# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ea82317a-4701-5e7a-878a-8c9a8f8432de
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-10-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 03.10.2002 INC.2002.48503
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2002-48503_2002-10-03.html

## Full Text

N. 485.2002.3 LM                                                      Lugano,
3 ottobre 2002

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per
statuire sull’istanza di libertà provvisoria inoltrata in data 26/27 settembre
2002 da

____________,        

(difeso d’ufficio dall’avv. __________)

e trasmessa
in data 30 settembre / 1° ottobre 2002 con preavviso negativo dal Procuratore
Pubblico avv. __________;

concessa
all’accusato, con ordinanza 1° ottobre 2002, la facoltà di presentare
osservazioni al preavviso negativo del magistrato inquirente, e letto
l’allegato 2 ottobre 2002;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. MP __________/FL/ME:

ritenuto

in fatto:

A.

____________
è stato fermato in data 30 agosto 2002, siccome colpito da ordine d’arresto del
Ministero Pubblico del Cantone Ticino, in quanto sospettato di aver posto in
atto dei preparativi per una rapina ai danni di un distributore di benzina del Mendrisiotto
(v. rapporto d’arresto 30 agosto 2002, inc. Giar 485.2002.1 doc. 2). Il giorno
successivo, questo giudice ha confermato l’arresto, con contestuale intimazione
della promozione d’accusa per titolo di atti preparatori di rapina e infrazione
alla LCStr. (doc. 4 e doc. 1 all’inc. Giar 485.2002.1).

 

B.

____________
ha subito ammesso che quel giorno, 9 agosto 2002, era effettivamente entrato in
Svizzera allo scopo di perpetrare una rapina, tanto che si era equipaggiato con
una pistola-giocattolo, ed aveva anche avuto la premura di sostituire la targa
al proprio motoveicolo, appena entrato in Svizzera (v. verbale Giar, cit.). Da
un po’ di tempo pensava alla possibilità di commettere una rapina, ma giunto
sul posto, si sarebbe reso conto che stava commettendo una sciocchezza (ibid.;
v. anche istanza di libertà provvisoria 26/27 settembre 2002, inc. Giar
485.2002.3 doc. 1, pto. 3 p. 2). Il Procuratore Pubblico, dal canto suo,
sottolinea come testimoni abbiano dichiarato di aver visto l’accusato istante,
quel giorno, girare ripetutamente nei pressi del distributore preso di mira, e
che la sua rinuncia alla messa in atto dei propositi criminosi sarebbe da
ricondurre al fatto che era stato notato da uno dei testi, che lo avrebbe
tenuto d’occhio (v. preavviso negativo 30 settembre 2002, inc. Giar 485.2002.3
doc. 2, p. 2).

 

C.

L’istanza in
discussione trae spunto dalla pretesa spontanea desistenza dell’accusato
istante, ciò che condurrebbe ad un’esenzione obbligatoria dalla pena (v.
istanza, cit., pto. 6 p. 3), rispettivamente “nella peggiore delle ipotesi” ad
una pena detentiva di modesta entità (v. osservazioni 2 ottobre 2002, inc. Giar
485.2002.3 doc. 4 p. 2). Non dandosi timore di condanna, non sussisterebbe
alcun pericolo di fuga (v. istanza, cit., pto. 7 p. 3). Inoltre, ____________
sottolinea la propria intenzione di usufruire della libertà provvisoria per
dedicarsi ad un trattamento terapeutico che lo liberi definitivamente dal
problema della tossicodipendenza (loc. cit., pto. 5 p. 2). Da ultimo,
l’accusato istante contesta l’esistenza di un pericolo di collusione e,
soprattutto, di recidiva, ancora una volta facendo leva sull’asserita spontanea
desistenza dall’atto, e sul fatto che il precedente penale in Italia non ha
nulla a che fare con gli atti preparatori di rapina (v. osservazioni, cit., p.
2).

 

D.

Il
Procuratore Pubblico, di cui si è già menzionata la differente posizione in
tema di (pretesa) desistenza da parte dell’accusato istante, si oppone alla
concessione della libertà provvisoria in considerazione dell’esistenza di
bisogni istruttori (un confronto fra ____________ ed il teste che lo ha visto
ripetutamente transitare nei pressi del distributore, v. preavviso, cit., p.
2), di pericolo di recidiva (la pena espiata in Italia fra luglio 2001 e
febbraio 2002 esclude a priori la possibilità di una sospensione condizionale
dell’eventuale nuova pena detentiva, loc. cit., p. 2-3) e di pericolo di fuga
(in quanto l’accusato è cittadino straniero senza alcun legame con il
territorio svizzero, loc. cit., p. 3).

Considerato

in diritto

1.

L'art. 95 CPP
- corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre
1992 / 1.gennaio 1993 (per cui mantiene validità la pregressa giurisprudenza:
v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H., inc. GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al
cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente
al cpv. 2 arresto, perdurare ed eventualmente proroga del carcere preventivo a
norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e
concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono
presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui
concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione e pericolo di recidiva (senza
dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve
unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza
dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF
109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale
federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep. 132 [1999] n. 116).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.) –
ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (Rep. 1980 pag. 44; 1986
pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la
Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep.
1980 pag. 128).

 

2.

In punto all’esistenza
di sufficienti indizi di colpevolezza, almeno con riferimento ai presupposti
oggettivi di reato non posta in discussione dalla difesa, può bastare generico
rinvio a quanto dichiarato dall’accusato medesimo (supra, consid. B). La
discussione sui motivi che hanno spinto l’accusato a non porre in atto il reato
preparato compete al giudice di merito: sia detto, per quanto di competenza di
questa sede, che in ogni caso l’ipotesi di una spontanea desistenza, come
affermato da ____________, non appare liquida al punto da far cadere gli indizi
di colpevolezza.

 

3.

a)        Ciò significa, altresì, che l’inchiesta nei confronti
dell’accusato istante non può dirsi conclusa: il confronto cui accenna il
magistrato inquirente appare utile proprio per meglio inquadrare l’aspetto
soggettivo dell’agire del reo, sul quale le posizioni di accusa e difesa
divergono. Appare nondimeno difficile ravvisare pericolo di collusione.

b)        È indubbiamente dato, invece, pericolo di fuga, l’accusato
istante non avendo alcun legame con il territorio svizzero. La tesi difensiva,
secondo la quale tale pericolo non sussisterebbe data l’esenzione da pena cui
l’accusato istante andrebbe incontro, non può essere condivisa, ritenuto che ad
essere oggetto di ulteriori indagini – e, verosimilmente, di discussione in
aula – sono proprio le condizioni per il riconoscimento della desistenza.
Comunque, il codice penale non lascia spazio ad alternative, ed impone – nelle
circostanze di fatto qui presenti – la condanna ad una pena da espiare. Ora, non
essendo risolta la questione principale riguardante la presunta desistenza, è
certo che se vi sarà condanna a pena detentiva, quest’ultima sarà
obbligatoriamente da espiare – motivo in più per ritenere concreto il pericolo
che l’accusato, posto di fronte all’alternativa se presentarsi a processo o
rimanere in Italia, opti per la seconda possibilità. 

c)         Sussiste, da ultimo, senz’altro pericolo di recidiva: la
tossicodipendenza, alla base della condanna italiana che lo ha portato in
carcere da luglio 2001 a febbraio 2002, è pure la molla che ha portato
____________ a commettere il reato per il quale è qui sotto inchiesta. È pur
vero che si tratta di reati diversi, ma manifestamente riconducibili alla
medesima matrice. 

 

4.

a)        Resta da esprimersi sulla proporzionalità della carcerazione
già patita ed ancora prospettabile, peraltro neppure espressamente contestata
dall’accusato istante.

b)        ____________ è in detenzione preventiva da poco più di un
mese. Si evince dall’incarto MP che l’inchiesta è stata portata avanti con
ritmo serrato fino al 12 settembre 2002, data di consegna del rapporto
preliminare di polizia: da quel momento, non emergono atti istruttori di
rilievo. D’altro canto, il mese di carcere preventivo già patito appare poca
cosa per rapporto alla gravità astratta del reato imputato.

c)         Allora, se si può ritenere ancora appena rispettosa del
principio di proporzionalità la detenzione preventiva già patita ed ancora
prospettabile per la conclusione dell’istruttoria, è d’altro canto
assolutamente necessario che l’istruttoria torni ad essere gestita con maggiore
rapidità: in particolare, il confronto fra accusato istante ed il teste –
prospettato dal Procuratore Pubblico – dovrà essere eseguito quanto prima,
seguito immediatamente, salvo emergere di altre necessità istruttorie, dalle
formalità legate alla conclusione dell’istruttoria formale (deposito atti ed
assunzione di eventuali complementi, rispettivamente chiusura).

d)        Resta in ogni caso sottinteso l’obbligo, per il magistrato
inquirente, di trattare con priorità i casi in cui l’accusato è in detenzione
(art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP). L’istante ha comunque sempre la
possibilità, in caso di ritardo ingiustificato, di rinnovare la domanda di
messa in libertà, che verrà valutata in base alla situazione del momento, e
dunque potrebbe avere esito diverso. 

 

5.

Tanto
____________ quanto il Procuratore Pubblico hanno menzionato l’intenzione
dell’accusato istante di affrontare terapeuticamente la tossicodipendenza di
cui lui soffre, e che senz’altro ha avuto un ruolo importante nel suo
delinquere. Anzi, parrebbe che proprio la conduzione, da parte del Procuratore
Pubblico, di un discorso parallelo con la SEPEM sulla possibilità di collocare
l’accusato istante in comunità estera abbia portato a ciò che a prima vista
sembra essere stato un rallentamento dell’istruttoria. Il fatto che ora
____________ abbia interposto l’istanza qui discussa sembra, dunque, incoerente
con il preteso desiderio di voltare definitivamente le spalle alla droga, nella
misura in cui vanifica gli sforzi posti in atto dal magistrato inquirente in
vista di trovare una soluzione consona con i principi dell’art. 44 CPS. Se
____________ avesse veramente voluto affrontare un discorso terapeutico serio,
non avrebbe postulato la libertà provvisoria nel momento in cui le trattative
per una soluzione proprio in quella direzione stavano per concretizzarsi: tutto
ciò concorre a rendere meno credibile la pretesa serietà dei suoi sforzi per
allontanarsi definitivamente dalla tossicodipendenza, e di converso più acuto
il pericolo di recidiva, come pure quello di fuga.

 

6.

In
conclusione, l’istanza in discussione deve essere respinta principalmente per
pericolo di fuga e di recidiva, ciò che avviene con la presente decisione
impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di
appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP), e senza conseguenze di tassa e spese.

Per i quali motivi,

visti gli artt. 95 ss., 107 s.,
279 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP

d e c i d e :

1.     
L’istanza di libertà provvisoria inoltrata in data 26/27 settembre 2002
da ____________ è respinta.

2.      Non
si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

3.      Contro
la presente decisione è dato il rimedio alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.     
Intimazione:

-    avv.
__________, per sé e per l’accusato istante;

-    Procuratore Pubblico avv. __________, con
copia delle osservazioni dell’accusato istante, nonché con l’inc. MP
__________/FL/ME di ritorno.

giudice __________