# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5d4e0fab-3fd8-5a86-b27c-8e66afa202a3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-04-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.04.2024 32.2023.115
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2023-115_2024-04-22.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  32.2023.115

   

  PC/sc

  	
  Lugano

  22 aprile 2024           

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Paola Carcano, cancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 ottobre 2023 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 26 settembre 2023 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  RI 1, nato il __________ 1972 - a
carico della pubblica assistenza dal 1° marzo 2017, da ultimo attivo quale
"giardiniere - tuttofare" presso __________ dal mese di aprile 2017,
in malattia dal 20 agosto 2019 - in data 13/26 novembre 2019 ha inoltrato una
domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti, indicando di essere
affetto dal “20.08.2019” da “cefalea cronica, sindrome
lombovertebrale, meniscopatia ginocchio sinistro, urolitiasi, cisti renali”
(pag. 13-23, 25, 159 e 248 incarto AI e doc. VIII-1).                                

                                  Esperiti gli accertamenti medici
ed economici del caso, l’Ufficio assicurazione invalidità (di seguito: UAI) con
decisione del 5 ottobre 2020 (preavvisata il 7 agosto 2020; pag. 200-203
incarto AI) ha rifiutato all'assicurato il diritto a prestazioni AI, in assenza
di una perdita di guadagno, nonostante il danno alla salute (pag. 207-210
incarto AI).

 

                          1.2.  Con decreto 32.2020.146 dell’11
gennaio 2021 (pag. 233-235 incarto AI), il TCA ha stralciato la causa “dai
ruoli per intervenuta transazione, nota alle parti e consistente
nell'annullamento della decisione impugnata del 5 ottobre 2020, nel rinvio
degli atti all'Ufficio assicurazione invalidità al fine di espletare i
necessari accertamenti, e all'emissione di una successiva nuova decisione, che
viene omologata” (pag. 235 incarto AI). In particolare, gli atti sono stati
rinviati all’UAI per l’allestimento, previo aggiorna-mento degli atti medici,
di una perizia pluridisciplinare (in ambito neurologico, reumatologico,
psichiatrico ed eventualmente urologico), prima di emettere una nuova decisione
relativa al diritto alla rendita del ricorrente (cfr. pag. 233 incarto AI).

                                

                          1.3.  Ritornati gli atti, l’UAI ha
esperito gli accertamenti medici ed economici del caso e, in particolare, ha
acquisito agli atti la perizia pluridisciplinare (in ambito internistico, neurologico,
reumatologico e psichiatrico) del __________ (di seguito: __________) di __________
del 9 maggio 2023 (pag. 417-506 incarto AI), il rapporto finale del 12 maggio
2023 del medico SMR (dr. med. __________; pag. 540-543 incarto AI), il rapporto
finale del 30 maggio 2023 della consulente in integrazione professionale (di
seguito: CIP; pag. 544 e 545 incarto AI) e il calcolo economico (pag. 546
incarto AI).

                          1.4.  Con decisione del 26 settembre 2023
(doc. A) - preavvisata il 12 giugno 2023 (pag. 548-556 incarto AI) - l’UAI ha riconosciuto
a RI 1 una rendita intera di invalidità (grado di invalidità del 100%) dal 1° settembre
2020 (alla scadenza dell'anno di attesa ex art. 28 LAI) limitatamente al 31 agosto
2022 (trascorsi 3 mesi dall'oggettivato miglioramento dello stato di salute a
partire dal maggio 2022 ex art. 88a cpv. 1 OAI), stabilendo, per il periodo
successivo, un grado di invalidità del 6%, in applicazione del metodo ordinario
del raffronto dei redditi.

Nella medesima occasione l’amministrazione ha puntualizzato di avere sottoposto
la pratica all’esame della CIP che ha indicato, a titolo esemplificativo e non
esaustivo, svariate attività per le quali l’assicurato sarebbe direttamente
reintegrabile in un mercato del lavoro in equilibrio, motivo per il quale “Provvedimenti
professionali non entrano in considerazione.” (doc. A, pag. 4).   

                                

                          1.5.   Contro la precitata decisione
l’avv. RA 1, per conto dell’assicurato, ha inoltrato un tempestivo ricorso al
TCA postulandone l'annullamento e il rinvio degli atti all’UAI “al fine di
espletare i nuovi necessari accertamenti in ambito neurologico e psichiatrico
e, all’emissione di una nuova decisione” (cfr. doc. I, pag. 12). 

Sostanzialmente la rappresentante del ricorrente contesta la valutazione medica
(segnatamente quella neurologica e psichiatrica) operata dall’amministrazione, in
particolare sottolineando quanto segue: 

 

" (…). RI 1
(n.d.r.: RI 1) contesta l'esito della perizia multidisciplinare 9.5.2023, in
particolare nella parte in cui per la diagnosi neurologica (cefalee miste
croniche, difficilmente quantificabili come intensità, in buona parte di tipo
tensivo con possibile componente emicranica, piuttosto rara, non trattata) si è
concluso per un grado d'incapacità lavorativa del 10%, in qualsiasi attività, e
nella parte in cui per la diagnosi psichiatrica (reazione ansioso-depressiva su
sindrome da disadattamento) si è concluso per un grado d'incapacità lavorativa
del 10%, in qualsiasi attività. A mente del ricorrente, infatti, si tratta di
diagnosi per le quali consegue un grado di incapacità lavorativa a suo carico
in percentuale ben maggiore.

La perizia non tiene in debita considerazione le conclusioni a cui
era giunta la Dr.ssa __________, specialista in neurologia dell'Ospedale __________
di __________, la quale nel suo rapporto del 26.6.2020 stabiliva come in capo a
RI 1 permanesse un'incapacità lavorativa al 100% dal 25.9.2019, mentre un
lavoro fisicamente non pesante avrebbe potuto essere esigibile al 50%. La
stessa specialista in data 25.11.2020 statuiva poi che - alla luce dei
successivi controlli ed esami - dal suo punto di vista non fosse possibile
pretendere nemmeno una capacità lavorativa del 10%.

Gli accertamenti dei diversi specialisti sono in netta
contrapposizione, ma la perizia non spiega in alcun modo perché si discosta dai
precedenti.

Le conclusioni a cui è giunta la Dr.ssa __________ siano state
formulate dopo aver seguito il paziente per diverso tempo (anni, dal 2019) e
aver avuto modo di interpretare in tempi diversi le problematiche mediche e il
loro decorso clinico, in modo puntuale e completo. Esse appaiono in effetti più
aderenti alla realtà, nel loro contenuto, rispetto alle risultanze peritali in
ambito neurologico, frutto di una sola visita in un'unica occasione.

Considerate le discrepanze di cui sopra, si chiede che la
decisione Al 26.9.2023 qui impugnata sia modificata sulla base degli
accertamenti effettuati dalla Dr.ssa __________, e non sulla base degli
accertamenti peritali in ambito neurologico. In tal modo, al ricorrente deve
essere riconosciuta un'invalidità almeno del 50%. In alternativa, si chiede che
gli atti vengano rinviati all'Ufficio invalidità affinché proceda ad un
completamento della valutazione neurologica.

(…).

Risulta poi scarsamente indagata la problematica di carattere
psichiatrico a carico del ricorrente, il quale non solo non comprende quasi per
nulla l'italiano (ciò che è evidente se appena si provi a parlare con lui),
nonostante sia da più parti indicato come egli ne abbia una conoscenza
"buona", ma a partire dal 2019 presenta disturbi gravemente
invalidanti, descritti dalla Dr.ssa __________ come un "importante
sindrome depressiva mai investigata in passato, clinicamente manifesta nella
continua richiesta di presa a carico polispecialistica per sintomatologia
probabilmente ad origine più funzionale". Occorre considerare come RI 1,
una persona straniera che non parla bene l'italiano, con poca istruzione, dopo
aver cercato di lavorare in ogni modo presso diversi datori di lavoro e
svolgendo attività anche diverse, ma sempre molto pesanti dal punto di vista
fisico, improvvisamente si è fatto male al ginocchio/anca e ha subito una serie
di interventi chirurgici impressionante (non solo per il problema al ginocchio
e all'anca), dovendo far capo alla pubblica assistenza, con un figlio in casa
da sostenere. RI 1 si è sentito al muro, impossibilitato a far fronte alla
situazione con i propri pur poveri mezzi, e per questo ha sviluppato una grave
sindrome depressiva, per cui egli svolge alcune piccole attività giornaliere in
casa e nulla più. La patologia psichiatrica merita senz'altro maggiore
attenzione.

(…).

Gli accertamenti svolti in ambito psichiatrico nella perizia 9.5.2023 appaiono
vieppiù frettolosi e non tengono in considerazione di tutti quegli indicatori
che sono invece oggi utili per stabilire se vi sia o meno una malattia
psichiatrica.

(…).

Alla luce di quanto esposto sopra, considerato quanto emerge dalla
copiosa documentazione medica di cui all'incarto AI, che qui espressamente si
richiama, dal 2019 od oggi, dalle relazioni e dalle prese di posizione degli
specialisti citati, con numerose diagnosi in ambiti diversi e con la perizia
multidisciplinare 9.5.2023, appare evidente come la perizia su cui si fonda la
decisione Al 26.09.2023 - qui contestata - appaia lacunosa ove non
approfondisce in modo adeguato le patologia neurologiche e psichiatriche,
nemmeno per spiegare i motivi per cui si discosta - e di molto - da precedenti
posizioni di altri specialisti.

Per questi motivi RI 1 chiede che la decisione 26.09.2023, qui
impugnata, sia annullata, e che gli atti siano rinviati all'Ufficio Invalidità,
al fine di espletare i nuovi necessari accertamenti in ambito neurologico e
psichiatrico, e all'emissione di una nuova decisione.” (cfr. doc. I, pag.
7-11).

 

                                  Da ultimo, l’avv. RA 1 ha pure
chiesto che il suo assistito sia posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria
e del gratuito patrocinio (cfr. doc. I, pag. 11 e 12).

                                 

                          1.6.  Nella risposta di causa del 17 novembre
2023, l'UAI - dopo aver versato agli atti l'incarto AI completo - ha postulato
la reiezione del ricorso, in particolare osservando che l’assicurato aveva “manifestato
un dissenso puramente soggettivo (…) senza tuttavia produrre - in sede di
ricorso – eventuali elementi oggettivi, segnatamente di natura medica, a
sostegno delle proprie argomentazioni” (doc. V, pag. 2).

                                 

                          1.7.  In data 21 novembre 2022 l’avv. RA
1 ha versato agli atti il certificato municipale per l’ammissione
all’assistenza giudiziaria, debitamente compilato e vidimato, corredato della
relativa documentazione (doc. VII+bis).

                                

                          1.8.  Nel successivo scambio di allegati,
le parti hanno confermato integralmente le proprie posizioni, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. IX, XV, XVII
e XIX). In tali occasioni esse hanno pure versato agli atti svariata
documentazione medica di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di
diritto (doc. F-I; XVI-1; M-P e XIX-1).

considerato                 in diritto

 

                          2.1.   Oggetto del contendere è sapere se
è l'assicurato ha diritto ad una rendita di invalidità intera anche
successivamente al 31 agosto 2022 oppure se tale prestazione deve essere
soppressa.

 

                                  Non è invece oggetto di
contestazione la mancata adozione di provvedimenti professionali, che esula
quindi dalla presente vertenza.

                                

                          2.2.  Preliminarmente il TCA rileva che
il 1° gennaio 2022, ossia prima dell’emanazione della decisione impugnata, è
entrata in vigore una (importante) modifica della LAI e dell’OAI denominata “Ulteriore
sviluppo dell’AI” e che concerne (anche) il diritto alla rendita (cfr. RU
2021 705).

                                  

                                  Per la disamina del diritto a una
rendita di invalidità eventualmente già insorto in precedenza, di norma,
occorre rifarsi alle regole generali del diritto intertemporale secondo cui
sono applicabili le disposizioni in vigore al momento della realizzazione dello
stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze
giuridiche (DTF 130 V 445 consid. 1, pag. 446 seg. con riferimento a DTF 130 V
329).

                                  

                                  Tornando alla modifica
legislativa di cui sopra, si rileva che il calcolo delle rendite, il cui
diritto era sorto sotto l’egida del precedente sistema, viene effettuato
secondo il nuovo sistema se nell’ambito di una revisione il grado d’invalidità
subisce una modificazione ai sensi dell’art. 17 cpv. 1 LPGA (ossia di almeno 5%
o un aumento fino al 100%) e l’assicurato, al momento dell’entrata in vigore
della modifica legislativa di cui sopra, non aveva ancora compiuto 55 anni
(Disposizione transitoria lett. b cpv. 1 della modifica del 19 giugno 2020
(Ulteriore sviluppo dell’AI); cfr. anche Moser, Die Weiterentwicklung der
Invalidenvorsorge in der Ersten und Zweiten Säule - «stufenloses» Rentensystem,
vorsorgliche Leistungseinstellung, in: BVG-Tagung 2022 Aktuelle Fragen der
beruflichen Vorsorge, pag. 7).

                                  Per contro, qualora al momento
dell’entrata in vigore della modifica legislativa l’assicurato aveva già
compiuto (almeno) 55 anni e il suo diritto alla rendita era sorto sotto l’egida
del precedente sistema, quest’ultimo trova applicazione in virtù della
protezione della situazione acquisita (Besitzstandsschutz) conferita
dalla citata Disposizione transitoria, circostanza peraltro desumibile anche
dalla Disposizione transitoria lett. c (cfr. Moser, op. cit., pag. 8 e 10;
Dupont, Weiterentwicklung der Invalidenversicherung: Was bringt sie wem?, in:
Recht Aktuell: 5. Basler Sozialversicherungstagung «Sozialversicherungsrecht
zwischen Dynamik, Reform und Kontinuität» 2021, pag. 12 [con refuso, n.d.r.];
Hürzeler, Diritto delle assicurazioni sociali, in: Formazione continua e
aggiornamento per giuristi 2021, pag. 29; UFAS, Bollettino della previdenza
professionale nr. 156 del 1. luglio 2021, n. 1067, p.to B.4.a.; ASIP,
Fachmitteilung Nr. 127 del 25 agosto 2021: 7. IV-Revision: stufenloses
Rentensystem, pto. 3.2.).

                                  In tal senso il marg. 9201 CIRAI
(Circolare sull’invalidità e sulla rendita nell’assicurazione per l’invalidità,
valida dal 1° gennaio 2022) prevede che “le rendite correnti delle persone
assicurate che il 1° gennaio 2022 non hanno ancora compiuto 55 anni (persone
nate negli anni dal 1967 al 2003) sono trasferite nel nuovo sistema di rendite
lineare (art. 28b LAI), se sono adempiute le condizioni di cui all’articolo 17
LPGA (modificazione del grado d’invalidità di almeno 5 punti percentuali)”.

                                  Infine, secondo il marg. no. 9102
CIRAI in merito alla determinazione del diritto applicabile nel caso di prima
concessione di rendite con quote decrescenti o a tempo determinato e casi di
revisione, prevede “che se la modifica determinante avviene prima del 1°
gennaio 2022, si applicano le disposizioni della LAI e dell’OAI nel tenore in
vigore fino al 31 dicembre 2021. Se la modifica determinante avviene dopo il 31
dicembre 2021, si applicano le disposizioni della LAI e dell’OAI nel tenore in
vigore dal 1° gennaio 2022. La data della modifica determinante è determinata
secondo l'articolo 88a OAI (v. N. 5500 segg.).”

                                  Nel caso concreto, il diritto
alla rendita dell’assicurato è sorto il 1° settembre 2020 e, quindi, prima del
1° gennaio 2022. Per tale aspetto fa pertanto stato il (vecchio) diritto in
vigore fino al 31 dicembre 2021. La modifica di tale diritto (e cioè la soppressione
della rendita) è fatta risalire al 31 agosto 2022 (a seguito del ritenuto
miglioramento dello stato di salute a partire dal maggio 2022). Tenuto inoltre
conto che al momento della modifica legislativa l’assicurato (nato nel 1972)
non aveva ancora compiuto 55 anni, fa stato, per questo aspetto, il (nuovo)
diritto in vigore dal 1° gennaio 2022.

 

                          2.3.  Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in
relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità
al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno
alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer
(Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit,
2a ed., 2007, pag. 1411, n. 46). 

                                  L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che
l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al guadagno o la
sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita,
mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente
esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in
media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di questo
anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.

                                  

                                  L’art. 28 cpv. 2 LAI, in vigore
fino al 31 dicembre 2021, prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una
rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono
invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a
un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.

 

                                  Con il nuovo art. 28b LAI (in
vigore dal 1° gennaio 2022) il legislatore ha voluto introdurre un sistema di
rendite (relativamente) lineare per la determinazione dell'importo della
rendita: gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi
almeno al 70% (cpv. 3) e ad un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%
(cpv. 4), mentre se il grado d'invalidità si situa tra il 40% e il 49%,
l'importo della rendita viene computato del 2,5% per ogni grado d'invalidità
supplementare (cpv. 4); se il grado d'invalidità è compreso tra il 50% e il
69%, la quota percentuale corrisponde al grado d'invalidità (cpv. 2).

                                  

                                  Ai sensi dell'art. 16 LPGA il
grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal
raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata
alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI
2000 p. 84). Secondo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono
determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del
diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere
rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di
eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della
decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222;
STCA 32.2023.49 del 23 ottobre 2023, consid. 2.3).           

 

                          2.4.  Ai fini del presente giudizio, giova
qui inoltre ricordare che, per il futuro la rendita d’invalidità è aumentata,
ridotta o soppressa, d’ufficio o su richiesta, se il grado d’invalidità del beneficiario
della rendita subisce una modificazione di almeno cinque punti percentuali o
aumenta al 100% (nuovo art. 17 cpv. 1 LPGA in vigore dal 1° gennaio 2022).

                                                                   

                                  La rendita può essere oggetto di
revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello stato di
salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di
guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito una
modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi
pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b). Una semplice valutazione
diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate,
non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372
consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                  Per stabilire in una situazione
concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto di vista temporale vanno in
particolare paragonati i fatti esistenti al momento della decisione formale
iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia della nuova
decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2; cfr. anche DTF 133 V 108). Da questo
punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione
di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V 262, 105 V 30).

                                  Se la capacità al guadagno dell'assicurato
migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime,
all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si
può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso
tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione
notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a cpv. 1 OAI).
Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre
tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena
esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88a cpv. 2 OAI). 

 

                                  Queste norme sono applicabili non
soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di assegnazione con
effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991
nella causa St.; RCC 1984 pag. 137).

                                  

                                  Va ancora rilevato che con
sentenza 8C_237/2014 del 21 gennaio 2015 pubblicata in DTF 141 V 9 e SVR 4/5
2015, IV Nr. 21, pag. 62, il Tribunale federale ha stabilito che se i fatti
determinanti per il diritto alla rendita si sono modificati a tal punto da
lasciar apparire una notevole modificazione dello stato di salute da
giustificare una revisione, il grado d'invalidità deve essere stabilito
nuovamente sulla base di fatti accertati in maniera corretta e completa, senza
rinvii a precedenti valutazioni dell'invalidità (DTF 117 V 198 consid. 4b pag.
200; sentenze 9C_378/2014 del 21 ottobre 2014 consid. 4.2; 9C_226/2013 del 4
settembre 2013). Per questa ragione, nel quadro di una nuova valutazione dello
stato di salute e della capacità di lavoro, un trauma alla spalla aggiuntivo al
quadro clinico esistente non osta alla soppressione di una rendita (consid. 5 e
6).

 

                                  Nella recente STF 9C_445/2022 del
27 settembre 2023, il TF ha inoltre ribadito, al consid. 4.1, che “se i
fatti che giustificano il diritto alla rendita d’invalidità sono cambiati in
misura tale da determinare un cambiamento significativo delle circostanze che
motivano una revisione, il grado di invalidità deve essere rivalutato sulla
base di uno stato di fatto stabilito in modo corretto e completo, senza fare
riferimento a precedenti valutazioni dell’invalidità (9C_486/2022 del 17 agosto
2023 consid. 7.1 con riferimenti).” (cfr. pure la STCA 35.2023.145 del 18
marzo 2024, consid. 2.4).

 

                          2.5.  Per quel che concerne l’invalidità
psichica, con due sentenze 8C_841/2016 e 8C_130/2017 del 30 novembre 2017,
pubblicate in DTF 143 V 409 e 143 V 418, il Tribunale federale ha stabilito che
la giurisprudenza sviluppata per i dolori somatoformi persistenti secondo cui
la reale capacità lavorativa e di rendimento della persona interessata siano da
accertare alla luce di indicatori, troverà in futuro applicazione per tutte le
malattie psichiche. Ciò significa, in particolare per depressioni lievi fino a
medio-gravi, che non avrà più il medesimo significato il precedente criterio
della “resistenza alle terapie” come condizione necessaria per la
concessione di una rendita AI.

 

                                  Nel Comunicato stampa del
Tribunale federale del 14 dicembre 2017 figurano inoltre le seguenti
indicazioni:

 

" Nel 2015
il Tribunale federale aveva modificato la sua prassi per l’accertamento del
diritto a una rendita AI in presenza di disturbi somatoformi senza cause
organiche oggettivabili (dolori somatoformi) e analoghe affezioni
psicosomatiche (DTF 141 V 281; comunicato stampa del Tribunale federale del 17
giugno 2015). In questi casi la decisione sul diritto a una rendita AI deve
avvenire attraverso una procedura probatoria strutturata. In tale ambito, occorre
valutare l'effettivo potenziale di rendimento raggiungibile dalla persona
interessata, considerando da un lato i fattori di carico esterno di diminuzione
del potenziale da un altro lato i fattori positivi di compensazione (risorse)
in una valutazione complessiva commisurata al caso singolo. Determinanti come
indicatori sono tra l'altro l'intensità della diagnosi e dei sintomi,
l'assunzione effettiva di una terapia, il decorso e l'esito di terapie come
anche gli sforzi per il reinserimento professionale, le patologie associate,
sviluppo e la struttura della personalità, il contesto sociale della persona
interessata e l'insorgenza delle limitazioni fatte valere nei diversi ambiti
della vita (lavoro e tempo libero). Come in precedenza la persona assicurata sopporta
l'onere della prova (cfr. comunicato stampa del Tribunale federale del 14
dicembre 2017).

Nelle due sentenze del 30 novembre 2017 il Tribunale federale è
giunto alla conclusione che la procedura appena descritta deve essere applicata
in futuro all'esame di tutti i casi ove è richiesta una rendita AI in presenza
di disturbi psichici, ossia in particolare anche nell'eventualità di
depressione lieve fino a medio-grave. 

Le malattie psichiche possono essere individuate e dimostrate in
linea di principio soltanto in maniera limitata con criteri oggettivi. Anche se
una classificazione medica è necessaria e secondo la scienza è presupposta una
diagnosi, dal profilo giuridico non è possibile accontentarsi solo di questo.
Piuttosto è decisiva la questione delle ripercussioni funzionali di un
disturbo. Per la valutazione delle conseguenze di un’affezione psichica la
diagnosi non è più centrale.

Soltanto da quell'elemento non emerge alcuna attestazione sulle
prestazioni lavorative della persona toccata. È proprio per questa ragione che
per tutte le malattie psichiche deve essere applicata una procedura probatoria
fondata su indicatori, soprattutto in presenza di simili disturbi che in
sostanza si accomunano per problemi probatori. Eventualmente si dovrà secondo la
specifica sindrome nella valutazione dei singoli indicatori provvedere ad
alcuni adattamenti. Per motivi scaturenti dal principio di proporzionalità, si
potrà prescindere da un procedimento probatorio strutturato, laddove si
dimostrasse inutile o addirittura inadatto. La realizzazione di questa
evenienza deve essere valutata secondo la necessità probatoria concreta. La
prova di un'invalidità pensionabile può in genere essere ritenuta apportata, se
nell'ambito di un esame complessivo risulta un quadro coerente di limitazione
della capacità lavorativa in tutti gli ambiti della vita. La mancanza di tale
indicazione fa comportare conseguentemente l'assenza di prova atta a dimostrare
una limitazione della capacità lavorativa, aspetto che si ripercuote conseguentemente
a sfavore della persona toccata.

Secondo la giurisprudenza precedente del Tribunale federale
riguardante le depressioni da lievi a medio gravi, le malattie corrispondenti
potevano essere considerate invalidanti, solo se era stata dimostrata una
"resistenza alle terapie". Con il cambiamento di prassi adottato dal
Tribunale federale questo concetto non vale più in maniera assoluta.

Ora invece, come nelle altre malattie psichiche, la questione
decisiva è se la persona interessata riesca a presentare sulla base di un metro
di valutazione oggettivo la prova di un'incapacità lavorativa e al guadagno
invalidante. La possibilità di terapia, in genere ammessa, in presenza di
depressioni lievi fino a medio-gravi deve ad ogni modo ancora essere
considerata complessivamente nell'apprezzamento delle prove, tuttavia
considerando esigibile una terapia conseguente e adeguata.”

 

                                  Questa giurisprudenza è stata
confermata in una sentenza 8C_409/2017 del 21 marzo 2018, pubblicata in DTF 144
V 50

                                  (STCA 32.2017.176 del 14 agosto
2018, consid. 2.6).

                                  

                                  Nella DTF 145 V 215 il TF ha
infine stabilito che anche le sindromi da dipendenza primaria, come tutte le
malattie psichiche, devono essere sottoposte, in linea di principio, a una
procedura probatoria strutturata secondo la DTF 141 V 281.

 

                                  Il Tribunale federale ha in
seguito costantemente confermato la giurisprudenza di cui alle DTF 143 V 409 e
143 V 418 (cfr. STF 9C_672/2017 dell'11 luglio 2018 consid. 3.3.1 e 3.3.2;
8C_6/2018 del 2 agosto 2018 consid. 4.1, 4.2 e 4.3; 8C_309/2018 del 2 agosto
2018 consid. 3.2; 9C_77/2018 dell'8 agosto 2018 consid. 2.2.).

 

                                  Vedi pure STCA 32.2018.145 del 21
ottobre 2019, consid. 2.3, STCA 32.2019.47 del 24 febbraio 2020, consid. 2.3,
STCA 32.2020.8 del 20 agosto 2020, consid. 2.4, STCA 32.2022.58 del 2 dicembre
2022, consid. 2.4, STCA 32.2023.3 del 17 aprile 2023, consid. 2.6, STCA
32.2023.49 del 23 ottobre 2023, consid. 2.5, STCA 32.2023.47 dell’8 gennaio
2024, consid. 2.5 e la STCA 35.2023.145 del 18 marzo 2024, consid. 2.5).          

 

                          2.6.  Per costante giurisprudenza, in un
procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STF U 259/02
dell'8 luglio 2003 consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                  Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000
UV Nr. 10 p. 33 ss. e RAMI 1999 U 356 p. 572), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. 

                                  Devono piuttosto esistere delle
particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati
i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                  In una sentenza 8C_216/2009 del
28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale federale ha
precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la propria
sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze
dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno
il più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in
tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle
armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1
CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio
l’affidabilità dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei
mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in
particolare, anche le certificazioni dei medici curanti.

 

                                  Trattandosi invece di perizie
affidate dagli assicuratori sociali, durante la procedura amministrativa, a
medici esterni all’amministrazione o a servizi specializzati indipendenti, esse
godono di piena forza probatoria, a condizione che non esistano indizi
concreti che ne mettano in dubbio l’affidabilità (cfr. STF 8C_458/2023 del
18 dicembre 2023 consid. 3.2.; STF 8C_862/2014 del 2 aprile 2015 consid. 3.2 e
riferimenti ivi citati). 

 

                                  Per quel che concerne il valore
probante di un rapporto medico, determinante è che esso sia completo sui temi
sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle censure
sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena conoscenza
dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le
conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125
V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160
ss., consid. 1c e riferimenti). 

                                  L'elemento rilevante per decidere
circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la sua
designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo
contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

                                  È infine utile osservare che se
vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli si
fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia,
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come
farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è
l’opinione più adeguata (cfr. STF I 811/03 del 31 gennaio 2005, consid. 5 in
fine; STF I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV Nr. 10 p. 35 consid. 4b).

 

                                  Da ultimo, affinché un esame
medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile, esso deve adempiere
diverse condizioni (DTF 127 V 294; D. Cattaneo, “La promozione dell'autonomia
del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT II-2003, pag.
571 seg., in particolare la nota 158, pag. 628-629; D. Cattaneo, “Le perizie
nelle assicurazioni sociali” in: Le perizie giudiziarie, Ed. CFPG, Lugano e
Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008, pag. 203 e segg. (249-254).

                                  Innanzitutto la diagnosi deve
essere espressa da uno specialista in psichiatria e fondata sui criteri posti
da un sistema di classificazione riconosciuto scientificamente (STF 9C_815/2012
del 12 dicembre 2012; DTF 131 V 49; DTF 130 V 396 segg.; DTF 127 V 294;
Mosimann, Somatoforme Störungen: Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in:
SZS/RSAS 1999 pag. 105 segg.).

                                  Il medico deve inoltre pronunciarsi
sulla gravità dell'affezione e deve anche valutare l'esigibilità della ripresa
di un'attività lucrativa da parte dell'assicurato.

                                  Tale prognosi deve tener conto di
diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle
organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto
tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata
pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità
di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi
sfavorevole deve essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

                                  Inoltre, l'esperto deve
esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                  Del resto, il rifiuto del
carattere invalidante deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali
le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni
sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una
richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal
paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto
dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi
handicap nonostante un ambiente psicosociale intatto (STCA 32.1999.124 inedita
27 settembre 2001; STFA I 683/03 del 12 marzo 2004 pubblicata in DTF 130 V 352;
cfr. STCA 32.2018.57 del 18 marzo 2019, consid. 2.5; STCA 32.2018.158 del 30
luglio 2019, consid. 2.4 in fine e STCA 32.2019.47 del 24 febbraio 2020,
consid. 2.4, STCA 32.2019.63 del 27 aprile 2020, consid. 2.7 e STCA 32.2019.219
del 15 luglio 2020, consid. 2.4; STCA 32.2020.8 del 20 agosto 2020, consid.
2.4; STCA 32.2023.3 del 17 aprile 2023, consid. 2.7 e STCA 35.2023.145 del 18
marzo 2024, consid. 2.6).

 

                          2.7.   Ai fini del presente giudizio
giova qui pure ricordare che, per costante giurisprudenza federale, è la
decisione impugnata che costituisce il presupposto e il contenuto della
contestazione sottoposta all'esame giudiziale (cfr. STF 8C_787/2020 del 26 maggio
2021 consid. 2.3.; STF 8C_542/2019 del 4 dicembre 2019 consid. 4.1.; STF
8C_784/2016 del 9 marzo 2017 consid. 3.1.; STF 8C_448/2016 del 6 dicembre 2016
consid. 2; STF 8C_360/2010 del 30 novembre 2010 consid. 1 e 2; DTF 134 V 418
consid. 5.2.1.; DTF 131 V 164; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110
V 51 consid. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81 pag. 294) ed è la
data della decisione impugnata che delimita il potere cognitivo del giudice
delle assicurazioni sociali (DTF 144 V 210 consid. 4.3.1. pag. 213; DTF 143 V
409 consid. 2.1. pagg. 411; STF 8C_590/2018 del 4 luglio 2019; STF 9C_301/2019
del 26 luglio 2019; STF 8C_2017/2019 del 5 agosto 2019; DTF 132 V 215 consid.
3.1.1. pag. 220 con riferimenti). Il giudice delle assicurazioni sociali
esamina, pertanto, la legalità delle decisioni in base alla situazione di fatto
esistente al momento in cui la decisione impugnata è stata resa.

 

                                  I fatti accaduti posteriormente e
che hanno modificato questa situazione devono di regola formare oggetto di un
nuovo atto amministrativo (cfr. DTF 130 V 138 consid. 2; STFA C 43/00 del 30
settembre 2002; STFA I 490/00 del 3 dicembre 2001; DLA 2000 pag. 74; DTF 121 V
366 consid. 1b e sentenze ivi citate). 

                                  Eccezionalmente, il giudice può
però anche tener conto, per motivi d'economia procedurale, dei fatti
intervenuti posteriormente, a condizione che questi ultimi siano stabiliti in
modo sufficientemente preciso (RCC 1980 pag. 263), siano suscettibili di
influenzare il giudizio e i diritti procedurali delle parti, in particolare il
diritto di essere sentito, siano ossequiati (cfr. STF 8C_329/2022 del 19
dicembre 2022 consid. 3.3.; STF 9C_47/2022 del 22 novembre 2022 consid. 5.1.2.;
DTF 130 V 138 consid. 2.1.; RCC 1989 pag. 123 consid. 3b, RCC 1974 pag. 192 consid.
4, RCC 1970 pag. 582 consid. 3; STCA 10 gennaio 1996 nella causa G.R. consid.
2.6). 

 

                                  (cfr. sul tema, tra le tante,
pure le STCA 38.2016.44 del 25 novembre 2016, consid. 2.2; STCA 38.2011.65 del
9 gennaio 2012, consid. 2.7; STCA 32.2020.91 del 9 novembre 2020, consid. 2.8;
STCA 35.2018.132 dell’8 aprile 2019, consid. 2.2; STCA 42.2021.42 del 13
settembre 2021, consid. 2.6; STCA 32.2021.1 dell’8 marzo 2021, consid. 2.7.4;
STCA 32.2019.10 del 20 gennaio 2020 consid. 2.7; STCA 32.2018.65 del 14 agosto
2019 consid. 2.6; STCA 32.2023.3 del 17 aprile 2023, consid. 2.8).

                                

                          2.8.   Nella presente fattispecie con la
decisione avversata l’UAI ha riconosciuto all’assicurato una rendita intera di
invalidità (grado di invalidità del 100%) dal 1° settembre 2020 (alla scadenza
dell'anno di attesa ex art. 28 LAI) limitatamente al 31 agosto 2022 (trascorsi
3 mesi dall'oggettivato miglioramento dello stato di salute a partire dal
maggio 2022 ex art. 88a cpv. 1 OAI), ritenendolo inabile al lavoro, sia
nell’attività abituale di “giardiniere tuttofare” sia in attività adeguate, al
100% dal 25 settembre 2019 all’aprile 2022 e al 20% dal maggio 2022 e continua.

 

                                  La rappresentante dell’assicurato
censura la decisione dell’UAI di limitare la rendita al 31 agosto 2022, visto
che lo stato di salute del suo assistito non sarebbe migliorato a decorrere dal
maggio 2022, contrariamente a quanto ritenuto dall’amministrazione, in base a
quanto indicato dal SMR, fondandosi sulla perizia pluridisciplinare del __________.
Ciò che sarebbe peraltro comprovato da quanto attestato dai medici curanti
(anche specialisti) del suo cliente.

                          2.9.  Dalle tavole processuali emerge che
l’8 agosto 2022 (pag. 390-395 incarto AI) l’UAI ha incaricato, seguendo la
procedura prevista dall’art. 44 LPGA (pag. 399 e 400 incarto AI), il __________
di eseguire un accertamento pluridisciplinare (in ambito internistico,
neurologico, reumatologico e psichiatrico). Il rapporto peritale del __________
è datato 9 maggio 2023 (pag. 417-506 incarto AI).

                       2.9.1.  Dal profilo somatico, nella
valutazione del 9 maggio 2023 con visita in data 10 ottobre 2022 dalle ore 8.30
alle ore 13.15 e dalle ore 14.30 alle ore 15.30 (pag. 418 e 449 incarto AI), il
dr. med. __________, specialista FMH in medicina interna generale, dopo avere
posto unicamente delle diagnosi senza influenza sulla capacità
lavorativa (“Dislipidemia in trattamento farmacologico”), ha concluso
per una capacità lavorativa del 100%, dal profilo internistico, in qualsiasi
attività lucrativa (pag. 445-447 incarto AI).

 

                                  Nella valutazione del 10 novembre
2022 con visita del 12 ottobre 2022 dalle ore 10.15 alle ore 11.15 (pag. 466
incarto AI), il dr. med. __________, specialista FMH in reumatologia, dopo
avere posto unicamente delle diagnosi senza influenza sulla capacità
lavorativa (“Sindrome cervico-vertebrale con componente cervico-cefale su
alterazioni degenerative C5-C6 e C6-C7; Sindrome lombo-vertebrale con
componente spondilogena ricorrente a livello della gamba di sin. senza deficit
sensitivo o motorici su una discopatia L5-S1; Periartropatia dell'anca sin. in
stato dopo intervento chirurgico di artroscopia dell'anca sinistra con
resezione parziale del labbro anteriore superiore e sinovialectomia subtotale
in data 20.5.2021; Periartropatia del ginocchio sin. in stato dopo intervento
chirurgico in data 28.11.2019 con artroscopia del ginocchio sin. con resezione
parziale del menisco mediale nonché asportazione della plica medio-patellare e
microfratturazione della lesione cartilaginea e toilette del menisco laterale
al bordo centrale nonché reintervento in data 20.5.2021 con resezione parziale
del menisco mediale, condroplastica del piatto tibiale posteriore e mediale,
sinovialectomia parziale.”), ha concluso per una capacità lavorativa del
100%, dal profilo reumatologico, in qualsiasi attività lucrativa (pag. 466-479
incarto AI). 

In particolare il perito reumatologo ha osservato che, da ultimo a partire dal
gennaio 2018, l’assicurato aveva lavorato quale uomo tuttofare e giardiniere
presso una datrice di lavoro privata, svolgendo attività di giardinaggio,
costruzioni di terrazzamenti, manutenzioni in misure variabili da poche ore
fino a un massimo di 100 ore al mese. Egli aveva interrotto tale attività
lavorativa il 19 agosto 2019 e nel novembre 2019 si era infortunato al
ginocchio sinistro, riportando una lesione del menisco mediale per cui era
stato sottoposto a due interventi chirurgici artroscopici, il 28 novembre 2019
e il 20 maggio 2021. Il perito ha rilevato che vi era stato un buon recupero
della sintomatologia dolorosa anche se l'assicurato aveva difficoltà
nell'estensione completa del ginocchio di sinistro, una certa debolezza alla
gamba sinistra con alle volte un cedimento del ginocchio sinistro. Il perito ha
osservato che l'indagine clinica attuale era blanda e che vi era una certa
discrepanza fra le difficoltà nella deambulazione con zoppia e difficoltà a
camminare sulla punta dei piedi e sui talloni rispetto ai movimenti esigibili
in posizione sdraiata. Inoltre non ha riscontrato segni di versamento o per
lesioni legamentari o meniscali sicure. Il perito ha rilevato che l’assicurato
aveva pure presentato dei dolori nella zona dell'inguine di sinistra e che le indagini
radiologiche effettuate nonché un'infiltrazione con fluoroscopia dell'anca di
sinistra avevano messo in evidenza la presenza di una sintomatologia
d'impingement. Per questo motivo era stato sottoposto a un intervento
chirurgica in data 20 maggio 2021 di resezione parziale del labbro anteriore
superiore e sinovialectomia subtotale. L'evoluzione dopo questo intervento era
stata particolarmente favorevole. L'assicurato, al momento della visita,
presentava dei dolori solo nella fase finale della rotazione esterna e quando doveva
aprire in maniera completa le gambe bilateralmente. Vi era una certa
sintomatologia anche a livello dell'anca destra, ma non particolarmente
invalidante. Egli aveva presentato nel decorso dei dolori alla colonna
cervicale e lombare con un episodio di tipo sciatalgico.

Al momento della visita vi erano dei reperti particolarmente blandi con una
buona mobilità della colonna vertebrale sia a livello cervicale che lombare. Aveva
comunque una sindrome cervico-vertebrale e lombo-spondilogena sul lato sinistro.
Alle indagini radiologiche vi era una discopatia C5-C6 e C6-C7 cervicale e una
discopatia L5-S1 lombare. Vi era un miglioramento dei reperti radiologici di
MRI con regressione di un'ernia discale L5-S1 evidenziata antecedentemente.

Nella valutazione dell’8 marzo 2023 con visita del 10 novembre 2022 (pag. 480
incarto AI), il dr. med. __________, specialista FMH in neurologia, dopo avere
posto unicamente delle diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa
(“Cefalee miste croniche, difficilmente quantificabili come intensità, in
buona parte di tipo tensivo con possibile componente emicranica, piuttosto rara
(non trattata).”), ha concluso per una capacità lavorativa del 90% (100%
presenza con una riduzione di rendimento del 10%), dal profilo neurologico, in
qualsiasi attività lucrativa (pag. 480-492 incarto AI). 

In particolare il perito neurologo ha osservato che si tratta di un assicurato
di 50 anni con varie attività professionali sempre piuttosto di tipo manuale e
relativamente pesanti, che dopo un'infezione ORL ha incominciato ad accusare
delle cefalee, delle cervicalgie diventate croniche e in seguito anche delle
lombosacralgie con bloccaggi, in presenza di alterazione statico-degenerative
del rachide. Inoltre soffre dei dolori nel membro inferiore sinistro in parte
d'origine ortopedica, con sindrome anca-ginocchio, dove ha subito anche degli
interventi, di vari problemi internistici e di problemi cutanei a livello del
cuoio capelluto. È stato valutato dai propri medici curanti incapace al lavoro
al 100% in attività pesanti, eventualmente in forma minore anche in attività
più leggere, soprattutto per le cefalee. Il perito amministrativo ha rilevato
che, dal punto di vista neurologico, le cefalee non sono tali da motivare
un'incapacità lavorativa superiore al 10%, per quel che concerne la componente
tensiva, per la componente emicranica le crisi sarebbero piuttosto rare, da
come descrive l’assicurato, non più di una volta alla settimana e non motivano
un trattamento specifico. A suo avviso, dal punto di vista strettamente
neurologico, dunque il grado d'incapacità per le cefalee è al massimo del 10%. 
Il perito amministrativo ha sottolineato l’assenza di sindrome
cervico-vertebrale, nessun segno di sofferenza radicolare o midollare a livello
dei membri superiori, nessuna sindrome lombo-vertebrale, senza segni di
sofferenza radicolare ai membri inferiori, sia dal punto di vista clinico, che
elettroneuromiografico (ENG eseguito da lui stesso durante la visita
specialistica: cfr. pag. 492 incarto AI), soprattutto al membro inferiore sinistro
per le radici L5 ed S1.

                                  Dal punto di vista strettamente
neurologico non è quindi dato un grado d'incapacità lavorativa di tipo
radicolare ai quattro membri.

Il perito ha inoltre precisato che, dal punto di vista clinico, è presente una
discrepanza fra i disturbi lamentati dall’assicurato (dolori cervicali, lombo
sacrali, disturbi del membro superiore sinistro, nel membro inferiore sinistro
con parestesie) e l’assenza di un riscontro clinico all’esame neurologico ed
elettroneuro-fisiologico (pag. 488 incarto AI). Alla domanda “Quali requisiti
dovrebbe soddisfare un’attività adeguata in odo ottimale alla disabilità?” il
perito ha inoltre risposto “Non particolarmente differente dall’attività
attuale, possibilità di muoversi, di cambiare posizione, non essere sottoposto
ad attività con ritmi continui ed intensi” (pag. 490 incarto AI).  

 

                       2.9.2.  Dal profilo psichiatrico,
nella valutazione del 16 novembre 2022 con visita del 2 novembre 2022 dalle ore
10.00 alle ore 11.00 e del 16 novembre 2022 dalle ore 9.30 alle ore 10.00 (pag.
493 incarto AI), il dr. med. __________, specialista FMH in psichiatria e
psicoterapia, dopo avere posto unicamente delle diagnosi con influenza
sulla capacità lavorativa (“Reazione ansioso-depressiva su sindrome da
disadattamento (ICD10-F43.2).”), ha concluso per una capacità lavorativa
dell’80% (100% presenza con una riduzione di rendimento del 20% per dei “deficit
di caricabilità psichica con ridotta resistenza, ridotta resa e scarsa capacità
di tollerare lo stress”: cfr. pag. 503 incarto AI), dal profilo psichiatrico,
in qualsiasi attività lucrativa (pag. 493-506 incarto AI).

In particolare il perito psichiatra ha osservato che l’assicurato presenta una
deflessione timica riconducibile essenzialmente ad un disturbo ansioso
depressivo reattivo alle preoccupazioni inerenti alla evoluzione delle sue
condizioni fisiche e in modo particolare ai timori delle ripercussioni che
potrebbe avere lo stato di cose venutosi a creare come conseguenza delle
poli-patologie d cui è affetto (ad esempio, il mancato rinnovo del suo permesso
di soggiorno in Svizzera). Secondo il perito psichiatra -  

a fronte quindi di un quadro psicopatologico ansioso depressivo di natura
essenzialmente reattiva (che in sé stesso non sembra essere di entità tale da
giustificare una inabilità lavorativa prolungata) e nonostante le intatte
motivazioni dell'assicurato volte alla ripresa e alla reintegrazione nel mercato
del lavoro (nella misura che ciò risultasse all’assicurato possibile ed
attuabile) - sussistono delle problematiche di salute persistenti che hanno
incrementato nell'assicurato il timore di venire prima o poi rimpatriato.
D'altro canto l'assicurato ha potuto comunque constatare, l'effetto positivo
conseguente all'assunzione della farmacoterapia, rispettivamente
dell'amitriptilina prescrittagli dalla neurologa curante per la prevenzione
della emicrania e della cefalea tensionale e del trazodone prescrittogli dalla
psichiatra curante per il trattamento dei disturbi del sonno.

 

                       2.9.3.  Globalmente, quindi, nel
rapporto peritale del 9 maggio 2023, i medici del __________, sulla base delle
risultanze dei singoli consulti e delle visite ambulatoriali del ricorrente
presso il citato centro d’accertamento come pure dell’esauriente discussione
avvenuta tramite teleconferenza l’8 maggio 2023 alle ore 14.00 (pag. 449
incarto AI) hanno posto le seguenti diagnosi: 

 

" 4.3.1
Diagnosi rilevanti con ripercussioni sulla capacità lavorativa

 

Diagnosi neurologiche

-Cefalee miste croniche, difficilmente quantificabili come
intensità, in buona parte di tipo tensivo con possibile componente emicranica,
piuttosto rara (non trattata).

 

Diagnosi psichiatriche

- Reazione ansioso-depressiva su sindrome da disadattamento
(ICD1O-F43.2).

 

4.3.2 Diagnosi rilevanti senza ripercussioni sulla capacità
lavorativa 

 

Diagnosi reumatologiche

- Sindrome cervico-vertebrale con componente cervico-cefale su
alterazioni degenerative C5-C6 e C6-C7.

- Sindrome lombo-vertebrale con componente spondilogena ricorrente
a livello della gamba di sin. senza deficit sensitivo o motorici su una
discopatia L5-S1.

-Periartropatia dell'anca sin. in stato dopo intervento chirurgico
di artroscopia dell'anca sinistra con resezione parziale del labbro anteriore
superiore e sinovialectomia subtotale in data 20.5.2021.

-Periartropatia del ginocchio sin. in stato dopo intervento
chirurgico in data 28.11.2019 con artroscopia del ginocchio sin. con resezione
parziale del menisco mediale nonché asportazione della plica medio-patellare e
microfratturazione della lesione cartilaginea e toilette del menisco laterale
al bordo centrale nonché reintervento in data 20.5.2021 con resezione parziale
del menisco mediale, condroplastica del piatto tibiale posteriore e mediale,
sinovialectomia parziale.

 

Altre diagnosi internistiche

Dislipidemia in trattamento farmacologico.” (pag. 456 incarto AI).

 

                                  Va anche evidenziato che,
nell’ambito delle “ripercussioni funzionali dei reperti/delle diagnosi”,
i periti del __________ hanno precisato quanto segue: 

 

" (…)
Secondo il consulente in reumatologia (…). Quale eventuale unico limite è
quello inerente il ginocchio sin. di salire e scendere ripetutamente scale a
pioli o di doversi inginocchiare frequentemente.

(…).

Per il consulente in psichiatria si evidenziano dei deficit della
caricabilità psichica con ridotta resistenza, ridotta resa e tenuta e scarsa
capacità a tollerare lo stress. (…)” (pag. 457 incarto AI; n.d.r.: il grassetto
e le sottolineature non sono della redattrice).

 

Nell’ambito della “discussione
dei fattori di stress e risorse”, i periti del __________ hanno puntualizzato
quanto segue: 

 

" Secondo il
consulente in reumatologia l'A. ha ancora intatte risorse per rientrare nel
mondo del lavoro. Non vi sono dal punto di vista reumatologico fattori di
stress. Questi vanno eventualmente cercati in altri ambiti medici.

II consulente in neurologia descrive, riferendosi alla situazione
dell'A., permesso di lavoro verosimilmente a rischio, poco istruito, facilmente
adattabile in attività manuali, con sviluppo di problematiche somatiche a più
livelli, senza evidenti lesioni tali da motivarne un'incapacità lavorativa
maggiore, con scarse prospettive di lavoro future

Per il consulente in psichiatria l'A. presenta una ridotta
tolleranza nei confronti delle fonti di stress.” (pag. 457 incarto AI).  

 

I periti del __________ hanno
pure sottolineato che:

 

" (…) le
incapacità lavorative descritte dai consulenti non debbano essere sommate ma
integrate, in quanto le patologie che causano una diminuzione della capacità
lavorativa comportano delle limitazioni funzionali, di rendimento e di carico
che si sovrappongono.” (pag. 458 incarto AI).  

 

Quanto alla capacità lavorativa
medico - teorica globale, i medici del __________ hanno ritenuto l’assicurato
inabile al 100% in qualsiasi attività lucrativa (attuale e adeguata) a partire
dal settembre 2019 rispettivamente abile all’80% (100% presenza con una
riduzione di rendimento del 20% per motivi neurologici e psichiatrici), in
qualsiasi attività lucrativa (attuale e adeguata), a partire dal maggio 2022
(pag. 458-461 incarto AI).

 

 

                        2.10.   Le diagnosi e le conclusioni dei
periti del __________ in merito alla capacità lavorativa dell’assicurato sono
state inoltre fatte proprie anche dal medico SMR, dr. med. __________, nel
rapporto finale del 12 maggio 2023 (pag. 540-543 incarto AI). Nella medesima
occasione egli ha parimenti ripreso le limitazioni funzionali (nessuna
limitazione di carico, alternanza della postura al bisogno, nessuna difficoltà
nello svolgere lavori di precisione e nessuna necessità di pause supplementari:
pag. 541 incarto AI) e gli “Ulteriori limiti e/o risorse” indicati dai
periti del __________ e più precisamente:

" Dal
profilo reumatologico l'A. non presenta limitazioni funzionali significative
per quanto riguarda i disturbi alla colonna vertebrale, all'anca di sin. e al
ginocchio sin. Gli interventi eseguiti hanno portato a un netto miglioramento
dei suoi disturbi. Vi è una certa discrepanza fra i reperti clinici attuali e
la sofferenza persistente al ginocchio di sin. Quale eventuale unico limite è
quello inerente il ginocchio sin. di salire e scendere ripetutamente scale a pioli
o di doversi inginocchiare frequentemente.

Dal profilo neurologico nell'attività abituale/adeguata l'A. deve
avere la possibilità di muoversi, di cambiare posizione, non essere sottoposto
ad attività con ritmi continui e intensi.

Dal profilo psichiatrico vi sono dei deficit della caricabilità
psichica con ridotta resistenza, ridotta resa e tenuta e scarsa capacità a
tollerare lo stress.

Dal profilo internistico non vi sono limitazioni della capacità
lavorativa.” (pag. 541 incarto AI).  

 

                        2.11.  

                     2.11.1.  Successivamente alla perizia del __________,
l’assicurato ha versato agli atti svariata documentazione medica, anche
specialistica.

In particolare, il certificato medico del 7 luglio 2023 della dr.ssa med. __________,
specialista FMH in medicina interna e medico di famiglia dell’assicurato,
giusta il quale:

 

" (…) II
paziente, ad oggi, risulta dal punto di vista internistico inabile al lavoro
nella misura del 100% nell'attività abituale (giardiniere tuttofare) ed
eventualmente potrebbe essere previsto un reinserimento con capacità lavorativa
non superiore al 30% in attività adeguata che non preveda l'impiego di forza, il
mantenimento di una stazione eretta, la torsione del bacino o la sollecitazione
protratta dei 4 arti.

Ad oggi infatti il paziente continua a sottoporsi a svariati
accertamenti medici che lo vedono continuamente sottoposto a nuove indagini di
approfondimento diagnostico, e che peraltro non lo conducono ad un migliorar
lento sostanziale della performance fisica. Risulta infatti poco comprensibile
pensare che il paziente possa passare da una inabilità dei 100 % attestata dal
25.09.2019 al 30.04.2022, ad una IL del 20% a decorrere dal 01 maggio 2019, in
assenza di sostanziali cambiamenti dello status generale.

Ricordiamo inoltre che il sig. RI 1 presenta un'importante
problematica psichiatrica, trattata sia farmacologicamente che, nell'ultimo
anno, mediante presa a carico specialistica psichiatrica regolare. Tale
aspetto, oltre alla precarietà della situazione socio-finanziaria, pesa oltre
modo sulla già fragile situazione internistica e rende a mio avviso nulla la
possibilità di un reinserimento lavorativo dello stesso.” (pag. 561-563 incarto
AI).

Il certificato medico del 14 giugno 2023 del dr. med. __________, specialista
FMH in anestesiologia e trattamento

invasivo del dolore - che ha
visitato l’assicurato il 12 giugno 2023 per una cervicalgia con predominanza
sinistra e irradiazione lungo il braccio sinistro laterale (alla luce di una RM
eseguita il 5 aprile 2023 che ha messo in evidenza una protrusione discale ad
ampio raggio C5-C6 e C6-C7, invariata rispetto l’esame precedente del 2019:
cfr. pag. 564 incarto AI) - giusta il quale:

 

" (…) I
dolori del signor RI 1 sono piuttosto aspecifici in quanto la distribuzione
della sintomatologia non segue i classici dermatomi radicolari. Anche la RM
rileva due discopatie sotto forma di protrusioni ad ampio raggio non dimostrano
chiari segni per stenosi radicolare. Vale sicuramente la pena di eseguire

delle infiltrazioni peridurali ma anche di tipo MBB; il paziente
attualmente vuole aspettare perché è in fase di miglioramento.

Il paziente ci contatterà in caso di peggioramento del dolore per
valutare l'organizzazione dell'infiltrazione.” (pag. 564-565 incarto AI).   

 

I certificati medici dell’8 e
del 30 maggio 2023 della dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia -
che ha visitato l’assicurato il 2 e il 30 maggio 2023 per una problematica
inguinale (pag. 566-578 incarto AI).

 

Il certificato medico del 20
aprile 2023 della dr.ssa med. __________, specialista FMH in neurologia e
medico specialista curante dell’assicurato - che ha eseguito in medesima data
una elettroneurografia (ENG), per una sospetta sindrome del tunnel carpale,
risultata nella norma - giusta il quale:

 

" (…) Assenza
di elementi elettrofisiologici avocatori di una qualsivoglia neuropatia in
questo paziente che soffre tuttavia di un dolore nevralgico lungo il territorio
della radice C7 di sinistra per cui chiedo ai colleghi della Terapia dei Dolore
di volerlo convocare per una valutazione ed infiltrazione.” (pag. 579 e 580
incarto AI).

                     2.11.2.  Interpellato a tal proposito
dall’UAI, nell’annotazione del 21 agosto 2023 il medico SMR, dr. med. __________,
ha rilevato quanto segue:

 

" (…) non
emerge alcun nuovo elemento che non sia già stato constatato e valutato.

 

 

In particolare:

1) II rapporto della Dr.ssa med. __________ del 07.07.2023 oltre
all'elenco delle diagnosi di cui risulta sofferente l'A. (da noi tutte conosciute
e valutate), menziona una generica valutazione sulla capacità lavorativa
dell'A. non supportata da nuove indagini strumentali e/o visite specialistiche.

In definitiva si tratta di una semplice attestazione
dell'incapacità lavorativa senza un minimo di requisiti che comporti un
completo certificato medico, cioè diagnosi, descrizione del quadro clinico ed
evoluzione dello stesso, descrizione della terapia in atto ed i risultati della
stessa: tutto questo manca completamente in questo certificato che non ha
nessuna valenza probatoria.

2) I rapporti della Dr.ssa med __________ del 31.05.2023 e del 08.05.2023
descrivono sia una linfoadenopatia da pregressa infezione e sia una biopsia di
un linfonodo inguinale a destra (il cui risultato è stata l'assenza di
malignità a carattere metastatico e/o tumorale). II tutto non ha alcuna valenza
sulla capacità lavorativa di lunga durata dell'A..

Oltre a ciò viene descritto il trattamento topico di un sospetto
di intertrigo a livello inguinale bilateralmente con esito positivo (scomparsa
delle lesioni cutanee a livello inguinale bilateralmente).

3) Infine un rapporto della neurologa Dr.ssa med. __________ del 22.04.2023 che
cita di un dolore nevralgico in territorio della radice di C7 a sinistra
smentito dall'anestesista Dr. med. __________ della clinica Moncucco dove nel
suo rapporto del 14.06.2023 non conferma la diagnosi della Dr.ssa __________ ed
attesta l'assenza di compressioni radicolari:

"Cervicalgia con predominanza sx e Irradiazione lungo i/
braccio ipsi laterale > RM del 05.04.2023: protrusione discale ad ampio
raggio CS-C6 e C6-C7, invariata rispetto l'esame precedente del 2019

I dolori del signor RI 1 sono piuttosto aspecifici quanto la
distribuzione della sintomatologia non segue i classici dermatomi radicolari.
Anche la RM rileva due discopatie sotto forma di protrusioni ad ampio raggio
non dimostrano chiari segni per stenosi radicolare".

Per cui in considerazione di quanto sopra non emergono nuovi elementi medici
influenti sulla capacità lavorativa dell'A. che non siano già stati constatati
e valutati dalla perizia pluridisciplinare __________ del 09.05.2023.

Si conferma il rapporto medico SMR del 12.05.2023.” (pag. 597 e
598 incarto AI).   

                                  

                     2.11.3.  Davanti al TCA, la patrocinatrice
dell’assicurato ha versato agli atti:

- il certificato medico del 15 novembre 2023 della dr.ssa med. __________,
giusta il quale: “Si certifica che il paziente in epigrafe, per motivi di
ordine medico, continua ad essere inabile al lavoro nella misura del 100% a
tempo indeterminato.” (doc. F);

- il certificato medico del 22 novembre 2023 della dr.ssa med. __________,
specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, giusta il quale l’assicurato è
inabile al lavoro al 100% dal 19 agosto 2022 al 22 novembre 2023 (461 giorni)
per “malattia” (doc. G);

 

                                  - il certificato medico del 26
settembre 2023 del PD dr. med. __________, specialista FMH in ortopedia e
traumatologia, giusta il quale la RM della caviglia sinistra nativa del 19
luglio 2023 mette in evidenza una “una lesione parziale del legamento
peroneo-astragalico anteriore e del tendine peroniero breve, con
assottigliamento delle cartilagini articolari in particolare in sede
tibio-astragalica, in assenza di lesioni osteocondrali. Vi sono focali lesioni
osteocondrali degenerative in corrispondenza del calcagno a livello del seno
del tarso.” mentre la RM del rachide lombare nativo del 4 febbraio 2023,
rispetto al precedente controllo, mette in evidenza una riduzione dell’ernia
discale L5-S1 “che attualmente non mostra compressioni sull’origine delle
radici S1; restanti reperti immodificati” e la RM del ginocchio sinistro
nativo mette in evidenza dei “rilievi invariati rispetto all’indagine RM
precedente del 20 agosto 2021” e che ha concluso quanto segue: “Secondo
me il paziente soffre di una depressione severa. Lui comunica di essere in
trattamento psicologico. Sarebbe anche da sistemare la sua situazione sociale
che, secondo quanto riferisce il paziente, sarebbe devastante. Dal punto di
vista ortopedico ho proposto di cambiare fisioterapia e avere un approccio più
dinamico. Vedo il signor RI 1 fra due mesi per un controllo clinico” (doc.
H). 

 

                                  - il certificato medico del 4 dicembre
2023 del PD __________, giusta il quale l’assicurato è inabile al lavoro al
100% dal 1° al 31 dicembre 2023 (doc. I).

                     2.11.4.  Interpellato a tal proposito
dall’UAI, il 7 febbraio 2024 i periti del __________ hanno confermato
integralmente la precedente valutazione del 9 maggio 2023 (doc. XV-I).

In particolare, nel complemento peritale del 19 gennaio 2024, il perito
neurologo ha osservato quanto segue:

 

" (…) Faccio
notare che dal punto di vista neuroradiologico non sono state messe in evidenza
ulteriori patologie.

La Dott.ssa Med. __________, FMH in Neurologia della Clinica di __________, in
uno scarso rapporto dei 20.04.2023, parla di una possibile sofferenza
radicolare C7 sinistra, aveva praticato anche un esame elettroneurografico del
nervo mediano e ulnare a sinistra normali, non parla dì deficit neurologici, né
di asimmetrie dei riflessi.

Ricordo che nel mio stato neurologico del 10.11.2022 l'A.
presentava dei riflessi tutti normali e simmetrici, in particolare i riflessi
tricipitali bilaterali, nessun deficit sensitivo-motori ai membri superiori. La
motilità cervicale era libera, senza dolori particolari, senza irradiazioni
disestetiche nei membri superiori, né segno di Lhermitte.

Altrimenti dalla documentazione messami a disposizione dal punto
di vista neurologico, non c'è stata nessuna modifica del quadro clinico, in
particolare per quel che concerne le cefalee miste. Dal punto di vista
strettamente neurologico non ho dunque motivo di modificare le mie conclusioni
della Perizia dell'08.03.2023.” (doc. XV-I).

 

Nel complemento peritale del 24
gennaio 2024, il perito reumatologo ha osservato quanto segue:

 

" (…) La
documentazione messami a disposizione si riferisce a un rapporto medico del PD
Dr. med. __________ del 26.09.2023. (…).

Si tratta (…) di una documentazione, che per quanto riguarda
l'aspetto prettamente reumatologico, segnala solo delle alterazioni di tipo
degenerativo nella zona della caviglia, piccole lesioni parziali ai tendini.
L'ortopedico curante non ha indicato, oltre ai procedimenti fisioterapici,
altri approcci terapeutici, soprattutto di tipo invasivo.

Si tratta di alterazioni di modica entità. Queste non provocano
quindi ulteriori limitazioni funzionali rispetto a quelle da me determiniate.

Per quanto poi riguarda la colonna vertebrale, la nuova RM
effettuata, non mostra peggioramenti. Vi sono addirittura dei miglioramenti per
quanto riguarda la discopatia L5/S1. Viene posto soprattutto da parte
dell'ortopedico curante, particolare attenzione sul lato psicologico
dell'assicurato. Fatto questo non di mia competenza.

Ritengo pertanto che l'ulteriore documentazione inoltrata per
quanto riguarda le sole patologie di tipo reumatologico, non apporta a nessuna
modifica né per quanto riguarda le limitazioni funzionali né per quanto riguarda
le capacità lavorative da me espresse nella mia valutazione peritale del
10.11.2022 in vostro possesso.” (doc. XV-I).

 

Nel complemento peritale del 22
gennaio 2024, il perito psichiatra ha osservato quanto segue:

 

" (…) ho
preso visione della documentazione medica inviatami tramite la vostra email del
18.01.2024 e in modo particolare del certificato medico del 22.11.2023 della
collega psichiatra Dr.ssa __________ nel quale non emergono nuovi elementi
clinici tali da modificare l'inquadramento diagnostico da me riportato nella
valutazione specialistica effettuata nell'ambito della perizia __________ per
cui sono a confermare le mie conclusioni peritali.

Rispetto a quanto citato nelle osservazioni dell'Avv. RA 1 a
riguardo della perizia psichiatrica posso solo segnalare di avere ravvisato che
ella si limita a formulare un giudizio negativo esponendo delle considerazioni
critiche nei confronti della qualità della perizia da me effettuata e
giudicandola in particolare lacunosa essenzialmente per non aver preso in esame
tutti gli indicatori atti a valutare la capacità lavorativa dell'A. A proposito
di questa obiezione faccio notare che indicatori quali il livello di gravità
della diagnosi psichiatrica, la portata dei disturbi psichici accusati dall'A.,
il decorso della malattia, la qualità e il decorso delle terapie specialistiche
che sono state messe in atto, la motivazione espressa dall'A. verso una sua
possibilità di reinserimento professionale, la presenza o meno di aspetti della
personalità rilevanti ai fine della reintegrazione professionale e l'esame
delle risorse a disposizione dell'A. indipendentemente dall'affezione psichica
di cui egli è affetto sono tutti elementi che stati ampiamente trattati in
tutto l'ambito della perizia. Rispetto infine alla questione sollevata
dall'Avv. RA 1 in merito ad una quasi non comprensione della lingua italiana da
parte dell'A. posso dire di avere constatato che egli possedeva una se non
buona perlomeno discreta

padronanza del mezzo linguistico e che questa era comunque più che
sufficiente al fine dello svolgimento della perizia.” (doc. XV-I).

 

Alla luce delle considerazioni e
le conclusioni espresse dai periti del __________ nei citati complementi,
nell’annotazione del 9 febbraio 2024, il medico SMR, dr. med. __________, ha
confermato integralmente il rapporto finale del 12 maggio 2023 stilato sulla
base della perizia pluridisciplinare del __________ del 9 maggio 2023 (Doc.
XV-2).

 

                     2.11.5.  In seguito, la patrocinatrice
dell’assicurato ha versato agli atti:

 

                                  - il certificato medico del 29
febbraio 2024 in cui la dr.ssa med. __________ ha indicato la lista delle
visite mediche a cui si è sottoposto da lei RI 1 negli anni 2019-2024 (doc. M);

                                  - la lettera del 1° marzo 2024
della dr.ssa med. __________ all’avv. RA 1, giusta la quale:

 

“(…) con la presente le riferisco i motivi per cui a mio avviso il
paziente citato a margine è da ritenersi inabile al lavoro nella misura del
100%. Senza entrare nei dettagli relativi alle patologie ortopediche ed
internistiche di cui tuttora il paziente soffre, riferisco che dal punto di
vista neurologico permangono 3 problemi cronici severi. In primis dei disturbi
cognitivi sottoforma di deficit dell'attenzione con significativo rallentamento
fronto-esecutivo (ciò che compromette qualsiasi tipo di lavoro di natura
mentale), una cefalea emicranica e tensiva cronica refrattaria ai trattamenti
classici e per cui ho chiesto alla cassa malati di coprire i costi relativi ad
un trattamento a base di iniezioni di tossina botulinica (che la cassa malati
sfortunatamente ha rifiutato e che a sua volta compromette qualsiasi tipo di
lavoro di natura mentale o fisica), da ultimo ma non per ordine di importanza
negli ultimi mesi vi è stato un peggioramento della nota cervico-brachialgia
sinistra su ernia del disco da un lato con conflitto disco-radicolare C6
bilaterale e impronta sul midollo nonché fenomeno similare a livello L5-S1 con
conflitto disco-radicolare S1 a sinistra; sia l'ernia cervicale che quella
lombare oltre a provocare dei dolori elettrizzanti portano anche ad un deficit
puntuale della forza a livello dell'arto superiore di sinistra e di entrambi
gli arti inferiori , ragion per cui il paziente sarà a breve sottoposto a nuovo
neuro-imaging, dopodiché bisognerà probabilmente organizzare un consulto
neurochirurgico per scongiurare l'instaurarsi di una paresi versus, paralisi
agli arti irreversibile.

In conclusione considerando anche solo la situazione neurologica
del paziente vi sono a mio avviso plurimi elementi che rendono l'ipotesi di un
rientro lavorativo anche a tempo parziale di qualsiasi tipo (fisico o mentale)
a dir poco improponibile.” (doc. N);

 

                                  - il referto del 24 febbraio 2024
della MR del ginocchio sinistro nativo che, confrontato con una indagine RM
precedente del 6 febbraio 2023, ha messo in evidenza quanto segue: “Un poco
rimarcate le note lesioni osteocondrali del comparto mediale e l'edema osseo
dell'emipiatto tibiale interno. Modicamente ridottala piccola cisti di Baker
del diametro longitudinale di 1,3 cm circa. Restanti rilievi invariati a
indagine precedente del 06/02/23” (doc. O).

- una ricetta medica del 21 febbraio 2024 del dr. med. __________, specialista
FMH in otorinolaringoiatria (doc. P).

                     2.11.6.  Interpellato a tal proposito
dall’UAI, nell’annotazione del 18 marzo 2024 il medico SMR, dr. med. __________,
ha rilevato che, rispetto alla perizia pluridisciplinare del __________ del 12
maggio 2023 e ai relativi complementi del 2024, 

" non emerge
alcuna refertazione medica specialistica e/o indagine diagnostica che
oggettivamente descriva un diverso stato di salute dell'A. antecedente
26.09.2023.

A riprova di ciò vi è il certificato inviatoci dalla stessa
neurologa Dr.ssa __________ del 29.02.2024 dove cita tutte le visite da lei
effettuate e si può notare che nel 2023 l'ultima visita è avvenuta il
15.11.2023 ed il relativo rapporto è stato ampiamente valutato dal perito
neurologo Dr. med. __________, dove il 19.01.2024 esprimeva:

 

-       
"Ho esaminato la documentazione messami a disposizione, su
richiesta della SMR, concernente le osservazioni del Rappresentante Legale con
vari certificati medici. Faccio notare che dal punto di vista neuroradiologico
non sono state messe in evidenza ulteriori patologie"

Per cui il nuovo rapporto della neurologa Dr. med. __________
del 01.03.2024 dove menziona:

 

"...negli ultimi mesi vi è stato un peggioramento della
nota cervico-brachialgia sinistra su ernia del disco da un lato con conflitto
disco-radicolare C6 bilaterale e impronta sul midollo nonché fenomeno similare
a livello L5-S1 con conflitto disco-radicolare S1 a sinistra..."

 

descrive un peggioramento verificatosi con verosimiglianza
preponderante nel corso del 2024, quindi successivamente alla decisione del
26.09.2023.

Infine per ciò che attiene le osservazioni dell'Avv. RA 1 il
04.03.2024, in assenza di oggettivi referti diagnostici e/o rapporti di visite
specialistiche, non si ritiene necessario richiedere una nuova presa di
posizione al neurologo Dr. med. __________.” (doc. XIX-1; n.d.r.: il grassetto
e le sottolineature non sono della redattrice)

 

Il TCA ha trasmesso il doc.
XIX-1, per conoscenza, all’avv. RA 1 (doc. XX).

 

                        2.12.   Il TCA è chiamato a verificare
innanzitutto se lo stato di salute del ricorrente è stato accuratamente
vagliato dall’UAI prima della 

                                  data di emissione della decisione
qui impugnata (nel caso concreto il 26 settembre 2023) che segna, conformemente
alla giurisprudenza esposta al considerando 2.7, il limite temporale del potere
cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali.

 

                                  Dopo attenta analisi della
documentazione medica agli atti (cfr., in particolare, quella riassunta al
consid. 2.10-2.12), questa Corte ritiene di poter fondare il proprio giudizio
sull’apprezzamento espresso dai periti amministrativi (nella valutazione
peritale del 9 maggio 2023 del __________ e nei relativi complementi del 2024),
incaricati dall’amministrazione nel rispetto della procedura di cui all’art. 44
LPGA (cfr. supra, consid. 2.9) e in assenza di indizi concreti
suscettibili di far dubitare della loro fondatezza (cfr. supra, consid.
2.6).

Il TCA constata, infatti, che i periti del __________ hanno tenuto conto di
tutte le problematiche lamentate dall'assicurato ponendo le diagnosi
concernenti l’insieme dei disturbi dell’interessato, valutando le sue
limitazioni funzionali e le relative ripercussioni sulla capacità lavorativa al
termine di un’analisi approfondita di tutti i referti medici dei curanti (anche
specialisti). 

                                  Questo Tribunale ritiene tale
modo di procedere corretto e non ha motivo alcuno per rimettere in discussione
l’operato di tali medici, che hanno proceduto ad una visita personale accurata
dell'assicurato, sono specialisti delle materie che qui ci occupano e vantano
pure un’ampia esperienza in materia di medicina assicurativa. 

Le conclusioni dei periti del __________ sono state peraltro fatte proprie
anche dal medico SMR, dr. med. __________, nel rapporto finale del 12 maggio
2023 (pag. 540-543 incarto AI) e nell’annotazione del 9 febbraio 2024 (Doc.
XV-2).

A proposito del medico SMR va sottolineato che per l’art. 59 cpv. 2bis LAI i
servizi medici regionali sono a disposizione degli uffici AI per valutare le
condizioni mediche del diritto alle prestazioni, stabiliscono la capacità
funzionale dell'assicurato - determinante per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA -
di esercitare un'attività lucrativa o di svolgere le mansioni consuete in una
misura ragionevolmente esigibile e sono indipendenti per quanto concerne le
decisioni in ambito medico nei singoli casi.

                                  Scopo e senso del disposto come
pure dell’art. 49 OAI risiedono nella possibilità, per gli uffici AI, di fare
capo a propri medici per la valutazione degli aspetti sanitari del diritto alla
rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche conoscenze
medico-assicurati-ve, sono quindi chiamati a valutare la capacità funzionale
della persona assicurata. In questo modo è stata creata una chiara separazione
di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla base delle
indicazioni del SMR, l'UAI deve così decidere cosa si può ragionevolmente
pretendere da un assicurato e cosa invece no (v. sentenza 9C_9/2010 del 29
settembre 2010, 9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in SVR 2009 IV n.
56 pag. 174, con riferimenti).

                                  Il TCA non ha nemmeno motivo per
dubitare delle considerazioni - dettagliate, approfondite e convincenti -
espresse dal medico SMR nelle annotazioni del 21 agosto 2023 (pag. 597 e 598
incarto AI) e del 18 marzo 2024 (doc. XIX-1).

                        2.13.  Questa Corte non ignora la svariata
documentazione medica versata agli atti dalla patrocinatrice dell’insorgente
riassunta ai consid. 2.11.1, 2.11.3 e 2.11.5. Tuttavia essa non è, in ogni
caso, atta a sminuirne la piena forza probante della perizia pluridisciplinare.

Innanzitutto, va ricordato che questi rapporti medici hanno comunque un valore
probatorio minore rispetto a quello attribuibile alla perizia amministrativa
esterna del 9 maggio 2023 (e ai relativi complementi del 2024) del __________
(cfr. consid. 2.6).

In secondo luogo, essi non apportano nuovi elementi oggettivi ignorati dai
periti amministrativi (fatta eccezione per la lettera del 1° marzo 2024 della
neurologa curante di cui si è già detto al consid. 2.11.5 e di cui si riferirà al
consid. 2.15). 

Nella maggiore parte dei certificati (cfr., in particolare, pag. 564-580
incarto AI, doc. H, doc. M e doc. O, cfr. consid. 2.11.1, 2.11.3 e 2.11.5), inoltre,
nessun medico si è confrontato con le convincenti argomentazioni contenute
nella perizia amministrativa del 9 maggio 2023 e nei relativi complementi del
2024.

I restanti (e stringati) certificati medici (anche specialistici; cfr., in
particolare, doc. F, G, I di cui si è già detto al consid. 2.11.3) - in cui è
stata attestata un’incapacità lavorativa del 100%, senza fornire la benché
minima motivazione oppure indicando semplicemente “malattia” - appaiono invece
inconsistenti. 

Parimenti dicasi per quelli in cui i medici (anche specialisti) si sono
espressi in merito ad ambiti (in particolare, quello psichiatrico) che non è di
loro stretta competenza (cfr., in particolare, il certificato del 7 luglio 2023
del medico di famiglia di cui si è già detto al consid. 2.11.1 e il certificato
medico del 26 settembre 2023 dell’ortopedico di cui si è già detto al consid.
2.11.3)     

Sempre con riferimento al certificato del 7 luglio 2023 del medico di famiglia
(che, giova ribadire, è specialista FMH in medicina interna), esso non apporta
nuovi elementi oggettivi ignorati dai periti amministrativi, pertanto l’inabilità
lavorativa dell’assicurato ivi attestata va in ogni caso intesa nel senso di
una diversa valutazione delle conseguenze che le patologie che interessano il
ricorrente hanno sulla sua capacità di lavoro. Inoltre esso, come visto, tiene
comunque conto anche dell’aspetto psichiatrico che non è di stretta competenza di
tale medico. 

Non consentono di giungere ad una conclusione differente nemmeno i due farmaci
prescritti dall’otorinolaringoiatra nella ricetta medica del 21 febbraio 2024
(in ogni caso, successiva alla decisione avversata che risale al 26 settembre
2023), di cui al doc. P (cfr. consid. 2.11.5).

Parimenti dicasi per il referto della MR del ginocchio sinistro nativo del 24
febbraio 2024, pure successivo alla decisione impugnata, di cui al doc. P
riportato al consid. 2.11.5.

Nemmeno la cospicua documentazione medica agli atti antecedente alla perizia
del __________ del 9 maggio 2023 consente di giungere ad una differente
conclusione, dal momento che era nota ai periti amministrativi ed è stata debitamente
considerata, in modo puntuale e convincente, nella loro valutazione.

Inoltre, non apportando elementi oggettivi ignorati dai periti amministrativi,
l’inabilità lavorativa dell’assicurato ivi attestata va in ogni caso intesa nel
senso di una diversa valutazione delle conseguenze che le patologie che
interessano il ricorrente hanno sulla sua capacità di lavoro.

Del resto, va in ogni caso sottolineato che, quand’anche tra la valutazione
dell’esigibilità lavorativa eseguita dai periti amministrativi e quella
effettuata dagli specialisti di fiducia dell’assicurato vi fossero alcune
differenze riguardanti la natura e l’importanza dei limiti funzionali, esse
sarebbero in ogni caso irrilevanti (cfr. pure la STCA 35.2021.59 dell’8
novembre 2021, consid. 2.4.3 e la STCA 35.2021.83 del 7 marzo 2022, consid.
2.7.2).

 

                                  In effetti, il concetto
d’invalidità è riferito a un mercato del lavoro equilibrato e, quindi, ad un
mercato del lavoro strutturato in modo tale da offrire una gamma di posti di
lavoro diversificati. Inoltre gli impedimenti ritenuti dai periti
amministrativi non sono tali da poter sostenere che ci si troverebbe
confrontati a una costellazione particolarmente sfavorevole ai fini
reintegrativi. Difatti, la giurisprudenza federale ha, in maniera costante, già
avuto modo di stabilire che nel mercato occupazionale aperto a personale non
qualificato o semi qualificato, vi è una sufficiente offerta di occupazioni, in
particolare nell'industria, in cui possono venir eseguite mansioni di
sorveglianza e controllo, che non comportano aggravi fisici, che consentono il
cambiamento frequente di posizione e che non richiedono necessariamente la
messa in atto di particolari misure di reintegrazione professionale (cfr., tra
le altre, STF 8C_563/2012 del 23 agosto 2012 consid. 3.3, che ha interamente
confermato la STCA 35.2012.17 del 18 giugno 2012; 9C_635/2007 del 21 agosto
2008 consid. 3.3 e 9C_10/2007 del 26 marzo 2008 consid. 4.6.3).

                                  Secondo la giurisprudenza, se è
vero che vanno indicate possibilità di lavoro concrete, all'amministrazione
rispettivamente al giudice non vanno poste esigenze esagerate. È infatti
sufficiente che gli accertamenti esperiti permettano di fissare in maniera
attendibile il grado di invalidità. In proposito, va rilevato che il TF ha in
particolare ritenuto corretto il rinvio ad attività nel settore industriale e
commerciale, composto di lavori leggeri di montaggio, compiti di controllo e
sorveglianza che non comportano aggravi fisici, che consentono il cambiamento
frequente di posizione e che non richiedono necessariamente la messa in atto di
particolari misure di reintegrazione professionale (per es. attività d’incasso,
d’assemblaggio, di confezione prodotti, di controllo ecc.; cfr. la già citata
STF 8C_563/2012 del 23 agosto 2012, consid. 3.3 con riferimenti). Si può,
quindi, senz'altro ipotizzare - senza far riferimento alla difficoltà concreta
di reperimento di posti di lavoro dovuta all’eccedenza della domanda,
difficoltà che viene assicurata dall’assicurazione contro la disoccupazione e
non dall’assicurazione contro l’invalidità (DTF 110 V 276 consid. 4c; RCC 1991
pag. 332 consid. 3b; OMLIN, Die Invalidität in der obligatorischen
Unfallversicherung, Friborgo 1995, pag. 83) - che il ricorrente sia in grado di
mettere a frutto la sua residua capacità lavorativa in attività professionali
idonee (vedi, tra le altre, STCA 35.2020.90 del 3 maggio 2021, consid. 2.7 e
riferimenti; STCA 35.2021.59 dell’8 novembre 2021, consid. 2.4.3; STCA
35.2021.83 del 7 marzo 2022, consid. 2.7.2 e STCA 35.2023.47 dell’8 gennaio 2024,
consid. 2.8.2).

Va qui inoltre ricordato che, secondo la giurisprudenza federale, per
l’assicurazione invalidità non è importante la diagnosi ma le sue conseguenze
sulla capacità lavorativa (in argomento STF 9C_49/2012 del 12 luglio 2012
consid. 6 con riferimenti) e che non spetta alla giurisdizione delle
assicurazioni sociali decidere su divergenze mediche scientifiche ma unicamente
di stabilire nel caso concreto il diritto alle prestazioni secondo le
circostanze e tenuto conto delle opinioni mediche (cfr. STF 8C_874/2011 del 20
gennaio 2012 consid. 5.2 e rinvio alla DTF 134 V 231 consid. 5.3 pag. 234). Non
è dunque possibile trarre delle conclusioni sulla capacità lavorativa solo
sulla base delle diagnosi poste (cfr. pure la STCA 32.2023.34 del 30 maggio
2023, consid. 2.12 e la STCA 35.2023.47 dell’8 gennaio 2024, consid. 2.8.1).

In questo contesto, è pure utile segnalare che i fattori psico-sociali
(problemi di coppia, difficoltà personali, disoccupazione, problemi di natura
finanziaria, ecc.) non figurano nel novero delle affezioni alla salute
suscettibili di originare un'incapacità di guadagno (cfr. STF 9C_990/2012 del
10 giugno 2013 consid. 5.2.3 con riferimenti; cfr., pure, STCA 32.2018.189 del
14 ottobre 2019 consid. 2.12. e riferimenti ivi citati; 32.2019.10 del 20
gennaio 2020 consid. 2.7. e riferimenti ivi citati; 32.2019.159 del 2 giugno
2020 consid. 2.8), in particolare non vi figurano i problemi reattivi a una
decisione negativa dell’autorità, altrimenti la nozione legale d’invalidità
verrebbe svuotata di contenuto (cfr. STF 9C_799/2012 del 16 maggio 2013 consid.
2.5 con riferimenti; 9C_640/2017 del 28 dicembre 2017 consid. 3.2; cfr., pure,
STCA 32.2018.137 del 20 agosto 2019 consid. 1.8. e rinvii ivi citati; 32.2019.159
del 2 giugno 2020 consid. 2.8; STCA 35.2022.44 del 6 marzo 2023, consid. 2.4.7;
STCA 32.2023.3 del 17 aprile 2023 consid. 2.12.2 e la STCA 35.2023.47 dell’8
gennaio 2024, consid. 2.8.3).

                        2.14.  Con espresso riferimento alla
censura ricorsuale giusta la quale l’insorgente “non comprende quasi per
nulla l'italiano (ciò che è evidente se appena si provi a parlare con lui),
nonostante sia da più parti indicato come egli ne abbia una conoscenza
"buona"” (cfr. doc. I, pag. 9), il TCA rileva che, nel successivo
scritto del 4 marzo 2024 (cfr. doc. XVII), la patrocinatrice ha precisato che
le molte difficoltà che presenterebbe il suo cliente a parlare in italiano “se
da un lato può in qualche modo permettere l’esecuzione di una perizia medica,
in cui la maggior parte delle informazioni sono assunte dagli esiti
diagnostici, dall’altro lato può certamente compromettere la socialità di una
persona malata in un paese italofono” (cfr. doc. XVII, pag. 2). 

A questo proposito il TCA rileva che, al momento in cui l’UAI ha incaricato il __________
di eseguire un accertamento pluridisciplinare, seguendo la procedura prevista
dall’art. 44 LPGA, ha avvisato l’assicurato che “I medici specialisti
designati parlano italiano. Voglia comunicarci con un certo anticipo se necessita
di un/una interprete. Le metteremo a disposizione un/una interprete
professionale. Famigliari e i conoscenti non sono ammessi in occasione di
perizie.” (pag. 400 incarto AI). L’assicurato è rimasto silente. Dalla
perizia pluridisciplinare del 9 maggio 2023 del __________ (come pure dai
singoli consulti), risulta inoltre che l’assicurato ha una conoscenza
discreta/buona della lingua italiana (cfr. pag. 436 incarto AI: “L’A. parla
e comprende bene la lingua italiana”; pag. 466 incarto AI: “Non si è
resa necessaria la presenza di un interprete”; pag. 485 incarto AI: “L’A.
si esprime bene in lingua italiana e non ha problemi di comprensione verbale”
e pag. 499 incarto AI: “Pur non essendo di lingua madre italiana l’A.
dispone di una discreta padronanza del mezzo linguistico”). Del resto,
dalla tavole processuali emerge pure che RI 1 ha lasciato la __________ all’età
di 29 anni e si trova in Italia (__________ prima e __________ dopo) e/o
Svizzera italiana (__________) da oltre 20 anni, durante i quali ha svolto
svariati lavori (aiuto giardiniere, aiuto cucina, operaio in fabbrica di
mobili, lavapiatti, aiuto casaro, boscaiolo, tuttofare presso una ditta di
sanitari, ecc.), inclusa un’attività imprenditoriale di importazione di tavole
di legno per la fabbricazione di mobili a __________ per circa un anno (prima
di trasferirsi nel 2016 a __________: cfr. pag. 425 e 426 incarto AI). Trattasi
di un percorso professionale che presuppone una indubbia conoscenza
discreta/buona della lingua italiana.

La patrocinatrice dell’insorgente non può nemmeno essere seguita laddove
contesta i complementi peritali del 2024, evidenziando “come il Dr. med. __________,
il Dr. med. __________ e il Dr. med. __________ abbiano redatto e trasmesso le
loro rispettive prese di posizione senza procedere ad ulteriori visite del
paziente sig. RI 1, sulla base della sola analisi documentale e del
"ricordo" di precedenti esami, poi confluiti nella perizia datata
10.11.2023. A mente di chi scrive, tali prese di posizione hanno un valore
inferiore rispetto alla presa di posizione di un medico specialista che ha
invece potuto seguire ed esaminare, da anni, il paziente in modo regolare e
sistematico.” (cfr. doc. XVII, pag. 1).

A questo proposito giova qui innanzitutto ricordare che i periti avevano già
visitato personalmente il ricorrente nell’ambito della perizia
pluridisciplinare del 9 maggio 2023. Inoltre la giurisprudenza federale non
esige che la persona assicurata venga visitata personalmente affinché si possa
ammettere il valore probatorio di un documento medico, purché l’incarto su cui
si fonda tale documento contenga sufficienti apprezzamenti medici elaborati in
base a un esame concreto (cfr. STF 8C_469/2020 del 26 maggio 2021 consid. 3.2 e
i riferimenti ivi menzionati). Di norma, una valutazione sulla base dei soli
atti medici (“Aktegutachten”) è difatti possibile se il medico SMR (e,
quindi, anche il medico fiduciario o il perito amministrativo) dispone, come in
concreto (cfr. la documentazione medica riassunta ai consid. 2.12.1, 2.13.1
e.2.13.1), di sufficienti elementi risultanti da altri accertamenti personali
(cfr., tra le tante, STCA 35.2018.113 del 5 marzo 2019, consid. 2.9; STCA
35.2022.12 del 16 agosto 2022, consid. 2.9 e STCA 35.2022.70 del 24 aprile
2023, consid. 2.7 e rinvii giurisprudenziali ivi citati e STCA 35.2023.69 del 21
febbraio 2024, consid. 2.9).

In questo contesto giova pure ricordare che il TF ha affermato che in ragione
della diversità dell’incarico assunto (a scopo di trattamento anziché di
perizia) in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione del
medico curante, anche se specialista (cfr. consid. 2.6) e che, in ogni caso, le
certificazioni dei medici curanti (anche specialisti) dell’insorgente hanno un valore
probatorio minore rispetto a quello attribuibile alla perizia amministrativa
esterna del 9 maggio 2023 (e ai relativi complementi del 2024) del __________ (cfr.
consid. 2.6).

 

                        2.15.  Il TCA non ignora comunque che il
certificato medico del 29 febbraio 2024 della dr.ssa med. __________ (doc. M) e
la lettera del 1° marzo 2024 della medesima specialista all’avv. RA 1 (doc. N)
riportati al consid. 2.11.5 rendono verosimile - secondo il grado della
verosimiglianza preponderante abitualmente applicato nel settore delle
assicurazioni sociali (DTF 138 V 218 consid. 6 pag. 221 con riferimenti) che
successivamente alla decisione impugnata del 26 settembre 2023 - e più precisamente
nel corso dei primi mesi dell’anno 2024 - sia intervenuto un peggioramento
dello stato neurologico dell’insorgente (cfr. pure annotazione del 18 marzo
2024 del medico SMR: doc. XIX-1). 

Conformemente alla giurisprudenza esposta al consid. 2.7, la citata
documentazione medica viene quindi trasmessa all’UAI, affinché la tratti alla
stregua di una nuova domanda di prestazioni e renda nel merito, dopo aver
proceduto ai necessari accertamenti, una nuova decisione.

                        2.16.   In conclusione, stante quanto sopra
esposto, richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di
intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle
conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V
233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati;
Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551
e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweiz. Sozialversicherungsrecht,
tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr.
anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997,
pag. 221), è da ritenere dimostrato, secondo il grado della verosimiglianza
preponderante abitualmente applicato nel settore delle assicurazioni sociali (DTF
138 V 218 consid. 6 pag. 221 con riferimenti), che, al momento di emissione
della decisione impugnata del 26 settembre 2023, RI 1 è stato/è inabile al 100%
in qualsiasi attività lucrativa (attuale e adeguata) a partire dal settembre
2019 rispettivamente abile all’80% (100% presenza con una riduzione di
rendimento del 20% per motivi neurologici e psichiatrici), in qualsiasi
attività lucrativa (attuale e adeguata, rispettosa dei limiti indicati dai
periti del __________ e ripresi dal medico SMR nel rapporto finale del 12
maggio 2023: pag. 541 incarto AI), a partire dal maggio 2022 (pag. 458-461
incarto AI).

                        2.17.  Si tratta ora di valutare se le
conseguenze economiche del miglioramento della capacità di guadagno del
ricorrente riconducibile al danno alla salute di cui è affetto siano tali da
giustificare la soppressione della rendita intera di invalidità.

 

                                  Nella decisione avversata l’UAI
ha quantificato, al momento della soppressione della rendita nel 2022, il
reddito “da valido” e quello “da invalido” come segue:

" (…) Nel
caso concreto, senza il danno alla salute nell'ultima attività lavorativa di
giardiniere tuttofare, secondo le tabelle RSS, valori federali, categoria
77,79-82 (attività amministrative e di servizio di supporto), attività semplici
e ripetitive, settore, maschile, avrebbe potuto conseguire CHF 58'990.51.

Malgrado il danno alla salute e con una capacità lavorativa del180 % in
un'attività adeguata, avrebbe invece potuto teoricamente conseguire CHF
55'167.58 (tabelle RSS, valori federali, settore maschile, attività semplici e
ripetitive).

II confronto dei redditi permette dunque di determinare una
perdita di guadagno e quindi un grado Al come segue:

Reddito annuale esigibile:

senza invalidità             CHF 58'990.51

con invalidità                 CHF 55'167.58

Perdita di guadagno     CHF 3'822.93 = Grado d’invalidità 6%

(…)” (doc A, pag. 5).

Dal calcolo economico si evince, in particolare, quanto segue: “dal cv
risulta che negli ultimi anni ha lavorato come boscaiolo-giardiniere,
giardiniere tutto fare, pertanto facciamo riferimento ai dati statistici
tabelle RSS, categoria 77,79-82 (attività amministrative e di servizio di
supporto), attività semplici e ripetitive, 2020 CHF 58'990.51” (pag. 546
incarto AI).

La patrocinatrice
dell’assicurato non ha contestato il calcolo economico, quanto piuttosto che il
suo assistito presenti una capacità lavorativa residua dell’80% (100% presenza
con riduzione di rendimento del 20%) in attività adeguata che, tuttavia, come
si è visto al consid. 2.16, è stata confermata dal TCA.

In ogni caso il TCA osserva che, nonostante nella decisione avversata l’UAI
abbia indicato che “I dati RSS relativi all’anno 2022 non sono ancora a
disposizione; gli attuali valori di riferimento sono quelli del 2020” (do