# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2b5dd850-5f34-5a25-98ce-668dcde2e3cd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-12-27
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 27.12.1999 15.1999.00139
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1999-00139_1999-12-27.html

## Full Text

Incarto n.

  15.1999.00139

  	
  Lugano

  27 dicembre
  1999

  MR/fc/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

statuendo sul ricorso 28 luglio 1999

 

	
   

  	
  __________ 

  
	
   

  	
   

   

  	 

 

contro l’operato dell’Ufficio di esecuzione del
Distretto di Lugano,  

e meglio contro l'esecuzione del sequestro n.
__________ decretato il 19 luglio 1999 dal Pretore del Distretto di Lugano,
Sezione 5, su istanza di 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  entrambi patr. dallo studio legale
  __________

  

 

nei confronti di 

 

	
   

  	
  __________,

  

 

Viste le osservazioni 3 agosto 1999 della __________ 9 agosto 1999
di __________ e della __________ e 12 agosto 1999 dell'UE di Lugano;

 

esaminati atti e
documenti;

 

 

ritenuto 

 

 

in fatto:

                                  A.   Su
istanza di __________, (__________) e della __________) la Pretore della
Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5, con decreto 19 luglio 1999 ha
ordinato - sulla base dell’art. 271 cpv.1 n.4 LEF e per un credito di Fr.
3'873'444.50 oltre accessori - il sequestro presso l’__________, Succursale di
__________, del "conto bancario no. __________ intestato ad __________,
succursale di __________ e ogni altra relazione bancaria (…) intestata ad
__________, succursale di __________ e/o __________, comprensivi di tutti i
beni, crediti, valori, titoli e diritti di ogni tipo che si trovano o
entreranno su detti conti, depositi titoli e cassette di sicurezza" fino a
concorrenza del credito.

 

                                  B.   Lo
stesso giorno l’UE di Lugano ha eseguito il sequestro, impartendo alla banca le
diffide di rito (n. __________). Sul verbale di sequestro 19 luglio 1999 -
spedito alle parti il 5 agosto 1999 - è riportata testualmente la formulazione
del decreto di sequestro, in particolare l'espressione “comprensivi di tutti i
beni, crediti, valori, titoli e diritti di ogni tipo che si trovano o
entreranno su detti conti, depositi titoli e cassette di sicurezza”. E’ fatta inoltre
menzione che l’istituto bancario è stato invitato in particolare “ad accertare
l’esistenza o meno di quanto espressamente indicato“ e a non disporre di quanto
forma oggetto del sequestro senza autorizzazione esplicita dell’Ufficio.

 

                                  C.   Con ricorso 28 luglio 1999 contro l’esecuzione del sequestro,
__________ postula in sostanza l’annullamento del sequestro nella misura in cui
si riferisce ad averi che entreranno sui conti, nei depositi titoli o nelle
cassette di sicurezza cui si riferisce il sequestro, affermando in sostanza che
la formulazione utilizzata comprende anche pretese future rispettivamente averi
patrimoniali derivanti da rapporti giuridici non ancora esistenti al momento
della ricezione della notifica del sequestro, e in quanto tali pertanto non
sequestrabili.

 

                                  D.   Delle
osservazioni delle altre parti si dirà se del caso in seguito.

 

 

 

 

Considerando 

 

 

in diritto:                  1.   La legittimazione al ricorso deve essere riconosciuta a chi è
toccato nei propri interessi giuridicamente protetti da una misura dell’organo
d’esecuzione costitutiva almeno di pregiudizio di fatto attuale (DTF 119 III
83, 112 III 1; Amonn/ Gasser, Grundriss
des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, §6 n.24 p.40; Flavio Cometta, Commentario alla LPR,
Lugano 1998, n.3.3.1. ad art. 7 LPR). In concreto la ricorrente quale terzo
detentore d'un bene sequestrato, rispettivamente terza debitrice di un credito
sequestrato, è lesa in linea di principio nei suoi interessi giuridicamente
protetti dall’esecuzione del sequestro, atteso che il pregiudizio attuale si
sostanzia negli obblighi contrattuali che la banca ha nei confronti della sua
controparte, la cui violazione determinerebbe conseguenze risarcitorie ove
fossero stati omessi atti procedurali dovuti, ricorso compreso (CEF 18 agosto
1995 sui ricorsi Banca X. e R.R., cons.1; CEF 24 ottobre 1995 su ricorso Banca
Y., cons.1; CEF 19 agosto 1991 su ricorso Banca Z., cons. 2; cfr. DTF 108 III
116 s., 96 III 109 cons. 1; Amonn/ Gasser,
op.cit., § 6 N.28 p.41; Flavio Cometta,
Basler Kommentar zum SchKG, Vol.I, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n.45 ad art. 17
LEF).

 

 

                                   2.

                               2.1.   Per l’art. 272 cpv.1 LEF il sequestro viene concesso dal giudice del
luogo in cui si trovano i beni se il creditore rende verosimile l’esistenza di
un credito non garantito da pegno, di una causa di sequestro ex art. 271 cpv.1
n.1-5 nonché di beni appartenenti al debitore. Il giudice incarica poi
dell’esecuzione del sequestro l’ufficiale o altro funzionario o impiegato a cui
comunica il decreto di sequestro (art. 274 LEF), il quale procede in
applicazione analogica delle norme da 91 a 109 LEF concernenti il pignoramento
(art. 275 LEF). L'Ufficio deve tuttavia limitarsi a sequestrare i beni indicati
nel decreto di sequestro (DTF 112 III 115), atteso che nell'esecuzione (in via
di pignoramento) a convalida del sequestro i beni sequestrati - e solo quelli
(DTF 51 III 117) - saranno l'oggetto specifico del pignoramento (Amonn/ Gasser, op.cit., §51 n.99,
p.426). Contro l’errata esecuzione del decreto di sequestro ad opera
dell’organo esecutivo - in violazione cioè delle norme sul pignoramento - è
data la facoltà di ricorso ex art. 17 LEF all’autorità cantonale di vigilanza (cfr.
Jaeger/ Walder/ Kull/ Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs,
4. ed., Vol. II, Zurigo 1997/1999, n.5, 8 ad art. 275 LEF; Amonn/ Gasser, op.cit., §51 n.76,
p.421).

                               2.2.   Se
l’autorità di sequestro concede per errore un sequestro benché ne manchino gli
elementi essenziali, l’Ufficio esecuzione è tenuto, in linea di principio, ad
eseguire comunque il decreto. Il potere d’esame dell’organo esecutivo è infatti
assai limitato se raffrontato a quello del giudice del sequestro, atteso che al
primo non è possibile la verifica delle condizioni di merito da cui dipende la
concessione del sequestro, salvo casi limite dove la nullità del decreto di
sequestro è manifesta: in tal caso l’organo d’esecuzione deve rifiutare
l’esecuzione del sequestro con provvedimento suscettibile di ricorso ex art.17
LEF all’autorità di vigilanza (DTF 114 III 89 cons.2a; Hans Reiser, Basler Kommentar zum SchKG,
Basilea/Ginevra/Monaco 1998, Vol.III, n.11ss. ad art. 275 LEF; Jaeger/ Walder/ Kull/ Kottmann, op.cit.,
n.2ss. ad art. 275 LEF; Amonn/ Gasser,
§51 n.49 e 50, p.416; Betrand Reeb,
Les mesures provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II,
p.487). Egli deve invece verificare sempre la regolarità formale del decreto di
sequestro nel senso che vi siano tutte le indicazioni previste dalla LEF,
ritenuto che carenze o formulazioni insufficienti avranno come conseguenza la
non esecuzione del sequestro (cfr. DTF 107 III 37; Amonn/ Gasser, op.cit., §51 n.76, p.421; Reiser, op.cit., n.12 ad art. 275 LEF; Pierre-Robert Gilliéron, Poursuite pour
dettes, faillite et concordat, 3. ed., Losanna 1993, p.384 s.). 

 

                               2.3.   In
relazione ai beni da sequestrare il Tribunale federale - anche per supplire
alla carenza di efficaci mezzi di difesa contro il decreto di sequestro, ora in parte superata dall’introduzione dell’istituto
dell’opposizione contro il decreto di sequestro (cfr. Reeb, op.cit., p.477; Reiser, op.cit. n.14s. ad art. 275 LEF)
- ha in particolare ammesso il rifiuto dell’esecuzione di un decreto di
sequestro quando i beni ivi indicati manifestamente non esistono (DTF 107 III
37, 90 III 96, 82 III 130, 80 III 87). Determinante è la situazione fattuale al
momento in cui si esegue il sequestro, atteso che la misura conservativa può
interessare solo ciò che già rientra nel patrimonio del debitore sequestrato,
rispettivamente nel suo potere di disposizione. 

 

                               2.4.   Nel
sequestro di un conto bancario oggetto specifico del provvedimento è il saldo
(attivo) al momento dell’esecuzione del sequestro, saldo che rappresenta in
sostanza un credito del debitore sequestrato nei confronti della banca. Il
sequestro comprende anche gli accessori  del credito, in particolare nel
caso di un conto corrente o di deposito anche gli interessi che dovessero
maturare sull’importo sequestrato a partire dal momento dell’esecuzione del
sequestro (Reiser, op.cit., n.63
ad art. 275 LEF), al netto tuttavia delle relative spese di gestione del conto.
La determinazione del saldo deve inoltre tenere conto anche delle operazioni
che al momento del sequestro non erano ancora state allibrate, ma per le quali
già esisteva il fondamento giuridico (DTF 100 III 81 ss. cons.4). Sono invece
in principio escluse dal sequestro le entrate in conto (così come del resto le
uscite) non riconducibili a rapporti già esistenti con la banca terza debitrice
al momento dell’esecuzione del sequestro (cfr. Reiser, op.cit., n.63 ad art. 275 LEF; CEF 25 agosto 1999 su
ricorso L., cons. 1c).

 

                                   3.   In
concreto la formulazione del decreto adottata dal Pretore nella misura in cui
si riferisce ad averi bancari ("beni, crediti, valori, titoli e diritti di
ogni tipo") che "entreranno su detti conti, depositi titoli e
cassette di sicurezza" si estende manifestamente e in modo generico anche
ad averi che al momento dell'esecuzione del sequestro (19 luglio 1999) non
sono (ancora) nel patrimonio della debitrice sequestrata, rispettivamente
ad (eventuali) futuri accrediti in conto che non fossero accessori di
quanto già sequestrato. Siffatta formulazione, inammissibile, risulta priva di
ogni effetto e legittima l'UE di Lugano a non tenerne conto nell'esecuzione del
sequestro, sequestro che per il resto e nella misura di cui al considerando
precedente rimane evidentemente in vigore. In questo senso è accolto il ricorso
e l'espressione contestata va depennata dal verbale di sequestro 19 luglio
1999. 

 

 

Richiamati per le spese
l’art. 61 cpv.2 lett.a e l’art. 62 cpv.2 OTLEF;

 

 

pronuncia:              1.   Il ricorso 28 luglio 1999 di __________, è
accolto.

 

                               1.1.   E'
fatto ordine all'UE di Lugano di depennare dal verbale di sequestro 19 luglio
1999 sub cifra 1 "oggetti da sequestrare" l'espressione "o entreranno"
.

 

                               1.2.   La
formulazione corretta degli oggetti da sequestrare è pertanto la seguente:

 

                                         "conto
bancario no. __________ intestato ad __________, succursale di __________ e
ogni altra relazione bancaria presso __________, intestata ad __________,
succursale di __________ e/o __________, comprensivi di tutti i beni, crediti,
valori, titoli e diritti di ogni tipo che si trovano su detti conti, depositi
titoli e cassette di sicurezza, fino a concorrenza dei seguenti importi
cumulativi:

                                         CHF
3'873'444.50; oltre interessi al 2.5% su CHF 2'278'800.-- dal 30 giugno 1999;
oltre interessi al 2.5% su CHF 42'054.94 dal 1 gennaio 1999”.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                   4.   Intimazione
a:

                                          __________

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                             La
segretaria