# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 55d6ae9d-bdff-5c57-9b2b-3e10b0622ada
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-06-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.06.2010 D-4193/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4193-2010_2010-06-16.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4193/2010/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 6  g i u g n o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Walter Stöckli;
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...),
Nigeria,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM dell'8 giugno 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4193/2010

Visto: 

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità  o  di  viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo,

i  verbali  d'audizione  del  17  maggio  2010  (di  seguito:  verbale  1)  e 
dell'8 giugno 2010 (di seguito: verbale 2),

il  verbale  della  decisione  dell'UFM  dell'8  giugno  2010,  notificata 
oralmente all'interessato lo stesso giorno (cfr. risultanze processuali), 

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 9 giugno 2010 (cfr. timbro del plico  
raccomandato),

l'incarto  in  copia  dell'UFM,  pervenuto  via  fax  al  Tribunale 
amministrativo federale (TAF) in data 10 giugno 2010,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei  
considerandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e 
art. 83 lett. d LTF),

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che  che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art.  52 PA nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo, 
l'interessato  ha  dichiarato  di  essere  originario  di  B._______,  nello 
Stato  di  C._______  (Nigeria)  e  di  aver  vissuto,  nel  villaggio  di  
D._______,  in  provincia  di  E._______  nel  medesimo  Stato 
dell'C._______, dall'infanzia sino alla metà del (...), quando si sarebbe 
trasferito a F._______ (Nigeria), 

che, all'inizio del mese di  (...),  l'interessato sarebbe ritornato a casa 
sua al suo villaggio di D._______; che, durante una notte di fine (...),  
degli sconosciuti avrebbero fatto irruzione al suo domicilio e avrebbero 
ucciso  suo  padre  con  il  macete,  mentre  che   l'interessato  sarebbe 
riuscito  a  scappare,  nonostante  gli  aggressori  avessero  cercato  di 
fermarlo; che, dopo aver girovagato per un po' di  tempo, temendo di 
essere  anch'esso  ucciso  dagli  assassini  di  suo  padre,  l'interessato 
sarebbe espatriato verso la metà, rispettivamente la fine di (...), 

che, dal suo villaggio, avrebbe girovagato sino ad arrivare in un luogo 
sconosciuto, da dove sarebbe salito su un'auto e avrebbe raggiunto un 
altro posto, dove avrebbe incontrato delle persone di  etnia igbo, che 
avrebbe  seguito  imbarcandosi  su  una  nave;  che,  dopo  lo  sbarco, 
avrebbe  proseguito  a  lungo  a  piedi  e  avrebbe  preso  un  treno 
proveniente dall'Italia fino ad arrivare in Svizzera, senza documenti e 
senza subire controlli, 

che  l'interessato  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità,

che  l'UFM  ha  considerato,  da  un  lato,  che  il  richiedente  non  ha 
consegnato  alle  autorità  competenti  in  materia  d'asilo  nessun 
documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole  entro  le  48  ore;  che, 
dall'altro  lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  
previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie,

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  la  Nigeria  siccome  lecita, 
esigibile e possibile,

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che,  nel  ricorso, l'insorgente  contesta  la  decisione  dell'UFM, 
sostenendo che vi sarebbero nel suo caso dei motivi che giustificano 
la  mancata  presentazione  dei  documenti  d'identità,  ragione  per  cui, 
l'autorità  inferiore  avrebbe  dovuto  entrare  nel  merito  della  sua 
domanda  d'asilo  e  la  decisione  qui  impugnata  dovrebbe  essere 
annullata; che, innanzitutto, egli  ribadisce di  non poter fare nulla per 
consegnare qualsiasi documento d'identità, in quanto non avrebbe mai 
posseduto né il passaporto né la carta d'identità; che, come a suo dire 
risaputo,  egli  fa valere  che in  Nigeria  vi  sarebbero dei  problemi per 
ottenere  dei  documenti  d'identità; che,  infatti,  egli  si  sarebbe iscritto 
per ottenere la carta d'identità ma non l'avrebbe mai ricevuta, 

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della  decisione impugnata e la trasmissione degli  atti  
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 
domanda d'asilo; che ha, altresì, presentato una domanda d'esenzione 
dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono  
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c),

che  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permet-
tono un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della  
sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di  
particolari  formalità  amministrative; che,  per  contro,  non  sono  docu-
menti  validi  giusta  l'art.  32  cpv. 2  lett. a  LAsi  quelli  emessi  per  altri 
scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato  
di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi (Decisioni 

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del  Tribunale  amministrativo  federale  svizzero  [DTAF]  2007/7 
consid. 6),

che, nel caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri,

che,  in  relazione  a  quanto  già  rettamente  rilevato  dall'UFM  nella 
decisione  impugnata  circa  la  mancata  presentazione  dei  documenti 
d'identità da parte del ricorrente, non soccorrrono l'insorgente le vaghe 
e stereotipate allegazioni ricorsuali,  secondo le quali non gli sarebbe 
stato possibile consegnare dei documenti, poiché sostanzialmente non 
ne  avrebbe  mai  posseduti,  essendo  l'ottenimento  dei  documenti  un 
problema in Nigeria (cfr. ricorso pag. 2); che tali asserzioni, infatti,  non 
costituiscono  ragioni  valide  per  giustificare  la  mancata  esibizione  di 
documenti ai sensi della legge; che, peraltro, non vi è alcun indizio che 
egli abbia effettuato seri e concreti sforzi che avrebbero potuto avere 
esito favorevole per l'invio dei suoi documenti  (cfr. verbale 1 pag. 4),  
ciò  che  costituisce  un'ulteriore  conferma  della  dissimulazione  dei 
documenti,  considerato  che,  di  regola,  chi  è  già  in  possesso  di  un 
documento  d'identità  e  si  limita  a  dissimularlo,  non  intraprende 
alcunché per procurarsene di nuovi o di complementari, 

che, inoltre, quanto al suo viaggio d'espatrio, il ricorrente non è stato in 
grado di indicare come avrebbe varcato la frontiera nigeriana; che egli 
non ha saputo  nemmeno dire  da quale  luogo sia  partito  e  da dove 
abbia preso la nave per giungere in Europa; che il ricorrente non ha,  
peraltro, saputo indicare il giorno del suo espatrio nonché la durata del 
viaggio in nave; che, infine, non è plausibile che, una volta sbarcato, il  
ricorrente abbia continuato il suo viaggio a piedi, senza sapere dove si 
trovasse; che,  d'altronde,  da un lato,  egli  ha affermato  che,  da quel 
Paese,  ha  proseguito  in  treno  e,  dall'altro,  ha  dichiarato  di  essere 
entrato in Svizzera con un treno proveniente dall'Italia (cfr. verbale 1 
pagg. 7-8),  

che,  pertanto,  alla  luce  di  tali  elementi,  l'insorgente  non  può  aver 
viaggiato nelle circostanze descritte, dalla Nigeria alla Svizzera, senza 
documenti e senza subire controlli, 

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, v'è ragione di 

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concludere che l'insorgente dissimuli i suoi documenti d'identità per i  
bisogni della causa,

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità, 

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile,

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente,

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il  
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di  
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),

che il ricorrente ha fatto valere sostanzialmente delle persecuzioni da 
parte di terzi, da cui temerebbe di essere ucciso come sarebbe stato il  
caso di suo padre, 

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel  
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che,  segnatamente,  il  ricorrente  ha  reso  dichiarazioni  inconsistenti,  
incoerenti  nonché  vaghe  su  punti  essenziali  del  suo  racconto,  che 

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conducono manifestamente all'inverosimiglianza dei suoi motivi d'asilo; 
che,  innanzitutto,  il  ricorrente  non  è  stato  in  grado  di  indicare  con 
precisione la data esatta in cui suo padre sarebbe stato ucciso, ciò che 
corrisponderebbe  al  momento  in  cui  egli  avrebbe  dovuto  scappare 
dalla sua abitazione; che egli si è limitato ad affermare che si trattava 
di fine (...) (cfr. verbale 1 pag. 5 e verbale 2 R12-13); che, in secondo 
luogo, il ricorrente non ha saputo né abbozzare l'identità di quelli che 
sarebbero  gli  assassini  di  suo  padre,  nonché  i  suoi  asseriti 
perseguitori,  né  indicare  quanti  fossero  (cfr.  verbale  1  pag.  5  e 
verbale 2 R14, R18 e R22); che, tra l'altro, in merito al loro numero, il 
ricorrente  si  è  contraddetto,  dicendo  di  non  sapere  quante  fossero 
poiché era buio (cfr. verbale 1 pag. 5 e verbale 2 R24, R32-33), mentre 
prima aveva affermato che avevano acceso una lampada mentre suo 
padre mangiava (cfr. verbale 1 pag. 5 e verbale 2 R25); che, oltre a ciò, 
l'insorgente non ha saputo spiegare il motivo alla base dell'uccisione 
del  padre,  rispettivamente  l'interesse  che  nutrirebbero  i  suoi 
aggressori nei suoi confronti (cfr. verbale 1 pag. 5 e verbale 2 R15-17); 
che, a tal proposito, il ricorrente si è limitato a mere supposizioni non 
corroborate da alcun elemento; che, inoltre, il ricorrente non ha fornito  
alcun dettaglio circa le  circostanze in  cui  i  malfattori  avrebbero fatto 
irruzione  in  casa  sua,  rispettivamente  in  cui  egli  sarebbe  riuscito  a 
scappare,  ciò  che lascia  manifestamente  desumere  che il  ricorrente 
non  ha  realmente  vissunto  i  fatti  addotti;  che,  segnatamente,  il 
medesimo ha dichiarato di  non saper spiegare come quelle persone 
sarebbero entrate in casa (cfr. verbale 1 pag. 5 e verbale 2 R20-21) ed 
ha affermato semplicemente di essere fuggito dalla porta (cfr.  verbale 
1  pag. 5  e  verbale 2  R26-28);  che,  peraltro,  la  sua  fuga  –  così 
semplicistica – risulta assolutamente incoerente di  fronte alla gravità 
dell'asserito evento, ovvero della sferrata uccisione del padre a colpi di 
macete, 

che,  d'altronde,  l'insorgente  in  sede  di  ricorso  non  ha  contestato  o 
apportato  alcun  chiarimento  alle  sue  allegazioni  in  materia  d'asilo, 
nonché agli elementi  rettamente rilevati dall'UFM a fondamento della 
decisione impugnata (cfr. ricorso pag. 2), 

che, pertanto, alla luce delle suesposte considerazioni, v'è ragione di 
concludere all'assoluta inverosimiglianza dei motivi d'asilo addotti dal 
medesimo,  senza  che  sia  necessario  evocare  ulteriori  elementi 
inconsistenti del racconto reso, 

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che, per conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato inverosimili, 
con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  le dichiarazioni rese dal 
ricorrente,

che,  pertanto,  non  risultano  elementi  ai  sensi  dell'art.  32  cpv.  3 
lett. c LAsi da cui dedurre la necessità d'ulteriori  accertamenti  ai  fini 
della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  dell'insorgente 
medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal 
punto di vista dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2009/50 consid. 5-8), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20)  o esporre il  ricorrente  in  Patria  al  rischio reale  ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  del 
4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà 
fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la 
tortura ed altre pene o trattamenti  crudeli,  inumani  o degradanti  del  
10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105),

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi  dell'art. 
32 cpv. 2 lett. a LAsi,

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

che, nella fattispecie, il ricorrente non ha contestato né la pronuncia né 
l'esecuzione dell'allontanamento ritenuta lecita, esigibile e possibile da 
parte  dell'UFM  nella  decisione  impugnata;  che,  ciò  nonostante,  il 
principio della massima d'ufficio vigente in procedura amministrativa e 
in  materia  d'asilo,  impone  a  codesto  Tribunale  di  esaminare  la 

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questione  dell'allontanamento  e  dell'esecuzione  dell'allontanamento 
nei confronti dell'autore del gravame, 

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  pregiudiziali 
dell'11 agosto 1999  [OAsi  1,  RS  142.311];  Giurisprudenza  ed 
informazioni della Commissione svizzera di  ricorso in materia d'asilo 
[GICRA] 2001 n.21),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr),

che,  inoltre,  la  situazione  in  Nigeria  non  appare  notoriamente 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale, 

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
ha una formazione scolastica e professionale,  nonché un'esperienza 
lavorativa come (...) e come (...) (cfr. verbale 1 pag. 2 e verbale 2 R49); 
che, inoltre – in considerazione dell'inverosimiglianza del suo racconto, 
nonché del fatto che ha vissuto la sua vita in Nigeria  – v'è ragione di 
desumere che egli disponga di un'importante rete familiare e sociale in  
patria, contrariamente a quanto pretenderebbe (cfr. verbale 1 pag. 3 e 
verbale 2  R47-48),  segnatamente  nel  suo  villaggio  o  a  F._______, 
dove vi ha risieduto per (...) anni (cfr. ibidem pag. 2), 

che, infine, l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi 
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio 
degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera 
per motivi medici, 

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che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  infine,  non risultano impedimenti  neppure dal  profilo  della  pos-
sibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv.  2  LStr);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria 
diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4  LAsi);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque 
pure possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che,  visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presenta sentenza. 

3.
Comunicazione a:

- ricorrente  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
G._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di G._______ (via fax,  
per  l'incarto  N  [...],  con  preghiera  di  notificare  la  sentenza  al 
ricorrente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale 
amministrativo federale)

- H._______ (in copia) 

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

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