# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cf43d4c7-c59d-5abe-b6d3-0832ea7eb7c7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-04-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.04.2002 32.2001.113
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2001-113_2002-04-25.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2001.00113

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  25 aprile 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  Segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 dicembre 2001
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 7 dicembre 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1959, muratore, nel mese di novembre 1998 è scivolato cadendo
all’indietro, ciò che gli ha procurato dei dolori lombari. 

Il caso è stato assunto per alcuni mesi dalla __________. Dall’11 gennaio 1999
è stato infatti ritenuto pienamente abile al lavoro (cfr. rapporto 22 gennaio
2000 del medico circondariale, doc. AI _).

Dal mese di luglio 2000 l’assicurato si assenta dal lavoro a causa dei dolori
lombari (doc. AI _). 

Dal 23 dicembre 2001 al 20 gennaio 2001 viene ospedalizzato presso la Clinica
__________ (doc. AI _). 

Infine, a seguito di una crisi epilettica occorsa il 2 febbraio 2001 egli è
ricoverato all’Ospedale __________ per tre giorni (doc. AI _).

 

                               1.2.   In data 16
febbraio 2000 __________ ha presentato all’Ufficio assicurazione invalidità
(UAI) una domanda di prestazioni AI per adulti volta in particolare
all’ottenimento di un reinserimento professionale (doc. AI _).

Dopo aver esperito degli accertamenti medici e richiamato dalla __________ e
dalla Cassa malati __________ gli incarti aperti a nome dell’assicurato, con
progetto di decisione 16 novembre 2001 l’UAI ha respinto la domanda in quanto:

 

" 
(…)

Dalla documentazione medica acquisita all'incarto
si evince la completa abilità in attività generiche leggere rispecchianti le
indicazioni mediche e che non richiedono qualifiche professionali specifiche.
Il confronto del reddito percepito nell'attività svolta prima dell'insorgenza
del danno alla salute (Fr. 44'907.--) con quello che potrebbe conseguire in
attività adatte (fr. 45'390.-) permette di fissare il grado d'invalidità al
9%." (Doc. AI _)

 

                                         Avendo
l’interessato rinunciato a presentare delle osservazioni in merito (doc. AI _),
con decisione formale 7 dicembre 2001 l’amministrazione ha confermato la
reiezione della domanda di prestazioni assicurative. 

 

                               1.3.   Contro la
decisione amministrativa è tempestivamente insorto l'assicurato, per il tramite
del suo medico curante, postulandone l'annullamento con conseguente ammissione
al beneficio di una riformazione professionale. 

 

                               1.4.   Mediante
risposta 8 gennaio 2002 l’amministrazione propone la reiezione del gravame
rilevando:

 

" 
(…)

In concreto, l'assicurato presenta una sindrome
lombovertebrale cronica su discopatia a livello L4/L5 ed L5/S1, i cui effetti a
livello pratico sono però modesti.

Al proposito si rileva che il reumatologo
__________ aveva addirittura pronosticato una possibile ripresa dell'attività
di muratore (rapp. 26.10.2000, doc. n. _ inc. AI), mentre i medici operanti
presso la Clinica __________, pur sconsigliando la ripresa della precedente
professione, non hanno segnalato la presenza di particolari limitazioni, fatta
salva l'impossibilità di sollevare pesi superiori ai 25 kg (rapp. 31.1.2001,
doc. n. _ inc. AI).

 

Per quanto attiene alla determinazione del
reddito teorico da invalido, e così come prescritto dalla vigente
giurisprudenza, ci si è quindi riferiti alla mediana edita dall'Ufficio
federale di statistica, concernente professioni semplici e ripetitive.

Anche in considerazione del fatto che i dati di
riferimento riportati nella decisione impugnata si riferiscono al 1998, e non
all'anno in cui è stata emessa la decisione, l'incarto è stato nuovamente
sottoposto al consulente in integrazione professionale (cf. scheda in annesso).

L'aggiornamento dei dati ed il conseguente
calcolo hanno permesso di stabilire la presenza di un tasso di invalidità pari
a 16,19%, grado che, come visto, è insufficiente per fondare il diritto a
misure di riqualifica professionale." (Doc. _)

 

                               1.5.   In data 19
febbraio 2002 il TCA ha chiesto all’UAI delle delucidazioni in merito alla
determinazione del grado d’invalidità (doc. _), ricevendo risposta il 25
febbraio 2002 (doc. _). 

Tali atti sono stati trasmessi all’assicurato con facoltà di prendere posizione
in merito (doc. _). Questi è tuttavia rimasto silente.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è il rifiuto da parte dell'amministrazione di concedere
all'assicurato dei provvedimenti professionali in quanto non presenta un grado
d’invalidità almeno del 20%.

Giusta l'art. 8 cpv. 1 LAI, gli assicurati invalidi hanno diritto ai
provvedimenti d'integrazione necessari e atti a ripristinare, migliorare,
conservare o avvalorare la capa­cità di guadagno (cfr. SVR 1995 IV Nr. 47 p.
131ss.; SVR 1996 IV Nr. 79 p. 229 consid. 1a).               

                                         I
provvedimenti reintegrativi tendono a procurare, rispettivamente, a garantire
un posto di lavoro a quelle persone che, a seguito di un danno alla salute,
trovano notevoli difficoltà ad inserirsi nel ciclo produttivo, rispettivamente
arrischiano di esserne escluse per il futuro.

                                         Si può
ritenere che la reintegrazione è neces­saria se l'assicurato, a causa della sua
invalidi­tà, non è in grado di esercitare un'attività professionale o non si
può ragionevolmente esigere da lui che, senza l'appli­cazione di un
provvedimento reintegrativo, eserciti a lungo termine una simile attività (RCC
1970, p. 521).

                                         Va
inoltre precisato che, per ottenere le prestazioni (re-) integrative, di regola
non è necessario che l'invalidità dell'assicurato abbia raggiunto un
determinato grado (per la riformazione professionale, vedi tuttavia RCC 1984,
pag. 95: esigenza di una incapacità di guadagno del 20%).

                                         L'art. 8
cpv. 1 LAI conferisce infatti un diritto ai provve­dimenti d'integrazione sia
agli assicurati invalidi che a quelli "direttamente minacciati
d'invalidità".

                                         In altre
parole, è sufficiente che il danno alla salute possa causare, in un prossimo
futuro, un’incapacità al guadagno.

                                         Il grado
d'invalidità, quindi (come definito dagli art. 4 e 28 LAI, che si riferiscono
alla rendita AI), può essere minimo o addirittura non ancora rilevabile, che
già all'assicurato dev’essere riconosciuto il diritto ai provvedimenti
d'integrazione.

                                         Nondimeno,
l'art. 8 al cpv. 1 LAI pone due condizioni essenziali per l'ottenimento dei
provvedimenti d'integra­zione, e meglio:

 

a)   il provvedimento deve essere idoneo "a ripristinare,
migliorare, conservare o avvalorare la capacità di guadagno";

 

b)   il diritto ai provvedimenti reintegrativi deve essere stabilito
"considerando tutta la durata di lavoro preve­dibile" (cfr. art. 8
cpv. 1 LAI)

                                         

                                         Fra i
provvedimenti d'integrazione sono previsti tra l'altro i provvedimenti
professionali (art. 8 cpv. 3 lett. b LAI), che consistono nell'orientamento
professionale (art. 15 LAI), nella prima formazione professionale (art. 16
LAI), nella riformazione professionale (art. 17 LAI) ed nel collocamento (art.
18 cpv. 1 LAI).

 

                               2.3.   L’art. 17
LAI prevede in particolare che:

 

"  L’assicurato ha diritto alla formazione in una nuova attività
lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione professionale e se con
questa la capacità al guadagno possa essere presumibilmente conservata o
migliorata, in misura essenziale.”

                                      

                                         Invalido
ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della
gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione
professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 111
consid. 2b; AHV Praxis 1997 p. 80 consid. 1b; SVR 1998 IV Nr. 24).

 

                                         Secondo
l’art. 6 cpv. 1 OAI

 

"  per riformazione professionale vanno intesi i provvedimenti di
formazione necessari a mantenere o migliorare sensibilmente la capacità di
guadagno al termine della prima formazione professionale o dopo l’inizio di
un’attività lucrativa senza previa formazione professionale a causa
dell’invalidità.” 

 

                                         Con
riformazione professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme
delle misure reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente
un'opportunità di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta
dalla vecchia attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite
del possibile, la capacità di guadagno (DTF 124 V 110 consid. 2a; SVR 1996 IV
p. 230 consid. 1 b.; STFA non pubbl. del 12 aprile 1994 in re S.; Valterio, op.
cit., p. 136; DTF 99 V 34; Meyer-Blaser, op. cit., p. 127/128). Di regola è
dato il diritto ad un provvedimento adeguato e necessario allo scopo
integrativo, se esso corrisponde alle capacità dell'assicurato, non tuttavia ad
una formazione professionale nettamente superiore o che supera le esigenze
medie (per esempio da muratore a pilota, DTF 122 V 79 consid. 3b.bb;
Meyer/Blaser, op. cit. p. 128; DTF 99 V 35). La legge intende infatti
assicurare una riformazione necessaria e sufficiente (DTF 124 V 110 consid.
2a). La misura dev’essere quindi adeguata e deve esistere una proporzione
ragionevole tra i costi che provoca e il risultato che ci si può attendere
(Meyer-Blaser, op. cit., p. 130/131). 

 

                               2.4.   Nel caso in
esame, dagli atti di causa risultano le seguenti certificazioni mediche
attestanti lo stato di salute ed il grado d’inabilità lavorativa
dell’insorgente. 

Il medico circondariale della __________, posta la diagnosi di una sindrome
vertebrale lombare senza componente radicolare irritativa o deficitaria ed una
modesta epicondilità omerale-ulnare, ha ritenuto l’assicurato pienamente abile
dall’11 gennaio 1999 (cfr. rapporto 22 gennaio 1999 doc. AI _).

Il 26 ottobre 2000 il reumatologo dr. __________, partendo dalla medesima
diagnosi, ritiene che l’assicurato debba essere reintrodotto rapidamente nel
processo lavorativo per evitare un decondizionamento e rileva una “tendenza all’invalidizzazione”.
Egli propone quindi che il paziente riprenda l’attività lavorativa di muratore
al 50% per tre settimane, in seguito al 100%. 

Qualora la prova di lavoro dovesse fallire, lo specialista ritiene esigibile
un’altra attività, quale quella di magazziniere o di operaio non qualificato
(doc. AI _).

Nel rapporto 31 gennaio 2001 i medici della Clinica __________, costatato un
miglioramento, ritengono possibile una ripresa lavorativa graduale, non come
muratore, ma piuttosto in attività quale meccanico, magazziniere o giardiniere
senza indicare particolari limitazioni, salvo l’impossibilità di sollevare pesi
superiori a 25 chili (doc. AI _).

Infine, nello scritto 23 agosto 2001 alla __________ il dr. __________, medico
internista, conferma una piena inabilità lavorativa in attività pesanti,
rilevando che l’assicurato potrebbe esercitare un lavoro leggero (doc. AI _).

Sulla base di questi atti medici, è dunque corretto sostenere che l’assicurato
presenta un’incapacità al 100% nella sua precedente attività di muratore,
mentre in mansioni leggere l’abilità lavorativa è da ritenere piena. 

 

                               2.5.   Nel ricorso,
il dr. __________ sostiene che:

 

" 
(…)

Il sig. __________ soffre di una sindrome cronica
lombare su alterazioni degenerative e discopatie condrotiche L4-L5 L5-S1.

Nel suo lavoro abituale risulta inabile al 100%
dal 20.07.00.

Il suo grado di capacità lavorativa in un'altra
professione più congeniale al suo stato di salute potrebbe migliorare alle
seguenti condizioni:

-   portare pesi non superiori a 10 - 15 kg,

-   evitare
movimenti ripetitivi in flessione estensione e rotazione del tronco,

-   evitare
di portare dei pesi sulla schiena e lavori in iperestensione lombare,

-   evitare
la posizione eretta prolungata ma alternare la posizione seduta-eretta.

Ritenuto che soffre di una sindrome epilettica
(crisi comiziale inaugurale 02.02.01) deve evitare postazioni a rischio per sè
e per altri.

Ritenuto pure che la perdita di guadagno durevole
risulta essere superiore al 40-50%, si chiede una riforma professionale."
(Doc. _)

 

                                         Per quel
che concerne l’inabilità totale nell’attività di muratore, la valutazione del
medico curante concorda con quella dei medici citati al considerando
precedente. 

Al dr. __________ non può invece essere dato seguito allorquando, dopo aver
illustrato le limitazioni funzionali e le controindicazioni dovute al danno
alla salute, sostiene che l’assicurato presenta “una perdita di guadagno”
superiore del 40-50%. 

Innanzitutto perché non spetta al medico di determinare il grado d’incapacità al
guadagno che è un concetto economico. Infatti, il compito del medico consiste
nel porre un giudizio sullo stato di salute e nell'indicare in quale misura e
in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro (RCC 1991, pag. 331 consid.
1c). 

Il sanitario non possiede invece né la preparazione né gli strumenti per pronunciarsi
sulla capacità di guadagno. Quest'ultimo giudizio spetta all'amministrazione,
rispettivamente al giudice, e deve essere formulato sulla base del raffronto
dei redditi ex art. 28 LAI (RCC 1986, pag. 432). 

Parimenti alla conclusione del dr. __________ non può essere data adesione
anche nell’ipotesi in cui si tratti di una valutazione, tra l’altro scarna e
non sufficientemente motivata, del grado d’inabilità lavorativa in altre
professioni più confacenti allo stato di salute dell’assicurato. 

Infatti, come riportato al consid. 2.4, dalle risultanze mediche si deduce una
piena abilità in attività leggere e ripetitive, senza particolari limitazioni.
Solo i medici della Clinica di __________ hanno precisato che l’assicurato deve
evitare il sollevamento di pesi superiori ai 25 chili.

Va inoltre ricordato che, secondo la generale esperienza della vita, il giudice
deve tener conto del fatto che, in dubbio, il medico di fiducia attesta a
favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3a/cc, cfr. U. Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997 p.
230).

Infine, il dr __________ ha rilevato che l’assicurato, a seguito della sindrome
epilettica, deve evitare postazioni lavorative pericolose per se stesso e per
gli altri. Questa particolarità, come si vedrà, è stata presa in considerazione
nella valutazione del consulente in integrazione professionale (CIP).

In conclusione, sulla base degli atti medici indicati al considerando
precedente, è da ritenere dimostrato, secondo il principio della
verosimiglianza preponderante vigente nel campo delle assicurazioni sociali
(cfr. DTF 121 V 208 consid. 6a; DTF 115 V 142 consid. 8b; SVR 1996 Nr. 85 pag.
269; SVR 1996 LPC Nr. 22 pag. 263ss RAMI 1994 pag. 210/211), che l’assicurato
presenta una piena abilità lavorativa in attività leggere e ripetitive.

                               2.6.   Al fine di esaminare se l’assicurato presenta un
grado d’invalidità di almeno del 20% sufficiente per potere beneficiare di
provvedimenti integrativi, occorre procedere al raffronto dei redditi come
prescritto dall’art. 28 LAI. 

Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI, infatti, l'invalidità è determinata stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido.

                                         Per quel che concerne il reddito da valido, non contestato,
dal rapporto 28 dicembre 2001 del CIP risulta che il salario annuo che
l’assicurato avrebbe potuto percepire senza il danno alla salute nel 2001 (decisiva è infatti la situazione fattuale
esistente al momento in cui è stata emanata l'impugnata decisione, cfr. DTF 121 V 366)
ammonta a fr. 56'850.— (doc. _).

Riguardo al salario da invalido, considerato che l'assicurato non ha mai intrapreso un’attività in
mansioni leggere, la determinazione di tale reddito può essere ricavata dai
dati statistici salariali (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb, RCC 1991 pag. 332
consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre, va rilevato che, secondo la
giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della particolare
situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e
tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere
completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che
pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul
mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico
che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF
126 V 80 consid. 5b/cc; cfr. VSI 2002 pag. 64 ss).

                                         In
applicazione dei succitati criteri, nella sentenza 4 settembre 2000 pubblicata in SVR
2001 IV Nr. 21 questo Tribunale ha precisato che, conformemente ai dati
statistici salariali pubblicati dall'Ufficio federale di statistica
("L'enquête suisse sur la structure des salaires 1998), il salario
ipotetico nel 1998 conseguibile in attività leggera adeguata esercitata a tempo
pieno nel Cantone Ticino e prima di eventuali riduzioni per motivi particolari,
che possono arrivare al massimo al 25%, riportato su 41,9 ore, ammonterebbe a
fr. 45'390.‑‑ nel settore privato (rispettivamente fr.
47'929.‑‑ nel settore pubblico e privato) per gli uomini e a fr.
33'587.‑‑ (rispettivamente fr. 33'725.‑‑ ) per le
donne.

Nel caso in esame, l’amministrazione ha preso come reddito da invalido
l’importo di fr. 52'943.--, aggiornato al 2001. Inoltre ha proceduto ad una
riduzione di rendimento del 10%, tra l’altro per la particolare “configurazione
posto di lavoro” dovuta ai problemi epilettici dell’assicurato, per
giungere ad un reddito da invalido di fr. 47'649.--. Raffrontato con il salario
da valido di fr. 56'850.— , ne è seguita un’incapacità
al guadagno del 16,19 % ( cfr. doc. _).

Su richiesta del TCA, con scritto 25 febbraio 2002 il CIP ha indicato di aver
utilizzato la tabella TA 13 relativa al 2000 e proceduto all’adeguamento
secondo la tabella B 10.2 pubblicata nella rivista “La vie économique” edita
dal Segretariato di stato dell’economia (SECO) (cfr. doc. _).

In effetti, recentemente l’Ufficio federale di statistica ha proceduto
all’elaborazione dei dati statistici salariali relativi all’anno 2000. Secondo
tali dati il salario mediamente percepito nel 2000 in Ticino, riportato su una
media di 41,8 ore settimanali (cfr. “La vie économique”
2/2002”, Tabella B9.2, pag. 88), per
un’attività leggera e ripetitiva nel settore privato corrisponde a fr 50’498.--
(fr. 4027: 40 x 41,8 x 12) per gli uomini e fr. 36'328.-- (fr. 2’897: 40 x 41,8
x 12) per le donne (cfr. Tabella TA 13 privato). Nel settore privato e pubblico
l’ammontare è di fr 51'702.-- (fr. 4123: 40 x 41,8 x 12) per gli uomini e fr.
36'679.-- (fr. 2925: 40 x 41,8 x 12) per le donne (cfr. Tabella TA 13 privato e
pubblico).

                                         In casu, per calcolare il reddito da invalido
sulla base dei recenti dati statistici, si deve partire da un salario di fr.
50’498.- riferito al settore privato e non al dato statistico relativo
ai settori pubblico e privato, così come eseguito dall’amministrazione ( cfr.”….
in primo luogo sono applicabili i rilevamenti salariali applicabili nel settore
privato” cfr. RAMI 2001 pag. 348). Il menzionato importo deve inoltre
essere adeguato al 2001, anno in cui è stata emessa la decisione contestata,
conformemente alla tabella B. 10.2 ( tasso del 2,4%, cfr. “ La vie économique,
4/2002” pag. 77). 

Partendo da un salario rivalutato di fr. 51'710, ridotto del 10%, corrispondente
al tasso di riduzione ammesso dal consulente in integrazione professionale
dell'AI nel rapporto 28 dicembre 2001 (doc. _,1) - la cui valutazione non è
nella specie suscettibile di essere messa in discussione da parte di questo TCA
non essendo ravvisabili validi motivi che ne giustifichino la disattenzione
(cfr. STFA non pubblicata del 30 giugno 2000 in re B p. 5; DTF 126 V 75) -, si giunge ad un reddito da invalido di fr.
46’539.--. Dal raffronto di quest’ultimo importo con quello di fr. 56'850.--,
corrispondente al reddito da valido, l’incapacità al guadagno è del 18,13%
(56'850 – 46’539x 100 : 56850). Pur essendo tale importo di poco inferiore al 20%,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza del TFA, generalmente il grado
d’invalidità non può essere arrotondato (cfr. DTF 127 V 129 s).

Ne consegue che la decisione contestata di respingere la richiesta di prestazioni
merita conferma ed il ricorso va respinto.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti