# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b3bdf06d-467c-5fdf-997d-bc306180b800
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-07-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 20.07.2006 32.2005.166
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2005-166_2006-07-20.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2005.166

   

  bs/td

  	
  Lugano

  20 luglio
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 16 settembre 2005
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 16 agosto
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1963, dal 1° agosto 2003 è stata posta al beneficio di una rendita
intera per un grado d’invalidità dell’80% (cfr. decisione dell’Ufficio AI
datata 13 giugno 2002, doc. AI 16).

 

                                         A
conclusione della revisione, avviata d’ufficio nel maggio 2003, e dopo l’esecuzione
una perizia psichiatrica eseguita dal dr. __________, con decisione 14 giugno
2004 l'amministrazione ha ridotto la rendita intera a tre quarti avendo il
perito accertato un miglioramento dello stato di salute con conseguente abilità
lavorativa al 40% in qualsiasi professione (doc. AI 42 e 39). 

 

                               1.2.   A
seguito dell’opposizione dell’assicurata, con decisione su opposizione 16 agosto
2005 l’amministrazione ha confermato la riduzione a tre quarti di rendita,
facendo presente quanto segue:

 

" 
In casu la valutazione
espressa dal Dr. __________ è completa, motivata e coerente, e non offre quindi
alcun spunto di critica, risultando del tutto conforme ai criteri sovraesposti.
Il rapporto peritale è stato pure sottoposto al Servizio Medico Regionale AI
(SMR), il quale non ha potuto altro che confermare quanto espresso dal perito.

 

A seguito delle osservazioni presentate in sede di
opposizione, corredate dalle certificazioni mediche del Dr. __________ e del
Dr. __________, il dossier è stato nuovamente sottoposto al vaglio del SMR, che
ha provveduto a chiedere ulteriori informazioni al Dr. __________. Con
annotazioni del 22 luglio 2005 il Dr. __________ ha indicato che l'assicurata
in febbraio 2005 ha presentato un temporaneo peggioramento dello stato di
salute della durata di 2 mesi. Il decorso è stato da allora parzialmente
favorevole con discreta stabilizzazione e con uno stato di salute in pratica
sovrapponibile a quanto constatato dal Dr. __________ nel rapporto peritale del
maggio 2004. Il medico SMR ha quindi potuto confermare il grado di incapacità
lavorativa del 60% evidenziando quindi che le argomentazioni avanzate non sono
tali da mettere in dubbio la validità della perizia, che dal punto di vista
medico è probante e rende totalmente conto dello stato di salute
dell'assicurata.

 

Viene pertanto confermato il diritto ad un tre quarti
di rendita AI con un grado del 60%." (Doc. AI 60)

 

                               1.3.   Avverso
la succitata decisione amministrativa l’assicurata, ha presentato ricorso al
TCA, postulando il ripristino della rendita intera. Sostanzialmente contesta un
miglioramento delle proprie condizioni psichiche e ritiene di non poter
svolgere alcuna attività lucrativa.

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’amministrazione, confermando la correttezza della
propria decisione, ha invece postulato la reiezione del ricorso.

 

                               1.5.   Pendente
causa, con scritto 12 settembre 2005 il medico curante dell’assicurata si è
rivolto direttamente allo scrivente Tribunale, evidenziando:

 

" 
Con la presente mi
riferisco alla decisione di abbassare la rendita AI della mia paziente.

La signora RI 1, continua a soffrire di una sindrome
depressiva importante, con ripetuti ricoveri anche prolungati (fino a 2 mesi),
per degli episodi considerati gravi da parte degli specialisti.

Continua un'intensa psicoterapia, e deve assumere alti
dosi di psicofarmaci.

La ripresa di qualsiasi lavoro in queste condizioni di
salute è impensabile.

La decisione dell'AI è quindi incomprensibile, e deve
essere rivista." (Doc. II)

 

                                         in diritto

 

                                         In
ordine

 

2.1.  La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio
e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria
o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione
di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 
LPTCA.

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se vi è stato un miglioramento della situazione psichica
invalidante dell’assicurata giustificante in via di revisione la riduzione a
tre quarti della rendita d'invalidità.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità,
secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la
conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia
cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa
essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports
de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991,
pp. 216ss).

 

         Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre
2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno
al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto
di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal
1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv.
1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%. 

 

         Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità
dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito
ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che
avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC
1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere
calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR
1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                               2.4.   Se
il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che
incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro,
aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta
(art. 17 cpv. 1 LPGA). La revisione avviene d’ufficio quando, in previsione di
una possibile modificazione importante del grado d’invalidità o di grande
invalidità, è stato stabilito un termine nel momento dell’erogazione della
rendita o dell’assegno per grandi invalidi, o allorché si conoscono fatti o si
ordinano provvedimenti che possono provocare una notevole modificazione del
grado d’invalidità o della grande invalidità (art. 87 cpv. 2 OAI). Invece, se è
stata inoltrata domanda di revisione, nella domanda si deve dimostrare che il
grado d’invalidità o d’incapacità dell’invalido a provvedere a se stesso è
modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 3
OAI). Infine, prescrive l’art. 87 cpv. 4 OAI che, ove la rendita o l’assegno
per grandi invalidi siano stati negati perché il grado d’invalidità era
insufficiente o perché l’invalido poteva provvedere a sé stesso, una nuova
richiesta è riesaminata soltanto in quanto siano soddisfatte le condizioni
previste nel capoverso 3.

 

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in consi­derazione allorché è durato
tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a
durare (art. 88 a cpv. 1 OAI).
Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre
tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena
esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono
applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di
assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo
(STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 p. 137).

 

                                         La
costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a
revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha
un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è
rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno
subito un cambiamento importante (STFA non pubbl. 28 giugno 1994 nella causa P.
P.; RCC 1989 p. 323; DTF 113 V 275, 109 V 116, 105 V 30). Affinché sia
possibile la revisione di una rendita AI è dunque necessario che le condizioni
cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito una modifica, tale da
influire sulla perdita di guadagno.

 

                               2.5.   Per
quanto attiene lo stato di salute psichico dell’assicurata, l’Ufficio AI ha conferito
mandato al dr. __________ di esperire una perizia.

 

                                         Nel
rapporto 25 maggio 2004 lo specialista in psichiatrica e psicoterapia, dopo
aver proceduto ad una dettagliata anamnesi e ad un test, ha diagnosticato una
sindrome depressiva cronica in nevrosi isterica (ICD-10: F33.1 e F44.1).

Circa la valutazione delle capacità lavorativa, egli ha rilevato quanto segue:

 

" 
Nel caso della peritanda
siamo confrontati con un classico caso di nevrosi isterica a manifestazione
depressiva. La forte apprensività, la tendenza alla dissociazione del pensiero
e dell'affetto, l'instabilità del contatto affettivo che può sfociare in una
notevole provocazione masochista, l'incapacità di regolare la propria vita
verso un equilibrio stabile e piacevole, confermano l'impressione diagnostica.
La sensazione che una motivazione nevrotica quasi cosciente si cela dietro le
scelte di vita chiaramente deficitarie della peritanda, così come lo stato
attuale di fuga dalla responsabilità lavorativa, sono tipiche dell'isteria e
non devono trarre in inganno.

L'isterica è infatti una malata e il suo disturbo può
essere invalidante. Ritengo comunque la peritanda abile al lavoro in misura del
40%, questa capacità lavorativa è dimostrata dalla sua frenetica attività di
"samaritana", attività chiaramente difensiva atta a parare sentimenti
di ansia riguardo alla propria scelta di non lavorare per un datore di lavoro.
Se l'inabilità lavorativa totale è giustificata fino all'attuale stesura di
questa perizia, essa non lo è più in seguito. La diminuzione della rendita
d'invalidità dai 4/4 ai ¾ ha infatti un valore
terapeutico e servirà da stimolo alla paziente per arrestare un flusso patologico
simile al comportamento additivo (dipendenze). Una revisione del caso è
assolutamente indicata nell'arco di due anni al massimo, al fine di poter
constatare un'ulteriore riduzione dell'inabilità lavorativa a un massimo di
50%. Oltre questo limite probabilmente la prognosi non potrà essere
favorevole." (Doc. AI 32)

 

                                         Interpellato
dall’Ufficio AI, con scritto 5 novembre 2005 il dr. __________ ha precisato che
ritiene data una capacità lavorativa del 40% e che quindi l’incapacità
lavorativa ammonta a 60% con diritto ad una rendita di ¾ (doc. 37).

 

                               2.6.   La
ricorrente contesta un miglioramento delle sue condizioni di salute.

                                         Durante
la procedura di opposizione essa ha prodotto il rapporto 4 marzo 2005 del dr. __________,
psichiatra presso la Clinica __________ di __________ dove l’assicurata è stata
ricoverata diverse volte. In quell’atto medico, il menzionato specialista, dopo
aver esposto una breve e recente anamnesi, ha concluso:

 

" 
Il decorso non ha
mostrato finora miglioramenti né dal lato della timia né da quello delle
somatizzazioni d'ansia che si sono intensificate con diversi episodi di
aerocolia. Permane una difficoltà nell'elaborare la conflittualità con il
coniuge e con il figlio, inoltre risulta ancora deficitaria la capacità di
gestione di sé stessa con momenti di marcata regressione ed evitamento
associati a crisi di pianto." (Doc. AI 48)

 

                                         Siccome
nel succitato scritto il dr. __________ aveva segnalato un ulteriore ricovero
avvenuto l’8 febbraio 2005, l’Ufficio AI gli ha chiesto un aggiornamento della
situazione sanitaria. Con scritto 6 luglio 2005 egli ha risposto come segue: 

 

" 
La Signora RI 1 continua
ad essere seguita presso il Day Hospital della Clinica __________ di __________
con frequenza settimanale beneficiando di colloqui di sostegno da parte della
psicologa Dr.ssa __________ e di precisazioni e adattamenti della terapia
psicofarmacologica da parte del sottoscritto. Attualmente assume 400 mg di
quetiapina, 60 mg di fluoxetina e una quantità modesta di ansiolitici
benzodiazepinici. Il quadro clinico, dopo la degenza stazionaria di circa due
mesi nella primavera di quest'anno motivato da una recidiva ansioso-depressiva
con somatizzazioni a livello viscerale è leggermente migliorato, con soprattutto
una discreta stabilizzazione della personalità emotiva e una migliore capacità
di gestione degli impulsi. Naturalmente invariata è rimasta la diagnosi
psichiatrica già evidenziata nella perizia effettuata un anno fa da collega Dr.
__________ di __________.

Rimane dunque presente un disturbo della personalità
con episodi depressivi recidivanti e somatizzazioni ad estrinsecazione
viscerale.

A mio modo di vedere il danno alla salute rimane
rilevante nonostante un leggero miglioramento della sintomatologia. Ritengo che
l'incapacità lavorativa psichiatrica dell'assicurata si attesti al 70%."
(Doc. AI 57)

 

                                         Con
nota 22 luglio 2005 il dr. __________ del SMR ha preso posizione in merito alla
succitata nuova documentazione, osservando:

 

" 
Perizia dr. __________
5-2004: il perito mette l'accento sulla diagnosi di nevrosi isterica
invalidante ma ritiene (vedi discussione a pagina 11 della perizia) che
l'assicurata presenti una capacità lavorativa residua sfruttabile dopo un certo
miglioramento avvenuto negli ultimi 2 anni.

L'assicurata è tuttora in trattamento psichiatrico con
Fluctine 2-0-0, Tranxilium 20 mg e Seresta 50 mg.

 

In fase di opposizione viene presentato un rapporto
medico firmato dal MC dr. __________ nel quale si attesta un peggioramento
dello stato di salute (in gran parte reattiva a problematica familiare) con
avvenuto ricovero in clinica in febbraio 2005.

 

Nel rapporto del 6.7.2005 viene precisato che
l'assicurata è stata ricoverata per 2 mesi per recidiva ansioso-depressiva con
seguente miglioramento/stabilizzazione. La diagnosi è rimasta invariata, il
trattamento medicamentoso non ha subito modifiche di rilievo.

 

Valutazione: l'assicurata ha presentato un passeggero
peggioramento dello stato di salute in febbraio 2005 con necessità di ricovero
per la durata di 2 mesi. Il decorso è stato da allora parzialmente favorevole,
con discreta stabilizzazione.

L'assicurata ha quindi subito un passeggero
peggioramento dello stato di salute della durata però inferiore di 3 mesi; lo
stato di salute attuale è in pratica sovrapponibile a quello presente in
occasione della perizia __________. La capacità lavorativa stabilita in
occasione di tale perizia va quindi confermata." (Doc. AI 58)

 

L’Ufficio
AI ha quindi confermato l’inabilità lavorativa al 60% e, di conseguenza, anche
la riduzione della rendita.

                                      

                               2.7.   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio
è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi,
si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si
lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti
(anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o
nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono
inoltre essere motivate (STFA 26 agosto 2004 nella
causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U
329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352, 122 V 160; Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989,
p. 31; DTF 125 V 352;
Pratique VSI 2001 p. 108, 1997 p. 123; STFA 18 marzo 2002 nella causa M., I
162/01). A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria
piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA 14 aprile
1998 nella causa O.B.; STFA 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24
dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332;
ZAK 1986 p. 189). In un'altra sentenza inedita il TFA
ha inoltre considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA
al SAM. Secondo il l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato
parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe
obbligato a tenere in particolare considerazione gli interessi specifici
dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. 22 maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V 178; Pratique VSI 2001 p. 110). Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove
è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la
propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per
quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono
tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).

                                         In DTF
125 V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352). Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(DTF 125 V 354). 

                                         

Lo stesso vale per le perizie fatte
esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 p. 109; STFA 26 agosto 2004 nella causa G.C., I 355/03).

 

                                         Per quel
che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA 25 febbraio 2003 nelle
cause P.G., U 329/01 e S., U 330/ 01; DTF 125 V 353; Pratique VSI 2001 p. 109;
MEYER-BLASER, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht,
1997, p. 230).

 

                                         Infine,
va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non
può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi
per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA 25
febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 e S., U 330/01).

 

                                         Inoltre,
nella sentenza del 5 ottobre 2001 pubblicata in DTF 127 V 294 e seg., il TFA ha
fatto proprie le considerazioni esposte da Mosimann (Somatoforme Störungen:
Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in cui
questo autore ha descritto in dettaglio i compiti del perito medico che deve
esprimersi sul carattere invalidante di un'affezione somatoforme.

                                         Secondo
Mosimann, in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi
secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità
dell'affezione. Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di
un'attività lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto
di diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e
quelle organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale
profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata
pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità
di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi
sfavorevole deve essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri. 

                                         Inoltre,
l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Del
resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,
tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le
allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza
di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite
dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto
dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi
handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA
inedita 27 settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124; STFA del 12 marzo
2004, I 683/03 pubblicata in DTF 130 V 352 e STFA inedita del 23 settembre
2004, I 384/04, consid. 1.2).

 

                               2.8.   Nel
caso in esame, questo TCA non ha ragioni per non aderire alla valutazione
peritale 25 maggio 2004 del dr. __________, il quale nel suo dettagliato ed
esaustivo rapporto, riscontrando di fatto un miglioramento della sintomatologia
psichiatrica, ha ritenuto la ricorrente abile al 40% in qualsiasi attività
lucrativa. Non solo, egli ha auspicato una revisione fra due anni non
escludendo un’ulteriore riduzione dell’inabilità lavorativa ad un massimo di
50%.

 

                                         Va
qui rilevato che anche il dr. __________ della Clinica __________ di __________,
dove l’assicurata viene regolarmente assistita, nel citato rapporto 6 luglio
2005 ha riscontrato un seppur discreto miglioramento, in particolare dopo
l’ultima degenza di due mesi (“ Il quadro clinico, dopo la degenza
stazionaria di due mesi nella primavera di quest’anno motivato da una recidiva
ansioso-depressiva con somatizzazione a livello viscerale è leggermente
migliorato, con soprattutto una discreta stabilizzazione della personalità
emotiva e una migliore capacità di gestione degli impulsi”, doc. AI 57). Lo
specialista non ha del resto evidenziato una differente diagnosi rispetto a
quanto accertato dal perito (“Naturalmente invariata è rimasta la diagnosi
psichiatrica già evidenziata nella perizia effettuata un anno fa dal collega
Dr. __________ di __________”; doc. AI 57). Inoltre, come rilevato dal SMR
nella nota 22 luglio 2005, “lo stato di salute attuale dell’assicurata è
sostanzialmente sovrapponibile a quello presente in occasione della perizia __________”
(doc. 58), escludendo di fatto un peggioramento intervenuto dopo la valutazione
peritale 25 maggio 2004.

                                         Vero
che sussistono divergenze tra le due valutazioni in merito al grado
d’incapacità lavorativa (60% secondo il perito e 70% secondo lo psichiatra
curante), ma questo Tribunale ritiene di doversi basare sulla valutazione
peritale in quanto dettagliata ed esaustiva.

 

                                         Infine
va detto che lo scritto 12 settembre 2005 del medico curante (dr. __________)
al TCA (cfr. consid. 1.6) non è idoneo a modificare l’esito della fattispecie,
non apportando esso nuovi elementi.

                                         Ora,
non si misconosce la gravità della patologia psichiatrica di cui l’assicurata è
portatrice e tantomeno si vuole relativizzare i precedenti ricoveri, l’ultimo
durato fino a due mesi. Tuttavia, come riportato poc’anzi, i due medici specialisti
interessati hanno evidenziato un miglioramento, anche se il dr. __________ in
misura minore del perito.

                                                                                 

                                         In
conclusione, sulla base dell'affidabile e concludente perizia del dr. __________,
alla quale va dato valore probatorio pieno (cfr. consid. 2.7), richiamato
inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia
ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico
cagionato dal danno alla salute (cfr. consid. 2.5), è da ritenere dimostrato,
con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle
assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115
V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid.
2b), che l’assicurata presenta un’inabilità al lavoro, rispettivamente al
guadagno del 60%.

                                         Pertanto
l’Ufficio AI ha rettamente ridotto la rendita a ¾          (cfr. consid. 2.3.).

                                         Visto
quanto sopra, la decisione impugnata merita conferma, mentre il ricorso va
respinto.

                                         

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi
  implicati

  	
   

  

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                                    Il
segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti