# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f5871c6e-584d-5e2f-b642-0e493d1a8dc7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-06-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.06.2014 35.2014.26
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2014-26_2014-06-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2014.26

   

  LG/sc

  	
  Lugano

  12 giugno 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Luca Giudici, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 25 marzo 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 21 febbraio 2014 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 26 ottobre 2011, RI 1,
dipendente della __________, __________, in qualità di muratore e perciò,
assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l’CO 1, mentre stava spostando
dei pannelli fonici di legno, il muro di pannelli gli è improvvisamente caduto sulla
parte posteriore della spalla sinistra facendolo cadere. A seguito dell’evento,
l’assicurato ha riportato la frattura del corpo della scapola sinistra ed è
stato sottoposto – in data 4 novembre 2011 – a osteosintesi del corpo della
scapola sinistra con placca e viti  (vedi i rapporti del 14 novembre 2011 e del
2 febbraio 2012 dell’Ospedale Regionale di __________, doc. 2,17,18, 30).

 

                                         L’Istituto assicuratore ha
riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente le
prestazioni di legge.

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, l’CO 1 con scritto del 31 maggio 2013 ha comunicato all’assicurato la sospensione delle prestazioni a titolo di spese di cura e
d’indennità giornaliera a decorrere dal 1° luglio 2013, data a partire dalla
quale l’assicurato è ritenuto abile al lavoro in misura massima possibile (doc.
166).

 

                               1.3.   Con decisione formale del 13
agosto 2013 l’CO 1 ha posto l’assicurato al beneficio di una rendita
d’invalidità del 10% dal 1° luglio 2013 togliendo l’effetto sospensivo ai sensi
dell’art. 11 OPGA (doc. 180).

 

                                         Contro
questo provvedimento, l’avv. RA 1, per conto dell’assicurato, ha interposto
opposizione (doc. 183, 188). 

                                         In questo ambito, egli ha chiesto la concessione dell’effetto
sospensivo: “Si chiede ad ogni modo di voler immediatamente ripristinare le
IG Lainf posto come le problematiche alla schiena  - che necessitano di cure e
non sono stabilizzate - siano pure in nesso causale con l’infortunio in
oggetto, così come confermato dalla Clinica di __________ e dal Dr. __________”
(doc. 183). 

 

                               1.4.   In data 23 ottobre 2013, l’CO
1 ha emanato una decisione incidentale, mediante la quale ha respinto la
domanda tendente al ripristino dell’effetto sospensivo (doc. 189).

 

                               1.5.   Con la decisione su
opposizione del 21 febbraio 2014 l’CO 1 ha ribadito il contenuto della sua
decisione del 13 agosto 2013 (doc. 195).

 

                               1.6.   Con tempestivo ricorso del 25
marzo 2014, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha postulato
l’annullamento della decisione impugnata e il riconoscimento di una rendita
d’invalidità LAINF, in via subordinata di un grado del 14% e un’IMI almeno del
30% (doc. I).

 

                                         Il rappresentante del
ricorrente ha inoltre postulato la concessione dell’assistenza giudiziaria con
gratuito patrocinio per la presente procedura (doc. I).

 

                                         L’assicurato ha, in primo
luogo, contestato la valutazione medica dell’CO 1, in particolare quella del
Dr. __________ e del Dr. __________, che hanno negato la causalità tra la
problematica alla colonna cervicale e l’infortunio del 26 ottobre 2011 (doc. I).

                                         Il legale ha quindi
ritenuto adempiuti i criteri per ammettere il nesso di causalità adeguato tra i
disturbi psichici e l’infortunio (doc. I).

                                         

                                         Fondandosi sul referto del
Dr. __________, l’insorgente ha quindi contestato le conclusioni
dell’amministrazione sulla capacità lavorativa residua (doc. I).

 

                                         Dal profilo economico
vengono poi contestate le DPL, il reddito da valido e quello da invalido (doc.
I).

 

                                         Infine, l’avv. RA 1 ha
postulato l’attribuzione di un’IMI: “già solo le lesioni alla spalla
avrebbero dovuto aprire il diritto ad un’IMI” (doc. I).

 

                               1.7.   L’CO 1, in risposta, ha
chiesto che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III). 

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF  9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto della lite sono
l’entità della rendita di invalidità e l’indennità per menomazione
dell’integrità spettanti all’assicurato.

                                      

                                         Preliminarmente, il TCA è
tenuto a esaminare se l’Istituto assicuratore resistente era legittimato a
negare la propria responsabilità relativamente alle affezioni alla colonna cervicale
e ai disturbi psichici, oppure no.

 

                               2.3.   Disturbi alla colonna
vertebrale: causalità con l’infortunio del 26 ottobre 2011?

 

                            2.3.1.   Dalle tavole processuali
emerge che l’Istituto assicuratore ha fondato la decisione di negare la propria
responsabilità a proposito delle affezioni alla colonna lombare (frattura L1),
sulla base della visita medica di chiusura del 17 maggio 2013 del Dr. __________,
spec. FMH in chirurgia ortopedica e medico __________ (doc. 163).

 

                                         Nella propria valutazione
il Dr. __________ ha fatto riferimento alla RX alla colonna lombare che
l’assicurato ha effettuato durante la degenza a __________. Dall’indagine
radiologica emerge una completa compressione della vertebra L1 con formazione
di osteofitosi del margine inferiore di Th12 e margine superiore e posteriore
di L1. Formazione di becchi osteofitotici anche nei margini anteriori Th12/L1
rispettivamente L1/L2 (doc. 152, 163).

 

                                         A mente del Dr. __________
questa frattura radiologicamente risulta databile “sicuramente prima del
26.10.2011”. In conclusione del proprio referto, il medico di circondario
ha rilevato che dopo attenta valutazione della documentazione emerge che un
problema a livello lombare viene citato solamente per la prima volta in
occasione della visita dell’ispettore in data 9 febbraio 2012. Da quel momento
la problematica alla colonna lombare non viene più assolutamente nominata fino
alla visita circondariale del 31 gennaio 2013 dove l’assicurato tra le molte
patologie riferisce anche di avere dolori alla colonna lombare e toracale. 

 

                                         Il Dr. __________ ha poi
aggiunto, riferendosi alle indagini radiologiche, che la frattura L1 è
sicuramente databile a prima dell’infortunio del 16 ottobre 2011 “infatti è
molto improbabile che a distanza di 15 mesi si siano formati già questi
importanti osteofiti marginali sia anteriori che posteriori. Il fatto
che l’assicurato riferisca che i problemi erano prevalentemente concentrati
alla spalla e al collo e che quindi non ci si è occupati della colonna lombare
è perlomeno inverosimile considerato il grado di frattura” (doc. 163, pag.
7).

 

                                         A mente del ricorrente
l’amministrazione e il suo medico di circondario hanno, a torto, negato la
presa a carico delle affezioni al rachide lombare. A sostegno delle proprie
argomentazioni il legale di RI 1 ha fatto riferimento alla valutazione degli
specialisti di __________, a quella del Dr. __________ e ai referti dei medici
curanti (doc. I).

 

                            2.3.2.   Secondo la giurisprudenza, il
giudice delle assicurazioni sociali è tenuto a vagliare oggettivamente tutti i
mezzi di prova, a prescindere dalla loro provenienza, e a decidere se la
documentazione a disposizione permette di rendere un giudizio corretto
sull'oggetto della lite. Qualora i referti medici fossero contradditori fra
loro, non gli è consentito di liquidare il caso senza valutare l'insieme delle
prove e senza indicare le ragioni per le quali si fonda su un parere piuttosto
che su un altro (DTF 125 V 352). Determinante è, del resto, che il rapporto sia
completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga
conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in
piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto
medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. DTF 125 V 352;
RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss,
consid. 1c e riferimenti). 

                                         L'elemento rilevante per
decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la
sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo
contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha stabilito che ai
rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve
essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino
essere concludenti, compiutamente motivati, di per
sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano
dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si
trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di
metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere
delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente
fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                         In
una sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il
Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può
fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle
dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno,
nemmeno il più lieve, a proposito della correttezza delle
conclusioni contenute in tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal
principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha
dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a
mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei medici interni
all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di
prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei
medici curanti.

 

                            2.3.3.   Chiamato ora a pronunciarsi, questo Tribunale ritiene di non potersi senz’altro fondare
sull’opinione dello specialista interpellato dall’amministrazione. Dalla documentazione agli atti emergono in effetti elementi di
valutazione tali da far sorgere importanti dubbi ai sensi della
giurisprudenza di cui alla DTF 135 V 465. In presenza di dubbi circa l’affidabilità di rapporti allestiti da medici di fiducia, la giurisprudenza federale
prevede che si debba ordinare una perizia da parte di un medico indipendente
secondo la procedura di cui all’art. 44 LPGA oppure una perizia giudiziaria
(cfr. STF 8C_456/2010 del 19 aprile 2011 consid. 3; in questo stesso si veda
pure la STF 8C_943/2010 del 9 novembre 2011 consid. 3.2).

 

Nel rapporto d’uscita del 10 aprile 2013 della Clinica di
riabilitazione di __________, la Dr.ssa __________r e il Dr. __________c hanno
riferito che, a seguito di indagini radiologiche al tratto toracolombare, è
stata riscontrata una compressione importante del corpo vertebrale L1 con
spostamento del muro posteriore verso il canale spinale con instabilità di L1.
Questa patologia viene considerata di natura post-traumatica in relazione
all’infortunio del 26 ottobre 2011 (doc. 153).

 

Il Dr__________ nel rapporto peritale del 19 luglio 2013, svolto
per conto dell’assicuratore malattia, è giunto alle seguenti conclusioni: 

 

" (…)

Le conclusioni del medico circondariale su base delle quali la CO
1 ha chiuso la pratica sono in apparente contrasto con la valutazione degli
specialisti della Clinica di __________ che considerano il quadro clinico
pressoché integralmente in relazione all’evento traumatico subìto dal paziente
il 26.10.2011 con sequele somatiche alla scapola sinistra (e nel braccio
sinistro), alla colonna cervicale e soprattutto anche al livello lombare
(frattura del corpo vertebrale L1) assieme allo sviluppo di una patologia
psichiatrica di tipo post-traumatico, il tutto con conseguenze importanti sulla
capacità funzionale residuale del paziente e con una riduzione della
performance lavorativa dal profilo psichico considerato mediamente importante.
Le uniche patologie di natura morbosa sarebbero una sindrome cervicovertebrale
in presenza di lievi alterazioni degenerative e con una piccola ernia discale
C4/5.

Nei dati anamnestici riferiti nel rapporto d’uscita della Clinica
si fa esplicitamente riferimento all’assenza di eventi rilevanti prima
dell’infortunio subìto. Con ciò risulta difficile immaginarsi che vi sia stata
una frattura vertebrale antecedente all’evento. Il documento radiologico
menzionato dal Dr. __________ e che ha mostrato alterazioni riparative
apparentemente importanti (che non ho potuto visionare) è stato prodotto 17
mesi dopo il trauma, tempo che considero sufficiente per lo sviluppo di
osteofiti riparativi.

 

In conclusione posso quindi rispondere ai quesiti come segue:

 

 

1. LaCO 1 ha deciso bene di chiudere il caso con il 30.06.2013
?

 

In base agli atti a mia disposizione (con particolare riferimento
al rapporto d’uscita della Clinica di Riabilitazione di __________ del
10.04.2013) la chiusura della pratica infortunistica risulta non
giustificata.” (doc. 183).

 

Il referto del Dr. __________ è stato quindi sottoposto al Dr. __________
per una sua presa di posizione in merito alla causalità tra l’infortunio e la
frattura L1. Il Dr. __________ si è così espresso:

 

" (…)

2. Decorso secondo gli atti

 

Rinvio alla mia valutazione effettuata in occasione della visita
di chiusura del 17.05.2013. Non appena ricevuto la documentazione da __________
ho appreso dal rapporto di __________ che in seguito ad una radiografia di
controllo era stata evidenziata una frattura L1. Frattura che non era mai stata
documentata in precedenza dalla data dell’infortunio. Visto che __________
valutava questa frattura come esito dell’infortunio ho preso contatto
direttamente e telefonicamente con la dottoressa incaricata del caso a
Bellikon.

Ho espresso il mio stupore per questa diagnosi completamente
sconosciuta in precedenza. Ho chiesto il motivo per cui questa frattura era
stata messa in relazione causale con l’infortunio in causa. La dottoressa mi ha
risposto che trattandosi di una frattura era sicuramente di origine
post-traumatica e quindi ha dedotto che questo infortunio avesse potuto causare
la frattura. Ho chiesto quindi alla dottoressa se avesse una spiegazione del
perché il paziente nonostante questa frattura non abbia mai accusato
particolari problemi alla schiena nonostante le numerose visite e controlli. 

A questa domanda la dottoressa non ha saputo dare una risposta.

 

 

3. Apprezzamento 

 

La valutazione del dott. __________ non porta nulla di nuovo rispetto
alla mia valutazione. Il fatto che la formazione di questi osteofiti si possono
secondo lui sviluppare nel corso di 17 mesi dopo il trauma è opinabile ed è
secondo me un suo parere personale.

 

 

Non vi è nessuna giustificazione da parte del dott. __________r
del motivo per cui dalla data dell’infortunio l’assicurato non si è mai
particolarmente lamentato di problemi alla colonna vertebrale nonostante questa
veramente grave frattura che nelle radiografie del 19.03.2013 dimostrano dei
segni di importanti osteofitosi che secondo il mio parere dimostrano una
origine sicuramente precedente al 26.10.2011. Rimango personalmente quindi
della mia opinione che questa frattura L1 sia di origine antecedente il
26.10.2011 e che quindi nella visita di chiusura la valutazione
dell’esigibilità debbe essere considerata soltanto per i postumi
post-infortunistici e non quindi includere la problematica lombare." 

(doc. 186).                    

                                         

                                         Sulla
questione della causalità tra l’evento infortunistico e la frattura L1 si sono
espressi anche i medici curanti dell’assicurato.

 

                                         Ad esempio,
nel parere medico-legale del 5 ottobre 2013 il Dr. __________, specialista in
ortopedia e traumatologia, ha preso posizione anche sulla frattura vertebrale
di L1, in particolare sulla formazione di osteofiti. Dalla relazione del Dr. __________
emerge che “la presenza di tessuto osseo neoformato ai confini di un corpo
vertebrale fratturatosi qualificabili come osteofiti prova solo che la frattura
in esame può essersi verificata almeno sei mesi prima dell’esame radiografico o
TAC o RMN; questo non consente di escludere che la frattura possa essersi
verificata quindici mesi prima dell’osservazione radiologica, RMN e TAC”
(doc. 188).

 

                                         Nel proseguo della
relazione il Dr. __________ ha precisato le ulteriori ragioni che lo inducono a
ritenere che la frattura L1 sia compatibile con l’infortunio del 26 ottobre
2011. Egli ha indicato che la modalità dell’infortunio (urto da parte di
pesanti pannelli a livello del rachide) è una delle cause più frequenti di
fratture come quelle riportate dal ricorrente. Anteriormente al 26 ottobre 2011
l’assicurato inoltre non aveva mai riportato fratture vertebrali, patologie
rachidee o malattie che potessero causare fratture patologiche (doc. 188).

 

                                         Il Dr. __________, medico
chirurgo specialista otorinolaringoiatria e patologia cervico facciale, nel
breve certificato del 22 gennaio 2013, ha anch’egli confermato la presenza di un problematica dorso-lombare (doc.130).

 

                                         L’ICO 1 ha quindi
sottoposto nuovamente la questione al proprio medico fiduciario. Nel rapporto
specialistico del 19 febbraio 2014 il Dr. __________, spec. FMH in chirurgia
ortopedica, ha negato la causalità tra l’evento infortunistico del 26 ottobre
2011 e la frattura L1. A suo parere si tratta di una vecchia frattura: “Das
MRI vom 14.03.2013 bestätigt diese Befunde, zeigt aber auch das die Knochenstrukturen
homogen sind, ohne Ödemeinlagerungen. Das heisst
demnach, dass es sich um eine alte Fraktur handelt”
(doc. 194, pag. 6).

                                         Sebbene
il Dr. __________ non abbia potuto datare con precisione la frattura, a suo
parere, l’intervallo di tempo tra l’evento infortunistico e il momento in cui i
disturbi sono stati lamentati per la prima volta (22 gennaio 2013) è un forte
indizio che la frattura L1 Th8 non sia in relazione con l’infortunio: “Das
beschwerdefreie Interval zwischen Ereignis vom 26.10.2011 bis zur ersten
Erwähnung von lumbalen Rückenschmerzen am 2.01.2013 ist ein starkes Indiz, das
die Wirbelfraktur Th8 und L1 nicht durch das Ereignis vom 26.10.2011 verursacht
worden sind” (doc. 194, pag. 7).

 

                                         Secondo
il Dr. __________ la formazione di osteofiti richiede tempo, ovvero non meno di
un anno / un anno e mezzo: “Denn die Entstehung derartigen Osteophyten
braucht Zeit. Sie entstehen erfahrungsgemäss nicht innerhalb von eins bis anderthalb
Jahren. Daher ist es unwahrscheinlich, dass die Frakturen L1 und Th8 durch das
Ereignis vom 26.10.2011 verursacht worden sind” (doc. 194). 

                                       

                                         Malgrado quanto appena esposto, il TCA non può ammettere con la
necessaria tranquillità che la frattura al rachide lombare (L1) non sia in
nesso di causalità con l’infortunio del 26 ottobre 2011.

                                         Le divergenze di valutazione tra i medici fiduciari dell’ICO 1 da un
lato (Dr. __________ e Dr. __________) e i pareri specialistici dei medici della
Clinica di __________, del Dr. __________ e del Dr. __________ dall’altro, non
consentono di concludere che la frattura sia antecedente al 26 ottobre 2011. 

 

                                         In
particolare, gli specialisti non concordano sul tempo necessario per lo
sviluppo di osteofiti a carico del corpo vertebrale, come neppure su eventi
infortunistici anteriori al 2011. Su questo punto il Dr. __________ fa
riferimento ad un incidente della circolazione che l’assicurato ha subìto
all’età di 16 anni, non discusso a sufficienza dagli altri specialisti: “Er erlitt im Alter von 16 Jahren einen
Verkehrsunfall mit Frakturen im Gesichtsschädel und am Thorax mit
Rippenfrakturen links. Dieses Verletzungsmuster weist auf eine hohe Energie
hin, die auch geeignet gewesen war, eine Stauchung und Distorsion der
Wirbelsäule und damit zu Frakturen Th8 und L1 zu bewirken” doc. 194, pag. 6).

 

                                         Inoltre,
vi è discordanza anche sul momento a partire dal quale l’assicurato ha
lamentato i primi dolori al rachide cervicale. Il Dr. __________ ha indicato il
22 gennaio 2013, tuttavia già dal rapporto del 2 febbraio 2012 della Dr.ssa __________
emerge che l’assicurato lamentava dolori pericervicali e a livello della fossa
sopraspinosa a sinistra, peggiorati all’estensione della colonna cervicale (cfr.
doc. 28 e il rapporto di visita medica circondariale del 5 marzo 2012, doc. 41).

 

                                         Questa
Corte ritiene dunque che la questione di sapere se la frattura L1 (considerata
anche la sua gravità, cfr. apprezzamento medico del Dr. __________ del 3
ottobre 2013, pag. 2,doc. 186) sia o meno una sequela dell’infortunio del 26
ottobre 2011, non possa essere decisa, con piena cognizione di causa, senza
preliminarmente procedere ad un approfondimento istruttorio (concretamente, a
una perizia medica specialistica).

 

                            2.3.4.   In una
sentenza di principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V
210, il Tribunale federale ha preso posizione sulle critiche rivolte alla
giurisprudenza federale relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi
di accertamento medico (SAM; art. 72bis cpv. 1 OAI), dal profilo della
conformità alla CEDU e alla Costituzione. In quella pronunzia, l’Alta Corte ha
pure precisato in quali casi il Tribunale cantonale deve allestire direttamente
una perizia giudiziaria e in quali altri può rinviare gli atti all'assicuratore
per un complemento istruttorio.

                                         Il TF ha, al riguardo,
sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" (…)

4.4.1.1 Ist das Gutachten einer
versicherungsinternen oder -externen Stelle nicht schlüssig und kann die offene
Tatfrage nicht anhand anderer Beweismittel geklärt werden, so stellt sich das
Problem, inwieweit die mit der Streitsache befasste Beschwerdeinstanz noch die
Wahl haben soll zwischen einer Rückweisung der Sache an die Verwaltung, damit
diese eine neue oder ergänzende Expertise veranlasse, und der Einholung eines
Gerichtsgutachtens. Das Bundesgericht hat dazu jüngst festgehalten, die den
kantonalen Gerichten zufallende Kompetenz zur vollen Tatsachenprüfung (Art. 61
lit. c ATSG) sei nötigenfalls durch Einholung gerichtlicher Expertisen
auszuschöpfen (BGE 136 V 376 E. 4.2.3 S. 381).
Dies schliesst ein, dass die erstinstanzlichen Gerichte diese Befugnis nicht
ohne Not durch Rückweisung an die Verwaltung delegieren dürfen.

4.4.1.2 Die Vorteile von Gerichtsgutachten
(anstelle einer Rückweisung an die IV-Stelle) liegen in der Straffung des
Gesamtverfahrens und in einer beschleunigten Rechtsgewährung. Die direkte
Durchführung der Beweismassnahme durch die Beschwerdeinstanz mindert das Risiko
von - für die öffentliche Hand und die versicherte Person - unzumutbaren
multiplen Begutachtungen. Zwar gilt die Sozialversicherungsverwaltung mit Blick
auf die differenzierten Aufgaben und die dementsprechend unterschiedliche
funktionelle und instrumentelle Ausstattung der Behörden in der
Instanzenabfolge im Vergleich mit der Justiz als regelmässig besser geeignet,
Entscheidungsgrundlagen zu vervollständigen (BGE 131 V 407 E. 2.1.1 S. 411).
In der hier massgebenden Verfahrenssituation schlägt diese Rechtfertigung für
eine Rückweisung indessen nicht durch.

 

 

4.4.1.3 Die Einschränkung der Befugnis der
Sozialversicherungsgerichte, eine Streitsache zur neuen Begutachtung an die
Verwaltung zurückzuweisen, verhält sich komplementär zu den (gemäss geänderter
Rechtsprechung) bestehenden partizipativen Rechten der versicherten Person im
Zusammenhang mit der Anordnung eines Administrativgutachtens (Art. 44 ATSG;
vgl. oben E. 3.4). Letztere tragen zur prospektiven Chancengleichheit bei,
derweil das Gebot, im Falle einer Beanstandung des Administrativgutachtens eine
Gerichtsexpertise einzuholen, die Waffengleichheit im Prozess gewährleistet, wo
dies nach der konkreten Beweislage angezeigt ist. Insoweit ist die ständige
Rechtsprechung, wonach das (kantonale) Gericht prinzipiell die freie Wahl hat,
bei festgestellter Abklärungsbedürftigkeit die Sache an den Versicherungsträger
zurückzuweisen oder aber selber zur Herstellung der Spruchreife zu schreiten
(vgl. statt vieler ARV 1997 Nr. 18 S. 85 E. 5d mit Hinweisen, C 85/95; Urteil
vom 11. April 2000 E. 3b, H 355/99), zu ändern.

4.4.1.4 Freilich ist es weder unter praktischen
noch rechtlichen Gesichtspunkten - und nicht einmal aus Sicht des Anliegens,
die Einwirkungsmöglichkeiten auf die Erhebung des medizinischen Sachverhalts
fair zu verteilen - angebracht, in jedem Beschwerdefall auf der Grundlage eines
Gerichtsgutachtens zu urteilen. Insbesondere ist der Umstand, dass die MEDAS
von der Invalidenversicherung finanziert werden, kein genügendes Motiv dafür.
Doch drängt sich auf, dass die Beschwerdeinstanz im Regelfall ein
Gerichtsgutachten einholt, wenn sie einen (im Verwaltungsverfahren anderweitig
erhobenen) medizinischen Sachverhalt überhaupt für gutachtlich abklärungsbedürftig
hält oder wenn eine Administrativexpertise in einem rechtserheblichen Punkt
nicht beweiskräftig ist (vgl. die Kritik an der bisherigen Rückweisungspraxis
bei Niederberger, a.a.O., S. 144 ff.). Die betreffende Beweiserhebung erfolgt
alsdann vor der - anschliessend reformatorisch entscheidenden -
Beschwerdeinstanz selber statt über eine Rückweisung an die Verwaltung. Eine
Rückweisung an die IV-Stelle bleibt hingegen möglich, wenn sie allein in der
notwendigen Erhebung einer bisher vollständig ungeklärten Frage begründet ist.
Ausserdem bleibt es dem kantonalen Gericht (unter dem Aspekt der
Verfahrensgarantien) unbenommen, eine Sache zurückzuweisen, wenn lediglich eine
Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen
erforderlich ist (siehe beispielsweise das Urteil 9C_646/2010 vom 23. Februar
2011 E. 4; vgl. auch SVR 2010 IV Nr. 49 S. 151 E. 3.5, 9C_85/2009)”. 

                                         (DTF 137 V 263-265)

 

 

                                         In
una sentenza 8C_59/2011 del 10 agosto 2011 - dunque successiva a quella
pubblicata in DTF 137 V 210 -, emanata in materia di assicurazione contro gli
infortuni, il Tribunale federale ha ribadito i principi sviluppati nella DTF
135 V 465, in particolare che, in presenza di dubbi circa l’affidabilità di
rapporti allestiti da medici di fiducia, il giudice (cantonale) é libero
di scegliere se ordinare direttamente una perizia giudiziaria oppure rinviare
gli atti all’amministrazione affinché disponga essa stessa una perizia seguendo
la procedura di cui all’art. 44 LPGA.

 

                                         La
fattispecie sub judice non richiede semplicemente una precisazione o un
chiarimento. Va però rilevato che l’Istituto assicuratore ha omesso di
delucidare compiutamente un aspetto rilevante della fattispecie, ovvero quello
dell’eziologia dei disturbi denunciati dall’assicurato al rachide cervicale.
Per il TCA sono pertanto realizzati i presupposti per un rinvio degli atti
all’amministrazione (cfr. STF 8C_59/2011 del 10 agosto 2011 e DTF 135 V 465; si
veda pure la STCA 35.2011.10 del 12 ottobre 2011, cresciuta in giudicato). 

 

                                         Per le
ragioni già diffusamente esposte al considerando 2.3.3.,
si giustifica pertanto l’annullamento della decisione su opposizione impugnata.
L’assicuratore LAINF resistente, a cui gli atti vengono dunque retrocessi,
dovrà disporre un approfondimento istruttorio (concretamente, una
perizia medica da parte di uno specialista in reumatologia/ortopedia) e, alla
luce dei relativi esiti, esprimersi nuovamente sulla causalità dei disturbi
psichici e quindi definire di nuovo il diritto a prestazioni dell’assicurato, a
decorrere dal 1° luglio 2013.

 

                               2.4.   L'assicurato ha
chiesto di essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria con il
gratuito patrocinio dell’avvRA 1 (cfr. doc. I).

 

                                         Visto
l'esito del ricorso, l'assicurato, patrocinato da un avvocato, ha diritto al
versamento da parte dell’CO 1 di fr. 1'500 a titolo di ripetibili.

                                         Secondo la
costante giurisprudenza federale, l'assegnazione di ripetibili rende priva
d'oggetto l'istanza di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (DTF 124
V 309 consid. 6; STF I 911/06 del 2 febbraio 2007).

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è accolto ai sensi dei considerandi. 

                                         §    La decisione su
opposizione impugnata é annullata.

                                         §§ La
causa é retrocessa all’CO 1 affinché proceda conformemente a quanto indicato al
considerando 

                                              2.3.4.
in fine.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

                                         L’CO 1 verserà
all’assicurato l’importo di fr. 1’500 (IVA inclusa) a titolo di indennità per
ripetibili, ciò che rende priva d'oggetto l'istanza di assistenza giudiziaria
con gratuito patrocinio.

.

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti