# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9db15517-db95-5578-9548-2b233c1422d5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-10-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 06.10.2006 INC.2006.37702
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2006-37702_2006-10-06.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2006.37702

  	
  Lugano

  6 ottobre 2006

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Claudia Solcà

  
	
   

  sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
  presentata il 28/29 settembre 2006 da

  
						

 

 

	
   

  	
  __________

  
	
   

  	
   

  e qui trasmessa con preavviso negativo del 2/3 ottobre
  2006 dal

   

  Procuratore pubblico Mario Branda, Bellinzona,

  

 

 

visto lo scritto della difesa
dell’accusato del 4 ottobre 2006;

 

visto l’incarto MP __________;

 

ritenuto,

 

 

in fatto:

 

 

A.

 

__________ è stato arrestato il __________,
a __________, dalla Polizia cantonale, su ordine d’arresto del Procuratore
pubblico Mario Branda per titolo di furto, danneggiamento e violazione di
domicilio (Inc. MP __________, AI 1), dopo che era stato fermato dalla Polizia
cantonale che era intervenuta a seguito di una segnalazione telefonica per
possibili ladri in fuga. Dopo un breve inseguimento da parte della Polizia, i
due occupanti l’auto sospetta hanno abbandonato il veicolo, dividendosi e
dandosi alla fuga a piedi. La Polizia è riuscita a fermare il qui istante,
mentre il correo non è più stato ritrovato. Nel baule della vettura __________
targata __________, sulla quale viaggiava __________ ed il correo, è stata
subito rinvenuta una cassaforte che era da poco stata oggetto di furto presso
un’abitazione di __________. 

Con la richiesta di conferma
dell’arresto 18 agosto 2006 il magistrato inquirente ha promosso a __________
l’accusa per titolo di furto, danneggiamento e violazione di domicilio (Inc. GIAR
377.2006.1, doc. 1), mentre che questo giudice ha confermato l’arresto
dell’accusato considerata la presenza di gravi e concreti indizi di
colpevolezza, per i bisogni dell’istruzione – con riferimento alla richiesta di
conferma dell’arresto ed in particolare per pericolo di collusione con il
correo e per la verifica a proposito di un altro furto commesso a __________ il
giorno precedente – e per il pericolo di fuga, trattandosi di un cittadino
straniero senza legami con il territorio __________ (Inc. GIAR 377.2006.1, doc.
5).

A verbale di conferma
dell’arresto, così come già davanti alla Polizia giudiziaria, __________ ha
negato ogni addebito e si è perlopiù rifiutato di rispondere alle domande
postegli prima di avere potuto incontrare il proprio difensore.

Davanti al magistrato inquirente __________
ha poi ammesso di essere venuto in __________ due volte: la prima, 10/12 giorni
prima del suo arresto, sarebbe venuto solo e non avrebbe commesso reati, la
seconda volta sarebbe partito da __________ in compagnia di una persona che
avrebbe conosciuto soltanto la sera prima, tale __________ – di cui non
conoscerebbe ulteriori generalità – per recarsi in __________ a commettere dei
furti.

 

 

B.

 

Il 28 settembre 2006 __________,
con l’istanza in discussione e per il tramite del suo difensore, chiede di
essere posto in libertà provvisoria; la difesa, che non si pronuncia
sull’esistenza dei seri indizi di reato, dopo una breve introduzione sui fatti
e dopo essersi dilungata in richiami dottrinali e giurisprudenziali in materia,
afferma che il suo patrocinato è ben inserito socialmente all’interno del
territorio __________; egli avrebbe residenza fissa in __________ a __________
con la sua compagna ed i loro due figli ed avrebbe la possibilità di svolgere
una regolare attività lavorativa presso una ditta della provincia di __________
– lavoro che a dire della difesa già avrebbe svolto prima del suo arresto – con
il cui reddito mantenere se stesso e la propria famiglia, ciò che
scongiurerebbe il pericolo di fuga e di recidiva. Per quanto riguarda il
pericolo di collusione l’accusato non conoscerebbe altri dettagli al riguardo
del correo che si trovava con lui al momento dell’arresto. Il procedimento
sarebbe ormai nella fase del deposito atti, la refurtiva recuperata interamente
al momento dell’arresto ed i genitori dell’accusato già avrebbero versato CHF
15'000.- direttamente alla Polizia da destinarsi al risarcimento dei danni
causati dall’accusato.

La difesa sostiene infine (ma non
nel petitum) che i genitori dell’accusato sono disposti a versare una cauzione
di CHF 15'000.- (come richiesto dal PP) per permettere la messa in libertà
provvisoria dell’accusato.

 

 

C.

 

Il magistrato inquirente, con
preavviso negativo 2 ottobre 2006 (Inc. GIAR 377.2006.2, doc. 2) comunica di avere
proceduto, in data 19 settembre 2006, al deposito degli atti e che, fatta salva
la presentazione di complementi istruttori, sarebbe prossima l’emanazione
dell’atto d’accusa. Il PP ribadisce che esistono gravi e concreti indizi di
colpevolezza a carico dell’accusato, evincibili dalle dichiarazioni di __________
e dall’incarto penale.

A mente del magistrato inquirente
l’inchiesta contro __________ sarebbe quindi ormai conclusa anche se l’accusato
si è rifiutato di fornire indicazioni per permettere l’identificazione del
correo latitante. Vi sarebbe anche concreto pericolo di fuga, essendo
l’accusato cittadino __________ senza alcun legame con il nostro Paese, dove si
è recato soltanto per delinquere, e pericolo di recidiva, desumibile dalle
modalità con cui sono stati preparati e compiuti i furti, dalla partecipazione
agli stessi di un correo di cui l’accusato non ha voluto fornire le generalità
(che potrà invece contattare al suo rientro in __________) e dalle condanne per
reati analoghi in __________.

 

 

 

 

 

 

D.

 

Con fax 3 ottobre 2006 questo
giudice ha provveduto a chiedere precisazioni al PP in merito alle affermazioni
della difesa secondo cui il magistrato inquirente avrebbe proposto il
versamento di una cauzione di “circa CHF 15'000.00” per la messa in libertà
provvisoria dell’accusato.

Con fax di pari data il PP ha
comunicato che “non ho proposto alla Difesa una messa in libertà dietro
versamento di cauzione ed in nessun momento ho dato un mio accordo in questo
senso. È vero che ad un certo punto la Difesa ha proposto tale soluzione ed io
ho detto che vi avrei riflettuto. Incontrando in seguito ancora l’__________ (legale
__________ dell’accusato, n.d.r.) le ho spiegato che, avendo verificato la
situazione, non potevo dare seguito alla domanda. Sollecitato telefonicamente
ancora dalla __________ ho ribadito questa mia posizione.”

 

 

E.

 

La difesa, con osservazioni 4
ottobre 2006 di cui si dirà, se del caso, in seguito, si è sostanzialmente
confermata nella propria istanza di libertà provvisoria, ribadendo la
disponibilità dei genitori dell’accusato a versare una cauzione per la messa in
libertà provvisoria dell’accusato.

 

 

 

In diritto:

 

 

 

1.

 

L’accusato, detenuto, è pacificamente legittimato a
presentare istanza di libertà provvisoria.

Il preavviso negativo del Procuratore pubblico, ritenuta
ricezione dell’istanza il 29 settembre 2006, è tempestivo avendola trasmesso a
questo ufficio a mezzo raccomandata con il preavviso negativo il 2 ottobre
2006, nel termine di 3 giorni previsto dall’art. 108 cpv. 1 CPP.

 

 

2.

 

I principi che reggono la
materia, pur se noti alle parti, vengono qui di seguito riproposti.

 

L’art. 95 CPP – corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 – dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)
proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali – per quanto qui concerne – i bisogni
dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione e di
inquinamento delle prove che, sia detto qui a futura memoria – può continuare
ad esistere fino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di
interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27 ,
pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela
dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).

 

L’eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali – nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP
1980 pag. 128).

(per tutte: sentenza GIAR
21.12.2001 in re G., Inc. 520.2001.5).

 

 

3.

 

L’esistenza di gravi e concreti
indizi di colpevolezza deve essere verificata d’ufficio nei limiti di
competenza di questo giudice derivanti dalla sua funzione che è quella di
esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della misura
restrittiva della libertà personale e non di valutare nella sostanza
l’esistenza di un reato.

Con verosimiglianza sufficiente,
a questo stadio del procedimento ed in questa sede, si può concludere per la
presenza di seri e di concreti indizi di colpevolezza a carico di __________
relativi ad un suo coinvolgimento nei fatti inquisiti. Basti ricordare il fermo
dell’accusato (AI 2), avvenuto praticamente in stato di quasi flagranza con la
refurtiva a bordo dell’automobile di cui era alla guida (di proprietà della
madre dei suoi figli), nonché le ammissioni dell’accusato rese a verbale PP 5
settembre 2006 (AI 20).

 

 

4.

 

L’accusato
ritiene che non sussistano più bisogni istruttori né pericolo di
collusione, essendo ormai il procedimento penale allo stadio del deposito degli
atti, dello stesso parere appare il PP. 

 

 

5.

 

Per quanto riguarda il pericolo
di recidiva, lo stesso deve essere concreto (DTF 105 Ia 31) e risultare da una
valutazione dell’insieme delle circostanze, tra cui i precedenti dell’accusato,
il suo comportamento durante l’istruttoria, la sua personalità, le modalità di
commissione dei reati (Luvini, I presupposti materiali del carcere preventivo
nel processo penale ticinese, Rep. 1989, p. 294; G. Piquerez, Manuel de
procédure pénale suisse, Zürich 2001, n° 1479/1483).

 

Il magistrato inquirente lo
evoca, con riferimento alle modalità di preparazione e commissione dei furti,
nonché alla partecipazione di altre persone, che l’accusato non ha voluto
indicare, agli stessi, e alla presenza di precedenti penali in __________ per
reati analoghi.

 

A mente della difesa il pericolo
di recidiva sarebbe inesistente per il fatto che l’accusato “è ben inserito
a __________”, egli avrebbe un domicilio fisso dove vivrebbe con la propria
famiglia. Avrebbe poi un posto di lavoro presso la __________ che gli
permetterebbe di mantenere la sua famiglia garantendole un tenore di vita
decoroso.

 

 

 

Non è dato sapere da quali
elementi la difesa deduca queste considerazioni e perché questi elementi, se
effettivamente presenti, siano tali da scongiurare il pericolo di recidiva.
Infatti gli elementi menzionati nell’istanza e nelle osservazioni, a dire
dell’accusato stesso, già sarebbero stati presenti in agosto 2006, al momento
dell’arresto (cfr. verbale PP 5 settembre 2006, AI 20); comunque, anche se così
fosse, essi non hanno minimamente contribuito ad impedire all’accusato di
recarsi in __________ a commettere i furti con scasso di cui è accusato.

V’è comunque da dire che sia la
situazione famigliare che quella professionale dell’accusato (e di conseguenza
quella economica) non emergono comunque dall’incarto in modo così chiaro come
pretenderebbe invece la difesa. Benché sia l’accusato che la madre dei suoi
figli abbiano dichiarato di convivere (cfr. verbale PP dell’accusato del 5
settembre 2006, AI 20, p. 1 e 2 e verbale polizia 6 settembre 2006 di __________,
allegato al rapporto d’inchiesta di Polizia giudiziaria dell’11 settembre 2006,
AI 25) __________, al momento del suo arresto, aveva dichiarato alla Polizia
che __________ era la madre dei suoi due figli e che “non mi sento di
classificarla diversamente. Lei abita nel mio stesso campo nomadi ma in una
casetta prefabbricata diversa” (verbale Polizia 17 agosto 2006 di __________,
p. 2).

Per quanto riguarda la propria
posizione lavorativa, l’accusato ha dichiarato che al momento dell’arresto
stava lavorando come operaio edile per una __________ di __________, la __________,
percependo uno stipendio di circa € 800.- al mese (cfr. verbale PP
dell’accusato del 5 settembre 2006, AI 20, p. 2), mentre che con dichiarazione
18 settembre 2006 __________, a nome della __________, ha dichiarato “di
essere disposto ad assumere alle proprie dipendenze il sig. __________”: da
tale dichiarazione sembrerebbe quindi che l’accusato non fosse già alle
dipendenze di tale __________ il mese d’agosto scorso, come invece da lui
affermato davanti al PP.

 

A ragione il PP, a sostegno della
propria tesi, evoca le modalità con cui sono stati perpetrati i furti e la loro
preparazione per sostanziare il pericolo di recidiva: il fatto di essere
giunto, una prima volta, qualche giorno prima dell’arresto in __________,
verosimilmente per studiare la regione e visitare i luoghi da colpire – poiché
la versione fornita dall’accusato della gita da __________ a __________ per
andare “a donne” a causa presunti dissapori con la compagna, gita tra l’altro
non andata a buon fine, non è assolutamente credibile –, di essere venuto a
commettere i furti con un correo, munito di cartina geografica, di avere celato
parte della refurtiva in un intercapedine nascosta del veicolo e di avere
addirittura abbattuto un muro per sottrarre una cassaforte, sono tutti elementi
che denotano, oltre che una certa premeditazione, determinazione ed
organizzazione, anche una evidente esperienza nel ramo, esperienza a cui si
riallacciano i precedenti penali specifici per cui __________ già è stato
condannato in __________ negli ultimi anni (cfr. casellario giudiziale
italiano, AI 10) e che evidentemente non sono serviti da monito alcuno nei suoi
confronti. Vi è quindi il fondato timore che l’accusato, se messo in libertà
provvisoria, potrebbe tornare con una certa facilità a commettere furti.

 

Tutti questi elementi di fatto
concorrono ad indicare concreto ed attuale pericolo di recidiva. Non modifica
questa conclusione il fatto che in sede di conferma dell’arresto il pericolo di
reiterazione non sia stato indicato a motivazione della conferma stessa.
L’individuazione di una delle condizioni alternative a fondamento della
detenzione cautelare è sufficiente alla decisione, senza che sia necessario
analizzarle tutte (Sentenze GIAR 7 dicembre 2004 in re A. G., inc. GIAR
2004.56103; 20 aprile 2005 in re M.P., inc. GIAR 2004.62204).

 

 

6.

 

a)

Il pericolo di fuga, per
giustificare carcerazione preventiva, deve essere concreto e rivestire di una
certa probabilità: in altri termini lo si ammette quando l’accusato, se posto
in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento
penale ed alla (eventuale) esecuzione della pena. La gravità della pena
presumibile non basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre valutare
l’insieme delle circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la sua morale,
i legami famigliari, il domicilio, la professione, la situazione economica e
tutti quegli elementi che rendono la fuga non solo possibile ma probabile (DTF
19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid,
Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).

Ritenuto che a poco valgono, per quest'analisi,
le semplici dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso (per tutte: sentenza
GIAR 27 maggio 2002 in re P.) e che la concretezza del pericolo di fuga può
essere accertata "Auch wenn keine konkrete Flüchtpläne u.ä. gefordet sind,
…" (Schmid, ibidem).

 

La difesa, con le stesse
motivazioni addotte per l’inesistenza del pericolo di recidiva, sostiene che “appare
evidente che il pericolo di fuga e il pericolo di recidiva non sussistono,
essendo il signor __________ inserito socialmente a __________, e quindi
facilmente reperibile, e avendo lo stesso un posto di lavoro fisso, fatto che
gli permette di perseguire un guadagno regolare per mantenere la propria
famiglia” (istanza, p. 4, punto 2.). Aggiunge poi che tutta la refurtiva è
stata recuperata e che i genitori dell’accusato hanno consegnato agli
inquirenti CHF 15'000.- a titolo di risarcimento per i danni provocati
dall’accusato.

 

A mente del PP è invece dato, e
sufficientemente concreto, il pericolo di fuga; l’accusato non ha infatti alcun
legame con il nostro paese “dove è venuto al solo scopo di delinquere. In
queste circostanze sussiste serio pericolo che possa essere tentato di
sottrarsi al procedimento” (preavviso negativo, p. 2).

 

__________ è cittadino __________
e risiede a __________ presso un campo nomadi dove vivono anche i suoi
genitori, la madre dei suoi figli e questi ultimi. Egli non ha alcun legame con
il nostro Paese, né famigliare né professionale, mentre che di tutta evidenza
il motivo della sua venuta in __________ è legato unicamente alla commissione
dei furti di cui è accusato.

Della sua situazione famigliare e
professionale poco limpida già si è detto al punto precedente, per quanto
riguarda il pericolo di recidiva, mentre che non è chiaro per quale motivo, per
uno straniero perseguito penalmente in __________, l’essere socialmente e lavorativamente
integrato nel proprio Paese (in questo caso l’__________) possa essere
considerato elemento atto a scongiurare il pericolo di fuga. Semmai questi
presupposti concorrono a sostanziare i timori contrari, e cioè che l’accusato
non abbia nessun interesse a tornare in Svizzera per essere processato avendo
il fulcro della propria vita all’estero.

 

Pure l’atteggiamento processuale
dell’accusato, che appare poco collaborativo – è evidente che __________ ha
ammesso di avere commesso i due furti di cui è accusato, in quanto confrontato
con elementi oggettivi quali il ritrovamento della refurtiva e
l’identificazione da parte di testimoni, ma che non ha collaborato con gli
inquirenti in nessun altro modo, specialmente per quanto riguarda
l’accertamento dell’identità del correo – fa temere che se messo in libertà
provvisoria preferirebbe evitare di tornare in __________ per sottoporsi al
processo. La sua versione dei fatti, per quanto riguarda la conoscenza del
correo, il loro arrivo in __________, l’asserita mancata pianificazione dei
furti ed il loro svolgimento, è perlomeno poco credibile; è evidente che
l’accusato non intende fornire ulteriori informazioni agli inquirenti più di
quante questi ultimi abbiano già acquisito agli atti, soprattutto per quanto
riguarda l’identificazione del correo che, in mancanza di ulteriori elementi
sulla sua identità, non solo non potrà essere inchiestato ma addirittura
potrebbe tornare a commettere furti in __________ indisturbato. Dagli atti
emerge quindi la volontà dell’accusato di voler proteggere __________, rendendo
concreto il pericolo che, se messo in libertà provvisoria, potrebbe preferire
non presentarsi in __________ per le prossime necessità procedurali, tra
l’altro con il rischio di coinvolgere terze persone, in primis il correo.

 

 

 

Se le accuse dovessero essere
confermate il rischio di una pena non lieve esiste (i reati per i quali è stata
promossa l’accusa prevedono anche la reclusione), anche in considerazione dei
precedenti penali dell’accusato in __________ per reati analoghi che verranno
sicuramente considerati in sede di giudizio; per tutti questi motivi appare
verosimile che l’accusato possa preferire rendersi irreperibile alle autorità
giudicanti se posto in libertà provvisoria.

 

 

b)

 

La richiesta di fissare una
cauzione può essere oggetto di discussioni (posto che tutti gli elementi per
una sua determinazione siano dati, ciò che qui non è il caso vista
l'impossibilità di stabilire un importo secondo i criteri minimi riconosciuti -
N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, n. 719; Hauser/Schweri, op. cit., § 68
n. 44; DTF 105 Ia 187) allorquando l'unico motivo a giustificazione del
mantenimento della detenzione preventiva è il pericolo di fuga. In presenza di
altri motivi a fondamento della carcerazione (nel caso specifico il pericolo di
recidiva) la cauzione non entra comunque in linea di conto. In ogni caso, il
versamento di una cauzione così come proposto dalla difesa (poiché è stato
possibile appurare che, contrariamente a quanto affermato nell’istanza di
libertà provvisoria – forse a causa di cattiva comprensione della difesa ma
comunque in modo perlomeno ardito – mai il PP ha richiesto il versamento di una
cauzione all’istante) appare comunque, di primo acchito, insufficiente a
garantire la presenza dell'accusato al dibattimento.

 

L’entità della cauzione deve
infatti essere determinata soprattutto in relazione alla gravità del reato e
all’importanza del pericolo di fuga; occorre pure considerare la situazione
economica dell’accusato e delle persone eventualmente chiamate a prestare
cauzione (DTF 105 Ia 186; Sj 1980 389). Nel caso in esame gli elementi per
valutare la cauzione non sono dati.

La cauzione, essendo versata da
terzi (materialmente dai genitori dell’accusato, ma non è nota la provenienza
dei fondi proposti), non avrebbe quell’effetto dissuasivo che l’applicazione di
tale strumento dovrebbe implicare. Non conoscendo inoltre la capacità
finanziaria di tali terzi non è possibile valutare se l’accusato potrebbe
facilmente preferire rendersi latitante e perdere la cauzione piuttosto che
presentarsi al dibattimento.

 

 

7.

 

La proporzionalità di una
carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da angolature diverse. Da un
lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la
gravità e complessità della fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro
occorre anche verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383
e citazioni; art. 102 CPP).

La proporzionalità della
carcerazione sin qui sofferta, alla luce della gravità delle accuse, della
presenza di concreti indizi di colpevolezza, e della celerità con la quale è
stata condotta l’inchiesta è sicuramente data.

Pure va ammessa nella sua
eccezione più generale di rapporto tra la durata della carcerazione preventiva
ed il rischio di pena se considerate le comminatorie di pena per i singoli
reati imputati a __________.

L’accusato è stato arrestato il __________,
il __________ è stato ordinato il deposito degli atti ed il PP ha assicurato
che, fatta salva la presentazione di complementi istruttori, “è prossima
l’emanazione dell’atto d’accusa” (preavviso negativo, p. 1); ad oggi __________
è in detenzione preventiva da circa __________ e, in caso di condanna, il
rischio di pena è certamente superiore alla detenzione preventiva sofferta e a
quella presumibilmente da soffrire per l’emanazione dell’atto d’accusa e per
l’aggiornamento del processo in pieno rispetto del principio della
proporzionalità.

 

8.

 

In conclusione, alla luce di
quanto sopra esposto, si deve concludere che nei confronti di __________ sono
dati gravi indizi di colpevolezza, pericolo di recidiva e pericolo di fuga. Per
i motivi suesposti non può entrare in linea di conto la fissazione di una
cauzione.

 

Il presente giudizio, in tema di
libertà personale, è esente da spese e tassa di giustizia (art. 39 let. f TG e
contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 139, 144 e
186 ss., 102, 103, 173, 174, 184, 279 ss e 284 CPP,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.               
L’istanza di libertà provvisoria presentata il 28 settembre 2006 da __________
è respinta.

 

 

2.               
Non si percepiscono né tasse né spese giudiziarie.

 

 

3.               
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.               
Intimazione (anticipata via fax e per raccomandata):

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
Claudia Solcà