# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 31c9790e-03b4-5774-9dfb-60ff3f767ad6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-04-02
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 02.04.2010 16.2010.28
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2010-28_2010-04-02.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2010.28

  	
  Lugano

  2 aprile 2010/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

                

	
  composta dei giudici:

  	
  Giani, presidente,

  Epiney-Colombo e Lardelli

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

 

sedente per statuire sul ricorso per cassazione 16
febbraio 2010 presentato da

 

 

	
   

  	
   RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro la sentenza emessa il 5 febbraio 2010 dal
  Giudice di pace supplente del circolo di Lugano est nella causa n. 73/2009 (indennità
  per “diritto di riposizione”) promossa con istanza 8 novembre 2009 nei confronti
  di

  	 

 

	
   

  	
   CO 1 ; 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

esaminati gli atti

 

ritenuto

 

in fatto:                          che
con istanza 8 novembre 2009 RI 1 ha convenuto CO 1 davanti al Giudice di pace
del circolo di Lugano est per ottenere il pagamento di fr. 800.–, quale indennità
per l'utilizzo da parte del convenuto della sua proprietà come passaggio e
deposito di materiale durante lavori di ristrutturazione della sua abitazione per
la durata di due anni;

 

                                         che all'udienza
del 16 dicembre 2009, indetta per la discussione, il convenuto ha proposto di
respingere l'istanza non avendo concordato con la vicina nessun indennizzo;

 

                                         che statuendo
il 5 febbraio 2010 il giudice di pace supplente ha respinto l'istanza non
avendo l'istante provato l'esistenza del credito rivendicato, in particolare un
accordo sul versamento di 

                                         un'indennità
per l'utilizzo del suo fondo;

 

                                         che il 16
febbraio 2010RI 1si è rivolta al Giudice  di pace contestando il predetto giudizio;

 

                                         che l'atto,
trasmesso a questa Camera per essere trattato quale ricorso per cassazione, non
è stato oggetto di intimazione;

 

 

e considerando

 

in diritto:                        che giusta l'art.
329 cpv. 2 CPC il ricorso per cassazione, per essere considerato valido, pena
nullità (cpv. 3) deve contenere le domande di ricorso così come i motivi di
fatto e di diritto sui quali lo stesso si fonda precisando (o almeno
descrivendo) il motivo di cassazione invocato;

 

                                         che
in concreto il contenuto dello scritto 16 febbraio 2010 della ricorrente non
supera la soglia imposta dalla procedura per essere trattato come ricorso per
cassazione;

 

                                         che,
infatti, invece di indicare a questa Camera le sue critiche alla decisione del
Giudice di pace sugli accertamenti istruttori (risultanti dalle prove) o sull'applicazione
di norme di diritto, la ricorrente si limita a ribadire la propria richiesta di
pagamento di un’indennità per l'utilizzo, peraltro dalla stessa autorizzato,
del suo fondo quale passaggio;

 

                                         che
così facendo la ricorrente non dimostra perché la conclusione del primo giudice
secondo cui essa non ha provato di avere un credito nei confronti del
convenuto, in particolare a quale titolo avendo pacificamente ammesso di non
aver mai pattuito nessun accordo con il vicino sul versamento di un'indennità per
il passaggio sul suo fondo, sarebbe arbitraria, ovvero insostenibile;

 

                                         che
la proposta di assumere un teste in questa sede è irricevibile, l'art. 321 cpv. 1 lett. b CPC vietando alle parti la facoltà di addurre
in cassazione nuovi fatti, prove ed eccezioni, ma doveva
se del caso essere formalizzata davanti al Giudice di pace in occasione dell'udienza
di discussione;

 

                                         che
l'eventuale violazione da parte del vicino delle distanze legali per la messa a
dimora di una siepe (art. 139 LAC), esula dall'oggetto della presente lite ma
va sottoposta al giudice competente nei modi previsti dall'ordinamento processuale;

 

                                         che
mancando una qualsiasi censura nei confronti del giudizio impugnato, questa
Camera è nell'impossibilità di individuare e di giudicare i presupposti per un
eventuale annullamento della sentenza dedotta in cassazione, peraltro neppure
richiesto dalla ricorrente (Cocchi/Trezzini, CPC annotato e massimato, Lugano 2000, n. 3 ad art. 329);

 

                                          che
giusta l'art. 313bis CPC, applicabile anche alla procedura di ricorso
per cassazione in virtù del rinvio di cui all'art. 331 cpv. 1 CPC, questa
Camera può decidere con breve motivazione la reiezione dello stesso senza
notifica alla controparte per le osservazioni qualora questo si rilevi
inammissibile o manifestamente infondato;

 

                                          che
gli oneri processuali seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), ma si
giustifica, per questa volta, di rinunciare ad ogni prelievo, la ricorrente
essendo sprovvista di cognizioni giuridiche e avendo agito senza l'ausilio di
un patrocinatore;

 

                                          che
non si pone invece problema di ripetibili, il ricorso non avendo formato
oggetto di intimazione.

 

 

 

Per
questi motivi

 

in
applicazione analogica dell'art. 313bis CPC

 

 

 

pronuncia:              1.   Il
ricorso per cassazione è irricevibile

                                      

                                   2.   Non
si prelevano tasse o spese, né si assegnano ripetibili.

 

 

 

 

 

                                   3.   Intimazione
a:

	
   

  	
    ; 

    . 

   

  

Comunicazione alla Giudicatura di pace del circolo di Lugano est.

 

 

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                                  La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle
cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso di almeno
30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia di
diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art.
 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione
di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il
ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso
sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi
previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è
disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.