# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ba8636db-c4a2-5011-a58f-5ad5401ae6d5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-10-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 14.10.2009 10.2009.20
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_10-2009-20_2009-10-14.html

## Full Text

Incarto
  n.

  10.2009.20

  DA
  4877/2008

  	
  Bellinzona

  14
  ottobre 2009

   

  	
  Sentenza
  con motivazione

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Presidente della Pretura penale

  
	
  Marco Kraushaar

  
	
   

  
						

sedente con il
cancelliere Giovanni Pozzi in qualità di segretario per giudicare

 

	
   

  	
  ACCU 1 

  (difesa dall’avv.
  DI 1,) 

   

  

 

prevenuta colpevole di    1.   ripetuta appropriazione indebita di
lieve entità, 

                                        per essersi appropriata, in più
occasioni, nel periodo compreso tra il __________, a __________, per
procacciare a sé un indebito profitto, di valori patrimoniali di lieve entità a
lei affidati, e meglio per essersi in più occasioni appropriata di una parte
degli incassi che le erano stati consegnati a contanti, nella sua qualità di
dipendente dell’Istituto di bellezza __________ di CIVI 1, in __________, da
alcune clienti a titolo di pagamento per le prestazioni ricevute, e più
precisamente di fr. 20.- il __________ (cliente __________), di fr. 20.- il __________
(cliente __________), di fr. 10.- il __________ (cliente __________), di fr.
20.- il __________ (cliente __________) e di fr. 25.- il __________ (clienti __________
e __________), nonché per essersi appropriata in due occasioni di una parte
dell’incasso del predetto istituto affidatole affinché lo versasse su un conto
bancario, ossia di fr. 18.- il __________ e di fr. 15.- il __________
appropriandosi quindi indebitamente di una somma complessiva pari a fr. 128.-;

 

                                   2.   ripetuta falsità in
documenti (caso di lieve entità),

                                        per avere, in più occasioni,
nel periodo compreso tra il __________ e il __________, a __________, al fine
di nuocere al patrimonio o ad altri diritti di una persona o di procacciare a
sé o ad altri un indebito profitto, attestato in un documento, contrariamente
alla verità, un fatto d’importanza giuridica, e meglio per avere iscritto, in
sei occasioni, nelle schede contabili dell’Istituto di bellezza __________ di CIVI
1, in __________, nell’ambito delle appropriazioni indebite di cui sopra al
punto 1, incassi inferiori a quelli effettivamente ricevuti in contanti dalle
clienti, indicando così complessivamente un incasso di fr. 760.- in luogo di
quello effettivo di fr. 855.-;

 

                                         fatti avvenuti nelle indicate
circostanze di tempo e di luogo;

 

                                        reati previsti dall'art. 138
cifra 1 CP, richiamato l'art. 172ter CP, e dall’art. 251 cifra
2 CP;

 

perseguita                         con decreto d’accusa n. 4877/2008 di
data 15 dicembre 2008 del AINQ 1 che
propone la condanna dell'accusata:

 

                                        1.  Alla pena pecuniaria di fr.
300.- (trecento), corrispondente a 10 (dieci) aliquote da fr. 30.- (trenta).

                                             L'esecuzione della pena
viene sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni.

                                        2.  Alla multa di fr. 200.-
(duecento), con l'avvertenza che, in caso di mancato pagamento, la stessa sarà
sostituita con una pena detentiva di giorni 7 (sette) (art. 106 cpv. 2 CP).

                                        3.  Al versamento
alla parte civile dell'importo di fr. 128.- a titolo di risarcimento (art. 208
cpv. 1 lett. b CPP); la parte civile è rinviata al competente foro civile per
il giudizio sulle altre pretese di risarcimento avanzate (art. 208 cpv. 1 lett.
b e 267 cpv. 1 CPP).

                                        4.  Al pagamento della tassa di
giustizia di fr. 100.- e delle spese giudiziarie di fr. 100.-.

 

viste                                  le opposizioni interposte
tempestivamente in data 17 dicembre 2008 dall'accusata e il 29 dicembre 2008
dalla parte civile;

 

indetto                               il dibattimento 14 ottobre 2009,
al quale sono comparsi l’accusata personalmente, il difensore e il
patrocinatore di parte civile mentre il Procuratore pubblico con lettera 15
aprile 2009 ha rinunciato ad intervenire al pubblico dibattimento, postulando
nel contempo la conferma del decreto d'accusa impugnato;

 

accertate                           le generalità dell'accusata, data
lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusata e
sentiti i testi;

 

sentito                               il patrocinatore di parte civile,
il quale chiede la conferma del decreto di accusa e il versamento di fr.
15'250,35 (composti di fr. 128.- per risarcimento danno, fr. 4’357,75 per
perdita di guadagno dal __________ al __________, fr. 500.- di torto morale e
fr. 10’264,60 per spese legali) oltre interessi del 5% dal 27 settembre 2007;

 

sentito                               il difensore, il quale chiede il
proscioglimento dell’accusata e chiede l’assegnazione di ripetibili;

 

sentita                               da ultima l'accusata;

 

posti                                 a giudizio i seguenti quesiti

 

                                  1.    Se ACCU 1 è autrice colpevole
di:

                                        1.1.  ripetuta appropriazione
indebita di lieve entità

                                        1.2.  ripetuta falsità in
documenti (caso di lieve entità)

                                        per i fatti descritti nel
decreto di accusa a suo carico.

 

                                 2.     Sulla pena e sulle spese.

 

                                 3.     Se deve essere accolta la
pretesa della parte civile, che chiede il versamento della somma di fr. 15’250,35.-
oltre interessi al 5% dal __________ a titolo di risarcimento.

 

letti ed esaminati                gli atti;

 

considerato                      in fatto ed in diritto

 

                                 1.     ACCU 1, cittadina
italiana nata nel __________, è estetista di professione e ha svolto la sua
attività lavorativa in alcuni istituti di bellezza di __________ prima di
essere assunta - poiché nel frattempo era diventata mamma e voleva continuare
comunque la sua attività part time - il mese di __________ del __________
presso l’istituto __________ di CIVI 1, sito a __________, che le aveva dato
questa possibilità con un onere lavorativo del 60%.

                                        

 

                                 2.     Il Procuratore pubblico,
con decreto di accusa del 15 dicembre 2008, rimprovera a ACCU 1 di essersi
appropriata, in più occasioni, nel periodo compreso tra il __________ e il __________,
a __________, di valori patrimoniali di lieve entità a lei affidati, e meglio
per essersi in più occasi__________ appropriata di una parte degli incassi che
le erano stati consegnati a contanti, nella sua qualità di dipendente
dell’Istituto di bellezza __________ di CIVI 1, da alcune clienti a titolo di
pagamento per le prestazioni ricevute, e più precisamente di fr. 20.- il __________
(cliente __________), di fr. 20.- il __________ (cliente __________), di fr.
10.- __________ (cliente __________), di fr. 20.- il __________ (cliente __________)
e di fr. 25.- il __________ (clienti __________ e __________), nonché per
essersi appropriata in due occasioni di una parte dell’incasso del predetto
istituto affidatole affinché lo versasse su un conto bancario, ossia di fr.
18.- il ____________________ e di fr. 15.- il __________, appropriandosi quindi
indebitamente di una somma complessiva pari a 

                                        fr. 128.-.

                                        Nell’ambito delle
circostanze testé descritte la pubblica accusa ritiene altresì l’accusata
autrice colpevole di ripetuta falsità in documenti per aver attestato in un
documento, contrariamente alla verità, un fatto d’importanza giuridica, e
meglio per avere iscritto, in sei occasioni, nelle schede contabili dell’Istituto
di bellezza __________, incassi inferiori a quelli effettivamente ricevuti in
contanti dalle clienti, indicando così complessivamente un incasso di fr. 760.-
in luogo di quello effettivo di fr. 855.-.

 

 

                                 3.     Per l’art. 138 cpv. 1 CP
chiunque indebitamente impiega a profitto proprio o di un terzo valori
patrimoniali affidatigli è punito con una pena detentiva fino a cinque anni o
con una pena pecuniaria.

                                        Se il reato concerne
soltanto un elemento patrimoniale di poco valore o un danno di lieve entità, il
colpevole è punito, a querela di parte, con la multa (art. 172 ter cpv. 1 CP).

 

                                        Per l’art. 251 cpv. 1 CP
chiunque, al fine di nuocere al patrimonio o ad altri diritti di una persona o
di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, forma un documento falso
od altera un documento vero, oppure abusa dell’altrui firma autentica o
dell’altrui segno a mano autentico per formare un documento suppositizio,
oppure attesta o fa attestare in un documento, contrariamente alla verità, un
fatto di importanza giuridica o fa uso, a scopo di inganno, di un tale
documento, è punito con una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena
pecuniaria.

                                        Nei casi di esigua gravità, può
essere pronunciata la pena detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria
(art. 252 cpv. 2 CP).

 

 

                               4a.     Il presente procedimento
è stato avviato dalla CIVI 1 (questo il suo vero cognome, anche se spesso
nell’incarto si fa riferimento erroneamente a CIVI 1), titolare dell’istituto
di bellezza __________ di CIVI 1, che il __________ ha sporto denuncia penale
alla magistratura sulla scorta di segnalazioni riguardanti l’accusata da parte
di alcune clienti del suo salone di bellezza. 

 

 

                               4b.     Nell’evenienza
concreta - anche se si ritornerà più dettagliatamente in seguito (cfr. infra,
consid. 13a e seguenti) - è opportuno dapprima ricostruire la cronologia di
alcuni fatti importanti avvenuti nel corso del mese di __________. Si
trattava di un momento particolare per l’istituto in quanto verso la metà del
mese ACCU 1 aveva comunicato a voce a CIVI 1, sua datrice di lavoro, la sua
decisione di dare le dimissioni per la fine del mese visto che doveva
rispettare il termine di disdetta di 90 giorni previsto dal contratto. La
dipendente aveva infatti l’intenzione di aprire un suo istituto di bellezza con
l’inizio del __________, tanto è vero che aveva già sottoscritto un contratto
di locazione nel mese di agosto (cfr. act 24, verbale di interrogatorio di ACCU
1 del __________, davanti al Ministero pubblico, pagina 1 in fine).

 

                                        Fino ad allora il rapporto di
lavoro, come pure in generale l’ambiente instauratosi, era buono tanto è vero
che, oltre a non esserci la prova del contrario agli atti, la circostanza è
confermata dalla parte civile medesima (cfr. act 7, verbale di CIVI 1 del __________
davanti alla polizia).

                                        A riprova della fiducia
reciproca e delle capacità professionali dell’accusata si rileva come la
titolare dell’istituto non era sempre presente nel salone in quanto era
impiegata part time alla __________ come truccatrice non senza dimenticare che la
ACCU 1 aveva pure l’incarico speciale, oltre a provvedere all’incasso dei singoli
trattamenti, di depositare a fine giornata l’incasso giornaliero presso il
tesoro notturno di un istituto bancario.

 

                                        Nella seconda metà di settembre
la situazione tra le parti precipita improvvisamente e il __________ si
incrociano da un lato la lettera di dimissione - di cui si è fatto cenno sopra
- della ACCU 1, datata __________ ma spedita il __________ alle ore 09.46 dalla
posta di __________, e dall’altro la raccomandata a mano dello stesso giorno,
poi intimata l’indomani per posta, con cui la datrice di lavoro le comunicava
il licenziamento immediato per motivi gravi avendo riscontrato nei giorni
immediatamente precedenti in almeno 4 occasioni e con 4 clienti delle
appropriazioni indebite (cfr. __________ della Pretura di __________ agli atti,
in particolare doc. 37 di parte convenuta e doc. C e F di parte attrice).

 

                                        Ritenuto come la CIVI 1, per la
motivazione testé esposta, non intendeva riconoscere da quel momento in poi
alcunché all’accusata a livello finanziario, quest’ultima in data __________ ha
introdotto presso la Pretura di __________ un’azione di salari e mercedi - ora
sospesa in attesa del presente giudizio - per farsi riconoscere il mancato
versamento dello stipendio in relazione ai tre mesi di regolare disdetta,
ritenendo completamente false le accuse della datrice di lavoro che sono
oggetto del presente procedimento. 

 

 

                                 5.     A questo punto occorre
analizzare ogni singolo episodio penalmente rilevante rimproverato a ACCU 1. Il
tutto non senza sottacere la doverosa premessa che le persone che hanno
rilasciato le dichiarazioni in corso di istruttoria avevano quasi tutte - se si
eccettua __________, per la quale non è dato di sapere con certezza - un rapporto
particolare con la parte civile che va oltre a quello di un normale cliente; si
vedevano in effetti anche al di fuori dell’ambito professionale. Una conferma
al riguardo giunge sia dall’interrogatorio dibattimentale dell’accusata, sia -
perlomeno parzialmente - dall’audizione testimoniale di __________, oltre che
dalle dichiarazioni rilasciate dalle medesime clienti.

 

 

                               6a.     Per quel che riguarda l’episodio
che ha dato il la a tutto, ovverosia quello  concernente la cliente __________,
dalla denuncia si evince che “il giorno di sabato __________ la querelante
ha ricevuto da parte di una sua cliente, la signora __________, [...] una
telefonata. In sostanza la cliente ha informato la querelante di aver
constatato direttamente con i suoi occhi, in data __________ e a fine
trattamento, dopo aver consegnato alla querelata il prezzo del
trattamento ricevuto, come la querelata avesse iscritto nella sua scheda
cliente un importo che non corrispondeva assolutamente a quanto ricevuto dalla
cliente. Accortasi dell’incongruenza, la cliente, che già in data __________
aveva consegnato alla querelata per il trattamento ricevuto fr. 120.- mentre
che questa aveva iscritto nella sua scheda cliente un importo inferiore, cioè
fr. 100.- (a quel momento la cliente __________ non aveva ritenuto di dover dir
nulla alla querelante), ha chiesto spiegazioni alla querelata. Ella,
dinanzi a tale richiesta, ha poi svicolato iscrivendo la somma di fr. 20.- e
dicendo alla cliente che tale somma doveva essere consegnata alla querelante in
un secondo tempo. La signora __________, non convinta della spiegazione
fornitale dalla querelata, si è finalmente decisa, al secondo episodio cioè quello
del __________, ad avvertire la querelante in modo che ella potesse eseguire le
verifiche del caso” (cfr. act 1, querela e denuncia penale con costituzione
di parte civile del __________, pagina 2 in fine e 3, sottolineature nostre).

 

 

                               6b.     CIVI 1 ha
dichiarato il __________ che “nel corso del mese di __________ una mia
cliente, la signora __________, una mia cliente da lunga data, mi ha telefonato
e mi disse che secondo lei la ACCU 1 faceva delle cose non giuste. Mi disse che
dopo un trattamento che la ACCU 1 le aveva fatto, trattamento per il quale le era
stata chiesta la somma di CHF 220.- vide la ACCU 1 scrivere nella scheda
della cliente la somma di CHF 200.-. Questo avvenne, a detta della __________,
nel mese di __________. In quell’occasione la signora __________ non diede peso
all’accaduto pensando fosse una svista della ACCU 1. Nel mese di settembre la
cosa si è però ripetuta. __________, dopo un trattamento aveva pagato alla ACCU
1 la somma di CHF 220.- e anche in questa occasione si accorse che la ACCU 1 ne
aveva registrati solo CHF 200.-. A questo punto ha ritenuto di avvisarmi” (cfr.
act 7, verbale di interrogatorio di CIVI 1 del __________ davanti alla polizia,
sottolineature nostre).

 

 

                               6c.     Da parte sua la ACCU 1 ha
dichiarato che “non ho mai registrato un importo inferiore a quello incassato.
Se ho segnato la somma di CHF 100.- è perché ne ho incassati 100.- e non 120.-
come sostiene la cliente” (cfr. act 7, verbale di interrogatorio di ACCU 1
del __________ davanti alla polizia, pagina 2). 

 

                                        Alcuni mesi più tardi ha
altresì aggiunto che “la registrazione degli incassi la eseguivo a
dipendenza delle clienti che avevo nel salone. Se avevo tempo la registrazione
la facevo subito altrimenti la rimandavo nei momenti morti. Comunque quanto vi
era in cassa doveva corrispondere con quello che veniva registrato” (act 7,
verbale di interrogatorio di ACCU 1 del __________ davanti alla polizia).

                                        Inoltre ha pure affermato tra
l’altro che “non ricordo di aver fatto correzioni sulle schede riguardo agli
incassi”, che la correzione apportata sulla scheda __________ “non ho
provveduto a farla io” e che le era capitato “di segnare a parte che mi
dovevano dei soldi per completare l’importo dovuto”  (cfr. ibidem).

 

                                        Nell’ambito della già evocata causa
civile di salari e mercedi ACCU 1 è stata nuovamente interrogata il __________
e ha dichiarato che “ il __________ ho scritto che la signora __________
ha pagato un trattamento di fr. 120.-, versando fr. 100.- e lasciando scoperto
fr. 20.- come risultano annotati con la sigla D.P., ossia debito (sigla che
ho apposto come da indicazioni della signora __________). La stessa sigla
risulta indicata sulla medesima scheda in altre occasioni. Rispetto alla
domanda rispondo che se io ho segnato fr. 100.- è perché la signora __________
mi ha pagato questa somma (cfr. incarto __________ della Pretura di __________
agli atti, interrogatorio formale di ACCU 1 del __________, pagina 2,
sottolineature nostre).

 

                                        L’accusata sentita ancora una
volta sull’argomento il __________ ha confermato “di aver ricevuto in
data __________ dalla signora __________ unicamente l’importo di CHF 100.-,
come da me contabilizzato sulla scheda. Faccio notare che é stato applicato uno
sconto al trattamento, in quanto non è stato pagato il trattamento baffetti.
Difatti, la volta dopo, lo stesso trattamento è costato CHF 120.-. Lo
sconto del __________ era stato espressamente autorizzato dalla CIVI 1” (cfr.
act 25, verbale di interrogatorio di ACCU 1 davanti al Ministero pubblico del __________,
pagina 2, sottolineature nostre).

 

 

                               6d.     __________ ha affermato
in un primo tempo nel corso della sua audizione in Pretura, dove era pendente
la causa civile per mercedi e salari intentata dall’accusata, che “alla
fine del trattamento la signora ACCU 1 mi ha chiesto fr. 120.-, che io ho
pagato. Ho visto che però sulla tabella che mi concerne ha scritto fr. 100.-. A
questo punto ho chiesto spiegazioni della differenza alla signora ACCU 1 poiché
devo dire che anche in occasioni precedenti i prezzi che lei mi faceva non
erano mai uguali, una volta pagavo 100.-, una volta 90.- e questo
sostanzialmente per le medesime prestazioni. La risposta datami non me la
ricordo e comunque io non ci sono andata su più di quel tanto. Quello che
comunque a me interessava era chiarire il giusto prezzo per le prestazioni che
richiedevo: chiarire cioè se l’importo richiestomi era per esempio comprensivo
di uno sconto oppure no. La signora CIVI 1 so che infatti mi faceva uno sconto.
Chiesi quindi spiegazioni alla signora CIVI 1. Le chiesi in particolare quanto
era il prezzo per il trattamento __________ e lei mi disse che era di fr.
120.-. A questo punto il Giudice mi mostra il doc 1. dopo averlo visionato
ricordo meglio come sono andate le cose: tutto è nato durante la seduta del __________,
al termine della quale ACCU 1 mi chiese il prezzo di fr. 120.- per mani + piedi
+ baffi, siccome mi mancavano fr. 20.- dissi che li avrei portati dopo e di
segnarli (infatti vedo che risultano segnati sulla scheda). Guardando la scheda
ho poi visto che il prezzo indicato per la seduta del __________ era di fr.
100.-. Io ricordo però di aver pagato fr. 120.-. lì per li non ne parlai con la
ACCU 1 di questa incongruenza del __________. Ne parlai però con CIVI 1
chiedendo spiegazioni soprattutto per sapere quale era il prezzo effettivo
da pagare per una simile prestazione” (act 7, verbale di audizione di __________
davanti alla Pretura di __________ __________).

                                        

                                        Il __________ interrogata dalla
polizia cantonale, __________ ha affermato che “fui io a segnalare a CIVI
1 che ACCU 1 registrava sulla scheda clienti e sul libro contabile un
importo diverso da quello che incassava.[...] Nel corso del mese di __________
andai presso il salone __________ per un trattamento. Il trattamento me lo fece
ACCU 1. A fine trattamento la ACCU 1 mi chiese, se ben ricordo, la somma di fr.
120.-. Io le diedi la somma. Mentre stavo pagando invitai ACCU 1 a registrare
nella mia scheda personale, oltre al trattamento ricevuto, anche la somma che
dovevo pagare. Ricordo che in quell’occasione avrei dovuto dare la somma di
CHF 120.-. Io avevo però solo franchi 100.-. ACCU 1 registrò l’incasso di CHF
100.-  e a parte mise una nota per rammentarsi che avrei dovuto darne ancora
CHF 20.- [...]. Mentre ACCU 1 stava scrivendo quello che io le chiesi di
scrivere, vidi che sulla scheda non erano stati registrati i trattamenti che
avevo ricevuto in precedenza ed in particolare quello del __________. In
effetti ricordavo che quella data avevo pagato la somma di CHF 120.- somma che
nella scheda non era stata registrata. Notato questo lo feci notare a ACCU 1
la quale sviò il discorso senza darmi una risposta concreta. [...] In data __________
vidi la ACCU 1 registrare la somma di CHF 100.-, per un trattamento di CHF
120.-. Io le feci notare che le dovevo ancora CHF 20.- e lei li segnò a parte. Nel
medesimo frangente mi accorsi che per il trattamento del __________ trattamento
fattomi dalla ACCU 1, sulla mia scheda figurava un incasso di CHF 100.- mentre
sono sicura di aver dato CHF 120.-“ (act 7, verbale di
interrogatorio di __________ del __________ davanti alla polizia,
sottolineature nostre).

 

                                        Interrogata ancora una volta
dal Ministero pubblico __________ ha dichiarato fra l’altro di ricordarsi “di
aver chiesto a CIVI 1 chiarimenti in merito al fatto che avevo pagato l’importo
di fr. 120.-  in data __________, mentre sulla scheda era stato riportato un
incasso di fr. 100.-. Di ciò mi ero accorta in occasione del trattamento del __________,
quando cioè ho avuto modo di vedere la scheda che era appoggiata sul bancone.
Siccome il __________ ho effettuato il medesimo trattamento di cui avevo
beneficiato il mese prima e meglio il __________, che era d’altronde il
trattamento che facevo regolarmente presso il salone __________, mi sono resa
conto della differenza di prezzo. Che comunque non vi erano prezzi fissi per
le prestazioni e gli stessi potevano variare. Quando era la CIVI 1 a
compiere il trattamento, non mi sono mai posta il problema. Anche la CIVI 1
mi faceva prezzi diversi, ma mi precisava espressamente se si trattava di uno
sconto o di un trattamento omaggio. Per quanto attiene all’iscrizione del __________,
sono stata io a segnalare a ACCU 1 che l’importo segnato inizialmente non era
corretto, in quanto il trattamento costava CHF 120.-, per cui ero debitrice di
CHF 20.- [...] Il listino prezzi del centro estetico __________ sinceramente
non ricordo di averlo mai visto” (cfr. act 25, verbale di
interrogatorio di __________ davanti al Ministero pubblico del __________,
pagina 2, sottolineature nostre).

 

 

                               6e.     Ad un’attenta analisi
degli stralci riportati si possono fare le seguenti considerazioni. 

                                        Innanzitutto la versione
della ACCU 1 - del resto confermata pure al pubblico dibattimento - è lineare e
logica, mentre le altre e in particolare quella di __________, sono
contraddittorie su diversi aspetti. 

 

                                        Dalla denuncia si evince
che l’accusata, il __________, avrebbe iscritto sulla scheda cliente un importo
che non corrispondeva a quanto ricevuto dalla cliente: tale circostanza è
smentita dalla __________ medesima che ad un certo punto dell’istruttoria ha
detto che quel giorno non aveva soldi a sufficienza per saldare il totale e ha
quindi pagato fr.100.-, mentre che per i restanti fr. 20.- è stata  messa sulla
scheda clienti la sigla D.P., cioè importo ancora da pagare. 

                                        Che quest’ultima sia la
versione corretta, a prescindere dal fatto che sulla scheda clienti non
figurano effettivamente manomissioni o alterazioni di sorta, emerge pure dal
riassunto giornaliero degli incassi del __________ dove, in relazione alla
citata cliente, risultano entrati effettivamente fr. 100.-.  

 

                                       Dalla scheda clienti si evince
pure che la prestazione per i baffetti del __________ è indicata tra parentesi,
indizio ulteriore che la stessa - il cui costo del resto è proprio di fr. 20.-
(cfr. doc. A, listino prezzi allegato ad act 24) - era stata condonata alla
cliente, ritenuto oltretutto come la pratica di sconti era usuale, per stessa
ammissione della __________, che ad onor del vero ha altresì affermato di non
aver mai visto il listino prezzi dell’istituto __________.

 

                                        Non va nemmeno dimenticato che
la __________ nel corso dell’istruttoria ha cambiato diverse volte la sua
versione dei fatti: in un primo tempo ha affermato di aver pagato il __________
fr. 120.-, ma di aver visto la ACCU 1 annotare solo l’importo di fr. 100.-, successivamente
dice che le mancavano fr. 20.-, poi il __________ afferma di aver notato che il
__________, in occasione del precedente trattamento, figurava sulla sua scheda
clienti l’importo di fr. 100.- e non fr. 120.- ma che, nonostante fosse sicura
di aver pagato l’intera somma, lì per lì non ha detto niente alla ACCU 1, ma
solo - anche qui contraddicendo sé stessa (cfr. act 7, verbale di audizione di __________
__________ davanti alla Pretura di __________ __________) - alla CIVI 1. 

 

                                        Infine dopo aver detto che il __________
ha visto che sulla sua scheda clienti non era riportata la prestazione del __________
precedente - cosa assolutamente non vera, in quanto figura pure nel riassunto
degli incassi giornalieri - si contraddice di nuovo subito dopo nel corso del
medesimo interrogatorio.

 

                                        Il fatto che sia impossibile
che l’accusata abbia omesso in un primo tempo l’iscrizione del __________, si
evince pure dalla circostanza che nel foglio di riporto degli incassi
giornalieri l’importo relativo alla prestazione fornita alla __________ non è
l’ultimo della giornata e che in ogni caso non possono essere effettuate
aggiunte o correzioni a posteriori, pena divergenze con il saldo versato al
tesoro notturno ogni sera e risultante dall’estratto conto bancario (cfr.
incarto della Pretura di __________ agli atti, documenti di parte convenuta con
le schede clienti e i riassunti giornalieri). 

 

                                        Abbondanzialmente altre domande
sorgono spontanee: ammesso e non concesso che la __________ abbia visto la sua
scheda clienti, come faceva a sapere - come dichiarato il __________ - che sul
libro contabile, ovverosia il riassunto giornaliero degli incassi, l’accusata
aveva messo un importo sbagliato?

                                         Con riferimento all’ultima
deposizione presso il Ministero pubblico, dal momento che non vi erano prezzi
fissi e gli stessi potevano variare, perché non ha chiesto alla ACCU 1 – come
faceva con la CIVI 1 – se era normale, se le era stato applicato uno sconto e
era un trattamento omaggio?

                                        È poi normale che la __________,
che ha affermato in tutte le sue deposizioni di ricordare benissimo di aver
pagato fr. 120.-, si confonde e contraddice sul resto?

 

                                        Da ultimo anche la CIVI 1 cade
in contraddizione nel corso dell’istruttoria: in effetti non è possibile che
affermi che in gioco ci fossero fr. 200.-, rispettivamente fr. 220.-; a parte
tale questione, ribadita tuttavia a più riprese nel corso di un interrogatorio
per il quale ha poi firmato il relativo verbale, non è vero - e del resto il
fatto è smentito dalla stessa __________ - che il __________ la stessa abbia
pagato l’importo intero che doveva alla ACCU 1 per la prestazione effettuata quel
giorno da quest’ultima.

 

                                        Alla luce delle considerazioni
espresse, non vi è in ogni caso prova certa agli atti che la ACCU 1 si sia
appropriata della somma di fr. 20.- in relazione alla cliente __________ il __________

 

                                        

                               7a.     Quo all’accusa di appropriazione
indebita per l’importo di fr. 5 .- in relazione alla cliente __________, classe
__________, si rileva preliminarmente come quest’ultima abbia sottoscritto una
dichiarazione nella quale ha affermato di aver pagato in data __________
franchi 75 per una ceretta (cfr. doc. 8, allegato ad act 1), mentre sulla sua
scheda cliente figura l’importo di fr. 70.-, così come sul riassunto
giornaliero degli incassi (cfr. doc. 10 e 11, allegati ad act 1).

 

                               7b.     La __________, nel corso
dell’interrogatorio di polizia, dopo che in un primo tempo aveva sostenuto di
essere sicura di aver pagato con una banconota da fr. 100.- e di aver ricevuto
25.- di resto composti da una banconota da 20.- e una moneta da 5.-, successivamente
ha dichiarato che “a questo punto devo precisare che mi sorge un dubbio
sulle modalità di pagamento. Non mi ricordo bene se pagai con una banconota da CHF
100.- come detto più sopra o se pagai dando la somma di CHF 80.-. Ricordo per
contro in modo perfetto il fatto che ACCU 1 non avesse in cassa moneta per CHF
5.- da darmi di resto e che andò a prenderlo in una sala attigua” (cfr. act
7, verbale di interrogatorio di __________ del __________ davanti alla polizia,
pagina 2 in fine e 3, sottolineature nostre).

 

                                        Inoltre vi è una
contraddizione fra la __________ e la CIVI 1: infatti la prima ha
affermato che la dichiarazione di cui al doc 8 “è stata scritta da me
personalmente di mio pugno. La testimonianza è stata da me redatta presso il
salone __________ e questo su richiesta della signora CIVI 1. CIVI 1 mi disse
che sospettava che ACCU 1 aveva sottratto dei soldi. Mi disse di ricordare se
in data __________, dopo che avevo fatto un trattamento di ceretta avessi
pagato la somma di fr. 70.- o di CHF 75 come da listino” (cfr. ibidem,
pagina 2, sottolineature nostre). 

                                        Tale versione trova conferma
pure dalle risultanze dell’interrogatorio di __________ del __________ davanti
alla Pretura di __________, durante il quale dichiarò pure che “CIVI 1 mi
spiegò che aveva dei dubbi sul fatto che venissero prelevati dei soldi da parte
di ACCU 1, ed era per questo motivo che mi chiedeva di confermare per iscritto
che avevo pagato fr. 75.--. Confermo che questi fr. 75.- si riferiscono ad
una ceretta di un’intera gamba” (cfr. incarto __________ della Pretura di __________
agli atti, verbale di interrogatorio di __________ del __________, pagina 7,
sottolineature nostre).

 

 

                               7c.     La CIVI 1
invece ha da parte sua dichiarato che “per essere sicura che quanto dettomi
dalla signora __________ corrispondesse a verità e anche per sapere se ad altre
clienti era successo di vedere la ACCU 1 registrare un importo inferiore a
quello da loro versato, ho dovuto assumere informazioni presso le clienti
stesse, senza comunque dir loro perché lo facevo. A questo proposito devo
dire che ad alcune clienti il mio avvocato ha provveduto a far sottoscrivere
delle dichiarazioni di testimonianza, dichiarazioni che sono allegate alla
querela, con i relativi nominativi.” (cfr. act 7, verbale di interrogatorio
di CIVI 1 del __________ davanti alla polizia, pagina 3, sottolineature
nostre).

 

 

                               7d.     Si osserva prima
di tutto come dal listino prezzi dell’istituto __________ non si evince una
prestazione per ceretta dell’importo di fr. 75.-, contrariamente a quanto
sostenuto dalla parte civile (cfr. allegato ad act 23).

                                        Appare poi molto strano che la __________
si ricordi precisamente di aver pagato per quella prestazione fr. 75 .-, ma nel
corso del medesimo interrogatorio del 25 febbraio avesse dei dubbi su quale
banconota avesse utilizzato per pagare e non fosse in grado di ricordarsi quando
- circostanza temporalmente a lei più vicina - la CIVI 1 le ha detto o fatto firmare
la sua dichiarazione. 

                                        Inoltre nel successivo
interrogatorio nell’ambito della vertenza civile non accenna minimamente alla
questione del costo della prestazione, del taglio delle banconote e del resto,
ma anzi sembra che la - e ci si chiede come faceva a saperlo dal momento che
sulla scheda personale e sul riassunto degli incassi figurava l’importo di 70
franchi - le avesse chiesto esplicitamente ed in modo mirato se aveva pagato l’importo
di fr. 75.-.

 

                                        Per tutti questi motivi anche
la versione di __________ è inattendibile e quindi poco credibile;
indipendentemente da ciò anche in questa circostanza non vi è la prova che
l’accusata si sia effettivamente appropriata indebitamente (e del resto a che
pro ?) di fr 5.-.

 

 

                               8a.     __________ ha sottoscritto
una dichiarazione secondo cui “in data __________ ho pagato fr. 40.- per un
trattamento eseguito dalla signora ACCU 1” (cfr. doc. 6, allegato ad act 1)
con conseguente presunta appropriazione indebita da parte dell’accusata
dell’importo di fr. 20.-, in quanto sulla scheda cliente è stata riportata
unicamente la cifra di fr. 20.-.

 

 

                               8b.     La __________ ha
affermato dapprima che “il __________ ho subito un trattamento da parte
della signora ACCU 1: ho fatto ceretta, bikini e ascelle. Io ho pagato fr.
40.-. Devo dire che di solito faccio un trattamento completo e il __________ è
stato piuttosto eccezionale. Ricordo comunque che la volta successiva per il
medesimo prezzo di fr. 40.- ho fatto braccia, bikini e ascelle. In confronto
anche a precedenti prestazioni ricevute devo dire che quanto pagato il __________
mi sembrava un po’ alto. Io di questi miei dubbi ne ho parlato con CIVI 1
qualche giorno dopo, la quale mi disse che effettivamente fr. 40.- le sembravano
un po’ tanti. Comunque è andata a controllare la mia cartella e da lì si è
visto che per la prestazione ricevuta il __________ erano stati indicati
unicamente fr. 20.-.[...] Mi si chiede perché non ho reagito subito con ACCU 1
quando ho pagato fr. 40.-: rispondo che lì per lì effettivamente non ci ho
pensato. Come detto è solo in seguito che vedendo CIVI 1 le ho esternato i miei
dubbi” (cfr. incarto della Pretura di __________ agli atti, verbale di interrogatorio
di __________ __________).

 

                                        Nel corso del suo secondo
interrogatorio ha dichiarato che “una sera, durante una cena avuta con __________,
siamo venute a parlare della situazione che si era creata tra lei e la ACCU 1. CIVI
1 mi disse che aveva licenziato ACCU 1 perché si era accorta che ACCU 1 le
aveva sottratto dei soldi degli incassi. Da parte mia le dissi che il
giorno __________, dopo aver ricevuto un trattamento bikini + ascelle, avevo
dato a ACCU 1 la somma di CHF 40.-. Dissi a CIVI 1 che per il trattamento mi
sembrava un po’ eccessivo una simile spesa, rispetto alle altre volte. A
seguito del mio dire CIVI 1 ha provveduto ad una verifica sulla mia scheda
personale ed ha costatato che ACCU 1 aveva segnato l’importo di CHF 20.- come
era mio solito pagare per un simile trattamento. A questo punto CIVI 1 mi
chiese se ero disposta a rilasciare una testimonianza scritta nella quale
dicevo che quella data avevo dato a ACCU 1 la somma di CHF 40.-. Io acconsentii
e da lì la mia testimonianza scritta. Sono sicura [di aver dato il __________
fr. 40.- a ACCU 1] perché diedi a ACCU 1 due pezzi da CHF 20.-. Sul momento
non le feci notare che solitamente pagavo solo CHF 20.-. Solo in un secondo
tempo mi resi conto di aver pagato il doppio del solito e ne parlai con CIVI 1,
la quale andò a verificare e costatò l’iscrizione sulla scheda inferiore a
quello che io avevo pagato. Devo aggiungere che sulla scheda originale, ora
presso il Pretore di __________, si nota che vi è stata una cancellatura sulla
cifra segnata a mio nome il giorno __________. Si nota che il 4 è stato
cancellato e scritto il 2”  (cfr. act 7, verbale di
interrogatorio di __________ del __________ davanti alla polizia,
sottolineature nostre). 

                                        Alla domanda se fosse
sicura che la cancellatura del 4 sulla sua cartella fosse stata eseguita da ACCU
1 ha risposto di non essere “in grado di dare una risposta precisa perché io
non ho visto ACCU 1 eseguire la cancellatura,” ritenuto che non ha
avuto modo nemmeno di vedere la sua cartella personale prima che venisse
eseguita la cancellatura (cfr. ibidem, pagina 2, sottolineature nostre).

 

                                        In un secondo tempo, il __________
nel corso dell’interrogatorio davanti al Ministero pubblico, __________ ha
precisato che la sera della cena con CIVI 1 non è stata in effetti informata del licenziamento di ACCU 1, circostanza che ha appreso qualche settimana dopo (cfr.
act 27, verbale di interrogatorio di __________ del __________, pagina 2). Ha
altresì aggiunto di non aver mai visto il listino prezzi del salone __________
e ribadito di essere “amica di da circa una decina d’anni e ci frequentiamo
anche al di fuori dal centro estetico” (cfr. ibidem, sottolineature nostre).

 

 

                               8c.     Da parte sua l’accusata
ha affermato di non ricordare di aver apportato correzioni sulle schede dei
clienti riguardo agli incassi, di non essere stata lei a modificare la cifra
originale di fr. 40.- in fr. 20.- della cliente __________, pur confermando che
in linea di massima la scrittura con la quale sono registrati gli importi era
la sua (cfr. act 7, verbale di interrogatorio di ACCU 1 del __________ davanti
alla polizia, pagina 2)

                                        Interrogata nuovamente nell’ambito
della vertenza civile ha detto che “é assurda questa differenza di fr. 20.-
poiché per il bikini e ascelle il prezzo era di fr. 20.-. Era di fr. 40.- se a
ciò si aggiungevano anche le braccia. ricordo che la signora __________ aveva
fatto braccia + bikini + ascelle in passato. Essa aveva richiesto anche altre
prestazioni. A questo punto mi viene mostrato il doc. 1. Sono io che ho scritto
le prestazioni e i prezzi del 24.9 e anche della data precedente in cui si vede
che in aggiunta a bikini e ascelle c’era anche la cera delle braccia. Rilevo
inoltre che la signora __________ era da tempo cliente della signora __________:
veniva abbastanza regolarmente e quindi mi stupisce che non abbia detto nulla
se veramente io le avessi fatto pagare fr. 40.- per una prestazione di cui essa
non poteva non conoscere il prezzo”  (cfr. incarto __________ della Pretura
di __________ agli atti, verbale di interrogatorio del __________, pagina 3).

                                        Infine la ACCU 1 ha
confermato di aver ricevuto unicamente l’importo di fr. 20.-, da lei riportato
sulla scheda, e di non aver effettuato alcuna cancellatura sulla stessa (cfr.
act 27, verbale di interrogatorio di __________ del __________ davanti al
Ministero pubblico, pagina 2). 

 

 

                               8d.     Anche in questa
situazione particolare emergono diversi punti poco chiari: innanzitutto la
tariffa dell’istituto __________ per il trattamento bikini e ascelle è di fr.
40.- e non di fr. 20.-, come risulta dal tariffario agli atti, che peraltro
risulta essere sconosciuto sia all’accusata sia anche alle clienti che, non
essendo mai stato esposto, ne ignoravano addirittura l’esistenza (cfr. allegato
A ad act 23). 

 

                                        In secondo luogo la __________
afferma che era solita pagare 20.- per una prestazione di questo tipo, ma dagli
atti non risulta nulla del genere: in effetti sulla sua scheda cliente prima
del __________ non risultano trattamenti di quel tipo e nemmeno che la cliente
abbia mai pagato fr. 20.- per precedenti prestazioni. 

                                        Inoltre se effettivamente in
quella circostanza ha dovuto pagare il doppio rispetto al solito mal si
comprende come mai non abbia detto nulla sul momento. È altrettanto strano che
la __________, cliente da lunga data, proprio in quei giorni è assalita dal
dubbio di aver pagato troppo e ne parla con la CIVI 1.

 

                                        In terzo luogo a mente
di questo giudice l’affermazione perentoria della cliente secondo cui sulla sua
scheda  “si nota che il 4 è stato cancellato e scritto il 2” non può
essere condivisa nemmeno ad un attento esame con la lente, ritenuto come una
tale ipotesi è tutt’altro che evidente.

 

                                        Infine una domanda sorge
spontanea: dal momento che la __________ ha dichiarato di non aver visto la sua
scheda prima della cancellazione in questione, perché mai inserire - anche
ammesso che fosse stata la ACCU 1 a commettere l’illecito - dapprima l’importo
di fr. 40.- e poi modificarlo in fr. 20.-, con il rischio di esser scoperta per
il fatto che ad un controllo incrociato appariva qualcosa di strano tra la
scheda personale e il riassunto degli incassi della giornata?

 

                                        Per tutti questi motivi
non è in alcun modo provato nemmeno in questa occasione che ACCU 1 abbia
cancellato o manomesso i dati e si sia appropriata indebitamente di fr. 20.-.

 

 

                               9a.     __________ ha dichiarato
che in data __________ a seguito del trattamento eseguito da ACCU 1 presso
l’istituto __________ ha consegnato fr. 400.- (cfr. doc. 10 allegato ad act 1).

                                        La parte civile sostiene
che l’accusata si sia intascata indebitamente l’importo di fr. 10.- in quanto
ha iscritto sulla scheda clienti solo l’importo di fr. 390.- versati dalla
cliente quel giorno. (cfr. doc. 19 allegato ad act 1).

 

 

                               9b.     La dichiarazione di cui
al precedente considerando è stata redatta - per ammissione della __________ -
“presso il salone __________, in data che non ricordo. Poteva essere agli
inizi di __________. Ricordo che CIVI 1 mi disse che sospettava che ACCU 1
le aveva sottratto dei soldi. Mi chiese se in data __________ avevo pagato la
somma di CHF 390.-, come registrato nella mia scheda personale o se avevo
pagato una somma superiore. Alla richiesta di CIVI 1 io dissi che
quel giorno avevo pagato a ACCU 1 la somma di fr. 400.- e questo a saldo di un
trattamento estetico ricevuto e a saldo di alcuni prodotti che avevo comperato
in precedenza e che non avevo ancora pagato. Ricordavo di aver dato a ACCU
1 4 banconote da 100 CHF. Ricordavo questo fatto perché avevo prelevato le
4 banconote da 100 CHF dal bancomat appositamente per pagare lo scoperto che avevo
verso il salone __________. [...] Sono sicura che in data __________ ho dato a ACCU
1 la somma di CHF 400.-. Ora non sono in grado di dire se in seguito gli ho
dato altri CHF 50.-. È possibile che li abbia pagati in data __________. In
effetti sulla mia scheda, che mi viene mostrata in fotocopia, è riportata una
freccia che indica la somma di fr. 390.- CHF e lo scoperto di CHF 50.- è
cancellato. Ricordo che il __________ il trattamento me lo fece CIVI 1. Alla
fine le chiesi se avevo scoperti da saldare e lei mi disse che dovevo ancora
pagare, oltre al costo del trattamento fatto quel giorno, altri 50.- CHF di
scoperto del giorno __________. Ora non ne sono assolutamente sicura. Credo
comunque di aver detto a CIVI 1 che il giorno __________ avevo dato 400.- CHF a
ACCU 1 e quindi lo scoperto era di solo 40.- CHF e non 50.- CHF come
risultava dalla mia cartella. Ora non ricordo se ho poi dato la somma di
CHF 40.- o se diedi CHF 50.-. Ripeto però di essere sicura che a ACCU 1, il __________,
diedi CHF 400.- e non 390.- come da lei registrato” (cfr. act 7, verbale di
interrogatorio di __________ del __________, pagine 2 e 3, sottolineature
nostre).

 

                                        Pochi giorni prima di questa
verbalizzazione la stessa __________ aveva dichiarato davanti alla Pretura di __________,
nell’ambito della vertenza di natura civile sorta tra le parti di cui già si è
fatto cenno, che “l’importo di fr. 400.- comprendeva oltre alle prestazioni
effettuate a mio favore nella seduta del __________, anche il pagamento di
alcuni prodotti che avevo acquistato e non pagato la volta precedente. Nella
seduta successiva a quella del __________, dopo aver pagato, ho chiesto alla
signora CIVI 1 se le dovevo ancora qualche cosa oppure se avessi in abbuono
qualche cosa in relazione alle prestazioni di cui avevo usufruito nelle
precedenti sedute: lei mi rispose che non c’era nulla in sospeso, che la
volta precedente avevo pagato fr. 390.- e che quindi era tutto a posto. Al che
rilevai che il __________ avevo versato fr. 400.-. Da qui è poi nata la richiesta
di stendere la dichiarazione di cui al doc. 7. La dichiarazione l’ho
redatta dopo qualche settimana, non ricordo esattamente quando. È capitato
che io abbia anche lasciato delle mance, chiaramente non sempre lo stesso
importo, importo che situo tra i fr. 5.- e fr. 10.-. Questo è capitato anche a
favore di ACCU 1. Sinceramente al termine del trattamento del __________
ricordo di non aver lasciato la mancia. Ricordo che ero di fretta (salvo
errore ero anche al telefono), che prima avevo prelevato fr. 500.- dal
bancomat e che, come detto, dovevo saldare anche il prezzo per un prodotto
acquistato nella seduta precedente, di cui anche per la fretta non ricordavo
l’entità. Ciò premesso ho dunque lasciato la somma di fr. 400.-, senza però
veramente controllare se l’importo corrispondesse esattamente a quanto da me
dovuto. Da qui la mia richiesta alla signora CIVI 1 durante il trattamento
successivo se tutto fosse a posto o se le dovessi ancora qualche cosa. Al che,
come detto, lei rispose: “ tutto a posto, hai pagato fr. 390.-“. Chiaramente mi
è stata data una spiegazione per la richiesta di rilascio della dichiarazione.
Precisamente mi è stato detto che erano in corso degli accertamenti, dei controlli
perché risultavano degli ammanchi. Di preciso non ricordo l’importo che la
signora ACCU 1 mi chiese di pagare al termine della seduta. Presumo però che
lei mi abbia chiesto una certa cifra. Non ricordo bene perché come detto ero di
fretta e anche al telefono, né sono sicura. Non ricordo il taglio delle
banconote per il pagamento dei fr. 400.-. Probabilmente erano da fr. 100.-
visto venivano direttamente dal bancomat. ACCU 1 non mi ha dato fr. 10.- di
resto” (cfr. incarto __________ della Pretura di __________ agli atti,
verbale di interrogatorio di __________ del __________, pagina 2,
sottolineature nostre).

 

                                        Sentita a confronto con ACCU 1
davanti al Ministero pubblico __________ t ha dichiarato di ricordare che “quel
giorno, al momento del pagamento, ero al telefono con una cliente
arrabbiata perché non aveva ricevuto un invito per evento organizzato da __________.
Ricordo che dovevo pagare CHF 440.- e che avevo nel portamonete unicamente
CHF 400.- .[...] Escludo di aver mai detto a ACCU 1 di tenersi CHF 10.-. Lasciavo
spesso una mancia, ma di certo non quando non avevo sufficiente denaro per
pagare il saldo scoperto, come nel caso concreto. [...] Escludo di essermi
accordata con la signora ACCU 1 nel senso da lei indicato. Io ero già al
telefono quando ho preso il denaro dal portamonete e l’ho consegnato a ACCU 1
D’altronde ero più attenta alla conversazione telefonica rispetto a quanto
mi ACCU 1 Consideravo i CHF 400.- a lei consegnati come acconto sul saldo
dovuto al centro __________ “ (cfr. act 26, verbale di interrogatorio di __________
del __________ davanti al Ministero pubblico, pagina 2, sottolineature nostre).

 

 

                               9c.     Da parte sua l’accusata ha
in un primo tempo dichiarato, dopo che le è stato mostrato la scheda della
cliente in oggetto, che “l’importo di fr. 390.- risulta da me menzionato
sulla scheda come acconto il 5.9.2007. Dalla scheda risulta altresì che dopo il
trattamento del 5.9 lo scoperto della signora __________ era di 440.-. Risulta
altresì, alla medesima data, a fianco dell’acconto di fr. 390.- un D.P. di fr.
50.-, ossia un debito di fr. 50.- che però è stato cancellato con due righe. È
quindi possibile che questo debito di fr. 50.- sia stato pagato
successivamente. Come detto ho ricevuto da __________ fr. 400.-. A questo
proposito confermo che dell’importo fr. 390.- sono andati a scalare lo scoperto
di fr. 440.- e fr. 10.- mi sono stati dati come mancia dalla signora __________,
la quale lo aveva specificato precisamente. Oltretutto quella di lasciare una
mancia era un’abitudine della signora __________” (cfr. incarto DI.2007.1366
della Pretura di __________ agli atti, verbale di interrogatorio del __________,
pagina 3).

 

                                        In seguito ha confermato la sua
versione, ribadendo “di aver effettivamente ricevuto CHF 400.-. Tuttavia CHF
10.- erano di mancia. [...]. Ricordo che, dopo averle comunicato l’importo
scoperto era di CHF 440.-, la signora __________ mi ha consegnato CHF 400.-,
dicendomi di tenere CHF 10.- per me. Ho quindi detto che rimaneva scoperto un
importo di CHF 50.-. [...] da parte mia ricordo che la questione dell’importo
scoperto e della mancia era stata discussa prima che la signora __________
rispondesse al telefono” (cfr. act 26, verbale di interrogatorio di ACCU 1
del __________ davanti al Ministero pubblico, pagina 2).

 

                                        Al pubblico dibattimento oltre
a ribadire tale versione ha aggiunto che “era già successo altre volte che
la cliente __________ avesse ancora un saldo da pagare e che comunque lasciava
la mancia e che anche la di lei figlia era cliente dell’istituto. Era una buona
cliente e non sapeva nemmeno cosa aveva ancora di debito” (cfr. verbale del
dibattimento del __________).

 

 

                               9d.     Ad un’attenta analisi
delle verbalizzazioni rese dalle protagoniste si evincono le seguenti considerazioni
e contraddizioni, ritenuto come anche in questo caso ci si trova confrontati a
due versioni differenti.

                                        In primo luogo è emerso 
il fatto che la __________, una buona cliente dell’istituto come si può del
resto dedurre dalla sua cartella clienti, lasciava spesso - anche all’accusata 
- una mancia che variava tra i 5 e i 10 franchi; nell’evenienza concreta la __________
è però sicura di non averla lasciata, sebbene abbia affermato che era più concentrata
sulla telefonata che sul pagamento e non ricordasse esattamente a quali
prestazioni si riferisse l’importo da lei dovuto e quello ancora scoperto. 

                                        Al riguardo non va nemmeno
dimenticato che l’accusata, non dice - come avrebbe potuto fare - di aver
ricevuto solo fr. 390.-, bensì correttamente la somma di fr. 400.-, ma che fr.10.-
di questi fossero per la sua mancia e quindi non da riportare nella scheda,
come del resto avviene usualmente e come del resto avveniva con le mance
elargite dai clienti dell’istituto.

 

                                        Anche in questa circostanza,
come del resto avvenuto con la cliente __________, vi è poi una contraddizione
tra la versione della parte civile, che nega di aver detto alle clienti (e
quindi anche alla __________) il motivo per il quale stava assumendo le informazioni su eventuali irregolarità commesse da ACCU 1 (cfr. supra 7b), e quella della
cliente in questione che invece sostiene il contrario. In proposito oltretutto
la __________ sembrerebbe far capire che la CIVI 1 in funzione dei sospetti che
aveva le avrebbe chiesto subito e in modo diretto se il __________ avesse o
meno pagato l’importo di fr. 390.-. Un’analogia con quanto successo con la
cliente __________ è evidente.

 

                                        Un ulteriore aspetto importante
è che la __________ medesima si contraddice a più riprese: in un primo tempo
afferma di aver pagato tutto il saldo e di non ricordare l’ammontare di quanto
doveva pagare (cioè i ben noti 440.- franchi), mentre poi dichiara - contraddicendo
se stessa poiché il 13 febbraio aveva affermato che CIVI 1 le aveva detto che
non vi era nulla di sospeso - che al termine del trattamento del __________
effettuato dalla CIVI 1, alla domanda sulla somma ancora da pagare, le sarebbe
stato risposto dalla proprietaria stessa che avendo pagato fr. 390.- la volta
precedente erano ancora scoperti fr. 50.-.

                                        A questo punto, nell’ipotesi
che sia vera l’affermazione della teste __________ da lei più volte pronunciata
di aver comunicato in quell’occasione di aver pagato il __________ la somma di
fr. 400.-, sorge spontanea la domanda sul perché CIVI 1 non si sia accorta già
allora che c’era qualcosa che non andava nell’annotazione degli incassi e non
abbia, se del caso, chiesto spiegazioni alla dipendente. È evidente che in tal
caso le presunte irregolarità non sarebbero venute alla luce il __________ dopo
la telefonata della __________, bensì 10 giorni prima.

 

                                        Inoltre la __________ ha
prelevato fr. 400.- o, come dichiarato in un primo tempo, fr. 500.-? Se avesse
prelevato fr. 500.- avrebbe potuto saldare tutto l’importo di fr. 440.- che
doveva all’istituto! 

 

                                        Infine nell’interrogatorio
davanti al Ministero pubblico, l’ultimo della serie, la __________ ricorda il
particolare della telefonata con la cliente della __________, mai emerso prima,
e ricorda precisamente che doveva all’istituto fr. 440.-, particolare rilevante
ma anche in questo caso mai emerso nei precedenti interrogatori!

 

                                        A fronte di tutte queste
incongruenze la versione dell’accusata risulta più lineare e trasparente.

 

                                        

                             10a.     L’episodio di appropriazione
indebita riconducibile alla cliente __________ sarebbe avvenuto il __________,
allorquando per l’accusa ACCU 1 avrebbe incassato fr. 100.- e riportato nella
scheda cliente, e conseguentemente nel riassunto degli incassi della giornata, unicamente
l’importo di fr. 80.-. 

 

 

                             10b.     In proposito la __________
ha dichiarato che in data __________ ha pagato fr. 100.- a seguito del
trattamento eseguito da ACCU 1 (cfr. doc. 11 allegato ad act 1).

                                        __________ la __________
ha confermato che “il __________ ho fatto un trattamento che ho pagato fr.
100.-.[...] La dichiarazione l’ho rilasciata su richiesta della signora CIVI
1 che voleva una conferma del prezzo che io ho pagato. Il prezzo di fr.
100.- è quello che io ho sempre pagato anche in precedenza per le medesime
prestazioni. Le prestazioni del __________ sono state fatte da ACCU 1, a
cui ho consegnato i soldi. La signora CIVI 1 non c’era. [...] nella somma di
fr. 100.- che ho consegnato a ACCU 1 non era compresa nessuna mancia. Io non ho
mai lasciato mance. Inoltre un’eventuale mancia sarebbe stata data in più al
prezzo pagato di fr. 100.-. Non so perché sul doc. 19 alla data __________
non figuri la prestazione della ceretta all’inguine, da me richiesta e pagata”
(cfr. incarto della Pretura di __________ agli atti, verbale di
interrogatorio di __________ __________).

 

 

                             10c.     ACCU 1, dopo che le è
stata ostensa la scheda della cliente ha affermato che “per il trattamento
fatto quel giorno alla signora __________ (mani + piedi) come ho registrato
sulla scheda, il costo e il prezzo fatto pagare sono stati fr. 80.-. Se ci
fossero state prestazioni in più come “ascelle” oppure “bikini”, allora il prezzo
sarebbe stato superiore. Posso inoltre dire che la signora __________ non ha
mai pagato l’importo di fr. 100.-. Essa infatti beneficiava di prestazioni per
fr. 80.- oppure per fr. 110.-. Questo emerge dalla scheda che mi viene mostrata
in cui si vede che queste due cifre compaiono nell’arco di circa un anno.
Confermo che la calligrafia sulla scheda è la mia” (cfr. incarto __________
della Pretura di __________ agli atti, verbale di interrogatorio del __________,
pagina 2).

 

                                        Nel corso del dibattimento l’accusata
ha precisato che all’istituto di bellezza __________ il trattamento di mani e
piedi era solitamente fatturato a fr. 80.- (cfr. verbale del dibattimento del
14 ottobre 2009).

 

 

                             10d.     Anche in questo episodio l’accusa
non è per nulla chiara e provata, ritenuto come agli atti vi sono unicamente le
versioni divergenti delle due sole persone presenti in quel momento; a fronte
della versione lineare dell’accusata vi è una contraddizione in quella della __________.
Infatti contrariamente a quanto affermato dalla cliente in questione, la stessa
non ha mai effettuato dei pagamenti di fr. 100.- e questo anche volendo
considerare il trattamento all’inguine (bikini) che sostiene aver fatto. 

                                        Il tutto non senza
dimenticare che anche in questa circostanza è stata la CIVI 1 a farsi avanti con
la __________ e non la cliente medesima che avrebbe potuto farlo: in effetti se
il __________ avesse effettivamente pagato più soldi del dovuto per la stessa
prestazione effettuata le volte precedenti, si sarebbe dovuta attivare e
chiedere spiegazioni seduta stante o con la proprietaria e non aspettare
inspiegabilmente che la CIVI 1 le chiedesse di sottoscrivere una dichiarazione.

 

                                         Di conseguenza ACCU 1
va prosciolta per mancanza di prove concrete anche da questa accusa.

 

 

                             11a.     La cliente __________ ha
dichiarato che “in data __________ a seguito del trattamento eseguitomi
dalla signora ACCU 1 ho versato la cifra di fr. 120.-“ (cfr. doc. 9
allegato ad act 1), allorquando per l’accusa quest’ultima avrebbe riportato
nella scheda cliente, e conseguentemente nel riassunto degli incassi della
giornata, unicamente l’importo di fr. 100.-. 

 

 

                             11b.     Interrogata il __________
la __________ ha affermato che “il trattamento di quel giorno comprendeva
la ceretta completa della gamba e i piedi. In relazione a questa
dichiarazione __________ mi ha mostrato la mia scheda chiedendomi se l’ultimo
trattamento che avevo fatto (e cioè quello del __________) corrispondeva a
quanto era scritto. Ricordo che c’era scritto “mezza gamba + piedi”. L’importo
che era registrato mi sembra che fosse 80.-, ma non ne sono certissima. Io
risposi che invece avevo fatto la gamba intera + piedi e avevo pagato fr.
120.-. La signora CIVI 1 mi chiese se ero disposta a rilasciare la
dichiarazione che poi ho rilasciato, così come, mi disse, avevano fatto anche
altre clienti. Mi spiegò che altre clienti si erano accorte che vi erano state
delle differenze e quindi se ero d’accordo di attestare anch’io questa
circostanza. Io non lascio mance; ricordo che in un’occasione, sotto Natale, ho
lasciato qualcosina a ACCU 1. Come detto sono certa di aver fatto la ceretta
alla gamba intera. Io non so il costo di questa prestazione. Alla fine si
paga il conto completo. Io a dire il vero non ho idea del costo dei singoli
trattamenti. Ricordo in proposito che due giorni dopo partivo per il mare e io
sono appunto solita fare questa ceretta prima di andare al mare in estate.
Non ricordo esattamente se con il passare degli anni il prezzo di questa
prestazione sia rimasto lo stesso oppure se CIVI 1 abbia aumentato i prezzi” (cfr.
act 7, verbale di interrogatorio di __________ del __________ davanti alla
Pretura di __________, sottolineature nostre).

 

 

                             11c.     Dal canto suo ACCU 1 ha
affermato che “l’importo di fr. 100.- sulla scheda doc. 22 che mi viene
mostrata è spiegabile con il fatto che il __________ __________ ha fatto
soltanto la cera di mezza gamba più piedi. La sola cera mezza gamba costa fr.
55.- (come era da abitudine)” (cfr. incarto __________ della Pretura di __________
agli atti, verbale di interrogatorio del __________, pagina 3).

 

                                        Nuovamente sentita ha detto che
“quanto segnato sulla scheda corrisponde al trattamento effettuato e
all’importo ricevuto. A domanda del lic. iur. PR 1 rispondo che non mi ricordo
che la signora __________ sarebbe partita per le vacanze al mare, ma soltanto
che aveva acquistato di recente una casa in Sardegna. L’interrogante mi chiede
se l’annotazione a lato dell’iscrizione relativa al __________ sulla scheda
della signora __________ sia a me ascrivibile. Rispondo di no, di non averla
mai vista” (cfr. act 28, interrogatorio di ACCU 1 del __________ davanti al
Ministero pubblico, pagina 2).

 

                                        Nel corso del dibattimento
l’imputata ha precisato che “se fosse stata effettuata una ceretta completa
l’importo sarebbe stato di fr. 120.-. Io sono sicurissima che fosse solo mezza
ceretta. Tutti i mesi partiva per la Sardegna, dove aveva comprato casa. A
ben vedere la scheda nel __________ solo il __________ risulta che le è stata
fatta una ceretta intera, mentre tutte le altre volte le è stata fatta solo la
mezza ceretta” (cfr. verbale del dibattimento del __________).

 

 

                             11d.     Anche in questo caso la
versione della ACCU 1 è credibile, lineare e priva di contraddizioni, a
differenza di quella della cliente ove appena si consideri che ha affermato che
era solita fare la ceretta intera in estate prima di andare al mare in
Sardegna, ove aveva comperato casa ed era solita recarsi a più riprese nel
corso dell’anno. Orbene, come rettamente ha costatato l’accusata, in primavera
e estate del __________ ha sempre e solo fatto la mezza ceretta.

 

                                        Inoltre anche qui la
cliente avrebbe potuto e dovuto reclamare subito sul prezzo se lo avesse
ritenuto eccessivo o quantomeno segnalare immediatamente alla __________ la
presunta maggiorazione di prezzo, visto che a suo dire faceva sempre il
medesimo trattamento; ma così non è stato.

 

                                        Di conseguenza non è
provata alcuna appropriazione indebita a carico dell’imputata per i fatti
accaduti il __________.

 

 

                             12a.     La pubblica accusa rimprovera
pure a ACCU 1 di essersi appropriata in due occasioni di una parte dell’incasso
del predetto istituto affidatole affinché lo versasse su un conto bancario,
ossia di fr. 18.- il 4 maggio 2007 e di fr. 15.- il 24 agosto 2007.

 

 

                             12b.     In relazione a questi
fatti, ad eccezione della denuncia penale, non vi è riscontro dettagliato alcuno
negli atti dell’istruttoria predibattimentale; l’accusata nel corso del processo
ha dichiarato, a precisa domanda di questo giudice, che alla sera versava
l’incasso dell’istituto all’__________ e la mattina seguente portava il
relativo scontrino al salone. Alcune volte andava anche CIVI 1 oppure si effettuava
l’operazione l’indomani. Inoltre CIVI 1 le diceva talvolta di prendere dei
soldi o le dava un piccolo importo per andare ad acquistare dei prodotti necessari
e di uso corrente per l’istituto, in modo che poi risultava una differenza con
quanto iscritto sul riassunto giornaliero rispetto al totale versato sul conto
bancario. Effettivamente tali divergenze erano ricostruibili tramite gli
scontrini, ma non figuravano sul riassunto giornaliero e nemmeno sull’estratto
conto. Per i due ammanchi in questione nessuno le aveva mai detto niente in
precedenza ed inoltre in passato presso altri datori di lavoro aveva ricoperto anche
il ruolo di responsabile cassa e mai aveva avuto problemi di sorta per ammanchi
(cfr. verbale del dibattimento del __________).

 

 

                             12c.     La versione resa
dall’imputata è credibile e del resto non confutabile da alcun elemento
contrario a disposizione di questo giudice; la ACCU 1 ha sempre risposto in
modo coerente e ha saputo spiegare in modo plausibile i due ammanchi di fr.
18.- e 15.- in banca. 

 

                                        Del resto - se di
ammanco si fosse effettivamente trattato - mal si comprende come la prima
discrepanza, risalente al __________, non sia mai stata segnalata dalla persona
che si occupava della contabilità dell’istituto.

 

 

                             13a.     Dall’esame dell’insieme
dei vari episodi emerge in modo chiaro la non attendibilità delle testimonianze
delle clienti dell’istituto __________, che peraltro -  come si è visto in
precedenza - sono tutte amiche della parte civile, particolare certo non
decisivo in sé, ma comunque importante nell’evenienza concreta: le loro
versioni sono contraddittorie e poco lineari, salvo che per l’ostinazione con
la quale sostengono la sottrazione di un determinato importo in una precisa
situazione.

 

 

                             13b.     Inoltre anche la signora CIVI
1 non risulta univoca e cristallina nelle sue numerose dichiarazioni e nei suoi
comportamenti. 

                                        È infatti strana a dir poco
la tempistica con cui sono emerse le presunte malversazioni: a mente di questo
giudice quanto è successo appare in realtà come un espediente della parte
civile per giustificare il licenziamento in tronco, in particolare per evitare
di dover pagare ancora tre mesi la ACCU 1, che nel frattempo avrebbe potuto farle
“concorrenza” informando le clienti che sarebbe andata via dall’istituto __________.
Ciò è suffragato da diversi argomenti: avantutto prima del __________ non
risulta in alcun modo che ACCU 1 fosse stata ripresa per il suo comportamento,
anzi. Addirittura non è mai stata oggetto di critiche o richiesta di
spiegazioni riguardo il suo operato, ritenuto come le clienti fossero contente
delle sue prestazioni e del suo modo di fare.

 

                                        Secondariamente CIVI 1 ha
preparato la lettera di licenziamento ancora prima di aver chiesto all’accusata
di giustificarsi; in effetti la missiva, datata __________, è stata anticipata
oralmente quel giorno alla dipendente e risulta dal successivo scritto del 3 ottobre
come unicamente in quel momento l’accusata avrebbe - il condizionale è
d’obbligo visto che é contestato dalla stessa ACCU 1 - potuto prendere
posizione e giustificarsi. Che la risoluzione del contratto per motivi gravi
fosse già pronta lo si evince dalle parole della stessa CIVI 1, secondo cui “ il
colloquio con la ACCU 1 l’ho avuto in data __________, data in cui ho
licenziato in tronco la ACCU 1. Già avevo provveduto, tramite il mio avvocato,
avv. __________, a preparare la lettera di licenziamento, lettera che consegnai
alla ACCU 1 in data __________”  (cfr. act 7, verbale di interrogatorio di CIVI
1 del __________, pagina 2 in fine); al riguardo è opportuno segnalare come a
quel momento solo una parte delle accuse fossero note alla parte civile, che il
3 ottobre fa riferimento unicamente a quattro situazioni scoperte negli ultimi
giorni e quindi non si sa nemmeno se le fossero già note il __________,
ritenuto come alcune clienti hanno riferito di aver sottoscritto la
dichiarazione all’inizio del mese di ottobre (cfr. incarto  __________ della
Pretura di __________, lettere raccomandate datate __________ e __________ di CIVI
1 a ACCU 1).

 

                                        In terzo luogo i precedenti che
hanno contraddistinto la parte civile, la quale ha avuto in passato spesso
problemi relazionali e di lavoro con le sue apprendiste e con le sue dipendenti,
tanto più che non è nuova a situazioni del genere, come risulta in modo
evidente dalla testimonianze di __________ e di __________, alle quali si
rinvia in extenso (cfr. verbale del dibattimento del __________). 

                                        CIVI 1 per quel che riguarda la
disdetta repentina - come un fulmine a ciel sereno - del rapporto di lavoro ha
agito in passato con modalità simili, oltre che con la __________, anche con la
sua ex dipendente __________, licenziata perché le aveva comunicato di mettersi
in proprio (cfr. incarto  __________ della Pretura di __________, verbale di
udienza __________, pagine 4 e 5).

                                        L’agire della parte civile,
anche nel caso qui in esame, sembra dettato dall’arrabbiatura, dal timore di
concorrenza e in sostanza dalla paura di perdere delle clienti, tanto è vero
che la ACCU 1 ha riferito che non appena verso metà settembre del __________ ha
comunicato verbalmente alla sua datrice di lavoro l’intenzione di dare le
dimissioni “questa ha reagito malissimo, pur senza chiederle altro,
comunicandole di non dire niente alle clienti”; in proposito sembra che una
certa abitudine delle estetiste di dare le dimissioni per mettersi in proprio e
in un certo senso “portare” via le clienti sia usuale nel settore, come risulta
esplicitamente anche dalla teste __________ (cfr. incarto  __________ della
Pretura di __________, verbale di udienza __________, pagina 3 in fine). A
riprova di quanto sopra, nella risposta alla causa civile - peraltro attualmente
sospesa in attesa delle risultanze penali - si tocca la questione della
sottrazione di clienti, il che in ogni caso significa che era una
preoccupazione della datrice di lavoro (cfr. incarto  __________ della Pretura
di __________, risposta __________ con domanda riconvenzionale)

 

                                        Infine, particolare di per se
non decisivo, ma comunque significativo di tutta la vicenda, non va dimenticato
che la denuncia penale della parte civile è intervenuta unicamente a fine
novembre __________, dopo che l’accusata aveva introdotto in Pretura civile la
causa di salari e mercedi (cosa che __________ non aveva fatto). Nella lettera __________
all’accusata in relazione alla disdetta data da quest’ultima, CIVI 1 scrive: “colgo
infine l’occasione per rammentarle che qualora lei persistesse ad invocare dei
diritti che non le spettano da parte mia andrò fino in fondo nell’esercizio di
quelli che mi competono, segnatamente la denuncia penale con presentazione
delle prove a suo carico. Sperando di non dover giungere sino a questo punto,
nell’attesa delle sue osservazioni le porgo cordiali saluti” (cfr. incarto __________
della Pretura di __________ agli atti, doc. F di parte attrice).

 

 

                               14.     Peraltro non risulta in
alcun modo che l’accusata sia cleptomane o che abbia la necessità economica di
arrotondare il suo stipendio; si può quindi dire con tutta tranquillità che,
oltretutto essendo frontaliera,  non ha certo bisogno di rubare quei pochi
soldi per migliorare la sua condizione finanziaria, caratterizzata - come da lei
stessa riferita in aula - da un lavoro fisso da parte del marito, proprietario
della ditta di piastrelle __________ a __________, che addirittura le
permetterebbe di restare a casa senza problemi (cfr. verbale del dibattimento
del __________).

 

                                        E poi - domanda questa che non
trova risposta logica alcuna, soprattutto alla luce del fatto che la maggior
parte delle presunte malversazioni sono avvenute dopo la sua decisione di dare
le dimissioni - che motivo aveva l’accusata di rubare a più riprese pochi franchi
col rischio, se scoperta, di compromettere seriamente - le voci girano in
fretta ! - ancor prima di cominciare, la sua futura attività professionale?

 

 

                               15.     Ad un’attenta analisi di
tutta la documentazione agli atti, dalle risultanze dell’istruttoria
dibattimentale e per le considerazioni espresse sopra ACCU 1 va quindi
prosciolta dall’accusa di ripetuta appropriazione indebita di lieve entità e le
pretese di parte civile decadono di conseguenza.

 

 

                               16.     Non avendo commesso il
reato di appropriazione indebita cade anche l’ipotesi accusatoria connessa per
il titolo di ripetuta falsità in documenti di lieve entità; pertanto ACCU 1 va
prosciolta anche da questa imputazione, ritenuto che pertanto può restare
aperta ed indecisa la questione di sapere se le schede clienti abbiano
effettivamente la qualifica giuridica di documento.

 

                               17.     Stante il proscioglimento
le tasse e le spese vanno poste a carico dello Stato, il quale rifonderà a ACCU
1 l’importo di fr. 2'000.- per ripetibili.

 

 

 

visti                                   gli art. 138 cifra 1, 172 ter,
251 cifra 2 CP; 9 e segg., 273 e segg. CPP; 3, 39 LTG;

 

 

rispondendo                       ai quesiti posti;

 

 

proscioglie                  ACCU 1 

                                        dalle imputazioni di ripetuta
appropriazione indebita di lieve entità e di ripetuta falsità in documenti
(caso di lieve entità) per i fatti descritti nel decreto di accusa n. 4877/2008
del 15 dicembre 2008.

 

carica                               tasse e spese allo Stato,
il quale rifonderà a ACCU 1 la somma di fr. 2'000.- per ripetibili.

 

 

le parti                               sono state avvertite del diritto
di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di
cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto
di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276
cpv. 2 CPP).

                                        La motivazione del ricorso per
cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20
giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione
dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP).

 

 

	
  Intimazione a:

  	
   

   

   

   

   

   

  

e,                                      alla crescita in giudicato
della sentenza,

 

intimazione a:                    Comando della Polizia cantonale,
Bellinzona,

                                        Ufficio del Giudice
dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.

 

 

 

Il presidente:                                                                            Il
segretario:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Distinta spese                    a carico dello Stato, 

 

                                        fr.                       700.00       tassa
di giustizia

                                        fr.                       250.00       spese
giudiziarie

                                        fr.                         80.00       testi                                                                    

                                        fr.                    1'030.00       totale