# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5d521e99-ebd2-5d26-9378-04b8a438d6ec
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.07.2010 D-5047/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5047-2010_2010-07-20.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5047/2010/dei
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 0  l u g l i o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del Giudice Pietro Angeli-Busi;
cancelliera Vera Riberti;

A._______, nato l'(...), alias
B._______, nato l'(...), alias
C._______, nato l'(...), alias 
D._______, nato l'(...),
Algeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM dell'8 luglio 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5047/2010

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato l'(...) in Svizzera;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha rimesso 
al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale l'ha reso attento 
circa  la  necessità  di  consegnare,  entro  48  ore  successive  all'inoltro 
della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con la commi-
natoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scu-
sabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 19 maggio 2010 e dell'8 giugno 2010;

la decisione dell'UFM dell'8 luglio 2010, notificata al richiedente il me-
desimo giorno (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso del  12 luglio 2010 (cfr. timbro del  plico raccomandato, data 
d'entrata 13 luglio 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi via fax al Tribunale amministrativo federale 
(TAF) in data 13 luglio 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005  (LTF,  RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che, fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il TAF, in 
virtù  dell'art.  31  LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi 
dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF; 

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

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che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i  requisiti  relativi  ai  termini  di  ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi),  alla  
forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; 

che i ricorsi manifestamente fondati o infondati, ai sensi dei conside-
randi  che  seguono,  sono  decisi  in  procedura  semplificata  (art.  111a 
LAsi)  dal  giudice  unico,  con  l'approvazione  di  un  secondo  giudice 
(art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamen-
te (art. 111a cpv. 2 LAsi);

che, ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scrit -
ti;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato  ha  dichiarato  di  essere  cittadino  algerino,  originario  di 
E._______, F._______, con ultimo domicilio ad G._______ (cfr. verbale 
d'audizione del 19 maggio 2010, pag. 1);

che egli sarebbe espatriato a fine (...) cercando un futuro migliore spe-
rando di ottenere una protesi per il suo piede non potendo più soppor -
tare la lunga procedura giudiziaria iniziata nel (...) a seguito di un inci -
dente di treno di cui egli sarebbe stato vittima (cfr. verbale d'audizione 
del 19 maggio 2010, pagg. 6 e 7); che, infatti, a seguito di detto inci -
dente – avvenuto tra il mese di (...) e il mese di (...) – una parte del 
piede del ricorrente sarebbe stata amputata e il padre avrebbe denun-
ciato la società delle ferrovie ritenuta responsabile dell'accaduto (cfr. 
verbale d'audizione del 19 maggio 2010, pag. 6); che un ricorso sareb-
be  stato  inoltrato  dal  ricorrente,  poiché  l'autorità  di  prima  istanza 
avrebbe  riconosciuto,  nel  (...),  un  risarcimento  allo  stesso  di  soli 
70 milioni  di  centesimi  di  dinaro,  ma che ancor  oggi  la  sentenza su 
ricorso  non  sarebbe  ancora  stata  resa  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
19 maggio 2010, pag. 6);

che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi -
tà; 

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che nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che il  
richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in materia d'a-
silo alcun documento d'identità o di viaggio valevole ai sensi del l'art. 1 
(recte: 1a) lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni pro-
cedurali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore ha 
pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'e-
secuzione dell'allontanamento verso l'Algeria siccome lecita, esigibile 
e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di  documenti  d'identità,  rimandato a quanto già affermato nei 
verbali  di  audizione,  sostenendo  di  aver  fornito  motivi  scusabili  che 
spiegano le ragioni per la mancata consegna dei documenti richiesti; 
che, egli allega altresì la veridicità delle sue dichiarazioni riguardo al -
l'incidente e al suo stato di salute e ritiene pertanto che, mettendole in 
dubbio, l'UFM avrebbe proceduto arbitrariamente e soggettivamente; 

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame ha  chiesto  l'annullamento 
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'auto-
rità  inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda 
d'asilo;  che,  inoltre,  egli  ha  chiesto  di  essere  ammesso  provvisoria-
mente qualora non gli venisse accordato asilo politico; che ha, infine, 
presentato una domanda di dispensa dal versamento dell'anticipo del-
le spese processuali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-

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sari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esisten-
za di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative (DTAF 2007/7, consid. 5); 

che,  per  contro,  non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2 
lett. a LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la 
carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'atte-
stato di fine degli studi (DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di due mesi e mezzo 
dalla presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun docu-
mento che adempia i citati criteri;

che, per di  più, egli  si  è semplicemente limitato a dichiarare di  aver  
posseduto un passaporto ma di averlo consegnato ad un algerino in 
Italia affinché lo riportasse in Algeria, per evitare così di essere rimpa -
triato qualora dovesse venir controllato dalle autorità (cfr. verbale d'au-
dizione del 19 maggio 2010, pag. 4); che, la carta d'identità l'avrebbe 
invece lasciata nel suo Paese, poiché non gli serviva (cfr. verbale d'au -
dizione del 19 maggio 2010, pagg. 4 e 5); che, alla domanda di cosa 
avrebbe fatto per procurarsi  i  documenti  d'identità  o di  viaggio dopo 
essere  venuto  a  conoscenza  dell'incombenza  di  fornirne  uno  nelle 
48 ore  dopo  l'inoltro  della  domanda  d'asilo,  egli  ha  semplicemente 
risposto di non conoscere il numero di fax dove far arrivare i documenti 
e  che  comunque  non  aveva  fatto  nulla  poiché  non  aveva  ritenuto 
importante consegnare tale documento, garantendo infine che avrebbe 
contattato i suo famigliari per farsi mandare l'originale della sua carta  
d'identità (cfr. verbale d'audizione del 19 maggio 2010, pag. 5); 

che, in sede di audizione federale diretta, contrariamente a quanto di-
chiarato in precedenza, l'insorgente avrebbe allegato di aver strappato 
il  suo  passaporto  quando  era  in  Italia  (cfr.  verbale  d'audizione 
dell'8 giugno 2010, pag. 2); che, per di più, sebbene fossero passate 
ben tre settimane dalla prima audizione e che nel frattempo si era fatto  
trasmettere dai suo famigliari dei documenti in relazione all'incidente di  
treno, egli non ha prodotto la carta d'identità; che, oltre a ciò, avendo 
dichiarato di avere in patria entrambi i genitori, due fratelli e cinque so -

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relle (cfr. verbale d'audizione del 19 maggio 2010, pag. 3), egli avrebbe 
contattato  soltanto  un  fratello  a  cinque  riprese  e  avrebbe  semplice-
mente asserito che detto fratello non aveva trovato il documento (cfr. 
verbale d'audizione dell'8 giugno 2010, pag. 2); 

che, nel ricorso, egli ha semplicemente ripetuto che il fratello non è an-
cora riuscito a recuperare il documento d'identità (cfr. ricorso pag. 2);

che,  inoltre,  interrogato sul  suo viaggio, il  ricorrente ha dichiarato di 
essere espatriato a fine (...),  partendo in taxi  da H._______ – luogo 
che aveva raggiunto in bus da G._______– e giungendo in Tunisia, a 
I._______, dove sarebbe rimasto due settimane e da dove poi sarebbe 
ripartito  nascosto  in  un  TIR,  caricato  su  una  nave,  sbarcando  a 
J._______ (cfr. verbale d'audizione del 19 maggio 2010, pag. 7); che, 
da J._______ avrebbe proseguito per K._______ in treno, dove sareb-
be restato fino all'(...), giorno in cui egli sarebbe arrivato in Svizzera,  
transitando in treno fino a L._______ e entrando poi a piedi in territorio 
elvetico (cfr. verbale d'audizione del 19 maggio 2010, pag. 8); che, in 
merito alla data di espatrio, in sede di seconda audizione il ricorrente 
avrebbe dichiarato di non ricordare né il giorno né il mese esatti, quan -
do invece in sede di prima audizione avrebbe asserito che si trattava 
di (...) (cfr. verbale d'audizione del 19 giugno 2010, pag. 1 e verbale 
d'audizione dell'8 giugno 2010, pag. 3);

che egli ha altresì dichiarato di non avere mai subito controlli durante il  
suo  viaggio  d'espatrio  (verbale  d'audizione  del  19  maggio  2010, 
pagg. 7 e 8);

che, il ricorrente non è stato in grado di specificare null'altro o fornire  
dettagli e spiegazioni che possano donare credibilità al proprio raccon-
to, che è quindi vago, impreciso e contraddittorio;

che, in aggiunta, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazio -
ne circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità 
del suo viaggio (cfr. ricorso, pag. 2);

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze e secondo le modalità descritte;

che giova peraltro sottolineare che varcare il confine Schengen senza 
subire alcun controllo, come l'insorgente ha dichiarato di aver fatto, ri -
sulta a tutt'oggi, per lo meno difficoltoso;

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che, vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla-
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 
non adempie manifestamente la qualità di rifugiato; che ciò può risulta-
re sia dalla manifesta inconsistenza sia dalla manifesta irrilevanza dei 
motivi d'asilo addotti (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dall'Algeria a causa dell'ingiustizia patita a seguito dell'incidente di cui 
è stato vittima e per poter avere un futuro migliore, come ad esempio 
poter ottenere in Svizzera la protesi per il suo piede;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che, a mente di questo Tribunale, come rettamente ritenuto dall'autori-
tà inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno della sua 
domanda d'asilo non presenta elementi  di  verosimiglianza o rilevanti 

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nel quadro di eventuali motivi d'asilo relativi alle circostanze di vita del  
ricorrente in Algeria;

che, per quanto egli abbia dovuto subire in passato un'amputazione al 
piede e probabilmente avuto un incidente, le dichiarazioni a riguardo 
delle modalità dello stesso sono state vaghe e contraddittorie;

che, in particolare, l'insorgente ha dichiarato in occasione della prima 
audizione che il giorno dell'incidente di treno avvenuto nel (...) – di cui  
tra l'altro non ricorda la data - egli era in compagnia del padre e che 
durante il cambiamento di coincidenza in una stazione della periferia 
di  G._______,  egli  sarebbe caduto salendo su un treno (cfr. verbale 
d'audizione del 19 maggio 2010, pag. 6); che, per contro, in sede della 
seconda audizione, l'insorgente avrebbe raccontato che il giorno del-
l'incidente, era solo e che, essendosi addormentato si sarebbe accorto 
troppo tardi  di  essere giunto a destinazione,  ragion per cui  sarebbe 
sceso dal treno mentre questo era appena partito e che, così facendo, 
sarebbe caduto, fermo precisando che i treni in Algeria hanno sempre 
le porte aperte (cfr. verbale d'audizione dell'8 giugno 2010, pag. 7); 

che in  merito  alla  procedura giudiziaria  ancora  pendente  in  Algeria, 
egli  non avrebbe fornito  molti  dettagli,  non riuscendo  ad esempio  a 
precisare le date esatte della denuncia sporta o del ricorso interposto  
ed allegando semplicemente che era il padre che si era occupato del 
caso (cfr. verbale d'audizione dell'8 giugno 2010, pagg. 6 segg.); 

che egli ha inoltre sostenuto che comunque aveva ottenuto una protesi 
per il suo piede in Algeria, ma che questa era troppo stretta (cfr. verba -
le d'audizione dell'8 giugno 2010, pag. 10);

che, infine, il  ricorrente ha allegato che le ragioni che lo hanno fatto  
espatriare sarebbero la possibilità di avere un futuro migliore, di otte -
nere una protesi, asserendo poi che l'Algeria è un "posto di ingiustizia" 
(cfr.  verbale  d'audizione  del  19  maggio  2010,  pag.  7  e  verbale 
dell'8 giugno 2010, pag. 9); che esso ha pure dichiarato che in Algeria 
non aveva problemi né con le autorità né con terze persone e che, in  
caso di rientro in patria, non temeva nulla ma che, dato che le persone 
che  governano  il  paese  non  hanno  il  senso  della  giustizia,  egli  era 
poco fiducioso sull'esito del processo in relazione all'incidente di treno 
(cfr. verbale d'audizione dell'8 giugno 2010, pag. 11);

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che tutti questi motivi di espatrio del ricorrente non rientrano nel qua-
dro della definizione del termine di rifugiato ex art. 3 LAsi;

che rettamente quindi, i motivi d'asilo evocati sono stati dall'autorità in-
feriore  ritenuti  come  irrilevanti  ed  inverosimili,  giusta 
l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi;

che,  inoltre,  non risultano elementi  ai  sensi  dell'art. 32 cpv. 3 lett. c 
LAsi da cui dedurre la necessità di ulteriori accertamenti ai fini della 
determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo;

che non si giustificano neppure delle misure di istruzione complemen-
tari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento all'ese-
cuzione dell'allontanamento del  ricorrente dal  punto di  vista dell'am-
missibilità (DTAF 2009/50 consid. 8);

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Algeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en-
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

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che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontana-
mento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);

che,  la  situazione  vigente  in  Algeria  non  appare  caratterizzata  da 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nell'integralità del territorio nazionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane, ed 
ha lavorato in patria come aiuto pasticcere, operaio e facendo altri la-
vori saltuari (verbale d'audizione del 19 maggio 2010, pag. 2 e verbale 
d'audizione dell'8 giugno 2010, pag. 3); che, inoltre, stando a quanto 
riferito, il ricorrente dispone di una fitta rete famigliare nel suo Paese, 
dove  vivono,  entrambi  i  genitori,  due  fratelli  e  cinque  sorelle,  come 
pure diversi zii paterni e materni (cfr. verbale d'audizione del 19 mag-
gio 2010, pag. 3); 

che, quo ai problemi di salute della ricorrente, a mente di questo Tribu-
nale non v'è ragione di  credere che egli  non possa ottenere le cure 
mediche e necessarie in patria; che, infatti, all'epoca egli è stato curato 
in Algeria ed ha potuto ottenere una protesi;

che, per le ragioni sopraindicate, l'autorità inferiore ha rettamente rite-
nuto  siccome  ammissibile  e  ragionevolmente  esigibile  l'esecuzione 
dell'allontanamento;

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi ed art. 83 
cpv. 2 LStr); 

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autori -
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti  

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giuridicamente  rilevanti  ed  inoltre  la  decisione  non  è  inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione  dal  versamento  dell'anticipo  equivalente  alle  presunte  spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale ammini -
strativo federale, entro un termine di 30 giorni  dalla spedizione della 
presente sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
M._______(Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di M._______(via fax, 
per l'incarto N [...] con preghiera di notificare al ricorrente e di ritor-
nare l'avviso di ricevimento al Tribunale amministrativo federale)

- N._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Vera Riberti

Data di spedizione: 

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