# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d224c9b9-585c-5b32-8886-577c0c243a6a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-08-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.08.2009 C-8308/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-8308-2008_2009-08-21.pdf

## Full Text

Corte II I
C-8308/2008

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 1  a g o s t o  2 0 0 9  

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Jean-Daniel Dubey, Andreas Trommer, 
cancelliera Mara Vassella.

A._______,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Rifiuto dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera 
concernente B._______.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-8308/2008

Fatti:

A.
In data 16 marzo 2007, l'Ufficio federale della migrazione (di seguito: 
UFM) ha emesso nei  confronti  di  C._______, cittadina iraniana,  una 
decisione  di  rifiuto  dell'autorizzazione  d'entrata  in  Svizzera. Avverso 
tale  decisione  A._______,  residente  a  Lugano/TI,  ha  interposto 
ricorso, il quale è stato ritirato il 13 aprile 2007 e la causa stralciata dai 
ruoli  con  decisione  emanata  il  17  aprile  2007  dal  Tribunale 
amministrativo federale. 

B.
In data 22 ottobre 2008, B._______, cittadina iraniana nata il ..., madre 
della summenzionata richiedente, ha presentato una domanda di visto 
per la Svizzera presso la Rappresentanza di Svizzera a Teheran al fine 
di rendere visita a A._______, cugino del marito. Alla domanda di visto 
la richiedente ha allegato l'invito scritto dell'ospitante del 15 settembre 
2008,  nel  quale  quest'ultimo  dichiarava di  portarsi  garante  per  ogni 
necessità  nonché  per  l'uscita  dalla  Svizzera  entro  i  termini  stabiliti. 
Tale  domanda  è  quindi  stata  trasmessa  in  data  3  novembre  dalla 
Sezione  dei  permessi  e  dell'immigrazione  dal  canton  Ticino  all'UFM 
per decisione. 

C.
Con decisione del 3 dicembre 2008 l'UFM ha respinto la richiesta. In 
sostanza  l'UFM ha  motivato  la  propria  decisione  affermando  che  la 
partenza  della  richiedente  dalla  Svizzera  non  poteva  essere 
considerata  come  sufficientemente  assicurata  tenuto  conto  della 
situazione socioeconomica prevalente in Iran. L'autorità di prime cure 
ha poi asserito che non si poteva escludere che una volta giunta nel 
nostro  Paese,  la  richiedente  non  avesse  tentato  di  rimanervi 
durevolmente  con  la  speranza  di  trovarvi,  dapprima  per  lei  e 
ulteriormente per la sua famiglia, una sistemazione migliore di quella 
conosciuta nel suo Paese d'origine. Infine l'UFM ha precisato che la 
richiedente non poteva avvalersi  di  legami professionali  stretti  con il 
suo Paese d'origine e che non erano stato addotti  in sede di ricorso 
motivi impellenti atti a consentire un esito favorevole all'istanza. 

D.
In data 23 dicembre 2008, A._______ è insorto avverso la precitata 
decisione  dinanzi  alla  scrivente  autorità,  postulando  il  rilascio  di 

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un'autorizzazione  d'entrata  in  Svizzera  in  favore  di  B._______.  In 
sostanza  egli  ha  affermato  che  nonostante  la  situazione 
socioeconomica prevalente in Iran,  la richiedente è una persona più 
che benestante. Egli ha inoltre asserito che essa non ha la necessità 
di lavorare, visto che il marito esercita la professione di medico. Infine 
l'istante ha dichiarato che, vivendo assieme alla sua famiglia, cioè al 
marito  e  ai  due  figli,  l'interessata  non  avrebbe  avuto  l'intenzione  di 
lasciarli, sottolineando che sia la richiedente che l'ospitante sarebbero 
stati disposti a dare qualsiasi garanzia per l'uscita dal territorio elvetico 
entro i termini prestabiliti. 

E.
Chiamato ad esprimersi  in  merito  al  suddetto ricorso,  con preavviso 
del 17 marzo 2009, l'autorità di prime cure ha postulato la reiezione 
del gravame. In particolare l'UFM ha affermato che ai sensi dell'art. 17 
cpv. 2  della  Convenzione  di  applicazione  dell'Accordo  di  Schengen 
(CAS) determinate persone o  categorie  di  persone sono soggette a 
consultazione  e  che  in  concreto  la  consultazione  aveva  dato  esito 
negativo e pertanto non vi sarebbero state obiezioni al rilascio di un 
visto di Schengen. L'UFM ha tuttavia rilevato che le ulteriori condizioni 
rimanevano invariate, in particolare le condizioni d'entrata. Per entrare 
nello spazio Schengen, ogni straniero deve offrire garanzia che partirà 
da tale stato entro i termini previsti ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20). Sulla 
base  di  queste  condizioni  l'autorità  di  prime  cure  ha  reputato  che 
l'uscita della richiedente dalla Svizzera entro i termini stabiliti non era 
assicurata, tenuto conto in particolare della situazione socioeconomica 
dell'Iran. Essa ha poi sottolineato che non era possibile escludere che 
l'interessata non tenti di prolungare il proprio soggiorno, nonostante il 
marito  e  i  figli  fossero  all'estero. Infine  l'UFM ha  precisato  che  non 
sono  stati  addotti  motivi  impellenti  atti  a  giustificare  il  rilascio  del 
postulato visto, nonostante le garanzie dell'ospitante.

F.
Invitato ad esprimersi in merito al suddetto preavviso, con replica del 
17  aprile  2009,  il  ricorrente  ha  ribadito  in  sostanza  quanto  già 
menzionato  nell'atto  di  ricorso  ed  ha  allegato  un  atto  notarile  di 
impegno a lasciare la Svizzera entro i termini previsti.

G.
Chiamato ad esprimersi in merito alla suddetta replica, con duplica del 

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25 maggio 2009 l'UFM ha riconfermato le sue argomentazioni di fatto 
e di diritto, aggiungendo infine che, nonostante l'impegno formale della 
richiedente  a  lasciare  la  Svizzera,  essa  sarebbe  comunque  rimasta 
libera della proprie decisioni. 

Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32),  giusta 
l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di seguito: TAF o il 
Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 dalla 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF.

In particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione d'en-
trata in Svizzera rese dall'UFM - il quale costituisce un'unità dell'ammi-
nistrazione federale come definita all'art. 33 let. d LTAF – possono es-
sere impugnate dinanzi al TAF, il quale statuisce in via definitiva (cfr. 
art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1 della legge del 
17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

1.2 Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, ai sensi dell'art. 
37 LTAF la procedura dinanzi al Tribunale è retta dalla PA.

1.3 A._______ ha diritto di ricorrere (art. 48 cpv.1 PA) e il suo ricorso, 
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile 
(art. 50-52 PA).

2.
Ai sensi dell'art. 49 PA il ricorrente può invocare davanti al Tribunale la 
violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere 
di apprezzamento, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridi-
camente rilevanti nonché l'inadeguatezza, nella misura in cui un'autori-
tà cantonale non abbia giudicato quale autorità di ricorso. Il Tribunale 
applica d'ufficio  il  diritto  federale nella  procedura ricorsuale  e non è 
vincolato in nessun caso dai motivi del ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). 
Rilevanti sono in primo luogo la situazione di fatto e di diritto al mo-
mento del giudizio (cfr. consid. 1.2 della sentenza 2A.451/2002 del 28 
marzo 2003 pubblicata parzialmente in DTF 129 II 215).

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3.
La politica delle autorità svizzere in materia di visti riveste un ruolo im-
portante nella prevenzione dell'immigrazione clandestina (cfr. Messag-
gio del Consiglio federale relativo alla legge sugli stranieri dell'8 marzo 
2002, in FF 2002 3327). Pertanto, l'autorità non può accogliere tutti gli 
stranieri che desiderano venire in questo paese, sia per un soggiorno 
di  corta durata che per un soggiorno di  lunga durata e può dunque 
applicare legittimamente una politica d'ammissione restrittiva (cfr. DTF 
122 II  1 consid. 3a;  ALAIN WURZBURGER,  La giurisprudenza recente del 
Tribunale federale in materia di polizia degli stranieri, Rivista di diritto 
amministrativo e di diritto fiscale [RDAF] 1997 I, p. 287).

La legislazione svizzera sugli stranieri non garantisce né il diritto d'en-
trata in Svizzera né il rilascio di un visto. La Svizzera, come tutti gli altri 
Stati, non è tenuta ad autorizzare di principio l'entrata di stranieri nel 
suo territorio. Tale decisione viene presa dalla Svizzera autonomamen-
te in accordo con il diritto internazionale pubblico (cfr. Messaggio del 
Consiglio federale relativo alla legge sugli stranieri dell'8 marzo 2002, 
in FF 2002 3327; nonché DTF 133 I 185 consid. 2.3).

4.
In occasione della votazione del 5 giugno 2005, il popolo svizzero ha 
accolto il decreto federale del 17 dicembre 2004 che approva e traspo-
ne nel  diritto  svizzero gli  accordi  bilaterali  con l'Unione europea per 
l'associazione  della  Svizzera  alla  normativa  di  Schengen  e  Dublino 
(RS 362), entrati in vigore definitivamente il 12 dicembre 2008. 

L'applicazione dell'acquis di Schengen ha reso necessaria una revisio-
ne completa dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 concernente la proce-
dura d'entrata e di rilascio del visto (OPEV, RU 2007 5537), la quale è 
stata sostituita dall'ordinanza del 22 ottobre 2008 sull'entrata e sul rila-
scio dei visti (OEV, RS 142.204). Ai sensi dell'art. 57 OEV il nuovo di-
ritto si applica alle procedure pendenti alla data dell'entrata in vigore 
dell'OEV. 

5.
Per quanto riguarda le condizioni d'entrata in Svizzera per un soggior-
no non superiore a tre mesi, l'art. 2 cpv. 1 OEV rinvia al Regolamento 
(CE) n. 562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 marzo 
2006, che istituisce un codice comunitario relativo al regime di attra-
versamento delle frontiere da parte delle persone fisiche (Codice fron-

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tiere Schengen [GU L 105 del 13.04.2006 pag. 1-32]). Le condizioni 
d'entrata previste dal Codice frontiere Schengen corrispondono essen-
zialmente a quelle di cui all'art. 5 LStr. La pratica e la giurisprudenza 
relative a quest'ultima disposizione possono pertanto essere applicate 
nella specie (in merito ai dettagli di tale problematica, cfr. la sentenza 
del Tribunale amministrativo federale C-3015/2008 del 22 maggio 2009 
consid. 4 e 5). 

6.
L'art. 1 par. 1 e 2 del Regolamento n. 539/2001 del Consiglio del 15 
marzo 2001 (GU L 81 del 21 marzo 2001, pag. 1-7) distingue tra le cit-
tadine e i cittadini dei paesi terzi a seconda dell'obbligo del visto. Tenu-
to  conto  che  B._______  è  una  cittadina  iraniana,  è  sottomessa 
all'obbligo del visto.

7.

7.1 Al fine di valutare se l'uscita dallo spazio Schengen alla scadenza 
del previsto soggiorno possa essere sufficientemente assicurata, l'au-
torità di prime cure deve giudicare un comportamento futuro. Ora, non 
è possibile constatare in modo certo un fatto non ancora accaduto, tut-
tavia si  possono emettere delle  supposizioni,  considerando l'insieme 
delle circostanze del caso e i dati concreti che risultano dalla situazio-
ne generale del Paese d'origine della richiedente.

7.2 Nel 2007, il PIL pro capite in Iran corrispondeva a 4'014 USD (cfr. 
<http://www.eda.admin.ch/eda/it/home.html> Rappresentanze > Asia > 
Iran > Dati salienti, visitato il 10 agosto 2009). I problemi con cui la Re-
pubblica islamica dell'Iran è a tutt'ora confrontata sono principalmente 
l'elevato tasso d'inflazione, la disoccupazione e la povertà (cfr. <http://
www.worldbank.org  > Home > Countries > Middle East und North Afri-
ca > Iran > Overview > Country Brief, visitato il 10 agosto 2009).

7.3 Tenuto conto delle considerazioni relative alla situazione socioeco-
nomica di questo Stato e del fatto che la predisposizione a lasciare il 
proprio  paese  d'origine  è  favorita,  allorquando  parenti  o  conoscenti 
sono precedentemente emigrati, la valutazione dell'UFM inerente al ri-
schio  relativamente  elevato  del  non  rispetto  dell'uscita  dallo  spazio 
Schengen entro i termini prestabiliti, non può essere contestata. Cio-
nonostante trarre delle conclusioni basandosi unicamente sulla situa-
zione generale del paese d'origine, porterebbe ad una valutazione dei 
fatti  eccessivamente generalizzata. L'autorità inferiore deve per tanto 

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http://www.eda.admin.ch/eda/it/home.html
http://www.worldbank.org/
http://www.worldbank.org/

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esaminare l'insieme delle circostanze del caso concreto: in particolare 
gli obblighi familiari, sociali o professionali possono costituire una pro-
gnosi favorevole per una partenza dalla Svizzera entro i termini stabili-
ti.

8.
Il ricorrente ha fatto valere che la richiedente non ha alcun interesse a 
rimanere più a lungo in Svizzera di quanto verrebbe stabilito, siccome i 
famigliari ad essa più vicini, quali il marito e i figli, vivono in Iran. Egli 
ha  poi  aggiunto  che  l'interessata  è   più  che  benestante  e  non  ne-
cessita di lavorare, considerato inoltre il fatto che il marito esercita la 
professione di medico. 

Alla luce dei fatti  non emergono obblighi di carattere professionale o 
famigliare  vincolanti  al  proprio  Paese,  i  quali  potrebbero  ostacolare 
concretamente un'eventuale emigrazione. Le dichiarazioni del ricorren-
te in merito alla situazione personale dell'interessata non sono attesta-
te da mezzi di prova; queste rimangono pertanto delle mere afferma-
zioni di fatto. Dagli atti di causa infatti non emerge ad esempio quale 
sia il reddito del marito della richiedente e non è dimostrato con pezze 
giustificative appropriate quanto affermato in merito alla buona situa-
zione economica dell'interessata. Oltre a ciò non si evincono dagli atti 
di ricorso dati  relativi ai  figli. Viste le disparità socioeconomiche tra i 
due Paesi e tenuto conto che dagli atti non emergono vincoli sufficienti 
atti ad ostacolare un'eventuale emigrazione in Svizzera, il Tribunale è 
giunto alla conclusione che l'uscita entro i termini prestabiliti non è ga-
rantita. 

Si rammenta inoltre che l'esperienza ha a più riprese dimostrato che 
anche in presenza di obblighi tra familiari, quali coniugi o figli, l'uscita 
dalla Svizzera entro i termini stabiliti non è assicurata. In concreto vi-
sto che l'interessata non ha nessun obbligo particolare, a maggior ra-
gione si può ritenere che l'uscita dalla Svizzera entro i termini presta-
biliti non è garantita. 

9.
Ne discende che l'autorità di prime cure ha rilevato a giusto titolo sulla 
base della situazione agli atti, che l'uscita dallo spazio Schengen entro 
i termini stabiliti  dopo un soggiorno per visita non è sufficientemente 
garantita. Considerato l'insieme delle circostanze del caso, le dichiara-
zioni fornite dal ricorrente in relazione alla presa a carico delle spese 

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cagionate dal soggiorno auspicato nonché le assicurazioni dell'invitato 
secondo le quali avrebbe lasciato la Svizzera allo spirare del visto, non 
sono tali da impedire al richiedente, una volta sul territorio elvetico, di 
intraprendere i passi necessari per stabilirvisi durevolmente (cfr. sen-
tenza  del  Tribunale  federale  6S.281/2005  del  30  settembre  2005). 
L'esperienza ha infatti  a più riprese dimostrato come le dichiarazioni 
d'intenzione formulate in merito all'uscita puntuale dalla Svizzera allo 
scadere del visto, così come le garanzie finanziarie fornite dall'ospitan-
te, costituiscono delle semplici dichiarazioni d'intenzione, prive di effet-
ti giuridici che, in mancanza di elementi concreti attestanti la volontà di 
uscire dal territorio elvetico, non sono sufficienti ad assicurare la par-
tenza di un cittadino straniero entro i termini stabiliti (cfr. sentenza del 
Tribunale amministrativo federale C-722/2008 del 13 giugno 2008). 

10.
Ne discende che l'UFM con decisione del 3 dicembre 2008 non ha vio-
lato  il  diritto  federale  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 49 PA). Per questi motivi il ricorso va respinto.

11.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali vengono poste a ca-
rico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con gli art. 1 a 3 del 
regolamento del  21 febbraio 2008 sulle  tasse e sulle  spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al  Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 
173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di Fr. 600.- sono poste a carico del ricorrente e 
sono computate  con  l'anticipo  spese dello  stesso importo  pagato  in 
data 3 febbraio 2009.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto n. di rif. ... di ritorno)
- Sezione dei permessi e dell'immigrazione (per informazione, incarto 

cantonale di ritorno)

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Mara Vassella

Data di spedizione: 

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