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**Case Identifier:** 840aef0d-2be0-5e8d-a90d-632af6d56211
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-09-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.09.2017 A-6961/2015
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-6961-2015_2017-09-27.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-6961/2015 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  2 7  s e t t e m b r e  2 0 1 7  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio), Jürg Steiger, Maurizio Greppi,  

cancelliera Sara Friedli. 
 

 
 

Parti 

 
1. A._______,  

2. B._______,  

entrambi patrocinati dall’avv. Rosella Chiesa Lehmann,  

ricorrenti,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale delle strade USTRA,  

3003 Bern,   

rappresentato dalla Repubblica e Cantone Ticino, 

Dipartimento del territorio, Via Franco Zorzi 13,  

casella postale 2170, 6501 Bellinzona,  

controparte,  

 

Commissione federale di stima 13° Circondario  

(Ticino e Grigioni),  

c/o avv. Filippo Gianoni, Presidente,  

Via Visconti 5, casella postale 1018, 6501 Bellinzona,   

autorità inferiore.  
 

 
 

Oggetto 

 
Procedura di espropriazione per la sistemazione dello 

svincolo della A2 di Mendrisio. 

A-6961/2015 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

In data 11 luglio 2008 l’Ufficio federale delle strade (di seguito: USTRA) ha 

inoltrato al Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e 

della comunicazione (di seguito: DATEC) la richiesta d’approvazione dei 

piani per la riorganizzazione dello svincolo autostradale di Mendrisio sulla 

A2 di Mendrisio, dal km 6.167 al km 10.32 (corsia Sud-Nord), dal km 8.220 

al km 6.167. Dal 19 agosto 2008 aI 19 settembre 2008 il progetto è stato 

sottoposto all’inchiesta pubblica mediante pubblicazione presso i Comuni 

toccati (a quel tempo: Mendrisio, Rancate e Ligornetto) e nel Foglio 

Ufficiale del Cantone Ticino (FU 67/2008). 

B.  

La realizzazione del predetto progetto comporta l’espropriazione in via 

definitiva o temporanea di vari fondi, tra cui la particella n. ***1 del Registro 

fondiario definitivo (di seguito: RFD) del Comune di X._______ (Sezione 

Y._______) di proprietà in ragione di ½ ciascuno dei signori A._______ e 

B._______, come segue: 

particella n. ***1 

(di 1482 m2) 

 

 espropriazione definitiva di 20 m2; 

 

 occupazione temporanea di 259 m2. 

 

C.  

Con decisione 31 ottobre 2011, il DATEC ha evaso le opposizioni al 

progetto ai sensi dei considerandi e le domande ai sensi degli artt. 7-10 

della legge federale del 20 giugno 1930 sulla espropriazione (LEspr, 

RS 711) e approvato i piani del progetto esecutivo. Nove opposizioni – tra 

cui quella del 18 settembre 2008 dei signori A._______ e B._______ – 

sono state trasmesse per evasione delle pretese espropriative alla 

Commissione federale di stima del 13° Circondario, Cantone Ticino e 

Grigioni (di seguito: CFS). 

La predetta decisione è poi stata confermata su ricorso dal Tribunale 

amministrativo federale con sentenza A-6547/2011 del 22 ottobre 2013. 

D.  

Con decisione 17 agosto 2012, il Presidente della CFS ha aperto la 

procedura di stima per l’acquisizione dei diritti necessari alla realizzazione 

delle opere e ha composto il collegio giudicante. 

 

A-6961/2015 

Pagina 3 

E.  

L’anticipata immissione in possesso è stata concessa, salvo un’eccezione, 

da tutti gli espropriati. Per i casi nei quali non sono stati raggiunti accordi, 

la CFS ha effettuato le udienze di conciliazione il 2 maggio 2013 e i 

sopralluoghi il 12 febbraio 2014. Alle parti è stata concessa la facoltà di 

presentare memorie conclusive scritte. 

F.  

Durante l’udienza di conciliazione tenutasi il 12 febbraio 2014 per quanto 

concerne la particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ (Sezione 

Y._______), l’USTRA – in qualità di espropriante – ha proposto ai signori 

A._______ e B._______ un’indennità di 300 franchi/m2 per la parte 

edificata, di 3 franchi/m2 per il bosco e di 0.50 franchi/m2 per l’occupazione 

temporanea. Inoltre, l’USTRA ha offerto 150 franchi/m2 per il diritto di 

superficie per la posa dei panelli fonoassorbenti. Da parte loro, i signori 

A._______ e B._______ – parte espropriata – hanno ribadito le loro 

richieste di indennizzo formulate con opposizione 18 settembre 2008, 

ossia almeno 100'000 franchi per l’espropriazione definitiva parziale; in via 

subordinata almeno 1'000'000 franchi per l’espropriazione definitiva 

parziale e per la perdita dei posteggi, oltre ad un’indennità di almeno 

300'000 franchi per l’occupazione temporanea.  

G.  

Con conclusioni 12 settembre 2014, i signori A._______ e B._______ 

hanno poi precisato le loro pretese, chiedendo 1'000 franchi/m2 per l’espro-

priazione definitiva parziale e la perdita di posteggi; 200'000 franchi per 

mancanza di visibilità dell’attività commerciale; 280'000 franchi per la 

locazione di posteggi alternativi e perdita di guadagno; 250'000 franchi per 

perdita di guadagno; 350'000 franchi per svalutazione immobile esistente; 

300'000 franchi per occupazione temporanea e inconvenienti; 1'500 fran-

chi per spostamento veicoli attualmente depositati sui piazzali per l’inizio 

dei lavori.  

H.  

Con decisione 25 settembre 2015, la CFS ha concesso ai signori 

A._______ e B._______ le seguenti indennità di espropriazione: 

 4'224 franchi per l’espropriazione definitiva parziale di 20 m2 della particella 

n. ***1 RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______), oltre accessori; 

 1 franco/m2 all’anno per l’occupazione temporanea di 259 m2 della particella 

n. ***1 RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______); 

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 180 franchi/m2 per la servitù di superficie gravante la particella n. ***1 RFD del 

Comune di X._______ (Sezione Y._______) in rapporto alla posa dei pannelli 

fonoassorbenti; 

 6'415 franchi (IVA inclusa) a titolo di indennità di ripetibili. 

La CFS ha per contro sancito che non vi erano gli estremi per concedere 

ai signori A._______ e B._______ un’indennità di espropriazione in 

rapporto alla perdita della servitù di posteggio gravante la particella n. ***2 

RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______) a favore della loro 

particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______). 

Benché la predetta area sarebbe stata adoperata sin dal novembre 1998 

come posteggio in virtù di una servitù concessa dall’allora Comune di 

Y._______, difetterebbe infatti la necessaria licenza edilizia. In tale 

evenienza, gli espropriati non avrebbero alcun diritto acquisito e pertanto 

alcun diritto ad un indennizzo per la perdita dei posteggi di fatto abusivi. La 

CFS ha inoltre sancito che non sussisterebbe alcun minor valore della 

parte residua, già per il fatto che l’espropriazione sarebbe limitata a 20 m2 

di una particella complessiva di 1'482 m2 – ossia una superficie residua di 

1'482 m2 –, la cui forma resterebbe favorevole cosicché sarebbe garantita 

la sua utilizzazione ai fini primitivi e in particolare le possibilità edificatorie 

sarebbero integralmente mantenute. 

I.  

Avverso la predetta decisione, i signori A._______ e B._______ (di seguito: 

ricorrenti) – per il tramite del loro patrocinatore – hanno presentato ricorso 

29 ottobre 2015 dinanzi al Tribunale amministrativo federale. Protestando 

tasse, spese e ripetibili, in sostanza, i ricorrenti chiedono la riforma del 

punto 1/VI del dispositivo della decisione impugnata e la concessione delle 

seguenti ulteriori indennità di espropriazione in rapporto alla perdita della 

servitù di posteggio: 

 28'000 franchi quale indennità per l’esproprio del diritto di parcheggio a carico 

della particella n. ***2 RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______) a 

loro concesso in uso mediante servitù;  

 280'000 franchi per la diminuzione di valore della particella n. ***1 RFD del 

Comune di X._______ (Sezione Y._______) e la necessità di locare altri 

parcheggi sostitutivi. 

In via subordinata, essi postulato il rinvio dell’incarto all’autorità inferiore 

per nuovo giudizio. A sostegno della loro richiesta, essi ritengono che in 

virtù della servitù di posteggio concessa a suo tempo dall’ente pubblico e 

attualmente iscritta a RFD, gli stessi – avendo acquisito in buona fede il 

fondo a beneficio di detta servitù – avrebbero un diritto acquisito al 

risarcimento della perdita dei posteggi. 

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Pagina 5 

J.  

Con scritto 5 novembre 2015, la CFS ha trasmesso l’incarto e rinunciato a 

presentare osservazioni, riconfermandosi nella propria decisione. 

K.  

Con risposta 23 dicembre 2015, l’USTRA (di seguito: controparte) ha 

postulato il rigetto del ricorso, sottolineando che i ricorrenti avrebbero già 

beneficiato di un indennizzo generoso da parte dell’autorità inferiore, 

rispetto a quanto avrebbe dovuto invece essere loro accordato. Per tale 

motivo, sarebbero sorpreso dell’ulteriore richiesta di 280'000 franchi per 

una generica svalutazione e una teorica necessità di locare posteggi 

sostitutivi. Ciò premesso, la controparte ritiene che sarebbe a ragione che 

l’autorità inferiore non avrebbe accordato ai ricorrenti un risarcimento in 

rapporto alla perdita della servitù di posteggio gravante la particella n. ***2 

RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______), in quanto l’uso di 

detto fondo quale posteggio non sarebbe mai stato oggetto di licenza edili-

zia e, in ogni caso, non sarebbe compatibile con il diritto pubblico applica-

bile. Peraltro, i ricorrenti ostruirebbero l’accesso autostradale di servizio e 

occuperebbero abusivamente la strada cantonale, nonché la piazza di giro. 

L.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, nei 

considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale è competente per decidere il 

presente gravame giusta gli artt. 1 e 31 segg. LTAF, in relazione con 

l’art. 77 cpv. 1 LEspr. Giusta l’art. 77 cpv. 2 LEspr, fatte salve disposizioni 

contrarie contenute nella LEspr stessa, alla procedura di ricorso davanti al 

Tribunale amministrativo federale si applica la LTAF e quindi, in base al 

rinvio di cui all’art. 37 LTAF, la PA. 

1.2 Pacifica è la legittimazione ricorsuale dei ricorrenti. Essendo destinatari 

della decisione 25 settembre 2015 della CFS qui impugnata, che concede 

loro un indennizzo inferiore a quanto da essi richiesto, i ricorrenti risultano 

infatti direttamente toccati e hanno pertanto un interesse a che la stessa 

venga annullata (cfr. art. 78 cpv. 1 LEspr; art. 48 cpv. 1 PA). Detta 

decisione è poi stata impugnata con atto tempestivo (cfr. art. 22 segg. PA, 

art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di forma e di contenuto previste dalla 

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legge (cfr. art. 52 PA). Il ricorso è dunque ricevibile in ordine e deve essere 

esaminato nel merito. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, l’accertamento inesatto o incom-

pleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché l’inadeguatezza (cfr. art. 49 PA; 

cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesver-

waltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.149). 

In particolare, ai sensi dell’art. 49 lett. b PA, l’accertamento dei fatti è 

incompleto allorquando tutte le circostanze di fatto e i mezzi di prova 

determinanti per la decisione non sono stati presi in considerazione 

dall’autorità inferiore. L’accertamento è invece inesatto allorquando 

l’autorità ha omesso d’amministrare la prova di un fatto rilevante, ha 

apprezzato in maniera erronea il risultato dell’amministrazione di un mezzo 

di prova, o ha fondato la propria decisione su dei fatti erronei, in 

contraddizione con gli atti dell’incarto, ecc. (cfr. sentenza del TAF A-

3440/2012 del 21 gennaio 2014 consid. 2.1.2 con i numerosi rinvii). 

2.2 Lo scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62 

cpv. 4 PA) né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né 

dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 consid. 2; 

MOOR/POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3a ed. 2011, no. 2.2.6.5, 

pag. 300). I principi della massima inquisitoria e dell’applicazione d’ufficio 

del diritto sono tuttavia limitati: l’autorità competente procede difatti sponta-

neamente a constatazioni complementari o esamina altri punti di diritto solo 

se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 

122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27 consid. 3.3).  

2.3 Nella giurisprudenza e nella dottrina è ammesso che l’autorità 

giudiziaria di ricorso – anche se dispone di un potere di cognizione 

completo – eserciti il suo potere d’apprezzamento con riserbo qualora si 

tratti di questioni legate strettamente a delle circostanze di fatto o a 

questioni tecniche (cfr. DTAF 2008/23 consid. 3.3). Quando si devono 

giudicare questioni tecniche speciali per le quali l’autorità di prima istanza 

dispone di conoscenze specifiche, l’autorità di ricorso non si discosterà 

pertanto senza validi motivi dall’apprezzamento di chi l’ha preceduta 

(cfr. DTF 133 II 5 consid. 3; 131 II 680 consid. 2.3.2; sentenza del TAF A-

7836/2008 del 21 dicembre 2011 consid. 3; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEU-

BÜHLER, op. cit., n. 2.154 segg.). 

http://links.weblaw.ch/BVGE-2008/23
http://links.weblaw.ch/DTF-133-II-35
http://links.weblaw.ch/DTF-131-II-680

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3.  

Nel caso in disamina, i ricorrenti hanno unicamente postulato la riforma del 

punto1/VI del dispositivo della decisione impugnata, chiedendo di fatto che 

– oltre alle indennità di espropriazione già loro riconosciute dalla CFS – gli 

venga concessa un’ulteriore indennità in rapporto all’esproprio del diritto di 

parcheggio (servitù di parcheggio) a carico della particella n. ***2 RFD del 

Comune di X._______ (Sezione Y._______) e alla diminuzione del valore 

della particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______) 

e alla necessità di locare altri posteggi sostitutivi.  

In casu, si tratta dunque di accertare se – tenuto conto delle circostanze 

concrete, nonché dei principi qui applicabili (cfr. consid. 3.1 del presente 

giudizio) – è a giusta ragione che l’autorità inferiore non ha concesso alcun 

indennizzo per i danni asseriti dai ricorrenti, ciò che implica altresì di 

verificare se quest’ultima ha accertato correttamente la fattispecie alla base 

della propria decisione (cfr. consid. 3.2 del presente giudizio).  

3.1  

3.1.1 Giusta l’art. 16 LEspr, l’espropriazione non può aver luogo che verso 

piena indennità. Nell’esame del patrimonio dell’espropriato, l’indennità non 

deve condurre né ad un impoverimento né ad un arricchimento. Essa deve 

collocare l’espropriato in una situazione economicamente equivalente a 

quella di cui avrebbe beneficiato senza l’espropriazione (cfr. DTF 95 I 453 

consid. 2; 93 I 554 consid. 3; sentenze del TAF A-6674/2014 del 7 dicem-

bre 2015 consid. 6.1; A-4906/2014 del 3 maggio 2017 consid. 4.1.1; A-

3440/2012 del 21 gennaio 2014 consid. 5.1.1; A-8536/2010 del 10 novem-

bre 2013 consid. 7; HESS/WEIBEL, Das Enteignungsrecht des Bundes, 

vol. I, 1986, n. 4 ad art. 16 LEspr; PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. III, 

1992, pag. 413).  

3.1.2 Giusta l’art. 19 LEspr, nel fissare l’indennità devono essere tenuti in 

conto tutti i pregiudizi subiti dall’espropriato per effetto dell'estinzione o 

della limitazione dei suoi diritti. L’indennità comprende quindi (lett. a) 

l’intero valore venale del diritto espropriato; (lett. b) inoltre, nel caso di 

espropriazione parziale di un fondo o di più fondi economicamente 

connessi, l’importo di cui il valore venale della frazione residua viene ad 

essere diminuito; (lett. c) l’ammontare di tutti gli altri pregiudizi subiti 

dall’espropriato, in quanto essi possano essere previsti, nel corso ordinario 

delle cose, come una conseguenza dell’espropriazione. 

3.1.3 In particolare, in caso di espropriazione parziale non è dovuta alcuna 

indennità per il deprezzamento della frazione residua, in quanto il 

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deprezzamento sia compensato da speciali vantaggi che derivano alla 

frazione stessa dall’impresa dell'espropriante (cfr. art. 22 cpv. 1 LEspr). 

Devesi invece tener conto del danno derivante dalla perdita o dalla 

diminuzione dei vantaggi influenti sul valore venale, che senza l’espropria-

zione la frazione residua avrebbe conservati secondo ogni probabilità 

(cfr. art. 22 cpv. 2 LEspr; DTF 141 I 113 consid. 6.5.1; sentenza del TF 

1C_450/2012 del 7 agosto 2013 consid. 7.2; sentenza del TAF A-

3440/2012 del 21 gennaio 2014 consid. 5.1.3). 

Secondo la giurisprudenza si può trattare di vantaggi di fatto o di elementi 

concreti aventi un’influenza sul valore venale e che la parte restante 

avrebbe, con ogni verosimiglianza, conservato se non vi fosse stata 

espropriazione. Deve tuttavia sussistere un nesso di causalità adeguato tra 

l’espropriazione stessa e detta perdita (cfr. sentenza del TF 1C_450/2012 

del 7 agosto 2013 consid. 7.2; parimenti consid. 3.1.5 del presente 

giudizio). In tale contesto, la giurisprudenza prende segnatamente in 

considerazione la perdita di vantaggi valorizzanti o proteggenti il fondo 

interessato (perdita di un « schermo protettivo » [« Schutzschild »]): 

protezione contro le immissioni provenienti dal vicinato, garanzia di una 

vista aperta sul paesaggio, divieto di costruire a carico del fondo confinante 

in virtù di una servitù, ecc.; questo deprezzamento deve essere 

indennizzato (cfr. DTF 141 I 113 consid. 6.5.1; 129 II 420 consid. 3.1.2; 106 

Ib 381 considd. 2b e 2c). Allorquando un fondo parzialmente espropriato 

non ha più, in seguito alla soppressione o allo spostamento di una strada 

pubblica, uno sbocco sufficiente, e partendo subisce una svalutazione, 

l’ente espropriante è tenuto in linea di massima a risarcire il predetto 

pregiudizio giusta l’art. 22 cpv. 2 LEspr (cfr. DTF 98 Ib 203 consid. 2a; 95 I 

302 consid. 5b; sentenza del TAF A-3440/2012 del 21 gennaio 2014 

consid. 5.1.3; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, Aménagement du territoire, 

construction, expropriation, Berna 2001, n. 1131).  

È indennizzabile anche l’eventuale perdita di posteggi (cfr. HESS/WEIBEL, 

op. cit., n. 191 e 192 ad art. 19 LEspr con rinvii), purché quelli soppressi in 

seguito all’espropriazione non fossero abusivi od oggetto di una 

concessione precaria (cfr. MARGHERITA DE MORPURGO, Uno sguardo 

sull’espropriazione formale, in: De Morpurgo et al. [ed.], Temi scelti di diritto 

espropriativo, 2010, pag. 3 segg., pag. 14 con rinvii alla giurisprudenza 

cantonale ticinese). In qualità di impianti ai sensi dell’art. 22 della legge 

federale del 22 giugno 1979 sulla pianificazione del territorio (LPT, 

RS 700), i posteggi e il loro uso concreto per lo stazionamento di veicoli 

devono essere formalmente autorizzati da una valida licenza edilizia. In 

effetti, l’espropriazione non lede alcun diritto allorquando l’uso del fondo è 

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abusivo (cfr. DTF 112 Ib 531 consid. 3; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, 

op. cit., n. 1130). In tal senso, giusta l’art. 25 LEspr non è dovuta alcuna 

indennità per diritti e pretese che derivino da atti illeciti o abusivi, ovvero 

che siano creati al solo scopo di ottenere un risarcimento. Allorquando si è 

in presenza di posteggi abusivi, poco importa che il carattere illecito sia 

imputabile agli attuali proprietari o a quelli precedenti, rispettivamente che 

detti posteggi siano stati tollerati dall’autorità competente sino ad oggi. 

Quand’anche gli attuali proprietari siano in buona fede, in tal caso la CFS 

è autorizzata a negare un indennizzo in rapporto alla soppressione dei 

predetti posteggi (cfr. sentenza del TF 1P.127/2002 del 24 maggio 2002 

consid. 4.1). Qualora invece il posteggio sia regolare, il relativo danno 

corrisponde allora alla perdita del valore a reddito del posteggio (cfr. DE 

MORPURGO, op. cit., pag. 14 con rinvii). 

3.1.4 Per « altri pregiudizi » ai sensi dell’art. 19 lett. c LEspr si intendono 

tutti i rimanenti pregiudizi causati al patrimonio dell’espropriato a 

complemento di quelli subiti in rapporto al diritto espropriato già 

indennizzati sulla base dell'art. 19 lett. a e lett. b LEspr (cfr. ZEN-

RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1184 con rinvii; RAPHAËL EGGS, Les 

« autres préjudices » de l’expropriation. L’indemnisation au-delà du modèle 

fondé sur la valeur vénale, 2013, n. 643 segg.). Più precisamente, il 

termine « altri pregiudizi » sottolinea il carattere complementare e il limite 

quantitativo dell’indennizzo concesso sulla scorta dell’art. 19 lett. c LEspr: 

è infatti soltanto se i restanti pregiudizi non risultano già coperti 

dall’indennità concessa sulla base dell’art. 19 lett. a e lett. b LEspr, ch’essi 

vanno indennizzati nel rispetto del diritto al pieno indennizzo di cui 

all’art. 16 LEspr (cfr. sentenza del TAF A-3440/2012 del 21 gennaio 2014 

consid. 5.1.4; HESS/WEIBEL, op. cit., n. 196 ad art. 19 LEspr).  

Sotto la nozione di « altri pregiudizi » rientrano segnatamente le spese rese 

necessarie dall’espropriazione e quelle rese inutili, quest’ultime nella 

misura in cui non erano prevedibili al momento in cui sono giunte per 

l’espropriato; la perdita temporanea di reddito o di beneficio dell’impresa, a 

meno che quest’ultima sia a tal punto legata al fondo espropriato da non 

poter più perseguire la propria attività in un altro luogo; la perdita di reddito 

futuro, se tale perdita è la conseguenza adeguata dell’espropriazione e ap-

pare come altamente verosimile, ecc. (cfr. sentenza del TAF A-3440/2012 

del 21 gennaio 2014 consid. 5.1.4; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., 

n. 1185 con rinvii), segnatamente in rapporto alla diminuzione della 

clientela consecutiva alla soppressione di posteggi, la perdita stessa della 

clientela o del « goodwill » (cfr. ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., 

n. 1185 con rinvii; cfr. MOOR, op. cit., pag. 419 con rinvii; EGGS, op. cit., 

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n. 930; HESS/WEIBEL, op. cit., n. 192 ad art. 19 LEspr con rinvii; JEAN-MARC 

SIEGRIST, L’estimation des biens expropriés, in: Tanquerel/Bellanger [ed.], 

La maîtrise publique du sol: expropriation formelle et matérielle, 

préemption, contrôle du prix, 2009, pag. 41 segg., pag. 55). Per poter es-

sere indennizzata la perdita di clientela in rapporto alla perdita dei posteggi, 

l’uso dei posteggi non deve tuttavia risultare abusivo o precario, così come 

già precisato in precedenza (cfr. consid. 3.1.3 del presente giudizio). 

3.1.5 Il diritto all’indennizzo presuppone tuttavia un pregiudizio per il quale 

sussiste un nesso di causalità naturale e adeguata con la soppressione, la 

modifica, il trasferimento del diritto espropriato (cfr. MOOR, op. cit., 

pag. 415; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1137; EGGS, op. cit., 

n. 649 e segg.). Secondo il corso ordinario delle cose e dell’esperienza ge-

nerale della vita, l’espropriazione deve essere propria a produrre un effetto 

del genere di quello che si è realizzato. Il mancato reddito è indennizzato 

soltanto nella misura in cui, senza l’espropriazione, lo stesso si sarebbe 

realizzato con certezza, o almeno con alta verosimiglianza. Una semplice 

probabilità o aspettativa, fondata su delle considerazioni congiunturali o 

economiche, o su delle previsioni future senza fondamenti precisi, non 

basta (cfr. ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1138). In assenza di 

detto nesso di causalità, per l’espropriato non sussiste pertanto alcun diritto 

all’indennizzo (cfr. sentenze del TAF A-4906/2014 del 3 maggio 2017 con-

sid. 4.1.4; A-6674/2014 del 7 dicembre 2015 consid. 6.3; A-1586/2013 del 

23 luglio 2014 consid. 5.5.3; A-8333/2010 del 29 aprile 2013 consid. 3.4).  

L’esigenza di un nesso di causalità si applica altresì allorquando un’espro-

priazione parziale genera la perdita o la diminuzione dei vantaggi di fatto 

di cui beneficiava la frazione residua del fondo ai sensi dell’art. 22 cpv. 2 

LEspr. In questo caso, secondo il Tribunale federale, l’espropriazione deve 

apparire come la condizione senza la quale la perdita o la diminuzione del 

vantaggio non si sarebbe verificata (cfr. DTF 141 I 113 consid. 6.5.1; 

sentenza del TF 1C_450/2012 del 7 agosto 2013 consid. 7.2; sentenze del 

TAF A-4906/2014 del 3 maggio 2017 consid. 4.1.4; A-8333/2010 del 

29 aprile 2013 consid. 3.4; GRISEL, op. cit., pag. 731; ZEN-RUFFINEN/GUY-

ECABERT, op. cit., n. 1137). 

3.1.6 Ai fini del calcolo dell'indennità espropriativa, giusta l’art. 19bis cpv. 1 

LEspr, la data determinante (dies aestimandi) è quella dell’udienza di 

conciliazione. Detta data fissa le circostanze di fatto e di diritto sulla base 

delle quali la stima deve fondarsi. Essa concerne i tre elementi del pregiu-

dizio elencati all’art. 19 lett. a, b e c LEspr (cfr. DTF 134 II 152 consid. 11.2; 

121 II 350 consid. 5d; sentenza del TAF A-6674/2014 del 7 dicembre 2015 

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Pagina 11 

consid. 6.4; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1167). La data deter-

minante fa stato non solo per stabilire la situazione di fatto del fondo 

espropriato, ma anche per determinarne lo statuto giuridico. A codesto 

principio va tuttavia fatta eccezione, se risulta che il regime pianificatorio, il 

cui fondo soggiace, costituisce di per sé un effetto anticipato – poco importa 

se favorevole o sfavorevole – dell’impresa dell’espropriante medesimo, 

effetto da cui deve farsi astrazione in virtù dell’art. 20 cpv. 3 LEspr (cfr. DTF 

134 II 49 consid. 12; 129 II 470 consid. 5; 119 Ib 366 consid. 3a con rinvii; 

sentenza del TAF A-1586/2013 del 23 luglio 2014 consid. 5.4). 

3.2  

3.2.1 Nella decisione impugnata, l’autorità inferiore ha accertato che la 

servitù di posteggio gravante la particella n. ***2 RFD del Comune di 

X._______ (Sezione Y._______) a favore della particella n. ***1 RFD del 

Comune di X._______ (Sezione Y._______) è effettivamente iscritta a RFD 

dal 1° dicembre 1998 in quanto tale. Per questi parcheggi, di fatto i 

precedenti proprietari della particella n. ***1 e l’allora Comune di Y._______ 

avevano pattuito una servitù di parcheggio con convenzione del 30 ottobre 

1998 (cfr. allegato n. 2 all’atto n. 76 dell’incarto prodotto dalla CFS [di 

seguito: inc. CFS]). Sennonché l’uso della particella n. ***2 a titolo di 

parcheggi non è mai stato ufficialmente autorizzato da una valida licenza 

edilizia, così come confermato dallo stesso Ufficio tecnico del Comune di 

X._______ con messaggio di posta elettronica del 20 agosto 2015 (cfr. atto 

n. 160 dell’inc. CFS). In tali circostanze, la CFS ha dunque ritenuto che si 

era in presenza di posteggi abusivi per i quali non sussisterebbe alcun 

diritto ad indennità giusta l’art. 25 LEspr, sicché ha negato qualsiasi 

indennizzo in rapporto alla perdita dei posteggi, compreso ogni indennizzo 

per posteggi sostitutivi. Nel contempo essa ha poi ritenuto che non vi erano 

gli estremi per ritenere la sussistenza di un minor valore della parte residua, 

già per il fatto che l’espropriazione è limitata a 20 m2 di una particella di 

complessivi 1482 m2, la cui forma rimarrebbe favorevole cosicché sarebbe 

garantita la sua utilizzazione ai fini primitivi e in particolare le possibilità 

edificatorie sarebbero integralmente mantenute. 

3.2.2 Da parte loro, i ricorrenti ritengono che l’autorità inferiore avrebbe 

accertato in maniera inesatta e incompleta i fatti giuridicamente rilevanti. 

Essi sostengono infatti di aver acquistato in buona fede ai pubblici incanti 

la particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______) in 

data 30 settembre 2003 allorquando la stessa era già a beneficio del diritto 

di parcheggio di 80 m2 a carico della particella n. ***2 RFD del Comune di 

X._______ (Sezione Y._______), di proprietà dell’allora Comune di 

Y._______. Al riguardo, precisano che sulla particella n. ***1 sono ubicati il 

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Pagina 12 

loro garage per la compravendita di automobili e pezzi di ricambio e il loro 

magazzino per pezzi di ricambio, specializzato soprattutto in veicoli 

americani. L’uso dei parcheggi ubicati sulla particella n. ***2 RFD sarebbero 

dunque essenziale per la loro attività commerciale. Come risulterebbe dal 

RFD e dalla convenzione 30 ottobre 1998 (cfr. allegato n. 2 all’atto n. 76 

dell’inc. CFS), i ricorrenti sarebbero a beneficio di una servitù di 

parcheggio, sicché sarebbe in buona fede che gli stessi – così come i loro 

predecessori – avrebbero sempre utilizzato la particella n. ***2 quali 

parcheggi, tant’è che non avrebbero mai aver ricevuto diffide o restrizioni 

di utilizzo da parte della competente autorità comunale. In tali circostanze, 

essi sostengono che nel negare loro un’indennità di espropriazione in 

applicazione dell’art. 25 LEspr a solo motivo che per detti parcheggi non 

sussiste alcuna licenza edilizia, la CFS avrebbe non solo fatto prova di 

formalismo eccessivo, ma anche violato il principio della buona fede. 

Proprio in virtù di detta servitù di parcheggio, la perdita dei posteggi 

andrebbe loro risarcita con un adeguato indennizzo pari a 350 franchi/m2 

per un totale di 28'000 franchi (= 350 fr./m2 x 80 m2). 

I ricorrenti chiedono altresì un’indennità pari a 280'000 franchi per la 

diminuzione del valore della particella n. ***1 inseguito alla perdita del 

terreno di 20 m2 (particella n. ***1), dei parcheggi stimati a 11 posti auto 

(compresa la superficie di 80 m2 sulla particella n. ***2), come pure 

dell’accesso veicolare sul retro dello stabile ubicato sulla particella n. ***1, 

e per i costi di locazione di parcheggi sostitutivi. La perdita dei posteggi 

sulla particella n. ***2 comporterebbe infatti una diminuzione del valore 

della loro attività, del loro reddito e del valore stesso dell’immobile ubicato 

sulla particella n. ***1. L’esproprio renderebbe altresì impossibile l’utilizzo 

del doppio accesso carrabile al piano terra dello stabile – esistente sin dalla 

costruzione ed utilizzato fino all’occupazione per l’esecuzione dei lavori di 

costruzione dello svincolo e dei ripari fonici – e difficile le manovre per gli 

autoveicoli e camion che si occupano della fornitura di materiale. 

3.2.3 Ciò premesso, per quanto concerne l’asserita perdita di posteggi, lo 

scrivente Tribunale rileva quanto segue.  

3.2.3.1 In concreto, i ricorrenti non sono proprietari della particella n. ***2 

RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______), sicché di principio gli 

stessi non hanno alcun diritto ad un indennizzo in rapporto alla perdita di 

detto fondo. Di fatto, come rettamente constatato dall’autorità inferiore, per 

la particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______) i 

ricorrenti sono solo a beneficio di una servitù di parcheggio a carico della 

particella n. ***2 RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______), così 

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Pagina 13 

come risulta dal RFD e dalla convenzione 30 ottobre 1998 sottoscritta 

dall’allora Comune di Y._______ (cfr. allegato n. 2 all’atto n. 76 

dell’inc. CFS). Più nel dettaglio, detta convenzione prevede testualmente 

che « […] A favore della particella ***1 RFD Y._______ e a carico della 

particella ***2 RFD Y._______ viene costituita una servitù di posteggi 

limitatamente alla parte colorata in rosso sulla planimetria allegata […] ». 

La convenzione non fornisce tuttavia alcuna informazione circa la 

concretizzazione dell’uso del fondo a titolo di posteggi, segnatamente 

mediante la costruzione dei posteggi o la modifica degli spazzi a tale titolo, 

ecc. Tale circostanza si spiega con il fatto che l’uso concreto di fondo è 

subordinato al rilascio di un’autorizzazione edilizia, rispettivamente di una 

licenza edilizia, ai sensi dell’art. 22 LPT. Orbene, la predetta convenzione 

di natura civile – tenuto altresì conto del suo contenuto – non è di certo 

equiparabile al rilascio di una licenza edilizia ai sensi dell’art. 22 LPT. Non 

va infatti dimenticato che l’essere a beneficio di una servitù di parcheggio 

dal profilo civile, non esime il suo beneficiario dal richiedere la necessaria 

autorizzazione di diritto amministrativo per la concretizzazione dell’uso 

pattuito mediante la predetta servitù.  

Ciò precisato, si deve constatare che l’uso della particella n. ***2 a titolo di 

parcheggi non è mai stato oggetto di una licenza edilizia, così come 

confermato dall’Ufficio tecnico del Comune di X._______ con messaggio 

di posta elettronica del 20 agosto 2015 (cfr. atto n. 160 dell’inc. CFS). Tale 

evenienza non è peraltro contestata dai ricorrenti. Nulla agli atti lascia poi 

pensare che la particella n. ***2 sia stata appositamente concepita, 

costruita o modificata per l’uso a titolo di posteggi. Al contrario, la sua forma 

e la sua posizione lasciano pensare il contrario.  

Di conseguenza, in assenza di una licenza edilizia, i predetti posteggi 

risultano dunque essere illegali e abusivi. 

3.2.3.2 A tale conclusione, nulla muta il principio della buona fede invocato 

dai ricorrenti. Come visto, la buona fede non protegge il proprietario 

dall’applicazione dell’art. 25 LEspr, allorquando il posteggio è abusivo 

(cfr. consid. 3.1.3 del presente giudizio). Ciò indicato, da un lato, non va 

dimenticato che la predetta servitù di parcheggio è stata pattuita con 

convenzione dall’allora Comune di Y._______ non in veste di ente 

pubblico, bensì in qualità di proprietario della predetta particella n. ***2, 

ossia a titolo privato. In tal senso non è ravvisabile alcuna rassicurazione 

o promessa dell’ente pubblico idonea a fondare la protezione della buona 

fede ai sensi dell’art. 2 CC in combinato disposto con l’art. 9 Cost. (cfr. [tra 

le tante] sentenza del TAF A-1586/2013 del 23 luglio 2014 consid. 7.4.3 

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Pagina 14 

con rinvii; PIERMARCO ZEN-RUFFINEN, Droit administratif, Partie générale et 

éléments de procédure, 2a ed. 2013, n. 316 segg.). Laddove i rapporti tra 

le parti derivano da una convenzione, la protezione dell’affidamento è infatti 

garantita dal diritto contrattuale e non vi è spazio per appellarsi con 

successo direttamente alla tutela costituzionale della buona fede (cfr. DTF 

132 I 140 consid. 3.2.4 con rinvii; ZEN-RUFFINEN, op. cit., n. 328). D’altra 

parte l’essersi comportati in buona fede ai sensi dell’art. 3 CC sulla base 

della predetta convenzione, non ha di certo esonerato i ricorrenti dall’obbli-

go di richiedere una licenza edilizia, nella misura in cui l’ignoranza della 

legge non è qui scusabile (cfr. sentenza del TAF A-5061/2014 del 26 otto-

bre 2015 consid. 6.4.4 con rinvii). Malgrado la buona fede dei ricorrenti, in 

assenza di una licenza edilizia, l’uso del fondo n. ***2 a titolo di parcheggio 

risulta pertanto abusivo, sicché l’art. 25 LEspr trova qui applicazione.  

3.2.3.3 Visto quanto precede, si deve dunque ritenere che è a giusta 

ragione che l’autorità inferiore, in applicazione dell’art. 25 LEspr, ha negato 

ogni indennità di espropriazione in rapporto alla perdita della servitù di 

posteggio, per dei posteggi non conformi alla legislazione in materia edilizia 

e pianificatoria (cfr. consid. 3.1.3 del presente giudizio). Su questo punto, il 

ricorso dei ricorrenti va pertanto respinto. 

3.2.4 Circa i posteggi sostitutivi, il Tribunale osserva quanto segue. Nella 

misura in cui i posteggi sulla particella n. ***2 si sono rivelati abusivi 

(cfr. consid. 3.2.3 del presente giudizio), gli ipotetici posteggi sostitutivi 

rivendicati dai ricorrenti andrebbero a rimpiazzare dei posteggi che di fatto 

sono inesistenti. Già per questo motivo, per i ricorrenti non sussiste dunque 

alcun diritto ad un indennizzo. Ma vi è di più. La necessità di posteggi 

sostitutivi non è infatti stata minimamente da loro comprovata, tant’è che 

gli stessi non hanno prodotto alcun documento attestante – o perlomeno 

rendente verosimile – l’intenzione concreta di locare/acquistare degli altri 

posteggi (contratto di locazione, di acquisto, ecc.), rispettivamente i costi 

da essi concretamente sostenuti per la loro sostituzione. Di fatto, ci si trova 

dinanzi ad una mera ipotesi o aspettativa fondata sulle considerazioni 

puramente soggettive dei ricorrenti che, come tale, non dà diritto ad alcun 

indennizzo. Difettando chiaramente un danno concreto e un nesso causale 

naturale e adeguato con l’espropriazione, non vi sono infatti i presupposti 

per un indennizzo ai sensi dell’art. 19 LEspr (cfr. consid. 3.1.5 del presente 

giudizio). Anche su questo punto, il ricorso va dunque respinto. 

3.2.5 Circa la diminuzione del valore della particella n. ***1 RFD del 

Comune di X._______ (Sezione di Y._______) e la rispettiva perdita della 

redditività dell’attività ivi ubicata, il Tribunale rileva come anche detta 

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Pagina 15 

circostanza non sia stata minimamente qui comprovata dai ricorrenti. Nulla 

agli atti lascia infatti pensare che a causa dell’espropriazione, essi abbiamo 

subito o subiranno in futuro una riduzione del loro guadagno. Anche qui, 

trattandosi di mere ipotesi, non sussiste alcun diritto ad un indennizzo 

(cfr. consid. 3.1.5 del presente giudizio). Come giustamente rilevato dalla 

CFS, l’espropriazione definitiva parziale di soli 20 m2 della particella n. ***1 

non pregiudica poi in alcun modo le possibilità edificatorie residue della 

restante superficie di ben 1462 m2 (= 1482 m2 – 20 m2) sicché non vi sono 

gli estremi per un indennizzo del minor valore ex art. 22 cpv. 2 LEspr 

(cfr. considd. 3.1.3 e 3.1.5 del presente giudizio). Infine, non risulta 

neppure comprovata l’asserita perdita dell’accesso alla particella n. ***1, 

rispettivamente che le manovre per accedervi sarebbero state rese più 

difficili dall’espropriazione. Tali censure vanno dunque respinte. 

4.  

In definitiva, alla luce di tutto quanto suesposto, la decisione presa nei 

confronti dei ricorrenti non è contraria al diritto applicabile, non si basa su 

delle constatazioni arbitrarie o inesatte delle circostanze di fatto e delle 

prove. Essa non può inoltre essere considerata né frutto di un abuso del 

potere di apprezzamento dell’autorità inferiore né – per quanto verificabile 

anche in quest'ottica – inadeguata. La stessa va dunque qui integralmente 

confermata. Il ricorso deve pertanto essere respinto. 

5.  

Nel contesto della presente vertenza, la questione delle spese e delle 

ripetibili è regolata dagli artt. 114 e segg. LEspr (cfr. sentenze del TAF A-

8433/2007 del 3 novembre 2009 consid. 10; A-4676/2007 dell'11 dicembre 

2007 consid. 8; A-996/2007 del 9 agosto 2007 consid. 7 con rinvii). Giusta 

l’art. 116 cpv. 1 LEspr, le spese e le ripetibili sono di regola poste a carico 

dell’espropriante. Se le conclusioni dell’espropriato vengono respinte 

totalmente, si può procedere ad una diversa ripartizione. In ogni caso, le 

spese provocate inutilmente sono addossate a chi le ha cagionate 

(cfr. sentenza del TAF A-7836/2008 del 21 dicembre 2011 consid. 9). 

Nella fattispecie, le spese processuali fissate a 1'000 franchi sono poste a 

carico della controparte.  

Non ci sono tuttavia motivi di accordare un’indennità a titolo di ripetibili ai 

ricorrenti, totalmente soccombenti (cfr. sentenze del TF 1E.20/2005 del 

16 maggio 2006 consid. 4; 1E.1/2006 del 12 aprile 2006 consid. 11; 

1E.16/2005 del 14 febbraio 2006 consid. 6; sentenze del TAF A-8433/2007 

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del 3 novembre 2009 consid. 10; A-6004/2008 del 22 aprile 2009 

consid. 10; A-5968/2007 del 14 aprile 2009 consid. 8). 

 
Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, fissate a 1'000 franchi, sono poste a carico della 

controparte. Tale importo dev’essere versato alla cassa del Tribunale, entro 

un termine di 30 giorni dalla crescita in giudicato della presente decisione. 

Il bollettino di versamento sarà inviato per corrispondenza separata. 

3.  

Non vengono assegnate indennità di ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrenti (atto giudiziario)  

– controparte (atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif. ***; atto giudiziario) 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Sara Friedli 

 
Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Gli 

atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le 

conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La 

decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti 

indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

Data di spedizione: