# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bbad71f7-f165-5bdf-b7b1-8fc7a71f61c5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-07-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 26.07.2013 14.2013.103
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2013-103_2013-07-26.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2013.103

  	
  Lugano

  26 luglio 2013

  B/fp/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta
  dei giudici:

  	
  Pellegrini,
  presidente,

  Jaques
  ed Epiney-Colombo

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sulla causa a procedura sommaria in materia di esecuzione e fallimenti promossa
con istanza del 25 marzo 2013 da

 

	
   

  	
  CO
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE
  1 

  patrocinato
  dall’ PA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

tendente
ad ottenere il rigetto provvisorio dell’opposizione interposta al precetto
esecutivo n. __________ del 1°/4 marzo 2013 dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Locarno per l’incasso di fr. 2'400.-- oltre interessi al 5% dal 1°
gennaio 2013;

 

sulla
quale istanza il Giudice di pace del circolo del Gambarogno con sentenza del 27 maggio 2013 (inc. n. 23/Prov/13) ha così deciso:

 

“1. L’istanza è accolta:
l’opposizione interposta dalla parte convenuta al precetto esecutivo no. __________
dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Locarno è respinta in via provvisoria.
La parte convenuta è condannata a pagare all’attore fr. 2'400.-- oltre
accessori.

 

 

 2. La tassa di giustizia di fr. 180.--, da anticipare dalla parte
attrice, è posta a carico della parte convenuta che rifonderà alla parte
attrice fr. 100.-- a titolo di indennità.”

 

 3./4. Omissis.”

 

Decisione tempestivamente impugnata da RE 1 che con reclamo del 

5 giugno 2013 postula la reiezione dell’istanza, protestate spese e
ripetibili;

 

lette le osservazioni del 19 luglio (recte: “giugno”) 2013 di
controparte;

 

 

ritenuto

 

in
fatto:

 

                            A.  Con PE n. __________ del 1°/4
marzo 2013 dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Locarno la CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 2'400.-- oltre interessi al 5% dal 1. gennaio 2013, indicando quale titolo di credito: “Mancato pagamento del saldo anno scolastico
serale per Make-up Artist 2012/2013”.

                                  Interposta tempestiva opposizione
dall’escussa, l’istante ne ha chiesto il rigetto provvisorio al Giudice di
pace.

 

 

                            B.  L’istante fonda la sua
pretesa sulla “Domanda d’iscrizione” sottoscritta il 4 giugno 2012 dall’escussa per un corso di “Make- up artist” annuale presso la CO 1, che prevedeva il
pagamento di una tassa d’iscrizione di fr. 400.-- e una retta annuale di fr.
3'600.--, da pagare in contanti o in tre rate di fr. 1'200.-- ciascuna con
scadenza a settembre, novembre e gennaio (doc. B). Contemporaneamente alla domanda
d’iscrizione la convenuta ha sottoscritto il Regolamento della scuola (doc. C).
L’istante ha rilevato che l’escussa ha partecipato alle lezioni fino a dicembre
2012, per poi inoltrare la disdetta. Avendo la convenuta pagato la tassa
d’iscrizione di fr. 400.-- e la prima rata di fr. 1'200.--, con l’esecuzione in
oggetto l’istante pretende il pagamento dell’importo residuo di fr. 2'400.--,
ossia fr. 1'200.-- quale rata di novembre 2012 e fr. 1'200.-- quale rata di
gennaio 2013, atteso che il punto 1 del Regolamento prevedeva che in caso di
disdetta l’allieva era tenuta a versare il resto del saldo dovuto. 

 

 

                            C.  Con osservazioni del 9 aprile 2013 la convenuta si è opposta all’istanza, sostenendo che il contratto in esame
soggiace alle norme sul contratto di mandato, che prevede all’art. 404 cpv. 1
CO la possibilità di revocarlo o disdirlo da entrambe le parti. Trattasi di una
norma di diritto imperativo, per cui è contrario alla legge pattuire una
soluzione diversa. In tal senso la libertà di revoca non poteva essere
sanzionata indirettamente, per esempio prevedendo che una disdetta anticipata
comportava il pagamento dell’intera retta annuale. La convenuta ha poi asserito
che le prestazioni dell’istante erano scarse e totalmente inadeguate alle
legittime aspettative, come è stato comunicato alla scuola con scritti del 10 e
 12 dicembre 2012 rispettivamente con scritto dell’PA 1 del 26 febbraio 2013 (doc. 1-3), il che le avrebbe permesso di chiedere la restituzione di
quanto già pagato. 

 

 

                            D.  Con decisione del 27 maggio 2013 il Giudice di pace del circolo del Gambarogno ha accolto l’istanza,
ritenendo il contratto sottoscritto dalle parti il 4 giugno 2012 valido titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione ai sensi dell’art. 82 cpv. 1 LEF.

 

 

                            E.  Con il reclamo RE 1 rileva
di essersi iscritta alla CO 1 e che, in seguito alle lacunose prestazioni
dell’istituto, nel mese di dicembre 2012 ha disdetto con effetto immediato il rapporto contrattuale che la legava alla scuola. La reclamante sostiene che
l’istanza di rigetto in esame è stata promossa dalla CO 1, iscritta a Registro
di commercio quale ditta individuale (doc. C). Di conseguenza alla stessa manca
la personalità giuridica necessaria a procedere, per cui l’esecuzione
rispettivamente l’istanza di rigetto avrebbero dovuto essere promosse non
dall’istituto scolastico, bensì da __________, unica titolare del contestato credito
di fr. 2'400.-- oltre interessi. L’istanza avrebbe dovuto pertanto essere
respinta, non essendo l’istituto scolastico titolare di alcun riconoscimento di
debito a suo favore, per cui la sua legittimazione attiva è contestata. La
reclamante ha poi rilevato che il contratto in esame soggiace alle norme sul
contratto di mandato, che all’art. 404 cpv. 1 CO prevede per entrambe le parti
la facoltà di revocare o disdire il contratto in ogni tempo. Trattasi di
diritto imperativo, così che la libertà di revoca non può venire sanzionata
indirettamente, per esempio prevedendo che una disdetta anticipata comporti il
pagamento dell’intera retta annuale.

 

 

                             F.  Con le osservazioni
l’istante rileva che la scuola è iscritta come ditta individuale, ossia come CO
1 di __________, così che il nome è tutt’uno con il suo e pertanto è
legittimata a procedere. La convenuta si è impegnata a frequentare il corso
concordato, senza tuttavia portarlo a termine e senza avere pagato quanto dovuto.
D’altro canto la scuola ha preso impegni con gli insegnanti che sono stati
pagati per il corso, nonostante l’escussa non si è più presentata. L’istante
asserisce poi che l’anno scolastico è stato terminato con successo e
soddisfazione delle allieve, come risulta da diverse dichiarazioni di quest’ultime
allegate (9 documenti allegati alle osservazioni al reclamo).

 

 

Considerando

 

in diritto:

                             1.  Secondo l‘art. 319 lett. a
CPC sono impugnabili mediante reclamo, tra l’altro, le decisioni inappellabili
di prima istanza finali. Tale è il caso per le decisioni nelle pratiche a
tenore della LEF, segnatamente in tema di rigetto dell’opposizione ex. art.
80-84 LEF (cfr. art. 309 lett. b n. 3 CPC).

 

 

                             2.  In base all’art. 320 CPC
con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto
(lett. a), sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b).

 

 

                             3.  I documenti prodotti
dall’istante la prima volta con le sue osservazioni al reclamo vanno estromessi
dall’incarto, non essendo ammessa in questa sede la produzione di nuovi mezzi
di prova (art. 326 cpv. 2 CPC).

 

 

                             4.  In virtù dell’art. 82 cpv.
1 LEF se il credito si fonda su un riconoscimento di debito constatato mediante
atto pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto
provvisorio dell’opposizione.

 

                          4.1.  La nozione di riconoscimento
di debito constatato mediante scrittura privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non
è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte
dell'escusso o del suo rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una
somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di
debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da
essi risultino gli elementi necessari (DTF 132 III 480 consid. 4.1 pag. 481).
Condizione essenziale è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile
secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza e sottratti a possibilità di
modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (cfr. Cometta, Il rigetto provvisorio
dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989, p. 338 con riferimenti).

 

                          4.2.  Il giudice del rigetto
accerta d’ufficio e in ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo)
se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito e se
vi è identità fra il creditore, il debitore ed il credito indicati nel precetto
esecutivo e nell’istanza, con il creditore, il debitore ed il credito di cui ai
documenti prodotti (Staehelin,
Basler Kommentar I, 2a ed., Basilea 2010, n. 50 ad art. 84).

 

                                  La persona che chiede il rigetto
dell’opposizione deve essere identica al creditore indicato sul riconoscimento
di debito e sul precetto esecutivo e deve essere identificabile quale persona
fisica o giuridica. Nel caso in cui l’indicazione dell’escutente sul precetto
esecutivo è carente questo è nullo e il rigetto non può essere concesso, a meno
che non vi siano dubbi sulla sua identità, l’escutente potendo essere
identificato senza problemi. Indicazioni dell’escutente non chiare vanno
rettificate d’ufficio, nel caso in cui l’indicazione carente della parte non
induce gli altri interessati in errore (DTF 120 III 11 consid. 1, 114 III 62
consid. 1; Staehelin, op. cit., n.
67 ad art. 82 LEF e rif. ivi; Panchaud/Caprez,
Die Rechtsöffnung, Zurigo 1989, § 17). 

 

                                  Orbene, dalla documentazione agli
atti emerge che in data 25 febbraio 2013 il patrocinatore della convenuta ha inviato uno scritto alla “CO 1 a.c.a. della signora __________ (doc. 3). Già
questo scritto dimostra che la convenuta era a conoscenza dell’identità della
titolare della scuola da lei frequentata. In caso di dubbio, era poi sufficiente
una verifica a Registro di commercio, per potere identificare senza problema
alcuno che l’escutente era __________, titolare della ditta individuale denominata
“CO 1 di __________” . Ne consegue che l’escussa non poteva nutrire dubbi circa
l’identità della creditrice, per cui le indicazioni in relazione all’escutente
e al suo domicilio sul precetto esecutivo rispettivamente all’istante in
relazione alla presente decisione vanno rettificate d’ufficio in “__________,
titolare della ditta individuale CO 1, Camorino”.

 

                             5.  Secondo la
giurisprudenza di questa Camera (CEF 30 agosto 2011 inc. 14.2011.109, consid.
6, riassunto in RtiD I-2012 981. n. 52c), Ia nozione di riconoscimento di
debito, nel caso dell’esecu­zi­one di un impegno derivante da contratto di
mandato, implica da parte dell’escutente la prova documentale del corretto adempimento
del mandato stesso (cfr. art. 82 CO), sempreché l'escusso lo contesti in modo
non palesemente insostenibile, altrimenti la corretta esecuzione è presunta (Staehelin, op. cit., n. 129 ad art. 82,
con rif.; cfr. pure Vock,
Kurzkommentar SchKG, Basilea 2009, n. 18-19 ad art. 82; Schmidt, Commen­taire romand de la LP,
Basilea/Ginevra/Monaco 2005, n. 27 ad art. 82; STF 21
gennaio 2003, inc. 5P.314/2002, Pra 2003 n. 161, cons. 2.2). Il giudice respinge inoltre l’istanza se l’escusso rende
verosimile un’altra eccezione che infirma il riconoscimento di debito (art. 82
cpv. 2 LEF), in particolare l’estinzione del mandato consecutiva alla sua
revoca o disdetta (art. 404 cpv. 1 CO) (Staehelin,
op. cit. n. 129 ad art. 82).

 

                          5.1.  Nel caso concreto al contratto
d’insegnamento di “Make up artist” annuale venuto in essere tra le parti si applicano
le norme sul mandato (Fellmann,
Berner Kommentar, Der einfache Auftrag, Art. 394-406 OR, n. 174 ad art. 394).
Ora con scritti del 10 e 12 dicembre 2012 (doc. 1 e 2), il cui contenuto è stato ribadito dal suo patrocinatore il 25 febbraio 2013 (doc. 3), la convenuta ha
disdetto il contratto con effetto immediato, eccependo inadempimento
contrattuale da parte dell’istante per vari motivi che, in sé, erano suscettivi
di fondare l’eccezione sollevata. Dagli atti prodotti in prima sede non risulta
che l’istante abbia censurato nel merito quanto sostenuto dall’escus­sa circa
il suo inadempimento contrattuale, né allora né davanti il giudice di pace, sicché
il contratto non poteva essere considerato un valido titolo di rigetto
dell’opposizione giusta l’art. 82 cpv. 1 LEF.

 

                          5.2.  Per quanto riguarda la rata
con scadenza nel corso del mese di gennaio 2013, va poi rilevato per abbondanza
che l’istanza andava respinta anche per un altro motivo, ovvero perché l’escussa
aveva precedentemente disdetto il contratto nel dicembre 2012 (art. 82 cpv. 2
LEF). D’altronde la clausola n. 1 del Regolamento della scuola, siccome nulla,
non poteva costituire un valido titolo di rigetto provvisorio giusta l’art. 82
cpv. 1 LEF. In effetti, il diritto delle parti di revocare in ogni tempo un
mandato ai sensi dell’art. 404 cpv. 1 CO è di natura imperativa e non può
essere escluso o limitato contrattualmente (DTF 115 II 466 consid 2a), segnata­men­te
con la pattuizione di un’eventuale pena convenzionale oppure, come nel caso
concreto, preveden­do che una disdetta anticipata comporti il pagamento
dell’intera retta annuale (DTF 104 II 111 consid. 4; Weber, Basler Kommentar, Obligationen­recht I, 4a
ed., n. 13 ad art. 404). Non entrava infine in considerazione un’eventuale
indennità di risarcimento per disdetta intempestiva (art. 404 cpv. 2 CO) in
assenza di un esplicito riconoscimento da parte dell’escussa (Staehelin, op. cit. n. 129 ad art. 82). Contrariamente
a quanto ritenuto dal giudice di pace, l’istanza andava quindi integral­mente respinta.

 

 

                             6.  Il reclamo va di
conseguenza accolto.

                                  Tassa di giustizia e ripetibili
seguono la soccombenza (art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF e 106 cpv. 1 CPC).

 

 

Per questi motivi,

 

richiamato l’art. 82 LEF

 

 

pronuncia:

 

                              I.  All’ufficio esecuzione e
fallimenti di Locarno è ordinato di rettificare il precetto esecutivo n. __________
con la seguente indicazione: “Creditore: __________, titolare della ditta
individuale CO 1, __________”.

 

                             II.  Il reclamo è accolto.

                                  Di conseguenza i dispositivi n. 1
e 2 della decisione del 27 maggio 2013 del Giudice di pace del circolo del Gambarogno (inc. n. 23/Pro/13) sono così riformati:

 

                                  “1. L’istanza è respinta.

 

                                   2. La
tassa di giustizia di fr. 180.--, da anticipare dall’istante resta a carico di __________,
titolare della ditta individuale CO 1, la quale rifonderà a RE 1 fr. 100.-- a
titolo di ripetibili.”

 

                            III.  La tassa di giustizia del
presente giudizio di fr. 200.--, già anticipata dalla reclamante, è posta a
carico di __________, titolare della ditta individuale CO 1, la quale rifonderà
a RE 1 fr. 400.-- a titolo di ripetibili.

 

 

                            IV.  Notificazione a:

	
   

  	
  –__________; 

  –__________; 

  – Ufficio esecuzione e __________ di Locarno, __________, 

     affinché proceda come al dispositivo I.

  

 

                                  Comunicazione alla Giudicatura di
pace del Gambarogno.

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                                La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Giacché il valore litigioso
della vertenza di Fr. 2'400.--, non raggiunge il limite di legge di Fr.
30'000.--, contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione, solo se la controversia concerne una questione di diritto di
importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2  lett. a LTF).

 

Nello stesso termine è
possibile proporre al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, anche ricorso
sussidiario in materia costituzionale (art. 113 segg. LTF).