# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f2243e8d-d187-5e02-b67b-c5837704a875
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-08-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 28.08.2003 52.2003.238
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-238_2003-08-28.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.238

   

  	
  Lugano

  28 agosto 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 10 luglio 2003 di

 

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 24 giugno 2003 del Consiglio di Stato
  (n. 2819), che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la
  risoluzione 20 marzo 2003 con cui il municipio di __________ le ha negato la
  licenza edilizia per riattare ed ampliare un rustico situato nell'abitato
  (part. n. __________);

  

 

 

viste le risposte:

-    24 luglio 2003 del
municipio di __________;

-    19 agosto 2003 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   La
ricorrente __________ __________ è proprietaria di un minuscolo (m 7.54 x 5.41)
rustico a pianta rettangolare, situato nella zona residenziale commerciale
(part. n. __________ RF) di __________, su un fondo di 392 mq, a forma irregolare,
lungo 21 m e largo al massimo 14. 

				
			
		
	

 

 

          N

 

	
		

 

 

 

 

Il 25 novembre 2002 la ricorrente ha chiesto
al municipio il permesso di riattare ed ampliare l'edificio, aggiungendovi sul
lato ovest un'ala a forma allungata. Non raggiungendo l'indice di sfruttamento
previsto (0.48) il minimo prescritto dall'art. 24 NAPR, l'istante in licenza ha
chiesto la concessione di una deroga. 

 

 

                                  B.   Con
decisione 20 marzo 2003 il municipio ha respinto la domanda, negando la concessione
di una deroga per difetto della necessaria base legale. 

 

 

                                  C.   Con
giudizio 24 giugno 2003 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento,
respingendo l'impugnativa contro di esso inoltrata da __________ __________. 

Il Governo ha in sostanza condiviso la tesi
del municipio. 

 

 

                                  D.   Contro il
predetto giudizio governativo la soccombente si aggrava davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rilascio
della licenza rifiutata. 

Secondo l'insorgente la deroga andrebbe
concessa anche in difetto della base legale, quando - come in concreto - il
fondo risulterebbe altrimenti inedificabile. 

 

                                  E.   Il ricorso
è avversato dal Consiglio di Stato e dal municipio che non formulano particolari
osservazioni. 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza
del Tribunale cantonale amministrativo (art. 21 LE), la legittimazione attiva
dell'insorgente e la tempestività del gravame sono incontestabilmente date. 

Il ricorso è dunque ricevibile in ordine. 

Il giudizio può essere reso sulla base degli
atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm). Il sopralluogo richiesto
dall'insorgente è del tutto superfluo, poiché i fatti rilevanti per il giudizio
emergono chiaramente dagli atti e sono peraltro pacifici. 

 

 

                                   2.   2.1.
L'art. 24 cpv. 2 lett. c NAPR di __________ prescrive un i.s. minimo di 1.0,
che dichiara applicabile anche alle ricostruzioni ed alle trasformazioni
importanti. 

Non prevede la possibilità di concedere
deroghe. 

 

2.2. L'i.s. della controversa costruzione si
situa di gran lunga al di sotto del minimo prescritto (0.48 invece di 1.0).
Stando al testo di legge, che non prevede la possibilità di concedere deroghe,
la licenza edilizia non può quindi essere rilasciata né in via ordinaria, né in
via eccezionale. 

La ricorrente chiede che le sia accordata
una deroga, anche se la legge non lo prevede, al fine di tenere debitamente
conto della particolare situazione del suo fondo. 

 

 

                                   3.   Le deroghe
possono essere concesse solo nei casi in cui la legge lo prevede espressamente.
Lo esige tassativamente il principio di legalità dell'amministrazione (Max
Imboden/René Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, V. ed., N. 37 B
II; René Rhinow/Beat Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Erg.
Bd., ibidem; Ulrich Häfelin/Georg Müller, Grundriss des allgemeinen
Verwaltungsrechts, IV. ed., N. 2539). 

La tesi secondo cui, in circostanze del
tutto particolari, una deroga potrebbe essere concessa anche in assenza di una
base legale al fine di evitare situazioni contrarie al sentimento di giustizia
e casi di rigore manifestamente non voluti dal legislatore (A. Scolari,
Commentario, II ed., ad art. 2 LE, n. 693; A. Scolari, Diritto amministrativo,
II. ed., parte generale, n. 792), non può essere condivisa. La sentenza del
Tribunale federale, citata da quest'ultimo autore e dalla ricorrente (DTF 112 I
b 53 consid. 5), non permette affatto di accreditare una simile conclusione. In
quel caso, la base legale era peraltro data esplicitamente. 

L'esigenza di una base legale per la
concessione di deroghe va tenuta distinta dalla costituzionalità della norma,
che limita la libertà del cittadino senza prevedere un regime d'eccezione. 

Già per questo motivo, il ricorso va quindi
respinto. 

 

 

                                   4.   Per
completezza, andrebbe ancora esaminato se l'ampliamento del rustico esistente
non si ponga anche in palese contrasto con l'ordinamento delle distanze tra
edifici. 

Sorgendo ad una distanza di appena un metro
dallo stabile che occupa il fondo contermine verso sud (part. n. __________RF),
esso disattende infatti chiaramente la distanza minima tra edifici (m 10.00),
sancita dagli art. 8 e 24 cpv. 2 lett. b NAPR. Non può quindi essere oggetto di
trasformazioni sostanziali come quella in discussione (art. 39 cpv. 1 RLE).
Potrebbe soltanto essere sopraelevato se fossero soddisfatte tutte le altre
prescrizioni (art. 9 NAPR). 

La questione può tuttavia rimanere indecisa,
poiché non ha formato oggetto di discussione davanti alle precedenti istanze. 

 

 

                                   5.   Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, la decisione del Consiglio di Stato va
quindi confermata siccome immune da violazioni del diritto. 

La tassa di giustizia, commisurata ai valori
in gioco ed al lavoro occasionato dal ricorso, va posta a carico della
ricorrente secondo soccombenza. 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE; 24 NAPR di __________; 3, 18,
28, 60, 61 PAmm 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 1'000.- è a carico della ricorrente. 

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario