# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6edf6a20-145a-5940-bada-a42e79b5cf79
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-03-27
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 27.03.2013 14.2013.25
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2013-25_2013-03-27.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2013.25

  	
  Lugano

  27 marzo 2013

  B/fp/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Walser e Jaques

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa a procedura sommaria in materia
di esecuzione e fallimenti promossa con istanza del 21 dicembre 2012 da

 

 

	
   

  	
  CO 1 

  patrocinato dall’ PA 2 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

  patrocinata dall’ PA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

tendente ad ottenere il rigetto provvisorio dell’opposizione interposta al PE n. __________
del 24/25 ottobre 2012 dell’Ufficio esecuzione di Lugano per il pagamento di
fr. 7'323.60 oltre interessi al 6% dal 6 settembre 2012;

 

sulla quale istanza il Pretore del Distretto di
Lugano, sezione 5, con sentenza del 18 gennaio 2013 (__________) ha così deciso:

 

“1.  L’istanza è accolta e di
conseguenza l’opposizione interposta al summenzionato precetto esecutivo è
respinta in via provvisoria. 

 

2.    La tassa di giustizia in fr. 180.--, da anticipare dalla parte
istante, è posta a carico della parte convenuta, con l’obbligo di rifondere a
controparte fr. 100.-- a titolo di ripetibili.”

 

 

Decisione tempestivamente dedotta in appello da RE
1 che con reclamo del 

31 gennaio 2013 postula la
reiezione dell’istanza e, in via subordinata, il rinvio degli atti 

al Pretore, affinché proceda al contraddittorio
tra le parti con una nuova citazione 

all’udienza oppure le assegni un congruo termine
per presentare le 

sue osservazioni, protestate spese e ripetibili;

 

lette le osservazioni del 28 febbraio 2013 di CO 1 e del 4 marzo 2013 del 

suo patrocinatore;

 

preso atto che con decreto presidenziale del 1. febbraio 2013 al reclamo è 

stato concesso effetto sospensivo;

 

 

 

ritenuto

 

in fatto:

 

                                  A.   Con
PE n. __________ del 24/25 ottobre 2012 dell’Ufficio esecuzione di Lugano CO 1  ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 7'323.60 oltre interessi al 6% dal 6 settembre  2012, indicando quale titolo di credito: “Salario agosto + settembre 2012”. 

                                         Interposta
tempestiva opposizione dall’escussa, l’escutente ne ha chiesto il rigetto
provvisorio al Pretore.

 

 

                                  B.   Il
procedente fonda la sua pretesa su un contratto di lavoro concluso con la
convenuta il 12 marzo 2012, che prevedeva una retribuzione lorda annua (12
mensilità) di fr. 50'760.--. Con l’esecuzione in oggetto l’istante pretende il
pagamento del salario per i mesi di agosto e settembre 2012 (doc. A).

 

 

                                  C.   Con
disposizione ordinatoria del 27 dicembre 2012 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5, ha citato le parti a comparire venerdì 18 gennaio 2013 alle ore 09.00 per il contraddittorio.

                                        Con
domanda del 16 gennaio 2013 il patrocinatore della convenuta ha chiesto il
rinvio dell’udienza sostenendo di essere quel giorno diversamente impegnato
professionalmente.

                                         Con
decisione del 16 gennaio 2013 il Pretore non ha ammesso la richiesta di rinvio
confermando l’udienza per il predetto giorno.    

 

 

                                  D.   Il 17 gennaio 2013 la convenuta ha presentato delle osservazioni scritte con cui ha sostenuto
che l’istante non aveva prodotto né un documento firmato, né un documento
indicante una somma liquida e quantificabile. L’escussa ha poi asserito che il
procedente, durante gli ultimi quattro mesi di collaborazione, si era reso
irreperibile, senza alcuna comunicazione da parte sua, violando pertanto i suoi
obblighi contrattuali, per cui è dovuta ricorrere all’impiego di terzi per
eseguire quanto da lui dovuto. Dal mese di settembre 2012 non le sono più stati
consegnati i rapporti di lavoro, per cui per fine novembre 2012 ha disdetto il contratto stipulato con l’istante.

                                         All’udienza
di discussione del 18 gennaio 2013, alla quale la convenuta non ha partecipato,
il procedente si è espresso in merito alle osservazioni scritte di
quest’ultima, sostenendo di avere svolto la sua attività lavorativa come
pattuito nel contratto e precisando di avere eseguito le sue prestazioni a
regola d’arte.  

 

 

                                  E.   Con decisione del 18 gennaio 2013 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5, ha accolto l’istanza, ritenendo il contratto di lavoro agli atti,
debitamente sottoscritto dall’amministratore unico della convenuta, menzionante
la retribuzione lorda annua, valido riconoscimento di debito ai sensi dell’art.
82 cpv. 1 LEF. In merito all’asserito assenteismo dal lavoro da parte
dell’istante, il primo giudice ha rilevato che si trattava di una mera
allegazione di parte insufficiente per infirmare la validità del titolo di
rigetto prodotto.   

 

 

                                  F.   Con
il reclamo la convenuta sostiene che l’istante non si è più presentato al
lavoro già dal mese di settembre 2012, rendendosi irreperibile, per cui a più
riprese ha cercato di contattarlo per intavolare delle trattative. Nel corso
del mese di dicembre 2012 ha allestito di propria volontà il rapporto finale
delle ore, aggiungendovi le ferie di diritto e sottraendo il tempo durante il
quale l’istante non era più comparso sul posto di lavoro, dal quale è
risultato, per il periodo da agosto a novembre 2012, un importo di fr. 6'831.06 a favore del procedente. Il rapporto è stato inviato all’istante, il quale non ha mai
risposto. La reclamante rileva che il salario è dovuto fintanto che il
dipendente adempie ai suoi obblighi contrattuali, per cui nel caso concreto
fino ad agosto 2012. In segno di totale buona fede e al fine di onorare il
dovuto, dopo avere calcolato le ore straordinarie, così come le ferie di
diritto, si era dichiarata disposta a riconoscere a controparte un saldo di fr.
3'519.88 quale salario per il mese di agosto 2012, mese in cui l’istante aveva
lavorato. La reclamante sostiene poi che gli interessi pretesi, comunque
contestati, non potrebbero superare il tasso del 5% a far tempo dal 25 ottobre 2012, giorno della notifica del precetto esecutivo  in esame.

                                         In via
subordinata la convenuta chiede il rinvio dell’incarto al Pretore per procedere
al contraddittorio tra le parti oppure l’assegnazione di un congruo termine per
presentare le sue osservazioni di duplica, rilevando come nella procedura di
prima sede le sia stato impedito di essere assistita dal suo patrocinatore
all’udienza di discussione, avendo quest’ultimo chiesto tempestivamente il
rinvio dell’udienza fissata per il 18 gennaio 2013 per impegni professionali concomitanti, che il Pretore ha però respinto. Secondo la convenuta, atteso che
il rinvio non era stato ammesso, il primo giudice avrebbe dovuto tutelare il
diritto di essere sentito di entrambe le parti, se non oralmente, fissando un
congruo termine per presentare le loro osservazioni scritte. La reclamante
rileva di avere inoltrato di propria iniziativa le sue osservazioni scritte
all’istanza. Il Pretore, intimatele seduta stante alla controparte, ha dato
modo a quest’ultima di esprimersi in merito. La stessa possibilità non le è
invece stata garantita, avendo ricevuto il verbale insieme alla decisione.     

 

 

                                  G.   Delle
osservazioni di controparte si dirà, se del caso, in seguito.

 

 

 

Considerando

 

In diritto:

 

1.Secondo l’art. 319 lett. a CPC sono
impugnabili mediante reclamo, tra l’altro, le decisioni inappellabili di prima
istanza finali. Tale è il caso per le decisioni nelle pratiche a tenore della
LEF, segnatamente in tema di rigetto dell’opposizione ex art. 80-84 LEF (cfr.
art. 309 lett. b n. 3 CPC).

 

 

2.In base all’art. 320 CPC con il
reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto (lett.
a), sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b).

 

 

3.La reclamante sostiene di essere stata
lesa nel suo diritto di essere sentita e chiede una nuova citazione delle parti
ad un’udienza di discussione oppure l’assegnazione di un congruo termine per
presentare le sue osservazioni di duplica, atteso che non le è stato concesso
il rinvio dell’udienza del 18 gennaio 2013 richiesto tempestivamente e che non le è stato assegnato un termine per presentare un allegato scritto di duplica,
dopo che all’udienza di discussione l’istante aveva potuto replicare alle sue
osservazioni scritte di risposta all’istanza.  

 

                               3.1.   Il
diritto di essere sentito è una garanzia costituzionale formale (art. 29 cpv. 2
Cost.), che scaturisce dalla garanzia generale ad un equo processo di cui agli
art. 29 cpv. 1 Cost. e 6 n. 1 CEDU (sentenza del Tribunale federale 5A_19/2011
del 29 giugno 2011, consid. 2.2). Con l'entrata in vigore del nuovo diritto
processuale svizzero esso è stato concretizzato dall'art. 53 cpv. 1 CPC, norma
per la quale torna applicabile la prassi valida per l'art. 29 cpv. 2 Cost.
(sentenza del Tribunale federale 5A_31/ 2012 del 5 marzo 2012, consid. 4.3). Il diritto di essere sentito comprende il diritto di prendere conoscenza di ogni
argomento sottoposto al tribunale e di esprimersi al proposito, a prescindere
che contenga argomenti di fatto o di diritto nuovi o che si presti
concretamente a influire sul giudizio. Spetta infatti alle parti, e non al
giudice, decidere se una presa di posizione o un documento versato agli atti
contiene elementi determinanti che richiedono osservazioni (sentenza del
Tribunale federale 5A_151/2007 del 22 gennaio 2008, consid. 3.2; 5A_19/2011 del 29 giugno 2011, consid. 2.2; 5A_31/2012 del 5 marzo 2012, consid. 4.4). Di conseguenza, ogni presa di posizione o documento versato agli atti deve essere
comunicato alle parti per permettere loro di decidere se vogliono fare uso
della loro facoltà di esprimersi (sentenza del Tribunale federale 5A_19/2011
del 29 giugno 2011, consid. 2.2 con rinvii; 5A_31/ 2012 del 5 marzo 2012, consid. 4.4 rinvii). 

 

                               3.2.   Sia la LEF che il CPC lasciano al giudice la possibilità di dare modo alla controparte di presentare
oralmente o per scritto le proprie osservazioni all’istanza (art. 84 cpv. 2 LEF
e 253 CPC). Nel caso concreto il Pretore ha optato per una procedura orale,
citando, con disposizione ordinatoria del 27 dicembre 2012, le parti a comparire il venerdì 18 gennaio 2013 alle ore 09.00 per l’udienza di discussione. In seguito alla richiesta di rinvio del 16 gennaio 2013 presentata dalla
convenuta, il Pretore, con disposizione ordinataria dello stesso giorno, non ha
ammesso il rinvio, confermando la suddetta udienza. A questo proposito va
osservato che secondo l’art. 135 lett. b CPC, su richiesta tempestiva, il
giudice può rinviare la comparizione per sufficienti motivi. Nell’esercitare il
suo potere di apprezzamento il giudice non deve interpretare blandamente la
norma, ma deve procedere ad una ponderazione tra l’interesse ad una trattazione
celere della causa e il diritto di essere sentito delle parti (Bohnet, in: CPC com­men­té, Basilea
2011, n. 5 ad art. 135), esigendo perlome­no che il richiedente renda
verosimile il motivo d’impedimen­to e l’impossibilità oggettiva di comparire
alla data prefissa, così come, ove invochi concomitanze con altri impegni
professionali, che gli stessi non sono stati assunti ad artem o
misconoscendo la data di udienza già fissata in precedenza. Ciò vale a maggior
ragione per le procedure semplificate e sommarie, che hanno una componente
endogena di celerità, cosicché una maggiore severità è immanente alla loro
natura (Trezzini, in: Commentario
al Codice di diritto processuale civile svizzero, Lugano 2011, pag 565 ad art.
135). Nel presente caso il patrocinatore della convenuta ha chiesto il rinvio
dell’udienza per impegni professionali (“… diversamente impegnato
professionalmente.”), senza dimostrarne, con la produzione di qualsivoglia
giustificativo, l’impossibilità oggettiva di comparire, per cui, tenuto conto
del principio di celerità che caratterizza la procedura sommaria di rigetto
dell’opposizione, la decisione del Pretore va considerata corretta. Con
memoriale del 17 gennaio 2013 la reclamante ha presentato, di sua iniziativa,
le sue osservazioni di risposta all’istanza. Il fatto che tali osservazioni
siano state intimate seduta stante al procedente, il quale ha potuto esprimersi
in merito, non significa che il primo giudice abbia inteso mutare il tipo di
procedura da orale a scritta. L’asserita violazione del suo diritto di essere
sentita fatta valere dalla reclamante, che sostiene di non essersi potuta
esprimere in merito alla risposta dell’istante, non essendole stato fissato un
termine per presentare per scritto un allegato di duplica, è dovuta alla sua
assenza all’udienza di discussione, che sapeva non essere stata rinviata. La
citazione all’udienza del 27 dicembre 2012, conteneva l’avvertenza che, se una parte ingiustificatamente non fosse comparsa all’udienza, il giudice avrebbe
preso in considerazione gli atti scritti inoltrati in conformità del CPC e,
fatto salvo l’art. 153 CPC, avrebbe potuto  porre alla base della sua decisione
gli atti e le allegazioni della parte comparsa (art. 234 cpv. 1 CPC). Con
questo modo di procedere il Pretore non ha violato il diritto di essere sentito
della convenuta, che d’altro canto con il reclamo non fa valere fatti non
accertati, limitandosi, in sostanza, a confermare quanto esposto con le
osservazioni scritte di risposta.  

 

 

                                   4.   In virtù dell’art. 82 cpv. 1 LEF se
il credito si fonda su un riconoscimento di debito constatato mediante atto
pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto provvisorio
dell’opposizione.

 

                               4.1.   La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura
privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica
necessariamente il riconoscimento da parte dell'escusso o del suo
rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una somma di denaro
determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere
dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli
elementi necessari (DTF 132 III 480 consid. 4.1 pag. 481). Condizione essenziale
è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo
criteri oggettivi stabiliti in precedenza e sottratti a possibilità di modifica
unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (cfr. Cometta, Il rigetto provvisorio dell'opposizione nella
prassi giudiziaria ticinese, in Rep
1989, pag. 338 con riferimenti).

 

                               4.2.   Il
contratto di lavoro è un contratto sinallagmatico che, sottoscritto dal datore
di lavoro, autorizza a concedere il rigetto provvisorio dell’opposizione per il
salario ivi indicato, dedotti gli oneri sociali. Non può però essere concesso
il rigetto dell’opposizione, quando il datore di lavoro sostiene in modo
convincente che il lavoratore non ha fornito la sua prestazione lavorativa nel
periodo per cui chiede il salario - ritenuto che solo sostenerlo non è
sufficiente - e nel caso in cui queste eccezioni  non possono essere subito
infirmate dal lavoratore (Staehelin,
Basler Kommentar zum SchKG I, 2a  ed., Basilea 2010, n. 126 ad art.
82 LEF).            

 

                               4.3.   Nel presente caso, il contratto di lavoro in oggetto costituisce, in
via di principio, valido riconoscimento di debito ai sensi dell’art. 82 cpv. 1
LEF per gli stipendi del mese di agosto e settembre 2012 posti in esecuzione.

 

 

                                   5.   Per l’art. 82 cpv. 2
LEF il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione a meno che il
debitore sollevi e giustifichi immediatamente delle eccezioni tali da infirmare
il riconoscimento di debito; all’escusso incombe l’onere di dimostrare la
verosimiglianza delle eccezioni che deduce in giudizio (DTF 132 III 142 consid.
4.1.1 con rinvii). Secondo la giurisprudenza le eccezioni non solo devono
essere esposte in modo convincente ma devono anche essere sostanziate in modo
perlomeno verosimile nel senso che a conforto delle allegazioni devono esserci
riscontri oggettivi (cfr. DTF 104 Ia 413, consid. 4; Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, Bundesgesetz
über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 4a ed., Zurigo
1997, n. 28 ad art. 82; Gilliéron,
Commentaire de la LP, vol. II, Losanna 2000, n. 82 ad art. 82;
Stücheli, Die Rechtsöffnung, tesi
Zurigo 2000, pag. 350; Staehelin,
op. cit., n. 87 s. ad art. 82).

 

                                         Con il reclamo la convenuta sostiene che l’istante da agosto 2012
non si sarebbe più presentato sul posto di lavoro. Trattansi di mere
affermazioni di parte prive di qualsivoglia riscontro oggettivo, per cui
inadatte ad infirmare, ai sensi dell’art. 82 cpv. 2 LEF, il riconoscimento di
debito in oggetto.

 

 

                                   6.   Il
contratto di lavoro in esame costituisce quindi valido titolo di rigetto
provvisorio dell’opposizione per i salari dei mesi di agosto e settembre 2012
ammontanti a fr. 7'323.60. Gli interessi di mora possono tuttavia essere
riconosciuti solo al tasso legale del 5% 

                                         (art. 104
cpv. 1 CO) su fr. 3'661.80 dal 6 settembre 2012 (salario del mese di agosto 2012) e su fr. 3'661.80 dal 6 ottobre 2012 (salario del mese di settembre 2012), senza che sia necessaria la costituzione in mora, per esempio
tramite la notifica del precetto esecutivo, ritenuto che il salario doveva
essere versato al più tardi il 5° giorno del mese successivo (cfr. doc. B punto
 4.1.46).

 

 

7.Ne discende il parziale accoglimento
del reclamo con conseguente riforma della decisione impugnata.

La
tassa di giustizia e le ripetibili seguono la pressoché totale soccombenza
della reclamante (art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF; art. 95 cpv. 2 e 3, 105 cpv. 1 e
2, 106 cpv. 1 CPC).

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 135 e 253 CPC, 82 e 84 LEF 

 

 

pronuncia:

 

                                    I.   Il
reclamo è parzialmente accolto.

                                         Di
conseguenza il dispositivo n. 1 della decisione del 18 gennaio 2013 del Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5 (__________) è così riformato:

 

                                         “1. L’istanza
di rigetto provvisorio dell’opposizione del 21 dicembre 2012 promossa da CO 1, __________, è parzialmente accolta. Di conseguenza, l’opposizione interposta
da RE 1, __________, al precetto esecutivo n. __________ del 24/25 ottobre  2012 dell’Ufficio esecuzione di Lugano è rigettata in via provvisoria
limitatamente a fr. 7'323.60.-- oltre interessi al 5% su fr. 3’661.80 dal 6 settembre  2012 e su fr. 3'661.80 dal 6 ottobre 2012.”

 

 

                                   II.   La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 300.--, già anticipata dalla
reclamante, resta a carico di RE 1, la quale rifonderà a CO 1 fr. 400.-- per
ripetibili. 

 

 

 

 

                                  III.   Notificazione a:

	
   

  	
  -; 

  -.

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                                             La
segretaria

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

Giacché il
valore litigioso della vertenza, di fr. 7'323.-, non raggiunge il limite di
legge di fr. 30'000.-, contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione, solo se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2 lett. a LTF).

 

Nello stesso
termine è possibile proporre al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, anche
ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113 e segg. LTF).