# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f777751d-f8bf-5941-9737-f2095fe2f051
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-06-25
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 25.06.2020 R 2019 66
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2019-66_2020-06-25.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

R 19 66

5a Camera  

Presidenza Racioppi
Giudici Meisser, Audétat 
Attuario Paganini

SENTENZA
del 25 giugno 2020

nella vertenza di diritto amministrativo 

A._____ e B._____,
rappresentati dall'Avvocato Jean-Francois Dominé,

ricorrenti
contro 

Comune di X._____,
rappresentato dall'Avvocato Fabrizio Keller,

convenuto 1
e

Ufficio per lo sviluppo del territorio dei Grigioni,
convenuto 2

concernente domanda di costruzione (EFZ)

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1. Nella frazione di Y._____, Comune di X._____, attualmente le acque di 

scarico vengono depurate in fosse di depurazione decentralizzate e 

infiltrate nel terreno. Secondo quanto impartito dal Governo, il Comune 

deve realizzare entro il termine prorogato a fine 2019 i necessari impianti 

per le acque di scarico, ovvero, per la zona edificabile, un impianto centrale 

di depurazione delle acque di scarico (IDA C con depurazione biologica 

aerobica) a cui allacciare impianti ed edifici (canalizzazione); altrimenti il 

Comune non può più rilasciare licenze edilizie in zona edificabile per nuove 

costruzioni o trasformazioni comportanti un'importante quantità di acque di 

scarico. A queste condizioni, il Governo ha assicurato un contributo 

massimo di CHF 96'000.-- per la realizzazione dell'opera. 

2. In esecuzione di queste direttive governative, il Comune ha elaborato un 

progetto IDA con canalizzazione delle acque di scarico per Y._____. Le 

opere sono pianificate in zona edificabile e non edificabile. Dopo la 

pubblicazione di un primo e di un secondo progetto entrambi abbandonati, 

il 17 dicembre 2018 il Comune ha ripresentato all'Ufficio per lo sviluppo del 

territorio dei Grigioni (UST) la domanda di costruzione per il progetto in 

questione. 

3. Il 22 gennaio 2019 l'Ufficio per la natura e l'ambiente (UNA) ha approvato 

il progetto senza riserve. 

4. Il progetto è stato pubblicato sul Foglio ufficiale cantonale dal 3 gennaio al 

22 gennaio 2019. Oltre a C._____, hanno presentato opposizione A._____ 

e B._____, proprietari del fondo n. 1042, in data 22 gennaio 2019. 

5. Sulle opposizioni ha preso posizione, oltre al Comune, anche l'UNA in data 

30 aprile 2019 su richiesta dell'UST. 

6. Il 20 maggio 2019 l'UST ha rilasciato il permesso di costruzione EFZ e ha 

respinto le opposizioni, per quanto ne sia entrato nel merito ed esse non 

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siano state evase con le disposizioni accessorie riportate nel dispositivo. 

Quali condizioni, alla cifra 3 del dispositivo l'UST decretava: 

a) il progetto di IDA va approfondito e ottimizzato per quanto riguarda l'impatto 

paesaggistico, in particolare la sua compatibilità con la ZPP;

b) prima dell'inizio dei lavori va presentato un rapporto di compatibilità paesaggistica e 

di ottimizzazione dell'inserimento dell'opera nel paesaggio all'UNA per valutazione e 

approvazione; 

c) in caso di modifiche edili sostanziali finalizzate a un miglior inserimento, andrà svolta 

una procedura EFZ semplificata per progetti di costruzione già approvati; 

d) lo smaltimento dei fanghi residui va definito prima della messa in esercizio 

dell'impianto, la sua compatibilità ambientale va verificata dall'UNA ed eventualmente 

anche in procedura EFZ qualora comporti misure edili sostanziali; 

e) al riguardo del rapporto di cui alla precedente cifra b), di una procedura semplificata 

di cui alla precedente cifra c) e del trattamento dei fanghi di cui alla precedente cifra 

d) vanno sentiti gli opponenti A._____ e B._____; 

f) il comune è sollecitato a prendere una decisione sull'evacuazione delle part. 1040, 

1037, 1041, 1042 e 1045 e a completare di conseguenza le pratiche necessarie.

7. Con decisione 11 giugno 2019 il Municipio ha rilasciato la licenza edilizia 

comunale (per l'intero progetto), notificando al contempo la decisione EFZ 

integrata nella licenza edilizia. Per quanto di sua competenza, il Municipio 

ha respinto – per quanto ricevibile – l'opposizione di A._____ e B._____ del 

22 gennaio 2019.

8. Avverso dette decisioni il 16 agosto 2019 A._____ e B._____ (qui di 

seguito: ricorrenti) hanno inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo, 

chiedendo che, in annullamento delle decisioni impugnate, sia negato il 

rilascio della licenza edilizia per il rispettivo progetto; protestate tasse, 

spese e ripetibili. In sintesi, i ricorrenti lamentano una mancata profilatura, 

un'insufficiente integrazione nel paesaggio dell'IDA risp. la mancata 

ottimizzazione dell'integrazione e l'assenza di un rapporto di compatibilità 

paesaggistica. Inoltre, essi contestavano l'assenza di una perizia 

specializzata in merito alle immissioni foniche e di odori. Infine, a loro 

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avviso il progetto sarebbe incompleto e in contrasto con il Piano generale 

di smaltimento delle acque di scarico (PGS), segnatamente perché non 

includerebbe alcuni fondi, incluso il loro.

9. Con scritto del 29 agosto 2019 il Municipio ha sottoposto all'UNA le 

soluzioni agli oneri decretati nel permesso EFZ del 20 maggio 2019. In 

particolare, esso presentava le ottimizzazioni sull'inserimento 

paesaggistico. Riguardo all'allacciamento dei fondi esclusi dal presente 

progetto (tra cui il fondo dei ricorrenti), esso riferiva che è prevista la 

ripubblicazione della variante precedente implementante queste particelle 

e che, in alternativa, verranno eseguiti impianti di pompaggio. Nello scritto 

del 10 settembre 2019 l'UNA riteneva adempite le condizioni poste nel 

permesso EFZ, riferendo in particolare che le esigenze della protezione del 

paesaggio sono soddisfatte.

10. Nella risposta dell'8 ottobre 2019 il Comune di X._____ (qui di seguito: 

convenuto 1) postulava il rigetto del ricorso, per quanto ricevibile. 

11. Anche l'UST (qui di seguito: convenuto 2) con risposta del 9 ottobre 2019 

chiedeva il rigetto del ricorso. 

12. Nella replica del 23 ottobre 2019 e nelle dupliche del 1° risp. 4 novembre 

2019 le parti confermavano i propri petiti. 

Considerando in diritto:

1.1. Oggetto impugnato è la decisione 11 giugno 2019 del convenuto 1 di 

rilascio della licenza edilizia per il progetto del convenuto 1 di 

canalizzazione e impianto di depurazione delle acque luride (IDA) per 

Y._____. Impugnata è pure esplicitamente la decisione EFZ 20 maggio 

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2019 dell'UST, costituita parte integrante della decisione di licenza edilizia 

comunale.

1.2. Controversa è preliminarmente la legittimazione a ricorrere dei ricorrenti.  

1.2.1. È legittimato ad inoltrare ricorso chiunque sia interessato dalla decisione 

impugnata e abbia un interesse tutelabile all'abrogazione o alla modifica 

della decisione o chiunque vi sia autorizzato in base ad una prescrizione 

speciale (art. 50 della Legge sulla giustizia amministrativa [LGA; CSC 

370.100]). Secondo giurisprudenza, i vicini sono legittimati a ricorrere 

qualora essi, con certezza o con alta probabilità, sono toccati da immissioni 

(rumori, polveri, scosse, privazione di luce o altri effetti) provenienti dalla 

costruzione o dal funzionamento dell'opera prevista. La legittimazione di un 

vicino è di regola ammessa quando il suo fondo si trova in un raggio di circa 

100 m dall'opera contestata. Quando non esiste uno stretto legame 

spaziale con l'oggetto del litigio, il vicino deve rendere verosimile l'esistenza 

di un pregiudizio sulla base delle circostanze concrete. In particolare, se la 

legittimazione viene ricondotta alle immissioni prodotte da un impianto o 

dal relativo traffico indotto, le stesse devono risultare chiaramente 

percettibili per l'insorgente (cfr. DTF 140 II 214 consid. 2.3). Al riguardo va 

aggiunto che una volta accertata la legittimazione, i ricorrenti possono 

avvalersi di qualsiasi censura atta a procurargli un vantaggio pratico, sia 

nel senso che il progetto non potrà essere realizzato sia che esso debba 

essere modificato a loro favore (cfr. DTF 141 II 50 cons. 2.1, 137 II 30 cons. 

2.3 con rinvii; THURNHERR e DUSSY In: GRIFFEL/LINIGER/RAUSCH/THURNHERR 

[ed.], Fachhandbuch Öffentliches Baurecht, Zurigo/Basilea/Ginevra 2016, 

n. 8.180 risp. 7.122 con rinvii). I ricorrenti possono dunque invocare delle 

disposizioni emanate nell'interesse generale o di terzi, purché influiscano 

sulla loro situazione di fatto o di diritto. Questa esigenza non è adempita 

quando il vicino fa valere l'applicazione arbitraria di disposizioni edilizie che 

non hanno alcuna influenza sulla sua situazione di vicino, come è per 

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esempio il caso delle norme riguardanti la conformazione interna, 

l'aerazione o l'illuminazione dei locali di abitazione in un edificio vicino (cfr. 

STF 1C_137/2007 del 23 gennaio 2008 consid. 1.3.1 con rinvii).

1.2.2. L'immobile 1042 dei ricorrenti dista all'incirca 100 metri dall'ubicazione 

prevista per l'IDA sulla particella 1105. Sebbene questo, vista la 

conformazione del suolo, non sembra essere intravedibile dalla parcella dei 

ricorrenti, dal suo funzionamento non è certo esclusa l'immissione di odori 

(ed eventualmente anche di rumori) sulla parcella dei ricorrenti. I ricorrenti 

hanno pertanto, già solo per via della distanza e quindi per le immissioni 

attese dal progetto, un proprio interesse pratico a ricorrere. 

1.3. Il ricorso è inoltre tempestivo (art. 52 cpv. 1 LGA) e rispetta le condizioni di 

forma (art. 38 LGA), per cui è ricevibile in ordine da questo competente 

Tribunale. 

1.4. I ricorrenti biasimano la redazione in lingua tedesca degli scritti del 

convenuto 2. Secondo prassi di questo Tribunale, tuttavia, il convenuto 2 

nelle sue memorie destinate al Tribunale amministrativo può usare una 

lingua ufficiale cantonale di sua scelta, quindi anche il tedesco (cfr. in 

relazione ai comuni STA V 19 1 del 22 ottobre 2019). Tale critica va perciò 

respinta. 

2. Controversa è la legittimità dell'intero progetto (sia in zona edificabile sia in 

zona non edificabile).

3. Secondo i ricorrenti, la domanda di costruzione sarebbe priva di un 

rapporto di compatibilità paesaggistica e di ottimizzazione dell'inserimento 

dell'opera nel paesaggio, da presentare all'UNA per approvazione. Ciò 

violerebbe le normative edili e di protezione del paesaggio. I ricorrenti 

contestano la soluzione del convenuto 2 di porre queste esigenze in un 

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onere della licenza edilizia. L'approfondimento sull'impatto paesaggistico 

dovrebbe essere fatto alla presentazione della domanda di costruzione. 

Solo allora l'Autorità potrebbe pronunciarsi sulla domanda. Ad ogni modo, 

i ricorrenti lamentano di aver preso atto soltanto con la risposta del 

convenuto 2 della proposta di ottimizzazione del convenuto 1 del 22 risp. 

29 agosto 2019 nonché della presa di posizione dell'UNA del 10 settembre 

2019. Il diritto di essere sentiti sarebbe pertanto gravemente violato. Anche 

per questi motivi la licenza edilizia andrebbe dunque annullata. 

3.1. Innanzitutto va osservato che, sebbene i ricorrenti non abbiano sollevato 

questo argomento in sede di opposizione, non significa che non possano 

presentarlo con il ricorso, contrariamente a quanto sostenuto dal convenuto 

1.  Nella procedura di ricorso, a differenza dei petiti (cfr. art. 51 cpv. 2 LGA 

[divieto di estensione dei petiti]) l'argomentazione non deve essere limitata 

a quella esposta nell'opposizione. Riguardo all'obiezione di assenza di 

legittimazione, pure avanzata dal convenuto 1 in risposta a questa censura, 

si rinvia alle considerazioni di cui al consid. 1.2.1 qui sopra e si constata 

che i ricorrenti possono censurare questo punto, poiché potrebbe condurre 

all'annullamento della licenza edilizia, da cui essi ne trarrebbero un 

vantaggio pratico.

3.2. Previamente va esaminato se il convenuto 2 poteva rinviare a una fase 

successiva, per mezzo di un onere, l'ottimizzazione dell'impatto 

paesaggistico dell'IDA progettato.

3.2.1. Giusta l'art. 90 cpv. 1 della Legge sulla pianificazione territoriale del 

Cantone dei Grigioni (LPTC; CSC 801.100) se difetti di contenuto o formali 

del progetto di costruzione possono essere eliminati senza particolari 

difficoltà oppure se si impongono disposizioni per la creazione o il 

mantenimento dello stato legale, alla licenza vanno associate adeguate 

disposizioni accessorie (oneri, condizioni, scadenze).

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Attraverso disposizioni accessorie si possono riparare soltanto dei difetti 

minori di una domanda di costruzione. La possibilità prevista dalla 

disposizione appena illustrata decade se i difetti comportano una modifica 

rilevante o una correzione concettuale del progetto. Pertanto, non è p.es. 

possibile autorizzare una costruzione con l'onere di regolare la mancante 

urbanizzazione prima dei lavori di costruzione. Ciò discende dal principio 

di coordinazione giusta l'art. 25a della Legge federale sulla pianificazione 

del territorio (LPT; RS 700). Procedure successive sono ammissibili 

soltanto se di per sé sensate, p.es. quando il giudizio della scelta di colore 

o materiale è più opportuno durante l'esecuzione dei lavori e da questo non 

risultano o non possono risultare nuovi effetti rilevanti o modifiche per il 

progetto (cfr. STF 1C_615/2017 del 12 ottobre 2018 consid. 2.5 con 

riferimenti). 

3.2.2. Alla cifra 3a del dispositivo della decisione EFZ del 20 maggio 2019 il 

convenuto 2 ha ordinato che il progetto va approfondito e ottimizzato per 

quanto riguarda l'impatto paesaggistico, in particolare la sua compatibilità 

con la zona di protezione del paesaggio (ZPP). Al considerando 11 di detta 

decisione il convenuto 2 ha, tra l'altro, affermato che non è stata fatta la 

verifica circa l'esistenza di ubicazioni alternative fuori della ZPP. 

L'ubicazione non è una questione di importanza minore. Già per questo 

motivo, non sembra quindi che si potesse ordinare un onere per verificare 

l'ubicazione più adatta risp. rinviare questo aspetto a una procedura EFZ 

successiva semplificata per progetti di costruzione già approvati (art. 50 

seg. dell'Ordinanza sulla pianificazione territoriale del Cantone dei Grigioni 

[OPTC; CSC 801.110]). D'altronde, il committente è il comune convenuto 

stesso e ai ricorrenti è stato garantito il diritto di essere sentiti nella fase 

successiva, per cui si potrebbe ammettere la decisione di questo aspetto 

in una fase successiva. Tuttavia non va dimenticato che una nuova 

ubicazione potrebbe comportare l'opposizione di altri vicini, per cui il rinvio 

di questo aspetto a una fase successiva in procedura semplificata non 

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appare legittimo. Inoltre, la verifica dell'ubicazione non è stata fatta 

nemmeno nella fase successiva. Con scritto del 29 agosto del 2019 (doc. 

26 convenuto 2) il convenuto 1 ha inoltrato le ottimizzazioni dell'inserimento 

dell'opera nel paesaggio elaborate dal consulente architettonico nel 

rapporto 22 agosto 2019 e approvate dall'UNA con scritto del 10 settembre 

2019 (doc. 27 convenuto 2), come era stato ordinato dal convenuto 2 alla 

cifra 3b del dispositivo della decisione EFZ del 20 maggio 2019. Ma una 

verifica vera e propria sulla miglior ubicazione possibile manca a tutt'oggi. 

3.2.3. Tale verifica potrebbe essere ritenuta superflua se un IDA fosse conforme 

alla ZPP o se fosse ovvia l'impossibilità di installare l'IDA in un altro posto 

di quello previsto. Ma entrambi i casi non sono dati. Giusta la legislazione 

comunale, nella ZPP non sono ammesse la costruzione di edifici e impianti, 

le modifiche del terreno, l’estrazione e il deposito di materiali nonché altre 

disposizioni di natura edilizia, che sono in contrasto con lo scopo di 

protezione. Rimangono riservati gli edifici e impianti, se essi sono necessari 

per l'utilizzazione agricola o forestale del territorio e non si può pretendere 

un'ubicazione al di fuori della zona di protezione del paesaggio. Edifici e 

impianti esistenti possono essere rinnovati (art. 56 cpv. 2 LE). Siccome la 

zona di protezione del paesaggio comprende paesaggi naturali e culturali 

di particolare bellezza e singolarità (art. 56 cpv. 1 LE), va dedotto che un 

IDA nella ZPP, sebbene in gran parte interrato, è in contrasto con lo scopo 

di mantenimento del paesaggio protetto. Quantunque l'IDA venisse 

qualificato come "necessario per l'utilizzazione agricola o forestale del 

territorio" secondo la citata norma comunale, in base alla stessa andrebbe 

comunque analizzata un'ubicazione alternativa al di fuori della ZPP. A 

prima vista, non sembrano mancare dei siti alternativi. Infatti, al di fuori della 

ZPP circondante il villaggio, nelle vicinanze della particella 1105 nella ZPP 

– prevista per la costruzione dell'IDA – vi è il mappale n. 1104 in zona 

forestale di proprietà del convenuto 1, già menzionato dal convenuto 2 

come possibile perfezionamento dell'opera al consid. 11 della decisione 

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EFZ 20 maggio 2019. Il convenuto 2 ha inoltre indicato come potenziale 

sito il fondo n. 1106 nella ZPP presso l'edificio esistente (situato sul fondo 

adiacente n. 1128 [n.d.T.]). La valutazione di un'ubicazione alternativa 

potrebbe poi venir meno se al di fuori della ZPP, in zona bosco, fosse 

proibita la costruzione di un IDA. Ma ciò non è il caso, come esposto qui di 

seguito. E se anche fosse, non si sarebbe comunque approfondito la 

possibilità di realizzazione sulla particella n. 1106 in ZPP.  L'art. 53 cpv. 2 

LE prescrive che l’ammissibilità di edifici e impianti in zona forestale si 

conforma alla legislazione forestale ed alle direttive di pianificazione 

forestale basate su di essa nonché alle disposizioni relative a edifici e 

impianti al di fuori delle zone edificabili. La legislazione forestale di per sé 

non esclude la costruzione di un IDA in zona forestale. Se per la 

costruzione di un IDA in zona forestale serve un permesso di dissodamento 

(art. 5 cpv. 2 della Legge federale sulle foreste [LFo; 921.0]) e un permesso 

EFZ o se esso va considerato un impianto forestale ai sensi dell'art. 15 cpv. 

1 della Legge cantonale sulle foreste (LCFo; CSC 920.100) e art. 12 

dell'Ordinanza cantonale sulle foreste [OCFo; CSC 920.110]) e quindi 

conforme alla zona e autorizzabile con licenza edilizia ordinaria, è una 

questione che non deve essere chiarita in questa sede. Determinante è il 

fatto che anche in zona forestale prima facie sembra possibile la 

realizzazione di un IDA. 

Il Tribunale non può pertanto sopperire alla completa omissione della 

necessaria verifica di un'ubicazione alternativa dell'IDA. La licenza edilizia 

EFZ va dunque annullata in questo punto, per quanto approvi la 

realizzazione dell'IDA senza verifica di un'ubicazione alternativa. Gli atti 

sono perciò rinviati al convenuto 1 affinché proceda a tale verifica da 

sottoporre all'UST e anche all'UNA per approvazione. 

4. Sulle censure inerenti all'omissione della modinatura, alle immissioni 

foniche e di odori e all'impatto paesaggistico non si entra nel merito, 

siccome sono collegate all'ubicazione dell'IDA. 

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5. Nonostante la licenza edilizia EFZ vada annullata ai sensi del considerando 

precedente, va ancora esaminata la censura dei ricorrenti concernente 

l'esclusione – fra gli altri – del loro fondo dalla nuova canalizzazione. 

5.1. Al riguardo, i ricorrenti sostengono che l'esclusione dei fondi n. 1037, 1040, 

1041, 1042 (quest'ultimo di loro proprietà) e 1045 dal progetto di 

canalizzazione viola il PGS e gli artt. 2.1 e 2.2 del summenzionato 

Regolamento. Il convenuto 1 non avrebbe motivato l'abbandono di tale 

tratta dal progetto, e nemmeno avrebbe indicato soluzioni di smaltimento 

alternative (pozzi perdenti, ecc.) L'allacciamento dei summenzionati fondi 

non si potrebbe realizzare a monte, come concluso troppo facilmente dal 

convenuto 1 e dal convenuto 2. Essi non terrebbero conto della situazione 

delle abitazioni edificate sui fondi in questione e della situazione della 

canalizzazione sulla stradina a monte delle stesse. Oltre a violare le leggi 

applicabili in materia, il progetto di canalizzazione e IDA lederebbe così gli 

interessi dei proprietari dei fondi non serviti.

L'Assemblea comunale avrebbe concesso un credito al Municipio per la 

realizzazione delle canalizzazioni in conformità al PGS. Siccome dalla 

tratta a sud del nucleo si sarebbero esclusi i cinque fondi edificati in zona 

edificabile sopra citati, comprendendo così soltanto tre abitazioni (fondi 

n. 1046, 1047 e 1048 con i pozzi 1, 2 e 3), la realizzazione delle 

canalizzazioni in contrasto con il PGS e gli artt. 2.1 e 2.2 di suddetto 

Regolamento non sarebbe (più) coperta dalla decisione di finanziamento 

decisa dall'Assemblea comunale. 

5.2. Giusta l'art. 10 della Legge d'introduzione della legge federale sulla 

protezione delle acque (Legge cantonale sulla protezione delle acque 

[LCPAc; CSC 815.100]) i comuni allestiscono un piano generale delle 

canalizzazioni. Questo necessita dell'approvazione da parte dell'Ufficio 

(cpv. 1). Provvedimenti tecnici relativi alle acque di scarico che non 

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corrispondono al piano generale delle canalizzazioni necessitano 

dell'approvazione dell'Ufficio (cpv. 2). 

Il Regolamento comunale delle acque di scarico prevede che gli impianti 

della rete di raccolta delle acque di scarico e gli impianti per la depurazione 

delle acque sono attuati in base al piano generale di smaltimento delle 

acque di scarico (art. 2.1 di detto Regolamento). Il Comune costruisce gli 

impianti necessari all'evacuazione delle acque di scarico di terreni pubblici 

e privati. Il perimetro di raccolta coincide con quello della zona edificabile, 

ad eccezione delle zone "monti" e di conservazione. Nell’ambito di un 

progetto di urbanizzazione il Comune può integrare alla rete comunale 

eventuali collettori privati esistenti, questo viene attuato allo stato attuale e 

senza pagamento di alcun indennizzo. Al di fuori del perimetro di raccolta 

il Comune non è obbligato a posare delle canalizzazioni (art. 2.2 di detto 

Regolamento).  

5.3. Per la frazione di Y._____, il Piano generale di smaltimento delle acque di 

scarico (PGS) è verosimilmente confluito nel Piano generale di 

urbanizzazione (PGU; doc. 16 convenuto 2). Per la zona in questione nel 

PGU è pianificata una canalizzazione a valle degli immobili n. 1037, 1040, 

1041, 1042 (quest'ultimo di proprietà dei ricorrenti) 1045, 1046, 1048 e 

1047. Mentre questi ultimi tre immobili sono serviti a valle dal progetto in 

questione e combaciano perciò con il PGU, i fondi 1037, 1040, 1041, 1042 

e 1045 non vengono allacciati a valle dal progetto in questione e non 

collimano con il PGU. Essi sono però urbanizzati a monte dalla 

canalizzazione esistente. Nello scritto del 29 agosto 2019 il convenuto 1 ha 

annunciato che per questa tratta è prevista la ripubblicazione della variante 

precedente implementante queste particelle, oppure, in alternativa, 

verranno eseguiti impianti di pompaggio. Riguardo a quest'ultima soluzione 

si noti che giusta l'art. 45 cpv. 4 della Legge sulla pianificazione territoriale 

del Cantone dei Grigioni (LPTC; CSC 801.100) nella progettazione di 

impianti pianificati sono ammesse piccole divergenze rispetto al piano 

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generale delle strutture, per quanto siano preservate le direttive concettuali. 

La conformità di quest'ultima soluzione (pompaggio attraverso la linea 

esistente) con il PGU resta pertanto dubbia. Tuttavia, il PGU – approvato il 

18 aprile 2006, in cui non figura lo smaltimento delle acque attraverso un 

IDA – è superato, dato che il Cantone ha obbligato il convenuto 1 in 

conformità alla legislazione federale e cantonale sulla protezione delle 

acque a costruire e a mettere adeguatamente in funzione un IDA nonché 

la necessaria rete di canalizzazione a Y._____ (vedi decreto del Governo 

luglio 2013 confermato nella STA R 13 194 e 195 del 23 giugno 2015). Ad 

ogni modo, la tappa concernente la canalizzazione delle particelle 

summenzionate non è oggetto della presente procedura. In questa sede va 

soltanto constatato che il convenuto 1 ha la possibilità, se necessario, di 

scaglionare l'urbanizzazione (cfr. art. 19 cpv. 2 della Legge federale sulla 

pianificazione del territorio [LPT; RS 700]; STF 1C_667/2017 del 18 giugno 

2018 consid. 2.4). La necessità di realizzare in un'altra tappa 

l'allacciamento per dette particelle – attraverso una canalizzazione a valle 

di esse (più razionale dal punto di vista dell'efficienza e del risparmio 

energetico) o, se del caso, tramite sistema di pompaggio (attraverso la linea 

esistente a monte delle particelle) – è stata dimostrata dall'urgenza della 

presente procedura, siccome il Cantone ha fissato un termine (già 

prorogato) al 31 dicembre 2019 per il sussidiamento e che in seguito alle 

opposizioni non è più stato possibile procedere entro questo termine anche 

alla citata parte del progetto. Di fronte all'impegno del convenuto 1 di 

riprendere la questione dell'allacciamento di questi mappali, non è dunque 

data una violazione del PGS risp. PGU e delle rispettive norme invocate, 

né tantomeno della decisione di finanziamento decisa dall'Assemblea 

comunale. La rispettiva censura va perciò respinta. Infine, non si entra nel 

merito della generica critica, non sufficientemente sostanziata, secondo cui 

il progetto non rispetterebbe le finalità e modalità costruttive necessarie per 

un progetto di smaltimento previste dalla LIA e dalle relative disposizioni di 

applicazione. In tal senso la decisione EFZ è confermata. 

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6. Riassumendo, la licenza edilizia EFZ del convenuto 2 del 20 maggio 2019 

va annullata per quanto essa approvi la realizzazione dell'IDA senza 

verifica di un'ubicazione alternativa. Gli atti sono perciò rinviati al convenuto 

1 affinché proceda a tale verifica da sottoporre all'UST e anche all'UNA per 

approvazione. La decisione del convenuto 1 dell'11 giugno 2019 di rilascio 

della licenza edilizia per la parte del progetto in zona edificabile 

(canalizzazione) va confermata, mentre la cifra 3 del suo dispositivo 

(costituzione quale parte integrante della licenza edilizia comunale della 

decisione EFZ del convenuto 2 del 20 maggio 2019) va subordinata in parte 

– per quanto sia stata annullata la decisione EFZ del 20 maggio 2019 – alla 

nuova decisione EFZ dell'UST in seguito alla verifica di un'ubicazione 

alternativa dell'IDA. 

7. L'esito della vertenza giustifica un accollamento dei costi di questa 

procedura fissati a CHF 1'500.-- in misura di un terzo ai ricorrenti e di due 

terzi al convenuto 1 (cfr. art. 73 LGA). Al convenuto 2, quale autorità 

cantonale di autorizzazione, non sono addebitati costi. Il convenuto 1 è 

inoltre tenuto a rifondere ai ricorrenti un terzo delle spese di patrocinio (cfr. 

art. 78 cpv. 1 LGA). In assenza di una nota d'onorario, le ripetibili vengono 

fissate all'importo forfettario di CHF 1'000.-- (IVA inclusa). 

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Il Tribunale decide:

1. In parziale accoglimento del ricorso il permesso EFZ con decisione su 

opposizioni del 20 maggio 2019 dell'Ufficio per lo sviluppo del territorio dei 

Grigioni e la decisione di licenza edilizia e su opposizione dell'11 giugno 

2019 del Comune di X._____ sono annullati ai sensi dei considerandi. Per 

il resto il ricorso è respinto.  

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di CHF 1'500.--

- e le spese di cancelleria di CHF 384.--

totale CHF 1'884.--

il cui importo sarà versato in ragione di 1/3 da A._____ e B._____, e in 

ragione di 2/3 dal Comune di X._____ entro trenta giorni dalla notifica della 

presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei 

Grigioni, Coira.

3. Il Comune di X._____ versa a A._____ e B._____ CHF 1'000.-- a titolo di 

ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

 

5. [Comunicazioni]