# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7882cf0c-de41-589c-b628-3fbb0787c07c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-04-05
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 05.04.2013 14.2013.36
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2013-36_2013-04-05.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2013.36

  	
  Lugano

  5 aprile 2013

  B/fp/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta
  dei giudici:

  	
  Pellegrini,
  presidente,

  Walser
  e Jaques

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sulla causa a procedura sommaria in materia di esecuzione e fallimenti promossa
con istanza del 20 dicembre 2012 da

 

	
   

  	
   CO
  1  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE
  1  

  patrocinata
  dall’  PA 1  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

tendente
ad ottenere il rigetto provvisorio dell’opposizione interposta al precetto
esecutivo n. __________ del 5/7 dicembre 2012 dell’Ufficio esecuzione di Lugano per l’incasso di fr. 4'317.--;

 

sulla
quale istanza il Giudice di pace del Circolo di Lugano Ovest con sentenza del 18 febbraio  2013 (inc. __________) ha così deciso:

 

“1. L’istanza
è accolta.

     L’opposizione interposta dalla
parte convenuta al precetto esecutivo n. __________ dell’Ufficio esecuzione di
Lugano è respinta in via provvisoria.

 

 2. La tassa di giustizia
da anticipare dalla parte istante di fr. 230.-- è a carico della parte
convenuta, la quale rifonderà all’istante fr. 150.-- di indennità.

 

 3./4. Omissis.”

 

Decisione tempestivamente impugnata da RE 1 che con reclamo del 

1° marzo 2013 postula la reiezione dell’istanza, protestate spese e
ripetibili;

 

lette le osservazioni del 18 marzo 2013 di controparte;

 

ritenuto

 

in
fatto:

 

 

                            A.  Con precetto esecutivo n. __________
del 5/7 dicembre 2012 CO 1 ha escusso RE 1 per il pagamento di fr. 4'317.--, indicando
quale titolo di credito: “Parte salario settembre e ottobre 2012; quota parte
tredicesima e quattordicesima.” Interposta tempestiva opposizione dall’escussa,
la procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio al Giudice di pace
limitatamente a fr. 3'817.--.

 

                            B.  L’istante fonda la sua
pretesa su un contratto di lavoro stipulato il 31 maggio 2012 con RE 1, con cui quest’ultima si è impegnata a versarle un salario annuo lordo di fr. 49'000.--comprendente
l’8.33% di tredicesima mensilità e l’8.33% di quattordicesima mensilità,
rispettivamente un salario mensile di fr. 3'500.-- lordi, da pagarsi alla fine
di ciascun mese solare (doc. 3). La procedente ha poi prodotto una lettera del 31 agosto 2012, con cui la datrice di lavoro le ha disdetto il contratto per l’8 ottobre 2012 (doc. 4), diversi estratti conto postali (doc. 5) e due conteggi del 7
rispettivamente uno più aggiornato del 20 dicembre 2012 (doc. 6), indicanti quanto segue:

 

Salario lordo

Giugno                   3'500.00

Luglio                     3'500.00

Agosto                   3'500.00

Settembre              3'500.00

Ottobre                     875.00

Tredicesima           1'239.58

Quattordicesima     1'239.58

Totale                  17'354.16

 

                                  Sui citati conteggi l’istante ha
pure indicato le deduzioni per i salari sopra menzionati, ossia per
AVS/AI/IPG/AD il 6.25%, per l’assicurazione infortuni l’1.54%, per l’assicurazione
malattia lo 0.436% e la deduzione per la LPP per i mesi da luglio a ottobre. Ritenuto
un ultimo versamento di fr. 500.--, avvenuto il 14 dicembre 2012, risultante dagli estratti del suo conto postale (doc. 5), la procedente ha ridotto l’importo
richiesto da fr. 4'317.-- a fr. 3'817.-- (doc. 6).

 

                            C.  Entro il termine fissato la
convenuta non ha presentato osservazioni. 

 

                            D.  Con decisione del 18 febbraio 2013 il Giudice di pace del Circolo di Lugano Ovest ha accolto l’istanza,
ritenendo il contratto di lavoro prodotto valido riconoscimento di debito ai
sensi dell’art. 82 cpv. 1 LEF per l’importo preteso dall’istante.

 

E.     Con il
reclamo RE 1 sostiene che l’istante non ha sostanziato l’ammontare dell’importo
posto in esecuzione, non avendo prodotto alcun conteggio, ma solo una tabella
da lei allestita, per cui non è dato sapere quale è il salario per il mese di
settembre e di ottobre 2012 rispettivamente a quanto ammonta la quota parte di
tredicesima e di quattordicesima. Secondo la reclamante non è inoltre possibile
evincere a quanto ammonta l’importo complessivo degli stipendi versati, non
essendo stato prodotto l’estratto conto postale del mese di giugno 2012. Avendo
poi l’escutente lavorato per un solo mese nel primo semestre e 3 mesi nel
secondo, non ha diritto a fr. 1'137.61 per la tredicesima rispettivamente per
la quattordicesima mensilità, per cui l’incompleta documentazione prodotta da
controparte non permette di determinare facilmente l’importo preteso secondo
riscontri oggettivi. La reclamante sostiene poi che l’istante ha violato due
disposizioni contrattuali relative ai diritti sulle invenzioni e sul design e al
divieto di concorrenza stipulato tra le parti.

 

F.     Delle
osservazioni del 18 marzo 2013 di controparte si dirà, se del caso, in seguito.

 

Considerando

 

in
diritto:

 

                             1.  Secondo l‘art. 319 lett. a
CPC sono impugnabili mediante reclamo, tra l’altro, le decisioni inappellabili
di prima istanza finali. Tale è il caso per le decisioni nelle pratiche a
tenore della LEF, segnatamente in tema di rigetto dell’opposizione ex. art.
80-84 LEF (cfr. art. 309 lett. b n. 3 CPC).

 

                             2.  In base all’art. 320 CPC
con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto
(lett. a), sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b).

 

 

                             3.  In virtù dell’art. 82 cpv.
1 LEF se il credito si fonda su un riconoscimento di debito constatato mediante
atto pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto
provvisorio dell’opposizione.

 

                          3.1.  La nozione di riconoscimento
di debito constatato mediante scrittura privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non
è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte
dell'escusso o del suo rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una
somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di
debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da
essi risultino gli elementi necessari (DTF 132 III 480 consid. 4.1 pag. 481).
Condizione essenziale è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile
secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza e sottratti a possibilità di
modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (cfr. Cometta, Il rigetto provvisorio
dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989, p. 338 con riferimenti).

 

                          3.2.  Il giudice del rigetto
accerta d'ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo)
se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito e se
vi è identità tra il creditore, il debitore ed il credito indicati nel precetto
esecutivo e nell’istanza con il creditore, il debitore ed il credito di cui ai
documenti prodotti (cfr. Cometta, op.
cit., pag. 331; Staehelin, Basler Kommentar
zum SchKG I, 2a ed., Basilea 2010, n. 50 ad art. 84; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. II,
Losanna 2000, n. 73 ad art. 82 e n. 68 ad art. 84; Stücheli, Die Rechtsöffnung, tesi Zurigo 2000, pag. 112 ad
c).

 

                          3.3.  Il contratto di lavoro è un
contratto sinallagmatico che, sottoscritto dal datore di lavoro, autorizza a
concedere il rigetto provvisorio dell’opposizione per il salario ivi indicato,
dedotti gli oneri sociali. Non può però essere concesso il rigetto dell’opposizione
quando il datore di lavoro sostiene in modo convincente che il lavoratore non
ha fornito la sua prestazione lavorativa nel periodo per cui chiede il salario
– ritenuto che solo sostenerlo non è sufficiente – e nel caso in cui queste
eccezioni non possono essere subito infirmate dal lavoratore (Staehelin, op. cit., n. 126 ad art. 82
LEF).

                          3.4.  Con il reclamo la convenuta
rileva come agli atti non risulti alcun conteggio o busta paga, per cui, avendo
l’istante unicamente prodotto quale doc. 6 una tabella apparentemente da lei
allestita, non è dato sapere a quanto ammontava il suo salario netto, quale
parte di salario per i mesi di settembre e ottobre non è stata versata, né a
quanto ammonta la quota parte di tredicesima e quattordicesima, per cui la documentazione
prodotta, secondo la reclamante, non può costituire valido riconoscimento di
debito. 

 

                             a)  Orbene, come ricordato
sopra (consid. 3.2), è compito del giudice del rigetto accertare d’ufficio e in
ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo) se la documentazione
prodotta costituisce valido riconoscimento di debito ai sensi dell’art. 82 cpv.
1 LEF. Nel presente caso l’istante ha prodotto il contratto di lavoro
sottoscritto dalla convenuta, da cui si evince che il salario mensile ammontava
a fr. 3'500.-- lordi, da pagarsi alla fine di ciascun mese solare (clausola
2.2). Secondo le clausola 2.2 e 2.3 del contratto la quattordicesima mensilità doveva
essere versata nel mese di luglio, mentre la tredicesima mensilità doveva
essere pagata nel mese di dicembre. In ambedue i casi, le parti hanno stabilito
che se alle predette date il dipendente non avesse lavorato per RE 1 per un
periodo di un anno, le mensilità supplementari sarebbero state calcolate “pro
rata”.

 

                            b)  Ora, contrariamente a quanto
sostenuto dalla reclamante, da queste clausole si evince che, essendo il rapporto
di lavoro tra le parti stato sciolto per l’8 ottobre 2012, la tredicesima e la quattordicesima mensilità dovevano essere pagate pro rata temporis per
quattro mesi da giugno a settembre oltre che per una settimana del mese di
ottobre 2012. Dall’esame del conteggio più aggiornato del 20 dicembre 2012, prodotto dall’istante, si deduce facilmente che quest’ultima, oltre che al salario
per il periodo lavorativo durato da giugno all’8 ottobre 2012 (4 x fr. 3'500.–
+ ¼ fr. 3'500.–), ha tenuto conto della tredicesima e della quattordicesima
mensilità per 4 mesi e una settimana (4,25/12 x fr. 3'500.–), che ha effettuato
le deduzioni per AVS/AI/IPG/AD, per l’assicurazione infortuni e l’assicura­zio­ne
malattia dai salari dei mesi da giugno a settembre e per una settimana di
ottobre 2012 così come dagli importi pro rata temporis della tredicesima
e quattordicesima mensilità, e che ha dedotto la LPP solo per i salari dei mesi
da giugno a settembre oltre che per una settimana del mese di ottobre 2012, per
giungere all’importo netto di complessivi fr. 15'226.21. Da questo importo la
procedente ha sottratto i versamenti effettuati dalla reclamante, indicati in fr.
11'409.23, per i quali ha prodotto alcuni estratti del suo conto postale (doc.
5), per giungere all’importo preteso di fr. 3'817.--. Il conteggio dell’escutente
risulta conforme al contratto. La reclamante non contesta le deduzioni dei
contributi sociali operate dall’escutente. Ebbene non spettava a quest’ultima
dimostrare l’importo del suo salario netto bensì alla stessa reclamante rendere
almeno verosimile che gli importi ch’essa è legalmente tenuta a trattenere
superassero quanto calcolato dalla lavoratrice, poiché allegare che il
lavoratore ha il diritto di ricevere solo il salario netto equivale ad
eccepire, nel senso dell’art. 82 cpv. 2 LEF (cfr. infra ad consid. 4), il
pagamento (in tal senso: Staehelin,
op. cit., n. 43 a cui rinvia il n. 126 ad art. 82) o almeno l’estinzione per
compensazione della parte del salario lordo corrispondente ai contributi
sociali.

 

 

                             4.  Per l’art. 82 cpv. 2 LEF il giudice pronuncia il rigetto provvisorio
dell’opposizione a meno che il debitore sollevi e giustifichi immediatamente
delle eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito; all’escusso
incombe l’onere di rendere verosimili le eccezioni che deduce in giudizio (DTF
132 III 142 consid. 4.1.1 con rinvii). Secondo la giurisprudenza le eccezioni
non solo devono essere esposte in modo convincente ma devono anche essere
sostanziate in modo perlomeno verosimile nel senso che a conforto delle
allegazioni devono esserci riscontri oggettivi (cfr. DTF 104 Ia 413, consid. 4; Jaeger/Walder/Kull/Kottmann,
Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 4a ed., Zurigo 1997, n. 28 ad art. 82; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. II, Losanna 2000, n. 82 ad art. 82; Stücheli,
Die Rechtsöffnung, tesi Zurigo 2000, pag. 350; Staehelin, op. cit., n. 87 s. ad art. 82).

 

                          4.1.  La reclamante sostiene che non è possibile determinare
l’importo complessivo degli stipendi versati, non avendo l’escutente prodotto
l’estratto conto postale del mese di giugno 2012. Misconosce però che, in virtù
dell’art. 82 cpv. 2 LEF, incombeva semmai a lei, reclamante, l’onere di rendere
verosimile di aver pagato più di quanto indicato nel conteggio prodotto dalla
lavoratrice.

 

                          4.2.  Con il reclamo la convenuta lamenta
anche la violazione da parte dell’istante di clausole contrattuali relative al
divieto di riutilizzare e rivendere software da lei sviluppato (clausola 4.3) e
di concorrenza (clausola 5.1). Sennonché, queste allegazioni, in quanto fatte
valere per la prima volta davanti a questa Camera, in applicazione dell’art.
326 cpv. 1 CPC sono a priori inammissibili.

                          4.3.  Ne consegue che il contratto
di lavoro in esame costituisce, come correttamente ritenuto in prima sede,
valido riconoscimento di debito ai sensi dell’art. 82 cpv. 1 LEF per l’importo
di fr. 3'817.--.

 

 

5.Il
reclamo va quindi respinto.

La tassa di giustizia segue
la soccombenza (art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF; 95 cpv. 2 e 106 cpv. 1 CPC). Non si
assegnano indennità d’inconvenienza (art. 95 cpv. 3 lett. c CPC), l’istante
nulla avendo richiesto né giustificato al riguardo. 

 

 

Per questi motivi,

 

richiamato l’art. 82 LEF

 

pronuncia:

                             1.  Il reclamo è respinto.

 

                             2.  La tassa di giustizia di fr.
350.--, già 

                                  anticipata dalla
reclamante, resta a carico di RE 1.

 

                             3.  Notificazione a:

	
   

  	
  -
  ; 

  -
  . 

   

  

                                  Comunicazione alla Giudicatura di
pace di Lugano Ovest.

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale dappello

Il
presidente                                                                La
segretaria

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Giacché il valore litigioso
della vertenza, di fr. 3'817.--, non raggiunge il limite di legge di fr. 30'000.--,
contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile
al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione,
solo se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale (art. 74 cpv. 2 lett. a LTF).

 

Nello stesso termine è
possibile proporre al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, anche ricorso sussidiario
in materia costituzionale (art. 113 e segg. LTF).