# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9dd9b3e3-9d77-5847-9eca-86daa3135f70
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-08-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 31.08.2000 INC.2000.37706
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-37706_2000-08-31.html

## Full Text

N. 377.2000.6 L                                                         Lugano,
31 agosto 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

 

sedente per statuire sul reclamo
presentato l'8 agosto 2000 da

 

 

__________

(patrocinato dall'avv.
__________)

 

 

contro provvedimenti e omissioni
del Procuratore pubblico straordinario dott. __________ nel procedimento
pendente contro il reclamante per titolo di corruzione passiva ed altri reati,
con richiesta, oltre alla protesta di spese e ripetibili:

 

-         
di partecipazione all'assunzione di tutte le prove;

 

-         
di annullamento degli interrogatori 9 giugno, 13 giugno e 4 agosto 2000
dell'accusato;

 

-         
di completo accesso agli atti da parte del patrocinatore;

 

 

viste le osservazioni 21 agosto
2000 del magistrato inquirente;

 

 

letti ed esaminati gli atti,

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

 

1. Premessa.

 

 

Conseguentemente a segnalazione
29 maggio 2000 del Ministero pubblico della Confederazione di emergenti
concreti sospetti di comportamenti penalmente rilevanti commessi da componenti
della magistratura ticinese, con risoluzione 31 maggio 2000 il Consiglio di
Stato ha designato il dott. __________ quale Procuratore pubblico
straordinario, con competenza estesa il 4 luglio 2000 alle cause connesse, a
norma di procedura.

Esperite le informazioni
preliminari e come già preannunciato al termine del verbale di interrogatorio
del 9 giugno 2000, il magistrato inquirente il successivo 13 giugno 2000 ed in
apertura del nuovo interrogatorio di quel giorno ha formalmente promosso nei
confronti di __________ l'accusa di violazione del segreto d'ufficio (art. 320
CP). In conclusione del verbale di interrogatorio del 4 agosto 2000, nel
contempo ordinando l'arresto dell'accusato, il Procuratore pubblico
straordinario ha precisato ed esteso l'accusa nei confronti di __________ per
titolo di corruzione passiva (art. 315 CP, dal 1. maggio 2000 art. 322 quater
CP), ripetuta violazione del segreto d'ufficio (art. 320 CP), istigazione a
violazione del segreto d'ufficio (art. 320 CP, in relazione all'art. 24 CP) e
favoreggiamento (art. 305 CP). Le fattispecie, che sostanziano queste
imputazioni, verranno se del caso esaminate di seguito nel contesto
dell'apprezzamento dei motivi del gravame.

Il 5 agosto 2000 questo giudice
ha confermato il provvedimento privativo della libertà personale di __________,
poi scarcerato il 24 agosto 2000.

 

 

 

2. Interrogatori
dell'accusato.

 

 

2.1

 

A mente del reclamante, i primi
tre interrogatori dinnanzi al Procuratore pubblico straordinario sono da annullare,
in quanto non gli è stata preventivamente data notizia degli addebiti e degli
elementi a loro sostegno, con violazione dell'art. 118 cpv. 3 CPP. Anche se
nella promozione dell'accusa del 13 giugno 2000 vi è riferimento a concreta
ipotesi di reato, gli interrogatori sono poi stati più ampi ed indirizzati ad
altri reati, con le conseguenze dell'impossibilità per l'accusato di
un'adeguata difesa e di "un evidente pregiudizio, dato che nella
decisione di conferma dell'arresto si mette l'accento sulla sua reticenza".

 

 

 

 

 

 

Con le sue osservazioni, il
Procuratore pubblico straordinario contesta di aver disatteso le norme
procedurali concernenti l'interrogatorio dell'accusato, nulla imponendo di
anticipatamente comunicare tutti gli elementi a carico. Nel caso concreto
comunque __________ è stato via via confrontato con le intercettazioni
telefoniche sulle quali è stata fondata l'accusa di violazione del segreto
d'ufficio, con estensione poi - sotto la specie delle informazioni preliminari
intese ad accertare i sospetti di reato di corruzione passiva - ad altre
connesse fattispecie: su fatti precisi, l'accusato è sempre stato messo in
grado di convenientemente rispondere, sempre presente il suo difensore.

Vanno pertanto respinti il
reclamo e la richiesta di annullamento dei verbali in discorso.

 

 

2.2

 

Il gravame su questo punto -
appare irricevibile per più aspetti, in particolare essendo sicuramente tardivo
in quanto rivolto agli interrogatori rispettivamente verbali del 9 e del 13
giugno 2000, avuto riguardo al termine di legge di dieci giorni (art. 281 cpv.
1 CPP).

 

D'altro canto, anche considerando
l'interrogatorio del 4 agosto 2000, si ha che mai vennero sollevate eccezioni
riferite a mancato preciso ossequio all'art. 118 cpv. 3 CPP. In primo luogo va
rilevato che __________ fu sempre interrogato in presenza del suo
patrocinatore, con il preliminare richiamo al suo diritto di non rispondere. In
nessun verbale vi è traccia di eccezione formale come ora sollevata: neppure in
sede di udienza 5 agosto 2000 per la decisione sull'arresto, quando di contro
l'accusato ha dato atto di correttezza materiale dei verbali raccolti dal
Procuratore pubblico straordinario (inc. GIAR 377.2000.5, verbale doc. _ pag.
2):

 

"Sono
già stato interrogato in tre occasioni, sempre presente il mio patrocinatore,
dal PP Straordinario: confermo che le verbalizzazioni corrispondono a quanto da
me dichiarato",

 

da parte sua il patrocinatore
ricordando di seguito ancora che (ricorso 11 agosto 2000 alla Camera dei
ricorsi penali, pag. 4, punto 4):

 

"… nel
verbale del 4 agosto 2000 il ricorrente ha dato ampie e spontanee spiegazioni
del suo comportamento senza che il PPS gli avesse mosso contestazioni
particolari".

 

Anche le impugnative precedenti a
quella in oggetto non hanno sollevato critiche mirate a contestare la
regolarità degli interrogatori: vi si trovano solo cenni riferibili a carenze
della promozione dell'accusa, con rimando all'art. 188 

lett. b CPP, senza che ne fossero tratti motivi di precisa eccezione (v. il
ricorso 21 giugno 2000 alla Camera dei ricorsi penali, pag. 5, punto 4,
osservando che la promozione dell'accusa venne impugnata per altre ragioni; v.
anche la citazione dell'art. 188 nel reclamo 13 giugno 2000, pag. 2, punto 1
dell'inc. GIAR 377.2000.1).

 

Tenuto conto della tempestività
materiale del reclamo concernente l'interrogatorio del 4 agosto 2000, si entra
comunque nel merito, abbondanzialmente anche per quanto attiene ai primi due
verbali.

 

 

2.3

 

L'art. 118 cpv. 3 CPP impone che
all'accusato venga reso noto "il fatto che gli viene addebitato",
con riferimento alla garanzia dedotta dall'art. 6 cfr. 3 lett. a CEDU di
sollecita informazione sulla natura, ossia sulla qualifica giuridica
dell'accusa, e sulla causa degli addebiti, ossia sui fatti materiali inquisiti
(Gérard Piquerez, Procédure pénale suisse, Traité théorique et pratique, Zürich
2000, pag. 169, n. 737). Ciò non significa tuttavia anticipato integrale
dispiegamento degli elementi di prova acquisiti dall'autorità inquirente,
specie quando l'accusato è a piede libero, per l'ovvio pericolo di loro
inquinamento: sarà in corso di interrogatorio che l'accusato verrà via via
posto di fronte ai fatti con richiesta di spiegazione circostanziata (Piquerez,
loc. cit., pag. 430, n. 2051), con agire leale e corretto nel rispetto della
dignità della giustizia da parte del magistrato inquirente (Piquerez, loc.
cit., pag. 429, n. 2046 e 2047), circostanza in casu neppure posta in dubbio.

 

Ora dai contestati verbali emerge
che il Procuratore pubblico straordinario ha successivamente posto __________
di fronte a precisi fatti tali da sostanziare le accuse di poi conseguentemente
formalizzate:

 

-         
il 9 giugno 2000 sono stati chiesti in logica successione chiarimenti
sulla conoscenza e frequentazione di __________, sulla conoscenza di
__________, sul procedimento di confisca concernente quest'ultimo (in
particolare sull'apertura della cassetta presso la banca __________) e sulle
comunicazioni in proposito fatte a __________ con precisi riferimenti a
trascrizioni di conversazioni telefoniche, il tutto a sostanziare il reato di
violazione del segreto d'ufficio, ipotizzata alla conclusione di questo
interrogatorio e formalizzata il 13 giugno 2000, prima del nuovo interrogatorio
di quel giorno, essendo evidente che il rimprovero indagato concerneva la
rivelazione al __________, terzo estraneo, di conoscenze di procedimento di
confisca istituzionalmente di competenza del Presidente del Tribunale penale
cantonale giudice __________;

 

 

 

 

 

 

 

-         
il 13 giugno 2000 il reclamante è sentito quale accusato di violazione
del segreto d'ufficio, con approfondimento dello svolgimento della procedura di
confisca e delle conversazioni con __________ su particolari della stessa, con
altre contestazioni di risultanze di intercettazioni telefoniche che hanno consentito
sia di meglio sostanziare in fatto quell'accusa, sia di indagare su men che
peregrini sospetti per altri reati, chiaramente recepiti dall'interrogato
quando esclude "di avere delle aspettative e di aver ricevuto un
qualsiasi regalo sotto qualsiasi forma, denaro o altri oggetti di valore da
__________ o da altre persone in relazione a questa procedura";

 

-         
il 4 agosto 2000 l'interrogatorio ha avuto lo stesso indirizzo, con
richiesta di precisazioni attinenti alla violazione del segreto d'ufficio, attraverso
puntuale contestazione di altre e nuove emergenze, e di chiarimenti di connesse
fattispecie, che hanno portato all'estensione dell'accusa ai reati di
corruzione passiva (per le erogazioni di denaro, di dubbia limpidezza, da parte
di __________), di istigazione a violazione del segreto d'ufficio (per le
insistenti raccolte di informazioni su __________ presso funzionari) e di
favoreggiamento (per l'aiuto prestato a __________, allontanato dalla
Svizzera).

 

Si aggiunge che, se la conferma
dell'arresto del 5 agosto 2000 è stata tra altro ancorata sul pericolo di
collusione per dimostrata reticenza, ciò è derivato dalla costatazione di un
seguito di risposte di __________, a domande su concreti dettagli, dimostratesi
poi manchevoli e/o non pienamente corrispondenti alla verità (come poi meglio
comprovato nel seguito dell'istruzione formale).

 

 

 

3. Interrogatori di terzi.

 

 

3.1

 

Il reclamante lamenta che il
Procuratore pubblico straordinario ha interrogato diverse persone in assenza
sua e del suo patrocinatore, quindi in urto a quanto stabilito dagli art. 57,
60 e 62 CPP, in connessione con le corrispondenti norme della CEDU. Salvo la
comunicazione 8 agosto 2000 di esclusione per esigenze di inchiesta della
presenza di altri difensori dal previsto interrogatorio approfondito di
__________ (contrariamente al precedente invito a presenziare
all'interrogatorio del 22 giugno 2000 di questo accusato), mai vennero né
indicate né motivate le ragioni di tale indirizzo istruttorio. Chiede in
conclusione di potere con il difensore "da subito partecipare a tutti
gli interrogatori e all'assunzione delle prove".

 

 

 

 

 

 

 

Il Procuratore pubblico
straordinario obietta che l'inizio di un'inchiesta con particolari fattispecie
imponeva accentuata cautela per evitare pericolo di collusione tra reclamante e
persone coinvolte, a lui a titolo diverso vicine, donde preminenti esigenze di
inchiesta, riservate dall'art. 62 cpv. 2 CPP per escludere il difensore
dall'interrogatorio di testimoni e coaccusati. Sono per contro fuori discussione
i legittimi contatti tra i difensori per la conveniente tutela degli interessi
dei rispettivi patrocinati.

 

 

3.2

 

La vigente nostra procedura
penale si è inserita nell'evoluzione legislativa e giurisprudenziale intesa ad
ampliare le garanzie all'accusato nella partecipazione al procedimento sin
dall'istruzione formale con abbandono del segreto dell'inchiesta, ferma
restando la possibilità di ridurre i diritti della difesa solo in presenza di
pericolo di collusione (Gérard Piquerez, loc. cit., pag. 634, n. 2901).
Appunto, e come si vedrà in punto all'accesso agli atti (art. 58 cpv. 1 e 60
cpv. 2 CPP: v. sotto sub 4.2), la presenza del difensore all'interrogatorio di
altri accusati e di testimoni può essere esclusa a ragione di "contrarie
esigenze di inchiesta" (art. 62 cpv. 2 CPP), non semplicemente
astratte o ipotetiche, ma bensì concrete e preminenti (Rusca, Salmina, Verda,
Commento del Codice di Procedura Penale ticinese, Lugano 1997, pag. 110 n. 8 e
pag. 152 n. 3).

Il principale motivo che
legittima questa eccezione di legge è ovviamente il pericolo di collusione,
inteso ad evitare che l'accusato venga preventivamente a conoscenza di elementi
fattuali (anche solo con previa conoscenza di verbali: decisione 21 ottobre
1994 in re M.R., GIAR 575.94.2), così da consentirgli manovre tali da inquinare
una corretta assunzione delle prove. I diritti della difesa rimangono in ogni
caso salvaguardati da successiva conoscenza delle prove ed in particolare dei
verbali di interrogatorio, con possibilità di chiedere complementi e confronti.

 

 

3.3

 

Lo svolgimento delle informazioni
preliminari e dell'istruzione formale (si veda la registrazione della
conversazione telefonica del 20 luglio 2000 tra il reclamante e __________,
sull'urgenza di un incontro apparendo indagata anche __________) e le loro
emergenze nel periodo di carcerazione preventiva di __________ (si veda il
verbale 11 agosto 2000 di __________ e quelli successivi di suo confronto
rispettivamente con __________ e con il reclamante, dove per la prima volta sono
emerse manovre e interessamento di quest'ultimo per poter disporre di parte
della somma che non sarebbe stata confiscata a __________) consentono di avere
per dimostrato il pericolo di collusione, che ha implicitamente fondato
l'esclusione 

della difesa da determinati interrogatori. Ed ancora si può richiamare la
decisione di conferma dell'arresto del 5 agosto 2000, proprio ancorata sul
pericolo di collusione.

Non è qui stata chiesto
l'annullamento di tutti i verbali di terzi toccati dal reclamo, ma solo di
assicurata piena partecipazione all'assunzione delle prove: saranno i risvolti
dell'istruzione formale a determinarla, secondo i canoni qui riassunti,
ricordando che l'avanzare delle indagini diminuisce le esigenze di loro tutela
(__________, loc. cit., pag. 110, n. 8).

 

 

 

4. Accesso agli atti
istruttori.

 

 

4.1

 

L'8 agosto 2000 il Procuratore
pubblico straordinario ha ammesso la difesa di __________ ad un accesso
parziale agli atti istruttori, mettendo a disposizione una parte dei verbali: è
stata in particolare negata la visione di verbali e di documenti non ancora
contestati agli accusati.

 

Il reclamo contesta questa
limitazione, fondata su rischi astratti e tale da impedire una completa
valutazione dei motivi dell'arresto, in vista di eventuale ricorso.

 

Il Procuratore pubblico
straordinario, dopo aver fatto presente che altri più recenti verbali sono
stati messi a disposizione della difesa del reclamante, considera che in sede
di informazione formale la difesa non può in ogni caso avere integrale accesso
agli atti, ma solo "a scadenza delle esigenze di inchiesta",
comunque con salvaguardia del diritto al contraddittorio, eventualmente al
dibattimento.

 

 

4.2

 

L’art. 60 cpv. 2 CPP dispone che
il difensore nell’ambito della sua partecipazione all’istruttoria formale “
può sempre prendere conoscenza degli atti e dei documenti e dei documenti e
riceverne copia, ove necessario al patrocinio e salvo contrarie esigenze di
inchiesta “.

Quindi, secondo lo spirito
informatore della revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 (la
corrispondente norma era l'art. 61 c cpv. 2), di principio partecipazione e
conoscenza sono prioritari rispetto al segreto delle indagini, ammissibile solo
quando sia necessaria preminente tutela di interessi pubblici e privati, da
apprezzare nel rispetto della proporzionalità. Peraltro il 

diritto in discussione è garantito dall’art. 4 Cost. fed., in quanto corollario
del diritto di essere sentito, ritenuto che solo conoscendo gli indizi su cui
si fonda l’accusa è possibile alla difesa di prendere posizione ed
eventualmente controbatterli convenientemente: e ciò vale segnatamente in caso
di detenzione preventiva dell’accusato, come vogliono gli art. 5 § 2,3 e 4 CEDU
(v. sentenza della Camera dei ricorsi penali 21 settembre 1994 in re M. P., CRP
293/94, e riferimenti; sentenza 8 dicembre 1994 consid. 2b della I Corte di
diritto pubblico del Tribunale federale in re M. A., 1P.669/1994 e riferimenti,
in particolare DTF 119 Ia 138 consid. 2b, 115 Ia 302 consid. 5a). Se infatti la
consultazione degli atti del procedimento costituisce l’ovvia premessa del
diritto di esprimersi e di esporre le proprie ragioni, in questo contesto
l’accusato arrestato acquisisce la conoscenza degli elementi a carico
rispettivamente legittimanti la privazione della libertà e di quelli a
discarico e favorevoli alla revoca del provvedimento restrittivo, il tutto
sempre a garanzia del principio della parità delle armi (sentenza TF citata e
riferimenti, tra i quali DTF 116 Ia 300 consid. 4a, 115 Ia 303 consid. 5b),
oltre evidentemente a poter attivamente esercitare le propria difesa.

Di certo, come previsto dalla
norma in discussione e come riconosciuto dalla citata giurisprudenza (v. anche
REP 1998, pag. 328, n. 100), il diritto per l’accusato e per il suo difensore
non è assoluto, ma può essere limitato a tutela di legittimi interessi pubblici
o privati contrastanti, ritenuto in ogni modo ed in caso di arresto l’accesso
agli atti essenziali. Si aggiunge che le “ contrarie esigenze di inchiesta “,
quale eccezione al principio della piena partecipazione, potranno essere sempre
meno fatte valere nel decorso dell’istruttoria (v. sopra sub 3.3).

 

 

4.3

 

Per quanto già esposto nei
precedenti considerandi, il censurato divisamento del magistrato inquirente merita
tutela.

Egli infatti - a giusta ragione
per evitare collusione e inquinamento delle prove - non mise a disposizione i
verbali e le trascrizioni delle registrazioni telefoniche ancora da contestare
agli accusati e gli atti concernenti una rogatoria presso la competente
Autorità italiana in attesa di completazione (ed una conoscenza parziale degli
atti istruttori è ipotizzabile: v. __________, loc. cit., pag. 136, n. 15).
Sarà il divenire dell'inchiesta a consentire sempre maggiore possibilità di
accesso agli atti (come nel frattempo già avvenuto, secondo quanto indicato
nelle osservazioni del magistrato inquirente), fermo restando che l'accusato -
con la disponibilità degli atti trasmessigli l'8 agosto 2000 con la decisione
impugnata - ha avuto sufficiente conoscenza del quadro probatorio sino ad
allora acquisito, per potersi convenientemente difendersi, tanto che contrario
assunto non è stato fatto valere dinnanzi alla Camera dei ricorsi penale con il
ricorso 11 agosto 2000 contro l'arresto.

 

 

 

 

 

 

5.

 

 

Il reclamo è conseguentemente
respinto, con la presente decisione definitiva, (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP),
osservando che non vi è connessione tra l'impugnato rifiuto di totale accesso
all'incarto e contestazioni in materia di libertà personale (__________, loc.
cit., pag. 138, n.19): le spese giudiziarie seguono la soccombenza (art. 39
lett. f TG).

 

 

 

Per i quali motivi,

 

 

 

richiamati i citati articoli di
legge e gli art. 280 ss. CPP,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.     
Il reclamo è integralmente respinto.

 

 

2.     
La tassa di giustizia di fr. 350.- e le spese di fr. 20.- sono a carico
del reclamante.

 

 

3.     
La presente decisione è definitiva.

 

 

4.     
Intimazione:

-     
avv. __________, per sé e per il reclamante (con copia delle 

osservazioni
del magistrato inquirente);

-     
Procuratore pubblico straordinario dott. __________.

 

 

 

 

 

                                                                                giudice
__________