# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3e71a6af-6fd3-5db9-a746-b0ccf9032658
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-10-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 11.10.2001 80.2001.43
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2001-43_2001-10-11.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2001.00043

  	
  Lugano

  11 ottobre 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di diritto tributario del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro Soldini, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Ivo Eusebio

   

  
	
  segretario:

  	
  Fiorenzo Gianinazzi

  
						

 

statuendo sul ricorso del 16 marzo 2001

 

in materia di:                 IC/IFD 95/96

 

	
  presentato da:

  	
  __________ e __________
  __________, __________
  __________,  

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto 

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Nella
dichiarazione IC/IFD 1995-96 i coniugi __________,
che gestiscono __________ __________ a __________,
dichiaravano un reddito aziendale di fr. 16'500.- di media annua. Nella notifica
di tassazione del 12 ottobre 1998 l’Ufficio di tassazione di __________ elevava per apprezzamento, dopo
verifica fiscale, il reddito aziendale a        fr. 32'000.- ed esponeva loro
inoltre un importo di fr. 21'840.- di media annua per provvigioni percepite
dall’ __________ __________ __________.

 

                                         1.2.

                                         Il
reclamo presentato il 3 novembre 1998 veniva respinto con decisione del 19 febbraio
2001.

 

                                   2.   Con
il presente, tempestivo ricorso i coniugi __________
contestano le riprese effettuate dall’Ufficio di tassazione sul reddito aziendale
per consumi e spese privati, come pure l’esposizione delle provvigioni
conseguite __________ __________ __________,
rilevando che per contratto dovevano essere immediatamente reinvestite.

 

 

                                   3.   Provvigioni
EKC

                                         Nel
periodo di computo i contribuenti hanno ricevuto provvigioni __________ __________
__________ per complessivi fr. 43'860.-
per la vendita di letter (promissory note), ma ne contestano
l'imposizione asserendo di essersi verbalmente impegnati a reinvestirle immediatamente
in altre lettere.

 

                                         3.1.

                                         Sottostà
all'imposta sul reddito la totalità dei proventi periodici e unici (art. 15
cpv. 1 LT; art. 16 cpv. 1 LIFD). Fanno eccezione gli utili in capitale
conseguiti nella realizzazione di sostanza privata (art. 16 cpv. 2 LIFD). 

                                         Sono
imponibili tutti i proventi dall’ esercizio di un’ impresa commerciale, industriale,
artigianale, agricola o forestale, da una libera professione e da ogni altra
attività lucrativa indipendente (art. 16 cpv. 1 LT; art. 17 cpv. 1 LIFD). Sono
inoltre imponibili come redditi da sostanza mobiliare, i dividendi, le quote di
utili, le eccedenze di liquidazione come pure le prestazioni valutabili in
denaro provenienti da partecipazioni di qualsiasi genere (comprese le azioni
gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale, ecc.) (art. 19 lett. cpv. 1
lett. c LT; art. 20 cpv. 1 lett. c LIFD).

 

                                         3.2.

                                         Secondo
dottrina e giurisprudenza un reddito é acquisito o realizzato quando il soggetto
fiscale ne può disporre effettivamente, sia entrandone in possesso, cioè incassando
la somma, sia ricevendo sul medesimo una pretesa giuridica ferma; semplici previsioni
sono, al contrario, insufficienti. L' acquisizione di un diritto non può invece
essere considerata realizzazione del reddito se il debitore è insolvibile o non
è disposto a effettuare la prestazione (CDT n. 193 del 22 marzo 1995 in
re D. e F. Ma; CDT n. 194 del 22 marzo 1995 in re A. e C. Ma.; DTF
113 Ib 26 consid. 2e, 105 Ib 242 consid. 4a, 95 I 23 consid. 5a, 94 I 382 c. 3,
92 I 291 consid. 2a, 73 I 140 consid. 1; STF del 10 luglio 2001 in re
S., consid. 3; STF del 3 maggio 1985 in re AFC/A.G.; StE 1998 B
21.1. n. 6; ASA 61 p. 669 consid. 3b, 45 p. 61 consid. 2; Masshardt/ Tatti, Imposta federale
diretta, p. 223, n. 6 ad art. 41; Känzig, Wehrsteuer, 2a ed., p. 754 s.,
n. 2 ad art. 41; Rivier,  Droit fiscal suisse, p. 91; Blumenstein/Locher,
System des Steuerrechts, p. 215 s.; Reimann/Zuppinger/Schärrer,
Kommentar zum Zürcher Steuergesetz, Vol. II, p. 6, n. 6 ad §§ 19-32).

 

                                         3.3.

                                         Questa
Camera ha così riconosciuto che il carattere di pretesa ferma non viene meno se
il contribuente rinuncia a percepire il salario, acconsentendo che vada a aumentare
il credito del correntista, poiché con l'approvazione del saldo a fine anno l'
asserita pretesa salariale si trasforma per novazione in prestito alla società
datrice di lavoro da parte del dipendente-azionista (CDT n. 193 del 22
marzo 1995 in re D. e F. Ma; CDT n. 194 del 22 marzo 1995 in re A. e C.
Ma.; CDT n. 79 del 22 aprile 1992 - in re G. A.).

                                         Analogamente,
il carattere di pretesa ferma non viene neppure meno quando il salariato-azionista,
la cui pretesa salariale, riconosciuta dalla società datrice di lavoro o
dall'organo di controllo, viene lasciata nella società modificando la chiusura
contabile annuale oppure compensata con l'obbligo di liberare le azioni (Baur/Klöti-Weber/Koch/Meier/Ursprung,
Kommentar zum Aargauer Steuergesetz, p. 144, n. 22 ad §§ 22-36).

 

                                         3.4.

                                         In
una recentissima sentenza il Tribunale federale ha stabilito che ai fini
dell’imposizione di un determinato reddito è del tutto irrilevante che
l’attività sia lecita o illecita. Secondo le teorie più recenti, l’imponibilità
è data, anche se il fondamento del reddito consiste in un’attività contraria al
diritto o alla moralità (STF del 10 luglio 2001 in re S., consid. 4). La
precedente concezione, per la quale da un atto illecito o immorale non poteva
scaturire un reddito, deve essere considerata oggi come abbandonata (STF
del 10 luglio 2001 in re S., loc. cit., con riferimento a Reich, Kommentar
zum schweizerischen Steuerrecht I/2a, n. 12 e 25 ad art. 16 LIFD). L’opinione
contraria sarebbe invero difficilmente conciliabile con il principio per il
quale l’imposizione deve essere in sintonia con la capacità economica del
contribuente, poiché quest’ultima viene (co-)determinata dai proventi
effettivamente affluiti.

 

                                         3.5.

                                         La
questione relativa ai redditi derivanti dagli investimenti __________ __________
__________ - ma ciò che vale per i
redditi (interessi) vale per analogia anche per le provvigioni degli agenti - 
è stata esaminata attentamente dall'Amministrazione
federale delle contribuzioni. Nel rapporto del 12 luglio 1995 essa esamina i
diversi aspetti fiscali legati alla vicenda dell' __________
__________ __________,
tra cui la posizione degli agenti e la natura delle provvigioni da loro ricevute.
Secondo questo rapporto, le provvigioni costituiscono in linea di principio un
reddito imponibile da attività principale o accessoria, indipendentemente dal
fatto che esse, come nel caso degli interessi accreditati, siano effettivamente
stati incassati o reinvestiti secondo le modalità proposte __________ __________
__________ (Cfr. Rapporto dell’
Amministrazione federale delle contribuzioni del 17 luglio 1995, p. 5 s.).

                                         Questa
impostazione, alla luce di quanto precede, appare del tutto corretta. Anche nel
caso del reinvestimento delle provvigioni, come pure degli interessi
accreditati __________ __________ __________,
la pretesa giuridica ferma subisce una novazione, viene cioè trasformata da
provvigione o interesse in nuovo investimento (prestito).

 

                                         3.6.

                                         Certo,
un reddito non può essere considerato acquisito, se la sua realizzazione appare
di fatto esclusa o del tutto improbabile per cause indipendenti dalla sua volontà,
ma la situazione è diversa quando, come si è visto, il contribuente dispone di
una pretesa giuridica ferma e rinuncia ad avvalersene.

                                         Ci si
deve quindi interrogare se gli interessi e le provvigioni dell' __________ __________
__________ potessero anche essere
effettivamente incassati e, se del caso, fino a quando.

                                         Partendo
dai dati raccolti dall’Autorità federale, altra autorità giudiziaria cantonale
ha potuto stabilire che almeno fino al mese di ottobre del 1994 i redditi delle
lettere dell’ __________ __________ __________
potevano ancora essere incassati. Fino
a quella data il reinvestimento (invece dell’incasso) dei profitti derivanti
dalle lettere di credito deve essere (ancora) considerato, come stabilito da
altra Autorità giudiziaria cantonale, come frutto di libera scelta o di un
impegno liberamente assunto, con la conseguenza che essi sono fiscalmente
imponibili (StE 1998 B 21.1. n. 6).
Solo in epoca successiva, quando ormai la situazione era irrimediabilmente compromessa,
il reinvestimento era diventato l’ultima spiaggia, la sola possibilità rimasta
a investitori destinati a subire ingenti perdite di sostanza.

                                         Questa
Camera non ha motivo di decidere diversamente. In effetti, __________ __________
__________, seppur con difficoltà e in
misura ridotta, ha ancora effettuato dei versamenti a favore dei propri
investitori fino all'inizio della primavera del 1995 (StE
1998 B 21.1. n. 6).

 

                                         3.7.

                                         Orbene,
nel caso in esame, tutte le provvigioni guadagnate dai contribuenti e reinvestite
in lettere dell’ __________ __________ __________
risalgono a data anteriore all’ottobre del 1994. Per quanto detto sopra, che
esse siano state reinvestite in lettere __________
__________ __________
e, a cagione degli accadimenti successivi, non siano più state incassate non è
quindi di rilievo.

                                         Di
nessun rilievo inoltre la circostanza asserita dai ricorrenti, che si sarebbero
impegnati verbalmente a reinvestire le provvigioni. Come si è visto,
provvigioni e interessi maturati fino all'ottobre del 1994 possono e devono
essere considerati pretese giuridiche ferme, che, se non più incassate in
seguito, rimangano tali per effetto della novazione al momento della loro
esigibilità, operata per scelta del beneficiario medesimo di trasformarli in
nuovi investimenti (lettere di credito).

 

                                         3.8.

                                         Va
comunque considerato che i proventi (provvigioni) reinvestiti e imposti dall’Ufficio
di tassazione non considerano le spese che, secondo la comune esperienza, il contribuente
ha avuto per conseguirli, come è d’altronde emerso in analoga fattispecie.

                                         Si
giustifica pertanto prudenzialmente di ridurre il reddito lordo da provvigioni,
tenuto conto che esse sono per lo più state conseguite in un raggio d’attività
locale, del 10-15% e di stabilire così il reddito imponibile in fr. 19'000.- di
media annua.

 

 

                                   4.   Riprese
sul reddito aziendale

 

                                         L’Ufficio
di tassazione ha aggiunto al reddito aziendale dell’esercizio pubblico dei
contribuenti un importo mensile di     fr. 1'000.- per consumi privati e di
complessivi fr. 5'088.- per interessi passivi.

 

                                         4.1.

                                         La
contestazione relativa alla ripresa per interessi passivi è praticamente priva
d’oggetto. È vero che l’Ufficio di tassazione ha aggiunto al reddito aziendale,
su invito dell’Ispettore fiscale, un importo di fr. 2'544.- di media annua a
titolo di interessi privati inclusi nella contabilità aziendale, ma è
altrettanto vero che l’Ufficio di tassazione ne ha ammesso la deduzione a
titolo di interessi passivi privati. In realtà, questa rettifica è una operazione,
anche se perfettamente corretta, di mera cosmesi contabile, priva di influenza
nella determinazione dell’imponibile. Si dovesse stralciare l’aggiunta di fr.
2'544.- al reddito aziendale, si dovrebbe allora stralciare di riflesso anche
la deduzione di identico importo concessa a titolo di interessi passivi
privati.

 

 

 

                                         4.2.

                                         L’Ispettore
fiscale ha determinato in via di apprezzamento i consumi privati (vitto) a
carico della contabilità aziendale, stabilendone l’importo in fr. mille
mensili.

                                         Si
tratta, come si evince dal rapporto di revisione del 17 settembre 1998, di una
valutazione di grande massima, anche perché l’attività dell’esercizio pubblico
è cessata alla fine del 1995.

                                         Un
tentativo di accordo transattivo in sede di discussione del reclamo non ha dato
esito.

                                         Dando
prova di grande prudenza, questa Camera, ispirandosi ai parametri validi in
materia di assicurazioni sociali, ritiene di poter fissare l’ammontare della
ripresa, ritenuto anche che il figlio __________
è nato nel 1993 e che quindi necessitava di un’alimentazione specifica, in fr.
700.- mensili, pari a fr. 8'400.- di media annua.

                                         Il
reddito aziendale deve così essere ridotto da fr. 32'000.- di media annua, a
fr. 29'600.-.

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è parzialmente accolto.

                                         §    Di
conseguenza, la decisione su reclamo del 19 febbraio 2001 è riformata nel senso
che il reddito aziendale complessivo viene stabilito in fr. 48’600.- di media
annua (invece di fr. 53'840.-).

                                         §§  Gli
atti del procedimento sono pertanto retrocessi all’Ufficio di tassazione per
l’emissione di nuovi conteggi.

 

                                   2.   Le spese
processuali consistenti:

                                         a. nella
tassa di giustizia di                                  fr.    550.–

                                         b. nelle
spese di cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         per un
totale di                                                       fr.    630.–

                                         sono a
carico dei ricorrenti in ragione di due terzi (fr.
420.-).

 

                                   3.   Intimazione
alle parti.

 

                                   4.   Per l'IC
il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).

                                         Per l'IFD
è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146
LIFD).

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il presidente:                                                       Il
segretario: