# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ac260582-ce98-5e66-922c-5b0eb01723c5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-03-29
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 29.03.2001 16.2001.00006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2001-00006_2001-03-29.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2001.00006

  	
  Lugano

  29 marzo 2001/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 26 gennaio 2001
presentato da

 

 

	
   

  	
  __________ (patr. dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

 

la
sentenza 17 gennaio 2001 del Segretario assessore della Pretura del Distretto
di Bellinzona nella causa a procedura sommaria in tema di esecuzioni e
fallimenti promossa con istanza 12 dicembre 2000 da

 

 

	
   

  	
  __________ 

  

 

 

con la
quale l’istante ha chiesto il rigetto in via provvisoria dell’opposizione
interposta dall’escussa al PE no. __________dell’UEF di Bellinzona, domanda
accolta dal primo giudice,

 

 

esaminati gli atti.

 

 

Considerato

 

 

in fatto e in diritto:               che
con istanza 12 dicembre 2000 __________ ha chiesto il rigetto in via provvisoria
dell’opposizione interposta da __________ al PE sopra menzionato notificatole
per l'incasso di fr. 3'006.-- oltre accessori a saldo della fattura emessa il 3
agosto 2000 per la consulenza prestata a quest'ultima in relazione a un progetto
di insonorizzazione di un esercizio pubblico, prestazione espressamente
richiesta dalla convenuta sulla base di un contratto sottoscritto il 12 maggio
1999;

 

                                                  che a valere quale
riconoscimento di debito l’istante ha prodotto la fattura 3 agosto 2000 (doc.
B) e il contratto "di mandato" (doc. C);

 

                                                  che l'escussa si è
opposta all'istanza contestando l'esistenza agli atti di un valido
riconoscimento di debito;

                                                  

                                                  che con il
querelato giudizio il segretario assessore, accertata la presenza di un valido
riconoscimento di debito nell’insieme della documentazione prodotta
dall’istante (doc. B e C) e respinte in quanto non rese sufficientemente verosimili
le contestazioni dell'escussa, ha accolto l’istanza;

                                          

                                                  che con il
presente tempestivo gravame, al quale è stato concesso effetto sospensivo con
decreto 8 febbraio 2001, __________ è insorta contro il predetto giudizio
postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art.
327 lett. g CPC: la ricorrente rimprovera al primo giudice di aver erroneamente
applicato l'art. 82 LEF attribuendo alla documentazione prodotta dall'istante
la qualifica di valido riconoscimento di debito;

 

                                                  che con
osservazioni 14 febbraio 2001 la controparte ha postulato la reiezione del
ricorso;

 

                                                  che giusta l’art.
327 lett. g CPC una sentenza del pretore o del giudice di pace può essere
annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale
o formale oppure in caso di valutazione manifestamente erronea di atti di causa
o di prove;

 

                                                  che secondo l’art.
82 LEF il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell’opposizione se il
credito si fonda su di un riconoscimento di debito constatato mediante atto
pubblico o scrittura privata, dal quale risulti la volontà del debitore di
pagare una determinata somma di denaro; 

 

                                                  che nel caso di
specie, come correttamente rilevato dalla ricorrente, dalla documentazione
prodotta dall’istante non è possibile concludere per l’esistenza di un valido
riconoscimento di debito per l’importo posto in esecuzione;

 

                                                  che infatti dalla
stessa non risulta la dichiarazione di volontà chiara, esplicita, non equivoca
e non soggetta a interpretazione della convenuta di riconoscersi debitrice nei
confronti dell’istante per l’importo da questa rivendicato (D. Staehelin, in Kommentar zum Bundesgesetz
über Schuldbetreibung und Konkurs, 1998, n. 21 segg. ad art. 82);

 

                                                  che simile
riconoscimento non può in particolare essere dedotto dalla fattura 3 agosto
2000 (doc. C), documento allestito unilateralmente dall'istante e non firmato
dall'escussa;

 

                                                  che neppure il
contratto sottoscritto dalle parti (doc. B) può essere equiparato a un valido
riconoscimento di debito, ritenuto che nel medesimo non viene indicata nessuna
mercede (nemmeno a titolo di preventivo) per le prestazioni dell'istante (Staehelin, op.cit., n. 25 ad art.
82 LEF);

 

                                                  che, in
particolare, non è possibile individuare un riconoscimento di debito dall'insieme
dei due documenti prodotti, dal momento che non v'è nessuna relazione fra gli
stessi che concerna non tanto il rapporto contrattuale indicato, ma l'impegno
dell'escussa al versamento della somma posta in esecuzione (Panchaud / Caprez, Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 6,
N. 4), rispettivamente non verificandosi che un chiaro impegno al pagamento,
risultante da un documento, trovi conferma e quantificazione nell'altro (Panchaud / Caprez, op. cit.,
ibidem, N. 6); 

 

                                                  che alla luce di
quanto sopra esposto il giudizio impugnato, che ha erroneamente concluso
all’esistenza di un valido riconoscimento di debito, deve essere annullato
poiché frutto di una valutazione manifestamente errata degli atti di causa e di
una conseguente erronea applicazione del diritto sostanziale;

 

                                                  che in virtù
dell'art. 327 lett. g. CPC il ricorso dev'essere accolto e l'istanza decisa ai
sensi dell'art. 332 cpv. 2 CPC;

 

                                                  che le spese
seguono la soccombenza.

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la
OTLEF

 

 

pronuncia:                     I.      Il
ricorso per cassazione 26 gennaio 2001 __________ è accolto.

                                                  Di conseguenza la
sentenza 17 gennaio 2001 del Segretario assessore della Pretura di Bellinzona è
annullata e sostituita dal seguente giudicato:

 

                                                       1.     L’istanza
è respinta.

                                                      2.     La
tassa di giustizia e le spese di complessivi fr. 80.--, da anticipare
dall’istante, rimangono a suo carico, con l'obbligo di rifondere alla convenuta
fr. 50.-- per ripetibili.

 

                                          II.     Tasse e
spese del presente giudizio, per complessivi fr. 180.--, già anticipate dalla
ricorrente, sono poste a carico di __________ la quale rifonderà alla ricorrente
fr. 250.-- a titolo di ripetibili.

 

                                          III.    Intimazione
a:  - __________;

                                                  Comunicazione alla
Pretura di Bellinzona.

 

 

 

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                                 La
segretaria