# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 65e53054-7e12-5ab6-9945-6c182c21c622
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2015-06-04
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 04.06.2015 D-3329/2015
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3329-2015_2015-06-04.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-3329/2015 

 

 
  

 
 S e n t e n z a  d e l  4  g i u g n o  2 0 1 5  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Bendicht Tellenbach;  

cancelliera Sebastiana Stähli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Eritrea,  

(…)  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione  

(SEM; già Ufficio federale della migrazione, UFM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito / paese terzo sicuro) ed allonta-

namento;  

decisione della SEM del 4 maggio 2015 / N (…). 

 

 

 

D-3329/2015 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

L'interessato, cittadino eritreo, è entrato in Svizzera ed ha depositato do-

manda d'asilo in data 21 ottobre 2014. 

B.  

In data 31 ottobre 2014 il medesimo è stato ascoltato sulle sue generalità 

e sommariamente sui motivi d'asilo (di seguito: verbale). 

Egli ha allegato di aver depositato una domanda d'asilo in luglio 2009 a 

B._______ (Italia) la quale sarebbe stata accolta ed avrebbe ottenuto un 

permesso di soggiorno in Italia valido fino al 24 novembre 2014 (cfr. ver-

bale, pag. 5). I motivi della sua domanda d'asilo sarebbero gli stessi della 

domanda depositata in Italia e sarebbe venuto in Svizzera a chiedere asilo 

poiché la moglie e i suoi figli si troverebbero qui ed egli vorrebbe vivere con 

loro (cfr. verbale, pag. 8). 

C.  

Le autorità italiane, con uno scritto del (…) dicembre 2014 di risposta ad 

una domanda di trasferimento in virtù del regolamento Dublino, hanno in-

formato la Segreteria di Stato della migrazione (SEM; già Ufficio federale 

della migrazione, UFM) che all'interessato era stato riconosciuto lo statuto 

di rifugiato e pertanto il trasferimento sulla base del regolamento Dublino 

non era possibile nella fattispecie (cfr. atto A14/1). 

D.  

Con scritto dell'8 dicembre 2014 la SEM ha informato il richiedente che 

essendogli stato riconosciuto lo statuto di rifugiato in Italia il regolamento 

Dublino non era applicabile e gli ha concesso il diritto di essere sentito circa 

la non entrata nel merito della domanda d'asilo in applicazione dell'art. 31a 

cpv. 1 lett. a LAsi (RS 142.31) e circa il suo allontanamento verso l'Italia. 

E.  

Con scritto del 16 dicembre 2014 l'interessato ha presentato le sue osser-

vazioni in merito affermando che in Svizzera vivrebbero la moglie e i suoi 

tre figli, i quali sarebbero riconosciuti quali rifugiati. Pertanto sarebbe ve-

nuto in Svizzera e vorrebbe rimanervi. Allo scritto ha allegato copia del cer-

tificato di matrimonio e copia dei certificati di battesimo dei due figli nati in 

Eritrea.  

D-3329/2015 

Pagina 3 

F.  

Con scritto del (…) aprile 2015 le autorità italiane hanno accettato la richie-

sta di riammissione dell'interessato secondo la Direttiva ritorno (CE) 

n. 20087115 e l'Accordo europeo sul trasferimento della responsabilità re-

lativa ai rifugiati per persone con protezione internazionale, formulata in 

data (…) dicembre 2014, ed hanno informato che all'interessato è stata 

accordata la protezione sussidiaria (cfr. atto A21/1).  

G.  

Con decisione del 4 maggio 2015, notificata il 18 maggio 2015 (cfr. risul-

tanze processuali), la SEM non è entrata nel merito della domanda d'asilo 

ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi ed ha pronunciato l'allontanamento 

nonché l'esecuzione dell'allontanamento del richiedente dalla Svizzera. 

La SEM ha rilevato che il Consiglio federale avrebbe designato l'Italia come 

Stato terzo sicuro ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi. Da accertamenti 

sarebbe risultato che il ricorrente avrebbe ottenuto la protezione sussidiaria 

in Italia e l'Italia avrebbe dato il suo consenso alla sua riammissione. La 

SEM ha inoltre osservato che per un'eventuale domanda di riconsidera-

zione della domanda d'asilo la Svizzera non sarebbe competente e do-

vrebbe rivolgersi all'Italia. Secondo l'art. 25 cpv. 2 PA la Svizzera potrebbe 

infatti accogliere una richiesta di riconoscimento della qualità di rifugiato o 

di ostacoli all'esecuzione del rinvio soltanto quando è fatto valere un inte-

resse degno di protezione. Tale interesse non sarebbe provato se uno 

Stato terzo ha già concesso una protezione contro le persecuzioni. Nella 

fattispecie, il richiedente essendo a beneficio della protezione sussidiaria 

in Italia potrebbe rientrarvi senza temere un rinvio verso l'Eritrea in viola-

zione del principio di non respingimento. Pertanto, la SEM non è entrata 

nel merito della domanda d'asilo. Per ciò che concerne  

l'esecuzione dell'allontanamento, la SEM ha ritenuto che la moglie e i figli 

ammessi provvisoriamente in Svizzera con la qualità di rifugiato non pos-

sederebbero un diritto di dimora stabile necessario per prevalersi del diritto 

alla protezione della vita famigliare ai sensi dell'art. 8 CEDU. L'esecuzione 

dell'allontanamento sarebbe dunque ammissibile, ragionevolmente esigi-

bile e possibile. La SEM ha infine osservato che le procedure ordinarie 

previste dal diritto sugli stranieri in materia di ricongiungimento famigliare 

non potrebbero essere eluse con l'inoltro di una domanda d'asilo in Sviz-

zera. L'interessato potrebbe poi richiedere il ricongiungimento famigliare in 

Italia. 

H.  

In data 26 maggio 2015 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata: 

D-3329/2015 

Pagina 4 

27 maggio 2015) il richiedente è insorto contro la summenzionata deci-

sione della SEM con ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale 

(di seguito: il Tribunale) ed ha chiesto l'annullamento della decisione impu-

gnata e il riconoscimento della qualità di rifugiato. Ha altresì presentato una 

domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal versa-

mento delle spese processuali e del relativo anticipo con protesta di spese 

e ripetibili.  

Nel ricorso l'insorgente ha contestato quanto ritenuto dalla SEM. Ha affer-

mato di avere un interesso degno di protezione ai sensi dell'art. 25 cpv. 2 

PA in quanto in Svizzera vivrebbero la moglie ed i figli. Tale interesse sa-

rebbe garantito dall'art. 8 CEDU che protegge la vita famigliare e dalla Con-

venzione sui diritti del fanciullo che protegge l'interesse superiore del mi-

nore di poter crescere con entrambi i genitori. Ha dunque chiesto l'annul-

lamento della decisione impugnata e il riconoscimento della qualità di rifu-

giato per poter vivere in Svizzera con la famiglia. 

I.  

L'incarto originale della SEM è pervenuto a codesto Tribunale in data 

28 maggio 2015.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti saranno ripresi nei conside-

randi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

1.1  

Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF 

in quanto la legge sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 

LAsi). 

Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù 

dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA 

rese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. 

La SEM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi). 

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA. 

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Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi l'autorità inferiore, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-

gno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 

cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa.  

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma e al 

contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. 

1.2 Nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai sensi 

dell'art. 31a cpv. 3 LAsi, l'oggetto suscettibile di essere impugnato non può 

essere esteso alla questione della concessione dell'asilo, che presuppone 

una decisione nel merito della domanda stessa (cfr. DTAF 2011/30 con-

sid. 3). 

Di conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente al riconoscimento 

della qualità di rifugiato e implicitamente alla concessione dell'asilo è inam-

missibile.  

Nei citati limiti, occorre dunque entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo,  

la violazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto  

di fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di  

diritto degli stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA  

(cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi 

addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 

impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2 

e giurisprudenza ivi citata). 

3.  

I ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono 

decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l’ap-

provazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è 

motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). 

Ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti. 

4.  

4.1 Giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di norma non si entra nel merito della 

domanda di asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo sicuro 

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secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato preceden-

temente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene vi sia un 

effettivo rispetto del principio di "non-refoulement" ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 

LAsi, nonché dell'art. 3 CEDU (RS 0.101) e delle disposizioni equivalenti 

(cfr. DTAF 2010/56 consid. 3.2 pagg. 814 e segg.). 

Il Consiglio federale ha effettivamente inserito, il 14 dicembre 2007, l'Italia, 

come altri Paesi dell'Unione europea (UE) e dell'Associazione europea di 

libero scambio (AELS), nel novero degli Stati terzi sicuri ai sensi dell'art. 6a 

cpv. 2 lett. b LAsi; che per questi stati esiste una presunzione di rispetto del 

principio di "non-refoulement" (art. 5 cpv. 1 LAsi). 

In Italia, il ricorrente beneficia della "protezione sussidiaria", con relativo 

"permesso di soggiorno asilo" (cfr. atto A21/1) e l'Italia, in data 

(…) aprile 2015 ha dichiarato di riaccettare il medesimo sul proprio territo-

rio, in quanto titolare del succitato permesso di soggiorno (cfr. atto A21/1).  

4.2 Contrariamente a quanto allegato nel ricorso, non avendo né conte-

stato di essere al beneficio della "protezione sussidiaria" né fatto valere di 

rischiare di essere rinviato in Eritrea – e quindi aver messo in dubbio la 

sicurezza dello Stato terzo – in caso di ritorno in Italia, il ricorrente non ha 

alcun interesse degno di protezione all'ottenimento di una protezione da 

parte della Svizzera. 

Neppure il fatto di avere dei parenti in Svizzera non è atto a fondare un 

interesse degno di protezione. Invero, con la modifica della LAsi del 14 di-

cembre 2012, entrata in vigore il 1° febbraio 2014, e l'abrogazione del vec-

chio art. 34 cpv. 3 lett. a LAsi, una decisione di non entrata nel merito deve 

avvenire anche qualora, come nel caso di specie, in Svizzera vivano pa-

renti prossimi del richiedente. 

4.3 Di conseguenza, visto tutto quanto sopra, le condizioni dell'art. 31a cpv. 

1 lett. a LAsi sono soddisfatte nella fattispecie ed è a giusto titolo che la 

SEM non è entrata nel merito della domanda di asilo secondo 

l'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi. Di modo che, su questo punto, il ricorso non 

merita tutela e la decisione impugnata va confermata. 

5.  

Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia, 

di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione; tiene 

però conto del principio dell'unità della famiglia. 

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L'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM avrebbe 

dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 

cpv. 1 e 2 ed art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo  

relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2009/50 consid. 9). 

Pertanto, lo scrivente Tribunale è tenuto a confermare la pronuncia dell'al-

lontanamento. 

6.  

L'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, in relazione all'art. 44 

LAsi, all'art. 83 LStr (RS 142.20), giusta il quale l'esecuzione dell'allontana-

mento dev'essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 

LStr) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr). 

6.1 In considerazione di quanto indicato poc'anzi, ai sensi delle norme di 

diritto internazionale pubblico nonché della LAsi, l'esecuzione dell'allonta-

namento è ammissibile (art. 44 LAsi in relazione all'art. 83 cpv. 3 LStr). 

In questo senso, l'art. 8 CEDU non costituisce un ostacolo all'esecuzione 

dell'allontanamento per i motivi che seguono. Innanzitutto, seppure l'art. 8 

CEDU, rispettivamente l'art. 13 Cost., non garantiscano il diritto a soggior-

nare in un determinato Stato, il diritto al rispetto della vita famigliare e pri-

vata può essere violato qualora ad uno straniero, la cui famiglia risiede in 

Svizzera, viene vietata la presenza in tale Paese e con ciò viene impedita 

la vita famigliare (cfr. DTF 135 I 143 consid. 1.3.1). 

In secondo luogo, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, per 

poter invocare il diritto al rispetto della vita famigliare ex art. 8 CEDU lo 

straniero non soltanto deve provare la presenza di una relazione stretta ed 

effettiva con una persona della sua famiglia, ma pure quest'ultima deve 

avere un diritto di presenza assicurato o duraturo in Svizzera (cfr. tra le 

altre DTF 135 I 143 consid. 1.3.1 con giurisprudenza ivi citata; 

DTAF 2013/49 consid. 8.4.1 con rinvii, 2012/4 consid. 4.3 con giurispru-

denza ivi citata). Ha un diritto di presenza assicurato o duraturo in Svizzera 

la persona che possiede la nazionalità svizzera, che ha un permesso di 

domicilio oppure che ha un permesso di dimora fondato su un diritto assi-

curato (cfr. DTF 135 I 143 consid. 1.3.1 con giurisprudenza ivi citata).  

Nella fattispecie, la moglie e i figli del ricorrente sono ammessi provvisoria-

mente in Svizzera dal (…) aprile 2014 ed è stata loro riconosciuta la qualità 

di rifugiato.  

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Pagina 8 

Orbene, secondo la prassi costante del Tribunale federale i rifugiati am-

messi provvisoriamente in Svizzera non hanno alcun diritto di residenza 

assicurato (cfr. DTF 126 II 335 consid. 1c/bb, 2b, 3b, 3c/dd; DTAF 2012/4 

consid. 4.3), avendo l'ammissione provvisoria unicamente un carattere 

provvisorio (cfr. DTF 126 II 335 consid. 2a/bb).  

Pertanto, facendo difetto una delle due condizioni cumulative, il ricorrente 

non può invocare il diritto al rispetto della vita famigliare ex art. 8 CEDU e 

la questione dell'esistenza di una relazione stretta ed effettiva può essere 

lasciata aperta nella fattispecie. 

Infine, non soccorre neppure l'insorgente la censura legata all'interesse su-

periore del minore di poter crescere con entrambi i genitori sancito dalla 

Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989 (RS 0.107), poi-

ché, da giurisprudenza costante, neppure questa convenzione fonda alcun 

diritto ad ottenere un permesso di soggiorno (cfr. DTF 126 II 377 consid. 5d 

e giurisprudenza ivi citata; sentenza del TF 2C_10/2012 del 17 marzo 2012 

consid. 3.3) . 

In limine, a questo Tribunale preme rammentare al ricorrente, che la pro-

cedura d'asilo non ha come fine quello di ottenere un permesso di sog-

giorno per poter risiedere con la famiglia in Svizzera. Essa non è, in nessun 

caso, utilizzabile per aggirare i disposti legali del diritto degli stranieri spe-

cialmente circa il ricongiungimento famigliare.  

Per tutti questi motivi, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile 

(art. 83 cpv. 3 LStr in relazione all'art. 44 LAsi). 

6.2 Infine, dagli atti non appaiono elementi che possano permettere di rite-

nere che l'esecuzione dell'allontanamento non sia ragionevolmente esigi-

bile e possibile (art.83 cpv. 2 e 4 LStr in relazione all'art. 44 LAsi). 

6.3 Ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, ra-

gionevolmente esigibile e possibile. Di conseguenza, anche su questo 

punto la querelata decisione dell'autorità inferiore va confermata. 

7.  

Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA), per il che il ricorso va respinto. 

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Pagina 9 

8.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

è divenuta senza oggetto. 

9.  

9.1 Infine, quand'anche data la situazione di indigenza, ritenute le allega-

zioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favorevole, la domanda di 

assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle 

spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA). 

9.2 Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe-

tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

10.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno 

abbandonato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata 

con ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 

cifra 1 LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-3329/2015 

Pagina 10 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Per quanto ammissibile, il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Sebastiana Stähli 

 

 

Data di spedizione: