# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ed57c1f7-b00c-5f00-964d-7f4a7654b14b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-08-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.08.2008 D-5154/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5154-2008_2008-08-27.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5154/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 7  a g o s t o  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Kurt Gysi,
cancelliera Chiara Piras.

A._______, Turchia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 6 agosto 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5154/2008

Fatti:

A.
Il 27 giugno 2008, l'interessato ha presentato una domanda d'asilo in 
Svizzera. Ha dichiarato, in sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. 
verbali d'audizione del 14 e del 21 luglio 2008), d'essere espatriato il 
[...] per recarsi prima in Polonia, dove ha lavorato fino al [...], e poi in 
Germania,  prima  di  entrare  in  Svizzera  il  26  giugno  2008. Avrebbe 
lasciato  il  proprio  Paese per  paura  di  essere  ucciso  da  membri  del 
“B._______” –  agenti  di  sicurezza  all'interno  dei  militari  –  i  quali  lo 
avrebbero rapito, interrogato e maltrattato una prima volta nel [...] per 
due o  tre  giorni  e  dopo quindici  o  venti  giorni  una seconda volta  a 
causa delle sue attività ai favori del Partito dei lavoratori del Kurdistan 
(PKK).  Negando  un  collegamento  con  il  PKK,  l'interessato  ha  però 
promesso  di  collaborare  con  i  suoi  sequestratori  ed  è  riuscito  a 
negoziare un periodo di riflessione di quindici giorni. Tornato a casa, 
ha  deciso  di  lasciare  il  Paese,  recandosi  prima  ad  Istanbul,  e  poi, 
munito di un visto per entrate multiple, a Varsavia per lavorare presso 
un'impresa di costruzioni. 

B.
Il 6 agosto 2008, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art. 34 cpv. 2 lett. c della legge sull'asilo del  26 giugno 
1998  (LAsi,  RS  142.31).  Detto  Ufficio  ha  pure  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  la  Polonia  siccome  lecita,  esigibile  e 
possibile. 

C.
L'8 agosto 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha chiesto  l'annullamento  del  provvedimento  litigioso e  la 
trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità  inferiore  per  una  nuova 
decisione nel merito della sua domanda d'asilo. Ha altresì presentato 
una domanda d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente 
alle presunte spese processuali. 

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 

Pagina 2

D-5154/2008

materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
LAsi, e art. 83 lett d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 
2005 [LTF, RS 173.110]). 

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 
sulla  procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS 
172.021), nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi. 

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinate  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua. 

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano. 

4.
Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato che il ricorrente è in 
possesso  di  un  visto  per  entrate  multiple  per  la  Polonia,  il  quale  è 
valido fino al [...]. Inoltre, l'UFM sottolinea che la Polonia, essendo un 
membro dell'Unione Europea,  garantisce i  diritti  umani. Detto Ufficio 
constata,  altresì,  che,  tranne  un  cugino  con  il  quale  il  ricorrente 
avrebbe  mensilmente  contatti  telefonici,  in  Svizzera  non  risiedono 
parenti  prossimi  o  persone  con  le  quale  il  ricorrente  intratterrebbe 
rapporti stretti. Infine, il ricorrente non adempirebbe manifestamente la 
qualità di rifugiato secondo l'art. 3 LAsi. Il suo racconto sarebbe, infatti, 
lacunoso, contraddittorio e privo di dettagli sulle date della detenzione, 
sugli interrogatori e sui maltrattamenti subiti.

5.
Nel gravame, il ricorrente fa valere che, a suo avviso, il fatto di essere 
curdo  ed  attivo  politicamente  costituirebbe  di  per  sé  un  rischio  di 
persecuzione.  Inoltre,  nel  suo  caso,  sarebbe  applicabile  l'eccezione 
dell'art.  34  cpv. 3  lett.  a  LAsi,  visto,  in  particolare,  che  in  Svizzera 
vivrebbe  un  suo  parente  prossimo.  L'UFM  avrebbe  quindi  dovuto 
entrare nel merito della sua domanda d'asilo. 

Pagina 3

D-5154/2008

6.
Giusta  l'art.  34  cpv.  2  lett.  c  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una 
domanda d'asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo per il 
quale possiede un visto e in cui può chiedere protezione. Giusta l'art. 
34 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 non si applica se in Svizzera vivono persone 
con cui il richiedente intrattiene rapporti stretti o suoi parenti prossimi 
(lett. a), se il richiedente adempie manifestamente la qualità di rifugiato 
secondo l'art. 3 LAsi (lett. b), o se vi sono indizi che nello Stato terzo 
non vi sia una protezione effettiva dal respingimento ai sensi dell'art. 5 
cpv. 1 LAsi.

7.

7.1 Le  condizioni  d'applicazione  dell'art.  34  cpv. 2  lett.  c  LAsi  sono 
manifestamente  adempite,  essendo  incontestato  che  il  ricorrente,  in 
possesso  di  un  visto  per  entrate  multiple  (valido  fino  al  [...]),  ha 
soggiornato in Polonia precedentemente al suo arrivo in Svizzera. 

7.2  In  relazione  alla  nozione  di  “persone  con  le  quali  intrattiene 
rapporti stretti” e di “parenti prossimi” giusta l'art. 34 cpv. 3 lett. a LAsi 
va  rilevato  che  quest'ultima  deve  essere  ripresa  tale  e  quale  dal 
vecchio art. 23 cpv. 1 lett. d, rispettivamente dal vecchio art. 42 cpv. 2 
lett.  c  LAsi  (v.  foglio  federale  2002,  pag.  6125).  Inoltre,  secondo  la 
prassi di questo Tribunale, per “parenti prossimi” s'intendono i coniugi 
ed i figli minorenni. Sono equiparati ai coniugi i partner registrati e le 
persone che vivono in  unione duratura  simile  a  quella  coniugale  (v. 
Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso 
in materia d'asilo [GICRA] 2000, n. 4, pag. 41s; sentenza del Tribunale 
amministrativo federale  E-2001/2008 del  4  aprile  2008; art. 1  lett. e 
dell'Ordinanza  1  dell'  11  agosto  1999  sull'asilo  relativa  a  questioni 
procedurali [OAsi 1; RS 142.311]). 

Questo  Tribunale  osserva che,  contrariamente  a  quanto  preteso nel 
gravame,  il  ricorrente  non possiede parenti  prossimi  in  Svizzera nei 
sensi della legge e della giurisprudenza. Inoltre, è importante rilevare 
che,  nell'ambito  dell'audizione  del  14  luglio  2008,  il  ricorrente  ha 
sostenuto  di  non  avere  parenti  in  Svizzera  (v.  pag.  3)  e  di  avere 
menzionato il cugino solo durante la seconda audizione del 21 luglio 
2008 (v. pag. 4). Avrebbe visto il cugino l'ultima volta due anni fa, e lo 
avrebbe sentito per telefono solo una volta al  mese. In più, avrebbe 
deciso di venire in Svizzera seguendo i consigli degli amici del partito 
e dei propri parenti, i quali gli avrebbero detto che era meglio andare 

Pagina 4

D-5154/2008

in Svizzera, visto che si  tratta di un Paese democratico dove si  vive 
bene anche come curdi  (cfr. verbale  d'audizione del  21 luglio  2008, 
pag. 4). Da ciò che precede, risulta che l'insorgente manifestamente 
non  intrattiene  rapporti  stretti  con  il  cugino  residente  in  Svizzera. 
Pertanto non sono dati, nella fattispecie, i presupposti dell'art. 34 cpv. 
3 lett. a LAsi. 

7.3 Contrariamente a quanto preteso nel gravame, il ricorrente non è 
manifestamente  riuscito  a  comprovare  la  propria  qualità  di  rifugiato 
secondo l'art. 3 LAsi. Infatti, il ricorrente non ha presentato, all'infuori 
di generiche censure, argomenti o prove suscettibili di giustificare una 
diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione, 
delle allegazioni decisive in materia d'asilo da lui presentate in corso 
di procedura. Quest'ultime s'esauriscono in mere affermazioni di parte 
non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, 
in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può 
essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF in relazione all'art. 6 LAsi, all'art. 
37  LTAF  ed  all'art.  4  PA).  Basti  rilevare  che  l'insorgente  non  è 
nemmeno  stato  in  grado  di  indicare  con  precisione  le  date  degli 
arresti, anche se relativamente recenti (marzo o aprile 2008). Inoltre, il 
ricorrente non ha fornito alcun dettaglio sugli interrogatori subiti, sulla 
natura delle domande poste o sulle persone che lo avrebbero rapito. 
Infine, in considerazione dell'obbligo di collaborare giusta l'art. 8 cpv. 1 
LAsi,  non  soccorre  il  ricorrente  l'affermazione  secondo  la  quale 
avrebbe  “raccontato  tutta  la  verità  e  consegnato  il  passaporto,  pur 
potendo – come fan tanti  altri  – stracciare quest'ultimo” (cfr. verbale 
d'audizione del 21 luglio 2008). In virtù di quanto precede, nel caso di 
specie,  l'eccezione  prevista  dall'art.  34  cpv.  3  lett.  b  LAsi  non  è 
applicabile. 

7.4 Dato che la Polonia è stata designata come Stato terzo sicuro dal 
Consiglio  federale  il  14  dicembre  2007,  incombe  all'insorgente 
d'invalidare la presunzione di protezione effettiva dal respingimento. Il 
ricorrente  non  è  manifestamente  riuscito,  per  quanto  attiene  al  suo 
caso specifico, in tale intento. Infatti, giova rilevare che le affermazioni, 
secondo cui  sarebbe  meglio  recarsi  in  Svizzera,  poiché  sarebbe un 
Paese  democratico,  dove  si  starebbe  bene  anche  come  curdi  (cfr. 
verbale  d'audizione del  21  luglio  2008,  pag. 4),  appaiono  irrilevanti. 
Pertanto,  l'art.  34  cpv.  3  lett.  c  LAsi  non  trova  applicazione  nella 
fattispecie. 

Pagina 5

D-5154/2008

8.
Di  conseguenza,  il  ricorso  in  materia  di  non  entrata  nel  merito, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata.

9.
Il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2,  art. 44 cpv. 1 LAsi  nonché art. 32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 
agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

10.
Non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che 
l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  in  Polonia  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione sullo statuto dei  rifugiati  del  28 luglio 1951 (Conv.,  RS 
0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 
della  legge  federale  del  16  dicembre  2005  sugli  stranieri  (LStr,  RS 
142.20)  o  esporre  il  ricorrente  al  rischio  reale  ed  immediato  di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4  novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed 
altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 
1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

10.1 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno  che  in  Polonia  non  vige  attualmente  una  situazione  di 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nella totalità del territorio nazionale, né altri  motivi 
deducibili  dalle carte processuali  conducono a pensare che, in caso 
d'allontanamento  in  questo  Paese,  vi  sia  una  messa  in  pericolo 
concreta dell'insorgente. 

10.2 Inoltre,  l'insorgente  è  giovane,  ha  una  certa  esperienza 
professionale e non ha altresì preteso nel gravame di soffrire di gravi 
problemi di salute che possano giustificare un'ammissione provvisoria 
(v. sulla  problematica  GICRA 2003  n. 24),  senza  che  ad  un  esame 
d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza del 
ricorrente  in  Svizzera  per  motivi  medici.  Per  sovrabbondanza,  giova 

Pagina 6

D-5154/2008

sottolineare che l'insorgente ha già lavorato per un mese e mezzo in 
un'impresa  di  costruzioni  in  Polonia  (cfr. verbale  d'audizione  del  21 
luglio 2008, pag. 4). 

10.3 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Il 
ricorrente è in possesso di un visto  per entrate multiple per la Polonia 
valido  fino  al  [...].  L'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque  pure 
possibile.

11.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per le  ragioni  indicate al  considerando 10 del  presente giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata. 

12.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

13.
Il TAF, avendo statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 
dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali è divenuta senza oggetto. 

14.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 
5  PA nonché  3  lett.  b  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle  spese 
ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 
febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 7

D-5154/2008

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda d'esenzione dal  versamento anticipato delle  presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto. 

3.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione dimora e aiuto al ritorno (in copia; n. di rif. N )
- C._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

Pagina 8