# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 42d9c1cd-2c42-5547-ae8d-234c0fe853f4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-12-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 13.12.2016 80.2016.144
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2016-144_2016-12-13.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2016.144

  80.2016.145

  80.2016.146

  	
  Lugano

  13 dicembre 2016

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Piemontesi, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
  RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 14 giugno 2016 contro le decisioni del 19 maggio 2016 in materia di condono
  delle imposte comunali, cantonali e dell’imposta federale diretta per il
  periodo 2012 – 2013, nonché della tassa d’esenzione dall’obbligo militare per
  il periodo 2007-2008;

  

 

 

Fatti

 

 

 

                                  A.   RI 1, classe 1978, è
coniugato ed ha una figlia, nata nel 2015. Dopo un lungo periodo di
disoccupazione a causa di problemi di salute, legati alla schiena, nel febbraio
2013 egli ha depositato una domanda tesa all’ottenimento della rendita invalidità.
L’UAI ha riconosciuto al contribuente una rendita d’invalidità completa dal
1°.5.2013 al 31.3.2014 (con primo pagamento unicamente a partire dal 1°.8.2013,
a causa della tardività nel presentare la domanda di rendita AI). A decorrere
dal 1°.4.2014 è stato riconosciuto il diritto ad una mezza rendita d’invalidità
(grado d’invalidità del 55%). Dal 1°.7.2014 è a carico della pubblica assistenza.

                                  B.   Il 6/7.11.2014 RI 1
presentava una domanda di condono per le imposte cantonale, comunale e federale
2012 – 2013, per i seguenti importi: per l’imposta cantonale fr. 2'472.65
(2012) e fr. 697.55 (2013), per l’imposta comunale fr. 2'512.65 (2012) e fr.
737.55 (2013), per l’imposta federale fr. 358.- (2012) e fr. 77.- (2013), per
complessivi fr. 6'855.40. Il contribuente postulava anche il condono delle tasse
d’esenzione dall’obbligo militare per il 2007 ed il 2008 di rispettivi fr.
323.- e di fr. 680.90.- (importi comprensivi degli interessi di mora). RI 1
indicava di percepire fr. 2'700.- da parte dell’assistenza, e di avere quali
spese ricorrenti fr. 1'500.- di locazione, fr. 186.- di spese di riscaldamento,
fr. 150.- di elettricità, fr. 220.- di acqua, fr. 200.- di telefono, fr. 40.-
di spese per le fognature e di fr. 130.- di spese per i rifiuti. Il contribuente
spiegava come la situazione finanziaria della sua famiglia fosse dissestata e
di come non riuscisse neppure a far fronte alle spese per una vita dignitosa.

 

 

                                  C.   Con decisioni
29.1.2016 l’Ufficio esazione e condoni respingeva l’istanza presentata da RI 1.
L’autorità precisava come per il 2012, il contribuente avesse avuto in media un
reddito mensile di fr. 6'750.- (fr. 81'000.- annuo) e una media di fr. 4'392.-
per il 2013 (fr. 52'698.- annuo). Secondo il calcolo operato dall’UEC sulla
base dei fogli di calcolo per la prestazione complementare AVS/AI del 1.10.2015
le entrate mensili attuali  ammontano a fr. 4'501.-, mentre le spese ricorrenti
mensili sarebbero di fr. 4'380.- (di cui fr. 2'030.- quale canone di locazione,
escluse le spese accessorie), da cui emergerebbe una disponibilità mensile di
fr. 121.-. Per quanto di pertinenza della situazione debitoria di RI 1,
all’Ufficio esecuzioni e fallimenti risultano attestati carenza beni ed
esecuzioni per pretese di diritto pubblico e privato per complessivi fr.
7'228.20 di cui fr. 5'168.- per debiti di diritto privato. A nome del
contribuente risulta anche immatricolata un’autovettura __________ (anno 2007).
L’UEC considerava come, tenuto conto della situazione del contribuente, in
special modo dei redditi percepiti negli anni per i quali chiede il condono,
del canone di locazione sproporzionato alla sua capacità finanziaria, non si
ravvisavano le condizioni poste dal legislatore per la concessione del condono.

 

 

                                  D.   Con reclamo
18/19.2.2016 RI 1 impugnava le decisioni dell’UEC. Allegati all’impugnativa il
contribuente trasmetteva i documenti relativi ai periodi fiscali 2012 e 2013,
il certificato di acquisto dell’autovettura – comperata dal cognato vista la
sua situazione finanziaria -. Per quanto di pertinenza del canone di locazione,
l’insorgente spiegava come non avesse avuto altra scelta: essendo egli
proprietario di cani e di gatti, aveva avuto difficoltà nel trovare un bene da
affittare ad altro canone di locazione mensile.

 

 

                                  E.   Con decisioni
19.5.2016 l’UEC respingeva il reclamo di RI 1. L’autorità ricordava al
contribuente come la procedura di esazione, di cui fa anche parte il condono,
non serve a correggere errori di tassazione oppure ad ovviare alla mancata impugnazione
delle decisioni di tassazione. L’art. 167a LIFD che tratta i motivi di diniego
del condono indicava anche che il condono dell’imposta può essere negato in
tutto o in parte segnatamente se il contribuente ha violato gravemente o
reiteratamente i suoi obblighi nella procedura di tassazione, rendendo in tal modo
impossibile la valutazione della sua situazione finanziaria nel periodo fiscale
in questione. L’UEC stabiliva come le entrate mensili del contribuente fossero
di fr. 4'501.- (rendita AI di fr. 1'459.- e prestazione complementare AI di fr.
3'042.-). Nella prestazione complementare dell’AI erano parimenti compresi il
premio della cassa malati, la franchigia e la partecipazione alle spese mediche.
L’UEC indicava come le spese ricorrenti mensili della famiglia ammontassero a
fr. 4'380.- e la disponibilità mensile fosse di fr. 121.-. L’autorità ribadiva
nella valutazione delle uscite mensili la sproporzione dell’esoso canone di locazione
per rapporto alle entrate. L’UEC citava a proposito una sentenza della Camera,
secondo cui il contribuente deve limitare il suo tenore di vita e vivere con il
minimo d’esistenza deve riguardare anche le spese per l’alloggio (v. CDT __________
del 31.5.2012). Secondo l’UEC il canone di locazione avrebbe dovuto essere di almeno
fr. 600.- inferiore a quello attuale. Motivo per cui, i reclami venivano respinti.

 

 

                                  F.   Con ricorso
14/15.6.2016 RI 1 si aggrava avverso le decisioni su reclamo dell’UEC. Il ricorrente
ritiene che le imposte per i periodi 2012 e 2013 non siano giuste: sostiene che
l’erario si voglia appropriare a torto degli importi delle imposte a lui
richiesti.

 

 

 

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         A far tempo dal 1.1.2016 è
entrata in vigore la nuova Legge federale sul condono dell’imposta (RU 2015 7).
Scopo principale di questa legge è la delega integrale ai Cantoni della
competenza di giudicare le domande di condono dell’imposta federale diretta.
Con la Legge federale concernente il condono dell’imposta, i Cantoni diventano
gli unici responsabili per l’esame di (tutte) le domande di condono concernenti
l’imposta federale diretta. Con questa nuova legge sono state modificate alcune
disposizioni dell’Ordinanza sul condono d’imposta (RS 642.121). Sono state
inserite nella Legge sull’imposta federale diretta (LIFD, RS 642.11) delle
disposizioni che prima si trovavano nell’ordinanza, per esempio per ciò che
attiene ad alcuni motivi di diniego del condono dell’imposta elencati nel nuovo
art. 167a LIFD, come anche le cause concernenti la situazione di bisogno, così
come i diritti e gli obblighi procedurali del richiedente (art. 167d LIFD) (Vorpe, Novità legislative nel campo del
diritto tributario, RtiD II-2015, p. 515 ss.).

 

                                         1.2.

                                         La decisione tesa al
condono del debito d’imposta per i periodi fiscali 2012–2013 è stata emanata
all’autorità preposta dopo il 1°.1.2016. Alla procedura di condono è quindi
applicabile il nuovo diritto (v. art. 205e cpv. 2 LIFD, applicabile per analogia
anche in materia di imposte cantonali e comunali secondo l’art. 22 cpv. 2 del
Regolamento della legge tributaria del 18 ottobre 1994 [RLT; RL 10.2.1.1.1],
nella versione in vigore dal 1.1.2016).

 

                                         1.3.

                                         L’autorità competente a
statuire sulle domande di condono in materia di imposte cantonali (art. 22 cpv.
1 RLT) e di imposte federali dirette (cfr. art. 167b LIFD e art. 8 cpv. 1
dell’Ordinanza federale concernente l’esame delle domande di condono
dell’imposta federale diretta, RS 642.121; art. 4 cpv. 5 del Regolamento di
applicazione della Legge federale sull’imposta federale diretta, RL 10.2.5.1) è
l’Ufficio esazione e condoni.

                                         Dal 1° gennaio 2009, in virtù della nuova garanzia della via giudiziaria prevista dall’art. 29a Cost. fed., le sue
decisioni sono impugnabili dinanzi a questa Camera (art. 246 cpv. 3 LT e 5a del
Regolamento di applicazione della Legge federale sull’imposta federale diretta,
nonché art. 167g LIFD).

 

                                         1.4.

                                         Gli importi, non ancora
corrisposti, per i quali viene chiesto il condono devono fondarsi su decisioni
di tassazione passate in giudicato (art. 7 cpv. 1 dell’Ordinanza federale).
Conformemente a quanto disposto dall’art. 167 cpv. 4 della LIFD la domanda di
condono deve inoltre essere presentata alla competente autorità prima della
notificazione del precetto esecutivo.

 

                                         1.5.

                                         In materia di tassa
d’esenzione dall’obbligo militare, per ciò che attiene alla domanda di condono,
l’art. 4 del Regolamento per l’esecuzione della LF sulla tassa d’esenzione
dall’obbligo militare (RL 1.5.3.1.) prevede che l’Ufficio esazione e condoni è
l’autorità competente per statuire sulle istanze di condono della tassa
d’esenzione dall’obbligo militare (cpv. 1). La domanda di condono va presentata
per iscritto all’autorità di condono, corredata dai mezzi di prova necessari e
convenientemente motivata. Per un medesimo periodo fiscale può essere
presentata una sola domanda di condono (cpv. 2). Contro la decisione di condono
è data facoltà di reclamo entro 30 giorni all’autorità di condono. È applicabile
per analogia l’articolo 30 LTEO (cpv. 3). Contro la decisione su reclamo è data
facoltà di ricorso alla Camera di diritto tributario del Tribunale di appello
che statuisce come istanza unica (art. 52 cpv. 2 OTEO) (cpv. 4).

                                         

                                         

                                   2.   2.1.

                                         Secondo l’art. 246 LT, di
uguale tenore dell’art. 167 LIFD, al contribuente caduto nel bisogno, per il
quale il pagamento dell’imposta, dell’interesse o della multa per
contravvenzione tornerebbe oltremodo gravoso, gli importi dovuti possono essere
interamente o parzialmente condonati.

                                         Il condono è la definitiva
rinuncia dello Stato a percepire un tributo secondo il diritto vigente (Beusch, Der Untergang der Steuerforderung,
Zurigo 2012, p. 188). Le ragioni di una simile rinuncia – che provoca
l’estinzione di un credito fiscale spettante alla collettività pubblica – vanno
essenzialmente ricercate nella “persona” del debitore, segnatamente nelle sue
difficili condizioni personali e/o economiche, di cui non si è necessariamente
tenuto conto nella procedura di tassazione. I motivi ultimi che reggono l’istituto
del condono possono essere considerati di natura umanitaria, socio-politica
oppure finanziaria. In definitiva, esso viene concesso perché si ritiene che
l’esistenza economica di un contribuente debba essere per quanto possibile
preservata (decisione TAF n. A-2250/2007 dell’11 marzo 2009).

                                      

                                         2.2.

                                         Per quanto concerne le
tasse d’esenzione dall’obbligo militare, l’art. 37 LTEO (RS 661) prevede che se
il pagamento entro il termine prescritto della tassa militare e delle spese
dovesse essere particolarmente gravoso per l’assoggettato, può essere concessa
una proroga del termine oppure la possibilità di pagare a rate. In tali casi si
può rinunciare alla riscossione degli interessi (cpv. 1). A istanza scritta
dell’interessato, la tassa militare e le spese possono essere condonate, del
tutto o in parte, qualora il pagamento avesse conseguenze eccessivamente
gravose per l’interessato, in particolare se questi si trova nel bisogno o se
possa occorrere che pagando vi abbia a cadere (cpv. 2).

 

                                         2.3.

                                         I motivi di condono
indicati nella LTEO sono i medesimi di quelli della LIFD (v. anche la sentenza
della Commissione di ricorso amministrativa del Canton San Gallo del 22.5.2012,
in GVP 2012 nr. 27, p. 93-98, p. 94). Ragione per cui, nella presente decisione
per quanto attiene all’analisi dello “stato di bisogno” per la LTEO (per la
richiesta di condono della tassa d’esenzione dall’obbligo militare per il 2007
ed il 2008) si prenderanno i medesimi concetti sviluppati da dottrina e giurisprudenza
per la LIFD.

 

                                         2.4.

                                         Il condono non va tuttavia
confuso con un cosiddetto “atto di grazia” al di sopra della legge. Al fine di
garantire la parità di trattamento, giusta l’art. 8 Cost. fed., esso deve anzi
rimanere l’eccezione ed essere accordato solo in presenza di presupposti
precisi (Beusch, op. cit., n. 6 ad
art. 167 LIFD, p. 603; Filippini/ Mondada,
Il condono fiscale nelle imposte dirette: un “diritto” giustiziabile alla luce
dell’art. 29a della Costituzione federale, in: RtiD I-2008, p. 468). In base al
testo degli art. 246 LT e 167 LIFD, ne occorrono due cumulativi:

·        
l’esistenza di una situazione di bisogno e;

·        
conseguenze oltremodo gravose dovute al pagamento del debito
fiscale.

                                         Tali
concetti sono precisati sia dall’Ordinanza federale (RS 642.121, con nuovo
testo entrato in vigore il 1.1.2016) e dalla Legge federale concernente la
nuova disciplina del condono dell’imposta del 20 giugno 2014 (in vigore dal
1.1.2016, RU 2015 9), cui rinvia anche l’art. 22 cpv. 2 del Regolamento della
Legge tributaria ticinese (RLT).

 

                                   3.   3.1.

                                         3.1.1.

                                         Come già ricordato, per l’art.
167 cpv. 1 LIFD al contribuente caduto nel bisogno, per il quale il pagamento
dell’imposta, dell’interesse o della multa per contravvenzione costituisca un
grave rigore, gli importi dovuto possono, su domanda, essere in tutto o in
parte condonati. Il capoverso 2 dell’art. 167 stabilisce che il condono
dell’imposta ha lo scopo di contribuire al risanamento duraturo della situazione
economica del contribuente. Deve profittare al contribuente stesso e non ai suoi
creditori.

 

                                         3.1.2.

                                         L’art.
2 cpv. 1 dell’Ordinanza concernente l’esame delle domande di condono
dell’imposta federale diretta stabilisce in quali casi si possa considerare che
una persona fisica sia caduta nel bisogno (art. 167 cpv. 1 LIFD):

·          
quando le sue risorse finanziarie non bastano a garantire il
minimo esistenziale secondo il diritto in materia di esecuzione e fallimento
(lit. a); o

·          
quando l’intero importo dovuto è
sproporzionato rispetto alla sua capacità finanziaria (lit. b).

Secondo il capoverso 2 dell’art. 2 dell’Ordinanza è
data in particolare una sproporzione rispetto alla capacità finanziaria, quando
il debito fiscale, nonostante una limitazione ragionevole delle spese
finalizzate al mantenimento del tenore di vita, non può essere completamente
estinto entro un termine prevedibile.

 

                                         3.2.

                                         L’art. 3 dell’Ordinanza
concernente l’esame delle domande di condono dell’imposta federale diretta
stabilisce quali sono le cause di bisogno per le persone fisiche (lista non
esaustiva).

                                         In particolare vengono
considerate come cause che possono condurre ad una situazione di bisogno di una
persona fisica (art. 3 cpv. 1 dell’Ordinanza):

·          
un peggioramento essenziale e persistente della sua situazione
economica a contare dal periodo fiscale oggetto della domanda di condono dovuto
a: oneri straordinari per il mantenimento della famiglia od obblighi di mantenimento
(art. 3 cpv. 1 lit. a cifra 1); costi elevati a seguito di malattia, infortunio
o cura non sopportati da terzi (art. 3 cpv. 1 lit. a cifra 2); un lungo periodo
di disoccupazione (art. 3 cpv. 1 lit. a cifra 3).

·          
un forte indebitamento dovuto a spese straordinarie che sono in
relazione con la situazione personale e delle quali la persona non è
responsabile (art. 3 cpv. 1 lit. b).

 

                                         Il capoverso 2 dell’art. 3
dell’Ordinanza stabilisce che, se la situazione di bisogno è imputabile ad
altre cause, l’autorità di condono non può rinunciare alle legittime pretese
della Confederazione a vantaggio di altri creditori. Se altri creditori rinunciano
totalmente o parzialmente ai loro crediti, può essere accordato un condono
nella stessa proporzione percentuale, sempre che questo contribuisca al risanamento
duraturo della situazione economica della persona (art. 167 cpv. 2 LIFD). Sono
considerate altre cause in particolare: a. fideiussioni; b. elevati pegni
immobiliari; c. debiti del piccolo credito dovuti a un tenore di vita elevato;
d. considerevoli perdite commerciali o di capitale per le persone esercitanti
un’attività lucrativa indipendente, se ciò mette in pericolo l’esistenza
economica della persona e i posti di lavoro.

 

                                         Secondo il capoverso 3
dell’art. 3 dell’Ordinanza perdite di reddito e spese che sono già state prese
in considerazione all’atto della tassazione o del calcolo dell’imposta non sono
riconosciute come cause. Ciò vale in particolare nel caso delle fluttuazioni
usuali del reddito del contribuente.

 

                                         3.3.

                                         3.3.1.

                                         L’art. 167a LIFD
stabilisce i motivi di diniego.

                                         Il condono dell’imposta
può essere negato in tutto o in parte segnatamente se il contribuente:

a.    ha violato
gravemente o reiteratamente i suoi obblighi nella procedura di tassazione
rendendo in tal modo impossibile la valutazione della sua situazione finanziaria
nel periodo fiscale in questione;

b.    a partire dal
periodo fiscale cui si riferisce la domanda di condono non ha costituito
riserve nonostante ne avesse i mezzi;

c.    alla scadenza
del credito fiscale non ha eseguito pagamenti nonostante ne avesse i mezzi;

d.    ha causato la
propria incapacità contributiva rinunciando volontariamente, senza motivi
importanti, a redditi o beni, conducendo un tenore di vita eccessivo o tenendo
un analogo comportamento imprudente o gravemente negligente;

e.    durante il
periodo oggetto della valutazione ha privilegiato altri creditori.

 

                                         3.3.2.

                                         In questi ultimi anni, si
è sviluppata una prassi in questo settore che potrebbe essere riassunta con la
nozione di «meritevole di condono» (cfr. sentenza TF 2D_54/2011 del 16.2.2012
consid. 3.4.).

                                         Con l’enumerazione non
esaustiva di comportamenti che rendono il contribuente immeritevole del condono
dell’imposta, questa prassi è sancita a livello di legge. Affinché il condono
dell’imposta sia concesso, il richiedente deve esporre la sua situazione
economica presente e passata e dimostrare di non avere tenuto comportamenti
contrari all’interesse generale, per esempio favorendo uno o l’altro dei suoi
creditori (Messaggio concernente la legge sul condono dell’imposta, nr. 13.087
del 23.10.2013, p. 7252-7253).

 

                                         3.4.

                                         Quando, nonostante la
riduzione del tenore di vita al minimo d’esistenza, il debito fiscale non può
essere completamente estinto entro un termine ragionevole, adempiuta non è
soltanto la condizione del bisogno, ma anche quella del grave rigore (Beusch, op. cit., n. 18 ad art. 167
LIFD, p. 608; Richner/Frei/ Kaufmann/ Meuter,
Handkommentar zum DBG, 2ª ediz., Zurigo 2009, n. 20 ad art. 167 LIFD, p. 1347).
Le due condizioni non possono essere definite separatamente l’una dall’altra,
sovrapponendosi in larga misura. A differenza della situazione di bisogno, la
seconda condizione del grave rigore non si sofferma tuttavia sulla sola situazione economica del debitore, ma prende in considerazione anche
altre circostanze, ed in particolare ragioni di equità (decisione TAF n.
A-7824/2008 del 15 novembre 2010).

                                         Conseguenze oltremodo
gravose possono risultare, per esempio, dal continuo e costante deterioramento
della situazione economica del contribuente oppure dalle stesse cause che conducono
ad una situazione di bisogno: un lungo
periodo di disoccupazione, elevati oneri familiari, una prolungata malattia
oppure ancora un grave incidente (decisioni TAF n. A-32324/2011 del 23
aprile 2012, n. A-6866/2008 del 2 marzo 2011, n. A-6466/2008 del 1° giugno 2010).

 

                                         3.5.

                                         Secondo l’art. 10
dell’Ordinanza (RS 642.121) l’autorità di condono decide in merito alla domanda
di condono tenendo conto di tutti i fatti essenziali necessari alla valutazione
delle condizioni e dei motivi di diniego, in particolare:

a.    dell’intera
situazione economica del richiedente al momento della decisione;

b.    dell’evoluzione
a partire dal periodo fiscale a cui si riferisce la domanda;

c.    delle
prospettive economiche del richiedente; nonché

d.    delle misure
adottate dal richiedente finalizzate al miglioramento della sua capacità
economica.                                             

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Secondo il ricorrente egli
verserebbe in una situazione di bisogno tale per cui non gli sarebbe possibile
far fronte al pagamento degli arretrati d’imposta per complessivi di fr. 6'855.40
ai quali si aggiungono gli importi relativi alla tassa d’esenzione dall’obbligo
militare per il 2007 ed il 2008, di complessivi fr. 1'030.90.-.

                                         Ritiene inoltre che gli
importi che gli vengono richiesti non siano corretti.

 

                                         4.2.

                                         In merito alla correttezza
degli importi che vengono richiesti, come correttamente rilevato dall’UEC,
l’art. 7 dell’Ordinanza sul condono prevede esplicitamente che con la domanda
non si può pretendere una revisione della tassazione e la procedura di condono
non sostituisce la procedura di ricorso. La prima censura del ricorrente cade
quindi nel vuoto.

 

                                         4.3.

                                         L’UEC nella propria
decisione su reclamo [basandosi sul foglio di calcolo per la prestazione
complementare AVS/AI] ha stabilito una disponibilità mensile di fr. 121.-
indicando la seguente situazione finanziaria:

 

                                         Entrate:

                                         rendita AI marito                               fr.       1'459.–

                                         prestazione
complementare AI        fr.       3’042.–

                                         Totale                                                fr.       4'501.–

 

                                         Uscite:

                                         importo base mensile                       fr.       1'700.–

                                         importo base per
figli                        fr.          400.-

                                         pigione (senza spese
accessorie)    fr.       2'030.–

                                         spese
riscaldamento                         fr.          150.–

                                         altre spese                                        fr.          100.–

                                         Totale                                                fr.       4'380.–

 

                                         4.4.

                                         L’UEC, nelle uscita ha
evidenziato come il canone di locazione corrisposto fosse sproporzionato alla
situazione finanziaria della famiglia e di come dovesse essere di almeno di fr.
600.- inferiore : “(...) così da adeguarlo ai
costi di un appartamento per una famiglia di due persone con un figlio nella
zona dove risiede”.

 

                                         4.5.

                                         Il principio secondo il
quale il contribuente deve limitare il suo tenore di vita e vivere con il
minimo di esistenza vale evidentemente anche per le spese dell’alloggio
(decisione CDT n. 80.2012.16 del 31 maggio 2012). Di principio, nel determinare
il minimo vitale va quindi considerato unicamente il canone locatizio conforme
all’uso locale per un alloggio del quale si possa pretendere che il contribuente
si accontenti nelle circostanze concrete, ritenuto l’imperativo categorico di
ridurre al minimo le spese per un’abitazione adeguata alle sue necessità e
possibilità.

                                         Certo, un contribuente non
può essere costretto ad occupare un alloggio corrispondente ai suoi mezzi
finanziari. Tuttavia, il canone deve essere ridotto ad una misura normale se lo
stesso utilizza un’abitazione costosa solo per una sua eccessiva comodità (cfr.
la giurisprudenza bernese, in: RKE BE 2010/156).

                                         

                                         4.6.

                                         Il ricorrente, nel proprio
gravame, non contesta il calcolo operato dall’UEC relativo al minimo
esistenziale (cfr. anche http://www4.ti.ch/poteri/giudiziario/giustizia-civile/tabella-dei-minimi-desistenza/,
sito internet consultato il 28.11.2016). 

 

                                         Lo stesso appare corretto,
tenendo in considerazione le tabelle relative al minimo esistenziale e i dati
contenuti nell’incarto.

 

                                         Balza all’evidenza, nelle
uscite mensili - come rettamente indicato dall’UEC - un canone di locazione
molto esoso, di fr. 2'030.- mensili [che non include le spese accessorie] per
una casa monofamiliare con giardino situata a __________ 

                                         Il contratto di locazione
in parola è inoltre stato sottoscritto il 1°.10.2015, con prima scadenza il
30.9.2018 [quando la domanda di condono era già stata presentata, proprio
motivando lo stato di bisogno in cui versava l’intera famiglia] e prevedeva un
deposito di garanzia di fr. 4'000.-. 

                                         Si rileva come il
precedente contratto di locazione, per un appartamento di 4,5 locali a __________,
prevedeva una pigione mensile di fr. 1'500.-.

                                         4.7.

                                         Alla luce di
tutto quanto precede, la prima condizione dell’esistenza di una situazione
di bisogno non è adempiuta. Di fronte ad un’eccedenza
mensile di oltre 120.- franchi e preso inoltre atto dell’eccessivo onere
locatizio, che a rigore andrebbe diminuito di almeno 600 franchi, le decisioni
del 19 maggio 2016 qui impugnate, meritano tutela.

                                         Premesso
che l’autorità fiscale dispone di un ampio margine di apprezzamento
nell’accertare se sono o meno adempiute le condizioni legali per accordare un
condono totale o parziale (Filippini/ Mondada, op. cit.,
p. 481), nella fattispecie è appena il
caso di sottolineare che una semplice riduzione del canone locatizio ai costi
di un alloggio usuale per una famiglia di tre persone permetterebbe al ricorrente
di liquidare il debito erariale di fr. 7'886.30 (fr. 6'855.40 + fr. 1030.90.-)
in poco più di 1 anno e 3 mesi se di prendesse
in conto una riduzione di fr. 500.- della pigione mensile.

 

 

                                   5.   5.1.

                                         Il
ricorso è conseguentemente respinto.

                                         Tassa di giustizia e spese
vengono contenute al minimo, per non aggravare ulteriormente la situazione
debitoria del contribuente e permettergli così di far fronte al debito
d’imposta.

 

                                         5.2.

                                         Con la Legge federale
concernente la nuova disciplina del condono d’imposta (RU 2015 9) è stata
parimenti aperta la via del ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale
(prima del 1.1.2016 era aperta unicamente la via del ricorso sussidiario in
materia costituzionale). Tuttavia secondo l’art. 83 lit. m LTF il ricorso
in materia di diritto pubblico è ammissibile unicamente contro le decisioni
concernenti il condono dell’imposta federale diretta o dell’imposta cantonale o
comunale sul reddito e sull’utile se concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale o se si tratta per altri motivi di un caso particolarmente importante
(in merito si veda anche Vorpe,
op. cit., p. 518 ss. e per la nozione di “caso particolarmente importante” p.
521 ed anche Messaggio condono dell’imposta, p. 7248). Ciò vale per quanto attiene
al condono delle imposte comunali, cantonali e l’imposta federale diretta.

 

                                         5.3.

                                         Per quanto attiene al
condono della tassa d’esenzione dall’obbligo militare non è aperta la via del
ricorso in materia di diritto pubblico (l’eccezione dell’art. 83 lit. m LTF riguarda
le decisioni concernenti il condono dell’imposta federale diretta o
dell’imposta cantonale o comunale sul reddito e sull’utile se concerne una questione
di diritto di importanza fondamentale o se si tratta per altri motivi di un
caso particolarmente importante). Rimane aperta unicamente la via del ricorso
sussidiario in materia costituzionale.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD, 231 LT e l’art. 31 cpv. 2
LTEO,

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

                                      

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.    100.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.      50.–

                                         per un totale di                                                      fr.    150.–

                                         sono a carico del
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
il ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna è
ammissibile, entro 30 giorni, se concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale o se si tratta per altri motivi di un caso particolarmente importante
(art. 82 ss., in particolare art. 83 lit. m LTF).

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
  -;
  

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  -.
  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

 

Il
presidente:                                                         La segretaria: