# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ebc9f53f-cf4c-5f66-b916-0b659c7bcda9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-08-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.08.2017 36.2017.56
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2017-56_2017-08-29.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  36.2017.56

   

  cs

  	
  Lugano

  29 agosto 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

statuendo sul ricorso del 22 giugno 2017 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 22 maggio 2017 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale di compensazione - Ufficio dei
  contributi, 

  6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione sociale contro le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                                  A.   RI
1, nata nel 1998, cittadina germanica, al beneficio di un permesso di dimora “B”
UE/AELS valido dal 1° luglio 2016 fino al 15 dicembre 2018, con lo scopo: “ricongiungimento
famigliare. Attività lucrativa autorizzata” (cfr. allegato doc. 1), è assicurata
contro le malattie presso la __________ (cfr. allegato doc. 4). 

 

                                  B.   Con
decisione formale del 24 marzo 2017, sostanzialmente confermata dalla decisione
su reclamo del 22 maggio 2017, la Cassa cantonale di compensazione ha stabilito
che RI 1 non può essere esonerata dall’obbligo assicurativo in Svizzera ai
sensi dell’art. 2 cpv. 4 OAMal poiché vive nel nostro Paese con i genitori
(doc. 6 e 8). 

 

                                  C.   RI
1, rappresentata dall’avv. RA 1, è insorta al TCA contro la predetta decisione
su reclamo, chiedendone l’annullamento (doc. I). L’insorgente evidenzia di non
aver mai domandato l’esenzione dall’obbligo assicurativo ma di aver
semplicemente risposto ad una richiesta della convenuta tramite la quale le era
stato domandato di comprovare l’avvenuta iscrizione presso un assicuratore
malattia svizzero riconosciuto per quanto concerne la LAMal. A questo scopo è
stato trasmesso il formulario relativo al controllo dell’equivalenza della
LAMal del Canton __________, dove figura che è già assicurata presso
l’assicuratore __________ __________, ritenuto che studia in un internato
presso l’istituto __________ di __________ (dove è iscritta dal 31 agosto 2016
al 14 luglio 2017 [cfr. doc. 7/G]). La ricorrente sostiene pertanto che la Cassa
non è mai stata interpellata in merito all’esenzione e di conseguenza la
decisione in oggetto è un atto non richiesto e nullo. L’insorgente rileva di
essere in ogni caso validamente assicurata contro le malattie in virtù del
fatto che l’equivalenza è stata confermata dall’”__________ __________ __________”.
Trattandosi dell’applicazione di una legge federale, la Cassa cantonale non può
mettere in dubbio unilateralmente tale documento. 

 

                                  D.   Con
risposta del 7 luglio 2017 la Cassa propone la reiezione del ricorso con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. III).

 

                                         in
diritto

 

                                         in
ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione
giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, in particolare consid.
5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11
luglio 2011; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007
del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I
707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00
del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10
ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22
dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014
del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8 settembre 2015 = SVR 2015, EL Nr.
13, pag. 37 e seguenti).

 

                                         nel
merito

 

                                   2.   Oggetto
del contendere è la questione di sapere se a giusta ragione l’amministrazione
ha stabilito che la ricorrente va assoggettata in Svizzera alla LAMal dal 1°
luglio 2016.

 

                                   3.   In
concreto, va in primo luogo evidenziato come per l’art. 6 LAMal i Cantoni
provvedono all’osservanza dell’obbligo d’assicurazione (cpv. 1) e l’autorità
designata dal Cantone affilia a un assicuratore le persone tenute ad
assicurarsi che non abbiano assolto questo obbligo tempestivamente (cpv. 2).

 

                                         Ritenuto
che in Ticino, dove la ricorrente risiede con i suoi genitori, che la
mantengono (doc. 5), la competenza in tale ambito è stata attribuita alla Cassa
cantonale di compensazione (cfr. art. 11 LCAMal e art. 1 RLCAMal), è a giusta
ragione che quest’ultima è intervenuta nel caso di specie emanando le decisioni
(formale e su reclamo) di sua competenza.

 

                                         Va
inoltre evidenziato come il “__________” sottoscritto dalla ricorrente e dal
suo assicuratore privato nel corso del mese di settembre 2016 all’attenzione __________
dell’assicurazione malattie, non può essere d’aiuto all’interessata,
trattandosi di una semplice attestazione del medesimo assicuratore estero e non
di una decisione formale dell’Ufficio __________ dell’assicurazione malattie circa
un eventuale esonero (doc. E1-3). Del resto, anche se lo fosse, non va
dimenticato che il TF ha già avuto modo di stabilire, con
sentenza K 109/06 del 5 dicembre 2007, pubblicata in DTF 134 V 34, al consid.
9, in un caso di un assicurato che invocava un trattamento diverso ricevuto da due
ex colleghi domiciliati in due altri Cantoni e beneficiari della medesima
assicurazione, che l’esistenza di una prassi contraria
alla legge in altri Cantoni non giustifica una parità di trattamento
nell'illegalità:

 

" (…)

Poiché, per quanto detto,
tale esenzione non può essere riconosciuta, in conformità all’ordinamento in
materia, a una persona trovantesi nella sua medesima situazione, l’interessato
potrebbe pretendere una simile dispensa in forza di un’eventuale prassi
contraria unicamente se fossero eccezionalmente adempiuti i presupposti per ammettere
una parità di trattamento nell’illegalità, in deroga al principio di legalità.
Ciò presuppone tuttavia l’esistenza di una prassi illegale dell’autorità
competente (… omissis … ) dalla quale la stessa non intenda scostarsi. Irrilevante
sarebbe per contro l’esistenza di una prassi contraria in altri Cantoni (DTF
131 V 9 consid. 3.7 pag. 20; RAMI 2006 no. KV 367 pag. 206, consid. 11 pag. 225
[K 25/05] con riferimenti). Ora, nel caso concreto, non risulta in alcun modo
che (… omissis … ) abbia in passato istituito una prassi contraria alla legge.
Né tantomeno si può seriamente dedurre dalle sue prese di posizione
l’intenzione di mantenere una simile prassi.”

 

                                         Analogamente,
nel caso di specie non essendoci alcuna prova di una prassi contraria da parte
della Cassa cantonale di compensazione, la censura della ricorrente si rivela
infondata.  

 

                                         Ne
segue che occorre stabilire se a ragione la Cassa cantonale di compensazione ha
stabilito che l’interessata va assoggettata alla LAMal dal 1° luglio 2016.

 

                                    4.   Secondo
l'art. 3 LAMal:

 

" 1Ogni persona domiciliata in Svizzera deve assicurarsi o farsi
assicurare dal proprio rappresentante legale per le cure medico-sanitarie entro
tre mesi dall'acquisizione del domicilio o dalla nascita in Svizzera.

2Il Consiglio federale può prevedere eccezioni all'obbligo
d'assicurazione, segnatamente per le persone beneficiarie di privilegi,
immunità e facilitazioni di cui all'articolo 2 capoverso 2 della legge del 22
giugno 2007 sullo Stato ospite.

 

3Può estendere l'obbligo d'assicurazione a persone non aventi il
domicilio in Svizzera, in particolare a quelle che:

a. esercitano un'attività in Svizzera o vi hanno la propria dimora
abituale (art. 13 cpv. 2 LPGA).

b. lavorano all'estero per conto di un datore di lavoro con sede in
Svizzera.

4L'obbligo d'assicurazione è sospeso per le persone soggette per più di
60 giorni consecutivi alla legge federale del 19 giugno 1992  sull'assicurazione
militare (LAM). Il Consiglio federale disciplina la procedura." 

 

                                         Per
l’art. 1 cpv. 1 OAMal le persone domiciliate in Svizzera ai sensi degli
articoli 23 a 26 del Codice civile svizzero (CC) sono tenute ad assicurarsi
conformemente all’articolo 3 della legge.

 

                                         Ai
sensi dell’art. 1 cpv. 2 lett. f OAMal sono inoltre tenuti ad assicurarsi le
persone con permesso di dimora di breve durata o permesso di dimora ai sensi
dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone o dell’Accordo AELS,
valevole almeno tre mesi.

                                         In
concreto, trattandosi di una fattispecie che presenta elementi di carattere
transfrontaliero, il caso deve essere deciso non solo sulla base delle norme di
diritto interno svizzero in materia di LAMal, bensì anche alla luce delle norme
dell’Accordo del 21 giugno 1999 sulla libera circolazione delle persone tra la
Confederazione Svizzera da una parte e la Comunità europea ed i suoi Stati
membri dall’altra (ALC; RS 0.142.112.681) e dei regolamenti cui rinvia (cfr.
anche sentenza 9C_593/2013 del 3 aprile 2014, pubblicata in DTF 140 V 98).

                                      

                                         A
questo proposito va rammentato che fino al 31 marzo 2012 le parti contraenti
applicavano tra di loro il Regolamento (CE) n. 1408/71 (sentenza 9C_593/2013
del 3 aprile 2014, consid. 5.2, pubblicata in DTF 140 V 98). Una decisione del
Comitato misto del 31 marzo 2012 (RU 2012 2345) ha attualizzato il contenuto
dell’Allegato II all’ALC con effetto dal 1° aprile 2012, prevedendo che le
Parti applicheranno tra di loro il Regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, modificato dal Regolamento (CE) n. 988/2009 del
Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 (sentenza 9C_593/2013
del 3 aprile 2014, consid. 5.2, pubblicata in DTF 140 V 98). 

                                         Il
Regolamento (CE) n. 883/2004 (RS 0.831.109.268.1) non permette di far valere
alcun diritto per il periodo anteriore alla data della sua applicazione (DTF
138 V 392 consid. 4.1.3).

 

                                         Questi
regolamenti sono stati modificati dal Regolamento (UE) n. 465/2012 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 22 maggio 2012 (GU L 149 dell’8.6.2012 pag. 4) in
vigore per la Svizzera dal 1° gennaio 2015 (cfr. RU 2015 e 345; RS
0831.109.268.1; cfr. B. Kahil-Wolff, “Le Réglement UE 465/2012, la nouvelle
Convention Suisse-US et d’autres développements en termes d’assujettissement
aux assurances sociales in SZS/RSAS 2015 pag. 438 seg.; STF 8C_273/2015 del 12
agosto 2015 consid. 3.1).

                                         In
concreto l’inizio dell’obbligo assicurativo è stato fissato al 1° luglio 2016.
Al caso di specie si applica di conseguenza il Regolamento (CE) n. 883/2004
nella versione aggiornata.

 

                                         Per
l’art. 11 n. 1 del Regolamento (CE) n. 883/2004 le persone alle quali si
applica il regolamento sono soggette alla legislazione di un singolo Stato
membro. 

 

                                         Ai
sensi dell’art. 11 n. 2 del Regolamento (CE) n. 883/2004 “ai fini
dell’applicazione del presente titolo, le persone che ricevono una prestazione
in denaro a motivo o in conseguenza di un’attività subordinata o di un’attività
lavorativa autonoma sono considerate come se esercitassero tale attività. Ciò
non si applica alle pensioni di invalidità, di vecchiaia o di reversibilità né
alle rendite per infortunio sul lavoro, malattie professionali, né alle
prestazioni in denaro per malattia che contemplano cure di durata illimitata”
(cfr. RS 0.831.109.268.1, a pag. 13 di: https://www.admin.ch/opc/it/classified-
compilation/20112875/201501010000/0.831.109.268.1.pdf).

 

                                         Secondo
l’art. 11 n. 3 del Regolamento (CE) n. 883/2004:

 

"
Fatti salvi gli articoli 12–16:

a) una
persona che esercita un’attività subordinata o autonoma in uno Stato membro è
soggetta alla legislazione di tale Stato membro;

b) un
pubblico dipendente è soggetto alla legislazione dello Stato membro al quale
appartiene l’amministrazione da cui egli dipende;

c) una
persona che riceva indennità di disoccupazione a norma dell’articolo 65 in base
alla legislazione dello Stato membro di residenza è soggetta alla legislazione di
detto Stato membro;

d) una
persona chiamata o richiamata alle armi o al servizio civile in uno Stato
membro è soggetta alla legislazione di tale Stato membro;

e) qualsiasi
altra persona che non rientri nelle categorie di cui alle lettere da a) a d) è
soggetta alla legislazione dello Stato membro di residenza, fatte salve le
altre disposizioni del presente regolamento che le garantiscono l’erogazione di
prestazioni in virtù della legislazione di uno o più altri Stati membri.” 

    (cfr.
RS 0.831.109.268.1, a pag. 13/14 di: https://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/20112875/
201501010000/0.831.109.268.1.pdf).

 

                                         Per
cui, di norma, nella misura in cui la competenza non può essere determinata
sulla base delle lettere da a a d, segnatamente in assenza di un’attività
lucrativa o del percepimento di una rendita, si applicano le norme del Paese di
residenza della persona senza attività lucrativa (cfr. Eugster, SBVR, Band XIV,
Soziale Sicherheit, Sécurité sociale, 3a edizione, 2016, n. 116, pag. 443). Ai
sensi dell’art. 1 lett. j del Regolamento (CE) n. 883/2004 la residenza è il
luogo in cui una persona risiede abitualmente (cfr. Eugster, SBVR, Band XIV,
Soziale Sicherheit, Sécurité sociale, 3a edizione, 2016, n. 116, pag. 443). 

 

                                         Nelle
ipotesi di cui all’art. 11 n. 3 lett. e del Regolamento (CE) n. 883/2004
rientrano segnatamente le persone che non hanno mai lavorato, ad esempio gli
studenti senza attività lucrativa e coloro che hanno perso o abbandonato la
qualità di persone con attività lucrativa (cessazione definitiva dell’esercizio
di una professione) senza aver chiesto una rendita (cfr. Eugster, SBVR, Band
XIV, Soziale Sicherheit, Sécurité sociale, 3a edizione, 2016, n. 116, pag.
443/444). Queste persone non vanno confuse con i familiari che possono far
valere un diritto derivato da un assicurato soggetto al Regolamento (CE) n.
883/2004 (cfr. Eugster, SBVR, Band XIV, Soziale Sicherheit, Sécurité sociale,
3a edizione, 2016, n. 116, pag. 444).

 

                                         A
questo proposito per l’art. 1 lett. i) 1.i) del Regolamento (CE) n. 883/2004
per familiare si intende qualsiasi persona definita o riconosciuta come
familiare oppure designata come componente il nucleo familiare dalla
legislazione in base alla quale sono erogate le prestazioni. Per l’art. 1 lett.
i) 2. del medesimo regolamento se la legislazione di uno Stato membro
applicabile ai sensi del punto 1 non distingue i familiari dalle altre persone
alle quali tale legislazione è applicabile, il coniuge, i figli minori e i
figli maggiorenni a carico sono considerati familiari. 

 

                                         Di
norma e salvo eccezioni, i familiari, indipendentemente dalla loro nazionalità,
laddove non hanno uno statuto proprio in virtù dell’esercizio di un’attività
lavorativa o del percepimento di una rendita o di indennità dell’assicurazione
contro la disoccupazione, hanno un diritto derivato alla protezione sociale se
la persona da cui proviene questo diritto è soggetta essa stessa personalmente
al Regolamento (CE) n. 883/2004 (cfr. Eugster, SBVR, Band XIV, Soziale
Sicherheit, Sécurité sociale, 3a edizione, 2016, n. 91, pag. 437). Di regola ai
familiari senza attività lucrativa si applicano, per quanto concerne
l’assicurazione contro le malattie, le medesime norme applicabili alla persona
assicurata dalla quale derivano i loro diritti (cfr. Eugster, SBVR, Band XIV,
Soziale Sicherheit, Sécurité sociale, 3a edizione, 2016, n. 91, pag. 437).

 

                                         Va
infine rilevato che le persone senza attività lucrativa che possono far valere
sia un diritto derivato che un diritto autonomo, di principio sono doppiamente
assicurate, nel luogo di residenza (in applicazione dell’art. 11 n. 3 lett. e
Regolamento (CE) n. 883/2004) e nel Paese dove viene esercitata l’attività
lucrativa dalla persona dalla quale proviene il diritto derivato (cfr. Eugster,
SBVR, Band XIV, Soziale Sicherheit, Sécurité sociale, 3a edizione, 2016, n.
117, pag. 444).

                                         Secondo
la dottrina, in tal caso, prevale il diritto del luogo di residenza ai sensi
dell’art. 11 n. 3 lett. e del Regolamento (CE) n. 883/2004. Ciò vale
segnatamente per gli studenti che ai sensi dell’art. 1 lett. ca del precedente
Regolamento (CE) n. 1408/71, qui non più applicabile, erano trattati
esclusivamente come familiari (cfr. Eugster, SBVR, Band XIV, Soziale
Sicherheit, Sécurité sociale, 3a edizione, 2016, n. 117, pag. 444).

 

                                         Gli
studenti senza attività lucrativa che non hanno un diritto derivato
soggiacciono al diritto dello Stato di residenza (art. 11 n. 3 lett. e del
Regolamento (CE) 883/2004; cfr. Eugster, SBVR, Band XIV, Soziale Sicherheit,
Sécurité sociale, 3a edizione, 2016, n. 118, pag. 444).

 

                                   5.   Per
quanto concerne il diritto interno, va rammentato che l’art. 2 cpv. 2 OAMal e
seguenti enumera i motivi di esonero. 

 

                                         Per
quanto qui d’interesse per l’art. 2 cpv. 4 OAMal a domanda, sono esentate
dall’obbligo di assicurazione le persone che soggiornano in Svizzera
nell’ambito di una formazione o di un perfezionamento, quali studenti, allievi,
praticanti e stagisti, come pure i familiari ai sensi dell’articolo 3 capoverso
2 che li accompagnano, purché durante l’intera durata di validità
dell’esenzione beneficino di una copertura assicurativa equivalente per le cure
in Svizzera. La domanda dev’essere corredata di un attestato scritto
dell’organo estero competente che dia tutte le informazioni necessarie.
L’autorità cantonale competente può esonerare queste persone dall’obbligo di
assicurarsi per al massimo tre anni. A domanda, l’esenzione può essere
prolungata di altri tre anni al massimo. L’interessato non può revocare
l’esenzione o la rinuncia all’esenzione senza un motivo particolare.

 

                                         L’art.
2 cpv. 8 OAMal prevede che a domanda, sono esentate dall’obbligo
d’assicurazione le persona a cui l’assoggettamento all’assicurazione svizzera
provoca un netto peggioramento della protezione assicurativa o della copertura
dei costi e che a causa della loro età e/o del loro stato di salute non possono
stipulare un’assicurazione complementare equiparabile o lo possono fare solo a
condizioni difficilmente sostenibili. La domanda dev’essere corredata di un
attestato scritto dell’organo estero competente che dia tutte le informazioni
necessarie. L’interessato non può revocare l’esenzione o la rinuncia
all’esenzione senza un motivo particolare.

 

                                   6.   In
concreto, l’interessata, studentessa presso l’istituto “__________” di __________
dal 31 agosto 2016 al 14 luglio 2017 (doc. 7/G), è al beneficio di un permesso
di dimora B UE/AELS dal 1° luglio 2016 fino al 15 dicembre 2018 con lo scopo “ricongiungimento
famigliare. Attività lucrativa autorizzata” (cfr. allegato doc. 1). Essa
abita con i propri genitori, affiliati alla LAMal e da cui dipende economicamente
(doc. 5). 

 

                                         La
ricorrente, diversamente dal caso giudicato da questo Tribunale con la sentenza
36.2016.70 del 14 novembre 2016 (cfr. in particolare i consid. 1.13-1.14 e
2.4), non è giunta in Svizzera da sola, non è al beneficio di un permesso di
soggiorno temporaneo per portare a termine gli studi ed è domiciliata in
Svizzera con i suoi genitori. Di principio va pertanto assicurata nel nostro
Paese in applicazione degli art. 3 cpv. 1 LAMal e 1 cpv. 2 lett. f OAMal.

 

                                         Occorre
di conseguenza esaminare se può far valere uno dei motivi di esonero del
diritto svizzero, segnatamente l’art. 2 cpv. 4 OAMal e l’art. 2 cpv. 8 OAMal.

 

                                         Il
primo disposto non trova applicazione giacché la ricorrente è domiciliata in
Svizzera con i suoi genitori, affiliati regolarmente alla LAMal, da cui dipende
economicamente (doc. 5 e decisione su reclamo, doc. 8 punto 13). L’interessata
non si trova nel nostro Paese nell’ambito di un soggiorno di formazione ai
sensi dell’art. 2 cpv. 4 OAMal. Infatti con sentenza 36.2015.97 del 16 febbraio
2016 il TCA ha già avuto modo di affermare che:

 

" (…)

L’interessato, pur essendo uno studente
senza attività lucrativa, non si è recato in Svizzera da solo o con il suo
coniuge e/o i suoi figli (cfr. art. 2 cpv. 4 OAMal con rinvio all’art. 3 cpv. 2
OAMal), ma ha seguito suo padre, residente in Svizzera e affiliato presso un
assicuratore svizzero riconosciuto (cfr. risposta, doc. III, pag. 4 punto 7,
non contestata dalle osservazioni del 22 gennaio 2016, doc. V), da cui dipende
economicamente. 

Egli si trova pertanto nella medesima
situazione della maggior parte degli studenti universitari che risiedono in
Svizzera con la loro famiglia e che non possono beneficiare dell’esonero ai
sensi dell’art. 2 cpv. 4 OAMal. 

Il solo statuto di studente non
permette di sfuggire all’obbligo assicurativo. Altrimenti vi sarebbe
un’inammissibile disparità di trattamento tra gli altri studenti che non
possono chiedere l’esonero assicurativo solo perché già nel nostro Paese prima
di iniziare gli studi accademici e quelli che arrivano nel nostro Paese
successivamente accompagnati da uno od entrambi i genitori.

L’art. 2 cpv. 4 OAMal può trovare
applicazione unicamente laddove lo studente arriva dall’estero da solo o con il
proprio coniuge e/o i suoi figli. Se vive in Svizzera con almeno uno dei
genitori che lo mantiene un esonero non è ammissibile.”

 

                                         Per
quanto concerne invece l’art. 2 cpv. 8 OAMal, la Cassa, pur affermando,
genericamente, in sede di risposta di causa, di aver stabilito l’obbligo
assicurativo in Svizzera della ricorrente e “l’inapplicabilità dell’art. 2
cpv. 4 OAMal, nonché di qualsiasi altro capoverso dell’art. 2 OAMal” (doc.
III, pag. 3), non ne ha esaminato le condizioni di applicazione, ciò che invece
le incombeva, ritenuta la domanda di esonero e la produzione di un documento
relativo alle coperture previste dall’assicurazione privata estera (cfr.,
per un caso in cui l’allora UAM [ed il TCA in sede di ricorso] aveva esaminato
sia l’applicazione dell’art. 2 cpv. 4 OAMal che dell’art. 2 cpv. 8 OAMal
nell’ambito di una richiesta di esonero dall’obbligo assicurativo inoltrato da
una studentessa universitaria, la sentenza 36.2007.81 del 7 gennaio 2008). 

 

                                         Ora,
essendo necessario garantire alle parti sia il diritto di essere sentite (cfr.
sentenza 9C_182/2009 del 2 marzo 2010, consid. 7 e seguenti, in particolare
consid. 7.7), e meglio di esprimersi e di confrontarsi con le condizioni
previste dall’art. 2 cpv. 8 OAMal e dalla giurisprudenza (cfr. sentenza 36.2014.106
del 2 febbraio 2015; sentenza 36.2010.113-114 del 6 aprile 2011, consid. 10) che
fin qui non sono state oggetto di discussione né tanto meno di disamina (cfr.
sentenza 9C_182/2009 del 2 marzo 2010, consid. 7 e seguenti, in particolare
consid. 7.7), sia il doppio grado di giudizio (DTF 125 V 413 consid. 2c;
sentenza 8C_883/2008 del 31 marzo 2009, consid. 2.3; RCC 1991 pag. 386, consid.
8), gli atti devono essere rinviati all’amministrazione affinché verifichi, se
necessario tramite ulteriori accertamenti, se sono dati i presupposti per
l’esonero dall’obbligo assicurativo ai sensi del citato disposto. 

 

                                         Non
va del resto dimenticato che di principio spetta all’amministrazione procedere
con i necessari accertamenti. In una sentenza 9C_675/2009 del 28 maggio
2010 l’Alta Corte ha rammentato:

 

" 8.3 Ad ogni modo si ricorda alla ricorrente che l'accertamento dei
fatti incombeva in primo luogo a lei stessa in forza dell'obbligo derivante
dall'art. 43 LPGA, secondo il quale l'assicuratore esamina le domande,
intraprende d'ufficio i necessari accertamenti e raccoglie le informazioni di
cui ha bisogno (cfr. per analogia la sentenza 8C_122/2008 del 10 marzo 2008
consid. 3). Anche per questa ragione essa non può ora rimproverare alla Corte
cantonale un accertamento asseritamente (recte: asserivamente, n.d.r.) lacunoso
per non avere approfondito un aspetto - per altro insufficientemente
sostanziato in sede cantonale come pure in sede federale, non potendosi dal
solo doppio ruolo assunto da F.________ inferire un serio indizio di manifesto
abuso di diritto - che avrebbe potuto e dovuto essere da lei acclarato. Come
già avuto modo di affermare in altro ambito, l'amministrazione non può infatti
rimandare gli approfondimenti necessari all'accertamento dei fatti determinanti
alla procedura di opposizione e tanto meno a quella giudiziaria di ricorso
senza in questo modo contravvenire allo 

scopo perseguito dalle relative
disposizioni che è quello di sgravare in definitiva i tribunali (cfr. DTF 132 V
368 consid. 5 pag. 374; sul tema cfr. pure RAMI 1999 n. U 342 pag. 410 [U
51/98]).”

 

                                         Ne
segue che il ricorso va accolto ai sensi dei considerandi, la decisione
impugnata annullata e l’incarto rinviato all’amministrazione per l’emanazione
di una nuova decisione.

 

                                         Alla
ricorrente, rappresentata da un avvocato, vanno riconosciute le ripetibili.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

1.Il
ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

§ La decisione impugnata è annullata e l’incarto rinviato alla Cassa
per l’esame dell’applicabilità dell’art. 2 cpv. 8 OAMal.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato. La Cassa cantonale di compensazione verserà fr. 1'000 alla ricorrente a
titolo di ripetibili (IVA, se dovuta, inclusa).

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il giudice delegato                                                Il
segretario

 

Ivano Ranzanici                                                   Gianluca
Menghetti