# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3d1ffab9-1ce6-58bb-831e-e890698e6057
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-03-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.03.2006 30.2006.3
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2006-3_2006-03-08.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2006.3

   

  TB

  	
  Lugano

  8 marzo 2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso dell'11 gennaio 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 9 gennaio
  2006 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1
  

   

   

  in materia di contributi AVS

  

 

 

In fatto ed in diritto

 

ritenuto che

il 7 settembre 2005 la
Cassa CO 1 ha eseguito un controllo della società RI 1, riprendendo degli
importi considerati come salari, ma non notificati come tali;

 

ad esplicita domanda
(doc. A8), il 23 settembre 2005 (doc. A7) la società controllata ha trasmesso
all'Amministrazione la
documentazione richiesta durante la citata revisione;

 

il 13 ottobre 2005
(doc. 1) la Cassa di compensazione ha emanato una decisione di tassazione d'ufficio portante sul periodo di contribuzione
1° gennaio 2001-31 dicembre 2004, fissando in Fr. 7'349,05 i contributi dovuti dalla società;

 

con la ricezione della
diffida di pagamento del 9 dicembre 2005 (doc. 4) ammontante a Fr. 7'429,05, compresi Fr. 80.- di tassa d'intimazione, il 14 dicembre 2005 (doc. 3) la
società revisionata ha chiesto via fax alla Cassa l'invio della copia dell'incarto;

 

il giorno seguente
(doc. 4), la SA ha fatto sapere alla Cassa di non aver mai ricevuto la
comunicazione di tassazione d'ufficio
2001-2004 e di volergliela trasmettere, in modo da poter prevalersi del mezzo
del ricorso;

 

con scritto del 21
dicembre 2005 (doc. A9) la società ha contestato la decisione formale del 13
ottobre 2005 ricevuta il 16 dicembre 2005, affermando che l'unica ripresa che poteva essere fatta
concerneva l'importo di Fr. 9'600.- versato a __________;

 

con raccomandata del
27 dicembre 2005 (doc. A6) la Cassa ha comunicato alla società che l'opposizione formulata il 21 dicembre era
tardiva, siccome la decisione di tassazione è stata emessa il 13 ottobre e ritirata
dalla SA il 17 seguente;

 

il 2 gennaio 2006
(doc. A3) la società opponente ha contestato la presa di posizione dell'Amministrazione, invitandola a comprovare
le proprie allegazioni, siccome "nessuna persona abilitata ha mai
ricevuto la vostra decisione e quindi la nostra opposizione è da ritenersi
completamente valida";

 

con scritto
raccomandato del 9 gennaio 2006 (doc. A1) la Cassa di compensazione ha
nuovamente sostenuto la tardività dell'opposizione, comprovandola mediante l'estratto informatico "track & trace" (doc. A2)
della Posta, dal quale risulta che la raccomandata n. __________ è stata
impostata a __________ il 13 ottobre e ritirata a __________ il 17 ottobre
2005;

 

la società si è
aggravata l'11 gennaio 2006
(doc. I) al TCA, sollevando la
questione dell'effettivo invio
dello scritto raccomandato contenente la decisione di tassazione d'ufficio e, qualora questo invio fosse
veramente stato effettuato, che la persona che l'avrebbe ritirato non sarebbe stata autorizzata ad agire in tal
senso, e che, oltretutto, questa raccomandata, se ritirata, nemmeno sarebbe mai
giunta negli uffici della SA;

la ricorrente ha contestato
nel merito la ripresa effettuata dalla Cassa di compensazione, supportando la
sua lagnanza con diversa documentazione (doc. III);

 

la SA ha successivamente
riconosciuto la ripresa eseguita nei confronti di __________, ma non ha
accettato le altre (doc. V);

 

la Cassa ha invece ribadito
che l'opposizione è stata formulata
tardivamente (doc. VII);

 

su esplicita richiesta
del TCA (doc. XI), la
ricorrente ha specificato il nome della persona che, secondo quanto risulta
dalla copia dell'avviso di
ritiro, il 17 ottobre 2005, ha ritirato l'invio raccomandato, ma ha tenuto a precisare che la stessa,
impiegata come fattorino fino al 31 dicembre 2005, non era autorizzata a
ritirare le raccomandate e che, da essa stessa interpellata, ha affermato di
non ricordare nulla di questo invio (doc. XII);

 

nelle more istruttorie
il Tribunale ha compiuto degli accertamenti presso La Posta di __________ (doc.
XV) e la Cassa (doc. XVI), dando poi la possibilità all'insorgente di pronunciarsi in merito alle risposte fornite dalle
persone interpellate (doc. XVII e XVIII);

 

considerato che

 

la presente vertenza
non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad
esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il
TCA può dunque decidere nella
composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge
organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le
cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella
causa N., I 707/00);

 

con il 1° gennaio 2003
è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni
sociali (LPGA), che ha comportato diverse modifiche della LAVS;

 

mentre le norme
sostanziali non sono applicabili in concreto poiché da un punto di vista
temporale sono di principio determinanti le norme in vigore al momento in cui
si realizza la fattispecie che esplica degli effetti (SVR 2003, IV nr. 25 pag.
76 consid. 1.2; cfr. DTF 127 V 467 consid. 1, 126 V 136 consid. 4b; STFA del 9
gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio
2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella
causa P., H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366
consid. 1b), le norme procedurali, in assenza di disposizioni transitorie,
trovano immediata applicazione (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr.
DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4a);

 

secondo l’art. 49 cpv.
1 LPGA, nei casi di ragguardevole entità o quando vi è disaccordo con
l’interessato, l’assicuratore deve emanare per iscritto le decisioni in materia
di prestazioni, crediti e ingiunzioni. Per il capoverso 3, le decisioni sono
accompagnate da un avvertimento relativo ai rimedi giuridici;

 

giusta l'art. 52 cpv. 1 LPGA, le decisioni possono
essere impugnate entro trenta giorni facendo opposizione presso il servizio che
le ha notificate; fanno eccezione le decisioni processuali e pregiudiziali. Il
cpv. 2 prevede che le decisioni su opposizione vanno pronunciate entro un
termine adeguato. Sono motivate e contengono un avvertimento relativo ai rimedi
giuridici. La procedura d'opposizione è gratuita. Di regola non sono accordate
ripetibili (cpv. 3);

 

nel caso concreto, la
ricorrente afferma sia di non aver mai ricevuto la raccomandata del 13 ottobre
2005 contenente la decisione formale di tassazione d'ufficio, sia che la persona che l'ha ritirata il 17 seguente non sarebbe stata da essa autorizzata a
procedere al ritiro dell'invio; la società non intende perciò rispondere di un comportamento
non lecito e chiede che la sua opposizione del 21 dicembre 2005 sia ritenuta
valida e che il TCA si pronunci
sul contenuto della stessa;

 

l'art. 38 LPGA, applicabile
direttamente all'opposizione insieme
agli artt. 39-41 concernenti i termini (KIESER, ATSG-Kommentar, n. 9 ad art.
52, pag. 521), prevede che se il termine è computato in giorni o in mesi e deve
essere notificato alle parti, inizia a decorrere il giorno dopo la
notificazione. Se non deve essere notificato alle parti, esso inizia a
decorrere il giorno dopo l'evento che lo ha provocato. Se l'ultimo giorno del
termine è un sabato, una domenica o un giorno festivo del Cantone in cui ha
domicilio o sede la parte o il suo rappresentante, il termine scade il primo
giorno feriale seguente;

un atto è considerato notificato
alla data alla quale il suo destinatario lo riceve effettivamente (STFA del 22
febbraio 2005 nella causa A.S.B., H 134/04);

 

quando il tentativo di
intimazione di un invio raccomandato si rivela infruttuoso (nel caso in cui il
destinatario non è reperibile) e, di conseguenza, viene emesso un avviso di
ritiro nella bucalettere o nella casella postale del destinatario, l’invio
raccomandato è considerato validamente notificato quando viene ritirato alla
Posta (STFA del 27 aprile 2005 nella causa B.S., I 366/04);

 

se ciò non avviene
entro la scadenza del termine di ritiro, corrispondente a sette giorni, l’invio
viene ritenuto notificato l'ultimo
giorno di questo termine, nella misura in cui il destinatario doveva prevedere
un'intimazione (DTF 127 I 31
consid. 2a/aa);

 

se l'assicurato, pendente una procedura o
dovendo comunque attendersi con una certa verosimiglianza una comunicazione
ufficiale (DTF 117 V 133 consid. 4b; DTF 116 Ia 92 consid. 2a), si allontana
(per un certo lasso di tempo) dal luogo di cui ha comunicato l'indirizzo alle autorità, omettendo di
prendere i provvedimenti necessari affinché gli invii postali provenienti a
tale recapito gli siano rimessi, o comunque d'informare le stesse autorità sul luogo dove può essere raggiunto, o
ancora di designare un rappresentante abilitato ad agire in suo nome, egli non
può prevalersi della sua assenza presso l'indirizzo noto all'autorità
al momento del tentativo di notifica di detto atto. In tal caso, la
comunicazione è da considerare ugualmente come validamente notificata (DTF 119
V 94 consid. 4b/aa);

 

questa finzione di notifica
vale tuttavia nell'ipotesi in cui il soggetto di diritto debba ragionevolmente
attendersi, secondo il principio della buona fede, che un'intimazione avrebbe
potuto realizzarsi. In tale evenienza l'interessato deve fare in modo che gli
atti connessi possano essergli agevolmente notificati, comunicando
correttamente e tempestivamente il suo nuovo recapito (STFA del 13 febbraio
2001 nella causa S., H 338/00; DTF 119 V 94 consid. 4b/aa; DTF 117 V 132 consid.
4a; DTF 116 Ia 92 consid. 2a);

 

generalmente un
secondo invio e la susseguente ricezione non modificano tale risultato; essi
sono giuridicamente irrilevanti (DTF 119 V 94 consid. 4b/aa con riferimenti);

eccezione va fatta nel
caso in cui l'autorità notifica
di nuovo, senza riserve, una decisione contenente un'indicazione del rimedio giuridico prima che sia scaduto il
termine originario. In questa evenienza, il termine ricorsuale è calcolato a
partire dalla seconda notificazione, sempreché siano adempiute le condizioni
relative all'applicazione del
principio costituzionale della protezione della buona fede (STFA del 27 aprile
2005 nella causa B.S., I 366/04; DTF 115 Ia 18 consid. 4);

 

secondo costante
giurisprudenza federale, affinché un atto amministrativo o giudiziario intimato
mediante raccomandata valga come notificato non è necessario che il diretto
interessato lo ritiri; a tal fine è sufficiente che l’atto entri nella sfera d’influenza
del destinatario. Non è per contro necessario che quest'ultimo lo prenda anche effettivamente in consegna oppure ne prenda
altrimenti conoscenza (STFA del 22 febbraio 2005 nella causa A.S.B., H 134/04; DTF
122 I 143 consid. 1);

 

ciò vale anche nel
caso in cui il destinatario dovesse avere designato o avere autorizzato una
terza persona a prendere in consegna i suoi invii postali. Anche in tale
evenienza, la notifica al terzo autorizzato equivale ad una notifica al
destinatario medesimo (STFA del 22 febbraio 2005 nella causa A.S.B., H 134/04);

 

per l'art. 41 LPGA, se
il richiedente o il suo rappresentante è stato impedito, senza sua colpa, di
agire entro il termine stabilito, lo stesso è restituito, sempre che
l'interessato lo domandi adducendone i motivi entro dieci giorni dalla
cessazione dell'impedimento. Se la restituzione è concessa, il termine per
compiere l'atto omesso decorre dalla notifica della decisione;

 

in DTF 110 V 36, il
TFA ha stabilito che è valida la notificazione di una decisione raccomandata
consegnata allo sportello postale ad un terzo titolare di una semplice procura
tacita, risultante dalle circostanze. L'Alta Corte ha affermato:

 

"  (…) 3.- a) Die Vorinstanz stellt in ihrem Entscheid
fest, dass die Kassenverfügung den Beschwerdeführern am 10. Mai 1982 zugestellt
worden sei, dass die 30tägige Frist demnach am folgenden Tag zu laufen begonnen
und am 9. Juni 1982 geendet habe. Die erst am 11. Juni 1982 der Post übergebene
Beschwerde sei damit verspätet. Für den Beginn der Frist beruft sich die
Vorinstanz dabei zu Unrecht auf kantonales Recht, was allerdings, da es mit dem
Bundesrecht in diesem Punkt übereinstimmt, im Ergebnis ohne Bedeutung ist.

b) In der Verwaltungsgerichtsbeschwerde bringen die Beschwerdeführer
zunächst vor, die Kassenverfügung sei ihnen nicht ordnungsgemäss zugestellt
worden; die Post habe die Verfügung am 10. Mai 1982 "einem gewissen
F.L." ausgehändigt, der weder Angestellter des Hotels T. sei noch eine
Zeichnungsberechtigung für den Betrieb besitze; die Beschwerdeführer hätten
die Verfügung nach mehrtägiger Abwesenheit in jener Zeit erst am 15. Mai 1982
erhalten. Damit ziehen sie die Richtigkeit der vorinstanzlichen Feststellung
über den Zustellungszeitpunkt in Zweifel. Laut Akten übergab die
Ausgleichskasse ihre Verfügung am 7. Mai 1982 eingeschrieben der Post in
Montreux. Da der Postbote in A. beim Zustellungsversuch anscheinend keine empfangsberechtigte
Person antraf, brachte er auf dem Briefumschlag den Vermerk "Frist
17.5." an und hinterliess eine Abholungseinladung (vgl. Art. 157
Verordnung 1 zum Postverkehrsgesetz, SR 783.01). Wie das Postamt A. auf Anfrage
am 5. September 1983 mitteilte, habe F.L. diese Abholungseinladung am 10. Mai
1982 am Schalter vorgewiesen und erklärt, von einem der Beschwerdeführer mit
der Abholung der Sendung beauftragt worden zu sein, worauf ihm die
Schalterbeamtin den Brief der Ausgleichskasse ausgehändigt habe. Das Postamt
fügte bei, dass F.L. "zeitweise Postkommissionen für das Hotel T."
besorge. Dem halten die Beschwerdeführer im zweiten Schriftenwechsel entgegen,
F.L. sei nicht empfangsbevollmächtigt gewesen; zwar sei er in den Besitz der
Abholungseinladung gekommen, doch sei ihm diese nicht von den Beschwerdeführern
ausgehändigt worden. Die Einwendungen der Beschwerdeführer sind nicht
stichhaltig. Ob F.L. die Abholungseinladung von einem der Beschwerdeführer oder
- in ihrer Abwesenheit - allenfalls von einem Angestellten des Betriebs
erhalten hat, ist unerheblich; die Beschwerdeführer machen jedenfalls nicht
geltend, F.L. sei unbefugterweise in den Besitz der Abholungseinladung gelangt.
Auch wird von ihnen nicht bestritten, dass F.L. für ihren Betrieb zuweilen
Postkommissionen besorgt und dass er in dieser Eigenschaft dem Personal des
Postamtes in A. bekannt ist. Wenn die Schalterbeamtin unter diesen Umständen
gegen die Vorweisung der Abholungseinladung die Sendung ohne schriftliche
Vollmacht der Beschwerdeführer aushändigte, so kann darin kein Verstoss gegen
einschlägige Vorschriften erblickt werden. Art. 149 Verordnung 1 zum
Postverkehrsgesetz sieht die Schriftlichkeit nur als Regelfall vor und
schliesst eine stillschweigende Bevollmächtigung aufgrund eines bestimmten
Verhaltens des Adressaten nicht aus (TUASON/ROMANENS, Das Recht der
Schweizerischen PTT-Betriebe, 3. Aufl., S. 75 f.). Demnach ist davon
auszugehen, dass die Kassenverfügung vom 7. Mai 1982 den Beschwerdeführern am 10. Mai 1982 rechtsgültig zugestellt
worden ist. (…)." (sottolineature della
redattrice),

 

non va inoltre dimenticato
che, per costante giurisprudenza, chi si assenta pendente una procedura dal
proprio domicilio deve prendere i provvedimenti utili affinché le comunicazioni
delle autorità gli siano notificate (DTF 117 V 131). In tale evenienza,
l'interessato deve fare in modo che gli atti procedurali connessi possano
essergli agevolmente notificati, comunicando correttamente e tempestivamente il
suo nuovo recapito (DTF 119 V 94 consid. 4b/aa, 117 V 132 consid. 4a, 116 Ia 92
consid. 2a, STFA del 13 febbraio 2001 nella causa S., H 338/00);

a norma della
giurisprudenza del TFA, la prova che una decisione è stata notificata incombe
all'amministrazione (DTF 103 V 65, DTF 99 Ib 359; si veda anche: GYGI, Bundes-verwaltungsrechtspflege,
pag. 61). Nel caso in cui la circostanza della ricezione della decisione è
litigiosa si deve, nel dubbio, aderire alla versione fornita dal destinatario,
vale a dire a quella dell'assicurato (DTF 103 V 66). Infatti, se
l'amministrazione vuole assicurarsi che la decisione pervenga al destinatario,
essa deve spedire l'invio per raccomandata (DTF 101 Ia 7, STCA 17 agosto 1993 nella causa G.G.;
RHINOW/KRÄHENMANN, Schweizerische Verwaltungsrecht- sprechung, Ergänzungsband,
§84 V, pag. 284);

 

va ancora rammentato come in una sentenza del 15 marzo 2005 di
questo Tribunale (Inc. n. 36.2004.180 nella causa R.P.), si è ritenuto che,
laddove l’amministrazione intimi la propria decisione – e ciò vale a maggior
ragione per la decisione su opposizione – all’indirizzo errato, non si possa
ritenere valida l’intimazione anche se successivamente concorra un errore del
dipendente della Posta (in quel caso accertato ed ammesso dai dipendenti della
Posta interessati) ad ulteriormente “allontanare” l’invio dal destinatario;

 

in specie, dopo l'ispezione eseguita il 7 settembre 2005, la
Cassa ha intimato alla società sottoposta a controllo di trasmetterle la
documentazione che mancava al momento della revisione; in tal senso, la
ricorrente doveva attendersi una decisione portante sull'esito di questa revisione;

 

infatti, il 13 ottobre
2005 l'Amministrazione ha emanato una decisione formale di tassazione d'ufficio che risulta essere stata intimata
alla società qui ricorrente. Questa decisione è stata indirizzata
correttamente. La destinataria è la società RI 1, ed è stata trasmessa al
recapito del destinatario all'indirizzo __________, e non alla casella postale  come
specifica la carta intestata della ricorrente;

 

non solo la decisione
qui contestata reca una corretta indicazione del destinatario e del suo
indirizzo, ma dalla documentazione raccolta (doc. 2) risulta anche che è stata
regolarmente notificata alla società insorgente;

sull'invito di ritiro che l’Amministrazione ha
trasmesso al TCA dando seguito
all'onere della prova che le incombe
(art. 8 CC) per comprovare l'avvenuta
notifica di un atto amministrativo, emerge chiaramente come l’invio sia stato
ritirato dal destinatario. Sia la verifica Track & Trace eseguita
dall’Amministrazione (doc. A2) sia la vera e propria ricerca postale prodotta dalla
Posta su richiesta della Cassa (doc. 2) specificano in effetti il destinatario
e la sorte dell’invio (ritirato);

 

la raccomandata con
numero finale __________, impostata a __________, è stata infruttuosamente
recapitata il 14 ottobre 2005 nella casella postale utilizzata dalla RI 1 (doc.
XVIII: risposta n. 1) ed è stata poi ritirata da tale __________ il 17 ottobre
2005 (doc. 2) a __________, allo sportello caselle (doc. XVIII: risposta n. 2),
sulla base dell'invito di
ritiro lasciato nella casella postale il giorno della mancata consegna;

 

dalle risposte fornite
dalla Posta di __________ interpellata dal TCA (doc. XV), emerge chiaramente ed indiscutibilmente che __________,
oltre ad aver personalmente ritirato il 17 ottobre 2005 (doc. XVIII: risposta
n. 1) l'invio della Cassa
contenente la decisione di tassazione d'ufficio del 13 ottobre 2005, "si presentava regolarmente a
ritirare invii per la RI 1 " (doc. XVIII: risposta n. 5), tanto
che giornalmente ritirava allo sportello caselle tutto quello che concerneva
la RI 1 " (doc. XVIII: risposta n. 6). La sua presenza agli sportelli alla
posta di __________ era talmente frequente che "__________ era un viso
noto al personale dello sportello caselle" (risposta n. 7), sebbene __________
non fosse stato espressamente autorizzato dalla società ricorrente a ritirare
gli invii raccomandati ad essa indirizzati (docc. XII e XVIII: risposta n. 10);

 

malgrado l'insorgente critichi il comportamento assunto
dalla Posta proprio in occasione del ritiro della raccomandata n. __________, poiché
essa l'ha consegnata ad una
persona non autorizzata mediante regolare procura scritta, il TCA rileva che, stanti gli elementi
probatori agli atti, la lagnanza dell'insorgente vada comunque respinta;

 

in virtù della giurisprudenza
sopra riportata per esteso, infatti, va ritenuto che il fattorino __________ ha
ritirato l'invio raccomandato
della Cassa – come pure tutti gli altri invii indirizzati alla SA – sulla base
di una procura tacita, che si è creata nel tempo tra la società e la Posta a
seguito dei quotidiani passaggi del fattorino all'ufficio postale di __________ allo scopo espresso di ritirare, in
nome e per conto di RI 1, la corrispondenza inviata a quest'ultima;

 

pertanto, questa
procura, che è sorta per atti concludenti, ha supplito alla mancata autorizzazione scritta che la ricorrente doveva sottoscrivere in
favore di __________;

 

da questi elementi
discende dunque che la notifica della decisione formale della Cassa inviata per
raccomandata e consegnata allo sportello postale ad un terzo titolare di una
semplice procura tacita (e comunque dipendente della ricorrente sino a fine
2005) è valida, e come tale esplica tutti gli effetti giuridici;

 

di conseguenza, il TCA conclude che l’invio della Cassa è
stato regolarmente notificato alla destinataria e questa, per il tramite di un
suo impiegato, l’ha validamente ritirato. In questo senso, come visto, vi è non
solo la firma del suo collaboratore ad attestarlo (come rilevabile dal doc. 2),
ma anche il “visum” del funzionario della Posta;

 

infine, il Tribunale
osserva che l’affermazione secondo cui soltanto __________ e __________ e __________
erano autorizzati a ritirare le raccomandate (doc. XII) si scontra con la
certezza dei fatti: __________, impiegato della ricorrente, il 20 gennaio 2006
(doc. V/2) ha ritirato - e vi si è pure opposto - il precetto esecutivo che la
Cassa ha fatto spiccare nei confronti della SA, come pure l'invio raccomandato con avviso di ricevuta
di ritorno che questo TCA ha
spedito all'insorgente il 24
gennaio 2006 (doc. VIII);

 

inoltre, il 23
settembre 2005 il dipendente __________ ha firmato per ordine di __________
l'invio alla Cassa dei
documenti richiesti per ultimare la revisione del 7 settembre 2005 (doc. A7);

 

in questo senso è
possibile affermare che le tre persone citate dalla ricorrente non erano le
uniche autorizzate – in senso lato – a ritirare la corrispondenza ad essa indirizzata;

 

alla luce di quanto
precede, la decisione formale del 13 ottobre 2005 è entrata il 17 ottobre 2005
nella sfera d'influenza della
SA ricorrente per il tramite di un suo dipendente; ciò significa che la
decisione amministrativa le è stata validamente notificata;

 

se poi la destinataria
dell'invio non ha avuto, a quel
momento, l'effettiva conoscenza
del suo contenuto, questo elemento non inficia la circostanza
che la raccomandata, così pervenutale, le sia stata comunque validamente notificata;

 

ne consegue che questa
decisione formale di tassazione d'ufficio, al momento in cui la ricorrente ha interposto opposizione
contro di essa (21 dicembre 2005), era senz’altro cresciuta in giudicato, per
cui il ricorso qui in discussione, che contesta la tardività dell'opposizione, deve essere respinto.

 

Per questi
motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                 1.-   Il
ricorso è respinto.

 

                                 2.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti