# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d07b512a-ed38-57b7-8597-0df89974dd8d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-05-23
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 23.05.2024 D-886/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-886-2024_2024-05-23.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-886/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 3  m a g g i o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Basil Cupa, Thomas Segessenmann,  

cancelliere Agostino Bullo. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), alias  

C._______, nato il (…), alias  

D._______, nato il (…), alias  

E._______, nato il (…),  

Afghanistan,   

patrocinato da Eliane Schmid,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 2 febbraio 2024 / N (…). 

 

 

D-886/2024 

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Fatti: 

A.  

A.a L’interessato, ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il 31 di-

cembre 2023, asserendo di essere minorenne (cfr. atto della Segreteria di 

Stato della migrazione [di seguito:SEM] n. [{…}]-2/2). Dai riscontri dattilo-

scopici dell’unità centrale del sistema europeo “Eurodac”, del 4 gen-

naio 2024, è risultato che il richiedente era entrato illegalmente in Bulgaria 

il (…) ottobre 2023 e che ha inoltrato una domanda d’asilo, sempre in Bul-

garia, il (…) novembre 2023 (cfr. atto della SEM n. 8/1). 

A.b Il 9 gennaio 2024, l’interessato ha sottoscritto la procura per il mandato 

alla rappresentanza legale (cfr. atto della SEM n. 10/1).  

A.c In data 25 gennaio 2024, con l’interessato si è tenuta la prima audi-

zione per richiedenti minorenni non accompagnati (cfr. atto della SEM 

n. 17/12) in presenza della sua rappresentante legale. In tale contesto, egli 

è stato in particolare questionato in merito alle sue generalità, alla sua pro-

venienza e circa il viaggio che lo ha condotto in Svizzera. Nel corso di tale 

colloquio, l’autorità di prima istanza ha altresì posto domande all’interes-

sato per quanto attiene all’asserita minore età, accordandogli il diritto di 

esser sentito relativamente al suo possibile trasferimento Dublino in Bulga-

ria. Inoltre, gli sono stati elencati i motivi per i quali la SEM ritenesse la sua 

minore età inverosimile, e per questo lo avrebbe considerato maggiorenne 

per il seguito della procedura, con una data di nascita modificata al 1°gen-

naio 2005. Data che è stata registrata nel Sistema d’informazione centrale 

sulla migrazione (SIMIC), il medesimo giorno dell’audizione (cfr. atto della 

SEM n. 18/3).  

A.d Sempre il 25 gennaio 2024, la SEM ha presentato all’autorità bulgara 

preposta, una domanda di ripresa in carico del richiedente, sulla base 

dell’art. 18 par. 1 lett. b del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento 

europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i mec-

canismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di 

una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati 

membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gaz-

zetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di se-

guito: RD III) (cfr. atto della SEM n. 19/5).  

A.e Il 30 gennaio 2024, le autorità bulgare preposte, hanno accettato la ri-

presa in carico dell’interessato, fondandosi sull’art. 18 par. 1 lett. c RD III. 

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Hanno inoltre indicato che nella loro registrazione, il richiedente è stato re-

censito con le generalità di B._______, nato il (…) (cfr. atto della SEM 

n. 24/1). 

B.  

Con decisione del 2 febbraio 2024, notificata il 5 febbraio 2024 (cfr. atto 

della SEM n. 27/1), la SEM non è entrata nel merito della domanda d’asilo 

dell’interessato giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b della legge sull’asilo (LAsi, RS 

142.31), con conseguente pronuncia del trasferimento del medesimo verso 

la Bulgaria ed esecuzione della predetta misura, nonché osservando che 

un eventuale ricorso contro la decisione non ha effetto sospensivo.  

C.  

Il 9 febbraio 2024 (cfr. timbro del plico raccomandata; data di entrata: 

12 febbraio 2024) l’interessato, per il tramite della sua rappresentante le-

gale, è insorto contro la decisione dell’autorità inferiore dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) postulando, in limine, la 

sospensione in via supercautelare dell’allontanamento e la concessione 

dell’effetto sospensivo al ricorso; nel merito l’annullamento della decisione 

impugnata e che la domanda d’asilo sia esaminata nel contesto di una pro-

cedura nazionale svizzera; in subordine la restituzione degli atti alla SEM 

per un nuovo esame delle allegazioni e per il completamento dell’istru-

zione. Contestualmente, egli ha proposto istanza di concessione dell’assi-

stenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento del relativo an-

ticipo.  

Quali nuovi documenti, al ricorso sono stati allegati un’asserita copia di un 

certificato vaccinale con scheda descrittiva di traduzione (cfr. sub doc. 3) e 

un’asserita copia di un certificato di nascita (cfr. sub doc. 4).  

D.  

In data 13 febbraio 2024 il Tribunale ha ordinato, a titolo supercautelare, la 

sospensione provvisoria dell’esecuzione dell’allontanamento dell’interes-

sato.  

E.  

Con atto integrativo al ricorso del 9 febbraio 2024, datato 28 febbraio 2024, 

il ricorrente ha trasmesso una riproduzione fotografica di un plico postale 

contenente i documenti originali allegati al ricorso, nonché una ricevuta at-

testante l’avvenuta spedizione dall’Iran in data 7 febbraio 2024. Entrambi i 

mezzi di prova sono stati correlati dalla rispettiva scheda descrittiva.  

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F.  

Con ulteriore atto integrativo trasmesso in data 21 marzo 2024, l’interes-

sato ha trasmesso quale mezzi di prova un libretto vaccinale e certificato 

di nascita in originale.  

G.  

Con decisione incidentale del 26 marzo 2024 il Tribunale ha accolto 

l’istanza di dispensa dal pagamento dell’anticipo, riservandosi di decidere 

in prosieguo di procedura in merito alle spese processuali, e ha invitato la 

SEM ha inoltrare una risposta al ricorso e agli atti integrativi prevenuti suc-

cessivamente.  

H.  

Invitata a determinarsi sul ricorso del 9 febbraio 2024, l’autorità inferiore ha 

presentato la sua risposta al ricorso il 4 aprile 2024, con cui sostanzial-

mente ha riconfermato le proprie conclusioni, indicando al contempo che i 

nuovi mezzi di prova non possano giustificare una modifica della decisione 

impugnata.  

I.  

Tramite osservazioni del 16 aprile 2024, il ricorrente ha replicato alle os-

servazioni dell’autorità inferiore, informando il Tribunale che Eliane Schmid 

era la nuova patrocinatrice del ricorrente a causa della partenza dalla pro-

tezione giuridica di Rosa Maisto.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza.  

 

  

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Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla legge sul Tri-

bunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32) e 

dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110), in 

quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).  

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L’atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell’art. 5 PA.  

2.  

Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici (art. 21 

cpv. 1 LTAF).  

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una deci-

sione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad esami-

nare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1).  

4.  

4.1 D’ingresso è opportuno esaminare le censure formali sollevate dal ri-

corrente nel suo gravame, in quanto sono suscettibili di condurre all’annul-

lamento della decisione impugnata (cfr. DTF 144 I 11 consid. 5.3 e rif. ivi 

citati, 142 II 218 consid. 2.8.1 e rif. cit., 138 I 232 consid. 5; DTAF 2019 

VI/6 consid. 4.1, 2013/34 consid. 4.2, 2013/23 consid. 6.1.3). In particolare, 

l’insorgente lamenta che l’autorità inferiore non avrebbe accordato il diritto 

all’assunzione delle prove offerte dal ricorrente non assegnando un termine 

entro il quale produrre i mezzi di prova offerti in originale. Egli sostiene che 

gli stessi, prodotti a sostegno delle allegazioni concernenti le proprie gene-

ralità, sarebbero stati potenzialmente idonei a incidere significativamente 

sulla legittimità del trasferimento in Bulgaria (cfr. n. 19 e segg., pag. 4 e 

segg. del ricorso). In tal senso, l’autorità inferiore avrebbe violato il suo 

obbligo di motivazione e conseguentemente il diritto di essere sentito 

dell’insorgente.    

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4.2 Dalla lettura della decisione avversata, agli occhi del tribunale l’autorità 

inferiore ha sufficientemente indicato le argomentazioni che hanno fondato 

l’apprezzamento anticipato dei mezzi di prova che il ricorrente avrebbe vo-

luto produrre in originale (cfr. p.to II pag. 3 e 4 della decisione impugnata). 

A titolo abbondanziale, si rammenta che la facoltà data all’autorità di valu-

tare anticipatamente un mezzo di prova, e quindi di scartarlo se effettiva-

mente ininfluente, non deve sconfinare nell’arbitrarietà. In altri termini, l’au-

torità giudicante deve esporre i motivi che l’hanno indotta a negare l’assun-

zione di un determinato mezzo di prova (cfr. Giurisprudenza e informazioni 

della Commissione svizzera di ricorso in materia d’asilo [GICRA] 2004 

n. 17 pag. 111 e segg.). La violazione del diritto di essere sentito, essendo 

di natura formale, implica – in principio – l’annullamento della decisione 

impugnata, senza che il ricorrente debba provare un interesse materiale al 

suo annullamento. È fatta eccezione a questa regola rigida – e dunque la 

violazione può essere sanata in sede ricorsuale – allorquando l’interessato 

abbia la facoltà di esprimersi innanzi ad un’autorità di ricorso che gode di 

piena cognizione, il vizio non sia grave, ragione per cui l’annullamento del 

giudizio querelato con rimando all’autorità inferiore costituirebbe un’inutile 

formalità (cfr. GICRA 1994 n. 29; 1998 n. 34). Nel concreto, anche dovesse 

esserci stata una violazione in tal senso, la stessa è stata sanata durante 

la procedura ricorsuale, in quanto l’interessato ha avuto modo di trasmet-

tere la documentazione originale e su quest’ultima, la SEM, ha preso posi-

zione il 4 aprile 2024 (cfr. atto TAF n. 7). Pertanto, in realtà, con le sue mo-

tivazioni, il ricorrente intende contestare la validità della domanda di ripresa 

in carico formulata dalla Svizzera come pure della consequenziale compe-

tenza della Bulgaria per l’esame della sua domanda d’asilo, aspetti però 

che riguardano una questione di merito e non formali, e che verranno 

quindi esaminati dappresso.  

4.3 Ne discende quindi che la censura formale sollevata dall’insorgente 

deve essere disattesa. La conclusione formulata in subordine nel ricorso, 

tendente alla restituzione degli atti alla SEM per il completamento 

dell’istruttoria, deve di conseguenza pure essere respinta. Per il resto le 

censure dell’interessato, riguardando anche in alcuni punti aspetti materiali 

della vertenza, verranno in tal senso trattate dappresso. 

5.  

5.1 Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di 

una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato 

terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l’esecuzione della 

procedura di asilo e allontanamento.  

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5.2  

5.2.1 In tale contesto, qualora la questione della minore età dell’interessato 

sia oggetto di disputa, si necessita di dirimere preliminarmente tale aspetto, 

essendo il medesimo determinante sia a livello procedurale (art. 17 cpv. 3 

LAsi) sia nell’ambito della determinazione dello Stato responsabile per 

l’esame della domanda di asilo (cfr. art. 8 RD III; DTAF 2019 I/6 consid. 3.3 

con riferimenti citati).  

5.2.2 Appare d’uopo rammentare all’insorgente che, per quanto concerne 

la minore età, è al richiedente l’asilo che incombe l’onere della prova al 

riguardo. In presenza di un accertamento dei fatti esaustivo e corretto, se 

la valutazione globale degli atti di causa non permette di ritenere che l’in-

teressato la abbia resa verosimile, questi sarà tenuto ad assumersene le 

conseguenze, venendo pertanto considerato maggiorenne (cfr. DTAF 2019 

I/6 consid. 5.4 e rif. ivi citati).  

5.2.3  

5.2.3.1 Venendo alla presente disamina, dapprima si rimarca come all’en-

trata in Svizzera il ricorrente abbia indicato la data di nascita del (…) (cfr. 

atto della SEM n. 2/2). In audizione, egli ha invece soltanto asserito di es-

sere nato nell’anno (…) (secondo il calendario solare, equivalente al {…} 

nel calendario gregoriano), di avere (…) anni e affermando in merito all’età 

che: “fino a pochi giorni fa non la conoscevo in questi giorni ho ricevuto la 

taskara e ho visto che c’era questa data ([…]) poi ho anche guardato i do-

cumenti della scuola”. Interrogato in merito al fatto che sul modulo di regi-

strazione dei suoi dati personali ci sarebbe indicata la data di nascita (…), 

il ricorrente non ha saputo precisare se la stessa fosse corretta. Infatti, ha 

dapprima affermato di aver riempito in prima persona la parte in farsi, men-

tre l’altra parte sarebbe stata riempita da un funzionario o da qualcuno della 

sicurezza. In seguito ha dichiarato di aver detto alla persona che ha com-

pilato la parte in inglese che non sapeva il giorno e il mese e questa per-

sona avrebbe messo una data a caso, copiata successivamente dal ricor-

rente (cfr. atto della SEM n. 17/12, p.to 1.06, pag. 3). Tali dichiarazioni, già 

di per sé contradditorie in quanto sul formulario dei dati personali viene 

riportati che lo stesso è riempito personalmente dal ricorrente (cfr. atto della 

SEM n. 2/2), risultano discordanti anche con il fatto che egli avrebbe avuto 

conoscenza della sua data di nascita solamente pochi giorni prima quando 

avrebbe ricevuto la taskara (cfr. atto della SEM n. 17/12, p.to 1.06, pag. 3). 

Difatti, se tale ultimo asserto fosse veritiero, egli non avrebbe avuto cono-

scenza della propria data di nascita prima d’ottenere copia della taskara, 

ovvero successivamente alla compilazione della propria domanda d’asilo.  

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5.2.3.2 Quanto poi presente nella taskara, prodotta soltanto in copia dall’in-

sorgente – quindi potendo riconoscerle soltanto un valore probatorio ri-

dotto, non essendo possibile verificarne l’autenticità e non potendo essere 

esclusa una sua manipolazione o falsificazione (cfr. per quanto attiene alla 

giurisprudenza costante del Tribunale in rapporto al valore probatorio di 

una taskara la DTAF 2019 I/6 consid. 6.2 e rif. cit.) – non corrisponde alle 

date di nascita da lui asserite in corso di procedura dinnanzi all’autorità 

inferiore (di avere 17 anni, ovvero di essere nato nel […]). Difatti, dalla tra-

duzione interna effettuata dalla SEM della fotografia della copia della ta-

skara presentata dall’insorgente, risulta che il richiedente – alla data 

d’emissione della taskara del (…) marzo (…) – avrebbe avuto 14 anni nel 

(…) (corrispondente nel calendario gregoriano al […]). Quindi la stessa non 

dà atto di alcuna data di nascita chiara.  

5.2.3.3 Anche il certificato vaccinale e il certificato di nascita, prodotti sol-

tanto con il ricorso, al contrario di quanto lasciato intendere nel gravame, 

aggiunge ulteriori contraddizioni agli asserti rilasciata in audizione dall’in-

sorgente. Invero, i due documenti riporterebbero ancora una data di nascita 

differente – il (…) (corrispondente secondo la traduzione fatta dalla SEM al 

[…] secondo il calendario gregoriano) – da quelle da lui allegate in corso di 

procedura. Pertanto la nuova documentazione non solo non è atta a ren-

dere verosimile la minore età del ricorrente, ma introduce ulteriori contrad-

dizioni, ciò che incrina ulteriormente la verosimiglianza degli asserti esposti 

dal ricorrente. Stupisce poi che tali documenti abbiano potuto essere pro-

dotti dall’insorgente in fase ricorsuale, allorché durante l’audizione RMNA, 

interrogato riguardo ad altri documenti a parte la taskara e il certificato sco-

lastico che potessero attestare della sua minore età, egli ha laconicamente 

risposto non avere altri documenti (cfr. atto della SEM n. 17/12, p.to 4.04, 

pag. 8).  

5.2.3.4 Da ultimo si constata che anche ulteriori elementi vengono ad in-

taccare fortemente le allegazioni dell’insorgente in merito all’età dichiarata, 

già sufficientemente e correttamente motivati nella decisione impugnata 

(cfr. p.to II, pag. 3 e segg.), nonché alle ulteriori allegazioni trasmesse dalla 

SEM quale risposta al ricorso in data 4 aprile (cfr. atto TAF n. 7), alle quali 

si rinvia evitare inutili ridondanze.  

5.2.4 Le evidenti discrepanze, incoerenze e vaghezze negli asserti dell’in-

sorgente, anche rispetto alla documentazione da lui presentata, sopra con-

siderate, non possono trovare spiegazione nel livello di alfabetizzazione e 

le condizioni socioculturali di provenienza, che secondo il ricorrente sareb-

bero atte a giustificare eventuali imprecisioni delle dichiarazioni rese 

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dall’interessato in ordine a tempie ed eventi del proprio vissuto, come pro-

posto nel ricorso. Difatti tali suoi asserti si scontrano con altre sue afferma-

zioni che sono risultate piuttosto precise e chiare rispetto ad elementi della 

sua biografia (ad esempio rispetto a quanto tempo avrebbe soggiornato in 

Iran, Turchia, Bulgaria o ancora i paesi in cui ha transitato prima di arrivare 

in Svizzera ovvero Serbia, Bosnia, Croazia, Slovenia e Italia, cfr. atto della 

SEM n. 17/12, p.to 5.02, pag. 8). Ciò che non può invece essere detto per 

le dichiarazioni inerenti alla propria età.  

5.2.5 In conclusione, anche il Tribunale, in un’attenta valutazione globale 

di tutti gli elementi presenti all’incarto, ritiene dunque fondata la valutazione 

di cui all’avversata decisione, e considera che non vi fosse in particolare 

alcuna necessità di ordinare una perizia medico-legale al fine di accertare 

la sua età anagrafica – peraltro anche secondo i suoi asserti molto vicina 

alla maggiore età – così come invece chiesto dalla sua rappresentante le-

gale alla fine del verbale RMNA (cfr. atto della SEM n. 17/12, p.to 8.01, 

pag. 10) e ribadito nel gravame (cfr. p.to III, pag. 7 e segg. in particolare 

n. 45, pag. 10). Il Tribunale non può quindi che sottoscrivere la conclusione 

alla quale è giunta l’autorità di prime cure, nel senso che il ricorrente non 

ha reso credibile di essere minorenne al momento del suo arrivo in Sviz-

zera, ciò che comporta che egli venga ritenuto maggiorenne in conformità 

con la giurisprudenza succitata (cfr. consid. 5.2.2), per il che le disposizioni 

normative inerenti ai minorenni non gli erano applicabili ed egli non se ne 

può a ragione avvalere. Inoltre, il Tribunale giunge al convincimento per 

una verosimiglianza preponderante di maggiore età del ricorrente, senza 

ulteriori dubbi fondati che ne incrinino la prima, o che si debba ricorrere ad 

ulteriori atti istruttori per fugare i secondi. In tal senso, questa valutazione 

si discosta dalle fattispecie presenti nelle sentenze del Tribunale citate nel 

ricorso dall’insorgente, ed egli non può quindi prevalersi delle stesse a ra-

gione. Ciò posto, non risulta esservi spazio in specie per un’applicazione 

del principio “in dubio pro minore” a cui si riferisce il ricorrente nella sua 

impugnativa (cfr. n. 38, pag. 8 del ricorso) e la SEM, non doveva quindi 

tenerne conto nella sua valutazione.  

6.  

6.1 Proseguendo nell’analisi, la SEM, nel contesto della procedura Dublino 

e nel caso di una procedura di ripresa in carico (inglese: take back), come 

è il caso di specie, non entra nel merito di una domanda d’asilo ai sensi 

dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi quando, senza aver effettuato un nuovo 

esame di determinazione dello Stato membro competente secondo il capo 

III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1), e previa accettazione espressa 

o tacita di ripresa in carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in 

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questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2), conclude che un altro Stato è 

competente per l’esecuzione della procedura e allontanamento.  

6.2 Nel caso in parola, le investigazioni effettuate dalla SEM hanno rivelato, 

dopo consultazione dell’unità centrale del sistema europeo “Eurodac”, che 

il richiedente era entrato illegalmente in Bulgaria il 26 ottobre 2023 e che 

ha inoltrato una domanda d’asilo, sempre in Bulgaria, il 9 novembre 2023 

(cfr. atto della SEM n. 8/1). Dopo aver effettuato l’audizione RMNA, rite-

nendo inverosimile la minore età da lui allegata, l’autorità svizzera preposta 

ha formulato una domanda di ripresa in carico all’omologa bulgara, ai sensi 

dell’art. 18 par. 1 lett. b RD III, in data 25 gennaio 2024 (cfr. atto della SEM 

n. 19/5). La Bulgaria ha risposta affermativamente entro il termine di cui 

all’art. 25 par. 1 RD III, il 30 gennaio 2024, fondandosi sull’art. 18 par. 1 

lett. c RD III (cfr. atto della SEM n. 24/1). A tali condizioni, la Bulgaria è 

quindi tenuta, in principio a riprendere in carico l’insorgente, al fine di trat-

tare la sua domanda d’asilo.  

7.  

7.1.1 Ciò posto, occorre esaminare se, giusta l’art. 3 par. 2 RD III, vi siano 

fondati motivi di ritenere che sussistano delle carenze sistemiche nella pro-

cedura d’asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti in Bulgaria, 

che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante ai sensi 

dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (GU C 

364/1 del 18.1.2000; di seguito: CartaUE).  

7.1.2 È opportuno innanzitutto ricordare che tale Paese è legato alla pre-

detta CartaUE ed è parte alla Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto 

dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30), alla CEDU (RS 0.101) e alla Con-

venzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti 

crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105) e, a tale titolo, ne 

applica le disposizioni. A tali condizioni, questo Stato è presunto rispettare 

la sicurezza dei richiedenti l’asilo, in particolare il loro diritto all’esame della 

loro domanda, secondo una procedura giusta ed equa, e a garantire loro 

una protezione conforme al diritto internazionale ed europeo (cfr. direttiva 

2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 

recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello 

status di protezione internazionale [di seguito: direttiva procedura]; direttiva 

2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 

recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazio-

nale [di seguito: direttiva accoglienza]).  

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Pagina 11 

7.1.3 Inoltre, in esito ad un esame approfondito, il Tribunale ha statuito che, 

se il sistema d’asilo bulgaro presenta effettivamente delle carenze che ri-

guardano sia la procedura d’asilo sia le condizioni d’accoglienza e di de-

tenzione dei richiedenti l’asilo, queste, certo preoccupanti, non costitui-

scono tuttavia delle carenze sistemiche ai sensi dell’art. 3 par. 2 RD III (cfr. 

sentenza di riferimento del Tribunale F-7195/2018 dell’11 febbraio 2020 

consid. 6 e, in particolare, consid. 6.6.7). Da allora, tale giurisprudenza è 

stata confermata a più riprese, anche tenendo conto della situazione di 

pressione continua sul sistema d’asilo bulgaro, dovuta all’entrata di richie-

denti l’asilo ucraini a causa del conflitto nel loro paese (cfr. tra le altre le 

sentenze del Tribunale F-3725/2023 dell’8 gennaio 2024 consid. 4.2.4,  

D-7179/2023 dell’8 gennaio 2024 consid. 6.2, F-64/2024 dell’8 gennaio 

2024 consid. 3.4, D-6106/2023 del 16 novembre 2023 pag. 9). Le consta-

tazioni generali ed astratte formulate nel ricorso, con riferimento a dei rap-

porti redatti da organismi internazionali – anche per quanto concerne i ri-

chiedenti l’asilo afghani – nonché le allegazioni dell’interessato (cfr. anche 

infra consid. 8.3.2.1) non sono in grado, di per sé sole, di far giungere il 

Tribunale ad altra conclusione.  

7.1.4 In assenza quindi di una pratica avverata da parte della Bulgaria di 

violazioni sistematiche di norme comunitarie in materia, la presunzione del 

rispetto da parte di questo Stato dei suoi obblighi inerenti ai diritti dei richie-

denti l’asilo, non è confutata. Pertanto, l’applicazione dell’art. 3 par. 2 RD 

III non si giustifica nel caso di specie.  

8.  

8.1 Per opporsi al suo trasferimento, l’interessato ha rilevato, in sostanza, 

che nel caso di un suo rinvio verso la Bulgaria, egli sarebbe esposto a delle 

condizioni d’accoglienza e di trattamento della sua domanda d’asilo lacu-

nose e carenti. Egli temerebbe quindi, anche poiché avrebbe sperimentato 

direttamente le condizioni precarie e di violenza da parte degli agenti bul-

gari nel sistema d’asilo del predetto Paese, di essere respinto senza che 

la sua domanda d’asilo venga esaminata correttamente in tale Stato, in 

assenza di garanzie procedurali. Vi sarebbe quindi il rischio per l’insor-

gente, di subire delle misure che violino l’art. 3 CEDU e l’art. 4 CartaUE. In 

tale contesto, egli si è prevalso – implicitamente – dell’applicazione delle 

clausole discrezionali previste all’art. 17 RD III e all’art. 29a cpv. 3 Oasi.  

8.2 Giusta l’art. 17 par. 1 RD III (“clausola di sovranità”), disposizione con-

cretizzata in diritto interno svizzero all’art. 29a cpv. 3 OAsi 1, ciascuno Stato 

membro può decidere di esaminare una domanda di protezione internazio-

nale presentata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche 

D-886/2024 

Pagina 12 

se tale esame non gli compete in base ai criteri stabiliti nel RD III. Come 

ritenuto dalla giurisprudenza, la SEM è obbligata ad applicare la clausola 

di sovranità e ad entrare nel merito della domanda d’asilo, se il trasferi-

mento del richiedente nel paese di destinazione contravviene ad una 

norma imperativa del diritto internazionale. Può inoltre ammettere tale re-

sponsabilità per dei “motivi umanitari”, ai sensi dell’art. 29a cpv. 3 OAsi 1. 

Nell’applicazione di quest’ultima disposizione, la SEM, dispone di potere di 

apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Al contrario, se il tra-

sferimento del richiedente nel paese di destinazione contravviene ad una 

norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle della CEDU, l’au-

torità inferiore è obbligata ad applicare la clausola di sovranità e ad entrare 

nel merito della domanda d’asilo ed il Tribunale dispone di potere di con-

trollo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1).  

8.3  

8.3.1 L’insorgente non ha dimostrato, né reso verosimile, con elementi con-

creti e sostanziati l’esistenza di un rischio concreto che le autorità bulgare 

rifiuterebbero di riprenderlo in carico e che non porterebbero a termine 

l’esame della sua domanda d’asilo, in violazione della direttiva procedura. 

Inoltre, non ha fornito alcun elemento concreto suscettibile di dimostrare 

che la Bulgaria non rispetterebbe il principio di non-respingimento e quindi 

non ottempererebbe ai suoi obblighi internazionali, allontanandolo verso 

un paese dove, la sua vita, la sua integrità fisica o la sua libertà, sarebbero 

seriamente minacciate, o ancora da dove rischierebbe di essere obbligato 

a recarsi in un tale paese.  

8.3.2  

8.3.2.1 Per quanto concerne poi i maltrattamenti che il ricorrente avrebbe 

subito in Bulgaria elencate nel corso del verbale PA-RMNA (cfr. atto della 

SEM n. 17/12, p.to. 8.01, pag. 11), il Tribunale, per quanto abbia constatato 

nella sua sentenza di riferimento, che le condizioni in Bulgaria, presenta-

vano effettivamente delle carenze dal profilo in particolare dell’accesso alle 

cure mediche e delle condizioni sanitarie e materiali dei centri, nonostante 

i miglioramenti constatati in quest’ultimo ambito (cfr. sentenza di riferimento 

F-7195/2018 precitata consid. 6.6.3); ha tuttavia considerato, sulla base 

delle informazioni a disposizione che, seppure le condizioni di detenzione 

continuavano ad essere precarie, non potevano essere di primo acchito 

qualificabili come trattamenti inumani e degradanti (cfr. sentenza di riferi-

mento F-7195/2018 precitata consid. 6.6.7).  

8.3.2.2 Nella presente disamina, l’insorgente, giovane, senza responsabi-

lità famigliare, nonché in assenza di atti di causa contrari pure in buona 

D-886/2024 

Pagina 13 

salute, non ha apportato neppure con il ricorso degli elementi concreti atti 

a corroborare il fatto che egli sarebbe stato personalmente sottoposto a dei 

maltrattamenti in Bulgaria, essendo che le sue allegazioni in tal senso – 

anche riferite a dei rapporti che riportano informazioni generiche sulla situa-

zione di richiedenti l’asilo nel suddetto Stato – si limitano a delle semplici 

affermazioni, non supportate da alcun elemento di qualsivoglia consistenza 

e sostanza. Per quanto le condizioni d’accoglienza in Bulgaria siano in 

parte da ritenere come difficili, e siano nettamente inferiori a quelle che 

prevalgono in Svizzera, il ricorrente non ha dimostrato che tali condizioni 

d’esistenza rivestirebbero un grado di gravità e di disagio da essere costi-

tutive di un trattamento contrario agli art. 4 CartaUE, 3 CEDU o 3 Conv. 

tortura. Nel caso di necessità, egli potrà inoltre senz’altro rivolgersi alle au-

torità preposte presenti in loco e richiedere il rispetto dei suoi diritti d’acco-

glienza anche per vie legali (cfr. art. 26 direttiva accoglienza; cfr. anche 

nello stesso senso la sentenza del Tribunale F-3725/2023 dell’8 gennaio 

2024 consid. 6.2.4), ciò che non appare egli abbia intrapreso in passato. 

Anche riguardo agli asserti generici di maltrattamenti da parte di agenti bul-

gari nel periodo in cui egli era presso tale struttura definita da egli mede-

simo “campo chiuso”, se il ricorrente dovesse ritenere di essere stato mal-

trattato da personale delle autorità, o che lo sarà in futuro, sarà sua incom-

benza rivolgersi alle preposte autorità o al sistema di giustizia presenti nello 

Stato in questione, che sono di principio disposti ed in grado di fornire la 

protezione sufficiente da minacce o agiti illeciti da parte di terze persone, 

nel caso di bisogno anche con l’aiuto di organizzazioni caritative ivi presenti 

(cfr. nello stesso senso ad esempio la sentenza del Tribunale D-2432/2023 

del 10 maggio 2023 consid. 8.2).  

8.4 Visto quanto sopra, la SEM non ha quindi violato gli obblighi interna-

zionali della Svizzera, pronunciando il trasferimento dell’interessato verso 

la Bulgaria. Non vi è pertanto motivo di applicare la clausola discrezionale 

di cui all’art. 17 par. 1 RD III.  

8.5 Infine, alla luce di quanto sopra, non traspaiono neppure elementi che 

permettano di ritenere che la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria il 

potere d’apprezzamento di cui dispone in rapporto all’art. 29a cpv. 3 OAsi 

1 (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.).  

8.6 Di conseguenza, in mancanza dell’applicazione di tali norme da parte 

della Svizzera, la Bulgaria è competente per l’esame della domanda d’asilo 

del ricorrente ai sensi del RD III ed è tenuta a riprenderlo in carico in osse-

quio alle condizioni poste nel predetto. Pertanto, il ricorso deve essere re-

D-886/2024 

Pagina 14 

spinto e la decisione della SEM confermata, previa revoca delle misure 

cautelari pronunciate dal Tribunale il 13 febbraio 2024. 

9.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di conces-

sione dell’effetto sospensivo al gravame, è divenuta senza oggetto. 

10.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccom-

benza, sarebbero da porre a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 

nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, non essendo state le conclusioni ricor-

suali d’acchito sprovviste di possibilità di esito favorevole e potendo partire 

dal presupposto che l’insorgente sia indigente, v’è luogo di accogliere la 

domanda di assistenza giudiziaria nel senso della dispensa dal pagamento 

delle spese di giustizia (art. 65 cpv. 1 PA). 

11. La presente decisione non concerne persone contro le quali è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata nello Stato che hanno ab-

bandonato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF).  

La pronuncia è quindi definitiva. 

(dispositivo alla pagina seguente)  

  

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Pagina 15 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

Le misure supercautelari pronunciate il 13 febbraio 2024 sono revocate. 

3.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è accolta. 

4.  

Non si prelevano spese processuali. 

5.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Agostino Bullo 

 

 

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