# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 95e7b25e-784b-569e-8309-01ced286c732
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-03-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 29.03.1999 50.1998.12
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_50-1998-12_1999-03-29.html

## Full Text

Incarto n.

  50.98.00012

   

  	
  Lugano

  29 marzo 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso  18 dicembre 1998 di

 

	
   

  	
  __________

  rappr.
  da: dott. iur. h.c. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 18 novembre 1998 (no. 488/47) del Tribunale di espropriazione della
  giurisdizione sopracenerina;

  

 

 

viste le risposte:

-    12 gennaio 1999 del comune di
__________;

-    20 gennaio 1999 del Tribunale di
espropriazione della giurisdizione sopracenerina;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

che innanzi al Tribunale di espropriazione della
giurisdizione sopracenerina è pendente un procedimento avviato nel maggio 1998
dal comune di __________ al fine di ottenere l'espropriazione formale di 15'600
mq del mapp. __________, superficie da tempo inclusa in zona AP-EP e per il cui
esproprio materiale è già stata soluta la relativa indennità fissata dal
Tribunale federale (cfr. STF 6 giugno 1995);

 

 

che tre mesi prima, segnatamente il 5 febbraio 1998, la
proprietaria del fondo __________ aveva inoltrato al consiglio comunale di
__________ un'istanza di riesame del PR, chiedendo la soppressione del vincolo
AP-EP e l'inclusione dell'area affrancata in zona R3b;

 

 

che investito della questione dal presidente del consiglio
comunale, il 14 luglio seguente il municipio ha comunicato all'espropriata che
la sua domanda sarebbe stata trattata alla stregua di una proposta
pianificatoria ex art. 32 cpv. 3 LALPT e assunta agli atti della pendente
revisione del PR;

 

 

che il 2 settembre 1998, a pretese d'indennità già notificate
(con tanto di opposizione all'esproprio e richiesta di modifica dei piani),
__________ ha postulato la sospensione della procedura di espropriazione fino
alla crescita in giudicato della sua domanda di riesame del PR;

 

 

che con decisione 18 novembre 1998 dichiarata definitiva il
Presidente del Tribunale di espropriazione ha respinto l'istanza siccome
avversata dalla controparte, priva di base legale e ingiustificata;

 

 

che l'espropriata ha impugnato questa pronunzia innanzi al Tribunale
cantonale amministrativo, sollecitandone l'annullamento;

 

 

che a suo parere il giudizio del Presidente del Tribunale di
espropriazione è nullo in quanto emanato da un'autorità incompetente; la
sospensione avrebbe dovuto essere in ogni modo accordata in base all'art. 7
PAmm, per la supremazia della pianificazione sull'espropriazione e non da
ultimo per ragioni di economia processuale;

 

 

che il comune di __________ ed il Presidente del Tribunale di
espropriazione hanno proposto la reiezione del gravame con argomenti che
saranno ripresi - ove occorresse - in appresso;

 

 

considerato,                   in
diritto

 

che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la
legittimazione attiva della ricorrente e la tempestività del gravame sono date
dall'art. 50 cpv. 1 e 3 Lespr, lex specialis che consente di impugnare ogni
decisione resa dal Tribunale di espropriazione e dal suo Presidente, ad
eccezione di quelle espressamente dichiarate come definitive dalla legge (art.
50 cpv. 2 Lespr);

 

 

che nessun articolo della Lespr qualifica siccome definitivo
il giudizio di natura incidentale con il quale il Presidente del Tribunale di
espropriazione ha respinto la richiesta di sospensione della causa
espropriativa presentata dell'espropriata; la decisione impugnata non è neppure
assimilabile al decreto definitivo ma revocabile di cui all'art. 45 cpv. 4
Lespr, norma che consente di sospendere la procedura di stima allorquando è
prevedibile che l'opposizione o la domanda di modifica dei piani presentata da
uno dei soggetti giuridici coinvolti nel procedimento possa essere accolta;

 

 

che non appare inoltre necessario verificare se l'impugnata
decisione provochi alla ricorrente un danno irreparabile (art. 44 PAmm): fosse
anche il caso, il ricorso dovrebbe comunque essere respinto nel merito;

 

che il ricorso può essere deciso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm);

 

 

che secondo la ricorrente la pronunzia attaccata è nulla
siccome emanata da un'autorità incompetente, atteso che tra le competenze del
Presidente elencate all'art. 38 Lespr non figura quella di pronunciarsi sulla
sospensione della procedura;

 

 

che la sospensione del procedimento non rientra neanche nel
novero delle decisioni attribuite per esplicita volontà del legislatore al
giudizio dell'intero Tribunale di espropriazione (cfr. art. 37 Lespr);

 

 

che nel silenzio della legge ed alla luce della sua
sistematica, non v'è motivo per ritenere che una semplice misura volta a disciplinare
il procedimento non possa essere adottata dal solo Presidente del Tribunale,
autorità competente a decidere autonomamente questioni di ben più ampia portata
ed importanza (cfr. art. 38 Lespr);

 

 

che il primo giudice non era tenuto ad accogliere l'istanza
di sospensione della procedura presentata dall'espropriata;

 

 

che l'art. 7 PAmm invocato nel gravame non torna infatti applicabile
alla fattispecie;

 

 

che l'illusoria quanto remota prospettiva di veder incluso in
zona edificabile l'intero mapp. __________ a seguito della domanda di riesame
presentata nel febbraio del 1998 non costituisce affatto una pregiudiziale
suscettibile di giustificare la sospensione del procedimento espropriativo
incoato dal comune a concretizzazione di un vincolo istituito nel 1973 e
ribadito nel 1988; il pagamento delle indennità di espropriazione materiale ed
il recente avvio della procedura di esproprio formale indicano peraltro chiaramente
la ferma volontà dell'ente pubblico di acquisire la proprietà di un'area da
tempo riservata a favore della collettività e dei suoi bisogni;

 

 

che attribuendo alla situazione creata ad arte dalla stessa
espropriata le connotazioni di pregiudiziale legittimante la sospensione
dell'espropriazione, si aprirebbero le porte ad ogni sorta di abuso; si
finirebbe per dare facoltà agli espropriati di inibire qualsiasi procedura
espropriativa fondata su vincoli pianificatori e di posticipare in maniera
intollerabile i programmi di realizzazione dei PR;

 

 

che la stessa supremazia della pianificazione
sull'espropriazione richiamata nell'impugnativa impone il diniego della
sospensione richiesta, visto come il procedimento in essere sia stato avviato a
corollario di un assetto pianificatorio consolidato nel tempo e nei contenuti;

 

 

che anche il principio di celerità del processo depone a
favore delle conclusioni finali cui è pervenuto il primo giudice con considerazioni
sostanzialmente condivise da questo Tribunale; 

 

 

che sulla scorta di quanto precede il ricorso va senz'altro respinto,
nella misura in cui è ricevibile;

 

 

che la tassa di giustizia segue la soccombenza (art. 28
PAmm);

 

 

 

visti
gli art. 37, 38, 45, 50 Lespr; 7, 18, 28, 31 e 44 PAmm,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Nella misura in cui è
ricevibile, il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia di fr.
600.- è posta a carico della ricorrente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario