# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1aecde5a-1486-58a1-b3b6-41c131495474
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-08-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.08.2023 C-229/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-229-2022_2023-08-15.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
    
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-229/2022, C-230/2022 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 5  a g o s t o  2 0 2 3  

Composizione 

 
Giudici Christoph Rohrer (presidente del collegio),  

Regina Derrer, Viktoria Helfenstein,  

cancelliere Luca Rossi. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, (Italia), 

rappresentato dal Patronato INAS, c/o OCST,   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero UAIE,  

autorità inferiore.  

  
 

 
 

Oggetto 

 
assicurazione invalidità, rendite limitate nel tempo  

(decisioni del 22 novembre 2021). 

 

 

 

C-229/2022, C-230/2022 

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Fatti: 

A.  

A._______, cittadino italiano, nato il (…) 1964, domiciliato a B._______ 

(IT), ha lavorato in Svizzera come frontaliere in qualità di aiuto gessatore 

per differenti datori di lavoro solvendo regolari contributi all’assicurazione 

svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (cfr. sentenza del TAF C-

955/2019 del 20 giugno 2019 consid. A). 

B.  

B.a In data 14 luglio 2016, A._______ ha formulato all’Ufficio AI del Canton 

C._______ (UAI-C._______) una domanda volta al conseguimento di pre-

stazioni dell’assicurazione svizzera per l’invalidità, in ragione dell’infortunio 

non professionale subito il 16 dicembre 2015, preso al carico dalla SUVA e 

a partire dal quale è stata attestata un’inabilità lavorativa al 100% (cfr. sen-

tenza del TAF C-955/2019 del 20 giugno 2019 consid. B.a). 

B.b In relazione ai postumi dell’infortunio la SUVA ha ritenuto non più am-

missibile la ripresa in misura completa dell’attività abituale, contrariamente 

a un’attività sostitutiva considerata interamente esigibile. Con scritto del 22 

marzo 2017 ha quindi decretato la chiusura del caso per il 1° aprile 2017 – 

ritenendo non sussistere oltre tale data alcuna possibilità di miglioramento 

dello stato di salute (doc. 128 dell’incarto dell’autorità inferiore [di seguito 

doc. UAIE]) – e con decisione su opposizione del 9 agosto 2017, ha negato 

il diritto alla rendita, essendo l’assicurato incapace al guadagno al 6% (doc. 

UAIE 81-82, 113). 

B.c Dall’istruttoria, nella quale sono confluiti anche gli atti dell’incarto della 

SUVA, sono emerse distinte patologie di origine infortunistica e non, se-

gnatamente il trauma distorsivo/contusivo al ginocchio sinistro con rottura 

del menisco riportata a seguito dell’infortunio 16 dicembre 2015, per cui è 

stato eseguito l’intervento di meniscectomia e shaving rotuleo del 31 marzo 

2016, la necrosi condilo femorale mediale diagnosticata il 24 ottobre 2016 

e infine la lombalgia persistente per la quale il 15 novembre 2017 è stato 

eseguito l’intervento chirurgico di stabilizzazione lombare posteriore me-

diante impianto di quattro viti transpeduncolari e due barre longitudinali a 

livello L4-L5 su lombalgia con discopatia L4-L5 (doc. UAIE 78, 103).  

B.d Con decisione del 18 gennaio 2019 l’UAIE ha respinto la richiesta di 

prestazioni, avendo constatato che dal 21 febbraio 2017 l’assicurato era in 

grado di esercitare al 100% un’attività lavorativa sostitutiva adeguata e 

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riscontrato di conseguenza un grado d’invalidità non pensionabile (doc. 

UAIE 3, 156). 

B.e Il 22 febbraio 2019 l’interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tribu-

nale amministrativo federale (TAF), che dando seguito alla proposta 

dell’autorità inferiore ha annullato la decisione impugnata e rinviato gli atti 

all’amministrazione al fine di completare l’istruttoria, tramite l’esperimento 

di una perizia pluridisciplinare in ambito psichiatrico, neurologico e reuma-

tologico, come indicato dal SMR nell’annotazione del 22 marzo 2019 (doc. 

UAIE 14), prima di emanare una nuova decisione sul diritto alla rendita del 

ricorrente (cfr. sentenza del TAF C-955/2019 del 20 giugno 2019).  

C.  

C.a In esecuzione del suddetto giudizio l’assicurato è stato convocato 

presso il Servizio Accertamento Medico di (…) (SAM) per l’esecuzione di 

una perizia pluridisciplinare negli ambiti summenzionati (doc. UAIE 220). 

Ai periti è stata pure sottoposta la nuova documentazione medica prodotta 

dall’assicurato (doc. UAIE 238-275). Nel referto dell’11 marzo 2021, di cui 

si dirà nel dettaglio nei considerandi in diritto, gli specialisti del SAM hanno 

constatato un alternarsi di periodi di abilità-inabilità lavorativa a partire dal 

16 dicembre 2015, data dell’infortunio al ginocchio sinistro. A partire dal 15 

novembre 2017 (data del primo intervento alla colonna lombare) hanno ri-

tenuto l’assicurato non più abile a svolgere l’abituale attività di gessa-

tore/muratore, mentre da giugno 2019 (ossia a circa tre mesi dal secondo 

intervento alla colonna lombare) hanno considerato possibile l’esercizio di 

un’attività sostitutiva rispettosa dei limiti funzionali al 70% (da intendere 

come riduzione del rendimento). Le limitazioni funzionali e l’incapacità la-

vorativa, sono sostanzialmente riconducibili alle diagnosi in ambito reuma-

tologico e in minima parte a quelle di natura neurologica. Non è per contro 

mai esistita alcuna riduzione della capacità lavorativa dal punto di vista psi-

chiatrico. I periti non hanno formulato proposte terapeutiche, ritenendo la 

situazione di salute fondamentalmente stabilizzata (doc. UAIE 281 pp. 65-

78).  

C.b Con rapporto finale del 19 aprile 2021 il Servizio medico dell’UAIE ha 

fatto proprie le conclusioni peritali attestando i seguenti periodi di incapa-

cità lavorativa (doc. UAIE 289):  

− In attività abituale: 100% dal 16 dicembre 2015, 0% dal 1° aprile 

2017, 30% dal 1° giugno 2017, 100% dal 15 novembre 2017;  

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− In attività sostitutiva: 100% dal 16 dicembre 2015, 0% dal 1° aprile 

2017, 10% dal 1° giugno 2017, 100% dal 15 novembre 2017, 30% 

dal 1° giugno 2019. 

C.c Con progetto di decisione del 9 luglio 2021 l’UAIE ha quindi prospettato 

il riconoscimento del diritto a una rendita intera a partire dal 16 dicembre 

2016, da versare a partire dal 1° gennaio 2017, in ragione della tardività 

della domanda di prestazioni (art. 29 cpv. 1 LAI), fino al 30 giugno 2017, 

ossia tre mesi dopo il miglioramento dello stato di salute (art. 88a cpv. 1 

OAI). Dal 1° novembre 2017 ha pure prospettato l’attribuzione di una ren-

dita intera limitata al 31 agosto 2019, non persistendo oltre tale data un 

grado d’invalidità pensionabile (doc. UAIE 296).  

C.d Preso atto delle osservazioni del 13 novembre 2018 (doc. UAIE 301) 

e del rapporto del 2 settembre 2021 del dott. D._______, specialista in car-

diologia e in medicina del lavoro (doc. UAIE 300), nonché del parere del 

21 ottobre 2021 della dott.ssa E._______, specialista in medicina interna 

generale del Servizio medico dell’UAIE (doc. UAIE 303), con due decisioni 

del 22 novembre 2021 l’amministrazione ha confermato il progetto di deci-

sione e disposto il riconoscimento di una rendita intera limitata nel tempo 

per i periodi compresi fra il 1° gennaio 2017 e il 30 giugno 2017 e fra il 1° 

novembre 2017 e il 31 agosto 2019 (doc. UAIE 310, 311). 

D.  

D.a Contro i citati provvedimenti in data 17 gennaio 2022 (doc. TAF 1) 

A._______, rappresentato dal patronato INAS di Mendrisio, è nuovamente 

insorto dinanzi al TAF con un duplice ricorso (cause C-229/2022 e C-

230/2022), lamentando un accertamento inesatto e incompleto dei fatti ri-

levanti e meglio in relazione alle conclusioni peritali su cui si è fondata l’am-

ministrazione. Egli ha quindi chiesto l’annullamento della decisione impu-

gnata e il riconoscimento di una rendita con grado AI pari ad almeno il 50% 

anche dopo il 31 agosto 2019, producendo, a suffragio delle proprie alle-

gazioni, due referti medici inediti. Ha inoltre chiesto la dispensa dal paga-

mento delle spese giudiziarie. Dei motivi addotti si dirà se necessario nei 

considerandi in diritto (doc. TAF 1). 

D.b Con ordinanza del 20 gennaio 2022 la giudice dell’istruzione ha de-

cretato la congiunzione delle cause C-229/2022 e C-230/2022 (doc. TAF 

2). 

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D.c Con decisione incidentale dell’8 marzo 2022 (doc. TAF 7) la domanda 

di assistenza giudiziaria è stata respinta. Il ricorrente è stato invitato a ver-

sare un anticipo di Fr. 800.-, corrispondente alle presumibili spese proces-

suali, saldato in tre rate (doc. TAF 13, 15, 17, 18, 21, 25). 

D.d Con risposta dell’8 agosto 2022 l'UAIE, facendo riferimento alla presa 

di posizione del servizio medico del 30 giugno 2022, ha confermato la cor-

rettezza e la completezza degli accertamenti medici svolti ed ha proposto 

la reiezione del gravame e la conferma della decisione impugnata (doc. 

TAF 27).  

D.e Con memoriale di replica del 7 settembre 2022 (doc. TAF 31) e di du-

plica del 10 ottobre 2022 (doc. TAF 34), le parti si sono riconfermate nelle 

proprie posizioni. Quanto al nuovo referto medico del 31 agosto 2022 pro-

dotto dall’assicurato, con annotazione del 27 settembre 2022 il Servizio 

medico dell’UAIE ha ritenuto che lo stesso non apportasse alcun elemento 

nuovo (allegato al doc. TAF 31 e 34).  

 

Diritto: 

1.  

Il TAF è competente a trattare il presente ricorso (art. 31, 32 e 33 lett. d 

LTAF [RS 173.32]; art. 69 cpv. 1 lett. b LAI [RS 831.20]). Il ricorrente è 

toccato dalla decisione impugnata ed ha un interesse degno di protezione 

al suo annullamento o alla sua modifica. Per conseguenza, l’insorgente è 

legittimato a ricorrere nel caso in esame (art. 59 LPGA [RS 830.1]; art. 48 

cpv. 1 PA [RS 172.021]). Il ricorso è stato interposto tempestivamente e 

rispetta i requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA; art. 50 cpv. 1 e art. 52 

cpv. 1 PA). L’anticipo spese è stato corrisposto entro il termine accordato 

(art. 63 cpv. 4 PA). Pertanto, il ricorso è ammissibile. 

2.  

2.1 L’oggetto impugnato (DTF 131 V 164 consid. 2.1) è rappresentato dalle 

decisioni dell’UAIE del 22 novembre 2021 mediante le quali è stato ricono-

sciuto al ricorrente il diritto a due rendite limitate nel tempo.  

2.2 Contestato è unicamente il diritto a una (mezza) rendita AI anche dopo 

il 31 agosto 2019, negato dall’amministrazione in ragione del migliora-

mento dello stato di salute riscontrato a partire dal 1° giugno 2019, che ha 

determinato un grado d’invalidità non più pensionabile. 

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3.  

Nell’ambito delle assicurazioni sociali, la procedura è retta dal principio in-

quisitorio (art. 43 cpv. 1 LPGA). Il Tribunale amministrativo federale applica 

il diritto d'ufficio, senza essere vincolato dai motivi del ricorso (art. 62 cpv. 

4 PA) o dai considerandi della decisione impugnata. In altri termini, il ricorso 

potrebbe essere accolto per ragioni diverse da quelle addotte dal ricorrente 

o respinto in virtù d'argomenti che la decisione impugnata non ha preso in 

considerazione (DTF 134 III 102 consid. 1.1; 133 V 515 consid. 1.3; DTAF 

2013/46 consid. 3.2). Il Tribunale accerta i fatti determinanti per la solu-

zione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta libera-

mente (art. 12 PA; DTF 136 V 376 consid. 4.1.1). Sempre che la legge non 

disponga diversamente, il Tribunale statuisce secondo il grado di prova 

della verosimiglianza preponderante. Deve ritenere un fatto provato, sol-

tanto quando è convinto della sua esistenza (DTF 138 V 218 consid. 6). Le 

parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 13 PA) e a mo-

tivare il ricorso (art. 52 PA). L'autorità di ricorso si limita, di principio, ad 

esaminare le censure sollevate, mentre le questioni di diritto non invocate 

dalle parti solo nella misura in cui gli argomenti delle parti o l'esame dell'in-

carto ne diano sufficiente motivo (DTF 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 

consid. 6c). 

4.  

4.1 Dal profilo temporale, con riserva di disposizioni particolari di diritto 

transitorio, sono applicabili le disposizioni in vigore al momento della rea-

lizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o 

che produce conseguenze giuridiche (DTF 146 V 364 consid. 7.1; 144 V 

210 consid. 4.3.1; 143 V 446 consid. 3.3; 139 V 335 consid. 6.2, 138 V 475 

consid. 3.1).  

4.2 Nel caso in esame si applicano di principio le disposizioni legali nella 

loro versione in vigore fino al 22 novembre 2021, data delle decisioni im-

pugnate. Le modifiche del 19 giugno 2020 della LAI e della LPGA (Ulteriore 

sviluppo dell’AI; RU 2021 705; FF 2020 4951; Messaggio del Consiglio fe-

derale del 15 febbraio 2017 [FF 2017 2191]) e le modifiche del 3 novembre 

2021 dell’OAI (RU 2021 706), entrate in vigore al 1° gennaio 2022, non 

sono applicabili al caso concreto, conto tenuto che il diritto alla rendita è 

limitato al 31 agosto 2019 ed è nato il 1° gennaio 2017. 

5.  

Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della decisione 

impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione 

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impugnata sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui 

essa è stata resa (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1; 130 V 445 consid. 1.2). 

Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi possano 

imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della situazione ante-

riore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2; 121 V 362 consid. 

1b), in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi all'oggetto liti-

gioso e se sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del giudice al mo-

mento in cui detta decisione litigiosa è stata pronunciata (sentenze del TF 

8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 

aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine). 

6.  

Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea, è 

domiciliato in Italia e sussiste un nesso transfrontaliero, avendo egli lavo-

rato in Svizzera (DTF 145 V 231 consid. 7.1, 143 V 354 consid. 4, 143 V 

81, in particolare consid. 8.1, nonché 141 V 521 consid. 4.3.2), per cui è 

applicabile, di principio, l'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione 

svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri sulla libera circola-

zione delle persone (ALC, RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che 

regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. L'allegato II ALC 

prevede in particolare che le parti contraenti applicano tra di loro, dal 1° 

aprile 2012, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del 

Consiglio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordina-

mento dei sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il rego-

lamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 

settembre 2009 (RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di appli-

cazione del regolamento (CE) n. 883/2004 (art. 1 cpv. 1 Allegato II ALC in 

relazione con la Sezione A dell’Allegato II ALC). Il Regolamento (CE) n. 

883/2004 è stato ulteriormente modificato dai regolamenti (UE) n. 

1244/2010 (RU 2015 343), n. 465/2012 (RU 2015 345) e n. 1224/2012 (RU 

2015 353), applicabili nelle relazioni tra la Svizzera e gli Stati membri 

dell’Unione europea a decorrere dal 1° gennaio 2015. Tuttavia, anche in 

seguito all'entrata in vigore dell'ALC, l'organizzazione della procedura 

come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'invalidità 

svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (art. 46 cpv. 3 del Rego-

lamento n. 883/2004 in relazione con l’Allegato II del regolamento mede-

simo; DTF 130 V 253 consid. 2.4). 

7.  

7.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno 

totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può 

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essere conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8 

LPGA e art. 4 cpv. 1 LAI). L’invalidità è considerata insorgere quando, per 

natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione (art. 4 cpv. 2 LAI). 

La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di carat-

tere economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b; sen-

tenze del TF 9C_318/2014 del 10 settembre 2014 consid. 3.1 e 

8C_636/2010 del 17 gennaio 2011 consid. 3). Secondo l'art. 7 cpv. 1 LPGA, 

è considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della 

possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in con-

siderazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e 

che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure e alle misure d'in-

tegrazione ragionevolmente esigibili. Per valutare la presenza di un’inca-

pacità al guadagno sono considerate esclusivamente le conseguenze del 

danno alla salute. Inoltre, sussiste un’incapacità al guadagno soltanto se 

essa non è obiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA). Secondo l’art. 

6 LPGA, è considerata incapacità al lavoro qualsiasi incapacità, totale o 

parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica, di 

compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 

campo d’attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata, 

possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 

un'altra professione o campo d'attività. L’assicurazione svizzera per l’inva-

lidità risarcisce pertanto, e di principio, soltanto la perdita economica che 

deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortu-

nio, non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa (DTF 116 V 246 

consid. 1b). 

7.2 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita se 

la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-

suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-

dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-

capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno 

senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-

lido (art.  8 LPGA) almeno al 40% (lettera c). 

7.3 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita 

se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per 

almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad 

una rendita intera se è invalido per almeno il 70%. 

7.4 L'art. 29 cpv. 1 LAI prevede che il diritto alla rendita nasce al più presto 

dopo sei mesi dalla data in cui l'assicurato ha rivendicato il diritto alle pre-

stazioni conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA (riservate altresì le 

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condizioni dell'art. 28 cpv. 1 LAI; DTF 142 V 547 consid. 3.2), ma al più 

presto a partire dal mese seguente il compimento dei 18 anni. L'art. 29 cpv. 

3 LAI precisa altresì che la rendita è versata all'inizio del mese in cui nasce 

il diritto. 

8.  

8.1 Secondo l'art. 17 LPGA se il grado d'invalidità del beneficiario della ren-

dita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata 

o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il cpv. 2 

della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole accordata 

in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è, d'ufficio o 

su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni che l'hanno 

giustificata hanno subito una notevole modificazione. 

8.2 L'art. 88a cpv. 1 OAI (RS 831.201) prevede che se la capacità al gua-

dagno dell'assicurato o la capacità di svolgere le mansioni consuete mi-

gliora oppure se la grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto 

dovuto all'invalidità si riduce, il cambiamento va considerato ai fini della 

riduzione o della soppressione del diritto a prestazioni dal momento in cui 

si può supporre che il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni 

caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interru-

zione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare. Detta norma si 

applica anche in caso di assegnazione retroattiva di una rendita scalare o 

limitata nel tempo (sentenze del TF 9C_837/2009 del 23 giugno 2010 con-

sid. 2, 9C_443/2009 del 19 agosto 2009 consid. 5, I 727/02 del 21 luglio 

2005 consid. 5 nonché I 297/03 del 3 maggio 2005 consid. 1 e relativi rife-

rimenti; cfr. pure sentenza del TAF C-1446/2011 del 27 giugno 2013 consid. 

6.5 e relativi riferimenti). 

8.3 In caso d'assegnazione retroattiva di una rendita scalare o limitata nel 

tempo la data di modifica del diritto deve essere stabilita conformemente 

all'art. 88a OAI (sentenze del TF 9C_837/2009 del 23 giugno 2010 consid. 

2, 9C_443/2009 del 19 agosto 2009 consid. 5, I 727/02 del 21 luglio 2005 

consid. 5 nonché I 297/03 del 3 maggio 2005 consid. 1 e relativi riferimenti; 

cfr. pure sentenza del TAF C-1446/2011 del 27 giugno 2013 consid. 6.5 e 

relativi riferimenti). Inoltre, il termine di attesa di tre mesi dell'art. 88a OAI 

non può iniziare a decorrere prima della nascita del diritto ad una rendita 

(cfr. sentenza del TF 9C_110/2014 del 13 giugno 2014). 

8.4 Assegnando retroattivamente una rendita d'invalidità decrescente/cre-

scente e/o limitata nel tempo, l'autorità amministrativa disciplina un 

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rapporto giuridico suscettibile, in caso di contestazione, di essere oggetto 

della lite e dell'impugnativa. Qualora sia contestata solo la riduzione o la 

soppressione delle prestazioni, il potere cognitivo del giudice non è limitato 

nel senso che egli debba astenersi dallo statuire circa i periodi per i quali il 

riconoscimento di prestazioni non è censurato (DTF 125 V 413 consid. 2.2 

et 2.3 confermato in 131 V 164). Va ricordato che nel caso in cui la presta-

zione sia accordata con effetto retroattivo – ma limitata nel tempo, aumen-

tata oppure ridotta – esiste un'unica relazione giuridica. Ciò vale anche se 

l'assegnazione della rendita d'invalidità graduata e/o limitata nel tempo è 

stata comunicata mediante più decisioni (DTF 131 V 164 consid. 2.2 e 2.3).  

9.  

9.1 Alfine di poter graduare l’invalidità, all’amministrazione (o al giudice in 

caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere ras-

segnati dal medico o eventualmente da altri specialisti. Benché l’invalidità 

sia una nozione economico-giuridica, le certificazioni mediche possono co-

stituire importanti elementi per apprezzare il danno invalidante e per deter-

minare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall’assicurato 

(DTF 132 V 93 consid. 4). Il compito del medico consiste nel porre un giu-

dizio sullo stato di salute, nell’indicare in quale misura e in quali attività 

l’assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante ele-

mento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevol-

mente esigibili dall’assicurato (DTF 140 V 193 consid. 3.2; 132 V 93 consid. 

4). Affinché il giudizio medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve 

essere completo in merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena cono-

scenza della pregressa situazione valetudinaria (anamnesi), su esami ap-

profonditi e tenere conto delle censure sollevate dal paziente, per poi giun-

gere in maniera chiara a fondate, logiche e motivate deduzioni. Determi-

nante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è 

né la sua origine né la sua denominazione, ad esempio, quale perizia o 

rapporto, ma il suo contenuto (DTF 134 V 231 consid. 5.1; 125 V 351 con-

sid. 3a). Il rapporto medico deve altresì essere redatto da medici che di-

spongono delle qualifiche specialistiche richieste nel singolo caso (sen-

tenze del TF 9C_555/2017 del 22 novembre 2017 consid. 3.1, 

9C_745/2010 del 30 marzo 2011 consid. 3.2 e 9C_826/2009 del 20 luglio 

2010 consid. 4.2). 

9.2 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-

tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi 

decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad 

un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose (DTF 125 V 351 

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 11 

consid. 3a). Il Tribunale federale ha però ritenuto conforme al principio del 

libero apprezzamento delle prove definire delle direttive in relazione alla 

valutazione di determinate forme di rapporti e perizie (DTF 125 V 351 con-

sid. 3b). In particolare, le perizie affidate dagli organi dell’amministrazione 

a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipendente, che fon-

dano le proprie conclusioni su esami e osservazioni approfondite, dopo 

aver preso conoscenza dell’incarto, e che giungono a risultati concludenti, 

dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi siano indizi con-

creti idonei a mettere in discussione la loro attendibilità (DTF 135 V 465 

consid. 4.4; 125 V 351 consid. 3b/bb; sentenza del TF 9C_542/2014 del 5 

febbraio 2015 consid. 5.2). Per quel che riguarda le perizie di parte, esse 

contengono considerazioni specialistiche che possono contribuire ad ac-

certare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non abbiano lo 

stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve valutare 

se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia giudi-

ziaria oppure quella ordinata dall’amministrazione. Giova altresì rilevare 

come debba essere considerato con la necessaria prudenza l’avviso dei 

medici curanti, anche se specialisti, i quali possono tendere a pronunciarsi 

in favore del proprio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi 

hanno con gli stessi (sentenza del TF I 655/05 del 20 marzo 2006 consid. 

5.4; DTF 125 V 351 consid. 3b/cc). Ai rapporti allestiti da medici alle dipen-

denze di un’assicurazione può essere attribuito pieno valore probatorio, a 

condizione che essi si rivelino concludenti, compiutamente motivati e privi 

di contraddizioni e che, inoltre, non sussistano minimi dubbi sull’affidabilità 

e sulla coerenza degli stessi (sentenza del TF 8C_148/2022 del 27 ottobre 

2022 consid. 5.2 con riferimenti ivi menzionati). Il solo fatto che il medico 

consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l’assicuratore non per-

mette di metterne in dubbio l’oggettività e l’imparzialità. Devono piuttosto 

sussistere delle circostanze particolari che permettono di ritenere come og-

gettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell’apprezzamento (DTF 

135 V 465 consid. 4.4; 125 V 351 consid. 3b/ee). 

9.3  

9.3.1 In ragione della diversità dell’incarico assunto, in caso di controversia 

occorre considerare con la necessaria prudenza le opinioni esposte dal 

medico curante, anche se specialista, a causa del rapporto di fiducia che 

lo lega al paziente (DTF 125 V 351 consid. 3b/cc), come pure in relazione 

allo scopo di trattamento del curante rispetto a quello di un medico perito, 

per cui, secondo esperienza comune, il medico curante tende general-

mente, in caso di dubbio, a pronunciarsi in favore del proprio paziente (DTF 

135 V 465 consid. 4.5; sentenze del TF 9C_275/2022 del 6 settembre 2022 

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 12 

consid. 4.2; 8C_673/2021 del 24 marzo 2022 consid. 3.3). Tuttavia, il sem-

plice fatto che un certificato od una perizia siano redatti dal medico curante 

non costituisce di per sé un motivo per metterne in dubbio l’attendibilità 

(DTF 125 V 351 consid. 3b/dd). Il medico curante proprio perché segue da 

più tempo il paziente può fornire importanti indicazioni quanto all’accerta-

mento dei fatti da un punto di vista medico (sentenza del TF 8C_278/2011 

del 26 luglio 2011 consid. 5.3). I suoi rapporti possono essere atti a mettere 

in dubbio l’affidabilità e la concludenza dei pareri medici interni (DTF 135 

V 465 consid. 4.5). 

9.3.2 Peraltro, conto tenuto della differenza esistente, a livello probatorio, 

tra un mandato di cura ed un mandato peritale, il solo fatto che uno o più 

medici curanti esprimano un’opinione contraddittoria non è sufficiente a ri-

mettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o dall’amministra-

zione e ad imporre nuovi accertamenti. Sono riservati i casi in cui un com-

pletamento dell'accertamento medico o addirittura un altro giudizio si ren-

dono necessari poiché i medici curanti sollevano aspetti importanti che non 

erano noti o che non sono stati valutati nell'ambito della perizia medica e 

che appaiono sufficientemente fondati da mettere in discussione le conclu-

sioni peritali (sentenze del TF 9C_338/2016 del 21 febbraio 2017 consid. 

5.5, 9C_615/2015 del 12 gennaio 2015 consid. 6.2 e 9C_240/2013 del 22 

ottobre 2013 consid. 4.1.4). 

9.4  

9.4.1 In presenza di malattie psichiche, in particolare di disturbi da dolore 

somatoforme, di disturbi derivanti da affezioni psicosomatiche assimilate a 

questi ultimi (DTF 140 V 8 consid. 2.2.1.3) oppure di disturbi depressivi di 

grado da leggero a medio (DTF 143 V 409; 143 V 418), la capacità lavora-

tiva esigibile di una persona che soffre di tali disturbi deve essere valutata 

sulla base di una visione d’insieme, nell’ambito di una procedura d’accer-

tamento dei fatti strutturata fondata su indicatori atta a stabilire, da un lato, 

i fattori invalidanti e, dall’altro, le risorse della persona (DTF 141 V 281 

consid. 2, 3.4-3.6 e 4.1; 145 V 361 consid. 3.1). 

9.4.2 Un tale procedimento è superfluo se l'incapacità lavorativa è negata 

sulla base di rapporti con forza probante allestiti da medici specialisti (si 

veda DTF 125 V 351) e se eventuali valutazioni contrarie non hanno va-

lenza probatoria, perché i referti provengono da medici senza qualifica spe-

cialistica o per altre ragioni (DTF 143 V 409 consid. 4.5). 

 

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 13 

10.  

10.1 Nell’ambito della procedura conclusasi con la sentenza di rinvio del 

TAF C-955/2019 del 20 giugno 2019, il dott. F._______ aveva dichiarato 

nell’annotazione SMR del 22 marzo 2019 di ritenere sussistere delle pato-

logie extrainfortunistiche, che seppur note prima dell’intervento del 13 feb-

braio 2019 alla colonna lombare non erano state considerate suscettibili di 

influire sulla capacità lavorativa dell’assicurato. Onde valutare tale influsso 

prima e dopo la suddetta operazione il medico aveva quindi proposto di 

eseguire una valutazione pluridisciplinare, non potendo confermare le con-

clusioni a cui era giunto nel rapporto finale del 6 novembre 2018 (cfr. sen-

tenza citata consid. 3.2). 

10.2 Alla luce della proposta formulata dall’UAIE pendente causa di ricorso 

il TAF ha pertanto accolto la proposta dell’amministrazione di annullare la 

decisione impugnata e rinviarle gli atti per completare l'accertamento dei 

fatti giuridicamente rilevanti con riferimento allo stato di salute del ricorrente 

e ai fini di verificare la sua capacità di lavoro residua da un punto di vista 

complessivo, segnatamente psichiatrico, neurologico e reumatologico, tra-

mite l’esperimento di una perizia pluridisciplinare in Svizzera (cfr. sentenza 

citata consid. 4.3). 

Secondo il TAF la documentazione esibita sia in sede amministrativa che 

pendente ricorso, ha infatti reso manifeste le lacune nell’istruttoria eseguita 

prima dell’emissione della decisione impugnata, in particolare la mancata 

considerazione rispettivamente l’approfondimento della rilevanza delle af-

fezioni extrainfortunistiche (cfr. sentenza citata consid. 4.2).  

11.  

11.1 In esecuzione della sentenza di rinvio l’amministrazione ha quindi rac-

colto la perizia medica particolareggiata E213 del 24 novembre 2020 del 

dott. G._______, la cui specializzazione non è nota (doc. UAIE 234) e chie-

sto all’assicurato un aggiornamento della documentazione medica relativa 

agli esami clinici e strumentali nel frattempo eseguiti per le varie patologie 

da cui è affetto (doc. UAIE 238-275). Dei vari referti prodotti, in parte agli 

atti in parte inediti, si dirà per quanto necessario nei considerandi che se-

guono. 

11.2 L’amministrazione ha in seguito incaricato il SAM di eseguire una pe-

rizia pluridisciplinare.  

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 14 

11.2.1 Nel rapporto dell’11 marzo 2021, nel quale sono confluite le 

valutazioni di natura internistica della dott.ssa H._______ (doc. UAIE 281), 

psichiatrica del dott. I._______ (doc. UAIE 280), reumatologica del dott. 

J._______ (doc. UAIE 279) e neurologica del dott. K._______ (doc. UAIE 

278), è stata posta la diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa di:  

− Iniziale gonartrosi del compartimento interno più che a quello 

esterno, nonché iniziale artrosi femoropatellare del ginocchio sini-

stro in stato dopo lesione complessa del menisco mediale, nonché 

condropatia di III grado, lesione del legamento crociato anteriore 

per trauma distorsivo del ginocchio sinistro in data 16 dicembre 

2015; stato dopo intervento artroscopico con meniscectomia me-

diale e regolarizzazione del menisco laterale.  

− Sindrome lombovertebrale cronica in stato dopo intervento chirur-

gico di fissazione intersomatica L4-L5 in data 15 novembre 2017, 

nonché revisione del sistema di stabilizzazione lombare in data 13 

febbraio 2019 con rimozione delle precedenti barre e viti in L4-L5 e 

posizionamento di viti transpeduncolari L4, L5 e S1 bilateralmente 

solidarizzate con due barre. 

− Lieve radicolopatia cronica L5 e S1 bilaterale con:  

o Lieve sintomatologia deficitaria sensitiva associata, intermit-

tente sintomatologia algica corrispondente; 

o Stato dopo fissazione lombare posteriore mediante quattro 

viti transpeduncolari e due barre longitudinali per instabilità 

L4-L5 il 15 novembre 2017 e rimozione delle precedenti 

barre e viti con posizionamento di viti transpeduncolari L4-

L5 e S1 bilaterale il 13 febbraio 2019.  

Sono invece state considerate senza ripercussione sulla capacità lavora-

tiva le diagnosi di “leggera periartropatia omeroscapolare tendinopatica 

della spalla sinistra con interessamento soprattutto del tendine del bicipite; 

iniziale poliartrosi delle dita delle mani; tendenza allo sviluppo di un reuma-

tismo delle parti molli; probabile minima radicolopatia C6 destra residuale 

con ipoestesia senza sintomatologia algica (nota dal 2010); ipertensione 

arteriosa in trattamento con CMP ipertensiva; esisti di tiroidectomia per 

struma multinodulare (dicembre 2010) in terapia sostitutiva con Levotiro-

xina in discreto controllo; verosimile iniziale diabete mellito tipo 2; obesità 

di classe II (BMI 35.76 kg/m2); dislipidemia in trattamento; ateromasia dei 

tronchi sovraortici senza stenosi critiche; lieve stato ansioso depressivo 

(ICD-10 F41.2); dubbia infezione delle vie urinarie; gastropatia cronica ed 

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 15 

ernia iatale; pregressa gastrite da Helicobacter Pylori (2010); allergia ai 

pollini; esiti di colecistomia (2010)”.  

11.2.2 Nella valutazione del 1° ottobre 2020 il dott. K._______, specialista 

FMH in neurologia, dopo averne esposto nel dettaglio la storia clinica, ha 

ritenuto i disturbi lamentati dall’assicurato coerenti e plausibili. Ha quindi 

riferito di “sintomi e segni compatibili con una problematica cronica L5-S1 

bilaterale, non migliorati dopo gli interventi neurochirurgici”, che hanno 

peggiorato l’irradiazione agli arti inferiori, pur precisando che a prevalere è 

la sintomatologia algica lombare. Ritenendo difficile valutare le capacità e 

le risorse dell’assicurato, il perito ha ritenuto adeguata la terapia farmaco-

logica seguita e si è astenuto dal suggerire altre misure terapeutiche dal 

profilo neurologico. Da questo punto di vista il dott. K._______ ha conside-

rato che, a partire da giugno 2017 (data dell’esame ENG in cui è stata de-

scritta l’irradiazione radicolare), l’assicurato è abile al lavoro al 70% nella 

professione abituale, mentre in un’attività sostitutiva adeguata lo è al 90%, 

da intendere, in entrambe le attività, quale impiego sull’arco di una giornata 

intera ma con rendimento ridotto (doc. UAIE 278).  

11.2.3 Nella valutazione del 6 ottobre 2020 il dott. J._______, specialista 

FMH in reumatologia e riabilitazione, ha constatato che gli interventi chirur-

gici al ginocchio sinistro (21 marzo 2016) e alla colonna lombare (15 no-

vembre 2017 e 13 febbraio 2019) non sono stati risolutivi e soddisfacenti. 

Malgrado i due interventi alla colonna lombare persistono dolori lombari 

nell’ambito di una sindrome lombo-spondilogena che a volte irradiano fino 

al piede sinistro, difficoltà nei movimenti e rigidità. A livello di colonna ver-

tebrale i dolori lamentati dall’assicurato e la limitata mobilità sono secondo 

il perito compatibili con gli interventi chirurgici subiti. A livello cervicale i di-

sturbi sono invece riconducibili a delle alterazioni degenerative non parti-

colarmente invalidanti. Il perito ha inoltre osservato una “tendenza allo svi-

luppo di un reumatismo delle parti molli con dei dolori a carattere piuttosto 

diffuso all’apparato muscolo scheletrico, in parte comprensibili con le alte-

razioni degenerative e lo stato dopo interventi chirurgici”. A livello di ginoc-

chio sinistro, il perito ha ritenuto ancora valide le limitazioni funzionali 

emerse in ambito infortunistico e descritte dal medico della SUVA nella va-

lutazione conclusiva del 21 febbraio 2017, non ritenendo da allora esservi 

stata alcuna sostanziale modifica. La patologia alla colonna lombare deter-

mina una limitazione per le attività non ergonomiche, per il mantenimento 

della posizione (eretta o seduta), per i movimenti ripetitivi di flessione e 

rotazione del tronco e per il sollevamento e il trasporto di pesi. Secondo il 

dott. J._______ le due patologie – alla colonna lombare e al ginocchio si-

nistro – rendono più difficile la possibilità di un reinserimento professionale 

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 16 

e la messa a frutto della residua capacità lavorativa. Per il periodo prece-

dente il 15 novembre 2017, sia nell’attività abituale che in una adeguata, il 

perito rimanda all’incapacità lavorativa attestata dalla SUVA. Dal 15 no-

vembre 2017 l’assicurato è considerato completamente inabile nella pro-

fessione abituale in ambito edile, come pure in un’attività sostitutiva ade-

guata. Dal 1° giugno 2019 (ossia a tre mesi di distanza dal secondo inter-

vento alla colonna lombare) egli è ritenuto in grado di esercitare nella mi-

sura del 70% un’attività sostitutiva adeguata. Il perito precisa che tale inca-

pacità, determinata soprattutto dalla patologia alla colonna lombare, in mi-

nima parte per la problematica al ginocchio sinistro, è da intendersi quale 

rendimento ridotto sull’arco di una giornata intera di lavoro (doc. UAIE 279). 

11.2.4 Nella valutazione del 21 ottobre 2020 il dott. I._______, specialista 

FMH in psichiatria e psicoterapia, dopo aver esposto l’anamnesi e le con-

statazioni oggettive, ha riferito degli esami psicologici effettuati il 22 set-

tembre 2020 con lo psicologo FSP Roberto Corradi (doc. UAIE 276), se-

gnatamente l’esame SIMS che ha evidenziato “la presenza di una relativa 

tendenza ad amplificare la portata della sintomatologia”, nonché il test 

MMPI-2-RF che “pur non evidenziando criticità palesabili del settore delle 

disfunzioni del pensiero o comportamentali riporta per contro la presenza 

di una condizione di malessere emotivo caratterizzato da una certa defles-

sione dell’umore e da uno stato ansioso che in certe situazioni può diven-

tare predominante comportando lo sviluppo di sintomi fisici in risposta allo 

stress percepito”. Dal punto di vista diagnostico il dott. I._______ ha rite-

nuto non sussistere alcuna patologia suscettibile di incidere sulla capacità 

lavorativa, classificando il lieve stato ansioso depressivo (ICD-10 F41.2) a 

diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa. Tale affezione, secondo il 

perito, è insorta a seguito di una serie di eventi infortunistici e post-operatori 

che hanno determinato una cocente disattesa delle sue aspettative di riu-

scita personale e professionale, non potendo più riprendere ad esercitare 

l’attività lavorativa in cui si era distinto e nella quale riponeva le proprie 

aspettative di crescita professionale. Circostanza che ha impedito all’assi-

curato “di continuare ad assaporare come prima le medesime sensazioni 

di benessere e soddisfazione legate al raggiungimento dei suoi obbiettivi”. 

Il perito ha constatato che da circa un anno l’assicurato non è più seguito 

a livello specialistico e ha fatto notare che pure in passato l’osservazione 

psichiatrica si è limitata a due visite nel 2015 e nel 2016. Ha espresso una 

prognosi favorevole sul decorso della malattia, considerando adeguata la 

terapia farmacologica già in atto. Il dott. I._______ ha inoltre segnalato che, 

pur possedendo una buona dotazione di risorse e di capacità, l’assicurato 

“mostra una tendenza allo sviluppo di sintomi fisici in risposta allo stress 

percepito”. Precisando di non aver ravvisato particolari incoerenze con 

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 17 

quanto esposto dall’assicurato rispetto a quanto emerso dalla documenta-

zione agli atti, il perito ha quindi ritenuto non esservi mai stata, sotto il pro-

filo psichiatrico, alcuna incapacità lavorativa in nessuna attività (doc. UAIE 

280). 

11.2.5 Nella valutazione dell’11 marzo 2021 la dott.ssa H._______, specia-

lista FMH in medicina interna, preso atto della copiosa documentazione 

medica a disposizione e dei risultati degli esami di laboratorio del 23 set-

tembre 2020 (doc. UAIE 277), ha rilevato che in ambito internistico l’assi-

curato è seguito sia dal medico curante che dalla cardiologa di riferimento 

per l’ipertensione e la dislipidemia, con controllo soddisfacente sia dei va-

lori pressori che dei valori di colesterolemia. Ha per contro constatato che 

non vi è una gestione del problema dell’obesità e dell’iperglicemia, proble-

matiche per le quali sarebbe opportuna una presa a carico specialistica al 

fine di ridurre i fattori di rischio cardiovascolare, di alleggerire il carico sul 

rachide e gli arti inferiori oltre che per prevenire ulteriori complicanze. Ciò 

posto, la dott.ssa H._______ ha indicato che dal punto di vista internistico, 

al di fuori dei periodi di ricovero e delle successive convalescenze per gli 

interventi al ginocchio sinistro e al rachide lombare, non vi è mai stata al-

cuna prolungata riduzione della capacità lavorativa, ragione per cui occorre 

ritenere che l’assicurato, da sempre, dispone di una capacità lavorativa to-

tale per qualsiasi attività (doc. UAIE 281). 

11.2.6  

11.2.6.1 Nella valutazione congiunta i periti hanno ritenuto le seguenti limi-

tazioni funzionali. Dal punto di vista reumatologico e in relazione alla pato-

logia al ginocchio sinistro, l’assicurato può di rado mantenere la posizione 

inginocchiata che comporti la flessione delle ginocchia; può camminare per 

tratti superiori ai 50m talvolta per tratti più lunghi; non può camminare su 

terreni accidentati e solo talvolta può salire scale a pioli. In relazione alla 

patologia alla colonna lombare, l’assicurato è limitato in attività non ergo-

nomiche per la colonna lombare in particolar modo nel mantenere posizioni 

statiche anche di breve durata; può mantenere la posizione seduta, come 

pure la posizione in piedi cambiando appoggio per al massimo un’ora; la 

deambulazione per quanto riguarda la sola colonna lombare in piano è 

possibile per 30 minuti; non può svolgere movimenti ripetitivi di flessione e 

rotazione del tronco; è inoltre limitato nel sollevare pesi tra i 5 e i 10 kg 

dalla propria altezza e trasportarli per un breve tragitto, non può per contro 

sollevare pesi piegandosi e sollevandoli dal pavimento.   

Dal punto di vista neurologico, sono adeguati i lavori che non richiedono 

sforzi fisici maggiori, da poter effettuare in condizioni ergonomiche per la 

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 18 

colonna lombare, con possibilità di frequenti cambiamenti di postura, senza 

necessità di dover inclinare il tronco ed effettuare degli sforzi in rotazione 

del tronco stesso.   

Dal punto di vista internistico e psichiatrico, non sono stati per contro ri-

scontrati limiti funzionali (doc. UAIE 281, p. 74-75). 

11.2.6.2 In relazione all’evoluzione delle distinte patologie riscontrate, i pe-

riti hanno stabilito un’incapacità lavorativa totale nella professione abituale 

di aiuto gessatore/muratore dal 16 dicembre 2015 al 31 marzo 2017 a 

causa dell’infortunio al ginocchio sinistro. Da giugno 2017 al 14 novembre 

2017 un’incapacità lavorativa del 30%, intesa come rendimento ridotto a 

causa delle patologie neurologiche. Dal 15 novembre 2017, cioè dal primo 

intervento alla colonna lombare, un’incapacità lavorativa totale e continua 

per le problematiche reumatologiche.  

In una professione sostitutiva adeguata i periti hanno ritenuto un’incapacità 

lavorativa totale dal 16 dicembre 2015 al 20 febbraio 2017 a causa dell’in-

fortunio al ginocchio sinistro. Da giugno 2017 al 14 novembre 2017 un’in-

capacità lavorativa del 10%, intesa come rendimento ridotto a causa delle 

affezioni neurologiche. Dal 15 novembre 2017, cioè dal primo intervento 

alla colonna lombare, al 31 maggio 2019 un’incapacità lavorativa totale per 

le problematiche reumatologiche. A partire dal 1° giugno 2019, momento in 

cui lo stato di salute si è completamente stabilizzato, i periti hanno invece 

attestato un’incapacità lavorativa del 30%, a causa della patologia reuma-

tologica, che si sovrappone all’incapacità lavorativa del 10% constatata dal 

neurologico essendo fondata sui medesimi limiti funzionali. L’incapacità la-

vorativa è da intendersi quale riduzione del rendimento su una giornata 

intera di lavoro (doc. UAIE 281, p. 75-76). 

11.3 Nell’avviso SMR del 19 aprile 2021 la dott.ssa L._______, specialista 

FMH in medicina fisica e di riabilitazione e il dott. M._______, specialista 

in psichiatria e psicoterapia, hanno fatto proprie le conclusioni peritali, 

ritenendo che il rapporto pluridisciplinare disponga del giusto valore 

probante. Essi hanno elencato tutti i periodi in cui, dal giorno dell’infortunio 

l’assicurato è stato totalmente o parzialmente inabile al lavoro, 

correggendo la valutazione dei periti unicamente in punto all’incapacità 

lavorativa conseguente all’infortunio al ginocchio, che è stata ritenuta 

sussistere in misura completa sia per l’attività abituale che per l’attività 

adeguata fino al 31 marzo 2017 (doc. UAIE 289).  

 

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 19 

12.  

12.1 Alla luce di quanto sopra esposto emerge che, in esecuzione della 

sentenza di rinvio, l’amministrazione ha dato seguito alla richiesta del TAF 

di fornire un quadro pluridisciplinare completo e aggiornato dello stato di 

salute dell’assicurato. Al riguardo si rileva che la perizia pluridisciplinare 

dell’11 marzo 2021 nonché le valutazioni specialistiche che la compongono 

(cfr. consid. 11.2) – nelle quali è descritta l’evoluzione dello stato di salute 

dall’infortunio del 16 dicembre 2015 e dalle quali è emersa una situazione 

valetudinaria attuale stabile, per quanto concerne le principali affezioni al 

ginocchio sinistro e alla colonna lombare aventi influsso sulla capacità 

lavorativa – si fondano su informazioni fornite dalla persona esaminata e 

dai medici curanti, sull’esame del quadro clinico e delle risultanze della 

visita dell’insorgente, nonché sulla documentazione medica agli atti così 

come sugli accertamenti strumentali e di laboratorio ordinati dai periti 

(esami ematologico, ematochimico, screening tiroideo, delle urine e in 

relazione a colesterolo, emoglobina e coagulazione, nonché test SIMS e 

MMPI-2-RF [doc. UAIE 276, 277]). I rapporti peritali contengono 

un’introduzione, un elenco degli atti e delle informazioni tratte dall’incarto, 

un’anamnesi dettagliata, le indicazioni soggettive del ricorrente e le 

constatazioni obbiettive, la diagnosi, la discussione nonché le conclusioni 

sulla capacità lavorativa residua. Dalla valutazione psichiatrica è inoltre 

desumibile un esame degli indicatori standard, conformemente alla 

giurisprudenza del TF in caso di disturbi psichici o da dolore somatoforme 

(cfr. consid. 9.4). Tali referti possono pertanto essere considerati 

perlomeno da un punto di vista formale un mezzo probatorio idoneo ai fini 

della valutazione dello stato di salute del ricorrente e dell’esigibilità 

dell’esercizio di un’attività lavorativa e delle mansioni domestiche.  

12.2  

12.2.1 Le diagnosi esposte nella perizia pluridisciplinare (doc. UAIE 281 

pp. 72-73) concordano sostanzialmente con quelle poste dai medici e dagli 

specialisti consultati dall’assicurato (cfr. perizia medica particolareggiata 

E213 del 24 gennaio 2017 e rapporto medico del 26 aprile 2018 del dott. 

N._______, specialista FMH in medicina interna [doc. UAIE 79, 91 pp. 1-

6]; rapporto del 18 febbraio 2019 del dott. O._______, specialista in 

medicina legale delle assicurazioni [doc. UAIE 103]; perizia medica 

particolareggiata E213 del 24 novembre 2020 dott. G._______ [doc. UAIE 

234]; i certificati del 21 marzo e del 18 maggio 2019, redatti a mano dal 

dott. P._______, la cui specializzazione non è nota, attestanti una non 

meglio definita incapacità lavorativa [doc. UAIE 268, 272]; il rapporto 

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 20 

cardiologico del 5 agosto 2020 della dott.ssa Q._______ [doc. UAIE 273]; 

il rapporto del 2 settembre 2021 e del 3 gennaio 2022 del dott. D._______, 

specialista in cardiologia e in medicina del lavoro [doc. UAIE 300; allegato 

al doc. TAF 1]; il rapporto del 28 dicembre 2021 del dott. R._______, 

specialista in ortopedia e traumatologia [allegato al doc. TAF 1]; nonché 

nei numerosi referti, anche datati prodotti nell’ambito del rinvio [doc. UAIE 

238-275]) e da quelle a suo tempo esposte dal dott. S._______, specialista 

in chirurgia e medico fiduciario della SUVA per quanto attiene alla patologia 

al ginocchio sinistro esistenti all’epoca del rapporto finale del 20 marzo 

2017 (doc. UAIE 78), sui cui si era inizialmente fondato il SMR (doc. UAIE 

104, 105). 

12.2.2 Al di fuori delle diagnosi esposte non vi sono elementi che consen-

tano di ritenere che l’assicurato soffra di altre affezioni suscettibili di influire 

durevolmente sullo stato di salute e sulla sua capacità lavorativa. Come è 

stato per altro fatto notare anche dalla dott.ssa E._______ nell’avviso SMR 

del 21 ottobre 2021 (doc. UAIE 303) e ancora in quello del 30 giugno 2022, 

i rapporti del 2 settembre 2021 e del 3 gennaio 2022 del dott. D._______, 

né tantomeno quello del 28 dicembre 2021 del dott. R._______ apportano 

elementi nuovi non precedentemente considerati dai periti nella loro valu-

tazione. Certo, essi si esprimono in modo differente riguardo alla tipologia 

di diagnosi che essi ritengono avere influsso sulla capacità lavorativa, ma 

in ultima analisi ciò va considerato alla stregua di un’opinione differente 

riguardo alla medesima fattispecie e non permette di mettere in dubbio le 

conclusioni peritali confermate dal SMR.  

Neppure l’esame cardiologico del 5 agosto 2020 (doc. UAIE 273), eseguito 

dalla dott.ssa Q._______, permette di giungere a una conclusione diffe-

rente, tenuto conto del fatto che quest’ultima non ha posto alcuna partico-

lare diagnosi di rilevanza cardiaca e che dagli ulteriori accertamenti del 

sangue e dal test ergometrico, sono emersi risultati considerati nella norma 

(doc. UAIE 274-275).  

12.2.3 Non si può invece tener conto della critica mossa dal dott. 

D._______ nel rapporto del 2 settembre 2021 nei confronti della valuta-

zione peritale della dott.ssa H._______. Quest’ultimo lamenta che tutta una 

serie patologie, segnatamente le affezioni osteoarticolari, le lombosciatal-

gie così come la gonartrosi, non siano state debitamente considerate da 

parte della dott.ssa H._______ nel proprio rapporto. Al riguardo, allinean-

dosi a quanto indicato dalla dott. E._______ nell’avviso SMR del 21 ottobre 

2021 (doc. UAIE 303), si osserva che tali affezioni non hanno nessuna ri-

levanza dal punto di vista internistico e pertanto è a giusto titolo che la 

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 21 

dott.ssa H._______ non ne faccia menzione. Tali malattie, di competenza 

dei periti in reumatologia e neurologia, sono invece state non soltanto 

enunciate ma pure esaminate nel dettaglio nel contesto della valutazione 

consensuale della cui redazione si è occupata la stessa dott.ssa 

H._______ (cfr.doc. UAIE 281 pp. 65 segg.). Ne consegue che la critica 

del dott. D._______ è mal riposta e non permette di considerare lacunoso 

o meno valido il rapporto pluridisciplinare.  

12.3  

12.3.1 Per quanto concerne l’evoluzione dello stato di salute, i comple-

menti istruttori eseguiti nell’ambito del rinvio hanno senz’altro permesso di 

meglio definire la sintomatologia lamentata dall’assicurato e di chiarire in 

che modo le patologie da cui è affetto comportano, o hanno comportato 

delle particolari limitazioni funzionali dal punto di vista fisico. I periti hanno 

sostanzialmente esaminato in che modo le differenti patologie sono evolute 

a partire dall’infortunio al ginocchio sinistro del 16 dicembre 2015, riscon-

trando il graduale insorgere di altre problematiche come ad esempio quelle 

di origine neurologica a partire da giugno 2017 e quelle lombari da novem-

bre dello stesso anno. Nel mentre altre affezioni “minori” si sono manife-

state e sono state tenute in debito conto dai periti, nonostante queste po-

tessero essere temporanee o comunque non avere particolare importanza 

dal punto di vista medico-assicurativo, non cagionando particolari limita-

zioni funzionali e non influenzando quindi la capacità lavorativa (si pensi, 

ad esempio, alla problematica alle spalle, a quella del tunnel carpale, piut-

tosto che all’ipertensione arteriosa, agli esiti da tiroidectomia e di coleci-

stectomia, o ancora alla minima radicolopatia C6 e alla gonartrosi tibiotar-

sica).  

12.3.2 Il dott. J._______ ha riferito di un assicurato in buone condizioni ge-

nerali con una lieve cifosi nella zona toracale e scoliosi destroconvessa. 

Ha riscontrato una riduzione della mobilità della colonna cervicale e della 

colonna lombare, con dolori nella fase di movimento come pure alla palpa-

zione delle zone d’irritazione ed ha riferito di un disco intervertebrale L3-L4 

in buone condizioni senza segno di alterazioni significative della statica 

lombare. Ha notato una mobilità nella norma delle spalle bilateralmente, 

senza segni di lesione della cuffia dei rotatori, pur essendovi zone dolenti 

alla palpazione. Per quanto concerne il ginocchio sinistro ha precisato di 

non ritenere esservi delle modifiche sostanziali rispetto alla valutazione fi-

nale della SUVA del 21 febbraio 2017, riscontrando una buona mobilità 

delle ginocchia bilateralmente senza segni di sinoviti o gonfiori articolari 

nonostante qualche dolore alla palpazione e alla mobilitazione della rotula 

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 22 

sinistra. Ha quindi fatto notare che l’assicurato, che fino al 2019 si era sot-

toposto a sedute di fisioterapia ambulatoriali sia per la colonna lombare 

che per il ginocchio sinistro, al momento della visita peritale non seguiva 

nessuno specifico trattamento (doc. UAIE 279 pp.11-14). 

12.3.3 Il dott. K._______, dal canto suo, ha indicato che dal punto di vista 

neurologico vi sono dei sintomi e dei segni compatibili con una problema-

tica cronica L5-S1 bilaterale, non migliorati dopo gli interventi chirurgici. A 

livello degli arti superiori egli ha riferito di un’ipoestesia in una zona corri-

spondente alla radice C6 destra, nota da oltre 10 anni e da allora stabile e 

non accompagnata da disturbi maggiori, né da dolore locale o deficit di 

forza. A livello di arti inferiori è stata descritta l’ipoestesia sulla parte laterale 

di entrambe le cosce, senza deficit di forza a livello delle gambe. Per 

quanto concerne la colonna lombare il dott. K._______ riferisce di un re-

ferto attuale sostanzialmente sovrapponibile a quello del 2017, in cui ve-

niva descritta una lieve sofferenza cronica L4-L5, stabile a destra e lieve-

mente peggiorato a sinistra (doc. UAIE 278 pp. 26-29). 

12.3.4 Dal punto di vista psichiatrico, il dott. I._______ ha riferito che l’as-

sicurato si era rivolto per la prima volta nel 2015 al Centro Psicosociale di 

T._______, dove era stata posta la diagnosi di sindrome ansiosa genera-

lizzata e gli era stata prescritta una terapia farmacologica. L’assicurato era 

stato visitato in altre due occasioni, nel 2016 e 2017, da uno specialista 

presso l’Ospedale Sant’Anna di U._______ dove era stato posto un quadro 

clinico compatibile con la prima diagnosi ed era stata prescritta una nuova 

terapia farmacologica. Da quando si è trasferito in V._______, nel 2019, 

l’insorgente non è più stato visitato da alcun medico ed ha interrotto la te-

rapia farmacologica in precedenza prescritta (doc. UAIE 280 p. 6). Da al-

lora il perito ha constatato una situazione sostanzialmente immutata non 

riscontrando l’emergenza di disturbi riconducibili ad aspetti di personalità 

con carattere patologico e considerando intatte le risorse dell’assicurato. 

Lo stato d’ansia e le preoccupazioni sono legate a suo dire al proprio stato 

di salute che non migliora e alla situazione economica precarizzata, circo-

stanza che secondo il perito ha determinato una cocente disattesa delle 

sue aspettative di riuscita personale e professionale, non potendo più svol-

gere il lavoro nel quale si identificava e grazie al quale poteva proiettarsi 

nel futuro ed assaporare le sensazione di benessere e appagamento le-

gate al conseguimento dei propri obbiettivi (doc. UAIE 280 pp. 10-16). 

12.3.5 Nella valutazione congiunta i periti hanno espresso una prognosi 

positiva sotto il profilo internistico e psichiatrico, mentre hanno ritenuto or-

mai stabilizzato lo stato di salute dell’assicurato sotto il profilo neurologico 

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 23 

e soprattutto reumatologico, non essendovi particolari possibilità di miglio-

ramento. Secondo il dott. J._______ infatti a distanza di tre mesi dal se-

condo intervento (13 febbraio 2019) la situazione alla colonna lombare può 

considerarsi stabile, pur persistendo la sintomatologia algica (doc. UAIE 

279 pp. 9 e 16). A tal proposito il dott. D._______ ha confermato un decorso 

nella norma a seguito del suddetto intervento (doc. UAIE 300 p. 9) e anche 

il dott. R._______, pur non precisando a partire da quando, ha confermato 

che la situazione clinica generale è ormai da considerarsi stabilizzata e non 

suscettibile di miglioramento (allegato al doc. TAF 1).   

12.4  

12.4.1 Sotto il profilo delle limitazioni funzionali si riscontra ugualmente una 

certa concordanza fra la valutazione dei periti e quella degli specialisti con-

sultati dall’assicurato.  

12.4.2 Sia il dott. R._______ che il dott. D._______ (cf. allegati al doc. TAF 

1) descrivono una limitazione funzionale dei movimenti degli arti inferiori 

(soprattutto a livello di ginocchia) e di quelli superiori (soprattutto a livello 

di spalle). Dal dott. R._______ viene inoltre descritta una limitazione fun-

zionale di tutti i movimenti del rachide cervicale e dorsale, oltre che un’an-

chilosi del rachide lombare. Tali limitazioni, esposte posteriormente alla de-

cisione impugnata, oltre a non contraddire quelle considerate dai periti nel 

rapporto pluridisciplinare, neppure chiariscono in che misura e da quando 

delle attività sostitutive possano ancora essere esigibili.  

12.4.3 Dal canto suo il dott. G._______, nella perizia E213 del 24 novem-

bre 2020 (doc. UAIE 234), ha segnalato non soltanto uno stato di salute 

migliorato, ma ha pure ritenuto l’assicurato in grado di svolgere attività pe-

santi, di lavorare a uno schermo, in maniera autonoma sia sul posto di la-

voro che a domicilio, esprimendo pertanto, a tratti, una valutazione più se-

vera di quella degli stessi periti e in ultima analisi dall’amministrazione. 

12.5  

12.5.1 Particolarmente contestata dal ricorrente è la valutazione globale 

dell’incapacità lavorativa per quanto concerne in particolare un’attività so-

stitutiva adeguata e meglio il miglioramento dello stato di salute e della 

capacità lavorativa a partire dal 1° giugno 2019. Sulla scorta della docu-

mentazione medica prodotta in sede di ricorso, come pure in precedenza, 

egli ritiene sussista, anche posteriormente a tale data, un’incapacità lavo-

rativa di almeno 50%. 

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 24 

12.5.2 Secondo il Tribunale federale il grado di incapacità lavorativa com-

plessivo va stabilito in base ad una valutazione globale, un semplice cu-

mulo dei gradi essendo inammissibile (sentenza del TF 9C_295/2013 del 

20 giugno 2013 consid. 4.4). Inoltre, sempre secondo l'Alta Corte, la que-

stione di sapere se i singoli gradi di inabilità lavorativa vadano sommati, e, 

se del caso, in quale misura, è una questione squisitamente medica, che, 

di principio, il giudice non rimette in discussione (sentenza del TF 

9C_362/2014 del 19 agosto 2014 consid. 7, 9C_400/2011 del 20 marzo 

2012 che rinvia alla sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 

338/01 del 4 settembre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 n. 72 pag. 485 

consid. 2b; anche sentenza 9C_721/2012 del 24 ottobre 2012 consid. 4.2; 

anche sentenza I 606/03 del 19 agosto 2005 consid. 5.4.1 e 5.4.2). 

12.5.3 Per quanto riguarda la somma dei gradi di invalidità i periti hanno 

chiarito in maniera convincente il motivo per il quale l’incapacità lavorativa 

riscontrata in ambito reumatologico (30%) e in ambito neurologico (10%) 

non vadano sommate ma debbano essere integrate una all’altra. Sebbene 

l’irradiazione radicolare che ha determinato una riduzione della capacità 

lavorativa sotto il profilo neurologico sia presente da giugno 2017, i periti 

hanno avuto modo di spiegare, nella valutazione consensuale, che essa 

provoca delle limitazioni funzionali sovrapponibili a quelle scaturite dalla 

problematica di ordine reumatologico, che ha determinato a partire dal 

mese di novembre dello stesso anno un’incapacità lavorativa totale (doc. 

UAIE 281 p. 75). Il dott. K._______, aveva per altro rilevato che l’irradia-

zione si era cronicizzata ed era addirittura peggiorata a seguito degli inter-

venti chirurgici alla colonna lombare, pur precisando che nel complesso 

prevaleva comunque nettamente la sintomatologia algica lombare. Dal te-

nore della perizia e sulla scorta della documentazione medica versata agli 

è lecito ritenere che le patologie di natura reumatologica e neurologica 

siano strettamente connesse una all’altra. È pertanto a giusto titolo che i 

periti ritengono giustificata l’integrazione delle due incapacità lavorative, 

dal momento che poggiano entrambe sulle medesime limitazioni funzionali 

riscontrate sia in ambito reumatologico che neurologico. 

12.5.4 In punto all’incapacità lavorativa i periti sono stati chiari e la loro 

valutazione è stata ripresa dal SMR, sebbene con il minimo correttivo – 

favorevole all’assicurato – relativo alla durata dell’incapacità lavorativa a 

seguito dell’infortunio al ginocchio sinistro. Il SMR ha infatti ritenuto sussi-

stere un’incapacità lavorativa in qualsiasi professione fino al 31 marzo 

2017, prolungando in tal modo anche per le attività sostitutive tale periodo 

la cui ripresa era stata ritenuta esigibile dai periti già al 20 febbraio 2017, 

data della visita medica di chiusura della SUVA. Tale modifica apportata 

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 25 

dal SMR risulta giustificata dal fatto che il rapporto conclusivo del dott. 

S._______, al quale rimandano i periti e nel quale è stato constatato che 

l’assicurato era abile nella misura massima possibile (nel rispetto delle li-

mitazioni indicate), è datato 20 marzo 2017 (doc. UAIE 78). Sulla scorta di 

tale referto, la SUVA aveva decretato la chiusura del caso e l’interruzione 

dell’indennità giornaliera a partire dal 1° aprile 2017, momento a partire dal 

quale aveva considerato accertato il miglioramento dello stato di salute 

(doc. UAIE 128). A tale constatazione occorre attenersi anche in questa 

sede, tantopiù che non vi sono motivi oggettivi agli atti che consentano di 

giustificare la fissazione di un momento differente per la ripresa dell’attività 

abituale o di un’attività sostitutiva, ma anzi vi siano indizi contrari che atte-

stano un’inabilità totale in qualsiasi attività fino ad inizio aprile 2017 (cfr. 

perizia medica particolareggiata E213 del 24 gennaio 2017 del dott. 

N._______ [doc. UAIE 79]).  

Per il periodo successivo è stato appurato ed è per altro incontestato che 

l’inabilità lavorativa totale è iniziata il 15 novembre 2017, in occasione del 

primo intervento alla colonna lombare e si è protratta senza interruzione 

fino al mese di giugno 2019, momento a partire dal quale i periti hanno 

considerato essere intervenuto un miglioramento dello stato di salute. Il 

dott. J._______ in particolare ha ritenuto lo stato di salute stabilizzatosi a 

distanza di tre mesi dall’intervento di revisione alla colonna lombare, avve-

nuto a febbraio 2019. Nel referto peritale è stato chiarito che l’incapacità 

lavorativa residua in un’attività sostitutiva rispettosa delle limitazioni funzio-

nali, pari al 30%, è riconducibile unicamente alle patologie neurologiche e 

soprattutto reumatologiche (cfr. consid. 12.5.3). Dal punto di vista interni-

stico la dott. H._______ ha attestato una piena capacità lavorativa in qual-

siasi professione e nelle attività domestiche senza limitazioni funzionali né 

riduzione del rendimento. Allo stesso modo pure il dott. I._______, per gli 

aspetti psichiatrici, non ha ritenuto sussistere, né essere mai esistita, alcun 

tipo d’inabilità lavorativa. 

12.5.5 Di avviso contrario, alcuni fra i medici curanti che pur ammettendo 

esservi stato un miglioramento dello stato di salute (benché non indichino 

da quando) che è ormai da considerarsi stabilizzato (concordando in tal 

senso con il dott. J._______), hanno ritenuto sussistere un grado d’incapa-

cità lavorativa superiore rispetto a quello attestato dai periti. Si tratta dei 

dott. D._______ e dott. R._______ che in maniera piuttosto generica riten-

gono sia data un’incapacità lavorativa del 50% almeno anche posterior-

mente al 1° giugno 2019. Entrambi stabiliscono tale grado d’incapacità in 

maniera piuttosto apodittica, senza indicare in che modo le limitazioni fun-

zionali possono influire maggiormente sulla possibilità di mettere a frutto la 

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 26 

residua capacità lavorativa e in definitiva senza neppure prendere posi-

zione compiuta riguardo alla differente valutazione peritale su tale aspetto. 

A ben vedere, pur concordando con il fatto che un miglioramento dello stato 

valetudinario sia effettivamente intervenuto e che non sia quindi più giusti-

ficabile un’inabilità lavorativa totale in ogni attività, essi non si esprimono 

riguardo al momento in cui tale cambiamento è effettivamente intervenuto, 

né tantomeno contraddicono in maniera convincente la valutazione del 

dott. J._______ su tale punto.  

Il dott. N._______, dal canto suo, nella perizia medica particolareggiata 

E213 del 24 gennaio 2017 concorda sostanzialmente con il periodo di in-

capacità lavorativa del 100% fino ad aprile 2017 per poi attestare una non 

meglio specificata inabilità lavorativa – rispetto alle norme italiane – del 

50% (cfr. doc. UAIE 79 p. 10). Lo stesso medico, nel rapporto del 26 aprile 

2018 (doc. UAIE 91 pp. 1-6) attesta un’incapacità lavorativa del 100%, ma 

unicamente per l’attività abitualmente svolta di gessatore, senza prendere 

posizione rispetto alle attività sostitutive esigibili. Vi sono infine i certificati 

del 21 marzo e del 18 maggio 2019, redatti a mano dal dott. P._______, 

attestanti una non meglio definita incapacità lavorativa (doc. UAIE 268, 

272) che tuttavia non apportano maggiore chiarezza in merito.  

Orbene tali valutazioni benché esposte anche da medici specialisti, non 

possono essere seguite, non essendo sufficientemente motivate, né sup-

portate da validi elementi oggettivi. 

Non aiuta maggiormente la tesi dell’assicurato il rapporto del dott. 

O._______, dal momento che quest’ultimo si esprime unicamente fino alla 

data del proprio rapporto, ossia il 18 febbraio 2019. Inoltre da tale rapporto 

non emerge chiaramente a cosa si riferisce il medico quando esprime un 

grado percentuale, intercambiando e confondendo quest’ultimo i termini di 

incapacità lavorativa, incapacità di guadagno e invalidità. Allo stesso modo 

neppure il dott. G._______, nella perizia E213, fornisce maggiore consi-

stenza alla tesi del ricorrente. In modo piuttosto contradditorio, quest’ultimo 

ritiene da un lato che l’assicurato è ancora abile a svolgere a tempo pieno 

la professione abituale, come pure un’attività sostitutiva adeguata alle sue 

condizioni, pur segnalando che, secondo le disposizioni del diritto italiano, 

quest’ultimo debba essere considerato parzialmente invalido per l’ultimo 

lavoro svolto, nella misura del 70%. 

Non va oltretutto dimenticato che il solo fatto che uno o più medici curanti 

esprimano un’opinione contraddittoria non è sufficiente a rimettere in di-

scussione una perizia ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a 

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 27 

imporre nuovi accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 

4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 3.4, entrambe con i rinvii 

giurisprudenziali ivi menzionati). 

12.5.6 Giova infine precisare, sebbene non evocato dal ricorrente, che è 

ininfluente, ai fini del diritto a delle prestazioni AI, il riconoscimento dell’in-

validità civile e l’eventuale attribuzione di una prestazione da parte degli 

enti previdenziali italiani, poiché il sistema italiano è fondato su presupposti 

completamente diversi da quello svizzero. 

12.5.7 In definitiva, dalla perizia pluridisciplinare, emerge in modo convin-

cente un miglioramento dello stato di salute a partire dal mese di giugno 

2019, ossia a tre mesi di distanza dal secondo intervento alla colonna lom-

bare, a seguito del quale l’assicurato, pur continuando ad essere inabile al 

100% nell’attività abituale, poteva essere considerato abile nella misura del 

70% in un’attività sostitutiva adeguata.  

12.6  

12.6.1 A titolo di provvedimenti sanitari volti a migliorare ulteriormente la 

capacità lavorativa nessun’indicazione è giunta dal punto di vista neurolo-

gico, essendo la situazione ormai consolidata e irreversibile. In ambito reu-

matologico è invece consigliata la ripresa della fisioterapia ambulatoriale.  

12.6.2 Una serie di misure terapeutiche è stata consigliata dal punto di vi-

sta internistico, più in vista di migliorare la prognosi ed evitare l’aggravarsi 

di patologie esistenti o l’insorgere di nuove affezioni. In particolare al pa-

ziente è stata consigliata una riduzione ponderale, come pure un monito-

raggio della funzione tiroidea. A fronte degli esami del sangue e delle urine, 

è stata inoltre suggerita una presa a carico da parte del medico curante e 

da un endocrinologo per riportare i valori nella norma e per eventualmente 

trattare l’insorgere di un’infezione alle vie urinarie. 

12.6.3 Sotto il profilo psichiatrico non vi è nessun’indicazione formulata da 

uno specialista riguardante la necessita di una particolare presa a carico 

terapeutica. A tal proposito il dott. I._______, ha consigliato la continua-

zione del trattamento farmacologico per trattare il lieve stato ansioso-de-

pressivo – conseguente alla perdita della possibilità di esercitare la propria 

professione abituale in cui l’assicurato eccelleva e in generale di assapo-

rare il medesimo livello di benessere – esprimendo nondimeno una pro-

gnosi favorevole.  

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 28 

12.7  

12.7.1 Alla luce di quanto precede, occorre concludere che il caso dell’as-

sicurato è stato oltremodo indagato sia da parte di medici fiduciari che da 

medici curanti specializzati nei differenti ambiti della medicina rilevanti per 

l’esame della fattispecie.  

12.7.2 A seguito del rinvio, l’autorità inferiore ha esperito tutti gli accerta-

menti che le erano stati richiesti da questo Tribunale, incaricando i periti del 

SAM, raccogliendo tutte le indicazioni mediche utili per valutare la fattispe-

cie e sottoponendo il caso al proprio servizio medico. In sede giudiziaria, 

d’altro canto, l’assicurato ha prodotto i due rapporti del dott. D._______ e 

del dott. R._______ che tuttavia non hanno apportato alcun elemento 

nuovo non precedentemente considerato dai periti ed esaminato dal SMR 

(cfr. doc. TAF 1 e 8). 

13.  

13.1 In definitiva questa Corte non ha fondato motivo di scostarsi dalle va-

lutazioni peritali raccolte, apparendo non solo la situazione reumatologica, 

neurologica, internistica, ma anche quella psichiatrica sufficientemente ap-

profondita, motivata e concludente, motivo per cui non è necessario far 

esperire ulteriori accertamenti sotto il profilo medico. 

13.2 In conclusione risulta quindi provato, con il grado della verosimi-

glianza preponderante valido nelle assicurazioni sociali, che a partire dal 

16 dicembre 2015 lo stato di salute del ricorrente ha subito un peggiora-

mento, a causa dell’infortunio al ginocchio sinistro, per poi migliorare a par-

tire dal 1° aprile 2017, permettendo all’assicurato di ritrovare la piena ca-

pacità lavorativa in qualsiasi attività. Un ulteriore peggioramento è quindi 

intervenuto dapprima in maniera lieve, a causa di affezioni neurologiche a 

partire dal 1° giugno 2017. In seguito dal 15 novembre 2017 per ragioni 

principalmente reumatologiche, in occasione dell’intervento chirurgico alla 

colonna lombare. A decorrere dal 1° giugno 2019, lo stato di salute del ri-

corrente è risultato essersi stabilizzato. Da tale momento, da un punto di 

vista reumatologico, neurologico, internistico e psichiatrico è stato ritenuto 

possibile l’esercizio di un’attività sostitutiva rispettosa delle limitazioni fun-

zionali, come pure nelle attività domestiche, nella misura del 70% inteso 

come rendimento ridotto sull’arco di un’intera giornata. 

 

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 29 

14.  

14.1 Sebbene non sia oggetto di contestazione da parte del ricorrente, vale 

la pena di esporre alcune precisazioni riguardo al tasso d’invalidità calco-

lato dall’autorità inferiore secondo la quale, a seguito del miglioramento 

dello stato di salute intervenuto a partire da fine maggio 2019,  

corrisponde al 28%. 

14.1.1 Nel caso di un assicurato esercitante attività lucrativa, il grado d’in-

validità deve essere determinato, in virtù dell’art. 16 LPGA in combinazione 

con l’art. 28a cpv. 1 LAI, sulla base di un confronto dei redditi. Il reddito che 

l’assicurato potrebbe conseguire esercitando l’attività ragionevolmente esi-

gibile da lui, dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione di provvedimenti 

d’integrazione, in una situazione equilibrata del mercato del lavoro (reddito 

da invalido) è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se 

non fosse diventato invalido (reddito da valido). Per procedere al raffronto 

bisogna di regola esprimere il più esattamente possibile in cifre questi red-

diti e confrontarli, la differenza tra i due importi permettendo di calcolare il 

grado d’invalidità (metodo generale del confronto dei redditi; DTF 137 V 20 

consid. 5.2.3.2; DTF 130 V 343 consid. 3.4.2; sentenza del TF 

8C_536/2017 del 5 marzo 2018 consid. 5.1). 

14.1.2 Nel contesto di una rendita scalare o limitata nel tempo, occorre di 

principio procedere a un duplice raffronto dei redditi: dapprima per stabilire 

l’esistenza e l’ammontare del diritto alla rendita, in seguito per valutare se 

il cambiamento delle circostanze comporta una riduzione o una 

soppressione della stessa. Nel primo caso, il momento determinante per il 

raffronto dei redditi, è quello in cui al più presto potrebbe nascere il diritto 

alla rendita. Nel secondo caso quello in cui dovrebbe essere ridotta o 

soppressa la rendita (cfr. CR LPGA- MARGIT MOSER-SZELESS, art. 16 

LPGA, N 41).  

In concreto, ritenuto che la soppressione della rendita, a seguito del 

miglioramento dello stato di salute, è intervenuta con effetto dal 31 agosto 

2019, vanno applicati i dati relativi all’anno 2019, di cui l’autorità inferiore 

poteva già disporre al momento dell’emanazione delle decisioni 

impugnate, il 22 novembre 2021. 

14.1.3 I redditi con e senza invalidità devono essere determinati sulla base 

delle indicazioni salariali o statistiche, valide per lo stesso anno (sentenza 

del TF I 471/05 del l’11 maggio 2006 consid. 3.2) tenendo conto delle mo-

difiche riguardanti tali redditi e suscettibili di influire sul diritto alla rendita 

fino all’emissione della decisione dell’autorità competente (DTF 129 V 222 

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 30 

consid. 4.1 e i riferimenti ivi citati; 128 V 174 consid 4.a; MICHEL VALTERIO, 

Droit de l’assurance-vieillesse et survivants (AVS) e de l’assurance-invali-

dité (AI), Commentaire thématique, ed. Schulthess, Ginevra/Zurigo/Basilea 

2011, p. 548, N. 2063-2064). Nel caso ci si fondi sui dati statistici, sono 

determinanti quelli pubblicati al momento della decisione impugnata (sen-

tenza del TF 9C_699/2015 del 6 luglio 2016 consid. 5.2 e riferimenti; cfr. 

anche MICHEL VALTERIO, Commentaire de la loi fédérale sur l’assurance-

invalidité [LAI], ad. art. 28a LAI, N. 35). 

14.1.4 Il confronto dei redditi determinanti, nel caso di un assicurato domi-

ciliato all’estero, deve essere fatto sullo stesso mercato del lavoro, posto 

che la disparità della remunerazione e del costo della vita da un paese 

all’altro non permette di procedere a una comparazione oggettiva dei red-

diti in questione (DTF 137 V 20 consid. 5.2.3.2).  

14.2   

14.2.1 Orbene, nella scheda “valutazione del grado d’invalidità” (doc. UAIE 

290) l’amministrazione ha correttamente stabilito il reddito da valido sulla 

base delle indicazioni fornite dall’ultimo datore di lavoro, secondo il quale, 

nel 2016, l’assicurato in qualità di aiuto gessatore avrebbe potuto percepire 

un salario mensile di fr. 5'089.-. Avendo appurato che tale reddito era infe-

riore alla media dei salari per un’attività equivalente nel settore economico 

nel quale il ricorrente lavorava, l’amministrazione ha altresì giustamente 

proceduto a una parallelizzazione dello stesso, ottenendo così un reddito 

da valido per il 2016 di fr. 5'415.70 mensili. 

14.2.2 L’autorità inferiore ha tuttavia omesso di indicizzare tale dato sala-

riale al 2019, anno determinante per il raffronto dei redditi (cfr. consid. 

14.1.2). Sulla scorta dell’indice dei salari nominali valido per gli uomini fra 

il 2011-2019 (T1.1.10, settore costruzioni [41-43], pubblicata il 26 settem-

bre 2020), ne risulta quindi un reddito da valido indicizzato al 2019 pari a 

fr. 5'513.70 (= fr. 5'415.70 + 0.3% + 0.5% + 1%). 

14.3  

14.3.1 Per stabilire il reddito da invalido, difettando indicazioni economiche 

effettive, l’amministrazione si è inoltre correttamente riferita ai dati statistici 

risultanti dall’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS; DTF 139 V 

592 consid. 2.3; sentenza del TF 9C_205/2011 del 10 novembre 2011 con-

sid. 7), relativi alle attività semplici e ripetitive, categoria totale (1-96), livello 

di competenze 1, uomini.  

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 31 

Dal momento che all’epoca dell’emanazione delle decisioni impugnata, 

l’UAIE poteva già disporre dei valori statistici validi per il 2019, essa 

avrebbe dovuto fare uso dei dati risultanti dalla TA1 2018 (pubblicata il 30 

aprile 2020) e, analogamente a quanto fatto con il salario da valido, indi-

cizzare poi i dati ottenuti al 2019 (sulla base dell’indice dei salari nominali, 

uomini, 2011-2019, categoria totale [05-96] – T1.1.10).  

Ne discende che da invalido l’assicurato, svolgendo un’attività semplice e 

ripetitiva al 70%, avrebbe potuto percepire nel 2019 un salario medio men-

sile di fr. 3'826.- ({5'417.- [TA1 2018, livello 1, uomini] +0.9% [T1.1.10, set-

tore totale]} x 70%), che riportato su un orario usuale di 41.7 ore settimanali 

corrisponde a un salario mensile di fr. 3'988.65. 

14.3.2 Questo reddito può essere ridotto, al massimo del 25%, per tenere 

conto dei fattori professionali e personali del caso (DTF 126 V 75). 

Se e in quale misura, nel singolo caso, i salari fondati su dati statistici deb-

bano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e pro-

fessionali concrete (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni 

di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), 

criteri che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente. La deduzione 

non è automatica, ma deve essere valutata di caso in caso e complessiva-

mente, non separatamente, in maniera schematica, sommando i singoli 

fattori di deduzione, tenendo conto di tutte le circostanze del singolo caso 

(sentenza del TF 9C_751/2011 del 30 aprile 2012 consid. 4.2.1 e DTF 126 

V 75 consid. 5b/aa in fine). Va da sé che i fattori estranei all'invalidità di cui 

è già stato tenuto conto con il parallelismo dei redditi non possono essere 

presi in considerazione una seconda volta nell'ambito della deduzione per 

circostanze personali e professionali (DTF 135 V 297; 134 V 322). 

14.3.3 Nel caso in esame, l'UAIE aveva in un primo tempo operato una 

riduzione del 5% dovuta alla necessità di svolgere unicamente attività leg-

gere (doc. UAIE 156). A seguito del rinvio da parte di questo Tribunale e 

dei nuovi accertamenti, l’amministrazione ha ritenuto che il grado d’esigibi-

lità per attività leggere (70%; cfr. consid. 11.2.6.2 e 12.5.3 supra) tenesse 

già conto degli effetti vincolanti del danno alla salute e che pertanto non 

fosse necessario procedere ad alcuna ulteriore riduzione dal salario da in-

valido (doc. UAIE 290).  

Tenuto dell’ampio potere d’apprezzamento che quest’ultima dispone su 

questo aspetto e della prudenza che il Tribunale deve dimostrare nel valu-

tare l’estensione della riduzione evitando di sostituire il proprio 

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 32 

apprezzamento a quello dell’autorità inferiore (DTF 137 V 71 consid. 5.2; 

sentenze del TF 9C_273/2011 del 27 gennaio 2012 consid. 1.3, 

9C_280/2010 del 12 aprile 2011 consid. 5.2 in fine) e rilevato che una de-

duzione del 5% non permetterebbe comunque di giungere a un grado d’in-

validità pensionabile, non vi è pertanto motivo di discostarsi dalle conclu-

sioni della decisione impugnata su questo specifico punto. 

14.4 Dal confronto fra il reddito da valido di 5'513.70 (cfr. consid. 14.2.2) e 

quello da invalido di fr. 3'988.65 (cfr. consid. 14.3.1) risulta dunque un grado 

di invalidità del 27.65% ([{5'513.70 – 3'988.65} : 5'513.70] x 100), che pur 

arrotondato al 28% (ai sensi della DTF 130 V 121, consid. 3.2) risulta co-

munque insufficiente per giustificare il diritto a prestazioni AI. 

15.  

15.1 Alla luce di quanto esposto sopra e del raffronto dei redditi che ne 

scaturisce, stabilito conformemente al diritto federale, sebbene con i 

correttivi riportati sopra, risulta pertanto corretto ritenere, come fatto 

dall’amministrazione, che a partire dal 1° settembre 2019 il ricorrente 

presenta un grado di invalidità non pensionabile.  

15.2 Da quanto esposto consegue che il ricorso, destituito di fondamento, 

non merita tutela e la decisione impugnata va confermata. 

16.  

16.1 Visto l'esito della procedura, le spese processuali di fr. 800.-, sono 

poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b 

del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

173.320.2]). Esse vengono compensate con l'anticipo spese, di identico 

ammontare, saldato in diverse rate (doc. TAF 13, 15, 17, 18, 21, 25). 

16.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per 

spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l'art. 7 

cpv. 1 e 2 TS-TAF a contrario).  

Peraltro, le autorità federali, quand'anche vincenti, non hanno di principio 

diritto a un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo ecce-

zioni non ravvisabili nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205). 

Il dispositivo è menzionato alla pagina seguente. 

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 33 

 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso, nelle procedure unite, è respinto. 

2.  

Le spese processuali di fr. 800.-, già anticipate dal ricorrente, sono poste a 

suo carico e vengono compensate con l’acconto già versato. 

3.  

Non si riconoscono indennità per spese ripetibili.  

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente e all'autorità inferiore. 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Christoph Rohrer Luca Rossi 

 

 

 

 

C-229/2022, C-230/2022 

Pagina 34 

 

 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 

segg. e 100 LTF). Il termine è reputato osservato se gli atti scritti sono 

consegnati al Tribunale federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta 

svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più 

tardi l'ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono 

contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed 

essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte 

ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

 

 

Data di spedizione: