# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d8168697-041b-549f-8a5b-b447e8d60140
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-03-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 07.03.2013 60.2012.471
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2012-471_2013-03-07.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2012.471

   

  	
  Lugano

  7 marzo 2013/ps

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

   

   

  
					

 

	
  composta dai
  giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Andrea Pedroli (in sostituzione di Ivano
  Ranzanici, ricusatosi)

  

 

	
  cancelliere:

  	
  Carlo Iazeolla, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire sull’istanza di ricusazione 28.11/6.12.2012 presentata
da

 

 

	
   

  	
  IS 1 

  patr. da: PR 1 

  
	
   

  	
   

  nei confronti

  

 

	
   

  	
  del presidente della Pretura penale, giudice Marco
  Kraushaar (inc __________);

  

 

 

richiamate le osservazioni 5/6.12.2012,
19/21.12.2012 e 10/11.1.2013 del giudice ricusato, tutte concludenti per la
reiezione del gravame, nonché gli scritti 17.12.2012 e 31.12.2012/2.1.2013,
mediante i quali IS 1 si riconferma nelle proprie allegazioni;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto

 

 

                                   a.   Alle
19:10 dell’8.9.2011 __________, nell’ambito di una battuta di caccia autorizzata
per legge, ha ucciso una cerva in zona __________, sul territorio del comune di
__________. Nell’operazione egli è stato aiutato dal cognato e compagno di
caccia IS 1, il quale lo ha raggiunto col proprio furgoncino a sponde basse sul
luogo in cui la cerva era perita. Resisi entrambi conto che si trattava di una
cerva allattante, __________ ha deciso di non iscrivere l’animale sull’apposito
foglio di controllo. Insieme hanno caricato la cerva sul ponte del furgoncino coprendola
con un telone e si sono immessi sulla strada in direzione di __________.

                                         Verso
le 20:50 il furgoncino, che circolava a velocità ridotta e a fari spenti, è
stato fermato da una pattuglia di guardiacaccia. Dopo aver scoperto l’animale
sotto il telone del furgoncino e aver sorpreso __________ intento ad annotare
in fretta e furia la cattura della bestia sul foglio di controllo, gli agenti
della pattuglia hanno fermato i due cacciatori e proceduto all’interrogatorio
di __________ presso l’ufficio circondariale di __________. Ancora la sera
stessa, gli agenti di pattuglia hanno inteso sentire pure IS 1, ma quest’ultimo
ha rifiutato di entrare nel predetto ufficio e di farsi interrogare.
L’interrogatorio ha poi avuto luogo la mattina del 21.9.2011 presso la sede di
gendarmeria territoriale di __________ (AI 6, fascicolo allegato al’inc. __________).

 

 

                                  b.   Visto
quanto accaduto, con esposto 18.10.2011 l’Ufficio della caccia e della pesca ha
denunciato IS 1 per titolo di impedimento di atti dell’autorità (AI 1, inc. MP __________).
Il procedimento è sfociato nel decreto d’accusa 3.11.2011 per titolo del reato
appena menzionato (DA __________).

 

                                         Dal
canto suo, con decisione 28.10.2011 la Divisione dell’am-biente ha emanato nei
confronti di IS 1 il decreto d’ac-cusa __________ per titolo di contravvenzione
a varie norme venatorie (AI 8, fascicolo allegato all’inc. __________).

 

 

                                   c.   In
seguito all’opposizione 2.11.2011 interposta da IS 1 al DA __________, con decisione
19.7.2012 la Divisione dell’ambien-te ha confermato il decreto d’accusa ed ha
trasmesso gli atti del proprio incarto alla Pretura penale per lo svolgimento
della procedura dibattimentale (AI 1, inc. __________).

 

                                        Il
10/11.11.2011 IS 1 ha interposto opposizione anche al DA __________. Con decisione
16.11.2011 il procuratore pubblico Arturo Garzoni ha confermato il decreto
d’accusa ed ha pure lui trasmesso gli atti del proprio incarto alla Pretura
penale per procedere al dibattimento (AI 1, inc. __________).

 

 

                                  d.   Con
decisione 20.11.2012 il presidente della Pretura penale Marco Kraushaar ha
decretato la riunione dei due procedimenti a carico di IS 1 (AI 2, inc. __________;
AI 2, inc. __________).

 

 

                                   e.   Con
scritto ancora del 20.11.2012 il presidente della Pretura penale ha assegnato
alle parti un termine di 10 giorni per presentare istanze probatorie (AI 3,
inc. __________). Con ulteriore scritto di medesima data ha citato le parti a
comparire il 20.12.2012 per procedere al dibattimento (AI 4). La citazione è
stata poi rinviata al 21.12.2012 (AI 10).

 

 

                                    f.   Con
istanza 28.11/6.12.2012 IS 1 ha notificato al presidente della Pretura penale
il patrocinio da parte dell’avv. PR 1, ed ha postulato la ricusazione del
presidente stesso, visto che nello studio legale del patrocinatore è attiva,
tra gli altri, la sorella del magistrato ricusando (doc. 1a).

 

 

                                  g.   Con
scritto 5/6.12.2012 il presidente della Pretura penale si è espresso in merito
all’istanza e l’ha trasmessa per competenza a questa Corte (doc. 2). 

 

 

                                  h.   Delle
varie osservazioni si dirà, se necessario, in corso di motivazione nei considerandi
successivi. 

 

 

in diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         La giurisdizione di reclamo è competente a
decidere sulla domanda di ricusazione, senza ulteriore procedura probatoria e definitivamente,
nei casi in cui sono interessati il pubblico ministero, le autorità penali
delle contravvenzioni o i tribunali di primo grado, se è invocato un motivo di
ricusazione di cui all’art. 56 lit. a o lit. f CPP oppure se una persona che
opera in seno a un’autorità penale si oppone alla domanda di ricusazione presentata
da una parte in virtù dell’art. 56 lit. b-e CPP (art. 59 cpv. 1 lit. b CPP).

 

                                         La
Corte dei reclami penali, giurisdizione
di reclamo giusta l’art. 20 CPP, è – in applicazione della suddetta
disposizione – l’autorità pacificamente abilitata a pronunciarsi sull’istanza
di ricusazione presentata nei confronti del giudice Marco Kraushaar, presidente
della Pretura penale, membro del tribunale di primo grado (art. 19 CPP)
[Commentario CPP – M. MINI, art. 59 CPP n. 4; ZK StPO – A.J. KELLER, art. 59
CPP n. 5].

 

                                         1.2.

                                         Giusta
l’art. 58 cpv. 1 CPP la parte che intende chiedere la ricusazione di una persona
che opera in seno a un’autorità penale deve presentare senza indugio la relativa
domanda a chi dirige il procedimento non appena è a conoscenza del motivo di
ricusazione; deve rendere verosimili i fatti su cui si fonda la domanda.

 

                                         L’istanza
deve essere inoltrata “senza
indugio” secondo l’art. 58 cpv. 1 CPP, ossia nei giorni immediatamente
seguenti la conoscenza del motivo di ricusazione, pena la perenzione del
diritto stesso di ricusazione (decisione TF 1B_499/2012 del 7.11.2012 consid.
2.3.; BSK StPO – M. BOOG, art.
58 CPP n. 5).

 

                                         Non
fissando il testo di legge un numero di giorni preciso, per determinare la tempestività
occorre valutare di volta in volta le circostanze del caso concreto e lo stadio
del procedimento, ritenuto che in virtù del principio della buona fede il
motivo di ricusazione deve essere fatto valere prima del prossimo atto procedurale
onde escludere tatticismi (Commentario CPP – M. MINI, art. 58 CPP n. 4; ZK StPO
– A.J. KELLER, art. 58 CPP n. 3 s.). 

 

                                         Decisivo,
al fine della tempestività della ricusazione, è il momento in cui la parte –
che deve comprovare la tempestività dell’istanza e il momento in cui ha
scoperto il motivo di parzialità – ha effettivamente conosciuto il motivo di
ricusazione o con la dovuta attenzione avrebbe potuto conoscerlo; la parte non
è però tenuta, né all’inizio né nel corso del procedimento, ad effettuare
indagini per rilevare possibili censure concernenti l’imparzialità e
l’indipendenza (BSK StPO – M. BOOG, art. 58 CPP n. 5).

 

                                         1.3.

                                         L’imputato
è parte al procedimento a’ sensi dell’art. 104 cpv. 1 lit. a CPP ed è dunque
legittimato, in ragione dell’art. 58 cpv. 1 CPP (BSK StPO – M. BOOG, art. 58
CPP n. 1), a postulare la ricusazione del presidente della Corte avanti la
quale è stato deferito.

 

                                         1.4.

                                         Nel
caso concreto, conformemente all'art. 59 cpv. 1 CPP pacifica è la competenza di
questa Corte, quale autorità di reclamo ex art. 62 cpv. 2 LOG, a pronunciarsi
sulla domanda di ricusazione.

                                         Quo
alla tempestività della domanda di ricusazione, si osserva quanto segue. 

 

                                         La
fissazione del termine per istanze probatorie, così come la riunione dei due procedimenti
e la citazione delle parti al dibattimento –
tutte emanate dal giudice Marco Kraushaar –
sono datate 20.11.2012.

                                         La
procura conferita da IS 1 agli avvocati PR 1, __________, __________, __________
e __________ perché avessero “a rappresentarlo in tutte le incombenze penali
e amministrative dipendenti dal DAC __________ MP e DAC __________ Divisione
dell’ambiente” è datata 26.11.2012 (procura allegata a doc. 1a).

                                         Lo
scritto mediante il quale l’avv. PR 1 si notifica “quale patrocinatore”
di IS 1 e, contemporaneamente, postula la ricusazione del presidente della
Pretura penale, è datato 28.11.2012 (doc. 1a).

 

                                         In
queste circostanze, essendo trascorsi due giorni tra il sorgere di un possibile
motivo di ricusazione (giusta l’art. 56 lit. e CPP) e l’inoltro dell’istanza,
la stessa può essere ritenuta tempestiva.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Il
patrocinatore dell’istante rileva che “posto che un membro del nostro studio
è stretta parente (sorella) di codesto Presidente, reputo essere atteso un
motivo di ricusa obbligatoria d’ufficio ai sensi dell’art. 56 lett. e cum 57
CPP, cosicché ritengo che il dibattimento non debba essere presieduto da
codesto Giudice, ma affidato ad altro magistrato (…). Lo reputo a fortiori
sapendo che tra di noi vi sono sostituzioni nei mandati, conduzioni comuni di
pratiche, così come accordi di partecipazione finanziaria. Non si tratta
pertanto di mera comunione di cancelleria” (doc. 1a).

 

                                         Dal
canto suo, il presidente della Pretura penale sottolinea di aver interpellato
la sorella in merito al di lei effettivo coinvolgimento nella pratica in
questione. Dalla risposta dell’avv. __________ risulterebbe che difensore è e
rimane l’avv. PR 1. Inoltre, nella propria presa di posizione il pretore indica
che “i motivi di ricusazione sono elencati esaustivamente all’art. 56 CPP.
Non vi sono motivi di ricusa generale, si può solo intravvedere un motivo generico
nella lett. f dell’articolo. In questi casi però occorre specificare nel
dettaglio perché il giudice sarebbe ‘suspectus’. Per i motivi indicati
l’istanza di ricusa risulta destituita di fondamento” (doc. 2).

 

                                         2.2.

                                         Giusta
gli art. 6 n. 1 CEDU e 30 cpv. 1 Cost. nelle cause giudiziarie ognuno ha il diritto
di essere giudicato da un tribunale fondato sulla legge, competente nel merito,
indipendente e imparziale.

                                         La
garanzia del diritto ad un giudice imparziale vieta l'influsso sulla decisione
di circostanze estranee al processo, che potrebbero privarla della necessaria
oggettività a favore o a pregiudizio di una parte (sentenze TF 1B_305/2010 del 25.10.2010 e 1B_264/2009 del 18.11.2009; DTF 134 I 238, consid. 2.1; 131 I 24, consid.
1.1; 126 I 68 consid. 3a): a chiunque sia sottoposto a influenze di tal genere
non può essere riconosciuta la qualità di “giusto mediatore” (DTF 135 Ia
14).

 

                                         Sebbene la semplice affermazione di
parzialità basata sui sentimenti soggettivi di una parte non sia sufficiente a
fondare un dubbio legittimo, non occorre che il giudice sia effettivamente
prevenuto: basta la constatazione
oggettiva di circostanze concrete idonee a suscitare l'apparenza di una
prevenzione e a far sorgere un rischio di parzialità, per giustificare la sua
ricusazione (sentenze TF 1B_285/2012 del 20.12.2012 consid. 3.1; 4A_672/2011
del 31.1.2012, parzialmente pubblicata in DTF 138 I 1 consid. 2.2; 6B_556/2010
del 18.1.2011; 1B_305/2010 del 25.10.2010 e 1B_264/2009 del 18.11.2009; DTF 134 IV 289 consid. 6.2.1; sentenza TPF BB.2011.23 del 14.3.2011).

 

                                         L’imparzialità
del giudice è presunta – in modo refragabile – per non rendere illusoria l'organizzazione regolare della competenza
dei tribunali e per non svuotare del proprio contenuto la garanzia di un
giudice costituzionale (ZK StPO – A. J. KELLER, art. 56 CPP n. 11; Y. DONZALLAZ, Loi sur le Tribunal fédéral, Commentaire, art. 34 LTF n. 533-535; N. SCHMID, Handbuch des schweizerischen Strafprozessrechts, p. 192-193 n. 509).

                                         La ricusazione riveste un carattere
eccezionale, per non intralciare l’ordinato e ordinario funzionamento della
giustizia: deve essere ammessa solo in presenza di motivi gravi ed oggettivi
che permettano di dubitare dell'imparzialità del giudice (Commentario CPP – M. MINI, art. 56 CPP n. 10).

 

                                         Sotto
il profilo oggettivo occorre ricercare se il magistrato ricusato offra le
necessarie garanzie per escludere ogni legittimo dubbio di parzialità; sono
considerati, in tale ambito, anche aspetti di carattere funzionale e
organizzativo e viene posto l'accento sull'importanza che possono rivestire le
apparenze stesse. Una parte (al procedimento) può personalmente risentire certi
atteggiamenti del magistrato come determinati da parzialità ma è decisivo
sapere se le sue apprensioni soggettive possano considerarsi oggettivamente
giustificate (sentenza TF 1B_264/2009 del 18.11.2009, consid. 2.3; DTF 134 I 238, consid. 2.1.; 131 I 24 consid. 1.1.; sentenza TPF BB.2011.23 del
14.3.2011).

 

                                         Il principio dell'indipendenza è ripreso
dall'art. 4 CPP e concerne tutte le autorità penali di cui agli art. 12 e 13
CPP.

 

                                         2.3.

                                         L'art.
56 CPP – che concretizza i diritti fondamentali di
cui agli art. 29 cpv. 1, 30 cpv. 1 Cost e 6 n. 1 CEDU – si
applica allo stesso modo sia alle autorità penali giudicanti sia a quelle non
giudicanti preposte al procedimento penale. 

                                         Di
principio, non è ammissibile né si giustifica, che gli interessi personali
(art. 56 lit. a CPP) oppure il coinvolgimento personale per precedenti attività
professionali (art. 56 lit. b CPP) o per vincoli familiari (art. 56 lit. d ed e
CPP) non conducano alla ricusazione del magistrato inquirente o del funzionario
di polizia al pari del giudice, così che i motivi di cui alle lettere a-e
valgono per la polizia, per il pubblico ministero e per l'autorità penale delle
contravvenzioni, alla stregua del giudice. 

                                         Per
contro nel caso di una prevenzione fondata sugli “altri motivi”, di cui
all'art. 56 lit. f CPP, è necessario operare una distinzione a dipendenza della
diversa situazione o del diverso grado di funzione dell'autorità coinvolta. In
effetti, la dottrina ritiene che, a dipendenza delle circostanze, non risulta
essere appropriato esigere dal funzionario di polizia, nell'ambito dei suoi
compiti di indagine, lo stesso riserbo e la stessa equidistanza di quelli richiesti
al giudice (ZK StPO – A. J. KELLER, art. 56 CPP n. 3 e 7-8).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Quando
il motivo di esclusione è costituito, come nella fattispecie, da una causa fattuale
specifica (parentela ai sensi dell’art. 56 lit. e CPP), non sussiste alcun
margine di manovra: la persona interessata deve escludersi automaticamente
(sentenza TF 1B_285/2012 del 20.12.2012 consid. 3.3; CR CPP – J.-M. VERNIORY, art. 57 CPP n. 4).

 

                                         3.2.

                                         Ora,
come già visto con riferimento alla tempestività dell’istanza di ricusazione,
dalla procura allegata risulta che “il sottoscritto mandante (…) IS 1, __________,
conferisce procura agli avvocati PR 1, __________, __________, __________ e __________,
__________ (in seguito detti Il Mandatario) perché abbiano a rappresentarlo
in tutte le incombenze penali e amministrative dipendenti dal DAC __________ MP
e DAC __________ Divisione dell’ambiente” (procura allegata a doc. 1a).

 

                                         3.3.

                                         Il
qui istante risulta dunque patrocinato (anche) dalla sorella del presidente
della Pretura penale. Quest’ultimo è quindi tenuto, in applicazione dell’art.
56 lit. e CPP, ad escludersi ed a notificare tale fatto a questa Corte.

 

                                         Nulla
muta l’affermazione dell’avv. __________ la quale, interpellata dal fratello nonché
presidente della Pretura penale, ha spiegato che “non si tratta in questo
caso di un collegio di difesa ma semplicemente (…) di assunzione di co-mandato
(…). Personalmente non ho sinora collaborato con il collega avv. PR 1 in tali incarti” (scritto 4.12.2012, doc. 1b allegato all’istanza di ricusazione). Peraltro, è
l’avv. __________ stessa ad ammettere, nel medesimo scritto, che “non è da
escludersi a priori il coinvolgimento di un qualunque membro dello studio nei
mandati in esame”.

                                         Nel
caso concreto, pertanto, non esiste margine di manovra per il presidente della
Pretura penale, che è tenuto a ricusarsi.

 

 

                                   4.   L’istanza di ricusazione è accolta. Non si prelevano tassa di giustizia e spese.
All’istante sono riconosciute congrue ripetibili.

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 56, 58, 59 CPP, 1 ss. e
25 LTG ed ogni altra disposizione applicabile,

 

 

 

pronuncia

 

 

 

                                   1.   L’istanza
di ricusazione è accolta.

 

 

                                   2.   Non si prelevano tassa di giustizia e spese. Lo Stato
e Repubblica del Cantone Ticino verserà a IS 1, CHF 500.-- (cinquecento) a
titolo di ripetibili.

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

	
   

  	
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Per la Corte dei reclami penali

 

Il presidente                                                           Il
cancelliere