# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 46bdf25d-151e-567d-b93b-8db91e546641
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-09-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 01.09.2003 32.2002.139
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-139_2003-09-01.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.139

   

  BS/sn

  	
  Lugano

  1 settembre
  2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 17 ottobre 2002
di

 

	
   

  	
  _____________ 

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 19 settembre 2002
  emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1976, nel 1994 è stato vittima di un incidente della circolazione,
riportando una rottura del femore sinistro, una contusione nel polmone sinistro
e due ferite lacero-contuse della fronte. Il suo caso è stato assunto dalla
SUVA (cfr. doc. AI _).

Nel novembre 1996 egli ha presentato una domanda volta all’assegnamento di
prestazioni AI per adulti ed al riconoscimento di una riformazione
professionale (doc. AI _).

 

                                         Con
decisione 13 novembre 1997 l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha
parzialmente accolto suddetta richiesta, erogando una rendita intera
limitatamente al periodo 1° luglio 1995 – 30 settembre 1996. 

A partire dal 1° ottobre 1996, sulla base degli atti medici ed economici
raccolti, l’amministrazione ha ritenuto l’assicurato abile in attività leggere
– medio leggere, con carico al massimo di 30 kg ed ha quindi giudicato la sua
precedente attività presso la __________ siccome pienamente esigibile poiché,
quale addetto alla preparazione dei granulati, era confrontato con il
sollevamento di pesi limitati (ca. 15 kg) mentre nell’esecuzione di sforzi più
importanti, per altro limitati, era coadiuvato da altri colleghi di lavoro
(doc. AI _).

 

                                         Adito
dall’assicurato, con sentenza 9 febbraio 1999 questo Tribunale ha respinto il
gravame e confermato la decisione amministrativa (inc. 31.1997.166, cfr. doc.
AI _).

 

                               1.2.   Il 19 luglio
2001 __________ ha inoltrato un’altra richiesta di prestazioni, postulando una
riqualifica professionale in quanto, a seguito dell’acutizzarsi della
sintomatologia reumatica, ha dovuto cessare l’attività di venditore presso la
ditta __________, intrapresa successivamente all’incidente stradale (doc. AI
_).

 

                                         Dopo aver
esperito degli accertamenti medici ed economici, tra cui una perizia
reumatologica a cura del dr. __________, con progetto di decisione 7 agosto
2002 l’UAI ha respinto la domanda dell’assicurato in quanto:

 

" 
Esaminati gli atti in sede d’istruttoria,
segnatamente di carattere medico ed economico emerge che attualmente il danno
alla salute del Signor __________ non compromette la sua capacità lavorativa.
Infatti, dalla perizia reumatologica effettuata il 18 .02.2002, e dagli atti
medici in nostro possesso, risulta che l’attività di venditore esercitata
dall’assicurato è da considerarsi ideale ed ergonomicamente adatta al suo stato
di salute." (Doc. AI _)

 

                                         Mediante
decisione formale del 19 settembre 2002 l’amministrazione ha confermato il
rifiuto di prestazioni assicurative (doc. AI _).

 

                               1.3.   Contro la
succitata decisione amministrativa __________, rappresentato dall’avv.
__________, è tempestivamente insorto al TCA, chiedendo, in via principale,
l’erogazione di una mezza rendita e subordinatamente il rinvio degli atti
all’UAI per l’espletamento di ulteriori accertamenti medici.

 

                                         Egli
contesta la perizia reumatologica, su cui l’UAI ha basato il proprio giudizio,
poiché incompleta. A mente dell’insorgente il dr. __________ non avrebbe
considerato in particolare la sintomatologia soggettiva, né avrebbe tenuto
conto delle valutazioni del medico curante. 

 

                               1.4.   Mediante
risposta di causa 30 ottobre 2002 l’UAI ha chiesto la reiezione del gravame,
confermando la bontà della decisione presa.

 

                               1.5.   In sede
d’istruttoria, questo TCA ha chiesto al dr. __________ delucidazioni in merito
alla perizia da lui eseguita (IX), chiarificazioni ricevute con scritto 30
giugno 2003 (XI).

Le parti hanno in seguito presentato le loro rispettive osservazioni al
succitato accertamento (XIII, XIV).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B.,
H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10
ottobre 2001 nella causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa
H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

                                         

                               2.2.   Oggetto del
contendere è accertare se __________ ha diritto ad una rendita d'invalidità.

 

                               2.3.   Occorre
premettere che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale
sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1),
la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito
dell’assicurazione per l’invalidità.

                                         Tale
legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché, secondo la
giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non tiene conto
di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante
della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non pubblicata del
9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01; DTF 127 V 467 consid. 1, 121 V 366
consid. 1b). 

Ne consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso il 19
settembre 2002, gli articoli di legge citati in seguito corrispondono al tenore
in vigore sino al 31 dicembre 2002.

                               2.4.   Secondo
l'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

     

-  un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a   infermità  

                                           
congenita, malattia o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Affinché
il caso possa essere sottoposto all’AI, occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno (G. Scartazzini, Les
rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                               2.5.   Va altresì
rilevato che, secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e
il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato
invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l’assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pagg.
200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI: metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1,
104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).                                                            

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G.
Scartazzini, op. cit, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la
giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

                                      

                               2.6.   Nel caso in
esame, l’amministrazione ha ordinato l’esecuzione di una perizia reumatologica,
affidata al dr. __________, al fine di accertare l’effettivo stato di salute
dell’assicurato e le eventuali ripercussioni sulla capacità lavorativa.

Nel rapporto 18 ottobre 2002 lo specialista in reumatologia, dopo aver
proceduto ad un’esauriente e dettagliata anamnesi, nonché alla valutazione dei
dati soggettivi ed oggettivi, ha posto la seguente diagnosi: 

 

" 
(…)

4. DIAGNOSI

 

-   spondilite anchilosante (Morbo di Bechterew), con antigene
HLA-B27 positivo.

-   stato dopo coxite probabile a livello dell'anca di destra più
che a sinistra.

-   stato dopo incidente stradale il 23.07.1994 con frattura
diaffisaria trasversa del femore sinistro, rottura del ligamento crociato
posteriore del ginocchio sinistro, ferite lacero contuse della fronte
sinistra con piccola impressione della corticale esterna, commozione cerebrale,
piccolo focolaio di contusione al polmone sinistro.

-   stato dopo
osteosintesi del femore sinistro con chiodo endomidollare nel luglio del1994 ed
asportazione del materiale di osteosintesi nel 1996.

-   stato dopo
ricostruzione del ligamento crociato posteriore del ginocchio di sinistra il
31.01.1996. (...)" (doc. AI _, pag. 4/5)

 

                                         Quindi,
procedendo ad una dettagliata valutazione medica, in merito alla capacità
lavorativa dell’assicurato il dr. __________ è giunto alle seguenti conclusioni
( sottolineatura del redattore):

"  (…)

Ricordo che il paziente da questa problematica infortunistica si
era ripreso in modo egregio, potendo riprendere l'attività lavorativa nella
forma completa nell'attività di venditore durante la durata di due anni prima
del manifestarsi di queste nuove patologie di tipo infiammatorio a livello
della colonna vertebrale.

Ricordo inoltre che le pratiche per quanto riguarda la chiusura
del caso infortunistico a pertinenza della __________ sono ancora in corso
essendo in atto ancora una procedura legale. Ritengo comunque che per quanto
riguarda la valutazione attuale questa problematica di tipo infortunistico non
debba essere tenuta in considerazione visto e considerato che il paziente
poteva lavorare nella forma completa al 100% per due anni dopo essersi ristabilito
dall'infortunio.

Per quanto riguarda l'incapacità lavorativa attuale riferibile ai
disturbi alla colonna vertebrale, alle articolazioni sacroiliache e a livello
delle anche di natura infiammatoria sulla spondilite anchilosante diagnosticata
ritengo che non vi siano incapacità lavorative per quanto riguarda la sua
professione di venditore.

Ritengo inoltre che questa attività lavorativa debba essere
considerata più che favorevole per un paziente con una patologia di questo
tipo, potendo egli camminare, rimanere in movimento, cambiare posizione spesso
e non essendo sottoposto al trasporto o al sollevamento di pesi particolari. E'
difficilmente pensabile un'attività lavorativa più adatta per un paziente in
queste condizioni. In particolar modo non ritengo che un'attività lavorativa di
tipo sedentario come quella auspicata dal paziente e cioè di impiegato
d'ufficio possa considerarsi ergonomicamente e dal punto di vista della
malattia infiammatoria più adatta e quindi con vantaggi rispetto all'attività attuale.

II paziente stesso segnala come la posizione seduta sia più
dolorosa che la posizione ferma in piedi. Addirittura quando viaggia in
automobile dopo mezz'ora deve fermarsi o i dolori diventano tali da
innervosirlo particolarmente . Ritengo inoltre che con un'attività fisica
adeguata e soprattutto con della ginnastica attiva svolta eventualmente nel
gruppo dell'associazione dei pazienti con Morbo di Bechterew e anche
frequentando una palestra vi sarebbe un ulteriore miglioramento dei disturbi
del paziente limitando ancora ulteriormente i disagi che potrebbero subentrare
nella ripresa dell'attività lavorativa. Tenendo quindi in considerazione questi
fatti ritengo che non vi siano i presupposti né per una riqualifica
professionale né per una rendita d'invalidità." (doc. AI _, pag. 5/6)

                                         

                                         Accertato
che l’assicurato può continuare la sua precedente attività di venditore,
ritenuta dal perito confacente dal punto vista ergonomico, l’amministrazione ha
quindi negato qualsiasi prestazione assicurativa.

                               2.7.   Va ricordato che affinché un rapporto medico
abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto
di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena
conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le
conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI
3/1997 pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).      

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che
permettano di ritenere come oggettivamente
fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354
consid. 3b/bb).

Per quel che riguarda il medico di
fiducia, infine, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve
tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a favore del suo paziente
(DTF 125 V 353 consid. 3b/cc), cfr. U. Meyer‑Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die
Invalidenversicherung, Zurigo 1997, pag. 111).

                               2.8.   Il
ricorrente contesta la valutazione del perito, rimproverando in particolare al
dr. __________ di non aver tenuto debitamente conto, ai fini del giudizio sulla
capacità lavorativa, dei disturbi e delle lamentele soggettive dichiarate
dall'interessato e riportate nel capitolo relativo all'anamnesi.

                                         Si tratta
segnatamente dei seguenti disturbi:

 

" ‘  
disturbi a livello della colonna lombare;

‘    irradiazione di
scosse fino ai piedi;

‘    disturbi
altalenanti in zona gluteale;

‘    risente come se avesse 200
kg sulle spalle che gli schiacciano la colonna vertebrale;

‘    sente dolori a livello
gluteale e lombare di intensità altalenante, che diventano più intensi a
seconda dei cambiamenti del tempo (meno quando è caldo; di più quando il tempo
è freddo).

‘    la mattina i dolori sono
particolarmente accentuati; un bagno caldo gli dà sollievo;

‘    durante il giorno vi è un
miglioramento della sintomatologia, per poi manifestarsi un peggioramento la
sera a cagione della fatica;

‘    taluni giorni i
dolori sono particolarmente forti e non sopportabili,

per il che praticamente
non può muoversi durante taluni giorni interi per un periodo più o meno lungo;
altri giorni i dolori sono più 

      sopportabili;

‘    durante la notte i dolori
non sono sempre costanti: talune volte sono più intensi; altre volte minori.
Quando sono intensi deve alzarsi, camminare e muoversi, prima di poter
nuovamente sdraiarsi;

‘    il camminare
provoca delle fitte nella zona del bacino dopo circa 

      mezz'ora;

‘    anche in
posizione seduta accusa dei dolori sostanziali;

‘    in auto i dolori sono
pesanti, dolorosi e lo impediscono." (Cfr. ricorso pag. 4).

 

 

                                         Chiamato
dal vicepresidente del TCA a prendere posizione in merito, con scritto 30
giugno 2003 il dr. __________ ha osservato quanto segue:

"  (…)

E' mia premura durante l'esame peritale ascoltare con attenzione e
segnalare nell'anamnesi tutti i disturbi di cui il paziente soffre. Questo
permette di farsi un quadro soggettivo che deve comunque essere completato da
quella che è la parte clinica e radiologica di tipo oggettivo. In questo senso
poi, i dati oggettivi e soggettivi vengono integrati e valutati fra di loro,
nonché ponderati in modo tale da giungere ad una valutazione dell'effettiva
gravità della malattia di cui il paziente è colpito.

Il paziente presenta a tutti gli effetti una spondilite
anchilosante (Morbo di Bechterew), che dalle indagini cliniche e radiologiche è
risultata secondo me poco progressiva e piuttosto limitata. Vi erano associate
delle problematiche di tipo post-traumatico dalle quali egli si era ripreso
potendo riprendere l'attività lavorativa nella forma completa di venditore per
due anni. Considerando quindi, i dati soggettivi elencati dal paziente, nonché
i reperti oggettivi, clinici e radiologici, ho ritenuto che il paziente avesse
una capacità lavorativa nella forma completa, tenendo presente anche il fatto
che la sua attività professionale di venditore, è particolarmente indicata per
una malattia reumatica quale la spondilite anchilosante.

Essa permette in effetti al paziente di cambiare posizione, di
rimanere in movimento, di evitare posizioni non ergonomiche.

Concludendo, ritengo che i dati soggettivi ed i disturbi lamentati
dal paziente, possano senz'altro essere ritenuti comprensibili e credibili, ma
che da soli non giustifichino una modifica della mia valutazione che si è
basata sia su questi dati come pure sui reperti clinici e radiologici,
indispensabili per una valutazione globale della malattia e della capacità
lavorativa del paziente." (doc. _)

 

                                         Dunque, nell’anamnesi il dr. __________ ha riportato tutti i
disturbi elencati dall’interessato – e non poteva fare altrimenti - i cui dati
sono stati comunque integrati dalla sua valutazione clinica eseguita durante il
consulto, nonché dai reperti radiologici precedentemente eseguiti ed
attentamente esaminati.

Spetta infatti al perito valutare correttamente, alla luce dei dati medici,
l’aspetto soggettivo del paziente in modo da formulare un responso oggettivo
sull’effettiva consistenza del danno alla salute (“.. i dati oggettivi e
soggettivi vengono integrati e valutati fra di loro, nonché ponderati in modo
tale da giungere ad una valutazione dell’effettiva gravità della malattia di
cui il paziente è colpito” cfr. doc. _) per poi determinare le eventuali
ripercussioni sulla capacità lavorativa.

In questo contesto, dunque, il dr. __________, specialista in reumatologia, ha
ritenuto la spondilite anchilosante (morbo di Bechterew) – in pratica l’unica
affezione invalidante rimasta, visto come l’assicurato si sia sostanzialmente
ripreso dagli effetti dell’incidente stradale, avendo infatti riacquistato la
piena capacità lavorativa ed esercitando per due anni l’attività di venditore -
come “poco progressiva e piuttosto limitata” sulla base di una disamina
dei dati clinici e radiologici, tra cui una risonanza magnetica eseguita il 22
gennaio 2002 , quindi un mese prima del consulto peritale (cfr. perizia pag.
5).

Nella perizia il dr. __________ ha anche spiegato che le attività sedentarie,
quale quella d’impiegato d’ufficio auspicata dall’assicurato, non sono da
ritenere adeguate, mentre la professione di venditore “ è particolarmente
indicata per una malattia reumatica quale la spondilite anchilosante”,
poiché “ permette … al paziente di cambiare posizione, di rimanere in
movimento, di evitare posizioni non ergonomiche “ (doc. _).

Nondimeno va rilevato come il perito abbia addirittura individuato la
possibilità di un miglioramento dei disturbi con “un’attività fisica
adeguata e soprattutto con della ginnastica attiva svolta eventualmente nel
gruppo dell’associazione paziente con Morbo di Bechterew “ (cfr. perizia
pag. 6).

Nello scritto 30 giugno 2003, il dr. __________ ha dunque giustamente concluso
come “ i dati soggettivi ed i disturbi lamentati del paziente, possano
senz’altro essere ritenuti comprensibili e credibili, ma che da soli non giustifichino
una modifica della mia valutazione che si è basata sia su questi dati come pure
sui reperti clinici e radiologici, indispensabili per una valutazione
globale della malattia e della capacità lavorativa del paziente “ (
sottolineatura del redattore, IX).

 

                                         Le
valutazioni del perito sono del resto confermate dai rapporti dell’allora
reumatologo curante, dr. __________. 

Vero che nel rapporto 14 maggio 2001 quest’ultimo aveva segnatamente attestato “un’attività
persistente del morbo di Bechterew”, non formulando tuttavia una
valutazione circa la capacità lavorativa e proponendo al paziente di continuare
con la terapia antiinfiammatoria, accompagnata parallelamente da una
fisioterapia specifica (doc. AI _). 

Nel precedente referto datato 26 febbraio 2001 egli aveva infatti rilevato come
la capacità lavorativa non fosse stata compromessa, a patto che il paziente
avesse accettato le terapie proposte (cfr. doc. AI _). 

Non solo, nel rapporto 9 dicembre 2001 all’AI il suddetto sanitario ha anche
attestato una piena abilità lavorativa durante il periodo in cui l’assicurato
era suo paziente ( 18 dicembre 2000 -  11 maggio 2001, quindi nel lasso di
tempo in cui sono sopraggiunti, nel dicembre 2000, i disturbi altalenanti nella
zona gluteale ed a livello della colonna vertebrale, cfr. perizia pag. 2 sub.
punto 2.1), suggerendo comunque una valutazione reumatologica – che è stata
appunto eseguita dall’UAI - e psichiatrica (doc. AI _).

Valutazione psichiatrica che, come rettamente osservato il 14 dicembre 2001 dal
Servizio regionale medico dell’AI, non si è resa necessaria in quanto dalla
documentazione medica agli atti, nonché da quella presentata in occasione del
ricorso al TCA, non emerge né viene accennata una problematica psichiatrica
(cfr. doc. AI _). 

                                         Nemmeno
il medico curante, dr.__________, ha eccepito una simile affezione. Nel
rapporto 10 settembre 2001 egli ha tuttavia certificato una piena incapacità
lavorativa, valutazione che, di fronte al concordante parere espresso dagli
specialisti in reumatologia dr. __________ e dr. __________, non può essere
ritenuta idonea a sovvertire l’esito della vertenza (cfr. doc. AI _) 

In queste circostanze, dunque, considerato come al referto del dr. __________
debba essere attribuita forza probante piena (cfr. consid. 2.7.), appare dimostrato, con il grado della
verosimiglianza preponderante, valido nell'ambito delle assicurazioni sociali
(cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati; DTF 115 V 142 consid.
8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid.
2b), che l’assicurato presenta una piena capacità lavorativa nella sua
precedente attività di venditore di vestiti.

La decisione dell’UAI di reiezione della domanda di prestazioni va quindi
confermata.

                                         

                               2.9.   Infine, il
ricorrente ha chiesto l’espletamento di ulteriori accertamenti medici.

A tal proposito va rilevato che, quando
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità
di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove ( valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V
162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                         Nel caso
in esame, la documentazione agli atti è sufficiente per  statuire nel merito
della vertenza. 

Né vi sono validi motivi per ritenere la perizia del dr. __________ non
affidabile.

Pertanto, non è necessario procedere ad ulteriori accertamenti di qualsiasi
natura. 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti