# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 62d238ea-8215-5352-a056-5c913fd603e2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-11-24
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione 24.11.2021 9.2021.187
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_007_9-2021-187_2021-11-24.html

## Full Text

Incarto n.

  9.2021.187

  	
  Lugano

  24 novembre 2021 

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della Camera di protezione del
  Tribunale d'appello

  
	
  Franco
  Lardelli

  
	
  giudice
  unico ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 7 e 48b lett. a n. 2 LOG

  
						

 

	
  assistito
  dalla

  segretaria

  	
   

  Scheurich

  

 

 

sedente
per statuire nella causa che oppone

 

	
   

  	
  RE
  1 

  patr.
  da: __________ 

   

  

 

	
   

  	
  all’

  

 

	
   

  	
  Autorità
  regionale di protezione __________, 

   

  
	
   

  	
   

  

 

	
   

  	
  per
  quanto riguarda le relazioni personali tra madre e figli

  

 

 

 

giudicando
sul reclamo del 22 novembre 2021 presentato da RE 1 contro la decisione emessa
il 29 ottobre 2021 dall'Autorità regionale di protezione __________;

 

letti ed esaminati gli atti,

 

ritenuto

 

 

in fatto e

in diritto

                                         che PI 1 (2011) e PI
2 (2013) sono figli di RE 1 e CO 2, genitori separati;

                                         che con decisione
supercautelare 29 settembre 2021 l’Autorità regionale di protezione __________
(in seguito Autorità di protezione) ha: privato la signora RE 1 del diritto di
determinare il luogo di dimora dei figli PI 1 e PI 2 (dispositivo n. 1);
affidato provvisoriamente i due figli al padre signor CO 2 (dispositivo n. 2);
sospeso le relazioni personali e telefoniche tra madre e figli (dispositivo n.
3); conferito mandato all’Ufficio dell’aiuto e della protezione (UAP), __________,
di effettuare una valutazione socio-ambientale del nucleo familiare dei minori PI
1 e PI 2, nonché del bisogno di affidamento a terzi (dispositivo n. 4);

 

                                         che la decisione è
stata determinata da uno scritto 20 settembre 2021 dell’avv. PR 2 (per fatti preannunciati
in data 17 settembre 2021) a seguito di una segnalazione fatta dalla figlia di
primo letto della signora RE 1, __________ (2000) e 29 settembre 2021 della
SRIP, in merito ad una situazione di grave disagio familiare di cui è pure
stato informato il Servizio per l’aiuto alle vittime di reati (Servizio LAV),
ossia maltrattamenti e percosse da parte della madre sui due figli minorenni,
con bastoni e altri oggetti e a mani nude per futili motivi;

 

                                         che, al termine
della seduta di audizione dei genitori tenutasi l’11 ottobre 2021, l’Autorità
di protezione ha confermato in via cautelare la decisione supercautelare
(dispositivo n. 1), ossia la privazione della madre del diritto di determinare
il luogo di dimora dei figli (dispositivo n. 2), l’affidamento provvisorio dei
figli al padre (dispositivo n. 3), la sospensione delle relazioni personali e
telefoniche tra madre e figli (dispositivo n. 4) e il mandato all’UAP di
effettuare una valutazione socio-ambientale del nucleo familiare dei minori,
nonché del bisogno di affidamento a terzi (dispositivo n. 5);

 

                                         che, previa
audizione dei minori da parte del membro permanente dell’Autorità di
protezione, avvenuta in data 13 ottobre 2021 – da cui è emerso il desiderio dei
figli di vedere la mamma ma di avere paura di essere da lei ancora picchiati –
con decisione 29 ottobre 2021 l’Autorità di prime cure ha: istituito a favore
di PI 1 e PI 2 una curatela educativa ai sensi dell’art. 308 cpv. 1 e 2 CC,
indicando quali compiti della curatrice mediare tra i genitori facilitando il
passaggio di informazioni riguardanti i figli, coordinare i diritti di visita,
sorvegliare i diritti di visita, redigere regolari rapporti all’attenzione
dell’ARP (dispositivo n. 1); nominato quale curatrice la signora CURA 1, con
l’invito a chiedere un adattamento della misura in caso di modifica delle
circostanze (art. 414 CC) e a consegnare il rapporto morale annuale e la
richiesta della mercede entro la fine di febbraio di ogni anno (dispositivo n.
2); riconosciuto alla curatrice un compenso orario di fr. 50.– per un dispendio
di 6 ore mensili, che corrispondono a un importo complessivo annuo di fr.
3'600.–, più 10 ore iniziali per avviare la pratica e conoscere il caso,
riservati eventuali futuri adeguamenti per nuove necessità, debitamente
comprovate e tempestivamente segnalate; a tale importo potrà essere aggiunto il
rimborso delle spese determinate dallo svolgimento del mandato (materiale d’ufficio,
trasferte, telefonate, spese postali, ecc...) (dispositivo n. 3); stabilito che
i costi della misura sono a carico della sostanza dei genitori in ragione di
metà ciascuno; in caso di comprovata indigenza e impossibilità di rimborso
anche parziale o rateale, tali costi sono anticipati dall’Autorità di
protezione e posti a carico del Comune di domicilio (art. 19 LPMA, art. 3 cpv.
3 ROPMA)) (dispositivo n. 4); ripristinato le relazioni personali, comprese
quelle telefoniche, della madre con i figli PI 1 e PI 2 (dispositivo n. 6);
stabilito i diritti di visita madre/figli in 3 ore ogni 15 giorni in modalità
accompagnata dalla curatrice educativa da svolgersi il mercoledì pomeriggio e
in contatti telefonici riattivati in forma libera dopo il primo incontro
mamma-bambini (dispositivo n. 7);

 

                                         che con reclamo 22
novembre 2021 presentato da “PR 1” sottoscritto dalla __________ in
rappresentanza di RE 1 viene avversato il dispositivo n. 7 di quest’ultima decisione,
con richiesta nelle conclusioni sottoposte a giudizio che “il reclamo è
accolto. I diritti di visita della madre sono ampliati con effetto immediato a
favore dei figli PI 1 e PI 2” (richiesta n. 1) e che sono “protestate le
spese giudiziarie” (richiesta n. 2);

 

                                         che il gravame non
è stato intimato per osservazioni;

 

                                         che le decisioni
delle Autorità regionali di protezione concernenti minorenni sono impugnabili
mediante reclamo alla Camera di protezione del Tribunale di appello, che decide
nella composizione di un giudice unico (art. 450 CC in relazione agli art. 314
cpv. 1 e 440 cpv. 3 CC; art. 2 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione e la
procedura in materia di protezione del minore [LPMA]; art. 48 lett. f n. 9
LOG); riguardo alla procedura applicabile, per quanto non già regolato dagli
art. 450 segg. CC, occorre riferirsi, in via sussidiaria, alla Legge sulla
procedura amministrativa, in particolare alle norme concernenti le azioni
connesse con il diritto civile di competenza dell’autorità amministrativa (art.
99 LPAmm; cfr. Messaggio del Consiglio di Stato n. 6611 del 7 marzo 2012
concernente la modifica della LTut, pag. 8) e, in via ancora più sussidiaria,
alle disposizioni del diritto processuale civile (CPC; v. art. 450f CC);

 

                                         che, oltre ai casi
previsti dall'art. 48 lett. f n. 7-11 LOG, ai sensi dell'art. 48b cpv. 1
lett. a LOG la Camera di protezione decide nella composizione di un giudice
unico anche le procedure che terminano con lo stralcio della causa (n. 1) e la
non entrata nel merito nelle
impugnazioni manifestamente inammissibili, manifestamente non motivate in modo
sufficiente, o querulomani o abusive (n. 2);

 

                                         che secondo l’art.
72 LPAmm l’Autorità di reclamo può, immediatamente o dopo richiamo degli atti,
decidere con breve motivazione di dichiarare l’istanza o il reclamo irricevibili
o di respingerli se si rivelano manifestamente infondati;

 

                                         che una procedura
ricorsuale davanti alla Camera di protezione – ossia una Camera appartenente
alla Sezione di diritto civile del Tribunale d’appello, chiamata tra l’altro ad
applicare, nelle materie di sua competenza, norme del Codice civile (da art.
388 a art. 449c CC, 450 segg. CC), come pure a verificarne l’applicazione – può
essere introdotta solo da patrocinatori professionali legittimati ai sensi
della Legge federale sulla libera circolazione degli avvocati (LLCA);

 

                                         che nel caso
sottoposto a giudizio il reclamo è sottoscritto dalla sola __________, che si
legittima mediante produzione della procura di cui al documento n. 1, in base
alla quale il mandato è anche a lei conferito;

 

                                         che l’avv. PR 1,
titolare dello Studio legale e sotto la cui responsabilità operano i giuristi
del suo studio, non ha sottoscritto il reclamo; il legale in questione risulta
menzionato solo in modo generico con riferimento a pagina 1 del reclamo allo
studio “PR 1”;

 

                                         che già per questo
motivo il gravame appare irricevibile, perché presentato e sottoscritto solo da
una giurista non legittimata ad introdurre da sola un gravame alla Camera di
protezione (v. anche RtiD 2019-I 1c pag. 491);

 

                                         che il fatto che il
reclamo sia stato gestito solo dalla __________ traspare del resto dai
contenuti dell’atto introdotto alla Camera di protezione, visibilmente
indirizzato ad un ampliamento generale e non meglio definito dei diritti di
visita (“i diritti di visita sono ampliati con effetto immediato a favore
dei figli PI 1 e PI 2” v. reclamo punto 7 pag. 2 e richiesta n. 1 pag. 4
nel mezzo);

 

                                         che, se è pur vero
che a pagina 4 verso l’alto viene postulato di “ristabilire immediatamente
le relazioni personali tra madre e figli, tutti i giorni sul mezzogiorno),
tutti i mercoledì e tutte le domeniche”, la richiesta appare comunque
irrealizzabile senza che venga contestato il compito assegnato alla curatrice
educativa di sorvegliare i diritti di visita (v. dispositivo n. 1) e la riforma
del dispositivo n. 7 tesa alla soppressione della modalità accompagnata da
parte della curatrice educativa;

 

                                         che in vero nelle
argomentazioni del reclamo (ma non nelle conclusioni) viene postulata di fatto
una custodia alternata tra padre e madre: in questo senso va interpretata la richiesta
di avere con se i figli tutti i giorni sul mezzogiorno, tutti i mercoledì e
tutte le domeniche; del resto l’“alternativa” di “alternare la cura
dei bambini tra madre e padre” (reclamo punto 13 pag. 4 verso l’alto va
proprio in questa direzione); ma se questo fosse quanto si vuole perseguire con
il reclamo, la richiesta sarebbe nuovamente irricevibile, dovendo essere
formulata davanti all’Autorità di prima sede, cui compete modificare la privazione
di custodia della madre a suo tempo decisa con risoluzione cresciuta in
giudicato;

 

                                         che per finire il
gravame non si confronta minimamente con le motivazioni che hanno indotto
l’Autorità di prime cure a limitare per il momento la ripresa dei diritti di
vista a 3 ore ogni 15 giorni, in modalità accompagnata, il mercoledì
pomeriggio, ossia i rischi legati ai pregressi comportamenti maltrattanti di RE
1, i timori palesati dai figli minorenni di subire ulteriori percosse e la
necessità di sorvegliare e relazionare (da parte della curatrice educativa)
l’evoluzione dei comportamenti della madre;

 

                                         che il reclamo si
limita in effetti a rivendicare l’“innocenza” della madre e ad addurre
rimproveri al padre (“lascia i bambini da soli”); il gravame andrebbe di
conseguenza anche respinto per carenza di motivazione;

 

                                         che, ritenuto che
analoghe richieste sono state presentate anche all’Autorità di protezione con
scritto 19 novembre 2021, l’irricevibilità del reclamo permette di fare
chiarezza sulla competenza dell’Autorità di prime cure, sola competente a
decidere il seguito da dare – nei tempi e secondo le modalità che riterrà
opportune – al ripristino delle relazioni personali tra madre e figli e sulla richiesta
di mettere in atto se del caso una custodia alternata;

 

                                         che gli oneri
processuali seguono la soccombenza; visto l’esito del reclamo, ossia
l’irricevibilità del medesimo per i motivi sopra esposti, in applicazione
dell’art. 108 CPC (procedura avviata da parte di MLaw non legittimata ad agire
davanti alla Camera di protezione e oltretutto, a motivo della generica domanda/conclusione
di causa, da ritenersi inutile) vanno addebitati alla __________.

 

 

Per questi motivi

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Il
reclamo è irricevibile.

 

                                   2.   Gli
oneri del reclamo consistenti in:

                                         a)  tassa di
giustizia    fr. 150.–

                                         b)  spese                       fr.
  50.–

                                                                                fr.
200.–

 

                                         sono posti a carico della __________

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  - 

  

 

                                         Comunicazione:

                                         -

 

 

Il
presidente                                                         La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le
decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95
 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72
segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è
ammissibile solo se il valore litigioso
ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge
tale importo, il ricorso in materia
civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di
importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è
disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in
materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal
caso dall'art. 115 LTF.