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**Case Identifier:** 3e23a12f-a817-5c4d-ae73-01d078a47b8c
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-10-19
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 19.10.2020 BV.2020.33A
**Docket/Reference:** BV.2020.33A
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_BV-2020-33A_2020-10-19

## Full Text

Accesso agli atti (art. 25 cpv. 3 DPA).;;Accesso agli atti (art. 25 cpv. 3 DPA).;;Accesso agli atti (art. 25 cpv. 3 DPA).;;Accesso agli atti (art. 25 cpv. 3 DPA).

Decisione incidentale  
del 19 ottobre 2020  
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 

Roy Garré, Presidente, 

Giorgio Bomio-Giovanascini e Cornelia Cova,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   
Parti  A. SA,  

B. SA,  

entrambi rappresentati dall'avv. Luca Trisconi,  

 

Reclamanti 

 

 contro 

   

AMMINISTRAZIONE FEDERALE DELLE CONTRI-

BUZIONI,  

 

Controparte 

 

Oggetto  Accesso agli atti (art. 25 cpv. 3 DPA) 

 

  

B u n d e s s t r a f g e r i c h t   

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

 

 

Numero dell ’ incarto: BV.2020.33-34a 

 

 

 

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Fatti: 

A. In data 6 marzo 2015, il Capo del Dipartimento federale delle finanze ha autoriz-

zato l'Amministrazione federale delle contribuzioni (in seguito: AFC), Divisione af-

fari penali ed inchieste (di seguito: DAPI) a condurre un’inchiesta fiscale speciale 

ai sensi degli art. 190 e segg. della legge federale sull'imposta federale diretta 

(LIFD; RS 642.11) nei confronti di C. SA, D. SA, E., F. e G., per sospetto di sottra-

zione continuata di importanti somme d’imposta sull’utile (art. 175 e 176 LFID) 

nonché per frode fiscale (art. 186 LIFD), riferibili agli anni dal 2008 al 2014. Paral-

lelamente l’AFC conduce un’inchiesta penale amministrativa nei confronti di E., F. 

e G. per sospetto di truffa in materia di tasse giusta l'art. 14 cpv. 2 della legge 

federale del 22 marzo 1974 sul diritto penale amministrativo (DPA; RS 313.0), 

eventualmente di sottrazione d'imposta preventiva giusta l'art. 61 lett. a della legge 

federale sull'imposta preventiva (LIP; RS 642.21), nell’ambito della gestione delle 

società C. SA e D. SA nei periodi dal 2008 al 2014 (v. act. 2.2). 

 

 

B. Il 14 agosto 2020, la DAPI ha ordinato il sequestro di un credito di fr. 900'000.– 

vantato da A. SA nei confronti di Immobiliare B. SA, iscritto a bilancio, relativo al 

finanziamento dei terreni particelle 1 e 2 RFD Z., nonché il conto “clienti Z.” presso 

la banca H. numero 3,  intestato al notaio Luca Trisconi (v. act. 1.1).  

 

 

C. Con reclamo del 20 agosto 2020, A. SA e B. SA sono insorte contro il summenzio-

nato sequestro dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, 

postulandone l’annullamento (v. act. 1). 

 

 

D. Il 26 agosto 2020, il direttore dell'AFC ha trasmesso alla presente Corte il reclamo 

con le proprie osservazioni, chiedendo di respingere il gravame, nella misura della 

sua ricevibilità (v. act. 2). Egli ha parimenti trasmesso diversi allegati, tra i quali 

cinque (allegati da A a E) ad esclusiva attenzione della Corte, a protezione del 

segreto d’inchiesta e del segreto fiscale (v. art. 25 cpv. 3 DPA). 

 

 

E. Con scritto del 3 settembre 2020, le reclamanti, oltre a chiedere una proroga per 

l’inoltro della loro replica, hanno postulato l’accesso completo agli atti forniti 

dall’AFC con le loro osservazioni del 26 agosto 2020, compresi quindi gli allegati 

da A a E (v. act. 5). 

 

 

F. Interpellata all’uopo da questa Corte, l’AFC, con scritto del 17 settembre, tra-

smesso alle reclamanti per presa di posizione (v. act. 11), ha inoltrato una copia 

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dell’allegato D, oscurato in alcune sue parti, da mettere a disposizione delle recla-

manti, ribadendo la sua volontà di non permettere l’accesso alle predette agli altri 

documenti (v. act. 9). 

 

 

G. Con replica del 30 settembre 2020, trasmessa per conoscenza all’AFC (v. act. 14), 

le reclamanti hanno confermato sia la loro richiesta d’accesso completa agli atti, 

compresi quindi gli allegati da A a E alla presa di posizione del 26 agosto 2020, 

sia le loro conclusioni ricorsuali (v. act. 13). 

 

 

Le ulteriori argomentazioni delle parti verranno riprese, nella misura del necessa-

rio, nei successivi considerandi in diritto. 

 

 

 

Diritto:  

1.  

1.1 Le procedure per infrazione agli art. 190 e segg. LIFD sono rette dalla legge fede-

rale sul diritto penale amministrativo (DPA; RS 313.0; v. art. 191 cpv. 1 LIFD), in 

particolare dagli art. 19-50 DPA. Al perseguimento di infrazioni alla legge federale 

sull’imposta preventiva è pure applicabile la DPA (art. 67 cpv. 1 LIP). L'autorità 

amministrativa incaricata dell’inchiesta è l'AFC (art. 190 cpv. 1 LFID e art. 67 cpv. 

1 LIP). 

 

1.2 Contro i provvedimenti coattivi giusta gli art. 45 e segg. DPA e le operazioni e 

omissioni connesse può essere proposto reclamo alla Corte dei reclami penali del 

Tribunale penale federale (art. 26 cpv. 1 DPA in relazione con l’art. 37 cpv. 2 lett. 

b della legge federale del 19 marzo 2010 sull’organizzazione delle autorità penali 

della Confederazione [LOAP; RS 173.71]). Il diritto di reclamo spetta a chiunque è 

toccato dall’operazione impugnata e ha un interesse degno di protezione all’annul-

lamento o alla modifica (art. 28 cpv. 1 DPA). Il reclamo deve essere presentato per 

scritto all’autorità competente, con le conclusioni e una breve motivazione, entro 

tre giorni a contare da quello in cui il reclamante ha avuto conoscenza dell’opera-

zione o ha ricevuto notificazione della decisione (art. 28 cpv. 3 DPA). Se la misura 

impugnata non emana dal direttore o capo dell’amministrazione in causa, il re-

clamo deve essere presentato a quest’ultimo (art. 26 cpv. 2 lett. b DPA), il quale, 

se non rettifica l’operazione o rimedia all’omissione in conformità delle conclusioni 

proposte, deve trasmetterlo alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale fe-

derale, con le sue osservazioni, al più tardi il terzo giorno feriale dopo il suo ricevi-

mento (art. 26 cpv. 3 DPA). 

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1.3 La Corte dei reclami penali è competente per statuire sul gravame interposto tem-

pestivamente dalle reclamanti. Le altre condizioni d’ammissibilità del reclamo ver-

ranno esaminate nell’ambito della decisione che metterà fine alla presente proce-

dura. A questo stadio, occorre pronunciarsi in via incidentale sulla richiesta formu-

lata dalle reclamanti di accedere agli allegati da A a E alle osservazioni dell’AFC 

del 26 agosto 2020.  

 

 

2. Con le proprie osservazioni del 26 agosto 2020 l’AFC ha presentato diversi alle-

gati, tra i quali dei documenti confidenziali (allegati da A a E). Essa ha specificato 

che tali documenti avrebbero potuto essere visionati unicamente dalla Corte dei 

reclami penali conformemente all’art. 25 cpv. 3 DPA, ad esclusione quindi delle 

reclamanti (v. act. 2, pag. 3).  

 

2.1 Qualora la tutela d’importanti interessi pubblici o privati lo richieda, la Corte dei 

reclami penali prende cognizione della prova escludendo il reclamante o il richie-

dente (art. 25 cpv. 3 DPA). La Corte dei reclami penali non considera il semplice 

interesse dell’amministrazione al mantenimento del segreto su determinate infor-

mazioni alla stregua di un importante interesse pubblico. La valutazione dell’im-

portanza dell’interesse in gioco non è fissata dall’amministrazione, ma dall’istanza 

giudiziaria di controllo. La formulazione di cui all’art. 25 cpv. 3 DPA è imperativa. 

La Corte dei reclami penali nega l’accesso agli atti alla persona interessata solo 

quando la fattispecie corrisponde alle condizioni poste dalla normativa legale (de-

cisione del Tribunale penale federale BV.2009.30 del 15 dicembre 2009 consid. 

2.2; LEONOVA, Commentario basilese, 2020, n. 17 e seg. ad art. 25 DPA; HAURI, 

Verwaltungsstrafrecht [VStrR], 1998, pag. 74 con riferimenti). 

 

Secondo la prassi della Corte dei reclami penali, gli atti che non possono essere 

visionati da una parte ma su cui l’amministrazione intende fondarsi devono essere 

trasmessi al tribunale unitamente ad un riassunto del contenuto dei medesimi, così 

che la parte interessata abbia la possibilità di prendere posizione al riguardo (de-

cisione del Tribunale penale federale BE.2018.2 del 30 maggio 2018 consid. 6.2.5 

con riferimenti; LEONOVA, op. cit., n. 19 ad art. 25 DPA). 

 

2.2 Chiedendo di limitare l’uso dei documenti confidenziali alla sola Corte dei reclami 

penali, l’AFC mira a salvaguardare il segreto d’inchiesta e il segreto fiscale nei 

confronti degli imputati (v. act. 2, pag. 3). Il generico riferimento al rischio di intralcio 

dell’inchiesta penale fiscale non è tuttavia sufficiente a giustificare una limitazione 

dei diritti dei reclamanti all’accesso agli atti giusta l’art. 25 cpv. 3 DPA. La Corte dei 

reclami penali riconosce invece nel segreto fiscale (v. art. 110 LFID oppure art. 37 

LIP) importanti interessi privati di terzi, che potrebbero giustificare una limitazione 

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del diritto di accesso a documentazione fiscale (v. decisioni del Tribunale penale 

federale BV.2018.11 del 5 dicembre 2018 consid. 3; BV.2018.9 e BV.2018.10 del 

13 settembre 2018 consid. 4.4; BE.2018.2 del 30 maggio 2018 consid. 6.2.5; LEO-

NOVA, op. cit., n. 18 ad art. 25 DPA).  

 

2.3 Nelle sue osservazioni del 26 agosto 2020, l’AFC ha sostanziato i sospetti di reato 

a carico degli indagati facendo anche riferimento ai documenti confidenziali. Invi-

tata a prendere posizione sulla richiesta d’accesso integrale delle reclamanti ai 

documenti confidenziali, la predetta autorità ha ribadito la sua posizione, ossia che, 

nella misura in cui i documenti in questione riguardano gli indagati e non le recla-

manti, considerate terzi e non parti alla procedura, l’accesso agli allegati A, B, C 

ed E deve essere negato, in quanto lesivo dei segreti fiscale e d’inchiesta (v. act. 9, 

pag. 1 e seg.). Per quanto attiene all’allegato D, nella misura in cui contenente 

anche informazioni riguardanti A. SA, esso può essere messo a disposizione delle 

reclamanti nella versione parzialmente oscurata trasmessa dall’AFC (v. act. 9.1).  

 

 Ora, a parte l’allegato E, il cui contenuto è stato sufficientemente descritto dall’AFC 

(v. act. 2, pag. 6), e l’allegato D, che è stato messo a disposizione delle reclamanti 

in versione anonimizzata, ma che permette di comprenderne l’essenza, gli altri 

documenti, ossia gli allegati A, B e C non sono stati riassunti, o lo sono stati in 

maniera insufficiente e non conforme alle esigenze fissate dalla giurisprudenza 

(v. supra consid. 2.1), ciò che non ha permesso alle reclamanti di esercitare cor-

rettamente il loro diritto di essere sentite. Con la loro replica del 30 settembre 2020, 

le insorgenti hanno tuttavia inoltrato una dichiarazione del 29 settembre 2020, con 

la quale G. ha affermato di essere l’unico azionista delle reclamanti e di non avere 

“nulla in contrario a che documentazione fiscale sua personale sia resa nota alle 

due società e, viceversa che documentazione riservata delle due società sia 

messa a sua personale conoscenza. D’altronde, l’inchiesta avviata nei suoi con-

fronti dall’Amministrazione federale delle contribuzioni si riferisce tra l’altro anche 

ad asserite irregolarità (qui recisamente contestate) nella gestione contabile di 

dette Aziende” (act. 13.1).  

 

2.4 Visto quanto precede e che gli allegati A (Rapporto d’inchiesta speciale del 10 di-

cembre 2019 secondo gli art. 190 e segg. LIFD nei confronti di G. e D (Lettera 

d’informazione del 25 giugno 2015 sul sequestro dei beni patrimoniali di G. con 

allegata la decisione di sequestro del 17 marzo 2015 nei confronti di G.) riguardano 

esclusivamente G., contrariamente agli allegati B e C, che toccano anche altre 

persone indagate, questa Corte, tenuto anche conto del generico riferimento 

dell’AFC al segreto istruttorio e del fatto che le inchieste sono ormai concluse 

(v. act. 2, pag. 2), decide di mettere a disposizione delle reclamanti gli allegati A e 

D. L’allegato E, per il quale la summenzionata prassi di questa Corte è stata rispet-

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tata, è messo agli atti della presente procedura, ma non a disposizione delle recla-

manti. Gli allegati B e C, per i quali detta prassi non è stata ossequiata, non sono 

ammessi nell’incarto e vanno quindi restituiti all’AFC.  

 

2.5 In definitiva, la richiesta dell’AFC di non mettere a disposizione delle reclamanti gli 

allegati da A a E è parzialmente accolta ai sensi del precedente considerando. 

 

 

3. Le spese della presente decisione seguono quelle della procedura principale. 

 

 

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

 

1. La richiesta dell’Amministrazione federale delle contribuzioni di non mettere a di-

sposizione delle reclamanti gli allegati da A a E è parzialmente accolta. Gli allegati 

B e C sono restituiti all’Amministrazione federale delle contribuzioni. Gli allegati A, 

D ed E sono messi agli atti dell’incarto ai sensi dei considerandi. 

2. Le spese della presente decisione seguono quelle della procedura principale. 

 

 

Bellinzona, 19 ottobre 2020  

 

In nome della Corte dei reclami penali 

del Tribunale penale federale 

 

Il Presidente: Il Cancelliere: 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comunicazione a 

 

- Avv. Luca Trisconi 

- Amministrazione federale delle contribuzioni 

 

 

 

 

Informazione sui rimedi giuridici: 

Contro questa decisione non è dato alcun rimedio giuridico ordinario.