# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6abc6798-d8e7-5a84-84fe-2d3297492b38
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-05-01
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 01.05.2007 C-846/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-846-2006_2007-05-01.pdf

## Full Text

Corte III
C-846/2006

{T 0/2}

Sentenza del 1° maggio 2007

Composizione: Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), Andreas 
Trommer e Bernard Vaudan, giudici.
Graziano Mordasini, cancelliere. 

A._______
ricorrente, rappresentato da B._______,

contro 

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità intimata.

concernente
Rifiuto dell'autorizzazione d'entrata concernente C._______.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

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Il Tribunale amministrativo federale considera:

che con lettera del 30 giugno 2006, A._______ ha invitato C._______, cittadina 
tailandese nata il..., a venire in Svizzera per una visita di tre mesi, garantendo 
nel  contempo  l'assunzione  di  tutte  le  spese,  vitto,  alloggio  ed  ogni  altra 
incombenza di ordine finanziario relative al soggiorno di quest'ultima;

che in data 19 luglio 2006, C._______ ha presentato all'Ambasciata di Svizzera 
a Bangkok una domanda di visto per la Svizzera al fine di soggiornare per un 
periodo di tre mesi presso A._______, precisando nel contempo di essere nubile 
e massaggiatrice;

che  con  un'attestazione  a  sostegno  della  succitata  domanda  di  visto,  la 
richiedente  ha  affermato  di  aver  conosciuto  il  signor  A._______  durante 
l'esercizio  della  propria  professione  di  massaggiatrice,  ha  dichiarato  che 
quest'ultimo  si  sarebbe  assunto  tutti  i  costi  relativi  alla  sua  visita  in  Svizzera 
fornendo le dovute garanzie e si è detta intenzionata a lasciare il territorio della 
Confederazione  al  termine  del  soggiorno  auspicato,  al  fine  di  riprendere  la 
propria attività professionale in patria;

che  il  22  agosto  2006,  l'UFM  ha  emesso  una  decisione  di  rifiuto 
dell'autorizzazione  d'entrata  nei  confronti  di  C._______,  considerando  in 
sostanza  che,  tenuto  conto  della  situazione  socioeconomica  prevalente  in 
Tailandia, ed in particolare delle disparità economiche esistenti tra questo paese 
e la Svizzera, la sua uscita dal territorio della Confederazione alla scadenza del 
soggiorno  previsto  non  poteva  essere  considerata  come  sufficientemente 
assicurata;

che con scritto del 9 settembre 2006, B._______, agendo in nome e per conto di 
A._______, ha interposto ricorso avverso la precitata decisione;

che egli ha affermato che C._______ intrattiene stretti legami con la Tailandia, 
paese in cui è attiva professionalmente;

che il ricorrente ha sottolineato come la richiedente abbia dichiarato la volontà di 
far  ritorno  nel  suo  paese  al  termine  del  soggiorno  richiesto  e  che  quindi  i 
generici  dubbi  nutriti  dall'autorità  intimata  in  merito  alle  sue  allegazioni 
costituirebbero un insostenibile processo alle intenzioni;

che egli ha inoltre messo l'accento sulle garanzie fornite dal signor A._______ 
riguardo alla presa a carico dei costi generati dalla visita in oggetto;

che infine, a mente del ricorrente,  il  criterio su cui si fonda l'UFM relativo alle 
disparità economiche esistenti  tra la Tailandia e la Svizzera, se generalizzato, 
sarebbe  tale  da  impedire  in  modo  ingiustificato  un  soggiorno  turistico  nella 
Confederazione alla stragrande maggioranza della popolazione mondiale;

che chiamato ad esprimersi  sul  ricorso,  con preavviso del 1° novembre 2006, 
l'UFM ha postulato la reiezione del  gravame, sottolineando in particolar  modo 
come il rientro in patria della richiedente non fosse sufficientemente garantito; 

che l'autorità intimata ha inoltre sottolineato che la possibilità per l'interessata di 
lasciare senza difficoltà il proprio impiego per un così lungo periodo (tre mesi) 
costituisce  un'ulteriore  conferma  del  fatto  che  essa  non  possiede  dei  legami 

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familiari e professionali particolarmente vincolanti con il suo paese d'origine;

che, invitato a prendere posizione in merito al preavviso dell'autorità intimata, il 
ricorrente  ha  prodotto  un'ulteriore  dichiarazione  con  la  quale  C._______  si 
impegna a lasciare la Svizzera al termine del visto richiesto;

che egli ha inoltre affermato che l'interessata vive presso la sua famiglia e che al 
momento  della  domanda di  visto  essa  ha prodotto  una dichiarazione  del  suo 
datore di lavoro che ne attestava l'attuale attività professionale;

che, riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge federale del 17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32),  giusta l'art.  31 
LTAF  il  Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  giudica  i  ricorsi  contro  le 
decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20  dicembre  1968  sulla 
procedura amministrativa (PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate agli 
art. 33 e 34 LTAF;

che  in  particolare,  le  decisioni  rese  dall'UFM  in  materia  di  rifiuto 
dell'autorizzazione d'entrata  in  Svizzera  possono essere  impugnate  dinanzi  al 
Tribunale amministrativo federale conformemente all'art. 20 cpv. 1 della Legge 
federale del 26 marzo 1931 concernente la dimora e il domicilio degli stranieri 
(LDDS, RS 142.20);

che nella presente fattispecie un ricorso al Tribunale federale è inammissibile in 
ragione della materia (art. 83 let.  c cifra 1 della Legge federale del 17 giugno 
2005  sul  Tribunale  federale  [LTF,  RS  173.110],  di  modo  che  il  Tribunale 
amministrativo federale statuisce in via definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF);

che  il  Tribunale  amministrativo  federale  giudica,  in  quanto  sia  competente,  i 
ricorsi pendenti presso le commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i 
servizi dei ricorsi dei dipartimenti al 1° gennaio 2007 (art. 53 cpv. 2 LTAF prima 
frase);

che il  nuovo diritto processuale trova applicazione (art. 53 cpv. 2 LTAF ultima 
frase);

che, salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura davanti al 
Tribunale amministrativo federale è retta dalla PA (art. 37 LTAF);

che A._______, agendo in qualità di altro interessato alla procedura, ha diritto di 
ricorrere (art. 20 cpv. 2 LDDS e art. 48 PA);

che, presentato nella forma e nei termini prescritti  dalla legge, il suo ricorso è 
ricevibile (cfr. artt. 50-52 PA);

che per l'entrata in Svizzera gli stranieri devono disporre di un visto (cfr. art. 1 
cpv. 1 in fine e art. 3 dell'Ordinanza del Consiglio federale del 14 gennaio 1998 
concernente l'entrata e la notificazione degli stranieri [OEnS, RS 142.211]);

che,  salvo  disposizioni  contrarie,  il  rilascio  del  visto  compete  all'UFM (art.  18 
OEnS in relazione con l'art. 25 cpv. 1 lett. a LDDS);

che nelle loro decisioni, le autorità competenti a concedere i permessi terranno 
conto degli  interessi  morali  ed economici  del  paese nonché dell'eccesso della 
popolazione straniera (cfr. art. 16 cpv. 1 LDDS) e saranno tenute ad assicurare 
un rapporto  equilibrato  tra  l'effettivo  della  popolazione  svizzera  e quello  della 

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popolazione  straniera  residente  (cfr.  art.  1  lett.  a  dell'Ordinanza del  6 ottobre 
1986 che limita l'effettivo degli stranieri [OLS, RS 823.21]);

che la Svizzera  non può accogliere tutti  gli  stranieri  che desiderano venire in 
questo paese, sia che si tratti di soggiorni di breve che di lunga durata, quindi è 
legittimo applicare una politica restrittiva in materia di ammissione (cfr. DTF 122 
II  1  consid.  3a  p.  6  segg.;  ALAIN WURZBURGER,  La  jurisprudence  récente  du 
Tribunal  fédéral  en  matière  de  police  des  étrangers,  Rivista  di  Diritto 
amministrativo e di Diritto fiscale [RDAF] 1997, p. 287);

che  esse  devono  quindi  assicurarsi  che  gli  stranieri  ammessi  in  Svizzera 
dispongano  sia  della  possibilità  che  della  volontà  di  rientrare  nel  loro  paese 
d'origine, in caso di bisogno o al termine del loro soggiorno (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. 
c e 14 cpv. 1 OEnS);

che a questo proposito  giova sottolineare che l'ordinamento giuridico svizzero 
non  garantisce  alcun  diritto  all'entrata  in  Svizzera,  né  alla  concessione  di  un 
visto (cfr.  art.  4 LDDS, in relazione con l'art.  9 cpv. 1 OEnS; cfr.  inoltre  PHILIP 
GRANT, La protection de la vie familiale et de la vie privée en droit des étrangers, 
Basilea/Ginevra/Monaco 2000, p. 24; PETER UEBERSAX, Einreise und Anwesenheit 
in:  UEBERSAX/MÜNCH/GEISER/ARNOLD,  Ausländerrecht,  Basilea/Ginevra/Monaco 
2002, n. 5.28ss);

che il visto è rifiutato se lo straniero non adempie alle condizioni d'entrata di cui 
all'art. 1 OEnS (cfr. 14 cpv. 1 OEnS), vale a dire in particolare se non fornisce 
garanzie  necessarie  che  la  sua  partenza  dalla  Svizzera  avverrà  nei  termini 
prescritti (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c OEnS);

che  un  permesso  d'entrata  in  Svizzera  non  può  quindi  essere  rilasciato 
allorquando il rientro nel paese d'origine non è assicurato, sia in ragione della 
situazione  politica  o  economica  difficile  prevalente,  sia  in  funzione  della 
situazione personale del richiedente;

che nella fattispecie, tenuto conto dell'insieme delle risultanze dell'incarto, il TAF 
ritiene  che  l'uscita  dalla  Svizzera  di  C._______  alla  scadenza  del  soggiorno 
previsto non può essere considerata come sufficientemente assicurata;

che in  effetti,  in  ragione della  situazione socio-economica difficile  regnante  in 
Tailandia,  e  viste  le  considerevoli  disparità  economiche  esistenti  tra  questo 
paese e la Svizzera,  il  TAF non può escludere il  rischio che l'interessata non 
faccia ritorno in patria alla scadenza del visto richiesto;

che, sebbene la Tailandia abbia conosciuto ancora nel 2006 un tasso di crescita 
economica  di  oltre  il  4%,  larghe  fasce della  popolazione  vivono  in  condizioni 
sociali  ed  economiche  precarie.  Tra  queste  persone  figurano  i  giovani  senza 
legami,  i  quali  decidono  di  emigrare  alla  ricerca  di  migliori  condizioni  di  vita. 
Secondo l'Organizzazione Internazionale  per  la  Migrazione,  circa il  56% delle 
cittadine e cittadini tailandesi che emigrano legalmente in altri paesi è costituito 
da giovani  tra  i  26 ed i  35 anni  (Migrazione Internazionale  in  Tailandia 2005, 
Organizzazione Internazionale per la Migrazione, p. 25);

che  l'esperienza  insegna  inoltre  che  sovente  i  beneficiari  di  un  permesso 
d'entrata,  dal  momento  in  cui  si  trovano  in  Svizzera,  non  considerano  più 
minimamente  di  ritornare  nel  loro  paese  d'origine,  e  che,  nonostante  le 

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promesse di lasciare il territorio della Confederazione al termine del periodo di 
visita concesso, non esitano ad utilizzare sino al loro esaurimento tutti i mezzi a 
loro  disposizione,  mettendo  a  profitto  il  loro  soggiorno  in  questo  paese  per 
cercarvi un impiego o risiedervi ad un titolo qualsiasi;

che, in ragione della situazione personale di C._______, questa ipotesi non può 
essere esclusa nella fattispecie; 

che dagli atti di causa si evince infatti che la richiedente è nubile, in giovane età 
e senza obblighi familiari  e quindi,  di principio, senz'altro in grado di costruirsi 
una nuova  esistenza  lontano dalla  sua patria,  senza che ciò  comporti  per  lei 
delle difficoltà maggiori sul piano personale o familiare; 

che nel quadro della sua domanda di visto C._______ ha affermato di lavorare 
in qualità di massaggiatrice;

che i  legami  professionali  che essa intrattiene con il  suo paese d'origine  non 
appaiono comunque sufficientemente intensi da garantirne il ritorno in Tailandia;

che inoltre, come rilevato a giusto titolo dall'autorità intimata nel suo preavviso 
del 1° novembre 2006, il fatto che  C._______ possa lasciare senza difficoltà il 
proprio lavoro per un lungo periodo (tre mesi) fa sorgere dei dubbi sull'effettività 
dei suoi legami professionali;

che,  di  transenna,  il  rifiuto  di  cui  è  stato  oggetto  l'interessata  non  è  tale  da 
costituire un ostacolo al mantenimento delle relazioni con l'invitante residente in 
Svizzera, potendo quest'ultimo renderle a sua volta visita, e questo nonostante 
gli inconvenienti di ordine pratico o economico che ne potrebbero derivare;

che le garanzie fornite da A._______ in relazione alla presa a carico delle spese 
cagionate dal soggiorno auspicato, nonché le sue assicurazioni secondo le quali 
C._______ avrebbe lasciato la Svizzera allo spirare del visto, non sono tali da 
impedire  ad  una  cittadina  straniera,  una  volta  sul  territorio  elvetico,  di 
intraprendere i passi necessari per stabilirvisi durevolmente;

che l'esperienza ha a più riprese dimostrato come le dichiarazioni d'intenzione 
formulate in merito all'uscita puntuale dalla Svizzera allo scadere del visto, così 
come le  garanzie  finanziarie  fornite  dall'ospitante,  costituiscono  delle  semplici 
dichiarazioni d'intenzione, prive di effetti giuridici e non sono pertanto sufficienti 
ad  assicurare  la  partenza  di  una  cittadina  straniera  nei  termini  stabiliti  (cfr. 
Giurisprudenza  delle  autorità  amministrative  della  Confederazione  [GAAC] 
57.24);

che  a  questo  proposito  occorre  precisare  che  il  rifiuto  dell'autorizazzione 
d'entrata in oggetto non è tale da mettere in discussione la buona fede di una 
persona  residente  regolarmente  in  Svizzera,  la  quale  ha  invitato  un  terzo 
domiciliato all'estero per un soggiorno turistico;

che l'eventuale firma da parte dell'invitante di una dichiarazione di garanzia, così 
come la stipulazione di una polizza assicurativa non sono tali da modificare la 
situazione,  in  quanto  le  garanzie  fornite  sul  piano  finanziario,  sebbene  siano 
effettivamente  prese  in  considerazione  al  momento  di  pronunciarsi  sulla 
questione di sapere se un visto può essere accordato ad un cittadino straniero 
che lo sollecita, non possono essere considerate come decisive, nella misura in 

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cui  esse  non  vincolano  la  richiedente,  la  quale  risponde  individualmente  del 
proprio  comportamento  e  di  conseguenza  non  permettono  minimamente  di 
escludere  l'eventualità  che  l'interessata,  una  volta  in  Svizzera,  non  cerchi  di 
prolungare la sua presenza (cfr.  a questo proposito la decisione del Tribunale 
federale 6S.281/2005 del 30 settembre 2005);

che,  alla  luce  di  quanto  esposto,  pur  comprendendo  in  una  certa  misura  il 
desiderio  di  C._______ di  recarsi  personalmente  in  Svizzera  per  incontrarvi 
l'invitante,  il  TAF ritiene che il  ritorno in patria dell'interessata non può essere 
considerato come sufficientemente garantito (cfr.  art.  1 cpv. 2 lett.  c OEnS) e 
che  quindi  le  condizioni  per  il  rilascio  di  un  permesso  d'entrata  non  sono 
adempiute;

che la decisione impugnata si rileva essere conforme al diritto (cfr. art. 49 PA);

che il ricorso è respinto;

che le spese di procedura sono pertanto poste a carico del ricorrente (cfr. art. 63 
cpv.  1 prima frase PA in relazione con gli  art.  1 e 3 del  Regolamento dell'11 
dicembre  2006  sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al 
Tribunale amministrativo federale [TS-TA, RS 173.320.2]);

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Le spese  di  procedura  ammontanti  a  Fr.  600.-  sono  poste  a  carico  del 

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ricorrente  e  vengono  compensate  con  l'anticipo  dello  stesso  importo 
versato in data 2 ottobre 2006.

3. La presente decisione è comunicata: 

- al ricorrente (raccomandata)

- à l'autorità intimata, (raccomandata), incarto 2 243 151 di ritorno

- in copia alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona, con 
incarto di ritorno

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Graziano Mordasini

Data di spedizione: