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**Case Identifier:** 91591c07-450d-58b2-a023-219b4203c743
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-02-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.02.2022 A-1404/2019
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-1404-2019_2022-02-22.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 

Decisione annullata dal TF con 

sentenza del 19.12.2022 (1C_169/2022) 

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-1404/2019 

 

  S e n t e n z a  d e l  2 2  f e b b r a i o  2 0 2 2  

Composizione 

 
Giudice Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio), Christine Ackermann, Jérôme Candrian, 

cancelliera Sara Pifferi. 
 

 
 

Parti 

 
1. Otto Scerri SA,  

Via Industria, 6517 Arbedo,   

2. Mancini & Marti SA,  

Via Cancelliere Molo 24, 6501 Bellinzona,   

3. A._______,  

4. Geniobeton SA,  

Via al Galletto, 6532 Castione,   

tutti patrocinati dall’avv. Franco Gianoni,  

Studio legale e notarile Gianoni, Via Visconti 5,  

casella postale 1018, 6501 Bellinzona,  

 

5. Unione Contadini Ticinesi,  

Segretariato agricolo,  

In Pièza 12, 6705 Cresciano,   

 

6. Comune di Biasca,  

Via Lucomagno 14, 6710 Biasca,   

rappresentato dal Municipio del Comune di Biasca, 

Via Lucomagno 14, 6710 Biasca,  

7. Comune di Bodio, 

 Piazza del Municipio 1, 6743 Bodio TI,   

rappresentato dal Municipio di Bodio,  

Piazza del Municipio 1, 6743 Bodio TI,  

8. Comune di Giornico,  

Via Fond la Tèra 13, 6745 Giornico,   

rappresentato dal Municipio di Giornico,  

Via Fond la Tera 13, 6745 Giornico,  

9. Comune di Personico,  

Via Centro Civico 6, 6744 Personico,   

rappresentato dal Municipio di Personico, 

Via Centro Civico 6, 6744 Personico,  

10. Commissione regionale dei trasporti Regione Tre 

Valli, 

c/o ERSBV, casella postale 1447, 6710 Biasca,   

6 – 10 patrocinati dall’avv. Fulvio Pelli,  

Pelli & Associati, Via Ferruccio Pelli 10,  

casella postale 6261, 6901 Lugano,  

ricorrenti,  

 
 

 
Contro 

 

 
Ferrovie federali svizzere FFS SA Immobili,  

Diritti immobiliari,  

Viale Stazione 36d, 6500 Bellinzona,   

controparte,  

 

Ufficio federale dei trasporti UFT,  

3003 Berna,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
determinazione di una zona riservata; Arbedo – Castione. 

 

 

 

A-1404/2019 

Pagina 3 

Fatti: 

A.  

L’11 dicembre 2017 il Cantone Ticino, la Città di Bellinzona e le Ferrovie 

federali Svizzere FFS SA immobili (di seguito: FFS) hanno sottoscritto una 

dichiarazione d’intenti per la realizzazione del nuovo stabilimento 

industriale FFS per la manutenzione del materiale rotabile ferroviario 

nell’ambito del programma di lavoro stabilito con la « Prospettiva generale 

FFS-Ticino ». In predetta dichiarazione d’intenti viene menzionato che 

l’ubicazione più favorevole per l’insediamento del futuro nuovo centro di 

manutenzione sarebbe risultata essere quella di Arbedo-Castione.  

B.  

B.a Con domanda 5 giugno 2018, le FFS hanno quindi richiesto all’Ufficio 

federale dei trasporti (UFT) la determinazione di una zona riservata di circa 

150'000 m2 ad Arbedo-Castione. 

B.b L’8 giugno 2018, l’UFT ha trasmesso la domanda e l’incarto al Cantone 

Ticino (Ufficio delle domande di costruzioni), invitandolo a consultare i 

Comuni di Bellinzona ed Arbedo-Castione, nonché i proprietari toccati. Non 

sono stati eseguiti né un picchettamento, né un deposito pubblico della 

domanda e dei relativi piani, in quanto ritenuti come non necessari. 

B.c Durante il mese di agosto 2018 sono state interposte varie opposizioni, 

tra cui quella dei Comuni di Biasca, di Bodio, di Giornico e di Personico, 

quella delle ditte Otto Scerri SA, Mancini & Marti SA, Geniobeton SA, come 

pure quella dell’ing. A._______, dell’Unione Contadini Ticinesi (di seguito: 

UCT) e della Commissione regionale dei trasporti Regione Tre Valli (di 

seguito: CRT 3V). 

B.d Con decisione 19 febbraio 2019, l’UFT – consultati l’Ufficio federale 

dell’ambiente (UFAM) e l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) – 

ha approvato la domanda di determinazione di zona riservata sul territorio 

del Comune di Arbedo-Castione avanzata dalle FFS, con oneri ai sensi dei 

considerandi. Le opposizioni sono state respinte dall’UFT, per quanto esso 

non sia entrato nel loro merito o le abbia esplicitamente accolte ordinando 

dei rispettivi oneri. 

C.  

C.a Avverso la predetta decisione, la ditta Otto Scerri SA (di seguito: 

ricorrente 1), l’ing. A._______ (di seguito: ricorrente 2), la ditta Mancini & 

Marti SA (di seguito: ricorrente 3) e la ditta Geniobeton SA (di seguito: 

ricorrente 4) – per il tramite del loro patrocinatore – hanno interposto 

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ricorso 21 marzo 2019 dinanzi al Tribunale amministrativo federale 

(cfr. inc. A-1404/2019). In via principale, protestando tasse, spese e 

ripetibili, essi postulano l’annullamento della decisione impugnata e il rinvio 

degli atti all’UFT (di seguito: autorità inferiore) per nuovo giudizio, previo 

completamento degli atti come ai considerandi e concessione ai ricorrenti 

della facoltà di determinarsi al riguardo. In via subordinata, sempre 

protestando tasse, spese e ripetibili, essi postulano l’annullamento della 

decisione impugnata e della zona riservata ad Arbedo-Castione. In 

estrema sintesi, i ricorrenti contestano la scelta da parte delle FFS (di 

seguito: controparte) della zona di Arbedo-Castione per l’ubicazione delle 

nuove officine FFS, in quanto – a loro avviso – la soluzione migliore 

sarebbe invero la scelta della zona di Bodio/Giornico, poiché permettente 

di evitare il sacrificio di una quantità enorme di superfici per l’avvicen-

damento delle colture (di seguito: SAC) e il recupero della zona industriale 

ex Monteforno SA, scartata solo perché ritenuta troppo cara. In tale 

contesto, i ricorrenti censurano una violazione del loro diritto di essere 

sentiti e un diniego di giustizia in correlazione con il rifiuto della controparte 

di dare accesso ai documenti di valutazione, il mancato allestimento del 

necessario Piano settoriale e della ponderazione oggettiva degli interessi, 

l’apprezzamento erroneo dei fatti stando alle valutazioni attribuite ai vari 

criteri (valore d’uso, pesi e punteggi per l’esercizio ferroviario, pesi e 

punteggi ambientali, ecc.) per la scelta dell’ubicazione delle nuove officine 

FFS, nonché il sacrificio inaccettabile delle superfici SAC e l’assenza di 

prove quanto alla possibilità di compensarle in natura.  

C.b Avverso la predetta decisione, l’UCT (di seguito: ricorrente 5) ha 

anch’essa inoltrato ricorso 21 marzo 2019 dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale (cfr. inc. A-1418/2019). Protestando tasse, spese e 

ripetibili, essa postula in via principale l’annullamento della decisione 

impugnata e il rinvio degli atti all’autorità inferiore per nuovo giudizio, previo 

completamento degli atti ai sensi dei considerandi e concessione della 

facoltà di determinarsi, in via subordinata l’annullamento della decisione 

impugnata e della zona riservata di Arbedo-Castione. In estrema sintesi, 

essa contesta la scelta della zona di Arbedo-Castione per l’ubicazione delle 

nuove officine FFS, in quanto quest’ultima richiederebbe il sacrificio di 

un’enorme superficie SAC (78'515 m2). A suo avviso, ci sarebbero state 

altre soluzioni (zona industriale Arbedo-Castione, Bodio/Giornico, ecc.) che 

non sacrificherebbero neppure un m2 di SAC. In tale contesto, critica la 

presa di posizione dell’UFAM e l’assenza di consultazione dell’UFAC, la 

mancanza di un Piano settoriale necessario, vari aspetti ambientali, la 

scarsa rilevanza e peso data nella valutazione della perdita di superfici 

SAC e il palese ritardo nel presentare un progetto di compenso reale da 

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parte della controparte. Per la ricorrente 5, gli oneri imposti alla controparte 

nella decisione impugnata di proporre superfici SAC di compensazione al 

momento dell’approvazione dei piani delle infrastrutture interverrebbero 

troppo tardi. Essa ritiene infatti che tale compensazione doveva essere 

trovata ed approvata già nella decisione impugnata, Secondo la 

ricorrente 5, il compenso delle superfici SAC sottratte dalla zona riservata 

dovrebbe essere un compenso reale quantitativo e qualitativo, ecologico e 

agricolo, che però a suo avviso sarebbe difficile da trovare.  

C.c Avverso la predetta decisione, il Comune Biasca (di seguito: 

ricorrente 6) – per il tramite del suo patrocinatore – ha anch’esso inoltrato 

ricorso 21 marzo 2019 dinanzi al Tribunale amministrativo federale 

(cfr. inc. A-1408/2019). Protestando tasse, spese e ripetibili, esso postula 

l’annullamento della decisione impugnata e la retrocessione della doman-

da del 5 giugno 2018 concernente Arbedo-Castione alla controparte, 

affinché quest’ultima valuti le altre alternative per l’insediamento del nuovo 

stabilimento industriale in Ticino conformemente alle disposizioni norma-

tive in materia di pianificazione del territorio e nel rispetto dei principi 

pianificatori. In estrema sintesi, il ricorrente 6 contesta la scelta della zona 

di Arbedo-Castione per l’ubicazione delle nuove officine FFS, ritenendo che 

l’alternativa migliore sarebbe quella della zona di Bodio/Giornico, scartata 

e non approfondita dalla controparte. Il ricorrente 6 ritiene che tutta la 

procedura di valutazione dei siti sia stata manipolata sin dall’inizio, già con 

la proposta di tre siti « finalisti » di cui due (Bodio/Giornico e Lodrino 1) 

sarebbero risultati chiaramente meno adeguati per la controparte. Valutan-

do in questa maniera i siti, la controparte avrebbe violato il suo obbligo 

legale di valutare attentamente ogni alternativa. Viene pure invocato un 

apprezzamento errato dei fatti, in quanto la controparte avrebbe dovuto 

procedere a studi approfonditi del sito Bodio/Giornico, sia dal punto di vista 

finanziario che dal punto di vista della risoluzione dei problemi di viabilità 

ferroviaria (« nodo della Giustizia »). In tale contesto, esso censura la 

mancata ponderazione degli interessi e il mancato esame delle alternative, 

nonché la violazione delle disposizioni federali in materia di protezione 

della natura e del paesaggio. 

C.d Avverso la predetta decisione, i Comuni di Bodio (di seguito: 

ricorrente 7), di Personico (di seguito: ricorrente 8) e di Giornico (di seguito: 

ricorrente 9), nonché la CRT 3V (di seguito: ricorrente 10) – per il tramite 

dello stesso patrocinatore del ricorrente 6 – hanno anch’essi inoltrato 

ricorso 21 marzo 2019 dinanzi al Tribunale amministrativo federale, 

presentando le stesse conclusioni ed argomentazione del ricorrente 6 

(cfr. inc. A-1407/2019). 

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D.  

D.a Con ordinanza 17 aprile 2019, il Tribunale amministrativo federale ha 

congiunto le quattro cause parallele A-1404/2019, A-1407/2019,  

A-1408/2019 e A-1418/2019 sotto il numero di riferimento A-1404/2019. 

D.b Con quattro scritti distinti del 27 giugno 2019, la controparte ha preso 

puntualmente posizione sui ricorsi dei ricorrenti 1-4, della ricorrente 5 e dei 

ricorrenti 6-10. In estrema sintesi, per quanto concerne il ricorrente 2, la 

ricorrente 5 e i ricorrenti 6-10 essa chiede in via principale che i ricorsi 

vengano dichiarati irricevibili per assenza di legittimazione ricorsuale, in via 

subordinata che gli stessi vengano respinti nel merito. Per quanto concerne 

le ricorrenti 1, 3-4, essa chiede che i ricorsi vengano respinti nel merito. 

D.c Con risposta 28 giugno 2019, l’autorità inferiore ha preso posizione 

sulle censure dei ricorrenti 1-10, postulando la reiezione dei loro ricorsi, per 

quanto ricevibili. 

E.  

Il 9 giugno 2021 il Tribunale amministrativo federale ha esperito un 

sopralluogo nella località della zona riservata di Arbedo-Castione appro-

vata dall’autorità inferiore con decisione 19 febbraio 2019, nonché nella 

località della variante Bodio, risp. Giornico (sito ex acciaieria Monteforno) 

proposta quale alternativa da una parte dei ricorrenti, al mero scopo di 

accertare i fatti alla base del litigio in presenza dei ricorrenti 1-10, della 

controparte e dell’autorità inferiore. Per detto sopralluogo è stato stilato un 

apposito verbale, riportante l’essenziale dei fatti e delle dichiarazioni delle 

parti constatati dal Tribunale in tale occasione. 

Al verbale del sopralluogo del 9 giugno 2021, i ricorrenti 1-4 hanno pre-

sentato le loro osservazioni in data 12 luglio 2021, mentre i ricorrenti 6-10, 

la controparte e l’autorità inferiore in data 19 luglio 2021. 

In data 19 luglio 2021, la controparte ha altresì prodotto i documenti e le 

informazioni richiesti dal Tribunale con ordinanza 16 giugno 2021. 

F.  

F.a Con scritto 5 agosto 2021, i ricorrenti 6-10 – per il tramite del loro 

patrocinatore – hanno preso posizione sulla varia documentazione ricevuta 

(in particolare quella prodotta dalla controparte, da loro ritenuta insuffi-

ciente), rilevando in particolare che l’autorità inferiore, senza informare il 

Tribunale e i ricorrenti, avrebbe iniziato in collaborazione con l’ARE una 

procedura di modifica del Piano settoriale dei trasporti, Parte infrastruttura 

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ferroviaria (di seguito: SIS), scheda di coordinamento 6.1 Bellinzona, 

indirettamente presumendo di poter pianificare la collocazione del nuovo 

stabilimento ad Arbedo-Castione, senza tenere conto dell’onere di com-

pensazione delle SAC. In tale contesto, essi hanno trasmesso una copia 

delle loro osservazioni presentate nell’ambito della predetta procedura, 

nonché una copia dell’analisi tecnica della valutazione delle varianti fatte 

dall’autorità inferiore circa i siti candidati per le nuove officine FFS. 

F.b Con scritto 6 agosto 2021, i ricorrenti 1-4 – per il tramite del loro 

patrocinatore – hanno indicato di aderire totalmente alle considerazioni 

contenute nello scritto 5 agosto 2021 dei ricorrenti 6-10. 

F.c Con scritto 14 settembre 2021, l’autorità inferiore ha a sua volta 

informato il Tribunale che la Confederazione, sulla base di approfondimenti 

eseguiti in materia di pianificazione del territorio nonché in ragione della 

revisione dell’8 maggio 2020 del Piano settoriale delle superfici per l’avvi-

cendamento delle colture (di seguito: PS SAC), ha ritenuto appropriato e 

ragionevole procedere all’adeguamento del SIS, per l’integrazione nello 

stesso delle nuove officine di Arbedo-Castione. Per tale motivo, il 7 giugno 

2021 l’autorità inferiore ha avviato l’audizione dei Cantoni in merito agli 

adattamenti della scheda di coordinamento 6.1 Bellinzona del SIS, con-

cernenti l’integrazione delle officine di Arbedo-Castione tra i lavori del SIS. 

Al riguardo il Cantone Ticino si è espresso il 1° settembre 2021. 

F.d In merito a tale modifica del SIS, i ricorrenti 1-4 e i ricorrenti 6-10 – per 

il tramite dei loro patrocinatori – hanno poi inoltrato al Tribunale vari atti tra 

cui le copie delle loro prese di posizione dinanzi alle autorità cantonali 

ticinesi, al Consiglio federale, rispettivamente le copie di atti cantonali, ecc., 

che non occorre qui evocare in dettaglio.  

G.  

Il 5 novembre 2021, rispettivamente il 7 novembre 2021 e l’8 novembre 

2021, i ricorrenti 6-10, rispettivamente la ricorrente 5 e i ricorrenti 1-4 

hanno presentato le loro osservazioni finali, riconfermandosi nei loro ricorsi 

e prese di posizione successive.  

L’ 8 novembre 2021, la controparte ha a sua volta presentato le proprie 

osservazioni finali, riconfermandosi nelle proprie prese di posizione.  

H.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessari, nei 

considerandi in diritto del presente giudizio. 

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Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni 

ai sensi dell’art. 5 PA, emanate dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF, 

riservate le eccezioni di cui all’art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). In partico-

lare, le decisioni di determinazione di una zona riservata per la realiz-

zazione di impianti ferroviari – che sono decisioni ai sensi dell’art. 5 PA 

(cfr. Messaggio del 1° dicembre 1980 concernente la revisione della legge 

federale sulle ferrovie [di seguito: Messaggio Lferr 1980], FF 1981 I 313, 

323) – emanate dall’UFT sono impugnabili dinanzi al Tribunale amministra-

tivo federale (cfr. art. 18n della legge federale del 20 dicembre 1957 sulle 

ferrovie [Lferr, RS 742.101]). La procedura è retta dalla PA, in quanto la 

LTAF non disponga altrimenti (cfr. art. 37 LTAF). Lo scrivente Tribunale è 

dunque competente per statuire nella presente vertenza. 

1.2 I ricorsi in oggetto sono stati interposti tempestivamente (art. 20 segg., 

art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di forma e – su riserva di quanto 

verrà rilevato al consid. 1.3 del presente giudizio – di contenuto previste 

dalla legge (art. 52 PA).  

Essi sono sprovvisti dell’effetto sospensivo (cfr. art. 18n cpv. 2 Lferr). 

1.3 Il Tribunale esamina d’ufficio la qualità per ricorrere. I ricorrenti sono 

tuttavia tenuti ad addurre i fatti a sostegno della loro legittimazione 

ricorsuale e a dimostrarla (cfr. sentenza del TF 1A.253/2006 del 4 febbraio 

2008 consid. 1.6; DTF 123 II 161 consid. 1d/bb; [tra le tante] sentenze del 

TAF A-1004/2020 e A-1022/2020 del 7 luglio 2021 consid. 1.3 con rinvii;  

A-694/2017 del 12 luglio 2017 consid. 1.2). 

1.3.1  

1.3.1.1 Giusta l’art. 48 cpv. 1 PA, ha diritto di ricorrere chi ha partecipato al 

procedimento dinanzi all’autorità inferiore o è stato privato della possibilità 

di farlo (lett. a), è particolarmente toccato dalla decisione impugnata 

(lett. b) ed ha un interesse degno di protezione all’annullamento o alla 

modificazione della stessa (lett. c). Affinché venga riconosciuta ad un 

ricorrente la qualità per ricorrere ai sensi dell’art. 48 cpv. 1 PA i tre predetti 

presupposti ivi elencati devono essere adempiuti cumulativamente (cfr. [tra 

le tante] sentenza parziale del TAF A-671/2015, A-692/2015 e A-701/2015 

del 12 luglio 2017 consid. 5.3; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren 

vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.60).  

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1.3.1.2 L’interesse che muove il ricorrente può essere giuridico o solo di 

fatto, occorre però che sia pratico ed attuale (cfr. sentenze del TAF  

A-151/2009 del 21 aprile 2011 consid. 2.1; A-6728/2007 del 10 novembre 

2008 consid. 3; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.60 segg.; 

ADELIO SCOLARI, Diritto amministrativo, Parte generale, 2002, n. 1258 e 

1260). È altresì necessario che il ricorrente sia toccato in modo diretto e 

concreto, più di ogni altro dalla decisione impugnata e che egli si trovi in 

una relazione particolarmente stretta e degna di considerazione con 

l’oggetto della lite (cfr. DTF 137 II 40 consid. 2.3; 133 II 468 consid. 1; 

PIERMARCO ZEN-RUFFINEN, Droit administratif, Partie générale et éléments 

de procédure, 2a ed. 2013, n. 1211; SCOLARI, op. cit, n. 1258; THIERRY 

TANQUEREL, Manuel de droit administratif, 2a ed. 2018, n. 1363 con rinvii). 

In tal senso, un interesse indiretto non è sufficiente a fondare la 

legittimazione ricorsuale. Non basta infatti che l’esito della lite possa 

influenzare in maniera remota la sfera d’interessi del ricorrente o che lo 

stesso sia toccato indirettamente, per un effetto a catena (« par ricochet »), 

dalla decisione impugnata (cfr. DTF 135 I 43 consid. 1.4; 135 II 145 

consid. 6.2; 133 V 239 consid. 6.2 con rinvii; [tra le tante] sentenza parziale 

del TAF A-671/2015, A-692/2015 e A-701/2015 del 12 luglio 2017 

consid. 5.4 con rinvii; TANQUEREL, op. cit., n. 1363 con rinvii). 

1.3.1.3 L’art. 48 cpv. 1 PA si indirizza in primo luogo ai privati, ma anche 

una collettività pubblica (rispettivamente una corporazione di diritto 

pubblico) può fondarvisi, quando impugna una decisione che la colpisce 

analogamente a un privato oppure quando è toccata nei suoi interessi di 

pubblico imperio degni di protezione (cfr. DTF 141 II 161 consid. 2.1; 140 I 

90 consid. 1.2). Per ammettere questa seconda ipotesi, un interesse 

generale a una corretta applicazione del diritto non è sufficiente, così come 

non lo è un qualsiasi interesse pecuniario che scaturisce direttamente o 

indirettamente dall’esecuzione di un compito pubblico (cfr. DTF 141 II 161 

consid. 2.3; 140 I 90 consid. 1.2.2). L’ente pubblico deve dimostrare di 

essere toccato in maniera qualificata nei suoi interessi di pubblico imperio 

e che sono in gioco interessi pubblici centrali (cfr. DTF 141 II 161 

consid. 2.3; 140 I 90 consid. 1.2.2). Una simile lesione qualificata è di 

regola data in relazione a prestazioni in materia di assistenza sociale 

(cfr. DTF 140 V 328 consid. 6), in ambito di perequazione finanziaria 

intercomunale (cfr. DTF 140 I 90 consid. 1.2.2), o nel caso in cui le 

prestazioni finanziarie in discussione raggiungono un ammontare conside-

revole e il quesito giuridico da risolvere ha valore pregiudiziale per 

l’esecuzione di un compito pubblico implicante un onere finanziario 

importante che travalica la fattispecie specifica (cfr. DTF 141 II 167 

consid. 2.3). La legittimazione ricorsuale delle corporazioni di diritto 

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Pagina 10 

pubblico in applicazione della clausola generale dell’art. 48 cpv. 1 PA può 

quindi essere ammessa soltanto a condizioni restrittive (cfr. DTF 141 I 253 

consid. 3.1; 141 II 161 consid. 2.1; sentenza del TF 2C_440/2021 del 

22 giugno 2021 consid. 2.3.1).  

1.3.1.4 Per quanto riguarda più specificatamente le associazioni, le stesse, 

se hanno la personalità giuridica, possono interporre ricorso a tutela dei 

propri interessi degni di protezione oppure agire in difesa degli interessi dei 

loro membri (il cosiddetto « ricorso corporativo di natura egoista » / 

« Egoistische Verbandsbeschwerde »). Il ricorso di un’associazione a 

tutela dei propri membri è tuttavia possibile solo quando ha per scopo 

statutario la difesa degli interessi degni di protezione dei suoi soci, quando 

questi interessi sono comuni alla maggioranza o a un gran numero di essi 

e quando ognuno di questi membri ha la qualità per prevalersene a titolo 

individuale (cfr. DTF 142 II 80 consid. 1.4.2; 136 II 539 consid. 1.1; 131 I 

198 consid. 2.1; sentenza del TF 2C_380/2016 del 1° settembre 2017 

consid. 1.3 con rinvii [non pubblicato in DTF 143 II 598]). Queste condizioni 

devono essere adempiute cumulativamente e mirano ad escludere l’azione 

popolare: chi non fa valere interessi propri, ma soltanto interessi generali o 

pubblici, non è abilitato a ricorrere. Perché sia dato un diritto di ricorso 

dell’associazione non basta che la stessa si occupi in modo generale della 

materia in questione, ma occorre una relazione stretta e diretta tra lo scopo 

statutario e l’ambito in cui è stata emanata la decisione litigiosa (cfr. DTF 

136 II 539 consid. 1.1; sentenze del TF 2C_342/2018 dell’11 ottobre 2018 

consid. 2.3; 1C_38/2014 dell’11 settembre 2014 consid. 2.4; [tra le tante] 

sentenze del TAF A-7192/2018 del 29 ottobre 2020 consid. 1.3.4.1;  

A-6566/2015 dell’8 giugno 2016 consid. 4.2).  

1.3.1.5 Secondo l’art. 48 cpv. 2 PA, ha inoltre diritto di ricorrere ogni 

persona, organizzazione o autorità cui un’altra legge federale riconosce 

tale diritto. Il ricorso ai sensi di detta disposizione (il cosiddetto « ricorso 

ideale » / « Ideelle Verbandsbeschwerde ») richiede un diritto di ricorso 

concesso da una legge formale o che la qualità per ricorrere sia 

determinata in un’ordinanza in ragione di una delega di competenza da 

parte del legislatore formale (cfr. DTF 134 V 53 consid. 2.2.2; [tra le tante] 

sentenza del TAF A-7192/2018 del 29 ottobre 2020 consid. 1.3.4.1; 

MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.84 seg.). Questo tipo di ricorso 

non è legato ad un interesse proprio, speciale e degno di protezione 

(cfr. DTF 138 V 339 consid. 2.3.1; 135 II 338 consid. 1.2.1; sentenza del 

TAF A-5200/2013 del 19 novembre 2014 consid. 2.2.1 con rinvii). La 

collettività pubblica o l’organizzazione interessata non ha bisogno di 

ricorrere dinanzi alle autorità precedenti (nessun « formelle Beschwer »), a 

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meno che una legge speciale non preveda diversamente (cfr. sentenza del 

TAF A-5200/2013 del 19 novembre 2014 consid. 2.2.1 con rinvii). 

1.3.2  

1.3.2.1 Nello specifico, la decisione impugnata è una decisione di 

determinazione di una zona riservata ai sensi dell’art. 18n Lferr, con la 

quale l’autorità inferiore ha approvato la domanda di determinazione di una 

zona riservata ad Arbedo-Castione avanzata dalla controparte. La legitti-

mazione ricorsuale dei qui ricorrenti ex art. 48 PA va dunque esaminata 

tenendo conto della natura della zona riservata e degli effetti concreti 

ch’essa comporta sui fondi interessati.  

Giusta l’art. 18n cpv. 1 Lferr, l’UFT può, di propria iniziativa o su proposta 

di un’impresa ferroviaria, di un Cantone o di un Comune, determinare zone 

riservate in regioni esattamente delimitate, per assicurare la disponibilità 

dei terreni necessari a impianti ferroviari futuri. Lo scopo delle zone 

riservate è quello di permettere alle ferrovie di preservare le loro possibilità 

di sviluppo, durante un certo periodo di tempo, da incidenze contrarie, 

senza che debbano, a questo stadio, ricorrere all’espropriazione. Queste 

zone comprendono soltanto le superfici effettivamente necessarie secondo 

le previsioni. Poiché pregiudicano il diritto di terzi di disporre di immobili, 

devono essere accuratamente sistemate in modo da tener conto degli 

interessi di queste persone. Una zona esistente dev’essere soppressa o 

ridotta non appena il suo scopo originario scompare o non è più 

integralmente giustificato. Le zone riservate e i piani direttori cantonali o 

comunali devono conciliare gli interessi reciproci (cfr. Messaggio Lferr 

1980, FF 1981 I 313, 322 seg.). 

Gli effetti della zona riservata sono disciplinati dall’art. 18o Lferr. Giusta 

l’art. 18o cpv. 1 Lferr, nelle zone riservate non può essere eseguita alcuna 

trasformazione contraria al loro scopo. Sono eccettuati i provvedimenti di 

manutenzione o per l’eliminazione di pericoli e di immissioni nocive. In casi 

eccezionali, possono essere autorizzati ulteriori provvedimenti, se il 

proprietario rinuncia a qualsiasi successiva indennità per il plusvalore. Ai 

sensi dell’art. 18o cpv. 2 Lferr, nelle zone riservate, fissate o previste, pos-

sono aver luogo atti preparatori. L’art. 15 della legge federale del 20 giugno 

1930 sull’espropriazione (LEspr, RS 711) è applicabile per analogia. 

1.3.2.2 Per quanto attiene alla procedura, si precisa che la procedura 

d’approvazione dei piani di impianti ferroviari si applica per analogia alla 

determinazione delle zone riservate (cfr. art. 1 cpv. 3 dell’ordinanza del 

2 febbraio 2000 sulla procedura d’approvazione dei piani di impianti 

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ferroviari [OPAPIF, RS 742.142.1]). Nello specifico, trovano dunque 

applicazione gli artt. 18 segg. Lferr.  

1.3.3 Legittimazione ricorsuale dei ricorrenti 1-4 

1.3.3.1 Nel loro ricorso i ricorrenti 1-4 non hanno minimamente sostanziato 

la loro legittimazione ricorsuale. Essi sono infatti semplicemente partiti 

dall’assunto di esserlo, invocando la loro qualità di destinatari della 

decisione impugnata e un interesse al suo annullamento, senza tuttavia 

precisarlo, né sostanziarlo (cfr. ricorso 21 marzo 2019, pag. 2).  

È solo in sede di sopralluogo, che i ricorrenti 1-4 hanno dichiarato quanto 

segue circa il loro interesse al ricorso. In tale occasione, essi hanno 

indicato che la ricorrente 1, quale ditta di costruzione la cui attività 

principale consiste nella preparazione di materiale, necessita di molto 

spazio e dunque dei fondi di sua proprietà. La sua attività sarebbe 

strettamente correlata a quella della ricorrente 3 (produzione calcestruzzo) 

e della ricorrente 4 (riciclo scarti), tant’è che le tre predette società ricorrenti 

lavorerebbero insieme. A loro dire, l’istituzione della zona riservata scom-

bussolerebbe pertanto totalmente la loro attività industriale. Quanto a lui, il 

ricorrente 2 sarebbe legato alle predette tre società ricorrenti (cfr. verbale 

del sopralluogo del 9 giugno 2021, pag. 7). 

1.3.3.2 Al riguardo, il Tribunale osserva come da un esame degli atti 

dell’incarto della domanda di determinazione di una zona riservata 

(cfr. doc. A prodotto dall’autorità inferiore) e del Registro fondiario, risulti 

che le particelle n. 16, 19 e 1539 RFD del Comune di Arbedo-Castione di 

proprietà della società ricorrente 1 sono in parte o totalmente inserite nel 

perimetro della zona riservata di Arbedo-Castione (cfr. 04_2 Piano di 

situazione: Piano esproprio + schede riservazione terreni e diritti), tant’è 

che la ricorrente 1 figura nella tabella della controparte dei proprietari 

fondiari interessati (cfr. 04_03 Tabella proprietari). Dall’estratto del Registro 

di commercio della società ricorrente 1, il ricorrente 2 risulta essere il suo 

presidente. Il ricorrente 2 è altresì membro della società ricorrente 3. La 

società ricorrente 3 e la società ricorrente 4 non sono proprietarie di 

particelle interessate dalla zona riservata di Arbedo-Castione. 

In sede di sopralluogo, il Tribunale ha potuto poi appurare che le ricorrenti 1 

e 3 lavorano insieme, tant’è che lo stabile ubicato sulla particella n. 16 RFD 

di Arbedo-Castione porta l’insegna delle due predette ditte. 

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1.3.3.3 Sennonché quanto precede, a lui solo, non è sufficiente a 

giustificare la legittimazione ricorsuale dei ricorrenti 1-4. Allo stadio attuale, 

la zona riservata di Arbedo-Castione non fa infatti che riservare i terreni 

inclusi nel perimetro di tale zona riservata alla costruzione delle future 

officine FFS (cfr. consid. 1.3.2.1 del presente giudizio). In quanto tale, 

nell’immediato essa non comporta alcuna limitazione delle attività 

industriali dei ricorrenti 1-4. Nel dispositivo della decisione impugnata non 

figura infatti alcuna limitazione dell’uso attuale dei fondi riservati. È solo al 

momento della procedura d’approvazione dei piani, ovvero quando sarà 

concretizzato il progetto di costruzione delle nuove officine FFS e che se 

ne conoscerà l’esatta ubicazione ed estensione, che sarà possibile 

determinare l’effettivo impatto sui fondi appartenenti alla ricorrente 1 

compresi nel perimetro della zona riservata e, di conseguenza, pure le 

eventuali limitazioni all’attività industriale dei ricorrenti 1-4. Ne consegue 

che al momento attuale, i ricorrenti 1-4 non dispongono di un interesse 

concreto e attuale, degno di protezione all’annullamento della zona 

riservata, bensì unicamente di un interesse ipotetico.  

Ora, quand’anche la legittimazione ricorsuale dovesse essere data, si 

dovrebbe comunque considerare che i ricorrenti 1-4 non hanno material-

mente comprovato né spiegato in che misura tale zona riservata limite-

rebbe in qualche modo la loro attività industriale, rispettivamente la loro 

libertà commerciale sui fondi di proprietà della ricorrente 1, inseriti nel 

perimetro della zona riservata di Arbedo-Castione. Inoltre, sia nei loro 

allegati, che in sede di sopralluogo, gli stessi non hanno dimostrato 

neppure la sussistenza di un progetto concreto e attuale di estensione della 

loro attività industriale su tali fondi. 

Visto quanto precede, a mente del Tribunale, i ricorrenti 1-4 risultano 

pertanto sprovvisti della legittimazione ricorsuale ai sensi dell’art. 48 cpv. 1 

PA, ma anche dell’art. 48 cpv. 2 PA, non essendoci alcuna legge speciale 

che conferisca loro ex lege la facoltà di ricorrere (cfr. consid. 1.3.1.5 del 

presente giudizio). 

1.3.3.4 In tali circostanze, poiché i ricorrenti 1-4 sono sprovvisti della 

legittimazione ricorsuale, il loro ricorso va dichiarato inammissibile. 

1.3.4 Legittimazione ricorsuale della ricorrente 5 

1.3.4.1 Nello specifico, la ricorrente 5 è un’associazione che dispone della 

personalità giuridica ai sensi dell’art. 60 CC. Essa ha presentato un ricorso 

corporativo di natura egoistica. Invocando gli artt. 6 e 48 PA e l’art. 55 della 

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legge federale del 7 ottobre 1983 sulla protezione dell’ambiente (LPAmb, 

RS 814.01), nonché che il suo scopo statutario, secondo l’art. 3 del suo 

statuto, è tra l’altro la salvaguardia del territorio agricolo, in quantità, qualità 

e proprietà, essa ritiene di adempiere alle condizioni poste dalla giuri-

sprudenza e di essere dunque legittimata a ricorrere dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale (cfr. ricorso 21 marzo 2019, pag. 2). 

1.3.4.2 Al riguardo, lo scrivente Tribunale rileva quanto segue. Da un 

esame dei suoi statuti, all’art. 3 risulta ch’essa ha effettivamente per scopo 

statutario tra le altre cose la « […] salvaguardia del territorio agricolo, in 

quantità, qualità e proprietà […] » (cfr. https://www.agriticino.ch/wp-

content/uploads/2019/09/StatutoUCT-11_09_2015nuovo.pdf, consultato il 

31.01.2022). Vero è anche che il perimetro della zona riservata di Arbedo-

Castione approvata dall’autorità inferiore comprende anche delle SAC, per 

una superficie totale di circa 80'000 m2. 

Sennonché ciò non è tuttavia sufficiente a giustificare il ricorso egoistico di 

natura corporativa in oggetto, la ricorrente 5 non avendo minimamente 

comprovato l’adempimento delle tre condizioni cumulative poste dalla giuri-

sprudenza alla base di un tale ricorso (cfr. consid. 1.3.1.4 del presente 

giudizio) e non avendo ottemperato al suo obbligo di motivazione. Di fatto, 

la ricorrente 5 fa valere un interesse generale alla protezione dei terreni 

agricoli invocando il suo scopo statutario, ma non dimostra tuttavia che la 

maggior parte dei suoi membri sarebbero particolarmente toccati dalla 

zona riservata di Arbedo-Castione e che gli stessi avrebbero un interesse 

degno di protezione al suo annullamento, rispettivamente ch’essi abbiano 

la qualità per prevalersene a titolo individuale. In particolare, la ricorrente 5 

non sostiene né dimostra che una parte dei suoi membri sarebbero 

eventualmente proprietari di SAC inserite nel perimetro della zona riservata 

di Arbedo-Castione. Ne consegue che la ricorrente 5 non dispone della 

legittimazione ricorsuale ex art. 48 cpv. 1 PA. 

1.3.4.3 Neppure l’art. 48 cpv. 2 PA è di soccorso alla ricorrente 5, dal 

momento che l’art. 55 LPAmb da lei richiamato non le conferisce la facoltà 

di ricorso. Contrariamente a quanto ritenuto dalla ricorrente 5, quest’ultima 

non è infatti legittimata a ricorrere sulla base dell’art. 55 LPAmb, in quanto 

la stessa non figura nell’elenco di cui all’ordinanza del 27 giugno 1990 che 

designa le organizzazioni di protezione dell’ambiente nonché di protezione 

della natura e del paesaggio legittimate a ricorrere (ODO, RS 814.076).  

Ora, per ammettere la legittimazione a ricorrere sulla base di una legge 

speciale ex art. 48 cpv. 2 PA non basta che la ricorrente 5 abbia per scopo 

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statutario la salvaguardia di terreni agricoli, ma occorre che tale facoltà 

ricorsuale sia prevista a suo favore in modo esplicito dalla legge (cfr. sen-

tenza del TF 1C_261/2011 del 13 ottobre 2011 consid. 2.2; consid. 1.3.1.5 

del presente giudizio), ciò che come visto non è tuttavia qui il caso. 

1.3.4.4 In definitiva, la ricorrente 5 risulta sprovvista della legittimazione 

ricorsuale, sicché il suo ricorso va dichiarato inammissibile. 

1.3.5 Legittimazione ricorsuale dei ricorrenti 6-9 

1.3.5.1 I ricorrenti 6-9 sono delle collettività pubbliche, e meglio dei 

Comuni. Nel loro ricorso essi non hanno minimamente sostanziato la loro 

legittimazione ricorsuale. Di fatto, essi sono semplicemente partiti dal 

presupposto di essere legittimati a ricorrere, poiché destinatari della deci-

sione impugnata, senza tuttavia precisarlo, né sostanziarlo (cfr. ricorso 

21 marzo 2019, pag. 2). 

1.3.5.2 Al riguardo, il Tribunale osserva innanzitutto come nessuno dei 

Comuni ricorrenti sia di fatto ubicato nel perimetro della zona riservata di 

Arbedo-Castione. Di per sé nessuno di loro può fare valere di essere 

toccato dalla decisione impugnata alla pari di un privato, non disponendo 

in concreto di un proprio interesse degno di protezione concreto e attuale 

all’annullamento della decisione impugnata (cfr. consid. 1.3.1.3 del pre-

sente giudizio). I ricorrenti 6-9 dispongono infatti semmai unicamente di un 

interesse economico ipotetico, ma non di certo di un interesse concreto e 

attuale all’annullamento della decisione impugnata.  

I ricorrenti 6-9, in qualità di collettività pubbliche, non risultano neppure lesi 

in maniera qualificata nei loro interessi di pubblico imperio e nemmeno lo 

dimostrano, tant’è che non si vedono quali siano gli interessi pubblici 

centrali in gioco in correlazione alla decisione impugnata, che avrebbero 

potuto giustificare un loro ricorso (cfr. consid. 1.3.1.3 del presente giudizio).  

1.3.5.3 Più nel dettaglio, il Tribunale ricorda che la zona riservata in oggetto 

non fa che riservare dei terreni ad Arbedo-Castione per l’eventuale 

realizzazione di impianti ferroviari, e meglio, delle nuove officine FFS. Essa 

non comporta chiaramente alcun effetto diretto sui ricorrenti 6-9, sicché da 

un suo eventuale annullamento non ne deriverebbe per loro alcun 

vantaggio concreto. Di fatto, la decisione impugnata nulla toglie, nulla 

comporta per i ricorrenti 6-9, che nemmeno sono ubicati nel perimetro della 

zona riservata approvata. In tale contesto, contrariamente a quanto 

ritenuto dall’autorità inferiore nella decisione impugnata (cfr. decisione 

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impugnata, consid. 5.2), il semplice fatto che la controparte abbia scartato 

una variante comportante una zona riservata nella località di Bodio/Gior-

nico (ex-Monteforno) più prossima ai ricorrenti 6-9 e da loro auspicata, non 

comporta automaticamente la loro legittimazione ricorsuale. Di fatto, detti 

Comuni possono vantare unicamente un interesse ipotetico in correlazione 

con la variante di zona riservata scartata e da loro preferita rispetto a quella 

approvata. Ciò non è tuttavia sufficiente. L’annullamento della decisione 

impugnata non comporterebbe in nessun caso automaticamente la scelta 

della variante da essi auspicata. Non è del resto compito del Tribunale 

giudicare dell’opportunità politica della scelta della zona riservata 

approvata (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.162 seg.). Nello 

specifico, il Tribunale deve infatti invero limitarsi all’esame dei presupposti 

per la determinazione di una zona riservata ad Arbedo-Castione, 

nell’ambito del quale la controparte deve dimostrare di necessitare dei 

fondi inseriti nel perimetro della predetta zona riservata, niente di più. Il 

fatto poi che il Tribunale abbia effettuato un sopralluogo sia della zona 

riservata approvata che della zona proposta dai ricorrenti 6-9, non significa 

ancora ch’esso abbia loro riconosciuto la legittimazione ricorsuale o 

emesso dei dubbi circa la zona riservata approvata. Durante il sopralluogo, 

volto unicamente ad accertare e chiarire la fattispecie, il Tribunale ha del 

resto chiesto non solo ai ricorrenti 6-10, ma anche agli altri ricorrenti, di 

indicare quale fosse il loro interesse al ricorso. Ora, gli argomenti sollevati 

in tale occasione dai ricorrenti 6-10 – se pur comprensibili – non sono tali 

da permettere di riconoscere loro la legittimazione ricorsuale. 

Visto quanto precede, i ricorrenti 6-9 risultano pertanto sprovvisti della 

legittimazione ricorsuale ex art. 48 cpv. 1 PA, sia a titolo privato che in 

qualità di collettività pubblica. 

1.3.5.4 Neppure l’art. 48 cpv. 2 PA è loro di alcun soccorso, non essendovi 

alcuna legge speciale che attribuisca ai ricorrenti 6-9 ex lege la facoltà di 

ricorrere nell’ambito della determinazione di una zona riservata (cfr. con-

sid. 1.3.1.5 del presente giudizio). 

1.3.5.5 In definitiva, i ricorrenti 6-9 risultano sprovvisti della legittimazione 

ricorsuale, sicché il loro ricorso va dichiarato inammissibile. 

1.3.6 Legittimazione ricorsuale della ricorrente 10 

1.3.6.1 La ricorrente 10 è un ente pubblico, che nel suo ricorso parte dal 

presupposto di essere legittimata a ricorrere, senza motivare minimamente 

la sua legittimazione ricorsuale (cfr. ricorso 21 marzo 2019, pag. 2). Così 

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facendo, essa non ha allegato neanche un solo interesse, proprio e 

personale, che la legittimi nella presente procedura ricorsuale. La 

ricorrente 10 non ha neppure allegato, né tantomeno dimostrato, quali 

pregiudizi diretti la determinazione della zona riservata ad Arbedo-Castione 

esplicherebbe nei suoi confronti e quali vantaggi diretti conseguirebbe con 

l’annullamento della decisione. 

1.3.6.2 Ciò premesso, anche nel caso della ricorrente 10 la legittimazione 

ricorsuale va esaminata dal punto di vista del ricorso corporativo di natura 

egoistica, sennonché quest’ultima non risulta adempiere ai requisiti cumu-

lativi posti dalla giurisprudenza (cfr. consid. 1.3.1.4 del presente giudizio). 

Più nel dettaglio, il Tribunale osserva che la ricorrente 10 è un ente che è 

stato costituito sulla base dell’art. 1 cpv. 1 lett. e del regolamento del 

Consiglio di Stato del Cantone Ticino denominato regolamento del 10 luglio 

2001 sull’organizzazione ed il funzionamento delle Commissioni regionali 

dei trasporti (RL TI 751.120; di seguito: regolamento). Essa opera per i 

distretti di Leventina, Blenio e Riviera. Secondo l’art. 9 lett. I del regola-

mento, la ricorrente 10 ha quale compito di rappresentare tutti i Comuni 

che la compongono verso l’esterno per tutti i temi concernenti il suo campo 

d’attività definiti dall’art. 9 del regolamento, ossia tematiche che rilevano 

dell’interesse puramente pubblico.  

Ora, la procedura di determinazione di una zona riservata di diritto 

ferroviario qui in oggetto, è volta ad assicurare i terreni necessari 

all’edificazione di uno stabilimento industriale nella zona di Arbedo-

Castione, ovvero al di fuori dei confini dei distretti di Leventina, Blenio e 

Riviera, sicché già per tale motivo non è ravvisabile alcun interesse degno 

di protezione di tali distretti che la ricorrente 10 potrebbe in qualche modo 

difendere in loro vece. Peraltro detta procedura non rileva del Piano 

cantonale dei trasporti (PCT) e non rientra nelle competenze della 

ricorrente 10. Del resto, lei stessa non l’ha neppure sollevato. In tali 

circostanze, la sua qualità ricorsuale ex art. 48 cpv. 1 PA, non appare data. 

1.3.6.3 Nel caso della ricorrente 10 non vi sono neppure i presupposti per 

riconoscerle una legittimazione ricorsuale ex art. 48 cpv. 2 PA, non 

essendoci alcuna legge speciale che le attribuisca una tale facoltà (cfr. con-

sid. 1.3.1.5 del presente giudizio). 

1.3.6.4 Visto quanto precede, la ricorrente 10 risulta sprovvista della 

legittimazione ricorsuale, sicché il suo ricorso va dichiarato inammissibile. 

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2.  

Vista l’inammissibilità dei ricorsi in oggetto, per lo scrivente Tribunale non 

vi è luogo di entrare nel merito delle censure sollevate dai ricorrenti 1-10. 

In considerazione dell’esito della lite, le spese processuali vanno poste a 

carico dei ricorrenti (cfr. art. 63 cpv. 1 PA; art. 1 segg. del regolamento del 

21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). Nello specifico 

esse ammontano in totale a 4'500 franchi e sono suddivise in parti uguali 

tra i ricorrenti 1-4 (fr. 1'500.--), la ricorrente 5 (fr. 1'500.--) e la ricorrente 10 

(fr. 1'500.--). Alla crescita in giudicato del presente giudizio, detti importi 

verranno detratti interamente dagli anticipi spese di uguale importo versati 

a suo tempo dai ricorrenti 1-4, dalla ricorrente 5 e dalla ricorrente 10. Ai 

ricorrenti 6-9 non vanno invece addossate spese processuali, trattandosi 

di collettività pubbliche. 

Difettano poi i presupposti per l’assegnazione di indennità a titolo di 

ripetibili (cfr. art. 64 cpv. 1 PA; art. 7 cpv. 1 TS-TAF). 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

I ricorsi dei ricorrenti 1-10 sono inammissibili. 

2.  

Le spese processuali, pari a 1'500 franchi, sono poste a carico dei 

ricorrenti 1-4. Alla crescita in giudicato del presente giudizio, tale importo 

verrà detratto interamente dall’anticipo spese di 1'500 franchi versato dai 

ricorrenti 1-4.  

3.  

Le spese processuali, pari a 1'500 franchi, sono poste a carico della 

ricorrente 5. Alla crescita in giudicato del presente giudizio, tale importo 

verrà detratto interamente dall’anticipo spese di 1'500 franchi versato dalla 

ricorrente 5. 

4.  

Le spese processuali, pari a 1'500 franchi, sono poste a carico della 

ricorrente 10. Alla crescita in giudicato del presente giudizio, tale importo 

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verrà detratto interamente dall’anticipo spese di 1'500 franchi versato dalla 

ricorrente 10. 

5.  

Non vengono assegnate indennità a titolo di spese ripetibili. 

6.  

Comunicazione a: 

– ricorrenti 1-4 (atto giudiziario) 

– ricorrente 5 (atto giudiziario)  

– ricorrenti 6-10 (atto giudiziario) 

– controparte (atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif. ***; atto giudiziario) 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

Claudia Pasqualetto Péquignot Sara Pifferi 

  

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Il 

termine è reputato osservato se gli atti scritti sono consegnati al Tribunale 

federale oppure, all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una 

rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l’ultimo giorno 

del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono essere redatti in una 

lingua ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi 

di prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della 

parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

Data di spedizione: