# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0964bd7c-c759-5d9e-9f8f-fdecf6df4998
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-02-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 20.02.2013 42.2012.14
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2012-14_2013-02-20.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  42.2012.14

   

  RS/DC

  	
  Lugano

  20 febbraio
  2013

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Raffaella Sartoris
  Vacchini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 20 settembre 2012
di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 4 settembre
  2012 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e
  dell'inserimento, 6501 Bellinzona 

   

  in materia di assistenza sociale

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   L’Ufficio
del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI), con decisione su reclamo del 4
settembre 2012 (cfr. doc. A1), ha confermato il proprio provvedimento del 9
febbraio 2012 (cfr. doc. 61) con cui ha negato a RI 1 il diritto a una
prestazione assistenziale postulata con domanda del 30 novembre / 29 dicembre 2011, in quanto il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento superava il limite
annuo fissato dal Dipartimento della sanità e della socialità. 

 

                                         A
motivazione del proprio provvedimento l’amministrazione ha rilevato:

 

" 
(…)

L’Ufficio del sostegno
sociale e dell’inserimento (USSI) ha definito un reddito computabile mensile ai
sensi della LAS pari a fr. 3'422.-- e una sostanza computabile come reddito
pari a fr. 10'168.-- mensili. 

 

Dal calcolo non è
scaturito un fabbisogno scoperto ma una disponibilità eccedente di fr.
10'720.-. e quindi non vi è il diritto ad una corrispondente prestazione
assistenziale mensile.

 

Con il reclamo la signora RI
 1 ha contestato la correttezza della decisione in quanto il reddito annuo non
sarebbe di fr. 16'000.- ma solo di fr. 8'450.- per il 2010 e ancora minore per
il 2011 e contesta il valore locativo di fr. 8'805.- in quanto inesistente
mentre gli altri dati sono esatti. In definitiva il reddito annuo (2010)
anziché di fr. 41'072.- sarebbe di soli fr. 24'717.-.

 

In concreto gli importi
considerati dall’USSI non sono smentiti da una decisione di tassazione
cresciuta in giudicato, determinante per i dati che l’USSI deve considerare. Al
contrario i dati sono conformi alla recente decisione di prestazione
complementare 1.1.2012, quindi alla situazione recente.

 

In ogni caso non vi
sarebbe un diritto ad una prestazione mensile di assistenza, la quale è
sussidiaria alle altre prestazioni o risorse private del richiedente, in quanto
il reclamante ha una sostanza immobiliare diversa dall’abitazione primaria, con
un valore di 180'000.-, ritenuta nella misura di fr. 122'021.-, quale sostanza
come reddito per fr. 10'168, mensili con contestati.

 

Ne risulta una
disponibilità che esclude il diritto alla prestazione di assistenza.

(…)” (Doc. A1)

 

                               1.2.   Contro la
decisione su reclamo del 4 settembre 2012 RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel quale ha chiesto la concessione di prestazioni
assistenziali.

                                         

                                         A
sostegno della propria pretesa ricorsuale, l’insorgente ha segnatamente
addotto:

 

" 
(…) vi prego cortesemente di voler prendere in
considerazione che la situazione attuale mia e del signor __________ con il
quale condivido l’appartamento è la seguente:

 

 

                                                                                      MENSILE          ANNUO

RI 1Cassa pensione __________
(ex marito)        fr. 360.00                fr. 4'320.00

NESSUNA ALTRA ENTRATA

 

 

__________

Rendita AI – mensile                         fr.
434.00             fr. 5'208.00

PC – mensile                                    fr.
371.00             fr. 4'452.00

Rendita __________ – trimestralmente                  fr.
515.80                fr. 2'063.20

Reddito dal negozio anno 2011        fr. 9'028.15          fr.
9'028.15

 

TOTALE ENTRATE                                                      fr.
25'071.35

 

 

Uscite

 

Affitto appart.Via __________           fr. 1'627.50          fr.
19'530.00

Cassa malati RI 1                             fr.
114.50             fr. 1'374.00

Cassa malati __________                                      fr.
36.00                  fr. 432.00

A ex moglie __________                  

per divorzio                                       fr.
1'000.00          fr. 12'000.00

 

TOTALE USCITE                                                          fr.
33'336.00

 

Come è
già stato spiegato all’ufficio di tassazione di __________ per la definizione
della tassazione 2010, il negozio non è in grado di pagare un franco di affitto
al signor __________, per cui l’investimento immobiliare non dà reddito e
inoltre non si riesce nemmeno a pagare le spese condominiali già arretrate
(vedi allegato).

 

Per
questi motivi chiedo cortesemente di voler riesaminare il caso, restando a
disposizione per una più ampia spiegazione durante un colloquio, se desiderato.

 

Attualmente
si riesce a far fronte a questa situazione debitoria solamente col saltuario
aiuto che viene dalla figlia di __________, __________, che però non potrà più
farlo a lungo in quanto ha una sua famiglia.

(…)”
(Doc. I)

 

                               1.3.   L’USSI, in
risposta, ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF
9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H
180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA
H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00
del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26
ottobre 1999).

 

 

                                         Nel
merito

                                      

                               2.2.   Oggetto del
contendere è la questione di sapere se a ragione oppure no l’USSI ha negato a RI
1 una prestazione assistenziale.

 

                                         L’intervento
della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla
Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las). 

                                         Tale
normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran
Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289
segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

                                         Questi
cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26
giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in
vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

 

                                         Il 1°
ottobre 2006 sono, peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della
Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU
40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).

 

                               2.3.   L'art. 1 Las
stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti
della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla
legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti
stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

                                         Le
prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e
professionale dei beneficiari (cpv. 2).

 

                                         L'art. 2
della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al
cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono
complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni
sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi
cantonali". 

 

                                         Il cpv. 2
precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente
dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre
prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento
delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

                                         L’art. 13
Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che 

 

" 
Le prestazioni sociali di complemento
armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1,
ritenuto che:

a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento
vanno erogate le partecipazioni al premio
dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di
riferimento hanno diritto;

b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto
dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;

c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la
precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona
dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."

 

                                         Inoltre giusta l’art. 2
cpv. 1 Laps:

 

" 
Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:

a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie
previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo
1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;

b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del
1° febbraio 1990;

c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1°
febbraio 1990;

d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la
riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1°
febbraio 1990;

e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul
rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;

f)  l’assegno integrativo
previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;

g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di
famiglia dell’11 giugno 1996;

h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza
sociale dell’8 marzo 1971."

 

                                         Anche dal
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8,
si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi
dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i
residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la
riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante
il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli
e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono
l’ultimo intervento sociale. 

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti
preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette
(art. 17).

                                         Al
riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare
alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2
Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9,
10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

                                         La
natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali
propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa
legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).

 

                                         Esse si
suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las). 

                                         Questa distinzione si basa
su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di
bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del
Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8
maggio 2002, pag. 3).

                                         Inoltre
le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.
3 Las).

 

                                         Relativamente
alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

 

" 
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono
la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai
sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola
carattere ricorrente. (cpv. 2)."

 

                                         Ex art.
19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:

 

" 
La soglia d’intervento per le prestazioni
assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto
delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale."

 

                                         L’art. 19
Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in
deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI.

 

                                         La Las
rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle
istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da
molti anni, come altri Cantoni.

                                         L’ammontare
della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della
COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Nel
Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione
della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può
configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione
federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero
si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei
singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.

 

                                         Il
Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e
1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della
Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento), il 21 dicembre 2010, sentito il parere dell’USSI e della
Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato che la COSAS,
il 21 ottobre 2010, ha adottato una nuova versione delle «direttive per il
calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr. "Inciter et intégrer: le
système des nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre
2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.), in vigore dal 1° gennaio 2011 - che la
Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare -,
come pure che tale modifica prevede l’adeguamento al rincaro sulla base
dell’indice dei salari e dei prezzi del forfait di mantenimento in ambito di
assistenza sociale, in analogia a quanto avviene nell’ambito delle rendite AVS
AI e delle prestazioni complementari, e che per il 2011 è stato deciso un
adattamento al rincaro pari al 1.75% del forfait di mantenimento, che a far
tempo dal 1° gennaio 2011 la soglia di intervento corrisponde:

 

" 
A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione

 

	
  Persona
  dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale

  	
  Forfait
  globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS)

  (fr./mese)

  	
  Supplemento
  d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)

  (fr./mese)

  	
  Totale

   

   

   

  (fr./mese)

  
	
  1
  persona

  	
   
  977.--

  	
  100.--

  	
  1077.--

  
	
  2
  persone

  	
  1495.--

  	
  100.--

  	
  1595.--

  
	
  3
  persone

  	
  1818.--

  	
  100.--

  	
  1918.--

  
	
  4
  persone

  	
  2090.--

  	
  100.--

  	
  2190.--

  
	
  5
  persone

  	
  2364.--

  	
  100.--

  	
  2464.--

  
	
  6
  persone

  	
  2638.--

  	
  100.--

  	
  2738.--

  
	
  7
  persone

  	
  2912.--

  	
  100.--

  	
  3012.--

  
	
  Per
  ogni persona supplementare

  	
  +
  272.--

  	
  -

  	
  +272.--

  

B.
  Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più
(ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS).

Per unità di
riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di
cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato per la terza
persona di 16 o più anni di età e per le successive:

l'importo di tale
supplemento è di 210.-- fr./mese per ognuna di queste persone." 

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle
prestazioni assistenziali per il 2011 in BU 1/2011 del 14 gennaio 2011 pag. 35-36)

 

                                         Tali
importi sono stati mantenuti anche per il 2012 (cfr. Direttive riguardanti gli
importi delle prestazioni assistenziali per il 2012 del 16 dicembre 2011).

 

                               2.5.   L’art. 22
Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

 

" 
Il reddito disponibile residuale è quello
definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti: 

 

a) Reddito computabile: 

    1.  vengono
computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul
diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte
dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente; 

    2.
 la sostanza netta viene computata
interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,
per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una
coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio
minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie
a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la
sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile; 

    3.  vengono
interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di
riferimento. 

    4.
 Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e
immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.

 

b) Spesa vincolata: 

    1.  non
vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps); 

    2.  non
vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps; 

    3.  non
vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps; 

    4.  le
spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino
all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

 

c)
Spesa per l’alloggio

    Per
il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato
delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9
Laps" 

 

                                         Il
reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui
all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli
art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei
redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti
l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

 

                                         L'art. 6
Laps regolamenta così il reddito computabile:

 

" 
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi: 

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

 

b) ... 

c) ... 

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità; 

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992; 

f)  1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la
deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle
famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1)

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e
le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

 

                                         Giova
rilevare che l’art. 6 cpv. 1 lett. f Laps è stato modificato con effetto a
decorrere dal 15 febbraio 2013.

                                         Il nuovo
tenore è il seguente:

 

"  f)  1/15
della sostanza netta, nella misura in cui supera CHF 100'000 

                                        per
l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, CHF 10'000.- per una
persona sola, CHF 20'000 per una coppia (coniugi o partner registrati o
conviventi) e CHF 2'000.- per ogni figlio minorenne o maggiorenne non
economicamente indipendente facente parte dell’unità di riferimento.” (cfr. BU
9/2013 del 15 febbraio 2013)

 

                                         La spesa
computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate
e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 8 Laps:

 

" 
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese: 

a) le
spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale
misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle
persone con attività lucrativa salariata;

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT; 

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f)  i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui 

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

    un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime
non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro; 

g)                                                                            i
premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al
momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo del
premio medio di riferimento;

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente
assicurate; 

i)  ... 

j)  … . (cpv. 1) 

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi: 

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 LT, maggiorato di 3000 fr.; 

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

" 
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di: 

 

a) per le unità                             importo
riconosciuto dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle
prestazioni complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI
per la persona sola

 

      b) per le unità di                      importo
riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi

 

      c)                                            per
le unità di      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più
di due persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato 

                                                   del
20%

(cpv. 1)

 

Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 5
cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle
spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°
gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--
per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle
prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo
concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI
del 20 dicembre 2005).

                                         Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.

                                         

                                         Le
deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della
spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e
autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a
determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione
di bisogno del richiedente.

                                         Alcune
entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai
redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi
della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in
adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

                                         La
sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto
al conteggio nell’ambito Laps.

 

                                         Dal calcolo
delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali le
rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni
assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona
priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a
disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

                                         Infine il
limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è
inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a
Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

 

                               2.6.   L’USSI, con
decisione del 9 febbraio 2012, confermata dalla decisione su reclamo del 4
settembre 2012, ha negato alla ricorrente il diritto a una prestazione
assistenziale postulata il

                                         30
novembre / 29 dicembre 2011, in quanto il reddito disponibile residuale della
sua unità di riferimento superava il limite annuo fissato dal Dipartimento
della sanità e della socialità, in particolare tramite il computo della
sostanza immobiliare di proprietà del convivente della stessa (cfr. doc. 61;
A1; consid. 1.2.).

 

                                         L’insorgente
ha contestato il modo di procedere dell’amministrazione, rilevando in buona
sostanza che le uscite della sua unità di riferimento composta della stessa e
di __________, costituite della spesa della pigione, dei premi della cassa
malati, nonché degli alimenti per l’ex moglie del suo compagno di complessivi
fr. 33'336.-- all’anno sono superiori alle entrate (rendite + reddito da
negozio) di fr. 25'071.35 annui.

                                         La
ricorrente ha, inoltre, fatto valere che l’investimento immobiliare effettuato
dal convivente non fornisce alcun reddito, visto che dal negozio non perviene
alcun affitto. Al contrario risulta difficile pagare le spese condominiali già arretrate
(cfr. I).

 

                               2.7.   Chiamata a
pronunciarsi in merito al caso di specie, questa Corte, dapprima, rileva che nel
caso di specie a ragione l’USSI nell’unità di riferimento della ricorrente ha
considerato quest’ultima e il suo convivente __________, a esclusione della
figlia dell’insorgente, __________ (cfr. doc. 62).

 

                                         In
effetti, è vero che __________ è nata nel 1989 e vive nell’appartamento preso
in locazione dalla ricorrente e da __________ a __________ (cfr. doc. 156;
sistema informatico relativo alla banca dati MOVPOP che gestisce l’anagrafe
della popolazione del Cantone Ticino).

 

                                         E’
altrettanto vero, tuttavia, che nel reclamo interposto contro la decisione del
9 febbraio 2012 di diniego delle prestazioni assistenziali è stato precisato
che __________ ha terminato gli studi ma è senza lavoro (cfr. doc 27-28).

 

                                         L’art. 4
Laps, concernente l’unità di riferimento, prevede che:

 

"  1L’unità
di riferimento è costituita:

a) dal titolare del diritto;

b) dal coniuge o dal partner registrato;

c) dal partner convivente, se la convivenza è considerata stabile;

d) dai figli minorenni di cui essi hanno l’autorità parentale;

e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente
indipendenti.

2-7…”

 

                                         La Las
deroga al regime introdotto dalla Laps in relazione alla determinazione
dell’unità di riferimento unicamente con l’art. 21, il cui tenore è il
seguente:

 

" 
1In deroga all’art. 4 Laps, se il titolare del diritto è un figlio
maggiorenne non economicamente indipendente e il reddito disponibile residuale
della sua unità di riferimento supera la soglia di intervento delle prestazioni
assistenziali, dall’unità di riferimento vengono esclusi i genitori che non
ottemperano al loro obbligo di mantenimento ai sensi dell’art. 277 CCS.

2In caso di rigore, l’autorità competente può pure escludere
dall’unità di riferimento altri membri che non ottemperano ai loro obblighi di
mantenimento o di assistenza nei confronti del titolare del diritto, ai sensi
degli art. 159, 163, 276, 328 e 329 CCS.”

 

                                         L'unità
economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde
alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr.
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).

 

                                         Relativamente
al concetto di figli maggiorenni non economicamente indipendenti, di cui
all’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps, l’art. 2 Reg.Laps enuncia:

 

"  1Una
persona maggiorenne non è economicamente indipendente se, cumulativamente:

a) ha meno di 30 anni;

b) non è
sposata, legalmente divorziata, separata o vedova, non è o non è stata
vincolata da un’unione domestica registrata;

c) non ha figli;

d) è in prima formazione.

2Vi è prima formazione ai sensi del cpv. 1 lett. d) quando,
senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi, una persona
maggiorenne frequenta una formazione del livello seguente:

a) primario, secondario 1, oppure secondario 2 di tipo
propedeutico;

b) secondario 2
di tipo professionale o terziario non universitario, se non possiede già un
titolo dello stesso livello o di livello superiore;

c) terziario di
tipo universitario professionale e accademico compresa la frequenza del biennio
che completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se non
possiede già un titolo di livello terziario;

d) perfezionamento
linguistico dopo una formazione di livello secondario 2.

3…” (La sottolineatura è del redattore)

 

                                         In
proposito è utile segnalare che con STCA 39.2011.6 del 21 maggio 2012, destinata
alla pubblicazione in RtiD I-2013, questa Corte ha stabilito che per valutare
se un figlio maggiorenne con meno di 30 anni non sposato, legalmente
divorziato, sperato o vedovo, non vincolato da un’unione domestica registrata,
senza figli e in prima formazione (art. 2 cpv. 1 lett. a, b, c, d Reg.Laps)
vada o meno considerato nell’unità di riferimento dei genitori non si può
prescindere dall’esame della sua situazione economica.

                                         Se il
figlio ossequia i quattro presupposti di cui all’art. 2 cpv. 1 lett. a, b, c, d
Reg.Laps e non risulta in grado di provvedere al proprio sostentamento, egli
rientrerà nell’unità di riferimento dei genitori.

                                         Se,
invece, il figlio adempie le quattro condizioni di cui all’art. 2 cpv. 1 lett.
a, b, c, d Reg.Laps ma, grazie alle proprie risorse può mantenersi
completamente, egli non sarà compreso nell’unità di riferimento dei genitori, a
meno che lo stesso viva in condizioni agiate ai sensi dell’art. 328 CC e sia,
quindi, tenuto all’assistenza tra parenti in linea ascendente.

 

                                         In
concreto la figlia della ricorrente, avendo terminato gli studi, non risulta
più essere in prima formazione, per cui non rientra nell’unità di riferimento
dell’insorgente.

 

                               2.8.   Il TCA
ritiene, poi, utile sottolineare, in primo luogo, che nell’ambito
dell’assistenza sociale vige il principio della sussidiarietà di cui agli art.
2 Las e 13 Laps (cfr. consid. 2.3.). 

 

                                         Da tale
principio risulta che l’erogazione di prestazioni assistenziali viene
riconosciuta soltanto qualora un richiedente non sia in grado di provvedere
alle proprie necessità tramite sforzo personale oppure prestazioni a cui sono
tenuti dei terzi o, ancora, mediante prestazioni volontarie da parte di terzi.

 

                                         A
tale proposito cfr. STFA K 22/04 del 22 ottobre 2004 consid. 2.3.1.,
pubblicata in RAMI 2005 pag. 30, come pure la DTF 137 V 143.

 

                               2.9.   In
secondo luogo, il TCA ricorda che ai sensi dell’art. 22 lett.
a cfr. 2 Las (cfr. consid. 2.5.) la sostanza
netta viene computata interamente nella misura in cui supera 100’000 fr.
per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una
persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o conviventi con figli in comune)
e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente
indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono essere concesse in
casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse
difficilmente liquidabile.

 

                                         L’art. 41
cpv. 1 Legge tributaria (LT), a cui fa riferimento la Laps alla quale la Las rinvia, enuncia, poi, che sono imponibili tutti gli attivi mobiliari e
immobiliari.

 

                                         Le
direttive della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale
(COSAS) del 2005 al punto E.2.2 aggiornato nel dicembre 2008, relativo al
computo della sostanza immobiliare, prevedono, del resto, che non esiste, per
principio, il diritto a conservare una sostanza immobiliare. 

                                         I beni
immobiliari (in particolare gli stabili e le parti di comproprietà) in possesso
di un beneficiario sono considerati quali risorse private del medesimo. I
proprietari di beni immobiliari non devono essere soggetti a un trattamento
diverso rispetto ai detentori di risparmi o titoli.

                                         Nei casi
in cui la prestazione di sostegno sociale fosse poco rilevante, o se
l’intervento rappresenta un contributo solo momentaneo, o se il ricavato della
vendita del bene fosse troppo esiguo, l’autorità del sostegno sociale potrà
rinunciare a esigere la liquidazione del bene immobile.

                                         Sempre
secondo la direttiva, i beni immobiliari situati all’estero sono da considerare,
per principio, come quelli che si trovano in Svizzera.

                                         Se
l’autorità competente giudica opportuno che il beneficiario possa conservare
l’immobile, si tratterà d’iscrivere un’ipoteca legale esigibile al momento
dell’alienazione dell’immobile o del decesso del beneficiario.

 

                             2.10.   Nel caso di
specie, attentamente esaminata la documentazione agli atti, il TCA non può che
approvare l’operato dell’USSI che ha considerato la sostanza immobiliare di
proprietà del convivente della ricorrente ai fini della determinazione del
diritto a prestazioni assistenziali.

 

                                         Innanzitutto
va osservato che, per quel che concerne il principio della computabilità della
sostanza, essa deve venire presa in considerazione visto il carattere
sussidiario delle prestazioni assistenziali (cfr. consid. 2.3.; 2.8.). 

                                         Per
questo motivo la giurisprudenza e le direttive della COSAS prevedono che di
regola non esiste il diritto di conservare una sostanza immobiliare (cfr.
consid. 2.9.).

                                         Ciò vale
a maggiore ragione per un immobile che non costituisce l'abitazione primaria
del richiedente di prestazioni assistenziali, come quello in questione, visto
che, da una parte, concerne un investimento immobiliare comprensivo di un
negozio gestito da __________ (cfr. doc. I; 91; 27), dall’altra, questi e la
ricorrente abitano in un appartamento preso in locazione (cfr. doc. 156).

 

                                         In
concreto la proprietà immobiliare di __________, trattandosi di un fondo sito a
__________ (cfr. doc. 91), non risulta del resto difficilmente liquidabile, e quindi
non costituisce un caso di rigore che ai sensi dell’art. 22 lett. a cfr. 2 Las
permetterebbe di non computare la sostanza netta (cfr. consid. 2.5.).

 

                                         Per
quanto attiene al valore della sostanza, l’USSI ha fatto riferimento ai dati
emergenti dalla decisione di prestazioni complementari alla rendita AVS/AI del
6 gennaio 2012 emessa a favore di __________ (cfr. doc. 56).

                                         Più
precisamente dalla decisione PC risulta una proprietà fondiaria – abitazione
non primaria del valore di fr. 180'000.--, dei beni mobili per complessivi fr.
10'021.-- e dei debiti ammontanti a fr. 48'000.-- (cfr. doc. 56).

 

                                         L’USSI, a
titolo di sostanza computabile, ha, così, conteggiato l’importo di fr.
122'021.--, ottenuto sommando alla proprietà fondiaria di fr. 180'000.-- l’attivo
mobiliare dell’azienda di fr. 10'021.-- e deducendo fr. 48'000.-- quali debiti
privati, nonché 

                                         fr.
20'000.-- corrispondenti alla quota esente giusta l’art. 22 lett. a cfr. 2 Las
(cfr. doc. 63; consid. 2.5.).

 

                                         Nella
procedura di reclamo la parte ricorrente ha prodotto una decisione di
tassazione dopo reclamo per l’anno 2010 emessa il 31 maggio 2012 da cui si
evince una sostanza immobiliare di fr. 110'909, un attivo della ditta
individuale di fr. 6'693.-- e dei debiti privati di fr. 43'200.-- (cfr. doc.
18).

 

                                         Tale
decisione di tassazione dopo reclamo per l’anno 2010 si riferisce, tuttavia, a
un periodo precedente all’emanazione della decisione di PC del 6 gennaio 2012.

                                         Inoltre,
come, peraltro, evidenziato dall’amministrazione (cfr. doc. A1; III), i dati
risultanti dalla decisione PC per il 2012 non sono stati smentiti da una
decisione di tassazione cresciuta in giudicato relativa allo stesso periodo.

 

                                         In ogni
caso, come verrà esposto più dettagliatamente in seguito, anche volendo per
ipotesi di lavoro, considerare i dati relativi alla sostanza di cui alla
decisione di tassazione dopo reclamo per il 2010, e quindi tenere conto di una
sostanza computabile Las di fr. 54'402.-- annui [fr. 110'909.-- sostanza
immobiliare, (inferiore alla somma emergente dalla decisione PC di fr.
180'000.--, cfr. doc. 56) + fr. 6'693.-- attivo della ditta individuale (inferiore
alla somma emergente dalla decisione PC di fr. 10'021.--, cfr. doc. 56) - fr.
43'200.-- debiti privati (inferiori alla somma emergente dalla decisione PC di
fr. 48'000.--, cfr. doc. 56) - fr. 20'000.-- corrispondenti alla quota esente;
cfr. art. 22 lett. a cfr. 2 Las, doc. 52], pari all’importo di fr. 4'533.50 al
mese, invece di fr. 122'021.-- annui, corrispondenti a fr. 10'168.-- mensili
computati dall’USSI (cfr. doc. 63), per la ricorrente non risulterebbe alcun
vantaggio.

 

                             2.11.   Per quanto
concerne le spese computabili, giova innanzitutto osservare che l’art. 22 lett. b cfr. 2 Las prevede che nella spesa vincolata
non vengono computati gli alimenti di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. d Laps (cfr.
consid. 2.5).

 

                                         L’art. 8 cpv. 1 lett. d  enuncia
che la spesa vincolata è costituita, tra l’altro, dagli alimenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. c Legge Tributaria (LT).

 

                                         Secondo l’art. 32 cpv. 1
lett. c LT dai proventi sono dedotti, quali deduzioni
generali, gli alimenti versati al coniuge divorziato o separato legalmente o di
fatto nonché gli alimenti versati a un genitore per i figli sotto la sua
autorità parentale, escluse tuttavia le prestazioni versate in virtù di un
obbligo di mantenimento o di assistenza fondato sul diritto di famiglia.

 

                                         Per quanto concerne i
richiedenti di prestazioni della pubblica assistenza debitori di contributi
alimentari, la Las deroga, pertanto, al regime contemplato dalla Laps. 

 

                                         Inoltre questa
Corte, con giudizio 42.2008.17 del 20 aprile 2009, pubblicato in RtiD II-2009
N. 18 pag. 69 segg., ha stabilito che ai fini della determinazione del diritto
a una prestazione assistenziale gli alimenti che un richiedente l’aiuto sociale
è tenuto a corrispondere in virtù del diritto di famiglia non vanno computati
nel relativo calcolo.

                                         La scelta
del legislatore cantonale di non considerare fra le spese computabili gli
alimenti non è contraria alla legislazione in vigore, alla Costituzione
federale e cantonale, né alla CEDU.

 

                                         Nel caso
deciso dal TCA l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento, per stabilire
se un interessato, il quale vive con una figlia, ha diritto o meno a una
prestazione assistenziale, rettamente non ha, dunque, conteggiato gli alimenti
che il medesimo deve versare alla moglie da cui vive separato e ai figli che
abitano con quest’ultima.

 

                                         Ne
discende che in concreto, contrariamente a quanto postulato dalla ricorrente
(cfr. doc. I), è escluso che nel calcolo volto a verificare se la medesima ha
diritto o meno a una prestazione assistenziale si possano considerare gli
alimenti che il suo convivente è tenuto a corrispondere alla ex moglie.

 

                             2.12.   Il TCA
ritiene, poi, utile ribadire che giusta l’art. 22 lett. c Las per il calcolo
della spesa per l’alloggio, ai fini della determinazione della
prestazione assistenziale, viene considerato l’affitto maggiorato delle spese
accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps (cfr. consid.
2.5.).

 

                                         L’art. 9
cpv. 1 Laps prevede, segnatamente, che per le unità di riferimento composte di due
persona la spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo corrispondente
all’importo riconosciuto dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all'AVS/AI per i coniugi, a pari a fr. 15’000.-- annui, ossia fr. 1'250.--
mensili (cfr. consid. 2.5.).

 

                                         Secondo
l’art. 9 cpv. 2 Laps se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento
convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la
quota-parte imputabile al convivente.

                                         Le
disposizioni COSAS del 2005, aggiornate nel dicembre 2007, al punto B.3
enunciano che:

 

" 
Nel caso di persone conviventi non tutte
beneficiarie del sostegno sociale (v. capitolo F.5.1), si divide la quota
mensile della pigione per il numero di persone che compongono l’economia
domestica, conformemente al capitolo F.5.1. Si aggiunge poi l’importo ottenuto
al budget.”

 

                                         Il
principio della suddivisione della pigione per il numero di persone che
compongono l’economia domestica è stato ripreso dal settore delle prestazioni
complementari.

 

L’art. 16c OPC-AVS/AI, entrato in vigore il 1°
gennaio 1998, prevede, infatti, che quando appartamenti o case unifamiliari
sono occupati anche da persone escluse dal calcolo della PC, la pigione
computabile deve essere ripartita fra le singole persone. Le parti di pigione
delle persone escluse dal calcolo della PC non sono prese in considerazione nel
calcolo della prestazione complementare annua (cpv. 1). Di massima, l'ammontare della pigione è ripartito in
parti uguali (cpv. 2).

 

L'art. 16c OPC-AVS/AI ha in pratica codificato quanto stabilito in
precedenza dalla giurisprudenza federale.

In una sentenza del 3 gennaio 2001 pubblicata in
DTF 127 V 10, l'allora TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha
stabilito che il nuovo art. 16c OPC (in vigore dal 1° gennaio 1998) è conforme
alla legge e persegue lo scopo di evitare il finanziamento indiretto di persone
che non beneficiano delle prestazioni complementari. Va dunque confermata la
regola generale per cui, di norma, la pigione complessiva deve essere ripartita
per le persone che abitano nella stessa economia domestica (cfr. RCC 1977 pag.
567, RCC 1974 pag. 512 consid. 2; STCA dell'11 novembre 1991 nella causa A.T.,
STCA del 21 febbraio 1992 nella causa A.T.), anche nel caso in cui il contratto
di locazione è intestato ad una sola persona (cfr. ZAK 1974 pag. 556). Lo
stesso vale per i figli a beneficio di una prestazione complementare che vivono
con i genitori (cfr. ZAK 1977 pag. 245). Secondo l'Alta Corte, infatti, ai fini
della ripartizione del canone locativo è determinante l'occupazione comune dei
locali e non tanto la questione di sapere chi ha versato la pigione o ha
sottoscritto il contratto (cfr. DTF 105 V 272 consid. 1).

Questa giurisprudenza è stata ribadita dal TFA in
una sentenza non pubblicata del 30 marzo 2001 (P 2/01).

 

La regola generale soffre tuttavia di eccezioni,
che vanno però concesse solo entro certi limiti e devono
essere ammesse con prudenza, ad esempio se uno degli inquilini occupa da solo
gran parte dell'abitazione oppure quando una persona accoglie gratuitamente nell'abitazione un'altra, poiché
vi è obbligata moralmente o giuridicamente (cfr. STFA P 76/01 del 9 gennaio
2003, pubblicata in RDAT II-2003 N. 62; DTF 105 V 272).

 

                                         Con una
sentenza 42.2011.11 del 19 gennaio 2012 questa Corte ha deciso che a torto
l’USSI aveva suddiviso la pigione effettiva della ricorrente per due e le aveva
chiesto la restituzione di prestazioni assistenziali dal giugno 2007 al dicembre
2008. Dal 2003, infatti, il figlio aveva un’abitazione indipendente e nel 2007
si era trasferito fuori cantone. Secondo il principio della probabilità
preponderante egli non abitava più nell’economia domestica della madre. Il
mantenimento del domicilio presso la madre per l’invio della posta era
irrilevante, visto che determinante è unicamente la convivenza effettiva con il
beneficiario di una prestazione assistenziale e non dove sono depositati i suoi
documenti.

 

                                         Il TCA ha
stabilito che la divisione per due della pigione non si giustificava nemmeno
ponendo mente al fatto che una delle eccezioni alla regola generale della
ripartizione della pigione secondo il numero delle persone che abitano nella
stessa economia domestica si applica qualora uno degli inquilini occupi da solo
gran parte dell’abitazione.

                                         In quel
caso di specie, in effetti, vista la presenza del figlio della ricorrente
nell’appartamento della madre per due fine settimana al mese, e dunque
piuttosto sporadica, andava comunque ritenuto che l’abitazione dell’insorgente
fosse occupata in gran parte unicamente da quest’ultima.

 

                             2.13.   L’importo
della pigione effettiva a carico della ricorrente ammonta a fr. 1'345.-- al
mese, a cui vanno aggiunte le spese per fr. 160.-- mensili (cfr. doc. 156), per
complessivi fr. 1'505.--, corrispondenti a fr. 18'060.-- annui.

 

                                         Sua
figlia __________, visto che, come esposto sopra, ha terminato gli studi, da un
lato, non fa parte dell’unità di riferimento della madre (cfr. consid. 2.7.),
dall’altro, non può avvalersi di un obbligo di mantenimento da parte del
genitore secondo gli art.
276 e 277 CC. 

                                         Nel
ricorso neppure è stato addotto che la ricorrente e il compagno occuperebbero
la maggior parte dell'appartamento né che la figlia si prende cura di loro (cfr.
consid. 2.12.).

 

                                         In simili
condizioni, non essendo adempiuti i presupposti delle eccezioni che derogano al
principio della suddivisione della pigione per teste per considerare unicamente
coloro i quali fanno parte dell’unità di riferimento, in casu, il canone
locativo non va considerato integralmente, ma deve essere suddiviso in tre
parti e computato in ragione di 2/3.

 

All’insorgente va,
dunque, computato a titolo di pigione lorda l'importo di fr. 1'003.-- mensili (fr. 1'345.- + fr. 160.-- : 3 coinquilini x 2), pari a fr. 12'036.-- annui.

 

                             2.14.   Ai sensi
dell’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps, a cui l’art. 22 Las rinvia (cfr. consid.
2.5.), nel suo tenore valido fino al 31 dicembre 2011, quale premio
dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie vanno computati i premi
ordinari, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota
cantonale media ponderata.

                                         Secondo,
poi, l’art. 4 Reg.Laps, valido fino al 31 dicembre 2011, quale premio per
l’assicurazione obbligatoria contro le malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1
lett. g della legge va inteso il premio riconosciuto per il sussidio per la
riduzione dei premi dell’assicurazione di base contro le malattie.

 

                                         Gli art.
8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps sono stati modificati a seguito del sostanziale
mutamento che ha interessato il sistema di riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (RIPAM),
entrato in vigore il 1° gennaio 2012 (Bollettino Ufficiale 2010, 297).

                                         Il
Consiglio di Stato e il Gran Consiglio hanno voluto rendere il sistema della
RIPAM affine ai criteri scelti dalla Laps e quindi distanziarsi dal reddito
imponibile cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio
per approdare al criterio del reddito disponibile (cfr. STCA 36.2012.14 del 3
settembre 2012, destinata alla pubblicazione in RtiD I-2013).

 

                                         Le nuove
norme tendono a conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione
delle RIPAM alla realtà sociale e vogliono, come detto, considerare
maggiormente la diversa capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i
premi in funzione delle loro dimensioni. Il sistema adottato non tende però solo
ad evitare “gli effetti indesiderati” del precedente ma anche a “tenere
conto della reale situazione dell’offerta assicurativa … nell’ambito
dell’assicurazione di base … con l’introduzione del premio medio di
riferimento” che sostituisce la nozione di media cantonale ponderata
precedentemente ritenuta (cfr. STCA 36.2012.71 del 21 gennaio 2013 consid.
2.2.).

 

                                         Giusta l’art.
8 cpv. 1 lett. g Laps, in vigore dal 1° gennaio 2012, quale premio
dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie vanno computati i premi
ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento
della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo del premio
medio di riferimento.

 

                                         Secondo,
poi, l’art. 4 Reg.Laps, come modificato a decorrere dal 1° gennaio 2012, quale
premio per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie ai sensi dell’art. 8
cpv. 1 lett. g della legge va inteso il premio ordinario per
singolo assicuratore approvato dall'autorità federale:

                                         a)  per
la rispettiva categoria di assicurato in base all'età attuale (fino a 18 anni,
tra i 18 e 25 anni, superiore a 25 anni);

                                         b)  con franchigia
ordinaria;

                                         c)   con rischio di
infortunio incluso;

                                         d)
 ponderato per regioni di premio ammesse dalla LAMal, in analogia a quanto
previsto dall’art. 29 cpv. 1 LCAMal.

 

                                                     L’art. 29 cpv. 1 LCAMal prevede che il premio medio di
riferimento è costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti ai sensi
della legge e del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo
assicuratore, ripartiti per le regioni di premio ammesse dalla LAMal.

 

                                         L’art. 28
LCAMal enuncia del resto che:

 

" 
1Per ogni assicuratore è determinato il
premio riconosciuto per le seguenti categorie di assicurati:

a) di età superiore a 25 anni;

b) di età compresa tra 18 e 25 anni;

c) fino all’età di 18 anni.

2Esso è stabilito a partire dalla media
ponderata dei premi approvati dall’autorità federale nell’assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie, nella situazione di:

a) franchigia ordinaria;

b) rischio di infortunio incluso.”

 

                                         In
relazione alla revisione di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps, dal Messaggio
15 settembre 2009 concernente la modifica della Legge di applicazione della
Legge federale sull’assicurazione malattie (LCAMal), pag. 54, si evince:

 

"  Articolo
8 capoverso 1 lettera g)

Il nuovo disciplinamento LCAMal non fa più riferimento all’importo
della quota media cantonale ponderata. L’art. 8 cpv. 1 lett. g) Laps viene
quindi modificato: gli importi relativi alle riduzioni dei premi concessi
secondo la legge di applicazione della legge federale sull’assicurazione
malattie (LCAMal) del 26 giugno 1997 devono essere dedotti dai premi ordinari
per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della
richiesta.”

 

                                         Inoltre dal
Rapporto dell’8 giugno 2010 della Commissione della gestione e delle finanze
sul messaggio del 15 settembre 2009, pag. 12, emerge:

 

"  Art.
8 cpv. 1 lett. g. Laps

Su richiesta del Consiglio di Stato il testo è
stato modificato. La formulazione, che riprende quella
della disposizione attualmente in vigore, è adeguata al nuovo sistema di
riduzione dei premi con la sostituzione dell’espressione “quota cantonale
media ponderata” con l’espressione “premio medio di riferimento”.
Inoltre, è stata tolta l’espressione “dedotto l’importo delle riduzioni dei
premi concesso secondo la legge di applicazione della legge federale
sull’assicurazione malattie (LCAMal) del 26 giugno 1997”, poiché la deduzione è
già regolata dall’art. 11 cpv. 1 Laps.”

 

                                         A titolo
di premio della cassa malati, quindi, non va tenuto conto del premio effettivo
a carico di un assicurato, bensì del premio ordinario per singolo assicuratore
ai sensi degli art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps (conteggiato, sulla base
di quanto contemplato dagli art. 28 e 29 LCAMal, per
ogni possibile categoria di età di assicurati a partire dalla media ponderata
dei premi approvati dal DFI considerando una franchigia ordinaria - e quindi
minima di legge - e comprensivo del rischio infortunio. E’ costituito dalla
media ponderata dei premi riconosciuti e del numero degli assicurati iscritti
presso ogni singolo assicuratore, ripartiti per le regioni di premio ammesse. Tale
premio (PMR) è determinato annualmente dal Consiglio di Stato per ogni singola
categoria di assicurati prevista dalla LAMal; cfr. STCA
36.2012.14 del 3 settembre 2012 consid. 2.5., destinata alla pubblicazione in
RtiD I-2013).

 

                             2.15.   La ricorrente
è affiliata alla cassa malati __________ (cfr. doc. 150). 

                                         Per il 2012
il premio ordinario (PMR; cfr. consid. 2.14.) per la __________ da considerare
giusta gli art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps è pari a fr. 5'259.30
(premio ordinario ponderato concernente la __________ per la categoria
adulti, franchigia fr. 300.--, con rischio di infortunio, tenendo conto di un
premio per la Regione 1 di fr. 439.90 mensili, pari a fr. 5'278.80 annui e per
la Regione 2 di fr. 419.90 al mese, pari a fr. 5'038.80 mensili e del relativo
numero di assicurati; cfr. www.priminfo.ch).

                                         L’ammontare
di fr. 5'259.30 è superiore al premio medio di riferimento che per il 2012
corrisponde per gli adulti a fr. 4'850.-- (cfr. art. 1 Decreto esecutivo
concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni di premio
LAMal per l’anno 2012 del 15 novembre 2011).

 

                                         Pertanto
ai fini del calcolo della prestazione assistenziale va tenuto conto per la
ricorrente del premio medio di riferimento di fr. 4’850.--.

 

                                         Il
convivente dell’insorgente è, invece, affiliato alla cassa malati __________
(cfr. doc. 152). 

                                         Per il 2012
il premio ordinario (PMR; cfr. consid. 2.14.) per la __________ da considerare
giusta gli art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps corrisponde a fr. 4'444.47 (premio
ordinario ponderato concernente la __________ per la categoria adulti,
franchigia fr. 300.-, con rischio di infortunio, tenendo conto di un premio per
la Regione 1 di fr. 372.-- al mese, ossia fr. 4'464.-- all’anno e per la
Regione 2 di fr. 359.-- mensili, fr. 4'308.-- annui e del relativo numero di
assicurati; cfr. www.priminfo.ch).

 

                                         L’ammontare
di fr. 4'444.47 è inferiore al premio medio di riferimento per il 2012 di fr.
4’850.--.

 

                                         Pertanto
ai fini del calcolo della prestazione assistenziale va tenuto conto per __________
del premio ordinario (PMR) relativo alla __________ di fr. 4'444.--.

 

                                         In casu
l’USSI, quale premio complessivo della cassa malati, ha dunque rettamente
conteggiato la somma di fr. 9'294.-- (fr. 4'850.-- + fr. 4’444.--; cfr. doc. 56).

 

                             2.16.   Alla luce di
tutto quanto sopra esposto, occorre concludere che in concreto, a prescindere
dalla questione di sapere quali siano gli effettivi redditi (rendite, reddito
da attività indipendente, ecc.) dell’insorgente e del convivente e la loro
entità, già solo computando una sostanza Las di fr. 54'402.-- annui, pari a fr.
4'533.50 al mese (cfr. consid. 2.10.), alla ricorrente deve essere negato il
diritto a una prestazione assistenziale.

 

                                         In
effetti le spese computabili sono composte dalla spesa per l’alloggio di fr.
12'036.-- annui, fr. 1'003.-- al mese (cfr. consid. 2.13.) e dal premio
dell’assicurazione malattia di fr. 9'294.-- all’anno, ossia fr. 774.50 al mese
(cfr. consid. 2.15.).

 

                                         Esse,
globalmente, corrispondono a fr. 21'330.-- annui, pari a fr. 1'777.50 al mese.

 

                                         Riguardo
alle spese giova evidenziare che questo Tribunale 

                                         non tiene
conto di alcunché a titolo di spese di gestione, manutenzione di fondi,
contrariamente all’USSI che nel conteggio del 9 febbraio 2012 ha computato la somma di 

                                         fr. 2’202
(cfr. doc. 61) 

                                         L’amministrazione
aveva però, d’altro canto, considerato nei redditi pure l’importo di fr.
8'805.-- a titolo di valore locativo dei propri locali commerciali (cfr. doc.
61), peraltro contestato dall’insorgente (cfr. doc. I).

 

                                         Dal
momento che il TCA ritiene che in ogni caso la prestazione assistenziale vada
negata già facendo astrazione dei redditi, ma tenendo conto soltanto della
sostanza, non conteggiando alcunché quale valore locativo, nemmeno vanno
considerate le spese di gestione, manutenzione.

 

                                         In
effetti l’art. 8 cpv. 1 lett. a Laps prevede, quali spese computabili, le spese
ai sensi degli art. 25-31 LT.

                                         L’art. 31
cpv. 2 LT contempla le spese di manutenzione di immobili.

                                         La spesa
di manutenzione e gli interessi ipotecari (art. 8 cpv. 1 lett. b Laps; 32 cpv.
1 lett. a LT) sono riconosciuti fino all’importo complessivo dei redditi della
sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT (art. 22 lett. b. cfr. 4 Las in
deroga all’art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps), fra i quali in particolare i
proventi della locazione e del valore locativo di immobili (cfr. STCA 42.2008.6
del 24 settembre 2008 consid. 2.12.).

 

                                         Di
conseguenza il reddito disponibile residuale (cfr. art. 18, 22 Las) della
ricorrente ammonta a fr. 33'072.-- ( sostanza computabile di fr. 54'402.-- -
spese computabili di fr. 21'330.--), pari a fr. 2'756.-- al mese.

 

                                         La soglia
di intervento per il 2012 dell’insorgente e del convivente corrisponde a fr. 1'595.--
al mese (cfr. consid. 2.4.; doc. 62).

 

                                         Come
indicato sopra (cfr. art. 18 Las; consid. 2.4.), hanno diritto alla prestazione
assistenziale ordinaria coloro il cui reddito disponibile residuale, sommato
alle prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base
della Laps, non raggiunge la soglia di intervento.

 

                                         In
concreto la ricorrente non presenta alcuna lacuna di reddito mensile, siccome
il reddito disponibile residuale risulta più elevato della soglia di intervento
di fr. 1'161.-- al mese 

                                         (fr.
2'756 - fr. 1'595.--).

 

                                         In simili
condizioni, ricordando peraltro che nel calcolo effettuato da questa Corte non
si è tenuto conto di alcun reddito (per inciso va osservato che non è in ogni
caso controverso il fatto che il convivente della ricorrente riceva una rendita
AVS/AI di fr. 5'208.-- annui, pari a fr. 434.--mensili + una PC di fr. 4'452.--
annui, ovvero fr. 371.-- al mese; doc. 56; I), è a ragione che l’USSI ha negato
all’insorgente il diritto a una prestazione assistenziale.

 

                             2.17.   RI 1, nel
ricorso, ha indicato di restare a disposizione per una più ampia spiegazione
durante un colloquio (cfr. doc. I).

 

                                         Giusta
l'art. 6 n. 1 CEDU, ogni persona ha diritto a un'equa e pubblica udienza entro
un termine ragionevole, davanti a un tribunale indipendente e imparziale
costituito per legge, al fine della determinazione sia dei suoi diritti e dei
suoi doveri di carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che
gli venga rivolta. 

 

                                         Nel campo
di applicazione dell’art. 6 CEDU rientrano anche i litigi relativi a prestazioni
delle assicurazioni sociali e dell’assistenza sociale (cfr. STF 8C_522/2012 del
2 novembre 2012 consid. 2.3.).

 

 

                                         Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale, confermata in DTF 122 V 54s. consid. 3, la pubblicità
del dibattimento, imposta dall'art. 6 n. 1 CEDU ed ormai ancorata anche nella
Costituzione svizzera all'art. 30 cpv. 3, dev'essere principalmente garantita
nella procedura di ricorso di prima istanza (cfr. STF 8C_504/2010 del 2
febbraio 2011). Tuttavia, lo svolgimento di un pubblico dibattimento in materia
di assicurazioni sociali presuppone l'esistenza di una richiesta chiara e
inequivocabile di una parte nel corso della procedura ricorsuale di prima
istanza (cfr. STF 9C_578/2008 del 29 maggio 2009 consid. 4.8.; DTF 122 V 55
consid. 3a con riferimenti). 

Una semplice richiesta di assunzione di prove,
come ad esempio istanze di audizione personale – nella misura in cui si
traducono in una richiesta di interrogatorio nel senso di un’assunzione di
prove, ma non invece se tendono a esporre il proprio punto di vista personale
sulle risultanze probatorie davanti a un tribunale indipendente – o di
interrogatorio delle parti o di testimoni, oppur richieste di sopralluogo, non bastano
per creare un simile obbligo (cfr. STF 9C_903/2011 del 25 gennaio 2013 consid.
6.3.; SVR 2009 IV Nr. 22 pag. 62; DTF 125 V 38 consid. 2).

                                         L’Alta
Corte ha, inoltre, stabilito che il rifiuto di differire un'udienza pubblica
fondato su motivi obiettivi non è in contrasto con il diritto federale e, in
particolare, con l'art. 6 n. 1 CEDU (sul tema cfr. tuttavia DTF 136 I 279; DTF
127 V 491; STF 8C_504/2010 succitata).

 

                                         Nella
concreta evenienza - contrariamente a quanto esige la giurisprudenza federale
-, la ricorrente non ha formulato un'esplicita richiesta di indire un pubblico
dibattimento, né una richiesta di audizione al fine di esporre il proprio punto
di vista sulle risultanze probatorie, ma ha semplicemente dichiarato di essere
a disposizione di questo Tribunale per un colloquio “se desiderato”
(cfr. doc. I). 

 

                                         Del
resto, la documentazione già presente all’inserto consente al TCA di emanare il
proprio giudizio, di modo che l’audizione della stessa si rivela superflua. 

 

                             2.18.   Alla luce di
tutto quanto esposto, questa Corte non può che tutelare la decisione su reclamo
impugnata.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella
impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o
del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti