# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9951dbab-9f12-5887-8aa4-a032776045e8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-10-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 30.10.2018 52.2017.424
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2017-424_2018-10-30.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2017.424

   

  	
  Lugano

  30 ottobre 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Giovan
  Maria Tattarletti, vicepresidente,

  Matea Pessina, Sarah Socchi

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Barbara
  Maspoli

  

 

 

statuendo
sul ricorso del 17 agosto 2017 di

 

 

	
   

  	
  RI
  1   

  patrocinato
  da:   PA 1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione del 14 giugno 2017 (n. 2681) del Consiglio di Stato, che ha respinto la sua impugnativa contro la
  risoluzione del 23 novembre 2016 con cui il Municipio di Vacallo ha
  rilasciato a CO 1 la licenza edilizia per ampliare e sopraelevare una casa d'abitazione
  (part. __________);

  

 

 

ritenuto,                          in
fatto

 

A.   a. __________ è
proprietaria di un edificio monofamiliare situato a Vacallo, su un terreno (part. __________) posto all'intersezione tra via
__________ e via __________, assegnato
alla zona del nucleo lineare (NL). Lo stabile, articolato su due piani, è stato
costruito negli anni '60-70. Verso via __________ - strada di collegamento
locale e asse centrale del
paese - il fondo è gravato da una linea di costruzione (allineamento), che
delimita una fascia all'interno della quale il piano del traffico prevede la
formazione di un percorso pedonale, non ancora realizzato.

ESTRATTO PIANO DELLE ZONE

    N

                                                                        

                                                                               

                                                                          

                                                                                                                                                     

                                                                          

b. Con domanda di
costruzione del giugno 2016, CO 1, qui
resistente, ha chiesto al Municipio il permesso di sopraelevare e ampliare il
suddetto stabile (casa bifamiliare). Il progetto prevede in particolare
di innalzare l'edificio esistente di due livelli (2P e piano mansardato) e di
aggiungere sui lati - lungo la linea di costruzione
di via __________ - due nuovi volumi, uno lungo e stretto formato da un
portico e un castello di terrazze coperte (lato S), l'altro riservato alle
scale d'accesso e ai vani dell'appartamento ai piani superiori (lato N). Verso
l'asse stradale centrale, l'edificio (da cui sarà anche eliminato l'angolo che invade
l'allineamento) sarà lungo ca. 21 m e alto ca. m 8.50 (quota dalla strada). 

c. Nel termine di pubblicazione, al rilascio della licenza edilizia si è
opposto RI 1, qui insorgente, proprietario del fondo confinante verso est
(part. __________), censurando svariate difformità con l'art. 47 delle norme di
attuazione del piano regolatore di Vacallo (NAPR), che disciplina l'attività
edilizia nella zona NL. 

d. Raccolto l'avviso favorevole (n. 98466) dei Servizi generali del
Dipartimento del territorio, con decisione del 23 novembre 2016 il Municipio ha
rilasciato al resistente il permesso richiesto, respingendo l'opposizione del
vicino. 

 

 

B.   Con giudizio del 14
giugno 2017, il Consiglio di Stato ha respinto l'impugnativa interposta dal
ricorrente avverso la predetta risoluzione. Il Governo, avallando l'interpretazione
data dal Municipio, ha anzitutto ritenuto che l'art. 47 cpv. 3 NAPR, che
richiede un ingombro minimo in altezza corrispondente a 3 livelli (misurati a
metà facciata sul fronte stradale), non vietasse di realizzarne quattro.
L'edificio progettato, compreso il corpo aggiunto sul lato sud (con il portico
e le terrazze), ha aggiunto, sarebbe conforme alla linea di costruzione verso
via __________. La sua altezza sarebbe contenuta in quella massima (10 m dalla
quota stradale) prescritta dall'art. 47 cpv.
4 NAPR. Lo stabile in questione, ha proseguito, non disattenderebbe alcun
obbligo di contiguità, che l'art. 47
cpv. 5 NAPR semplicemente auspica. Da ultimo, ma senza trarne particolari
conclusioni, l'Esecutivo cantonale ha osservato che il progetto non altererebbe
in modo sostanziale l'identità dell'edificio esistente. 

 

 

C.   Avverso il predetto
giudizio, RI 1 si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo,
chiedendo che sia annullato assieme alla suddetta licenza edilizia. 

Riproponendo le tesi rimaste inascoltate, il ricorrente contesta anzitutto che
l'art. 47 NAPR ammetta la realizzazione di un edificio che, come in concreto,
ha quattro piani; lo dimostrerebbe lo schema grafico annesso al rapporto di
pianificazione. Contesta poi che il progetto si attenga alla linea di
costruzione di via __________ e allo scopo da essa auspicato, considerando
minima l'edificazione su questo fronte: verso nord vi sarebbe un'entrata "vuota",
mentre il corpo aggiunto sul lato sud sarebbe "fittizio". Inammissibile,
aggiunge, sarebbe la distanza (3 m) dello stabile dal confine del fondo a nord
(part. __________), siccome eccessivamente contraria alla contiguità auspicata
dall'art. 47 cpv. 5 NAPR. Da ultimo, puntualizzato come l'intervento alteri in
modo sostanziale l'identità dell'edificio esistente, sostiene che, quale nuova
costruzione, non sarebbe ammissibile poiché, come detto, si porrebbe in
contrasto con il PR.

D.   All'accoglimento del
ricorso si oppone il Consiglio di Stato, senza formulare particolari
osservazioni. 

L'Ufficio delle domande di costruzione si riconferma nell'avviso cantonale. Il
Municipio e CO 1 chiedono invece che l'impugnativa sia respinta con argomenti
che, per quanto occorre, verranno discussi in appresso. 

 

 

E.   In sede di replica e
duplica, l'insorgente rispettivamente il Municipio e l'istante in licenza si
sono riconfermati nelle proprie conclusioni e domande di giudizio. 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.    1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 cpv. 1
della legge edilizia cantonale del 13 marzo 1991 (LE; RL 705.100). Certa è la
legittimazione attiva dell'insorgente, vicino opponente, personalmente e
direttamente toccato dal giudizio impugnato di cui è destinatario (art. 21 cpv.
2 LE; 65 cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre
2013; LPAmm; RL 165.100). Il ricorso, tempestivo (art. 68 cpv. 1 LPAmm), è
dunque ricevibile in ordine. 

1.2. La decisione può essere resa sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 25 cpv. 1 LPAmm). Il giudizio del 1° febbraio 2016 (inc.
52.2014.419) di questo Tribunale, richiamato dal ricorrente, riferito a un
precedente progetto, è noto alle parti.   

 

 

2.    2.1. L'attività
edilizia nella zona del nucleo lineare (NL) è disciplinata dall'art. 47 NAPR,
che al cpv. 3 impone un concetto urbanistico che tenga conto di
un'edificazione orientata lungo le linee di costruzione (allineamenti) a
contatto con il (percorso) pedonale con un ingombro minimo in altezza
corrispondente a 3 livelli misurati a metà facciata sul fronte stradale. 

In quest'ottica, il
cpv. 4 della norma disciplina gli allineamenti (lett. a) e le altezze degli
edifici (lett. b). Gli allineamenti (lett. a), dispone, sono obbligatori
sulle linee di costruzione con deroghe per parti di edifici se giustificati da
motivi architettonici, mentre la lunghezza del fabbricato deve
corrispondere, di regola, alla lunghezza del lato del fondo sul fronte stradale.
L'altezza minima degli edifici è di 8 m,
quella massima di 10 m (misurata dalla quota stradale); l'altezza a valle è
indefinita.

Le nuove edificazioni,
soggiunge il cpv. 5, devono essere realizzate a confine o a 1.50 m verso un
fondo aperto, in contiguità o a 3.00 m verso un edificio senza aperture, a 4.00
m verso un edificio con aperture. La contiguità è auspicata laddove non
risulta impedita da esigenze d'accesso o da rapporti di vicinato.

Fino alla
realizzazione del percorso pedonale, conclude l'art. 47 NAPR (cpv. 6),
sono ammessi interventi di rinnovo e trasformazione di edifici esistenti ad
eccezione degli ampliamenti sostanziali. Dopo l'esecuzione del percorso
pedonale sono ammessi esclusivamente gli interventi che rientrano nella
definizione della manutenzione normale. 

2.2. Il PR si ripropone, tra le altre cose, di riqualificare
il comparto a lato di via __________, tra la località __________ e la parte
alta di Vacallo (zona NL), riorientando le edificazioni in modo da creare un
fronte di edifici lungo la strada. A tale scopo, ha introdotto l'obbligo di
allineamento sulla linea di costruzione e il rispetto di determinate altezze
minime e massime (cfr. Rapporto di pianificazione del novembre 1995, pag. 29
seg.), auspicando nel contempo - senza tuttavia imporla - l'edificazione in
contiguità (art. 47 cpv. 5 NAPR). Lo schema allegato al rapporto di
pianificazione, che giustifica le scelte del piano regolatore (cfr. art. 27
della legge cantonale di applicazione della legge federale sulla pianificazione
del territorio del 23 maggio 1990; LALPT; BU 1990, 365), esemplifica bene quale
dovrebbe essere l'orientamento e l'ubicazione delle costruzioni rispetto alla
strada e le une per rapporto alle altre (cfr. allegato B, ad n. 8, pag. 22).

In questa zona nuove costruzioni sono ammesse nei limiti prescritti
dalle norme. Quelle esistenti, per principio, possono essere conservate. Fino
alla realizzazione del percorso pedonale possono anche essere rinnovate e
trasformate, ma non ampliate in modo sostanziale. Dopo la realizzazione di
quest'opera, possono invece essere soltanto oggetto di interventi di manutenzione
ordinaria (art. 47 cpv. 6 NAPR). Come ha già avuto modo di chiarire questo Tribunale
(STA 52.2014.419 del 1° febbraio 2016 consid. 2.1), con questa limitazione
degli interventi ammissibili sulle costruzioni esistenti, la norma intende
soltanto evitare che interventi su costruzioni esistenti in contrasto con il
nuovo diritto consolidino le difformità, rendendo impossibile o più difficile il
conseguimento dell'obiettivo pianificatorio. Ampliamenti anche sostanziali di
edifici esistenti in contrasto con il diritto vanno ammessi se rimuovono le
difformità. Considerato che potrebbero comunque essere autorizzati come nuovi
edifici, demolendo le preesistenze, non avrebbe invero senso negare il permesso
per ampliarli in misura anche sostanziale per conseguire il medesimo risultato
(STA 52.2014.419 citata consid. 2.1). 

3.    3.1. In
concreto, come visto in narrativa, il progetto prevede essenzialmente di
sopraelevare di due piani l'edificio esistente e di ampliarlo sui lati nord e
sud, ricavando una casa bifamiliare. 

Al di là dell'impropria osservazione del
Governo, non vi è alcun dubbio che l'intervento - che comporta almeno un
raddoppio del volume esistente e un'apprezzabile
modifica del suo aspetto esterno (cfr. piani agli atti) - debba essere
assimilato a una nuova costruzione, come rettamente concluso dal Municipio
(cfr. anche risposta in questa sede, pag. 3). Come tale, può dunque essere
autorizzato solo nella misura in cui non mantiene, né comporta difformità con
le prescrizioni vigenti. 

3.2. Ciò detto, contrariamente a quanto eccepisce l'insorgente, il numero di
piani previsti dal progetto non risulta porsi in contrasto con l'art. 47 NAPR.
Come rettamente dedotto dalle precedenti istanze, il cpv. 3 di tale norma
impone solo un ingombro minimo in altezza corrispondente a 3 livelli (misurati
a metà facciata sul fronte stradale). Non vieta anche la realizzazione di un
quarto piano. Più che il numero dei livelli, decisivo risulta l'ingombro verticale
degli stabili verso via __________, che - unitamente a quanto prescrive il cpv.
4 - devono avere un'altezza equivalente almeno a 3 livelli, da un minimo di 8 m
a un massimo di 10 m (misurato dalla quota stradale). E ciò conformemente all'obiettivo
del PR di realizzare un fronte edificato di pari sviluppo verso l'asse stradale.
Non porta ad altra conclusione, ma al contrario conferma tale impostazione, lo
schema annesso al rapporto di pianificazione (cfr. citato allegato B, ad n. 8,
pag. 22, sezione-tipo 1, da cui ben emerge
la forchetta [8.00 ÷ 10.00] dell'altezza del prospetto su via __________). Ne discende che il
nuovo stabile, prevedente un ingombro di più di 3 livelli e un'altezza
pari a ca. m 8.50 (dalla quota stradale a
metà facciata), rispetta senz'altro le disposizioni in questione. 

3.3. Il progetto ossequia inoltre appieno la predetta linea di costruzione
verso la strada centrale. Su questo lato, il nuovo edificio presenta infatti un
fronte lungo ca. 21 m, privo di particolari interruzioni. L'unico angolo dell'edificio
che sfora attualmente oltre l'allineamento sarà rimosso. Irrilevante appare l'androne
d'ingresso verso nord, che forma una semplice apertura a livello del primo
piano; questo "vuoto" non interrompe il fronte costruito, che resta
tale anche ai piani superiori (cfr. facciata ovest). 

Sostenibile è pure la decisione del Municipio, tutelata dal Governo, di
considerare nel fronte edificato il volume aggiunto sul lato sud. Ancorché
lungo e stretto fino a m 2.10 (per un tratto di ca. m 5.20), questo corpo -
destinato a un portico e a un castello di terrazze al servizio dei due
appartamenti - non può essere considerato "fittizio"
o equiparato a un muro. Benché non particolarmente profondo, ben si può
ritenere che tale volume concorra a formare il fronte edificato compatto (alto
più di 8 m) verso via __________. L'art. 47 NAPR non impone del resto una
profondità minima degli edifici dalla linea di costruzione, né in generale un
determinato sviluppo plano-volumetrico; al contrario, non pare curarsi particolarmente
dei loro ingombri sul versante opposto (cfr. art. 47 cpv. 4 lett. b NAPR, altezza
a valle: non definita). Una profondità minima non è peraltro
deducibile nemmeno dallo schema annesso al rapporto di pianificazione (cfr.
citata sezione-tipo 1, focalizzata sul fronte verso la strada). In queste
circostanze, per quanto opinabile possa apparire agli occhi dell'insorgente, la
valutazione del Municipio resiste quindi alle sue critiche. 

3.4. Da respingere sono infine le censure riferite alle distanze. 

In base all'art. 47 cpv. 4 lett. a NAPR, la lunghezza del fabbricato deve
corrispondere, di regola, alla lunghezza del lato del fondo sul fronte
stradale. La disposizione mira come detto a creare un'edificazione compatta
verso la strada di collegamento centrale. L'obiettivo pianificatorio non è
comunque assoluto; tant'è vero che la contiguità
non è imposta, ma solo auspicata (cfr. art. 47 cpv. 5 NAPR; inoltre, schema
ubicazione orientativa degli spazi liberi e delle aree edificate allegato al
rapporto di pianificazione, che traccia sagome distanziate tra loro; STA
52.2014.419 citata consid. 4.1). 

Ciò detto, immune da violazione del diritto è anzitutto la distanza di 3 m da
via __________, in linea con quella minima prescritta dall'art. 15 cpv. 2 lett. c NAPR verso strade private; neppure l'insorgente
del resto la contesta. Analoga conclusione s'impone per la medesima distanza (3
m) prevista sul lato opposto, verso il fondo fabbricato a nord (part. __________).
Tale distanza non appare eccessiva; corrisponde a quella (3 m) che
richiamerebbe l'art. 47 cpv. 5 NAPR verso un edificio privo di aperture, che
dovesse trovarsi a confine sul fondo attiguo, lungo la linea di via __________.
Non è invece ben dato di vedere cosa si dovrebbe dedurre dalle distanze verso
un fondo aperto. Ricordato che la norma auspica, ma non impone la contiguità
(cfr. supra), anche su questo punto la valutazione del Municipio non
appare quindi insostenibile. 

 

 

4.    4.1. Sulla base
delle considerazioni che precedono, il ricorso deve essere respinto, con
conseguente conferma del giudizio impugnato. 

4.2. La tassa di giustizia è posta a carico del ricorrente, secondo soccombenza
(art. 47 cpv. 1 LPAmm). Non vengono assegnate ripetibili (art. 49 cpv. 1 LPAmm)
al resistente, che non si è avvalso del patrocinio di un legale per la stesura
degli allegati di causa. 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

1.   Il ricorso è
respinto.

 

 

2.   La tassa di giustizia di fr. 1'800.-, già anticipata
dal ricorrente, resta a suo carico. Non si assegnano ripetibili. 

 

 

3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS
173.110).

 

 

	
  4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
vicepresidente                                                     La
vicecancelliera