# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e62ecee9-e21f-5c58-8eea-9e0477b5493a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-08-26
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 26.08.2009 D-5241/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5241-2009_2009-08-26.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5241/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 6  a g o s t o  2 0 0 9

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Gérald Bovier;
cancelliera Lydia Lazar Köhli.

A._______, nato il (...),
Cossovo,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 18 agosto 2009 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5241/2009

Visto:

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato il 17 luglio 2009 in 
Svizzera, 

i verbali d'audizione del 23 luglio e del 6 agosto 2009, 

la decisione dell'UFM del  18 agosto 2009,  notificata all'interessato il 
medesimo giorno (cfr. avviso di notifica e di ricevuta), 

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 19 agosto 2009 (cfr. timbro del plico 
raccomandato), 

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono, 

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e 
art. 83 lett. d LTF), 

che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e  dell'art.  52  PA, 
nonché dell'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della decisione impugnata; che, se le parti utilizzano un'altra lingua, il 
procedimento può svolgersi in tale lingua, 

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che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano,

che, nell'ambito delle audizioni  sui  fatti,  l'interessato ha dichiarato di 
essere  di  etnia  (...)  (Cossovo)  e  di  essere  nato  ed  avere  avuto 
domicilio a B._______ fino al suo espatrio avvenuto nel (...), 

che il  richiedente ha affermato di  avere subito  minacce in  Patria  da 
parte di persone a lui sconosciute che l'avrebbero già picchiato varie 
volte e ferito al polso e al fianco; che tali minacce sarebbero avvenute 
per ragioni a lui ignote, rispettivamente, secondo un'altra versione, a 
causa della relazione avuta nel (...) con una ragazza di una religione 
diversa dalla sua; che egli, per sottrarsi alle minacce, avrebbe lasciato 
il  Cossovo per la prima volta nel  (...),  rifugiandosi  in  C._______ per 
oltre un anno; che, facendo rientro nel suo Paese e vedendo che la 
situazione non era mutata, egli si sarebbe trasferito a D._______ per 
un paio di settimane, per poi fare tappa in E._______ per sei mesi e, 
infine, raggiungere la Svizzera nel luglio 2009, 

che, nella decisione del 18 agosto 2009, l'UFM ha constatato, da un 
lato,  che  il  Consiglio  federale  ha  inserito  il  Cossovo  nel  novero  dei 
Paesi sicuri e, dall'altro, che le allegazioni in materia d'asilo presentate 
dal richiedente non sono verosimili siccome contraddittorie e vaghe, di 
modo  che  non  emergerebbero  dalle  carte  processuali  degli  indizi 
d'esposizione  dell'interessato  a  persecuzioni  in  caso  di  rientro  in 
patria, 

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda  ai  sensi  dell'art. 34  cpv. 1  LAsi;  che  l'autorità  inferiore  ha 
pure  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e 
l'esecuzione dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile, 

che, nel gravame, il  ricorrente contesta che il  Cossovo possa essere 
considerato  un  Paese  sicuro  nel  suo  caso,  visto  che  vi  sarebbero 
persone  che  lo  minaccerebbero  e  che  l'avrebbero  già  colpito  con 
l'intento di ucciderlo; che egli è del parere che le contraddizioni rilevate 
dall'UFM non siano sufficienti a giustificare la non entrata nel merito 
della sua domanda perchè conseguenza di  equivoci,  rispettivamente 
da  riportare  ed  errori  di  trascrizione;  che  il  suo  racconto  sarebbe 
dettagliato,  privo  di  grosse  contraddizioni  e  conforme  all'esperienza 

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generale  di  vita,  ragione  per  cui  le  sue  allegazioni  sarebbero  da 
considerarsi verosimili,

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa all'autorità inferiore per una nuova decisione nel merito e, in via 
sussidiaria  l'ammissione  provvisoria;  che  egli  ha,  altresì,  presentato 
una  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  dell'esenzione  dal 
pagamento delle spese processuali e del relativo anticipo, 

che, giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una domanda 
d’asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio federale 
ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, a meno 
che non risultino indizi di persecuzione, 

che, da un lato, allorquando il  Consiglio federale inserisce un Paese 
nel  novero  dei  Paesi  sicuri,  sussiste  di  massima  una  presunzione 
d’assenza di persecuzioni in detto Paese; che incombe al richiedente 
l’asilo  d’invalidare  siffatta  presunzione  per  quanto  attiene  alla  sua 
situazione personale, 

che,  dall'altro  lato,  la  nozione  d’indizi  di  persecuzione  ai  sensi 
dell’art. 34 cpv. 1 LAsi s’intende in senso lato: comprende non soltanto 
i  seri  pregiudizi  previsti  dall’art.  3  LAsi,  ma  pure  gli  ostacoli 
all’esecuzione  dell’allontanamento,  di  cui  all’art.  44  cpv.  2  LAsi, 
imputabili  all'agire  umano  (Giurisprudenza  ed  informazioni  della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
2003 n. 18), 

che, per ammettere l'esistenza di indizi di persecuzione che implicano 
l'entrata  nel  merito  di  una  domanda  d'asilo,  vale  un  grado  di 
verosimiglianza  ridotto  (GICRA  1996  n.  16  consid.  4  confermata  in 
GICRA 2004 n. 35 consid. 4.3 pag. 247), 

che,  siccome il  Consiglio  federale ha effettivamente  inserito,  in  data 
1° aprile 2009, il Cossovo nel novero dei Paesi esenti da persecuzioni, 
sussiste  di  massima  una  presunzione  d'assenza  di  persecuzioni  in 
detto Paese, 

che,  nella  fattispecie,  il  ricorrente  non  è  riuscito  ad  invalidare  la 
presunzione  d'assenza  di  persecuzioni,  ritenuto  segnatamente  che 
dagli  atti  di  causa  non  emergono  indizi  di  persecuzione;  che,  in 

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particolare,  l'insorgente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche 
censure,  argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa 
valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione;  che  le 
allegazioni decisive in materia di asilo si esauriscono, infatti, in mere 
affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché 
minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato, 

che, a titolo d'esempio, basti rilevare che il ricorrente si è palesemente 
contraddetto  su  aspetti  centrali  della  sua  vicenda;  che,  egli,  infatti, 
descrivendo  l'accaduto  a  monte  del  suo  primo  espatrio  nel  (...),  ha 
dapprima  vagamente  indicato  di  essere  stato  picchiato  per  due-tre 
volte  (cfr.  verbale  audizione  del  23  luglio  2009  [in  seguito:  verbale 
audizione I] pag. 7), per poi invece affermare con precisione di avere 
subito percosse unicamente in due occasioni (cfr. ibidem pag. 8); che 
l'affermazione  secondo  cui  la  sua  relazione  con  F._______, 
rispettivamente G._______.,  sarebbe "durata sei  mesi dal (...)  fino a  
due mesi prima di andare in Italia" (cfr. ibidem pag. 8), non regge alla 
luce dell'allegazione  resa  poco prima secondo  cui  la  sua  entrata  in 
C._______ sarebbe avvenuta nel (...)(cfr. ibidem pag. 2); che in sede di 
prima audizione il ricorrente ha dichiarato di non essere a conoscenza 
del motivo delle minacce ricevute e di escludere che gli autori fossero 
le persone che avrebbe sospettato in un primo momento, vale a dire 
persone  di  H._______  (cfr.  ibidem  pag.  2),  per  invece,  durante 
l'audizione  sui  motivi,  affermare  risoluto  che  sarebbero  proprio  tali 
persone a creargli problemi (cfr. verbale audizione del 6 agosto 2009 
[in  seguito:  verbale  audizione  II]  pag.  6/D50);  che,  descrivendo  la 
sequenza  degli  accadimenti  dopo  essere  stato  accoltellato, 
l'insorgente  ha dapprima sostenuto di  essersi  incamminato e di  non 
avere perso i sensi fino all'arrivo di suo zio (cfr. ibidem pag. 10/D104), 
per  poi,  qualche  minuto  dopo,  dichiarare  invece  di  essere,  dopo  il 
colpo, subito caduto a terra ed avere perso i sensi (cfr. ibidem pag. 10/
D107); che egli  ha dichiarato di  non avere denunciato le  minacce e 
violenze subite, perchè non avrebbe saputo a chi rivolgersi e perchè la 
polizia  sarebbe  rimasta  comunque  inattiva  (cfr.  verbale  audizione  I 
pag. 8); che, alla luce dell'asserita paura di fare rientro in Cossovo a 
causa della minacce subite (cfr. verbale audizione II  pag. 13/D140 e 
ricorso  pag.  2),  mal  si  capisce  come  mai  il  ricorrente,  tra  i  suoi 
soggiorni a D._______ e in E._______, rispettivamente tra il soggiorno 
in E._______ e la partenza per la Svizzera, avrebbe, a sua detta, fatto 
due volte rientro in Patria, rimanendoci, la prima volta, addirittura due 

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settimane  (cfr.  verbale  audizione  I  pag.  11);  che  questo  lede 
ulteriormente  la  credibilità  del  ricorrente:  se  i  suoi  motivi  fossero 
realmente  accaduti,  infatti,  ci  si  sarebbe  ragionevolmente  potuti 
attendere che egli rimanesse lontano dal suo Paese, rispettivamente si 
informi per lo meno sullo sviluppo degli  eventi prima di  optare per il 
trasferimento in Svizzera, cosa che, dagli atti, non traspare egli abbia 
mai fatto,

che, in considerazione di quanto sopraesposto, v'è ragione di ritenere 
che  la  vicenda  resa  dall'insorgente  a  sostegno  della  sua  domanda 
d'asilo è manifestamente inverosimile,

che, in considerazione di quanto suesposto, non appaiono sussistere 
seri pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi,

che per gli stessi motivi non emergono dalle carte processuali neppure 
elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento 
dell'insorgente  in  Cossovo  possa  violare  l'art. 25 cpv.  2  della 
Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del 
18 aprile 1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo 
statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 
5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  della  legge 
federale  del  16  dicembre  2005  sugli  stranieri  (LStr,  RS  142.20)  o 
esporre i ricorrenti in patria al rischio reale ed immediato di trattamenti 
contrari all'art. 3 Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e 
delle libertà fondamentali  del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o 
all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti 
crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 
0.105),

che,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento 
riconducibili all’art. 44 cpv. 2 LAsi e  all'art. 83 cpv. 4 LStr, in Cossovo 
non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o violenza 
generalizzata che coinvolga l'insieme della  popolazione nella  totalità 
del territorio nazionale,

che, nel caso di specie, non risultano manifestamente esservi indizi di 
persecuzione ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi,

che, di conseguenza, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della 
domanda d'asilo secondo l'art. 34 cpv. 1 LAsi, di modo che, su questo 

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punto, il  ricorso,  destituito  d'ogni  e benché minimo fondamento,  non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata,

che il  ricorrente non adempie le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  pregiudiziali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]),

che dalle carte processuali non emergono neppure ostacoli dal profilo 
dell'esigibilità dell'allontanamento quanto alla situazione personale del 
ricorrente;  che  egli  è  ancora  giovane,  ha  frequentato  la  scuola 
dell'obbligo  e  tre  anni  di  scuola  tecnica  e  dispone  di  esperienza 
professionale pluriennale in veste di (...) (cfr. verbale audizione I pag. 
3);  che,  inoltre,  egli  può  beneficiare  in  Patria  di  una  vasta  rete 
familiare, potendo far capo ai genitori, al fratello, a quattro sorelle, ad 
una nonna e  a  diversi  cugini  e  zii,  per  lo  più  residenti  nel  (...)  (cfr. 
ibidem pag. 4); che il ricorrente non ha, altresì, preteso nel gravame di 
soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  loro 
ammissione  provvisoria  (v.  sulla  problematica  GICRA 2003 n. 24), 
senza  che  ad  un  esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la 
necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici, 

che,  per  le  ragioni  sopraindicate,  l'autorità  inferiore  ha  rettamente 
ritenuto siccome ammissibile e ragionevolmente esigibile l'esecuzione 
dell'allontanamento,

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi ed 
art. 83 cpv. 2 LStr);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria 
diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio 
oltre alla carta d'identità già depositata dinanzi alle autorità svizzere 
(art. 8 cpv. 4  LAsi);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque 
pure possibile, 

che,  per  conseguenza,  anche in  materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione,  il  gravame  va  disatteso  e  la  querelata  decisione 
confermata, 

che,  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice  unico,  con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

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che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità 
d'esito  favorevole,  la  domanda  d'assistenza  giudiziaria  parziale,  nel 
senso  della  dispensa  dal  pagamento  delle  spese  processuali,  è 
respinta (art. 65 cpv. 1 PA), 

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 600.-, 
che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 
63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo 
federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda d'assistenza giudiziaria parziale è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione soggiorno (in copia; n. di rif. N [...])
- I._______ (in copia) 

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Lydia Lazar Köhli

Data di spedizione: 

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