# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 398ef2f2-6b87-5031-adbe-5c6b72f8263c
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-04-30
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 30.04.2015 S 2014 125
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2014-125_2015-04-30.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 14 125

3a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

presidenza Racioppi
giudici Stecher, Audétat 
attuario ad hoc Paganini

SENTENZA
del 30 aprile 2015

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali 

A._____, 

rappresentato da lic. iur. Ursula Nobile-Imberti, 

ricorrente

contro 

Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, 

convenuto

concernente rendita AI (soppressione)

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1. In data 3 febbraio 2005 A._____ (nato nel 1969) inoltrava una richiesta 

per prestazioni di assicurazione invalidità (AI). Quale danno alla salute 

egli indicava: "sdoppiamento di personalità, malattia dei nervi con 

depressioni acute, schizzofrenia, pensieri e tentato suicidio". Nelle 

osservazioni supplementari dichiarava che avrebbe avuto un tentato 

suicidio nel 1997 e che sarebbe stato ricoverato in cura psichiatrica 

(stazionaria) una volta per anno tra l'anno 2001 e 2004 alla clinica 

psichiatrica di X._____ nonché due volte nel 2004 all'ospedale socio-

psichiatrico B._____.

2. Con decisione 18 ottobre 2005 l'Ufficio AI del Cantone dei Grigioni (qui di 

seguito Ufficio AI) conferiva ad’ A._____ una rendita del 100 % a 

decorrere dal 1° ottobre 2004 fino al 31 marzo 2005 e una rendita del 

50 % a decorrere dal 1° aprile 2005.

3. Nel 2007 avveniva la revisione già preannunciata con la decisione 18 

ottobre 2005. Con decisione 28 febbraio 2008 l'Ufficio AI confermava la 

rendita del 50 % e comunicava ad’ A._____ che la prossima revisione 

sarebbe stata prevista per il 1° marzo 2013.

4. Nell'ambito di detta revisione, in seguito al suggerimento del Servizio 

medico regionale (SMR) e visto l'obbligo previsto dalla legge di 

collaborare (art. 43 LPGA), con scritto del 12 aprile 2013 l'Ufficio AI 

sollecitava A._____ a vivere in astinenza da qualsiasi sostanza 

stupefacente e alcol per la durata di sei mesi, onde poter accertare un 

impedimento di lavoro dovuto a patologia invalidante, non condizionata da 

sostanze d'abuso a scopo stupefacente. Ad’ A._____ veniva ordinato di 

dimostrare l'astinenza mediante controlli del sangue, i cui esiti andavano 

presentati mensilmente all'Ufficio AI. Dopo il raggiungimento 

dell'astinenza, l'Ufficio AI avrebbe verificato il suo stato di salute con una 

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perizia medica. Gli si comunicava inoltre che nel caso egli non desse 

seguito a tale richiesta, avrebbe dovuto tener conto di una soppressione 

della rendita AI. 

5. Con scritto del 29 aprile 2013 A._____ esprimeva la sua volontà di 

attenersi alle indicazioni dategli e riferiva che si sarebbe sottoposto agli 

esami presso lo studio medico del dott. med. C._____.

6. L'Ufficio AI comunicava ad’ A._____ in data 27 settembre 2013 che non 

gli sarebbero pervenuti i risultati delle analisi e concedeva così un termine 

fino al 31 ottobre 2013 per l'inoltro dei documenti richiesti. 

7. Con scritto del 10 ottobre 2013 dott. med. C._____ informava l'Ufficio AI 

che A._____ si sarebbe sottoposto da fine aprile 2013 a regolari controlli. 

Per quanto riguarda il consumo di stupefacenti, negli ultimi tre mesi si 

assisterebbe ad un netto miglioramento. Nell'urina si riscontrerebbero 

soltanto benzodiazepine, che sarebbero da ricondurre ad un farmaco 

prescritto dallo psichiatra. I test alla cocaina, agli oppiacei, alle anfetamine 

e alla canapa risulterebbero negativi. Il paziente verrebbe ora trattato con 

Subutex in sostituzione alla codeina, somministrata fino ca. a luglio 2013. 

Per quanto concerne il consumo d'alcol, il dottore avrebbe smesso di 

effettuare dei controlli, in quanto il paziente sarebbe affetto da epatite C 

con valori epatici elevati. Del resto, egli sarebbe a conoscenza del fatto 

che A._____ consumerebbe tuttora alcolici. Visto il consumo continuo, 

anche se in quantità minori, pure l'esame del capello non porterebbe a 

nulla. Il dott. med. C._____ sottolineava oltretutto, che sarebbe la 

patologia psichiatrica a condurre all'abuso e non viceversa e che 

l'incapacità lavorativa sarebbe soprattutto dovuta alla patologia 

psichiatrica. Inoltre, A._____ avrebbe dichiarato di essere astinente da 

due settimane. 

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8. Con decreto provvisorio 7 novembre 2013 l'Ufficio AI decideva la 

sospensione delle prestazioni di rendita. Quale motivazione esso asseriva 

fondamentalmente che A._____ non si sarebbe attenuto pienamente alle 

formalità sull'astinenza richieste il 12 aprile 2013. 

9. Contro questo decreto provvisorio A._____ presentava le sue obiezioni in 

data 9 dicembre 2013. Ivi egli sosteneva che l'Ufficio AI non avrebbe 

considerato la situazione concreta. Le analisi sarebbero risultate positive 

alla benzodiazepina poiché la Clinica gli avrebbe prescritto sia il Temesta 

che il Seresta (entrambi benzodiazepine). Egli non sarebbe stato a 

conoscenza di questo fatto, di conseguenza non avrebbe assunto detti 

farmaci se avesse saputo che sarebbe risultato positivo alla 

benzodiazepina per via della loro assunzione. Ugualmente, anche il test 

agli oppiacei avrebbe avuto esito positivo a causa dell'assunzione di 

Subutex, il quale, a sua volta, gli sarebbe stato prescritto. Inoltre egli 

sarebbe risultato negativo agli esami alla cocaina, al metadone, alla 

canapa e alle anfetamine, a cui si sarebbe sottoposto dal 23 aprile al 24 

settembre 2013. Ciò confermerebbe che – contrariamente a quanto 

indicato nel decreto provvisorio – egli avrebbe collaborato così come 

richiesto con scritto 12 aprile 2013 dall'Ufficio AI. In più, l'Ufficio AI non 

avrebbe considerato che, come indicato dal dott. med. C._____, egli 

sarebbe affetto da un'epatite C con valori epatici elevati, la quale non 

permetterebbe un controllo attendibile del sangue. Infine, come affermato 

dal dott. med. C._____, la sua incapacità lavorativa sarebbe dovuta alla 

sua patologia psichiatrica e non all'abuso di sostanze. Perciò sarebbe 

necessario disporre una perizia giudiziaria, la quale accerterebbe che 

l'incapacità lavorativa sarebbe dovuta alla patologia psichiatrica. 

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10. Con decisione 30 luglio 2014 l'Ufficio AI respingeva le obiezioni sollevate 

da A._____. Questi non si sarebbe attenuto pienamente alle formalità 

dell'astinenza richieste il 12 aprile 2013. In particolare sarebbe tuttora 

data la dipendenza da alcol, come verrebbe confermato dal dott. med. 

C._____. Oltre a ciò egli avrebbe ignorato di dover fornire all'Ufficio AI 

ogni mese, senza esplicita richiesta, i risultati delle analisi. 

11. Nel ricorso inoltrato il 15 settembre 2014 al Tribunale amministrativo del 

Cantone dei Grigioni contro la decisione 30 luglio 2014 A._____ (qui di 

seguito ricorrente) chiedeva – accanto alla restituzione dell'effetto 

sospensivo e il riconoscimento dell'assistenza giudiziaria – la disposizione 

di una perizia giudiziaria accertante l'incapacità lavorativa; l'annullamento 

del decreto impugnato, la riapertura da parte dell'Ufficio AI del caso di 

revisione della rendita AI e il ripristino dei versamenti della rendita AI. Ad 

argomentazione di dette richieste il ricorrente adduceva fondamental-

mente le stesse allegazioni sollevate nelle obiezioni al decreto 

provvisorio. Sostanzialmente, poggiando sul rapporto del dott. med. 

C._____ del 4 settembre 2014 (presentato unitamente al ricorso), il 

ricorrente censurava che le conclusioni dell'Ufficio AI si baserebbero su 

una documentazione incompleta. Egli non sarebbe in grado, a causa della 

sua malattia, di rispettare l'ordine di astinenza impartitogli dall'Ufficio AI. 

Per questo motivo la decisione impugnata sarebbe arbitraria e 

manifestamente insostenibile. L'Ufficio AI avrebbe dovuto approfondire la 

sua situazione. 

12. Con presa di posizione 25 settembre 2014 l'Ufficio AI (qui di seguito 

convenuto) rinviava alle considerazioni della decisione 30 luglio 2014. Il 

convenuto aggiungeva soltanto che il rapporto del dott. med. C._____ del 

4 settembre 2014 allegato al ricorso non cambierebbe nulla alla decisione 

presa. 

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13. Con decisione 1° ottobre 2014 il richiesto effetto sospensivo non veniva 

conferito. Con scritto del 27 ottobre 2014 il ricorrente rinunciava alla 

richiesta di assistenza giudiziaria. 

Sulle ulteriori argomentazioni delle parti nonché sulla decisione 

impugnata si tornerà, per quanto utile ai fini di giudizio, nei considerandi 

che seguono. 

Considerando in diritto:

1. a) Giusta l'art. 69 cpv. 1 lett. a della legge federale su l'assicurazione per 

l'invalidità (LAI; RS 830.20) le decisioni degli uffici AI cantonali sono 

impugnabili direttamente dinanzi al tribunale delle assicurazioni del luogo 

dell'ufficio AI. Oggetto di impugnazione nella presente vertenza 

costituisce la decisione dell'Ufficio AI del Cantone dei Grigioni del 30 

luglio 2014, per cui va affermata la competenza territoriale del Tribunale 

amministrativo del Cantone dei Grigioni. Inoltre, la competenza materiale 

di questo tribunale è data dall'art. 57 della legge federale sulla parte 

generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1) in 

combinato disposto con l'art. 49 cpv. 2 lett. a della legge sulla giustizia 

amministrativa (LGA; CSC 370.100). Quale destinatario della decisione 

impugnata il ricorrente è toccato da essa ed ha un interesse degno di 

protezione al suo annullamento (art. 59 LPGA), ragion per cui egli è 

legittimato a ricorrere. Il ricorso depositato è del resto tempestivo e 

correttamente formulato, cosicché si può entrarne nel merito.

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b) Qui contestata è la questione a sapere se il convenuto ha giustamente 

sospeso la prestazione di rendita AI a causa di una violazione degli 

obblighi di collaborazione. 

2. a) La procedura dinanzi al Tribunale delle assicurazioni sociali è retta dal 

principio inquisitorio. È dunque compito del giudice chiarire d'ufficio in 

modo corretto e completo i fatti giuridicamente rilevanti. Questo principio, 

tuttavia, non vale incondizionatamente, ma trova il suo correlato 

nell'obbligo delle parti di collaborare (DTF 125 V 193 cons. 2 con 

riferimenti). Nel diritto delle assicurazioni sociali, l'onere della prova 

incombe soltanto alla parte che intende derivare diritti da una fattispecie 

rimasta indimostrata (DTF 117 V 261 cons. 3b). 

b) Ai sensi dell'art. 43 cpv. 3 LPGA se l'assicurato o altre persone che 

pretendono prestazioni, nonostante un'ingiunzione, rifiutano in modo 

ingiustificato di compiere il loro dovere d'informare o di collaborare, 

l'assicuratore può, dopo diffida scritta e avvertimento delle conseguenze 

giuridiche e dopo aver impartito un adeguato termine di riflessione, 

decidere in base agli atti o chiudere l'inchiesta e decidere di non entrare in 

materia. Questo dovere di collaborare comprende in particolare quello di 

motivare le pretese di cui le parti si avvalgono e quello di apportare, nella 

misura in cui può essere ragionevolmente richiesto da loro, le prove 

dettate dalla natura della vertenza o dai fatti invocati. Va da sé che questo 

obbligo riveste un significato del tutto particolare laddove la 

collaborazione della persona interessata è essenziale e indispensabile 

alla determinazione della fattispecie determinante per verificare 

l'esistenza del diritto stesso a prestazioni (cfr. sentenza del Tribunale 

amministrativo del Cantone dei Grigioni S 13 97 dell'11 dicembre 2013 

cons. 3a). 

http://links.weblaw.ch/it/DTF-125-V-193

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3. a) Nel caso di specie occorre previamente verificare se la richiesta al 

ricorrente di collaborare era legittima. 

b) Stando al convenuto, le dipendenze da sostanze non giustificherebbero 

da sole un'incapacità lavorativa ai sensi della LAI, per cui l'ingiunzione di 

astinenza avrebbe dovuto servire a valutare gli impedimenti sulla capacità 

lavorativa dovuti a patologia invalidante, non condizionata da sostanze 

d'abuso a scopo stupefacente. 

c) Giusta affermata giurisprudenza la dipendenza da alcol e droghe nonché 

l'abuso di farmaci non giustificano uno stato d'invalidità nel senso della 

legge. Una simile dipendenza raggiunge però rilevanza giuridica nei 

termini dell'invalidità, qualora essa abbia fatto scaturire una malattia o un 

incidente, in seguito al quale sia subentrato un danno fisico o psichico alla 

salute pregiudicante la capacità lavorativa; oppure qualora essa stessa 

sia la conseguenza di un danno fisico o psichico alla salute, cui viene 

attribuito valore di malattia (cfr. DTF 99 V 28 cons. 2; decisione del 

Tribunale federale I 207/2006 del 13 aprile 2007). Non è dunque 

importante se la dipendenza sia stata causale per un ulteriore danno alla 

salute oppure se sia sopraggiunta soltanto in seguito a questo. È quindi 

solamente necessario che persista anche un altro danno alla salute 

correlato alla dipendenza. Nel caso che ciò sia dato, non si tratta di 

separare la parte d'incapacità lavorativa riguardante la dipendenza per 

attribuirle carattere non invalidante, ma occorre considerare interamente 

anche la dipendenza (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo del 

Canton San Gallo IV 2011/254 del 12 luglio 2012 cons. 3.3). In tal caso, 

bisogna fondarsi sul grado di incapacità lavorativa globale, considerando 

così l'interazione tra gli aspetti della dipendenza e il disturbo mentale (cfr. 

sentenza del Tribunale federale 8C_951/2010 del 30 maggio 2011 cons. 

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4.1; per il tutto v. sentenza del Tribunale amministrativo del Cantone dei 

Grigioni S 14 40 del 4 novembre 2014 cons. 3).

4. a) Stando al rapporto di un altra clinica del 22 marzo 2001 del dott. med. 

D._____, il ricorrente sarebbe una persona che sin dalla pubertà avrebbe 

raggiunto i limiti in vari ambiti (dal lavoro al consumo di stupefacenti, fino 

ad alcol e farmaci). Si dichiarerebbe un bohème, tuttavia sarebbe 

dipendente soprattutto dall'aiuto del padre. Egli tenderebbe a instaurare 

rapporti con donne psicologicamente instabili; consumerebbe inoltre da 

anni alcol, stupefacenti e farmaci senza però scivolare nella 

disintegrazione sociale. Sono presenti impulsività, poca tolleranza 

frustrazionale, umore instabile, insicurezza riguardo all’autostima e ai 

propri obiettivi; in più sarebbero noti dall'anamnesi pensieri e atti suicidali. 

Riassumendo i dati anamnestici e psicopatologici, molti aspetti farebbero 

pensare a un disturbo di personalità emozionalmente instabile tipo 

borderline, con tratti di personalità istrionici. Queste prime impressioni 

cliniche andrebbero però confermate da ulteriori dati e dialoghi. Secondo 

il dott. med. D._____ la dipendenza da codeina, l'abuso risp. la 

dipendenza d'alcol nonché l'abuso di cocaina (fenomeni che avrebbe 

confermato il ricorrente stesso) dovrebbero essere interpretati nel quadro 

del summenzionato probabile disturbo di personalità. 

b) Pertanto, già nel 2001 si affermava che la dipendenza sarebbe da 

considerarsi relazionata al probabile disturbo di personalità. In numerosi 

altri rapporti medici e documenti, del resto, è ugualmente menzionata, 

oltre alla dipendenza, anche una malattia mentale, segnatamente il 

disturbo di personalità (vedi p.es. rapporto medico del dott. med. E._____ 

del 25 novembre 2002, del dott. C._____ del 29 gennaio 2004, del dott. 

med. F._____ dell'SMR del 5 luglio 2005, della dott. med. G._____ del 26 

agosto 2005, si veda anche il rapporto di decorso di quest'ultima del 21 

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dicembre 2007). L'interconnessione tra l'abuso di sostanze e il disturbo 

psichico è intravedibile oltretutto nel fatto che l'abuso aumentava di 

conseguenza in certe fasi della vita del ricorrente con stress psicologico 

elevato (in special modo: quando sua madre si ammalò, alla separazione 

della moglie e un anno dopo la morte della madre). Parimenti è 

riscontrabile un rapporto tra abuso di sostanze e disturbo psichico – così 

come dichiarato dal dott. med. C._____ nello scritto al convenuto del 7 

febbraio 2008 e come si evince da altri documenti – nel fatto che l'abuso 

diminuiva, allorché il ricorrente era sottoposto a trattamento psicologico. 

c) Persino l'SMR TI/GR in data 5 luglio 2005 attestava quale diagnosi 

principale – oltre a "sindromi e disturbi psichici e comportamentali dovuti 

all'uso di alcol, oppioidi e cocaina" – un "disturbo di personalità 

emotivamente instabile tipo borderline". La stessa diagnosi veniva poi 

confermata dall'SMR nell'ambito della prima procedura di revisione, con 

rapporto medico del 21 febbraio 2008. Già nel rapporto del 5 luglio 2005 

l'SMR sosteneva inoltre che: "l'inizio dei problemi psichici viene segnalato 

a partire dal 2001, contemporaneamente all'aggravarsi di problematiche 

lavorative e relazionari." Da questo fatto di per sé, l'SMR desumeva 

tuttavia: "quindi la presenza di un eventuale disturbo di personalità sino a 

quel momento non ha avuto influsso rilevante sulla capacità formativa-

lavorativa: di conseguenza è altamente probabile che l'impossibilità a 

svolgere un'attività lavorativa a tempo pieno certificata a partire dal 2003 

sia essenzialmente legata al problema di dipendenza rispettivamente 

all'abuso di sostanze, e che in assenza di consumo di sostanze 

psicotrope, l'eventuale influsso del disturbo di personalità sulla capacità 

lavorativa sarebbe molto minore". Da un lato, l'SMR affermava quindi che 

le ripercussioni del disturbo di personalità sulla capacità lavorativa 

sarebbero minori, qualora non ci fosse un abuso risp. una dipendenza. 

Dall'altro, poggiando sul rapporto della clinica del 2001, sempre nello 

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stesso contesto esso relativizzava questa affermazione e dichiarava: 

"d'altra parte l'assicurato ha già eseguito innumerevoli tentativi di 

disintossicazione, essendo cosciente del suo problema, senza riuscita, e 

lo psichiatra Dr. D._____ nella sua valutazione del 2001 parlava di una 

tossicodipendenza probabilmente secondaria al disturbo di personalità." 

L'SMR riteneva perciò indicato un ulteriore accertamento della situazione 

psichica del ricorrente. 

d) Nella prima procedura di revisione nel 2008, sulla base del rapporto 

dell'SMR del 21 febbraio 2008 attestante – come visto in precedenza – 

sia un disturbo di personalità che sindromi dovuti all'uso di stupefacenti e 

alcol, il convenuto confermava invariato lo stato di salute risp. la relativa 

capacità lavorativa residua del ricorrente. Solo successivamente, durante 

la seconda procedura di revisione nel 2013, il convenuto avanzava la 

richiesta di astinenza, sorta dalla raccomandazione dell'SMR data 

nell'istruttoria di revisione (valutazione del 5 aprile 2013), la quale trova il 

suo fondamento nel fatto che, stando ai rapporti a disposizione, sarebbe 

riconoscibile un sostanziale problema di dipendenza. Previamente, 

nell'ambito della rivalutazione ai sensi della 6a revisione AI, con presa di 

posizione del 28 agosto 2012 l'SMR giungeva alla conclusione che, per 

giudicare l'influsso della dipendenza sulla capacità lavorativa sarebbe 

servita un'approfondita valutazione medica; esso affermava, tra l'altro, 

che non sarebbe mai stata effettuata una netta distinzione tra ciò che 

sarebbe condizionato dalla dipendenza e ciò che invece lo sarebbe dal 

disturbo (psichico). La situazione medicalmente documentata del 

ricorrente al momento della seconda revisione – in cui venne impartita 

l'ingiunzione di astinenza qui in discussione – era quindi invariata rispetto 

a prima, ragion per cui, a tutt'oggi, in base ai rapporti medici a 

disposizione, non solo sussistono ragionevoli dubbi in merito al fatto che 

la dipendenza del ricorrente sia svincolata dai problemi psichici risp. dal 

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disturbo di personalità, ma, alla luce di quanto menzionato nei 

considerandi precedenti, appare opportuno ritenere verosimilmente data 

una correlazione tra il disturbo mentale e la dipendenza. 

e) Da quanto emerso dagli atti, si può dunque dedurre che la dipendenza è 

collegata al disturbo psichico, presupposto che da solo è sufficiente 

affinché occorra considerare la dipendenza come giuridicamente rilevante 

ai fini dell'accertamento di invalidità (cfr. sopra cons. 3). Di conseguenza, 

l'obbligo di astinenza impartito dal convenuto è inammissibile. Senza 

ulteriori accertamenti al riguardo non è infatti possibile stabilire se il 

ricorrente, a causa della sua patologia, possa adempiere una simile 

imposizione. 

5. a) In base alle considerazioni di cui sopra, il ricorso si rileva fondato. Dato 

che l'imposizione di astinenza richiesta al ricorrente era illegittima, il 

convenuto non era tenuto a chiudere il caso di revisione a causa del 

mancato rispetto dell'obbligo di collaborare con conseguente sospensione 

della prestazione di rendita AI. La decisione 30 luglio 2014 qui impugnata 

va perciò annullata. È dunque necessario che il convenuto continui la 

procedura di revisione ed effettui gli accertamenti necessari ai fini di una 

nuova decisione.

b) In deroga all'art. 61 lett. a LPGA, la procedura di ricorso in caso di 

controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi 

al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità 

delle spese è determinata tra fr. 200.-- e fr. 1'000.-- in funzione delle 

spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (art. 69 cpv. 1bis 

LAI). Per la procedura davanti al Tribunale amministrativo, in applicazione 

dell'art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA ha diritto alle ripetibili il ricorrente che vince 

la causa. I presenti costi procedurali pari a fr. 700.-- sono così accollati 

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all’ufficio convenuto, il quale è pure tenuto a rifondere al ricorrente le 

spese di patrocinio. Dalla nota d'onorario inoltrata vanno detratte le 

posizioni concernenti il periodo dal 25 novembre 2013 al 17 luglio 2014 

(10.5 h – 3.75 h = 6.75 h), visto che esse riguardano la procedura di 

obiezione davanti all'Ufficio AI. Risulta perciò un costo tariffario 

indennizzabile di fr. 1'620.-- (6.75 h x fr. 240/h). Oltre alla tariffa oraria il 

tribunale amministrativo riconosce un risarcimento per eventuali spese 

fino al 3 % dell'onorario, che nel caso in questione ammonta quindi a 

fr. 48.60. Appare dunque adeguato un indennizzo complessivo 

(arrotondato) di fr. 1'800.-- (fr. 1'668.60 + fr. 133.50 [8 % IVA]).

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è accolto, la decisione 30 luglio 2014 è annullata e la causa è 

rinviata all'Ufficio AI per la continuazione della procedura di revisione ai 

sensi dei considerandi e l'emanazione di una nuova decisione.

2. I costi di procedura pari a fr. 700.-- vanno a carico dell'Ufficio AI del 

Cantone dei Grigioni. 

3. L'Ufficio AI del Cantone dei Grigioni è tenuto ad indennizzare a A._____ 

fr. 1'800.-- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]