# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** eec657c9-e2e0-5c95-8f7c-23d593bad0ce
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-03-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 04.03.2016 72.2015.188
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2015-188_2016-03-04.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2015.188

  	
  Lugano,

  4 marzo 2016/lc 

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone Ticino

  
	 
	
  La Corte
  delle assise correzionali di Bellinzona

  
	 
	
   

  
	
  composta da:

  	
  giudice Rosa Item, Presidente

  
	
   

  	
  Anna Grümann, vicecancelliera

  
								

 

sedente nell’aula
penale minore di questo palazzo di giustizia, per giudicare

 

nella causa penale      Ministero
Pubblico

 

	
  contro

  	
  IM 1

  e domiciliato a  

  rappresentato dall’ DF 1 

  

 

	
  imputato, a norma del decreto
  d'accusa 5494/2014 del 1. dicembre 2014 emanato dal Procuratore pubblico PP 1, di

  

 

grave infrazione alle norme della circolazione

per aver violato gravemente le norme medesime cagionando un serio
pericolo per la sicurezza altrui, in particolare per aver circolato con la
vettura targata __________ alla velocità di 174 Km/h. (dedotto il margine di
tolleranza) accertata dalla Polizia mediante apparecchio radar, malgrado il
vigente limite di 120 Km/h.;

 

fatti avvenuti: a __________, autostrada __________ , il 15
giugno 2014;

reato previsto: dall’art. 90 cpv. 2 LCStr., in rel. con gli
art. 27 cpv. 1, 32 cpv. 2 e 3 LCStr., art. 4a cpv. 1 lett. d ONC, art. 22 cpv.
1 OSS;

 

Presenti:                     -   il Procuratore
pubblico PP 1, in rappresentanza del Ministero Pubblico;

                                     -   l’imputato
IM 1, assistito dal suo difensore di fiducia avv. DF 1;

                                     -   in
qualità di interprete per la lingua __________, I. L. M..

Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 14:05 alle ore 16:40.

 

 

Sentiti:                        -   il Procuratore pubblico,
per la sua requisitoria, il quale rileva che la grave infrazione alle norme
della circolazione, attestata dal radar, è pacifica. In merito alla spiegazione
fornita dall’imputato, ritiene che la stessa non è credibile. Infatti, la
sequenza di foto del radar fa stato di una situazione tranquilla e non invece
di momenti di concitazione come sostenuto dall’imputato. Inoltre, dalle
fotografie scattate dal radar si vede una situazione di traffico normale e non
di traffico intenso, per cui l’imputato in caso di problemi avrebbe potuto
tranquillamente arrestarsi sulla corsia d’emergenza. Da ultimo, ammesso e non
concesso che il tappetino si sia spostato sopra il pedale del gas, è
meccanicamente escluso che lo stesso abbia potuto esercitare una forza tale da
far accelerare l’auto. Abbondanzialmente richiama l’art. 31 cpv. 3 LCStr.
Chiede quindi la conferma dell’imputazione di grave infrazione alle norme della
circolazione e propone la condanna dell’imputato alla pena pecuniaria di
75 aliquote giornaliere da fr. 100.--, rimettendosi al giudizio della
Corte in merito alla durata del periodo di prova, trattandosi di pena
totalmente aggiuntiva. Chiede altresì che l’imputato venga condannato alla
multa di fr. 1'200.--;

 

                                     -   l’avv. DF 1, difensore
dell’imputato, il quale dichiara di credere alla versione del suo assistito.
Infatti, pochi giorni dopo i fatti lo stesso ha segnalato il problema alla __________
e solo successivamente ha ricevuto l’avviso di contravvenzione. Rileva inoltre
che le fotografie immortalano solo pochi istanti, non per forza quelli di
panico descritti dal suo patrocinato. Le fotografie nemmeno ci dicono come era
il traffico davanti al radar. Non contesta che il tappetino non viva di vita
propria, ma rileva che se lo stesso ha tenuto bloccato il pedale del gas, la
velocità dell’auto aumenta fino a quando raggiunge la velocità critica senza
che sia necessario abbassare ulteriormente il pedale, ritenuto altresì che
quando ci si immette in autostrada bisogna dare una forte accelerata e quindi
schiacciare bene l’acceleratore. Prima di mettesi alla guida il suo patrocinato
ha inoltre controllato l’auto e non ha notato nulla di anomalo, per cui non
risulta applicabile nemmeno l’art. 31 LCStr, dal momento che il problema è
sopraggiunto solo quando il suo patrocinato era già in strada; appena ha capito
dove risiedeva il problema, il suo assistito ha tolto il tappetino. Non essendogli
imputabile né intenzione né negligenza, chiede il proscioglimento del suo
patrocinato nonché l’assegnazione di fr. 2'000.-- di ripetibili.

 

 

 

Considerato,                  in fatto ed in diritto

 

                                     -   che IM 1, cittadino __________,
è nato il __________ a __________ (__________) ed è domiciliato a __________.
L’imputato è autista professionale e, come ha indicato al dibattimento, “40
anni fa ho fatto la formazione in Svizzera, poi ho lavorato in Svizzera 10 anni
e poi sono tornato in __________. Successivamente sono tornato in Svizzera e
sono qui da 10 anni. Sono sposato con una cittadina svizzera da 7 anni. Ho 3
figli, di 26, 24 e 16 anni, avuti da un precedente matrimonio”. 

Ha seguito le scuole dell’obbligo in Svizzera, a __________, dove ha fatto la
maturità ed in seguito ha studiato informatica. Il padre era “a capo di una
grossa impresa, una era edile e l’altra di bevande. Mia madre era casalinga. Io
ho una sorella, che vive in __________” (VI imputato pag. 1, all. 1 al V.
DIB);

 

                                     -   che in merito sua
situazione finanziaria, l’imputato ha dichiarato di lavorare “per una ditta
di trasporti (__________) a __________ e guadagno fr. 5'300.-- lordi. Mia
moglie lavora, guadagna fr. 4'800.-- e lavora nelle cure in una casa per
anziani. Non possediamo sostanza o immobili, siamo in affitto. Paghiamo
fr. 1'200.-- di affitto mensile. Per mio figlio minorenne che abita in __________
in un internato perché ha avuto dei problemi con la mamma, verso mensilmente
circa fr. 700.--, comprese le trasferte quando devo andare a prenderlo. Pago
fr. 380.-- di cassa malati. Per il leasing e per altri debiti che ho pago
fr. 1'400.-- al mese. Ho circa fr. 8'000.-- di debiti con un privato”,
precisando che “il leasing si riferisce alla Abarth. Mia moglie non possiede
un’auto” (VI imputato pag. 2, all. 1 al V. DIB);

 

                                     -   che dall’estratto del
casellario giudiziale svizzero (AI 2; doc. TPC 11) risulta che l’imputato ha
subito tre condanne.

Il 25 settembre 2007 è stato condannato dall’Untersuchungsamt St.
Gallen per infrazione alla LF concernente la dimora e il domicilio degli
stranieri alla pena pecuniaria di 50 aliquote giornaliere da fr. 80.--, sospesa
condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni, nonché alla multa di fr.
770.--.

Il 9 gennaio 2008 è stato condannato dal Bezirksamt Rheinfelden
per violazione di un divieto d’entrata e soggiorno illegale alla pena
pecuniaria di 50 aliquote giornaliere da fr. 100.--, sospesa condizionalmente
per un periodo di prova di 2 anni, nonché alla multa di fr. 1'000.--.

Il 1 aprile 2008 è stato condannato dal Bezirksamt Rheinfelden per
violazione di un divieto d’entrata, soggiorno illegale e infrazione alle norme
della circolazione alla pena pecuniaria di 60 aliquote giornaliere da fr. 40.--.
Con questa sentenza è stata inoltre revocata la sospensione condizionale della
pena pecuniaria inflittagli il 9 gennaio 2008.

Il 3 giugno 2008 il Bezirksamt Rheinfelden ha revocato anche la sospensione
condizionale della pena pecuniaria inflittagli il 25 settembre 2007;

 

                                     -   che il 15 giugno 2014 alle
ore 20:14 il radar fisso posto sull’autostrada __________ al Km 52380 direzione
nord, intercettava il passaggio di un’autovettura targata __________ che
viaggiava alla velocità di 181 km/h che, dedotto il margine di tolleranza,
conduce alla velocità di 174 km/h su quella prescritta di 120 km/h. L’infrazione
è stata rilevata durante un controllo senza posto di blocco e al momento dei
fatti il traffico era normale ed il fondo stradale asciutto. 

A seguito dell’invio del formulario richiesta generalità conducente, IM 1 si
annunciava come conducente responsabile (cfr. rapporto di costatazione per
eccesso di velocità, AI 1);

 

                                     -   nell’ambito della
rogatoria richiesta alle Autorità di __________ per l’interrogatorio del qui
imputato, quest’ultimo faceva pervenire alla Polizia di __________ lo scritto
23 agosto 2014 con il quale rendeva la sua versione dei fatti, che era già
stata anticipata dal suo difensore di allora all’Ufficio radar di __________
(cfr. scritto 5 agosto 2014 dell’avv. __________ con fotografie allegate,
AI 1) e che per completezza viene qui di seguito riportata per intero (AI 1):

 

" Zur Sache:

 

Ich fahre seit geraumer Zeit
einen FIAT 595 ABARTH, da dieser Serienmässig nur mit kleinen Fussmatten (siehe
Bild l) ausgestattet ist, habe ich mir im Zubehörhandel Fussmatten (siehe Bild
2) gekauft, die den ganzen Fussraum abdecken. Diese sind ca. 25 cm Länger.

 

Diese habe ich jetzt schon
über ein Jahr in meinem Auto. Noch nie hatte ich Probleme mit den Teilen.

 

Am 15. Juni war ich mit
meiner Frau und meinem Sohn von __________ auf dem Rückweg nach __________. Wir
hatten eine Pause an der Raststätte __________ gemacht.

 

Ich fuhr auf die Autobahn
wieder auf und sagte noch zu meiner Frau; "Das Gas fühlt sich so komisch
an. Eine Panne fehlt uns jetzt noch".

Das Gaspedal ging richtig
schwerfällig. Ich beschleunigte das Auto habe das Gaspedal mehrmals
durchgedrückt um zu fühlen ob es jetzt besser geht. Der Wagen beschleunigte und
als ich bei ca. 120 km/h vom Gas gehen wollte, blieb das Gaspedal unten. Zu
diesem Zeitpunkt war viel Verkehr.

Als ich bemerkte, dass das Auto immer schneller wurde bremste ich zuerst ab.
Das brachte aber nicht den gewünschten Erfolg. Ich suchte eine Lücke, damit ich
durch den Verkehr kam und bin dann ganz links auf die 3 Spur. Wie schnell ich
zu diesem Zeitpunkt war, kann ich nicht sagen denn ich hatte die volle
Konzentration darauf, keinen Auffahrunfall zu verursachen.

Nach einem kurzen Blick in
den Fussraum, bemerkte ich, dass sich die Fussmatte nach vorne unter die
Mittelkonsole geschoben und verklemmt hat und somit das Gaspedalt nach unten
gedrückt hat.

 

Ich habe dann bei voller
Fahrt nach unten in den Fussraum gegriffen, um die Fussmatte weg zuziehen was
mir auch gelungen ist.

 

Mittlerweile habe ich die
zusätzlichen Fussmatten aus meinem Auto entfernt. Da diese ja Lebensgefährlich
sind. Nach diesem Vorfall ist mir nun auch klar, warum Fiat die Originalen
Fussmatten mit einem Schnellverschluss am Boden befestigt und auch nur für den
Boden ausgelegt hat, so dass diese nicht bis unter das Gaspedal reichen.

 

Abschliessend möchte ich noch
sagen, dass ich bei der Firma __________ als LKW Fahrer und Lehrlingsausbilder
für Berufs Chauffeure, auf einem 40 Tonner, 5 Achs- Anhängerzug angestellt bin.
Ich fahre ca. 120.000km im Jahr auf Schweizer Strassen. Für meine vorbildliche
Fahrweise kann ich als Leumund Herrn __________, Seniorchef von __________
benennen.

Niemals würde ich vorsätzlich
180 km/h fahren und das schon gar nicht mit meiner Familie im Auto und bei dem
Verkehr, wie er in __________ auf der Autobahn war. Das würde ja einem
Selbstmordkommando gleichkommen. Für weitere detaillierte Auskünfte stehe ich
Ihnen jederzeit gerne zur Verfügung.”

 

In sostanza, quindi, l’imputato spiegava di aver sostituito da
oltre un anno - senza aver mai avuto problemi - i piccoli tappetini che c’erano
nella Fiat 595 Abarth con dei tappetini più lunghi di circa 25 cm, che
coprivano tutta la superficie del vano piedi, acquistati presso un negozio di
accessori.

Il 15 giugno 2014, mentre era con sua moglie e suo figlio in
viaggio di ritorno dall’Italia verso casa, dopo aver fatto una pausa presso
l’area di servizio di __________ (ndr: trattasi in realtà dell’area di servizio
__________) si era reimmesso in autostrada e aveva detto alla moglie: “Il
gas è strano da sentire. Ci manca solo una panne”. Il pedale del gas era
molto duro. Aveva quindi schiacciato più volte il pedale per sentire se
funzionava meglio. L’auto aveva preso velocità e quando aveva raggiunto la
velocità di circa 120 km/h, aveva tolto il piede dal gas, ma il pedale del gas era
rimasto giù. In quel momento c’era molto traffico. Quando si era reso conto che
l’auto prendeva sempre più velocità, aveva dapprima frenato, ma questa azione non
aveva portato al risultato sperato. Aveva quindi cercato un buco per riuscire a
passare attraverso il traffico e si era spostato tutto a sinistra sulla terza
corsia. A che velocità andasse in quel momento non è in grado di dirlo, poiché
era interamente concentrato a non andare a collidere contro un’altra auto. Dopo
aver gettato una veloce occhiata nel vano piedi, aveva notato che il tappetino
era slittato in avanti e si era incastrato e in questo modo schiacciava il
pedale del gas verso il basso. In piena corsa si era quindi abbassato per
afferrare il tappetino e tirarlo via.

L’imputato indicava di avere nel frattempo eliminato i tappetini supplementari
dalla sua auto, in quanto mettono a rischio la vita. 

Aggiungeva di essere impiegato presso la ditta __________ quale
autotrasportatore e formatore di apprendisti su di un camion da 40 tonnellate e
di percorrere circa 120'000 km ogni anno sulle strade svizzere.

Precisava che non guiderebbe mai intenzionalmente a 180 km/h e sicuramente non
lo farebbe con a bordo la sua famiglia e in quelle condizioni di traffico che
c’erano a __________ sull’autostrada, in quanto ciò equivarrebbe a una missione
suicida;

 

                                     -   che con decreto d’accusa del
1 dicembre 2014 la Pubblica accusa ha riconosciuto IM 1 autore colpevole di
grave infrazione alle norme della circolazione stradale per avere violato
gravemente le norme medesime cagionando un serio pericolo per la sicurezza
altrui, in particolare per avere, il 15 giugno 2014, a __________,
sull’Autostrada __________, circolato con la vettura targata __________ alla
velocità di 174 km/h (dedotto il margine di tolleranza) accertata dalla
Polizia mediante apparecchio radar, malgrado il vigente limite di 120 Km/h. La
Pubblica accusa ha pertanto proposto la condanna di __________ alla pena
pecuniaria di 75 aliquote giornaliere da fr. 100.-- ciascuna, corrispondenti a
complessivi fr. 7'500.--, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 4
anni, oltre alla multa di fr. 1'200.-- e al pagamento della tassa di giustizia
e delle spese giudiziarie;

 

                                     -   che contro il decreto d’accusa
IM 1 ha interposto tempestiva (doc. TPC 6a) opposizione (AI 4);

 

                                     -   che il 12 dicembre 2014 il
Procuratore pubblico ha confermato il decreto d’accusa e ha quindi trasmesso
gli atti alla Pretura penale (art. 356 CPP);

 

                                     -   che in data 19 agosto 2015
il Procuratore pubblico ha emesso un ulteriore decreto d’accusa nei confronti
dell’imputato per grave infrazione alle norme della circolazione per aver
circolato con la vettura Alfa Romeo targata __________ alla velocità di
158 km/h (dedotto il margine di tolleranza), accerta dalla Polizia
mediante apparecchio radar, malgrado il vigente limite di 120 km/h, fatti
avvenuti a __________, autostrada A1, il 30 maggio 2015. Per questi fatti il
Procuratore pubblico proponeva la condanna di IM 1 alla pena pecuniaria di 30
aliquote giornaliere da fr. 100.-- cadauna, sospesa condizionalmente per 3
anni, nonché alla multa di fr. 500.-- (doc. TPC 8);

 

                                     -   che anche contro questo
decreto l’imputato faceva opposizione. Pertanto, con decreto del 21 ottobre
2015 il Presidente della Pretura penale, ritenuto che la pena complessiva
richiesta dalla Pubblica accusa era di 105 aliquote giornaliere, per cui la
fattispecie esulava dalla sua competenza rientrando in quella del Tribunale
penale cantonale, stralciava dai ruoli i procedimenti penali dipendenti dalle
opposizioni ai decreti d’accusa del 1 dicembre 2014 e del 19 agosto 2015 e
trasmetteva gli incarti per competenza al Tribunale penale cantonale (doc. TPC
8);

 

                                     -   che in applicazione
dell’art. 29 CPP, i due procedimenti venivano congiunti con decreto di questa
Corte dell’11 febbraio 2016 (doc. TPC 7);

 

                                     -   che in merito ai fatti di
cui al decreto d’accusa del 1 dicembre 2014, con scritto del 19 febbraio 2016 a
questa Corte (doc. TPC 13) il difensore di IM 1 ribadiva la versione del
suo assistito nel senso che l’infrazione commessa era “dovuta al fatto che
il pedale del gas si è incastrato sotto il tappetino (ed era un tappetino
originale della vettura, e che però, visto quello che è successo non era idoneo
e si è rivelato anzi pericoloso) e che ciò ha fatto in modo che il pedale del
gas non potesse più “risalire””. Produceva inoltre lo scritto che il suo
assistito “un paio di giorni dopo l’evento e ben prima di ricevere l’avviso
di contravvenzione, aveva inviato al portale della __________”. La
difesa precisava che IM 1 “non aveva visto o notato nessun radar, e non
poteva quindi nemmeno ritenere, in data 22 giugno 2014 quando ha inviato detto
messaggio, di poter essere oggetto di contravvenzione (che è giunta
successivamente)”. Allegava allo scritto una foto di quanto successo in
base alla ricostruzione successiva del cliente;

 

                                     -   che detto scritto del 22
giugno 2014, ore 22.06.2014, riporta testualmente:

 

" INFO:: __________ - Fussmatten Drama

Kaum zu Glauben, aber Wahr.

Ich habe mir im Zubehörhandel Fussmatten passend für
meinen ABARTH 595 gekauft. Alles ging gut, bis vor ein paar Tagen.

Die Fussmatte ist doch tatsächlich über das Gaspedal gerutscht und hat sich
rechts beim Tunel unter eingeklemmt.

Dadurch kam ich in eine gefährliche Fahrsituation, die ich aber mit Bravur gemeistert
habe.

 

FAZIT: Um Verkehrssicher zu fahren raus mit dem Scheiss.

 

PS: Jetzt weiss ich auch
warum beim 500er die Fussmatten am Wagenboden fixiert sind.”

 

                                     -   che
il 26 febbraio 2016 la Corte chiedeva all’Ufficio radar della Polizia cantonale
se il radar in questione al momento del rilevamento della velocità emetteva
segnali luminosi, segnatamente uno o più flash (doc. TPC 18). L’Ufficio radar
rispondeva che per il radar in questione “l’illuminazione per il volto dei
conducenti era una luce tipo “Led” accesa in modo continuo” (doc. TPC 20);

 

                                     -   con scritto del 3 marzo
2016 l’imputato, per il tramite del suo difensore, ritirava l’opposizione al
decreto d’accusa del 19 agosto 2015 (doc. TPC 22). Di conseguenza, con
decreto del 4 marzo 2016 - intimato alle parti al dibattimento - questa Corte
ha stralciato dai ruoli il relativo procedimento, ritornando gli atti al
Ministero pubblico (doc. TPC 23);

 

                                     -   che al dibattimento, chiesto
di indicare come si poneva rispetto ai fatti descritti nel decreto d’accusa a suo
carico, l’imputato riconosceva di aver viaggiato alla velocità di 174 km/h rilevata
dal radar malgrado il vigente limite di 120 km/h, allegando tuttavia di aver
avuto “una ragione”:

 

"
La ragione era che quel giorno stavo rientrando con la mia
famiglia dall’__________ e abbiamo fatto una sosta all’area di __________. Fino
a lì guidava mia moglie e da __________ in poi avevo preso io la guida della
macchina. Sono entrato in auto, mi sono messo la cintura, sono partito e sono
entrato in autostrada. Schiacciando sul pedale del gas, ho sentito che c’era
qualcosa che non funzionava, tanto è vero che dissi a mia moglie “ci
mancherebbe ancora che la macchina si rompesse”. Quando avevo raggiunto la
velocità di 120 km/h, togliendo il piede dal pedale la macchina continuava a
viaggiare, aumentando di velocità. Contemporaneamente siccome vi era tanto
traffico, controllavo con il piede se il pedale fosse bloccato e nello stesso
momento dovevo guidare l’auto passando dalla corsia destra alla sinistra per
impedire un incidente, schivando le auto. Dopo sono riuscito a passare sulla
corsia sinistra dove vi erano meno auto, e siccome lo spazio della Fiat 500
davanti è abbastanza piccolo, ho dovuto slacciare la cintura, spingere il
sedile verso dietro, per poter controllare se il pedale fosse bloccato o no.
Contemporaneamente continuavo a viaggiare, a guidare. Poi ho sentito che era il
tappeto che bloccava il pedale, l’ho sentito con la mano. Preciso che ho dato
un’occhiata veloce sotto, verso i pedali, così da poter costatare che era il
tappeto che bloccava il pedale. Prima di poter controllare il tappeto avevo
frenato, però poi ho lasciato il freno e l’auto continuava a viaggiare sempre
velocemente. Con la mano ho tirato il tappeto indietro e ho visto che l’auto ha
rallentato. Voglio precisare che questo tappeto l’avevo in auto da oltre un
anno e non si era mai spostato e quindi non avevo mai avuto questo problema. Si
trattava di un tappetino omologato, l’avevo comperato alla __________ a __________.”

(VI imputato pag. 2, all. 1 al V. DIB)

 

Confrontato con la contestazione che dalle immagini del radar, le
persone a bordo dell’auto sembravano essere tranquille, l’imputato dichiarava
di non sapere dove era piazzato il radar e quindi di non sapere quando erano
stati fotografati (VI imputato pag. 3, all. 1 al V. DIB).

In risposta al suo difensore che gli chiedeva di indicare quando
aveva cominciato a capire che c’erano problemi al gas, IM 1 dichiarava che “non
lo so dire di preciso se subito all’inizio, ma ho constatato abbastanza velocemente
che c’era un problema. Quello che è stato verbalizzato e che la Presidente ha
riletto, è corretto e lo confermo. Però devo anche dire che non ho mai sentito
che una cosa del genere potesse mai succedere. Tanto è vero che due o tre
giorni dopo ho scritto sul sito dell’__________ di fare attenzione con quel
genere di tappeti che potevano scivolare in avanti e mettere la vita del
guidatore in pericolo. Io avevo quel tappeto da circa un anno e mezzo e non
avevo mai avuto quel genere di problema” (VI imputato pag. 3, all. 1 al
V. DIB).

L’imputato indicava di non essersi fermato subito sulla corsia di
emergenza quando aveva constatato il problema - come gli veniva contestato dalla
Pubblica accusa avrebbe potuto fare - in quanto “mi trovavo già nella corsia
di mezzo e a destra e a sinistra vi erano delle macchine. Siccome la macchina
viaggiava ad una alta velocità, istintivamente mi sono spostato sulla corsia
sinistra perché sulla corsia di destra viaggiavano più lentamente, per cui dopo
aver zigzagato evitando le auto mi sono spostato sulla corsia sinistra che era
libera” (VI imputato pag. 3, all. 1 al V. DIB).

A domanda del suo difensore l’imputato dichiarava che quando era salito in
macchina “ho aperto la portiera e ho dato un’occhiata al tappeto e non ho
notato nulla di particolare” (VI imputato pag. 3, all. 1 al V. DIB).

Rispondendo alla Pubblica accusa, l’imputato indicava di non aver visto nessun
flash del radar (VI imputato pag. 3, all. 1 al V. DIB).

L’imputato affermava di avere, dopo questi fatti, “fatto controllare l’auto
alla concessionaria __________ a __________ e non ha constatato nessun difetto
al pedale del gas” (VI imputato pag. 4, all. 1 al V. DIB);

 

                                     -   che come rilevato dalla
Corte di appello e revisione penale nella sua sentenza del 18 maggio 2015 (inc.
17.2015.31, consid. 6a) nell’ambito degli eccessi di velocità il Tribunale
federale ha stabilito regole precise al fine di garantire la parità di
trattamento tra conducenti. Per l’Alta Corte federale, il caso è oggettivamente
grave - cioè, è grave a prescindere dalle circostanze concrete - quando il
superamento della velocità autorizzata è di 25 km/h o più all’interno delle
località, di 30 km/h o più all’esterno delle località o sulle semiautostrade e
di 35 km/h o più sulle autostrade (DTF 124 II 259 consid. 2b). 

Questa giurisprudenza non dispensa, tuttavia, l’autorità da qualsiasi esame
delle circostanze del caso concreto e si riferisce in ogni caso alla velocità
determinante (Jeanneret, Les dispositions pénales de la Loi sur la
circulation routière [LCR], Berna 2007, N. 48-49, pag. 53-54).

Con riferimento a quest’ultimo concetto, il Dipartimento federale
dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) ha
previsto, alla cifra 4 delle Istruzioni del 22 maggio 2008 concernenti i
controlli di polizia della velocità e la sorveglianza della fase rossa dei
semafori nella circolazione stradale (istruzioni USTRA), che per perseguire
un’infrazione è determinante la velocità dopo la deduzione del margine
di sicurezza pertinente secondo l’art. 8 OOCCS-USTRA ed ha precisato che il
margine di sicurezza adottato deve essere documentato in modo trasparente.

Nel concreto caso, trattandosi di misurazione effettuata tramite radar, dalla
velocità misurata - arrotondata per difetto alla cifra intera più vicina -
devono essere dedotti 5 km/h per velocità fino a 100 km/h, 6 km/h per
velocità comprese tra 101 e 150 km/h e 7 km/h per velocità superiori o uguali a
151 km/h (art. 8 cpv. 1 lett. a OOCCS-USTRA);

 

                                     -   che nel caso in esame, la
Corte è partita dalla considerazione che oggettivamente l’imputazione in esame
è basata sul rilevamento del radar che il 15 giugno 2014, sull’autostrada a __________,
ha registrato una velocità della Abarth condotta dall’imputato di 174 km/h (dedotto
il margine di tolleranza di 7 Km/h), sul vigente limite di 120 km/h, con
un superamento della velocità consentita di 54 km/h, ciò che per costante
giurisprudenza configura una violazione grave delle norme della circolazione ai
sensi dell’art. 90 cpv. 2 LCStr;

 

                                     -   che l’imputato non
contesta detto rilevamento del radar e quindi l’accertamento secondo cui lui
circolava alla velocità di 174 Km/h in autostrada dove la velocità prescritta è
di 120 km/h;

 

                                     -   che la versione
dell’imputato secondo la quale il raggiungimento di questa velocità sarebbe
stato causato dal tappetino che aveva sostituito nell’auto, che essendo più
lungo sarebbe finito sul pedale del gas, per cui il pedale del gas sarebbe
stato schiacciato portando così l’auto a raggiungere la velocità di 174 km
all’ora, è per la Corte del tutto inverosimile, nella misura in cui in base
alla comune esperienza solo un’azione volontaria che è quella di schiacciare
con forza e a fondo il pedale del gas può comportare un simile aumento della
velocità, forza che in base ad elementari leggi della fisica di comune
conoscenza, non può essere attribuita certamente ad un tappetino, benché si
sostenga finito sopra il pedale del gas;

 

                                     -   che in ogni caso tale
assunto, a fronte del riscontro oggettivo costituito dalla velocità rilevata
dal radar, non è stato in alcun modo comprovato dall’imputato; in tale contesto
va osservato che il commento inserito dall’imputato in data 22 giugno 2014 sul
sito della __________, se attesta che può esserci stato effettivamente un
qualche problema con il tappetino dell’auto, non è comunque assolutamente
idoneo a sostanziare la tesi secondo cui la velocità di 174 km/h è stata
causata dallo scivolamento del tappetino sul pedale del gas né che tale
inconveniente si sia verificato proprio nel momento in cui l’imputato veniva
intercettato dal radar;

 

                                     -   che oltre a ciò le foto
agli atti, che riprendono l’imputato e il passeggero anteriore dell’auto al
momento del rilevamento della velocità, disattendono fortemente l’esistenza di
momenti concitati come a racconto dell’imputato e non mostrano alcuna
preoccupazione del guidatore e della persona che gli siede accanto causata
dall’asserito scivolamento del tappetino sul pedale del gas e dall’aumento
anomalo della velocità da 120 km/h a 174 km/h. In tale contesto va anche rilevato
che in quel momento - ovvero quando è scattato il radar - l’auto viaggiava ad
una velocità di ben 174 km/h; se si considera che - nella versione
dell’imputato - egli aveva tolto il piede dal pedale del gas quando l’auto viaggiava
a 120 km/h, nel momento in cui è scattato il radar avrebbe dovuto essere già
molto allarmato, ritenuto che l’auto aveva accelerato “da sola” di oltre
50 km/h;

 

                                     -   che, abbondanzialmente, la
Corte ha rilevato ancora che l’affermazione dell’imputato secondo cui quando ha
constatato il problema al pedale del gas, il traffico in autostrada era
intenso, è disatteso sia dal rapporto di costatazione per eccesso di velocità
del 12 settembre 2014 (AI 1) - che attesta che “al momento dei fatti il
traffico era normale” - sia dalle foto del radar agli atti, ciò che rende
ancora più incomprensibile il motivo per cui quando IM 1, nella sua versione
dei fatti, ha avvertito il problema al pedale del gas, non si sia
immediatamente spostato a destra sulla corsia di emergenza;

 

                                     -   che da tutto ciò discende
che la Corte non ha creduto alla versione dell’imputato e ha ritenuto adempiuto
anche l’aspetto soggettivo del reato, per cui ha confermato l’imputazione di
grave infrazione alle norme della circolazione di cui al decreto d’accusa del 1
dicembre 2014;

 

                                     -   che in merito alla
commisurazione della pena, la Corte, considerato che l’imputato ha a suo carico
dei precedenti penali anche se piuttosto lontani nel tempo, che in merito ai
fatti a giudizio non si è assunto le sue responsabilità, che gli è - come appurato
- imputabile una grave infrazione alle norme della circolazione per l’elevata
velocità (superamento del limite per 54 km/h sull’autostrada) e quindi
un’accresciuta messa in pericolo della circolazione stradale e visto il tempo trascorso
dai fatti, ha ritenuto adeguata alla colpa dell’accusato - tenuto anche conto
della sua situazione personale e finanziaria - una pena pecuniaria di 60 aliquote
giornaliere da fr. 100.-- cadauna, sospesa condizionalmente per un periodo di
prova di 3 anni, oltre alla multa di fr. 1'200.--, a valere quale pena
interamente aggiuntiva alla pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere da fr. 100.--
ciascuna (oltre alla multa di fr. 500.--) inflittagli con decreto d’accusa del
19 agosto 2014;

 

                                     -   che di conseguenza, la
tassa di giustizia di fr. 500.-- e le spese procedurali sono a carico
dell’imputato (art. 426 cpv. 1 CPP) e la sua istanza di risarcimento ex art.
429 CPP viene respinta.

 

 

Visti gli art.                     34, 42, 44, 51 CP;

27 cpv. 1, 32, 90 cpv. 2 LCStr;

4a cpv. 1 lett. d ONC;

82, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

IM 1

 

 

                                   1.   è autore colpevole di:

 

grave infrazione alle norme della circolazione

per avere,

il 15 giugno 2014, a __________, sull’autostrada __________,

violando gravemente le norme della circolazione, 

cagionato un serio pericolo per la
sicurezza altrui,

in particolare per aver circolato alla guida della vettura targata __________
alla velocità di 174 km/h (dedotto il margine di tolleranza) malgrado il
vigente limite di 120 km/h, 

e meglio come descritto del decreto d’accusa n. 5494/2014 del
1 dicembre 2014.

 

 

                                   2.   Di conseguenza,

trattandosi di pena interamente aggiuntiva alla pena pecuniaria di
30 (trenta) aliquote giornaliere da fr. 100.-- cadauna di cui al decreto d’accusa
del 19 agosto 2015,

IM 1 è condannato:

 

                               2.1.   alla
pena pecuniaria di fr. 6'000.--, corrispondenti a 60 (sessanta) aliquote
giornaliere di fr. 100.-- cadauna;

 

                               2.2.   alla multa di fr. 1'200.--,
con l’avvertenza che, in caso di mancato pagamento, la stessa sarà sostituita
con una pena detentiva di giorni 12 (dodici).

 

 

                                   3.   L’esecuzione della pena
pecuniaria è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di anni 3
(tre).

 

 

                                   4.   La tassa di giustizia di
fr. 500.-- e le spese procedurali sono a carico del condannato.

 

 

                                   5.   L’istanza di risarcimento
ex art. 429 CPP del condannato è respinta.

 

 

                                   6.   Questo giudizio può essere
impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale.
L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise correzionali,
per iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione
della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e
di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.

 

 

 Intimazione a:            

 

Comunicazione a:  -   Comando della Polizia cantonale, SG/SC
(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

                                     -   Ministero Pubblico, SERCO,
6501 Bellinzona

                                     -   Ufficio dei Giudice dei
provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

                                     -   Sezione della
circolazione, ufficio giuridico, 6528 Camorino

                                     -   Sezione della popolazione,
ufficio della migrazione, servizio contenzioso, 6501 Bellinzona

 

 

 

Per la Corte delle assise
correzionali

La Presidente                                                       La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Distinta spese:

Tassa di giustizia                              fr.           500.--

Inchiesta preliminare                       fr.           200.--

Multa                                                   fr.        1'200.--

Altri disborsi (postali, tel.,
ecc.)       fr.             77.35

                                                             fr.        1'977.35

                                                             ============