# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c7e5670a-da69-5e37-9440-a23d78a094be
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-07-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.07.2001 32.2001.4
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2001-4_2001-07-03.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2001.00004

   

  RG/sc

  	
  Lugano

  3 luglio 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso del 16 gennaio 2001
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 15 novembre 2000 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Dal 1°
luglio 1991 __________ beneficia di una mezza rendita AI per un grado
d'invalidità del 50%. Il medesimo tasso d'invalidità è stato successivamente 
confermato con decisioni 25 gennaio 1996 rispettivamente 1. dicembre 1997.

 

                               1.2.   In esito
alla procedura di revisione avviata nel marzo 2000 l'UAI, sulla base di nuovi
accertamenti medici di cui si dirà per quanto necessario nel prosieguo, per
decisione 15 novembre 2000 ha confermato il diritto ad una mezza rendita, con
le seguenti motivazioni:

 

" 
(…)

La perdita di guadagno che ne deriva determina il
grado d'invalidità in per cento.

 

Se il grado d'invalidità di un beneficiario di
rendita si modifica in maniera tale da influenzare il diritto alla rendita,
quest'ultima è, per il futuro, aumentata, ridotta o soppressa, giusta l'art. 41
LAI.

 

Dagli atti medici specialistici in nostro
possesso, rileviamo che l'attività lucrativa di ausiliaria di pulizie non è più
ritenuta idonea, in quanto non compatibile con lo stato di salute della Signora
__________.

Ella è comunque ancora considerata abile al lavoro, sull'arco di 4
‑ 6 ore giornaliere, in professioni che le consentano di evitare
posizioni viziose per la colonna lombare (lavorare sotto l'altezza di un
tavolo, movimenti ripetitivi di flessione del tronco). In particolare dovrebbe
poter cambiare e alternare la posizione eretta‑seduta e evitare il salire
e lo scendere di frequente dalle scale.

Il nostro Servizio di integrazione professionale esclude comunque
l'adozione di una riformazione professionale da sostenere dall'Assicurazione
Invalidità.

Infatti, la Signora risulta pur sempre in grado di reperire un
adeguato posto di lavoro in occupazione del tipo di addetta all'assemblaggio di
piccoli manufatti, di pesatrice ( lavorazione dell'oro ad esempio), di
controllo della qualità nell'ambito delle confezioni, di lavorazione delle
confezioni farmaceutiche, di pulizia e imballaggi di orologi, ecc.

In queste attività o in altre analoghe, nel rispetto delle
indicazioni mediche, potrebbe ancora conseguire dei salari di almeno fr.
14'700.‑ all'anno.

 

Per questi motivi riteniamo di confermare il grado di invalidità
nella precedente misura del 50%, percentuale che corrisponde teoricamente alla
perdita di guadagno cagionata dal danno alla salute, e nel contempo di
confermare evidentemente il diritto alla rendita sin qui erogata.

 

Le osservazioni scritte il 5 dicembre scorso a seguito della
nostra proposta di decisione del 15.11.2000, sono comunque state sottoposte
all'esame del nostro Servizio medico interno; quest'ultimo non ha rilevato,
sulla base degli atti, la presenza di uno stato di salute diverso da quello
antecedentemente valutato dal Dottor __________, motivo per cui il nostro
Ufficio non ha motivi per scostarsi dalle conclusioni innanzi testè
esposte." (Doc. _)

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso 16 gennaio 2001 l'assicurata - rappresentata dal lic. iur.
__________, oltre ad invocare carenze formali della decisione e censurare in
particolare la violazione del diritto d'essere sentiti, chiede l'annullamento
della decisione e la conseguente assegnazione di una rendita intera per un
grado d'invalidità del 100%.

 

                                         Nel
gravame viene in particolare esposto:

 

" 
(…)

I N  F A T T O  E D 
I N  D I R I T T O

 

 

1.      Forma della decisione

 

La decisione impugnata è intaccata da
numerosi vizi di forma, che ne cagionano la possibile annullabilità e che di
conseguenza ne inficiano la validità e l'esecutività.

 

 

Nella fattispecie l'autorità
competente si è verosimilmente limitata a trascrivere il progetto di decisione
inviato alla ricorrente il 15 novembre 2000, modificandone unicamente l'ultimo
paragrafo. Non ha neppure cambiato la data della lettera e non ha indicato i
mezzi di diritto, di cui si vedrà nella seguente esposizione.

Un simile modo di procedere lascia
pensare che l'Ufficio dell'assicurazione invalidità non abbia realmente
trattato il caso alla luce delle osservazioni e delle richieste formulate dalla
Signora __________ per il tramite dello scrivente Studio legale, e meglio
limitandosi sic et simpliciter a ritrascrivere il progetto di decisione.

 

         Prove: ‑ interrogatorio delle parti,
documenti, testimoni, perizie.

 

 

1.1.   Data della decisione

 

Elemento di validità formale della
decisione è l'indicazione esatta della data dell'atto amministrativo e
dell'autorità da cui emana.

 

La data riportata sulla decisione
impugnata non può in alcun modo corrispondere alla realtà. Infatti
l'indicazione temporale della decisione contestata è la medesima del progetto
di conferma della rendita notificato alla ricorrente un mese prima, e meglio il
15 novembre 2000.

 

Considerata l'importanza della forma
della decisione amministrativa e la sicurezza giuridica cui anche
l'amministrazione deve far capo, la decisione in esame deve essere annullata.

 

         Prove: c.s.

 

 

1.2.   Indicazione dei rimedi di diritto

 

Giusta l'art. 26 cpv. 2 LPAmm
elemento essenziale della decisione amministrativa è l'indicazione dei mezzi e
del termine di ricorso, che il destinatario dell'atto può eventualmente interporre
per salvaguardare i suoi diritti.

 

Nella decisione in esame i rimedi di
diritto sono stati integralmente omessi. Questa mancanza deve portare alla
possibilità di inficiare la decisione contestata, essendo il vizio di cui sopra
elemento necessario dell'atto amministrativo.

 

In considerazione delle irregolarità
formali e delle omissioni che viziano la decisione dell'Ufficio
dell'assicurazione invalidità, e più precisamente l'errata indicazione della
data e l'omissione dei mezzi di diritto, la ricorrente chiede che la stessa
venga annullata.

 

         Prove: c.s.

 

 

2.      Diritto di essere sentiti

 

L'art. 29 cpv. 2 Cst. fed. dispone
che "le parti hanno diritto d'essere sentite". Come corollario
al principio generale del diritto d'essere sentititi figura il diritto di
proporre le proprie argomentazioni all'autorità statuente prima che
quest'ultima renda la sua decisione. Questo comporta pertanto il diritto di
prendere visione del proprio incarto e soprattutto dei documenti importanti per
fondare la decisione.

 

Tale principio è inoltre ripreso e
precisato all'art. 73 bi, OAI, in merito all'audizione dell'assicurato,
prescrivendo che "l'ufficio AI deve dare all'assicurato, o al suo
rappresentante, la possibilità di esprimersi, oralmente o per iscritto, sul
progetto di liquidazione del caso e di consultare l'incarto".

 

Per poter presentare validamente i
suoi argomenti la ricorrente, segnatamente il suo mandatario, avrebbero dovuto
entrare in possesso dell'incarto che la concerneva, almeno per quanto riguarda
i documenti esaminati e considerati necessari dall'autorità per statuire
sull'eventuale revisione della rendita.

Con lettera 15 novembre 2000
l'Ufficio dell'assicurazione invalidità del Cantone Ticino notificava alla
ricorrente un progetto che prevedeva la conferma della rendita fino a quel
momento percepita. Si invitava inoltre la Signora __________ a presentare "entro
due settimane, per iscritto o verbalmente, le sue osservazioni  […] o di richiedere delle spiegazioni complementari" (Doc.
_).

Con lettera 21 novembre 2000 lo
Studio legale __________, a nome e per conto della ricorrente, contestava il
progetto del 15 novembre 2000 e chiedeva una perizia medica che potesse
determinare l'effettivo stato di salute della Signora __________. Veniva
altresì richiesto all'Ufficio l'invio dell'intero incarto per visione (Doc. _).

 

In data 5 dicembre 2000 ‑ a
complemento delle osservazioni 21 novembre 2000 ‑ la ricorrente inviava
una nuova lettera all'Ufficio dell'assicurazione invalidità alla quale si
allegava un rapporto medico redatto dal Dr. __________, medico della Signora
__________. Si sollecitava inoltre nuovamente l'invio dell'incarto concernente
la ricorrente (Doc. _).

 

L'Ufficio dell'assicurazione
invalidità rispondeva con lettera 12 dicembre 2000, informando che l'incarto
era in consultazione presso il Servizio medico e che di conseguenza non poteva
essere trasmesso per visione allo scrivente Studio legale (Doc. _).

 

Il 19 dicembre 2000 veniva
sorprendentemente intimata alla ricorrente la decisione impugnata. La sorpresa deriva
dal fatto che l'atto amministrativo è stato emanato senza aver mai dato
possibilità alla signora __________, rispettivamente al suo patrocinatore
legale, di esprimersi con cognizione di causa previa visione dell'intero
incarto, più volte richiesto invano.

 

         Prove:   c. s.

                       Doc. _ ‑ lettera 15.11.2000 Ufficio
AI;

                       Doc. _ ‑ lettera 21.11.2000 Studio
legale __________;

                       Doc. _ ‑ lettera 5.12.2000 Studio
legale __________i;

                       Doc. _ ‑ rapporto medico 30.11.2000
Dr. __________;

                       Doc. _ ‑ lettera 12.12.2000 Ufficio
Al.

 

 

3.      Nel merito della decisione

 

Il principio del diritto alla rendita
d'invalidità è sancito all'art. 36 LAI, secondo il quale ogni assicurato che ha
pagato i contributi per almeno un anno intero nel momento in cui l'invalidità
si manifesta, è legittimato alla rendita.

 

 

3.1.   Conformemente
all'art. 41 cpv. 1 LAI "se il grado d'invalidità del beneficiario della
rendita subisce una modificazione che incide in modo rilevante sul diritto alla
rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o diminuita in misura
corrispondente oppure soppressa".

 

                                                                      Nelle
procedura istruttoria per l'esame dell'eventuale mutazione delle stato di
salute dell'assicurato, giusta l'art. 69 cpv. 2 OAI, "possono essere
domandati rapporti e informazioni, ordinate perizie, eseguiti sopralluoghi e
consultati specialisti" e "l'assicurazione si assume le spese
dei provvedimenti d'accertamento ordinati".

 

 

3.2.   La
Signora __________ ha presentato domanda per la revisione della rendita
d'invalidità finora percepita e corrispondente ad un grado d'inabilità del 50%.
La ricorrente infatti ha subito un forte peggioramento del suo stato di salute
che non le permette più di lavorare e che deve pertanto condurre al
riconoscimento di un'invalidità del 100%, con conseguente modifica della rendita.

 

                                                                      Nel
rapporto medico del 30 novembre 2000 redatto dal medico di fiducia della
ricorrente, Dr. __________, viene riscontrato un grado d'inabilità lavorativa
pari al 100%, confermato peraltro dagli esami effettuati dal Dr. __________ e
dal Dr. __________ (Doc. _).

 

                                                                      Nella
decisione impugnata l'Ufficio dell'assicurazione invalidità, appoggiandosi
sull'esame effettuato dal proprio Servizio medico interno, non ritiene mutato
lo stato di salute della Signora __________, e conferma la decisione, limitandosi
semplicemente a richiamare il rapporto redatto a suo tempo dal Dr. __________.

 

                                                                      Considerata
l'incongruenza fra i rapporti medici agli atti che determinano un'invalidità
pari al 100% e la decisione di non rivedere il grado d'invalidità della
ricorrente, si rende necessaria una perizia medico‑specialistica che
l'Ufficio dell'assicurazione invalidità non ha mai avuto intenzione di
ordinare.

 

                                                                      La
ricorrente ritiene quindi necessaria una perizia medico‑specíalistica, a
conferma dei rapporti medici del Dr. __________, del Dr. __________ e del Dr.
__________.

 

         Prove:   c.s.

                       Richiamo intero incarto Sig.ra __________
presso Ufficio Al

                       Perizia medico‑specialistica;

                       Doc. _ ‑ rapporto medico Dr.
__________

 

 

3.3.   Per
la ricorrente non è manifestamente possibile reperire un "adeguato
posto di lavoro in occupazioni del tipo di addetta all'assemblaggio di piccoli
manufatti, di pesatrice, di controllo della qualità, ...".

 

                                                                      Infatti
qualsiasi sia il lavoro auspicato dall'Ufficio dell'assicurazione invalidità,
la ricorrente non riesce a sopportare posizioni fisse, in piedi o seduta, per
periodi prolungati. Come emerge inoltre dal rapporto del dr. __________ la
sintomatologia dolorosa della Signora __________ "persiste ed appare al
minimo sforzo anche per leggeri lavori di casa" (Doc. _).

 

                                                                      La
Signora __________ chiede quindi che il suo grado d'invalidità venga rivisto e
considerato del 100%, conformemente al suo attuale stato di salute." (Doc.
_)

 

                               1.4.   Con risposta
23 marzo 2001 l’UAI propone di respingere l'impugnativa argomentando:

 

"  la
ricorrente chiede innanzitutto l'annullamento della decisione, essendo la
stessa irrita da vizi di forma essenziali. Al proposito si sottolinea che la
decisione impugnata, oltre a riportare la stessa data del progetto di
decisione (quindi una data errata), non reca indicazioni circa le vie ed i
termini di ricorso, violando in tal modo l'art. 26 cpv. 2 LPamm.

 

Dottrina e giurisprudenza prescrivono al riguardo che l'inesatta o
l'incompleta indicazione circa i mezzi legali non può comportare alcun
pregiudizio per l'amministrato: in altri termini il diritto di ricorso
dell'assicurato in questi casi dev'essere salvaguardato.

 

Al proposito viene altresì precisato che la protezione della buona
fede è però esclusa se l'inesattezza dell'indicazione era facilmente
riconoscibile in ragione di elementi non solo oggettivi ma anche soggettivi. Il
TFA ha sempre considerato in quest'ambito le particolarità del caso concreto ed
in specie la situazione personale del ricorrente: se quest'ultimo si avvale del
patrocinio di un legale, il suo caso sarà valutato con maggior rigore"
(Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, p. 133).

 

Nella fattispecie la ricorrente non ha patito pregiudizio alcuno a
motivo del fatto che la decisione non indicava i mezzi di ricorso; il
rappresentante legale ha infatti supplito a detta carenza, inviando l'atto
ricorsuale all'esatta autorità di ricorso entro i termini prescritti dalla
legge.

 

La ricorrente adduce altresì una violazione del diritto d'essere
sentita. In sede di opposizione al progetto di decisione la stessa aveva
infatti chiesto di consultare l'incarto formato a suo nome. Vi è però che la
decisione è stata inavvertitamente emessa senza che l'incarto le venisse prima
trasmesso in visione.

 

In base all'art. 61 cpv. 2 LPamm costituisce una violazione del
diritto anche la violazione di una norma essenziale di procedura, fra le quali
spicca appunto il diritto di essere sentito.

La giurisprudenza ha però stabilito che tali violazioni possono
essere sanate nell'ambito della procedura ricorsuale, disponendo il Tribunale
cantonale amministrativo di pieno potere cognitivo.

In tal senso il Giudice può porre rimedio alla violazione di una
norma essenziale di procedura disattesa dall'istanza inferiore ove lo scopo
perseguito possa comunque essere raggiunto senza pregiudizio per la parte
interessata (DTF 107 V 249).

 

Nel caso di specie la ricorrente non subisce alcuna
penalizzazione, la questione potendo essere analizzata dall'autorità di ricorso
con pieno potere di giudizio tanto per quanto attiene all'accertamento dei
fatti che per quel che concerne l'applicazione del diritto.

 

in definitiva non si ritiene che i presupposti necessari
all'annullamento della decisione siano nella fattispecie forniti.

 

Per quanto attiene al merito della decisione, la ricorrente chiede
le venga riconosciuto un grado di inabilità del 100%.

Quale nuova documentazione viene prodotto un certificato medico
redatto dal dottor __________.

 

Al proposito giova però rilevare che lo stesso non esprime una
valutazione personale in merito al grado di abilità lavorativa della paziente.
Il dottor __________ si limita infatti a riportare il grado di incapacità
lavorativa stabilito da altri medici.

Agli atti risulta inoltre il rapporto redatto dal dottor
__________ in data 5 luglio 2000, dove viene sì certificata un'inabilità totale
per quanto attiene alla precedente professione di donna delle pulizie, ma nel
quale si specifica anche che in un'attività adeguata la ricorrente sarebbe
ancora in grado di lavorare dalle 4 alle 6 ore al giorno.

Il consulente in integrazione professionale ha poi stabilito il
grado di capacità al guadagno fondandosi sulle indicazioni fornite dal dotto
__________, tanto per quanto attiene al genere di professione che per quel che concerne
il numero di ore giornaliere esigibili.

Il paragone dei redditi ha quindi permesso di stabilire che il
diritto alla mezza rendita è rimasto invariato." (Doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).

                               2.2.   Preliminarmente
l'assicurata censura la mancata indicazione dei rimedi di diritto nella
decisione impugnata, la quale reca inoltre la medesima data del precedente
progetto di decisione (15 novembre 2000).

 

                                         Giusta
l'art. 128 cpv. 1 OAVS tutti gli atti amministrativi con cui una Cassa di
compensazione si pronuncia su diritti o obblighi di un assicurato o di un
datore di lavoro devono rivestire la forma di una decisione scritta, per quanto
non si fondino su decisioni della Cassa già cresciute in giudi­cato. 

                                         Le
decisioni devono indicare entro quale termine, in che forma e a quale istanza
può essere presentato ricorso o, all'occorrenza, domanda di condono (art. 128
cpv. 2 OAVS, applicabile anche all'assicurazione invalidità, art. 89 OAI).

                                         In
particolare, le decisioni scritte devono essere designate come tali e indicare
le vie di ricorso, anche se esse sono notificate sotto forma di lettera (RCC
1989 pag. 192 consid. 2a).

                                         Queste
condizioni, enumerate all'art. 35 cpv. 1 della Legge federale sulla procedura
amministrativa (applicabile alla procedura cantonale in virtù dell'art. 1 cpv.
3 LPA, che dichiara applicabili all'autorità cantonale di ultima istanza gli
art. 34 a 38 LPA), sono conformi ad un principio generale del diritto
amministrativo federale (RCC 1989 pag. 192 consid. 2a, RCC 1979 pag. 82, DTF
104 V 154).

                                         Tuttavia
una notifica difettosa non può cagionare alcun pregiudizio alle parti (art. 38
LPA applicabile in virtù dell'art. 1 cpv. 3 LPA; RCC 1989 pag. 554 consid. 1a,
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2 ed, pag. 131; Maurer, Schweizerisches
Sozialversicherungsrecht, vol. 1, pag. 461).

                                         In virtù
di questo principio, applicabile all'insieme del diritto delle assicurazioni
sociali federali, la protezione giuridica ricercata è già assicurata
allorquando una deci­sione oggettivamente irregolare raggiunge il suo scopo malgrado
la difettosità che presenta (cfr. DTF 114 Ib 116 consid. 2 b, DTF 104 V 166-167
consid. 3; VPB 1996 Nr. 28, E. 6.b.).

                                         E'
necessario esaminare secondo le circostanze del caso concreto, se la parte interessata
è stata veramente indotta in errore e se a causa di questo errore essa ha
subito un pregiudizio.

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA, per decidere questa questione è necessario ispirarsi
al principio della buona fede, che è applicabile anche in ambito di procedura,
e che impone un limite all'invocazione di un vizio di forma (RCC 1989 pag. 192
consid. 2a, RCC 1981 pag. 127 consid. 2a, RCC 1973 pag. 409; DTF 111 V 150, DTF
106 V 97).

                                         E'
infatti contrario al principio della buona fede e della sicurezza del diritto
che un atto amministrativo possa essere impugnato in qualsiasi momento a causa
di un'indica­zione difettosa dei rimedi di diritto. L'atto difettoso deve
perciò essere impugnato in un termine ragionevole (RCC 1981 pag. 127 consid.
2a, DTF 10 V 106 consid. 3); STCA 18 marzo 1993 in re F. e B.M.G. SA).

 

                                         L'avversata
decisione, la quale per errore - come ammesso dall'UAI in sede di risposta -
reca la data del precedente progetto di decisione (15 novembre 2000), e nella
quale non sono stati indicati i rimedi di diritto, è stata notificata
all'assicurata in data 19 dicembre 2000 (cfr…). Dal tenore della decisione si
arguisce che la stessa è stata emanata a seguito delle osservazioni presentate
dall'interessata in merito al progetto di decisione 15 novembre 2000 e che la
stessa costituisce pertanto decisione ai sensi dell'art. 75 OAI con cui l'UAI,
una volta terminata l'istruttoria si è pronunciato sul diritto alla rendita.

                                         Il
presente gravame è stato interposto nel termine legale di 30 giorni dalla
notifica della decisione.                                                     

 

                                         Ora,
l'errata datazione e la mancata indicazione dei rimedi di diritto non hanno
nella specie impedito all'assicurato di interporre ricorso - tramite il proprio
rappresentante - in tempo utile dinanzi a questo TCA. In simili circostanze, la
difettosità della decisione non può essere validamente invocata quale motivo di
nullità della decisione in lite, la stessa non avendo cagionato alcun
pregiudizio all'assicurato.

 

                               2.3.   L'insorgente
adduce inoltre la violazione del diritto di essere sentita, l'amministrazione
avendole negato il diritto di consultare l'incarto amministrativo prima
dell'emanazione della querelata decisione.

 

                                         Giusta
l'art. 73bis cpv. 1 OAI prima di pronunciarsi sul rifiuto di una domanda di
prestazioni o sul ritiro o la riduzione di prestazioni correnti l'ufficio AI
deve dare all'assicurato la possibilità di esprimersi oralmente o per iscritto
sul progetto di liquidazione del caso e di consultare l'incarto.

 

                                         In merito
al diritto di essere sentito in sede di procedura di audizione preliminare in
applicazione dell'art.  73 bis cpv. 1 OAI, nella sentenza 7 aprile 1998 in re
M., pubblicata in DTF 124 V 180, il TFA ha avuto modo di precisare:

 

" 
4.- a) Das Recht, angehört zu werden, ist formeller
Natur. Die Verletzung des rechtlichen Gehörs föhr ungeachtet der
Erfolgsaussichten der Beschwerde in der Sache selbst zur Aufhebung der
angefochtenen Verfügung (BGE 122 II 469 Erw. 4a, 121 I 232 Erw. 2a, 121 III 334
Erw. 3c, 121 V 155 f. Erw. 6, 120 Ib 383 Erw. 3b,  120 V 362 Erw. 2a, je mit
Hinweisen). Es kommt mit anderen Worten nicht darauf an, ob die Anhörung im
konkreten Fall für den Ausgang der materiellen Streitentscheidung von Bedeutung
ist, dlh. die Behörde zu einer Änderung ihres Entscheides veranlasst wird oder
nicht (BGE 118 V 314 Erw. 3c mit Hinweisen).

Nach der Rechtsprechung kann eine - nicht besonders
schwerwiegende (BGE 116 V 185 f. Erw. 1b mit Hinweisen) - Verletzung des
rechtlichen Gehörs als geheilt gelten, wenn der Betroffene die Möglichkeit
erhält, sich vor einer Beschwerdeinstanz zu äussern, die sowohl den Sachverhalt
wie die Rechtslage frei überprüfen kann. Die Heilung eines - allfälligen -
Mangels soll aber die Ausnahme bleiben (BGE 120 V 83 f. Erw. 2a, 118 V 315 Erw.
3c, 116 V 32 b) Vorliegend ist festzustellen, dass nicht nur die Verwaltung,
sondern auch das kantonale Gericht den Anspruch des Beschwerdeführers auf
rechtliches Gehör missachtet hat. Diese Häufung von Rechtsverletzungen stellt
einen schwerwiegenden Verfahrensmangel dar, weshalb eine Heilungsmöglichkeit
entfällt.

Die Sache ist deshalb an die IV-Stelle
zurückzuweisen, damit diese auf die vom Versicherten im Vorbescheidverfahren
erhobenen Einwände eingehe und neue verfüge."

 

                                         In
casu la questione a sapere se, in applicazione della citata giurisprudenza,
il vizio - per altro ammesso dall'UAI in sede di risposta - è suscettibile
nella specie di essere sanato da questo TCA, può rimanere indecisa, la
decisione con cui l'UAI ha confermato il diritto ad una mezza rendita AI
dovendo in ogni caso essere annullata per i motivi esposti nei considerandi che
seguono.

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.4.   Oggetto del
contendere è sapere se siano nella fattispecie adempiute le premesse
giustificanti una revisione della mezza rendita d'invalidità assegnata a
__________.

                                         Con
l'atto impugnato l'UAI ha infatti confermato il grado d'incapacità al guadagno
del 50% e quindi il diritto ad una mezza rendita AI.

 

                                         L'art. 4
cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

 

·    un danno alla salute fisica
o psichica conseguente a   infermità congenita, malattia o infortunio, e

 

·    la conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité
dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                               2.5.   Se il grado
d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in
modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata
o diminuita in misura corrispondente oppure soppressa (cfr. art. 41 LAI). 

                                         La
revisione avviene d'ufficio o su domanda (cfr. art. 87 cpv. 1 OAI).

                                         Se la
capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il
cambiamento determinante soppri­me, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a
prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in consi­derazione allorché è durato
tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a
durare (cfr. art. 88 a cpv. 1 OAI). 

                                         Analogamente,
in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del
cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da
tre mesi senza interruzione notevole (cfr. art. 88 a cpv. 2 OAI).

                                         Queste
norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma
anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel
tempo (STFA 29 maggio 1991 in re St., RCC 1984 pag. 137).

 

                               2.6.   Anche ai
fini della revisione del grado di invalidità fa stato l'art. 4 LAI, secondo il
quale per invalidità si intende l'incapacità di guadagno cagionata da un danno
alla salute (consid. 2.1).

                                         Perciò,
la costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a
revisione secondo l'art. 41 LAI non solo in caso di modifica rilevante dello
stato di salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo
stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di
guadagno hanno subito un cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno
1994 in re P. P. p. 4; RCC 1989 pag. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid.
1a; DTF 109 V 116, consid. 3 b; DTF 105 V 30).

 

                                         Affinché
sia possibile la revisione di una rendita AI è dunque necessario che le condizioni
cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito una modifica, tale da
influire sulla perdita di guadagno.

                                         D'altra
parte la modifica deve essere notevole, non tanto da un punto di vista
astratto, ma piuttosto in relazione con l'art. 28 cpv. 1 LAI che prevede
l'assegnazione di un quarto di rendita se il grado d'invalidità è di almeno il
40%, una mezza rendita quando il grado d'invalidità è di almeno il 50% e una
rendita intera quando l'invalidità raggiunge almeno il 66 2/3%.

                                         In ogni
caso la revisione della rendita è possibile unicamente se, posteriormente alla
pronuncia della decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente
mutata. Non basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invaria­ta,
sia giudicata in modo diverso (RCC 1987, pag. 38, consid. 1a; STFA 29 aprile
1991 in causa G.C., Bellinzona, non pubblicata, consid. 4).

 

                                         Per
stabilire in concreto se vi è motivo di revisione, da un punto di vista
temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della
decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia
della nuova decisione. Da questo punto di vista un provvedimento che si limita
a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 109 V 262; 105
V 30; Valterio, op. Cit. P. 268; Meyer-Blaser, Bundesgesetz über die
Invalidenversicherung, Serie: Rechtssprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht,
Zurigo 1997, p. 258).

 

 

                               2.7.   Nel caso in
esame, sulla base dei nuovi accertamenti medici ed del rapporto del Consulente
IP, l'amministrazione ha fissato il nuovo grado d'invalidità al 50%, ritenendo
l'assicurata in grado di svolgere attività lavorative nelle quali potrebbe 
conseguire un reddito di almeno fr. 14'700 annui.

 

 

                                         L'insorgente,
richiamando in particolare il certificato 30 novembre 2000 del dott.
__________, contesta le risultanze mediche su cui l'UAI ha fondato il proprio
giudizio, sottolineando che le sue condizioni di salute non le consentono di
svolgere nessuna delle attività giudicate siccome esigibili dal Consulente IP.

 

                               2.8.   In concreto
dal rapporto 5 luglio 2000 del dott. __________, cui l'UAI ha fatto particolare
riferimento nel motivare la propria decisione, emerge che l'assicurata, a causa
della "caricabilità limitata della colonna lombare" presenta
una completa incapacità a svolgere l'attività di donna delle pulizie, mentre in
attività "che  permettono di evitare posizioni viziose per la colonna
lombare (lavorare sotto l'altezza di un tavolo, movimenti ripetitivi di
flessione del tronco) " e nelle quali "poter cambiare
di tanto in tanto la posizione corporea tra seduta ed eretta" evitando
"il salire e lo scendere frequentemente le scale" essa è in
grado di lavorare 4-6 ore al giorno (cfr. inc. amm., rapporto dott. __________
5 luglio 2000).

 

                                         Sulla
scorta della valutazione del dott. __________ il Consulente IP, tenuto conto
del grado di formazione dell'assicurata, ha quindi indicato quali attività
ancora esigibili quella di addetta all'imballaggio di piccoli manufatti,
pesatrice (lavorazione dell'oro), controllo della qualità nell'ambito delle
confezioni, lavorazione delle confezioni farmaceutiche, pulizia e imballaggio
orologi (cfr. rapporto finale 27 luglio 2000).

 

                                         Con
certificato 30 novembre 2000 il dott. __________, internista - che con
precedente rapporto 4 aprile 2000, oltre a rilevare la completa inabilità quale
donna delle pulizie, aveva attestato la reintegrabilità dell'assicurata in
attività non richiedenti "grossi sforzi" in misura del 50%
(cfr. inc. amm.) - ha evidenziato:

 

" 
(…)

La Signora __________ ha subito nel 1990 un intervento
decompressivo per un'ernia discale L5 dx e da allora avverte dolori lombari.
Nel 1993 ha avuto un breve periodo di ricovero all'Ospedale __________ per
un'ulteriore riacutizzazione della sintomatologia lombare che però si risolse
con un trattamento conservativo.

Dal mese di marzo di quest'anno la sintomatologia è nuovamente apparsa
e ci ha portato ad eseguire una risonanza magnetica lombare che ha mostrato la
presenza di un'artrosi L4‑L5 ed L5‑S1 senza nuove ernie discali.

Abbiamo quindi iniziato un intenso trattamento con fisioterapia,
antinfiammatori e miorilassanti che ha modificato poco la sintomatologia
dolorosa.

A causa di questo la Signora __________ non è più stato in grado
di riprendere la sua attività professionale quale donna di pulizie presso le
scuole di __________ (10 ore settimanali).

E' inabile al lavoro dal mese di marzo scorso.

Nel mese di maggio 2000 è stata eseguita una valutazione
reumatologica dal dr. __________ su richiesta della Cassa Malati __________, il
quale dr. __________ ha dichiarato la Signora __________ inabile al 100 %.

Stessa cosa ha fatto il dr. __________ quale medico di fiducia del
Comune di __________.

Attualmente la sintomatologia dolora persiste ed appare al minimo
sforzo anche per leggeri lavori a casa (la paziente continua ad assumere
medicamenti antinfiammatori).

Vi è da aggiungere che oltre al problema della lombalgia e che
sicuramente non facilita il trattamento di questa, esiste un'obesità che a più
riprese la Signora __________ ha tentato di influenzare con delle diete ed
un'ipertensione trattata con medicamenti." 

 

                                         Orbene,
alla luce del certificato 30 novembre 2000 del dott. __________ - redatto a
seguito del progetto di decisione 15 novembre 2000 ed attestante una
riapparizione della sintomatologia a far tempo dal marzo 2000, la quale, nel
novembre 2000, risulta manifestarsi "al minimo sforzo" incidendo,
contrariamente a quanto emerso dalla precedenti valutazioni, anche sulla
capacità di svolgere lavori leggeri - questa Corte ritiene che prima
dell'emanazione della contestata decisione, l'amministrazione, onde addivenire
con la certezza richiesta nelle assicurazioni sociali (cfr. (cfr. STFA del 22
agosto 2000 in re K.B., C 116/00, consid. 2b, pag. 5; STFA del 23 dicembre 1999
in re A.F., C 341/98, consid. 3, pag. 6; STFA 6 aprile 1994 in re E.P.; SZS
1993 pag. 106 consid. 3a; RCC 1986 pag. 202 consid. 2c, RCC 1984 pag. 468
consid. 3b, RCC 1983 pag. 250 consid. 2b; DTF 125 V 195 consid. 2 e i
riferimenti ivi citati; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF
112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, "Die Rechtspflege in
der Sozialversicherung", in Basler Juristische Metteilungen (BJM) 1989
pag. 31-32; Scartazzini, "Les rapports de causalité dans le droit suisse
de la sécurité sociale", Basilea 1991, pag. 63) ad una corretta
conclusione circa l'effettiva capacità lavorativa dell'assicurata sino al
momento dell'emanazione dell'atto litigioso, avrebbe dovuto effettuare
ulteriori accertamenti medici atti a valutare le effettive limitazioni e gli
impedimenti riconducibili al danno alla salute di cui __________ è portatrice
e, conseguentemente, procedere ad una ulteriore valutazione delle sue capacità
professionali tramite il Consulente IP.

 

                                         In simili
circostanze l'incarto deve essere retrocesso all'amministrazione perché proceda
ad ulteriori accertamenti medici e professionali nel senso sopra indicato.

 

 

                                         Sulla
scorta delle nuove risultanze, l'UAI dovrà segnatamente stabilire il tasso
d'invalidità di __________ secondo il metodo generale di calcolo, raffrontando
cioè il reddito ipotetico che l'assicurata avrebbe potuto conseguire al momento
determinante dell'emanazione dell'atto impugnato (in casu nel dicembre
2000, cfr. STFA del 30 settembre 1998 nella causa A.C.F.; DTF 121 V 366 consid.
1b; DTF 116 V 248 consid. 1a) nell'attività svolta prima dell'insorgenza del danno
alla salute (cameriera ai piani, il cui reddito, come attestato dall'allora
datore di lavoro, già nel 1991 serrebe stato di fr. 2'400 mensili, cfr. inc.
amm.) con il reddito conseguibile nell'esercizio di un'attività ragionevolmente
esigibile nonostante il danno alla salute.

                                         Potrà
quindi in seguito essere stabilito se nella specie sono adempiute le premesse
giustificanti una revisione della rendita.

 

                                         Nell'istruire
nuovamente la causa, l'UAI, onde evitare di nuovamente incorrere in una
inammissibile violazione del diritto di essere sentiti, procederà conformemente
agli artt. 65 e segg. OAI, garantendo in particolare all'assicurata i diritti
di cui all'art. 73bis cpv. 1 OAI.

 

 

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto ai sensi dei
considerandi.

                                     §
La decisione impugnata è annullata e l'incarto rinviato all'amministrazione
perché proceda conformemente ai considerandi.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         L'UAI
verserà a __________ fr. 1'500.-- a titolo di ripetibili.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti