# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 70f13be7-776e-5aa9-81fd-e8ca37eb545a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-04-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.04.2016 35.2016.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2016-1_2016-04-27.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2016.1

   

  mm

  	
  Lugano

  27 aprile 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 30 dicembre 2015 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 18 novembre 2015 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 30 dicembre 2009, RI
1, dipendente della __________ di __________ in qualità di ausiliaria di
pulizie e, perciò, assicurata d’obbligo contro gli infortuni presso la CO 1, è
caduta a causa del ghiaccio e ha riportato una frattura trimalleolare a destra,
una frattura Volkmann fino alla punta del malleolo mediale e una frattura alta
tipo Maisonneuve nella fibula (cfr. doc. M 3). 

 

                                         L’istituto assicuratore ha
assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

 

 

 

                                         Nonostante le cure
prodigatele, l’assicurata ha presentato persistenti disturbi al piede destro.

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 12 marzo 2015, l’amministrazione
ha dichiarato estinto il diritto alle prestazioni di corta durata, ha
riconosciuto un’indennità per menomazione all’integrità del 10% e ha negato il
diritto a una rendita d’invalidità (cfr. doc. A 61). 

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dal dott. iur. __________ per conto dell’assicurata (cfr. doc. A
64), in data 18 novembre 2015, l’assicuratore ha confermato il contenuto della
sua prima decisione (doc. A 1). 

 

                               1.3.   Con tempestivo ricorso del 30
dicembre 2015, RI 1, rappresentata dall’avv. RA 1, ha chiesto che
l’assicuratore convenuto venga condannato, in via principale, a versarle
indennità giornaliere corrispondenti a un’incapacità lavorativa del 75% fino
alla stabilizzazione definitiva del suo stato di salute, nonché ad assumere i
futuri costi di cura medica in nesso di causalità con il sinistro del dicembre
2009 e, in via subordinata, a riconoscerle una rendita d’invalidità del
50%, come pure a rivalutare l’IMI considerando la neuropatia cicatriziale. 

 

                                         A sostegno delle proprie
pretese ricorsuali, l’insorgente ha fatto valere in particolare che, sulla base
del rapporto agli atti del Prof. dott. __________, le sue condizioni di salute
infortunistiche non sarebbero ancora stabilizzate, siccome “…, un ulteriore
trattamento come proposto presenta delle grandi probabilità di un netto
miglioramento dello stato di salute che avrebbe effetti positivi sulla capacità
lavorativa della mia cliente. Esattamente ciò che chiede la giurisprudenza
costante del Tribunale federale per non considerare come stabilizzato un
infortunio. Le conclusioni del Dr. __________ nella sua perizia, fatta
rapidamente e principalmente su documentazione medica, senza ulteriore esame
della ricorrente, si basano unicamente sul deficit funzionale e non esaminano
per niente i dolori cronici considerati a torto, o d’origine psichiatrica o
d’origine degenerativa. (…). La neuropatia della paziente è in nesso di
causalità con l’infortunio e questo punto è stato dimenticato dal perito.
Questa neuropatia può essere curata migliorando così la capacità lavorativa
della paziente. Ammesso, ma non concesso che la capacità lavorativa della mia cliente
non sia più migliorabile, rimane il fatto innegabile che detta patologia è
d’origine traumatica e deve essere valutata se si dovesse considerare che il
caso è ormai stabilizzato. Viene dunque contestata la negazione di un nesso di
causalità tra i disturbi attuali e il sinistro del 30.12.2009, come lo ha
considerato troppo rapidamente il perito di CO 1.” (doc. I, p. 4 s.). 

 

                               1.4.   L’assicuratore LAINF, in
risposta, ha postulato che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto. In particolare, con
riferimento alle indicazioni fornite dal suo medico fiduciario nel referto
datato 25 gennaio 2016, l’amministrazione ha rilevato che “laddove codesto TCA
ritenesse opportuno eseguire questo ulteriore accertamento, in via del tutto
eventuale CO 1 sarebbe disposta ad assumere il costo per l’allestimento di un
consulto neurologico specialistico complementare, …” (cfr. doc. V).

 

                               1.5.   In data 25 febbraio 2016, la
ricorrente ha chiesto che venga esperita una perizia neurologica per verificare
la diagnosi di neuropatia cicatriziale di un nervo periferico (doc. VII). 

 

 

                                          in
diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del
31 agosto 2015, in particolare consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12
marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e
H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00
del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29
gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag.
190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre
1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014 del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8
settembre 2015).

 

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Il TCA deve innanzitutto
esaminare se l’istituto assicuratore era legittimato a dichiarare stabilizzato
lo stato di salute infortunistico, oppure no. 

 

                               2.3.   Giusta l'art. 10 LAINF,
l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr.
DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF,
l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (cfr. art. 6 LPGA)
a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.

                                         Il diritto all'indennità
giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si
estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione
di una rendita o con la morte dell'assicurato.

 

                                         Parimenti, il diritto alle
cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile
miglioramento della salute dell'assicurato (cfr. art. 19 cpv. 1 LAINF): nemmeno
persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del trattamento
se da questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello stato di
salute (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 41ss.).

 

                                         L’Alta Corte ha inoltre
precisato che la questione del “sensibile miglioramento” di cui all’art.
19 cpv. 1 LAINF va valutata in funzione dell’entità del previsto aumento oppure
del ripristino della capacità lavorativa, nella misura in cui quest’ultima è
pregiudicata dalle sequele infortunistiche (DTF 134 V 109 consid. 4.3 e riferimenti).

 

                               2.4.   Presupposto essenziale per
l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è
però l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue
conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo presupposto è da
considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si
sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia
stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È questione di fatto lo
stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di
causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano
secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo
l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito
dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT
II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF
125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio
2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella
causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00;
STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6
aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC
1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b;
DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege
in der Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM)
1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse
de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono,
di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a
giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53;
DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).

                                         Ne discende che ove
l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non
possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato
dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406
consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                         L'assicuratore contro gli
infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele
dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione delle
prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi: 

 

-  quando lo stato
di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima
dell'infortunio (status quo ante);

                                         -  quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche
senza l'infortunio (status quo sine) 

                                         (cfr. RAMI 1992 U 142, p.
75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von
Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici
svizzeri 71/1990, p. 1093).

 

                                         Secondo
la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia
dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è
liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non
costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute.
Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il
diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio
deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza
preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un
effetto causale non è sufficiente. Trattandosi della soppressione del diritto
alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già all'assicurato, ma
all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e riferimenti ivi
citati). 

 

                               2.5.   Occorre inoltre rilevare che
il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso
di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.

                                         Un evento è da ritenere
causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario
delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare
un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in
linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e
405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid.
4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque, qualora sia
carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare
le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata
(cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure:
Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).

 

                                         La giurisprudenza ha
inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della
responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un
rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi
fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde
anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano
secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5
b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser,
Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS
2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).

 

                               2.6.   Nella
concreta evenienza, dalle carte processuali si evince che l’assicuratore
resistente ha dichiarato estinto il diritto alle prestazioni di corta durata a
decorrere dal 1° aprile 2015, facendo essenzialmente capo al parere espresso in
proposito dal proprio consulente medico (cfr. doc. A 61, p. 1).

 

                                         In effetti, a margine
della visita fiduciaria del 22 maggio 2014, Il dott. __________, spec. FMH in
chirurgia ortopedica, ha riscontrato - quali unici postumi infortunistici
oggettivabili - “… un’incipiente artrosi posttraumatica su frattura intrarticolare
della tibiotarsica destra con deficit di estensione dorsale della caviglia
destra di 10° e lieve ipotrofia della muscolatura crurale, …”. D’altro canto,
trattandosi dei dolori e dei disturbi parestetici denunciati dall’assicurata
(in particolare) a livello del piede destro, il fiduciario ha definito come
semplicemente possibile l’esistenza di una componente algica
neuropatica.

                                         Per quanto riguarda
l’ulteriore procedere terapeutico, egli si è così espresso:

 

" (…).

A causa dell’infortunio del 30.12.2009 permane un lieve disturbo
funzionale e moderato disturbo algico a livello della caviglia destra. (…). Per
il momento ulteriori misure diagnostiche e terapeutiche molto probabilmente non
portano a nuove informazioni, rilevante miglioramento dei postumi infortunistici
ed associato aumento della capacità lavorativa, e quindi attualmente non sono
indicate. Considerando il quadro globale della paziente e il risultato
postoperatorio incerto, si sconsiglia l’intervento chirurgico di artroscopia
diagnostica della tibiotarsica destra.

Attualmente la situazione è da ritenere stabile. (…).”

                                         (doc. M 73, p. 5 – il
corsivo è del redattore)

 

                                         Unitamente alla propria impugnativa,
RI 1 ha prodotto un referto del Prof. dott. __________, spec. FMH in
anestesiologia. 

                                         Per quanto qui
d’interesse, secondo lo specialista privatamente consultato dall’assicurata, ella
soffre di una neuropatia cicatriziale, conseguenza dell’intervento
operatorio che le è stato praticato il 1° gennaio 2010. Stante ciò, a suo
avviso, lo stato di salute della ricorrente è ancora suscettibile di migliorare
considerevolmente con l’esecuzione di una revisione microchirurgica e, in caso
d’insuccesso, di una neuromodulazione mediante stimolazione midollare. Il dott.
__________ ha valutato che la probabilità d’ottenere in tal modo un
miglioramento si situa tra il 75 e l’80% (cfr. doc. A 3, p. 2:
“J’ai discuté de la situation de cette patiente avec une de mes collègues
microchirurgienne avec laquelle je travaille depuis longtemps. Nous nous sommes
mis d’accord qu’une révision microchirurgicale est indiquée. L’examen
neurologique suggère que le nerf en questione n’est pas entièrement détruit car
la sensibilité au chaud est encore intacte. La probabilité d’une nette
amélioration suite à une telle intervention est entre 75 et 80%. En cas d’échec,
il nous reste encore la possibilité d’effectuer une neuromodulation par une
stimulation médullaire pour laquelle les neuropathies périphériques constituent
l’indication principale.”). 

 

                                         In
corso di causa, l’amministrazione ha sottoposto al dott. __________ le
considerazioni del Prof. __________, per una sua presa di posizione. 

                                         Il medico fiduciario ha
dichiarato di non poter condividere la conclusione diagnostica a cui è
pervenuto lo specialista in anestesiologia, in quanto “…, gli esami effettuati
non sono ben documentati. La diagnosi di lesione parziale del nervo surale come
complicazione intraoperatoria si basa apparentemente solo sull’esame clinico,
non è motivata bene e non è fondata in modo convincente. Una neuropatia
cicatriziale non spiega il decorso clinico e non accorda con la riferita
sintomatologia. (…). La diagnosi posta all’origine dei riferiti dolori è al
massimo possibile, ma a mio avviso incerta, e non documentata e risulta in
contraddizione con il rapporto del neurologo. Un semplice bloccaggio
diagnostico mirato del nervo coinvolto (se non ancora eseguito) aiuterebbe la
diagnostica. In caso di accertata diagnosi di neuropatia cicatriziale, la
proposta di revisione microchirurgica sarebbe ragionevole, in conoscenza del
risultato postoperatorio molto incerto.”.

                                         Alla domanda se ritenesse
necessari ulteriori accertamenti, il dott. __________ ha risposto che “tutti
gli accertamenti medici (salvo l’infiltrazione mirata dei nervi periferici)
sono stati effettuati, inclusa la valutazione neurologica approfondita con
esame elettrofisiologico. Ulteriori accertamenti probabilmente non porteranno
alla luce nuovi elementi. Vista la conclusione del rapporto del Prof. __________,
è comunque da considerare una rivalutazione neurologica alla ricerca di
un’eventuale conferma della diagnosi di neuropatia cicatriziale di un nervo
periferico.” (doc. M 87, p. 2 – il corsivo è del redattore). 

 

                                         In sede di risposta di
causa, la CO 1 ha a quest’ultimo proposito rilevato quanto segue:

 

 

" (…).

Pur ritenendo che tutti gli accertamenti medici del caso siano
stati effettuati e che “ulteriori accertamenti probabilmente non porteranno
alla luce nuovi elementi”, il dr. __________ non esclude la possibilità di una
rivalutazione neurologica, al fine di valutare la diagnosi di neuropatia
cicatriziale di un nervo periferico, sostenuta senza particolari riscontri
oggettivi da parte del dr. __________.

 

Laddove codesto TCA ritenesse opportuno eseguire questo ulteriore
accertamento, in via del tutto eventuale CO 1 sarebbe disposta ad assumere il
costo per l’allestimento di un consulto neurologico specialistico
complementare, come proposto dal dr. __________.

 

Ben inteso, la necessità di un tale accertamento si è manifestata
soltanto durante la procedura giudiziaria: all’epoca dell’emissione della
decisione su opposizione, la documentazione in possesso dell’assicuratore era
senz’altro completa e sufficiente per pronunciarsi sulla fattispecie. Si
ribadisce, pertanto, che all’assicuratore non può essere contestato un
accertamento incompleto della fattispecie (art. 43 LPGA). (…).” (doc. V, p. 10)

 

                               2.7.   Chiamato ora a pronunciarsi,
il TCA constata che, secondo il parere dell’anestesiologo Prof. __________, la
fattispecie non è stata correttamente accertata, posto che nessuno dei sanitari
consultati in precedenza sarebbe stato in grado di diagnosticare la presenza di
una neuropatia cicatriziale a livello del nervo safeno esterno (cfr. doc. A 3, p. 2: “Il est révoltant de constater l’incompétence des différents
médecins impliqués dans l’historique de Madame RI 1 pour déceler una
complication classique à une intervention à ce niveau.”). 

                                         D’altro
canto, esso prende atto che lo stesso consulente della CO 1 ritiene indicato
procedere a una rivalutazione neurologica, proprio per verificare la fondatezza
o meno della diagnosi formulata dal Prof. __________ (cfr. doc. M 87, p. 2: “Vista
la conclusione del rapporto del Prof. __________, è comunque da considerare una
rivalutazione neurologica alla ricerca di un’eventuale conferma della diagnosi
di neuropatia cicatriziale di un nervo periferico.”).

 

                                         In esito a quanto precede,
questa Corte ritiene dunque che la vertenza sub judice non possa essere
decisa sulla sola base della documentazione medica agli atti, ma che occorra
procedere all’accertamento indicato dal medico fiduciario dell’assicuratore
resistente (approfondimento neurologico). 

 

                                         Con la risposta di causa, l’amministrazione
fa valere che, essendo stato il rapporto del Prof. __________ prodotto soltanto
con il ricorso, non può esserle rimproverato un accertamento incompleto della
fattispecie, ragione per la quale spetterebbe al TCA disporre il complemento
istruttorio in questione (il cui costo l’CO 1 sarebbe però disposta ad
assumersi - cfr. doc. V, p. 10). 

 

                                         Al riguardo, secondo questa
Corte, il fatto che il consulente medico dell’assicuratore abbia ritenuto
indicato completare l’istruttoria mediante una rivalutazione neurologica,
significa riconoscere che gli accertamenti che sono stati eseguiti in sede
amministrativa, si sono rivelati incompleti. 

 

                                         Ora, avendo l’istituto
assicuratore omesso di chiarire un fatto potenzialmente rilevante dal profilo
giuridico prima della presentazione della risposta di causa (in proposito, si
veda l’art. 6 cpv. 1 Lptca, giusta il quale l’autorità amministrativa può, fino
all’invio della sua risposta, riesaminare il provvedimento impugnato), per il
TCA sono dati i presupposti per rinviare gli atti alla CO 1 affinché disponga
un approfondimento neurologico in relazione alla diagnosi di neuropatia
cicatriziale formulata dal Prof. dott. __________ e, sulla base delle relative
risultanze, decida di nuovo sul diritto alle prestazioni a contare dal 1°
aprile 2015.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è accolto ai
sensi dei considerandi.

                                         §    La decisione su
opposizione impugnata é annullata.

                                         §§ Gli
atti vengono retrocessi alla CO 1 per complemento istruttorio e nuova decisione.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         La CO 1 verserà
all’assicurata l’importo di fr. 1'500 (IVA inclusa) a titolo d’indennità per
ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti