# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 87e53ee2-1fa6-56d4-a6ba-66a5fa82f6d1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.03.2010 (publiziert) 52.2004.203
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2004-203_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2004.203

   

  	
  Lugano

  6 ottobre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Stefano Rossi, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 7 giugno 2004 di

 

 

	
   

  	
  RI1 

  patrocinato da: PA1 6901 Lugano, 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 18 maggio 2004 del Consiglio di Stato
  (n. 2115), che respinge l'impugnativa presentata dal ricorrente avverso la
  risoluzione 7 aprile 2004 della Sezione della circolazione che gli ha revocato
  a tempo indeterminato la licenza di condurre veicoli a motore (revoca di
  sicurezza);

  

 

 

vista la risposta 22 giugno 2004 del Consiglio di
Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a) RI1, qui
ricorrente, ha ottenuto la licenza di condurre veicoli a motore del tipo B nel
1967. Da allora egli è stato oggetto di cinque provvedimenti amministrativi: un
ammonimento nel 1973 per aver superato il limite di velocità, un nuovo
ammonimento nel 1975 per aver nuovamente superato il limite di velocità, una revoca
della licenza di condurre di quattro mesi nel 1981 per guida in stato di
ebrietà (2.2 g/l) e per esser fuoriuscito dal campo stradale, una revoca di un
mese e 7 giorni nel 1989 per aver superato il limite di velocità e una revoca
di 6 mesi nel 1996 per guida in stato di ebrietà (2.63-3.05 g/l) e per essersi
inoltrato in un'intersezione collidendo in seguito con un altro veicolo.

      

b) Il 29 dicembre 2003 mentre circolava a __________
alla guida dell'autovettura "VW" targata TI __________RI1 è stato
fermato dalla polizia e sottoposto a esame alcolemico dal quale è risultato un
tasso di 2,20 – 2,72 g/l. Conseguentemente ai fatti poc'anzi riportati, il 5
febbraio 2004 la Sezione della circolazione gli ha revocato la licenza di
condurre per una durata indeterminata, a titolo preventivo e cautelativo,
nell'attesa che lo stesso si sottoponesse ad una perizia presso Ingrado, Centro
di cura dell'alcolismo.

 

      c) Il 7
aprile 2004, visto il rapporto peritale 21 marzo 2004 redatto da Ingrado, la Sezione
della circolazione ha notificato a RI1 la revoca della licenza di condurre di durata
indeterminata, subordinando la riammissione alla guida alla presentazione di un
certificato medico e di un rapporto di Ingrado attestanti, dopo un periodo di
controllo di almeno dodici mesi, l'avvenuta disintossicazione e la scomparsa di
qualsiasi dipendenza psicofisica da bevande alcoliche. Ad un eventuale ricorso
è stato negato l'effetto sospensivo.

 

 

C.  Con
giudizio 18 maggio 2004 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento,
respingendo l'impugnativa interposta da RI1. In sostanza il Governo ha
giudicato la misura amministrativa pronunciata dalla Sezione della
circolazione, alla luce dei precedenti del ricorrente e delle risultanze della
perizia Ingrado, legittima e giustificata.

 

 

D.  Contro la
predetta risoluzione governativa, il soccombente si aggrava ora davanti al
Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che il provvedimento venga annullato
e in subordine che la risoluzione venga ritornata al Consiglio di Stato per una
nuova decisione che riduca il periodo di prova a sei mesi. Il ricorrente
sostiene innanzitutto l'incongruenza tra le conclusioni della perizia Ingrado e
del giudizio governativo. Sulla base del referto peritale non vi sarebbe
infatti né alcolismo né intossicazione alcolica, ciò che di fatto renderebbe
l'art. 17 cpv. 1 bis LCStr inapplicabile. Sottolineando la sua buona volontà,
dimostrata dalla mancata opposizione al decreto d'accusa 25 febbraio 2004 e dal
suo impegno nel rispettare i frequenti e regolari controlli relativi al consumo
di alcolici, conclude precisando il lungo tempo che separa i suoi precedenti.

 

 

E.  All'accoglimento
del gravame si oppone il Consiglio di Stato senza formulare osservazioni.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 10 cpv. 2
LALCStr e la legittimazione attiva del ricorrente, destinatario del
provvedimento impugnato, è certa (art. 43 PAmm). Il gravame, tempestivo (art.
10 LALCStr e 46 cpv. 1 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere
evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm).

 

                                         1.2. Nel
caso di specie, trattandosi di una revoca a scopo di sicurezza, il potere cognitivo
di questo tribunale si limita alla verifica di un'eventuale violazione del
diritto, segnatamente con riferimento all'apprezzamento erroneo di un fatto e
all'eccesso o abuso di potere (art. 61 cpv. 1 e 2 PAmm), e alla verifica se
l'accertamento dei fatti ad opera delle istanze inferiori è stato esatto e
completo (art. 62 PAmm).

 

 

                                   2.   A norma
dei combinati art. 16 cpv. 1 e 14 cpv. 2 lett. c LCStr, la licenza di condurre
dev'essere revocata se il conducente è dedito al bere o ad altre forme di
tossicomania che possono diminuirne l'idoneità alla guida. La licenza di
condurre è revocata per una durata indeterminata se il conducente non è idoneo
a guidare un veicolo a motore a causa d’alcolismo o altra forma di tossicomania
oppure per motivi caratteriali o altri motivi; la revoca comporta un periodo di
prova di almeno un anno; nel caso di revoca per motivi medici non vi è periodo
di prova (art. 17 cpv. 1 bis LCStr). 

 

 

3.   3.1. Le
autorità inferiori hanno fondato la revoca della licenza sulle risultanze della
perizia psicologica 21 marzo 2004 allestita dal lic. psic. __________. Secondo
tale referto, nel ricorrente appare presente un consumo alcolico problematico
con aspetti etilistici frammisti a possibili limiti caratteriali, tali da
mettere in dubbio la garanzia dell'idoneità alla guida. 

 

      3.2. La
revoca della licenza di condurre fondata sugli art. 14 cpv. 2 lett. c e 17 cpv.
1bis LCStr suppone l'esistenza di una dipendenza. La dipendenza dall'alcol è ammessa
se la persona interessata consuma regolarmente delle quantità di alcol tali da
ridurre la sua abilità alla guida e si rivela incapace di controllare
quest'abitudine. La dipendenza deve essere tale che l'interessato presenta più
di qualsiasi altra persona il rischio di porsi al volante di un veicolo in uno
stato che non consente più di assicurare la sicurezza della circolazione
stradale (DTF 127 II 136 consid. 3c.)

      La
nozione di dipendenza intesa dal diritto della circolazione stradale differisce
pertanto da quella medica di dipendenza da bevande alcoliche, e consente di
allontanare dal traffico stradale le persone che abusano di sostanze alcoliche
e che semplicemente rischiano di diventare dipendenti (DTF 129 II 82 = JDT 2003
I pag. 444). In altre parole, è il rischio connesso al consumo di sostanze
alcoliche che giustifica la misura di revoca. Un consumo sporadico non esclude
pertanto la possibilità per l'autorità di procedere ad una sanzione
conformemente agli art. 16 cpv. 1 e 14 cpv. 2 lett. c LCStr. Decisivo è
stabilire l'esistenza di una dedizione al bere tale da compromettere
l'attitudine alla guida del conducente e da costituire un concreto rischio che
in futuro egli possa nuovamente porsi alla guida di un veicolo in tale stato.

 

3.3. Nel caso in esame, dagli atti non
emergono motivi per scostarsi dalle risultanze peritali. Il fatto che il perito
suggerisca una misura amministrativa tale da sottolineare la problematicità
della sua attitudine alla guida conferma la bontà della scelta delle autorità
inferiori. 

All'insorgente viene principalmente
rimproverato "un consumo smodato occasionale ma di facile emergenza e
di scarsa capacità di controllo personale", confermato del resto anche
dal medico curante (cfr. rapporto medico 18.2.2004 del dott. med. __________) e
clinicamente inteso come: "un consumo dannoso, caratterizzato dal
continuare a bere in un certo modo e quantitativo anche nonostante le conseguenze
negative esperite; ciò che avviene per una modalità comportamentale e
caratteriale piuttosto che per un esigenza fisica. È quindi un quadro diverso
dalla dipendenza fisica, anche se a momenti il modo di bere è praticamente
equivalente, la differenza sostanziale sta nel motivo e non nel modo di bere,
anche se solitamente è caratterizzato dall'irregolarità dei quantitativi
consumati" (rapporto peritale 21 marzo 2004 di Ingrado, pag. 4). 

L'inabilità alla guida è pertanto da
ricondurre innanzitutto ad un consumo smodato, seppure sporadico, di bevande
alcoliche. A questo fatto, particolarmente allarmante se si considerano le
gravi alcolemie riscontrate (2.2 g/l nel 1981, 2.63-3.05 g/l nel 1996 e
2,20-2,71 g/l nel caso in esame), va aggiunta l'incapacità del ricorrente di
spiegare le elevate concentrazioni alcolemiche misurate, dovuta secondo il
rapporto peritale al fatto che "quando beve in tal modo, evidentemente
non tiene più alcun conto del proprio consumo" (rapporto peritale 21
marzo 2004 di Ingrado, pag. 3). Ciò si traduce di fatto in un incapacità di
controllare la quantità di alcol sorbito, causando preoccupanti stati di alcolemia.

In questo contesto, poco importa che il
consumo sia limitato a occasionali ritrovi conviviali. L'incapacità del
ricorrente di frenare l'eccessivo consumo di alcolici lo rende potenzialmente
pericoloso per la sicurezza stradale. Lo dimostrano le circostanze delle
precedenti revoche, innanzitutto considerando la gravità dei tassi alcolemici
misurati, mai risultati inferiori a 2 g/l e nel caso in esame persino di
2,20-2,71 g/l. Quest'ultimo valore, rivela infatti un'eccellente resistenza
all'alcol, solitamente tipica della dipendenza da bevande alcoliche e conferma
l'accresciuta pericolosità del ricorrente per la sicurezza della circolazione
stradale. Malgrado l'allarmante quadro che precede, il ricorrente ha dimostrato
una "scarsità di autocritica e della critica del proprio potus nonostante
la gravità dei fattori oggettivi evidenziati" (rapporto peritale 21
marzo 2004 di Ingrado, pag. 4), ostinandosi a scaricare la responsabilità del
proprio consumo unicamente alla compagnia ed alla situazione, (rapporto peritale
21 marzo 2004 di Ingrado, pag. 4), piuttosto che riconoscere la sua difficoltà
nel controllarlo. 

Anche l'attuale astinenza da bevande
alcoliche, alla quale il ricorrente dichiara di attenersi enfatizzando il
proprio impegno, ma che è conseguente alle misure imposte dall'autorità
cantonale e non a una libera scelta del ricorrente, viene percepita come un
obbligo ingiusto, siccome inteso a curare il suo "preteso e indimostrato
alcolismo" (cfr. ricorso 7 giugno 2004, pag. 5 pto. 5).  Ne consegue
che l'insorgente non riesce ancora a comprendere i reali rischi connessi al suo
stato e le reali finalità della misura impugnata, volta non tanto a rimediare
ad un consumo cronico di alcolici, quanto all'incapacità di contenere un
consumo occasionale eccessivo (rapporto peritale 21 marzo 2004 di Ingrado, pag.
3 in fine), ostinatamente negato malgrado le elevate concentrazioni alcoliche.

 

3.4. La perizia allestita dal lic. psic. __________,
fondata sui precedenti, sul rapporto del medico di famiglia e sull'anamnesi
dell'alcolismo del ricorrente, corredata da una valutazione del consumo di
alcolici, appare chiara e sorretta da una motivazione coerente. I risultati a
cui approda si rivelano credibili e convincenti e reggono alle censure del
ricorrente, che si astiene dal produrre una controperizia. Non emergono motivi
rilevanti per scostarsi dalle conclusioni peritali. In simili circostanze non
si può pertanto rimproverare all'Esecutivo cantonale di aver aderito alle
conclusioni peritali. La relativa divergenza con quelle del rapporto medico del
dr. med. __________ è ininfluente. Limitandosi a escludere problematiche
mediche che possano giustificare un'inidoneità alla guida di veicoli a motore,
il rapporto medico non può ritenersi atto a stabilire l'idoneità alla guida del
ricorrente, semmai conferma come egli sia stato in precedenza confrontato più
volte con abusi occasionali di bevande alcoliche, anche importanti (cfr.
rapporto medico 18.2.2004 del dott. med. __________). 

Considerando i gravi abusi compiuti dal
ricorrente, il suo atteggiamento scarsamente critico e la mancanza di capacità
di contenere il proprio consumo, va riconosciuto uno stato di dipendenza da
sostanze alcoliche ai sensi del diritto della circolazione stradale, tale da
costituire un rischio oggettivo che in futuro il ricorrente possa nuovamente
condurre un veicolo a motore in uno stato analogo.

Per quanto riguarda invece il termine di
controllo, la Sezione della Circolazione lo ha già ridotto al minimo legale di
un anno giusta l'art. 17 cpv. 1bis LCStr e pertanto, contrariamente alla domanda
del ricorrente, non può essere ulteriormente ridotto.

 

 

4.   Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso va respinto e la
decisione impugnata confermata. La tassa di giustizia e le spese seguono la
soccombenza (art. 28 PAmm). 

                                      

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 14, 16 LCStr; 10 LALCStr; 3, 18, 28,
43, 46, 61, 62 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese per complessivi fr. 1'000.-- sono poste a carico del
ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto pubblico federale,
è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale di Losanna nel
termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  ;

  ;

  .

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario