# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e9a573e6-b976-55be-86a6-ee759479f2dd
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-07-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.07.2023 D-3838/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3838-2021_2023-07-03.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-3838/2021 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  3  l u g l i o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudici Manuel Borla (presidente del collegio),  

David R. Wenger, Jeannine Scherrer-Bänziger,  

cancelliere Kevin Togni. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…),  

Guinea,  

patrocinato dalla MLaw Zoe Cometti,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (senza esecuzione dell’allontanamento); 

decisione della SEM del 30 luglio 2021 / N (…). 

 

 

 

D-3838/2021 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

A._______, privo di documenti di identità, dichiaratosi cittadino guineano 

di etnia (…), sarebbe nato il (…) e arrivato in Svizzera il 1° marzo 2021, 

depositando, il giorno seguente, una domanda d’asilo (cfr. atti Segreteria 

di Stato della migrazione di seguito: SEM o autorità inferiore n. […]-1/5, 

2/2). Egli sarebbe espatriato il (…) 2020 e avrebbe raggiunto l’Europa, più 

precisamente l’Italia, il 25 gennaio 2021 (cfr. atto SEM n. 3/2). 

B.  

Dal riscontro della banca dati Eurodac del 5 marzo 2021, è risultato che lo 

stesso è stato interpellato in Italia il 25 gennaio 2021 e che, il giorno suc-

cessivo, le autorità italiane hanno provveduto a registrare le sue impronte 

(cfr. atto SEM n. 9/2, 10/1). In questo contesto, egli ha riferito di chiamarsi 

Ismael Ba e di essere nato sempre il 20 dicembre 2003 (cfr. atto SEM 

n. 10/1). 

C.  

Il 25 marzo 2021, la SEM ha svolto un’audizione sommaria sulla sua per-

sona quale richiedente minorenne non accompagnato (RMNA) alla pre-

senza del suo rappresentante legale e persona di fiducia. Dal verbale re-

datto (cfr. atto SEM n. 17/11) si evince, in sostanza, che l’interessato ha 

dichiarato di chiamarsi A._______, di essere nato il (…) e di avere dunque 

diciassette anni e tre mesi. Egli sarebbe nato e cresciuto nel villaggio di     

B._______, nella città di C._______. Dal 2014, egli si sarebbe trasferito a 

vivere con la famiglia di suo zio a seguito della morte del padre e del cam-

biamento di residenza della madre che sarebbe convolata a nozze con un 

altro uomo. Il 1° settembre 2020, all’età di sedici anni, mentre si trovava 

presso la sua sede scolastica, situata a C._______, egli avrebbe avuto una 

discussione con alcuni compagni di classe riguardo il diritto all’autodeter-

minazione. Durante il tragitto di ritorno verso casa, essi avrebbero ripreso 

tale discussione che sarebbe in seguito sfociata in una rissa tra lui e altri 

quattro suoi compagni. Tre agenti di polizia sarebbero intervenuti al fine di 

separarli e l’interessato, ferito, sarebbe stato trasportato presso il posto di 

polizia. Una volta giunti in tale luogo, gli agenti lo avrebbero interrogato in 

merito alla sua presunta omosessualità e avrebbero minacciato, in caso 

affermativo, di rinchiuderlo in carcere a vita. Suo zio, contattato dagli 

agenti, sarebbe tuttavia riuscito ad ottenere il suo rilascio la medesima 

sera. In seguito, il 3 settembre 2020, l’interessato sarebbe venuto a cono-

scenza, per il tramite dello zio, che le autorità giudiziarie guineane lo 

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avevano convocato nei loro uffici. Suo zio lo avrebbe quindi convinto a la-

sciare il Paese; ciò che sarebbe avvenuto, la sera seguente, dapprima rag-

giungendo il Mali per poi recarsi in Algeria, in Libia allo scopo di raggiun-

gere infine l’Italia. 

La SEM ha altresì comunicato all’interessato che le autorità italiane avreb-

bero potuto essere considerate competenti per l’esame della sua domanda 

d’asilo e concesso al medesimo il diritto di essere sentito in merito a tale 

possibilità. 

D.  

Il 29 marzo 2021, la SEM ha incaricato il Centre universitaire romand de 

médecine légale (CURML) di eseguire una perizia al fine di determinare la 

sua effettiva età (cfr. atto SEM n. 21/2). Da tali esami, che hanno avuto 

luogo il 1° aprile 2021 (cfr. atto SEM n. 22/2), è risultato che la minore età 

del ricorrente non sarebbe stata possibile; egli avrebbe infatti avuto al mi-

nimo 19.12 anni e un’età probabile situata tra i 20 e i 30 anni (cfr. atto SEM 

n. 30/11). 

E.  

Il 20 aprile 2021, la SEM ha informato l’interessato in merito alle conclusioni 

della perizia e alla conseguente modifica d’ufficio della sua data di nascita 

nel “1° gennaio 2003” concedendogli il diritto di pronunciarsi in merito a tale 

decisione (cfr. atto SEM n. 32/3); facoltà da lui esercitata con scritto del 

23 aprile 2021 (cfr. atto SEM n. 35/2). 

F.  

Con domanda del 28 aprile 2021, la SEM ha chiesto alle autorità italiane di 

prendere in carico l’interessato sulla base dell’art. 13 par. 1 del regola-

mento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giu-

gno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello 

Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione in-

ternazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione) GU L 24/1 del 27.1.1983 (di se-

guito: “RD III”). L’autorità inferiore ha indicato alle competenti autorità ita-

liane le risultanze Eurodac riguardanti l’interessato e ha informato le stesse 

che nonostante egli si sia presentato quale minorenne (indicando, quale 

data di nascita, il […]), dai risultati peritali si evinceva che la sua minore era 

non era possibile e che, per questo motivo, l’Italia era competente per il 

trattamento della domanda d’asilo (cfr. atto SEM n. 38/7, 39/1, 40/3). 

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Pagina 4 

G.  

Con risposta del 24 maggio 2021, le autorità italiane hanno comunicato di 

non poter accogliere la domanda di presa in carico poiché l’interessato era 

stato da loro considerato quale minorenne non accompagnato fuggito da 

un centro per minori non accompagnati (cfr. atto SEM n. 44/1). 

H.  

Il 19 luglio 2021, la SEM ha provveduto all’audizione sui motivi d’asilo 

dell’interessato. Dal verbale redatto in tale occasione (cfr. atto SEM 

n. 55/15) risulta che l’interessato avrebbe preso consapevolezza del suo 

orientamento sessuale già durante l’infanzia. Durante l’adolescenza, egli 

avrebbe avuto una relazione sentimentale clandestina con un ragazzo di 

nome D._______. Successivamente, egli avrebbe avuto dei rapporti intimi 

con un altro ragazzo di nome E._______ il quale avrebbe, tuttavia, tra il 

2019 e il 2020, dopo un’accesa discussione, reso pubblico l’orientamento 

sessuale dell’interessato. In caso di ritorno nel proprio Paese d’origine, 

quest’ultimo teme di subire, a causa del suo orientamento sessuale, delle 

violenze fisiche da parte di terze persone, rispettivamente di essere messo 

in carcere a vita. 

I.  

Con decisione del 21 luglio 2021, la SEM ha deciso di assegnare il caso 

alla procedura ampliata (cfr. atto SEM n. 58/2). 

J.  

Con decisione del 30 luglio 2021, notificata il medesimo giorno (cfr. atto 

SEM n. 68/1), la SEM non ha riconosciuto all’interessato la qualità di rifu-

giato, ha respinto la domanda d’asilo e ha pronunciato il suo allontana-

mento dalla Svizzera. L’autorità inferiore ha tuttavia dichiarato quest’ultimo 

non ragionevolmente esigibile e, di conseguenza, lo ha ammesso provvi-

soriamente in Svizzera (cfr. atto SEM n. 66/10). 

K.  

Con ricorso del 27 agosto 2021 (notificato il medesimo giorno, cfr. traccia-

mento dell’invio) l’interessato è insorto dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale (di seguito: Tribunale) avverso la predetta decisione chiedendo, 

principalmente, l’annullamento della stessa, il riconoscimento della sua mi-

nore età e della data di nascita da lui dichiarata, come pure della qualità di 

rifugiato e la concessione dell’asilo. In subordine, egli chiede che gli atti 

vengano restituiti alla SEM per un nuovo esame e per dei complementi 

istruttori. Egli ha presentato, inoltre, istanza di concessione dell’assistenza 

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giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal pagamento delle spese proces-

suali e del relativo anticipo. 

L’interessato vi ha allegato una copia di uno scambio di scritti del 23 ago-

sto 2021 avvenuto con la SEM e relativo all’accesso a un documento in-

terno di quest’ultima nonché una copia di un rapporto dell’Organizzazione 

svizzera d’aiuto ai rifugiati (OSAR) del 16 agosto 2021. 

L.  

Con decisione incidentale del 7 settembre 2021, il Tribunale ha accolto la 

domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal paga-

mento delle spese processuali e del relativo anticipo, e avviato uno scam-

bio di scritti tra le parti, il quale è scaturito in una risposta del 20 settembre 

2021, una replica del 22 ottobre 2021, una duplica del 10 dicembre 2021 e 

delle osservazioni del 4 gennaio 2022, del 17 gennaio 2022, del 31 gennaio 

2022 e del 21 febbraio 2022. 

M.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei conside-

randi che seguono qualora dovessero risultare decisivi per l’esito della pro-

cedura. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia di asilo sono rette dalla legge federale sulla pro-

cedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla legge 

sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 

173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 

173.110), in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altri-

menti (art. 6 LAsi). 

Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù 

dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA 

prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (cfr. art. 105 LAsi). L’atto impugnato costituisce quindi una deci-

sione ai sensi dell’art. 5 PA e il Tribunale è dunque competente per statuire 

in merito allo stesso. 

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

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Pagina 6 

degno di protezione all’annullamento o alla modifica della stessa 

(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA). Il medesimo è pertanto legittimato ad aggravarsi 

contro quest’ultima. 

Il ricorso è ammissibile essendo stato presentato nella forma 

(art. 52 cpv. 1 PA) ed entro il termine (art. 108 cpv. 2 LAsi) previsti dalla 

legge. Occorre pertanto entrare nel merito dello stesso. 

2.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è inoltre vincolato né dai motivi 

addotti nel ricorso (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche 

della decisione impugnata (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

3.  

Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici 

(art.°21°cpv. 1°LTAF). 

4.  

4.1 Il ricorrente sostiene innanzitutto di essere minorenne. Nella propria 

decisione, l’autorità inferiore ha, tuttavia, ritenuto che egli non fosse riuscito 

né a provare né a rendere verosimile la sua asserita minore età. 

4.2 Qualora la questione della minore età dell’interessato sia contestata, è 

necessario dirimere preliminarmente tale aspetto formale 

(cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 3.3; DTAF 2014/30; cfr. ex pluris le sentenze 

del Tribunale D-6216/2018 del 10 luglio 2020 consid. 3.1 e D-6765/2019 

del 17 gennaio 2020 consid. 4). 

4.3  

4.3.1 Nelle procedure d’asilo così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo 

dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi in relazione con l’art. 12 PA, 

art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi). Essa deve concretamente procurarsi la docu-

mentazione necessaria alla trattazione del caso, chiarire le circostanze giu-

ridiche ed amministrare a tal fine le opportune prove a riguardo 

(cfr. DTAF 2012/21 consid. 5). Per accertare i fatti, l’autorità si serve, se 

necessario, di documenti, di informazioni delle parti, di informazioni e testi-

monianze di terzi, di sopralluoghi e di perizie (art. 12 lett. a-e PA). Da un 

lato, vi è un accertamento inesatto dei fatti quando la decisione si fonda su 

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fatti incorretti e non conformi agli atti, e dall’altro, vi è un accertamento in-

completo dei fatti quando non è tenuto conto di tutte le circostanze di fatto 

giuridicamente rilevanti (cfr. DTAF 2015/10 consid. 3; KÖLZ/HÄNER/BERT-

SCHI, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 3a 

ed. 2013, n. 1043, pag. 369 e seg.). Il principio inquisitorio non è tuttavia 

illimitato, in particolare visto il nesso con l’obbligo di collaborazione delle 

parti (artt. 13 PA e 8 LAsi; cfr. anche CHRISTOPH AUER/ANJA MARTINA BIN-

DER, in: Auer/Müller/Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über 

das Verwaltungsverfahren VwVG, 2a ed. 2019, ad art. 12 PA, n. 9). 

4.3.2 Quando un fatto rimane controverso tra le parti nonostante un accer-

tamento completo dei fatti giuridicamente rilevanti, occorre fare riferimento 

alle regole sulla ripartizione dell’onere della prova derivanti dall’applica-

zione analogica dell’art. 8 del Codice civile svizzero del 10 dicembre 1907 

(CC, RS 210). In particolare, l’onere della prova della minore età incombe 

al richiedente asilo: qualora egli non riuscisse a rendere verosimile la sua 

minore età, verrà considerato maggiorenne (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1-

5.4). 

4.3.3 È pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente l’asilo siano 

sufficientemente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; in questo senso 

dichiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad-

dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti 

o all’esperienza generale di vita, non possono essere considerate verosi-

mili ai sensi dell’art. 7 LAsi. È altresì necessario che il richiedente stesso 

appaia come una persona attendibile, ossia degna di essere creduta. Que-

sta qualità non è data, in particolare, quando egli fonda le sue allegazioni 

su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti 

o li espone consapevolmente in maniera falsata, in corso di procedura ri-

tratta dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, ne introduce 

tardivamente di nuove, dimostra scarso interesse nella procedura oppure 

nega la necessaria collaborazione. Infine, non è indispensabile che le alle-

gazioni del richiedente l’asilo siano sostenute da prove rigorose; al contra-

rio, è sufficiente che l’autorità giudicante, pur nutrendo degli eventuali dubbi 

circa alcune affermazioni, sia persuasa che, complessivamente, tale ver-

sione dei fatti sia in preponderanza veritiera. Il giudizio sulla verosimi-

glianza non deve, infatti, ridursi a una mera verifica della plausibilità del 

contenuto di ogni singola allegazione, bensì dev’essere il frutto di una pon-

derazione tra gli elementi essenziali a favore e contrari ad essa; decisivo 

sarà dunque determinare, da un punto di vista oggettivo, quali fra questi 

risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1). 

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Pagina 8 

4.4  

4.4.1 Per giungere ad una determinazione riguardo la minore età, l’autorità 

deve basarsi sui documenti d’identità autentici depositati agli atti, così 

come sui risultati delle audizioni in relazione al quadro personale dell’inte-

ressato nel Paese d’origine, alla sua cerchia famigliare e alla sua forma-

zione scolastica. Se necessario ordina una perizia medica volta alla deter-

minazione dell’età (cfr. artt. 17 cpv. 3 LAsi, 26 cpv. 2 LAsi, 7 cpv. 1 dell’Or-

dinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 

OAsi 1, RS 142.311). Una volta esperita l’istruttoria, la SEM procede ad 

un apprezzamento globale degli elementi in presenza in ossequio ai prin-

cipi sopra citati (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.5). Se la SEM è convinta 

dell’inverosimiglianza della minore età dell’interessato e lo considera mag-

giorenne, essa deve motivare la propria decisione (cfr. GICRA 2002 n. 15 

consid. 6b). 

4.5 Nella fattispecie in esame, la SEM ha illustrato la questione circa la 

minore età del richiedente in modo chiaro ed esente da critiche. 

4.5.1 Come esposto in narrativa, il ricorrente sostiene la sua minore età, 

ciò che però viene escluso dalle perizie ordinate dall’autorità inferiore. Di-

fatti, l’esame odontostomatologico ritiene un’età minima di 19.1 anni e 

un’età media di 21.4 anni mentre l’esame dell’età ossea conferma un’età 

minima di 19.14 anni. Per questi motivi, l’età probabile del ricorrente si sa-

rebbe situata tra i 20 e i 30 anni e la sua età minima corrisponderebbe a 

19.2 anni ciò che costituisce, secondo la giurisprudenza di riferimento del 

Tribunale, un indizio molto forte circa la maggiore età del ricorrente 

(cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2.2). 

4.5.2 Comunicatogli che la sua data di nascita sarebbe pertanto stata mo-

dificata d’ufficio in 1° gennaio 2003 (cfr. atto SEM n. 37/2) e concessogli il 

diritto di essere sentito in merito alle risultanze peritali (cfr. atto SEM 

n. 32/3), il ricorrente ha sostenuto che la perizia si basava su “una compa-

razione del campione erronea” non tenendo conto dell’area di sua prove-

nienza (cfr. atto SEM n. 35/2). La SEM avrebbe dovuto piuttosto operare 

un’analisi d’insieme senza basarsi esclusivamente su tali risultanze. Tale 

argomentazione non può tuttavia essere seguita. Infatti, come già più volte 

rimarcato dal Tribunale, il fatto che il campione utilizzato non fosse riferibile 

alla medesima popolazione o ancora alle possibili differenze di sviluppo 

che il ricorrente potrebbe presentare rispetto alla campionatura di riferi-

mento utilizzata per l’esame odontostomatologico, risultano essere delle 

circostanze ininfluenti (cfr. ex pluris le sentenze del Tribunale D-4494/2022 

del 14 ottobre 2022 consid. 6.3.3; D-3045/2022 del 20 luglio 2022 

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Pagina 9 

consid. 7.3.3). Il rapporto non risulta inoltre essere contraddittorio e si rife-

risce direttamente alla persona dell’insorgente, risulta essere sufficiente-

mente motivato e tiene in debita considerazione l’anamnesi dell’interes-

sato. Il fatto stesso che nelle sue conclusioni sia stato menzionato che l’in-

teressato non proviene dalla stessa popolazione del campione di riferi-

mento utilizzato denota come la questione sia stata considerata nell’alle-

stimento di quest’ultimo (cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 4.3; sentenza del Tri-

bunale D-5268/2021 del 10 dicembre 2021 consid. 7.1). A medesima con-

clusione si giunge anche in merito alle possibili differenze di sviluppo che 

il ricorrente potrebbe presentare rispetto alla campionatura di riferimento 

utilizzata per l’esame odontostomatologico, in quanto anche in questo 

caso, si evince dalla perizia come di tali aspetti se ne sia tenuto debito 

conto. Ciò considerato, risultava essere tanto meno necessario procedere 

ad un apprezzamento generale delle prove (cfr. DTAF 2018 VI/3 con-

sid. 4.2). 

4.5.3 A ciò si aggiunga, come anticipato, che il ricorrente non è riuscito a 

produrre alcun documento di legittimazione o d’identità (cfr. atto SEM 

n. 2/2). 

4.6 Nel complesso, il Tribunale ritiene dunque fondata la valutazione di cui 

all’avversata decisione e ciò tenuto conto anche delle peculiarità del caso 

in esame. In definitiva, la conclusione circa la maggiore età dello stesso 

dev’essere confermata. 

5.  

5.1 Proseguendo, nel suo gravame, il ricorrente censura la violazione degli 

artt. 3 e 7 LAsi, in quanto a suo dire le condizioni cumulative richieste sa-

rebbero state ottemperate. 

5.2  

5.2.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le dispo-

sizioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiati. Esso 

include il diritto di risiedere in Svizzera. 

Secondo l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese d’ori-

gine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro 

razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo so-

ciale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore d’essere 

esposte a tali pregiudizi. 

 

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Pagina 10 

5.2.2  

5.2.2.1 Chiunque domanda asilo deve provare o per lo meno rendere ve-

rosimile la sua qualità di rifugiato (art. 7 cpv. 1 LAsi). Quest’ultima è resa 

verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità preponderante 

(art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili, in particolare, le allegazioni che su 

punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, non corrispon-

dono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova falsi o 

falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). 

5.2.2.2 La dottrina riconosce quattro elementi costitutivi della “verosimi-

glianza”: le indicazioni del ricorrente devono essere, in primo luogo suffi-

cientemente fondate, in secondo luogo concludenti e, in terzo luogo plau-

sibili; il richiedente dev’essere, inoltre, credibile. La credibilità delle affer-

mazioni del ricorrente viene, segnatamente, messa in dubbio se egli na-

sconde degli elementi importanti o se rifiuta di collaborare con l’autorità 

all’accertamento dei fatti (cfr. FANNY MATTHEY, in: Cesla Amarelle/Minh 

Son Nguyen, Code annoté de droit des migrations, LAsi, 2015, n. 15 ad 

art. 7 LAsi). Il giudizio sulla verosimiglianza non deve ridursi a una mera 

verifica della plausibilità del contenuto di ogni singola allegazione, bensì 

dev’essere il frutto di una ponderazione tra gli elementi essenziali a favore 

e contrari ad essa; decisivo sarà dunque determinare, da un punto di vista 

oggettivo, quali fra questi risultino preponderanti nella fattispecie 

(cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e giurisprudenza ivi citata). 

5.3  

5.3.1 Nel caso di specie, si rileva, preliminarmente, che il ricorrente si è 

limitato a evocare, nel suo racconto spontaneo, in modo estremamente 

succinto, che egli avrebbe avuto una discussione con degli amici, che essa 

sarebbe degenerata (in una rissa), che dei gendarmi sarebbero intervenuti 

e l’avrebbero portato al posto di polizia per interrogarlo e che, successiva-

mente, suo zio gli avrebbe comunicato in ragione della citazione a compa-

rire dinnanzi alle autorità giudiziarie guineane, di lasciare il proprio Paese. 

Da tale spiegazione, che non può essere considerata sufficientemente fon-

data, mancando di dettagli e precisazioni (cfr. atto SEM n. 17/11, 7.01), non 

si evince che il ricorrente sarebbe stato oggetto di persecuzioni a causa 

del suo orientamento sessuale, aspetto che dev’essere preso in conside-

razione nell’esame della verosimiglianza delle sue restanti allegazioni, poi-

ché costituirebbe il motivo centrale per l’espatrio da lui invocato. 

5.3.2 In merito alla presunta citazione a comparire dinanzi alle autorità giu-

diziarie guineane, il Tribunale rileva che il ricorrente ha dichiarato che suo 

zio gli avrebbe comunicato l’esistenza della medesima (cfr. atto SEM 

n. 17/11, 7.02) ma che egli non aveva chiesto allo stesso maggiori dettagli 

riguardanti il suo contenuto, il mittente o la data di convocazione (cfr. atti 

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Pagina 11 

SEM n. 17/11, 7.02; 55/15, R69, R70, R71, R72, R73). Egli giustifica tale 

mancanza sostenendo che “nel mio Paese quando un parente viene a dirti 

qualcosa ci devi credere…non puoi contestarla” (cfr. atto SEM n. 7.02). 

Tuttavia, tale spiegazione non risulta essere plausibile e, in parte, contrad-

dittoria. In primo luogo, non è plausibile che una persona che riceve una 

comunicazione di tale importanza non prenda conoscenza, nel dettaglio, 

del suo contenuto, a maggior ragione se egli ritiene di rischiare, come da 

lui asserito (cfr. atto SEM n. 55/5, R66), di venire incarcerato a vita. In se-

condo luogo, nonostante egli sembri asserire che non avesse avuto alcuna 

possibilità di mettere in discussione la decisione dello zio, non si com-

prende per quali motivi, una volta espatriato, egli non si sarebbe attenuto 

alle sue indicazioni, fermandosi in Mali, dal “fratello” (recte: fratellastro, atti 

SEM n. 17/11, 3.01; 55/15, R79) invece di continuare il suo viaggio in Eu-

ropa. 

5.3.3 Le dichiarazioni rilasciate dal ricorrente in merito alla sua presunta 

omosessualità sono da ritenere, anch’esse, inverosimili. Il ricorrente ha, 

infatti, inizialmente, dichiarato, nel verbale relativo all’audizione sommaria 

sulla sua persona quale richiedente minorenne non accompagnato, di pre-

ferire le donne ma di essere favorevole all’autodeterminazione (cfr. atto 

SEM n. 17/11, 7.02). Tuttavia, durante l’audizione approfondita sui motivi 

d’asilo, egli ha dichiarato di avere avuto, in passato, dei problemi con i pro-

pri amici per il fatto che essi lo consideravano omosessuale (cfr. atto SEM 

n. 55/15, R25), di aver avuto una relazione di lunga durata con D._______ 

(cfr. atto SEM n. 55/15, R28) e un’altra con E._______ (cfr. atto SEM n. 

55/15, R35). Ne consegue che il ricorrente si contraddice in merito al suo 

orientamento sessuale. Nonostante ciò, considerata la valida spiegazione 

del ricorrente secondo cui egli non voleva che la gente venisse a cono-

scenza del suo orientamento sessuale, l’esame della verosimiglianza non 

può limitarsi a tale constatazione. Esistono tuttavia altri elementi che per-

mettono di confermare tale ipotesi. Dalle dichiarazioni da lui rilasciate si 

evince infatti che, da una parte, egli non è stato in grado di fornire sufficienti 

dettagli in merito alle sue presunte relazioni sessuali, in particolare relati-

vamente alla loro durata (cfr. atto SEM n. 55/15, R34). D’altra parte, in me-

rito al rischio di persecuzioni future, egli sostiene di temere per la propria 

incolumità per il fatto che “tutti stanno parlando di me dicendo che sono un 

omosessuale” (cfr. atto SEM n. 55/15, R46); allorché egli ha dichiarato che 

non è in contatto con nessuna persona nel suo Paese d’origine (cfr. atto 

SEM n. 55/15, R41, R111). Ne consegue che le sue parole appaiono piut-

tosto basarsi su delle supposizioni. D’altronde, se fosse vero che “in Gui-

nea le persone sono omosessuali vengono aggredite giorno e notte” (cfr. 

atto SEM n. 55/15, R4), egli avrebbe già dovuto essere stato oggetto di tali 

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Pagina 12 

persecuzioni essendo il suo orientamento sessuale stato noto “a tutti” 

(cfr. atto SEM n. 55/15, R49, R54, R55, R56). A tal riguardo, si rileva che 

non è plausibile che, nel caso di una rissa, egli sia l’unica persona, per di 

più ferita, ad essere fermata per essere interrogata e che gli altri parteci-

panti non hanno subito la medesima sorte (cfr. atto SEM n. 55/15, R44). 

Non risulta inoltre plausibile che egli teme di venire imprigionato per il suo 

orientamento sessuale considerato che, da una parte, in Guinea non vi è 

una persecuzione sistematica di tutti gli omosessuali e, d’altra parte, che, 

come constatato dallo scrivente Tribunale, le norme penali che reprimono 

tale orientamento sessuale non vengono effettivamente applicate dalle au-

torità guineane (cfr. sentenze del Tribunale D-5993/2015 del 21 ottobre 

2016, consid. 3.2; E-3660/2014 del 18 febbraio 2015 consid. 7.3). 

5.4 Riassumendo, il ricorrente non ha reso verosimili, ai sensi 

dell’art. 7 LAsi, gli eventi che lo hanno portato all’espatrio, in particolare il 

fermo di polizia e il conseguente rischio di venire incarcerato a causa del 

suo orientamento sessuale, come pure di subire delle rappresaglie e mi-

nacce da parte di terze persone. 

6. Alla luce di quanto sopra, la decisione della SEM dev’essere confermata 

e le censure sollevate respinte. L’autorità inferiore non ha dunque violato il 

diritto federale e ha accertato in maniera esatta e completa i fatti giuridica-

mente rilevanti (art. 106 cpv. 1 lett. a e b LAsi). Il Tribunale può dunque 

esimersi dal passare in rivista le restanti argomentazioni del ricorrente, se-

gnatamente laddove censura la rilevanza, ai sensi dell’art. 3 LAsi, dei mo-

tivi da lui addotti. 

7.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali andrebbero poste a ca-

rico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento 

sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, 

avendo il Tribunale accolto l’istanza di concessione dell’assistenza giudi-

ziaria dell’insorgente, con decisione incidentale del 7 settembre 2021, egli 

è dispensato dal pagamento delle spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA). 

8.  

La presente decisione non può essere impugnata mediante ricorso in ma-

teria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d ci-

fra 1 LTF); essa è pertanto definitiva. 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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Pagina 13 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Kevin Togni