# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5c6bbb17-89ed-56f2-ace8-09363b250906
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-04-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 25.04.2003 INC.1999.43609
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-43609_2003-04-25.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.1999.43609

  	
  Lugano

  25 aprile 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________

  
	
   

  sedente per statuire sull’istanza 31 marzo 2003 inoltrata
  dal

  
						

 

	
   

  	
  Procuratore Pubblico
  __________

   

  
	
   

  	
  e volta ad ottenere il
  sequestro della eccedenza di Frs. 7'384.45 risultante dalla vendita forzata
  della part. __________ RFD __________, già di proprietà di

  

 

	
   

  	
  __________,
  coniugato con __________, latitante in Italia, __________

  (patrocinato di fiducia
  dall’avv. __________)

  

 

versata
dall’Ufficio esecuzione e fallimenti di Bellinzona sul CCP __________ del
Tribunale penale cantonale con riferimento all’inc. __________;

 

 

nell’inchiesta
penale sfociata nell’atto d’accusa ACC __________ del 16 ottobre 2000 con il
quale l’accusato __________ viene deferito alla Corte delle Assise correzionali
di __________ per appropriazione indebita, ripetuta e parzialmente continuata,
nonché ripetuta falsità in documenti;

 

 

preso atto che
l’accusato (per il tramite del proprio patrocinatore) con le osservazioni del 7
aprile 2003 ha chiesto l’integrale reiezione dell’istanza, rinviando per le
motivazioni a quanto da lui espresso “nei due ricorsi presentati alla CRP il 13
marzo 2003”;

 

 

viste le
osservazioni 3 aprile 2003 della parte civile ___________ che si associa
integralmente alla posizione e alle richieste formulate dal Procuratore
pubblico;

 

 

avuti a
disposizione gli atti formanti l’inc. ACC __________, 

 

 

letti ed
esaminati gli atti;

 

 

ritenuto e
considerato

 

in fatto e in
diritto

 

 

1.

 

 

Nei confronti di __________, il
Ministero Pubblico del Cantone Ticino ha condotto un’inchiesta penale sfociata
nell’atto d’accusa ACC __________ del 16 ottobre 2000, con il quale l’accusato
viene deferito alla Corte delle Assise correzionali di __________ per
appropriazione indebita, ripetuta e parzialmente continuata, nonché ripetuta
falsità in documenti; tutti reati da lui commessi fra gli anni 1989 e 1995
quando, in qualità di responsabile del Consorzio __________ (qui di seguito: __________),
ha impiegato a profitto proprio o di terzi poco più di 4,4 milioni di franchi
svizzeri, restituiti in misura di poco meno di fr. 1 milione (v. atto d’accusa
citato).

 

 

2.

 

 

In data 28 maggio 2002, la
Presidente della Corte delle Assise correzionali (di seguito Presidente della
Corte) aveva deciso il sequestro della rendita mensile di previdenza di Frs.
3'383.-- versata all’accusato dalla Cassa pensione per il personale, Fondazione
della Società __________ ed il versamento della stessa sul conto n. __________
intestato al MP presso la Banca __________, come pure il sequestro del saldo
attivo di quest’ultimo conto, misure che, a seguito del ricorso 10/11 giugno
2002 presentato dall’accusato, sono state annullate dalla Camera dei ricorsi
penali del Tribunale d’Appello con decisione 30 luglio 2002 per incompetenza
del magistrato che le ha ordinate (v. decisione CRP __________).

Con decisione 28 febbraio 2003,
questo giudice – su istanza 19 agosto 2002 del Procuratore pubblico __________
– ha decretato analogo sequestro.

 

 

3.

 

 

In data 5 luglio 2002, la
Presidente della Corte aveva pure deciso la cancellazione della menzione del
divieto della facoltà di disporre (blocco RF) iscritto – a seguito di ordine di
sequestro 15.6.1999 dell’allora Procuratore pubblico __________ - il 16.6.1999
sulla particella n. __________ RFD di __________ di proprietà di __________ e
il contestuale sequestro dell’eccedenza di Frs. 7'384.45 risultante dalla
vendita forzata, da parte dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di __________,
della suddetta particella.

Contro questo provvedimento
l’accusato non ha ricorso. 

Solo in data 19 settembre 2002,
__________, richiamando la sentenza della CRP del 30 luglio 2002, ha scritto
alla Presidente della Corte eccependo la nullità della decisione 5 luglio 2002
ed ha chiesto che gli fosse messo a disposizione l’importo di Frs. 7'384.45.

 

Il 13 marzo 2003, __________, non
avendo ottenuto la restituzione del suddetto importo, ha interposto ricorso
alla Camera dei ricorsi penali per “denegata e ritardata giustizia della
Presidente della Corte delle Assise correzionali di __________ in tema di
restituzioni di averi colpiti da sequestro nullo”.

In data 25 marzo 2003 la
Presidente della Corte ha trasmesso per conoscenza a questo giudice una copia
delle osservazioni inoltrate alla Camera dei ricorsi penali, con “allegata la
parte dell’incarto relativa al sequestro dell’eccedenza di Frs. 7'385.15 per i
suoi incombenti”.

Il 31 marzo 2003, il Procuratore
pubblico __________, con riferimento allo scritto 25 marzo 2003 della
Presidente della Corte alla CRP, ha inoltrato l’istanza di sequestro qui in
esame.

 

 

4.

 

 

La fattispecie ora in esame
appare diversa da quella oggetto della decisione della CRP del 30 luglio 2002 e
della decisione 28 febbraio 2003 di questo giudice. In quel caso trattavasi
infatti di un nuovo sequestro , resosi necessario dopo l’emanazione dell’atto
d’accusa.

 

Diversamente da quanto sostiene
__________ nel menzionato ricorso 13 marzo 2003 alla CRP, la decisione 5 luglio
2002 della Presidente della Corte – per altro da lui non impugnata – è valida
ed esplica tuttora i suoi effetti. A mente di questo giudice, non trattasi
infatti di un nuovo sequestro, ma di un semplice provvedimento – messo in atto
con l’accordo delle parti - di sostituzione dell’oggetto del sequestro che era
stato decretato in data 15 giugno 1999 dall’allora Procuratore pubblico
__________. Questo provvedimento, consistente nel trasferimento del sequestro
dal bene immobile (la part. __________ RFD di __________ nel frattempo
realizzata dall’UEF di __________) all’eccedenza di Frs. 7'384.45 risultante
dalla vendita forzata dell’immobile, rientra certamente nelle competenze della
Presidente della Corte. D’altronde, nelle competenze della Presidente della
Corte rientra pure la cancellazione della menzione del divieto della facoltà di
disporre (blocco RF) iscritto sulla part. n. __________ RFD di __________, che
nessuno – neppure __________ - ha mai posto in dubbio.

Del resto, procedendo alla
sostituzione dell’oggetto del sequestro e alla suddetta cancellazione, la
Presidente della Corte aveva accertato l’esistenza del consenso di tutti gli
interessati, ivi compreso del consenso scritto del 24 giugno 2002 dell’avv.
__________, nuovo patrocinatore di __________.

 

Alla luce di quanto sopra questo
giudice non ha competenza per sequestrare quanto risulta già essere oggetto di
sequestro fin dal 15 giugno 1999 (a seguito di ordine di sequestro dell’allora
Procuratore pubblico __________); provvedimento, questo, che è stato mantenuto
dalla Presidente della Corte con decisione 5 luglio 2002 – con il consenso di
tutti gli interessati – sull’eccedenza di Frs. 7'384.45 risultante dalla
vendita forzata della part. __________ RFD di __________ e con contestuale
cancellazione della menzione del blocco iscritto a RF sulla suddetta
particella.

L’istanza 31 marzo 2003 del
Procuratore pubblico __________ va dunque dichiarata irricevibile, con la
presente decisione esente da tassa e spese di giudizio (art. 39 lett. f TG) e
impugnabile alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale d’appello entro dieci
giorni dall’intimazione (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP).

 

 

Per i quali motivi, visti i
citati articoli di legge,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

decide

 

 

 

1.       
L’istanza 31 marzo 2003 del Procuratore pubblico __________ in
materia di sequestro é irricevibile.

 

 

2.       
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.       
Contro la presente decisione è data facoltà di ricorso alla Camera
dei ricorsi penali del Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni
dall’intimazione.

 

 

4.       
Intimazione a:

-     
Presidente della Corte delle Assise correzionali, giudice
__________ (con inc. TPC __________ di ritorno);

-     
Procuratore pubblico __________;

-     
avv. __________, per sé e per l’accusato __________;

-     
avv. __________, per sé e per la PC __________.

 

 

 

 

 

                                                                                giudice
__________