# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0ec898fc-c83a-5619-93e3-1968983a7fe1
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-02-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.02.2022 A-2451/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-2451-2021_2022-02-15.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-2451/2021 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 5  f e b b r a i o  2 0 2 2  

Composizione 

 
Giudici Michela Bürki Moreni (presidente del collegio),  

Raphaël Gani, Keita Mutombo,  

cancelliere Luca Rossi. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

patrocinato dagli avvocati Gianluca Generali e Andrea Marin,  

Studio 1896,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Amministrazione federale delle contribuzioni AFC    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
assistenza amministrativa (CDI CH-ES). 

 

 

 

A-2451/2021 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a Con scritto del 17 dicembre 2020 l’Agencia Tributaria spagnola (di se-

guito autorità richiedente spagnola) ha presentato istanza di assistenza 

amministrativa all’Amministrazione federale delle contribuzioni (di seguito 

AFC o autorità richiesta) per il periodo compreso fra il 1° gennaio 2019 e il 

31 dicembre 2019 concernente il titolare della carta di credito n° (...) rive-

latosi essere A._______ (di seguito anche ricorrente), in possesso della 

cittadinanza svizzera e spagnola. L’autorità richiedente ha fondato la pro-

pria pretesa sull’art. 25bis della Convenzione tra la Confederazione Sviz-

zera e la Spagna del 26 aprile 1966, intesa ad evitare la doppia imposizione 

nel campo delle imposte sul reddito e sulla sostanza (CDI CH-ES, RS 

0.672.933.21).  

A.b Nella predetta istanza l’autorità richiedente spagnola ha esposto 

quanto segue:  

“Our Tax Services are carrying out an investigation on transactions involv-

ing foreign credit cards used in Spain (mainly) to withdraw cash from ATM 

in 2019. 

In the course of such investigation, credit cards have been identified. 

Details of the credit card are as follows: 

Issuing Bank: C._______. 

Credit Card Number: (...) 

According to the information available to our investigators several transac-

tions to withdraw cash have been made with the above mentioned bank 

card from several ATM located in the same area (B._______). It should also 

be noted that the withdrawals have been made on a regular basis. Cash 

has been withdrawn every month, several times a month and sometimes 

several times during the same day. 

It should be taken into account, not only the withdrawal frequency but also 

the amounts withdrawn (75.476.00 €). On the other hand, it should be 

stressed here the fact that the credit card, has not been used at Spanish 

commercial establishments (shops, restaurants, petrol stations, etc.) 

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Both, the regular withdrawals in a specific area and the way the credit card 

is being used in Spain have led our investigators to suspect that the card 

holder may be resident in Spain for tax purposes. 

In view of the above, the requested information is foreseeably relevant to 

the administration and enforcement of the Spanish tax Jaws. In the event 

that the card holder was resident in Spain, he/she should be subject to 

personal taxes (Individual Income) in Spain on his/her worldwide income. 

I can confirm that we have exhausted our internal sources of information, 

since we have obtained all the information available in Spain. Once the 

bank card company has provided us with the above mentioned details, no 

further information is obtainable in Spain. Data concerning the bank card 

holder are not kept by any financial or banking entity in Spain, because the 

bank card has been issued abroad. Therefore it is necessary to rely on 

mutual administrative assistance in order to get the identification details of 

the credit card holder. These details should be kept by the issuing financial 

entity. 

At this stage of the investigation any contact with the credit card holder 

could jeopardize the success of the investigations that are being carried 

out in Spain. At this respect, we have to bear in mind the high amounts of 

money withdrawn from ATM machines (75'476.00 €) and the withdrawal 

frequency. These facts have led our investigators to reasonably expect that 

these amounts of money had not been included in the tax returns that 

he/she might have filed in Spain. Moreover, alerting the credit card holder 

may lead to destruction of evidence and/or changes in the individual's be-

havior in Spain.” 

In considerazione degli elementi a sua disposizione l’autorità spagnola ha 

quindi chiesto all’AFC le seguenti informazioni per il periodo dal 1° gennaio 

2019 al 31 dicembre 2019: 

“For a correct levy of taxes, I would ask you to provide us with the following 

information for the bank card number (...): 

1. The identification of the card holder (name, address, date of birth); 

2. Copy of the application form for the banking card; 

3. The reference number of the bank account linked to the above-men-

tioned banking card or used to credit the banking card. 

4. In case other bank accounts, credit cards, safe deposit accounts 

would exist at the Bank C._______ or any Bank linked to the above-

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mentioned banking card resp. used to credit it, with the card holder 

as the holder, the beneficial owner or an authorized person, please 

provide for these the information: 

a) Identification (name, last name, address, date of birth) of the ac-

count holder(s), the beneficial(s) owner(s) or the authorized per-

son(s); 

b) The copy of account opening form(s) (ind. Form A or other docu-

ments assessing the A beneficial ownership) or application form.” 

 

A.c Con messaggio di posta elettronica del 6 gennaio 2021 l’AFC ha avvi-

sato l’autorità richiedente spagnola di non aver riscontrato elementi suffi-

cienti tali da poter omettere di informare della domanda di assistenza la 

persona titolare del conto.  

Con messaggio di posta elettronica del 14 gennaio 2021 l’autorità richie-

dente spagnola ha comunicato di non avere obiezioni avverso il coinvolgi-

mento della persona interessata in corso di procedura.  

B.  

B.a Con decreto di edizione del 19 gennaio 2021 l’AFC ha esortato la 

banca C._______ di D._______ (di seguito C._______) a trasmettere entro 

dieci giorni dalla data di ricezione dello stesso le informazioni richieste ri-

portate esattamente nella domanda.  

Ha inoltre pregato la suddetta banca di informare il titolare del conto ban-

cario in parola dell’apertura del procedimento di assistenza amministrativa 

e di comunicare all’AFC l’indirizzo di quest’ultimo, nonché la data dell’av-

venuto recapito.  

B.b Con scritto del 1° febbraio 2021 C._______ ha fornito l’identità del ti-

tolare della carta VISA in parola, indicato il conto di provenienza dei bonifici 

in entrata sulla stessa presso la Banca E._______, D._______ e trasmesso 

copia del modulo con cui essa era stata richiesta. Ha inoltre comunicato di 

aver informato la persona interessata il 22 gennaio 2021, fornendo il trac-

ciamento dell’invio.  

B.c Con scritto del 2 febbraio 2021, anticipato per fax, gli avv. Gianluca 

Generali e Andrea Marin hanno annunciato di rappresentare A._______ 

nell’ambito della procedura di assistenza amministrativa, trasmettendo la 

procura e chiedendo l'acceso agli atti. 

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B.d Con messaggio di posta elettronica del 3 febbraio 2021 l’AFC ha infor-

mato i suddetti legali che l’accesso agli atti avrebbe avuto luogo a tempo 

debito, una volta raccolte tutte le informazioni relative alla procedura.  

B.e Con decreto di edizione del 5 febbraio 2021 l’AFC ha esortato la banca 

E._______ di D._______ a trasmettere, entro dieci giorni dalla data di rice-

zione dello stesso, le informazioni richieste. 

B.f Con scritto del 9 febbraio 2021, anticipato per fax, gli avv. Gianluca Ge-

nerali e Andrea Marin hanno reiterato la richiesta di acceso agli atti, lamen-

tando che lo scritto informativo del 5 febbraio 2021 fosse stato notificato 

direttamente al loro mandante.  

B.g Tramite scritto del 12 febbraio 2021 la banca E._______ ha trasmesso 

le informazioni richieste relative alla relazione bancaria a cui è appoggiata 

la carta di credito prepagata menzionata, unitamente alla documentazione 

giustificativa, segnatamente:  

- Copia del set di apertura della relazione bancaria 10.010468 a cui è 

appoggiata la carta di credito menzionata. 

- Estratti conto di tale relazione per l’anno fiscale 2019. 

- Documentazione relativa alla carta di credito prepagata di cui sopra. 

- Documentazione relativa ad altre due carte di credito, collegate alla 

stessa relazione, ovvero: 

o Una carta aggiuntiva, global card gold MasterCard in USD. 

o Una carta aggiuntiva intercard premier visa in EUR. 

- (…) 

B.h Il 19 febbraio 2021 l'AFC ha concesso agli avv. Gianluca Generali e 

Andrea Marin l'accesso agli atti, impartendo loro un termine di dieci giorni 

– poi prorogato fino al 12 marzo 2021 – per prendere posizione per iscritto 

o per acconsentire alla trasmissione delle informazioni richieste. 

B.i Con osservazioni del 10 marzo 2021 il ricorrente, per il tramite dei propri 

rappresentanti, ha preso posizione riguardo al procedimento in parola, op-

ponendosi alla trasmissione all’autorità richiedente spagnola delle informa-

zioni raccolte dall’AFC. 

C.  

Con decisione finale del 26 aprile 2021 l’AFC ha accolto la domanda di 

assistenza amministrativa in materia fiscale del 17 dicembre 2020 relativa 

a A._______, statuendo di trasmettere all’autorità richiedente spagnola le 

informazioni richieste relative al periodo compreso fra il 1° gennaio 2019 e 

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il 31 dicembre 2019, unitamente a una parte della documentazione rac-

colta, e meglio il modulo di richiesta della carta di credito n° (...), il modulo 

di apertura del conto presso la banca E._______ su cui poggia la citata 

carta di credito, così come i moduli di richiesta delle ulteriori carte di credito 

anch’esse connesse al suddetto conto. Delle oscurazioni sono state effet-

tuate sui documenti che saranno trasmessi all’autorità richiedente concer-

nenti delle informazioni non coperte dalla domanda e/o dei nomi di terze 

persone. 

D.  

D.a Con ricorso del 26 ottobre 2021, A._______, rappresentato dai sum-

menzionati legali, ha impugnato la decisione dell’AFC dinnanzi al Tribunale 

amministrativo federale, chiedendo in via preliminare la concessione 

dell’effetto sospensivo al ricorso. Nel merito ha postulato l’annullamento 

del provvedimento. In via principale ha preteso il rifiuto della domanda di 

assistenza amministrativa, segnatamente di inoltrare la documentazione 

richiesta, mentre in via subordinata - la richiesta non è stata motivata - il 

rinvio degli atti all’AFC per nuova decisione ai sensi dei considerandi, con 

protesta di tasse, spese e ripetibili. A sostegno delle proprie conclusioni il 

ricorrente asserisce che l’istanza di assistenza amministrativa non è suffi-

cientemente motivata ai sensi dell’art. 25bis CDI CH-ES non avendo pro-

dotto nulla in merito alla modalità e tempistica dei prelevamenti effettuati e 

pertanto carente dal punto di vista formale. A suo dire la richiesta di assi-

stenza violerebbe il diritto federale e internazionale dal momento che, non 

identificando il titolare della carta di credito riguardo a cui si limita a richie-

dere genericamente delle informazioni, costituisce una ricerca indiscrimi-

nata di informazioni e prove (“fishing expedition”). Secondo l’insorgente, il 

tentativo di attrarlo fiscalmente, cercando di attribuirgli una residenza fi-

scale in Spagna, per il solo fatto di aver utilizzato una carta di credito e di 

disporre della nazionalità spagnola, nonostante sia anche cittadino sviz-

zero, domiciliato a Panama, e in Spagna non disponga di sostanza, né 

generi alcun reddito, è una forzatura alla quale l’AFC non avrebbe dovuto 

dare seguito, non essendo data la condizione di rilevanza verosimile delle 

informazioni richieste. Secondo il ricorrente la richiesta sarebbe inoltre con-

traria al principio della sussidiarietà – in quanto l’autorità richiedente spa-

gnola non avrebbe dimostrato di aver esaurito le fonti di informazione 

usuali secondo la sua procedura fiscale interna – e costituirebbe un’inge-

renza illecita nella propria sfera privata, garantita dall’art. 13 della Costitu-

zione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 

101), dall’art. 8 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguar-

dia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (RS 0.101; CEDU) e 

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dall’art. 4 e 17 della Legge federale sulla protezione dei dati del 19 giugno 

1992 (LPD, RS 235.1).  

D.b Con presa di posizione del 16 luglio 2021, l’autorità inferiore ha chiesto 

di respingere il ricorso con argomenti che, se del caso, verranno ripresi nel 

merito. 

D.c Con replica spontanea del 2 agosto 2021 il ricorrente, ha contestato le 

allegazioni dell’autorità inferiore, riconfermandosi nella propria antitetica 

posizione.  

D.d Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessa-

rio, nei considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Giusta l’art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi 

contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA. In particolare, le decisioni pronun-

ciate dall’AFC nell’ambito dell’assistenza amministrativa internazionale in 

materia fiscale ai sensi delle convenzioni di doppia imposizione – in casu 

la CDI CH-ES – possono essere impugnate dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale (cfr. art. 33 lett. d LTAF; art. 5 cpv. 1 della legge federale 

del 28 settembre 2012 sull’assistenza amministrativa internazionale in ma-

teria fiscale [LAAF, RS 651.1] e art. 17 cpv. 3 LAAF).  

Per quanto concerne il diritto interno l’assistenza amministrativa interna-

zionale in materia fiscale è attualmente retta dalla LAAF, in vigore dal 

1° febbraio 2013 (RU 2013 231). Sono fatte salve le disposizioni derogato-

rie della convenzione applicabile nel singolo caso (cfr. art. 1 cpv. 2 LAAF), 

in concreto della CDI CH-ES.  

1.2 Presentata il 17 dicembre 2020 la domanda di assistenza litigiosa rien-

tra nel campo di applicazione di detta legge (cfr. art. 24 LAAF a contrario). 

Per il resto la procedura di ricorso è retta dalle disposizioni generali della 

procedura federale (PA), su riserva di disposizioni specifiche della LAAF 

(cfr. art. 19 cpv. 5 LAAF; art. 37 LTAF). 

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1.3 Ciò precisato il ricorso del 25 maggio 2021 è stato interposto tempesti-

vamente (cfr. art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di con-

tenuto e di forma previste dalla legge (cfr. art. 52 PA). Pacifica è la legitti-

mazione ricorsuale del ricorrente, nella misura in cui lo stesso ha parteci-

pato alla procedura dinanzi all’autorità inferiore, è destinatario della deci-

sione impugnata ed ha chiaramente un interesse al suo annullamento 

(cfr. art. 48 PA; art. 19 cpv. 2 LAAF). 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo-

cati la violazione del diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del po-

tere di apprezzamento (cfr. art. 49 lett. a PA), l’accertamento inesatto o in-

completo di fatti giuridicamente rilevanti (cfr. art. 49 lett. b PA) nonché l’ina-

deguatezza (cfr. art. 49 lett. c PA; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, 

Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.149).  

2.2 Il Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi del 

ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della deci-

sione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTF 142 V 551 

consid. 5; 141 V 234 consid. 1; DTAF 2007/41 consid. 2; MOOR/POLTIER, 

Droit administratif, vol. II, 3a ed. 2011, no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della 

massima inquisitoria e dell’applicazione d’ufficio del diritto sono tuttavia li-

mitati: l’autorità competente procede difatti spontaneamente a constata-

zioni complementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle censure 

sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 141 V 234 con-

sid. 1 con rinvii; 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27 

consid. 3.3). Secondo il principio di articolazione delle censure (“Rügeprin-

zip”) l’autorità di ricorso non è tenuta a esaminare le censure che non ap-

paiono evidenti o non possono dedursi facilmente dalla constatazione e 

presentazione dei fatti, non essendo sostanziate a sufficienza (cfr. DTF 141 

V 234 consid. 1; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 1.55). Il principio 

inquisitorio non è quindi assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal 

dovere delle parti di collaborare all’istruzione della causa (cfr. DTF 143 II 

425 consid. 5.1; 140 I 285 consid. 6.3.1; 128 II 139 consid. 2b). Il dovere 

processuale di collaborazione concernente in particolare il ricorrente che 

interpone un ricorso al Tribunale nel proprio interesse, comprende, in par-

ticolare, l’obbligo di trasmettere le prove necessarie, d’informare il giudice 

sulla fattispecie e di motivare la propria richiesta, ritenuto che in caso con-

trario rischierebbe di dover sopportare le conseguenze della carenza di 

prove (cfr. art. 52 PA; cfr. DTF 140 I 285 consid. 6.3.1; 119 III 70 consid. 1; 

MOOR/POLTIER, op. cit., no. 2.2.6.3, pag. 293 e segg.). 

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3.  

Nel caso in esame oggetto del litigio è la decisione finale del 26 aprile 2021 

con cui l’AFC ha accolto la domanda di assistenza amministrativa in mate-

ria fiscale del 17 dicembre 2020, inoltrata dall’autorità richiedente spagnola 

sulla base della CDI CH-ES. Dopo aver esaminato la conformità della pre-

detta domanda di assistenza dal punto di vista formale (cfr. consid. 4) e 

aver rammentato i principi generali applicabili in materia di assistenza am-

ministrativa internazionale (consid. 5), il Tribunale esaminerà le puntuali 

censure sollevate dal ricorrente (consid. 7 a 10). 

4.  

4.1 L'assistenza amministrativa in materia fiscale tra la Svizzera e la Spa-

gna è regolata da convenzioni, complementari tra loro, tra cui la CDI 

CH-ES e la Convenzione tra gli Stati membri del Consiglio d’Europa e i 

Paesi membri dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo eco-

nomico (OCSE) del 25 gennaio 1988 sulla reciproca assistenza ammini-

strativa in materia fiscale, emendata dal Protocollo del 27 maggio 2010 (RS 

0.652.1, Convenzione MAAT, in vigore per la Svizzera dal 1° gennaio 2017 

e per la Spagna dal 1° febbraio 2013). Al riguardo va rilevato che lo Stato 

che presenta una richiesta di assistenza amministrativa alla Svizzera deve 

indicare su quale specifica base legale intende fondare la propria richiesta, 

non potendosi richiamare a più basi legali per la medesima domanda. Qua-

lora l’AFC la respinga, non essendo ottemperate le condizioni poste dalla 

base legale indicata, lo Stato richiedente può presentare la medesima do-

manda prevalendosi di un’altra base legale (cfr. Messaggio del Consiglio 

federale concernente l’approvazione della Convenzione MAAT e la sua at-

tuazione del 5 giugno 2015, FF 2015 4613, 4624; sentenza del TAF A-

3374/2018 del 3 aprile 2019 consid. 3.1). 

4.2 In casu, l’autorità richiedente ha motivato la domanda di assistenza 

amministrativa richiamando la CDI CH-ES (“request for information under 

the terms of our Double Taxation Convention”), senza indicare esplicita-

mente il disposto legale, che tuttavia può essere individuato nell’art. 25bis  

CDI CH-ES, il cui contenuto ricalca in buona sostanza l’art. 26 del Modello 

OCSE di Convenzione fiscale contro le doppie imposizioni (di seguito: MC 

OCSE, che è qui completato dal Commentario edito dalla stessa organiz-

zazione: OCSE, Modello de Convenzione fiscale contro le doppie imposi-

zioni, versione abbreviata [commentario per ogni articolo], Parigi 2017, dif-

ferenti versioni di tale documento sono disponibili sul sito internet : 

www.oecd.org > thèmes > fiscalité > conventions fiscales ; DTF 142 II 69 

consid. 2), completato dal paragrafo IV del Protocollo aggiuntivo alla CDI 

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CH-ES del 29 giugno 2006, aggiornato dagli art. 10-12 il 27 luglio 2011 

(approvato il 15 giugno 2012, ed entrato in vigore il 24 agosto 2013; pub-

blicato anch’esso in RS 0.672.933.21, di seguito: Protocollo CDI CH-ES). 

4.3 Ora, in base al citato paragrafo IV cap. 2 la domanda dello Stato richie-

dente deve contenere: (a) l’identità della persona oggetto del controllo o 

dell’inchiesta; (b) il periodo oggetto della domanda; (c) la descrizione delle 

informazioni ricercate, in particolare della loro natura e della forma in cui lo 

Stato richiedente desidera riceverle dallo Stato richiesto; (d) lo scopo fi-

scale per cui le informazioni sono state richieste; (e) nella misura in cui 

sono noti, il nome e l’indirizzo delle persone per cui vi è motivo di ritenere 

che siano in possesso delle informazioni richieste (detentore di informa-

zioni). Qualora le informazioni citate siano contenute nella domanda, la ri-

chiesta è reputata adempiere, di principio, il requisito della rilevanza vero-

simile (DTF 142 II 161 consid. 2.1.4; sentenza del TAF A-2618/2019 del 30 

luglio 2019 consid. 3.2). 

4.4 In concreto, nonostante quanto previsto dal citato paragrafo IV cap. 2 

del Protocollo aggiuntivo alla CDI CH-ES, il nome della persona interessata 

non è stato citato dall'autorità richiedente spagnola, che si è limitata a men-

zionare un numero di carta di credito, sollecitando delle informazioni per-

sonali e bancarie correlate a quest’ultima.   

 

Riferendosi alla DTF 143 II 136, questo Tribunale ha già avuto modo di 

stabilire in altre vertenze riguardanti l'applicazione della CDI CH-ES, che 

non è necessario che la richiesta contenga il nome della persona interes-

sata, affinché l'assistenza amministrativa sia concessa, purché le informa-

zioni fornite siano sufficienti per identificarla (cfr. sentenze del TAF A-

6733/2015 del 29 giugno 2017 consid. 5.2; A-6306/2015 del 15 maggio 

2017 consid. 5.1 in particolare consid. 5.1.6). Poiché tale condizione si con-

fonde con quella riguardante il divieto di "fishing expedition", sarà ulterior-

mente esaminata più avanti nel merito (cfr. infra considerando 7). 

Gli altri requisiti formali sono soddisfatti nella misura in cui l'autorità richie-

dente indica il periodo in questione (anno 2019), la descrizione delle infor-

mazioni richieste, il nome della banca che ha emesso la carta di credito e 

lo scopo fiscale alla base della richiesta. Per quanto riguarda quest'ultimo 

punto, e alla luce della recente giurisprudenza pubblicata in DTF 143 II 136 

citata, il fatto che l'autorità richiedente, che non conosce l'identità della per-

sona interessata, abbia dei semplici sospetti su di essa, che la portano a 

credere che quest’ultima risieda durevolmente in Spagna e sia dunque 

soggetta all’imposta personale spagnola, senza essere in grado di fornirne 

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la prova o di definire più precisamente l'obiettivo fiscale perseguito, non 

costituisce, in linea di principio, un ostacolo alla concessione dell'assi-

stenza.  

Ne consegue che, contrariamente all’opinione del ricorrente, la richiesta 

del 17 dicembre 2020 dell’Autorità Tributaria spagnola adempie ai requisiti 

formali posti dalla legge. 

5.  

5.1 Giusta l’art. 25bis cpv. 1 CDI CH-ES le autorità degli Stati contraenti si 

scambiano le informazioni verosimilmente rilevanti per l’esecuzione della 

Convenzione oppure per l’applicazione o l’esecuzione del diritto interno re-

lativo alle imposte di qualsiasi natura o denominazione, nella misura in cui 

l’imposizione prevista non sia contraria alla Convenzione (cfr. DTF 142 II 

161 consid. 2.1.1 2.1.4 e 2.4; 141 II 436 consid. 4.4; sentenze del TF 

2C_287/2019; 2C_288/2019 entrambe del 13 luglio 2020 consid. 2.2, 

2C_1162/2016 del 4 ottobre 2017 consid. 6.3); le informazioni presumibil-

mente irrilevanti non possono per contro essere trasmesse dall’AFC  

(art. 17 al. 2 LAAF). Il requisito della “rilevanza verosimile” è in particolare 

adempiuto allorquando, al momento della formulazione della domanda, 

esiste una ragionevole probabilità che le informazioni richieste abbiano un 

nesso con le circostanze illustrate e quindi si rilevino pertinenti al fine 

dell’inchiesta o del controllo nello Stato richiedente. Ne consegue quindi 

che di principio lo Stato richiesto non può respingere la domanda di assi-

stenza amministrativa poiché sarebbe giunto ad una diversa conclusione. 

In altre parole, l’apprezzamento del requisito della rilevanza verosimile 

delle informazioni richieste è in primo luogo di competenza dello Stato ri-

chiedente, per cui lo Stato richiesto si limita ad un controllo di plausibilità; 

nello specifico la giurisprudenza ha evidenziato che quest’ultimo deve limi-

tarsi a verificare l’esistenza di un rapporto tra la fattispecie illustrata e i do-

cumenti richiesti, tenendo presente la presunzione della buona fede dello 

Stato richiedente (cfr. DTF 143 II 185 consid. 3.3.2; 142 II 161 con-

sid. 2.1.1, 2.1.4 et 2.4; 141 II 436 consid. 4.4.3). 

5.2 Il requisito della rilevanza verosimile – chiave di volta del sistema dello 

scambio di informazioni (cfr. tra le tante sentenza del TF 2C_1162/2016 del 

4 ottobre 2017 consid. 6.3 ; sentenza del TAF A-2980/2019 del 20 maggio 

2020 consid. 3.3.1) – persegue lo scopo di assicurare uno scambio di in-

formazioni il più ampio possibile. In questo contesto, i limiti posti allo Stato 

richiedente sono il divieto della fishing expedition o il divieto di domandare 

informazioni manifestamente improprie a fare progredire l’inchiesta fiscale 

A-2451/2021 

Pagina 12 

o senza alcun rapporto con la stessa (cfr. DTF 144 II 206 consid. 4.2; sen-

tenza del TF 2C_387/2016 del 5 marzo 2018 consid. 5.1). Una domanda 

di informazioni non costituisce una fishing expedition per il semplice fatto 

che non venga precisato il nome o l’indirizzo (o entrambi) del contribuente 

oggetto di un controllo o di inchiesta fiscale. L’identificazione del contri-

buente deve ciononostante essere possibile con altre modalità, sulla base 

delle informazioni trasmesse dallo Stato richiedente (cfr. Commentario 

all’art. 26 cap. 4.4 e 5.1, anche DTF 143 II 136 consid. 6.1.2). 

5.3  

5.3.1 Giusta l’art. 4 cpv. 3 LAAF non è ammessa la trasmissione di infor-

mazioni su persone che non sono persone interessate se queste informa-

zioni non sono presumibilmente pertinenti per la valutazione della situa-

zione fiscale della persona interessata o se gli interessi legittimi di persone 

che non sono persone interessate prevalgono sull’interesse della parte ri-

chiedente alla trasmissione di informazioni. 

5.3.2 Nello specifico allorquando vengono richieste informazioni inerenti 

persone non interessate giusta l’art. 3 lett. a LAAF, ma pure su terzi non 

interessati ai sensi dell’art. 4 cpv. 3 LAAF, l’autorità procede a una ponde-

razione di interessi (DTF 142 II 161 consid. 4.6.1 ; sentenza del TAF  

A-3482/2018 del 5 agosto 2019 consid. 7.3.2, confermata con sentenza del 

TF 2C_703/2019 del 16 novembre 2020; critico ANDREA OPEL, Schutz von 

Dritten im internationalen Amtshilfeverfahren, in : Revue fiscale 71/2016 

928, p. 942). Di regola, la giurisprudenza non ammette la trasmissione di 

nominativi di terzi non interessati a meno che ciò non sia “verosimilmente 

pertinente” con l’obbiettivo fiscale perseguito dallo Stato richiedente, la tra-

smissione sia proporzionata, e un’anonimizzazione renderebbe priva di 

senso la domanda di assistenza amministrativa. In altre parole, il nome di 

terzi può essere trasmesso qualora esso sia per sua natura teso a chiarire 

la situazione fiscale del contribuente individuato (DTF 144 II 29 con-

sid. 4.2.3 con riferimenti; sentenze del TF 2C_616/2018 del 9 luglio 2019 

consid. 3.1; 2C_387/2016 del 5 marzo 2018 consid. 5.1; sentenza del TAF  

A-3482/2018 del 5 agosto 2019 consid. 7.3.2, confermata con sentenza del 

TF 2C_703/2019 del 16 novembre 2020). Qualora fosse il caso, tali terze 

persone devono essere tutelate: infatti a chiusura del procedimento, l’au-

torità richiesta segnala all’autorità richiedente le restrizioni inerenti all’im-

piego delle informazioni trasmesse e l’obbligo di mantenere il segreto se-

condo le disposizioni in materia di assistenza amministrativa della conven-

zione applicabile (art. 20 cpv. 2 LAAF; DTF 142 II 161 consid. 4.6.1; 146 I 

172 consid. 7.1.3; cfr. consid. 5.6 qui di seguito). 

A-2451/2021 

Pagina 13 

5.3.3 Ferme queste premesse, l'interpretazione dell’art. 4 cpv. 3 LAAF 

deve essere effettuata in base al criterio e principio convenzionale della 

“rilevanza verosimile” (in casu art. 25bis CDI CH-ES) (cfr. sentenze del TAF 

A-3060/2018 del 3 novembre 2020 consid. 4.3.3, A-4591/2018 del 9 marzo 

2020 consid. 4.3.3). 

5.4  

5.4.1 Il principio della buona fede (cfr. art. 26 della Convenzione di Vienna 

del 23 maggio 1969 sul diritto dei trattati [CV, RS 0.111]) si applica a titolo 

di principio d’interpretazione e d’esecuzione dei trattati, nell’ambito dello 

scambio d’informazioni ai sensi delle Convenzioni di doppia imposizione 

(cfr. DTF 143 II 202 consid. 8.3; [tra le tante] sentenze del TAF  

A-2325/2017 del 14 novembre 2018 consid. 4.3.4 con rinvii), come nel 

caso della CDI CH-ES. Nelle relazioni internazionali la buona fede di uno 

Stato è presunta (principio dell’affidamento). Nel contesto dell’assistenza 

amministrativa in materia fiscale, detta presunzione implica che lo Stato 

richiesto non può, di principio, mettere in dubbio le allegazioni dello Stato 

richiedente, a meno che sussistano dei seri dubbi. Detto in altri termini, le 

dichiarazioni dello Stato richiedente vanno considerate corrette, fintanto 

che una contraddizione manifesta non risulta dalle circostanze (cfr. DTF 

143 II 224 consid. 6.4; 143 II 202 considd. 8.7.1 e 8.7.4). Nel caso 

contrario, il principio dell’affidamento non si oppone ad una domanda di 

chiarimento allo Stato richiesto; il rovesciamento della presunzione della 

buona fede di uno Stato dovendosi in ogni caso fondare su fatti constatati 

e concreti (cfr. DTF 144 II 206 consid. 4.4; 143 II 202 considd. 8.7.1 e 8.7.4; 

142 II 161 consid. 2.1.3; [tra le tante] sentenza del TAF A-2325/2017 del 

14 novembre 2018 consid. 4.3.4 con rinvii). In virtù del principio 

dell’affidamento, lo Stato richiesto è vincolato alla fattispecie e alle 

dichiarazioni presentate nella domanda di assistenza, nella misura in cui 

quest’ultime non possono essere immediatamente confutate (“sofort 

entkräftet”) in ragione di errori, lacune o contradizioni manifeste (cfr. DTF 

142 II 218 consid. 3.1; [tra le tante] sentenze del TAF A-5324/2018 del 

9 dicembre 2019 consid. 3.1.2 con rinvii; A-2618/2019 del 30 luglio 2019 

consid. 3.4; A-2325/2017 del 14 novembre 2018 consid. 4.3.4 con rinvii). 

In tale contesto, non si può esigere dallo Stato richiedente che, oltre a do-

ver menzionare nella domanda la fattispecie rilevante, l’esposizione fornita 

sia priva di lacune o totalmente priva di contraddizioni. Ciò non sarebbe 

infatti compatibile con lo scopo dell’assistenza amministrativa, poiché pro-

prio con le informazioni ed i documenti chiesti allo Stato richiesto, lo Stato 

A-2451/2021 

Pagina 14 

richiedente cerca di chiarire i punti rimasti all’oscuro (cfr. DTF 142 II 161 

consid. 2.1.1; 139 II 404 consid. 7.2.2). 

5.4.2 Ora, salvo nel caso in cui la presa in considerazione di un fatto notorio 

lasci trasparire immediatamente che le indicazioni fornite dall’autorità ri-

chiedente nella propria domanda di assistenza amministrativa sono mani-

festamente erronee o che lo Stato richiesto sospetti l’esistenza di una si-

tuazione descritta all’art. 7 LAAF, rispettivamente nel caso in cui vi sia un 

palese abuso di diritto o emergano domande legittime circa la tutela dell’or-

dine pubblico svizzero o internazionale, le regole di procedura previste 

dalla LAAF non impongono allo Stato richiesto né di procedere lui stesso a 

delle verifiche né di rimettere in discussione la fondatezza delle informa-

zioni fornite dallo Stato richiedente (cfr. DTF 144 II 206 consid. 4.4, 142 II 

218 consid. 3.3; 142 II 161 consid. 2.1.4; [tra le tante] sentenze del TAF 

A-6205/2018 del 23 settembre 2019 consid. 2.8 con rinvii; A-3773/2018 

dell’8 febbraio 2019 consid. 2.6; A-4044/2015 del 16 febbraio 2016 consid. 

2.6 con rinvii). 

5.5 La domanda di assistenza soggiace altresì al rispetto del principio della 

sussidiarietà, secondo cui lo Stato richiedente deve sfruttare tutte le fonti 

d’informazioni abituali previste dalla sua procedura fiscale interna prima di 

richiedere le informazioni (cfr. lett. ebis n. 1 del Protocollo aggiuntivo; [tra le 

tante] sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.6 con 

rinvii; A-4434/2016 del 18 gennaio 2018 consid. 3.5; A-2321/2017 del 

20 dicembre 2017 consid. 3.5). In assenza di elementi concreti, rispettiva-

mente di seri dubbi al riguardo, non vi è alcuna ragione per rimettere in 

discussione l’adempimento del principio della sussidiarietà, allorquando 

uno Stato presenta una domanda di assistenza amministrativa, in ogni 

caso quando lo stesso dichiara di aver sfruttato tutte le fonti d’informazione 

abituali previste dalla sua procedura fiscale interna prima di richiedere in-

formazioni o di aver agito conformemente alla Convenzione (cfr. DTF 144 

II 206 consid. 3.3.2; sentenza del TF 2C_904/2015 dell’8 dicembre 2016 

consid. 7.2; [tra le tante] sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 

consid. 2.6 con rinvii; A-6266/2017 del 24 agosto 2018 consid. 2.7; 

A-5066/2016 del 17 maggio 2018 consid. 2.7). 

5.6 Il principio della specialità esige che lo Stato richiedente utilizzi le infor-

mazioni ricevute dallo Stato richiesto unicamente per i fini descritti 

all’art. 25bis par. 2 CDI CH-ES, ovvero nei confronti delle persone e dei 

comportamenti per i quali esso ha richiesto ed ottenuto dette informazioni 

(cfr. DTF 147 II 13 consid. 3.7; sentenze del TAF A-5046/2018 del 22 mag-

gio 2019 consid. 4 et 5; A-4434/2016 del 18 gennaio 2018 consid. 3.9.1; 

A-2451/2021 

Pagina 15 

A-2321/2017 del 20 dicembre 2017 consid. 3.9.1). In altre parole, lo Stato 

richiedente non può utilizzare nei confronti di terzi, le informazioni ottenute 

con la domanda di assistenza, a meno che tale facoltà non risulti dalla 

legge dei due Stati coinvolti e che l’autorità competente dello Stato richiesto 

autorizzi tale uso (cfr. DTF 146 I 172 consid. 7.1.3; 147 II 13 consid. 3.4). 

Nello specifico, ciò è l’espressione della dimensione personale del principio 

di specialità (cfr. DTF 147 II 13 consid. 3.5; sentenza del TF 2C_545/2019 

del 13 luglio 2020 consid. 4.7). In proposito, la giurisprudenza precisa e 

ricorda l’esistenza di diverse concezioni in ordine alla portata del principio 

di specialità, sia sul piano nazionale che internazionale; incertezza che im-

pone all’AFC di informare espressamente l’autorità richiedente in ordine 

alle restrizioni d’uso delle informazioni trasmesse (cfr. DTF 147 II 13 ibid.; 

sentenza del TF 2C_545/2019 citata ibid.). 

6.  

Stabiliti i principi applicabili, il Tribunale esamina la decisione qui impugnata 

in base alle censure sollevate. 

7.  

7.1 Con l'impugnativa in esame l'insorgente censura la violazione del prin-

cipio della “rilevanza verosimile” prescritto all'art. 25bis CDI CH-ES, in base 

al quale si scambiano solo le informazioni verosimilmente rilevanti per l'e-

secuzione della citata Convenzione. A suo dire, i fatti presentati dall'autorità 

richiedente "non raggiungono la soglia della verosimiglianza preponde-

rante". Basandosi sulle informazioni fornite dall’autorità richiedente spa-

gnola non è quindi possibile desumere alcun obbligo fiscale in Spagna. La 

domanda di assistenza amministrativa del 17 dicembre 2020 costituirebbe 

pertanto una ricerca indiscriminata di informazioni (“fishing expedition”), 

avendo l’autorità richiedente fornito informazioni generiche riguardo a pre-

lievi di denaro eseguiti in Spagna, con una carta di credito emessa in Sviz-

zera, su di un lasso di tempo e secondo modalità non meglio precisate e 

non sostanziate. 

7.2 Come rammentato al consid. 5.1, il requisito della rilevanza verosimile 

è adempiuto allorquando, al momento della formulazione della domanda, 

esiste una ragionevole probabilità che le informazioni richieste abbiano un 

nesso con le circostanze illustrate e quindi si rilevino pertinenti al fine 

dell’inchiesta o del controllo nello Stato richiedente. In altre parole, l’ap-

prezzamento del requisito della rilevanza verosimile delle informazioni ri-

chieste è in primo luogo di competenza dello Stato richiedente, con la con-

seguenza che lo Stato richiesto si limita ad un controllo di plausibilità. 

A-2451/2021 

Pagina 16 

Va inoltre rilevato che i procedimenti in materia di assistenza amministra-

tiva non statuiscono materialmente sull’oggetto della controversia (sen-

tenze del TAF A-6589/2016 del 6 marzo 2018 consid. 4.6.5 e A-6385/2012 

del 6 giugno 2013 consid. 2.2.1); compete infatti ad ogni Stato determinare 

il rispetto e l’applicazione corretta della propria legislazione (sentenze del 

TAF A-6589/2016 ibidem; A-525/2017 del 29 gennaio 2018 [confermata 

parzialmente con sentenza del TF 2C_141/2018 del 24 luglio 2020]; 

A-907/2017 del 14 novembre 2017 consid. 2.2.3; A-6306/2015 del 15 mag-

gio 2017 consid. 4.2.2.5 e A-5229/2016 del 15 marzo 2017 con-

sid. 4.2.5.1). Conseguentemente ogni censura in proposito deve essere 

fatta valere davanti alle istanze nazionali competenti (sentenze del TAF  

A-907/2017 del 14 novembre 2017 consid. 2.2.3 e A-4157/2016 ibidem con 

riferimenti). 

7.3 In concreto l'autorità richiedente spagnola ha condotto indagini specifi-

che sulle ripetute transazioni avvenute sul proprio territorio con carta di 

credito straniera nel corso dell’anno 2019. In particolare ha identificato il 

numero di carta di credito su cui si basa la richiesta. Ha fornito una descri-

zione dettagliata dei fatti e delle circostanze che hanno portato alla sua 

richiesta. Ha anche fornito ragioni per credere che la persona in possesso 

della carta di credito in questione – di cui ha indicato il numero e la banca 

emittente – potesse essere un contribuente spagnolo che non aveva rispet-

tato la legge fiscale del suo paese; ha citato, in sostanza, la frequenza dei 

prelievi (“several transactions, regular withdrawals”), l'importo dei prelievi 

(“EUR 75'476.00”) e il fatto che erano per lo più effettuati presso bancomat 

situati nella stessa area geografica (“ATM located in the same area 

[B._______]”) e che la carta non veniva mai utilizzata nei negozi. Tali cir-

costanze hanno indotto lo Stato richiedente a sospettare che il possessore 

della carta di credito, potesse essere una persona residente in Spagna e 

pertanto soggetta all’imposizione personale in Spagna sull’insieme del suo 

reddito (“worldwide income”).  

Alla luce di quanto precede, occorre ritenere che l’autorità richiedente spa-

gnola ha presentato sufficienti punti di connessione ai fini fiscali tra i fatti 

descritti e le informazioni richieste e tutti gli elementi che cita sono quindi 

in grado di escludere che la richiesta sia casuale o speculativa. Così come 

formulata la domanda del 17 dicembre 2020 non costituisce quindi una ri-

cerca indiscriminata di informazioni. 

Il Tribunale ricorda inoltre che non configura una fishing expedition neppure 

una richiesta avente per oggetto determinati conti bancari legati e connessi 

ad un conto conosciuto (carta di credito), come nel caso in esame. In tale 

A-2451/2021 

Pagina 17 

ipotesi non si tratta infatti di una richiesta fatta "alla cieca", ma di una do-

manda specifica relativa ad una persona identificata (o identificabile) nel 

contesto di un'indagine in corso (si anche confronti sentenza A-2130/2018 

del 5 marzo 2019 consid. 3.1). 

7.3.1 Il ricorrente ha inoltre rimproverato all’AFC di non aver tenuto conto 

del fatto che egli possiede la doppia nazionalità svizzera e spagnola e che 

nel corso del 2019, come pure negli anni precedenti a partire dal 2012, era 

stabilmente domiciliato a Panama, luogo in cui svolge la propria attività 

professionale. Il tentativo dell’autorità richiedente di attrarlo fiscalmente in 

Spagna, per la sua sola presenza sul territorio per qualche periodo nel 

corso dell’anno, inferiore comunque a 180 giorni, sarebbe quindi una for-

zatura alla quale l’AFC non avrebbe dovuto dare seguito.  

7.3.2 Al riguardo va rilevato che una richiesta di assistenza può anche es-

sere finalizzata a chiarire la residenza fiscale (cfr. DTF 142 II 161 consid. 

2.2.2; sentenza del TF 2C_232/2020 del 19 gennaio 2021 consid. 3.3). Non 

si può dunque escludere che il contribuente sia considerato dallo Stato ri-

chiedente come uno dei suoi residenti fiscali secondo i criteri della sua 

legge interna nonostante sia al contempo considerato risiedere fiscalmente 

in uno Stato terzo secondo i criteri della legge interna di tale Stato.  

La determinazione della residenza fiscale a livello internazionale, essendo 

una questione sostanziale, non va affrontata dallo Stato richiesto nella fase 

dell'assistenza amministrativa (cfr. DTF 142 II 161 consid. 2.2.1, 142 II 218, 

consid. 3.6). Il fatto che il ricorrente possa essere domiciliato o residente a 

fini fiscali in uno Stato diverso dallo Stato richiedente non è pertanto rile-

vante nell’ambito della procedura che ci occupa (cfr. sentenza del TAF A-

4274/2017 del 20 giugno 2018 consid. 3.7.1). 

In una recente decisione (TF, 2C_953/2020 del 24 novembre 2021 para-

grafo 3.6), la Corte federale ha ancora chiarito la sua giurisprudenza. Il 

fatto che la persona interessata possa essere considerata residente fiscale 

in uno Stato diverso dallo Stato richiedente non mette in discussione la 

presunzione di buona fede di quest'ultimo, né la probabile pertinenza della 

domanda, se lo Stato richiedente indica nella sua domanda tutte le infor-

mazioni richieste dalla convenzione applicabile o dal suo protocollo. L'esi-

stenza di un obbligo fiscale illimitato in uno Stato diverso dallo Stato richie-

dente non è sufficiente perché lo Stato richiesto esiga dall'autorità richie-

dente spiegazioni sui criteri di collegamento che giustificano la sua pretesa, 

e ancor meno perché rifiuti una domanda di assistenza amministrativa per 

questo motivo. La sola costellazione in cui il Tribunale federale accetta che 

A-2451/2021 

Pagina 18 

la Svizzera verifichi il criterio di collegamento fiscale illimitato su cui si basa 

lo Stato richiedente è quella in cui la persona interessata è soggetta a 

un'imposizione illimitata in Svizzera (cfr. ATF 142 II 161). Questo problema 

specifico non si pone quindi per definizione quando la persona interessata 

dichiara di essere residente fiscale di uno Stato terzo.  

Ne consegue che, nonostante il ricorrente abbia dimostrato, mediante va-

lidi documenti giustificativi, di essere domiciliato a Panama nel 2019, le 

informazioni richieste devono comunque essere trasmesse all’autorità ri-

chiedente spagnola. Sarà eventualmente nei confronti di quest’ultima che 

il ricorrente potrà poi sollevare le contestazioni sostanziali relative alla sua 

residenza ed alla durata della sua permanenza annuale in Spagna.  

8.  

8.1 L'insorgente ha altresì contestato la violazione del principio di sussidia-

rietà in quanto le dichiarazioni dell'autorità richiedente spagnola («I can 

confirm that we have exhausted our internal sources of information, since 

we have obtain all the information available in Spain»), non proverebbero 

di certo gli sforzi mossi dalle autorità fiscali spagnole prima di rivolgersi 

all’AFC tramite la presente procedura. A mente del ricorrente l’autorità ri-

chiedente non ha dimostrato di aver esaurito le proprie fonti abituali interne 

per la raccolta di informazioni fiscali. 

8.2 Dal canto suo l’AFC – ribadendo che la suddetta dichiarazione dell’au-

torità richiedente spagnola è di per sé sufficiente, secondo la prassi conso-

lidata, a comprovare il rispetto del principio di sussidiarietà – ha precisato 

che in assenza di contraddizioni manifeste, in grado di far dubitare della 

buona fede dell'autorità spagnola, non è possibile rifiutare di entrare nel 

merito della domanda estera. 

8.3 Ora, il principio della sussidiarietà è strettamente connesso con il prin-

cipio dell'affidamento e con quello della buona fede (cfr. testé citata, ibi-

dem). In base a quest'ultimo vige la presunzione della correttezza delle 

allegazioni dello Stato richiedente, la quale può essere messa in dubbio 

qualora emergano seri dubbi in punto ad essa. Detto in altri termini, le di-

chiarazioni dell'Agencia tributaria vanno considerate corrette, fintanto che 

una contraddizione manifesta non risulta dalle circostanze. Ciò non è il 

caso e nemmeno il ricorrente lo sostanzia con elementi concreti. Egli non 

ha infatti confutato le allegazioni dell’autorità richiedente, producendo ad 

esempio gli estratti conto della carta di credito oggetto d’esame al fine di 

A-2451/2021 

Pagina 19 

dimostrare che la frequenza e l’entità dei prelievi eseguiti fosse differente 

da quella dichiarata nella richiesta di assistenza. 

A giusta ragione l'AFC richiama inoltre la giurisprudenza del TF in base alla 

quale per determinare la violazione del principio di sussidiarietà (cfr. anche 

consid. 5.5) occorre collocarsi al momento della formulazione della do-

manda di assistenza, non entrando in linea di conto se nel prosieguo del 

procedimento siano giunte nuove informazioni direttamente dal ricorrente 

o meno (cfr. DTF 144 II 206 consid. 3.3.1) Tale evenienza non è, per altro, 

neppure è stata invocata dal ricorrente.  

Ne discende pertanto che le censure in punto ai principi testé menzionati 

di sussidiarietà e di buona fede risultano infondate. 

9.  

9.1 Nell’ambito della contestazione dell’adempimento del requisito di “rile-

vanza verosimile” delle informazioni richieste dall’autorità estera, il ricor-

rente considera non ottemperate le condizioni poste dall’art. 25bis CDI CH-

ES per la trasmissione delle suddette informazioni. Venendo a mancare la 

base legale richiesta dalla LPD e non avendo dato il consenso alla comu-

nicazione di tali informazioni e di dati propri, il ricorrente lamenta – a torto 

– una violazione della sfera privata protetta dall’art. 13 Cost. e dall’art. 8 

CEDU, non giustificata da alcun interesse pubblico preponderante.   

9.2 Come sopra esposto le informazioni oggetto della domanda di assi-

stenza amministrativa sono ritenute "verosimilmente rilevanti" per l'esecu-

zione del diritto fiscale spagnolo, ciò che quindi esclude le allegazioni circa 

una presunta violazione delle normative a tutela della sfera privata. Nella 

DTAF 2010/40 il Tribunale adito ha inoltre già avuto modo di sancire che 

gli importanti interessi economici della Svizzera, come pure l'interesse a 

rispettare gli impegni internazionali presi, prevalgono sull'interesse indivi-

duale delle persone toccate dalla domanda di assistenza amministrativa a 

tenere segreta la propria situazione patrimoniale (consid. 4.5 e 6 con rife-

rimenti; cfr. anche sentenza del TAF A-6920/2010 del 21 settembre 2011 

consid. 5.1.1). D’altro canto, l’art. 25bis par. 2 CDI CH-ES, analogamente a 

quanto previsto dall’art. 26 del Modello dell'OCSE, disciplina la protezione 

dei dati e la confidenzialità delle informazioni, così come il principio della 

specialità (cfr. per un approccio analogo la sentenza del TAF A-7302/2018 

del 26 maggio 2020 consid. 7.2). In questo contesto va pure considerato 

che l'insorgente ha sostanziato in modo del tutto generico le violazioni al-

A-2451/2021 

Pagina 20 

legate, ciò che a maggior ragione conduce questo Tribunale a non soffer-

marsi ulteriormente su tali censure. Al riguardo si ricorda che siccome la 

motivazione costituisce, insieme alle conclusioni, l'elemento centrale del 

ricorso, questa dev'essere imprescindibilmente fornita con il rimedio giuri-

dico (sentenza del TAF A-6226/2017 del 21 marzo 2019 consid. 5). 

10.  

Per il resto, dall’esame degli atti non emergono elementi che consentano 

di dubitare dell’adempimento delle altre condizioni materiali per concedere 

l’assistenza amministrativa.  

11.  

11.1 In conclusione il Tribunale constata che la domanda di assistenza am-

ministrativa spagnola del 17 dicembre 2020 adempie tutti i requisiti formali. 

11.2  Essa non costituisce inoltre una “fishing expedition” e nulla agli atti 

permette peraltro di dubitare della rilevanza verosimile delle informazioni 

richieste dall’autorità richiedente spagnola. Di conseguenza, è a giusta ra-

gione che l’autorità inferiore ha concesso l’assistenza amministrativa in 

materia fiscale. La decisione impugnata del 26 aprile 2021 va pertanto con-

fermata ai sensi dei considerandi ed il gravame del ricorrente respinto.  

12.  

A titolo abbondanziale, si osserva che neppure emergono elementi che in-

ducano a sospettare una violazione del principio della specialità (vedi so-

pra, consid. 5.6), né d’altro canto il ricorrente lo pretende. Al riguardo que-

sto Tribunale rileva che al paragrafo 3 del dispositivo della decisione impu-

gnata, l'autorità inferiore ha espressamente precisato che avrebbe indicato 

all'autorità richiedente spagnola, che le informazioni trasmesse “soggiac-

ciono alle restrizioni d'impiego ed agli obblighi di confidenzialità previsti 

dalle disposizioni di assistenza amministrativa della Convenzione per evi-

tare le doppie imposizioni (art. 25bis par. 2 CDI CH-ES)”. Alla luce della 

recente giurisprudenza del Tribunale federale le informazioni trasmesse 

possono essere usate solo nel procedimento avviato nei confronti di 

A._______ ("nur gegenüber denjenigen Personen, gegen welche sich das 

Amtshilfegesuch ausdrücklich richtet" [sentenza del TF 2C_545/2019 del 

13 luglio 2020 consid. 4.7], rispettivamente "Deshalb darf der ersuchende 

Staat die [...] übermittelten Informationen nicht gegenüber Personen ver-

wenden, die von seinem Ersuchen nicht betroffen waren" [DTF 147 II 13 

consid. 3.5]; cfr. sopra, considerando 5.6). Quest’ultimo è infatti l'unica per-

sona direttamente interessata dalla richiesta dell'autorità spagnola. Benché 

A-2451/2021 

Pagina 21 

le informazioni raccolte, che l’AFC intende trasmettere all’autorità richie-

dente, non contengano il nominativo di terze persone – alla luce dell'esi-

stenza di diverse concezioni riguardo alla portata del principio di specialità 

sia sul piano nazionale che internazionale, in particolare sulla sua compo-

nente personale – è in ogni caso opportuno che l'AFC informi in maniera 

esaustiva l'autorità richiedente spagnola circa le restrizioni d'uso delle in-

formazioni trasmesse e le ricordi la citata dimensione personale del princi-

pio di specialità (cfr. DTF 147 II 13 consid. 3.7; sentenza del TF 

2C_545/2019 del 13 luglio 2020 consid. 4; sentenze del TAF A-5522/2019 

del 18 agosto 2020 consid. 3.4.3; A-5309/2019 del 3 dicembre 2020 con-

sid. 5.6 con rinvii). L'AFC dovrà dunque precisare e riferire all'autorità ri-

chiedente spagnola quanto sancito al punto n. 2 del dispositivo del pre-

sente giudizio. 

13.  

13.1 In considerazione dell’esito della lite, giusta l’art. 63 cpv. 1 PA, le 

spese di procedura sono poste a carico del ricorrente, integralmente soc-

combente (cfr. art. 1 segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle 

tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). Nella fattispecie l’importo complessivo 

è stabilito in CHF 5'000.- (cfr. art. 4 TS-TAF), che verrà compensato con 

l’anticipo spese di egual valore versato a suo tempo dal ricorrente. 

13.2 Visto l’esito della procedura non sono dati i presupposti per l’assegna-

zione ai ricorrenti di indennità a titolo di spese ripetibili (cfr. 64 cpv. 1 PA a 

contrario, rispettivamente art. 7 cpv. 1 TS-TAF a contrario). 

14.  

Contro la presente sentenza può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale (cfr. art. 83 lett. h LTF). Il termine ricor-

suale è di 10 giorni dalla sua notificazione. Il ricorso inoltre è ammissibile 

soltanto se concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o 

se si tratta per altri motivi di un caso particolarmente importante ai sensi 

dell’art. 84 cpv. 2 LTF (cfr. art. 84a LTF). Il Tribunale federale è il solo com-

petente a determinare il rispetto di tali condizioni. 

 

 

(il dispositivo è alla pagina seguente) 

A-2451/2021 

Pagina 22 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

L'autorità inferiore è incaricata di informare l'autorità richiedente che le in-

formazioni trasmesse nell'ambito dell'assistenza amministrativa possono 

essere utilizzate unicamente nel procedimento nei confronti di A._______, 

conformemente all'art. 25bis par. 2 CDI CH-ES. 

3.  

Le spese processuali pari a 5’000 franchi svizzeri sono poste a carico del 

ricorrente e interamente compensate con l'anticipo spese da egli versato il 

9 giugno 2021. 

4.  

Non sono assegnate indennità per ripetibili. 

5.  

Comunicazione a: 

– rappresentante del ricorrente (atto giudiziario)  

– autorità inferiore (n. di rif. […]; atto giudiziario) 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

La presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Michela Bürki Moreni Luca Rossi 

 

A-2451/2021 

Pagina 23 

 

Rimedi giuridici: 

Contro le decisioni nel campo dell’assistenza amministrativa internazionale 

in materia fiscale può essere interposto ricorso in materia di diritto pubblico 

al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 10 giorni dalla 

sua notificazione, soltanto se concerne una questione di diritto di 

importanza fondamentale o se si tratta per altri motivi di un caso 

particolarmente importante ai sensi dell'art. 84 cpv. 2 LTF (art. 82, art. 83 

lett. h, art. 84a, art. 90 e segg. e 100 cpv. 2 lett. b LTF). Il termine è reputato 

osservato se gli atti scritti sono consegnati al Tribunale federale oppure, 

all'indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza 

diplomatica o consolare svizzera al più tardi l'ultimo giorno del termine (art. 

48 cpv. 1 LTF). Negli atti scritti occorre spiegare perché la causa adempie 

siffatta condizione. Inoltre, gli atti scritti devono essere redatti in una lingua 

ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova 

ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte 

ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

 

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