# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ba6775d9-303c-5cc3-9300-89490683cb83
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-03-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.03.2005 30.2004.78
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2004-78_2005-03-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2004.78

   

  cs/td

  	
  Lugano

  21 marzo 2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 30 settembre 2004
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 30 agosto
  2004 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1

   

  in materia di contributi AVS

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Durante il
controllo del conteggio dei salari per il periodo dal 1.7.1999 al 31.12.2002
presso la società RI 1, un ispettore della Cassa CO 1 ha effettuato delle riprese
per salari non notificati. 

 

                                         In
particolare l’amministrazione ha ripreso gli importi versati a diversi medici,
ritenuti dipendenti della società.

 

                                         Considerando
tali retribuzioni provento da attività lucrativa dipendente, la Cassa ha
fissato, mediante tassazione d’ufficio, alla società ricorrente contributi
sociali per un importo complessivo di fr. 225'288.35 (doc. 10).

                                         

                               1.2.   In seguito
all’opposizione interposta dalla società, la Cassa ha modificato la propria
decisione, riducendo le proprie pretese a fr. 175'568.40 (doc. G4).

 

                               1.3.   Contro la
predetta decisione la società, rappresentata dallo RA 1, è tempestivamente
insorta, rilevando:

 

“(…)

 

2.   Ad eccezione
di posizioni di secondaria importanza descritte al punto 16, il presente
ricorso verte sostanzialmente sull'interpretazione errata della Cassa CO 1
circa le prestazioni professionali dei seguenti collaboratori liberi
professionisti del RI 1:

 

1. __________              1999/2000/2001               Fr.     103'905.--

2. __________              1999/2000/2001/2002      Fr.     256'000.--

3. __________              1999/2000/2001               Fr.     195'360.--

4. __________              1999/2000/2001/2002      Fr.     146'297.--

5. __________              2000/2001/2002               Fr.       40'096.--

6. __________              1999/2000                        Fr.         5'207.--

7. __________              1999/2000                        Fr.         7'311.--

8. __________              2000                                 Fr.         4'180.--

 

 

3.   La RI 1 gestisce
una casa di cura a __________. Trattandosi di una casa di cura specializzata,
la società si avvale della collaborazione di alcuni professionisti attivi nei
settori specifici di loro competenza. In tutti i casi oggetto del presente
ricorso, si tratta di professionisti che svolgono un'attività presso RI 1
nell'ambito della loro attività più generale di liberi professionisti
indipendenti.

 

4.   Si contesta
di conseguenza l'affermazione della Cassa CO 1 secondo cui i collaboratori
citati andrebbero considerati "dipendenti" di RI 1 in quanto
"non sopportano alcun rischio economico specifico analogo a quello di un
imprenditore e dipendono dal loro datore di lavoro nell'organizzazione del
lavoro". RI 1 contesta nel modo più assoluto di essere definita
"datore di lavoro" dei collaboratori citati al punto 2. Infatti, in
tutti i casi di cui al presente ricorso, si è confrontati con liberi
professionisti che dispongono di uno studio proprio e di un'organizzazione
aziendale indipendente. Inoltre, anche se non determinante per la definizione
della specifica attività presso RI 1, si ribadisce che ognuno dei
professionisti citati è iscritto alla Cassa CO 1 in qualità di indipendente,
per cui è soggetto al pagamento dei contributi __________ sulla base dell'iter
procedurale che prevede la notifica degli importi percepiti mediante
dichiarazione fiscale che, unitamente alla tassazione, dà luogo alla decisione
di fissazione dei contributi da parte della Cassa CO 1. L'esame di ogni singolo
caso oggetto del presente ricorso, descritto qui di seguito, confermerà senza
ombra di dubbio come ci si trovi di fronte ad un'attività indipendente.

 

 

Ai singoli casi:

 

5.   __________:
Le prestazioni del __________ hanno luogo nel suo studio privato in __________.
Le prestazioni del __________ avvengono su appuntamento e l'irregolarità delle
prestazioni svolte per conto di RI 1 dimostra chiaramente l'assunzione diretta
del rischio imprenditoriale. Inoltre non vi è assolutamente alcuna ingerenza di
RI 1 nell'organizzazione delle prestazioni svolte dal __________ che è libero
di gestire al meglio la sua attività. Non vi è quindi alcun dubbio che per RI 1,
anche ai fini dei contributi AVS/AI/IPG/AD lo statuto del __________ è quello
di indipendente. Inoltre l'accordo di collaborazione sottoscritto fra le parti
prevede chiaramente che "il collaboratore è considerato a tutti gli
effetti un libero professionista, cosicché sarà lui stesso a provvedere al
pagamento degli oneri sociali e fiscali previsti dalla legge". Il __________
ha dichiarato a RI 1 di aver provveduto direttamente alla notifica mediante
dichiarazione fiscale degli importi percepiti, secondo quanto previsto dalla
LAVS. (vedi allegato A).

 

6.   __________:
La __________ dispone di uno studio privato a __________, dove esercita
l'attività di medico e di medico scolastico. L'attività svolta per RI 1 è
assolutamente quella di un medico indipendente. La __________ provvede
direttamente ad organizzare il proprio lavoro, senza alcuna ingerenza di RI 1.
È inoltre evidente come il rischio aziendale sia a carico della __________,
disponendo la stessa di uno studio medico con relativi costi a suo carico. La __________
è iscritta alla Cassa CO 1 quale indipendente ed ha provveduto a dichiarare gli
importi percepiti da RI 1 mediante dichiarazione fiscale, secondo quanto
previsto dalla LAVS.

 

7.   __________:
Il signor __________ svolge per RI 1 un'attività di consulente. Anche in
questo caso non è prevista nessuna ingerenza da parte di RI 1
nell'organizzazione del lavoro. Inoltre, le prestazioni professionali vengono
svolte dal signor __________ nel suo studio privato, a comprova dell'assunzione
dell'organizzazione e del rischio aziendale. Anche il signor __________ è
iscritto come indipendente alla Cassa CO 1 e come tale ha dichiarato gli
importi ricevuti da RI 1 seguendo l'iter previsto dalla LAVS del prelievo dei
contributi sulla base della dichiarazione e della tassazione fiscale.

 

8.   __________:
Il signor __________ svolge l'attività di naturopata. Le sue prestazioni
sono svolte su appuntamento e retribuite secondo tariffario. Il signor __________
dispone di uno studio proprio di naturopatia e massoterapia e in tale contesto
sono inserite le prestazioni per le ospiti di RI 1. Il signor __________
dispone quindi di un'organizzazione propria ed è anch'egli soggetto ai rischi
aziendali di ogni imprenditore libero professionista. Inoltre, il suo contratto
di collaborazione prevede espressamente che "sarà lui stesso a
provvedere al pagamento degli oneri sociali ", cosa che peraltro ha
già fatto, tant'è che la Cassa CO 1 gli ha già notificato la decisione dei
contributi quale indipendente.

 

9.   __________:
Pure la __________ dispone di uno studio medico proprio a __________, con
relativi costi a suo carico, e le prestazioni alle ospiti di RI 1 sono da lei
svolte in modo irregolare e su appuntamento. È poi la __________ a stabilire le
necessità di intervento, senza alcuna intromissione di RI 1 nell'organizzazione
del suo lavoro. Non vi è quindi dubbio alcuno sul fatto che si tratti di
un'attività di tipo indipendente, soggetta al pagamento dei contributi
AVS/AI/IPG/AD secondo dichiarazione diretta dell'affiliata alla Cassa CO 1.

 

10.                                 __________:
Il __________ ha svolto la sua attività sulla base di un rapporto di libero
professionista. Le fatture allegate al presente ricorso dimostrano che
l'attività è stata di tipo irregolare, sulla base di esplicite richieste, e
fatturata a tempo e per

                                numero
di pazienti. Si tratta di consulenze professionali specifiche, che nulla
possono avere a che fare con un rapporto di dipendenza. Il __________ ha svolto
la sua attività in modo assolutamente indipendente e si è impegnato a
dichiarare gli importi percepiti alla Cassa CO 1. (vedi allegato B)

 

11. __________:
Le fatture allegate dimostrano senza ombra di dubbio che si tratta di
prestazioni mediche svolte dal __________ nel suo studio medico indipendente e
non possono assolutamente essere interpretate come una prestazione dipendente.
(vedi allegato C).

 

12.                                 __________:
Il __________ ha svolto la sua attività nella forma indipendente e su
appuntamento. Una diversa interpretazione delle sue prestazioni sarebbe errata,
disponendo lui stesso di uno studio medico e trattandosi di un onorario
percepito su fatturazione.

 

13.                                 Si
contesta integralmente l'affermazione della Cassa CO 1 secondo cui "dai
contratti stipulati con i vari medici sopraccitati appare evidente che gli
stessi non sopportano nessun rischio economico specifico analogo a quello di un
imprenditore e dipendono dal datore di lavoro nell'organizzazione del
lavoro". Per quanto concerne l'organizzazione del lavoro, è ampiamente
dimostrato come ogni collaboratore agisca in modo indipendente, proprio in
considerazione del fatto di disporre di uno studio proprio con relativi costi:
l'attività svolta per RI 1 è quindi inserita in un'organizzazione molto più
vasta dello studio privato, come una prestazione che viene fatturata a
qualsiasi altro cliente.

 

14.                                 Lo
stesso vale per il rischio imprenditoriale: si tratta, in tutti i casi citati,
di professionisti la cui attività svolta per RI 1 non rappresenta nel modo più
assoluto una prestazione dipendente, al riparo dai rischi imprenditoriali. Ogni
professionista, come è stato ampiamente descritto, dispone di un'organizzazione
propria, di uno studio medico proprio, nella maggior parte dei casi dispone di
dipendenti che curano l'organizzazione dell'attività indipendente. Errato è
quindi affermare che non vi è rischio economico da parte dei singoli
professionisti, senza che sia stata svolta, da parte della Cassa CO 1, verifica
alcuna in questo senso. Il fatto che i medici concordino la loro presenza con
la Direzione, è semmai la dimostrazione della loro indipendenza
nell'organizzazione dell'attività. Qualora vi fosse un rapporto di dipendenza,
non sarebbe necessario dover concordare la presenza: questa sarebbe stabilita
d'ufficio da RI 1. Ma così non è.

 

15.                                 Anche
se irrilevante ai fini del presente ricorso, si comunica che RI 1 rinuncia a
proseguire l'iter ricorsale nei casi __________. Pur riconfermando la loro
qualità di collaboratori indipendenti, si riconosce che una diversa
interpretazione ai fini del pagamento dei contributi AVS possa essere data.

 

16.                                 Si chiede inoltre la
rettifica delle seguenti riprese:

 

__________: l'importo mensile
ripreso di fr. 470.- concerne il rimborso delle spese vive sostenute dalla
dipendente per il trasporto delle ospiti dalla e per la casa di cura (vedi
conteggio allegato). Si tratta di un importo assolutamente conforme alle norme,
per cui si contesta la ripresa di totali fr. 14'570.- per il periodo 1999/2000/2001.
(vedi allegato D).

 

__________: l'importo di fr.
2'000.- ripreso nel 1999 corrisponde ad un acconto sullo stipendio di novembre,
già conteggiato (vedi scheda contabile). Pertanto se ne chiede lo stralcio.
(vedi allegato E).

 

__________: l'importo di fr.
39'350.- ripreso nel 2000 comprende fr. 4'250.­-- versati alla signora __________
quale rimborso spese per l'accompagnamento delle ospiti della casa di cura da e
per __________ (vedi allegati). Si chiede di conseguenza la correzione della
ripresa. (vedi allegato F).

 

__________: gli importi
versati nel 2000 per totali fr. 7800.-- ­sono il corrispettivo di prestazioni
svolte dal signor __________ all'estero, in periodi antecedenti l'ottenimento
del permesso di lavoro (vedi allegati). Se ne chiede di conseguenza lo
stralcio. (vedi allegato G).

 

17.                                 Inaccettabile
e contrario alla prassi è peraltro l'atteggiamento della Cassa CO 1 che,
malgrado espressamente richiesto da RI 1 in sede di opposizione, ha rinunciato
a convocare l'opponente con un laconico "ritenuto che gli argomenti
espressi in sede di opposizione siano sufficientemente chiari da permettere
l'evasione del caso senza ulteriori approfondimenti". Un ulteriore
incontro avrebbe sicuramente dato modo di chiarire molti punti oggetto del
presente ricorso.

 

18.                                 Considerato
come i citati collaboratori abbiano già dichiarato in sede di tassazione
fiscale gli importi percepiti, l'imposizione di tali redditi a carico di RI 1
rappresenterebbe una doppia imposizione, ciò che è contrario a ogni disposizione
di legge.

 

19.                                 Si
richiama l'intero incarto in possesso della Cassa CO 1, a comprova di quanto
asserito nel presente ricorso.

 

Per questi motivi,

 

richiamati i disposti della LAVS e di ogni altra legge applicabile

 

si chiede piaccia decidere:

 

1.   Il presente ricorso è accolto

§ di conseguenza è annullata la
richiesta di pagamento dei contributi sociali sugli importi versati ai
collaboratori indicati al punto 2,

 

§ di conseguenza sono rettificati gli
importi versati ai collaboratori indicati al punto 16.

 

2.   Si chiede di
essere sentiti per meglio chiarire le argomentazioni relative al presente
ricorso e/o per produrre documenti che saranno richiesti.

 

3.   Protestate spese e ripetibili." (Doc.
I)

 

                               1.4.   Con risposta
del 25 ottobre 2004 la Cassa di compensazione propone di respingere il ricorso
osservando:

 

" 
2.4.   In proposito, dagli accordi di
collaborazione (allegato 1, si 

chiede alla
controparte di produrre quello con il __________) con i vari medici
sopraccitati appare evidente che gli stessi non sopportano nessun rischio
economico specifico analogo a quello di un imprenditore e dipendono dal loro
datore di lavoro nell'organizzazione del lavoro (vedi marginale 1013 DSD).

 

In particolare, ai
medici sono state assegnate delle precise competenze per assicurare lo
svolgimento dell'attività della __________.

Per tale attività i
medici non incorrono in alcun rischio economico, dal momento che è il
Laboratorio a versar loro un'indennità regolare.

 

Inoltre, i medici
devono garantire una presenza, previamente concordata con la Direzione,
elemento che rileva anche una dipendenza dal punto di vista organizzativo dei
medici.

 

2.5.
  La Cassa tiene a sottolineare che le posizioni descritte al punto 16 del
ricorso 30 settembre 2004 non sono state contestate in sede di opposizioni.

 

2.6.
  La Cassa tiene pure a contestare le affermazioni della ricorrente contenute
al punto 17 del ricorso 30 settembre 2004. In effetti, la procedura di
revisione è stata eseguita conformemente a quanto impone la legge (LAVS OAVS e
le relative direttive), così come sono stati rispettati tutti i diritti
procedurali in sede di opposizione.

 

2.7.
  Per quanto riguarda, invece, le affermazioni contenute al punto 18, la Cassa
tiene a precisare che - nel caso codesto lodevole Tribunale confermasse la
decisione su opposizione 30 agosto 2004 - si dovrà procedere, conformemente
alle disposizione vigenti, alla restituzione di quanto pagato a torto dai vari
medici quali indipendenti (art. 16 cpv. 3 LAVS).

 

2.8.
  In conclusione, la Cassa, sulla base della STCA del 31 marzo 2004, inc.
30.2003.69, contesta la richiesta di spese e ripetibili." (Doc. V)

 

                               1.5.   Con scritto
del 2 novembre 2004 la Cassa ha affermato:

 

" 
Conformemente alla vostra comunicazione del 27
ottobre 2004, la Cassa tiene a ribadire che la procedura di revisione è stata
eseguita conformemente a quanto impone la legge (LAVS OAVS e le relative
direttive), così come sono stati rispettati tutti i diritti procedurali in sede
di opposizione, contrariamente a quanto vorrebbe far credere la ricorrente (cfr.
consid. 17, ricorso 30 settembre 2004).

 

Teniamo, infatti, a sottolineare che, in sede di
opposizione, la RI 1 aveva richiesto di essere sentita soltanto "per
meglio chiarire la fattispecie" (vedi opposizione del 5 agosto 2004,
già in possesso del TCA) e non per produrre nuove prove.

In concreto, l'insorgente intendeva unicamente
precisare, tramite un colloquio, le censure già sollevate in sede di
opposizione." (Doc. VII)

 

                               1.6.   Da parte sua
la ricorrente ha ribadito:

 

" 
Abbiamo preso atto della lettera del 2 novembre
2004 della Cassa CO 1 alla quale osserviamo quanto segue:

 

●  RI 1 non ha contestato le modalità
d'esecuzione della revisione.

 

●  Per quanto concerne invece i
diritti procedurali, si ribadisce che un'audizione avrebbe sicuramente giovato
a chiarire alcuni dei casi oggetto del ricorso. In effetti ci si sarebbe
aspettati, dopo la revisione, di essere convocati per una discussione, come
d'altro canto è prassi in occasione di revisioni fiscali o simili. A RI 1 è
invece stata notificata la decisione della Cassa, senza ulteriore possibilità
di discutere dei singoli casi in oggetto. RI 1 ha chiesto di "essere
sentita per meglio chiarire la fattispecie" in quanto dall'esposto della
Cassa CO 1 traspare in modo evidente come la materia lasci molto spazio
all'interpretazione sia del tipo di rapporto professionale, sia della funzione
di ogni singolo collaboratore. La richiesta di essere sentiti era quindi più
che giustificata poiché con un'audizione si sarebbero sicuramente potuti
chiarire alcuni fatti che la Cassa non ha assolutamente approfondito (ad
esempio il fatto che ad alcuni dei collaboratori in questione sono nel
frattempo state notificate le decisioni di fissazione dei contributi quali
indipendenti, per cui un'ulteriore imposizione rappresenterebbe, a non averne
dubbio, un doppio onere contributivo).

 

La mancata audizione va quindi interpretata come
una violazione del diritto del contribuente di essere sentito dall'autorità di
emanazione della decisione." (Doc. IX)

 

                               1.7.   Infine la
cassa ha rilevato:

 

" 
La Cassa, dopo aver preso conoscenza della
lettera della RA 1, si riconferma integralmente nella sua risposta di causa del
25 ottobre 2004 e nelle sue osservazioni del 2 novembre 2004, sottolineando in
particolare che soltanto per il signor __________ (anno 2001) e per il signor __________
(anno 2001) erano già state effettuate delle decisioni definitive di fissazione
dei contributi (vedi allegati), antecedenti il controllo di revisione.

A mente della Cassa una riconsiderazione si
imponeva, essendo le decisioni manifestamente errate (vedi accordi di
collaborazione, già prodotti al TCA).

Inoltre la Cassa tiene a ricordare che gli anni
1999 e 2000 cadono nel vuoto di tassazione ai fini AVS." (Doc. XI)

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Nella propria impugnativa la ricorrente contesta la
decisione su opposizione, oltre che per ragioni di merito, anche per motivi
d’ordine formale. In particolare l’insorgente osserva che “inaccettabile e
contrario alla prassi è peraltro l’atteggiamento della Cassa CO 1 che,
espressamente richiesto da RI 1 in sede di opposizione, ha rinunciato a
convocare l’opponente con un laconico “ritenuto che gli argomenti
espressi in sede di opposizione siano sufficientemente chiari da permettere
l’evasione del caso senza ulteriori approfondimenti”. Un ulteriore incontro
avrebbe sicuramente dato modo di chiarire molti punti oggetto del presente
ricorso.” (doc. I).

 

                                         In sede
di opposizione l’insorgente aveva rilevato che gli assicurati per i quali erano
state effettuate delle riprese sono affiliati quali “liberi professionisti”
ed hanno di conseguenza notificato i loro proventi alla Cassa di compensazione
per il pagamento dei contributi sociali. La ricorrente chiedeva inoltre “di
essere sentiti per meglio chiarire la fattispecie.” (doc. 11)

 

                                         Nella
decisione su opposizione l’amministrazione non ha preso posizione sulla
circostanza che gli assicurati avrebbero dichiarato il loro reddito alla
competente cassa nella loro qualità di indipendenti e che vi potrebbe essere
una doppia imposizione. 

                                         A
proposito della richiesta di essere sentito, la cassa ha invece affermato:

 

" 
2.7. In conclusione, la Cassa rinuncia a
convocare la spettabile RI 1, ritenuto che gli argomenti espressi in sede di
opposizione siano sufficientemente chiari da permettere l’evasione del caso senza
ulteriori approfondimenti." (doc. G4)

 

                               2.2.   Ai sensi
dell’art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto di essere sentite. Per
costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare
essere dedotto il diritto di esprimersi prima della resa di una decisione
sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti
suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione
dell’incarto, quello di partecipare all’assunzione delle prove, di prenderne conoscenza
e di determinarsi al riguardo (STFA dell’11 ottobre 2004 nella causa T., H
180/03; DTF 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 130 consid. 2a; cfr.
riguardo al previdente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica
anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid. 1a, 375 consid.
3b e sentenze ivi citate).

 

                                         Se però
gli accertamenti svolti d’ufficio permettono all’amministrazione o al giudice,
che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di giungere alla
convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza preponderante, e che
ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare questo apprezzamento, è
superfluo assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das
Verwaltungsverfhren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no.
111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr.
anche DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b,
119 V 344 consid. 3c e riferimenti). In tal caso non sussiste una violazione
del diritto di essere sentito conformemente all’art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001
IV no. 10 pag. 28 consid. 4b; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost.,
la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 124 V 94 consid.
4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

 

                                         Il
diritto di essere sentito comprende pure il diritto di ottenere una decisione
motivata, il che impone all’autorità di pronunciarsi nei considerandi sulle allegazioni
delle parti, riferendosi agli argomenti da esse addotti. Con siffatto obbligo
si vuole evitare che l’autorità, nell’esercizio dei suoi poteri decisionali, si
lasci guidare da ragioni non pertinenti e, d’altro canto, si intende mettere il
cittadino nella posizione di farsi una chiara idea della portata della
decisione che lo riguarda per poterla, se del caso, impugnare. A tale fine,
ogni atto decisionale deve menzionare, anche se brevemente, le considerazioni
che ne hanno determinato il convincimento, ritenuto comunque che l’autorità non
è tenuta a prendere esplicitamente posizione su ogni allegazione di fatto o di
diritto, ma può limitarsi ai punti essenziali e all’esame delle argomentazioni
di parte atte a influire sul giudizio (DTF 121 III 331 consid. 3b; Albertini, Der verfassungsmässige Anspruch auf rechtliches Gehör
im Verwaltungsverfahren des modernen Staates, Berna 2000, p. 368 segg. con numerosi
rinvii).

 

                               2.3.   L'art. 42 LPGA prevede che le parti hanno il diritto di
essere sentite. Non devono obbligatoriamente essere sentite prima di decisioni
impugnabili mediante opposizione.

 

                                         A tale
proposito in una sentenza del 23 giugno 2003 nella causa S. (C 49/03) l'Alta
Corte ha rilevato che:

 

" 
Die Sache geht daher an die Arbeitslosenkasse
zurück, damit sie nach Erfüllung des Gehörsanspruchs erneut über eine
allfällige Einstellung in der Anspruchsberechtigung wegen selbstverschuldeter
Arbeitslosigkeit befinde. In diesem Rahmen kommt nunmehr Art. 42 Satz 2 ATSG
zur Anwendung, wonach die Gewährung des rechtlichen Gehörs ins
Einspracheverfahren verschoben ist (Kieser, a.a.O. Art. 42 Rz. 24)."

 

                                         In una sentenza del 22 dicembre 2003 nella causa J. (H 272/03) il
TFA, al consid. 3.3., si è così espresso:

 

" 
(…) Selon un principe général de la procédure
administrative, l'autorité n'est pas tenue d'entendre les parties avant de
prendre une décision susceptible d'être frappée d'opposition (art. 30 al. 2
let. b PA). Ce principe est aujourd'hui spécifiquement consacré, en matière
d'assurances sociales, à l'art. 42 2ème phrase LPGA."

 

                                         Il
diritto di essere sentito deve dunque essere garantito soprattutto durante la
procedura di opposizione.

 

                               2.4.   In una
sentenza del 19 novembre 2004 nella causa C. (I 664/03) l'Alta Corte ha avuto
modo di sviluppare le seguenti considerazioni a proposito della procedura di
opposizione:

 

" 
(...)

2.2  L'opposition est un moyen de droit permettant
au destinataire d'une décision d'en obtenir le réexamen par l'autorité, avant
qu'un juge ne soit éventuellement saisi (cf. ATF 125 V 121 consid. 2a et les
références). Elle assure la participation de l'assuré au processus de décision
et poursuit notamment un but d'économie de procédure et de décharge des
tribunaux, dans les domaines du droit administratif où des décisions
particulièrement nombreuses sont rendues (Ueli Kieser, ATSG-Kommentar: Kommentar
zum Bundesgesetz über den Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts vom 6.
Oktober 2000, Zurich 2003, n. 2 ss ad art. 52, avec les références; Pierre  Moor,
Droit administratif, vol. II: Les actes administratifs et leur  contrôle, 2ème
édition, Berne 2002, p. 533 n° 5.3.2.2; Grisel, Traité de droit administratif,
vol. II, p. 939). Dans ce cadre, la procédure  d'opposition ne revêt de
véritable intérêt que si l'opposant doit exposer les motifs de son désaccord
avec la décision le concernant (voir cependant Kieser, op. cit., n. 13 ad art.
52); à défaut, on courrait le risque de faire de l'opposition une simple
formalité avant le dépôt d'un recours en justice, sans qu'assuré et autorité
aient véritablement examiné sur quoi portent leurs divergences. Les exigences
formelles posées par l'art. 10 al. 1 OPGA concrétisent, par ailleurs,
l'obligation de l'assuré de collaborer à l'exécution des différentes lois d'assurances
sociales (art. 28 al. 1 et 43 al. 3 LPGA; Marco Reichmuth, ATSG - [erste] Erfahrungen
in der IV, in:  Schaffhauser/Kieser (édit.), Praktische Anwendungsfragen des
ATSG, St-Gall 2004, p. 44), et correspondent largement à celles posées par la
jurisprudence antérieure à la LPGA pour la procédure d'opposition prévue dans
certaines branches d'assurance-sociale (ATF 123 V 130 consid. 3 et les
références; voir également, en matière d'assurance-accidents, l'art. 130 al. 1
OLAA, dans sa teneur en vigueur jusqu'au 31 décembre 2002).

 

2.3  La procédure d'opposition porte sur les
rapports juridiques qui, d'une part, font l'objet de la décision initiale de
l'autorité et à propos  desquels, d'autre part, l'opposant manifeste son
désaccord, implicitement ou explicitement (cf. ATF 119 V 350 consid. 1b et les
références; voir également l'arrêt D. du 8 octobre 2003 [U 152/01] consid. 3).
Si la décision initiale ne porte que sur un seul rapport juridique - par
exemple, le droit de l'assuré à une rente d'invalidité -, celui-ci constitue
également l'objet de la procédure d'opposition. L'autorité valablement saisie
d'une opposition devra donc se prononcer une seconde fois sur tous les aspects
de ce rapport  juridique, quand bien même la motivation de la nouvelle décision
portera principalement sur les points critiqués par l'opposant. En cas de
recours ultérieur à un juge, ce rapport juridique constituera également l'objet
du litige dont il a à connaître (cf. ATF 125 V 415 ss consid. 2; pour la procédure d'opposition : Meyer-Blaser, Streitgegenstand
im Streit - Erläuterungen zu BGE 125 V 413, in: Schaffhauser/Schlauri (édit.),
Aktuelle Rechtsfragen der Sozialversicherungspraxis, St-Gall 2001, p. 19)."

 

                                         In
un'altra sentenza del 25 novembre 2004 nella causa M., G. e E., H 53/04, l'Alta
Corte ha riaffermato il principio secondo cui, salvo le eccezioni
esplicitamente previste dalla legge, il TCA può entrare nel merito del ricorso
solo in presenza di una decisione su opposizione. In questa sentenza, nella
quale ha pure fornito nuove importanti indicazioni sulla procedura di
opposizione, il TFA si è così espresso: 

 

"  (...)

1.1.3  Im Unterschied zur Rechtslage vor
In-Kraft-Treten des ATSG sind somit Verfügungen über Renten der AHV nicht mehr
direkt mit Beschwerde an die zuständige kantonale oder Eidgenössische
Rekursbehörde weiterziehbar (vgl. alt Art. 84 ff. AHVG). Vielmehr haben die
Versicherten ihre Rechte durch Einsprache bei der verfügenden Ausgleichskasse
geltend zu machen. Das  Einspracheverfahren ist zwingend (Kieser a.a.O. S. 524 Rz
17 zu Art. 52).

Davon kann lediglich in den vom Gesetz selber
ausdrücklich normierten Fällen abgesehen werden (in diesem Sinne auch Bericht
«Parlamentarische Initiative Sozialversicherungsrecht» der Kommission des
Nationalrates für soziale Sicherheit und Gesundheit vom 26. März 1999 [BBl 1999
4611]). Der Einspracheentscheid, nicht aber die Verfügung, bildet denn auch Anfechtungsgegenstand
des erstinstanzlichen Beschwerdeverfahrens (RKUV 1991 Nr. U 120 S. 94 Erw. 6
mit Hinweisen zu alt Art. 105 Abs. 1 UVG; vgl. auch BGE 116 V 248 Erw. 1a).

(...)

 

Das kantonale Gericht hat diese Argumentation zu
Recht als nicht stichhaltig bezeichnet. Das Einspracheverfahren hat, wie
dargelegt,  zwingend dem verwaltungsgerichtlichen Beschwerdeverfahren
voranzugehen. Abgesehen davon, selbst wenn das Schreiben vom 24. Oktober 2002
als Verfügung zu betrachten wäre, erfolgte die am 13. Dezember 2002 dagegen
eingereichte Einsprache offensichtlich nicht innerhalb der 30-tägigen Frist und
wäre somit verspätet.

 

1.3  Die Vorinstanz ist trotz fehlender
Sachurteilszuständigkeit auf die  Beschwerde gegen die Verfügung vom 4. Februar
2003 eingetreten und hat die umstrittene Anwendung des Art. 35 Abs. 2 AHVG
(keine Plafonierung der Renten von Ehepaaren, deren gemeinsamer Haushalt
richterlich aufgehoben wurde) materiell geprüft. Neben den hauptsächlich
prozessökonomischen Gründen führt das kantonale Gericht ins Feld, das Vorgehen
der Beschwerdeführer könne als  nachträglicher Verzicht auf ihr Parteirecht zur
Einsprache gedeutet werden.

Zudem habe die Ausgleichskasse durch ihr
Schweigen zur Frage des Eintretens sowie mit ihrem materiellrechtlichen Antrag
auf Abweisung des Rechtsmittels in der Vernehmlassung kundgetan, dass sie in
einem Einspracheentscheid nicht anders entschieden hätte als in der Verfügung
vom 4. Februar 2003. Im Übrigen stelle es eine Zufälligkeit dar, dass die
Verwaltung «erst» am 4. Februar 2003 der im Schreiben vom 13. Dezember 2002
geäusserten Bitte um Erlass einer anfechtbaren Verfügung entsprochen habe.
Hätte sie dies noch im alten Jahr getan, wäre die Verfahrensordnung des ATSG
gar nicht anwendbar geworden.

 

1.3.1  Diese Argumentation verkennt Sinn und
Zweck des Einspracheverfahrens.

Durch das dem Verwaltungsjustizverfahren vorgelagerte
Rechtsmittel der Einsprache (BGE 117 V 409 unten) erhält die verfügende Stelle
die Möglichkeit, die angefochtene Verfügung nochmals zu überprüfen und über die
bestrittenen Punkte zu entscheiden, bevor das Gericht angerufen wird. Das
Einspracheverfahren stellt nicht bloss eine Wiederholung des Verfügungsverfahrens
dar. Vielmehr hat die verfügende Behörde gegebenenfalls weitere Abklärungen
vorzunehmen und auf Grund des vervollständigten Sachverhalts die eigenen
Anordnungen zu überprüfen (BGE 125 V 190 f. Erw. 1b  und c mit Hinweisen;
RKUV 1998 Nr. U 309 S. 460 Erw. 4a; Kieser a.a.O. S. 518 f.). Dabei ist es nach
Massgabe der Organisation der Verwaltung allenfalls erforderlich und im Übrigen
auch sinnvoll, die Einsprache durch eine andere als die im Verfügungsverfahren
zuständig gewesene Person oder Einheit behandeln zu lassen (BGE 125 V 191 Erw.
1b, 118 V 187 oben; Andreas Freivogel, Zu den Verfahrensbestimmungen des ATSG,
in: Bundesgesetz über den  Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts
(ATSG) [Band 15 der  Schriftenreihe des IRP-HSG, St. Gallen 2003 (René Schaffhauser/Ueli
Kieser [Hrsg.])] S. 109). Eine solche verwaltungsinterne Aufteilung der Entscheidungskompetenz
kennen seit jeher die Schweizerische Unfallversicherungsanstalt (SUVA) und das
Bundesamt für Militärversicherung (BAMV; vgl. Bericht «Parlamentarische Initiative
Sozialversicherungsrecht» der Kommission des Nationalrates für soziale
Sicherheit und Gesundheit vom 26. März 1999 [BBl 1999 4523] S. 4613 unten sowie
Botschaft vom 27. Juni 1990 zum Bundesgesetz über die Militärversicherung [BBl
1990 III 201] S. 255). In diesem Zusammenhang ist zu beachten, dass auch im
Einspracheverfahren Anspruch auf rechtliches Gehör besteht (BGE 125 V 338
Erw. 4c und RKUV 1999 Nr. U 328 S. 113; vgl. auch BGE 122 II 286 Erw. 6a). Im
Einspracheentscheid hat somit eine Auseinandersetzung mit den Vorbringen des
Einsprechers oder

der Einsprecherin zu erfolgen. Die Begründung
darf sich insbesondere nicht in einer wörtlichen Wiederholung des bereits in
der Verfügung Gesagten erschöpfen (vgl. BGE 124 V
182 f. Erw. 2; Kieser a.a.O. S. 525 Rz 21 zu Art. 52; ferner Freivogel a.a.O.
S. 108 f.) Das zum Verwaltungsverfahren zählende, Elemente der streitigen
Verwaltungsrechtspflege aufweisende Rechtsmittel der Einsprache soll letztlich
der Entlastung der Gerichte dienen (BGE 125 V 191 Erw. 1c und RKUV 1998 Nr.
U 309 S. 459 unten; Freivogel a. a.O. S. 108

unten).

 

1.3.2  Das Eintreten auf die Beschwerde gegen die
Verfügung vom 4. Februar 2003 widerspricht offensichtlich Sinn und Zweck des Einspracheverfahrens.

Gerade die von der Vorinstanz in erster Linie ins
Feld geführten

prozessökonomischen Gründe sprachen zwingend für
eine Überweisung der Sache an die Ausgleichskasse zur Behandlung als
Einsprache. Entgegen dem kantonalen Gericht besteht nicht ein im Belieben der
Parteien stehendes verzichtbares Recht zur Einsprache. Die Rechtsuchenden haben
nicht die Wahl zwischen verschiedenen Verfahren, um ihre Ansprüche geltend zu
machen und durchzusetzen. Sie haben den Weg zu beschreiten, den das Gesetz
vorschreibt (BGE 130 V 226 Erw. 7.2.1). Dass die Überweisung der Sache an die Ausgleichskasse
zur Behandlung als Einsprache nicht überspitzt formalistisch gewesen wäre,
räumt auch die Vorinstanz selber ein. Wollte im Übrigen die Ausgleichskasse die
Anwendung der alten Verfahrensordnung mit der Möglichkeit der direkten
Anfechtung, hätte sie unzweifelhaft die Verfügung noch vor Ende

2002 erlassen. Das hat sie indessen nicht getan.
Daraus irgendwelche Schlüsse in Bezug auf die Eintretensfrage zu ziehen,
verbietet sich daher.

 

1.4  Nach dem Gesagten hätte somit das kantonale
Gericht mangels eines Anfechtungsgegenstandes nicht auf die Beschwerde gegen
die Verfügung vom 4. Februar 2003 eintreten und die materiell streitige
Neufestsetzung derAltersrenten ohne Plafonierung entscheiden dürfen (BGE 125 V
414 Erw. 1a).

Vielmehr hätte sie die Eingabe vom 4. März 2003
an die Ausgleichskasse zur Behandlung als Einsprache überweisen müssen. Mit
dieser Feststellung ist der angefochtene Entscheid aufzuheben (BGE 127 V 88
Erw. 4). (...)" (sottolineature del redattore)

                                         Nella sentenza appena
riprodotta l'Alta Corte ha così di fatto ratificato anche la costante
giurisprudenza del TCA, secondo cui deve esistere una separazione personale e
gerarchica tra chi emette la decisione e chi emana la decisione su opposizione
(cfr. al riguardo: D. Cattaneo, Assicurazioni sociali: alcuni temi d'attualità"
in RtiD I-2004 pag. 215 seg. (219) e D. Cattaneo, “La
contribution du Tribunal des assurances du Canton du Tessin (Ticino) à la
jurisprudence suisse en matière de sécurité sociale”, in Cahiers genevois et
romands de sécurité sociale, n. 7, pag. 27).

 

                               2.5.   Nel caso
di specie l’amministrazione, con la decisione su opposizione, ha respinto le
censure sollevate dalla ricorrente in merito all’affiliazione quali dipendenti
della società dei medici e delle infermiere che svolgono un’attività per
l’insorgente, affermando:

 

"  In
proposito, dai contratti stipulati con i vari medici ed infermiere sopraccitati
appare evidente che gli stessi non sopportano nessun rischio economico
specifico analogo a quello di un imprenditore e dipendono dal loro datore di
lavoro nell’organizzazione del lavoro (vedi marginale 1013 DSD).

 

In particolare, ai medici e alle infermiere sono state assegnate
delle precise competenze per assicurare lo svolgimento dell’attività della __________.

Per tale attività i medici e le infermiere non incorrono in alcun
rischio economico, dal momento che è il Laboratorio a versar loro un’indennità
regolare.

 

Inoltre, i medici e le infermiere devono garantire una presenza,
previamente concordata con la Direzione, elemento che rileva anche una
dipendenza dal punto di vista organizzativo dei medici e delle
infermiere." (doc. G4)

 

                                         Nulla viene detto a
proposito della circostanza che i medici e le infermiere sarebbero già affiliati
quale indipendenti e avrebbero già pagato i contributi sociali. Per quanto
concerne la richiesta di essere sentito, l’amministrazione si è limitata ad
indicare che gli argomenti espressi dall’insorgente sono sufficientemente
chiari da permettere l’evasione dell’opposizione senza ulteriori
approfondimenti.

 

                                         In concreto, a prescindere
dalla circostanza che la Cassa non ha dato seguito alla formale richiesta
dell’insorgente di essere sentita (cfr. art. 42 LPGA), l’amministrazione, non
effettuando gli accertamenti necessari e non prendendo posizione sulla
circostanza che gli assicurati avrebbero pagato i contributi nella loro qualità
di indipendenti, ha violato gli art. 43 cpv. 1 LPGA e 49 cpv. 3 LPGA. Il primo
disposto prevede che l’assicuratore esamina le domande, intraprende
d’ufficio i necessari accertamenti e raccoglie le informazioni di cui ha
bisogno. Per l’art. 49 cpv. 3 seconda frase LPGA le decisioni devono essere
motivate se non corrispondono interamente alle richieste delle parti.

 

                                         Nel caso di specie, il TCA
ricorda innanzitutto che se alcuni assicurati avessero effettivamente ricevuto
una decisione di fissazione dei contributi quali indipendenti calcolati sulla
base dei salari ripresi in sede di revisione prima dell’emanazione della
decisione della Cassa, quest’ultima nel loro caso potrebbe effettuare la
ripresa solo se vi fossero gli estremi di una revisione o di un riesame della
prima decisione. 

 

                                         Infatti il
TFA ha stabilito che il cambiamento dello statuto contributivo nei casi in cui
i contributi assicurativi in lite siano stati oggetto di decisione formalmente
cresciuta in giudicato è possibile solo quando siano dati i presupposti del
riesame o della revisione processuale. 

                                         Se non si
tratta di un cambiamento dello statuto con effetto retroattivo, ma con effetto
per il futuro, la questione dello statuto viene di principio esaminata
liberamente come per la prima volta, con il dovuto riserbo nei casi limite. 

                                         Se la
questione del cambiamento dello statuto concerne sia rimunerazioni dalle quali
sono già stati prelevati contributi assicurativi, sia rimunerazioni non ancora
oggetto di decisione, deve essere esaminato, per la parte già considerata del
provvedimento formalmente cresciuto in giudicato, se sono dati i presupposti
del riesame o della revisione processuale, mentre lo statuto contributivo per
le rimanenti rimunerazioni, non ancora contemplate da decisione, è apprezzato
liberamente (DTF 121 V 1; cfr. anche Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des articles
1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), n.
121 seg. ad art. 5 , pag. 183 seg., in particolare n. 127 pag. 185).

 

                                         Va
inoltre ricordato che in DTF 104 V 126 il TFA ha rilevato che:

 

" 
Dans l'intérêt de la sécurité du droit, il faut
toutefois prendre garde à

ce que les caisses de compensation ne puissent
revenir sur une décision entrée en force portant sur des cotisations que
lorsque cette décision se révèle comme sans nul doute erronée et que de plus un
montant appréciable est en jeu; il faut alors tenir compte du fait que les
années de calculs pour les cotisations paritaires ne coincident en général pas
avec celles relatives aux cotisations personnelles."

 

                                         In una sentenza del 6 aprile 2001, pubblicata in Pratique VSI 2001
pag. 178 il TFA ha precisato:

 

" 
1. La question litigieuse est de savoir si la
rémunération (honoraires, frais) perçue pour l'activité au Centre de formation
A. de 1994 à 1997 constitue le revenu d'une activité lucrative dépendante ou
indépendante. Il s'agit de relever que, pendant la période considérée, le recourant
était affilié à une autre caisse de compensation en qualité de personne de
condition indépendante et qu'il avait versé des cotisations personnelles sur la
base des revenus qu'il avait réalisés de 1991 à 1994 et du capital propre
engagé dans l'entreprise (voir art. 22 ss. RAVS dans leur teneur en vigueur
jusqu'au 31 décembre 2000, applicable en l'espèce). Cela signifie, comme l'a
admis à juste titre l'instance inférieure, que, si l'on retient qu'il
s'agissait d'une activité lucrative dépendante, se pose la question de
l'admissibilité d'un changement rétroactif du statut de cotisant concernant
l'année 1994, question qui doit être examinée sous l'angle de la
reconsidération (voir ATF 122 V 173 = VSI 1996 p. 256 consid. 4a et b, ATF 121
V 1 = VSI 1995 p. 147). La rémunération correspondante a été prise en
considération dans le calcul des cotisations personnelles pour 1996/97 et
compte ainsi comme revenu d'une activité indépendante. Il en va autrement pour
les années 1995 à 1997. Lorsque la décision du 23 octobre 1998 ordonnant le
paiement de cotisations arriérées a été rendue, la nature juridique de la
rémunération touchée pendant ces années de cotisation n'avait pas encore été
établie et, dans cette mesure, le statut de personne de condition indépendante
n'avait pas été fixé de manière définitive par la décision du 30 juin 1998 sur
les cotisations personnelles pour 1996/97. Le système de calcul des cotisations
sur la base de revenus antérieurs (voir ancien art. 22 RAVS) a pour conséquence
que l'on examine en règle générale seulement plus tard si les revenus courants
de la période de cotisation sont ceux d'une activité lucrative indépendante. Si
le résultat de cet examen - qui s'effectue librement, en particulier,
indépendamment de la qualification retenue par les autorités fiscales - est
négatif, il faut alors considérer qu'il y a activité dépendante ou que l'assuré
est sans activité lucrative (ATF 121 V 83 = VSI 1996 p. 95 consid. 2c, ATF 102
V 30 = RCC 1976 p. 274 consid. 3b, et les références données dans ces deux
arrêts). En cas de nouvelles estimation dans le cadre d'un calcul des
cotisations sur la base des revenus actuels (voir ancien art. 25 al. 1 et 3
RAVS) ou en cas de cessation de l'activité lucrative indépendante pour
entreprendre une activité dépendante, il y a logiquement une brèche de calcul,
ce qui ne change cependant rien au fait que le statut de cotisant de personne
de condition indépendante fixé dans une décision sur les cotisations
personnelles n'est pas définitif dans le sens exposé."

 

                                         Va
infine rammentato che il TFA in una sentenza del 22 dicembre 2004 nella causa
S., C 116/04 ha ricordato:

 

" 
2.2 Im sozialversicherungsrechtlichen
Verwaltungs- und Verwaltungsgerichtsbeschwerdeverfahren gilt der
Untersuchungsgrundsatz. Danach haben Versicherungsträger und
Sozialversicherungsgericht von sich aus und ohne Bindung an die Parteibegehren
für die richtige und vollständige Feststellung des rechtserheblichen
Sachverhaltes zu sorgen (Art. 43. Abs.1, 61 lit. c ATSG; BGE 125 V 195 Erw. 2,
122 V 158 Erw. 1a mit Hinweisen). Sie erheben die hiefür notwendigen Beweise;
in der Beweiswürdigung sind sie frei (BGE 125 V 352 Erw. 3a, 122 V 160 Erw.
1c). Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat wiederholt festgehalten,
dass das kantonale Gericht, das den Sachverhalt als ungenügend abgeklärt
erachtet, im Prinzip die Wahl hat, die Sache zu weitern Beweiserhebungen an die
Verwaltung zurückzuweisen

 oder selber die nötigen Instruktionen
vorzunehmen (ARV 2001 Nr. 22 S. 170, RKUV 1993 Nr.
U 170 S. 136 mit Hinweisen). Bei festgestellter Abklärungsbedürftigkeit
verletzt die Rückweisung der Sache an die Verwaltung als solche weder den
Untersuchungsgrundsatz noch das Gebot eines einfachen und raschen Verfahrens
(Art. 108 Abs. 1 lit. a UVG). Anders verhält es sich nur dann, wenn die
Rückweisung an die Verwaltung einer Verweigerung des gerichtlichen
Rechtsschutzes gleichkommt (beispielsweise dann, wenn auf Grund besonderer
Gegebenheiten nur ein Gerichtsgutachten oder andere gerichtliche
Beweismassnahmen geeignet wären, zur Abklärung des Sachverhalts beizutragen
oder wenn die Rückweisung nach den Umständen als unverhältnismässig bezeichnet
werden müsste (RKUV 1993 Nr. U 170 S. 136, 1989 Nr. K 809 S. 207).

 

2.3 Weiter ist es grundsätzlich Sache der
Verwaltung, den Nachweis dafür zu erbringen, dass ein gesetzlicher
Einstellungsgrund gegeben ist (ARV 1992 Nr. 9 S. 113/114). Der
Untersuchungsgrundsatz schliesst hingegen eine Beweisführungslast
begriffsnotwendig aus. Im Sozialversicherungsprozess tragen die Parteien in der
Regel eine Beweislast nur insofern, als im Falle der Beweislosigkeit der
Entscheid zuungunsten jener Partei ausfällt, die aus dem unbewiesen gebliebenen
Sachverhalt Rechte ableiten wollte. Diese Beweisregel greift allerdings erst
Platz, wenn es sich als unmöglich erweist, im Rahmen des
Untersuchungsgrundsatzes aufgrund einer Beweiswürdigung einen Sachverhalt zu
ermitteln, der zumindest die Wahrscheinlichkeit für sich hat, der Wirklichkeit
zu entsprechen (BGE 117 V 264 Erw. 3b mit Hinweisen). Im Streit um Einstellungsverfügungen
der Arbeitslosenversicherung darf sich das Sozialversicherungsgericht daher
nicht mit der Feststellung begnügen, der geltend gemachte Einstellungsgrund sei
unbewiesen geblieben, solange Aussicht besteht, den rechtserheblichen
Sachverhalt näher festzustellen. Erst wenn es bei unbewiesenem
Einstellungsgrund nach den gesamten Umständen als ausgeschlossen erscheint, den
Sachverhalt nachträglich noch zuverlässig abzuklären, darf es die gegen die
Einstellungsverfügung erhobene Beschwerde ohne Weiterungen gutheissen (vgl. ARV
1992 Nr. 9 S. 113 unten, unveröffentlichtes Urteil T. vom 25. Juni 1996, C
197/95). Die Vorinstanz wäre nach dem Gesagten verpflichtet gewesen, die Sache
- unter Wahrung der Mitwirkungsrechte des Beschwerdegegners - zur weiteren
Sachverhaltsermittlung und erneuten Verfügung an die Verwaltung zurückzuweisen,
da sie den Sachverhalt als mangelhaft abgeklärt erachtete und überdies die
Ansicht vertrat, der Gleichbehandlungsgrundsatz der Parteien sei verletzt
worden." (sottolineature del redattore)

 

                               2.6.   In una
sentenza del 30 novembre 2004, nella causa I., inc. 30.2004.34, il TCA ha già
indicato che l'esame dei presupposti per una revisione, rispettivamente un riesame
delle eventuali decisioni, deve essere effettuato direttamente dalla Cassa.
L'amministrazione, in presenza di decisioni sui redditi ripresi in sede
d’ispezione, nella decisione formale e in quella su opposizione, deve poi precisare
per quale motivo gli estremi per una revisione o un riesame sono dati oppure
no, indicando anche quale decisione, se del caso, deve essere oggetto di
revisione o riesame e in che misura.

                                         In
concreto la Cassa nelle proprie decisioni non ha speso una parola in merito a
questa circostanza, violando il diritto di essere sentito. Infatti, se è vero
che l’amministrazione non è obbligata a prendere posizione su tutti gli
argomenti sollevati dall’opponente, affinché possa però trascurarli occorre tuttavia
che essi siano effettivamente superflui per la motivazione della decisione (cfr.
anche STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R., H 220/00). 

                                         Come rileva Kieser, in ATSG Kommentar, Basilea Zurigo Ginevra 2003,
a pag. 421, n. 5 “dem Gehörsanspruch wird nicht Genüge getan, wenn der
Versicherungsträgers die Stellungnahme der Partei lediglich <<pro
forma>> zur Kenntnis nimmt. Vielmehr ist er verpflichtet, sich mit dem
entsprechenden Vorbringen der Partei inhaltlich auseinanderzusetzen, was etwa
ausschliesst, dass der Versicherungsträgers stillschweigend über Einwendungen
hinweggeht (vgl. SVR 1994 IV Nr. 10) oder die etwa in einem Vorbescheidsverfahren
bereits gemachten Ausführungen im nachfolgenden Entscheid bloss wiederholt
(vgl. SVR 1999 IV Nr. 29). Vielmehr hat er die Gründe anzugeben, weshalb er
allfälligen Einwänden der Partei nicht folgt oder diese nicht berücksichtigt
(vgl. BGE 124 V 183); ein im Rahmen der Wahrnehmung des Gehörsanspruchs
gestelltes Fristerstreckungsgesuch ist selbstverständlich zu beachten (vgl. SVR
1995 IV Nr. 59).“ 

 

                                         Solo
in sede di osservazioni innanzi al TCA, con scritto 27 dicembre 2004, la Cassa
ha rilevato che due assicurati avevano già ottenuto delle decisioni di
fissazione dei contributi prima della decisione dell’amministrazione, ma che
comunque una riconsiderazione si imponeva, essendo le decisioni manifestamente
errate ed aggiungendo che gli anni 1999 e 2000 cadono nel vuoto di tassazione (cfr.
doc. XI). Il TCA ritiene che queste affermazioni, che comunque andrebbero
maggiormente motivate, dovevano semmai figurare nelle precedenti decisioni, al
fine di permettere all’insorgente, se lo riteneva opportuno, di contestarle e
portare eventuali prove a suo favore.

 

                                         Inoltre nelle
osservazioni del 27 dicembre 2004 l’amministrazione, oltre a non indicare per
quale motivo le decisioni sarebbero manifestamente errate, si è limitata a
produrre un estratto informatico, relativo peraltro ad uno solo degli
assicurati per i quali vi sarebbero decisioni definitive.

                                         Ora, in
ambito di assicurazione contro le malattie, il TFA ha rilevato che la
produzione di semplici liste non è sufficiente per comprovare l’avvenuto
pagamento di prestazioni assicurative, poiché non si può escludere a priori che
vi siano degli errori nella trascrizione dei dati (sentenza del 23 giugno 2003
nella causa I., inc. K 99/02, pubblicata in RAMI 2003 pag. 227): 

 

" 
4.2.1 Die SWICA hat den Beschwerdeführer für
nicht beglichene

Kostenbeteiligungen im Umfang von Fr. 3592.20
(Fr. 3418.35 und Fr. 173.85) betrieben. In den gesamten Akten lässt sich jedoch
zu keiner Betreibung bezüglich der in den Zahlungsbefehlen geltend gemachten
Forderungsgründe die entsprechenden Belege (beispielsweise Kopien der
Originalrechnungen) finden.

Gerade vor dem Hintergrund, dass der
Krankenversicherer in seinen Verfügungen und Einspracheentscheiden betreffend
ausstehender Prämien und Kostenbeteiligungen nicht bloss einen
sozialversicherungsrechtlichen Sachentscheid über die Verpflichtung der
versicherten Person zu einer Geldzahlung fällt, sondern gleichzeitig auch als
Rechtsöffnungsinstanz über die Aufhebung des Rechtsvorschlags zu befinden - und
somit die direkte Fortsetzung der Betreibung ohne Durchlaufen des Rechtsöffnungsverfahrens
nach Art. 80 SchKG zu bewirken - vermag (BGE 119 V 331 f. Erw. 2b mit
Hinweisen; vgl. auch Erw. 2.1 in fine hievor), ist das
Sozialversicherungsgericht verpflichtet, im Rechtsmittelverfahren eine
umfassende Kontrolle der geforderten Kostenbeteiligungen vorzunehmen. Weder die
blosse Auflistung der Kostenbeteiligungen, wie sie den Akten unter Angabe des Faktura-Datums
und der Faktura-Nummer zu entnehmen ist, noch die auf Aufforderung der
Vorinstanz durch die SWICA in der Beilage zu ihrem Schreiben vom 30. Juli 2002
eingereichte Zusammenstellung von Leistungsabrechnungen der Familienmitglieder
genügt dazu. So wäre es trotz des auf den Leistungsabrechnungen enthaltenen Hinweises
auf den jeweiligen Leistungsbringer und Behandlungszeitraum ohne weiteres
möglich, dass von einzelnen Rechnungen falsche Zahlen übertragen worden sind
oder dass für Leistungen eine Kostenbeteiligung vorgesehen wurde, obwohl eine
derartige Pflicht möglicherweise gar nicht bestand (vgl. zur Kostenbeteiligung
des Versicherten auch Eugster, a.a.O., S. 186 ff. Rz 342 ff.). Die
aktenkundigen Leistungsabrechnungen sind jedenfalls für sich alleine nicht
geeignet, im Verwaltungsverfahren nach Art. 79 Abs. 1 SchKG auf dem Gebiete des
Sozialversicherungsrechts einen rechtsgenüglichen Beweis für Bestand und Umfang
der in Betreibung gesetzten Forderungen zu erbringen, damit gestützt darauf die
definitive Rechtsöffnung erteilt werden könnte."

 

                                         In
concreto la Cassa avrebbe semmai dovuto produrre le decisioni definitive di
fissazione dei contributi.

 

                                         In conclusione ed indipendentemente dalle censure di merito sollevate dalla società, poiché la Cassa non ha sentito la ricorrente malgrado una
richiesta in tal senso, non ha effettuato, in sede di opposizione, gli
accertamenti atti a stabilire se gli assicurati erano affiliati quali
indipendenti e avevano già pagato in tale qualità i loro contributi ed infine
non ha preso posizione, nelle decisioni, su questo, determinante, aspetto, la
decisione impugnata va annullata e l’incarto rinviato all’amministrazione,
affinché, nel pieno rispetto del diritto di essere sentito, proceda agli
accertamenti necessari ed emetta una nuova decisione.

 

                                         Infatti
il diritto di essere sentito è di natura formale e la sua violazione comporta
l’annullamento della decisione impugnata indipendentemente dalle probabilità di
esito favorevole delle censure di merito (cfr. DTF 126 V 132). 

 

                                         Visto l’esito del ricorso
e il rinvio dell’incarto alla Cassa l’assunzione di ulteriori prove e la
richiesta di essere sentito da parte della ricorrente, diventa priva di
oggetto.                                                                  

 

                               2.7.   L’insorgente chiede
l’assegnazione di ripetibili. La Cassa, con riferimento alla STCA del 31 marzo
2004, inc. 30.2003.69, rileva che non vanno assegnate indennità di parte,
poiché __________ è __________.

 

                                         Secondo
l'art. 61 lett. g LPGA il ricorrente che vince la causa ha diritto al rimborso
delle ripetibili secondo quanto stabilito dal Tribunale delle assicurazioni.
L'importo è determinato senza tener conto del valore litigioso, ma secondo
l'importanza della lite e la complessità del procedimento.

                                         

                                         Secondo
l'art. 22 della legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale
delle assicurazioni (LPTCA), il ricorrente che vince la causa ha diritto nella
misura stabilita dal giudice al rimborso delle spese processuali, dei disborsi
e delle spese di patrocinio (cpv. 1). L'importo delle ripetibili è determinato
in relazione alla fattispecie ed alla difficoltà del processo, senza tener
conto del valore litigioso (cpv. 2).

 

                                         Visto il
tenore della disposizione cantonale suenunciata e alla luce della STFA del 20
agosto 2003 nella causa B., C 56/03, la regolamentazione cantonale non deve
essere adeguata all'art. 61 lett. g LPGA ed è dunque immediatamente applicabile
(cfr. STCA del 24 novembre 2003, nella causa C., inc. 38.2003.49).

 

                                         Nel caso
di specie __________ è __________ e, pur presentando il ricorso su carta
intestata RA 1, ha firmato l’impugnativa come “__________RI 1.” (doc. I)

                                         Solo in
data 4 ottobre 2004 la ricorrente ha fatto pervenire uno scritto nel quale
afferma che “con la presente confermo che il ricorso del 30 settembre 2004 è
stato da me inoltrato in qualità di RA 1 rappresentante della RI 1.” (doc.
III).

                                         In
concreto, tuttavia, come emerge dalla firma apposta in calce al ricorso, la
società è rappresentata dalla __________ __________ e non dallo RA 1.

 

                                         Ora, per
quanto concerne l'indennità per ripetibili, essa può venire assegnata, di
regola, solo al ricorrente vittorioso patrocinato in causa (cfr. art. 22 LPTCA;
vedasi per la regola e le eccezioni: DTF 112 V 86 consid. 4, DTF 110 V 81 consid. 7, DTF 105 V 89 consid. 4, DTF 105 Ia 122,
DTF 99 Ia 580 consid. 4; Susanne Leuzinger-Naef,
"Bundesrechtliche Verfahrensanforderungen betreffend Verfahrenskosten,
Parteientschädigung und unentgeltliche Rechtsbeistand im
Sozialversicherungsrecht", in SZS 1991 pag. 180 ss).

                                         L'Alta corte federale riconosce eccezionalmente ad una parte
vittoriosa non rappresentata il diritto ad ottenere un'indennità per ripetibili
per l'attività da lei svolta solo se la causa è complessa, gli interessi in
gioco sono importanti, il lavoro svolto ha impedito notevolmente l'attività
professionale o ha comportato una perdita di guadagno e se gli sforzi profusi
sono ragionevolmente proporzionati ai risultati ottenuti (DTF 113 Ib 356 consid.
6b, DTF 110 V 81 consid. 7, DTF 110 V 133 consid. 4a; Poudret,
Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, no. 1 ad art. 159; T.
Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1997, pag. 394).

 

                                         Con sentenza pubblicata in DTF 129 V 113 = Pratique VSI 2004 pag.
60, a proposito di ripetibili a favore di un esecutore testamentario, il TFA ha
affermato:

 

" 
Nach der Rechtsprechung hat der in eigener Sache
prozessierende Rechtsanwalt nur in Ausnahmefällen Anspruch auf eine
Parteientschädigung (BGE 110 V 132). Die Voraussetzungen gemäss BGE 110 V 134
Erw. 4d (komplexe Sache mit hohem Streitwert; hoher Arbeitsaufwand;
vernünftiges Verhältnis zwischen dem betriebenen Aufwand und dem Ergebnis der
Interessenwahrung) müssen kumulativ gegeben sein. Ledliglich ausnahmsweise
Anspruch auf Parteientschädigung haben Rechtsvertreter, die ein eigenes
Interesse am Ausgang des Prozesses haben, was beispielweise anzunehmen ist,
wenn die streitige Zusprechung von Leistungen ihre Unterstützungspflicht (Art.
328 ZGB) mindert (nicht veröffentliches Urteil T. vom 21. Juni 1999, I 601/98),
wenn sie als Inhaber der elterlichen Gewalt (Art. 296 ff. ZGB) das unmündige
Kind vertreten (ZAK 1984 S. 279 Erw. 3) oder im Rahmen der eherechtlichen
Beistandspflicht (Art. 159 Abs. 3 ZGB) für den Ehepartner handeln (ZAK 1985 S.
472 Erw. 4).

4.2 Das Gesetz regelt die prozessuale
Rechtsstellung des Willensvollstreckers nur indirekt durch die Verweisung auf
den amtlichen Erbschaftsverwalter. Nach Art. 596 Abs.
1 ZGB hat dieser unter anderem die Aufgabe, die Rechte und Pflichten des
Erblassers, soweit nötig, gerichtlich festzustellen. Die Prozesslegitimation
des Willensvollstreckers für Aktiv- und Passivprozesse ergibt sich auch aus
seiner Aufgabe und selbstständigen Stellung und wird unabhängig von den
verschiedenen Theorien über seine Rechtsstellung allgemein anerkannt (MARTIN
KARRER, Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht [Basler Kommentar],
Schweizerisches Zivilgesetzbuch II: Art. 457-977 ZGB,
1-61 Schl/ZGB, Basel 1998, N 68 zu Art. 518; ESCHER, Kommentar zum
Schweizerischen Zivilgesetzbuch [Zürcher Kommentar], Das Erbrecht, Art. 457-536 ZGB, 3. Aufl., Zürich 1959, N 31 zu
Art. 518). Nach der Rechtsprechung ist der Willensvollstrecker in Prozessen um
Aktiven und Passiven der Erbschaft Partei, soweit ihm gemäss Art. 518 ZGB die Verwaltung der betreffenden
Erbschaftswerte zusteht. Abgesehen von den Fällen, wo der Willensvollstrecker
in eigener Sache als Partei auftritt (BGE 90 II 381 Erw. 2), geht es im Streit
um Erbschaftswerte nicht um seine eigene materielle Berechtigung. Aufgrund
seiner gesetzlichen Stellung (Art. 518 in Verbindung mit Art. 596 Abs. 1 ZGB) hat er in eigenem Namen die
Nachlassrechte zu wahren. Er führt den Prozess an Stelle des materiell
Berechtigten oder Verpflichteten in eigenem Namen und als Partei, wobei er auf
seine gesetzliche Ermächtigung hinzuweisen hat. Es handelt sich dabei um eine Prozessstandschaft
oder Befugnis der Prozessführung als Partei, welche dem Willensvollstrecker
kraft Bundesprivatrechts zusteht ( BGE 94 II 142 Erw. 1; KÖLZ/BOSSHART/RÖHL,
Kommentar zum Verwaltungsrechtspflegegesetz des Kantons Zürich, 2. Aufl.,
Zürich 1999, N 10 zu § 21; HANS ULRICH WALDER-RICHLI, Zivilprozessrecht, 4.
Aufl., Zürich 1996, S. 137 N 4; FRANK/STRÄULI/MESSMER, Kommentar zur
zürcherischen Zivilprozessordnung, 3. Aufl., Zürich 1997, N 68 ff. zu §§ 27/28
und N 8 zu § 49). Umgekehrt sind die Erben nicht zur Prozessführung berechtigt,
soweit dieses Recht dem Willensvollstrecker zusteht (KARRER, a.a.O., N 69 zu Art. 518 ZGB). Da der Willensvollstrecker die ihm
zustehenden Befugnisse nicht in eigener Sache, um seiner selbst willen,
auszuüben, sondern in fremder Sache zu handeln und den Erbgang ordnungsgemäss
(nach den Anordnungen des Erblassers und den daneben, ergänzend oder jenen
Anordnungen vorgehend, anwendbaren gesetzlichen Regeln) durchzuführen hat, ist
er der Aufsicht der zuständigen Behörde zu unterstellen ( BGE 90 II 383 Erw.
3). Der vom Willensvollstrecker für den Nachlass geführte Prozess wirkt formell
nur für oder gegen ihn persönlich. Weil er den Prozess aber für fremde Rechnung
geführt hat, gehen Nutzen und Schaden zu Gunsten oder zu Lasten des Nachlasses
(KARRER, a.a.O., N 78 zu Art. 518 ZGB). 4.3
Der Willensvollstrecker hat für seine Tätigkeit gemäss Art.
517 Abs. 3 ZGB Anspruch auf angemessene Entschädigung. Führt er als
Anwalt einen Prozess für den Nachlass, so hat er neben der angemessenen
Willensvollstrecker-Vergütung Anspruch auf eine separate Entschädigung (KARRER,
a.a.O., N 31 zu Art. 517 ZGB). Die
Prozesskosten gehen bei Nachlassstreitigkeiten, d.h. in Aktiv- und
Passivprozessen, die der Willensvollstrecker zu Gunsten oder zu Lasten des
Nachlasses führt, zu Lasten des Nachlasses. Dazu gehören alle erbrechtlichen
Prozesse, die von ihm geführt werden können oder müssen, einschliesslich
Ungültigkeitsklagen betreffend Bestand, Inhalt oder Umfang seiner Einsetzung
oder Aufgabe. Obwohl es um seine persönliche Stellung geht, prozessiert er
nicht in eigenem Interesse, sondern zur Vollstreckung des erblasserischen
Willens. Im Gegensatz dazu gehen bei Streitigkeiten um die wirtschaftlichen und
finanziellen Interessen des Willensvollstreckers die Prozesskosten zu seinen
Lasten, soweit sie ihm auferlegt werden (KARRER, a.a.O., N 73 zu Art. 518 ZGB). 

4.4 Der Beschwerdeführer hat den vorinstanzlichen
Prozess unbestrittenermassen als Willensvollstrecker des Nachlasses von F.
geführt. Er trat aufgrund seiner Funktion selbstständig und in eigenem Namen
auf, handelte aber auf Rechnung der Erbschaft. Da es beim Prozess vor dem
kantonalen Verwaltungsgericht um Sozialversicherungsbeiträge und damit um
Aktiven und Passiven des Nachlasses ging (vgl. Art.
43 AHVV), kann nicht gesagt werden, der Beschwerdeführer habe in eigenem
Interesse und somit in eigener Sache im Sinne der Rechtsprechung zum
Parteientschädigungsanspruch den Prozess geführt. Entgegen der von der
Vorinstanz vertretenen Auffassung hat er daher Anspruch auf Parteientschädigung
für das kantonale Verfahren. Es wird Sache des kantonalen Gerichts sein, die
Höhe der Parteientschädigung an den Beschwerdeführer festzulegen."

 

                                         Va ancora rammentato che per l'art. 718 CO il consiglio
d'amministrazione rappresenta la società nei confronti dei terzi. Salvo
disposizione contraria dello statuto o del regolamento d'organizzazione, ogni
amministratore ha il potere di rappresentare la società.

                                         Inoltre,
va sottolineato come la persona giuridica agisce per mezzo dei suoi organi i quali
sono i membri del consiglio d'amministrazione (organi formali) e coloro che di
fatto partecipano in maniera determinante alla formazione della volontà sociale
(organi di fatto), ritenuto che il solo diritto di firma, individuale o
collettivo, non basta a conferire la qualità di organo (Cocchi/Trezzini,
CPC-TI, 2a ed. ad art. 64 d) m. 11). 

                                         Quando
una società è parte al processo, l'amministratore unico non può essere sentito
quale testimone. All'amministratore unico, o a quello che il giudice sceglierà
fra più persone, va rivolto l'interrogatorio formale. Per principio anche la
testimonianza del presidente del consiglio d'amministrazione dovrebbe essere
esclusa e sostituita con la prova dell'interrogatorio formale (Cocchi/Trezzini,
CPC-TI, 2a ed. ad art. 228 m. 5). L'esclusione degli organi delle persone
giuridiche dalla testimonianza non è espressamente prevista dal nostro codice
di procedura ma, avendo la giurisprudenza dichiarato che l'amministratore di
una società parte al processo non può essere sentito come teste, appare
giustificato estendere la nullità sancita dall'art. 238 bis CPC anche alla
testimonianza di società parti in causa formale (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, 2a
ed. ad art. 228 m. 6). Non può essere sentito come teste l'amministratore unico
di una società parte in causa, anche se i fatti sui quali sarebbe chiamato a
deporre sono accaduti prima della sua entrata in carica. Infatti l'amministratore
unico non può deporre semplicemente perché si identifica con la persona
giuridica che è parte in causa in quanto in quel momento partecipa
effettivamente ed in modo decisivo alla formazione della volontà sociale. Nessun'altra
considerazione, nemmeno il maggior o minore timore di parzialità a seconda dei
fatti sui quali deve avvenire la deposizione può mitigare questa situazione di
identità (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, 2a ed. ad art. 228 m. 7).

 

                                         Alla luce
di quanto sopra esposto, nel caso di specie, __________ non ha agito nella sua
qualità di __________, bensì di __________ con potere di rappresentare la
società in sede processuale. 

                                         Per cui,
per stabilire se __________ ha diritto a ripetibili, va esaminato se sono
adempiute le condizioni previste dalla giurisprudenza nei casi di una persona
che agisce nella propria causa.

                                         In
concreto __________ non ha dovuto agire in una causa complessa la cui posta in
gioco era importante e nemmeno risulta dagli atti che il lavoro svolto ha
impedito notevolmente la sua attività professionale. Per cui, non ha diritto a
ripetibili, non essendo adempiuti in concreto i particolari requisiti cui il
riconoscimento delle medesime è subordinato in tal caso (cfr. STFA dell’11
gennaio 2005 nella causa G., H 257/03).

 

                                         Ne
discende che non vanno assegnate ripetibili.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto ai sensi dei considerandi e la decisione impugnata è annullata.

                                         L’incarto
è rinviato alla Cassa affinché proceda agli accertamenti necessari e garantisca
all’assicurata il diritto di essere sentito.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
Non si assegnano ripetibili.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti