# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cf819116-f58d-5596-90e6-6514ec93cb2a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-09-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.09.2014 39.2014.3
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_39-2014-3_2014-09-22.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  39.2014.3

   

  MP/RS

  	
  Lugano

  22 settembre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Massimo Piemontesi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 marzo 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 10 febbraio 2014 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale per gli assegni familiari, 6501 Bellinzona
  

   

   

  in materia di assegni di famiglia

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   La Cassa cantonale per gli assegni familiari (in seguito: la Cassa), con decisione su reclamo del 10 febbraio 2014, ha confermato il proprio provvedimento del 26 novembre 2013
(cfr. doc. 12), con cui ha ordinato a RI 1 di restituire l’importo di fr. 11'549.--
a titolo di assegni integrativi percepiti a torto dal 1° gennaio 2010 al 31
maggio 2012 (cfr. doc. IV 1).

                                         In particolare
l’amministrazione, nella decisione su reclamo, ha indicato di avere ricalcolato
le prestazioni effettivamente spettanti all’assicurata, in quanto dalle
decisioni di tassazione sono emersi dei redditi da attività indipendenti di fr.
30'000.-- per il 2010, di fr. 36'000.-- per il 2011 e di fr. 40'000.-- per il
2012 (cfr. doc. IV 1 pag. 3). 

 

                               1.2.   Contro la decisione su
reclamo del 10 febbraio 2014 l’assicurata, ha inoltrato un tempestivo ricorso
al TCA, nel quale ha chiesto l’annullamento della stessa (cfr. doc. I).

 

                                         A sostegno della propria
pretesa ricorsuale la ricorrente osserva innanzitutto che ogni anno, al momento
di stabilire l’importo dell’assegno integrativo, l’amministrazione aveva a
disposizione le informazioni necessarie per risalire al suo reddito da indipendente,
ovvero, i bilanci dell’anno passato, i dati bancari e le informazioni relative
alle pratiche per l’ottenimento dei sussidi della Cassa Malati comprensive
delle decisioni fiscali dell’anno precedente.

                                         RI 1 sostiene inoltre che la Cassa controllava annualmente i suoi dati e procedeva ai correttivi degli assegni integrativi
di sua spettanza, i quali, di anno in anno potevano aumentare o diminuire.
Pertanto, ella contesta che l’amministrazione abbia fondato le decisioni riguardanti
gli assegni integrativi per il 2010, 2011 e 2012, sui redditi provvisori da
attività indipendente da lei annunciati, senza confrontarli con i dati dei
redditi effettivamente conseguiti che alla fine di ogni anno le venivano
forniti dalla Cassa Malati.

Inoltre, per quanto concerne le
decisioni di tassazione del 2010, 2011 e 2012, sulle quali l’amministrazione ha
fondato la sua richiesta di restituzione, RI 1 sostiene di non averle mai
contestate non avendo compreso i calcoli con cui l’amministrazione fiscale ha
stabilito i redditi da attività indipendente.

Infine la ricorrente asserisce che
l’amministrazione non le avrebbe mai chiesto di fornirle le decisioni di
tassazione non appena le stesse le venivano notificate (cfr. doc. I).

 

                               1.3.   La Cassa, in risposta, ha chiesto la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà,
per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. VI).

 

                               1.4.   Il TCA, il 23 luglio 2014 ha chiesto alla parte resistente di fornirgli le decisioni di tassazione di RI 1 del 2010, del
2011 e del 2012 menzionate nella decisione su reclamo del 10 febbraio 2014
(cfr. doc. VIII). 

 

                                         La Cassa, in data 24 luglio 2014 ha trasmesso al TCA i documenti relativi agli elementi della
tassazione per gli anni 2010, 2011 e 2012 (cfr. doc. IX + IX bis)

 

                               1.5.   La ricorrente, alla quale i
doc. IX + IX bis sono stati inviati per conoscenza con facoltà di presentare
osservazioni scritte (cfr. doc. X), ha inviato a questo Tribunale le decisioni
di tassazione federali e cantonali relative agli anni 2009 - 2012, comprensive
della documentazione contabile del suo studio di massaggi (cfr. doc.XI + A1-8).

                                      

                               1.6.   I doc. XI + A1-8 sono stati
trasmessi per conoscenza alla Cassa (cfr. doc. XII).

                                         

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011;
STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF
H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003;
STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H
220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in
RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98
del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Il TCA è chiamato a stabilire
se l’assicurata deve o meno restituire l’ammontare di fr. 11'549.--,
corrispondenti ad assegni familiari integrativi percepiti dal 1° gennaio 2010
al 31 maggio 2012.

                                      

                                         Più precisamente andrà
verificato se rettamente oppure no la Cassa ha rivisto il calcolo dell’assegno
integrativo facendo capo ai dati emergenti dalle decisioni di tassazione
relative agli anni 2010, 2011 e 2012.

 

                                         L’assegno integrativo è
regolato dagli art. 47 segg. della Legge sugli assegni di famiglia (Laf) del 18
dicembre 2008.

 

                                         L’art. 47 Laf stabilisce
come segue le condizioni per potere beneficiare dell'assegno integrativo: 

 

" Richiamata
 la Laps, il genitore ha diritto all’assegno, per il figlio, se
cumulativamente:

 

a)    è domiciliato
nel cantone al momento della richiesta;

b)    coabita, anche
soltanto in forma parziale, con il figlio;

c)    ha il domicilio
nel Cantone da almeno tre anni. (cpv. 1)

Se entrambi i genitori coabitano con il
figlio, il diritto all’assegno spetta alla madre o al padre. (cpv. 2)”

 

                                         Ai sensi, poi, dell’art.
49 Laf, relativo all’importo massimo dell’assegno:

 

" L’importo
massimo dell’assegno corrisponde alle soglie di intervento per i figli definite
dalla Laps. (cpv. 1)

Dall’importo erogabile vanno dedotti gli
eventuali assegni per figli e di formazione. (cpv. 2)."

                                      

                                         Dal tenore di queste norme
legali, risulta che la Laf, per il calcolo dell’assegno integrativo, come pure
per quello di prima infanzia, rinvia alla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps).

 

                               2.3.   Il titolare ha diritto alle
prestazioni sociali di complemento armonizzate fino a quando la somma fra il
reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento, le riduzioni dei
premi nell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, di cui
beneficiano le persone facenti parte della sua unità di riferimento, e le
prestazioni sociali di complemento di cui essa beneficia non raggiunge la
soglia di intervento (art. 11 cpv. 1 Laps). 

                                         Se, nell’ambito della
medesima prestazione sociale, la somma delle prestazioni di cui potrebbero
beneficiare i singoli membri dell’unità di riferimento che ne hanno fatto
richiesta supera la soglia d’intervento, ad ogni membro spetta una quota
proporzionale (art. 11 cpv. 2 Laps).

 

                                         Il reddito disponibile
residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la
somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento
(art. 5 Laps).

                                                      Esso
viene determinato tenendo conto della situazione finanziaria dell’unità di
riferimento esistente al momento del deposito della richiesta. Il regolamento
definisce e disciplina i casi particolari (art. 10a Laps).

 

                                         L'art. 6 Laps regolamenta
il reddito computabile:

 

" Il reddito
computabile è costituito dai seguenti redditi: 

a) i redditi ai
sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad
esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38
cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

b) ... 

c) ... 

d) i proventi
ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari
all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità; 

e) tutte le
rendite riconosciute ai sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione
militare federale del 19 giugno 1992; 

f) 1/15 della sostanza netta, nella misura in cui supera CHF 100'000

                                                                               per
l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, CHF 10'000.- per una
persona sola, CHF 20'000 per una coppia (coniugi o partner registrati o
conviventi) e CHF 2'000.- per ogni figlio minorenne o maggiorenne non
economicamente indipendente facente parte dell’unità di riferimento.” 

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di
sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato. 

Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della
presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i
redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

      

                                         La spesa computabile è,
invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per
l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi dell'art. 8 Laps:

 

" La spesa
vincolata è costituita dalle seguenti spese: 

a) le spese ai
sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle persone con
attività lucrativa salariata;

b) gli interessi
maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1
lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT; 

e) i versamenti,
premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di
cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT; 

f) i versamenti,
premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute
della previdenza individuale vincolata di cui 

    all’art. 32
cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano 

    un’attività
lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate
obbligatoriamente al secondo pilastro; 

g)            i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria
contro le malattie 

                                                                               vigenti
al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento
dell’importo del premio medio di riferimento; 

h) i premi per
l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di
infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;

i)  ... 

j)  …

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti
di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi: 

a) per le spese
e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei
redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000
fr.; 

b) per i debiti
derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli
interessi. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 9 Laps riguarda la
spesa per l'alloggio:

 

" La spesa
per l’alloggio è computata fino ad un massimo di: 

a) per le persone unità               importo riconosciuto dalla
legislazione

    di riferimento composte         sulle prestazioni
complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI per la persona
sola

  

      b) per le unità di                      importo riconosciuto
dalla legislazione

                                                     riferimento
composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da due
persone:  all'AVS/AI per i coniugi

 

      c)                                            per le unità di
     importo riconosciuto dalla legislazione

                                                    riferimento
composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più di due
persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato 

                                                   del 20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive
con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la
quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 5 cpv. 1 lett. b
cifra 2 della Legge federale sulle prestazioni complementari (vLPC), in vigore
fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che i cantoni stabiliscono l'importo delle
spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°
gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--
per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle
prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo
concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI
del 20 dicembre 2005).

                                         Secondo l'art. 2 della
legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo
massimo.

 

                                         Il 1° gennaio 2008 è entrata
in vigore la nuova Legge federale sulle prestazioni complementari
all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPC). L’art.
10 cpv. 1 lett. b LPC prevede che l’importo massimo annuo riconosciuto delle
spese per pigione è di fr. 13'200.-- per le persone sole (cifra 1) e di fr.
15'000.-- per coniugi e le persone con orfani che hanno diritto a una rendita o
con figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o dell’AI (cifra
2).

 

                                         Infine l'art. 10 cpv. 1
Laps precisa a cosa equivale la soglia di intervento:

 

" La soglia
d’intervento corrisponde alla somma di: 

a) per il titolare               importo
corrispondente al limite minimo

    del diritto:                   previsto
dalla legislazione sulle 

                                                     prestazioni
complementari all'AVS/AI per la

                                                     persona sola

 

      b) per la prima perso-             importo corrispondente
alla metà del limite

                                        na supplementare            minimo
previsto dalla legislazione sulle

                                        dell'unità di riferi-              prestazioni
complementari all'AVS/AI per la

                                        mento   persona sola

 

 

 c)  per la seconda e       importo corrispondente al limite minimo

                                        la terza persona               previsto
dalla legislazione sulle 

                                        supplementare                 prestazioni
complementari all'AVS/AI 

                                        dell'unità di riferi-              per
il primo figlio

                                        mento:  

 

 d)  per la quarta e la       importo corrispondente al limite
minimo

                                        quinta persona                 previsto
dalla legislazione sulle

                                        supplementare                 prestazioni
complementari all'AVS/AI

                                        dell'unità di riferi-              per
il terzo figlio

                                        mento:  

 e)  per la sesta e ogni     importo corrispondente al limite
minimo

                                        ulteriore persona              previsto
dalla legislazione sulle

                                        supplementare                 prestazioni
complementari all'AVS/AI

                                        dell'unità di riferi-              per
il quinto figlio"

                                        mento:  

 

                                         L’art. 10 cpv. 2 Laps, in
vigore dal 1° gennaio 2008, prevede che per limiti minimi secondo la legislazione
sulle prestazioni complementari all’AVS/AI si intende fr. 16’540.-- con
riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. a), fr. 8'270.-- con riferimento all’art.
10 cpv. 1 lett. b), fr. 8'680.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. c),
fr. 5'787.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. d) e fr. 2'893.-- con
riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. e) (cfr. BU 6/2008 del 15 febbraio 2008
pag. 110).

 

                                         Ai sensi dell’art. 10 cpv.
3 Laps i limiti dell’art. 10 cpv. 2 vengono adeguati contemporaneamente ai limiti
della legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI e nella misura
dell’incremento deciso dall’autorità federale per le prestazioni complementari
all’AVS/AI.

 

                                         Per l’anno
2009 gli importi menzionati sopra sono stati aumentati a fr. 17’069.-- con
riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. a), fr. 8’534.-- con riferimento all’art.
10 cpv. 1 lett. b), fr. 8'955.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. c),
fr. 5’970.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. d) e fr. 2’985.-- con
riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. e) (cfr. FU 25/2009 del 31 marzo 2009 pag.
2383).

 

                                         Dal 1° gennaio 2013 la
soglia di intervento corrisponde alla somma di:

 

" -   per il
titolare del diritto, l’importo corrisponde, per la persona sola, a 

    fr. 17'368.-;

 

-   per la prima
persona supplementare dell’unità di riferimento, l’importo corrisponde alla
metà del limite della persona sola, ossia fr. 8'684.-;

 

-   per la seconda
e per la terza persona supplementare dell’unità di riferimento, l’importo
corrisponde a fr. 9'112.- ciascuna;

-   per la quarta
e per la quinta persona supplementare dell’unità di riferimento, l’importo
corrisponde a fr. 6’074.- ciascuna;

 

-   per la sesta e
ogni ulteriore persona supplementare dell’unità di riferimento, l’importo
corrisponde a fr. 3’037.- ciascuna."

    (le
sottolineature sono del redattore; cfr. www3.ti.ch/DSS/sw/struttura/dss/ias/upload/pdf/Informazioni%20periodiche/2013%20Informazioni%20periodiche%20LAPS.pdf:
Informazioni periodiche relativa alla Laps valide dal 1° gennaio 2013)

 

                               2.4.   Secondo l’art. 46 Laf alle
prestazioni familiari cantonali sono applicabili, sempreché la legge non
preveda espressamente una deroga, le disposizioni, segnatamente, della Laps e
della LPGA.

 

                                         Giusta l'art. 27 Laps,
relativo alla revisione periodica e alla revisione straordinaria,

 

" Il diritto
alle prestazioni sociali è soggetto a revisione su iniziativa dell’organo
amministrativo competente o su domanda dell’utente. (cpv. 1)

L’organo amministrativo competente effettua: 

a) revisioni
periodiche delle prestazioni sociali ricorrenti di durata superiore ad un anno
e 

b) revisioni
straordinarie in caso di segnalazione di cambiamenti rilevanti ai sensi
dell’art. 30 e di prestazioni indebitamente percepite. (cpv. 2)

L’utente può sempre chiedere una revisione straordinaria. (cpv. 3)

Ogni revisione periodica o nuova domanda che aggiorna il reddito
disponibile residuale o l’importo di una prestazione sociale di complemento
armonizzata o delle riduzioni dei premi nell’assicurazione obbligatoria delle
cure medico-sanitarie comporta, per principio, l’adeguamento delle prestazioni
sociali già assegnate. (cpv. 4) 

L’ adeguamento delle prestazioni interviene: 

a) dal primo giorno del mese successivo alla revisione periodica; 

b) dal primo
giorno del mese successivo a quello in cui si è verificato l’evento all’origine
della revisione in caso di revisione straordinaria ad opera dell’organo
amministrativo competente; 

c) dal primo
giorno del mese successivo a quello in cui è stata depositata la domanda in
caso di revisione chiesta dall’utente. (cpv. 5)."

 

                               2.5.   L'art. 30 Laps, relativo alla
notificazione in caso di cambiamento delle condizioni, prevede che

 

"Le persone che compongono l'unità di riferimento sono tenute
a notificare tempestivamente agli organi amministrativi competenti per l'applicazione
della legge e delle leggi speciali di qualsiasi cambiamento importante
sopraggiunto nelle condizioni determinanti per l’erogazione di una prestazione.
(cpv. 1)

Qualsiasi persona o servizio che partecipa all’esecuzione della
legge o delle leggi speciali ha l’obbligo di informare l’organo amministrativo
competente se apprende che le condizioni determinanti per l’erogazione delle
prestazioni hanno subito modifiche. (cpv. 2) "

                                      

                                         In proposito l'art. 10
Reg. Laps precisa che

 

" E'
considerato cambiamento rilevante:

      a)                               un cambiamento pari ad un
importo di almeno fr. 1200.-- annui del

                                        reddito
disponibile residuale dell'unità di riferimento rispetto a quello determinante
per la decisione più recente;

      b)                               una variazione della
composizione dell'unità di riferimento."

                                      

                               2.6.   Per quanto riguarda l'obbligo
di restituzione e il condono, l'art. 26 Laps sancisce:

 

" La
prestazione sociale indebitamente percepita deve essere restituita. (cpv. 1)

Il diritto di esigere la restituzione è perento dopo un anno dal
momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto conoscenza
dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della
prestazione. (cpv. 2)

La restituzione è condonata, in tutto od in parte, se il titolare
del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona fede e se, tenuto
conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento al momento della
restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo grave. (cpv. 3)

I coniugati e i conviventi sono solidalmente tenuti alla
restituzione. (cpv. 4)"

 

                                         Il Messaggio relativo
all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il coordinamento
delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per quanto attiene
all’art. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni percepite
indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata
giurisprudenza del TCA e del TFA in materia di prestazioni complementari (cfr.
Messaggio N. 4773, p.to 12 ad art. 26).

 

                                         Secondo l'art. 21 cpv. 4
Reg.Laps

 

"L'organo designato dalla legge speciale è inoltre competente
per le revisioni e per le decisioni di restituzione delle prestazioni
indebitamente percepite."

 

                                         Ai sensi dell'art. 72 cpv.
2 Laf competente in merito al calcolo e al pagamento degli assegni integrativi
e di prima infanzia è la Cassa cantonale per gli assegni familiari.

 

                               2.7.   Secondo la giurisprudenza in
vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile alla LPC e
quindi, secondo il tenore del Messaggio del 1° luglio 1998 menzionato sopra
(cfr. consid. 2.6.), anche alla Laps, la richiesta di rimborso è subordinata ai
presupposti della revisione processuale o del riesame. In effetti
l’amministrazione può riesaminare una decisione cresciuta in giudicato formale,
che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è senza
dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante oppure deve procedervi
se si manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a indurre ad una
conclusione giuridica differente. Solo in tali casi può richiedere una
restituzione (cfr. STFA C 25/00 del 20 ottobre 2000; DTF 122 V 21; RCC 1989 p.
547; RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).

                                         Per quel che concerne
l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare limite
generalmente valido. È infatti determinante l’insieme delle circostanze del
singolo caso (RCC 1989 p. 547).

 

                                         È tenuto alla restituzione
ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla quale, da un
profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è quindi stata erogata
in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante sapere se
l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto l'indebita
prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame
nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung
unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea
1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA C 25/00
del 20 ottobre 2000).

                                         Il principio della
restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 LAVS, analogo alle regole del diritto
civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr. art. 62ss CO), ha
beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS e delle leggi ad
essa correlate (art. 49 LAI e art. 27 LPC), nel senso che, se il principio
della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo), la persona tenuta
a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura distinta, il
condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la restituzione
costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase LAVS e art. 79
OAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et survivants,
pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).

                                         Questo concetto è stato
pure ripreso dall'art. 26 cpv. 3 Laps

(cfr. consid. 2.6.).

 

                               2.8.   A motivazione dell’ordine di
restituzione del 26 novembre 2013, la Cassa ha indicato di avere ricalcolato le
prestazioni effettivamente spettanti all’assicurata, dopo aver preso conoscenza
nel corso del mese di novembre 2013 delle sue decisioni di tassazione, dalle
quali emerge un reddito da attività indipendente di fr. 30’000.-- per il 2010,
di fr. 36'000.-- per il 2011 e di fr. 40'000.-- per il 2012 (cfr. doc. 12; IV 1
pag. 3; VI). 

                                         In base a questi dati, l’amministrazione
sostiene che le prestazioni sociali spettanti all’assicurata durante il periodo
1° gennaio 2010 – 31 maggio 2012, ammonterebbero al massimo a complessivi fr.
12'281.--. Posto che durante questo periodo l’assicurata avrebbe percepito
complessivamente fr. 23'830.--, la parte resistente esige la restituzione delle
prestazioni erogate di troppo, pari a fr. 11'549.-- (cfr. doc. IV 3, pag. 2).

 

                                         La Cassa ha pure evidenziato che dopo aver eseguito le necessarie verifiche, ha potuto rilevare
che le decisioni passate in giudicato di fissazione dei contributi AVS/AI/IPG,
emanate il 7 febbraio 2012, il 17 dicembre 2012 e il 10 dicembre 2013 dalla
Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG, riportano anch’esse un reddito
aziendale definitivo, per il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2010 di fr.
30’000.--, dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2011 di fr. 36'000.-- e dal 1°
gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 di fr. 40'000.-- (cfr. doc. IV 1, pag. 4).        

                                         A mente
dell’amministrazione, anche volendo considerare quanto sostenuto da RI 1 e
meglio, che le decisioni di tassazione relative agli anni 2010, 2011 e 2012
riportano un reddito da attività lucrativa indipendente non veritiero, la
mancata contestazione delle decisioni di fissazione dei contributi AVS/AI/IPG
e, addirittura, il pagamento degli stessi, costituirebbe un elemento
sufficiente per concludere e confermare che nel 2010, il reddito da attività
indipendente era di fr. 30'000, nel 2011 di fr. 36'000.-- e nel 2012 di fr.
40'000.-- (cfr. doc. IV 1, pag. 4).

 

La parte resistente, inoltre,
osserva che l’assicurata con le dichiarazioni sottoscritte in data 20 maggio
2009, 25 maggio 2010 e 23 maggio 2011, si era impegnata a trasmettere alle
autorità Laps competenti le decisioni di tassazione cresciute in giudicato, per
ogni anno in cui ha beneficiato degli assegni familiari integrativi. In questo
modo l’autorità avrebbe potuto verificare se i redditi provvisori da attività indipendente
annunciati dall’assicurata - sulla base dei quali le venivano (provvisoriamente)
concessi gli assegni integrativi - collimassero con i redditi effettivamente
percepiti durante l’anno in questione e accertati dall’autorità fiscale (cfr.
doc. IV 1 pag. 3; 9; 10; 11). 

 

                                         L’assicurata da parte sua non
condivide la presa di posizione della Cassa, ritenendo innanzitutto che ogni
anno quest’ultima aveva la possibilità di verificare i suoi dati in due
occasioni. La prima volta in occasione della domanda per gli assegni
integrativi (nel mese di maggio dell’anno per il quale venivano chiesti gli
assegni), mediante il controllo dei conti bancari forniti dall’assicurata. La
seconda, verso fine anno, quando l’amministrazione riceveva la richiesta di
sussidio Cassa Malati con annesse le decisioni di tassazione dell’anno
precedente (cfr. doc. 17; I pag 1). 

                                         Ella sostiene inoltre che,
non potendo sapere in anticipo quanto avrebbe guadagnato alla fine dell’anno
dalla sua attività indipendente, la prassi era quella di riferire alla Cassa il
suo reddito presumibile per l’anno corrente basandosi sul reddito conseguito
durante l’anno passato. Poi, l’amministrazione, in base alla documentazione per
i sussidi di Cassa Malati (comprensiva delle decisioni fiscali dell’anno
precedente), a fine anno procedeva con la revisione dell’ammontare degli
assegni. L’insorgente ritiene che per tutti gli anni in cui ha beneficiato
degli assegni integrativi (dal 2009 al 2012), calcolati come da prassi appena
indicata, la Cassa non le avrebbe mai rimproverato di aver percepito assegni
troppo elevati a causa di mancanza di informazioni (cfr. doc. I pag. 2). Di
conseguenza, ella pretende che non le si possa biasimare di aver omesso di
comunicare i dati necessari per l’ottenimento degli assegni familiari integrativi
poiché, in buona fede, ha sempre proceduto conformemente a quanto le sembrava
essere la prassi corretta (cfr. doc. 17A; I pag. 2).

                                         Inoltre, l’assicurata
afferma di non avere contestato i redditi riportati nella decisione di tassazione
degli anni 2010, 2011 e 2012 poiché non avrebbe compreso il calcolo effettuato
dal fisco (cfr. doc. 17A; I pag. 2).

                                         Infine, l’insorgente
ritiene ingiustificato imporle la restituzione di una cifra così elevata con
decisione di novembre 2013, quando l’amministrazione aveva la possibilità di
verificare annualmente la correttezza dei redditi da attività indipendente e,
semmai, chiedere subito la restituzione delle prestazioni versate a torto (cfr.
doc. 17; 17B). 

 

                               2.9.   Nell’evenienza
concreta dalla documentazione agli atti emerge che, allorché nel luglio e nel
novembre 2010, nel giugno e nel novembre 2011 e nel marzo 2012 sono stati
calcolati gli assegni integrativi per questi anni, la Cassa non disponeva dei dati riguardanti i redditi da attività indipendente effettivamente
conseguiti da RI 1 (cfr. doc. 3-8). 

L’amministrazione si è, perciò, basata
sui redditi provvisori dichiarati dall’assicurata (cfr. doc. 9; 10).

 

In effetti
l’insorgente, il 28 maggio 2010 e l’anno seguente, il 23 maggio 2011, ha compilato e sottoscritto la “Dichiarazione dei dati relativi al reddito da attività
indipendente”, indicando che il reddito annuo netto stimato per l’anno 2010
corrispondeva a fr. 28'000.-  e per l’anno 2011 a fr. 30'000.- , impegnandosi in entrambi i casi a:

 

" -  tenere costantemente informato
l’ufficio competente degli eventuali 

    cambiamenti del reddito da
attività indipendente;

 

-
  trasmettere immediatamente all’/agli ufficio/i cantonale/i competente/i
per la prestazione Laps versata, una copia della decisione di tassazione
cresciuta in giudicato per ogni anno nel quale è stata concessa tale
prestazione;

 

-
  eventualmente restituire quella parte di prestazione sociale Laps che
sarà assegnata a titolo provvisorio sulla base dei dati forniti, e alla quale
non avrebbe avuto diritto computando il reddito da attività indipendente
stabilito dall’ufficio tassazione per l’anno di riferimento della prestazione.”
(cfr. doc. 10; 9).

 

L’Ufficio di tassazione di __________ il
9 novembre 2011 ha emanato la notifica di imposte della ricorrente per l’anno
2010. Dalla stessa si evince un reddito da attività indipendente principale della
contribuente accertato dall’autorità fiscale di fr. 30'000.-- (cfr. XI A5),
invece dell’importo di fr. 28'000.-- dichiarato (cfr. doc. 10). La decisioni di tassazione del 10 ottobre 2012, relativa alle imposte
per l’anno 2011 dell’insorgente, riporta un reddito da attività indipendente di
fr. 36'000.--, a fronte dell’importo di fr. 30'000.-- dichiarato (cfr. doc. XI
A3 pag. 4). La decisione di tassazione d’ufficio del 4 settembre 2013, relativa
alle imposte del 2012, riporta un reddito da attività indipendente di fr.
40'000.-- (cfr. doc. XI A1 pag. 1).

 

Contro tali decisioni l’assicurata non
ha interposto reclamo (cfr. doc. I pag. 2). I provvedimenti emessi
dall’autorità fiscale sono, quindi, passati in giudicato incontestati.

 

A fronte di ciò, il guadagno
annuo risultante dalla tassazione 2010, 2011 e 2012 si rivela più elevato di
quanto conteggiato dalla Cassa nelle decisioni concernenti gli assegni
integrativi per il 2010, 2011 e 2012 e meglio di fr. 28'000.--, rispettivamente
fr. 30'000.--, sulla base di quanto indicatole dalla ricorrente stessa (cfr.
doc. 10; 9). Conseguentemente, anche gli assegni familiari integrativi relativi
al primo semestre dell’anno 2012 - il cui importo è stato calcolato dalla Cassa
in base al reddito provvisorio annunciato dall’assicurata nel maggio 2011 (di
fr. 30'000.--, cfr. doc, 8D) - poi modificati a fine anno civile in funzione
dell’adeguamento ai dati di Cassa Malati e al compimento del sedicesimo anno di
età della figlia (cfr. doc. 7; 8) risultano essere più elevati del dovuto. 

 

E’ pertanto evidente che, essendosi
realizzato un cambiamento del reddito disponibile della ricorrente (cfr. art.
10 Reg.Laps), il calcolo dell'assegno integrativo andava rivisto in base al
nuovo reddito più elevato.

 

Di conseguenza l’insorgente, da un
profilo oggettivo, ha effettivamente percepito indebitamente gli assegni
integrativi afferenti al periodo 1° gennaio 2010 – 31 maggio 2012.

 

Gli assegni familiari integrativi vanno
calcolati in base ai redditi da attività indipendente effettivamente percepiti
durante l’anno per il quale si chiedono tali prestazioni, determinati
dall’autorità fiscale e non in base ai redditi percepiti durante l’anno
precedente (cfr. consid. 2.3.; art. 10a Laps). Pertanto, la censura espressa
dall’assicurata in sede di ricorso, con la quale si chiede se gli assegni
familiari integrativi non debbano essere calcolati in funzione dei redditi
conseguiti l’anno precedente (cfr. doc. I pag. 2, punto 8) non può essere seguita.

 

Gli assegni familiari integrativi
ricevuti a torto dal 1° gennaio 2010 al 31 maggio 2012 vanno restituiti già a
prescindere, in primo luogo, dalle dichiarazioni sottoscritte dalla ricorrente di
cui sopra, mediante le quali RI 1 si è impegnata a rimborsare quella parte di
prestazioni sociali Laps assegnata a titolo provvisorio sulla base dei dati
dalla stessa forniti e alla quale non avrebbe avuto diritto computando il
reddito da attività indipendente stabilito dall’Ufficio di tassazione (cfr.
doc. 10; 9).

                                         In
secondo luogo, da quanto sostenuto dalla ricorrente, ossia che la Cassa alla fine di ogni anno civile avrebbe avuto a disposizione le sue decisioni di
tassazione dell’anno precedente, poiché le stesse venivano da lei allegate alle
richieste di sussidi Cassa Malati. Pertanto, secondo l’assicurata,
l’amministrazione alla fine di ogni anno avrebbe potuto verificare se gli
importi dei redditi provvisori da attività indipendente annunciati l’anno
precedente divergessero oppure no da quelli effettivamente stabiliti dal fisco
(cfr. doc. I pag. 1). 

                                         Al
riguardo, per inciso, giova segnalare che non esiste nessun obbligo tra
le diverse amministrazioni di segnalare vicendevolmente tutti i dati personali
riguardanti assicurati per i quali è stato aperto un incarto, nel senso che
ogni informazione acquisita da un ufficio debba automaticamente essere
trasmessa agli altri organi amministrativi per conoscenza (cfr. STFA P 8/03 del
22 giugno 2004).

                                         L’Alta Corte, nel caso
appena citato, ha, in particolare, osservato che l'autorità cantonale aveva
giustamente considerato che in concreto non poteva essere imputata ai
responsabili dell'Ufficio AI negligenza alcuna per non aver informato la Cassa di compensazione, e più precisamente il servizio competente per le prestazioni
complementari, del fatto che l'assicurato necessitasse, a causa della sua
malattia invalidante, di un regime dietetico speciale.

                                         Tale principio è stato
ribadito in una sentenza P 7/06 del 22 agosto 2006 (al riguardo cfr. anche STCA
39.2010.16 del 7 marzo 2011, consid. 2.13.).

 

                             2.10.   Occorre
ora stabilire se l’importo richiesto in restituzione sia corretto. 

 

                                         Giusta
l’art. 6 Laps il reddito computabile è costituito, segnatamente, dai redditi ai
sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria (LT).

 

L’art. 17 LT
relativo al reddito da attività indipendente prevede che:

 

" 
1Sono imponibili tutti i proventi
dall’esercizio di un’impresa commerciale, industriale, artigianale, agricola o
forestale, da una libera professione e da ogni altra attività lucrativa
indipendente.

2Fanno
parte dei proventi da attività indipendente anche tutti gli utili in capitale
conseguiti mediante alienazione, realizzazione o rivalutazione contabile di
elementi della sostanza commerciale. Il trasferimento di questi elementi nella
sostanza privata o in imprese o stabilimenti d’impresa siti all’estero è
equiparato all’alienazione. La sostanza commerciale comprende tutti i valori
patrimoniali che servono integralmente o in modo preponderante all’attività
lucrativa indipendente; lo stesso dicasi per le partecipazioni di almeno il 20
per cento al capitale azionario o al capitale sociale di una società di
capitali o di una società cooperativa, purché il proprietario le dichiari come
sostanza commerciale al momento del loro acquisto.

3Gli utili conseguiti mediante
alienazione, realizzazione o rivalutazione contabile di immobili sono
imponibili fino a concorrenza delle spese d’investimento.

4L’articolo 67 si applica per
analogia ai contribuenti che tengono una contabilità in buona e debita forma.”

 

Come esposto precedentemente (cfr. consid. 2.9.), dai dati fiscali
indicati nelle decisioni di tassazione del 2010, 2011 e 2012 si evince che il
reddito da attività indipendente accertato nel 2010 è di fr. 30'000.--, nel
2011 di 36'000.-- e nel 2012 di fr. 40'000.-- (cfr. doc. XI A 1-6).

 

Al riguardo RI 1, sia in sede di
opposizione che nel ricorso, ha affermato di aver accettato i redditi da
attività indipendente indicati nelle predette decisioni fiscali poiché non
avrebbe compreso come l’Ufficio tassazione fosse giunto a tali risultati (cfr.
doc. 17A; I pag. 2).

 

In proposito va rilevato che per costante
giurisprudenza ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà. Nell'ambito
dell'AVS, ad esempio, le casse di compensazione sono vincolate dalle
comunicazioni delle autorità di tassazione e il giudice delle assicurazioni
sociali esamina di principio la decisione fiscale unicamente dal profilo della
legalità. L'autorità giudicante non può scostarsi da una tassazione fiscale
cresciuta in giudicato a meno che essa contenga errori manifesti e debitamente
comprovati, immediatamente emendabili, oppure quando si debbano apprezzare
fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni
sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una tassazione fiscale non bastano;
infatti la determinazione del reddito spetta alle autorità fiscali e il giudice
delle assicurazioni sociali non deve intervenire adottando particolari
provvedimenti di tassazione.

                                         Per costante
giurisprudenza l'assicurato esercitante un'attività indipendente deve anzitutto
difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i
contributi delle assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26 consid. 2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321
consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371
consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V
30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a). Il Tribunale federale
delle assicurazioni ha comunque precisato che la comunicazione fiscale è
vincolante per l'amministrazione e per il giudice delle assicurazioni sociali
solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni
relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa
disposizione (Pratique VSI 1993, p. 242ss).

 

Il principio secondo cui occorre
difendere i propri diritti nel procedimento fiscale non viene, invece, applicato
dal Tribunale federale nei casi in cui ci troviamo in presenza di un importo di
tassazione irrilevante o nullo (cfr. STF H 64/06 dell’11 aprile 2007; STFA H
38/05 del 10 giugno 2005; STCA 39.2009.15 del 22 marzo 2010).

 

Nella presente evenienza, per il 2010 il
totale dell’imposta cantonale dovuta era di fr. 0.-- (cfr. doc. XI A5 pag. 4),
per il 2011 di fr. 60.85 (cfr. doc. XI A3 pag. 2), mentre per il 2012 di fr. 271.95
(cfr. doc. XI A1 pag. 3). 

 

Il TCA rileva, quindi, che al di là
dell’imposta nulla del 2010, per il 2011 e il 2012 ci troviamo in presenza di
importi di tassazione irrilevanti. Pertanto, potrebbe tornare applicabile
l’eccezione giurisprudenziale poc’anzi citata secondo la quale i dati fiscali
possono non essere vincolanti per gli organi di applicazione delle
assicurazioni sociali. 

Tuttavia, attentamente analizzato il
caso concreto, questa Corte non trova validi motivi per non considerare i
redditi da attività indipendente indicati nelle decisioni di tassazione del
2010, 2011 e 2012 per la determinazione degli assegni integrativi
dell’insorgente. Infatti, da un lato, dalla contabilità aziendale prodotta
dalla ricorrente unitamente alle decisioni di tassazione (cfr. doc. XI A1-8)
emerge che i redditi effettivamente conseguiti durante ogni anno in cui ha
beneficiato degli assegni familiari integrativi, si avvicinano a quelli
stabiliti dall’autorità fiscale. Quindi, i dati contenuti in dette decisioni
non appaiono, agli occhi del TCA, manifestamente errati al punto da non ritenerli
quali valide basi di calcolo per il diritto agli assegni familiari integrativi
della ricorrente. Dall’altro, va considerato che nell’atto ricorsuale, come
pure in sede di reclamo, RI 1 non ha sollevato alcunché riguardo all’entità dei
redditi stabiliti dall’autorità fiscale, ma si è limitata ad affermare di non
avere capito i calcoli da loro eseguiti, senza tuttavia far valere di aver
perlomeno tentato di chiedere ragguagli in merito all’autorità fiscale. In
particolare, giova evidenziare che ella non ha mai indicato a quanto
ammonterebbero - a suo parere – i redditi da attività indipendente da lei
effettivamente conseguiti durante gli anni 2010, 2011 e 2012. 

 

Inoltre, la censura più volte sollevata
dalla ricorrente secondo cui al momento della richiesta di assegni integrativi era
impossibile determinare con certezza quanto fosse stato il reddito effettivo alla
fine dell’anno (cfr. doc. I pag. 1 e 2), è irrilevante ai fini della soluzione
della presente vertenza. Questa Corte al riguardo osserva che è proprio per
questa ragione che l’amministrazione fa compilare agli assicurati la Dichiarazione dei dati relativi al reddito da attività indipendente e che, a
norma dell’art. 6 Laps per stabilire il diritto agli assegni familiari
integrativi di persone esercitanti attività indipendenti, è determinante il
reddito stabilito dall’autorità fiscale. Considerato che la ricorrente ha
sottoscritto in ben tre occasioni questa dichiarazione (cfr. doc. 11; 10; 9),
nella quale questo aspetto è chiaramente indicato, ella non può sostenere di
non esserne stata informata (cfr. doc. 11; 10; 9). 

Per lo stesso motivo, la ricorrente
nemmeno può contestare all’amministrazione di non averle mai chiesto di
trasmetterle le decisioni di tassazione cresciute in giudicato per gli anni nei
quali sono stati concessi gli assegni familiari integrativi (cfr. doc. I pag.
2), giacché nelle predette dichiarazioni ciò è addirittura indicato in
grassetto (cfr. doc. 11; 10; 9). 

 

                                         Del resto la Cassa, nella decisione su reclamo ha puntualizzato che le decisioni definitive di fissazione
dei contributi AVS/AI/IPG, emanate il 7 febbraio 2012, il 17 dicembre 2012 e il
10 dicembre 2013 dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG, riportano,
rispettivamente, un reddito aziendale definitivo per il periodo dal 1° gennaio
al 31 dicembre 2010 di fr. 30'000.--, dal 1°gennaio al 31 dicembre 2011 di fr.
36'000.-- e dal 1° gennaio al 31 dicembre 2012 di fr. 40'000.--. La parte
resistente evidenzia che tali decisioni sono anch’esse passate in giudicato
incontestate e gli importi relativi ai contributi AVS/AI/IPG stabiliti sulla
base del reddito quale indipendente per il 2010, 2011 e 2012 sono stati interamente
versati dall’insorgente (cfr. doc. IV 1 pag. 4).

 

Il TCA rileva che la ricorrente non solo
non ha censurato quanto affermato dalla Cassa, ma nemmeno ha preso posizione al
riguardo.

 

Pertanto, anche per questo motivo, questo
Tribunale non ravvisa valide ragioni per scostarsi dai dati risultanti dalle
notifiche di tassazione del 2010, 2011 e 2012 di Irene Leu e meglio, dall’importo
di fr. 30'000.--, fr. 36'000.-- e fr. 40'000.--, non contestati in sede fiscale,
per quanto attiene alla determinazione del reddito da attività indipendente.

                                      

                                         Va, inoltre,
evidenziato che l’assicurata non ha peraltro sollevato nessun altra obiezione
in merito alle voci dei nuovi conteggi oltre alla censura del computo dei
redditi da attività indipendente emergenti dalle decisioni di tassazione per il
2010, il 2011 e il 2012.

 

I nuovi calcoli effettuati dalla Cassa,
tenendo conto dei redditi annui da attività indipendente risultanti dalle
decisioni di tassazione per il 2010 di fr. 30'000.--, invece dell’importo di
fr. 28'000.-- conteggiato nelle decisioni di luglio e novembre 2010 (cfr. doc. 3D;
4D), per il 2011 di fr. 36'000.--, invece dell’importo di fr. 30'000.-- conteggiato
nelle decisioni di giugno e novembre 2011 (cfr. doc. 6D; 7D), per il 2012 di
fr. 40'000.--, invece dell’importo di fr. 30'000 conteggiato nella decisione
del marzo 2012 (cfr. doc. 8D), che hanno permesso di stabilire che per il lasso
di tempo dal 1° gennaio 2010 al 31 maggio 2012 all’insorgente spettavano
prestazioni per un importo massimo di fr. 12'281.-- (cfr. doc. IV 3 pag. 2) non
sono, quindi, censurabili.

 

Considerato che RI 1 durante il periodo
in questione ha percepito assegni familiari integrativi per un importo
complessivo di fr. 23'830.--, a ragione l’amministrazione ha chiesto alla
ricorrente la restituzione dell’importo indebitamente percepito di fr. 11'549.--
(fr. 23'830 – fr. 12'281).

 

In esito a quanto precede, la decisione
su reclamo della Cassa del 10 febbraio 2014 deve, conseguentemente, essere
confermata.

 

                             2.11.   A titolo abbondanziale, per
quanto attiene alla buona fede sollevata dalla ricorrente in merito alla prassi
da lei adottata durante gli anni per le richieste di assegni familiari
integrativi (cfr. doc. I pag. 2), occorre evidenziare che a questo stadio non è
determinante sapere se l'assicurata era in buona fede oppure no quando ha
ricevuto l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto
di esame nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung
unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea
1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA C 25/00
del 20 ottobre 2000).

 

La ricorrente, nel reclamo del 3
gennaio 2014, ha affermato di non essere comunque in grado di rimborsare la
cifra chiesta in restituzione formulando, quindi, in maniera indiretta una
richiesta di condono (cfr. doc. 17B).

La Cassa, a tal proposito, nella sua decisione su reclamo del 10 febbraio 2013, a giusta ragione ha precisato che esaminerà un’eventuale richiesta di condono della cifra
chiesta in restituzione di fr. 11'549.-- soltanto dopo la crescita in giudicato
della decisione su reclamo qui impugnata (cfr. doc. IV 1 pag. 4). 

                                         Infatti, per costante
giurisprudenza federale, è possibile pronunciare una decisione di condono solo
al momento della crescita in giudicato formale della decisione di restituzione,
ritenuto che unicamente in quel caso tale obbligo è stabilito definitivamente
(cfr. STF 9C_211/2009 del 26 febbraio 2010; STF 8C_130/2008 dell'11 luglio
2008; STF 8C_617/2009 del 5 novembre 2009).

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti