# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a3b858f2-1b29-5b2b-b90e-56131ea254b3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-02-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 04.02.2013 38.2012.59
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2012-59_2013-02-04.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2012.59

   

  rs

  	
  Lugano

  4 febbraio
  2013

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Raffaella Sartoris
  Vacchini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 settembre 2012
di

 

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 6
  settembre 2012 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento,   

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su opposizione del 6 settembre 2012 l’Ufficio regionale di
collocamento di __________ (di seguito URC) ha confermato la precedente
decisione del 30 luglio 2012 (cfr. doc. 6) con cui aveva sospeso RI 1 per quattro
giorni dal diritto all’indennità di disoccupazione a causa di mancate e
insufficienti ricerche di lavoro nel periodo antecedente l’iscrizione in
disoccupazione, e meglio dal 23 maggio al 30 giugno 2012 (cfr. doc. A).

 

                               1.2.   Contro la
decisione su opposizione del 6 settembre 2012 l’assicurato ha inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA nel quale ha addotto quanto segue:

 

"  (…)

1.      in data 23 maggio 2012 ricevo lettera di licenziamento a partire dal
30 giugno 2012. Purtroppo per me è stato un duro colpo. Il giorno seguente
contattavo già chi conoscevo, nella speranza di trovare una nuova assunzione.
Solamente alla fine di maggio, visto che i miei tentativi risultavano vani,
decidevo di iscrivermi alla cassa disoccupazione.

2.      Mio malgrado, mi presentavo allo sportello ove oltre all’iscrizione,
mi venivano indicate oralmente alcune informazioni sugli obblighi
dell’assicurato, tra cui iniziare qualche ricerca durante il mese di giugno.
Maggio era ormai trascorso. Mi si riferiva inoltre che per il dettaglio sarei
stato convocato nel mese di luglio.

3.      A giugno mi recavo regolarmente al lavoro, terminando
definitivamente venerdì 22. Non avendo ricevuto dall’ufficio disoccupazione
indicazioni precise sul numero minimo di richieste, ne documentavo quattro. A
luglio, dopo la giornata informativa venivo a sapere che erano un minimo di
dieci al mese.

 

L’unico obiettivo
impostomi è quello di trovare una nuova occupazione. Ciò è stato ampiamente
dimostrato dalle ricerche fatte in seguito.

Ritengo pertanto che la
penalità inflittami all’inizio di questa tormentata vicenda, (ad esempio un
giorno di sanzione a maggio ancora prima di iscrivermi) sia sproporzionata e
vada ad accumulare ulteriore rammarico per una situazione, non di certo da me
voluta e che spero abbia fine il più presto possibile.

  

                                        (…)” (Doc.
I)

 

                               1.3.   L’URC, in
risposta, ha postulato la reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà,
per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011;
STF  9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF
H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003;
STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H
220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in
RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98
del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il TCA è
chiamato a stabilire se l’assicurato deve o meno essere sospeso dal diritto
all’indennità di disoccupazione per mancate e insufficienti ricerche di lavoro
nel periodo di disdetta dal 23 maggio al 30 giugno 2012.

 

                               2.3.   Tra
gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare personalmente
un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 cpv. 1 e 2 LADI il cui tenore non è
stato modificato dalla quarta revisione della LADI), se necessario anche fuori
della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI il cui testo è rimasto
invariato in occasione della quarta revisione LADI) ed anche fuori del proprio
luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).

                                         Alla fine di ogni periodo
di controllo egli dovrà, dunque, presenta-re al servizio competente le prove
documentali relative alle ricer-che di lavoro intraprese (cfr. STFA C 77/91 del
29 gennaio 1992 nella causa E.R., non pubblicata). 

 

                                         Secondo l'art. 26 cpv. 1
OADI valido anche successivamente all’entrata in vigore della 4° revisione
della LADI il 1° aprile 2011:

 

" 
L'assicurato deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di
regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2 OADI, in
vigore fino al 31 marzo 2011, prevede che:

 

" 
Annunciandosi per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato deve
provare al servizio competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare
lavoro."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2bis OADI,
valido fino al 31 marzo 2011, precisa che:

 

"  Egli deve fornire tale prova per ogni periodo di
controllo al più tardi entro il quinto giorno del mese seguente o il primo
giorno lavorativo successivo a tale data. In caso contrario, il servizio
competente gli accorda un termine adeguato per rimediarvi. Nel contempo lo
informa per scritto che, se lascia scadere il termine senza una giustificazione
valida, le ricerche di lavoro non potranno essere prese in considerazione."

 

                                         A
decorrere dal 1° aprile 2011 il tenore dell’art. 26 cpv. 2 OADI è il seguente:

 

" 
L’assicurato deve inoltrarela prova delle
ricerche di lavoro per ogni periodo di controllo al più tardi il quinto giorno
del mese seguente o il primo giorno lavorativo successivo a tale data. Se
l’assicurato lascia scadere il termine senza valido motivo, le ricerche di
lavoro non potranno più essere prese in considerazione.”

 

                                         L’art. 26 cpv. 2bis OADI è stato abrogato con effetto dal 1° aprile
2011.

 

L'art. 26 cpv. 3 OADI, valido anche dopo il 31 marzo 2011,
stabilisce che:

 

" 
Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro
dell'assicurato."

 

                                         La LADI ha dunque previsto
che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue possibilità per evitare o
ridurre lo stato di disoccupazione.

                                         Tale principio non è stato
messo in discussione contestualmente alla quarta revisione della LADI (cfr.
Messaggio concernente la modifica delle legge sull’assicurazione contro la
disoccupazione del 3 settembre 2008, FF N. 38 dl 23 settembre 2008).

 

                                         L'obbligo di ridurre il
danno, valido anche nell'assicurazione contro la disoccupazione (cfr. DTF 125 V
197 consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, p.
48), è violato, fra l'altro, quando l'assicurato compie sforzi insufficienti
per trovare lavoro.

 

                                         Se non adempie il suo
obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI
- valido anche dopo il 31 marzo 2011 - secondo cui l'assicurato è sospeso dal
diritto all'indennità se non fa il suo possibile per ottenere un'occupazione
adeguata (al riguardo cfr. STF 8C_180/2010 del 4 agosto 2010; STF 8C_589/2009
del 28 giugno 2010; STFA C 221/02 del 3 agosto 2003).

 

                                         L’art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI è stato ritenuto dal TFA conforme alle disposizioni della Convenzione OIL
Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (cfr. DTF 124 V 228-230;
D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation
de l'assurance chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e
Francoforte sul Meno 1992, p. 193s.).

 

                                         La
giurisprudenza ha stabilito che deve essere sospeso dal diritto all'indennità
l'assicurato che non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo
che precede l'adempimento dell'obbligo di controllo (cfr. STF 8C_589/2009 del
28 giugno 2010).

 

                                         Per
costante giurisprudenza, chiunque si accinge ad iscriversi in disoccupazione
deve attivarsi per cercare un nuovo impiego.

                                         In una
sentenza C 138/05 del 3 luglio 2006, la nostra Alta Corte ha così sottolineato
che l'obbligo di cercare un'occupazione adeguata nel periodo precedente la
disoccupazione vige anche con l'entrata in vigore della LPGA. Tale dovere è
ancorato nella legge stessa (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI), cosicché gli assicurati
non possono discolparsi asserendo di non aver saputo di essere tenuti a
intraprendere dei validi sforzi anche antecedentemente all'iscrizione in
disoccupazione.

 

                                         L'assicurato deve così, ad
esempio, adoperarsi già durante il periodo di disdetta (e cioè a partire dal
momento in cui gli viene notificato il licenziamento) per trovare una nuova
occupazione (cfr. STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010, consid. 3.1; STF
8C_800/2008 dell'8 aprile 2009, consid. 2.1; STFA C 208/03 del 26 marzo 2004,
consid. 3.1 in DLA 2005 n. 4 p. 56; STFA 

                                         C 77/91 del 29 gennaio
1992; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici
regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti
sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, p. 16ss.; vedi pure art. 45
cpv. 1 lett. a OADI).

 

                               2.4.   Per
stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare
un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la
qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76
consid. 2 con riferimenti; STFA C 49/00 del 15 gennaio 2001).

 

                                         Per quel
che attiene all’aspetto quantitativo, va evidenziato che la LADI non prevede un
numero minimo di ricerche di impiego da svolgere mensilmente.

                                         La
giurisprudenza cantonale ha, tuttavia, stabilito quale linea di riferimento (e
non quale regola con carattere assoluto), che per ogni periodo di controllo
vanno comprovate almeno quattro ricerche qualitativamente valide (cfr., per
tutte, la STCA AD 247/86 del 28 gennaio 1987). 

                                         L'Alta Corte, pur
confermando tale principio (cfr. STFA C 33/87; STFA C 286/02 del 3 luglio
2003), ha precisato che occorre valutare nel singolo caso concreto quante
ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato, sottolineando che la prassi
amministrativa esige in media da dieci a dodici ricerche di impiego al mese
(cfr. consid. 2.4.; STFA C 106/04 del 12 luglio 2005 consid. 2.1.; STFA C
199/05 del 29 settembre 2005; STFA C 6/05 del 6 marzo 2006 consid. 3.2.).

 

                                         In una sentenza 8C_589/2009
del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha confermato la propria
giurisprudenza e ha rilevato:

 

"  (…)

3.2 Pour trancher le point de savoir si l'assuré a
fait des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir
compte aussi bien de la quantité que de la qualité des démarches entreprises (ATF 124 V 225 consid. 4a p. 231). Sur le plan quantitatif, la jurisprudence
considère que dix à douze recherches d'emploi par mois sont en principe suffisantes
(cf. ATF 124 V 225 consid. 6 p. 234; arrêt C 258/06 du 6 février 2007 consid. 2.2). On ne
peut cependant pas s'en tenir de manière schématique à une limite purement
quantitative et il faut examiner la qualité des démarches de l'assuré au regard
des circonstances concrètes, des recherches ciblées et bien présentées valant
parfois mieux que des recherches nombreuses (arrêt C 176/05 du 28 août 2006
consid. 2.2; RUBIN, op. cit. p. 392). (…)"

 

                                         Sulle modalità con le
quali bisogna effettuare le ricerche di lavoro, il TCA ricorda innanzitutto che
secondo l'art. 17 cpv. 1 in fine LADI, l'assicurato deve comprovare il
suo impegno per trovare un nuovo posto di lavoro, fornendo al servizio
competente le prove relative agli sforzi intrapresi a tal fine (cfr. art. 26
cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; DLA 1988 p.
95; DTF 120 V 74).

 

                                         La legge non prevede
nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire
effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi
datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla
fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio
competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del
29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).

                                         Concretamente ciò
significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.

                                         In caso di ricerca
personale il disoccupato non può limitarsi a un puro e semplice elenco dei
datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è
necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo
"timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra
forma scritta, che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del
28.1.1987 nella causa S. P., AD 5/87).

                                         Inoltre
deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il disoccupato si
è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre 1999 nella
causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

 

                                         L'assicurato potrà
servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dalla SECO (dal 1°
luglio 1999 la Segreteria di stato dell'economia ha sostituito l’Ufficio
federale dello sviluppo economico e del lavoro).

                                         In caso di rifiuto del
datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà
comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al
servizio competente tale rifiuto.

 

                                         Infine, in caso di ricerca
telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,
confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto
(cfr. DLA 1988 p. 95). 

                                         In una
sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000

p. 156ss., il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno
l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

 

                               2.5.   Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI
- che non è stato modificato dalla quarta revisione della LADI - la durata
della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e ammonta, per
ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di cui al
capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La sospensione dal diritto
all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave

(cfr. cfr. art. 45 cpv. 3 OADI in vigore dal 1° aprile 2011; 45 cpv. 2 vOADI).

                                         La sua durata è
determinata secondo la gravità della colpa

(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della
proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

                                         In virtù dell'art. 45 cpv.
5 OADI, valido dal 1° aprile 2011, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal
diritto all'indennità, la durata della sospensione è prolungata in modo
adeguato. Per determinare il prolungamento sono prese in considerazione le
sospensioni degli ultimi due anni. 

                                         Nella già
citata sentenza 8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha
ricordato che " La gravité de la faute dépend de l'ensemble des
circonstances du cas, en particulier des recherches d'emploi qui peuvent être
mises au crédit de l'assuré malgré le caractère globalement insuffisant de ses
démarches, ou encore d'éventuelles instructions de l'ORP qu'il n'aurait pas
suivies en dépit de leur pertinence.".

                                         Per quel che attiene alla sospensione dal diritto all'indennità di
disoccupazione fondata sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi
amministrativa prevede una sanzione da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni per insufficienti ricerche di lavoro nel
periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo successivo i
parametri del SECO e della Sezione del lavoro prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali aumenti
per i periodi successivi, visto l'art. 45 cpv. 2 bis OADI (cfr. Prassi LADI/ID
D72 punto 1 dell’ottobre 2011; Lista delle sospensioni SdL n. 464 del 23
dicembre 2011).

 

                                         Queste
direttive sono conformi alla legge (cfr. D. Cattaneo, "Alcuni
compiti …”, p. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione su queste
basi vengono regolarmente confermate dal TCA.

                                         Anche il TFA ha approvato
il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. STFA C 10/05 del 25 aprile
2005; STFA C 210/04 del 10 dicembre 2004; STFA C 275/02 del 2 maggio 2003; STFA
C 286/02 del 3 luglio 2003; STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; STFA C 338/01
del 6 agosto 2002).

 

                               2.6.   Nella
presente evenienza dalla documentazione agli atti emerge che l’assicurato -
nato il 13 novembre 1991 - ha svolto l’ultimo periodo di tirocinio, e meglio
dal 1° settembre 2010 al 30 giugno 2011, quale metalcostruttore presso la __________
di __________ (cfr. doc. 1).

 

                                         Nel
luglio 2011 egli ha conseguito l’attestato di capacità quale metalcostruttore
(cfr. doc. 1).

 

                                         Inoltre
il 1° luglio 2011 il ricorrente ha concluso un contratto di lavoro a tempo
indeterminato sempre con la __________ con effetto a partire da tale data (cfr.
doc. 1).

 

                                         Con
raccomandata a mano del 23 maggio 2012 il datore di lavoro ha, però, disdetto
il contratto di impiego con l’insorgente per il 30 giugno 2012 a causa di ristrutturazione in seno all’azienda (cfr. doc. 1).

 

                                         Il 1°
giugno 2012 l’assicurato si è iscritto in disoccupazione, rivendicando le
indennità di disoccupazione a decorrere dal 1° luglio 2012 (cfr. doc. A; III).

 

                                         Al
momento dell’annuncio per il collocamento il ricorrente, relativamente al
periodo dal 23 maggio al 30 giugno 2012 ha comprovato unicamente quattro ricerche di lavoro compiute nel mese di giugno 2012 (cfr. doc. 3).

                                         Il
consulente del personale, il 13 luglio 2012, gli ha pertanto inviato una
“Richiesta di giustificazione” con cui l’ha invitato a motivare, entro il 25 luglio
2012, il fatto di non avere intrapreso alcuno sforzo al fine di reperire una
nuova occupazione nel lasso di tempo dal 23 al 31 maggio 2012, come pure di
aver effettuato delle ricerche di impiego insufficienti qualitativamente nel
mese di giugno 2012, allegando l’eventuale documentazione a sostegno delle
proprie dichiarazioni.

                                         Il
collocatore ha pure precisato che, oltre la data indicata, l’autorità cantonale
avrebbe deciso sulla base degli atti in suo possesso, menzionando espressamente
l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la sospensione di un
assicurato nel caso in cui non faccia il suo possibile per ottenere
un’occupazione adeguata (cfr. doc. 4).

 

                                         L’assicurato,
il 16 luglio 2012, ha risposto quanto segue:

 

" 
Ho ricevuto la lettera di licenziamento
mercoledì 23 maggio, il lunedì seguente ero da voi ad annunciarmi, mi sono stati
fissati i primi appuntamenti e mi è stato dato il foglio per le ricerche di
giugno e mi è stato detto di iniziare a fare qualche ricerca; io ho chiesto
quante ricerche dovevo consegnare e mi è stato risposto di iniziare a farne
qualcuna e che mi avrebbero informato più avanti di cosa fare esattamente, cioè
al colloquio informativo che ho sostenuto in data 11 luglio 2012.

Quindi in sostanza per
maggio non mi è stato detto di fare ricerche e per giugno  non sapevo quante
ricerche fare; settimana scorsa sono stato al colloquio informativo e mi è
stato riferita la quantità minima di ricerche da fare, scusate ma sono stato
male informato.” (Doc. 5)

 

                                         Dal
profilo procedurale l’URC ha ossequiato il diritto di essere sentito
dell’insorgente garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost.fed. e dall’art. 42 LPGA (al
riguardo cfr. DTF 136 V 115-116; DTF 136 V 124).

 

                                         L’amministrazione,
non ritenendo valide le motivazioni fornite il 16 luglio 2012 dall’assicurato a
sua discolpa, con decisione formale del 30 luglio 2012 l’ha sospeso dal diritto
alle indennità di disoccupazione per quattro giorni (cfr. doc. 6; consid.
1.1.).

                                         Tale
provvedimento è stato confermato con decisione su opposizione del 6 settembre
2012 (cfr. doc. A; consid. 1.1.). 

 

                               2.7.   Nel caso in
esame, come visto, l’amministrazione ha sanzionato il ricorrente per non avere
effettuato alcuna ricerca di lavoro nel periodo dal 23 al 31 maggio 2012 e per
aver intrapreso degli sforzi insufficienti dal profilo qualitativo nel mese di
giugno 2012.

 

                                         Per
quanto attiene al lasso di tempo dal 23 al 31 maggio 2012, dalle carte
processuali non risulta, in effetti, che l’assicurato abbia compiuto delle
ricerche di lavoro dal momento in cui gli è stata notificata la disdetta del
contratto di lavoro il 23 maggio 2012 alla fine di tale mese.

 

                                         Egli, né
in sede di risposta alla Richiesta di giustificazione né in sede di
opposizione, ha del resto preteso di aver svolto una o più ricerche in questo
arco di tempo (cfr. doc. 5; 7).

 

                                         Soltanto
nel ricorso il medesimo ha affermato che il giorno seguente la ricezione della
lettera di disdetta del 23 maggio 2012 avrebbe contattato un conoscente nella
speranza di trovare una nuova occupazione (cfr. doc. I; consid. 1.2.).

 

                                         Tuttavia,
oltre al fatto che come evidenziato tale circostanza è stata invocata per la
prima volta solamente nell’atto di ricorso, l’insorgente non ha documentato la
sua asserzione, né ha perlomeno indicato il nominativo del conoscente che
avrebbe contattato.

                                         Considerato che il
ricorrente ha avuto a più riprese la possibilità di elencare dettagliatamente
le ricerche che avrebbe effettuato e di comprovarle, tale omissione configura
una violazione del dovere delle parti di collaborare all’istruzione della causa
che limita la portata del principio inquisitorio reggente la procedura
nell’ambito delle assicurazioni sociali e che comprende in
particolare l'obbligo delle parti di apportare - ove ciò fosse ragionevolmente
esigibile - le prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai
fatti invocati (cfr. art. 43 cpv. 3 LPGA; 61 lett. c LPGA; DLA 2001 N. 12 pag.
145; RAMI 1994 pag. 211; AHI praxis pag. 212; DLA 1992 pag. 113; DTF 117 V 261;
DTF 116 V 26 consid. 3c; DTF 115 V 142 consid. 8a; DTF
114 V 234 consid. 5a; DTF 110 V 52 consid. 4a; Meyer,
“Die Rechtspflege in der Sozialversicherung” in Basler Juristische Mitteilungen
(BJM) 1989 pag. 12; Spira, “Le contentieux des assurances sociales fédérales et
la procédure cantonale” in Recueil de jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984
pag. 16; Kurmann, “Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege in erster
Instanz” in Luzerner Rechtsseminar 1986, Sozialversicherungsrecht, Referat XII,
pag. 5 ss.).

 

                                         In proposito va osservato
che l’Alta Corte, in una sentenza C 234/04 del 21 marzo 2005, ha accolto il ricorso dell’Ufficio del lavoro inoltrato contro una sentenza del Tribunale
amministrativo del Cantone Appenzello Esterno con cui gli atti erano stati
rinviati all’amministrazione per effettuare ulteriori accertamenti in relazione
a ricerche di lavoro che l’assicurato aveva asserito di aver compiuto, ma in
merito alle quali, nonostante avesse avuto la possibilità prima della decisione
formale di sospensione, durante la procedura di opposizione e dinanzi al
Tribunale cantonale, di fornire indicazioni precise, era rimasto vago.

 

                                         L’assicurato deve, perciò,
sopportare le conseguenze della carenza di prove riguardo
all’asserita ricerca di maggio 2012 (cfr. STF 9C_1018/2012 del 19 dicembre
2012; DTF 125 V 195 consid. 2; STFA C 107/04 del 9 giugno 2005 consid.,
3; STFA H 223/03 del 21 gennaio 2005 consid. 4.3.1.).

 

                                         In simili condizioni,
occorre concludere che l’insorgente, nel periodo dal 23 al 31 maggio 2012, non
ha compiuto alcuna ricerca di lavoro.

 

                               2.8.   Relativamente al mese di
giugno 2012, va osservato che dal formulario “Prova degli sforzi personali
intrapresi per trovare lavoro” si evince che l’assicurato ha compiuto quattro
ricerche di lavoro spontanee presso __________, rispettivamente __________, __________
e __________ (cfr. doc. 3).

 

                                         A prescindere dalla
questione di sapere se tali ricerche risultano valide dal profilo quantitativo
(cfr. consid. 2.4.), le stesse si rivelano insufficienti qualitativamente, come
peraltro stabilito dall’amministrazione.

                                         L’assicurato, infatti, non
ha mai indicato sul formulario “Prova degli sforzi personali intrapresi per
trovare lavoro” per quale attività si candidava (cfr. doc. 3).

 

                                         Inoltre è utile evidenziare che questo Tribunale ha già indicato in più
occasioni la necessità di compiere ricerche mirate rispondendo agli annunci
apparsi sui giornali (cfr., ad esempio, STCA 38.2012.36 del 10 dicembre 2012
consid. 2.7. - il TF ha dichiarato inammissibile il ricorso inoltrato contro
tale sentenza dall’assicurata con giudizio 8C_1017/2012 del 10 dicembre 2012;
38.2008.72 del 18 marzo 2009; STCA 38.2003.18 del 19 gennaio 2004 consid. 2.12;
STCA 38.2006.4 del 12 giugno 2006 consid. 2.12.).

 

                                         Le
ricerche effettuate dall’assicurato sono, del resto, state svolte quasi tutte
nella zona limitrofa al suo domicilio di __________, in particolare a __________,
__________ e __________ (cfr. doc. 3).

                                      

                                         Infine
deve essere rilevato, come sottolineato dall’URC (cfr. doc. A), che
l’assicurato ha compiuto una sola ricerca prima del 20 giugno 2012, ossia il
10, le ulteriori tre ricerche sono, per contro, state compiute dal 20 al 26
(cfr. doc. 3).

 

                                         In
proposito giova osservare che le ricerche vanno svolte in modo continuo durante
tutto l'arco del mese e non raggruppate in pochi giorni (cfr. STCA 38.2011.4
del 8 agosto 2011 consid. 2.7.; STCA 38.2007.53 del 25 ottobre 2007; STCA
38.2002.111 del 25 novembre 2002; STCA 38.2002.1 del 29 luglio 2002; D.
Cattaneo, op. cit., pag. 27).

 

                                         Quanto
fatto valere dall’assicurato, e meglio di aver lavorato fino al 22 giugno 2012
(cfr. doc. I; consid. 1.2.) è, d’altronde, privo di pertinenza.

 

                                         Al
riguardo questo Tribunale ricorda che secondo l'art. 329 cpv. 3 del Codice
delle obbligazioni, se il contratto è disdetto, il datore di lavoro deve
concedere al lavoratore "il tempo necessario per cercare un altro
lavoro" (cfr. ad esempio STCA 38.2000.13 del 2 maggio 2000).

                                         Il tempo
necessario per cercare un altro impiego deve essere concesso anche ai
lavoratori legati da un contratto di lavoro di durata determinata che sta per
scadere (cfr. STCA 38.2010.75 del 4 maggio 2011 consid. 2.8.;
STCA 38.2008.72 del 18 marzo 2009 consid. 2.7.; G. Aubert, "Du contrat de
travail" in Code des obligations I. Commentaire romand. Ed. Helbing &
Lichtenhahn, Ginevra-Basilea-Monaco 2003 ad art. 329 n. 6 pag. 1734;
Brunner-Bühler-Wacher-Bruchez "Commentaire du contrat de travail". Ed
Réalités sociales, Losanna 2004 ad art. 329 n. 3 pag. 160).

 

                                         A tale proposito cfr. pure STCA  38.2012.6 del 26 aprile 2012
consid. 2.9.; STCA 38.2011.49 del 19 luglio 2011 consid. 2.7. e STCA 38.2007.67
del 26 novembre 2007 consid. 2.7.

 

                               2.9.   In esito
alle considerazioni sopra esposte, occorre concludere che nel periodo di
disdetta (23 maggio – 30 giugno 2012) il ricorrente, non avendo effettuato alcuna ricerca di lavoro dal 23
al 31 maggio 2012 (cfr. consid. 2.7.) e avendo compiuto degli insufficienti
sforzi nel mese di giugno 2012 (cfr. consid. 2.8.), ha violato l’obbligo
di ridurre il danno imposto dalla legge (cfr. consid. 2.3.). 

 

                                         Tale
violazione implica, di principio, la sospensione dal diritto all'indennità di
disoccupazione sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI (cfr. consid. 2.3.).

 

                             2.10.   L’assicurato
ha asserito di non aver ricevuto dall’amministrazione informazioni precise sul
numero minimo di ricerche da effettuare, nonostante già a fine maggio 2012 si
fosse presentato allo sportello URC (cfr. doc. I; 5; 7; consid. 1.2.).

                                         

                                         Ora si
tratta, perciò, di esaminare se l’eventuale non conoscenza dell’obbligo di
effettuare un determinato numero di ricerche di lavoro qualitativamente
sufficienti nel periodo di disdetta precedente l’iscrizione in disoccupazione
possa costituire, nel caso di specie, un valido motivo per non sanzionare
l’insorgente.

 

                                         L'art.
27 della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni
sociali (LPGA) che regola la “Informazione e consulenza” ha il seguente tenore:

 

"  1
Gli assicuratori e gli organi esecutivi delle singole assicurazioni sociali,
nei limiti delle loro competenze, sono tenuti ad informare le persone
interessate sui loro diritti e obblighi.

 

2 Ognuno ha diritto, di regola gratuitamente, alla
consulenza in merito ai propri diritti e obblighi. Sono competenti in materia
gli assicuratori nei confronti dei quali gli interessati devono far valere i
loro diritti o adempiere i loro obblighi. Per le consulenze che richiedono
ricerche onerose, il Consiglio federale può prevedere la riscossione di
emolumenti e stabilirne la tariffa.

 

3 Se un assicuratore constata che un assicurato o i
suoi congiunti possono rivendicare prestazioni di altre assicurazioni sociali,
li informa immediatamente."

                                       

                                         L'art. 27 LPGA sancisce,
in particolare, per l'amministrazione un dovere di carattere collettivo,
generale e permanente di fornire informazioni (cpv. 1) e il diritto soggettivo
e individuale dell'assicurato alla consulenza (cioè un parere su ciò che
conviene fare) su un caso preciso, che può essere fatto valere in giustizia
(cpv. 2) (Su questi aspetti cfr. in particolare STFA C 192/04 del
14 settembre 2005 consid. 4.1., pubblicata in DTF 131 V 472 e in SVR
2006 ALV Nr. 9 pag. 31; STFA C 241/04 del 9 maggio 2006 consid. 6; STFA C
157/05 del 28 ottobre 2005 consid. 4.2.; E. Imhof - CH Zünd, "ATSG und
Arbeitslosenversicherung" in SZS 2003 pag. 291 seg. (306);
E. Imhof, "Anhang zur Vertiefung von art. 27 ATSG über Aufklärung, Beratung
und Kenntnisgabe" in SZS 2002 pag. 315 seg. (315-318);
R. Spira, "Du droit d'être renseigné et conseillé par les assureurs et les
organes d'exécution des assurances sociales art. 27 LPGA" in SZS 2001 pag.
524 seg. (527); U. Kieser, "ATSG - Kommentar", 2. ed.,
Zurigo-Basilea-Ginevra 2009, ad art. 27 pag. 400 e pag. 402-407).

 

                                         In materia di
assicurazione contro la disoccupazione questa disposizione della LPGA ha
apportato notevoli miglioramenti per gli assicurati nel senso che l'obbligo di
informare non è più limitato ad alcuni aspetti puntuali, fissati nelle
disposizioni legali (cfr. DTF 124 V 125, in particolare 221-222; DLA 2000 pag. 95) ma è stato generalizzato (cfr. E. Imhof - Ch. Zünd, art. cit, in STZ 2003
pag. 307).    

 

                                         Il
capoverso 1 dell’art. 27 LPGA prevede un obbligo di informazione generale e
permanente nei confronti di una cerchia indeterminata di persone, che non deve
avvenire unicamente su richiesta degli interessati, bensì regolarmente e
d’ufficio, e a cui viene fatto fronte ad esempio tramite la consegna di
opuscoli informativi, direttive, inserzioni, internet, ecc. (cfr. STFA C
241/04 del 9 maggio 2006 consid. 6; DTF 131 V 476 consid. 4.1.=SVR 2006 ALV Nr.
9 pag. 31; DLA 2002 pag. 194).

 

                                         Per
quanto attiene al diritto alla consulenza enunciato all'art. 27 cpv. 2 LPGA, va
segnalato che ogni assicurato può esigere che il proprio assicuratore gli
fornisca, gratuitamente, consulenza in merito ai suoi diritti e obblighi (cfr.
DLA 2007 pag. 193 segg.). Quest'obbligo concerne soltanto l'ambito di
competenza dell'assicuratore in questione e le informazioni possono esse
fornite anche da non giuristi, come del resto prima dell'entrata in vigore
della LPGA. Contrariamente alle informazioni di carattere generale, la
consulenza deve riferirsi al caso specifico (cfr. FF 1999 IV 3953).

                                         Inoltre
tale diritto non è limitato alle persone assicurate, tuttavia deve esistere uno
stretto rapporto con l'assicurazione interpellata, nel senso che la consulenza
deve riferirsi a diritti e doveri che già esistono o che possono sorgere tra la
persona che ha richiesto le informazioni e l'assicurazione interessata (cfr. U.
Kieser, op. cit., ad art. 27 n. 29 pag. 405).

 

                                         Questo
Tribunale, in una sentenza 38.2003.55 del 20 novembre 2003, massimata e
parzialmente pubblicata in RtiD I-2004 N. 55 pag. 186, chinandosi su un caso di
mancate ricerche di lavoro prima dell'iscrizione in disoccupazione, ha
stabilito che anche dopo l'entrata in vigore della LPGA e conformemente alla
giurisprudenza del TFA deve essere sanzionato con una sospensione dal diritto
all'indennità di disoccupazione l'assicurato che non ha intrapreso sforzi al
fine di reperire un impiego prima di annunciarsi per il collocamento anche se
egli ignorava questo obbligo, riservata l'ipotesi in cui egli si è rivolto
all'amministrazione per chiedere informazioni sui suoi diritti e doveri.

                                         A quest’ultimo riguardo va
evidenziato che l’Alta Corte ha confermato che il dovere di informazione e di
consulenza giusta l’art. 27 cpv. 2 LPGA deve essere ossequiato dall’amministrazione
qualora un assicurato entri in contatto con lei per ottenere delle
delucidazioni o comunque quale richiedente di determinate prestazioni.

                                         In
particolare il Tribunale federale delle assicurazioni in una sentenza C 192/04
del 14 settembre 2005, pubblicata in DTF 131 V 472, nel caso di un assicurato
ritenuto inidoneo al collocamento, in quanto il lasso di tempo fra la
presentazione della domanda e l’inizio del soggiorno linguistico che avrebbe
effettuato all’estero - di cui aveva peraltro informato i funzionari
dell’Ufficio regionale di collocamento durante il primo colloquio - era troppo
breve per poterlo collocare, ha stabilito che ai sensi dell’art. 27 LPGA, gli
assicurati devono essere resi attenti che il loro comportamento può
pregiudicare il diritto alle prestazioni. Nella fattispecie l’Ufficio regionale
di collocamento avrebbe dovuto avvertire l’assicurato che la prevista partenza
a breve scadenza non permetteva di collocarlo. 

                                         Il TFA
ha, tuttavia, accolto il ricorso dell’Ufficio regionale di collocamento e
rinviato gli atti al Tribunale cantonale, al fine di appurare se il soggiorno
avrebbe potuto essere rinviato e se l’assicurato secondo la verosimiglianza
preponderante era disposto a posticiparlo. 

                                         In caso
affermativo, l’amministrazione avrebbe dovuto rispondere della sua omissione -
implicante la tutela della buona fede dell’assicurato - ed erogare, quindi, a
quest’ultimo le prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione.

 

                                         In
proposito cfr. pure STF 8C_320/2010 del 14 dicembre 2010; STFA C 301/05 dell’8
maggio 2006; STFA C 157/05 del 28 ottobre 2005.

 

                                         Inoltre,
in una sentenza C 138/05 del 3 luglio 2006, l’Alta Corte ha precisato che
l’obbligo di cercare un’occupazione adeguata nel periodo precedente la
disoccupazione vige anche con l’entrata in vigore della LPGA. Tale dovere è
ancorato nella legge stessa (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI), cosicché gli assicurati
non possono discolparsi asserendo di non aver saputo di essere tenuti a
intraprendere dei validi sforzi anche antecedentemente all’iscrizione in
disoccupazione.

 

                             2.11.   In concreto non
è in ogni caso ravvisabile una violazione del diritto all’informazione e
consulenza ex art. 27 LPGA da parte dell’amministrazione.

 

                                         In primo
luogo, va osservato che l’assicurato stesso, nella risposta alla Richiesta di
giustificazione e nell’opposizione, ha comunque rilevato che, quando si è
recato presso l’URC il lunedì seguente alla ricezione della disdetta di
mercoledì 23 maggio, ossia il 28 maggio 2012, lo hanno informato di svolgere
qualche ricerca di lavoro (cfr. doc. 5; 7).

 

                                         Nonostante tale
indicazione, negli ultimi giorni di maggio 2012, così come pure dal 1° al 10
giugno 2012, egli non ha tuttavia effettuato alcuna ricerca (cfr. doc. 3).

 

                                          In
secondo luogo, giova evidenziare che in ogni caso l'Alta Corte  ha
stabilito che il dovere di effettuare delle ricerche di impiego rappresenta una
regola di comportamento elementare, la quale deve essere seguita anche senza
una precedente informazione o - in caso di insufficienti ricerche - avvertimento
da parte dell’amministrazione. Gli assicurati, del resto, devono intraprendere
sforzi volti all’ottenimento di un’occupazione già prima della disoccupazione e
pure nel periodo di disdetta (cfr. STFA C 14/06 del 6
settembre 2006 consid. 2.2; STFA C 138/05 del 3 luglio 2006 citata al consid.
2.10.; STFA C 50/06 del 23 maggio 2006 consid. 2.1.; STFA C 144/05 del 1°
dicembre 2005 consid. 5.2.1.).

                                         Nella
sentenza C 14/06 del 6 settembre 2006, appena menzionata, l’Alta Corte ha
deciso che non era stato violato l’art. 27 cpv. 2 LPGA nel caso di un
assicurato sanzionato per insufficienti ricerche dal profilo quantitativo. 

                                         Il TFA ha
segnatamente deciso che un assicurato nulla può dedurre a suo favore dalla
circostanza che un consulente del personale non indichi già al momento
dell’annuncio in disoccupazione il numero delle ricerche da effettuare, ma
attenda il primo colloquio di consulenza.

 

                                         L’amministrazione,
infine, nemmeno ha contravvenuto al proprio obbligo di informazione generale
giusta l’art. 27 cpv. 1 LPGA.

                                         In
effetti attualmente gli assicurati possono far capo a ogni tipo di informazione
tramite internet o comunque possono rivolgersi alla propria cassa di
disoccupazione o a una di loro scelta per ottenere opuscoli (cfr. STFA C 241/04
del 9 maggio 2006 consid. 7; al riguardo cfr. pure www.ticino.unia.ch/Disoccupazione-e-informazioni.5642.0.html#c32668).

 

                                          L’insorgente,
pertanto, non può trarre vantaggio alcuno, ai fini della presente lite, dall’asserzione di non essere stato al corrente di dover effettuare
un determinato numero di ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.

 

                             2.12.   Alla
luce di tutto quanto sopra esposto, il ricorrente deve essere sospeso dal
diritto alle indennità di disoccupazione giusta l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI.

 

                             2.13.   Per quanto
concerne l’entità della penalità, l’URC ha inflitto all’assicurato quattro giorni
di sospensione dal diritto alle indennità di disoccupazione.

 

                                         Normalmente,
in base alle direttive in vigore, la sanzione inflitta dall'amministrazione in
caso di mancate ricerche di lavoro durante un mese antecedente la
disoccupazione ammonta a un minimo di quattro giorni di sospensione, mentre in
caso di insufficienti ricerche durante un mese precedente l’annuncio per il
collocamento la sanzione corrisponde a un minimo di tre giorni di sospensione
(cfr. consid. 2.5.).

 

                                         Tutto ben
considerato, la penalità di quattro giorni di sospensione dal diritto
all’indennità di disoccupazione (1 giorno per mancate ricerche di impiego dal
23 al 31 maggio 2012 + 3 giorni per insufficienti ricerche nel mese di giugno
2012), in concreto, risulta conforme al principio della proporzionalità (cfr.
consid. 2.5.).

 

                                         Questa
soluzione si giustifica tanto più se si considera che, per costante
giurisprudenza, il Giudice non può scostarsi dalla valutazione
dell’amministrazione senza fondati motivi (cfr. DTF 137 V 71; DTF 123 V 152
consid. 2; DLA 1998 no. 10 pag. 52 consid. 2; STF C 153/06 del 12 marzo 2007
consid. 2.2).

 

                                         Conseguentemente
la decisione su opposizione del 6 settembre 2012 contestata deve essere
confermata.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti