# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cf3a7580-f56c-5ae7-aa6b-86eb30b1ede3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-01-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 26.01.2006 32.2005.71
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2005-71_2006-01-26.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2005.71

   

  BS/sdm

  	
  Lugano

  26 gennaio
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
						

 

 

 

 

	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 17 maggio 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 13 aprile
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, classe
1941, svolgeva la professione d’imbianchino nella propria impresa, occupandosi
prevalentemente della tinteggiatura di locali e di abitazioni.

A seguito dei problemi di salute sorti dopo la metà del 1999 tali da renderlo,
secondo il suo medico curante, totalmente inabile quale imbianchino, nel
dicembre 2001 egli ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti.

                                         Nell’ottobre
2003 l’assicurato ha trasformato, per motivi indipendenti dalle condizioni di
salute, la ditta individuale in una società a garanzia limitata (RI 1 Sagl), di
cui egli è divenuto socio gerente con diritto di firma individuale (cfr.
estratto RC, doc. A4).

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, con decisione 1° dicembre 2004
l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni, avendo determinato, in
applicazione del metodo straordinario, un grado d’invalidità del 4% (doc. AI
68).

                               1.2.   Con
decisione 13 aprile 2005 l’amministrazione, confermando il proprio operato, ha
respinto l’opposizione dell’assicurato (doc. AI 73).

 

                               1.3.   Mediante il
presente tempestivo ricorso, RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1, ha postulato
il riconoscimento di una rendita intera d’invalidità, eventualmente di tre
quarti di rendita dall’inoltro della domanda di prestazioni.

Delle singole motivazioni verrà detto, per quanto occorra, nei considerandi di
diritto.

 

                               1.4.   Con risposta
di causa 8 giugno 2005 l’Ufficio AI ha invece chiesto la reiezione del ricorso.

 

                               1.5.   In sede
istruttoria il 24 novembre 2005 il TCA ha chiesto all’Ufficio AI delle
delucidazioni in merito alla determinazione del grado d’invalidità
dell’assicurato (V). La risposta dell’amministrazione è del 9 dicembre 2005
(VI) mentre la presa di posizione del ricorrente sull’accertamento eseguito è
del 19 dicembre 2005 (VIII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza
(ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle
prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai
sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

                                         Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e
poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si
basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel
presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1°
gennaio 2003.

                                         A partire
dal 1° gennaio 2004 sono inoltre applicabili le nuove norme di legge introdotte
a seguito della 4a revisione della LAI.

 

                                         Per
quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in
vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.

                                         

Va qui fatto presente che i concetti di incapacità al lavoro, d'incapacità al
guadagno, d'invalidità, di raffronto dei redditi e di revisione (della rendita
d'invalidità e di altre prestazioni durevoli) formulati dalla LPGA
corrispondono alle nozioni precedentemente sviluppate dalla giurisprudenza
nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità (DTF 130 V 343).

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è sapere se l’insorgente ha diritto ad una rendita d’invalidità.

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. 

                                         Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité
dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre
2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno
al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto
di rendita se sono invalidi almeno al 40 %. Nel suo nuovo tenore in vigore dal
1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno
diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70 %, a tre quarti di
rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi
almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.

 

                                         Va
altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid. 3, 1990 pag.
543 consid. 2; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les
prestations, Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid.
2a e 2b; VSI 

2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21
consid. 2c; Scartazzini, op. cit, pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives
et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la
giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità
di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (DTF 128 V 30 consid. 1; SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a; DTF 114 V 313
consid. 3a).

                                         

                               2.5.   Va poi ricordato che, secondo la
giurisprudenza del TFA, nei casi in cui il calcolo dei redditi risulti
particolarmente difficile, che la graduazione dell’invalidità avvenga,
ispirandosi al metodo specifico applicabile alla persone non esercitanti
un’attività lucrativa (art. 27 OAI), eccezionalmente secondo il metodo
straordinario.

                                         Capita in particolare nel
caso di indipendenti, dove un calcolo sufficientemente preciso dei redditi da
porre a confronto sia escluso (Pratique VSI 1998 p. 121; pag. 255; SVR 1996 IV
Nr. 74 p. 213ss. consid. 2b; RAMI 1996 p. 36 consid. 3b e 3c; DTF 104 V 137
consid. 2c; DTF 97 V 57; DTF 104 V 139; DTF 105 V 154ss consid.
2a; Duc, Les assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, p. 456).

                                         L’invalidità
è allora stabilita secondo la riduzione del rendimento nella situazione
concreta in cui si svolge l’attività (Pratique VSI 1999 pag. 121s; Valterio, op. cit., p. 199). Perciò l’invalidità sarà valutata
considerando le ripercussioni economiche dovute alla riduzione del rendimento
sulla situazione concreta dove si svolge l’attività dell’assicurato divenuto
invalido (DTF 105 V 151). 

                                         In tal
caso si procede a paragonare le attività svolte prima e dopo la sopravvenienza
del danno alla salute, riferendosi al metodo specifico applicato a coloro i quali
non svolgono attività lucrativa (art. 27 OAI; Pratique VSI 1998 p. 122 consid.
1a). La differenza sostanziale tuttavia con quest’ultimo metodo consiste nel
fatto che il grado di invalidità non viene stabilito direttamente sulla base
del raffronto tra le attività. Dapprima, infatti, sulla base di tale raffronto,
si constata l’impedimento dovuto al danno, poi si valutano gli effetti di tale
impedimento sull’incapacità di guadagno (metodo straordinario; Pratique VSI
1998 pag.123 consid. 1a; SVR 1996 IV Nr. 74 p. 213ss
consid. 2b; DTF 105 V 151, 104 V 138). Una determinata
limitazione della capacità produttiva funzionale può, non deve tuttavia
forzatamente, produrre una perdita di guadagno della medesima entità (Pratique
VSI 1998 pag. 123 consid. 1a).

 

                                         Va infine
fatto presente che la differenza fondamentale tra il metodo straordinario di
graduazione e il metodo specifico (giusta i combinati disposti di cui agli art.
28 cpv. 3 LAI,  26bis e 27 cpv. 1 OAI) risiede nel fatto che l'invalidità non è
graduata direttamente sulla base di un confronto di attività: si valuta infatti
dapprima l'impedimento cagionato dalle condizioni di salute e solo
successivamente si accertano le ripercussioni di tale impedimento sulla
capacità di guadagno. Una certa diminuzione della capacità funzionale di
rendimento può certo, nel caso di una persona attiva, determinare uno scapito
economico di stessa misura, ma non ha necessariamente una simile conseguenza.
Se si volesse, nel caso di persone attive, fondarsi esclusivamente sul risultato
ottenuto dal confronto delle attività, si violerebbe il principio legale
secondo cui per questa categoria di assicurati l'invalidità deve essere
stabilita in base all'incapacità di guadagno (DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136
consid. 2; VSI 1998 pag. 122 consid. 1a e pag. 257 consid. 2b; cfr. in
particolare STFA inedite del 27 agosto 2004 in re I, I 543/03 e del 12 maggio
2004 nella causa T., I 540/02).

 

                                         Infine, secondo
giurisprudenza, il metodo straordinario è applicabile solo eccezionalmente (RCC
1969 pag. 699) e anche se solo uno dei redditi determinanti per il raffronto
non può essere accertato o stimato in maniera affidabile (STFA inedite del 27
agosto 2004 in re I, I543/03, consid. 4.3 e 22 ottobre
2001 in re W., inc. I 224/01, consid. 2b; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgerichts zum IVG, pag. 205).

 

                               2.6.   Conformemente ad un principio generale applicabile anche nel
diritto delle assicurazioni sociali, all'assicurato incombe l'obbligo di
ridurre il danno (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e
riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung,
Friborgo 1999, pag. 57, 551 e 572). In virtù di tale obbligo,
l'assicurato deve intraprendere tutto quanto è ragionevolmente esigibile per
ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze della sua
"invalidità", segnatamente mettendo a profitto la sua residua
capacità lavorativa, se necessario, in una nuova professione (DTF 113 V 28
consid. 4a e sentenze ivi citate; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungs-recht, tesi Zurigo
1995, pag. 296 segg). Non è quindi dato alcun diritto
ad una rendita se la persona interessata dovesse essere in grado di percepire
un reddito tale da escluderne l'erogazione (DTF 113 V 28 consid. 4a; RCC 1968
pag. 434). 

                                         Dalla
persona assicurata possono tuttavia essere pretesi unicamente provvedimenti
esigibili che tengano conto delle circostanze oggettive e soggettive del caso
concreto, quali la sua capacità lavorativa residua, le sue ulteriori
circostanze personali, l'età, la situazione professionale, i legami presso il
luogo di domicilio, il mercato del lavoro equilibrato e la presumibile durata
dell'attività lavorativa (DTF 113 V 28 consid. 4a; cfr. pure VSI 2001 pag. 279
consid. 5a/aa e 5a/bb). Se ciò si avvera, l'esigibilità di un cambiamento di
professione va ammessa e anche il libero professionista può essere trattato, ai
fini della valutazione del suo reddito da invalido, come se avesse rinunciato
alla propria attività indipendente (cfr. STFA inedite 27 agosto 2004 in re I, I
543/03, consid. 4.3 e del 22 ottobre 2001 in re W., I 224/01, consid. 3b/bb).
In tal caso per stabilire l'invalidità vengono computate quelle entrate che
egli potrebbe percepire tramite un'attività lavorativa dipendente adeguata al
danno alla salute.

 

                               2.7.   Nella
fattispecie in esame, pacifico è che l’assicurato, dal punto di vista medico,
sia totalmente inabile quale imbianchino. Nella valutazione 25 settembre 2003 il
dr. __________, attivo presso il Servizio medico regionale dell’AI (in seguito:
SMR), ha infatti ritenuto il ricorrente inabile al 100% in attività di tipo
pesante necessitante il sollevamento e il trasporto di pesi maggiori a 10/15kg,
di manualità regolare al di sopra dell’orizzontale, dove debba camminare con
spostamenti di oltre 100 metri, specialmente su ponteggi, scale, cantieri e
dove debba mantenere posizioni di lavoro con la testa tesa verso l’altro. In
attività leggere adeguate, la capacità lavorativa è stata invece valutata nella
misura del 75% (doc. AI 41, cfr. anche rapporto 5 giugno 2002 del dr. __________,
doc. AI 21).

Altrettanto pacifico è che nelle mansioni dirigenziali svolte dall’assicurato a
tempo parziale, non vi è alcuna inabilità lavorativa.

 

                               2.8.   Non
contestato è inoltre il fatto che l’Ufficio AI abbia utilizzato il metodo
straordinario (cfr. consid. 2.4) per la determinazione dell’incapacità al
guadagno, prescindendo quindi da quello ordinario (cfr. consid. 2.5), non essendo
stato possibile accertare con cognizione di causa l’utile conseguito dall’assicurato
dopo il 1999, momento in cui è insorto il danno alla salute (reddito da
invalido; cfr. nota 19 febbraio 2003 dell’AI, sub doc. AI 30).

Raccolti i necessari dati economici ed esperita un’inchiesta economica (doc. AI
30), nella decisione formale 1° dicembre 2004 l’amministrazione ha così esposto
l’esito del proprio accertamento:

 

"  (…)

In considerazione di
questi fatti, abbiamo conseguentemente determinato il suo reddito ipotetico da valido
procedendo ad una media degli utili aziendali registrati dal 1995 al 1999
compreso (vedi considerando 1. ultimo paragrafo). Il calcolo ha determinato
un reddito medio annuo di fr. 94'285.-. 

Occorre inoltre tener
conto che, sull'arco di questi anni, lei è stato costantemente coadiuvato da
dipendenti operai-pittori fissi avventizi, la media annua dei quali è stata
fissata in 1,92 unità, alla quale va aggiunta la sua fattiva
collaborazione materiale (0,88 unità / 7,5 ore al giorno quale
imbianchino invece delle 8,5 ca. dei dipendenti), ciò che porta ad un totale medio
annuo di 2,80 unità di lavoro.

Non potendo determinare
con certezza il reddito da invalido conseguito dopo il 1999, viste le
circostanze particolari che sono sicuramente entrate in gioco (vedi
considerando 3. ultimo paragrafo), il grado di invalidità è stato dunque
stabilito procedendo con la valutazione rispondente al metodo straordinario
descritto al considerando 3.

 

A tal proposito, abbiamo
allestito una tabella che illustra nei dettagli il sistema di definizione del
suo grado di invalidità, la quale viene riportata qui di seguito:

 

	
   

  	
  Ore al giorno

  	
  Ore alla 

  settimana

  	
  %

  mansioni

  senza

  danno

  alla

  salute

  	
  %

  mansioni 

  con 

  danno

  alla

  salute

  	
  Reddito 

  conseguito

  senza

   danno

   alla

   salute

  	
  %

  mansioni esigibili ancora con danno alla salute 

  	
  Reddito esigibile senza danno 

  alla 

  salute

  	
  Reddito esigibile con danno alla salute

  
	
  Lavori di pittore

  	
  7.5

  	
  37.5

  	
  72.81%

  	
  0%

  	
  68'665.-

  	
  0%

  	
  68'665.-

  	
  47'084.-

  
	
  Condu- zione ditta, contatti

  direzione

  	
  1.0

  	
  5.0

  	
  9.70%

  	
  9.70%

  	
  9'150.-

  	
  +

  2h/giorno

  =
  3 ore

   

  29%

  	
  9'150.-

  	
  27'342.-

  
	
  Ufficio,

  lavori

  amm.,

  serali

  	
  1.0

  	
  5.0

  	
  9.70%

  	
  9.70%

  	
  9'150.-

  	
  9.70%

  	
  9'150.-

  	
  9'150.-

  
	
  Ufficio,

  lavori

  amm.,

  weekend

  	
  --

  	
  4.0

  	
  7.76%

  	
  7.76%

  	
  7'320.-

  	
  7.76%

  	
  7'320.-

  	
  7'320.-

  

 

	
  Totale

  	
  9.5

  	
  51.5

  	
  100%

  	
  27.16%

  	
  94'285.-

  	
  46%

  	
  94'285.-

  	
  90'896.-

  

 

Come potrà constatare il
reddito di fr. 47'084.-, ancora conseguibile dall'azienda dopo la
manifestazione delle ripercussioni scatenate dal danno alla salute ed
attribuite ai lavori esclusivi di mano d'opera, è stato calcolato riducendo il
reddito di fr. 68'665.- dell'equivalente della sua unità (0,88) produttiva
mancante (68'665 : 2,80 unità) x1,92 unità.

 

Inoltre, in funzione
dell'obbligo di ridurre il danno (considerando 4), nello specifico ed in
conformità a quanto testè menzionato, abbiamo ritenuto che lei, non essendo più
in condizioni tali di poter lavorare materialmente quale imbianchino, ha
certamente la facoltà di dedicare maggior tempo alle mansioni riguardanti la
conduzione dell'azienda, ovvero nel contatto con la clientela, la direzione
lavori, l'acquisizione di appalti, ecc.. Di conseguenza, abbiamo considerato
fattibile e legittimo aumentare le sue ore da consacrare alle mansioni
direttive giornaliere, portandole dalle precedenti 5 settimanali alle
verosimili 15 settimanali, come evidenziato nello specchietto riassuntivo.

 

In esito a quanto
precede, il pregiudizio economico che ne deriva è soltanto minimo ed è
quantificabile nella misura del 4%, insufficiente per maturare il diritto alla
rendita.

 

In ultima analisi ed a
titolo complementare, occorre pure dire che, ai fini assicurativi, l'avvenuto
stralcio della ditta individuale e la costituzione della __________, iscritta
al registro di commercio in data 22 ottobre 2003, non assumono rilevanza alcuna
ai fini del presente giudizio, essendo stata un'operazione scelta personalmente
e non originata da aspetti che l'Assicurazione Invalidità deve necessariamente
considerare. (…) (Doc. AI 68)"                                                   

 

                               2.9.   Al fine di ottenere
delle informazioni supplementari in merito ai criteri con cui è stato allestito
lo specchietto riportato nella decisione formale del 1° dicembre 2004, questo
TCA ha posto all’Ufficio AI le seguenti domande, alle quali l’amministrazione
ha risposto il 9 dicembre 2005 (VI):

"  (…)

1. Con quale criterio
sono state ripartite le diverse mansioni dell'assicurato e determinate le
relative percentuali ?

 

Risposta

 

Le diverse mansioni e le
relative percentuali sono state definite in base alle informazioni fornite
dall'assicurato medesimo nell'ambito dell'inchiesta economica (doc. AI n.
30 del 20.02.2003). In particolare, è stato ritenuto che l'assicurato non
svolgeva unicamente lavori manuali per 8.5 ore al giorno, bensì anche mansioni
quale datore di lavoro implicanti attività di pianificazione giornaliera del
lavoro e controllo sul cantiere, contatti telefonici, ecc. L'attività
lavorativa è quindi stata definita di conseguenza, ovvero 7,5 ore lavorative di
attività manuale (imbianchino), 1 ora di lavoro svolto in veste di datore di
lavoro (controllo, pianificazione, ecc., come sopra indicato) e inoltre, da
lunedì a venerdì, l'assicurato svolgeva 1 ora di lavori amministrativi serali
(preventivi, offerte, preparazione delle fatturazioni, ecc.). Sono inoltre
state ritenute altre 4 ore settimanali, svolte nel corso del fine settimana
(sabato) dedicate a contatto con la clientela e per lavori amministrativi. Il
totale delle ore settimanali dedicate alla conduzione dell'azienda ammontava
quindi a 51.5 ore.

 

2. Per quale motivo
avete stabilito l'apporto dato dal ricorrente nell'azienda per l'attività di
imbianchino in 0,88 unità lavorative (su una media di 2,80 unità nel periodo
1995-1999), corrispondente a 7,5 ore al giorno, mentre in risposta alle vostre
domande poste il 20 dicembre 2000 (doc. AI 4), egli ha dichiarato di aver
lavorato, prima del danno alla salute, nei cantieri per 8,5 ore al giorno per 5
giorni alla settimana come operaio-pittore (doc. AI 4), circostanza confermata
durante l'inchiesta economica del 2003 (doc. AI 30)?

 

Risposta

 

Le 8,5 ore lavorative
comprendevano 1 ora di lavoro dedicata a mansioni extra-manuali, dettaglio che
non è stato effettivamente specificato nel rapporto d'inchiesta, ma è stato
ripreso nella decisione formale impugnata del 01.12.2004.

 

 

3. Perché la giornata
lavorativa del ricorrente è stata ritenuta di 9,5 ore?

 

Risposta

 

Le spiegazioni
dettagliate sono fornite ai p.ti 1 e 2. In sostanza trattasi dell'attività
relativa alla conduzione dell'azienda (8,5 ore di lavoro di presenza sul
cantiere, manuale ed extra-manuale, più 1 ora serale di lavori amministrativi).

 

 

4. Come mai ritenete
esigibili esattamente 15 ore settimanali per le mansioni amministrative? 

 

Risposta

 

Dal lunedì al venerdì
l'assicurato dedicava 1 ora al giorno ai lavori amministrativi.

A seguito del danno alla
salute, non potendo svolgere lavori manuali, il medesimo avrebbe potuto
incrementare l'attività di ricerca e di contatto con la clientela, e
conseguentemente dei compiti amministrativi, di almeno 2 ore al giorno.

 

 

5. Infine, perché
avete valutato la capacità di guadagno di ogni singola mansione facendo
riferimento alla media dei redditi aziendali 1995-1999, mentre le direttive
UFAS (no. 3114 della Circolare sull'invalidità e impotenza dell'AI) parlano di
"salario di riferimento nel ramo" (vedi anche DTF 128 V 33 consid.
4c)?

 

Risposta

 

Nel caso specifico, il
metodo straordinario previsto dalla circolare UFAS risulta essere difficilmente
applicabile. Infatti, una ditta di pittura di dimensioni limitate impone
normalmente al titolare lo svolgimento di lavori quasi esclusivamente di natura
materiale, e non sussistono altre mansioni in cui ampliare il campo d'attività
a parte la ricerca della clientela professionale, un certo profitto può
comunque essere ancora conseguito, anche con il danno alla salute,
incrementando le uniche mansioni che la professione gli consente di ampliare."
(Doc. VI)

 

                                         Con
osservazioni 19 dicembre 2005 il ricorrente ha evidenziato quanto segue:

 

" 
Non è infatti
ragionevole credere, che l'apporto del signor RI 1 in qualità di imbianchino
fosse di sole 0.88 unità sulle 2.8 totali. Difatti, era stato appurato che,
oltre all'allora titolare, venivano impiegati sui cantieri un operaio a tempo
pieno ed uno a tempo parziale.

In una ditta della
grandezza di quella del ricorrente, l'apporto del titolare, anche solo
considerando i lavori manuali, è praticamente sempre superiore a quello di
altri impiegati.

Inoltre, considerando che
la ditta del ricorrente era stata creata da poco, ben si capisce quanto sia
fondamentale il contributo massiccio dello stesso soprattutto sui cantieri.

 

Quanto poc'anzi espresso,
viene inoltre confermato dalle stesse dichiarazioni del titolare (cfr. doc. AI 4).

 

Infine, si sottolinea che
la fattibilità dell'aumento di 2 ore giornaliere per ricerca e contatto con la
clientela può nel caso specifico venir messa in dubbio. Questo in
considerazione che è da sempre la moglie del qui ricorrente ad occuparsi
principalmente dei lavori di tipo amministrativo, così che, considerata anche
la grandezza della ditta, si giustifica difficilmente la necessità di più di
una persona in relazione a queste mansioni." (Doc. VIII)

 

                             2.10.   Da un attento
esame degli atti, questo TCA non può confermare l’operato dell’Ufficio AI e
questo per i motivi che seguono.

Innanzitutto occorre rilevare come la suddivisione delle mansioni dell’assicurato
prima del danno alla salute eseguito dall’amministrazione (lavori di pittore,
conduzione ditta, contatti direzione; ufficio lavori amministrazione serali;
ufficio lavori amministrazione durante la fine settimana) non corrispondono
alla realtà dei fatti. 

Nel periodo 1995-1999, ritenuto come nell’impresa operassero anche dei
dipendenti, l’amministrazione nella decisione formale 1° dicembre 2004 ha fissato
una media di 1,92 unità lavorative a cui ha aggiunto l’apporto dato dal
ricorrente determinato in 0,88 unità per 7.5 ore al giorno in qualità d’imbianchino.
Tale chiave di riparto non corrisponde alla situazione concreta. A giusta
ragione il ricorrente ha fatto presente come prima del 1999 egli fosse attivo
sui cantieri “come operaio pittore a tempo pieno 8,5 ore al giorno
per 5 giorni” (doc. AI 4, sottolineature del redattore), circostanza che lo
stesso funzionario AI aveva potuto accertare durante l’inchiesta economica (“…attività
avviata da molti anni, attivo sino al 1999 in tutte le mansioni che
comportavano l’esercizio della professione d’imbianchino (42 ore settimanali
almeno, 8,5 ore al giorno), inoltre contatto con la clientela,
allestimento delle offerte e preparazione delle fatture, quest’ultime con la
collaborazione parziale della consorte”, sottolineatura del redattore; doc.
AI 30).

Inoltre, se prima del danno alla salute era principalmente la moglie che si
occupava in media un’ora al giorno per i lavori amministrativi, vista le
modeste dimensioni dell’impresa, è poco verosimile che l’assicurato, non potendo
più dedicarsi alle mansioni di imbianchino, possa ora aumentare di due ore al
giorno le attività di ricerca e contatto con la clientela, così come sostenuto
dall’amministrazione.

                                         Alla
proposta del ricorrente di decurtare dalla media degli utili il salario che
egli avrebbe percepito quale imbianchino qualificato non può essere data
adesione.

In effetti, occorre ricordare, come esposto al consid.
2.5, che qualora non sia possibile determinare con esattezza i due redditi da
comparare conformemente all'art. 28 cpv. 2 LAI, si deve procedere, ispirandosi al
metodo specifico applicabile alle persone non
esercitanti attività lucrativa, al confronto delle attività e valutare il grado
d'invalidità ritenendo l'incidenza della diminuita capacità di rendimento sulla
situazione economica concreta. Secondo la giurisprudenza del TFA, la differenza
fondamentale tra il metodo straordinario di graduazione e il metodo specifico (giusta i combinati disposti di cui
agli art. 28 cpv. 3 LAI, 26bis e 27 cpv. 1 OAI) risiede nel fatto che
l'invalidità non è graduata direttamente sulla base di un confronto di
attività: si valuta dapprima l'impedimento cagionato dalle condizioni di salute
e solo successivamente si accertano le ripercussioni di tale impedimento sulla
capacità di guadagno. Una certa diminuzione della capacità funzionale di
rendimento può certo, nel caso di una persona attiva, determinare uno scapito
economico di stessa misura, ma non ha necessariamente una simile conseguenza.
Se si volesse, nel caso di persone attive, fondarsi esclusivamente sul risultato
ottenuto dal confronto delle attività, si violerebbe il principio legale
secondo cui per questa categoria di assicurati l'invalidità deve essere
stabilita in base all'incapacità di guadagno (cfr. di DTF 128 V 30 cnsid. 1,
104 V 136 consid. 2; VSI 1998 pag. 122 consid. 1a e pag. 257 consid. 2b; STFA
inedita 21 maggio 2004 in re T, I 540/02, consid. 4.1).

Nel caso in esame, le ripercussioni economiche degli impedimenti di ogni
singola mansione componente l’attività indipendente dell’assicurato non sono
state determinate tenendo conto dei “salari di riferimento del ramo” (cfr. no.
3114 della Circolare sull’invaldità e impotenza, edita dall’UFAS; DTF 128 V 33
consid. 4c) ma sulla sua (contestata) quota parte lavorativa in relazione agli
utili aziendali 1995-1999. Le motivazione addotte dall’Ufficio AI di
discostarsi da tale metodo di valutazione (cfr. risposta no. 5 dello scritto 9
dicembre 2005) non possono essere seguite, non da ultimo al fine di applicare
la medesima modalità di valutazione (metodo straordinario) a tutti gli assicurati
indipendenti. 

                                         Per questi motivi, a mente
di questa Corte, s’impone un rinvio degli atti all’amministrazione affinché
proceda ad una valutazione dell’invalidità utilizzando il metodo straordinario
conformemente ai dettami della prassi amministrativa e della giurisprudenza.

                                         In esito al succitato
accertamento, l’Ufficio AI si pronunzierà nuovamente sul diritto alla rendita
dell’assicurato.

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso è
parzialmente accolto ai sensi dei considerandi.

                                         §    La
decisione impugnata è annullata.

                                         §§ Gli
atti sono rinviati all’amministrazione affinché renda un nuovo provvedimento
dopo l’espletamente degli accertamenti conformemente al consid. 2.10.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         L’Ufficio
AI verserà al ricorrente fr. 1'000.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                                    Il
segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti