# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f2c804de-e968-517f-9f69-66cfcac53ce4
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-08-21
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 21.08.2013 U 2013 49
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2013-49_2013-08-21.pdf

## Full Text

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO 
DEL CANTONE DEI GRIGIONI

U 13 49

1a Camera

presieduta da

Priuli, vicepresidente, e composta dai giudici Audétat e Stecher, 

attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 21 agosto 2013

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____ Sagl, 

ricorrente

contro 

Comune di Mesocco, 

rappresentato dall'Avvocato lic. iur. Andrea Toschini, 

convenuto

e

B._____ Sagl, 

rappresentata dall'Avvocato lic. iur. Roberto A. Keller, 

convenuta

concernente appalto

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1. Il 10 maggio 2013, il Comune di Mesocco invitava a partecipare alla gara 

d’appalto per le opere da pittore del N._____ tre imprese a sapere la ditta 

A._____ Sagl e la B._____ Sagl nonché la ditta C._____. Entro il termine 

d’inoltro del 24 maggio 2013 al comune perveniva un’unica offerta da 

parte dell’B._____ Sagl. In seguito l’architetto responsabile dei lavori 

chiedeva ad A._____ il motivo del mancato inoltro di un’offerta. Dalle 

ricerche in seguito condotte dal responsabile dell’omonima ditta, la quale 

avrebbe un nuovo recapito postale presso la residenza P._____, la 

documentazione d’appalto risultava essere stata recapitata all’indirizzo 

della madre del titolare della ditta, la quale non aveva avvertito il figlio 

dell’invio. In data 29 maggio 2013 la ditta A._____ Sagl consegnava 

comunque brevi manu la propria offerta di fr. 47'450.30 (IVA inclusa) a 

uno degli architetti responsabili dei lavori.

2. Con decisione 10 giugno 2013, il Comune di Mesocco deliberava le opere 

da pittore alla B._____ Sagl per un importo corretto di fr. 50'635.80 (IVA 

inclusa) ed escludeva dalla considerazione in quanto tardiva l’offerta di 

A._____ Sagl.

3. Il 20 giugno 2013 (data del timbro postale), la A._____ Sagl interponeva 

tempestivo ricorso al Tribunale amministrativo dei Grigioni chiedendo 

l’assegnazione delle opere da pittore o il ritorno degli atti all’autorità 

deliberante per una nuova attribuzione dell’incarico. L’istante non avrebbe 

ricevuto il capitolato d’appalto, essendo stato lo stesso erroneamente 

recapitato all’indirizzo della madre del titolare della ditta. La ditta sarebbe 

però stata consigliata dall’architetto incaricato della ristrutturazione del 

convento di voler comunque proporre la propria offerta anche oltre i 

termini indicati dal bando di concorso. Del resto la documentazione di 

gara avrebbe espressamente prevista la possibilità di condurre trattative 

dopo il rientro delle offerte, per cui l’agire dell’istante non avrebbe potuto 

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essere sanzionato con l’esclusione dalla considerazione della propria 

offerta.

4. Nella propria presa di posizione di Comune di Mesocco postulava la 

reiezione del ricorso e la conferma della decisione di delibera. 

Contrariamente al parere dell’istante, la procedura sarebbe stata ad invito 

e non per incarico diretto, giacché in tal caso le decisioni di delibera 

sarebbero inappellabili. Nella procedura a invito sarebbe stato imperativo 

il rispetto dei termini per l’inoltro dell’offerta come espressamente previsto 

dalla normativa legale in materia di commesse pubbliche, 

indipendentemente dalle eventuali diverse asserzioni fornite dell’architetto 

responsabile. L’invio del capitolato d’appalto sarebbe poi avvenuto 

all’indirizzo ufficiale sia della ditta individuale A._____ sia di quello della 

A._____ Sagl e, contrariamente a quanto previsto nella documentazione 

di gara, la consegna dell’offerta cinque giorni dopo la scadenza del 

termine non sarebbe neppure avvenuta tramite La Posta, bensì brevi 

manu ad uno dei due architetti responsabili del restauro. 

5. La B._____ Sagl chiedeva la reiezione del ricorso per quanto lo stesso 

potesse essere considerato ricevibile. Invitata alla gara d’appalto sarebbe, 

infatti, stata la ditta individuale A._____ e non l’omonima società a 

garanzia limitata. Pertanto il ricorso proposto dalla A._____ Sagl non 

sarebbe neppure ricevibile, non essendo tale società toccata dalla 

decisione di delibera in quanto non invitata a prendere parte all’appalto. In 

ogni caso l’invio ad un indirizzo errato non sarebbe imputabile all’autorità 

comunale, che si sarebbe giustamente attenuta a trasmettere la 

documentazione di gara all’indirizzo ufficialmente riportato a registro di 

commercio, bensì all’istante stessa o a chi per essa.

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Considerando in diritto:

1.a) Giusta l’art. 50 della legge sulla giustizia amministrativa (LGA. CS 

370.100), è legittimato a ricorrere chiunque sia interessato dalla decisione 

impugnata e abbia un interesse tutelabile all’abrogazione o alla modifica 

della decisione. In linea di principio, la legittimazione al ricorso 

presuppone che l'insorgente appartenga a quella limitata e qualificata 

cerchia di persone collegate all'oggetto del provvedimento impugnato da 

un rapporto sufficientemente stretto e intenso, atto a distinguere la sua 

situazione da quella della collettività. L'insorgente deve essere altresì 

detentore di un interesse personale, diretto e concreto a dolersi del 

provvedimento impugnato per il pregiudizio effettivo che questo gli arreca. 

Colui che intende impugnare una decisione amministrativa deve quindi 

dimostrare che, nel caso della mancata abrogazione o modifica della 

stessa, egli sarebbe soggetto a degli effettivi svantaggi. Nell’ambito delle 

procedure d’appalto l’interesse tutelabile risulta dato se la parte ricorrente 

stessa gode di una possibilità effettiva di aggiudicazione dell’opera in 

oggetto. In altre parole la ricorrente deve godere di una possibilità 

effettiva di assegnazione dell’appalto nel contesto di una nuova decisione 

seguente all’annullamento di quella contestata. Tale prassi persegue, fra 

l’altro, l’esclusione del cosiddetto gravame popolare (sentenze del 

Tribunale amministrativo U 11 37, U 10 32 e U 10 81).

b) Come chiaramente stabilito dalle condizioni di gara alla posizione 

221.300, la procedura era a invito. Giusta l’art. 13 cpv. 1 lett. c della legge 

sugli appalti pubblici (Lap, CS 803.300), nella procedura a invito il 

committente stabilisce quali offerenti sono direttamente invitati a 

presentare un'offerta, senza bando di concorso. Il committente deve 

richiedere, se possibile, almeno tre offerte. Evidentemente pertanto, 

contro l’assegnazione di una commessa nell’ambito della procedura a 

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invito solo le ditte che erano state effettivamente invitate a partecipare alla 

gara hanno anche la possibilità di ottenere l’assegnazione dei lavori in 

caso di modifica o annullamento del decreto di aggiudicazione. Nel caso 

in oggetto, come giustamente rilevato dalla ditta assegnataria dei lavori, 

era stata invitata a presentare un’offerta non la società a garanzia limitata 

di cui A._____ è parimenti gerente e direttore amministrativo, bensì 

l’omonima ditta individuale, che permane iscritta a registro di commercio 

anche dopo la creazione della società a garanzia limitata. In termini 

giuridici si tratta, infatti, di due entità distinte, che fanno semplicemente 

capo alla stessa persona. Per questo motivo però, la società a 

responsabilità limitata che come tale non era stata invitata alla gara non è 

legittimata a impugnare l’assegnazione dei lavori di pittura, in quanto una 

modifica della decisione impugnata non potrebbe procurare a detta 

società alcun vantaggio. Delle due ditte di cui A._____ è titolare, solo la 

ditta individuale è stata invitata all’appalto e solo essa avrebbe pertanto 

detenuto la legittimazione ad impugnare il decreto di aggiudicazione in 

vista dell’ottenimento dell’assegnazione in caso di esito favorevole del 

ricorso. Ne consegue che non è dato entrare nel merito del ricorso 

presentato da una concorrente che non era stata invitata a partecipare 

all’appalto.

2. a) Del resto, il ricorso si paleserebbe infondato anche dal profilo materiale. 

Contrariamente a quanto preteso dell’istante, la procedura non era per 

incarico diretto - nel qual caso, in applicazione all’art. 25 cpv. 3 Lap, l’as-

segnazione sarebbe stata comunque inappellabile - ma a invito, come 

specificato nel capitolato d’appalto al punto 221.300. Erroneamente, al 

punto 225.200 il committente si riservava il diritto di condurre delle 

negoziazioni, in palese violazione dell’art. 19 Lap che vieta 

espressamente qualsiasi trattativa tra committente e offerenti circa prezzi, 

riduzioni del prezzo e modifiche del contenuto delle prestazioni in questo 

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contesto nell’ambito della procedura a invito. E’ possibile invece fare 

eccezione al divieto di negoziazione nella procedura per incarico diretto, 

dove sono ammesse le trattative (art. 19 cpv. 2 Lap), e verso la quale non 

è però data la possibilità di interporre ricorso. In ogni caso, non essendo 

nell’evenienza intervenute trattative di sorta, l’erronea indicazione di cui al 

punto 225.200 del capitolato rimane priva di conseguenze concrete. 

b) In conformità a quanto previsto all’art. 17 cpv. 2 Lap, le offerte devono 

essere munite all'esterno in modo visibile dell'intestazione richiesta 

(dicitura) e vanno inoltrate per posta entro il termine stabilito. In 

applicazione all’art. 22 lett. a Lap, un'offerta viene esclusa 

dall'aggiudicazione segnatamente se l'offerente non appone o non 

appone correttamente sulla busta d'invio l'indirizzo o l'intestazione 

(dicitura) richiesti oppure non rispetta i termini d'inoltro. Essendo 

incontestato che la ditta abbia introdotta la propria offerta brevi manu 

cinque giorni dopo la scadenza del termine d’inoltro del 24 maggio 2013, 

la sua esclusione dalla considerazione sfuggirebbe anche in quest’ottica a 

qualsiasi critica. 

c) Il fatto che all’istante fosse stato consigliato d’introdurre comunque la 

propria offerta da parte dell’architetto responsabile sarebbe pure al 

riguardo ininfluente. Il rispetto dei termini d’inoltro dell’offerta è una delle 

condizioni basilari per la procedura di appalto e tale principio risulta 

chiaramente dalle disposizioni applicabili di cui agli art. 17 cpv. 2 e 22 lett. 

a Lap. A questo proposito l’istante non potrebbe neppure appellarsi alla 

propria buona fede. In primo luogo, alla ricorrente non sarebbe stata 

concretamente garantita la presa in considerazione dell’offerta tardiva, ma 

l’offerente sarebbe stata solamente invitata dall’architetto responsabile a 

voler comunque introdurre la propria offerta, senza espresse garanzie al 

riguardo. Inoltre, il preteso consiglio ottenuto non sarebbe stato fornito da 

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parte di un valido rappresentante dell’autorità deliberante, unica abilitata a 

decidere in merito alla validità delle offerte. 

d) Infine anche i motivi che avrebbero portato all’introduzione di un’offerta 

tardiva non giustificherebbero un diverso giudizio. L’indirizzo presso il 

quale il capitolato d’appalto era stato spedito corrispondeva all’indirizzo 

ufficiale della ditta individuale in conformità all’iscrizione fatta nel registro 

di commercio. L’autorità comunale non aveva pertanto alcun motivo per 

inviare la corrispondenza ad un diverso indirizzo di quello ufficialmente 

indicato a registro di commercio. Ne consegue che l’eventuale errore 

d’invio della documentazione in esame non è in ogni caso imputabile al 

comune convenuto, che ha agito in modo corretto. 

3. Visto l’esito del ricorso, i costi della procedura sono posti a carico della 

ditta ricorrente (art. 73 cpv. 1 LGA) che dovrà rifondere all’aggiudicataria 

convenuta, patrocinata da un avvocato, un indennizzo a titolo di ripetibili 

giusta quanto previsto all’art. 78 cpv. 1 LGA. Nella nota d'onorario del 22 

luglio 2013, accanto alla tariffa oraria di fr. 300.--, che va debitamente 

decurtata a fr. 270.-- (vedi sentenze del Tribunale amministrativo U 10 4, 

5 e 6), vengono separatamente conteggiate delle spese di cancelleria di 

fr. 218.-- che giusta la prassi di questo Giudice (sentenze A 13 10 e S 10 

141) sono già incluse nella tariffa oraria. Ne discende che l’indennità a 

titolo di ripetibili viene nell’evenienza stabilita a fr. 1'107.55 (IVA inclusa). 

In applicazione dell’art. 78 cpv. 2 LGA alla Confederazione, al cantone e 

ai comuni nonché alle organizzazioni cui sono affidati compiti di diritto 

pubblico non vengono di regola assegnate ripetibili se vincono la causa 

nell’esercizio delle loro attribuzioni ufficiali. Conformemente a questo 

disposto, il comune convenuto non ha diritto a ripetibili. 

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Il Tribunale decide:

1. Non è dato entrare nel merito del ricorso. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 2'000.--

- e le spese di cancelleria di fr. 219.--

totale fr. 2'219.--

il cui importo sarà versato dalla A._____ Sagl, entro trenta giorni dalla 

notifica della presente decisione all’Amministrazione delle finanze del 

Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. La A._____ Sagl, versa alla B._____ Sagl, fr. 1'107.55 (IVA inclusa) a 

titolo di ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]