# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ee5e0f72-9879-564f-ae6c-346dc4a735a3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-01-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.01.2005 30.2004.63
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2004-63_2005-01-27.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2004.63

   

  cs/ss

  	
  Lugano

  27 gennaio 2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 luglio 2004 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 9 giugno
  2004 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1, 

   

   

  in materia di contributi AVS

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In seguito
ad un controllo del conteggio dei salari (art. 162 segg. OAVS) relativo al
periodo 1° gennaio 2000-31 dicembre 2002 presso la società RI 1, azienda con
sede a __________, affiliata come datrice di lavoro, un ispettore della Cassa CO
1 di __________ ha effettuato delle riprese per complessivi fr. 1'020'347.-
(doc. C), corrispondente all’importo conseguito da alcuni autisti per il lavoro
svolto a favore della società. 

                               1.2.   Ritenendo
tale importo come provento da attività lucrativa, il 19 aprile 2004 la Cassa ha
fissato alla società, mediante tassazione d'ufficio, i contributi paritetici
AVS/AI/IPG/AD e AF dovuti per gli anni dal 2000 al 2002 (fr. 174'078.65, doc.
C).

 

                               1.3.   Il 9 giugno
2004 l'amministrazione ha respinto, tramite decisione su opposizione, le
censure sollevate dalla società in merito alle riprese effettuate.

 

                               1.4.   Contro la
decisione su opposizione è tempestivamente insorta la società, tramite l'avv. RA
1, affermando:

 

" 
Mediante tassazione d'ufficio del 19 aprile
2004, la Cassa ha fissato i contributi paritetici dovuti dalla qui ricorrente
per il periodo dall'01.01.2000 al 31.12.2002 in CHF 174'078.65, considerando
erroneamente le prestazioni erogate ai seguenti autisti, con una deduzione per
spese del 25 %, provento da attività lucrativa dipendente:

 

-   __________ __________

-   __________ __________

-   __________ __________

-   __________ __________

-   __________ __________

-   __________ __________

-   __________ __________

-   __________ __________

-   __________ __________

-   __________ __________

-   __________ __________

-   __________ __________

-   __________ __________

-   __________ __________

-   __________ __________;

-   __________ __________

-   __________ __________

-   __________ __________

-   __________ __________

-   __________ __________.

 

Ora, tornando alla presente fattispecie, è
innanzitutto indubbio che il rischio economico imprenditoriale rimane ad
esclusivo carico dei singoli trasportatori. Indipendentemente dal risultato
dell'attività, le spese generali sono sopportate dai singoli trasportatori, che
dispongono di loro automezzi e che devono provvedere alla necessaria copertura
assicurativa dei medesimi nonché delle merci trasportate. D'altra parte sono
pure evidenti gli investimenti di una certa rilevanza: ogni singolo
trasportatore dispone in effetti di propri automezzi, che vengono
esclusivamente utilizzati per scopi professionali.

 

2.3.   Dal
punto di vista organizzativo, i citati trasportatori non sono legati dalle
indicazioni della qui ricorrente. L'orario di lavoro, il giro di distribuzione,
la sostituzione in caso di impedimento non sono regolate da nessun contratto né
tanto meno sono imposte dalla qui ricorrente ai singoli trasportatori. Essi non
sono nemmeno tenuti ad essere costantemente in grado di eseguire in tempo utile
un mandato di trasporto e sono liberi di rifiutare di allestire rispettive
offerte in connessione con le richieste di offerta di trasporti formulate dalla
RI 1.

 

In concreto, tra la
qui ricorrente ed i singoli trasportatori non è stato stipulato alcun contratto
generale di trasporto. L'attribuzione dei singoli trasporti avviene sul
criterio della borsa trasporti: ogni singolo destinatario di dette rispettive
richieste d'offerta è libero di allestire rispettivamente notificare la propria
offerta alla qui ricorrente. In queste circostanze, è quindi indubbio che dal
punto di vista organizzativo i trasportatori non sottostanno alle direttive di
lavoro impartite dalla qui ricorrente.

 

A comprova del fatto
che la qui ricorrente opera mediante il citato criterio della borsa trasporti,
la stessa produce l'annessa lista di trasportatori (doc. D-), con i quali
occasionalmente instaura un rapporto commerciale.

 

2.4.
  Da detto modo di procedere si desumono altri indizi a favore dell'attività di
natura indipendente. I singoli trasportatori non hanno infatti alcuna garanzia
di "lavoro" o meglio di attività regolare. L'eventuale cessazione di
qualsiasi rapporto commerciale con la qui ricorrente da parte del singolo
trasportatore non equivale certamente alla situazione in cui si troverebbe un
salariato che perde il suo impiego (cfr. STCA del 18 agosto 2003, in re __________
Cassa, pag. 8).

I singoli
auto-trasportatori non sono quindi economicamente dipendenti dal "datore
di lavoro". Lo si ribadisce, essi esercitano contemporaneamente diverse
attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza
con le stesse. Non sono quindi integrati nell'organico aziendale della qui
ricorrente, ma dispongono di una loro struttura indipendente.

 

2.5.
  Da ultimo, la natura indipendente dell'attività svolta dai singoli
trasportatori risulta in modo inequivocabile dal modo in cui vengono retribuiti
i singoli mandati di trasporto. Contrariamente alla fattispecie di cui alla
citata sentenza STCA inedita del 19 novembre 1998, in re __________, cui fa
riferimento la lod. Cassa nella qui impugnata decisione su opposizione, in
concreto tra la qui ricorrente ed ogni singolo trasportatore non è stato
concordato alcun forfait per ogni trasporto né tanto meno una retribuzione per
ogni chilometro percorso. È lo stesso trasportatore che fattura la propria
mercede (prezzo di trasporto) in base a quanto pattuito di volta in volta
nell'ambito della rispettiva singola negoziazione. A titolo di esempio, si
producono in annesso le fatture dei trasportatori __________ (doc. E.-, F.-,
G.- e H.-).

 

2.6.
  Lo si ribadisce, la censura sollevata nell'opposizione 19 maggio 2004 dalla
qui ricorrente nei confronti della lod. Cassa nel senso di non aver verificato
in concreto, per ogni singolo trasportatore coinvolto,
l'attività effettivamente svolta da ciascuno, trova quindi il suo buon
fondamento nelle circostanze sopra evidenziate che determinano inequivocabilmente
la presenza di un'attività lucrativa di natura indipendente.

Ne consegue che tutte
le riprese delle prestazioni effettuate dalla lod Cassa nella tassazione
d'ufficio del 19 aprile 2004 sono irrite, infondate in fatto ed in diritto e
vanno quindi annullate.

 

         Prove (per il capo 2. e relativi
sottocapitoli):

documenti,
risultanze, testi, richiamo dalla Cassa CO 1 dell'intero incartamento
concernente la ricorrente, richiamo dall'autorità fiscale dell'incarto fiscale
degli auto-trasportatori coinvolti, l'organizzazione di un dibattimento
pubblico in ossequio al principio di essere sentito giusta l'art. 29 cpv. 2 CF
risp. l'art. 6 n. 1 CEDU.

 

3.
     In via subordinata, nella denegata e contestata ipotesi che cod. lod.
Autorità non dovesse accogliere il presente ricorso nel senso dianzi cennato,
la qui ricorrente contesta in ogni caso la deduzione per spese operata dalla lod.
Cassa ammontante solamente al 25% delle prestazioni riprese, in quanto
chiaramente insufficiente e riduttiva.

 

(…)

 

4.
     Alla luce di tutto quanto sopra esposto, si chiede quindi che la querelata
decisione su opposizione del 9 giugno 2004, ivi compresi il conteggio e il
rapporto allegato, venga annullata e che la qui ricorrente venga esonerata dal
pagamento dell'importo di CHF 174'078,65 a titolo di contributi sociali. In sua
riforma, venga emessa una nuova decisione tenendo conto unicamente delle
posizioni rilevate dalla lod. Cassa nella decisione di tassazione d'ufficio del
19 aprile 2004 sub punti riprese per "reddito in natura d'altra specie
(art. 13 OAVS)" - rimborsi per "prestazioni per perdita di salario
subita a causa d'infortunio, malattia o invalidità (art. 6 cpv. 2 lett. b e
art. 7 lett. m OAVS)". In via subordinata, si chiede invece che venga
concesso un rimborso per spese pari perlomeno al 60-70% del salario
determinante dei singoli autotrasportatori coinvolti.

 

La ricorrente,
convinta di aver sempre operato in ossequio alle disposizioni in vigore, chiede
infine, facendo leva sul principio del diritto di essere sentito, l'organizzazione
di un dibattimento pubblico ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 CF risp. dell'art. 6
n. 1 CEDU, per compiutamente dimostrare la propria posizione.” (Doc. I)

 

                               1.5.   Con risposta
16 agosto 2004 la Cassa propone di respingere il ricorso e afferma:

 

" 
Di rilievo appare l'esame dei rapporti tra le
parti per la qualifica dell'attività (dipendente ed indipendente) degli
autisti-trasportatori presso la ditta RI 1.

 

2.4.   In
proposito, la Cassa tiene dapprima a ricordare che gli autisti-trasportatori,
oggetto di ripresa, non impiegano personale proprio, come erroneamente
affermato in sede di opposizione.

 

2.5.   Inoltre,
per quanto riguarda il presunto rischio economico sopportato dagli
autisti-trasportatori, la Cassa invita la ricorrente a comprovare
l'affermazione, secondo cui "(...)
le spese generali sono sopportate dai singoli trasportatori, che dispongono di
loro automezzi (...), che vengono esclusivamente utilizzati per scopi
professionali" (vedi consid. 2.2, ricorso 12 luglio 2004).

 

2.6.
  La Cassa tiene pure a ribadire che generalmente l'attività di trasportatore è
di natura dipendente. Difatti i trasportatori di merci sono legati, dal punto
di vista organizzativo, dalle indicazioni del proprio mandante (vedi STCA
inedita del 19 novembre 1998, inc. N. 30.97.22).

 

2.7.
  Inoltre, dai documenti visionati in sede fiscale risulta che gli
autisti-trasportatori, oggetto di ripresa, debbano essere considerati salariati
della ricorrente. Per motivi legati alla protezione dei dati, non ci è
possibile dettagliare maggiormente la loro posizione fiscale singolarmente.

 

         La Cassa si limita, in questa sede, a
indicare quanto segue:

 

           ●    alcuni
autisti-trasportatori sono stati tassati d'ufficio con imponibile ben inferiore
agli importi da noi ripresi.

           ●    per
alcuni autisti-trasportatori la RI 1 ha rappresentato la quasi totalità delle
loro entrate, mentre per alcuni autisti-trasportatori la RI 1 è stata il loro
unico committente.

 

Di conseguenza, la
Cassa ritiene che non vi possa essere dubbio circa la dipendenza economica di
questi assicurati nei confronti della ditta ricorrente. La Cassa sottolinea che
il TFA nella sentenza D. SA del 16 dicembre 2002 (H 279/00) ha deciso che il
fatto di svolgere l'attività lucrativa unicamente per una società configura un
elemento decisivo a favore dell'attività dipendente.

 

Conseguentemente, la
Cassa contesta ancora una volta le affermazioni della ricorrente secondo cui si
sarebbe proceduto a riprendere "le prestazioni integralmente in modo
astratto-generale, senza verificare ogni singolo caso concreto per stabilire se
l'attività svolta da ogni singolo trasportatore coinvolto nella nota tassazione
d'ufficio del 19 aprile 2004 fosse effettivamente un'attività lucrativa a
titolo dipendente oppure indipendente".

 

(...)

 

3.2.   Nel
caso in esame, la Cassa ha ritenuto di concedere, conformemente alla STCA
inedita del 19 novembre 1998, inc. N. 30.97.22, un importo forfetario pari al
25% del salario lordo, anche se dalla contabilità della società si potrebbe
supporre che i costi della benzina degli autisti-trasportatori siano stati
assunti dalla stessa RI 1." (Doc. III)

 

                               1.6.   In data 30
agosto 2004 la società ha notificato nuove prove, producendo alcune
dichiarazioni scritte degli autotrasportatori e chiedendo l'audizione di alcuni
di loro. Ha inoltre ribadito la richiesta di organizzare un dibattimento
pubblico (doc. V).

 

                               1.7.   Il 5 ottobre
2004 si è proceduto all'audizione di __________, autista che ha svolto attività
lucrativa per la ricorrente, il quale ha affermato:

 

" 
A partire dal __________ avevo ritirato un furgone __________ che
ho acquistato mediante un finanziamento
leasing con la fiduciaria __________. Non so indicare chi era il vecchio proprietario
ma so che grazie alla sua garanzia ho potuto proseguire questo leasing. Devo
dire che è stato un po' un colpo di fortuna a poter riprendere questo leasing
da un collega che aveva un parente presso la
fiduciaria. Mi è stato chiesto se la qui ricorrente o altre ditte per le quali ho lavorato abbiano
fornito delle garanzie e dico di no, l'avv. RA 1 mi fa osservare che effettivamente la ricorrente è data dal __________.

 

Ho ceduto poi il furgone verso la fine del __________
(ottobre-novembre) e ho lavorato non solo per la società che qui ricorre per la
__________ già __________, per la __________ e per il trasporto di mobili.

Per essere precisi dico che ho avuto un
informazione circa la possibilità di lavorare per conto della RI 1 e ho preso
contatto con il loro ufficio non direttamente con il sig. __________ e ho avuto
conferma di questa disponibilità.

Ho dato la mia disponibilità allo svolgimento del
lavoro e non vi è stata una vera e propria discussione sulle tariffe nel senso
che la società mi ha detto quello che era disposta a pagarmi per un certo tipo
di prestazione e anche se non era tanto ho accettato. Non è stato concordato un
numero minimo di viaggi o lo svolgimento di itinerari particolari.

In buona sostanza io mi sono occupato di portare
merce nella Svizzera interna a vari destinatari finali (negozi e grossisti)
sulla tratta __________, andavo anche a __________ e __________. lo consegnavo
la merce presso dei punti ben determinati, arrivavo di notte in genere e non
c'era nessuno che mi riceveva ed eseguivo il deposito direttamente nei
magazzini di queste società destinatarie avendo le chiavi dei depositi che mi
erano state date dalla ricorrente. lo dovevo consegnare dei fiori, merce
deperibile, in quel periodo c'era abbastanza lavoro e per loro facevo
moltissimi viaggi.

Quando era necessario io chiamavo anche un
collega, uno qui di __________ a __________ che facevo viaggiare con un mio
secondo furgoncino.

Devo dire che le cifre d'affari conseguite presso
le altre società indicate nel medesimo periodo erano più basse rispetto ai
196'000 franchi della RI 1, la __________ __________ era attorno ai 20'000
franchi, per il trasporto di mobili della __________ era meno. Preciso che
potevo gestire autonomamente il mio furgone e quindi se facevo un trasporto di
merce a __________ per la RI 1 potevo anche caricare merce destinata ad altri e
proveniente da altri miei committenti.

 

La cifra d'affari presso la era normale per il
lavoro ma doveva considerare anche le spese di manutenzione e di riparazione
del furgone. C'erano a carico mio RC, leasing, benzina, olio, fatture di
riparazione. A mio carico avevo anche una copertura per le merci e quindi se
per un evento qualsiasi non fosse stato in grado di consegnare e si fosse realizzato
un danno alla RI 1 la mia assicurazione __________ avrebbe risarcito.

Il mio camioncino era dotato da un sistema di
raffreddamento ed era idoneo al trasporto dei fiori.

La sera entro le sette normalmente io venivo
preavvisato telefonicamente della necessità del viaggio, più tardi mi
presentavo nel magazzino di __________ per il ritiro dei fiori ed i
magazzinieri della ricorrente mi davano sia la merce che i bollettini di
consegna.

AI momento della ricezione della merce ossia
quando io prendevo la merce dal magazzino i magazzinieri non mi facevano
firmare una ricevuta, era compito mio verificare che quanto ricevuto
corrispondesse a quanto indicato sui bollettini di consegna al cliente finale.

A me rimaneva una copia del bollettino di
consegna quale ricevuta finale e serviva per la consegna. Al momento della
ricezione della merce a __________ incontravo 5 o 6 colleghi.

Spesso facevano anche tratti di strada in comune,
avevano dei contatti ma nulla di più. Non so se vi fossero dei dipendenti fissi
della RI 1 addetti al trasporto. Sul mio furgone non c'erano insegne fino ad un
paio di mesi prima della fine della mia attività quando ho messo l'insegna
della ricorrente l'ho messa dietro e sui fianchi, l'ho fatto senza obbligo in
segno anche di riconoscenza e per identificazione per il lavoro che veniva dato
e la posa di queste insegne è stata pagata da loro.

 

Per quel che concerne gli oneri a mio carico
preciso che avevo anche una copertura in caso di inabilità lavorativa con la __________.

 

La Cassa a questo punto produce le schede
contabili acquisite presso la RI 1 e due lettere datata 1.10.01 e 1.4.00 su
carta intestata della ricorrente (doc. XII/1-9).

 

Il Giudice informa le parti che acquisirà per
campionatura gli atti fiscali dei conducenti di furgone che hanno prestato
servizio per la ricorrente ed acquisirà agli atti solo quanto necessario semmai
previa cancellazione dei dati sensibili.

 

Alla parte ricorrente, alla luce dei documenti
qui prodotti alla Cassa viene concesso un termine di 20 giorni per una presa di
posizione.

(...)" (Doc. XII)

 

                               1.8.   Il 25
ottobre 2004 la ditta ricorrente ha fatto pervenire al TCA ulteriore
documentazione, affermando:

 

" 
Contrariamente a quanto sembra sostenere la
Cassa al punto 3.2. dell'allegato di risposta, la ricorrente non si è mai
assunta i costi della benzina degli auto-trasportatori. Lo si ribadisce, tutte
le spese erano ad esclusivo carico dei singoli trasportatori.

Solo occasionalmente la ricorrente si è vista
costretta ad anticipare ad alcuni auto-trasportatori a corto di liquidità il
gasolio necessario per compiere il mandato di trasporto commissionato. Tutti
gli anticipi sono poi stati prontamente rimborsati dagli stessi
auto-trasportatori.

Dagli estratti conto prodotti dalla Cassa ben si
evince che i citati anticipi erano unicamente occasionali. Poste evidenzianti
il pagamento gasolio padroncini figurano unicamente nel doc. XII 3 e
limitatamente ai mesi di aprile e maggio 2000 e meglio:

 

- 13.04.00                      CHF 293;

- 18.04.00                      CHF 553.90;

- 26.04.00                      CHF 536;

- 26.04.00                      CHF 370;

- 26.04.00                      CHF 457;

- 02.05.00                      CHF 267;

- 08.05.00                      CHF 484;

- 08.05.00                      CHF 280;

- 15.05.00                      CHF 588;

- 15.05.00                      CHF 629;

- 15.05.00                      CHF 363.80;

- 15.05.00                      CHF 195.10.

 

In sintesi, i costi della benzina anticipati agli
auto-trasportatori ammontano a complessivi CHF 5'016.50. I docc. XII 4/9 non
hanno invece nessuna rilevanza ai fini della presente causa, ritenuto che dagli
stessi non viene evidenziata alcuna posta per pagamento gasolio padroncini.

 

Per quanto concerne invece la vendita del furgone
__________ all'auto-trasportatore __________ (doc. XII 2), occorre innanzitutto
precisare che la ricorrente non l'ha acquistato da __________ bensì dalla __________,
precedente proprietaria del furgone in qualità di società leasing.

Occorre poi relativizzare l'affermazione
contenuta nei docc. XII 1/2 secondo cui l'autoveicolo sarebbe rimasto di
proprietà della ricorrente sino all'estinzione del debito. Essa non aveva
alcuna valenza giuridica, ma costituiva unicamente un deterrente messo in atto
dalla ricorrente per diminuire il rischio del credere. In effetti ai sensi
dell'art. 715 cpv. 2 CC, affinché la riserva di proprietà sopra una cosa mobile
consegnata all'acquirente sia valida, occorre che sia iscritta in un pubblico
registro tenuto dall'Ufficio esecuzioni del domicilio dell'acquirente.
L'iscrizione ha pertanto un effetto costitutivo: in mancanza di una valida
iscrizione, la riserva di proprietà non espleta alcun effetto reale, né tra le
parti contraenti né verso i terzi (Basler Kommentar, 1998, ad art. 715 CC, n.
6, pag. 1396). Occorre infine sottolineare che le rate venivano pagate in
contanti dal signor __________ e non scalate dalle eventuali fatture di
trasporto.

 

Da ultimo, in relazione all'eventuale assunzione
del teste __________ così come postulato dalla Cassa, l'amministratore unico
della ricorrente signor __________ ci ha trasmesso il qui annesso contratto di
assunzione privativa di debito del 1° settembre 2000 (doc. S.-), che conferma
inequivocabilmente che la ricorrente ha venduto un furgone __________
direttamente alla ditta __________. Solo in un secondo momento quest'ultima
ditta ha ceduto il furgone al signor __________, che ha conseguentemente
sottoscritto il citato contratto di assunzione privativa di debito ai sensi
dell'art. 176 CO, liberando la __________ dagli obblighi contratti nei
confronti della ricorrente." (Doc. XIII)

 

                               1.9.   Infine, il
14 dicembre 2004 è stato sentito __________, ed è stato indetto il pubblico
dibattimento richiesto dalla ricorrente.

                                         Il teste
ha affermato:

 

" 
Ho iniziato la mia collaborazione con la RI 1
dal 2001 in avanti fino a praticamente quest'anno ed eseguivo trasporti in
generale nella Svizzera tedesca e li ho sempre fatti con un furgone __________
che ho acquisito come spiegherò tramite la RI 1.

Il lavoro mi veniva attribuito previo contatto
telefonico con il sig. __________ in generale e poche ore prima
dell'esecuzione, io avevo anche la possibilità di rifiutare vi è sempre stato
con loro un buon rapporto per cui se vi erano degli impegni venivano comunicati
per tempo alfine di poterci organizzare.

Io trasportavo fiori ed il furgoncino era isolato
ma era così di fabbrica io non ho fatto predisporre nulla. Il furgone era
bianco non portava insegne era targato e la carta grigia riportava il
nominativo del detentore della RI 1 e pagavo mensilmente la quote che versavo
per cassa. Avevamo sottoscritto un contratto in virtù del quale io versavo fr.
1'800.-- circa, la durata del contratto mi sembra fosse circa 3 anni, non so
oggi precisare il valore complessivo dato al furgone. Quando io ho ricevuto il
furgone non era nuovo aveva un paio d'anni se non erro nel __________. A mio
carico vi erano inoltre le coperture assicurative che pagava la RI 1 e che io
rifondevo alla stessa ed erano compresi in quel tranches di 1800 franchi di cui
ho detto. La benzina e tutte le spese in generale erano a carico mie comprese
le manutenzioni ordinarie. Ho pagato anche il collaudo per quel che ricordo.

Per quel che concerne la mia attività la stessa
era svolta nella stragrande maggioranza per la RI 1 mi è capitato qualche
trasporto per terzi ma sostanzialmente lavoravo per loro. Io disponevo di
un'indennità perdita di guadagno sottoposta per la LCA l'assicuratore era la __________.
Si trattava di importi minimi.

Ho cessato la mia collaborazione con la RI 1
perché il lavoro in se era pesante si partiva la sera, si andava a prelevare il
materiale verso le 10.00 e poi si viaggiava normalmente durante la notte.
L'utilizzo del furgone non era soggetto a limitazioni legali per orari o viaggi
notturni. Ho come detto cessato per l'impegno che i trasporti provocavano.

Il materiale che io trasportavo era coperto da
un'assicurazione sul carico che pagavo io direttamente.

Per i pagamenti io fatturavo le mie prestazioni
mensilmente, non ricevevo degli acconti." (Doc. XXI)

 

                             1.10.   Pendente
causa il TCA ha acquisito per campionatura gli atti fiscali di tre autisti, due
dei quali tuttavia sono stati tassati d’ufficio.

 

 

in diritto

 

Nel merito

 

                               2.1.   Oggetto del
contendere è la questione a sapere se gli autisti impiegati dalla ricorrente
nel periodo soggetto a controllo, autisti che hanno effettuato trasporti a
favore della ricorrente, vanno  qualificati quali dipendenti od indipendenti.
Nel primo caso occorrerà inoltre stabilire se il riconoscimento, da parte della
Cassa, di una riduzione forfetaria del 25% per le spese sostenute dagli autisti
è corretta.

 

                               2.2.   Va
innanzitutto rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge
sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha
comportato diverse modifiche della LAVS.

 

                                         Da un
punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali
in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003, IV nr.
25 pag. 76 consid. 1.2; cfr. DTF 127 V 467 consid. 1, 126 V 136 consid. 4b;
STFA del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04; STFA del 9 gennaio 2003
nella causa A., P 76/01, consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella
causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P.,
H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid.
1b).

 

                                         Per
contro, le norme procedurali, in assenza di disposizioni transitorie, trovano
immediata applicazione (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr. DTF 117 V
93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4a; STFA del 20 settembre 2004 nella causa F.,
U 102/04, consid. 1.3).

 

                                         In
concreto le riprese si riferiscono a importi versati dal 2000 al 2002, mentre
le decisioni (formale e su opposizione) sono state emanate nel corso del 2004.

                                         Per cui,
mentre per l'aspetto procedurale trovano applicazione le norme della LPGA e le
relative modifiche apportate alla LAVS, per le riprese vanno applicate le norme
in vigore fino al 31 dicembre 2002.

                                         Ne
discende che ogni riferimento alle norme della LAVS va inteso nel tenore in
vigore fino al 31 dicembre 2002, tranne indicazioni in senso contrario.

 

                               2.3.   A norma
dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività
salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.

Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario
determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri
per un tempo determinato o indeterminato.

Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente
da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia
mercede a dipendenza d'altri.

 

Per quanto concerne la qualifica dell'attività
esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha
precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo
del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro
non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una
persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente.

In particolare, insolite costruzioni di diritto
civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non
hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).

 

                               2.4.   Di principio
si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando
una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne
l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere
dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato
non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale
dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.

Questi principi non comportano comunque, da soli,
soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono
assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi
delle Autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di
stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente.
La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi,
quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri
che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 16 dicembre 2002 nella
causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag.
172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la
giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli
elementi predominanti nel caso concreto (STFA del 18 settembre 2000 nella causa
F.M., H 59/00).

 

                               2.5.   Secondo la
giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid.
2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad
esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo
di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI
1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste
quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali
incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986
pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è
l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse
attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza
con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica
di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la
situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).

 

Si è in presenza di un’attività dipendente
quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire
quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è
economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta,
è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare
un’altra attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a
edizione, pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306
citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in
questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un
rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo
del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo
caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale
(RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di
attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo
rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un
salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid.
3b).

 

Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che
la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice
delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli
importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono
un'eccezione a questa disposizione (STCA del 19 giugno 2000 nella causa A.G.; Pratique
VSI 1993 pag. 242 segg.; GREBER/DUC/ SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à
16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag.
313, n. 149 ad art. 9 LAVS).

 

In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, a pagina
63 il TFA ha precisato:

 

"  (…) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale
du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui doit
être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V
289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les références citées). Une harmonisation
de l'application du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux,
de ne pas s'écarter sans nécessité de l'appreciation fiscale. (…)."

 

 

                               2.6.   Il TFA ha
pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o
indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione
avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o
nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente
confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica
definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di
assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne
lo stato professionale definitivamente.

 

Solo la natura di tale attività, considerata
nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della
qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato
qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti
un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA;
STCA del 3 ottobre 1991 nella causa A.B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c
= DTF 119 V 165).

Per questi motivi un assicurato può essere
qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro e indipendente per un
altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna esaminare se proviene da
un’attività dipendente o meno (Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V
127).

 

                               2.7.   A proposito
degli autisti va rilevato che le Direttive sul salario determinante (di
seguito: DIN) prevedono che gli autisti contrattuali sono persone che tengono
dei mezzi di trasporto a disposizione di uno o più mandanti per contratto
(centrali di trasporto, case editrici, grandi distributori, servizio del
corriere), eseguendo trasporti (marg. 4122).

 

                                         Si
considera che costoro esercitano un'attività indipendente se sopportano un
rischio economico d'imprenditore e non dipendono particolarmente dal mandante
per ciò che riguarda l'organizzazione del lavoro (marg. 4123).

 

                                         I rischi
all'acquisto di un camion devono essere considerati rischio economico nel senso
sopraccitato, tanto più che, contrariamente a un'automobile o a un furgoncino,
il camion è praticamente sempre impiegato a scopi professionali (marg. 4124).

 

                                         Non si
deve vedere un manifesto rapporto di dipendenza per ciò che riguarda
l'organizzazione del lavoro nel fatto che l'autista contrattuale deve redigere
dei rapporti o rispettare un orario di lavoro e itinerari determinati (marg.
4125).

 

                               2.8.   Il TFA ha
avuto modo di sviluppare la propria giurisprudenza in materia di
autotrasportatori in particolare in due occasioni.

 

                                         In una
sentenza del 22 giugno 1983, pubblicata in RCC 1983 a pag. 427 e seguenti, il
TFA ha stabilito che il proprietario di un camion, che non è manifestamente in
rapporto di dipendenza dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro nei
confronti del suo mandante, esercita un’attività indipendente se con l’acquisto
del suo veicolo ha effettuato un importante investimento. Si ammette
l’esistenza di questo investimento se, da una parte, le spese derivanti
dall’acquisto e dalla gestione rappresentano un effettivo rischio aziendale e,
d’altra parte, l’acquisto ha fini unicamente o principalmente lucrativi.

 

                                         L’Alta
Corte ha affermato:

 

"  b. Dans
le présent litige, l'autorité de première instance invoque le fait que les
chauffeurs sont, depuis 1974, propriétaires des véhicules qu'ils utilisent pour
les transports et qu'ils en supportent les frais, si bien qu'ils courent un
risque d'entreprise au sens de la jurisprudence. Avant 1974, W. F. mettait à
leur disposition des véhicules leasing. L'OFAS objecte que dans d'autres
professions aussi (par exemple celle de voyageur de commerce), on utilise
fréquemment son propre véhicule sans remplir néanmoins les conditions d'une
activité indépendante. En soi, cet argument est pertinent, mais il passe ici à
côté de la question. On ne peut pas admettre que l'acquisition d'une voiture
privée pour le transport de personnes soit un investissement de poids, tel que
les indépendants doivent l'effectuer souvent pour exercer leur activité
lucrative; cela même lorsque cette voiture est nécessaire à l'accomplissement
des travaux professionnels. L'utilisation privée d'une telle voiture représente
actuellement, en général, un motif suffisant pour justifier son acquisition, même si
l'acheteur n'a pas l'intention de s'en servir à des fins professionnelles.
C'est pourquoi l'on ne peut - du moins en règle générale - attacher une
importance décisive à une telle acquisition lorsqu'on veut tracer la limite
entre l'activité indépendante et l'activité salariée. Il n'en va pas de même,
cependant, lors de l'acquisition d'un camion qui est pratiquement toujours
utilisé à des fins professionnelles, alors que son affectation possible à
d'autres usages est généralement reléguée à l'arrière-plan.

En outre, I’OFAS allègue qu'en modifiant les
conditions de propriété, on ne prouve nullement que la dépendance effective des
chauffeurs par rapport à W. F. ait changé; des contrats de prêt, par exemple,
pourraient avoir remplacé les anciens «contrats leasing». On ne peut dire, en
l'état du dossier, si cela s'est réellement produit; cependant, ce point-là est
ici sans importance. Même si W. F. avait facilité l'achat de véhicules par
ses chauffeurs en leur accordant des prêts, cela n'empécherait pas d'admettre
que lesdits chauffeurs supportent un risque économique comme des indépendants.
Une perte de ces véhicules par suite d'accident ou de vol frapperait les
chauffeurs en tant que propriétaires, s'ils ne sont pas assurés contre de tels
risques, alors que la dette, résultant des prêts en question subsisterait telle
quelle. De plus, les chauffeurs doivent supporter les frais de réparations
éventuelles, ainsi que les frais non négligeables d'exploitation et
d'entretien; ils supportent en outre le fardeau des amortissements.

 

c. Bien entendu, les chauffeurs restent, en
quelque sorte, dépendants de W. F. sur le plan économique même sous le régime
des contrats valables dès 1974; cependant, ce fait n'est nullement déterminant.
De telles dépendances de petites entreprises envers leurs mandants ou envers
les acheteurs de leurs marchandises sont très courantes dans l'économie (arrêt
non publié en la cause B., du 10 juin 1981), sans que l'on puisse en conclure à
l'existence d'une activité salariée.

 

d. Enfin, il est également sans importance que W. F.
soit l'office d'encaissement pour les mandats de transport confiés aux
chauffeurs et exécutés par eux. Cette circonstance, ainsi que la question d'un
éventuel risque ducroire, n'excluent pas, en effet, que les chauffeurs
supportent, à d'autres égards, un risque d'entrepreneur.

 

e. En résumé, on peut conclure que les objections de
l'OFAS ne sont pas de nature à faire qualifier de contraire au droit fédéral la
décision selon laquelle les chauffeurs étaient à considérer, dès 1974, comme
des indépendants. En outre, le jugement cantonal n'est pas fondé sur une
constatation inexacte ou incomplète des faits au sens des articles 104 et 105
OJ." (sottolineature del redattore)

 

                                         In
un'altra sentenza del 15 gennaio 1992, pubblicata in RCC 1992 a pag. 173 e
seguenti, l’Alta Corte ha stabilito che i conducenti che hanno un contratto con
un’agenzia che si occupa del servizio di corriere rapido vanno considerati come
esercitanti un’attività lucrativa dipendente.

 

                                         Il TFA ha
in particolare affermato:

 

" 
4.a. La maison T. a conclu des accords écrits avec
les chauffeurs quelle emploie (appelés mandataires) dans lesquels ces derniers
s'engageaient à exécuter des mandats de transport "en leur nom personnel
et à leurs risques et périls" (ch. 1). Les mandataires doivent établir à
la fin de chaque mois "une facture portant sur les montants engagés
globalement pour le mois", sur laquelle les recettes hébdomadaires doivent
être déduites. Le mandant s'engage à rembourser aux mandataires 30% de leur dû
"jusqu'au 10 du mois suivant au plus tard" (ch. 2). Un émetteur-récepteur
a été mis à disposition des mandataires aux frais de l'entreprise (ch. 3). Les
mandataires doivent organiser leur exploitation afin d'être à même d'exécuter
en tout temps les mandats dans le délai imparti; en cas d'empèchement
(vacances, maladie, accident, etc.), ils doivent se soucier eux-mêmes de se
trouver un remplacant (ch. 4). Ils sont astreints au secret professionnel et
soumis à la clause de non-concurrence, d'après laquelle ils ne doivent pas
avoir une activité dans la même branche commerciale que le mandant pendant la
durée du contrat et dans les deux ans qui suivent sa résiliation, que ce soit à
leur propre compte ou pour des tiers, dans le canton Z.; une pénalité
conventionnelle de 30'000 francs est prévue en cas d'infraction à cette clause
(ch. 5). Le contrat peut étre résilié en tout temps pour la fin du mois suivant
le dédit (ch. 6).

 

b. Selon les constatations faites en première
instance et qui sont demeurées inattaquées, ainsi que dans le cadre de celles
qui sont liées à l'art. 105 al. 2 CO, les contrats de transport sont conclus
avec les clients exclusivement par la maison T. Dans la procédure en dernière
instance, l'entreprise ne s'arrête pas à I'allégation avancée dans la procédure
cantonale, à savoir que les chauffeurs des entreprises de courrier express
recruteraient également de nouveaux clients. Les chauffeurs ne sont concernés
par cette activité que dans la mesure où ils sont habilités à encaisser les
paiements des clients en leur propre nom et à leurs risques et périls (ch. 1 du
contrat). La maison T. décide de cas en cas quand et pour quels clients ils
doivent accomplir des mandats. Chaque chauffeur est relié à une centrale radio
par un émetteur-récepteur qui lui a été remis par l'entreprise. Aux termes du
contrat, le chauffeur s'engage à être constamment en mesure d'exécuter à
n'importe quel moment les mandats de transport en temps utile. II n'est pas
libre de refuser les mandats de transport qui lui sont confiés, il est au
contraire obligé contractuellement de les exécuter (et en cas d'empéchement
personnel il est tenu de se trouver un remplacant). Ce faisant , il est lié aux
instructions de l'entreprise qui décide également, pour la plus grande part, de
la durée et de l'organisation du travail. Ces données et la clause de
non-concurrence, qui excluent pratiquement toute autre activité de transport,
font conclure à un rapport de subordination comme c'est typiquement le cas lors
d'une activité dépendante.

Les chauffeurs encourent un risque d'entrepreneur
dans la mesure où ils doivent mettre à disposition leurs propres véhicules et
en supporter les frais. Il s'agit cependant de véhicules qui ne sont pas
réservés uniquement à l'usage professionnel, ce ne sont donc pas des camions à
proprement parler. Le risque d'entreprise qui en découle n'a donc pas
d'importance selon la pratique (voir RCC 1983 p. 427 ainsi que Kaeser, Unterstellung
und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, p. 101 ch. marg. 4.15). Un risque
réel d'entreprise peut d'autant moins apparaitre que les chauffeurs de courrier
express ne disposent pas d'un revenu fixe et qu'ils dépendent économiquement du
genre et du nombre des mandats de transport qui leur sont confiés. Selon la
pratique, le fait que la propre existence dépende du succès du travail
personnel ne peut être considéré comme un risque couru par une personne
indépendante que si des investissements importants doivent étre effectués ou si
des salaires doivent être payés à du personnel, conditions qui ne sont pas
remplies en l'espèce (RCC 1986 p. 347 consid. 2d avec références; voir aussi Kaeser,
loc. cit., p. 102 ch. marg. 4.17). D'après ce qui vient d'être dit, les
chauffeurs de courrier express ne supportent aucun risque ducroire ou
d'encaissement. Enfin, le fait que l'on ait à supporter les risques de maladie,
d'accident et d'heures perdues, ou l'obligation contractuelle de se trouver un remplacant
personnellement ne veut pas dire qu'il s'agit forcément d'une activité
indépendante (RCC 1989 p. 110 consid. 5b, 1986 p. 650 consid. 4b).

En résumé, l'on doit constater que le rapport
contractuel entre la maison T. et ses chauffeurs contient autant d'indices
d'une activité indépendante que d'une activité dépendante. Cela ne contrevient pas cependant au droit fédéral, encore que le
juge de première instance se fonde sur une constatation inexacte (ou
incomplète) des faits, lorsqu'il se rallie à l'avi de l'administration en
concluant que, dans l'ensemble, les indices d'une activité dépendante
prédominent.

 

5. Ce que les recourants allèguent contre le
jugement de première instance ne peut mener à aucune autre conclusion.

Que la caisse de compensation ait qualifié
d'indépendants d'autres transporteurs ou des chauffeurs de taxi n'est pas
déterminant en l'espèce pour la suite de la procédure; c'est pourquoi des
explications plus détaillées s'avèrent superflues. Si une activité déterminée
doit étre qualifiée d'indépendante ou de dépendante, on évalue toutes les
circonstances du cas particulier, ce qui exclut les solutions schématiques
(voir consid. 3 ci-avant). Cela vaut en particulier lorsque, s'agissant de
l'activité de transporteurs et de chauffeurs de taxi, le TFA a conclu à une
activité indépendante ou dépendante selon les circonstances (RCC 1983 p. 427,
1971 p. 27 ainsi que plusieurs arréts non publiés). Même si l'administration
avait évalué différemment le même état de faits, la recourante ne pourrait rien
en déduire pour elle-même, puisque les conditions pour une égalité de
traitement dans l'illégalité ne seraient pas remplies (voir ATF 115 la 83 consid.
2, 115 V 238/39, chacun avec références; RAMA 1987 No K 710 p. 27 consid. 3b;
Auer, L'égalité dans l'illégalité, ZBI 79 {1978} p. 297).

L'objection du chauffeur H.S., d'après laquelle il
effectuerait le décompte pour la caisse de compensation depuis le 1er octobre
1985 comme indépendant, doit étre contredite puisqu'un assuré peut étre
qualifié de personne exercant une activité à la fois dépendante pour un travail
et indépendante pour un autre travail (ATF 104 V 126 = RCC 1979 p. 149). Il
ressort du dossier que H.S. exerce diverses activités lucratives et qu'il a été
enregistré par l'administration pour les domaines d'activité "transports
automobiles" et "représentation d'automates" comme indépendant.
Si la maison T. avait dû également faire les décomptes sur les rémunérations
touchées, la caisse de compensation serait tenue à la restitution des
cotisations conformément à l'art. 16 al. 3 LAVS, ce que le juge de première
instance a déjà exposé. Sous cette réserve, les décisions relatives au paiement
des cotisations arriérées attaquées ne sont pas du tout contestables et le
recours se révèle mal fondé." (sottolineature del
redattore)

 

                                         Questo
Tribunale cantonale delle assicurazioni si è occupato, con sentenza 19 novembre
1998 (30.97.22) di una fattispecie che coinvolgeva piccoli trasportatori che si
erano impegnati ad organizzare la distribuzione di stampati.

                                         Quella
fattispecie, in cui l'attività era stata qualificata di dipendente, era
comunque diversa - per organizzazione del lavoro, rifusione spese, direttive
impartite dal datore di lavoro - e non può essere considerata alla stregua di
quella qui in discussione.

 

 

                               2.9.   In concreto,
dalle testimonianze dei due autisti sentiti da questo TCA, emerge innanzitutto
che entrambi hanno svolto l’attività lucrativa di autotrasportatori
principalmente per la società ricorrente. In particolare __________ rileva di
aver conseguito un reddito di fr. 196'000 per la ricorrente e di fr. 20'000 per
la società ex __________ ed ancora meno per il trasporto di mobili. Da parte
sua __________ rileva che “per quel che concerne la  mia attività la stessa
era svolta nella stragrande maggioranza per la” ricorrente e che “mi è
capitato qualche trasporto per terzi ma sostanzialmente lavoravo per loro.”
(doc. XXII)

 

                                         Risulta
pertanto evidente la dipendenza economica nei confronti della ricorrente.

 

                                         __________
inoltre utilizzava un furgoncino messogli a disposizione dalla ricorrente,
mentre __________, seppur solo nella fase finale, portava, sul proprio
camioncino, le insegne della società ricorrente.

 

                                         Entrambi
tuttavia avevano a loro carico tutte le spese di trasporto (benzina, olio,
assicurazioni) e di manutenzione (anche il collaudo del furgoncino, cfr. doc.
XXI). Inoltre dovevano assumersi i costi delle assicurazioni perdita di
guadagno e della RC.

                                         In
particolare in caso di deperimento della merce, essi ne avevano l’intera
responsabilità (doc. XXI: “il materiale che io trasportavo era coperto da
un’assicurazione sul carico che pagavo io direttamente”; doc. XII: “a
mio carico avevo anche una copertura per le merci e quindi se per un evento
qualsiasi non fosse stato in grado di consegnare e si fosse realizzato un danno
alla RI 1 la mia assicurazione __________ avrebbe risarcito.”).

 

                                         Contrariamente
a quanto giudicato dal TFA nella sentenza pubblicata in RCC 1992 gli
autotrasportatori erano liberi di rifiutare l'incarico proposto dalla società
(doc. XXI: “io avevo anche la possibilità di rifiutare”) e, sempre
diversamente da quanto giudicato in RCC 1992, entrambi potevano svolgere la
medesima attività per altri committenti (doc. XII: “Preciso che potevo
gestire autonomamente il mio furgone e quindi se facevo un trasporto di merce a
__________ per la RI 1 potevo anche caricare merce destinata ad altri e
proveniente da altri miei committenti.”).

 

                                         Non vi
era inoltre alcun obbligo di eseguire in ogni momento i trasporti richiesti e
l’impresa di trasporto non decideva inoltre alcunché circa l’organizzazione del
lavoro. In particolare “non è stato concordato un numero minimo di viaggi o
lo svolgimento di itinerari particolari.” (doc. XII)

 

                                         Inoltre, __________,
poteva far capo ad altri nello svolgimento del suo lavoro (doc. XII: “quando
era necessario io chiamavo anche un collega, uno qui di __________ a __________
che facevo viaggiare con un mio secondo furgoncino.”).

 

                                         Per
contro, come emerge dalla RCC 1983, la circostanza che per un solo ed unico
autotrasportatore il furgoncino era finanziato dalla società ricorrente, non è
determinante. Infatti, in ogni caso gli autisti devono sopportare le conseguenze
economiche di un furto o della perdita del veicolo, devono inoltre assumersi i
costi, non indifferenti, di manutenzione e di riparazione nonché le spese
dell’ammortamento del furgone.

 

                                         Gli
elementi a favore di un’attività indipendente sono pertanto predominanti
rispetto a quelli di un’attività dipendente (dipendenza economica).

 

                                         Ora, nel
caso di specie gli elementi a favore di un’attività indipendente, anche alla
luce della STFA pubblicata nella RCC del 1992, per i motivi sopra esposti, sono
chiaramente predominanti. Per cui, la qualifica di dipendenti dell’attività
svolta per la società ricorrente si rivela essere errata.

 

                                         In queste
circostanze, la decisione della Cassa va annullata e l’incarto rinviato
all’amministrazione per l’emanazione di una nuova decisione che tenga conto
delle conclusioni cui è giunto il Tribunale.

 

                             2.10.   La
ricorrente, oltre all’organizzazione di un dibattimento pubblico ex art. 29
cpv. 2 Cost. e 6 n. 1 CEDU (che ha avuto luogo il 14 dicembre 2004, cfr. doc.
XXI), chiede l’assunzione di ulteriori prove, tra le quali l’audizione di
testi, il richiamo dell’incarto dalla convenuta e degli atti fiscali degli
autisti.

 

                                         Il TCA,
dopo aver sentito due autisti e aver richiamato l’incarto fiscale di tre
autotrasportatori ritiene che gli accertamenti effettuati siano sufficienti per
stabilire lo statuto assicurativo degli autisti che hanno svolto l’attività per
la ricorrente. Infatti le dichiarazioni dei testi sono univoche e non soggette
ad interpretazioni, non sono contraddittorie e permettono a questo Tribunale di
qualificare l’attività svolta senza dover assumere ulteriori prove.

 

                                         Conformemente
alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio
conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223
consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale
modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito
desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF
124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

                                         In
concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita
dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori
prove.

 

                                         Alla
società, rappresentata da un avvocato, vanno assegnate le ripetibili adeguate
all'impiego profuso, che ha comportato due udienze di certa durata, e consideranti
gli scritti e l'allegato ricorsuale (art. 61 LPGA).

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto.

                                         La
decisione impugnata è annullata e l’incarto rinviato alla Cassa per
l’emanazione di una nuova decisione.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         La Cassa
verserà alla RI 1 fr. 1'500.-- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti