# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3372497c-f4ab-5215-852b-6782ef3f1ec3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-03-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.03.2005 30.2004.93
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2004-93_2005-03-17.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2004.93

   

  TB

  	
  Lugano

  17 marzo 2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 25 novembre 2004
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 19
  novembre 2004 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1, 

   

   

  in materia di contributi AVS

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Nell’ambito
del controllo dei conteggi dei salari (art. 162 segg. OAVS) relativi al periodo
1° gennaio 2000-31 dicembre 2003 eseguito il 5 ottobre 2004, la Cassa CO 1 ha
effettuato nei confronti dello RI 1 di __________, affiliato come datore di
lavoro, delle riprese per complessivi Fr. 6'000.- (doc. A3).

 

                                  B.   Ritenendo
tale importo come spese forfetarie non giustificate sorte nel 2003, ma rimborsate
ugualmente a __________, e sulle quali non sono stati prelevati i contributi
AVS/AI/IPG/AD e AF, mediante tassazione d'ufficio del 12 novembre 2004 (doc. A3)
la Cassa di compensazione ha fissato i contributi paritetici dovuti dal
ricorrente per gli anni 2000, 2001, 2002 e 2003.

 

                                  C.   A
seguito dell’opposizione formulata il 17 novembre 2004 (doc. A2) dallo RI 1,
due giorni dopo (doc. A1) la Cassa ha emanato una decisione su opposizione con
cui ha integralmente respinto la lamentela dell'opponente, siccome facevano
difetto i giustificativi delle spese rimborsate, contestate.

 

                                  D.   Il
25 novembre 2004 (doc. I) lo RI 1 ha formulato ricorso contro la decisione su
opposizione della Cassa chiedendo di annullarla e di stralciare la ripresa di
Fr. 6'000.- a carico di __________, il quale nel 2003 avrebbe percorso 19’590
km per viaggi di lavoro. Già in sede d’opposizione l’assicurato ha prodotto
dodici tabelle attestanti i chilometri percorsi mensilmente e le destinazioni
raggiunte (doc. A4), prove che ha ricostruito partendo dalla sua agenda di
lavoro. Il ricorrente osserva inoltre che __________ non fattura allo Studio né
spese auto, né spese di rappresentanza e che i suoi molteplici spostamenti per
visitare clienti sia in Svizzera che nel Nord Italia renderebbero inutile la
tenuta di documentazione, considerato come le sue fatture comprendano già ogni
spesa aggiuntiva.

 

                                  E.   Con
risposta di causa del 3 gennaio 2005 (doc. III) la Cassa ha ripreso il
contenuto della decisione su opposizione, precisando che la ripresa concerne
soltanto il 50% degli importi forfetari versati nel 2003 a __________, ed aggiungendo
che

 

"  (…)
la Cassa non ritiene, contrariamente a quanto vorrebbe far credere il ricorrente,
che le spese forfetarie versate al signor __________ siano state giustificate
in sede ricorsuale:

 

"(…)
Poiché in sede ricorsuale non sono state dettagliate tramite giustificativi le
spese del forfait una ripresa salariale s’imponeva. L’insorgente si è infatti
limitata a produrre una “Tabella x valutazione indennità di trasferta ai
dipendenti”, con l’indicazione dei km da percorrere e delle trasferte mensili
per ogni dipendente e una lista di clienti e spostamenti, compresi i
chilometraggi. Tale documentazione, in mancanza di pezze giustificative, non è
sufficiente, a mente del TCA, a rendere verosimile i costi effettivamente sopportati dai singoli
dipendenti.” (vedi STCA del 18 ottobre 2002, nella causa C. SA, inc. 30.2002.00016).”

 

                                  F.   Pendente
causa, a richiesta del TCA
(doc. V) il ricorrente ha completato la documentazione prodotta con il ricorso
(doc. VI).

 

 

in diritto

 

In ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi
degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2
cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle
assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del
18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa
B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del
10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre
1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                   2.   Con
l'entrata in vigore il 1° gennaio 2003 della Legge federale sulla parte
generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000,
sono state apportate diverse modifiche di carattere formale alla LAVS.

 

Da un punto di vista
temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali
(materiali) in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che esplica
degli effetti (SVR 2003, IV Nr. 25 pag. 76 consid. 1.2;
DTF 129 V 4 consid. 1.4; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V 136 consid. 4b; DTF
121 V 366 consid. 1b; STFA dell’11 gennaio 2005 nella
causa G.T. SA, H 257/03 consid. 2.1 pag. 3; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa
A., P 76/01, consid. 1.3 pag. 4). Il Tribunale federale delle assicurazioni, ai
fini dell'esame di una vertenza, si fonda infatti di regola sui fatti che si
sono realizzati fino al momento dell'emanazione della decisione amministrativa
contestata (STFA del 1° luglio 2003 nella causa G.C-N, consid. 1.2., H 29/02; DTF
121 V 366 consid. 1b).

Il giudice delle
assicurazioni sociali non tiene quindi conto di modifiche legislative e di
fatto verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento
amministrativo in lite (STFA del 16 dicembre 2003 nella causa O.C., K 140/01;
STFA del 16 giugno 2003 nella causa R.C.G., C 130/02; STFA del 7 marzo 2003
nella causa L. e G.G., H 305/01; STFA del 29 gennaio 2003 nella causa M.D.L., U
129/02, consid. 1.3, pag. 3).

Dal profilo del
diritto materiale si applicano così le disposizioni in vigore prima delle
modifiche apportate dalla LPGA.

 

Per contro, le norme procedurali
(formali), in assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata
applicazione (DTF 130 V 4 consid. 3.2; DTF 117 V 93 consid. 6b; SVR 2003 IV Nr.
25 pag. 76 consid. 1.2).

 

In concreto la
decisione impugnata si riferisce alla fissazione dei contributi sociali
AVS/AI/IPG/AD e AF dovuti dall'assicurata per un periodo sia antecedente il 31
dicembre 2002 (per gli anni 2000-2002) sia posteriore (per l’anno 2003), mentre
le decisioni (formale e su opposizione) sono state entrambe emanate nel corso
del 2004.

Per cui, mentre per
quanto concerne l'aspetto procedurale trovano subito applicazione le norme
della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAVS, per quanto riguarda la
fissazione dei contributi dovuti dall'insorgente vanno applicate le norme materiali
in vigore fino al 31 dicembre 2002 per i primi tre anni ed i disposti LAVS
validi dal 1° gennaio 2003 per l’ultimo anno revisionato dalla Cassa.

 

Nel merito

 

                                   3.   I
contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati
in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente
e indipendente (art. 4 cpv. 1 LAVS).

 

Dal reddito di
un'attività dipendente, chiamato qui di seguito "salario
determinante", è prelevato un contributo del 4,2% (art. 5 cpv. 1 LAVS).

Giusta l'art. 5 cpv. 2
LAVS,

 

"  Il
salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza
d'altri per tempo determinato o indeterminato. Esso comprende inoltre le
indennità di rincaro e altre indennità aggiunte al salario, le provvigioni, le
gratificazioni, le prestazioni in natura, le indennità per vacanze o per giorni
festivi ed altre prestazioni analoghe, nonché le mance, se queste costituiscono
un elemento importante della retribuzione del lavoro.".

 

Questo reddito ingloba
dunque tutte le prestazioni percepite dal salariato che hanno una relazione
economica con il rapporto di lavoro (DTF 124 V 100 consid. 2 pag. 102 con
riferimenti), incluse le indennità che il salariato ha ricevuto,
indipendentemente se sono state effettuate durante il tempo libero ed i fine
settimana.

                                   4.   Il
ricorrente lamenta che la ripresa effettuata dalla Cassa sia stata erroneamente
ritenuta come integrazione di salario del suo collaboratore e quindi
assoggettata al pagamento dei contributi sociali in qualità di datore di lavoro.

In sede d’opposizione egli
ha prodotto delle liste mensili comprovanti le trasferte di lavoro effettuate con
vettura privata da __________ durante tutto il 2003, per cui l’assicurato
chiede che i rimborsi spese forfetari eseguiti nei confronti di quest’ultimo
siano considerati come tali e che non siano dunque integrati come salario
determinante.

 

Dal canto suo, nella
decisione su opposizione l'amministrazione ha fondato la propria presa di
posizione sugli artt. 7 e 9 OAVS, ritenendo che poiché le spese sopportate dal
predetto collaboratore nel 2003 non sono state debitamente comprovate con sufficiente
e convincente documentazione come richiesto con nota informativa del dicembre
2002, esse non possono essere escluse dal suo salario determinante, per cui
devono essere assoggettate al prelievo dei contributi sociali. In particolare,
la Cassa non ha considerato sufficienti gli elenchi mensili delle trasferte annoveranti
i chilometri percorsi (doc. A4).

Essa ha comunque
ripreso soltanto la metà (Fr. 6'000.-) del rimborso forfetario esposto
contabilmente.

 

                                   5.   Per
ottenere il salario determinante ai fini dell'AVS, è necessario dedurre le
indennità versate dal datore di lavoro a titolo di risarcimento spese. Queste
spese, che incombono al salariato, vengono rimborsate sia separatamente dal
datore di lavoro quale risarcimento delle spese (art. 7 OAVS), sia incluse nel
salario quali spese generali (art. 9 OAVS).

Secondo l'art. 7 OAVS,
il rimborso delle spese sostenute non costituisce salario determinante.

Ai sensi dell’art. 9
cpv. 1 OAVS, sono considerate spese generali quelle cui il datore di lavoro (recte:
il salariato) deve far fronte nell’ambito della propria attività.

Non fanno parte di
queste spese le indennità periodiche per gli spostamenti del salariato dal
luogo di domicilio al luogo di lavoro abituale e per i pasti usuali presi a
domicilio o sul luogo di lavoro; queste indennità rientrano di norma nel salario
determinante (art. 9 cpv. 2 OAVS).

Infine, l'art. 9 cpv.
3 OAVS dispone che per i salariati che sopportano loro stessi, interamente o
parzialmente, le spese generali risultanti dall'esecuzione dei loro lavori,
queste spese possono essere dedotte se è provato che raggiungono almeno il 10%
del salario versato. La norma non è invece applicabile per le spese che il
datore di lavoro rimborsa separatamente dal salario versato. Queste spese
devono essere tenute in considerazione anche se sono inferiori al 10% del
salario determinante (RCC 1990 pag. 42 consid. 3; RCC 1987 pag. 386 consid. 3b;
RCC 1979 pag. 77 consid. 2a; RCC 1978 pag. 557 consid. 2).

 

La prassi
amministrativa considera spese generali rimborsabili le spese di viaggio
(viaggio, vitto e alloggio); le spese di rappresentanza e quelle per la
clientela; le spese per il materiale e per il vestiario professionale; le spese
d'uso di locali di servizio, nella misura in cui essi sono utilizzati per lo
svolgimento dell'attività lucrativa; le spese supplementari di viaggio dal
domicilio al luogo di lavoro, se questi sono considerevolmente lontani l'uno
dall'altro; le spese supplementari per i pasti che il salariato deve consumare
fuori dal domicilio a causa della distanza del domicilio dal luogo di lavoro,
come pure le spese d'alloggio per il pernottamento fuori casa nonché le spese
di formazione e di perfezionamento professionali (tasse d'iscrizione a corsi o
ad esami, libri o materiale, ecc.), che sono in stretta relazione con
l'attività professionale del salariato (Direttive sul salario determinante
(DSD), edite dall’UFAS, N. 3003; RDAT II-1992 n. 60, pag. 140).

Di principio si deve
dedurre l'importo effettivo delle spese generali (RCC 1979 pag. 79, RCC 1982
pag. 354, RCC 1983 pag. 310).

 

                                   6.   Conformemente
alla costante giurisprudenza del TFA, il datore di lavoro o il salariato devono
fornire la prova o per lo meno rendere verosimile che le spese fatte valere
siano state effettivamente sostenute (Pratique VSI 1996 pag. 265 consid. 3b;
Pratique VSI 1994 pag. 171; RCC 1983 pag. 310, RCC 1979 pag. 79). Difatti il
risarcimento per le spese concesso sotto forma d’importi forfetari deve
corrispondere complessivamente alle spese che sono effettivamente risultate
(Pratique VSI 1994 pag. 170). Di conseguenza gli interessati sono tenuti a
fornire indicazioni precise, producendo un conteggio esaurientemente
dettagliato ed allegando le relative pezze giustificative (RCC 1960 pag. 34;
STFA dell'11 settembre 1997 nella causa E. SA (H 216/96)). Le prove offerte
devono essere concrete e non generiche.

 

Nei casi in cui è
stabilita l'esistenza delle spese generali, ma queste non possono essere
comprovate in modo certo a causa di circostanze speciali, la loro valutazione
incombe alla Cassa di compensazione, tenuto conto delle spese che il datore di
lavoro e/o il salariato rendono verosimili e che sono usuali nella professione
considerata (Pratique VSI 1994 pagg. 171-172; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa R.C. SA; RCC 1990 pag. 41; RCC 1979
pag. 77; RCC 1955 pag. 101; RDAT II-1992 n. 60 pag. 140; KÄSER, Unterstellung
und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a edizione, Berna 1996, N.
4.151, pag. 165; vedi pure: RCC 1983 pag. 310 e RCC 1982 pag. 356).

 

L'amministrazione non
può tuttavia limitarsi a costatare che il contribuente non è riuscito a provare
o a rendere verosimile l'esistenza di tali spese. Essa deve piuttosto agire
d'ufficio, affinché le necessarie prove siano raccolte, in quanto ciò sia
possibile senza eccessive difficoltà (RCC 1990 pag. 42, RCC 1983 pag. 310 consid.
3, RCC 1982 pag. 355, RCC 1979 pag. 79 consid. 2b).

A tale scopo è
sufficiente invitare il contribuente ad intraprendere i passi necessari ed a
fornire i documenti utili (RCC 1979 pag. 79 consid. 2b; STFA del 1° ottobre
1981 nella causa T. & Co. N.J.).

 

Alla luce del
principio inquisitorio a cui è tenuta, la Cassa deve quindi provvedere ad
entrare in possesso della documentazione probatoria necessaria, se ciò non crea
difficoltà eccessive (RCC 1990 pag. 42 consid. 4; STFA dell’11 gennaio 2005
nella causa G.T. SA, H 257/03 consid. 4.3.2).

È ammissibile derogare
a questo principio solo nel caso in cui, pur essendo l’esistenza di spese
generali dimostrata, l’importo dettagliato non può essere comprovato in modo
certo a causa di circostanze particolari (Pratique VSI 1994 pag. 170 seg.;
KÄSER, op. cit., pag. 165). In tal caso la Cassa dovrà stimarne l’ammontare
fissando un importo forfetario (N. 3005 e N. 3011 DSD).

Questa modalità di
calcolo viene in particolare applicata a rappresentanti di commercio, artisti,
giornalisti, fotografi per la stampa e musicisti (KÄSER, op. cit., pag.
166).

 

Se le spese generali
non vengono indicate separatamente ed il salariato deve quindi coprire
personalmente le spese generali necessariamente legate alla sua professione, il
salario determinante deve essere fissato come segue (N. 3007 DSD):

 

                                         -     si devono prendere in
considerazione le spese generali separatamente per ogni periodo di pagamento
del salario;

 

                                         -     non è ammessa la
deduzione di spese generali inferiori al 10% del versamento globale (art. 9
cpv. 3 OAVS).

 

Se le spese
effettivamente sostenute vengono indicate separatamente di caso in caso, il
salario pagato costituisce il salario determinante. La regola del 10% secondo
l'art. 9 cpv. 3 OAVS non è applicabile.

 

Se l'indennità per le
spese generali viene versata dal datore di lavoro come indennità forfetaria,
questa deve corrispondere almeno globalmente alle spese effettive, deve cioè
essere adeguata alla realtà in ogni singolo caso. Ogni decisione in proposito
deve basarsi sulla realtà di situazioni concrete (RCC 1990 pag. 41, N. 3011
DSD).

 

                                   7.   Come
ricordato al considerando precedente, il risarcimento per le spese concesso
sotto forma d’importi forfetari deve corrispondere complessivamente alle spese
che effettivamente sono risultate (Pratique VSI 1994 pag. 170) e le stesse
devono essere accompagnate dalle relative pezze giustificative (RCC 1960 pag.
34).

 

Nel caso in esame l’importo
rimborsato separatamente a __________ è costituito da cifre tonde (Fr. 12'000.-),
ciò che dimostra che i rimborsi delle spese avvenivano forfetariamente e non su
presentazione di giustificativi.

Il ricorrente afferma
d’altronde che “Non mi sembra razionale imporre la tenuta di documentazione,
visto che le tariffe orarie che __________ fattura sono comprensive di ogni
spesa aggiuntiva.” (doc. A2).

Lo stesso
collaboratore ha dichiarato che “Devo purtroppo ribadire che per me è
praticamente impossibile conservare i giustificativi in quanto si tratta di
chilometri che percorro sia per recarmi presso i clienti che per sviluppare
nuovi contatti per lo Studio. Non ho dunque nessun tipo di giustificativi da
mostrare.” (doc. 1).

 

Agli atti figurano
delle liste elencanti le trasferte con automobile privata effettuate
dall’interessato, con l’indicazione del giorno, del luogo di destinazione, dei
chilometri percorsi ad ogni viaggio e talvolta pure del nome del cliente incontrato.

Va ancora osservato
che dell’intero ammontare forfetario rimborsato al collaboratore, la Cassa ne
ha però unicamente ripreso la metà (doc. III).

                                   8.   Con
sentenza del 10 dicembre 2004 nella causa E. SA (H 308/ 03, consid. 3.2) il
Tribunale federale delle assicurazioni, chiamato a statuire sulla legittimità
della ripresa di spese forfetarie effettuata dalla Cassa, ha affermato che “(…)
con l’ausilio di programmi informatici è del tutto agevole dimostrare le spese
effettivamente sostenute dai dipendenti. Non risponde per contro a questi
criteri l’elencazione contabile stereotipa a titolo di spese di importi
prefissati di valore costante (cfr. ad esempio, tra tante, le cartelle stipendi
2002 riferite a R.F, O.M. e S.P., da cui risulta per tutti da gennaio a
dicembre un rimborso spese di fr. 350.- al mese).”.

Il TFA ha tutelato la
decisione dell’amministrazione di riprendere i salari, siccome “(…) l’insorgente
non ha prodotto alcun giustificativo a dimostrazione che i dipendenti avessero
effettivamente sostenuto tali spese, non potendosi infatti ritenere tali –
contrariamente a quanto sostiene la E. SA – i soli conteggi contabili dei singoli
dipendenti prodotti in corso di causa, ma privi di qualsivoglia riscontro
oggettivo.”.

Infine, la nostra
Massima istanza ha sottolineato come l’onere probatorio delle pezze
giustificanti le spese forfetarie sostenute spettasse alla ricorrente (art. 8 CC),
poiché un semplice rinvio alle stesse, senza produrle, non può essere ritenuto
sufficiente per stralciarle dal salario determinante (consid. 3.3).

 

Diversamente, ed
apparentemente in maniera contraddittoria, nella recente sentenza dell’11
gennaio 2005 (H 257/03, consid. 6 anch'essa redatta da un giudice supplente di
lingua italiana) l’Alta Corte ha ammesso che per una ditta la cui attività
consiste nell’organizzazione di viaggi in torpedone e trasporto merci,
deve essere considerato provato con il grado della verosimiglianza
preponderante valido nelle assicurazioni sociali, che gli autisti devono
sopportare spese supplementari, non sussumibili quale usuale consumo di salario
e che quindi sono rimborsabili. È infatti notorio che un autista, soprattutto
se supera i confini nazionali e quindi percorre lunghe distanze, deve dormire
regolarmente lontano da casa, mangiare al ristorante, ecc., ciò che comporta
evidentemente costi supplementari, non paragonabili per entità a quelli assunti
per i pasti a casa o sul luogo di lavoro rispettivamente a quelli relativi allo
spostamento dal luogo di lavoro a quello di domicilio. Inoltre il luogo di
lavoro muta in continuazione e quindi le spese supplementari insorgono con una
certa frequenza (KÄSER, op. cit., pag. 163 seg.). In tali circostanze, un
rimborso spese - non solo per pasti e spese per telefonate - si rivela essere
di principio giustificato.

Il TFA ha tratto la
medesima conclusione per l’attività di acquisizione di clientela e di
verifica dei luoghi di villeggiatura, dovendo il lavoratore svolgere la
propria attività in luoghi sempre differenti, ciò che lo costringe a sopportare
non solo costi di viaggio, per vitto e alloggio fuori casa, bensì anche spese
di rappresentanza per conto del datore di lavoro (KÄSER, op. cit., pag. 165).

Il Tribunale federale
ha poi rimproverato alla Cassa di non aver accertato i fatti in maniera
completa, avendo essa omesso di assumere le prove necessarie per accertare se
gli importi forfetari corrispondevano a spese effettivamente sopportate dal
datore di lavoro, facendo quindi ricadere su di essa l’incombenza della
valutazione delle spese (RCC 1990 pag. 41). In effetti, per autisti, artisti,
fotografi, giornalisti e rappresentanti di commercio, il cui luogo di lavoro
cambia continuamente, il rimborso forfetario è ammesso (KÄSER, op. cit., pag.
165), apparendo in realtà difficile e dispendioso tenere un regolare conteggio
di tutte le spese generali insorte durante un viaggio, soprattutto se i viaggi
sono effettuati frequentemente (e ciò nonostante i sussidi informatici
considerati nella sentenza 10 dicembre 2004 H 308/03). Data la professione
d’autista svolta dal dipendente della ricorrente e l’esistenza di rimborsi
spese forfetari che non sono stati comprovati mediante pezze giustificative, la
Cassa avrebbe dunque dovuto ugualmente chiedere alla società di produrre dei
documenti giustificanti i costi sopportati e, qualora non ne esistessero,
avrebbe dovuto fissare personalmente l’ammontare delle spese di rappresentanza
e di trasferta, alfine di determinare l’importo del salario che andava
eventualmente ripreso al lavoratore e calcolare poi su di esso i contributi
paritetici non versati. L’incarto è quindi stato retrocesso alla Cassa per
l’esecuzione di questi incombenti (consid. 7).

 

                                   9.   Nella
fattispecie, l’importo rifuso dal datore di lavoro all’interessato (Fr.
12'000.-) deve essere considerato come una spesa generale rimborsabile,
consistente in costi per trasferte professionali.

 

Va infatti evidenziato
come __________ eseguisse frequenti spostamenti all’interno del Ticino, in
Svizzera interna  ed all’estero per visitare i clienti del ricorrente.

Osservando le tabelle
agli atti è possibile affermare che su 220 giorni lavorativi conteggiati
normalmente a livello fiscale, l’assicurato ha sì lavorato per l’insorgente, ma
nell’esecuzione dei suoi compiti egli era per la maggior parte del tempo
assente – anche se temporaneamente - dal suo naturale luogo di lavoro, poiché
in viaggio per visitare i clienti e talvolta pure per lavorare presso i clienti
stessi.

 

La lista dei suoi
spostamenti (doc. A4) evidenzia che nel 2003 il collaboratore dell’insorgente ha
percorso il tragitto __________ (56 km) 140 volte, per una media di 12 giorni
al mese.

Le trasferte a __________
(20 km) erano invece quotidiane.

A dipendenza dei mesi,
l’assicurato ha effettuato altre trasferte sia in Ticino sia, benché più
sporadicamente, a __________ e nel Nord Italia.

Egli rileva di aver
percorso durante tutto l’anno 2003 19'590 km con la sua vettura privata a
titolo professionale, tragitti che il ricorrente gli ha rimborsato forfetariamente
con Fr. 12'000.- (Fr. 0,65/km x 19'590 km = Fr. 12'733,50), di cui però solo la
metà è stata ripresa dalla Cassa e considerata come suo salario determinante.

 

Come risulta dalle
predette liste delle trasferte, il luogo di lavoro mutava in continuazione e
quindi anche le spese supplementari insorgevano con una certa frequenza.

Dovendo di conseguenza
svolgere la propria attività in luoghi sempre differenti, __________ era
costretto a sopportare non solo i costi di viaggio effettuati con la propria
automobile, il vitto e l’eventuale alloggio fuori casa, bensì anche le spese di
rappresentanza per conto della datrice di lavoro (cfr. citata STFA dell’11
gennaio 2005, consid. 6). In discussione, tuttavia, sono soltanto le spese di
trasferta.

Ne discende che le
circostanze in cui l’assicurato ha operato sono sufficienti a giustificare un
suo frequente spostamento dalla sede di lavoro __________ ai vari clienti (in Ticino,
in Svizzera ed all’estero). Pertanto, la percorrenza quasi quotidiana di
diversi chilometri per espletare la propria mansione non è inverosimile se
connessa all’attività espletata da __________.

Di conseguenza, gli
importi rifusi dal datore di lavoro al proprio dipendente, agente praticamente
in qualità di rappresentante di commercio e talvolta pure di acquisitore
di clientela, sono identificabili come delle spese generali rimborsabili,
consistenti in spese per le trasferte.

Un rimborso di queste
spese si rivela pertanto giustificato.

 

                                10.   In
merito alla problematica del riconoscimento dei rimborsi spese forfetari
eseguiti dall’insorgente nei confronti del dipendente in esame, va evidenziato
che il rimborso forfetario è ammesso per quanto concerne gli autisti,
gli artisti, i fotografi, i giornalisti ed i rappresentanti di commercio,
il cui luogo di lavoro cambia continuamente (cfr. citata STFA dell’11 gennaio
2005, consid. 7.2).

Come osservato in
precedenza, le circostanze in cui ha operato __________lo assimilano ad un rappresentante
di commercio, per cui - secondo la più recente giurisprudenza federale -
non era possibile (nonostante l'agevole sussidio dei moderni supporti
informatici) pretendere che il datore di lavoro allestisse regolarmente un
conteggio delle spese di trasferta del predetto assicurato.

In proposito va però
ricordato che la citata sentenza del TFA del dicembre 2004, ha stabilito che la
semplice elencazione contabile stereotipa a titolo di spese di importi
prefissati di valore costante non è sufficiente, poiché non è accompagnata da
giustificativi atti a dimostrare che il dipendente abbia effettivamente
sostenuto tali spese.

 

In concreto, nelle
more istruttorie il TCA (doc.
V) ha approfondito la natura degli spostamenti che il dipendente ha elencato
nelle tabelle agli atti (doc. A4). Completata dai nuovi accertamenti (doc. VI),
la distinta degli spostamenti contiene quindi ora l’indicazione esatta dei
giorni in cui l’interessato ha effettuato dei viaggi di lavoro, dei nomi dei
clienti a cui egli ha reso visita, dei chilometri che ha percorso e delle sue
destinazioni.

In virtù dell’esposta
giurisprudenza, questo elenco appare, a mente della scrivente Corte, come
sufficientemente comprovante le spese di trasferta sopportate dal collaboratore,
siccome estremamente ed esaurientemente dettagliato e credibile nella sua
integrità, come pure puntualmente verificabile da parte dell'Amministrazione.

 

Per questi motivi, al
dipendente, che per ottemperare alle sue mansioni ha dovuto spesso recarsi con
la propria vettura a visitare clienti trascorrendo gran parte del suo tempo
lavorativo in automobile e fuori sede e sopportando così delle spese di
trasferta, deve essere accordato un rimborso forfetario di 65 cts/km.

Pertanto, per quanto
concerne le necessarie spese di trasferta effettuate in Svizzera ed all’estero,
per l’anno 2003 questa Corte riconosce a __________ un rimborso spese forfetario
necessarie per il conseguimento del salario pari a Fr. 12'733.- (19’590
km x Fr. 0,65/km).

Questo importo va
quindi stralciato dal suo salario determinante annuo, poiché considerato a
tutti gli effetti come un rimborso spese generali. Su di esso non vanno dunque
calcolati i contributi paritetici dovuti dal datore di lavoro.

La decisione della
Cassa di riprendergli unicamente Fr. 6'000.- di spese all’anno (su Fr. 12'000.-
effettivamente rimborsati al salariato) è conseguentemente annullata, mentre la
pretesa dell’insorgente di riconoscere l’intero importo di Fr. 12'000.- a
titolo di spese di trasferta nel 2003 va accolta.

 

                                11.   L’insorgente
chiede infine di essere sentito insieme a __________.

 

Il TCA rileva innanzitutto che le audizioni
richieste possono essere rifiutate senza per questo ledere il diritto d’essere
sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. e dall'art. 6 n. 1 CEDU.

 

Infatti, secondo la giurisprudenza
federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento pubblico ai sensi dell’art.
6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara ed inequivocabile di una parte;
semplici domande di assunzione di prove, come ad esempio istanze di audizione
personale o di interrogatorio di parti o di testimoni, oppure richieste di
sopralluogo, non bastano per creare un simile obbligo (STFA dell'8 novembre
1999 nella causa H., H 74/99, consid. 5b, pag. 6; DTF 122 V 47; cfr. pure DTF
124 V 90, consid. 6, pag. 94 ed il rinvio alla DTF prima citata).

 

Inoltre, conformemente
alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio
conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; KIESER, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 n. 450, KÖLZ/HÄNER, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 n. 111 e pag. 117 n. 320;
GYGI, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA del 28
giugno 2004 nella causa S.P., H 270/03; STFA del 3 maggio 2004 nella causa D.
SA, H 318/02; STFA del 5 giugno 2003 nella causa V.C. e R.G., H 268/01 e
269/01; DTF 122 II 469 consid. 4a; DTF 122 III 223
consid. 3c, DTF 120 Ib 229 consid. 2b; DTF 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una
violazione del diritto di essere sentito (SVR 2001 IV n. 10 pag. 28 consid. 2b;
riguardo al previgente art. 4 vCost. fed, ora art. 29 cpv. 2 Cost. fed.: DTF
124 V 94 consid. 4b; DTF 122 V 162 consid. 1d; DTF 119 V 344 consid. 3c e
riferimenti).

In concreto va
rilevato come le istanze d'audizione siano state formulate in via generica.
Inoltre, siccome la presente causa ha potuto essere decisa sulla scorta degli
atti già a disposizione di questo TCA, che appaiono chiari, illuminanti ed ancora non contestati nel loro
contenuto, lo stesso rinuncia all'assunzione di ulteriori prove, in specie
all'audizione del ricorrente e del teste indicato, poiché queste prove non
influiscono sull'esito del presente giudizio.

 

 

 

 

Per questi
motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                 1.-   Il
ricorso è accolto.

 

                                 2.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti