# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 385f76b3-fabe-5b46-b9f2-c8ef5ee043a5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-06-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 26.06.1996 11.1996.63
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1996-63_1996-06-26.html

## Full Text

Incarto n.

  11.96.00063

  	
  Lugano

  26 giugno 1996

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. Bernasconi e Giani

   

  

 

	
  segretaria:

  	
  Galfetti,
  vicecancelliera

  

 

sedente
per statuire sull’istanza di ricusazione presentata il 18 aprile 1996 da

 

	
   

  	
  __________
  __________, nata __________, __________ 

  (patrocinata
  dall’avv. __________ __________, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

                                         il Pretore
del Distretto di Riviera

 

nella
causa __________.__________.__________ (misure cautelari in causa di stato) della Pretura del Distretto di Riviera promossa nei
suoi confronti con petizione 3 marzo 1994 da

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________ 

  (patrocinato
  dall’avv. __________ Baggi, __________);

   

  

viste le osservazioni formulate il 23 aprile 1996 dal Pretore e
da __________ __________,

sentite le parti all’udienza del 3 giugno 1996,

esaminati gli atti,

posti i seguenti

punti di questione:

                                   1.   Se deve essere accolta
l’istanza di ricusazione;

                                   2.   Il giudizio sulle spese
e le ripetibili.

Ritenuto

in fatto:

                                  A.   __________
__________ __________1956, e __________ nata __________i, 1959, si sono uniti
in matrimonio a __________ il ____________________ 1980. Il marito è __________
e lavora alle dipendenze della __________ __________ __________ a __________;
la moglie, è __________ e gestisce attualmente un centro di __________ e
__________ __________ a __________. I coniugi hanno adottato quattro figli:
dapprima __________ (nato il __________ 1984 a __________á, __________), giunto
in famiglia quando aveva __________ mesi e adottato il __________ __________
1989, poi __________ (nata il __________ 1987 a __________), entrata in
Svizzera il __________ __________ 1988 all’età di __________ mesi e adottata il
__________ __________ 1990, e infine i fratelli __________ __________ (nato il
__________ __________ 1985) e __________ (nata il __________ __________ 1987),
entrambi arrivati in Svizzera il ____________________ 1990 e adottati il
__________ __________ 1993.

                                         Nell’estate 1993, dopo
aver seguito un corso di formazione in __________ __________ in __________, la
moglie non è rientrata al domicilio familiare e si è stabilita a __________,
portando con sé le figlie __________ e __________. Il marito è rimasto
nell’abitazione familiare con __________ e __________. In data 17 agosto 1993
__________ __________ ha chiesto alla Pretura del Distretto di Riviera di
essere convocata con il marito per il tentativo di conciliazione (inc. n.
__________/__________) e il giorno successivo ha presentato istanza di misure
cautelari, chiedendo, in particolare, l’affidamento dei quattro figli. Il 2 settembre
1993 ha avuto luogo, con esito infruttuoso, il tentativo di conciliazione, cui
ha fatto seguito la discussione in contraddittorio sull’istanza cautelare della
moglie. Entrambi i coniugi hanno offerto numerosi mezzi di prova (audizione di
22 testimoni, richiami di documenti, interrogatori formali delle parti).

                                  B.   Il Pretore, con la
citazione delle parti per l’udienza di audizione dei primi testi, ha statuito
in via supercautelare l’8 settembre 1993. Egli ha affidato i figli al padre, ha
ordinato alla madre di riconsegnare le bambine al marito, ha regolato il
diritto di visita, ha fissato il contributo alimentare a favore della moglie di
fr. 700.-, ha assegnato l’abitazione familiare al marito e infine ha riconosciuto
alla moglie l’uso del veicolo __________ “__________ ”. Tale decreto si è
incrociato con l’istanza cautelare 8 settembre 1993 della moglie, che chiede
l’affidamento dei figli, l’attribuzione dell’abitazione coniugale a moglie e
figli e un contributo alimentare complessivo di fr. 4500.- oltre al pagamento
di tutti gli oneri relativi alla casa. Il Pretore ha considerato tale istanza
alla stregua di una domanda di revoca del decreto supercautelare. Il 27
settembre 1993 si è tenuta un’udienza per l’audizione dei primi 4 testi. Il 29
settembre 1993 ha avuto luogo l’udienza in contraddittorio sull’istanza 8
settembre 1993 della moglie. L’11 novembre 1993 è stato rassegnato il rapporto
peritale psicologico e socio-ambientale relativo ai figli. Il perito dott.
__________, dopo aver osservato che la madre sembrava presentare maggiori
attitudini genitoriali del padre, pure idoneo ma succube di sua madre e della
moglie, ha concluso sostenendo che lo spostamento dei figli da __________ non
era opportuno e in tale ottica consigliava di lasciare i bambini presso il
padre (pag. 38). L’istruttoria cautelare è proseguita il 23 dicembre 1993 con
la delucidazione orale della perizia e il 21 gennaio 1994 per l’audizione di 3
testi. In calce al verbale di quest’ultima udienza i genitori hanno concluso un
accordo sulle modalità del diritto di vista, approvato dal Pretore (pag. 7). Il
21 febbraio 1994 ha avuto luogo un’udienza di discussione e i genitori hanno
concordato, in deroga al decreto supercautelare dell’8 settembre 1993, che
__________ e __________ erano affidati al padre e __________ e __________ alla
madre; i coniugi hanno regolato le modalità del diritto di visita e la madre ha
rinunciato a contributi alimentari in suo favore, mentre il padre si è
impegnato a versare per __________ e __________ un contributo alimentare di fr.
850.– mensili ciascuna. Tale accordo è stato omologato dal Pretore. 

                                  C.   La causa di merito
(inc. n. __________.__________.____________________già n. __________) è stata
avviata dal marito con petizione 2 marzo 1994. Egli ha chiesto lo scioglimento
del matrimonio per divorzio e instato per l’affidamento dei figli ( riservato
il diritto di visita della madre) per il versamento da parte della madre di un
contributo alimentare in favore dei figli di fr. 500.– ciascuno oltre assegni
familiari e infine per la liquidazione del regime matrimoniale. L’istruttoria
cautelare è proseguita parallelamente e all’udienza del 24 marzo 1994 sono
stati sentiti ancora 3 testi. Su istanza della moglie il Pretore ha emanato il
29 aprile 1994 un’ordinanza sulle prove, decidendo di ammettere
l’interrogatorio formale del marito. Il 2 maggio 1994 sono stati sentiti 2
testi e si è proceduto all’interrogatorio formale delle parti. Il 20 maggio
1994, dopo aver cambiato patrocinatore, la moglie ha presentato un’istanza di
misure supercautelari per chiedere la consegna di __________ e __________ in
esecuzione del diritto di visita. Il Pretore ha accolto la domanda con decreto
supercautelare di stessa data, richiamando il tenore dell’accordo concluso il
21 febbraio 1994.

                                         L’avv. __________
__________, allora patrocinatore della moglie, ha chiesto il 27 maggio 1994 la
sospensione della causa in vista di trattative per un componimento amichevole
della vertenza. La relativa ordinanza di sospensione della causa ai sensi
dell’art. 107 CPC è stata emanata il 30 maggio 1994 ed è stata annullata l’udienza
prevista il 22 giugno 1994 per la discussione finale sulla cautelare. In data 4
ottobre 1994 la moglie ha presentato la risposta di causa, con cui ha aderito
alla petizione di divorzio e ha chiesto l’omologazione della convenzione sottoscritta
dai coniugi il 30 settembre 1994. In tale documento i coniugi regolavano tutte
le conseguenze accessorie del divorzio e, in particolare, ripartivano
l’affidamento dei figli. __________ e __________ rimanevano con la madre, e
__________ e __________ con il padre. L’udienza preliminare ha avuto luogo l’11
ottobre 1994, seguita dal dibattimento finale: i coniugi hanno confermato le
rispettive domande di giudizio, chiedendo la pronuncia del divorzio e
l’omologazione della convenzione sulle conseguenze accessorie. 

                                  D.   __________
__________ ha comunicato al Pretore, in data 1° novembre 1994, che non si
riteneva vincolata dalla convenzione, facendo valere di averla sottoscritta perché
minacciata dal marito. Le parti sono così state convocate per discutere la situazione
il 16 dicembre 1994 e in tale occasione la moglie, patrocinata dall’avv.
__________ __________, ha chiesto ulteriori indagini sulla situazione dei
figli, che non hanno più contatto fra di loro a causa delle tensioni insorte
tra i genitori. Dopo le vacanze natalizie 1994/1995 la madre ha segnalato il
sospetto di abusi sessuali del padre nei confronti di __________ e al termine
del diritto di visita della bambina presso di lei non l’ha riconsegnata al
marito, cui era stata affidata con la nota convenzione. Con ordinanza 23
gennaio 1995 il Pretore ha sospeso la causa in attesa dei risultati delle
indagini sulla situazione dei figli. __________ è pertanto rimasta di fatto a
__________ presso la madre con __________ e __________. 

                                         Il 22 febbraio 1995 la
madre ha presentato un’istanza cautelare per ottenere l’affidamento anche di
Jordano e la modifica dei contributi alimentari, da stabilire in fr. 850.– per
ognuno dei figli. L’udienza di discussione prevista originariamente il 23
febbraio 1995 è stata annullata per imprevisti del Pretore, la cui moglie era
stata ricoverata d’urgenza in ospedale (lettera 27 febbraio 1995 alle parti).
La discussione in contraddittorio ha poi avuto luogo il 13 marzo 1995: la madre
ha confermato la propria domanda, adducendo che gli eventi accaduti in
occasione delle vacanze natalizie (ossia i sospetti abusi su __________) hanno
reso caduchi gli accordi precedenti fra i coniugi. Il Pretore ha assegnato alle
parti un termine di cinque giorni per pronunciarsi su una proposta di assetto supercautelare
secondo il quale __________, __________ e __________ erano affidati alla madre,
il padre versava un contributo alimentare complessivo di fr. 1500.– per i tre
figli affidati alla madre e provvedeva al premio della cassa-malati. La moglie
ha comunicato il 17 marzo 1995 di non accettare il contributo proposto dal
Pretore. Con decreto supercautelare emanato il 31 marzo 1995 quest’ultimo ha
affidato __________, __________ e __________ alla madre e __________ al padre,
ha delegato il diritto di visita agli accordi dei genitori in collaborazione
con il dott. __________, incaricato di allestire la perizia, ha fissato il
contributo dovuto dal padre in fr. 500.– per ogni figlio più il premio di
cassa-malati a partire dal 1° marzo 1995. 

                                         La moglie ha introdotto
il 12 maggio 1995 un’istanza cautelare  tendente alla concessione di una
provvigione ad litem di fr. 3500.–. All’udienza del 15 maggio 1995,
indetta per il contraddittorio sull’istanza cautelare 22 febbraio 1995, le
parti hanno offerto numerose prove (audizione di 8 testi, interrogatorio formale
dei coniugi, richiami di documenti). 

                                  E.   Dopo un diritto di
visita presso la madre, organizzato in collaborazione con il perito, la cui
durata era prevista dal 4 al 15 luglio 1995, __________ non è tornato dal padre
ed è rimasto a __________ con in fratelli. __________ __________ ha scritto al
perito il 17 luglio 1995 per ribadire che __________ voleva rimanere con lei e
che i fratelli volevano stare insieme. Su istanza del padre, il segretario
assessore, assente il Pretore, ha fatto ordine alla madre, con decreto
supercautelare del 17 luglio 1995, di riconsegnare __________ al padre, con la
comminatoria dell’art. 292 CP. Sempre su istanza cautelare del padre, il Pretore
ha disposto il 3 agosto 1995, in via supercautelare, la consegna di __________
dal 6 al 13 agosto 1995 al padre per il diritto di visita.

                                         L’8 agosto 1995 ha
avuto luogo la discussione in contraddittorio sull’istanza di revoca delle
supercautelari dianzi evocate, con la partecipazione del perito dott.
__________. Le parti si sono accordate sul diritto di visita relativo a
__________ presso il padre, previsto dal 20 al 27 agosto 1995; l’accordo è
stato omologato dal Pretore. Il 5 settembre 1995 il padre ha chiesto, in via cautelare,
la consegna di __________o. Lo stesso giorno il Pretore ha accolto con decreto
supercautelare l’istanza e ha affidato __________ al padre, motivando la
decisione con le anticipazioni avute a voce dal perito all’udienza dell’8
agosto. Egli ha così affidato __________ e __________ alla __________ e
__________ e __________ al padre, con un reciproco diritto di visita dal
venerdì sera alle 18.00 alla domenica sera alle 18.00, nel senso che ogni
genitore avrà presso di sé quattro figli una volta ogni quindici giorni, ha fissato
in fr. 500.– mensili per figlia il contributo alimentare dovuto dal padre per
__________ e __________, ritenuto che il padre provvede anche al pagamento
della loro cassa-malati. Non avvenendo la consegna del bambino al padre, il
Pretore ha emanato l’11 settembre 1995 un decreto supercautelare esecutivo. Nel
frattempo la madre ha presentato il 15 settembre 1995 un’istanza cautelare con
cui postula anche l’affidamento di __________.

                                         La discussione in
contraddittorio delle istanze cautelari pendenti (istanza supercautelare del 5
settembre 1995, domande cautelari del 15 settembre 1995 della moglie) ha avuto
luogo il 22 settembre 1995. Nel frattempo il dott. __________ ha rassegnato il
18 settembre 1995 il rapporto peritale. Egli ha in sostanza constatato che nessuno
dei genitori è in grado di occuparsi da solo di tutti i quattro figli e ha
quindi bisogno di importante appoggio, che trova però in persone (nonna
paterna, ragazza alla pari, convivente della madre __________ __________) con
problemi personali che interferiscono sull’affidamento dei figli. A detta del
perito i figli si trovano in una situazione di grande instabilità dovuta al
fatto che la madre non ha potuto conformarsi a quanto auspicato a suo tempo dal
perito __________, e rileva che il sistema educativo della madre e del
convivente desta serie preoccupazioni, motivo per cui egli conclude che i
bambini debbano essere collocati in un ambiente istituzionale per convivere fra
di loro e accedere indisturbati ai genitori.__________            F.                                         A
seguito delle istanze presentate il 26 settembre 1995 dall’avv. __________ e il
29 settembre 1995 dall’avv. __________, il Pretore ha confermato con decreto
supercautelare del 5 ottobre 1995 i precedenti decreti del 5 e 11 settembre
1995. L’8 ottobre 1995 la moglie ha riconsegnato al padre __________.
All’udienza del 12 dicembre 1995 è stato sentito il dott. __________ per
delucidare la sua perizia. In calce al verbale, su un foglio separato, i
genitori hanno sottoscritto un accordo relativo alle vacanze natalizie. 

                                         __________ __________
ha scritto il 7 febbraio 1996 al Pretore per lagnarsi di non aver potuto
ottenere un appuntamento. Con decreto 6 marzo 1996 il Pretore ha respinto la
domanda di provvigione ad litem presentata il 12 maggio e il 15
settembre 1995 dalla convenuta. A un’udienza tenutasi il 28 marzo 1996 sono
stati sentiti il perito dott. __________ e il convivente di __________
__________, __________ __________; in calce al verbale di audizione
testimoniale è stato redatto un accordo dei genitori sulle modalità del diritto
di visita durante le vacanze pasquali, approvato dal Pretore, e secondo il
quale i bambini sarebbero rimasti tutti insieme dalla madre nel fine settimana
dal 29 al 31 marzo e nel periodo dal 4 al 9 aprile, tutti insieme presso il padre
dal 9 al 14 aprile, e in seguito nel fine settimana dal 20 al 21 aprile -
cosiddetto periodo “neutro” - dai rispettivi genitori affidatari, il diritto di
visita ripetendosi in seguito nei fine settimana secondo il ciclo __________
/__________ /__________.

                                         Il patrocinatore della
moglie ha scritto il 5 aprile 1996 al Pretore manifestando stupore per il fatto
che il magistrato aveva preannunciato all’udienza la sua decisione cautelare.
Con istanza 9 aprile 1996 l’attore ha chiesto il rispetto dell’accordo concluso
sul diritto di visita e la conseguente riconsegna di __________ e __________ e
l’invio in visita di __________ e __________a. Il 9 aprile 1996 __________
__________ ha inviato al Pretore le lettere scritte dai bambini, che chiedono
una sollecita decisione sul loro affidamento. L’avv. __________, dal canto suo,
ha chiesto il 10 aprile 1996 che il Pretore incontrasse i quattro figli.

                                         La convenuta ha
presentato il 9 aprile 1996 istanza di misure supercautelari per ottenere
l’affidamento di tutti i quattro figli e un contributo alimentare a carico del
padre di fr. 3700.- mensili complessivi in favore di moglie e figli. Il Pretore
ha emanato il 10 aprile 1996 un decreto supercautelare con cui, dopo aver constatato
il mancato rispetto degli accordi sul diritto di visita, ordina alla madre la
consegna dei figli al padre per l’esercizio del diritto di vista, e cita le
parti all’udienza del 19 aprile 1996 per l’audizione dei quattro figli (senza
genitori) e la discussione provvisionale. Il 15 aprile successivo il Pretore,
accertato che la madre non aveva ottemperato all’ordine e non aveva riconsegnato
i figli al padre, ha annullato l’audizione dei bambini, in attesa del
ristabilimento dell’assetto cautelare, ha ordinato alla madre di consegnare
__________ e __________ al padre, con la comminatoria dell’art. 292 CP, l’ha deferita
al foro penale per disobbedienza agli ordini dell’autorità, e infine ha confermato
il dispositivo n. 1.5 del decreto 5 settembre 1995 per quel che concerne il
diritto di visita dal 19 al 21 aprile 1996.

                                  G.   __________
__________ ha postulato, con telefax del 16 aprile 1996 la sospensione dei
decreti supercautelari nell’interesse dei figli. Nel decreto supercautelare di
stessa data, il Pretore ha confermato i suoi precedenti decreti e ha mantenuto
l’udienza per la discussione in contraddittorio. Il 15 e il 16 aprile
__________ __________ ha ancora scritto al Pretore.

                                  H.   __________
__________ ha presentato il 18 aprile 1996 istanza di ricusazione del Pretore,
adducendo che il magistrato era da considerare parziale. Essa sostiene che il
Pretore ha anticipato l’esito del giudizio cautelare, ha dimostrato
un’inattività inaccettabile, tanto che a distanza di quasi tre anni non aveva
ancora emanato un decreto cautelare suscettibile di impugnazione, e procrastina
senza motivo la procedura, adottando provvedimenti supercautelari contrari
all’interesse dei figli e alla loro manifesta volontà, oltre che arbitrari e
lesivi della legge poiché di fatto mantengono una separazione dei fratelli fra
i genitori. 

                                         Il Pretore ha trasmesso
gli atti alla Camera civile di appello con le proprie osservazioni del 23
aprile 1996, in cui dichiara di non ravvisare gli estremi di una ricusazione.
Nelle osservazioni 23 aprile 1996 l’attore ha proposto la reiezione dell’istanza.

                                    I.   All’udienza del
3 giugno 1996, indetta dalla Camera civile di appello, la convenuta ha ribadito
l’istanza di ricusazione e ha offerto l’audizione di due testimoni. L’attore si
è opposto all’istanza e all’assunzione dei mezzi di prova. Le prove offerte
sono state respinte con ordinanza separata e la discussione 3 giugno 1996 vale
pertanto come dibattimento finale.

Considerato 

in diritto:

                                   1.   L’art. 27 CPC
dispone che le parti possono ricusare il giudice o il segretario ove questi
siano esclusi (nel senso dell’art. 26 CPC) come pure se vi è grave inimicizia
tra il giudice o il segretario e alcuna delle parti (lett. a), rispettivamente
“in ogni altro caso in cui esistono gravi ragioni (lett. b). Il giudizio sulla
ricusazione del Pretore incombe alla Camera civile di appello; quella del segretario
“al giudice da cui dipende” (art. 30 cpv. 1 CPC). La decisione è pronunciata
con decreto in camera di consiglio e non può essere impugnata (art. 30 cpv. 3
CPC).

                                         In concreto l’istante
non pretende che il giudice si trovi in stato di esclusione o nutra grave
inimicizia nei suoi confronti, ma sostiene che il Pretore avrebbe dimostrato
nel corso della procedura di essere parziale. La ricusazione deve quindi
reputarsi ancorata all’art. 27 lett. b CPC. Tale norma di legge abilita le
parti a ricusare il giudice nel caso in cui esistano “gravi ragioni”, ossia
fattori oggettivi che mettano in dubbio l’imparzialità del magistrato agli
occhi di qualsiasi persona ragionevole posta nelle medesime condizioni (Cocchi/Trezzini, Codice di procedura
civile ticinese annotato, Lugano 1993, nota 2 ad art. 27 CPC; Rep. 1988 pag.
369). Senza riguardo all’ordinamento cantonale, gli art. 58 cpv. 1 Cost. e 6 §
1 CEDU garantiscono inoltre il diritto a un giudice non prevenuto, il cui
comportamento non desti apparenza di parzialità (DTF 120 Ia 285 consid. 3d, 119
Ia 226 consid. 3 e 5 con richiami). Nel valutare la prova della prevenzione non
bisogna essere troppo esigenti; d’altro lato la parzialità non può essere
ravvisata in casi semplicemente dubbi (Kölz
in: Kommentar BV, nota 57 ad art. 58 con riferimenti) poiché l’istituto della
ricusazione ha carattere eccezionale (DTF 116 Ia 40 consid. bb, 19 consid. 4).

                                   2.   Nell’istanza 18
aprile 1996 la convenuta rimprovera al Pretore di non essere imparziale e
ravvisa gli estremi della parzialità in primo luogo nell’inattività del
magistrato, che a distanza di due anni e mezzo non ha ancora emanato un decreto
cautelare impugnabile sull’affidamento dei figli, e che sembra intenzionato a
procrastinare la procedura facendo allestire una nuova perizia oltre alle due
già eseguite; scorge elementi di parzialità, inoltre, nell’adozione di
provvedimenti ingiustificati, contrari agli interessi e alla volontà dei figli
e della madre. Nella lunga e dettagliata istanza essa rievoca gli episodi che a
suo giudizio documenterebbero la parzialità del Pretore, offrendo quali mezzi
di prova gli atti della causa di divorzio (pag. 2). In occasione dell’udienza 3
giugno 1996, indetta da questa Camera per la discussione dell’istanza di
ricusazione ai sensi dei combinati articoli 30 cpv. 3 e 363 cpv. 1 CPC,
l’istante ha offerto di sentire come testimoni la sua precedente
patrocinatrice, avv. __________ __________ -__________, e l’attuale
patrocinatore, avv. __________ __________: l’una per riferire su dichiarazioni
del Pretore in margine all’udienza 21 febbraio 1994 e l’altro per illustrare
quanto il magistrato avrebbe comunicato all’udienza del 28 marzo 1996 in merito
all’audizione dei figli. A prescindere dalla proponibilità dei mezzi di prova,
nemmeno menzionati nell’istanza, si deve rilevare che gli stessi sono a ogni
modo irrilevanti per la decisione sull’istanza di ricusazione.

                                  a)   L’istante sostiene
che all’udienza del 21 febbraio 1994, indetta nell’ambito delle misure
cautelari precedenti l’introduzione della causa di merito, essa sarebbe stata indotta
dal Pretore a rinunciare agli alimenti per sé in cambio dell’affidamento delle
due bambine, in precedenza attribuite al padre. Chiede pertanto l’audizione
della sua precedente patrocinatrice, che potrebbe riferire su tale circostanza.
L’audizione si rivela inutile per il giudizio odierno. Anche se quanto esposto
dalla convenuta corrispondesse alla realtà, ciò non le permetterebbe di
avvalersene per ricusare il magistrato, dal momento che essa ha compiuto
numerosi altri atti di procedura (cfr. consid. C a F) e ha atteso ben due anni
prima di avviare la procedura di ricusazione (Cocchi/Trezzini,
op.cit., Lugano 1993, nota 3 ad art. 27 CPC). 

 

                                  b)   L’audizione
dell’attuale patrocinatore dovrebbe invece provare, a detta dell’istante, che
il Pretore ha anticipato il giudizio cautelare sull’affidamento dei figli, in
occasione dell’udienza 28 marzo 1996, e ha rifiutato di sentire i figli stessi,
come richiesto con insistenza dalla madre e dai bambini stessi. A prescindere
dal fatto che agli atti della causa figura la lettera 5 aprile 1996 del
patrocinatore dell’istante, il magistrato non nega di aver comunicato alle
parti la sua intenzione di scostarsi dal rapporto peritale e di mantenere la
situazione di fatto allora esistente (osservazioni 23 aprile 1996 pag. 3).
Anche la circostanza del rifiuto di sentire i figli risulta dagli atti di causa
(ordinanza contenuta nel decreto 15 aprile 1996) e l’audizione del
patrocinatore è pertanto superflua. 

                                   3.   L’istante
rimprovera dapprima al Pretore un’inaccettabile inattività, dimostrata dal
fatto che egli non ha ancora emanato un decreto cautelare impugnabile,
nonostante la procedura sia iniziata nell’agosto 1993 (cfr. inc. n. __________/__________).
La censura è a dir poco temeraria, se solo si esamina oggettivamente e in modo
scevro da emotività il voluminoso incarto relativo alla procedura di divorzio:
il Pretore ha indetto sull’arco di tre anni ben 16 udienze, si è occupato di
almeno 13 istanze cautelari e supercautelari presentate dalle parti e ha
condotto - a ritmo anche ravvicinato agli esordi della procedura cautelare -
l’imponente istruttoria cautelare chiesta dalle parti stesse all’udienza 5
settembre 1993 e che comportava l’audizione di 22 testimoni, i richiami di
documenti, gli interrogatori formali dei genitori, oltre alla perizia
sull’affidamento. Vi è del resto da osservare che l’istruttoria cautelare era
praticamente conclusa agli inizi del 1994, in termini ragionevoli per una
procedura così complessa e combattuta, tanto che il giudice aveva indetto per
il 22 giugno 1994 la discussione finale sulla provvisionale. Il 27 maggio 1994
il patrocinatore della convenuta ha chiesto una sospensione della procedura in
vista di una soluzione amichevole e ha prodotto poi con la risposta 4 ottobre
1994 la convenzione sottoscritta il 30 settembre 1994 dai coniugi. Tale accordo
prevedeva che __________ e __________ erano affidati al padre e __________ e
__________ alla madre (separando così i fratelli biologici __________ e
__________). L’udienza preliminare, seguita dal dibattimento finale, ha avuto
luogo l’11 ottobre 1994 e a quel momento si poteva presumere che la procedura
era ormai giunta al termine. Sennonché l’istante ha revocato la convenzione
all’inizio di novembre e il Pretore ha dovuto riprendere la procedura
provvisionale. Poco dopo, nel corso delle vacanze natalizie 1994, la madre ha
segnalato l’esistenza di fatti nuovi relativi ai figli (sospetti abusi sessuali
del padre su Aline), la cui gravità ha indotto il magistrato, in attesa
dell’evolversi della procedura penale, a emanare provvedimenti d’urgenza a
tutela dei bambini e a disporre l’allestimento di una nuova perizia, esplicitamente
richiesta dalla madre all’udienza del 16 dicembre 1994 per aggiornare i dati
sui rapporti fra i genitori e i figli alla luce dei nuovi avvenimenti.
L’accavallarsi dei decreti supercautelari è del resto dovuto anche alle
inosservanze dei patti sull’affidamento provvisorio e sulle modalità del diritto
di visita: nonostante i genitori abbiano firmato diversi accordi (21 gennaio
1994, 21 febbraio 1994, 8 agosto 1995), tutti omologati dal Pretore e aventi
quindi valore di sentenza, il diritto di visita e l’affidamento hanno dato
adito a numerose tensioni e più volte la madre non ha rispettato le modalità
pattuite. Da qui le reazioni del padre e le sue richieste di intervento presso
il Pretore, con emanazione di decreti supercautelari.

                                         In conclusione, quindi,
l’accurato esame dell’incarto dimostra che il Pretore ha dimostrato semmai
grande impegno - e una notevole dose di pazienza - nella conduzione della
procedura. Egli è anzi stato fin troppo disponibile verso le parti e i loro patrocinatori,
accettando il continuo flusso di corrispondenza varia e di telefax in provenienza
dei legali e delle parti stesse, al di fuori di ogni norma procedurale. Simile
accondiscendenza, seppur comprensibile visto il coinvolgimento di 4 bambini, ha
avuto l’effetto di indurre le parti, e segnatamente l’istante, a credere di
potere influire sul corso della procedura utilizzando canali informali quali le
lettere personali dei bambini al magistrato (di tono sgarbato e irrispettoso) e
le domande di appuntamento privato (cfr. lettere 7 febbraio, 9, 15 e 16 aprile
1996). La censura di inattività mossa al Pretore si rivela pertanto ai limiti
della temerarietà.

                                   4.   Altrettanto
inconsistente e finanche pretestuoso è il rimprovero di procrastinare il corso
della lite. Lo svolgimento della procedura dianzi descritto (consid. B-E, 3) dimostra
che il Pretore aveva portato a termine la complessa istruttoria cautelare già
nella primavera del 1994 e aveva indetto il dibattimento finale provvisionale
per il 22 giugno 1994. Sono stati i coniugi stessi, entrati in trattative per
sottoscrivere una convenzione sulle conseguenze accessorie del divorzio, che
hanno chiesto il rinvio di tale udienza. Il fallimento dell’accordo, denunciato
dall’istante il 1° novembre 1994, ha forzatamente rimesso tutto in discussione,
anche perché nel frattempo si era modificata la situazione di fatto dei bambini
e nel dicembre 1994 le dichiarazioni di __________ avevano gettato lunghe ombre
sulla figura del padre. La necessità di aggiornare l’istruttoria è del resto
stata sottolineata proprio dall’istante, che all’udienza del 16 dicembre 1994
ha chiesto una nuova perizia per valutare le mutate condizioni dei figli.
All’udienza del 15 maggio 1995, indetta per la discussione in contraddittorio
dell’istanza cautelare presentata il 22 maggio 1995 dalla moglie, i coniugi hanno
nuovamente offerto numerosi mezzi di prova, in particolare l’audizione di 8
testi, gli interrogatori formali delle parti e vari richiami di documenti. La
nuova istruttoria cautelare è stata anche rallentata dalle numerose udienze
resesi necessarie per i problemi sorti sul diritto di visita estivo nonostante
la collaborazione del perito dott. __________. 

                                         Quest’ultimo ha
anticipato al Pretore, in occasione dell’udienza 8 agosto 1995, i risultati del
proprio rapporto, rassegnato poi in forma scritta l’8 settembre 1995. Nel
dettagliato referto, egli ha concluso, in sostanza, che nessuno dei genitori
era in grado di occuparsi da solo di tutti e quattro figli e necessitava
pertanto di sostegno, che aveva però trovato in persone (la nonna paterna, la
ragazza alla pari, il convivente della madre) confrontate con propri problemi
personali che interferivano negativamente sull’educazione dei figli. Inoltre il
perito ha rilevato che i bambini si trovavano in una situazione di grande
instabilità, provocata dalla decisione della madre di non conformarsi a quanto
a suo tempo auspicato dal dott. __________, e ha espresso serie preoccupazioni
sul sistema educativo adottato dalla madre e dal suo convivente nei confronti
dei bambini (pag. 25-26). Il dott. __________ concludeva auspicando il
collocamento dei quattro bambini in un ambiente istituzionale dove potessero
restare insieme e accedere ai genitori senza essere disturbati dalle lotte fra
i coniugi.

                                         Come ripetutamente
ricordato dall’istante nella domanda di ricusazione, il Pretore non ha seguito
l’opinione del perito e ha tentato di mantenere l’assetto di fatto esistente,
che comporta la ripartizione dei bambini fra i genitori, contrariamente alla loro
volontà. Il magistrato ha ribadito ancora nelle sue osservazioni 23 aprile 1996
di ritenere tale soluzione “il minore dei mali” rispetto al collocamento in
istituto di tutti i quattro bambini. Coerentemente con tale suo convincimento,
il Pretore ha tentato di regolare l’assetto cautelare dei figli in modo
amichevole, inducendo i genitori ad accordarsi, senza tuttavia ottenere
risultati durevoli. Nell’ottica delle difficoltà di comunicazione fra i
genitori e delle perplessità sollevate sia dal dott. __________ che dal dott.
__________ sull’idoneità educativa di entrambi i genitori, corroborate anche
dalla deposizione __________ del 24 marzo 1994, l’intenzione espressa dal Pretore
di allestire una nuova perizia non appare un’inutile procrastinazione della
procedura cautelare, ma semmai un mezzo per raggiungere l’intimo convincimento
del giudice. Ci si potrebbe invero interrogare sull’ammissibilità e
sulll’utilità di tale mezzo di prova, visto che la situazione è evoluta -
negativamente - proprio nella direzione indicata dal dott. __________, il cui
referto appare quindi ancora attuale. Si possono però comprendere,
nell’interesse dei figli se non in quello dei genitori, le remore del Pretore a
decretare il collocamento in un istituto, come consigliato dal perito. D’altra
parte nell’ambito dell’affidamento dei figli il giudice dispone di un ampio potere
di apprezzamento anche per quello che concerne l’assunzione delle prove e non
si può rimproverare al Pretore di volere indagare a fondo prima di emanare una
decisione cautelare con tali risvolti sulla vita di quattro bambini già
ampiamente provati dai contrasti fra i genitori. 

                                   5.   L’istante imputa
poi al Pretore di aver adottato provvedimenti supercautelari ingiustificati in
manifesto contrasto con gli interessi e il bene della prole, con la volontà dei
bambini e con gli interessi materni, elencando tutti i decreti che a suo modo
di vedere sorreggono la sua tesi. Come giustamente rilevato nell’istanza di
ricusazione, il magistrato sa perfettamente, per avere seguito fin dall’agosto
1993 tutta la vicenda, quale è la situazione di entrambi i coniugi e di coloro
che li sostengono (nonna paterna, ragazza alla pari, convivente della madre).
Le perizie del dott. __________ e del dott. __________ si diffondono in
dettaglio su tutti i componenti della famiglia, illustrando minutamente pregi e
difetti dei genitori e dei relativi conviventi. Anche l’audizione testimoniale
dell’assistente sociale __________ è illuminante sui metodi educativi della
madre, tacitamente condivisi dal padre (cfr. verbale 24 marzo 1994), evocati
nella loro crudezza anche dalla maestra d’asilo di __________ e dalla domestica
di casa (cfr. audizioni del 27 settembre 1993). Il primo provvedimento supercautelare
del Pretore, emanato l’8 settembre 1993 e che affidava tutti i figli al padre,
era giustificato dalla necessità di salvaguardare la stabilità dei bambini e un
corretto inizio dell’anno scolastico, ritenuto che a quel momento la situazione
della madre era ancora instabile. La successiva perizia del dott. __________,
rassegnata l’11 novembre 1993, confortava tale decisione, poiché suggeriva di
lasciare i quattro figli a __________, affidati al padre che sembrava garantire
maggiore stabilità della madre (pag. 38 perizia). Il consiglio non è stato seguito
a causa dell’accordo intervenuto fra i genitori, che hanno deciso la
ripartizione dei bambini all’udienza del 21 febbraio 1994. La censura
dell’istante, secondo cui il Pretore favorirebbe in ogni modo il marito, si
rivela pertanto inconsistente. Se il magistrato avesse davvero voluto favorire
l’attore, gli sarebbe bastato seguire l’opinione del perito, che prospettava
appunto l’affidamento dei quattro figli al padre. Il Pretore ha invece tentato
di favorire una soluzione concordata fra i genitori, verosimilmente per tenere
conto degli interessi di tutti i membri della famiglia. Ciò ha purtroppo
condotto, come visto in precedenza, a una preoccupante instabilità della
situazione di fatto dei figli, denunciata dal dott. __________ nella sua
perizia. Il Pretore ha sempre cercato di assecondare una soluzione concordata,
scontrandosi con l’accertata incapacità dei coniugi a comunicare serenamente
fra di loro, che ha portato al naufragio tutti gli accordi sottoscritti. La
maggior parte dei decreti supercautelari del Pretore, del resto, riguarda il
mancato rispetto delle modalità di affidamento e/o del diritto di visita concordato
dalle parti in occasione delle varie udienze. Per contro il decreto 5 settembre
1995, con il quale __________ e __________ sono stati affidati - nuovamente -
al padre, trova fondamento nell’anticipazione della perizia del dott.
__________, secondo il quale entrambi i genitori sono incapaci di occuparsi da
soli dei quattro figli. Tutto il successivo comportamento del Pretore, tendente
a mantenere a colpi di decreti supercautelari l’assetto esistente (le bambine
alla madre, i bambini al padre) e nel contempo a far rispettare le convenzioni
sul reciproco diritto di visita, è per stessa ammissione del magistrato inteso
a evitare il collocamento in istituto, che egli considera negativo per i figli.
Alla luce delle peculiari circostanze della famiglia, tale modo di agire,
fors’anche opinabile, non può però essere considerato costitutivo di parzialità
verso l’una o l’altra parte.

                               6 a)   L’istante
rimprovera al Pretore di non aver dato ascolto alle richieste dei bambini e di
aver rinunciato alle loro audizioni. Tenuto conto del tono a dir poco
irrispettoso delle imperiose lettere inviate dai bambini al Pretore, e
dell’opinione espressa dal perito dott. __________r, secondo cui la madre
influenzava i bambini in modo pesante (perizia pag. 9, 12), la decisione del
magistrato di rinunciare a sentire i figli se non in un momento in cui erano
lontani dalla madre risponde al semplice buon senso e non è censurabile. Il
fatto che i bambini abbiano dichiarato concordemente al patrocinatore della
madre di voler restare con lei non è rilevante, visto quanto spiegato dal
perito, tanto più che l’avvocato, contrariamente al perito, non dispone di una
formazione specialistica nell’audizione dei bambini. La sua opinione è quindi
quella di un profano e comprensibilmente il Pretore ha seguito su questo punto
l’opinione dello specialista. 

                                  b)   La convenuta
sostiene ancora che il Pretore avrebbe dimostrato di essere parziale poiché
avrebbe anticipato la decisione cautelare sull’affidamento nel corso
dell’udienza 28 marzo 1996 (cfr. lettera 5 aprile 1996 dell’avv. __________). A
verbale non vi è traccia di tale comunicazione, che comunque il magistrato ammette
nelle osservazioni 23 aprile 1996, precisando di aver segnalato che non
intendeva seguire le conclusioni peritali (ossia disporre il collocamento in
istituto dei quattro figli). Per costante giurisprudenza, l’opinione espressa
dal giudice nel corso della procedura giudiziaria sulla posizione processuale
dell’una o dell’altra parte, sulla base di una sommaria valutazione possibile
prima della conclusione della causa, non costituisce sufficiente indizio di
parzialità (RDAT 1992 II pag. 41; Egli/Kurz,
La garantie du juge indépendant et impartial dans la jurisprudence récente, in:
RJN 1990 p. 11 segg. , giurisprudenza citata alla nota 72 pag. 22). Ora, in
concreto, il magistrato ha espresso alle parti, in modo informale, la sua
reticenza a seguire il suggerimento del perito, dopo un approfondito studio
dell’incarto e delle risultanze istruttorie. L’istante ravvisa a torto in tale
orientamento del Pretore elementi di parzialità a favore del marito. In realtà
il magistrato si preoccupa dell’interesse dei figli e privilegia il loro
mantenimento in famiglia, seppure ripartiti fra i genitori, al loro collocamento
in un istituto, come consigliato dal dott. __________. A proposito
dell’interesse dei figli l’istante ha citato della perizia solo i passi che
confortano la sua tesi, perdendo completamente di vista il fatto che la lettura
del referto la smentisce in pieno

                                  c)   L’istante cita
ancora, quale dimostrazione della parzialità del magistrato, la deposizione
testimoniale del proprio convivente __________ __________, al quale il marito
avrebbe detto “io faccio quello che voglio tanto il Pretore ce l’ho dalla mia
parte”. A prescindere dal fatto che __________ __________ è molto coinvolto
nella vicenda dei coniugi e non può essere considerato un testimone oggettivo
(cfr. perizia pag. 16-19), l’episodio riferito risale alle vacanze estive del
1995. La citata affermazione del padre è stata proferita dopo che __________,
affidato al marito, gli disse che desiderava rimanere con la madre a
__________. Tenuto conto delle circostanze, la frase dell’attore può anche
essere interpretata nel senso che egli si prevaleva del decreto pretorile
(quello emanato il 31 marzo 1995). Del resto, come che sia, l’opinione che
l’una o l’altra parte si è fatta del comportamento del magistrato è forzatamente
soggettiva e come tale non costituisce indizio di parzialità.

                                   7.   L’esame
dell’incarto e degli atti di causa porta a ritenere, in conclusione, che nel caso
concreto non emergono “gravi ragioni” che mettano in dubbio l’imparzialità del
magistrato. L’istanza di ricusazione si rivela infondata in ogni suo punto e
deve pertanto essere respinta. Vista la reiezione dell’istanza, cade anche la richiesta
di annullare i decreti pretorili emanati il 10, 15 e 16 aprile 1996.

                                   8.   Gli oneri del
giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre la tassa
di giustizia tiene conto della complessità della vertenza. La controparte, che
ha presentato osservazioni scritte e che è comparsa all’udienza del 3 giugno
1996 davanti alla Camera civile di appello, ha diritto a una congrua indennità
per ripetibili. 

Per questi motivi,

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

pronuncia:

                                   1.   Nella misura in cui è
ricevibile, l’istanza di ricusazione è respinta.

                                   2.   Gli oneri processuali,
consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia          fr.   500.–

                                         b)
spese                            fr.      50.–

                                                                                    fr.   550.–

                                         sono a carico
dell’istante, che rifonderà a controparte fr. 1000.– per ripetibili.

                                   3.   Intimazione:

                                         –
avv. __________ __________, __________;

                                         –
avv. __________ __________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Riviera.

 

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        La segretaria