# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e98afbe4-e043-53ea-956f-65a0ef1f430f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-03-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 08.03.2005 10.2004.287
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_10-2004-287_2005-03-08.html

## Full Text

Incarto
  n.

  10.2004.287/AMM

  DA
  2437/2004

  	
  Bellinzona

  8
  marzo 2005

   

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice della Pretura penale

  
	
  Marco Ambrosini

  
	
   

  
						

sedente con Barbara Marelli in
qualità di segretaria per giudicare

 

	
   

  	
  ACCU 1 

  (difesa dall’avv.,)

   

  

accusata di                1.     appropriazione indebita

                                         per avere, a __________ e __________,
nel periodo almeno dal giugno al 28 ottobre 1999, allo scopo di procacciarsi un
indebito profitto, in qualità di venditrice/tele­fonista della società __________
SA, __________, società attiva nel settore commerciale della vendita a
distanza, senza essere autorizzata e in violazione di quanto previsto nel
contratto di lavoro al punto 11 lett. c, trattenuto un numero imprecisato di
contratti di vendita, di conferme d'ordine, di tabulati, di schede contenenti i
nominativi e dati personali dei clienti di spettanza della società menzionata
(tutti documenti originali facenti parte del goodwill della società), a
lei affidati dalla società per la vendita a distanza di beni, in particolare
omettendo di riconsegnarli e mettendoli a disposizione della società __________
__________ AG, __________, concorrente diretta attiva nel medesimo settore
commerciale, per un valore commerciale stimato dalla parte civile di circa fr.
50 000.–;

                                 2.     ripetuto
delitto contro la LCSl

                                         per essere, nelle
circostanze di tempo e luogo di cui al punto 1, in qualità di
venditrice/telefonista della società __________ __________ AG, __________,
società attiva nel settore commerciale della vendita a distanza, senza essere
autorizzata dalla società __________ SA, __________, suo precedente datore di
lavoro attivo nello stesso settore commerciale e in violazione di quanto previsto
nel contratto di lavoro al punto 11 lett. a e c che la legava a quest'ultima
società, ripetutamente e intenzionalmente resasi colpevole di concorrenza sleale
ai sensi dell'art. 3 lett. b, d LCSI nei confronti della società __________ SA,
favorendo nel contempo la società __________ AG nella concorrenza e ingenerando
confusione nei clienti tra le merci e le prestazioni della __________ e quelle
della __________; 

                                         e meglio per avere, dopo
avere utilizzato a favore dell'attività commerciale della società __________ AG
i metodi di vendita e le proprie relazioni d'affari acquisiti in precedenza
presso la società __________ SA, e in particolare le schede contenenti i
nominativi e i dati personali dei clienti di spettanza di quest'ultima società,
a lei originariamente affidati dalla __________ per la vendita a distanza di beni
(documenti di cui si è indebitamente appropriata nelle modalità esposte al punto
1), 

                                         contattato i clienti della
società __________ SA avvalendosi dei canali commerciali societari definiti
sopra, offrendo e trasmettendo loro prodotti della società concorrente __________
AG, senza che i clienti venissero informati della differente origine dei
prodotti e speculando sul fatto che i clienti la riconoscessero come rappresentante
della __________;

reati previsti dagli                art. 138 n. 1 CP; 23 LCSI (in
relazione con l'art. 3 lett. b e d LCSI);

 

perseguita                          con decreto d’accusa DA
2437/2004 del 26 luglio 2004 del AINQ 1 che propone la condanna dell’imputata: 

                                         1.  alla pena di 45
(quarantacinque) giorni di detenzione sospesa condizionalmente per un periodo
di prova di 2 (due) anni,

                                         2.  al pagamento della tassa
di giustizia di fr. 100.– e delle spese di fr. 100.–,

                                         3.  rinvia la parte civile,
per eventuali richieste di risarcimento, al foro civile,

 

vista                                  l’opposizione al decreto
d’accusa interposta il 5 agosto 2004 dall’imputata;

 

indetto                               il
dibattimento 8 marzo 2005, cui sono comparsi l’accusata e il difensore;

 

accertate                           le
generalità dell'accusata, data lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio
dell'accusata;

 

sentito                               il
difensore, il quale – in estrema sintesi – chiede il
proscioglimento dell’accu­sata per difetto dei requisiti oggettivi e soggettivi
dei reati ascrittile; contesta 

                                        altresì la commisurazione
della pena, ritenuta in ogni caso sproporzionata; 

 

rispondendo                       ai seguenti quesiti:

                                     1.  se
l'imputata è autrice colpevole di appropriazione indebita e/o ripetuto delitto
contro la LCSl; 

                                     2.  in
caso di risposta affermativa al quesito n. 1:

                                         2.1  quale
pena dev'essere inflitta all'imputata,

                                         2.2  se
dev'essere concessa la sospensione condizionale della pena e, se sì, per quale
periodo di prova;

                                     3.  il
giudizio sugli oneri processuali;

 

preso atto                          che
nessuna parte ha chiesto nel termine di cui all'art. 276 cpv. 2 CPP la motivazione
scritta della sentenza, né ha formulato dichiarazione di ricorso;

 

visti                                   gli art. 41, 63 e 138 n. 1
CP; 3 lett. b, d e 23 LCSI; 9 segg. e 273 segg. CPP; 39 LTG;

 

dichiara                            ACCU
1 autrice colpevole di appropriazione
indebita, art. 138 n. 1 CP, 

                                         per avere, accettando
l’eventualità di procacciarsi un indebito profitto, in qualità di
venditrice/tele­fonista della società __________ SA, __________, società attiva
nel settore commerciale della vendita a distanza, senza essere autorizzata e in
violazione di quanto previsto nel contratto di lavoro al punto 11 lett. c, trattenuto
un contratto di vendita/conferma d'ordine e un numero imprecisato di schede
contenenti i nominativi e dati personali dei clienti di spettanza della società
menzionata (documenti originali facenti parte del goodwill della
società), a lei affidati dalla società per la vendita a distanza di beni, in
particolare omettendo di riconsegnarli e mettendoli a disposizione della
società __________ AG, __________, concorrente diretta attiva nel medesimo
settore commerciale;

proscioglie                       ACCU 1

                                         dall’accusa di ripetuto
delitto contro la LF sulla concorrenza sleale, art. 23 LCSI, per i fatti
descritti nel decreto d’accusa DA 2437/2004 del 26 luglio 2004;

 

condanna                         ACCU 1

                                         1.  alla pena di 10 (dieci)
giorni di detenzione sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2
(due) anni,

                                         2.  al pagamento delle
tasse e spese giudiziarie di complessivi fr. 300.–;

 

ordina                              l'iscrizione
della condanna a casellario giudiziale, che sarà cancellata trascorso il
periodo fissato dagli art. 80 e 41 n. 4 CP;

 

 

 

	
  Intimazione
  a:

  	
   

   

   

   

   

  – Ministero pubblico della Confederazione, Berna, 

  – Comando della Polizia cantonale, Bellinzona,

  – Sezione dei permessi e dell’immigrazione, Ufficio
  giuridico, Bellinzona,

  – Sezione esecuzione pene e misure, Torricella,

  – Servizio di coordinamento in materia di casellario
  giudiziale, Bellinzona,

  – Ufficio del Giudice dell'istruzione e dell'arresto,
  Lugano.

   

  

                                        

La
sentenza è definitiva.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  P_GLOSS_TERZI

  

Il giudice:                                                                                 La
segretaria:           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Distinta di pagamento         a carico della condannata:

                                         fr.                       150.–         tassa di giustizia

                                         fr.                       150.–         spese giudiziarie

                                         fr.                      300.–         totale