# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 88cffaaa-0c0b-5077-bd46-5e87007de579
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-09-07
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 07.09.2021 R 2021 20
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2021-20_2021-09-07.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

R 21 20

5a Camera 

Presidenza Racioppi

Giudici Audétat e Pedretti

Attuario Paganini

SENTENZA

del 7 settembre 2021

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____ e B._____, 

ricorrenti

contro

Comune di C._____, 

patrocinato dall'avv. Curzio Fontana,

convenuto

concernente domanda di costruzione

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I. Ritenuto in fatto:

1. Con lettera del 6 maggio 2019 A._____ ha notificato al Municipio di 

D._____ che intendeva montare una iurta dal diametro di 5 m e alta ca. 

2.5 m nel giardino di casa sua (e di sua moglie B._____ [particella n. 261 

in zona ampliamento nucleo]). Per definizione la iurta è un'abitazione 

mobile adottata da molti popoli nomadi dell'Asia tra cui mongoli, kazaki e 

kirghisi (cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Iurta; o più tecnicamente: tenda 

cilindro-conica di feltro aperta alla sommità, sostenuta da un'intelaiatura di 

legno e rivestita internamente di stuoie, usata come abitazione estiva dalle 

popolazioni chirghise e mongole, cfr. 

https://www.treccani.it/vocabolario/iurta). Egli precisava che tale struttura 

composta da pali di sostegno e tela era smontabile e presumeva dunque 

che non fosse necessaria un'autorizzazione. 

2. Con lettera del 29 maggio 2019 il Municipio ha risposto ad A._____ e 

B._____ che non era necessario inoltrare una notifica per la posa di detta 

tenda iurta, essendo questa smontabile. 

3. Dopo un sopralluogo facente seguito a una segnalazione di terzi, in cui il 

Municipio ha constatato la posa della iurta, con lettera del 23 novembre 

2020 il Municipio ha comunicato ad A._____ e B._____, fra l'altro, che la 

posa della iurta sarebbe in disaccordo con le basi legali edilizie, per cui lo 

invitava a non utilizzare la struttura e a inoltrare una domanda di 

costruzione in sanatoria entro 10 giorni dalla ricezione della lettera 

(termine successivamente prorogato fino al 22 dicembre 2020). 

4. Con scritto del 20 dicembre 2020 A._____ e a B._____ hanno presentato 

al Municipio (fra le altre) la domanda di costruzione per la iurta. Nella 

domanda si proponevano due diverse ubicazioni per la iurta (la prima 

[posizione A] vicino al sentiero pubblico, ovvero dove si trovava in quel 

momento la iurta, e la seconda [posizione B] davanti alla casa dei 

https://it.wikipedia.org/wiki/Iurta
https://www.treccani.it/vocabolario/iurta

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ricorrenti). Secondo domanda di costruzione la iurta non sarebbe 

connessa con il terreno ma posata su di una piattaforma di legno; in più la 

domanda prevedeva un impianto di riscaldamento elettrico collegato alla 

presa elettrica. 

5. Con decisione del 4 febbraio 2021 il Municipio di C._____ ha decretato 

che la iurta posizionata sulla parcella n. 261 andava asportata entro il 31 

marzo 2021 e non poteva essere utilizzata a scopo abitativo fino alla sua 

demolizione; il Municipio ha inoltre rifiutato la nuova domanda di 

costruzione per la posa della iurta. Come motivazione, il Municipio ha 

essenzialmente addotto che la parcella in questione è inserita nella zona 

di studio del piano di quartiere, dove non sarebbero ammesse nuove 

costruzioni fino alla pubblicazione e approvazione del piano di quartiere. 

La distanza minima dal confine non sarebbe rispettata, nemmeno con la 

variante con posa vicino alla casa (lato sud-ovest). Il convenuto rinviava 

poi alle norme sull'inserimento armonioso nel paesaggio e sulla 

consulenza architettonica, obbligatoria per la zona di ampliamento nucleo. 

Infine, il convenuto osservava che non sarebbe possibile creare superfici 

abitabili se non a scopo primario. 

6. Avverso questa decisione l'11 marzo 2021 A._____ e a B._____ (qui di 

seguito: ricorrenti) hanno inoltrato ricorso (in lingua tedesca) al Tribunale 

amministrativo del Cantone dei Grigioni chiedendo, in annullamento della 

decisione impugnata, l'autorizzazione a posare la iurta nella posizione 

davanti alla casa (posizione B) secondo domanda di costruzione. In via 

eventuale, in annullamento della decisione impugnata essi hanno chiesto 

l'autorizzazione a montare la iurta nella posizione B durante sei mesi (da 

maggio a ottobre). 

7. Nella presa di posizione del 7 maggio 2021 il Comune di C._____ (qui di 

seguito: convenuto) ha chiesto il rigetto del ricorso. 

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8. Nel secondo scambio di scritti le parti si sono riconfermate nei loro petiti. 

II. Considerando in diritto:

1.1. Impugnata è la decisione del 4 febbraio 2021 del convenuto. Questo 

Tribunale è competente per giudicare il ricorso contro di essa (cfr. art. 49 

cpv. 1 lett. a della Legge sulla giustizia amministrativa [LGA; CSC 

370.100]). La tempestività (art. 52 cpv. 1 LGA) nonché la forma (art. 38 

LGA) del ricorso sono rispettate e la legittimazione dei ricorrenti è data 

(art. 50 LGA), per cui si entra nel merito del ricorso. 

1.2. Sebbene i ricorrenti nei propri scritti utilizzino la lingua tedesca, in base 

all'art. 8 cpv. 2 della Legge sulle lingue del Cantone dei Grigioni (LCLing; 

CSC 492.100) la presente sentenza è emanata in lingua italiana 

conformemente alla lingua della decisione impugnata, quale lingua 

ufficiale del comune qui parte convenuta.  

2.1. Controverso è fondamentalmente se il convenuto ha giustamente respinto 

la domanda di costruzione (a posteriori) dei ricorrenti per la posa della iurta 

nella posizione B (sito alternativo, come da petito ricorsuale dei ricorrenti). 

2.2. Non può invece costituire oggetto di questa procedura l'alternativa 

proposta dai ricorrenti nella replica di ridurre la iurta a un diametro di 2 m 

e a una cubatura di massimo 5 m3 cosicché questa potenzialmente, quale 

piccolo fabbricato, non sarebbe sottoposta a licenza edilizia (cfr. art. 40 

cpv. 1 cifra 5 dell'Ordinanza sulla pianificazione territoriale del Cantone dei 

Grigioni [OPTC; CSC 801.110]; sia tuttavia notato l'obbligo di notifica [art. 

40a cpv. 1 OPTC; art. 107 cpv. 2 cifra 6 in unione con l'art. 86 cpv. 2 della 

Legge sulla pianificazione territoriale del Cantone dei Grigioni [LPTC; CSC 

801.100] nonché l'obbligo di osservanza delle prescrizioni di diritto 

materiale e della richiesta di altre autorizzazioni anche per le opere esenti 

dall'obbligo della licenza edilizia [art. 40 cpv. 3 OPTC]). Questa alternativa, 

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che è stata presentata soltanto in fase di replica dinanzi a questo Tribunale 

e che non è stata oggetto della procedura dinanzi al comune convenuto, 

costituisce una modifica sostanziale della costruzione in discussione. 

Pertanto, suddetta modifica non può essere valutata in questa sede ma 

andrebbe casomai annunciata al Municipio. 

2.3. I ricorrenti sostengono inoltre che se la iurta venisse posata soltanto per 

sei mesi all'anno essa andrebbe ritenuta una costruzione mobile non 

sottoposta all'obbligo di licenza edilizia (da qui il loro petito eventuale). 

Come rimarcato dal convenuto tuttavia, tecnicamente l'applicabilità 

dell'art. 40 OPTC (esenzione dalla licenza edilizia) non può essere oggetto 

di discussione in questa sede, siccome qui si tratta di analizzare il rifiuto di 

una domanda edilizia, che il convenuto apparentemente non ha richiesto 

in base all'art. 40 cpv. 2 OPTC (progetti di costruzione che non 

necessitano di una licenza ma che potrebbero ledere prescrizioni di diritto 

materiale) bensì perché, a differenza di quanto inizialmente ritenuto, ha 

successivamente constatato che la iurta era una costruzione fissa e quindi 

necessitante di una domanda di costruzione ordinaria. 

2.4. Per ragioni di economia processuale, tuttavia più sotto si entrerà 

comunque nel merito della questione di un esonero dalla licenza edilizia 

(sia sotto il profilo di una posa per non più di sei mesi all'anno sia sotto 

quello della riduzione delle dimensioni della iurta).  

3. I ricorrenti si appellano innanzitutto al legittimo affidamento risp. 

censurano un comportamento contraddittorio e in mala fede del 

convenuto. 

3.1. Il principio della buona fede (art. 5 cpv. 3 e art. 9 della Costituzione 

federale della Confederazione Svizzera [Cost.; RS 101]) – da cui derivano 

il divieto dell'abuso di diritto e il divieto d'adottare un comportamento 

contraddittorio – vale per l'insieme dell'attività statale e conferisce al 

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cittadino il diritto, a determinate condizioni, di esigere dalle autorità che 

queste si conformino alle precise promesse o assicurazioni che gli hanno 

rilasciato e non disattendano la fiducia che egli ha riposto nelle medesime. 

In particolare, l'autorità deve astenersi da adottare dei comportamenti 

idonei a ingannare il cittadino e non deve poter trarre profitto dalle 

conseguenze di una propria scorrettezza o mancanza (STF 

2P.173/2002/2A.389/2002 consid. 5.2 con rinvii). 

3.2. In sintesi, i ricorrenti fanno valere che il convenuto si sarebbe comportato 

in modo contraddittorio: in un primo momento, nello scritto del 29 maggio 

2019 (doc. 1 ricorrenti) ha qualificato la iurta come costruzione smontabile, 

la cui posa è permessa senza notifica, e poi, con scritto del 23 novembre 

2020 (doc. 3 ricorrenti) ha chiesto l'inoltro di una domanda di costruzione 

in sanatoria per infine rigettarla con la decisione impugnata. Prima 

dell'acquisto della iurta il convenuto avrebbe inoltre assicurato a due degli 

aiutanti al montaggio della iurta che finché la iurta non fosse stata fissata 

al suolo, non sarebbe stata necessaria un'autorizzazione. Vista la 

decisione di approvazione del convenuto, i ricorrenti avrebbero investito 

oltre CHF 18'000.00 per l'acquisto e la posa della iurta. Attraverso tale 

comportamento contraddittorio ai ricorrenti sarebbe quindi insorto un 

danno per questo importo. I ricorrenti andrebbero protetti nel legittimo 

affidamento riposto nell'agire del Comune.

3.3. Prima di esaminare nel dettaglio i requisiti del legittimo affidamento, 

occorre chiarire se vi è una valida base d'affidamento. I ricorrenti invocano 

il vincolo alla comunicazione del convenuto giusta la lettera del 29 maggio 

2019 secondo cui la iurta poteva essere posata senza notifica. Al riguardo 

va però notato che il convenuto in quel momento presupponeva che la 

iurta fosse smontabile e con carattere provvisorio. Ma in realtà, come ha 

potuto constatare in seguito anche il convenuto, non è così: benché la iurta 

non sia fissata al terreno, per la sua posa è stata installata una piattaforma 

in legno che a sua volta poggia sulle delle lastre in sasso e delle assi per 

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livellare il terreno; inoltre essa ha delle pareti in legno, non è comparabile 

a una semplice tenda e secondo domanda di costruzione del 19 dicembre 

2020 (allegato al doc. 5 ricorrenti) vi sarebbe un impianto di riscaldamento 

elettrico (con potenza di 2 kW) con collegamento mediante la presa 

elettrica [evidentemente dell'edificio esistente]; oltretutto, il diametro della 

iurta come comunicato con lo scritto del 20 dicembre 2020 contenente la 

rispettiva domanda di costruzione (doc. 5 ricorrenti) è di 6.40 m e non di 5 

m come precedentemente comunicato con la notifica del 6 maggio 2019 

(doc. A convenuto). Va dunque concluso che, già solo in considerazione 

del suo utilizzo fisso, la iurta non ha carattere provvisorio come aveva 

inizialmente ritenuto il convenuto. Piuttosto, come rilevato in seguito dal 

convenuto e come riconosciuto dai ricorrenti stessi – avendo questi 

inoltrato una domanda di costruzione e avendo manifestato chiaramente 

l'intenzione di posare la iurta ininterrottamente durante tutto l'anno – detta 

costruzione ha carattere definitivo (cfr. per la distinzione tra costruzione 

mobile e immobile STA R 17 83 del 31 gennaio 2018 consid. 3 con rinvii 

in PTA 2018 n. 24). Pertanto, la fattispecie inizialmente presunta dal 

convenuto in base a quanto notificatogli dai ricorrenti, che ha funto da base 

per l'assicurazione data ai ricorrenti dell'esonero dall'obbligo di licenza 

edilizia, differisce dalla fattispecie effettiva, cioè da quanto effettivamente 

realizzato risp. auspicato dai ricorrenti, per cui non può essere fatto appello 

al principio dell'affidamento. 

3.4. Per quanto i ricorrenti si lamentino di aver subito un danno per l'acquisto 

della iurta di oltre CHF 18'000.00, si osserva che essi non hanno formulato 

un rispettivo petito con una richiesta di risarcimento e pertanto questa 

critica – che se del caso andrebbe proposta sotto forma di pretesa di 

indennizzo nel quadro di un'azione giudiziaria – è irricevibile in questa 

sede.  

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4. Dal punto di vista materiale, va innanzitutto osservato che nella zona 

interessata vige l'obbligo di un piano di quartiere, che finora non è ancora 

stato emanato. 

4.1. Giusta l'art. 26 cpv. 4 LPTC nel piano delle zone possono essere designati 

territori, nei quali viene eseguita una pianificazione consecutiva 

(pianificazione di area, pianificazione di quartiere). La determinazione di 

una pianificazione consecutiva ha l'effetto di una zona di pianificazione per 

l'area interessata. La pianificazione consecutiva viene avviata d'ufficio o 

su richiesta di interessati. Secondo l'art. 21 cpv. 2 LPTC nella zona di 

pianificazione non può essere intrapreso nulla che possa ostacolare o 

contrastare la nuova pianificazione. In particolare progetti di costruzione 

possono essere autorizzati, soltanto se non sono in contrasto né con le 

pianificazioni e prescrizioni passate in giudicato né con quelle nuove 

previste.

4.2. Il convenuto è del parere che la iurta (così come trattata nella decisione 

impugnata, ossia come costruzione sottoposta all'obbligo di licenza 

edilizia) non potrebbe essere in ogni caso installata, in quanto il fondo dei 

ricorrenti su cui intendono poggiare la iurta stando al Piano generale delle 

strutture (PGS) (doc. D convenuto) è inserito nell'area con l'obbligo del 

piano di quartiere, per cui vigerebbe un blocco di edificazione finché non 

sarà stato emanato il relativo piano di quartiere. Questo punto di vista non 

può essere condiviso. Come visto sopra, la iurta (così come presentata 

nella domanda di costruzione a posteriori) non può essere considerata una 

costruzione mobile non sottoposta a licenza edilizia, benché di per sé non 

sia strettamente connessa al suolo. Riguardo all'obbligo di un piano di 

quartiere, tuttavia, la sua rimovibilità ha un ruolo determinante, siccome 

nel caso che essa contrasti con il futuro piano di quartiere potrà essere 

asportata in tempo debito senza pregiudicare l'attuazione del piano di 

quartiere. Pertanto, non sembra che la iurta possa ostacolare una futura 

pianificazione consecutiva (piano di quartiere). 

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5. Riguardo al rispetto delle norme edilizie in senso stretto della iurta, si 

osserva che il rispettivo esame può avvenire indipendentemente dal fatto 

se la iurta è da considerarsi un'opera sottostante oppure non sottostante 

all'obbligo di licenza edilizia. Infatti, entrando per motivi di economia 

processuale anche nel merito della richiesta di posa temporanea della 

iurta durante sei mesi all'anno nonché della proposta nella replica di 

riduzione delle sue dimensioni, e assumendo che la iurta non sia una 

costruzione sottoposta all'obbligo di licenza edilizia, l'esenzione 

dall'obbligo della licenza edilizia come accennato in precedenza giusta 

l'art. 40 cpv. 3 OPTC non esonera in ogni caso dall'osservanza delle 

prescrizioni di diritto materiale e dalla richiesta di altre autorizzazioni. 

5.1. Giusta l'art. 73 cpv. 1 LPTC insediamenti, costruzioni ed impianti devono 

essere costruiti e inseriti nell'ambiente e nel paesaggio secondo le regole 

dell'arte di costruire, in modo tale da creare un buon effetto generale. 

L'art. 19 della Legge edilizia dell'ex Comune di D._____ (LE) concretizza 

questa disposizione cantonale sulla strutturazione e l'inserimento fra l'altro 

nel senso che gli edifici e impianti devono essere architettonicamente ben 

strutturati e inseriti nelle caratteristiche locali e nel paesaggio (cpv. 1). 

Inoltre, secondo l'art. 20 cpv. 1 LE su tutto il comprensorio comunale sono 

ammessi solo tetti a falde, con una pendenza minima del 50 %, ad 

eccezione delle costruzioni accessorie e annesse che possono essere 

eseguite con tetto piano; la consulenza architettonica in questi casi è 

obbligatoria (cpv. 1). I tetti sono da coprire con il materiale usato in zona, 

in linea di massima sono da coprire con lastre di beola. Se ciò non è 

possibile, la copertura deve venir eseguita con tegole di cemento di colore 

grigio o lamiera piatta, con aggraffatura doppia, colore grigio opaco (cpv. 

2). Tetti in lamiera plastificata di color bruno o lastre di eternit ondulato 

sono ammessi solo per legnaie, pollai, conigliere e costruzioni piccole 

(cpv. 3 primo periodo). La scelta dei materiali di copertura deve essere 

preavvisata dal Municipio con la consulenza architettonica (cpv. 4). 

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Secondo l'art. 37 LE la zona ampliamento nucleo comprende le zone 

edificabili adiacenti alle zone nucleo ed è riservata principalmente alla 

costruzione di case d'abitazione. Sono ammesse costruzioni a scopi 

commerciali e attività artigianali poco moleste. L’attività delle aziende 

agricole esistenti può essere mantenuta allo stato attuale (cpv. 1). Le 

volumetrie di nuove costruzioni e di ampliamenti importanti devono 

inserirsi in modo armonioso rispetto al nucleo adiacente. Un'edificazione 

contigua è da prevedere e può essere prescritta dall'autorità edilizia (cpv. 

2). La consulenza architettonica è obbligatoria ed a spese del committente 

(cpv. 5 primo periodo). 

5.2. Evidentemente, la iurta usata a scopo abitativo e con destinazione 

autonoma non è subordinata all'edificio principale sul fondo dei ricorrenti, 

per cui non può essere ritenuta una costruzione accessoria (la LE per 

quanto intravedibile non descrive il termine "costruzione accessoria"; cfr. 

pertanto la definizione in PTA 1989 n. 23 e STA R 11 129 del 17 aprile 

2012 consid. 2c con riferimenti). La iurta con copertura in telo non rispetta 

né la disposizione sulla pendenza del tetto né quella sui materiali da usare 

per la copertura. Inoltre, la iurta non è certamente caratteristica del luogo. 

È dunque sostenibile che il convenuto neghi un inserimento armonioso 

della iurta nell'ambiente circostante. Posto ciò, l'obbligatoria consulenza 

architettonica diventa superflua. Può pertanto rimanere aperta la 

questione se sia necessaria una consulenza architettonica anche per 

costruzioni non sottoposte all'obbligo di licenza edilizia (nel caso in cui si 

ammettesse che la iurta rientri sotto queste costruzioni). 

5.3.1. I ricorrenti sostengono inoltre che la iurta non verrebbe utilizzata a scopi 

abitativi, per cui l'applicazione da parte del convenuto della Legge sulle 

abitazioni secondarie (LASec; RS 702) sarebbe errata. La iurta servirebbe 

al ricorrente nonché ai membri della sua famiglia e a ospiti, tra cui monaci 

buddisti, per pratiche di meditazione. Essa non potrebbe poi essere 

definita un "centro di meditazione", come asserito dal Comune nello scritto 

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del 27 novembre 2020 in cui si faceva notare l'obbligo di una domanda 

scritta per la creazione di un centro di meditazione e in cui si indicavano i 

giorni di riposo pubblici – detto scritto era indirizzato all'associazione 

"E.________"  che svolgerebbe dei corsi di meditazione (ora interrotti a 

causa del COVID-19) per piccoli gruppi di al massimo cinque persone 

nell'appartamento al piano superiore della casa dei ricorrenti. I ricorrenti 

sottolineano poi che nella posizione alternativa (posizione B) da essi 

proposta la iurta non rispetterebbe la distanza di 3 m dal confine soltanto 

in un punto, a valle verso il sentiero comunale (distanza di 1.87 m). 

Riguardo a questa posizione il Comune potrebbe rilasciare 

un'autorizzazione eccezionale, considerato che nel paese di D._____ vi 

sarebbero in diversi posti delle costruzioni non rispettanti la distanza di 3 

m. Il sentiero a vale condurrebbe peraltro in un vicolo cieco nel bosco, 

motivo per cui questo stretto sentiero comunale verrebbe quasi mai 

utilizzato. A valle poi non vi sarebbero case, ma solo campi, per cui la iurta 

non darebbe fastidio a nessuno. 

5.3.2. Visto quanto considerato sopra, non occorre scendere nel dettaglio delle 

succitate argomentazioni dei ricorrenti e quindi delle questioni se la iurta 

crea nuovo spazio abitativo e se il convenuto avrebbe dovuto rilasciare 

un'autorizzazione eccezionale per il suo collocamento nella posizione B 

summenzionata. 

5.4. Parimenti, può rimanere aperta anche la questione se l'utilizzo della iurta 

(fra gli altri, per corsi di meditazione quindi per un servizio) sia conforme 

alla zona di ampliamento nucleo. 

6. Infine, i ricorrenti censurano una lesione del principio di parità di 

trattamento nonché del divieto di discriminazione e d'arbitrio. 

6.1. Il principio della parità di trattamento (art. 8 Cost.) e la protezione 

dall'arbitrio (art. 9 Cost.) sono strettamente legati tra loro. Una decisione è 

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arbitraria quando non si fonda su motivi seri e oggettivi o appare priva di 

senso o di scopo (DTF 131 I 217 consid. 2.1; 129 I 173 consid. 3.1, 49 

consid. 4, 8 consid. 2.1). Essa disattende il principio della parità di 

trattamento quando, tra casi simili, fa delle distinzioni che nessun fatto 

importante giustifica oppure sottopone ad un regime identico situazioni 

che presentano tra di loro delle differenze rilevanti e di natura tale da 

rendere necessario un trattamento diverso. Le situazioni paragonate non 

devono necessariamente essere identiche sotto ogni aspetto, ma la loro 

similitudine va stabilita per quel che riguarda i fatti pertinenti per la 

decisione da prendere (DTF 129 I 1 consid. 3; 127 I 185 consid. 5 e 

rispettivi rinvii).

6.2. A motivazione di questa censura i ricorrenti illustrano due esempi di 

costruzioni nel paese che, a loro parere, non rispettano le norme edilizie 

circa la strutturazione, l'inserimento e le distanze (cfr. foto ai doc. 6 e 7 

replica ricorrenti). Il primo esempio riguarda il garage risp. la tettoia per 

posteggi auto sul fondo n. 223 di proprietà della segretaria e del 

vicepresidente del Comune opponente. Questo fondo, parimenti a quello 

dei ricorrenti, si trova in zona ampliamento nucleo (2). Tuttavia, si tratta 

indubbiamente di una costruzione accessoria, per la quale valgono 

disposizioni eccezionali giusta le succitate norme (v. sopra consid. 4.1) e 

che quindi non è equiparabile a quella in discussione. L'altro esempio 

citato dai ricorrenti concerne la tettoia di una terrazza sul fondo n. 240, 

ugualmente in zona ampliamento nucleo (2). Questa costruzione va altresì 

ritenuta accessoria e dunque non paragonabile a quella in esame. Per 

quanto concerne l'inserimento nel paesaggio di queste due costruzioni 

prese a confronto dai ricorrenti, va precisato che il Tribunale non può 

procedere a una verifica dell'adeguatezza, ma si deve limitare a giudicare 

abusi discrezionali (STF 1C_434/2012 del 28 marzo 2013 consid. 3.3). In 

base alle rispettive foto inoltrate dai ricorrenti, l'autorizzazione di queste 

due costruzioni di primo acchito non può essere contestata dal Tribunale 

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sotto il profilo dell'inserimento. Questo oggetto non è quindi idoneo per un 

confronto con il progetto in questione. Per quanto i ricorrenti sostengano 

che queste due costruzioni non rispettano le distanze dalle vie comunali – 

per cui si presume che sia stata concessa una deroga in tal senso – va 

detto che un'eventuale disuguaglianza di trattamento in questo aspetto (di 

concedere una deroga o meno) non comporterebbe l'annullamento della 

decisione impugnata, poiché nel caso di specie il convenuto non ha 

respinto la domanda di costruzione soltanto a causa di una violazione delle 

distanze minime dal confine. Da un'eventuale disparità di trattamento in 

suddetto punto e in generale dal trattamento della domanda di costruzione 

dei ricorrenti non è nemmeno deducibile che il convento agisca in modo 

discriminatorio e arbitrario nei confronti dei ricorrenti, come invece essi 

asseriscono. Le rispettive censure vanno perciò respinte. 

7. In conclusione, il ricorso per quanto ammesso va respinto e la decisione 

impugnata confermata. 

8. I costi della presente procedura composti da una tassa di Stato fissata a 

CHF 2'500.00 e spese di cancelleria sono posti a carico dei soccombenti 

ricorrenti giusta l'art. 73 cpv. 1 LGA. Al convenuto non sono assegnate 

ripetibili (cfr. art. 78 cpv. 2 LGA). 

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III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Per quanto ammesso il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate le seguenti spese processuali:

- una tassa di Stato di CHF 2'500.00

- e le spese di cancelleria di CHF 284.00

totale CHF 2'784.00

Tali spese sono poste a carico di A._____ e B._____.

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]