# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b43944d4-6c36-53d9-aa83-9a1c6e0215b7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-11-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.11.2022 43.2022.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_43-2022-1_2022-11-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  43.2022.1

   

  cs

  	
  Lugano

  21 novembre 2022         

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 settembre 2022 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 9 agosto 2022 emanata da

  
	
   

  	
  Dipartimento della sanità e della socialità, 6501 Bellinzona
  

   

   

  in materia di aiuto alle vittime di reati

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  Il __________ la Corte __________
ha riconosciuto __________, nato nel __________, autore colpevole, per quanto
qui d’interesse, di (1) ripetuti atti sessuali con fanciulli, in parte tentati (art.
187 CP) per avere, a __________, __________, e una volta a __________ (__________),
__________, nel periodo da inizio settembre 2005 ai primi mesi del 2010, ripetutamente
compiuto e tentato di compiere atti sessuali con RI 1, nata il __________ 1995,
di (2) ripetuta coazione sessuale, in parte tentata (art. 189 CP) per avere,
nelle circostanze di tempo e di luogo indicate al punto 1, ripetutamente
costretto e tentato di costringere RI 1 a subire atti sessuali. 

                                  Complessivamente è stato
condannato alla pena detentiva di 7 anni, da dedursi il carcere preventivo e la
carcerazione di sicurezza sofferta, nonché la pena anticipatamente espiata. __________
è inoltre stato condannato a versare all’accusatrice privata, RI 1, fr.
12'457.80 a titolo di indennizzo ex art. 433 CPP, fr. 1'853.50 a titolo di
risarcimento danni e fr. 20'000 a titolo di indennità per torto morale oltre
interessi al 5% a far tempo dal 1° settembre 2005. 

 

                          1.2.  Con decisione del __________ la
Corte __________ ha pronunciato lo stralcio del procedimento di appello
ritenuto che __________, che aveva annunciato il ricorso, non ha presentato
nessuna dichiarazione di appello entro il termine di 20 giorni dalla
notificazione della sentenza motivata. 

 

                          1.3.  Il 4 ottobre 2021 RI 1 ha inoltrato
al Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) un’istanza tendente in via
principale al versamento a titolo di una riparazione morale di fr. 36'000,
oltre ad un indennizzo di fr. 14'311.30 composti da fr. 12'457.80 di spese
legali e fr. 1'853.50 di spese mediche rimaste scoperte (doc. 3).

 

                          1.4.  Con decisione del 9 agosto 2022 il
Dipartimento della sanità e della socialità ha parzialmente accolto l’istanza, riconoscendo
a RI 1 un contributo per le spese per l’aiuto a più lungo termine fornito da
terzi di fr. 8'800.15 (fr. 1'853.50 per l’assistenza medica e fr. 6'946.65 per
l’assistenza giuridica) e una riparazione morale di fr. 12'790 (doc. A2).

                                  Relativamente all’assistenza
giuridica, l’autorità amministrativa, accertato che la Corte __________ ha
fissato in 32 ore e mezza l’onere orario del legale, cui sono stati aggiunti
fr. 600 di spese (forfait) e l’IVA, ha applicato la tariffa minima prevista
dall’assistenza giudiziaria cantonale, ossia fr. 180 all’ora, cui ha aggiunto
fr. 600 di spese e l’IVA al 7.7%. 

                                  Per quanto concerne la
riparazione morale, il DSS ha stabilito che in base alla gravità dei reati la
lesione dell’integrità sessuale è da considerarsi molto grave e va inserita nel
margine 2 (tra fr. 8'000 e fr. 20'000) della guida per stabilire l’importo
della riparazione morale secondo la legge concernente l’aiuto alle vittime di
reato del 3 ottobre 2019 edita dall’Ufficio federale di giustizia (UFG). Posto
questo principio, il DSS ha fissato in fr. 13'000 l’importo della riparazione
morale, da cui ha dedotto fr. 210 pari alla trattenuta sul salario dell’autore
del reato effettuata dall’Ufficio dell’assistenza riabilitativa sino
all’emanazione della decisione. 

 

                          1.5.  RI 1, rappresentata dall’avv. RA 1,
è insorta al TCA contro la predetta decisione, chiedendone l’annullamento,
rispettivamente la riforma nel senso che le venga accordato a titolo di
riparazione morale un importo di fr. 36'000, oltre ad un indennizzo per spese
legali e mediche di fr. 14'311.30, come da istanza del 4 ottobre 2021 (doc. I).

                                  La ricorrente fa valere una
violazione del diritto di essere sentita, poiché la decisione impugnata non
sarebbe sufficientemente motivata e non le avrebbe permesso di comprendere i
motivi alla base della fissazione degli importi riconosciuti, contesta
l’applicazione della tariffa oraria di fr. 180 nel calcolo dell’onorario
dell’avvocato e sostiene che la lesione dell’integrità sessuale subita rientra
nel margine 3 della guida per stabilire l’importo della riparazione morale
secondo la legge concernente l’aiuto alle vittime di reato del 3 ottobre 2019
edita dall’Ufficio federale di giustizia, che prevede un indennizzo da fr.
20'000 a fr. 70'000. 

 

                          1.6.  Con risposta del 27 settembre 2022
il DSS ha proposto la reiezione del ricorso con argomentazioni che, laddove
necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III).

 

considerato                 in diritto

 

                                  in ordine

 

                          2.1.  La ricorrente lamenta una
violazione del suo diritto di essere sentita poiché la decisione impugnata non
sarebbe sufficientemente motivata e non le permetterebbe di comprendere le
ragioni per le quali è stata applicata una tariffa oraria di fr. 180 nel calcolo
dell’onorario del proprio legale e per quale motivo la lesione dell’integrità
sessuale è stata inserita nel margine 2 non nel margine 3 della guida per
stabilire l’importo della riparazione morale secondo la legge concernente
l’aiuto alle vittime di reato del 3 ottobre 2019 edita dall’Ufficio federale di
giustizia. Inoltre, i fatti non sarebbero stati accertati in maniera completa.

 

                                  Per l'art. 29 cpv.
2 Cost. fed., le parti hanno diritto di essere sentite. Tale diritto ha
valenza formale. La sua violazione conduce di massima, indipendentemente dalla
fondatezza delle censure di merito, all'accoglimento del ricorso e all'annullamento
della decisione impugnata (DTF 144 I 11 consid. 5.3 pag. 17 con rinvio alla DTF
137 I 195 consid. 2.2 pag. 197; STF 9C_569/2020 del 4 gennaio 2022, consid. 3)).
Il diritto di essere sentito serve da un lato all'accertamento dei fatti e da
un altro lato comprende la facoltà per l'interessato di esprimersi prima della
resa di una decisione, che interviene a modificare la posizione giuridica dell'interessato,
segnatamente se il provvedimento si rivela sfavorevole nei suoi confronti. Egli
ha diritto di consultare l'incarto, di offrire mezzi di prova su punti
rilevanti, di esigerne l'assunzione (partecipando alla stessa) e di potersi
esprimere sulle relative risultanze. Il diritto di essere sentito, quale
diritto di cooperare alla procedura comprende tutte le facoltà che devono
essere concesse a una parte, in modo tale che essa in una procedura possa
difendere efficacemente la sua tesi. Perché ciò possa essere realizzato, la
parte ha anche il diritto di essere informata previamente e in maniera adeguata
dall'autorità sulla procedura per quanto attiene alle tappe decisive per il
giudizio. Non è possibile in maniera generale e astratta stabilire in quale
misura si estende questo diritto, ma occorre soppesare le circostanze concrete
(DTF 144 I 11 consid. 5.3 pag. 17; 135 II
286 consid. 5.1 pag. 293; 135 I 279 consid. 2.3 pag. 282; DTF 132 V 368 consid. 3.1 pag. 370 e sentenze ivi citate).

Il diritto di essere sentito comprende l’obbligo
per l’autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da
un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di afferrare le
ragioni poste a fondamento della decisione, di rendersi conto della portata del
provvedimento e di poterlo impugnare con cognizione di causa, e dall’altro, di
permettere all’autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione
medesima. 

Ciò non significa che l’autorità sia tenuta a
pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte;
essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad
influire sulla decisione (STF 9C_569/2020 del 4 gennaio 2022, consid. 3; STF U
397/05 del 24 gennaio 2007 con riferimenti; DTF 129 I 232 consid. 3.2). 

 

                          2.2.  In concreto nella decisione
impugnata, di 9 pagine, l’amministrazione ha indicato approfonditamente i
motivi per i quali ha fissato in fr. 180 all’ora l’importo della nota
d’onorario dell’avvocato (punto 6, pag. 4 e 5) e le ragioni che l’hanno portata
ad utilizzare il margine 2 della guida per stabilire l’importo della
riparazione morale secondo la legge concernente l’aiuto alle vittime di reato
del 3 ottobre 2019 edita dall’Ufficio federale di giustizia per stabilire
l’importo della riparazione morale (punti 7.2 e 7.3, pag. 6-9), riassumendo i
fatti alla base del provvedimento.

 

                                  La
ricorrente, rappresentata da un legale, ha potuto comprendere le motivazioni che
hanno portato ai calcoli effettuati dall’amministrazione e le ha compiutamente
contestate in sede giudiziaria con un ricorso a questo Tribunale (doc. I). 

 

                                  La
Cassa ha poi nuovamente ribadito le sue ragioni con la risposta di causa del 27
settembre 2022 (doc. III).

 

                                  In
concreto non vi è pertanto alcuna violazione del diritto di essere sentita.

 

Del resto come emerge dalla STF 8C_482/2018 del 26
novembre 2018 consid. 4.4.2, una violazione non particolarmente grave
del diritto di essere sentito può essere eccezionalmente sanata, quando la
persona interessata ha la possibilità di esprimersi dinanzi a un'autorità di
ricorso, che valuta liberamente la censura presentata dal ricorrente, ossia nel
caso specifico un tribunale, che può esaminare liberamente sia l'accertamento
(e l'apprezzamento) dei fatti sia l'applicazione del diritto (DTF 127 V 431 consid.
3d/aa pag. 437). La giurisprudenza ha stabilito che si può prescindere da un
rinvio della causa all'autorità precedente persino in caso di grave violazione
del diritto di essere sentito: una tale eventualità si realizza se
l’annullamento della decisione viziata comporterebbe un inutile formalismo e in
definitiva una tale soluzione condurrebbe a ritardi superflui, i quali non
sarebbero compatibili con l' (equivalente) interesse della parte di essere
sentita nell'ambito di una celere trattazione della procedura di merito (DTF
142 II 218 consid. 2.8.1; DTF 133 I 201 consid. 2.2; STF 8C_842/2016 del 18
maggio 2017 consid. 3.1 con riferimenti). Giova comunque ricordare che il
principio di celerità (art. 29 cpv. 1 LAV) non è preminente e tale da porre in
secondo piano il diritto di essere sentito e l'obbligo di chiarire i fatti con
la necessaria diligenza (cfr. STF 8C_433/2018 del 14 agosto 2018 consid. 5.1 e STF
8C_210/2013 del 10 luglio 2013 consid. 3.2.1 con riferimenti).

 

                                  Nel
caso di specie, il TCA dispone di un pieno potere di esame (art. 29 cpv. 3 LAV)
e, in applicazione del principio inquisitorio, può assumere le prove che
ritiene necessarie per il chiarimento della fattispecie (art. 29 cpv. 2 LAV).

 

                                  Il TCA può pertanto entrare nel merito del ricorso. 

 

                                  nel merito

 

                          2.3.  Il 1° gennaio 2009 è entrata in
vigore la nuova Legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati del 23
marzo 2007, che ha abrogato la legge del 4 ottobre 1991 (art. 46 nuova LAV). 

 

L’art. 48 lett. a
prima frase (disposizioni transitorie) della nuova LAV prevede che sono retti
dal diritto previgente il diritto all’indennizzo o alla riparazione morale per
reati commessi prima dell’entrata in vigore della nuova legge.

 

Nel caso di specie i reati di ripetuti atti sessuali con
fanciulli, in parte tentati e di ripetuta coazione sessuale, in parte tentata,
sono stati commessi da settembre 2005 ai primi mesi del 2010. 

 

Al caso di specie, per quanto concerne il diritto
all’indennizzo o alla riparazione morale trovano pertanto applicazione le
norme della legge in vigore fino al 31 dicembre 2008 per i fatti avvenuti fino
a tale data e dal 1° gennaio 2009 per i fatti avvenuti successivamente e fino
ai primi mesi del 2010 (cfr. STF 9C_705/2017 del 26 novembre 2018, consid. 2
non pubblicato in DTF 144 II 406).

 

Nel caso di specie non è contestato il diritto della
ricorrente ad ottenere un indennizzo e una riparazione morale, ma unicamente l’ammontare
degli importi riconosciuti dall’amministrazione.

 

Nella misura in cui nella presente sentenza non vi è alcuna
indicazione, il riferimento alla LAV va inteso nel tenore in vigore dal 1°
gennaio 2009.

 

                          2.4.  A norma dell’art. 1 cpv. 1 LAV ogni
persona la cui integrità fisica, psichica o sessuale è stata direttamente lesa
a causa di un reato (vittima) ha diritto all’aiuto conformemente alla presente
legge (aiuto alle vittime). 

 

                                  L’art. 1 cpv. 3 LAV prevede che
il diritto sussiste indipendentemente dal fatto che l’autore sia stato
rintracciato (lett. a), si sia comportato in modo colpevole (lett. b), abbia
agito intenzionalmente o per negligenza (lett. c).

                                  Secondo l’art. 2 LAV l’aiuto
comprende:

 

a.     la
consulenza e l’aiuto immediato;

b.     l’aiuto a
più lungo termine fornito dai consultori;

c.     il
contributo alle spese per l’aiuto a più lungo termine fornito da terzi;

d.     l’indennizzo;

e.     la
riparazione morale;

f.       l’esenzione
dalle spese processuali.

 

                                  L’art. 3 cpv. 1 LAV prevede che
l’aiuto alle vittime è concesso se il reato è stato commesso in Svizzera. Per
l’art. 3 cpv. 2 LAV se il reato è stato commesso all’estero, le prestazioni dei
consultori sono accordate alle condizioni di cui all’articolo 17; non vengono
concessi indennizzi né riparazioni morali.

 

                                  Ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 LAV
le prestazioni dell’aiuto alle vittime sono accordate definitivamente solo se
l’autore del reato o un’altra persona o istituzione debitrice non versa
prestazioni o versa prestazioni insufficienti.

 

                                  Per l’art. 4 cpv. 2 LAV chi
chiede un contributo alle spese per l'aiuto a più lungo termine fornito da
terzi, un indennizzo o una riparazione morale deve rendere attendibile che sono
soddisfatte le condizioni di cui al capoverso 1, eccetto che, in considerazione
di circostanze particolari, non si possa pretendere che egli si adoperi per
ottenere prestazioni da terzi. 

 

                                  Secondo l’art. 8 cpv. 1 LAV le
autorità di perseguimento penale informano la vittima in merito all’aiuto alle
vittime e a determinate condizioni ne trasmettono il nome e l’indirizzo a un
consultorio. Gli obblighi relativi sono retti dalla procedura applicabile. 

 

                          2.5.  Per quanto concerne la riparazione
per torto morale, l’art. 22 cpv. 1 LAV prevede che la vittima e i suoi
congiunti hanno diritto a una somma a titolo di riparazione morale se la
gravità della lesione lo giustifica; gli articoli 47 e 49 del Codice delle
obbligazioni si applicano per analogia. 

                                  Secondo l’art. 22 cpv. 2 LAV il diritto
alla riparazione morale non è trasmissibile per successione.

 

                                  Per l’art. 23 cpv. 1 LAV la
riparazione morale è calcolata in base alla gravità della lesione. Secondo
l’art. 23 cpv. 2 LAV la riparazione morale ammonta al massimo a 70'000 franchi
per la vittima (lett. a), 35'000 franchi per i congiunti (lett. b). Ai sensi
dell’art. 23 cpv. 3 LAV le prestazioni ricevute da terzi a titolo di
riparazione morale sono dedotte. 

 

                                  Per l’art. 27 LAV l’indennizzo e
la riparazione morale destinati alla vittima possono essere ridotti o esclusi
se la vittima ha contribuito a causare o ad aggravare la lesione (cpv. 1).
L’indennizzo e la riparazione morale destinati ai congiunti possono essere
ridotti o esclusi se i congiunti o la vittima hanno contribuito a causare o ad
aggravare la lesione (cpv. 2). La riparazione morale può essere ridotta se
l’avente diritto è domiciliato all’estero e, in base al costo della vita nel
luogo di domicilio, risultasse sproporzionata (cpv. 3). 

 

                                  L’art. 28 LAV prevede che non
sono dovuti interessi per l’indennizzo e la riparazione morale.

 

                                  Il vecchio diritto (vLAV)
prevedeva quanto segue. 

 

                                  Ai sensi dell’art. 12 cpv. 2 vLAV
una riparazione morale può essere accordata alla vittima indipendentemente dal
suo reddito, quando la gravità dell’offesa e circostanze particolari lo
giustificano.

 

                          2.6.  In concreto,
con sentenza del __________ la Corte __________ ha condannato __________ a
versare alla ricorrente, a titolo di indennità per torto morale, un importo di
fr. 20'000.-- oltre interessi al 5% dal 1° settembre 2005.

 

                                  Con la decisione impugnata
l’amministrazione ha riconosciuto un importo di fr. 13’000.--, da cui ha
dedotto fr. 210 pari alle trattenute sul salario dell’autore del reato
effettuate dall’Ufficio dell’assistenza riabilitativa sino al momento
dell’emissione della decisione.

 

                                  La ricorrente contesta l’entità
della riparazione morale e chiede un importo di fr. 36'000.--.

 

                          2.7.  Nell’ambito del diritto previgente
con sentenza pubblicata in DTF 129 II 312 consid. 2.3 e seguenti il TF ha
precisato che l’autorità LAV non è legata ai considerandi di diritto del
Giudice penale in merito alle pretese civili. 

                                  Il legislatore, come figura anche
nella sentenza 1C_505/2019 del 29 aprile 2020 al
consid. 3.1, emessa in applicazione del nuovo diritto, non ha voluto
garantire alla vittima una riparazione piena, intera ed incondizionata del
danno subito. In particolare nell’ambito del riconoscimento del torto morale,
la prestazione si avvicina piuttosto ad un indennizzo ex aequo et bono ove
l’ampio potere di apprezzamento dell’autorità ha come limiti il rispetto della
parità di trattamento ed il divieto dell’arbitrio. La natura sussidiaria del
risarcimento dovuto ad un dovere di assistenza e non ad una responsabilità
propria da parte dello Stato, può quindi condurre l’amministrazione a fissare
una riparazione morale meno ampia di quella attribuita in ambito penale
(sentenza 1C_505/2019 del 29 aprile 2020, consid.
3.1; cfr. DTF 132 II 117, consid. 2.2.4; DTF 129 II 321 consid. 2.5).

 

                                  L’amministrazione poteva
pertanto, come ha fatto, scostarsi dall’importo per riparazione morale
stabilito dalla Corte __________.

 

                                  Spetta al Tribunale stabilire se
l’interessata ha diritto ad una riparazione morale superiore rispetto a quella
riconosciuta dal Dipartimento della sanità e della socialità.

 

                          2.8.  Circa l’ammontare della riparazione
morale, l’art. 22 LAV prevede che gli art. 47 e 49 CO si applicano per
analogia. L’art. 23 LAV ha da parte sua fissato le somme massime che possono
essere riconosciute, precisando che la riparazione morale è calcolata in base
alla gravità della lesione (cfr. anche art. 12 cpv. 2 vLAV).

 

                                  La LAV del 23 marzo 2007,
 in vigore dal 1° gennaio 2009, ha ristretto, anziché estendere, l’ammontare
della riparazione morale, prevedendo dei limiti di indennizzo che prima non
esistevano. Lo stesso Consiglio federale nel Messaggio sulla revisione totale
della legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati del 9 novembre
2005 (FF 2005 pag. 6351 e seguenti), ha affermato, a pag. 6368, che “anche
la riparazione morale in quanto forma speciale di indennizzo per il danno
subito deve essere mantenuta. Deve però essere limitata” e a pag. 6373 che
“Proponiamo un valore massimo di 70 000 franchi per la vittima
e di 35 000 franchi per i congiunti. In questo modo la riparazione morale
secondo il diritto sull’aiuto alle vittime risulta inferiore rispetto a quella
secondo il diritto civile, come richiesto dal postulato Leuthard”.

                                  Il Consiglio
federale ha inoltre affermato, a pag. 6408, che “dal momento che la LAV non
deve allontanarsi troppo dal diritto civile (il sistema attuale ha in effetti
dato buoni risultati) e considerato che la riparazione morale accordata dallo
Stato non deve essere identica, nel suo importo, a quella che verserebbe
l’autore del reato, la soluzione scelta è quella di una riparazione morale
secondo gli articoli 47 e 49 CO, ma limitata a un importo massimo. Considerate
le particolarità della riparazione morale secondo la LAV, diverse disposizioni
della sezione 2 (riparazione morale) e della sezione 3 (disposizioni comuni)
contengono soluzioni che si discostano per certi aspetti da quelle del diritto
civile.”

                                  Circa gli art. 22 e 23 LAV,
l’Esecutivo federale si è così espresso (pag. 6408 e seguenti):

 

" L’articolo 22 capoverso 1 disciplina le condizioni per la concessione
della riparazione morale alla vittima e ai suoi congiunti con un rinvio agli
articoli 47 e 49 CO; ricorda inoltre l’importante limitazione secondo la quale
solo le lesioni gravi danno diritto a una riparazione morale. Il diritto della
vittima alla riparazione morale è quindi enunciato in modo chiaro. I congiunti
della vittima hanno diritto a una riparazione morale nella misura in (ndr: cui)
adempiono le condizioni fissate negli articoli 47 e 49 CO. L’articolo 1
capoverso 2 designa quali persone devono essere considerate come congiunti.

(…).

Affinché venga versata una riparazione morale deve
esserci una lesione all’integrità fisica, psichica o sessuale della vittima
(art. 1 cpv. 1). Successivamente intervengono condizioni inerenti al diritto
della responsabilità civile. A titolo di esempio ne menzioniamo alcune. La
riparazione morale versata alla vittima di una lesione corporale dipende dalla
gravità della sofferenza risultante dalla lesione e dalla possibilità di lenire
in modo sensibile, mediante versamento di una somma in denaro, il dolore fisico
o morale; sono per esempio considerate l’invalidità, la durata
dell’ospedalizzazione, la gravità delle operazioni, lo sconvolgimento della
vita professionale o della vita privata. Se la vittima non è deceduta, i
congiunti possono aver diritto a una riparazione morale nella misura in cui
siano colpiti allo stesso modo o più fortemente che in caso di decesso; la loro
sofferenza deve quindi avere un carattere eccezionale.

 

Attualmente si pensa ai casi di invalidità
permanente che necessitano di cure e di un’attenzione costante.

In occasione della procedura di consultazione, la
nozione di conseguenze di lunga durata, tratta dalla nozione di invalidità che
figura nell’articolo 8 LPGA (in passato negli art. 18 LAINF e 4 LAI), è stata criticata da diversi
partecipanti, in particolare per quanto concerne le lesioni all’integrità
sessuale. Questa nozione non è quindi stata conservata. Ciò nonostante, la
nozione di durata rimane presente. Se una ferita non lascia conseguenze e può
essere curata senza grandi complicazioni non sarà in generale versata alcuna
riparazione morale; lo stesso vale per un’incapacità lavorativa di qualche
settimana. È peraltro possibile chiedere una riparazione morale anche se il
trauma non si manifesta immediatamente; questo è particolarmente importante per
le lesioni all’integrità sessuale. Il termine è inoltre stato esteso a cinque
anni.

 

Per il rimanente non svolgono alcun ruolo né la
natura del reato né la colpevolezza dell’autore.

(…).

Art.
23 Calcolo della riparazione morale

Il capoverso
1 sancisce il principio secondo il quale la riparazione
morale è calcolata in base alla gravità della lesione.

Con il capoverso 2, proponiamo
di prevedere un
importo massimo disciplinato direttamente nella legge. L’importo massimo proposto per i congiunti è inferiore a quello per la
vittima.

(…).

 

Come nel diritto di responsabilità civile, l’importo
della riparazione morale è stabilito in base alla gravità della lesione (art.
22 cpv. 1). Bisognerà tuttavia tener conto dei limiti stabiliti nel capoverso
1. Dal momento che gli importi massimi devono essere riservati alle sofferenze
più gravi, l’importo della riparazione morale si scosta dalla prassi sviluppata
nel settore della responsabilità civile per poter tener conto dei nuovi limiti.

I redditi non sono presi in considerazione (cfr.
art. 6 cpv. 4). La riparazione morale compensa un danno immateriale e non ha di
conseguenza alcun rapporto con i redditi.

(…).

 

Determinazione
dell’importo: gli importi versati sono calcolati
secondo una scala decrescente indipendentemente dagli importi accordati
abitualmente nel diritto civile, anche se gli importi attribuiti generalmente
da quest’ultimo potranno servire per determinare quali tipi di lesione possono
comportare la concessione degli importi più elevati. Bisogna inoltre tener
conto del fatto che il margine degli importi a disposizione è più limitato. Per
questo motivo, le autorità cantonali dovranno riservare gli importi vicini al
limite ai casi più gravi. Altrimenti non sarà più possibile trattare in modo
differenziato situazioni diverse, ciò che sarebbe contrario al principio della
parità di trattamento. Intendiamo lasciare alla prassi e il compito di
allestire una tariffazione. Se i risultati non dovessero essere soddisfacenti o
comportassero differenze troppo grandi tra i Cantoni, potremmo istituire
forfait o tariffe (art. 45 cpv. 3). Potremmo per esempio fissare importi sotto
forma di margini che lascino sufficiente spazio di manovra per considerare le
particolarità di ogni singolo caso.

Occorre partire dall’idea che l’importo delle
riparazioni morali versate sarà nettamente più basso degli importi versati nel
diritto civile. Le autorità potranno ispirarsi alle tariffe esistenti, per
esempio a quelle stabilite per le lesioni all’integrità.

 

Occorre inoltre indicare che nel 2004 il valore
medio della riparazione secondo la LAV era di 9700 franchi, mentre il valore
mediano era di 5000 franchi. Nel 2001, i contributi variavano da 200
 a quasi 120 000 franchi. Proporzionalmente ai nuovi valori massimi, il valore
mediano dovrebbe ammontare a circa 3000 franchi.

 

Per quanto concerne la vittima:

Gli importi vicini al limite sono riservati ai casi
più gravi che coincidono in generale con un’invalidità al 100 per cento.
Partendo da questa constatazione, gli importi attribuiti per lesioni
all’integrità fisica potrebbero situarsi negli ordini di grandezza seguenti:

– da 55
 000 a 70 000 franchi: mobilità e/o funzioni intellettuali e sociali molto
fortemente ridotti (p. es. tetraplegia);

– da 40
 000 a 55 000 franchi: mobilità e/o funzioni intellettuali e sociali fortemente
ridotti (p. es. paraplegia, cecità o sordità totale ecc.);

– da 20
 000 a 40 000 franchi: mobilità ridotta, perdita di una funzione o di un organo
importante (p. es. emiplegia, perdita di un braccio o di una gamba, lesione
molto grave e dolorosa alla colonna vertebrale, perdita degli organi genitali o
della capacità riproduttiva, grave sfigurazione ecc.);

– meno di 20 000: lesioni di minore gravità (p. es.
perdita del naso, di un dito, dell’odorato o del gusto ecc.).

Per le lesioni all’integrità psichica o sessuale
sono possibili indicazioni analoghe. (…)”

 

                          2.9.  Secondo la “Guida per stabilire
l’importo della riparazione morale secondo la legge federale concernente
l’aiuto alle vittime di reati” emanata dall’Ufficio federale di giustizia
(UFG) del 3 ottobre 2019 (cfr. www.bj.admin.ch), pag. 13, in virtù della
giurisprudenza del Tribunale federale e del messaggio sulla revisione totale
della LAV, la riparazione morale in caso di vittima di lesione grave
all’integrità sessuale non è determinata dalla gravità del reato bensì dalla
gravità della lesione (DTF 131 I 455, consid. 1.2.2). Al contrario della
lesione fisica, la lesione all’integrità sessuale e il dolore psichico della
vittima di reati sessuali non sono oggettivamente quantificabili. Per tale
motivo la prassi per determinare la gravità della lesione dell’integrità
sessuale e quindi anche l’ammontare della riparazione morale, si basa sulla
gravità dei fatti e pure sulla loro sussunzione al reato, per dedurne eventuali
ripercussioni notoriamente presenti. Se disponibili possono essere consultati
anche i rapporti medici e terapeutici. 

 

                                  A questo scopo sono state previste
3 ipotesi (denominate “margini”). 

                                  Alle vittime di una lesione grave
dell’integrità sessuale (tentata violenza carnale, [tentata] coazione sessuale,
grave molestia sessuale e atto sessuale con un minore), può essere accordata
una riparazione morale fino a fr. 8'000.--.

 

                                  Alle vittime di una lesione molto
grave (violenza carnale, coazione sessuale grave, atti sessuali gravi con
persone incapaci di discernimento o inette a resistere, atti sessuali gravi o
molteplici con un minore), può essere riconosciuta una riparazione morale da
fr. 8'000 fino a fr. 20'000.--.

 

                                  Infine alle vittime di una
lesione estremamente grave (aggressioni molteplici e particolarmente crudeli,
atti sessuali molto gravi con un minore per un lungo periodo), può essere
attribuita una riparazione morale tra fr. 20'000 e fr. 70'000.--. 

                                  Tra i criteri di determinazione
vi sono le ripercussioni dirette del reato (intensità, portata e durata delle
ripercussioni psichiche, durata della psicoterapia, durata dell’incapacità
lavorativa, cambiamento significativo dello stile di vita, pericolo di morte,
durata di tale periodo, ripercussioni sulla vita professionale e privata, infezione
da HIV, epatite B/C, compreso il decorso della malattia, gravidanza, perdita
del feto), la commissione del reato e le circostanze (commissione qualificata
del reato [ripresa del reato, crudeltà, uso di armi o altri oggetti
pericolosi], intensità e grado della violenza, periodo, durata e frequenza
della commissione del reato, commissione congiunta del reato da parte di più
autori, commissione del reato in un luogo protetto [appartamento, luogo di
lavoro, istituto, ecc.], pressione sulla vittima affinché mantenga segreto il
reato), la situazione della vittima (età della vittima, in particolare se
minorenne, particolare vulnerabilità della vittima [in particolare inesperienza
sessuale, deficit cognitivo o psichico], rapporto di dipendenza o di fiducia tra
vittima e autore del reato, ad esempio, in caso di atti sessuali con minori). 

 

                                  Con sentenza 1C_184/2021,
1C_185/2021, 1C_189/2021 del 23 settembre 2021, al consid. 5.2 il Tribunale
federale ha rammentato che le autorità LAVI dispongono di un grande potere
d’apprezzamento al momento di fissare l’ammontare della riparazione morale e
non sono vincolate dalle direttive dell’UFG. Tuttavia, anche per non
compromettere l’applicazione uniforme del diritto federale, l’autorità non può
scostarsi in maniera smisurata dalla guida dell’UFG che deve mantenere un
valore di riferimento alfine di garantire l’uguaglianza di trattamento tra i
beneficiari delle indennità LAVI. Occorre in particolare ritenere che gli
importi massimi fissati nella guida corrispondono a quelli che, secondo il
legislatore, devono essere riconosciuti per le infrazioni più gravi.

 

                        2.10.  Va qui ancora evidenziato che in una
STCA 43.2014.1+2 del 3 novembre 2014, al consid. 2.7 sono state elencate una
serie di sentenze in ambito di vittime di lesioni gravi all’integrità sessuale,
qui di seguito nuovamente riprese.

 

                                  Ad esempio è stato versato un
importo di fr. 6'000 a una vittima che in uno stato di semi incoscienza dovuto
a un tasso alcolemico elevato, ha subito ripetuti atti sessuali da parte di uno
sconosciuto e non ha ricordato nulla al momento del risveglio. Sono stati
riconosciuti fr. 7'000 ad una ragazza di 21 anni vittima di sequestro, minacce
e abusi sessuali commessi da uno sconosciuto, la sera del suo compleanno,
mentre è stato accordato un importo di fr. 2'000
 a due ragazzine di 15 anni, che sotto l’influsso di sostanze stupefacenti e in
uno stato di alterata coscienza hanno avuto rapporti sessuali con due giovani
ragazzi, non ricordandosi più nulla il giorno dopo. Sono stati riconosciuti,
secondo la vecchia LAV, fr. 15'000 a una vittima di abusi da parte di un
minorenne, poi arrestato, e fr. 5'000 a una vittima che, sotto l’influenza
dell’alcool e di medicamenti, è stata aggredita sessualmente ma dove la
procedura penale è stata abbandonata per mancanza di prove.

                                

                                  Va ancora evidenziato che, con
sentenza 6S.334/2003 del 10 ottobre 2003 al consid. 5.2, il TF ha rammentato,
in ambito di pretese civili in un processo penale, che in caso di stupro, negli
anni dal 1990 al 1995, sono stati riconosciuti importi per torto morale tra i
fr. 10'000 e i fr. 15'000, che eccezionalmente potevano raggiungere i fr.
20'000. Dal 1998, a livello cantonale, sono stati riconosciuti importi tra i
fr. 15'000 e i fr. 20'000, ed in alcuni casi anche più elevati. 

                                  Queste cifre sono state riprese
anche nella sentenza 6P.1/2007 del 30 marzo 2007 al consid. 8.1,
sempre nell’ambito di un processo penale. In questo secondo caso l’imputato è
stato condannato a due anni di carcere ed al pagamento di fr. 15'000 di torto
morale per avere violentato ed avere avuto atti di carattere sessuale, nel
2004, con una ragazza nata nel 1989. I giudici federali hanno affermato che la
ragazza, in seguito agli abusi sessuali subiti, è stata ricoverata ed ha dovuto
seguire numerose consultazioni presso il policlinico ad opera di una
psichiatra. La terapeuta che l’ha seguita ha descritto la presenza di effetti
postraumatici con angosce sempre più frequenti ogni volta che nel corso
dell’inchiesta venivano scoperti nuovi elementi. La vittima era triste,
abbattuta ed aveva difficoltà a gestire le sue pulsioni aggressive e per un
corto periodo ha dovuto assumere medicamenti antidepressivi. L’ansia non è
diminuita, ma è rimasta globalmente contenuta, con periodi di peggioramento. 

 

                                  Con sentenza
1C_165/2014 del 10 dicembre 2014, il Tribunale federale, in ambito di LAV, al
consid. 5.5 ha confermato una riparazione morale sulla base di quanto indicato
nella citata sentenza 6S.334/2003 del 10 ottobre 2003.

 

                                  Va pure segnalata
un’altra sentenza, sempre in ambito di pretese civili in un procedimento
penale, dove il TF ha riconosciuto una riparazione per torto morale di fr.
20'000 ad una ragazza vittima di numerosi abusi sessuali ad opera del proprio
padre (sentenza 6B_642/2012 del 22 gennaio 2013; cfr. anche sentenza
1B_621/2011 del 12 aprile 2012).

 

                                  Con sentenza
1C_418/2012 del 7 gennaio 2013 il TF si è invece pronunciato, in un caso LAV,
applicando il vecchio diritto, relativo al riconoscimento di un torto morale di
fr. 18'000 ad una ragazza, nata nel 1989 che dal 28 maggio 2004 al 19 giugno
2004 è stata più volte aggredita sessualmente (“sexuelle Nötigung bzw.
mehrfachen Gehilfenschaft zur sexuellen Nötigung”) da tre ragazzi
all’interno di un ostello.

                                  Il TF ha accolto il
ricorso della ragazza ed ha rinviato l’incarto all’amministrazione per
ulteriori accertamenti. L’Alta Corte, evidenziando che l’interessata, che ha
sempre domandato un risarcimento di fr. 20'000, non poteva, con il ricorso, per
la prima volta chiedere un importo maggiore (in concreto: fr. 30’000), ha
rinviato la causa all’autorità inferiore per esaminare in che misura oltre alla
coazione sessuale (art. 189 CP), nel caso di specie occorreva considerare anche
la violenza carnale (art. 190 CP) e in che misura questo aspetto poteva avere
un’influenza sull’ammontare del risarcimento.

 

                                  In una sentenza 6B_1171/2013
del 28 aprile 2014, nell’ambito di una causa penale, il TF ha respinto il
ricorso di un uomo, condannato a 4 anni di prigione dal Tribunale penale del
Canton Basilea Città per coazione sessuale, tentata messa in pericolo della
vita altrui, lesioni semplici e minacce (“mehrfacher sexueller Nötigung, versuchter
Gefährdung des Lebens, einfacher Körperverletzung und Drohung”) ed al
pagamento di una riparazione per torto morale di fr. 12'000, per avere, nel
mese di febbraio 2011 e due volte nel corso del mese settembre 2011, obbligato
sua moglie, contro la sua volontà e con violenza ad aver rapporti sessuali
anali, mettendole un sacco di plastica sulla testa, tenuto chiuso con una mano
all’altezza del collo, causandole problemi respiratori e un attacco di panico. Il
19 ottobre 2011 il marito ha poi, tra l’altro, spinto e picchiato la moglie e
quando si è messa a piangere le ha imposto di stare zitta, minacciandola di
ucciderla se i vicini l’avessero denunciato alla Polizia (“Die
Staatsanwaltschaft Basel-Stadt wirft X.________ vor, er habe im Februar 2011
und zweimal im September 2011 an seiner Ehefrau gegen ihren Willen sowie unter
Anwendung von Gewalt den Analverkehr vollzogen. Um ihre Schreie zu ersticken,
habe er bei einem Vorfall im September 2011 der bäuchlings auf dem Boden
liegenden Ehefrau eine Plastiktüte über den Kopf gezogen und diese mit einer
Hand an ihrem Genick zusammengehalten. Der schreienden Ehefrau, die
Atemprobleme bekommen habe und in Panik geraten sei, sei es nach einigen
Momenten gelungen, die Plastiktüte zu zerreissen und von ihrem Kopf zu
entfernen. Am 19. Oktober 2011 habe X.________ seine Ehefrau gestossen sowie
geschlagen, habe sie gegen das Bein getreten und sei ihr auf die Hände
gestanden. Als seine Ehefrau geweint habe, habe er sie
angewiesen still zu sein und gedroht, sie umzubringen, falls die Nachbarn die
Polizei riefen”).

 

                        2.11.  Nel
caso di specie l’amministrazione ha riconosciuto un importo di fr. 13'000,
affermando:

 

“(…) Gli atti praticati da __________ sono consistiti
nell’accarezzare e palpeggiare i seni, le natiche e la vulva della vittima,
masturbandola con le dita, sia sopra i vestiti che sulla pelle nuda, in parte
nel contempo ansimando e leccandole l’orecchio destro, chiedendole se provava
piacere, nel baciarla sulla bocca tentando di infilarle la lingua in bocca, nell’appoggiare,
spingere e strusciare il pene contro il corpo di lei chiedendole se provava
piacere e ordinandole di non dire nulla a nessuno, altrimenti avrebbe avuto
“gabole” e passato dei guai (cfr. sentenza __________).

In base
alla gravità dei reati la lesione all’integrità sessuale è da considerarsi
molto grave e di conseguenza ci troviamo nel margine 2 (8'000 – 20'000) per
determinare la riparazione morale (cfr. p.t. 6.2.).

La Corte
ha ritenuto che la colpa globale di __________ è grave dal profilo oggettivo e
da quello soggettivo per ciascuno dei reati per i quali è stato ritenuto
colpevole. Inoltre agendo come ha fatto, egli ha leso non solo il diritto
all’autodeterminazione in ambito sessuale di RI 1, ma ne ha palesemente
pregiudicato – o, in ogni caso, gravemente messo a rischio – il diritto ad un
naturale ed equilibrato sviluppo e maturazione sessuale, mettendola
precocemente e pesantemente anzitempo a contatto con manifestazioni della sfera
sessuale che nulla avevano a che fare con la loro età e la loro persona, nonché
costringendola a confrontarsi con esse quando ancora non aveva né gli strumenti
per comprenderle né per elaborare senza traumi le reazioni più intime.

Quanto
alla frequenza, la Corte __________ ha accertato l’intensificarsi degli abusi
sessuali subiti, iniziati con una cadenza settimanale e divenuti sempre più
frequenti (cfr. sentenza __________).

I danni,
anche in termini di turbamenti psicologici (attacchi di bulimia, fenomeni
ansiosi, crisi depressive), causati da __________ non sono certamente di entità
trascurabili.

Inoltre
va considerato che il comportamento dell’autore del reato ha provocato la
rottura del rapporto della vittima con la madre in quanto la vittima si è vista
costretta a decidere di non recarsi più dalla madre.

Visto
quanto esposto nel caso in disamina sono da prendere particolarmente in
considerazione le ripercussioni sulla vita privata della vittima, il periodo,
la durata e la frequenza del reato, la commissione in luoghi protetti (tra le
mura domestiche), nonché la giovane età della vittima che si manifesta in una
sua peculiare vulnerabilità.

Pesa
inoltre per la determinazione della riparazione morale il rapporto di
dipendenza/fiducia istauratosi tra la vittima e l’autore del reato. In qualità
di patrigno della vittima l’autore dei reati ha istaurato un rapporto di
amicizia e confidenza. Egli ha adottato un seducente comportamento generoso e
amichevole, ha subdolamente creato un’intesa con RI 1 celando i suoi fini
abietti, fiducia che la vittima riponeva in lui anche alla luce del fatto
ch’egli all’esterno appariva simpatico e benevolo (cfr. sentenza __________).”

 

                                  L’insorgente
evidenzia che i fatti per i quali l’autore dei reati è stato condannato a 7
anni di carcere non si limitano a quanto descritto dal DSS nella propria
decisione. 

 

                                  La Corte __________
ha accertato numerosi abusi avvenuti a cadenza regolare e con atti ancora più
raccapriccianti rispetto a quelli figuranti nella decisione. Gli abusi
consistevano infatti anche nel leccare la vulva della vittima, strusciare il proprio
pene contro la stessa e contro le natiche, sfruttando la sua superiorità fisica
ed esercitando pressioni psicologiche per raggiungere il suo scopo (foglio 80
della sentenza: “[…] 68. Venendo alla tipologia degli atti sessuali commessi
nei confronti di RI 1, essa, come visto, non è contestata da __________. __________
ha del resto dettagliato agli inquirenti la natura degli abusi subiti in modo
puntuale e coerente, astenendosi dall’accusare allorquando non era certa di
quanto ricordava, ripercorrendo i fatti con ponderazione ed in modo del tutto
credibile. 69 […] Ricordo che cercava di arrivare alle mie parti intime. Per
parti intime, intendo la vagina o il sedere. Si muoveva strusciandosi verso
destra e sinistra, spingendo. […] Posso affermare con certezza che lui mi ha
fatto, in diverse occasioni, del sesso orale […] 70 […] confermo che all’inizio
ho subito dei palpeggiamenti e degli strusciamenti, ma che con il passare del
tempo sono poi diventati atti più invasivi e più gravi come il sesso orale. […]
72 […] __________ ha riferito agli inquirenti che gli atti di appoggio, spinta
e strusciamento del pene sulle sue parti intime potevano durare anche “15/20
minuti […]”).

 

                                  La Corte __________
ha accertato che la frequenza, il numero di episodi e il numero di abusi è
stato quello descritto in modo del tutto credibile dalla vittima agli
inquirenti e recepito nell’atto di accusa ai punti 1.3, 1.3.1. 1.3.2. e 1.3.3,
rilevato che per quanto attiene all’ultimo periodo, “tutti i giorni” va
riferito a quelli trascorsi dall’insorgente presso la madre, ciò che avveniva a
giorni alterni (foglio 91 della sentenza __________). 

 

                                  I giudici hanno
stabilito che gli atti praticati da __________ sulla ricorrente sono consistiti
nell’accarezzare e palpeggiare i seni, le natiche e la vulva della vittima,
masturbandola con le dita, sia sopra i vestiti che sulla pelle nuda, in parte
nel contempo ansimando e leccandole l’orecchio destro, chiedendole se provava
piacere, nel baciarla sulla bocca tentando di infilarle la lingua in bocca,
nell’appoggiare, spingere e strusciare il pene contro il corpo di lei
chiedendole se provava piacere e/o ordinandole di stare ferma e zitta, nel
toccarle, baciarle e leccarle la vulva sulla pelle nuda, nel contempo
ansimando, chiedendole se provava piacere e ordinandole di non dire nulla a
nessuno, altrimenti avrebbe avuto “gabole” e passato dei guai (foglio 91 della
sentenza __________).

 

                                  La Corte ha inoltre
accertato che tutti gli abusi posti in essere da __________ ai danni della
vittima hanno avuto luogo con agire coercitivo, non solo tramite minacce
verbali e psicologiche. I giudici hanno infatti stabilito che “__________,
col suo modo di porsi minaccioso, col suo sguardo turpe e il suo viso
trasfigurato, ha creato ansia, paura e incusso nella vittima il timore di un
imminente serio pregiudizio fisico laddove questa non si fosse assoggettata ai
suoi voleri, conseguenza tutt’altro che inverosimile, ritenuto che __________
non ha mancato di essere fattivamente violento impedendo in un’occasione RI 1
di tenere chiusa la porta della doccia, forzandone l’apertura. Un agire
dell’autore che, alla luce della preminente corporatura, ha potuto essere
efficacemente minaccioso nei confronti della vittima. È, pertanto, accertato
che __________ si è avvalso di minacce fisiche così come della sua superiorità
fisica nell’abusare sessualmente di RI 1” (foglio 95, della sentenza __________).

 

                                  La Corte, dal
profilo oggettivo, ha rilevato, tra l’altro, che per quanto concerne gli abusi
nei confronti di RI 1, vi è stato un crescendo nella gravità (foglio 121
sentenza __________) e che, agendo come ha fatto, __________ ha leso non solo
il diritto all’autodeterminazione sessuale della vittima ma ne ha pesantemente
pregiudicato o, in ogni caso, gravemente messo a rischio, il diritto ad un
naturale ed equilibrato sviluppo e maturazione sessuale, mettendola
precocemente e pesantemente anzitempo a contatto con manifestazioni della sfera
sessuale che nulla avevano a che fare con la sua età e la sua persona, nonché
costringendola a confrontarsi con esse quando ancora non aveva né gli strumenti
per comprenderle né per elaborare senza traumi le reazioni più intime (foglio
122 della sentenza __________).

 

                                  I giudici hanno poi
rilevato che __________ ha tradito la ragazza che vedeva in lui un riferimento
autorevole, tradimento perpetrato nei confronti di RI 1 in qualità di patrigno
ed avvenuto proprio fra le mura domestiche, commesso nei confronti di chi era
chiamato ad accudire, proteggere ed educare. I danni, anche in termini di
turbamenti psicologici, causati da __________, non sono certamente di entità
trascurabili (foglio 122 sentenza __________).

 

                                  Dal profilo
soggettivo la Corte ha stabilito che __________ ha agito senza scrupoli, ha
ridotto tutte le vittime a meri oggetti sessuali, non esitando ad approfittare
di loro anche quando, come nel caso della ricorrente, erano in stato di
spossatezza e in procinto di dormire. Ha abusato sessualmente della ricorrente
ben sapendo di nuocere (foglio 122-123 della sentenza __________). Egli ha
inoltre agito perseverando con ostinazione e dimostrando una certa pervicacia
nel delinquere che lo ha portato a coprire un ampissimo spettro temporale. Egli
ha negato la soggettività delle proprie vittime, dimostrando totale assenza di
empatia, anche nel proseguire gli abusi, senza batter ciglio, dopo che le
stesse avevano manifestato il loro dissenso e il loro patimento: come nel caso
in cui l’autore ha persistito impassibile a porre atti sessuali sulla
ricorrente, nonostante questa, per l’esasperazione, si fosse rifugiata in bagno
oppure nonostante questa alle domande da lui rivoltele “se faccio così ti
piace?” oppure “adesso te lo faccio sentire un po'” avesse risposto che non le
piaceva, per poi chiudersi in un silenzio per paura che l’imputato continuasse
(foglio 123 sentenza __________). 

 

                                  A suo favore, dal
profilo della commisurazione della pena, la Corte ha unicamente tenuto conto
dell’età avanzata (__________).

 

                                  Circa la
quantificazione delle pretese di risarcimento per il torto morale subito dalla
ricorrente, la Corte __________ ha riconosciuto un importo di fr. 20'000 oltre
interessi al 5% dal settembre 2005.

 

                        2.12.  In concreto __________
ha commesso atti sessuali gravi e molteplici con una minorenne per i quali è
stato condannato in applicazione degli art. 187 CP (atti sessuali con
fanciulli) e 189 CP (coazione sessuale).

 

                                  Questo Tribunale
deve confermare che la lesione all’integrità sessuale subita dalla ricorrente,
di cui va sottolineato il coraggio per avere, in data __________, contattato
gli inquirenti, chiedendo loro di poterli incontrare e raccontando loro quando
accadutole (foglio 41 della sentenza __________), va considerata molto grave e,
sia tenuto conto tenuto conto delle riparazioni riconosciute dai Tribunali in
casi analoghi, sia tenuta in considerazione la “Guida per stabilire
l’importo della riparazione morale secondo la legge federale concernente
l’aiuto alle vittime di reati” emanata dall’Ufficio federale di giustizia
(UFG) il 3 ottobre 2019, rientra nel margine 2 (lesione molto grave) della
classificazione figurante a pag. 13 della citata guida.

 

                                  Non può invece essere preso in
considerazione il margine 3 della guida (lesione estremamente grave),
applicabile segnatamente in casi di aggressioni molteplici e particolarmente
crudeli e di atti sessuali molto gravi con un minore per un lungo periodo. 

 

                                  Infatti, contrariamente a quanto
sostiene l’insorgente, la natura crudele dell’aggressione non è data. __________
non è stato condannato in base all’art. 189 cpv. 3 CP, applicabile quando
l’autore del reato ha agito con crudeltà, ma secondo gli art. 187 n. 1 CP e 189
cpv. 1 CP (cfr. foglio 132 della sentenza __________) e non ha raggiunto con i
suoi atti una soglia di crudeltà tale da permettere una classificazione
diversa. 

                                  Inoltre, anche se gli atti si
sono protratti su un arco di tempo lungo (circa 4 anni e mezzo) e si sono
intensificati nel corso del tempo, essi non permettono di riconoscere una
riparazione morale superiore ai fr. 20'000, anche in ragione dei precedenti
giudicati dai Tribunali in casi analoghi.

 

                                  Nella già citata (consid. 2.10.) sentenza
6B_642/2012 del 22 gennaio 2013, nell’ambito tuttavia di una
richiesta di pretese civili in una procedura penale, la Corte penale del
tribunale cantonale del Canton Giura ha per esempio condannato al pagamento di
una riparazione morale di fr. 20'000 oltre interessi al 5% dal 18 gennaio 2011,
un padre che si è reso colpevole, nei confronti di sua figlia, nata nel 1993,
di violenza carnale in almeno due occasioni tra l’autunno 2007 ed il 18 gennaio
2011, ripetuta coazione sessuale commessa in numerose occasioni tra l’autunno
2007 ed il 18 gennaio 2011, ripetuti atti sessuali con fanciulli commessi tra
l’autunno 2007 ed il 29 agosto 2009, incesto commesso in almeno due occasioni tra
l’autunno 2007 ed il 18 gennaio 2011, lesioni corporali semplici e vie di fatto.

 

                                  In un caso in cui
una ragazza di 15 anni è stata vittima di una violenza carnale e dove il
tribunale penale aveva condannato l’autore del reato al pagamento di fr. 20'000
a titolo di riparazione morale, l’autorità per l’aiuto alle vittime di reati ha
invece riconosciuto alla vittima della violenza un importo di fr. 12'000 (cfr.
i fatti alla base della STF 1C_407/2016 del 1° giugno 2017).

 

                                  È vero, come
indicato nell’istanza di indennizzo del 4 ottobre 2021 (doc. 3), che il
Tribunale federale ha già confermato pretese risarcitorie maggiori. 

                                  Esse sono tuttavia
state riconosciute per reati più gravi e nell’ambito di pretese civili fatte
valere in un procedimento penale, dove gli importi riconosciuti sono più
elevati.

                                  Nella sentenza
6B_146/2020 del 5 maggio 2020, dove era stato attribuito un risarcimento morale
di fr. 30'000, l’autore del reato è stato condannato anche per violenza carnale
sulla nipote, nata nel 2008, commessa in una decina di occasioni tra inizio
2014 a settembre 2017. 

                                  La sentenza
6B_481/2020 del 17 luglio 2020, dove il risarcimento morale è stato fissato in
fr. 30'000, concerne il caso di un padre condannato anche per aver introdotto
le dita nella vagina di sua figlia e per averla penetrata analmente.

                                  Il caso di cui alla
sentenza 6B_1284/2019 del 28 febbraio 2020, dove il risarcimento morale è stato
di fr. 40'000, è sfociato nella condanna, anche, per violenza carnale, poiché
l’autore del reato ha avuto, tra l’altro, rapporti sessuali completi, una o due
volte a settimana, dal 2006 a 2011, con una ragazza nata nel 1988.

 

                                  Infine, il caso
pubblicato in DTF 125 III 269, dove la riparazione per torto morale è stata
aumentata da fr. 50'000 a fr. 100'000, concerne un caso limite dove gli atti
commessi dall’autore del reato erano estremamente gravi, quasi quotidiani e si
sono protratti nell’arco di 10 anni (consid. 2.b: “[…] Il est vrai
que ce montant est exceptionnellement élevé et il convient de souligner qu'il
représente sans doute le maximum qui puisse être alloué pour ce genre de cas.
Il se justifie toutefois en l'espèce eu égard à l'extrême gravité du cas
particulier, compte tenu notamment des éléments suivants: le genre des
atteintes subies (multiples attouchements graves, masturbations, sodomisations
et fellations) ainsi que leur fréquence (quasi quotidienne) et leur durée (une
dizaine d'années); la circonstance que ces atteintes ont été le fait du père de
la victime, lequel a considéré et traité sa fille, qui se trouvait dans une
situation d'isolement et d'impuissance totale par rapport à lui, comme un
simple objet de plaisir qu'il s'appropriait; les actes de contrainte exercés
sur la victime, qui a été menacée et même ligotée, et les humiliations qui lui
ont été infligées; l'importance et l'irréversibilité hautement probable du
préjudice subi par la victime, en particulier sur le plan psychique. Dans ces
circonstances, la Cour de céans estime équitable d'allouer un montant de
100'000 francs à titre de réparation morale. Il y a lieu de préciser ici, étant
relevé que cela n'est pas contesté, que l'indemnité allouée est destinée à
réparer le tort moral consécutif à l'ensemble des actes commis par l'intimé,
donc celui résultant non seulement des actes commis - entre 1990 et janvier
1997 - qui sont punissables en Suisse mais également des actes commis - de 1987
à 1990 - au Portugal.”).

 

                                  In queste condizioni la classificazione effettuata dal DSS va
confermata.

 

                                  Questo Tribunale non può invece condividere
l’ammontare della riparazione morale fissato dall’amministrazione in fr.
13'000, poiché troppo esiguo.

 

                                  In presenza di atti così gravi
perpetrati dall’autore del reato (accarezzare e palpeggiare i
seni, le natiche e la vulva della vittima, masturbandola con le dita, sia sopra
i vestiti che sulla pelle nuda, in parte nel contempo ansimando e leccandole
l’orecchio destro, chiedendole se provava piacere, nel baciarla sulla bocca
tentando di infilarle la lingua in bocca, nell’appoggiare, spingere e strusciare
il pene contro il corpo di lei chiedendole se provava piacere e/o ordinandole
di stare ferma e zitta, nel toccarle, baciarle e leccarle la vulva sulla pelle
nuda, nel contempo ansimando, chiedendole se provava piacere e ordinandole di
non dire nulla a nessuno, altrimenti avrebbe avuto “gabole” e passato dei guai;
cfr. foglio 91 della sentenza __________), tenuto conto che gli abusi hanno
avuto luogo per 4 anni e mezzo, intensificandosi con il passare del tempo, con
agire coercitivo, non solo tramite minacce verbali e psicologiche, ma anche
creando ansia, paura e incutendo nella vittima il timore di un imminente serio
pregiudizio fisico laddove questa non si fosse assoggettata ai suoi voleri, del
crescendo nella gravità degli abusi, della lesione del diritto
all’autodeterminazione sessuale e dell’agire senza scrupoli di __________ che
ha ridotto la vittima a mero oggetto sessuale, non esitando ad approfittare di
lei anche quando era in stato di spossatezza e in procinto di dormire,
perseverando con ostinazione e dimostrando una certa pervicacia nel delinquere
che lo ha portato a coprire un ampissimo spettro temporale, negando la
soggettività della propria vittima, dimostrando totale assenza di empatia,
anche nel proseguire gli abusi, senza batter ciglio, dopo che la stessa aveva
manifestato il suo dissenso e il suo patimento, ritenuto che la ricorrente ha
dovuto essere seguita da diversi specialisti in ambito psicologico e
psichiatrico, a causa di attacchi di bulimia, fenomeni ansiosi e reazioni
depressive (foglio 127 sentenza __________) ed ha lasciato, a soli 15 anni, il
nucleo famigliare, interrompendo i rapporti con la mamma, appare equo fissare
in fr. 19'000 il torto morale, dedotte le trattenute sul salario dell’autore
del reato, di fr. 210, effettuate dall’Ufficio dell’assistenza riabilitativa
sino al momento della decisione.

 

                                  Su questo punto la
decisione impugnata va di conseguenza modificata.

 

                        2.13.  In secondo luogo la ricorrente
contesta l’ammontare dell’onorario del proprio legale, sostenendo che non vi è
alcun motivo per applicare una tariffa oraria di fr. 180, ritenuto che la Corte
__________, in applicazione del principio della remunerazione dipendente dalla
complessità della fattispecie, ha applicato una tariffa di fr. 280 all’ora,
limitando il dispendio in 32 ore e mezza. Ella contesta l’applicazione
analogica dell’art. 4 cpv. 1 del Regolamento sulla tariffa per i casi di
patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle
ripetibili (RL 178.310). Lo stesso articolo, ma al cpv. 2, prevede infatti che
in base alla complessità della fattispecie vi è la possibilità di un aumento
dell’onorario fino a fr. 250 all’ora. L’insorgente non comprende per quale
motivo nel caso di specie vi è stata una drastica riduzione dell’onorario da
fr. 280 a fr. 180 all’ora.

 

                        2.14.  La nuova LAV, all’art. 13 cpv. 2,
prevede che, se necessario, i consultori forniscono alla vittima e ai suoi
congiunti un aiuto supplementare, fintanto che lo stato di salute
dell’interessato non si sia stabilizzato e le altre conseguenze del reato non
siano, per quanto possibile, eliminate o compensate (aiuto a più lungo
termine). 

 

                                  Per l’art. 14 cpv. 1 prima frase
LAV le prestazioni comprendono anche l’assistenza giuridica di cui la vittima e
i suoi congiunti hanno bisogno in Svizzera a seguito del reato.

                                  L’art. 5 OAVI prevede che le
spese di patrocinio possono essere fatte valere esclusivamente come aiuto
immediato o aiuto a più lungo termine.

                                  L’ammontare viene calcolato
secondo quanto stabilito dall’art. 16 LAV per il quale i contributi alle spese
per l’aiuto a più lungo termine fornito da terzi coprono i costi (lett. a)
integralmente se, conformemente all’articolo 6 capoversi 1 e 2, i redditi
determinanti dell’avente diritto non superano il doppio dell’importo destinato
alla copertura del fabbisogno vitale; (lett. b) proporzionalmente se,
conformemente all’art. 6 capoversi 1 e 2, i redditi determinanti dell’avente
diritto si situano tra il doppio e il quadruplo dell’importo destinato alla
copertura del fabbisogno vitale.

 

                                  Ai sensi dell’art. 6 cpv. 1 LAV
hanno diritto a un contributo alle spese per l’aiuto a più lungo termine
fornito da terzi e all’indennizzo solo le vittime e i loro congiunti i cui
redditi determinanti non superano il quadruplo dell’importo destinato alla
copertura del fabbisogno vitale conformemente all’articolo 10 capoverso 1
lettera a della legge federale del 6 ottobre 2006 sulle prestazioni complementari
all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPC). Secondo
l’art. 6 cpv. 2 LAV i redditi computabili dell’avente diritto sono calcolati
secondo l’articolo 11 LPC; sono determinanti i redditi probabili dopo il reato.
Per l’art. 6 cpv. 3 LAV la riparazione morale è concessa indipendentemente dai
redditi dell’avente diritto.

 

                        2.15.  In DTF 131 I 121 il Tribunale
federale ha stabilito che il sistema accorda priorità al gratuito patrocinio
secondo il diritto cantonale rispetto alla presa a carico della LAV. Inoltre,
l’Alta Corte ha precisato che, nell’ambito dell’assistenza di un avvocato, le
prestazioni prese a carico da un centro di consultazione ai sensi dell’art. 3
cpv. 4 vLAV corrispondono a quelle che sarebbero state assicurate nell’ambito
dell’assistenza giudiziaria gratuita secondo il diritto cantonale o secondo le
garanzie minime di cui all’art. 29 cpv. 3 Cost. (consid.
2.5.2: “S'agissant de
l'assistance d'un avocat, les prestations prises en charge par un centre de
consultation en application de l’art. 3 al. 4 LAVI correspondent à celles qui
seraient assurées dans le cadre de l'assistance judiciaire gratuite selon le
régime du droit cantonal ou les garanties minimales de l’art. 29 al. 3 Cst.”). La vittima non può pretendere di
ottenere prestazioni più estese (“En d’autres termes, la victime ne
peut pas prétendre à des prestations plus étendues”). Il Tribunale federale
ha poi affermato che “On peut en déduire que l'avocat intervenant dans ce
cadre sera généralement rémunéré au tarif de l'assistance judiciaire gratuite;
à tout le moins, une telle solution ne serait pas contraire au droit fédéral”.
Sempre secondo l’Alta Corte la presa a carico
delle spese di un avvocato ai sensi dell’art. 3 cpv. 4 vLAV è sussidiaria
rispetto all’assistenza giudiziaria secondo il diritto cantonale e il rimborso
di queste spese secondo gli art. 11 e seguenti vLAV ha un carattere ancora più
sussidiario. Si giustifica pertanto di adottare, in questo ambito, una
soluzione specifica. La coerenza del sistema vuole che la vittima, o il suo
mandatario, non ottenga, tramite l’indennizzo a posteriori, un risarcimento
maggiore a quanto avrebbe ottenuto se le soluzioni previste prioritariamente
fossero state scelte (“Comme cela a déjà été relevé (supra, consid. 2.3), la prise en charge des frais d'avocat au
titre de l'art. 3 al. 4 LAVI est subsidiaire à
l'octroi de l'assistance judiciaire selon le droit cantonal (gratuité de la
procédure, désignation d'un défenseur d'office) et le remboursement de ces
frais au titre de l'indemnisation selon les art. 11 ss
LAVI a un caractère encore plus subsidiaire. Il se justifie donc
d'adopter, dans ce cadre, une solution spécifique. La cohérence du système veut
que la victime - ou son mandataire - n'obtienne pas, par le biais de
l'indemnisation a posteriori, un dédommagement plus important que si les
solutions prévues à titre prioritaire avaient été choisies.”).

 

                                  Peter Gomm/Dominik Zehntner in: Opferhilferecht, 4a edizione, Berna
2020, n. 32 ad art. 14, rammentano che “der Anspruch auf die Deckung der
Kosten eines Anwalts durch die Beratungsstelle ist nicht deckungsgleich mit
demjenigen auf die Gewährung der unentgeltlichen Prozessführung (BGE 131 II
121, 127; Weishaupt, Ansprüche, 352; Zen-Ruffinen, Art. 4 BV, 701), auch wenn
das Bundesgericht dies für die Höhe der anwaltlichen Entschädigung bejaht hat
(SJZ 101 2005, S. 115, Pr 2008 184)”.

 

                        2.16.  In Ticino,
l’art. 8 cpv. 3 del regolamento della legge di applicazione e complemento della
legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati del 21 dicembre 2010
(RL 312.410), prevede che le spese di avvocato sono riconosciute secondo la
tariffa sull’assistenza giudiziaria.

 

                                  Ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 del
regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza
giudiziaria per la fissazione delle ripetibili (RL 178.310) l’onorario
dell’avvocato che opera in regime di assistenza giudiziaria è calcolato secondo
il tempo di lavoro sulla base della tariffa di fr. 180.-- l’ora. Per il cpv. 2
se la pratica è stata particolarmente impegnativa, per esempio avendo richiesto
studio e conoscenze speciali o avendo comportato trattazioni nuove e complesse
questioni giuridiche, l’onorario può essere aumentato fino a fr. 250.-- l’ora.
L’art. 4 cpv. 3 del Regolamento prevede che l’onorario del praticante legale è
calcolato sulla base della tariffa di fr. 90.-- l’ora. 

 

                        2.17.  In concreto l’amministrazione ha
rammentato che la Corte __________ ha riconosciuto per il legale della
ricorrente un onere lavorativo di 32 ore e mezza, a cui sono stati aggiunti fr.
600 di spese (forfait) e l’IVA al 7.7%. 

 

                                  Il DSS, in applicazione dell’art.
8 cpv. 3 del regolamento della legge di applicazione e complemento della legge
federale concernente l’aiuto alle vittime di reati del 21 dicembre 2010 e
dell’art. 4 cpv. 1 del regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio
d’ufficio e di assistenza giudiziaria per la fissazione delle ripetibili, ha
poi applicato la tariffa di fr. 180 l’ora, ed ha riconosciuto un onorario di
fr. 5'850, fr. 600 di spese e fr. 496.65 di IVA, per complessivi fr. 6'946.65. 

 

                                  Stabilito che il reddito
determinante dell’istante è di fr. 34'954 (calcolo dell’IAS del 30 marzo 2022)
e che il fabbisogno vitale per una persona sola ammonta a fr. 19'610, il DSS ha
concluso che l’insorgente ha integralmente diritto al contributo per l’aiuto a
più lungo termine fornito da terzi di fr. 6'946.65 (cfr. art. 6 e 16 LAV,
consid. 2.14.).

 

                        2.18.  L’insorgente contesta la presa in
considerazione dell’importo di fr. 180 all’ora, rilevando che la Corte __________,
in applicazione del principio della remunerazione dipendente dalla complessità
della fattispecie, ha applicato una tariffa di fr. 280 all’ora.

 

                                  Nella sentenza del __________ i
giudici hanno affermato che “venendo all’indennizzo ex art. 433 CPP, questa
Corte, tenuto conto del principio della remunerazione dipendente dalla
complessità della fattispecie, ha applicato una tariffa di fr. 280.- all’ora.
il dispendio orario esposto dal patrocinatore dell’accusatrice privata RI 1 –
per complessive 53.42 ore (29.17 ore + 24.25 ore) è stato ritenuto eccessivo
(…) È stato, infine, riconosciuto un importo forfettario, tariffa minima fr.
600.-, in applicazione analogica dell’art. 6 del Regolamento sulla tariffa per
i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione
delle ripetibili” (foglio 128 della sentenza __________).  

                                  La Corte __________, nel
calcolare l’onorario dell’avvocato della ricorrente, non ha applicato l’art. 4
cpv. 1 del regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di
assistenza giudiziaria per la fissazione delle ripetibili e che fissa l’importo
orario dell’onorario dell’avvocato che opera in regime di assistenza
giudiziaria, giacché ha calcolato l’ammontare in favore del legale
dell’insorgente sulla base di un importo di fr. 280 all’ora, superiore anche al
massimo di fr. 250 all’ora previsto in casi particolari nell’ambito dell’assistenza
giudiziaria (art. 4 cpv. 2 del citato regolamento).

 

                                  In ambito LAV, tuttavia, in
applicazione dell’art. 8 cpv. 3 del regolamento della legge di applicazione e
complemento della legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati del
21 dicembre 2010 (RL 312.410), le spese di avvocato sono riconosciute secondo
la tariffa sull’assistenza giudiziaria (cfr. anche DTF 131 I 121; cfr., per il
diritto precedente: STCA 43.2000.1 del 17 dicembre 2001, confermata su ricorso
della vittima dal Tribunale federale con sentenza 1A.20/2002 del 4 luglio 2002,
pubblicata in RDAT 2002 II n. 74 pag. 269).

 

                                  In concreto non vi sono motivi
per scostarsi dalla tariffa minima di fr. 180.- all’ora prevista dall’art. 4
cpv. 1 del Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di
assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili. L’insorgente non
apporta infatti particolari argomenti in favore dell’applicazione del cpv. 2
del citato articolo, né emerge dagli atti che la pratica, per un avvocato
versato nel diritto penale, sia stata particolarmente impegnativa, che abbia
richiesto studi e conoscenze speciali od abbia comportato trattazioni di nuove
e complesse questioni giuridiche. Un aumento dell’onorario
base di fr. 180.- all’ora non è di conseguenza giustificato. 

 

                                  Del resto alle accusatrici
private patrocinate da un difensore d’ufficio, in ambito penale, è stato
riconosciuto un importo di fr. 180 all’ora (fogli da 128 a 130 della sentenza __________
__________).

 

                        2.19.  Alla luce di tutto quanto sopra
esposto il ricorso va parzialmente accolto ed il dispositivo 1.2. della
decisione impugnata va modificato nel senso che a RI 1 è accordata una
riparazione morale di CHF 18'790.

 

                                  La procedura è gratuita (art. 30
cpv. 1 LAV).

 

                                  Alla ricorrente, rappresentata da
un legale, vanno assegnate ripetibili parziali (art. 30 Lptca applicabile in
virtù del rinvio di cui all’art. 5b cpv. 2 della legge di applicazione e
complemento della legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati [RL
312.400]).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

1.     Il ricorso
è parzialmente accolto.

 Di conseguenza il
dispositivo 1.2 della decisione impugnata è modificato come segue:

 

                                  “1.2.
A RI 1 è accordata una riparazione morale di CHF 18'790.”

 

                             2.  Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. Il Dipartimento
della sanità e della socialità verserà alla ricorrente fr. 1'000 (IVA inclusa)
a titolo di ripetibili.

 

                             3.  Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione.

                                  L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

                             4.
  Qualora non sia ammissibile il ricorso in materia di diritto pubblico, contro
la presente decisione è ammesso il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale entro il termine di trenta giorni dalla notificazione.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti