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**Case Identifier:** 52e285fe-2a73-5458-bd53-263b9932e5a5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-12-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.12.2022 D-5546/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5546-2022_2022-12-09.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5546/2022 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  9  d i c e m b r e  2 0 2 2  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione del giudice Simon Thurnheer;  

cancelliere Demis Mirarchi. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Afghanistan,   

patrocinato dal signor Paolo Guidone, SOS Ticino 

Protezione giuridica della Regione Ticino e Svizzera centrale 

- Caritas Svizzera, (…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro [Francia] - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi);  

decisione della SEM del 24 novembre 2022 / N (…). 

 

 

 

D-5546/2022 

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Visto: 

la domanda d’asilo che il ricorrente ha presentato in Svizzera il (…) agosto 

2022, 

i riscontri dattiloscopici nell’unità centrale del sistema europeo  

«EURODAC», dai quali risulta che l’interessato aveva già depositato una 

domanda d’asilo in Austria il (…) novembre 2015 e il (…) aprile 2021 e in 

Francia l’(…) settembre 2019 e il (…) luglio 2021, 

il verbale del colloquio personale Dublino del (…) settembre 2022, 

le verifiche della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) che 

hanno consentito di determinare che il richiedente è beneficiario della pro-

tezione sussidiaria in Francia (cfr. atto SEM n. [{…}]-37/1), 

lo scritto del (…) ottobre 2022 per mezzo del quale la SEM ha concesso al 

richiedente il diritto di essere sentito circa l’eventuale applicazione 

dell’art. 31a cpv. 1 lett. a della legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31) ed il relativo allontanamento verso la Francia, 

la richiesta di riammissione del (…) ottobre 2022 presentata dalla SEM alle 

competenti autorità francesi conformemente alla Direttiva 2008/115/CE del 

Parlamento europeo e del Consiglio recante le norme e procedure comuni 

applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui sog-

giorno è irregolare ed all’Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Go-

verno della Repubblica francese sulla riammissione delle persone in situa-

zione irregolare (RS 0.142.113.499), 

lo scritto del (…) ottobre 2022 per mezzo del quale l’interessato ha eserci-

tato il suo diritto di essere sentito in merito all’applicazione dell’art. 31a  

cpv. 1 lett. a LAsi ed al suo allontanamento in Francia, 

l’accettazione della richiesta di riammissione da parte delle autorità fran-

cesi del (…) novembre 2022, 

i documenti inerenti le visite mediche dell’interessato, 

la decisione della SEM del (…) novembre 2022, notificata il (…) novembre 

2022 (cfr. atto SEM n. 66/1), tramite la quale detta autorità non è entrata 

nel merito della domanda di asilo ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, 

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ha pronunciato l’allontanamento del richiedente dalla Svizzera verso la 

Francia ed ha ritenuto l’esecuzione della misura ammissibile, esigibile e 

possibile, 

il ricorso del primo dicembre 2022 (cfr. timbro del plico raccomandato; data 

d’entrata: 2 dicembre 2022), inoltrato dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale (di seguito: il Tribunale) contro la menzionata decisione della SEM 

mediante il quale il ricorrente ha chiesto l’accoglimento della decisione im-

pugnata e la restituzione degli atti alla SEM per un nuovo esame delle al-

legazioni e per complemento istruttorio; in subordine, il medesimo ha do-

mandato la concessione dell’ammissione provvisoria; contestualmente, 

egli ha proposto istanza di concessione dell’assistenza giudiziaria, nel 

senso dell’esenzione dal pagamento delle spese di giudizio e del relativo 

anticipo, il tutto con protestate tasse e spese,  

  

e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),  

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una deci-

sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il 

ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1  

lett. a‒c e art. 52 PA, 

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice 

(art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente 

(art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti, 

che nel contesto del colloquio personale Dublino il ricorrente ha affermato 

di non voler tornare in Francia, ove egli non avrebbe avuto un alloggio e 

non avrebbe ottenuto le cure necessarie; che l’interessato ha dichiarato di 

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aver sviluppato per questa ragione dei problemi psicologici e che in  

Svizzera potrebbe condurre una vita migliore, 

che in sede di diritto di essere sentito, l’interessato ha espresso la sua an-

goscia all’idea di un trasferimento in Francia; che egli ha reagito in maniera 

sorpresa alla comunicazione della SEM, in cui essa gli comunica che egli 

sarebbe beneficiario della protezione sussidiaria nel succitato Paese; che, 

infatti, l’interessato non ne sarebbe stato al corrente, 

che in seguito, il richiedente ha posto l’attenzione sulla sua situazione me-

dica, in particolare sulla sua salute psichica; che il quadro clinico non sa-

rebbe ancora chiaro; che pertanto, risulterebbe imprescindibile la produ-

zione di un rapporto medico completo e dettagliato (F4); che il ricorrente 

ha ribadito che in Francia non avrebbe ottenuto l’assistenza medica di cui 

avrebbe avuto bisogno; che l’insorgente avrebbe, in Francia, manifestato 

intenti suicidali, procurandosi delle profonde ferite ai polsi; che, infine, il 

quadro medico dell’interessato sarebbe migliorato da quando egli è in  

Svizzera, 

che nella decisione impugnata la SEM ha constatato che il Consiglio fede-

rale ha designato la Francia come Stato terzo sicuro ai sensi dell’art. 6a 

cpv. 2 lett. b LAsi e che le autorità francesi hanno dato il loro consenso alla 

riammissione dell’interessato sul loro territorio, 

che per quanto riguarda l’asserita mancanza di un’istruttoria medica com-

pleta, l’autorità inferiore ha precisato che dai referti psichiatrici emergereb-

bero chiaramente la diagnosi ed il conseguente trattamento farmacologico; 

che il suo stato di salute sarebbe sufficientemente chiaro, 

che per quanto concerne l’alloggio e l’assistenza sanitaria la SEM ha riba-

dito che la Francia è vincolata in particolare dalla direttiva 2011/95/UE del 

Parlamento europeo e del Consiglio del 13 dicembre 2011 recante norme 

sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di benefi-

ciario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o 

per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, non-

ché sul contenuto della protezione riconosciuta (di seguito: direttiva quali-

fiche); che, pertanto, il succitato Stato è tenuto a garantire l’accesso al si-

stema sanitario e all’alloggio, 

che, visto quanto precede, l’autorità inferiore non è entrata nel merito della 

domanda d’asilo del ricorrente ed ha pronunciato il suo allontanamento, 

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che, quo all’esecuzione dell’allontanamento, la SEM ha ritenuto che la 

stessa sarebbe ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile, 

che in sede ricorsuale, l’insorgente censura un accertamento inesatto ed 

incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti; che non si conoscerebbero le 

reali e attuali condizioni psichiche del ricorrente; che la SEM non avrebbe 

infatti atteso la lettera di dismissione relativa ad un ricovero presso (…) 

avvenuto tra il (…) e il (…) e neppure i risultati delle visite psichiatriche che 

erano previste il (…) e il (…); che l’autorità inferiore non avrebbe ordinato 

di disporre un rapporto medico F4 attestante in maniera chiara e aggiornata 

le diagnosi, le terapie e le prognosi; che pertanto, non si potrebbe in alcun 

modo sapere e/o prevedere quali potrebbero essere le conseguenze sulla 

salute del ricorrente in caso di un’interruzione del trattamento farmacolo-

gico in corso; che un tale referto sarebbe stato necessario anche per effet-

tivamente accertarsi che un trasferimento sia conforme agli art. 4 della 

Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (di seguito:  

CartaUE) e art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo 

e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101), 

che quand’anche un controllo specialistico dovesse confermare la diagnosi 

iniziale senza ulteriori aggravamenti, sarebbe accertato che il soggetto sa-

rebbe comunque affetto da disturbi psichiatrici non trascurabili che neces-

siterebbero non soltanto di una cura farmacologica e psicoterapica ma an-

che di un ambiente sociale costante e di un supporto di consulenza sociale 

per la stabilizzazione psicologica; che in tali circostanze, allontanarlo pro-

prio verso la Francia, luogo da cui lui sarebbe fuggito poiché avrebbe rite-

nuto di esservi in grave pericolo o comunque di subire una insopportabile 

pressione emotiva e psicologica e ove egli avrebbe tentato il suicidio, po-

trebbe tramutarsi in una involontaria ed indiretta forma di «violenza» verso 

un soggetto già evidentemente fragile e vulnerabile,  

che inoltre, pur in presenza di una costellazione di grave rischio, non risul-

terebbe agli atti che l’autorità inferiore abbia comunicato alle autorità fran-

cese l’eccezionale vulnerabilità del ricorrente, né che abbia sollecitato o 

investigato le effettive e concrete condizioni d’accoglienza dopo il trasferi-

mento o ottenuto delle garanzie sufficienti in merito alla continuità delle 

cure mediche necessarie e all’immediata accessibilità di un alloggio ade-

guato,  

che, giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di norma non si entra nel merito 

della domanda di asilo se il richiedente può ritornare in uno stato terzo si-

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curo secondo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato pre-

cedentemente; che si tratta di paesi nei quali il Consiglio federale ritiene vi 

sia un effettivo rispetto del divieto di «non-refoulement» ai sensi dell’art. 5 

cpv. 1 LAsi, nonché dell’art. 3 CEDU e delle disposizioni equivalenti 

(cfr. DTAF 2010/56 consid. 3.2), 

che il Consiglio federale ha effettivamente inserito la Francia come altri 

paesi dell’Unione europea (UE) e dell’Associazione europea di libero 

scambio (AELS), nel novero degli stati terzi sicuri ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 

lett. b LAsi; che per questi stati esiste una presunzione di rispetto del di-

vieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), 

che il ricorrente è beneficiario della protezione sussidiaria in Francia,  

che la Francia, in data (…) novembre 2022, ha dichiarato di riaccettare il 

medesimo sul proprio territorio (cfr. atto SEM n. 50/1), per il che le condi-

zioni dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi sono soddisfatte, 

che, di conseguenza, è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito 

della domanda di asilo secondo l’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di modo che, 

su questo punto, il ricorso non merita tutela e la decisione impugnata va 

confermata, 

che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e 2 ed art. 44 LAsi nonché art. 32 dell’ordinanza 1 sull’asilo 

relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

DTAF 2009/50 consid. 9), 

che lo scrivente Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia 

dell’allontanamento, 

che l’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, all’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro inte-

grazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20); che, giusta suddetta 

norma, l’esecuzione dell’allontanamento deve essere possibile (art. 83 

cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile 

(art. 83 cpv. 4 LStrI),  

che, a norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi l’esecu-

zione dell’allontanamento non è ammissibile quando comporta una viola-

zione degli impegni di diritto internazionale pubblico della Svizzera,  

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk

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che giusta l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, il ricorrente è rinviato in uno Stato 

terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, ossia uno 

Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico, tra cui il rispetto del divieto di non respingimento ai 

sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi così come del divieto della tortura sancito 

dall’art. 3 CEDU e dall’art. 3 della Convenzione del 10 dicembre 1984 con-

tro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti 

(Conv. tortura, RS 0.105), 

che appartiene all’interessato sovvertire tale presunzione, 

che essendo decisivo e vista la doglianza in tal senso, occorre a questo 

punto chiedersi se l’accertamento dei fatti operato dall’autorità inferiore 

quanto alle affezioni di cui soffre il ricorrente sia stato o meno esaustivo, 

che alla luce dell’applicazione del principio inquisitorio l’autorità compe-

tente deve infatti procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo dei 

fatti giuridicamente rilevanti (DTAF 2019 I/6 consid. 5.1 per ulteriori riferi-

menti completi), 

che il respingimento forzato di persone che soffrono di problematiche me-

diche, costituisce una violazione dell’art. 3 CEDU unicamente in circo-

stanze eccezionali; che ciò risulta essere il caso segnatamente laddove la 

malattia dell’interessato si trovi in uno stadio a tal punto avanzato o termi-

nale da lasciar presupporre che, a seguito del trasferimento, la sua morte 

appaia come una prospettiva prossima (cfr. sentenza della Corte europea 

dei diritti dell’uomo [Corte EDU] N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 

26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7.1),  

che una violazione dell’art. 3 CEDU può però anche sussistere qualora vi 

siano dei seri motivi di ritenere che la persona, in assenza di trattamenti 

medici adeguati nello Stato di destinazione, sarà confrontata ad un reale 

rischio di un grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle condizioni 

di salute comportante delle intense sofferenze o una significativa riduzione 

della speranza di vita (cfr. sentenza della Corte EDU Paposhvili contro  

Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, § 181 segg.), 

che ferme queste premesse, è ora necessario valutare se l’accertamento 

dei fatti svolto dalla SEM sia conforme ai principi sopra esposti, 

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che al momento dell’emissione della decisione impugnata l’incarto dell’au-

torità inferiore conteneva diversi mezzi di prova riguardanti la situazione 

valetudinaria del ricorrente, 

che da un esame dei referti medici emerge che il ricorrente soffre di un 

disturbo post-traumatico da stress (cfr. atti SEM n. 20/2, 28/2, 38/2, 46/2, 

59/2 e 60/2); che questa diagnosi è restata, nel tempo, invariata; che dalla 

documentazione medica versata agli atti non si ravvisa un rischio di suici-

dalità attiva,  

che nel contesto del colloquio personale Dublino il ricorrente ha affermato 

di stare bene dal punto di vista fisico (cfr. atto SEM n. 22/2), 

che l’insorgente è stato dimesso (…) in data (…) e che, quindi, ciò fa de-

durre, anche in assenza di una lettera di dimissione e tenendo conto che 

sono passati circa (…) dall’ultimo giorno del periodo di ricovero, che il suo 

stato di salute non sia di una gravità tale da dover attendere informazioni 

maggiormente circostanziate, 

che nei certificati medici versati agli atti non vi sono dipoi indicazioni quanto 

a sospetti di patologie gravi da identificare ulteriormente; che, per questa 

ragione, non vi era motivo di attendere i risultati dei consulti fissati il (…) 

novembre e il (…) dicembre 2022,  

che lo stato di salute dell’insorgente risulta dunque, anche in assenza di un 

rapporto medico F4, sufficientemente acclarato e non ostativo all’esecu-

zione del trasferimento; che invero, è indubbio che nel caso in narrativa il 

substrato fattuale non contenesse indicatori quanto all’esistenza, finanche 

potenziale, di affezioni terminali ai sensi della giurisprudenza convenzio-

nale; che allo stesso modo, non vi erano elementi per sospettare che le 

patologie diagnosticate potessero raggiungere un tale livello di gravità da 

configurare un rischio reale di peggioramento rapido ed irreversibile dello 

stato di salute comportante delle intense sofferenze o una significativa ri-

duzione della speranza di vita in caso di trasferimento, 

che in seguito, per quanto riguarda l’accesso alle cure, come da prassi del 

Tribunale e come a giusto titolo rilevato dalla SEM nella decisione impu-

gnata, la Francia dispone di un’infrastruttura medica sufficiente, 

che i rifugiati riconosciuti, possono inoltre contare sulle garanzie derivanti 

dalla direttiva qualifiche; che gli obblighi della Francia, derivanti dal diritto 

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europeo nei confronti dei beneficiari di protezione, sono la non discrimina-

zione nell’accesso all’occupazione, all’istruzione, all’assistenza sociale, 

all’assistenza sanitaria, all’accesso all’alloggio e agli strumenti di integra-

zione (cfr. capo VII [contenuto della protezione internazionale] della diret-

tiva qualifiche), 

che spetta dunque all’insorgente rivolgersi alle autorità per fare valere il 

suo diritto ad avere accesso alle prestazioni mediche (cfr. art. 30 direttiva 

qualifiche), 

che inoltre, in caso di violazione di diritti sanciti dalla CEDU, l’insorgente 

potrà adire i tribunali francesi, ed in ultima istanza la Corte EDU (art. 34 

CEDU), 

che, di conseguenza, l’esecuzione dell’allontanamento in Francia è ammis-

sibile, 

che giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito 

a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica, 

che ai sensi dell’art. 83 cpv. 5 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento verso 

i paesi UE/AELS è da ritenersi di principio esigibile e che tale presunzione 

legale può essere sovvertita solo se l’interessato rende verosimile che, per 

delle ragioni personali, il suo rinvio non può essere ritenuto ragionevol-

mente esigibile (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale D-559/2020 del 

13 febbraio 2020 consid. 9), 

che non vi sono elementi per ritenere che il ricorrente si ritroverebbe in una 

situazione esistenziale di concreto pericolo in seguito al suo trasferimento 

in Francia, 

che per quanto riguarda la necessità di avere un alloggio adeguato, si rileva 

che conformemente all’art. 32 direttiva qualifiche, il ricorrente ha il diritto ad 

un alloggio secondo modalità equivalenti a quelle previste per altri cittadini 

terzi soggiornanti in Francia,  

che per i motivi di cui sopra, egli non soffre di gravi problemi di salute che 

possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. DTAF 2009/2 

consid. 9.3.2 e relativi riferimenti),  

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che, pertanto, la misura è ragionevolmente esigibile, 

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 44 LAsi in relazione all’art. 83 

cpv. 2 LStrI); che le autorità francesi hanno dato il loro benestare alla riam-

missione del medesimo; che l’esecuzione dell’allontanamento è dunque 

pure possibile, 

che, in sunto, anche in materia di esecuzione dell’allontanamento, il gra-

vame va disatteso e la querelata decisione confermata, 

che pertanto, la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA); che quindi il ricorso va respinto, 

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen-

zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese pro-

cessuali è divenuta priva di oggetto,  

che, infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA),  

che, visto l’esito della procedura le spese processuali che seguono la soc-

combenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché 

art. 1-3 del Regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause di-

nanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]),  

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 

173.110]). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto.    

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Demis Mirarchi 

 

 

Data di spedizione: