# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 38726ca5-679f-53af-86b6-3ebf97983204
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-03-20
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 20.03.2012 12.2011.39
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2011-39_2012-03-20.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2011.39

  	
  Lugano

  20 marzo 2012/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Bozzini e Fiscalini

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2009.92
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3 promossa con petizione 23
febbraio 2009 da

 

	
   

  	
  AP 1  

  rappr. dall'  RA
  1  

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
   AO 1  

  rappr. dall'  RA
  2  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

con cui
l’attrice ha chiesto il disconoscimento del credito di fr. 110'000.-, oltre
interessi e accessori, oggetto della decisione 3 febbraio 2009 del Pretore del
Distretto di Lugano di rigetto provvisorio al precetto esecutivo fatto spiccare
dal convenuto;

 

domanda
avversata dalla controparte, che con azione riconvenzionale ha chiesto la condanna
dell’attrice al versamento di fr. 168'000.- oltre interessi e accessori, il
rilascio del certificato di lavoro e la restituzione di altra documentazione,
domande a cui l’attrice si è integralmente opposta;

 

richieste
sulle quali il Pretore ha statuito con sentenza 27 gennaio 2011, respingendo la
petizione e accogliendo la domanda riconvenzionale limitatamente all’importo di
fr. 159'732,90 lordi, da dedursi gli oneri sociali, oltre interessi, e
conseguente rigetto in via definitiva dell'opposizione interposta al PE per
l'importo di fr. 106'000.-, con ordine alla convenuta riconvenzionale di
rilasciare alla controparte il certificato di lavoro ai sensi di legge e di ritornare
alla medesima i certificati di capacità in suo possesso prodotti al momento
dell'assunzione;

 

appellante
l'attrice principale che con appello 28 febbraio 2011 chiede la riforma del
giudizio impugnato, nel senso di accogliere integralmente la petizione e respingere
integralmente l’azione riconvenzionale, il tutto con protesta di tasse, spese e
ripetibili di primo e secondo grado di giudizio;

 

mentre
con risposta 21 aprile 2011 il convenuto postula la reiezione del gravame, pure
con protesta di spese e ripetibili di secondo grado; 

 

 

letti
ed esaminati gli atti e i documenti di causa,

 

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   AO 1 è stato assunto da AP 1 (di seguito: G__________) a valere
dal 1° settembre 1999 in qualità di assistente di direzione con un'occupazione
quantificata in 50-60% dell'orario normale lavorativo e una remunerazione lorda
mensile di fr. 2'500.- per tredici mensilità (cfr. contratto di lavoro, doc. 2
= doc. D).

Il dipendente ha pure svolto l'attività di insegnante nell'ambito della
formazione organizzata dalla stessa datrice di lavoro e meglio presso la scuola
__________ di G__________. Questa attività è stata remunerata separatamente
(doc. E, F, G, H e I).

B.    In data 8 marzo 2007 AO 1 ha rassegnato le dimissioni con effetto al
17 luglio 2007, data corrispondente alla fine della sessione estiva di esami presso
la summenzionata scuola (doc. 4).

C.    Precedentemente, con accordo del gennaio 2005 denominato "convenzione
(aggiornamento al contratto di lavoro)" (doc. 6), le parti si erano date atto di un effettivo aumento delle attività
svolte dal dipendente rispetto a quanto previsto al momento dell'assunzione.
Secondo il tenore di tale scritto G__________, nel
frangente rappresentata dall'allora Presidente C__________ e dal direttore F__________,
ha riconosciuto a AO 1 lo svolgimento di 600 ore
supplementari annue per il periodo dal 2000 al 2004, per complessive 3'000 ore
(arrotondate per difetto) e un conseguente onorario complessivo di fr.
120'000.-, in applicazione di una tariffa oraria di fr. 40.-. L'accordo in
questione ha pure definito una particolare modalità di pagamento differito.

D.    Nel mese di maggio 2006, in sostituzione dell’uscente C__________, è
stato nominato presidente del Consiglio direttivo dell'associazione G__________
l’allora membro di Consiglio M__________, iscritto nella sua nuova funzione a
Registro di commercio il 7 settembre 2006 (doc. 5).

E.    
Con precetto esecutivo notificato il 24
gennaio 2008AO 1 ha escusso AP 1 per il pagamento di fr. 170'000.-, oltre
interessi, vantando pretese salariali per gli anni 2000-2007 con riferimento
alle ore supplementari svolte. 

Con decisione 3 febbraio 2009 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5, ha rigettato provvisoriamente l'opposizione interposta dall'escussa, limitatamente alla somma di
fr. 110'000.- (inc. EF.2008.556, doc. II).

F.    
Con petizione 20 febbraio 2009 AP 1 ha adito la Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3, chiedendo il disconoscimento del credito di
fr. 110'000.- di cui alla decisione pretorile summenzionata.

A mente dell’attrice l'accordo sul quale il convenuto
fonda la pretesa di retribuzione di ore supplementari non sarebbe mai stato
portato a conoscenza degli organi dell'associazione, né approvato dagli organi
competenti. Per tutta una serie di altri motivi la datrice di lavoro reputa
ingiustificata ogni pretesa a questo titolo.

Il convenuto si è opposto alla petizione con risposta
del 27 marzo 2009 chiedendone l’integrale respingimento e avanzando in via
riconvenzionale nei confronti dell’attrice una pretesa di fr. 168'000.- oltre interessi
e accessori quale corrispettivo delle ore straordinarie asseritamente svolte
negli anni dal 2000 al 2007. Egli ha altresì chiesto di condannare l'attrice a rilasciare
entro 10 giorni il certificato di lavoro ex art. 330a cpv. 2 CO e a
restituirgli gli atti consegnati al momento dell'assunzione. 

Con replica e risposta riconvenzionale 14 maggio 2009 l’attrice si è riconfermata
nella sua domanda e ha chiesto di respingere la domanda riconvenzionale del
convenuto. Quest’ultimo, con duplica e replica riconvenzionale del 22 giugno 2009 ha ribadito le proprie contestazioni, chiedendo di respingere la petizione, modificando
parzialmente il petitum con il quale ha chiesto di autorizzarlo a
proseguire l'esecuzione per fr. 106'000.-, oltre interessi, nonché di
condannare controparte a versare ulteriori fr. 62'000.-. Inalterate sono
rimaste le richieste di rilascio del certificato di lavoro e di restituzione
degli atti.

Con duplica riconvenzionale 25 agosto 2009 AP 1 ha nuovamente respinto ogni pretesa della controparte.

G.    C__________ e F__________, nei confronti dei quali l'attrice ha
formulato domanda di denuncia di lite in quanto ritenuti responsabili di una
violazione dei loro doveri in relazione al riconoscimento di obblighi
dell'associazione verso terzi, non sono intervenuti in lite.

H.    All’udienza preliminare 26 ottobre 2009 le
parti hanno notificato le rispettive prove. Esperita l’istruttoria, le stesse
hanno presentato conclusioni scritte il 18 giugno 2010, riconfermandosi nelle
rispettive posizioni, rinunciando entrambe a comparire al dibattimento finale
del 24 giugno 2010.

I.      Con decisione del 27 gennaio 2011 il Pretore ha respinto la
petizione. Il primo giudice ha per contro parzialmente accolto la domanda
riconvenzionale, riconoscendo la pretesa per un importo pari a fr. 159'732,90
lordi oltre interessi al 5% dal 31 luglio 2007, rigettando in via definitiva
l'opposizione interposta al Precetto Esecutivo, limitatamente a fr. 106'000.-
oltre interessi, ordinando alla datrice di lavoro di rilasciare al dipendente
il certificato ex art. 330a CO e di ritornargli i certificati di capacità in
suo possesso prodotti al momento dell'assunzione.

Il Pretore ha quindi caricato la tassa di giustizia della domanda principale e
della domanda riconvenzionale interamente a carico di AP 1, la quale è stata
condannata a rifondere ripetibili alla controparte. 

J.Contro la citata decisione è insorta
l'attrice, nonché convenuta riconvenzionale, con atto d’appello del 28 febbraio
2011, nel quale ne chiede la riforma nel senso di accogliere integralmente la
petizione e respingere integralmente l’azione riconvenzionale, il tutto con
protesta di tasse, spese e ripetibili di primo e secondo grado.

K.    Nella sua risposta 21 aprile 2011 l'appellato postula la reiezione del gravame, pure con protesta di spese e ripetibili di secondo grado.

e considerato

 

in diritto:                  1.   Il 1° gennaio 2011 è entrato in vigore il
Codice di diritto processuale civile svizzero (CPC). Giusta l’art. 405 cpv. 1 CPC alle impugnazioni si applica il diritto in
vigore al momento della comunicazione della decisione. Nel presente caso la
decisione è stata notificata alle parti il 25 gennaio 2011, sicché la procedura di appello è retta dal CPC.

 

2.Giusta l'art. 308 cpv. 1 CPC sono
impugnabili mediante appello le decisioni finali e incidentali di prima istanza
(lett. a) e quelle di prima istanza in materia di provvedimenti cautelari
(lett. b). Trattandosi di decisioni pronunciate in controversie patrimoniali
poi, l'appello presuppone che il valore litigioso secondo l'ultima conclusione
riconosciuta nella decisione raggiunga almeno fr. 10'000.– (art. 308 cpv. 2
CPC). In specie, la sentenza impugnata è senz'altro una decisione finale,
emessa in materia di contratto di lavoro in esito a una procedura ordinaria, ai
sensi della citata norma. Il valore di causa è di fr. 110'000.- per l'azione
principale e 168'000.- per quella riconvenzionale e pacifica è dunque
l’appellabilità del giudizio impugnato. Il termine per promuovere appello e per
inoltrare la risposta è di trenta giorni dalla notificazione della decisione
impugnata motivata, rispettivamente dalla notificazione dell’appello (art. 311
seg. CPC). L’appello 28 febbraio 2011 e la risposta 21 aprile 2011 sono
pertanto tempestivi. Ciò posto, nulla osta alla trattazione del gravame. 

3.Il Pretore ha innanzitutto accertato che
l'impegno lavorativo del dipendente ha superato abbondantemente e regolarmente
il tempo lavorativo indicato e riconosciuto dalla datrice di lavoro negli
allegati di causa. Dalle deposizioni dei testi il primo giudice ha dedotto che
alle mansioni contrattualmente previste se ne sono da subito aggiunte di ulteriori
non elencate nel contratto e che hanno richiesto un'attività a tempo pieno.
Procedendo ad una stima per difetto, a fronte di 9 ore di attività giornaliera
svolta e dell'orario contrattualmente stabilito, il giudizio pretorile ha
accertato lo svolgimento di un minimo di 3 ore e 15 minuti di lavoro
straordinario quotidiano. Moltiplicate per 220 giorni lavorativi, ne risulta un
totale di 715 ore annuali, che confermano le ore indicate per difetto dal
dipendente e poste alla base della pretesa salariale oggetto del contenzioso.

Secondo il Pretore, contrariamente a quanto asserito dall'attrice, lo
svolgimento di tali ore straordinarie era a conoscenza dei dirigenti e degli
organi dell'associazione che risulta peraltro vincolata dall'accordo
sottoscritto dal presidente e dal direttore riguardante il periodo fino al 2004
(doc. 6). In merito alle ore straordinarie svolte nel periodo successivo, il
giudice di prime cure ha ritenuto che dalle circostanze emerse dall'istruttoria
possa dedursi una ratifica della datrice di lavoro per atti concludenti.

Per quanto concerne la remunerazione delle ore supplementari svolte, il Pretore
ha dapprima ritenuto vincolante la pattuizione sottoscritta dalle parti che
prevede un salario orario di fr. 40.- doc. 6), ciò che comporta una
retribuzione complessiva per il periodo dal 2000 al 2004 di fr. 106'000.-. Per
il periodo successivo il Pretore ha invece riconosciuto una remunerazione oraria
di fr. 27,73 corrispondente ad un salario del 125% di quello normale dedotto
dal contratto. Al dipendente è quindi stata riconosciuta un'ulteriore pretesa
di fr. 53'732,90.

Sulla base di tali conclusioni il Pretore ha pertanto respinto l'azione principale
e accolto parzialmente la domanda riconvenzionale, così come le domande di
rilascio del certificato di lavoro ex art. 330a cpv. 2 CO e di restituzione dei
certificati originali prodotti dal dipendente al momento dell'assunzione e che
non risultano essere stati restituiti al legittimo titolare. Tasse e spese sono
state poste interamente a carico della AP 1, la cui soccombenza è stata ritenuta
pressoché totale.

4.L'appellante, riepilogati i fatti
salienti che hanno contraddistinto il rapporto lavorativo tra le parti, pretende
che l'istruttoria non avrebbe fatto emergere l'esistenza di alcuna richiesta
del datore di lavoro relativa allo svolgimento di ore supplementari, peraltro
da ritenere non necessarie dal punto di vista aziendale. Neppure il doc. 6
sarebbe idoneo a fornire tale prova viste le circostanze in cui sarebbe stato
firmato.

L'appellante espone dapprima una serie di considerazioni relative all'assenza
del doc. 6 dal fascicolo relativo al dipendente custodito presso gli uffici
della datrice di lavoro e alla non fedefacenza delle deposizioni rese dai testi
F__________ e C__________, senza però indicare quale sarebbero le conseguenze
da trarre da tali asserite circostanze. 

Queste censure risultano pertanto irricevibili per carente motivazione (art. 311
cpv. 1 CPC), al pari di quelle che riguardano la pretesa firma del doc. 6 in violazione dei limiti di competenza statutari o all'assenza di un rendiconto mensile o
settimanale che non avrebbe permesso di accertare cosa facesse il dipendente
durante le ore di presenza. Infatti, con tali assunti l'appellante omette di
confrontarsi compiutamente con le motivazioni addotte dal primo giudice,
limitandosi a fornire una diversa visione delle circostanze del caso. Il
Pretore ha per contro indicato per quali motivi ritiene le testimonianze
fedefacenti e come queste permettano di dedurre le mansioni effettivamente
attribuite al dipendente.

Non merita accoglimento la tesi dell'appellante secondo la quale l'accordo
stipulato tra le parti (doc. 6) non avrebbe comunque determinato la
remunerazione dovuta. È infatti il chiaro tenore del documento a fornire la
risposta, come ritenuto dal Pretore che ha calcolato il saldo dovuto sulla base
della tariffa oraria indicata nella convenzione in questione (doc. 6 pag. n. 1).

Le censure dell'appellante non hanno pertanto scalfito la conclusione pretorile
che ha ritenuto fondata la pretesa del dipendente per il periodo dal 2000 al
2004 oggetto dell'accordo doc. 6.

5.Per il periodo posteriore, dal 2005 al
 2007, l'appellante ripropone sostanzialmente le censure sopra menzionate, a
cui si aggiunge una critica al giudizio che il Pretore avrebbe espresso sulla
base di semplice verosimiglianza.

Può rimanere indecisa la questione relativa alla ricevibilità di tali censure,
anch'esse esposte in modo assai superficiale e senza un confronto preciso con i
ragionamenti esposti nel giudizio pretorile. La critica risulta infatti comunque
infondata poiché il Pretore, pur usando affermazioni che prese a se stanti potrebbero
dare adito a qualche dubbio (giudizio impugnato consid. n. 17.2 pag. 11), non
si è infatti limitato ad un giudizio di verosimiglianza. Il primo giudice ha
chiaramente indicato come il reiterarsi su di un periodo di due anni di
un'attività che ha comportato lo svolgimento di mansioni e compiti aggiuntivi a
quelli contrattualmente previsti è da ritenere nota al responsabile del
personale e ratificata per atti concludenti, non essendo stata oggetto di obiezione
alcuna prima dello scioglimento del rapporto di lavoro. La conclusione merita
quindi conferma.

6.Non sovverte tale conclusione la
censura dell'appellante secondo la quale l'accordo tacito del direttore non
costituirebbe comunque una valida ratifica, essendo necessaria la forma scritta,
come è stato il caso per l'accordo raggiunto per il periodo precedente (doc.
6).

L’onere della prova relativo alle ore supplementari prestate è a carico del
lavoratore (Staehelin, Zürcher
Kommentar, 4ª ed., Zurigo 2006,
n. 16 ad art. 321c CO). Egli non è tenuto a dimostrare la necessità del lavoro
straordinario se è in grado di provare che il datore di lavoro era al corrente
delle ore supplementari da lui effettuate e non ha mosso alcuna obiezione (DTF
86 II 155 consid. 2; Bregnard-Lustenberger,
Überstunden und Überzeitarbeit, Berna 2006, pag. 216). Qualora egli abbia
svolto il lavoro straordinario di sua spontanea iniziativa, egli deve provare
di averne tempestivamente dato comunicazione al datore di lavoro onde ottenere
la sua approvazione (esplicita o per atti concludenti), per non esporsi al rischio
di un mancato riconoscimento dell'attività svolta (DTF 116 II 69 consid. 4b).
Il datore di lavoro ha infatti un interesse evidente ad essere informato in
tempi brevi della necessità di eseguire ore di lavoro al di là del tempo
inizialmente pattuito (DTF 129 III 271). Se il lavoratore ha dimostrato di aver
svolto delle ore supplementari – che potrebbero essere riconosciute in ragione
di quanto testé esposto –  e non è più possibile provare il numero esatto delle
ore effettuate, il giudice potrà stimarlo in applicazione dell'art. 42 cpv. 2
CO (DTF 128 III 271 consid. 2b/aa). Il dipendente dovrà nondimeno allegare e
provare, nella misura del possibile, tutte le circostanze che permettono di
apprezzare il numero di ore supplementari eseguite, poiché la conclusione per
cui le ore supplementari sono state effettivamente svolte deve imporsi al
giudice con una certa forza. 

Nel caso concreto, il Pretore ha accertato che il datore di lavoro ha richiesto
lo svolgimento di ulteriori mansioni e quindi di ore supplementari. In tali
circostanze, mancando un conteggio allestito dal datore di lavoro e sottoposto
per accordo al dipendente, può bastare un consenso per atti concludenti. La
forma scritta non è pertanto necessaria.

L'appellante ha invece rinunciato a criticare in modo puntuale la conclusione del
Pretore che ha ritenuto di poter estrapolare da quanto accertato per il periodo
precedente (di cui al doc. 6) e dalle dichiarazioni rese dai testi gli elementi
necessari per una quantificazione delle ore supplementari dal 2005 in poi, considerando queste sostanzialmente costanti negli anni.

Anche su questo punto il giudizio pretorile resiste pertanto alle critiche.

7.Con riferimento all'ordine impartito
dal Pretore di restituzione dei certificati originali prodotti dal dipendente
al momento dell'assunzione e che non risultano essere stati restituiti al
legittimo titolare, l'appellante si limita a ribadire le tesi già esposte nei
precedenti allegati, ma non si confronta con la conclusione pretorile. Anche
questa censura risulta pertanto irricevibile per carente motivazione (art. 311
cpv. 1 CPC).

8.In merito all'accoglimento della
domanda di rilascio del certificato di lavoro ex art. 330a cpv. 2 CO
l'appellante si limita ad esprimere dubbi sul contenuto di un tale certificato,
rinunciando però a contestare l'ordine del pretore. La censura, se tale può
essere considerata, è pertanto irricevibile.

9.Ne discende la reiezione del gravame,
nella misura in cui è ricevibile, e la conseguente conferma della sentenza
impugnata (art. 318 cpv. 1 lett. a CPC). Le tasse e spese per la procedura
d’appello, calcolate sulla base di un valore litigioso complessivo di fr. 278'000.-,
determinante ai fini di un eventuale ricorso in materia civile al Tribunale
federale, sono poste interamente a carico
dell’appellante, risultata soccombente (art. 106 cpv. 1
CPC), che deve inoltre rifondere alla controparte un’equa indennità per
ripetibili (art. 95 cpv. 1 lett. b).

Per i quali motivi,

 

richiamati per le spese
gli art. 106 e 95 CPC, la LTG e il Regolamento sulle ripetibili, 

 

 

decide:                    1.   L’appello
25 febbraio 2011 di AP 1 è respinto, nella misura in cui è ricevibile.
Di conseguenza la sentenza 27 gennaio 2011 della Pretura del Distretto di
Lugano è confermata.

 

                                   2.   Le spese processuali di fr. 3'000.- sono poste a carico
dell’appellante, che rifonderà alla controparte fr. 2’000.- per ripetibili
d’appello.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -      

  -      

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3

 

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                              Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici 

Nelle cause a carattere pecuniario in materia di
diritto del lavoro con un valore litigioso superiore a fr. 15'000.- è dato
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1
LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre
negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113,
117 LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso
ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi
i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).