# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e820844a-eab3-5514-bb41-95a58da9fc81
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-03-28
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 28.03.2014 D-5653/2013
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5653-2013_2014-03-28.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-5653/2013 

 

 

 

 S e n t e n z a  d e l  2 8  m a r z o  2 0 1 4  

Composizione 

 
Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Bendicht Tellenbach;  

cancelliera Sebastiana Stähli. 

 

 
 

Parti 

 
A._______, nata il (…), e il figlio 

B._______, nato il (…), 

Somalia,   

entrambi rappresentati dal signor Rosario Mastrosimone,  

ricorrenti,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale della migrazione (UFM),  

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Domanda d'asilo presentata all'estero e autorizzazione d'en-

trata;  

decisione dell'UFM del 10 settembre 2013 / N (…). 

 

 

D-5653/2013 

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Fatti: 

A.  

In data 13 gennaio 2012, A._______ – cittadina somala attualmente resi-

dente in Etiopia con il figlio B._______ – ha conferito mandato con possi-

bilità di subdelega a C._______, cittadino somalo residente in Svizzera al 

beneficio dell'ammissione provvisoria, con il quale ha dichiarato essere 

sposata dal 1° gennaio 2006, affinché deponesse una domanda d'asilo e 

autorizzazione d'entrata in Svizzera per conto suo e del loro figlio 

B._______. 

B.  

In data 16 aprile 2012, il signor C._______, ha inoltrato all'UFM, in rap-

presentanza di A._______ e di B._______, una domanda d'asilo dall'este-

ro e autorizzazione d'entrata in Svizzera. Nella domanda ha spiegato che 

la moglie in Somalia avrebbe avuto problemi con gli Al Shabaab. Mentre 

ella lavorava presso una ONG, la madre, anche lei al servizio presso la 

stessa ONG, sarebbe stata sequestrata ed in seguito uccisa dagli Al 

Shabaab. In seguito, un giorno che la signora A._______ non sarebbe 

stata presente, gli Al Shabaab avrebbero fatto irruzione nella sede 

dell'ONG chiudendo tutti gli uffici. I colleghi di A._______ l'avrebbero in-

formata che il gruppo avrebbe cercato anche lei, per non farsi trovare ella 

sarebbe così scappata in un'altra città dove avrebbe trovato lavoro come 

donna delle pulizie presso la D._______, un'altra ONG. Anche lì però sa-

rebbero arrivati gli Al Shabaab a cercarla e uno di loro avrebbe voluto 

prenderla in moglie. Gli Al Shabaab avrebbero infatti ritenuto non valido il 

matrimonio di A._______ con C._______ non avendo più notizie l'uno 

dell'altra dal 2006. Il pretendente avrebbe inoltre affermato che se la si-

gnora A._______ non avesse, entro una settimana, accettato la proposta 

di matrimonio le avrebbero tagliato la testa. Ella, sarebbe subito scappata 

ed espatriata in Etiopia in (…) del 2011. 

A sostegno della domanda il signor C._______ ha prodotto copia del cer-

tificato di nascita della moglie, rilasciato a Mogadiscio (Somalia) il 

(…) 2010, con relativa traduzione in inglese, una lettera manoscritta della 

stessa del (…) 2012, copia della tessera di lavoro della D._______ e lo 

stampato della pagina web di presentazione della D._______.  

C.  

Con scritto del 20 luglio 2012 e del 17 agosto 2012, non avendo ancora 

ottenuto una risposta in merito alla domanda d'autorizzazione d'entrata 

D-5653/2013 

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per la moglie ed il figlio, il signor C._______ ha chiesto all'UFM conferma 

della ricezione della domanda e chiarimenti in merito allo stato della pro-

cedura. 

D.  

Con scritto del 19 ottobre 2012 l'UFM ha confermato la ricezione della 

domanda ed ha informato C._______ che la domanda verrà trattata il più 

rapidamente possibile.  

E.  

In data 8 gennaio 2013 l'UFM ha riferito al marito, rispettivamente padre 

degli interessati, che l'Ambasciata svizzera ad Addis Abeba (Etiopia) non 

sarebbe stata in grado di procedere all'audizione dei richiedenti l'asilo per 

mancanza di capacità ed infrastrutture. Pertanto, in conformità con la giu-

risprudenza del Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribuna-

le), ha invitato A._______ a rispondere, per iscritto ed entro 

l'8 febbraio 2013, ad un formulario di domande per chiarire i fatti ed i mo-

tivi d'asilo. Nello stesso scritto ha accordato all'interessata la possibilità di 

prendere posizione in merito ad un eventuale rigetto della domanda d'asi-

lo e dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera ed ha infine richiesto la tra-

smissione, come mezzi di prova, di copie dei documenti di identità, non-

ché di una fotografia recente.  

F.  

F.a Con scritto del 4 febbraio 2013 C._______ ha ossequiato quanto 

chiesto dall'UFM con il succitato scritto dell'8 gennaio 2013, gli ha tra-

smesso le risposte al questionario ottenute telefonicamente dalla moglie 

ed ha richiesto una proroga per poter produrre le risposte firmate dalla ri-

chiedente. Nello scritto, oltre che a confermare quanto già adotto nella 

domanda del 16 aprile 2012, ha indicato che la richiedente non sarebbe 

mai stata in un campo profughi dell'Alto Commissariato delle Nazioni Uni-

te per i Rifugiati (UNHCR) ed ha precisato che la medesima ed il figlio sa-

rebbero provvisoriamente ospiti di una famiglia di conoscenti somali ad 

Addis Abeba e che non potrebbero rimanere in Etiopia date le difficili con-

dizioni di vita e la mancanza di un sostegno. Ha inoltre aggiunto che la 

moglie ed il figlio non potrebbero rientrare in Somalia a causa della situa-

zione di estrema violenza causata dagli Al Shabaab, nonché da altri 

gruppi armati presenti nel paese. Unitamente alle risposte ha allegato il 

certificato di nascita di A._______ in originale, la scansione di una lettera 

manoscritta datata 19 gennaio 2013 nonché cinque fotografie della mo-

glie e del figlio. 

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F.b In data 15 febbraio 2013 egli ha trasmesso all'UFM le medesime ri-

sposte firmate dalla moglie unitamente ad un foglio di accompagnamento 

della compagnia DHL, che si era occupata del trasporto della lettera, e 

della busta DHL originale.  

G.  

Con missive del 10 maggio 2013, del 29 luglio 2013 e del 6 settembre 

2013 il signor C._______ ha sollecitato l'UFM in merito allo stato della 

procedura ed ha espresso inquietudine per la lunga attesa. 

H.  

Con decisione del 10 settembre 2013, notificata al marito al più presto 

l'11 settembre 2013, l'UFM non ha autorizzato l'entrata degli interessati in 

Svizzera ai fini della procedura d'asilo ed ha respinto la loro domanda 

d'asilo dall'estero. Nella decisione impugnata, l'UFM ha rilevato che 

dall'incarto del signor C._______ riguardante le domande formulate dallo 

stesso l'11 agosto 2010 e il 23 novembre 2011 volte al rilascio di un do-

cumento di viaggio, sarebbe emerso che A._______ ed il figlio, già nell'a-

gosto del 2010 e ancora nel novembre del 2011, vivevano a E._______ 

(Kenya) e non più in Somalia. Malgrado queste divergenze detto Ufficio 

non ha deciso definitivamente se i motivi d'asilo dei richiedenti sarebbero 

stati o meno suscettibili di giustificare il rilascio di un'autorizzazione per 

entrare in Svizzera, in quanto tale autorizzazione sarebbe comunque e-

sclusa. L'autorità inferiore ha infatti considerato il soggiorno dei richiedenti 

in uno stato terzo ed ha esaminato la situazione dei richiedenti confor-

memente al previgente art. 52 cpv. 2 della legge sull’asilo del 26 giugno 

1998 (LAsi, RS 142.31). L'UFM ha considerato che nei campi rifugiati 

dell'UNHCR sarebbero garantiti sia i bisogni vitali sia una certa sicurezza, 

pertanto, per i somali residenti in Etiopia, si potrebbe ragionevolmente e-

sigere che si rechino o facciano ritorno in tali campi. Nel caso specifico, 

dall'incarto emergerebbe che i richiedenti non avrebbero effettuato nes-

suna prassi per essere registrati quali rifugiati UNHCR ed ottenere in tal 

modo la protezione offerta. Sarebbe sicché ragionevole esigere che intra-

prendano le pratiche necessarie al fine di farsi riconoscere come rifugiati 

UNHCR. In caso di bisogno i medesimi potrebbero poi contare sull'aiuto 

del marito, rispettivamente padre residente in Svizzera, nonché sull'aiuto 

di compatrioti, essendoci in Etiopia una diaspora somala molto numerosa. 

Non risulterebbe inoltre che gli interessati si troverebbero personalmente 

in una situazione di rigore e di vulnerabilità tali da mettere la loro esisten-

za in pericolo. Non avrebbero infatti reso verosimile di essere esposti a 

pregiudizi determinanti per il riconoscimento della qualità di rifugiato in E-

tiopia. Pertanto gli stessi non potrebbero avvalersi della protezione sussi-

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diaria della Svizzera, poiché sarebbe ragionevole attendersi che prose-

guano la loro permanenza in Etiopia. Per quanto attiene all'esame delle 

relazioni strette con la Svizzera, segnatamente al marito, rispettivamente 

padre, ammesso provvisoriamente in Svizzera dal 5 novembre 2009, l'au-

torità inferiore ha rilevato che, essendo oltrepassato il termine di tre anni 

previsto dall'art. 85 cpv. 7 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli 

stranieri (LStr, RS 142.20), il signor C._______ avrebbe eventualmente la 

possibilità di inoltrare una domanda di ricongiungimento famigliare ai 

sensi della succitata disposizione. Anche per questo motivo, sarebbe giu-

stificato rifiutare l'entrare in Svizzera ai richiedenti e respingere la doman-

da d'asilo dall'estero in oggetto. 

I.  

Il 7 ottobre 2013 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata: 

8 ottobre 2013) gli interessati, per il tramite di un mandatario designato 

dal marito, sono insorti contro la summenzionata decisione del 

10 settembre 2013 dinnanzi al Tribunale. Nell'atto di ricorso, gli insorgenti 

sollevano che i motivi d'asilo della ricorrente apparirebbero a lei specifici, 

del tutto slegati da quelli addotti dal marito. Il marito per di più ne avrebbe 

una conoscenza limitata, solo approssimativa e non del tutto accurata, 

resterebbero dunque molti punti bisognosi di ulteriori chiarimenti. Per 

quanto attiene alle divergenze concernenti l'espatrio e il Kenya, i richie-

denti osservano che le incongruenze sarebbero emerse unicamente nella 

motivazione della decisione e l'autorità non avrebbe né concesso la pos-

sibilità di esprimere osservazioni nell'arco della procedura né l'opportunità 

di essere sentiti in merito. I ricorrenti spiegano che avrebbero lasciato la 

Somalia per fuggire dagli Al Shabaab già una prima volta nel corso del 

2010 e avrebbero raggiunto E._______ (Kenya) dove abitavano dei co-

noscenti. Tuttavia anche in Kenya la ricorrente avrebbe ricevuto delle te-

lefonate minatorie da parte degli Al Shabaab, così avrebbe lasciato il figlio 

presso i conoscenti per metterlo al sicuro e lei sarebbe ripartita verso il 

confine. Nel frattempo il marito avrebbe appreso da amici che la moglie si 

troverebbe in Kenya ed avrebbe così richiesto un documento di viaggio 

con l'obiettivo di raggiungerla, ma non sarebbe riuscito ad ottenere il visto 

necessario. Il marito sarebbe poi rimasto senza notizie dei ricorrenti con 

la convinzione che essi si troverebbero ancora in Kenya ed avrebbe così 

richiesto una seconda volta un documento di viaggio nel novembre 2011, 

anche se poi non sarebbe partito. Egli, nel mese di gennaio del 2012, a-

vrebbe poi finalmente potuto contattare telefonicamente A._______ che 

gli avrebbe comunicato di trovarsi in Etiopia già dal (…) 2011. Osservano 

in seguito che la tardività delle allegazioni concernenti il soggiorno in 

Kenya, si spiegherebbe con le difficoltà di comunicazione tra il signor 

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C._______ e la signora A._______. I ricorrenti ritengono che sarebbero 

ancora molti i punti bisognosi di ulteriori chiarimenti e sollevano che di 

norma la rappresentanza svizzera all'estero dovrebbe interrogare gli inte-

ressati sui motivi d'asilo, che tuttavia nella fattispecie l'Ambasciata Sviz-

zera in Etiopia (di seguito: l'Ambasciata) non avrebbe proceduto all'audi-

zione. I ricorrenti contestano le difficoltà addotte dall'Ambasciata per giu-

stificare il rifiuto di sentire direttamente e personalmente gli interessati. 

Segnatamente, hanno espresso perplessità sull'attualità dei motivi addotti 

dalla rappresentanza svizzera, ovvero problemi di infrastruttura, sicurezza 

e capacità, in quanto si fonderebbero su una situazione di fatto esistente 

più di tre anni fa. Nella fattispecie non sarebbe stata dunque valutata 

concretamente l'attuale possibilità di effettuare un'audizione in Etiopia, 

pertanto, i fatti di rilievo sarebbero stati accertati in maniera incompleta, 

tenuto conto anche del fatto che il marito si troverebbe separato dalla 

moglie da ormai oltre sei anni. Per quanto attiene alla possibilità di chie-

dere protezione in Etiopia i ricorrenti ritengono che l'UFM nella decisione 

querelata avrebbe omesso di effettuare una valutazione complessiva e 

realistica dei fatti di rilievo, non avrebbe infatti tenuto conto né dei motivi 

d'asilo dei ricorrenti né della presenza del marito in Svizzera. A loro dire la 

decisione dell'autorità inferiore sarebbe il frutto di una conseguenza quasi 

meccanica per il solo fatto che si troverebbero attualmente in Etiopia. I ri-

correnti contestano inoltre la possibilità di farsi registrare come rifugiati 

dall'UNHCR ed ottenere protezione in quanto i campi profughi si trove-

rebbero al confine con la Somalia, in una zona a forte rischio di infiltrazio-

ni da parte degli Al Shabaab e dunque non definibile come sicura. Infine, 

quanto all'esistenza di relazioni strette con la Svizzera, gli insorgenti sono 

dell'avviso che l'autorità inferiore non avrebbe soppesato adeguatamente 

queste ultime con l'esigibilità di una permanenza in Etiopia. L'UFM si sa-

rebbe infatti limitato ad indicare la possibilità per il signor C._______ di in-

traprendere una procedura di ricongiungimento famigliare, istituto ben di-

stinto dall'asilo ed irrilevante ai fini della presente procedura. Ciò che in-

vece risulterebbe fondamentale sarebbe il fatto che i ricorrenti hanno in 

Svizzera il padre, rispettivamente marito, legame famigliare sulla cui effet-

tività non sarebbero stati sollevati dubbi. In conclusione rilevano il lungo e 

laborioso svolgimento della procedura di prima istanza. 

In sostanza, i ricorrenti hanno chiesto l'accoglimento del ricorso e, conse-

guentemente, l'annullamento della decisione, la trasmissione degli atti di 

causa all'UFM ai fini del completamento dell'istruttoria, segnatamente una 

nuova valutazione della possibilità di svolgere un'audizione sui motivi d'a-

silo presso la rappresentanza svizzera in Etiopia. In subordine, i medesi-

mi hanno chiesto l'annullamento della decisione e l'autorizzazione ad en-

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Pagina 7 

trare in Svizzera in vista dello svolgimento di una procedura d'asilo. han-

no infine presentato una domanda di esenzione dal pagamento anticipato 

delle spese di giustizia. 

J.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei conside-

randi qualora risultino necessari per l'esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla pro-

cedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla leg-

ge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in  

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 

dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF.  

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi). L'atto impugnato costi-

tuisce quindi una decisione ai sensi dell'art. 5 PA. 

I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, 

sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vantano un inte-

resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA); i medesimi sono pertanto legittimati ad 

aggravarsi contro di essa.  

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al 

contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono altresì soddisfatti.  

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente ri-

levanti (art. 106 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA) né dalle considerazioni giuridiche della decisione im-

pugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2009/57 

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consid. 1.2, pag. 798; PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. II, 3ª ed., 

Berna 2011, n. 2.2.6.5). 

3.  

La legge federale del 28 settembre 2012 ha introdotto alcune modifiche 

urgenti alla legge sull'asilo (cfr. Modifiche urgenti del 29 settembre 2012 

alla legge sull’asilo; cfr. RU 2012 5359; FF 2010 3889) entrate in vigore il 

29 settembre 2012 con effetto sino al 28 settembre 2015.  

Fra le modifiche figura la soppressione della possibilità di depositare una 

domanda d'asilo presso una rappresentanza svizzera all'estero. Giusta la 

relativa disposizione transitoria, le domande d'asilo depositate all'estero 

prima dell'entrata in vigore della modifica della LAsi sono rette dagli arti-

coli 12, 19, 20, 41 cpv. 2, 52 e 68 LAsi nel tenore previgente.  

Il presente ricorso viene quindi trattato secondo le disposizioni applicabili 

del diritto previgente e l'invalsa giurisprudenza sviluppata sul tema. 

4.  

4.1 Conviene anzitutto esaminare la ricevibilità della domanda d'asilo 

dall'estero presentata il 16 aprile 2012 all'UFM, per il tramite del signor 

C._______. 

4.2 L'avvio di una procedura d'asilo all'estero da parte di una persona ca-

pace di discernimento (maggiorenne o minorenne) ha carattere stretta-

mente personale, quindi indelegabile (cfr. DTAF 2011/39 consid. 4.3.2). In 

altre parole, è necessario che la domanda di protezione personale emer-

ga chiaramente dagli atti procedurali e che il richiedente si manifesti per-

sonalmente all'autorità svizzera. 

4.3 Ritenuti gli scritti del 13 gennaio 2012 (atto B1/10) e 15 febbraio 2013 

(atto B9/7), tramite i quali la qui ricorrente si è personalmente manifestata 

di fronte all'autorità competente, i succitati criteri sono da considerarsi os-

sequiati. Nella fattispecie, in virtù di quanto precede, a giusto titolo l'UFM 

ha ammesso la ricevibilità della domanda d'asilo dall'estero presentata 

dal signor C._______. 

5.  

5.1 Preliminarmente, giusta l'art. 19 cpv. 1 LAsi (in vigore prima delle mo-

difiche), se un richiedente deposita una domanda d'asilo all'estero, 

quest'ultima deve essere depositata presso una rappresentanza svizzera 

http://www.admin.ch/ch/i/as/2012/5359.pdf
http://www.admin.ch/ch/i/ff/2010/3889.pdf

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la quale trasmette tale domanda all'UFM corredata da un rapporto 

(art. 20 cpv. 1 LAsi in vigore prima delle modifiche). L'Ufficio autorizza il 

richiedente ad entrare in Svizzera per chiarire i fatti se non si può ragio-

nevolmente pretendere che questi rimanga nel paese di domicilio o di 

soggiorno o che si rechi in un altro paese (art. 20 cpv. 2 LAsi, in vigore 

prima delle modifiche). In ossequio all'art. 10 cpv. 1 dell'Ordinanza 1 

sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, 

RS 142.311), la rappresentanza svizzera all'estero procede di norma  

ad un interrogatorio del richiedente l'asilo. Se l'interrogatorio non è possi-

bile, il richiedente l'asilo è invitato a indicare per scritto i motivi d'asilo 

(art. 10 cpv. 2 OAsi 1). La rappresentanza svizzera trasmette all'UFM il 

verbale dell'interrogatorio o la domanda d'asilo scritta, come anche altri 

documenti pertinenti e un rapporto completivo contenente la sua valuta-

zione della domanda d'asilo (art. 10 cpv. 3 OAsi 1). 

5.2 Nel caso concreto l'UFM ha informato i ricorrenti che la 

rappresentanza svizzera ad Addis Abeba (Etiopia) non sarebbe stata in 

grado di procedere alla loro audizione per mancanza di capacità, 

sicurezza e infrastruttura. Segnatamente, in ragione dell'importante 

aumento delle domande d'asilo dall'estero, l'Ambasciata non sarebbe più 

in grado di procedere alle audizioni poiché il personale sarebbe limitato, 

la sicurezza non potrebbe essere garantita e i locali non sarebbero 

sufficienti (cfr. atto B7/4, pag. 2; nonché lettera dell'Ambasciata svizzera 

ad Addis Abeba del 17 maggio 2010 allegata all'atto B7/4). Nel ricorso gli 

insorgenti mettono in dubbio tale giustificazione rilevando in particolare 

che l'autorità inferiore si sarebbe basata su informazioni risalenti al 2010 

le quali, anche in ragione del recente cambiamento legislativo, potrebbero 

non essere più attuali. A sostegno delle loro argomentazioni citano la 

sentenza del Tribunale E-5332/2012 del 6 maggio 2013, in cui il Tribunale 

aveva annullato la decisione dell'UFM poiché l'accertamento dei fatti 

risultava incompleto ed inesatto. Tuttavia nel caso di specie la situazione 

è diversa da quella descritta nella sentenza del Tribunale E-5332/2012 

del 6 maggio 2013. In quel caso infatti, l'UFM non aveva nemmeno 

esaminato la possibilità da parte della rappresentanza svizzera all'estero 

di procedere ad un'audizione del richiedente, mentre che nel caso in 

disamina, l'autorità inferiore, anche se basandosi su delle informazioni 

risalenti al 2010, ha valutato la possibilità di effettuare un'audizione dei 

richiedenti all'Ambasciata di Addis Abeba.  

5.3 Sebbene la rappresentanza svizzera in Etiopia non abbia proceduto 

all'audizione diretta dei richiedenti l'asilo e sebbene gli stessi non abbiano 

potuto esprimersi direttamente sulle incongruenze concernenti il Kenya 

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Pagina 10 

rilevate dall'autorità inferiore unicamente nella decisione querelata,  

questi ultimi hanno comunque potuto far valere i propri motivi d'asilo 

rispettivamente negli scritti del 16 aprile 2012 (atto B1/10), dell'8 feb-

braio 2012 (atto B8/11) e del 15 febbraio 2012 (atto B9/7). Inoltre, i 

ricorrenti hanno avuto la possibilità di esprimersi sull'eventuale pronuncia 

di una decisione negativa nei loro confronti (atto B8/11 e B9/7). Il diritto di 

essere sentito è stato pertanto rispettato e l'autorità inferiore ha potuto 

pronunciarsi sulla base di un dossier completo. Pertanto, l'istruzione è 

stata condotta in ossequio ai crismi legali e giurisprudenziali (cfr. DTAF 

2007/30 consid. 5.4-5.7).  

6.  

6.1 Se il richiedente non rende verosimili delle persecuzioni (art. 3 e 

7 LAsi) o se può essere ragionevole preteso che il richiedente si adoperi 

per essere accolto in un altro paese (art. 52 cpv. 2 LAsi, in vigore prima 

delle modifiche), l'UFM è legittimato a rendere una decisione materiale 

negativa (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera 

di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2004 n. 21 consid. 2a pag.136, 

GICRA 2004 n. 20 consid. 3a pag. 130, GICRA 1997 n. 15 consid. 2b 

pag. 129 s.). 

6.1.1 Le condizioni che permettono l'ottenimento di un'autorizzazione 

d'entrata devono essere definite in maniera restrittiva, per questo motivo 

l'autorità giudicante dispone di un margine di apprezzamento esteso. Ol-

tre all'esistenza di un'esposizione a serio pericolo ai sensi del'art. 3 LAsi, 

l'autorità prende in considerazione altri elementi, segnatamente l'esisten-

za di relazioni particolari con la Svizzera o con un altro paese, la garanzia 

di protezione di uno Stato terzo, la possibilità pratica e l'oggettiva esigibili-

tà dell'ammissione in un altro paese. In altri termini, la possibilità e l'esigi-

bilità di ricercare una protezione al di fuori dalla Svizzera, così come le fu-

ture possibilità di integrazione ed assimilazione. Ciò che è decisivo, per la 

concessione di un'autorizzazione d'entrata, è il bisogno di protezione del-

le persone interessate. Pertanto, è necessario appurare l'esistenza di un 

pericolo verosimile ai sensi dell'art. 3 LAsi e verificare se si possa ragio-

nevolmente esigere dall'interessato che durante l'esame della sua do-

manda prosegua il soggiorno nel paese d'origine o che si rechi in un pae-

se che lo possa accogliere, più vicino di quanto sia la Svizzera (cfr. 

DTAF 2011/10 consid. 3.3, pag. 126). 

6.1.2 La circostanza per cui il richiedente l'asilo dall’estero soggiorni in 

uno Stato terzo, non implica necessariamente che egli debba adoperarsi 

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Pagina 11 

al fine di ottenere l’ammissione in detto Stato. Anche in siffatta evenienza, 

occorrerà esaminare gli elementi suscettibili di fare apparire siccome esi-

gibile la sua ammissione in tale Stato (o in un altro Stato) e confrontarli 

con gli eventuali vincoli particolari con la Svizzera. Se vi sono degli indizi 

di una messa in pericolo attuale del richiedente l'asilo nel suo paese  

d'origine e non vi è la possibilità effettiva di una domanda di protezione in 

un altro paese, è accordata l'autorizzazione d'entrata in Svizzera (cfr. 

DTAF 2011/10 consid. 5.1, GICRA 2005 n. 19 consid. 4.3 pag. 174 s., 

GICRA 2004 n. 21 consid. 2b pag. 137 e consid. 4 pag. 138 segg., 

GICRA 2004 n. 20 consid. 3b pag. 130 s., GICRA 1997 n. 15 con-

sid. 2f pag. 131 s.). I vincoli particolari con la Svizzera insiti nell’art. 52 

cpv. 2 LAsi non sono identici ai presupposti dell’asilo accordato a famiglie 

di cui all’art. 51 LAsi (cfr. GICRA 2004 n. 21 consid. 4b.aa pag. 140).  

6.2 Nella fattispecie, la ricorrente indica quali motivi di persecuzione nel 

proprio paese d'origine dei problemi con gli Al Shabaab, segnatamente 

l'obbligo di contrarre matrimonio con un membro del gruppo.  

Prima di stabilire se i motivi d'asilo invocati dalla ricorrente siano tali da 

giustificare un'autorizzazione d'entrata in Svizzera, conviene esaminare 

se a giusto titolo l'UFM ha considerato come esigibile la permanenza de-

gli stessi in Etiopia, Stato terzo in cui risiedono verosimilmente dal 2011 

(cfr. atto B1/10, pag. 4; atto B8/11 pag. 4; atto B9/7, pag.4).  

6.2.1 Relativamente all'inesigibilità del proprio soggiorno in Etiopia i ricor-

renti invocano difficoltà relative alle loro condizioni di grave precarietà e il-

legalità in tale paese. In particolare, lamentano problemi legati all'alloggio: 

sono infatti solo provvisoriamente ospiti di una famiglia di conoscenti so-

mali, all'assenza di sostegno, trovandosi il marito e padre in Svizzera e 

non avendo parenti o amici in Etiopia, all'assenza di impiego e conse-

guentemente gravi difficoltà economiche. In riferimento a quanto ritenuto 

dall'UFM nella decisione querelata sulla possibilità e esigibilità per gli inte-

ressati di recarsi in un campo profughi dell'UNHCR e di farsi registrare ot-

tenendo così la protezione offerta, i ricorrenti osservano che i campi pro-

fughi dell'UNHCR si trovano al confine con la Somalia in una zona a forte 

rischio di infiltrazioni da parte degli Al Shabaab e dunque non definibile 

come sicura. Essi ritengono che alla luce dei fatti di cronaca, segnata-

mente dell'attentato avvenuto in un centro commerciale di Nairobi (Ken-

ya) i timori di infiltrazioni da parte degli Al Shabaab non possono essere 

considerati aprioristicamente come infondati. Sollevano infine che le con-

dizioni di vita nei campi profughi paiono decisamente precarie. A soste-

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Pagina 12 

gno di tali allegazioni producono degli stampati di articoli presi da pagine 

web che descrivono la situazione nei campi (cfr. allegato 3 al ricorso).  

A giudizio del Tribunale, sebbene le condizioni di vita in Etiopia non siano 

facili, in particolare per i profughi nei campi, i ricorrenti in sostanza non 

hanno dimostrato di essere costretti a vivere in condizioni tali da ritenere 

un pericolo per la loro stessa vita (cfr. atto B8/11, pag. 4; atto B9/7, 

pag. 4).  

Attualmente, i ricorrenti vivono presso dei conoscenti ed in caso di biso-

gno è lecito attendersi che possono contare sul sostegno finanziario del 

marito e padre residente in Svizzera. Inoltre gli interessati, come retta-

mente ritenuto dall'autorità inferiore nel querelato provvedimento, non 

hanno effettuato nessuna prassi per essere registrati quale rifugiati 

UNHCR ed ottenere così la protezione offerta. Pertanto, a mente di que-

sto Tribunale, è ragionevole esigere che l'interessata ed il figlio intrapren-

dano le pratiche necessarie al fine di farsi riconoscere come rifugiati 

UNHCR ed essere così assegnati ad un campo profughi oppure essere 

registrati quali rifugiati urbani autorizzati come tali a vivere in una città e a 

potere di conseguenza beneficiare degli aiuti previsti, come ad esempio 

la copertura dei bisogni vitali, un alloggio e una certa sicurezza. A questo 

proposito, è d'uopo rilevare che in Etiopia è presente una diaspora soma-

la assai numerosa con molti cittadini somali che vivono in Etiopia da molti 

anni o addirittura da generazioni e che, in aggiunta, l'Etiopia ha ratificato 

la Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, 

RS 0.142.30). 

In definitiva, sulla scorta di quanto precede, i ricorrenti non hanno saputo 

dimostrare l'inesigibilità della loro permanenza in Etiopia.  

6.2.2 Per quanto attiene ai vincoli particolari con la Svizzera essi non ri-

vestono un'intensità sufficiente tale da giustificare un'autorizzazione d'en-

trata. In primo luogo infatti, sebbene l'UFM, come rettamente osservato 

dai ricorrenti nel gravame, non abbia mai sollevato dubbi sull'effettività del 

legame famigliare tra i ricorrenti ed il signor C._______, residente in Sviz-

zera, a mente del Tribunale l'esistenza di tale nucleo famigliare pare dub-

bia. Invero, nei verbali delle audizioni di C._______ concernenti la sua 

domanda d'asilo depositata in Svizzera il 24 giugno 2007, egli ha afferma-

to avere una ex-moglie (F._______) e tre figlie femmine (cfr. atto A1/8, 

pag.3; atto A14/15, pagg. 1 e 3) e non ha mai indicato di essere sposato 

con la signora A._______ dal 2006 né di avere avuto da lei un figlio di 

nome B._______. Oltre a quanto dichiarato dal signor C._______ nella 

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Pagina 13 

sua domanda d'asilo, altre contraddizioni, come ad esempio le incon-

gruenze in merito alla richiesta di un documento di viaggio per andare in 

Kenya, oppure le incoerenze riguardanti la data d'espatrio dalla Somalia 

del signor C._______ – la moglie infatti ha affermato di non avere avuto 

più notizie dal marito dal 2006 quando lei era incinta del figlio B._______ 

(cfr. atto B1/10, pag. 3; atto B8/11, pag. 3; atto B9/7, pag. 3; ricorso 

pagg. 4 e10), mentre il marito, nelle domande dell'11 agosto 2010 e del 

23 novembre 2011 volte al rilascio di un documento di viaggio, avrebbe 

dichiarato di non avere più visto la moglie dal 2007 – lasciano dubitare 

del fatto che il signor C._______ sia effettivamente padre rispettivamente 

marito dei ricorrenti. 

In secondo luogo, la presenza del signor C._______ in Svizzera al bene-

ficio unicamente di un'ammissione provvisoria, anche ammettendo che 

sia effettivamente il marito, rispettivamente padre dei ricorrenti, non costi-

tuisce un legame d'intensità tale da prescindere dall'applicazione del pre-

vigente art. 52 cpv. 2 LAsi. Infatti, nell'ambito di una domanda d'asilo 

dall'estero, autorizzare l'entrata in Svizzera degli interessati sulla base 

della sua presenza nel paese, limiterebbe la portata dell'art. 85 cpv. 7 

LStr concernente il ricongiungimento famigliare e sarebbe certamente 

contrario alla volontà del legislatore (cfr. sentenze del Tribunale del 

15 ottobre 2013, E-3786/2013; del 16 giugno 2011, D-1395/2011 e del 12 

maggio 2011, D-3916/2010 consid. 4.5.1). 

6.3 Alla luce di tutto quanto sopra, a giusto titolo l'UFM non ha autorizzato 

l'entrata in Svizzera ai ricorrenti ed ha respinto la loro domanda d'asilo 

dall'estero in applicazione dei previgenti art. 20 cpv. 2 e 52 cpv. 2 LAsi.  

7.  

7.1 In virtù delle considerazioni esposte, le conclusioni ricorsuali tendenti 

all'annullamento del provvedimento impugnato vanno respinte. Ne con-

segue che il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata. 

7.2 Il ricorso, avveratosi manifestamente infondato, è deciso in procedura 

semplificata dal giudice unico (art. 111a cpv. 2 LAsi), con l'approvazione 

di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi). 

8.  

D-5653/2013 

Pagina 14 

8.1 Avendo statuito il Tribunale nel merito, la richiesta di esenzione dal 

versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è 

divenuta priva di oggetto (art. 63 cpv. 4 PA). 

8.2 Visto l'esito della procedura, le spese processuali che seguono la 

soccombenza sarebbero da porre a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 5 

PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, tenuto conto della particolarità 

della causa, esse vengono condonate (art. 6 lett. b TS-TAF). 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-5653/2013 

Pagina 15 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali e non si attribuiscono ripetibili. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al rappresentante dei ricorrenti, all'UFM e 

all'Ambasciata svizzera a Addis Abeba.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Sebastiana Stähli 

 

 

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