# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 268f33b3-1eed-574a-90da-cb1d70421a5b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-04-18
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 18.04.2000 15.2000.16
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2000-16_2000-04-18.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2000.00016

  	
  Lugano

  18 aprile
  2000/FP/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso
14 gennaio 2000 di

 

                                         __________                                                          patr.
dall’avv. __________

 

                                         contro

 

l’operato dell’UE di Lugano e meglio
contro il verbale di pignoramento 25 novembre 1999 / 3 gennaio 2000 nelle
esecuzioni n. __________  promosse dalla ricorrente nei confronti di

 

                                         __________                                                          patr.
dall’avv. __________

 

viste le osservazioni

27 gennaio 2000 di
__________

28 gennaio 2000 dell’UE
di Lugano                   

 

esaminati atti e
documenti;

 

ritenuto 

 

 

in fatto:                    A.   La __________ procede nei confronti
di __________ per l’incasso di un credito di fr. 1'423’992.30.

 

                                         In
data 25 novembre 1999 l’UE di Lugano, avendo accertato che il debitore non
possiede beni o redditi pignorabili, ha allestito il “verbale di pignoramento”,
valido quale attestato provvisorio di carenza di beni ai sensi dell’art. 115
LEF, nell’esecuzione n. __________ promossa dalla __________. Tale atto è stato
spedito alla creditrice in data 3 gennaio 2000.

 

                                  C.   Con
ricorso 14 gennaio 2000 la __________ insorge contro l’emissione del “ verbale
di pignoramento” 25 novembre/3 gennaio 2000 sostenendo che l’UE non avrebbe
effettuato i necessari accertamenti per determinare il reddito dell’escusso. La
ricorrente postula quindi l’annullamento del “verbale di pignoramento” e la
retrocessione degli atti all’UE di Lugano affinché abbia a procedere a un nuovo
pignoramento di tutti i beni pignorabili al domicilio del debitore o altrove,
nonché dei crediti e della parte del suo reddito che eccede il minimo vitale. 

 

                                  D.   Con
osservazioni 7 novembre 1997 l’UE di Lugano chiede la reiezione del gravame,
ribadendo la correttezza del proprio operato.

 

 

Considerando 

 

in diritto:                  1.   Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito le
autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze
determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia
il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III
21; 108 III 12; 106 III 13), ritenuto che delle successive modifiche della
situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante revisione del
pignoramento (DTF 108 III 13).

 

                                   2.   Citato
dalla scrivente Camera per essere interrogato formalmente il 13 aprile 2000,
__________ ha dichiarato di percepire un reddito annuo lordo di fr.
30'000.—quale membro del CdA della società __________. Egli ha inoltre
dichiarato che la moglie lavora al 50% percependo un salario lordo di fr.
1'500.— cfr. verbale d’interrogatorio formale 13 aprile 2000) Dal verbale
interno per le operazioni di pignoramento 11 novembre 1999, nonché dal verbale
di pignoramento 25 novembre 1999, emerge che l’UE di Lugano non ha accertato né
il reddito dell’escusso né il suo minimo di esistenza allo scopo di determinare
l’esistenza o meno di un’eccedenza pignorabile, almeno così parrebbe per il
fatto che i computi a pag. 3 risultano essere stati depennati e peraltro
nemmeno notificati alle parti. Di conseguenza per sanare tale omissione
s’impone l’annullamento dell’atto di pignoramento impugnato e la retrocessione
degli atti all’UE di Lugano affinché proceda ad un nuovo pignoramento di tutti
i beni e redditi dell’escusso nell’esecuzione n. __________ promossa dalla
__________.                              

 

                                   3.   Ne
consegue l’accoglimento del gravame.

                                         Sulle
spese occorre ricordare a futura memoria che - benché la gratuità della
procedura sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il
ricorso secondo l'art. 17 LEF (Jean - François Poudret/Suzette Sandoz - Monod, Commentaire
de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990,n.2.10 all'art.
81, p.804) - siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del
legislatore (art.20a cpv.1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF 125
III 383 cons.2a) Per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62 cpv.
2 OLEF).

 

Richiamati gli art. 17,
91 e 93 LEF

 

 

pronuncia:              1.   Il ricorso 14 gennaio 2000 __________, è accolto.

 

                               1.1.   Di
conseguenza è annullato il verbale di pignoramento 25 novembre 1999 / 3 gennaio
2000 nella procedura esecutiva n. __________ a carico di __________.

 

                               1.2.   E’
fatto ordine all’UE di Lugano di determinarsi come al considerando 2 di questa
sentenza.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                   4.   Intimazione
a:

                                         -
__________

                                         Comunicazione
all'UE di Lugano

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                             La
segretaria