# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7a36d040-92f0-5243-8a0c-c9e7c9025ea5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-03-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 04.03.1998 43.1997.5
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_43-1997-5_1998-03-04.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  43.97.00005

   

  DC/sc

  	
  Lugano

  4
  marzo 1998

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale
  cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente, 

  Giovanna Roggero-Will, Silvia Torricelli

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

statuendo sul ricorso del 5 novembre 1997 di

 

	
   

  	
  __________,  

  rappr. da: __________

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 30 ottobre 1997 emanata da

  
	
   

  	
  Dipartimento opere sociali Segreteria generale,

  6500 Bellinzona,  

   

  in materia di aiuto alle vittime di reati

  

 

 

ritenuto,                           in fatto

 

                               1.1.   Il 5 febbraio 1996 __________
è rimasta vittima di un tentativo di strangolamento da parte di __________.

                                         Il 20 dicembre 1996 il
Procuratore pubblico ha abbandonato il procedimento penale, trovandosi in
presenza di un caso di applicazione dell'art. 10 CP (cfr. Doc. _).

                                         L'11 giugno 1997
__________, tramite una patrocinatrice, ha chiesto una riparazione morale
fondata sulla LAV di fr. 17'000.-- (fr. 20'000.--  -  fr. 3000.-- già
ottenuti dalla RC di __________).

                                         In data 30 ottobre 1997 il
DOS ha respinto la domanda rilevando:

 

"  1. il reato soprammenzionato
è stato commesso il 5 febbraio 1996 e           pertanto l'istanza è
tempestiva;

2.   l'autore dei
reati sopraccitati è tuttora ricoverato presso la Clinica             psichiatrica
cantonale, nullatenente ed al beneficio unicamente di            una rendita AI
di fr. 970.-- mensili;

3.   a dipendenza
dell'aggressione subito la signora __________ ha sofferto  di una depressione
ansiosa ed agitata;

4.   l'istante ha
chiesto un'indennizzo per torto morale che, ai sensi    della LAV, può essere
accordato indipendentemente dalla          situazione finanziaria della
vittima;

5.   l'istante ha
concluso un accordo bonale con la assicurazione RC     dell'aggressore che ha
risarcito le spese legali ed ha concesso un           indennizzo per torto
morale di fr. 3'000.--;

6.   l'istante non
ha fatto valere altre pretese nei confronti della RC, nè           tantomeno ha
iniziato una procedura di risarcimento civile nei   confronti dell'autore
dell'aggressione;

7.   l'istante ha
sottoscritto l'accordo con l'assicurazione RC ed ha     pertanto riconosciuto
implicitamente che l'ammontare versato              quale indennizzo
soddisfacesse le pretese della vittima nei                                         confronti
dell'autore del reato e della sua assicurazione."

(Doc. _).

 

                               1.2.   Contro questa decisione
__________ ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA. La sua
patrocinatrice postula il versamento di una riparazione morale di fr. 20'000.--
e rileva, in particolare:

 

"  In data 5 febbraio 1996 la
ricorrente è stata vittima di un aggressione. In piena notte il signor
__________ è penetrato nel suo appartamento dopo aver sfondato la porta
dell'abitazione e l'ha presa per il collo con il chiaro intento di ucciderla.
Egli gridava infatti "tu sei la Madonna, io ti uccido".

Fortunatamente è
intervenuto un vicino che ha evitato così che l'aggressione assumesse toni
ancora più tragici.

 

La polizia ha
quindi arrestato l'aggressore e chiesto alla Dr.ssa __________ di visitarlo.
Quest'ultima ha poi disposto il suo ricovero coatto presso l'__________.

Nel frattempo la
ricorrente veniva accompagnata all'Ospedale Regionale di __________ dove la
Dr.ssa __________ le diagnosticava delle lesioni a suffusione al collo,
desquamazione ed emorragie congiuntivali nonché escoriazioni ad entrambe le
spalle e leggera disfonia.

(...)

I motivi addotti
dal Dipartimento per giustificare la reiezione della domanda della ricorrente
sembrano essere questi:

 

n   il fatto che la ricorrente abbia
concluso con l'assicurazione RC     privata dell'aggressore un accordo tendente
al risarcimento per       torto morale per una cifra pari a fr. 3'000.-- ciò
che, secondo il                     Dipartimento, equivarrebbe ad un implicito
riconoscimento                                       dell'adeguatezza della
somma ricevuta al torto subito;

 

n   Il fatto che la ricorrente non abbia
fatto valere altre pretese nei      confronti della RC nè tanto meno abbia
iniziato una procedura di          risarcimento civile nei confronti
dell'aggressore. In altre parole,                             secondo il Dipartimento,
il suo intervento è sussidiario nel senso                         che la
vittima deve, in primis, rivolgersi al foro civile e solo in un                                        secondo
tempo allo Stato.

 

Ora, queste tesi
non possono essere condivise.

 

In effetti, sebbene
il titolo marginale dell'art. 14 LAV parli di "sussidiarietà delle
prestazioni statali", questo non giustifica che la vittima debba
obbligatoriamente e prioritariamente procedere al foro civile. E' quanto emerge
della legge stessa.

In effetti, secondo
il disposto di cui sopra, le prestazioni che la vittima ha ricevuto a titolo di
risarcimento del danno materiale o di riparazione morale devono essere dedotte
dall'indennità, rispettivamente dalla somma assegnata a titolo di riparazione
morale.

Se l'autorità ha
assegnato un'indennità o una somma a titolo di riparazione morale, le pretese
spettanti alla vittima in ragione del reato passano al Cantone, fino a
concorrenza dell'ammontare versato. Queste pretese hanno priorità rispetto a
quelle che la vittima può ancora far valere nonché dei diritti di regresso di
terzi.

Inoltre il Cantone
può rinunciare a far valere le proprie pretese nei confronti dell'autore del
reato se necessario per il suo reinserimento sociale.

 

Quindi il termine
sussidiario è da ricondurre alle prestazioni e non significa che la vittima
avrebbe dovuto in primis far valere civilmente le sue pretese.

D'altronde una
diversa interpretazione sarebbe contraria al senso stesso della legge che ha
fra gli altri scopi anche quello di istituire una procedura semplice, rapida e
gratuita volta ad ottenere la riparazione del torto morale (art. 1 LCAV).

 

Questa tesi trova
conferma in una recente sentenza del Tribunale Federale (DTF 123 II 4 consid.
3b). Secondo l'Alta Corte "Das OHG will u.a. gerade verhindern, dass das Opfer
zur Durchsetzung seiner Ansprüche einen an Kosten- und Beweislastrisiken reichen
Zivilprozessa gegen den Täter Anstrengen muss. Zu diesem Zweck räumt es ihm den
Entschädigungsanspruch gemäss Art. 11 ff. OHR gegenüber dem Staat ein, der in einem
raschen, einfachen und kostlosen Verfharen durchgestzt werden kann. Darauf hat das
Opfer ein primäres Recht. Dieser Anspruch ist nur insofern subsidiär
(...), als sich das Opfer andere Leistungen, die es als Schadenersatz erhalten hat,
anrechnen lassen muss, und Anschprüche, die ihm aufgrund der Straftat zustehen,
im Umfang ihrer Leistung auf den Staat übergehen".

 

Quindi, il fatto
che la ricorrente non abbia iniziato una procedura di risarcimento nei
confronti dell'aggressore o di terze persone ê irrilevante e non può in alcun
modo pregiudicare l'erogazione di indennità da parte dello Stato.

 

Anche il fatto che
la ricorrente abbia concluso un accordo con la RC privata dell'aggressore non
può essere d'impedimento al versamento delle indennità per torto morale. In
effetti, la ricorrente si è rivolta a terzi in ossequio agli obblighi previsti
all'art. 1 OAVI. Secondo questo disposto, la vittima deve rendere attendibile
di non poter ottenere nulla o soltanto prestazioni insufficienti da terzi
(autore del reato, assicurazioni ecc.).

 

Ora, che la
ricorrente non possa ottenere nulla dall'aggressore e fuor di dubbio. In
effetti questi ê ancora ricoverato presso la Clinica Psichiatrica di
__________. Inoltre, a causa della sua instabilità psichica che è bene
anteriore all'aggressione della ricorrente, è stato posto sotto tuteta. Dalla
dichiarazione della sua tutrice risulta che è nullatenente e che riceve la sola
rendita AI di fr. 970.-- al mese (doc. _).

Ma al di là della
situazione economico-personale dell'aggressore (che di per sé già rende
attendibile l'impossibilità di ottenere delle prestazioni), vi è un altro
problema. In effetti l'aggressore, al momento della commissione dei reati, era
totalmente irresponsabile ed incapace di discernimento. Manca quindi un
presupposto fondamentale per ottenere delle indennità sulla base degli art.
41ss. CO. E' vero che, in via eccezionale, il giudice per motivi di equità può
condannare anche una persona incapace di discernimento al risarcimento del
danno da esso causato (art. 54 CO). Nella fattispecie però la condizione
economico-personale dell'aggressore (che può ben essere definita disastrosa)
esclude l'applicazione del principio di equità.

 

Pertanto, se la
ricorrente, quand'anche non obbligata, avesse intentato causa nei confronti del
suo aggressore, non avrebbe ottenuto nulla.

 

La ricorrente a
questo punto non poteva che rivolgersi a terze persone al fine di ottenere una
riparazione morale. Ma prima di rivolgersi allo Stato, ha comunque chiesto
altrove. In particolare si è rivolta alla RC privata del suo aggressore ben
conscia delle difficoltà che avrebbe incontrato. In effetti le assicurazioni
per la responsabilità civile rispondono generalmente solo per i danni materiali
e non per i danni morali causati dal loro assicurati. Inoltre, come ricordato poc'anzi,
il loro assicurato al momento della commissione del reato era totalmente
irresponsabile ed incapace di discernimento. Essendo esclusa la responsabilità
del loro assicurato, è pure escluso un loro intervento.

Viste le premesse,
trascinare l'assicurazione davanti ad un giudice civile sarebbe stato temerario
e avrebbe avuto quale unico risultato quello di causare oneri supplementari.

 

La ricorrente ha
quindi cercato di trovare con questa un accordo. Ma se la RC ha accettato di
trattare non è certo perchè aveva obblighi legali (come accennato sopra), ma
bensì lo ha fatto per ragioni di mera opportunità. In effetti quest'istituto
assicura tutte le persone poste sotto tutela ufficiale.

 

Sta di fatto che la
ricorrente non potrebbe in alcun modo ottenere altre prestazioni dalla RC, nè
tramite trattative, nè tantomeno in via giudiziale.

 

Visto quanto sopra
è arbitrario affermare che la stessa, accettando l'importo versato dalla RC,
abbia implicitamente riconosciuto l'adeguatezza di tale somma al torto subito;
semmai ha dovuto accontentarsi. D'altro canto, se così fosse, non avrebbe di
certo chiesto l'intervento dello Stato.

 

L'integrale
reiezione della domanda da parte del Dipartimento è pertanto ingiustificata.
Questi avrebbe dovuto entrare nel merito e statuire sull'ammontare
dell'indennità visto che, le premesse per la sua erogazione, sono date:

 

a)   la
ricorrente ha subito un'aggressione ed è quindi stata      direttamente lesa
nella sua integrità fisica e psichica. In qualità di                   vittima
(art. 2 cpv. 1 LAV) è pertanto legittimata a rivolgersi allo                                     Stato
al fine di chiedere la riparazione del torto morale.

 

b)  la
domanda è stata introdotta nel termine di due anni previsti all'art.          16
cpv. 3 LAV ed era quindi tempestiva.

 

c)   la
ricorrente ha reso attendibile di non poter ottenere nulla o solo
prestazioni insufficienti da terzi (art. 1 OAVI). A questo proposito ci si
rimette al considerando precedente (no 8). Inoltre, i fr. 3'000.-- ricevuti
dalla RC privata dell'aggressore (doc. : come evincesi dal documento l'assicurazione
ha pure provveduto al saldo della nota d'onorario del sottoscritto legale) non
possono essere considerati che insufficienti visto il torto subito. In effetti
la ricorrente, in seguito al tentato omicidio, soffre di una depressione
ansiosa e agitata e ben difficilmente si riprenderà in maniera totale e
definitiva (doc. _.).

 

d)  una
riparazione per torto morale può essere accordata vittima indipendentemente dal
suo reddito, quando la gravità dell'offesa e circostanze personali lo
giustificano (art. 12 LAV).

Nella fattispecie
la ricorrente ha subito un tentato omicidio; possiamo tranquillamente affermare
che si è vista la morte in faccia. Ora, tentare di rubare ad una persona il
bene proprio più importante ovvero la vita non può che essere qualificato come
offesa grave. O bisogna addirittura morire per essere offesi gravemente?
Inoltre, come precisato alla lettera b), la ricorrente soffre di una
depressione ansiosa praticamente inguaribile.

Questo conduce alla
costante paura del mondo esterno e quindi ad sensibile peggioramento della
qualità di vita.

La ricorrente
inoltre compirà quest'anno 60 anni. Negli anni passati ha sofferto di lunghe
depressioni che l'hanno portata all'invalidità. Aver subito l'aggressione
costituisce un ulteriore trauma, ben più grave per lei che per una persona
giovane e meno fragile. Decisamente le sue condizioni personali sono assai
precarie; se poi si tiene conto anche di quelle finanziarie la situazione si
aggrava.

In effetti la
ricorrente riceve delle rendite AI per un totale annuo di fr. 16'488.-- (doc.
_). Inoltre beneficia delle prestazioni complementari; ciò significa che le
rendite percepite dall'AI non coprono nemmeno il minimo vitale.

 

In conclusione
possiamo affermare che le condizioni poste dalla LAV affinché la vittima possa
chiedere la riparazione morale sono, nella fattispecie, date ed è quindi ha
torto che il Dipartimento ha respinto la domanda della ricorrente.

 

Per quanto riguarda
il suo ammontare la LAV non contiene nessuna disposizione particolare. In
analogia con l'art. 4 OAVI si può comunque presumere che l'importo dovrà
necessariamente essere compreso fr. 100'000.-- e fr. 500.--.

Nella fattispecie
una riparazione morale per una somma di fr. 20'000.-- appare senz'altro
giustificata vista la gravità dell'offesa subita e le circostanze personali
della ricorrete. Tenuto conto dei fr. 3'000.-- già ricevuti, la domanda è stata
limitata a complessivi fr. 17'000.--."

                               1.3.   Nella sua risposta del 24
novembre 1997 il DOS osserva:

 

"  Ad. 7 Contestato

 

L'art. 1 OAVI
precisa chiaramente che "la vittima deve rendere attendibile di non poter
ottenere nulla o soltanto prestazioni insufficienti da terzi".

Ciò non significa,
ed in questo la motivazione della ricorrente non può essere contestata, che sia
necessario iniziare una causa nei confronti dell'autore o della sua
assicurazione, ma non significa neppure che si possa semplicemente introdurre
una richiesta allo Stato ed attendere che questo si assuma ogni indennizzo.

La vittima, o chi
la rappresenta deve fornire delle prove del fatto che i tentativi effettuati
non hanno portato a risultati sufficienti.

Nel caso concreto
la ricorrente ha sottoscritto un accordo d'indennizzo con l'assicurazione
dell'aggressore, ma non ha reso attendibile di poter ottenere solo prestazioni
insufficienti e di aver fatto il necessario in tal senso.

 

Ad. 8 Contestato

 

Non si nega che
ottenere altre indennità da parte dell'aggressore o dalla sua assicurazione
sia, in un caso come questo, difficile. Non vi è però nessuna prova che siano
stati fatti, anche a livello di trattative, sforzi sufficienti.

Non è neppure
provato che l'assicurazione abbia versato questa somma in via del tutto
eccezionale e senza effettuare una valutazione effettiva di quale potesse
essere il torto morale; questo anche alla luce del fato che un indennizzo di
fr. 3'000.-- più il pagamento delle spese legali non appare per nulla una somma
insufficiente a priori.

 

Ad. 9 Contestato

 

E' vero che le
condizioni per l'ottenimento di un indennizzo esistono, ma è anche vero che
questo non significhi automaticamente che l'indennizzo per torto morale debba
essere concesso.

Non si deve infatti
dimenticare che il Messaggio di accompagnamento alla LAV precisa, nel commento
all'art. 11 (attuale art. 12), che "la riparazione morale non è un
diritto".

Nella fattispecie
poi la vittima ha già ottenuto un risarcimento e non si ritiene che un
ulteriore somma sia giustificata.

La somma di fr.
20'000.-- richiesta non appare infatti motivata e giustificata.

 

Per quanto attiene
alla valutazione del torto morale che avrebbe potuto essere concesso va tenuto
presente che la signora _________ è stata vittima di un'aggressione, di un
tentativo di omicidio ed ha subito alcune lesioni corporali.

Inoltre ha
riportato alcune conseguenze psicologiche - attestate in maniera curiosa e
discutibile da dottor __________, specializzato in medicina generale e non da
uno specialista - che però con il passare del tempo si sarebbero
ridimensionate.

 

In casi simili nel Canton
Friborgo, l'autorità incaricata di decidere ha riconosciuto risarcimenti per
importi che si aggirano attorno a fr. 3'000.--, che equivale a quanto la
signora ha già ricevuto.

Inoltre l'analisi
delle decisioni citate e raccolte in "Die Genugtuung, Schultess, III
edizione, aprile 1996", conferma che la valutazione proposta dal
Dipartimento non è eccessivamente restrittiva.

Si va infatti dai
2'000.-- franchi accordati nel Canton Zurigo quale risarcimento per essere
stato minacciato di morte, al 5'000.-- franchi accordati nel Canton Zugo alla
vittima di un tentativo di assassinio, maltrattata e pesantemente minacciata.
In quest'ultimo caso la vittima ha però dovuto sottoporsi, a seguito
dell'aggressione, ad una lunga terapia psichiatrica: nel nostro caso le
conseguenze per la vittima, a quanto è dato sapere, non sono state altrettanto
gravi.

 

Di conseguenza
anche qualora questo lodevole Tribunale dovesse riconoscere il diritto della
signora __________ all'ottenimento di un indennizzo, riteniamo che esso debba
essere limitato a fr. 3'000.-- ottenuti dall'assicurazione dell'aggressore.

 

Per questi motivi
si chiede che la decisione impugnata venga confermata.

Subordinatamente si
chiede che l'ammontare del torto morale concesso alla signora __________ sia
equivalente a quanto ottenuto dall'assicurazione dell'aggressore."

(Doc. _)

 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   La legge federale concernente
l'aiuto alle vittime di reati (LAV) del 4 ottobre 1991 in vigore dal 1° gennaio
1993, ha "lo scopo di fornire un aiuto efficace alle vittime di reati e a
rafforzarne i diritti" (cfr. art. 1 cpv. 1 LAV).

                                         L'aiuto consiste in:

                                         a.   consulenza;

                                         b.   protezione della
vittima e tutela dei suoi diritti nel          procedimento penale;

                                         c.   indennizzo o
riparazione morale.

                                         (cfr. art. 1
cpv. 2 LAV).

 

                                         L'art. 2
LAV (campo di applicazione) stabilisce al cpv. 1 che beneficia di aiuto
"ogni persona che a causa di un reato è stata direttamente lesa
nell'integrità fisica, sessuale o psichica (vittima), indipendentemente dal
fatto che l'autore del reato sia stato rintracciato e che il suo comportamento
sia stato colpevole".

 

                                         L'art. 2 cpv. 2 LAV
precisa che "il coniuge, i figli e i genitori della vittima nonché altre
persone unite alla vittima da legami analoghi sono parificati alla vittima per
quanto concerne:

 

 

 

                                         a.   la consulenza (art. 4
e 4);

                                         b.   l'esercizio dei
diritti processuali e delle pretese civili (art. 8 e  9) nella misura in cui
dette persone possono far valere                  pretese civili contro
l'autore del reato;

                                         c.   l'indennizzo e la
riparazione morale (art. 11-17) nella misura   in cui dette persone possono far
valere pretese civili contro              l'autore del reato".

 

                                         La Sezione 3 della LAV
("Protezione e diritti della vittima nel procedimento penale")
prevede all'art. 8 che la vittima può intervenire come parte nel procedimento
penale. In particolare essa può fare valere le sue pretese civili (cfr. art. 8
cpv. 1 lett. a LAV).

                                         L'art. 9 LAV
("Pretese civili") stabilisce al cpv. 1 che "per quanto
l'imputato non sia prosciolto o il procedimento non sia abbandonato, il
tribunale penale decide anche in merito alle pretese civili della
vittima".

                                         Il Tribunale può dapprima
giudicare la fattispecie penale e trattare in seguito le pretese civili (art. 9
cpv. 2 LAV).

                                         In virtù dell'art. 9 cpv.
3 LAV "se il giudizio completo delle pretese civili esigesse un dispendio
sproporzionato, il tribunale penale può limitarsi a prendere una decisione di
principio sull'azione civile e per il rimanente rinviare la vittima ai
tribunali civili. Per quanto possibile, deve però giudicare integralmente le
pretese di lieve entità".

                                         Infine, secondo l'art. 9
cpv. 4 LAV per quanto concerne le pretese civili, i Cantoni possono emanare
disposizioni diverse per la procedura del decreto di accusa e per i
procedimenti contro fanciulli e adolescenti.

 

                               2.2.   La Sezione 4 della LAV è
dedicata all'indennizzo e alla riparazione morale.

                                         Secondo l'art. 11 cpv. 1
LAV "la vittima di reato commesso in Svizzera può chiedere un indennizzo o
una riparazione morale nel Cantone in cui è stato commesso il reato. L'articolo
346 del Codice penale svizzero si applica per analogia".

 

                                         Le condizioni per
l'indennizzo e per la riparazione morale sono fissate all'art. 12 LAV.

                                         Il cpv. 1 prevede che
"la vittima ha diritto a un indennizzo per il danno subito se il suo
reddito non supera il triplo dell'importo limite fissato negli articoli da 2 a
4 della legge federale del 19 marzo 1965 su prestazioni complementari
all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPC). È
determinante il reddito presumibile dopo il reato".

                                         Il cpv. 2 dell'art. 12 LAV
precisa invece che "una riparazione morale può essere accordata alla
vittima, indipendentemente dal suo reddito, quando la gravità dell'offesa e
circostanze particolari lo giustifichino".

                                         La giurisprudenza ha
stabilito che quando le condizioni legali sono adempiute, esiste un vero e
proprio diritto per la vittima ad ottenere la riparazione morale (cfr. DTF 121
II 369 consid 3c,  pag. 373; DTF 122 II 211 consid. 1b, pag. 213).

 

                                         Le modalità di calcolo
dell'indennità sono invece regolate all'art. 13 LAV.

                                         Secondo l'art. 13 cpv. 1
LAV "l'indennità è fissata in funzione dell'entità del danno e del reddito
della vittima.

                                         Se il reddito non supera
l'importo limite secondo la LPC, l'indennità copre integralmente il danno; se è
superiore a questo importo, l'indennità è ridotta".

                                         L'indennità può essere
ridotta se la vittima, con comportamento colpevole ha contribuito in modo
preponderante a creare o ad aggravare il danno (art. 13 cpv. 2 LAV).

                                         L'art. 13 cpv. 3 LAV
delega al Consiglio federale il compito di stabilire "l'ammontare minimo e
massimo delle indennità" ed attribuisce all'esecutivo la competenza di
"emanare altre prescrizioni relative al calcolo dell'indennità".

 

                                         L'Ordinanza concernente
l'aiuto alle vittime di reati (OAVI) del 18 novembre 1992, dopo aver precisato
all'art. 1 che "la vittima deve rendere attendibile di non poter ottenere
nulla o soltanto prestazioni insufficienti da terzi (autore del reato,
assicurazioni, ecc.)", stabilisce all'art. 2 che:

 

"  il reddito determinante
(art. 12 cpv. 1 LAV) è calcolato giusta gli articoli 3, 3a e 4 capoverso 1
lettere a-c ed e della legge federale del 19 marzo 1965 sulle prestazioni
complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità
(LPC), giusta le pertinenti disposizioni federali emanate a livello d'ordinanza
nonché le rispettive disposizioni speciali dei Cantoni."

 

                                         L'art. 3 OAVI
("calcolo dell'indennizzo") precisa al cpv. 1 che "se il reddito
della vittima non supera il limite superiore semplice giusta la LPC (in
seguito: limite superiore LPC), l'indennizzo copre integralmente il
danno".

                                         Secondo l'art. 3 cpv. 2
OAVI "se il reddito della vittima supera il triplo del limite superiore
LPC (in seguito: limite massimo LAV), non è versato nessun indennizzo".

                                         Infine, in virtù dell'art.
3 cpv. 3 OAVI, "se il reddito della vittima è compreso tra il limite
superiore LPC e il limite massimo LAV, l'indennizzo è calcolato come segue:

                                                                                  (reddito
- valore limite LPC) x danno

                                         indennizzo
= danno  -     ––––––––––––––––––––––––––––––––

                                                                                  (limite
massimo LAV - valore limite LPC)" 

                                         

                                         L'art. 4 OAVI prevede che
l'indennizzo ammonta al massimo a 100'000 franchi (cpv. 1) e che non sono
versati indennizzi inferiori a 500 franchi (cpv. 2).

 

                                         L'art. 14 LAV
("sussidiarietà delle prestazioni statali") precisa al cpv. 1 che
"le prestazioni che la vittima ha ricevuto a titolo di risarcimento del
danno materiale o di riparazione morale sono dedotte dall'indennità,
rispettivamente dalla somma assegnata a titolo di riparazione morale. Fanno
eccezione le prestazioni d'indennizzo (in particolare rendite e liquidazioni in
capitale) delle quali è già stato tenuto conto nel calcolo del reddito
determinante (art. 12 cpv. 1)".

                                         L'art. 14 cpv. 2 LAV
stabilisce che "se l'autorità ha assegnato un'indennità o una somma a
titolo di riparazione morale, le pretese spettanti alla vittima in ragione del
reato passano al Cantone, fino a concorrenza dell'ammontare versato. Queste
pretese hanno priorità rispetto a quelle che la vittima può ancora far valere
nonché ai diritti di regresso di terzi".

                                         Infine, secondo l'art. 14
cpv. 3 LAV, il Cantone rinuncia a far valere le proprie pretese nei confronti
dell'autore del reato se necessario per il suo reinserimento sociale.

 

                               2.3.   L'art. 16 LAV
("Procedura e perenzione") impone ai Cantoni di prevedere una
procedura semplice, rapida e gratuita (cpv. 1; cfr. al proposito DTF 123 II 1,
sulle condizioni alle quali è possibile sospendere la procedura di indennizzo,
e DTF 123 II 429-430 sulle norme procedurali introdotte nel Canton Vaud).

                                         L'autorità accerta i fatti
d'ufficio (art. 16 cpv. 2 LAV).

                                         La vittima deve presentare
all'autorità le domande d'indennizzo e di riparazione morale entro due anni a
contare dalla data del reato; altrimenti le sue pretese decadono (art. 16 cpv.
3 LAV).

 

                                         Secondo l'art. 17 LAV i
Cantoni designano un'autorità di ricorso unica, indipendente
dall'amministrazione, che ha pieno potere cognitivo.

                                         Nel Canton Ticino, la
legge di applicazione e complemento della legge federale concernente l'aiuto
alle vittime di reati (LAV) dell'8 marzo 1995 stabilisce all'art. 2 cpv. 1 che
"il Consiglio di Stato è  l'autorità competente per l'applicazione della
LAV e emana le norme necessarie per l'applicazione diretta".

                                         Secondo l'art. 5 cpv. 1
della legge cantonale, "la domanda di indennizzo per danni materiali o a
riparazione del torto morale, va presentata dalla vittima al Dipartimento
competente nei termini e alle condizioni previste dagli art. 11 e seguenti
LAV".

                                         La relativa decisione è
impugnabile con ricorso al Tribunale cantonale delle Assicurazioni (art. 5 cpv.
2).

                                         Sono applicabili per
analogia le norme previste dalla legge di procedura per i ricorsi al Tribunale
cantonale delle Assicurazioni (sezione del Tribunale di Appello) in materia di
assicurazioni sociali, del 6 aprile 1961 (art. 5 cpv. 3).

 

                                         Il Regolamento di
esecuzione della legge cantonale di applicazione e complemento della LAV dal 26
giugno 1996 prevede all'art. 6 che il Dipartimento delle opere sociali decide
sulle domande di indennizzo e riparazione morale ai sensi della LAV (cpv. 1) e
che per il calcolo esso fa capo all'Istituto delle assicurazioni sociali (cpv.
2).

                                         L'art. 7
("Procedura") stabilisce al cpv. 1 che "la domanda di indennizzo
o di riparazione morale deve essere inoltrata dalla vittima, o dal suo
rappresentante, per il tramite del Delegato che la trasmette con il suo
preavviso, al Dipartimento delle opere sociali".

                                         Quest'ultimo può acquisire
liberamente tutte le informazioni che ritiene necessarie (art. 7 cpv. 2).

 

                               2.4.   Nel caso concreto unico oggetto
del contendere è l'ammontare della riparazione morale da accordare a __________
sulla base dell'art. 12 cpv. 2 LAV (cfr. consid. 2.2).

                                         Il DOS ritiene che la
vittima è stata già sufficientemente risarcita mediante i 3000 franchi
accordatele dall'assicurazione RC dell'aggressore.

                                         La ricorrente ritiene
invece che, viste le circostanze del caso, sarebbe giustificata una riparazione
morale di fr. 20'000.--. Essa chiede quindi allo Stato fr. 17'000.-- (fr.
20'000.-- - fr. 3000.--; cfr. art. 14 LAV).

 

                                         In una sentenza del 20
dicembre 1995 pubblicata in DTF 121 II 369 il Tribunale federale ha avuto
occasione di stabilire, a proposito dell'art. 12 cpv. 2 LAV (cfr. consid. 2.1),
che poiché la pretesa si riferisce a nozioni giuridiche indeterminate (n.d.r.:
"quando la gravità dell'offesa e circostanze particolari lo
giustifichino") essa dipende in larga misura - riguardo al principio e
all'entità - dal potere di apprezzamento dell'autorità (cfr. DTF 121 II 373).

                                         Il TF ha ricordato che la
definizione dell'art. 12 cpv. 2 LAV corrisponde in larga misura ai criteri
previsti agli articoli 47 e 49 CO, i quali precisano a quali condizioni
l'autore di un atto illecito è tenuto a versare alla vittima una somma a titolo
di riparazione morale. Questo corrisponde anche a uno degli scopi della legge
che è quello di accordare un aiuto efficace quando l'autore dell'infrazione non
vi provvede (cfr. art. 1 LAV).

                                         Per determinare le
condizioni alle quali attribuire una riparazione morale, occorre dunque
ispirarsi, per analogia, alla giurisprudenza civile relativa agli art. 47 e 49
CO (cfr. DTF 121 II 373; vedi pure DTF 123 II 214).

 

                                         Nel giudizio pubblicato in
DTF 121 II 369, la nostra Massima istanza ha pure avuto occasione di ricordare
che l'attribuzione di una riparazione morale a seguito di lesioni corporali
esige che esse abbiano una certa importanza. Ciò è il caso dei danni che
provocano la perdita definitiva della funzione di un organo, come ad esempio un
occhio (cfr. DTF 121 II 374 con riferimento a DTF 110 II 163 consid. 2c).

                                         Il Tribunale federale ha
aggiunto che, vista la sua natura, la riparazione morale non può essere fissata
secondo dei criteri matematici, ma soltanto stimata tenendo conto della natura
e della gravità della lesione, della sua durata e della sua incidenza sulla
personalità della vittima (cfr. DTF 121 II 377 con riferimenti a DTF 117 II 50 consid.
4a, DTF 112 II 133 consid. 3).

 

                                         Il Tribunale federale ha
inoltre precisato che se i limiti per l'indennizzo fissati all'art. 4 OAVI
(cfr. consid. 2.1) si applicano per principio soltanto alle indennità per il
danno materiale, il massimo (di franchi 100'000) stabilito dal Consiglio
federale deve servire da linea direttrice anche per quel che riguarda la somma
da attribuire a titolo di riparazione morale (cfr. DTF 121 V 377).

 

                                         Infine il Tribunale
federale ha riassunto alcuni casi giudicati in passato. Nel 1978 è stata
accordata una riparazione morale di fr. 8000.-- ad una vittima che aveva perso
un occhio, tenuto conto delle colpe rispettive (attenuato a causa della giovane
età) dell'autore del danno e della vittima (cfr. DTF 104 II 184 consid. 5). La
stessa somma ridotta della metà a seguito di una colpa concomitante era stata
accordata nel 1967 (cfr. DTF 102 II 18 consid. 2). Nel 1984 l'indennità di torto
morale consecutivo alla perdita dell'udito da una parte è stata stimata in fr.
5000.-- (cfr. DTF 110 II 163 consid. 2c). Nel 1986 una cecità dell'80 % di
lunga durata con un'invalidità fisica del 90 % e economica del 100 % ha
condotto all'assegnazione di una indennità di fr. 50'000.-- (cfr. DTF 112 II
138 consid. 5b).

                                         Il TF ha poi aggiunto che
l'importo deve tenere conto della speranza di vita ridotta del ricorrente,
consecutiva al danno alla salute dal quale è colpito (cfr. DTF 121 V 377; DTF
110 II 163 consid. 2c, DTF 104 II 184 consid. 5).

 

                                         Nel caso che era chiamato
a giudicare, trattandosi di una vittima (nata nel 1966) che aveva perso un
occhio ed aveva una colpa concorrente per il danno alla salute (ciò che
giustificava soltanto una riduzione e non il rifiuto della riparazione morale,
cfr. DTF 121 II 373-375; vedi pure, a proposito della riduzione, la
precisazione della giurisprudenza in DTF 123 II 213-217), il Tribunale federale
ha ritenuto equo accordare al ricorrente un'indennità di fr. 8000.-- (cfr. DTF
121 II 377).

 

                                         In una sentenza del 22
febbraio 1997 nella causa D., pubblicata in DTF 123 II 210 il Tribunale
federale ha avuto occasione di ricordare che l'autorità cantonale di ricorso
istituita sulla base dell'art. 17 LAV ha pieno potere cognitivo. Ciò significa
che essa può controllare non solo le constatazioni di fatto e l'applicazione
del diritto da parte dell'autorità amministrativa, ma anche l'opportunità della
decisione impugnata; essa può, se del caso, sostituire il suo apprezzamento a
quello dell'amministrazione (cfr. Gomm/Stein/Zehnter, Kommentar zum Opferhilfegesetz,
Berna 1995, art. 17 N° 5). Il potere di libero esame non impedisce tuttavia
all'autorità di ricorso di rispettare, per delle questioni di apprezzamento, un
certo margine di manovra dell'amministrazione.

                                         La riparazione morale
indennizza un danno immateriale, in sè non misurabile in denaro. La sua
ampiezza dipende dalla valutazione dei criteri che entrano in considerazione ed
è una decisione di apprezzamento. Non vi è una sola decisione corretta, ma,
entro certi limiti, una pluralità di adeguate soluzioni corrispondenti
all'equità. L'autorità di ricorso può dunque accontentarsi di controllare il
carattere appropriato della somma attribuita dall'amministrazione e - nella misura
in cui essa è conforme all'equità - astenersi dal modificare la decisione
impugnata anche se essa, se avesse dovuto decidere come prima istanza, non
sarebbe forse arrivata alla stessa somma (...). Comunque il riserbo nel
controllo non deve andare così lontano da fare in modo che l'autorità di
ricorso intervenga solo in caso di un'illegale violazione del potere di
apprezzamento (cfr.  DTF 123 II 212-213).

                                         Nel caso che era chiamato
a giudicare il Tribunale federale ha confermato la somma di fr. 2000.-- a
titolo di riparazione morale attribuita ad una persona che aveva partecipato ad
una manifestazione non autorizzata di 300 curdi davanti all'ambasciata turca di
Berna e che era stato colpito da dei colpi sparati da membri dell'ambasciata
turca. La vittima si era procurata una frattura aperta del femore inferiore che
ha dovuto essere curata in ospedale dal 24 giugno al 14 luglio 1993 e che ha
provocato un'inabilità lavorativa fino al 31 gennaio 1994. La frattura è nel
frattempo guarita; sono tuttavia rimasti dei dolori in caso di caricamento.

                                         Il TFA ha quindi concluso
che "angesichts der Art der Verletzung (Unterschenkelfraktur), des relativ
kurzen Spitalaufenthalts (von weniger als einem Monat) und der komplikationslosen
Verheilung von Fraktur und Hautabdeckung, auch unter Berücksichtigung der verbleibenden
Belastungsschmerzen und der sichtbaren (jedoch nicht entstellenden) Narben am Bein,
bewegt sich die zugesprochene Genugtuungssumme von fr. 2000.-- innerhalb des Ermessensspielraumes,
in welcher das Bundesgericht nicht eingreifen kann" (STFA del 22 febbraio
1997 nella causa D., consid. 4a, non pubblicato della sentenza DTF 123 II 210).

                                         In occasione di quella
manifestazione, vi furono in particolare altri due feriti: C. al quale è stata
versata una riparazione morale di fr. 2000.-- e un funzionario di polizia al
quale è stata attribuita una riparazione morale di fr. 5000.--.

 

                                         Rispondendo alle critiche
del ricorrente, che si riteneva vittima di una disuguaglianza di trattamento,
il TF ha in particolare rilevato:

 

"  Entgegen der Auffasung des Beschwerdeführers
liegt auch kein Verstoss gegen das Gleichbehandlungsgebot gemäss Art. 4 BV vor. 
C. erlitt nach den vom Beschwerdeführer nicht bestrittenen Festellungen der Justizdirektion
eine Schussverletzung am linken Unterschenkel und leidet noch heute an belastungsabhängigen
Beschwerden; seine Verletzung ist damit derjenigen des Beschwerdeführers durchaus
vergleichbar.

Dagegen wurde der
bei der Schiesserei getroffen Polizist am Kniegelenk schwer verletz. Schon aus diesem
Grund ist es nicht rechtsungleich, ihm eine höhere Genugtuungsumme zuzusprechen".

(sentenza citata, consid.
4b, non pubblicato).

 

                                         In una sentenza del 24
giugno 1997 nella causa Etat de Vaud contro T. pubblicata in DTF 123 II 425 il
Tribunale federale ha stabilito che il Cantone non è legittimato a proporre un
ricorso di diritto amministrativo contro una decisione cantonale fondata sulla
LAV che lo obbliga a pagare un'indennità alla vittima di un reato (cfr. DTF 123
II 429-432).

                                         Il Tribunale cantonale vodese
aveva attribuito una riparazione morale di fr. 8000.-- ad un uomo che si era
procurato gravi ustioni cercando di soccorrere un suo inquilino che aveva
provocato un incendio per negligenza (cfr. DTF 123 II 426:

 

"  Il est brûlé
sur environ 30% de la surface corporelle. Hospitalisé une dizaine de jours, il
souffre durant plusieurs mois des séquelles physiques de se blessures; il doit
en outre suivre quelques séances de psychothérapie, se montre anxieux et prend
aujourd'hui encore des tranquillisants. (...)

Par
arrêt du 26 juin 1996, la Chambre des recours du Tribunal cantonal vaudois a
réformé le jugement; elle a admis partiellement l'action de T., déclarant
l'Etat de Vaud débiteur de la somme de 8000 fr. T. avait rendu vraisemblable
qu'il ne pouvait rien recevoir de tiers, notamment en raison de la situation
financière de l'auteur de l'infraction. Les lésions dont il avait été victime
constituaient une atteinte grave au sens de l'art. 12 al. 2 LAVI (RS 312.5), et
il convenait d'admettre que ces lésions étaient en relation de causalité
adéquate avec l'infraction commise par M. Le Tribunal cantonal a également
estimé que le comportement exemplaire de T. était une circostance particulière,
au sens de l'art. 12 al. 2 LAVI, qui justifiait l'allocation d'une réparation
morale qu'il a fixée, ex aequo et bono, à 8'000 fr.").

 

                                         In
questa sentenza il Tribunale federale ha segnatamente ricordato che:

 

"  s'agissant
plus particulièrement des conditions d'octroi d'une somme à la victime a titre
de réparation morale, l'art. 12 al. 2 LAVI pose un principe essentiel: une
telle somme peut être versée à la victime indépendamment de son revenu «lorsque
celle-ci a subi une atteinte grave et que des circostances particulières le
justifient».

 

Après
avoir écarté les systèmes de financement par des prélèvements obligatoires
(primes et cotisations d'assurance), le Conseil fédéral a préféré une procédure
d'indemnisation distincte fondée sur le droit public et financée par le budget
de l'Etat. Il a voulu montrer par là que l'indemnisation par l'Etat doit
constituer une exception et qu'elle est subsidiaire par rapport aux autres
possibilités d'obtenir réparation que la victime possède déjà (FF 1990 II 923).
Le système d'indemnisation proposé prévoit que la victime dont les ressources
ne dépassent pas un certain seuil a droit à une indemnité (ATF 121 II 116 consid.
Ib/bb). Jusqu'à un certain niveau de ressources considéré comme le minimum
vital, il est prévu que l'indemnité couvre l'intégralité du dommage alors
qu'au-delà de ce point, le degré de couverture diminue. Enfin, la faculté
donnée à l'autorité - et, sur recours, au juge - d'allouer aux victimes une
somme d'argent à titre de réparation morale, a été envisagée «pour atténuer les
rigueurs de ce système», et «lorsque l'équité le commande» (FF 1990 II p. 924;
DTF 123 II 430-431)."

 

                               2.5.   Nel Canton
Ticino, il TCA ha recentemente confermato la riparazione morale di fr.
10'000.-- accordata ad una vittima di una rapina, ottantenne, che ha in
particolare perso l'uso permanente del braccio sinistro e che per questo fatto
ha dovuto lasciare il proprio domicilio ed essere ricoverata in una casa per
anziani (cfr. STCA del 17 febbraio 1997 nella causa A.B., inc. 43.97.1). Questo
Tribunale si è fondato sulla giurisprudenza federale citata, oltre che su
quella cantonale richiamata dal DOS nella risposta di causa relativa a quel
ricorso (cfr. sentenza citata pag. 5:

 

"  In Ticino siamo alle prime
decisioni, ma in altri Cantoni l'istanza competente per la concessione di
un'indennità è già attiva da qualche anno. A Ginevra, ad esempio, è stata
concessa un'indennità per torto morale di 50'000 fr. ad una signora che è stata
violentata ed ha assistito all'assassinio della madre. A Friborgo sono stati
accordati fr. 40'000.-- ad una persona vittima di un tentato assassinio,
stuprata, sequestrata e che ha subito lesioni corporali.

Sempre a Friborgo,
nel corso di quest'anno, sono invece stati assegnati:

- fr. 3'000.-- per
un tentativo di omicidio con lesioni gravi;

- fr. 3'500.-- per
un altro tentativo di omicidio con lesioni gravi;

- fr. 3'000.-- per
un caso di rapina con lesioni gravi.

 

e ad altra
giurisprudenza cantonale citata dalla dottrina (cfr. Gomm/Stein/Zehnter, op.
cit., pag. 185-186 no. 20)."

 

                                         Dal canto suo il DOS ha
riconosciuto fr. 20'000.--, rispettivamente fr. 15'000.--, di riparazione
morale a due sorelle minorenni vittime di reati di carattere sessuale da parte
del loro padre (cfr. Inc. 43.97.3 e 43.97.4).

 

 

                               2.6.   Nella presente fattispecie
già sono state descritte le circostanze in cui __________ ha subito
l'aggressione (cfr. consid. 1.2, vedi pure Doc. _ pag. 2:

 

"  L'inquilina __________
veniva svegliata da voci e rumori provenienti dalle scale.

Alzatasi dal letto
e nel tentativo di raggiungere il bagno improvvisamente si trovava di fronte il
__________ che aveva appena sfondato letteralmente la porta d'entrata del suo
appartamento. Spaventata la __________ riusciva a raggiungere la toilette
chiudendo a chiave la porta, ma inutilmente in quanto l'emarginato abbatteva
pure questa raggiungendo la donna. Subito le stringeva le mani al collo con la
chiara intenzione di strangolarla. In questa fase il __________ gridava a
squarciagola: *tu se la mia Madonna, ti uccido*. Immediatamente in soccorso
della vittima interveniva l'inquilino __________ il quale ha dichiarato che la
__________ era completamente in balia del denunciato e non riusciva più a
difendersi. Nemmeno un forte pugno sferratogli dal __________ riusciva a far
desistere il __________, a togliere la presa dal collo della donna. Solo in seguito
ed impiegando una grande forza il __________ riusciva a liberare la __________
e quindi ad immobilizzare il __________ sino al sopraggiungere degli agenti di
Polizia. __________ interrogato sui fatti ha dichiarato che grazie al suo
intervento la situazione non ha avuto risvolti tragici, in quanto la __________
era completamente sopraffatta dal __________ e non era più in grado di
difendersi. La vittima __________ veniva in seguito accompagnata presso
l'ospedale regionale di __________ dove veniva visitata dalla Dr.ssa
__________, di cui alleghiamo il relativo certificato medico, e quindi dimessa
ancora in giornata con una terapia antidolorifica."

 

 

                                         Gli effetti
dell'aggressione, a più di un anno di distanza sono stati così enumerati dal
medico curante dottor. __________ in un certificato del 27 marzo 1997:

 

"  1. Subito dopo l'aggressione
del 5.2.1996 e per circa due mesi Lei è            stata in uno shock psichico
marcato da una grande ansietà,  insicurezza, insonnia, inappetenza e nausea.

 

2.   Da aprile ha
diminuito l'ansietà, il sonno è migliorato. Sono apparsi          dei stati di
tensioni psichiche e muscolari e di agitazioni. Rimane           l'insicurezza,
l'inappetenza. Da febbraio a maggio 1996 ha perso 7                 chili, da
52 a 45 chili.

 

3.   Nel frattempo
lo stato mentale ha ancora migliorato. Rimane però            l'ansietà e
l'insicurezza. Non riesce a camminare di sera o di notte        da sola in
strada. In presenza di un uomo sconosciuto rivede la         situazione
dell'aggressione.

 

4.   Questo stato
psichico rimarrà probabilmente in futuro perchè non            riesce a
cancellare l'aggressione subita."

  (Doc. _).

 

 

                                         Nell'evenienza concreta la
gravità dell'offesa e le circostanze particolari giustificano l'attribuzione di
una riparazione morale di una certa entità (cfr. Gomm/Stein/Zehnter, op. cit.,
pag. 183 nos 17-20), ciò che peraltro non è contestato oppure nella risposta di
causa (cfr. consid. 1.3).

 

                                         Visti gli importi
assegnati o confermati dal Tribunale federale, nei casi qui sopra esposti (cfr.
consid. 2.4), e da Tribunali o altre autorità cantonali (cfr. consid. 2.5 e
segnatamente i 15'000 franchi attribuiti nel Canton Zurigo ad una persona
tenuta in ostaggio per più di 3 ore sotto la minaccia delle armi e maltrattata,
cfr. plädoyer 6/94, pag. 59-60) il TCA, ritiene tutto ben considerato (in
particolare la brutalità dell'aggressione e il rischio per __________ di
perdere la vita oltre alle ripercussioni, a carattere duraturo, a livello
psichico, dell'aggressione subita) che una riparazione morale di fr. 7000.--
sia equa. Poiché 3000 franchi sono già stati ottenuti dalla RC dell'aggressore,
in virtù dell'art. 14 LAV, il Cantone verserà a __________ fr. 4000.--.

 

Per questi motivi

 

visti in particolare gli articoli 1, 2, 12 e 13 LAV, l'art.
5 della legge di applicazione e complemento della legge federale concernente
l'aiuto alle vittime di reati e la legge di procedura per i ricorsi al TCA del
6 aprile 1961

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso é parzialmente accolto.

                                         §)  Di conseguenza il DOS
verserà una somma di fr. 4'000.-- a    titolo di riparazione morale.

 

                                 2.-   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         Il Dipartimento Opere
Sociali verserà fr. 800.-- alla ricorrente, a titolo di ripetibili.

 

                                 3.-   Intimazione agli
interessati.                                  

                                         Contro la presente
decisione, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale di
Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti