# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 161a448e-e94f-514b-9fe0-9b81ea52cd4d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-12-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 06.12.2018 52.2014.310
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2014-310_2018-12-06.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2014.310

   

  	
  Lugano

  6 dicembre 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Flavia
  Verzasconi, presidente,

  Matteo Cassina, Sarah Socchi

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Thierry
  Romanzini

  

 

 

statuendo
sul ricorso del 5 settembre 2014 della

 

 

	
   

  	
  RI
  1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  risoluzione dell'8 luglio 2014 (n. 3476) del Consiglio di Stato, che respinge
  l'impugnativa inoltrata dall'insorgente avverso la decisione del 22 aprile
  2014 dell'Ufficio dell'ispettorato del lavoro del Dipartimento delle finanze
  e dell'economia in materia di sanzione pecuniaria nell'ambito della LDist
  (mancato rispetto delle condizioni salariali);

  

 

 

ritenuto,                          in
fatto

 

                                  A.   La RI 1, con sede a __________,
è una ditta individuale che si occupa del commercio di pneumatici e del cambio
gomme.

Il 10 dicembre 2013, nell'ambito di un controllo volto ad
accertare le condizioni lavorative e salariali nel settore delle aziende di riparazione
e/o sostituzione gomme, l'Ufficio dell'ispettorato del lavoro del Dipartimento
delle finanze e dell'economia (UIL) ha richiesto all'interessata la distinta
dei dipendenti per l'attività monitorata, nonché la loro busta paga per il
periodo 1° novembre - 30 novembre 2013 e i loro contratti di lavoro.

 

 

                                  B.   Dopo avere riscontrato che
la retribuzione minima non era stata rispettata, il 31 marzo 2014 l'UIL ha intimato alla RI 1 un rapporto, prospettandole l'adozione di una sanzione
amministrativa giusta l'art. 9 della legge federale
concernente le misure collaterali per i lavoratori distaccati e il controllo
dei salari minimi previsti nei contratti normali di lavoro dell'8 ottobre 1999
(legge sui lavoratori distaccati; LDist; RS
823.20), per inosservanza del salario minimo prescritto dal Contratto normale
di lavoro per le aziende di riparazione e/o sostituzione gomme gommisti
(CNLRSG), in relazione a due dipendenti, __________ e __________, titolari di
un permesso per confinanti UE/AELS.

Dopo avere raccolto le osservazioni dell'interessata, che ha contestato
ogni addebito, il 22 aprile successivo l'autorità cantonale ha inflitto a RI 1,
responsabile della società, una multa di fr. 957.–. La decisione è stata resa
sulla base degli art. 1 cpv. 2, 9 cpv. 2 lett. c LDist, nonché 3 lett. d del
regolamento della legge d'applicazione della LDist e della legge federale contro il lavoro nero LLN, del 24 settembre 2008 (RL 843.310).

 

 

                                  C.   Con giudizio del 8 luglio
2014, il Consiglio di Stato ha respinto l'impugnativa inoltrata dalla RI 1
contro la predetta risoluzione dipartimentale.

In sostanza, l'Esecutivo cantonale ha ribadito gli argomenti
posti a fondamento della decisione impugnata.

 

 

                                  D.   Contro la predetta pronunzia
governativa, la ditta soccombente insorge davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento.

L'azienda sostiene di essersi accordata verbalmente con i dipendenti
per una riduzione della loro attività al 75% su base annua, di modo che il loro
salario è sempre stato conforme al contratto normale di lavoro vigente nel
settore.

 

 

                                  E.   All'accoglimento del gravame
si oppongono sia il Consiglio di Stato che il Dipartimento, quest'ultimo con
argomenti di cui si dirà, se necessario, in seguito.

 

 

                                 F.   In sede di replica,
l'insorgente riconferma i propri argomenti ricorsuali. Nella duplica,
l'autorità dipartimentale ribadisce le proprie posizioni, mentre il Governo non
formula osservazioni.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza di questo
Tribunale a statuire su un ricorso contro una decisione governativa in materia
di sanzioni amministrative adottate in base all'art. 9 LDist è data dall'art. 9
cpv. 1 della legge di applicazione della LDist e della LLN, dell'11 marzo 2008
(LLDist-LLN; RL 843.300). Il gravame in oggetto, tempestivo giusta l'art. 68 cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013 (LPAmm; RL 165.100),
e presentato da una persona (giuridica) senz'altro legittimata a ricorrere in
quanto lesa direttamente nei propri legittimi interessi dalla decisione qui
impugnata (art. 65 cpv. 1 LPAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può
essere deciso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 25 cpv. 1 LPAmm).

 

 

                                   2.   2.1. Al fine di combattere
il pericolo di un'eventuale pressione sociale che potrebbe causare la comparsa
sul mercato del lavoro svizzero di manodopera a buon mercato proveniente dai Paesi
dell'UE, il Dipartimento federale dell'economia (DFE) ha elaborato delle misure
di accompagnamento per l'introduzione dell'Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea nonché i suoi Stati membri sulla libera
circolazione delle persone del 21 giugno 1999 (ALC; RS 0.142.112.681), volte a
istituire una base giuridica al fine di evitare un dumping sociale e salariale
a scapito dei lavoratori in Svizzera.

In questo senso, l'8 ottobre 1999 è stata tra l'altro
adottata la già citata legge federale concernente le condizioni lavorative e
salariali minime per lavoratori distaccati in Svizzera e misure collaterali,
entrata in vigore il 1° luglio 2004. La LDist obbliga i datori di lavoro esteri che distaccano lavoratori in Svizzera
nell'ambito di una prestazione di servizi transfrontaliera a rispettare le condizioni
lavorative e salariali minime prescritte nelle leggi federali, nei contratti collettivi
di lavoro di obbligatorietà generale e nei contratti normali di lavoro ai sensi
dell'articolo 360a
del Codice delle obbligazioni del 30 marzo 1911
(CO; RS 220). Quest'ultima disposizione precisa infatti che qualora in un ramo vengano ripetutamente e abusivamente offerti salari
inferiori a quelli usuali e non esista un contratto collettivo di lavoro,
possono essere stabiliti contratti normali di lavoro che prevedano salari
minimi vincolanti. Questa misura vale per tutte le aziende del ramo interessato.

 

2.2. La LDist è stata modificata il 15 giugno 2012 (vedi n. I
2 legge federale sull'adeguamento delle misure collaterali
alla libera circolazione delle persone del 15 giugno 2012; RU 2012 6703). Nella
sua nuova versione, essa è stata denominata "legge federale concernente le misure collaterali per i
lavoratori distaccati e il controllo dei salari minimi previsti nei contratti
normali di lavoro".

L'art. 1 cpv. 2 prima frase LDist disciplina ora il controllo
dei datori di lavoro che impiegano lavoratori in Svizzera e le sanzioni
applicabili a tali datori di lavoro, qualora questi violino le disposizioni sui
salari minimi prescritte in un contratto normale di lavoro ai sensi
dell'articolo 360a CO. Tale disposizione, entrata in vigore il 1° gennaio 2013,
si è resa necessaria in quanto le autorità cantonali non erano in
grado di sanzionare i datori di lavoro che infrangono le disposizioni sui
salari minimi prescritte nei contratti normali di lavoro quando impiegano
lavoratori in Svizzera. La modifica legislativa consente ora di garantire la
parità di trattamento tra i datori di lavoro svizzeri ed esteri. In precedenza,
infatti, soltanto i datori di lavoro esteri potevano essere sanzionati in base
alla LDist (vedi Messaggio concernente la legge federale sull'adeguamento delle
misure collaterali alla libera circolazione delle persone del 2 marzo 2012, FF
2012 3017, n. 1.2.2).

 

2.3. Per poter disciplinare il settore delle aziende di
riparazione e/o sostituzione delle gomme, il Cantone Ticino ha adottato un
contratto normale di lavoro per i gommisti (CNLRSG), entrato in vigore il 1°
gennaio 2012 (FU 102/2011) per la durata di due anni, e in seguito prorogato fino
al 31 dicembre 2016 (BU 27/2014).

L'art. 1 CNLRSG sancisce che il medesimo è applicabile alle
aziende di riparazione e/o sostituzione gomme, ad esclusione di quelle annesse ad
aziende che si occupano di lavori di riparazione di motori di automobili, di
autocarri, di torpedoni e alle officine meccaniche in quanto già assoggettate
al Contratto collettivo per il personale delle autorimesse (CCL autorimesse).

La durata settimanale del lavoro, precisa l'art. 2 CNLRSG, è
di 41 ore ½ nella media di dodici mesi a contare dal mese di settembre (cpv.
1). La settimana lavorativa è ripartita su 5 giorni e ½; eccezioni sono
ammissibili nel rispetto della legge federale sul lavoro (cpv. 2). È possibile
superare le 41 ore ½ di lavoro settimanali, fino a un massimo di 54 ore, per
dodici settimane al massimo sull'arco di un anno (cpv. 3).

L'art. 4 cpv. 1 lett. b CNLRSG, di carattere obbligatorio,
sancisce che il salario minimo lordo (senza indennità per vacanze e giorni
festivi pagati) per i lavoratori qualificati e personale non qualificato con 3
anni di esperienza ammonta, per il primo anno, a fr. 19.45, per il secondo anno,
a fr. 21.15.

Nel caso di modalità retributiva oraria, al salario orario di
base vanno aggiunte le seguenti indennità: 8.33% per 4 settimane di vacanza o
10.64% per 5 settimane di vacanza; 3.6% per 9 giorni festivi (cpv. 2).

L'Ufficio per la sorveglianza
del mercato del lavoro (USML) pubblica i salari mensili calcolati in base
a questi salari orari, graduati secondo le ore di lavoro settimanali. Il
calcolo dei salari mensili si basa sul versamento di 12 salari mensili all'anno
(cpv. 3).

 

2.4. L'art. 3 lett. d RLLDist precisa che l'UIL è competente
per i controlli che la legislazione federale attribuisce alla Commissione
tripartita per quanto riguarda le disposizioni di un contratto normale di
lavoro sui salari minimi ai sensi dell'art. 360a CO.

 

 

                                   3.   3.1. In concreto, __________
e __________ sono stati assunti dalla RI 1, rispettivamente, il 25 ottobre 2010
e 19 settembre 2011 in qualità di tuttofare (aiuto gommista e magazziniere) a
fr. 3'200.– lordi mensili, con il seguente orario di lavoro: "49 ore settimanali suddivise su 6 giorni, dal
lunedì al sabato, secondo gli orari di apertura dell'officina. Al dipendente
possono essere richieste delle ore straordinarie a seconda dell'afflusso di
clientela anche ad orario scaduto per terminare il lavoro in corso. Le ore
straordinarie vengono compensate durante i mesi di gennaio e febbraio. Ferie
pagate: 4 settimane annue (20 giorni lavorativi). Le vacanze o giorni liberi
non saranno concessi nei mesi di maggior lavoro: marzo, aprile, maggio,
ottobre, novembre e dicembre" (vedi
menzionati contratti di lavoro, agli atti).

 

3.2. Il 10 dicembre 2013, nell'ambito di un controllo volto
ad accertare le condizioni lavorative e salariali nel settore delle aziende di
riparazione e/o sostituzione delle gomme, l'UIL ha richiesto alla RI 1 la
distinta dei dipendenti per l'attività monitorata nonché la loro busta paga per
il periodo 1° novembre - 30 novembre 2013 e i loro contratti di lavoro.
Acquisiti tali dati, l'autorità cantonale ha riscontrato che nel periodo
determinante la società non aveva rispettato il CNLRSG nei riguardi di __________
e __________, in quanto essi erano stati remunerati per il mese di novembre
2013 con un salario di fr. 16.50 all'ora, anziché di 19.45 corrispondente al
minimo previsto per gli operai non qualificati nel settore con almeno 3 anni di
esperienza, con una differenza quindi del 15,19% rispetto a quanto sancito dal contratto
normale di lavoro. Essa ha quindi inflitto a RI 1, responsabile della società,
una multa di fr. 957.–.

In sostanza, l'UIL ha ritenuto che nel novembre 2013 gli
interessati avessero lavorato al 100% con una retribuzione inferiore a quella
prevista dal CNLRSG. Tale conclusione sarebbe confermata dalle dichiarazioni
rilasciate nell'ottobre 2013 da __________ e __________, i quali avevano
affermato di lavorare a tempo pieno, con una registrazione a ore (doc. 6: questionario
del 17 ottobre 2013 prodotto dall'UIL).

La ricorrente contesta la materialità dell'infrazione.
Sostiene di essersi accordata verbalmente con i due dipendenti in parola a
partire dal 1° gennaio 2012 per una riduzione della loro attività al 75% su
base annua, di modo che il loro salario è sempre stato conforme al contratto
normale di lavoro vigente nel settore.

 

Precisa inoltre che i due lavoratori ricevono tutti i mesi
uno stipendio lordo di fr. 3'500.–, senza tener conto delle ore effettivamente
lavorate, e che alla fine di ciascun anno si procede al conguaglio, applicando
le norme relative al salario minimo del CNLRSG. Il loro salario annuale determinante
nel 2013 è stato, per ciascuno degli interessati, di fr. 44'000.– lordi (doc.
11: dichiarazione del 27 gennaio 2014 per l'AVS per l'anno 2013).

 

3.3. Come detto, l'UIL ha fondato la propria decisione tenendo
conto dello stipendio di fr. 3'500.– lordi per il solo mese di novembre 2013 e
della dichiarazione rilasciata dai due dipendenti il 17 ottobre 2013 di
lavorare a tempo pieno.

Ora, a prescindere dal fatto che non è dato di sapere come
l'autorità di prime cure - fondandosi su tale conteggio nonché sui contratti di
lavoro di __________ e di __________ e senza effettuare alcun preciso calcolo
al riguardo - abbia rilevato che gli interessati sarebbero stati remunerati nel
novembre 2013 con un salario orario di fr. 16.50 lordi, si deve comunque
considerare che il CNL del settore in parola prevede che la durata settimanale
dell'attività va stabilita con una media sull'arco di 12 mesi (cfr. art. 2
CNLRSG). Lo conferma il fatto che l'USML, per calcolare i salari mensili nel
settore dei gommisti destinati alla pubblicazione, si basa anch'esso sul
versamento di 12 salari mensili all'anno (cfr. art. 4 cpv. 3 CNLRSG).

Sotto questo aspetto, l'argomento addotto dall'insorgente
secondo cui la riduzione di impiego dei suoi dipendenti sarebbe da qualificare
sul monte ore annuale, non appare quindi infondato.

Ma vi è di più. Dagli atti risulta pure che ancor prima
dell'avvio della procedura di contravvenzione - se non già nel 2012 (vedi
scritto del 18 dicembre 2013) -, la ricorrente aveva segnalato all'UIL che i
suoi due dipendenti lavoravano al 75%. Con le osservazioni al rapporto di
contravvenzione quest'ultima ha inoltre trasmesso all'autorità la tabella delle
ore effettivamente svolte da __________ (1761) e __________ (1766) nel 2013, precisando
che nel corso dei primi mesi di quell'anno, così come durante il periodo estivo,
la presenza degli stessi sul luogo di lavoro era stata notevolmente ridotta,
l'attività esercitata essendo a carattere stagionale, di modo che gli
interessati avevano potuto beneficiare di diversi periodi di congedo
straordinari. Tale tabella, controfirmata dai dipendenti
(doc. 7), presenta dei dati che sembrano confermare la tesi
difensiva della ricorrente. Dalla relativa lista delle presenze, la cui attendibilità non appare censurabile, si
evince infatti che __________ e __________ non hanno mai lavorato a
tempo pieno, beneficiando rispettivamente di 50 e 40 giorni di vacanza, con la
loro maggiore attività mensile concentrata tra marzo-giugno e tra ottobre-novembre.

Va peraltro osservato che l'art. 2 cpv. 1 CNLRSG prevede in linea
di principio una durata settimanale di lavoro minima di 41 ore ½ nella media di
dodici mesi che, riportate sull'arco di 52 settimane e dedotte le 4 di vacanza,
danno un totale di 1992 ore. Orbene, nella presente fattispecie, il tempo di
lavoro complessivo eseguito nel 2013 dai due operai risulta in ogni caso inferiore
a quello previsto dalla disposizione testé menzionata. Vista la particolare
natura dell'attività svolta, caratterizzata da un incremento o da una
diminuzione del carico di lavoro a seconda delle stagioni, l'argomento secondo
cui i dipendenti in parola non abbiano lavorato a tempo pieno sull'arco dell'intero
anno non appare quindi inverosimile. D'altra parte, contrariamente a quanto assume l'autorità inferiore, le
successive dichiarazioni dei due dipendenti in parola prodotte dinnanzi al Consiglio
di Stato, con cui hanno precisato che quanto da loro indicato nel questionario del
17 ottobre 2013 si riferiva a quest'ultimo mese, non possono ancora
essere considerate contrarie alla regola che riconosce una maggior
attendibilità alle affermazioni della prima ora, in quanto non risultano in
contrasto con quanto da essi asserito nell'ambito del controllo, per i motivi
addotti in precedenza (doc. 8 e 9: scritti del 25 aprile 2014 di __________
e __________).

Il fatto poi che la riduzione di orario sia stata convenuta verbalmente
tramite accordo verbale non presenta alcunché di anormale né di illegale,
poiché le norme in materia di contratto di lavoro contemplate non impongono la
forma scritta (art. 319 segg. CO) e il CNLRSG non prevede eccezioni al riguardo.

 

3.4. In siffatte circostanze, ne
discende che questo Tribunale non può maturare il convincimento che la
ricorrente abbia effettivamente commesso l'infrazione ascrittale. Gli elementi
addotti dalle autorità inferiori sono infatti insufficienti a dimostrare la materialità
della violazione rimproverata alla RI 1. 

 

 

                                   4.   Stante quanto precede, il
ricorso va di conseguenza accolto, senza ulteriore disamina, e la decisione dipartimentale,
così come quella governativa che la tutela, annullate.

Visto l'esito dell'impugnativa, non si prelevano né tasse né
spese (art. 47 LPAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso è accolto.

§.  Di conseguenza sono annullate:

1.1.   la risoluzione dell'8 luglio 2014
(n. 3476) del Consiglio di Stato;

1.2.   la decisione del 22 aprile 2014
dell'Ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro del Dipartimento delle
finanze e dell'economia.

 

 

                                   2.   Non
si prelevano né spese né tassa di giustizia. Alla ricorrente va restituita la
somma di fr. 1'200.– versata a titolo di anticipo per le presunte spese
processuali.

 

 

                                   3.   Contro la presente
decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale a
Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg. della
legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

 

 

	
                                     4.   Intimazione a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                            Il
vicecancelliere