# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 00f0f9ca-6c46-5d79-abc1-4bab59231f42
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-07-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 24.07.1997 52.1996.218
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1996-218_1997-07-24.html

## Full Text

Incarto n.

  52.96.00218

   

  	
  Lugano

  24 luglio 1997

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Matteo
  Cassina, vicecancelliere

  

 

 

statuendo
sul ricorso  21 settembre 1996 di

 

 

	
   

  	
  __________ patrocinato da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 4 settembre 1996 (no. 4503) del Consiglio di Stato che respinge
  l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la risoluzione 28 marzo 1996
  con cui la Sezione della circolazione del Dipartimento delle istituzioni gli
  ha revocato la licenza di condurre;

  

 

 

vista la risposta 1.ottobre 1996 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   La notte del 21 febbraio
1996 il ricorrente __________ si è messo alla guida del veicolo Opel targato TI
__________ ed ha quindi lasciato la località di __________ (dove aveva
partecipato alle locali manifestazioni carnevalesche) con l'intenzione di raggiungere
la propria abitazione.

Giunto a in territorio di __________, l'insorgente è stato
fermato attorno alle ore 02.25 da una pattuglia della Polizia cantonale, che lo
ha sottoposto a prova etanografica.

Visto l'esito positivo di tale prova, il ricorrente è stato
quindi condotto all'Ospedale __________ per l'esame del sangue dal quale è
emerso un tasso di alcolemia compreso tra 2,01 e 2,39 gr. per mille.

 

 

                                  B.   In seguito a questi
avvenimenti, con decisione 28 marzo 1996 la Sezione della circolazione ha
risolto di revocare a __________ la licenza di condurre per un periodo di 3
mesi e mezzo.

 

Con decreto d'accusa 9 agosto 1996, il Procuratore pubblico
lo ha condannato alla pena di 45 giorni di detenzione, sospesi condizionalmente
per un periodo di prova di tre anni, e al pagamento di una multa di fr.
1'500.--, siccome ritenuto colpevole del reato di circolazione in stato di
ebrietà, per aver condotto nelle circostanze di luogo e di tempo sopra esposte
l'autovettura Opel targata TI __________ in stato di grave ubriachezza.
Parimenti il Procuratore pubblico ha disposto il prolungamento di un anno del
periodo di prova relativo alla sospensione condizionale di una pena detentiva
precedentemente inflitta al __________.

In seguito al ritiro dell'opposizione inoltrata contro il
predetto decreto d'accusa, quest'ultimo è cresciuto in giudicato il 18 giugno
1997.

 

 

                                  C.   Con ricorso 12 aprile 1996,
__________ è insorto contro la decisione di revoca della licenza davanti al
Consiglio di Stato, chiedendo, in via principale, la riduzione della durata del
provvedimento a 2 mesi e, in via subordinata, la possibilità di eseguire la
misura a tappe.

In quella sede il ricorrente ha in sostanza sostenuto che il
provvedimento pronunciato nei suoi confronti è eccessivamente severo quanto
alla sua durata.

Ha infatti affermato che nella commisurazione dello stesso la
Sezione della circolazione non ha sufficientemente tenuto conto della sua
necessità di disporre della licenza di condurre per potersi recare al lavoro e
del fatto che egli non era alcun precedente in ambito di circolazione stradale.

 

Con decisione 17 aprile 1996 il Presidente del Consiglio di
Stato ha accordato effetto sospensivo al ricorso.

 

 

                                  D.   Con giudizio 4 settembre
1996 il Consiglio di stato ha respinto il suddetto gravame.

Il Governo ha ritenuto sostanzialmente proporzionata alle
circostanze del caso la durata del provvedimento pronunciato nei confronti del
ricorrente, ritenuto in particolare che il tasso alcolemico riscontrato era
comunque piuttosto elevato e che comunque in concreto non sussiste alcuna
necessità professionale a far uso di veicoli a motore.

 

 

                                  E.   Contro la predetta pronuncia
governativa, __________ insorge ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo chiedendo la riduzione del periodo di revoca a due mesi.

Riprende in sostanza le argomentazioni già sollevate davanti
al Consiglio di Stato precisando comunque che:

-  la sua
ottima reputazione quale conducente di autoveicoli avrebbe dovuto indurre
l'autorità di prime cure a pronunciare una misura di durata non superiore al
minimo legale di due mesi;

-  il fatto
di aver circolato in stato di ebrietà non ha comportato nel caso di specie alcun
pericolo concreto per la circolazione stradale;

-  essendo
meccanico di precisione a titolo indipendente, necessita di poter disporre di
un veicolo per svolgere la sua professione.

 

 

                                  F.   All'accoglimento del ricorso
si oppone il Consiglio di Stato, senza formulare particolari osservazioni.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. La competenza del
Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 10 cpv. 2 LALCS.

La legittimazione attiva dell'insorgente, direttamente
toccato dal provvedimento impugnato, è pacifica (art. 43 PAmm).

Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine e può
essere deciso sulla base degli atti (art. 18 PAmm).

 

1.2. Secondo la più recente giurisprudenza del Tribunale federale,
il provvedimento che dispone della revoca della licenza di condurre a scopo di
ammonimento riveste il carattere di una decisione sulla fondatezza di un'accusa
penale ai sensi dell'art. 6 cpv. 1 CEDU (DTF 121 II 26, consid. 3b).

In ambito penale e nell'ambito di quei procedimenti
amministrativi aventi carattere penale, tale norma impone all'autorità giudicante
di statuire sulla causa con pieno potere di cognizione. Anche la commisurazione
della pena o della sanzione soggiace a libero esame (R. Herzog, Art. 6 EMRK und
Kantonale Verwaltungsrechtspflege, pag. 371; A. Kley-Struller, Die Anwendung der
Garantien des Art. 6 EMRK auf Verfahren betreffend den Führerausweisentzug,
pag. 111 in: R. Schaffhauser (Herg.), Aktuelle Fragen des Straf- und des Administrativmassnahmerechts
im Strassenverkehr).

Applicando direttamente i principi sanciti dalla predetta
norma convenzionale, il Tribunale cantonale amministrativo statuisce quindi sul
ricorso in esame con potere cognitivo pieno, identico a quello di cui dispone
in ambito disciplinare (art. 70 PAmm), rivedendo senza restrizioni di sorta
anche la commisurazione della sanzione. I limiti posti dall'art. 61 PAmm in
relazione al controllo dell'apprezzamento non trovano applicazione in quanto
contrari alle prevalenti disposizioni dell'art. 6 CEDU (cfr. STA 26.9.1996 in
re Canonica; STA 21.10.1996 in re Terzi).

 

 

                                   2.   Chi è in stato di ebrietà o
di spossatezza o è inabile alla guida per altri motivi, non deve condurre un
veicolo (art. 31 cpv. 2 LCS).

Giusta l'art. 55 cpv. 1 LCS il Consiglio federale fissa il
tasso alcolemico a contare dal quale si ammette lo stato di ebrietà, secondo
tale legge, indipendentemente da altre prove e dal grado individuale di
sopportabilità all'alcol.

L'inabilità alla guida per influsso alcolico (ebrietà) è
considerata in ogni caso provata se il conducente presenta un tasso alcolemico
di 0,8 grammi per mille o più, oppure se ha nell'organismo una quantità di alcol
che determina un tale tasso alcolemico (art. 2 cpv. 2 ONC).

La licenza di condurre deve obbligatoriamente essere revocata
al conducente che ha circolato in stato di ebrietà (art. 16 cpv. 3 lett. b)
LCS; 32 cpv. 1 OAC) in quanto autore di un delitto di pericolo astratto contro
la sicurezza della circolazione (R. Schaffhauser, Grundriss des schweizerischen
Strassenverkehrs-rechts, Vol. III, no. 2360).

 

La revoca della licenza a titolo d'ammonimento ha per scopo
quello di sanzionare il conducente resosi colpevole di un'infrazione alle
regole della circolazione e di impedire casi di recidiva (art. 30 cpv. 2 OAC).

L'autorità tenuta a procedere alla revoca della licenza di
condurre deve fissare la durata di tale provvedimento, tenendo conto delle
circostanze del caso. In particolare si deve tenere conto della colpa, della
reputazione dell'interessato in quanto conducente di veicoli a motore e della
sua necessità professionale a fare uso del veicolo (art. 17 cpv. 1 LCS; 33 cpv.
2 OAC).

In particolare per i conducenti che hanno circolato in stato
di ebrietà la durata della revoca non potrà in ogni caso essere inferiore ad un
periodo di due mesi (art. 17 cpv. 1 lett. b) LCS). La durata del provvedimento
deve essere di almeno un anno se entro cinque anni dal termine di un periodo di
revoca per guida in stato di ebrietà, il conducente ha di nuovo guidato in un
tale stato (art. 17 cpv. 1 lett. d) LCS).

 

 

                                   3.   Controversa è in questa
sede unicamente la durata della revoca. 

Richiamati i criteri di commisurazione del provvedimento
sanciti dall'art. 33 cpv. 2 OAC, in proposito va rilevato quanto segue.

 

La legislazione federale considera la guida in stato di
ebrietà come una grave minaccia per la sicurezza della circolazione stradale,
tant'è che prevede per questo tipo di comportamento il ritiro obbligatorio
della licenza di condurre, nonché regole particolarmente severe per i casi di
recidiva (Schaffhauser, op. cit., Vol. III, no. 2457).

 

Di regola si ammette che il rischio (anche solo astratto) per
la sicurezza della circolazione cresce esponenzialmente con l'aumentare del
tasso di alcolemia presente nell'organismo del conducente di un veicolo: per
questo motivo ben si giustifica di considerare nella commisurazione del periodo
di revoca anche il grado di ubriachezza del trasgressore. Inoltre nei casi di
recidiva la prassi giudiziaria considera che la sanzione amministrativa deve
essere tanto più severa, quanto più è recente nel tempo la precedente
infrazione (Schaffhauser, op. cit., Vol. III, n.ri 2458 e segg.).

 

 

                                   4.   Dagli atti risulta che al
momento del fermo da parte degli agenti di polizia, il ricorrente circolava in
stato di ebrietà, avendo nel sangue una concentrazione di alcol valutata tra
2,01 e 2,39 gr. per mille. Tale accertamento è rimasto incontestato da parte
del ricorrente il quale sulla base di tali risultanze è stato condannato in
sede penale con decreto d'accusa 9 agosto 1996, cresciuto in giudicato il 18
giugno 1997.

Si tratta a non averne dubbio di un grado di ubriachezza
elevato, certamente qualificabile come grave, che già di per sé giustifica un
provvedimento di durata superiore al minimo legale di due mesi previsto dall'art.
17 cpv. 1 lett. b) LCS.

Sempre dagli atti risulta che il ricorrente non era mai stato
in precedenza oggetto di provvedimenti amministrativi per violazione delle
regole della circolazione.

Tuttavia la colpa a suo carico non è minima. Ogni conducente
di veicoli sa infatti che il consumo di bevande alcoliche può determinare una
momentanea inidoneità alla guida. Inoltre, mettendosi al volante in stato di
grave ubriachezza, l'insorgente ha contribuito ad accrescere in modo sensibile
il pericolo connesso con la messa in circolazione di un veicolo a motore.

 

 

                                   5.   Invano allega l'insorgente
che l'uso di un veicolo gli è indispensabile per l'esercizio della sua
professione di meccanico di precisione a titolo indipendente. Vero è che la
professione costringe il ricorrente a far spesso capo ad un veicolo. Tale
necessità è tuttavia ben lungi dall'essere per __________ assoluta ai sensi
della giurisprudenza in materia. Non è certamente paragonabile a quella di chi
perderebbe altrimenti la possibilità di conseguire l'intero suo reddito, o una
parte essenziale dello stesso, come potrebbe essere ad esempio il caso per un
autista professionale.

In quanto esposto dal ricorrente si possono unicamente ravvisare
quegli inconvenienti, talvolta anche gravi, che suole comportare la revoca
della licenza di condurre e che fanno parte della funzione anche afflittiva di
questa misura, voluta dal legislatore come mezzo per dissuadere da ulteriori
infrazioni alle norme della circolazione stradale. Tali inconvenienti possono
comunque essere ovviati, anche se ciò dovesse essere oneroso per l'insorgente,
facendo capo per gli spostamenti all'utilizzo di mezzi pubblici oppure
all'aiuto di collaboratori o di famigliari (DTF 122 II 24 e seg., consid. 1c;
STF 22 dicembre 1994 in re M.; STF 17 gennaio 1994 in re P.; STF 29 ottobre
1993 in re D.S.).

 

                                   6.   Tenuto conto
dell'infrazione, della colpa effettiva e dell'assenza di ogni necessità a far
uso del veicolo per motivi professionali, la commisurazione della durata della
revoca operata dalle precedenti istanze appare del tutto conforme al diritto.
Fissando la durata della revoca in 3 mesi e mezzo la Sezione della circolazione
non ha di certo violato il principio di proporzionalità.

 

Per il che il ricorso va respinto.

 

 

                                   7.   La tassa di giustizia e le
spese seguono la soccombenza del ricorrente (art. 28 PAmm).

Per
questi motivi,

visti
gli art. 6 CEDU; 16 cpv. 3, 17 cpv. 1 lett. b), 55 cpv. 1, 91 cpv. 1 LCS; 30
cpv. 2, 35 OAC; 12a LALCS; 3,18, 28, 31, 60, 61, 62 PAmm;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   la tassa di giustizia e le
spese di complessivi fr. 1'000.-- (mille) sono a carico del ricorrente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario