# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1f87c1c7-6963-5ff2-ae77-c28f3ec49743
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-12-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 23.12.2004 72.2004.110
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2004-110_2004-12-23.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2004.110

  	
  Lugano,

  23 dicembre
  2004/eg

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Corte delle assise criminali

  
	
   

   

   

  
						

 

	
  composta dei
  giudici:

  	
  Claudio Zali
  (Presidente)

  GI 1 

  GI 2 

   

  

 

	
  e dagli assessori
  giurati:

  	
  AS 1 

  AS 2 

  AS 3 

  AS 4 

  AS 6 

   

  

 

	
  con la segretaria:

  	
  Valentina Tuoni,
  vicecancelliera

  

 

 

Conviene oggi
nell’aula penale di questo Palazzo di Giustizia

 

 

	
  per giudicare

  	
  AC 1

  e domiciliato a 

   

  
	
   

  	
  detenuto dal 16 al 18 luglio 2003 a Losanna e da quella data nel Canton Ticino;

  

 

 

prevenuto colpevole
di:

 

 

                                   1.   infrazione
aggravata alla LF sugli stupefacenti

                                         siccome
commessa per mestiere realizzando in tal modo una grossa cifra d’affari o un
guadagno considerevole,

                                         per
avere, senza essere autorizzato, a Lugano, Cureglia, Magliaso, Melide, Cadenazzo,
Bioggio, Pregassona, Zurigo e Coira, nel periodo ottobre 2002 / 16.07.2003,
ripetutamente acquistato, trasportato o fatto trasportare, depositato o fatto
depositare, venduto rispettivamente messo in commercio un ingente quantitativo
di canapa che sapeva o doveva presumere essere destinato al mercato degli
stupefacenti, 

                                         realizzando
così una cifra d’affari variante tra Fr. 1'831'900.- e Fr. 1'894'400.-
rispettivamente un suo dichiarato guadagno netto tra Fr. 150'000.- e Fr.
400’000.-, 

 

                                         in
particolare per avere:

 

                               1.1.   venduto
in almeno tre distinte occasioni ad acquirenti non meglio identificati
almeno 500 chilogrammi di canapa a Fr. 3'500.- il chilo, sostanza
ritirata dagli stessi acquirenti o da loro emissari a Lugano presso il suo 
appartamento rispettivamente da lui trasportata con un autofurgone preso a
noleggio e a loro consegnata a Zurigo nonché a Coira, stupefacente da lui previamente
acquistato:

 

                            1.1.1.   a
Cureglia, nel periodo ottobre 2002 / dicembre 2002, da __________ presso il
domicilio di quest’ultimo per un quantitativo di 109 chilogrammi a Fr. 2'700.-
il chilo che ritirò con un autofurgone preso a noleggio, 

 

                            1.1.2.   a Cureglia,
nel corso del mese di dicembre 2002, da __________ presso il domicilio di quest’ultimo
per un quantitativo di almeno 225 chilogrammi a Fr. 2'500.- il chilo che ritirò
con un autofurgone preso a noleggio,

 

                            1.1.3.   a Magliaso,
presso l’orticoltura di __________, nel periodo gennaio 2003 / febbraio 2003,
da __________ per un quantitativo di 177 chilogrammi a Fr. 2'700.- il chilo che
ritirò con un autofurgone preso a noleggio,

 

 

                               1.2.   acquistato,
in quattro differenti occasioni, a Melide e Cadenazzo, a partire dal mese di
marzo 2003, da __________ un quantitativo di 171 chilogrammi di canapa al
prezzo totale di Fr. 497'200.- a suo dire parzialmente anticipato da terzi
finanziatori non meglio identificati, 

                                         sostanza
che, come stupefacente, assieme ad un minimo residuo di canapa derivante
dall’acquisto di cui al punto 1.1.3, era sua intenzione rivendere il 18.06.2003
a suoi clienti non meglio identificati al prezzo complessivo di Fr. 750'000.- e
che, a tal fine,  fu prima depositato in un garage di Pregassona, poi in un
ufficio a Lugano e quindi il 13.06.2003, con il concorso di __________ e PC 1,
in una cantina dell’hotel Minerva di Lugano dove avrebbe dovuto rimanere sino
al 18.06.2003,  

                                         ciò che
però non fu possibile poiché la notte del 15/16.06.2003 fu sottratto, su
incarico di PC 1, da __________ per essere poi ritrovato e sequestrato il
20.06.2003 dalla Polizia (nella misura di 112 chili e 829,09 grammi netti di
canapa assieme a 42,41 grammi di hashish) presso il domicilio di Lugano di __________
mentre che la rimanenza fu bruciata, la mattina del 18.06.2003, a Magliaso, sul
greto del fiume, da __________;

 

                                         fatti
avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e luogo;

                                         reato
previsto: dall’art. 19 cfr. 2 lett. c LS;

 

 

                                   2.   sequestro
di persona e rapimento

                                         per
avere, a Zurigo, Osco e Mezzovico, nonché sulla tratta Zurigo / Lucerna / Osco
/ Lucerna / Mezzovico / Lugano, dalle prime ore del mattino del 17.06.2003 alle
prime ore del mattino del 18.06.2003, agendo in correità con __________ e con
la complicità di __________, rapito con violenza, inganno e minaccia PC 1,
tenendolo indebitamente sequestrato e privandolo in tal modo della sua libertà
personale, 

 

                                         in
particolare:

 

                                         dopo che
la vittima, assieme a __________, che era alla guida del proprio taxi,
raggiunsero nelle prime ore del 17.06.2003 l’hotel __________ affinché PC 1
potesse discutere con AC 1 dell’avvenuta sottrazione la notte del 15/16.06.2003
da una cantina dell’hotel __________ del quantitativo di canapa di cui al punto
1.2, stupefacente rivendicato dall’accusato che lo doveva consegnare ai suoi
acquirenti o a loro emissari il 18.06.2003 e della cui sottrazione sospettava PC
1, 

 

                                         ritenuto
come dopo il paese di Sihlbrugg (Canton Zurigo) alla macchina condotta da __________
fece strada un secondo taxi alla cui guida vi era __________ con passeggeri AC
1 e __________,

 

                                         per
avere:

 

                                    ▪   una volta riunitosi, ad eccezione
di __________ in una stanza del menzionato hotel verbalmente minacciato,
assieme a __________, PC 1 a cui __________ pure posizionò un coltello alla
gola, il tutto al fine di poter riottenere il quantitativo di canapa di cui al
punto 1.2 della cui sottrazione però PC 1 continuava a dichiararsi estraneo, 

 

                                    ▪   lasciato predetta camera assieme a
__________ dopo aver preannunciato come dell’intera faccenda ne avrebbero
nuovamente discusso in mattinata, stanza dove PC 1 fu sorvegliato e controllato
da __________ per circa 10 / 15 minuti fino a quando non ricomparve AC 1 il
quale, dopo aver portato da mangiare a __________, comunicò a __________ che
poteva ritornare a Lugano all’hotel __________ assieme a __________ mentre lui,
__________ sarebbero rientrati all’hotel __________ di Lucerna, fermo restando
come durante quella notte PC 1 rimase sequestrato all’interno di predetta
camera da __________ che sistemò un materasso, per impedirgli di liberamente
uscire, contro la porta della stanza, materasso sul quale si sdraiò e che
utilizzò quale suo giaciglio sin verso le ore 10.30 del 17.06.2003 quando
all’albergo si ripresentarono AC 1 e __________ con il taxi di quest’ultimo,

 

                                    ▪   accompagnato, con predetto taxi, PC
1 sino a Lucerna sedendosi a fianco di __________ che ne era alla guida mentre
che la vittima e __________ presero posto sui sedili posteriori, viaggio
durante il quale AC 1 chiese a più riprese a PC 1, ma inutilmente, la 
restituzione del quantitativo di canapa di cui al punto 1.2 per poi informarlo,
visto le sue continue negazioni, che allora se “la sarebbe vista con i suoi
clienti che stavano per arrivare”, 

 

                                    ▪   proseguito il viaggio sino ad Osco
(località Vigera) dopo che a Lucerna si aggiunse al gruppo __________ che prese
posto sui sedili posteriori con in mezzo PC 1, il quale sulla tratta Lucerna / Osco
finalmente ammise di aver partecipato alla sottrazione del quantitativo di
canapa di cui al punto 1.2 ma solo dopo esser stato violentemente colpito a
mano aperta sul naso da __________,

 

                                    ▪   una volta raggiunto Osco e nel
seguito aver comunicato a __________ nonché a __________ di rientrare con il
taxi a Lugano, continuato il sequestro e il rapimento, assieme a __________, di
PC 1 all’esterno di uno châlet di proprietà del padre di __________, luogo in
cui rimasero per alcune ore e dove AC 1 ripetutamente minacciò verbalmente e
usò violenza nei confronti di PC 1 colpendolo, perlomeno, prima con un doppio
calcio al petto e quindi, una volta messolo a terra, con le braccia, con le
mani e con le gambe su varie parti del corpo ricordato altresì come, malgrado
le ulteriori ammissioni di PC 1, i tempi da lui promessi per la restituzione
della sottratta canapa non avrebbero permesso all’accusato di rispettare i suoi
termini di consegna con i suoi acquirenti che “stavano per arrivare” onde
chiarire la questione,

 

                                    ▪   informato __________, a cui chiese
di ritornare ad Osco con un altro taxi, dell’avvenuto arresto a Lugano di __________
che su sue direttive stava cercando di recuperare da __________ presso l’hotel __________
la sottratta canapa, ritenuto come nel frattempo allo châlet arrivò, assieme ad
un suo conoscente, anche __________ che oltre a fungere da traduttore tra
l’accusato e PC 1 fu poi utilizzato per farsi accompagnare, assieme alla
vittima e __________, in centro paese dove ad attendere il gruppo vi erano già
il nuovo taxista __________, 

 

                                    ▪   proseguito nel sequestro e
rapimento di PC 1 che con il taxi di __________ che ne era alla guida, con
davanti __________, si sistemò sui sedili posteriori tra __________ e AC 1,
raggiungendo così, dopo una breve sosta sotto un cavalcavia all’altezza dell’uscita
autostradale di Faido, la città di Lucerna dove __________ fu lasciato
all’hotel __________ mentre che gli altri ridiscesero in Ticino dove, così come
precedentemente convenuto tra AC 1 e “quelli che stavano arrivando in
Svizzera”, si ricongiunsero sul parcheggio dell’area di servizio autostradale
di Stalvedro con una autovettura non meglio identificata con targhe italiane
che li seguì sino al posteggio esterno dell'hotel __________ di Mezzovico, 

 

                                    ▪   luogo dove PC 1 fu ripetutamente
colpito da non meglio identificati personaggi dell’autovettura con targhe
italiane con vari pugni al viso e sulla parte superiore del corpo nonché
minacciato di morte con una pistola postagli alla tempia, violenza interrotta
anche grazie all’intervento dell’accusato e alla promessa di PC 1 di
riconsegnare il sottratto stupefacente da lì a qualche giorno, 

 

                                         ritenuto
come, dopo una nuova breve sosta in un altro parcheggio posto nelle vicinanze
dove __________ si trasferì sull’autovettura con targhe italiane che lasciò
definitivamente il luogo, AC 1, accompagnato dal taxista __________, raggiunse
Lugano assieme a PC 1 che fu liberato dinanzi al proprio domicilio nelle prime
ore del 18.06.2003 e che immediatamente si recò in Polizia per denunciare
quanto successogli, 

 

                                         mentre
che l’accusato, sempre con il taxi di __________, si recò prima alla stazione
di Lugano dove ad attenderlo vi era __________ che gli consegnò dei vestiti di
ricambio in quanto i suoi erano sporchi del sangue di PC 1, proseguendo poi il
viaggio sino a Lucerna dove si ricongiunse con __________ e la sua compagna __________
presso l’hotel __________ che lasciò la stessa notte, dandosi alla latitanza
assieme ai tre sino al 16.07.2004 quando fu arrestato a Losanna assieme alla
sua compagna; 

 

                                         fatti
avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e luogo;

                                         reato
previsto: dall’art. 183 cfr. 1 CPS;

 

 

                                   3.   ripetuta
falsità in certificati 

                                         per
avere, a Lucerna, Zurigo, Friborgo e Losanna, nel periodo 14.06.2003 /
12.07.2003, alfine di migliorare la propria situazione, ripetutamente fatto
uso, a scopo di inganno, di certificati contraffatti o alterati da terzi, 

 

                                         in
particolare, per avere:

 

                               3.1.   a
Lucerna, il 14.06.2003, al momento della sua notifica presso l’hotel __________,
presentato quale suo documento di legittimazione il falso passaporto inglese no.
intestato a __________, nato a Londra il 15.04.1966, su cui era stata apposta
la sua fotografia;

 

                               3.2.   a
Zurigo, il 17.06.2003, alla momento della sua notifica presso l’hotel __________,
presentato quale suo documento di legittimazione il falso passaporto inglese di
cui al punto 3.1; 

 

                               3.3.   a Friborgo,
nel periodo giugno 2003 / 01.07.2003, al momento della sua notifica presso
quattro differenti hotel, presentato in ogni singola occasione quale suo
documento di legittimazione il falso passaporto inglese di cui al punto 3.1;

 

                               3.4.   a
Losanna, nel periodo giugno 2003 / 01.07.2003, al momento della sua notifica
presso due differenti hotel, presentato in ogni singola occasione quale suo
documento di legittimazione il falso passaporto inglese di cui al punto 3.1;

 

                               3.5.   a Friborgo,
il 05.07.2003, al momento del suo noleggio di una autovettura Volkswagen Golf,
targata FR  presso l’agenzia, presentato quali suoi documenti di legittimazione
il falso passaporto inglese di cui al punto 3.1 e la falsa licenza di condurre
inglese intestata a __________ su cui era stata apposta la sua fotografia;

 

                               3.6.   a
Zurigo e Losanna, nel periodo 18.06.2003 / 12.07.2003, in almeno una decina di
occasioni tra cui quelle sotto indicate, al momento dell’invio rispettivamente
della ricezione di somme di danaro presso degli uffici della __________,
presentato in ogni singola circostanza quale suo documento di legittimazione il
falso passaporto inglese di cui al punto 3.1,   

 

                                         in
particolare:

 

                            3.6.1.   a
Losanna, il 28.06.2003, alfine di ricevere da __________ Fr. 786.-;

                            3.6.2.   a
Losanna, il 29.06.2003, alfine di ricevere da __________ Fr. 6'407.-; 

                            3.6.3.   a
Losanna, il 30.06.2003, alfine di ricevere da __________ Fr. 3'330.-; 

                            3.6.4.   a
Losanna, il 04.07.2003, alfine di inviare a __________ Fr. 4'000.-;

                            3.6.5.   a
Losanna, il 08.07.2003, alfine di inviare a __________ Fr. 2'300.-;

                            3.6.6.   a
Losanna, il 12.07.2003, alfine di inviare a __________ Fr. 935.-;

 

                                         fatti
avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e luogo;

                                         reato
previsto: dall’art. 252 e 255 CPS;

 

 

                                   4.   lesioni
semplici

                                         per
avere, nelle indicate circostanze di tempo e luogo di cui al punto 2, agendo in
correità con __________, intenzionalmente cagionato un danno alla salute fisica
e psichica di PC 1 così come attestato dai seguenti certificati e rapporti
medici agli atti:

 

                                    ▪   del 18.06.2003 e del 20.11.2003
dell’Ospedale __________ per la salute fisica, 

 

                                    ▪   del 18.09.2003 e del 01.03.2004
del Dr. Med. __________, del 03.01.2004, del 30.01.2004, del 05.02.2004 e del
09.02.2004 del Dr. Med. __________ con relativi allegati dell’Ospedale generale
- reparto di psichiatria di __________ (Serbia) dove PC 1 è stato ricoverato
dal 18.11.2003 al 23.12.2003 e dal 09.02.2004 al 05.03.2004, del 09.02.2004
della Clinica dove fu degente dal 14.08.2003 al 30.08.2003, del 14.04.2004 e
del 15.04.2004 della Clinica Psichiatrica dove è stato ricoverato dal
06.04.2004 nonché in base al rapporto peritale del 21.05.2004 della Dr.ssa Med.
__________ per la salute psichica;

 

                                         fatti
avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e luogo;

                                         reato
previsto: dall’art. 123 cfr. 1 cpv. 1 CPS;

 

 

                                   5.   contravvenzione
alla LF sugli stupefacenti

                                         per
avere, senza essere autorizzato, a Lugano, Zurigo, Lucerna, Friborgo, Losanna,
Ginevra, Arosa ed in altre località non meglio precisate, nel periodo ottobre
2002 / 16.07.2003, consumato personalmente un imprecisato quantitativo di
canapa; 

 

                                         fatti
avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e luogo;

                                         reato
previsto: dall’art. 19a cfr. 1 LS;

 

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 121/2004 del 29 settembre 2004, emanato dal Procuratore
pubblico.

 

 

	
  Presenti

  	
  § Il PP 1.

  § L'accusato AC 1
  assistito dal difensore di fiducia avv. __________.

  § L'avv. __________, in
  rappresentanza della PC PC 1;

  §          L'interprete IE 1

  
	
   

  	
   

  

Espleti i pubblici dibattimenti 

                                     -   mercoledì 22.12.2004 dalle ore 09.30 alle ore 18.00

                                     -   giovedì 23.12.2004 dalle ore 09.30  alle ore 18.10  .

 

 

Sentiti                        §   Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale
dopo aver illustrato la personalità dissoluta dell'accusato, dedito alla bella
vita e ad attività illecite che la potessero finanziare, rileva come AC 1 sia
reo confesso per tutti i capi di accusa ad eccezione del AA n. 2.

                                         Per
quanto concerne gli elementi oggettivi del reato di infrazione aggravata alla
legge federale sugli stupefacenti, sottolinea come la sostanza spacciata da AC
1 fosse dello stupefacente in considerazione dell'alto tenore di THC della
canapa (12,4-21,3%). Aggiunge inoltre, richiamando la giurisprudenza, che
l'infrazione è aggravata ai sensi dell'art. 19 n. 2 lett.c in funzione del
tempo messo a disposizione dell'attività illecita, dei mezzi impiegati, della
frequenza dell'agire e dei redditi regolarmente conseguiti al fine di
finanziare il proprio tenore di vita: infatti AC 1, nell'arco di qualche mese,
ha spacciato un grosso quantitativo di canapa, con una cifra di affari di fr.
1'900'000.-- ed un utile conseguito di ca. fr. 375'000.--

                                         Per
quanto riguarda poi l'elemento soggettivo del reato il PP rileva come AC 1
fosse perfettamente a conoscenza dell'illiceità del suo agire e ciò in
considerazione dell'alto tenore di THC della canapa, del prezzo di vendita,
delle modalità di acquisto, della necessita di cambiare i luoghi in cui
depositava la canapa e delle singolari e notturne modalità di consegna della
sostanza. AC 1 non è uno sprovveduto e sapeva che in Svizzera così come in
quasi tutta l'Europa il commercio di canapa ad uso di stupefacente è illecito.
Il PP non nega che la realtà ticinese fosse a quei tempi ambigua circa la
coltivazione e l'apertura di diversi canapai ma ciò non è sufficiente per
avvalersi di un eventuale errore di diritto e non è nemmeno sufficiente per
beneficiare di una riduzione della pena in quanto, per consolidata
giurisprudenza, l'agente deve aver avuto delle ragioni sufficienti per poter
credere che la vendita fosse legale. AC 1 però non può beneficiare di tale attenuante
poiché egli non si è informato e ha dato per assodato quanto gli venne
raccontato da personaggi tutt'altro che affidabili. Anche se il commercio
organizzato da AC 1 aveva quale destinazione finale l'Inghilterra, il suo agire
è avvenuto in territorio elvetico. Chiede quindi integrale conferma del capo di
accusa AA n.1.

                                         Per
quanto concerne i capi di accusa n. 3 e n. 5, gli stessi sono ammessi
dall'accusato in fatto ed in diritto. Il PP non si sofferma quindi se non per
osservare che l'ottenimento di documentazione falsificata è indice di una
frequentazione da parte dell'accusato di ambienti delinquenziali e per
anticipare il fatto che a AC 1 non deve essere riconosciuta la scemata
responsabilità ex art. 11 CP in funzione del suo consumo di canapa. L'accusato
non è un tossicodipendente bensì un grossista che consumava parte della
sostanza che vendeva.

                                         Per
quanto concerne poi il reato di cui al capo di accusa AA n. 2, il PP ricorda
come l'imputazione si basi unicamente sulle dichiarazioni dell'accusato e dei
correi con i quali è stato possibile esperire il contraddittorio. AC 1 in
sostanza non contesta i fatti ma asserisce che PC 1 era libero di andarsene
indipendentemente dalla rivelazione del luogo in cui avesse nascosto la
refurtiva. Tale affermazione non merita conferma. Le dichiarazioni agli atti
comprovano che AC 1 ha privato PC 1 della sua libertà per 24 ore e ciò a
partire dalla sua entrata nella stanza d'albergo a Zurigo. Il sequestro va
confermato in diritto poiché la privazione della libertà è avvenuta con la
minaccia (l'uso di coltelli e la minaccia dell'incombente arrivo degli
acquirenti e di quello che gli avrebbero fatto se non avesse rivelato il luogo
ove aveva nascosto la canapa), con la violenza (i certificati medici e le
dichiarazioni delle persone coinvolte parlano di botte date a Osco, fino all'episodio
della pistola puntata in testa nel posteggio del __________) e con l'inganno (PC
1 viene invitato a Zurigo per parlare, lo scopo però era quello di tenerlo
segregato fino a quanto non avesse rivelato il nascondino della refurtiva). Non
è credibile AC 1 quanto afferma cha PC 1 era libero d'andarsene quando voleva e
ciò per il semplice fatto che AC 1 aveva bisogno di sapere dove fosse nascosta
la canapa visto l'arrivo degli acquirenti stranieri. Le circostanze di fatto
messe in atto da AC 1 e dai suoi uomini gli avevano oggettivamente impedito la
fuga, prima nella camera d'albergo e poi in macchina seduto tra due passeggeri.
L'unico momento in cui avrebbe potuto scappare era il mattino prima di risalire
sulla macchina in direzione del Ticino, ma cosa avrebbe potuto fare? E come
avrebbero reagito ad una sua fuga? PC 1 non aveva scampo, doveva rimanere con AC
1 anche per proteggere la sua famiglia da eventuali rappresaglie. Il
comportamento di AC 1 al __________, ovvero l'aver interceduto per la vita di AC
1 presso gli acquirenti stranieri, si spiega con il semplice fatto che
l'accusato non voleva essere accusato per assassinio. Un agire quindi puramente
egoistico. Chiede quindi la conferma dell'imputazione di sequestro di persona
ed anche di quello di lesioni semplici sulla base dei rapporti medici agli atti
e del dolo, per lo meno eventuale, dell'accusato nel recare danno a PC 1.

                                         Per la
commisurazione della pena, il PP chiede che vengano tenuti in considerazione la
gravità oggettiva dei reati commessi ed in particolare l'infrazione aggravata
alla legge sugli stupefacenti ed il sequestro di persona, il ruolo di capo
assunto dall'accusato all'interno di una organizzazione criminale da lui
importata nel nostro paese, il mero movente di lucro, la reiterazione
dell'agire illecito fino al momento del suo arresto, l'ingente cifra d'affari
ed il considerevole guadagno conseguito in un ristretto lasso di tempo. Chiede
che non gli venga riconosciuta l'applicazione dell'art. 11 CP poiché non è un
tossicodipendente e che non gli vengano riconosciute le attenuanti della grave
angustia, dell'agire poiché indotto in grave tentazione da parte della vittima,
della giusta provocazione o offesa e del sincero pentimento. Riconosce che AC 1
è reo confesso ma riduce subito tale attenuante in quanto egli confessa quanto
già a conoscenza della polizia: non ha infatti fornito alcuna concreta
collaborazione all'inchiesta. Neppure gli giova l'aver salvato PC 1 dalla morte
nel posteggio del __________ in quanto tale azione è stata dettata da puro
egoismo.

                                         Chiede
quindi che AC 1 venga condannato alla pena di 6 anni e 9 mesi di reclusione,
all'espulsione dal territorio svizzero per un periodo di 12 anni ed alla
confisca dei valori sequestrati quale risarcimento compensatorio per un guadagno
ammesso di fr. 350'000.--, nonché la confisca di quanto in sequestro ad
eccezione di due ricevute.

 

                                         L'avv.
__________ rappr. PC, il quale si associa alle conclusioni del PP.
Sottolinea come la rinuncia a costituirsi PC da parte del suo assistito sia
avvenuta in un momento in cui non era consigliato dal proprio legale e che
quindi non deve essere tenuta in considerazione quale manifestazione di una
effettiva volontà di rinunciare ad esercitare i suoi diritti. Dopo aver
riassunto le conseguenze fisiche, psichiche ed economiche dei reati di cui è
stato vittima PC 1, chiede che AC 1 venga condannato al pagamento di fr.
10'000.-- a titolo di torto morale; di fr. 6'300.-- per perdita di guadagno e
di fr. 6'400.-- per spese legali.

 

                                    §   Il Difensore, il quale dopo aver ripercorso la vita e le
abitudini del suo assistito afferma, in punto all'accusa di infrazione
aggravata alla legge federale sugli stupefacenti, che AC 1 non è il capo di
nessuna organizzazione criminale. Egli è più semplicemente un uomo facoltoso
che una volta arrivato in Ticino e vista la situazione che vi regnava ha
pensato di poter commerciare con i prodotti derivati della canapa (birra),
commercio per la cui liceità in territorio britannico si era informato
preventivamente presso uno studio legale inglese. L'opera di convincimento in
merito alla legalità del commercio della canapa in Ticino è da ascrivere a __________
ed è proprio su richiesta di quest'ultimo che AC 1 contatta delle persone in
Inghilterra ed agisce nel commercio della canapa. In considerazione delle
dichiarazioni rese dal suo assistito in aula, in applicazione del principio in dubio
pro reo, la cifra di affari deve essere corretta in fr. 1'840'000.-- e l'utile
in fr. 70'000.--/110'000.--. La colpa di AC 1 va altresì ridimensionata se si
considera che la maggior parte dello stupefacente non è stato immesso sul
mercato e che egli agiva pensando che il commercio di canapa in Ticino fosse
legale alla stregua di un punto franco. Non può inoltre essere rimproverato a AC
1 l'assenza di collaborazione poiché egli ha collaborato con gli inquirenti
fornendo indicazioni a loro sconosciute sia sui suoi traffici che su quelli di
cui era venuto a conoscenza frequentando l'ambiente: se non ha fatto i nomi dei
suoi acquirenti è perché non li sapeva.

                                         La difesa
contesta il reato di sequestro di persona. Ripercorrendo gli avvenimenti di
quei due giorni, sottolinea come l'atteggiamento assunto da PC 1 nella camera
di albergo non sia stato quello della persona sequestrata: egli aveva un
atteggiamento supponente e strafottente, disposto a rimanere in camera se AC 1
avesse coperto le spese. PC 1 è rimasto in albergo ed ha seguito la compagine
per chiarire la sua posizione e quindi per sua stessa volontà. Se __________ si
è messo davanti alla porta con il materasso non è stato per ordine di AC 1, il
quale ha persino offerto a PC 1 di chiamare la sua famiglia. È indubbio che gli
animi fossero riscaldati ma ciò era dovuto proprio al fatto che PC 1 non
sembrava avere coscienza del problema che aveva causato rubando la canapa
destinata alla consegna per il giorno successivo. Quando ha avuto la
possibilità di scappare non l'ha fatto, egli si è addirittura addormentato in
macchina russando sonoramente. Se di sequestro di persona si deve parlare
allora lo stesso va ridotto nel tempo in quanto non vanno contati i momenti in
cui si è addormentato in macchina, così come non vanno contati quei momenti in
cui era libero di girare per l'albergo e fumare delle sigarette. La colpa di AC
1 va ridimensionata in funzione del fatto che PC 1 è causa del suo male: il suo
consenso a risolvere la questione con la compagine toglie l'illiceità all'atto
ed in subordine ne costituisce un fatto giustificativo. PC 1 era libero di
mettersi d'accordo con i tassisti per la sua fuga ritenuto come questi fossero
amici suoi con i quali parlava tutti i giorni fuori dal suo albergo. AC 1
ammette che ad Osco ha perso il controllo ma è anche vero che gli altri hanno
infierito maggiormente. AC 1 perde la pazienza e lo percuote poiché PC 1 ha un
atteggiamento di sfida malgrado la pericolo che aveva generato con il suo
insano gesto. AC 1 soggettivamente non ha mai voluto limitare la libertà di PC
1 con minaccia, violenza o inganno tanto più che al momento dell'incontro con i
veri criminali egli salva la vita a PC 1, gesto per il quale viene da quest'ultimo
a più riprese ringraziato. Conclude affermando che non vi è stato alcun
sequestro di persona bensì tutti i personaggi erano legati da un comune stato
di necessità: "il denaro o la testa di qualcuno". Contesta inoltre la
qualità di parte civile di PC 1, così come contesta il reato di lesioni
semplici in mancanza del nesso di causalità. Si oppone alla confisca dei valori
sequestrati poiché la loro provenienza lecita è stata provata, ed un'eventuale
confisca penalizzerebbe eccessivamente il suo assistito. Evidenzia come la pena
proposta dal procuratore pubblico sia sorprendentemente eccessiva, avuto
riguardo ai precedenti in materia ed avuto riguardo alle circostanze
particolari del caso: AC 1 non pensava che il commercio di canapa fosse
illegale, nel gruppo lui era la persona meno pericolosa e non è un delinquente
abituale, ma era semplicemente spinto dalla necessità in cui lo aveva messo
proprio PC 1 di recuperare la
canapa da quest'ultimo sottratta, gli avvenimenti hanno poi assunto un'ampiezza
tale per nulla prevista o calcolata da AC 1. Va inoltre considerato il fatto
che l'attività delinquenziale è limitata nel tempo e che in fin dei conti AC 1
non ha conseguito alcun guadagno.

                                         Chiede
inoltre che gli venga riconosciuta la scemata responsabilità visto il forte
consumo di canapa.

                                         Chiede
che venga altresì riconosciuta l'attenuante specifica della grave angustia e
grave minaccia nella denegata ipotesi in cui dovesse essere confermato il reato
di sequestro di persona: la sua vita era in pericolo se non avesse ritrovato la
canapa sottratta da PC 1, l'arrivo degli acquirenti era infatti imminente,
persone delle quali ha ancora timore, per sé e per la sua famiglia. In certi
momenti poi ha agito in preda ad un impeto d'ira: PC 1 prima gli ruba la sua
sostanza e poi si dimostra del tutto noncurante delle conseguenze, proferendo
addirittura delle minacce di morte.

                                         Chiede
inoltre che venga riconosciuta l'attenuante del sincero pentimento in
considerazione della collaborazione prestata dal suo assistito agli inquirenti
e del suo comportamento al __________ a favore di PC 1.

                                         La difesa
chiede poi che venga tenuta in considerazione nella commisurazione della pena
le condizioni privative del carcere preventivo protrattesi per tre mesi e
chiede da ultimo che la pena venga debitamente individualizzata.

                                         In
conclusione chiede una riduzione della pena in funzione del ridimensionamento
delle cifre relative alla cifra d'affari ed al guadagno in punto al capo di accusa
n. 1, dell'assoluzione per i capi di accusa n. 2 e n. 4. Chiede che la pena
venga ulteriormente ridotta in funzione della vita anteriore di AC 1,
dell'assenza di modelli di comportamento, della dissolutezza cui era abituato,
delle minacce subite, dell'ampia collaborazione con gli inquirenti, della quasi
incensuratezza, delle attenuanti specifiche sopra esposte e delle dure
condizioni di carcere preventivo. Si oppone alla confisca dei valori
sequestrati. Chiede una riduzione della pena dell'espulsione e chiede che le
pretese di parte civile vengano rinviate al foro civile.

 

Posti
dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti

 

 

quesiti:                          AC
1:

 

                                   1.   E' autore
colpevole di:

 

                               1.1.   infrazione
alla Legge federale sugli stupefacenti

                                         per
avere, senza essere autorizzato,

a Lugano, Cureglia, Magliaso, Melide, Cadenazzo, Bioggio, Zurigo e Coira,

nel periodo ottobre 2002 - 16 luglio 2003,

previo acquisto,

venduto ad acquirenti non meglio identificati almeno 500 chilogrammi di canapa
a fr. 3'500.-- il chilo,

nonché acquistato a scopo di rivendita, ulteriori 171 chilogrammi di canapa,

che sapeva o doveva presumere essere destinata al mercato degli stupefacenti,

realizzando così una cifra d'affari variante tra fr. 1'831'900.-- e fr.
1'894'400.--, rispettivamente un suo dichiarato guadagno netto variante tra fr.
150'000.-- e fr. 400'000.--?

 

                            1.1.1.   trattasi
invece di un quantitativo di canapa inferiore, rispettivamente di una cifra
d'affari e/o di un guadagno netto minore?

 

                         1.1.1.1.   trattasi di
infrazione aggravata siccome commessa per mestiere realizzando in tal modo una
grossa cifra d'affari o un guadagno considerevole?

 

                               1.2.   sequestro
di persona e rapimento

                                         per
avere,

a Zurigo, Osco, Mezzovico ed in altre località,

dalle prime ore del mattino del 17.6.2003 alle prime ore del mattino del
18.6.2003,

agendo in correità con __________ e con la complicità di __________,

rapito con violenza, inganno e minaccia PC 1, tenendolo indebitamente
sequestrato e privandolo in tal modo della sua libertà personale?

 

                               1.3.   ripetuta
falsità in certificati

per avere, 

a Lucerna, Zurigo, Friborgo e Losanna,

nel periodo 14.6.2003 - 12.7.2003,

alfine di migliorare la propria situazione, 

in 19 occasioni fatto uso a scopo d'inganno di certificati contraffatti o
alterati da terzi?

 

                               1.4.   lesioni
semplici

                                         per
avere,

nelle indicate circostanze di tempo e luogo di cui al punto n. 2, agendo in
correità con __________, intenzionalmente cagionato un danno alla salute fisica
e psichica di PC 1 così come attestato nei certificati e rapporti medici agli
atti?

 

                               1.5.   contravvenzione
alla Legge federale sugli stupefacenti

                                         per
avere, senza essere autorizzato,

a Lugano, Zurigo, Lucerna, Friborgo, Losanna, Ginevra, Arosa ed in altre
località non meglio precisate,

nel periodo ottobre 2002 - 16.7.2003, consumato personalmente un imprecisato
quantitativo di canapa,

 

                                         e meglio
come descritto nell'atto d'accusa?

 

 

                                    2   Ha egli
agito in stato di scemata responsabilità?

 

 

                                   3.   Ricorrono
attenuanti specifiche di cui all'art. 64 CP e se si quali?

 

 

                                   4.   Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena:

 

                               4.1.   privativa
della libertà?

                               4.2.   accessoria
d'espulsione?

 

 

                                   5.   Deve
essere condannato al pagamento di una indennità alla Parte civile PC 1 e se si
di quanto?

 

 

                                   6.   Deve
essere condannato al pagamento di un risarcimento compensatorio allo Stato per
l'illecito profitto conseguito e se si di quanto?

 

 

                                   7.   Deve
essere ordinata la confisca, subordinatamente per taluni di essi il sequestro
conservativo, dei valori e degli oggetti elencati quali corpi di reato a pag. 8
dell'atto d'accusa?

 

 

Considerato                   in fatto ed in
diritto:

 

 

                                   1.   AC
1, cittadino americano, è nato a __________ il 14
agosto 1967, ma durante l’infanzia ha vissuto prima in Germania, a, poi in
Inghilterra, a Londra, dove tuttora è domiciliato e dove vive suo fratello. AC
1, come ha dichiarato al dibattimento, proviene da una famiglia benestante, il
che gli ha consentito di frequentare solo scuole private, da quelle
dell’obbligo alle superiori, e soprattutto gli consente di non avere la necessità
lavorare per guadagnarsi da vivere, avendo ereditato dai genitori, entrambi
deceduti, una cospicua eredità. Dopo gli studi superiori, l’imputato ha
proseguito la formazione per due anni negli Stati Uniti, senza però conseguire
un diploma. Tornato a Londra, ha costituito una società di brokeraggio nel
settore dei contratti d’importazione di generi alimentari, attività che ha
cessato dopo la una condanna a tre anni e tre mesi di carcere per traffico di
cocaina. Uscito di prigione dopo avere scontato metà della pena, l’accusato ha
avviato un’attività nel settore discografico, ed in seguito ha aperto a Londra
degli esercizi pubblici, fino a possedere tre night club e cinque bar, che
tuttavia, a suo dire, avrebbe dovuto cedere alla malavita che aveva in parte
finanziato l’apertura dei locali, non riuscendo a ripagare il prestito.

                                         Nel
ottobre del 2002 l’accusato è venuto in Ticino, intenzionato a mettersi in
affari nel commercio della canapa. Dapprima ha soggiornato in vari alberghi,
poi ha affittato un appartamento presso il lussuoso complesso residenziale e
alberghiero “__________. 

                                         Agli
inizi di giugno 2003, l’imputato per sfuggire alle attenzioni degli inquirenti
si è spostato a Lucerna, all’hotel __________, e dopo circa un mese è stato
arrestato a Losanna. 

                                         AC 1 ha
due figli, una figlia di sei anni avuta dalla ex moglie, sposata nel 1995, e un
figlio di due anni, nato da una relazione avuta dopo il divorzio durante un
periodo in cui era tornato a studiare negli Stati Uniti alla Columbia
University di New York.

                                         L’accusato
non ha precedenti penali in Svizzera, mentre che risultano a suo carico sei
condanne dall’estratto del casellario inglese, di cui cinque per reati minori,
e una, risalente al novembre 1989, a tre anni e tre mesi di carcere per detenzione
e vendita di stupefacenti.

 

 

                                   2.   Nell’ambito della sedicesima delle note inchieste “Indoor”, tese a
mettere fine al commercio ed alla coltivazione di canapa destinata ad essere
consumata come stupefacente, dalle dichiarazioni di alcuni trafficanti
arrestati, tra cui __________, emergeva che l’imputato aveva acquistato
importanti quantitativi di marijuana. 

                                         Gli
inquirenti il 6 giugno 2003
hanno perciò spiccato nei confronti di AC 1 un ordine di cattura internazionale
per infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti. 

                                         Di
seguito, il 17 giugno 2003, dopo la denuncia sporta da tale __________ per la
scomparsa del marito PC 1, ha avuto inizio nei confronti dell’imputato e degli
altri personaggi coinvolti l’inchiesta “Minerva” per sequestro di persona e
rapimento ed altri reati minori di cui si dirà di seguito. 

                                         L’accusato,
grazie alle intercettazioni telefoniche, è stato localizzato e quindi arrestato
a Losanna il 16 luglio 2003. Due giorni dopo, è stato trasferito in Ticino e
mantenuto in carcere preventivo sino al dibattimento.

 

 

                                   3.   AC 1 durante l’inchiesta ha sostanzialmente ammesso i fatti
addebitatigli nell’atto d’accusa, tranne l’imputazione di sequestro di persona
e di rapimento, della quale ha riconosciuto il substrato fattuale, negando però
che queste circostanze, a mente propria, potessero essere costitutive
dell’ascritto reato. 

                                         Nonostante
la collaborazione, l’imputato ha sofferto un carcere preventivo particolarmente
lungo, della durata di oltre 17 mesi, senza che ciò sia riuscito a garantirgli
il dovuto contraddittorio con PC 1, asserita vittima del sequestro e rapimento.
Questo soprattutto a causa del progressivo peggioramento delle condizioni della
salute psichica di PC 1, al
punto da indurre il Procuratore Pubblico a chiedere l’allestimento di una
perizia volta a sapere se la parte lesa fosse in grado o meno di sostenere un
interrogatorio a confronto con l’accusato, quesito al quale il perito il 21
maggio 2004 ha risposto negativamente, responso poi confermato dai medici
curanti in prospettiva dell’eventuale audizione al dibattimento di PC 1,
tuttora degente all’ONC di  Mendrisio.

                                         In ogni
caso, quello del mancato contraddittorio è in concreto un problema più formale
che sostanziale, dato che le versioni sul sequestro e rapimento dell’accusato e
delle altre persone coinvolte collimano nelle grandi linee con quelle di PC 1.
Ad ogni buon conto, la Corte, in ossequio ai diritti della difesa, ha fondato
il proprio giudizio sulla scorta delle versioni dell’accusato, rispettivamente
dei complici e/o correi, senza necessità di fondarsi sui verbali del PC 1.

 

 

                                   4.   Come
spiegato dall’accusato in corso d’inchiesta e ribadito al dibattimento,
l’inizio dei suoi traffici di canapa deriva dalla conoscenza di __________, il
più importante referente del traffico di marijuana in Ticino (attualmente
latitante in Italia), presentatogli a Londra dall’amico __________. 

                                         Attirato
dalle prospettive di guadagno, nell’ottobre 2002 l’accusato si è di fatto
insediato in Ticino per iniziare il commercio all’ingrosso della canapa
destinata ad essere usata come stupefacente.

                                         AC 1 ha
affermato di avere creduto all’inizio che si trattasse di un’attività legale,
vista l’entità del fenomeno che aveva preso piede sotto gli occhi delle
autorità, a condizione di attenersi alle due regole illustrategli proprio dal __________:
la canapa non doveva essere esportata, ed inoltre non si doveva trattare canapa
indoor.

                                         In questo
modo, l’accusato, che disponeva di ingente capitale proprio, nel novembre del
2002 ha acquistato dal __________ una prima partita di 109 kg di fiori secchi
di canapa “outdoor” (cioè coltivata all’aperto) a fr. 2'700.-- al kg,
rivendendo poco dopo il lotto a fr. 3'400.-- al chilo, per il tramite di un
intermediario che aveva in Inghilterra, a non meglio identificati clienti.

                                         Il mese
successivo AC 1 ha acquistato ancora dal __________ altri 225 kg di canapa
“outdoor” a fr. 2'300.-- al kg, rivenduti a fr. 3'400.-- al kg a clienti a lui
sconosciuti per il tramite del medesimo intermediario. In seguito, come
precisato al dibattimento, l’accusato ha dovuto restituire agli acquirenti
circa fr. 100'000.-- per il motivo della scadente qualità di questa marijuana.

                                         Ciò ha
indotto l’accusato a cambiare fornitore, rivolgendosi a __________, che lo aveva
avvicinato in un locale notturno del luganese. Tramite il __________, AC 1
verso metà gennaio 2003 ha acquistato 177 kg di canapa “greenhouse” (ovvero
coltivata in serra) a fr. 2'700.-- al kg, rivendendola a fr. 3'400.—al kg,
sempre a ignoti clienti (comunque non svizzeri, e con logica destinazione
l’estero), procurati dall’intermediario.

                                         All’inizio
di marzo 2003, AC 1 ha poi acquistato, a quattro riprese, altri complessivi 171
kg di canapa “greenhouse” da __________, pagando per 100 kg fr. 2'700.-- al kg
e per gli altri 71 kg fr. 3'200.-- al kg, per un totale di quindi fr. 497'200.—

                                         Questa
partita, unitamente ad un residuo degli acquisti precedenti, è poi stata rubata
da PC 1, al quale il prevenuto l’aveva affidata in deposito, quando non meglio
identificati acquirenti avevano già anticipato fr. 450'000.-- per l’acquisto di
questa fornitura.

                                         AC 1 con
questi traffici ha realizzato una cifra d’affari di almeno fr. 1'700'000.- e un
guadagno netto di circa fr. 200'000.-.

                                         Egli deve perciò essere riconosciuto autore colpevole di infrazione alla
Legge federale sugli stupefacenti, aggravata ai sensi dell’art. art. 19 cifra 2
lett. c, per avere venduto 500 kg di canapa e per averne acquistato ai fini
della rivendita ulteriori 177 kg.

 

 

                                   5.   Come
detto, AC 1, dopo la perquisizione del suo appartamento avvenuta ad inizio
giugno 2003, è riparato a Lucerna. In Ticino rimaneva tuttavia l’ultima partita
di 200 kg di canapa, pronta per essere consegnata agli acquirenti, che già
l’avevano pagata. Essa era custodita in un magazzino a Bioggio, ma l’accusato
temeva che essa potesse essere trovata dagli inquirenti, motivo per cui ha
deciso di spostarla in un altro luogo sicuro. In un primo tempo l’ha caricata
su di un furgone, parcheggiato per un paio di giorni in un’autofficina di Pregassona.
Poi, trattandosi di soluzione provvisoria, il 9 giugno 2003 ha trasferito
stupefacente nella vecchia centrale abbandonata della “” a Paradiso, aiutato in
ciò da __________, da lui ingaggiato come tuttofare, dal tassista __________, di
fatto autista del AC 1, e da __________, detto “il”, persona di fiducia degli
acquirenti della canapa, incaricata di controllare che l’operazione andasse a
buon fine.

                                         La
vecchia centrale dei taxi non era però una soluzione soddisfacente: il povero __________,
incaricato di vegliare la canapa, doveva dormire per terra e non disponeva
neppure dei servizi igienici, ed inoltre vi erano ampie vetrate, che
permettevano la visuale dall’esterno.

                                         Pertanto,
su consiglio di __________ (altro tassista al servizio di AC 1), la canapa due
giorni dopo è stata ulteriormente spostata, alla volta della cantina
dell’albergo Minerva di Lugano, dopo avere pattuito con il PC 1 (la cui moglie
era gerente dell’esercizio pubblico), ben consapevole di ciò che si depositava,
un compenso (pagato seduta stante) di fr. 2'000.-- per la prima settimana di
deposito.

                                         __________,
nuovamente, è stato incaricato di fare la guardia alla canapa, ed ha perciò
preso alloggio in una camera dell’albergo, mentre che AC 1 e __________ sono
tornati a Lucerna all’hotel __________.

 

 

                                   6.   PC
1, dopo avere sottratto un sacchetto di marijuana da una delle scatole di
cartone e dopo avere fatto provare lo stupefacente a tale __________, ha deciso
di procedere al furto della canapa confidatagli in deposito, reclutando alla
bisogna il nipote __________ e il __________ stesso. Il furto è stato commesso
nella notte sul 15 giugno 2003 trasportando le scatole in cui era contenuta la
canapa dalla cantina dell’albergo all’appartamento del __________, sito al quarto
piano dello stesso stabile del Minerva, avendo cura di spaccare il lucchetto che
chiudeva la porta della cantina per far credere che il furto fosse stato
perpetrato da ignoti.

                                         Ciò
nonostante, l’imputato, appreso del furto, ha immediatamente intuito che doveva
essere opera dei titolari dell’albergo, da un lato perché __________ aveva
passato la notte, senza nulla notare, a fumare spinelli alla finestra della sua
camera, posta proprio sopra l’entrata di servizio dell’albergo, d’altro lato
perché era ben strana coincidenza che il furto nella cantina fosse avvenuto
proprio allorché vi era merce di valore, circostanza che era a conoscenza di
poche persone.

                                         L’avvenuto
furto era nondimeno motivo di grave preoccupazione per l’accusato, consapevole
del fatto che avrebbe dovuto risponderne nei confronti degli acquirenti che già
avevano pagato fr. 450'000.-- che egli sui due piedi non era in grado di
restituire. 

                                         Convinto
della colpevolezza del PC 1, AC 1 ha deciso di incontrarlo, per discutere con
lui e convincerlo a restituirgli la droga. Non potendo venire a Lugano per
paura della polizia, il prevenuto ha incaricato il tassista __________ di
condurre da lui il PC 1, unitamente a __________ e a __________, anch’egli recatosi
al Minerva dopo avere appreso del furto. 

                                         E’ stato
così che PC 1 la sera del 16 giugno 2003 ha accettato di incontrare l’imputato
ed è salito spontaneamente sul taxi del __________, senza ben sapere dove sarebbe
stato condotto. 

                                         Il
rendez-vous era fissato vicino alla grande rotonda di Sihlbrugg, poco dopo la
fine dell’autostrada in direzione di Zurigo, nei pressi di un motel. Da qui l’accusato,
a bordo del taxi di __________ insieme a __________, ha fatto strada al taxi di
__________ con a bordo PC 1, __________ fino all’hotel __________, a Zurigo. 

 

 

                                   7.   Attorno alle 03.00 del 17 giugno 2003 AC 1 ha affittato una stanza
all’hotel __________, esibendo alla ricezione un passaporto inglese falso a
nome di __________.

                                         Egli, a
suo dire, sarebbe rimasto nella stanza dell’albergo per circa 10 minuti,
limitandosi a sollecitare PC 1 a confessare il furto e a restituirgli la
canapa, invitandolo altresì a telefonare alla moglie, o se preferiva ad
andarsene, ma rendendolo attento del fatto che in tal caso avrebbe poi dovuto
risponderne agli acquirenti della canapa, due pericolose bande criminali, che
erano in arrivo e che lo avrebbero se del caso rintracciato al Minerva. Secondo
AC 1 sarebbe stato PC 1, che si dichiarava estraneo al furto e proferiva
minacce di morte, a decidere di rimanere per risolvere la questione. L’imputato
ha però ammesso di essersi avventato sul PC 1, provocato dalle di lui minacce,
e di essere stato trattenuto da __________. Dopo la burrascosa discussione
-sempre secondo AC 1- egli sarebbe uscito dalla stanza con __________, facendo
ritorno più tardi con dei panini per __________ e PC 1, e dopo avere ammonito PC
1 che gli lasciava la notte per pensarci, sarebbe rientrato a Lucerna con __________,
mentre che __________ è tornato a Lugano con il __________.  

                                         PC 1 ha pertanto trascorso il resto della
notte nella camera dell’hotel __________ con __________, il quale ha dichiarato
di avere dormito su di un materasso da lui sistemato per terra davanti alla
porta d’entrata della stanza per evitare che PC 1 fuggisse. 

                                         __________
hanno invece concordemente riferito che __________ in camera ha minacciato PC 1
con un coltello puntato alla gola, tanto che secondo __________, che fungeva da
interprete tra PC 1 e l’imputato, sembrava che __________ volesse ammazzarlo.

                                         Secondo __________,
nella stanza non sarebbe stata usata violenza nei confronti del PC 1, e __________,
troppo grande per il minuscolo letto a castello della camera, avrebbe messo il
materasso davanti alla porta poiché non aveva altro posto dove dormire.

 

 

                                   8.   La
mattina del 17 giugno 2003 PC 1 è stato ricondotto in direzione del Ticino. A
detta di AC 1, quando egli si recò a prenderlo con il taxi di __________, PC 1
vi sarebbe salito senza costrizione di sorta e senza essere limitato nella sua
libertà, tanto che prima di partire sarebbe andato da solo a comperarsi un
pacchetto di sigarette. 

                                         AC 1 ha
inoltre spiegato agli inquirenti di avere avuto l’intenzione
di riportare a casa PC 1, ma di avere poi cambiato programma visto che questi
si ostinava a negare il furto, e di averlo perciò condotto in un rustico di
montagna sito ad Osco, sopra Faido, appartenente alla famiglia di un suo amico,
tale __________, detto “”, con l’intento di costringerlo a confessare, se del
caso con la forza, se non l’avesse fatto spontaneamente.

                                         Secondo
l’imputato, né prima né durante il tragitto PC 1 sarebbe stato oggetto di
aggressioni fisiche, eccezion fatta per una gomitata al volto sferratagli da __________
–infastidito dal fumo della sua sigaretta- al momento in cui questi è entrato
nel taxi a Lucerna, dove erano andati a recuperarlo.

                                         Sempre
secondo AC 1, gli acquirenti, che stavano arrivando, quel giorno l’avrebbero
tempestato di telefonate, facendogli pressione affinché egli ritrovasse la
droga.

                                         __________
hanno invece dichiarato che durante il tragitto PC 1 avrebbe confessato il
furto dopo essere stato colpito con un pugno al naso da __________. __________
inoltre ha riferito che AC 1 gli avrebbe detto che si doveva comunque andare al
rustico nonostante la confessione, poiché PC 1 non sarebbe stato liberato sino
alla restituzione della canapa. 

 

 

                                   9.   Arrivati al rustico, PC 1, secondo l’accusato, sarebbe sceso dalla
vettura senza costrizione, ma dopo essere stato nuovamente esortato a
confessare il furto il PC 1 l’avrebbe aggredito, al punto che l’accusato
avrebbe perso il controllo e lo avrebbe percosso brutalmente, buttandolo a
terra e colpendolo poi con le mani, le braccia e le gambe sino a che __________
sarebbe intervenuto per fermarlo. 

                                         Solo
allora, a detta dell’imputato, PC 1 avrebbe alfine ammesso di avere rubato la
canapa, facendo il nome dei correi, ossia di __________, e rivelando altresì il
luogo dove credeva fosse ancora depositata la canapa, ossia l’appartamento del __________.

                                         In realtà
una parte della canapa, quella spettante a PC 1 e al nipote, era stata
depositata dal __________ nella cantina del cugino __________, dove è poi stata
rinvenuta dagli inquirenti, mentre che la parte spettante al __________ era
stata bruciata sul greto di un fiume da tale __________, amico del __________,
per paura di essere scoperti dalla polizia.

                                         Poco dopo
l’arrivo al rustico, AC 1 ha congedato __________.
L’accusato, rimasto senza un mezzo di trasporto, ha chiamato, per farsi venire
a prendere, __________ (il predetto “”), giunto al rustico con l’amico __________.

 

 

                                10.   __________
ha accompagnato con la propria vettura l’accusato, __________ e PC 1 sino al
paese di Osco, dove ad attenderli vi erano __________ a bordo del taxi di __________,
convocato da __________ su richiesta di AC 1, dato che la vettura di __________
poteva essere stata segnalata alla polizia dopo che la moglie del PC 1 ne aveva
denunciato il rapimento.

                                         Da qui, __________
è rientrato a Lugano con il __________, mentre che l’imputato, con __________ e
PC 1, ha fatto ritorno all’hotel __________ a Lucerna,
dove __________ ha fatto i bagagli in previsione di partire con gli acquirenti
della canapa.

                                         Di
seguito AC 1 ha portato con sé il PC 1 all’incontro fissato con gli acquirenti
della canapa alla stazione di benzina “Stalvedro”, sita sull’autostrada A2, in
direzione sud, poco dopo la galleria del Gottardo. A detta dell’accusato,
sarebbe stato il PC 1 stesso a chiedergli di partecipare all’incontro per
parlare con gli acquirenti. __________ tuttavia, che in quel frangente aveva
funto da interprete tra PC 1 e l’accusato, ha smentito la tesi dell’imputato,
riferendo di avere tradotto a PC 1 la domanda volta a sapere dove erano le
chiavi dell’appartamento in cui era custodita la canapa, domanda alla quale PC
1 avrebbe risposto che voleva andare a casa e che lì avrebbe messo a posto
tutto. 

                                         Giunti in
serata all’incontro con gli acquirenti presso la predetta stazione di servizio
“Stalvedro“, questi avrebbero preteso di discutere in un posto più appartato,
al che l’accusato avrebbe suggerito di recarsi a Mezzovico, dove si é fatto
sosta nel piazzale antistante la ditta “”, poco dopo il noto locale notturno “ “.

                                         Qui,
sempre secondo l’imputato, quattro degli ignoti acquirenti avrebbero dapprima
preso a pugni il PC 1, poi, uno di questi gli avrebbe puntato una pistola alla
tempia, coperta con una calza, intenzionato ad ucciderlo, e solo grazie al suo
intervento ciò non sarebbe avvenuto, e al PC 1 sarebbe invece stato concesso un
termine per restituire la canapa. 

                                         Al
termine, __________ è partito con gli acquirenti, mentre che AC 1, con il taxi
di __________, ha riaccompagnato al proprio domicilio PC 1, che non smetteva di
ringraziarlo per avergli salvato la vita. Quindi l’accusato si è recato alla
stazione di Lugano, dove ha incontrato __________ che gli aveva portato degli
abiti di ricambio, dato che quelli che indossava erano sporchi del sangue di PC
1. Fatto ciò, sempre accompagnato da __________, è ripartito per Lucerna, e nei
giorni successivi si è trasferito a Losanna, dove è rimasto sino all’arresto.

 

 

                                11.   PC 1, rientrato al proprio domicilio
la notte del 18 giugno verso le ore 22.30, è stato arrestato per infrazione
aggravata, subordinatamente semplice, alla legge federale sugli stupefacenti e
per furto. Prima di essere condotto in carcere è stato sottoposto a visita
medica presso il pronto soccorso dell’Ospedale Regionale di Lugano dal dott. __________,
il quale ha riscontrato (all. 160 RPG):

 

"  -
ematoma e contusione a livello del viso in sede nasale e zigomatica dei due
lati

- ematoma e escoriazione al livello soprascapulare
della spalla sinistra, del dorso della mano destra, del gomito sinistro e della clavicola sinistra senza segni di frattura.

- contusione di entrambe le ginocchia con
mobilità conservata e versamento presente a destra.

- Non deficit neurologici

rx ginocchio destro: non segni per fratture

 

Diagnosi:
contusione e ematoma multiple sopraccitati che non necessita di un ricovero o
sorveglianza specialistica. Secondo parere medico, paziente carcerabile “ 

 

                                         PC 1 ha
in seguito sviluppato disturbi di natura psichica, per i quali è stato degente
dal 14 al 31 agosto 2003 presso la Clinica Moncucco di Lugano, dal 18 novembre
al 23 dicembre 2003 e dal 9 febbraio al 5 marzo 2004 presso il reparto
psichiatrico di una clinica di Pozarevac, in Serbia, e dal 6 aprile 2004 sino
ad oggi presso la Clinica Psichiatrica Cantonale di Mendrisio, curato dai 
dott. __________. 

                                         Questa
situazione è evidentemente stata d’ostacolo all’inchiesta, avendo il PC 1
addotto il proprio stato di salute per sottrarsi alla verbalizzazione, ed in
particolare al contraddittorio con l’accusato. Per uscire dalla situazione di
stallo, il Procuratore Pubblico ha quindi opportunamente chiesto l’allestimento
di una perizia alla dott. __________.

                                         Essa nel
proprio referto del 21 maggio 2004, esclusa la simulazione da parte del PC 1,
ha diagnosticato un disturbo post-traumatico da stress e una grave depressione
con sintomi psicotici ed elevato rischio suicidali, al punto da non esserci
certezza del recupero (AI 257).

                                         Stante
questa diagnosi, si è necessariamente dovuto rinunciare ad ulteriori audizioni
del PC 1, sia in sede d’inchiesta che al dibattimento.

 

 

                                12.   Quanto agli altri personaggi implicati nella vicenda, il 18 giugno
2003 gli inquirenti hanno arrestato __________, mentre che __________ si è
consegnato dopo l’arresto dell’accusato. __________ il 17 febbraio 2004 è stato
condannato da una Corte delle Assise correzionali a 12 mesi di detenzione sospesi
per 3 anni e all’espulsione effettiva dalla Svizzera per 5 anni, per complicità
in sequestro di persona nonché infrazione e contravvenzione alla LF sugli
stupefacenti.

                                         __________,
un mese più tardi, è stato a sua volta condannato da una Corte delle Assise
correzionali alla pena di 15 mesi di detenzione sospesi per 2 anni e
all’espulsione effettiva dalla Svizzera per 5 anni, per sequestro di persona e
rapimento, nonché per infrazione e contravvenzione alla LF sugli stupefacenti.
I personaggi minori, tranne il __________, sono stati sanzionati con decreti
d’accusa, mentre che i procedimenti nei confronti di __________ e PC 1 non sono
ancora conclusi, dovendosi attendere la definitiva evoluzione della situazione
di salute del PC 1.

 

 

                                13.   Per l’art. 183 n. 1 CP chiunque indebitamente arresta o tiene
sequestrata una persona o la priva in altro modo della libertà personale,
chiunque rapisce una persona con violenza, inganno minaccia, è punito con la
reclusione sino a cinque anni o con la detenzione. In caso di sequestro i presupposti
di legge sono adempiuti se la persona è privata della
libertà di andare, di venire e di scegliere il luogo dove vuole stare (DTF
128 IV 74, Trechsel, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Kurzkommentar, 2a
ed., Zurigo, 1997, n. 7 ad art. 183 CP) e poco importa il modo in cui l'agente
trattiene la sua vittima (Schubarth, Kommentar zum schweizerischen Strafrecht
(Kommentar), Vol. 3, Berna, 1994, n. 14-20 ad art. 183 CP). Commette invece
rapimento colui che, con minaccia, l’inganno o violenza, conduce una persona
illecitamente in un luogo diverso da quello in cui si trova, ponendo la vittima
sotto il suo dominio (DTF 118 IV 63 consid. 2b). Con la riunione dei due
reati sotto lo stesso articolo il legislatore ha voluto evitare problemi di
delimitazione e di concorso. Il sequestro e il rapimento sono pertanto varianti
di uno stesso comportamento, per cui costituiscono una sola, medesima
infrazione. Quanto all’aspetto soggettivo, è sufficiente che l’autore agisca
con dolo eventuale (Corboz, Les infractions en droit suisse, Vol.I, Ed.2002,
n. 40/69, ad art. 183, pag. 672/678).

 

 

                                14.   Sulla base delle risultanze dell’inchiesta, delle deposizioni rese
dall’imputato, nonché delle concordanti testimonianze di __________, la Corte
ha concluso che AC 1 ha dapprima sequestrato e rapito PC
1, con l’ausilio degli altri implicati, tenendolo
prigioniero nella stanza dell’hotel __________ dove, dopo una burrascosa
discussione in cui PC 1 è stato minacciato di morte con un coltello, gli è
stato impedito di fuggire da __________, che proprio a tale fine ha dormito su
un materasso collocato davanti alla porta d’entrata della stanza, circostanza
addebitabile all’imputato per effetto della correità con il __________.

                                         La Corte
non invece ritenuto che il reato sia stato consumato anche nelle prime ore della
mattina seguente, risultando al contrario che PC 1 è salito sul taxi di __________
seguendo liberamente i suoi sequestratori, senza violenza o minaccia da parte
dell’accusato nonostante la possibilità di allontanarsi indisturbato,
probabilmente in quanto convinto che l’accusato lo avrebbe ricondotto a Lugano,
cosa che del resto era negli intenti iniziali dell’imputato. 

                                         La
situazione è però nuovamente mutata a partire dal momento in cui AC 1 ha deciso
di condurre PC 1 (per malmenarlo) al rustico di Osco, poi a Lucerna e quindi
agli sgradevoli e pericolosi incontri con gli acquirenti in località “Stalvedro”
e a Mezzovico.

                                         Secondo
la Corte, infatti, in quelle circostanze non può più essere desunto il consenso
del PC 1, che desiderava unicamente tornare a casa, motivo per cui si deve
ritenere che __________, contro la sua volontà, abbia ripreso a trattenerlo
sotto sequestro e rapimento. 

                                         Ne
consegue che, a parte l’intervallo di cui si è detto, l’imputazione di cui al
punto 2 dell’atto d’accusa deve essere confermata.

 

 

                                15.   L’imputazione di lesioni semplici ex art. 123 CP riguarda asserite
lesioni sia della salute fisica che di quella psichica, come si evince dal
rinvio ai vari certificati medici di cui al punto 4 AA.

                                         Il primo
rilievo che si impone è quello per cui le asserite lesioni fisiche sono in
realtà, visti i certificati medici 18 giugno 2003 e del 20 novembre 2003 (che
si limita a confermare il certificato precedente), delle semplici vie di fatto,
trattandosi di ematomi, contusioni, ed escoriazioni.

                                         L’imputazione
è però stata formalmente abbandonata dalla pubblica accusa, motivo per cui il AC
1 non può essere sanzionato.

                                         Ciò che
qualifica nel suo complesso l'asserito reato come lesioni semplice è a ben
vedere il danno, accertato, alla salute psichica del PC 1, che però non può
essere senz’altro ascritto all’accusato.

                                         Infatti,
sulla scorta dei certificati medici non può evidentemente essere stabilito
quali siano le lesioni psichiche ascrivibili al prevenuto a seguito dei reati
da lui commessi, e quali invece siano conseguenti ai (ben più gravi)
comportamenti della banda di acquirenti (dei quali l’imputato non può essere
chiamato a rispondere), che l’hanno pesantemente percosso e concretamente
minacciato di morte, puntandogli la pistola alla testa a facendogli credere per
lunghi istanti che sarebbe stato ucciso.

                                         Vi è
pertanto motivo di dubitare se quanto fatto dal solo AC 1 sia la causa adeguata
delle conseguenze alla salute psichica del PC 1. In questo contesto ci si deve
pure chiedere se dette conseguenze non siano riconducibili ad una
predisposizione costituzionale del PC 1, avendo i medici affermato che di
regola ci si dovrebbe riprendere in poco tempo da traumi del genere, e che solo
una sparuta minoranza di persone riporta conseguenze permanenti.

                                         Da
ultimo, vi sono problemi anche al riguardo dell’aspetto soggettivo del reato,
non potendosi ammettere in concreto, nemmeno nella forma del dolo eventuale,
che vi fosse la volontà di AC 1 di arrecare danno alla salute psichica di PC 1.

                                         L’accusato
deve perciò essere prosciolto dall’imputazione di lesioni semplici.

 

 

                                16.   L’imputato
tra il 14 giugno e il 12 luglio 2003, a Lugano, Lucerna, Friborgo, Zurigo e
Losanna, ha fatto uso, a scopo d’inganno, in sei occasioni, di un passaporto
falso n., a nome di __________, in particolare al momento della notifica nei
vari alberghi in cui ha alloggiato, per ricevere o per inviare somme di denaro
tramite __________, e per noleggiare un’autovettura, circostanza in cui ha
altresì esibito una licenza di condurre falsa anch’essa a nome di __________. 

                                         Merita
pertanto integrale conferma l’imputazione di ripetuta falsità in certificati
giusta gli art. 252 e 255 CP (punto 3 AA).

 

 

                                17.   AC 1 ha confessato di avere fumato quotidianamente dai quindici ai venti
spinelli al giorno tra il mese d’ottobre 2002 e il giorno dell’arresto, per il
che è confermata l’imputazione di contravvenzione alla legge federale sugli
stupefacenti addebitatagli al punto 5 dell’atto d’accusa.

 

 

                                18.   Giusta l’art. 63 CP il giudice commisura la pena alla colpa del reo,
tenendo conto dei motivi a delinquere, della sua vita anteriore e delle sue
condizioni personali. A tale riguardo entrano in considerazione numerosi
fattori, tra i quali il movente e le circostanze esterne, l’intensità del proposito,
l’eventuale assenza di scrupoli, i modi di esecuzione del reato, l’entità del
pregiudizio arrecato volontariamente, la durata o reiterazione dell’illecito,
il ruolo in seno ad una banda, la recidiva, le difficoltà personali e
psicologiche, il pentimento, la volontà di emendamento, la collaborazione con
gli organi inquirenti, gli imperativi di prevenzione generale.

                                         L’art. 68
cifra 1. CP dispone inoltre che quando il reo incorre in più pene privative
della libertà, il giudice lo condanna alla pena prevista per il reato più grave
aumentandola in misura adeguata, ma non più della metà della pena massima
comminata e senza andare oltre al massimo legale della specie di pena.

 

 

                                19.   Nel
caso in esame il primo rilievo è quello per cui dal profilo oggettivo l’infrazione
aggravata alla LF sugli stupefacenti è il reato più grave compiuto
dall’imputato, atteso che la comminatoria di pena raggiunge i 20 anni di
reclusione, mentre che per sequestro di persona e rapimento è di 5 anni. 

                                         La Corte
ha ritenuto che l’imputato in tema di stupefacenti abbia agito a scopo di
lucro, venendo in Ticino con l’unico intento di trarre profitto dal commercio
di canapa.

                                         Siffatto
traffico è stato messo in atto con poche operazioni riguardanti importanti
quantitativi, in un lasso di tempo limitato, e coinvolgendo varie altre persone
(__________), sino ad ingaggiare __________ in Inghilterra per i lavori di
manovalanza. All’accusato va riconosciuta una lieve
attenuazione della colpa in considerazione della particolarità della situazione
creatasi in Ticino sulla questione della canapa.

                                         Per
quanto attiene invece al sequestro di persona, si ritiene che dal profilo
oggettivo si è tratto di un episodio limitato a meno di 24 ore, quindi un tempo
non particolarmente lungo, commesso in danno non già di un onesto cittadino, ma
di un correo nel traffico di canapa che aveva trasgredito alle consegne,
rubando quanto gli era stato affidato. 

                                         Oggettivamente
gli altri reati minori non hanno un peso significativo nella commisurazione
della pena.

                                         Dal
profilo soggettivo si ha che l’imputato non è incensurato, ma in suo favore
concorrono due importanti circostanze d’attenuazione della pena. In primo luogo
va considerato l’assai lungo carcere preventivo sofferto per oltre 17 mesi, ed
in secondo luogo si ritiene l’importante collaborazione fornita agli
inquirenti, ai quali già ad un mese dall’arresto aveva fornito tutte le
indicazioni corrispondenti agli accertamenti compiuti dalla Corte.

                                         Inoltre,
sempre in favore dell’accusato, la Corte ha considerato le circostanze
particolari del sequestro, e meglio la forte pressione che esercitavano gli
acquirenti su AC 1 (che temeva per la propria vita) per riottenere lo
stupefacente, cosa che rende in
parte scusabile il perdurare del sequestro, come pure il fatto che l’accusato
ha in sostanza salvato la vita al PC 1. 

                                         La Corte
ha invece negato il sussistere per l’imputato di attenuanti specifiche, come
pure di una situazione di scemata responsabilità.

                                         Tutto ciò
considerato, la Corte ha reputato adeguata alla colpa del AC 1 la pena di due
anni e nove mesi di reclusione con computo del carcere preventivo sofferto.

 

 

                                20.   AC 1 è venuto in Ticino esclusivamente per svolgere traffici illeciti
con la canapa e tolto ciò egli non ha legami di sorta con il nostro paese. Si
giustifica quindi, sia dal profilo dell'intento punitivo, che da quello della
tutela dell'ordine pubblico, la sua espulsione effettiva dalla Svizzera per
sette anni, il che appare proporzionato per rapporto alla durata della pena
principale.

 

 

                                21.   Le
pretese della parte civile PC 1 di fr. 10'000.-- per torto morale, di fr.
6'300.-- per perdita di guadagno e di fr. 6'400.-- per spese legali, non
supportate da un’istanza scritta e da giustificativi, sono apparse alla Corte
siccome fondate essenzialmente sulle lesioni psichiche da lui sofferte, reato
per il quale AC 1 è stato prosciolto, mentre che le stesse non sono apparse
liquide nella misura in cui le si volesse ritenere fondate sulla sola accusa di
sequestro di persona e rapimento, ragione per cui la Corte ha deciso il loro
rinvio al foro civile. 

 

 

                                22.   AC 1 è inoltre condannato a versare allo Stato l’importo di fr.
50'000.-- a valere quale risarcimento compensatorio per l’illecito profitto
conseguito.

                                         La Corte
pronuncia inoltre la confisca di tutto quanto sequestrato, con distruzione
dello stupefacente, eccezion fatta per l’importo in denaro eccedente i predetti
fr. 50'000.--, sul quale è mantenuto il sequestro conservativo a garanzia delle
spese e tasse di giustizia che, con una tassa di giustizia di fr. 3'000.--,
sono a carico dell’imputato.

 

Rispondendo                 affermativamente a
tutti i quesiti, tranne ai quesiti n. 1.4., 2, 3, 4.1. e 4.2., 5, ;

 

visti gli art.                      11, 18, 35,
41, 55, 58, 59, 60, 63, 64, 65, 66, 68, 69, 123 cfr. 1 cpv. 1, 183 cfr. 1, 252,
255 CPS;

19 cfr. 1 e 2, 19a cfr. 1 LFstup.

                                         9 segg.
CPPT e 39 TG sulle spese

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   AC 1 è
autore colpevole di:

 

                               1.1.   infrazione
aggravata alla Legge federale sugli stupefacenti

                                         siccome
commessa per mestiere realizzando in tal modo una grossa cifra d'affari o un
guadagno considerevole,

per avere, senza essere autorizzato,

a Lugano, Cureglia, Magliaso, Melide, Cadenazzo, Bioggio, Zurigo e Coira,

nel periodo ottobre 2002 - 16 luglio 2003,

previo acquisto, venduto ad acquirenti non meglio identificati almeno 500
chilogrammi di canapa a fr. 3'400.-- il chilo, nonché acquistato a scopo di
rivendita ulteriori 171 chilogrammi di canapa,

che sapeva o doveva presumere essere destinata al mercato degli stupefacenti,

realizzando così una cifra d'affari di circa almeno fr. 1'700'000.--,
rispettivamente guadagno netto di fr. 200'000.--;

 

                               1.2.   sequestro
di persona e rapimento

                                         per
avere,

a Zurigo, Osco, Mezzovico ed in altre località,

nelle prime ore del mattino del 17.6.2003 e dal pomeriggio del 17.6.2003, alle
prime ore del mattino del 18.6.2003,

agendo in correità con __________ e con la complicità di __________,

rapito con violenza, inganno e minaccia PC 1, tenendolo indebitamente
sequestrato e privandolo in tal modo della sua libertà personale;

 

                               1.3.   ripetuta
falsità in certificati

per avere, 

a Lucerna, Zurigo, Friborgo e Losanna,

nel periodo 14.6.2003 - 12.7.2003,

alfine di migliorare la propria situazione, 

in 19 occasioni fatto uso a scopo d'inganno di certificati contraffatti o
alterati da terzi;

 

                               1.4.   contravvenzione
alla Legge federale sugli stupefacenti

                                         per
avere, senza essere autorizzato,

a Lugano, Zurigo, Lucerna, Friborgo, Losanna, Ginevra, Arosa ed in altre
località non meglio precisate,

nel periodo ottobre 2002 - 16.7.2003, consumato personalmente un imprecisato
quantitativo di canapa,

 

                                         e meglio
come descritto nell'atto d'accusa e precisato nei considerandi.

 

 

                                   2.   AC 1 è
prosciolto dall'imputazione di lesioni semplici.

 

                                   3.   Di
conseguenza AC 1 è condannato:

 

                               3.1.   alla pena di
2 anni e 9 mesi di reclusione, nella quale è computato il carcere preventivo
sofferto;

 

                               3.2.   all'espulsione
dal territorio svizzero per 7 anni;

 

                               3.3.   a versare
allo Stato l'importo di fr. 50'000.-- a valere quale risarcimento compensatorio
per l'illecito profitto conseguito;

 

                               3.4.   al pagamento
della tassa di giustizia di fr. 3'000.-- e delle spese processuali.

 

                                   4.   La PC PC 1
è rinviata al foro civile per il riconoscimento delle proprie pretese civili.

 

                                   5.   È ordinata
la confisca di tutto quanto in sequestro, lo stupefacente da distruggere e il
denaro da devolvere allo Stato, eccezion fatta per l'importo eccedente fr.
50'000.-- sul quale è mantenuto il sequestro conservativo a garanzia delle
spese e tasse di giustizia e per 6 ricevute e 1 contratto di locazione che
vengono dissequestrati.

 

                                   6.   Questo
giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP. La
dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte
entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla
notificazione della sentenza integrale.

 

 

	
  Intimazione a:

  	
   

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  1. PC 1 

  2. AS 1 

  3. AS 2 

  4. AS 3 

  5. AS 4 

  6. AS 5 

  7. AS 6 

  8. AS 7 

  9. IE 1 

  10. GI 1 

  11. GI 2 

   

  

Per la Corte delle assise criminali

Il presidente                                                           La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Distinta spese:                  

Tassa di giustizia                              fr.                3'000.--

Inchiesta preliminare                         fr.              10'313.35

Spese diverse                                   fr.      799.70

Devoluzione                                       fr.              50'000.--

Perizie                                                fr.      791.40

Spese postali,tel.,affr. in blocco       fr.          100.--

                                                             fr.              65'004.45

                                                             ===========