# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 327ceaf7-48a6-56ce-8cbf-7aebd9fb48d7
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2012-12-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.12.2012 D-6349/2012
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6349-2012_2012-12-14.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-6349/2012 

 

 

 

 S e n t e n z a  d e l  1 4  d i c e m b r e  2 0 1 2  

Composizione 

 
Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Nina Spälti Giannakitsas;  

cancelliere Gilles Fasola. 

 

 
 

Parti 

 
A._______, nato il (...), alias 

B._______, nato il (...), 

Nigeria,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale della migrazione (UFM),  

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione 

dell'UFM del 6 dicembre 2012 / N [...]. 

 

 

D-6349/2012 

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Visto 

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data  

14 novembre 2012 in Svizzera; 

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM) ha 

rimesso al richiedente nel corso dell'audizione sulle generalità del 

20 novembre 2012 e mediante il quale lo ha reso attento circa la 

necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro della sua 

domanda, un documento d'identità o di viaggio, con la comminatoria che, 

in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra 

nel merito della sua domanda d'asilo; 

i verbali d'audizione del 20 novembre 2012 (di seguito: verbale 1) e del 

6 dicembre 2012 (di seguito: verbale 2); 

la decisione dell'UFM del 6  dicembre 2012, notificata oralmente al ricor-

rente il giorno stesso (cfr. act. A8/1); 

il ricorso inoltrato al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribu-

nale) in data 7 dicembre 2012 (cfr. timbro del plico raccomandato; data 

d'entrata: 10 dicembre 2012); 

la copia dell'incarto dell'UFM trasmesso per telefax al Tribunale in data 

10 dicembre 2012; 

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno  

ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza; 

 

e considerato 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi); 

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), in virtù dell'art. 31 LTAF, 

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giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese dalle autori-

tà menzionate all'art. 33 LTAF; 

che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi); 

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA; 

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferio-

re, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un inte-

resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA), e che è pertanto legittimato ad aggra-

varsi contro di essa; 

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 e 5 LAsi), alla 

forma ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfat-

ti; 

che, pertanto, occorre entrare nel merito del ricorso; 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di 

un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltan-

to sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); 

che, nell'ambito dell'audizione sulle generalità, l'interessato ha dichiarato 

di essere cittadino nigeriano di etnia haussa e religione cattolica, nato e 

cresciuto a C._______ (Nigeria), dove vi ha vissuto sino all'espatrio avve-

nuto nel giugno del 2012 (cfr. verbale 1, pagg. 3-5); 

che il richiedente avrebbe lasciato la Nigeria nel giugno del 2012 in quan-

to sarebbe minacciato di morte dai membri del gruppo terroristico islami-

co "Boko Haram" (di seguito: BHM) (cfr. verbale 1, pag. 8-9; verbale 2; 

D44, pag. 5); che da Lagos (Nigeria) avrebbe preso un volo con destina-

zione Milano (Italia); che avrebbe vissuto in tale città sino al   

(...), giorno in cui avrebbe raggiunto Chiasso (Svizzera) viaggiando in tre-

no; che il medesimo giorno ha depositato la domanda di asilo in oggetto 

(cfr. verbale 1, pag. 6-7); 

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che il 

ricorrente non avrebbe consegnato alle autorità competenti in materia 

d'asilo alcun documento d'identità o di viaggio valevole ai sensi 

dell'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-

durali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); che, dall'altro lato, detto 

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Ufficio ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste all'art. 32 cpv. 3 

LAsi sarebbe realizzata nel caso di specie; 

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 

ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi e contestualmente ha pronunciato 

l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-

tanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile; 

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata conse-

gna di documenti d'identità, sostenuto di non avere mai posseduto in vita 

sua un passaporto o una carta d'identità; che, inoltre, nella sua posizione 

di richiedente l'asilo gli sarebbe impossibile procurarsi qualsivoglia docu-

mento; che, pertanto, si sarebbe trovato in una situazione di oggettiva 

impossibilità (cfr. ricorso); 

che, per quanto riguarda i suoi motivi d'asilo, ha ribadito quando quanto 

già espresso nel corso delle audizioni; 

che, in merito all'allontanamento, il ricorrente ritiene che l'esecuzione del-

lo stesso sarebbe inesigibile in quanto in Nigeria la situazione generale 

non sarebbe sicura oltre che in costante peggioramento; 

che, in conclusione, l'insorgente ha chiesto l'annullamento della decisione 

impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per 

una nuova decisione e, in via sussidiaria, la concessione dell'ammissione 

provvisoria; che ha, altresì; presentato una domanda di assistenza 

giudiziaria nel senso della dispensa dal pagamento di un anticipo alle 

presunte spese giudiziarie con protesta di spese e ripetibili; 

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito d'una do-

manda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-

mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della do-

manda; 

che, secondo l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se l'inte-

ressato può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi scusa-

bili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla 

presentazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del ricor-

rente è accertata in base all'audizione, nonché in base all'art. 3 e  

all'art. 7 LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che sono necessari ul-

teriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza d'un 

impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c); 

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che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali, 

segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono un'iden-

tificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua cittadinan-

za) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di particolari formali-

tà amministrative (DTAF 2007/7 consid. 5); 

che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a 

LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta 

professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fi-

ne degli studi (ibidem, consid. 6); 

che, nel caso concreto, il ricorrente, dalla sua domanda d'asilo  

depositata in Svizzera ad oggi, non ha esibito alcun documento che  

adempia i citati criteri; 

che, per di più, egli ha dichiarato di non essere mai stato in possesso né 

di un passaporto né di una carta d'identità; che, alla domanda di cosa 

avesse fatto per procurarsi i documenti d'identità o di viaggio dopo essere 

venuto a conoscenza dell'incombenza di doverne fornire uno nelle 48 ore 

dopo l'inoltro della domanda d'asilo, egli ha semplicemente dichiarato di 

non potere fare nulla in quanto in Nigeria non avrebbe nessuno e da 

contattare per ottenere i documenti (cfr. verbale 1, pag. 5); che, 

interrogato nuovamente su tale aspetto, egli ha ribadito che non avrebbe 

alcun documento e non vi sarebbe alcuna possibilità di ottenerne uno; 

che, oltretutto, nel Paese di origine non avrebbe nessuno da contattare e 

che non sarebbe nemmeno in grado di farlo in quanto non saprebbe 

scrivere (cfr. verbale 2, D3-11, pag. 2-3); 

che, interrogato sul proprio viaggio, egli ha dichiarato di avere lasciato la 

Nigeria in aereo da Lagos (Nigeria) con un volo diretto a Milano (Italia) 

(cfr. verbale 1, pag. 5); che avrebbe viaggiato utilizzando un passaporto 

falso aiutato da un uomo che avrebbe organizzato tutto (cfr. verbale 1, 

pag. 6); che, in merito al passaporto falso, ha dapprima dichiarato di non 

essere a conoscenza dell'identità contenuto nello stesso in quanto non lo 

avrebbe mai aperto (cfr. ibidem); che, tuttavia, nella seconda audizione 

ha affermato che il passaporto avrebbe contenuto la propria identità e la 

propria fotografia (cfr. verbale 2, D18-22, pag. 3); che avrebbe vissuto a 

Milano da (...) a (...) elemosinando e senza mai subire alcun controllo da 

parte della Autorità italiane (cfr. ibidem); che, il (...), sarebbe giunto a 

Chiasso (Svizzera) viaggiando in treno sprovvisto di documenti (cfr. 

ibidem);  

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che, vista l'inconsistenza, l'inattendibilità e le contraddizioni delle suddette 

dichiarazioni del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità ed il 

viaggio d'espatrio, il Tribunale ha ragione di concludere che il ricorrente 

dissimuli i propri documenti per i bisogni della causa; 

che, di conseguenza, non avendo né esibito alcun documento d'identità 

né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli stes-

si, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'insorgente 

non è applicabile; 

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, in 

applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in  

base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di ri-

fugiato del richiedente; 

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore 

ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una procedura 

sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o meno  

della qualità di rifugiato, nonostante che la stessa termini con una deci-

sione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); 

che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza 

d'una sufficiente intensità dei pregiudizi, dall'inattualità degli stessi nonché 

dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle persecu-

zioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro l'agire ille-

gittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5); 

che l'insorgente ha dichiarato sostanzialmente d'essere espatriato per il 

timore di venire ucciso dai membri del BHM in quanto avrebbe rifiutato di 

convertirsi all'islam e di unirsi al gruppo terroristico (cfr. verbale 1, pag. 8; 

verbale 2, D44, pag. 5); 

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, argo-

menti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, rispetto a 

quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito della  

domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi); 

che, a mente di questo Tribunale, i motivi elencati dall'insorgente a soste-

gno della sua domanda d'asilo non adempiono le condizioni previste agli 

art. 3 e art. 7 LAsi per il riconoscimento della qualità di rifugiato; 

che, il ricorrente, malgrado i fatti descritti risalgano a quest'anno, non ha 

saputo fornire alcun dettaglio limitandosi a ripetere di non ricordare  

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(cfr. verbale 2, D46, D50-51, pag. 5-6), che, oltretutto, ha reso dichiara-

zioni contraddittorie sostenendo dapprima che il padre sarebbe stato  

ucciso nel mese di gennaio 2012 (cfr. verbale 2, D57, pag. 6) ed, in segui-

to, che sarebbe stato ucciso nel mese di marzo 2012 (cfr. verbale 2, 59,  

pag. 6); che, ancora, ha dichiarato, nel corso della prima audizione, che i 

membri del BHM avrebbero iniziato a cercarlo nel mese di marzo 2012 

(cfr. verbale 1, pag. 8) e, invece, nel corso della seconda audizione, che 

lo avrebbero iniziato a cercare nel mese di gennaio 2012 (cfr. verbale 2, 

D56, pag. 6); che, fronte a questa contraddizione, ha semplicemente  

affermato che gennaio o marzo sarebbe la stessa cosa  

(cfr. verbale 2, D64, pag. 7); che, per il resto, si rinvia ai considerandi  

della decisione impugnata; 

che, di conseguenza, i motivi d’asilo evocati sono stati esaminati e retta-

mente ritenuti non adempiere le condizioni previste agli art. 3 e 7 LAsi, 

giusta l’art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi; 

che, in considerazione di quanto precede, non risultano elementi ai sensi 

dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità d'ulteriori accer-

tamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgen-

te; 

che, in aggiunta, non si giustificano neppure delle misure d'istruzione 

complementari ai fini d'accertare l'esistenza d'un eventuale impedimento 

all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista 

dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2009/50 consid. 5-8, DTAF 2007/8  

consid. 5.6.5-5.7); 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che 

l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Nigeria possa violare 

l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera 

del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della convenzione sullo statu-

to dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto 

di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale sugli stranie-

ri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente in patria 

al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della conven-

zione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali 

del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della convenzione 

contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti 

del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); 

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che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato 

nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; 

che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, desti-

tuito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione 

impugnata va confermata; 

che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1;  

DTAF 2009/50 consid. 9); 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della leg-

ge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20), giusta 

il quale l'esecuzione dell'allontanamento dev'essere possibile  

(art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente 

esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); 

che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, l'esecuzione dell'allon-

tanamento è ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr in relazione all'art. 44 cpv. 2 

LAsi); 

che anche da un punto di vista della situazione generale in Nigeria, della 

situazione personale, essendo giovane, avendo una formazione scolasti-

ca di base ed un'esperienza professionale, oltre che una rete sociale,  

avendo egli vissuto a C._______ (Nigeria) dalla nascita fino all'espatrio  

(cfr verbale 1, pag. 4-5), l'allontanamento è ragionevolmente esigibile; 

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in relazione 

all'art. 44 cpv. 2 LAsi), potendo egli, usando della necessaria diligenza, 

procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 

consid. 12); 

che, in sunto, ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammis-

sibile, ragionevolmente esigibile e possibile; 

che, di conseguenza, anche in materia di allontanamento e relativa ese-

cuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità infe-

riore confermata; 

che l'UFM con la decisione impugnata non ha pertanto violato il diritto fe-

derale né abusato del suo potere d'apprezzamento; che esso non ha ac-

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certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti ed i-

noltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi), per il che il ricorso va 

respinto; 

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda  

d'esenzione dal versamento d'un anticipo equivalente alle presunte spese 

processuali è divenuta priva d'oggetto; 

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente  

(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 

sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede-

rale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); 

che la presente decisione non concerne persone contro le quali è pen-

dente una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che hanno ab-

bandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); 

che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di dirit-

to pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF); 

che la pronuncia è quindi definitiva. 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale amministrati-

vo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Gilles Fasola 

 

 

Data di spedizione: