# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 39f1504f-435d-5f57-a299-98c59a1f42c3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-09-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 19.09.2005 30.2005.149
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_30-2005-149_2005-09-19.html

## Full Text

Incarto
  n.

  30.2005.149

  11777/403

  	
  Bellinzona

  27
  settembre 2005

   

  	
  Sentenza
  

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Presidente della Pretura penale

  
	
  Marco Kraushaar

  
	
   

  
						

sedente con
Marisa Romeo in qualità di segretaria per statuire sul ricorso del 29 aprile
2005 presentato da

 

	
   

  	
  RI 1 

  
	
   

  	
  contro

  
	
   

  	
  la decisione n.
  11777/403 del 29 aprile 2005 emessa dalla Sezione della circolazione, Camorino,

  

 

viste                                  le osservazioni del 20 maggio
2005 presentate dalla Sezione della circolazione;

 

                                         letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto                              in fatto:

 

                                         che la
Sezione della circolazione, con decisione del 29 aprile 2005, ha inflitto a RI
1 una multa di fr. 400.-, addebitandogli inoltre una tassa di giustizia di fr. 80.-
e le spese di fr. 30.-, per i seguenti fatti accertati il 4 marzo 2005 in
territorio di Giubiasco:

 

                                         “alla
guida del veicolo TI __________ ometteva di fermarsi davanti ad un passaggio
pedonale sul quale stava transitando un pedone. In seguito effettuava una
manovra di sorpasso spostandosi a sinistra della linea di sicurezza”;

 

                                         che la
risoluzione è stata emessa in applicazione degli art. 3, 27 cpv. 1, 33 cpv. 1,
34 cpv. 2, 90 n. 1 LCStr; 6 cpv. 1 ONC; 73 cpv. 6 lett. a OSStr;

 

                                         che RI 1 è
insorto contro tale decisione con un ricorso del 29 aprile 2005, in cui postula
in sostanza l’annullamento della multa per la prima infrazione;

 

 

                                         che nelle osservazioni
del 20 maggio 2005 la Sezione della circolazione dichiara di astenersi dal
formulare osservazioni lasciando a questo giudice “la più ampia facoltà di
giudizio”;

 

 

considerato                       in
diritto:

 

                                         che la competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell’insorgente e la
tempestività dell’impugnativa sono date dall’art. 4 LPContr, ragion per cui il
ricorso è ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a
norma dell’art. 12 LPContr;

 

                                         che per
l’art. 6 cpv. 1 ONC, il quale riprende il principio dell’art. 33 cpv. 1 LCStr,
davanti ai passaggi pedonali senza regolazione del traffico, il conducente deve
accordare la precedenza a ogni pedone che si trova già sul passaggio pedonale o
che attende davanti ad esso e che visibilmente vuole attraversarlo;

 

                                         che, giusta
l’art. 27 cpv. 1 prima frase LCStr, l’utente della strada deve osservare i
segnali e le demarcazioni stradali, come anche le istruzioni della polizia; che
sulle strade dove sono tracciate le linee di sicurezza, i veicoli devono sempre
circolare alla destra di queste linee (art. 34 cpv. 2 LCStr); è vietato ai
veicoli di oltrepassare le linee di sicurezza e le linee doppie di sicurezza o
di passarci sopra (art. 73 cpv. 6 lett. a OSStr);

 

                                         che chiunque
contravviene alle norme della circolazione contenute nella presente legge o
nelle prescrizioni di esecuzione del Consiglio federale è punito con l’arresto
o con la multa (art. 90 n. 1 LCStr);

 

                                         che
l’insorgente sostiene che vi sia un erroneo accertamento dei fatti per quanto
attiene alla prima infrazione indicata, mentre riconosce la seconda: “questo
pedone trovandosi al centro della carreggiata, ha iniziato ad attraversare la
corsia dove circolavo pochi metri prima del mio passaggio, siccome la distanza
per concedere la precedenza a questo pedone era minima, ho effettuato una
scansata a destra […] Inoltre giustifico la mia mancata precedenza al
pedone, dal fatto che questo pedone si trovava nettamente fuori dalle
strisce pedonali, con ciò vedendo il pedone fermo in mezzo alla strada,
pochi metri prima dello scansamento, non ho accennato a frenare, proprio perché
esso non godeva di alcuna precedenza di attraversare la mia corsia. Per la
seconda infrazione (6.01), non ho niente da ribadire” (cfr. osservazioni
del 31 marzo 2005);

 

 

                                         che dal
rapporto di contravvenzione del 22 marzo 2005 emerge che il multato ha “scansato
un pedone che, nell’attraversare la carreggiata si trovava già sulla corsia
dell’RI 1, senza concedergli la precedenza. Per poi, subito dopo, sorpassare
una colonna di tre veicoli e un autopostale, circolando a sinistra di una linea
di sicurezza (6.01)”;

 

                                         che nel
verbale d’interrogatorio del 22 marzo 2005, controfirmato dall’interessato,
egli non nega di essere stato visto con il proprio motoveicolo: “scendere da
Via Morobbia per poi immettersi su Via Monte Ceneri a Giubiasco. Giunto di
fronte al Bar __________ scansare sulla destra un pedone che si trovava già
sulla mia corsia di marcia, per poi, pochi metri dopo, sorpassare una colonna
di tre autoveicoli ed un autopostale, circolando a sinistra di una linea di
sicurezza (6.01)”;

 

                                         che secondo
l’agente denunciante “l’RI 1, quando il pedone stava per attraversare la
strada, si trovava ad una distanza di circa 10 m dallo stesso. Per questo
motivo poteva tranquillamente fermarsi, evitando la messa in pericolo del
pedone scansandolo inutilmente sulla destra“ (cfr. rapporto di
contro-osservazioni del 13 aprile 2005);

 

                                         che nell’evenienza
concreta il ricorrente fa valere che il pedone stava attraversando fuori dal
passaggio pedonale (cfr. ricorso), l’agente denunciante non ha precisato nulla
in merito e dagli atti non emergono indizi che permettano di concludere che il
pedone si trovasse sul passaggio pedonale all’uscita del percorso rotatorio tra
Via Morobbia e Via Monte Ceneri; anzi dal verbale d’interrogatorio emerge che l’attraversamento
è avvenuto davanti al bar __________ e di fronte a quest’ultimo non vi è un passaggio
pedonale; al riguardo la tesi ricorsuale merita perciò accoglimento;

 

                                         che,
decadendo l’infrazione inerente al passaggio pedonale, si giustifica tutto ben
ponderato di ridurre la multa a fr. 300.-, di adeguare gli oneri giudiziari di
primo grado e di soprassedere alle tasse e spese dell’odierno giudizio;

 

 

per questi motivi,                visti gli art. 3, 27 cpv. 1, 34 cpv.
2, 90 n. 1 LCStr; 73 cpv. 6 lett. a OSStr; 1 segg.
LPContr;

 

 

 

pronuncia:                1.     Il ricorso è accolto e la
decisione impugnata è riformata nel senso che a RI 1 è inflitta una
multa di fr. 300.-, oltre alla tassa di giustizia di fr. 60.-
e alle spese di fr. 20.-.

 

                                 2.     Non si prelevano né tasse né
spese.

 

 

                                 3.     Intimazione a:

	
   

  	
   

  .

  

 

 

Il presidente:                                                                            La
segretaria:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvertenza:   contro
il presente giudizio può essere interposto ricorso per cassazione alla Corte di
cassazione del Tribunale federale di Losanna. Il ricorso deve essere depositato
presso il Tribunale federale conformemente all'art. 273 PP entro 30 giorni
dalla notifica (art. 272 PP).