# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5ccf6d93-ef14-5b7f-9a13-4f9af375fda5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-09-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 29.09.2003 INC.2003.5604
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-5604_2003-09-29.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.5604

  	
  Lugano

  29 settembre 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________

  
	
   

   

   

   

   

   

  sedente per statuire sull’istanza di proroga del carcere
  preventivo presentata il 17 settembre 2003/ 24 settembre 2003 dal

  
						

 

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico __________

   

  
	
   

  	
  nei confronti di

  

 

	
   

  	
  __________, attualmente detenuto c/o PCT La
  Stampa, Lugano

  (patrocinato dall’avv. __________)

   

  accusato dei reati di cui agli artt. 221 CPS, 223 CPS e
  146 cpv. 1 CPS (quest’ultimo in relazione con l’art. 21 CPS);

  

 

 

viste le osservazioni 22
settembre 2003 e 24 settembre 2003 dell’accusato (presentate per il tramite del
patrocinatore);

 

 

visto l’inc. MP __________;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

A.

 

__________ è stato arrestato il
30 gennaio 2003, di ritorno da __________ dove si trovava dal 22 dicembre 2002,
con l'accusa di incendio intenzionale, esplosione e truffa tentata,
segnatamente per avere, nella notte 31 dicembre 2002 / 1. gennaio 2003 a
__________, in correità con terzi (__________, __________ ed __________)
provocato intenzionalmente l'incendio dello stabile ospitante __________, di
cui era gerente, cagionato l'esplosione e quindi la distruzione dello stabile,
e per avere, a scopo di indebito profitto, provocando la distruzione
dell'esercizio pubblico, tentato di indurre l'assicuratore ad atti
pregiudizievoli al proprio patrimonio (v. richiesta conferma dell'arresto, doc.
_, inc. GIAR __________). 

L'arresto è stato confermato da
questo giudice il giorno successivo, stante l'esistenza di gravi e concreti
indizi di colpevolezza e di bisogni istruttori (cfr. doc. _, inc. GIAR citato
sopra).

Con decisione 24 luglio 2003, questo giudice - prima della
scadenza ex art. 102 cpv. 2 CPP – aveva prorogato il carcere preventivo cui è
astretto __________ fino al 30 settembre 2003 (v. doc. _, inc. GIAR
__________).

 

 

B.

 

Con istanza del 17 settembre 2003
(doc. _, inc. GIAR __________) / 24 settembre 2003 (doc. _, inc. GIAR
__________), il magistrato inquirente chiede un’ulteriore proroga di un mese
del carcere preventivo, cui è astretto __________.

La richiesta è motivata dal fatto
che esistono ancora bisogni istruttori (necessità di evadere le richieste di
complemento istruttorio formulate in sede di deposito atti dai coaccusati __________
e __________) e pericolo di collusione, quest’ultimo connesso con la richiesta
di __________ di conoscere il regime di “presa a carico” cui è astretto
__________ e le divergenze tutt’ora esistenti tra i due accusati “su punti
molto importanti, essenziali per l’inchiesta”.

Essendo presenti gravi indizi di
colpevolezza e il pericolo di fuga, la richiesta è considerata giustificata e
proporzionale dal magistrato inquirente, per permettere l’assunzione dei
complementi istruttori, il deposito degli atti sui complementi e la chiusura
dell’istruttoria.

 

 

C.

 

L’accusato, tramite il suo
patrocinatore, con osservazioni del 22 settembre 2003 e del 24 settembre 2003,
contesta nuovamente l’esistenza dei gravi indizi di colpevolezza a suo carico.
In merito ai bisogni istruttori, egli sostiene che non sussisterebbero e che le
dichiarazioni che egli ha chiesto quale complemento istruttorio “potrebbero
essere assunte via fax, nello spazio di poche ore” e che “in nessun caso per
l’esecuzione di questo complemento è necessario che __________ venga trattenuto
in carcere preventivo”. Non vi sono poi, a suo dire, pericoli di collusione e
il carcere preventivo non può essere prorogato “a motivo di circostanze di
carattere generale, che sarebbero legate ad un particolare ambiente famigliare
o culturale”. Sarebbe pure escluso il pericolo di fuga e l’istanza di proroga
deve essere respinta anche per ragioni di proporzionalità.

 

 

 

in diritto:

 

 

1.

 

Va ricordato alle parti che
l'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale
23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio
secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2
arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo ai sensi dell'art. 103 CPP,
quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di
colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti
motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni
dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione che, - sia
detto qui a futura memoria - può continuare ad esistere sino al pubblico
dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale
del 23 marzo 2000 in re S. B., consid. 4a) e il pericolo di fuga. Si aggiunge,
sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse
pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20
marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota 3), tra
altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998
n. 105). L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così
trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114
Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla
giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del
Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP
1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

 

 

2.

 

La legittimità dell’arresto già è
stata esaminata in occasione delle precedenti decisioni di questo giudice in
tema di libertà provvisoria (decisione 20 giugno 2003, inc. GIAR __________) e
di proroga del carcere preventivo (decisione 24 luglio 2003, inc. GIAR
__________); si deve allora ribadire che sufficienti presupposti di legge sono
presenti nella situazione personale e processuale di __________ a legittimare e
giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua libertà.

 

 

3.

 

In merito all’esistenza di
sufficienti indizi di colpevolezza, come già detto nelle menzionate decisioni
del 20 giugno 2003 e del 24 luglio 2003:

 

“Sin dall'inizio dell'inchiesta, il comportamento di
__________ ha suscitato dei sospetti in ordine al suo coinvolgimento
nell'incendio in questione. Egli, infatti, sebbene a conoscenza della
distruzione dello stabile in cui era sito l'esercizio pubblico, di cui era
gerente e, a quanto è dato sapere, sua unica fonte di sostentamento è comunque
rimasto a __________, facendo rientro in Ticino soltanto alla fine del mese di
gennaio. Sospetti ulteriormente corroborati dall'atteggiamento affatto
collaborativo da lui dimostrato. Basti qui rilevare che nel corso dei primi
verbali, egli ha sempre negato di conoscere sia __________ che __________,
ammettendo poi un mese dopo di aver dato ospitalità a __________ presso
__________, omettendo di notificarlo alle Autorità dietro richiesta di
quest'ultimo e benché quasi non lo conoscesse (cfr. verbali POL n. 86 e 151).

Ciò premesso, dagli atti risulta che i seri e concreti
indizi di colpevolezza a carico dell'istante emergono non soltanto dalle
dichiarazioni di __________, ma anche da quelle di __________ e di __________,
nipote di __________. In particolare, __________ ha formulato una chiara
chiamata in correità nei confronti del qui istante, già nel corso del primo
verbale di interrogatorio, indicandolo quale mandante dell'incendio (cfr.
verbale POL 5 marzo 2003. doc. _ ). Egli ha mantenuto la propria versione dei
fatti anche nei successivi verbali, precisando che era stato __________ a
dargli il denaro per pagare la benzina servita per appiccare l'incendio (cfr.
verbali POL 6, 12 e 20 marzo 2003 n. __________; nonché verbale PP 11 aprile
2003), che per lui era scontato che __________ avesse deciso di bruciare il
locale per intascare i soldi dall'assicurazione (cfr. verbali POL 27 e 28 marzo
2003, n. __________). Tali asserzioni, contrariamente a quanto sostenuto dalla
difesa sono attendibili, in quanto trovano conferma, seppure indirettamente,
nelle dichiarazioni rilasciate da __________ e __________, nonché in altri atti
istruttori esperiti. __________, pur asserendo che __________ non gli avrebbe
mai detto esplicitamente che l'incendio era stato commissionato da __________
per questioni assicurative, ha più volte ripetuto di aver pensato che
l'ideatore di tutto fosse quest'ultimo, in quanto __________ gli aveva parlato
di un compenso di fr. 10'000.-- (cfr. verbali POL. 20 febbraio 2003, 7 marzo
2003 e 26 marzo 2003, n. __________). __________, nipote di __________, ha
affermato che suo zio gli aveva raccontato di avere ricevuto l'incarico di
incendiare __________ dal gerente del locale e da un'altra persona, __________
(cfr. verbali POL 7 marzo 2003 n. __________, confermati dinnanzi al PP nel
verbale 10 marzo 2003, n. __________). Le dichiarazioni di __________, secondo
cui egli si sarebbe recato a comprare la benzina, per un importo complessivo di
circa fr. 200.--, con __________ verso le 20 del 21 dicembre 2002 in una
stazione di servizio nei pressi di __________, trovano conferma sia in una
registrazione della cassa automatica della stazione __________, sia nei
tabulati relativi al natel di __________ (con carta SIM __________), da cui
risulta che lo stesso alle ore 19.55 era allacciato all'antenna di __________,
paese dal quale egli aveva dichiarato di non essere passato quella sera (cfr.
verbale PP 9 maggio 2003 e 5 giugno 2003). 

A ciò si aggiunge che la sera del 21 dicembre 2002
__________, gerente del salone per parrucchiera, sito al piano terreno dello
stabile sede dell'__________, ha provveduto alla chiusura del locale unitamente
a __________, consegnando poi a quest'ultimo le chiavi del locale (accessibile
solo dall'esterno); nel locale era rimasto il natel Nokia __________ con carta
SIM __________, di proprietà di __________ ed in uso al salone (cfr. verbale
POL __________ 4 gennaio 2003 n. _ e __________ 30 gennaio 2003 n. _). Orbene,
al momento del recupero dei feriti dopo l'esplosione è risultato che __________
aveva un cellulare con inserita la suddetta carta SIM, mentre il cellulare
Nokia è stato trovato addosso a __________, il quale ha dichiarato di averlo
ricevuto da __________, un paio di giorni prima di Natale, in cambio del
proprio (un Telit) (cfr. verbali POL __________ 14 gennaio 2003 n. __________).
Da tali circostanze emergono quindi sufficienti elementi per ritenere che il
Nokia sia stato consegnato a __________ dal qui istante, l'unico ad avere
accesso al salone, e che i due si conoscevano (bene); ciò che rende poco
credibili le asserzioni di __________ secondo cui il soggiorno di __________
presso __________ sarebbe stato del tutto causale.”

 

Le considerazioni
espresse sopra sono tutt’ora valide.

 

 

4.

 

I bisogni
istruttori e il pericolo di collusione indicati dal Procuratore pubblico sono
fondati. Del resto l’istruttoria si è fin qui svolta in modo celere e senza
ritardi particolari, nel rispetto dell’art. 102 cpv. 1 CPPT. Se è pur vero che
il complemento istruttorio richiesto da __________ può essere assunto in tempi
brevi , va pur ricordato che il magistrato inquirente dovrà procedere ad un
ulteriore deposito degli atti anche in ragione di tale complemento. D’altronde
la difesa non fa cenno , nè nelle osservazioni all’istanza di proroga nè
nell’istanza di complemento istruttorio , di disponibilità a rinunciare
all’ulteriore deposito degli atti.

Per quanto
concerne il pericolo di collusione va poi ribadito quanto già detto nelle
menzionate decisioni del 20 giugno 2003 e del 24 luglio 2003 in relazione ad
episodi inquietanti, ancora ricordati dal magistrato inquirente (l’incendio
della casa __________ in Italia, il taglio delle gomme dell’auto della
__________):

 

“Se è ben vero che __________ non ha direttamente
partecipato a tali fatti, è altrettanto vero che gli stessi sono indicativi del
particolare ambiente in cui si muovono i personaggi implicati in questa
vicenda, contraddistinto da omertà e "paura". Ciò che non
permette affatto di escludere l'intensificarsi di ritorsioni e pressioni, che
verrebbe favorito dalla messa in libertà dell'accusato, nei confronti dei
famigliari dei correi, segnatamente di quelli di __________.”

 

 

 

 

Il pericolo di
collusione sussiste poi a maggior ragione se , per l’accoglimento della
richiesta di complemento istruttorio che egli ha presentato per il tramite
della difesa, __________ verrà a conoscenza del regime (misure sostitutive
all’arresto) a cui è sottoposto __________ nella sua perdurante degenza
ospedaliera.

Del resto può
certo essere condiviso l’auspicio di __________ di poter confrontare , per lo
meno al processo , le proprie affermazioni con quelle di __________. Per le
ragioni sopraddette appare allora opportuno salvaguardare l’accusato che ha
fatto importati dichiarazioni di chiamata in correità dalle indebite pressioni
di chi persiste nel diniego di ogni responsabilità.

 

 

5.

 

Anche quanto già detto nelle
menzionate decisioni del 20 giugno 2003 e del 24 luglio 2003, in merito al
pericolo di fuga, va ribadito in questa circostanza:

 

“I criteri determinanti per stabilire se esista
pericolo di fuga sono il carattere del prevenuto, il suo domicilio, la sua
professione, la sua situazione familiare ed i suoi legami con lo Stato in cui
egli è inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in re S. C. del
Tribunale federale, sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP 314/94) e
l'apprezzamento di tutte tali circostanze, per invocare appunto un rischio di
fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiono rispetto
all'accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui
dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati
comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importante (in questo
senso M. Luvini, in Rep. 1989, p. 292 e ss. e riferimenti ivi indicati;
sentenza 14 novembre 1994 in re S.V., CRP 341/94).

 

Sebbene non indicato in sede di conferma dell'arresto,
tale pericolo non può essere escluso a priori, tenuto conto che l'imputato è
cittadino italiano, dove ha ancora vari parenti (zii ecc.) e che attualmente è
disoccupato. Tali circostanze, nonché l'atteggiamento sostanzialmente negatorio
e reticente, rendono concreto il pericolo che __________, una volta messo in
libertà provvisoria, tenti di sottrarsi al procedimento, dandosi alla fuga,
tenuto conto della presumibile pena (di reclusione) in caso di condanna.” 

 

 

6.

 

La proroga
richiesta appare pure rispettosa del principio di proporzionalità. La
detenzione preventiva subita, e quella presumibilmente ancora da subire, non è
lesiva del principio di celerità. Gravità dei reati imputati, pena
prospettabile in caso di condanna e complessità della fattispecie fanno si che
un ulteriore protrarsi della carcerazione preventiva non sia (ancora) lesivo di
tale principio (SJ 1998 p. 247). Inoltre la proroga richiesta, di 1 (un), mese
appare relativamente breve e l’inchiesta, in ragione della limitatezza dei
complementi istruttori chiesti dalle parti in occasione del deposito atti, è in
fase conclusiva.

 

 

7.

 

L’istanza deve quindi essere
accolta, così come proposta dal Procuratore pubblico, con la presente
decisione, esente da tasse e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e
contrario), suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art.
284 cpv. 1 lett. a CPPT).

 

 

 

P.Q.M.

 

 

 

richiamati gli articoli 221, 223 e 146 cpv. 1 CPS
(quest’ultimo in relazione con l’art. 21 CPS), 95 ss., 102, 103, 279 ss., 284
CPPT;

 

 

 

 

decide:

 

 

 

1.      L’istanza
è accolta.

Di conseguenza il carcere preventivo cui è astretto __________ è prorogato sino
al

30 ottobre
2003 (compreso).

2.      Non
si percepiscono nè tassa nè spese giudiziarie.

3.      Contro
la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro dieci
giorni dall’intimazione.

4.      Intimazione:

- Procuratore pubblico __________

         (con
copia delle osservazioni 22 settembre 2003 e 24 settembre 2003 del             patrocinatore
 dell’accusato e l’inc. MP __________ di ritorno);

- avv. __________, per sè e per l’accusato;

- Direzione del Penitenziario cantonale, 6904 Lugano-Cadro.

 

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
__________