# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7b57c4d4-cfbd-5e91-9646-2bfa3ef99027
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-08-12
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 12.08.2014 14.2014.77
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2014-77_2014-08-12.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2014.77

  	
  Lugano

  12 agosto 2014/lw

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente 

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Baur
  Martinelli

  

 

 

statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG)
nella causa inc. n. 13/2014 (rigetto definitivo dell’opposizione) della
Giudicatura di pace del Circolo di Olivone promossa con istanza 14 febbraio 2014 da:

 

	
   

  	
  CO 1 

  (rappr. RA 1,)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando sul reclamo dell’11 aprile 2014 presentato da RE 1 contro la decisione emessa il 2 aprile 2014 dal Giudice di pace;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Con
precetto esecutivo n. __________ emesso il 23 ottobre 2013 dall’Ufficio esecuzione e fallimenti di Blenio (doc. E), lo CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 1'430.– oltre interessi al 2.5% dal 22 ottobre 2013
(indicando quale titolo di credito: “imposta”) e fr. 19.65 (per “interessi
aggiornati sino al 21.10.2013”).

 

                            B.  Avendo
RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 14 febbraio 2014 l’escutente ne ha chiesto il rigetto definitivo al Giudice di pace del
Circolo di Olivone. Nel termine impartito, l’escusso si è opposto all’istanza
con osservazioni scritte del 13 marzo 2014. All’udienza di discussione tenutasi il 24 marzo 2014, il convenuto si è nuovamente opposto all’istanza.

 

                            C.  Statuendo
con decisione 2 aprile 2014, il Giudice di pace ha accolto l’istanza e
rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dalla parte convenuta,
ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 50.–.

 

                            D.  Contro
la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo dell’11 aprile 2014. A controparte il reclamo non è stato intimato.

 

Considerando

 

in diritto:              1.  La
sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una
decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC),
contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG).

 

                           1.1  Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC).
Presentato l’11 aprile 2014 contro la sentenza intimata a RE 1 il 2 aprile 2014, in concreto il reclamo è tempestivo.

 

                           1.2  La
Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo
sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC,
imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare e di spiegare
perché la sentenza impugnata sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue
opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del
Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore
(art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere
censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente
errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni
di fatti e mezzi di prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                             2.  Nella
decisione impugnata, il Giudice di pace ha ritenuto i documenti prodotti
dall’istante valido titolo di rigetto definitivo dell’opposizione per l’importo
posto in esecuzione.

 

                             3.  Con
il reclamo RE 1 non contesta il debito d’imposta, che dice di voler pagare.
Allegando difficoltà finanziarie egli ne chiede però la rateazione.

 

                             4.  In
virtù degli art. 80 e 81 LEF, il giudice pronuncia il rigetto definitivo dell’opposizione
ove il credito posto in esecuzione sia fondato su una decisione giudiziaria
esecutiva o un titolo parificato, a meno che l’escusso provi con documenti che
dopo l’emanazione della decisione il debito è stato estinto, il termine per il
pagamento è stato prorogato o che è intervenuta la prescrizione. La procedura
di rigetto è una procedura documentale (Aktenprozess), il cui scopo non
è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di
un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo
prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza
esecutiva ove l’escusso non renda immediatamente verosimili eccezioni
liberatorie (DTF 132 III 142, consid. 4.1.1).

 

                           4.1  Nella
fattispecie l’istante fonda la propria pretesa nei confronti del
convenuto sulla decisione di tassazione del 6 febbraio 2013 dell’Ufficio circondariale di tassazione di Biasca per la riscossione dell’imposta annua intera
su prestazioni in capitale provenienti della previdenza, su cui è stato apposto
il timbro di passaggio in giudicato e di regolare intimazione all’interessato
(doc. B). Questo documento costituisce un valido titolo di rigetto definitivo
dell’opposizione per l’importo posto in esecuzione, ciò che il reclamante
d’altronde non nega.

 

                                4.2  In
virtù dell’art. 81 cpv. 1 LEF l’escusso può opporsi al rigetto definitivo ove
provi con documenti che dopo la sentenza il debito è stato estinto o il termine
per il pagamento è stato prorogato ovvero dimostri che è prescritto. Nel caso
specifico, il convenuto non solleva nessuna di quelle eccezioni. Egli si limita
a chiedere la rateazione del pagamento del credito posto in esecuzione. Tale
richiesta, tuttavia, non è un motivo che secondo la legge – e segnatamente
l’art. 81 LEF – l’autorità giudiziaria può prendere in considerazione per
respingere o sospendere l’istanza di rigetto
dell’opposizione. Semmai, l’escusso deve chiedere la rateazione all’Ufficio
esazione e condoni o al competente ufficio di esecuzione e fallimenti in
sede di realizzazione dei beni pignorati (cfr. art. 123 LEF). Il Giudice
di pace non era dunque abilitato ad accogliere la richiesta del reclamante né a
prendere in considerazione la sua situazione economica. Donde la reiezione del
reclamo.

 

                             5.  La
tassa del presente giudizio segue la soccombenza, mentre non si assegnano
ripetibili, il reclamo non essendo stato intimato alla controparte per
osservazioni (art. 106 cpv. 1 CPC). Circa i
rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore
litigioso, di fr. 1'430.–, non raggiunge la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il
reclamo è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

 

                             2.  La
tassa di giustizia e le spese processuali di complessivi fr. 100.– relative
al presente giudizio, già anticipate dal reclamante, sono poste a suo carico.

 

                             3.  Notificazione
a:

	
   

  	
  –  

  –  

   

  

                                  Comunicazione
alla Giudicatura di pace di Olivone.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                 La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni
dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo se la controversia concerne “una
questione di diritto di importanza fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove
tale presupposto non sia adempiuto è dato, entro lo stesso termine, il ricorso
sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi
previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso è sospeso
durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 2 LTF).