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**Case Identifier:** 72b16a9f-6c77-574a-9aaf-3ccb906e0161
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-08-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.08.2023 D-5597/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5597-2021_2023-08-21.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5597/2021 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 1  a g o s t o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Esther Marti, Jeannine Scherrer-Bänziger,  

cancelliera Francesca Bertini-Tramèr. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Sri Lanka,   

patrocinato dalla MLaw Tindara Santoro,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento (termine del ricorso accorciato);  

decisione della SEM del 2 dicembre 2021. 

 

 

 

D-5597/2021 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

A.a A._______, cittadino srilankese e di etnia tamil, ha presentato una do-

manda d'asilo in Svizzera il (…) settembre 2021, congiuntamente al fratello 

B._______ (cfr. atti SEM 3/2; 1108048-3/2). 

A.b Il 9 settembre 2021 l'interessato ha conferito procura alla rappresen-

tanza legale assegnatagli (cfr. atto SEM 12/1).  

A.c Il giorno seguente il richiedente ha sostenuto un'audizione sulle gene-

ralità (cfr. atto SEM 13/10), mentre il 16 settembre 2021 (cfr. atto SEM 16/2) 

è stato sentito nell'ambito di un colloquio personale conformemente 

all'art. 5 del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del 

Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di de-

terminazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda 

di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cit-

tadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'U-

nione europea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; Regolamento Dublino 

III).  

A.d In seguito, il 29 ottobre 2021 (cfr. atto SEM 24/16) si è svolta la prima 

audizione secondo l'art. 26 cpv. 3 della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 

(LAsi, RS 142.31), mentre il 25 novembre 2021 (cfr. atto SEM 28/12) si è 

svolta una seconda audizione secondo l'art. 29 LAsi.  

A.e A sostegno della sua domanda d'asilo il richiedente ha presentato (cfr. 

atto SEM 18/-, ID-Nr. 001-008): 

- carta d'identità (in copia) 

- certificato di nascita (in copia)  

- cinque fotografie  

- lettera del lavoro con salario e posto di lavoro (in copia)  

 

A.f  

In corso di procedura il richiedente è stato oggetto di una visita medica in 

data 23 settembre 2021 (cfr. atto SEM 20/2). 

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Pagina 3 

B.  

B.a Il 30 novembre 2021, la SEM ha emanato il suo progetto di decisione 

(cfr. atto SEM 30/13), allorché il 1° dicembre 2021, l'interessato ha potuto 

presentare il suo parere allo stesso (cfr. atto SEM 31/6). 

B.b Con decisione del 2 dicembre 2021, notificata in medesima data 

(cfr. atto SEM 34/1), la SEM non ha riconosciuto la qualità di rifugiato al 

richiedente ed ha respinto la sua domanda d'asilo, pronunciando parimenti 

il suo allontanamento dalla Svizzera e l'esecuzione del precitato provvedi-

mento, siccome ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile (cfr. atto 

SEM 32/17). 

B.c In medesima data la SEM ha emesso una decisione inerente al fratello 

(cfr. atto SEM 1108048-36/18), oggetto di una procedura separata 

(cfr. D-5604/2021).  

C.  

Il 23 dicembre 2021 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata 

24 dicembre 2021) l'interessato è insorto contro detta decisione con ricorso 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), chie-

dendo, a titolo principale, l'accoglimento del ricorso, il riconoscimento della 

qualità di rifugiato e concessione dell'asilo. In primo subordine, che gli atti 

di causa siano restituiti all'autorità inferiore, per una nuova valutazione sul 

punto del riconoscimento della qualità di rifugiato ed in secondo subordine 

che gli atti di causa siano restituiti alla SEM per il complemento dell'istru-

zione. Altresì, ha presentato una domanda di esenzione dal pagamento 

delle spese di giudizio e del relativo anticipo, con protestate tasse e spese.  

Al ricorso egli ha allegato la denuncia presentata dalla madre alla Commis-

sione dei diritti umani dello Sri Lanka con una lettera accompagnatoria e la 

relativa traduzione (cfr. allegato ricorsuale n. 3).  

D.  

Con scritto del 5 gennaio 2022, l'insorgente ha trasmesso al Tribunale delle 

fotografie che lo ritraggono durante la premiazione di un torneo sportivo a 

C._______ al quale egli ha preso parte in data 24 ottobre 2021, assieme 

al fratello P. e un nuovo documento (…) con la relativa traduzione.  

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla proce-

dura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla legge 

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sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

2.  

Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi in combinato 

disposto con l'art. 10 dell'ordinanza sui provvedimenti nel settore dell'asilo 

in relazione al coronavirus [Ordinanza COVID-19 asilo; RS 142.318]) con-

tro una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒

33 LTAF), è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 

lett. a-c e art. 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del gra-

vame.  

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati, in materia d'asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5), 

e in materia di diritto degli stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 

49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai 

motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della 

decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 

consid. 2). 

4.  

Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici (art. 21 cpv. 1 

LTAF). In applicazione dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, anche in questi casi il Tri-

bunale può rinunciare allo scambio degli scritti. 

5.  

5.1 Per quel che riguarda anzitutto la richiesta di congiunzione della pre-

sente causa con quella del fratello del ricorrente (D-5604/2021), si rileva 

che le impugnative che fanno riferimento alla medesima fattispecie, quan-

danche presentate separatamente, possono essere congiunte in una sola 

procedura a qualsiasi stadio della causa (cfr. ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEU-

SCH/LORENZ KNEUBÜHLER/MARTIN KAYSER, Prozessieren vor dem Bunde-

sverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n° 3.17). 

5.2 Nel caso in disamina, il Tribunale respinge la richiesta di congiunzione 

presentata dal ricorrente (cfr. allegato ricorsuale par. 11). Tuttavia, il pre-

sente procedimento è coordinato con quello del fratello (cfr. D-5604/2021). 

Entrambi i ricorsi sono infatti valutati e decisi nello stesso momento dal 

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medesimo collegio giudicante. Altresì, entrambi gli incarti sono presi in con-

siderazione per l'evasione delle cause.  

6.  

6.1 Per quanto riguarda i motivi d'asilo, l'interessato ha dichiarato di essere 

cittadino srilankese, di etnia tamil e di aver sempre vissuto a D._______ 

(distretto di Jaffna, Provincia del Nord). Il (…) luglio 2021 egli avrebbe ter-

minato prima il lavoro, in quanto sarebbe stato informato dalla madre 

dell’arresto del fratello P. Nelle vicinanze del negozio in cui lavorava, 

anch’egli sarebbe stato arrestato da parte dei militari. Quest’ultimi l’avreb-

bero costretto a salire su un veicolo – bendandogli gli occhi e legandogli le 

mani – e l’avrebbero interrogato in merito al fratello P. Pertanto, egli 

avrebbe subito saputo di esser stato arrestato a causa sua e in particolare 

per il fatto che egli giocava a cricket. In seguito, egli sarebbe stato portato 

in una stanza, dove gli avrebbero intimato, anche a lui, di non giocare più 

a cricket e poi sarebbe stato picchiato, riportando una frattura al dito. Du-

rante la detenzione i militari gli avrebbero ripetuto che il fratello P. avrebbe 

dovuto smettere di giocare a cricket e di allenarsi. Inoltre, gli avrebbero 

chiesto informazioni anche in merito al padre e ai fratelli espatriati. Altresì, 

il richiedente ha affermato di esser stato slegato esclusivamente per ma-

giare e ciò sarebbe avvenuto solo due volte. Proprio in occasione del se-

condo pasto, i militari gli avrebbero comunicato che si sarebbe dovuto pre-

sentare, il (…) luglio 2021, al campo militare a E._______ – il quale dista 

15 km da Jaffna – per ritirare una lettera. Con tale lettera egli si sarebbe 

dovuto poi recare il (…) luglio 2021 a Colombo al quarto piano. Successi-

vamente, l’avrebbero costretto nuovamente a salire su un veicolo con gli 

occhi bendati. Essendo che i militari, durante il trasporto, gli parlavano al 

plurale egli avrebbe intuito che anche il fratello P. si trovava con lui sul vei-

colo. Entrambi sarebbero stati rilasciati vicino ad un campo di granoturco a 

F._______ e assieme si sarebbero recati da un amico, dove avrebbero 

contattato la madre (cfr. atti SEM 24/16 e 28/12).  

6.2 Nella decisione impugnata, l'autorità inferiore ha considerato innanzi-

tutto inverosimili le allegazioni del richiedente. In particolare, la SEM ha 

rilevato come le dichiarazioni dell'interessato risulterebbero, su punti es-

senziali, poco concrete e circostanziate. Inoltre, l'autorità di prima istanza 

ha riscontrato come durante la prima audizione del 29 ottobre 2021 si sa-

rebbero verificate delle contraddizioni nelle stesse allegazioni del richie-

dente di quel giorno. Oltre a ciò, l'autorità inferiore ha osservato come an-

che tra l'audizione del 29 ottobre 2021 e quella del fratello P. dello stesso 

giorno si sarebbero verificate delle grossolane contraddizioni, alle quali – 

confrontato nel corso della successiva audizione – non avrebbe dato una 

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convincente spiegazione. Dipoi, la SEM ha analizzato attentamente i mezzi 

di prova ed ha concluso come questi non sarebbero in grado di apportare 

credibilità alle sue allegazioni in merito a delle persecuzioni da parte dei 

militari. A tal proposito, l'autorità di prima istanza si è pronunciata anche in 

merito all'annunciato documento, ossia la denuncia presentata dalla madre 

alla commissione dei diritti umani, osservando che non si tratterebbe di un 

atto probatorio, poiché potrebbe essere stata effettuata ai fini della causa. 

Pertanto, il richiedente non avrebbe in nessun modo reso verosimile una 

persecuzione nei suoi confronti dovuta a suo fratello P. 

Altresì, l'autorità inferiore ha ritenuto che nella fattispecie non sussistereb-

bero dei fondati motivi per ritenere che egli sarebbe esposto, in un pros-

simo futuro e con un'alta probabilità, a seri pregiudizi rilevanti ai fini del 

riconoscimento della qualità di rifugiato in caso di ritorno in Sri Lanka. In 

particolare, la SEM ha analizzato i cosiddetti fattori di rischio esistenti al 

momento della partenza dell'interessato non ritenendoli atti a suscitare una 

persecuzione da parte delle autorità del suo Paese d'origine.  

Infine, l'autorità di prima istanza ha preso posizione in merito al parere sulla 

bozza di decisione negativa presentato dalla rappresentante legale, con-

cludendo come tale non conterrebbe fatti o mezzi di prova che giustifiche-

rebbero una modifica del suo punto di vista.  

6.3 In sede ricorsuale, l'insorgente avversa la valutazione dell'autorità di 

prima istanza. In primo luogo, osserva come il suo diritto di essere sentito 

sarebbe stato violato, non avendo la SEM chiarito d'ufficio il suo profilo di 

rischio. Invero, egli avrebbe dimostrato l'esistenza di una persecuzione nei 

confronti di alcuni membri della sua famiglia e di essere finito anche lui nel 

mirino delle autorità dello Sri Lanka. Pertanto, a suo dire, l'autorità inferiore 

non avrebbe applicato accuratamente il diritto federale e non avrebbe os-

sequiato al suo obbligo di stabilire in maniera completa i fatti giuridicamente 

rilevanti, trattando oltretutto un caso complesso nell'ambito di una proce-

dura celere anziché nell'ambito della procedura ampliata. Venendo inoltre 

a meno al suo obbligo di motivare adeguatamente la propria decisione. 

Anche per quel che concerne la sua situazione medica e i maltrattamenti 

subiti da parte dei militari, il ricorrente ritiene che l'autorità di prima istanza 

sarebbe incorsa in gravi lacune istruttorie. Altresì, l'insorgente contesta la 

valutazione della SEM in merito alla verosimiglianza delle sue allegazioni 

come pure l'analisi dell'assenza di un rischio di persecuzioni ai sensi 

dell'art. 3 LAsi. Specialmente, egli sottolinea come la circostanza che il fra-

tello P. sarebbe divenuto noto nell'ambito sportivo del cricket e di conse-

guenza sarebbe stato preso di mira dalle autorità – essendo l'unico 

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giocatore tamil in una squadra nazionale composta da singalesi – rappre-

senterebbe un profilo di rischio per lui. Invero, egli evidenza come da un 

confronto con il verbale del fratello P. risulterebbe che lo stesso sarebbe 

stato intimato a lasciare la squadra incorrendo in un episodio di aggres-

sione ed in una detenzione. Infine, egli rimprovera all'autorità di prima 

istanza di non aver atteso la produzione del mezzo di prova annunciato, 

violando così ulteriormente il suo diritto di essere sentito.  

7.  

7.1 Preliminarmente occorre chinarsi sulle censure formali sollevate dal ri-

corrente, in quanto potrebbero condurre alla cassazione della decisione 

impugnata (cfr. DTF 138 I 232 consid. 5 per il diritto di essere sentito e 

l'obbligo di motivazione; e per l'accertamento dei fatti giuridicamente rile-

vanti cfr. sentenze del Tribunale D-3567/2019 del 29 novembre 2019 con-

sid. 5.2 e D-1443/2016 del 22 febbraio 2017 consid. 4.2; MOSER/ BEUSCH/

KNEUBÜHLER/KAYSER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 

3a ed. 2022, n. 2.191). 

7.2 Nelle procedure d'asilo – così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l'autorità 

competente procede d'ufficio all'accertamento dei fatti (art. 6 LAsi; 

art. 12 PA). In concreto, essa deve procurarsi la documentazione necessa-

ria alla trattazione del caso, chiarire le circostanze giuridiche ed ammini-

strare a tal fine le opportune prove a riguardo. Il principio inquisitorio non 

dispensa comunque le parti dal dovere di collaborare all'accertamento dei 

fatti ed in modo particolare dall'onere di provare quanto sia in loro facoltà 

e quanto l'amministrazione o il giudice non siano in grado di delucidare con 

mezzi propri (art. 13 PA; art. 8 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). 

7.3 Dal canto suo, il diritto di essere sentito, disciplinato dall'art. 29 cpv. 2 

della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 

1999 (Cost., RS 101) comprende segnatamente il diritto per l'interessato di 

consultare l'incarto, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti e di esigerne 

l'assunzione, di partecipare alla stessa e di potersi esprimere sulle relative 

risultanze nella misura in cui possano influire sulla decisione (cfr. DTF 135 

II 286 consid. 5.1, 135 I 279 consid. 2.3). La portata della facoltà di espri-

mersi non può essere determinata in maniera generale ma dev'essere de-

finita sulla base degli interessi concretamente in gioco. Il concetto a monte 

è che alla parte in causa debba essere concessa la facoltà di mettere in 

evidenza il suo punto di vista in maniera efficace (cfr. DTAF 2013/23 con-

sid. 6.1.1 e relativi riferimenti; ed a titolo esemplificativo la sentenza del 

Tribunale D-4781/2021 dell'8 novembre 2021 consid. 6.2). 

http://links.weblaw.ch/BVGer-D-3567/2019
http://links.weblaw.ch/BVGer-D-1443/2016

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Pagina 8 

7.4 L'obbligo di motivazione è inoltre corollario fondamentale del diritto di 

essere sentito. Detta prerogativa è finalizzata a permettere ai destinatari e 

a tutte le persone interessate, di comprenderla, eventualmente di impu-

gnarla, in modo da rendere possibile all'autorità di ricorso, se adita, di eser-

citare convenientemente il suo controllo (cfr. DTF 139 V 496 consid. 5.1, 

136 I 184 consid. 2.2). Ciò non significa che l'autorità sia tenuta a pronun-

ciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; 

essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio 

(cfr. DTF 133 III 439 consid. 3.3). Per adempiere a queste esigenze è ne-

cessario che essa menzioni, almeno brevemente, i motivi sui quali ha fon-

dato la sua decisione, in modo da consentire agli interessati di apprezzarne 

la portata (cfr. DTF 136 I 229 consid. 5.2, 136 V 351, 129 I 232 consid. 3.2; 

DTAF 2013/34 consid. 4.1, 2012/23 consid. 6.1.2; sentenza del Tribunale 

federale 2C_1020/2019 del 31 marzo 2020 consid. 3.4.2). 

7.5  

7.5.1 Nella presente disamina, al contrario di quanto sostenuto dall'interes-

sato in sede di ricorso, il Tribunale non intravvede alcun elemento giuridi-

camente rilevante che non sarebbe stato ritenuto dalla SEM nella sua va-

lutazione. In particolare, si osserva come l'obiezione di una mancata analisi 

di una persecuzione riflessa a causa dei suoi legami famigliari, in partico-

lare con il padre e i fratelli già espatriati, risulta nella fattispecie ai limiti del 

pretestuoso. Invero, il Tribunale constata come l'interessato abbia sempre 

riferito di essere stato arrestato esclusivamente in relazione all’attività spor-

tiva del fratello P. espatriato assieme a lui (cfr. atti SEM 24/16 D116, D150-

152; 28/12 D46-51). Inoltre, l'autorità inferiore ha motivato in modo suffi-

cientemente completo e comprensibile, perché ritenesse che le allegazioni 

dell'insorgente inverosimili, anche esprimendosi in merito a tutti i mezzi di 

prova presentati e annunciati dal ricorrente (cfr. p.to. II, pag. 5 e segg. della 

decisione avversata). All'insorgente è peraltro stata offerta la possibilità di 

esprimersi riguardo a quest'ultimi sia nel contesto dell'audizione sui motivi 

d'asilo (cfr. atto SEM 24/16 D105-115), sia nell'ambito del suo parere al 

progetto di bozza negativa della decisione (cfr. atto SEM 30/13, pag. 6 e 

7). Il fatto che l'autorità non abbia atteso la trasmissione della denuncia 

presentata dalla madre del ricorrente presso la Commissione per i diritti 

umani dello Sri Lanka e si è espressa anticipatamente su tale mezzo di 

prova, non viola il diritto di essere sentito del ricorrente (cfr. DTF 144 II 427 

consid. 3.1.3, 136 I 229 consid. 5.3). 

7.5.2 Anche sotto l'aspetto del suo stato di salute, il Tribunale ritiene che 

gli atti di causa risultavano essere completi al momento dell'emanazione 

della decisione. La SEM disponeva di tutti gli elementi per potersi 

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Pagina 9 

pronunciare in merito senza aspettare e/o effettuare ulteriori accertamenti. 

In particolare, si osserva che dalla visita medica del 26 novembre 2021 non 

risulta che l'interessato ha necessitato di ulteriori trattamenti (cfr. atto SEM 

36/1). Quest'ultima ha del resto esposto, nel provvedimento avversato, in 

modo sufficientemente dettagliato i motivi per i quali ha ritenuto l'esecu-

zione dell'allontanamento della ricorrente verso lo Sri Lanka ammissibile e 

ragionevolmente esigibile, anche ed in particolare in relazione al suo stato 

di salute (cfr. p.to. II, pag. 14 e 15 della decisione avversata). 

7.5.3 Pertanto, l'autorità inferiore risulta aver tenuto conto nel suo giudizio 

di tutti gli elementi presenti all'incarto. In tal senso, nel provvedimento av-

versato, non si ravvisa né una violazione dell'obbligo di motivazione della 

decisione da parte della SEM, nel rispetto dei principi sopra esposti (cfr. 

supra cosid. 6.4), né che abbia violato in alcun modo il suo diritto di essere 

sentito. Riguardo a quest'ultimo punto, risulta del resto che egli abbia po-

tuto impugnare con piena cognizione di causa la decisione impugnata. Per 

il resto, il solo fatto che il ricorrente si trovi in disaccordo con l'apprezza-

mento adempiuto dalla SEM nel suo caso specifico, è piuttosto riferibile al 

merito della questione e non discende invece da un accertamento inaccu-

rato o incompleto della fattispecie da parte della succitata autorità, rispetti-

vamente da una violazione dell'obbligo di motivazione da parte della me-

desima. Tali argomentazioni verranno pertanto trattate nei considerandi se-

guenti. 

7.6 Alla luce degli elementi succitati, l'autorità inferiore non ha quindi vio-

lato il principio inquisitorio ed i fatti pertinenti sono stati stabiliti in modo 

sufficiente. Per il resto, essa non è venuta meno al suo obbligo di motivare 

sufficientemente la decisione avversata, né violato in alcun modo il diritto 

di essere sentito dell'insorgente. 

7.7 Su tali presupposti, non si intravvede quindi nemmeno quali ulteriori 

elementi l'autorità sindacata avrebbe dovuto analizzare, passando ad una 

procedura ampliata (cfr. art. 26d LAsi), così come proposto dall'insorgente 

nella sua impugnativa, poiché nella procedura celere (cfr. art. 26c LAsi) – 

applicata alla presente disamina – l'autorità inferiore ha già raccolto gli ele-

menti giuridicamente rilevanti per il caso di specie per potersi poi pronun-

ciare, con cognizione di causa, nella decisione qui impugnata rispetto ai 

quesiti giuridici che si ponevano nella fattispecie (per ulteriori dettagli circa 

lo smistamento tra la procedura celere e quella ampliata, si veda la 

DTAF 2020 VI/5 consid. 7-8). 

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Pagina 10 

7.8 Ne discende quindi che le censure formali sollevate dal ricorrente nei 

confronti del provvedimento impugnato, risultano infondate e vanno conse-

guentemente respinte.  

8.  

8.1 Ora venendo al merito, si osserva dapprima che la Svizzera, su do-

manda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposizioni della LAsi (art. 2 

LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a persone in 

Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Esso include il diritto di 

risiedere in Svizzera. 

8.2 Sono rifugiati le persone che, nel paese d'origine o d'ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore d'essere esposte a tali pregiudizi 

(art. 3 cpv. 1 LAsi). Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pe-

ricolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che 

comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). La 

definizione dello statuto di rifugiato, così come stabilita all'art. 3 cpv. 1 LAsi, 

è esaustiva, nel senso che esclude tutti gli altri motivi, suscettibili di con-

durre una persona a lasciare il proprio paese di origine o di residenza. 

8.3 A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).  

8.4 È pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente l'asilo siano suf-

ficientemente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; in questo senso di-

chiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad-

dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti 

o all'esperienza generale di vita, non possono essere considerate verosi-

mili ai sensi dell'art. 7 LAsi. È altresì necessario che il richiedente stesso 

appaia come una persona attendibile, ossia degna di essere creduta. Que-

sta qualità non è data, in particolare, quando egli fonda le sue allegazioni 

su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti 

o li espone consapevolmente in maniera falsata, in corso di procedura ri-

tratta dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, ne introduce 

tardivamente di nuove, dimostra scarso interesse nella procedura oppure 

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Pagina 11 

nega la necessaria collaborazione. Infine, non è indispensabile che le alle-

gazioni del richiedente l'asilo siano sostenute da prove rigorose; al contra-

rio, è sufficiente che l'autorità giudicante, pur nutrendo degli eventuali dubbi 

circa alcune affermazioni, sia persuasa che, complessivamente, tale ver-

sione dei fatti sia in preponderanza veritiera. Il giudizio sulla verosimi-

glianza non deve, infatti, ridursi a una mera verifica della plausibilità del 

contenuto di ogni singola allegazione, bensì dev'essere il frutto di una pon-

derazione tra gli elementi essenziali a favore e contrari ad essa; decisivo 

sarà dunque determinare, da un punto di vista oggettivo, quali fra questi 

risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e re-

lativi riferimenti).  

9.  

9.1 Innanzitutto, si rinvia alla sentenza D-5604/2021 relativa al fratello P., 

nella quale il Tribunale ha ritenuto le allegazioni del medesimo inverosimili 

(consid. 9). In particolare, non è stata resa credibile una persecuzione da 

parte delle autorità militari legata alla sua partecipazione agli allenamenti e 

alle partite di cricket per la squadra (…).  

9.2 Inoltre, il racconto del ricorrente in relazione al suo arresto e ai giorni di 

detenzione è estremamente impersonale e privo di dettagli. Egli ha unica-

mente riferito di esser stato costretto a salire su un veicolo tipo van e di non 

essere in grado di specificare dove l'avrebbero portato, in quanto gli avreb-

bero bendato gli occhi (cfr. atti SEM 24/16 D116; 28/12 D6, D11-12). Inoltre, 

sorprende che egli non ha saputo fornire nessun’indicazione in merito alla 

durata (cfr. atti SEM 24/16 D 144; 28/12 D22) e al luogo della sua deten-

zione (cfr. atto SEM 28/12 D23). Altresì, risulta alquanto incredibile che egli 

non sia in grado di circostanziare maggiormente i giorni di detenzione (cfr. 

atto SEM 28/12 D23-24, D28). In aggiunta, il ricorrente non è nemmeno 

riuscito a dare una spiegazione convincente sul motivo per cui egli sarebbe 

stato arrestato. Infatti, egli ha asserito di essere stato arrestato probabil-

mente per spaventare il fratello P. ed indurlo a smettere a giocare a cricket 

(cfr. atto SEM 24/16 D152; 28/12 D46).  

9.3 Anche quanto dichiarato in merito alla liberazione risulta poco credibile, 

oltre ad essere incompatibile con la logica dell'agire. In particolare, quanto 

riferito in merito alla convocazione da ritirare il (…) luglio 2021 a 

E._______, per potersi presentare il 20 luglio 2021 al cosiddetto quarto 

piano a Colombo, è priva di alcuna logica (cfr. atti SEM 24/16 D123; 28/12 

D29). Inoltre, stupisce il fatto che il ricorrente non sia stato nemmeno in 

grado di indicare cosa vi sarebbe al quarto piano a Colombo e per quale 

D-5597/2021 

Pagina 12 

motivo si sarebbe dovuto recare presso tale ufficio assieme al fratello P. 

(cfr. atto SEM 24/16 D130-131; 28/12 D65).  

9.4 Dipoi, come riscontrato anche dall'autorità inferiore, dalle allegazioni 

del ricorrente emergono alcune importanti contraddizioni. A titolo d’esem-

pio nella prima audizione egli ha dapprima riferito che il passatore gli 

avrebbe fatto segno di andare verso la sua macchina (cfr. atto SEM 24/16 

D68), mentre poco più avanti, nella stessa audizione, ha asserito di non 

aver mai visto il passatore, ma di esser stato accompagnato in macchina 

da due persone organizzate da quest’ultimo (cfr. atto SEM 24/16 D74-77). 

Tale racconto inoltre differisce in modo importante da quando affermato dal 

fratello P. (cfr. atto 28/12 D70-71), come fatto notare dall’autorità inferiore 

in sede di seconda audizione. Tuttavia, il ricorrente non ha saputo dare una 

convincente spiegazione alle discrepanze evidenziate. Altresì, anche il rac-

conto in merito alla procedura che avrebbero dovuto seguire in aeroporto 

discorda notevolmente nelle allegazioni rilasciate dai fratelli (cfr. atto SEM 

28/12 D75-76).  

9.5 Per quanto concerne i mezzi di prova versati agli atti nel procedimento 

di prima istanza, il Tribunale non può esimersi dal condividere quanto già 

evidenziato dalla SEM nella decisione avversata (cfr. pt.o II, pag. 6-7 della 

decisione avversata). Inoltre, nemmeno quanto prodotto in sede ricorsuale 

e successivamente con scritto del 5 gennaio 2022 è suscettibile di mutare 

l'apprezzamento del Tribunale. In particolare, la denuncia presentata dalla 

madre alla Commissione dei diritti umani dello Sri Lanka, oltre a poter es-

sere stata confezionata ai fini di causa, riporta unicamente che la madre 

sarebbe stata informata da terzi che i figli sarebbero stati arrestati dai mili-

tari e da due giorni ella non avrebbe più notizie di loro (cfr. allegato ricor-

suale n. 3).  

9.6 Ne discende dunque che l'insorgente non ha reso verosimile le sue 

allegazioni inerenti ai motivi per i quali egli avrebbe lasciato lo Sri Lanka.  

10.  

A titolo meramente abbondanziale, e per buona pace del ricorrente, le al-

legazioni del ricorrente non risultano adempiere le condizioni di rilevanza. 

In particolare, nonostante quanto censurato nel gravame, non si può partire 

dall'assunto che in specie esistano legami presunti o effettivi con le LTTE, 

che dal punto di vista delle autorità srilankesi, possano essere interpretati 

quale volontà di voler riaccendere il conflitto etnico nel paese (cfr. sentenza 

di riferimento del Tribunale E-1866/2015 del 15 luglio 2016 consid. 8.4.1 e 

8.5.3; sentenza del Tribunale E-350/2017 del 3 ottobre 2018 consid. 4.3.1). 

D-5597/2021 

Pagina 13 

A tal riguardo si sottolinea che né il ricorrente, né il fratello P. così come 

nemmeno il padre hanno mai fatto parte delle LTTE (cfr. atti SEM 24/16 

D139; 1108048-26/15 D126-127) e che quest'ultimo si trova ancora in Sri 

Lanka. Inoltre, i motivi d'asilo dei fratelli espatriati precedentemente non 

hanno una connessione con quelli dell'insorgente, rispettivamente del fra-

tello P., come confermato dallo stesso (cfr. atto SEM 24/16 D150-151). In-

fine, si constata come il richiedente non ha mai avuto altri problemi con i 

militari (cfr. atto SEM 24/16 D140) oltre all'asserita detenzione – peraltro 

già ritenuta inverosimile - ed è potuto espatriare con il suo passaporto ori-

ginale (cfr. atto SEM 24/16 D91). 

11.  

11.1 Proseguendo nell'analisi, l'insorgente non può neppure vedersi rico-

noscere la qualità di rifugiato, all'esclusione della concessione dell'asilo, 

per dei motivi insorti dopo la fuga. Per il resto, la sola appartenenza all'etnia 

Tamil e il deposito di una domanda d'asilo all'estero non sono elementi di 

rischio sufficienti per comprovare un timore fondato di esposizione a seri 

pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi (cfr. sentenza di riferimento E-1866/2015 

consid. 8.4.6). Nel caso de quo, nemmeno sono recensibili un impegno 

politico particolare contro il regime durante l'esilio, con lo scopo di voler 

rianimare il movimento separatista tamil (cfr. sentenza di riferimento E-

1866/2015 consid. 8.4.2 e 8.5.4; sentenza E-350/2017 consid. 4.3.1) né si 

deduce dagli atti che l'interessato sia stato iscritto in una lista di controllo 

ad uso delle autorità (cfr. sentenza di riferimento E-1866/2015 consid. 8.4.3 

e 8.5.2; sentenza E-350/2017 consid. 4.3.1). In buona sostanza, non ap-

pare che l'insorgente possa essere percepito come una minaccia per l'unità 

e la coesione nazionale (cfr. in merito anche: sentenza E-350/2017 con-

sid. 4.4). Certo, il fatto che egli sia di etnia tamil come pure la durata del 

suo soggiorno in Svizzera ed il suo eventuale rimpatrio senza il possesso 

di un passaporto non permettono di escludere ch'egli possa attirare su di 

sé l'attenzione delle autorità al suo ritorno ed essere interrogato (cfr. sen-

tenza di riferimento E-1866/2015 consid. 8.4.4, 9.2.4 e 9.2.5; sentenze del 

Tribunale E-4703/2017 e E-4705/2017 del 25 ottobre 2017 consid. 4.4 e 

4.5 [in parte pubblicata in DTAF 2017 VI/6]).  

11.2 Peraltro, nemmeno i mezzi di prova versati agli atti, con scritto del 

5 gennaio 2022, permettono una diversa valutazione. Né la sua partecipa-

zione ad un torneo di cricket in Svizzera (C._______) né le fotografie che 

lo ritraggono durante la premiazione, con in sfondo le bandiere delle LTTE, 

permettono di concludere che il ricorrente possa essere considerato in pa-

tria come un'esponente di spicco delle LTTE. Altresì, nemmeno l'articolo di 

giornale srilankese, che riporta del precitato torneo avvenuto in Svizzera e 

D-5597/2021 

Pagina 14 

menziona il fratello P. quale miglior giocatore, permette di concludere che 

egli sia inviso alle autorità del suo Paese d'origine.  

11.3 Pertanto la valutazione circa i fattori di rischio di cui al provvedimento 

sindacato non presta il fianco a critiche. In altri termini, il ricorrente non può 

prevalersi di un timore fondato di essere perseguitato in un prossimo avve-

nire e secondo un'alta probabilità, per dei motivi posteriori alla sua fuga 

(art. 54 LAsi).  

12.  

In virtù di quanto sopra, il ricorso in materia di riconoscimento della qualità 

di rifugiato e di concessione dell'asilo non merita tutela e la decisione im-

pugnata va confermata.  

13.  

13.1 Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pro-

nuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione; 

tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi). 

13.2 L'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e 2, art. 44 nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa 

a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. 

DTAF 2013/37 consid. 4.4).  

Il Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell'allontana-

mento. 

14.  

14.1 L'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell'art. 44 LAsi, dall'art. 83 LStrI, giusta il quale l'esecuzione dell'allonta-

namento dev'essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 

cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). 

14.2 Il ricorrente, nel suo gravame, avversa anche le conclusioni a cui l'au-

torità inferiore è giunta nella decisione impugnata circa l'ammissibilità e l'e-

sigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento. Egli ribadisce di essere meri-

tevole del riconoscimento dello statuto di rifugiato e che il suo allontana-

mento violerebbe il principio di “non refoulement”. In particolare, ritiene l'e-

secuzione del suo allontanamento in contrasto con l'art. 3 della Conven-

zione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali 

del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) e l'art. 3 della Convenzione contro 

D-5597/2021 

Pagina 15 

la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 di-

cembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). Invero, egli in caso di rientro in Sri 

Lanka rischierebbe seriamente di essere ingiustamente arrestato e tortu-

rato, per non essersi presentato al quarto piano a Colombo. Altresì, il ricor-

rente sottolinea come egli sarebbe ancora traumatizzato dai maltrattamenti 

subiti durante la detenzione nel Paese d'origine e come la sua rete socio 

famigliare risulterebbe compromessa.  

15.  

15.1 Giusta l'art. 83 cpv. 3 LStrI, l'esecuzione non è ammissibile se la pro-

secuzione del viaggio dello straniero verso lo Stato d'origine o di prove-

nienza o verso uno Stato terzo è contraria agli impegni di diritto internazio-

nale pubblico della Svizzera. 

15.2 A tal proposito, in primo luogo il Tribunale osserva come, al contrario 

di quanto addotto dal ricorrente nel suo gravame, quest'ultimo non è riu-

scito a dimostrare l'esistenza di seri pregiudizi o il fondato timore di essere 

esposto a tali pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi, stante le sue dichiarazioni 

inverosimili ed irrilevanti. Pertanto, l'ammissibilità del rinvio del ricorrente 

verso lo Sri Lanka, risulta anche sotto l'aspetto dell'art. 5 cpv. 1 LAsi, paci-

fica. Per di più, per i motivi già sopra enucleati, non sono ravvisabili agli atti 

elementi che possano far ritenere, con una probabilità preponderante, che 

l'insorgente possa essere sottoposto ad una pena o ad un trattamento vie-

tati dall'art. 3 CEDU o dall'art. 3 Conv. tortura. In particolare, egli non ha 

stabilito di avere un profilo di una persona che possa concretamente inte-

ressare le autorità srilankesi, né a fortiori l'esistenza di un rischio personale, 

concreto e serio di essere esposto in patria, ad un trattamento contrario ai 

disposti succitati (cfr. sentenza della CorteEDU [Grande Camera] Saadi 

contro Italia del 28 febbraio 2008, 37201/06, §§125 e 129 con relativi rife-

rimenti). Inoltre, la situazione generale dei diritti umani nello Sri Lanka non 

è d'altro canto a tal punto compromessa da rendere generalmente inam-

missibile l'esecuzione dell'allontanamento e ciò anche volendo considerare 

la recente evoluzione congiunturale e politica (cfr. la sentenza di riferimento 

del Tribunale E-737/2020 del 27 febbraio 2023 consid. 10.1.2.3 e relativi 

riferimenti; anche le sentenze del Tribunale D-3616/2020 del 17 marzo 

2023 consid. 10.2.3 e D-2217/2020 del 30 maggio 2023 consid. 9.1.2).  

15.3 Ne consegue pertanto che, l’esecuzione dell'allontanamento del ricor-

rente verso lo Sri Lanka, sia da considerarsi ammissibile ai sensi dell'art. 83 

cpv. 3 LStrI in relazione con l'art. 44 LAsi. 

D-5597/2021 

Pagina 16 

16.  

16.1 Secondo l'art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione può non essere ragione-

volmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di provenienza, lo stra-

niero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni 

quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica. 

Stante il fatto che le ostilità tra i separatisti tamil ed il governo sono cessate, 

in Sri Lanka non vige attualmente un contesto di guerra, guerra civile o 

violenza generalizzata riguardante l'integralità del territorio (cfr. sentenza 

di riferimento del Tribunale E-1866/2015 consid. 13.1). Tale conclusione 

resta valida, anche tenuto conto dei recenti sviluppi avvenuti nel Paese 

(crisi politica, economica e finanziaria, come pure in parte delle proteste 

violente contro l’aumento dei prezzi dei beni di consumo e contro difficoltà 

in particolare riguardanti il rifornimento di carburante), segnatamente poi-

ché la crisi concerne tutta la popolazione srilankese (cfr. sentenza del Tri-

bunale D-3616/2020 del 17 marzo 2023 consid. 10.3.3 con ulteriori riferi-

menti citati). 

Inoltre, nella sentenza di riferimento E-1866/2015 consid. 13.2 seg. il Tri-

bunale ha altresì proceduto all'attualizzazione della giurisprudenza pubbli-

cata in DTAF 2011/24 ed ha confermato che l'esecuzione dell'allontana-

mento è ragionevolmente esigibile in tutta la provincia Settentrionale – ad 

eccezione della regione di Vanni (per la regione di Vanni cfr. la sentenza di 

riferimento D-3619/2016 del 16 ottobre 2017) – e nella provincia Orientale 

qualora i criteri individuali dell'esigibilità siano dati (in particolare l'esistenza 

di una solida rete famigliare o sociale, così come la possibilità di accedere 

ad un alloggio e di prospettive favorevoli quanto alla copertura dei bisogni 

elementari [E-1866/2015 consid. 13.3.3]), 

16.2 Nel caso di specie, il ricorrente proviene da D._______ (distretto di 

Jaffna, Provincia del Nord), villaggio nel quale egli sarebbe nato e cresciuto 

e dove vi sarebbe la maggioranza della sua rete socio-famigliare (cfr. atto 

SEM 24/16 D23-24, D45). Inoltre, egli risulta essere tutt'ora in contatto con 

i suoi genitori (cfr. atto SEM 24/16 D52), i quali vivono in una casa di pro-

prietà (cfr. atto SEM 24/16 D38-40). Altresì, l'insorgente è un giovane 

uomo, vanta di una solida formazione scolastica (cfr. atto SEM 24/16 D26-

27) e di un'esperienza professionale quale (…) (cfr. atto SEM 26/15 D28-

30). Quest'ultima attività gli permetteva di provvedere al proprio sostenta-

mento (cfr. atto SEM 24/16 D34-35). Di conseguenza non vi è motivo di 

dubitare che l'Interessato sarà in grado, anche con l'aiuto dei famigliari, di 

far fronte ai propri bisogni.  

D-5597/2021 

Pagina 17 

16.3 Per quanto concerne il suo stato di salute del ricorrente si osserva 

l'ultima visita medica risale al 26 novembre 2021(cfr. cfr. atto SEM 36/1), di 

conseguenza si può presumere che i problemi si siano risolti o che non 

sono così acuti da necessitare degli ulteriori trattamenti.  

Il Tribunale amministrativo federale, nella sua recente sentenza di riferi-

mento E-737/2020 del 27 febbraio 2023, si è pronunciato in dettaglio ri-

guardo alla difficile situazione economica vigente in Sri Lanka, in partico-

lare con riferimento agli effetti di quest’ultima sulla situazione di approvvi-

gionamento dal profilo medico-sanitario (consid. 10.2.5). Anche tenuto 

conto delle difficoltà segnalate in tale settore sanitario nella predetta sen-

tenza di riferimento, le problematiche di salute del ricorrente non condu-

cono a ritenere che un suo ritorno in Sri Lanka lo esporrebbe ad un dete-

rioramento della sua salute rapido e che ne metta in pericolo la sua vita 

(cfr. consid. 10.2.6 della sentenza di riferimento citata). 

16.4 Su tali presupposti, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente, 

è pure da ritenersi ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in rela-

zione con l'art. 44 LAsi).  

17.  

Neppure risultano esservi impedimenti sotto il profilo della possibilità dell'e-

secuzione del provvedimento, in quanto il ricorrente, usando della neces-

saria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio 

(cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12). 

18.  

Ne consegue che, anche in materia di esecuzione dell'allontanamento, la 

decisione dell'autorità inferiore va confermata. 

19.  

Visto tutto quanto sopra, con la decisione impugnata, la SEM non ha violato 

il diritto federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non 

ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi). Altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA). Il ricorso va conseguentemente respinto e la deci-

sione impugnata confermata. 

20.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

è divenuta senza oggetto. 

D-5597/2021 

Pagina 18 

21.  

Visto l'esito della procedura, le spese processuali, andrebbero poste a ca-

rico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento 

sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, 

non essendo state le conclusioni ricorsuali d'acchito sprovviste di possibi-

lità di esito favorevole e potendo partire dal presupposto che l'insorgente 

sia indigente, v'è luogo di accogliere la domanda di assistenza giudiziaria 

nel senso della dispensa dal pagamento delle spese di giustizia (art. 65 

cpv. 1 PA). 

22.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-5597/2021 

Pagina 19 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è accolta. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Francesca Bertini-Tramèr 

 

 

Data di spedizione: