# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fc18613c-a33f-5b2a-8707-be9b91655249
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-10-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione 07.10.2014 9.2013.264
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_007_9-2013-264_2014-10-07.html

## Full Text

Incarto n.

  9.2013.264

  	
  Lugano

  7 ottobre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della Camera di protezione del
  Tribunale d'appello

  
	
  Franco
  Lardelli

  
	
  giudice
  unico ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 7 LOG

  
						

 

	
  assistito
  dalla

  vicecancelliera

  	
   

  Perucconi-Bernasconi

  

 

 

sedente
per statuire nella causa che oppone

 

	
   

  	
  RE
  1 

  

 

	
   

  	
  all’

  

 

	
   

  	
  Autorità
  regionale di protezione __________, 

  

 

	
   

  	
  per
  quanto riguarda l’approvazione della mercede e del rimborso spese relative
  alla curatela di PI 1

  

 

 

 

giudicando
sul reclamo del 26 novembre 2013 presentato da RE 1 contro la decisione emessa
il 30 ottobre 2013 dall'Autorità regionale di protezione __________;

 

letti ed esaminati gli atti,

 

ritenuto

 

 

in fatto

                                  A.   Tramite decisione 25
settembre 2012 l’allora Commissione tutoria regionale __________ ha istituito
una curatela volontaria a favore di PI 1, nominando quale curatrice RE 1. 

 

                                  B.   In data 30 ottobre
2013 l’Autorità regionale di protezione __________ (in seguito Autorità di
protezione), nel frattempo subentrata alla Commissione tutoria, ha approvato il
rendiconto finanziario e il rapporto morale per il 2012, mentre tramite
decisione separata ha tassato la mercede per il medesimo anno, riducendo
l’importo richiesto di fr. 2'000.- a fr. 1'600.-, oltre a spese di trasferta
per fr. 66.- invece di fr. 130.80 richiesti e un rimborso per spese vive di fr.
60.- anziché fr. 472.- richiesti, per un totale complessivo di fr. 1'726.-.

 

                                  C.   Contro la suddetta
decisione è insorta RE 1 con reclamo 26 novembre 2013, ritenendo
sostanzialmente ingiustificata la riduzione dell’onorario richiesto, così come
del rimborso spese. 

 

D.   In data 20
dicembre 2013 l’Autorità di protezione ha presentato le proprie osservazioni,
precisando di aver ritenuto eccessivi sia l’onorario esposto che le spese
richieste dalla curatrice. Essa ha confermato la decisione impugnata e chiesto
la reiezione del reclamo. 

 

 

Considerato

 

 

 

in diritto

                                               
1.    L'autorità
giudiziaria di reclamo competente è la Camera di protezione del Tribunale di
appello (art. 2 cpv. 2 LPMA), che giudica, nella composizione di un giudice
unico, i reclami contro le decisioni delle Autorità regionali di protezione
(art. 48 lett. f n. 7 LOG), concernenti maggiorenni e minorenni (art. 450 CC in
relazione agli 314 cpv. 1 e 440 cpv. 3 CC). 

 

Riguardo alla procedura applicabile, per
quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CC occorre riferirsi in via
sussidiaria alle norme sulla procedura di ricorso davanti al Tribunale
cantonale amministrativo (cfr. Messaggio del Consiglio di Stato n. 6611, del 7
marzo 2012, concernente la modifica della LTut, pag. 8). Per effetto delle
norme transitorie della nuova Legge sulla procedura amministrativa (art. 113
cpv. 2 LPAmm), entrata in vigore il 1° marzo 2014, nelle procedure di reclamo
contro le decisioni emanate dalle Autorità di protezione prima di tale data
continua a trovare applicazione l’ormai abrogata Legge di procedura per le
cause amministrative (in particolare, l’art. 74b vLPamm).

 

2.La
remunerazione dei curatori per l'attività svolta fino al 31 dicembre 2012 era
calcolata sulla base della normativa previgente [cfr. norma transitoria del
Regolamento della legge sull'organizzazione e la procedura in materia di
protezione del minore e dell'adulto del 29 novembre 2000 – ROPMA (in BU n. 11
del 22 febbraio 2013, pag. 110)]. Alla mercede del curatore si applicavano
pertanto gli art. 417 cpv. 2 vCC (per analogia; CR CCI – Meier, art. 308
CC n. 44), 49 vLTut e gli art. 16-18 vRTut. Giusta l'art. 49 vLTut
i curatori avevano diritto ad una mercede commisurata al lavoro svolto ed alla
situazione patrimoniale del pupillo. La mercede, in base a dette norme, è
fissata dall'autorità tutoria (art. 417 cpv. 2 vCC). L'indennità è
stabilita tenendo conto del lavoro svolto e delle condizioni economiche del
pupillo o di chi è legalmente tenuto al suo sostentamento. In particolare
l'art. 17 cpv. 2 vRTut prevedeva che è riconosciuta un'indennità di fr.
40.– l'ora fino ad un massimo di fr. 3000.– annui (cfr. sentenza CDP del 18
ottobre 2013 inc. 9.2013.73). L’art. 17 cpv. 4 vRTut in vigore dal 1°
gennaio 2010 prevedeva la possibilità “in casi particolari e previa
segnalazione preventiva da parte del tutore o curatore alla Commissione
tutoria” di riconoscere anche una mercede superiore a fr. 3'000.-.

 

                                   3.   Nel caso in esame, la
curatrice ha esposto una nota d’onorario per la mercede di fr. 2'000.–, pari a 50
ore a fr. 40.– l'ora. Essa ha pure chiesto un rimborso spese di fr. 472.– e fr.
66. – per le trasferte, per un totale di fr. 2'602.80. 

                                         Tramite la decisione qui
impugnata, l’Autorità di protezione ha riconosciuto un importo di fr. 1'726.–,
pari a fr. 1'600.– di mercede, spese di trasferta di fr. 66.– e un rimborso per
spese vive di fr. 60.–. 

 

                                   4.   L’Autorità di
protezione ha ridotto la mercede di fr. 400.–, pari a 10 ore a fr. 40.– l'ora,
poiché il periodo di svolgimento del mandato è durato dal 25 settembre 2012 al
31 dicembre 2012 e, considerato che si tratta di un mandato che “non necessita
di particolare dispendio di tempo, sicuramente non più di quanto previsto per
una normale amministrazione e nemmeno richiede competenze specifiche per lo
svolgimento dello stesso”, che “la durata per l’anno 2012 è pari a poco più di
tre mesi” “esporre per tale periodo un onorario di fr. 2'000.– appare del tutto
ingiustificato”. 

                                         La reclamante reputa che
la riduzione operata dall’Autorità di protezione non sia giustificata,
considerato che il limite annuo imposto dall’art. 17 cpv. 2 vRTut non è
superato. Essa ritiene inoltre falsa l’opinione secondo cui la curatela a
favore di PI 1 sarebbe un mandato che non necessita di particolare dispendio di
tempo e che non abbisogna di conoscenze specifiche. Elenca poi i suoi
interventi, nell’intento di giustificare il dispendio di ore. 

                                         Delle 50 ore chieste dalla
curatrice, l’Autorità di protezione ne ha riconosciute soltanto 40, pari quindi
a una media di più di 10 h. al mese (considerando per settembre solo una
settimana). Esaminando la nota presentata emerge innanzitutto che la curatrice
non ha indicato il dettaglio del tempo impiegato per ogni singola operazione.
Risulta quindi complesso valutare con esattezza le ore investite nel mandato,
prassi che sarebbe più corretta. Di conseguenza, va evidenziato quanto segue.
Dalla nota d’onorario si può desumere che la curatrice ha svolto 5 incontri con/per
il curatelato presso vari enti e servizi. A giudizio di questo giudice si può
riconoscere alla signora RE 1 un indennizzo di 4 ore per ogni incontro, per un
totale di 20 ore. Per il resto, essa ha indicato lavori normali di amministrazione
e di corrispondenza. In totale si contano 23 lettere inviate (di cui 14 uguali
per annunciare ai vari enti e servizi la sua nomina), 6 e-mail inviati e 4
e-mail ricevuti. Trattandosi di un totale di 33 operazioni, a una media di 10
minuti ciascuna (discutibile, tuttavia, per gli e-mail di cui non si conosce il
contenuto ma che di norma dovrebbero riguardare solo brevi messaggi) sarebbero
circa 9 ore e 30, che sommate alle 20 di cui si è detto darebbero un totale di neanche
30 ore. L’importo riconosciuto dall’Autorità di prima istanza (40 ore) appare
pertanto addirittura superiore. Ben poco realistica sembra invece la giustificazione
delle 50 ore fatturate indicata nel reclamo, soprattutto se confrontata con la
nota presentata (di cui si è appena detto). La curatrice in occasione del
reclamo espone infatti una lista di operazioni effettuate, che tuttavia non
corrisponde alla nota (15 ore per la presentazione dell’inventario, 15 ore per
“lavori amministrativi” – 5 ore mensili -, 10 ore per “contatti personali”, 10
ore per “contatti con terzi”). Questo giudice dovendo decidere sulla
contestazione della decisione impugnata, rispettivamente del calcolo eseguito
sulla nota presentata il 6 febbraio 2013, non può che confermare l’importo riconosciuto
dall’Autorità di prima istanza, che gode peraltro di ampio potere per la
valutazione della richiesta di mercede e della complessità del mandato. 

 

                                   5.   Quanto alla
richiesta formulata di rimborso spese, la curatrice ha esposto fr. 3.- per
l’invio di ogni lettera, fr. 1.- per l’invio e la ricezione di ogni e-mail e
fr. 1.- per ogni fotocopia eseguita. Per giustificare tali importi la curatrice
presenta una serie di argomenti relativi all’esigenza di dotarsi di
apparecchiature e mantenerle, al mantenimento dello spazio dove lavorare e via
di seguito. 

                                         Pur comprendendo le
argomentazioni della reclamante, occorre evidenziare che la riduzione operata
dall’Autorità di protezione, che ha invece riconosciuto soltanto le spese vive,
è senza dubbio sensata e corrispondente al senso delle normative applicabili.
L’art. 16 vRTut indicava infatti esplicitamente che il curatore aveva
diritto al “rimborso delle spese”. Spese che devono essere quantificabili
oggettivamente e sono peraltro ancora soggette a approvazione dell’Autorità di
protezione. Nel caso in esame non è quindi ammissibile l’argomentazione della
reclamante, che esegue un calcolo soggettivo e, secondo questo giudice, privo
di giustificazione oggettiva. 

                                         Riconoscerle quindi, come
eseguito dall’Autorità di protezione e come è d’uso in questo tipo di
procedure, fr. 1.- per ogni lettera inviata (fr. 6.- per ogni invio raccomandato)
e 10 centesimi per ogni fotocopia eseguita oltre a un forfait per le spese
telefoniche di fr. 60.-, appare senza dubbio equo. Anche su questo argomento il
reclamo della curatrice va quindi respinto e la decisione impugnata confermata. 

 

                                   6.   In ragione di quanto
sopra il reclamo è respinto e la decisione impugnata è confermata. Tasse e
spese di giustizia seguono la soccombenza, mentre non si attribuiscono ripetibili.

 

 

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Il
reclamo è respinto. 

 

                                   2.   Gli
oneri del reclamo consistenti in:

                                         a)  tassa di
giustizia    fr. 100.–

                                         b)  spese                       fr.  
50.–

                                                                                fr.
150.–

 

                                         sono posti a carico di RE
1.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -
  

   

  

                                         Comunicazione:

                                         -

                                         - 

 

 

Il
presidente                                                         La
vicecancelliera

 

 

 

 

Rimedi giuridici (pagina
seguente)

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le
decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause
di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi;
quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile
se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale
(art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF.
Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo
stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale
federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.