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**Case Identifier:** 7a9ec246-d117-5b41-b89d-487c58a4d4f5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-08-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.08.2010 C-6480/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6480-2009_2010-08-03.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6480/2009/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3  a g o s t o  2 0 1 0   

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Vito Valenti, Franziska Schneider, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______, 
patrocinata dall'avvocato Valentina Errico, 
via F. Petrarca 27, IT-73100 Lecce,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 31 agosto 2009).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-6480/2009

Fatti:

A.
A._______,  cittadina  italiana  nata  il  (...),  coniugata,  ha  lavorato  in 
Svizzera  come  operaia  dal  1982  al  1999,  versando  i  contributi 
obbligatori  all'assicurazione per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità 
(AVS/AI;  doc.  6).  Il  25  novembre  2008,  per  il  tramite  dell'Istituto 
nazionale  italiano  della  previdenza  sociale  (INPS),  l'assicurata  ha 
formulato all'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli  assicurati 
residenti all'estero (UAIE) una domanda di rendita d'invalidità svizzera 
(doc. 4).  

B.
Nell'ambito  dell'istruzione  della  domanda  di  rendita,  l'UAIE  ha 
acquisito, tra gli altri, i documenti seguenti: 

- il questionario per il datore di lavoro, del 9 marzo 2009 (doc. 10), dal  
quale  traspare  che  l'assicurata  è  stata  impiegata  in  Svizzera  come 
operaia  nell'industria  del  cioccolato,  dal  1°  settembre  1986  all'11 
novembre  1999,  quando  ha  cessato  la  propria  attività  dopo  avere 
disdetto il contratto di lavoro per la fine di novembre 1999 (doc. 10.1),  
eseguendo nel 1999 quarantuno ore alla settimana e percependo un 
salario di Fr. 20.77- all'ora e Fr. 14'236.-, 

-  il  questionario  per  assicurati  occupati  nell'economia  domestica, 
dell'11 marzo 1999 (doc. 11), dal quale si evince, in particolare, che 
l'economia domestica dell'assicurata si  compone di  quattro persone, 
viventi  in  uno  spazio  di  cinque  locali,  e  che  tutte  le  mansioni 
casalinghe sono svolte da membri della sua famiglia, 

-  il  questionario  per  l'assicurata,  dell'11  marzo  1999  (doc.  13),  dal 
quale risulta, sostanzialmente, che quest'ultima ha cessato la propria 
attività  d'operaia-macchinista  in  una  fabbrica  di  cioccolata  il  30 
novembre 1999, e ciò per rientrare in Italia nonché per motivi di salute,  

- un referto d'ecografia ginecologica del 18 gennaio 2007 (doc. 16), nel 
quale  è  riferito,  tra  l'altro,  che  lo  stato  dell'utero  dell'assicurata  è 
regolare,

- un referto d'isteroscopia del 15 aprile 2007 (doc. 17), facente stato, 
riassuntivamente,  della  diagnosi  di  polipo  endometriale  e  di  polipo 

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cervicale, e nel quale è menzionata la necessità di procedere ad una 
polipectomia,  

-  una  cartella  clinica  di  dimissione  del  3  maggio  2007  (doc.  18), 
relativa ad un ricovero avvenuto lo stesso giorno, nella quale è posta 
la diagnosi di spotting, di polipo endometriale e di polipo cervicale, ed 
è riportato che sono state eseguite un'isteroscopia diagnostica ed una 
polipectomia endometriale e cervicale, 

-  un referto d'analisi  otorinolaringologica del  9 luglio 2007 (doc. 19), 
facente stato di un'ipoacusia di grave entità,

- una scheda di dimissione ospedaliera del 21 luglio 2007 (doc. 20),  
relativa ad un ricovero protrattosi dal 16 al 21 luglio 2007, nella quale 
è  posta  la  diagnosi  di  tumori  maligni  del  corpo  dell'utero,  eccetto 
l'istmo,  ed  è  indicato  che  sono  state  eseguite  un'isterectomia 
addominale totale nonché la rimozione delle ovaie,

- un referto d'analisi diabetologica del 18 settembre 2008 (doc. 21), di 
difficile lettura, diagnosticante un diabete mellito di tipo II e definente 
la terapia da seguire,

- un referto oncologico del 13 ottobre 2008, relativo a delle tomografie 
computerizzate  (TC)  dell'addome  inferiore,  dell'addome  superiore  e 
del torace (doc. 24),

- un referto d'analisi diabetologica del 3 dicembre 2008 (doc. 26), di 
difficile lettura, nel quale è posta la diagnosi di diabete mellito di tipo II 
ed è descritta la terapia consigliata,

- una perizia medica particolareggiata E 213 della dott.ssa B._______, 
del  14  gennaio  2009  (doc.  27),  da  cui  risulta  che  l'assicurata,  
portatrice di  una protesi  acustica bilaterale,  lamenta vampate e  una 
facile irritabilità, e che, dal punto di vista diagnostico, soffre di esiti di  
laparoisterectomia con annessiectomia bilaterale per adenocarcinoma 
endometrioide  di  basso  grado  con  aspetti  villo-ghiandolari  e 
acantomatosi,  di  diabete  mellito  di  tipo II  e  d'ipertensione arteriosa, 
entrambi  in  trattamento,  nel  quadro  di  un'eccedenza  ponderale  e  di 
condizioni psichiche caratterizzate da note ansioso-depressive. Dalla 
perizia  si  evince  pure  che  l'assicurata  è  in  grado  di  svolgere 
regolarmente  lavori  leggeri,  senza controindicazioni,  e  di  esercitare, 

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durante due o tre ore al giorno, attività adeguate alle sue condizioni 
nonché  il  suo  ultimo  lavoro,  il  tasso  d'invalidità  essendo  valutato, 
conformemente al diritto italiano, al 60%. 

C.
L'UAIE  ha  quindi  sottoposto  la  documentazione  raccolta  per 
apprezzamento  al  proprio  servizio  medico,  nella  persona  del  dott. 
C._______, il quale, nel suo rapporto finale del 25 maggio 2009 (doc.  
29),  ha  formulato  la  diagnosi  di  esiti  di  laparoisterectomia  con 
annessiectomia bilaterale per adenocarcinoma endometrioide di basso 
grado con aspetti villo-ghiandolari, d'obesità e di diabete mellito di tipo 
II,  e  ha  stabilito  che  non  sussiste  alcuna  incapacità  lavorativa  per 
l'attività abituale dell'assicurata, né per le mansioni domestiche o per 
altre attività a lei confacenti.   

Il 28 maggio 2009 l'UAIE ha approntato un progetto di decisione (doc. 
30),  con  il  quale  ha  preannunciato  all'assicurata  il  rigetto  della  sua 
domanda d'invalidità,  invitandola nel  contempo a formulare eventuali 
osservazioni entro un termine di trenta giorni. 

Con  lettera  del  16  giugno  2009  (doc.  33),  rappresentata  dall'Ente 
nazionale  confederale  italiano  di  assistenza  ai  lavoratori  (ENCAL), 
l'assicurata si è opposta al progetto di decisione, rilevando la gravità  
delle  affezioni  di  cui  soffre,  ed  ha  esibito  due  referti  d'analisi  del 
sangue e delle urine (doc. 31 e 32). 

Il dott. C._______ si è pronunciato su questi due referti con presa di 
posizione del  26 agosto  2009 (doc. 35),  sottolineando che essi  non 
modificano  il  quadro  diagnostico  e  che,  per  questo  motivo, 
l'apprezzamento del caso rimane invariato. 

Il  31  agosto  2009  l'UAIE ha  così  emanato  una  decisione (doc. 36), 
mediante  la  quale  ha  respinto  la  domanda  di  rendita  presentata 
dall'assicurata il 25 novembre 2008. 

D.
Contro questa decisione, patrocinata dall'avvocata Errico, l'assicurata 
ha inoltrato  ricorso al  Tribunale  amministrativo  federale  il  10  ottobre 
2009, chiedendo, a titolo principale, che le sia accordata una rendita 
sulla base di un grado d'invalidità pari o superiore al 70%, ovvero, in 
via subordinata, pari o superiore al 40%, a far tempo dalla domanda o 

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dalla data che sarà accertata, e ha prodotto diversa documentazione 
medica,  già  agli  atti,  salvo  un  certificato  del  3  novembre  2008,  di 
difficile lettura, facente stato, in particolare, di un diabete mellito di tipo 
II, di problemi all'udito, d'adiposità e d'ipertensione. 

Il  dott.  D._______,  medico  dell'UAIE,  ha  preso  posizione  su  questo 
certificato  il  15  dicembre  2009  (doc. 38),  affermando che  esso  non 
presenta  nuovi  elementi  diagnostici  e  che,  di  conseguenza,  la 
valutazione del caso non cambia. 

L'UAIE ha risposto  al  ricorso il  6  gennaio 2010,  postulando che sia 
respinto e che la decisione impugnata sia confermata. 

La risposta dell'UAIE è stata notificata alla ricorrente, la quale non ha 
replicato. 

E.
Con  decisione  incidentale  del  23  marzo  2010,  questo  Tribunale  ha 
invitato  la  ricorrente  a  versare  un anticipo equivalente  alle  presunte 
spese processuali. Il relativo pagamento è stato effettuato il 19 aprile 
2010. 

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla  
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20). 

Di  conseguenza,  questo  Tribunale  è  competente  a  giudicare  il 
presente ricorso. 

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1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali  (LPGA, RS 830.1). In conformità 
con l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono applicabili  
alle assicurazioni sociali  disciplinate dalla legislazione federale, se e 
per  quanto  le  singole  leggi  sulle  assicurazioni  sociali  lo  prevedano. 
Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili  
all'assicurazione per  l'invalidità  (art.  1a-26bis e  28-70),  sempreché la 
LAI non deroghi alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi,  
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti  
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art.  
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso  è  ammissibile  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente  e  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge  (art.  59  e  60  LPGA,  nonché  l'art.  52  cpv. 1  PA),  e  visto  che 
l'anticipo relativo alle spese processuali,  è  stato versato nel  termine 
impartito.  

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 

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normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di trattamento tra i cittadini di uno Stato membro della Comunità 
europea,  ivi  risiedenti,  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  2  e  3  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente  procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  italiano  che  risiede 
nell'Unione europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del 
Consiglio del 14 giugno 1971 e (CEE) n° 574/72 del Consiglio del 21 
marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). 

4.
La ricorrente contesta la  validità  materiale della decisione dell'UAIE, 

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chiedendo,  implicitamente,  che  le  sia  riconosciuto  il  diritto  ad  una 
rendita intera d'invalidità o, a titolo sussidiario, di grado inferiore.  

5.
Secondo  le  norme  applicabili,  per  avere  diritto  ad  una  rendita 
dell'assicurazione  per  l'invalidità  svizzera,  un  cittadino  italiano  deve 
adempiere, cumulativamente, le seguenti condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera;

-  avere versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera durante  almeno 3 anni 
(art. 36 cpv. 1 LAI). A tale fine è possibile prendere in considerazione 
anche i contributi versati ad un'assicurazione sociale assimilata di uno 
Stato membro dell'Unione europea (UE) o dell'Associazione europea 
di  libero  scambio  (AELS),  a  condizione  che  almeno  un  anno  di 
contributi  sia registrato all'AVS/AI svizzera (FF 2005 p. 4065; art. 45 
del Regolamento CEE n° 1408/71).

In concreto, è pacifico che la ricorrente adempie la condizione della 
durata  minima  di  contribuzione,  alla  quale  la  legge  subordina 
l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalida ai 
sensi di legge.

6.

6.1 In base all'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità 
al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga 
durata.  L'art.  4  cpv.  1  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere 
conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2 
della  stessa norma stabilisce che l'invalidità  è considerata insorgere 
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

6.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno il  40% (art.  28  cpv. 2  LAI).   In 
seguito all'entrata in vigore dell'ALC, la limitazione prevista dall'art. 29 
cpv. 4 LAI, secondo il quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore  
al 50% sono versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano 
abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando 
l'assicurato è cittadino svizzero o dell'UE e vi risiede.

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6.3 L'art.  28  cpv. 1  LAI  stabilisce  che  l'assicurato  ha diritto  ad  una 
rendita alle seguenti condizioni: (a) la sua capacità di guadagno o la 
sua  capacità  di  svolgere  le  mansioni  consuete  non  può  essere 
ristabilita,  mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti 
d'integrazione ragionevolmente esigibili; (b) ha avuto un'incapacità di 
lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza 
notevole interruzione; e (c) al termine di questo anno è invalido almeno 
al 40%. Tuttavia, il diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi 
dalla  data  in  cui  l'assicurato  ha  rivendicato  il  diritto  alle  prestazioni  
conformemente all'articolo 29 cpv. 1 LPGA, ma al più presto a partire 
dal mese seguente il compimento dei 18 anni (art. 29 cpv. 1 LAI). 

6.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno  è  definita  all'art.  7  cpv. 1  LPGA e  consiste  nella  perdita, 
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

6.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è  
di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 
1b). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28a cpv. 1 
LAI,  per  valutare  il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato 
potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da 
lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti 
d'integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato 
del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere 
se non fosse diventato invalido. In altri termini, l'assicurazione svizzera 
per l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da 
un danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia  o infortunio, 
non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità  lavorativa  (metodo 

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generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30; Pratique VSI 2000 p. 
84). La documentazione medica costituisce un importante elemento di 
giudizio  per  determinare  quali  lavori  siano  ancora  ragionevolmente 
esigibili  dall'assicurato, ma non spetta al  medico graduare l'invalidità 
dell'assicurato (DTF 114 V 314).

6.6 Occorre precisare che l'invalidità dell'assicurato che non esercita 
un'attività lucrativa, ma svolge le mansioni consuete, e dal quale non 
si può ragionevolmente esigere che intraprenda un'attività lucrativa, è 
determinata, in deroga all'art. 16 LPGA, in funzione dell'incapacità di 
svolgere le mansioni consuete (art. 5 e 28 cpv. 2bis LAI e art. 8 cpv. 3  
LPGA;  metodo  specifico).  L'art.  27  OAI  precisa  che,  per  mansioni 
consuete  di  una  persona  senza  attività  lucrativa  occupata 
nell'economia  domestica,  s'intendono  gli  usuali  lavori  domestici, 
l'educazione dei figli nonché le attività artistiche e di pubblica utilità. 

Per quanto riguarda la scelta del metodo di valutazione dell'invalidità 
di una persona assicurata che non esercita più un'attività lucrativa, si 
deve verificare  quale  sarebbe stata  l'attività  esercitata  se  non fosse 
subentrata  l'invalidità. In  altre  parole,  lo  statuto  dell'assicurato  viene 
determinato  valutando  se  lo  stesso,  da  sano,  quindi  se  non  fosse 
subentrato  il  danno  alla  salute,  avrebbe  consacrato  l'essenziale  del 
suo lavoro all'economia domestica o ad un'occupazione remunerata, e 
questo  tenendo  conto  dell'evoluzione  della  situazione  fino 
all'emanazione  della  decisione  impugnata.  L'ipotetica  ripresa  di 
un'attività lucrativa va ammessa dove tale eventualità si presenti alla 
luce della situazione personale, familiare, sociale ed economica, con 
un grado di verosimiglianza preponderante (DTF 133 V 504 consid.3.3, 
125 V 150 consid. 2c e 117 V 194 consid. 3b).

7.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti  
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 

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probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti  
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di  
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

8.

8.1 In  concreto,  la  ricorrente  ha cessato  di  lavorare  in  Svizzera  nel  
novembre 1999 e, da allora, non ha più cercato di reinserirsi  in una 
nuova attività. Ora, benché la ricorrente menzioni quale motivo della 
cessazione  della  sua  attività  oltre  che  il  rimpatrio  anche  ragioni  di 
salute,  risulta  dal  questionario  compilato  dall'ultimo  datore  di  lavoro 
(doc.  10),  che  durante  il  periodo  di  attività  protrattosi  dal  1986  al  
novembre 1999,  non erano stati  rilevati  problemi  di  salute  e  che,  in 
particolare  nel  corso  degli  anni  1997  –  1999,  non  erano  state 
registrate assenze per malattia. D'altronde l'assicurata ha presentato 
la domanda di rendita dell'AI svizzera solo alla fine del 2008. 

La questione se l'eventuale incapacità al lavoro debba essere valutata 
quale  casalinga  (metodo  specifico)  o  quale  persona  esercitante 
un'attività  lucrativa  (metodo generale),  può  tuttavia  restare  indecisa, 
come si vedrà nei considerandi che seguono.

8.2 Dalla documentazione medica all'incarto  e,  principalmente,  dalla 
perizia  medica  particolareggiata  E  213  della  dott.ssa  B._______, 
medico dell'INPS, del 14 gennaio 2009 (doc. 27), e dal rapporto finale 
del dott. C._______, medico dell'UAIE, del 25 maggio 2009 (doc. 29),  
si evince la diagnosi di esiti di laparoisterectomia con annessiectomia 
bilaterale  per  adenocarcinoma  endometrioide  di  basso  grado  con 
aspetti villo-ghiandolari, d'obesità e di diabete mellito di tipo II.

Questa diagnosi è univoca agli atti  e non contestata dalla ricorrente, 
quindi il collegio giudicante non ha motivi per scostarsene. 

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8.3 Per costante giurisprudenza, le affezioni appena menzionate sono 
di carattere labile, ossia suscettibili di migliorare o di peggiorare. Così,  
nell'assenza  di  uno  stato  di  salute  sufficientemente  stabilizzato,  il  
ricorrente potrebbe pretendere una rendita dell'assicurazione svizzera 
per l'invalidità solo a partire dal momento in cui abbia subito, senza 
interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa  di  almeno  il  40% 
durante un anno (art. 28 cpv. 1 lett. b LAI) e, al termine di questo anno, 
sia invalido almeno al 40% (art. 28 cpv. 1 lett. c LAI). 

9.

9.1 Rispetto all'influenza delle dette affezioni sulla capacità lavorativa, 
nella perizia E 213 è riportato un grado d'invalidità generale del 60%. 
La dott.ssa B._______ ha affermato, da un lato, che la ricorrente è in  
grado di svolgere regolarmente lavori leggeri, senza controindicazioni, 
e,  dall'altro  lato,  che  l'esercizio  di  attività  adeguate,  come  pure 
dell'ultimo  lavoro,  può  avvenire  solamente  durante  due  o  tre  ore  al 
giorno. 

9.2 Dal canto suo, il dott. C._______ ha considerato, nel suo rapporto 
finale, che non sussiste alcuna incapacità lavorativa per l'ultima attività 
esercitata dalla ricorrente, né per le mansioni domestiche o per altri  
lavori a lei confacenti. Il medico dell'UAIE si è riferito espressamente al  
referto oncologico del 13 ottobre 2008, relativo a delle TC dell'addome 
inferiore, dell'addome superiore e del torace (doc. 24), per sottolineare 
che non sono stati evidenziati segni di  recidiva tumorale, come pure 
alla  perizia  E  213,  per  rilevare  che  la  ricorrente  si  lamenta, 
soggettivamente,  di  vampate  e  di  una  facile  irritabilità,  mentre,  dal 
punto di vista oggettivo, è ora affetta essenzialmente da obesità, “sans 
signes ou symptômes invalidants que ce soit  de sa maladie ou des  
suites opératoires”.  

Questa  valutazione  del  caso  è  stata  confermata,  nel  quadro  della 
presente  procedura,  pure  da  un  altro  medico  dell'UAIE,  il  dott. 
D._______, mediante presa di posizione del 15 dicembre 2009 (doc. 
38), il quale osserva che anche la documentazione esibita in sede di  
ricorso, peraltro in gran parte già agli atti, non apporta alcun elemento 
che influisca sulla capacità di lavoro dell'assicurata.

9.3 Occorre  rilevare  che  sia  il  diabete  che  l'ipertensione  arteriosa 
sono dovutamente trattati farmacologicamente, come menzionato nella 
perizia  E  213,  e  che  il  medico  dell'INPS  ha  rilevato  un'eccedenza 

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ponderale,  ma  nessun  elemento  patologico  per  quanto  concerne 
l'apparato  locomotorio  ed  osteoarticolare  (colonna  vertebrale,  arti 
superiori  ed  inferiori)  e  l'apparato  respiratorio.  I  movimenti  (forza  e 
tono muscolare) come pure l'andatura sono stati ritenuti nella norma. 
L'addome è descritto  globoso per adipe con cicatrice di  Pfannestiel,  
trattabile  e  non  dolente.  Dal  punto  di  vista  psichico,  sono  state 
evidenziate unicamente delle note ansioso-depressive. In particolare, 
per  quanto  concerne  l'apparato  cardiocircolatorio,  non  viene  riferito 
alcun  indizio  inquietante  e  la  visita  cardiologica  con 
elettrocardiogramma, effettuata durante il ricovero nel luglio 2007, ha 
permesso  di  escludere  segni  di  scompenso  e  di  insufficienza 
coronarica  acuta. A carico di  tutti  gli  altri  organi  o apparati,  escluso 
l'udito,  la  ricorrente  essendo  portatrice  di  protesi,  non  risultano 
patologie invalidanti. Inoltre, a proposito delle note ansioso-depressive, 
menzionate  unicamente  dalla  dott.ssa  B._______  senza  neppure 
essere state riprese nella diagnosi formulata in conclusione, il collegio 
giudicante  considera  che  esse,  anche  se  presenti,  in  assenza  di 
qualsivoglia precisazione ed indicazione di  un'eventuale terapia,  non 
possono essere  ritenute  tali  da  esplicare  un'influenza sulla  capacità 
lavorativa della ricorrente. 

Viste le considerazioni che precedono, e tenuto conto in special modo 
del  fatto  che fino  ad  oggi  non vi  è  stata  alcuna  recidiva  dei  tumori  
dell'utero asportati, il collegio giudicante è dell'avviso che la ricorrente 
non presenta,  come stabilito  dai  medici  dell'UAIE,  alcuna incapacità 
lavorativa per l'ultima attività lucrativa da lei svolta, né per le mansioni 
domestiche o per altre attività a lei confacenti, per cui non ha diritto ad 
una  rendita  d'invalidità  svizzera  e  la  sua  domanda  deve  essere 
respinta.

10.
È vero  che  l'interessata,  nell'apposito  questionario  per  gli  assicurati 
occupati  nell'economia  domestica  (doc.  10),  ha  affermato  di  non 
essere  in  grado di  svolgere praticamente  nessun lavoro  di  casa. Le 
risultanze mediche agli  atti  smentiscono però tale affermazione,  che 
riflette unicamente la posizione soggettiva dell'interessata.

È  necessario  a  questo  punto  ricordare  che,  secondo  un  principio 
generale  del  diritto  delle  assicurazioni  sociali,  ogni  assicurato  ha 
l'obbligo di ridurre il  danno conseguente alla sua invalidità (sentenza 
del  Tribunale  federale I  147/01 del  9  maggio  2001; DTF 123 V 230 

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consid.  3c  e  DTF  117  V  275  consid.  2b).  In  virtù  di  tale  obbligo, 
l'assicurato  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  ragionevolmente 
esigibile  per  ovviare  nel  modo  migliore  possibile  alle  conseguenza 
della sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la sua residua 
capacità lavorativa, se necessario in una nuova professione (sentenza 
del  Tribunale  federale  I  543/03  del  27  agosto  2004;  DTF  113  V  22 
consid.  4a).  In  virtù  di  tale  obbligo,  anche  le  persone  occupate 
nell'economia domestica devono contribuire, di loro propria iniziativa e 
in  misura  ragionevolmente  esigibile,  al  miglioramento  della  loro 
capacità al lavoro, segnatamente ripartendo meglio le incombenze e in 
generale  ricorrendo  all'aiuto  dei  famigliari  che,  nell'ambito  della 
valutazione dell'invalidità nelle attività abituali, va al di là di ciò che ci  
si può attendere da questi se la persona assicurata non fosse invalida 
(DTF 130 V 97 consid. 3.3.3 e giurisprudenza ivi citata).

11.
Di  conseguenza,  considerato  quanto  sopra  esposto,  la  decisione 
impugnata  del  31  agosto  2009  deve essere  confermata  e  il  ricorso 
respinto.

12.
Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola messe 
a  carico  della  parte  soccombente.  In  concreto,  visto  l'esito  della 
procedura, le spese processuali sono poste a carico della ricorrente e 
compensate con l'anticipo dello stesso ammontare, versato il 19 aprile 
2010. 

In conformità con l'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il 
ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità 
per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato 
(spese ripetibili). Considerato l'esito della procedura, non si assegnano 
alla ricorrente indennità per spese ripetibili. 

Per quanto concerne l'UAIE, le autorità federali  non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del Regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al  
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le  spese  processuali  sono  poste  a  carico  della  ricorrente  e 
compensate con l'anticipo versato il 19 aprile 2010. 

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili. 

4.
Comunicazione: 

- alla rappresentante della ricorrente (Raccomandata/AR);
- all'autorità inferiore (n. di rif. ...; Raccomandata);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata).  

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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