# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 79dab3ec-510e-5a24-9f5c-8f013cfe2685
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-19
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 19.03.2010 D-7875/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7875-2006_2010-03-19.pdf

## Full Text

Corte IV
D-7875/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 9  m a r z o  2 0 1 0

Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio), 
Bruno Huber e Daniel Schmid; 
cancelliera Chiara Piras.

A._______,
ex-Serbia e Montenegro,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 18 febbraio 2004 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-7875/2006

Fatti:

A.

A.a Il 3 dicembre 2003, all'età di (...) anni, l'interessato – d'etnia rom, 
lingua  albanese  ed  originario  del  villaggio  B._______  (distretto  di 
C._______)  –  ha  inoltrato,  unitamente  alla  propria  famiglia,  una 
domanda d'asilo in Svizzera. In sostanza e per quanto è qui di rilievo, 
essi  hanno  dichiarato  di  essere  espatriati,  perché  perseguitati  da 
membri della popolazione albanese. Dal (...) al (...), durante la guerra, 
si  sarebbero,  infatti,  recati  in  Serbia  e  al  loro  ritorno  in  Patria,  la 
popolazione albanese li  avrebbe percossi nonché sospettati  di avere 
collaborato con le  autorità  serbe. In  seguito, l'interessato si  sarebbe 
trasferito  con  i  familiari  a  C._______,  dove  avrebbero  vissuto  fino 
all'espatrio,  il  (...),  quando  sarebbero  partiti,  perché  delle  persone 
avrebbero  voluto  acquistare  l'appartamento,  nel  quale  avrebbero 
vissuto.  Avrebbero  viaggiato  in  un  furgone,  arrivando  a  D._______, 
senza documenti e senza subire controlli.

A.b L'interessato,  che  era  minorenne  al  momento  dell'inoltro  della 
domanda d'asilo, non ha fin'ora presentato ulteriori motivi d'asilo legati 
alla propria persona. 

B.
Il  18  febbraio  2004,  l'allora  Ufficio  federale  dei  rifugiati  (UFR, 
attualmente  e  di  seguito:  UFM)  ha  respinto  la  domanda  d'asilo 
dell'interessato.  Nello  stesso  tempo,  detto  Ufficio  ha  pronunciato 
l'allontanamento dalla  Svizzera e ritenuto lecita,  esigibile e possibile 
l'esecuzione dell'allontanamento verso il Cossovo. 

C.
Il 22 marzo 2004, l'interessato, unitamente ai suoi familiari, ha inoltrato 
ricorso dinanzi alla Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo 
(CRA) contro la  citata decisione dell'UFM, chiedendo l'annullamento 
del  provvedimento litigioso, la concessione dell'asilo  e, in ogni  caso, 
l'esclusione di un rimpatrio forzato, come pure l'assistenza giudiziaria, 
nel senso dell'esenzione dal pagamento delle spese processuali.

D.
Il  31  marzo  2004,  la  CRA  ha  rinunciato,  ritenuta  la  sussistenza  di 
motivi  particolari  (art. 63 cpv. 4 della  legge federale sulla  procedura 

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amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]), a chiedere al 
ricorrente  il  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili 
spese  processuali.  Nel  contempo,  ha  invitato  l'autorità  inferiore  a 
presentare una risposta al ricorso.

E.
Il  21  aprile  2004,  l'UFM,  nell'ambito  della  risposta  al  ricorso,  ha 
proposto la reiezione del gravame. 

F.
Il  23  novembre  2005,  l'UFM  ha  presentato  ulteriori  osservazioni  al 
ricorso riportando il  contenuto  essenziale  del  rapporto  dell'Ufficio  di 
collegamento  svizzero  a  Pristina  del  (...)  in  merito  alla  situazione 
dell'interessato e della sua famiglia in Cossovo. 

G.
Il  15  dicembre  2005,  il  ricorrente  ed  i  suoi  familiari  hanno  inoltrato 
l'atto di replica, prendendo posizione sull'esito del rapporto del (...). 

H.
In  data  4  febbraio  2010,  l'interessato  ha  ottenuto  un  permesso  di 
dimora  annuale  B,  in  ragione  del  matrimonio  contratto  con  una 
cittadina  svizzera.  Il  suo  incarto  è  stato  disgiunto  da  quello  della 
propria famiglia con decisione incidentale del 18 febbraio 2010. 

Diritto:

1.

1.1 Il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in  materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  [LTAF,  RS  173.32], 
art. 105 della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 [LAsi, RS 142.31] e 
art.  83  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giugno  2005 
[LTF, RS 173.110]).

1.2 Questo Tribunale osserva altresì che dal 1° gennaio 2007 giudica, 
in  quanto  sia  competente,  i  ricorsi  pendenti  al  31  dicembre  2006 
presso le commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi 

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dei ricorsi dei dipartimenti. Il giudizio si svolge secondo il nuovo diritto 
processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).

1.3 Giusta  il  capoverso  1  delle  disposizioni  transitorie  della  LAsi 
riguardanti la modifica del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti 
al momento dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il 
nuovo diritto.

1.4 Secondo l'art. 6 LAsi,  le  procedure in  materia  d'asilo  sono rette 
dalla  PA,  dalla  LTAF  e  dalla  LTF,  in  quanto  la  LAsi  non  preveda 
altrimenti.

2.
V'è motivo di entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
di ammissibilità di cui agli art. 48, 50 e 52 PA.

3.

3.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano. 

4.
Il TAF esamina liberamente il diritto federale, l'accertamento dei fatti e 
l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai motivi invocati dalle parti 
(art. 62 cpv. 4 PA) o dai considerandi del provvedimento litigioso.

5.
Nella  decisione impugnata,  l'UFM ha sottolineato che le  aggressioni 
evocate  non  sarebbero  imputabili  alle  forze  dell'ordine  presenti  in 
Cossovo,  poiché  opera  di  persone  terze.  Vi  sarebbe,  quindi,  la 
possibilità di rivolgersi  e chiedere protezione alle forze internazionali 
della  Kosovo  Force (KFOR)  e  dell'United  Nations  Interim 
Administration  Mission  in  Kosovo  (UNMIK).  Per  di  più,  dato  che  il 
ricorrente  non  avrebbe  mai  avuto  alcun  problema a  C._______,  ma 
sarebbe  espatriato,  poiché  non  avrebbe  potuto  rimanere 
nell'appartamento  preso  in  affitto,  non  sussisterebbe,  agli  occhi 

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dell'autorità  inferiore,  alcun  motivo  pertinente  per  la  concessione 
dell'asilo. Infatti, delle situazioni sfavorevoli riconducibili alle condizioni 
di  vita  politiche,  economiche  o  sociali  di  carattere  generale  non 
costituirebbero persecuzioni ai fini dell'art. 3 LAsi e sarebbero quindi 
irrilevanti  per  la  concessione  dell'asilo.  Infine,  l'autorità  inferiore  ha 
ritenuto  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  verso  il 
Cossovo (in particolare verso C._______) come ammissibile, esigibile 
e possibile. 

6.
Nel  gravame,  i  genitori  del  ricorrente  rispettivamente  il  ricorrente, 
hanno sottolineato, al contrario di quanto asserito dall'UFM, che la sua 
famiglia  avrebbe  fatto  presente  l'aggressione  subita  alla  polizia  di 
C._______,  la  quale  avrebbe  risposto  di  non  potere  fare  nulla  per 
aiutare  la  famiglia.  In  merito  alle  forze  KFOR  presenti  in  Cossovo, 
l'insorgente ha ritenuto inutile commentare l'efficacia dei loro interventi 
per il mantenimento della sicurezza e dell'ordine pubblico, ricordando 
gli avvenimenti del 17 marzo 2004, i quali avrebbero visto la caccia ai 
serbi  ed  a  chi  li  avrebbe  precedentemente  aiutati  da  parte  della 
comunità albanese, con un esito di 31 morti e 500 feriti (allegati due 
articoli di giornale del 17 e del 18 marzo 2004). Infine, ha sottolineato 
l'uccisione da parte della popolazione albanese del proprio cugino e la 
fuga dello zio e della nonna verso gli Stati Uniti. Di conseguenza, un 
suo ritorno a C._______ sarebbe attualmente escluso. 

7.
Nella risposta al ricorso del 21 aprile 2004, l'UFM ha sostenuto che il 
gravame non conterrebbe fatti o mezzi di prova nuovi che potrebbero 
giustificare  una  modifica  del  provvedimento  litigioso  e  ribadito 
l'esigibilità del rinvio del richiedente e della sua famiglia di etnia rom e 
d'espressione  albanese  verso  C._______. Inoltre,  nelle  osservazioni 
del  23 novembre  2005,  l'UFM  ha  rilevato  di  avere  chiesto,  in  data 
11 novembre 2005, informazioni in merito alla situazione della famiglia 
del  ricorrente  nel  loro  Paese  d'origine  all'Ufficio  di  collegamento 
svizzero  a  Pristina. Detto  Ufficio  avrebbe confermato  l'appartenenza 
degli  interessati  alla  minoranza  rom  albanofona  del  Cossovo  e 
costatato che il padre del ricorrente avrebbe un fratello con moglie e 
tre  figli  in  Patria,  segnatamente  a  B._______,  con  i  quali  vivrebbe 
anche la nonna dell'interessato (al  contrario di  quanto esposto dalla 
sua famiglia nel corso della procedura). Inoltre, i familiari del ricorrente 
alloggerebbero  in  una  piccola  casa  costruita  con  l'aiuto  di 

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un'organizzazione umanitaria e si manterrebbero grazie all'assistenza 
sociale  e,  in  parte,  ai  proventi  delle  attività  occasionali  dello  zio. 
Inoltre,  il  ricorrente  e  la  sua famiglia,  al  contrario  di  quanto  da loro 
dichiarato,  non  avrebbero  vissuto  né  a  E._______  (Serbia),  né  a 
C._______, ma avrebbero lasciato il Cossovo a metà degli anni '90 per 
recarsi in Germania, dove avrebbero risieduto fino a poco prima della 
loro  domanda  d'asilo  in  Svizzera.  Di  conseguenza,  ritenuta  la  rete 
familiare, l'età, l'esperienza professionale dei genitori del ricorrente e 
la  mancanza  di  problemi  di  salute,  l'UFM ha  confermato  l'esigibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento. 

8.
Nell'atto di  replica del 15 dicembre 2005, l'insorgente, unitamente ai 
propri  familiari,  ha  confermato  la  presenza  dello  zio  in  Patria, 
asserendo  però  di  non  avere  alcun  contatto  con  quest'ultimo  e  di 
ignorare il domicilio della nonna. Ciò dimostrerebbe la mancanza di un 
suo  legame,  sostegno  e  riferimento  familiare  in  Cossovo.  Inoltre,  il 
ricorrente ha sottolineato quanto sostenuto dall'UFM in merito agli aiuti 
finanziari  dell'assistenza  sociale  della  famiglia  dello  zio,  motivo  per 
ritenere  che  egli  non  avrebbe  i  mezzi  finanziari  necessari  per 
sostenerli in caso di rientro in Patria. 

9.
Nelle  osservazioni  del  9  dicembre  2009,  l'UFM  ha  rilevato  che  il 
richiedente e la sua famiglia hanno rilasciato delle dichiarazioni che si 
sono rilevate inverosimili e che rendono difficile il chiarimento in merito 
alla cittadinanza cossovara. Essi dovrebbero, però, essere in grado di 
provare  la  loro  origine  e  provenienza  alle  autorità  ed  ottenere  la 
cittadinanza  cossovara  o  della  Serbia.  Di  conseguenza,  niente  si 
opporrebbe ad un loro rinvio in Cossovo o in Serbia. 

10.

10.1 Sono rifugiate  le  persone  che,  nel  Paese  d'origine  o  di  ultima 
residenza,  sono  esposte  a  seri  pregiudizi  a  causa  della  loro  razza, 
religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale 
o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere 
esposte  a  tali  pregiudizi.  Sono  pregiudizi  seri  segnatamente 
l'esposizione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della libertà, 
nonché  le  misure  che  comportano  una  pressione  psichica 
insopportabile. Occorre altresì tenere conto dei motivi di fuga specifici 
della condizione femminile (art. 3 LAsi).

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10.2 Chiunque  domanda asilo  deve provare  o  per  lo  meno  rendere 
verosimile  la  sua  qualità  di  rifugiato.  Per  poter  ammettere  la 
verosimiglianza,  ai  sensi  dell'art.  7  LAsi,  delle  dichiarazioni 
determinanti  rese  da  un  richiedente  l'asilo,  occorre  che  le  stesse 
abbiano  insito  un  grado  di  convinzione  logica  tale  da  prevalere  in 
modo  preponderante  sulla  possibilità  del  contrario,  così  che 
quest'ultima risulti secondaria (v. Giurisprudenza ed informazioni della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
1993 n. 21). In altri  termini, le dichiarazioni devono essere attendibili, 
cioè  resistenti  alle  obiezioni,  precise,  ovvero  non  generiche  e  non 
suscettibili  di  diversa interpretazione (altrettanto  o  più  verosimile),  e 
concordanti,  o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con altri 
dati  o  elementi  certi.  Peraltro,  il  giudizio  sulla  verosimiglianza 
dev'essere  il  frutto  di  una  valutazione  complessiva,  e  non 
esclusivamente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo 
da  consentire  di  limitare  al  minimo  il  rischio  dell'approssimazione, 
ovvero il pericolo di fondare il giudizio valorizzando, contro indiscutibili 
postulati  di  civiltà  giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità 
giudicante (GICRA 1995 n. 23).

10.3 Secondo  la  teoria  della  protezione  (Schutztheorie),  una 
persecuzione, di cui gli  autori non sono né lo Stato, né uno dei suoi 
organi, né un'entità quasi statale, è determinante per il riconoscimento 
della qualità di rifugiato, se la vittima non può ottenere una protezione 
adeguata  dal  suo Paese d'origine  (principio  della  sussidiarietà  della 
protezione  internazionale).  Lo  Stato  non  è  tenuto  a  garantire  una 
protezione  assoluta  e  durevole  a  tutti  i  cittadini  in  ogni  luogo 
(GICRA 1996 n. 18).  Tuttavia,  tale  protezione  deve  assumere  un 
carattere effettivo e ragionevole. Lo Stato non può prevenire ogni tipo 
di attacchi, ma può proibirli e sanzionarli. Se i comportamenti illegittimi 
di  terzi  sono  oggetto  di  inchieste  e  sanzioni  sistematiche,  lo  Stato 
adempie  in  generale  al  suo  obbligo  di  protezione.  Inoltre,  un 
richiedente l'asilo  può essere obbligato a chiedere  la  protezione del 
suo  Paese  d'origine,  se  essa  è  appropriata,  ossia  se  è  suscettibile 
d'essere  ottenuta  da  strutture  di  protezione  interne  funzionanti  ed 
efficienti (GICRA 2006 n. 18).

11.
Questo Tribunale osserva che le allegazioni in merito agli avvenimenti, 
verificatisi in Patria, i quali avrebbero indotto il ricorrente a lasciare il 
Paese d'origine ed in merito  ai  timori  di  persecuzione in caso di  un 

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rientro  in  Patria  s'esauriscono  in  mere,  generiche  ed  imprecise 
affermazioni  di  parte  a  volte  contraddittorie  e  non  corroborate  dal 
benché  minimo  elemento  di  seria  consistenza,  in  sostanza  per  le 
ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può essere rimandato.

A  titolo  d'esempio  va  osservato  che  la  madre  del  ricorrente  ha 
sostenuto  di  essersi  trasferiti  a  C._______  nel  (...)  (cfr.  verbale 
d'audizione dell'11 dicembre 2003 pag. 6), mentre il padre ha più volte 
dichiarato di avere lasciato B._______ nel (...) (cfr. verbale d'audizione 
dell'11 dicembre  2003  pag.  5).  Invece,  dal  rapporto  dell'Ufficio  di 
collegamento  svizzero  a  Pristina  del  (...),  si  evince  che  la  famiglia 
dell'interessato non ha mai vissuto né in Serbia, né a C._______, ma 
ha lasciato il Cossovo negli anni novanta per recarsi in Germania. Tale 
informazione  non  è,  del  resto,  stata  in  alcun  modo  contestata 
nell'ambito dell'atto di replica del 15 dicembre 2005. Di conseguenza, 
questa  contraddizione,  peraltro  oggettiva  e  legata  direttamente  ai 
motivi  del  ricorrente  a  sostegno  della  sua  domanda  d'asilo  – 
segnatamente le persecuzioni da parte della popolazione albanese a 
causa  del  suo  soggiorno  in  Serbia  –  è  motivo  in  più  per  questo 
Tribunale di dubitare dell'attendibilità e quindi della verosimiglianza del 
racconto narrato. Per sovrabbondanza, dagli  atti  di causa e alla luce 
dell'inverosimiglianza  e  dell'impertinenza  dei  fatti  addotti  nel  corso 
della  procedura  d'asilo  non  risultano  elementi  per  ritenere  che  le 
autorità  presenti  in  loco,  se  opportunamente  sollecitate,  non 
accorderebbero  all'interessato  un'appropriata  protezione  contro 
l'eventuale  futuro  agire  illegittimo  di  terzi  nei  suoi  confronti,  ritenuto 
che  non  vi  sono  elementi  per  presumere  che  le  autorità  cossovare 
siano  manchevoli  di  volontà  e  di  infrastrutture  appropriate  per 
proteggere i propri cittadini, segnatamente di etnia rom (cfr. Sentenza 
del Tribunale amministrativo federale E-6341/2006 del 21 agosto 2008 
consid. 4.2.2 pag. 11). 

12.
Da quanto esposto, consegue che sul punto di questione dell'asilo il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

13.

13.1 Tramite  la  comunicazione  del  (...)  della  Sezione  della 
popolazione del Canton Ticino, questo Tribunale è stato informato che 
il  ricorrente  beneficia  ora  di  un  permesso  di  dimora  annuale 

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(permesso B,  cfr.  risultanze  processuali),  in  seguito  al  matrimonio 
contratto con una cittadina svizzera. 

13.2 Se le competenti  autorità  di  polizia  degli  stranieri  concedono il 
permesso  di  dimora  al  richiedente  l'asilo  la  cui  domanda  è  stata 
respinta,  le  decisioni  dell'UFM  in  materia  d'allontanamento  e 
d'esecuzione dell'allontanamento divengono caduche (GICRA 2000 n. 
30,  pag.  251,  consid.  4  e  GICRA  2001  n. 21  pag.  178  consid.  11c 
nonché, tra le tante, la Sentenza del Tribunale amminstrativo federale 
del 18 ottobre 2009 E-6023/2008 pag. 2).

13.3 Da quanto  esposto,  discende che  in  materia  di  pronuncia  e  di 
esecuzione  dell'allontanamento  (ciff.  3,  4  e  5  del  dispositivo  della 
decisione  impugnata),  il  ricorso  è  divenuto  senza  oggetto,  essendo 
venuto  a  meno  l'interesse  degno  di  protezione  del  ricorrente, 
all'annullamento  o  alla  modificazione  della  decisione  impugnata 
(art. 48 cpv. 1 lett. c PA). 

14.
Nella  fattispecie,  sebbene  –  in  considerazione  della  modifica  delle 
circostanze riguardo all'esecuzione dell'allontanamento – l'insorgente 
ha potuto essere posto al  beneficio  di  un permesso di  soggiorno in 
seguito  al  matrimonio  contratto  con  una  cittadina  svizzera  e 
l'esecuzione dell'allontanamento nei suoi confronti è stata annullata, le 
sue  allegazioni  ricorsuali  al  momento  dell'inoltro  del  ricorso  devono 
considerarsi sprovviste d'esito favorevole. Pertanto, le condizioni di cui 
all'art. 65 cpv. 1 PA non sono adempiute, di modo che la domanda di 
assitenza  giudiziaria  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle 
spese processuali, va respinta. 

15.

15.1 Ai  sensi  dell'art.  63  cpv.  1  PA,  l'autorità  di  ricorso  mette  nel 
dispositivo  di  regola  le  spese  processuali  a  carico  della  parte 
soccombente.  Se  questa  soccombe  solo  parzialmente,  le  spese 
processuali sono ridotte. Per eccezione, esse si possono condonare. 
Giusta l'art. 5 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 
21 febbraio 2008 (TS-TAF, RS 173.320.2), se una causa diviene priva 
d'oggetto, di regola le spese processuali sono addossate alla parte il 
cui  comportamento  renda  priva  d'oggetto  la  causa.  Se  una  causa 
diviene priva d'oggetto senza che ciò sia imputabile ad una parte, le 

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spese  sono  fissate  tenuto  conto  dello  stato  delle  cose  prima  del 
verificarsi del motivo che termina la lite. 

15.2 Nel  caso  di  specie,  visto  l'esito  della  procedura,  le  spese 
processuali di CHF 300.-, che seguono la soccombenza, sono poste a 
carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b del 
regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale  amministrativo  federale  del  21  febbraio  2008  [TS-TAF, 
RS 173.320.2]).

16.
Inoltre,  visto  l'esito  negativo  della  procedura  in  materia  d'asilo  e 
considerato,  altresì,  che  il  fatto  che  il  ricorso  sia  divenuto  privo 
d'oggetto  è imputabile  al  ricorrente,  non si  giustifica  l'attribuzione di 
un'indennità a titolo di spese ripetibili (art. 64 PA e art. 15 TS-TAF in 
combinazione con l'art. 5 TS-TAF). 

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto, nella misura in cui non è divenuto privo d'oggetto. 

2.
La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali, è respinta. 

3.
Le spese processuali, di CHF 300.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo  federale  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  data  di 
spedizione della presente sentenza. 

4.
Non si attribuiscono ripetibili. 

5.
Comunicazione a: 

- rappresentante  del  ricorrente  (plico  raccomandato;  allegato: 
bollettino di versamento)

- UFM, Divisione soggiorno, con allegato l'incarto N (...) (per corriere 
interno; in copia)

- F._______ (in copia)

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

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