# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3cf61dd3-ea38-58e6-9071-dce3696d0b44
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-10-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 04.10.2006 11.2006.102
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2006-102_2006-10-04.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2006.102

  	
  Lugano

  4 ottobre
  2006/rgc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Lardelli

  

 

	
  segretaria:

  	
  Verda, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa DI.2006.1019
(esecuzione civile: decreto esecutivo) della Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 3, promossa con istanza del 16 agosto 2006 da

 

	
   

  	
   AO 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP 1 ;

  

esaminati gli atti,

posti i seguenti

punti di questione:     1.   Se
dev'essere accolto l'appello (“opposizione”) del 28 settembre 2006 presentato
da AP 1contro il decreto esecutivo emesso il 20 settembre 2006 dal Pretore del
Distretto di Lugano, sezione 3;

                                         2.   Il
giudizio sulle spese.

Ritenuto

in fatto:                          che AP 1 è proprietaria della particella n. 659 RFD di __________
(ora: __________), su cui sorge una casa d'abitazione;

 

                                         che tale
particella confina a levante con la particella n. 399, anch'essa edificata, appartenente
a AO 3;

                                         che la
particella n. 399 è gravata di una servitù prediale, la quale conferisce al proprietario
della particella n. 659 il diritto di “utiliz­zare a giardino” e di “piantare
siepi” su una striscia di terreno (23 m²) lungo il confine tra i due fondi;

 

                                         che in
esito a un'azione possessoria promossa il 7 dicembre 2001 da AO 3, con sentenza
del 17 marzo 2003 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 3, ha ordinato ad
AP 1 – sotto comminatoria dell'esecuzione effettiva – “di togliere ogni e qualsiasi
manufatto edificato in violazione dell'esistente servitù di giardino e siepi”,
come pure di astenersi “da ogni e qualsiasi ulteriore turbativa in violazione
del­la predetta servitù”;

 

                                         che un
appello presentato il 31 marzo 2003 da AP 1 è stato parzialmente accolto il 30
novembre 2004 da questa Camera, la quale ha ordinato ad AP 1 – sotto la
comminatoria dell'art. 292 CP – di togliere non “ogni e qualsiasi manufatto”,
bensì “la parte di porticato invadente la particella n. 399 con il relativo
muro di sostegno”, astenendosi da ogni altra turbativa in violazione della
servitù iscritta a favore della particella n. 659 (inc. 11.2003.41);

 

                                         che il 3
luglio 2006 AO 3 ha intimato ad AP 1 un precetto esecutivo civile, ingiungendole
di eliminare la parte di porticato invadente la particella n. 399 con il
relativo muro di sostegno, entro dieci giorni, sotto comminatoria
dell'esecuzione effettiva;

 

                                         che AP 1 ha
presentato opposizione al precetto il 6 luglio 2006 davanti al Pretore del
Distretto di Lugano, sezione 3; 

 

                                         che con
decreto del 25 luglio 2006 il Pretore, preso atto del ritiro dell'opposizione,
ha stralciato la causa dai ruoli per desistenza; 

 

                                         che il 16
agosto 2006 la precettante ha instato davanti al Pretore per l'emanazione del
decreto esecutivo;

 

                                         che
all'udienza del 30 agosto 2006, indetta per il contraddittorio, la convenuta si
è opposta alla richiesta, facendo valere di avere eseguito tutto quanto in suo
potere, la parte di muro restante dovendo “restare lì a mo' di parapetto, anche
per una questione di sicurezza”, come richiedeva il Dicastero del territorio
della Città di __________; 

 

                                         che,
statuendo il 20 settembre 2006, il Pretore ha accolto l'istanza e ha emesso il
decreto esecutivo, ponendo la tassa di giustizia di fr. 100.– e le spese a
carico dell'escussa, tenuta a rifondere all'istante fr. 100.– per ripetibili;

 

                                         che
contro tale decisione AP 1 è insorta con un appello (“opposizione”) del 28 settembre
2006 volto, in sintesi, a ottenere l'annullamento del decreto esecutivo;

 

                                         che
l'appello non ha formato oggetto di intimazione;

 

e considerando

 

in diritto:                        che
giusta l'art. 497 cpv. 1 CPC, trascorso il termine indicato dalla sentenza o
dal precetto esecutivo senza che sia stata fatta opposizione, la parte che vuol
proseguire nell'esecuzione ha diritto di ottenere dal Pretore il decreto
esecutivo;

 

                                         che
contro il decreto esecutivo, immediatamente eseguibile, non è dato alcun rimedio
di diritto (art. 497 cpv. 2 CPC; v.
anche Cocchi/Trezzini, CPC
massimato e commentato, Lugano 2000, n. 2 ad art. 497);

 

                                         che,
chiamato a statuire sul rilascio del decreto esecutivo, il Pre­tore non può più
esaminare la validità né il contenuto del titolo, potendo rifiutare il rilascio
del decreto esecutivo solo ove facciano difetto i presupposti dell'art. 497
cpv. 1 CPC, o perché sussista una valida opposizione al precetto o perché il
precetto sia nullo, ad esempio per non essere stato validamente notificato
(RtiD II-2005 pag. 691 consid. 5);

 

                                         che nella
fattispecie non si ravvisa nulla di tutto ciò;

 

                                         che, di
conseguenza, l'appello in rassegna va dichiarato inammissibile;

                                      

                                         che la
comunicazione 28 giugno 2006 del Dicastero del territorio della Città di __________
indirizzata all'appellante (doc. 1: “il muro 

                                         esistente
ver­so l'entrata dello stabile dovrà essere mantenuto ad un'altezza minima di 1
m, in modo da formare un parapetto, come previsto dalla norma SIA 358”) nulla
muta, l'autorità amministrativa non potendo sindacare “diritti dei terzi”
intesi al rispetto di una servitù (si veda anche la sentenza 30 novembre 2004
di questa Camera, consid. 7), tanto meno ove tali diritti formino oggetto di
una sentenza civile passata in giudicato;

 

                                         che nelle
circostanze descritte incombe se mai alla convenuta di ottemperare alla norma
SIA 358 in altro modo, formando un parapetto senza invadere la superficie del
fondo gravata di servitù;

 

                                         che, ciò
posto, gli oneri dell'appello seguirebbero la soccombenza della convenuta (art.
148 cpv. 1 CPC); 

 

                                         che,
nondimeno, quest'ultima ha appellato senza alcuna nozione giuridica, sicché si
giustifica di rinunciare – eccezionalmente – al prelievo di tasse o spese;

 

                                         che non
si assegnano ripetibili alla controparte, cui l'appello non è stato intimato;

 

                                      

in applicazione dell'art. 313bis CPC,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello
è irricevibile.

 

                                   2.   Non si
riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

	
   

  	
  –   ;

  –   .

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria