# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e9edce05-22fe-5787-a379-378adf0bf1ba
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2018-05-28
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 28.05.2018 F-1158/2017
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-1158-2017_2018-05-28.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-1158/2017 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 8  m a g g i o  2 0 1 8  

Composizione 

 
Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Antonio Imoberdorf, Philippe Weissenberger,  

cancelliere Reto Peterhans. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, 

senza recapito in Svizzera,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato della migrazione (SEM),  

Quellenweg 6, 3003 Berna,  

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Divieto d'entrata. 

 

 

 

F-1158/2017 

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Fatti: 

A.  

A._______, cittadino albanese nato il (…), in data 18 agosto 2016 è stato 

condannato dalla Corte delle assise criminali di Lugano ad una pena de-

tentiva di tre anni e tre mesi, per il reato di infrazione aggravata alla LStup 

(RS 812.121). 

B.  

In data 9 novembre 2016, il Dipartimento delle istituzioni del Canton Ticino, 

Sezione della popolazione ha pronunciato l’allontanamento dell’interessato 

dal territorio della Confederazione, da eseguirsi al momento della scarce-

razione. 

C.  

Dopo avere dato ad A._______ la facoltà di esprimersi mediante interroga-

torio dinanzi alla Polizia cantonale ticinese dell’11 ottobre 2016, in data 

24 gennaio 2017 la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha emanato 

nei suoi confronti una decisione di divieto d’entrata in Svizzera e nel Liech-

tenstein, valida fino al 23 gennaio 2037, disponendo anche l’iscrizione della 

stessa nel sistema d’informazione Schengen (SIS), estendendone dunque 

la validità a tutti gli Stati membri. L'autorità inferiore ha motivato la misura 

di allontanamento ai sensi dell’art. 67 LStr (RS 142.20) in virtù della viola-

zione e dell’esposizione a pericolo della sicurezza e dell'ordine pubblici che 

il comportamento delittuoso dimostrato rappresenta, in particolare essa ha 

tenuto conto dei reati commessi nell’ambito del traffico di sostanze stupe-

facenti, il cui grado di gravità è da considerarsi elevato visto l’ingente quan-

titativo di cocaina in gioco, il carattere internazionale degli atti delittuosi e 

la susseguente minaccia per la salute pubblica. La SEM ha inoltre rilevato 

che il reo ha agito mosso dal mero desiderio di lucrare e pertanto non può 

beneficiare di un pronostico favorevole in merito alla sua futura condotta, 

inoltre non gli è possibile richiamarsi all’esistenza di eventuali interessi pri-

vati atti ad opporsi all’adozione del divieto d’entrata pronunciato. 

D.  

La notifica della citata decisione all’interessato è avvenuta in data 24 gen-

naio 2017 presso lo stabilimento penitenziario in cui egli era a quel mo-

mento detenuto. 

E.  

Con atto ricorsuale del 22 febbraio 2017 A._______ è insorto avverso il 

divieto d’entrata pronunciato nei suoi confronti dinanzi al Tribunale ammi-

nistrativo federale (di seguito: Tribunale), postulando l’annullamento 

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dell’estensione della validità della misura di allontanamento ai paesi dello 

spazio Schengen, subordinatamente la riduzione della durata ad un mas-

simo di cinque anni. Egli non ha contestato la decisione del 24 gen-

naio 2017 per quel che concerne il territorio elvetico, considerate le viola-

zioni di legge commesse, ma si è opposto all’estensione allo spazio Schen-

gen degli effetti del divieto d’entrata. Il ricorrente ha in particolare asserito 

che parte della sua famiglia risiede in Grecia, paese in cui in passato 

anch’egli ha vissuto, e dove vorrebbe stabilirsi al momento della scarcera-

zione. 

F.  

Chiamata ad esprimersi nel merito del gravame, il 13 marzo 2017 la SEM 

ha presentato la proprie osservazioni, ritendendo che le argomentazioni 

addotte non le consentono di modificare l’apprezzamento della fattispecie. 

L’autorità inferiore ha pertanto postulato il respingimento dell’impugnativa 

e l’integrale conferma della decisione del 24 gennaio 2017. 

G.  

In data 9 ottobre 2017 A._______ è stato liberato condizionalmente dal pe-

nitenziario nel quale era detenuto in Ticino, è stato allontanato dal territorio 

elvetico ed ha fatto rientro in Albania.  

H.  

Il 24 novembre 2017 il Tribunale, per il tramite dell’Ambasciata di Svizzera 

a Tirana, ha ingiunto al ricorrente di designare un recapito in Svizzera con-

formemente all’art. 11b PA, invito al quale l’interessato non ha dato seguito. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 LTAF, giusta l'art. 31 LTAF il 

Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese 

dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. 

1.2 In particolare, le decisioni in materia di divieto d'entrata in Svizzera e 

nello spazio Schengen rese dalla SEM – la quale costituisce un'unità 

dell'amministrazione federale così come definita all'art. 33 lett. d LTAF – 

possono essere impugnate dinanzi al Tribunale, che nella presente fatti-

specie statuisce in via definitiva (art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 

lett. c cifra 1 LTF). 

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1.3 Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura davanti 

al Tribunale è retta dalla PA (art. 37 LTAF). 

1.4 A._______ ha diritto di ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA) ed il suo ricorso, 

presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile 

(art. 50 e 52 PA). 

2.  

Ai sensi dell'art. 49 PA i motivi di ricorso sono la violazione del diritto fede-

rale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento, l'accerta-

mento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché l'inade-

guatezza, nella misura in cui un'autorità cantonale non abbia giudicato 

come autorità di ricorso. Il Tribunale applica d'ufficio il diritto federale nella 

procedura ricorsuale e non è vincolato in nessun caso dai motivi del ricorso 

(art. 62 cpv. 4 PA). Rilevante è in primo luogo la situazione di fatto al mo-

mento del giudizio (DTAF 2014/1 consid. 2 e giurisprudenza ivi citata). 

3.  

3.1 Conformemente all'art. 67 cpv. 1 LStr, la SEM vieta l’entrata in Sviz-

zera, fatto salvo il cpv. 5, ad uno straniero allontanato se, l’allontanamento 

è eseguito immediatamente in virtù dell’art. 64d cpv. 2 lett. a-c LStr (cpv. 1 

lett. a); lo straniero non ha lasciato la Svizzera entro il termine impartitogli 

(cpv. 1 lett. b). La SEM può inoltre vietare l’entrata in Svizzera allo straniero 

che ha violato o espone a pericolo l’ordine e la sicurezza pubblici in Sviz-

zera o all’estero (art. 67 cpv. 2 lett. a LStr); ha causato spese d'aiuto sociale 

(cpv. 2 lett. b); si trova in carcerazione preliminare, in vista di rinvio coatto 

o cautelativa (cpv. 2 lett. c). Il divieto d’entrata è pronunciato per una durata 

massima di cinque anni. Può essere pronunciato per una durata più lunga 

se l’interessato costituisce un grave pericolo per l’ordine e la sicurezza pub-

blici (art. 67 cpv. 3 LStr). Infine l’autorità a cui compete la decisione può, 

per motivi umanitari o altri motivi gravi, rinunciare a pronunciare un divieto 

d’entrata oppure sospenderlo definitivamente o temporaneamente (art. 67 

cpv. 5 LStr). 

3.2 Qualora una decisione di divieto d'entrata sia stata pronunciata giusta 

l'art. 67 LStr, come nel caso che qui ci occupa, nei confronti di un cittadino 

di un paese terzo ai sensi dell'art. 3 lett. d del regolamento (CE) 

n. 1987/2006 del Parlamento e del Consiglio europei del 20 dicembre 2006 

sull'istituzione, l'esercizio e l'uso del sistema di informazione Schengen di 

seconda generazione (SIS II, GU L 381/4 del 28 dicembre 2006, pagg. 4 a 

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23), entrato in vigore il 9 aprile 2013 ed abrogante (cfr. decisione del Con-

siglio 2013/158/EU del 7 marzo 2013, GU L 87, pagg. 10 e 11 in relazione 

con l'art. 52 par. 1 regolamento SIS II) in particolare gli art. 94 cpv. 1 e 96 

della Convenzione d'applicazione del 19 giugno 1990 dell'Accordo di 

Schengen del 14 giugno 1985 relativo all'eliminazione graduale dei controlli 

alle frontiere comuni (Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schen-

gen [CAS], GU L 239 del 22 settembre 2000, pagg. 19 a 62), questa per-

sona – conformemente da una parte al regolamento SIS II sopracitato e, 

dall'altra, l'art. 16 cpv. 2 e 4 della legge federale del 13 giugno 2008 sui 

sistemi d'informazione di polizia della Confederazione (LSIP, RS 361) – è 

di principio iscritta nel SIS ai fini di non ammissione qualora un'autorità am-

ministrativa o giudiziaria abbia emanato nei suoi confronti una decisione in 

quanto la sua presenza sul territorio di uno Stato membro può costituire 

una minaccia per l'ordine o la sicurezza pubblici, ciò è ad esempio il caso 

quando essa è stata condannata in uno Stato firmatario per un'infrazione 

punibile con una pena privativa della libertà superiore ad un anno (cfr.  

art. 24 par. 2 lett. a regolamento SIS II). Una segnalazione nel SIS com-

porta di conseguenza il divieto d'entrata in tutti gli Stati membri dello spazio 

Schengen (cfr. art. 14 cpv. 1 del regolamento [UE] 399/2016 del Parla-

mento e del Consiglio europei del 9 marzo 2016 che istituisce un codice 

comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte 

delle persone [codice frontiere Schengen, GU L 77 del 23 marzo 2016, 

pagg. 1 a 52]). Per motivi umanitari o obblighi di diritto internazionale gli 

Stati parte al citato accordo possono tuttavia autorizzare l'accesso ad una 

persona iscritta nel SIS (art. 25 par. 1 CAS; art. 14 cpv. 1 in relazione con 

l'art. 6 cpv. 5 lett. c codice frontiere Schengen), rispettivamente concedere 

sulla scorta di tali motivi un visto con validità territoriale limitata (art. 25  

par. 1 lett. a [ii] del regolamento [CE] N. 810/2009 del Parlamento e del 

Consiglio europei del 13 luglio 2009 che istituisce un codice comunitario 

dei visti [codice dei visti, GU L 23 del 15 settembre 2009, pagg. 1 a 58]). 

3.3 In merito alle nozioni di ordine e di sicurezza pubblici, occorre osser-

vare che esse costituiscono il concetto sovraordinato dei beni da proteg-

gere nel contesto della polizia. Il primo termine comprende l'insieme delle 

nozioni di ordine, la cui osservanza dal punto di vista sociale ed etico rap-

presenta una condizione indispensabile della coabitazione ordinata delle 

persone; mentre il secondo termine, la sicurezza pubblica, significa l'invio-

labilità dell'ordine giuridico obiettivo, dei beni giuridici individuali (vita, sa-

lute, libertà, proprietà, ecc.), nonché delle istituzioni dello Stato. Vi è viola-

zione della sicurezza e dell'ordine pubblici segnatamente se sono com-

messe infrazioni gravi o ripetute di prescrizioni di legge o di decisioni delle 

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autorità nonché in caso di mancato adempimento di doveri di diritto pub-

blico o privato (messaggio del Consiglio federale dell'8 marzo 2002 con-

cernente la LStr, FF 2002 3327, pag. 3424 [di seguito: messaggio LStr]). 

3.4 In particolare l'art. 80 cpv. 1 dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 sull'am-

missione, il soggiorno e l'attività lucrativa (OASA, RS 142.201) sancisce 

che vi è violazione della sicurezza e dell'ordine pubblici in caso di mancato 

rispetto di prescrizioni di legge e di decisioni delle autorità (lett. a), in caso 

di mancato adempimento temerario di doveri di diritto pubblico o privato 

(lett. b) o se la persona interessata approva o incoraggia pubblicamente un 

crimine contro la pace, un crimine di guerra, un crimine contro l'umanità o 

un atto terroristico oppure fomenta l'odio contro parti della popolazione 

(lett. c). Vi è esposizione della sicurezza e dell'ordine pubblici a pericolo, 

se sussistono indizi concreti che il soggiorno in Svizzera dello straniero in 

questione porti con notevole probabilità ad una violazione della sicurezza 

e dell'ordine pubblici (art. 80 cpv. 2 OASA). In tal senso dovrà quindi essere 

emessa una prognosi negativa a meno che i motivi che hanno condotto 

l'interessato ad agire violando la sicurezza e l'ordine pubblici non sussi-

stano più (MARC SPESCHA, in Spescha et al. (ed.), Migrationsrecht, 4a ed. 

2015, ad art. 67 LStr, n. marg. 3, pag. 270). 

3.5 In virtù del messaggio LStr precitato (FF 2002 3327, pag. 3428) l'ema-

nazione di un divieto d'entrata non deve essere interpretata quale sanzione 

dal carattere penale, bensì quale misura di protezione di carattere preven-

tivo contro possibili turbative future dell'ordine e della sicurezza pubblici in 

Svizzera (o nello spazio Schengen). L'autorità competente esamina se-

condo il proprio libero apprezzamento se un divieto d'entrata deve essere 

pronunciato. In proposito essa deve procedere ad una ponderazione meti-

colosa di tutti gli interessi presenti, rispettare le garanzie derivanti dalla 

CEDU ed il principio di proporzionalità (DTF 131 II 352 consid. 3.3; 130 II 

493 consid. 3.3; 130 II 176 consid. 3.4.2 e giurisprudenza ivi citata; 

ZÜND/ARQUINT HILL, Beendigung der Anwesenheit, Entfernung und Fern-

haltung, in Uebersax et al. [ed.], Ausländerrecht, 2a ed. 2009, n. marg. 8.80, 

pag. 356). 

4.  

4.1 Come si è visto, nella fattispecie in disanima la SEM ha pronunciato nei 

confronti di A._______ una decisione di divieto d'entrata in Svizzera e nel 

Liechtenstein della durata di 20 anni, iscritta nel SIS e di conseguenza 

estesa all’insieme degli Stati Schengen in virtù della nazionalità albanese 

dell’interessato. Quest’ultimo ha invero unicamente contestato l’estensione 

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all’area Schengen della misura di allontanamento, adducendo di volersi ri-

costruire un’esistenza in Grecia, paese in cui vive parte della sua famiglia. 

In ragione della durata del divieto d’entrata comminato, il Tribunale ritiene 

che l’analisi non debba limitarsi unicamente alla problematica dell’iscri-

zione nel SIS, bensì anche alla pronuncia stessa di detto divieto, segnata-

mente alla sua durata. 

4.2 I fatti che hanno portato la SEM a decretare l’allontanamento del ricor-

rente dal suolo elvetico sono relativi alla condanna pronunciata il 18 ago-

sto 2016 dalla Corte delle assise criminali di Lugano per il reato di infra-

zione aggravata alla LStup. L’interessato è stato infatti riconosciuto colpe-

vole di un traffico di complessivi 3005,06 grammi di cocaina (cfr. sentenza 

della Corte delle assise criminali di Lugano del 18 agosto 2016, incarto 

Simic, pag. 14). 

4.3 Ne discende che questi comportamenti, sanzionati da specifiche norme 

del diritto penale, possono portare all'emissione di un divieto d'entrata poi-

ché costituendo indubbiamente una violazione e mettendo in pericolo l'or-

dine e la sicurezza pubblici, adempiono ai requisiti dell'art. 67 cpv. 2 lett. a 

LStr. Deve inoltre essere precisato che gli atti delittuosi commessi da 

A._______ raggiungono una gravità sufficiente affinché l’emanazione di un 

divieto d’entrata nei confronti del loro autore, se cittadino di uno Stato terzo 

rispetto all’accordo di Schengen ed in assenza di un permesso di residenza 

in un paese dell’area di detto accordo internazionale, sia iscritta nel SIS. 

Nella fattispecie il reato di infrazione aggravata alla LStup è passibile di 

una pena detentiva compresa tra un anno e venti anni (cfr. art. 19 cpv. 2 

LStup), ed è stato sanzionato mediante una pena privativa della libertà 

della durata di tre anni e tre mesi. Inoltre come si è visto il ricorrente è di 

nazionalità albanese e non risulta al beneficio di alcun permesso di sog-

giorno nel territorio di uno Stato Schengen. 

5.  

5.1 Come testé rilevato (cfr. consid. 3.1 supra) il divieto d'entrata in Sviz-

zera è di regola pronunciato per una durata massima di cinque anni. Giusta 

l'art. 67 cpv. 2 lett. a LStr è possibile emanare un divieto d'entrata della 

durata massima citata, nei confronti di un cittadino non proveniente da un 

paese firmatario dell'ALC (RS 0.142.112.681), qualora quest'ultimo ha vio-

lato o esposto a pericolo l'ordine e la sicurezza pubblici in Svizzera o all'e-

stero. Ne discende che per le autorità elvetiche la pronuncia di un divieto 

d'entrata nei confronti di una persona non soggetta all'ALC per una durata 

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massima di cinque anni sarà sottoposta al solo diritto interno elvetico, ed 

in particolare alla LStr, contrariamente a quanto accade per i cittadini al 

beneficio dell'ALC, che pone esigenze più severe per una tale misura. 

5.2 Un divieto d'entrata di una durata maggiore di cinque anni ai sensi 

dell'art. 67 cpv. 3 2a frase LStr, può essere deciso a condizione che la per-

sona interessata costituisca una minaccia grave per la sicurezza e l'ordine 

pubblici. Questo sistema riprende l'art. 11 cpv. 2 della direttiva 2008/115/CE 

del Parlamento e del Consiglio europei del 16 dicembre 2008 relativa alle 

norme e procedure comuni applicabili agli Stati membri al rimpatrio di cit-

tadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (cfr. GU L 348/98 del 24 di-

cembre 2008, pagg. 98 a 107; Messaggio concernente l’approvazione e la 

trasposizione dello scambio di note tra la Svizzera e la CE relativo al rece-

pimento della direttiva della CE sul rimpatrio [Direttiva 2008/115/CE] [Svi-

luppo dell’acquis di Schengen] e concernente una modifica della LStr [Con-

trollo di confine automatizzato, consulenti in materia di documenti, sistema 

d’informazione MIDES], FF 2009 7737, pag. 7751). Secondo la citata 

norma di diritto europeo, il divieto d'entrata può essere adottato per una 

durata superiore a cinque anni qualora il cittadino di un paese terzo rap-

presenti una minaccia grave per l'ordine pubblico, la sicurezza pubblica o 

la sicurezza nazionale. Come detto questa regola ha ispirato l'art. 67 cpv. 3 

2a frase LStr, che non fa alcuna distinzione tra cittadini ALC o di paesi terzi. 

Inoltre, il fatto che lo stesso ALC non fornisca indicazioni in merito ai divieti 

d'entrata, né a proposito della loro durata, significa che il legislatore fede-

rale ha deciso di non fare alcuna distinzione tra comunitari e non in materia 

di divieti d'entrata di durata superiore a cinque anni (DTF 139 II 121 con-

sid. 6.2). 

5.3 Occorre dunque determinare le condizioni affinché sia possibile pro-

nunciare un divieto d'entrata di durata superiore a cinque anni. In altre pa-

role si tratta di fissare i criteri per riconoscere un «grave pericolo per l'ordine 

e la sicurezza pubblici» ai sensi dell'art. 67 cpv. 3 2a frase LStr, nozione 

che va oltre il concetto di «minaccia di una certa gravità» necessaria per 

poter emettere un divieto d'entrata anche nei confronti di un cittadino di uno 

Stato parte all'ALC (art. 5 allegato I ALC). Il concetto di «minaccia grave» 

ai sensi della LStr deve essere applicato eccezionalmente e presuppone 

un'analisi approfondita e la presa in considerazione di tutti gli elementi per-

tinenti di ogni fattispecie (MARC SPESCHA, op. cit., ad art. 67 LStr, n. 

marg. 5, pag. 271; ANDREA BINDER OSER, in Caroni/Gächter/Thurnherr 

(ed.), Bundesgesetz über die Ausländerinnen und Ausländer [AuG], 2010, 

ad art. 67 LStr, n. marg. 24, pag. 689). 

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Pagina 9 

6.  

6.1 In considerazione di quanto poc’anzi esposto e dato che l'autorità infe-

riore ha pronunciato un divieto d'entrata di durata superiore a cinque anni, 

va qui di seguito esaminato, prima di procedere ad una ponderazione degli 

interessi in gioco, se è soddisfatto il criterio della minaccia grave giusta 

l'art. 67 cpv. 3 2a frase LStr. 

6.2 Come si è visto i comportamenti penalmente reprensibili ascritti ad 

A._______ riguardavano il reato di infrazione aggravata alla LStup. In par-

ticolare il 7 agosto 2015, durante un viaggio dalla Germania verso l’Italia 

ed in seguito in direzione della Grecia, il ricorrente ha detenuto, trasportato 

ed importato in Svizzera un quantitativo di cocaina pari a 3005,06 grammi. 

In virtù del principio in dubio pro reo le autorità penali lo hanno tuttavia 

prosciolto da due ulteriori capi d’accusa concernenti la medesima infra-

zione. Il Ministero pubblico rimproverava infatti ad A._______ di avere ef-

fettuato due ulteriori viaggi con l’intento di trasportare ingenti quantitativi di 

sostanza stupefacente, in data 25 maggio e 24 giugno 2015.  

6.3 I reati di droga sono considerati gravi e tali da ledere l'ordine pubblico 

nonché la sicurezza della società e giustificano pertanto l'intervento rigo-

roso e deciso da parte delle autorità competenti. La protezione della collet-

tività, di fronte allo sviluppo del traffico di sostanze stupefacenti, costituisce 

indubbiamente un interesse pubblico preponderante che giustifica l'emis-

sione di una misura di allontanamento nei confronti di chi si è reso punibile 

di gravi infrazioni contro la legislazione in materia di droga. Tali atti crimi-

nosi costituiscono in effetti un reale pericolo per la salute e la vita di nume-

rose persone (cfr. DTF 139 II 121 consid. 5.3; sentenza del TF 

2C_121/2014 del 17 luglio 2014 consid. 3.2). Le infrazioni alla LStup, in 

particolare il traffico di stupefacenti, costituiscono in generale una viola-

zione molto grave della sicurezza e dell'ordine pubblici (cfr. sentenza del 

TF 2C_139/2013 dell'11 giugno 2013 consid. 6.2.3 e riferimenti ivi citati). 

Inoltre il Tribunale considera che l’ingente quantitativo di cocaina oggetto 

della condanna del 18 agosto 2016 non può che indurre a pensare che egli 

non sia un attore secondario nell'ambito del traffico di droga. Detta conclu-

sione è rafforzata dal fatto che A._______ ha agito mosso dal mero desi-

derio di lucrare, mentre non risulta essere un consumatore di stupefacenti. 

6.4 Va altresì tenuto conto del fatto che prima del citato giudizio della Corte 

delle assise criminali di Lugano, il ricorrente non era incensurato. Dagli atti 

emerge infatti che in data 10 aprile 2013 egli era stato oggetto di una con-

danna in Italia a due anni di reclusione per il reato di sequestro di persona 

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in concorso. Sebbene non vi siano particolari indicazioni in merito alle cir-

costanze che hanno condotto all’emanazione di detto giudizio penale, 

l’estratto del casellario giudiziale delle autorità penali della vicina Penisola 

indica che A._______ ha beneficiato del rito abbreviato, ciò che comporta 

uno sconto di pena. 

6.5 Alla luce di questi elementi, il Tribunale considera che la condotta 

dell'interessato costituisce un grave pericolo per l'ordine e la sicurezza pub-

blici, ragione per cui è giustificata l'emanazione di un divieto d'entrata con-

formemente all'art. 67 cpv. 2 lett. a LStr per una durata superiore a cinque 

anni giusta la 2a frase del cpv. 3 di detta norma. 

7.  

7.1 A fronte di quanto esposto resta ora da stabilire se la durata della mi-

sura di allontanamento adottata sia conforme al principio di proporzionalità 

e, procedendo ad un apprezzamento degli interessi privati e pubblici in 

gioco, valutare se sia adeguata alle circostanze del caso di specie. 

7.2 Detto principio esige che le misure adottate dallo Stato siano idonee a 

raggiungere lo scopo desiderato e che, di fronte a soluzioni diverse, si scel-

gano quelle meno pregiudizievoli per i diritti dei privati. In altre parole deve 

sussistere un rapporto ragionevole tra lo scopo perseguito ed i mezzi uti-

lizzati (DTF 140 I 168 consid. 4.2.1; 136 I 87 consid. 3.2; 136 IV 97 con-

sid. 5.2.2). 

7.3 Quo all'interesse pubblico all'allontanamento del ricorrente dal territorio 

elvetico, si è già detto ai considerandi precedenti. 

7.4 In merito agli interessi privati, il ricorrente si è richiamato principalmente 

all’impossibilità, dovuta all'iscrizione del divieto d'entrata nel SIS, di potersi 

recare in Grecia al momento della scarcerazione. Egli avrebbe infatti l’in-

tenzione di ricostruirsi un futuro e cercare nuove prospettive professionali 

in terra ellenica, dove risiederebbe parte del suo parentado ed in cui 

avrebbe in passato già svolto delle attività lucrative. 

7.5 Detta censura non permette tuttavia al Tribunale di giungere ad altra 

conclusione che l'interesse pubblico all'allontanamento dell'interessato dal 

territorio della Confederazione e dall'aera Schengen per un lungo periodo 

di tempo prevalga su quello privato a potervi entrare, visti i motivi esposti 

precedentemente. Nell'ambito dell'implementazione della legislazione 

Schengen la Svizzera è in effetti chiamata a preservare gli interessi di tutti 

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gli Stati membri (cfr. DTAF 2011/48 consid. 6.1), fermo restando che ciò, 

come testé rilevato, non impedisce agli altri Stati parte agli accordi di 

Schengen di autorizzare l'entrata dell'insorgente sul loro territorio per mo-

tivi seri, o di emanare nei suoi confronti un visto con validità territoriale li-

mitata (cfr. consid. 3.2 supra). 

7.6 In considerazione dell'insieme delle circostanze del caso di specie, 

dopo un’attenta ponderazione degli interessi pubblici e privati in gioco ed 

in ragione dell’invalsa prassi, il Tribunale ritiene che la durata del divieto 

d’entrata, fissata dalla SEM in 20 anni, vada corretta, così come la sua 

iscrizione nel SIS. 

In applicazione dell’art. 121 cpv. 5 Cost. la giurisprudenza ha avuto modo 

di stabilire che in caso di grave pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblici 

tale da giustificare il superamento della durata massima di cinque anni pre-

vista all'art. 67 cpv. 3 1a frase LStr, la stessa non può superare 15 anni 

(20 anni in caso di recidiva) (cfr. DTAF 2014/20 consid. 7). Il Tribunale ha 

altresì avuto occasione di precisare che i comportamenti delittuosi com-

messi dalla persona toccata dal provvedimento di allontanamento dal suolo 

elvetico devono avere denotato un'energia criminale particolarmente ele-

vata. In altre parole, è giustificato comminare un divieto d'entrata della du-

rata di 15 anni qualora l'interessato si sia prodigato in atti caratteristici di 

una criminalità particolarmente grave con dimensione transfrontaliera (atti 

di terrorismo, tratta di esseri umani, traffico di droga o criminalità organiz-

zata), qualora abbia ripetutamente commesso infrazioni gravi contro beni 

giuridici sensibili – come ad esempio la vita o l'integrità fisica – oppure ab-

bia agito in maniera che non sia possibile emettere una prognosi favorevole 

(cfr. DTAF 2014/20 consid. 8.2). I delitti commessi in Svizzera ed in Italia 

dal ricorrente rientrano nella categoria poc’anzi citata, avendo egli agito 

nell’ambito di un importante traffico internazionale di sostanze stupefacenti 

ed avendo commesso atti lesivi della libertà personale altrui.  

In esito alle considerazioni che precedono e conformemente alla citata giu-

risprudenza, si giustifica una riduzione della durata del divieto d'entrata 

emanato dall’autorità intimata, e della relativa iscrizione dello stesso nel 

SIS, a 15 anni. Ne consegue che il divieto d’entrata pronunciato nei con-

fronti dell’insorgente prenderà fine il 23 gennaio 2032. 

 

F-1158/2017 

Pagina 12 

8.  

Da quanto esposto discende che il ricorso deve essere parzialmente ac-

colto. Le spese giudiziarie seguono la soccombenza, considerato tuttavia 

come ai sensi dell'art. 63 cpv. 2 PA nessuna spesa processuale è posta a 

carico dell'autorità inferiore. Risultando parzialmente soccombente il ricor-

rente è tenuto al pagamento di fr. 900.– a titolo di spese giudiziarie ridotte 

(cfr. art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento del 21 feb-

braio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribu-

nale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

9.  

Il 9 ottobre 2017 A._______ è stato scarcerato e nel contempo allontanato 

dalla Svizzera – e nonostante l’invito in questo senso formulato dal Tribu-

nale – non ha comunicato un recapito in questo paese, la presente sen-

tenza è pertanto notificata mediante pubblicazione sul Foglio Federale. 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

F-1158/2017 

Pagina 13 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale  
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è parzialmente accolto. 

2.  

La durata del divieto d'entrata emanato dalla SEM mediante decisione del 

24 gennaio 2017 è ridotta a 15 anni, ovvero fino al 23 gennaio 2032. 

3.  

Le spese processuali, di fr. 900.–, sono poste a carico del ricorrente. Il suc-

citato importo deve essere versato alla cassa del Tribunale (CCP  

30-217609-6 o IBAN CH54 0900 0000 3021 7609 6; codice SWIFT:  

POFICHBEXXX), con la referenza F-1158/2017, entro un termine di 

30 giorni dalla pubblicazione sul Foglio Federale della presente sentenza. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (notificazione mediante pubblicazione sul Foglio 

Federale in applicazione dell’art. 36 lett. b PA)  

– autorità inferiore (n. di rif. […]; incarto di ritorno) 

– Sezione della popolazione, Bellinzona, per informazione 

– Ufficio dell’assistenza riabilitativa, Lugano, in copia  

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

Daniele Cattaneo Reto Peterhans 

 

 

 

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