# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cb15d32a-f4ad-5602-8e2c-dea1188bf331
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-07-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.07.2008 D-7833/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7833-2007_2008-07-16.pdf

## Full Text

Corte IV
D-7833/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 6  l u g l i o  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Kurt Gysi, 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, dichiaratosi cittadino d'origine palestinese,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 
3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 19 novembre 2007 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-7833/2007

Fatti:

A.
Il 16 settembre 2007, l'interessato ha presentato una domanda d'asilo 
in Svizzera. Ha dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di rilievo 
[...],  d'essere  espatriato  il  [...],  perché  i  gruppi  armati  palestinesi 
B._______ e C._______ avrebbero tentato a costringerlo a partecipare 
alle loro rispettive organizzazioni.

B.
Il 23 ottobre 2007, è stata effettuata un'analisi LINGUA. L'esaminatore 
(cognito,  in  particolare,  della  lingua  araba  nonché  dei  vari  dialetti 
arabi) nel suo rapporto del [...]  ha indicato che dall'analisi linguistica 
emerge  che  la  parlata  dell'interessato  non  è  assimilabile  al  dialetto 
arabo in uso nella Palestina, bensì soprattutto a quello in uso in Egitto. 
Inoltre  ha ritenuto  che il  ricorrente  non ha alcune conoscenze sulla 
striscia di Gaza e della vita quotidiana relativa ai campi per rifugiati di 
D._______ e E._______.

C.
Il 9 novembre 2007, l'UFM ha conferito al ricorrente il diritto di essere 
sentito sulle risultanze del summenzionato rapporto, più precisamente 
in merito all'inganno sulla sua identità.

D.
Il  19  novembre  2007,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett.  b  della  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi,  RS 142.31). Detto Ufficio ha pure pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile.

E.
Il  20 novembre  2007,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata 
decisione dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della 
decisione  impugnata,  la  trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità 
inferiore per una nuova decisione nel  merito e, in  via sussidiaria,  la 
concessione  dell'ammissione  provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una 
domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali e del relativo anticipo.

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Diritto:

1.
Il TAF pronuncia definitivamente sui ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in  materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  [LTAF,  RS  173.32], 
art. 105 LAsi  e  art.  83  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 
sulla  procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968 
(PA, RS 172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza va redatta in italiano.

4.
Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  ritenuto  che  in  virtù  delle 
risultanze  dei  rapporti  sull'esame  LINGUA  emerge  che  il  ricorrente 
avrebbe  ingannato  le  autorità  sulla  sua  identità  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 2 lett. b LAsi; in altri  termini, l'insorgente non sarebbe 
un palestinese, ma piuttosto con alta probabilità un egiziano. In effetti, 
nonostante abbia sostenuto d'essere nato e cresciuto per due anni a 
Gaza,  non sarebbe stato  in  grado di  nominare  il  luogo di  nascita  e 
neanche  una  città  della  striscia  di  Gaza.  Inoltre,  il  ricorrente  non 
sarebbe riuscito né a localizzare il suo posto di lavoro nel campo né a 
descriverlo  e  neppure  a  nominare  qualche  altra  scuola  all'interno  o 
accanto  al  campo  salvo  quella  di  nome F._______. Infine,  l'autorità 
inferiore  ha  considerato  lecita,  esigibile  e  possibile  l'esecuzione 
dell'allontanamento dell'interessato verso il suo vero Paese d'origine.

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5.
Nel  ricorso,  l'insorgente  contesta  d'avere  ingannato  le  autorità  sulla 
sua identità  e  allega d'avere chiamato  la  madre in  Libano per  fargli 
spedire la propria carta d'identità. Contesta, inoltre, di non conoscere 
alcuna  scuola  nei  paraggi  del  campo  per  i  rifugiati,  allegando  di 
conoscere  una scuola  di  nome G._______ che  sarebbe una  scuola 
molto conosciuta. Peraltro, dubita che l'esperto LINGUA l'abbia capito 
bene in questo punto. Oltretutto, la somiglianza fra la sua pronuncia e 
quella egiziana della lingua araba sarebbe dovuta al fatto che avrebbe 
sempre  vissuto  con  sua  madre,  nata  e  cresciuta  a  Rafah,  città  di 
confine con l'Egitto, e perciò avrebbe assunto il dialetto arabo egiziano 
piuttosto  che  quello  palestinese.  Per  conseguenza,  la  decisione 
impugnata  andrebbe  annullata  e  gli  atti  rimandati  all'UFM  per  una 
nuova decisione nel merito.

6.

6.1 Questo  Tribunale  osserva  che  l’esame  Lingua  va  sussunto  al 
mezzo  di  prova  dell’informazione  giusta  l’art.  12  lett.  c  PA 
(v. Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di 
ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 14, tuttora applicabile). Esso 
soggiace al libero apprezzamento delle prove e costituisce peraltro un 
mezzo  idoneo  a  dimostrare  l’inganno  sull’identità  ai  sensi 
dell’art. 32 cpv.  2  lett.  b  LAsi  (GICRA  1999  n.  19  e  n.  20  e 
GICRA 1998 n.  34)  e,  dunque,  a  giustificare  la  pronuncia  di  una 
decisione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo. E’ tuttavia 
consentito  ammettere  un  inganno  sull’identità  solo  allorquando 
l’esame  Lingua  consenta  d’escludere  inequivocabilmente  che  il 
richiedente l’asilo provenga dal Paese di cui sostiene di possedere la 
cittadinanza (GICRA 2004 n. 4).

6.2 Il  TAF osserva,  inoltre,  che il  ricorrente non ha sollevato alcuna 
censura in merito allo svolgimento dell’esame LINGUA, segnatamente 
alla prospettazione del contenuto essenziale dell’esame ed alla facoltà 
d’esprimersi  al  riguardo,  senza  che  vi  sia  motivo  di  un  intervento 
d'ufficio da parte del TAF medesimo a causa dell'esistenza di un vizio 
grave  non  suscettibile  di  sanatoria  in  sede  di  ricorso.  Inoltre,  la 
censura secondo cui la parlata tipica del dialetto arabo nota in Egitto, 
risulterebbe condizionata da sua madre, nata vicinissimo alla frontiera 
con l'Egitto e con la quale il  ricorrente avrebbe sempre vissuto, non 
soccorre  manifestamente  l'insorgente,  tenuto  conto  dell'esperienza 

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lavorativa  dell'esperto  di  ben  43  anni  relativa  ai  dialetti  arabi  e  alle 
rispettive zone nelle quali vengono usati [...]. Peraltro, nella denegata 
ipotesi  che  il  ricorrente  avesse  veramente  vissuto  in  un  campo per 
rifugiati dall'età di due anni in poi, sarebbe comunque stato influenzato 
dagli  altri  rifugiati  palestinesi  del  campo e  avrebbe presumibilmente 
adotto il  loro dialetto  arabo anche conto  tenuto che secondo le  sue 
stesse allegazioni, avrebbe frequentato una scuola per i palestinesi di 
nome G._______ [...] per nove anni [...]. Da quanto appena detto, va 
rilevato che il  ricorrente conosce effettivamente un'altra  scuola nella 
vicinanza del campo, avendo nominato la scuola di nome G._______ 
già prima dello  svolgimento dell'esame LINGUA nel  corso di  questa 
procedura. Nonostante ciò, giova osservare che l'esaminatore LINGUA 
ha fondato la sua valutazione complessiva anche su altri elementi non 
contestati  nel  gravame fra cui  le scarse conoscenze della striscia di 
Gaza, l'errata descrizione della bandiera palestinese e quella libanese 
nonché l'errata descrizione della banconota di  1000 Lira. Inoltre, per 
quanto  riguarda  la  sua  cittadinanza,  tuttora,  non  risulta  comprovata 
visto che il ricorrente non ha ancora presentato la sua carta d'identità 
in  sede  di  ricorso  tramite  sua  madre  come  da  lui  annunciato  nel 
gravame [...]. Non incombe peraltro al  TAF d'assumere d'ufficio delle 
prove che il ricorrente stesso, usando della necessaria diligenza, già 
avrebbe  potuto  e  dovuto  esibire  di  propria  iniziativa 
(v. GICRA 1995 n. 23).

7.
Da  quanto  esposto,  consegue  che  a  giusta  ragione,  in  virtù  delle 
emergenze  processuali,  l’UFM  ha  considerato  siccome  adempiti  i 
presupposti per la pronuncia di una decisione di non entrata nel merito 
ai sensi dell’art. 32 cpv. 2 lett. b LAsi per inganno sull'identità giusta 
l'art. 1 lett. a dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali 
dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311).

8. [...]

9.

9.1 Dalle  carte  processuali,  non emergono  altresì neppure  elementi 
da  cui  desumere  che  l'esecuzione dell'allontanamento  del  ricorrente 
verso il suo effettivo Paese d'origine, possa violare l'art. 25 cpv. 2 della 
Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile 
1999  (Cost., RS 101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo  statuto  dei 
rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di 

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respingimento)  nonché  l'art.  83 cpv.  3  della  legge  federale  del 
16 dicembre  2005  sugli  stranieri  (LStr, RS  142.20)  o  esporre  il 
ricorrente in patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari 
all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti  dell'uomo e 
delle libertà fondamentali  del  4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o 
all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti 
crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10  dicembre  1984 
(Conv. Tortura, RS 0.105).

9.2 [...]

9.3 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno che in Egitto, Paese ritenuto dall'esaminatore LINGUA nel 
rapporto effettuato in procedura di prima istanza, con alta probabilità 
come  quello  d'origine  del  ricorrente,  non  vige  attualmente  una 
situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale.

9.4 Inoltre, il ricorrente è giovane, celibe ed ha una certa esperienza 
professionale. Egli  non  ha  altresì  preteso  nel  gravame di  soffrire  di 
gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  un'ammissione 
provvisoria (v. sulla problematica GICRA 2003 n. 24), senza che ad un 
esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una 
permanenza dell'insorgente  in  Svizzera  per  motivi  medici.  In  siffatte 
circostanze,  l'autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto  siccome 
adempiti  i  presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con 
riferimento  alle  effettive  possibilità  per  l'insorgente  di  un  adeguato 
reinserimento sociale in patria.

9.5 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Il 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile.

10.
Il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14  cpv. 1  e  cpv. 2 LAsi  e  art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché 
art. 32 OAsi 1).

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11.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per  le  ragioni  indicate  al  considerando  9  del  presente  giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

12.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

13.
Il TAF avendo statuito nel merito del ricorso, la domanda d'assistenza 
giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese 
processuali e del relativo anticipo è divenuta senza oggetto.

14.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art.  63  cpv.  1  e 
cpv. 5  PA nonché  art.  3  lett.  a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda d'esenzione dal  versamento  di  un  anticipo a copertura 
delle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto.

3.
La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali, è respinta.

4.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza.

5.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato; allegato bollettino di versamento)
- UFM, Divisione dimora e aiuto al ritorno 

(in copia; n. di rif. N ; allegato: incarto UFM)
- H._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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