# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 626eecdb-94b5-5dc7-bddc-63674ff42ef3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-08-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 31.08.2015 11.2015.36
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2015-36_2015-08-31.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2015.36

  	
  Lugano

  31 agosto 2015/jh

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Grisanti,
  giudice presidente,

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Fasola

  

 

 

sedente
per statuire nella causa SO.2014.3460 (protezione
dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6,
promossa con istanza del 14 agosto 2014
da

 

	
   

  	
  AO 1 

  (patrocinata
  dall'avv. PA 2) 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 

  (patrocinato
  dall'avv. PA 1),

   

  

 

e
nella causa SO.2015.1072 (protezione dell'unione coniugale) della medesima Pretura
promossa con istanza del 6 marzo 2015 da AP 1 nei confronti di AO 1;

 

giudicando sull'appello
del 4 maggio 2015 e sul reclamo del medesimo giorno in materia di spese e di
gratuito patrocinio presentati da AP 1 contro la sentenza emessa dal Pretore il
22 aprile 2015;

 

 

Ritenuto

 

 

in fatto:                      che con sentenza emanata il
22 aprile 2015 a protezione dell'unione coniugale il Pretore del Distretto di
Lugano, sezione 6, ha condannato AP 1 (1966) a versare un contributo alimentare
anticipato per la moglie AO 1 (1981) di fr. 693.– mensili dal 1° giugno al 31
dicembre 2014, di fr. 440.– mensili dal 1° gennaio al 31 marzo 2015 e di fr.
695.– mensili dal 1° aprile del 2015 in poi, come pure un analogo contributo
per la figlia D__________ (8 dicembre 2008) di fr. 1679.– mensili dal 1° giugno
2014, assegni familiari non compresi;

 

                                  che con lo stesso giudizio il
Pretore ha accolto inoltre le domande di gratuito patrocinio presentate dai
coniugi, ma solo limitatamente all'esenzione dal pagamento delle spese processuali

(fr. 1500.– di tassa di giustizia più le spese), poste per un terzo a carico di
AO 1 e per due terzi a carico di AP 1, tenuto a rifondere alla moglie fr. 800.–
per ripetibili ridotte; 

 

                                  che contro tale sentenza AP 1 è
insorto a questa Camera con un appello del 4 maggio 2015 nel quale chiede –
previa concessione del gratuito patrocinio – di ridurre il contributo alimentare
per la moglie a fr. 500.– mensili per il giugno, il luglio e l'agosto del 2014,
sopprimendolo in seguito, e di ridurre il contributo alimentare per la figlia a
fr. 500.– mensili dal 1° settembre 2014, assegni familiari non compresi,
con la possibilità di continuare a versare direttamente il premio della cassa
malati, “a gestire e pagare le spese mediche e di salute” di lei, oltre che di
porre in compensazione fr. 5922.70 “per le spese relative all'appartamento di __________
da lui pagate”; 

 

                                  che con reclamo del medesimo
giorno egli chiede inoltre che il gratuito patrocinio gli sia conferito senza
limitazioni e che gli oneri processuali siano posti a carico della moglie, con
obbligo di rifondergli fr. 2400.– per ripetibili;

 

                                  che in esito a un contraddittorio
tenutosi davanti al Pretore il 18 agosto 2015 per discutere un'istanza di
diffida ai debitori (art. 177 CC) della moglie (inc. SO.2015.2871) e un'istanza
di modifica dell'assetto attuale del marito (inc. SO.2015.3367), i coniugi
hanno raggiunto un'intesa sulla regolamentazione della vita separata;

 

                                  che in tale accordo i coniugi
hanno pattuito fra l'altro, con effetto dal 1° giugno 2014, un contributo
alimentare per la moglie di 

fr. 300.– mensili e uno per la figlia di fr. 1500.– mensili (assegni familiari
non compresi);

 

                                  che sempre in quella occasione AP
1 ha fra l'altro dichiarato di ritirare ad "evasione" dell'inc.
11.2015.36 il "ricorso" pendente davanti a questa Camera e di
assumere le spese processuali d'appello, compensate per il resto – con l'accordo
della moglie – le ripetibili (verbale 18 agosto 2015, pag. 2, punto 4);

 

e considerando

 

in diritto:                    che nella fattispecie il
reclamo del 4 maggio 2015 non ha portata propria ma è parte integrante
dell'appello essendo stato presentato nel quadro di una decisione finale il cui
contenuto è ugualmente impugnato (I CCA, sentenza inc. 11.2013.110 e 11.2013.111
del 9 aprile 2015, consid. 8 con rinvii);

 

                                  che la dichiarazione di ritirare
"il ricorso" (transazione del 18 agosto 2015, punto 4) ad "evasione"
dell'inc. 11.2015.36 di questa Camera concerne pertanto entrambi gli atti del 4
maggio 2015 i quali formano per altro, come detto, un tutt'uno;

 

                                  che il ritiro di un rimedio
giuridico, ovvero la dichiarazione con cui una parte dichiara di rinunciare unilateralmente
alle proprie richieste di giudizio, configura desistenza (cfr. sentenza del
Tribunale federale 4A_602 e 604/2012 dell'11 marzo 2013, consid. 5.2 e 5.3),
indipendentemente dai motivi che possono avere spinto l'interessato a recedere
dalla lite;

 

                                  che in caso di desistenza il
giudice stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC);

 

                                  che desistenza equivale a
soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un ricorso di assumere – in linea di
principio – il pagamento delle spese giudiziarie (art. 106 cpv. 1 CPC; nello
specifico cfr. pure art. 109 cpv. 1 CPC);

 

                                  che nella fattispecie si può
nondimeno rinunciare – equitativamente – al prelievo di spese, vista la buona
volontà dimostrata dal debitore nell'accedere a un accordo amichevole (art. 107
cpv. 1 lett. f CPC); 

 

                                  che non si pone problema di
ripetibili, gli atti del 4 maggio 2015 non essendo neppure stati notificati
alla controparte per osservazioni sul merito;  

 

                                  che per quanto riguarda la
richiesta di gratuito patrocinio avanzata dall'appellante dinanzi a questa
Camera, essa risulta priva d'interesse;

 

                                  che il diritto all'assistenza
giudiziaria è infatti di natura altamente personale (riferimenti di
giurisprudenza in: RtiD II-2006 pag. 614 in basso);

 

                                  che, di conseguenza, ove una parte
in causa perda tale sua qualità durante il processo, il gratuito patrocinio cui
essa eventualmente beneficia si estingue (sentenza del Tribunale federale 5P.220/2003
del 23 dicembre 2003, consid. 3.1 con richiami; RtiD II-2006 pag. 614 in basso con numerosi riferimenti);

 

                                  che ciò vale a maggior ragione
qualora al momento di perdere tale sua qualità la parte non abbia ancora
ottenuto il gratuito patrocinio, in condizioni del genere venendo meno addirittura
un interesse alla decisione sul conferimento del beneficio (loc. cit.);

 

                                  che nella fattispecie AP 1 ha
perduto la qualità di parte davanti a questa Camera allorché ha ritirato il "ricorso",
ponendo fine al processo (cfr. I CCA, sentenze inc. 11.2014.37 del 29 settembre
2014, inc. 11.2014.12 del 18 aprile 2014 e inc. 11.2013.36 dell'8 aprile 2014);

 

                                  che quando ha ritirato il rimedio
giuridico AP 1 non beneficiava del
gratuito patrocinio, ragion per cui è venuto meno il suo interesse a ottenere
una decisione in proposito;

 

decreta:                1.  Si
prende atto del ritiro del "ricorso". La causa è stralciata dal ruolo
per desistenza.

 

                             2.  Non si riscuotono spese.

 

                             3.  La richiesta di gratuito
patrocinio formulata da AP 1 è dichiarata
senza interesse.

 

                             4.  Notificazione:

	
   

  	
  –
  avv.; 

  –
  avv.. 

   

  

 

 

                                  Comunicazione alla Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
giudice presidente                                     Il vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in
materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per 

i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al
Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei
procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali
(art. 46 cpv. 2 LTF).