# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d9d0de98-0a3b-508d-983d-253715f48969
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2011-01-31
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 31.01.2011 BB.2010.105
**Docket/Reference:** BB.2010.105
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_BB-2010-105_2011-01-31

## Full Text

Ammissione della parte civile (art. 34 PP).;;Ammissione della parte civile (art. 34 PP).;;Ammissione della parte civile (art. 34 PP).;;Ammissione della parte civile (art. 34 PP).

Sentenza del 31 gennaio 2011 
I Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Tito Ponti, Presidente, 
Patrick Robert-Nicoud e Joséphine Contu,  
Cancelliera Elena Maffei  

   
Parti   

A., rappresentato dall'avv. Daniele Timbal,  
 

Reclamante 
 

   
  contro 
   

1. MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERA-
ZIONE,  

2. Banca B., c/o banca C., rappresentata dall'avv. Lu-
cien W. Valloni,  

 
Controparti 

 
   
Oggetto  Ammissione della parte civile (art. 34 PP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

Numero dell’incarto: BB.2010.105 (procedura accessoria: BP.2010.70) 

 

 

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 Fatti: 

A. A seguito di talune risultanze della vasta indagine preliminare di polizia giu-
diziaria n. EAII.04.0025-PAS, il Ministero pubblico della Confederazione (in 
seguito: MPC) conduce, dal 13 settembre 2007, un'ulteriore inchiesta nei 
confronti di D., A., E. ed altri per titolo di riciclaggio di denaro (art. 305bis CP), 
falsità in documenti (art. 251 CP), corruzione attiva (art. 322ter CP), corruzio-
ne passiva (art. 322quater CP), truffa (art. 146 CP), subordinatamente ammini-
strazione infedele (art. 158 CP). L’indagine è stata avviata per il sospetto di 
attività truffaldina perpetrata da A. in Italia ai danni della società di telecomu-
nicazioni F. S.p.A., nonché di ulteriori attività criminose commesse in territo-
rio svizzero e direttamente correlate all'attività di riciclaggio, quali la falsità in 
documenti e la corruzione attiva di funzionari pubblici. Secondo l'autorità in-
quirente elvetica, la truffa si sarebbe concretizzata in un "Note Purchase  
Agreement" fra il Ministero della Difesa della Repubblica del Venezuela, 
F. S.p.A. e la banca C., avente per oggetto la fornitura da parte di F. S.p.A. 
al suddetto Ministero di equipaggiamenti ed attrezzature nel campo delle te-
lecomunicazioni (act. 6.3). La Repubblica venezuelana avrebbe pagato 
F. S.p.A. per i suoi servizi mediante una linea di credito aperta presso la ban-
ca B., garantita da un contratto assicurativo contro il rischio politico e com-
merciale sottoscritto il 17 dicembre 1999 dalla banca G. per conto della ban-
ca C., filiale di Milano, di cui A. era il Managing Director, e la compagnia as-
sicurativa H. per conto della compagnia assicurativa I. (v. act. 6.12).  
A. avrebbe negoziato i termini della polizza  direttamente con l'assicuratore e 
non essendo il costo del premio stato specificato nel contratto finale, un am-
montare di USD 3'016'312.-- sarebbe stato versato da F. S.p.A. su un conto 
presso la banca J. riferibile all'imputato (v. act. 6.17), mentre solo una parte 
di tale somma corrispondente al prezzo reale del premio, ossia 
USD 725'508,85, sarebbe stata effettivamente trasferita a favore della com-
pagnia d'assicurazione stipulante (v. act. 6.18). La differenza sarebbe stata 
intascata da A., con l'aiuto della banca J., e divisa in Svizzera con i suoi 
complici previo passaggio su altri conti bancari pure a lui riferibili.  

B. Con decisione del 19 novembre 2010 il MPC ha ammesso la qualità di parte 
civile della banca B. nell'ambito del suddetto procedimento penale. 

C. Con scritto del 19 novembre 2010, A. è insorto contro questa decisione di-
nanzi alla I Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, postulan-
done l'annullamento. Egli osserva, in sintesi, che il MPC intende, a torto, 
conferire i diritti di parte civile ad un'entità non identificata con sufficiente 
chiarezza, rappresentata da un avvocato che non avrebbe prodotto una pro-
cura valida e per motivi a tutt'oggi sconosciuti, in evidente contrasto con 
quelli indicati nella promozione d'accusa.   

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D.  A conclusione delle loro osservazioni del 10 dicembre 2010 il MPC e la ban-
ca B. hanno postulato la reiezione del gravame in epigrafe e la conferma del-
la decisione impugnata.  

E. Con memoriale di replica dell'11 gennaio 2011 il reclamante si è riconferma-
to nelle conclusioni espresse in sede ricorsuale. 

Non sono state chieste delle dupliche. 

Le argomentazioni di fatto e di diritto esposte dalle parti saranno riprese, per 
quanto necessario, nei considerandi di diritto. 

 Diritto: 

1.  
1.1. Il Codice di procedura penale svizzero (CPP; RS 312.0) è entrato in vigore il 

1° gennaio 2011. A norma dell'art. 453 cpv. 1 CPP, i ricorsi contro le decisio-
ni emanate prima dell'entrata in vigore del presente Codice sono giudicati 
secondo il diritto anteriore dalle autorità competenti in virtù di tale diritto. Di 
conseguenza, il presente reclamo viene esaminato in base al vecchio diritto. 

 
1.2. Il Tribunale penale federale, analogamente al Tribunale federale, esamina 

d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli sono sotto-
posti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dal-
le loro conclusioni (v. DTF 132 I 140 consid. 1.1; 131 I 153 consid. 1; 131 II 
571 consid. 1, 361 consid. 1). 

1.3. Gli atti e le omissioni del procuratore generale possono essere impugnati 
con ricorso alla Corte dei reclami penali secondo le prescrizioni procedurali 
degli art. 214-219 PP (art. 105bis PP). Il ricorso deve essere presentato entro 
cinque giorni a contare dal giorno in cui il ricorrente ha avuto conoscenza 
dell’atto od omissione in questione (art. 217 PP). La decisione impugnata è 
stata inviata il 19 novembre 2010 al patrocinatore del reclamante, che l’ha ri-
cevuta via fax il giorno stesso; il reclamo introdotto pure il 19 novem-
bre 2010 risulta pertanto tempestivo. La legittimazione ricorsuale del recla-
mante, imputato nel procedimento penale in esame, è pacifica. 

1.4. Il potere d’apprezzamento della I Corte dei reclami penali varia secondo la 
natura dei litigi che le vengono sottoposti: in caso di misure coercitive (ad 
esempio: arresti, perquisizioni, sequestri), essa rivede con piena cognizione 

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l’insieme degli elementi che le vengono presentati, mentre negli altri casi si 
limita ad esaminare se l’autorità ha reso la propria decisione nel rispetto del 
suo potere discrezionale. Non costituendo la decisione impugnata una misu-
ra coercitiva, il potere di esame della Corte risulta dunque limitato (sentenze 
TPF BB.2005.4 del 27 aprile 2005 consid. 2 e BB.2005.93 del 24 novem-
bre 2005 consid. 2). 

2.  
2.1 Giusta l’art. 34 PP sono considerate come parti l’imputato, il procuratore ge-

nerale e ogni parte lesa che si costituisce parte civile. La parte civile è gene-
ralmente definita come la persona lesa in modo immediato e diretto in un 
bene giuridico da un atto punibile, che richiede la condanna dell’autore alla 
riparazione del pregiudizio subito in seguito a questo atto (PIQUEREZ, Traité 
de procédure pénale suisse, 2a ed., Ginevra/Zurigo/Basilea 2006, pag. 655 
n. 1026). Per giurisprudenza e dottrina costanti, può costituirsi parte civile in 
un procedimento e pretendere alla riparazione del danno solo la vittima di un 
reato direttamente lesa nei suoi interessi giuridicamente protetti. La lesione è 
immediata solo se il danneggiato, o i suoi aventi diritto, hanno subito il danno 
direttamente e personalmente, ciò che impedisce ai terzi toccati solo indiret-
tamente (per contraccolpo, o per danno “riflesso”) di costituirsi parti civili. Le 
lesioni indirette non sono sufficienti (v. DTF 117 Ia 135 consid. 2a; sentenza 
del Tribunale federale 1P.620/2001 del 21 dicembre 2001, consid. 2; 
PIQUEREZ, op. cit., eod loc; SCHMID, Strafprozessrecht, 4a ed., Zurigo/Basi-
lea/Ginevra 2004, pag. 165 e segg. n. 502 e segg.). Colui che interviene nel 
procedimento penale deve inoltre rendere verosimile l’esistenza di un nesso 
di causalità diretto tra l’atto punibile e il pregiudizio subito (sentenza del Tri-
bunale federale 1P.620/2001 ibidem). Affinché ci sia un nesso di causalità 
naturale tra l'evento e il comportamento punibile, occorre che quest'ultimo ne 
costituisca la condizione sine qua non (MOREILLON/DUPUIS/MAZOU, La prati-
que judiciaire du Tribunal pénal fédéral, in Journal des Tribunaux (JdT) 2008, 
IV, pag. 97 e segg. n. 82 e 83 e referenze citate). Dottrina e giurisprudenza 
rifiutano pertanto di riconoscere la qualità di parte civile segnatamente ai 
creditori della vittima, ai cessionari del credito risultante dall'infrazione, alle 
persone legalmente o contrattualmente surrogate, agli azionisti o ammini-
stratori di una società allorquando il pregiudizio è subito dalla persona mora-
le (PIQUEREZ, op. cit., pag. 656 n. 1027 e referenze citate; SCHMID, op. cit., 
pag. 167 n. 504). 

Occorre inoltre precisare che tali principi mantengono piena validità nell'am-
bito del nuovo ordinamento procedurale (v. PERRIER in KUHN/JEANNERET, 
Commentaire romand, Code de procédure pénale suisse, Basilea 2011, ad 
art. 115 CPP pag. 443 e segg.).  

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2.2 In concreto, il reclamante contesta la decisione impugnata nella misura in cui 
essa riconosce alla banca B. l'ammissione al procedimento penale in corso 
quale parte civile giusta l'art. 34 PP e concede alla stessa la facoltà di parte-
cipare a tutti gli atti d'istruzione e l'accesso agli atti dell'incarto. A mente del-
l'insorgente, la banca B. non può essere considerata parte direttamente lesa 
dal comportamento rimproveratogli.  

2.3 L'assunto è privo di fondamento. In effetti, l'autorità inquirente ritiene a giusto 
titolo che la banca B. potrebbe essere stata direttamente lesa nei suoi inte-
ressi patrimoniali considerato che A. avrebbe dato istruzioni alla banca J. af-
finché venga pagato alla compagnia stipulante il premio assicurativo effettivo 
pari a USD 725'508,85 (v. act. 6.18) e trattenuto per se stesso la differenza 
tra tale somma ed il premio fittizio di USD 3'016'312.-- versato dalla banca C. 
con valuta del 20 dicembre 1999 (v. act.  6.17)  facendo subire un danno che 
l'istituto bancario quantifica in almeno USD 2'290'506,15 (v. act. 6 e 7, 
pag. 7). Si precisa inoltre che i suddetti fatti sono da tempo noti al reclaman-
te, al quale era stato peraltro concesso un parziale accesso agli atti a partire 
da maggio 2008. In effetti, emerge dal verbale d'interrogatorio del 14 maggio 
2008 che l'autorità inquirente, descrivendo in dettaglio la transazione inter-
venuta tra il Ministero della Difesa della Repubblica del Venezuela, F. S.p.A. 
e la banca C. nonché il contratto assicurativo del 17 dicembre 1999 stipulato 
a titolo di garanzia, aveva posto all'insorgente numerose domande in merito 
alle predette movimentazioni (v. act. 8, MPC 013-003-00026 e segg.).  

3. 
3.1 La costituzione di un danneggiato quale parte civile in un procedimento pe-

nale è un principio invalso nel diritto processuale svizzero e risponde alla 
fondamentale esigenza del danneggiato da un atto illecito di partecipare al 
procedimento penale contro il presunto autore del reato, contribuendo di 
persona all'accertamento dei fatti e all'amministrazione delle prove; in questa 
qualità, la parte lesa debitamente costituitasi parte civile è legittimata a far 
valere - a titolo adesivo - delle conclusioni civili nel procedimento penale, 
chiedendo il soddisfacimento delle sue pretese tramite la riparazione del 
pregiudizio subito in seguito all'atto illecito (HAUSER/SCHWERI/HARTMANN, 
Schweizerisches Strafprozessrecht, 6a ed., Basilea/Ginevra/Monaco 2005, 
pag. 144 n. 5 e 7 e pagg. 146-148 n. 12-16). In tale veste essa gode di nu-
merosi diritti, ma ha anche alcuni doveri (v. PIQUEREZ, op. cit., pag. 296-297 
n. 1329-1334; HAUSER/SCHWERI/HARTMANN, op. cit., pag. 145 n. 8). Tra i di-
ritti esplicitamente riconosciuti alla parte lesa/parte civile in procedura federa-
le vi è quello di chiedere al giudice istruttore di procedere a determinati atti di 
istruzione (art. 115 cpv. 1 PP), di assistere agli interrogatori dell’imputato, di 
partecipare all’assunzione di prove (art. 118 PP) e di prendere conoscenza 
degli atti dell’incarto, il tutto compatibilmente alle esigenze dell’inchiesta 

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(art. 119 in combinazione con l’art. 116 PP). Le vittime di reati ai sensi 
dell’apposita legge federale del 4 ottobre 1991 concernente l’aiuto alle vitti-
me di reati (LAV; RS 312.5) godono di diritti ancora più estesi, giustificati dal 
particolare bisogno di protezione di questo genere di danneggiati.  

3.2 In concreto, il reclamante sostiene che i diritti di parte civile non possono 
essere conferiti ad un'entità non identificata con sufficiente chiarezza, che 
non avrebbe fornito nessuna precisazione circa la sua (eventuale) intenzione 
di far valere delle pretese risarcitorie nell'ambito del procedimento penale in 
esame. 

3.3 Orbene, va innanzitutto rilevato che la dichiarazione di costituzione di parte 
civile del 16 novembre 2010, precisata da quella completiva del 29 novem-
bre 2010, è stata regolarmente inoltrata dalla banca C. in nome e per conto 
della società capogruppo banca B. e di tutte le società da essa controllate 
(act. 7.1). Giova inoltre costatare che, contrariamente all'assunto ricorsuale, 
nella fase predibattimentale, la semplice dichiarazione di costituirsi parte civi-
le è sufficiente; è davanti al giudice del merito che la parte lesa deve eserci-
tare effettivamente la sua azione, motivando e quantificando le sue pretese 
(PIQUEREZ, op. cit., pag. 660 n. 1036 e referenze citate; SCHMID, op. cit., 
pag. 182 n. 548). A tale proposito si osserva che nella sua dichiarazione del 
16 novembre 2010, la banca B. indica espressamente che "the claim for 
compensation of damages shall be determined later in the proceeding" 
(act. 1.1).  

Infine è d'uopo rilevare che il CPP non soltanto mantiene gli stessi diritti e 
obblighi per quanto concerne l'ammissione di una persona lesa quale parte 
civile ma introduce delle migliorie puntuali rispetto al vecchio ordinamento 
procedurale: la definizione e i diritti dei danneggiati e le modalità d'esercizio 
rispettive dell'azione penale e dell'azione civile sono regolati in modo più 
ampio e dettagliato rispetto alle disposizioni della PP. Così giusta 
l'art. 118 CPP, è accusatore privato il danneggiato che dichiara espressa-
mente di partecipare al procedimento penale con un'azione penale o civile 
(cpv. 1). La querela è equiparata a tale dichiarazione (cpv. 2). La dichiara-
zione va fatta a un'autorità di perseguimento penale al più tardi alla conclu-
sione della procedura preliminare (cpv. 3). A norma dell'art. 119 CPP, il dan-
neggiato può presentare la dichiarazione per scritto oppure oralmente al ver-
bale (cpv. 1). Infine, secondo l'art. 123 CPP, le pretesa fatta valere nell'azio-
ne civile deve per quanto possibile essere quantificata nella dichiarazione di 
cui all'art. 119 e succintamente motivata per scritto indicando i mezzi di pro-
va invocati (cpv. 1). La quantificazione e la motivazione devono avvenire al 
più tardi in sede di arringa (cpv. 2). La dottrina precisa inoltre che per quanto 
attiene alla dichiarazione di costituirsi parte civile, è sufficiente che al suo 

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destinatario venga comunicata la volontà espressa del danneggiato di parte-
cipare al procedimento penale, senza che sia richiesta nessun altra esigenza 
quo alla forma o al tenore della stessa (JEANDIN/MATZ in KUHN/JEANNERET, 
op. cit., pag. 466 n. 4; SCHMID, Schweizeriche Strafprozessordnung, Praxis-
kommentar, Zurigo/San Gallo 2009, pag. 206 n. 1; DONATSCH/HANSJA-
KOB/LIEBER, Kommentar zur Schweizerischen Strafprozessordnung, Zuri-
go/Basilea/Ginevra 2010, pag. 502 n. 1). Di conseguenza, anche alla luce 
delle disposizioni attualmente in vigore, la dichiarazione formulata dalla ban-
ca C. adempie i requisiti legali.  

Giova infine precisare che in base all'art. 119 cpv. 2 CPP, l'accusatore priva-
to - ossia il danneggiato che ha dichiarato espressamente di voler partecipa-
re al procedimento penale - può nella sua dichiarazione, cumulativamente o 
alternativamente, chiedere il perseguimento e la punizione del responsabile 
del reato (azione penale) e far valere in via adesiva pretese di diritto privato 
desunte dal reato (azione civile). Ciò significa che l'accusatore privato ha la 
scelta di partecipare al procedimento esercitando o solamente la via penale 
o solamente quella civile, oppure esercitando entrambe; in tutte le combina-
zioni descritte (azioni alternative o cumulative), esso dispone segnatamente 
delle prerogative che sono state concesse dal MPC alla banca B., ossia il di-
ritto di consultare gli atti e di partecipare agli atti d'istruzione (art. 101 cpv. 1 
e 147 in combinazione con l'art. 104 cpv. 1 let. b CPP).  

In  conclusione, non risulta che l'autorità federale, nel riconoscere la qualità 
di parte civile alla banca B., abbia violato le norme procedurali testé menzio-
nate o ecceduto il suo potere discrezionale in questo ambito (v. supra con-
sid. 1.4). La censura sollevata dal reclamante deve essere disattesa giacché 
infondata.    

4. Visto quanto precede, il reclamo è respinto. Conformemente all'art. 66 cpv. 1 
LTF, applicabile per il rinvio di cui all'art. 245 cpv. 1 PP, le spese processuali 
sono poste a carico della parte soccombente. La tassa di giustizia è calcola-
ta giusta l'art. 8 de Regolamento del 31 agosto 2010 del Tribunale penale 
federale sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedu-
ra penale federale (RS 173.713.162) ed è fissata nella fattispecie a 
Fr. 1'500.--. 

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Per questi motivi, la I Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il reclamo è respinto. 

2. La tassa di giustizia di Fr. 1'500.-- è posta a carico del reclamante. Essa è 
coperta dal anticipo delle spese già versato. 

 
 
Bellinzona, 1° febbraio 2011  
 
In nome della I Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: La Cancelliera: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Daniele Timbal  
- Avv. Lucien W. Valloni 
- Ministero Pubblico della Confederazione  

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 
Contro la presente sentenza non è dato alcun rimedio giuridico.