# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bfda83c4-c78c-5512-a22b-067f73a5d30c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-05-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 22.05.2013 11.2012.55
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2012-55_2013-05-22.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2012.55

  	
  Lugano,

  22 maggio
  2013/lw

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Jaques

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Billia

  

 

 

sedente per statuire nella causa OA.2010.14 (divorzio
su richiesta comune con accordo completo, poi con accordo parziale) della
Pretura del Distretto di Vallemaggia promossa con istanza del 6 settembre 2010
da

 

	
   

  	
  AO 1 

  (ora patrocinato dall'avv. PA 2)

  

 

                                         e

 

	
   

  	
  AP 1 

  (ora patrocinata dall'avv.),

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando
sull'appello del 29 maggio 2012 presentato da AP 1 contro la sentenza emessa
dal Pretore il 25 aprile 2012 e sull'appello incidentale dell'11 luglio 2012 presentato
da AO 1 contro la medesima sentenza;

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   AO
1 (1964) e AP 1 (1971), entrambi divorziati con figli, si sono sposati a __________
il 5 aprile 2005. Dal matrimonio sono nati T__________, il 30 ottobre 2002, e M__________,
l'11 settembre 2004. I coniugi vivono separati dall'ottobre del 2008, quando la
moglie si è trasferita con i figli a __________. Di formazione laboratorista in
chimica e operatore sociale, il marito è senza impiego dal settembre 2007, salvo
un'occupazione a tempo parziale esercitata dal settembre del 2008 al dicembre del
2009. La moglie lavora a tempo parziale come cuoca.

                                  B.   Il 6
settembre 2010 AO 1e AP 1 hanno introdotto davanti al Pretore del Distretto di
Vallemaggia un'istanza comune di divorzio corredata di un accordo completo del
30 maggio 2010 sui relativi effetti in cui figurava, tra l'altro, quanto segue:

                                         2.  L'autorità parentale sui figli T__________
e __________ rimane di competenza di entrambi i genitori, mentre la custodia di
detti figli viene affidata alla madre, signora AP 1;

                                             Al
padre, signor AO 1, è riservato il più ampio diritto di visita sui figli T__________
e M__________, diritto da concordare telefonicamente e con sufficiente preavviso
con la madre AP 1, tenendo conto delle esigenze personali e/o professionali dei
genitori e delle esigenze scolastiche, personali e professionali dei figli.

                                             In
caso di disaccordo, al padre è garantito come minimo il seguente diritto di
visita:

                                             –
un fine settimana ogni quindici giorni;

                                             –
due settimane durante le ferie estive;

                                             –
una settimana, alternativamente, a Natale o a Pasqua.

                                             Entrambi
i genitori, sottoscrivendo questo accordo, si impegnano a mantenere lo spirito
collaborativo e costruttivo dimostrato sinora nella cura e nell'educazione dei
figli.

                                         3.  A
titolo di contributo per il mantenimento dei figli T__________ e M__________ il
signor AO 1 si impegna a versare, anticipatamente e mensilmente, alla madre –
signora AP 1 – l'importo di fr. 600.– per ciascun figlio.

                                             Gli
assegni familiari non sono inclusi in detti contributi.

                                             Detti
importi saranno indicizzati annualmente al costo della vita, valendo come
indice di riferimento quello al 31 dicembre 2010.

                                             (...)

                                         4.  Il
contributo a favore dei figli T__________ e M__________ dovrà essere versato,
in linea di principio, sino alla loro maggiore età, riservati tuttavia gli art.
276 e 277 CC.

                                         (...)

                                         8.  A
titolo di liquidazione delle pretese relative all'avere accumulato in cassa pensione, alla moglie viene riconosciuto il
diritto alla metà della prestazione d'uscita LPP maturata dal marito dal giorno
del matrimonio sino al 31 marzo 2010.

                                             Analogamente
al marito viene riconosciuto il diritto alla metà della prestazione d'uscita
LPP maturata dalla moglie dal giorno del matrimonio sino al 31 marzo 2010.

 

                                  C.   Il
Pretore ha sentito i coniugi all'udienza del 26 ottobre 2010, durante la quale AO
 1 ha chiesto diritti di visita più lunghi e meno frequenti, i figli risiedendo
oltre San Gottardo. Il Pretore ha invitato i coniugi perciò a disciplinare
meglio le relazioni tra padre e figli. Il 13 dicembre 2010 i coniugi hanno
prodotto un accordo integrativo che specificava la cadenza delle visite finché
il marito fosse rimasto disoccupato e che prevedeva, fra l'altro, un punto d'incontro
alla stazione ferroviaria di Airolo. Accertato che nessuna delle due
convenzioni era omologabile e che AO 1 rifiutava di far capo al “Centro Coppia
e Famiglia” di __________ per giungere a una definizione del diritto di visita,
con ordinanza del 21 febbraio 2011 il Pretore ha incari­cato lo psichiatra dott__________,
__________, di ascoltare i genitori e i figli, proponendo una sua regolamentazione.

 

                                         Il 13
ottobre 2011 AO 1 ha comunicato al Pretore di avere esaurito le indennità di
disoccupazione e di riscuotere dal 1° ottobre 2011 prestazioni assistenziali, ciò
che lo vedeva “costretto a chiedere la revisione della convenzione di divorzio
da lui sottoscritta”. Non risulta che la comunicazione sia stata notificata a AP
1 né che abbia avuto un seguito. Con ordinanza del 29 novembre 2011 il Pretore
ha trasmesso ai coniugi il rapporto del dott. __________ e ha dichiarato chiusa
l'istruttoria, convocando le parti il 27 febbraio 2012 al dibattimento finale
del 27 marzo successivo. AO 1 ha inviato un memoriale del 12 marzo 2012 in cui dichiarava di rinunciare al dibattimento finale e, senza formulare richieste precise, informava
il Pretore di rifiutare anche qualsiasi riparto delle prestazioni d'uscita
acqui­site dai coniugi durante il matrimonio presso i rispettivi istituti di
previdenza. AP 1 si è limitata a inviare al Pretore il 15 marzo 2012 un
messaggio di posta elettronica in cui lamentava la mancata collaborazione del
marito nello svolgimento dei diritti di visita.

 

                                  D.   Statuendo
con sentenza del 25 aprile 2012, il Pretore ha pronunciato il divorzio e ha omologato
la convenzione del 30 maggio 2010, come pure quella integrativa del 13 dicembre
successivo, apportando le testuali modifiche in appresso:

                                         2.1  Punti 2 (e accordo 13 dicembre 2010) e
6: stralciati.

                                         2.2  Punti 3
e 4: abrogati a partire dal 1° ottobre 2011 (fino al 30 settembre 2011 è
applicabile la regolamentazione prevista nella convenzione).

                                         3.    In
conseguenza dello stralcio del punto 2 della convenzione sugli effetti del
divorzio, così come dell'accordo 13 dicembre 2010, i figli T__________ e M__________
sono affidati alla custodia della madre, con suo esercizio esclusivo dell'autorità
parentale.

                                         4.    In
conseguenza dello stralcio del punto 2 della convenzione sugli effetti del
divorzio, così come dell'accordo 13 dicembre 2010, al padre, AO 1, sono
garantite le relazioni personali con i figli T__________ e M__________ in forma
controllata presso il 

                                               Jugend- und Familienberatung di __________ (__________), 

                                               secondo le modalità che dovranno essere
concordate fra i genitori e il Servizio in questione (persona di riferimento:
signor __________).

                                         4.1  Il Jugend-
und Familienberatung di __________ e le persone che verranno da esso
incaricate di occuparsi dello svolgimento del diritto/dovere di visita
sorvegliato avranno la facoltà di stabilirne le modalità temporali di esercizio
(estensione).

                                         4.2  Il
diritto/dovere di visita sorvegliato è ordinato per la durata di 6 mesi,
periodo durante il quale il Jugend- und Familienberatung di __________
dovrà agevolare, mediante l'ascolto di T__________ e M__________ e dei loro
genitori, il libero esercizio del diritto/dovere alle relazioni personali.

                                         4.3  A
scadenza del periodo di 6 mesi, qualora le parti lo ritenessero ancora
necessario, sarà loro facoltà rivolgersi a codesto giudice per decidere di
nuove modalità da applicare al diritto di visita. In tal caso, al Jugend-
und Familienberatung di __________ sarà chiesto di allestire un rapporto
scritto sullo svolgimento del diritto di visita sorvegliato.

                                         4.4  È fatto
obbligo ai genitori di collaborare convenientemente con il Jugend- und
Familienberatung di __________ al fine del corretto svolgimento delle relazioni
sopra indicate.

                                         5.    A
partire dal 1° ottobre 2011 (dall'abrogazione dei punti 3 e 4 della convenzione
sugli effetti del divorzio) e fino a ritorno a miglior fortuna AO 1 non sarà
tenuto a versare contributi alimentari a favore dei figli T__________ e M__________.

 

                                         La tassa
di giustizia e le spese (fr. 2030.– complessivi) sono state poste a carico dei
coniugi in ragione di metà ciascuno. Per la sua quota di oneri processuali AP 1 è stata ammessa al beneficio dell'assistenza
giudiziaria. A AO 1 il beneficio dell'assistenza giudiziaria è stato conferito nella
misura di fr. 125.–, la differenza di fr. 890.– rimanendo a suo carico.

 

                                             E.   Contro la decisione appena citata AP
1 è insorta a questa Camera con un appello del 29 maggio 2012 per ottenere –
previa concessione del gratuito patrocinio – l'annullamento della sentenza
impugnata e il rinvio degli atti al Pretore affinché le sia data la possibilità
di offrire mezzi di prova e di esprimersi “sui punti litigiosi”. Subordinatamente
essa chiede di riformare il dispositivo n. 5 della sentenza impugnata nel modo
seguente:

                                         AO 1 è tenuto a versare a T__________:

                                         fr.
1220.– fino al 30 ottobre 2014 e

                                         fr.
1425.– in seguito

                                         e
a M__________:

                                         fr.
1110.– fino al 30 ottobre 2014,

                                         fr.
1120.– dal 31 ottobre 2014 all'11 settembre 2016,

                                         fr.
1310.– dal 12 settembre 2016 al 30 ottobre 2020 e

                                         fr.
1790.– dopo di allora.

                                         Tali
contributi saranno indicizzati.

 

                                         Nelle sue
osservazioni dell'11 luglio 2012 AO 1 propone – previa concessione del gratuito
patrocinio – di respingere l'appello e con appello incidentale postula la riforma
della sentenza pretorile come segue:

                                         3.   I figli T__________ e M__________ sono
affidati alla custodia della madre. L'autorità parentale sui due figli sarà
esercitata congiuntamente dai genitori AP 1 e AO 1.

                                        4.   Al padre
AO 1 è riservato il più ampio diritto di visita sui figli T__________ e M__________,
diritto da concordare telefonicamente e con sufficiente preavviso con la madre AP
1, tenendo conto delle esigenze personali e/o professionali dei genitori e
delle esigenze scolastiche, personali e professionali dei figli.

                                              In
considerazione della distanza esistente tra il domicilio del padre (__________)
e quello dei figli (__________), il diritto di visita minimo garantito del
padre è così stabilito:

                                              un
fine settimana ogni mese,

                                              due
settimane durante le vacanze scolastiche di Natale o Pasqua,

                                              quattro
settimane durante le ferie estive.

                                              Quale
luogo di consegna e di riconsegna dei figli da parte dei genitori, per l'esercizio
del diritto di visita, è designata, salvo diverso accordo, la stazione
ferroviaria di __________.

 

                                         Inoltre egli propone di annullare i dispositivi n. 4.1 a 4.4 della decisione impugnata.

 

                                         Nelle sue
osservazioni del 14 agosto 2012 AP 1 propone di respingere l'appello incidentale,
sollecitando il beneficio del gratuito patrocinio anche per tale procedura.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Le cause di divorzio su richiesta comune erano, fino al 31 dicembre 2010, trattate con la procedura
degli art. 420 segg. CPC ticinese (art. 404 cpv. 1 CPC). Alle impugnazioni
si applica nondimeno il diritto in vigore al momento della comunicazione della
decisione (art. 405 cpv. 1 CPC). In concreto la sentenza del Pretore era dunque appellabile
nel termine di 30 giorni (art. 311
cpv. 1 CPC). Il giudizio impugnato è stato notificato all'avv. __________ __________,
già patrocinatore comune dei coniugi, il 26 aprile 2012. Il 26 maggio 2012 cadendo
di sabato e il 28 maggio 2012 essendo festivo (lunedì di
Pentecoste: art. 1 della legge canto­nale concernente i
giorni festivi ufficiali nel Cantone Ticino [RL 10.1.1.1.2] e art. 142 cpv. 3
CPC), l'appello principale introdotto il 29 maggio 2012 è ricevibile.

 

                                         La risposta a un appello diretto contro una sentenza emessa con la
procedura ordinaria va presentata a sua volta entro 30 giorni (art. 312 cpv. 2
CPC). Nella risposta la controparte può appellare in via incidentale (art. 313
cpv. 1 CPC). Nel caso specifico l'invito a formulare osservazioni all'appello è
stato notificato a AO 1 il 13 giugno 2012, sicché l'allegato di risposta e di appello
incidentale, inoltrato l'11 luglio 2012, è senz'altro tempestivo.

 

                                    I.   Sull'appello
principale

 

                                   2.   L'appellante offre tutta una serie di prove (documenti, richiami
di incarti dalla Cassa di disoccupazione cui era affiliato il marito, dall'Ufficio
regionale di collocamento cui il marito era iscritto e dalla Pretura,
interrogatorio di AO 1), ciò che l'art. 317 cpv. 1 CPC di per sé autorizza. Ai
fini del presente giudizio si può prescindere nondimeno da tali mezzi
istruttori, che – come si vedrà nel risultato – nulla mutano per la decisione.

 

                                   3.   Nell'appello
AP 1 ricorda anzitutto che all'udienza del 26 ottobre 2010 i coniugi si erano
impegnati, su invito del giudice, a regolare meglio le relazioni tra padre e
figli, ma che ciò non era loro riuscito nemmeno in esito alla convenzione
integrativa sottoscritta il 13 dicembre 2010. Da quel momento – essa soggiunge –
“la procedura di divorzio è di fatto divenuta contenziosa almeno sull'affidamento
dei figli, sulle relazioni personali e, in un secondo momento, pure sugli
obblighi di mantenimento del coniuge non affidatario” (memoriale, pag. 3 in basso). Se non che – essa soggiunge – il Pretore non l'ha diffidata a munirsi di un avvocato,
mentre il patrocinatore comune ha continuato a rappresentare il marito. Inoltre
il primo giudice non le ha dato modo di rivolgere domande al dott. __________ e
non l'ha resa edotta che il marito intendeva far azzerare i contributi di
mantenimento pattuiti per i figli. In simili circostanze – essa conclude – poco
giovava un dibattimento finale. Il suo diritto d'essere sentita è stato
insanabilmente disatteso e la decisione del Pretore va annullata già per tale
motivo.

 

                                   4.   Nella
procedura ticinese il giudice che riceveva un'istanza comune di divorzio con
accordo completo convocava i coniugi “entro breve termine” per sentirli prima
separatamente e poi insieme (art. 421 cpv. 1 CPC ticinese). Ascoltati anche i
figli minorenni, egli verificava l'omologabilità dell'accordo,
assumendo – ove occorresse – “prove e informazioni al proposito” (art. 421
cpv. 3 CPC ticinese). Se l'accordo risultava omologabile, indipendentemente dal
fatto che fosse omologabile sin dall'inizio o che fosse diventato tale grazie a
susseguenti trattative, il giudice accoglieva l'istanza, pronunciava senz'altro
lo scioglimento del matrimonio e omologava la convenzione sugli effetti
accessori. Se l'accordo non risultava omologabile (perché ambiguo, poco chiaro,
incompleto, difforme dalla reale volontà dell'uno o dell'altro coniuge,
manifestamente inadeguato o contrario all'interesse dei figli), il giudice proponeva
le modifiche necessarie, prevedendo eventualmente una nuova udienza (art. 421
cpv. 4 CPC ticinese). 

 

                                         Qualora i
coniugi accettassero le modifiche proposte, il giudice accoglieva l'istanza,
pronunciava lo scioglimento del matrimonio e omologava la convenzione (modificata)
sugli effetti accessori, come in caso di accordo completo. Qualora invece un coniuge
non accettasse – in tutto o in parte – le modifiche proposte, la causa proseguiva in contraddittorio sui punti rimasti litigiosi (procedura
bipartitica: art. 422 cpv. 1 CPC ticinese). Il giudice assegnava così a ogni
coniuge un termine non prorogabile di dieci giorni per produrre un allegato
contenente le rispettive motivazioni e conclusioni sui punti contestati,
unitamente alle relative richieste di prova. Perché si procedesse in tal modo,
tuttavia, entrambi i coniugi dovevano demandare al giudice la decisione sulle
conseguenze del divorzio in merito alle quali sussisteva disaccordo (art. 112
cpv. 2 CC). Dovevano cioè invitare il giudice a disciplinare gli effetti controversi,
impegnandosi da parte loro a non rimettere in discussione i punti sui quali si erano
accordati (tale era il significato della firma da loro apposta sulla convenzione),
salvo chiedere al giudice – eccezionalmente – di non omologare la convenzione
per vizi della volontà o manifesta inadeguatezza.

 

                                         In
pratica, demandando al giudice la decisione sulle conseguenze del divorzio in
merito alle quali sussisteva disaccordo, i coniugi dichiaravano di accettare lo
scioglimento del matrimonio e le conseguenze da loro regolate convenzionalmente
anche se

                                         igno­ravano
quale sarebbe stata la decisione del giudice sui punti controversi, fermo restando
ch'essi non erano legati a pattuizioni riguardanti la sorte dei figli, decisivi
al proposito essendo solo il bene e l'interesse dei minorenni (principio
inquisitorio illimitato: DTF 128 III 413 in alto, 120 II 231 consid. 1c con rinvio, 118 II 294; Rep. 1995 pag. 146). Così facendo, essi
accettavano anche le limitazioni correlate all'impugnabilità
del divorzio, come in caso di intesa totale (art. 149 cpv. 1 vCC, art. 422c
cpv. 1 CPC ticinese). Sui punti contestati la causa proseguiva così, in
sostanza, con la procedura ordinaria (art. 422 cpv. 4 e 422b cpv. 2
CPC ticinese).

 

                                         Nell'ipotesi
per contro in cui l'uno o l'altro coniuge non accettasse di demandare la
decisione sulle conseguenze del divorzio in merito alle quali sussisteva
disaccordo, il giudice respingeva l'istanza comune di divorzio e impartiva a
ogni coniuge un termine entro cui promuovere azione unilaterale (art. 113 vCC).
Fino alla scadenza di quel termine la causa originaria rimaneva pendente e gli
eventuali provvedimenti cautelari restavano in vigore. Il che poteva essere di
rilievo – tra l'altro – per lo scioglimento del regime dei beni, il giorno
determinante essendo quello in cui è adito il giudice del divorzio
(partecipazione agli acquisti: art. 204 cpv. 2 CC, comunione dei beni: art. 236
cpv. 2 CC), anche se il valore dei beni va definito al momento della liquidazione
(art. 214 cpv. 1 CC, rispettivamente art. 240 CC). Se nessuno dei coniugi
promuoveva azione unilaterale, la procedura su richiesta comune decadeva da sé.

 

                                   5.   Nella
fattispecie il Pretore ha accertato che la convenzione del 30 maggio 2010 sugli
effetti del divorzio prodotta dai coniugi con l'istanza comune di divorzio non era
omologabile, per lo meno sulle relazioni tra padre e figli. Correttamente egli
ha invitato perciò le parti a emendarla, vedendosi sottoporre un accordo integrativo
del 13 dicembre 2010. Non risultandogli omologabile nemmeno tale accordo, gli
incombeva di prospettare egli medesimo gli emendamenti necessari, facendosi
demandare dai coniugi – nel caso in cui non avessero accettato le modifiche da
lui proposte – la decisione sulle conseguenze del divorzio in merito alle quali
sussisteva disaccordo. Aderendo i coniugi a quest'ultima sollecitazione, gli
spettava di assegnare a ognuno di loro un termine non prorogabile di dieci
giorni per produrre un allegato contenente le rispettive motivazioni e
conclusioni sui punti contestati, unitamente alle relative richieste di prova,
dopo di che la causa sarebbe continuata con la procedura bipartitica ordinaria.
Non aderendo l'uno o l'altro coniuge alla sollecitazione di demandare al
giudice la decisione sulle conseguenze del divorzio in merito alle quali
sussisteva disaccordo, il Pretore avrebbe dovuto impartire a ognuno di loro un
termine entro cui promuovere azione di divorzio unilaterale.

 

                                         In realtà
poco o nulla di quanto precede si riscontra nel caso in rassegna. Non consta in
particolare che il Pretore abbia formulato proposte di modifica alla convenzione
integrativa del 13 dicembre 2010, dopo avere accertato la non omologabilità della
convenzione del 30 maggio 2010 sulle relazioni personali tra padre e figli, né
tanto meno che si sia fatto demandare dai coniugi la decisione al proposito. In
che ambito egli abbia incaricato il 

                                         21
febbraio 2011 lo psichiatra dott. __________ di ascoltare i genitori e i figli,
prospettando una sua regolamentazione, non è chiaro. Avesse anche commissionato
tale referto solo per essere in grado di avanzare proposte di modifica all'assetto
convenzionale (art. 421 cpv. 3 CPC ticinese), comunque sia, egli non risulta
avere poi formulato alcuna proposta concreta né – soprattutto – risulta essersi
fatto demandare la benché minima facoltà decisio­nale. Del resto per proseguire
in contraddittorio la causa sui punti rimasti litigiosi sarebbe occorso ancora
impartire ai coniugi un termine non prorogabile di dieci giorni per produrre un
allegato contenente le rispettive motivazioni e conclusioni sui punti
contestati, unitamente alle richieste di prova (art. 422 cpv. 1 CPC ticinese). E
una simile procedura non poteva seriamente continuarsi per il tramite di un
avvocato comune, come nel caso in esame.

 

                                         Ciò premesso,
mal si comprende in virtù di quale attribuzione giurisdizionale il Pretore
abbia indetto il 27 febbraio 2012 un dibattimento finale e pronunciato il
25 aprile 2012 una sentenza. Nel diritto ticinese il requisito della
giurisdizione era un presupposto processuale che andava verificato d'ufficio in
ogni stadio di causa (art. 97 n. 1 CPC ticinese). Che AP 1 non sia comparsa al
“dibattimento finale” fissato dal Pretore e abbia sollevato il vizio di forma
solo nell'appello non osta dunque alla ricevibilità della censura. Ne segue
che, emessa da un giudice sprovvisto di facoltà decisionale, la sentenza
impugnata dev'essere annullata e gli atti rinviati al Pretore perché proceda
come si è illustrato. Accertata la non omologabilità dell'intesa convenzionale
firmata dai coniugi, egli formulerà gli emendamenti proposti. Non dovesse un coniuge
accettarli, egli si farà demandare la decisione sui punti litigiosi per
continuare la causa in contraddittorio. Non dovesse un coniuge consentire a
ciò, egli fisserà a entrambe le parti un termine entro cui promuovere azio­ne
(unilaterale) di divorzio.

 

                                   6.   La
sentenza impugnata dovendo già essere annullata nel suo intero per le ragioni
che precedono, è superfluo domandarsi se – come l'appellante fa valere in
subordine – il dispositivo n. 5 della sentenza medesima con cui il Pretore ha
esonerato AO 1 da contributi alimentari per i figli dal 1° ottobre 2011 vada riformato
nel senso di ripristinare i contributi, maggiorandoli. Su tale questione il
Pretore statuirà di nuovo al momento in cui ravviserà in sé le prerogative
giurisdizionali per emanare la decisione.

 

                                   II.   Sull'appello
incidentale

 

                                   7.   Con
l'appello incidentale AO 1 chiede di modificare i dispositivi n. 3 e 4 della sentenza
impugnata attribuendo l'autorità parentale congiunta ai genitori e regolando diversamente
il suo diritto di visita, senza l'intervento della Jugend- und Familienberatung
di __________. La decisione del Pretore dovendo già essere annullata per intero
in esito all'appello principale, l'appello incidentale si rivela senza oggetto.
Sull'autorità parentale e sulle relazioni personali tra padre e figli il
Pretore statuirà di nuovo al momento in cui ravviserà in sé, una volta ancora,
le prerogative giurisdizionali per emanare tale decisione.

 

                                  III.   Sulle
spese giudiziarie e il gratuito patrocinio in appello

 

                                   8.   Le
spese e le ripetibili dell'appello principale seguono la soccombenza di AO 1, il
quale ha proposto a torto di respingere il ricorso (art. 106 cpv. 1 CPC). Le
spese e le ripetibili dell'appello incidentale, divenuto senza oggetto, vanno
ripartite “secondo equità” (art. 107 lett. e CPC). Ora, non risultasse superato
dagli eventi, l'appello incidentale sarebbe stato parzialmente accolto – con
ogni verosimiglianza – per gli stessi motivi che sorreggono l'accoglimento dell'appello
principale. Non essendosi fatto demandare la facoltà di decidere sui punti
controversi, per vero, in concreto il Pretore non poteva statuire né sull'autorità
parentale né sulle relazioni personali tra padre e figli. L'appello incidentale
sarebbe stato verosimilmente respinto, per contro, nella misura in cui tendeva
a far sì che questa Camera statuisse essa medesima nel merito, riformando il
giudizio del Pretore. In circostanze siffatte si giustifica di suddividere le
spese dell'appello incidentale a metà, compensando le ripetibili. Sugli oneri
processuali e le ripetibili di primo grado il Pretore statuirà di nuovo al
momento in cui ravviserà in sé le prerogative giurisdizionali per emanare la
decisione.

 

                                   9.   La
richiesta di gratuito patrocinio formulata dall'appellante principale merita
accoglimento: da un lato l'indigenza di AP 1, a carico della pubblica assistenza (doc. E di appello), è indubbia; dall'altro, l'appello principale e le
osservazioni all'appello incidentale non potevano dirsi senza possibilità di
esito favorevole (art. 117 CPC), mentre l'indennità per ripetibili a lei
assegnata appare di difficile – se non impossibile – incasso (art. 122 cpv. 2
CPC).

 

                                         Quanto
alla retribuzione del patrocinatore d'ufficio, questi ha prodotto il 9 aprile
2013 una nota professionale di fr. 5647.10 (fr. 4870.80 di onorario,
fr. 358.– di spese e fr. 418.30 di IVA). Sta di fatto che le 27.06 ore di
lavoro esposte appaiono eccessive rispetto alla finalità perseguita. Si potrà
anche transigere sulle otto ore destinate alla redazione dell'appello
principale (13 pagine) per spiegare che il primo giudice aveva manifestamente 

                                         omesso di
farsi demandare la facoltà di statuire sulle conseguen­ze litigiose del divorzio
e che, ad ogni modo, sull'esonero del marito da contributi alimentari per le figlie
la cliente non aveva potuto espri­mersi. Oltre sette ore per rispondere in 13
pagine a un appello incidentale di due appaiono nondimeno esagerate. Più di 12
ore inoltre (un giorno e mezzo di lavoro a tempo pieno) per telefonate, corrispondenza
e colloqui non rispondono in un caso simile a una ragionevole economia di
giudizio. Anche volendo essere generosi, più di una dozzina d'ora per la
stesura dei memoriali e cinque per le prestazioni accessorie (retribuite
fr. 180.– l'una: art. 4 cpv. 1 del regolamento sulla tariffa per i
casi di patrocinio d'ufficio e di assistenza giudiziaria: RL 3.1.1.7.1) non possono
essere riconosciute in circostanze analoghe a un legale solerte e speditivo. Ne
segue un onorario di fr. 3060.–, cui si aggiungono le spese di fr. 306.– (10%:
art. 6 cpv. 1 del citato regolamento) e l'IVA (8%). L'indennità di patrocinio
va fissata così in fr. 3650.– complessivi.

 

                                10.   La
richiesta di gratuito patrocinio formulata da AO 1 per le osservazioni in cui egli
proponeva di respingere l'appello principale non può essere accolta, giacché l'appello
principale appariva già a prima vista fondato (ciò che ne imponeva la notifica
alla controparte per la risposta). L'analoga richiesta per l'appello incidentale
può invece essere accolta, anche se il ricorso merita solo parziale
accoglimento (art. 117 lett. b CPC). Sulle gravi ristrettezze in cui versa il
richiedente, a carico della pubblica assistenza (doc. 3 di appello), non giova
attardarsi. 

 

                                         Quanto
all'indennità che spetta al patrocinatore d'ufficio, incombeva all'avvocato esibire
una nota professionale. In mancanza di ciò, si procede per apprezzamento (sentenza
del Tribunale federale 2C_421/2011 del 9 gennaio 2012, consid. 9.3). E un avvocato
ragionevolmente sollecito non avrebbe verosimilmente profuso nell'assolvimento
di un simile mandato, risoltosi sostanzialmente nella stesura dell'appello
incidentale di quattro pagine, più di quattro ore di lavoro (retribuite
fr. 180.– l'una: art. 4 cpv. 1 del predetto regolamento), cui si può aggiungere
una mezz'ora per le prestazioni accessorie (telefonate, comunicazioni), le
spese (10%) e l'IVA (8%). In definitiva si giustifica pertanto di fissare l'indennità
di patrocinio, nel caso specifico, in fr. 1000.– complessivi.

 

                                 IV.   Sui
rimedi giuridici a livello federale

 

                                11.   Circa i rimedi esperibili contro la presente sentenza sul piano federale
(art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso dell'appello principale
supera ampiamente la soglia di fr. 30 000.– ai fini dell'art. 74
cpv. 1 lett. b LTF, vista l'entità dei contributi alimentari richiesti, mentre
l'appello incidentale non ha natura patrimoniale e può quindi formare oggetto
di ricorso in materia civile senza riguardo a questioni di valore.

 

Per questi motivi,

 

decide:                    1.   L'appello
principale è accolto, la sentenza impugnata è annullata e gli atti soro rinviati
al Pretore per nuovo giudizio nel senso dei considerandi.

 

                                   2.   Le spese dell'appello
principale, di fr. 1500.–, sono poste a carico di AO 1, che rifonderà alla
controparte fr. 2500.– per ripetibili.

 

                                   3.   L'appello
incidentale è dichiarato senza oggetto e la causa è stralciata dai ruoli.

 

                                   4.   Le spese dell'appello
incidentale, di fr. 700.–, sono poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.

 

                                   5.   AP 1 è
ammessa al beneficio del gratuito patrocinio da parte dell'avv. PA 1. Lo Stato
del Cantone Ticino verserà per lei al patrocinatore d'ufficio un'indennità di
fr. 3650.–.

 

                                   6.   AO 1 è
ammesso al beneficio del gratuito patrocinio, limitatamente alla procedura di
appello incidentale, da parte dell'avv. PA 2. Lo Stato del Cantone Ticino
verserà per l'appellante incidentale al patrocinatore d'ufficio un'indennità di
fr. 1000.–.

 

                                   7.   Notificazione:

	
   

  	
  –;

  –;

  –
  Stato del Cantone Ticino, Ufficio dell'incasso e delle pene alternative,
  Torricella (in estratto, dispositivi n. 5 e 6). 

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Vallemaggia.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le
decisioni finali, parziali, pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in
materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non
raggiunge tale somma, il ricorso in materia civile è ammissibile se la
controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art.
74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro
lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al
Tribunale federale per 

i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il
termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie,
ma non nei procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali
(art. 46 cpv. 2 LTF).