# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e24cd24b-a638-5df8-8a0c-215cf4e4007b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.04.2010 C-5706/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5706-2009_2010-04-14.pdf

## Full Text

Corte II I
C-5706/2009

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 4  a p r i l e  2 0 1 0

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Blaise Vuille, Marianne Teuscher, 
cancelliera Mara Vassella.

1. A._______,
2. B._______,
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Autorizzazione d'entrata nello spazio Schengen 
concernente C._______.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-5706/2009

Fatti:

A.
Il 27 giugno 2006, C._______, cittadino cubano nato il ..., ha inoltrato 
presso l'Ambasciata di Svizzera nella Città de L'Avana a Cuba un'auto-
rizzazione  d'entrata  per  la  Svizzera. L'istanza  è  stata  respinta  dalla 
suddetta  rappresentanza poiché l'uscita  al  termine del  previsto  sog-
giorno non è stata considerata assicurata in ragione della situazione 
economica e politica prevalente a Cuba e della situazione personale 
dell'interessato. Con decisione formale del 19 febbraio 2007 l'Ufficio fe-
derale della migrazione (UFM) ha riconfermato il suddetto rifiuto.

B.
Il 25 febbraio 2009, C._______ ha nuovamente presentato una doman-
da  d'entrata  nello  Spazio  Schengen  presso  la  suddetta  Ambasciata 
svizzera per un periodo di 90 giorni al fine di rendere visita alla sorella  
A._______  e  al  marito  B._______. L'interessato  ha prodotto  una di-
chiarazione della sua datrice di lavoro del 30 gennaio 2009 – l'Impresa 
dei servizi  generali  delle ferrovie di  Cuba - attestante il  suo impiego 
quale  operaio  generale  di  mantenimento  presso  l'Hotel  D._______, 
proprietà della stessa impresa e una dichiarazione attestante il corri -
spondente salario. All'istanza erano inoltre allegati un questionario ad-
dizionale del 2 febbraio 2009 concernente il visto a scopo di visita, la 
decisione di tassazione dell'imposta cantonale del 2007 degli invitanti, 
la "carta de invitación personal" e i relativi documenti richiesti. Con ul-
teriore dichiarazione del 26 gennaio 2009 gli ospitanti hanno affermato 
di assumersi tutte le spese relative al soggiorno in Svizzera del fratello 
rispettivamente cognato assicurando la partenza entro i termini di sca-
denza del visto turistico. Infine gli invitanti hanno osservato con missi -
va del  19 febbraio 2009 che il  richiedente intrattiene un rapporto  di 
convivenza, da cui è nato un figlio che ha attualmente 14 anni riconfer-
mando la presa a carico delle spese finanziarie durante il soggiorno in 
Svizzera e la  partenza dell'interessato alla  scadenza del  visto di  tre 
mesi al fine di continuare a vivere con la propria famiglia e riprendere 
la sua attività lavorativa. 

Con scritto del  26 febbraio 2009 all'attenzione dell'UFM, la suddetta 
Rappresentanza elvetica ha comunicato i motivi per i quali ha deciso 
di  rifiutare  l'entrata  nello  spazio  Schengen: essa  ha  ritenuto  l'uscita 
dallo spazio Schengen non sufficientemente assicurata in conseguen-
za della situazione personale del richiedente nonché della situazione 

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economica e politica prevalente nella Repubblica cubana e da ultimo 
in ragione del fatto che non vi era un impellente motivo per tale visita. 

Con missiva del 16 marzo 2009 all'attenzione dell'Ufficio degli stranieri 
gli ospitanti hanno osservato di aver invitato in precedenza altri cittadi-
ni cubani per dei periodi di vacanza senza mai venir meno ai loro ob -
blighi, ribadendo che il richiedente non ha motivo di rimanere in Sviz-
zera oltre alla scadenza del soggiorno previsto visti  i legami familiari  
intrattenuti a Cuba. Lo stesso è militante del partito e lavora nell'edili -
zia per una corporazione dello Stato cubano. Infine essi hanno asseri -
to che alla base della richiesta non vi  è  alcun motivo particolare se 
non quello di rendere visita ai familiari e poter visitare la Svizzera. 

C.
Con missiva del 20 marzo 2009 all'attenzione dell'UFM, la Sezione dei 
permessi e dell'immigrazione (SPI) ha osservato che non aveva dubbi 
circa le garanzie fornite da B._______, essendo stato loro collega e 
successivamente segretario comunale di F._______. 

D.
Con decisione del 10 luglio 2009 l'autorità di prime cure ha rifiutato di  
rilasciare il visto al richiedente. Essa ha dapprima osservato che an-
che qualora un richiedente adempia tutte le condizioni richieste, la le-
gislazione in ambito non garantisce nessun diritto all'entrata nello spa-
zio Schengen, osservando come l'esperienza avesse dimostrato a più 
riprese che una domanda d'autorizzazione d'entrata per un soggiorno 
turistico o di visita può costituire un mezzo per facilitare l'entrata nello 
spazio Schengen a persone che desiderano in realtà stabilirvisi dure-
volmente. Nella specie, l'UFM ha ripreso le argomentazioni dell'Amba-
sciata riconfermando il rifiuto di rilasciare il visto all'interessato in ra-
gione della situazione socioeconomica prevalente nella Repubblica cu-
bana  ritenendo  l'uscita  dallo  spazio  Schengen  non  sufficientemente 
garantita,  anche  in  considerazione  del  fatto  che  al  richiedente  gli  è 
permesso di lasciare il proprio posto di lavoro per un così lungo perio-
do. In riferimento alla prassi restrittiva in materia di visti, l'UFM ha os -
servato che il desiderio di visitare parenti non è sufficiente per giustifi -
care il rilascio di un visto. Neppure la circostanza che gli ospitanti ab-
biano invitato altri  cittadini  cubani  in passato consentirebbe di  acco-
gliere  l'istanza,  non  essendo  le  situazioni  identiche  in  ogni  punto. 
L'UFM ha poi sottolineato le notevoli difficoltà riscontrate dai cittadini 
cubani che desiderano tornare nel loro Paese d'origine dopo un sog-

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giorno di una certa durata all'estero. I ricorrenti infine non avrebbero 
dimostrato di  essere impossibilitati  di  fare visita  al  fratello  rispettiva-
mente cognato nel suo Paese d'origine. 

E.
Contro la suddetta decisione gli invitanti hanno presentato ricorso il 10 
settembre 2009 davanti al Tribunale amministrativo federale (di segui-
to: il Tribunale o il TAF) chiedendo di annullare la decisione dell'autorità 
inferiore e accogliere il presente ricorso. A sostegno del proprio grava-
me essi hanno affermato che le condizioni poste dalle disposizioni di 
legge in ambito di  visti  sono oggettivamente adempiute,  osservando 
che le motivazioni  dell'UFM risultano arbitrarie e ledono gravemente 
l'art. 8 e segg. della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salva-
guardia  dei  diritti  dell'uomo e  delle  libertà  fondamentali  (CEDU; RS 
0.101) e l'art. 7, 10 e 13 della Costituzione federale della Confedera-
zione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101). Essi hanno sottoli -
neato  che  il  richiedente  non  ha  nessun  motivo  di  voler  rimanere  in 
Svizzera o in  uno Stato Schengen oltre la  scadenza del  visto di  tre 
mesi  siccome, pur non essendo sposato, egli  intrattiene un rapporto 
sentimentale ed ha un figlio di 13 anni a carico. Egli è inol tre militante 
del partito comunista e lavora nel ramo dell'edilizia per una corporazio-
ne statale. Lo scopo del detto visto sarebbe unicamente quello di ren-
dere visita ai familiari (sorella, cognato, nipote) e visitare la Svizzera. I 
ricorrenti  hanno poi  sottolineato che non sono mai  venuti  meno agli 
obblighi anche durante i precedenti visti  concessi e di disporre di un 
reddito adeguato per assicurare il soggiorno del richiedente. 

F.
Chiamato ad esprimersi  in  merito  al  suddetto ricorso,  con preavviso 
del 22 ottobre 2009 l'UFM ha postulato la reiezione del gravame, ri -
confermando le precedenti allegazioni di fatto e di diritto.

G.
Inviati ad esprimersi in merito al suddetto preavviso, con replica del 13 
novembre 2009 i ricorrenti hanno integralmente riconfermato le loro ar-
gomentazioni.  Essi  hanno  inoltre  fatto  valere  che  i  motivi  addotti  
dall'UFM sono arbitrari e discriminatori poiché non considerano even-
tuali elementi ed eccezioni della persona interessata. L'arbitrarietà del-
la decisione dell'UFM sarebbe inoltre desumibile dal fatto che l'autorità 
adita rifiuta a priori di accettare qualsiasi condizione di garanzia, sen-
za specificare a sua volta quali debbano o dovrebbero essere le even-

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tuali garanzie atte a permettere ad una persona di entrare nello spazio 
Schengen,  sottolineando che le  autorità  cantonali  competenti  hanno 
reso  un  apprezzamento  favorevole  nei  loro  confronti.  I  ricorrenti  si  
sono infine prevalsi  di  una motivazione inconsistente della decisione 
impugnata, la quale è stata emanata sulla base di argomentazioni ge-
neriche senza riferirsi al caso in esame.

H.
Chiamato  ad  esprimersi  in  merito  alla  suddetta  replica,  con  duplica 
dell'11  dicembre 2009 l'UFM ha riconfermato  le  sue argomentazioni 
della decisione del 10 luglio 2009 e delle osservazioni del 22 ottobre 
2009. 

Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), giusta 
l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di seguito: TAF o il 
Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 dalla 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF.

In particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione d'en-
trata in Svizzera rese dall'UFM - il quale costituisce un'unità dell'ammi -
nistrazione federale come definita all'art. 33 let. d LTAF – possono es-
sere impugnate dinanzi al TAF, il quale statuisce in via definitiva (cfr. 
art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1 della legge del  
17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

1.2 Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti la procedura di -
nanzi al Tribunale è retta dalla PA (art. 37 LTAF).

1.3 A._______ e B._______ hanno il diritto di ricorrere (art. 48 cpv.1 
PA) e il loro ricorso, presentato nella forma e nei termini prescritti dalla 
legge, è ricevibile (art. 50 e 52 PA).

2.
Ai sensi dell'art. 49 PA i motivi di ricorso sono la violazione del diritto  
federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di  apprezzamento, 

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l'accertamento  inesatto  o  incompleto  di  fatti  giuridicamente  rilevanti 
nonché l'inadeguatezza, nella misura in cui un'autorità cantonale non 
abbia giudicato come autorità di ricorso. Il Tribunale applica d'ufficio il  
diritto federale nella procedura ricorsuale e non è vincolato in nessun 
caso dai motivi del ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevanti sono in pri-
mo luogo la situazione di fatto e di diritto al momento del giudizio (cfr. 
consid. 1.2 della sentenza 2A.451/2002 del 28 marzo 2003 pubblicata 
parzialmente in: DTF 129 II 215).

3.
I ricorrenti hanno sostenuto che la decisione impugnata non era suffi -
cientemente motivata, prevalendosi quindi della violazione del diritto di 
essere sentiti. 

3.1 Il diritto di essere sentito comprende il diritto per la persona inte -
ressata di prendere conoscenza dell'incarto (DTF 132 II 485 consid. 3,  
126 I 7 consid. 2b), di esprimersi in merito agli elementi pertinenti pri -
ma che una decisione sia emessa nei suoi confronti, di produrre delle 
prove pertinenti,  di  ottenere  che sia  dato  seguito  alle  sue offerte  di 
prove pertinenti, di partecipare all'amministrazione delle prove essen-
ziali o almeno di poter esprimersi sul suo risultato, allorquando questo 
è proprio ad influenzare la decisione da emanare (cfr. DTF 124 II 132 
consid. 2b e giurisprudenza ivi citata). Nel quadro della procedura am-
ministrativa il diritto di essere sentito è consacrato dagli art. 26-28 (di-
ritto  di  esaminare  gli  atti),  dagli  art.  29-33  (diritto  di  essere  sentito 
strictu sensu) e dall'art. 35 PA (diritto di ottenere una decisione motiva-
ta). 

La giurisprudenza ha dedotto dal diritto di essere sentito l'obbligo per  
l'autorità di motivare la sua decisione, così da permettere ai destinatari 
e a tutte le persone interessate di comprenderla, eventualmente di im-
pugnarla ed in modo da rendere possibile all'autorità di ricorso even-
tualmente  adita  di  esercitare  convenientemente  il  suo  controllo  (cfr. 
DTF 134 I  83 consid. 4.1  e giurisprudenza ivi  citata,  DTAF 2009/35 
consid.  6.4.1;  cfr.  inoltre  la  sentenza  del  Tribunale  federale 
2A.496/2006 / 2A.497/2006 del 15 ottobre 2007 consid. 5.1.1). Si è in 
presenza di una violazione del diritto di essere sentito se l'autorità non 
soddisfa al suo obbligo di esaminare e di trattare i problemi pertinenti  
(cfr. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 122 IV 8 consid. 2c). Per adempiere 
a tali esigenze, è sufficiente che il giudice (o l'autorità) menzioni, alme-
no brevemente, i motivi sui quali ha fondato la sua decisione, in modo 

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da permettere all'interessato di apprezzare la portata di quest'ultima e 
di impugnarla in piena conoscenza di causa (cfr. DTF menzionate). In 
generale, la portata dell'obbligo di motivare dipende dalla complessità 
della fattispecie da giudicare, dalla potenziale gravità delle conseguen-
ze della decisione e dalle circostanze del singolo caso. Più la libertà 
d'apprezzamento dell'autorità è ampia e più la misura adottata arreca 
pregiudizio ai diritti dei singoli, più la decisione deve essere circostan-
ziata (cfr. DTF 112 Ia 107 consid. 2b; cfr. inoltre la sentenza del Tribu-
nale federale 2A.496/2006 / 2A.497/2006 precitata). Sebbene la moti-
vazione deve fare emergere le riflessioni dell'autorità in merito agli ele-
menti (di fatto o di diritto) essenziali che hanno influenzato la decisio -
ne, l'autorità non è comunque tenuta a pronunciarsi su tutti i fatti, argo -
mentazioni e mezzi di prova invocati dalle parti, ma può permettersi di  
limitarsi a quelli che, senza arbitrio, le sembrano decisivi per la risolu-
zione della causa (cfr. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 112 Ia 107 con-
sid. 2b).

3.2 Il diritto di essere sentiti costituisce una garanzia costituzionale di 
natura formale, la cui violazione causa in principio l'annullamento della 
decisione impugnata indipendentemente dalle possibilità di esito posi -
tivo del ricorso nel merito (cfr. DTF 126 I 19 consid.  2d/bb; DTF 126 V 
130 consid. 2b; DTF 122 II 464 consid. 4a e giurisprudenza citata). 

Eccezionalmente  un'eventuale  violazione  può  essere  sanata  allor-
quando l'autorità che ha emanato la decisione ha preso posizione in 
merito  alle  argomentazioni  decisive  nel  quadro  dello  scambio  degli 
scritti e che l'amministrato ha avuto la possibilità di esprimersi libera-
mente di fronte ad un'autorità di ricorso, la quale dispone di piena co-
gnizione. (cfr. DTF 133 I 201 consid. 2.2; DTF 130 II 530 consid. 7.3; 
DTF  126  V  130  consid.  2b;  DTF  124  V  389  consid. 5a  e  180  con-
sid. 4a).  Tuttavia,  qualora  il  vizio  costituisca  una  grave violazione  di 
procedura, pur tenendo conto del principio dell'economia di procedura, 
è  escluso  che  l'autorità  di  ricorso  lo  possa  sanare  (cfr.  LORENZ 
KNEUBÜHLER, Gehörverletzung und Heilung, in: Zbl. 3/1998, p. 112ss).

3.3 In concreto, sia nella decisione impugnata che nel preavviso del 
22 ottobre 2009 l'UFM ha menzionato, se anche in modo sintetico, i 
motivi su cui ha fondato il rifiuto del rilascio del visto. I ricorrenti hanno 
infatti  saputo comprendere la portata della decisione e deferirla all'i -
stanza superiore. Nell'ambito del ricorso presentato al Tribunale, essi 
hanno potuto difendersi in maniera corretta e sono stati in grado di de-

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durre i fatti su cui la decisione si fonda e le ragioni per cui è stata pro -
nunciata. Inoltre, anche nella denegata ipotesi in cui la decisione ve-
nisse considerata non sufficientemente motivata e unicamente a titolo 
sussidiario, si rileva che tale carenza sarebbe comunque sanata dal-
l'impugnazione  della  stessa davanti  al  Tribunale,  il  quale  dispone di 
piena cognizione. Infine,  i  ricorrenti  hanno avuto modo di  esprimersi 
sul contenuto e sulle motivazioni della decisione impugnata e del suc-
cessivo preavviso nell'ambito del loro diritto di replica (cfr. DTF 116 V 
28 consid. 4b). 

3.4 Visto  quanto sopra,  la  censura dei  ricorrenti  in  ordine all'insuffi -
cienza della motivazione e quindi alla violazione del suo diritto di esse -
re sentito risulta infondata. 

4.

4.1 La politica delle autorità svizzere in materia di visti riveste un ruolo 
importante nella prevenzione dell'immigrazione clandestina (cfr. Mes-
saggio  del  Consiglio  federale  relativo alla  legge sugli  stranieri  dell'8 
marzo 2002, in FF 2002 3327). Non potendo accogliere tutti gli stranie-
ri che desiderano venire in questo paese, sia per un soggiorno di corta 
durata che per un soggiorno di lunga durata, le autorità svizzere pos-
sono applicare legittimamente una politica d'ammissione restrittiva (cfr. 
DTF 122 II 1 consid. 3a; ALAIN WURZBURGER, La giurisprudenza recente 
del Tribunale federale in materia di polizia degli stranieri, Rivista di di -
ritto amministrativo e di diritto fiscale [RDAF] 1997 I, p. 287).

4.2 La legislazione svizzera sugli stranieri non garantisce né il diritto 
d'entrata in Svizzera né il rilascio di un visto. La Svizzera, come gli altri 
Stati, non è tenuta ad autorizzare di principio l'entrata di stranieri nel 
suo territorio. Questa decisione viene presa dalla Svizzera autonoma-
mente in accordo con il diritto internazionale pubblico (cfr. Messaggio 
citato in FF 2002 3327 nonché DTF 135 II 1 consid. 1.1).

5.

5.1 Le condizioni d'entrata in Svizzera per un soggiorno non superiore 
a tre mesi sono disciplinate all'art. 2 cpv. 1 dell'ordinanza del 22 otto-
bre 2008 concernente l’entrata e il rilascio del visto (OEV, RS 142.204, 
testo in vigore dal 5 aprile 2010), il quale rinvia al Regolamento (CE) 
n.  562/2006  del  Parlamento  europeo  e  del  Consiglio  del  15  marzo 
2006, che istituisce un codice comunitario relativo al regime di attra-

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versamento delle frontiere da parte delle persone fisiche (codice fron-
tiere Schengen [GU L 105 del 13.04.2006 pag. 1-32]). L'art. 5 par. 1 
del codice frontiere Schengen definisce le condizioni d'ingresso per i 
cittadini di paesi terzi. Questi devono essere in possesso di uno o più 
documenti di viaggio validi che consentano di attraversare la frontiera 
e se richiesto, di un visto valido (let. a e b). Inoltre devono giustificare 
lo scopo e le condizioni del soggiorno previsto e disporre di mezzi di 
sussistenza sufficienti (let. c). Infine non devono essere segnalati nel 
Sistema d'informazione Schengen (SIS) ai fini della non ammissione e 
non essere considerati una minaccia per l'ordine pubblico, la sicurezza 
interna, la salute pubblica o le relazioni internazionali di uno degli Stati 
membri (let. d ed e).

Le condizioni  d'entrata  previste  dal  codice  frontiere  Schengen corri-
spondono essenzialmente a quelle di cui all'art. 5 cpv. 1 della legge fe-
derale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20). 

5.2 L'art. 5 cpv. 2 LStr esige dallo straniero che prevede un soggiorno 
temporaneo in Svizzera una garanzia di  partenza al termine del suo 
soggiorno. Questa  condizione  del  diritto  nazionale,  non  rappresenta 
un'esigenza  supplementare  e  non  contraddice  il  codice  frontiere 
Schengen. L'indicazione del soggiorno temporaneo costituisce di fatto 
una dichiarazione d'intenzione di lasciare il paese non appena il moti-
vo di soggiorno sia cessato. Allo stesso modo devono essere interpre-
tate le istruzioni consolari comuni del 22 dicembre 2005 indirizzate alle 
rappresentazioni diplomatiche e consolari di prima categoria (ICC; GU 
C 326 del 22 dicembre 2005 pag.1-149). Le ICC esigono in particolare 
che venga valutato il rischio migratorio (cfr. GU C 326 pag.10). Pertan-
to la pratica e la giurisprudenza relative all'art. 5 cpv. 2 LStr possono 
essere applicate (in merito ai  dettagli  di  tale problematica, cfr. DTAF 
2009/27 consid. 5.2 e 5.3). 

6.
L'art. 1 § 1 e 2 del Regolamento n. 539/2001 del Consiglio del 15 mar-
zo 2001 (GU L 81 del 21 marzo 2001, pag. 1-7) distingue tra i cittadini 
dei paesi terzi  a dipendenza dell'obbligo del visto. I cittadini  di paesi  
terzi elencati nell'allegato I del precitato regolamento devono essere in 
possesso di un visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere ester-
ne degli Stati membri. Considerato che la Repubblica cubana figura in 
questo allegato, C._______ quale cittadino cubano, soggiace all'obbli-
go del visto.

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7.
Nella decisione impugnata, l'UFM ha rifiutato di autorizzare all'interes-
sato l'entrata in Svizzera siccome ha considerato la  partenza del  ri -
chiedente dallo spazio Schengen non assicurata. Occorre dunque esa-
minare se l'interessato,  considerati  tutti  gli  elementi  agli  atti,  appare 
disposto a lasciare lo spazio Schengen dopo il soggiorno auspicato ai  
sensi dell'art. 5 cpv. 2 LStr. Affinché possa essere determinato se la 
persona  interessata  presenta  le  garanzie  necessarie  per  assicurare 
l'uscita dalla Svizzera, l'autorità competente si basa da una parte sulla 
situazione  politica,  sociale  ed  economica  prevalente  nel  Paese  di 
provenienza  e  dall'altra  parte  sulla  situazione  personale,  familiare  e 
professionale del richiedente.

8.

8.1 L'economia cubana è ampiamente dipendente dal settore terziario. 
Essa ha registrato nel 2008 un tasso di crescita economica del 4,3 %, 
percentuale notevolmente inferiore agli anni 2005, 2006 e 2007, in cui 
era stata ottenuta una crescita rispettivamente del 12 %, 12 % e del 
7.5 %. Anche se il tasso di disoccupazione, pari al 1,6 %, risulta esse-
re molto basso, il 2008 è stato contrassegnato da una crisi di liquidità 
trasformatasi successivamente in una crisi di insolvenza. Le previsioni 
effettuate per il 2009 erano di conseguenza perlopiù negative e prean-
nunciavano una recessione. Il  prodotto interno lordo (PIL) pro capite 
nel 2008 corrispondeva a 6062 USD. I salari mensili medi sono bassi e 
convertiti ammontano a circa 15 Euro mensili. Sebbene inizio 2008 vi  
siano stati, quanto alla situazione politica, certi sviluppi positivi concer-
nenti  i  diritti  umani,  la  popolazione  è  a  tutt'oggi  sottomessa  a  un 
controllo opprimente (cfr.  www.diplomatie.gouv.fr   > pays zones géo > 
Cuba > Présentation, ultimo aggiornamento il 18 novembre 2009, visi-
tato il 7 aprile 2010; www.auswaertiges-amt.de   > Länder, Reisen und 
Sicherheit > Alle Länder A-Z > Kuba > Wirtschaft, ultimo aggiornamen-
to in marzo 2010, visitato il 7 aprile 2010). 

8.2 La situazione socioeconomica prevalente nella Repubblica cubana 
aumenta  inevitabilmente  la  pressione migratoria,  la  quale  è  ulterior-
mente favorita, allorquando parenti o conoscenti si trovano all'estero. 
Pertanto la valutazione dell'UFM inerente al rischio relativamente ele-
vato del non rispetto dell'uscita dallo spazio Schengen entro i termini 
prestabiliti, non può essere contestata. Inoltre si rileva che la pressio -
ne migratoria, come lo dimostra l'esperienza, risulta essere elevata so-

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http://www.diplomatie.gouv.fr/
http://www.auswaertiges-amt.de/

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prattutto in presenza di persone che non hanno particolari legami fami-
gliari o professionali che li vincola al loro Paese d'origine. Trarre delle 
conclusioni basandosi unicamente sulla situazione generale del paese 
d'origine,  porterebbe  tuttavia  ad  una  valutazione  dei  fatti  eccessi-
vamente  generalizzata.  Occorre  per  tanto  esaminare  l'insieme  delle 
circostanze del caso concreto; in particolare gli  obblighi familiari,  so-
ciali o professionali possono costituire una prognosi favorevole per una 
partenza regolare dalla Svizzera.

9.
Dagli atti risulta che il richiedente ha 46 anni, convive ed ha un figlio di  
13/14 anni a carico. Egli è un impiegato statale e lavora quale operaio, 
percependo un salario mensile di 240.16 Pesos cubani che equivalgo-
no a circa fr. 259.-. 

La  situazione  professionale  del  richiedente  non  può  essere  ritenuta 
tale  da escludere  il  rischio  di  un'eventuale emigrazione. Dalla  docu-
mentazione agli atti non risultano obblighi particolari dovuti a tale im-
piego, che in effetti  potrebbe essere abbandonato senza grandi diffi -
coltà. Tale conclusione è inoltre confermata, come rilevato a giusto tito -
lo dall'UFM, dal fatto che l'interessato può lasciare il proprio Paese per 
un periodo di tre mesi, ben superiore dunque alla durata annuale delle 
vacanze generalmente concesse. Per quanto attiene alla situazione fa-
migliare, essa non è stata comprovata da nessun documento agli atti.  
Tuttavia, l'esperienza in tale ambio ha dimostrato che anche gli obbli -
ghi  tra familiari  prossimi  quali  coniugi  e figli,  non assicurano l'uscita 
dallo spazio Schengen entro i termini stabiliti. La situazione economica 
del Paese del richiedente riveste pertanto un significato fondamentale 
e preponderante rispetto ai legami famigliari o professionali poiché la 
volontà d'emigrare è spesso connessa con la speranza di poter soste -
nere finanziariamente la  famiglia rimasta nel  Paese d'origine oppure 
per poter creare in un secondo tempo le condizioni adatte al fine d'ac-
cogliere i famigliari non ancora emigrati.

Va inoltre osservato che,  secondo le disposizioni in vigore nella Re-
pubblica cubana e le attuali conoscenze del Tribunale, i cittadini cubani 
che effettuano un soggiorno all'estero di  oltre 11 mesi non sono più 
autorizzati a rientrarvi (cfr. in merito a tale tematica MICHAEL KIRSCHNER, 
Kuba,  Legale  und  illegale  Aus-  und  Einreise,  Schweizerische 
Flüchtlingshilfe, Berne 2006; cfr. sentenze del Tribunale amministrativo 
federale C-1732/2007 del 1° aprile 2008 e C-2419/2008 del 16 dicem-

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bre 2009). Ciò significa che se il richiedente dovesse prolungare inde-
bitamente il  suo soggiorno in  Svizzera,  l'eventuale rimpatrio  a Cuba 
potrebbe comportare delle complicazioni. 

10.
Per quanto concerne la censura inerente alla violazione della parità di  
trattamento sollevata dei ricorrenti, il Tribunale sottolinea che nell'am-
bito delle autorizzazioni d'entrata è determinante la situazione perso-
nale dell'interessato, in particolare i legami familiari e professionali di 
quest'ultimo con il suo Paese d'origine per cui risulta essere estrema-
mente difficile effettuare dei paragoni tra diverse cause (cfr. sentenze 
del TAF C-3015/2008 del 22 maggio 2009 e C-7306/2007 del 2 settem-
bre 2008). 

D'altronde, il principio della parità di trattamento non può essere invo-
cato per beneficiare di un diritto accordato illegalmente ad una terza 
persona, in particolare qualora non si possa presupporre che l'autorità 
competente persista in tale pratica illegale (cfr. DTF 134 V 34 consid. 
9; 127 II 113 consid. 9). 

11.
Per quanto riguarda le ulteriori violazioni delle garanzie costituzionali 
sollevate dai ricorrenti (cfr. art. 8 CEDU nonché art. 7, 10 e 13 Cost.) si 
osserva che le autorità competenti in ambito decidono liberamente in 
merito al rilascio di permessi di soggiorno nei limiti delle disposizioni 
legali e degli impegni internazionali contratti dalla Svizzera (cfr. consid. 
5). Va poi sottolineato che l'art. 8 CEDU protegge innanzitutto i rapporti 
tra  i  coniugi  e  quelli  tra  genitori  e  figli  minorenni  che  vivono  in 
comunione (DTF 129 II 193 consid. 5.3.1; 127 II 60 consid. 1d/aa; 122 
II 289 consid. 1c). Pertanto il richiedente non ha la facoltà di fare va-
lere  un  diritto  d'entrata  nello  spazio  Schengen  in  base  a  tali 
disposizioni.  Occorre  infine  osservare  che  la  vita  famigliare  dei 
ricorrenti e del richiedente non è pregiudicata dal rifiuto del visto: essi  
infatti  hanno dichiarato di  recarsi  regolarmente a Cuba allo scopo di 
visitare la famiglia ivi rimasta.

12.
Ne discende che l'autorità di prime cure ha rilevato a giusto titolo sulla 
base della situazione agli atti, che l'uscita dalla Svizzera entro i termini  
stabiliti dopo un soggiorno per visita non era sufficientemente garanti -
ta. Le dichiarazioni fornite dagli ospitanti in relazione alla presa a cari -

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co delle spese del soggiorno auspicato e alle assicurazioni secondo le 
quali  l'interessato  lascerebbe  la  Svizzera  allo  spirare  del  visto,  non 
sono tali  da impedire ad un cittadino straniero, una volta entrato nel 
territorio elvetico, di intraprendere i passi necessari per stabilirvisi du-
revolmente  (cfr. sentenza  del  Tribunale  federale  S6.281/2005 del  30 
settembre 2005). L'esperienza ha infatti più volte dimostrato che le di-
chiarazioni  d'intenzione  formulate  in  merito  all'uscita  puntuale  dalla 
Svizzera,  costituiscono delle  semplici  dichiarazioni  d'intenzione prive 
di effetti giuridici. Gli invitanti sono infatti in grado di garantire certi ri -
schi finanziari  relativi al soggiorno del richiedente, essi non possono 
tuttavia portarsi garanti per un determinato comportamento (cfr. sen-
tenza del Tribunale amministrativo federale C-2405/2008 del 18 marzo 
2009 consid. 10 con ulteriori riferimenti). 

Si precisa inoltre che il rifiuto dell'autorizzazione d'entrata non mette in 
questione la buona fede o l'onestà delle persone che risiedono rego-
larmente in Svizzera, le quali hanno invitato persone straniere domici -
liate all'estero per un soggiorno turistico e di visita e si sono dichiarate 
disposte a garantire i costi del soggiorno e la partenza dei loro invitati.

13.
Ne discende che l'UFM con decisione del 10 luglio 2009 non ha né 
violato il diritto federale né abusato del suo potere di apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 49 PA). Per questi motivi il ricorso va respinto.

14.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali vengono poste a ca-
rico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con gli art. 1 a 3 del 
regolamento del  21 febbraio 2008 sulle  tasse e sulle  spese ripetibili  
nelle cause dinanzi al  Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 
173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali  di  fr. 600.- sono poste a carico dei ricorrenti  e 
sono computate con l'anticipo spese dello stesso importo versato alla 
cassa del Tribunale il 28 settembre 2009.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto n. di rif. ... di ritorno)
- Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona, per informa-

zione (incarto cantonale di ritorno)

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Mara Vassella

Data di spedizione: 

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