# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 22782067-c659-5d87-bb03-343febb197ab
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-08-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.08.2008 C-2609/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-2609-2007_2008-08-25.pdf

## Full Text

Corte II I
C-2609/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 5  a g o s t o  2 0 0 8

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Franziska Schneider, Michael Peterli; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, 
patrocinato dall'avvocato X,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 5 marzo 2007).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-2609/2007

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano, nato il , coniugato con prole, ha lavorato 
in Svizzera come gessino a partire dal 1968 dapprima alle dipendenze 
di  terzi,  poi,  dal  1987,  in  proprio  o  in  società  fino  al  marzo  2003, 
quando  dopo  diverse  interruzioni  e/o  limitazioni,  ha  definitivamente 
cessato di lavorare. 

In  data  20  febbraio  1995,  ha  formulato  una  prima richiesta  volta  al 
conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità,  la  quale è stata  respinta con decisione 30 gennaio 1997 
dell'Ufficio delle assicurazioni sociali (SVA) del Cantone di Argovia. In 
data 3 novembre 1997, il nominato ha presentato una nuova domanda 
di prestazioni AI, la quale, dopo accertamenti economici e sanitari, è 
stata respinta con decisione 19 febbraio 2001 dello stesso servizio. Il 
24 ottobre 2001 ha formulato una terza domanda in merito alla quale 
l'amministrazione non è entrata in materia (decisione dell'8 novembre 
2001). In data 12 novembre 2002, A._______ ha formulato una quarta 
domanda  di  prestazioni  AI,  ed  anche  questa  è  stata  dichiarata 
irricevibile  (non  entrata  in  esame)  con  decisione  del  25  novembre 
2002.  Lo  stesso  risultato  ha  avuto  la  quinta  domanda  di  rendita  AI 
presentata  il  31  gennaio  2003,  risoltasi  con  una  decisione  di  non 
entrata in materia del 25 febbraio successivo.

In data 21 ottobre 2003, A._______ ha formulato una sesta domanda 
di rendita AI. L'indagine medica relativa a questo caso ha stabilito che 
l'assicurato  era  portatore  di  una  stenosi  spinale  a  livello  lombare, 
soprattutto  L2/L3  ed  L3/L4,  con  sintomi  di  claudicatio  radiculans  e 
possibilità  di  marcia  limitata ad un quarto  d'ora,  sindrome cervicale, 
periartrite omeroscapolare destra. Va rilevato che A._______, in data 
13  ottobre  2003,  è  stato  sottoposto  ad  un  intervento  di 
decompressione  del  canale  spinale  a  livello  di  L2-L4 (cfr. doc. 114, 
117-120, 122 e in particolare il rapporto del 27 ottobre 2003 del Dott. 
Marbach, doc. 125).

Mediante decisione del 12 maggio 2004, l'SVA del Cantone di Argovia 
ha  erogato  in  favore  di  A._______  un  quarto  di  rendita  AI  dal  1° 
ottobre al 30 novembre 2003, una mezza rendita AI dal 1° dicembre 
2003 al  31 gennaio 2004,  tre  quarti  di  rendita  dal  1°  febbraio al  29 
febbraio 2004 ed una rendita intera dal 1° marzo 2004 (doc. 77).

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L'assicurato  è  rimpatriato  nel  novembre  2004  ed  i  pagamenti  delle 
prestazioni sono stati ripresi, per competenza, dalla Cassa svizzera di 
compensazione,  Ufficio  AI  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAI; 
ora Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati residenti 
all'estero,  UAIE),  a  decorrere dal  1°  dicembre 2004 (doc. 83  e doc. 
cassa).

B.
Nell'aprile 2005, l'UAI ha avviato la prevista procedura di revisione del 
diritto alla rendita (doc. 85).

L'assicurato è stato visitato l'11 gennaio 2006, presso i servizi medici 
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale di Lecce, ove il sanitario 
incaricato  ha  evidenziato  la  diagnosi  di  “esiti  di  intervento  di  
laminectomia  L2-L3  ed  L3-L4  per  stenosi  del  canale  lombare  con 
discreta  incidenza  funzionale  e  radicolopatia  bilaterale  in 
spondiloartrosi  e  protrusioni  discali  multiple” ed  ha  posto  un  tasso 
d'invalidità del 70% (doc. 129). Sono stati  esibiti documenti oggettivi, 
quali:  un  referto  radiologico  del  cranio  e  dei  seni  paranasali  del  3 
gennaio  2005;  un  referto  di  risonanza  magnetica  (RM)  cervicale  e 
lombosacrale  del  18  marzo  2005;  un  breve  rapporto  di  esame 
cardiologico poco leggibile del 21 aprile 2005 (doc. 126-128), nonché 
un rapporto di visita ortopedica del 1° febbraio 2006 (doc. 130).

L'amministrazione  ha sottoposto  gli  atti  al  Dott. Studer,  del  Servizio 
medico  regionale  (SMR)  “Rhône”,  il  quale,  nel  suo  rapporto  del  22 
agosto  2006,  ha  affermato  che  attualmente  l'interessato  potrebbe 
svolgere  lavori  leggeri  semisedentari  in  misura  completa;  queste 
attività non dovrebbero comportare il sollevamento di pesi superiori a 
10 Kg od assumere posizioni inergonomiche, né possono comportare 
una  posizione  seduta  prolungata,  né  la  stazione  eretta;  sono  da 
evitare altresì lavori in ambienti freddi e umidi (doc. 133).

L'amministrazione ha aderito al parere del proprio consulente medico 
ed ha effettuato un calcolo comparativo dei redditi, dal quale è risultato 
che svolgendo attività alternative in misura completa, invece di quella 
di gessino in proprio, l'interessato subirebbe una perdita di guadagno 
del 45,76% (doc. 134).

L'UAIE ha interpellato di nuovo il Dott. Studer chiedendogli di meglio 
definire in che cosa consisterebbe il miglioramento delle condizioni di 
salute e della capacità di lavoro dell'assicurato. Nella risposta del 23 

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novembre  2006,  il  medico  del  SMR ha  elencato  una  serie  di  effetti 
positivi da ascrivere all'intervento di emilaminectomia ed ha effettuato 
una comparazione della  funzionalità  ortopedico/articolare  fra  il  2003 
ed il 2006 (doc. 135, 136).

Con progetto di decisione del 29 novembre 2006 (doc. 137), l'UAIE ha 
comunicato  al  Patronato  INCA  di  Zurigo,  allora  regolare 
rappresentante  di  A._______,  che  la  rendita  intera  AI  fino  allora 
percepita sarebbe stata sostituita da un quarto di rendita.

Il rappresentante del ricorrente ha rinunciato a prendere posizione in 
merito al suddetto progetto di decisione (doc. 142).

Mediante decisione del 5 marzo 2007, l'UAIE ha pertanto sostituito la 
rendita intera AI con un quarto di rendita a decorrere dal 1° maggio 
2007 (doc. 144).

C.
Con il ricorso del 2 marzo (recte: aprile) 2007, depositato alla posta il 
giorno successivo, A._______, regolarmente rappresentato dall'avv. X, 
chiede,  sostanzialmente,  l'annullamento  del  summenzionato 
provvedimento amministrativo e, di  conseguenza, il  ripristino del suo 
diritto alla rendita intera AI. A suffragio delle sue conclusioni esibisce, 
oltre a documentazione già ad atti: un rapporto d'esame ortopedico del 
24  gennaio  2006  scarsamente  leggibile;  un  reperto  d'esame 
neurofisiologico del 17 agosto 2006; un elettrocardiogramma con visita 
cardiologica  del  23  gennaio  2007;  un  ecocardiogramma  del  23 
gennaio 2007; un referto radiologico del torace del 7 luglio 2006.

D.
Ricevuto  il  ricorso,  l'amministrazione  ha  sottoposto  gli  atti  al  Dott. 
Studer,  il  quale,  nella  sua  relazione  del  25  settembre  2007,  ha 
confermato la sua precedente presa di posizione (doc. 146).

Nelle sue osservazioni ricorsuali del 22 ottobre 2007, l'UAIE propone 
la reiezione del ricorso.

E.
Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'amministrazione e di altra 
documentazione di rilievo, l'avv. X, con scritto del 27 novembre 2007, 
ha ribadito l'intenzione del proprio assistito di mantenere il ricorso. A 
suffragio  delle  sue  conclusioni  ha  esibito  una  relazione  medica  27 

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novembre 2007 del Dott. Garzya, specialista in medicina legale e delle 
assicurazioni,  il  quale  rileva  una  spondilodiscoartrosi 
cervicodorsolombare in  esiti  di  intervento  chirurgico  di  laminectomia 
L2-L3, L3-L4 con episodi recidivanti di lombosciatalgia destra correlata 
a  radicolopatia  cronica  a  severa  incidenza  funzionale,  cardiopatia 
ipertensiva classe II  NYHA, broncopatia cronica,  sinusopatia cronica 
frontale e mascellare; l'esperto di  parte ritiene il  paziente invalido in 
misura sicuramente superiore al 70% in qualsiasi ambito.

F.
Ricevuta  la  replica,  l'amministrazione ha risottoposto  gli  atti  al  Dott. 
Studer,  il  quale,  nella  sua  relazione  del  14  febbraio  2008,  si  è 
riconfermato  nelle  sue  precedenti  considerazioni  (doc.  148). 
Duplicando in  data  3 marzo 2008,  l'UAIE ripropone la  reiezione del 
ricorso.

Con ordinanza del 7 marzo 2008, la parte ricorrente è stata invitata a 
voler  versare  un  anticipo  di  Fr.  300.-  corrispondente  alle  presunte 
spese processuali. Detto anticipo è stato versato il 28 marzo 2008.

Con  ordinanza  del  22  aprile  2008,  alle  parti  è  stata  comunicata  la 
composizione del collegio giudicante. Non sono pervenute domande di 
ricusazione.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  agli  art.  33  e  34  LTAF.  In 
particolare, le decisioni rese dall'UAIE concernenti l'assicurazione per 
l'invalidità  possono  essere  portate  innanzi  al  TAF  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  del  19  giugno  1959 
sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

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2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

3.

3.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile  la  legge  federale  sulla  parte  generale  del  diritto  delle 
assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 
1 LAI le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione per 

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l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

3.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

3.3 Il ricorso è tempestivo ed ossequioso dei requisiti minimi prescritti 
dalla  legge (art. 60  LPGA e 52 PA). Il  gravame è dunque ricevibile, 
nulla ostando all'esame del merito dello stesso.

4.
Ai fini del presente giudizio occorre altresì preliminarmente precisare, 
con  particolare  riferimento  al  diritto  materiale,  che,  dal  profilo 
temporale,  non  trovano  applicazione  le  modifiche  della  LAI  del  6 
ottobre 2006 entrate in vigore il  1° gennaio 2008 (5a revisione della 
LAI). Di seguito vengono quindi citate le disposizioni della LAI e della 
LPGA nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007.

5.

5.1 Va ricordato che in base all'art. 8 LPGA è considerata invalidità 
l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente 
o  di  lunga  durata.  L'art.  4  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere 
conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2 
della  stessa norma stabilisce che l'invalidità  è considerata insorgere 
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

5.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista dall'art. 28 cpv. 1ter  LAI,  secondo il  quale le rendite per un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  quando  l'assicurato  è  cittadino  dell'UE  e  vi 
risiede.

5.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 

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permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

5.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

6.

6.1 Giusta l'art. 17 cpv. 1 LPGA se il grado d'invalidità del beneficiario 
di  una rendita  d'invalidità  subisce una modifica,  che incide in  modo 
rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o 
ridotta  proporzionalmente  o  soppressa,  d'ufficio  o  su  richiesta.  La 
revisione  avviene  d'ufficio  quando,  in  previsione  di  una  possibile 
modificazione importante del grado d'invalidità o di grande invalidità, è 
stato stabilito un termine nel momento dell'erogazione della rendita o 
dell'assegno  per  grandi  invalidi,  o  allorchè  si  conoscono  fatti  o  si 
ordinano  provvedimenti  che  possono  provocare  una  notevole 
modificazione del  grado d'invalidità  o  della  grande invalidità  (art.  87 
cpv. 2 dell'ordinanza sull'assicurazione per l'invalidità del 17 gennaio 
1961 [OAI, RS 831.201]). Se la capacità al  guadagno dell'assicurato 
migliora,  v'è  motivo  di  ammettere  che  il  cambiamento  determinante 
sopprime,  all'occorrenza,  tutto  o  parte  del  diritto  a  prestazioni  dal 
momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. 
Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre 
mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a 
durare (art. 88a cpv. 1 OAI). La costante giurisprudenza ha stabilito 

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che le rendite d'invalidità sono soggette a revisione non solo in caso di 
modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso sull'attività 
lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto invariato, se le 
sue  conseguenze  sulla  capacità  di  guadagno  hanno  subito  un 
cambiamento  importante  (DTF  113  V  275,  consid.  1a,  109  V  116 
consid. 3 b, 105 V 30; RCC 1989 p. 323, consid. 2a). La riduzione o la 
soppressione della rendita è messa in atto al più presto il primo giorno 
del secondo mese che segue la notifica della decisione (art. 88bis cpv. 
2 lettera a OAI).

6.2 Il  punto  di  partenza  per  stabilire  se  il  grado  d'invalidità  si  è 
modificato in  maniera da influire  sul  diritto  a prestazioni  è  costituito 
dall'ultima  decisione  che  ha  esaminato  materialmente  il  diritto  alla 
rendita  (DTF  133  V  108,  consid.  5.4).  Il  periodo  di  riferimento 
nell'ambito della presente vertenza è pertanto quello intercorrente fra 
la decisione del 12 maggio 2004, con la quale l'SVA del Cantone di 
Argovia ha erogato in favore dell'assicurato un quarto di rendita AI dal 
1° ottobre al 30 novembre 2003, una mezza rendita dal 1° dicembre 
2003 al  31 gennaio 2004,  tre  quarti  di  rendita  dal  1°  al  29 febbraio 
2004 ed una rendita intera dal 1° marzo 2004, ed il 5 marzo 2007, data 
in  cui  l'amministrazione  ha  ridotto  a  un  quarto  la  prestazione  a  far 
tempo dal 1° maggio 2007.

7.
L'interessato non ha più lavorato dopo marzo 2003. 

La  nozione  d'invalidità  di  cui  all'art.  4  LAI  e  8  LPGA è  di  carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275,  105  V  207).  In  base  all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio 
dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il  grado d'invalidità,  il  reddito che 
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 
esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di 
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per 
l'invalidità  risarcisce soltanto la perdita  economica che deriva da un 
danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la 
malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del 
raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 
84). 

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In carenza di documentazione economica, la documentazione medica 
costituisce un importante  elemento  di  giudizio  per determinare quali 
lavori  siano  ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato,  ma non 
spetta al medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 
V 314, 105 V 158).

Infatti,  per costante giurisprudenza le certificazioni mediche possono 
costituire importanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, 
allorché permettono di  valutare l'incapacità  lavorativa e di  guadagno 
dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 
V 134 consid. 2,  114 V 314 consid. 3c). Inoltre,  perché un rapporto 
medico  abbia  valore  probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed 
esamini  in  maniera completa  i  punti  litigiosi,  si  fondi  su degli  esami 
approfonditi,  prenda  conto  di  tutte  le  affezioni  di  cui  si  lamenta 
l'assicurato,  sia  stabilito  in  piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti 
(anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o 
nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto 
devono inoltre essere motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). 

8.

8.1 Nel riconoscere inizialmente il diritto alla rendita intera AI l'autorità 
amministrativa si era fondata su di una documentazione medica dalla 
quale traspariva che A._______ era portatore di una stenosi spinale a 
livello  lombare,  soprattutto  fra  L2/L3 ed L3/L4 (in  misura  maggiore), 
meno  in  L4-L5,  spondolistesi  degenerativa  fra  L3/L4  con  sintomi  di 
claudicatio  radiculans,  notevole  sindrome  algica  locale  e  limitata 
possibilità  di  marcia  (¼  d'ora),  sindrome  cervicale,  periartrite 
omeroscapolare  destra;  il  13  ottobre  2003  A._______  è  stato 
sottoposto ad un intervento di  decompressione del canale spinale di 
L2-L4 (cfr. il rapporto del Dott. Marbach del 27 ottobre 2003, doc. 125). 

8.2 Al  momento  della  revisione  in  esame,  il  sanitario  dell'INPS  ha 
evidenziato la diagnosi di “esiti di intervento di laminectomia L2-L3 ed 
L3-L4  per  stenosi  del  canale  lombare  con  discreta  incidenza 
funzionale  e  radicolopatia  bilaterale  in  spondiloartrosi  e  protrusioni  
discali multiple” . Il Dott. Garzya, specialista in medicina legale e delle 
assicurazioni, autore della relazione medica esibita in sede di replica 
(27  novembre  2007)  rileva  una  spondilodiscoartrosi  cervico-
dorsolombare in esito ad intervento chirurgico di laminectomia L2-L3 
ed  L3-L4  con  episodi  di  lombosciatalgia  destra  correlata  a 
radicolopatia  cronica  a  severa  incidenza  funzionale,  cardiopatia 

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ipertensiva classe II  NYHA, broncopatia cronica,  sinusopatia cronica 
frontale e mascellare.

9.

9.1 Divergenti sono le valutazioni sulle conseguenze invalidanti delle 
menzionate affezioni. Sebbene il medico dell'INPS, nella sua relazione 
dell'11 gennaio 2006, attesti un tasso d'invalidità del 70%, egli annota 
che  le  condizioni  dell'assicurato  sono  migliorate  rispetto  ad  una 
precedente visita,  che il  medesimo può effettuare lavori  pesanti, può 
svolgere a tempo pieno il suo ultimo lavoro od ogni altro adeguato alle 
sue condizioni. Dal canto suo, il Dott. Garzya ritiene il paziente invalido 
in misura superiore al 70%. Il sanitario dell'UAIE, Dott. Studer, afferma 
che le  condizioni  di  salute dell'interessato hanno subito  un sensibile 
miglioramento rispetto al 2003 e che, attualmente, il grado d'invalidità 
affliggente A._______ nell'ambito di attività semileggere, in posizione 
alternata, è nullo.

Il  consulente  dell'UAIE  ha  precisato  in  che  cosa  consiste  tale 
miglioramento. Egli ritiene che dopo l'operazione dell'ottobre 2003 ed 
un ragionevole periodo di convalescenza, l'assicurato avrebbe potuto 
riprendere  un'attività  non  eccessivamente  pesante.  L'intervento 
decompressivo  ha  avuto  pieno  successo,  come  è  stato  confermato 
nella  perizia  medica  particolareggiata  dell'INPS.  Riprendendo  il 
rapporto  d'esame  ortopedico  del  1°  febbraio  2006,  il  consulente 
dell'UAIE  prende  atto  dell'esame  clinico.  Il  paziente  indossa  un 
corsetto ortopedico,  è limitato nella  flesso estensione del  tronco per 
circa  la  metà,  il  tratto  cervicale  per  circa  un  terzo,  la  manovra  di 
Lasègue è positiva a destra a circa 70 gradi e a sinistra ad 80 gradi, il 
segno di Wasserman è appena positivo (+--) bilateralmente, mentre il 
ROT ed altri manovre neurologiche sono nella norma.

Rispetto  alla  situazione  sanitaria/valetudinaria  presente  prima 
dell'operazione,  il  ricorrente  non  è  più  limitato  dalla  claudiacatio 
radiculans,  le  lombalgie  si  sono  rarefatte,  la  mobilità  generale  è 
migliorata.  Parimenti,  si  osserva,  con  il  Dott.  Studer,  che  gli  esami 
oggettivi, anche quelli esibiti dopo l'impugnata decisione, confermano 
la  scarsa  rilevanza  patologica  della  affezioni  denunciate. 
Segnatamente  le  RM  cervicale  e  lombosacrale  del  18  marzo  2005 
(doc. 127) segnalano protrusioni discali già presenti da diverso tempo, 
note spondiloartrosiche diffuse e gli esiti della laminectomia L3-L5 con 

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residua stenosi del canale spinale L2/L3, mentre l'elettroneurografia e 
l'elettromiografia  del  17  agosto  2006  attestano  una  radicolopatia 
cronica C6-C7 e L5-S1 bilaterale e verosimilmente moderata.

Dopo  l'intervento  di  decompressione,  l'insorgente  avrebbe  dovuto 
seguire un periodo di  rieducazione al  lavoro, non certamente  quello 
precedente  di  gessino,  ma  ogni  altro  rispettoso  delle  limitazioni 
presenti. Non sembra che egli abbia intrapreso tale riabilitazione né in 
Svizzera  né  in  Italia  dopo  il  rimpatrio.  In  ogni  caso,  le  debilitazioni 
funzionali  ancora  presenti  possono  essere  limitate  e/o  corrette  con 
adeguata  fisioterapia  e  cicli  di  riabilitazione  mirati  e,  in  caso  di 
necessità, con terapia framacologica/antalgica. 

Per quanto riguarda il rapporto del Dott.Garzya, esibito con la replica, 
non apporta novità di rilievo dal punto di vista diagnostico. La presunta 
patologia cardiaca è stata praticamente smentita dagli esami oggettivi 
effettuati (28 gennaio 2007): l'elettrocardiogramma mostra delle turbe 
periferiche ed un sovraccarico sistolico di scarso significato patologico; 
l'ecocardiogramma attesta alterazioni di lieve grado, in ogni caso non 
invalidanti.  Per  il  resto,  una  sinusite  frontomascellare  ed  una 
broncopatia cronica, rilevate dall'esperto di parte, non rappresentano 
turbe di significato debilitante. Il rapporto in questione si limita dunque 
a descrivere limitazioni funzionali già evidenziate in ambito istruttorio e 
ad  esprimere  un  parere  diverso  circa  le  conseguenze  invalidanti.  Il 
medico non procede tuttavia ad un'analisi  generale della  situazione, 
con particolare riferimento alle possibilità del suo paziente di svolgere 
lavori  di  sostituzione  leggeri  e/o  semisedentari,  analisi  che  nel 
concetto  d'assicurazione  invalidità  vigente  nel  diritto  svizzero  è  di 
basilare importanza.

9.2 Il  collegio giudicante,  facendo proprio  il  parere del  Dott. Studer, 
ritiene che dopo l'intervento di laminectomia dell'ottobre 2003, che ha 
avuto  successo,  le  condizioni  di  salute  e  la  capacità  di  lavoro  di 
A._______  sono  state  caratterizzate  da  un  lento  ma  progressivo 
miglioramento, tant'è  che al  più tardi  verso gennaio 2006,  quando è 
stato visitato presso l'INPS di Lecce, e in ogni caso prima della data 
dell'impugnata  decisione,  egli  avrebbe  potuto  riprendere  un'attività 
lavorativa a tempo pieno di tipo leggero e/o sedentario, quale quella di 
guardiano,  controllore,  operaio  addetto  al  controllo  di  macchine  di 
produzione automatica, operaio imballatore, fattorino, ecc.

10.

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10.1 L'invalidità è determinata stabilendo il  rapporto fra il reddito del 
lavoro  che  l'assicurato  conseguirebbe,  dopo  la  manifestazione 
dell'invalidità  e  dopo  l'esecuzione  d'eventuali  provvedimenti 
d'integrazione,  nell'esercizio  di  un'attività  lucrativa,  ragionevolmente 
esigibile da lui in condizioni normali del mercato del lavoro, e il reddito 
che  potrebbe  conseguire  se  non  fosse  diventato  invalido  (art.  16 
LPGA). 

10.2 L'amministrazione  ha  considerato  (calcolo  effettuato  il  19 
settembre  2006,  doc.  134)  quale  salario  privo  d'invalidità,  quello 
conseguibile nel 2004 in Italia come gessino (Euro 1'638.--) aumentato 
del  10% per  tenere  conto  dell'attività  indipendente  dell'assicurato. A 
questa soluzione è opportuno attenersi, visto che il nominato risiede in 
Italia e i dati concernenti la sua attività autonoma in Svizzera non sono 
utili  per  il  calcolo,  dal  momento  che  egli  ha  cominciato  ad  avere 
problemi  di  malattia  con  conseguente  incapacità  di  lavoro  come 
gessino  sin  dal  1995.  L'amministrazione  ha  quindi  considerato  un 
reddito mensile di Euro 1'801,80.

Quale reddito da invalido l'UAIE ha ritenuto quello ottenibile in attività 
di tipo leggero non qualificate, ripetitive. Queste attività comportano un 
salario  medio di  Euro  1'221,52.-  mensili. Questo introito  teorico può 
essere  ridotto  per  tenere  conto  dei  fattori  personali  dell'assicurato 
(DTF 126 V 75), quali età, handicap. L'amministrazione ha operato una 
deduzione  del  20%,  che  può  essere  tutelata,  dal  momento  che  la 
riduzione massima, in casi eccezionali,  si situa al 25%. La riduzione 
del 20% comporta un reddito dopo l'insorgenza dell'invalidità di Euro 
977,22.--. Il confronto fra un reddito privo d'invalidità di Euro 1'801,80.- 
ed un introito teorico dopo l'insorgenza dell'invalidità di Euro 977,22.- 
causa una perdita di guadagno del 45,76% (arrotondato al 46%), tasso 
che comporta il diritto al quarto di rendita dell'assicurazione svizzera 
per l'invalidità. 

11.

11.1 In  queste  circostanze  il  ricorso  deve  essere  respinto  e 
l'impugnata decisione confermata. 

11.2 Le  spese  processuali,  ammontanti  a  Fr.  300.--,  sono  poste  a 
carico  del  ricorrente  e  vengono  compensate  con  l'anticipo  di  pari 
valore da lui versato il 28 marzo 2008.

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11.3 Visto  l'esito  del  ricorso  non  si  assegnano  indennità  per  spese 
ripetibili alla parte soccombente. 

Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto a 
un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del Regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale (TS-TAF, RS 173.320.2).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di Fr. 300.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Esse sono computate con l'anticipo spese di Fr. 300.-.

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (raccomandata A/R))
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, UFAS, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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