# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 58583266-7200-5a70-b7a8-226e5e79334b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-05-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.05.1997 52.1996.104
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1996-104_1997-05-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.96.00104

   

  	
  Lugano

  9 maggio 1997

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Matteo
  Cassina, vicecancelliere

  

 

 

statuendo
sul ricorso  3 maggio 1996 di

 

 

	
   

  	
  __________ rappr. da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 17 aprile 1996 (no. 1805) del Consiglio di Stato mediante la quale
  è stato respinto il gravame interposto dagli insorgenti avverso la
  risoluzione 5 marzo 1996 con cui il municipio di __________ ha ordinato loro
  il risanamento dell'impianto di riscaldamento a combustione di cui è dotato
  lo stabile sito al mappale no. __________ RFD di __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    9 maggio 1996 del municipio di
__________;

-    13 maggio 1996 del Dipartimento del
territorio, Sezione della protezione dell'aria e dell'acqua;

-    15 maggio 1996 del Consiglio di
Stato;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   I ricorrenti __________ e
__________ sono comproprietari della part. no. __________ RFD di __________,
sulla quale sorge un edificio (denominato "__________") dotato di un
impianto di combustione ad olio extra leggero, che si compone di un bruciatore
installato nel 1984 e di una caldaia da 148 kW installata nel 1967.

Il 26 gennaio 1996 è stato eseguito un esame del predetto impianto
di combustione, in occasione del quale il controllore ufficiale ha, tra le
altre cose, rilevato delle emissioni di diossido d'azoto (NO2) nella misura di
181-182 mg/mc.

Nella medesima occasione sono pure state rilevate delle
perdite energetiche dell'impianto.

 

 

                                  B.   Fondandosi su questi dati,
il municipio di __________, con decisione 6 marzo 1996, ha ordinato agli
insorgenti il risanamento entro il 31 dicembre 1998 dell'impianto di
combustione di cui è dotato lo stabile di loro proprietà, affinché le emissioni
di diossido di azoto siano ricondotte a valori pari o inferiori ai 120 mg/mc.

L'ordine è stato impartito sotto comminatoria della multa,
ritenuto che in caso di disattenzione del termine fissato il municipio farà
eseguire il risanamento da terzi a spese degli obbligati.

 

 

                                  C.   Con ricorso 11 marzo 1996
__________ e __________ hanno impugnato la predetta decisione municipale
davanti al Consiglio di Stato, chiedendo una proroga del termine loro assegnato
per l'esecuzione dei lavori di risanamento dell'impianto di combustione.

In quella sede gli insorgenti hanno rilevato come l'unico parametro
non rispettato dall'impianto sia quello relativo al diossido d'azoto, le cui
emissioni sarebbero di poco superiori al 50 % del limite fissato dall'Ordinanza
federale sull'inquinamento atmosferico (OLA già OIAt).

Hanno quindi concluso che in simili circostanze non si
giustifica la fissazione di un termine di risanamento così breve, visto tra
l'altro che in casi ben più gravi sono stati concessi termini assai più lunghi.

 

 

                                  D.   Con decisione 17 aprile 1996
il Consiglio di Stato ha respinto il gravame.

Il Governo, appurato come effettivamente l'impianto di combustione
in oggetto violi i parametri stabiliti dalla legge per quanto concerne le
emissioni di diossido di carbonio, ha ritenuto che il termine di risanamento
impartito dal municipio sia del tutto conforme a quanto previsto dalle
disposizioni cantonali in materia e in particolare sia rispettoso delle
direttive che il Dipartimento del territorio ha emanato in questo settore.

L'Esecutivo cantonale ha quindi respinto la censura secondo
la quale il provvedimento impugnato sarebbe tale da ingenerare una disparità di
trattamento a sfavore degli insorgenti, non avendo saputo quest'ultimi
minimamente sostanziare questa loro argomentazione. A tale proposito il
Consiglio di Stato ha comunque ricordato come di principio non possa essere
garantita la parità di trattamento nell'illegalità.

 

 

                                  E.   Contro il predetto giudizio
i ricorrenti sono insorti davanti al Tribunale cantonale amministrativo
chiedendo, in via principale, l'annullamento dell'ordine impartito loro dal
municipio, in via subordinata, il prolungamento del termine di risanamento a 10
anni e, in via ancora più subordinata, che il suddetto termine sia fissato tra
i 5 e i 10 anni.

Sostengono che, negando loro la facoltà di replicare alle
allegazioni di causa presentate dal municipio e dal Dipartimento del
territorio, il Consiglio di Stato ha violato il loro diritto di essere sentiti
e di esprimersi su questioni che non erano mai state sollevate in precedenza.

Affermano che l'ordine di risanamento difetta della
necessaria base legale specialmente per quanto concerne i termini di esecuzione
dello stesso: sostengono infatti che il decreto esecutivo concernente il
controllo degli impianti a combustione del 14 giugno 1994 (DECIC) non poggia su
di una sufficiente norma delegativa di diritto federale.

Aggiungono che, anche qualora si volesse ammettere il contrario,
le disposizioni cantonali in materia contrastano con lo spirito della norma
delegante nella misura in cui obbligano il risanamento entro due anni di tutti
gli impianti a combustione installati prima del 1975, indipendentemente dalla
misura con cui queste non rispettano i limiti di emissione e indipendentemente
dalle limitazioni preventive.

Asseriscono da ultimo che nel caso concreto l'impianto di
"__________" supera unicamente del 50 % il limite imposto, ragione
per la quale il sorpasso non può essere considerato come eccessivo ai sensi
dell'OLA e quindi non si giustifica di fissare un termine di risanamento
inferiore a 10 anni.

 

 

                                  F.   All'accoglimento del ricorso
si oppone il Consiglio di Stato, senza formulare particolari osservazioni.

Dal canto suo il municipio di __________, richiamando le
proprie precedenti osservazioni, si rimette al prudente giudizio di questo
Tribunale.

Neppure il Dipartimento del territorio, Sezione della
protezione dell'aria e dell'acqua, chiede la reiezione del gravame: adduce
tuttavia alcune osservazioni di cui si dirà, se necessario, in seguito.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo discende dall'art. 6 cpv. 3 DLALPAmb.

La legittimazione attiva dei ricorrenti è pacifica (art. 43
PAmm).

Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine e può
essere deciso sulla base degli atti, senza procedere all'assunzione delle prove
notificate dall'insorgente (sopralluogo e perizia) che non appaiono invero idonee
a procurare a questo Tribunale la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per
il giudizio (art. 18 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1. In primo luogo occorre
esaminare se il Consiglio di Stato abbia violato o meno il diritto di essere
sentito degli insorgenti, non avendo concesso a quest'ultimi la facoltà di
replicare alle argomentazioni addotte dal municipio di __________ e dal Dipartimento
in sede ricorsuale.

I ricorrenti lamentano in particolare di non avere potuto
prendere posizione sulle direttive emanate dal Dipartimento dell'ambiente in
materia di impianti di riscaldamenti; direttive a cui è stato fatto riferimento
per la prima volta negli allegati responsivi presentati davanti al Consiglio di
Stato dal municipio e dallo stesso Dipartimento.

 

2.2. Il diritto di essere sentito comprende la prerogativa
per il cittadino di potersi esprimere davanti ad un'autorità, prima che
quest'ultima prenda una decisione che lo concerne da vicino. Ciò comporta la
facoltà di prendere posizione anticipatamente tanto sui fatti quanto sull'applicazione
del diritto (J.P. Müller, Die Grundrechte del schweizerischen Bundesverfassung,
pag. 273).

La questione a sapere se nel caso concreto il Consiglio di
Stato, negando la facoltà di replicare, abbia violato il diritto di essere
sentito dei ricorrenti può restare in questa sede aperta. Infatti, quand'anche
dovesse sussistere, il vizio ravvisato dai ricorrenti è da ritenersi comunque
sanato, avendo quest'ultimi avuto ampia facoltà di esporre con il gravame in
esame le loro tesi in merito a quegli aspetti della fattispecie che essendo
stati sollevati dalle autorità solo dopo l'inoltro del ricorso al Consiglio di
Stato, non avevano potuto fare l'oggetto di critica davanti all'istanza inferiore.
Dottrina e giurisprudenza considerano in effetti sanata la violazione del
diritto di essere udito commessa in primo grado quando gli insorgenti - come
nel caso concreto - hanno avuto la possibilità di liberamente esprimersi
davanti ad un'autorità cantonale di ricorso il cui potere d'esame è almeno pari
a quello dell'istanza inferiore (DTF 118 Ib 120 seg. consid. 4b e rinvii; RDAT
1982 N. 30 pag. 68, consid. 2b; STA inedita 5 aprile 1994 in re Werner, consid.
2.2. e riferimenti ivi menzionati).

La censura va dunque respinta.

 

 

                                   3.   Gli impianti a combustione
sono impianti stazionari ai sensi dell'art. 7 cpv. 7 LPAmb. 

Essi devono essere equipaggiati e esercitati in modo da
rispettare le limitazioni d'emissione fissate nell'allegato 3 OLA (art. 3 cpv.
2 lett. b), 7 OLA). L'autorità è inoltre tenuta a limitare preventivamente,
nella maggior misura possibile dal punto di vista tecnico e dell'esercizio e
sopportabile dal profilo economico, le emissioni per le quali la OLA non fissa
un valore limite o lo dichiara inapplicabile (art. 4 cpv. 1, 7 OLA).

L'autorità provvede affinché gli impianti stazionari
esistenti che non soddisfano le esigenze della OLA e dei suoi allegati siano
risanati. Essa emana dunque le decisioni necessarie e fissa i termini di
risanamento (art. 16 LPAmb; 8 cpv. 1 e 2 OLA). La OLA stabilisce nel caso di
impianti singoli un periodo "normale" di risanamento di 5 anni (art.
10 cpv. 1 OLA), lasciando poi alle autorità preposte alla messa in esecuzione
di questi provvedimenti la facoltà di imporre nelle loro decisioni termini più
brevi o più lunghi (da 30 giorni a 10 anni) a seconda delle circostanze
concrete del caso, tenendo comunque conto dei criteri che il diritto federale
fissa all'art. 10 cpv. 2 e 3 OLA.

Regole particolari valgono qualora l'inquinamento atmosferico
sia causato non da un singolo impianto, bensì da più impianti stazionari. In
questi casi, se la limitazione preventiva delle emissioni risulta non essere
sufficiente a impedire o ad eliminare le immissioni eccessive, l'autorità è
tenuta ad adottare ulteriori provvedimenti, come in particolare la riduzione
dei termini di risanamento previsti dall'art. 10 OLA e la fissazione di
limitazioni completive o più severe delle emissioni (art. 9 cpv. 4, 10 cpv. 4,
32 OLA). In questi casi il diritto federale, pur fissando alcuni criteri
generali, lascia comunque alle autorità esecutive un ampio margine di manovra
sia per quanto concerne la fissazione dei termini di risanamento di impianti
non conformi, sia per quanto riguarda l'introduzione di limiti di emissione più
severi o completivi.

L'esecuzione di questi provvedimenti spetta di principio ai
Cantoni (art. 36 LPAmb e 35 OLA), i quali per quanto riguarda il risanamento di
impianti non conformi, sono competenti a rilasciare prescrizioni esecutive
(art. 37 LPAmb). Il Cantone Ticino ha fatto uso di tale facoltà emanando il
Decreto legislativo di applicazione alla LPAmb del 16 dicembre 1991 (DLALPAmb),
il quale designa agli articoli da 2 a 5 le autorità competenti a porre in
esecuzione a livello cantonale la LPAmb e le rispettive ordinanze. Per ciò che
concerne il campo specifico degli impianti di combustione, il Consiglio di
Stato, fondandosi sull'art. 2 cifra 5 DLALPAmb, ha emanato un decreto esecutivo
concernente il controllo degli impianti di combustione del 14 giugno 1994
(DECIC).

 

 

                                   4.   Secondo l'allegato 7 OLA, i
valori limite d'immissione per il diossido d'azoto sono fissati come valore
medio annuo (media aritmetica) a 30 mg/mc, il valore di 80 mg/mc come valore
medio su 24 ore potendo essere superato soltanto una volta all'anno. In base
alle analisi della qualità dell'aria in __________, allestita nel giugno 1996
dal Dipartimento del territorio, le immissioni di diossido di azoto nel 1995 hanno
superato in tutti i centri del Cantone e in prossimità degli assi stradali con
elevato volume di traffico i valori limite fissati dall'OLA. In particolare,
secondo i dati raccolti dal Dipartimento, nell'abitato di __________, che qui
più interessa, è stata registrata una concentrazione media di diossido di azoto
sull'arco del 1995 di all'incirca 46 mg/mc. Si tratta in Ticino di un valore
secondo solo a quello registrato a __________ e che supera di oltre il 50 % il
limite fissato dall'OLA (cfr. Analisi della qualità dell'aria in Ticino 1995,
pag. 47 e segg.). Le emissioni di ossidi di azoto in __________ sono dovute in
gran parte al traffico motorizzato: è pertanto in questo settore che si
concentrano i maggiori sforzi per la riduzione delle emissioni. Anche negli
altri settori, tra cui quello degli impianti a combustione, si impongono però interventi
volti a contenere le emissioni di ossidi di azoto, in quanto, a causa della gravità
delle immissioni di tali sostanze, solo con interventi di dettaglio su tutte le
fonti di inquinamento è possibile migliorare lo stato dell'aria e riportare la
situazione a valori inferiori ai limiti dell'OLA (cfr. Progetto di piano di
risanamento dell'aria, maggio 1995, pag. 70).

Risulta pertanto dagli studi eseguiti dalle autorità
cantonali circa la qualità dell'aria che i valori d'immissione previsti dal
diritto federale sono tutt'oggi abbondantemente superati (specialmente per ciò
che riguarda gli ossidi d'azoto) malgrado che l'OLA contenga una gran numero di
limitazioni delle emissioni immediatamente applicabili, che la medesima
ordinanza prescriva severe esigenze tecniche riguardo alla costruzione,
all'equipaggiamento e all'esercizio degli impianti stazionari e che a più
livelli siano state adottate misure atte a contenere le emissioni di sostanze
nocive nell'aria, consistenti per l'appunto nell'uso di combustibili meno
inquinanti, nel contenimento del consumo degli stessi, nell'adozione di misure
di risanamento di impianti esistenti, nell'obbligo di equipaggiare con il
catalizzatore i veicoli immatricolati in Svizzera, nel controllo periodico
delle emissioni di gas di scarico dei veicoli, nel promovimento di trasporti
non motorizzati, nello sviluppo della rete di servizi pubblici, ecc... (cfr.
Progetto di piano di risanamento dell'aria, maggio 1990, pag. 70 e segg.).

L'attuale situazione dell'aria fa dunque sì che siano dati in
Ticino i presupposti previsti dall'art. 32 cpv. 1 OLA, affinché le autorità
possano intervenire nel campo specifico dell'inquinamento da diossido di azoto
con ulteriori provvedimenti quali segnatamente la riduzione dei termini di
risanamento degli impianti esistenti (tra cui per l'appunto gli impianti a
combustione), nonché la fissazione di limitazioni più severe delle emissioni.
La limitazione preventiva delle emissioni di diossido di azoto non è infatti
stata sino ad ora sufficiente ad impedire che in importanti regioni del Cantone
vengano ancora registrate immissioni eccessive di tale sostanza.

Fondandosi su quanto previsto dall'art. 31 OLA, il Consiglio
di Stato ha dunque varato nel marzo 1991 un Piano di risanamento dell'aria che
contempla una serie di provvedimenti volti ad ulteriormente contenere le
immissioni nell'aria di sostanze inquinanti.

Per quanto concerne gli impianti a combustione alla scheda C2
del predetto piano il Governo ticinese ha deciso di fissare limiti d'emissione
di ossidi di azoto più severi per gli impianti di combustione con potenza
compresa tra i 70 kW e 5 MW, i quali in base all'allegato 3 OLA soggiacciono
all'obbligo periodico di controllo. L'Esecutivo cantonale ha dunque lasciato al
Dipartimento del territorio il compito di fissare tramite direttive i valori di
emissione per tutti quegli impianti per i quali l'OLA non prevede alcuna
regolamentazione in proposito e di stabilire in base all'art. 32 cpv. 1 lett.
a) OLA dei termini di risanamento specifici per tutti gli impianti sottoposti
all'obbligo di controllo, siano essi stati installati prima o dopo il 1.
gennaio 1993 (art 2 cpv. 2 lett. d), 5 DECIC).

 

 

                                   5.   Da tutto quanto sin qui
esposto emerge che, contrariamente a quanto sostengono i ricorrenti, l'ordine
di risanamento impartito dal municipio di Locarno si fonda senz'altro su di una
valida base legale, e segnatamente sugli art. 16 LPAmb, 31 e 32 OLA, 2
DLALPAmb, 2 e 5 DECIC, nonché sul Piano di risanamento dell'aria allestito dal
Consiglio di Stato e sulle direttive emanate dal Dipartimento in questo ambito.

Gli art. 31 e 32 OLA poggiano sull'art. 16 LPAmb, il quale al
cpv. 2 prevede per l'appunto che in materia di risanamenti il Consiglio
federale è competente ad emanare prescrizioni circa gli impianti, l'estensione
dei provvedimenti da adottare, i termini e la procedura. Si tratta a non averne
dubbio di una valida disposizione delegativa contenuta in una legge in senso
formale sottoposta a referendum che circoscrive in modo sufficientemente
preciso le questioni la cui regolamentazione compete all'esecutivo federale.
Visto il carattere fortemente tecnico della materia delegata, è del tutto
lecito che la disposizione delegativa in questione si astenga dal fissare i parametri
entro i quali il Consiglio federale è tenuto a muoversi nell'adempiere al
proprio mandato legislativo, lasciando in tal modo a quest'ultimo un ampio
margine di manovra per operare le sue scelte.

Analogo discorso va fatto per il DECIC e per le direttive
emanate dal Dipartimento in materia di controllo e risanamento degli impianti a
combustione che formalmente discendono dagli art. 2 cifra 2 e 3 DLALPAmb, i
quali a loro volta costituiscono delle valide norme delegative in senso
formale, sufficientemente circoscritte e precise per ciò che riguarda la
materia il cui disciplinamento spetta per volontà del Gran Consiglio
all'amministrazione cantonale.

Contrariamente a quanto sostengono gli insorgenti l'art. 32
OLA non costituisce dunque affatto la norma delegativa su cui si basa il DECIC:
tale disposizione non soggiace pertanto ai requisiti di forma e di contenuto
appena menzionati. L'art. 32 OLA prevede unicamente una riserva a favore dei
cantoni affinché quest'ultimi, a cui spetta l'esecuzione dell'ordinanza (art.
35 OLA), in determinate situazioni e a determinate condizioni possano adottare
delle misure più restrittive rispetto a quelle previste dall'OLA stessa.

Le censure sollevate dai ricorrenti in merito alla presunta
carenza di base legale del provvedimento impugnato quanto ai termini di
risanamento in esso contenuti sono pertanto infondate e come tali devono essere
dunque respinte.

 

 

                                   6.   Chiarito questo aspetto
preliminare resta ora da valutare se il predetto termine presti il fianco alle
critiche sollevate dai ricorrenti, che lo reputano eccessivamente breve e come tale
lesivo del principio di proporzionalità.

 

6.1. L'art. 32 OLA non specifica la misura entro la quale
possono essere ridotti i tempi del risanamento. Sulla base della predetta
norma, l'autorità decidente beneficia dunque di un ampio potere discrezionale
in questo ambito. Ciò non significa comunque ancora che quest'ultima possa
decidere a suo piacimento. Il potere discrezionale deve infatti essere
esercitato in modo conforme al senso e allo scopo della norma applicata ed
esige da chi ne fa uso una prudente valutazione di tutte le circostanze e di
tutti gli interessi implicati. A tale proposito sono determinanti i principi
della parità di trattamento, della proporzionalità, della legalità,
dell'interesse pubblico, della sicurezza del diritto e della buona fede (cfr.
A. Scolari, Diritto amministrativo parte generale, n.ri 87-88 e riferimenti).

Proprio per garantire il rispetto di questi principi, le
autorità cantonali hanno emanato delle direttive in materia di risanamento
degli impianti di combustione a gas e ad olio extra leggero che prevedono
diversi termini d'intervento a seconda della potenza dell'impianto, della sua
data d'installazione e del genere di disfunzione accertato.

Tali direttive sono dunque destinate principalmente all'amministrazione
affinché quest'ultima tratti in modo uniforme le varie situazioni di
risanamento che le si presentano; esse non hanno dunque un vero e proprio
carattere di legge, né di forza obbligatoria. Il giudice non è tuttavia
abilitato nell'interpretazione della legge o nell'esercizio del suo potere
d'apprezzamento ad ignorarle o a fraintenderle. Egli vi si scosta solo nella
misura in cui esse fissano termini di risanamento non conformi alle disposizioni
e ai principi legali applicabili.

 

6.2. Come accennato in narrativa, risulta dagli atti che, in
base alle misurazioni eseguite in occasione del controllo del 26 gennaio 1996,
dall'impianto di combustione in oggetto fuoriesce nell'atmosfera un
quantitativo di diossido d'azoto misurato in 181-182 mg/mc. Ora, trattandosi di
un impianto da 148 kW, vale il limite di 120 mg/mc fissato dal Dipartimento
sulla base degli art. 31 e 32 OLA.; limite che, pur considerato il tenore di
azoto contenuto nell'olio combustibile e il margine di tolleranza della misurazione,
è nel caso concreto chiaramente superato.

Tenendo conto di ciò e del fatto che l'impianto è dotato di
una caldaia che risale addirittura al 1967, il municipio di __________ ha
fissato il termine di risanamento per il 31 dicembre 1998, pari in pratica a 2
anni e 10 mesi dall'emanazione della decisione di risanamento impugnata. Il
termine in questione risulta del tutto conforme al diritto federale e alle
direttive emanate del Dipartimento che prevedono tempi di ripristino piuttosto
brevi, ma di almeno due anni dalla crescita in giudicato dell'ordine d'intervento,
per gli impianti installati prima del 1975 che non rispettano i limiti d'emissione
di NO2 fissati nelle direttive dipartimentali e nell'allegato 3 dell'OLA.

Il termine impartito dal municipio di __________, appare
inoltre del tutto adeguato e proporzionato alle circostanze. Si tratta infatti
di intervenire su di un impianto ormai vetusto, il cui costo è stato con ogni
verosimiglianza da tempo ammortizzato, ragione per la quale si giustifica
l'assegnazione di un termine di risanamento di durata non eccessivamente lunga.

Il periodo a disposizione degli insorgenti per apportare le
dovute modifiche all'impianto di combustione della "__________"
risulta comunque sufficiente per consentire a quest'ultimi la tempestiva
esecuzione dei lavori di risanamento. Ciò vale a più forte ragione se si tiene
conto del fatto che la procedura ricorsuale da loro avviata ha avuto quale
conseguenza anche quella di procrastinare la scadenza del termine per
l'esecuzione dei lavori, visto che, come si accennava sopra, attenendosi alle
direttive del Dipartimento del territorio, le autorità comunali possono
pretendere che il risanamento sia completato solo dopo due anni dalla crescita
in giudicato dell'ordine da loro impartito.

 

 

                                   7.   Stante tutto quanto precede,
il ricorso va integralmente respinto.

La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art.
28 PAmm)

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 7 cpv. 7, 16, 37 LPAmb; 3 cpv. 2 lett. b), 4 cpv. 1, 7, 8 cpv. 1 e 2,
9 cpv. 4, 10, 31, 32, 35, gli allegati 3 e 7 OLA; 2, 3, 4, 5, 6 cpv. 3
DLALPAmb; 2, 5 DECIC, 3, 18, 28, 43, 60, 61 PAmm; il Piano di risanamento
dell'aria del marzo 1991; le direttive emanate dal Dipartimento del territorio
in materia di limiti d'emissione per gli impianti a combustione alimentati con
olio extra leggero e in materia di risanamento dei medesimi; 

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia e le
spese di complessivi fr. 1'000.--  sono a carico dei ricorrenti in solido.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario