# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9880a7f0-58e3-5e97-80db-68d33d69f00a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2015-02-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.02.2015 C-738/2015
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-738-2015_2015-02-27.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 
 Corte III 

C-738/2015 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 7  f e b b r a i o  2 0 1 5  

Composizione 

 
Giudice Vito Valenti, giudice unico, 

cancelliera Marcella Lurà. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, 

rappresentato dall'avv. Giuseppe Pedone, Studio Legale, 

ricorrente, 

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero (UAIE), 

Avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 

1211 Ginevra 2, 

autorità inferiore. 

 
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione per l'invalidità; non entrata nel merito della 

terza domanda di rendita (decisione del 2 aprile 2014). 

 

 

 

C-738/2015 

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Ritenuto in fatto e considerato in diritto: 

1.  

Il 2 aprile 2014, l'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati 

residenti all'estero (UAIE) ha deciso che, conformemente all'art. 87 cpv. 3 

OAI (RS 831.201), non erano date le condizioni per un esame di merito 

della terza domanda di rendita presentata dall'interessato il 16 aprile 2013, 

non avendo l'assicurato reso plausibile una modifica rilevante del grado 

d'invalidità. 

2.  

Il 3 febbraio 2015, l'interessato ha interposto ricorso contro la menzionata 

decisione dell'UAIE dinanzi al Tribunale amministrativo federale mediante 

il quale ha chiesto di accertare e poi dichiarare il suo diritto a percepire una 

rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità, disponendo a tal fine una 

consulenza medico-legale per la verifica delle sue condizioni psico-fisiche 

invalidanti. Ha segnalato che la tardività del gravame è dovuta "alla sua 

malattia". Ha chiesto pertanto la "rimessione in termini". 

3.  

Il 13 febbraio 2015, l'autorità inferiore ha prodotto, su richiesta di questa 

Corte, copia degli atti dell'incarto dell'UAIE. 

4.  

Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art. 32 

LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione 

con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi 

contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio AI per le persone 

residenti all'estero. 

5.  

In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni sociali 

non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA (RS 

830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili 

all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la LAI 

non deroghi alla LPGA. 

6.  

Benché non abbia richiamato né l'art. 41 LPGA né l'art. 24 cpv. 1 PA, si può 

ritenere che l'insorgente abbia, perlomeno implicitamente, voluto chiedere 

la restituzione del termine ricorsuale. 

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6.1 Sia in applicazione dell'art. 41 LPGA sia in applicazione dell'art. 24 cpv. 

1 PA, la restituzione per l'inosservanza di un termine può essere accordata 

allorquando il richiedente o il suo rappresentante siano stati impediti, senza 

loro colpa, di agire entro il termine stabilito, sempre che l'interessato lo do-

mandi adducendone i motivi e compia l'atto omesso entro 30 giorni dalla 

cessazione dell'impedimento (sentenza del TF 9C_137/2008 del 22 gen-

naio 2009). 

6.2 Secondo giurisprudenza, per impedimento senza colpa bisogna inten-

dere non solo l'impossibilità di agire oggettiva nel senso della forza mag-

giore, bensì anche l'impossibilità soggettiva dovuta a circostanze personali 

o all'errore scusabile (cfr. sentenze del TF 8C_666/2014 del 7 gennaio 

2015 consid. 4.2 e 9C_749/2012 del 26 novembre 2012 consid. 3 nonché 

relativi riferimenti). Tali circostanze devono essere apprezzate in modo og-

gettivo; in particolare, costituisce impedimento senza colpa qualsiasi circo-

stanza che avrebbe impedito ad un richiedente – rispettivamente ad un 

rappresentante – diligente di agire entro il termine. Non basta però che 

l'interessato medesimo sia stato impedito di agire entro il termine stabilito, 

lo stesso dovendo oltre a ciò essere pure stato impossibilitato ad incaricare 

un terzo di compiere gli atti di procedura necessari; non appena sia ogget-

tivamente e soggettivamente esigibile che la persona in oggetto agisca 

personalmente o che affidi a un terzo la salvaguardia dei suoi interessi, 

cessa l'impedimento senza sua colpa (sentenze del TF K 34/03 del 2 luglio 

2003 e I 854/06 del 5 dicembre 2006). Occorre altresì rilevare che, per un 

principio generale, il rappresentato è tenuto a sopportare le conseguenze 

di eventuali omissioni e negligenze commesse dal suo rappresentante 

(sentenza del TF H 321/02 del 28 aprile 2003). 

6.3 Incombe peraltro al richiedente dimostrare la tempestività della do-

manda di restituzione, motivare la domanda medesima e compiere l'atto 

omesso nel termine di 30 giorni dalla cessazione dell'impedimento. Se non 

è dimostrata la tempestività dell'inoltro della domanda di restituzione o la 

domanda stessa non è motivata o non è stato compiuto l'atto omesso nel 

termine previsto dalla legge, la domanda stessa è inammissibile (YVES 

DONZALLAZ, Loi sur le Tribunal fédéral, Commentaire, 2008, art. 50 n. 1359 

e 1370; sentenza del TF 1F_20/2008 del 2 ottobre 2008 e relativo riferi-

mento). 

6.4 Questo Tribunale osserva, preliminarmente, che dagli atti di causa 

emerge che il ricorrente con procura del 9 aprile 2013 aveva conferito man-

dato al Patronato Acli di B._______ di rappresentarlo nell'ambito della pro-

cedura "relativa a rendita d'invalidità". Non è altresì dato rilevare, dalle 

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carte processuali allo stato in cui si trovavano alla data dell'emanazione 

della decisione impugnata da parte dell'UAIE, alcuna dichiarazione del ri-

corrente di revoca del mandato in favore di tale rappresentante. Certo, il 

ricorso in esame del 3 febbraio 2015 è stato inoltrato per il tramite di un 

nuovo rappresentante, ossia l'avvocato Giuseppe Pedone di C._______. 

Tuttavia, l'impugnata decisione del 2 aprile 2014 era stata validamente no-

tificata al precedente mandatario del ricorrente, il Patronato Acli, dal mo-

mento che la fine di tale precedente mandato non era stata portata alla 

conoscenza dell'autorità inferiore al momento determinante (v., sulla que-

stione, la sentenza del TF 4P.273/2009 del 20 giugno 2000 consid. 5c). 

6.5 Nel caso in esame, non è altresì, e fra l'altro, stato indicato, tantomeno 

in qualche modo corroborato, che l'atto omesso, ossia l'inoltro di un ricorso 

contro la decisione dell'UAIE del 2 aprile 2014, sia stato compiuto nel ter-

mine di 30 giorni dalla cessazione dell'impedimento (alcuna indicazione sul 

momento della cessazione dell'evocato impedimento dell'istante/ricor-

rente). Per conseguenza, la domanda di restituzione del termine ricorsuale 

è inammissibile (cfr. considerando 6.3 del presente giudizio). 

6.6  

6.6.1 Può essere tutt'al più ancora rilevato che il ricorrente, nell'atto del 3 

febbraio 2015, ha preteso d'essere stato impossibilitato, per malattia, d'i-

noltrare in tempo un ricorso contro la decisione dell'UAIE del 2 aprile 2014. 

Secondo giurisprudenza, una grave malattia contratta improvvisamente 

può costituire un impedimento non colposo e può di conseguenza giustifi-

care una domanda di restituzione dei termini se l'interessato medesimo è 

stato impedito di agire entro il termine stabilito e se inoltre egli non è stato 

in grado d'incaricare un terzo di compiere gli atti di procedura necessari 

(sentenza del TF 8C_666/2014 del 7 gennaio 2015 consid. 4.2). 

6.6.2 Orbene, l'istante non ha però motivato la propria domanda di restitu-

zione del termine ricorsuale. In particolare, non ha fornito spiegazione al-

cuna sulla ragione per cui il suo stato di salute psichico-fisico non gli 

avrebbe consentito né di presentare tempestivamente ricorso contro l'im-

pugnata decisione del 2 aprile 2014 né di incaricare una terza persona di 

compiere tempestivamente gli atti di procedura necessari, anche tenuto 

conto del ricovero ospedaliero per depressione maggiore con comporta-

mento psicotico dal 28 maggio al 17 giugno 2014 (v. lettera di dimissione 

del Servizio Psichiatrico di D._______). Pure per questo motivo l'istanza di 

restituzione dei termini è inammissibile. 

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6.6.3 Per sovrabbondanza, giova rilevare che i documenti medici agli atti 

diagnosticano certo una sindrome schizoaffettiva in trattamento neurolet-

tico (oltre a diabete mellito di tipo II in trattamento con ipoglicemizzanti orali, 

ipertensione arteriosa e spondiloartrosi), precisano che il ricorrente è in 

cura presso un centro di salute mentale dal 2009 e postulano un'attenzione 

alla guida ed alle attività che necessitano di adeguata sorveglianza (v., in 

particolare, perizia medica E 213 del maggio 2013, rapporto di visita psi-

chiatrica del giugno 2013 e rapporto psichiatrico dell'ottobre 2013). Anche 

ad un esame d'ufficio degli atti di causa, non appare comunque emergere 

una malattia grave e improvvisa del ricorrente che gli avrebbe potuto im-

pedire in particolare di incaricare una terza persona di inoltrare ricorso. Pe-

raltro, non è dato sapere per quale motivo il precedente rappresentante – 

dalle carte processuali non risulta che il mandato conferito al Patronato Acli 

il 9 aprile 2013 sia stato revocato nel periodo determinante – non abbia 

presentato tempestivamente un ricorso, se del caso almeno a titolo caute-

lativo, contro la decisione dell'UAIE del 2 aprile 2014, fermo restando che 

la nozione d'impedimento non colpevole non comprende un qualsivoglia 

problema d'organizzazione tra l'istante e il suo rappresentante (sentenza 

del TF 1B_226/2008 del 29 settembre 2008 consid. 7), tanto meno semplici 

dimenticanze dell'uno o dell'altro, ritenuto altresì che il comportamento del 

rappresentante va comunque ascritto al rappresentato (sentenza del TF 

1C_249/2008 del 9 giugno 2008 consid. 1.2; cfr. YVES DONZALLAZ, op. cit., 

art. 50 n. 1342). 

6.6.4 Ne discende la domanda di restituzione del termine ricorsuale è 

inammissibile, fermo restando che anche qualora si fosse per denegata 

ipotesi effettuato un esame di merito, l'istanza avrebbe comunque dovuto 

essere respinta siccome manifestamente infondata. 

7.  

Per quanto attiene all'ammissibilità del ricorso, occorre osservare che giu-

sta l'art. 60 LPGA, per rimando dell'art. 1 cpv. 1 LAI, il ricorso deve essere 

depositato entro trenta giorni dalla notificazione della decisione impugnata. 

Considerato che, nell'atto del 3 febbraio 2015, il rappresentante del ricor-

rente ha riconosciuto egli stesso che il termine (di 30 giorni) per inoltrare 

un ricorso contro la decisione dell'UAIE del 2 aprile 2014 è (già) scaduto, il 

ricorso inoltrato il 3 febbraio 2015 lo è stato tardivamente. Per conse-

guenza, in considerazione pure del suesposto esito della domanda di re-

stituzione dei termini, il ricorso in esame è inammissibile. 

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8.  

Questo Tribunale rileva infine che, nel gravame del 3 febbraio 2015, l'in-

sorgente ha formulato una richiesta volta ad un'udienza di discussione del 

ricorso dinanzi a questo Tribunale. A prescindere dal fatto che non è dato 

ben comprendere la natura e lo scopo di tale richiesta, va rilevato che rite-

nuta la manifesta inammissibilità del ricorso, non vi è comunque motivo di 

dare seguito alla richiesta medesima (cfr. DTF 136 I 279 consid. 1 e sen-

tenza del TF 1C_50/2013 del 20 giugno 2013 consid. 2.2 e relativi riferi-

menti). Giova tutt'al più rilevare, a titolo del tutto abbondanziale, che non è 

dato sapere, in assenza d'indicazioni al riguardo da parte del ricorrente, 

per quale ragione la manifesta inammissibilità del ricorso non potrebbe es-

sere decisa con la necessaria attendibilità – conto tenuto dell'insieme delle 

circostanze specifiche della fattispecie – sulla sola base degli atti di causa, 

senza l'ausilio di un'udienza di discussione. 

9.  

Il giudice dell'istruzione decide quale giudice unico la non entrata nel merito 

d'impugnazioni manifestamente inammissibili (art. 23 cpv. 1 lett. b LTAF; v. 

sentenza del TF 1F_20/2008 del 2 ottobre 2008) ritenute altresì le compe-

tenze attribuite al giudice unico dalle leggi federali in materia d'assicura-

zioni sociali (v. in particolare l'art. 85bis cpv. 3 LAVS in combinazione con 

l'art. 69 cpv. 2 LAI e l'art. 23 cpv. 2 LTAF). 

10.  

Per eccezione, non si prelevano spese processuali (art. 63 cpv. 1 PA non-

ché art. 6 lett. b del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle 

spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(dispositivo alla pagina seguente) 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

La domanda del ricorrente del 3 febbraio 2015, intesa quale domanda di 

restituzione del termine ricorsuale, è inammissibile. 

2.  

Il ricorso del 3 febbraio 2015 è inammissibile. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Comunicazione a: 

– rappresentante del ricorrente (Raccomandata con avviso di 

ricevimento) 

– autorità inferiore (n. di rif. ; Raccomandata) 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata) 

 

 

Il giudice unico: 

 

La cancelliera: 

Vito Valenti Marcella Lurà 

 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 

segg. e 100 LTF). Gli atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e 

l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata 

e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi 

di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

 

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