# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9560652e-da76-55e3-872e-5fb5a1babe48
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-02-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.02.2013 32.2012.194
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2012-194_2013-02-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2012.194

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  21 febbraio
  2013

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 10 luglio 2012 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 5 giugno 2012 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1959, precedentemente attivo quale pittore, con decisione 8 luglio
2010 dell’Ufficio AI è stato posto al beneficio di una rendita intera dal 1°
marzo 2009 a seguito dei postumi di un infortunio occorsogli l’11 gennaio 2008
(doc. AI 55). 

 

                               1.2.   Avviata
subito una procedura di revisione, richiamati gli atti dall’assicuratore contro
gli infortuni, con decisione 5 giugno 2012 (preavvisata il 26 aprile 2012)
l’Ufficio AI ha soppresso,  la rendita e tolto l’effetto sospensivo ad un
eventuale ricorso (doc. AI 86).

                                         Accertata
una totale inabilità quale pittore, ma una piena abilità lavorativa in attività
adeguate dal 1° aprile 2012, l’ammini-strazione ha proceduto al raffronto dei
redditi (fr. 61'275.-- di reddito da valido; fr. 53'108.-- di reddito da
invalido) giungendo ad un grado d’invalidità del 13%. 

 

                               1.3.
  Contro la succitata decisione l’assicurato, per il tramite dell’avv. __________,
ha inoltrato il presente ricorso, postulando il riconoscimento di una mezza
rendita. Contestata è sia la valutazione medico-teorica della residua capacità
lavorativa che la determinazione del grado d’invalidità. In sostanza
l’insorgente ritiene che non vi sia stato un miglioramento della situazione
valetudinaria giustificante la soppressione della prestazione assicurativa. Dei
singoli motivi verrà detto, per quanto occorra, nel prosieguo. Il ricorrente ha
contestualmente chiesto di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria
con gratuito patrocinio.

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto la reiezione del ricorso, confermando
la decisione contestata.

 

                               1.5.   Il
26 settembre 2012 l’insorgente ha preso posizione sulla risposta di causa (VI).
Su richiesta del TCA, l’Ufficio AI ha inoltrato delle osservazioni, datate 15
ottobre 2012, in merito a quanto esposto dall’assicurato (VIII). 

 

                                         Infine,
il ricorrente ha inoltrato ulteriori osservazioni (X), seguite da un’altra
presa di posizione dell’amministrazione (XI). 

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008 e giurisprudenza ivi citata).

                                         

                               2.2.   Il
ricorrente sostiene una violazione del diritto di essere sentito in quanto in
sede di osservazioni al progetto di decisione aveva chiesto di essere visitato
personalmente da un medico del SMR, possibilità che gli è stata negata senza
alcuna spiegato avendo l’amministrazione unicamente confermato con la decisione
impugnata quanto preavvisato il 26 aprile 2012.

 

                                         Ai sensi
dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto di essere sentite. Per costante
giurisprudenza (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008 consid. 4.2), dal diritto di
essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per l'interessato
di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti,
quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul
provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di
partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di
determinarsi al riguardo (DTF 132 V 387, 127 V 219, 127 V 431, 127 I 56, 126 V
130).

                                         Per
costante giurisprudenza federale il diritto di essere sentito sancito dall’art.
29 cpv. 2 Cost. non implica il diritto di esprimersi oralmente bensì quello di
prendere posizione per iscritto (Pratique VSI 2003 Nr. 97 p. 520; Pratique VSI
1993 p. 42; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2003, p. 450; DTF
127 V 494, 125 I 219, 122 II 469), eccezion fatta per i casi in cui una
norma scritta prevede espressamente il diritto ad una audizione orale (Pra 2003
Nr. 97 p. 520).

                                         Il
diritto di essere sentito è una garanzia costituzionale formale, la cui
violazione implica l'annullamento della decisione impugnata, a prescindere
dalle possibilità di successo nel merito (DTF 132 V 387 consid. 5.1 p. 390; 127
V 431 consid. 3d/aa p. 437). Ai sensi della giurisprudenza, una violazione di
tale diritto - nella misura in cui essa non sia di particolare gravità - è
tuttavia da ritenersi sanata qualora l'interessato abbia la facoltà di
esprimersi innanzi ad un'autorità di ricorso che gode di piena cognizione. La
riparazione di un eventuale vizio deve comunque avvenire solo in via
eccezionale (DTF 127 V 431 consid. 3d/aa p. 437).

 

                                         Nel
caso in esame, l’assicurato ha avuto modo di prendere posizione, con scritto 4
giugno 2012 (doc. 85), sul progetto di decisione 26 aprile 2012, ricevendo
precedentemente dall’Uf- ficio AI l’intero dossier (doc. AI 84). 

                                         Certo
che nella decisione impugnata l’amministrazione avrebbe dovuto minimamente
motivare il rifiuto di convocare l’assicurato per una visita medica presso il
SMR. L’assicurato ha tuttavia la possibilità di prendere posizione davanti a questo
Tribunale che gode del pieno potere cognitivo. Per cui, un’eventuale violazione
del diritto di essere sentito è stata comunque sanata in questa sede, dove
l’insorgente ha nuovamente ribadito le proprie censure.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   In
lite è la questione di sapere se rettamente l’Ufficio AI ha soppresso, con
effetto dal 1° agosto 2012 (il primo giorno del secondo mese che segue la
notifica della decisione contestata; art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI), la rendita
intera o, come da richiesta ricorsuale, se l’assicurato ha diritto ad una
(mezza) rendita.

                                      

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione
della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione
per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.),
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed.,
2007, p. 1411, n. 46). Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI gli
assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%,
a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se
sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al
40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo
il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido)
e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse
diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato
deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può
conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare
in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e
la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando
la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in
condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V
30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).

 

                               2.5.   Se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una
modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà,
per il futuro, aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o
su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA).

                                         Qualsiasi
cambiamento importante delle circostante suscettibile di incidere sul grado
d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta
l’art. 17 LPGA.

                                         La
rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica
sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso
sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito
una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a;
vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Una
semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente
invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA
(DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

 

                                         Va
evidenziato che l’art. 31 LAI, nel tenore vigore dal 1. gennaio 2012, che regola
la riduzione o soppressione della rendita, stabilisce che se un assicurato che
ha diritto a una rendita consegue un nuovo reddito lavorativo o se il suo
reddito lavorativo attuale aumenta, la sua rendita è riveduta conformemente
all’articolo 17 LPGA soltanto se il miglioramento del reddito supera 1500
franchi all’anno (cpv. 1). 

                                         Infine,
l’art. 86ter OAI, in vigore dal 1. gennaio 2008, pone il principio
secondo cui la revisione tiene conto unicamente della parte di miglioramento
del reddito che non dipende dal rincaro.

 

                               2.6.   Nel
caso in esame, trattandosi unicamente di affezioni infortunistiche invalidanti,
l’Ufficio AI ha fondato il proprio giudizio sugli atti richiamati dalla __________
in particolare tenendo conto della visita di chiusura del 20 marzo 2012
eseguita dal dr. __________. Dal relativo rapporto datato 2 aprile 2012 si
evince che il succitato, specialista in chirurgia generale e dalla mano, dopo
aver proceduto alla consueta anamnesi, elencati gli atti medici presenti
nell’inserto, viste le dichiarazioni dell’assicurato ed esaminati i referti, ha
posto la seguente diagnosi:

 

" 
(…)

Diagnosi:         stato da frattura basi
cervicale al femore prossimale sinistro avvenuta l'11.01.2008.

                           Stato da osteosintesi con
DHS il 12.01.2008.

Stato da rimozione del materiale di osteosintesi fine
2009.

Causa necrosi della testa del femore sinistro in data
03.02.2011 posa di protesi totale anca sinistra.

 

Diagnosi secondarie principali:

                           diabete mellito insulino
dipendente.

                           Ipertensione arteriosa.
(…)" (doc. AI 91/76)

 

                                         In
merito alla capacità lavorativa, il dr. __________ ha rilevato:

 

" 
(…)

Aspetti medico-assicurativi:

l'assicurato non è più ritenuto idoneo a riprendere il
suo lavoro di operaio pittore presso la ditta __________, pitture industriali
di __________. La ditta __________ non è più disposta a riassumere l'assicurato
visto che non ha lavori adeguati al suo stato di salute. Durante la valutazione
delle capacità funzionali e FL all'istituto Fisio __________ si era dimostrato
che la capacità funzionale dell'assicurato si situa chiaramente al di sotto
delle richieste di carico dell'attività lavorativa svolta fino ad ora. Era
stata espressa la seguente esigibilità basata sulla problematica
post-traumatica all'anca sinistra:

lavoro da leggero a medio-pesante da 10 kg a 15 kg lungo tutto l'arco della giornata con ulteriori pause (oltre alle solite pause di circa
20 minuti per mezza giornata) ripartite sulla giornata circa ogni ora e mezza.
Riduzione del carico nel sollevare pesi, nella durata di movimenti di rotazione
in piedi e nell'essere flessi in avanti, limitazioni particolari non
accovacciarsi, evitare lavori che richiedono molto equilibrio e salire su scale
a pioli. Maneggio di attrezzi leggeri e di precisione e medi senza limitazione,
lavoro pesante, manuale e rozzo mai, molto pesante mai, nessun problema di
rotazione delle due estremità superiori.

Posizione e mobilità con lavori sopra la testa
possibili, di rotazione del tronco possibile, posizione seduta/inclinata in
avanti e in piedi/inclinata in avanti spesso con cambio di queste due posizioni,
posizione inginocchiata e di flessione delle ginocchia mai. Posizione di lunga
durata seduta/in piedi in alternanza con cambio ogni ora e mezza, posizione a
libera scelta senza limitazione.

 

Spostamento:

camminare fino e oltre 50 m senza limitazione, per lunghi tratti talvolta, camminare su terreno accidentato mai, salire le
scale di raro su cale a pioli mai. Uso delle due mani senza limitazione,
evitare lavori che richiedono lo stare in equilibrio.

 

Basandoci su questa esigibilità lavorativa l'assicurato
in un lavoro adatto è ritenuto abile a lavoro nella misura massima possibile a
partire dal 01.04.2012." (doc. AI 91/76-77)

 

                                         Fatta
propria la valutazione del succitato sanitario della __________ in merito alla piena
abilità lavorativa in attività adeguate dal 1° aprile 2012 (rispetto alla prendente
decisione dell’8 luglio 2010 vi è stato quindi un miglioramento della residua capacità
lavorativa), l’Ufficio AI ha poi proceduto al consueto raffronto dei redditi.
Non avendo accertato un’invalidità di grado pensionabile, con la decisione
contestata l’amministrazione ha soppresso la rendita. 

 

                                         Con
il presente ricorso l’assicurato sostiene la lacunosità dell’istruttoria
dell’Ufficio AI, evidenziando in particolare:

 

" 
(…)

Questo viene facilmente dimostrato dai documenti che
compongono l'incarto AI. Infatti basi considerare che il dr. med. __________,
del SMR, al quale era stato chiesto di valutare il rapporto medico relativo
alla visita di chiusura 2.04.2012, non si è pronunciato in merito, limitandosi
a rinviare alle indicazioni della __________ per quanto concerne il grado di
capacità lavorativa da riconoscere al ricorrente (cfr. doc. LL).

 

Trattasi dell'unica valutazione medica svolta dall'AI
per il caso, nella quale, appunto, si rinvia semplicemente alle conclusioni __________
(cfr. doc. LL).

 

Al fine di determinare la capacità / incapacità
lavorativa e pertanto il grado d'invalidità da riconoscere al ricorrente in
ambito AI, il dr. med. __________ riteneva necessario chiedere alla __________
quale fosse il grado di capacità lavorativa riconosciutogli (cfr. doc. MM),
siccome non era ancora stato definito da quest'ultima.

 

Si sottolinea che ancora al giorno d'oggi la __________
non si è espressa in merito, eppure, in modo estremamente scioccante e
totalmente arbitrario, l'Ufficio AI ha emanato una decisione, senza procedere
come richiesto dal dr. med. __________. (…)" (doc. I, pag. 8)

 

                                         L’insorgente
rileva inoltre di non essere stato visitato dal SMR nonostante espressa
richiesta formulata con le osservazioni al progetto di decisione, stigmatizzando
il fatto che l’Ufficio AI non abbia preso contatto con il chirurgo, dr. __________,
il quale, oltre ad aver effettuato tutti gli interventi successivi all’infortunio,
si è espresso criticamente sull’operato dell’amministrazione. 

 

                               2.7.   Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi
importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si
fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente,
che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione
del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben
motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di
prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio
quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122
V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF
8C_535/2007 del 25 aprile 2008). Per quel che concerne
il Servizio di Accertamento Medico (SAM) dell'assicurazione invalidità, l'Alta
Corte nella DTF 132 V 376 ha rilevato che se un Centro
d'accertamento medico è incaricato di rendere una perizia, devono essere
osservati i diritti di partecipazione conferiti dall'art. 44 LPGA (consid. 6 e 7). In merito al valore
probatorio delle perizie SAM, sotto il profilo dell'indipendenza, dell'equità
del processo e della parità delle armi vedi la DTF 136 V 376.

 

                               2.8.   Va
poi ricordato che la nozione di
invalidità in ambito AI coincide di massima con quella vigente in materia LAINF
(e di assicurazione militare), motivo per cui la determinazione della stessa,
anche se viene apprezzata indipendentemente dal singolo assicuratore sociale,
addebitabile ad un medesimo danno alla salute, conduce in via generale ad un
uguale tasso (DTF 127 V 135, 126 V 291, 119 V 470 consid. 2b con riferimenti).
Il TFA ha quindi ribadito la funzione coordinatrice del concetto unitario
dell’invalidità nei diversi settori delle assicurazioni sociali. Questo per
evitare che, in presenza della medesima fattispecie, diversi assicuratori
apprezzino in modo differente il grado d’incapacità la guadagno (DTF 131 V
120). Ciononostante, il singolo assicuratore non è tenuto ad assumere automaticamente
il grado d’invalidità fissato da un altro assicuratore senza predisporre i
propri accertamenti; d’altra parte esso non può determinare il tasso
dell’incapacità al guadagno totalmente indipendentemente da quanto già deciso
da un altro assicuratore sociale, non essendo tuttavia escluse delle differenti
valutazioni (DTF 127 V 135, 126 V 292, 119 V 471). In tal senso, in una sentenza del 26 luglio 2000, pubblicata in DTF 126 V
128ss (cfr. anche Pratique VSI 2001 pp. 79ss), l’Alta Corte ha avuto modo di
precisare che quando un infortunio è l'unica causa dell'invalidità, l'AI deve
in linea di principio attenersi alla valutazione dell'invalidità cresciuta in
giudicato in ambito LAINF. Solo in casi eccezionali, in presenza di motivi
pertinenti, può essere determinato un diverso grado d'invalidità, ritenuto che
una valutazione diversa non basterebbe, neppure se fosse sostenibile o persino
equivalente (DTF 131 V 123). In una decisione non pubblicata dell'8 luglio 1999
nella causa A.F. (U183/98), il TFA ha stabilito che l'assicuratore infortuni
non deve scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore AI, fintanto che
quest'ultimo si fonda su un'istruzione approfondita, sia dal profilo medico che
dal punto di vista professionale. Infine, gli organi dell'assicurazione
invalidità non sono vincolati e devono scostarsi dalla valutazione
dall’assicuratore infortuni, allorquando, ad esempio, quest'ultimo abbia
tralasciato di operare un raffronto dei redditi (AHI-Praxis 1998 pag. 170).

                                         Il principio del
coordinamento è in seguito stato relativizzato dal TF, il quale ha stabilito
non vincolante la valutazione dell’invalidità da parte dell’assicurazione contro
gli infortuni o dell’assicurazione per l’invalidità verso l’altro assicuratore,
tant`è che il primo non può interporre opposizione ad una decisione del secondo
e viceversa (DTF 131 V 362 e da ultimo DTF 133 V 549).

 

                               2.9.   Ritornando al caso in esame, in effetti nelle annotazioni 24 aprile
2012 il dr. Gandusio del SMR, preso atto della visita di chiusura 20 marzo 2012
eseguita presso l’assicuratore LAINF, ha evidenziato che “ si deve chiedere alla
__________ quale è il grado di CL (capacità lavorativa; n.d.r.) da loro riconosciuto”
(doc. AI 77), ciò che non è stato fatto. Tuttavia, dal citato rapporto 2 aprile
2012 del dr. __________ e dalla lettera 5 aprile 2012 della __________
all’assicurato (ricevuta in copia; cfr. doc. AI 75), l`Ufficio AI poteva desumere
la piena abilità al lavoro in attività adeguate.

                                         Con
la decisione formale 7 agosto 2012, allegata alla risposta di causa, la __________
ha tuttavia definito come segue la residua capacità lavorativa:

 

" 
(…)

Dagli accertamenti medici ed economici è risultato che
il signor Josipovic non è più in grado di svolgere la sua attività di pittore.
Tuttavia, per i soli postumi infortunistici all'anca sinistra, è abile a svolgere
un'attività lavorativa da leggero a medio-pesante, dove vi è la possibilità di
introdurre, nel ritmo di lavoro, almeno un'ulteriore pausa (oltre alle solite
pause di circa 20 minuti per mezza giornata) di un'ora al giorno. (…)"
(doc. IV/1)

 

                                         Fatto
sta, come verrà esposto nel prosieguo, anche tenendo conto, per ipotesi di
lavoro, di una riduzione del 12% dovuta alla pausa supplementare quotidiana di
un’ora, l’assicurato non avrebbe diritto ad una rendita.

 

                                         Inoltre,
questo TCA ritiene che il quadro clinico dell’assicurato è stato sufficientemente
chiarito dalla __________ e non vi sono ragioni per scostarsi dalla valutazione
circa la residua capacità lavorativa. D’altronde l’insorgente non ha prodotto
della documentazione atta a mettere in dubbio la fondatezza della valutazione dell’assicuratore
LAINF. 

                                         Certo,
l’insorgente ha fatto riferimento al rapporto 4 luglio 2012 del dr. __________
il quale relativamente alla capacità lavorativa ha evidenziato:

 

" 
(…)

Attualmente siamo di fronte ad una situazione stabile
dove delle misure terapeutiche non sono suscettibile a migliorare la
situazione. Dunque come spesso accade la Suva ha definito il caso sospendendo
le prestazioni per le cure mediche, ritenendo il paziente abile al lavoro a
delle attività adattate, con una percentuale che ancora non è definita, visto che
il grado d'invalidità non è ancora stato deciso. Di conseguenza l'ufficio AI ha
sospeso la rendita, visto che il signor Josipovic è ritenuto abile a svolgere
delle attività lucrative adeguate.

Purtroppo si tratta di una situazione che si riscontra
frequentemente con i pazienti che dopo l'infortunio, non sono più abile a
svolgere l'attività precedente, ma che sono ritenuti abili a svolgere
un'attività lavorativa adeguata.

Per quanto riguarda la capacità lavorativa attuale del
signor Josipovic penso che il massimo esigibile sia un'attività sedentaria al
50% dove il paziente non deve effettuare troppi spostamenti e dove può svolgere
lavori in posizione statica e seduta. Purtroppo queste indicazioni rimangono,
secondo me illusorie, visto l'età del paziente e il grado di formazione
sicuramente renderanno quasi impossibile di trovare un nuovo impiego."
(doc. MM)

 

                                         Tuttavia,
come rettamente rilevato nelle annotazioni 11 ottobre 2012 del dr. __________
del SMR (allegate alle osservazioni 15 ottobre 2012; cfr. consid. 1.doc. VIII),
dal rapporto del citato chirurgo non risulta una modifica dello stato di salute
dell’assicurato rispetto a quanto accertato durante la visita di chiusura del
20 marzo 2012. Vi è solo divergenza sul grado d’incapacità lavorativa. Il dr. __________
non ha comunque spiegato i motivi per dissociarsi dalla valutazione fatta dal
medico __________. Alla dettagliato rapporto 2 aprile 2012 del dr. __________,
a cui va attribuito valore probatorio pieno (cfr. consid. 2.7), va prestata
piena adesione, questo indipendentemente dal fatto che contro la decisione formale
7 agosto 2012 della __________ l’interessato abbia interposto, come da lui sostenuto,
opposizione. 

 

                                         Questo
Tribunale ritiene pertanto che la refertazione medica agli atti contiene elementi
chiari e sufficienti per valutare l'incapacità al guadagno dell'assicurato sino
all'emanazione del querelato provvedimento, senza che si renda quindi necessario
l'esperimento di ulteriori accertamenti richiesti dal ricorrente in sede
giudiziaria. Al riguardo, va fatto
presente che se l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione
o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla
convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata
predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare
il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata
delle prove cfr. DTF 130 II 425 consid. 2.1 pag. 429 e
riferimenti). Un tale modo di
procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv.
2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 pag. 28 consid. 4b; riguardo al previgente art. 4
cpv. 1 v Cost., cfr. DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344
consid. 3c con riferimenti).

 

                                         Infine,
l’assicurato rileva che, nonostante esplicita richiesta, non è stato visitato
personalmente dal SMR. Va al riguardo ricordato che, secondo la giurisprudenza,
se ad una perizia (valutazione medica) allestita esclusivamente sulla base dell'incarto
può essere riconosciuto valore probante nella misura in cui quest'ultimo
contenga sufficienti apprezzamenti medici che, a loro volta, si fondano su un
esame personale dell'assicurato (cfr. RAMI 1998 U 56, p. 370 s. consid. 5b ed
il riferimento), tale giurisprudenza va tuttavia relativizzata quando si tratta
di valutare delle questioni che necessitano di una perizia psichiatrica, nel
senso che una perizia in questo settore della medicina, di principio, deve
essere allestita sulla base di un consulto personale (cfr. DTF 127 I 54 consid.
2e-g e riferimenti, citata in RAMI 2001 U 438, p. 345 s.; STCA dell'8 agosto
2002 nella causa T., 35.2000.34). Dal momento che nel caso in esame non si
tratta di una problematica d’ordine psichico, considerato inoltre che
l’assicurato è stato visto personalmente dal medico della __________, la scelta
dell’amministrazione di non convocare personalmente il ricorrente per una
visita presso il SMR risulta essere legittima. 

 

                             2.10.   Per quel che concerne l’aspetto economico, nel rapporto 26 aprile
2012 il consulente in integrazione professionale, tenendo conto delle
limitazioni mediche, ha proceduto al calcolo del grado d’invalidità mediante il
raffronto dei redditi (doc. AI 78).

 

                           2.10.1   Riguardo all’accertamento del reddito da valido, è decisivo
stabilire, secondo il principio della verosimiglianza preponderante, quanto
l’assicurato guadagnerebbe, al momento della nascita del diritto alla rendita,
se fosse sano (STFA I 475/01 del 13 giugno 2003, U 243/99; RAMI 1993 no. U 168
pag. 100 consid. 3b con riferimenti, cfr. anche RCC 1992 pag. 96 consid. 4a).
Il reddito dev'essere fissato il più concretamente possibile. Determinante è
dunque il reddito che l’assicurato avrebbe potuto conseguire tenuto conto delle
competenze professionali come pure delle circostanze personali per un prospettato
avanzamento professionale (quali la frequentazione di corsi, l’inizio di studi
ecc.), nella misura in cui vi sono degli indizi concreti in merito (cfr. DTF 96
V 29, ZAK 1985 pag. 635 consid. 3a, cfr. pure RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s.
consid. 3b). Considerato come di regola bisogna presumere che senza il danno
alla salute l’assicurato avrebbe continuato la precedente attività,
determinante è di regola l’ultimo guadagno conseguito, adeguato al rincaro ed
eventualmente all’usuale crescita dei salari (RKUV 2000 n. U 400 p. 381 e riferimenti).

 

                                         Nel caso in esame,
quale reddito da valido il consulente, fondandosi sui dati forniti dall’ex
datore di lavoro (cfr. scritto 9 ottobre 2008; doc. AI 9), ha preso in considerazione
un importo di fr. 61’275.--, aggiornato al 2010. Tale dato – per altro non
contestato – va confermato. 

 

                           2.10.2   Per
quel che concerne il reddito da invalido, secondo la giurisprudenza, lo stesso è determinato sulla base della situazione
professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera
completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito
derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un
salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato
non ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da
invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio
federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali
regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 p. 332
consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b). Inoltre, va rilevato che, secondo la
giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della particolare situazione
personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso
di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere completamente a
frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non
riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene
operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico. Il TFA ha precisato, al riguardo, come una deduzione globale massima
del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità
suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi
sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione
deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire
il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80
consid. 5b/cc).                  

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni
economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento
TA1 dell’inchie-sta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di
statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei
valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17; STFA I 222/04 del
5 settembre 2006).

                                         Se
una persona assicurata, per motivi estranei all'invalidità, ha realizzato un reddito
considerevolmente inferiore alla media senza che vi si sia spontaneamente
accontentata, si procede in primo luogo a un parallelismo dei due redditi di paragone.
In pratica, questo parallelismo può avvenire a livello di reddito da valido
aumentando in maniera adeguata il reddito effettivamente conseguito oppure facendo
capo ai valori statistici oppure ancora a livello di reddito da invalido mediante
una riduzione adeguata del valore statistico. In una seconda fase, occorre
esaminare la questione di una deduzione dal reddito da invalido ottenuto sulla
base dei valori medi statistici. A questo riguardo, va tenuto presente che i
fattori estranei all'invalidità di cui si dovesse già aver tenuto conto con il
parallelismo dei redditi di raffronto non possono essere presi in considerazione
una seconda volta nell'ambito della deduzione per circostanze personali e
professionali (DTF 134 V 322).

                                         Quando
il reddito da valido differisce considerevolmente dal salario statistico riconosciuto
nello specifico settore economico, il TF ha nel frattempo stabilito, anche in
casi ticinesi (cfr. ad esempio sentenza 8C_44/2009 del 3 giugno 2009 consid.
4), che se il guadagno effettivamente conseguito diverge di almeno il 5 % dal
salario statistico usuale nel settore, esso è considerevolmente inferiore alla
media ai sensi della DTF 134 V 322 consid. 4 p. 325 e può giustificare - soddisfatte
le ulteriori condizioni - un parallelismo dei redditi di paragone, fermo restando
però che questo parallelismo si effettua soltanto per la parte percentuale eccedente
la soglia del 5% (STF 9C_1033/2008 e 9C_1038/2008 del 15 gennaio 2010 consid.
5.5).

 

                                         Nella
fattispecie concreta, nel calcolo riportato nella decisione contestata – facente
riferimento al citato rapporto 26 aprile 2012 del consulente in integrazione
professionale (doc. AI 78) – l’amministrazione ha utilizzato i dati salariali evinti dalla tabella TA1 (stato 2008) elaborata
dall'Ufficio federale di stati-stica e relativa ad una professione che
presuppone qualifiche inferiori (categoria 4) nel settore privato svizzero (a
proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr.
RAMI 2001 U 439, pp. 347ss. e SVR 2002 UV 15, pp. 47ss.), per un salario annuo
lordo, aggiornato al 2010, di fr. 61’754.--. L’amministrazione ha poi riconosciuto
una riduzione di reddito del 13% (4% per attività leggere e 10% per altri
fattori), quantificando un reddito da invalido di fr. 53'108.--.

 

                                         Con
osservazioni 26 settembre 2012 (cfr. consid. 1.5) l’assicurato contesta tale
calcolo. Rileva come l’Ufficio AI non abbia utilizzato la tabella statistica TA1
del 2010 e tantomeno considerato una riduzione del 12% di rendimento (pari alla
pausa quotidiana supplementare di 1 ora) della residua capacità lavorativa in attività
adeguate e del 5,15% per differenza salariale (cosiddetto gap salariale), riduzioni
riconosciute dalla __________.

 

                                         Nello
scritto 15 ottobre 2012 l’amministrazione precisa che:

 

" 
(…)

Dal lato economico il confronto dei redditi è stato
eseguito con riferimento ai dati del 2010.

Il reddito da valido risulta incontestato (fr.
61'275.-). In merito al reddito da invalido statistico, si precisa che
l'amministrazione, non disponendo delle nuove tabelle, ha proceduto al calcolo
aggiornando il dato statistico 2008 al 2010. Tuttavia, anche procedendo al
calcolo con l'importo indicato nei dati statistici NOGA 2008, anno 2010,
riferito ad attività semplici e ripetitive, uomini, risulta giustificata la
soppressione del diritto a rendita AI. Infatti, il dato statistico mensile
corrisponde a fr. 4'901.- (RSS, TA 1, NOGA 2008, anno 2010). Il salario mensile
standardizzato indicato nella tabella TA1 è riferito a 40 ore settimanali.
Essendo la durata normale di lavoro per il 2010 pari a 41,6 ore, l'importo standardizzato
(media svizzera delle ore lavorative) va calcolato su tale orario,
corrispondendo, per il 2010 a un importo mensile di fr. 5'097.04. Per 12 mensilità
risulta un importo annuo di fr. 61'164,48. Tale importo è corretto (cfr.
decisione __________). Applicando le ulteriori riduzioni (12% per rendimento
ridotto e 14% come da decisione dell'Ufficio AI), risulta un grado d'invalidità
del 24%. Anche considerando i dati 2010 risulta corretta la soppressione del
diritto a rendita AI in considerazione di un grado d'invalidità inferiore al
40%. (…)" (doc. VIII)

 

                                         Per
quel che concerne il mancato riconoscimento del gap salariale, nella risposta
di causa l’Ufficio AI ha motivato tale scelta in quanto “dal momento
dell’entrata in Svizzera nel 1983, ha sempre lavorato per lo stesso datore di
lavoro accontentandosi del salario percepito” (IV).

 

                                         Sia
come sia, tenendo in considerazione anche le riduzioni effettuate
dall’assicuratore LAINF, il grado d’invalidità resterebbe comunque inferiore al
40% secondo il seguente calcolo. Utilizzando i dati forniti dalla tabella TA1
2010 elaborata dall'Ufficio federale di statistica, il ricorrente, svolgendo
nel 2010 una professione che presuppone qualifiche inferiori nel settore
privato svizzero (a proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel
settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.),
avrebbe potuto realizzare, in media, un salario mensile lordo pari a fr.
4’901.--. Riportando questo dato su 41.6 ore (cfr. tabella B 9.2, pubblicata in La Vie économique, 9-2011, p. 94), esso
ammonta a fr. 5'097.-- mensili oppure a fr. 61'164.50 per l'intero anno (fr.
5'097.-- x 12, ritenuto che la quota di tredicesima è già compresa; cfr. STFA
del 18 febbraio 1999 nella causa B., U 274/98, p. 5 consid. 3a). Posta una
riduzione del 5,15% per gap salariale (5’15% di fr. 61'164,50 = fr. 3'150.--), tenuto
conto di una riduzione di rendimento del 12% (88% di [61'164,50 – 3'150] = fr.
51'052,30) e di una riduzione del 14% del reddito riconosciuto dall’Ufficio AI
(14% di fr. 51'052,30 = 7'147,30) il reddito da invalido corrisponde a fr.
43'905.--. Dal raffronto con un reddito da valido di fr. 61'275.-- il grado d’invalidità
corrisponde a 28,30% (61'275 - 43'905 x 100 : 61'275) non conferente il diritto
ad una rendita, motivo per cui la soppressione della prestazione è corretta.

 

                                         Ne
consegue che la decisione contestata dev’essere confermata, mentre il ricorso
va respinto. 

                                          

                             2.11.   Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la
procedura di ricorso in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al
rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è
soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.--
franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore
litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza le spese per  fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente,
il quale ha tuttavia chiesto di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria
con gratuito patrocinio (I).

                                         

                             2.12.   Ai
sensi dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere
garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano,
il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. L'art. 28 cpv. 2 Lptca stabilisce che la
disciplina della difesa d'ufficio e del gratuito patrocinio è retta della Legge
sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio d’ufficio [LAG], nel tenore in
vigore dal 1° gennaio 2011;

 

                                         I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in
principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato
è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid.
5b e riferimenti).

 

                                         Per
valutare se un assicurato si trova in uno stato di bisogno, secondo la giurisprudenza,
si tiene conto di un fabbisogno minimo che si situa al di sopra del minimo di
esistenza agli effetti del diritto esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid.
7b, p. 48 consid. 7c). Al minimo esecutivo va, infatti, aggiunto un supplemento
al massimo del 15-25% (cfr. STFA U 102/04 del 20 settembre 2004).

 

                                         Nel
caso concreto, dal certificato per l’ammissione all’assistenza giudiziaria e
dalla relativa documentazione allegata risulta che il ricorrente, coniugato
e padre di due figli (nati il 1986 e 1991) ma non conviventi nella stessa
economia domestica, dal 30 aprile 2012 non percepisce più indennità giornaliere
LAINF e con effetto 1° agosto 2012 la rendita AI è stata soppressa. L’unica
fonte di reddito della famiglia è quindi rappresentata dal salario netto di fr.
2'212,15 della di lui moglie.

                                         Da
tale entrata vanno in primo luogo dedotti i fr. 1'700.-- quale importo base per
coniugi secondo la Tabella per il calcolo del minimo di esistenza ai fini
esecutivi (edita dalla CEF, quale autorità cantonale di vigilanza, stato 1°
settembre 2009) e fr. 340.-- di supplemento del 15/25% (media) sul fabbisogno minimo
secondo la citata giurisprudenza (STFA U 102/04 del 20
settembre 2004). Tenuto conto di fr. 800.-- di affitto e fr. 418.-- di
premi cassa malati relativi al ricorrente la famiglia non dispone di
un’eccedenza. In queste circostanze il requisito
dell’indigenza è dato.

                                         L’assicurato
non possiede inoltre le necessarie conoscenze giuridiche, per cui l’intervento
di un legale appare giustificato e di primo acchito il ricorso non pareva
essere privo di fondamento.

 

                                         Essendo
dunque nella fattispecie soddisfatti i requisiti cumulativi
per la concessione dell'assistenza giudiziaria a favore dell'assicurato, il
gratuito patrocinio va quindi concesso, riservato l'eventuale obbligo di
rimborso, qualora la situazione economica dell'assicurata dovesse in futuro
migliorare (cfr. art. 61 lett. f LPGA; Kieser, Kommentar ATSG, 2003, ad art.
61, n. 93; cfr. art. 9 Lag; relativamente al gratuito patrocinio nella
procedura davanti al TFA cfr. art. 152 cpv. 3 OG; STFA del 15 luglio 2003 nella
causa S., I 569/02, consid. 5; STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U
234/00, consid. 5a, parzialmente pubblicata in DTF 128 V 174; DTF 124 V 301, consid.
6). Ne consegue che la ricorrente è per il momento esonerata dal pagamento
delle spese processuali che sarebbero a suo carico nella misura della
rispettiva soccombenza in lite (STF I 885/06 del 20 giugno 2007).

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   L'istanza
tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio
è accolta.

 

                                   3.   Le
spese, per complessivi fr. 500.-- sono a carico dell’insor-gente. A seguito della
concessione dell’assistenza giudiziaria le spese a carico dell’insorgente sono
per il momento assunte dallo Stato. 

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per
il Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

giudice
Raffaele Guffi   Fabio Zocchetti