# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** df9bddbc-b0b2-5933-bd65-dff8000391fd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-02-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 17.02.1995 16.1995.42
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-1995-42_1995-02-17.html

## Full Text

Incarto n.

  16.95.00042

  	
  Lugano, 

  17 febbraio 1995

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

   

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli,
  vice-cancelliere

  

 

 

sedente per giudicare il
ricorso per cassazione 16 maggio 1994 di

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

 

la sentenza 30 aprile 1994
del Giudice di pace del Circolo di Sonvico nell’azione di disconoscimento di
debito proposta dal ricorrente con istanza 25 febbraio 1994 nei confronti di

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
   

  

 

relativa
al credito di fr. 945.50 oltre interessi, vantato dal convenuto, e per il quale
lo stesso giudice di pace, con decisone 11 febbraio 1994, aveva rigettato in
via provvisoria l’opposizione interposta da __________ al PE no. __________ UEF
Lugano;

 

preso
atto che il convenuto non ha presentato osservazioni al ricorso;

 

 

considera

 

 

in
fatto e in diritto

 

                                   1.   __________
procede all’incasso del credito in quanto costituito dal saldo del prezzo di un
apparecchio televisivo venduto al signor __________. Si tratta di un
apparecchio Philips del prezzo di fr. 1’945.- di cui fr. 1’000.- versati come
acconto; il prezzo è indicato su una fattura emessa dalla ditta venditrice in
data 3 luglio 1993 e firmata dall’acquirente.

                                         Questi
contesta di aver pattuito l’acquisto per tale somma, sostenendo la validità di
un’altra fattura di data 23 luglio 1993 - relativa per altro allo stesso
apparecchio - dove il prezzo è indicato in fr. 1’385.70, onde il saldo sarebbe
di soli fr. 385.70.

 

                                         Non
essendo stato chiarito se effettivamente la seconda fattura tenga conto di
quanto il cliente avrebbe percepito dalla sua assicurazione in seguito al
danneggiamento di un altro televisore, rispettivamente in che misura incida sul
presente credito la parallela fattispecie relativa alla riparazione di
quell’altro apparecchio, il giudice di pace - constatato come l’istruttoria non
abbia portato alcun elemento di giudizio nuovo rispetto alla procedura sommaria
di rigetto dell’opposizione - ha respinto la domanda di disconoscimento del
debito.

 

                                   2.   Con
il presente ricorso il signor  __________ non contesta il merito della
decisione, ma rimprovera al primo giudice di aver agito in modo contrario alla
procedura civile.

                                         Delle
diverse censure si dirà nel seguito.

 

                                   3.   Giusta
l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può
essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto
materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente erronea di
atti di causa o di prove.

                                         Secondo
dottrina e giurisprudenza è arbitrario ciò che è manifestamente insostenibile,
contrario alla logica ed in palese contrasto con gli atti, non è pertanto
arbitraria la valutazione del giudice che sia giustificabile e si possa
sostenere alla luce di un comune criterio di ragione seppure sia dubbia o
opinabile (Rep 1983 9, 1989 158; DTF 109 II 171, 113 Ia 20, 114 Ia
27, 116 Ia 88 consid. 2b, 119 Ia 32 consid. 3)

 

                                   4.   Buona
parte del ricorso (cfr. punto 2 del medesimo) è dedicata a censurare l’operato
del giudice di pace in merito alla precedente procedura di rigetto
dell’opposizione, conclusasi con la sentenza 11 febbraio 1994.

                                         Sennonché,
al momento in cui il ricorso è stato introdotto esplicitamente come
impugnazione della sentenza di merito del 30 aprile 1994, quella prima sentenza
era ormai cresciuta in giudicato: pertanto, in virtù dell’art. 328 CPC, quelle
censure non possono essere esaminate.

 

                                   5.   Per
il resto, due sono le censure concernenti il procedimento in esame: una
concernente la citazione delle parti al contraddittorio e l’altra relativa
all’udienza di audizione di un teste.

 

                                         Secondo
l’art. 143 CPC gli atti di procedura in urto con il CPC sono annullabili se -
non rientrando nel novero degli atti nulli - comportano un pregiudizio per la
parte che ne è colpita che non può essere riparato se non con l’annullamento.

 

                                         Orbene,
che il giudice di pace abbia o no accompagnato la citazione per il
contraddittorio con la spedizione alle parti dell’istanza del signor __________
non può avere alcuna rilevanza per il ricorrente: egli infatti non può
pretendere di aver subito un pregiudizio dalla pretesa irregolarità poiché è
l’autore di quell’allegato scritto e non può sostenere di aver dovuto
affrontare la discussione senza conoscere i termini della lite.

                                         La
censura non può quindi essere accolta.

 

                                   6.   Più
rilevante è il rimprovero attinente all’audizione del teste __________. Risulta
in modo inequivocabile dal verbale del 26 aprile 1994 che il teste, dapprima, è
stato interrogato dal giudice di pace in assenza delle parti e, terminata
quella prima fase dell’assunzione, è stato poi interrogato da entrambe le
parti.

                                         Al
proposito il ricorrente sostiene che questo modo di procedere corrisponde a una
lesione di norme essenziali del procedimento e pertanto chiede l’annullamento
della sentenza.

                                         Il
giudice di pace ha giustificato il suo modo di procedere invocando l’art. 236
CPC: a torto, poiché quella norma fondamentale stabilisce il principio in base
al quale le parti possono - ossia hanno il diritto - di presenziare
all’audizione dei testi e di formulare quelle domande che il giudice ritiene
ammissibili (cpv. 2). Ciò non ha nulla a che fare con la disciplina
dell’interrogatorio, regolata al cpv. 4.

 

                                         La
possibilità delle parti di presenziare all’assunzione della prova fa parte del
diritto costituzionale delle parti di essere sentite (art. 4 Cost.): la
decisione del giudice di pace va pertanto esaminata alla luce di quel
principio, formulato in senso generale dall’art. 185 cpv. 1 CPC (cfr.II CCA
19.1.1993 Adami / Müller, consid. 9.2).

 

                                         Se
ne deve concludere che, a prescindere dalle eccezioni previste dall’art. 185
cpv. 2 CPC, il giudice non può escludere le parti dall’interrogatorio di un
teste.

                                         La
dottrina non è però rigorosissima nella sanzione delle lesioni dell’art. 4 Cost.,
ossia prevede la possibilità di sanare, nella misura del possibile, una prova
assunta in modo formalmente carente (Müller G., Commentaire de la Constitution
fédérale, art. 4, n. 107).

                                         E’
il caso nella fattispecie presente. Infatti, nella sostanza, si verifica che
l’interrogatorio del teste condotto dal giudice in assenza delle parti e le
domande formulate poi dalle parti qualche minuto dopo coincidono: il teste
__________ ha cioè dovuto rispondere in entrambe le tornate a domande
riguardanti , in genere, la sua attività presso la ditta di __________, se ha
trattato personalmente la vendita dell’apparecchio Philips all’istante e se
ricordava i contatti fra le parti concernenti la riparazione del primo
televisore. Nel particolare, in entrambe le occasioni, il teste si è dichiarato
estraneo alla pattuizione della vendita dell’apparecchio Philips.

                                         Se
ne può senz’altro concludere che la seconda tornata di domande - formulate
dalle parti - ha sanato la situazione formalmente irregolare, creata dal
giudice di pace con l’esclusione delle parti dall’aula nella prima parte
dell’interrogatorio.

 

Per tutti
questi motivi,

 

richiamati
per le spese gli art. 147 segg. CPC e la LTG

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso per cassazione __________ è respinto.

 

                                   2.   Le
spese e la tassa di giustizia, per complessivi fr. 80.-, anticipati dal
ricorrente, restano a suo carico.

 

                                   3.   Intimazione:

                                         -
__________

                                         Comunicazione
alla giudicatura di pace del Circolo di Sonvico.

 

 

 

Per
la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           La
segretaria