# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fd28e7e6-af93-5a28-bac8-dfea2f691da1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-05-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.05.2015 35.2015.13
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2015-13_2015-05-05.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto
  n.

  35.2015.13

   

  DC/sc

  	
  Lugano

  5 maggio 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
					

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 gennaio 2015 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 18 dicembre 2014 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 1  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Il 7 ottobre 2014, la ditta __________
di __________ ha comunicato alla CO 1 che il proprio dipendente RI 1, in data
27 settembre 2014, “a pranzo, mordendo un pezzo di salame, si è rotto un
molare” (cfr. doc.9)

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
amministrativi del caso, con decisione formale del 1° dicembre 2014,
l’assicuratore LAINF ha negato il proprio obbligo a prestazioni (doc. 3). 

                                         Il rifiuto è stato
confermato - dopo l'opposizione interposta dall'assicurato personalmente (cfr.
doc. 2) -, con la decisione su opposizione del 18 dicembre 2014 (cfr. doc. 1).

                               1.3.   Con tempestivo ricorso del 15
dicembre 2014, RI 1 ha chiesto l’annullamento della decisione su opposizione
impugnata, argomentando in particolare quanto segue:

 

" (…)

Evento:

il 27.9.2014 mentre mangiavo un pezzetto di salamino masticavo
verosimilmente un pezzetto d'osso rimasto nella pasta del salame tale da
causarmi una frattura della corona del dente come descritto dal rapporto del
dentista Dr. __________ a mani della Spett.le CO 1.

 

Considerazioni:

come già avuto modo di esporre nella mia lettera allegata l'evento
ha carattere di infortunio in quanto la rottura del dente è stata causata da un
fattore estraneo, improvviso, imprevedibile violento e involontario.

 

Il solo fatto di non aver prodotto l'oggetto che ha causato la
rottura, in quanto ho sputato tutto nella pattumiera al momento della rottura
del dente, non può escludere che si tratti di infortunio.

Inoltre non concordo con la definizione di "straordinario"
data dalla Spett.le CO 1, cito: quando eccede il quadro degli avvenimenti
e delle situazioni che si possono definire quotidiane o abituali.

Questa definizione sembrerebbe affermare che il fatto di scendere
e salire quotidianamente le scale dell'abitazione, nel caso in cui scivolassi e
mi rompessi una gamba questo non rientrerebbe nella casistica degli infortuni
in quanto trattasi di una situazione o avvenimento quotidiano e abituale.

Ora non mi risulta che una caduta dalle scale non sia mai stata
considerata come un non infortunio.

 

La Spett.le CO 1 cita più volte casi di giurisprudenza omettendo
forse quello più attinente al mio evento:

 

Se casser une dent en croquant un éclat d'os
présent dans un «Schüblig» de campagne constitue un accident (RAMA 1992 n° U
144 p. 83 cons. 2b).

 

In ogni caso dissento fermamente da quanto affermato dalla
Spett.le CO 1 la quale asserisce che un pezzetto di lardo o cartilagine possa
creare una rottura del dente cosa inverosimile rispetto al danno che potrebbe
fare masticando un pezzetto di osso, che omette di citare proprio per evitare
che possa essere considerato come un grado di verosimiglianza tale da poter
accertare l'infortunio.

 

Conclusioni:

In considerazione di quanto sopra esposto che per le modalità
dell'evento trattasi di infortunio, del fatto della mia provata buona fede
nell'esporre gli avvenimenti (sarebbe stato semplice presentare un pezzetto d'osso
o un sassolino ed affermare che si trovasse nel salamino ma non onesto)."
(Doc. I)

 

                               1.4.   La CO 1, in risposta, si é
riconfermata nelle proprie allegazioni e conclusioni, osservando in particolare
che:

 

 

 

" (…)

La giurisprudenza in materia di lesioni dentarie è molto
restrittiva: importanza particolare assumono in questi casi i principi della
verosimiglianza preponderante in materia di accertamento dei fatti

nonché il principio d'attribuzione dell'onere della prova alla
persona che intende dedurre un diritto da uno stato di fatto rimasto non
provato.

 

Il signor RI 1 nell'annuncio d'infortunio ha dichiarato di essersi
procurato una lesione mangiando un salamino. Egli non parla di corpi estranei.

 

Secondo la giurisprudenza è onere dell'assicurato rendere
verosimile nei limiti della probabilità preponderante, l'esistenza in concreto
di tutti gli elementi costitutivi d'infortunio.

Il signor RI 1 nelle informazioni complementari richieste dalla
qui convenuta e alla domanda a sapere cosa stava mangiando ha risposto:
"mentre pranzavo ho dato un morso ad una fetta di salamino e ho sentito
andare in frantumi il dente molare".

Egli non ha potuto identificare l'elemento esterno che avrebbe
provocato il danno anche perché il salametto nostrano è generalmente di pasta
grossa e contiene oltre che la carne anche dei pezzi di grasso duro o di
cartilagine.

 

Va inoltre ulteriormente rilevato come secondo chiara
giurisprudenza del Tribunale federale, viene negata l'azione di un elemento
esterno nella rottura di un dente masticando del pane in cui c'era un corpo
estraneo, malgrado una perizia giudiziaria avesse escluso un'altra causa,
poiché l'elemento esterno non era stato verificato o nel caso in cui
l'assicurato deglutisca il tutto.

 

Nel caso specifico il signor RI 1 ha rotto un molare, peraltro già
otturato, mangiando un salamino, composto anche da grasso duro o cartilagine.
Egli non ha masticato un corpo estraneo e comunque non ne ha portato la prova
con verosimiglianza preponderante." (Doc. III)

 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Il TCA è chiamato a stabilire
se l’Istituto assicuratore convenuto fosse legittimato a negare il proprio
obbligo a prestazioni in relazione alla lesione dentaria occorsa all’assicurato
nel mese di settembre 2012.

 

                               2.2.   Giusta l'art. 6 cpv. 1 LAINF,
per quanto non altrimenti previsto dalla legge, le prestazioni assicurative
sono concesse in caso d'infortunio professionale, d'infortunio non
professionale e di malattie professionali.

 

                               2.3.   L'art. 4 LPGA così definisce
l'infortunio:

 

" È
considerato infortunio qualsiasi influsso dannoso, improvviso e involontario,
apportato al corpo umano da un fattore esterno straordinario che comprometta la
salute fisica, mentale o psichica o provochi la morte."

 

                                         Questa definizione
riprende, nella sostanza, quella che era prevista all'art. 9 cpv. 1 OAINF -
disposizione abrogata dall'ordinanza sull'assicurazione contro gli infortuni
dell'11 settembre 2002 (RU 2002 3914), in vigore dal 1° gennaio 2003 -, di modo
che la relativa giurisprudenza continua ad essere applicabile (cfr. RAMI 2004 U
530 pag. 576).

 

                                         Cinque sono dunque gli
elementi costitutivi essenziali dell'infortunio:

 

" - l'involontarietà

  - la repentinità

  - il danno alla salute (fisica, mentale o psichica)

  - un fattore causale esterno

  - la straordinarietà di tale fattore."

 

                                         (cfr.
Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA),
Losanna 1992, p. 44-51)

                                         Scopo
della definizione è di tracciare un chiaro confine tra infortunio e malattia.

 

                               2.4.   Si evince dalla nozione
stessa di infortunio che il carattere straordinario non concerne gli effetti
del fattore esterno ma unicamente il fattore esterno in quanto tale (cfr. RAMI
2000 U 374, p. 176).

                                         Pertanto, è irrilevante il
fatto che il fattore esterno abbia causato delle affezioni gravi o inabituali.

                                         Il fattore esterno è
considerato come straordinario quando eccede, nel caso concreto, il quadro
degli avvenimenti e delle situazioni che si possono, obiettivamente, definire
quotidiane o abituali (DTF 122 V 233 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61
consid. 2b, 118 V 283 consid. 2a; RAMI 1993 p. 157ss, consid. 2a).

 

                               2.5.   L’Alta Corte federale ha
avuto modo di definire le condizioni alla cui realizzazione è condizionata
l'ammissione del carattere straordinario in caso di lesione dentaria.

                                         Sono, in particolare,
stati considerati come fattori esterni straordinari una scaglia di osso in una
salsiccia, un frammento di guscio di noce in un pane alle noci o in una torta
alle noci oppure ancora il sassolino in un preparato a base di riso (DTF 112 V 205 consid.
3b; RAMI 1999 U 349, p.
477ss., 1992 U 144 p. 83 consid. 2b, 1988 K 787 p. 420 consid. 2b).

                                         Per contro, non sono stati
considerati elementi esterni straordinari un chicco di mais non scoppiato nei
pop-corn, un nocciolo di ciliegia in una torta confezionata con ciliege non
snocciolate oppure una scaglia di cartilagine in una salsiccia (RAMI 1988 K 787
p. 420 consid. 2b; STFA del 16 gennaio 1992 nella causa E. non pubbl.; RAMI
1992 U 144, p. 83 consid. 2a e p. 84 consid. 2c, 1993 K 921 p. 156ss., consid.
2b). 

                                         L’Alta Corte nemmeno ha
ritenuto quale fattore esterno straordinario il residuo di un proiettile nella
carne di selvaggina (cfr. RAMI 2006 U 572 p. 84ss.), né il nocciolo di ciliegia
in un cioccolatino denominato“Griotte au Kirsch” (cfr. STFA U 8/06 del 13 marzo
2006).

                                         Pronunciandosi in merito a
una fattispecie in cui un’assicurata ha subito una lesione dentaria masticando
una scheggia di un guscio di frutti di mare mentre mangiava una pizza ai frutti
di mare non sgusciati, la nostra Massima Istanza non ha, poi, riconosciuto
l'intervento di un fattore esterno straordinario (cfr. STFA U 305/02 del 26
febbraio 2004). 

                                         Il TFA è giunto alla
medesima conclusione in un caso in cui un’assicurata si è rotta un dente
mangiando una pizza surgelata alle olive nella quale si trovava un’oliva non
snocciolata (cfr. STFA U 454/04 del 14 febbraio 2006). 

                                         In una sentenza U 229/01
del 21 febbraio 2003, l’Alta Corte, invece, ha lasciato aperta la questione di
sapere se la presenza di un chicco grezzo in un "müesli" ai 5
cereali, possa essere qualificato quale elemento estraneo all'alimento.

 

                               2.6.   Per quanto concerne il
fattore esterno straordinario, il TFA, chinandosi a più riprese su fattispecie
in cui la presenza di un corpo estraneo non era stata accertata, ha sempre
escluso il carattere infortunistico della lesione dentaria.

                                         Nella sentenza
U 229/01 del 21 febbraio 2003 (cfr. consid. 2.6. in fine), ad esempio,
l’Alta Corte ha stabilito che il semplice fatto di presumere che la lesione
dentaria si sia prodotta a causa di un corpo duro, non appartenente
all'alimento ingerito (Müesli), non è sufficiente per provare l'esistenza del
fattore straordinario. 

                                         In una
pronunzia K 207/00 del 26 settembre 2001, il TFA ha sancito che la rottura di
un ponte mangiando del pane alle noci non costituiva un infortunio, in quanto,
non avendo accertato la presenza di un corpo estraneo in questo alimento, la
verosimiglianza preponderante dell'esistenza di un fattore esterno
straordinario non era stata provata.

                                         In una
sentenza K 202/00 del 18 settembre 2001, il Tribunale federale delle
assicurazioni, nel caso di un'assicurata che mangiando del pane semi-bianco si
era rotta un dente, ha deciso che non si era trattato di un infortunio, poiché
la causa esterna e straordinaria non era stata provata. L'assicurata infatti
non aveva visto il corpo solido e duro che sosteneva di aver trovato e che
ignorandone l'identità aveva ingoiato.

                                         In
un'altra sentenza U 87/03 del 3 ottobre 2003, il TFA ha stabilito che un
assicurato che si era rotto un dente mangiando un'insalata non era stato
vittima di un infortunio. Infatti l'assicurato sostenendo di aver gettato
subito via l'oggetto duro che avrebbe morso, senza esaminarlo, non ha
dimostrato con grado di verosimiglianza preponderante che l'oggetto morso era
un corpo estraneo all'alimento.

                                         In
una sentenza U 243/04 del 22 giugno 2005, la nostra Massima Istanza ha ribadito
che onde poter procedere alla necessaria valutazione e determinare se l'oggetto
all'origine di una lesione dentaria faccia o meno usualmente parte
dell'alimento consumato, occorre avantutto che il corpo estraneo possa
essere individuato.

                                         In una sentenza U 67/05
del 24 maggio 2006, il Tribunale federale, nel caso di un assicurato che aveva
accusato la rottura di un dente mangiando una cosiddetta “tartiflette
au reblochon et aux pommes de terre”, ha
ritenuto che l’esistenza di un fattore esterno straordinario non fosse stata
sufficientemente dimostrata, per il motivo che egli aveva dedotto
trattarsi di un pezzetto d’osso semplicemente in base al dolore risentito e
alla piccola scaglia riscontrata successivamente. 

                                         L’Alta Corte
é giunta a questa medesima conclusione in una sentenza 8C_1034/2009 del 28
luglio 2010, concernente un’assicurata che mangiando un risotto, aveva
avvertito un forte scricchiolio sotto il dente, seguito da intensi dolori sino
alla radice, ma che non aveva notato nulla di visibile all’occhio nudo. 

                                         Stessa
soluzione in una sentenza 9C_995/2010 del 1° dicembre 2011, riguardante il caso
di un assicurato che si era rotto un dente mentre mangiava dei fagiolini a casa
di un amico, per il motivo che egli non era “… in nessun modo riuscito a
indicare chiaramente la natura di un eventuale corpo estraneo trovantesi nei
fagiolini consumati.”. 

                                         In
quest’ultima pronunzia, il TF ha in particolare rilevato che:

 

" A tale esposizione può essere fatto riferimento e prestata adesione,
non senza tuttavia ribadire che per ammettere l'esistenza di un fattore esterno
straordinario in caso di lesione di un dente non basta la semplice presunzione
che il danno dentario si sia prodotto dopo avere masticato un corpo estraneo
duro (RAMI 2004 n. U 515 pag. 421 [U 64/02] consid. 2.2). Questa conclusione
vale sia se la persona interessata dichiara di avere masticato un corpo
estraneo o qualcosa di duro, sia se crede di avere identificato l'oggetto. Il
Tribunale federale (delle assicurazioni) ha infatti a più riprese affermato che
se le indicazioni della persona assicurata non consentono di descrivere in
maniera precisa e dettagliata il "corpus delicti", l'autorità
amministrativa (o il giudice in caso di controversia giudiziaria) non è in
grado di emettere un giudizio attendibile sulla natura del fattore in causa, e
ancor meno sul carattere straordinario dello stesso. A ciò si aggiunge che in
fase di consultazione al progetto di modifica della LAINF era stato proposto, per
prevenire il rischio di abusi, che l'assicurazione infortuni non concedesse più
prestazioni per le lesioni dentarie connesse con la masticazione e che, pur
avendo scartato una simile ipotesi, il Consiglio federale ha comunque ricordato
che gli abusi vanno prevenuti applicando un maggior rigore nell'esame del
diritto alle prestazioni nel singolo caso di specie (v. sentenza citata
8C_1034/2009 consid. 4.3 con riferimenti; FF 2008 4716).“

 

                                         In una
recente sentenza 9C_639/2014 del 24 febbraio 2015 il Tribunale federale ha ribadito
i medesimi concetti sottolineando quanto segue:

 

" Une lésion dentaire causée par un objet, qui normalement ne se trouve
pas dans l'aliment consommé, est de nature accidentelle (arrêt [du Tribunal
fédéral des assurances] U 246/96 du 22 octobre 1998, consid. 3c/cc in RAMA 1999 n° U 333 p. 199; ALEXANDRA RUMO-JUNGO/ANDRÉ
PIERRE HOLZER, Bundesgesetz über die Unfallversicherung [UVG], 4ème éd. 2012,
ad art. 6 al. 1, ch. 4 p. 37). La simple présomption que
le dommage dentaire se soit produit après avoir mordu sur un corps étranger dur
ne suffit pas pour admettre l'existence d'un facteur extérieur extraordinaire
(arrêt [du Tribunal fédéral des assurances] U 64/02 du 26 février 2004, consid.
 2.2 in RAMA 2004 n° U 515 p. 421 et la référence). Cette conclusion est
valable non seulement lorsque la personne déclare avoir mordu sur «un corps
étranger» ou «quelque chose de dur», mais encore lorsqu'elle croit avoir
identifié l'objet. Lorsque les indications de la personne assurée ne permettent
pas de décrire de manière précise et détaillée le «corpus delicti», l'autorité
administrative (ou le juge, s'il y a eu un recours) n'est en effet pas en
mesure de porter un jugement fiable sur la nature du facteur en cause, et
encore moins sur le caractère extraordinaire de celui-ci (arrêt U 200/99 du 20
décembre 1999 consid. 2; Turtè Baer, Die Zahnschädigung als Unfall in der
Sozialversicherung, in SJZ 1992 p. 324 et la référence aux arrêts [du Tribunal
fédéral des assurances] K 60/91 du 16 novembre 1992 et U 37/90 du 21 novembre
1990)."

 

                                         In una
sentenza 35.2013.1 del 17 giugno 2013 il TCA ha negato il diritto alle
prestazioni ad un'assicurata che si era fratturata un dente mangiando tonno
scottato al sesamo con insalata, in quanto ella ha soltanto supposto che a
causare la lesione fosse stato un sassolino, ciò che non è però stata in grado
di accertare.

 

                                         Su
questo argomento, cfr. A. Borella, "La giurisprudenza del Tribunale
federale delle assicurazioni sulla nozione di infortunio" pubblicato in
"Temi scelti di diritto delle assicurazioni sociali". Ed. CFPG e
Helbing & Lichtenhahn, 2006, p. 7s. e A Bunzl , “La notion d’accident
dentaire en droi suisse” in CGSS N°50-2014 pag. 201 seg..

 

                               2.7.   Nella concreta evenienza,
nell’annuncio d’infortunio è stato indicato che la frattura del dente aveva
avuto luogo mordendo un pezzo di salame (cfr. doc. 9).

 

                                         Il 13 ottobre 2014
l’assicurato ha compilato un questionario sottopostogli dall’assicuratore LAINF
resistente.

                                         Il tenore delle domande e
delle relative risposte è il seguente:

 

"
1.   Com'è avvenuta la lesione ai denti? La preghiamo di voler fornire 

      una descrizione dettagliata dell'accaduto.

 

Mentre pranzavo ho dato un morso ad
una fetta di salamino e ho sentito andare in frantumi il dente molare.

 

2.   Quando e in
seguito a quali circostanze si è accorto per la prima volta della lesione al
dente/ai denti?

 

                                                                         Sabato
27 settembre 2014, 12:15, nell'istante che ho dato il morso alla fetta di
salamino.

 

3.   Dove, quando
e da chi è stato acquistato il salame? Nome del produttore oppure marca e
indirizzo.

 

                                                                         Ho
acquistato il salamino alcuni giorni prima alla __________ di __________
(Salumificio __________).

 

5.   Ha annunciato
l'evento ??? In caso negativo, la preghiamo di volerlo fare al più presto.

 

                                                                         Ho
annunciato l'evento alla persona responsabile in __________ martedì 7.10.14.

 

6.   Ha conservato la prova? Dove si trova attualmente?

 

      Sì, a casa nel frigorifero.

 

7.   Ci sono
testimoni? In caso affermativo, la preghiamo di voler indicare i nomi e i
recapiti.

 

      Sì, mia moglie __________." (Doc. 7)

 

                               2.8.   La questione contestata è
circoscritta all'esistenza di un elemento esterno straordinario nel cibo che
l'assicurato stava mangiando il 27 settembre 2014.

                                         Gli altri elementi
costitutivi dell'infortunio ai sensi dell'art. 4 LPGA sono, in effetti,
manifestamente realizzati.

 

                                         Chiamata a pronunciarsi
nella presente fattispecie, questa Corte constata che sia nell’annuncio
d’infortunio,che nel questionario sottoposto all’assicurato dall’amministrazione
(cfr. consid. 2.7) si legge che la rottura del dente è avvenuta dopo avere
morsicato un salamino.

                                         L’assicurato non ha saputo
indicare cosa ha provocato tale rottura, in altre parole, par usare i termini
utilizzati dal tribunale federale, non ha individuato il corpus delicti
(cfr. consid. 2.6).

                                         In simili condizioni, non essendo possibile ritenere accertata, perlomeno con il grado della
verosimiglianza preponderante (come esposto precedentemente, la semplice
possibilità non basta), l'esistenza di un fattore esterno straordinario, questo
Tribunale deve constatare l'assenza di prove o di indizi e, quindi,
l'inesistenza giuridica dell'infortunio (DTF 114 V 305ss consid. 5b; 116 V
136ss. consid. 4b).

 

                                         Vista la
severa giurisprudenza federale riprodotta al consid. 2.6., il TCA non può che
confermare la decisione su opposizione impugnata. 

 

                               2.9.   Infine, va
rilevato che il TF, basandosi sulla dottrina medica che distingue le ossa dai
denti a causa della loro diversa struttura, ha già avuto modo di negare che la
rottura di un dente possa essere assimilata a una frattura ai sensi dell'art. 9 cpv. 2 lett. a OAINF (cfr. RAMI 1993 K 921 p. 156ss. consid. 5 e STCA 35.2013.1 del 17 giugno 2013).

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti