# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 24fb099d-cd17-565d-a552-985947cf316a
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-06-08
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 08.06.2016 R 2015 77
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2015-77_2016-06-08.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

R 15 77

5a Camera

presidenza Racioppi
giudici Meisser, Audétat 
attuario Paganini

SENTENZA
dell'8 giugno 2016

nella vertenza di diritto amministrativo 

A._____,

rappresentato dall'Avvocato lic. iur. Fabrizio Keller

ricorrente

contro 

Comune di X._____,

rappresentato dall'Avvocato lic. iur. Piercarlo Plozza, 

convenuto

concernente multa edilizia

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1. In data 8/10 ottobre 2012 l'Autorità edilizia del Comune di X._____ (qui di 

seguito: Autorità edilizia) rilasciava alla B._____ S.a.g.l. la licenza edilizia 

per la costruzione di una nuova struttura di produzione sulla particella n. 

2134. La particella è ubicata in zona villaggio (1'910 m2), in zona per 

costruzioni accessorie (443 m2) e in zona altro territorio comunale (1'429 

m2). Essa è sovrapposta in parte dalla zona di pericolo 2. 

2. Il 12 settembre 2013 l'Autorità edilizia sanciva un fermo lavori per il 

sotterramento abusivo di rifiuti edili (lastre di fibrocemento) su detta 

particella. Dopo il fermo lavori, le lastre di fibrocemento venivano 

immediatamente allontanate e smaltite conformemente. 

3. Con scritto del 19 settembre 2013 la B._____ S.a.g.l., tramite lo studio 

tecnico C._____, inoltrava una domanda di modifica del permesso di 

costruzione chiedendo la modifica del posizionamento del muro di 

protezione. 

4. In data 20 settembre 2013 l'Autorità edilizia decretava un fermo lavori 

dopo aver constato che sulla particella n. 2134 sarebbe stata in atto la 

realizzazione un muro di cinta sull'altro territorio comunale che non 

sarebbe mai stata approvata. Nel contempo veniva chiesto al committente 

di inoltrare una presa di posizione al riguardo. 

5. Con richiesta del 10 ottobre 2013, la B._____ S.a.g.l. tramite lo studio 

tecnico C._____, inoltrava una domanda retroattiva di costruzione per la 

realizzazione di muretti di cinta e per la formazione di un nuovo terrapieno 

sul confine tra le particelle n. 2133 e 2134.

6. In data 8 aprile 2014 il Dipartimento dell'educazione, cultura e protezione 

dell'ambiente dei Grigioni rilasciava un decreto d'accusa contro A._____ 

(socio e gerente con firma individuale della B._____ S.a.g.l.) per 

l'infrazione alla legge sulla protezione dell'ambiente dovuta al 

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sotterramento delle lastre in fibrocemento, punendolo con una multa di fr. 

300.-- e attribuendogli le spese amministrative di fr. 319.--. 

7. Con lettera del 18 aprile 2015, in risposta alla possibilità di prendere 

posizione sulla prevista decisione dell'Autorità edilizia, in cui si intendeva 

respingere la domanda di costruzione a posteriori, emanare tuttavia una 

decisione di tolleranza e punire A._____ con una multa di fr. 10'000.-- per 

infrazione alle norme edilizie materiali e formali, A._____, a nome della 

B._____ S.a.g.l., ammetteva innanzitutto l'infrazione riguardo 

all'interramento dei rifiuti. Egli riconosceva inoltre di aver eretto il muro di 

protezione nella nuova posizione senza possedere la relativa 

autorizzazione e dunque di non aver osservato le procedure formali. Egli 

faceva però osservare che la stessa Autorità edilizia avrebbe confermato 

che la soluzione attuata sarebbe stata più appropriata. Per questo egli 

contestava l'ammontare della multa.  

8. Con decreto del 26 maggio 2015, notificato il 29 luglio 2015, il Consiglio 

comunale di X._____ (quale autorità edilizia), respingeva la domanda di 

costruzione a posteriori concernente la realizzazione del muro di cinta 

lungo la "Via D._____" e il connesso terrapieno. L'autorità emanava un 

decreto di tolleranza delle strutture e comminava a A._____ una multa di 

fr. 10'000.--.

9. Contro questa decisione, in data 3 settembre 2015 A._____ (qui di 

seguito ricorrente) presentava ricorso al Tribunale amministrativo 

chiedendone la cassazione parziale risp. la riforma della cifra 3 del 

dispositivo nel senso di una punizione con multa compresa tra i fr. 200.-- 

e 800.--. Egli contestava innanzitutto la competenza dell'Autorità edilizia e 

in secondo luogo, la comminazione arbitraria della multa inflitta. 

10. Con presa di posizione del 23 ottobre 2015, il Comune di X._____ (qui di 

seguito convenuto) illustrava in particolare, come la comminazione della 

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multa sarebbe avvenuta tenendo conto della situazione del ricorrente, in 

special modo dei precedenti. La decisione impugnata sarebbe valida 

poiché il rigetto della domanda di costruzione rientrerebbe nella 

competenza del Comune convenuto. 

11. Nella replica del 25 novembre 2015 il ricorrente contestava 

l'apprezzamento dei fatti da parte del convenuto, in particolare in merito al 

sotterramento delle lastre di cemento, ribadiva la nullità della decisione in 

seguito a incompetenza e avanzava inoltre un'eccezione di ritardata 

giustizia per il trattamento della domanda retroattiva del 7/10 ottobre 

2013. 

12. In sede di duplica, il 5 gennaio 2016 il convenuto si esprimeva in merito ai 

fatti e alla censura di ritardata giustizia. A queste argomentazioni 

seguivano le osservazioni del ricorrente inoltrate al Tribunale il 15 

gennaio 2016. 

13. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti nei loro scritti nonché sulla 

decisione impugnata si tornerà – per quanto utile ai fini del giudizio – nelle 

considerazioni di merito che seguono

Considerando in diritto:

1. La competenza del Tribunale amministrativo a giudicare il contenzioso è 

data ai sensi dell'art. 49 cpv. 1 lett. a della legge sulla giustizia 

amministrativa (LGA; CSC 370.100). Qui contestato è unicamente 

l'ammontare della multa. Quale socio unico della destinataria della 

decisione impugnata, il ricorrente è soggetto della multa inflitta secondo la 

cifra 3 del dispositivo della decisione impugnata. In tale misura egli è 

dunque legittimato al ricorso. Essendo tempestivo e rispondendo alle 

condizioni di forma il ricorso è ricevibile in ordine. 

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2. Oggetto del presente ricorso è la decisione del Consiglio comunale (quale 

autorità edilizia) del 26 maggio 2015, notificata il 29 luglio 2015. Oggetto 

del litigio è solamente l'ammontare della multa inflitta secondo la cifra 3 

del dispositivo di detta decisione, pari a fr. 10'000.--. 

3. a) L'art. 86 cpv. 1 della legge sulla pianificazione territoriale del Cantone dei 

Grigioni [LPTC; CSC 801.100]) stabilisce che edifici ed impianti (progetti 

di costruzione) possono essere costruiti, modificati, demoliti o destinati ad 

altro scopo solo con licenza edilizia scritta dell'autorità edilizia comunale.

b) Nel caso di specie, il ricorrente ha realizzato sul confine della particella n. 

2134, lungo la strada comunale (Via D._____), un muro in calcestruzzo e 

un terrapieno senza licenza edilizia. Le domande retroattive di 

costruzione sono state poste il 19 settembre risp. il 10 ottobre 2013. 

Come risulta dagli atti e dagli scritti giuridici, la costruzione del muro è 

stata – perlomeno praticamente – terminata prima dell'inoltro della 

domanda di costruzione del 19 settembre 2013, cosicché la costruzione 

del muro è avvenuta senza previa richiesta di costruzione. Non occorre 

poi soffermarsi oltre sulla questione se in data 7 ottobre 2013 sia stata 

presentata o meno una domanda di costruzione per il terrapieno, poiché 

questo in ogni caso è stato realizzato senza previa autorizzazione e 

oltretutto durante il fermo lavori decretato il 20 settembre 2013. 

L'allegazione del ricorrente sulla necessità di realizzare il terrapieno a 

causa del pericolo di tracimazione non può per altro essere accolta, 

atteso che non è intravedibile alcun danneggiamento immanente a causa 

dei corsi d'acqua, il quale ne avrebbe eventualmente permesso la 

realizzazione senza attendere un riscontro di autorizzazione. 

4. a) Secondo l'art. 22 della legge federale sulla pianificazione del territorio 

(LPT; RS 700) possono essere rilasciate autorizzazioni per la costruzione 

o il cambiamento di edifici e impianti fuori dalle zone edificabili, se la loro 

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destinazione esige un'ubicazione fuori della zona edificabile (lett. a) e non 

vi si oppongono interessi preponderanti (lett. b). L'autorità edilizia 

comunale trasmette al Servizio (l'Ufficio per lo sviluppo del territorio dei 

Grigioni [art. 1 cpv. 2 dell'ordinanza sulla pianificazione territoriale del 

Cantone dei Grigioni [OPTC; CSC 801.110]), con una domanda motivata 

di rilascio del permesso EFZ, le domande per progetti di costruzione al di 

fuori delle zone edificabili (domanda EFZ), per i quali ritiene soddisfatti i 

presupposti per una licenza edilizia ed un permesso EFZ. Altrimenti 

respinge la domanda (Art. 87 cpv. 3 LPTC).

b) Il progetto iniziale, approvato con la decisione 10 ottobre 2012, prevedeva 

un muro di protezione per la maggior parte nella zona altro territorio 

comunale e quindi al di fuori della zona edificabile. Effettivamente è stato 

invece realizzato un muro di protezione completamente nella zona altro 

territorio comunale. La particella si trova in gran parte nella zona pericolo 

2.  A detta dell'art. 38 cpv. 3 LPTC, nella zona di pericolo 2 nuovi edifici 

ed impianti che servono per ospitare persone e animali, necessitano di 

particolari misure edilizie di protezione. Inoltre, secondo l'art. 38 cpv. 5 

LPTC, licenze edilizie e permessi EFZ per progetti di costruzione in zone 

di pericolo vengono rilasciati soltanto se esiste un'autorizzazione 

dell'Assicurazione fabbricati del Cantone dei Grigioni (qui di seguito: 

Assicurazione fabbricati). Nel caso concreto, riguardo alle misure di 

protezione per la zona di pericolo 2, all'Assicurazione fabbricati sono stati 

inoltrati dei relativi piani con due varianti. L'Assicurazione fabbricati nella 

sua decisione preliminare del 18 settembre 2013 consigliava di eseguire 

la variante 2, ovvero la realizzazione del muro come effettivamente è 

stato fatto. Essa non escludeva tuttavia la variante 1, ovvero la 

costruzione di un parapetto in calcestruzzo su tutto il perimetro del 

capannone nella zona villaggio (zona edificabile). Siccome la costruzione 

del muro, nell'ubicazione in cui esso effettivamente è stato realizzato, non 

era quindi – contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente – una 

premessa inderogabile per il rilascio dell'autorizzazione dell'Assicurazione 

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fabbricati, un'ubicazione vincolata del muro di protezione non è 

fondamentalmente data. Pur considerando – come asserito dal ricorrente 

– che l'Assicurazione fabbricati riteneva la zona altro territorio comunale 

più adeguata per erigere impianti a protezione degli stabili, non significa 

che il muro di protezione sarebbe da ritenere vincolato all'ubicazione in 

cui è stato effettivamente realizzato. Il fatto che il convenuto neghi la 

presenza di un'ubicazione vincolata per la realizzazione del muro, nella 

posizione secondo la soluzione consigliata dall'Assicurazione fabbricati, 

non può dunque essere contestata. Sebbene non sia molto comprensibile 

come in origine il convenuto abbia approvato il muro di protezione situato 

prevalentemente fuori dalla zona edificabile e, in seguito, nell'ambito della 

decisione sulla domanda retroattiva, l'esame delle premesse per la 

costruzione fuori zona sia invece risultato chiaramente negativo, nel caso 

concreto non sono dati i presupposti per una licenza EFZ e pertanto va 

confermata la competenza dell'Autorità edilizia a respingere la domanda 

retroattiva (art. 87 cpv. 3 LPTC). A tal proposito occorre tuttavia tener 

presente che si tratta di un muretto, il quale – come tra l'altro affermato 

nella presa di posizione del ricorrente del 18 aprile 2015 e come 

ravvisabile dalla documentazione fotografica agli atti – non comporta dei 

cambiamenti sostanziali al suolo. Come oltretutto ammesso dal 

convenuto, la realizzazione del muretto è paesaggisticamente più 

adeguata. L'infrazione materiale appare perciò principalmente lieve. Pur 

constatando una chiara lesione materiale delle norme edilizie (rigettando 

così esso stesso la decisione, senza trasmissione degli atti per la 

procedura EFZ), il convenuto ha infine emanato una decisione di 

tolleranza. Vista la decisione di tolleranza, a maggior ragione non si può 

partire dal presupposto che ci sia stata una lesione grave delle norme 

edilizie – benché, dal punto di vista del convenuto, chiara – delle norme 

materiali. Pretestuosa appare, infine, l'argomentazione del convenuto 

sull'ulteriore lesione materiale a causa del limite di distanza dalla strada 

non rispettato, poiché evidentemente non qualificata come tale nella 

decisione impugnata. In considerazione di questi elementi, va constatata 

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una lesione materiale delle norme edilizie che, tuttavia, non è da ritenersi 

grave.

c) In merito al muro di protezione, approvato secondo il progetto iniziale, in 

effetti, sarebbe stato necessario un permesso EFZ dell'Ufficio per lo 

sviluppo del territorio dei Grigioni (art. 87 LPTC e artt. 47 segg. in 

combinato disposto con l'art. 1 cpv. 2 dell'ordinanza sulla pianificazione 

territoriale del Cantone dei Grigioni [OPTC; CSC 801.110]). Siccome il 

muro non è stato realizzato secondo il progetto iniziale approvato, non è 

però dato entrare ulteriormente sulla censura del ricorrente 

d'incompetenza dell'Autorità edilizia a emanare la decisione impugnata, 

da che essa è autorizzata a emanare la decisione di tolleranza anche 

riguardo a costruzioni fuori zona (Art. 94 cpv. 4 LPTC; cfr. protocollo del 

Gran Consiglio del 25 agosto 2004 sulla legge sulla pianificazione 

territoriale, pag. 388 e segg.). In merito all'eccezione di ritardata giustizia, 

va inoltre ricordato che i termini d'evasione dettati dall'art. 46 cpv. 3 

dell'ordinanza sulla pianificazione territoriale del Cantone dei Grigioni 

(OPTC; CSC 801.110) costituiscono dei meri termini ordinatori e non 

imperativi (cfr. STA R 14 71 cons. 3b). In ogni caso, da un eventuale 

ritardo non sono sorti dei danni nei confronti del ricorrente. 

5. a) Giusta l'art. 95 cpv. 1 LPTC chi viola la presente legge oppure decreti o 

decisioni del Cantone basati su di essa, viene punito con una multa da 

200.-- a 40'000.-- franchi. È punibile l'infrazione intenzionale o dovuta a 

negligenza, commessa dalle persone competenti ai sensi dell'articolo 93. 

Al posto di una persona giuridica, di una società in nome collettivo o in 

accomandita, di una società unipersonale o di una comunità di persone 

senza personalità giuridica, sono punibili le persone fisiche che hanno 

agito o avrebbero dovuto agire al loro posto. La persona giuridica, la 

società o la comunità di persone rispondono per multe e spese secondo 

la responsabilità solidale (cpv. 2). Ai reati punibili secondo il diritto 

cantonale si applicano per analogia le disposizioni generali del Codice 

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penale svizzero (art. 2 cpv. 2 della legge d'applicazione del Codice di 

diritto processuale penale svizzero [LACPP; CSC 350.100]). Essendo 

comminato con multa, un reato ai sensi dell'art. 95 LPTC rappresenta una 

contravvenzione (Art. 103 del Codice penale svizzero [CP; RS 311.0]). A 

queste vanno applicate – con riserva delle eccezioni di cui agli artt. 105 

segg. CP – le disposizioni della parte prima del Codice penale (art. 104 

CP). A norma dell'art. 12 cpv. 2 CP commette con intenzione un crimine o 

un delitto chi lo compie consapevolmente e volontariamente. Basta a tal 

fine che l'autore ritenga possibile il realizzarsi dell'atto e se ne accolli il 

rischio. Giusta l'art. 47 CP il giudice commisura la pena alla colpa 

dell'autore. Tiene conto della vita anteriore e delle condizioni personali 

dell'autore, nonché dell'effetto che la pena avrà sulla sua vita (cpv. 1). La 

colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo 

del bene giuridico offeso, secondo la riprensibilità dell'offesa, i moventi e 

gli obiettivi perseguiti, nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed 

esterne, secondo la possibilità che l'autore aveva di evitare l'esposizione 

a pericolo o la lesione (cpv. 2). 

b) Innanzitutto, vanno analizzati i precedenti del ricorrente. Con decreto 11 

dicembre 1989 l'Autorità edilizia puniva il ricorrente con una multa di 

fr. 10'000.-- per la costruzione di una stalla senza licenza edilizia e per 

l'inosservanza di due decreti di fermo lavori. Al di là del fatto che – come 

eccepito dal ricorrente – in seguito ad impugnazione e rinuncia ad una 

relativa decisione, la decisione per l'infrazione alle norme edilizie dell'11 

dicembre 1989 sia ormai prescritta, ai fini di giudizio, va comunque tenuto 

conto dell'affermazione del ricorrente nella presa di posizione del 20 

novembre 1989 in detta procedura, in cui questi ammetteva di aver violato 

intenzionalmente le prescrizioni formali. Nel 1994, poi, il ricorrente 

costruiva senza permesso una concimaia. A posteriori veniva rilasciato il 

permesso di costruzione ed egli veniva punito con una multa di fr. 300.--. 

Anche in tal caso, il ricorrente ha violato le norme formali. Ugualmente, 

sempre nel 1994, il ricorrente veniva punito con una multa di fr. 800.-- per 

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il livellamento di una superficie di terreno agricolo senza autorizzazione. 

Nel 2001 il ricorrente ha realizzato un muretto di sostegno senza licenza 

edilizia. Sebbene il convenuto in tale evenienza abbia rinunciato a una 

sanzione, si tratta altresì di un'ulteriore violazione formale. Di principio, 

anche l'infrazione contro la legge sull'ambiente per il deposito di materiale 

edile fuori discarica, punito con decreto d'accusa dell'8 aprile 2014 del 

Dipartimento dell'educazione, cultura e protezione dell'ambiente dei 

Grigioni, seppure non stia in diretto collegamento con la presente 

violazione del diritto edilizio, va ponderato nel quadro della vita anteriore 

dell'autore, ciò a prescindere dal fatto che si tratti di lastre contenenti 

amianto oppure no (fatto che del resto, non può essere appurato 

definitivamente da questo Tribunale). La procedura riguardante il 

presunto smaltimento illegale di teli in PVC, non può invece essere 

considerata poiché essa si trova ancora in fase istruttoria. 

Alla luce di un reiterato atteggiamento scorretto del ricorrente concernete 

l'inosservanza delle disposizioni formali, la nuova lesione formale 

necessita una punizione più severa. Riguardo alla colpa, va poi detto che 

non è la prima volta che il ricorrente realizza una costruzione e si 

presume quindi che conosca bene i vincoli formali edilizi. Dal momento 

che nel caso concreto si è deliberatamente discostato dai piani approvati, 

non appare giustificata l'asserita dimenticanza di inoltro della domanda 

retroattiva prima dell'inizio dei lavori, a causa di un sovraccarico 

lavorativo. Non è perciò corretto – come invece sostenuto dal ricorrente – 

parlare di un agire per negligenza. Va piuttosto presunto che egli, 

sapendo della necessità di inoltrare una richiesta di costruzione, ha 

perlomeno preso in considerazione la possibilità di iniziare i lavori senza 

essere in possesso dell'autorizzazione, cosicché sussiste un dolo 

intenzionale quantomeno eventuale. Inoltre, vi è stata una cosciente 

violazione allorché venivano terminati i lavori inerenti al terrapieno 

durante il fermo lavori. 

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c) L'art. 106 cpv. 3 CP stabilisce che il giudice commisura la multa e la pena 

detentiva sostitutiva alle condizioni dell'autore, in modo che questi sconti 

una pena adeguata alla sua colpevolezza. Nell'ambito della 

commisurazione delle multe si può quindi fare riferimento all'art. 34 cpv. 2 

CP, secondo cui il giudice fissa l'importo di una pena pecuniaria secondo 

la situazione personale ed economica dell'autore al momento della 

pronuncia della sentenza, tenendo segnatamente conto del suo reddito e 

della sua sostanza, del suo tenore di vita, dei suoi obblighi familiari e 

assistenziali e del minimo vitale (art. 34 cpv. 2 CP). La sostanza 

dell'autore dovrebbe essere presa in considerazione soltanto qualora 

l'autore, percependo un reddito basso, viva essenzialmente di essa (DTF 

134 IV 60 cons. 6.2). 

d) In questo caso è sì vero che la sostanza del ricorrente (pari a 

fr. 2'026'000.--) è costituita, in primo luogo, da fondi dell'azienda e quindi 

da beni che gli permettono il conseguimento di un reddito. D'altro canto, la 

struttura della sua azienda (società a garanzia limitata), di cui egli è unico 

socio e gerente, evidentemente gli concede degli spazi di ottimizzazione a 

livello fiscale e in particolare di reddito fiscale. In altre parole in gran parte 

può decidere lui stesso cosa fare con l'utile che l'azienda realizza; se 

lasciare la maggior parte dell'utile nell'azienda (riporto dell'utile) oppure se 

versarsi parte dell'utile come reddito o premio. L'importo del reddito 

ufficialmente dichiarato (pari a fr. 58'800.--) va dunque in tal senso 

relativizzato. Il reddito del ricorrente è perciò da ritenersi medio-alto. In 

ottemperanza dello scopo prefisso dalle multe edilizie, le quali 

perseguono un effetto deterrente affinché i cittadini desistano 

effettivamente dal realizzare progetti in inosservanza delle norme edilizie, 

appare quindi giustificato fissare l'importo della multa nei parametri 

stabiliti dal convenuto, importo che del resto rappresenta un quarto del 

tetto massimo sancito dall'art. 95 cpv. 1 LPTC. L'ammissione del 

ricorrente di aver violato le norme edilizie e le relative scuse non possono 

inoltre essere considerate al pari di un pentimento o di un segno di 

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rammarico nell'ambito di altri reati, e pertanto non sono un elemento atto 

a ridurre la pena. In conclusione va considerato che, pur avendo 

constatato che la lesione delle norme materiali – come visto sopra al 

cons. 4a – non appare grave e che a far stato sono prevalentemente le 

lesioni formali del diritto edilizio – considerazione che, di per sé, 

giustificherebbe una riforma della multa – è la recidività del ricorrente (v. 

sopra cons. 5b) e con ciò la grave colpa intenzionale in merito alla lesione 

formale ad incidere maggiormente sulla commisurazione della multa. 

Infine, non si può dimenticare che giusta l'apprezzamento principalmente 

non contestabile – sebbene poco comprensibile, v. sopra al cons. 4b – del 

convenuto sulla domanda a posteriori, una lesione materiale delle norme 

edilizie – seppur lieve – vi è comunque stata e che grazie all'emanazione 

della decisione di tolleranza il ricorrente ha potuto risparmiare ingenti costi 

di ripristino. In considerazione di tutti gli elementi della fattispecie e in 

rispetto del potere di apprezzamento del convenuto, la multa inflitta pari a 

fr. 10'000.-- appare quindi sostenibile, per cui il ricorso va respinto.

6. L'esito della controversia giustifica l'accollamento dei costi al ricorrente, 

quale parte soccombente, in base a quanto stabilito dall'art. 73 cpv. 1 

LGA. Il comune convenuto, avendo agito nell'esercizio delle sue 

attribuzioni ufficiali, non ha diritto a ripetibili (art. 78 cpv. 2 LGA). 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 1'500.--

- e le spese di cancelleria di fr. 266.--

totale fr. 1'766.--

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il cui importo sarà versato da A._____ entro trenta giorni dalla notifica della 

presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei 

Grigioni, Coira.  

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]

L’interposto ricorso al Tribunale federale è stato accolto in data 3 gennaio 2017 

(1C_295/2016).