# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d99ada88-7674-5eb0-ae8d-2e72bf90aeb9
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-07-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.07.2008 D-1558/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1558-2008_2008-07-09.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1558/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  9  l u g l i o  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice François Badoud 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, Georgia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 
3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 7 marzo 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-1558/2008

Fatti:

A.
L'8 gennaio 2008, l'interessato ha presentato una domanda d'asilo in 
Svizzera. Ha dichiarato,  nella  sostanza e per  quanto  è  qui  di  rilievo 
([...]),  d'essere  espatriato  il  28  oppure  il  29 dicembre  2007,  per  il 
timore di dovere subire ulteriori pestaggi o di essere ucciso a causa di 
avere nascosto suo cugino a casa sua innanzi a delle persone che lo 
starebbero cercando per il fatto che egli conoscerebbe il colpevole di 
un omicidio. Successivamente avrebbe raggiunto la Svizzera in un TIR 
attraversando l'Italia e la Francia.

B.
Dal  rapporto  del  22  febbraio  2008,  contenente  i  risultati  dell'esame 
Lingua effettuato in procedura,  risulta che il  luogo di  socializzazione 
primaria dell'interessato è la Georgia.

C.
Il 7 marzo 2008, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art. 32  cpv.  2  lett.  a  della  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi,  RS 142.31). Detto Ufficio  ha pure pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  nonché  l'esecuzione 
dell'allontanamento  medesimo  siccome  ammissibile,  esigibile  e 
possibile.

D.
Il 7 marzo 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo federale (TAF) contro la citata decisione dell'UFM. Ha 
chiesto che il provvedimento impugnato sia annullato e che gli atti di 
causa siano trasmessi all'UFM per una nuova decisione nel merito. Ha 
altresì presentato  una  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso 
della dispensa dal versamento delle spese processuali e del relativo 
anticipo.

Diritto:

1.
Il TAF pronuncia definitivamente sui ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in  materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  [LTAF,  RS  173.32], 

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art. 105 LAsi  e  art.  83  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie, in materia di 
non entrata nel merito ed allontanamento, le condizioni d'ammissibilità 
di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale sulla procedura 
amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021)  nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza va redatta in italiano.

4.
Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  considerato  da  un  lato  che  il 
ricorrente  non ha adotto motivi  che possano giustificare la  mancata 
tempestiva esibizione di  documenti  di  viaggio o d'identità,  essendosi 
egli limitato a fornire al riguardo allegazioni generiche, stereotipate e 
discordanti, segnatamente sul fatto come avrebbe perso precisamente 
la  carta  d'identità  che  sarebbe  andata  persa  durante  una  sosta  in 
Francia nonostante egli la tenesse in tasca. Dall'altro lato, ha ritenuto 
siccome manifestamente  infondate  le  allegazioni  decisive  in  materia 
d'asilo  presentate  dall'insorgente.  In  particolare  quest'ultimo  non 
avrebbe saputo identificare le persone che cercerebbero suo cugino, 
né cosa vorebbero esattamente da quest'ultimo, né di cosa sarebbe a 
conoscenza suo cugino. In particolare, quest'ultimo avrebbe dichiarato 
di non essersi rivolto alle autorità statali  perché saprebbero già tutto 
sui  fatti  concernenti  suo  cugino.  Inoltre,  l'insorgente  avrebbe  reso 
versioni  divergenti  sui  momenti  in  cui  sarebbe  stato  picchiato. 
L'autorità inferiore ha altresì considerato che non sarebbero necessari 
degli  ulteriori  chiarimenti  ai  fini  dell'accertamento  della  qualità  di 
rifugiato  o  dell'esistenza  di  ostacoli  alla  pronuncia  dell'esecuzione 
dell'allontanamento,  anche  in  considerazione  dell'età,  dello  stato  di 

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salute,  della  formazione  e  dell'esperienza  professionale 
dell'insorgente, il quale può contare in patria su una rete sociale.

5.
Nel ricorso, l'insorgente sostiene d'avere una valida giustificazione per 
la mancata esibizione di documenti di viaggio o d'identità, considerato 
che non avrebbe mai posseduto il passaporto e che la carta d'identità 
sarebbe  andata  persa  durante  il  viaggio. Inoltre,  non  potrebbe  farsi 
spedire  un  qualche  documento  poiché  dovrebbe  presentarsi 
personalmente  presso  le  autorità  competenti  per  il  rilascio  di  nuovi 
documenti.  Sostiene,  inoltre,  che  nel  caso  di  specie  sarebbero 
necessari degli ulteriori chiarimenti, ragione per cui l'autorità inferiore 
avrebbe dovuto entrare nel merito della sua domanda d'asilo. Infine, 
allega  che  non  potrebbe  rivolgersi  alle  autorità  per  il  timore  di 
aggravare la situazione.

6.
Giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c).

6.1 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(DTAF 2007/7 consid. 6).

6.2 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 

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accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dalla  evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

7.
Questo Tribunale osserva che il  ricorrente, senza valide ragioni,  non 
ha  tempestivamente  presentato  documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai 
sensi  di  legge,  benché  l'UFM  l'abbia  invitato  ad  esibirli  già 
l'8 gennaio 2008.  Non  v'è,  altresì, ragione  di  ritenere  che  se 
l'insorgente avesse effettuato dei seri e concreti sforzi per procurarsi 
tempestivamente un documento di viaggio o d'identità, detti sforzi non 
avrebbero  potuto  avere  esito  favorevole.  A  tale  scopo,  il  ricorrente 
avrebbe  potuto  rivolgersi  ad  una  rappresentanza  del  suo  Paese 
all'estero, non avendo fatto valere delle persecuzioni statali. Infine, se 
un  richiedente  non  aveva  ragioni  valide  per  giustificare  la  mancata 
esibizione di documenti ai sensi di legge in procedura di prima istanza, 
non  v'è  motivo  d'annullare  la  decisione  di  non  entrata  nel  merito 
quand'anche  avesse  a  presentare  un  siffatto  documento  in  sede  di 
ricorso (v. sentenza del Tribunale amministrativo federale D-8199/2007 
del 18 dicembre 2007 consid. 8 e relativo riferimento).

8.
Il  TAF rileva, altresì,  che il  ricorrente non ha presentato, all'infuori  di 
generiche censure,  argomenti  o  prove suscettibili  di  giustificare  una 
diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione, 
delle allegazioni decisive in materia d'asilo da lui presentate in corso 
di procedura. Quest'ultime s'esauriscono in mere affermazioni di parte 
non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, 
in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può 
essere, nella misura in cui riassunte nel presente giudizio, rimandato 
(art.  109  cpv. 3  LTF in  relazione  all'art.  6  LAsi,  all'art.  37  LTAF ed 
all'art. 4 PA). Basti ancora rilevare che non v'è ragione di ritenere che 
le  autorità  statali  georgiane  non  accorderebbero  all'insorgente 
un'appropriata protezione contro l'eventuale futuro agire illegittimo di 
terzi nei suoi confronti. Infine, l'insorgente, tuttora, non ha presentato 
alcun  mezzo  di  prova  relativo  alla  denuncia,  come  da  egli  allegato 
([...]),  sporta nel  frattempo dai  suoi  famigliari  in  suo favore ai  fini  di 

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corroborare  i  fatti  da  lui  invocati.  Per  conseguenza,  l'UFM  ha 
rettamente  considerato  come  del  tutto  prive  di  fondamento,  con 
riferimento  all'art.  32  cpv.  3  lett.  b  LAsi,  le  dichiarazioni  rese 
dall'insorgente.

9.
Ritenuta la manifesta irrilevanza delle allegazioni decisive presentate 
dal ricorrente (v. considerando 8 del presente giudizio), non risultano 
elementi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini 
della determinazione della qualità di rifugiato del ricorrente medesimo 
(art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).

10.

10.1 Per  gli  stessi  motivi,  non  emergono  dalle  carte  processuali 
neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione  dell'allontana-
mento  del  ricorrente  in  Georgia  possa  violare  l'art.  25  cpv. 2  della 
Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del 
18 aprile 1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo 
statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951  (Conv.,  RS  0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o 
esporre  il  ricorrente  in  patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4  novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed 
altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del 
10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

10.2 Per il resto, può essere lasciata indecisa la questione di sapere 
se  per  impedimenti  all'esecuzione  dell'allontanamento  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi debbano intendersi anche quelli di diritto 
nazionale  (riguardanti  l'esigibilità  e  la  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto  internazionale  pubblico 
(esaminati  al  precedente  considerando  10.1).  In  effetti,  anche  in 
materia d'esigibilità e di possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile 
d'imporre  degli  ulteriori  chiarimenti,  ritenuto,  altresì,  che il  ricorrente 
non ha indicato nel gravame che tipo d'accertamenti sarebbero ancora 
necessari e in quale ambito.

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10.3 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno  che  in  Georgia  non  vige  attualmente  una  situazione  di 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nella totalità del territorio nazionale.

10.4 Inoltre, il ricorrente è giovane, celibe ed ha una certa formazione. 
Egli non ha altresì preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di 
salute  che  possano  giustificare  un'ammissione  provvisoria  (v.  sulla 
problematica  GICRA 2003  n.  24),  senza  che  ad  un  esame  d'ufficio 
degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una  permanenza 
dell'insorgente  in  Svizzera  per  motivi  medici.  In  siffatte  circostanze, 
l'autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto  siccome  adempiti  i 
presupposti per formulare una prognosi favorevole con riferimento alle 
effettive  possibilità  per  l'insorgente  di  un  adeguato  reinserimento 
sociale  in  Georgia.  Per  sovrabbondanza,  può essere  rilevato  che 
secondo  le  dichiarazioni  dell'insorgente,  in  patria  risiedono  ancora  i 
suoi genitori ([...]).

10.5 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Il 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile.

11.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso, destituito d'ogni benché minimo fondamento, non merita tutela 
e la decisione impugnata va confermata.

12.
L'insorgente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14  cpv. 1  e  cpv. 2 LAsi  e  art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché 
art. 32  dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

13.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per le  ragioni  indicate al  considerando 10 del  presente giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 

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dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

14.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

15.
Il TAF avendo statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esenzione 
dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali è divenuta senza oggetto. Inoltre, la domanda d'assistenza 
giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese 
processuali, è respinta, ritenuto che il ricorso era privo di probabilità di 
successo.

16.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art.  63  cpv.  1  e 
cpv. 5  PA nonché  art.  3  lett.  a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 8

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il  ricorso  in  materia  di  non  entrata  nel  merito  ed  allontanamento  è 
respinto.

2.
La domanda d'esenzione dal  versamento  di  un  anticipo a copertura 
delle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto.

3.
La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali, è respinta.

4.
Le spese processuali, di fr. 400.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente sentenza.

5.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione Dimora e aiuto al ritorno 

(in copia; n. di rif. N )
- B._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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