# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8076279f-d358-5101-9ff1-6474e239aa63
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-04-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.04.2012 32.2012.22
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2012-22_2012-04-18.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2012.22

   

  rg/sc

  	
  Lugano

  18 aprile
  2012

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 26 gennaio 2012
di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 21 dicembre 2011 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

considerato                    in fatto
ed in diritto 

 

che                              -
  dal 1° agosto 2006 RI 1, montatore elettricista indipendente dal 1984,
beneficia del versamento di una rendita intera d’invalidità per motivi psichici
(cfr. doc. AI 22/1, 26-30); 

 

                                     -
  a seguito dell’avvio, nel settembre 2011, di una procedura di revisione (doc.
AI 31-34), esperito un colloquio con l’assicura-to in cui è stata preannunciata
una sospensione delle prestazioni in caso di mancata presentazione di documentazione
fiscale necessaria alla valutazione del diritto alla rendita (doc. AI 36), per
decisione (incidentale) 21 dicembre 2011 l’Ufficio AI, costatato il mancato
invio dei documenti richiesti ed in attesa di ulteriori emergenze istruttorie,
ha decretato la sospensione provvisoria della rendita con effetto dal 1° gennaio
2012 (doc. AI 40); 

 

                                     -   con
il presente ricorso, l’assicurato postula l’annullamento della decisione suddetta,
facendo in particolare notare l’im-possibilità, per motivi psichici, di svolgere
la propria attività in maniera continuata ed esponendo i dati relativi alle
proprie entrate annue;

 

                                     -   con
la risposta di causa l’Ufficio AI, evidenziando in particolare come
l’assicurato sia incorso in una violazione del proprio obbligo di informare per
non aver fornito i dati relativi al proprio reddito necessari alla valutazione
del diritto alla rendita, ha chiesto la conferma della decisione impugnata; 

 

                                     -   con
scritto 12 marzo 2012 l’insorgente ha in particolare precisato di non aver a
suo tempo compreso che fosse compito suo trasmettere i dati fiscali
all’amministrazione, credendo invece che gli stessi sarebbero stati inviati
direttamente da parte dell’autorità fiscale, rilevando altresì di non aver nemmeno
compreso l’importanza dei dati di reddito per la determinazione dell’invalidità
(VI); 

 

                                     -   con
osservazioni 14 marzo 2012 l’Ufficio AI ha comunicato di ritenere, contrariamente
a quanto sostenuto nella risposta di causa, che all’assicurato in considerazione
del suo stato di salute e del comportamento adottato non possa essere rimproverato
di aver violato in maniera crassa il suo obbligo d’informazione, postulando di
conseguenza l’accoglimento del ricorso (VIII);

 

                                     -   la
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione monocratica ai
sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008 e giurisprudenza ivi citata);

 

                                     -   l’amministrazione
può ordinare la sospensione provvisoria del diritto alla rendita quale
provvedimento cautelare (incidentale) in applicazione analogica dell’art. 56 PA
(STF 9C_45/2010 del 12 aprile 2010 consid. 2 = SVR 2011 IV Nr. 12 pp. 33s;
9C_463/2009 dell’8 luglio 2009 consid. 1; DTF 121 V 112, 115-116; Müller,
Das Verwaltungsverfahren in der Invalidenversicherung, 2010, § 30, n. 2323-2340,
pp. 453ss con riferimenti);

 

                                     -   anche
nel caso di una decisione cautelare va salvaguardato il diritto di essere
sentito e il provvedimento deve essere motivato (STF 9C_45/2010 del 12 aprile
2010 consid. 2.1 e Müller,
op. cit., n. 2378-2382, pp. 463s e riferimenti); 

 

                                     -
  in DTF 107 V 24, circa la natura di un provvedimento
con cui l’amministrazione, nell’ambito di una procedura di
revisione, sospende il versamento di prestazioni a seguito del mancato invio da
parte dell’assicurato di documenti necessari per la determinazione del suo
diritto alla rendita dopo fissazione di un termine per la loro presentazione con
la comminatoria che altrimenti la prestazione sarebbe soppressa, l’alta Corte
ha stabilito trattasi di una decisione finale munita di condizione ri-solutiva e
non di decisione incidentale (in argomento Müller,
op. cit., n. 2341 p. 456; Seiler, in VwVG-Praxiskommentar,
2009, ad art. 56, n. 16); 

 

                                     -
  come accennato, nelle more della presente procedura l’am-ministrazione ha affermato
che, contrariamente a quanto riba-dito in risposta di causa, sulla base di un
approfondito esame della fattispecie e tenuto degli accertamenti nel frattempo
disposti non siano dati gli estremi di una violazione dell’obbligo di informare
da parte dell’assicurato giustificante l’emissione del querelato provvedimento;

 

                                     -   in
effetti, in base agli atti all’inserto e con riferimento particolare alla
documentazione medica ed economica (cfr. soprattutto doc. AI 34/1-6, 36-1,
38-1, VIII/1-2), non è dato con ogni vero-simiglianza di ritenere siccome
ipotizzabile un’indebita percezione di prestazioni da parte dell’assicurato
(cfr. decisione im-pugnata) rispettivamente – come sostenuto dall’autorità intimata
che chiede di conseguenza di  voler accogliere il ricorso (e quindi,
implicitamente, annullare la decisione impugnata), precisando di aver nel
frattempo reso un progetto di decisione concernente (nel merito) la revisione
della rendita di spettanza di RI 1 – una violazione del suo “obbligo di
informazione” (cfr. risposta di causa) giustificante la sospensione provvisoria
di prestazioni;

 

                                     -   in
accoglimento del gravame, la decisione impugnata deve di conseguenza essere
annullata; 

 

                                     -
  stante l’esito del gravame può rimanere indecisa la questione di sapere se
nella specie sia stato correttamente salvaguardato il diritto di essere
sentito. Infatti, nella misura in cui trattasi di sospensione di prestazioni ai
sensi della surriferita giurisprudenza di cui alla DTF 107 V 24 (ciò che nella
fattispecie in esame sembra essere il caso), il provvedimento impugnato è da
considerare alla stregua di decisione finale munita di condizione risolutiva,
prima della cui emanazione l’ammini-strazione – in applicazione degli artt. 57a
LAI e 73ter OAI disciplinanti la procedura di preavviso (procedura già prevista
all’art. 73bis OAI, abrogato dal n. 1 dell’Ordinanza 11 settembre 2002, e
reintrodotta con effetto dal 1. luglio 2006 dal n. 1 della LF del 16 dicembre
2005) – avrebbe dovuto seguire la procedura di preavviso (agli atti
risulta unicamente un verbale, sub doc. AI 36, relativo al colloquio tra
l’assicurato e un funzionario “addetto agli assicurati”; in argomento cfr. SVR 1995
IV Nr. 41 consid. 4; Schlauri, Die
vorsorgliche Einstellung von Dauerleistungen der Sozialversicherung, in: Schaffhauser/Schlauri [Hrsg.], Die Revision von Dauerleistungen in der
Sozialversicherung, 1999, p. 223; sulla  non sanabilità di tale vizio procedurale
in sede ricorsuale cfr. SVR 1995 IV Nr. 41 consid. 4.c;
STCA 32.2001.110 del 28 maggio 2002; RDAT 1993-I p. 223; RCC 1992 p. 227); 

 

                                     -   secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la
procedura di ricorso in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al
rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è
soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200 e 1’000 franchi in
funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

                                         

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.

                                         

                                      

                                         

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia 

 

                                 1.-   Il ricorso è accolto
e, di conseguenza, la decisione 21 dicembre 2011 è annullata.

 

                                 2.-   Le spese di fr.
500.-- sono poste a carico dell’Ufficio AI.    

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

giudice Raffaele Guffi                                           Fabio
Zocchetti