccombente, senza che gli venga 

aggiudicata un'indennità a titolo di ripetibili. All'Ufficio AI che ha agito 

nell'esercizio delle sue attribuzioni ufficiali non vengono neppure 

riconosciute spese ripetibili, non essendovi motivi che eccezionalmente lo 

giustificherebbero (art. 78 cpv. 2 LGA).

- 24 -

III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali di CHF 700.00 sono poste a carico di A._____.

3. Non sono riconosciute spese ripetibili.

4. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia di diritto 

pubblico ai sensi degli artt. 82 segg. della Legge sul Tribunale federale del 

17 giugno 2005 (LTF; RS 173.110). Il ricorso è da inoltrare al Tribunale 

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, per scritto entro 30 giorni 

dalla notificazione della decisione con il testo integrale nel modo prescritto 

dagli artt. 42 seg. LTF. Per l'ammissibilità, gli ulteriori presupposti e la 

procedura di ricorso fanno stato gli artt. 29 segg., 82 segg. e 90 segg. LTF.

5. [Comunicazioni]

In data il Tribunale federale non è entrato nel merito del ricorso interposto contro 

questa sentenza (9C_629/2021).