# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c2fc433b-2283-5acd-a7fc-8ee66d6d9c3b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-09-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 09.09.2020 80.2019.210
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2019-210_2020-09-09.html

## Full Text

__________

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarti n.

  80.2019.210

  80.2019.211

  	
  Lugano

  9 settembre 2020

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele
  Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Cristiana
  Balestra Gamboni, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 26 giugno/9 luglio 2019 contro la decisione del 30 maggio 2019 in materia
  di IC/IFD 2016.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   RI 1 è la madre di __________,
nata nel 1998 e studentessa. Entrambe vivono con il padre di __________, __________,
a __________).

                                         Nella Dichiarazione
d’imposta delle persone fisiche IC/IFD 2016 (di seguito: DI 2016) la
contribuente faceva valere le deduzioni sociali per figlio a carico (fr. 11'100.‑
per l’IC e fr. 6'500.‑ per l’IFD) e, per la sola imposta cantonale,
per figlio agli studi (fr. 1'900.‑) in relazione alla figlia __________.

                                         Per quanto riguardava la
sostanza, dichiarava titoli e capitali in ragione di fr. 1'210'963.‑.
Più precisamente, nell’Elenco dei titoli e di altri collocamenti di capitali
(allegato alla DI 2016), erano esposti capitali a nome della figlia __________
per un importo complessivo di fr. 180'738.‑. Si trattava di un conto
risparmio gioventù intestato ad __________ e aperto presso __________ (__________)
su cui erano depositati al 31.12.2016 fr. 42'083.02 e di parti al fondo
d’investimento __________ in ragione di fr. 138'655 al 31.12.2016. Dalla documentazione
bancaria allegata, queste quote del fondo d’investimento risultavano essere depositate
a nome del padre di __________, __________.

 

 

                                  B.   Con decisione di
tassazione IC/IFD 2016 del 26 aprile 2019, il reddito imponibile della
contribuente veniva commisurato in fr. 116'500.‑ e, per la sola
imposta cantonale, una sostanza imponibile di fr. 1'173'000.‑. Rispetto
a quanto dichiarato, l’autorità di tassazione non aveva concesso in particolare
la deduzione per figlio a carico (fr. 11'100.‑) né, per la sola
imposta cantonale, quella per figlio agli studi (fr. 1'900.‑). A
motivo, l’autorità di tassazione adduceva per entrambe le deduzioni “non
ammessa; proventi sufficienti per far fronte al sostentamento personale”. Per
quanto riguardava invece la sostanza, RS 1 aveva diminuito titoli e capitali
della contribuente a fr. 1'030'225.‑, ovvero dell’importo
corrispondente ai capitali intestati alla figlia __________ (fr. 180'738.‑)
ma depositati presso __________ a nome del padre.

 

 

                                  C.   Con il reclamo
inoltrato il 14 maggio 2019, tra le altre cose, la contribuente lamentava il
mancato accoglimento della sua richiesta di poter beneficiare della deduzione
per figlio a carico risp. per figlio agli studi. Sostenendo che i presupposti
per le deduzioni erano soddisfatti anche nel corso del periodo fiscale 2016
poiché la figlia __________ frequentava il Liceo di __________, aggiungeva che
“__________ per gli studi non dispone e non disporrà di “proventi
sufficienti per far fronte al sostentamento personale” se non di quelli che le
mettiamo o abbiamo messo (sottoscritta o il padre, __________) a disposizione”.

 

 

                                  D.   L’RS 1 accoglieva
parzialmente il reclamo della contribuente con decisione datata 29 maggio 2019,
limitatamente ad altri aspetti litigiosi. Il reddito era pertanto ridotto a
fr. 112'000.‑ (determinante per l’aliquota: fr. 116'500.‑)
per l’IC e a fr. 117'200.‑ (determinante per l’aliquota:
fr. 120'000.‑) per l’IFD; la sostanza imponibile era stata fissata a
fr. 1'035'000.‑ (determinate per l’aliquota: fr. 1'114'000.‑).

                                         In merito alle deduzioni
sociali, il reclamo era invece respinto, con la motivazione seguente:

                                         DEDUZIONE PER FIGLI A CARICO

                                         In
primo luogo occorre fare notare che nel corso del 2016 la figlia __________ è
divenuta maggiorenne di conseguenza vi è un cambiamento radicale del
significato della deduzione relativa agli articoli di legge che sorreggono la
stessa (art. 35 cpv. 1 LIFD e art. 34 cpv. 1 LT). 

                                         Con
il raggiungimento della maggiore età il figlio diventa soggetto fiscale a s[é]
stante di conseguenza i genitori potranno beneficiare della suddetta deduzione
se il contribuente provvede al suo sostentamento e se il figlio alla fine del
periodo fiscale svolga un tirocinio oppure frequenti degli studi.

                                         Inoltre
a partire da questo momento, sulla base della giurisprudenza vigente, occorre
esaminare se il figlio non disponga di proventi sufficienti al proprio
sostentamento, come pure lo stato patrimoniale o la possibilità di realizzare
degli averi patrimoniali che possano contribuire al finanziamento del suo
sostentamento.

                                         Nel caso specifico la figlia __________
al 31.12.2016 dispone di averi bancari per una somma totale di
fr. 181'637.‑‑, tale importo sulla base della giurisprudenza
vigente, risulta una somma sicuramente sufficiente al finanziamento del suo
sostentamento di conseguenza il reclamo su questo punto viene respinto.

                                         DEDUZIONE PER FIGLI AGLI STUDI

                                         Per le stesse
ragioni indicate per la mancata concessione della deduzione per figli a carico anche
il reclamo contro la mancata concessione della deduzione per figli agli studi
viene respinto.

 

 

                                  E.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 si aggrava contro la decisione
di tassazione IC/IFD 2016 dopo reclamo, con le seguenti argomentazioni:

                                         “Si sospetta che il malinteso
sia sorto dal fatto che padre e madre di __________ hanno versato sull’arco di
18 anni importi su conti a nome di __________, in parte in previsione per i
suoi studi in parte come risparmi famiglia e la cui origine è totalmente
tracciabile.

                                         […]

                                         In particolare gli importi di
due conti intestati ad __________ sono stati correttamente inseriti nella mia
dichiarazione 2016 […] pur sempre menzionando che quei fondi erano su conti
intestati a __________, in parte previsti per gli studi.

                                         In pratica, e conformemente a
quanto dichiarato nei formulari per la tassazione 2016, la sostanza di __________
era di 899 chf. Gli altri importi su conti a suo nome sono stati inclusi
esplicitamente nelle dichiarazioni dei genitori (quella della sottoscritta).

                                         Nella decisione di tassazione
per __________ del 8 gennaio 2018 […] l’ufficio tassazione non sollevò
obiezioni in merito e quindi a suo tempo fummo confortati nell’idea d’aver
fatto le cose in modo per lo meno accettabile, restando in attesa di ricevere
le decisioni delle tassazioni mancanti.

                                         Col senno di poi, e visto
l’ovvio malinteso sorto con la decisione della mia tassazione 2016 e che mi è
giunta oltre un anno dopo, deduco che i conti intestati ad __________ si sarebbero
dovuti includere nella sua dichiarazione e quindi annullare gli importi con un
debito equivalente nei confronti dei genitori ottenendo un risultato identico:
899 chf.

                                         La ricorrente conclude:

                                         “[…]
Manifestamente __________ non dispone della sostanza necessaria ad
autofinanziarsi gli studi e sono de facto i genitori a farlo.

                                         […] Ritengo il rifiuto
dell’ufficio tassazione di concedermi la deduzione per figli agli studi non
giustificato in quanto i fondi ai quali si fa allusione NON sono di __________
come lo conferma la decisione di tassazione del 8 gennaio 2018 e da come
risulta dalle dichiarazioni di sostanza dei genitori”.

 

 

                                  F.   a.

                                         Nelle sue
osservazioni, presentate il 16 luglio 2019, l’autorità di tassazione propone di
respingere il ricorso. Dopo aver riassunto i punti salienti della vicenda, considera
che “a rigore la tassazione della figlia dovrebbe essere oggetto di
rettifica con l’aggiunta dei suoi capitali, ma considerando che comunque gli
elementi imponibili non superano le quote esenti di reddito e di sostanza
l’ufficio di tassazione vi ha rinunciato”. Aggiunge inoltre che 

                                         “In contraddizione con le
dichiarazioni d’imposta presentate per il 2015, 2016 e le affermazioni fatte
nel reclamo del 14.05.2019 per la prima volta in sede di ricorso viene
menzionato il fatto che la figlia __________ ogni anno avrebbe firmato un
riconoscimento di debito nei confronti del padre e della madre.

                                         A giudizio dell’ufficio di
tassazione questa ultima precisazione, non documentata da nessun
giustificativo, non può essere presa in considerazione poiché appare più che
funzionale all’ottenimento delle deduzioni richieste”.

 

                                         b.

                                         La ricorrente ha replicato
alle osservazioni dell’autorità di tassazione in data 24 luglio 2019.
Successivamente, ovvero il 31 luglio 2019 e il 4 gennaio 2020, ha inviato alla
Camera di diritto tributario ulteriore documentazione a sostegno della propria
tesi. Di queste comunicazioni verrà detto in seguito per quanto necessario.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   Il presente ricorso
verte sulla concessione della deduzione per figlio a carico e, per la sola
imposta cantonale, della deduzione per figlio agli studi in relazione alla
figlia __________. Per la ricorrente, la deduzione deve essere concessa in
quanto le condizioni poste per il suo ottenimento sono soddisfatte. Di parere
opposto l’autorità di tassazione, per cui la figlia __________, disponendo di
capitali propri per oltre 180'000 franchi è in grado di provvedere al proprio
sostentamento, per cui la ricorrente non ha alcun diritto di beneficiare delle
deduzioni richieste.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Per l’art. 34 cpv. 1 lett.
a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figlio minorenne, a
tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età, al cui sostentamento il
contribuente provvede, 11'100.– franchi. Un’analoga deduzione è prevista pure
in materia di imposta federale diretta, per la quale però l’ammontare è
limitato a 6’500.– franchi (cfr., al proposito, l’art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD,
che dal 1° gennaio 2014 ha sostituito l’art. 213 cpv. 1 lett. a LIFD;
cfr. inoltre Agner/Jung/ Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art.
35 LIFD, p. 149). Dal 1° gennaio 2012, è stata introdotta una seconda frase al
capoverso 1 per cui se i genitori sono tassati separatamente e se il figlio
sottostà all’autorità parentale in comune e non sono versati alimenti secondo
l’articolo 32 capoverso 1 lettera c, anche la deduzione per i figli è
ripartita per metà (art. 34 cpv. 1 lett. a, seconda frase LT risp. art.
35 cpv. 1 lett. a, seconda frase LIFD).

                                         Per l’imposta cantonale,
per figli a carico si intendono i figli minorenni (che, al 31 dicembre del
periodo fiscale interessato non hanno ancora diciotto anni) e quelli a
tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età al cui sostentamento il
contribuente provvede.

                                         La LIFD invece non prevede
un limite di età per la deduzione per i figli. Secondo l’articolo 277 capoverso
2 CC i genitori, per quanto si possa ragionevolmente pretendere da loro dato
l’insieme delle circostanze, devono continuare a provvedere al mantenimento del
figlio, anche se ha raggiunto la maggiore età, fino alla normale conclusione di
una formazione appropriata (Circolare dell’Amministrazione federale delle
contribuzioni n. 30 del 21 dicembre 2010, Imposizione dei coniugi e della
famiglia secondo la LIFD, p. 20). Di conseguenza, in generale la deduzione non
può più essere fatta valere quando il figlio ha compiuto, alla fine del periodo
fiscale o dell’assoggettamento, il 25° o il 26° anno di età (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar
zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 42 ad art. 35 LIFD, p. 713).

 

                                         2.2.

                                         Per “studi” si intende
ogni tappa della formazione che, indirettamente oppure direttamente, serve in
primo luogo a portare a termine una prima formazione. Tale formazione è
comunque considerata ultimata quando il figlio ottiene il diploma corrispondente
ed è in grado di svolgere un’attività lucrativa appropriata (CDT, sentenza no.
80.2016.100 dell’8 giugno 2017, consid. 1.2). La maturità professionale, come
la maturità liceale, ricadono sotto il concetto di formazione di base (prima
formazione) ai sensi dell’art. 34 cpv. 1 lett. a LT risp. art. 35 cpv. 1
lett. a LIFD (CDT, sentenza n. 80.2016.231 del 28 agosto 2017, consid.
2).

 

                                         2.3.

                                         Per quanto attiene al
riconoscimento delle deduzioni sociali, trovano applicazione gli art. 34 cpv. 3
LT e 35 cpv. 2 LIFD, secondo cui le deduzioni sociali sono stabilite “secondo
la situazione alla fine del periodo fiscale (art. 50 LT e art. 40 LIFD) o
dell’assoggettamento”.

                                         Con
il principio del giorno determinante, la legislazione tributaria prevede una schematizzazione
finalizzata alla semplificazione dell’applicazione del diritto per cui i
cambiamenti nelle relazioni personali, ovvero nello status del
contribuente (p. es. lo stato civile, l’età dei figli, la necessità di
sostentamento, ecc.) non sono costantemente monitorati nell’arco dell’anno, ma
di principio una sola volta durante il periodo fiscale, in casu alla
fine dell’anno civile. Invece, le prestazioni fornite, come p. es. i pagamenti,
sono calcolate per l’insieme del periodo fiscale (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge und Steuertarife im
schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 109 s.; Locher, Kommentar zum DBG, I. Teil, Art. 1-48 DBG, 2a
ed., Basilea 2019, n. 58 ad art. 35 LIFD, p. 1063). Tale principio
presuppone una considerazione complessiva, la quale accetta il fatto che nel
singolo caso un contribuente possa essere avvantaggiato o svantaggiato.
Tuttavia, se non è possibile conseguire un’imposizione assolutamente corretta
secondo il principio della capacità contributiva, per la giurisprudenza del
Tribunale federale è sufficiente che una disciplina legale non comporti
ingiustizie in generale (Bosshard/Bosshard/Lüdin,
op. cit., p. 111, con riferimento a DTF 120 Ia 337, consid. 1c; cfr. p. es.
sentenze CDT n. 80.2018.122/123 del 3 dicembre 2018, consid. 1.2; n. 80.2018.108/109
del 5 novembre 2018 consid. 1.4; n. 80.2017.182 del 26 marzo 2018, consid. 1.3;
n. 80.2016.231 del 28 agosto 2017, consid. 1.3).

 

                                         2.4.

                                        Come visto in narrativa, alla
fine del periodo fiscale litigioso, __________ era maggiorenne e agli studi, poiché
frequentava il Liceo a __________.

 

                                   3.   3.1.

                                         Ora,
stabilito che al 31 dicembre 2016 la figlia della ricorrente era maggiorenne e
agli studi, perché la ricorrente possa beneficiare delle deduzioni richieste, resta
da esaminare se abbia provveduto al sostentamento di __________ nel corso del
2016, così come richiesto dall’art. 34 cpv. 1 lett. a LT risp. art. 35
cpv. 1 lett. a LIFD.

 

                                         3.2.

                                         Dal profilo del diritto
civile, l’obbligo di mantenimento da parte dei genitori dura fino alla maggiore
età del figlio (art. 277 cpv. 1 CC). Se, raggiunta la maggiore età, il figlio
non ha ancora una formazione appropriata, i genitori, per quanto si possa
ragionevolmente pretendere da loro dato l’insieme delle circostanze, devono
continuare a provvedere al suo mantenimento fino al momento in cui una simile
formazione possa normalmente concludersi (art. 277 cpv. 2 CC). I genitori sono nondimeno
liberati dall’obbligo di mantenimento nella misura in cui si possa ragionevolmente
pretendere che il figlio vi provveda da sé con il provento del suo lavoro o con
altri mezzi (art. 276 cpv. 3 CC). Va inoltre tenuto presente che per
l’educazione di un figlio minorenne i genitori possono impiegare non solo i
redditi prodotti dalla sostanza del figlio (art. 319 cpv. 1 CC), ma anche –
dandosene la necessità – la sostanza medesima (art. 320 cpv. 1 CC). Ciò vale a
fortiori per un maggiorenne, dal quale si può pretendere che prima di
chiedere ai genitori un finanziamento degli studi faccia capo al proprio
patrimonio (cfr. sentenza ICCA n. 11.2013.63 del 30 settembre 2015, consid. 6b;
RtiD I-2008 p. 1028 n. 28c, consid. 10b). In una recente decisione del 2 giugno
2016 (DTF 142 V 226, consid. 7.1.), il Tribunale federale ha del resto ribadito
che, in ambito civile, il sostegno finanziario da parte dei genitori nei
confronti di un figlio maggiorenne si giustifica unicamente laddove il figlio
non dispone egli stesso delle risorse necessarie per far fronte al proprio
fabbisogno corrente e alle spese generate dalla sua formazione, richiamando in
particolare l’art. 277 cpv. 2 CC in relazione con l’art. 276 cpv. 3 CC e una
sentenza del Tribunale federale dell’11 ottobre 2005 (n. 5C.150/2005, consid.
4.4, in: FamPra.ch 2006, p. 480). In quella decisione, l’Alta Corte aveva in
particolar modo stabilito che la responsabilità personale del figlio – che vale
tanto più per un figlio maggiorenne – prevale sull’obbligo di mantenimento dei
genitori (cfr. art. 276 cpv. 3 CC) e sussiste indipendentemente dalla loro
situazione finanziaria (cfr. anche Breitschmid
in: Basler Kommentar, ZGB I, 5ª ediz., n. 31
ad art. 276 CC). La capacità economica del figlio va dunque
considerata anche se i genitori hanno mezzi finanziari sufficienti:
quest’ultimo deve perciò provvedere alla sua formazione facendo capo in primo
luogo ai propri elementi di reddito e di sostanza (cfr. RtiD I-2008 p. 1028 n.
28c, consid. 10a).

 

                                         3.3.

                                         Per quel che concerne la
deduzione per figli a carico in caso di figli maggiorenni, il diritto fiscale si
fonda sul diritto civile, in particolare sulla disposizione di cui all’art. 277
cpv. 2 CC, citata poc’anzi (v. anche la sentenza CDT n. 80.2016.100 dell’8
giugno 2017, consid. 3). Considerato come già in ambito civile l’obbligo di
mantenimento da parte dei genitori dipende dal fatto che si possa
ragionevolmente esigere da loro, occorre tenere conto (sia in ambito civile sia
in quello fiscale) pure del patrimonio e del reddito del figlio maggiorenne (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
Handkommentar zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 41 ad art.
35 LIFD). Ne discende che i principi sopra enunciati sono applicabili anche al
diritto fiscale.

                                         Il figlio non viene
considerato dipendente dal mantenimento del genitore, quando, malgrado sia in
formazione, è in grado di provvedere da solo ai propri bisogni grazie ai
proventi del suo lavoro oppure alle sue altre risorse. In tale contesto occorre
prendere poi anche in considerazione la sostanza del figlio nella misura in cui
la realizzazione della stessa possa essere ragionevolmente richiesta per
finanziare il suo mantenimento (Jaques,
in Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand LIFD, 2ª ediz., Basilea 2017, n. 21 ad
art. 35 LIFD; RF 2014 p. 302, consid. 2.1; decisione TF n. 2C_357/2010 del 14
giugno 2011 citata in RF 2011 p. 676, consid. 2.1.).

                                         Anche il Tribunale
federale (nella sentenza n. 2C_357/2010 del 14 giugno 2011 consid. 2.1) ha
escluso che si possa considerare bisognoso di sostentamento ("unterstützungsbedürftig")
il figlio maggiorenne che, grazie alla sua formazione, è in grado di
mantenersi da sé facendo capo al provento del suo lavoro oppure ad altri mezzi.
Occorre quindi prendere in considerazione lo stato patrimoniale del figlio,
come anche la possibilità di realizzazione degli averi patrimoniali per
contribuire al finanziamento del suo sostentamento.

 

                                         3.4.

                                         In una decisione dell’8
giugno 2017, la Camera di diritto tributario ha avuto modo di negare ai
ricorrenti sia la deduzione per figli a carico sia la deduzione per figli agli
studi, riguardo alla figlia maggiorenne, che nel periodo fiscale litigioso
frequentava il programma di Bachelor presso una scuola universitaria
professionale in Svizzera interna. La Corte ha ritenuto che la figlia non
avesse bisogno del sostegno economico da parte dei genitori che rivendicavano
le predette deduzioni, considerato come quest’ultima avesse importanti capitali
a disposizione (oltre CHF 300’000.–) e avesse percepito anche dei redditi
di oltre CHF 11’000.– (cfr. sentenza CDT n. 80.2016.100/101 dell’8 giugno
2017).

                                         In un caso ancora più
recente, questa Corte ha negato la deduzione per figlio agli studi al padre di
uno studente maggiorenne che disponeva di una sostanza (“titoli e capitali”) di
ben CHF 140’060.–, privo di vincoli e facilmente disponibile (sentenza CDT
n. 80.2018.129 del 28 gennaio 2019).

 

                                         3.5.

                                         Vi sono cantoni, nei quali
le autorità fiscali hanno opportunamente codificato una prassi, che fissa degli
importi, a partire dai quali si può ritenere che il reddito e/o la sostanza del
figlio siano sufficienti per il suo mantenimento, con la conseguenza che i
genitori non hanno diritto alla deduzione sociale.

                                         Nel Canton Berna, ad
esempio, se il figlio maggiorenne percepisce un reddito di oltre fr. 24’000.–
(quale salario, borsa di studio, ecc., senza però considerare i contributi
alimentari) oppure se il suo patrimonio ammonta ad almeno fr. 50’000.–, la
deduzione per figli a carico viene negata (cfr. Merkblatt 12 Natürliche
Personen ab 2017, Besteuerung von Familien, p. 1, redatto dalla Steuerverwaltung
des Kantons Bern).

                                         Nel Canton Lucerna, lo
stato di bisogno del figlio si determina in base al minimo vitale del diritto
esecutivo. Se il figlio dispone di un reddito fino a fr. 18'000.–, i genitori
hanno diritto alla deduzione per figli a carico. Per quanto concerne il
patrimonio, si ritiene che il figlio non necessiti più del sostegno finanziario
dei genitori se ha una sostanza netta superiore a 100'000 franchi, purché si
tratti di beni alienabili o liquidi e non per esempio di quote di comproprietà
di immobili o di quote di partecipazione in società di famiglia (Luzerner
Steuerbuch, § 42 n. 2, paragrafo 1.1).

                                         Nel Canton San Gallo, fino
ad un reddito dell’attività lucrativa di fr. 15'000.‑ all’anno, si
presume che il figlio non possa provvedere al proprio mantenimento. Per quanto
concerne il patrimonio, la situazione viene valutata nel singolo caso (St.
Galler Steuerbuch, 48 n. 1, paragrafo 2.2.2).

                                         Nel Canton Ticino, la
citata Circolare n. 4/2008 della Divisione delle contribuzioni, concernente
"le deduzioni per figli agli studi", si limita, come già
accennato, ad escludere che abbia diritto alla deduzione il genitore di uno
studente che gode di proventi di cui ha la libera disponibilità, se sufficienti
per far fronte al sostentamento personale e agli impegni di studio.

                                         3.6.

                                         Venendo al caso in esame,
dalla decisione di tassazione IC/IFD 2016, si evince che __________ non ha
percepito alcun reddito, fatta eccezione per un reddito da titoli e capitali di
fr. 6.‑. Per quanto riguarda invece la sua situazione patrimoniale al
31.12.2016, l’autorità di tassazione ha accertato “titoli e capitali” in
ragione di fr. 899.‑. 

                                         Tuttavia ‑ ribadito
più volte nei loro scritti indirizzati all’autorità di tassazione sia dal padre
__________ sia dalla madre __________ ‑ __________ dispone di
capitali propri in ragione di fr. 181'637.‑ (stato al 31.12.2016). 

                                         In particolare, nelle
“comunicazioni e note” per l’Ufficio di tassazione, accluse alla sua DI 2016, __________
scriveva:

                                         Il
deposito “__________” __________, incluso da sempre ai titoli __________ venne
raggruppato a livello di banca nel marzo 2016 con i miei depositi onde
beneficiare dello statuto “partner __________”. Fine 2016 nel mio rendiconto __________
troviamo 138655 chf “di troppo”. Questo importo è incluso nei titoli RI 1.
Quindi 526400-138655=387745.

                                         Questo importo è poi stato
effettivamente accertato dall’autorità fiscale nella tassazione del padre di __________
(v. decisione di tassazione IC 2016 del 12 aprile 2018 relativa a __________).

                                         Di riflesso, due note
manoscritte sulla medesima attestazione bancaria, acclusa nella DI 2016 della
signora RI 1 spiegavano che i fr. 138'655.‑ erano “intestati alla
figlia __________” e “mantenut[i] tra i titoli” della madre.

                                         Proprio sulla scorta di
quanto visto in precedenza, si può concludere che __________ non sia bisognosa
di sostentamento ("unterstützungsbedürftig"), potendo far capo
ad importanti mezzi finanziari, appositamente accantonati per i suoi studi dai
genitori. Come visto, __________ è titolare di un conto risparmio gioventù
presso __________ (__________) in cui erano depositati al 31.12.2016
fr. 42'083.02 e di parti al fondo d’investimento __________ in ragione di
fr. 138'655 al 31.12.2016, oltre a due conti presso __________ (valore
accertato al 31.12.2016: fr. 899.‑). 

                                         Nonostante sia agli studi
ma avendo raggiunto la maggior età e potendo contare su mezzi propri
importanti, i genitori non sono più tenuti al suo sostentamento. Pertanto essi perdono
il diritto alla deduzione per figli a carico ai sensi degli art. 34 cpv. 1
lett. a LT risp. art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD. 

                                         L’operato dell’RS 1 merita
pertanto di essere tutelato.

 

 

 

 

 

                                   4.   4.1.

                                         A proposito della
titolarità dei conti, nel suo scritto ricorsuale datato 9 luglio 2019, la
ricorrente sostiene dapprima che “quei fondi erano su conti intestati a __________,
in parte previsti per gli studi” per un “totale conti a lei intestati [di]
181'637 chf” per poi cambiare versione e ‑ fondandosi sulla
decisione di tassazione IC/IFD 2016 della figlia – argomentare che “manifestamente
__________ non dispone della sostanza necessaria ad autofinanziarsi gli studi e
sono de facto i genitori a farlo […] i fondi ai quali si fa allusione
NON sono di __________ come lo conferma la decisione di tassazione del 8
gennaio 2018 e da come risulta dalle dichiarazioni di sostanza dei genitori”.
Tali affermazioni appaiono perlomeno contraddittorie e in contrasto con il
principio della buona fede e con il divieto di comportamento contraddittorio (“venire
contra factum proprium”), che discende dal primo.

 

                                         4.2.

                                         Dagli atti a disposizione
della Camera di diritto tributario, si evince che __________ è titolare di due
conti bancari presso __________ Bellinzona e dichiarati nella sua partita
fiscale, come pure di un conto risparmio gioventù presso __________ il cui
saldo al 31.12.2016 era di fr. 42'083.02 (v. attestazione bancaria __________).
Questo conto, come anche fr. 138'655.‑ riconducibili a “distinta __________
allegata-ex depo in parte studi __________ __________” erano invece
dichiarati nella partita fiscale della ricorrente (v. Modulo 2, allegato alla
DI 2016 RI 1).

                                         Per quanto attiene alla
titolarità di quest’ultimo importo (fr. 138'655.‑ al 31.12.2016),
fino al 31.12.2015 questo deposito era intestato ad __________, come risulta
chiaramente dal Vermögensausweis rilasciato da __________ e allegato
alla DI 2015 della madre (__________ nel 2015 era ancora minorenne). Per il
periodo fiscale litigioso, invece, le parti di detto fondo sono elencate
nell’attestazione bancaria rilasciata da __________ a nome di __________ per
motivi che il padre spiega così: “il deposito “__________” __________, incluso
da sempre ai titoli RI 1 venne raggruppato a livello di banca nel marzo 2016
con i miei depositi onde beneficiare dello statuto “partner __________”.

 

                                         4.3.

                                         In casu si deve
constatare che, per il periodo fiscale 2016, gli averi di __________ presso __________
pari a fr. 180'655.‑ non siano stati imposti né in capo al padre, né
in capo alla madre, né in capo alla figlia. 

                                         Finché __________ era
minorenne, il reddito e la sostanza erano stati cumulati con quelli di chi ne
deteneva l’autorità parentale (art. 8 cpv. 2 LT; art. 9 cpv. 2 LIFD), nella
fattispecie la madre. Divenuta maggiorenne, anche la figlia __________ ha
dovuto presentare la propria Dichiarazione d’imposta, a partire dal periodo
fiscale 2016. Al 31.12.2016, __________ dichiarava titoli e capitali per un
importo pari a fr. 899.‑ relativi ad un contro privato Generation e
ad un conto di risparmio gioventù, entrambi aperti presso l’__________
Bellinzona. Con decisione dell’8 gennaio 2018, l’autorità di tassazione, ha
conseguentemente accertato un reddito e una sostanza imponibili pari a
fr. 0.-, imponendola con la motivazione “esente, elementi inferiori ai
minimi imponibili”.

                                         Dal 2016, tuttavia, gli
averi depositati presso __________ avrebbero dovuto essere dichiarati
nella partita fiscale di __________ e non più in quella della madre ricorrente.

                                         Mal si comprende per quale
ragione solo i conti presso __________ (valore accertato al 31.12.2016:
fr. 899.‑) siano stati dichiarati dalla figlia ‑ omettendo
scientemente di dichiarare gli averi depositati presso __________ e lasciandoli
nella partita fiscale della madre ‑ se non appunto alfine di
poter beneficiare delle deduzioni sociali di cui è stata fatta richiesta. In
effetti, ancora nell’Elenco dei titoli e di altri collocamenti di capitali allegato
alla DI 2015, la ricorrente dichiarava e distingueva chiaramente gli averi
della figlia (presso __________ e __________) e i suoi.

 

                                         4.4.

                                         Alla luce delle
conclusioni che precedono, come giustamente rilevato dall’autorità di
tassazione nelle sue osservazioni, “la tassazione della figlia dovrebbe
essere oggetto di rettifica con l’aggiunta dei suoi capitali, ma considerando
che comunque gli elementi imponibili non superano le quote esenti di reddito e
di sostanza l’ufficio di tassazione vi ha rinunciato”, evitando così di trasmettere
l’incarto all’Ufficio delle procedure speciali e di aprire il procedimento di
ricupero d’imposta nei confronti della figlia __________ poiché questo non avrebbe
sortito alcun effetto e la decisione di tassazione IC/IFD 2016 di __________
non sarebbe stata modificata, rendendola comunque esente.

 

                                         4.5.

                                         È comunque difficilmente
spiegabile che la titolarità delle parti al fondo d’investimento presso __________
sia stata trasferita proprio nel 2016 da __________ al padre, __________, se
non a fini prettamente fiscali. Fosse così, si configurerebbe una donazione
dalla figlia al padre. Dagli atti a disposizione risulta però che __________dei
capitali per 138'655.‑ franchi depositati presso __________ (v. in
particolare Modulo 2, allegato alla DI 2016 di __________). 

 

 

                                   5.   Per quanto riguarda infine
la deduzione sociale per figlio agli studi prevista unicamente dal diritto
cantonale (art. 34 cpv. 1 lett. c LT), essa è complementare alla deduzione
di base per figlio a carico: se la deduzione per figlio a carico non è
concessa, neppure quella per figlio agli studi potrà dunque esserlo (cfr.
sentenza CDT n. 80.2017.65 del 21 giugno 2017 consid. 2.3.2). In una recente
sentenza, la Camera di diritto tributario ha avuto modo di confrontarsi con una
situazione molto simile a quella del caso qui in esame, giungendo alla
conclusione che i presupposti per beneficiare della deduzione per figlio agli
studi non fossero adempiuti nonostante il figlio fosse sì studente
universitario, ma disponesse di un importante capitale a risparmio, privo di
vincoli, facilmente disponibile e ritenendolo più che sufficiente per far
fronte al proprio sostentamento nel suo percorso universitario (in casu:
fr. 140'060.‑; cfr. sentenza CDT n. 80.2018.129 del 28 gennaio 2019).

 

 

                                   6.   Di conseguenza il
ricorso è respinto.

                                         Tassa di giustizia e spese
processuali sono a carico della ricorrente, soccombente.

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                 fr.  2’000.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi     fr.    100.–

                                         per un totale di                                                      fr. 2’100.–

                                         sono a carico della
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presen           Copia
per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: