# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f2b51ea1-24f5-5b2e-91fd-ac7b36da8449
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-10-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.10.2023 32.2023.63
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2023-63_2023-10-27.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2023.63

   

  FS

  	
  Lugano

  27 ottobre 2023   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Sciuchetti, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 16 giugno 2023 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 31 maggio 2023 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

1.1.     Per
decisione 31 maggio 2023, preavvisata il 6 aprile 2023, l’Ufficio AI non è
entrato in materia sulla nuova domanda di prestazioni presentata nel marzo 2023
da RI 1, le cui precedenti richieste di prestazioni inoltrate nel mese di
maggio 2011, rispettivamente nel maggio 2022 e nell’agosto 2022, erano state
respinte, la prima con decisione 9 maggio 2012, le ultime due con decisioni di
non entrata in materia 27 giugno 2022 e 6 dicembre 2022.

                                  

1.2.    
Contro suddetta decisione s’aggrava al TCA l’assicurata, rappresentata
dall’avv. RA 1. Postula in via principale il riesame della decisione 27 giugno
2022 con il conseguente riconoscimento di una rendita intera d’invalidità, alternativamente
il rinvio degli atti all’Ufficio AI affinché esamini nel merito la sua
richiesta; in via subordinata chiede l’annullamento della decisione 31 maggio
2023 con il riconoscimento del diritto ad una rendita intera o, in alternativa,
il rinvio degli atti all’Ufficio AI affinché entri in materia.

Ella
rileva innanzitutto come già il 19 agosto 2022, tramite il proprio medico
curante, avesse manifestato la sua contrarietà alla decisione di non entrata in
materia 27 giugno 2022, ciò che l’Ufficio AI avrebbe dovuto considerare alla
stregua di un ricorso o, quanto meno, chiedere delucidazioni e non trattarla
come una nuova domanda di prestazioni. Non avendo agito in questo modo
l’amministrazione le avrebbe negato la possibilità di un controllo giudiziario
della menzionata decisione e quindi di poter beneficiare di prestazioni già a
far tempo dal 5 maggio 2022, ciò che giustificherebbe un riesame della stessa e,
se non già la concessione da parte dell’autorità giudiziaria di una rendita
intera d’invalidità in ragione della sua non collocabilità, l’entrata in
materia da parte dell’Ufficio AI. L’insorgente adduce inoltre un peggioramento
delle condizioni di salute. Rileva quindi come la decisione 31 maggio 2023 dell’Ufficio
AI sia fondata esclusivamente sulle conclusioni del SMR, cui non è concesso
allestire perizie e che pertanto l’amministrazione, anche in ragione degli undici
anni trascorsi dall’ultimo controllo medico completo, avrebbe dovuto quanto
meno ordinare ulteriori accertamenti.

 

1.3.    
Con la risposta di causa l’amministrazione indica di aver nuovamente
sottoposto la documentazione medica all’inserto al vaglio del SMR il quale, con
annotazione 18 luglio 2023, ha ritenuto opportuno “entrare nel merito della
domanda di prestazioni del mese di marzo 2023”. Chiede pertanto
l’annullamento della decisione impugnata e la retrocessione degli atti per
ulteriori accertamenti volti a verificare “se la modifica delle circostanze
sia effettivamente avvenuta ed in che misura essa incida sulla capacità di
guadagno dell’assicurata […]”.

 

1.4.    
Con scritto 28 agosto 2023, il patrocinatore dell’insorgente ha comunicato
di non aderire alla proposta di retrocessione formulata dall’amministrazione
chiedendo non solo l’annullamento della decisione 31 maggio 2023, bensì “che
siano annullate le precedenti decisioni di non entrata in materia 6 dicembre
2022 e 27 giugno 2022. Quest’ultima, se è vero che nel frattempo sono
“cresciute in giudicato” è altrettanto vero che non sono però mai state oggetto
di un controllo giudiziario”. Chiede inoltre, che, previo annullamento
delle decisioni dell’Ufficio AI l’assicurata “sia automaticamente già posta
al beneficio di una rendita intera d’invalidità”, non essendo l’insorgente
collocabile sicché “anche senza ulteriori accertamenti il suo grado
d’invalidità si attesterebbe comunque già al 100%”.

 

considerato                 in diritto

 

                                  in ordine

 

                          2.1.  La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
giudice unico ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 ago-sto
2015; STF 8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio
2011).

 

                                  nel merito

                                  

                                  Decisione del 31
maggio 2023

 

                          2.2.  

                       2.2.1.  Qualora una prima richiesta di rendita sia
stata negata perché il grado d’invalidità era insufficiente o perché l'invalido
poteva provvedere a sé stesso, una nuova richiesta è riesaminata soltanto se
l'assicurato rende verosimile che il grado di invalidità si è modificato in
misura rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 2 e 3 OAI). Il
Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; dal 1. gennaio 2007 Tribunale
federale, TF), nella DTF 133 V 263, chiamato a pronunciarsi nel caso di nuova
domanda presentata dopo l’assegnazione retroattiva di una rendita limitata nel
tempo, ha precisato la propria giurisprudenza e stabilito che in una tale
evenienza la nuova domanda deve rispettare i requisiti posti dall’art. 87 cpv.
3 e 4 OAI (dal 1° gennaio 2012: art. 87 cpv. 2 e 3 OAI). Scopo di questo
requisito è quello di impedire che l'amministrazione debba costantemente
chinarsi su domande identiche e non motivate, quando la prestazione in causa è
già stata rifiutata da una precedente decisione cresciuta in giudicato (DTF 130
V 68 consid. 5.2.3, 117 V 198 consid. 4b con riferimenti). Se tale condizione
non è soddisfatta l'amministrazione non entra nel merito della domanda emanando
una decisione in tal senso; se per contro è resa verosimile una rilevante
modifica suscettibile di influenzare il diritto alla rendita l'amministrazione
è obbligata ad entrare nel merito della richiesta (DTF 130 V 64 consid. 3,
117 V 198 consid. 4b, 109 V 108 consid. 2b; SVR 2002 IV Nr. 10; Müller, Die
materiellen Voraussetzungen der Rentenrevision in der Invalidenversicherung, 2003,
pp. 84ss). Se l'amministrazione entra nel merito della nuova domanda deve
esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale e in particolare
verificare se la modifica del grado di invalidità resa verosimile
dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In tal caso
applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite in corso
(art. 17 cpv. 1 LPGA, 41 vLAI, art. 87ss. OAI; VSI 1999 p. 8; Rüedi, Die
Verfügungsanpassung als Grundfigur von Invalidenrentenrevisionen, in Schaffhauser/
Schlauri, Die Revision von Dauerleistungen in der Sozialversicherung, 1999, p.
15; DTF 117 V 198). In DTF 130 V 64, il TFA ha precisato che nel caso in
cui l’assicurato non ha reso verosimile un rilevante cambiamento, il principio
inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere
accertati d'ufficio dal giudice, non è applicabile. Solo se nella nuova domanda
di rendita (rispettivamente domanda di revisione) l’assicurato non rende
verosimile la rilevante mutazione, facendo tuttavia riferimento a mezzi di
prova, segnatamente rapporti medici, non ancora prodotti o da richiedere
dall’amministrazione, quest’ultima deve impartire all'interessato un termine
per produrre il mezzo di prova in questione con l’avvertenza che in caso contrario
non entrerà nel merito della domanda (DTF 130 V 69 consid. 5.2.5).

 

                                  Se l'assicurato interpone ricorso
contro la decisione di non entrata in materia, il giudice esamina solo se a
buon diritto l'amministrazione ha rifiutato di entrare in materia. Se invece essa
ha accettato di esaminare la nuova richiesta, il giudice non si pronuncia sulla
questione dell'entrata in materia, ma esamina materialmente se la modifica
delle circostanze resa attendibile dall'assicurato è effettivamente avvenuta
(SVR 2002 IV Nr. 10 consid. 1b; DTF 116 V 265 consid. 2a; RCC
1991 p. 269 consid. 1a); sul punto cfr. anche DTF 130 V 64 consid. 3, 117 V 198 consid. 4b; Müller, Die materiellen Voraussetzungen der
Rentenrevision in der Invalidenversicherung, 2003, pp. 84ss).

 

                                  Nell’ambito dell’art. 87 cpv. 3 e 2 OAI è
sufficiente rendere verosimile un rilevante cambiamento e non
è richiesta la prova della verosimiglianza preponderante valida nell’ambito
delle assicurazioni sociali. Non è necessario portare la prova piena per convincere
l’amministrazione che è subentrato un rilevante cambiamento rispetto all’ultima
decisione cresciuta in giudicato. È tuttavia sufficiente che in tal senso vi
siano indizi per una simile modifica, anche se permane la possibilità che
un’analisi approfondita dimostri che questo cambiamento in realtà non è
subentrato (STF 9C_662/2014 del 23 marzo 2015 consid. 4.2, 8C_716/2011 del 5
gennaio 2012 consid. 2.2 e 2.3 e la giurisprudenza ivi citata; SVR 2002 IV
Nr. 10 consid 1c/aa con riferimenti, vedi pure STF 9C_688/2007 del 22 gennaio
2008 e STF I 55/07 del 26 novembre 2007). Più la precedente decisione è
distante nel tempo, meno esigenze sono poste alla verosimiglianza del rilevante
cambiamento (STFA I 619/04 del 10 febbraio 2005, consid. 3).

 

                                  In
particolare, la costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono
soggette a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di
salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di
salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno
hanno subito un cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno 1994 in
re P. P. p. 4; RCC 1989 p. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid. 1a, 109 V
116 consid. 3 b, 105 V 30). Affinché sia possibile la revisione di una
rendita AI è dunque necessario che le condizioni cliniche e/o economiche
dell'assicurato abbiano subito una modifica, tale da influire sulla perdita di
guadagno. D'altra parte la modifica deve essere notevole, non tanto da un punto
di vista astratto, ma piuttosto in relazione con l'art. 28 cpv. 1 LAI. In ogni
caso la revisione della rendita è possibile unicamente se,
posteriormente alla pronuncia della decisione iniziale, la situazione
invalidante è effettivamente mutata. Non basta invece che una situazione,
rimasta sostanzialmente invariata, sia giudicata in modo diverso (RCC 1987 pag.
38 consid. 1a, 1985 pag. 336; STFA del 29 aprile 1991 nella causa G.C., consid.
4).

 

                                  Nel caso in esame, dopo aver chiesto una presa di posizione al medico SMR,
l’amministrazione nella risposta di causa ha evidenziato come, contrariamente a
quanto indicato nella decisione contestata, risultino adempiute le premesse per
l’entrata in materia sulla domanda di prestazioni. Alla luce degli atti medici
all’inserto (cfr. docc. 77 e segg. Incarto AI), delle considerazioni esposte
nella domanda di prestazioni 22 marzo 2023 e riprese nel gravame, ovvero di un
cambiamento della situazione economica, essendo l’insorgente attualmente attiva
unicamente quale casalinga in seguito all’abbandono dell’attività di salariata,
considerato inoltre il tempo trascorso dall’ultima decisione che ha esaminato
materialmente il diritto alla rendita dell’assicurata, emessa il 9 maggio 2012
(cfr. supra consid. 1.1), v’è da ritenere che il cambiamento della situazione
clinica ed economica sia stato effettivamente reso verosimile ai sensi della
citata giurisprudenza. Ciò trova d’altronde conferma nell’indicazione espressa
dal SMR di entrare nel merito comportante anche, seppure ciò non venga esplicitamente
indicato, la necessità - intrinseca alla natura di tale indicazione - di
procedere ad una rivalutazione dello stato di salute, oltre che di quanto
osservato dall’Ufficio AI nella risposta di causa in punto al cambiamento della
situazione economica, ove ha chiesto di retrocedere gli atti per esaminare da
un punto di vista materiale se la modifica delle circostanze fosse realmente
avvenuta ed in quale misura incida sulla capacità di guadagno, “tenendo
altresì conto del fatto che la Signora RI 1 – sia al punto 5.5 della richiesta
di prestazioni che al punto 6 del gravame - ha affermato che la propria
situazione economica è nel frattempo mutata [...]”.  

                                  

                        2.2.2  L’insorgente chiede, previo
annullamento della decisione di non entrata in materia 31 maggio 2023, il
riconoscimento del diritto ad una rendita intera d’invalidità, in ragione della
sua non collocabilità (cfr. supra consid. 1.2). Ritiene inoltre che vi sia da
chinarsi sulla questione a sapere se la surriferita pronuncia possa essere
effettivamente considerata una decisione di non entrata in materia.

 

                                  Ora, dopo aver
ricevuto la domanda di prestazioni 22 marzo 2023, l’Ufficio AI ha sottoposto la
documentazione medica prodotta al vaglio del SMR per esaminare se si
giustificasse l’entrata in materia (cfr. doc. 80 incarto AI). Con annotazione 5
aprile 2023 il SMR ha risposto a tale quesito indicando per ogni referto medico
i motivi per cui gli stessi non contenessero elementi da cui si potesse
evincere un mutamento delle condizioni di salute (cfr. doc. 81 incarto AI). Pertanto,
l’amministrazione - e per essa il SMR - non ha esaminato se un tale cambiamento,
che ha ritenuto non fosse stato reso verosimile, fosse avvenuto né si è chinata
sulle sue conseguenze sullo stato valetudinario dell’interessata. Di
conseguenza rettamente l’Ufficio AI, fondandosi sul parere del SMR, ha
qualificato la decisione 31 maggio 2023, preavvisata il 6 aprile 2023, come
decisione di non entrata in materia.

 

                                  Ne discende che, come
visto, in questa sede l’oggetto del contendere deve essere limitato alla
questione a sapere se a ragione l’Ufficio AI non è entrato nel merito della
nuova domanda di prestazioni (cfr. supra consid. 2.2.1). Un esame materiale
volto a determinare se una modifica delle circostanze è effettivamente
avvenuta, ed in quale misura essa influisce sul diritto alle prestazioni, esula
dal presente contendere per cui questo Tribunale, contrariamente a quanto
postulato dal ricorrente, non può pronunciarsi su questo tema. Nella misura in
cui, quindi, il ricorrente postula il riconoscimento di prestazioni, il ricorso
deve essere dichiarato irricevibile.

 

                          2.3.  Alla luce di quanto
sopra esposto, si giustifica senz’altro la retrocessione degli atti affinché
l’amministrazione entri nel merito della domanda di prestazioni ed esamini
quindi, tramite i necessari accertamenti, la fattispecie da un punto di vista
materiale e in particolare verifichi se la modifica delle circostanze sia
effettivamente avvenuta ed in che misura essa influisce sul diritto alle
prestazioni di RI 1.

 

                                  Decisioni del
27 giugno 2022 e del 6 dicembre 2022

 

                          2.4.  L’insorgente
nel ricorso postula in via principale il “riesame” (cfr. pag. 8
dell’impugnativa) della decisione di non entrata in materia del 27 giugno 2022
dell’Ufficio AI (“La decisione […] è rivista […]”) e il conseguente
riconoscimento del diritto ad una rendita intera d’invalidità, alternativamente
il rinvio degli atti all’amministrazione, mentre con scritto 25 agosto 2023 chiede
l’annullamento delle decisioni di non entrata in materia 27 giugno 2022 e 6
dicembre 2022, rilevando che “se è vero che nel frattempo sono “cresciute in
giudicato” è altrettanto vero che non sono però mai state oggetto di un
controllo giudiziario”.

 

Per quel
che concerne il riesame (riconsiderazione; art. 53 cpv. 2 LPGA) di una
decisione va evidenziato che l'amministrazione può riconsiderare una decisione
cresciuta in giudicato formale, che non è stata oggetto di un controllo
giudiziario nel merito, ai sensi dell’art. 53 cpv. 2 LPGA, nel caso in cui è
senza dubbio errata e la correzione ha un'importanza rilevante (cfr. STF
8C_4/2017 del 13 marzo 2017 consid. 4.1.; STF 9C_862/2010 del 18 gennaio 2012;
STF C 227/03 del 23 marzo 2004; STF C 349/00 del 12 febbraio 2004; STF C 19/03
del 17 dicembre 2003; STF C 307/01del 28 novembre 2003; STFA C 81/03 del 21
luglio 2003; DTF 129 V 110 = SVR 2003 ALV Nr. 5; DTF 127 V 466, consid, 2c, p.
469; DTF 126 V 399 = DLA 2001 N. 37, pag. 247; DLA 2000 N. 40, pag. 208; DLA
1998 N. 15, consid. 3b, pag. 79 e 80; SVR 1997 ALV Nr. 101 consid. 2a e
riferimenti).

 

                                     Al
riguardo giova osservare che per costante giurisprudenza l'amministrazione non
può essere obbligata né dagli interessati, né dai Tribunali ad effettuare
una riconsiderazione (cfr. STF I 61/04 del 20 settembre 2006,
pubblicata in DTF 133 V 50; STF 9C_517/2011 del 12 settembre 2011; STF U 17/05
del 27 ottobre 2006; STF I 206/06 del 13 marzo 2007). Tantomeno l’autorità
giudiziaria può procedere ad una riconsiderazione di una decisione dell’amministrazione
cresciuta in giudicato formale.

 

Ne consegue
che le richieste di riesame delle decisioni 27 giugno 2022 e 6 dicembre 2022 dell’Ufficio
AI - entrambe cresciute in giudicato - non potevano che essere presentate a
quest’ultima autorità amministrativa e devono pertanto essere dichiarate
irricevibili.

 

Su questo
punto gli atti vanno quindi trasmessi all’Ufficio AI affinché si pronunci sulle
domande di riconsiderazione delle decisioni 27 giugno 2022 e 6 dicembre 2022.

 

                          2.5.  Secondo gli art.
29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI (nel tenore in vigore sino al 31 dicembre
2020), la procedura di ricorso in caso di controversie relative
all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale
delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra
200 e 1'000 franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al
valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF
8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

 

                                  In concreto, visto l’esito del ricorso
(il rinvio con esito aperto equivale
a piena vittoria: STF 8C_859/2018 del 26 novembre 2018 consid. 5 con rinvio a
DTF 137 V 210 consid. 7.1 pag. 271 con riferimento), le spese di fr. 500
vanno poste a carico dell’Ufficio AI.

 

                                  Patrocinata in causa
da un avvocato, la ricorrente ha diritto ad un'indennità per ripetibili (art.
61 lett. g LPGA e art. 30 cpv. 1 Lptca) che appare equo fissare in fr. 2'000
(IVA compresa).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

1.     Il ricorso,
nella misura in cui ricevibile, è accolto.

 § La decisione 31 maggio 2023
è annullata e gli atti sono rinviati all’Ufficio AI affinché proceda
conformemente ai considerandi.

 

2.     Le
spese di procedura di fr. 500 sono poste a carico dell’Ufficio AI, che
rifonderà alla ricorrente fr. 2'000 per ripetibili (IVA compresa).

 

3.     Le
domande di riconsiderazione delle decisioni 27 giugno 2022 e 6 dicembre 2022 sono
irricevibili.

§
Gli atti sono trasmessi per competenza all’Ufficio AI.

                                  

                             4.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                  L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                           Il
segretario di Camera

 

giudice Raffaele Guffi                                   Gianluca
Menghetti