# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b489f42d-6135-5a9c-ac4a-38544cff45ee
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-05-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 13.05.2008 33.2008.2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_33-2008-2_2008-05-13.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  33.2008.2

   

  TB

  	
  Lugano

  13 maggio 2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano
   Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 4 febbraio 2008
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 15
  gennaio 2008 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

  in materia di prestazioni complementari

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                                  A.   Il
18 gennaio 2007 (doc. 1) RI 1 ha fatto richiesta di una prestazione
complementare. Esperiti i necessari accertamenti, con decisione dell'11 ottobre 2007 la Cassa cantonale di compensazione
di Bellinzona le ha concesso, con effetto dal 1° gennaio 2007, una prestazione
di Fr. 161.- al mese che, girati direttamente all'Ufficio assicurazione malattia, servivano quale contributo per il
pagamento del premio di cassa malati (doc. 26).

Il 29 ottobre 2007
(doc. 28) l'assicurata non si è
detta d'accordo con il calcolo
eseguito dalla Cassa, la quale il 14 novembre 2007 (doc. 29) ha emanato una
nuova decisione avente sempre effetto dal 1° gennaio 2007, con cui ha concesso
all'interessata una PC di Fr.
461.-, di cui Fr. 349.- girati all'UAM.

                                  B.   A
seguito dell'opposizione
verbale dell'assicurata,
confermata il 18 dicembre 2007 (doc. 33) per iscritto, il 15 gennaio 2008 (doc.
III) la Cassa ha emanato la decisione su opposizione con cui ha confermato che
la nuova perizia del 2007 ha fissato in Fr. 130'000.- il valore venale dell'immobile sito a __________, mentre la perizia del 1999 contemplava
un valore venale di Fr. 115'000.-.

 

                                  C.   Con
ricorso del 4 febbraio 2008 (doc. I) RI 1, rappresentata dal figlio, ha contestato
il nuovo valore commerciale ritenuto dalla Cassa, poiché v'è stato un aumento di Fr. 10.-/mc ed il
valore del terreno è raddoppiato, passando da Fr. 90.-/mq a Fr. 180.-/mq. La
ricorrente ritiene che, vista l'ubicazione dell'abitazione,
questo aumento sia eccessivo.

 

La Cassa di
compensazione si è riconfermata integralmente nella sua decisione su
opposizione (doc. V) e l'insorgente
ha ribadito che i valori accertati dalla Cassa sono elevati (doc. VII). Il TCA ha così chiesto all'Ufficio stima, per il tramite della Cassa,
di pronunciarsi sulle censure della ricorrente (doc. IX). Le osservazioni
tecniche del 18 marzo 2008 (doc. XI/1-2) dell'Ufficio stima, che hanno permesso alla Cassa di riconfermarsi nella
decisione su opposizione (doc. XI), sono state trasmesse all'assicurata per una presa di posizione (doc.
XII), rimasta tuttavia inevasa.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         in
ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell'istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione
di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N.,
I 707/00).

 

                                   2.   Il
1° gennaio 2008 è entrata in vigore la nuova legge federale sulle prestazioni
complementari all'assicurazione
per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPC) del 6 ottobre 2006.

In caso di modifica
delle basi legali ed in mancanza, come si avvera in concreto, di
regolamentazione transitoria contraria, si applicano le disposizioni in vigore
al momento della realizzazione dello stato di fatto – in concreto: concessione
di prestazioni complementari – che deve essere valutato giuridicamente o che produce
conseguenze giuridiche (STF K 139/06 del 31 gennaio 2008; DTF 131 V 9 consid.
1).

 

Nella fattispecie,
dato che le prestazioni richieste riguardano l'anno 2007, fanno stato le norme della LPC – e della relativa
Ordinanza (OPC-AVS/AI) - in vigore fino al 31 dicembre 2007.

 

nel merito

 

                                   3.   Va
rilevato come la LPC persegue lo scopo di garantire un "reddito
minimo" per far fronte ai "fabbisogni vitali" ai sensi dell'art.
112 cpv. 2 lett. b Cost. fed. e Disp. Trans. all'art.
112 Cost. fed. (RCC 1992 pag. 346). Questa nozione è
più ampia rispetto al "minimo vitale" disciplinato dal diritto
esecutivo (art. 93 LEF). La Legge federale sulle prestazioni complementari
all'AVS/AI (LPC) contiene dunque la garanzia di un reddito minimo per le
persone anziane e invalide (su queste questioni cfr. DTF 113 V 280 (285), RCC
1991 pag. 143 (145), RCC 1989 pag. 606, RCC 1986 pag. 143; Cattaneo,
"Reddito minimo garantito: prossimo obiettivo della sicurezza
sociale" in: RDAT 1991-II pagg. 447 segg., spec. pag. 448 nota 12 e pag.
460 nota 83). I limiti di reddito rivestono pertanto una doppia funzione e
meglio quella di limite dei bisogni e di reddito minimo garantito (DTF 121 V
204; Pratique VSI 1995 pagg. 52 e 176; Pratique VSI 1994 pag. 225; RCC 1992
pag. 225; cfr. anche Messaggio concernente la terza revisione della Legge
federale sulle prestazioni complementari all’AVS/AI, pagg. 3, 8 e 9).

 

                                   4.   In
virtù dell'art. 2a lett. a LPC, hanno diritto alle prestazioni complementari
giusta l'art. 2 LPC le persone anziane che ricevono una rendita di vecchiaia
dell'AVS.

 

L'importo della prestazione complementare
annua deve corrispondere alla differenza tra l'eccedenza delle spese riconosciute ed i redditi determinanti (art.
3a cpv. 1 LPC).

 

                                   5.   Con il ricorso l'assicurata censura la valutazione esperita dall'Ufficio stima della
particella n. 2434 RFD di __________, sezione __________, di sua proprietà. La
ricorrente lamenta che il referto peritale del 23 luglio 2007 (doc. 32) giunge
ad un valore venale eccessivo (Fr. 130'000.-), poiché sia raddoppia il valore
del terreno (da Fr. 90.-/mq a Fr. 180.-/mq) sia aumenta di Fr. 10.-/mc il
valore della cubatura, non tenendo quindi conto che l'immobile è ubicato in una valle a mille metri d'altezza. Questi aumenti si ripercuotono sul
valore commerciale complessivo della particella edificata, che una perizia
eseguita dallo stesso Ufficio stima nel 1999 aveva fissato in Fr. 115'000.-.

Per quanto attiene
alla modalità di calcolo della sostanza, si rileva che ai sensi dell’art. 3a
cpv. 7 lett. b LPC, il Consiglio federale disciplina la valutazione dei redditi
determinanti, delle spese riconosciute, nonché della sostanza.

Giusta l'art. 17 cpv. 4 OPC-AVS/AI, la sostanza
immobiliare che non serve da abitazione al richiedente deve essere computata al
valore corrente.

 

Il valore venale di
Fr. 130'000.- della sostanza è
stato calcolato in virtù del summenzionato art. 17 cpv. 4 OPC-AVS/AI, la cui applicazione
– comunque corretta - non è stata contestata.

 

                                   6.   Secondo
la prassi dell'allora TFA (dal
1° gennaio 2007: Tribunale federale), per determinare il valore commerciale l'Amministrazione deve far esperire una
perizia da un ufficio competente. Il TCA ha infatti dichiarato illegale la precedente prassi della Cassa,
che consisteva nell’aumentare sistematica-mente del 30% il valore di stima
ufficiale. Applicando questo metodo, nel caso di nuove stime poteva risultare
un valore superiore a quello corrente (RDAT II-1995 pagg. 203 segg.).

Secondo la
giurisprudenza del TFA, per la determinazione del valore corrente degli
immobili l’ufficio cantonale deve sempre far capo allo stesso servizio (SVR
1998 LPC N. 5). A mente dell’Alta Corte federale sarebbe infatti inammissibile
calcolare l’importo delle prestazioni complementari in base a stime elaborate
da autorità differenti (Pratique VSI 1993 pag. 137).

Nel Canton Ticino, la
Cassa affida detto compito all’Ufficio stima.

 

In merito a ciò si
osserva ancora che il TFA, in un caso riguardante il Canton Ticino in cui il
ricorrente aveva contestato la valutazione immobiliare operata dall’Ufficio cantonale
di stima, ha confermato l’operato dei periti (STFA P 38/96 del 27 febbraio
1998).

 

                                   7.   Con
perizia immobiliare del 23 luglio 2007 l'Ufficio stima (arch. __________), su
invito della stessa Cassa di compensazione, ha stabilito in Fr. 130'000.- il valore venale complessivo del
fondo 2434 RFD di __________, sezione __________ (doc. 32). Su tale base la
Cassa ha determinato l'importo imputabile all'insorgente a titolo di sostanza immobiliare nel 2007.

 

L'assicurata ha
contestato il valore della cubatura del fabbricato, calcolato in Fr. 230.-/mc x
535 mc, poiché nella precedente perizia del 1999 questo valore era pari a Fr.
220.-/mc. Soprattutto, tenendo conto del tipo di costruzione e della sua
ubicazione (a 1'047 msm), ella
ha poi censurato il raddoppio del costo al mq del sedime di 48 mq, passato da
Fr. 90.-/mq a Fr. 180.-/mq.

 

                                   8.   A
seguito delle contestazioni della ricorrente, l'ing. __________ dell'Ufficio cantonale di stima, così chiamato
in causa da questo Tribunale per il tramite della Cassa (doc. IX), ha allestito
delle spiegazioni sulla metodologia adottata per determinare il valore venale
complessivo di quel fondo. L'esperto
si è dunque confrontato con le osservazioni presentate dall'assicurata, giungendo sempre ad un valore
venale di Fr. 130'000.-, anche
riproponendo un valore del terreno a Fr. 90.-/mq come ritenuto nel 1999.

Nel referto del 18
marzo 2008 (doc. XI/2) l'Ufficio stima ha elencato i criteri di valutazione
generali, ossia:

 

"(…)

Il
valore venale è stato determinato tenendo in considerazione vari fattori che
influiscono sull'oggetto da valutare e in particolare:

 

a)   l'importanza della località in cui
giace la proprietà da valutare, in rapporto con la situazione geografica, con
lo sviluppo residenziale, industriale e commerciale della regione e d'ogni
singola parte o quartiere o frazione o zona dove si trovano i fondi;

b)   i prezzi pagati nelle contrattazioni
di compravendita, pubbliche e private, avvenute nella località negli ultimi
anni;

c)   il valore di reddito accertato, sulla
scorta dei contratti di locazione esistenti in quanto corrispondenti alle
pigioni in uso nelle località o nel quartiere per oggetti paragonabili;

d)   il valore dei fabbricati in rapporto
con le dimensioni, con il genere di costruzione e sua maggiore o minore solidità
e ricercatezza, con i comodi e con gli incomodi d'abitabilità o
d'utilizzazione, con lo stato di conservazione;

e)   le norme pianificatorie dettate dal
Piano Regolatore, la posizione, le dimensioni, le caratteristiche fisiche, la
configurazione, la topografia, l'esposizione, lo sfruttamento, il grado
d'urbanizzazione, gli accesi, le servitù, nonché quei fattori positivi o
negativi che incidano sul valore commerciale."

 

Tenendo conto di
questi fattori e specificando che la perizia allestita nel 1999 si riferiva ad
una valutazione al 1° gennaio 1998, quindi a ben nove anni prima di quella qui
in esame, l'ing. __________ ha osservato che la superficie utile lorda
abitabile è di 138 mq, ciò che porta ad un indice di sfruttamento di 2,875,
mentre nel comune di __________, in zona R3, questo indice massimo è di 0,5.
Quindi, il terreno necessario per edificare un'abitazione con una superficie utile lorda abitabile di 138 mq
sarebbe di 276 mq, contro i 42 mq della particella dell'assicurata.

Questa riflessione fa seguito
ad una diversa metodologia di calcolo che si è evoluta negli ultimi anni, che
prende ora in considerazione nuovi parametri che non erano stati a suo tempo
ponderati, come appunto le potenzialità edificatorie contemplate da un piano
regolatore. L'esperto conclude
la sua perizia affermando che anche volendo ritenere un valore venale del
terreno di Fr. 90.-/mq, anziché di Fr. 180.-/mq, la valutazione complessiva del
fondo, arrotondata, sarebbe comunque sempre di Fr. 130'000.-.

 

Sulla base di tali
affermazioni, la Cassa di compensazione ha riconfermato il diritto alle PC dell'assicurata calcolato su una sostanza
immobiliare di Fr. 130'000.-.

 

                                   9.   Secondo
la giurisprudenza valida nell'ambito delle assicurazioni sociali e relativa
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza
dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e
che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per
stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo
di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STFA del 25
aprile 2007 nella causa M.J., I 462/05; STFA del 26 agosto 2004 nella causa
G.S., I 355/03, consid. 5; STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01
ed S., U 330/01; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM
1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il
suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

 

A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa, il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in
cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212;
SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozial-versicherungsrechts, Berna
1994, pag. 332).

In
una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però
ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire
delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie.
In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha
statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione
degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale
le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una
certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale
referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per
farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA del 25 aprile 2007 nella causa M.J., I 462/05; STFA del 25 febbraio 2003
nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).

 

Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI
1993 pag. 95).

 

La citata
giurisprudenza del TFA deve valere per tutte le perizie (cfr. ad esempio per la
previdenza professionale: SVR 1998 LPP n. 16), e quindi deve essere applicata
anche per quelle esperite in ambito immobiliare (STCA del 24 febbraio 1997, 33.1996.75).

 

                                10.   Nel
caso in esame, con il ricorso l'assicurata si è lamentata di due valori (Fr. al mq e Fr. al mc)
ritenuti dall'Ufficio stima con
la prima perizia del 23 luglio 2007 riguardo alla sua proprietà immobiliare di __________.
Dopo la risposta di causa della Cassa, essa ha riconfermato le sue perplessità
su alcuni valori ritenuti dall'architetto
che ha eseguito la perizia. In seguito, una volta ricevute le ulteriori
spiegazioni da parte dell'Amministrazione
riguardo al modo in cui ha proceduto alla valutazione della sua particella, l'insorgente non ha più contestato la
valutazione tecnica oggetto delle perizie immobiliari del 23 luglio 2007 e del
18 marzo 2008.

Le critiche della
ricorrente riguardo al valore venale dell'immobile determinato nel 1999 dal medesimo Ufficio stima (Fr. 115'000.-) ed al valore sia al mq del terreno
sia al mc dell'abitazione sono
state, come visto, debitamente vagliate dall'Ufficio stima, al quale questo Tribunale ha chiesto di riesaminare
la prima perizia del 23 luglio 2007 e di confrontarsi con le osservazioni dell'interessata. L'Ufficio stima si è conseguentemente pronunciato sulle censure della
ricorrente motivando dettagliatamente gli elementi che ha preso in considerazione,
per nuovamente giungere ad un valore venale di Fr. 130'000.-. 

Ritenuto come nelle
sue valutazioni il perito abbia considerato gli immobili al loro stato (nel
2007 e non nel 1999 come precedentemente) tenendo conto di tutte le peculiarità
rilevanti quali gli accessi ai fondi, l'insolazione, la vista e l'orientamento, la sistemazione, le condizioni di manutenzione, gli
elementi costruttivi, le diverse installazioni e gli arredamenti, occorre
dunque concludere che gli elementi di dissenso sollevati dall'assicurata non sono tali da mettere in
discussione la correttezza delle citate perizie.

Del resto, queste si
fondano su accertamenti approfonditi, esperiti da uno specialista del ramo che
si è basato su criteri generalmente applicabili in questo ambito, ponderando
inoltre tutti gli usuali parametri. I referti peritali giungono inoltre a
conclusioni logiche, conformemente a quanto stabilito dai succitati criteri giurisprudenziali.
Un (peraltro contenuto) aumento del valore venale del fondo della ricorrente
fra il 1999 ed il 2007 è legittimo.

 

Per queste ragioni, il
TCA non ha ragione per
scostarsi dalle conclusioni peritali del 23 luglio 2007 e del 18 marzo 2008,
che risultano pienamente affidabili e ben motivate (STFA del 27 febbraio 1998
nella causa S.S., consid. 2b). Di conseguenza, il valore commerciale della
particella della ricorrente va mantenuto in Fr. 130'000.-, come correttamente stabilito dalla Cassa nella decisione
impugnata, la quale deve quindi essere confermata, mentre il ricorso deve pertanto
essere respinto.

 

 

 

Per questi
motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio Zocchetti