# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9a80a2b0-0919-5b6f-b122-a4c740a7eacd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-02-01
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 01.02.1999 12.1998.192
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1998-192_1999-02-01.html

## Full Text

Incarto n.

  12.98.00192

  	
  Lugano

  1° febbraio 1999/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente 

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

 

sedente
per giudicare nella causa ordinaria appellabile OA.97.83 della Pretura del
distretto di Lugano, sezione 1, promossa con petizione 4 febbraio 1997 da

 

                                         __________

                                         avv.
__________

 

                                         contro

                                         __________

 

con cui
l’attrice ha chiesto la condanna del convenuto al pagamento di fr. 133’268.70
oltre accessori a titolo di risarcimento del danno contrattuale, domanda alla
quale in corso di causa si è aggiunta la richiesta dell’accertamento
dell’inesistenza del diritto del convenuto a percepire ulteriori onorari in relazione
alla pratica __________;

 

Domanda
avversata dal convenuto, che ha postulato la reiezione della petizione, e che
il Pretore con sentenza 31 agosto 1998 ha parzialmente accolto, condannando il
convenuto al pagamento di fr. 66’534.45 oltre interessi;

 

Appellante
l’attrice, che con atto di appello e domanda di revisione del 21 settembre 1998
postula la riforma del querelato giudizio in via principale nel senso di
ottenere la pronuncia sulla domanda di esonero dal pagamento degli onorari al
convenuto, omessa dal Pretore, e in via subordinata nel senso di ammettere la
domanda condannatoria per fr. 101’218.85 oltre interessi, attribuendole
inoltre, in ogni caso, fr. 14’833.40 per ripetibili;

 

Mentre
il convenuto con osservazioni del 21 ottobre 1998 chiede la reiezione del
gravame con protesta di spese e ripetibili;

 

 

Letti ed esaminati
gli atti e i documenti prodotti,

posti a giudizio i
seguenti punti di questione

 

 

1.  - se
deve essere accolto l’appello

2.  - tassa
di giustizia e ripetibili

 

 

Ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

                                  A.   Oggetto
della petizione di __________ è il risarcimento del danno di fr. 133’268.70
oltre interessi che il convenuto le avrebbe arrecato nel contesto del
patrocinio in una causa civile intentata nei di lei confronti da __________ in
relazione alla difettosa esecuzione di un contratto di appalto, segnatamente
per avere lasciato cadere in prescrizione le azioni di regresso nei confronti
dei subappaltatori, le cui mancanze avrebbero determinato la condanna
dell’attrice nella procedura promossa dal committente.

 

                                         Delle
ulteriori argomentazioni delle parti al riguardo di questa domanda di giudizio
non torna conto di riferire, essendo la decisione del Pretore di accoglierla
per fr. 66’534.35 oltre interessi rimasta incontestata.

 

 

                                  B.   Dopo
avere confermato l’iniziale domanda di giudizio nella replica del 2 giugno 1997
e all’udienza preliminare del 21 ottobre 1997, con le conclusioni del 25 giugno
1998 (pag. 18) l’attrice ha formulato una richiesta di giudizio supplementare
(n. 4) per cui “__________ è esonerata dal pagamento di ogni ulteriore onorario
emesso dall’avv. __________ in relazione alla pratica __________”, domanda cui
è limitata la disputa a questo stadio della causa.

 

 

                                  C.   Il
Pretore nel giudizio qui impugnato si è espresso su quest’ultima richiesta nel
considerando n. 13 ma non nel dispositivo, negandone il fondamento per il
motivo che stante la condanna del convenuto al risarcimento del danno,
l’attrice si verrebbe a trovare nella medesima situazione in cui si sarebbe
trovata con un corretto adempimento del mandato da parte del legale, la cui
pretesa andrebbe di conseguenza riconosciuta.

 

 

                                  D.   Con
gravame datato 21 settembre 1998, denominato appello e domanda di revisione,
l’attrice chiede la riforma della sentenza pretorile in via principale nel
senso di ammettere la domanda di non dovere al convenuto i fr. 28’184.50 per il
patrocinio nella causa __________, domanda su cui il Pretore a torto non si
sarebbe espresso nel dispositivo del giudizio impugnato -dal che il motivo di
revisione- e in via subordinata nel senso di condannare il convenuto al
pagamento di fr. 101’218.85 oltre interessi, attribuendole in ogni caso fr.
14’833.40 per ripetibili.

 

                                         Nelle
osservazioni del 21 ottobre 1998 il convenuto postula invece la reiezione del
gravame con protesta di spese e ripetibili.

 

                                         Delle
argomentazioni contenute in questi allegati si dirà, per quanto necessario, nei
successivi considerandi.

 

 

Considerato

 

 

in diritto:

 

 

                                   1.   Oggetto
del giudizio in una causa civile a procedura ordinaria retta dal CPC, come si
avvera essere quella in rassegna, sono le domande di giudizio compiutamente
formulate nella petizione in termini precisi e distinti, con l’eventuale
richiesta dell’esecuzione effettiva (art. 165 cpv. 2 lit. g CPC).

                                         In
ossequio a questa disposizione, la domanda risulta determinata dalle
conclusioni formulate, ossia dal cosiddetto petitum, in cui l’attore deve
precisare con esattezza l’entità della pretesa, o almeno fissarne in cifre
l’ammontare massimo presumibile, e questo al necessario scopo di far conoscere
al convenuto contro cosa egli debba difendersi (Cocchi/Trezzini, CPC, ad
art. 165, n. 1, 5, 10, 11, 13).

                                         Questa
norma fa stato anche per l’eventuale replica (art. 175 cpv. 2 CPC), mentre le
fasi successive della causa sono disciplinate dagli art. 74, 75 e 78 CPC,
secondo i quali, riservate modifiche di dettaglio (art. 75 CPC) e i casi di
restituzione in intero (art. 138 CPC), l’oggetto della lite viene determinato
nello stadio dello scambio degli allegati introduttivi, e dopo tale stadio di
procedura non è più per principio possibile addurre fatti domande od eccezioni
non sostenuti in precedenza, o sollevare contestazioni in precedenza non
formulate (per tante: II CCA 5 dicembre 1996 in re A. AG/C., 25 ottobre
1996 in re C. SA/Comune di A.; Cocchi/Trezzini, opera citata, ad art.
78, n. 1, 2, 4, 13, 17, 20), dal che l’irricevibilità procedurale di siffatti
nuovi fatti, domande od argomenti sollevati per la prima volta con le
conclusioni (Cocchi/Trezzini, opera citata, ad art. 78, n. 6, 7, 8, 13,
15, 17) o, a maggior ragione, con l’appello (art. 321 CPC; II CCA 18
marzo 1996 in re T.I. snc; Cocchi/Trezzini, opera citata, ad art. 321,
n. 7, 10, 18).

 

 

                                   2.   L’esame
degli allegati introduttivi dell’attrice rivela che, contrariamente
all’opinione da lei espressa nel gravame (pag. 7), la domanda tendente
all’esonero dal pagamento degli onorari dell’avv. __________ che tecnicamente è
un’azione di accertamento negativa, non figura nel petitum della petizione o
della replica.

                                         E’
ben vero che al punto 17 della petizione, sotto allo specchietto ricapitolativo
dell’ammontare del danno (pag. 4) l’attrice afferma che:

 

                                         “Si
fa inoltre notare che dovrebbe essere incluso nel danno subito anche l’onorario
dell’avv. __________. Lo stesso benché sollecitato innumerevoli volte, non lo
ha mai specificato. Qualora l’avv. __________ dovesse adesso avanzare delle
pretese e tenuto conto che il suo comportamento ha reso vano ogni effetto
relativo al mandato affidatogli, chiediamo venga riconosciuto che la __________
nulla più deve al convenuto”

 

                                         ma
tale ambigua formulazione -anche volendo prescindere dalla mancata inclusione
nel petitum- non adempie i predetti requisiti di cui all’art. 165 CPC, non
essendo consentita la riserva di domande, che in tal caso valgono come non
presentate (II CCA 15 gennaio 1993 in re G./B.) né, allo stesso modo, la
formulazione di domande legate ad una condizione.

 

 

                                   3.   Ne
consegue che la domanda in oggetto è formalmente stata presentata (e
quantificata) per la prima volta solo con le conclusioni, il che alla luce dei
principi esposti al considerando 1 è inammissibile.

                                         L’errore
del Pretore non è pertanto stato quello di non includere nel dispositivo la
propria decisione in merito a tale domanda, ma quello di esaminarla nel merito
invece di dichiararla irricevibile.

                                         Ad
un diverso risultato non conduce il desiderio del convenuto di vedere decisa la
questione, ossia la sua acquiescenza circa l’irrituale formulazione della
domanda di causa, vietando l’art. 101 CPC alle parti e al giudice un modo di
procedere diverso di quello imposto dal codice di rito.

                                         Ne
discende la reiezione di ogni censura dell’attrice attinente alla pretesa in
questione.

 

 

                                   4.   L’attrice
impugna anche il giudizio relativo alle ripetibili, postulando che le venga
attribuita un’indennità di fr. 14’833.40.

                                         Dalla
lettura del gravame (pag. 8 ed in particolare pag. 9) si deduce chiaramente che
la ricorrente in realtà non contesta l’ineccepibile decisione del Pretore di
compensare le ripetibili per il motivo dell’equivalente soccombenza delle parti
in questa causa (art. 148 cpv. 2 CPC), ma adduce invece l’esistenza di
un’ulteriore posizione di danno corrispondente all’ammontare della nota onorari
del precedente patrocinatore per la procedura di prime cure e a quello della
sua nota per la procedura di appello.

                                         A
prescindere per un momento dal fatto che il risarcimento di tali costi avviene
proprio mediante l’attribuzione dell’indennità ripetibile, l’impostazione data
dall’attrice implica comunque la formulazione in sede di appello di una nuova
domanda, che risulta in ogni caso irricevibile per effetto dell’art. 321 CPC.

 

                                         Ne
deriva, ai sensi dei considerandi, la reiezione del gravame, manifestamente
infondato in ogni suo punto.

 

                                         Tassa
di giustizia, spese e ripetibili, dovute anche all’avvocato che si difende da
solo in una causa propria (Cocchi/Trezzini, opera citata, ad art. 150,
n. 8), seguono la soccombenza della ricorrente (art. 148 CPC).

 

 

 

 

 

Per i quali motivi, richiamati gli art.
148 CPC e la TG

 

 

dichiara e pronuncia

 

                                    I.   L’appello
e domanda di revisione 21 settembre 1998 di __________ è respinto.

 

                                   II.   Le
spese della procedura d’appello consistenti in:

 

                                         a) 
tassa di giustizia                              fr.       750.--

                                         b) 
spese                                                 fr.         50.--

                                         T
o t a l e                                                 fr.       800.--

 

                                         già
anticipati dall’appellante, restano a suo carico, con l’obbligo di rifondere a
controparte fr. 800.-- per ripetibili di appello.

 

                                  III.   Intimazione:                   - 
__________

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           Il
segretario