# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a8ac9482-9dc8-52fb-b634-7e19b5c1edb9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-07-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 18.07.1997 11.1997.105
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1997-105_1997-07-18.html

## Full Text

Incarto n.

  11.97.00105

  	
  Lugano

  18 luglio 1997/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Romanzini,
  vicecancelliere

  

 

 

sedente
per statuire sull’istanza di interpretazione 17 giugno 1997 presentata da 

 

 

	
   

  	
  __________
  -__________ __________, __________ 

  (patrocinato
  dall’avv. __________ __________ __________, __________)

   

  
	
   

  	
   

  	 

relativa
alla sentenza emessa da questa Camera il 20 maggio 1997
(__________.__________.__________) nella causa di divorzio che l’ha opposto a

 

 

	
   

  	
  __________
  __________, nata __________, __________ 

  (patrocinata
  dall’avv. __________ __________, __________);

   

   

  

esaminati gli atti

 

posti i seguenti

 

punti di
questione:     1.   Se dev’essere accolta l’istanza di interpretazione
presentata da __________ -__________ __________;

 

                                         2.
  Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che con sentenza del 20
maggio 1997 la I Camera civile di appello ha obbligato __________ -__________
__________, in parziale riforma della decisione emessa il 6 maggio 1996 dal
Pretore della giurisdizione di Locarno-Campagna, a versare alla moglie
__________ una pensione alimentare di fr. 705.– mensili sulla base dell’art.
152 CC;

 

                                         che il 17 giugno 1997
__________ __________ __________ ha presentato alla Camera un’istanza di
interpretazione in cui fa valere un errore di calcolo, essendo stato fissato il
fabbisogno minimo della moglie in fr. 2’700.– dal 1° giugno 1997 (sentenza,
pag. 10 consid. 8a in fondo), mentre tale fabbisogno ammonterebbe a fr.
2’530.–, di modo che la pensione alimentare sarebbe di fr. 535.– mensili;

 

                                         che __________ __________
non ha formulato osservazioni;

 

 

considerando

 

in diritto:                        che a norma dell’art. 339
cpv. 1 CPC la correzione di una sentenza, se si tratta di errori materiali
nella redazione o di semplice errori di calcolo, anche nei dispositivi, va
richiesta in via di interpretazione;

 

                                         che l’istanza di
__________ -__________ __________ riguarda un asserito errore di calcolo
relativo al fabbisogno minimo della moglie;

 

                                         che tuttavia,
contrariamente all’opinione dell’istante, la locazione di fr. 850.– mensili non
deve essere aggiunta al fabbisogno della moglie fino al 31 maggio 1997, maggiorato
del 20% (fr. 1’680.–);

 

                                         che
infatti il fabbisogno minimo calcolato dal Pretore, non contestato, aumentato
della locazione di fr. 850.– e del supplemento del 20%, ammonta a fr. 2’700.–
(fr. 1’400.– + fr. 850.– + fr. 450.–), onde l’inconsistenza del preteso errore;

 

                                         che, invero, un errore di
calcolo si ravvisa in merito alla possibilità per l’istante di far fronte al
contributo (sentenza, consid. 9), poiché allo stesso rimane un’eccedenza di fr.
1’320.– (e non di fr. 1’490.–), ciò che tuttavia non ha alcuna incidenza
sull’esito dell’appello;

 

                                         che l’istanza di
interpretazione presentata da __________ -__________ __________ risulta quindi
infondata;

 

                                         che per quanto concerne
gli oneri dell’attuale giudizio appare equo – viste le circostanze del caso –
esentare l’istante da tasse e spese, ancorché risulti soccombente, mentre non
si giustifica di assegnare ripetibili alla controparte, che ha rinunciato a formulare
osservazioni;

 

per questi motivi,

 

 

pronuncia:              1.   L’istanza di interpretazione è
respinta.

 

                                   2.   Non si riscuotono
tasse e spese né si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione a:

                                         – avv. __________
__________ __________, __________;

                                         – avv. __________
__________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Campagna.

 

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario