# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ccc97d1f-20e9-5c85-af20-a8b40f20b800
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-06-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.06.2024 F-3589/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-3589-2024_2024-06-12.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-3589/2024 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 2  g i u g n o  2 0 2 4  

Composizione 

 
Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Lorenz Noli,  

cancelliera Caroline Rausch. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, nato il (…) 1985, 

Georgia, 

CFA Chiasso, Via Milano 23, 6830 Chiasso,   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato della migrazione SEM, 

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

  
 

 
 

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); decisione della SEM 

del 29 maggio 2024 / N (…). 

 

 

 

F-3589/2024 

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Visto: 

la domanda d’asilo che l’interessato ha presentato in Svizzera il 12 maggio 

2024, 

l’estratto della banca dati europea “Eurodac” del 16 maggio 2024, da cui si 

evince che il richiedente aveva depositato una domanda d’asilo in Germa-

nia il 13 settembre 2023,  

il verbale del colloquio Dublino del 23 maggio 2024 dell’interessato, 

la domanda di ripresa in carico del richiedente del 23 maggio 2024 dell’au-

torità svizzera competente alla sua omologa tedesca, fondata sull’art. 18 

par. 1 lett. b del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e 

del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di 

determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una do-

manda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri 

da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta uffi-

ciale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di seguito: RD III); 

e la risposta affermativa del 27 maggio 2024 di quest’ultimo Stato in merito 

alla ripresa in carico dell’interessato, sulla base dell’art. 18 par. 1 lett. c RD 

III 

la diversa documentazione medica agli atti,  

la decisione della SEM del 29 maggio 2024, notificata il 31 maggio 2024, 

di non entrata nel merito giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi (RS 142.31), 

con conseguente trasferimento dell’interessato verso la Germania, 

il ricorso inviato il 6 giugno 2024 (cfr. busta d’invio), con il quale l’insorgente 

ha impugnato dinnanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il 

Tribunale) la suddetta decisione della SEM, dove egli chiede, secondo il 

senso, a titolo procedurale la concessione dell’effetto sospensivo al ricorso 

nonché l’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento 

delle spese processuali; e nel merito postula, l’annullamento della deci-

sione avversata e l’esame nazionale della sua domanda d’asilo, 

la sospensione provvisoria dell’esecuzione del trasferimento del ricorrente 

verso la Germania del 7 giugno 2024, 

 

 

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e considerato: 

che il ricorso è tempestivo ai sensi dell’art. 108 cpv. 3 LAsi ed è ammissi-

bile ex art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e art. 52 cpv. 1 PA; che occorre pertanto 

entrare nel merito del ricorso,  

che il ricorso, manifestamente infondato per i motivi che seguono, è deciso 

dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e 

LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 

LAsi); che giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio 

di scritti, 

che la SEM, nel contesto della procedura Dublino e nel caso di una proce-

dura di ripresa in carico, come è il caso di specie, non entra nel merito di 

una domanda d’asilo ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi quando, senza 

aver effettuato un nuovo esame di determinazione dello Stato membro 

competente secondo il capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1), e 

previa accettazione espressa o tacita di ripresa in carico del richiedente 

l’asilo da parte dello Stato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2), 

conclude che un altro Stato è competente per l’esecuzione della procedura 

e allontanamento, 

che nella presente disamina, l’autorità elvetica preposta ha inviato una do-

manda di ripresa in carico alla sua omologa tedesca il 23 maggio 2024 

fondandosi sull’art. 18 par. 1 lett. b RD III; che a seguito, la Germania ha 

riconosciuto espressamente la sua competenza in data 27 maggio 2024, 

in applicazione dell’art. 18 par. 1 lett. c RD III, 

che di conseguenza, la competenza della Germania è di principio data, ciò 

che nel suo principio non è neppure messo in dubbio dal ricorrente, 

che l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III non si giustifica nel caso 

di specie, visto che non vi sono fondati motivi per ritenere che in Germania, 

sussistano carenze sistemiche ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fon-

damentali dell’Unione europea (GU C 364/1 del 18 dicembre 2000; cfr. tra 

le tante la sentenza del Tribunale F-1449/2024 dell’11 marzo 2024 con-

sid. 5.2),  

che inoltre, dal profilo delle condizioni di accoglienza dei richiedenti l’asilo 

e del rispetto degli obblighi derivanti dal diritto internazionale, v’è luogo di 

constatare che le allegazioni presentate dall’insorgente soltanto con il ri-

corso, secondo le quali non avrebbe potuto beneficiare di alcun aiuto me-

dico in Germania e la Germania non conduca correttamente la procedura 

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d’asilo (violazione di diritto, sistema d’accoglienza prossimo al collasso), 

non sono in grado di capovolgere la suddetta presunzione, 

che invero, il ricorrente non ha presentato alcun indizio concreto, oggettivo 

e serio per supportare tali suoi asserti, capace di mettere in dubbio il ri-

spetto da parte della Germania dei suoi obblighi derivanti dalle direttive 

europee in materia d’asilo e dal diritto internazionale, 

che infine v’è da precisare in merito, come il RD III, non conferisca ai ri-

chiedenti l’asilo il diritto di scegliere lo Stato membro che offre, a loro av-

viso, le migliori condizioni d’accoglienza quale Stato responsabile per 

l’esame della loro domanda d’asilo (cfr. in tal senso la sentenza della Corte 

di giustizia dell’Unione europea del 10 dicembre 2013, C-394/12 Shamso 

Abullahi contro Austria [Grande Camera], §59 e §62; DTAF 2017 VI/5 con-

sid. 8.2.1, 2010/45 consid. 8.3), 

che pertanto l’art. 3 par. 2 2a frase RD III, non trova alcuna applicazione 

nel caso di specie, 

che occorre ancora esaminare se nella fattispecie risulta applicabile la 

clausola discrezionale prevista all’art. 17 par. 1 RD III (“clausola di sovra-

nità”), disposizione concretizzata in diritto interno svizzero dall’art. 29a 

cpv. 3 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali 

dell’11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), che prevede che se “motivi 

umanitari” lo giustificano la SEM può entrare nel merito della domanda an-

che qualora giusta il RD III un altro Stato sarebbe competente per il tratta-

mento della domanda, 

che come già sopra visto, il ricorrente non ha fornito neppure con il suo 

ricorso degli indizi seri e concreti suscettibili di comprovare che un suo ri-

torno in Germania lo esporrebbe al rischio di essere privato del sostenta-

mento minimo e di subire delle condizioni di vita indegna in violazione della 

direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giu-

gno 2013 recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione 

internazionale (di seguito: direttiva accoglienza), 

che infine, anche dal profilo medico, non vi sono problemi di una gravità 

tale da impedire il suo trasferimento in Germania, non essendo le proble-

matiche di salute residuali e tutt’ora in trattamento (tossicodipendenza da 

oppiacei, insufficienza venosa cronica) classificabili quali gravi ai sensi 

della giurisprudenza convenzionale in materia (cfr. sentenze della Corte 

europea dei diritti dell’uomo N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 

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[Grande Camera], n. 26565/06; Paposhvili contro Belgio del 13 dicem-

bre 2016, [Grande Camera], §181 segg.; DTAF 2011/9 consid. 7.1), e già 

sufficientemente acclarate dall’autorità inferiore, alla cui decisione si rinvia 

per il resto, 

che egli potrà del resto continuare a beneficiare dei trattamenti e delle cure 

necessarie anche in Germania, Stato che dispone notoriamente di strutture 

sanitarie sufficienti (cfr. tra le tante la sentenza del Tribunale F-227/2024 

del 15 gennaio 2024 consid. 6.5); che inoltre, in quanto Stato firmatario 

della direttiva accoglienza, il predetto Paese deve provvedere affinché i 

richiedenti ricevano la necessaria assistenza sanitaria comprendente 

quanto meno le prestazioni di pronto soccorso e il trattamento essenziale 

di malattie e di gravi disturbi mentali e fornire la necessaria assistenza me-

dica o di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di accoglienza particolari, 

comprese, se necessarie, appropriate misure di assistenza psichica 

(cfr. art. 19 par. 1 e 2 direttiva accoglienza), 

che sulla scorta dei surriferiti presupposti, non si ravvisano indicatori per 

concludere che l’autorità inferiore abbia esercitato in maniera arbitraria il 

suo potere di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.); che non vi 

è quindi alcun motivo di applicare le clausole discrezionali previste 

all’art. 17 par. 1 RD III rispettivamente all’art. 29a cpv. 3 OAsi 1, 

che di conseguenza, in mancanza dell’applicazione di tali disposizioni da 

parte della Svizzera, la Germania è competente per la ripresa in carico 

dell’insorgente in ossequio alle condizioni poste nel RD III, 

che considerato quanto precede, il ricorso deve quindi essere respinto e la 

decisione della SEM confermata, 

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda dell’in-

sorgente tendente alla concessione dell’effetto sospensivo al medesimo, 

risulta divenuta senza oggetto, 

che inoltre, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta, 

che visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA; nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese 

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ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF), 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente. 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Caroline Rausch 

 

 

 

Data di spedizione: