# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4d876013-5e21-5b1a-8323-3f8e5466783c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-08-31
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 31.08.2017 12.2016.76
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2016-76_2017-08-31.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2016.76

  	
  Lugano

  31 agosto 2017/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Bozzini
  e Balerna

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa a procedura semplificata - inc. n. SE.2014.1 della Pretura
della giurisdizione di Locarno-Città - promossa con istanza (recte:
petizione) 4 febbraio 2014 da

 

	
   

  	
  AP
  1 

  rappr. da RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO
  1 

  rappr. da RA 2 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

con cui l’attore ha
chiesto: 1) di accertare che tutti i difetti erano stati validamente notificati
al convenuto, personalmente, in forma elettronica e per raccomandata, appena
l’ordinario corso degli affari l’aveva permesso e meglio durante la pulizia
generale dell’immobile; 2) di accertare che i difetti riscontrati nelle opere da
lui commissionate al convenuto, nell’ambito della costruzione della casa plurifamiliare
della part. n. __________ RFD di __________, non erano prescritti in quanto
notificati prima del decorrere dei 5 anni dalla consegna; 3) di accertare che
il convenuto, in qualità di appaltatore, era responsabile nei suoi confronti,
quale committente, della buona qualità dei materiali impiegati ed era tenuto
alla garanzia come il venditore; 4) di accertare che quanto notificato era
difettoso e difforme da quanto pattuito tra le parti (offerta e fattura) e
risultava inaccettabile per lui, il quale dunque chiedeva la riparazione
gratuita dell’opera (eliminazione dei difetti notificati per raccomandata) e,
qualora questo non fosse più possibile, il risarcimento danni per minor valore
d’opera per un importo pari a circa fr. 10'000.-, al quale andavano aggiunte le
eventuali indennità per perdita di affitto per disagi generati dai lavori di
sostituzione delle lastre di granito posate all’entrata come proposto dalla
ditta __________ __________; 5) di mettere a carico del convenuto, considerati
i ripetuti tentativi di conciliazione effettuati e respinti da quest’ultimo, la
spesa sostenuta per l’istanza conciliativa; 

 

domanda avversata dal
convenuto, che ha postulato la reiezione della petizione, e che il Pretore aggiunto
con decisione 25 aprile 2016 ha respinto nella misura in cui era ricevibile;

 

appellante l'attore con
appello 25 maggio 2016, con cui ha chiesto la riforma del querelato giudizio
nel senso di condannare il convenuto alla riparazione gratuita delle opere da
marmista da lui posate presso la sua casa plurifamiliare sita in __________ a __________
e in via subordinata al versamento di fr. 10'000.- a titolo di risarcimento per
il minor valore delle opere dovuto a difetti, il tutto protestando spese e
ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre il convenuto con
risposta 4 luglio 2016 ha postulato la reiezione del gravame pure con protesta
di spese e ripetibili;

 

letti ed
esaminati gli atti ed i documenti prodotti;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

                                         che nell’estate / autunno
2011 AP 1 ha incaricato AO 1 di effettuare, nell’ambito dei lavori di costruzione
della propria casa plurifamiliare sita in __________ a __________ (part. n. __________
RFD di __________), delle opere da marmista;

 

                                         che quelle opere sono
state portare a termine nella prima metà del mese di marzo 2012 e la relativa
fattura, emessa il 24 settembre 2012, è stata saldata il 27 dicembre 2012; 

 

                                         che con e-mail 15 aprile
2013, successiva ad un incontro avvenuto il precedente 11 aprile, AP 1 ha
segnalato a AO 1 la presenza di alcune anomalie al granito che gli era stato
fornito, ed in particolare delle striature rispettivamente delle strisce scure larghe
12 cm su delle “pianelle” posate in vari punti, una vistosa differenza di
tonalità tra il granito sulle scale e quello all’entrata, come pure delle fughe
di colore non uniforme sui pianerottoli delle scale; con scritto 16 maggio 2013
egli ha quindi segnalato un ulteriore difetto ad un gradino e ad un’alzata
della scala dell’appartamento duplex;

 

                                         che, dopo aver ottenuto la
necessaria autorizzazione ad agire, con istanza (recte: petizione) 4
febbraio 2014 AP 1 ha convenuto in giudizio AO 1 innanzi alla Pretura della
giurisdizione di Locarno-Città, allo scopo di condannarlo, previo accertamento
delle circostanze meglio evidenziate in ingresso (ai punti da 1 a 3), alla
riparazione gratuita dei difetti nonché, in via subordinata, qualora la stessa
non fosse più possibile, al pagamento di circa fr. 10'000.- a titolo di minor
valore nonché di un’eventuale indennità per perdita di affitto; il convenuto si
è integralmente opposto alla petizione;

 

                                         che il Pretore aggiunto, con
la decisione 25 aprile 2016 ora impugnata, ha respinto la petizione nella
misura in cui era ricevibile: egli, dopo aver concluso per l’irricevibilità
delle domande di accertamento, ha in sostanza ritenuto che l’azione di garanzia
per difetti doveva essere disattesa siccome l’attore, saldando la fattura
inviatagli dal convenuto, aveva tacitamente approvato l’opera (art. 370 cpv. 1
CO) e in quanto la notifica dei difetti palesi da parte sua era stata tardiva
(art. 367 cpv. 1 e 370 cpv. 2 CO), poco importando al proposito se gli stessi
fossero stati accertati e poi segnalati unicamente al momento in cui le
coperture dei pavimenti con un telo protettivo, posate subito dopo l’esecuzione
dei lavori, erano state tolte, nell’aprile 2013, in occasione della pulizia
finale del cantiere;

 

                                         che con l’appello 25
maggio 2016 che qui ci occupa, avversato dal convenuto con risposta 4 luglio
2016, l'attore ha chiesto di riformare il querelato giudizio nel senso di
condannare la controparte alla riparazione gratuita dei difetti e in via
subordinata al pagamento di fr. 10'000.- per il minor valore dell’opera: egli,
in estrema sintesi, ha ribadito come il pagamento della fattura non fosse tale
da comportare la perenzione dei suoi diritti e come nelle particolari circostanze
la notifica dei difetti dovesse essere considerata tempestiva;

 

                                         che, giusta l’art. 367
cpv. 1 CO, seguita la consegna dell’opera il committente, appena lo consenta
l’ordinario corso degli affari, deve verificare lo stato e segnalarne
all’appaltatore i difetti, fermo restando che, ai sensi dell’art. 370 cpv. 1 e
2 CO, vi è tacita approvazione dell’opera, e con ciò la liberazione dell’appaltatore
dalla sua responsabilità (salvo che si tratti di difetti occulti o di quelli
scientemente dissimulati), se il committente omette la verifica e l’avviso
previsti dalla legge; 

 

                                         che la dottrina e la
giurisprudenza hanno già avuto modo di stabilire che, in assenza di una diversa
pattuizione tra le parti o di un uso nel settore, la verifica dell’opera e la
notifica dei difetti devono avvenire non appena ciò è oggettivamente possibile
ed è ragionevolmente pretendibile dal committente, e meglio nei tempi
ragionevolmente necessari, tenuto conto della tipologia e dello scopo
dell’opera, ad effettuare un esame coscienzioso della stessa, ritenuto che un
prolungamento di questi ultimi è indicato se in concreto motivi tecnici o
motivi indipendenti dalla sua persona impongono un procrastinamento dell’esame
(cfr. Gauch, Der Werkvertrag, 5ª
ed., n. 2111 segg. ed in particolare n. 2115; Giger,
Berner Kommentar, n. 37 segg. ed in particolare n. 41 ad art. 201 CO; Zindel/Pulver/Schott, Basler Kommentar,
6ª ed., n. 6 ad art. 367 CO; DTF 118 II 142 consid. 3b; TF 11 settembre 2007
4A_51/2007 consid. 4.5, 24 marzo 2009 4A_534/2008 consid. 7.3); 

 

                                         che nel caso di specie la
conclusione del giudice di prime cure circa la tardività della notifica dei
difetti, il cui carattere palese non è qui stato censurato, può senz’altro
essere confermata: in assenza di una diversa pattuizione tra le parti o di un
uso nel settore, per altro neppure pretesi, la verifica delle opere da marmista
fornite dal convenuto e la conseguente notifica dei difetti da parte
dell’attore avrebbero in effetti potuto e dovuto avvenire - ciò essendo
oggettivamente possibile e ragionevolmente pretendibile da quest’ultimo - già a
fine marzo 2012, cioè subito dopo la loro esecuzione, o comunque al più tardi a
fine settembre 2012, cioè subito dopo l’invio della fattura (cfr. Zindel/Pulver/Schott, op. cit., n. 3 ad
art. 367 CO; TF 17 marzo 2005 4C.469/2004 consid. 2.7 e 11 settembre 2007 4A_51/2007
consid. 4.5, secondo cui l’invio della fattura impone al committente di verificare
l’opera e di notificare i difetti), tanto più che il ritardo a procedere da
parte sua era tale da impedire al convenuto appaltatore, a tutela del quale è
stata prevista la particolare regolamentazione, di far tempestivamente valere
eventuali diritti di garanzia nei confronti del suo fornitore (cfr. DTF 81 II
56 consid. 2b; TF 28 maggio 2002 4C.395/2001 consid. 2.1.1); il fatto che, su
richiesta dell’attore e quindi per esigenze sue, nel marzo 2012 quelle opere
fossero state immediatamente coperte con un telo protettivo per non rovinarle e
per permettere ad altri artigiani di portare a termine i loro rispettivi
interventi, non migliora la sua posizione, quella circostanza non costituendo né
un motivo tecnico né un motivo indipendente dalla sua persona, tali da impedire
un loro esame già allora ed imporre così un procrastinamento dello stesso;

 

                                         che le ulteriori
considerazioni esposte sul tema dall’attore, per altro perlopiù irricevibili
(art. 317 cpv. 1 CPC) siccome evocate per la prima volta solo in questa sede e fondate
in larga misura su fatti mai addotti in precedenza, non sono tali da modificare
la conclusione che precede: il fatto che una parte della dottrina (Gauch, op. cit., n. 2175; Tercier/Favre/Carron, Les contrats
spéciaux, 4ª ed., n. 4504) ritenga eccessivamente gravosa per il committente,
specie se non esperto della materia, la regolamentazione di cui agli art. 367
cpv. 1 e 370 cpv. 2 CO, non basta in effetti ancora, nelle particolari
circostanze, ad imporre l’opposta soluzione auspicata nel caso specifico
dall’attore; non è inoltre vero che il termine per provvedere alla verifica
dell’opera e alla notifica dei difetti dipenda dal ramo a cui appartiene il
committente (cfr. Tercier/Favre/Carron,
op. cit., n. 4511, secondo cui esso dipende semmai dal ramo a cui appartengono
entrambe le parti); il fatto, pure evidenziato, che l’attore potesse essere stato
in buona fede circa l’assenza di difetti al momento della copertura delle opere
ed al momento della notifica dei difetti è invece del tutto irrilevante; l’auspicata
applicazione alla fattispecie delle disposizioni previste in caso di difetti
occulti (art. 370 cpv. 3 CO) rispettivamente delle norme SIA 118 non entra poi
in linea di conto, visto che i difetti qui in esame erano palesi e la norma SIA
118 non era pacificamente parte degli accordi contrattuali; quanto infine all’asserita
violazione dell’obbligo d’interpello da parte del giudice di prime cure (art.
56 CPC), che non aveva attirato l’attenzione dell’attore, allora non
patrocinato da un avvocato, sulle circostanze relative alla presenza sul
cantiere il 18 aprile 2013 di un operaio del convenuto, la stessa risulta
persino temeraria, nulla permettendo a quel momento di ritenere, visto e
considerato che per lo stesso attore quell’operaio si era limitato a visionare
le opere e a constatare i presunti difetti (petizione p. 6 e replica p. 7), che
quell’aspetto potesse essere rilevante per la tematica della tempestività della
notifica dei difetti;

 

                                         che, a prescindere da
quanto precede, si osserva in ogni caso che anche l’altro assunto del giudice
di prime cure, secondo cui il pagamento della fattura da parte dell’attore
senza riserve (nemmeno, nonostante le opere non fossero ancora state da lui verificate,
in merito all’esistenza di eventuali difetti) potesse essere inteso in buona
fede come un’accettazione tacita dell’opera tale da comportare, ai sensi
dell’art. 370 cpv. 1 CO, la liberazione del convenuto dalla sua eventuale
responsabilità, ha a sua volta trovato riscontro nella dottrina e nella
giurisprudenza (cfr. Zindel/Pulver/Schott,
op. cit., n. 11 ad art. 370 CO; TF 8 ottobre 2004 4C.231/2004 consid. 2.2); 

 

                                         che l’appello dell’attore deve
pertanto essere respinto nella misura in cui è ricevibile, ritenuto che le
spese processuali e le ripetibili di secondo grado, calcolate sulla base di un
valore litigioso di fr. 10'000.-, seguono la soccombenza (art. 106 CPC).

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati l’art. 106 CPC, la LTG e il RTar

 

 

decide: 

 

 

                                    I.   L’appello 25 maggio
2016 di AP 1 è respinto nella misura in cui è ricevibile. 

 

 

                                   II.   Le spese
processuali di fr. 1’000.- sono a carico dell’appellante, che rifonderà all’appellato
fr. 1’000.- per ripetibili. 

 

 

                                  III.   Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
della giurisdizione di Locarno-Città

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

                       

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario con un valore litigioso inferiore a fr. 30'000.- è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,  1000 Losanna 14, entro
30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100
cpv. 1 LTF), se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale (art. 74 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è
possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia
costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che intende impugnare una
decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia
costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima
istanza (art. 119 LTF).