# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0b92ac55-8c0b-58bc-914a-865b32c3e3cf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-01-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 02.01.2003 INC.2002.20706
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2002-20706_2003-01-02.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2002.20706

  	
  Lugano

  2 gennaio 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto supplente

  
	
  Claudio Lepori 

  
	
   

  sedente per statuire sul reclamo presentato il 22 luglio
  2002 dal

  
						

 

 

	
   

  	
  __________ rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  contro la decisione 9 luglio 2002 della Procuratrice
  pubblica avv. Claudia Solcà, che ha rifiutato di liberare relazioni
  bancarie presso l'istituto reclamante nel procedimento penale pendente contro
  __________, per titolo di reati patrimoniali e documentali;

  

 

 

viste le osservazioni 5 agosto
2002 della magistrata inquirente, che postula la reiezione del reclamo;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto e considerato

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

che

 

 

-         
nei confronti di __________ è pendente procedimento penale per titolo di
appropriazione indebita, amministrazione indebita aggravata subordinatamente
semplice, falsità in documenti e riciclaggio di denaro, per avere nelle sue
attività di fiduciario malversato fondi di clienti e dirottato anche a proprio
favore somme di denaro importate clandestinamente;

 

 

-         
in questo contesto la Procuratrice pubblica ha emanato diversi ordini di
perquisizione e di sequestro bancari, anche con divieto di dare informazione
del provvedimento a terzi, tra i quali evidentemente e principalmente i
titolari o comunque aventi diritto ai relativi conti e averi, in applicazione
dell'art. 161 cpv. 7 CPP: per quanto qui concerne si tratta delle decisioni del
9 aprile 2002 (concernente relazioni dell'accusato__________: v. doc. C.1.5
dell'inc. MP __________), del 10 aprile 2002 (riguardante anche altri
nominativi: v. doc. C.1.6) ed ancora del 10 aprile 2002 (concernente anche una
serie di relazioni bancarie);

 

 

-         
nessuno dei menzionati decreti venne impugnato: da una parte, il __________
si è via via eseguito e, dall'altra parte, la magistrata inquirente ha
provveduto nel tempo a dissequestrare conti risultati indifferenti alle
indagini;

 

 

-         
con istanza 28 giugno 2002, il __________ ha chiesto la revoca dei
sequestri, sostanzialmente in quanto, dato il tempo trascorso, il provvedimento
più non trovava giustificazione, avverandosi irrispettoso del principio di
proporzionalità: l'istanza è stata respinta dalla Procuratrice pubblica per le
necessità istruttorie di chiarimento delle numerose transazioni finanziarie di __________,
facendo presente la lacunosa e ritardata trasmissione delle chieste
informazioni e il tempestivo dissequestro di relazioni avveratesi estranee al
procedimento;

 

 

-         
il reclamo in oggetto è diretto principalmente contro il mantenimento
del sequestro e (implicitamente in subordine) contro il divieto di informare:
mentre quest'ultimo provvedimento va applicato con prudenza al confronto con
fattispecie particolarmente gravi, qui perlomeno da verificare, per i sequestri
di carattere probatorio occorre dimostrazione di connessione con i reati
inquisiti, ciò che non è qui il caso, per i numerosi conti oggetto dei
contestati provvedimenti: la Procuratrice pubblica postula la reiezione del
reclamo, in quanto esistono importanti ragioni di inchiesta riguardanti
fattispecie di particolare gravità riferite a numerose movimentazioni di denaro
di provenienza illecita, operate da __________, né per queste ragioni si tratta
di sequestro esplorativo, ma di necessaria acquisizione di utile documentazione
bancaria per il chiarimento del complesso delle malversazioni, con pieno
rispetto quindi del principio di proporzionalità (conti e relazioni bancarie
erano nelle disponibilità dell'accusato, con limitazione del contestato provvedimento
a partire dal 1. agosto 2001 e via via rapidi dissequestri dopo i dovuti
accertamenti, di contro alla parziale inadempienza della reclamante per la
produzione della documentazione "a singhiozzo e spesso incompleta");

 

 

-         
l’art. 161 cpv. 1 CPP impone al Procuratore Pubblico di ordinare il
sequestro di tutti gli oggetti che possono avere qualche importanza per il
processo, sia come mezzi di prova sia perché soggetti a confisca o a
devoluzione allo Stato: la norma - meglio poi specificata nei capoversi
successivi - corrisponde all’art. 120 CPP/1941, per cui ancora soccorre la
giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali sul tema (REP. 1987, p. 265;
1989, p. 599; sentenze 30 gennaio 1992 in re O.C., CRP 282/91 e 17 marzo 1992
in re G.M., CRP 38/92; decisione 17 gennaio 1996 in re CS, GIAR 1.95.5: v. ora
REP 1996, n. 107), ed allora il sequestro, per la sua qualità di provvedimento
eminentemente cautelare, ha lo scopo di acquisire e conservare gli oggetti di
cui sopra al dispiegamento della procedura e quindi alle necessità
dell’istruzione preliminare, alle decisioni del magistrato requirente ed a
quelle del giudice del merito nella duplice prospettiva - alternativa o
cumulativa - della produzione e valutazione delle prove (sequestro probatorio)
e delle decisioni di confisca, restituzione o devoluzione, come gli art. 58 ss
CP rispettivamente 270-271 CPP (sequestro confiscatorio), ritenuto che, come in
tutti gli istituti procedurali tali da intaccare eccezionalmente i diritti
individuali per prevalenza di interesse pubblico, il sequestro é legittimo
unicamente in presenza concorrente di sufficienti indizi di reato e di
connessione tra questo e l’oggetto che così occorre salvaguardare agli
incombenti dell’autorità requirente ed inquirente, con sempre accresciuta
esigenza probatoria indiziante approssimantesi alla verità materiale (cfr. in
contesto più generale: Gérard Piquerez, Précis de procédure pénale suisse,
Lausanne 1987, p. 191 n. 926 ss);

 

 

-         
rispetto alla decisione 9 luglio 2002 della Procuratrice pubblica che ha
respinto l'istanza di dissequestro del 28 giugno 2002, il reclamo è tempestivo
e prodotto da interessato legittimato, per cui sarebbe ricevibile in ordine
(art. 280 ss. CPP): tuttavia esso non corrisponde a quanto postulato con la
primitiva istanza, limitata alla revoca degli "ordini del 9 e del 10
aprile 2002 in quanto non concernono le relazioni di cui la documentazione è
già stata trasmessa ed è in possesso, a tutt'oggi, del Ministero pubblico",
con il che era perlomeno ammesso il perdurare del sequestro su quanto già
acquisito, senza in proposito contestazione del divieto di informare, e se
fosse vero che "la banca istante ha già messo a disposizione tutta la
documentazione puntualmente richiesta dal PP", quella istanza nella
citata formulazione e di riflesso il reclamo non avrebbero ragione d'essere,
per la compiuta incontestata esecuzione degli ordini di sequestro;

 

 

-         
di fatto non tutta la documentazione di relazioni e conti in
qualsivoglia modo facenti capo a __________ è stata prodotta al Ministero
pubblico, come evidenziato dalla Procuratrice pubblica nella decisione
impugnata, che su questo punto non ha trovato smentita: anche per questo
contesto pertanto vi è contraddizione tra l'affermata volontà di collaborazione
e l'ammissione del mantenimento presso l'autorità inquirente di quanto già
messo a disposizione (la totalità, secondo quanto è interpretabile dagli
esposti della reclamante), con poca comprensibilità delle ragioni
dell'impugnativa;

 

 

-         
in ogni modo e semmai abbondanzialmente i contestati ordini di
perquisizione e sequestro sono giustificati dalla concreta necessità di
ricostruire tutte le movimentazioni operate da __________, avveratesi spesso
sospette malversazioni a danno di clienti rispettivamente sospette transazioni
di riciclaggio e connesso dirottamento di corrispondenti fondi: solo queste
indagini consentono di arrivare ad un quadro istruttorio completo ed
affidabile: il concorso di altre persone ed in particolare dei mandanti del
riciclaggio rende anche giustificato il divieto di informare, indipendentemente
da eventuali fughe di notizie;

 

 

-         
dagli atti istruttori si ha la conferma del puntuale approccio della
Procuratrice pubblica alle esigenze dell'istituto bancario, con relativamente
rapido esame della documentazione e dissequestro di quanto avveratosi estraneo
al procedimento: tutto questo e cioè i contenuti dei passi istruttori di
verifica e le modalità di esame conducono a considerare rispettato il principio
di proporzionalità;

 

 

 

-         
di conseguenza, in quanto ricevibile, il reclamo è respinto con la
presente decisione suscettibile di ricorso alla Camera dei ricorsi penali (art.
284 cpv. 1 lett. a CPP), con seguito di spese giudiziarie (art. 39 lett. F TG);

 

 

 

visti i citati articoli di legge,

decide:

 

 

 

1.     
In quanto ricevibile, il reclamo è respinto.

 

 

2.     
La tassa di giustizia di fr. 350.- e le spese di fr. 50.- sono a carico
del __________.

 

 

3.     
Contro la presente decisione è dato ricorso, entro dieci giorni
dall'intimazione, alla Camera dei ricorsi penali.

 

 

4.     
Intimazione:

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
 Claudio Lepori