# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d539e99e-4c2d-52d8-80e3-3fcacdca0cbc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-08-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 02.08.2018 11.2018.80
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2018-80_2018-08-02.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2018.80

  	
  Lugano

  2 agosto 2018/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Grisanti,
  giudice presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Fasola

  

 

 

sedente
per statuire nella causa SO.2018.1538 (protezione
dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa
con istanza del 26 marzo 2018 da

 

	
   

  	
   AO
  1  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP
  1 ,

  

 

giudicando sull'atto del
18 luglio 2018 presentato da AP 1 contro il decreto cautelare emesso dal
Pretore il 10 luglio 2018;

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Il 26 marzo 2018 AO 1
(1965), nata __________, cittadina italiana, ha adito il Pretore del Distretto
di Lugano, sezione 6, con un'istanza a tutela dell'unione coniugale per essere
autorizzata a vivere separata dal marito AP 1 (1954). Acquisita varia documentazione
sulla situazione finanziaria dei coniugi, il Pretore ha convocato l'11 maggio
2018 le parti a un'udienza del 10 luglio 2018 per il dibattimento, con l'avvertenza
che in caso di mancata comparsa di una parte avrebbe proceduto sulla base degli
atti. Il 19 maggio 2018 l'istante ha instato per ottenere un imprecisato
contributo di mantenimento dal marito, facendo valere di non essere in grado di
lavorare per problemi di salute. AP 1 ha preso posizione sulla richiesta della
moglie il 28 maggio 2018, senza formulare però conclusioni particolari. 

 

                                  B.   All'udienza del 10
luglio 2018 il Pretore ha constatato l'assenza ingiustificata del marito
“malgrado regolare citazione” e in applicazione dell'avvertenza pronunciata con
la citazione dell'11 maggio 2018 ha dato avvio al dibattimento, durante il
quale l'istante ha rivendicato un contributo alimentare di fr. 2000.– mensili,
chiedendo altresì di ordinare all'istituto di previdenza del marito (A__________
SA) di trattenere dalla rendita del “secondo pilastro” di lui tale somma e di
riversarla direttamente su un conto postale intestato a lei. 

 

                                  C.   Statuendo seduta
stante in via cautelare, il Pretore ha autorizzato i coniugi a vivere separati,
ha assegnato l'abitazione coniugale di __________ in uso al marito, lo ha
obbligato a versare – con effetto immediato – alla moglie un contributo
alimentare di fr. 2000.– mensili e ha ordinato alla A__________ SA di
trattenere mensilmente da ogni indennità di pertinenza di lui tale somma riversandola
sul conto postale indicato dalla moglie. Contestualmente egli ha impartito un
termine al convenuto per presentare determinati giustificativi. 

 

                                  D.   Contro il decreto
appena citato AP 1 è insorto a questa Camera con un atto del 18 luglio 2018, in
cui, spiegato il motivo della sua assenza all'udienza dell'11 maggio (recte:
10 luglio) e illustrata la propria situazione di reddito e di fabbisogno, sostiene
di potere offrire al massimo fr. 1000.– mensili alla moglie. Non sono state
chieste osservazioni al memoriale. 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Le misure a protezione
dell'unione coniugale sono emanate con la procedura sommaria (art. 271 lett. a
CPC). Nell'ambito di tali misure il giudice può adottare provvedimenti
cautelari (I CCA, sentenza inc. 11.2018.5 del 1° febbraio 2018, consid. 1). Se
sono emanati dopo che la controparte ha avuto modo di esprimersi, fosse solo
per scritto (art. 265 cpv. 2 CPC), tali decreti sono appellabili entro dieci
giorni (art. 308 cpv. 1 lett. b e 314 cpv. 1 CPC) quand'anche il
procedimento cautelare in sé non sia ancora terminato (DTF 139 III 88
consid. 1.1.2). Ove un decreto cautelare riguardi controversie meramente
patrimoniali, ad ogni modo, l'appello è ammissibile solo se il valore litigioso
raggiungeva almeno fr. 10 000.– secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella
decisione impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC).

 

                                         Nella fattispecie il
decreto del Pretore è stato emanato dopo che il convenuto ha avuto modo di
esprimersi (per scritto) il 7 e il 

28 maggio 2018 sulla (imprecisata) richiesta di mantenimento della moglie e dopo
che egli non è comparso – ingiustificatamente a mente del primo giudice –
all'udienza indetta per il dibattimento. Il decreto in esame può quindi
ritenersi emanato “nelle more istruttorie”. Quanto al valore litigioso, esso è
dato ove appena si pensi all'entità del contributo alimentare in discussione
davanti al Pretore (fr. 2000.– mensili), di durata incerta e da calcolare
quindi sul­l'arco di vent'anni (art. 92 cpv. 2 CPC). Relativamente infine
alla tempestività del rimedio giuridico, il decreto impugnato è stato
notificato al convenuto l'11 luglio 2018. Introdotto il 19 luglio 2018 (stampiglia
postale sulla busta d'invio), l'atto in esame – trattato come appello – è
pertanto tempestivo.

 

                                   2.   Nel decreto
impugnato il Pretore ha ritenuto verosimile che 

l'istante versi in una situazione di ristrettezza, circostanza che gli è stata
confermata anche dall'assistente sociale A__________ A__________. Egli ha
accertato inoltre che il marito può contare su entrate di 

fr. 4250.– mensili (di cui fr. 1890.– dall'assicurazione per l'invalidità e fr.
2400.– dal “secondo pilastro”) mentre non sopporta al momento oneri per
l'alloggio. In condizioni del genere egli ha ravvisato un margine sufficiente
per obbligare il convenuto a versare alla moglie la somma richiesta (loc. cit.,
pag. 2). 

 

                                   3.   L'appellante
esordisce nel proprio memoriale giustificando l'assenza all'udienza dell'11
maggio (recte: 10 luglio) 2018 con il fatto che – dopo avergliela
ritirata per lui – un suo vicino di casa gli avrebbe consegnato la raccomandata
solo quel 18 luglio 2018, ovvero al suo ritorno dal Ticino e al rientro dalle
ferie del vicino medesimo. Per quel che è del merito della decisione, egli
rileva che da quando non lavora più per la B__________ Sarl di __________ l'ex
datore di lavoro (M__________ K__________) gli chiede un canone di locazione di
fr. 1000.– mensili oltre agli arretrati per complessivi fr. 26 000.– (di cui
fr. 5000.– già rimborsati). Egli fa notare altresì di dovere pagare per altri
18 mesi le rate del leasing di fr. 589.– mensili per una vettura B__________
intestata alla __________ Sagl di __________, di avere arretrati d'imposta per
circa fr. 3500.– come pure di dovere fare fronte alle diverse spese correnti
(di vitto, telefonia, elettricità, benzina, assicurazione dell'automobile,
imposta di circolazione) senza quantificarne però – se non per alcune poste –
il costo complessivo. Onde la proposta di concedere all'istante (cui avrebbe
già dato fr. 14 000.–) fr. 1000.– mensili a titolo di contributo alimentare. 

 

                                   4.   Ora, nella misura in
cui formula per la prima volta richieste non sottoposte all'esame del primo
giudice e adduce fatti e mezzi di prova nuovi senza spiegare – né pretendere
invero – che gli fosse impossibile recarli dinanzi alla giurisdizione inferiore,
l'appello si rivela irricevibile già sotto il profilo dell'art. 317 CPC
(applicabile anche alle procedure rette, come in concreto, dal principio inquisitorio
limitato: DTF 141 III 577 consid. 2.3.3). Oltre a ciò, il memoriale risulta
carente di motivazione (nel senso dell'art. 311 cpv. 1 CPC), l'appellante trascurando
fra l'altro di indicare a quanto ammonterebbe il proprio fabbisogno minimo e
giustificherebbe così di ridurre il contributo alimentare a suo carico. Manifestamente
irricevibile (nel senso dell'art. 48b cpv. 1 lett. a n. 2 LOG), l'atto
sfugge di conseguenza a qualsiasi disamina. 

 

                                   5.   Nella misura in cui sostiene,
invece, di aver preso atto della convocazione all'udienza del 10 luglio 2018
solo a posteriori (otto giorni più tardi), al suo ritorno dal Ticino e al
rientro dalle ferie del vicino che avrebbe firmato e preso in consegna per lui
la citazione, l'appellante adduce un argomento che potrebbe fondare una
restituzione del termine di comparizione a quell'udienza nel senso dell'art.
148 cpv. 1 CPC. Spetta nondimeno all'istanza che dovrebbe statuire sulla
ripetizione dell'atto processuale omesso stabilire se ricorrano i presupposti
per una conversione del memoriale in un'istanza di restituzione del termine e
per trattarlo a tale stregua (Gozzi
in: Basler Kommentar, ZPO, 3a edizione, n. 2 ad art. 149). Dovesse dipoi
il primo giudice accogliere l'istanza di restituzione, il processo riprenderà
nello stato in cui si trovava prima dell'atto processuale omesso, con
conseguente annullamento della decisione contumaciale emessa e rifacimento
dell'udienza (Trezzini in: Commentario pratico al Codice di
diritto processuale civile svizzero, vol. 1, 2ª edizione, n. 16 ad art. 148). Dovesse
invece il Pretore respingere la domanda di restituzione, all'interessato rimarrà
la facoltà d'impugnare tale decisione 

(DTF 139 III 481 consid. 6.3). 

 

                                   6.   Le spese del
giudizio odierno seguirebbero la soccombenza 

(art. 106 cpv. 1 CPC). Le particolari circostanze del caso e il fatto che
l'appellante abbia agito senza l'ausilio di un legale inducono a rinunciare
nondimeno – eccezionalmente – a ogni prelievo. Non si pone invece problema di
ripetibili, il memoriale non essendo stato notificato per osservazioni. 

 

                                   7.   Circa i rimedi
esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1
lett. d LTF), il valore litigioso raggiunge la soglia di fr. 30 000.– nella prospettiva
dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF (sopra, consid. 1). 

 

Per questi motivi,

 

decide:                     1.   Trattato come appello,
l'atto è irricevibile.

 

                                   2.   L'atto è trasmesso al
Pretore perché esamini se può essere trattato come istanza di restituzione del
termine.

 

                                   3.   Non si prelevano spese
processuali.

 

                                   4.   Notificazione a:

	
   

  	
   ,
  ;

  – 
  , . 

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
giudice presidente                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso
in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116
LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso
durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto sospensivo
né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).