# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0d6dcb2f-0cee-56ea-be4e-14db7b62133c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-06-30
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 30.06.2014 14.2014.50
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2014-50_2014-06-30.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2014.50

  	
  Lugano

  30 giugno 2014/lw

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Baur
  Martinelli

  

 

 

statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG)
nella causa SO.2013.902 (rigetto provvisorio dell’opposizione) della Pretura
della Giurisdizione di Mendrisio-Sud promossa con istanza 17
 dicembre 2013 da:

 

	
   

  	
  RE 1 

  (patrocinata dall’avv. PA 1, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  CO 1__________ 

  (patrocinata dall’avv. PA 2, __________)

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando sul reclamo del 7
 marzo 2014 presentato da BMW (Schweiz) AG contro la decisione emessa il 25 febbraio 2014 dal Pretore aggiunto;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Con
precetto esecutivo n. __________, emesso il 22
 gennaio 2013 dall’Ufficio esecuzione di Lugano (doc. L), “RE 1” ha escusso CO
1 per l’incasso di fr. 27'208.40 oltre interessi del 4.90% dal 27
 ottobre 2012, indicando quale titolo di credito: “Risoluz. antic. contr.
contratto di leasing no __________”.

 

                                  B.   Avendo
CO 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 17 dicembre 2013 l’escutente ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura della
Giurisdizione di Mendrisio-Sud, limitatamente a fr. 7'160.– oltre interessi al 4.90% dal 27
 ottobre 2012, pari alle rate scoperte da giugno a settembre del 2012. Nel
termine impartito, l’escussa si è opposta all’istanza con osservazioni
scritte del 20 gennaio 2014. In replica, il 6
 febbraio 2014 l’istante ha confermato la sua domanda mentre con duplica del 20 febbraio 2014 la parte convenuta vi si è nuovamente opposta.

 

                                  C.   Statuendo
con decisione 25 febbraio 2014, il Pretore aggiunto ha respinto l’istanza,
ponendo a carico dell’escutente le spese processuali di fr. 300.– e un’indennità
di fr. 360.– a favore della parte convenuta.

 

                                  D.   Contro
la sentenza citata RE 1 è insorta a questa Camera con reclamo del 7
 marzo 2014 per chiederne l’annullamento e l’accoglimento dell’istanza, o in
via subordinata il rinvio dell’incarto alla Pretura per nuova decisione. Nelle
sue osservazioni del 4 aprile 2014 CO 1 postula la reiezione del reclamo. Con
replica del 14 aprile 2014 la reclamante conferma quanto richiesto con il reclamo.
Controparte non ha presentato duplica.

 

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   La
sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una
decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC),
contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG).

 

                                1.1   Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC).
Presentato il 7 marzo 2014 contro la sentenza notificata al patrocinatore di RE
1 il 26 febbraio 2014, in concreto il reclamo è tempestivo.

 

                                1.2   La
Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo
sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC,
imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare e di spiegare
perché la sentenza impugnata sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue
opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del
Tribunale federale 5A_247/2013 del 15
 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di principio in base
agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo
l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione
errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo
restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di
prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                                   2.   Nella
decisione impugnata, il Pretore aggiunto ha rilevato che nel contratto di
leasing in esame e nel precetto esecutivo la datrice di leasing è stata
indicata con la denominazione “RE 1”, creando incertezza sulla sua identità,
visto che la società RE 1 (doc. 1) e B__________ AG (doc. 2) fanno entrambe parte
del gruppo B__________. Il primo giudice ha puntualizzato che RE 1 ha, tra l’altro,
quale scopo l’importazione di veicoli del marchio B__________, la loro vendita
in Svizzera e l’erogazione di servizi quali le riparazioni e può svolgere tutte
le attività commerciali e finanziarie in relazione al fine sociale (doc. 1), B__________
Ltd, invece, ha quale scopo il finanziamento di commercianti diretti e clienti
B__________ sul mercato svizzero, segnatamente mediante leasing. Il Pretore aggiunto, in queste circostanze, ha
ritenuto che la struttura più confacente allo scopo sociale per la conclusione
dei contratti di leasing fosse B__________ Ltd, per cui l’istante RE 1 non
identificandosi con la contraente ed escutente, ha respinto l’istanza.

 

                                   3.   Nel
reclamo RE 1 sostiene che la società “B__________ SA”, menzionata in prima
sede, non è mai stata coinvolta in alcun modo nel contratto concluso con la
convenuta, non comparendo né sul contratto di leasing, né sul precetto
esecutivo in oggetto e nemmeno sull’istanza di rigetto. Secondo la reclamante
il contratto di leasing costituisce pertanto un valido titolo di rigetto
provvisorio dell’opposizione per le rate rimaste impagate relative ai mesi da
giugno a settembre del 2012. Da parte sua, la convenuta ribadisce che “B__________”,
con cui ha concluso il contratto di leasing, non è un reparto di “RE 1” e che
non si può escludere che il suo contraente sia “B__________ Ltd. Stanti l’incertezza
e la confusione instaurate dall’utilizzo di “denominazioni praticamente identiche”
e dall’instaurazione di “suddivisioni interne sconosciute e difficilmente
comprensibili” è corretta, a giudizio della convenuta, la decisione impugnata.

                                   4.   In
virtù dell’art. 82 LEF, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione
ove il credito posto in esecuzione sia fondato su un riconoscimento di debito
constatato mediante atto pubblico o scrittura privata (cpv. 1), a meno che l’escusso
sollevi e giustifichi immediatamente eccezioni tali da infirmare il
riconoscimento di debito (cpv. 2). La procedura di rigetto è una procedura documentale
(Aktenprozess), il cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito
posto in esecuzione bensì l’esistenza di un titolo esecutivo. Il giudice
verifica solo la forza probatoria del titolo prodotto dal creditore – la sua
natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l’escusso non renda
immediatamente verosimili eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142, consid.
4.1.1).

 

                                   5.   In
ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo), il giudice esamina d’ufficio,
a prescindere dalle allegazioni delle parti, se la documentazione prodotta
costituisce valido titolo di rigetto dell’opposizione e se vi è identità tra l’escutente
indicato sul precetto esecutivo (e nell’istanza) e il creditore designato nel
titolo, tra l’escusso e il debitore menzionato nel titolo e tra la pretesa
posta in esecuzione e il debito accertato o riconosciuto. Il giudice appura
anche d’ufficio se l’esecuzione è manifestamente perenta o nulla. Per contro
non può rilevare un vizio della procedura di esecuzione di cui l’interessato
deve prevalersi tramite ricorso all’autorità di vigilanza (DTF 139 III 447
consid. 4.1.1).

 

                                5.1   Nella
fattispecie il contratto di leasing sottoscritto il 24
 novembre 2011 dalla convenuta è intestato con la denominazione “B__________ –
B__________ Leasing, un reparto di RE 1”. Il documento indica quale datrice di
leasing la “B__________ Leasing, un reparto di RE 1”, sia direttamente sotto l’intestazione
che anche in fondo al contratto, sopra le firme dei contraenti (doc. D pag. 1).
La società “B__________ SA” menzionata dal primo giudice, invece, non appare né
come contraente sul contratto di leasing, né sulla corrispondenza intercorsa
con l’assuntrice del leasing e nemmeno sul precetto esecutivo o sull’istanza di
rigetto (doc. E, F, G e I). Questa società è menzionata unicamente nell’art. 1
delle Condizioni generali del contratto di leasing, in cui viene però indicato
che parte contrattuale è “la società di leasing menzionata nel contratto di
leasing”, e quindi “B__________ – B__________ Leasing, un reparto di RE 1”.

 

                                5.2   Orbene,
il contratto di leasing esplicita chiaramente che “B__________ – B__________
Leasing” è un “reparto di RE 1”, ovvero una suddivisione interna senza
personalità giuridica propria, ciò che si deduce già dall’assenza nel nome del
reparto di una sigla (quale “SA”, “Sagl” ecc.) propria a una società. Unico
soggetto giuridico è dunque RE 1 RE 1 in lingua italiana, come risulta dal
registro di commercio), lo stesso che compare sull’istanza di rigetto. Nulla di
diverso si evince dal precetto esecutivo, in cui l’escutente è denominato come
“B__________ -B__________ Lea­sing/Rep. RE 1”, dove “Rep.” sta ovviamente per
reparto. Vi è pertanto identità tra l’escutente indicato sul precetto esecutivo
e sull’istanza e la creditrice designata nel contratto di leasing. Su questo
punto va data ragione alla reclamante.

 

                                5.3   Il
primo giudice avrebbe quindi dovuto verificare il merito dell’istanza e dell’altra
obiezione sollevata dall’escussa. Essendo la causa matura per il giudizio, la
Camera può ad ogni modo statuire essa stessa sull’istanza (art. 327 cpv. 3
lett. b CPC), come peraltro chiede la reclamante in via principale.

 

                                   6.   Un
contratto di leasing costituisce, in linea di principio, valido riconoscimento
di debito per le rate esigibili (Panchaud/Caprez,
Die Rechtsöffnung, 1980, pag. 190; Peter Stücheli,
Die Rechts­öffnung, 2000, pag. 355, 360). Nel caso di specie sottoscrivendo il
noto contratto di leasing il 24
 novembre 2011 l’escussa si è obbligata a corrispondere per l’uso di una B__________
un acconto iniziale di fr. 10'000.– e ulteriori 48 canoni di leasing mensili
da fr. 1'790.– ognuno, IVA inclusa (doc. D). In seguito al mancato
pagamento di diversi canoni leasing, l’istante con scritto del 4
 settembre 2012 ha rescisso il contratto con effetto immediato (doc. G). Con l’istanza
in esame la creditrice chiede però solo le rate per i mesi da giugno a
settembre del 2012 per complessivi fr. 7'160.– (fr. 1'790.– x 4)
oltre interessi del 4.9% dal 27
 ottobre 2012. In sé, il contratto di leasing concluso tra le parti giustifica
dunque il rigetto provvisorio dell’opposizione interposta dall’escussa per l’importo
richiesto dall’escutente.

 

                                   7.   Sennonché
nelle osservazioni all’istanza, l’escussa ha sostenuto che l’escutente aveva
disatteso l’art. 29 cpv. 1 della legge federale sul credito al consumo (LCC, RS
221.214.1), non procedendo prima della conclusione del contratto di leasing a
un esame serio e approfondito della capacità creditizia dell’assuntrice – il
cui reddito nemmeno copriva il suo minimo di esistenza –, con la conseguente
perdita del credito concesso (art. 32 cpv. 1 LCC). In replica, RE 1 ha
contestato l’applicabilità della LCC alla fattispecie, il valore del veicolo
dato in leasing, di complessivi fr. 109'000.–, superando il limite
superiore di fr. 80'000.– stabilito dall’art. 7 cpv. 1 lett. e LCC, e ha
stigmatizzato il comportamento dell’escussa ritenuto manifestamente abusivo.
Quest’ultima, in duplica, ha sostenuto che in virtù del suo art. 8 cpv. 1 la
LCC si applica ai contratti di leasing senza limiti di valore.

 

                                7.1   L’art.
7 cpv. 1 lett. e LCC esclude l’applicazione della LCC ai contratti di credito
per importi inferiori a 500 franchi o superiori a 80'000 franchi. Secondo l’art.
8 cpv. 1 LCC i contratti di leasing ai sensi dell’art. 1 cpv. 2 lett. a LCC
sottostanno solamente agli art. 11, 13-16, 17 cpv. 3, 18 cpv. 2 e 3, 19-21, 26,
29, 31-35, 37 e 38. Contrariamente a quanto crede l’escussa, tale limitazione
non esclude l’applicabilità ai contratti di leasing delle norme generali della
legge (art. 1 a 8), segnatamente dell’art. 7 (cfr. sentenza del Tribunale
federale 4A_404/2008 del 18 febbraio 2008, consid. 5.3; Franz Werro, Le contrat de leasing dans la
pratique in: La pratique contractuelle, 3e Symposium en droit des
contrats, 2012 pag. 21 lett. d; Melania Lupi
Thomann, Die Anwendung des Konsumkreditgesetzes auf Miet-, Miet-Kauf-
und Leasingverträge, 2003, pag. 143 lett. a). Gli art. 7 e 8 fanno infatti
parte entrambi della sezione 2 denominata “campo d’applicazione”. Le eccezioni
dell’escussa fondate sulla LCC sono di conseguenza infondate.

 

                                7.2   Nella duplica (pag. 3 ad 3) e nelle osservazioni
al reclamo (pag. 3 ad 1.2) CO 1 adombra il dubbio che, a prescindere dall’applicabilità
della LCC, nell’omet­tere di verificare con maggiore scrupolo la
capacità creditizia della contraente RE 1 abbia in malafede approfittato della
debolezza che un attrattivo contratto di leasing di un’auto di lusso può aver
provocato in lei al momento della conclusione dello stesso. A parte il fatto,
tuttavia, che l’escussa non indica le conseguenze giuridiche del proprio dubbio,
pur volendo ipotizzare la nullità del contratto essa non menziona quale ne
sarebbe la base legale. L’allegato sfruttamento della debolezza del contraente
potrebbe fare pensare a una lesione giusta l’art. 21 CO ma l’escussa non
asserisce né rende verosimile nulla in merito ai presupposti stabiliti dalla
norma (sproporzione tra le prestazioni pattuite dalle parti, abuso dei bisogni,
dell’inesperienza o della leggerezza di una parte, rescissione del contratto
entro un anno dalla conclusione). In queste circostanze, e visto che l’escussa
non fa valere altre eccezioni, nulla osta all’accoglimento del reclamo e, di
conseguenza, dell’istanza.

 

                                   8.   La
tassa del presente giudizio e le ripetibili seguono la soccombenza dell’escussa
(art. 106 cpv. 1 CPC). Circa i rimedi
esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso,
di fr. 7'160.–-, non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai
fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

Per questi motivi,

 

pronuncia:               I.   Il reclamo è accolto e di
conseguenza la sentenza è riformata come segue:

1.   
L’istanza è accolta e di conseguenza l’opposizione interposta al
precetto esecutivo n. __________ dell’Ufficio esecuzione del Distretto di
Lugano è rigettata in via provvisoria limitatamente a fr. 7'160.—oltre
interessi del 4.9% dal 27
 ottobre 2012.

2.   
Le spese e la tassa di giustizia per complessivi fr. 300.– sono
poste a carico della parte convenuta, che rifonderà all’istante fr. 360.–
a titolo di indennità.

 

                                   II.   La
tassa di giustizia e le spese processuali di complessivi fr. 500.–, già
anticipate dalla reclamante, sono poste a carico di CO 1, che rifonderà a RE 1 fr. 500.–
per ripetibili.

 

                                  III.   Notificazione
a:

	
   

  	
  –;

  –

  

                                         Comunicazione alla Pretura della Giurisdizione di
Mendrisio-Sud.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo se la controversia
concerne “una questione di diritto di importanza fondamentale” (art. 74 cpv. 2
LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto è dato, entro lo stesso
termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale
per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso è
sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 2 LTF).