# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3015d531-7905-50ce-b66d-2fb4ab24dfe5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-01-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.01.2006 52.2005.189
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2005-189_2006-01-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2005.189

   

  	
  Lugano

  9 gennaio
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Matteo
  Cassina, presidente

  Mauro
  Mini e Andrea Pedroli;

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sull'istanza di ricusa 30 maggio 2005 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  nei confronti del membro del Tribunale cantonale
  amministrativo, giudice CO 1, contestualmente alla causa promossa dall'istante
  con ricorso 13 maggio 2005 avverso la decisione 27 aprile 2005 del Consiglio
  di Stato in materia di disdetta del rapporto di impiego;

  	 

 

 

 

viste le osservazioni:

-         
3 giugno 2005 del
giudice CO 1;

-         
3 giugno 2005 del
Consiglio di Stato;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   L'istante RI
1 (1946) è entrato alle dipendenze dello Stato il 1° ottobre 1992 quale__________
presso __________. A partire dalla fine degli anni '90 egli ha iniziato a
manifestare dei seri problemi relazionali con i colleghi di lavoro e con i
superiori. A causa di ciò, dal 4 marzo 2002 è stato ininterrottamente assente
dal lavoro per malattia.

Nel tentativo di porre rimedio a questa situazione, lo Stato ha quindi proposto
a RI 1 di riprendere la sua attività presso un'altra unità di servizio
all'interno dell'Amministrazione cantonale. Nessun accordo in tal senso è
tuttavia stato raggiunto tra le parti. 

Il 30 agosto 2004 l'istante ha iniziato uno sciopero della fame, in segno di
protesta. Con risoluzioni 16 settembre e 20 ottobre 2004 il Consiglio di Stato ha
pertanto deciso di avviare una procedura di mediazione con il proprio
dipendente, affidandone la conduzione a due persone esterne all'Amministrazione
cantonale. La medesima si è conclusa l'11 marzo 2005 senza il raggiungimento di
alcun risultato suscettibile di risolvere la controversia in atto tra le parti.

Con risoluzione del 15 marzo successivo il
Consiglio di Stato ha quindi prospettato a RI 1 la disdetta del rapporto di
impiego per giustificati motivi, giusta gli art. 58 lett. c e 60 cpv. 1, 2 e 3
lett. b LOrd. Scaduto infruttuoso il termine assegnato al dipendente per adire la
Commissione conciliativa per il personale dello Stato, il 27 aprile 2005 il
Governo cantonale ne ha quindi pronunciato il licenziamento con effetto al 31
ottobre 2005.

Avverso questa decisione il 13 maggio 2005 RI 1 è insorto davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, contestandone la legittimità sia sul piano formale
che materiale.

 

B.     Con lettera 17 maggio 2005 il giudice CO 1 ha informato RI 1 che
avrebbe fatto parte della corte chiamata a giudicare il suo gravame ed ha invitato
quest'ultimo a comunicargli entro 5 giorni se aveva fondati motivi di ricusa
nei suoi confronti. Il giudice CO 1 ha motivato questa sua iniziativa con la
necessità di fare chiarezza in merito alla propria posizione, visto che in passato
l'insorgente lo aveva ricusato, inoltrando pure una segnalazione nei suoi
confronti sia dinanzi al Ministero pubblico che al Consiglio della magistratura,
in relazione all'attività di giudice svolta nell'ambito di alcune vertenze giudiziarie
sorte con il Consorzio delle scuole elementari __________ e __________.

In risposta a tale scritto, il 30 maggio
2005, RI 1 ha formalmente chiesto la ricusa del magistrato.

In precedenza egli aveva comunicato al Tribunale amministrativo di volersi
opporre all'astensione del giudice L__________ dall'esercizio del suo ufficio
nella causa pendente in materia di disdetta del rapporto di lavoro.

 

 

C.    Chiamato ad esprimersi, il giudice CO 1 ha dichiarato di non intravedere
nella fattispecie concreta alcun fondato motivo di ricusa ai sensi dell'art. 27
CPC e di non riconoscere in capo alla sua persona alcuna incapacità soggettiva
che gli impedisce di statuire in modo equanime e neutrale sulla vertenza
processuale attualmente in essere.

Dal canto suo il Consiglio di Stato non ha formulato osservazioni in proposito
e si è rimesso al giudizio di questo tribunale.

D.    Con scritto 23 agosto 2005 il giudice delegato all'istruzione della
causa avviata con ricorso 13 maggio 2005 da RI 1 nei confronti dello Stato del
Cantone Ticino ha comunicato alle parti la composizione della Corte, costituita
al fine di evadere l'istanza di ricusa formulata dall'insorgente.

E.     Il 9 settembre 2005 lo stesso giudice delegato ha informato le parti
di avere acquisito agli atti copia degli esposti 21 settembre e 15 novembre 2002
inoltrati dal RI 1 al Ministero pubblico e al Consiglio della magistratura,
nonché copia della relativa presa di posizione presentata il 9 gennaio 2003 a
quest'ultima autorità dal giudice CO 1.

Il 22 settembre 2005 RI 1 si è rivolto al Tribunale amministrativo per chiedere
la proroga di un termine che gli era stato impartito per presentare delle
osservazioni in merito a questi atti. In quell'occasione egli si è dichiarato
contrario alla presenza del giudice Ma__________ nella Corte che si sarebbe
occupata di evadere la sua domanda di ricusa, per il fatto che in un recente
passato detto magistrato, nella sua qualità di presidente della Camera dei
ricorsi penali, aveva già statuito su di una causa che lo concerneva come
parte.

Il 14 ottobre 2005 RI 1 ha inoltrato al Tribunale cantonale amministrativo un'ulteriore
lettera con cui, oltre a ribadire la ricusa del giudice Ma__________, ha
chiesto, per i medesimi motivi, la ricusa del giudice __________ C__________.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   Giusta
l'art. 27 CPC, applicabile alle cause amministrative in virtù del rinvio di cui
all'art. 32 cpv. 1 PAmm, le parti possono ricusare il giudice, oltre che nei
casi di esclusione (cfr. art. 26 CPC), qualora sussista una grave inimicizia
tra il giudice stesso e una delle parti o qualora si diano - più in generale - "gravi
ragioni".

Lo scopo del diritto di ricusa - e
dell'obbligo di esclusione - è di vietare l'influsso sul giudizio di
circostanze estranee al processo che potrebbero privare la decisione della
necessaria oggettività, a favore o a pregiudizio di una parte: a chiunque sia
sottoposto a influenze di tal genere non può infatti essere riconosciuta la qualità
di "giusto mediatore , necessaria per poter fungere da giudice in
una vertenza (DTF 117 Ia 170 consid. 3a e rinvii; Rep. 1999 n. 119, 1998 n.
97). L'istituto processuale della ricusa ha del resto rilevanza a livello costituzionale.
Oltre all'art. 6 CEDU, laddove è applicabile ai procedimenti amministrativi,
l'art. 30 cpv. 1 Cost. assicura alle parti coinvolte in un procedimento
giudiziario la garanzia di ottenere un giudizio indipendente e imparziale, reso
da un tribunale regolarmente costituito (Borghi/Corti, Compendio di procedura
amministrativa ticinese, pag. 166 con riferimenti).

Il giudice deve quindi poter essere ricusato da chiunque dimostri un interesse,
allorquando vengono a mancare imparzialità e indipendenza. La ricusa rimane
tuttavia una misura d'eccezione che, per non intralciare il buon funzionamento
della giustizia, deve essere ammessa soltanto in presenza di motivi gravi ed oggettivi
che permettono di dubitare dell'imparzialità del giudice. A tal fine occorre
che il sospetto di parzialità sia confortato da elementi concreti e nasca da
ragioni gravi, di per sé atti a creare una situazione di incapacità soggettiva
del giudice ad occuparsi in modo equanime e sereno della vicenda processuale
(DTF 126 I 168 consid. 2a, 116 Ia 14 consid. 4,; RDAT 1984 n 29 consid. 3b; Rep
1998 n. 97). Non costituiscono ragioni gravi sufficienti alla ricusa di un
magistrato semplici supposizioni, illazioni o timori generici di parzialità non
confortati da elementi concreti e suscettibili di confermare l'esistenza di
tale situazione. È quindi richiesta la parvenza di motivi seri e comprovati
(Rep. 1997 n. 95). Tuttavia secondo costante prassi del Tribunale federale, per
accogliere una domanda di ricusa non occorre che il giudice sia effettivamente
prevenuto, bastando circostanze obiettivamente idonee a suscitare l'apparenza
di una prevenzione e a far sorgere un rischio di parzialità (DTF 117 Ia 324
consid. 2, 116 Ia 33 consid. 2b).

 

 

                                   2.   Preliminarmente
dev'essere risolta la questione relativa alla composizione della Corte chiamata
a pronunciarsi sulla domanda di ricusa in esame. Come esposto in narrativa, con
scritto 22 settembre e 14 ottobre 2005 RI 1 ha in effetti contestato che della
medesima facciano parte anche i giudici Ma__________ e __________ C__________,
dal momento che questi magistrati avevano partecipato il 16 settembre 2004 e il
9 giugno 2005 all'adozione di due distinte decisioni della CRP che lo concernevano.

Sennonché l'eccezione è manifestamente tardiva. In effetti, giusta l'art. 32
cpv. 3 PAmm, la ricusa si propone con istanza motivata, contemporaneamente al
primo atto di causa, oppure "tosto che si verifichi o che sia
scoperta". Il cpv. 4 del medesimo articolo soggiunge poi che essa non
è più proponibile da chi sia passato espressamente o tacitamente ad atti successivi.

Nel caso di specie, mediante lettera raccomandata del 24 agosto 2005, inviata
il giorno successivo, il Tribunale cantonale amministrativo ha comunicato a RI
1 che la Corte che avrebbe statuito sulla sua domanda di ricusa del giudice CO
1, sarebbe stata composta dai giudici __________ C__________, in qualità di
presidente, Ma__________ e A__________. Tale scritto è stato ritirato
dall'interessato il 26 agosto 2005. Questo significa che l'istante ha atteso quasi
un mese prima di reagire a tale comunicazione e addirittura più di un mese e
mezzo per contestare la presenza del giudice C__________, ritenuto che dopo
questa data sia quest'ultimo che Ma__________ non hanno più avuto modo di
trattare altri casi concernenti RI 1, ragione per la quale è da escludere che
nel frattempo possano essere sorti nuovi motivi di ricusa nei loro confronti.
Ora, benché la legge non stabilisca alcun termine preciso entro il quale
inoltrare una simile istanza, si deve ammettere che il lasso di tempo impiegato
nella circostanza dall'interessato appare eccessivo. Pur tenuto conto dei tempi
necessari al confezionamento di un atto processuale come quello qui in
discussione, le regole della buona fede gli imponevano di manifestare il
proprio dissenso già nei giorni immediatamente successivi al ricevimento delle
citata raccomandata. Tralasciando di fare ciò RI 1 ha dato l'impressione, per
atti concludenti, di non avere nulla da eccepire nei confronti dei giudici designati.
In simili circostanze non v'è dunque spazio per rimettere in discussione la
composizione della Corte comunicata all'istante tramite raccomandata del 23
agosto 2005.

In ogni caso, i motivi invocati da RI 1, ancorché generici, non
giustificherebbero l'accoglimento della sua richiesta per i medesimi motivi,
illustrati qui di seguito, che inducono a respingere l'istanza oggetto del
presente procedimento.

 

 

3.3.1. In concreto l'istante ha in sostanza addotto quale motivo di
ricusa del giudice CO 1 il fatto che nell'autunno del 2002 egli aveva inoltrato
al Ministero pubblico e al Consiglio della Magistratura due esposti, tutt'ora
inevasi, a carico, tra gli altri, anche del magistrato qui ricusato in
relazione all'attività di giudice delegato che quest'ultimo aveva svolto in due
cause giudiziarie che RI 1 aveva avviato davanti al Tribunale amministrativo nel
1995 e nel 1998 nei confronti del Consorzio delle scuole elementari __________ __________
e __________, inerenti il pagamento dei pasti che i suoi figli avevano
consumato presso la mensa scolastica di __________ tra il 1987 e il 1992 (STA
12 gennaio 1996 nella causa n. 52.1995.421 e STA 19 maggio 1999 nella causa n.
52.1998.66). L'istante ha poi rilevato come egli avesse pure ricusato il citato
magistrato nell'ambito di altri due procedimenti evasi dal Tribunale amministrativo
nel corso del 2003 (cfr. STA 23 luglio 2003 nella causa 52.2002.401 e 25 luglio
2005 nella causa 52.2002.494).

3.2.Ora, gli argomenti addotti da RI 1 non sono tali da giustificare
l'accoglimento della sua domanda.

3.2.1. In primo luogo, secondo costante giurisprudenza, il fatto che un
magistrato sia stato chiamato a statuire in un altro procedimento concernente la
medesima persona non è motivo di ricusa, ritenuto che di per sé, ciò non
condiziona la sua indipendenza o imparzialità nel nuovo procedimento,
quand'anche esso dovesse avere per oggetto gli stessi fatti; a maggior ragione,
ciò deve valere quando, come nel caso di specie, il nuovo procedimento verte su
altri fatti e tutt'altra materia (DTF 116 Ia 387, 113 Ia 62).

3.2.2. Il fatto poi che una parte in un procedimento abbia sporto una denuncia
all'autorità penale o di vigilanza nei confronti di un magistrato per motivi
inerenti l'esercizio della sua funzione, di norma non costituisce da solo una
ragione sufficiente a giustificare la ricusa di quest'ultimo. Un'eccezione a
questa regola deve però essere ammessa qualora il magistrato appaia particolarmente
colpito e ferito nel suo animo da questa circostanza: in tal caso la stessa
potrebbe influire oggettivamente sulla sua serenità di giudizio e impedirgli di
trattare la causa con il dovuto distacco (Cocchi/Trezzini, CPC massimato e
commentato - appendice 2000/2004 - , n. 56 ad art. 27).

Nel caso di specie, corrisponde senz'altro al vero che l'istante si è rivolto con
due distinti scritti datati 21 settembre 2002 e 15 novembre 2002 al Ministero
pubblico e al Consiglio della Magistratura, rimproverando ai giudici del
Tribunale amministrativo, che si erano occupati delle due citate cause che
alcuni anni addietro lo avevano opposto al Consorzio delle scuole elementari __________
e __________, inadempienze di vario genere nella trattazione delle medesime. Nessun
elemento permette però di affermare che in seguito a queste segnalazioni il
giudice CO 1, che faceva parte in entrambi i casi della corte che aveva giudicato
quelle pratiche, abbia sviluppato nei confronti dell'istante un sentimento di
grave inimicizia o di ostilità tale da impedirgli ora di poter esaminare con la
dovuta indipendenza e imparzialità il gravame inoltrato dall'istante avverso la
decisione con cui il Consiglio di Stato lo ha licenziato.

Certo, non si può escludere che il giudice CO 1 sia stato in una certa misura
colpito dalle critiche, per altro assai generiche, che gli erano state rivolte
in quell'occasione dall'istante. Non risulta tuttavia che il magistrato in
questione abbia recepito le medesime come un'offesa personale, suscettibile di
dare adito ad una situazione di aperto conflitto con la parte. Lo testimoniano
in particolare la presa di posizione a suo tempo presentata dal giudice CO 1 al
Consiglio della Magistratura, nonché le sue osservazioni alla domanda di ricusa
in esame, dalle quali non traspare alcuna acredine nei confronti dell'istante. D'altronde,
soprattutto di fronte ad un contenzioso combattuto e aspro, il giudice deve dimostrare
una certa tolleranza nei confronti delle parti, evitando di lasciarsi
coinvolgere in diatribe di natura personale con quest'ultime. In caso contrario
basterebbe che una parte trascendesse in intemperanze verbali o scritte per
poter ottenere la ricusa di un magistrato, ciò che altrimenti non potrebbe
conseguire. Il che non è ragionevolmente ammissibile, soprattutto se si considera
che, come esposto in precedenza (cfr. consid. 2), alla ricusa si deve far capo
con riserbo per non sovvertire inutilmente l'ordine giurisdizionale.

Neppure il fatto che RI 1 abbia ricusato il giudice CO 1 in occasione di altri
due procedimenti che lo vedevano coinvolto come parte davanti al Tribunale cantonale
amministrativo e che questi in seguito a ciò si sia astenuto volontariamente
dalle sue funzioni permette di accogliere l'istanza in esame: la misura era in
effetti stata presa con l'accordo di tutte le parti coinvolte, non perché il
magistrato non fosse in grado d'occuparsi in modo equanime e sereno di quelle
vicende processuali, ma unicamente, per evitare inutili perdite di tempo su
questioni incidentali e per favorire quindi la rapida evasione di tali cause.

4.Stante tutto quanto precede, l'istanza di ricusa del giudice CO 1 dev'essere
respinta.

Visto l'esito, la tassa di giustizia e spese sono poste a carico dell'istante
(art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 28 e 32 PAmm, 27 e 29 CPC;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   L'istanza è
respinta.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese di fr. 300.- sono poste a carico di RI 1.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  ; 

  .

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  2. CO 2 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il Presidente                                                            Il
segretario