# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b5f3e5d4-9a28-518a-9eec-477bce272b23
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2016-04-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.04.2016 C-6190/2015
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6190-2015_2016-04-29.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 
 Corte III 

C-6190/2015 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 9  a p r i l e  2 0 1 6  

Composizione 

 
Giudice Vito Valenti, giudice unico, 

cancelliera Marcella Lurà. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, 

ricorrente, 

 
 

 
contro 

 

 
Cassa svizzera di compensazione (CSC), 

Avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 

1211 Ginevra 2, 

autorità inferiore. 

 
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti; domanda di 

rendita (decisione su opposizione del 24 agosto 2015). 

 

 

 

C-6190/2015 

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Fatti: 

A.  

A._______, cittadino italiano, nato il (…), coniugato (da …), ha formulato 

in data 16 febbraio 2015 una richiesta volta all’ottenimento di una rendita 

dell’assicurazione svizzera per la vecchiaia (doc. 10 pag. 1). 

B.  

Con decisione del 12 marzo 2015 (doc. 18), la Cassa svizzera di compen-

sazione (CSC) ha deciso di erogare in favore dell’interessato una rendita 

di vecchiaia svizzera di fr. 1'218.- al mese del 1° aprile 2015, rendita calco-

lata segnatamente in base ad una durata di contribuzione di 30 anni e 10 

mesi, un reddito annuo medio determinante di fr. 42'300.- ed una scala 

delle rendite 30 (v. doc. 15 [foglio di calcolo]). 

C.  

C.a Con scritto del 25 marzo 2015 (doc. 20), l’interessato ha postulato il 

ricalcolo dell’importo della rendita di vecchiaia, dal momento che, secondo 

l’allegato attestato concernente la carriera assicurativa in Svizzera (doc. 20 

pag. 3), il suo periodo contributivo è di 30 anni e 3 mesi. Il 29 giugno 2015, 

ha esibito copia degli estratti del conto individuale, del libretto per stranieri 

(permesso di tipo C) e di certificati di salario e conteggi delle indennità di 

disoccupazione (periodi da gennaio del 1994 a giugno del 1998; doc. 27). 

C.b Nell’ambito della procedura di opposizione, l'Ufficio controllo abitanti 

del comune di B._______ ha riferito che l'interessato ha risieduto in quel 

comune al beneficio di un permesso tipo C dal 22 marzo 1968 (proveniente 

dall’Italia) al 31 gennaio 1997 (partito per C._______; doc. 28). L’Ufficio 

controllo abitanti del comune di C._______ ha altresì comunicato che l’in-

teressato ha soggiornato in quel comune al beneficio di un permesso tipo 

C dal 1° febbraio 1997 (proveniente da B._______) al 31 agosto 1998 (par-

tito per l’Italia; doc. 24). 

D.  

Nella decisione su opposizione del 24 agosto 2015 (doc. 31), l’autorità in-

feriore ha respinto l’opposizione del 25 marzo 2015 e confermato la propria 

decisione del 12 marzo 2015 (v. doc. 30 [foglio di calcolo]). Detta autorità 

ha comunque precisato che la durata di contribuzione corretta è di 30 anni 

e 6 mesi, ciò che non modifica tuttavia l’importo mensile della rendita di 

vecchiaia (di fr. 1'218.-), gli anni interi di contribuzione (30), il reddito annuo 

medio (fr. 42'300.-) e la scala delle rendite (30) essendo rimasti invariati. 

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E.  

E.a Il 18 settembre 2015, l’interessato ha interposto, per via elettronica, 

ricorso dinanzi alla CSC contro la decisione su opposizione del 24 agosto 

2015, mediante il quale ha chiesto “il calcolo netto della mia pensione”, 

ricorso che è poi stato trasmesso il 28 settembre 2015 per competenza al 

Tribunale amministrativo federale (doc. TAF 1). 

E.b Il 9 novembre 2015, l’interessato medesimo ha esibito il ricorso del 18 

settembre 2015 munito della propria firma manoscritta in originale. Ha al-

tresì segnalato che secondo il calcolo che ha effettuato attraverso il si-

stema ESCAL dell’Ufficio centrale di compensazione, la sua rendita di vec-

chiaia sarebbe stata pari a fr. 1'295.- (doc. TAF 4). 

F.  

Nella risposta al ricorso del 18 dicembre 2015, l’autorità inferiore ha propo-

sto la reiezione del ricorso. Detta autorità, dopo aver esposto le norme le-

gali applicabili e le basi di calcolo della rendita di vecchiaia, ha ribadito la 

correttezza dell’ammontare della rendita di vecchiaia assegnata al ricor-

rente con la decisione impugnata (doc. TAF 6). 

G.  

Nella replica dell’8 febbraio 2015, l’interessato ha chiesto chiarimenti, da 

un lato, sul metodo di calcolo dell’importo mensile della rendita di vecchiaia 

di fr. 1’218.- assegnatogli, e, dall’altro, sulla portata dell’indicazione del si-

stema ESCAL, da cui risulterebbe un importo della rendita di fr. 1'295.- 

mensili (doc. TAF 9). 

H.  

Nella duplica del 30 marzo 2016, l’autorità inferiore ha rilevato che la stima 

dell’importo della rendita di vecchiaia effettuata attraverso il sistema 

ESCAL dell’Ufficio centrale di compensazione non vincola la CSC nel cal-

colo dell’importo mensile della rendita di vecchiaia secondo le norme legali 

applicabili. Peraltro, il sistema ESCAL precisa che “il risultato – che può 

variare a seconda delle informazioni e dei dati inseriti autonomamente 

dall’utente – è ottenuto mediante una procedura semplificata senza garan-

zia assoluta” Per conseguenza, ha ribadito la correttezza dell’ammontare 

della rendita di vecchiaia di fr. 1'218.- mensili. Detta autorità ha quindi nuo-

vamente proposto la reiezione del ricorso (doc. TAF 11). 

I.  

In una presa di posizione del 19 aprile 2016, l’interessato si è riconfermato 

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nelle argomentazioni in fatto e in diritto di cui al ricorso del 18 settembre 

2015 ed alla replica dell’8 febbraio 2015 (doc. TAF 14), presa di posizione 

che è poi stata trasmessa all’autorità inferiore per conoscenza con provve-

dimento del 27 aprile 2016 (doc. TAF 15). 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-

gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF) rispettivamente l'am-

missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 

e relativi riferimenti). 

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art. 

32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione 

con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 85bis cpv. 1 LAVS (RS 831.10), i ricorsi contro 

le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dalla Cassa svizzera di compensa-

zione. 

1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni 

sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA 

(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAVS, le disposizioni della LPGA sono 

applicabili all'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, sempre che 

la LAVS non deroghi alla LPGA. 

1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente 

un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica 

(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-

quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è ammissibile. 

2.  

2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea, 

per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681). 

2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione 

1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua 

nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-

cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-

ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese 

eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed 

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assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione 

europea (art. 1 ch. 2). 

2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-

lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-

glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei 

sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE) 

n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 

(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-

lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del 

Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831) 

relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-

dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno 

della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72 

del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621 

4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 

1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli 

Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-

lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure 

quando si tratta di casi verificatisi in passato. 

2.4 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-

samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle 

medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-

zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale 

Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-

gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-

dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita di 

vecchiaia svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 

253 consid. 2.4). 

3.  

Occorre innanzitutto verificare la correttezza dell’importo mensile della ren-

dita di vecchiaia accordata al ricorrente. 

3.1 Quanto al calcolo dell'importo mensile della rendita di vecchiaia effet-

tuato dall'autorità inferiore, l'art. 29 cpv. 1 LAVS stabilisce che possono pre-

tendere una rendita ordinaria di vecchiaia tutti gli aventi diritto ai quali pos-

sono essere computati almeno un anno intero di reddito, di accrediti per 

compiti educativi o assistenziali. 

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3.2 In particolare, e secondo il diritto svizzero applicabile alla presente fat-

tispecie, il calcolo della rendita è determinato dagli anni di contribuzione, 

dai redditi dell'attività lucrativa nonché dagli accrediti per compiti educativi 

o d'assistenza tra il 1° gennaio successivo alla data in cui l'avente diritto ha 

compiuto i 20 anni e il 31 dicembre che precede l'insorgere dell'evento as-

sicurato (età conferente il diritto alla rendita; art. 29bis cpv. 1 LAVS). Ai sensi 

dell'art. 30bis LAVS e dell'art. 53 cpv. 1 OAVS (RS 831.101), per il calcolo 

delle rendite, l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali allestisce tavole 

delle rendite il cui uso è obbligatorio. 

3.3  

3.3.1 L'art. 29 cpv. 2 LAVS precisa che le rendite ordinarie sono assegnate 

in forma di rendite complete agli assicurati che hanno un periodo di contri-

buto completo e di rendite parziali agli assicurati che hanno un periodo di 

contributo incompleto. Il periodo di contributo è completo se una persona 

presenta lo stesso numero di anni di contribuzione degli assicurati della 

sua classe di età (art. 29ter cpv. 1 LAVS). Sono considerati anni di contribu-

zione i periodi durante i quali una persona ha pagato i contributi, durante i 

quali il suo coniuge ha versato almeno il doppio del contributo minimo e 

durante i quali possono essere computati accrediti per compiti educativi o 

d'assistenza (art. 29ter cpv. 2 LAVS). Quando la durata di contribuzione è 

incompleta ai sensi dell'art. 29ter LAVS, i periodi di contribuzione compiuti 

prima del 1° gennaio che segue il compimento dei venti anni, sono compu-

tati ai fini di colmare successive lacune contributive (art. 52b OAVS). 

3.3.2 Per ogni assicurato obbligato a pagare i contributi, è tenuto un conto 

individuale, sul quale sono annotate le indicazioni necessarie al calcolo 

delle rendite ordinarie (art. 30ter cpv. 1 LAVS). L'art. 140 cpv. 1 lett. d) ed e) 

OAVS stabilisce che la registrazione nel conto individuale dell'assicurato 

comprende l'anno di contribuzione e la durata contributiva in mesi nonché 

il reddito annuo in franchi. Ai sensi dell'art. 141 cpv. 3 OAVS, se non è do-

mandato nessun estratto del conto o nessuna rettificazione, o se la richie-

sta di rettificazione è stata respinta, la rettificazione delle registrazioni fatte 

nel conto individuale può essere richiesta, al momento in cui si verifica l'e-

vento assicurato, soltanto quando gli errori di registrazioni siano evidenti o 

debitamente provati (DTF 130 V 335 consid. 4.1). 

3.3.3 Quanto al periodo contributivo in Svizzera, l’autorità inferiore ha con-

siderato, secondo le iscrizioni figuranti sull’estratto del conto individuale 

dell’interessato (doc. 14) ed il fatto che il medesimo è stato posto al bene-

ficio di un permesso di domicilio di tipo C da marzo del 1968 ad agosto del 

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1998 (doc. 24 pag. 2, 27 pag. 17 e 28), che il ricorrente ha pagato i contri-

buti AVS da marzo del 1968 ad agosto del 1998. In particolare, come cor-

rettamente indicato nella decisione impugnata, il periodo contributivo 

dell’insorgente è di 30 anni e 6 mesi. Quest'ultimo è peraltro incompleto, 

gli assicurati della classe di età del ricorrente (anno 1950) avendo in effetti 

contribuito per un periodo massimo di 44 anni fino al 2015 (Tabelle delle 

rendite 2015 pag. 8), anno in cui è nato il diritto dell'insorgente ad una ren-

dita dell'assicurazione svizzera per la vecchiaia. 

3.4 Giusta l'art. 38 cpv. 1 LAVS, la rendita parziale corrisponde a una fra-

zione della rendita completa. Per il calcolo della frazione, è determinante il 

rapporto arrotondato tra il numero degli anni interi di contribuzione dell'as-

sicurato e quello degli assicurati della sua classe di età (art. 38 cpv. 2 

LAVS). Il periodo contributivo del ricorrente corrisponde a 30 anni completi. 

Le tabelle delle rendite 2015 prevedono che al rapporto fra i 30 anni interi 

di contribuzione dell'insorgente ed i 44 anni di contribuzione degli assicurati 

della sua classe di età è applicabile la scala delle rendite 30 (Tabelle delle 

rendite 2015 pag. 10). L'importo della rendita dell'insorgente deve quindi 

essere determinato in base ad una scala delle rendite 30 ed in funzione del 

suo reddito annuo medio. 

3.5 Il reddito annuo medio si compone dei redditi risultanti da un'attività 

lucrativa, degli accrediti per compiti educativi e degli accrediti per compiti 

d'assistenza (art. 29quater LAVS). La somma dei redditi dell'attività lucrativa 

è rivalutata, di regola ogni due anni all'inizio dell'anno civile, in funzione 

dell'indice delle rendite, che corrisponde alla media aritmetica dell'indice 

dei salari e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo (art. 30 cpv. 1 e 33ter 

cpv. 1 e 2 LAVS). La somma dei redditi rivalutati derivanti da un'attività 

lucrativa e gli accrediti per compiti educativi e assistenziali sono divisi per 

il numero di anni di contribuzione (art. 30 cpv. 2 LAVS). 

3.5.1 Secondo l'estratto del conto individuale dell'interessato, i redditi deri-

vanti da un'attività lucrativa conseguiti dal ricorrente negli anni dal 1968 al 

1998 ammontano a fr. 1'075'008.- (9'350 + 12'454 + 15'774 + 16'845 + 

20'121 + 22'874 + 26'578 + 15'224 + 24'212 + 30'486 + 18'020 + 27'505 + 

31'390 + 36'400 + 45'798 + 39'600 + 37'189 + 39'130 + 42'563 + 45'184 + 

49'396 + 51'069 + 59'162 + 59'483 + 55'605 + 37'946 + 30'779 + 37'532 + 

50'303 + 52'061 + 34'975; doc. 14). Quest'importo deve essere rivalutato 

in funzione dell'indice delle rendite. Tenuto conto del fatto che la prima iscri-

zione nel conto individuale posteriore all'anno del compimento dei 20 anni 

è avvenuta nel 1971 (cfr., sulla questione, la sentenza del TAF C-

4924/2008 del 27 aprile 2009 consid. 3.1 e 3.2), il fattore di rivalutazione è 

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pari a 1.196 (Tabelle delle rendite 2015 pag. 15). L'importo del reddito è 

rivalutato a fr. 1'285’710.- (1'075’008 x 1.196). Tale importo deve essere 

diviso per il periodo di contribuzione di 30 anni e 6 mesi, corrispondenti a 

366 mesi. Il reddito annuo medio del ricorrente per il 2015 ammonta a fr. 

42'154.- ([1'285’710 : 366] x 12), come rettamente calcolato ed indicato 

dall'autorità inferiore nella decisione impugnata. 

3.5.2 Quanto all'accredito per compiti educativi, l'art. 29sexies cpv. 1 LAVS 

stabilisce che un siffatto accredito è computato agli assicurati per gli anni 

durante i quali essi esercitano l'autorità parentale su uno o più fanciulli che 

non hanno ancora compiuto i 16 anni. L'accredito per compiti educativi cor-

risponde al triplo dell'importo della rendita di vecchiaia annua minima, di-

viso per il periodo di contribuzione (art. 29sexies cpv. 2 LAVS e 30 cpv. 2 

LAVS). Per quanto emerge dagli atti di causa, l'insorgente non adempie i 

presupposti per il riconoscimento di accrediti per compiti educativi. 

3.5.3 Il reddito annuo medio determinante del ricorrente per il 2015 am-

monta quindi a fr. 42’154.-. Tale importo deve essere arrotondato all'im-

porto immediatamente superiore del reddito annuo medio determinante in-

dicato nelle tabelle secondo la scala delle rendite 15. L'autorità inferiore ha 

considerato un reddito annuo medio determinante di fr. 42’300.- nel 2015 

(le tabelle delle rendite 2015 indicano un reddito annuo medio determi-

nante di fr. 42’300.- quale importo superiore più vicino ad un reddito annuo 

medio di fr. 42’154.- [Tabelle delle rendite 2015 pag. 76]). La rendita di vec-

chiaia mensile corrispondente ad una scala delle rendite 30 e ad un reddito 

annuo medio di fr. 42’300.- ammonta a fr. 1’218.- mensili (Tabelle delle ren-

dite 2015 pag. 46). Anche su questo punto il calcolo effettuato dall'autorità 

inferiore è corretto. 

3.5.4 Il ricorrente ha pertanto diritto a una rendita di vecchiaia di un importo 

mensile di fr. 1'218.- dal 1° aprile 2015, come calcolato dall'autorità inferiore 

(doc. 14). 

3.5.5 Per il resto, questo Tribunale rileva che il ricorrente non ha comunque 

contestato gli elementi del calcolo della rendita (periodo contributivo, red-

dito annuo medio determinante e scala delle rendite) come effettuato 

dall'autorità inferiore, calcolo dal quale il Tribunale amministrativo federale 

non ha altresì motivo, sulla base delle risultanze processuali, di scostarsi 

d'ufficio. 

 

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Pagina 9 

4.  

4.1 Ritenuto che il calcolo dell'importo mensile della rendita di vecchiaia 

effettuato dall'autorità inferiore è da confermare, occorre esaminare la que-

stione di sapere se il ricorrente possa invocare il principio della buona fede 

per ottenere il riconoscimento del diritto ad una rendita di vecchiaia di fr. 

1'295.- mensili, importo che sarebbe stato indicato quale stima online dal 

sistema ESCAL dell’Ufficio centrale di compensazione. 

4.2 Il principio della buona fede, sancito dall'art. 9 Cost., tutela la legittima 

fiducia dell'amministrato nei confronti dell'autorità amministrativa e gli per-

mette in particolare di esigere che l'amministrazione rispetti le promesse 

fatte e non si contraddica. Un'informazione o una decisione erronea pos-

sono obbligare l'amministrazione a concedere a un amministrato un van-

taggio contrario alla legge a condizione che cumulativamente (1) l'ammini-

strazione è intervenuta in una situazione concreta nei confronti di determi-

nate persone, (2) l'autorità ha agito entro i limiti della propria competenza 

o comunque è supposta avere agito entro tali limiti, (3) l'amministrato non 

ha potuto rendersi conto immediatamente dell'inesattezza dell'informa-

zione ricevuta, (4) facendo affidamento sull'informazione ricevuta egli ha 

preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio e (5) da quando 

l'informazione è stata resa non è intervenuta una modifica del quadro giu-

ridico (sentenze del TF 9C_5/2015 del 31 luglio 2015 consid. 3 e 

9C_171/2011 del 6 luglio 2011 consid. 5; DTF 131 V 472 consid. 5 e 131 II 

627 consid. 6.1). 

4.3 Questo Tribunale rileva che, mediante le indicazioni che figurano sul 

sito dell’Ufficio centrale di compensazione, la Cassa svizzera di compen-

sazione non ha dato all’insorgente alcuna informazione giuridicamente vin-

colante quanto all’importo della sua rendita di vecchiaia. Nel sito dell’Ufficio 

centrale di compensazione (consultato il 28 aprile 2016) è in effetti indicato, 

sotto la rubrica “stima di una rendita on-line”, che “la Cassa svizzera di 

compensazione mette a disposizione degli assicurati che hanno risieduto 

in Svizzera e all’estero il sistema ESCAL, che permette di effettuare on-line 

una stima dell’importo della rendita di vecchiaia. Il risultato di questa stima 

è ottenuto tramite una procedura semplificata basata su dei dati digitati li-

beramente dall’assicurato. Visto quanto precede, gli importi comunicati non 

hanno nessun valore giuridico e non ingaggiano in alcun modo la Cassa 

svizzera di compensazione”. Anche nel sito ESCAL (consultato il 28 aprile 

2016) è segnalato che “ESCAL è un sito che permette di effettuare una 

stima delle rendite di vecchiaia on-line (…) Il risultato è ottenuto mediante 

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una procedura semplificata senza garanzia assoluta. La presenza di ele-

menti ipotetici nel calcolo implica che gli importi annunciati sono unica-

mente indicativi. Questi importi non hanno quindi nessun valore giuridico e 

la Cassa svizzera di compensazione non si assume nessuna responsabi-

lità. Inoltre la stima dell’importo della rendita non dà diritto alla presta-

zione!”. L’indicata determinazione di una rendita di vecchiaia di fr. 1'295.- 

mensili (doc. TAF 9, doc. 1) è dunque da intendersi quale stima dell’importo 

della rendita a cui il ricorrente avrebbe avuto diritto sulla base dei dati digi-

tati liberamente da lui medesimo. Non si può quindi seriamente concludere 

al fatto che tale indicazione possa in qualche modo avere fatto sorgere una 

legittima aspettativa da parte dell’insorgente di ottenere sicuramente una 

rendita mensile di fr. 1'295.- al momento del pensionamento. Già per que-

sto motivo il ricorrente non può manifestamente prevalersi del principio 

della buona fede per ottenere il versamento di una rendita di vecchiaia di 

fr. 1'295.- mensili. 

4.4 Peraltro, sia aggiunto per sovrabbondanza, le condizioni per potere 

pretendere al versamento di una rendita dell’importo di fr. 1'295.- in virtù 

del principio della buona fede non sono comunque manifestamente adem-

pite anche per altri motivi. Fra l’altro, non risulta dalle carte processuali, né 

il ricorrente lo ha preteso nel gravame, che facendo a giusto titolo affida-

mento sull’indicazione del sistema ESCAL dell’Ufficio di compensazione, 

abbia preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio, lo stesso 

essendosi limitato a segnalare genericamente che “da calcoli effettuati da 

altri esperti mi risulta che io sto percependo una rendita inferiore al dovuto” 

(ricorso del 18 settembre 2015; doc. TAF 1) e che “ritengo (l’importo di fr. 

1'218.-) inferiore all’aspettativa che io speravo superiore“ (scritto del 9 no-

vembre 2015; doc. TAF 4). 

5.  

Da quanto esposto, consegue che il ricorso, privo di qualsivoglia fonda-

mento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata. Il giudice 

dell'istruzione – anteriormente o posteriormente ad uno scambio di scritti – 

decide quale giudice unico, con motivazione sommaria, i ricorsi manifesta-

mente infondati (art. 85bis cpv. 3 LAVS [v. pure art. 23 cpv. 2 LTAF]). Nel 

caso concreto il gravame, in considerazione, fra l'altro, dei generici argo-

menti presentati, deve ritenersi siccome manifestamente infondato. La pre-

sente sentenza di rigetto del ricorso può pertanto essere resa a giudice 

unico. 

 

C-6190/2015 

Pagina 11 

6.  

6.1 Non si prelevano spese processuali (art. 85bis cpv. 2 LAVS). 

6.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per 

spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l'art. 7 

cpv. 1 e 2 del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, 

RS 173.320.2] a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand'anche vin-

centi, non hanno di principio diritto ad un'indennità a titolo di ripetibili (art. 

7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto (v., fra 

l'altro, DTF 127 V 205). 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

C-6190/2015 

Pagina 12 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Non si attribuiscono spese ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (Raccomandata con avviso di ricevimento) 

– autorità inferiore (n. di rif. ; Raccomandata) 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata) 

 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Vito Valenti Marcella Lurà 

 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 

segg. e 100 LTF). Gli atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e 

l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata 

e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi 

di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

 

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