# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2ea05887-2832-57cf-b534-27150e992fad
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-12-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 21.12.2004 30.2004.242
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_30-2004-242_2004-12-21.html

## Full Text

Incarto
  n.

  30.2004.242/

  04
  1036/703

  	
  Bellinzona

  21
  dicembre 2004

   

  	
  Sentenza
  

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Presidente della Pretura penale

  
	
  Marco Kraushaar

  
	
   

  
						

sedente con Laura
Rossini in qualità di segretaria per statuire sul ricorso 6 agosto 2004
presentato da

 

	
   

  	
   RI 1,
  ,

  difeso da:  DI
  1  

  
	
   

  	
  contro

  
	
   

  	
  la decisione
  n. 04 1036/703 del 16 luglio 2004 emessa d CRTE 1  

  

 

viste                                  le osservazioni del 30 agosto
2004 presentate dalla CRTE 1, __________;

 

                                         letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto                             in fatto

 

                                 A.     La CRTE 1 con decisione
16 luglio 2004 ha inflitto a  RI 1 una multa di fr. 450.-, addebitandogli
inoltre la tassa di giustizia di fr. 100.- e le spese di fr. 20.-, per avere
lavorato in qualità di operaio, dal 03.02.2003 al 06.11.2003, a favore della
ditta __________, __________, sprovvisto del permesso della CRTE 1 che gli consentisse
di svolgere detta attività.

                                        La decisione è stata resa in
applicazione degli art. 3 cpv. 3 LDDS; 6 OLS e 45 RLaLPS-extra CE/AELS.

 

 

B.Contro tale risoluzione  RI 1 è insorto con un ricorso
del 6 agosto 2004 mediante il quale chiede in via preliminare di essere posto “al
beneficio della completa assistenza giudiziaria” come alla parallela istanza
inoltrata, in via principale che il ricorso venga accolto e la contravvenzione annullata
ed in via subordinata che il ricorso venga accolto con la riduzione dell'importo
dovuto, “visti il genere di infrazione formale e la situazione economica”, a
fr. 100.- tasse e spese comprese.

 

                                 C.     La CRTE 1, nelle
sue osservazioni del 30 agosto 2004, propone il rigetto del gravame.

 

 

 

considerato                      in diritto

 

                                 1.     La competenza di questo
giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività
dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile.

 

 

                                 2.     In via preliminare il
ricorrente chiede di poter beneficiare dell’assistenza giudiziaria. L'autorità
competente a decidere in merito è il giudice dell'istruzione e dell'arresto.
L'incarto gli verrà pertanto trasmesso dopo l’emanazione del giudizio.

 

 

                                 3.     La prima censura
sollevata dall’insorgente concerne una presunta violazione dell’art. 3 LPContr.
A suo dire non gli sarebbe stata data alcuna possibilità di prendere posizione
e/o di completare l’istruttoria.

                                         Egli tralascia tuttavia
tranquillamente che il 6 novembre 2003, al termine dell’interrogatorio di
polizia, quando gli è stata intimata la contravvenzione, gli è stato assegnato
un termine di 15 giorni per formulare proprie osservazioni o inoltrare
ulteriori informazioni in forma scritta e documentata alla CRTE 1. Per di più
egli, il 20 novembre 2003, entro il termine assegnato, ha presentato
all’autorità di prima istanza, per il tramite del datore di lavoro, le proprie
osservazioni.

                                         Il ricorrente, nel gravame
stesso, sostiene anzi che il datore di lavoro ha “fornito osservazioni in
due occasioni e non solo in data 20 novembre 2003”. Ciò posto non si può
certo dire che l’insorgente non abbia avuto la possibilità di far valere i suoi
diritti.

                                         La censura non è quindi
solo destituita di fondamento, ma è anche temeraria.

 

                                 4.     Il ricorrente postula
l'assunzione di nuove prove e chiede inoltre di essere sentito personalmente.
Ora, l'art. 12 LPContr conferisce al giudice della Pretura penale la facoltà di
completare l'istruttoria d'ufficio. Il giudice può sempre rinunciare,
nondimeno, ad assumere mezzi di prova il cui presumibile risultato non
porterebbe elementi di rilievo ("apprezzamento anticipato delle
prove": DTF 125 I 135 consid. 6c/cc in fine con richiami di dottrina e di
giurisprudenza, 124 I 221 consid. 4a). Nella fattispecie le nuove prove
richieste - così come l'audizione personale dell'insorgente - non appaiono
suscettibili di recare chiarimenti di rilievo ai fini del giudizio.

                                         D’altro canto l’interessato
giustifica gli auspicati complementi istruttori con le lamentate carenze della
procedura di primo grado. E tali censure, come si è detto poc’anzi risultano
manifestamente sprovviste di buon diritto.

                                         Pacifico risulta essere invece
il richiamo dalla CRTE 1 dell'incarto inerente alla procedura di
contravvenzione.

                                         Dopo tali premesse, nulla osta
all'esame del ricorso nel merito.

 

 

                                 5.     In concreto davanti alla
Polizia cantonale  RI 1 ha dichiarato quanto segue (cfr. verbale del 6 novembre
2003):

                                         "Sono entrato in
Svizzera il 16.11.2002, per vivere con mia moglie __________. Di conseguenza ho
ottenuto il permesso di dimora "B" - coniuge svizzero. Ho cercato
lavoro e l'ho trovato presso la __________ di __________ Via __________. Ho
iniziato a lavorare il 03.02.2003, attuale occupazione. Io pensavo che ero in
regola con il permesso, sottinteso che era il datore di lavoro che mi
annunciava all'URS di Lugano. Oggi mi sono recato all'URS di Lugano per il
rinnovo del permesso di dimora, dove ho spiegato che lavoravo dal 03.02.2003
presso succitata ditta. Al che mi veniva detto, che prima di iniziare dovevo
annunciarmi a loro e fare regolare richiesta del permesso e che il datore di
lavoro non aveva fatto nessun annuncio. In questo caso io avrei lavorato senza
permesso.

                                         Devo precisare che dal mio
salario, sono sempre stati dedotti tutti gli oneri sociali, cassa malati, AVS
ecc.".

 

                                         Anche nelle
osservazioni il ricorrente non ha negato di aver collaborato con la
succitata ditta nel periodo indicato dal dipartimento, ma ha sostenuto che essendo
coniugato con una cittadina svizzera riteneva di avere il diritto di accedere
al mercato del lavoro come un cittadino domiciliato. Inoltre ha sottolineato
che il salario percepito è stato regolarmente oggetto delle detrazioni
dell'imposta alla fonte e dei contributi per le assicurazioni sociali.

 

                                         Nel ricorso  RI 1 riprende il
fatto di essere coniugato con una cittadina elvetica e di essere in possesso di
un permesso di dimora nel senso dell’art. 7 LDDS e afferma di avere di
conseguenza un diritto ad ottenere un’autorizzazione di lavoro. Per questo
motivo non ci troveremmo di fronte ad un’infrazione materiale, ma semmai ad un’infrazione
formale ex art. 335 cpv. (recte cifra) 1 CP.

                                         Dalla “Guida pratica” concernente
l’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) edita dallo Stato nell’aprile
2002 l’insorgente desume poi, sempre nel ricorso, che ai famigliari cittadini
di Stati terzi (extraeuropei), benché la loro ammissione avvenga in virtù della
LDDS, sia riservato il medesimo trattamento previsto dall’Accordo per i
famigliari cittadini CE/AELS. Questi ultimi possono accedere al mercato del
lavoro senza attendere il rilascio di un’autorizzazione, motivo per cui il
ricorrente non avrebbe infranto alcuna norma.

                                          CRTE 1 rileva altresì una
corresponsabilità dell’autorità, segnatamente dell’ufficio imposte alla fonte e
delle assicurazioni sociali, i quali non hanno mai segnalato la presenza di un
permesso “irregolare”, pur ricevendo i contributi e avendo la possibilità di
avvedersi che il nome dell’insorgente non figurava negli elenchi forniti
dall’Ufficio stranieri.

                                         Infine, il ricorrente ritiene
l’ammontare della multa eccessivo e non commisurato alla sua situazione
economica.

 

 

                                 6.     L'art. 3 cpv. 3 LDDS
prevede che lo straniero non domiciliato può assumere un impiego e un datore di
lavoro può occuparlo soltanto se il permesso di dimora lo autorizzi a ciò. È
considerata attività lucrativa qualsiasi attività dipendente o indipendente che
normalmente dà guadagno, e segnatamente qualsiasi attività svolta per un datore
di lavoro domiciliato in Svizzera o all'estero (art. 6 OLS). Le contravvenzioni
alle disposizioni di polizia degli stranieri sono punite con la multa fino a
fr. 2'000.- (art. 23 cpv. 6 LDDS). Tali reati sono punibili anche qualora siano
dovuti a negligenza (art. 333 cpv. 3 CP).

 

 

7.Il Tribunale federale ha recentemente precisato che la
regolamentazione in materia di ricongiungimento famigliare prevista dall'ALC è
applicabile unicamente alle fattispecie che hanno una connotazione transfronatliera,
pertanto i famigliari di un cittadino elvetico residente in Svizzera
proveniente da uno Stato terzo non appartenente alla CE/AELS non sono
legittimati a invocare tali norme (DTF 129 II 249). A torto dunque il
ricorrente sostiene che il coniuge extracomunitario ("di stati
terzi") di un cittadino elvetico è equiparato al coniuge extracomunitario
("di stati terzi") del cittadino europeo.

 

     Al ricorrente, nella sua qualità di cittadino della Repubblica
dominicana, sono quindi applicabili le norme concernenti persone straniere
provenienti da paesi extra CE/AELS. Questi quando sono coniugati con un
cittadino svizzero, pur avendo diritto al rilascio e alla proroga del permesso
di dimora giusta l’art. 7 LDDS, devono richiedere per svolgere un’attività
lavorativa un’autorizzazione in applicazione del RLaLPS-extra CE/AELS. Cosa
che  RI 1 non ha fatto.

 

 

8.Sorge a questo punto la domanda se il ricorrente poteva
cominciare a lavorare senza autorizzazione in virtù delle indicazioni contenute
nel manuale edito dallo Stato.

La risposta è
negativa. L’insorgente infatti non ha fatto affidamento sulle informazioni
della guida pratica, che peraltro non possono sostituirsi alle disposizioni di
legge, ma nemmeno sostiene di averne avuto conoscenza. Molto più semplicemente
egli riteneva che fosse il datore di lavoro ad occuparsi del permesso: “Io
pensavo che ero in regola con il permesso, sottinteso che era il datore di
lavoro che mi annunciava all’URS di Lugano.” (cfr. verbale di polizia 6
novembre 2003). Non essendosi fondato sul manuale non può quindi invocare la
buona fede.

 

 

9. RI 1 sostiene infine che si debba tenere conto della
corresponsabilità dell’autorità. In effetti diversi Uffici cantonali erano a
conoscenza del fatto che egli lavorava per la __________ e avrebbero potuto e
dovuto accorgersi che non era in possesso della relativa autorizzazione.

Questa
circostanza tuttavia non è tale da togliere o sminuire la colpa del ricorrente.
Del fatto si può solo tener conto nella commisurazione della pena, in
particolare perché il mancato intervento dell’autorità ha prolungato il periodo
di infrazione.

E infatti la CRTE
1, come risulta dalla risoluzione stessa, ha valutato questo aspetto riducendo
sensibilmente l’ammontare della multa.

 

 

                                10.     Per quanto concerne
l’adeguatezza della multa di fr. 450.- si rileva che l’autorità di prima
istanza ha, come detto, già considerato la corresponsabilità dell’autorità e
che l’importo corrisponde al 18 % ca. del salario netto mensile di attuali fr.
2'472.60 (in precedenza 2'849.60, cfr. estratto bancario doc. C). Questa somma
è da ritenere rettamente commisurata al grado di colpa. Occorre infatti
ritenere, oltre alla durata del lavoro non autorizzato, anche che l’infrazione
avrebbe potuto essere evitata con facilità assumendo informazioni presso
l’Ufficio regionale degli stranieri.

                                         Il ricorso deve così essere
respinto con tasse e spese a carico del ricorrente.

 

 

 

per questi motivi                 visti gli artt. 3 cpv.
3, 23 cpv. 6 LDDS; 6 OLS; 45 RLaLPS-extra CE/AELS; 1 segg. LPContr;

 

 

dichiara e 

pronuncia:                1.     Il ricorso è respinto e la
decisione impugnata è confermata.

 

                                 2.     La tassa di giustizia di
fr. 200.- e le spese di fr. 50.- sono a carico del ricorrente.

 

                                 3.     L'incarto è trasmesso al
Giudice dell'istruzione e dell'arresto per quanto di sua competenza.

 

                                 4.     Intimazione a:

	
   

  	
   ;

     ;

   , ;

  

 

 

Il presidente:                                                                            La
segretaria:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvertenza:   contro
il presente giudizio può essere interposto ricorso per cassazione alla Corte di
cassazione del Tribunale federale di Losanna. Il ricorso deve essere depositato
presso il Tribunale federale conformemente all'art. 273 PP entro 30 giorni
dalla notifica (art. 272 PP).