# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 550222b5-68ac-5c3c-97aa-b2a821c2e05e
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-01-25
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 25.01.2022 S 2020 96
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2020-96_2022-01-25.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 20 96

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

Presidenza Racioppi

Giudici von Salis e Meisser

Attuario Paganini

SENTENZA

del 25 gennaio 2022

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali

A.________,

patrocinato dalla CAP Compagnia d'Assicurazione di Protezione Giuridica, 

ricorrente

contro

SUVA, 

convenuta

concernente prestazioni assicurative LAINF

- 2 -

I. Ritenuto in fatto:

1. Il 3 giugno 2019 A.________, classe 1948, direttore della B.________ SA, 

ha subito un infortunio alla spalla sinistra. Stando alle sue dichiarazioni, 

mentre stava perforando una soletta con un trapano questo, toccando un 

ferro, si è repentinamente girato causandogli una forte distorsione alla 

spalla sinistra. Contestualmente alla distorsione, egli è scivolato dalla 

scaletta su cui si trovava cadendo al suolo da un'altezza di ca. 50 cm e 

atterrando sulla spalla sinistra; infine egli è svenuto. Egli è stato subito 

soccorso e trasportato all'Ospedale di C.________ dove è stato ricoverato 

fino al giorno seguente. Alla dimissione gli sono stati prescritti degli 

antidolorifici e delle sedute di fisioterapia per la riabilitazione della spalla 

sinistra. Egli ha notificato l'incidente alla SUVA, che ha riconosciuto le 

prestazioni assicurative (indennità giornaliera) a partire dal 6 giugno 2019. 

2. Il 3 giugno 2019 suddetto Ospedale aveva eseguito una radiografia della 

spalla sinistra e il 18 giugno 2019 un'artro-TAC, che però si è dovuta 

ripetere per motivi tecnici. Dalla (nuova) artro-TAC del 25 giugno 2019 e 

dal relativo referto, il Dr. med. D.________ il 19 luglio 2019 ha rilevato una 

rottura completa della cuffia dei rotatori in corrispondenza del tendine 

sovraspinato e sottospinato (infraspinato). Una lesione ossea non è stata 

rilevata. Secondo il Dr. med. D.________ detti tendini della spalla non 

erano più riparabili. Egli ha consigliato di continuare le sedute di 

fisioterapia con l'intento di concentrarsi sul deltoide, che a volte potrebbe 

compensare la lesione della cuffia dei rotatori. 

3. Il 16 settembre 2019 il Dr. med. E.________ ha invece consigliato un 

intervento di riparazione parziale dei tendini, non essendo più 

verosimilmente possibile una riparazione anatomica, in considerazione del 

fatto che la spalla era perfettamente funzionale prima del trauma e della 

presenza ancora di una distanza omero-craniale di oltre 8 mm. Egli ha 

pertanto richiesto alla SUVA di dare il benestare all'intervento proposto. 

- 3 -

4. La SUVA ha sottoposto il caso per valutazione al suo medico di circondario 

Dr. med. F.________, specialista FMH in chirurgia ortopedica e 

traumatologia dell'apparato locomotore, il quale nella valutazione del 24 

settembre 2019 ha concluso che la lesione che s'intendeva operare non 

sarebbe da ricondurre con probabilità preponderante all'infortunio. Dalla 

TAC del 25 giugno 2019 si noterebbe una vecchia lesione totale del 

tendine sovraspinato e sottoscapolare con completa retrazione fino al 

glenoideo. Secondo il Dr. med. F.________, sarebbe quasi impossibile 

che questa lesione sia stata provocata entro 3-4 settimane in questa 

gravità. Sussisterebbe un'atrofia parziale con lesione non di recente data 

ma probabilmente presente da mesi. 

5. Il 14 ottobre 2019 si è tenuto un colloquio tra l'ispettrice della SUVA e 

A.________, in cui questi ha nuovamente illustrato l'incidente occorsogli. 

Con scritto del 19 febbraio 2020 l'ispettrice della SUVA ha poi precisato 

che per svista nel verbale ispettivo è indicata la spalla destra invece di 

quella sinistra. Il 20 febbraio 2020 la SUVA ha pertanto inviato a 

A.________ un nuovo verbale rettificato dell'ispezione. 

6. Nella valutazione del 6 novembre 2019 il Dr. med. F.________ ha 

affermato che l'infortuno non avrebbe causato con probabilità 

preponderante ulteriori lesioni strutturali oggettivabili. Egli ha poi precisato 

che la lesione che s'intendeva operare non sarebbe sicuramente da 

ricondurre con probabilità preponderante all'infortunio. Inoltre, la 

sintomatologia non sarebbe più influenzata con probabilità preponderante 

dalle conseguenze dell'infortunio dopo ca. sei settimane risp. al massimo 

due o tre mesi dall'infortunio. 

7. In base a questa valutazione, l'8 novembre 2019 la SUVA ha comunicato 

a A.________ che avrebbe chiuso il caso per il 12 novembre 2019 e 

pertanto non si sarebbe fatta carico dell'operazione del 21 novembre 2019, 

poiché i disturbi presenti non sarebbero più riconducibili all'infortunio. 

- 4 -

8. Il 21 novembre 2019 A.________ si è sottoposto all'intervento chirurgico 

di ricostruzione artroscopica parziale della cuffia dei rotatori della spalla 

sinistra e di impianto di un "InSpace Balloon". 

9. Dopo che A.________ il 25 novembre 2019 aveva chiesto il rilascio di una 

decisione impugnabile, il 10 dicembre 2019 la SUVA ha emanato una 

decisione secondo cui le prestazioni erano terminate il 12 novembre 2019, 

data in cui, secondo la SUVA, al più tardi lo stato di salute si sarebbe 

presentato anche senza l'infortunio. 

10. L'assicuratore malattia di A.________, G.________ Assicurazioni SA, ha 

dapprima formulato opposizione cautelativa contro la succitata decisione 

il 18 dicembre 2019; il 28 gennaio 2020 essa ha però poi ritirato 

l'opposizione. In base allo scritto del 21 gennaio 2020 di A.________ 

G.________ gli avrebbe comunicato di assumersi i costi per le cure dal 13 

novembre 2019 in avanti in base alla decisione della SUVA. 

11. Il 22 gennaio 2020 A.________ ha sollevato opposizione tramite la sua 

protezione giuridica contro la summenzionata decisione della SUVA del 

10 dicembre 2019 argomentando, in sintesi, che la spalla sinistra sarebbe 

stata interessata soltanto da un evento bagatella nel 2010 e che non 

avrebbe mai accusato nessun problema. Tutte le valutazioni mediche 

avrebbero confermato che la lesione subita è riconducibile all'evento del 3 

giugno 2019. 

12. In seguito all'opposizione, la SUVA ha sottoposto il caso per dettagliato 

apprezzamento medico al suo medico di circondario Dr. med. F.________. 

Questi nel rapporto del 12 maggio 2020 ha affermato, in particolare, che 

la radiografia del 3 giugno 2019 della spalla sinistra non avrebbe mostrato 

lesioni infortunistiche, eccetto per la testa omerale leggermente alzata con 

una distanza acromio-omerale di ca. 6-7 mm. Inoltre, la TAC del 18 giugno 

2019 avrebbe mostrato un'assenza di lesione infortunistica riguardante la 

- 5 -

struttura ossea e una testa omerale alzata sotto l'acromio con una distanza 

omero acromiale di 5 mm. Da questa TAC del 18 giugno 2019 si noterebbe 

anche senza contrasto un'assenza del sovraspinato con parziale contatto 

verso l'acromio nella parte della testa omerale. Vi sarebbe un'artrosi 

acromio-clavicolare (AC). L'artro-TAC del 25 giugno 2019 mostrerebbe 

definitivamente una lesione di non recente data con una completa 

retrazione del sovraspinato verso l'osso glenoidale con una testa omerale 

che comunicherebbe direttamente con l'acromio. Nella serie 203 foto 16-

26 si noterebbe parte di un'assenza del sovraspinato con una completa 

lesione del sottoscapolare "avendo il liquido di contrasto attorno all'intera 

parte ventrale fino a superiore della testa omerale con l'infraspinato, in 

gran parte ancora attaccato nella parte dorsale". Anche lì si noterebbe un 

contatto diretto della testa omerale verso l'acromion. Vi sarebbe una 

completa retrazione dei due muscoli, quindi una chiara lesione non di 

recente data. Si sarebbe dunque in presenza di una vecchia lesione della 

cuffia dei rotatori con un'importante retrazione, la quale non permetterebbe 

più una ricostruzione anatomica. Quindi, si sarebbe confrontati con una 

contusione di una spalla degenerata in modo avanzato, senza evidente 

lesione acuta di una struttura della cuffia dei rotatori. La SUVA avrebbe 

preso a carico le conseguenze della contusione con la chiara indicazione 

di optare per una terapia conservativa. L'intervento eseguito dal Dr. med. 

E.________ non avrebbe trattato una conseguenza infortunistica, ma 

unicamente un problema preesistente di origine morbosa.  

13. In fase di opposizione, A.________ ha inoltrato una valutazione del Dr. 

med. E.________ del 28 maggio 2020, che ha affermato di aver proceduto 

all'operazione a causa della rottura massiva della cuffia dei rotatori della 

spalla sinistra. Egli ha descritto come abbastanza regolare il decorso 

postoperatorio, benché la funzionalità della spalla fosse ormai 

irrecuperabile visto che già prima dell'intervento vi sarebbe stata una 

- 6 -

perdita di sostanza tendinea e muscolare. Il grosso beneficio 

dell'intervento sarebbe stato quello di togliere il dolore notturno e a riposo. 

14. In seguito a questa nuova valutazione medica, la SUVA ha fatto 

riesaminare la pratica al Dr. med. F.________. Questi il 23 giugno 2020 

ha confermato il suo precedente apprezzamento, ribadendo che si 

tratterebbe di una situazione degenerativa/morbosa per cui l'intervento 

eseguito dal Dr. med. E.________ non sarebbe stato necessario per le 

conseguenze infortunistiche. 

15. Con decisione su opposizione del 25 giugno 2020 la SUVA ha respinto 

l'opposizione e ha tolto l'effetto sospensivo a un eventuale ricorso. Quale 

motivazione essa ha addotto, in sintesi, di poter fare affidamento sul 

parere del Dr. med. F.________. Il Dr. med. E.________ si sarebbe 

limitato a rilevare che la spalla era perfettamente funzionante prima 

dell'infortunio, cosa che non farebbe nascere un obbligo d'indennizzo della 

SUVA, posto che l'argomentazione (sofisma) "post hoc, ergo propter hoc" 

(ovvero, pretendere che se un avvenimento è seguito da un altro, allora il 

primo deve essere la causa del secondo) non sarebbe ammessa.

16. Contro questa decisione A.________ (qui di seguito: ricorrente) ha 

inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni il 25 

agosto 2020, chiedendo, in via principale, l'annullamento della decisione 

su opposizione impugnata e che di conseguenza sia fatto ordine alla 

SUVA di riconoscergli le prestazioni di rito a seguito del riconoscimento 

del rapporto di causalità tra l'evento infortunistico del 3 giugno 2019 e le 

sue sequele fisiche pendenti. In via subordinata, egli ha chiesto 

l'annullamento della decisione su opposizione impugnata e che gli atti 

siano retrocessi alla SUVA affinché venga esperita una valutazione 

specialistica (ev. perizia esterna) sul suo stato valetudinario, così da 

accertare correttamente dal profilo medico e assicurativo il rapporto di 

causalità tra l'evento del 3 giugno 2019 e le sue sequele fisiche sofferte 

- 7 -

alla spalla sinistra. Egli ha fatto valere, in sostanza, che a tutt'oggi 

accuserebbe una marcata limitazione funzionale alla spalla sinistra e forti 

limiti di movimento che, oltre a causargli forti disagi, procurerebbero 

inevitabili e continui dolori di giorno e anche la notte. Contrariamente a 

quanto indicato dal medico di circondario, il Dr. med. E.________ non 

farebbe alcuna menzione di una situazione preesistente di origine 

morbosa; questi avrebbe ritenuto necessaria l'operazione del 21 

novembre 2019 a causa della rottura massiva della cuffia dei rotatori. La 

conclusione del medico di circondario ripresa dalla SUVA urterebbe con le 

sequele valetudinarie da lui vissute ancora oggi. Inoltre, la dinamica 

dell'infortunio sarebbe stata particolarmente importante con conseguenze 

particolarmente gravose sul suo stato valetudinario. Queste non 

potrebbero sicuramente limitarsi al riconoscimento di uno status quo 

sine/ante 2-3 mesi dopo il sinistro. Le discordanze tra la valutazione del 

medico di circondario e quella del Dr. med. E.________ renderebbero 

necessario l'accertamento da parte di un perito dello stato valetudinario e 

della questione relativa al rapporto di causalità tra i postumi accusati e 

l'infortunio. 

17. In seguito al ricorso, la convenuta ha sottoposto il caso a nuovo 

apprezzamento (ortopedico-chirurgico) da parte del medico assicurativo 

Dr. med. H.________, specialista FMH in chirurgia generale e 

traumatologia. Questi nel rapporto del 7 settembre 2020 in sintesi ha 

affermato, con riferimenti alla letteratura, che i danni strutturali dei tendini 

della cuffia dei rotatori sarebbero spesso dovuti a cambiamenti 

degenerativi. Le lesioni irreparabili sarebbero riscontrabili soprattutto in 

pazienti con età superiore ai 70 anni e si presupporrebbe che i pazienti 

siano stati a lungo asintomatici (grazie in special modo alla 

compensazione svolta dal deltoide) finché la degenerazione o un evento 

infortunistico non abbiano portato alla comparsa dei sintomi. Una lesione 

della cuffia dei rotatori causata da un infortunio sarebbe da considerarsi 

- 8 -

un'eccezione e andrebbe negata in modo preponderante anche nel caso 

in discussione. Infatti, nel caso del ricorrente vi sarebbero molti indizi 

indicanti una degenerazione avanzata della cuffia dei rotatori. 

L'irreparabilità della cuffia dei rotatori dimostrerebbe inoltre che questa 

lesione si sarebbe potuta sviluppare nel corso di molti anni e la 

sintomatologia, sino allora ancora muta, sarebbe stata scaturita da un 

evento infortunistico, che però non avrebbe causato delle lesioni strutturali 

importanti della cuffia dei rotatori, ma solamente una situazione ben 

recuperabile che in una spalla sana senza lesioni si sarebbe risolta entro 

alcune settimane (da una a sei). Con probabilità preponderante le lesioni 

degenerative alla cuffia dei rotatori sarebbero già state presenti prima 

dell'infortunio. La buona funzione della spalla prima del sinistro sarebbe 

stata possibile grazie all'ottima funzione del muscolo deltoide ben allenato. 

La distorsione/contusione subita il 3 giugno 2019 avrebbe causato dei 

disturbi al deltoide di durata temporanea. Senza le lesioni degenerative, la 

situazione si sarebbe completamente risolta al più tardi mezzo anno dopo 

l'infortunio. Il Dr. med. H.________ concordava pertanto con il parere del 

medico di circondario, anche sul fatto che l'intervento del 21 novembre 

2019 avrebbe trattato unicamente un problema di origine morbosa. 

18. Nella risposta dell'11 settembre 2020 la SUVA (qui di seguito: convenuta) 

ha chiesto il rigetto del ricorso. Essa ha sottolineato che, come indicato dal 

medico di circondario, l'infortunio non avrebbe causato nessuna lesione 

strutturale ma unicamente una semplice contusione, e cioè un'affezione 

che guarisce dopo 2-3 mesi. L'intervento del 21 novembre 2019 non 

avrebbe avuto per oggetto una lesione infortunistica ma una lesione 

morbosa preesistente. Il chirurgo Dr. med. E.________ non 

pretenderebbe il contrario. Egli si sarebbe limitato a riferire che il ricorrente 

presentava una rottura massiccia della cuffia dei rotatori senza discutere 

l'eziologia. In base agli apprezzamenti del medico di circondario Dr. med. 

F.________ nonché del medico assicurativo Dr. med. H.________, non vi 

- 9 -

sarebbe alcun dubbio che al più tardi il giorno in cui la convenuta ha 

sospeso le prestazioni (il 12 novembre 2019) l'infortunio non giocava più 

alcun ruolo causale. 

19. Nella replica del 22 settembre 2020 il ricorrente si è riconfermato nei suoi 

petiti. Egli rammentava che fino al giorno dell'intervento avrebbe avuto 

importanti limitazioni funzionali alla spalla, accompagnati da forti dolori che 

lo avrebbero attanagliato giorno e notte. Inoltre, la convenuta non avrebbe 

indicato perché la presente fattispecie non possa essere annoverata tra i 

casi eccezionali, come definiti dal Dr. med. H.________, in cui una lesione 

della cuffia dei rotatori è causata da un infortunio e non da cambiamenti 

degenerativi. Il ricorrente rammentava inoltre che l'incidente sarebbe stato 

particolarmente importante e atto a causare un trauma importante. Fin da 

subito egli avrebbe presentato importanti limitazioni funzionali e una 

sensibile riduzione di forza, accusando dolori importanti. 

20. Nello scritto del 1° ottobre 2020 la convenuta ha rinunciato all'inoltro di una 

duplica rinviando a quanto già enunciato. 

II. Considerando in diritto:

1. Oggetto impugnato è la decisione su opposizione del 25 giugno 2020. I 

requisiti formali non danno adito a osservazioni, per cui si entra nel merito 

del ricorso.

2. Controverso è se i disturbi alla spalla sinistra accusati dal ricorrente dopo 

il 12 novembre 2019 sono ancora in nesso causale con l'infortunio del 3 

giugno 2019 e quindi se la convenuta deve erogare le prestazioni 

assicurative oltre tale data, in particolare anche riguardo all'intervento del 

21 novembre 2019, o se piuttosto al più tardi in detta data si sia raggiunto 

lo status quo ante/sine. 

- 10 -

3.1. Conformemente all'art. 6 cpv. 1 della Legge federale sull'assicurazione 

contro gli infortuni (LAINF; RS 832.20), per quanto non previsto altrimenti 

dalla legge, le prestazioni assicurative sono effettuate in caso d'infortuni 

professionali, d'infortuni non professionali e di malattie professionali. 

3.2. Il diritto a prestazioni assicurative sussiste dal momento in cui il danno alla 

salute è in relazione causale naturale ed adeguata con l'infortunio. Primo 

presupposto per l'erogazione di prestazioni assicurative è quindi 

l’esistenza di un nesso di causalità naturale. Cause, nel senso della 

causalità naturale, sono tutte le circostanze senza le quali un determinato 

evento non si sarebbe potuto verificare o si sarebbe verificato in altro modo 

o in altro tempo. Affinché possa essere ammessa l'esistenza di un nesso 

di causalità naturale, non occorre che l'infortunio sia stato la sola o 

immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che l'evento, 

unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità 

corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che l'evento appaia come 

una condizione sine qua non del danno (cfr. DTF 129 V 177 consid. 3.1, 

119 V 337 consid. 1 e 118 V 289 consid. 1b). A differenza dei casi con 

danni dovuti a infortunio non dimostrabili organicamente, in presenza di 

disturbi fisici derivanti da un infortunio la causalità adeguata – quale fattore 

restrittivo della responsabilità dell'assicurazione contro gli infortuni qualora 

esista un rapporto di causalità naturale – non ha praticamente nessuna 

importanza (DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb, 118 V 286 consid. 3a). 

3.3. Se uno stato patologico preesistente è aggravato oppure si manifesta in 

seguito a un infortunio, l'obbligo dell'assicurazione contro gli infortuni di 

corrispondere le prestazioni decade se l'evento non costituisce più la 

causa naturale (e adeguata) del danno, ossia se quest'ultimo è da 

ricondurre soltanto ed esclusivamente a fattori extra-infortunistici. Ciò si 

verifica, in particolare, con il ripristino dello stato di salute esistente 

immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante) oppure con il 

- 11 -

raggiungimento di quello stato che, prima o poi, secondo l'evoluzione 

ordinaria dello stato antecedente sarebbe intervenuto anche senza 

l'infortunio (status quo sine). Se invece un infortunio colpisce un corpo già 

danneggiato e secondo i medici non verrà mai raggiunto né lo status quo 

ante né lo status quo sine, si parla di un aggravamento direzionale che dà 

diritto a prestazioni LAINF (cfr. STF 8C_589/2017 del 21 febbraio 2018 

consid. 3.1.2, 8C_790/2010 del 15 febbraio 2011 consid. 4.2, 

8C_589/2017 del 21 febbraio 2018 consid. 3.1.2). Un evento ha carattere 

di causa parziale giustificante un diritto a prestazioni per infortunio, quando 

il rischio derivante da una potenziale causa patogena generale prima 

dell'evento non era presente a tal punto che il fattore scagionate appaia 

casuale e interscambiabile. Per contro, l'effetto dovuto all'infortunio – in 

accertata correlazione di causa – corrisponde a una causa occasionale o 

casuale (impedente un diritto a prestazioni per infortunio), se colpisce una 

condizione pregressa talmente labile e precaria che bisognava attendersi 

in ogni momento l'insorgere di un danno (organico), sia per dinamica 

propria della patologia pregressa sia affrontando un qualsiasi altro evento 

casuale. Se all'incirca allo stesso tempo un fattore d'aggravio alternativo e 

quotidiano avrebbe potuto provocare lo stesso danno alla salute, 

l'infortunio non appare come evento significativamente causale, bensì 

come evento interscambiabile; in tal caso non sorge alcun obbligo di 

prestazione dell'assicurazione infortuni obbligatoria (cfr. STF 

8C_669/2019 del 25 marzo 2020 consid. 4, 8C_337/2016 del 7 luglio 2016 

consid. 4.1.2, U 136/06 del 2 maggio 2007 consid. 3.2, U 413/05 del 5 

aprile 2007 consid. 4.2.2 seg.). 

3.4. L'estinzione del nesso di causalità deve essere stabilita con il grado della 

verosimiglianza preponderante richiesto in materia di assicurazioni sociali. 

Per contro, la semplice possibilità che l'evento non esplichi più effetto 

causale non è sufficiente. Trattandosi della soppressione del diritto a 

prestazioni, l'onere della prova non incombe all'assicurato bensì 

- 12 -

all'assicuratore. Esso deve comprovare che le cause riconducibili 

all'infortunio non esplicano più effetti, non però l'esistenza di un motivo 

estraneo all'incidente (cfr. STF 8C_589/2017 del 21 febbraio 2018 consid. 

3.2.3, 8C_790/2010 del 15 febbraio 2011 consid. 4.2).

4. Nel caso di specie i medici assicurativi Dr. med. F.________ e Dr. med. 

H.________ ritengono, in sostanza, che con probabilità preponderante le 

lesioni degenerative alla cuffia dei rotatori sarebbero già state presenti 

prima dell'infortunio. La buona funzione della spalla prima del sinistro 

sarebbe stata possibile grazie all'ottima funzione del muscolo deltoide ben 

allenato. La distorsione/contusione subita il 3 giugno 2019 avrebbe 

causato dei disturbi di durata temporanea. La cuffia dei rotatori non 

sarebbe più stata riparabile dopo l'infortunio a causa dello spostamento 

degenerativo della testa omerale. L'intervento del 21 novembre 2019 

(ricostruzione artroscopica parziale della cuffia dei rotatori e impianto di un 

"InSpace Balloon") non avrebbe dunque trattato una conseguenza 

infortunistica, bensì un problema preesistente di origine morbosa. Senza 

le lesioni degenerative, la situazione si sarebbe completamente risolta al 

più tardi mezzo anno dopo l'infortunio (cfr. apprezzamenti del Dr. med. 

F.________ del 24 settembre 2019 [doc. 36 convenuta], del 12 maggio 

2020 [doc. 76 convenuta] e del 23 giugno 2020 [doc. 82 convenuta] 

nonché del Dr. med. H.________ del 7 settembre 2020 [doc. 87 

convenuta]). Qui di seguito va esaminato se la convenuta poteva poggiare 

su queste valutazioni per la sospensione delle prestazioni. 

5.1. Determinante per la valenza probante di un rapporto medico è che i punti 

litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il 

rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure 

espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza 

dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara 

e che le conclusioni siano ben motivate. Per stabilire se un rapporto 

- 13 -

medico ha valore di prova non è invece rilevante né l'origine né la 

denominazione ad esempio quale perizia o rapporto (cfr. DTF 125 V 352 

consid. 3a, 122 V 160 consid. 1c; STF 8C_313/2012 del 7 giugno 2012 

consid. 3.2, 8C_828/2007 del 23 aprile 2008 consid. 7).

5.2. Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove, in linea di principio è 

consentito che l'assicuratore e il giudice delle assicurazioni sociali fondino 

la loro decisione esclusivamente su basi di giudizio interne dell'istituto 

assicurativo. All'imparzialità e all'attendibilità di simili prove devono tuttavia 

essere poste esigenze severe. Ai rapporti allestiti da medici alle 

dipendenze dell'assicuratore va riconosciuto pieno valore probante, a 

condizione che siano motivati, concludenti e scevri di contraddizioni. Il 

fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con 

l'assicuratore non basta per metterne già in dubbio l'oggettività e 

l'imparzialità. Se tuttavia vi è anche solo un minimo dubbio sull'attendibilità 

delle attestazioni del medico di fiducia dell'assicuratore, occorre ordinare 

degli accertamenti complementari (DTF 142 V 58 consid. 5.1, 135 V 465 

consid. 4.4, 125 V 351 consid. 3b/ee; STF 9C_524/2017 del 21 marzo 

2018 consid. 5.1). 

5.3. L'avviso dei medici curanti deve essere considerato con la necessaria 

prudenza (cfr. DTF 125 V 351 consid. 3b/cc). Infatti, secondo l'esperienza 

comune, in caso di dubbio il medico curante tende generalmente a 

pronunciarsi in favore del proprio paziente a causa del rapporto di fiducia 

che lo lega a quest'ultimo (cfr. STF 8C_698/2015 del 6 gennaio 2016 

consid. 2.2).

5.4. Una valutazione sugli atti (senza visita) ha altresì valenza probatoria, 

purché sussista un reperto completo, si disponga di sufficienti elementi 

derivanti da precedenti accertamenti personali e si tratti in prevalenza di 

valutare dal punto di vista medico una fattispecie acclarata, in modo che 

- 14 -

la visita personale dell'assicurato passi in secondo piano (cfr. STF 

9C_524/2017 del 21 marzo 2018 consid. 5.1, 8C_540/2007 del 27 marzo 

2008 consid. 3.2).

6. Il ricorrente sostiene che il Dr. med. E.________ non farebbe alcuna 

menzione di una situazione preesistente di origine morbosa. La convenuta 

non avrebbe indicato perché la presente fattispecie non possa essere 

annoverata tra i casi eccezionali, come definiti dal Dr. med. H.________, 

in cui una lesione della cuffia dei rotatori è causata da un infortunio e non 

da cambiamenti degenerativi.

6.1. Nel rapporto del 12 maggio 2020 (doc. 76 convenuta), in base alle TAC 

effettuate il Dr. med. F.________ ha constatato una completa retrazione 

dei due muscoli (sovraspinato e infraspinato), quindi una chiara lesione 

non di recente data. Nel rapporto del 7 settembre 2020 (doc. 87 

convenuta) il Dr. med. H.________ ha esposto come questa conclusione 

sia sostenuta a livello teorico dalle informazioni sulle lesioni della cuffia dei 

rotatori riferite dalla letteratura medica. Egli ha aggiunto che, nel caso del 

ricorrente, vi sarebbero molti indizi indicanti una degenerazione avanzata 

della cuffia dei rotatori. In particolare, egli ha osservato che l'irreparabilità 

della cuffia dei rotatori dimostrerebbe che questa lesione si sarebbe potuta 

sviluppare nel corso di molti anni. L'infortunio avrebbe scaturito la 

sintomatologia sino allora ancora muta. I medici assicurativi hanno dunque 

indicato come mai si sarebbe confrontati con una contusione di una spalla 

degenerata in modo avanzato. Da ciò discende che non occorre disquisire 

sulla gravità dell'infortunio subito dal ricorrente. Con probabilità 

preponderante va infatti ritenuto che questo evento ha colpito una 

condizione pregressa e precaria, in cui il danno (precedentemente ancora 

latente) avrebbe potuto manifestarsi anche in seguito a un altro evento 

casuale. In base alle affermazioni del medico assicurativo, va inoltre 

ritenuto che l'infortunio è stato significativamente causale solo per i danni 

- 15 -

di durata temporanea inflitti al muscolo deltoide, che prima dell'infortunio 

garantiva la funzione della spalla sinistra del ricorrente (cfr. doc. 87 

convenuta pag. 7). 

6.2. Agli atti non vi sono pareri medici contraddicenti le conclusioni dei medici 

assicurativi. Nessun medico contesta che precedentemente all'infortunio 

vi era con alta probabilità una situazione degenerativa (latente) della cuffia 

dei rotatori. Prima di procedere all'intervento di riparazione parziale, il 16 

settembre 2019 il Dr. med. E.________ ha considerato che la spalla prima 

del trauma era perfettamente funzionante, ma ha anche sottolineato che 

una riparazione anatomica non era più possibile per via delle 

caratteristiche della rottura (cfr. doc. 35 convenuta). Nel rapporto 

operatorio del 21 novembre 2019 (doc. 52 convenuta) il Dr. med. 

E.________ ha inoltre descritto come irreparabile il sovraspinato. Nel 

rapporto di controllo del 28 maggio 2020 (doc. 79 convenuta) egli ha inoltre 

affermato che il decorso clinico sarebbe stato abbastanza regolare. Egli 

ha poi evidenziato che la parte della funzionalità sarebbe ormai 

irrecuperabile, in considerazione del fatto che già durante l'intervento la 

cuffia era solo parzialmente riparabile e in buona parte vi era una perdita 

di sostanza sia tendinea che muscolare. Ne consegue che le valutazioni 

del Dr. med. E.________ non sono in contraddizione con il parere dei 

medici assicurativi, anzi, semmai lo avvalorano dove è rilevata una perdita 

di sostanza tendinea e muscolare. 

6.3. Il ricorrente fa inoltre notare che fino al giorno dell'intervento avrebbe avuto 

importanti limitazioni funzionali alla spalla, accompagnati da forti dolori che 

lo avrebbero attanagliato giorno e notte. A tal proposito sia notato per 

inciso che al momento della dimissione dall'ospedale i medici 

dell'Ospedale Regionale di C.________ nel rapporto del 6 giugno 2019 

(doc. 22 convenuta) avevano descritto il decorso come privo di 

complicanze e rapidamente favorevole con buone condizioni generali e 

- 16 -

dolori ben palliati. Nel rapporto del 19 luglio 2019 (doc. 19 convenuta) poi, 

il Dr. med. D.________ ha annotato come il ricorrente avrebbe riferito che 

i dolori erano in regressione e che aveva potuto aumentare leggermente 

l'ampiezza articolare grazie a sedute di fisioterapia. Va tuttavia anche 

notato che i dolori, secondo quanto successivamente riferito dal ricorrente 

il 7 agosto 2019 (doc. 28 convenuta), potevano essere attenuati solo dai 

medicamenti; e che secondo il rapporto del Dr. med. E.________ del 16 

settembre 2019 (doc. 35 convenuta) il dolore gli disturbava il sonno con 

funzionalità ridotta molto ridotta della spalla sinistra (in particolare 

impossibilità di effettuare movimenti sopra il capo; cfr. per l'importanza dei 

dolori riferiti anche il rapporto del medico di famiglia Dr. med. I.________ 

del 3 settembre 2019 [doc. 45 convenuta]). Infine, nel rapporto del 28 

maggio 2020 (doc. 79 convenuta) il Dr. med. E.________ ha riferito che 

rispetto a prima dell'intervento il grosso beneficio sarebbe stato quello di 

togliere il dolore notturno e a riposo e che il dolore sarebbe stato presente 

soprattutto nel momento in cui il ricorrente sovraccaricava la spalla. Egli 

consigliava quindi al ricorrente di prendere al bisogno una compressa di 

Voltaren al sovraccarico della spalla. Il Dr. med. E.________ non riteneva 

necessari ulteriori trattamenti o consultazioni finché la condizione clinica 

fosse rimasta stabile. Come rilevato sopra, a suddette obiezioni del 

ricorrente va ribattuto che prima del sinistro il danno degenerativo alla 

cuffia dei rotatori con alta probabilità era latente e compensato dal buon 

funzionamento del deltoide. Gli indiscussi dolori del ricorrente a seguito 

dell'incidente non sono dunque sufficienti a inficiare la conclusione dei 

medici assicurativi secondo cui l'intervento del 21 novembre 2019 ha 

trattato un danno degenerativo. 

6.4. Riassumendo, non sono stati esibiti elementi probatori atti a ingenerare 

anche solo minimi dubbi sull'attendibilità dei rapporti dei medici 

assicurativi, che vanno ritenuti completi, convincenti e privi di 

contraddizioni. Non si giustifica pertanto di accogliere la richiesta 

- 17 -

subordinata formulata dal ricorrente di rinvio degli atti alla convenuta per 

l'ottenimento di una perizia (indipendente) sul suo stato valetudinario e sul 

rapporto di causalità tra l'infortunio del 3 giugno 2019 e i disturbi accusati 

alla spalla sinistra. 

7. Per i suesposti motivi, la decisione impugnata va confermata e il ricorso 

va respinto. 

8. La procedura è gratuita (cfr. art. 61 lett. fbis LPGA e artt. 105 segg. LAINF 

e contrario). La convenuta non ha diritto a ripetibili (cfr. art. 61 lett. g primo 

periodo LPGA e contrario). 

- 18 -

III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Non si prelevano spese.

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]