# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 361786e3-34b5-56a8-933d-b0360c494873
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-08-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.08.2008 30.2008.24
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2008-24_2008-08-06.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2008.24+25

   

  cs

  	
  Lugano

  6 agosto 2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sui ricorsi del 20 marzo 2008 di

 

	
   

  	
  1.     
   RI 1   

  2.     
  RA 1 

  entrambi rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 18
  febbraio 2008 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Durante il
controllo del conteggio dei salari ex art. 162 e seguenti OAVS per il periodo
1.1.2003 – 31.12.2006, un’ispettrice della Cassa CO 1 ha effettuato una ripresa
di fr. 16’612 per salari non notificati. Ritenendo queste retribuzioni provento
da attività lucrativa dipendente, la Cassa ha fissato, mediante tassazione
d’ufficio del 21 gennaio 2008, i relativi contributi paritetici (fr. 2'610.30
di contributi dovuti, doc. D).

 

                               1.2.   Lo RA 1 ha
presentato opposizione contro le predetta decisione, contestando la frase della
Cassa contenuta nel rapporto di revisione secondo cui “a partire dal
1.1.2008 il signor RI 1 verrà considerato salariato dello Studio.”

 

                               1.3.   Tramite
decisione su opposizione del 18 febbraio 2008 l’amministrazione ha respinto le
censure dello studio legale affermando che:

 

“(…)

 

3. La Cassa tiene a sottolineare che con la
suesposta indicazione intende soltanto convenientemente avvisare la società
opponente dei doveri cui ritiene essa deve sottoporsi.

 

4. Conseguentemente il rapporto di revisione __________
del 21 gennaio 2008, per questa fattispecie, non costituisce una decisione
amministrativa impugnabile, come già chiarito dalla giurisprudenza del
Tribunale cantonale delle assicurazioni.” (doc. A)

 

                               1.4.   Con due
distinti ricorsi, di simile contenuto, RI 1 e lo RA 1 __________, sono
tempestivamente insorti. Dopo aver ribadito, con riferimento alla DTF 132 V 257
e alla sentenza del 16 luglio 2007 (inc. 30.2006.18) di questo Tribunale, la
ricevibilità delle loro censure, nel merito hanno contestato la qualifica di
dipendente di RI 1 (doc. I inc. 30.2008.24 e 30.2008.25).

 

                               1.5.   Con risposte
del 14 aprile 2008 la Cassa propone di respingere i ricorsi, ribadendo che il
rapporto di revisione non costituisce una decisione amministrativa impugnabile
e che comunque, “nel caso in cui lo RA 1 e il signor RI 1 dovessero produrre
una documentazione contabile con chiusura parziale dei conti (p. es. al
31.3.2008), potrebbe poi emettere una decisione formale provvista dei mezzi di
diritto.” (doc. III, inc. 30.2008.25).

 

                               1.6.   Pendente
causa le parti hanno prodotto ulteriore documentazione e si sono nuovamente
espresse in merito (doc. V, inc. 30.2008.24, e seguenti).

 

 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   L'art. 72
del Codice di procedura ticinese (CPC), applicabile in virtù del rinvio al
diritto sussidiario dell'art. 23 della Legge di procedura davanti al TCA,
prevede che il giudice può ordinare la congiunzione di azioni:

                                         a)  quando
sia dato un caso di litisconsorzio e una delle azioni non sia riservata ad
altro giudice per ragione di materia;

                                         b)  quando,
essendo dirette contro un medesimo convenuto, derivino dal medesimo fatto o
atto giuridico.

 

                                         Nell'evenienza
concreta, visto che i ricorsi presentati dagli insorgenti, entrambi
rappresentati dal medesimo legale, sono diretti contro la medesima decisione,
emessa dalla Cassa CO 1, e pongono le medesime richieste giuridiche, è
accertata la connessione tra loro. Per economia processuale le procedure
ricorsuali sono dunque congiunte in un unico procedimento giudiziario (cfr. STF
C 203/06 e 292/06 del 29 agosto 2007; SVR 2005 AHV N. 15 pag. 48; STFA C 23/04
e C 26/04 del 26 agosto 2005; STFA K 150/04 e K 151/04 del 4 agosto 2005; DTF
128 V 126; DTF 127 V 157; DTF 127 V 33; STFA K 52/00, K 53/00, 54/00 consid. 1
del 16 ottobre 2000; STFA K 139+142/97 consid. 1 del 29 settembre 1998; DTF 123
V 215 consid. 1).

 

                               2.2.   La Cassa CO
1 sembra esprimere perplessità circa la ricevibilità del ricorso presentato da RI
1, nella misura in cui sia la decisione formale che la decisione su opposizione
non gli erano indirizzate (cfr. doc. III, inc. 30.2004.24).

 

                                         Il
Tribunale federale, in una causa concernente un maestro di golf, ha recentemente
affermato quanto segue:

 

“2.7 Vista la situazione di specie, in virtù
della quale in caso di crescita in giudicato del giudizio cantonale la Cassa
procederebbe senz'altro nei confronti della ricorrente per il recupero dei
contributi paritetici dovuti per l'attività svolta da O.________, si giustifica
di applicare per analogia i suddetti principi. Ciò significa che il Tribunale
cantonale avrebbe dovuto chiamare in causa il Golf Club X._________ e offrirgli
la possibilità di quantomeno esprimersi sugli allegati processuali delle parti
principali.

Orbene, dal momento che, prima di notificargli il
giudizio, si sono sostanzialmente limitati a chiedere al Golf Club X._________
una semplice presa di posizione sulla qualifica dell'attività in esame e a
sottoporgli un solo documento - e più precisamente lo scritto 20 marzo 2001
della Cassa, di cui già si è detto - senza per il resto dargli anche la
possibilità di confrontarsi con gli allegati processuali, i primi giudici non
hanno adeguatamente tenuto conto degli interessi del Golf Club X._________ e
del suo diritto di essere sentito. Il Golf Club, che in sostanza si è trovato a
dover subire una decisione sfavorevole nei suoi confronti senza essersi potuto
difendere compiutamente davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni, a
giusta ragione lamenta una violazione di questo diritto.” 

 

                                         Conformemente alla giurisprudenza del
Tribunale federale (STFA 16 ottobre 2006 nella causa W. [H 72/06], in SVR 2007
AHV Nr. 2; STFA 7 maggio 2007 nella causa A [H 101/06]) emanata nell’ambito di
una procedura ricorsuale in materia di art. 52 LAVS terze persone
corresponsabili, nei cui confronti la Cassa ha reso una decisione di
risarcimento rispettivamente non ha rinunciato a far valere il proprio credito risarcitorio
a seguito di opposizione, sono suscettibili di essere chiamate in causa.

 

                                         Giusta l'art. 19a della Legge di
procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni del 6
aprile 1961 l'autorità giudicante può ordinare la chiamata
in causa di terzi che hanno un interesse legittimo all'esito del procedimento.
In tale caso il terzo chiamato in causa può esercitare i diritti spettanti alle
parti e la decisione gli è in ogni caso opponibile.

 

                                         Con la chiamata in causa vengono coinvolti
in un processo terzi con un interesse nel procedimento allo scopo di estendere
la forza vincolante della sentenza alla persona chiamata. L'interesse ad una
chiamata in causa è di natura giuridica: deve cioè essere possibile una
ripercussione giuridica dell'esito del procedimento sui rapporti giuridici tra
la parte principale e la persona che viene coinvolta nel procedimento (DTF 125
V 94 consid. 8b e riferimenti; STFA H 134/00 del 3 novembre 2000).

 

                                         In
concreto, se questo Tribunale dovesse entrare nel merito dell'altro ricorso ed
esaminare lo statuto contributivo di RI 1, la decisione avrebbe delle
ripercussioni non solo per lo studio legale, considerato dalla Cassa quale
datore di lavoro dal 1° gennaio 2008, bensì anche per il (presunto) dipendente.

                                         Per cui,
se l’interessato non avesse spontaneamente inoltrato un ricorso, questo
Tribunale avrebbe dovuto chiamarlo in causa.

 

                                         RI 1 è
pertanto legittimato a contestare la decisione su opposizione del 18 febbraio
2008 trasmessa solo allo studio legale ricorrente.

 

                               2.3.   I ricorrenti
sostengono che la Cassa ha leso il loro diritto di essere sentiti, poiché
l’amministrazione non sarebbe entrata nel merito delle obiezioni sollevate.

                                         Essi
fanno implicitamente valere un diniego di giustizia formale per carenza di
motivazione.

 

                                         Il
diritto di essere sentito di cui all’art. 29 cpv. 2 Cost. comprende l’obbligo
per l’autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da
un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di afferrare le
ragioni poste a fondamento e di poterlo impugnare con cognizione di causa, e
dall’altro, di permettere all’autorità di ricorso di esaminare la fondatezza
della decisione medesima. Ciò non significa che l’autorità sia tenuta a
pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte;
essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad
influire sulla decisione (sentenza U 397/05 del 24 gennaio 2007, con
riferimenti; DTF 129 I 232 consid. 3.2).

 

                                         In concreto la Cassa ha
chiaramente indicato per quale motivo non ha esaminato nel dettaglio, in sede
di decisione su opposizione, se l’attività svolta da RI 1 è di carattere
dipendente oppure indipendente. L’amministrazione ha infatti ritenuto che il
rapporto di revisione e la frase “A partire dal 1.1.2008 il signor RI 1
verrà considerato salariato dello Studio” non costituiscono una decisione
formale. 

 

                                         Avendo respinto
l’opposizione per motivi formali, la Cassa non era tenuta a verificare le
censure di merito.

 

                                         L’amministrazione non ha
pertanto commesso un diniego di giustizia formale.

 

                                         Comunque, anche se vi fosse stata una violazione del diritto di essere sentito da parte
dell’amministrazione, essa è comunque stata sanata da questo Tribunale, che
gode di pieno potere cognitivo (DTF 133 I 201 consid. 2.2; DTF 127 V 431).

 

                                         Il TCA deve entrare
nel merito del ricorso.

 

                               2.4.   Con scritto 28 aprile 2008 i
ricorrenti hanno preso dettagliatamente posizione sulla risposta di causa della
Cassa affermando tra l’altro che “ove necessario per potersi esprimere su
risposta e/o mezzi di prova, si formula istanza di replica.” (doc. V, inc.
30.2008.24 e 25).

                                         Con queste osservazioni,
trasmesse alla Cassa per prendere posizione, i ricorrenti si sono espressi in
merito alla risposta dell’amministrazione. Gli insorgenti hanno inoltre potuto
esprimersi anche sulla nuova presa di posizione della Cassa (doc. VIII, inc.
30.2004.24).

                                         Inoltre lo scritto del 28
aprile 2008 e tutte le successive osservazioni delle parti sono state prese in considerazione
dal TCA.

 

                                         In queste condizioni l’’istanza
di replica è priva di oggetto.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.5.   Oggetto del
contendere è la questione di sapere se il rapporto di revisione, e meglio la
motivazione ivi contenuta, può essere impugnato e, in caso di risposta
affermativa, se l’attività svolta da RI 1 è di carattere dipendente.

 

                               2.6.   Per
l’art. 49 cpv. 1 LPGA nei casi di ragguardevole entità o quando vi è disaccordo
con l’interessato l’assicuratore deve emanare per scritto le decisioni in
materia di prestazioni, crediti e ingiunzioni.

 

                                         Giusta
l’art. 49 cpv. 2 LPGA una domanda relativa a una decisione d’accertamento deve
essere soddisfatta se il richiedente fa valere un interesse degno di
protezione.

 

                                         Le
decisioni sono accompagnate da un avvertimento relativo ai rimedi giuridici.
Devono essere motivate se non corrispondono interamente alle richieste delle
parti. La notificazione irregolare di una decisione non deve provocare
pregiudizi per l’interessato (art. 49 cpv. 3 LPGA).

 

                                         Per
l’art. 56 cpv. 2 LPGA il ricorso può essere interposto anche se l’assicuratore,
nonostante la domanda dell’assicurato, non emana una decisione o una decisione
su opposizione.

 

                               2.7.   Con sentenza,
pubblicata in DTF 132 V 257, il Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1°
gennaio 2007: TF) ha modificato la sua giurisprudenza in materia di impugnazione
delle comunicazioni circa i rifiuti di affiliazione ad una Cassa di
compensazione quale indipendente. Secondo la prassi precedente le decisioni di
rifiuto di affiliazione di una persona a titolo di lavoratore indipendente
consistevano in una semplice comunicazione all'assicurato cui non era
riconosciuto, salvo eccezioni, valore di decisione formale impugnabile. Il
rifiuto di affiliazione quale indipendente poteva quindi essere contestato solo
in occasione della prima decisione di fissazione dei contributi. Con la nuova
prassi instaurata dal Tribunale Federale delle Assicurazioni la decisione
d'iscrizione è ritenuta, salvo eccezioni, di natura formatrice. La competente
cassa di compensazione deve emanare un provvedimento contro cui l’assicurato
possa aggravarsi sia mediante opposizione che, se del caso, mediante ricorso
all’autorità giudiziaria. 

                                         Nel
caso giudicato dall’allora TFA un assicurato, affiliato dal 1° settembre 1996
alla Cassa di compensazione del canton Zurigo quale indipendente a titolo
principale, nel corso del 2003 ha chiesto l’affiliazione come indipendente per
un’altra attività lavorativa che intendeva svolgere.

                                         Con decisione formale del
2 aprile 2004, confermata dalla decisione su opposizione del 7 maggio 2004, la
Cassa cantonale ha respinto la richiesta. Il Tribunale cantonale zurighese ha annullato
il provvedimento amministrativo giacché non vi erano le condizioni per emettere
una decisione di accertamento. L'Alta Corte, modificando la propria
giurisprudenza, ha accolto il ricorso della Cassa di compensazione, affermando:

 

„(…)

 

2.1. Bei Verfügungen über das AHV-Beitragsstatut
bejaht die Gerichtspraxis ein Feststellungsinteresse bei komplizierten Verhältnissen,
wo der mit der Abrechnung über paritätische Beiträge verbundene Arbeitsaufwand
oft nur dann zumutbar ist, wenn bereits feststeht, dass eine unselbstständige
Erwerbstätigkeit ausgeübt wird und die Abrechnungs- und Beitragszahlungspflicht
der als Arbeitgeber oder Arbeitgeberin angesprochenen Person erstellt ist. Für
die Bejahung eines schutzwürdigen resp. schützenswerten Interesses im
dargelegten Sinne sprechen u.a. die grosse Zahl von betroffenen Versicherten
und der Umstand, dass die Rechtsfrage nach dem Beitragsstatut wegen besonderer
Verhältnisse neuartig ist (BGE 129 V 290 Erw. 2.2 mit Hinweisen; vgl. auch AHI
2001 S. 219 Erw. 2a).

Diese Rechtsprechung hat grundsätzlich auch unter
der Herrschaft von Art. 49 Abs. 2 ATSG Gültigkeit. 

 

2.2 Es besteht eine umfangreiche Gerichtspraxis zur Frage der
Zulässigkeit von Feststellungsverfügungen über das Beitragsstatut von nach dem
AHVG obligatorisch versicherten Personen. Dabei geht es in der überwiegenden
Mehrzahl der vom Eidgenössischen Versicherungsgericht letztinstanzlich
beurteilten Fälle um die Abrechnungs- und paritätische Beitragspflicht von als
Arbeitgeber angesprochenen Selbstständigerwerbenden resp. um das Beitragsstatut
der für sie tätigen Versicherten als Arbeitnehmer oder um die Rechtsnatur von an
Arbeitnehmer ausgerichteten Nebenentgelten (vgl. EVGE 1960 S. 219; BGE 102 V 148; ZAK 1973
S. 514, BGE
102 V 1978 S. 458, 1980 S. 627, 1987 S. 359,
1989 S. 30; AHI 2001 S. 218 und BGE 129 V 289).

 

(…) 

 

2.4. Eine Gerichtspraxis ist u.a. zu ändern, wenn
sie als unrichtig erkannt und die neue Lösung besserer Erkenntnis der ratio
legis entspricht oder den veränderten äusseren Verhältnissen oder gewandelten
Rechtsanschauungen besser Rechnung trägt (vgl. BGE 131 V 110 Erw. 3.1, BGE 125
I 471 Erw. 4a, je mit Hinweisen).

 

2.4.1 Versicherte haben keinen Anspruch darauf,
dass eine Ausgleichskasse ihr Beitragsstatut in Bezug auf die Tätigkeit für
eine ihr als Selbstständigerwerbender angeschlossene natürliche oder
juristische Person verbindlich festlegt, allenfalls durch eine Verfügung über
paritätische Beiträge auf den bezogenen Entgelten. Daran ändert nichts, dass
ein solcher Verwaltungsakt grundsätzlich auch dem oder den davon betroffenen Arbeitnehmern
zu eröffnen ist und diese ein selbstständiges Einsprache- und Beschwerderecht
haben (vgl. BGE 113 V 1 sowie Urteil K. vom 5. Juli 2000 [H 376/98] Erw. 2b und
3a). Entscheidend ist, dass Arbeitnehmer weder abrechnungs- noch
beitragszahlungspflichtig sind und somit in keinem oder zumindest nicht in
einem direkten Rechtsverhältnis zur Ausgleichskasse des Arbeitgebers stehen.
Dies spricht umgekehrt für ein schützenswertes Interesse an einer
einsprachefähigen Verfügung und allenfalls an einem beschwerdefähigen
Einspracheentscheid, wenn die zuständige Ausgleichskasse das Gesuch einer
versicherten Person um Anschluss als Selbstständigerwerbender und Eintrag im
Register gänzlich oder in Bezug auf eine oder mehrere bestimmte Tätigkeiten ablehnen
will. Ebenfalls kann in der Regel nur so dem berechtigten Interesse des
Gesuchstellers an der rechtskräftigen Entscheidung über sein Beitragsstatut
innert nützlicher Frist genügend Rechnung getragen werden. Diesem berechtigten
Anliegen widerspricht, warten zu müssen, bis in einem unter Umständen ein Jahr
oder noch länger dauernden Verfahren über paritätische Beiträge (auch) darüber
entschieden wird.

 

2.4.2. Es kann offen bleiben, ob die dargelegten
Gründe in jedem Fall ein schützenswertes Interesse an einer Feststellungsverfügung
im Sinne von Art. 49 Abs. 2 ATSG zu begründen vermögen. Entscheidender Gesichtspunkt ist, dass das
Gesuch um Anschluss und Registrierung als Selbstständigerwerbender nicht auf
einen reinen Feststellungsentscheid abzielt. Vielmehr will die versicherte
Person in ein Rechtsverhältnis mit der (zuständigen) Ausgleichskasse treten im
Hinblick auf die Entrichtung persönlicher Beiträge, wozu sie gleichzeitig
gesetzlich verpflichtet und berechtigt ist.

Wird ein entsprechendes Gesuch abgelehnt, ist
dieser Entscheid Rechtsgestaltender Natur im Sinne von Art. 5 Abs. 1 lit. a
oder c VwVG und nicht bloss ein reiner Feststellungsentscheid. Zu beachten ist
sodann, dass die oder eine zuständige Ausgleichskasse (Art.
64 AHVG und Art. 117 ff. AHVV) bei gänzlicher oder
teilweiser Ablehnung eines Anschlussgesuchs, weil sie die versicherte Person
als unselbstständigerwerbend oder bestimmte ihrer Tätigkeiten als
unselbstständig erachtet, nicht die Möglichkeit hat, eine Verfügung über
paritätische Beiträge zu erlassen oder eine solche von der Ausgleichskasse des
anzusprechenden Arbeitgebers zu erwirken (vgl. ZAK 1986 S. 574 Erw. 1b).
Umgekehrt ist ein die paritätische Beitragspflicht des angesprochenen
Arbeitgebers verneinender rechtskräftiger Entscheid für die zuständige
Ausgleichskasse des mitbetroffenen "Arbeitnehmers" verbindlich. Diese
Rechtslage spricht ebenfalls für den rechtsgestaltenden Charakter des
Entscheids der Ausgleichskasse, das Anschlussgesuch abzuweisen.

In Änderung der Rechtsprechung gemäss den in Erw.
2.3 erwähnten Urteilen A. vom 24. Februar 2003 (H 245/01), F. vom 8. Juli 1999
(H 187/99) und Z. vom 30. August 1985 (ZAK 1986 S. 48) hat daher eine
Ausgleichskasse bei Ablehnung des Gesuchs einer versicherten Person um
Anschluss als Selbstständigerwerbender und Eintrag im Register eine
einsprachefähige Verfügung und gegebenenfalls einen beschwerdefähigen
Einspracheentscheid zu erlassen (Art. 49 Abs. 1, Art.
52 Abs. 2 und Art. 56 Abs. 2 ATSG). Diese sind, soweit
bekannt, grundsätzlich auch dem oder den allenfalls abrechnungs- und beitragszahlungspflichtigen
Arbeitgebern zu eröffnen (vgl. EVGE 1957 S. 103 [Beiladung zum
verwaltungsgerichtlichen Beschwerdeverfahren])."

 

                                         Alla luce della sentenza qui sopra riprodotta in esteso, il TF ha
pertanto stabilito che laddove un assicurato chiede un’affiliazione quale
indipendente e questa gli viene negata, ha diritto di ottenere dalla Cassa di
compensazione l’emanazione di una decisione formale (“In Änderung der
Rechtsprechung gemäss den in Erw. 2.3 erwähnten Urteilen A. vom 24. Februar
2003 (H 245/01), F. vom 8. Juli 1999 (H 187/99) und Z. vom 30. August 1985 (ZAK 1986 S. 48) hat daher eine Ausgleichskasse bei
Ablehnung des Gesuchs einer versicherten Person um Anschluss als
Selbstständigerwerbender und Eintrag im Register eine einsprachefähige
Verfügung und gegebenenfalls einen beschwerdefähigen Einspracheentscheid zu
erlassen (Art. 49 Abs. 1,
Art. 52 Abs. 2 und Art. 56 Abs. 2 ATSG)“. Questo perché il medesimo assicurato non ha la possibilità di
chiedere alla Cassa l’emanazione di una decisione (condannatoria) in ambito di
contributi paritetici („Versicherte haben keinen
Anspruch darauf, dass eine Ausgleichskasse ihr Beitragsstatut in Bezug auf die
Tätigkeit für eine ihr als Selbstständigerwerbender angeschlossene natürliche
oder juristische Person verbindlich festlegt, allenfalls durch eine Verfügung
über paritätische Beiträge auf den bezogenen Entgelten“), giacché, non essendone debitore, non si trova in
un rapporto diretto con la Cassa di compensazione del (presunto) datore di
lavoro („Entscheidend ist, dass Arbeitnehmer weder
abrechnungs- noch beitragszahlungspflichtig sind und somit in keinem oder
zumindest nicht in einem direkten Rechtsverhältnis zur Ausgleichskasse des
Arbeitgebers stehen.“). Per cui, di regola,
solo con l’emissione di una decisione formale l’assicurato che si vede negata
l’affiliazione come indipendente può conoscere i motivi del rifiuto in tempi
relativamente brevi (“Ebenfalls kann in der Regel nur so dem
berechtigten Interesse des Gesuchstellers an der rechtskräftigen Entscheidung
über sein Beitragsstatut innert nützlicher Frist genügend Rechnung getragen
werden. Diesem berechtigten Anliegen widerspricht, warten zu müssen, bis in
einem unter Umständen ein Jahr oder noch länger dauernden Verfahren über
paritätische Beiträge (auch) darüber entschieden wird.“).

                                         La
decisione che la Cassa è tenuta ad emanare in questo caso è una decisione
formatrice (“Wird ein entsprechendes Gesuch abgelehnt, ist dieser Entscheid
Rechtsgestaltender Natur im Sinne von Art. 5 Abs. 1 lit. a oder c VwVG und
nicht bloss ein reiner Feststellungsentscheid.“).

 

                               2.8.   A
differenza di quanto vale per gli assicurati che chiedono (invano) l’affiliazione
come indipendenti e per i quali la Cassa in caso di rifiuto è tenuta ad emettere
una decisione formatrice (cfr. consid. 2.7.), i datori di lavoro a cui viene
comunicata l’affiliazione di un assicurato come loro dipendente, essendo
debitori dei relativi contributi paritetici, hanno la possibilità di ottenere dalla
Cassa di compensazione una decisione condannatoria. 

 

                                         Se una decisione
condannatoria non è stata emessa, un ricorso è possibile solo se la Cassa,
vista la particolarità del caso, è tenuta ad emanare una decisione di
accertamento. 

 

                                         A
questo proposito con sentenza del 6 marzo 2003, pubblicata in
DTF 129 V 289 = SVR 2003, AHV nr. 16, pag. 41, l'Alta Corte, ha in particolare
sottolineato quanto segue:

 

"2.2 La jurisprudence considère que le statut
des assurès en matière de cotisations AVS peut, à lui seul, donner lieu à une décision
de constatation lorsqu'un intérêt majeur exige l'examen préalable de cette
question. Il en va ainsi dans certains cas complexes,
dans lesquels l'on ne peut raisonnablement pas exiger que des décomptes de
cotisations paritaires compliqués, soient effectués avant que l'existence d'une
activité lucrative dépendante et l'obligation de cotiser de l'employeur visé
aient été établies. Une telle situation peut se présenter notamment lorsque de
nombreux assurés sont touchés par la décision notifiée à leur employeur commun,
relative à leur situation de personnes salariées, tout particulièrement si le
nombre de ces assurés est si élevé que l'administration ou le juge est dispensé
de les appeler à intervenir dans la procédure en qualité d'intéressés (ATF 112 V
84 consid. 2a; ATFA 1960 p. 222 consid. 1; voir aussi
RCC 1987 p. 384 consid. 1a et les références; RAMA 1990 n° U 106 p. 276 consid.
2b).

 

(…)

 

Le droit d'obtenir une décision en constatation
doit cependant être nié. En effet, le cas de ses conseillères et animatrices
n'est pas d'une complexité telle qu'il nécessite au préalable une décision de
constatation sur son statut d'employeur et la question du statut en matière de
cotisations AVS des <<présentatrices>> d'articles de marque dans la
vente à domicile n'est pas nouvelle. 

 

(…)

 

Suite à la communication de l'intimée du 7 mai
1999, X SA aurait pu et dû chercher à obtenir un jugement condamnatoire
concernant ses conseillères/animatrices et ses représentants.

Il s'ensuit que l'intimée n'avait pas à donner suite
à la demande en constatation de la recourante." (sottolineatura del
redattore)

 

                                         Kieser, in ATSG-Kommentar, Zurigo 2003, pag. 489, a proposito
dell’art. 49 LPGA, ricorda come:

 

" 
c) Feststellungsverfügungen setzen ein
schützenswertes Interesse voraus. Art. 49 Abs. 2 ATSG verwendet nicht etwa in
Art. 59 ATSG oder in Art. 25 Abs. 2 VwVG (oder noch im BERICHT UND ENTWURF, 75)
enthaltenen Begriff des <<schutzwürdigen >> Interesses. Aus welchen
Gründen der Begriffwechsel erfolgte, ist nicht ersichtlich (vgl. dazu auch BBl
1991 II 262, wo im erläuternden Bericht von <<schutzwürdig>> die
Rede ist, während im Gesetzestext bereits von <<schützenswert>> die
Rede ist). Offensichtlich kommt der entsprechenden Wortwahl nicht die Bedeutung
zu, dass eine Abweichung von der bisherigen Gesetzgebung bzw. Rechtsprechung
angestrebt wird (vgl. im übrigen zur analogen Korrektur in Art. 59 ATSG BBl
1999 4622).

Deshalb besteht zwischen dem schutzwürdigen
Interesse gemäss Art. 59 ATSG, welches bei der Legitimation zur Beschwerde massgebend
ist (gl. Dazu ATSG- Kommentar, Art. 59 Rz. 4), und demjenigen, um eine
Feststellungsverfügung zu verlangen, eine Parallelität (vgl. dazu
Kölz/Bosshart/Röhl, Rz. 60 zu Art. 19 VRG).

Zu verneinen ist das schutzwürdige Interesse
dann, wenn eine Gestaltungsverfügung erwirt werden kann (vgl. BGE 121 V 318,
125 V 24); insoweit hat die Feststellungsverfügung gegenüber der
Gestaltungsverfügung eine subsidiäre Bedeutung."
(sottolineatura del redattore)

                                         Con
sentenza del 12 marzo 2004, pubblicata in DTF 130 V 388, l’Alta Corte ha
stabilito che anche sotto l’egida della LPGA, l’emanazione di una decisione
costituisce, nell’ambito della giurisdizione amministrativa contenziosa, un
presupposto indispensabile per il giudizio di merito nella susseguente procedura
di ricorso amministrativo e di ricorso di diritto amministrativo. In assenza di
una concretizzazione più precisa all’art. 49 cpv. 1 LPGA, la nozione di
decisione coincide con quella dell’art. 5 cpv. 1 PA.

 

                               2.9.   In concreto, alla luce di
tutto quanto sopra esposto, i ricorsi devono essere respinti.

 

                                         Infatti, il (presunto)
datore di lavoro di RI 1 avrebbe potuto e dovuto chiedere alla Cassa
l’emanazione di una decisione condannatoria.

 

                                         Il caso non appare infatti
di primo acchito così complesso da non poter esigere dall’amministrazione di
procedere con il conteggio dei contributi paritetici. La Cassa deve infatti decidere
circa la qualifica di dipendente oppure indipendente di un assicurato attivo
nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni informatiche (la creazione di
software), assistenza ai clienti nell’utilizzo delle applicazioni informatiche
cedute in licenza e consulenze di tipo fiscale (cfr., a proposito della
qualifica dell’attività svolta dagli informatici, da ultimo sentenza H 194/05
del 19 marzo 2007, nonché Pratique VSI 2001 pag. 55 segg).
Inoltre la citata decisione non concerne numerosi assicurati, ma il solo
ricorrente. 

 

                                         Del resto
l’amministrazione ha affermato che qualora le parti dovessero
produrre la necessaria documentazione contabile relativa ai primi tre mesi del
2008, “potrebbe poi emettere una decisione formale provvista dei mezzi di
diritto.” 

 

                                         Per cui gli insorgenti non
possono pretendere dalla Cassa l’emanazione di una decisione di accertamento,
né l’amministrazione, affermando nel rapporto di revisione che dal 1° gennaio
2008 RI 1 è considerato dipendente dello studio legale ricorrente, ha emanato
una decisione in tal senso.

 

                                         Con questa frase
l’amministrazione ha unicamente inteso evitare che al momento di un'ulteriore
revisione, qualora la qualifica dell’attività dipendente di RI 1 fosse
confermata, le parti possano invocare il principio della buona fede (cfr. sentenza
H 167/04 del 21 luglio 2006, consid. 3.4).

                                         Il rapporto di revisione,
che sta alla base della tassazione d’ufficio relativa al periodo 2003-2006 e
che contiene le motivazioni che hanno portato la Cassa di
compensazione ad effettuare la ripresa, non può pertanto essere
impugnato per un fatto che concerne un periodo successivo, non costituendo, da
solo, una decisione impugnabile.

 

                                         In queste
condizioni il ricorso va respinto senza che sia necessario esaminare la
qualifica dell’attività svolta da RI 1. Di conseguenza le censure relative a
presunte violazioni dei diritti costituzionali (diritto di essere sentito, libertà
economica, parità di trattamento) e rivolte contro il carattere dell’attività
svolta nel 2008, non devono essere esaminate.

 

                                         I ricorsi
vanno pertanto respinti, mentre la decisione impugnata merita conferma.

 

                                         Tuttavia,
viste le giustificate richieste dei ricorrenti di essere messi nelle condizioni
di potersi esprimere in merito alla (possibile) affiliazione di RI 1 quale
dipendente dello studio legale ricorrente a partire dal 2008, gli incarti vanno
trasmessi alla Cassa affinché, dopo aver ottenuto dagli insorgenti la
documentazione contabile necessaria, emetta una decisione condannatoria (cfr. DTF
129 V 289).

 

                                         Il
provvedimento, conformemente alla più recente giurisprudenza del Tribunale
federale (cfr. sentenza H 162/06 del 20 dicembre 2007), dovrà essere notificato
a tutte le persone interessate, le quali, se non saranno d’accordo circa il
contenuto della decisione, potranno dapprima inoltrare opposizione alla Cassa
e, se del caso, ricorso al TCA.

 

                             2.10.   Nei loro
ricorsi gli insorgenti accennano all’assunzione di numerose prove ed in
particolare all’audizione, quale teste, di RI 1 (cfr. doc. V).

 

                                         Il
TCA rileva innanzitutto che l’audizione richiesta può essere rifiutata senza
per questo ledere il diritto d’essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2
Cost. e dall'art. 6 n. 1 CEDU.

                                         Infatti, secondo la
giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento pubblico ai
sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e inequivocabile di
una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad esempio istanze di
audizione personale o di interrogatorio di parti o di testimoni, oppure
richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile obbligo (cfr. STF del 21 agosto 2007, I 472/06, consid. 2 che ha confermato questo
principio, nonché DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90, consid. 6, pag.
94 e il rinvio alla DTF prima citata).

 

                                         In
concreto, non essendo stata presentata una domanda espressa di procedere ad
un’udienza pubblica (gli assicurati hanno chiesto la testimonianza di RI 1),
questo TCA rinuncia ad una loro audizione poiché superflua ai fini dell’esito
della vertenza (cfr. STF del 21 agosto 2007, I 472/06, consid. 2).

 

                                         Del resto
gli interessati in sede giudiziaria hanno ampiamente fatto uso della
possibilità di presentare osservazioni e documentazione nel corso della
procedura.

 

                                         Il TCA
rinuncia pure all’assunzione di ulteriori prove poiché la reiezione del ricorso
è avvenuta per aspetti formali, ossia per l’assenza di una decisione
impugnabile e non per motivi sostanziali. La testimonianza dell’assicurato o
l’assunzione di prove per stabilire la qualifica dello statuto del ricorrente
non sono atte a modificare l’esito della vertenza. Esse potranno semmai essere
assunte nell’ambito della (eventuale) vertenza che potrà sorgere se le parti
contesteranno la decisione condannatoria che la Cassa dovrà emettere.

 

                                         Conformemente
alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio
conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223
consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale
modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito
desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF
124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

                                         In
concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita dall’esame
degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori prove e
all'audizione dei ricorrenti.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   I ricorsi,
congiunti, sono respinti.

 

                                   2.   Gli
incarti sono trasmessi alla Cassa CO 1 per i suoi incombenti.

 

                                   3.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti