# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5187058e-efe6-50d5-8243-5cfddd9befe7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-09-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 21.09.2004 60.2004.207
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2004-207_2004-09-21.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2004.207

   

  	
  Lugano

  21 settembre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Alessandra Mondada, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso 1/2.6.2004
presentato da

 

 

	
   

  	
  RI 1, -,

  RI 2, -,

  RI 3, -,

  tutti patr. da:
  PA 1, ,

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione
  18.5.2004 dell'allora giudice dell'istruzione e dell'arresto Franco Lardelli
  in materia di sequestro;

  

 

 

richiamati gli
scritti 4/7.6.2004 del procuratore pubblico Arturo Garzoni e 7/8.6.2004 del
giudice dell'istruzione e dell'arresto, che comunicano di rimettersi al
giudizio di questa Camera;

 

richiamate
inoltre le osservazioni 7/11.6.2004 di __________ PI 2, che conclude per
l'accoglimento del gravame;

 

letti ed
esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto ed
in diritto

 

                                         che
nell'ambito del procedimento penale promosso nei confronti di __________ PI 2 -
in detenzione preventiva dal 9.9.2003 al 26.9.2003 (rapporto di arresto
9.9.2003, AI 9; verbale di notifica di arresto e di decisione 10.9.2003, AI 11;
verbale di interrogatorio PP 26.9.2003, AI 35) - per infrazione aggravata, sub.
semplice alla legge federale sugli stupefacenti, con ordine 18.9.2003 il
magistrato inquirente ha disposto, tra l'altro, la perquisizione ed il sequestro
della cassetta di sicurezza n. __________ presso __________, __________, intestata
all'accusata, contenente un diamante naturale di 3.58 carati (con certificato)
- asseritamente di proprietà di __________ RI 1, rispettivamente della sua
famiglia - ed altri oggetti di oreficeria (cfr. verbale di perquisizione e
sequestro 30.10.2003, allegato al rapporto di esecuzione 18.11.2003, AI 65;
cfr. anche AI 21 e 52);

 

 

                                         che
l'istruttoria formale è sfociata nell'atto di accusa 4.6.2004, con il quale
l'accusata - tuttora in attesa di giudizio - è stata deferita davanti alla
Corte delle assise correzionali di Lugano (ACC __________);

 

 

                                         che
il 30.4/4.5.2004 __________ RI 1, __________ RI 2 e __________ RI 3 hanno
chiesto - con un unico allegato - al giudice dell'istruzione e dell'arresto ed
al procuratore pubblico "(…) l'immediata riconsegna ai proprietari"
della suddetta gemma (istanza 30.4/4.5.2004, p. 3, AI 86);

 

 

                                         che
con decisione 18.5.2004 il giudice dell'istruzione e dell'arresto ha dichiarato
irricevibile la domanda per incompetenza (AI 93);

 

 

                                         che
con tempestivo gravame i ricorrenti - contestando di aver chiesto il
dissequestro del diamante - postulano l'annullamento del giudizio;

 

 

                                         che
con il citato scritto __________ RI 1, __________ RI 2 e __________ RI 3 - dopo
aver comunicato di essere patrocinati dall'avv. __________ PA 1 - hanno esposto
i motivi per cui il sequestro non si giustificherebbe (cfr. "nel merito"
e "la proprietà RI 1 "), concludendo che "non esistono
i presupposti giuridici per trattenere ulteriormente il diamante in questione,
ragione per la quale ne chiedo l'immediata riconsegna ai proprietari"
(istanza 30.4/4.5.2004, p. 3, AI 86);

 

 

                                         che
pertanto il giudice dell'istruzione e dell'arresto poteva ritenere lo scritto -
senza incorrere in arbitrio - una richiesta di dissequestro della gemma;

 

                                         che
a ragione - considerato che in materia di perquisizione e sequestro il giudice
dell'istruzione e dell'arresto è competente in prima istanza solo nel periodo
che intercorre tra l'emanazione dell'atto di accusa e l'apertura del
dibattimento (decisione 30.7.2002 di questa Camera in re F. B., inc.
60.2002.174) e che nella fattispecie __________ PI 2 è stata deferita alla
competente Corte il 4.6.2004 - ha quindi dichiarato irricevibile la domanda;

 

 

                                         che
il gravame è respinto, con tassa di giustizia e spese a carico - in solido -
dei ricorrenti, soccombenti.

 

 

 

Per questi
motivi,

richiamati gli
art. 157 ss. CPP, 1 ss. e 39 lit. f LTG e ogni altra norma applicabile,

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di fr. 200.-- e le spese di fr. 50.--, per complessivi fr.
250.-- (duecentocinquanta), sono poste in solido a carico di __________ RI 1, __________
- __________, __________ RI 2, __________ - __________, e __________ RI 3, __________
- __________.

 

                                   3.   Intimazione:

                                      

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  1. PI 1 

  2. PI 2 

  patrocinata da: PA 2 

   

  

Per la Camera
dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                             La
segretaria