# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e0474320-91c6-50a2-9ee4-7ea9cea1c8ac
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-11-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 15.11.2001 80.2001.148
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2001-148_2001-11-15.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2001.00148

  	
  Lugano

  15 novembre 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di diritto tributario del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro Soldini, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Ivo Eusebio

   

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Fiorenzo Gianinazzi

  

 

statuendo sul ricorso del 10 ottobre 2001

 

in materia di:                 IC/IFD 97/98 e IC/IFD
99/00

 

	
  presentato da:

  	
  __________ __________, __________ __________,  

  rappr. da: __________ __________ __________,
  __________ __________,

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto 

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   __________
__________ ha cominciato all'inizio di gennaio del 1997 un'attività indipendente
nel settore delle vendite. 

                                         Per poter
definire la tassazione IC/IFD 1999-2000 l'Ufficio di tassazione di
Lugano-Campagna chiedeva pertanto al contribuente, con richiesta del 18
febbraio 2000, di fornire entro l'8 marzo la necessaria documentazione
(dettaglio delle entrate, acquisto merce, spese diverse e estratti conto)
relativa agli anni di computo 1997-98. La richiesta era munita della
comminatoria che in caso di inadempienza sarebbe stata emessa una tassazione
d'ufficio. A seguito delle osservazioni presentate dal contribuente il termine
veni va procrastinato fino al 5 maggio, ma scadeva infruttuoso. Con decisione
del 15 maggio 2000 l'Ufficio di tassazione infliggeva pertanto al contribuente
una multa disciplinare di fr. 50.-, rinnovandogli nel contempo la diffida a presentare
nel termine di dieci giorni la documentazione richiestagli, con l'avvertenza
che altrimenti sarebbe stata emessa una tassazione d'ufficio.

                                         Scaduto
senza esito anche questo termine, l'Ufficio di tassazione il 17 luglio 2000
notificava a __________ __________ la tassazione ordinaria IC/IFD 1999-2000, in
cui gli esponeva in via valutativa un reddito aziendale di fr. 150'000.- di
media annua e, tra gli attivi della sostanza, un importo di fr. 40'000.- per
l'automobile. Il 14 agosto successivo l'Ufficio di tassazione gli notificava pure
la tassazione intermedia (per mutamento della professione e, meglio, per
passaggio da un'attività dipendente a una indipendente) IC/IFD 1997-98 (a
valere dal 1° gennaio 1997), in cui gli esponeva il medesimo reddito aziendale.

 

 

                                   2.   __________
__________ il 10 agosto risp. 13 settembre 2000 presentava reclamo in tempo
utile contro entrambe le notifiche di tassazione. Affermava che il suo reddito
aziendale non superava i 75/80'000.- franchi annui, negando inoltre di essere
proprietario di un'automobile, che invece possiederebbe in leasing.

                                         Il 28
novembre 2000 l'Ufficio di tassazione rinnovava al contribuente la richiesta di
produrre entro il 20 dicembre la documentazione necessaria per definire le tassazioni
contestate, elencandogliela di nuovo partitamente. Il 23 febbraio 2001 rinnovava
la richiesta, assegnando un ultimo termine con scadenza il 15 marzo. Entrambe
le richieste erano munite della comminatoria che, in caso di inadempienza,
l'Ufficio di tassazione avrebbe proceduto a emettere una tassazione d'ufficio.

                                         Finalmente,
dopo vari colloqui intercorsi con il fiduciario del contribuente, il 27 luglio
2001 l'Ufficio di tassazione inviava al contribuente un'ultima richiesta di
documentazione con scadenza il 10 agosto, munendola della comminatoria che, in
caso di inadempienza, il reclamo sarebbe stato dichiarato irricevibile.

                                         Decorso
anche quest'ultimo termine di grazia, l'Ufficio di tassazione con decisioni del
10 settembre, risp. 24 settembre 2001 dichiarava irricevibili entrambi i
reclami.

 

 

                                   3.   Con
il presente, tempestivo ricorso __________ __________, ora formalmente assistito
dalla __________ __________ __________, contesta entrambe le decisioni su
reclamo, chiedendo un termine per "relazionare al meglio i motivi del
ricorso". Il 24 ottobre presentava poi la motivazione del ricorso,
allegando documentazione contabile.

 

 

                                   4.   Imposta
federale diretta

                                         4.1.

                                         L’art.
130 cpv. 2 LIFD consente all’autorità di tassazione di procedere ad una tassazione
d’ufficio se, nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi
procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati
esattamente per mancanza di documenti attendibili. In tale sede può tener conto
di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita
del contribuente. La legge precisa ancora che l’autorità deve effettuare una
«valutazione coscienziosa».

                                         La
tassazione d’ufficio sostituisce quella ordinaria, che si fonda su di un
esauriente accertamento dei fatti. La valutazione cui procede l’autorità
fiscale si basa invece su considerazioni di verosimiglianza, il più possibile
vicine alla verità (Zweifel, Die Sachverhaltsermittlung im
Steuerveranlagungsverfahren, Zurigo 1989, p. 120 ss.; Känzig/Behnisch,
Direkte Bundessteuer, II ediz., vol. III, Basilea 1992, n. 3 ad art. 92 DIFD,
p. 163).

                                         La
tassazione d'ufficio può quindi intervenire anche al termine della procedura
d’accertamento, quando non sono chiariti o rimangono incerti i fatti essenziali
per la determinazione degli elementi imponibili e quando i dati forniti dal
contribuente sono insufficienti, oppure non suffragati o suffragati in modo non
convincente da validi documenti probatori (cfr. Rep. 1984 p. 92, cons. 4
a). 

                                         Condizione
imprescindibile per intraprendere una tassazione per apprezzamento è dunque
l’incertezza delle circostanze di fatto, sia che essa sia determinata da una
insoddisfacente collaborazione del contribuente sia che abbia un’altra causa,
come per esempio l’inosservanza degli obblighi di collaborazione di un terzo
obbligato (il datore di lavoro che non compila il certificato di salario). L’autorità
di tassazione deve però avere prima esaurito tutti gli strumenti di indagine
che potevano condurre ad un accertamento dei fatti (Zweifel, op. cit.,
p. 129; Känzig/Behnisch, op. cit., n. 9 ad art. 92 DIFD, p. 166).

 

                                         4.2.

                                         Per
l’art. 132 cpv. 3 LIFD, il contribuente può impugnare la tassazione operata
d’ufficio soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta; il reclamo
deve essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova.

                                         La legge
pone due condizioni: in primo luogo, il contribuente deve contestare la
“manifesta inesattezza” della tassazione e, in secondo luogo, il reclamo deve
essere motivato.

                                         Dall'esame
dei materiali legislativi (cfr. Messaggio del Consiglio federale a sostegno
delle leggi federali sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e
dei Comuni e sull'imposta federale diretta, in FF 1983, vol. III, p. 133) e
delle dottrina relativa a legislazioni cantonali che esigono dal contribuente
la prova dell’ inesattezza della tassazione d’ufficio, analogamente all'art. 132
cpv. 3 LIFD (cfr. Zweifel, Verfahrensgrundsätze und Veranlagungsverfahren,
in ASA 61 p. 437) emerge che con ciò si è voluta stabilire
un’inversione dell’onere della prova (Weidmann/ Grossmann/Zigerlig,
Wegweiser durch das st. gallische Steuerrecht, 4a ediz., Berna 1987, pp. 130 e
254; Zweifel, Die Sach-verhaltsermittlung, cit., p. 139; Richner/Frei/Weber/
Brütsch, Zürcher Steuergesetz - Kurzkommentar, 2a ediz., Zurigo 1997, n. 10
ad § 90 LT-ZH, p. 647).

                                         Per
contestare con successo una tassazione d’ufficio, occorre, in altri termini,
che siano rimosse le condizioni che l’avevano determinata, cioè le difficoltà
nell’indagine per l’autorità di tassazione o l’incertezza circa i fatti. È
necessario, in particolare, che il contribuente ponga in essere gli atti di
collaborazione trascurati in precedenza. Se tale esigenza è adempiuta, rinasce
anche l’obbligo per l’autorità fiscale di effettuare indagini d’ufficio,
nell’intento di ricostruire il vero. 

 

                                         4.3.

                                         Ne
consegue che, se il contribuente apporta la prova dell’ inesattezza
dell’apprezzamento effettuato, la tassazione d’ufficio è annullata e deve
esserne intrapresa una “ordinaria” (Zweifel, Die Sachverhaltsermittlung,
cit., p. 143). La tassazione d’ufficio apparirà infatti in ogni caso
“manifestamente inesatta”, se è stato possibile accertare la vera situazione di
fatto, nell’ambito della procedura di reclamo (Zweifel,
Verfahrensgrundsätze, op. cit., p. 437; Meister, Rechtsmittelsystem der
Steuerharmonisierung – Der Rechtsschutz nach StHG und DBG, Berna/Stoccarda/ Vienna
1995, p. 144 s.). Se invece la prova dell’inesattezza della tassazione non è
stata portata, la tassazione d’ufficio rimane in linea di principio in vigore,
mentre l’obbligo per l’autorità di tassazione di procedere ad indagini
d’ufficio non rinasce. Ciò non toglie, tuttavia, che l’autorità di tassazione,
facendo uso del proprio potere di apprezzamento, possa sottoporre ad una
verifica la tassazione d’ufficio. Alla luce di una simile verifica, condotta
sulla base degli atti, una tassazione per apprezzamento apparirà
“manifestamente inesatta”, quando la stima effettuata si sarà rivelata in
contrasto coi fatti ed in particolare quando è evidente che essa si fonda su
basi, su metodi o su strumenti di valutazione errati o comunque inconciliabili
con la situazione del singolo caso (Zweifel, Verfahrensgrundsätze, op.
cit., p. 437 s.; Meister, op. cit., p. 145).

 

 

                                         4.4.

                                         L'Ufficio
di tassazione è stato costretto a emettere d'ufficio sia la tassazione intermedia
IC/IFD 1997-98 sia la tassaizone ordinaria 1999-2000, poiché il contribuente,
malgrado una multa disciplinare inflittagli per la mancata presentazione della
dichiarazione d'imposta e i diversi inviti rivoltigli dopo l'inoltro della
dichiarazione, non ha presentato la documentazione contabile richiestagli.

                                         Nemmeno
in sede di reclamo il contribuente ha saputo presentare, malgrado le ripetute
richieste e proroghe, una documentazione contabile tale da permettere una migliore
valutazione e, meglio, da poter dimostrare la manifesta inesattezza della tassazione
d'ufficio.

                                         L'inadempienza
reiterata del contribuente ha così messo l'Autorità fiscale nella condizione di
non poter decidere altrimenti. In altre parole il contribuente ha messo l'Ufficio
di tassazione nella condizione di dover dichiarare irricevibile il reclamo in assenza
di ogni e qualsiasi documento che potesse dimostrare la manifesta inesattezza
della notifica di tassazione.

                                         Non va
infatti dimenticato, come già ricordato, che secondo l’art. 132 cpv. 3 LIFD, la
prova della “manifesta inesattezza” della tassazione d’ufficio non è un mero
presupposto sostanziale per la rimozione della tassazione per apprezzamento,
bensì una vera e propria prescrizione di validità del reclamo, in mancanza del
quale l’autorità non deve neppure entrare nel merito (STF del 21 novembre
1997, in RDAT I 1998 n. 22t).

 

                                         4.5.

                                         Nel
ricorso il patrocinatore del ricorrente non adduce alcun motivo che in qualche
modo possa sostanziare l’illegalità della decisione con cui l’Ufficio di
tassazione ha dichiarato irricevibile il reclamo. Egli si è limitato a produrre
in questa sede documentazione contabile fino ad ora mai prodotta. Da questo
fatto il ricorrente non può tuttavia trarre alcun giovamento, poiché, come si è
visto, la produzione della documentazione in sede di reclamo era motivo di
validità dello stesso e non semplice questione di merito, il cui esame poteva
essere rimandato ad uno stadio procedurale successivo, vale a dire a quello
ricorsuale.

                                         Va infine
rilevato che non è di nessun interesse sapere quali fossero i rapporti tra il
contribuente e il suo rappresentante contrattuale, segnatamente a chi sia da
attribuire l’eventuale responsabilità dell’omissione, trattandosi di questione
squisitamente di diritto civile, ovvero di natura contrattuale.

 

 

 

 

                                   5.   Imposta
cantonale

 

                                         5.1.

                                         Anche
l’art. 204 cpv. 2 LT consente all’autorità di tassazione di eseguire la tassazione
d’ufficio in base a una valutazione coscienziosa, se il contribuente,
nonostante diffida non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi
imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti
attendibili. A tal fine, può tener conto di coefficienti sperimentali,
dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente.

                                         

                                         5.2.

                                         Analogamente
all'art. 132 cpv. 3 LIFD, l'art. 206 cpv. 3 LT, prevede che il contribuente può
impugnare la tassazione operata d'ufficio soltanto con il motivo che essa è
manifestamente inesatta. Il reclamo deve essere motivato e indicare eventuali
mezzi di prova.

 

                                         5.3.

                                         Vale
pertanto anche per il diritto cantonale (nella versione in vigore dal 1°
gennaio 2001) quando esposto in precedenza per il diritto federale.

                                         Si impone
pertanto la medesima conclusione, nel senso che l'Ufficio di tassazione non
poteva far altro che dichiarare irricevibile il reclamo.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

                                      

 

                                   2.   Le spese
processuali consistenti:

                                         a. nella
tassa di giustizia di                                  fr.    400.–

                                         b. nelle
spese di cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         per un
totale di                                                       fr.    480.–

                                         sono a
carico del ricorrente.

 

                                   3.   Intimazione
alle parti.

 

                                   4.   Per l'IC
il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).

                                         Per l'IFD
è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146
LIFD).

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il presidente:                                                       Il
segretario: