# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fbd30389-d76b-50b8-ae1a-01d62dabfcbb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-06-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 22.06.2006 52.2006.120
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2006-120_2006-06-22.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2006.120

   

  	
  Lugano

  22 giugno
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretaria:

  	
  Micol Morganti, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 4 aprile 2006 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 16 marzo 2006 della Commissione di
  vigilanza per l’applicazione della legge sull’esercizio della professione di
  impresario costruttore (CV-LEPIC) che vieta alla ricorrente di proseguire i lavori
  in corso sulle part. n. __________ e __________ RF di __________;

  

 

 

vista la risposta 24 aprile
2006 della CV-LEPIC; 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che la
ricorrente RI 1, __________, è appaltatrice delle opere di impresario costruttore
per l’edificazione di due case monofamiliari a __________ (part. __________ e __________);

 

che l’insorgente, non iscritta all’albo
cantonale delle imprese, ha subappaltato i lavori alla ditta __________, __________,
regolarmente iscritta all’albo; 

 

che il 16 marzo 2006, constatata la presenza
sul cantiere di 2 operai indipendenti, non remunerati dalla __________ e di 4 operai
stipendiati dalla RI 1, la CV-LEPIC ha fatto divieto a quest’ultima di
proseguire i lavori di impresario costruttore su suddetti sedimi, con la
comminatoria dell’art. 292 CPS e negando l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso;

 

che avverso il provvedimento di sospensione
dei lavori, la RI 1 si aggrava dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo,
chiedendone l’annullamento; 

 

che l’insorgente asserisce che l’effettiva
esecutrice dei lavori di cui si chiede la sospensione sarebbe __________ in
qualità di subappaltatrice, alla quale avrebbe unicamente dato in prestito
degli operai per un periodo limitato; 

 

che all’accoglimento del ricorso si oppone
la CV-LEPIC, ribadendo sostanzialmente che, essendo presenti sul cantiere unicamente
operai della ricorrente, questa ne sarebbe la reale responsabile, ritenuto che __________
non sarebbe comunque in grado di gestire un cantiere simile vista l’esiguità
delle sue maestranze.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                         che la
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data (art. 15 cpv. 1 LEPIC;
RL 7.1.5.3); 

 

                                         che se
fosse vero che la ricorrente non opera sul cantiere, la legittimazione attiva
le andrebbe negata, poiché il divieto di proseguire i lavori non la toccherebbe
minimamente; 

 

                                         che la
lesione degli interessi fatta valere dalla RI 1 se da un lato giustifica il
riconoscimento della qualità per agire in giudizio, dall’altro permette di
dubitare seriamente del buon fondamento della tesi difensiva; 

 

                                         che il
gravame, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm), è ricevibile in ordine; 

 

che il giudizio può essere reso sulla base
degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm); 

 

che nel Canton Ticino, l’esercizio della
professione di impresario costruttore è soggetto ad autorizzazione rilasciata
dal Dipartimento competente (art. 2 LEPIC); 

 

che allo scopo di garantire un corretto esercizio
della professione di impresario la LEPIC ha istituito un albo, al quale hanno
diritto ad essere iscritte  le imprese che rispondono a determinati requisiti
professionali minimi (RDAT I-1993, N. 25; cfr. art. 3 cpv. 2 e 5 cpv. 1 e 2
LEPIC); 

 

che, di principio, giusta l’art. 4 cpv. 1
LEPIC, soltanto le imprese di costruzione iscritte al relativo albo sono
abilitate ad eseguire lavori di sopra- e sottostruttura i cui costi
preventivabili superano l’importo di fr. 30’000.-; 

 

che sono considerate imprese di costruzione le persone giuridiche,
le società di persone o le ditte individuali che, con attrezzature ed un
organico proprio, eseguono lavori di sopra e sottostruttura (art. 1 cpv. 2
LEPIC); 

 

che dagli art. 4 cpv. 1 ed 1 cpv. 2 LEPIC
discende che le imprese di costruzione iscritte all’albo devono per principio
operare con attrezzature e maestranze proprie; il prestito di manodopera non è
escluso, ma non deve essere di importanza tale da snaturare l’identità dell’impresa
(cfr. in tal senso art. 28 RLCPubb); 

che giusta l’art. 21 cpv. 1 PAmm l’autorità
amministrativa adotta, d’ufficio o su istanza di parte, le opportune misure
provvisionali; 

 

che il divieto di proseguire i lavori
avviati da un’impresa di costruzione su un cantiere è un provvedimento di
natura cautelare, volto ad assicurare lo status quo nell’attesa che sia
accertato se l’impresa ha diritto di eseguirli; 

 

che il provvedimento si giustifica quando
sulla base di un giudizio di apparenza sussistono fondati dubbi sul diritto
dell’impresa di costruzione di eseguirli; 

 

che, in concreto, la ricorrente sostiene di
aver subappaltato i lavori di costruzione delle due case alla __________, ditta
iscritta all’albo degli impresari costruttori, alla quale ha nel contempo
prestato gli operai necessari (cfr. rapporto d’intervento della polizia
intercomunale del 20 apriRI 1; 

 

che nella misura in cui i lavori erano
eseguiti dalle maestranze della ricorrente con i macchinari della stessa,
sussiste il fondato sospetto che il cantiere sia effettivamente gestito da quest’ultima
e che il subappalto non sia altro che un negozio fittizio, volto ad aggirare l’impedimento
che le deriva dalla mancata iscrizione all’albo delle imprese; 

 

che questo sospetto giustifica pienamente l’adozione
del controverso ordine di sospensione dei lavori; 

 

che il ricorso va pertanto respinto; 

 

che la tassa di giustizia e le spese vanno
poste a carico dell’insorgente secondo soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 2, 3, 4, 5 e 15 LEPIC; 18, 21, 28, 43,
e 46 PAmm; 

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, di complessivi fr. 800.-, sono poste a carico della
ricorrente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  ;  

  . 

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  CO 1 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria