# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f5873a3c-d57e-560e-8feb-019682bfb584
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-02-13
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 13.02.2024 D-571/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-571-2024_2024-02-13.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-571/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 3  f e b b r a i o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudici Chiara Piras (presidente del collegio),  

Deborah D'Aveni, Simon Thurnheer,  

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), 

Yemen, alias 

C._______, nato il (…),  

Somalia 

patrocinato da Valentina Imelli,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi); decisione della 

SEM del 19 gennaio 2024 / N (…). 

 

D-571/2024 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A._______, cittadino yemenita, il 12 ottobre 2022 ha presentato una do-

manda d'asilo in Svizzera pretendendosi minorenne.  

B.  

Dai riscontri dattiloscopici nell'unità centrale del sistema europeo "EURO-

DAC" del 14 ottobre 2022 è risultato che l'interessato era già stato interpel-

lato il 5 luglio 2022 in Grecia e che il 7 luglio 2022 aveva già depositato una 

domanda d'asilo in tale Paese. 

C.  

Il 18 ottobre 2022 l'interessato ha conferito procura alla rappresentanza le-

gale della Regione (…). Mentre il 30 gennaio 2023 egli è stato sentito quale 

minore non accompagnato nell'ambito di una prima audizione. Nel corso 

della stessa al richiedente è stato concesso il diritto di essere sentito in 

merito ad un eventuale allontanamento verso la Grecia in applicazione 

dell'art. 31a cpv. 1 lett. a della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31) ed in merito al suo stato di salute.  

D.  

Con scritto del 1° dicembre 2022 l'interessato ha trasmesso alla Segreteria 

di Stato della migrazione (di seguito: SEM) la copia del suo certificato di 

nascita.  

E.  

In seguito alla pretesa minore età del richiedente, la SEM ha incaricato il 

(…) dello svolgimento di una perizia per determinare la sua età. Il 7 feb-

braio 2023 egli è dunque stato sottoposto ad un esame clinico e a degli 

esami radiologici (panoramica dentaria, radiografia standard della mano 

sinistra e tomografia delle articolazioni sterno-clavicolari). Le risultanze 

dell'esame sono state trasmesse alla SEM il 17 febbraio 2023. 

F.  

In data 28 febbraio 2023 la SEM ha presentato una richiesta di informazioni 

alle autorità greche in applicazione dell'art. 34 del Regolamento (UE) 

n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 

che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro 

competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale pre-

sentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un 

apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'Unione europea [GU] L 180/31 del 

29 giugno 2013; di seguito: Regolamento Dublino III). Le autorità elleniche 

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hanno risposto alla richiesta in data 3 marzo 2023 ed hanno specificato 

che l'interessato sarebbe conosciuto in Grecia con l'identità di B._______, 

nato il (…) 2002 e che gli sarebbe stato riconosciuto lo statuto di rifugiato 

in data (…) luglio 2022.  

G.  

Il 7 marzo 2023 la SEM ha informato il richiedente delle risultanze della 

perizia medica concedendogli il diritto di essere sentito al riguardo, così 

come la possibilità di esprimersi in merito ai dubbi della SEM circa l'identità 

addotta, come pure alla modifica prevista dei dati del sistema d'informa-

zione centrale sulla migrazione (SIMIC). Per il tramite del rappresentante 

legale, l'interessato si è espresso con scritto del 10 marzo 2023. 

H.  

In data 13 marzo 2023 la SEM ha presentato alle competenti autorità gre-

che una richiesta di riammissione del richiedente conformemente alla di-

rettiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante le 

norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cit-

tadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicem-

bre 2008; di seguito: direttiva ritorno) ed all'Accordo bilaterale di riammis-

sione tra la Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una prote-

zione internazionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo 

della Repubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situa-

zione irregolare [RS 0.142.113.729]). Il 15 marzo 2023 le competenti auto-

rità elleniche hanno accettato la riammissione dell'interessato poiché gli è 

stato concesso lo statuto di rifugiato il (…) luglio 2022 ed ha un permesso 

di soggiorno valido dal (…) luglio 2022 al (…) luglio 2025. 

I.  

La SEM, il 20 marzo 2023, ha modificato la data di nascita dell'interessato 

in SIMIC in (…) 2004 e l'ha considerato maggiorenne per il seguito della 

procedura. 

J.  

Con decisione di ripartizione del 4 agosto 2023 la SEM ha attribuito il ri-

chiedente la Cantone D._______. 

K.  

In corso di procedura egli è stato altresì sottoposto a diverse visite medi-

che.  

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Pagina 4 

L.  

In data 18 gennaio 2024 il richiedente, per il tramite della sua rappresen-

tante legale, ha inoltrato il suo parere circa la bozza di decisione della SEM 

del 16 gennaio 2024. In allegato ha trasmesso 4 fotografie estratte da un 

breve video che egli avrebbe registrato in Grecia a dimostrazione dell'as-

soluto degrado in cui sarebbe stato costretto a vivere nelle strutture di ac-

coglienza greche (doc. 1), una cartina adattata da: "Age estimation in the 

living: A scoping review of population data for skeletal and dental methods", 

M. Cummaudo et al., Forensic Science International 320 (2021; doc. 2) ed 

un parere del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali 

italiano del 25 febbraio 2009 sull'accertamento dell'età dei minori non ac-

compagnati (doc. 3).  

M.  

Con decisione del 19 gennaio 2024, notificata il medesimo giorno, la SEM 

non è entrata nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 

lett. a LAsi ed ha pronunciato l'allontanamento nonché l'esecuzione dell'al-

lontanamento dell'interessato verso la Grecia. 

N.  

Con ricorso del 26 gennaio 2024 (data d'entrata: 29 gennaio 2024) l'inte-

ressato è insorto dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il 

Tribunale) contro la summenzionata decisione della SEM ed ha chiesto 

l'annullamento della decisione impugnata, la considerazione del ricorrente 

quale minore non accompagnato ed il riconoscimento della sua data di na-

scita in conformità alle sue allegazioni, la restituzione degli atti alla SEM 

per effettuare un esame nazionale della domanda d'asilo o, in subordine, 

per il complemento dell'istruttoria. In subordine, egli ha chiesto la conces-

sione dell'ammissione provvisoria in Svizzera, con contestuale richiesta di 

concessione dell'assistenza giudiziaria nel senso dell'esenzione dal paga-

mento delle spese di giudizio e del relativo anticipo con protestate tasse e 

spese. In allegato egli ha trasmesso la copia del certificato di nascita 

(doc. 2), la copia di un'e-mail trasmessa al Consolato Generale dello Ye-

men a Ginevra in data (…) marzo 2023 (doc. 4), la copia di un'e-mail rice-

vuta dal Consolato Generale dello Yemen a Ginevra in data 

(…) aprile 2023 (doc. 5), la copia di un'e-mail trasmessa ad UNICEF Ye-

men in data (…) gennaio 2024 (doc. 6) e una lettera dell'insegnante di te-

desco del (…) gennaio 2024 (doc. 7). 

 

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Pagina 5 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

2.  

2.1 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, 

è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. 

2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre per-

tanto entrare nel merito del ricorso, eccetto per il punto seguente. 

2.3 Qualora la conclusione ricorsuale di riconoscimento della data di na-

scita in conformità alle allegazioni dell'insorgente, sia intesa come rettifica 

(o modifica) della data di nascita registrata nel sistema d'informazione SI-

MIC, la stessa è irricevibile in quanto esula dall'oggetto della presente im-

pugnativa. Può infatti essere tema della procedura ricorsuale unicamente 

quanto già trattato dinanzi all'autorità inferiore (cfr. DTF 136 II 457 con-

sid. 4.2, sentenza del Tribunale A-1231/2012 del 18 dicembre 2013 con-

sid. 1.3). In specie, nel dispositivo della decisione avversata non vi è alcun 

riferimento al punto posto in questione. Pertanto, il Tribunale non è funzio-

nalmente competente per dirimerlo in assenza di una decisione in merito 

da parte dell'istanza inferiore (cfr. THOMAS FLÜCKIGER, in: Waldmann/Krau-

skopf [ed.], Praxiskommentar VwVG, 3a ed. 2023, n. 14 seg. ad art. 7 PA; 

sentenza del Tribunale D-6765/2019 del 17 gennaio 2020 consid. 1.3). 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

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(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).  

4.  

Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici (art. 21 cpv. 1 

LTAF). In applicazione dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, anche in questi casi il Tri-

bunale può rinunciare allo scambio degli scritti. 

5.  

Preliminarmente, il Tribunale osserva che nell'atto ricorsuale l'insorgente 

pur avendo concluso formalmente all'annullamento della decisione impu-

gnata e chiesto un esame nazionale della domanda d'asilo, secondo il 

senso ed i motivi del ricorso, ha contestato unicamente la questione dell'e-

secuzione dell'allontanamento e dunque i punti 3 e 4 del dispositivo della 

decisione del 19 gennaio 2024. Oggetto del litigio in questa sede risulta 

dunque essere esclusivamente l'esecuzione dell'allontanamento dalla 

Svizzera. 

6.  

6.1 In sede di audizione per minori non accompagnati (PA-RMNA), l'inte-

ressato ha riferito di essere nato il (…) 2005 e di avere (…) anni, (…) mesi 

e (…) giorni. Egli ha inoltre riferito di aver dichiarato una data di nascita 

diversa in Grecia ([…] 2002) su consiglio di altre persone per poter even-

tualmente lasciare il centro di accoglienza più facilmente. Non vorrebbe 

fare ritorno in Grecia poiché le autorità stesse gli avrebbero detto di lasciare 

il Paese ed egli sarebbe rimasto senza alloggio, cure mediche e senza la 

possibilità di studiare.  

6.2 In sede di diritto di essere sentito in merito alla minore età, l'interessato 

ha osservato che dalla perizia medico-legale risulterebbe che, per l'esame 

dentale, secondo l'unico studio facente riferimento a popolazioni nere afri-

cane, l'età minima stimata corrisponderebbe esattamente all'età dichiarata. 

Mentre per quanto riguarda la radiografia della mano e la tomografia 

sterno-clavicolare non vi sarebbe stato un campione di popolazione para-

gonabile a quello di appartenenza del richiedente. Di conseguenza, l'e-

same dentale dovrebbe assumere una rilevanza determinante. Inoltre, 

avendo un'età minima superiore ai 18 anni e una inferiore, andrebbe ana-

lizzata la sovrapponibilità degli intervalli che nel caso di specie dovrebbe 

essere considerata data. Non sarebbe quindi possibile escludere la sua 

minore età. Infine, la perizia non avrebbe tenuto conto dell'origine yemenita 

del padre, ciò che potrebbe aver condotto ad un errore nella valutazione.  

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6.3 In sede di parere sulla bozza di decisione l'interessato ha rilevato in-

nanzitutto di aver ben spiegato in sede di PA-RMNA le ragioni della falsa 

dichiarazione in merito all'età in Grecia. In seguito, egli ha riferito di essere 

analfabeta, spiegando che le date da lui indicate sarebbero frutto di uno 

sforzo mnemonico e non computativo. Egli avrebbe altresì prodotto la co-

pia del suo certificato di nascita che confermerebbe le sue dichiarazioni. 

Egli reitera, inoltre, le sue osservazioni in merito alla popolazione di riferi-

mento presa in conto dalla perizia medico-legale. In seguito, egli ritiene di 

aver già presentato le terribili condizioni di vita sperimentate in Grecia. Egli 

non avrebbe mai ricevuto alcuna informazione circa gli uffici statali o le as-

sociazioni a cui rivolgersi successivamente all'ottenimento della protezione 

per chiedere aiuto o assistenza. Ad Atene egli avrebbe sperimentato quo-

tidianamente l'incuria delle istituzioni non avendo beneficiato di alcuna as-

sistenza medica, di corsi di lingua o di orientamento e inclusione professio-

nale. Questa durissima esperienza avrebbe accentuato i suoi disagi emo-

tivi. Diversi rapporti di organismi internazionali evidenzierebbero inoltre le 

gravi carenze del sistema di accoglienza ellenico. 

6.4 Nella decisione avversata l'autorità inferiore, dopo aver esposto i fatti, 

ha in primo luogo osservato che il ricorrente avrebbe ottenuto lo statuto di 

rifugiato in Grecia, Stato terzo designato quale sicuro dal Consiglio fede-

rale svizzero e che le autorità elleniche avrebbero acconsentito alla sua 

riammissione in data 15 marzo 2023. Di conseguenza, non è entrata nel 

merito della sua domanda d'asilo. Il parere alla bozza di decisione negativa 

non conterrebbe poi fatti o mezzi di prova che giustificherebbero una di-

versa valutazione. In secondo luogo, l'autorità inferiore ha valutato l'esecu-

zione dell'allontanamento ammissibile, ragionevolmente esigibile e possi-

bile. In particolare, per quanto concerne l'ammissibilità dell'allontanamento, 

l'autorità inferiore ha considerato che né le difficili condizioni di vita in Gre-

cia, né le sue allegazioni permetterebbero di ritenere che egli correrebbe 

un "real risk" di essere sottoposto in Grecia a trattamenti contrari all'art. 3 

della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà 

fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101). Per quanto riguarda 

l'esigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento, la SEM ha ritenuto che l'in-

teressato non sarebbe stato in grado di rendere verosimile la sua minore 

età. Da una parte egli non avrebbe fornito alcun documento d'identità su-

scettibile di comprovare la sua identità. Invero egli avrebbe presentato uni-

camente la copia del suo certificato di nascita, ciò che non permetterebbe 

di analizzare tale documento e l'autenticità dello stesso. Il documento non 

avrebbe dunque valore probatorio. D'altra parte, egli non sarebbe stato in 

grado di rendere verosimili le dichiarazioni riguardanti la sua data di nascita 

e la sua età. In particolare, il richiedente si sarebbe presentato in Grecia 

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quale maggiorenne ed anche il passaporto somalo con il quale sarebbe 

espatriato avrebbe riportato un'altra data di nascita. Infine, dalla perizia 

medico-legale risulterebbe che non sarebbe possibile che egli sarebbe mi-

norenne. Le contestazioni della rappresentante legale non potrebbero es-

sere condivise dal momento che egli non sarebbe stato in grado di sovver-

tire, con prove scientifiche, gli esiti peritali. Anche l'esecuzione dell'allonta-

namento dell'interessato sarebbe ragionevolmente esigibile in quanto né la 

situazione politica vigente in Grecia, né altri motivi vi si opporrebbero. Egli 

non soffrirebbe di problemi medici particolarmente gravi e la sua situazione 

medica risulterebbe chiara e acclarata. Inoltre, le condizioni di vita difficili 

non sarebbero un motivo di inesigibilità del rinvio dell'interessato. Sarebbe 

sua responsabilità di far valere i suoi diritti presso le autorità. Infine, l'ese-

cuzione dell'allontanamento dell'interessato sarebbe possibile sia sul piano 

tecnico che pratico, avendo le autorità elleniche consentito alla riammis-

sione sul loro territorio. 

6.5 In sede ricorsuale, l'insorgente contesta anzitutto le considerazioni 

sulla sua età. L'autorità inferiore non avrebbe potuto negare la minore età 

senza tenere conto dell'offerta di prova e senza esaminare il contenuto 

dell'atto di nascita del ricorrente e la sua autenticità. Il certificato presente-

rebbe le stesse caratteristiche grafiche e visive dei certificati di nascita ye-

meniti. Inoltre, il documento sarebbe stato presentato ancor prima della 

convocazione alla PA-RMNA e la risposta del Consolato Generale dello 

Yemen a Ginevra confermerebbe implicitamente l'autenticità del docu-

mento. In seguito, il ricorrente ritiene che non sarebbe sorprendente che 

egli sarebbe stato in grado di riferire con estrema precisione la sua età, 

essendosi preparato all'audizione. Altresì, egli contesta le risultanze della 

perizia poiché sarebbero fondate su campioni di riferimento diversi dal ri-

corrente. La perizia non costituirebbe dunque un indizio idoneo a escludere 

la sua minore età e la SEM non avrebbe effettuato una valutazione com-

plessiva. Per quanto riguarda poi l'esecuzione dell'allontanamento, egli ri-

tiene che, anche se fosse maggiorenne, la SEM non avrebbe adeguata-

mente considerato le circostanze peculiari del suo caso di specie. Egli si 

sarebbe infatti ritrovato per strada in Grecia e senza alcun tipo di assi-

stenza. Infine, il ricorrente risiede in Svizzera da oltre un anno, dove 

avrebbe già iniziato un percorso di integrazione. A questo proposito, ri-

chiama la giurisprudenza del Tribunale in casi simili in cui sarebbe stato 

ritenuto opportuno rinunciare all'allontanamento.  

7.  

7.1 Qualora la questione della minore età dell'interessato sia oggetto di di-

sputa, si necessita di dirimere preliminarmente tale aspetto, essendo il 

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Pagina 9 

medesimo determinante a livello procedurale, in quanto la qualità di minore 

non accompagnato impone all'autorità inferiore il rispetto di alcune esi-

genze procedurali nell'ambito della trattazione della domanda d'asilo, in 

particolare al momento dello svolgimento dell'audizione sui motivi (cfr. 

art. 17 cpv. 3 LAsi). La valutazione operata dalla SEM in sede di prima 

istanza può essere contestata dal richiedente nell'ambito del ricorso contro 

la decisione di non entrata nel merito. Allorquando la stessa si riveli errata, 

occorrerà retrocedere gli atti all'autorità inferiore e riprendere la procedura 

in circostanze idonee all'età del richiedente l'asilo (cfr. DTAF 2019 I/6 con-

sid. 3.3 e relativi riferimenti). 

7.2 Nelle procedure d'asilo ‒ così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa ‒ si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l'autorità 

competente accerta d'ufficio i fatti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In concreto, essa 

deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione del caso, 

chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune 

prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comunque le parti 

dal dovere di collaborare all'accertamento dei fatti ed in modo particolare 

dall'onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l'amministrazione 

o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed 

art. 8 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). Quando in sede ricorsuale vengono 

identificate delle carenze nell'accertamento dei fatti il caso va di principio 

retrocesso all'autorità di prima istanza, di modo che questa possa proce-

dere ad un nuovo e completo accertamento dei fatti (cfr. André MOSER/MI-

CHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER/MARTIN KAYSER, Prozessieren vor 

dem Bundesverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 2.191). Una violazione del 

principio inquisitorio non implica in ogni caso l'automatica retrocessione 

degli atti all'autorità inferiore, dal momento che il Tribunale resta libero di 

raccogliere gli elementi necessari al giudizio se una tale soluzione appare 

giudiziosa per ragioni di economia procedurale (cfr. DTAF 2019 I/6 con-

sid. 5.2; 2012/21 consid. 5.1). 

7.3 Per quanto concerne la minore età, è al richiedente l'asilo che incombe 

l'onere della prova al riguardo. In presenza di un accertamento dei fatti 

esaustivo e corretto, se la valutazione globale degli atti di causa non per-

mette di ritenere che l'interessato la abbia resa verosimile, questi sarà te-

nuto ad assumersene le conseguenze, venendo conseguentemente con-

siderato maggiorenne (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.4 e relativi riferimenti). 

7.4 Salvo casi particolari, la SEM ha il diritto di pronunciarsi a titolo pregiu-

diziale sulla questione. Per giungere ad una determinazione al riguardo, 

l'autorità si basa sui documenti d'identità autentici depositati agli atti così 

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Pagina 10 

come sui risultati delle audizioni relativamente al quadro personale dell'in-

teressato nel paese d'origine, alla sua cerchia famigliare ed al suo curricu-

lum scolastico. Se necessario, ordina una perizia medica volta alla deter-

minazione dell'età (cfr. art. 17 cpv. 3bis in relazione all'art. 26 cpv. 2 LAsi; 

DTAF 2019 I/6 consid. 5.6; 2018 VI/3 consid. 4.2 e rif. cit.). Una volta espe-

rita l'istruttoria, la SEM procede ad un apprezzamento globale degli ele-

menti in presenza in ossequio ai principi sopra citati (cfr. DTAF 2019 I/6 

consid. 5.4 e rif. cit.). 

7.5 I metodi applicati in Svizzera per la determinazione medica dell'età for-

niscono, a seconda del risultato, indizi da ponderare in modo diverso per 

stabilire se una persona è maggiorenne. Gli accertamenti fondati sull'ap-

proccio a tre pilastri prevedono, di norma, un esame clinico ed una radio-

grafia della mano seguiti da una tomografia sterno-clavicolare e da un 

esame dello sviluppo dentale. Qualora entrambe le investigazioni (tomo-

grafia sterno-clavicolare ed esame dello sviluppo dentale) indichino un'età 

minima superiore a 18 anni, v'è da ritenere un indizio molto forte di mag-

giore età. Se da uno solo degli esami in parola risulti un'età minima supe-

riore a 18 anni ma i rispettivi intervalli tra età minima e massima si attestino 

su valori equivalenti, la maggiore età permane altamente probabile. La 

stessa è invece solo debolmente probabile se, con una sola età minima 

superiore a 18 anni, non vi è sovrapposizione tra gli intervalli, pur in pre-

senza di una spiegazione medica plausibile giustificante la diversa scala di 

valori. Vi sono poi ulteriori casistiche nelle quali le risultanze della tomogra-

fia sterno clavicolare e dell'esame dello sviluppo dentale apportano solo 

indizi molto deboli rispettivamente nessun indizio di maggiore età. Ad ogni 

modo, quanto più gli accertamenti medici costituiscono un indizio a favore 

della maggiore età, tanto meno è necessario procedere ad un apprezza-

mento generale delle prove (cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2 e riferimenti 

citati). 

8.  

8.1  

8.1.1 Ora, nella presente fattispecie, dall'esame odontostomatologico del 

ricorrente è risultata un'età minima di 17.38 anni e un'età media di 

21.4 anni, con una probabilità del 90.1%, rispettivamente del 96.3% (a se-

conda degli studi di riferimento utilizzati) che l'interessato abbia superato 

la minore età. Mentre dalla tomografia sterno-clavicolare è risultato uno 

stadio 4 di calcificazione ossea, con un'età minima di 19.14 anni ed un'età 

media di 29.7 anni (cfr. atto SEM 24/11). Risultando dall'esame odontosto-

matologico un'età minima inferiore ai 18 anni, mentre dalla tomografia 

sterno-clavicolare un'età minima superiore ai 18 anni è necessario 

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verificare se vi è sovrapposizione tra gli intervalli, ovvero se i rispettivi in-

tervalli tra età minima e massima si attestino su valori equivalenti. Una so-

vrapposizione degli intervalli è data nella fattispecie dal momento che l'età 

minima della tomografia sterno-clavicolare (19.14 anni) è inferiore all'età 

media dell'esame odontostomatologico (21.4 anni). Di conseguenza, ai 

sensi della giurisprudenza, la maggiore età risulta essere altamente proba-

bile (cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2 e riferimenti citati).  

8.1.2 Altresì, dagli atti non traspare che le esigenze formali minime pre-

scritte dalla giurisprudenza non siano in casu state rispettate. Il rapporto 

non è, infatti, contraddittorio e si riferisce direttamente alla persona dell'in-

sorgente. Lo stesso è ben motivato e tiene in debita considerazione l'a-

namnesi dell'interessato. 

8.2 Proseguendo nell'analisi, è necessario rilevare che l'insorgente non ha 

fornito alcun documento d'identità originale e autentico atto a comprovare 

o quantomeno a rendere verosimile l'asserita minore età. Egli ha fornito 

soltanto la copia del suo certificato di nascita. Le dichiarazioni del ricorrente 

in merito al suo ottenimento risultano oltremodo vaghe e contraddittorie. 

Alla domanda in merito all'originale del documento, egli ha dichiarato che 

sarebbe bruciato in un incendio che avrebbe coinvolto la sua abitazione 

(cfr. atto SEM 18/10, pag. 7). In seguito, egli ha riferito di aver chiesto alla 

madre nel 2015, alla nascita della sua sorellastra, se anche lui avesse 

avuto un certificato di nascita. La madre gli avrebbe quindi mostrato il cer-

tificato di nascita che si sarebbe trovato nel suo passaporto, apprendendo 

così la sua data di nascita. Infine, egli ha dichiarato di non sapere quando 

sia stato rilasciato il documento, ma che sarebbe stato rinnovato nel 2020 

dallo zio (cfr. atto SEM 18/10, pag. 7-8). Tuttavia, egli non è stato in grado 

di spiegare né il motivo del rinnovo, né le modalità, ovvero se si sia recato 

in Yemen o meno. Non risulta neppure comprensibile se la distruzione 

dell'originale sia avvenuta prima o dopo il presunto rinnovo. Ad ogni modo 

risulta sorprendente che egli non abbia tentato di ottenerne nuovamente 

un esemplare originale, avendo già effettuato l'operazione una volta. In se-

guito, contrariamente a quanto ritenuto in sede ricorsuale dall'insorgente, 

è necessario rilevare che neppure il Consolato Generale dello Yemen è 

stato in grado di confermarne l'autenticità, in ragione dell'assenza della 

firma ("nous sommes pas en mesure de vous confirmer l'authenticité de 

l'acte de naissance [vu le manque de signature de Ministère des affaires 

étrangère Yéménite et surtout avec la situation actuelle]"; cfr. doc. 5 alle-

gato al ricorso). In conformità alla giurisprudenza della Corte europea dei 

diritti dell'uomo (Corte EDU), anche citata in sede ricorsuale, la veridicità 

del racconto del ricorrente verrà valutata anche nel contesto e tenendo 

D-571/2024 

Pagina 12 

conto del documento presentato in copia (cfr. sentenza della Corte EDU 

del 18 novembre 2014, M.A. c. Svizzera, n. 52589/13, par. 62).  

8.3 In secondo luogo, le affermazioni in merito alla sua data di nascita, alla 

sua biografia ed alla sua famiglia non apportano indizi credibili in favore 

della minore età del ricorrente. Risulta infatti sorprendente che egli abbia 

saputo indicare in maniera così precisa ed esatta la propria età ([…] anni, 

[…] mesi e […] giorni), ma poco altro, non essendo mai andato a scuola e 

sapendo "poco" leggere e scrivere (cfr. atto SEM 18/10, pag. 3). Il fatto che 

egli si sia preparato con la rappresentante legale prima dell'audizione non 

permette una diversa valutazione. In seguito, durante la PA-RMNA (avve-

nuta il 30 gennaio 2023) egli ha riferito di avere una sorella di 9 anni, nata 

nel 2015, con la quale avrebbe 8 anni di differenza (cfr. atto SEM 18/10, 

pag. 6 seg.). Tuttavia un'analisi accurata dimostra l'incongruenza di tali di-

chiarazioni. Invero, se egli fosse effettivamente nato il (…) 2005 e la sorella 

nel 2015, la loro differenza di età sarebbe di 10 anni e non di 8 anni e la 

sorella all'epoca dell'audizione avrebbe avuto soltanto 8 anni e non 9 anni. 

A ciò si aggiunge il fatto che in Grecia il ricorrente è stato registrato come 

maggiorenne, nato il (…) 2002, e che egli è espatriato dalla Somalia con 

un passaporto di una persona nata il (…).1999 (cfr. atto SEM 18/10, 

pagg. 6 e 8). La motivazione in merito all'età fornita in Grecia, ovvero che 

l'avrebbe fornita per poter lasciare più facilmente il centro di accoglienza, 

non permette una diversa valutazione e contrasta poi con le allegazioni 

seguenti in merito alla situazione in tale Paese, in particolare con le lamen-

tele in merito all'assenza di un alloggio. Risulta poi sorprendente che egli 

nel corso della procedura d'asilo su suolo ellenico non abbia neppure ten-

tato di far correggere la sua data di nascita.  

8.4 Alla luce delle suesposte considerazioni, anche il Tribunale, in un'at-

tenta valutazione globale di tutti gli elementi evincibili dall'incarto ed in pre-

senza di una fattispecie giuridica sufficientemente completa e corretta, ri-

tiene che l'insorgente – al quale incombeva l'onere della prova in merito 

(cfr. supra consid. 7.3) – non è stato in grado di rendere verosimile la sua 

supposta minore età al momento dell'inoltro della sua domanda d'asilo in 

Svizzera. Pertanto, egli deve assumersene le conseguenze, ovvero che 

venga considerato maggiorenne in conformità alla giurisprudenza sum-

menzionata (cfr. ibidem), nonché che le disposizioni normative relative ai 

minorenni non gli siano applicabili, e come rettamente concluso dalla SEM 

nella decisione impugnata, egli non possa avvalersene. 

D-571/2024 

Pagina 13 

9.  

9.1 L'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell'art. 44 LAsi, dall'art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-

tegrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20). Giusta la precitata 

norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 

cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile 

(art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di non adempimento d'una di queste condi-

zioni, la SEM dispone l'ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI). 

9.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l'apprezzamento degli 

ostacoli all'allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova con-

sacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente deve 

provare o per lo meno rendere verosimile l'esistenza di un ostacolo all'al-

lontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferimento). 

10.  

10.1 A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nella 

massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto interna-

zionale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in particolare 

l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-

tura, RS 0.105). La Corte EDU ha più volte ribadito che la sola possibilità 

di subire dei maltrattamenti dovuti a una situazione di insicurezza generale 

o di violenza generalizzata nel Paese di destinazione non è sufficiente per 

ritenere una violazione dell'art. 3 CEDU. Spetta infatti all'interessato pro-

vare o rendere verosimile l'esistenza di seri motivi che permettano di rite-

nere che egli correrà un reale rischio ("real risk") di essere sottoposto, nel 

Paese verso il quale sarà allontanato, a trattamenti contrari a detti articoli 

(cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi riferimenti).  

10.2 Inoltre, giusta l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, il ricorrente è rinviato in uno 

Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, ossia 

uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli impegni di diritto 

internazionale pubblico, tra cui il rispetto del principio di non respingimento 

ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi così come del principio del divieto della tor-

tura sancito dall'art. 3 CEDU e dall'art. 3 della Conv. tortura (cfr. FANNY MAT-

THEY, in: Cesla Amarelle/Minh Son Nguyen [ed.], Code annoté de droit des 

migrations, LAsi, 2015, n. 12 ad art. 6a LAsi). Appartiene quindi all'interes-

sato sovvertire tale presunzione. A tal fine, egli deve presentare seri indizi 

che le autorità dello Stato in questione violino il diritto internazionale nel 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/eddc4ea5-1065-4aad-aa7b-5ff005425730/fc6cfec2-3fa0-431b-8b5f-c337b1753da9?source=document-link&SP=5|zpixhk

D-571/2024 

Pagina 14 

caso specifico, non gli concedano la necessaria protezione o lo espongano 

a condizioni di vita disumane, o che si trovi in una situazione di emergenza 

esistenziale nello Stato in questione a causa di circostanze individuali di 

natura sociale, economica o sanitaria (cfr. tra le tante la sentenza del Tri-

bunale D-4197/2022 del 19 gennaio 2023 consid. 11.2 e rif.). 

10.3 Di seguito, occorre dunque verificare se, tenuto conto della situazione 

generale vigente attualmente in Grecia e delle circostanze proprie all'insor-

gente, vi siano delle serie ragioni di credere che egli sarebbe esposto al 

rischio reale di subire, come censurato in sede ricorsuale, un trattamento 

contrario all'art. 3 CEDU o ad altre disposizioni del diritto internazionale, in 

caso di un suo rinvio verso il succitato Paese. 

10.3.1 Con particolare riferimento alla situazione generale della Grecia, il 

Tribunale ha esaminato la situazione nel dettaglio ed ha ritenuto che es-

sendo lo stesso firmatario della CEDU, della Conv. tortura e della Conven-

zione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (RS 0.142.30; di seguito: 

Conv. rifugiati), si può partire dal presupposto che essa rispetti di principio 

i propri obblighi di diritto internazionale (cfr. sentenze di riferimento del Tri-

bunale E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 11.2). Con 

riferimento ai beneficiari di protezione internazionale, si deve ammettere 

l'esistenza di ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento dal profilo dell'am-

missibilità, unicamente in casi particolari, e meglio in presenza di indizi con-

creti circa il rischio di violazione di disposizioni di diritto internazionale ob-

bligatorie. Nonostante sia stato rilevato un certo numero di carenze nel si-

stema di accoglienza greco (cfr. sentenza di riferimento succitata con-

sid. 9), il Tribunale ha ritenuto che non vi è un rischio per ogni beneficiario 

di protezione internazionale (indipendentemente dalla situazione concreta) 

di trovarsi confrontato all'indifferenza delle autorità ed in una situazione di 

privazione o mancanza a tal punto grave che sarebbe incompatibile con la 

dignità umana o confrontato ad una pratica di discriminazione sistematica 

(cfr. sentenza di riferimento succitata consid. 11.2 [che conferma la prece-

dente giurisprudenza di cui alla sentenza di riferimento D-559/2020 del 

13 febbraio 2020 consid. 8.2]). Al riguardo, occorre inoltre evidenziare 

come, tale categoria di persone possa pure contare sulle garanzie derivanti 

dalla direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicem-

bre 2011 recante norme sull'attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, 

della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status 

uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della pro-

tezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta (ri-

fusione; GU L 337/9 del 20 dicembre 2011 [di seguito: direttiva qualifica-

zione]). Gli obblighi della Grecia, derivanti dal diritto europeo implicano 

D-571/2024 

Pagina 15 

proprio la non discriminazione nei contesti citati (cfr. capo VII [contenuto 

della protezione internazionale] della direttiva qualificazione; cfr. sentenza 

di riferimento D-559/2020 consid. 8.2). Infine, in caso di violazione di diritti 

sanciti dalla CEDU, l'interessato potrà adire i tribunali greci, ed in ultima 

istanza la Corte EDU (art. 34 CEDU). 

10.3.2 Nella fattispecie, il ricorrente il 18 luglio 2022 ha ottenuto lo statuto 

di rifugiato in Grecia ed è stato posto al beneficio di un permesso di sog-

giorno valido dal 19 luglio 2022 al 18 luglio 2025 (cfr. atto SEM 34/1), ciò 

che gli permette, quale beneficiario della protezione internazionale, di rivol-

gersi alle competenti autorità per far valere i propri diritti. 

Per il resto, dalle tavole processuali non si evincono elementi che permet-

tano di ritenere che in caso di rinvio dell'insorgente in Grecia le sue pro-

spettive future, considerate dal punto di vista materiale, fisico o psicologico, 

denotino un rischio sufficientemente reale e imminente di privazioni di gra-

vità tale da rientrare nell'ambito di applicazione dell'art. 3 CEDU. In parti-

colare, si rileva che nonostante il ricorrente abbia dovuto lasciare l'abita-

zione che gli era stata assegnata dopo l'ottenimento dello statuto di rifu-

giato, egli ha dichiarato di non essersi mai rivolto direttamente alle autorità 

al fine di chiedere aiuto per ottenere un alloggio, un lavoro o altre presta-

zioni essenziali. Di conseguenza, contrariamente a quanto ritenuto in sede 

ricorsuale, si può ritenere che il ricorrente non vivesse in uno stato di totale 

abbandono ed indigenza. Alla luce di quanto precedentemente conside-

rato, ed a differenza delle considerazioni contrarie contenute nel gravame, 

non appare che l'insorgente, nel caso di un suo ritorno in Grecia, sarà con-

frontato con una situazione di emergenza di carattere esistenziale o a dei 

trattamenti vietati dalle norme di diritto internazionali succitate.  

10.3.3 Da ultimo, né dal gravame né dagli atti, risultano esserci degli ele-

menti per ritenere che lo stato di salute del ricorrente (cfr. anche infra con-

sid. 11.3), risulti ostativo all'ammissibilità dell'esecuzione dell'allontana-

mento (cfr. sentenze della Corte EDU N. contro Regno Unito del 27 mag-

gio 2008, Grande Camera, 26565/05; Paposhvili contro Belgio del 13 di-

cembre 2016, Grande Camera, 41738/10, § 181 segg.; anche DTAF 2017 

VI/7 consid. 6.2 e 2011/9 consid. 7.1). 

10.4 In conclusione, l'esecuzione dell'allontanamento in Grecia è ammissi-

bile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi 

(art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

D-571/2024 

Pagina 16 

11.  

11.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito 

a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica. Ai sensi dell'art. 83 cpv. 5 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento 

verso i paesi dell'Unione europea (UE) e dell'Associazione europea di li-

bero scambio (AELS) è da ritenersi di principio esigibile e che tale presun-

zione legale può essere sovvertita solo se l'interessato rende verosimile 

che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può essere ritenuto ragio-

nevolmente esigibile (cfr. sentenza di riferimento D-559/2020 consid. 9). 

Con sentenza di riferimento del 28 marzo 2022 il Tribunale ha inoltre rite-

nuto di principio esigibile l'esecuzione dell'allontanamento di persone vul-

nerabili, come donne incinte o persone con problemi di salute non ritenuti 

gravi (cfr. sentenza di riferimento succitata consid. 11.5.1). 

11.2  

11.2.1 Nel caso in disamina, il Tribunale osserva che le difficili condizioni 

esistenziali presenti in Grecia, peraltro questione già trattata sotto l'aspetto 

dell'ammissibilità, non sono sufficienti per ritenere inesigibile l'esecuzione 

dell'allontanamento, nonostante le criticità del sistema di assistenza so-

ciale greco, non solo per i richiedenti l'asilo, ma anche per le persone be-

neficiarie di protezione internazionale (cfr. sentenza di riferimento succitata 

consid. 8 – 9.10). In questo contesto è bene evidenziare che la Grecia è 

vincolata dalla direttiva qualificazione; è quindi responsabilità dell'insor-

gente rivendicare i diritti che gli spettano direttamente presso le autorità di 

detto Paese (cfr. anche supra consid. 10.3.1). Quale rifugiato riconosciuto 

egli ha infatti diritto ad essere trattato in modo equivalente ai cittadini greci 

in relazione all'accesso alla giustizia, all'occupazione, all'assistenza ed alla 

sicurezza sociale. Inoltre, visto che egli dispone di un permesso di sog-

giorno valido, di principio il mercato del lavoro greco risulta essergli aperto. 

Anche se le condizioni di vita in Grecia non sono facili a causa della situa-

zione economica prevalente, visto quanto già sopra rilevato anche sotto 

l'aspetto dell'ammissibilità (cfr. supra consid. 8.2.1), non ci sono indicazioni 

nella fattispecie che il ricorrente verrebbe esposto ad un'emergenza esi-

stenziale nel caso di un suo rinvio in Grecia. Tali criticità del sistema sociale 

ed economico greci, non risultano difatti ostative, di per sé sole, a realiz-

zare una messa in pericolo concreta ai sensi della legge e della giurispru-

denza (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.1–8.3; 2010/41 consid. 8.3.5; 2008/34 

consid. 11.2.2; 2007/10 consid. 5.1) e pertanto non risultano atte a costi-

tuire un ostacolo insormontabile sotto il profilo dell'esigibilità dell'esecu-

zione dell'allontanamento. 

D-571/2024 

Pagina 17 

11.3  

11.3.1 Da ultimo, concernente lo stato di salute dell'insorgente, si deve ri-

levare che per quanto attiene le persone in trattamento medico in Svizzera, 

l'esecuzione dell'allontanamento diviene inesigibile se queste ultime po-

trebbero essere private delle cure mediche essenziali. Sono considerate 

come essenziali le cure di medicina generale ed acuta assolutamente ne-

cessarie ad un'esistenza conforme alla dignità umana. Se le cure neces-

sarie possono essere assicurate nel paese d'origine o di destinazione del 

richiedente, all'occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in 

Svizzera, l'esecuzione dell'allontanamento sarà ragionevolmente esigibile. 

Invece non lo sarà più, ai sensi della disposizione precitata se, in ragione 

dell'assenza di trattamento adeguato, lo stato di salute dell'interessato si 

degraderebbe così rapidamente al punto da condurlo in maniera certa alla 

messa in pericolo concreta della sua vita o ad un pregiudizio serio, dure-

vole e notevolmente grave della sua integrità fisica (cfr. giurisprudenza ci-

tata supra consid. 10.3.3). Tuttavia, al contrario di quanto argomentato nel 

gravame dall'insorgente, ciò non appare essere il caso di specie. 

11.3.2 Per quanto riguarda le patologie di cui soffre l'insorgente possono 

essere riassunte come segue: egli soffre di una sindrome da disadatta-

mento (ICD-10 F43.2) per il quale gli è stata prescritta una terapia con un 

antidepressivo ([…]) e con un farmaco per l'insonnia ([…]) ed una presa a 

carico psicologica (cfr. atti SEM 39/2 e 45/2). Egli è stato inoltre visitato per 

un trauma all'emicostato sinistro per il quale gli è stato prescritto un anti-

infiammatorio (cfr. atti SEM12/2 e 13/2), è stato vaccinato come da sua 

richiesta secondo il piano di vaccinazione svizzero (atto SEM 14/2) ed è 

stato sottoposto ad una visita specialistica cardiologica con esiti nella 

norma (cfr. atti SEM 37/2 e 38/3).  

11.3.3 Tenuto conto di quanto precede, le affezioni delle quali soffre il ri-

corrente non appaiono essere suscettibili, dal profilo della loro gravità, di 

porre concretamente e seriamente in pericolo la sua vita o la sua salute a 

breve termine in caso di ritorno in Grecia, rispettivamente non si rileva dagli 

atti che il suo stato di salute necessiti imperativamente di trattamenti medici 

che non possano essere proseguiti che in Svizzera, secondo la giurispru-

denza restrittiva applicabile in materia (cfr. giurisprudenza citata supra con-

sid. 10.3.3). Inoltre la Grecia dispone delle strutture mediche sufficienti an-

che in campo psichiatrico, che possono dispensare le cure ed i trattamenti 

necessitanti al suo stato di salute, essendo ancora una volta rammentato 

che l'interessato ha in principio accesso alle cure di salute alle stesse con-

dizioni che i cittadini greci (art. 2 lett. b e g e art. 30 par. 1 della direttiva 

D-571/2024 

Pagina 18 

qualificazione). È pertanto responsabilità del ricorrente di far valere i suoi 

diritti presso le autorità greche. 

11.4 Per quanto riguarda infine la durata della procedura ed il processo di 

integrazione ben avviato in Svizzera (cfr. ricorso del 26 gennaio 2024 

pag. 7 seg. e doc. 7), vi è modo di rilevare che la giurisprudenza richiamata 

non risulta essere né comparabile né applicabile alla fattispecie dal mo-

mento che si trattava di procedure in applicazione del Regolamento Du-

blino III e rette dal principio di celerità. 

11.5 L'esecuzione dell'allontanamento, risulta pertanto essere pure ragio-

nevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

12.  

Infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-

secuzione dell'allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStr) ritenuto 

che le autorità elleniche hanno dato il loro benestare alla riammissione del 

ricorrente. 

13.  

Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA), per il che il ricorso va respinto. 

14.  

14.1 Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen-

zione dal versamento di un anticipo spese è divenuta senza oggetto. 

14.2 Visto l'esito della procedura, le spese processuali, che seguono la 

soccombenza, andrebbero poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 

PA nonché art. 1–3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, non essendo state le conclusioni ricor-

suali d'acchito sprovviste di possibilità di esito favorevole e potendo partire 

dal presupposto che l'insorgente è indigente, v'è luogo di accogliere la do-

manda di assistenza giudiziaria nel senso della dispensa dal pagamento 

delle spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA). 

15.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è 

D-571/2024 

Pagina 19 

pendente una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che ha ab-

bandonato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF).  

La pronuncia è quindi definitiva 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-571/2024 

Pagina 20 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Per quanto ammissibile, il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è accolta.  

3.  

Non si prelevano spese processuali.  

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

La presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Chiara Piras Sebastiana Bosshardt 

 

 

Data di spedizione: