# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 03a96aed-129b-5dd0-b96b-17eec45d3013
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-10-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 20.10.2005 36.2005.114
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2005-114_2005-10-20.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2005.114

   

   

  	
  Lugano

  20 ottobre 2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso del 24 agosto 2005 formulato
da

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 26 luglio
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Istituto assicurazioni sociali Ufficio
  assicurazione malattia, 6501 Bellinzona 

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI
1, nata il __________ 1957, madre di __________ nato nel 1988 ed avuto dalla
relazione con __________, cittadina svizzera domiciliata a __________ ed
assicurata presso __________, ha chiesto – mediante formulario pervenuto
all’amministrazione il 21 febbraio 2005 – di essere posta al beneficio del
sussidio per l’assicurazione malattia obbligatoria per il 2005. La domanda è
stata accompagnata da uno scritto in cui l’assicurata indica di avere ricevuto
i solleciti da parte dell’assicuratore malattia per il pagamento di premi e di
essersi resa conto che “la
mia richiesta probabilmente non è mai arrivata sul vostro tavolo e che per mia
negligenza o ignoranza mi trovo in una grave situazione” con proposta quindi di esame di merito. La domanda è stata respinta
con decisione 29 aprile 2005 contro cui la signora RI 1 si è aggravata mediante
reclamo del successivo 20 maggio 2005 accompagnato da uno scritto di
chiarificazione in lingua tedesca che riprende nella sostanza i termini del
reclamo.

                                  B.   Con
decisione su reclamo del 26 luglio 2005 l’Ufficio dell'Assicurazione Malattia
ha confermato il suo provvedimento indicando la tardività della domanda di
sussidio. Avverso questa decisione l’assicurata si aggrava a questo Tribunale
ribadendo ulteriormente le sue tesi, contestando la negligenza per il ritardo
nell’inoltro dell’istanza,  indicando la sua buona fede, avviso dato
all’assicuratore malattia dell’inoltro dell’istanza che comunque “… non vi è
mai pervenuta, anche se sono convinta di averla spedita”. Dal canto suo l’amministrazione
si oppone all’accoglimento dell’impugnativa rammentando i termini entro i quali
la domanda doveva essere inoltrata e la conseguente intempestività della stessa.
Alla ricorrente è stata offerta la possibilità di ulteriormente esprimersi e di
chiedere l’assunzione di prove. Il 26 settembre 2005 la signora RI 1 ha
rammentato di convivere da 19 anni, di essere madre di un ragazzo di 17 anni,
di avere in passato beneficiato del sussidio, di non avere i mezzi per
fronteggiare il premio, il grande disagio derivante dalla mancata concessione
del sussidio tale che “…io
rischio di perdere il mio compagno, perché per colpa mia ci troviamo in questa
situazione … non vivo più una vita normale”.

 

                                    in diritto

 

                                    in ordine

 

1.Il ricorso, formulato nel termine di legge
di 30 giorni dall’intimazione della decisione emessa su reclamo appare
tempestivo ed ossequioso dei requisiti minimi fissati nella Legge di procedura
per le cause davanti amministrative applicabile in concreto per il rinvio di
cui all’art. 76 cpv. 4 LCAMal.

 

2.     
La presente vertenza non pone questioni
giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per  la
difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque
decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c
cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della
Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr.
STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella
causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del
29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22
dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98).

 

                                    nel merito

 

3.     
Non va omesso di ricordare, come più volte
evocato in numerose decisioni recenti di questo Tribunale, che l'art. 23
LCAMal, il Cantone ed i Comuni partecipano al pagamento delle quote a carico
degli assicurati di condizioni economiche modeste per le prestazioni minime
previste dalla legge. Gli assicurati di condizioni economiche modeste sono
definiti dall'art. 29 LCAMal: si tratta delle famiglie il cui reddito
determinante non supera i CHF 32'000.-- e delle persone sole il cui reddito non
supera i CHF 20'000.--. Con decreto esecutivo del 18.11.1997, il Consiglio di
Stato ha, in forza dell'art 49 LCAMal, ritoccato verso l'alto i limiti di
reddito che conferiscono diritto al sussidio, con effetto a decorrere dal
1.1.1998. Questi limiti sono ora di CHF 22'000.- per le persone sole e di CHF
34'000.- per le famiglie (cfr. art. 1 lett. c D.E. 14.11.2000). Per il 2005
comunque l’esecutivo cantonale ha ritenuto quale periodo fiscale per
l’accertamento del reddito determinante l’imposta cantonale del biennio 2001 –
2002. I limiti di reddito sono stati mantenuti a CHF 22'000.-- per le persone
sole, CHF 34'000.—per le famiglie ed il reddito di riferimento è stato
mantenuto a CHF 55'000.— (cfr. DE 26 ottobre 2004 concernente le basi di
calcolo per l’applicazione delle riduzioni individuali di premio
nell’assicurazione sociale malattie per l’anno 2005). Di regola, il reddito
determinante risulta, secondo l'art. 30 LCAMal, dalla somma arrotondata al
mille franchi superiore:

 

                                         a)  del reddito imponibile
desunto dalla tassazione ordinaria o intermedia del biennio stabilito dal Consiglio
di Stato;

 

                                         b)  di un quindicesimo
della sostanza imponibile desunta dalla tassazione ordinaria o intermedia del
biennio stabilito dal Consiglio di Stato, per la parte eccedente l'importo di
fr. 150'000.- per le persone sole e fr. 200'000.- per le famiglie.

 

                                         L’espressione
“di regola” tende a volere salvaguardare la possibilità per l’amministrazione
designata (l’Ufficio Assicurazione Malattia) di accertare autonomamente il
reddito dell’assicurato in caso di persone adempienti i presupposti dell’art.
31 LCAMal con cui il legislatore ticinese ha riservato l’accertamento del
reddito determinante in maniera autonoma da parte dell’amministrazione (con
successiva commutazione del reddito lordo accertato mediante l’utilizzo di
tabelle appositamente allestite) in casi particolari. In altri termini
l’amministrazione fa capo ai dati fiscali determinati in virtù della tassazione
di riferimento (ossia quella del periodo indicato dall’esecutivo cantonale nel
DE emesso annualmente), in casi specificatamente fissati dalla legge e dal
regolamento d’applicazione (qui sotto riportati) l’amministrazione (e meglio
l’Ufficio dell'Assicurazione Malattia) calcola da solo il reddito lordo
trasformandolo mediante apposite tabelle e verificando il sussistere dei limiti
per la concessione del sussidio. La legge prevede il calcolo autonomo del
reddito nei seguenti casi:

 

"  a) delle persone soggette all'imposta cantonale
solo per una parte del loro reddito o della loro sostanza;

b) delle persone soggette all'imposta alla fonte;

c) delle persone sole con reddito imponibile nullo o reddito lordo
annuo inferiore a fr. 6000.- secondo il biennio fiscale determinante, che
esercitano un'attività lucrativa;

d) in altri casi particolari."

 

                                         In
virtù dell'art. 67 del Regolamento LCAMal emanato il 18 maggio 1994 modificato
dal Consiglio di Stato con decreto esecutivo del 27 ottobre 1999 avente valenza
dal 1° gennaio 2000, il reddito determinante va accertato dall’Istituto delle
assicurazioni sociali in maniera autonoma, “in particolare nei seguenti casi”:

 

"  a) persone soggette all'imposta alla fonte;

b) decesso del coniuge;

c) matrimonio, divorzio o separazione per sentenza giudiziaria o di
fatto, nel caso di assenza di tassazione applicabile;

d) persone sole che esercitano un'attività lucrativa o conducono
esistenza autonoma, con reddito imponibile nullo o reddito lordo annuo
inferiore a fr. 6000.- secondo il biennio fiscale determinante;

e) persone domiciliate che al momento dell'istanza non dispongono di
alcuna tassazione fiscale e per le quali non sarà emessa una tassazione
relativa al periodo fiscale determinante;

f) persone al beneficio di misure ai sensi della legge
sull'assicurazione contro la disoccupazione, dopo almeno sei mesi di inattività
lucrativa;

g) persone al beneficio di prestazioni ai sensi della legge
sull'assistenza sociale; d'intesa con il competente Ufficio;

h) cessazione definitiva dell'attività lucrativa a causa di
pensionamento o di invalidità;

i) cessazione temporanea di attività lucrativa per riqualificazione o
perfezionamento professionale;

l) cessazione dell'attività lucrativa a seguito di maternità;

m) diminuzione importante del reddito lordo rispetto al medesimo dato
desumibile dai parametri fiscali applicabili."

 

                                         Al proposito va rammentato come (cfr. RDAT 2002 II pag. 91 n° 28 e
TCA 36.2003.99/112 del 26 gennaio 2004 in re S. pag. 8) la delega dell'art. 31
LCAMal del legislativo all'esecutivo cantonale non sia "eccessivamente
limitata con l'adozione dell'art. 67 Reg. LCAMal". La prassi di questo
Tribunale precisa che:

 

" 
Per l'accertamento
autonomo del reddito l'Ufficio dell'Assicurazione Malattia deve partire dal
reddito lordo conseguito dall’assicurato nel corso del periodo più
prossimo al periodo per il quale il sussidio è richiesto. Infatti il reddito lordo cui ci si deve riferire è
possibilmente quello più recente e percepito nel corso dell'anno per il quale
il sussidio viene richiesto. In questo senso anche il Messaggio 3 gennaio 1996
del Consiglio di Stato al Gran Consiglio concernente l'adozione della nuova
LCAMal (M 4474 DOS) a pag. 53 secondo cui 

 

"Trattandosi di una sovvenzione di carattere
eminentemente sociale, 

il sussidio nell'assicurazione
contro le malattie, pur basandosi sui dati fiscali dell'istante, deve comunque
tenere conto della situazione economica più vicina al momento in cui
l'assicurato richiede il sussidio soggettivo."

 

Nell'ottica
di tale volontà del legislatore i dati da considerare per la verifica del
reddito sono, se possibile, i dati dell'anno per il quale il sussidio è
chiesto, che vanno – come indicato in precedenza in caso di diminuzione
importante del reddito secondo la lettera m dell'art. 67 Reg. LACMal - posti a
raffronto con i dati ritenuti nella tassazione di riferimento dove necessario.

 

Va
rammentato che, quando sia accertato un reddito inferiore a quello del periodo
di riferimento rispettivamente quando l’amministrazione debba determinare un reddito,
essa deve procedere alla sua esatta fissazione e quindi raffrontarlo con i
parametri fissati dal Consiglio di Stato per la determinazione del diritto al
sussidio, per ciò fare è necessario procedere alla commutazione del nuovo
reddito accertato in reddito imponibile mediante l’utilizzo di tabelle
appositamente allestite. Infatti il reddito lordo accertato va
obbligatoriamente (art. 52 cpv. 2 RegLCAMal) convertito in reddito imponibile
mediante apposite tabelle come rammenta l'art. 72 del medesimo regolamento. Le
tabelle di conversione considerano le normali deduzioni dal reddito lordo per
la fissazione del reddito (ipotetico) imponibile, pur non potendo essere, per
la loro stessa natura, attanagliati al caso concreto in cui vengono applicate."

(TCA 36.2003.99/112 in
re S. pag. 9/10 cfr. anche 36.2003.116 in re T. di ugual data ed ancora ST 19
ottobre 2004 in re M. 36.2004.129)

 

                                         Va
ancora evidenziato come, quando si debba fare capo al reddito lordo per la
successiva conversione, le deduzioni ammesse siano limitatamente previste dalla
legge. Nel caso di determinazione autonoma del reddito da
parte dell'amministrazione, prima della conversione del reddito lordo secondo
le apposite tabelle, sono unicamente possibili deduzioni per alimenti ed
interessi passivi (in questo senso STCA 36.2003.116 in re T. del 26 gennaio
2004, 36.2004.93 in re D. del 3 settembre 2004 e 36.2004.129 del 19 ottobre
2004 in re M. pag. 7).

 

                                         A
tenore dell’art. 48 Reg. LCAMal è data la possibilità di ottenere la revisione
di una decisione in materia di sussidio in caso di emanazione di decisione di
tassazione intermedia riferita al periodo fiscale determinante od in caso di
sussistenza degli estremi di cui al citato art. 67 Reg. LCAMal.

 

                                         Va
qui rammentato come, nel corso del corrente anno in particolare, il numero
delle decisioni su reclamo rese dall’amministrazione in merito ai sussidi
richiesti dalle persone  obbligatoriamente assicurate contro le malattie in
Ticino è notevolmente aumentato e ciò a causa, verosimilmente, di più fattori:
da un lato la crisi economica che tocca da vicino il nostro Paese, d’altro
canto l’entità dei premi – sempre più proibitivi (circostanza da tutti
riconosciuta) per le famiglie in particolare - ed il riferimento voluto
dall’esecutivo cantonale a dati fiscali ormai datati hanno inciso nell’aumento
delle procedure contenziose. Il riferimento a dati fiscali datati ha comportato
spesso, quale onere amministrativo supplementare, in primis per l’UAM e per il
Tribunale Cantonale delle Assicurazioni poi, l’accertamento autonomo del
reddito, la sua verifica e la conversione dello stesso a mano delle apposite
tabelle.

                                      

                                   4.   Giusta
l'art. 28 LCAMal, riservato l'art. 40 che fa riferimento ai beneficiari di
prestazioni PC, il sussidio è corrisposto tramite presentazione di un'istanza
scritta. Il regolamento determina le modalità di presentazione dell'istanza e
il contenuto della stessa. Con il 1° gennaio 2005 è entrata in vigore una
modifica dell’art. 28 LCAMal, nel senso che il cpv. 2 prevede ora che per gli
assicurati tassati in via ordinaria, l’istanza è presentata entro la fine
dell’anno che precede l’anno di competenza. Nel cpv. 3 (ex cpv. 2) figura che
il regolamento determina le modalità di presentazione dell’istanza e il
contenuto della stessa. 

 

                                         L'art.
44 Reg. LCAMal prevede che l'istanza di sussidio avviene per mezzo dei moduli
ufficiali. I moduli ufficiali sono recapitati dall'Istituto delle assicurazioni
sociali ai potenziali beneficiari del sussidio, in questo caso corredati da
etichetta collante munita di numero di identificazione personale, o possono
essere ritirati dai singoli richiedenti presso la Cancelleria del Comune di
residenza. L'istanza deve essere corredata dei documenti richiesti con il
modulo ufficiale.

 

                                         Per
l'art. 45 cpv. 1 Reg. LCAMal l'Istituto delle assicurazioni sociali stabilisce
i termini di presentazione dell'istanza, tenuto conto che di regola:

 

"  a)   per gli assicurati tassati in via ordinaria
l’istanza è presentata  

      nel  corso
dell’anno che precede la corresponsione del sussidio;

b)   per gli assicurati tassati alla
fonte l’istanza è presentata nel corso dell’anno medesimo per il quale si
richiede il sussidio;

c)   gli assicurati che si stabiliscono
nel Cantone ad anno inoltrato, possono avanzare l’istanza nel corso dell’anno
stesso per cui si richiede il sussidio;

d)   gli assicurati che nel corso
dell’anno, per mutate condizioni di reddito (tassazione intermedia o d’inizio
di assoggettamento, o per le situazioni di cui all’art. 67), ritenessero di
rientrare nel diritto al sussidio, possono presentare istanza nel corso
dell’anno stesso."

                                         

                                         Il
cpv. 2 prevede che per casi particolari e per ragioni comprovate, l'Istituto
delle assicurazioni sociali può ritenere anche istanze che giungessero fuori
dei termini stabiliti per l'inoltro della richiesta.

                                         

                                         Giusta
l'art. 53 LCAMal il diritto al beneficio di un sussidio nella forma retroattiva
decade dopo cinque anni a partire dall'anno in cui tale diritto si verifica.
Costituisce eccezione l'applicazione del sussidio retroattivo nell'ambito delle
procedure di revisione delle prestazioni complementari AVS/AI. Il sussidio
retroattivo è oggetto di richiesta scritta da parte dell'assicurato all'istanza
designata dal Consiglio di Stato e deve specificare le motivazioni del ritardo
(riservato l'art. 53 cpv. 2). Le domande di sussidio retroattivo sono accolte
solo se suffragate da motivazioni particolari e fondate (art. 55 LCAMal). La
negligenza a giustificazione del mancato rispetto dei termini stabiliti dal
regolamento non è considerata motivo valido per il riconoscimento del sussidio
nella forma retroattiva.

                                         

                                         Il
Messaggio relativo all'introduzione della LCAMal, circa l'art. 55, a pag. 59,
precisa che:

 

" 
Il riconoscimento
di sussidi retroattivi può essere concesso quando l'assicurato fa valere
ragioni oggettive e fondate circa i motivi per cui non è riuscito a produrre
l'istanza in forma tempestiva. Relativamente alla fattispecie, all'autorità
amministrativa competente è riconosciuto un margine di ponderazione nell'esame
delle richieste. La
pura e semplice negligenza nell'inoltro dell'istanza di sussidio nei termini
stabiliti non è comunque considerata motivo valido per il riconoscimento di un
sussidio nella forma retroattiva."

 

                                   5.   Nel
caso in esame l'istanza di sussidio 2005 è stata inoltrata nel corso del 2005.
Di per sé l’istanza è tardiva, poiché trasmessa oltre il termine previsto
dall’art. 45 Reg. LCAMal. Infatti, determinante per il calcolo del sussidio
2005 è la tassazione 2001-2002, che tuttavia l’assicurata da tempo aveva a disposizione
siccome tassata in via ordinaria. L’assicurata non ha indicato peggioramento
del suo reddito nel corso del 2005 come richiede la lett. d. dell'art. 45 Reg.
LCAMal, in ogni caso i presupposti per la concessione del sussidio appaiono
dati nella tassazione del 2001- 2002 e quindi la questione non merita
approfondimento.

                                         

                                         Poiché
l’assicurata è tassata in via ordinaria, in virtù dell’art. 45 lett. a Reg.
LCAMal, avrebbe dovuto inoltrare la sua richiesta entro fine 2004. Nel
Messaggio n. 5589 del 15 ottobre 2004, dove il Consiglio di Stato, a proposito
della modifica dell’art. 28 cpv. 2 e 3 della LCAMal entrata in vigore
l’1.1.2005, l’esecutivo cantonale ha rammentato la previdente regolamentazione:

 

"  I sussidi individuali devono essere richiesti entro
il 31 dicembre dell’anno che precede quello di riferimento: il Regolamento
contempla già i casi per i quali è invece giustificata la presentazione
dell’istanza nel corso dell’anno di competenza del sussidio. Si tratta
sostanzialmente degli assicurati tassati alla fonte, oppure delle situazioni in
cui il 31 dicembre dell’anno che precede la competenza del sussidio
l’assicurato non dispone dei dati fiscali consolidati di riferimento, e infine
degli assicurati che nel corso dell’anno di competenza subiscono cambiamenti
importanti nella loro situazione economica (ciò che risponde al dettato
imperativo della LAMal – art. 65 cpv. 3 – in base al quale i Cantoni,
nell’esame delle condizioni per l’ottenimento del sussidio, devono considerare
le circostanze economiche e familiari più recenti).”

 

                                         Il
Consiglio di Stato ha quindi rammentato che i sussidi, prima della modifica
della legge, potevano essere chiesti nell’anno di competenza del sussidio, se
date precise condizioni qui non adempiute come evidenziato. La richiesta andava
pertanto presentata entro il 31 dicembre 2004.

 

                                         Alla
luce di queste considerazioni occorre verificare se effettivamente la domanda
di riduzione sia stata inoltrata ancora nel 2004, come ritiene la ricorrente, o
se invece la circostanza non sia dimostrata e si debba considerare la richiesta
di sussidio inoltrata nel 2005 e dunque tardivamente. In quest’ultimo caso
occorrerà verificare se il ritardo nell’inoltro della domanda sia scusabile.

 

                                   6.   Giova preliminarmente qui rammentare che la procedura dinanzi al
Tribunale delle assicurazioni sociali è retta dal principio inquisitorio. Il Tribunale
accerta d’ ufficio, con la collaborazione delle parti, i fatti rilevanti per il
giudizio, assume le prove necessarie e le apprezza liberamente ed il giudice
delegato ha facoltà di ricorrere a mezzi probatori non indicati dalle parti o
di rinunciare all’ assunzione di mezzi probatori che le parti hanno notificato.
Alla fattispecie in discussione è applicabile la LPAmm ossia la legge di
procedura per le cause amministrative per il rinvio dell’art. 76 cpv. 4 LCAMal.
La LPAmm prevede – analogamente alla LPrTCA – la massima dell’officialità, il
principio inquisitorio e quello dell’applicazione d’ufficio del diritto (in
questo senso Marco Borghi e Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa
ticinese, edito dalla CFPG, Lugano ad art. 18 pag. 89 e segg.; cfr inoltre STFA del 5 settembre 2001 nella causa C., U 94/01; STFA del 31
maggio 2001 nella causa C., I 83/01; STFA del 13 marzo 2001 nella causa P., U
429/00; Untersuchungsgrundsatz, SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; AHI
Praxis 1994 pag. 212; DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti). E’ dunque
compito del giudice chiarire d’ufficio in modo corretto e completo i fatti
giuridicamente rilevanti. Questo principio non è tuttavia incondizionato, ma
trova il suo correlato nell’obbligo delle parti di collaborare (DTF 125 V 195
consid. 2 con riferimenti; RAMI 1994 pag. 211; AHI Praxis pag. 212; DLA 1992
pag. 113; MEYER, “Die Rechtspflege in der Sozialversicherung” in Basler
Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 12; SPIRA, “Le contentieux des
assurances sociales fédérales et la procédure cantonale” in Recueil de
jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16; KURMANN, “Verwaltungsverfahren
und Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz” in Luzerner Rechtsseminar 1986,
Sozialversicherungsrecht, Referat XII, pagg. 5 segg.). Questo obbligo comprende
in particolare quello di motivare le pretese di cui le parti si avvalgono e
quello di apportare, nella misura in cui può essere ragionevolmente richiesto
da loro, le prove dettate dalla natura della vertenza o dai fatti invocati: in
difetto di ciò esse rischiano di dover sopportare le conseguenze dell’assenza
di prove (SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993 pagg. 158-159
consid. 3a; DTF 117 V 264 consid. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V 113; BEATI
in: "Relazioni tra diritto civile e assicurazioni sociali", Lugano
1993, pag. 1 seg.). Su questi aspetti, si veda in
particolare: DUC, Les assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, pagg.
827-828 e LOCHER, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 1997, pagg.
339-341, laddove quest'ultimo rileva che “besondere Bedeutung hat die
Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne Mitwirkung der betroffenen
Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”. L'obbligo di
accertamento d'ufficio dei fatti, correlato dal dovere di collaborazione delle
parti, non rende comunque privo d'efficacia il principio secondo cui l'onere
della prova incombe alla parte che da un fatto deriva un suo diritto e del
conseguente fardello in caso di mancata prova. L'art. 8 CC
prevede infatti che, ove la legge non disponga altrimenti, chi vuol dedurre il
suo diritto da una circostanza di fatto da lui asserita deve fornirne la prova.

                                         Secondo
il TFA (sentenza 18 settembre 2001 nella causa B., K 202/00, cons. 3b):

 

" 
(…) Celui-ci
comprend en particulier l'obligation de ces dernières d'apporter, dans la
mesure où cela peut être raisonnablement exigé d'elles, les preuves commandées
par la nature du litige et des faits invoqués, faute de quoi elles risquent de
devoir supporter les conséquences de l'absence de preuves (ATF 125 V 195
consid. 2; VSI 1994, p. 220 consid. 4; comp. ATF 125 III 238 consid. 4a à
propos de l'art. 274d al. 3 CO). Car si le principe inquisitoire dispense les
parties de l'obligation de prouver, il ne les libère pas du fardeau de la
preuve: en cas d'absence de preuve, c'est à la partie qui voulait en déduire un
droit d'en supporter les conséquences (ATF 117 V 264 consid. 3), sauf si
l'impossibilité de prouver un fait peut être imputée à l'adverse partie (ATF
124 V 375 consid. 3; RAMA 1999 n° U 344, p. 418 consid. 3). Au demeurant, il
n'existe pas, en droit des assurances sociales, un principe selon lequel
l'administration ou le juge devrait statuer, dans le doute, en faveur de
l'assuré (RAMA 1999 n° U 349, p. 478 consid. 2b; DTA 1998 n° 48, p. 284). (…)."

 

                                         In senso
analogo Borghi/Corti op. cit. pag. 90.

 

                                   7.   Per
quanto attiene alla notifica delle decisioni ed all’inoltro di atti ed istanze
i Tribunali, ed in particolare il Tribunale Federale delle Assicurazioni, hanno
sviluppato nel corso degli anni un’abbondante giurisprudenza. Occorre anzitutto
rilevare come l’onere della prova dell’avvenuta notifica di una decisione
giudiziaria incombe all’autorità amministrativa (DTF 115 V 113 con
riferimenti). Qualora la notifica o la relativa data sono contestate, in caso
di dubbio fa stato la versione fornita dal destinatario (DTF 103 V 66 consid.
2a). L’andamento organizzativo di una spedizione da parte dell’autorità
amministrativa non è sufficiente per provare la notifica di una decisione, in
particolare quando si tratta di un invio per posta A (RCC 1992 pag. 395 consid.
3c). Questa prova può essere tuttavia portata per il tramite di indizi (per
esempio: corrispondenza con l’autorità amministrativa, RCC 1984 pag. 123
consid. 1b), tenuto conto che, secondo la giurisprudenza del TFA, è sufficiente
che la prova sia stata fornita secondo il principio della verosimiglianza
preponderante (DTF 121 V 6 dove si trattava di un termine per salvaguardare la
perenzione dei contributi AVS ex art. 16 cpv. 1 LAVS; KIESER, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, N 364, pag. 166).
In una sentenza del 22 febbraio 1993 nella causa V. pubblicata in DTF 119 V 7,
il Tribunale federale delle assicurazioni sociali aveva invero avuto modo di
stabilire che la tempestività dell'esercizio di un rimedio di diritto deve
essere determinata con certezza (ad esempio fornendo la prova dell'invio
mediante raccomandata) e che in simili casi, la regola della verosimiglianza
preponderante, usuale nel diritto delle assicurazioni sociali, non è
applicabile. In una successiva sentenza del 28 febbraio 1995 nella causa R.
pubblicata in DTF 121 V 5 e AJP 1995 pag. 1090-1091, la nostra Massima Istanza
ha precisato che la giurisprudenza citata (DTF 119 V 7) si applica solamente
per valutare la tempestività di atti processuali, ma non invece nell'ambito
dell'amministrazione di massa (ad esempio: l'emanazione di decisioni in materia
di contributi) dove è applicabile l'abituale criterio della probabilità
preponderante. Va comunque osservato che, anche in questa seconda occasione, in
assenza di un invio raccomandato, il TFA, pur applicando il criterio della
probabilità preponderante, ha ritenuto non avvenuta la notifica della decisione
alla data indicata dall'amministrazione (per una critica della giurisprudenza
federale, anche con riferimento al DTF 120 V 37, cfr. U. KIESER in: AJP 1995
pag. 1091-1092). A questo proposito va rilevato che in una sentenza del 26
settembre 1994 nella causa E.K. AG, il Tribunale federale delle assicurazioni
ha riconfermato che colui che è in grado di comprovare l'avvenuta spedizione
(ad esempio mediante una ricevuta postale), beneficia della presunzione che in
quell'invio sono contenuti i documenti rilevanti ai fini dei diritti che si
vogliono fare valere. In tale ipotesi, se l'amministrazione ritiene che in
quell'invio figuravano altri documenti sta a lei fornire la prova delle proprie
affermazioni. In una sentenza del 14 dicembre 1999 nella causa P., pubblicata
in DLA 2000 pag. 118 segg., l'Alta Corte ha rilevato che l'autorità sopporta le
conseguenze della mancanza di prove (o della mancanza della probabilità
preponderante) nel senso che, se la notifica o la rispettiva data sono
contestate e se esistono effettivamente dubbi a tale proposito, occorre basarsi
sulle dichiarazioni del destinatario dell'invio. La spedizione con la posta
normale non consente in generale di stabilire se la comunicazione sia pervenuta
al destinatario; la semplice presenza nel fascicolo della copia dell'invio non
è sufficiente per dimostrare che tale lettera sia stata effettivamente spedita
e ricevuta. Tuttavia, la prova della notifica di un atto può risultare da altri
indizi o dall'assieme delle circostanze, quali la mancata protesta da parte di una
persona che riceve richiami (cfr. 36.2005.3 e 4 in re
E.).

 

Va ancora rammentato come, in una recentissima sentenza di questo
Tribunale (in re R. del 17 ottobre 2005, inc. 36.2005.86 pagina 11) dove il
tema era analogo a quello qui in discussione, è stato evidenziato come:

 

"  … il giudice delegato ha indetto un’udienza nel
corso della quale ha acquisito informazioni relative alla modalità di gestione
delle domande di sussidio da parte dell’amministrazione. Il responsabile del
servizio signor Sora, intervenuto all’udienza, ha precisato come:

 

“… l'amministrazione proceda (alla) … trasmissione
dei formulari con la richiesta di sussidio. L'UAM ha la possibilità di accedere
direttamente ai dati fiscali della banca dati esistente e, a dipendenza del
periodo fiscale determinante scelto dal Consiglio di Stato, può (identificare)
… le persone potenzialmente beneficiarie del sussidio per l'anno d'interesse. I
formulari vengono spediti generalmente nel giugno/luglio dell'anno che precede
l'anno di sussidio. Questi formulari vengono dotati di una etichetta
autocollante contenente nome, cognome e indirizzo del destinatario e potenziale
beneficiario. L'etichetta contiene inoltre un numero di identificazione
personale (NIP) che è univoco per ogni utente e rimane nel corso degli anni,
numero che richiama il numero di controllo. È possibile che nel corso degli
anni … cambi a seguito in genere del cambiamento del cognome della persona
interessata. 

I formulari così trasmessi tra il giugno e luglio
dell'anno che precede l'anno di sussidio rientrano normalmente per la fine di
agosto successivo, si tratta di una indicazione temporale che noi diamo, è
indicava e non perentoria, per permetterci di poi far pervenire ai Comuni verso
la metà di settembre i formulari riferiti alla richiesta di sussidio per l'anno
successivo che possono essere direttamente richiesti dai potenziali
beneficiari. 

Procediamo quindi con due blocchi sostanziali di
formulari il primo è quello inviato automaticamente dall'amministrazione agli
utenti ed il secondo invece è trasmesso ai Comuni. Soltanto per il primo blocco
è consegnata l'etichetta individuale con il NIP."

 

                                         (…)

 

                                         Sempre in termini generali il
responsabile del settore presso l’UAM ha ulteriormente precisato come:

 

“… per l'anno 2005 dei circa 50'000 formulari
trasmessi ai potenziali beneficiari, entro il termine di fine agosto 2004, ne
sono rientrati circa 2/3. Dei formulari provenienti dalle Cancellerie comunali
e trasmessi dagli utenti contiamo ulteriori circa 15'000 domande di sussidio.
Le decisioni con cui i sussidi vengono accolti vengono trasmessi per posta
semplice. Anche le decisioni negative vengono trasmesse per posta semplice. Non
vengono tenute copie fisiche di queste decisioni ma l'amministrazione è in
grado di ricostruire sempre l'iter della procedura e il suo esito. All'UAM
collaborano una ventina di persone di cui 12 si occupano dei sussidi e di tutta
la massa di posta che perviene all'Istituto assicurazioni sociali (IAS) vi è
un'iniziale scrematura della posta destinata ad altri servizi. Quella destinata
all'Ufficio assicurazione malattia viene ulteriormente esaminata per ulteriore
scrematura. Preciso che all'UAM la posta perviene aperta. Ad aprirla sono gli addetti
del servizio economato IAS. In seno al nostro ufficio vengono isolate dalle
altre le domande di sussidio e la documentazione relativa a domande di sussidio
pendenti e poi vengono formati fisicamente gli incarti ed attribuiti ai
collaboratori secondo una precisa suddivisione derivante dalla prima lettera
del cognome dell'utente. L'incarto fisico è composto dalla domanda di sussidio
che funge da cartelletta nella quale vengono inserite le altre pezze a
suffragio prodotte dall'ass. (polizza assicurativa, dichiarazione fiscale,
busta e ciò solo dal gennaio 2005).

 

(…)

 

… se una persona chiedesse il sussidio 2005 sulla
scorta di un vecchio formulario 2004 correggendo manualmente la data del
periodo di sussidio lo stesso, per prassi interna all'UAM non viene accettato,
gli atti vengono rispediti affinché venga corretta la procedura mentre la data
d'inoltro viene salvaguardata."

                                      

                                   8.   Nel
caso concreto la signora RI 1 rileva di avere inoltrato tempestivamente la sua
domanda di sussidio all’Ufficio dell'Assicurazione Malattia senza però avere
comprovato l’invio del formulario mediante, ad esempio, la produzione di una
ricevuta della raccomandata o corrispondenza con l’ufficio destinatario
relativa all’istanza presentata. Dagli atti è desumibile che la signora RI 1
abbia verosimilmente ricevuto il formulario per l’inoltro della domanda di
riduzione dei premi per l’anno 2005. Il formulario pervenuto il 21 febbraio
2005 all’amministrazione non presenta l’etichetta con stampato il nome
dell’assicurata ed il numero personale, si tratta chiaramente, per la presenza
del timbro del Comune di __________, di uno dei formulari a disposizione presso
le cancellerie comunali. La circostanza non permette però di ritenere che il
formulario eventualmente trasmesso dall’UAM all’assicurata nel corso
dell’estate del 2004 sia effettivamente stato inoltrato tempestivamente.
Purtroppo la prova del tempestivo inoltro della domanda tocca all’assicurata ed
in caso di mancata prova le conseguenze vengono sopportate dalla stessa, e
meglio come alla giurisprudenza esposta ai punti precedenti. Questo Tribunale
Cantonale delle Assicurazioni deve quindi ritenere come trasmessa all’UAM
unicamente la domanda di sussidio pervenuta il 21 febbraio 2005 e deve quindi
esaminare se il ritardo nella trasmissione di tale istanza possa essere
considerato giustificato.

 

                                   9.   L’art.
45 cpv. 2 Reg. LCAMal prevede, per casi particolari e per ragioni comprovate,
che l'Istituto delle assicurazioni sociali possa ritenere anche richieste che
giungessero fuori dei termini stabiliti.

 

                                         Questo
Tribunale Cantonale delle Assicurazioni ha sviluppato una giurisprudenza
dettagliata in merito e ciò alla luce dell’alto numero di decisioni che è stato
chiamato a rendere in particolare negli ultimi mesi. Nei casi giudicati in precedenza
è già stato considerato che un ritardo di oltre 1 anno a fronte di una
importante malattia dello stesso assicurato non poteva essere considerato fatto
giustificativo sufficiente (STCA 24 aprile 2002 nella causa J. inc. 36.2002.5),
così come non è stato considerato quale motivo sufficiente l’assenza di
conoscenza della possibilità di chiedere il sussidio da parte di due coniugi
confederati appena giunti in Ticino (STCA 9 dicembre 2002 nella causa D. inc.
36.2002.119). Nemmeno l'informazione errata da parte dell'assicuratore malattia
è stata considerata motivo adeguato per giustificare il ritardo. Nel caso dei
coniugi C. (STCA 25 settembre 2003 inc. 36.2002.141) l'assicuratore aveva
comunicato che il sussidio per i figli non sarebbe stato concesso, contrariamente
a quanto poi verificato. Come indicato questo Tribunale non ha considerato
l'errata informazione quale elemento giustificante il ritardo.

 

                                         Va
ancora rilevato che con sentenza 12 settembre 2002 il TCA non ha ritenuto fatto
giustificante il ritardo nella domanda di sussidio la giovane età
dell'assicurata ancora studentessa liceale e quindi la sua immaturità e la sua
inesperienza (STCA 12 settembre 2002 nella causa W. 36.2002.54) e nel caso
giudicato il 6 ottobre scorso (in re S. 36.2005.116) l’assenza di una decisione
di tassazione non è stata comunque considerata elemento adeguato a motivare il
ritardo per un apprendista non ancora tassato il cui fratello ammalato per
lunghi periodi aveva creato “problemi
a tutta la famiglia”. Nella sentenza 3 ottobre 2005
in re S. (36.2005.112) il Tribunale ha considerato che:

 

"  Ancora va verificato se il ritardo dell’istanza
formulata da X. X. tendente ad ottenere la concessione del sussidio 2005,
redatta e trasmessa all’amministrazione nel corso del 2005, possa essere
considerato giustificato. Nelle considerazioni precedenti già si è precisato
che la negligenza nell’inoltro della domanda non è giustificato. In casu  il
ritardo nella trasmissione viene ricondotto alla ambiguità della decisione
formulata dalla Cassa alla domanda di sussidio dell’avv. Y. X. e della moglie,
laddove la decisione accenna al diritto al sussidio per “ogni membro della
famiglia regolarmente assicurato”. Ora il concetto di famiglia, come precisato
più sopra, è un concetto giuridico specifico della LCAMal, circostanza che
all’avv. X. padre del ricorrente e suo patrocinatore non poteva sfuggire, in
altri termini i coniugi compongono, con o senza figli, la famiglia, ritenuto
che comunque i figli sono tali unicamente sino al compimento dei 18 anni,
successivamente vengono considerati persone sole (ancorché conviventi con i
genitori od in formazione). Se ne deve dedurre che la decisione 31 agosto 2004
trasmessa all’avv. Y. X., che aveva redatto ed inoltrato la domanda di sussidio
4 agosto 2004 per sè e per la moglie (come nel caso del 2004, mentre la domanda
2004 di X. era stata sottoscritta dallo stesso), non poteva essere intesa
altrimenti che come indicato dall’amministrazione nelle sue osservazioni, ciò
anche a fronte della pretesa mancata trasmissione a X. X. della formale
decisione relativa ai suoi sussidi 2004 (comunque ammessi e debitamente
(annunciati) … all’assicuratore malattia). L’avv. X., per il figlio X., avrebbe
comunque – nel 2004 – potuto e dovuto lamentare la mancata notifica della
decisione formale relativa ai sussidi di quell’anno. L’ambiguità pretesa con la
… mancata notifica della decisione sui sussidi 2004 a X. e scaturente dai
termini della decisione 31 agosto 2004 emessa in favore dell’avv. Y. X. non
solo non costituisce promessa od impegno dell’amministrazione tale da
giustificare la buona fede degli assicurati, ma neppure valida giustificazione
del ritardo nell’inoltro dell’istanza."

 

Sempre nella sentenza 3 ottobre 2005 in re S. citata si rilevava poi
come:

 

"  La mancata trasmissione dei formulari per la
presentazione della domanda di sussidio viene indicata come ulteriore motivo
atto a giustificare il ritardo nella presentazione dell’istanza. L’argomento
del ricorrente non regge già ad un primo sommario esame. Infatti i formulari
vengono trasmessi d’ufficio ai potenziali beneficiari da parte
dell’amministrazione sulla scorta della decisione di tassazione del biennio
ritenuto dal Consiglio di Stato nel decreto annualmente emesso per la
determinazione del diritto al sussidio ed a dipendenza dell’imponibile
considerato in quella sede.

(…)

L’invio dei formulari a chi non è destinato a beneficiare dei sussidi
rispettivamente la mancata trasmissione ad un potenziale beneficiario non
permettono di ritenere il diritto al sussidio in virtù delle regole sulla buona
fede come anticipato nelle considerazioni che precedono (in questo senso la
sentenza 22 settembre 2005 nell’inc. B. 36.2005.78). Infatti l’invio errato non
può fare ritenere agli assicurati l’esistenza degli estremi per la concessione
del sussidio. L’eventuale omissione della trasmissione a potenziali interessati
del modulo per la richiesta di sussidio non permette di giustificare un ritardo
nell’inoltro delle domande di sussidio (in questo senso la sentenza in re B.
citata). La diligenza che incombe all’assicurato – cui è noto per le campagne
informative che da anni l’Ufficio dell'Assicurazione Malattia e più
generalmente l’amministrazione cantonale conducono – gli impone di provvedere
al recupero dei formulari disponibili presso le cancellerie comunali in caso di
mancata trasmissione d’ufficio."

 

Si aggiunga che nella sentenza del 10 ottobre 2005 in re F.
36.2005.124 l’informazione fornita da un assicuratore mesolcinese fondata sulle
norme applicative della LAMal relative ai sussidi vigente nel Cantone Grigioni,
in parte diversa da quella ticinese, non è stata ritenuta motivo giustificante
il ritardo nell’inoltro della domanda di riduzione individuale dei premi
dell’assicurazione malattia obbligatoria. Questo Tribunale ha infatti
considerato che:

 

"  L’adozione di modalità diverse in altri cantoni non
può essere ritenuta. Come detto le informazioni errate di un assicuratore
malattia e la non conoscenza della prassi da parte dell’assicurato sono stati
esclusi quali motivi giustificanti il ritardo."

 

                                         Nella
sentenza in re R. del 17 ottobre 2005 (36.2005.86 cons. 12) il Tribunale
Cantonale delle Assicurazioni ha inoltre ritenuto:

 

"  … la motivazione che soggiace al ritardo è
costituita dal convincimento, o meglio dalla certezza della madre della
ricorrente, di avere tempestivamente inoltrato la domanda ancora nel 2004. La
mancata ricezione degli atti, l’eventuale smarrimento degli stessi od il
mancato corretto invio, non assurgono palesemente a motivo giustificante il
ritardo. Se la prova dell’avvenuta tempestiva spedizione fosse stata
adeguatamente prodotta, e l’onere della mancata prova  ricade sulla ricorrente,
allora l’inoltro di una nuova richiesta nel corso del 2005, a fronte del
dimostrato smarrimento della documentazione da parte dello Stato, sarebbe stato
da considerare motivo sufficiente. Il semplice assunto di avvenuta spedizione
non recepita dall’amministrazione non permette di giustificare l’omissione
dell’atto o suo ritardo.”

 

In concreto il ritardo nell’inoltro della domanda di riduzione dei
premi dell’assicurazione malattia della ricorrente per il 2005, motivato come
per la sentenza 36.2005.86 citata, non può, conseguentemente, essere
considerato giustificato. Anche su questo punto il ricorso va respinto.

                                         

                                10.   La
ricorrente fa riferimento al concetto di buona fede. Il tema è stato
recentemente trattato da questo Tribunale nella sentenza 36.2005.3-4 in re E. Il
diritto alla protezione della buona fede è un principio generale
dell'ordinamento giuridico svizzero che dal 1° gennaio 2000 trova il suo
fondamento nell'art. 9 della Costituzione federale. Esso tutela la legittima
fiducia dell'amministrato nei confronti dell'Autorità amministrativa quando,
assolte determinate condizioni, egli abbia agito conformemente alle istruzioni
o alle dichiarazioni della stessa Autorità, ritenuto che le parti devono poter
ragionevolmente confidare nella veridicità delle loro dichiarazioni e nella
correttezza del loro comportamento. Tale diritto permette dunque al cittadino
di esigere che l'Autorità rispetti le proprie promesse e che essa eviti di
contraddirsi. Così un'informazione o una decisione erronea possono obbligare
l'amministrazione a consentire ad un assicurato un vantaggio contrario alla
legge (STFA del 5 marzo 2003 nella
causa G., H 411/01). Le condizioni per tutelare la
buona fede dell'assicurato, e scostarsi così dal principio della legalità, sono
precisate da una lunga e consolidata giurisprudenza, secondo la quale di regola un'informazione
erronea è vincolante quando l'autorità, intervenendo in una situazione concreta
nei confronti di persone determinate, era competente a rilasciarla, il
cittadino non poteva riconoscerne l'inesattezza e, sempre che l'ordinamento
legale non sia mutato nel frattempo, fidandosi dell'informazione ricevuta egli
abbia preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio (DTF 127 I 36
consid. 3a, DTF 126 II 387 consid. 3a; RAMI 2000 n. KV 126 pag. 223, n. KV 133
pag. 291 consid. 2a; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost. fed., la
cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 121 V 66 consid. 2a e
sentenze ivi citate).

 

La buona fede
derivante dall'art. 9 Cost. fed. si riferisce dunque unicamente all'agire
dell'amministrazione nei confronti degli amministrati. Per determinare quindi
la presenza o meno della violazione del principio della buona fede, si deve
verificare se l'amministrazione ha, in primis, formulato una promessa o creato
un'aspettativa in modo contrario alla legge.

 

Nel concreto caso il
riferimento della signora RI 1 alla buona fede non può essere inteso nel senso
giuridico appena espresso. Non è qui discussione di buona fede invocabile per
ottenere un vantaggio in maniera contrastante al tenore di legge. Neppure la
ricorrente vuole che una promessa contraria al tenore della legge le sia stata
fatta da preposti dell’UAM od altro funzionario apparentemente competente in
merito.

 

                                 11.   Alla luce di quanto precede
il ricorso va purtroppo respinto, non essendo possibile considerare il ritardo
nella presentazione dell’istanza di sussidio 2005 di RI 1 come giustificato e
non essendo dimostrato il tempestivo invio dell’istanza ancora nel corso del
2004. Nonostante la reiezione dell’impugnativa, che impone l’applicazione della
LPAmm,  non si fa carico alla ricorrente della tassa di giustizia e delle spese
e non vengono allocate ripetibili all’amministrazione vincente in causa. La
signora RI 1 si trova in effetti già duramente colpita dalle conseguenze della
mancata prova dell’invio, rispettivamente del mancato tempestivo invio del formulario
ciò che renderebbe iniquo il carico di tasse e spese. La presente è definitiva
non essendo dato alcun rimedio di diritto ordinario contro la stessa siccome
emanata in applicazione del diritto cantonale di applicazione della LAMal (in
questo senso STFA 3 maggio 2005 in re B; K 165/04 e DTF 124 V 9).

 

 

Per questi
motivi

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                 1.-   Il
ricorso é respinto.

 

 

                                 2.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                 3.-   Intimazione
alle parti ai sensi ed effetti di legge. La presente decisione è definitiva.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti