# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 60cdfd34-afb9-574e-93fd-6135d5cc6298
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-10-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 06.10.2017 72.2017.79
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2017-79_2017-10-06.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2017.79

  	
  Lugano,

  6 ottobre 2017/lc 

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone Ticino

  
	
  La Corte
  delle assise correzionali di Lugano

  
	
   

  
						

 

	
  composta da:

  	
  giudice Amos Pagnamenta, Presidente

  
	
   

  	
  Cristina Laghi, vicecancelliera

  

 

sedente nell’aula
penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare

 

nella causa penale       Ministero
Pubblico

 

	
   

  	
  e in qualità di accusatori
  privati:

  

 

	
   

  	
  ACPR 1

  patrocinata dall’avv. RAAP 1

   

  ACPR 2

  patrocinato dall’avv. RAAP 2

   

  ACPR 3

  
	
   

  	
   

  
	
  contro

  	
  IM 1

  rappresentato dall’avv. DUF 1

  

 

 

	
  imputato, a norma dell'atto
  d'accusa 60/2017 del 13 aprile 2017, emanato dal Procuratore pubblico  PP 1, di

  

 

 

                                   1.   abuso di un impianto per
l'elaborazione di dati, aggravato

siccome commesso per mestiere, data la disponibilità dell’accusato
ad agire ripetutamente per assicurarsi una regolare fonte di reddito,

 

per avere,

a __________, a __________ ed in altre località,

nel periodo dal 21ottobre 2014 al 5 maggio 2016,

nella sua qualità di dipendente di __________, società facente
parte del gruppo __________ unitamente a __________, __________,

 

al fine di procacciarsi un indebito profitto,

servendosi in modo abusivo ed indebito di dati, rispettivamente di
un analogo procedimento,

influito su un processo elettronico di trasmissione di dati,
provocando per mezzo dei risultati erronei così ottenuti un trasferimento di
attivi a danno di terzi,

 

ripetutamente utilizzato, in almeno 688 occasioni, in modo abusivo
l’elaboratore dati a sua disposizione presso la citata società, immettendo nel
sistema informatico in dotazione alla società degli ordini di trasferimento
fondi dell’ordine di CHF 250.00 (in ogni caso non oltre i CHF 250.00) da lui
denominati “tasse annuali” che l’imputato era abilitato ad accreditare senza
necessità di autorizzazione a debito di relazioni riconducibili a ACPR 1 ed
ottenendo in tal modo l’accredito di complessivi CHF 171'092.00 sulle
carte di credito riconducibili ai genitori __________ e __________, ignari in quanto
l’imputato riceveva la corrispondenza, carte di credito Mastercard __________ e
__________, importi da lui successivamente in parte prelevati a contanti e in
parte utilizzati per pagamenti diversi, posto come tali operazioni sono state
effettuate utilizzando sempre la carta riconducibile alla madre __________;

 

                                   2.   falsità in documenti,
ripetuta

per avere,

a __________ ed in altre località, 

nel mese di dicembre 2015 e nel mese di aprile 2016,

 

al fine di nuocere al patrimonio o ad altri diritti di una persona
o di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente formato un documento falso, alterato un documento
vero, abusato dell’altrui firma autentica o dell’altrui segno a mano autentico
per formare un documento suppositizio, attestato in un documento,
contrariamente alla verità, un fatto di importanza giuridica, nonché fatto uso
a scopo d’inganno di tali documenti, 

 

 

 

                                2.1   per avere,

nel mese di dicembre 2015,

creato su supporto informatico, partendo da uno reale, un falso
estratto dal registro esecuzioni che porta la data del 10 dicembre 2015,
aggiungendo il termine “non” ed eliminando la seconda pagina (sulla quale vi è
l’elenco delle esecuzioni), attestando, contrariamente al vero, che a suo
carico non esistevano esecuzioni,

 

nonché fatto uso a scopo d’inganno di tale falso documento,
facendolo pervenire per mail al datore di lavoro, che periodicamente esegue
controlli sulla solvibilità dei propri dipendenti, al fine di far credere di
non avere esecuzioni e quindi ci celare la propria situazione economica
problematica,

 

                                2.2   per avere,

nel mese di aprile 2016,

creato su supporto informatico, partendo da uno reale del Dr. __________,
sette falsi certificati medici, compilandone i vari campi manualmente ed
apponendovi la firma falsa del Dr. __________ su 6 certificati (apparentemente
datati del febbraio 2016) e del Dr. ACPR 2 su un certificato datato 01.03.2016,
i quali attestavano, contrariamente al vero, un’inabilità lavorativa per
antecedenti periodi,

 

nonché fatto uso a scopo d’inganno dei certificati medici falsi di
cui sopra, inviandoli in fotocopia al datore di lavoro __________, che li ha
poi inviati a ACPR 3, al fine di giustificare precedenti assenze per le quali
l’imputato non aveva portato alcun certificato medico;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reati previsti: dagli art. 147 cpv. 2 CP, art. 251 cifra 1
CP;

 

 

Presenti:                   -   il Procuratore pubblico PP 1
in rappresentanza del Ministero Pubblico;

                                     -   l’imputato IM 1, assistito
dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1;

                                     -   l’avv. __________,
patrocinatore di fiducia dell’accusatrice privata ACPR 1.

 

 

Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:38
alle ore 14:55.

 

 

 

Sentiti:                       -   il Procuratore
pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni: i fatti di cui all’atto d’accusa non sono contestati e neppure
contestato è il diritto. Ciò che preoccupa è la sistematicità con cui IM 1 ha
agito, la ripetitività della sua azione. Viene da pensare che passava il tempo
a malversare piuttosto che a lavorare per il proprio datore di lavoro. IM 1 ha
agito in maniera astuta e abile, sapeva che poteva trasferire senza controlli
particolari importi fino a CHF 250.00 e così ha deciso di agire. Quello del
2014 è un periodo buio per IM 1, ciò che tuttavia non giustifica il suo
delinquere. Egli ha rubato al suo datore di lavoro, che aveva riposto in lui
una grande fiducia, e per pigrizia gli ha persino mandato dei certificati
falsi. Ha inoltre coinvolto gli ignari genitori, strumentalizzandoli per farsi
bonificare gli importi che ha utilizzato a profitto proprio per spese
voluttuarie. I reati imputati sono gravi, sono dei crimini. Gli importi sono
oggettivamente contenuti, ma siamo comunque di fronte a CHF 170'000.00 in un
anno e mezzo, cifra che non va banalizzata. Al proposito l’accusa sottolinea
che IM 1 ha rubato quello che ha potuto rubare, sarebbe stato difficile rubare
più di così senza essere scoperto. A favore di IM 1 vi è il fatto che ha
collaborato, ammettendo immediatamente i reati che gli sono stati contestati.
Bisogna inoltre tenere in considerazione, secondo l’accusa, il fatto che IM 1 è
quasi incensurato, essendo stato condannato in precedenza per tutt’altro reato.
Dire che sia persona avvezza da illo tempore a commettere reati di natura
patrimoniale non sarebbe corrispondente alla realtà. Bisogna inoltre tenere
conto dello sforzo che IM 1 ha fatto per il percorso di disintossicazione. Se
il suo delinquere era anche legato alla sua situazione personale difficile, va
tenuto in considerazione per la prognosi che ha cercato di affrontare il suo
problema, che sembra essere risolto. L’imputato sta facendo uno sforzo per
rimettere in sesto la sua vita. IM 1 è ancora giovane e se si riprende dalla
dipendenza da alcol certamente potrà essere reinserito in un ciclo lavorativo,
avendo anche una certa formazione. L’accusa ritiene che si debba dare una
chance all’imputato.

Conclude chiedendo la condanna di IM 1 alla pena detentiva di 18
(diciotto) mesi sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due)
anni. 

Sulle richieste dell’AP rileva che il danno patrimoniale è
incontestato; per quanto attiene agli interessi e la nota d’onorario si rimette
al giudizio della Corte;

 

                                     -   l’avv. __________,
rappresentante dell’accusatore privato ACPR 1, il quale formula e motiva le
seguenti conclusioni: aderisce a quanto richiesto dal PP e chiede la conferma
dell’atto d’accusa. Sottolinea che le malversazioni effettuate senza alcuna
giustificazione costituiscono un danno patrimoniale nei confronti della parte
lesa. Espone le pretese civili come da istanza di risarcimento prodotta,
rilevando che il danno causato alla parte lesa ammonta a CHF 171'092.00, ai
quali vanno aggiunti gli interessi del 5% a far tempo da ogni singolo
versamento, come indicato nella tabella allegata all’istanza. Chiede inoltre la
rifusione delle spese legali nella misura indicata nell’istanza, come da nota
d’onorario allegata;

 

                                     -   l’avv. DUF 1,
difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni: premette che i fatti di cui all’atto d’accusa non sono contestati.
IM 1 riconosce le cifre indicate nell’atto d’accusa, così come la
configurazione giuridica data dall’accusa ai reati. Ringrazia l’accusa per la
sensibilità con cui è stata trattata la vicenda, osservando che l’imputato ha
vissuto un periodo buio. Rileva che è anche grazie alla responsabilità che gli
è stata data che IM 1 ha tradito la fiducia del suo datore di lavoro, ciò che
non si giustifica. Purtroppo nel periodo dei fatti l’imputato ha vissuto una
depressione e una dipendenza da alcol. Egli ci ha spiegato che faceva fatica a
svegliarsi al mattino perché beveva, le assenze dal posto di lavoro erano
numerose, ciò che ha portato il datore a chiedere dei certificati medici.
L’imputato era un collaboratore apprezzato in azienda, ma vi erano delle
difficoltà a cui non ha saputo rispondere, vanificando la fiducia che gli era
stata data. Il difensore sottolinea che dal 4 gennaio 2017, quindi ancora
durante l’inchiesta, l’imputato ha intrapreso un percorso terapeutico per
disintossicarsi dall’alcol e se è vero che questo percorso è ancora lungo una
parte dello stesso è stata intrapresa con successo. Egli sta pensando a una
riqualifica professionale con l’AI e aveva già iniziato a seguire dei corsi per
ottenere il diploma di __________. Il diritto non è contestato e i reati sono
gravi. Per quanto concerne la commisurazione della pena, la difesa ripercorre
le circostanze che hanno portato IM 1 a delinquere, rilevando che più aspetti
combinati non hanno aiutato l’imputato a fermarsi nel momento giusto. Per
quanto attiene al suo comportamento dopo i reati, osserva che oggi abbiamo in
aula un altro uomo. Al momento attuale non è possibile concretizzare un
risarcimento, ma è nelle intenzioni dell’imputato e non appena sarà possibile
egli sarà sicuramente disposto a contribuire nella misura in cui potrà. Vi è un
piccolo precedente del 2009, che può anch’esso essere indicativo di quella che
era in quel periodo la vita di IM 1, vita che ora è cambiata. La difesa chiede
che la pena comminata all’imputato sia una pena integralmente sospesa. La pena
individuata dalla PP è una pena equa, ma a mente della difesa vi sono alcuni
elementi da tenere in considerazione. A questo proposito sottopone alcuni casi
simili passati da questi Corti, e meglio la sentenza della Corte delle assise
correzionali del 30 agosto 2011, Inc. 72.2010.114, in cui vi era una cifra
simile e l’imputato è stato pure condannato per truffa, con condanna alla pena
detentiva di 20 mesi sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 4
anni, nonché la sentenza della Corte delle assise correzionali del 1. dicembre
2011, Inc. 72.2010.68. 

Tenuto di tutto quanto suindicato, conclude chiedendo la condanna
del suo assistito a una pena che non superi i 16 (sedici) mesi di detenzione
sospesa per un periodo di prova di 4 (quattro) anni. Per le pretese dell’AP
chiede il rinvio al foro civile.

 

 

Preso atto che le
parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della
sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;

 

 

visti gli art.                      12, 40, 42, 44,
47, 49, 51, 69, 70, 147 cpv. 2, 251 cifra 1 CP;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG
sulle spese;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

IM 1

 

                                   1.   è autore colpevole di:

 

                               1.1.   abuso di un impianto per
l’elaborazione di dati aggravato

siccome commesso per mestiere, data la disponibilità ad agire 

ripetutamente per assicurarsi una regolare fonte di reddito,

per avere,

nel periodo compreso tra il 21 ottobre 2014 e il 5 maggio 2016, a __________,
__________ e in altre località, nella sua qualità di dipendente di __________,
utilizzato in 688 occasioni in modo abusivo l’elaboratore di dati a sua
disposizione presso la citata società, immettendo nel sistema informatico in
dotazione alla società degli ordini di trasferimento fondi dell’ordine di al
massimo CHF 250.00 da lui denominati “tasse annuali” a debito di relazioni
riconducibili alla ACPR 1 ed ottenendo in tal modo l’accredito di complessivi
CHF 171'092.00 sulle carte di credito riconducibili ai genitori, importi da lui
successivamente in parte prelevati a contanti e in parte utilizzati per
pagamenti diversi;

 

                               1.2.   falsità in documenti
ripetuta

per avere,

a __________,

 

                            1.2.1.   nel mese di dicembre 2015,
creato su supporto informatico, partendo da uno reale, un falso estratto dal
registro esecuzioni datato 10 dicembre 2015, aggiungendo il termine “non” ed
eliminando la seconda pagina, recante l’elenco delle esecuzioni, attestando,
contrariamente al vero, che a suo carico non esistevano esecuzioni, al fine di
far credere di non avere esecuzioni e quindi di celare la propria situazione
economica problematica, 

 

nonché per avere,

 

                            1.2.2.   nel mese di aprile 2016,
creato su supporto informatico, partendo da uno reale del Dr. __________, 7
falsi certificati medici, compilandone i vari campi manualmente ed apponendo la
firma falsa del Dr. __________ su 6 certificati datati febbraio 2016 e del Dr. ACPR
2 su un certificato datato 1. marzo 2016, i quali attestavano, contrariamente
al vero, un’inabilità lavorativa per antecedenti periodi, al fine di
giustificare precedenti assenze per le quali l’imputato non aveva portato alcun
certificato medico;

 

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei
considerandi.

 

 

                                   2.   Di conseguenza,

 

IM 1 è condannato

 

                               2.1.   alla pena detentiva di 16
(sedici) mesi,

da dedursi il carcere preventivo sofferto.

 

                               2.2.   L’esecuzione della pena
detentiva è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di anni 2
(due).

 

 

                                   3.   IM 1 è inoltre condannato a
versare all’accusatore privato ACPR 1 CHF 194'799.55 a titolo di risarcimento
danni.

 

 

                                   4.   L’accusatrice privata ACPR
3 è rinviata al competente foro civile.

 

 

                                   5.   È ordinata la confisca e la
distruzione di tutto quanto sotto sequestro. 

 

 

                                   6.   La tassa di giustizia di
CHF 750.00 con motivazione scritta o di CHF 500.00 senza motivazione scritta e
le spese procedurali sono a carico del condannato.

 

 

                                   7.   Le spese per la difesa
d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

 

                               7.1.   Le note professionali
dell’avv. DUF 1 sono approvate per:

 

onorario                      CHF   4'739.40

spese                          CHF      127.00

IVA (8%)                     CHF      389.30

totale                           CHF   5'255.70

 

                               7.2.   Il condannato è tenuto a
rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di CHF 5’255.70 non appena
le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

 

 

 

 

 

Intimazione a:          -

 

 

Comunicazione a:  -   Comando della Polizia cantonale, SG/SC
(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

                                     -   Ministero Pubblico, SERCO,
6501 Bellinzona

                                     -   Ufficio dei Giudice dei
provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

 

 

 

Per la Corte delle assise
correzionali

Il Presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Distinta spese:

Tassa di giustizia                             fr.           500.--

Inchiesta preliminare                       fr.           200.--

Altri disborsi (postali, tel.,
ecc.)      fr.           123.60

                                                             fr.           823.60

                                                            ============