# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b1c2ddfd-86f9-5693-921f-4a30f5f87b25
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2015-04-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.04.2015 D-2066/2015
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2066-2015_2015-04-15.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-2066/2015 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 5  a p r i l e  2 0 1 5  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Muriel Beck Kadima;  

cancelliera Zoe Cometti. 
 

 
 

Parti 
 A._______ nato il (…), 

Algeria, 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione  

(SEM; già Ufficio federale della migrazione, UFM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 

decisione della SEM del 27 marzo 2015 / N […] 

 

 

 

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Visto: 

la domanda d'asilo che il ricorrente ha presentato in Svizzera il 30 dicembre 

2014; 

i verbali d'audizione del 9 gennaio 2015 (di seguito: verbale 1) e del 

20 marzo 2015 (di seguito: verbale 2); 

la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM; già 

Ufficio federale della migrazione, UFM) del 27 marzo 2015, notificata 

all'interessato il 28 marzo 2015 (cfr. atto A31/1), con la quale detta 

Segreteria non è entrata nel merito della domanda di asilo ai sensi 

dell'art. 31a cpv. 3 LAsi (RS 142.31) ed ha pronunciato l'allontanamento 

nonché l'esecuzione dell'allontanamento del richiedente dalla Svizzera; 

il ricorso del 30 marzo 2015 (timbro del plico raccomandato: 

31 marzo 2015; data d'entrata: 1° aprile 2015), nel quale l'insorgente ha 

chiesto l'annullamento della decisione impugnata, la concessione dell'asilo 

e, in via subordinata, la concessione dell'ammissione provvisoria; l'ulteriore 

conclusione ricorsuale tendente all'esenzione dal pagamento anticipato 

delle presunte spese processuali con protestate spese e ripetibili; 

l'incarto originale della SEM, pervenuto al Tribunale amministrativo 

federale (di seguito: il Tribunale) in data 8 aprile 2015; 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono; 

 

e considerato: 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una 

decisione in materia d'asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), 

il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 e 

art. 52 PA); 

che tuttavia nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito 

l'oggetto suscettibile di essere impugnato non può essere esteso alla 

questione della concessione dell'asilo, che presuppone una decisione nel 

merito della domanda stessa (cfr. DTAF 2011/30 consid. 3); 

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che, di conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla concessione 

dell'asilo è inammissibile; 

che, nei citati limiti, vi è motivo di entrare nel merito del ricorso; 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un 

secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); 

che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti; 

che, nell'ambito dell'audizione sulle generalità, l'interessato ha dichiarato 

di essere cittadino algerino nato a B._______ e di aver vissuto in Francia 

dal 1991 fino alla sua espulsione avvenuta nel 1997 a seguito di una 

condanna penale; che egli sarebbe pertanto tornato a vivere nel suo Paese 

d'origine e vi sarebbe rimasto fino al 12 aprile 2014, quando sarebbe 

espatriato al fine di ricongiungersi con la sua famiglia residente in Francia 

(cfr. verbale 1, pagg. 5 e 8; verbale 2, D54, pag. 6); che infatti nel 1992 

l'interessato si sarebbe unito in matrimonio con una cittadina francese e 

con ella avrebbe avuto cinque figli (cfr. verbale 1, pag. 6); che la famiglia 

del ricorrente avrebbe vissuto con lui in Algeria dal 2004-2005 fino al mese 

di settembre 2013 (cfr. verbale 1, pagg. 5 e 8), quando sarebbe rientrata a 

vivere in Francia per motivi economici e per la "paura di vivere in una 

società sottosviluppata, dove non c'è lavoro e non c'è sicurezza" 

(cfr. verbale 2, D47-48, pag. 5); 

che, nella decisione contestata, alla quale si rinvia, la SEM ha ritenuto che 

il richiedente non ha inoltrato una domanda di asilo ai sensi dell'art. 18 

LAsi, non avendo manifestato la volontà di ottenere dalla Svizzera una 

protezione contro persecuzioni; 

che, di conseguenza, la SEM non è entrata nel merito della citata domanda 

ai sensi dell'art. 31a cpv. 3 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure pronunciato 

l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e la relativa esecuzione 

siccome lecita, esigibile e possibile; 

che nel ricorso l'insorgente ha contestato la decisione della SEM di ritenere 

la sua domanda d'asilo non conforme ai requisiti di legge e, 

conseguentemente, di non entrare nel merito della stessa; che egli ha 

inoltre sottolineato come il divieto d'entrata pronunciato dalla Francia nei 

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suoi confronti costituirebbe una violazione dell'art. 8 CEDU, poiché gli 

impedirebbe di vivere con la sua famiglia residente in suddetto Stato; 

che, giusta l'art. 31a cpv. 3 LAsi, non si entra nel merito di domande di asilo 

che non soddisfano le condizioni fissate dall'art. 18 LAsi; che 

segnatamente questa disposizione si applica se la domanda d'asilo è 

presentata esclusivamente per motivi economici o medici; 

che, ai sensi dell'art. 18 LAsi, è considerata come domanda di asilo ogni 

dichiarazione con cui una persona manifesta di voler ottenere dalla 

Svizzera una protezione contro le persecuzioni; che la nozione di 

persecuzione presuppone un pregiudizio per opera di terze persone; che, 

pertanto, non rientrano in questa definizione i pregiudizi indipendenti 

dall'agire umano; che, di conseguenza, le domande di protezione fondate 

unicamente sulla situazione personale del richiedente l'asilo, in assenza di 

agenti esterni di persecuzione, non soddisfano tali condizioni; che, per 

contro, sono compresi nella nozione di persecuzione, ai sensi 

dell'art. 18 LAsi, in senso lato, non soltanto i seri pregiudizi previsti all'art. 3 

LAsi (qualità di rifugiato), ma ugualmente gli ostacoli all'esecuzione 

dell'allontanamento di cui all'art. 83 cpv. 3 seg.  LStr (RS 142.20) (cfr. 

DTAF 2011/8 consid. 4.2 e relativi riferimenti); 

che sono rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, 

nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le loro 

opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali 

pregiudizi (art. 3 cpv. 1 LAsi); che tale definizione di rifugiato, è esaustiva, 

nel senso che esclude tutti gli altri motivi, suscettibili di condurre una 

persona a lasciare il proprio Paese d'origine o di residenza, quali per 

esempio le difficoltà derivanti da una situazione di crisi socio-economica 

come la povertà, le condizioni di vita precarie, la difficoltà a trovare un 

impiego o un alloggio, il reddito insufficiente oppure la disorganizzazione, 

la mancanza d'infrastrutture o problemi analoghi, ai quali ogni persona, nel 

Paese in questione, può essere confrontata; 

che, nel caso di specie, il ricorrente non ha chiesto alla Svizzera protezione 

contro delle persecuzioni, non avendo egli allegato di essere esposto 

personalmente e concretamente o di avere fondato timore di essere 

esposto in un futuro prevedibile, in caso di rientro nel suo Paese di origine, 

a seri pregiudizi a causa della sua razza, religione, nazionalità, 

appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni 

politiche (art. 3 LAsi); 

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che, infatti, il ricorrente ha espressamente ammesso di essere espatriato 

al fine di ricongiungersi con la sua famiglia, residente in Francia; che tali 

motivi, come manifestamente riconoscibile, non rientrano, nella definizione 

di persecuzione in senso lato giusta l'art. 18 LAsi; che nel ricorso 

l'insorgente non ha addotto alcun nuovo argomento suscettibile di 

giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata 

decisione; 

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere che 

l'insorgente in Algeria possa essere confrontato al rischio reale ed 

immediato di trattamenti contrari all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della 

Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani 

o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); 

che oltretutto, a mente di questo Tribunale, l'esecuzione 

dell'allontanamento non costituisce nemmeno una violazione 

dell'art. 8 CEDU, poiché la famiglia del ricorrente risiede in Francia e non 

in Svizzera; 

che, per di più, la situazione in Algeria non è caratterizzata da guerra, 

guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l’insieme della 

popolazione nell’integralità del territorio nazionale; 

che, da quanto esposto, la SEM rettamente non è entrata nel merito della 

domanda di asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 3 LAsi;  

che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, 

destituito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 

decisione impugnata va confermata;  

che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e 2, art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo 

relativa a questioni pregiudiziali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2011/24 consid. 10.1); 

che, in virtù di quanto poc'anzi indicato, l'esecuzione dell'allontanamento è 

ammissibile (art. 44 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);  

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, le autorità di asilo 

possono esigere nell'ambito dell'esecuzione dell'allontanamento un certo 

sforzo da parte di persone la cui età e lo stato di salute permettano loro, in 

caso di ritorno, di superare le difficoltà iniziali legate all'alloggio e alla 

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ricerca di un impiego assicurante il minimo vitale (DTAF 2010/41 

consid. 8.3.5 e relativi riferimenti); 

che il ricorrente ha vissuto gran parte della sua vita in Algeria dove ha 

peraltro frequentato diversi anni di scuola e maturato alcune esperienze 

professionali (cfr. verbale 1, pag. 4); che altresì nel Paese d'origine egli 

dispone di una buona rete famigliare (cfr. verbale 1, pag. 6); che pertanto 

si può partire dal presupposto che abbia una buona rete sociale in patria; 

che, in aggiunta, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi 

problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria 

(cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.1‒8.3; DTAF 2009/2 consid. 9.3.2 e relativi 

riferimenti;);  

che pertanto l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo paese 

di origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr);  

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che il ricorrente, 

usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento 

indispensabile al rimpatrio (cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34 

consid. 12); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile; 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 

ragionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in 

materia di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e 

la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; 

che la SEM con la decisione impugnata non ha pertanto violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA); che pertanto il ricorso va respinto; 

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di 

esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese 

processuali è divenuta senza oggetto; 

che, visto l'esito della procedura, le spese giudiziarie di CHF 600.– che 

seguono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente 

(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e 

sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); 

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che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF); 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità 

cantonale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Zoe Cometti 

 

 

Data di spedizione: