# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f2a68346-a5c7-590e-9ead-f33105011301
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-08-04
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 04.08.1999 16.1999.75
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-1999-75_1999-08-04.html

## Full Text

Incarto n.

  16.99.00075

  	
  Lugano

  4 agosto 1999/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per giudicare il ricorso per cassazione 3 novembre 1998 presentato nella forma
dell’appello da

 

	
   

  	
  arch.
  __________

  (patr.
  __________)

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

la
sentenza 22 ottobre 1998 del Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5 nella
causa a procedura sommaria in tema di esecuzioni e fallimenti promossa con
istanza 25 settembre 1998 da

 

	
   

  	
  __________
  (patr. __________)

   

  

 

 

con la
quale l’istante ha chiesto il rigetto in via provvisoria dell’opposizione
interposta dall’escusso al PE no. __________ dell’UE di Lugano, domanda accolta
dal primo giudice,

 

 

richiamato
il decreto 23/28 luglio 1999 della Camera di esecuzione e fallimenti che ha
trasmesso l'impugnazione a questa Camera poiché competente per valore;

 

 

letti ed esaminati
gli atti

 

considerato 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

                                1.      Il
18 ottobre 1996 l’arch. __________ e __________ hanno concluso un contratto di
locazione avente per oggetto locali commerciali nello stabile denominato
“__________ ” di proprietà di quest’ultima a __________. Con istanza 25 settembre
1998 __________ ha chiesto il rigetto in via provvisoria dell’opposizione interposta
dal conduttore al PE sopra menzionato notificatogli per l’incasso di fr.
7’666.– oltre accessori, corrispondenti alle pigioni e all’acconto spese
accessorie per i mesi di agosto e settembre 1998. A valere quale riconoscimento
di debito l’istante ha prodotto il contratto di locazione 18 ottobre 1996 (doc.
A).

 

                                          All’udienza
di contraddittorio l’escusso si è opposto alla pretesa avversaria eccependo
l’estinzione del debito per compensazione con un suo credito di importo ben
maggiore (fr. 168’266.40) riferito a onorari di sua spettanza per prestazioni
professionali da lui svolte a favore dell’istante e per l’incasso delle quali
egli ha promosso un’azione giudiziaria in data 8/9 ottobre 1998.

 

 

                                2.      Con
il querelato giudizio il primo giudice, accertata la presenza agli atti di un
valido riconoscimento di debito, ha accolto l’istanza non avendo l’escusso reso
sufficientemente verosimile l’eccezione di compensazione.

 

 

                                3.      Con
il presente tempestivo gravame __________ è insorto contro il predetto giudizio.
Il ricorrente rimprovera al primo giudice di non aver ritenuto sufficientemente
verosimile l’eccezione di compensazione da lui sollevata e sostanziata mediante
la necessaria documentazione.

 

                                          Con
osservazioni 7 dicembre 1998 la controparte ha postulato la reiezione del ricorso.

 

 

                                4.      Giusta
l’art. 327 lett. g CPC, disposto sotto il quale possono essere sussunte le censure
ricorsuali, una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata
quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale
oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di
prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è
arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed
indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della
giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi;
per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta
(o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella
circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile;
è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come
insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta
da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 122 III 316 consid.
4a).

 

 

                                5.      Secondo
l’art. 82 LEF il creditore può chiedere il rigetto provvi–sorio
dell’opposizione se il credito si fonda su di un riconosci–mento di debito
constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, dal quale risulti la
volontà del debitore di pagare una determinata somma di denaro. Il titolo di
credito sul quale si basa l’esecuzione in esame è il contratto di locazione
sottoscritto dalle parti il 18 ottobre 1996, che di principio costituisce
riconoscimento di debito per le pigioni scadute, rispettivamente per il pagamento
delle spese accessorie nello stesso contemplate (Panchaud/Caprez, La mainlevée
de l’opposition, 1980, § 74, p. 190; Staehelin in Basler Kommentar zum SchKG,
1998, vol. II, n. 114 ad art. 82 LEF).

 

                                          

                                6.      Per
l’art. 82 cpv. 2 LEF il giudice pronuncia il rigetto provvisorio
dell’opposizione a meno che il debitore sollevi e giustifichi immediatamente
delle eccezioni tali da invalidare il riconoscimento di debito; all’escusso
incombe l’onere di dimostrare la verosimiglianza delle eccezioni che deduce in
giudizio. Secondo la giurisprudenza le eccezioni non solo devono essere esposte
in modo convincente, ma devono anche essere sostanziate nel senso che a
conforto delle allegazioni debbono esserci riscontri oggettivi (II Corte civile
del Tribunale federale nella sentenza 13 ottobre 1986 in re H.B. c/ H.SA in Rep
1987 p. 150; Panchaud/ Caprez, op.cit., § 26 pag. 61; BlSchK 1982
pag. 95–97; CEF 1°aprile 1993 in re M.AG/B.; Staehelin, op.cit.,
n. 87 segg. ad art. 82 LEF).

                                          Trattandosi
come in concreto dell’eccezione di estinzione del debito per compensazione
–eccezione che il debitore può opporre anche con riferimento a un credito
contestato che egli ha contro il procedente– questa deve essere accolta nella
misura in cui il credito opposto in compensazione sia reso attendibile (Panchaud/Caprez,
op. cit., § 36 n. 7 p. 80). A tal fine spetta all’escusso rendere verosimile
non solo il suo diritto a far valere la compensazione, ma anche, sulla base di
giustificativi, la causa e l’importo del credito (Panchaud/Caprez, op.
cit., § 36 n. 2 p. 81). In altre parole, la compensazione può avvenire nel caso
in cui l’importo e l’esigibilità della contropretesa sono resi
"liquidi" dalla documentazione agli atti (Panchaud/Caprez, op.
cit., § 36 n. 1).

 

 

                                7.      Nel
caso di specie, a sostegno dell’eccezione di compensazione l’escusso ha prodotto
copia della sua petizione 8 agosto 1998 (doc. 1) inoltrata alla Pretura di Lugano
nonchè la documentazione alla stessa allegata (plico doc. 2), con la quale ha
chiesto la condanna di __________ al pagamento di fr. 112’924.45, pari alla
differenza fra il proprio credito di fr.168’266.40 per prestazioni
professionali da lui svolte a favore della qui procedente, e il credito
complessivo vantato da quest’ultima in relazione al contratto di locazione in
esame, che ammonta a fr. 55’341.95. 

                                          

                                          Contrariamente
a quanto preteso dal ricorrente, da questa documentazione non emerge nessun
riconoscimento da parte della __________ delle contropretese fatte valere
dall’escusso.

                                          Al
contrario, risulta che la procedente ha integralmente contestato i crediti
opposti in compensazione dall’arch. __________rilevando di avere già pagato le
fatture che la concernevano e di non avergli conferito incarico alcuno in
relazione ai piani rispettivamente ai progetti di cui alla documentazione
prodotta (plico doc. 2, doc. E). Neppure giova all’escusso il richiamo alla
corrispondenza intercorsa con la procedente e alle sue fatture, dalle quali si
deduce unicamente che vi sono state discussioni tra le parti , senza che ciò
basti per rendere verosimile il credito opposto in compensazione (Panchaud/Caprez,
op. cit. , § 36 n. 8 p. 81; SJ 1966  p. 21). Nemmeno dalla dichiarazione
4 settembre 1998 dell’impresa di costruzioni __________ (doc. 3) riferita
all’edificazione del fondo n. __________ __________, in cui quest’ultima ha
affermato di avere calcolato la sua offerta, ora in possesso della __________,
sulla base dei piani elaborati dall’arch. ____________________, non si può
dedurre che quest’ultimo sia stato incaricato dalla procedente di allestire
tale progetto e, se del caso, che la creditrice non l’abbia pagato per le sue
prestazioni. Lo stesso vale per il piano doc. 4, concernente l’insediamento di
un porto galleggiante a __________ su fondi – ha rilevato il ricorrente – che
non coincidono con quelli indicati nel contratto di appalto doc. AA, prodotto
dalla procedente. Infatti anche se questo progetto riguarda un altro fondo, non
compreso nel contratto doc. AA, non risulta da alcun atto che la procedente
abbia incaricato espressamente l’escusso di allestire i piani relativi a tale
progetto e, se del caso, che non l’abbia ancora retribuito. 

                                          

                                          Di
conseguenza, non fornendo la documentazione prodotta dall’escusso i necessari
riscontri oggettivi atti a rendere verosimile il credito opposto in
compensazione, non può essere considerato errato o arbitrario il giudizio
pretorile che ha respinto l'eccezione in esame.

                                    

 

                                8.      Alla
luce di quanto sopra esposto il ricorso, che non ha evidenziato nessun titolo
di cassazione, deve essere respinto.

 

                                          Tasse,
spese e ripetibili, seguono la soccombenza.

                                    

 

Per i quali
motivi,

richiamati gli
art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la OTLEF

 

 

pronuncia:           1.      Il
ricorso 3 novembre 1998 dell'arch. __________ è respinto.

 

 

                                2.      Tasse
e spese del presente giudizio, per complessivi fr. 180.–,  già anticipate dal
ricorrente, rimangono a suo carico con l’obbligo di rifondere a __________ fr.
200.– a titolo indennità di questa sede.

 

 

                                3.      Intimazione:

                                          __________.

                                          Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5.

 

 

Per la Camera
di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                
La segretaria