# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f53a8f78-0293-5431-86cb-604bf3c2d9e3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-07-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 06.07.2010 72.2010.57
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2010-57_2010-07-06.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2010.57

  	
  Lugano,

  6 luglio 2010/rb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte delle assise criminali

  
	
   

   

   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Agnese
  Balestra-Bianchi (Presidente)

  GI 1 

  GI 2 

   

  

 

	
  e dagli assessori giurati:

  	
  AS 2 

  AS 3 

  AS 4 

  AS 5 

  AS 6 

   

  

 

	
  con la segretaria:

  	
  Anna Grümann, vicecancelliera 

  

 

 

Conviene nell’aula penale di questo palazzo
di giustizia

 

 

	
  per giudicare

  	
  1. AC 1

       

   

       detenuto dal 29 ottobre 2009

   

   

  2. AC 2

       

   

  
	
   

  	
       detenuto dal 29 ottobre 2009;

  

 

 

 

prevenuti colpevoli di:

 

 

                                   1.   rapina

per avere, 

il 28 ottobre 2009 poco prima delle ore 13.00, 

ad __________, in Piazza __________,

in danno della Gioielleria PC 1, 

agendo in correità tra loro e con A. detto “aa”,
con tale “bb” non meglio identificato nonché con la complicità di B.,

usando violenza contro le venditrici PL 2 e PL 1,
minacciandole di un pericolo imminente alla vita o all’integrità corporale e
rendendole incapaci di opporre resistenza,

commesso un furto a danno della citata
gioielleria per un valore complessivo denunciato di fr. 1'265.300.90, refurtiva
per la maggior parte recuperata e restituita alla parte lesa, costituitasi
parte civile,

 

in particolare,

agendo conformemente ad un piano prestabilito e
studiato attraverso l’esecuzione di vari sopralluoghi, 

AC 1 con il correo “bb”, fingendosi clienti
interessati all’acquisto di orologi, guadagnato l’interno della gioielleria
dove “bb” mostrava a PL 2 una pistola (giocattolo soft
air) infilata nella cintola dei pantaloni intimandole di aprire tutte le
vetrine e di fare in fretta,

rispettivamente AC 1 afferrava PL 1 per le
braccia dicendole di stare tranquilla e di aprire le vetrine mentre con una
manata girava la telecamera di sorveglianza verso il muro,

quindi unitamente a AC 2 e A. nel frattempo
giunti a loro volta nella gioielleria, dopo aver confinato le venditrici nel
retro del negozio dove poi tentavano di ammanettarle,

svuotato l’interno delle vetrine e della cassaforte
asportando orologi, gioielli e denaro contante riposti in diverse borse con le
quali lasciavano il negozio per dileguarsi a bordo di quattro biciclette con le
quali erano giunti sul luogo della rapina, facendo perdere le proprie tracce
fino all’indomani 29 ottobre 2010, 

quando gli accusati, usciti uno dopo l’altro dal
nascondiglio nel bosco __________ (zona __________) a __________, dove avevano
trascorso la notte, mentre stavano per abbandonare il nostro territorio,
venivano fermati a __________ rispettivamente a __________ a bordo di due
autovetture con targhe italiane giunte appositamente in Svizzera per condurli
in Italia e tratti in arresto,

ritenuto che la maggior parte della refurtiva
veniva rinvenuta sulla golena del fiume __________, nascosta nella vegetazione
e sequestrata;

 

 

                                   2.   infrazione
alla Legge Federale sulle Armi

per avere,

il 28 ottobre 2009,

agendo in correità tra loro e con A. e tale “bb”,

a __________, a bordo della vettura Daihatsu
Sirion 2 targata __________ condotta da B., introdotto sul territorio svizzero
attraverso l’omonimo valico doganale, la pistola automatica a salve marca
Valtro mod. 85 calibro 8 mm knall, con 5 cartucce nel caricatore, usata nella
rapina di cui al pto. 1 del presente Atto d'accusa;

 

 

fatti avvenuti: nelle
circostanze di luogo e di tempo indicate;

reati previsti: art.
140 cifra 1 CP; art. 33 LArm. in relazione all’art. 4 lett. g LArm.

 

 

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 57/2010 del 10 maggio 2010, emanato dal Procuratore Pubblico.

 

 

	
  Presenti

  	
  §   Il Procuratore Pubblico.

  §       L'accusato AC 1, assistito dal difensore d’ufficio

       (senza GP) avv. DUF 1.

  §       L'accusato AC 2, assistito dal difensore d'ufficio 

       (senza GP) avv. DUF 2.

   

  

Espleti i pubblici dibattimenti

                                     -   lunedì 5 luglio 2010 dalle ore 09:30 alle ore 16:30

                                     -   martedì 6 luglio 2010 dalle ore 09:30 alle ore 12:10

 

 

 

La Presidente osserva che nell’atto di accusa vi è un errore in relazione al
telefono cellulare SAMSUNG SGH-ZV sotto sequestro: tale telefono cellulare ha
in realtà il nr. IMEI __________ e la carta SIM Wind
nr. __________ (all. 87 all’AI 72).

 

 

Sentiti                        §   Il
Procuratore pubblico, per la requisitoria, la quale
riepiloga i fatti che sono alla base dell’atto di accusa, del quale chiede
l’integrale conferma. Illustra i motivi che stanno alla base della sua proposta
di pena, tra i quali evoca la gravità oggettiva del reato di rapina commesso,
con grande spregiudicatezza nel centro di __________, dove gli accusati hanno
minacciato e usato la forza per costringere le due commesse ad aprire loro le vetrine
e gli armadi in cui erano riposti orologi e gioielli per rilevante importo. Dal
profilo soggettivo ricorda i pesanti precedenti di AC 2, la situazione penale
di AC 1 e il fatto che essi abbiano agito per lucro, senza che nessuno dei due
si trovasse in stato di grave angustia. Dà loro atto che essi sono da un certo
momento confessi per il ruolo da loro avuto nella rapina, ma segnala che essi
non hanno collaborato nell’identificazione dei correi, uno dei quali - il
sedicente “bb” - ancor oggi non è stato identificato. In tali condizioni reputa
equa una pena detentiva per ciascuno degli accusati di anni 5. Chiede la
confisca di quanto in sequestro.

 

 

                                    §   L’avv. DUF 2, difensore di AC 2, il quale sottolinea che il suo patrocinato,
così come anche l’accusato AC 1, non solo sono confessi ma anche hanno fornito
precise indicazioni sulle modalità della rapina. Segnala che quella imputata al
suo assistito è una rapina semplice e non aggravata. Nel concreto caso non è
stata usata un’arma da fuoco né i rapinatori si sono dimostrati altrimenti
pericolosi. Richiama il fatto che davanti alle Corti ticinesi sono stati
condannati a pene intorno ai 4 anni, ed anche minori di 4 anni, persone che
erano imputate di rapina qualificata, per cui nel presente caso la pena deve
essere inferiore agli anni 4. Considera altresì che il reato di infrazione
alla LArm nel concreto caso non si è materializzato. Vista la confessione, la
seria intenzione di AC 2 di voler cambiare vita, nonché la circostanza che AC 2 ha agito nel concreto caso come un semplice soldato e non come capo del “gruppo”, chiede che il suo
assistito venga condannato a una pena non superiore agli anni 3.

 

 

                                    §   L’avv. DUF 1, difensore di AC 1, il quale si associa alle considerazioni
espresse dall’avv. DUF 2 per quanto attiene al ruolo dei due accusati
(subalterno), i quali hanno commesso rapina semplice e non qualificata.
Sottolinea come alla luce della più recente prassi del TF e della dottrina la
presente fattispecie si configuri nella soglia più bassa del reato di rapina, e
ciò perché la pistola non è stata utilizzata ma solo mostrata e la forza che AC
 1 ha usato nei confronti della commessa PL 1 era assai blanda e non si è
configurata come violenza. Contesta altresì che siano dati i presupposti per
ritenere il reato di infrazione alla LArm. Richiama la giurisprudenza del TF in
materia di applicazione dell’art. 47 CP, per la quale occorre tener conto della
confessione, della precaria situazione finanziaria del suo assistito,
dell’effetto che su di lui avrà la pena ed anche dell’effetto che la pena avrà
sulla sua famiglia. Se la pena fosse troppo dura, AC 1 arrischia, al suo
ritorno in libertà, che la sua piccola bimba nemmeno lo riconosca. Al riguardo
richiama due precisi casi (inc. 72.2008.65 e 72.2006.21) passati in giudizio
alle Corti ticinesi, casi più gravi di quello qui in giudizio e nei quali le
pene inflitte sono state di anni 4 rispettivamente di anni 3. Evoca altresì la
giurisprudenza del TF in materia di sospensione parziale della pena, per cui in
definitiva postula che la pena proposta dalla Pubblica Accusa sia ridotta in
modo importante e sia fissata al massimo in anni 3 cosicché il suo assistito
(che ha già trascorso 8 mesi in carcere preventivo) possa fruire della
sospensione condizionale parziale e ritornare al più presto in seno alla sua
famiglia.

 

 

 

Posti dal Presidente, con l’accordo delle Parti, i
seguenti

 

 

quesiti:                    A.   AC 1

 

                                   1.   è autore
colpevole di:

 

 

                               1.1.   rapina

commessa in correità con terzi,

il 28 ottobre 2009, poco prima delle 13.00,

ad __________, in Piazza __________,

in danno della Gioielleria PC 1?

 

 

                               1.2.   infrazione
alla LF sulle armi

per avere,

il 28 ottobre 2009, al valico del __________,

agendo in correità con terzi, 

introdotto in territorio svizzero la pistola
automatica a salve marca Valtro mod. 85 calibro 8 mm knall, con 5 cartucce nel caricatore,

 

e meglio come descritto nell'atto d'accusa?

 

 

                                   2.   può
beneficiare della sospensione condizionale della pena?

 

 

 

                                  B.   AC 2

 

                                   1.   è autore
colpevole di:

 

 

                               1.1.   rapina

commessa in correità con terzi,

il 28 ottobre 2009, poco prima delle 13.00,

ad __________, in Piazza __________,

in danno della Gioielleria PC 1?

 

 

                               1.2.   infrazione
alla LF sulle armi

per avere,

il 28 ottobre 2009, al valico del __________,

agendo in correità con terzi,

introdotto in territorio svizzero la pistola
automatica a salve marca Valtro mod. 85 calibro 8 mm knall, con 5 cartucce nel caricatore,

 

e meglio come descritto nell'atto d'accusa?

 

 

                                   2.   può
beneficiare della sospensione condizionale della pena?

 

 

                                  C.   Deve essere
ordinata la confisca di quanto elencato nell’atto di accusa nonché degli
oggetti elencati nella distinta reperti e tracce sub all. 78 all’AI 72?

 

 

 

Considerato,                  in
fatto ed in diritto

 

                                   1.   AC 1 è
nato a __________ in __________ il __________. Nel paese natio (nel quale
ancora vivono i genitori ed un fratello) ha frequentato le scuole elementari
(la cui durata è di otto anni), le medie (la cui durata è di quattro anni e che
includono un anno, facoltativo, di specializzazione) e l’apprendistato di
metalmeccanico (della durata di un anno), al termine del quale ha ottenuto il
diploma di metalmeccanico. Nel 1995 si è trasferito in Italia al seguito di
suoi connazionali già attivi nei mercati di frutta e di verdura. A __________
ha frequentato per 1'200 ore un corso di specializzazione in architettura
informatica, conseguendo il relativo diploma. AC 1 parla dunque correntemente,
oltre la lingua materna, anche l’italiano. 

Nel 2005 ha avviato una convivenza con una cittadina italiana dalla quale ha avuto un maschio il __________ e una bambina il __________.
La compagna e i bimbi vivono a __________ in via __________. La compagna,
commessa in un negozio di abbigliamento, è al beneficio di un congedo
maternità. AC 1 all’atto dell’arresto era disoccupato. A suo dire la sua
situazione finanziaria in quel periodo era disastrata. Nondimeno in aula ha
ribadito di essere proprietario in __________, insieme ai genitori, di una casa
di quattro piani, del valore di circa un milione di euro. Inoltre ha dichiarato
-in aula- d’aver aiutato lui finanziariamente il fratello a frequentare (di
recente) e a concludere gli studi di biologia nucleare negli Stati Uniti. Che
la sua situazione finanziaria non era, nell’autunno 2009, così disastrosa come
egli ha preteso in taluni suoi verbali, e ancora in aula, emerge altresì dal
fatto che, prima dell’arresto, aveva in uso una Mercedes nonché dall’ulteriore
circostanza che, ancora nel settembre 2009, frequentava lo stadio di __________,
fatti e circostanze queste che fanno a pugni con la pretesa di aver partecipato
alla rapina perché “gli mancavano financo i soldi per comprare i pannolini alla
bambina”.

Incensurato in Svizzera (paese in cui mai ha
abitato), AC 1 è pregiudicato in Italia. Dal casellario in atti risulta essere
stato condannato il 13.04.2005 dal Tribunale in composizione monocratica di __________
per resistenza a pubblico ufficiale e lesione personale alla reclusione per
mesi cinque e giorni dieci. Il 14.03.2007 risulta essere stato condannato dal
medesimo Tribunale per tentato furto (commesso il 09.03.2007) alla pena di mesi
otto e alla multa di Euro 800.-. In entrambi i casi ha usufruito delle diminuenti
di pena connesse con il patteggiamento. È da notare che il tentato furto di cui
alla condanna del 14.03.2007, AC 1 l’ha commesso in correità con A. in danno
della gioielleria “__________” di __________, correo col quale -anche se AC 1
l’ha sempre negato, anche al dibattimento- è certo che ha commesso anche la rapina
qui in giudizio.

Con sentenza del 21.03.2008 della Corte d’Appello
di __________, AC 1 è stato condannato per falsità materiale ad un anno di
reclusione, pena condonata ai sensi della legge italiana nr. 241 del 31.07.2006.

Per un vecchio furto, anni fa, avrebbe espiato
tre anni di carcere a __________.

Dopo l’arresto del 29.10.2009, l’08.03.2010 gli
sono stati inflitti 5 giorni d’isolamento per aver colpito con calci e pugni un
codetenuto. Il 07.06.2010 gli è stato notificato un richiamo per avere nei
giorni immediatamente successivi all’arresto fatto pervenire a AC 2 corrispondenza
“non censurata”, ovvero una lettera in cui gli dava dettagliate indicazioni
sulle circostanze in cui avrebbero effettuato la rapina.

AC 1 non ha particolari problemi di salute, in
particolare non è un consumatore di droghe.

 

 

                                   2.   AC 2 è
nato il __________ a __________, dove erano emigrati, per motivi di lavoro, i
suoi genitori. Ivi ha abitato per quattro anni dopodiché la famiglia è
rientrata in Italia. AC 2 ha frequentato le scuole fino alla terza media.
All’età di 12 anni ha perso la madre.

Dopo la scuola ha lavorato per circa un anno,
come apprendista, presso una ditta che faceva astucci. A suo dire, il padre era
molto violento e, all’età di quattordici anni circa, l’aveva colpito in testa
con un “giratubi” procurandogli serie ferite. 

Contro il padre era anche stato avviato un
procedimento penale per tale fatto. Da allora i rapporti tra padre e figlio divennero
pessimi. L’accusato aveva 19-20 anni quando il padre si trasferì in __________.
 

Per circa trenta anni, ovvero fino alla morte del
padre, i due non si frequentarono più. AC 2 aveva un fratello, morto in un
incidente stradale. Non sposato e senza figli, AC 2 ha una relazione stabile, di convivenza, con una signora che lo visita tuttora e che ha seguito anche
il dibattimento.

A suo dire, durante la sua vita, ha fatto vari
mestieri, il fiorista, il barista ed altri. Vive in casa propria e, fino
all’ottobre 2009, ha percepito Euro 600.-. al mese locando un appartamento sito
nel suo stabile.

Incensurato in Svizzera, paese in cui mai ha
abitato, AC 2 è pesantemente pregiudicato in patria. Il casellario italiano
elenca ben quattordici condanne a partire del 1978 per furto, e poi nel 1981,
1982, 1984 per furto consumato o tentato e per ricettazione. Il 18.10.1989 è
stato condannato dalla Corte di appello di __________ per rapina e per
resistenza a pubblico ufficiale alla pena di anni due. 

Nel luglio 1998 è stato condannato a sei mesi di
reclusione per resistenza a pubblico ufficiale e per lesione personale.

Il 25.10.2000 la Corte d’Appello di __________ ha
decretato nei suoi confronti la sorveglianza speciale per anni tre (misura di
prevenzione). 

Nel 2003 è stato condannato per ricettazione e
nel 2004 per furto tentato.

Con sentenza del 23.06.2006 della Corte d’Appello
di __________ è stato condannato per rapina, per lesioni personali, per ricettazione
e per ostacolo all’identificazione della provenienza illecita di beni alla
reclusione per anni due e mesi sei e ad una multa. 

Il 17.10.2006 e il 12.12.2007, il Tribunale di __________
gli ha inflitto due mesi di arresto, rispettivamente 24 giorni di arresto per
violazione delle misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose. 

AC 2 ha dichiarato e dichiara di avere,
complessivamente, trascorso in carcere cinque anni della sua vita e all’incirca
due-tre anni agli arresti domiciliari.

Neppure AC 2 ha mai avuto problemi connessi con l’uso di stupefacenti.

 

 

                                   3.   L’allarme
rapina è stato dato il giorno 28.10.2009 alle ore 13:03 dalle due venditrici
della gioielleria PC 1 di __________, PL 1 e PL 2. Interrogate dagli agenti
prontamente intervenuti, le due donne hanno narrato (i loro verbali sono stati
letti in aula) che poco prima delle 13.00 (ora di chiusura) erano entrati nel
negozio due uomini. Atteggiandosi a clienti, uno di loro aveva chiesto a PL 2
di poter vedere un orologio Rolex esposto in una vetrina esterna. Il secondo
uomo (avveratosi poi essere il AC 1) aveva, in inglese, chiesto a PL 1 di poter
vedere un altro orologio, sito in una vetrina interna.

Tosto che la PL 2 ebbe ad aprire la vetrina, il
primo uomo (ovvero colui che gli accusati chiamano “bb”) alzò la giacca ed essa
vide la pistola che egli teneva infilata nella parte anteriore dei pantaloni.
Pistola di cui vide la parte in metallo lucido. L’uomo le disse di stare calma
e di fare in fretta. Terrorizzata la PL 2 gli aprì con le chiavi le vetrine.

Nel mentre si rese conto che altri uomini erano
entrati nel negozio. A suo giudizio erano in tre. Nel frattempo, il secondo
uomo (ovvero il AC 1), stando alle spalle di PL 1 intenta a cercare le chiavi
per aprire la vetrinetta interna, la afferrò da dietro, bloccandole le braccia.
La strinse forte, tanto da impedirle di liberarsi. In italiano le disse di
stare tranquilla. La spinse verso l’angolo in cui era fissata la telecamera e,
sempre tenendo la donna, con l’altra mano, girò verso il muro la telecamera.
Anche la PL 1 a quel momento si avvide che nel negozio erano entrate altre tre
persone, le quali si diedero subito a fare razzia degli orologi e dei gioielli
presenti in negozio. L’uomo che portava la pistola costrinse la PL 2 ad
aprirgli la cassaforte (peraltro già aperta), nella quale c’erano una busta
contenente fr. 3'398.90 e una collana in oro riservata per una cliente.

Uno dei rapinatori chiese a PL 1 dove fosse il
registratore, dopodiché, visto che lo ebbe, lo strappò dal suo sito e lo gettò
in una delle borse che i rapinatori avevano seco. Entrambe le commesse hanno
riferito che i rapinatori avevano seco delle manette e che con quelle cercarono
di ammanettarle. Uno di essi cercò di ammanettare PL 1 al polso e alla
caviglia. Nel farlo, le fece male. Per finire dovette desistere così come
dovette desistere un secondo rapinatore (quello che cercò di ammanettare PL 2),
il quale riuscì solo ad ammanettarla al polso destro ma non anche al sinistro e
nemmeno alla caviglia destra. Tutto si svolse -a dire delle venditrici- molto
rapidamente, per cui, ben presto, esse (che erano state fatte sedere per terra)
si ritrovarono sole nel negozio ormai svaligiato (vi sono in atti diverse
fotografie della gioielleria ripresa all’interno e all’esterno).

A quel momento esse, pur in stato di choc,
pigiarono il bottone dell’allarme direttamente collegato alla Polizia e alla
ditta Siemens. Agli agenti intervenuti le due venditrici descrissero i
rapinatori sottolineando che taluni di essi portavano delle parrucche. PL 2 lamentava
alla fine della rapina una forte emicrania. PL 1 dovette recarsi al Pronto
Soccorso dove le fu medicata una contusione al polso destro provocata dalle
manette (senza frattura).

Gli inquirenti interrogarono nel pomeriggio anche
il cameriere del Bar __________ (sito nei pressi della gioielleria) __________
e la donna, __________, che, la mattina del 28.10.2009, aveva bevuto un caffè
con lui sulla terrazza esterna del Bar. Anche i loro verbali sono stati letti
al dibattimento.

Le due citate persone hanno riferito che verso le
12.50 si erano seduti all’esterno del bar due individui sconosciuti (uno dei
quali si poté nel seguito accertare essere il AC 1). Quest’ultimo ordinò e
bevve un latte macchiato. L’uomo che era con lui, che sin qui non è stato
identificato per cui, di lui, si possono riferire solo i nomignoli indicati
dagli accusati (“bb”) bevve una birra. Gli inquirenti hanno rinvenuto nel bar i
bicchieri usati dai due individui. Sottoposti all’esame del DNA ne è scaturito
che il bicchiere col latte macchiato portava il DNA di AC 1, mentre l’altro il DNA
di un uomo sconosciuto.

I due pagarono le consumazioni con un biglietto
da 20 Euro, dopodiché se ne andarono. La __________ vide che uno dei due
parlava al telefono.

Qualche attimo dopo __________ e la __________
videro transitare davanti al Bar dei ciclisti (__________ne vide uno, la donna
ne vide due). Pedalavano in direzione della gioielleria. Una decina di minuti
dopo essi videro discendere il vicolo, nella direzione opposta, due,
rispettivamente tre ciclisti che pedalavano velocissimamente. Un uomo li
seguiva a piedi, a passo di corsa. 

Nel seguito gli inquirenti sottoposero a __________
e alla __________ delle foto per il riconoscimento. Nelle foto ostensegli __________
ha riconosciuto come possibile autore della rapina il AC 2; la __________ ha
riconosciuto AC 2 e AC 1 (costui come la persona che s’era fermata a bere al
bar __________ il latte macchiato). A dire della teste quest’ultimo portava
occhiali da sole con la montatura in oro.

 

__________, proprietario della PC 1 e quindi della
gioielleria, ha provveduto, insieme agli inquirenti, ad allestire una distinta
degli oggetti rubati il cui prezzo di vendita (senza IVA) è risultato ammontare
a fr. 1'265'300.-. La distinta in atti fa stato del furto di 121 orologi e di
alcuni gioielli (collane, ecc.), tutti di gran marca e valore.

Come si dirà nel seguito la refurtiva è stata in
gran parte ritrovata e restituita al proprietario.

Mancano all’appello due orologi Rolex, un
collier, due anelli, un paio di orecchini, il tutto per un valore di fr.
75'000.- circa.

Pure mancano all’appello
i fr. 3'398.90 custoditi in cassaforte.

A dire di AC 2 è possibile che il correo da lui
denominato “aa” (in realtà identificato in A.) abbia nascosto sulla sua persona
(nelle calze probabilmente) ciò che non è stato recuperato.

Le pretese fatte valere da __________ nel
procedimento (disgiunto) contro B. sono state respinte. __________ non le ha
riproposte in questa sede pur essendosi nel suo verbale del 02.11.2009
costituito parte civile. La parte civile risulta essere assicurata presso la __________.

 

 

                                   4.   Subito
dopo la rapina è stato messo in atto un importante dispiegamento di forze per
tentare di bloccare i rapinatori, rimasto senza esito per tutto il pomeriggio
del 28.10.2009. Fortuna volle che il giorno successivo, ovvero il giovedì
29.10.2009, tramite colleghi italiani del GICO (Gruppo investigazione sulla
criminalità organizzata), gli inquirenti ticinesi vennero informati che, da
controlli telefonici in Italia effettuati, era emerso che il numero __________
(in uso a tale C., detto “cc”)
era stato contattato dal numero __________, in uso a persona che veniva dal C. denominata
“__________” (poi identificato nel AC 1). Stando agli
agenti del GICO, il sedicente AC 1, parlando in serbo col suo interlocutore,
riferiva al telefono di trovarsi in un nascondiglio e di essere pieno di orologi.
Indi, il giorno successivo, alle ore 7:53, il medesimo AC 1 precisava di “…trovarsi in un posto freddo ed umido …, …che lì stavano cercando e
che sarebbero usciti quando farà buio … e che gli altri due si trovavano da
un’altra parte ….” (cfr. AI 1, AI 51 e
intercettazioni telefoniche del 28.10.2009, ore 17:22 e del 29.10.2009 ore
7:53).

Essendo evidente che tali discorsi potevano
riferirsi alla rapina di __________, veniva anche da parte svizzera attivato,
con le necessarie autorizzazioni, il controllo telefonico sull’utenza __________.

Gli inquirenti ticinesi avevano così modo di
ascoltare, il 29.10.2009, alle 15:21 una telefonata intercorsa tra il citato “__________”
(alias AC 1) e tale “__________” (identificato nel seguito in D. di __________).
Telefonando, AC 1 ha attivato la cella telefonica di __________, via __________.

Nella telefonata, AC 1 chiedeva al suo
interlocutore di dire a “__________” di “mettergli subito i soldi nel telefono”
perché non aveva più niente.

Alle 15:53, i due (ovvero AC 1 e D.) si sentivano
di nuovo. Dal tenore della telefonata, gli inquirenti avevano modo di capire
che le persone nascoste da recuperare erano almeno due e che AC 1 sarebbe stato
raggiunto nella zona dei gabinetti da tale E.. Una seconda persona nascosta
sarebbe stata recuperata 30 minuti dopo. Questa telefonata ha attivato la cella
sita in prossimità della foce del fiume __________.

Veniva dagli inquirenti ticinesi predisposto a
quel momento un importante servizio di osservazione che portava ad identificare
una VW golf grigia, con targhe italiane, alla cui guida v’era una donna, in
seguito identificata in E., la cui figlia è risultata (nel seguito) essere la
compagna di quel D. al quale AC 1 aveva telefonato nelle dianzi descritte
occasioni.

Previo pedinamento, la vettura veniva fermata a __________,
dove venivano tratti in arresto la conducente ed il passeggero, ovvero la E. e il
AC 1. Erano le ore 16:30 circa del 29.10.2009.

L’osservazione predisposta portava gli inquirenti
ad individuare una seconda vettura sospetta, ovvero una Daihatsu Sirion, con
targhe italiane. Previo pedinamento, la vettura venne fermata a __________. Al
volante vi era B.. Il suo passeggero era AC 2.

Erano all’incirca le 17:30 del 29.10.2009.

Si anticipa qui che gli altri partecipanti alla
rapina sono riusciti a sfuggire alla cattura e a riparare in Italia.

Come hanno portato ad accertare ulteriori
controlli telefonici (cfr. gli atti della rogatoria italiana in AI 51, p. 11 e
12), è riuscito a scappare colui che AC 1 si è ostinato fino alla fine del
dibattimento a chiamare “aa” e AC 2 a chiamare “aa” o “aa”. In realtà il
fuggitivo è stato identificato in A.. Trattasi di un
cittadino nato nello stesso comune in cui è nato AC 1, residente a __________
in via __________, ovvero allo stesso indirizzo di AC 1, che in Italia risulta
pluripregiudicato per furto aggravato (un tentato furto l’ha commesso -come già
cennato- il 09.03.2007, con AC 1).

Qui di seguito è utile riportare lo stralcio del
rapporto del GICO, che riferisce il contenuto di tre colloqui telefonici
intercorsi tra “cc”, alias C., e “aa”, ovvero A. (cfr. AI 51 p. 11 e 12), il
29.10.2009, tra le 17:10 e le 18:10, nonché di un SMS spedito da C. a AC 1:

 

                                  a)   

“ 
…Ore 17:10 (n.d.r. del 29.10.2009)

Dalla conversazione emerge che l’uomo chiamato “aa”
è un altro componente della banda che ha compiuto la rapina.

L’uomo ha passato il confine ed è entrato in
Italia accompagnato da un complice n.m.i. chiamato “__________”.

“aa” chiede a C. notizie di AC 1 perché lui non
riesce a mettersi in contatto.

La partecipazione di aa alla rapina viene
confermata anche dalla descrizione che lo stesso fornisce relativamente alle
condizioni ambientali del nascondiglio. “aa” evidenzia, tra l’altro, la
necessità di ritornare a prendere la refurtiva nascosta e trasportarla in
Italia.

 

telefonata n. 3743, del giorno 29/10/09, ore
17.10, intercettata sul numero. __________  in uso a C. detto “cc”. La
telefonata, in lingua italiana, diretta all’utenza nr. __________, intercorre
tra “cc” ed tale “aa”

 

“cc” chiede se ha superato (confine). “aa” dice
di si, aggiunge che lo saluta il ragazzo che è venuto a prenderli cioè __________.

“aa”: ti sei sentito
con AC 1

“cc”: si,
probabilmente anche lui sta venendo, non ci son problemi!

“aa”: non so se ha
superato (confine) perché lo sto chiamando e non risponde

“cc”: mi chiamerà altro collega quando egli varca
(confine), tu come vieni qua?

“aa”: non lo so andiamo a casa sua ci dobbiamo
incontrare lì. Tu non hai la macchina?

“cc”: no

Omissis

“aa”: ora bisogna trasportare la merce (è rimasta
lì), dobbiamo vedere come venire, con il treno o ci da un passaggio qualcuno

“cc”: vi porta __________,
sono venti euro di viaggio. Com’è andata?

“aa”: faceva freddo da
morire

“cc”: dai il peggio è
passato

 

 

                                  b)   

Ore 18.03

C. e “aa” commentano I'anomala irreperibilità di AC
1 e di E., la donna mandata da D. per portare in Italia i membri della banda1.

 

telefonata n. 3763 , del giorno 29/10/09 ,ore
18.03 , intercettata suI numero. __________, in uso a C. detto "cc".
La telefonata, in lingua italiana, diretta all'utenza nr. __________,
intercorre tra “cc” ed tale “aa”

 

“cc” dice che non va bene niente e che lei non
risponde anche se il telefono suona (non fornisce il nome della persona). 

“aa” dice di essere stanco morto e chiede a “cc”
di aspettarlo che deve ancora arrivare. 

Si salutano. 

 

 

                                   c)   

telefonata n. 3767
, del giorno 29/10/09, ore 18.10, intercettata suI numero. __________, in uso a
C. detto "cc". La telefonata, in lingua italiana, diretta all'utenza
nr. __________, intercorre tra “cc” ed tale “aa”

“cc” chiama “aa” e dice che AC 1 non risponde.
Inoltre si chiedono come mai non risponde nemmeno quella donna che guida la
auto.

“aa” dice che e strano perché quelli (non dice
chi) erano partiti circa un ora prima di lui (dice qualcosa del genere, ma non é
molto comprensibile).

 

 

                                  d)   

sms n. 3777, del giorno 29/10/09, ore 18.46,
intercettato suI numero. __________, in uso a C. detto "cc". II
messaggio, in lingua serba, dirette all'utenza nr. __________, intercorre tra “cc”
e tale AC 1

 

compa fatti sentire ti prego …”

 

In realtà, a quell’ora, né AC 1 né la E. potevano
più rispondere, stante che già da qualche ora erano stati fermati dagli
inquirenti.

 

Dell’identificazione di C., alias “cc”, alias __________
o __________ e da A. si dirà ancora, nella misura del necessario, nel seguito.

 

Detto della fuga di A. favorita da certo “__________”,
mandato assai verosimilmente di C., va ancora segnalato che un quarto
rapinatore è riuscito a fuggire in Italia, ovvero la persona che AC 1 chiama “bb”
e AC 2 chiama “bb”.

Benché gli inquirenti ticinesi siano in possesso
del DNA di questo quarto rapinatore (se alla rapina partecipò anche un quinto
uomo come hanno riferito le venditrici PL 1 e PL 2 non si è potuto acclarare),
lo stesso non è stato sin qui identificato. Di lui si sa, grazie ai tabulati
telefonici acquisiti, che aveva in uso un cellulare rispondente al numero __________
(originariamente acquistato da un cittadino cinese, tale __________). 

Tale numero telefonico è stato ritrovato salvato
nella memoria della scheda SIM del cellulare in uso a AC 1, alla voce: “____________________”
(di esso AC 1 ha preteso e pretende di non sapere nulla).

Anche nella scheda SIM del Nokia in uso a AC 2
risulta essere stato memorizzato il numero __________ in nesso con l’iscrizione
“__________”. Al riguardo, AC 2 non ha ritenuto di dare spiegazioni. Di “bb” AC
 2 ha poi fornito alla PP indicazioni generiche: l’uomo, un cittadino italiano,
si chiamerebbe in realtà “__________”, avrebbe circa 55 anni e probabilmente
abiterebbe a __________.

Come già cennato, invece, secondo AC 1 il quarto
uomo sarebbe un cittadino brasiliano di nome “__________” o “__________” a lui
non meglio noto. 

Non v’è chi non veda come in relazione
all’identità del quarto rapinatore, gli accusati mentano. Nel migliore dei
casi, sono assai reticenti. Al dibattimento essi hanno peraltro dichiarato di
esser disposti a parlare per loro stessi ma di non essere disposti a
coinvolgere terzi. 

Ciò detto si ha che dai successivi controlli
effettuati dagli inquirenti incrociando i tabulati retroattivi dei numeri in
uso a “bb”, a AC 1 e a AC 2 è emerso che 

 

                                     -   nel
periodo 25.05.2009-30.10.2009 vi sono state 52 connessioni tra il numero in uso
a “bb” e il numero in uso a AC 1;

                                     -   nello
stesso periodo sono state stabilite 100 connessioni tra il numero in uso a “bb”
e il numero in uso a AC 2.

Con che ne deriva una loro conoscenza e
frequentazione più intensa di quanto essi pretendono.

 

 

                                   5.   All’atto
dell’arresto, né AC 1, né AC 2, né la E., né B. hanno dato agli inquirenti una qualche
indicazione utile al ritrovamento della refurtiva.

Se, per finire, come già cennato, la più gran
parte ha potuto, la mattina del 30.10.2009, essere recuperata, ciò è dovuto
solo al paziente lavoro degli inquirenti ticinesi che, perlustrando palmo per
palmo la zona cosiddetta “__________”, hanno ritrovato (come mostrano le
fotografie in atti nr. AI 72 all. 76 e in doc. TPC 9) la borsa in cui i
rapinatori l’avevano occultata.

Altresì è stata ritrovata la pistola usata per
minacciare PL 2. Trattasi di una pistola a salve automatica, marca Veltro,
modello 85 calibro 8 mm knall che conteneva 5 cartucce nel caricatore e nessuna
in canna.

Essa costituisce un’arma ai sensi della LF sulle
armi.

Se, nondimeno, gli accusati sono stati prosciolti
dall’imputazione di infrazione alla LF sulle armi, ciò è avvenuto perché non
v’è prova che detta arma sia stata da loro introdotta in Svizzera, il
28.10.2009, passando dal valico di __________ a bordo della vettura di B., così
come indica l’atto d’accusa.

Secondo gli accusati l’arma sarebbe invece stata
introdotta in Svizzera da uno dei correi nei giorni precedenti quello della
rapina. Che per commettere la rapina occorreva un’arma era loro ben noto.

Come già cennato, nel verbale del 03.11.2009,
quando aveva chiesto di poter riflettere ancora qualche giorno, AC 1 s’era
comunque preoccupato di precisare che la pistola usata era un’arma giocattolo.
Nel verbale del 09.11.2009, aveva aggiunto che

 

“  …
ADR: che la prima volta che ho sentito parlare della pistola è stato quando ho
chiesto a “bb”, giù a __________, se si portava un “ferro vero” o un “ferro
falso” e lui mi risposto che era “falso” (giocattolo). Io la pistola non l’ho
mai vista o impugnata. L’ho intravista solo quando “bb”, dentro la gioielleria,
ha alzato il pullover per mostrarla alla commessa. …”

 

Anche AC 2 sapeva che “bb” aveva la pistola nella
cintola dei pantaloni (cfr. suo verbale del 16.03.2010 alla PP).

Oltre alla pistola sono pure stati ritrovati in
zona “__________” un terzo paio di manette (oltre a quelle tolte dai polsi
delle commesse), quattro parrucche, delle borse, diversi capi di abbigliamento,
dei guanti e altri oggetti tutti partitamente elencati nella distinta “reperti
e tracce” e nell’allegato al “verbale di sequestro” doc. 2 del doc. TPC 9 (e
mostrati alla Corte).

Dopo che AC 1 ha ammesso di essere l’autore della rapina, egli ha dato indicazioni utili per risalire al suo “nascondiglio”, col
che, in zona “Bosco __________”, gli inquirenti hanno rinvenuto altri oggetti e
in particolare due teloni da tenda mimetici (cfr. l’elenco di cui all. 3 del
doc. TPC 9 e la già richiamata distinta “reperti e tracce” nonché la
documentazione fotografica in atti).

AC 1 ha negato di essere l’autore della rapina
nel primo verbale di polizia e nel verbale davanti al GIAR. Nel verbale del
03.11.2009 ha chiesto ancora un paio di giorni per riflettere, precisando che
la pistola era un giocattolo e che la E. non c’entrava nulla, essendo venuta a __________
a prenderlo senza saper nulla della rapina.

Nel verbale del 09.11.2009, AC 1 ha dato atto che la rapina gli sarebbe stata proposta una decina di giorni prima da un amico
brasiliano di nome “bb”. L’obiettivo, ovvero la gioielleria di __________,
sarebbe stato individuato da “bb” che avrebbe già provveduto a portare a __________
quattro biciclette e una vettura Ford Focus. Con loro avrebbe agito tale “__________”
(di cognome __________ o __________, un croato-bosniaco di __________). Poiché
serviva una quarta persona, AC 1 avrebbe contattato “__________”, un tale che
conosceva da un paio d’anni (ovvero il AC 2). La rapina sarebbe stata compiuta
di mercoledì, poiché non era giorno di mercato. AC 1 il 28.10.2009 sarebbe
venuto a __________ insieme a AC 2, accompagnato da tale __________ (rivelatosi
poi essere B.).

Nel seguito, come si legge in detto verbale a p.
3, 

 

“ 
…io e AC 2 siamo rimasti nel parco, mentre “bb”
e __________ sono andati a scaricare le biciclette in un posto ad __________.
Sono quindi tornati e tutti assieme siamo partiti verso __________ con la Ford
Focus.

Abbiamo parcheggiato in un garage sotterraneo,
dove già c’erano le biciclette. 

Era un garage di una palazzina. Sono senz’altro
in grado di ritrovare questo luogo.

Io e “bb”, con le biciclette, abbiamo fatto un
giro di ricognizione per vedere se c’era per caso la polizia in giro, oppure
per vedere se la gioielleria fosse stata chiusa in anticipo. Rammento che
abbiamo percorso il lungolago. Ad un certo momento, senza nessun preavviso, io
ho proseguito e sono salito verso la gioielleria da quella rampa che la
costeggia. “bb” è invece salito da una stradina prima. Sono poi proseguito
davanti alla gioielleria per pochi metri. Ho quindi parcheggiato la bici in un
cortile dove mi ero incontrato con “bb”. Ho allora preso il mio cellulare ed ho
inviato un SMS a AC 2 scrivendogli: “…vi aspettiamo..”. Sono quindi arrivati
anche AC 2 e __________. Anche loro hanno lasciato le bici lì. “bb” ed io,
siamo andati avanti. Siamo stati primi ad entrare nella gioielleria. Ci siamo
dapprima soffermati davanti alla vetrina che si trova vicino alla porta
d’entrata ed abbiamo dato l’ultima occhiata prima di entrare. A mio avviso
mancavano pochi minuti alle 1300. “bb” ha suonato alla porta, che era chiusa.
Le ragazze hanno aperto e noi due siamo entrati. Lui ha bisbigliato qualcosa in
portoghese, anche perché l’italiano lo parla malissimo. Come ho già riferito
lui è brasiliano. “bb” già prima di entrare mi aveva detto di non preoccuparmi
che le avrebbe distratte lui le ragazze. Una ragazza è andata ad aprirgli una
vetrina. Io ho invece chiesto, esprimendomi in inglese, all’altra di poter
vedere un Panerai che era esposto in un’altra vetrina interna. (le ho
detto:”..can I look this watch..” Mentre lei andava a prendere la chiave della
vetrina, mi sono girato ed ho visto che “bb” ha sollevato il pullover,
mostrando la pistola che teneva infilata nei pantaloni.

Tengo a precisare che qeusta pistola è un
giocattolo. Dopo aver mostrato la pistola, senza tuttavia impugnarla, ha fatto
segno alla commessa di stare zitta. (ha messo il proprio dito dinnanzi alla
bocca come quando si mima di far stare zitti). A quel punto sono entrato dentro
il banco, dove c’era l’altra commessa. Rimanendo dietro di lei l’ho presa con
le mani sui bicipidi, dicendole, in inglese”don’t move, don’t worry..” Visto
che gli altri due erano arrivati davanti alla porta, ho quindi detto alla
commessa “…open the door..” Il fatto che gli altri due dovessero sopraggiungere
all’incirca una ventina di secondi dopo la nostra entrata, l’avevamo deciso
quando ci eravamo trovati alle piscine di __________. La commessa ha quindi
pigiato sull’apri porta e gli altri sono entrati.

Ho dimenticato un particolare. Quando sono
entrato dentro il banco ed ho preso la commessa, con lei, mi sono avvicinato
alla parete, dove è appesa la telecamera. Con una mano l’ho girata, forse verso
l’alto o forse verso la parete. Siamo quindi rientrati al bancone e lei ha
aperto la porta.

ADR: che all’interno della gioielleria eravamo
quattro rapinatori e le due commesse.

Ricordo che la commessa mi ha aperto la vetrina
di Cartier, il tavolo dove c’erano i Rolex e delle altre vetrine. Io non ho
visto quello che facevano gli altri. Ho anche perso di vista la commessa. Ciò per
dire che io ero intento ad arraffare gli orologi. Una volta raccolti tutti, mi
sono girato, ho chiuso la borsa e me la sono messa sulle spalle come uno zaino,
così da non essere disturbato con la bicicletta…”

 

Sempre a suo dire, arraffata che ebbero la
refurtiva, uscirono tutti e con le biciclette tornarono (salvo “__________” che
cadde per cui dovette seguirli a piedi) al garage sotterraneo dove sarebbero
saliti sulla Ford Focus, riparando in zona “Bosco __________”. L’intesa tra
loro è che si sarebbero nascosti nella zona vicina al delta della __________
per evitare gli inevitabili posti di blocco. Sarebbero partiti separatamente il
giorno dopo quando le acque si sarebbero calmate. Sarebbero tornati nei giorni
successivi a prendere la refurtiva che avevano avuto cura di “imboscare”.

 

AC 2 non ha fatto ammissioni fino all’11.12.2009,
limitandosi nei precedenti verbali a scagionare B., per il resto avvalendosi della
facoltà di non rispondere. Ha ammesso di essere l’autore della rapina davanti
alla PP, presente il suo Difensore, nel citato verbale dell’11.12.2009 e ciò
nei seguenti termini:

 

“ 
…ammetto di aver commesso la rapina il
28.10.2009 ai danni della Gioielleria che la PP mi dice chiamarsi __________ ad
__________.

Di commettere la rapina me lo aveva proposto lo __________
e cioè __________ due o tre settimane prima del 28.10.2009. In polizia ho preso
atto che si chiama AC 1.

Eravamo in quattro. Oltre a me e allo AC 1
c’erano: un altro slavo e un altro italiano che conosco entrambi di vista.

Che io mi ricordi non ho in precedenza commesso
nessun altro reato con queste persone e neppure solo con AC 1.

Come ho detto 2/3 settimane prima di commettere
il reato, AC 1 mi ha proposto di vederci e mi ha detto che aveva preparato
tutto per commettere questa rapina in Svizzera, ad __________. Quando me ne ha
parlato la prima volta, non credo, a memoria, che fossero presenti anche gli
altri 2 autori. Mi disse che si trattava di una rapina ricchissima, che era in
danno di una gioielleria e che all’interno della gioielleria c’erano solo donne
e che la porta era aperta.

La rapina, in teoria, per quanto mi disse AC 1,
era facilissima, questo in teoria visto che mi trovo qua. Questo durante il
primo incontro.

Ci sono stati altri incontri per definire
esattamente le modalità del reato a cui erano presenti anche il secondo slavo e
il secondo italiano.

Io il secondo slavo lo chiamavo “aa”, ha ca. 30
anni, almeno così credo.

Il secondo italiano io lo chiamavo “bb” che è un
suo soprannome. Io so che lui si chiama __________ e ha ca. 55 anni.

Nelle 2/3 settimane precedenti la rapina abbiamo
avuto con AC 1 e gli altri, in totale 4/5 incontri per pianificare nel
dettaglio la rapina.

Venne stabilito che AC 1 e gli altri 2 dovevano
decidere se salire in treno o con un autobus. Io dissi loro che mi sarei
arrangiato da solo. Avevo chiamato B. e gli avevo chiesto se mi poteva accompagnare
a __________. Lui mi aveva risposto di si…”

 

AC 2 sottacque in quel verbale che la mattina del
28.10.2009, nell’auto di B., con lui, c’era anche il AC 1, circostanza
accertata nel seguito. A differenza di AC 1, AC 2 ha riferito che dall’Italia portarono un furgone bianco (e non una Ford Focus), da lui fattosi prestare da un
conoscente, lo stesso col quale il cosiddetto “bb” sarebbe (forse) tornato in
Italia il giorno dopo la rapina. In aula è stato AC 1 ad eliminare tale
discrepanza asserendo di aver mentito, ovvero asserendo che tra __________ ed __________
s’erano mossi con un furgone bianco e non con una Ford Focus. Per il resto entrambi
hanno confermato che nella gioielleria entrarono dapprima AC 1 e il “bb”. Dopo
una ventina di secondi entrarono anche AC 2 e “aa”. AC 2 -come già cennato- sapeva
che il “bb” aveva con sé, infilata nella cintura dei pantaloni, una pistola
giocattolo.

Entrato che fu, AC 2 vide AC 1 che teneva una
delle commesse. Presa una borsa, si diede a svuotare le vetrine degli orologi
esposti. Ad un certo momento, “bb” lo chiamò per farsi aiutare nell’ammanettare
le commesse che erano distese a terra. Un braccialetto era già chiuso intorno
ad uno dei loro polsi.

A AC 2 non riuscì di chiudere anche l’altro. L’ammanettamento
delle commesse era stato pianificato. Si trattava di ritardare il più possibile
il momento in cui esse avrebbero dato l’allarme. Udì “bb” dire “rapido rapido”.
Essendo rimasto l’unico all’interno della gioielleria, si sarebbe affrettato ad
uscire. Per il seguito, così ha dichiarato nel citato verbale dell’11.12.2009
(confermato al dibattimento):

 

“ 
Io sono uscito per ultimo senza borse. Gli altri
3 avevano una borsa a testa. Abbiamo ripreso le biciclette ed io pur essendo
uscito per ultimo ho superato "aa" a cui si era guastata la
bicicletta e AC 1 che evidentemente andava piano per aspettare "aa".
Arrivati in fondo ad una stradina stretta abbiamo trovato un grosso camion in
retromarcia che occupava interamente la larghezza della strada per cui neanche
strusciando sul muro si poteva passare.

Durante i sopralluoghi, quando studiavamo le vie
di fuga e i percorsi da effettuare dopo la rapina, non avevamo mai visto niente
di simile. Ad un certo punto io e "bb" ci siamo infilati con le bici
in un piccolo parcheggio di un Hotel mentre il camion arretrando ha lasciato la
strada libera. Abbiamo continuato ed abbiamo raggiunto il parcheggio
sotterraneo dove c'era il furgone. AC 1 e "aa" sono arrivati in
ritardo rispetto a me e "bb" nel parcheggio sotterraneo. Non so come
siano riusciti a passare loro rispetto alla strada ostruita dal camion. Con un
minuto o due di ritardo rispetto a noi, ci hanno raggiunto. Abbiamo lasciato 2
biciclette nel sotterraneo ed una l'abbiamo caricata nel furgone, mentre la
quarta e stata lasciata da "aa" per strada visto che si era rotta. (n.d.r.
essa è stata effettivamente trovata nel seguito dalla Polizia).

 

ADR che io mi ricordi anche "bb" aveva
indossato una parrucca. Gli altri due non le hanno indossate. Io ho indossato
una parrucca nera e "bb" una parrucca grigia.

In totale confermo che le parrucche erano quattro.

 

"bb" si e messo alla guida del furgone
e noi tre nel vano carico, accovacciati per terra. Io ho sentito la sirena di
un'auto della polizia vicina, probabilmente ci precedeva.

Siamo arrivati a __________ ed abbiamo
parcheggiato sullo spiazzo sterrato da dove eravamo partiti.

Siamo scesi a piedi, “bb” si e allontanato verso
il lungolago, cosi come lui mi ha detto più tardi al telefono.

Noi 3 eravamo nel parco __________. Io e AC 1
siamo andati nel posto dove poi sono stati ritrovati i teli mimetici ecc che
avevamo già individuato nei sopralluoghi. Questi teli mimetici erano sul
furgone in alcune borse. Erano due teli in tutto che sono rimasti a me.

"aa" invece è andato in un'altra
direzione. E' stato in questo momento che io, girandomi, ho visto "aa"
aggiustarsi le calze. Ho poi chiamato al telefono "bb" dicendogli di
raggiungere "aa", cosa che lui ha poi fatto, raggiungendolo nel posto
che avevamo individuato in un angolo del bosco, distante dal posto mio e di AC
1, poche centinaia di metri.

Le borse con i gioielli sono rimaste sul furgone.
Io e AC 1 non siamo più usciti da quel nascondiglio fino a poco prima
dell'arresto.

Dopo aver passato la notte nel nascondiglio, “aa”
e “bb” sono andati al mattino presto al furgone. Non ricordo l'orario ma
dev'essere poco prima di ricevere l'SMS da “bb” con il nr. 116 che indicava il
nr. di pezzi rapinati.

“aa” e “bb” hanno preso le 3 borse con i gioielli
e le hanno portate nel loro nascondiglio. Qui hanno contato la refurtiva e mi
hanno mandato, come detto, un SMS con il nr. 116..”

 

Al riguardo devesi annotare che il testo del SMS
inviato da “bb” a AC 2 il 29.10.2009, alle ore 12:59, indicante il nr. 116 era
già stato contestato a AC 2 dagli inquirenti, insieme al contenuto di altri
SMS, nel verbale del 03.11.2009 (AI 72, all. 17). In quell’occasione AC 2 s’era
avvalso della facoltà di non rispondere. 

In merito al valore del bottino è interessante
annotare che pochi minuti dopo le 13:00, ovvero il 28.10.2009 alle 13:13,
parlando al telefono con “cc” alias C., AC 1 gli diceva testualmente:

 

“ 
… una montagna, una montagna! Anche la mecca
abbiamo preso! Una montagna, una montagna, fratello!...”

 

E alle 13:30, “cc” alias C. (di tutta evidenza
colui che nel gruppo aveva il compito di trovare un acquirente degli orologi)
così si esprimeva parlando con un uomo, non identificato (verosimilmente un
possibile ricettatore), avente in uso l’utenza __________ (cfr. AI 51, p. 4-5):

 

“ 
cc”: “C’era un bingo stamattina, fratello. Manda
qualcuno per gli orologi.”

Uomo: “Aha. C’è un po’ di tutto?”

“cc”: “Si, c’è, un valore di un milione e
duecento, trecento.”

Uomo: “Bene. Dimmi..”

“cc”: “Stamattina abbiamo fatto il lavoro, la
merce l’hanno lasciata in Svizzera.”

Uomo: “Aha, aha…”

“cc”:  “Domani o dopodomani una donna porterà
tutto.”

Uomo: “Lo porterà li da voi?

“cc”:  “Si.”

Uomo: “sai la percentuale che si darà?”

“cc”:  “Non lo so. 20-30…non lo so.”

Uomo: “Va be’, va be’, non dire altro.”

“cc”: “Ci sono quanti ne vuoi.”

Uomo: “Ok, ok chiamo una persona e ti richiamo.”

“cc”:  “Deve programmare per dopodomani.”

…omissis…omissis…”

 

Al riguardo è appena il caso di annotare che, appena
mezz’ora dopo la rapina, C. già sapeva che la refurtiva aveva un valore di “un
milione e duecento, trecento”!

Tanto AC 1 quanto AC 2 hanno ammesso che, se non
fosse intervenuto l’arresto e il conseguente sequestro della refurtiva, essi
l’avrebbero divisa in parti uguali, rispettivamente avrebbero diviso in parti
uguali il ricavo della vendita. Neppure in aula è stato possibile sapere
qualcosa in più (rispetto a quanto non si possa desumere dalle intercettazioni
telefoniche) dagli accusati circa il ruolo di C., essendo essi unanimi nel
sostenere di non voler coinvolgere persone che non c’entrano.

Nondimeno l’entusiasmo di AC 1 per il cospicuo
bottino conseguito emerge (oltre che dal già riprodotto colloquio telefonico del
28.10.2009, ore 13:13 con C.), anche dal messaggio da lui inviato alla moglie
il 28.10.2009 alle ore 14:06, del seguente tenore:

 

“ 
Amore mio, a sto giro ci compriamo la casa ma
per davvero. Mi mancate tanto e non vedo l’ora di abbracciarvi!

Vi amo tanto”

 

 

                                   6.   Al
dibattimento AC 1 e AC 2 hanno anche confermato che la rapina del 28.10.2009 è
stata preceduta da diversi sopralluoghi da loro e/o dai correi effettuati ad __________
nelle settimane precedenti.

A prescindere dalle loro ammissioni, la loro
presenza in Ticino in tale periodo è già peraltro certa sulla scorta delle
localizzazioni effettuate dagli inquirenti in base all’utilizzo dei cellulari
in loro uso. Come dimostra la tabella in AI 72, all. 81:

 

                                     -   “bb” ha
attivato antenne in territorio di __________ e di __________ il 21.09.2009;

 

                                     -   il
24.09.2009 sono state attivate da AC 1 antenne in territorio di __________, __________,
__________, da A. antenne in territorio di __________, __________,
__________, da “bb” l’antenna di __________;

 

                                     -   il
28.09.2009, AC 2, A. e “bb” erano in Ticino, avendo attivato rispettivamente le
antenne di __________, __________ (foce della __________), __________, di __________
e __________ e di __________;

 

                                     -   il
29.09.2009, A. e “bb” erano in Ticino, avendo attivato rispettivamente le
antenne site in territorio di __________ e di __________ e __________, nonché
di __________;

 

                                     -   il
30.09.2009 erano in Ticino AC 1, AC 2 e “bb”, le antenne attivate dall’uno o
dall’altro essendo numerose e ciò in territorio di __________, __________, __________,
__________, __________ ed anche in territorio di __________, __________, __________,
ed ancora di __________, __________, __________, __________, __________, __________
e __________;

 

                                     -   il
13.10.2009, A. ha attivato un’antenna a __________ e “bb” antenne ad __________
e __________;

 

                                     -   il
26.10.2009 erano in Ticino di sicuro A. e “bb” che risultano aver attivato
antenne a __________ e a __________ e poi a __________, __________, __________
e __________;

 

                                     -   numerose
poi le antenne attivate il 28.10.2009 (giorno della rapina) da tutti e quattro,
ovvero da AC 1, AC 2, A. e “bb” (nonché, in un caso, anche da B.).

 

Ciò prova che vi sono stati plurimi sopralluoghi
e che la zona di __________ e __________ è stata ispezionata a dovere. È stato
-come hanno ammesso gli accusati- studiato l’obiettivo, il percorso, le vie di fuga
e sono stati approntati gli strumenti necessari, i mezzi di trasporto (comprese
le quattro biciclette), le parrucche per il travisamento, la pistola giocattolo
(invero assai somigliante ad una vera), le borse, le manette, i guanti, gli
indumenti per cambiarsi, ecc.

A dire di AC 1 a proporre il “colpo” sarebbe stato “bb” e lui l’avrebbe poi proposto a AC 2. Nondimeno è pacifico che tutti e
quattro hanno poi di concerto, concordato i preparativi e partecipato alla
rapina. Ciò emerge bene dalle dichiarazioni rese da AC 2 alla PP nel verbale
della confessione dell’11.12.2009, laddove ha ammesso che:

 

“ 
…sono venuto a __________ con AC 1 e gli altri
due a fare un sopralluogo, perlomeno in 2 occasioni nel corso del mese di
ottobre. Questa è una cosa che si fa di prassi perché bisogna rendersi conto
dei luoghi e delle difficoltà. Anche a fare i sopralluoghi abbiamo raggiunto __________
ed __________, separatamente.

Io una volta sono
venuto con una mia piccola macchina che ho, una Peugeot 206 grigia, targata __________
.... , non mi ricordo più il resto del numero. Ha ca. 12 anni. 

Anche in occasione del secondo sopralluogo ho
raggiunto __________ e __________ con la mia auto, portando con me o lo slavo
"aa" o I'italiano "bb". Per i sopralluoghi AC 1 é venuto su
con la sua auto Mercedes nera, insieme a uno degli altri due autori del
"facile" reato.

Per i sopralluoghi siamo sempre venuti in
mattinata e siamo rientrati senza neanche fermarci a mangiare e neppure a
dormire. Abbiamo guardato i luoghi, Ie vie di fuga ed eventuali luoghi dove
nasconderci. Era stato deciso infatti che avremmo passato la notte dopo la
rapina, a __________ per poi rientrare quando si sarebbero calmate Ie acque
quindi iI giorno dopo o quello seguente. 

Anche per il rientro in ltalia, era stato
previsto che ognuno poteva chiamare chiunque per farsi venire a prendere,
I'importante era rientrare in modo separato. Io mi sarei arrangiato, come ho
fatto, con B.. 

So che AC 1 si è fatto venire a prendere da una
persona che io non conosco, una donna che è venuta a prenderlo…omissis…

Dopa la rapina ci siamo spostati con un mezzo, un
furgone di colore bianco che io mi ero fatto prestare e che a quest'ora
dovrebbe già essere rientrato in Italia. Alla guida c'era il "bb".
Avevamo portato su a __________ questo furgone o iI giorno prima o due 

giorni prima della rapina…omissis…

Tra noi 4 eravamo rimasti d’accordo che il
furgone sarebbe rimasto a __________. 

ADR che abbiamo adottato questa modo di
raggiungere la Svizzera sia in occasione dei sopralluoghi e sia a maggior
ragione iI giorno della rapina e cioè separati, per avere meno rischi di essere
fermati. E' evidente che 4 persone in una macchina danno 

maggiormente
nell’occhio. Stessa cosa era poi stata decisa, come detto, per il rientro. 

La mattina del 28.10. siamo partiti prestissimo,
con largo anticipo, per avere tutto il tempo per vedere com'era la situazione
sul posto. Le bici erano state portate sul posto da molto più tempo di quello
che riferisce AC 1. 

Ricordo che quando avevamo fatto i sopralluoghi,
Ie biciclette erano già ad __________, parcheggiate nel parcheggio della Chiesa
della scuola che si trova ad __________. Ricordo che c'e un muro di cinta che
abbraccia la scuola e la chiesa. Ricordo che c'e iI portabiciclette a
rastrello. Le biciclette erano chiuse con due lucchetti legate insieme due a
due. Le bici ce Ie ha fatte trovare su AC 1. Non so con quale auto Ie abbia
portate in Svizzera.

Per riprendere iI racconto della rapina, io sono
partito alle 06.30 circa da __________ con B.. Gli altri due come ho detto,
sono arrivati in treno mentre AC 1 non so come sia arrivato su. Ci siamo
trovati tutti e 4 a __________ tra Ie ore 10.00 e Ie ore 11.00…omissis… (n.d.r.
invece -come è emerso poi- sapeva perfettamente che erano venuti insieme lui e AC
1 con autista il B.).

Con il furgone, tutti
e 4 insieme con "bb" alla guida e noi altri 3 dietro, siamo andati a
prendere Ie biciclette ad __________.

Sui 2 vetri posteriori del furgone abbiamo
applicato con del velcro due pezzi di stoffa neri che avevamo comprato in
Piazza __________ a __________. Un altro straccio nero lo abbiamo attaccato
sempre con il velcro dietro i due sedili anteriori per evitare che attraverso
iI vetro anteriore si vedesse I'interno del furgone. II motivo per il quale la
Polizia che ci precedeva con l'auto, non ci ha visti è che noi ci eravamo
distesi all'interno del furgone con “bb" alla guida.

Il furgone è stato posteggiato nel parcheggio
sotterraneo di un condominio. Credo di ricordare i due slavi e cioè AC 1 e
"aa" sono scesi subito prima di questa posteggio sotterraneo. Io e
"bb" siamo usciti per ultimi. Ci siamo quindi ritrovati tutti e
quattro al parcheggio delle biciclette al __________, come mi suggerisce il mio
difensore.

Ognuno ha preso la sua bicicletta e ci siamo
divisi. Io e "aa" e "bb" con AC 1.

Questo è successo pochi minuti prima della
rapina.

AC 1 mi ha mandato un SMS dicendomi
"vieni" visto che lui e "bb" si erano avvicinati
all'obiettivo ed erano davanti alia gioielleria…”

 

Il parcheggio sotterraneo s’è avverato essere
l’autorimessa di una palazzina sita in via __________ che aveva il portone
aperto a causa di un guasto. AC 1, con “bb”, si recò al Bar __________ ed
effettivamente da lì spedì alle ore 12:53 un SMS a AC 2 del seguente tenore “Siamo
davanti al lavoro vi aspettiamo”, dopodiché AC 2 e A. li raggiunsero.

Qualche minuto prima delle 13.00 -come già
cennato- AC 1 (che portava un cappellino con visiera gialla e occhiali da sole)
e “bb”, fingendosi dei clienti entrarono nella gioielleria, seguiti a breve
dagli altri due (o tre, se vi fu un quinto uomo). La rapina si svolse come già
illustrato dalle due venditrici. AC 1 ha dato e dà atto di aver immobilizzato afferrandola da tergo e tenendola per le braccia, PL 1, dopo che il compare
aveva già mostrato la pistola a PL 2. Dopo pochi secondi entrarono anche AC 2
(che portava una parrucca) e A.. Avevano con loro le
borse per riporvi la refurtiva. Nel seguito “bb” (che portava una parrucca) conduceva
le commesse in un locale attiguo, dove prima intimava loro di aprire la
cassaforte (che però era già aperta e conteneva più di fr. 3'000.- in contanti
e una collana in oro bianco; il tutto è stato rubato). Nel contempo i compagni
svuotavano le vetrine esterne ed interne.

Ad un certo punto “bb” chiedeva l’aiuto di AC 2
per completare l’operazione di ammanettamento delle commesse che avevano fatto
sdraiare (o sedere) per terra, operazione che però restava incompiuta.

Qualcuno provvide anche a strappare dal suo sito
il videoregistratore che fu portato via (in realtà non era in funzione in
quanto guasto). Della fuga già si è detto. AC 1 dà atto di avere nel tragitto
dal garage sotterraneo di via __________ fino a __________, zona lido, contato
gli orologi rubati accertando che erano 116. Secondo AC 2, egli seppe via SMS
da “bb” che erano 116. AC 1 e AC 2 si nascosero in zona “Bosco __________”. Gli
altri due, poco distante, in zona “__________”, portando seco la refurtiva.
Passarono la notte all’addiaccio, mentre attendevano per l’indomani chi li
doveva riportare in Italia, ovvero la E. e B.. Un tale “__________” ricondusse
in Italia A., mentre nulla è dato di sapere sul come lasciò la Svizzera “bb”.
Dato che non è stato rinvenuto nessun furgone, è possibile che egli sia
rimpatriato con quello. Dato che AC 2 ha, nel suo verbale alla PP, accennato al fatto che “bb” aveva portato a __________, in vista del rientro, la sua
personale vettura, non si può escludere che vi fosse, a completare il gruppo, un
quinto uomo che portò via il furgone. Comecchessia, sta di fatto che il loro
piano prevedeva il rientro di ognuno separatamente, per non dare nell’occhio.

Del pari s’erano altresì accordati di nascondere
la refurtiva e di recuperarla tosto che le acque si fossero calmate. “cc” alias
C., l’uomo che da Milano teneva i contatti con loro e con il/i ricettatore/i,
in una conversazione telefonica intercettata ha evocato quale giorno della
“vendita”, il sabato successivo, ovvero il 31.10.2009.

Per quel che ne è della spartizione della
refurtiva, AC 2 ha dichiarato che (cfr. già citato verbale 11.12.2009 p. 6):

 

“ 
ADR: che in merito alla spartizione della refurtiva,
posso dire che era previsto che venisse venduta tutta in blocco ed il ricavato
diviso in 4 parti uguali. Con certezza non avevamo un ricettatore sicuro che
potesse avere una simile disponibilità.

Per rispondere alla PP
che mi chiede quanti soldi prevedevamo di realizzare rispondo che trattandosi
di 116 pezzi, potevamo realizzare €150/200'000.- da dividere in 4 parti.

Sono certo che sarebbe stato diviso tutto in 4
parti. Avevamo discusso e concordato questa ripartizione.”

 

La circostanza è stata confermata da AC 1 nel
verbale reso alla PP il 16.12.2009 p. 8; d’altro canto le conversazioni
telefoniche intercettate dagli inquirenti italiani provano ad oltranza che, a
Milano, “cc”, alias C., si stava attivamente occupando
della “vendita” della refurtiva.

 

 

                                   7.   In merito ai correi latitanti, malgrado l’assenza di
collaborazione degli accusati, segnatamente di AC 1, grazie agli inquirenti
italiani e ad alcune ammissioni fatte dalla E., è stato possibile accertare che
(cfr. rogatoria sub AI 51):

 

                                     -   AC 1 e A.,
oltre ad essere stati arrestati insieme a Milano il 09.03.2007 in flagranza di
furto, risultano entrambi risiedere a __________ in via __________. Sono quasi
coetanei ed entrambi provengono da __________;

 

                                     -   la figlia
di A., __________, nata l’__________, è sentimentalmente legata a C.;

 

                                     -   C. e D.
hanno trascorso insieme un periodo in carcere; quando a C. sono stati concessi
gli arresti domiciliari, egli ha trovato alloggio nella casa di __________
della E., la cui figlia è (o era) la compagna di D. e madre di due figli avuti
da lui (di cui la E. è quindi la nonna);

 

                                     -   terminato
il periodo degli arresti domiciliari di C., fu AC 1 a recarsi a prenderlo a __________, a casa della E. e fu in quell’occasione che E. e AC 1 fecero la
reciproca conoscenza.

 

Tutto ciò per dire che i legami tra AC 1, A. e C. sono assai stretti (il che è peraltro confermato dalla confidenzialità delle conversazioni
telefoniche avvenute tra loro). I tre fanno parte di un “giro” più vasto che
collega AC 1 a AC 2 e a B.; AC 1 e C. a D. e alla E.; AC 1 e AC 2 a “bb” (la cui identità entrambi gli accusati coprono) e, tramite C., all’ambiente dei ricettatori.

Gli stretti rapporti che sono esistiti tra AC 1 e
A. sono provati ad oltranza dal fatto che, nel periodo 25.05.2009-30.10.2009,
essi hanno tra loro stabilito ben 954 connessioni telefoniche. Nello stesso
periodo, AC 2 ha stabilito con A. 53 connessioni telefoniche. Come attesta il
rapporto di esecuzione della Polizia cantonale del 18.03.2010, nel citato
periodo 25.05.2009-30.10.2009, è risultato che:

 

                                     -   AC 1 e AC
2 hanno stabilito tra loro 175 connessioni telefoniche; 

                                     -   AC 1 e il
cosiddetto “bb” ne hanno stabilite 52;

                                     -   AC 2 e “bb”
ne hanno stabilite tra loro 100.

 

Alle intercettazioni telefoniche acquisite dagli inquirenti
italiani e/o svizzeri, evocate in aula, si rinvia non senza qui riprodurne
alcune.

Le tre seguenti risalgono al giorno prima della
rapina.

Sono avvenute, nell’ordine tra “cc”, alias C., e D.,
tra “cc”, alias C. e “__________” e tra “cc”, alias C.,
e AC 1:

 

27.10.2009 ore 20:30

 

“  cc
per D.:

cc: Ciao emico mio

D.: AIlora?

cc: Come stai?

D.: Bene 

cc: Va bene ... stai tranquillo questa settimana
ti sistemo tutto

D.: di ... guarda che Ii ho dato la carta... ne
avevo due uno I'ho spedito e una gliel'ho data a lui te l'ha data?

cc: Si me I'ha data sono appena uscito dal mio
amico … niente tutto a posto massimo ... guardo cosa mi ha detto … massimo
massimo mercoledì o giovedì questa settimana

D.: Va bene, va benissimo dai

cc: Qualcosa devo fare

D.: Te come va?

cc: è così ... prendiamo soldi sicuro

D.: va bene dai

cc: gia sistemato qualche devo solo ... devo
tornare informazione qualche ... 

D.: Si si

cc: Bene 

D.: Si si andiamo bene

cc: Ti saluto tanto ci vediamo venerdì o sabato

D.: Ok va benissimo

cc: Ciao amico mio

D.: Ciao ciao”

 

27.10.2009 ore 23:37

 

“ 
__________ “Ci sentiamo domani mattina. Che
facciamo domani mattina? a quelli vanno domani mattina? Ma quelli vanno domani
mattina?

Vanno??" (ripete perchè “cc” non da una
risposta chiara).

“cc”: "FrateIlo, io non lo so."

__________ ridendo: “Ma tu sai sempre tutto, non
prendermi in giro. Dimmi se vanno o no. Vanno o no?"

“cc”: "Ma che ne so io, non chiedere a me.”

__________: "Ma io ti sto chiamando per
sapere cosa facciamo domani mettina!"

“cc”: "Non lo so. QueIlo che vuoi.” 

__________: Dobbiamo andare in ricerca di una
macchina, visto che da quelli li non arriva ancora niente, almeno non fino aIla
settimana prossima non arriva. Ma sicuramente.”

“cc”risponde: "A domani.. " 

Si salutano.”

 

27.10.2009 ore 23:39

 

“ 
“cc”dice: "Mi ha chiamato __________. Vuole
sapere. Stupido, cosa mi deve chiamare! Mi ha chiesto se andiamo domani. Gli ho
risposto cosa me lo chiede a fare, a me.. Uno stupido, cosa mi chiama."

Non tutto
comprensibile a causa dei rumori, ma forse

AC 1 dice che si poteva rispondere che non ci
sarà nessuna partenza.

Segue discorso generico suI cibo (AC 1 ha mangiato male e non si sente bene).

Si salutano: ci sentiamo domani.”

 

La mattina della rapina, 28.10.2009, nelle ore
prima di commetterla si sono scambiati SMS AC 2 e AC 1 alle 6:42, alle 6:43,
alle 6:46 e alle 15:53, del seguente tenore:

 

“ 
SMS "Buon giorno ... come va"

SMS “Tutto bene. Tra quanto passi?"

SMS "Penso tra una mezza ora ciao"

SMS "Siamo davanti al lavoro vi
aspettiamo"

 

Della telefonata di AC 1 a “cc”, alias C., del 28.10.2009, ore 13:13, si è già detto.

Nel seguito -come emerge dalla rogatoria in AI 51-
“cc”, alias C., ha parlato al telefono con tale __________, nei seguenti
termini:

 

28.10.2009 ore 14:56

 

“ 
__________ per “cc”.

__________: "Che fai?"

“cc”: "Ho lasciato la macchina, per
ripararla, mi ha toccato nel parcheggio uno scemo due settimane fa." 

In questo punto si
comprende poco, ma poi “cc”dice:

"I miei amici
erano andati in Svizzera. Hanno terminato il lavoro."

__________: "Quello che hai voluto tu?"

“cc”: "Aha." (affermativo)

__________: Tu perchè non sei andato con
loro?"

Non si capisce la
risposta di “cc”.

__________: "Passato tutto in ordine."

“cc”: "Loro sono ancora Iì, 2 giorni, in un
bosco.”

__________: "Con tutta la roba?"

“cc”: "Si."

__________: "Uuuu. Tornano tra 2
giorni?"

“cc”ridendo: "Speriamo che ritornino.”

__________: "Quanti soldi?"

“cc”: “Quanti ne voui.”

__________: "Pieno?! Speriamo che andrà
tutto bene."

__________: "Da quando e che sei Iì? Li dove
ti trovi? Quanti anni?" “cc”non capisce a cosa si riferisce.

In questo punto si
comprende poco.

Uomo: "Sono tre anni?"

“cc”: "Sarà che sono 3 anni."

__________: "Lungo, ma dai adesso starai
bene. Come sta la 

piccola?"

... omissis ...”

 

Il pomeriggio del 28.10.2009 “cc”, alias C. e AC
1 si sono parlati ancora alcune volte.

La mattina del 29.10.2009, alle 7:26 “bb”  ha
scritto a AC 2 un SMS “tutto ok”.

La stessa mattina alle 7:53 AC 1 e “cc”, alias C.,
hanno avuto un colloquio telefonico del seguente tenore:

 

29.10.2009 ore 7:53

 

“ 
AC 1: Che fai?

“cc”: Sei ancora nascosto?

AC 1: Non mi muovo, anche ieri sera hanno
cercato.

“cc”: veramente?! (in questo punto dice che si è
sentito con qualcuno, si comprende poco, dovrebbe essere D.)

AC 1: Che dicono? Quanto è stato preso?

“cc”: Cosa? A, ma quello dovrebbe essere una
notizia nuova, non c’è ancora.

AC 1. Tutto abbiamo preso.

“cc”ride: Veramente, bravi! 

AC 1: 2 borse piene fratello. Siamo pieni.

“cc”: Più di quanto serviva ... Aspetto mi chiama
.. (non si comprende)

AC 1: Dove sei, a casa?

“cc”: Ma fino a quando rimanete Ii?

AC 1: Stasera alle 16.30 - 17.00 usciamo, quando
sarà più buio. Ci ammazza l’umidità. Sapessi come è. Tremo tutto.

“cc”: Fai una passeggiata.

AC 1: Ma non posso uscire da qui. Sono in un
posto di circa 2 metri.

La conversazione non comprensibile integralmente
in quanto AC 1 parla a voce bassa.

Si salutano.”

 

I due si sono riparlati alle 10:12 e durante tale
conversazione AC 1 ha nominato “__________” riferendosi con tale nomignolo a AC
 2. Ha detto che la refurtiva era stata “sotterrata”.

Alle 10:59 “bb” ha
scritto a AC 2 un SMS del seguente tenore:

 

“  SMS
"Tutto bene doctor noi siamo senza sigarette e tu a che ora vai”

 

Alle 11:48 “cc”, alias
C. ha parlato al telefono con D. in merito alla questione che sarebbe stata la E.
ad andare a __________.

 

Subito dopo, alle
11:51, “cc”, alias C., ha informato AC 1.

Alle 12:57, alle 12:59
e alle 13:02, “bb” e AC 2 si sono scambiati tre SMS. Il testo del secondo era
il seguente:

 

“  SMS:
“Tu vuoi vedere dove è il materiale? 116”

 

Nel seguito si sono
scambiati ulteriori telefonate e SMS il C. sia con il D., sia con il AC 1, per
la maggior parte attinenti alla venuta a __________ della E. e al suo incontro
con AC 1.

Delle telefonate via
via più inquiete, intercorse tra C. e A., rispettivamente tra C. e D. dalle
17:00 in poi, quando più non riuscivano a collegarsi con AC 1, si è già detto.

 

 

                                   8.   Giusta l’art. 140 cifra 1 cpv. 1 CP commette rapina ed è
punito con una pena detentiva sino a dieci anni o con una pena pecuniaria non
inferiore a 180 aliquote giornaliere, chiunque commette un furto usando
violenza contro una persona o minacciandola di un pericolo imminente alla vita
o all’integrità corporale o rendendola incapace di opporre resistenza.

Nel concreto caso è pacifico che gli accusati,
agendo in correità tra loro e con terzi, hanno commesso il citato reato, avendo
essi spezzato (uno dei rapinatori minacciando PL 2 con una pistola giocattolo e
AC 1 afferrando da tergo PL 1 e immobilizzandola alle braccia) la volontà e
ogni possibilità di resistenza delle due donne, costringendole ad aprire le
vetrine del negozio, nelle quali erano riposti orologi e gioielli di gran marca
(e quindi di valore) di cui hanno fatto razzia, lasciando la gioielleria
praticamente vuota.

 

Nella commisurazione della pena (art. 47 CP) il giudice tiene 

conto della colpa del reo, della vita e delle condizioni personali
di lui nonché dell'effetto che la pena avrà sulla sua vita. Secondo 

l’art. 47 cpv. 2 CP la colpa e determinata secondo il grado di
lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la riprensibilità
dell'offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché, tenuto conto delle
circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l'autore aveva di
evitare l'esposizione a pericolo o la lesione.

Come ha già stabilito in numerose sentenze la superiore Corte di
cassazione e revisione penale (cfr. ancora di recente la sentenza 12.05.2010
della CCRP in re F. M.), “…come nel vecchio diritto (art. 63 v. CP), il giudice
commisura la pena essenzialmente in funzione della colpevolezza del reo. Il
legislatore ha ripreso, al cpv. 1, i criteri della vita anteriore e della
condizione personale e aggiunto la necessità di tener conto dell'effetto che la
pena avrà sulla vita dell'autore. Con riguardo a quest'ultimo criterio, il
messaggio precisa che la misura della pena delimitata dalla colpevolezza non
deve essere sfruttata necessariamente per intero se una pena più tenue
potrà presumibilmente trattenere I'autore dal compiere altri reati (messaggio
del 21 settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del
codice penale militare nonché della legge federale sui diritto penale minorile,
FF 1999 1744). La legge codifica, così, la giurisprudenza secondo cui occorre
evitare di pronunciare sanzioni che ostacolino il reinserimento del condannato
(DTF 128 IV 73 consid. 4c pag. 79; 127 IV 97 consid. 3 pag. 101). Questo
criterio di prevenzione speciale permette tuttavia soltanto di effettuare
correzioni marginali, la pena dovendo in ogni caso essere proporzionata alla
colpa (STF del 14 ottobre 2008, inc. 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008,
consid. 3.2.; STF del 12 marzo 2008, inc. 6B_370/2007, consid. 2.2; STF del 17
aprile 2007, inc. 6B_14/2007, consid. 5.2 e riferimenti).

Codificando la giurisprudenza, I'art. 47 cpv. 2 CP fornisce un
elenco esemplificativo di criteri che permettono di determinare la gravità
della colpa dell'autore. Il giudice dovrà prendere in considerazione il grado
di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso nonché la riprensibilità
dell'offesa, elementi che la giurisprudenza designava con I'espressione
"risultato dell'attività illecita" rispettivamente "modo di
esecuzione" (DTF 124 IV 6 consid. 6. pag. 20). Sotto iI profilo soggettivo,
la norma rinvia ai moventi e agli obiettivi perseguiti che corrispondono ai
motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP), nonché alla possibilità
che I'autore aveva di evitare I'esposizione a pericolo o la lesione
riferendosi, in quest'ultimo caso, alla libertà dell'autore di decidersi a
favore della legalità e contro l'illegalità (v. DTF 127 IV 101 consid. 2a pag.
103). In relazione a quest'ultimo criterio, il legislatore impone al giudice di
tener conto della situazione personale dell'autore e delle circostanze esterne.
La situazione personale può, senza che vi sia un reperto patologico ai sensi
dell'art. 19 CP, turbare la capacità di valutare il carattere illecito
dell'atto. Le circostanze esterne si riferiscono, per esempio, a situazioni di
emergenza o di tentazione che non siano cosi pronunciate da giustificare
un'attenuazione della pena (FF 1999 1745; STF del 12 marzo 2008, inc. 6B_370/2007,
consid. 2.2) Analogamente all'art. 63 vCP, I'art. 47 CP non elenca in modo
dettagliato ed esauriente gli elementi pertinenti per la commisurazione della
pena (STF dell'11 aprile 2008, inc. 6B_738/2007, consid. 3.1). Questa
disposizione conferisce, dunque, un ampio potere d'apprezzamento al giudice.”

 

Nel concreto caso la Corte ha considerato assai
grave la colpa degli accusati che non hanno esitato a venire, per puro scopo di
lucro, a più riprese, da __________ fino ad __________, talvolta insieme,
talaltra alternandosi ai correi, per pianificare in ogni dettaglio e infine per
consumare una rapina audace e spregiudicata, il cui obiettivo -invero
ambizioso- era quello di svaligiare, in pieno giorno e in pieno centro
un’intera gioielleria. Con grande determinazione e sangue freddo, da veri
professionisti, essi hanno, di comune concerto, messo a punto e poi a segno un
piano articolato e meticoloso; hanno studiato a fondo l’obiettivo, gli orari di
apertura della gioielleria, le abitudini delle commesse, le vie per giungere e
per ripartirsene e altresì hanno saputo valutare con buona approssimazione il
valore della considerevole refurtiva che si apprestavano a rubare, al punto
che, appena mezz’ora dopo la rapina, il loro uomo di contatto rimasto a __________,
ovvero C., era in grado di comunicare al telefono al suo interlocutore che la
refurtiva valeva un milione duecentomila o trecentomila.

D’altro canto il fatto che il negozio esponeva
orologi e gioielli di gran marca la dice lunga sulla volontà degli accusati e
dei loro correi di mettere a segno un “colpo” davvero grosso.

Incuranti delle dogane e dei possibili controlli,
gli accusati sono ripetutamente venuti a __________ e ad __________ per altresì
studiare i luoghi in cui riparare dopo la rapina, in cui nascondersi e
nascondere la refurtiva, in attesa che le ricerche della polizia si allentassero.
All’uopo hanno preparato un furgone, attrezzato di tutto punto: dalle
biciclette -ingegnoso mezzo per percorrere velocemente i vicoli di __________ -,
ai vestiti di ricambio, dalle parrucche per travisare il loro aspetto, alla
pistola che doveva sembrare vera per intimidire -solo mostrandola- le commesse,
dalle manette che dovevano ritardare l’allarme, ai tanti altri oggetti che
potevano loro servire e che la polizia ha poi ritrovato nel bosco.

Il giorno della rapina gli accusati hanno curato
di farsi accompagnare a __________ da B., un incensurato, proprietario
legittimo della vettura che guidava e quindi persona tale da superare senza
problemi eventuali controlli.

Incontrati i correi a __________, con efficienza
e rapidità hanno eseguito il “lavoro” con la spavalda sicurezza di chi ha tutto
ben studiato e quindi sa esattamente cosa fare e come fare. In pochi secondi AC
1 e il cosiddetto “bb” hanno preso il controllo sulle commesse, il primo con la
forza, il secondo con la minaccia, mostrando la pistola che teneva alla
cintola.

Fatti entrare anche AC 2 e A., in pochi minuti,
rapidi e precisi, hanno svuotato il negozio, dopodiché sono spariti nella
boscaglia. Solo il fortuito, insperato, aiuto degli inquirenti italiani è
giunto il giorno successivo a dare a quelli ticinesi quel tanto di indizi che ha
permesso di localizzare e poi fermare gli accusati e, il 30.10.2009, di
recuperare gran parte della refurtiva.

Certo è che la rapina era tecnicamente consumata
quando essi sono stati arrestati. Nondimeno il fatto che la maggior parte della
refurtiva sia stata, per finire, ritrovata, è stato considerato dalla Corte come
una diminuente.

Del pari la Corte ha considerato a favore degli
accusati la circostanza che, per fare la rapina, il gruppo si sia portato appresso
una pistola giocattolo anziché un’arma da fuoco vera. Avuto riguardo a AC 1 non
si è potuto, d’altra parte, non considerare l’arditezza con cui ha
immobilizzato, afferrandola da tergo per le braccia, PL 1, curando nel contempo
di dare una manata alla telecamera per spostare verso il muro l’obiettivo. Un
comportamento quest’ultimo che denota altresì una certa scaltrezza.
Determinazione hanno poi dimostrato entrambi gli accusati passando la notte del
29.10.2009 all’addiaccio, nella boscaglia, attenendosi ad un preordinato piano
che -se non fosse intervenuto l’imprevisto e imprevedibile aiuto degli
inquirenti italiani- sarebbe sicuramente stato destinato al pieno successo (come
dimostra la riuscita fuga degli altri due coautori che han portato seco
refurtiva per circa fr. 75'000.-). 

Dal lato soggettivo pesano per AC 2 i numerosi precedenti,
le tante condanne accumulate sull’arco di quasi trent’anni, due delle quali
specifiche per il reato di rapina. Dall’espiazione effettiva di circa cinque
anni di carcere, non sembra AC 2 aver tratto un qualche insegnamento se, il
28.10.2009, era ancora attorno, con i correi, in gruppo, sul nostro territorio,
pronto a commettere -come ha commesso- un’articolata, ambiziosa rapina. Pur
considerando l’infanzia infelice e la scarsa scolarità, è grave che un uomo
ormai cinquantenne sia ancora attorno a fare rapine per procurarsi, senza
troppa fatica e senza lavorare, i mezzi per la sua sussistenza. D’altro canto
la mentalità acquisita da AC 2 dopo tante condanne si è ben appalesata durante
l’istruttoria che ha preceduto questo dibattimento, nella quale AC 2 si è
distinto per la sua capacità di tenere testa ad oltranza agli inquirenti,
facendo uso, da consumato pregiudicato quale egli è, del suo diritto di non
rispondere, e ciò per ben sette verbali ed anche davanti al Giar.

Ciò era evidentemente un suo diritto, nondimeno
tale suo atteggiamento processuale la dice lunga sulla particolare, pertinace tempra
del suo carattere. Dopo un mese e mezzo di carcere preventivo ha finalmente
ammesso davanti al PP, nel già citato verbale 11.12.2009, di essere stato uno
degli autori della rapina, narrando anche le modalità con cui essa è stata
preparata ed eseguita, senza tuttavia fare agli inquirenti i nomi dei correi
(aldifuori di quello di AC 1 che sapeva essere anche lui in carcere). Per il
resto AC 2 si è limitato a indicare solo nomignoli, mentre che, per l’amico B.,
ha perseguito accanitamente e fino in fondo l’obiettivo di scagionarlo. 

Per AC 1 la Corte ha considerato che egli pure ha
dei precedenti, nondimeno di portata molto minore rispetto a AC 2. Per AC 1 non
va d’altra parte trascurato che egli ha delinquito in Italia pur potendo
contare su una buona formazione scolastica e professionale. Nel caso di specie,
poi, egli ha accettato di venire ad __________ a commettere un grave reato, immemore
e noncurante delle sue responsabilità di padre di due bimbi in tenera età, oltre
che di compagno della loro madre, acciò non certo spinto dal bisogno, bensì dal
desiderio di conseguire un facile e cospicuo guadagno (come, palesemente,
dimostra il messaggio inviato alla compagna due ore dopo la rapina, nel quale prospetta
addirittura la possibilità di comprarsi una casa col ricavo della refurtiva.
Non è di certo venuto ad __________ per procurarsi i soldi per comprare i
pannolini!!!).

AC 1, a differenza di AC 2, ha ammesso di essere uno degli autori della rapina già a partire dai verbali del 03/09.11.2009. Nondimeno -come AC 2-
anche lui dei correi ha dato solo inutilizzabili (ai fini della loro
identificazione) nomignoli.

La reticenza di AC 1 si è appalesata costituire vera e propria omertà
quando, attraverso le intercettazioni telefoniche, si è avuta la prova della particolare
amicizia e confidenzialità dei suoi rapporti con A. e con C.. Reso edotto degli
accertamenti di identità fatti dagli inquirenti italiani ha continuato
imperterrito a chiamare “__________” il A. e “__________”o “__________” il C..
Nemmeno al dibattimento ha accettato di confermare la loro identità, così come
emersa dall’istruttoria.

In particolare, AC 1 nulla ha voluto dire in merito all’identità
di colui che continua a chiamare “bb”. Reticente ad oltranza, AC 1 ha dimostrato con siffatto atteggiamento di aver ormai fatto la sua “scelta di campo”. Pentito a
parole, egli ha di fatto privilegiato fino in fondo il suo rapporto con costoro
(con “bb”, con A. e con C.), manifestando così la sua volontà di non tradirli e
di non volersi staccare da loro.

Per il resto, per entrambi gli accusati la Corte ha tenuto conto
della loro confessione (per loro -come si è andati esponendo- non è certo il
caso di parlare di piena collaborazione), del carcere preventivo sofferto,
delle rispettive situazioni personali, familiari e sociali, col che, tutto ben
pesato, è parsa equa e giusta la loro condanna alla pena detentiva di anni
quattro, con una sensibile riduzione, quindi, rispetto alle proposte formulate dalla
Pubblica Accusa. Pene uguali per motivi, in parte, diversi.

Per AC 2 -come cennato- ha pesato in modo particolare sul giudizio
finale la gravità dei precedenti. Per AC 1, pesano nella valutazione complessiva
della sua colpa, accanto alle altre evocate circostanze, la sua vicinanza, i
suoi stretti, omertosi legami con persone (il C., il A., il D., il “bb”) che
hanno tutta l’aria di essere molto introdotti nel mondo della delinquenza.
D’altro canto non va dimenticato che è stato AC 1 ad introdurre nel gruppo AC 2.

Data la misura delle pene pronunciate, la sospensione condizionale
non entra in linea di conto.

D’altro canto non v’è chi non veda come la prognosi sia comunque
per entrambi (per i loro precedenti, per la loro disassuefazione ad un lavoro
onesto, per la loro manifesta volontà di fare molto danaro in modo illecito e
veloce, per gli ambienti che hanno scelto di frequentare) negativa in modo che
allarma e preoccupa.

Quanto in sequestro deve essere confiscato.

 

Rispondendo           A.   per AC 1,
affermativamente ai quesiti posti, meno che ai quesiti 1.2. e 2.;

 

 

                                  B.   per AC 2,
affermativamente ai quesiti posti, meno che ai quesiti 1.2. e 2.;

 

 

                                  C.   affermativamente
al quesito posto;

 

 

visti gli art.                       12,
40, 47, 51, 69, 140 cifra 1 CP;

4 lett. g, 33 LArm;

9 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;

 

 

 

dichiara e
pronuncia:

 

 

                                   1.   AC 1
e AC 2 sono coautori colpevoli di

 

rapina

per avere,

il 28 ottobre 2009, ad __________, 

agendo in correità tra loro e con terzi,

usando violenza, rispettivamente minacciando di
un pericolo imminente alla vita o all’integrità corporale le venditrici PL 1 e PL
2, rendendole incapaci di opporre resistenza,

commesso un furto in danno della gioielleria PC 1,

sottraendo orologi, gioielli e denaro contante per un valore complessivo
denunciato di fr. 1'265'300.90 (refurtiva quasi interamente recuperata);

 

e meglio come
descritto nell’atto d’accusa e precisato nei considerandi.

 

 

                                   2.   AC 1
e AC 2 sono prosciolti dall’imputazione di infrazione alla LF sulle
armi descritta al punto 2. dell’atto di accusa.

 

 

 

 

 

                                   3.   Di
conseguenza,

 

 

                               3.1.   AC 1
è condannato alla pena detentiva di 4 (quattro) anni, da dedursi il carcere
preventivo sofferto;

 

 

                               3.2.   AC 2
è condannato alla pena detentiva di 4 (quattro) anni, da dedursi il carcere
preventivo sofferto.

 

 

                                   4.   La tassa
di giustizia di fr. 1'500.- e le spese processuali sono per 2/5 a carico di AC
1, per 2/5 a carico di AC 2 e per 1/5 a carico dello Stato.

 

 

                                   5.   È ordinata
la confisca di quanto in sequestro ed elencato nell’atto di accusa
rispettivamente nella distinta reperti e tracce sub all. 78 all’AI 72, in particolare del DNA rinvenuto sul bicchiere di birra prelevato presso il Bar __________ ed
atto a identificare il coautore tuttora non identificato.

 

 

                                   6.   Questo
giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la
dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte
entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla notificazione
della sentenza integrale.

 

 

 

 

Distinta spese:               Tassa
di giustizia                                   fr.        1'500.--

                                         Inchiesta
preliminare                             fr.      48'800.40

Spese
postali,tel.,affr. in blocco           fr.           200.--

                                                                 fr.      50'500.40

                                                                 ===========

 

 

 

 

 

                                         Distinta
spese a carico di AC 1 (2/5)

 

                                         Tassa di
giustizia                                   fr.           600.--

Inchiesta
preliminare                             fr.      19'515.50

Spese
postali,tel.,affr. in blocco           fr.              80.--

                                                                 fr.      20'195.50

                                                                 ===========

 

 

 

 

 

                                         Distinta
spese a carico di AC 2 (2/5)

 

                                         Tassa di
giustizia                                   fr.           600.--

Inchiesta
preliminare                             fr.      19'515.85

Spese
postali,tel.,affr. in blocco           fr.              80.--

                                                                 fr.      20'195.85

                                                                 ===========

 

 

 

 

 

 

Il rimanente è a carico dello Stato.

 

 

 

 

 

 

	
  Intimazione a:

  	
   

  
	
  “   

  	
   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

Per la Corte delle assise criminali

La presidente                                                        La
segretaria