# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 072dd1bc-ba05-576d-9189-cd1dab231765
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-08-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 30.08.2001 32.2001.58
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2001-58_2001-08-30.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2001.00058

   

  RG/sc

  	
  Lugano

  30 agosto 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso del 17 luglio 2001 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 2 luglio 2001 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione 26 aprile 200 l'Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha posto a
__________, classe 1947, perito fiscale, al beneficio di provvedimenti sanitari
per l'esecuzione dell'intervento di cataratta all'occhio destro e ha
riconosciuto il diritto ai necessari mezzi ausiliari ottici.

                                         Con
istanza 11 dicembre 2000 ha chiesto l'assunzione da parte dell'AI delle spese
relative all'intervento di cataratta all'occhio sinistro, eseguito il 4
dicembre 2000 presso la __________.

 

                               1.2.   Esperita
l'istruttoria, della quale si dirà - per quanto necessario - nei considerandi
di diritto, per decisione 2 luglio 2001 l'UAI ha respinto la richiesta di
prestazioni motivando:

 

"  In
virtù dell'art. 12 della legge federale sull'assicurazione invalidità, l'Al
prende a carico un provvedimento sanitario, se questo trattamento è in grado di
migliorare in modo importante e duraturo la capacità di guadagno o la
possibilità di svolgere gli atti abituali o di preservarli da una diminuzione
notevole.

 

Esiste un'invalidità allorché il danno alla salute fisica o
mentale provoca un'incapacità di guadagno presunta permanente o di lunga
durata. Una totale capacità al lavoro esclude l'invalidità.

 

L'articolo 8, cpv. 1 LAI precisa anche che gli assicurati invalidi
o minacciati da un'invalidità imminente hanno diritto ai provvedimenti
reintegrativi che sono necessari e atti a ristabilire la loro capacità di
guadagno, a migliorarla, a salvaguardarla o a favorirne lo sfruttamento. Questo
diritto deve essere determinato per tutta la durata probabile dell'attività.

 

Bisogna considerare che è imminente allorché si può prevedere
un'incapacità al guadagno, in un prossimo avvenire. Se l'insorgenza
dell'invalidità è semplicemente possibile o che il momento dell'insorgenza
resta incerto, non si può parlare di invalidità imminente.

 

La sua affezione oculare, considerato che l'Al ha già assunto
l'intervento effettuato all'occhio destro, non minaccia attualmente, né  in un
prossimo futuro, l'esercizio della professione perlomeno non in misura tale da
causare una diminuzione della capacità di guadagno o per lo svolgimento dei
lavori abituali.

 

La cura della sua cataratta non può pertanto essere a carico
dell'AI, poiché non riveste carattere di provvedimento integrativo ai sensi
della LAI." (Doc. _)

 

                               1.3.   Avverso la
decisione amministrativa l'assicurato ha interposto tempestivo ricorso col
quale chiede la presa a carico da parte dell'UAI del provvedimento sanitario
richiesto.

 

                                         Nel suo
gravame egli fa in particolare valere:

 

" 
(…)

Affinché il collegio giudiziale possa farsi idea sulla fattispecie
del caso, occorre una sommaria descrizione introduttiva.

Lavoro alle dipendenze __________ in qualità di perito fiscale
presso la __________. La mia funzione è di decidere ed eseguire le tassazioni
delle persone giuridiche nel rispetto delle direttive della DDC e in
applicazione della legislazione tributaria cantonale e federale.

Procedere agli accertamenti con ispezioni fiscali presso i
domicili legali delle contribuenti. Rimanere aggiornati in modo permanente
attraverso la letteratura o a seminari. L'attività sia

interna che esterna è supportata, in modo prevalentemente,
attraverso l'uso di PC.

 

 

Considerazioni

 

Il 17 aprile 2000 sono stato sottoposto ad un intervento operatorio
alla cataratta dell'occhio destro. Questa operazione era suffragata dalla
decisione per provvedimenti d'integrazione dell'AI del 27 aprile 2000.

L'esito dell'operazione è stato positivo ed il beneficio sul
lavoro pure.

Dopo un paio di mesi anche l'occhio sinistro ha cominciato crearmi
seri problemi visivi. Nel susseguire del tempo si accentuarono le difficoltà
nel consultare i numeri telefonici. I controlli esterni si sono ridotti in
quanto non più sostenibili alle variegate strutture organizzative‑contabili
delle aziende. Internamente la lettura dei bilanci, in modo particolare quelli
stesi su carta chimica con tenue imprimitura, non lasciavano spazio ad una
giusta interpretazione. Anche la stesura di verbali cifrati e archiviazione di
documenti numerici hanno palesato errori di interpretazione. Inoltre per dare
un quadro più ampio della situazione dovevo ricorrere all'ausilio di una lente
d'ingrandimento. Quindi, riassumendo, è chiaro che un approccio al lavoro in
simili condizioni ha causato importanti disfunzioni produttive in rapporto a
tempi normali quantificandoli attorno al 25%. Le mie prestazioni a questo punto
non erano più riconducibili alla funzione che ero stato chiamato a eseguire.

 

Da qui la necessità dell'intervento all'occhio sinistro.

 

 

In conclusione

 

Nel merito, non vi sono dubbi che la decisione dell'AI risolva in
modo iniquo la fattispecie in esame. Arbitrario per contro il giudizio emesso
sull'esercizio della professione e le relative ripercussioni.

 

L'art. 12 della legge federale sull'assicurazione invalidità, per
i provvedimenti sanitari, è da ritenersi salvo in quanto il provvedimento
sanitario ha migliorato in modo importante e duraturo la possibilità di
svolgere gli atti abituali.

 

Anche l'art. 8, cpv. 1 LAI, per l'integrazione, non è meno in
quanto con l'intervento ho migliorato e ripristinato le mie funzioni
conservando la capacità di guadagno.

 

                               1.4.   Con risposta
di causa 2 agosto 2001 l'UAI ha per contro chiesto la reiezione del gravame
osservando:

 

" 
(…)

Giusta l'art. 12 LA], l'assicurato ha diritto ai provvedimenti
sanitari destinati non alla cura vera e propri del male, ma direttamente
all'integrazione professionale, e atti a migliorare in modo duraturo e
sostanziale la capacità di guadagno, o a evitare una diminuzione sostanziale di
tale capacità.

 

La condizione fondamentale è che sussista uno stato di invalidità,
o che tale stato sia quantomeno imminente.

Per quanto attiene in particolare al caso della cataratta, l'Al
non considera sussista

invalidità in caso di diminuzione unilaterale della vista, nella
misura in cui l'assicurato non necessita di una visione binoculare nell'ambito
della propria professione.

 

Nel presente caso si rileva che l'assicurato esercita la
professione di consulente contabile, e non necessita pertanto di una visione
binoculare.

 

La Direttiva concernente le misure mediche reintegrative specifica
d'altro canto che "il n'y a (...) pas d'invalidité en cas de diminution unilatérale
de la vision (par ex cataracte ou cicatrice sur la cornée) lorsque l'autre oeil
a une vision normale, dans la mesure où le métier exercé n'exige pas une vision
binoculaire ou si, dans ce métier, un effet éblouissant n'a pas un effet perturbant
(p. ex chauffeur de bus ou travail sur écran)" (marg. 37).

 

La copertura dell'intervento può ad ogni modo essere richiesta
all'assicurazione malattia." (Doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Giusta
l'art. 8 cpv. 1 LAI, gli assicurati invalidi hanno diritto ai provvedimenti
d'integrazione necessari e atti a ripristinare, migliorare, conservare o
avvalorare la capa­cità di guadagno (cfr. SVR 1995 IV Nr. 47 p. 131ss.; SVR
1996 IV Nr. 79 p. 229 consid. 1a) e meglio a

 

a)   provvedimenti sanitari;

 

b)   provvedimenti professionali (orientamento professiona­le, prima
formazione e riformazione professionale, collocamento);

 

c)   istruzione scolastica speciale e l'assistenza ai mino­renni grandi
invalidi;

 

d)   somministrazione di mezzi ausiliari;

                                      

                                         e)
pagamento di indennità giornaliere.

 

                                         I
provvedimenti reintegrativi tendono a procurare, rispettivamente, a garantire
un posto di lavoro a quelle persone che, a seguito di un danno alla salute,
trovano notevoli difficoltà ad inserirsi nel ciclo produttivo, rispettivamente
arrischiano di esserne escluse per il futuro.

                                         Si può
ritenere che, la reintegrazione è neces­saria, quando l'assicurato, a causa
della sua invalidi­tà, non è in grado di esercitare un'attività professionale o
non si può ragionevolmente esigere da lui che eserciti alla lunga una simile
attività (RCC 1970, p. 521), senza l'appli­cazione di un provvedimento
reintegrativo.

 

                                         Va
inoltre precisato che, per ottenere le prestazioni (re-) integrative, di regola
non è necessario che l'invalidità dell'assicurato abbia raggiunto un
determinato grado (per la riformazione professionale, vedi tuttavia RCC 1984,
pag. 95: esigenza di una incapacità di guadagno del 20%).

                                         L'art. 8
cpv. 1 LAI conferisce infatti un diritto ai provve­dimenti d'integrazione sia
agli assicurati invalidi che a quelli "direttamente minacciati
d'invalidità".

                                         In altre
parole, è sufficiente che il danno alla salute possa causare, in un prossimo
futuro, un’incapacità al guadagno.

                                         Il grado
d'invalidità quindi (come definito dagli art. 4 e 28 LAI, che si riferiscono
alla rendita AI) può essere minimo o addirittura non ancora rilevabile, che già
all'assicurato dev’essere riconosciuto il diritto ai provvedimenti
d'integrazione.

 

                                         Nondimeno,
l'art. 8 al cpv. 1 LAI pone due condizioni essenziali per l'ottenimento dei
provvedimenti d'integra­zione, e meglio:

 

a)   il provvedimento deve essere idoneo "a ripristinare,
migliorare, conservare o avvalorare la capacità di guadagno";

 

b)   il diritto ai provvedimenti reintegrativi deve essere stabilito
"considerando tutta la durata di lavoro preve­dibile" (cfr. art. 8
cpv. 1 LAI)

                                         

                                         Per quel
che concerne in particolare i provvedimenti sanitari,  l’assicurato può
pretendere solo quei provvedimenti che sono atti a migliorare notevolmente la
capacità di guadagno o a preservarla da un peggioramento rilevante (DTF 115 V
199 consid. 5a; DTF 101 V 58).

 

                               2.3.   L'art. 12
LAI conferisce agli assicurati un diritto ai provvedimenti sanitari destinati
non alla cura vera e propria del male, ma direttamente all'integrazione
professionale e atti a migliorare in modo duraturo e sostanziale la capacità di
guadagno o a evitare una diminuzione sostanziale di tale capacità (SVR 1995 IV
Nr. 47 p. 132).

 

                                         La norma
persegue lo scopo di circoscrivere il campo d'applicazione dell'AI, da quello
delle assicurazioni sociali contro le malattie e gli infortuni. Questa
distinzione si fonda sul principio secondo cui la cura di una malattia o degli
esiti infortunistici appartiene principalmente ai compiti della LAMal, senza
tener conto della durata dell'affezione (Rapporto della Commissione degli esperti
per la revisione dell'AI del 1° luglio 1966, pag. 31; Valterio, Droit et
pratique de l'assurance-invalidité, pag. 93; DTF 104 V 81s. consid. 1).

 

                                         La legge
definisce provvedimenti sanitari, che non sono assunti dall'AI, quelli tesi
alla "cura vera e propria del male". Fintanto che sussiste uno stato
patologico labile, che può essere trattato con provvedimenti sanitari volti
alla cura causale o sintomatica dell'affezione di base o delle sue conseguenze,
essi sono considerati, dal profilo del diritto delle assicurazioni sociali,
come cura vera e propria del male (T. Locher, Bundessozialversicherungsrecht,
Basilea Francoforte 1994, p. 189). La giurisprudenza ha sempre parificato lo
stato patologico labile a un danno alla salute, avente carattere di malattia,
non ancora stabilizzato (Greber, Droit suisse de la sécurité sociale, pag.
217). Pertanto tutti i provvedimenti che tendono alla cura, rispettivamente
alla guarigione di malattie evolutive non rientrano nel campo dell'AI (DTF 104
V 81, consid. 1; SVR 1995 IV Nr. 34 p. 90 consid. 1a).

 

                                         Di regola
l'AI assume unicamente provvedimenti tesi direttamente all'eliminazione o
correzione di un difetto stabile oppure di un deficit funzionale, nella
misura in cui, dalla prognosi, si possa presumere un notevole successo reintegrativo.
Quest'ultimo, preso a sé, non costituisce un criterio determinante nel quadro
dell'art. 12 LAI, poiché, praticamente, ogni provvedimento sanitario che abbia
esito positivo influenza favorevolmente la capacità lucrativa (SVR 1995 IV Nr.
34 p. 90; DTF 112 V 349; DTF 105 V 19; DTF 100 V 101 consid. 1a, 98 V 208
consid. 2). Se quindi un provvedimento serve a curare una malattia, non può
essere assunto dall’AI neppure se migliora la capacità di guadagno (SVR 1995 IV
Nr. 34 p. 90).

 

                                         Se vi è
possibilità di miglioramento duraturo e sostanziale della capacità al guadagno
va esaminato da un punto di vista del caso concreto (DTF 115 V 199 consid. 5a;
Maurer, op. cit., p. 152). Sostanziale è l’effetto del provvedimento se, in un
determinato lasso di tempo, raggiunge un grado rilevante (DTF 115 V 199 consid.
5a; DTF 98 V 211).

                                         Entro un
certo lasso di tempo minimo il  risultato ottenuto, da un punto di vista della
capacità di guadagno, deve raggiungere una certa importanza minima (DTF 115 V
199 consid. 5a).

                                         La
rilevanza dipende anche dalla gravità dell’affezione e dal tipo di attività
esercitata o che potrà esserlo dopo l’avvenuta integrazione (DTF 115 V 199
consid. 5a)

                                         Miglioramenti
esigui non vengono invece presi in considerazione (DTF 115 V 199 consid. 5a;
Locher, op. cit. P.190).                             

                                         Di
conseguenza l’AI non si assume provvedimenti sanitari se la capacità lavorativa
viene migliorata solo in misura minima. In questo ambito la legge non prevede
infatti dei provvedimenti che perseguono lo scopo di mantenere un piccolo e
insicuro residuo di capacità lavorativa (DTF 115 V 200 consid. 5c; DTF 101 V 52
consid. 3c). Ciò è spesso il caso per coloro i quali percepiscono una rendita
intera con un grado di invalidità di almeno 2/3.

 

                               2.4.   Nella
fattispecie in esame l'UAI ha respinto la richiesta di prestazioni, l'affezione
oculare di cui l'assicurato è portatore non minacciando l'esercizio della
professione di perito fiscale in misura tale da provocare una diminuzione della
capacità al guadagno. In sede di risposta l'amministrazione ha al riguardo
precisato che l'assicurato non necessita di una visione binoculare nello
svolgimento della propria professione, ciò che permette di ritenere siccome
inadempiute le condizioni per il riconoscimento del provvedimento sanitario
richiesto.

 

                                         Dal canto
suo l'insorgente sostiene che l'affezione all'occhio sinistro causava notevoli
difficoltà nello svolgimento del propria attività professionale - in
particolare per quanto riguarda la lettura dei bilanci, la stesura di verbali e
l'archiviazione di documenti numerici, la consultazione numeri telefonici - e
rendeva inoltre necessario l'utilizzo di una lente d'ingrandimento. 

 

                               2.5.   In merito
alla diminuzione della capacità lucrativa in caso di perdita funzionale di un
occhio, in una sentenza del 20 dicembre 1985, pubblicata in RAMI 1986 pag. 258
e segg. il TFA ha avuto modo di stabilire (la sottolineatura è del redattore):

 

" 
(…)

Dr. med. Sch., Unfallarzt des Versicherers, führt
aus, dass durch den funktionellen Verlust eines Auges das Tiefen‑ oder Plastischsehen
beeinträchtigt sei. Die ophtalmo­logische Erfahrung zeige aber, dass dieser
Mangel durch Ange­wöhnung und Anpassung weitgehend korrigiert werden könne.
Die Angewöhnungszeit bis zum Erreichen des rudimentären Tiefen­schätzungsvermögens
sei unterschiedlich in verschiedenen Al­tersgruppen. Bei jüngeren Leuten
betrage sie höchstens sechs Monate, bei älteren könne sie bis zwei Jahre
dauern. Laut den gesetzlichen Strassenverkehrsregeln bedinge die Einäugigkeit
nicht eine Fahruntauglichkeit. Umso weniger würde sie eine Unzumutbarkeit für
die meisten beruflichen Tätigkeiten recht­fertigen. Im vorliegenden Falle
sei dem Versicherten die Mau­rertätigkeit (auch auf Gerüsten) sicher zumutbar
(Bericht vom 8. November 1984). In seiner Vernehmlassung verweist der Ver­sicherer
auf ein (in anderem Zusammenhang) von Prof. B. er­stelltes Gutachten vom 5.
Juli 1968. Danach würden medizini­sche Sachverständige seit längerem darauf
hinweisen, dass sich der einseitige Sehausfall weit weniger einschneidend und
benachteiligend auswirke, als man ohne nähere Prüfung zu ver­muten geneigt sei.
Es entspreche einer Erfahrungstatsache, dass die Erwerbsfähigkeit durch den
Verlust eines Auges über­raschend selten (nämlich nur etwa in 10 % aller Fâlle)
beein­trächtigt werde und eine Erwerbseinbusse nach Verlust eines Auges meist
fehle oder nur geringfügig ausfalle. Die Furcht, das gesunge Auge durch Ueberanstrengung
zu schädigen, sei unbegründet und auch der Ermüdungsfaktor spiele eine weit
geringere Rolle als oft angenommen werde. Das Gesichtsfeld erleide beim
Blick in die Nähe praktisch keine Einschränkung, beim Blick in die Ferne lasse
sie sich durch eine leichte kopfbewegung kompensieren. Stereoskopisches Sehen
sei nicht unbedingt mit Binokularsehen gleichzusetzen, denn zur Tie­fenlokalisation
diene auch die scheinbare Grösse der betrach­teten Objekte, die
Linienüberschneidung, die perspektivische Verkürzung, die Verteilung von Licht
und Schatten usw., wel­che es nach der erforderlichen Angewöhungszeit auch beim
Ein­äugigen erlaubten, räumlich zu sehen. Selbst Patienten im mittleren
Lebensalter vermöchten den Ausfall des Binokularse­hens weitgehend zu
kompensieren. Höchstens bei sehr raschen bzw. rasch wechselnden
Arbeitsvorgängen könne sich ein gewis­ser Qualitätsunterschied im Tiefensehen
auswirken, beispiels­weise bei Akkordarbeit am Fliessband oder Aehnlichem.
Die frühere Einstufung in Berufe mit geringen, mittleren und ho­hen
Anforderungen erscheine als fragwürdig, weil weniger die Berufsart, als vielmehr
die Art der Arbeit, die Arbeitsweise und das Arbeitstempo eine Rolle spielten.
(…)"

 

                                         In una
successiva sentenza dell'8 luglio 1999 in re A.F., non pubblicata, l'alta
Corte, per quanto riguarda la capacità al lavoro di persone con visione
monoculare, ha precisato (la sottolineatura è del redattore):

 

" 
(…)

3.‑  Au cours de la procédure judiciaire
cantonale, les parties sont convenues de requérir l'avis d'un expert in­dépendant,
le professeur Huber, spécialiste en ophtalmolo­gie. Dans des rapports des 30 mai
et 10 juin 1997, ce médecin a indiqué que, selon l'expérience, les personnes
présentant une vision monoculaire sont en mesure d'effectuer la plupart des
métiers et qu'il est fréquent que le travail à l'écran permette à des
personnes possédant une acuité visuelle fortement réduite d'être encore
productive, les documents pouvant être aggrandis à volonté. Si l'assuré
rencontre des problèmes de réglage de distance en raison de son hypermétropie
et de sa presbytie, ces problèmes peuvent normalement être résolus à l'aide
d'une correction optique adéquate. (…)"

 

                               2.6.   Dal rapporto
15 gennaio 2001 del dott. __________, oculista FMH emerge che __________ - già
sottopostosi ad intervento di cataratta all'occhio destro nel marzo 2000 - é
affetto da cataratta all'occhio sinistro. Il sanitario ha evidenziato un
abbassamento della vista a meno dello 0.2, precisando inoltre che l'assicurato
non è portatore di mezzi ausiliari ottici.

                                         Dagli
atti medici si evince quindi che l'assicurato presenta una visione normale
dell'occhio destro e che la sua affezione oculare ha quindi carattere
unilaterale.

                                         

                                         Orbene,
alla luce della giurisprudenza sopra citata e sulla base della certificazione
medica agli atti, questo TCA non intravede motivi che permettono di ritenere
che la perdita della visione binoculare, dovuta a cataratta all'occhio
sinistro, possa nel caso concreto ostacolare l'assicurato nell'esercizio della
sua professione di perito fiscale (in particolare nelle singole attività
elencate nell'atto ricorsuale, le quali, alla luce della giurisprudenza
federale sopra citata, non possono essere ritenute siccome inesigibili in caso
di visione monoculare), per lo meno in una misura idonea a provocare una
notevole diminuzione della capacità al guadagno ai sensi dell'art. 12 cpv. 1 LAI.
Ciò tantomeno se si considera che per sua natura la cataratta è un'affezione
che si sviluppa progressivamente lasciando all'assicurato un tempo sufficiente
per adattarsi al suo handicap (cfr. RAMI 1986 pag. 258 e segg., sopra citato;
cfr. VSI 2000 pag. 300 e segg.).

 

                                         Il
ricorso deve pertanto essere respinto e la decisione impugnata confermata. 

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti