# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 394b7956-8a23-5f99-ad06-47b6ae2f2241
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-06-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 06.06.2000 INC.1998.50106
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1998-50106_2000-06-06.html

## Full Text

N. 501.98.6 L                                                              Lugano,
6 giugno 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

Claudio Lepori

 

 

 

sedente per statuire sul reclamo
presentato il 20 aprile 2000 da

 

 

 

__________      (patrocinato
dall’avv.__________)

 

 

 

contro la decisione 13 aprile
2000 del Procuratore pubblico avv. Marco Bertoli che ha respinto
l'assunzione di prove proposte dal reclamante nel procedimento contro di lui
pendente per titolo di reati documentali e patrimoniali;

 

 

 

viste le osservazioni 28 aprile
2000 del magistrato inquirente e 5 maggio 2000 delle altre parti __________ e __________,
nonché di __________ (tutti patrocinati dall’avv. __________), concordemente
postulanti la reiezione del reclamo;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

in fatto:

 

 

 

A.

 

 

Questo giudice già ebbe modo di
intervenire nell'inchiesta in oggetto, così in particolare riassumendone le
premesse nella decisione 6 settembre 1999 (inc. GIAR 501.98.5):

 

Il procedimento contro il reclamante ha preso avvio
con la denuncia sporta il 15 giugno 1998 da __________ e __________ (doc. 1
dell'inc. MP __________), alla quale si è affiancata quella di "altro
diverso terzo cliente" (doc. 11), in seguito indicato con le iniziali __________
(cfr. verbale istruttorio n. 9 del 24 luglio 1998), anche se poi le sue
generalità hanno fatto comparsa, comunque qui prudenzialmente omesse, non
essendo determinanti al giudizio. In conseguenza __________ venne arrestato il
18 giugno 1998 (e poi rilasciato in libertà provvisoria il 24 giugno 1998, v.
doc. 17), con promozione dell'accusa suoi confronti per titolo di
appropriazione indebita subordinatamente truffa, falsità in documenti e
amministrazione infedele, con successiva estensione al reato di conseguimento
fraudolento di falsa attestazione (cfr. verbale 24 giugno 1998, n. 5, pag. 4 in
fine).

La fattispecie inquisita consiste sostanzialmente
nell’avere l’accusato ottenuto da terzi importanti somme di denaro a preteso
scopo di investimento con successiva asserita restituzione, negata dalle
vittime denuncianti e parti civili, che eccepiscono di falso le ricevute
prodotte dall’accusato. Gli indizi di colpevolezza poggiano, oltre che sulla
documentazione prodotta dalle parti civili e su quanto da loro asserito,
sull'inverosimiglianza delle dichiarazioni dell’accusato, spesso
contraddittorio, come sulla destinazione di una parte delle somme ricevute.

 

A quest'ultimo proposito e cioè
in punto alle affermazioni dell'accusato reclamante, giova ricordare quanto
evidenziato nella decisione 17 agosto 1998 (inc. GIAR 501.98.2):

 

… egli infatti sostenne all’inizio dell’inchiesta (e
già con ingenua fantasia) di avere tutto investito tramite brockers con
conclusione veramente disastrosa più che semplicemente negativa:

 

“In generale devo dire che per quanto concerne i
miei unici tre clienti l’esito delle operazioni in borsa è stato negativo.
Considerato che siamo partiti con circa 380 mila dollari l’esito è stato
disastroso dato che ho restituito integralmente i 380 mila dollari
integralmente dietro ricevuta.

...

In verità sono io che ha perso un sacco di soldi.
Credo di non sbagliare indicare in circa 300/400 mila dollari quanto ho dovuto
sborsare di tasca mia a seguito delle perdite conseguite sulle operazioni
derivanti dall’investimento di 380 mila dollari dei miei clienti.”

(verbale 18 giugno 1998 dinnanzi al Procuratore
pubblico, pag. 6)

 

“Per quanto concerne la denuncia di questi signori,
io confermo di aver loro restituito integralmente quanto da loro messo a
disposizione, sopportando le perdite. Ho a disposizione le relative ricevute.

 

 

 

 

 

 

Ribadisco di aver restituito il capitale, nonostante
perdite, da me coperte per evitare una cattiva nomea, dannosa alla mia attività
professionale appunto di analista. Non ricordo l’ammontare delle perdite, ma
sono state dell’ordine di 300 mila dollari o più”

(verbale 19 giugno 1998 di conferma dell’arresto,
foglio 2)

 

Ma poi __________ sostiene una tutt’altra versione
sull’uso dei capitali, pur ricevuti per investimenti:

 

“Adr. che per quanto concerne la restituzione...in
ragione di  circa 360 mila dollari, ho detto che le stesse sono avvenute con i
danari che mi erano stati consegnati, destinati all’investimento.

Il PP mi ricorda che in precedenti verbali ho
affermato che questi investimenti erano andati male, nel senso di totale
perdita, di più che io avevo sopportato 300/400 mila dollari di passivo su
queste operazioni.

E’ vero che ciò è quanto ho detto nei precedenti
verbali però ritengo di essermi sbagliato allora in quanto in verità in un
primo tempo guadagnavo con gli investimenti mentre dopo perdevo.

A questo punto dico che il tutto va letto in maniera
diversa perché in realtà io i soldi di __________, di __________, di...non sono
stati investiti né presso __________ né altrove.

...ne ho fatto dei cambi cash. Seguendo il mio modello
ho fatto delle speculazioni sulla valuta seguendo i corsi del dollaro, della
lira, delle valute in genere”.

(verbale 28 luglio 1998 dinnanzi al Procuratore
pubblico, pag. 3)

 

Ma significativamente l’accusato ebbe a rilasciare
ricevute concernenti pretesi interessi maturati su investimenti, anche se per
lui “non c’è nessun legame tra le due cose” (con la sibillina aggiunta
:”Anzi secondo me __________ e __________ stanno facendo di tutto per
incastrarmi”, ibidem, pag. 4).

 

 

 

B.

 

 

Con lettera del 21 marzo 2000
(doc. 143, il Procuratore pubblico ha ammesso le parti all'esame degli atti
istruttori, invitando a "preannunciare eventuali esigenze di prove
ulteriori", in vista di prossimo formale deposito.

 

__________ ha dato seguito alla
menzionata facoltà, con allegato del 12 aprile 2000 postulando l'assunzione di
numerose prove testimoniali, peritali e documentali.

 

Con stringata decisione 13 aprile
2000, dopo aver premesso che:

 

"__________
è sostanzialmente accusato di aver ottenuto da ben tre determinate persone
complessivamente 310 milioni di lire e circa 270 milioni di lire (equivalenti
al cambio dell'epoca a 380'000 US$) a preteso scopo di investimento senza poi
né investirli nelle operazioni finanziarie, né restituirli (se non in
modestissima parte). A corollario vi sono ripetuti reati documentali."

 

 

 

 

 

Il magistrato inquirente ha
respinto quasi integralmente le domande dell'accusato, ammettendo quindi solo
l'acquisizione della prodotta fattura della __________ ed il richiamo dei
verbali rilasciati da __________ e da __________ nel parallelo procedimento
conseguente a loro denuncia contro le qui parti civili.

 

Ha fatto seguito il reclamo in
oggetto, che in entrata - ricordata anche la pendenza di identico procedimento
presso la Procura della Repubblica di __________ - ribadisce assenza di
colpevolezza, donde l'intenzione di dimostrare estraneità già in sede di
istruzione formale, il pubblico dibattimento costituendo danno grave e
irreparabile. Allora __________ - di contro ad ingiustificata limitazione dei
mezzi di difesa opposta dal magistrato inquirente - ripropone tutte le prove
reiette, con la richiesta di accertare la presenza agli atti di quanto prodotto
con la menzionata istanza 12 aprile 2000 e di far seguire all'incarto istruttorio
il qui prodotto avviso di conclusioni delle indagini preliminari a carico dello
stesso __________ presso la Procura della Repubblica di __________

Tanto il magistrato inquirente,
quanto le parti civili con le rispettive osservazioni, chiedono la reiezione
integrale del reclamo: le parti civili si limitano a richiamare i presupposti
giurisprudenziali, che non sono soddisfatti dagli avanzati complementi, per i
quali nulla si aggiunge a quanto accertato dall'istruttoria. Ora delle
contrapposte argomentazioni del Procuratore pubblico e del reclamante si terrà
conto più innanzi ed in quanto necessario per evitare inutili ripetizioni.

 

 

 

e considerando

 

 

 

in diritto:

 

 

 

1.

 

 

Come già ricordato nella
decisione 6 settembre 1999 (inc. GIAR 501.98.5), durante tutto il corso
dell'istruzione formale ha facoltà di proporre l'assunzione di prove, a norma
degli art. 58 cpv. 1 e 60 cpv. 1 CPP, ritenuto tuttavia che appunto:

 

"Di massima il Procuratore pubblico è tenuto a
pronunciarsi in merito solo a conclusione dell’istruzione formale nel contesto
di quanto disposto dall’art. 196 CPP (v. Messaggio aggiuntivo concernente la
revisione totale del Codice di procedura penale del 20 marzo 

1991, pag. 81, ad art. 58 ter risp. 61 bis del disegno di legge, per il rinvio
del commento all’art. 58 quinquies risp. 61 quater del disegno di legge e
all’art. 63 ter risp. 69 del disegno di legge: cfr. decisione 9 giugno 1995 in
re F.M., GIAR 1093.93.10, e riferimenti), ma in presenza di anticipata
decisione del magistrato inquirente è dato reclamo nelle vie ordinarie
stabilite dagli art. 280 ss. CPP, ritenuto tuttavia che non potranno poi più
trovare udienza in sede di deposito degli atti a norma del citato art. 196 cpv.
1 CPP complementi di prova in precedenza decisi e definitivamente respinti, per
quanto concerneva necessità e contenuti dell’inchiesta (cfr. sentenze 15 luglio
1991 in re F.B., CRP 144/91, e 7 ottobre 1991 in re F.M., CRP 210/91; decisione
3 novembre 1993 in re G.G., GIAR 862.93.1), fatte beninteso salve nuove
emergenze (v. decisione 17 agosto 1994 in re A.A., GIAR 209.94.12)."

 

 

In casu è stato proprio il
magistrato inquirente a sollecitare la produzione di mezzi di prova ed ha
quindi anche doverosamente dato riscontro alla corrispondente istanza
dell'accusato, sia pure con decisione negativa qui dedotta.

 

Il reclamo, tempestivo a norma di
legge e presentato dall'accusato ovviamente legittimato (art. 280 ss. CPP), è
allora ricevibile in ordine.

 

 

 

2.

 

 

Anche nella circostanza di prove
in discussione prima del formale deposito degli atti, si applica per analogia
quanto deducibile dall'art. 196 CPP che consente alle parti, una volta conclusa
l'istruttoria a giudizio del Procuratore pubblico nella sua attività di
magistrato inquirente, di formulare istanza di complemento di inchiesta,
indicando i mezzi di prova da assumere (si veda anche REP 1997 n. 107; 1998 n.
122).

 

La norma non fa che riprendere -
e nei successivi capoversi meglio precisare - quanto disposto dall'art. 58 cpv.
3 CPP/1941 e poi dall’art. 157 CPP/1993 (v. Messaggio aggiuntivo concernente la
revisione totale del CPP del 20 marzo 1991, pag. 163; Rapporto della
Commissione speciale del Gran Consiglio del 22 luglio 1992, pag. 67), per cui
mantiene validità la pregressa giurisprudenza in materia della Camera dei
ricorsi penali e di questa istanza di reclamo, che sottopone l'ammissibilità
delle prove proposte dalle parti a tre concorrenti ordini di considerazioni e
presupposti: i complementi di prove devono essere motivati per quanto attiene
al loro oggetto ed al loro scopo in diretta connessione con la fattispecie
inquisita; tali mezzi di prova devono avere i requisiti della novità, della
rilevanza e della pertinenza alle successive conclusioni del Procuratore
pubblico, dopo la definitiva chiusura dell'istruttoria dibattimentale, e poi -
se ne sarà il caso - del giudice del merito; le stesse prove devono essere di
difficile 

produzione all'eventuale dibattimento, avute presenti le finalità dell'art. 189
CPP (corrispondente agli art. 147 CPP/1941 e 148 CPP/1993), inteso appunto tra
altro ad assicurarne in tale sede la non interrotta assunzione (v. sentenza 24
gennaio 1990 in re L.P., CRP 337/89; decisioni 17 febbraio 1993 in re L.P.,
GIAR 135.93.1, 21 agosto 1996 in re G.C., GIAR 512.96.1).

 

 

 

3.

 

 

Le prove proposte e qui in
discussione sono di massima correlate con l'oggetto del procedimento, anche se
a volte indirettamente, tuttavia - come si andrà di seguito a specificare - le
stesse, a questo stadio del procedimento, non appaiono di rilievo né di pertinenza,
vuoi per indifferenza rispetto alle imputazioni, vuoi per insufficiente
motivazione, vuoi per carenza di novità nel contesto di quanto acquisito, non
corrispondendo peraltro pienamente alle giustificazioni fornite da __________,
affatto linearmente come ricordato in entrata: segnatamente esse non servono a
determinare il giudizio nelle competenze del Procuratore pubblico, per cui
prevale il principio della loro eventuale assunzione al dibattimento, nessuno
dei contestati mezzi di prova apparendo di difficile assunzione in quella sede,
propria all’accertamento giudiziale dei fatti.

 

I singoli controversi mezzi di
prova vengono quindi esaminati e decisi come segue, secondo l'ordine e la
numerazione letterale del reclamo.

 

 

3.1 Audizione testimoniale di
__________ e __________ (ca).

 

Al punto B.1 del memoriale
prodotto in sede di audizione del 12 gennaio 1999 dinnanzi al Procuratore
pubblico (verbale n. 12), __________ tra le sue esperienze professionali ha
menzionato la sua inappuntabile collaborazione con la ditta __________, dove di
contro avrebbe avuto la possibilità di delinquere essendo personalmente e
direttamente in grado di "identificare le chiavi di identificazione
necessarie al trasferimento di fondi", con intervento "per il
tramite del sistema informatico su capitali certo ingenti".

I testimoni dovrebbero confermare
questa dirittura dell'accusato, a dimostrazione che egli "ha sempre
beneficiato di buona fama personale e professionale" (come al
reclamo), che riecheggia la sua affermazione nelle premesse del citato
memoriale ("Non ho mai avuto problemi di alcuna natura con la
Giustizia; godo di buona reputazione sia professionalmente che privatamente").

Per il Procuratore pubblico si
tratta semmai di testi di moralità, con nessun 

riferimento con la fattispecie inquisita. Questo assunto merita tutela: dalla
correttezza in altre non inquisite circostanze non si possono trarre
conclusioni per l'accertamento di quanto specificamente imputato, riservato
l'apprezzamento d'ordine generale secondo l'art. 63 CP, e - in questa ottica -
è ampiamente sufficiente la possibile citazione all'eventuale dibattimento.

 

 

3.2 Audizione testimoniale
di __________ (cb).

 

Secondo l'istanza, il testimone -
già amministratore unico e liquidatore della ditta __________. - dovrebbe
dimostrare l'estraneità di quest'ultima nei confronti della __________, come
indicato a pag. 4 del memoriale 12 gennaio 1999.

Il Procuratore pubblico ha
considerato inconferente questa prova al cospetto degli accertamenti in
proposito già agli atti, sottolineando nelle osservazioni al reclamo, che __________
non ha mai saputo nulla della ditta __________. In effetti quest'ultimo ha
spiegato con lettera 22 giugno 1998 (doc. 15) la situazione concernente l'__________
ed ha chiaramente specificato:

 

"Aggiungo
pure che personalmente sono venuto a conoscenza dell'esistenza di una società
dal nome __________ dal vostro ordine di perquisizione datato 17.06.1998".

 

Neppure il reclamante ha fatto
riferimento a queste risultanze, che da sole rendono inutile questo mezzo di
prova, come alle pertinenti conclusioni del magistrato inquirente.

 

 

3.3 Audizione testimoniale
di __________ (cc).

 

Il testimone dovrebbe attestare
l'apertura di un conto presso la ditta __________, relazione che comunque non è
mai stata attivata (v. la documentazione in doc. 54). Non si vede pertanto
quale interesse diretto possa avere un'ulteriore indagine in proposito, neppure
motivata siccome in diretta connessione con la fattispecie dibattuta.

 

 

3.4 Confronto a __________
con la testimone __________ (cd).

 

__________ intende approfondire
(dimostrare) la restituzione di 200'000.- dollari, in presenza casuale della
signora __________ presso l'accusato.

Questo confronto sarebbe inutile
ripetizione delle contrapposte dichiarazioni (v. i verbali rispettivamente n.
13 e 15), la parte civile interessata avendo negato il fatto, dimostrando che
nei giorni indicati da __________ di sua presenza a 

__________ egli in realtà si trovava a __________, con tanto di attestazione
dei Carabinieri (v. la documentazione prodotta con il doc. 140). Rimane quindi
processualmente corretto procedere al chiarimento all'eventuale dibattimento,
sede propria al dispiegamento delle prove specie se appunto in contraddittorio.

 

 

3.5 Audizione a __________
della testimone __________ (ce).

 

A mente della difesa si tratta di
accertare l'ammontare degli importi in lire consegnati dalla testimone ad __________
(e da questi poi girati all'accusato), essendovi divergenze in proposito.

Questo accertamento non è di rilievo,
neppure risultando che __________ si sia costituita parte civile. Determinante
è stabilire quanto __________ ha ricevuto e se e quanto ha malversato, come
alle imputazioni istruite: i rapporti a monte di quelli tra accusato e parti
civili rimangono estranei alla dibattuta fattispecie, per cui anche questa
(invero laboriosa) prova non merita accoglienza.

 

 

3.6 Accertamento di
precedenti penali di __________ (cf).

 

Avuta conoscenza di un
patteggiamento di __________ dinnanzi alla competente autorità penale italiana
per il reato di corruzione, il reclamante ritiene necessario disporre dei
relativi atti in relazione all'avanzato sospetto di manipolazione da parte
dello stesso __________ di documenti prodotti nel presente procedimento.

Come ricordato nelle osservazioni
del Procuratore pubblico, a respingere questo mezzo di prova basta riprendere
quanto consegnato da questo giudice nella decisione 6 settembre 1999 (inc. GIAR
501.98.5), di attualità perlomeno per analogia:

 

" La conoscenza di eventuali precedenti penali o
pendenze di procedimenti penali a carico di __________ potrebbe avere una
connessione con quelli qui aperti unicamente in caso di sua accertata
colpevolezza per i fatti denunciati dal reclamante, in vista di una corretta
commisurazione della pena (art. 63 ss. CP). Di contro non è di utilità, non ha
rilevanza e non risulta pertinente al chiarimento delle fattispecie inquisite.

Il reclamante sembra fondare la sua richiesta
sull'assioma della colpevolezza per un nuovo reato dimostrata da precedenti
analoghi, quasi una nuova sorta di recidiva: non quella aggravante le
conseguenze di giudizio nell'erogazione della pena per fattispecie accertate,
ma bensì quale prova preliminare di reiterazione nel reato così accertato solo
perché in precedenza altrimenti commesso (come se, per altro verso, l'autore
confesso di un determinato numero di furti debba di per sé essere riconosciuto
colpevole anche di altri non ammessi, ma consumati con le stesse modalità). E'
superfluo quindi rilevare - come accennato da Procuratore pubblico - che
oltretutto questa prova è chiesta nel procedimento aperto per denuncia-querela
contro __________, nel quale __________ non risulta neppure formalmente
coinvolto in modo diretto.

 

 

 

 

 

 

 

Si ripete che certificati di condanna o perseguimento
penale potrebbero se del caso avere senso e importanza per giudicare __________.
Ma questa prospettiva non è stata avanzata dal reclamante ed è, in ogni modo,
prematuro asseverare buon fine delle denuncie-querele di __________, __________
e __________, alle quali il reclamante risulta estraneo e che sono al solo
stadio delle informazioni preliminari, il loro seguito dipendendo da
accertamenti e conclusioni del procedimento cosiddetto principale a carico di __________."

 

 

3.7 Perizia di verifica sul
cambio medio USA $ / lire (cg).

 

A parte che non sono ben chiare
le finalità difensive di questa prova, per cui si ha difetto di motivazione, i
tassi di cambio sono dati di comune conoscenza e possono essere richiamati da
istituti bancari e prodotti direttamente dall'accusato (con la riserva di
fluttuazioni, come ad esempio accennato dal teste __________ nel verbale n. 11
del 26 agosto 1998, il quale "notoriamente" pratica "un
cambio migliore che ad esempio le banche" e che nella stessa
deposizione peraltro fornisce utili informazioni riguardanti il procedimento in
oggetto).

 

 

3.8 Nuovi quesiti al perito
__________ (ch).

 

L'accusato vuole conferma del
limitato passaggio (per contanti) di fondi da __________ a __________, della
loro provenienza da disinvestimenti da un conto __________ e e del
trasferimento di determinati importi, "riconducibili" a tre
indicati nominativi, da __________ ad __________.

Il Procuratore pubblico già ha
dato atto di questi riscontri oggettivi, opponendo tuttavia l'impossibilità peritale
di fornire parere su movimenti finanziari eseguiti a contanti o per cassa. La
conclusione è pertanto quella di mezzo di prova senza novità rispettivamente
proponibilità.

 

 

 

4.

 

 

Con l'istanza 12 aprile 2000 __________
ha prodotto la fattura della __________, concernente la stampa di opuscoli di
presentazione della __________ e la sua dichiarazione di non remissione della
querela formulata da __________ presso la Procura della Repubblica di __________:
questi documenti risultano pacificamente acquisiti agli atti, quali annessi al
doc. 146. Nel contempo è stata chiesta l'acquisizione di copia dei verbali di __________
e di __________, resi nel procedimento conseguente a loro denuncia sporta
contro le qui parti civili: anche questa richiesta ha trovato accoglienza (v.
verbali n. 18 e 19).

 

 

 

 

 

 

Con il reclamo viene prodotta
fotocopia dell'avviso 20/30 marzo 2000 della Procura della Repubblica di __________
ad __________ di conclusione delle indagini preliminari nei suoi confronti per
malversazioni in danno di __________ e __________: il documento verrà con la
presente decisione consegnato al magistrato inquirente per sua annessione agli
atti istruttori.

 

 

 

5.

 

 

Il reclamo, in quanto ricevibile,
è di conseguenza integralmente respinto con la presente decisione definitiva
(art. 284 cpv. 1 lett. a CPP, e contrario), tassa e spese giudiziarie andando a
carico del reclamante soccombente.

 

Sempre a ragione della sua
soccombenza, __________ è tenuto al versamento alle parti civili opponenti di
congrue ripetibili, conformemente a quanto stabilito dall’art. 9 cpv. 6 CPP. In
concordanza con la giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali (v. tra altre
la sentenza 19 febbraio 1998 in re A.L., CRP 60.96.407), si supplisce alla
lacuna di questa norma, che non indica nessun criterio per la sua attuazione in
concreto, applicando per analogia le norme del CPC, segnatamente l’art. 150,
per cui si attribuisce un’indennità per gli onorari di patrocinio
corrispondente al presumibile - qui invero ridotto - impegno professionale.

 

 

 

Per i quali motivi,

 

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

decide:

 

 

 

1.     
In quanto ricevibile, il reclamo è respinto.

 

 

2.     
La tassa di giustizia di fr. 600.- e le spese giudiziarie di fr. 50.-
sono a carico di __________.

 

 

3.     
__________ verserà alle parti civili in solido l’importo di fr. 120.-.-
a titolo di ripetibili.

 

 

4.     
La presente decisione è definitiva.

 

 

5.     
Intimazione:

 

 

 

 

 

                                                                              giudice
Claudio Lepori