# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 552b5689-5cff-510f-9ef0-245211d11bfd
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-11-08
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 08.11.2016 S 2015 125
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2015-125_2016-11-08.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 15 125

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

presidenza Racioppi
giudici Moser, Meisser 
attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
dell’8 novembre 2016

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali 

A._____,

rappresentato dalla Rechtsberatung für italienische Migrantinnen und 

Migranten,

ricorrente

contro 

Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (SUVA), 

rappresentato dall'Avvocato lic. iur. Mattia Alessandro Ferrari, 

convenuto

concernente prestazioni assicurative LAINF

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1. A._____, era alle dipendenze della ditta B._____ SA in qualità di minatore 

e come tale obbligatoriamente assicurato all'Istituto nazionale svizzero di 

assicurazione contro gli infortuni (qui di seguito assicuratore infortuni) per 

le conseguenze di infortuni e malattie professionali. L'8 dicembre 2011, 

una grossa pietra scivolava dal tavolo di lavoro e cadeva addosso 

all'assicurato, procurandogli una forte contusione al piede sinistro con 

diverse fratture, trattate cruentemente. Malgrado i postumi dell'infortunio, 

inizialmente sembrava possibile un progressivo reinserimento presso il 

precedente datore di lavoro in un'attività di laboratorio più adatta e dal 

mese di ottobre 2012 l'assicurato lavorava nuovamente con un 

rendimento del 50%. In occasione della visita medica circondariale del 18 

marzo 2013 veniva rilevata una completa regressione dei dolori e 

accertata la presenza di una completa abilità al lavoro. 

2. Dopo la pausa invernale, la B._____ SA non riprendeva però subitamente 

l'attività per cui l'assicurato era costretto per la stagione 2013 a cambiare 

posto di lavoro. Ben presto subentravano nuovamente dolori al carico e 

gonfiori al piede sinistro. Al termine della stagione lavorativa l'assicurato si 

annunciava nuovamente all'assicuratore infortuni producendo un 

certificato medico che attestava una piena incapacità dal 15 novembre 

2013. Gli accertamenti in seguito eseguiti evidenziavano un'artrosi post-

traumatica della Lisfranc metatarsali III-V e il consolidamento della frattura 

metatarsale in posizione difettosa. I due successivi interventi correttivi 

praticati in data 8 aprile e 3 ottobre 2014 non permettevano di ottenere il 

risultato sperato e il paziente continuava a lamentare dolori al piede ed a 

spostarsi con l'aiuto di un bastone. Dal 13 gennaio al 17 febbraio 2015 

l'assicurato soggiornava per una cura riabilitativa a Bellikon.

3. Con decisione 6 agosto 2015, l'assicuratore infortuni riconosceva 

all'assicurato un'indennità per menomazione dell'integrità del 15 % (fr. 

18'900) e una rendita d'invalidità del 14 %. La rendita veniva calcolata 

partendo dal presupposto che l'assicurato non fosse più adatto a svolgere 

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le precedenti mansioni di minatore, ma che sussistesse una abilità 

completa in attività adatta. L'opposizione interposta dall'assicurato e 

mediante la quale chiedeva una rendita d'invalidità del 20 % o superiore 

veniva respinta con decisione su opposizione 8 settembre 2015.

4. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 6 

ottobre 2015, A._____ chiede l'annullamento del provvedimento 

impugnato, l'attribuzione di una rendita del 50 %, il riconoscimento del 

gratuito patrocinio e un'equa indennità a titolo di ripetibili. Sostanzialmente 

l'assicurato contesta le conclusioni mediche stando alle quali sarebbe 

esigibile l'esercizio di un'attività confacente in misura completa. Dopo il 

danno alla salute, la residua abilità sarebbe solo del 50 %. 

5. Nella risposta di causa del 13 novembre 2014, l'assicuratore infortuni 

confermava il ben fondato della decisione di rendita presa e chiedeva la 

reiezione del ricorso. L'abilità lucrativa stabilita dal medico di circondario 

corrisponderebbe a quella attestata anche alla dimissione da Bellikon, per 

cui non vi sarebbero motivi per dubitare della sua correttezza. 

6. Il 24 novembre 2015 l'assicurato produceva al Tribunale amministrativo la 

documentazione a sostegno della richiesta di assistenza giudiziaria 

gratuita. 

Considerando in diritto:

1. È controverso il grado d'invalidità dell'istante, mentre non è oggetto di 

contestazione l'ammontare dell'indennità per menomazione dell'integrità 

dopo che in sede di opposizione tale aspetto della decisione non veniva 

contestato. Infatti in sede di opposizione l'istante chiedeva una indennità 

del 15 %, corrispondente esattamente alla percentuale che gli era stata 

riconosciuta nella decisione 6 agosto 2015.  

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2. Formalmente, l'assicurato chiedeva in sede di opposizione il 

riconoscimento di una rendita del 20 % o superiore, mentre in questa 

sede la pretesa è di una rendita d'invalidità del 50 %. Poiché giusta l'art. 

61 lett. d della legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni 

sociali (LPGA; RU 830.1), il tribunale delle assicurazioni non è legato alle 

conclusioni delle parti e può cambiare una decisione o una decisione su 

opposizione a sfavore del ricorrente o accordargli più di quanto abbia 

chiesto, dopo comunque aver dato alle parti la possibilità di esprimersi e 

di ritirare il ricorso, quella che potrebbe sembrare una estensione del 

petito di ricorso è comunque una pretesa ammissibile.

3. a) A norma dell'art. 18 cpv. 1 LAINF, l'assicurato invalido almeno al 10 % a 

seguito d'infortunio ha diritto alla rendita d'invalidità. Le nozioni d'invalidità 

e d'incapacità al guadagno sono contenute nella LPGA. E' considerata 

invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente 

permanente o di lunga durata (art. 8 cpv. 1 LPGA). E' considerata 

incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, provocata da un 

danno alla salute fisica o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 

l'assicurato alle cure e alle misure d'integrazione esigibili, della possibilità 

di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in 

considerazione (art. 7 LPGA). Giusta quanto previsto all'art. 16 LPGA, per 

valutare il grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato invalido potrebbe 

conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la 

cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione, 

tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è 

confrontato con il reddito che esso avrebbe potuto ottenere se non fosse 

diventato invalido (DTF 128 V 30 cons. 1). 

b) Per poter graduare l'invalidità, all'amministrazione (o al giudice in caso di 

ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere redatti dal 

medico o eventualmente da altri specialisti, il compito del medico 

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consistendo nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in 

quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure 

nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori 

siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 261 

cons. 4). Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, 

determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno 

studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che 

consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato 

approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la 

descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito 

siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto 

medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la 

denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (DTF 125 V 352 

cons. 3a, 122 V 160 cons. 1c; sentenze del Tribunale federale 

8C_313/2012 del 7 giugno 2012 cons. 3.2, 8C_828/2007 del 23 aprile 

2008 cons. 7).

c) Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio 

consentito che l'assicuratore e il giudice delle assicurazioni sociali fondino 

la loro decisione esclusivamente su basi di giudizio interne dell'istituto 

assicuratore, il quale è parte solo dopo l'instaurazione della controversia 

giudiziale, mentre nella fase che precede la decisione è un organo 

amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (DTF 136 V 376 

cons. 4). Per quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, 

devono tuttavia essere poste esigenze severe (DTF 122 V 157). Per la 

giurisprudenza del Tribunale federale, nel caso in cui sussista anche il 

minimo dubbio sull'affidabilità e sulla concludenza dei pareri medici interni 

dell'assicurazione, occorrerà sottoporre l'assicurato a perizia medica 

esterna (DTF 135 V 465 cons. 4.4). Giova altresì ricordare che di principio 

deve essere considerato con la necessaria prudenza l'avviso dei medici 

curanti a causa dei particolari legami che essi hanno con il paziente (cfr. 

DTF 125 V 351 cons. 3b/cc), per cui, secondo esperienza comune, il 

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medico curante tende generalmente, in caso di dubbio, a pronunciarsi in 

favore del proprio paziente in ragione del rapporto di fiducia che lo unisce 

a quest'ultimo (sentenza del Tribunale federale 8C_698/2015 del 6 

gennaio 2016 cons. 2.2). 

4. a) Nell'evenienza in oggetto, a seguito del trauma subito l'8 dicembre 2011, 

l'istante presentava una frattura aperta pluriframmentaria di secondo 

grado alla base del III metatarsale con schiacciamento delle parti molli del 

tratto mediale e distale della parte inferiore della gamba sinistra. In 

seguito subentrava un'artrosi post-traumatica della Lisfranc metatarsali III-

V ed emergeva che il consolidamento della frattura metatarsale era 

avvenuto in posizione difettosa. Dopo una serie di interventi operatori, 

all'inizio ricostituivi e in seguito volti a correggere l'artrosi e il difettoso 

consolidamento, al piede sinistro permangono soggettivamente ingenti 

dolori al carico e l'assicurato si sposta con l'aiuto di un bastone. In termini 

di esigibilità, alla dimissione da Bellikon il 17 febbraio 2015, non veniva 

più reputata esigibile una ripresa della precedente attività di minatore, 

richiedendo la stessa degli spostamenti su terreni accidentati. Per contro 

l'istante veniva ritenuto idoneo a svolgere un lavoro di tipo leggero o 

medio pesante sull'arco dell'intera giornata lavorativa con le seguenti 

limitazioni: attività alternata, senza necessità di spostarsi su terreni 

accidentati o di mantenere il piede in una posizione forzata come 

risulterebbe dallo stare in ginocchio, accovacciato o acquattato. A titolo di 

eccezione era ammesso anche il porto di persi fino a 20 kg con ambedue 

le braccia. A sostegno di tale valutazione veniva rilevata una certa 

discrepanza tra i sintomi ancora lamentati dall'assicurato e il quadro 

clinico oggettivo. Infatti, di fronte al quadro clinico presentato dal paziente, 

dopo il consolidamento dell'artrodesi e una buona tenuta del materiale di 

osteosintesi, i medici avevano reputavano possibile riabilitare il paziente a 

spostamenti senza stampelle o bastone per diverse ore o oltre, mentre al 

termine della permanenza risultava possibile mobilizzare il paziente solo 

per circa 70 m senza l'aiuto delle due stampelle che l'assicurato si 

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ostinava comunque a tenere sotto il braccio e sui quali però si sosteneva 

ben poco (vedi relazione d'uscita da Bellikon del 17 febbraio 2015, pag. 

4). Questa valutazione della residua abilità veniva in larga misura 

confermata anche dal medico di circondario che visitava il paziente l'11 

maggio 2015. Dopo aver rilevato una mobilità della caviglia e del piede 

sinistri praticamente uguali rispetto a destra, il dott. med. C._____ non 

poteva omettere di evidenziare una certa discordanza tra i dolori lamentati 

dall'assicurato e il quadro clinico. L'assicurato si presentava alla visita 

medica munito di un bastone a destra, che deambulando risparmiava 

l'arto inferire sinistro. Il piede infortunato presentava però dei normali calli 

plantari e non vi era atrofia del polpaccio. Per contro, era indubbio che il 

piede infortunato risultasse ancora sempre gonfio e che quindi potessero 

permanere dei dolori al carico. Per questo, l'assicurato veniva ritenuto 

abile sull'arco dell'intera giornata lavorativa in un'attività di tipo leggero o 

medio-pesante con carico alternato, senza la necessità di compiere lunghi 

tragitti, di camminare su terreni accidentati o di dovere assumere 

posizioni forzate del piede sinistro come stare in ginocchio o rannicchiati. 

Il porto di pesi da ambo i lati era ammesso solo a titolo eccezionale (vedi 

relazione medica dell'8 maggio 2015). 

b) Questa valutazione della residua abilità lucrativa veniva messa in 

discussione dal dott. med. D._____ in data 16 luglio 2015 (la versione 

tedesca dello stesso referto medico è datata 26 agosto 2015). Lo 

specialista in chirurgia che aveva più volte operato il paziente condivideva 

il parere stando al quale l'assicurato non sarebbe più stato abile al lavoro 

in qualità di minatore. Per il resto però, dopo aver rilevato una limitazione 

dolorosa della mobilità del piede sinistro, un gonfiore e la possibilità di 

spostarsi solo con l'aiuto di un bastone, il dott. med. D._____ esprimeva il 

suoi dubbi sulla possibilità di reinserire l'assicurato nell'edilizia. In 

aggiunta a tale valutazione, che non conteneva indicazioni in merito al 

grado della residua abilità, in data 2 settembre 2015 il dott. med. D._____ 

quantificava l'abilità lucrativa in attività adatta al "20 % con potenziale 

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crescente". Per attività adatta veniva indicata un'attività alternata con 

possibilità di poter distendere regolarmente la gamba in posizione 

elevata. Un'attività adatta avrebbe in questo senso potuto essere quella di 

"magazziniere in una società di costruzione" e per il resto detto medico 

rimandava a quanto già esposto all'attenzione dell'assicurazione per 

l'invalidità (vedi relazione medica del 2 settembre 2015). Gli accertamenti 

in seguito condotti da questo Giudice permettevano invece di stabilire che 

la relazione a cui il medico si riferiva era in realtà quella redatta 

all'attenzione dell'assicuratore infortuni del 16 luglio/26 agosto 2015. 

c) Dal profilo medico vi è parere unanime nel ritenere non più esigibile il 

lavoro di minatore e nel considerare particolarmente indicata alla 

situazione post-infortunistica un'attività a carattere alternato. 

Contrariamene poi a quanto sembra pretendere il dott. med. D._____, né 

dal rapporto del dott. med. C._____ né dalla relazione di uscita da 

Bellikon è desumibile una idoneità a riprendere un lavoro in campo edile, 

ambito solitamente caratterizzato da attività di tipo pesante. In questo 

senso quindi, l'assunto da cui parte il dott. med. D._____ nella relazione 

del 16 luglio 2015 non è del tutto corretto. Analizzando poi la valutazione 

della residua abilità lucrativa fatta dal dott. med. D._____ emerge un 

quadro più soggettivo che oggettivo dei disturbi di tipo invalidante. In 

primo luogo le limitazioni riscontrate non sono corroborate dai necessari 

rilievi. Il medico di circondario aveva espresse in cifre le praticamente 

irrilevanti differenze di funzionalità tra due piedi (vedi relazione dell'11 

maggio 2015 pag. 4 sotto la rubrica controllo della mobilità 

dell'articolazione del piede), mentre il chirurgo si limita ad evocare una 

imprecisata limitazione funzionale dolorosa. Anche per quanto riguarda il 

porto del bastone, il dott. med. D._____ evoca il fatto che l'assicurato 

faccia ricorso a tale supporto senza però esprimersi sulla necessità di 

ricorrere o meno a questo aiuto per la locomozione. Sia dal rapporto di 

Bellikon che da quanto rilevato dal medico di circondario, la necessità 

oggettiva di deambulare con l'aiuto di una stampella o di un bastone 

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veniva relativizzata (l'assicurato sarebbe in grado di spostarsi per almeno 

70 m senza bastone, ma non vorrebbe privarsi della gruccia), 

rispettivamente veniva espresso il sospetto che l'assicurato non facesse 

effettivamente ricorso al bastone nella misura pretesa in ambito 

quotidiano (mancanza di atrofia del polpaccio e calli plantari normali). 

Oggettivamente quindi, delle limitazioni addotte dal dott. med. D._____, 

permane la necessità di poter distendere regolarmente la gamba in 

posizione elevata a seguito dei gonfiori. Per gli indubbi gonfiori al piede 

sinistro, a Bellikon dall'assicurato veniva preteso il porto di calze 

contenitive (vedi relazione del 17 febbraio 2015, pag. 13, riguardo alla 

situazione oggettiva alla dimissione e ricetta medica per l'acquisto di dette 

calze contenitive del 23 novembre 2015 stesa dal dott. med. D._____), 

misura che meglio si confà all'obbligo di limitare il danno generalmente 

vigente nell'ambito delle assicurazioni sociali. Alla luce di tali 

considerazioni, la valutazione della residua abilità del "20 % con 

potenziale crescente" fatta dal dott. med. D._____ non appare sorretta da 

elementi oggettivi di giudizio e quindi convincente. Per giustificare una 

tanto elevata limitazione dell'abilità lucrativa non basta il riporto di sintomi 

essenzialmente soggettivi e l'accenno a fattori che potrebbero influire 

sulla capacità lucrativa, ma che nel caso concreto potrebbero venire 

ovviati o comunque ridotti mediante altri accorgimenti.

d) Per questo giudice, la diversa valutazione della residua abilità lucrativa 

fatta dal dott. med. D._____ non è convincente né propria a porre in 

dubbio le conclusioni del dott. med. C._____ e degli incaricati della 

riabilitazione per cui è dato considerare il persistere di una abilità lucrativa 

completa in attività confacente allo stato post-infortunistico. 

5. a) Decisivo per la determinazione del reddito da valido non è il guadagno 

realizzato nell'ultima attività svolta, bensì il reddito che la persona 

assicurata conseguirebbe, secondo il grado della verosimiglianza 

preponderante, se non fosse diventata invalida. È vero che di regola ci si 

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basa sull'ultimo reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del 

danno alla salute, se del caso adeguandolo all'evoluzione dei salari. 

Questo perché normalmente, in base all'esperienza comune, la persona 

interessata avrebbe continuato la precedente attività in assenza del 

danno alla salute (DTF 129 V 224 cons. 4.3.1; sentenza del Tribunale 

federale 9C_24/2009 del 6 marzo 2009 cons. 3.2 con riferimenti) e perché 

il metodo del confronto dei redditi, stabilito per la determinazione del 

grado d'invalidità, deve avvenire per quanto possibile conformemente a 

concreti elementi di calcolo (UELI KIESER, ATSG-Kommentar, 2015, nota 

23 all'art. 16 LPGA).

b) Nell'evenienza in oggetto, l'assicuratore infortuni ha chiesto al datore di 

lavoro – alle dipendenze del quale si trovava l'assicurato al momento 

dell'infortunio - quanto il dipendente avrebbe guadagnato se fosse rimasto 

impiegato nella ditta senza limitazioni di sorta. Dalla comunicazione del 

30 marzo 2015 si evince che nel 2015 l'assicurato avrebbe ottenuto una 

paga oraria di fr. 27.85 con un supplemento del 10.6 % per vacanze e 

giorni feriali, del 8.33 % per la 13. mensilità e di fr. 1.- all'ora come 

indennità per lavori sporchi. Le ore lavorative annuali senza vacanze 

restavano invariate negli anni a 2112. Giustamente quindi l'assicuratore 

infortuni ha stabilito un guadagno annuo da valido di fr. 66'007.--.

6. a) Per la definizione del reddito da invalido la giurisprudenza ha in primo 

luogo ritenuto determinante la situazione salariale concreta della persona 

interessata, a condizione che quest'ultima sfrutti in maniera completa e 

ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante 

dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario 

sociale (DTF 126 V 75 cons. 3b/aa pag. 76). Qualora difettino indicazioni 

economiche effettive, possono essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche 

salariali, come risultano dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari 

(ISS) edita dall'Ufficio federale di statistica (DTF 126 V 75 cons. 3b/bb 

pag. 77) oppure quelli deducibili dalla documentazione dell'assicuratore 

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infortuni in oggetto relativa ai posti di lavoro (DPL), alle specifiche 

condizioni poste dalla giurisprudenza a tali rilievi (DTF 139 V 592 cons. 

7). Dalla TA1 dell'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari 2012 (a 

proposito dell'applicabilità di tali nuovi dati statistici vedi DTF 142 V 178 

cons. 2.5.7), edita dall'Ufficio federale di statistica, risulta che il salario 

lordo mediamente percepito in quell'anno dagli uomini per un'attività 

semplice di tipo fisico o manuale di 40 ore settimanali nel settore privato 

corrispondeva ad un importo - compresa la 13 mensilità - di fr. 62'520.-- 

(fr. 5'210.-- x 12 mesi). Adattando queste cifre ad un orario medio di 

lavoro settimanale aziendale di 41.7 ore (vedi la Tabella sulla durata 

normale del lavoro nelle aziende secondo la divisione economica, in ore 

per settimana, pubblicata dall'Ufficio federale di statistica in: 

Arbeitsmarktindikatoren 2015, pag. 80) e tenendo conto del rincaro dei 

salari nominali fino al 2015 (DTF 126 V 81 cons. 7a), in ragione di 

un'evoluzione dello 0.7 % per il 2013, dello 0.8 % per il 2014 e dello 0.4 % 

per il 2015 (vedi Tabelle T1.10 Nominallohnindex 2011-2015, edita 

dell'Ufficio federale di statistica) - anziché dello 0.8 % come ritenuto 

dell'assicuratore convenuto - si ottiene un reddito ipotetico annuo per il 

2015 di fr. 66'423.--. 

b) Secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della 

loro particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, 

età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), 

non possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua 

nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a 

raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una 

riduzione percentuale sul salario teorico statistico. Una deduzione globale 

massima – che non può superare il 25 % del salario statistico – dovrebbe 

permetter di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul 

reddito del lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione 

globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve 

succintamente motivare, il giudice non può, senza valido motivo, sostituire 

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il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 

80 cons. 5b/cc). Nella sentenza 9C_179/2013 del 26 agosto 2013 al 

considerando 5.4, a proposito della riduzione del salario statistico tramite 

l'utilizzo di multipli di 5 - l'applicazione di tassi più frazionati si rivelerebbe 

invece problematica poiché siffatte riduzioni sarebbero difficilmente 

concretizzabili e quindi anche difficilmente verificabili in sede giudiziaria 

(cfr. ULRICH MEYER, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung [IVG], 

in: MURER/STAUFFER [ed.], Rechtsprechung des Bundesgerichts zum 

Sozialversicherungsrecht, 2a ed. 2010, pag. 314) - il Tribunale federale 

ha ricordato che il potere d'apprezzamento dell'autorità giudiziaria di 

primo grado non è limitato alla violazione del diritto (compreso l'eccesso e 

l'abuso del potere di apprezzamento), ma si estende ugualmente 

all'esame di adeguatezza della decisione amministrativa. In tale contesto 

l'esame verte sulla questione di sapere se un'altra soluzione non sarebbe 

stata più opportuna rispetto a quella adottata, in un caso concreto, 

dall'autorità nell'ambito del proprio potere di apprezzamento e pur nel 

rispetto dei principi generali del diritto. A tal proposito, il giudice delle 

assicurazioni sociali non può, senza valido motivo, sostituire il suo 

apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione; deve piuttosto 

fondarsi su circostanze tali da fare apparire il proprio apprezzamento 

come quello maggiormente appropriato (DTF 137 V 71 cons. 5.2 e 126 V 

75 cons. 6). 

c) Nell'evenienza, l'assicuratore infortuni ha operato una riduzione del 15 %. 

Questa valutazione non dà adito a critiche. Per quanto è stato esposto in 

precedenza, è esigibile dall'assicurato l'esplicazione di un'attività alternata 

non solo di tipo leggero, ma anche medio-pesante a tempo pieno, 

seppure entro le limitazioni addizionali indicate dai medici per quanto 

riguarda le posizioni, gli spostamenti e il porto di pesi fino a 20 kg con 

ambedue le braccia. La riduzione applicata tiene in questo contesto 

ampiamente conto di tali limitazioni addizionali. Evidentemente la ricerca 

di un lavoro può essere resa più difficile dal fatto che l'istante sia sempre 

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stato impiegato in qualità di stagionale in attività pesanti. D'altro canto, 

l'intatta manualità, le buone condizioni di apprendimento e l'età ancora 

relativamente giovane (cinquantenne) dovrebbero permettergli di poter 

imporsi sul mercato del lavoro anche in altre attività nell'ambito 

dell'artigianato, dei trasporti o della sorveglianza. In questo senso, 

l'applicazione di una deduzione superiore al 15 % sui valori statistici non 

entra in considerazione. Il reddito da invalido va pertanto stabilito a 

fr. 56'460.--.

7. Operando allora il confronto dei redditi, tra quanto l'istante avrebbe 

conseguito da valido (fr. 66'007.--) e il reddito ancora realizzabile da 

invalido (fr. 56'460.--) ne risulta un grado d'invalidità del 14 % per cui il 

ricorso deve essere respinto e merita conferma il provvedimento 

impugnato. 

8. a) Giusta l'art. 61 LPGA la procedura è gratuita (lett. a). L'art. 61 cpv. 1 lett. f 

LPGA garantisce all'assicurato il diritto di farsi patrocinare e di poter 

beneficiare, a determinate condizioni, del gratuito patrocinio. A livello 

cantonale l'art. 76 della legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 

370.100) sancisce che tramite decisione determinante il corso della 

procedura o decisione nella causa principale, l'autorità può, su richiesta, 

concedere l'assistenza giudiziaria gratuita ad una parte che non dispone 

dei mezzi necessari, se la sua causa non è evidentemente temeraria o a 

priori senza speranza (cpv. 1). La concessione esenta da tutte le spese e 

tasse di un'autorità. Sono fatte salve le disposizioni sul rimborso (cpv. 2). 

b) Riguardo alla sua situazione economica, vengono fornite le seguenti 

indicazioni: l'istante non svolge attività lucrativa, la famiglia vive della 

rendita d'invalidità del 14 % (fr. 481.-- mensili) e dell'irregolare esiguo 

reddito conseguito della moglie del ricorrente (che fino all'ottobre 2015 si 

limitava ad un importo complessivo di € 1'500.--). Pur disponendo di 

un'abitazione propria, la stessa ha dovuto essere gravata nel maggio 

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2013 da un debito ipotecario che attualmente corrisponde a fr. 77'695.--. 

In generale, la proprietà di un'abitazione lascia solitamente concludere 

alla possibilità di aumentare il debito ipotecario per far fronte alle spese di 

rappresentanza. Nell'evenienza, tenuto conto dell'esiguo reddito di cui 

dispone la famiglia e del fatto che madre e figlia sono attualmente 

disoccupate, è eccezionalmente ammesso concludere ad una situazione 

di forte rigore economico, senza che siano necessari ulteriori 

accertamenti. 

c) Oltre all'affermazione di una carenza di mezzi economici il diritto 

all'assistenza giudiziaria presuppone che la causa non possa essere 

considerata temeraria o priva di possibilità di successo. Nell'evenienza 

anche questa condizione va ritenuta soddisfatta per cui il ricorso a 

un'associazione di autoaiuto come quella che ha perorato gli interessi del 

ricorrente è giustificata della circostanze del caso concreto. Giusta la 

prassi di questo Giudice (PTA 2010 no. 32), anche le organizzazioni di 

autoaiuto hanno diritto alla rifusione delle ripetibili nell'ambito delle 

competenze lasciate ai cantoni dal diritto federale (vedi sentenze del 

Tribunale federale 9C_415/2009 del 12 agosto 2009 e 9C_688 /2009 del 

19 novembre 2009). Giusta la nota spese del 1. dicembre 2015, i costi di 

rappresentanza fatti valere comprendono 7 ore e 30 minuti di lavoro. Tale 

dispendio di tempo non è però in relazione alla semplicità con la quale è 

stato redatto l'atto di ricorso ed in particolare con la ridotta motivazione 

fornita per contestare il provvedimento preso. Nella replica, veniva poi 

unicamente ribadito il petito di ricorso. Ne consegue che l'indennità di 

parte viene nell'evenienza fissata dal Tribunale amministrativo ad un 

importo forfettario di fr. 500.--. Tale spesa viene assunta dalla cassa del 

Tribunale amministrativo. 

Il Tribunale decide:

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1. Il ricorso è respinto. 

2. La procedura è gratuita.

3. a) A A._____ è concessa l'assistenza giudiziaria gratuita (art. 76 LGA) e gli 

viene concesso di farsi rappresentare dalla Rechtsberatung für 

italienische Migrantinnen und Migranten. Tale associazione viene 

indennizzata con un importo forfettario di fr. 500.-- che va a carico della 

cassa del Tribunale amministrativo.

b) A._____ dovrà rimborsare le spese di rappresentanza, qualora le sue 

condizioni di reddito e di sostanza dovessero migliorare ed esso sarà in 

grado di farlo (art. 77 cpv. 1 LGA). 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]