# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1f6fa879-216c-5849-960d-7640a0b77e64
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-05-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.05.2020 32.2019.105
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2019-105_2020-05-08.html

## Full Text

Incarto
  n.

  32.2019.105

   

  PC/sc

  	
  Lugano

  8 maggio 2020

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Paola Carcano, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 maggio 2019 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 25 aprile 2019 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 16 dicembre 2015, RI
1, nato il __________ 1962, dipendente del __________ di __________, con contratto
di lavoro al 100% dal 12 giugno 2012, in qualità di "carpentiere" e,
perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l'__________, mentre
"stava scendendo dalla betoniera è inciampato su dei tubi e si è
procurato delle contusioni alla spalla dx. Lavorava fino alla chiusura del
cantiere per le feste di Natale. Tornato dalle vacanze il giorno 08.01.2016
lavorando al turno di notte alle ore 00.30 scivolava dal Gumper e per tenersi
si aggrappava con il medesimo braccio DX procurandosi uno strappo".

 

                                         L’istituto assicuratore ha
riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente le
prestazioni di legge.

 

                                         A causa dell'infortunio, RI
1 si è sottoposto il 28 settembre 2016 ad una artroscopia con sutura del
sovraspinato, débridement del sottoscapolare, acromio-plastica e tenotomia del
capo lungo del bicipite brachiale e il 25 agosto 2017 ad una artroscopia della
spalla destra con mobilizzazione in elevazione ed extra-rotazione, débridement
sottoscapolare, bursectomia sotto-acromiale e acromio plastica, ambedue ad
opera del dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia ortopedica e
traumatologia dell'apparato locomotore, presso la Clinica __________ di __________.
Vista la persistenza dei dolori, l'assicurato ha effettuato svariate indagini,
che sono state effettuate per mezzo di apparecchiature diagnostiche e di
immagine radiologica come pure diverse visite mediche specialistiche. Egli si è
pure sottoposto a diverse sedute di fisioterapia.

 

                                         Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con decisione del 6 febbraio 2018 l'__________
ha riconosciuto all’assicurato una rendita LAINF del 17% (ritenuti nel 2018 un
reddito "da valido" di fr. 69'157.-, fissato sulla base della tabella
TA 1 2014, ramo 41-43 "costruzioni", livello di qualifica 1, uomini,
riportato su 41.4 ore aggiornato al 2018, dato che l'assicurato avrebbe perso
il lavoro per la fine di marzo 2016 a causa di motivi congiunturali e "da
invalido" di fr. 57'681.- determinato in base alla tabella TA 1 2014,
uomini, livello 1 di competenze, riportato un orario medio di lavoro
settimanale nelle aziende di 41,7 ore computabili nel 2014 ed aggiornato al
2018, applicando una decurtazione sociale del 15%). A seguito dell'opposizione
inoltrata il 7 marzo 2018 dall'assicurato, patrocinato dall'__________, l'__________
con decisione su opposizione del 21 marzo 2018 (doc. 150 incarto LAINF) ha
confermato la precedente decisione (cfr. STCA 35.2018.38 del 10 ottobre 2018,
consid. 1.1-1.5). 

 

                                         La decisione appena citata
è stata annullata da questa Corte con sentenza n. 35.2018.38 del 10 ottobre
2018, cresciuta incontestata in giudicato. In tale occasione il TCA - dopo
avere accertato che l’assicurato, al momento della stabilizzazione dello stato
di salute infortunistico (1° febbraio 2018), era in grado di svolgere, a tempo
pieno e con un rendimento completo, un’attività lavorativa compatibile con le
limitazioni derivanti dal danno alla salute infortunistico (cfr. STCA
35.2018.38 del 10 ottobre 2018, consid. 2.5 e 2.6) - ha retrocesso gli atti
all’__________, affinché procedesse ad accertare lo statuto dell’assicurato
(salariato o disoccupato) al momento determinante (1° febbraio 2018; cfr. STCA
35.2018.38 del 10 ottobre 2018, consid. 2.8). 

 

                                         Esperiti gli accertamenti
del caso (in particolare dopo avere accertato che l’assicurato avrebbe perso il
posto di lavoro nel 2016, indipendentemente dal danno alla salute
infortunistico), l’__________, con decisione del 12 marzo 2019, ha riconosciuto
a RI 1 una rendita LAINF del 17% (ritenuti nel 2018 un reddito "da
valido" di fr. 68'790.-, fissato sulla base della tabella TA 1 2016, ramo
41-43 "costruzioni", livello di qualifica 1, uomini, riportato su
41.4 ore aggiornato al 2018, dato che l'assicurato “per motivi prettamente
aziendali” “avrebbe ricevuto regolare disdetta con effetto 30.06.2016 anche se
non si fosse verificato l’infortunio” e "da invalido" di fr. 57'295.10
determinato in base alla tabella TA 1 2016, uomini, livello 1 di competenze,
riportato un orario medio di lavoro settimanale nelle aziende di 41,7 ore
computabili nel 2016 ed aggiornato al 2018, applicando una decurtazione sociale
del 15%). A seguito dell'opposizione inoltrata il 10 aprile 2019
dall'assicurato, patrocinato dall’avv. RA 1, l'__________ con decisione su
opposizione del 15 aprile 2019 (doc. 160 incarto LAINF) ha confermato la
precedente decisione (cfr. STCA 35.2019.61 dell’8 maggio 2020, consid. 1.3).  

 

                                         La decisione appena citata
è stata annullata da questa Corte con sentenza n. 35.2019.61 dell’8 maggio 2020,
con cui il TCA ha riconosciuto all’assicurato una rendita LAINF del 18% dal 1°
febbraio 2018 (ritenuti nel 2018 un reddito "da valido" di fr.
74'002.09, fissato sulla base della tabella TA 1 2016, ramo 41-43
"costruzioni", livello di qualifica 2, uomini, riportato su 41.4 ore
aggiornato al 2018 e "da invalido" di fr. 60'576.78, determinato in
base alla tabella TA 1 2016, attività semplici e ripetitive, livello 2 di
competenze, uomini, riportato un orario medio di lavoro settimanale nelle
aziende di 41,7 ore computabili nel 2016 ed aggiornato al 2018, applicando una
decurtazione sociale del 15%).  

 

                               1.2.   Nel frattempo in data 13 settembre
2016 RI 1 ha inoltrato una richiesta di prestazioni AI per adulti, giustificata
dai postumi (“Distorsione spalla destra con lesione cuffia dei rotatori”)
dell’infortunio del “16.12.2015” (doc. 3 incarto AI).

 

                               1.3.   Dopo avere esperito gli
accertamenti medici ed economici del caso - e, in particolare, dopo avere
acquisito agli atti l’incarto LAINF, la perizia reumatologica del 18 giugno
2018 del dr. med. __________, specialista FMH in medicina interna reumatologia
(doc. 43 incarto AI), il rapporto finale SMR del 19 luglio 2018 e l’annotazione
del 16 ottobre 2018 del medico SMR, dr. med. __________ (doc. 63 incarto LAI) e
la “valutazione dei redditi per la determinazione del grado AI” del 10 ottobre
2018 e il rapporto intermedio della consulente in integrazione professionale
(di seguito: CIP; doc. 61 e 68 incarto AI) - l’UAI, con decisione del 25 aprile
2019 (doc. 64 e 69 incarto AI; preavvisata il 29 agosto 2018: doc. 45 incarto
AI), ha riconosciuto una rendita intera di invalidità (grado di invalidità: 100%)
dal 1° gennaio 2017 (alla scadenza dell'anno di attesa ex art. 28 LAI)
limitatamente al 30 aprile 2018 (trascorsi 3 mesi dall'oggettivato
miglioramento dello stato di salute a partire dal 1° febbraio 2018 ex art. 88a
cpv. 1 OAI), stabilendo, per il periodo successivo, un grado di  invalidità del
18% (doc. 64 e 69 incarto AI).

 

                               1.4.   Contro la decisione dell’UAI
l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha interposto il presente ricorso,
postulandone l’annullamento e che al suo assistito venga “riconosciuto il
diritto ad una rendita d’invalidità LAINF con grado di invalidità del 53% del
guadano assicurato di fr. 113'308.-” (doc. I).

 

                                         Il patrocinatore del
ricorrente contesta l’aspetto medico, in quanto l’amministrazione non avrebbe
tenuto debitamente conto del fatto che, in ambito della visita di chiusura
della __________, sono state pure riconosciute alcune patologie non di
competenza __________, ovvero “impigement cronico con alterazione degenerativa
del trachite maggiore dell’articolazione acromion-claveare bilaterlamente.
Entesopatia inserzionale e pre-inserzionale del sovra- e infra-spinato con
piccola ciste di inclusione sinoviale all’inserzione del tendine sulla testa
omerale. Borsite sub-acromion-deltoidea bilaterale spalla destra” (doc. I, pag.
5 e 6).

                                         Il rappresentante
dell’insorgente critica l’operato del perito reumatologo, in quanto, pur avendo
riscontrato delle patologie, di una certa gravità, inspiegabilmente non le
avrebbe prese in considerazione ai fini della determinazione dell’invalidità
del suo cliente (“il lato non infortunistico reumatologico non porta ad
ulteriore aggravamento della situazione, in particolare ad un’ulteriore
limitazione della capacità lavorativa”; doc. I, pag. 6). 

 

                                         Il patrocinatore del
ricorrente contesta pure l'utilizzo dei dati statistici, nel raffronto dei
redditi, per il "reddito da valido", che è stato quantificato come
erroneamente effettuato dalla __________ in ambito LAINF, ritenendo - a torto -
che l’ex datore di lavoro non avrebbe rinnovato il contratto di lavoro. I
salari da valido del suo assistito realmente percepiti sono di fr. 64'217.15
(da giugno a dicembre) nel 2012, fr. 111'586.- nel 2013, fr. 114'942.- nel 2014
e fr. 115’235.- nel 2015. Inoltre, al salario base vanno aggiunte le indennità
previste dal Contratto nazionale mantello per l’edilizia principale in Svizzera
(CNM), tra cui, in particolare, quelle previste nella convenzione addizionale
al CNM per i lavori in sotterraneo. Il salario da valido determinante ai fini
della quantificazione della percentuale di invalidità sarebbe almeno fr.
113'308.-, ben differente dal dato utilizzato dall’UAI pari a fr. 69'279.-
(doc. I, pag. 8 e 9).

 

                                         Il rappresentante
dell’insorgente non contesta il reddito da invalido di fr. 67'148.20,
determinato dall’amministrazione. Tuttavia ritiene che, anziché una deduzione
sociale del 15% (5% per attività di tipo leggero e 10% per altri fattori)
operata dall’UAI, andrebbe applicata una decurtazione sociale complessiva del
20% (10% per attività leggera, ovvero una riduzione nella misura massima
possibile, tenuto conto del danno alla salute del suo cliente, che non può
sollevare oltre 10 Kg oppure allungare il collo; 10% per altri fattori di
riduzione). Quindi il reddito da invalido del suo assistito ammonterebbe a fr. 53'718.56
(anziché fr. 57'076.- ritenuto dall’UAI).   

 

                               1.5.   Nella risposta del’8 luglio
2019 l’UAI, dopo aver versato agli atti l'incarto LAI completo, ha postulato la
reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei
considerandi di diritto (doc. VI).

 

                               1.6.   Il 13 giugno 2019 (doc. VIII)
il patrocinatore dell’insorgente ha prodotto i certificati medici del 4
dicembre 2018 (doc. F), 31 gennaio 2019 (doc. G), 26 marzo 2019 (doc. H) e 28
maggio 2019 (doc. I) del dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia
ortopedica e traumatologia dell'apparato locomotore, presso la Clinica __________
di __________.

 

                               1.7.   Con osservazioni del 6 agosto
2019 l’UAI - dopo aver puntualizzato che i certificati medici prodotti,
generici in assenza di dettagli clinici, confermavano la valutazione posta
nella decisione impugnata di abilità nulla nell’attività abituale e di piena capacità
lavorativa in attività adeguate - si è riconfermato nelle proprie allegazioni e
domande (doc. X).

 

                               1.8.   Il doc. X è stato trasmesso
al patrocinatore del ricorrente per conoscenza (doc. XI).

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Oggetto del contendere è
sapere se RI 1 ha diritto ad una rendita di invalidità anche successivamente al
1° maggio 2018.

 

                               2.2.   Secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI
in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità s'intende l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio.

 

                                         Gli elementi fondamentali
dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono dunque un danno alla
salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre quindi che il
danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,
perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità
(SCARTAZZINI, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, Basilea e Francoforte sul Meno 1991, pag. 216 segg.).

                                         Per incapacità al lavoro
s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla
salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente
esigibile nella professione o nel campo di attività abituale. In caso
d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione
anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6
LPGA).

                                         L'incapacità al guadagno è
definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in
considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e
che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure
d'integrazione ragionevolmente esigibili.

                                         Secondo l’art. 8 cpv. 1
LPGA, è considerata invalidità l’incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente
permanente o di lunga durata.

                                         La nozione d'invalidità di
cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico,
non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).

                                         L'art. 28 cpv. 1 LAI
prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al
guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere
ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione
ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA)
almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al
termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.

 

                                         L'art. 28 cpv. 2 LAI
prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%.

                                         Tuttavia, il diritto alla
rendita nasce al più presto dopo 6 mesi dalla data in cui l'assicurato ha
rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA,
ma al più presto a partire dal mese seguente il compimento dei 18 anni (art. 29
cpv. 1 LAI).

 

                                         In virtù dell'art. 28a
cpv. 1 LAI, per valutare l'invalidità di un assicurato che esercita un'attività
lucrativa si applica l'articolo 16 LPGA. Il Consiglio federale definisce il
reddito lavorativo determinante per la valutazione dell'invalidità.

                                         Ai sensi dell'art. 16
LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito
del lavoro che l'assicurato conseguirebbe dopo l'insorgenza dell'invalidità e
dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) ed il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Si confronta perciò il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello che egli può tuttora realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di
eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi;
DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84
consid. 1b).

 

                                         Nel confronto dei redditi
la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei
all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini
fisiche e psichiche e l'età dell'assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21;
Scartazzini, op. cit., pag. 232). La misura dell'attività ragionevolmente
esigibile dipende, d'altra parte, dalla situazione personale dell'assicurato e
dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione
personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua
capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge
il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se
ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione
fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V
313 consid. 3a).

 

                                         Nella DTF 107 V 21 consid.
2c, la Corte federale ha stabilito che l'assicurazione per l'invalidità non è
tenuta a rispondere qualora l'assicurato, in ragione della sua età, di una
carente formazione oppure a causa di difficoltà di apprendimento o linguistiche,
non riesce a trovare concretamente un'occupazione (giurisprudenza confermata
dall'allora TFA [dal 1° gennaio 2007: TF] con sentenza U 156/05 del 14 luglio
2006, consid. 5).

 

                               2.3.   Per costante giurisprudenza,
quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce una rendita per un
certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime per un periodo
successivo, devono essere applicate per analogia le regole sulla revisione di
decisioni amministrative ex art. 17 LPGA (DTF 131 V 164, 131 V 120, 125 V 143;
SVR 2006 IV Nr. 13; STFA I 597/04 del 10 gennaio 2006; I 689/04 del 27 dicembre
2005; I 38/05 del 19 ottobre 2005; I 12/04 del 14 aprile 2005; I 528/04 del 24
febbraio 2005 e I 299/03 del 29 giugno 2004).

 

                                         L’art. 17 cpv. 1 LPGA
stabilisce che se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce
una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta
proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.

 

                                         I principi
giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime
del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA
(DTF 130 V 343 consid. 3.5).

                                         Se la capacità al guadagno
dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento
determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni
dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo
si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88a cpv.
1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno,
occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non
appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art. 29bis è
applicabile per analogia (art. 88a cpv. 2 OAI).

 

                                         Queste norme sono
applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di
assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STF
8C_94/2013 dell’8 luglio 2013 consid. 4.1 e STFA 29 maggio 1991 nella causa
St.; RCC 1984 pag. 137). L’art. 88a cpv. 2 OAI è applicabile nei casi in cui al
momento del cambiamento determinante il diritto a prestazioni esisteva già
un’invalidità che dava diritto ad una rendita (STF 8C_303/2012 e 8C_340/2012
del 6 dicembre 2012, consid. 5.3).

 

                                         Giusta l’art. 29bis OAI,
se la rendita è stata soppressa a causa dell’abbassamento del grado di
invalidità e l’assicurato, nel susseguente periodo di tre anni, presenta di
nuovo un grado di invalidità suscettibile di far nascere il diritto alla
rendita per incapacità al lavoro della stessa origine, il periodo precedente la
prima erogazione verrà dedotto dal periodo d’attesa impostogli dall’art. 28
cpv. 1 lett. b LAI.

 

                                         Infine, una diversa
valutazione di uno stato di fatto rimasto invariato ed inizialmente
approfonditamente esaminato non costituisce né un caso di revisione, né un caso
di riconsiderazione (STFA I 8/04 del 12 ottobre 2005 pubblicata in Plaidoyer
1/06, pag. 64-65).

 

                               2.4.   Quanto alla valenza probante
di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano
stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami
completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia
stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la
descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito
siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha
valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad
esempio quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid.
3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).

 

                                         Le perizie affidate dagli
organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria
amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i
quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a
risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non
sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF
8C_535/2007 del 25 aprile 2008). Per quel che concerne il Servizio di
Accertamento Medico (SAM) dell'assicurazione invalidità, l'Alta Corte nella DTF
132 V 376 ha rilevato che se un Centro d'accertamento medico è incaricato di
rendere una perizia, devono essere osservati i diritti di partecipazione
conferiti dall'art. 44 LPGA (consid. 6 e 7). In merito al valore probatorio
delle perizie SAM, sotto il profilo dell'indipendenza, dell'equità del processo
e della parità delle armi vedi la DTF 136 V 376.

                                         Nella DTF 137 V 210 il TF
ha concluso che l'acquisizione delle basi mediche per poter emettere una
decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i SAM
nell'assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle
procedure giudiziarie, è di per sé conforme alla Costituzione e alla
Convenzione europea (consid. 2.1-2.3). Contestualmente la nostra Massima
Istanza ha inoltre ritenuto necessario adottare dei correttivi tanto a livello
amministrativo (assegnazione a caso dei mandati; differenze minime delle
tariffe della perizia; miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità
e di controllo e rafforzamento dei diritti di partecipazione; consid. dal 3.2
al 3.3, 3.4.2.6 e 3.4.2.9) quanto a livello dell’autorità giudiziaria (in caso
di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il
Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una
perizia medica i cui costi sono posti a carico dell'assicurazione invalidità;
consid. 4.4.1.3, 4.4.1.4 e 4.4.2).

                                         Se vi sono dei rapporti
medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto
che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008).

                                         Va infine evidenziato che
in ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento
anziché di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla
posizione del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15
gennaio 2009, STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla
luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante
attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del
23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109
consid. 3a)cc; Meyer, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in:
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, 2010, ad art.
28a, pag. 353) e che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano
un’opinione contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una
perizia ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a imporre nuovi
accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29
settembre 2010 consid. 3.4, entrambe con i rinvii giurisprudenziali ivi
menzionati).

 

                               2.5.   Per quanto concerne l’aspetto
medico, preliminarmente il TCA rileva che, con sentenza n. 35.2018.38 del 10
ottobre 2018, cresciuta incontestata in giudicato, ha accertato che
l’assicurato, al momento della stabilizzazione dello stato di salute
infortunistico (1° febbraio 2018), era in grado di svolgere, a tempo pieno e
con un rendimento completo, un’attività lavorativa compatibile con le
limitazioni derivanti dal danno alla salute infortunistico (cfr. STCA
35.2018.38 del 10 ottobre 2018, consid. 2.5 e 2.6).

 

                                         Dalle tavole processuali
(in particolare, dal rapporto del 3 novembre 2017 relativo alla visita medica __________
di chiusura del 27 ottobre 2017, effettuata in ambito LAINF) emerge che
l’assicurato è portatore di un danno infortunistico alla spalla destra (di
competenza della __________) e di un danno alla salute extra-infortunistico
(“Impingement cronico con alterazione degenerativa del trochite maggiore
dell’articolazione acrom-claveare bilateralmente. Entesopatia inserzionale e
pre-inserzionale del sovra - e - infra-spinato con piccola ciste di inclusione
sinoviale all’inserzione del tendine sulla testa omerale. Borsite sub-acromion-deltoidea
bilaterale spalla destra”; non di competenza della __________; doc. 140 incarto
LAINF e doc. 60 incarto LAI).

 

                                         L’UAI ha incaricato il dr.
med. __________, specialista FMH in medicina interna reumatologia, di eseguire
una perizia.

 

                                         Il perito reumatologo ha
esaminato l’assicurato il 21 febbraio 2017 (durata della visita: 50 minuti) e
nel relativo rapporto del 18 giugno 2018 (doc. 43 incarto AI) ha riportato
l’anamnesi (famigliare, patologica, personale e socio-lavorativa), i dati soggettivi
(descrizione dei disturbi e dell’attività quotidiana) e i dati oggettivi (esame
internistico, esame della colonna vertebrale, esame delle articolazioni, status
neurologico, esami radiologici: artro-RM alla spalla destra del 21 luglio 2017
e sonografia funzionale del 12 giugno 2018). Lo specialista ha posto le
seguenti diagnosi: 

 

 

 

" 7.1  con
ripercussioni sulla capacità lavorativa

 

•   Periartropatia omeroscapolare destra cronica su/con:

•   Stato dopo trauma distorsivo

o  Stato dopo
artroscopia della spalla destra: sutura del tendine sovraspinoso mediante vite
Twin-Fix 5,5 tre fili di sutura, debridement del tendine sottoscapolare,
acromioplastica e tenotomia del caput lungo del bicipite brachiale il
28.09.2016

o  Stato dopo
artroscopia spalla destra: mobilizzazione in elevazione ed extrarotazione:
debridement sottoscapolare e bursectomia sottoacromiale e acromioplastica il
25.08.2017

 

•   Sindrome cervico-vertebrale cronica su/con:

o  Alterazioni
degenerative con osteocondrosi C5/C6, C6/C7 e C7/Th1, condrosi C3/C4 e C4/C5,
uncartrosi C4/C5, C%/C6 e C6/C7

o  Turbe statiche con protrazione della testa

 

•   Periartropatia
omero scapolare sinistra su/con: o Rottura parziale del sopraspinato

 

6.2  senza ripercussioni sulla capacita lavorativa

 

•   Ipertensione arteriosa trattata

•   Adiposità” (doc. 43, pag. 173 e 174 incarto LAI).

 

                                         Il perito ha rilevato
quanto segue:

 

" Personalmente
non pongo nessuna diagnosi diversa, le completo solamente; da una parte vi è
una periartropatia omero-scapolare dx su stato dopo duplice trauma e duplice
intervento operatorio, è interessante notare come nonostante tutte le
discrepanze si sia deciso di eseguire delle operazioni, che non hanno, come era
facilmente immaginabile, portato a grossi miglioramenti.

Il paziente presenta, come problema maggiore, alla spalla dx una
diminuita mobilità ed a suo dire importanti dolori, questi però sono però
dipendenti secondo me esclusivamente dall'infortunio, sono stati valutati anche
all'ultima visita circondariale dal Dr. __________. Le alterazioni degenerative
acromio-clavicolari non creano ulteriori limitazioni, mentre la ciste a livello
del trochide non causa dolori.

La patologia non infortunistica più importante è secondo me la
sindrome vertebrale sino a cervico-spondilogena, su alterazioni degenerative
multisegmentarie, come ben visibile alla Rx. Queste alterazioni causano dei
dolori e una lieve limitazione nella mobilità e soprattutto non ulteriori
limitazioni rispetto a quelle già imposte dalla spalla drt.

Alla spalla sx si presenta una moderata periartropatia
omero-scapolare, che non causa problemi in attività leggere.” (doc. 43, pag.
174 incarto LAI)

 

                                         Il perito ha osservato
che: 

 

" non posso
che concordare con le affermazioni del Dr. __________, della __________, in
merito alle limitazioni, che tengono anche conto delle patologie
reumatologiche, soprattutto sindrome cervico-vertebrale.” (doc. 43, pag. 175
incarto LAI)

 

                                         Il perito ha precisato
che:

 

" Il
paziente come carpentiere è inabile al lavoro dal secondo infortunio come
attestato; per tale lavoro egli rimane inabile al 100% in modo definitivo. Da
questo punto di vista le inabilità lavorative decise sono esatte; naturalmente
subentra poi la rivalutazione del caso e la possibilità di eseguire dei lavori
leggeri al 100%, come mostrato durante il periodo da 02/2018 al 31.05.18 quando
il Signor RI 1 ha lavorato come magazziniere.

Possiamo quindi dedurre che in un lavoro leggero il paziente sia
stato abile sicuramente al più tardi da 02/2018, l'attività deve poi contenere
le limitazioni descritte più avanti. In merito alle condizioni penso che più o
meno siamo in una situazione di stasi, con forse un leggero peggioramento dopo
i 2 interventi operatori.” (doc. 43, pag. 175 incarto LAI)

 

                                         Con riferimento
all’attività abituale, il perito ha puntualizzato che:

 

" L’attività
di carpentiere è da considerarsi molto pesante, in particolar in galleria, il
paziente presenta delle nette limitazioni per tutto quanto è lavoro sopra
l'orizzontale con la spalla dx, ciò che è ben visibile sia all'esame clinico
che in altre situazioni.

Le patologie della colonna cervicale e della spalla sx non portano
ad ulteriori limitazioni, d'altronde anche durante tutto l'esame il paziente fa
notare come i dolori maggiori siano quelli alla spalla dx, secondo me dovuti
soprattutto alle conseguenze dell'infortunio. (…) Il paziente è abile per
l'abituale attività al 0%.” (doc. 43, pag. 176 incarto LAI)

 

                                         Con riferimento ad
attività adeguate, il perito ha precisato che:

 

" Il
paziente in un'attività leggera, dove non debba sollevare ripetutamente pesi
con il braccio drt superiori ai 10kg, dove non debba lavorare con la spalla dx
sopra l'orizzontale, dove non debba lavorare con il collo in estensione
prolungata, dove debba salire su scale a pioli, è abile al 100%. (…). Il
paziente in un'attività adeguata è abile al 100%.” (doc. 43, pag. 177 incarto
LAI)

 

                                         Il perito ha concluso che:

 

" Il lato
non infortunistico reumatologico non porta ad ulteriore aggravamento della
situazione, in particolare ad ulteriore limitazione della capacità lavorativa.
Le limitazioni infatti già presenti in merito alla spalla dx sono sufficienti
anche per le problematiche, in particolare a livello della colonna cervicale.”
(doc. 43, pag. 179 incarto LAI)

 

                                         Nel rapporto finale del 19
luglio 2018 (doc. 44 incarto LAI) il medico SMR, dr. med. __________, ha posto
la diagnosi principale con ripercussione sulla capacità lavorativa di: 

 

" Perartropatia
omeroscapolare destra cronica

-   Stato dopo trauma distorsivo

-   Stato dopo intervento il 28.9.2016 e 25.8.2017

 

Sindrome cervico-vertebrale cronica

 

Periartropati omeroscapolare sinistra

-   Rottura parziale del sopraspinato.” 

 

                                         Il medico SMR non ha posto
alcuna diagnosi senza influsso sulla CL.

 

                                         Il medico SMR ha indicato
una incapacità lavorativa del 100% nell'attività abituale di carpentiere dall’8
gennaio 2016 e continua mentre in un'attività adeguata (rispettosa dei limiti
indicati dal perito reumatologo; carico massimo 10 kg; alternanza della postura
al bisogno inclusa; nessuna difficoltà nello svolgere lavori di precisione;
nessuna necessità di pause supplementari) ha indicato le seguenti incapacità
lavorative: - 100% dall’8 gennaio 2016; - 0% dal febbraio 2018 (perizia) e
continua (doc. 44 incarto LAI). 

 

                                         Nell’annotazione del 16 ottobre
2018 il medico SMR, __________, ha osservato che:

 

" in
occasione della perizia reumatologia e della definizione della capacità
lavorativa residua il perito reumatologo ha tenuto conto delle patologie
osteoarticolari presenti sia di tipo infortunistico che degenerativo, patologie
che rendono l'assicurato solamente abile nello svolgimento di attività
fisicamente leggera come ripreso nel rapporto SMR che viene quindi confermato
in assenza di una attuale modifica dello stato di salute.” (doc. 63 incarto LAI)

 

                                         Davanti al TCA il
patrocinatore dell’insorgente ha prodotto, il 13 giugno 2019 (doc. VIII), i
certificati medici del 4 dicembre 2018 (giusta il quale l’assicurato è inabile
al lavoro al 100% dal 5 dicembre al 30 gennaio 2019: doc. F), 31 gennaio 2019
(giusta il quale l’assicurato dal 31 gennaio 2019 al 26 marzo 2019 è inabile al
lavoro al 100% nell’attività abituale e abile al 100% in attività leggere,
attività dove non solleva pesi, dove non effettua movimenti continui sopra alle
spalle e dove non sta al freddo: doc. G), 26 marzo 2019 (giusta il quale
l’assicurato dal 27 marzo 2019 al 28 maggio 2019 è inabile al lavoro al 100%
nell’attività abituale e abile al 100% in attività leggere, attività dove non
solleva pesi, dove non effettua movimenti continui sopra alle spalle e dove non
sta al freddo: doc. H) e 28 maggio 2019 (giusta il quale l’assicurato dal 29
maggio 2019 al 31 gennaio 2020 è inabile al lavoro al 100% nell’attività
abituale e abile al 100% in attività leggere, attività dove non solleva pesi,
dove non effettua movimenti continui sopra alle spalle e dove non sta al
freddo: doc. I) del dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia
ortopedica e traumatologia dell'apparato locomotore, presso la Clinica __________
di __________.

 

                               2.6.   Questo Tribunale, chiamato a
verificare se lo stato di salute del ricorrente è stato accuratamente vagliato
dall’amministrazione - prima dell’emissione della decisione qui impugnata (in
casu, il 25 aprile 2019) che segna il limite temporale del potere cognitivo del
giudice delle assicurazioni sociali (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1) - non ha
motivo per scostarsi dal rapporto finale del 19 luglio 2018 (doc. 44 incarto
LAI) e dall’annotazione del 16 ottobre 2018 del medico SMR, __________ (doc. 63
incarto LAI).

 

                                         La valutazione del medico
SMR è da considerare dettagliata, approfondita e quindi rispecchiante i
parametri giurisprudenziali ricordati al considerando 2.4.

                                         Il TCA constata, infatti,
che il medico del SMR ha tenuto conto di tutte le problematiche lamentate
dall'assicurato ponendo le diagnosi concernenti l’insieme dei disturbi
dell’interessato, valutando le sue limitazioni funzionali e le relative
ripercussioni sulla capacità lavorativa al termine di un’analisi approfondita
di tutti i referti medici dei curanti, nonché della valutazione peritale
eseguita per conto dell’amministrazione dal reumatologo dr. med. __________. 

                                         Questo Tribunale ritiene
tale modo di procedere corretto e non ha motivo alcuno per rimettere in
discussione l’operato del medico del SMR, conforme agli articoli 59bis cpv. 2
LAI in relazione con l’art. 49 cpv. 1 OAI (cfr. STF 9C_404/2018 del 22 agosto
2018; DTF 142 V 58 consid. 5.1; 135 V 465 consid. 4.4.).

                                         Giova qui infatti
ricordare che per l’art. 59 cpv. 2bis LAI i servizi medici regionali sono a
disposizione degli uffici AI per valutare le condizioni mediche del diritto
alle prestazioni, stabiliscono la capacità funzionale dell'assicurato -
determinante per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA - di esercitare un'attività
lucrativa o di svolgere le mansioni consuete in una misura ragionevolmente
esigibile e sono indipendenti per quanto concerne le decisioni in ambito medico
nei singoli casi.

                                         Scopo e senso del disposto
come pure dell’art. 49 OAI risiedono nella possibilità, per gli uffici AI, di
fare capo a propri medici per la valutazione degli aspetti sanitari del diritto
alla rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche conoscenze
medico-assicurative, sono quindi chiamati a valutare la capacità funzionale
della persona assicurata. In questo modo è stata creata una chiara separazione
di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla base delle
indicazioni del SMR, l'UAI deve così decidere cosa si può ragionevolmente
pretendere da un assicurato e cosa invece no (vedi DTF 136 V 376 consid. 4.1;
sentenze 9C_1001/2012 del 29 maggio 2013; 9C_524/2010 del 27 ottobre 2010;
9C_9/2010 del 29 settembre 2010, 9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in
SVR 2009 IV n. 56 pag. 174, con riferimenti). 

 

                                         Del resto, l’assicurato
non ha prodotto, in sede ricorsuale, dei referti medico-specialistici in grado
di smentire quanto valutato dal medico SMR (e dal perito reumatologo). 

 

                                         I generici e stringati
certificati medici riportati al considerando 2.5 in fine (doc. F, G, H e I), prodotti
dal patrocinatore dell’assicurato in questa sede il 13 giugno 2019 (doc. VIII),
non sono atti a sollevare dubbi - nemmeno lievi - circa la fedefacenza della
valutazione operata dal medico SMR (e dal perito reumatologo), con espresso
riguardo alla situazione clinica dell'assicurato, che è stata attentamente e
dettagliatamente vagliata dai precitati medici, come pure dell'esigibilità
posta da tali medici che peraltro vantano un’ampia esperienza in materia di
medicina assicurativa e infortunistica. Del resto, la valutazione dello
specialista curante dell’assicurato non apporta nuovi elementi oggettivi
ignorati dai medici dell’amministrazione. Inoltre gli stessi medici
dell’amministrazione hanno ritenuto l’attività abituale di carpentiere
inesigibile dall’8 gennaio 2016 e hanno ritenuto l’assicurato abile al lavoro
al 100% in attività adeguate leggere.

 

                                         Diversamente da quanto
valutato dall’Alta Corte nella STF 8C_839/2016 del 12 aprile 2017, pubblicata
in SVR 1/2018 IV nr. 4 - nella quale il TF ha reputato che il rapporto del SMR
non potesse essere considerato esaustivo, non essendosi espresso su tutti gli
aspetti rilevanti per la decisione - il TCA non vede nel caso concreto alcun
motivo che possa impedire di fondare il proprio giudizio sulle risultanze
mediche del SMR, la cui affidabilità e concludenza non è stata oggettivamente
messa in dubbio da refertazioni specialistiche in grado di rimetterle in
discussione (cfr. STF 9C_404/2018 del 22 agosto 2018).

 

                                         Alla luce di tutto quanto
sopra esposto questo Tribunale deve concludere che quanto accertato dal medico
del SMR in merito alla capacità lavorativa dell'assicurato va tutelato.

 

                                         Riguardo alla possibilità
per l’insorgente di esercitare un'attività adeguata alle sue condizioni di
salute, giova qui ricordare che la giurisprudenza federale ha, in maniera
costante, già avuto modo di stabilire che in considerazione dell'ampio
ventaglio di attività semplici e ripetitive contemplate dai settori della
produzione e dei servizi (cfr. ISS, livello di esigenze 4 fino alla TA1 2010,
poi divenuto livello 1 con la TA1 2012), vi è un numero significativo di
attività di natura leggera, che permettono di alternare la posizione e che sono
pertanto adatte al danno alla salute presentato dall'assicurato. Come
ripetutamente statuito dall’Alta Corte in casi con limitazioni funzionali
analoghe, esiste un mercato del lavoro sufficiente in cui realizzare la propria
capacità lavorativa residua. Si tratta segnatamente del mercato occupazionale
aperto a personale non qualificato o semi qualificato, in cui vi è una
sufficiente offerta di occupazioni, in particolare nell'industria, in cui
possono venir eseguite mansioni di sorveglianza e controllo, che non comportano
aggravi fisici, che consentono il cambiamento frequente di posizione e che non
richiedono necessariamente la messa in atto di particolari misure di
reintegrazione professionale (cfr., tra le altre, STF 8C_563/2012 del 23 agosto
2012 consid. 3.3., che ha interamente confermato la STCA 35.2012.17 del 18
giugno 2012; 9C_635/2007 del 21 agosto 2008 consid. 3.3; 9C_10/2007 del 26
marzo 2008 consid. 4.6.3).

 

                                         È peraltro utile
aggiungere che se è vero che, secondo la giurisprudenza, vanno indicate
possibilità di lavoro concrete, all'amministrazione rispettivamente al giudice
non vanno poste esigenze esagerate. È infatti sufficiente che gli accertamenti
esperiti permettano di fissare in maniera attendibile il grado di invalidità.
In proposito, va rilevato che il TF ha in particolare già ritenuto corretto il
rinvio ad attività nel settore industriale e commerciale, composto di lavori
leggeri di montaggio, compiti di controllo e sorveglianza che non comportano
aggravi fisici, che consentono il cambiamento frequente di posizione e che non
richiedono necessariamente la messa in atto di particolari misure di
reintegrazione professionale (per es. attività d’incasso, d’assemblaggio, di
confezione prodotti, di controllo ecc.; cfr. sentenza 8C_563/2012 del 23 agosto
2012, consid. 3.3 con riferimenti; sentenza 9C_10/2007 del 26 marzo 2008 consid.
4.6.3; Pratique VSI 1998 p. 296 consid. 3b; sentenza U 329/01 del 25 febbraio
2003, consid. 4.7). 

 

                                         Si può, quindi, senz'altro
ipotizzare - senza far riferimento alla difficoltà concreta di reperimento di
posti di lavoro dovuta all’eccedenza della domanda, difficoltà che viene
assicurata dall’assicurazione contro la disoccupazione e non dall’assicura-zione
contro l’invalidità (cfr. DTF 110 V 276 consid. 4c; RCC 1991 p. 332 consid. 3b;
P. Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo
1995, p. 83) - che il ricorrente sia in grado di mettere a frutto la sua
residua capacità lavorativa in attività professionali più leggere da un profilo
dell'impegno fisico rispetto a quella originariamente esercitata (di
carpentiere).

                                         

                                         Del resto deve essere
ricordato che il principio dell’esigibilità configura un aspetto del principio
della proporzionalità. Secondo la dottrina questo principio permette di
pretendere da una persona un determinato comportamento anche se presenta degli
inconvenienti (Peter, Die Koordination der Invalidenrente, Schulthess 1997 p.
71 e dottrina ivi citata), anche in virtù del principio della riduzione del
danno.

                                         Ai fini dell’accertamento
dell’invalidità ci si deve fondare su un mercato del lavoro equilibrato e
quindi fittizio; ci dev’essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta
di posti di lavoro e un’offerta di posti diversificati in relazione con le
capacità professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un
concetto teorico e astratto (DTF 110 V 276). Un assicurato non può pertanto
avvalersi dell’impossibilità congiunturale di trovare un posto di lavoro per
pretendere una rendita (ZAK 1984 p. 347). Ciò non è il caso se - ipotesi non
realizzata nella fattispecie - l'attività ammissibile è possibile solo in forma
talmente limitata, che il mercato generale del lavoro praticamente non la
conosce o se il suo esercizio è reso possibile solo grazie alla collaborazione
irrealistica di un datore di lavoro medio (cfr. ZAK 1989 p. 322 consid. 4a;
Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 114).

 

                                         In concreto questo
Tribunale ritiene che, anche nel caso di specie, nel mercato generale del
lavoro esistano delle occupazioni, essenzialmente di controllo e di
sorveglianza, che il ricorrente, nonostante i disturbi che lo interessano,
sarebbe in grado di esercitare in maniera completa (lontano dal freddo, come
indicato dal dr. med. __________).

 

                                         Pertanto, alla luce delle
risultanze di cui sopra, questo Tribunale ritiene la fattispecie - per lo meno,
fino al 25 aprile 2019 - sufficientemente chiarita, per cui non appare
necessario procedere ad altri accertamenti medici specialistici.

 

                                         Va ricordato che, quando
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove; cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
STF 9C_632/2012 del 10 gennaio 2013; STF 9C_231/2012 del 24 agosto 2012). Un
tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente all'art.
29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi
citata).

 

                                         In conclusione, alla luce
di quanto sopra esposto e richiamato inoltre l'obbligo che incombe
all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per
ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla
salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi
citati; Riemer Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg.
57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen
Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e
sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts
zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), il TCA ritiene dimostrato con il grado della
verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali
(DTF 138 V 218 consid. 6 pag. 221 con riferimenti), che ad RI 1 vada
riconosciuta una incapacità lavorativa del 100% nella precedente attività
(carpentiere) dall’8 gennaio 2016 e continua mentre in un'attività adeguata
(rispettosa dei limiti indicati dal perito reumatologo e dal medico SMR, da
svolgersi lontano dal freddo, come indicato dal dr. med. __________) ha
presentato le seguenti incapacità lavorative: - 100% dall’8 gennaio 2016 al 31
gennaio 2018 e 0% dal 1° febbraio 2018 e continua.

 

                               2.7.   Si tratta ora di valutare le
conseguenze economiche del danno alla salute di cui è affetta l’assicurato.

                                         Stante quanto precede,
occorre in particolare esaminare se la capacità di guadagno dell'assicurato ha
subito un miglioramento tale da giustificare la soppressione della rendita
intera di invalidità che gli è stata riconosciuta dall’UAI a decorrere dal 1°
maggio 2018 (cfr. consid. 1.3).

 

                                         Vengono considerati i dati
del 2018, visto che il miglioramento dello stato di salute - e, di conseguenza,
della capacità lavorativa residua - risale al 1° febbraio 2018 (cfr. consid.
2.6).

                                         Per quanto concerne il
calcolo economico, questa Corte rilevare innanzitutto che, sia nel progetto di
decisione del 29 agosto 2018 (doc. 45 incarto LAI) sia nella decisione del 25
aprile 2019 (doc. 64 e 69 incarto AI), l’amministrazione ha precisato quanto
segue: “Riconoscendo che il confronto dei redditi dovrebbe avvenire nell’anno
2018, non avendo i dati statistici aggiornati, si è effettuato il calcolo per
il 2016” (doc. 45, pag. 2 e doc. 64, pag. 2 incarto AI). 

                                         

                                         Per determinare il reddito
da invalido, l’UAI ha quindi applicato la TA 1 2014, allorquando il TF ha
stabilito che vanno utilizzati i dati statistici più recenti disponibili al
momento del rilascio della decisione (in casu, il 25 aprile 2019: doc. 64 e 69
incarto AI) e quindi, nel caso di specie, quelli del 2016 (cfr. DTF 143 V 295
consid. 4.1.7; STCA 35.2019.39 del 21 ottobre 2019, consid. 2.8), aggiornati al
2018. Anche il reddito da valido (parimenti determinato dall’UAI in
applicazione della TA1 2014) relativo al 2016 avrebbe dovuto essere aggiornato
al 2018.

 

                                         Il modo di procedere
dell’amministrazione - che ha effettuato il confronto dei redditi in
applicazione della TA1 2014 (anziché la TA1 2016) e nel 2016 (anziché nel 2018)
- non può essere tutelato. 

 

                               2.8.   Per quanto concerne il
reddito da valido, secondo l’UAI, senza il danno alla salute, RI 1 avrebbe
realizzato un guadagno annuo lordo di fr. 69'279.-, fissato sulla base della
tabella TA 1 2014, ramo 41-43 "costruzioni", livello di qualifica 1,
uomini, riportato su 41.5 ore aggiornato al 2016, dato che l'ex datore di
lavoro non avrebbe rinnovato il contratto, indi-pendentemente dall’infortunio
(doc. 64, pag. 2 incarto AI e doc. 61, pag. 1), in applicazione della
giurisprudenza federale (sentenze del TF 9C_501/2013 e 8C_842/2014).

 

                                         Il patrocinatore del
ricorrente contesta l'utilizzo dei dati statistici, nel raffronto dei redditi,
per il "reddito da valido", che è stato quantificato come
erroneamente effettuato dalla __________ in ambito LAINF, ritenendo - a torto -
che l’ex datore di lavoro non avrebbe rinnovato il contratto di lavoro. I
salari da valido del suo assistito realmente percepiti sono di fr. 64'217.15
(da giugno a dicembre) nel 2012, fr. 111'586.- nel 2013, fr. 114'942.- nel 2014
e fr. 115’235.- nel 2015. Inoltre, al salario base vanno aggiunte le indennità
previste dal Contratto nazionale mantello per l’edilizia principale in Svizzera
(CNM), tra cui, in particolare, quelle previste nella convenzione addizionale
al CNM per i lavori in sotterraneo. Il salario da valido determinante ai fini
della quantificazione della percentuale di invalidità sarebbe almeno fr.
113'308.-, ben differente dal dato utilizzato dall’UAI pari a fr. 69'279.-
(doc. I, pag. 8 e 9).

 

                                         Chiamato ad esprimersi in
merito, il TCA osserva che, nella STCA 35.2019.61 dell’8 maggio 2020), ha
accertato che, in assenza dell’infortunio, l’assicurato sarebbe stato
licenziato a gennaio 2016 con effetto a giugno 2016, ma che a gennaio 2016 il
suo contratto di lavoro non poteva essere disdetto, poiché in infortunio.
L’assicurato aveva percepito le indennità giornaliere LAINF dall’8 gennaio 2016
al 31 gennaio 2018 e dal 1° febbraio 2018 era iniziata la decorrenza del
termine di licenziamento con effetto al 31 maggio 2018. Dal 1° febbraio al 31
maggio 2018, ovvero durante il termine di disdetta di quattro mesi,
l’assicurato aveva svolto diversi lavori di magazzino compatibili con il suo
stato di salute, senza alcun cambiamento delle condizioni contrattuali. Il
licenziamento era, quindi, divenuto effettivo il 1° giugno 2018 (cfr. consid.
2.8 della citata sentenza). 

 

                                         Per costante giurisprudenza
federale, se la persona assicurata era disoccupata al momento in cui le è
occorso l’infortunio oppure se nel periodo sino all’inizio della rendita essa
avrebbe perso il posto di lavoro anche senza l’infortunio, il reddito da valido
può essere desunto dai dati della rilevazione svizzera della struttura dei
salari (RSS) (cfr., tra le tante, la STF 8C_314/2019 del 10 settembre 2019
consid. 6.1 e riferimenti ivi citati; la STF 8C_728/2016 del 21 dicembre 2016
consid. 3.1 in fine e riferimento ivi citato e la STF 9C_501/2013 del 28
novembre 2013, consid. 4.2 in fine e 4.3.2 e riferimenti ivi citati; in questo
senso, si veda pure L. Grisanti, Nuove regole per la valutazione
dell’invalidità, in RtiD II-2006, p. 316; STCA 35.2016.93 del 5 aprile 2017,
consid. 2.8; STCA 35.2018.123 del 27 marzo 2019, consid. 2.5.1; STCA
32.2018.158 del 30 luglio 2019, consid. 2.9; STCA 35.2019.25 del 5 settembre
2019, consid. 2.6; STCA 35.2019.48 del 16 ottobre 2019, consid. 2.9;

                                         STCA 32.2018.211 del 21
ottobre 2019, consid. 2.8; STCA 32.2019.24 del 28 gennaio 2020, consid. 2.6.1).

 

                                         Considerato che
l’assicurato avrebbe perso il posto di lavoro al 31 maggio 2016,
indipendentemente dal danno alla salute, il suo reddito da valido deve essere
stabilito in base ai dati statistici risultati dalla RSS.

 

                                         In siffatte circostanze,
le censure sollevate dal patrocinatore del ricorrente all’operato dell’amministrazione
per non avere determinato il “reddito da valido” del suo assistito in almeno      fr.
113'308.- (corrispondente all’importo realmente percepito dal suo assistito)
devono essere respinte.  

 

                                         A proposito della
questione di sapere se, in concreto, va applicato il livello di competenze 1
(come lo pretende l’__________) oppure il livello di competenze 2 (come lo
sostiene il patrocinatore dell’assicurato), è utile segnalare che a partire
dalla 10a edizione della RSS (RSS 2012), gli impieghi sono classificati per
professione in funzione del tipo di lavoro che è generalmente eseguito.
L’accento è pertanto posto sul genere di attività che la persona interessata è
in grado di svolgere in funzione delle sue qualifiche (livello delle sue
competenze) e non più sulle qualifiche in quanto tali. Sono dunque stati
definiti quattro livelli di competenza in funzione di nove gruppi di
professioni e del tipo di lavoro, della formazione necessaria per praticare la
professione e dell’esperienza professionale (cfr. tabella TA 1_skill_level
della RSS 2012; DTF 142 V 178 consid. 2.5.3). Il livello 1 è il più basso e corrisponde
alle mansioni fisiche e manuali semplici, mentre il livello 4 è il più elevato
e raggruppa le attività che richiedono la risoluzione di problemi compositi e
l’assunzione di decisioni complesse, che presuppongono un’ampia conoscenza
fattuale e teorica in un ambito specifico (ne fanno parte, ad esempio, i
direttori, i quadri di direzione e i gerenti, come pure le professioni
intellettuali e scientifiche). Tra questi due estremi figurano le professioni
dette intermedie (livelli 3 e 2). Il livello 3 implica delle attività pratiche
complesse che necessitano ampie conoscenze in un ambito specifico (in
particolare, i tecnici, i supervisori, gli intermediari o il personale
infermieristico). Il livello 2 si riferisce alle attività pratiche come la
vendita, la cura delle persone, l’elaborazione dei dati e l’amministrazione,
l’utilizzo di macchinari e di apparecchiature elettroniche, i servizi di
sicurezza e la guida di veicoli (cfr. STF 9C_370/2019 del 10 luglio 2019
consid. 4.1 e riferimenti ivi citati; STCA 35.2019.39 del 21 ottobre 2019
consid. 2.10). 

 

                                         Se il TCA concorda con
l’amministrazione nel ritenere che il reddito da valido vada calcolato in
applicazione dei dati statistici di cui alla Tabella TA1, ramo economico 41-43
“costruzioni”, non può, invece, condividere la scelta dell’UAI di fare capo al
livello di qualifica 1, attività semplici e ripetitive, ma ritiene maggiormente
indicato applicare il livello di qualifica 2 “attività pratiche come la
vendita, la cura delle persone, l’elaborazione di dati e l’amministrazione,
l’utilizzo di macchinari e di apparecchiature elettroniche, i servizi di
sicurezza, i trasporti”.

 

                                         Nella STCA 35.2019.61 dell’8
maggio 2020 il TCA ha accertato che l’assicurato ha il diploma di geometra e
svolge, da parecchi anni orsono, l’attività di carpentiere e conduttore di
mezzi meccanici (escavatori, autobotti, pale meccaniche, ecc.) 

                                         (cfr. consid. 2.8 della
citata sentenza). Nel caso di specie, ritenuti i compiti pratici richiesti
all’assicurato come pure il suo bagaglio professionale e formativo, il TCA
ritiene che si debba fare riferimento al livello di competenza 2.

 

                                         Tale soluzione, a mente di
questo Tribunale, consente di tenere conto anche delle considerazioni espresse
in sede ricorsuale a proposito della peculiarità dei lavori svolti (e delle
relative retribuzioni riconosciute) nei cantieri “in sotterranea”. 

 

                                         Chiarito anche l’aspetto
riguardante il livello di competenze applicabile nel caso di specie, applicando
la tabella RSS 2016 TA1, livello di qualifica 1 quelli afferenti al livello di
competenza 2 del medesimo ramo 41-43 "costruzioni", risulta che
l’assicurato avrebbe potuto realizzare, in media, un salario mensile lordo pari
a fr. 5'911.-. 

                                         Riportando questo dato su
41.4 ore, esso ammonta a fr. 6'117.88 mensili oppure a fr. 73’414.56 per
l'intero anno (fr. 6'117.88 x 12), ritenuto che la quota di tredicesima è già
compresa (STFA U 274/98 del 18 febbraio 1999, consid. 3a).

                                         Dopo adeguamento
all'indice dei salari nominali, si ottiene, per il 2018 (73'414.56x100.7/100.4x100.5%)
un reddito annuo di fr. 74'002.09 (cfr. STCA 35.2019.61 dell’8 maggio 2020,
consid. 2.8).

 

                                         Il "reddito da
valido" dell'assicurato per il 2018 ammonta, quindi, a fr. 74'002.09.

 

                               2.9.   Per quanto concerne il
reddito da invalido, secondo l’UAI, con il danno alla salute, RI 1, nel 2016,
avrebbe realizzato un guadagno annuo lordo di fr. 57'681.- determinato in base
alla tabella TA 1 2014, attività semplici e ripetitive, livello 1 di
competenze, uomini, riportato un orario medio di lavoro settimanale nelle
aziende di 41,7 ore computabili nel 2014 ed aggiornato al 2016, applicando una
decurtazione sociale del 15%.

 

                                         Il rappresentante
dell’insorgente non contesta il reddito da invalido di fr. 67'148.20,
determinato dall’amministrazione. Tuttavia ritiene che, anziché una deduzione
sociale del 15% (5% per attività di tipo leggero e 10% per altri fattori)
operata dall’UAI, andrebbe applicata una decurtazione sociale complessiva del
20% (10% per attività leggera, ovvero una riduzione nella misura massima
possibile, tenuto conto del danno alla salute del suo cliente, che non può
sollevare oltre 10 Kg oppure allungare il collo; 10% per altri fattori di
riduzione). Quindi il reddito da invalido del suo assistito ammonterebbe a fr.
53'718.56 (anziché fr. 57'076.- ritenuto dall’UAI).   

 

                                         Il TCA concorda con
l’amministrazione nel ritenere che il reddito “da invalido” vada calcolato in
applicazione dei dati statistici di cui alla Tabella TA1, uomini, attività
semplici e ripetitive, ma, considerato il bagaglio professionale e formativo
dell’assicurato, ritiene maggiormente indicato applicare il livello di
qualifica 2, così come poc’anzi effettuato per la determinazione del reddito
“da valido”.

 

                                         Chiarito anche l’aspetto
riguardante il livello di competenze applicabile nel caso di specie, applicando
tabella RSS 2016 TA1, livello di qualifica 1 (cfr. doc. 219 incarto LAINF)
quelli afferenti al livello di competenza 2 in attività semplici e ripetitive,
risulta che l’assicurato avrebbe potuto realizzare, in media, un salario
mensile lordo pari a fr. 5'646.-. 

                                         Riportando questo dato su
41.7 ore, esso ammonta a fr. 5'885.95 mensili oppure a fr. 70’631.40 per
l'intero anno (fr. 5'885.95 x 12), ritenuto che la quota di tredicesima è già
compresa (STFA U 274/98 del 18 febbraio 1999, consid. 3a).

                                         Dopo adeguamento
all'indice dei salari nominali, si ottiene, per il 2018
(70'631.40x101/100.6x100.5%; cfr. doc. 219 incarto LAINF) un reddito annuo di
fr. 71'266.80 (cfr. STCA 35.2019.61 dell’8 maggio 2020, consid. 2.10).

 

                                         Questa Corte ritiene
corretta, e può quindi fare propria, la riduzione sociale del 15% (che
globalmente tiene ampiamente conto del danno alla salute dell’assicurato)
riconosciuta dall’UAI in considerazione delle particolarità del caso, tenuto
anche conto del riserbo di cui deve dare prova il giudice delle assicurazioni
sociali nel sostituire il proprio apprezzamento a quello dell’amministrazione
(cfr. DTF 137 V 71, 132 V 393 consid. 3.3).  

 

                                         Le censure ricorsuali
sollevate in merito dal patrocinatore dell’assicurato devono, quindi, essere
respinte. 

 

                                         Ne segue che il reddito da
“invalido” di fr. 71'266.80, tenuto conto di una decurtazione sociale del 15%
(ovvero di fr. 10'690.02), ammonta dunque a fr. 60'576.78.

 

                                         Il "reddito da
invalido" dell'assicurato per il 2018 ammonta, quindi, a fr. 60'576.78. 

 

                             2.10.   Confrontando ora il reddito da
invalido di fr. 60'576.78 con il relativo reddito da valido di fr. 74'002.09,
si ottiene per il 2018 un grado d’invalidità del 18% ([74'002.09 - 60'576.78] x
100 : 74'002.9 = 18.14% arrotondato al 18% secondo la giurisprudenza di cui
alla DTF 130 V 121).

 

                             2.11.   Il grado di invalidità
accertato del 18% non conferisce il diritto ad una rendita d'invalidità (cfr.
consid. 2.2).

 

                                         È dunque a ragione che
l’UAI ha riconosciuto all’assicurato il diritto ad una rendita di invalidità
dal 1° gennaio 2017 (alla scadenza dell'anno di attesa ex art. 28 LAI)
limitatamente al 30 aprile 2018 (trascorsi 3 mesi dall'oggettivato
miglioramento dello stato di salute a partire dal 1° febbraio 2018 ex art. 88a
cpv. 1 OAI), stabilendo, per il periodo successivo, un grado di invalidità del
18% (doc. 64 e 69 incarto AI).

 

                                         La decisione dell’UAI che
nega il diritto ad una rendita d’invalidità successivamente al 1° maggio 2018
va di conseguenza tutelata.

 

                             2.12.   Secondo l'art. 29 cpv. 2 LPTCA
e l'art. 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie
relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale
cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.

                                         L'entità delle spese è
determinata fra fr. 200.- e fr. 1'000.- in funzione delle spese di procedura e
senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile
2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

                                         Visto l'esito della
vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-vanno poste a carico
dell'insorgente.

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese per complessivi
fr. 500.- sono poste a carico del ricorrente.

                                      

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004
Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

                                         Al ricorso dovrà essere
allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti