# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e44599eb-6b27-5556-954d-b4d6525b851e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-06-23
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 23.06.2010 C-255/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-255-2008_2010-06-23.pdf

## Full Text

Corte II I
C-255/2008

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 3  g i u g n o  2 0 1 0

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Antonio Imoberdorf, Ruth Beutler, 
cancelliera Mara Vassella.

A._______,
patrocinato dall'avvocato Cesare Lepori, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Divieto d'entrata in Svizzera.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-255/2008

Fatti:

A.
Il  13  dicembre 1999 A._______  cittadino italiano nato  il  ... (1961)  è 
stato  fermato  a  Lugano  alla  guida della  propria  autovettura  mentre 
fumava uno spinello. In suo possesso sono stati rilevati 1 g di hashish 
e 6,4 g lordi  di marijuana. Trattandosi di un caso di  poca entità, con 
decreto  di  non  luogo  a  procedere  del  7  febbraio  2000,  il  Ministero 
pubblico del Canton Ticino ha messo fine alla procedura, ammonendo 
formalmente l'interessato che un'ulteriore infrazione alla legge federale 
del 3  ottobre  1951  sugli  stupefacenti  e  sulle  sostanze  psicotrope 
(LStup, RS 812.121) avrebbe potuto comportare la condanna ad una 
pena privativa della libertà o al pagamento di una multa.

B.
Con decisione del 10 aprile 2001 la Staatsanwaltschaft del Canton Uri 
ha condannato l'interessato ad una multa di fr. 1'700.- sospesa condi -
zionalmente per un periodo di prova di un anno per violazione grave 
alla  legge federale  del  19 dicembre 1958 sulla  circolazione stradale 
(LCStr, RS 741.01). 

C.
Dal rapporto d'esecuzione del 31 maggio 2001 steso dalla Polizia can-
tonale  ticinese  in  seguito  a  dei  controlli  effettuati  in  merito  alla 
presenza in Svizzera dell'interessato, è emerso che quest'ultimo e sua 
moglie  erano  titolari  della  ditta  B._______  con  sede  a  Y._______. 
Iscritta regolarmente in Ticino nel registro delle imprese a decorrere 
dal  19  gennaio  2000,  la  ditta  aveva  lo  scopo  di  produrre  e 
commercializzare la canapa e tutti i suoi derivati. Dal 20 marzo 2000 è 
stata costituita la ditta C._______ con un capitale sociale di fr. 20'000 
di  cui  fr.  10'000.-  a  nome  dell'interessato.  In  Ticino  l'interessato 
alloggiava in un appartamento situato a Y._______, affittato dalla ditta 
B._______, assieme alla sua famiglia. Rinvenuti in tale alloggio degli 
stupefacenti, A._______ ha ammesso in fase d'inchiesta di fare uso di 
marijuana  e  di  hashish.  Interrogati  dalla  Polizia,  entrambi  i  coniugi  
hanno affermato di aver soggiornato illegalmente sul territorio elvetico 
e di aver svolto attività lucrativa senza il richiesto permesso.

D.
Con  decreto  d'accusa  del  12  novembre  2001,  A._______  è  stato 

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condannato  alla  multa  di  fr. 50.00  a  il  titolo  di  contravvenzione  alla 
LStup. 

E.
Con decisione del 21 dicembre 2001 la Sezione dei permessi e del-
l'immigrazione (SPI,  attualmente Sezione della  popolazione [SP])  ha 
inflitto una multa di fr. 2000.- all'interessato per dimora e attività lucra-
tiva abusive tra il mese di maggio 2000 al 30 maggio 2001 per un tota -
le di 21 settimane. 

F.
Con decisione del 15 giugno 2001, notificata il 20 giugno successivo, 
l'Ufficio federale degli stranieri (UFDS, attualmente: UFM) ha emesso 
un divieto d'entrata valido fino al 14 giugno 2003, motivandolo come 
segue:

"Gravi infrazioni alle prescrizioni di polizia degli  stranieri (soggiorno illegale, 

abusiva attività)."

Per gli stessi motivi la detta autorità ha tolto l'effetto sospensivo ad un 
eventuale ricorso. Lo stesso provvedimento amministrativo è stato pro-
nunciato anche nei confronti della moglie. 

G.
Il 19 luglio 2001 contro la predetta decisione i coniugi hanno interposto 
ricorso amministrativo, il quale è stato tuttavia respinto dall'allora com-
petente Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) con deci-
sione del 19 febbraio 2002. 

H.
Con  decisione  del  31  gennaio  2003  l'allora  competente  l'UFDS  ha 
revocato  con  effetto  immediato  la  decisione  del  15  giugno  2001  in 
ragione dell'entrata in vigore dal 1° giugno 2002 dell'Accordo del 21 
giugno  1999  tra  la  Confederazione  Svizzera,  da  una  parte,  e  la 
Comunità  europea  ed  i  suoi  Stati  membri,  dall’altra,  sulla  libera 
circolazione  delle  persone  (ALC,  0.142.112.681)  e  del  fatto  che  il 
provvedimento in questione sarebbe scaduto tra pochi mesi. 

I.
Con sentenza del 14 agosto 2007 cresciuta in giudicato incontestata, 
la  Presidente  della  Corte  delle  assise  correzionali  di  Mendrisio  ha 
ritenuto colpevole l'interessato per infrazione aggravata alla LStup, per 

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impedimento di  atti  dell'autorità nonché per ripetuta contravvenzione 
alla LStup e l'ha condannato alla pena detentiva di  15 mesi sospesi 
condizionalmente per un periodo di prova di due anni ed a versare a 
favore  dello  Stato  €  18'710  e  fr.  4'020.-  quale  risarcimento 
compensatorio. 

J.
Con decisione del 7 novembre 2007, notificata il 28 novembre succes-
sivo, l'UFM ha pronunciato una seconda decisione di divieto d'entrata 
valevole da subito fino al 6 novembre 2017 motivandola come segue: 

"Straniero il cui ritorno in Svizzera è indesiderato a motivo del suo comporta-

mento (infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti; impedimento di atti del -

l'autorità; ripetuta contravvenzione alla LF sugli  stupefacenti) e per motivi di  

ordine e di sicurezza pubblici."

L'autorità inferiore ha inoltre tolto l'effetto sospensivo ad un eventuale 
ricorso.

K.
Il 14 gennaio 2008, agendo per il tramite del suo patrocinatore, l'inte-
ressato è insorto avverso la decisione del 7 novembre 2007 postulan -
done l'annullamento. Fondando le sue motivazioni sull'ALC e sulla re-
lativa giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee 
(CGCE) nonché sulla direttiva 64/221/CEE l'interessato ha fatto valere 
che una deroga alla libera circolazione delle persone deve essere in-
terpretata in modo restrittivo e deve presupporre una minaccia effettiva 
ed abbastanza grave ad uno degli interessi fondamentali della società. 
Egli ha poi dichiarato di non costituire una siffatta minaccia per l'ordine 
pubblico tale da giustificare una misura restrittiva come quella in esa-
me, in ragione del fatto che non ha mai commerciato con droghe pe-
santi  ed ha chiuso spontaneamente i negozi di  canapa collaborando 
prontamente con gli inquirenti. Il ricorrente ha sottolineato che l'autori-
tà inferiore non ha in alcun modo effettuato accertamenti idonei ad at -
testare una minaccia attuale ed effettiva nel suo comportamento, as-
serendo pertanto che la decisione impugnata risulta essere infondata 
e insufficientemente motivata. 

L.
Chiamato ad esprimersi  in  merito  al  suddetto ricorso,  con preavviso 
del 10 marzo 2008 l'UFM ha dichiarato che il comportamento dell'inte -
ressato urta palesemente l'interesse pubblico e che in conformità alla 

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giurisprudenza  della  CGCE la  libera  circolazione  delle  persone  può 
subire delle restrizioni se giustificate. L'autorità inferiore ha poi osser-
vato che una condanna penale pronunciata per reati legati al traffico di 
stupefacenti  costituisce un criterio  valido per rifiutare l'entrata ad un 
cittadino  europeo,  sottolineando  che  siffatti  reati  giustificano  l'inter -
vento fermo e deciso da parte delle autorità amministrative.

M.
Invitato ad esprimersi in merito al suddetto preavviso, con replica del  
14 aprile 2008 il ricorrente ha ribadito integralmente quanto già affer-
mato in sede di  ricorso ed ha inoltre osservato che nemmeno con il  
preavviso  del  10  marzo  2008,  l'UFM ha  motivato  e  sostanziato  per 
quali  ragioni  il  comportamento personale del  ricorrente costituirebbe 
una minaccia attuale, effettiva e concreta per l'ordine pubblico.

N.
Con  scritto  del  17  aprile  2008,  il  ricorrente  ha  inoltrato  un'istanza 
all'UFM con la quale chiedeva se vi era una possibilità di ottenere la 
revoca della  decisione di  divieto d'entrata del  7 novembre 2007 allo 
scopo  di  essere  assunto  alle  dipendenze  della  ditta  E._______  con 
sede a F_______. 

O.
Chiamato ad esprimersi in merito alla suddetta replica, con duplica del  
16 maggio 2008, l'UFM ha ribadito che le infrazioni commesse nell'am-
bito del traffico illegale di prodotti stupefacenti vanno sancite in modo 
deciso da parte delle autorità amministrative per i  pericoli  che fanno 
correre alla collettività. In uno scritto posteriore, l'autorità inferiore ha 
poi dichiarato di aver tenuto conto - nella ponderazione degli interessi 
in causa - della suddetta richiesta formulata (cfr. scritto del 23 luglio 
2008 all'attenzione dell'interessato).

P.
Con ordine di indagine preliminare del 23 dicembre 2008 della Sezio -
ne della circolazione del Cantone Ticino è stato imposto all'interessato 
di rivolgersi ad un medico di propria scelta in Svizzera o in Italia al fine  
di  sottoporsi  per  un  periodo  di  tre  mesi  a  controlli  settimanali  delle 
urine per dimostrare di  sapersi astenere nella maniera più totale dal 
consumo di qualsiasi sostanza stupefacente. La detta autorità ha poi 
osservato  che  in  caso  di  inadempienza  avrebbe  provveduto  ad 
emettere un divieto di condurre veicoli  a motore a titolo preventivo e 
cautelativo. 

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Il 29 dicembre 2008 sulla base di detto ordine il ricorrente ha richiesto 
un  salvacondotto  valevole  fino  al  15  aprile  2009  al  fine  di  poter 
effettuare in Svizzera i  controlli  settimanali  richiesti. A tale proposito 
l'autorità inferiore ha osservato che eventuali sospensioni di un divieto 
d'entrata sono concesse unicamente in casi eccezionali e che inoltre, 
dal  suddetto ordine risultava che i  controlli  richiesti  potevano essere 
effettuati anche in Italia. Dichiarando di voler respingere tale richiesta, 
l'UFM ha concesso un termine fino al 31 gennaio 2009 per comunicare 
eventuali osservazioni al riguardo. 

Con scritto del 30 gennaio 2009, il ricorrente ha informato l'UFM che 
non era possibile effettuare controlli  settimanali  presso un medico in 
Italia essendo necessario un ordine da parte di un'autorità italiana. 

Con decisione del 30 marzo 2009 l'autorità di prime cure ha rifiutato di 
sospendere la  decisione di  divieto  d'entrata in  ragione del  fatto  che 
l'interessato  avrebbe  potuto  effettuare  i  controlli  presso  una  delle 
Aziende  sanitarie  locali  "ASL"  trattandosi  di  un  istituto  nazionale 
riconosciuto in Italia. 

Q.
Dando seguito alla  richiesta di  complemento d'istruttoria,  con scritto 
del  27  aprile  2010,  l'interessato  ha  prodotto  l'estratto  del  casellario 
giudiziale italiano del 1° aprile 2010, il certificato carichi pendenti del 2 
aprile 2010, il certificato di residenza e stato di famiglia del 30 marzo 
2010, il certificato d'iscrizione alla Camera di commercio della società 
G._______ del 6 aprile 2010, la visura ordinaria del 6 aprile 2010 della 
società,  la  dichiarazione  fiscale  del  ricorrente  del  periodo  d'imposta 
2008  nonché  la  dichiarazione  fiscale  della  società  del  periodo 
d'imposta 2008. 

Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), giusta 
l'art. 31 LTAF il  Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 
dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 
amministrativa  (PA,  RS  172.021)  prese  dalle  autorità  menzionate 
all'art.  33  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  in  materia  di  divieto 
d'entrata  in  Svizzera  rese  dall'UFM  -  il  quale  costituisce  un'unità 

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dell'amministrazione  federale  come  definita  all'art.  33  let.  d  LTAF - 
possono  essere  impugnate  dinanzi  al  TAF  che  nella  presente 
fattispecie giudica quale autorità di grado inferiore al Tribunale federale 
(cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 11 cpv. 1 ALC).

1.2 Salvo i casi  in cui la LTAF non disponga altrimenti,  la procedura 
davanti  al  Tribunale amministrativo federale  è retta dalla  PA (art. 37 
LTAF).

2.
A._______ ha diritto di ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA) e il suo ricorso, pre-
sentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile (cfr. 
art. 50 e 52 PA).

3.
L'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della legge federale sugli stra-
nieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) ha comportato l'abroga-
zione della LDDS conformemente all'art. 125 LStr in relazione con l'al-
legato 2, cifra I. Conformemente all'art. 126 cpv. 1 LStr, alle procedure 
introdotte prima del 1° gennaio 2008 rimangono tuttavia applicabili le 
vecchie disposizioni di legge (cfr. DTAF 2008/1 consid. 2). In concreto 
la  decisione  impugnata  è  stata  emessa  prima  dell'entrata  in  vigore 
della  LStr;  per  l'esame  materiale  del  presente  ricorso  si  applica 
pertanto la normativa precedente, segnatamente l'art. 13 cpv. 1 LDDS, 
come pure le corrispondenti disposizioni di applicazione. Giusta l'art.  
126 cpv. 2 LStr, la procedura inerente alle domande presentate prima 
dell'entrata in vigore della LStr il 1° gennaio 2008, è tuttavia retta dal 
nuovo diritto.

4.
Il Tribunale non può che esaminare i rapporti di diritto sui quali l'autori -
tà  inferiore  si  è  pronunciata  nella  decisione  impugnata,  la  quale 
determina l'oggetto del litigio (cfr. DTF 131 II 200 consid. 3.2; 125 V 
413 consid. 1 e 2). Quest'ultimo porta di conseguenza unicamente sul  
divieto d'entrata.

5.
Nel gravame del 14 gennaio 2008 rispettivamente nella replica del 14 
aprile  2008  il  ricorrente  ha  rimproverato  all'UFM  di  non  aver 
sufficientemente  motivato  le  ragioni  per  le  quali  il  comportamento 
personale del ricorrente costituirebbe una minaccia attuale, effettiva e 
concreta  per  l'ordine  pubblico.  Preliminarmente  occorre  dunque 

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valutare se dal punto di vista formale, l'autorità inferiore non abbia, nel 
pronunciare  il  divieto  d'entrata,  violato  il  diritto  di  essere  sentito  del 
ricorrente.

5.1 Il  diritto di  essere sentito, la  cui garanzia è ancorata nell'art. 29 
cpv. 2 della  Costituzione federale della  Confederazione Svizzera del 
18 aprile 1999 (Cost.,  RS 101) e, per quanto concerne la procedura 
amministrativa federale, negli art. 29 segg. PA, comprende diverse ga-
ranzie  costituzionali  di  procedura  (cfr.  M ICHELE ALBERTINI,  Der 
verfassungsmässige  Anspruch  auf  rechtliches  Gehör  im 
Verwaltungsverfahren des  modernen  Staates,  Berna  2000,  pag. 202 
segg.;  ANDREAS AUER/GIORGIO MALINVERNI/MICHEL HOTTELIER,  Droit 
constitutionnel suisse Vol. II. Les droits fondamentaux,  2a ed.,  Berna 
2006,  pag. 606 segg.;  BENOIT BOVAY,  Procédure administrative,  Berna 
2000,  pag.  207  segg.;  ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, 
Allgemeines  Verwaltungsrecht,  5a ed.,  Zurigo/Basilea/Ginevra/San 
Gallo  2006,  pag.  360  segg.;  ALFRED KÖLZ/ISABELLE HÄNER, 
Verwaltungsverfahren  und  Verwaltungsrechtspflege  des  Bundes,  2a 

ed., Zurigo 1998, pag. 46, 107 segg.; MARKUS SCHEFER, Grundrechte in 
der Schweiz, Berna 2005, pag. 285 segg.), in particolare il diritto per la 
persona interessata di  prendere conoscenza dell'incarto (DTF 132 II 
485 consid. 3, 126 I 7 consid. 2b), di esprimersi in merito agli elementi 
pertinenti  prima  che  una  decisione  sia  presa  nei  suoi  confronti,  di 
produrre delle prove pertinenti, d'ottenere che sia dato seguito alle sue 
offerte di prove rilevanti, di partecipare all'amministrazione delle prove 
essenziali o almeno di poter esprimersi sul loro risultato, allorquando 
questo è proprio ad influenzare la decisione da emanare (cfr. DTF 135 
I 279 consid. 2.3; 124 II 132 consid. 2b e giurisprudenza ivi citata). 

5.2 La giurisprudenza ha inoltre dedotto da questo diritto l'obbligo per 
l'autorità di motivare la sua decisione, così da permettere ai destinatari 
e a tutte le persone interessate di comprenderla, eventualmente di im-
pugnarla ed in modo da rendere possibile all'autorità di ricorso even-
tualmente  adita  di  esercitare  convenientemente  il  suo  controllo  (cfr. 
DTF  134  I  83  consid.  4.1;  DTAF  2009/35  consid.  6.4.1  e 
giurisprudenza ivi citata; cfr. inoltre la sentenza del Tribunale federale 
2A.496/2006 / 2A.497/2006 del 15 ottobre 2007 consid. 5.1.1). Si è in 
presenza di una violazione del diritto di essere sentito se l'autorità non 
soddisfa al suo obbligo di esaminare e di trattare i problemi pertinenti  
(cfr. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 122 IV 8 consid. 2c). Per adempiere 
a tali esigenze, è sufficiente che il giudice (o l'autorità) menzioni, alme-

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no brevemente, i motivi sui quali ha fondato la sua decisione, in modo 
da permettere all'interessato di apprezzare la portata di quest'ultima e 
di impugnarla in piena conoscenza di causa (cfr. DTF menzionate). In 
generale, la portata dell'obbligo di motivare dipende dalla complessità 
della fattispecie da giudicare, dalla potenziale gravità delle conseguen-
ze della decisione e dalle circostanze del singolo caso. Più la libertà 
d'apprezzamento dell'autorità è ampia e più la misura adottata arreca 
pregiudizio ai diritti dei singoli, più la decisione deve essere circostan-
ziata (cfr. DTF 112 Ia 107 consid. 2b; cfr. inoltre la sentenza del Tribu-
nale federale 2A.496/2006 / 2A.497/2006 precitata). Sebbene la moti-
vazione deve fare emergere le riflessioni dell'autorità in merito agli ele-
menti (di fatto o di diritto) essenziali che hanno influenzato la decisio -
ne, l'autorità non è comunque tenuta a pronunciarsi su tutti i fatti, argo -
mentazioni e mezzi di prova invocati dalle parti, ma può permettersi di  
limitarsi a quelli che, senza arbitrio, le sembrano decisivi per la risolu-
zione della causa (cfr. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 112 Ia 107 con-
sid. 2b).

5.3 Il diritto di essere sentito costituisce una garanzia costituzionale di 
natura formale, la cui violazione causa in principio l'annullamento della 
decisione impugnata indipendentemente dalle possibilità di esito posi -
tivo del ricorso nel merito (cfr. DTF 126 I 19 consid.  2d/bb; DTF 126 V 
130 consid. 2b; DTF 122 II 464 consid. 4a e giurisprudenza citata). Ec-
cezionalmente un'eventuale violazione del diritto di essere sentito può 
essere sanata allorquando l'autorità che ha emanato la decisione ha 
preso posizione in merito alle argomentazioni decisive nel quadro del-
lo scambio degli  scritti  e che l'amministrato ha avuto la possibilità di 
esprimersi liberamente di fronte ad un'autorità di ricorso, la cui cogni -
zione è ampia quanto quella dell'autorità inferiore (cfr. DTF 135 I 279 
consid. 2.6.1; DTF 133 I 201 consid. 2.2; DTF 130 II 530 consid. 7.3; 
DTF  126  V  130  consid.  2b;  DTF  124  V  389  consid. 5a  e  180  con-
sid. 4a).  Tuttavia,  in  presenza  di  una  grave  violazione,  pur  tenendo 
conto del principio dell'economia di procedura, è escluso che l'autorità 
di ricorso la sani. Ciò è però ammesso, se risulta essere nell'interesse 
del ricorrente (cfr. LORENZ KNEUBÜHLER, Gehörverletzung und Heilung, in 
Zbl 3/1998, p. 112ss). 

5.4 In concreto si evince dagli atti che l'UFM non ha informato il ricor -
rente in merito all'intenzione di pronunciare un provvedimento ammini -
strativo nei suoi confronti e non gli ha concesso l'occasione di determi -
narsi prima di emettere la decisione impugnata notificata il 28 novem-

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bre  2007 per  via  consolare  al  recapito  italiano  dell'interessato. Ora, 
dall'esame degli atti in possesso del Tribunale si constata che l'autorità  
inferiore conosceva l'indirizzo del ricorrente già dall'emissione del pri -
mo divieto d'entrata, il 15 giugno 2001. Anche la sentenza penale del  
14 agosto 2007, su cui si fonda il provvedimento in questione, indica 
l'indirizzo del destinatario. Si osserva inoltre che la misura amministra -
tiva non presentava carattere di urgenza ai sensi dell'art. 30 cpv. 2 let.  
e  PA che  avrebbe  potuto  legittimare  la  procedura applicata. Questa 
non è pertanto conforme ai criteri determinati dalla giurisprudenza e 
dalla dottrina suesposti. Va infine sottolineato che il rispetto del diritto 
di essere sentito è tanto più importante in materia di divieti d'entrata in 
Svizzera trattandosi di una misura particolarmente incisiva: essa infatti  
ha l'effetto di impedire al destinatario di entrare nel territorio elvetico,  
limitando la sua libertà di movimento per un lasso di tempo relativa-
mente  lungo  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  C-
7704/2008  consid.  2.3  e  giurisprudenza  ivi  citata).  Tale  maniera  di  
procedere  non  può  essere  approvata  (cfr.  sentenze  del  Tribunale 
amministrativo federale C-3985/2007 del 2 febbraio 2009 consid. 4.4.1 
e C-1618/2007 del 27 febbraio 2009 consid. 3.3). 

5.5 Dai considerandi che precedono risulta manifesta una violazione 
del  diritto  di  essere  sentito  del  ricorrente. La censura  in  merito  alla  
motivazione insufficiente della decisione impugnata - anch'essa parte 
integrante  di  detta  garanzia  costituzionale  -  può  pertanto  rimanere 
inevasa. 

6.
Nel  caso  in  esame  giova  tuttavia  rilevare  –  come  lo  si  vedrà  nei 
considerandi seguenti - che la decisione impugnata è infondata anche 
nel merito. 

6.1 Oggetto del contendere è un divieto d'entrata adottato in applica-
zione dell'art. 13 cpv. 1 1a frase LDDS, secondo cui l'autorità federale 
può vietare l'entrata in Svizzera di stranieri indesiderabili. Questa nor-
ma è applicabile ai cittadini degli Stati membri dell'Unione europea e ai 
loro  familiari  solo  se  l'ALC  non  dispone  altrimenti  (cfr.  art.  1  let.  a  
LDDS).  A._______  è  cittadino  italiano.  Di  conseguenza  nella 
valutazione  della  presente  causa  è  necessario  tenere  conto  delle 
disposizioni dell'ALC. 

6.2 Giusta l'art. 1 par. 1 Allegato I ALC (in relazione con l'art. 3 ALC), i  
cittadini comunitari hanno il diritto di entrare in Svizzera previa sempli -

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ce presentazione di una carta d'identità o di un passaporto validi e non 
può  essere  loro  imposto  alcun  visto  d'entrata  od  obbligo  analogo. 
Come l'insieme delle prerogative conferite dall'Accordo, questo diritto 
può essere limitato soltanto da misure giustificate da motivi di ordine 
pubblico, pubblica sicurezza e pubblica sanità, ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 
Allegato I ALC. Queste nozioni devono essere definite ed interpretate 
alla luce della direttiva 64/221/CEE e della giurisprudenza della Corte 
di  giustizia  delle  Comunità  europee  (CGCE)  anteriore  alla  firma 
dell'ALC (art. 5 cpv. 2 allegato I  ALC, combinato con l'art. 16 cpv. 2 
ALC; DTF 131 II 352 consid. 3.1.; 130 II 1 consid. 3.6.1.).

6.3 Conformemente alla giurisprudenza della CGCE, le limitazioni al 
principio della  libera circolazione delle persone devono essere inter-
pretate in maniera restrittiva. Ne consegue che possono essere adot-
tati provvedimenti per la tutela dell'ordine pubblico e della pubblica si -
curezza unicamente nel caso in cui si deve ammettere che l'interessa-
to costituisce per lo Stato d'accoglienza una minaccia potenziale, effet-
tiva e di gravità tale da incidere su un interesse fondamentale della so-
cietà (cfr. DTF 131 citata consid. 3.2, 130 II 176 consid. 3.4.1., 129 II  
215 consid. 7.3.; sentenze del  Tribunale  federale  2A.39/2006 del  31 
maggio  2006,  2A.626/2004  del  6  maggio  2005  e  le  sentenze  della 
CGCE del 27 ottobre 1977, Bouchereau, 30/77, Rac. 1977, pag. 1999, 
punti 33-35 del 19 gennaio 1999, Calfa, C-348/96, Rac. 1999, pag. 1-
11, punti 23 e 25).

6.4 I provvedimenti di ordine pubblico o di pubblica sicurezza devono 
inoltre essere adottati  esclusivamente in relazione al comportamento 
personale dell'individuo nei riguardi del quale essi sono applicati (art.  
3 par. 1 della direttiva 64/221). Ciò esclude delle valutazioni sommarie  
fondate unicamente su dei motivi generali di natura preventiva. La sola 
esistenza  di  condanne  penali  non  può  automaticamente  giustificare 
l'adozione  di  tali  provvedimenti  (art.  3  par.  2  della  direttiva 
64/221/CEE). Una tale condanna sarà quindi determinante unicamente 
se  dalle  circostanze  che  l'hanno  determinata  emerge  un  comporta-
mento personale costituente una minaccia attuale per l'ordine pubblico 
(cfr. DTF 130 II  176 consid. 3.4.1 e sentenza del  Tribunale federale 
2C_378/2007  del  14 gennaio  2008).  Le  autorità  nazionali  devono 
procedere ad un apprezzamento specifico, effettuato sulla base degli 
interessi  inerenti  alla  salvaguardia  dell'ordine  pubblico,  i  quali  non 
coincidono  necessariamente  con  gli  apprezzamenti  all'origine  delle 
condanne penali. In altre parole, queste ultime possono essere prese 

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in considerazione unicamente se le circostanze in cui si sono verificate 
lasciano  trasparire  l'esistenza  di  una  minaccia  attuale  per  l'ordine 
pubblico. Secondo le circostanze, non è comunque escluso che la sola 
condotta tenuta in passato costituisca una siffatta minaccia per l'ordine 
pubblico (DTF 130 II  citato consid. 3.4.1; 129 II  citato consid. 7.1. e 
7.4.; sentenza del Tribunale federale 2A.626/2004 del 6 maggio 2005 
consid. 5.2.1; sentenza della CGCE del 26 febbraio 1975, Bonsignore, 
67/74, Rac. 1975, punti 6-7 e le sentenze citate Bouchereau, punti 27-
28; Calfa, punto 24).

6.5 L'adozione di un provvedimento di ordine pubblico non è tuttavia 
subordinata alla condizione che sia stabilito con certezza che la perso-
na soggetta ad una misura di divieto d'entrata commetta nuove infra -
zioni penali. Al contrario, sarebbe sproporzionato esigere che il rischio 
di recidiva sia nullo per rinunciare all'adozione di tale provvedimento. 
Tenuto conto dell'importanza che riveste il principio della libera circola-
zione delle persone questo rischio non deve in realtà essere ammesso 
troppo facilmente. È necessario procedere ad un apprezzamento che 
tenga in considerazione le circostanze della fattispecie e, in particola -
re, della natura e dell'importanza del bene giuridico minacciato, così 
come della gravità della violazione che potrebbe esservi arrecata; più 
la  potenziale  infrazione  rischia  di  compromettere  un  interesse  della 
collettività particolarmente importante, meno rilevanti sono le esigenze 
quanto  alla  plausibilità  di  un'eventuale  recidiva  (cfr.  DTF  136  II  5 
consid. 4.2; 130 II 493 consid. 3.3; 130 II citato consid. 4.3.1; sentenza 
del Tribunale federale 2C_375/2007 dell'8 novembre 2007 consid. 3).

7.

7.1 Come già  menzionato  in  narrativa,  con  sentenza  del  14  agosto 
2007, la Presidente della Corte delle assise correzionali di Mendrisio 
ha riconosciuto il  ricorrente autore colpevole di  infrazione aggravata 
alla LStup per aver realizzato, trafficando per mestiere, fra il mese di  
ottobre  2000  e  il  mese  di  luglio  2003  a  Y._______  e  a  X._______ 
coltivato, prodotto, trasportato e venduto in totale 280 kg di marijuana 
(fiori  secchi  di  canapa)  realizzando  una  cifra  d'affari  di  almeno  fr. 
1'300'000.-  rispettivamente  un  utile  netto  di  almeno  fr. 100'000;  per 
avere nel periodo da settembre al 13 dicembre 2006 a W._______, a 
Z._______, a J._______ ed in Italia acquistato 1500 confezioni da 10 
semi  di  canapa  indiana  ad  elevato  tenore  di  THC  per  un  importo 
complessivo compreso tra €  27'000 e €  45'000 e quindi rivenduto gli 

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stessi  semi a clienti  in  Italia  sapendo o dovendo presumere che gli  
stessi  erano destinati  alla coltivazione di  piante per la produzione di 
marijuana;  per  impedimento  di  atti  dell'autorità  per  avere  il  13 
dicembre 2006 all'arrivo degli agenti di polizia gettando nella tazza del  
water  un  imprecisato  quantitativo  di  marijuana  ostacolando  così  il  
relativo  accertamento  rispettivamente  il  sequestro  della  sostanza, 
dandosi in seguito alla fuga per tentare di sottrarsi al fermo da parte 
degli  agenti  di  polizia;  per  ripetuta  contravvenzione  alla  LStup  per 
avere  senza  autorizzazione  nel  periodo  novembre-dicembre  2006 
consumato  un  imprecisato  quantitativo  di  marijuana  e/o  hashish, 
detenuto a scopo di consumo personale 24 g di olio di hashish e 24 
spinelli di marijuana oltre ad un imprecisato quantitativo di hashish e 
marijuana (gettati  nel water al  momento dell'intervento della polizia),  
per aver il 15 febbraio 2007 detenuto a scopo di consumo personale 
11 grammi di marijuana. Per tali reati l'interessato è stato condannato 
alla  pena  detentiva  di  15  mesi  sospesa  condizionalmente  per  un 
periodo di prova di due anni. 

7.2 Da quanto precede risulta che il ricorrente si è reso colpevole di  
reati in un campo – quello del traffico di sostanze stupefacenti – parti -
colarmente delicato dell'ordinamento giuridico svizzero e ove la prassi 
è molto rigorosa (cfr. DTF 125 II 521 consid. 4a/aa; 122 II 433 consid. 
2c). Date le modalità e l'entità di quanto messo in atto, non è decisivo 
il fatto che il traffico non abbia riguardato droghe pesanti. Il comporta -
mento assunto dall'interessato rappresenta pertanto un pericolo serio 
per un interesse fondamentale della società, come la lotta al traffico di 
droga e al diffondersi del suo consumo, nonché per un bene giuridico 
essenziale quale la salute pubblica. In altre parole, la protezione della 
collettività di fronte allo sviluppo del mercato della droga costituisce in-
dubbiamente  un  interesse  pubblico  preponderante  che  giustifica  di 
principio l'allontanamento dalla Svizzera degli stranieri coinvolti in tali  
traffici (cfr. sentenze del Tribunale federale 2C_375/2007 dell'8 novem-
bre 2007 consid. 4.1 e 2A.175/2004 del 7 dicembre 2004 consid. 6.4).

8.
Tuttavia occorre valutare se il comportamento personale del ricorrente 
costituisca  una  minaccia  attuale,  effettiva  e  concreta  all'ordine 
pubblico ai sensi dell'art. 5 Allegato I ALC. A tale proposito si osserva 
che l'interessato ha iniziato il traffico della detta sostanza stupefacente 
in un periodo in cui  in Ticino risultava essersi  creata una situazione 
particolare in cui la vendita della canapa e dei suoi derivati sembrava 

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essere  piuttosto  tollerata  dalle  autorità  (cfr.  sentenza  del  TF 
2C_378/2007 del 14 gennaio 2008). Va inoltre sottolineato che gli atti  
più gravi commessi dal ricorrente, che hanno concretamente messo in 
pericolo  la  salute  pubblica  nonché  la  collettività  e  che  hanno  poi 
condotto  alla  condanna  per  titolo  di  infrazione  aggravata  alla  LStup 
risalgono al  mese di  dicembre 2006,  ben quattro  anni  fa. Infine  dai 
documenti  aggiornati  prodotti  dall'interessato è unicamente possibile 
emettere  un  apprezzamento  positivo  del  suo  comportamento 
personale:  egli  infatti  ha  dimostrato  di  non  aver  più  interessato  le  
autorità  giudiziarie,  di  intrattenere  delle  buone  relazioni  personali, 
vivendo con la propria famiglia composta dalla moglie e dalle due figlie 
e di essere attivo professionale essendo cotitolare di una società, ciò 
che dimostra la  sua integrazione nella  collettività. Pertanto  non vi  è 
motivo di  ritenere  che il  suo comportamento  costituisca attualmente 
una minaccia reale alla sicurezza e all'ordine pubblici.

9.
Alla luce di quanto esposto, i presupposti per una restrizione al princi-
pio  della  libera  circolazione  non  sono  più  adempiuti.  Nonostante  le 
infrazioni  alla  LStup  commesse,  il  ricorrente  non  rappresenta  una 
minaccia  effettiva,  attuale  e  sufficientemente  grave  ad  un  interesse 
fondamentale della società, tale da legittimare una misura per motivi di 
ordine pubblico giusta l'art. 5 Allegato I ALC.

10.
Di  conseguenza  il  ricorso  è  accolto  e  la  decisione  del  7  novembre 
2007 dell'UFM è annullata. 

11.
Visto l'esito della procedura, non si prelevano spese processuali (art.  
63 cpv. 1 PA). 

12.
Giusta l'art. 64 cpv. 1 PA in relazione con l'art. 7 del regolamento del 
21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi 
al Tribunale amministrativo federale (TS-TAF, RS 173.320.2), l'autorità 
di ricorso, se accoglie il gravame in tutto o in parte, può d'ufficio o a 
domanda,  assegnare al  ricorrente  un'indennità  per  le  spese proces-
suali indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato.

In concreto si constata che l'interessato è patrocinato da un legale. Te-
nuto conto dell'insieme delle circostanze della fattispecie, della sua dif -

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ficoltà, nonché della mole di lavoro svolto, il Tribunale ritiene, ai sensi 
degli art. 8 segg. TS-TAF, che il versamento al ricorrente di un'indenni-
tà di fr. 1'500.- a titolo di spese ripetibili appaia equa.

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il  ricorso è  accolto  e  la  decisione dell'UFM del  7  novembre 2007 è 
annullata.

2.
Non  si  prelevano  spese  processuali.  L'anticipo  spese  di  fr.  800.- 
versato in data 14 febbraio 2008 è restituito al ricorrente. 

3.
L'UFM verserà al ricorrente un importo di fr. 1'500.- a titolo di spese 
ripetibili. 

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Atto giudiziario)
- autorità inferiore (incarto n. di rif. ... di ritorno)
- Sezione  della  popolazione,  Bellinzona,  per  informazione  (incarto 

cantonale di ritorno)

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Mara Vassella

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un ter -
mine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 
100 della  legge sul  Tribunale  federale  del  17 giugno 2005 [LTF, RS 
173.110]. Gli  atti  scritti  devono essere redatti  in  una lingua ufficiale, 
contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed 
essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della par-
te ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 
allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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