# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 53bd36b6-c65d-5627-a775-a57cbda7bea5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-03-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 27.03.1996 52.1995.483
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1995-483_1996-03-27.html

## Full Text

Incarto n.

  52.95.00483

  DP 212/95

  cm

  	
  Lugano

  27 marzo 1996

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso  29 agosto 1995 di

 

 

	
   

  	
  __________

  rappr.
  da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  risoluzione 17 luglio 1995 (n. 3967) con cui il Consiglio di Stato ha evaso
  ai sensi dei considerandi i ricorsi 6 dicembre 1994 e 26 aprile 1995
  dell'insorgente avverso le decisioni 17 ottobre 1994 e 27 marzo 1995 del
  municipio di __________ relative a due domande di costruzione in sanatoria
  riferite ad un'edificazione al mapp. __________ di __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    5 settembre 1995 del Consiglio di
Stato;

-    13 settembre 1995 del municipio di
__________;

-    13 settembre 1995 del Dipartimento
del territorio;

-    13 settembre 1995 di __________;

 

 

preso atto della replica 20 ottobre 1995 e delle
dupliche:

-      7 novembre 1995 del Consiglio di Stato;

-      9 novembre 1995 del municipio di __________;

-      17 novembre 1995 del Dipartimento del
territorio;

-      21 novembre 1995 di __________;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a) Con decisioni di data 21
novembre 1991 e 4 dicembre 1991 il dipartimento delle pubbliche costruzioni ed
il municipio di __________ hanno rilasciato alla __________ l'autorizzazione
cantonale e la licenza edilizia per costruire uno stabile d'appartamenti al
mapp. __________ di quel comune: fondo ubicato tra il lago e la strada
cantonale, assegnato dal PR alla zona E (riva lago). Dietro ricorso di
__________ quei permessi sono stati confermati da parte del Consiglio di Stato
(risoluzione 10 marzo 1992) e di questo Tribunale (sentenza 24 agosto 1992).

 

b) Il proprietario del mapp. __________, arch. __________, ha
indi ottenuto ulteriori licenze relative a quel fondo. In particolare, e per
quanto può interessare la trattazione della presente contestazione, egli ha
conseguito una licenza edilizia l'8 aprile 1993 che lo autorizzava ad ampliare
la darsena, a spostare l'ubicazione dell'accesso alla stessa e della piscina,
nonché ad escavare la riva a lato della darsena esistente.

 

 

                                  B.   a) Avendo riscontrato delle
difformità di esecuzione rispetto ai progetti approvati, in data 30 novembre
1993 il municipio di __________ ha decretato una sospensione dei lavori di
costruzione, obbligando inoltre il proprietario ad inoltrare una domanda di
costruzione in sanatoria. L'arch. __________ ha indi presentato una domanda di
costruzione in sanatoria il 6 dicembre 1993. Dopo la pubblicazione della stessa
e la relativa presentazione delle opposizioni, la detta domanda é stata scissa
in due parti.

 

b) La prima parte, volta a sanare il superamento dell'altezza
dello stabile d'appartamenti (di ml 12,76 rispetto all'altezza approvata e
massima consentita nella zona di ml 10,00 ed inoltre superante mediamente di
ca. 0,60 ml il livello stradale) ha costituito l'oggetto di una variante 31
marzo 1994. Raccolto l'avviso favorevole del dipartimento del territorio, con
decisione 27 marzo 1995 il municipio di __________ ha indi approvato quella variante,
la quale prevedeva la formazione di un terrapieno da appoggiare al lato a valle
della costruzione, di ml 1,96 di altezza, sostenuto da un muretto di sostegno
di ml 0,80, in modo tale da conseguire una riduzione artificiale dell'altezza
dello stabile. Il municipio ha tuttavia posto quale condizione l'eliminazione
di un lucernario a forma di cupola ubicato sul lato a lago dell'immobile, al centro
del tetto, di ml 5,3 x 3,3, e sporgente da quest'ultimo fino ad un'altezza
massima (secondo la domanda di costruzione in sanatoria) di ml 1 giusta il
piano in scala 1:50 GR 54/107, di ml 1,2 secondo il piano in scala 1:100 GR
63/103.

 

c) La seconda parte era volta a sanare un ulteriore
ampliamento della darsena e l'estensione della sua copertura al canale di accesso
alla stessa, oltre alla sistemazione del terreno adiacente, ottenuta grazie
all'elevazione di ml 1,70 del muro di contenimento a lago (ml 1,50 secondo
quanto indicato a torto dal Consiglio di Stato), già sporgente da questo per
quasi ml 1,50 (altezza calcolata partendo dal livello medio del lago di ml
270,62, ancorato nell'or abrogato art. 7 RLRL; la sporgenza é inferiore se
riferita al limite vigente delle rive pubbliche del lago Ceresio, di ml 271,20,
previsto all'art. 2 cpv. 1 RLDP). La darsena, insieme al muro di sostegno del
terreno comportava pertanto un manufatto a confine con il lago di un'altezza di
ml 3,20 circa per una lunghezza di ml 17. La domanda volta a sanare
quell'aspetto é stata presentata il 6 luglio 1994. Contro la stessa ha
presentato opposizione __________. Raccolto l'avviso (favorevole) del dipartimento,
con decisione 17 ottobre 1994, notificata il 17 novembre successivo, il
municipio di __________ ha negato il rilascio della licenza edilizia. Esso ha
considerato che l'ampliamento e l'estensione della copertura della darsena,
così come la sopraelevazione del terreno adiacente la stessa mediante innalzamento
del muro di contenimento a lago, fossero in contrasto con gli art. 9 e 13 LRL,
applicabili a titolo di diritto comunale attraverso il rinvio di cui all'art.
10 cifra 5 NAPR. Inoltre che, conteggiando la darsena, l'indice di occupazione
del fondo fosse sorpassato. In pari tempo il municipio ha ordinato all'arch.
__________ di ripristinare la situazione come ai progetti approvati con licenza
edilizia 8 aprile 1993.

 

 

                                  C.   a) L'arch. __________ ha
impugnato entrambe le decisioni municipali suddette davanti al Consiglio di Stato.
Con ricorso 6 dicembre 1994 ha sollecitato l'annullamento della decisione 17
ottobre 1994 ed il rilascio della licenza edilizia per l'ampliamento e
l'estensione della copertura della darsena, oltre alla sistemazione del terreno
adiacente. Con ricorso 26 aprile 1995 ha domandato l'annullamento della condizione
relativa alla soppressione del lucernario contenuta nella licenza edilizia 27
marzo 1995; in via subordinata di essere autorizzato a sostituire quello posato
con un lucernario di un'altezza massima di ml 0,38.

 

Anche __________ ha impugnato le anzidette decisioni innanzi
al Consiglio di Stato.

 

b) Il Consiglio di Stato ha evaso i ricorsi con un unico
giudizio del 17 luglio 1995.

 

Esso ha anzitutto dichiarato irricevibili i ricorsi di
__________, relativamente alla domanda di costruzione 31 marzo 1994 poiché non
aveva presentato opposizione, relativamente a quella 6 luglio 1994 poiché il
municipio aveva accolto la sua opposizione.

 

Per quanto riguardava i ricorsi dell'arch. __________ il
Governo ha in primo luogo rilevato che darsena, muro di sostegno a lago e
piscina erano posti oltre la linea di arretramento delle costruzioni fissata
dall'art. 9 LRL, applicabile a titolo di diritto comunale attraverso il rinvio
di cui all'art. 10 cifra 5 NAPR, di ml 15. Inoltre che la darsena, sporgendo
dal terreno naturale fino ad oltre i ml 0,8, doveva essere conteggiata ai fini
del calcolo dell'indice di occupazione, del 20% secondo l'art. 11 LRL applicabile
sempre a titolo di diritto comunale via l'art. 10 cifra 5 NAPR: ciò che comportava
un superamento dell'indice di occupazione del fondo. Donde la bontà del diniego
della licenza edilizia municipale 17 ottobre 1994. Per quanto concerneva il conseguente
ripristino il Consiglio di Stato ha limitato lo stesso, ai fini di una sua precisazione
ed inoltre per tener conto del principio della proporzionalità: 1) all'eliminazione
dell'estensione della copertura della darsena (esclusa quindi la copertura concernente
l'edificio esistente in origine e l'ampliamento autorizzato con licenza 8 aprile
1993); 2) all'eliminazione della sopraelevazione del muro di sostegno a lago
con conseguente sistemazione del terreno mediante scarpata. Il Governo ha
inoltre disposto la posa di un pontile di 3 ml di profondità per compensare
l'escavazione ulteriore (e non approvata) del canale di accesso alla darsena. Relativamente
invece al lucernario piazzato sopra il tetto dello stabile d'appartamenti il
Consiglio di Stato ha ritenuto che superasse le altezze concesse dalla LRL. In
applicazione del principio della proporzionalità ha tuttavia accolto la domanda
subordinata del ricorrente di sostituirlo con un manufatto analogo di soli ml
0,38 di altezza.

 

 

                                  D.   L'arch. __________ si é
aggravato contro il giudicato governativo con impugnativa 29 agosto 1995 a
questo Tribunale, al quale ha domandato di annullarlo, di rilasciargli la
licenza edilizia in sanatoria relativamente alla domanda di costruzione 6
luglio 1994 (darsena e adiacenze) e di annullare la condizione riferita
all'abbassamento del lucernario stabilita nella risoluzione governativa. Il
ricorrente afferma anzitutto che la sopraelevazione del muro di sostegno e
relativa sistemazione del terreno era già stata approvata attraverso la licenza
edilizia 8 aprile 1993, che la darsena non deve essere conteggiata ai fini del
calcolo dell'indice di occupazione e che la demolizione dell'estensione della
sua copertura é sproporzionata, poiché - per motivi tecnici - dovrebbe essere
demolita l'intera copertura ed essere quindi ricostruita la parte autorizzata
(sud), così come sproporzionata appare infine la necessità di abbassamento del
lucernario.

 

 

Il Consiglio di Stato e il municipio di __________ hanno
sollecitato la reiezione del gravame. __________ ha formulato delle
osservazioni senza comunque postulare formalmente la reiezione del gravame. Il
dipartimento del territorio ha invece comunicato di rinunciare a formulare
osservazioni.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
é data (art. 21 cpv. 1 e 45 LE). Il ricorso é tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm)
e la legittimazione del ricorrente certa (art. 21 cpv. 2 PAmm). Il ricorso é
pertanto ricevibile in ordine.

 

 

                                   2.   Il ricorrente chiede in
primo luogo che venga esperito un sopralluogo. La richiesta deve tuttavia
essere respinta. In effetti la copiosa documentazione agli atti (progetti,
piani, sezioni, rilievi, verbali, fotografie ecc.) é più che sufficiente per
illustrare gli interventi edilizi eseguiti al mapp. __________. Apprezzando anticipatamente
le prove offerte, il Tribunale rinuncia pertanto all'esperimento del
sopralluogo, il cui presumibile risultato non porterebbe ad alcun nuovo
chiarimento della fattispecie (RDAT I-1995 N. 51 consid. 2a).

 

 

                                   3.   L'art. 10 cifra 5 NAPR di
__________, approvate dal Consiglio di Stato il 29 gennaio 1973, dichiara
applicabili alla zona E (riva lago), ove é ubicato il mapp. __________, le
norme della LRL: in virtù di detto rinvio le norme della LRL assumono pertanto
forza di diritto (autonomo) comunale. Nella ricordata sentenza 24 agosto 1992
questo Tribunale aveva stabilito che la linea di arretramento delle costruzioni
verso il lago discendente dall'art. 9 lett. b LRL variava per il mapp. 477 tra
14 e 17,5 ml e che pertanto sia lo stabile d'appartamenti, progettato ad almeno
20 ml dal lago, che la piscina, prevista (nei piani originari) a 14 ml da
questo, rispettavano quella distanza.

 

 

                                   4.   4.1. Il ricorrente chiede
anzitutto che gli venga rilasciata la licenza edilizia in sanatoria per
l'ampliamento della darsena e l'estensione della copertura della stessa allo
specchio d'acqua a lato del manufatto originario, oggetto della domanda di
costruzione 6 luglio 1994.

 

4.2. Giusta l'art. 13 LRL (sempre applicabile a titolo di
diritto comunale attraverso il rinvio di cui all'art. 10 cifra 5 NAPR) il municipio
può autorizzare su area privata la costruzione di darsene fino al livello medio
del lago ed in ragione di una darsena per casa d'abitazione. Quella
disposizione permette pertanto al municipio di derogare al principio stabilito
all'art. 9 LRL, secondo cui le costruzioni sono vietate oltre la linea di
arretramento (come detto variante tra ml 14 e 17,5 per il mapp. __________).
Dal momento che l'art. 13 LRL conferisce un potere d'apprezzamento
all'Esecutivo comunale in materia di autorizzazione alla costruzione di
darsene, il potere cognitivo del Tribunale amministrativo viene di riflesso
limitato all'eccesso od all'abuso di potere (art. 61 cpv. 1 PAmm).

 

4.3. Nel concreto caso il mapp. __________ già disponeva di
una darsena. Il municipio ha inoltre autorizzato un suo ampliamento mediante il
rilascio della licenza edilizia 8 aprile 1993: permesso che facoltizzava il
ricorrente a spostare l'ubicazione dell'accesso dal fronte lago sul lato nord,
a prolungare il canale (a cielo aperto) a lato della stessa, che avrebbe in
futuro permesso di accedervi, mediante escavazione del terreno per una
profondità (interna al fondo) variante tra ml 2 e 3,20, infine a spostare
leggermente la linea del muro a sud. In realtà il ricorrente ha esteso l'escavazione
di oltre 2 ml rispetto a quanto autorizzato ma soprattutto ha esteso la
copertura della darsena alla specchio d'acqua a lato della darsena preesistente
per una superficie di un centinaio di mq.

 

4.4. A mente di questo Tribunale, non v'è motivo di ritenere
che, negando l'ulteriore ampliamento della darsena, il municipio di __________
abbia ecceduto od abusato del potere di apprezzamento che l'art. 13 LRL gli
conferisce. A maggior ragione se si tien conto che trattavasi di applicare una
normativa derogatoria rispetto alla regola generale che vuole che tutte le
costruzioni tengano una distanza rilevante rispetto al lago. Che la decisione
del municipio sia ineccepibile lo dimostra del resto il fatto che nemmeno il
ricorrente rimprovera all'Esecutivo comunale di avergli negato il permesso a
seguito di un'utilizzazione arbitraria del potere di apprezzamento di cui
disponeva. Il ricorrente si é infatti limitato a contestare il computo della
darsena nel calcolo della superficie edificata del fondo: computo che farebbe
salire l'indice di occupazione di questo ben oltre il limite legale del 20 %
discendente dall'art. 11 cpv. 2 LRL, già consumato dal solo stabile d'appartamenti.

 

4.5. Visto quanto sopra considerato la contestazione
sollevata dal ricorrente può rimanere irrisolta. Ad ogni buon conto essa
andrebbe respinta, per cui sussiste un ulteriore motivo che impedisce il
rilascio della sollecitata licenza edilizia in sanatoria. In effetti, anche se
si volesse parificare una darsena ad un'autorimessa e pertanto escluderla dal
calcolo della superficie edificata quando questa é interrata e sporge dal
terreno naturale al massimo su di un lato (art. 38 cpv. 3 LE; inoltre al rinvio
di cui all'art. 12 RLRL; giusta il messaggio 28 marzo 1961 sulla LRL anche le
darsene interrate dovrebbero tuttavia essere computate nella superficie
edificata: cfr. RVGC 1961, sessione autunnale 1961, pag. 145 segg., in
particolare pag. 150 in fine, commento all'art. 10 del progetto, inoltre pag.
147 in fine), basterà rilevare che nella fattispecie, come risulta dalle
sezioni prodotte dallo stesso ricorrente nella domanda in sanatoria (piano  GR
58/86), suffragate dai rilievi delle quote eseguite dal geometra prima e dopo
la costruzione (8 gennaio 1991, 13 dicembre 1993 e 21 giugno 1994) e dalla
documentazione fotografica della situazione preesistente, la darsena sporge su
tutti i lati dal terreno naturale, non solo dunque sul fronte lago (ovest): sul
lato sud la sporgenza raggiunge addirittura un massimo ml 1,70, al confine con
il lago (sezione 7-7; vedi inoltre sezioni 6-6 ed 8-8 per il lato est; B-B per
il lato nord). Per tacere il fatto che l'estensione della copertura (e quindi
della darsena) ha luogo sopra uno specchio d'acqua di 3 ml di quota più basso,
che deve essere considerato a tutti gli effetti quale terreno naturale.

 

 

                                   5.   5.1. Sempre in relazione
alla domanda di costruzione in sanatoria 6 luglio 1994 il ricorrente chiede di
poter mantenere l'elevazione di ml 1,70 del muro di sostegno a lago che si
diparte dallo spigolo sud/ovest della darsena e che termina sul confine sud
della proprietà, per una lunghezza dunque di ml 8. Manufatto che ha permesso di
rendere pianeggiante il retrostante giardino che circonda la piscina.

 

5.2. L'elevazione del manufatto in discussione ricade in
primo luogo sotto il campo di applicazione dell'art. 16 LRL, relativo alla
costruzione delle opere di cinta (cfr. sull'applicabilità di detta disposizione
alla costruzione dei muri di cinta STA inedita 28 ottobre 1994 in re P.,
consid. 2, riferita ad una contestazione interessante proprio la zona riva lago
di B.), ed in secondo luogo, sotto quello degli art. 9 cpv. 1 lett. b e 11 cpv.
2 LRL, relativi alle distanze verso il lago ed alle altezze delle costruzioni.
In effetti, com'é noto, i muri di sostegno devono essere equiparati ai muri di
cinta fino all'altezza massima prescritta per questi ultimi: oltre
quell'altezza essi devono rispettare le prescrizioni edilizie cui sono soggette
le costruzioni (Scolari, Commentario della legge edilizia, ad art. 12 N. 3 e
10, ad art. 13-14 N. 18). Orbene, la controversa sopraelevazione del muro di
sostegno non osserva alcuna distanza dal lago: essa non può pertanto essere
approvata né in applicazione dell'art. 16 cpv. 1 LRL, secondo cui cinte e siepi
verso il lago (non possono superare l'altezza di ml 1,20 dal suolo e) devono
tenere una distanza di 5 ml dal livello medio del lago, né a maggior ragione in
applicazione dell'art. 9 cpv. 1 lett. b LRL, che prescrive l'ossequio di una
distanza ancor maggiore per le costruzioni. Il diniego della licenza edilizia
appare pertanto legittimo anche sotto questo aspetto. Sia detto per completezza
a questo riguardo che il Tribunale non può accreditare la tesi propugnata dal
rappresentante della __________ nella lettera 9 febbraio 1994 al municipio e
nei verbali delle riunioni 28 giugno e 26 luglio 1994, corrispondente alla
prassi della autorità cantonali chiamate ad applicare la LRL, secondo cui
quando la riva non é allo stato naturale si possono autorizzare innalzamenti
dei muri di sostegno a lago in applicazione dell'art. 9 cpv. 2 LRL.

 

 

                                   6.   Per quanto concerne infine
il lucernario piazzato sopra la sommità del tetto piano, oggetto di domanda di
costruzione in sanatoria 31 marzo 1994, il ricorrente non contesta il diniego
della licenza edilizia 27 marzo 1995. In effetti già la quota del tetto oltrepassa
il livello stradale, e quindi l'altezza massima sancita all'art. 11 cpv. 2 LRL,
mediamente di ml 0,60.

 

 

                                   7.   7.1. Giusta l'art. 43 cpv.
1 LE il municipio ordina la demolizione o la rettifica delle opere eseguite in
contrasto con la legge, i regolamenti edilizi o i piani regolatori, tranne il
caso in cui le differenze siano minime e senza importanza per l'interesse
pubblico.

 

 

7.2. Per quanto concerne la darsena il Consiglio di Stato ha
sostanzialmente limitato l'ordine di ripristino all'eliminazione dell'estensione
della copertura (oltre alla posa di un pontile in legno profondo ml 3 in
corrispondenza del prolungamento del canale di accesso alla darsena medesima):
estensione che ha permesso di ricavare una importante superficie pregiata
attorno alla piscina. Per contrastare quell'ordine sotto il profilo della
proporzionalità il ricorrente produce un rapporto di data 28 luglio 1995 dell'ingegnere
mandatato dell'allestimento dei calcoli statici secondo cui togliendo la parte
di soletta interessata dall'ordine, ossia la porzione nord, verrebbe a mancare
lo sbalzo che carica la porzione sud della soletta, che forma la copertura
della parte autorizzata della darsena, la quale verrebbe a trovarsi insufficientemente
armata nel lembo inferiore per mancanza di contrappeso. Questo significa che
dovrà essere demolita l'intera copertura della darsena (costo fr. 106'000.--) e
che la parte autorizzata dovrà essere ricostruita con spessori ed armatura adeguati
(costo fr. 94'000.--). Per non compromettere la struttura della soletta
l'ingegnere incaricato dal ricorrente propone di togliere solo la porzione più
esterna della copertura, pari a 25 mq circa, superficie corrispondente dunque
ad un quarto circa di quella eretta senza permesso e di cui il Governo ha
ordinato l'eliminazione.

 

La tesi del ricorrente non può essere accreditata. Anzitutto
é necessario evidenziare che egli non può prevalersi del principio della buona
fede, poiché ha agito illegalmente eseguendo i lavori in esame prima di
richiedere la necessaria licenza edilizia. Questa circostanza non é di per sé
decisiva. In effetti anche il costruttore in mala fede può prevalersi del
principio della proporzionalità; chi versa in simile situazione deve tuttavia
tener conto dell'eventualità che l'autorità consideri con minore attenzione il
pregiudizio consecutivo alla demolizione, preoccupandosi piuttosto di vedere
ristabilita una situazione conforme al diritto (DTF 111 Ib 224 consid. 6b; 108
Ia 218 consid. 4b). Ad ogni buon conto l'esigenza di assicurare il rispetto del
diritto materiale riveste un interesse pubblico preminente rispetto agli
interessi di natura finanziaria del costruttore (cfr. DTF citati; inoltre DTF
inedita 3 febbraio 1994 in re comune di __________, consid. 6, ove la Corte
federale ha confermato l'ordine di demolizione del piano attico di una casa
d'appartamenti che superava l'altezza prescritta). Ora, la misura ordinata dal
Consiglio di Stato non eccede l'indispensabile ed é inoltre idonea a
raggiungere lo scopo di interesse pubblico appena menzionato. I pur rilevanti
costi paventati dal ricorrente per la rettifica del manufatto - come detto
realizzato senza permesso e dunque a rischio e spese del costruttore - assumono
invece un ruolo subordinato rispetto a quest'ultimo: detti costi non permettono
pertanto di annullare la misura del ripristino e di retrocedere gli atti al
municipio affinché lo sostituisca con una sanzione pecuniaria in applicazione
dell'art. 44 LE. A maggior ragione non entra in linea di conto l'offerta del
ricorrente di limitare la demolizione ad una piccola frazione del manufatto.

 

7.3. Per quanto concerne invece l'ordine di eliminare
l'innalzamento del muro di sostegno a lago di ml 1,70 e relativo riempimento e
livellamento del terreno attorno alla piscina, per una lunghezza di ml 8, il
ricorso deve essere parzialmente accolto. In effetti le decisioni impugnate
negano, a torto, che la licenza edilizia 8 aprile 1993, che autorizzava il
ricorrente sia ad ampliare la darsena sia a spostare la piscina a ml 3,5 dal
lago, includeva anche l'autorizzazione a livellare il terreno annesso mediante
sopraelevazione del citato manufatto, anche se di soli ml 1,10. E' bensì vero
che i progetti presentati in quella sede erano carenti sotto quell'aspetto
(cfr. quanto dispongono gli art. 11 cpv. 1 e 12 lett. d RLE). Mancava
segnatamente una prospettiva del manufatto, che ne illustrasse l'ingombro,
tanto più necessaria se si tien presente che la sopraelevazione del muro in
esame costituiva il prolungamento della darsena (e che, a lavori terminati, ci
si é trovati in presenza di un manufatto sporgente dal lago per ml 3,20 su di
una lunghezza di 17 ml). Purtuttavia dalla sezione C-C al piano GR 47/84, si
doveva dedurre in modo inequivocabile l'intenzione di sopraelevare il muro a
lago per ml 1,10 e di livellare il terreno retrostante, poiché quella sezione
illustrava in modo chiaro sia l'innalzamento del muro che il riempimento del
terreno. La licenza edilizia 8 aprile 1993 includeva pertanto quell'opera nei
limiti anzidetti. Se detta approvazione ha avuto luogo per una svista del
municipio, circostanza apparentemente smentita dalla cifra 6 del verbale della
riunione 26 luglio 1994, redatto dal tecnico comunale, é un problema che non ha
alcuna rilevanza. Di conseguenza l'ordine viene limitato al superamento
dell'altezza di ml 1,10, ossia agli ultimi ml 0,60 di altezza del manufatto.
Limitazione che non fa apparire sproporzionato l'ordine, a maggior ragione se
si tien conto che nemmeno i primi ml 1,10 di innalzamento avrebbero potuto
essere approvati e realizzati.

 

7.4. Per quanto riguarda infine l'eliminazione del lucernario
posato sul tetto, il Tribunale non può che accettare la sostituzione del
manufatto posato con uno analogo di altezza pari al ml 0,38 ordinata dal
Consiglio di Stato, già per il motivo che questo Giudice non può procedere ad
una reformatio in peius a danno del ricorrente (art. 65 cpv. 4 PAmm). Valgono
anche a questo riguardo le considerazioni appena svolte in ordine all'interesse
pubblico della misura ed al principio della proporzionalità.

 

 

                                   8.   Invano il ricorrente su
appella, sulla scorta di una estesa documentazione fotografica, al fatto che -
a suo giudizio - sulla strada che conduce a __________, ove é ubicato il mapp.
__________, sono stati approvati o tollerati manufatti meno rispondenti di
quelli realizzati sul suo fondo all'ordinamento legale. Eventuali violazioni di
una legge - se quindi sussistano o meno nei menzionati casi è quesito che può
rimanere aperto - non sono certo suscettibili di abrogarla. Del resto il
ricorrente nemmeno sembra appellarsi, conscio della perfetta inutilità, al
principio eccezionalmente riconosciuto dalla prassi della parità di trattamento
nell'illegalità. Principio del quale, sia detto per completezza, non ricorrono
manifestamente i requisiti di applicazione. Non consta infatti al Tribunale che
il municipio di __________ abbia instaurato o, semmai questa fosse esistita un
tempo, mantenuto una prassi di applicazione illegale delle norme di PR riferite
alla zona riva lago. Ben al contrario questo Tribunale, con la sentenza inedita
28 ottobre 1994 poco sopra citata, confermata dal Tribunale federale con
giudizio 11 agosto 1995, ha tutelato un diniego di licenza edilizia e conseguente
ordine di demolizione riferito all'erezione di una barriera fonoassorbente al
mapp. __________ di __________, pure assegnato alla zona in esame.

 

 

                                   9.   La tassa di giudizio deve
essere messa integralmente a carico del ricorrente, malgrado il ricorso debba
essere parzialmente accolto (art. 28 PAmm). Non può infatti essere caricata
alcuna tassa al comune, che non é intervenuto nella lite a tutela di interessi
economici propri, né all'opponente signora __________, la quale non ha
formalmente postulato la reiezione del ricorso. Al comune, assistito dal un legale,
devono inoltre essere attribuite delle ripetibili (art. 31 PAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 21, 43, 44, 45, 52 LE, 10 NAPR di __________, 9, 11, 13, 16 LRL, 12
RLRL, 18, 28, 31, 46, 61 PAmm

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso é parzialmente
accolto.

§.  Di conseguenza la risoluzione governativa 17 luglio 1995 (n.
3967) é confermata; la demolizione della sopraelevazione del muro a lago di cui
al consid. F cifra 4 della detta risoluzione é tuttavia ridotta (da ml 1,50) a
ml 0,60.

 

                                   2.   La tassa di giustizia, di
fr. 2'000.--, é posta a carico del ricorrente, il quale rifonderà al comune fr.
1'000.-- per il titolo di ripetibili.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario