# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7b1060e8-e60c-51f1-bcbd-fb504a2db638
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-11-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 16.11.1998 11.1998.173
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1998-173_1998-11-16.html

## Full Text

Incarto n.

  11.98.00173

  	
  Lugano

  16 novembre 1998/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Gronchi
  Pozzoli, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire nella causa __.__._____ (azione di divorzio) della Pretura della giurisdizione di Locarno-Campagna
promossa con petizione del 27 gennaio
1997 da

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________

  (patrocinato
  dall’avv. __________ __________, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________
  __________, nata __________, __________

  (già
  patrocinata dall’avv. __________ __________, __________);

   

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti di questione:     
1. Se dev’essere accolta l’appellazione del 20 ottobre 1998  presentata da
__________ __________ contro la sentenza emessa l’8 ottobre 1998 dal Pretore
della giurisdizione di Locarno-Campagna;

 

                                         2.
  Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che __________ __________
(1953) e __________ nata __________ (1950) si sono sposati a __________
__________ 1989; dalla loro unione non sono nati figli;

 

                                         che il 13 maggio 1996 la
moglie ha instato davanti al Pretore della giurisdizione di Locarno-Campagna
per il tentativo di conciliazione, decaduto infruttuoso il 29 maggio
successivo;

 

                                         che con petizione del 27
gennaio 1997 __________ __________ ha chiesto la pronuncia del divorzio, la
condanna della moglie al versamento di fr. 50’000.– e l’accertamento della sua
proprietà su un’autovettura __________, riconoscendo quella della moglie sul
mobilio nel di lei possesso;

 

                                         che nella risposta del 12
maggio 1997 __________ __________ si è opposta alla petizione e con domanda riconvenzionale
ha postulato essa medesima il divorzio, un contributo alimentare mensile di fr.
2’220.–, la condanna del marito al pagamento di fr. 50’000.– per diversi titoli
e di un imprecisato importo in liquidazione del regime dei beni;

 

                                         che nei successivi atti scritti
le parti hanno ribadito le loro domande, l’attore opponendosi all’azione riconvenzionale;

 

                                         che, esperita
l’istruttoria, le parti hanno rinunciato al dibattimento finale e hanno presentato
i rispettivi memoriali conclusivi nei quali hanno riaffermato le loro domande
di giudizio, salvo rinunciare, la moglie, alla richiesta di contributo
alimentare;

 

                                         che il Pretore, statuendo
l’8 ottobre 1998, ha pronunciato il divorzio in accoglimento della petizione,
ha obbligato la moglie a versare al marito fr. 9’099.85 in liquidazione del
regime dei beni, ha riconosciuto la proprietà del marito sull’autovettura
__________ e quella della moglie sui mobili di antiquariato nel di lei
possesso, respingendo la domanda riconvenzionale;

 

                                         che entrambe le parti sono
state ammesse al beneficio dell’assistenza giudiziaria, tuttavia __________
__________ è stata tenuta a rifondere alla controparte fr. 5’000.– per
ripetibili;

 

                                         che con un “ricorso” in
tedesco del 20 ottobre 1998 __________ __________ contesta la citata sentenza;

 

                                         che il gravame non è stato
notificato alla controparte;

 

considerando

 

in diritto:                        che l’appellante impugna
il giudizio del Pretore affermando in sostanza di non essere stata
convenientemente assistita dal proprio legale, di non essere in grado di versare
alcun importo al marito e criticando infine il comportamento di quest’ultimo;

 

                                         che l’atto d’appello deve
contenere – tra l’altro – l’indicazione esatta delle parti e del loro
domicilio, l’indicazione della sentenza da cui si appella, come pure le domande
e i motivi di fatto e di diritto sui quali esso si fonda (art. 309 cpv. 2 lett.
b, c, e, f CPC);

 

                                         che, mancando tali
requisiti, la dichiarazione di appello è nulla (art. 309 cpv. 5 CPC);

 

                                         che nella fattispecie la
ricorrente non indica nemmeno implicitamente in quale modo dovrebbe essere
riformata la sentenza impugnata e – soprattutto – non si confronta
concretamente con la dettagliata motivazione del Pretore;

 

                                         che la tolleranza e la
benevolenza da riservare ad appellanti sprovvisti di cognizioni giuridiche non
possono rimediare nella fattispecie alle manifeste e insanabili carenze
dell’atto di appello, ciò che rende inutile assegnare alla ricorrente un
termine perché traduca il rimedio giuridico in italiano (art. 142 cpv. 3 CPC);

 

                                         che il gravame,
irricevibile, sfugge quindi a un esame di merito e può essere deciso con la
procedura semplificata dell’art. 313bis CPC;

 

                                         che gli oneri processuali
andrebbero per principio a carico dell’ appellante (art. 148 cpv. 1 CPC);

 

                                         che, date le particolarità
del caso, appare tuttavia giustificato prescindere dal prelievo di tasse e
spese;

 

                                         che in ogni modo non si
giustifica di riconoscere ripetibili alla controparte, cui l’appello non è nemmeno
stato notificato;

 

per questi motivi,

 

richiamato l’art. 313bis CPC

 

 

pronuncia:              1.   L’appello è irricevibile.

 

                                   2.   Non si riscuotono oneri
processuali né si assegnano ripetibili.

                                      

                                   3.   Intimazione a:

                                         – __________ __________,
__________;

                                         – avv. __________
__________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Campagna.

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        La segretaria