# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9408007b-0aa0-5beb-85d1-a4214d4b93cf
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2018-12-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.12.2018 D-6842/2018
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6842-2018_2018-12-11.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6842/2018 

 

 

 
 S e n t e n z a  d e l l ’ 11  d i c e m b r e  2 0 1 8  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione della giudice Constance Leisinger;  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), 

Eritrea, 

ricorrente, 

 

agendo in favore di  

C._______, nata il (…), 

Eritrea, e  

D._______, nata il (…), 

Eritrea,   

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Ricongiungimento familiare (asilo);  

decisione della SEM del 30 ottobre 2018 / N (…). 

 

 

 

D-6842/2018 

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Visto: 

la domanda d’asilo che il richiedente ha presentato in Svizzera il 

(…) marzo 2016 (cfr. atti B1/2 e B3/11, p.to 5.05, pag. 7), 

i verbali d’audizione dell’interessato del (…) marzo 2016 (di seguito: ver-

bale 1) e del (…) dicembre 2017 (di seguito: verbale 2), 

la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) 

del 20 dicembre 2017, con la quale la predetta autorità ha riconosciuto la 

qualità di rifugiato e concesso l’asilo al richiedente, 

la domanda d’autorizzazione d’entrata in Svizzera inoltrata dal rifugiato il 

(…) ottobre 2018, a scopo di ricongiungimento familiare, a favore delle pre-

sunte figlie C._______ e D._______, con allegato quale mezzo di prova 

una foto recente della sua presunta figlia D._______ (cfr. atto C1/1), 

lo scritto della SEM del 17 ottobre 2018, ove ha dato la possibilità al ricor-

rente di essere sentito in merito a dei quesiti posti circa la sua relazione 

con le due presunte figlie entro il 29 ottobre 2018 (cfr. atto C2/2), 

lo scritto del 24 ottobre 2018 dell’interessato, in cui ha dato seguito alla 

richiesta di informazioni succitata dell’autorità inferiore, con allegati, quali 

ulteriori mezzi di prova, tre foto originali inerenti le sue due presunte figlie 

(cfr. atto C3/1), 

la decisione della SEM del 30 ottobre 2018, notificata il 2 novembre 2018 

(cfr. risultanze processuali; avviso di ricevimento), tramite la quale la SEM 

non ha autorizzata l’entrata in Svizzera di D._______ e di C._______ ed 

ha respinto la domanda di ricongiungimento familiare, 

il ricorso del 3 dicembre 2018 (cfr. risultanze processuali; data d’entrata: 

4 dicembre 2018) dell’interessato al Tribunale amministrativo federale (di 

seguito: il Tribunale), per mezzo del quale il rifugiato ha postulato, in nome 

e per conto delle supposte sue due figlie, a titolo principale l’annullamento 

della decisione impugnata e la concessione del ricongiungimento familiare 

in favore delle figlie; a titolo subordinato a chiesto che gli atti siano restituiti 

alla SEM ai fini del completamento dell’istruttoria e di un nuovo esame della 

domanda; contestualmente ha presentato un’istanza volta alla conces-

sione dell’esenzione dal versamento dell’anticipo delle presumibili spese 

processuali, 

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i fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che, se decisivi per l’esito 

della vertenza, verranno ripresi nei considerandi che seguono, 

 

e considerato: 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 della legge sull’asilo 

[LAsi, RS 142.31]) contro una decisione in materia d’asilo della SEM (art. 6 

e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il 

profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a – c e 52 PA, 

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un 

secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di 

scritti, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi), 

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che in sede d’audizione, il ricorrente ha dichiarato di essere espatriato dal 

suo paese d’origine per recarsi in E._______ il (…) o il (…) del 2012 (cfr. 

verbale 1, p.to 2.04, pag. 5; verbale 2, D22, pag. 4 e D142 segg., pag. 13 

seg.), 

che in Eritrea, egli si sarebbe sposato per consuetudine con F._______ nel 

1997, dalla quale avrebbe avuto due figlie di nome G._______ e 

H._______; che la moglie e le figlie predette avrebbero vissuto a 

I._______, mentre lui a J._______ per motivi lavorativi, andando però sem-

pre a trovare la moglie, sino al 2006, data nella quale sarebbe stato co-

scritto al servizio militare (cfr. verbale 1, p.to 1.14 segg., pag. 3 segg.; ver-

bale 2, D17 segg., pag. 3 segg.); che avrebbe visto le medesime per l’ul-

tima volta nel gennaio 2007 (cfr. verbale 1, p.to 1.14, pag. 4), 

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che inoltre, in Eritrea, egli avrebbe avuto da due donne differenti, altre due 

figlie di nome C._______ e D._______ (cfr. verbale 1, p.to 3.01, pag. 5 

seg.; verbale 2, D35 segg., pag. 5), 

che per quanto concerne invece la relazione con queste ultime, l’insorgente 

ha allegato di non aver mai convissuto con le stesse in Eritrea, in quanto 

al momento della loro nascita sarebbe già stato sposato con F._______; 

che egli non avrebbe alcun documento certificante il legame parentale con 

le stesse, anche se la sua paternità sarebbe conosciuta officiosamente a 

livello comunitario (cfr. atto C3/1), 

che malgrado egli non abbia mai convissuto con le medesime, avrebbe 

tuttavia regolarmente versato dei contributi finanziari per il loro manteni-

mento (cfr. ibidem), 

che più nello specifico, C._______ avrebbe vissuto con la madre dal mo-

mento della nascita sino al momento in cui è stata chiamata a svolgere il 

servizio militare a K._______, in Eritrea; che egli avrebbe visto C._______ 

in più occasioni dal momento della sua nascita sino a quando lei aveva 1-

2 mesi di vita (cfr. ibidem), 

che invece D._______ avrebbe vissuto con la rispettiva madre sino a circa 

(…) o (…) anni di vita a L._______ (Eritrea); che dopo il decesso della 

madre, sarebbe andata a vivere con i nonni (…); che il ricorrente non 

avrebbe mai visto la figlia (cfr. ibidem), 

che attualmente le figlie si troverebbero entrambe nel campo di 

M._______, in N._______ (cfr. atto C1/1), 

che nella querelata decisione, la SEM ha respinto la domanda di ricongiun-

gimento famigliare ed ha rifiutato l’entrata in Svizzera ad C._______ e 

D._______, sulla base del fatto che il richiedente non avrebbe mai convis-

suto con le stesse prima della sua fuga dall’Eritrea; che pertanto egli non 

adempirebbe la condizione posta dall’art. 51 cpv. 4 LAsi, ovvero che il rifu-

giato abbia vissuto in comunione familiare con le persone aspiranti al ri-

congiungimento familiare prima della sua fuga dal paese d’origine, 

che nel proprio gravame, l’insorgente contesta la conclusione della deci-

sione avversata, osservando dapprima che la mancata coabitazione con le 

madri delle rispettive figlie e con queste ultime, sarebbe addebitabile uni-

camente a causa del servizio militare obbligatorio e delle problematiche da 

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esso derivanti per le quali gli sarebbe stata riconosciuta la qualità di rifu-

giato e la concessione dell’asilo in Svizzera; che per questi motivi forzati, 

egli non avrebbe mai potuto immaginarsi una coabitazione od una mag-

giore vicinanza con le figlie; che inoltre egli avrebbe sempre provveduto al 

loro mantenimento finanziario; che di conseguenza, le condizioni poste 

dall’art. 51 LAsi sarebbero adempiute, 

che gli argomenti dell’insorgente non possono essere seguiti, 

che ai sensi dell’art. 51 cpv. 1 LAsi, il coniuge di un rifugiato ed i loro figli 

minorenni sono riconosciuti come rifugiati e ottengono l’asilo, sempreché 

non vi si oppongano circostanze particolari, 

che se gli aventi diritto, di cui sopra, sono stati separati in seguito alla fuga 

e si trovano all’estero, occorre autorizzarne, su domanda, l’entrata in Sviz-

zera (art. 51 cpv. 4 LAsi), 

che la ratio legis dell’art. 51 cpv. 1 LAsi, consiste nel regolamentare lo sta-

tuto del nucleo familiare in maniera uniforme, così come esisteva al mo-

mento della fuga del rifugiato (cfr. DTAF 2015/29 consid. 4.2.1 con riferi-

mento citato; DTAF 2015/40 consid. 3.4.4.3), 

che se il coniuge di un rifugiato ed i suoi figli minorenni, che non adempiono 

le condizioni di riconoscimento della qualità di rifugiato a titolo originario, si 

trovano in Svizzera, essi ottengono parimenti la qualità di rifugiato a titolo 

derivato e l’asilo, fatte salve circostanze particolari, anche se la comunità 

familiare è stata fondata soltanto in Svizzera (cfr. DTAF 2017 VI/4 con-

sid. 4.4.1), 

che al contrario, se i precitati si trovano all’estero, essi sono autorizzati ad 

entrare in Svizzera per ottenervi l’asilo accordato alle famiglie, soltanto se 

la comunità familiare è stata separata dalla fuga e fintanto che nessuna 

circostanza particolare non si opponga alla concessione dell’asilo familiare 

(cfr. DTAF 2017 VI/4 consid. 3.1 e 4.4.2; cfr. anche fra le altre: sentenza 

del Tribunale D-3175/2016 del 17 agosto 2017), 

che pertanto risulta necessario che il richiedente che vive in Svizzera sia 

stato riconosciuto quale rifugiato, che la sua separazione dalle persone che 

aspirano al ricongiungimento famigliare abbia avuto luogo in ragione della 

fuga dal Paese d’origine e che gli interessati abbiano vissuto in comunione 

domestica con l’interessato che ha ottenuto lo statuto di rifugiato in Sviz-

zera (cfr. DTAF 2017 VI/4 consid. 3.1), 

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che in primo luogo si rileva che ancorché il legame di paternità con le pre-

sunte figlie, in quanto non appurato e provato dal ricorrente mediante alcun 

elemento convincente, possa dar adito a cauzione, tuttavia il Tribunale si 

esime dall’esame più accurato dello stesso, in quanto, per i motivi che se-

guono, il ricorso va respinto, 

che nella presente disamina, al ricorrente è stata riconosciuta la qualità di 

rifugiato e gli è stato accordato l’asilo, 

che pertanto la prima condizione posta dall’art. 51 cpv. 1 LAsi è adempiuta, 

che tuttavia rimane da determinare se, prima della partenza del ricorrente 

dal suo Paese d’origine, nel (…) del 2012, quest’ultimo con le supposte 

figlie, formavano una comunità familiare in Eritrea,  

che in merito il Tribunale ritiene che l’apprezzamento della SEM sia da con-

dividere, 

che invero, sia dagli atti relativi alla domanda d’asilo del ricorrente che dalle 

sue risposte contenute nello scritto del 24 ottobre 2018, emerge che egli 

non ha mai vissuto in comunione domestica con le figlie C._______ e 

D._______ prima della propria fuga dal suo Paese d’origine, in quanto era 

già sposato e con due figlie avute dalla predetta unione coniugale (cfr. ver-

bale 1, p.to 3.01, pag. 5 seg.; verbale 2, D35 segg., pag. 5; atto C3/1), 

che a differenza di quanto sostiene l’insorgente nel gravame, la sua man-

cata coabitazione o anche soltanto il fatto di non essere andato a trovare 

le precitate figlie negli anni precedenti la sua fuga, non è assolutamente 

addebitabile alle sue problematiche legate al servizio militare; che invero 

egli sarebbe stato arruolato soltanto nel 2006 (cfr. verbale 1, p.to 7.01, 

pag. 7; verbale 2, D23 segg., pag. 4 segg.), quindi diversi anni dopo la na-

scita delle due figlie, 

che pertanto, e come da egli stesso confermato, l’assenza di comunione 

domestica con le figlie risulta piuttosto dal fatto che egli avesse già con-

tratto un’unione coniugale con F._______ e da una sua scelta personale 

(cfr. verbale 2, D35 segg., pag. 5; atto C3/1), 

che alla luce di quanto sopra, malgrado egli alleghi di avere contribuito fi-

nanziariamente al mantenimento delle figlie, tale argomento non risulta di 

per sé solo sufficiente ad ottenere il ricongiungimento familiare discendente 

dal diritto dell’asilo, il quale mira – come già esposto precedentemente – a 

ricostituire una comunità preesistente nel Paese d’origine e non a crearne 

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una nuova (cfr. anche: sentenza del Tribunale D-1803/2016 

dell’8 aprile 2016), 

che invero, non essendo adempiuta in specie la condizione cumulativa pre-

vista dall’art. 51 cpv. 4 LAsi, ovvero la presenza di una comunione dome-

stica tra il rifugiato e le presunte figlie prima della fuga del medesimo dal 

suo Paese d’origine, a ragione la SEM non ha autorizzato l’entrata in Sviz-

zera delle predette, 

che va infine osservato che l’interessato può, se si ritiene legittimato a farlo 

(cfr. art. 44 della legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 [LStr, 

RS 142.20]), presentare una domanda presso la competente autorità can-

tonale di polizia degli stranieri, al fine che questa si pronunci sull’esistenza 

di un diritto delle presunte figlie a raggiungerlo in Svizzera sulla base 

dell’art. 8 CEDU e dei disposti del Patto ONU II (cfr. sentenza del Tribunale 

D-4180/2017 del 14 novembre 2017 con riferimenti citati); che il Tribunale 

si astiene in ogni caso formalmente dal pronunciarsi anticipatamente 

sull’esito di una tale procedura di polizia degli stranieri (cfr. Giurisprudenza 

ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d’asilo 

[GICRA] 2006 n. 8 e 2002 n. 6), 

che pertanto, ritenuto quanto precede, è a giusto titolo che la SEM ha rifiu-

tato l’autorizzazione d’entrata ed ha respinto la domanda di ricongiungi-

mento familiare in disamina,  

che ne discende che l’autorità inferiore, con la decisione impugnata, non 

ha violato il diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed 

inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente 

rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi), per il che il ricorso va respinto e la decisione 

avversata confermata, 

che infine, avendo il Tribunale già statuito nel merito della presente ver-

tenza, la domanda dell’insorgente tendente all’esonero dall’anticipo delle 

presunte spese processuali (art. 63 cpv. 4 PA), risulta priva d’oggetto, 

che visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe-

tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

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che la presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF), 

che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto 

pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF), 

che la pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

Data di spedizione: