# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a9e2eb02-a9d2-55c4-9d50-b44f1ee353be
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 09.03.2010 (pubblicato) 16.2000.00010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2000-00010_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2000.00010

  	
  Lugano

  13 aprile
  2000/rf

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 20
gennaio 2000 presentato da

 

	
   

  	
  __________ 

  patr. dall'avv. __________ 

   

  
	
   

  	
   

  Contro

  	 

 

 

la sentenza 4 gennaio 2000 del Pretore della
giurisdizione di Locarno-Campagna nella causa a procedura inappellabile
promossa con istanza 8 luglio 1999 da

 

 

	
   

  	
  __________ 

  patr. dall'avv. __________ 

   

  

 

 

con la quale gli istanti hanno chiesto il
pagamento di fr. 2'242.- a titolo di risarcimento 

danni, domanda accolta dal primo giudice,

 

 

letti ed esaminati gli atti

 

 

 

 

considerato

 

in fatto e in diritto:

 

                                   1.   __________ e __________ sono comproprietari della part. n.
__________ RFD __________ sulla quale è edificata la loro casa di abitazione,
mentre __________ è proprietaria della confinante part. __________ sulla quale
è pure edificata una casa di abitazione. Nel 1998 quest'ultima ha eseguito
lavori di riattazione del suo stabile, tra i quali l'innalzamento del muro
divisorio a confine con la costruzione __________ A seguito di quest'intervento,
durante il quale sarebbe stata staccata o comunque danneggiata la conversa del
tetto __________ a ridosso del muro divisorio, gli istanti sostengono di aver
riscontrato infiltrazioni d'acqua nella loro abitazione (e più precisamente
nella mansarda e sulla parete esterna lato ovest della casa). Dopo una
procedura di conciliazione nell'ambito della quale è stata allestita una
perizia giudiziaria ad opera dell'ing__________i, perizia che per __________ e
__________ comproverebbe come la causa delle infiltrazioni di acqua nella loro
proprietà sarebbe da ricondurre al danneggiamento della conversa di contromuro
da parte della vicina, essi hanno inoltrato l'istanza 8 luglio 1999 con la
quale hanno chiesto la condanna di __________ al pagamento di fr. 2'242.-.
Quest'importo comprende: le spese peritali della procedura di conciliazione
(fr. 1'892.-) che con ordinanza 17 maggio 1999 il pretore ha posto a carico
della parte responsabile delle infiltrazioni di umidità, le spese giudiziarie
relative a quest'ordinanza (fr. 50.-) e i costi per la riparazione della
conversa a muro (fr. 300.-). La convenuta si è opposta alla pretesa avversaria
contestando di essere in qualche modo responsabile del danno lamentato dagli
istanti. Essa ha in particolare contestato che sia stato il suo intervento di
innalzamento del muro divisorio a cagionare le infiltrazioni di umidità
nell'abitazione dei vicini, ritenuto che durante questi lavori non sono state
toccate né tantomeno danneggiate le converse del tetto degli istanti.

 

                                   2.   Con il querelato giudizio il primo giudice, pur ammettendo le
carenze probatorie degli istanti che non sono riusciti ad apportare la prova
certa che sia stata la convenuta durante i lavori di riattazione del suo
stabile a danneggiare la conversa di contromuro, ha nondimeno accolto
l'istanza. Il pretore è infatti giunto a questa conclusione sulla base di prove
indiziarie, considerando in particolare il fatto che prima dell'intervento
della convenuta gli istanti non avevano mai lamentato la presenza di umidità
nella loro casa, che causa dell'infiltrazione è la deformazione del bordo di
una conversa e che molto verosimilmente ciò è accaduto quando gli operai
incaricati dalla convenuta hanno dovuto lavorare sul tetto degli istanti, in
particolare per provvedere all'innalzamento del muro a confine tra le due
costruzioni.

 

                                   3.   Con
il presente tempestivo gravame __________ è insorta contro il predetto giudizio
postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art.
327 lett. g CPC. La ricorrente rimprovera al primo giudice di aver erroneamente
applicato il diritto sostanziale e di aver arbitrariamente valutato le prove,
in particolare per aver disatteso l'art. 8 CC che regola l'onere della prova di
cui erano gravati gli istanti.

 

                                         Con osservazioni
14 febbraio 2000 la controparte postula la reiezione del ricorso. 

 

                                   4.   Giusta
l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può
essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto
materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti
di causa o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una
decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio
giuridico chiaro e indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il
sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non
vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere
manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può
essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe
immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta
solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione
palese con la situazione reale,  non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di
un diritto certo (DTF 125 I 168 consid. 2a).

 

                                   5.   In
virtù dell'art. 679 CC chiunque è danneggiato o minacciato di un danno perché
un proprietario trascende nell’esercizio del suo diritto di proprietà, può
chiedere la cessazione della molestia o un provvedimento contro il danno temuto
e il risarcimento del danno. La violazione dei diritti di vicinato implica
l’esistenza di un eccesso nell’esercizio del diritto di proprietà, un effetto
dannoso attuale o altamente verosimile e l’esistenza di un nesso di causalità
tra l’eccesso e il pregiudizio (ICCA 9 maggio 1997 in re M. c. N.; 14
dicembre 1996 in re E. c. R. e llcc.; Meier-Hayoz, Berner Kommentar, n.
111 ad art. 679 CC, Steinauer, Les droits réels, vol. II, ed. 2., n.
1909 e segg.). Sulla base del principio generale dell'art. 8 CC, spetta alla
parte che intende dedurre il proprio diritto da una circostanza di fatto
l’obbligo di provare tale circostanza, ritenuto che la mancanza della prova dei
fatti costitutivi del diritto obbliga il giudice a decidere in sfavore di chi
ne ha asserito l’esistenza (Kummer, Berner Kommentar, n. 20 ad art. 8
CC). In quest'ottica spettava quindi agli istanti provare l'esistenza di un
nesso causale tra l'intervento di ristrutturazione posto in atto dalla
convenuta e le infiltrazioni d'acqua da loro subite. 

 

                                         Accertato
a chi compete l'onere della prova, il giudice deve valutare secondo il suo
libero convincimento quale sia la forza probatoria degli elementi dalla stessa
forniti e, di conseguenza, se un certo fatto debba o meno ritenersi provato (DTF
84 II 33, 80 II 298; Rep. 1989 p. 440; IICCA 31 luglio 1995 in re
F./T. SA; Kummer, op. cit., n. 64 ad art. 8 CC). Il principio del libero
convincimento sancito da questo disposto non esime il giudice dall’esigere una
prova certa del fatto da provare (Cocchi / Trezzini, CPC-TI, ad art. 90,
m. 8), ritenuto come la prova indiziaria costituisca un caso d'eccezione, nel
senso che la sua ammissibilità è subordinata all’impossibilità di fornire una
prova completa (Rep. 1974 p. 128, 1973 p. 138; Cocchi / Trezzini,
op.cit., ad art. 90, m. 10 e 11). Fattispecie nota alla dottrina e alla
giurisprudenza, dove la cosiddetta gradazione probatoria dipende dalla
situazione concreta (cfr. Cocchi / Trezzini, op. cit, N. 338 e
cit. ivi, in particolare DTF 115 II 440, consid. 6a e 90 II 227 consid.
3, per quanto riguarda la prova del nesso causale adeguato in assenza di
testimoni). 

                                                                                                                         

                                   6.   Nella fattispecie, è anzitutto pacifica l'origine tecnica delle macchie
di umidità lamentate dagli istanti poiché le conclusioni peritali indicate
dall'ing. ____________________ non sono contestate. Dal momento tuttavia che il
perito ha individuato, oltre a determinate caratteristiche della costruzione e
in particolare uno spazio fra la conversa a muro (verso la proprietà
__________) e la conversa del camino sul tetto degli istanti, anche l'origine
dell'infiltrazione in corrispondenza con lo schiacciamento (deformazione) del
bordino della conversa di contromuro (teste __________), si pone il problema
dell'individuazione della causa di tale intervento. E' vero che, con
particolare riferimento al teste ____________________ -che per la convenuta ha
svolto la direzione lavori- secondo cui le converse non sono state toccate e
gli operai (durante l'intonacatura del muro) sono passati sulle tegole e non
sulle converse, il pretore avrebbe potuto respingere l'istanza, ovvero
sostenere di non aver disposto di sufficienti elementi di prova. Optando per la
soluzione inversa, egli non ha tuttavia prolato una decisione arbitraria, ossia
insostenibile, irragionevole e in palese contraddizione con la situazione reale
(vedi consid. 4): è addirittura pacifico che, prima dell'intervento
edificatorio della convenuta, la lamentata infiltrazione non esisteva (cfr. istanza)
ed è verosimile che la presenza di operai sul tetto della casa __________, in
particolare impegnati nell'innalzamento del muro di confine, ossia in
corrispondenza con il comignolo che si trova a minima distanza dal confine all'altezza
del punto di deformazione della conversa, abbia causato quel tanto che il
perito ha indicato come origine del pregiudizio. Così facendo, nell'ambito del
suo potere d'apprezzamento esercitato in una fattispecie di difficile, se non
impossibile verifica probatoria (sentenza, penultimo capoverso), il pretore ha
preferito prendere in considerazione gli indizi a sua disposizione. Tanto più
che essi non contraddicono né la perizia o la deposizione __________ (il cui
scopo è stato quello di individuare la causa dell'infiltrazione e non dello
schiacciamento della conversa), né con il teste __________ (interpellato
sull'ipotizzata manipolazione della conversa contromuro), né -tutto sommato-
con il teste __________ il quale ha ammesso di essere stato reso attento
dall'avv. __________ dell'infiltrazione d'acqua nell'ambito di un sopralluogo
successivo alla fine dei lavori e avente per oggetto eventuali "danni
causati durante i lavori di riattazione della casa __________ ". Né appare
del tutto chiara la precisazione dello stesso teste secondo cui gli operai
avrebbero camminato sulle sole tegole "durante l'intonacatura del
muro", mentre egli stesso descrive in modo più ampio l'intervento in
discussione: "Di quel muro sono stati asportati parte dei sassi preesistenti
e sostituiti con mattoni". Il ricorso deve pertanto essere respinto.

 

                                   7.   Gli
oneri processuali seguono la soccombenza e sono posti a carico della ricorrente
che rifonderà alla controparte un'adeguata indennità per ripetibili di questa
sede.

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese
l'art. 148 CPC e la LTG

 

pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso per cassazione 20 gennaio 2000 di __________ è
respinto.

 

                                   2.   Le spese e la tassa di giustizia, per complessivi fr. 200.-, già
anticipati dalla ricorrente, restano a suo carico. Essa verserà inoltre alla
controparte la somma di fr. 250.- a titolo di ripetibili.

                                   3.   Intimazione a:

                                         __________

                                      

 

 

                                         

Per la Camera di cassazione civile del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                           La
segretaria