# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** eff48957-3112-5daa-89a8-edfe7b5ebba9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-08-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 04.08.1998 52.1997.109
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1997-109_1998-08-04.html

## Full Text

Incarto n.

  52.97.00109-110

   

  	
  Lugano

  4 agosto 1998

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sui ricorsi 7 maggio 1997 del

 

	
   

  	
  Comune
  di __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  le
  decisioni 23 aprile 1997 (no. 1948 e 1953) del Consiglio di Stato, che ha
  accolto le impugnative presentate da __________ e dall'avv. __________,
  amministratore della __________ di __________, avverso le risoluzioni 5
  febbraio 1997, rispettivamente 24 gennaio 1997, con le quali il municipio di
  __________ ha inflitto loro una multa di fr. 700.- per violazioni formali
  alla LE (mancato inoltro di una domanda di costruzione per il cambiamento di
  destinazione di alcuni vani del capannone al mapp. __________ RFD di
  __________);

  

 

 

viste le risposte:

-    21 maggio 1997 del Consiglio di
Stato;

-    23 maggio
1997 dell'avv. __________;

-    27 maggio 1997 di __________;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

ritenuto,                           in
fatto

 

che la __________ di __________ è proprietaria del mapp.
__________ RFD di __________, un fondo posto al di fuori della zona edificabile
sul quale sorge tra l'altro un capannone (sub. C) censito come magazzino;

 

 

che parte di questo fabbricato, costruito agli inizi degli
anni '60, è stata regolarmente locata a terzi: dapprima ad un'officina meccanica
(__________, __________), poi ad una ditta specializzata nella costruzione di
macchine per la legatoria (__________), indi ad una società attiva nel settore
della meccanica (__________);

 

 

che il 9 settembre 1996 la __________ (e per essa l'amministratore
unico avv. __________) ha locato a __________ ca. 300 mq del capannone per
insediarvi un laboratorio di falegnameria; 

 

 

che preso possesso dello spazio locato, l'11 ottobre 1996
__________ ha segnalato all'autorità comunale l'inizio della propria attività;
quest'ultima, con scritto 22 ottobre 1996, l'ha invitato ad inoltrare una
domanda di costruzione in sanatoria, ravvisando nell'installazione della
falegnameria un cambiamento di destinazione soggetto al rilascio di una licenza
edilizia;

 

 

che ricevuta la documentazione occorrente e raccolto il
preavviso favorevole del dipartimento del territorio, il 9 dicembre 1996 il
municipio di __________ ha concesso a __________ la chiesta licenza edilizia
per il "cambiamento di destinazione parziale da magazzino a falegnameria
al mapp. no. __________ RFD (subalterno C)";

 

 

che a seguito di questi accadimenti, con risoluzione 24 gennaio
1997 il municipio di __________ ha irrogato all'avv. __________ una multa di
fr. 700.- per violazione formale della LE, segnatamente per aver operato il
cambiamento di destinazione parziale del sub. C del mapp. __________ prima del
conseguimento della necessaria autorizzazione; in esito ad un procedimento avviato
per gli stessi motivi, il 5 febbraio 1997 l'esecutivo comunale ha inflitto
identica sanzione a __________;

 

 

che in accoglimento delle impugnative inoltrategli dai
destinatari dei provvedimenti contravvenzionali, con giudizi 1° aprile 1997 il
Consiglio di Stato ha annullato la multa pronunciata nei confronti dell'avv.
__________ e ridotto a fr. 200.-, per ragioni di proporzionalità, quella
applicata a __________; il Governo ha reputato in sostanza che l'onere di
inoltrare la domanda di costruzione incombeva al solo locatario dell'immobile,
per cui all'amministratore della __________ non era imputabile infrazione di sorta;

 

 

che avverso le predette pronunzie governative il comune di
__________ insorge ora innanzi al Tribunale cantonale amministrativo,
sollecitandone l'annullamento; a mente del ricorrente, la sanzione inflitta
all'avv. __________ era del tutto giustificata, l'infrazione essendo stata
commessa da entrambi i multati siccome chiaramente edotti dall'UT comunale
circa la necessità di presentare una domanda di costruzione prima del
cambiamento di destinazione;

 

 

che quanto alla decisione del Consiglio di Stato di ridurre
la multa irrogata a __________, l'insorgente ritiene che il Governo si sia
indebitamente sostituito al municipio nell'esercizio dell'ampio potere
discrezionale garantitogli dall'art. 46 LE; commisurando la sanzione in fr.
700.- l'esecutivo comunale non sarebbe incorso in un abuso o in un eccesso di
potere censurabile da parte dell'autorità di ricorso;

 

 

che all'accoglimento dei gravami si oppone il Consiglio di
Stato, il quale postula la conferma dei giudizi impugnati senza formulare
particolari osservazioni; ad identica conclusione pervengono l'avv. __________
e __________, con argomentazioni di cui si dirà - ove occorresse - in appresso;

 

 

considerato,                   in
diritto

 

che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la
legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività delle impugnative sono
incontestabilmente date dagli art. 46 cpv. 5 LE, 148 cpv. 3 LOC e 46 PAmm; i
ricorsi sono pertanto ricevibili in ordine e date le circostanze possono essere
evasi con un unico giudizio (art. 51 PAmm) sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm);

 

 

che edifici o impianti possono essere costruiti o trasformati
solo con la licenza edilizia (art. 1 cpv. 1 LE); la licenza è in particolare
necessaria per la costruzione, ricostruzione, trasformazione rilevante (ivi
compreso il cambiamento di destinazione) e demolizione di edifici ed altre
opere nonché per la modificazione importante della configurazione del suolo
(art. 1 cpv. 2 LE e 4 lett. a RLE);

 

 

che per cambiamento di destinazione rilevante si intende generalmente
una modifica delle condizioni di utilizzazione di un edificio o di un impianto
esistente atta a produrre ripercussioni diverse e localmente percettibili
sull'ordinamento delle utilizzazioni (DFGP; Commento alla LPT, ad art. 22 N.
12; Scolari, Commentario, N. 647 ss. ad art. 1 LE; Zimmerlin, Baurecht des Kt.
Aargau § 150 N. 2 d; Mäder, Das Baubewilligungsverfahren, Zürcher Schriften zum
Verfahrensrecht, N. 209 seg.; Barblan, Bewilligungserfondernis und
Zulässigkeitsvoraussetzungen für Zweckänderung von Bauten ausserhalb des
Bauzonen nach dem Recht des Bundes und der Kantone, p. 56); dottrina e giurisprudenza
considerano rilevanti ed atte ad implicare l'avvio di una procedura di rilascio
del permesso di costruzione, sia le modifiche dell'utilizzazione che comportano
l'applicazione di norme edilizie diverse da quelle applicabili all'uso
preesistente, sia le modifiche che determinano un'intensificazione o comunque
un'alterazione apprezzabile delle ripercussioni ambientali; 

 

 

che sono tuttavia da considerare come cambiamento di destinazione
anche tutte le modifiche delle condizioni di utilizzazione di un'opera edilizia
che incidono in misura non trascurabile sulla sua identità dal profilo
qualitativo, alterando gli scopi per le quali sono state autorizzate e
realizzate (STA 26 giugno 1996 in re C. e rinvii);

 

 

che la trasformazione di un'officina meccanica in laboratorio
di falegnameria integra senz'ombra di dubbio gli estremi di un cambiamento di
destinazione la cui ammissibilità va verificata nell'ambito di una procedura
ordinaria di rilascio del permesso di costruzione;

 

 

che a norma di legge, la domanda di costruzione, corredata
della documentazione necessaria, deve essere presentata al municipio dal
proprietario della costruzione e firmata dal proprietario del fondo e dal
progettista (art. 4 cpv. 1 LE);

 

 

che nell'evenienza concreta, la domanda di costruzione doveva
essere tempestivamente inoltrata dalla __________, proprietaria degli spazi che
avrebbero subito mutamento di destinazione in conseguenza dell'installazione
della falegnameria __________;

 

 

che la deduzione contraria operata dal Consiglio di Stato non
può essere tutelata; da un semplice conduttore non si può certamente pretendere
che raccolga informazioni circa l'attività svolta dal precedente inquilino ed
accerti la sussistenza di un eventuale cambiamento di destinazione dell'ente
locato soggetto a licenza edilizia;

 

 

che il locatore conosce ex contractu le condizioni
d'utilizzazione del proprio immobile; spetta pertanto a quest'ultimo verificare
se il nuovo inquilino mantiene la pregressa destinazione dell'oggetto locato e,
in caso di cambiamenti, postulare il rilascio del necessario permesso di
costruzione;

 

 

che il locatore è d'altronde tenuto per legge a consegnare la
cosa locata in stato idoneo - di fatto e di diritto - all'uso cui è destinata (art.
256 CO); la mancanza di un'autorizzazione che consenta al conduttore di
utilizzare l'immobile secondo la destinazione pattuita si configura alla
stregua di un difetto giuridico dell'ente locato (D. Lachat, Le bail à loyer,
Lausanne 1997, p. 50, 142 e 145);

 

 

che solo la __________ è dunque incorsa in una violazione formale
della LE per aver omesso di presentare la domanda di costruzione relativa al
cambiamento di destinazione del sub. C del suo mapp. 1190; quand'anche fosse
stato al corrente della necessità di chiedere un permesso di costruzione,
__________ aveva la facoltà ma non l'obbligo legale di procedere in tal senso;

 

 

che il Consiglio di Stato avrebbe dovuto pertanto
prosciogliere __________ dall'infrazione addebitatagli dal municipio di __________;

 

 

che il multato ha tuttavia rinunciato ad impugnare il
giudizio confermativo di condanna emanato nei suoi confronti dal Governo; a
fronte di tale situazione, questo Tribunale deve limitarsi a respingere il
ricorso manifestamente infondato presentato avverso quella decisione dal comune
di __________ (divieto della reformatio in peius; art. 65 cpv. 4 PAmm);

 

 

che l'impugnativa del municipio di __________ rivolta contro
la sentenza di assoluzione pronunciata a beneficio dell'avv. __________ va
invece parzialmente accolta;

 

 

che l'avv. __________, quale amministratore unico della
__________, è infatti punibile ex art. 46 LE per aver disatteso l'obbligo di
inoltrare la domanda di costruzione volta ad autorizzare il cambiamento di
destinazione di alcuni vani del capannone al mapp. __________ di __________;

 

 

che poste queste premesse, resta da esaminare l'ammontare
della sanzione inflitta all'avv. __________, atteso che contrariamente a quanto
sostiene il municipio le autorità di ricorso devono pronunciarsi liberamente
sulla commisurazione della pena (RDAT II-1995 N. 19);

 

 

che sotto questo profilo, ben ponderate tutte le circostanze
e particolarità del caso concreto, la multa di fr. 700.- applicata dal
municipio di __________ appare eccessiva; tenuto conto dell'effettiva gravità
dell'infrazione commessa e della colpa imputabile al trasgressore, la multa
inflitta all'avv. __________ viene ridotta a fr. 200.--, importo tutto sommato
meglio proporzionato alla fattispecie e più ossequioso dei criteri che informano
la quantificazione di questa specifica sanzione nell'ambito della LE;

 

 

che sulla scorta di quanto precede, il ricorso contro la
decisione 23 aprile 1997 no. __________ del Consiglio di Stato è parzialmente
accolto, mentre il ricorso contro la decisione 23 aprile 1997 no. 1948 è
respinto; 

 

 

che la tassa di giudizio va posta a carico dell'avv.
__________ proporzionalmente al suo grado di soccombenza, ritenuto che il
comune ne va esente poiché non è intervenuto a tutela di suoi interessi
economici;

che le ripetibili seguono invece la soccombenza;

 

 

visti
gli art. 256 CO; 148 LOC; 1, 4, 46 LE; 4 RLE; 18, 28, 31, 46, 51 e 65 PAmm,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso contro la
decisione 23 aprile 1997 no. 1948 del Consiglio di Stato è respinto.

 

 

                                   2.   Il ricorso contro la
decisione 23 aprile 1997 no. 1953 del Consiglio di Stato è parzialmente
accolto.

§.  Di conseguenza:

2.1.   la decisione 23 aprile 1997 no.
1953 del Consiglio di Stato è annullata;

2.2.   la risoluzione 24 gennaio 1997
emanata dal municipio di __________ è riformata nel senso che all'avv.
__________ è inflitta una multa di fr. 200.--.

 

 

                                   3.   La tassa di giudizio è posta
a carico dell'avv. __________ misura di fr. 100.--.

 

 

                                   4.   Il ricorrente verserà fr.
300.- a __________ e fr. 200.- all'avv. __________ a titolo di ripetibili.

 

	
   

                                      5.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario