# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 198d6edb-1530-5f27-8ba6-b98e03d94c83
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-07-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di espropriazione 19.07.2006 30.2004.101
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TE_001_30-2004-101_2006-07-19.html

## Full Text

Incarto n.

  30.2004.101

  LCM 24/03

   

  	
  Lugano

  19 luglio 2006

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale di espropriazione

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  Composto

  dalla Presidente

  	
  Margherita De Morpurgo

  
	
  e
  dai membri

  	
  ing.
  Giorgio Caprara

  arch. Alberto Canepa

  
	
  segretario
  giudiziario

  	
  Enzo
  Barenco

  

 

 

statuendo
sul ricorso presentato in data 29 aprile 2003 da

 

	
   

  	
  RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  
	
   

  	
  la
  decisione su reclamo emessa il 20 marzo 2003 dal Municipio di A__________ nell'ambito
  della procedura di imposizione di contributi di miglioria per la formazione
  di una chiusa e la sistemazione del riale T__________,

  

  relativamente al mapp. no. 853 RFD di A__________

   

  

 

 

 

letti
ed esaminati gli atti, udite le parti ed assunte le necessarie prove,

 

 

considerato                     in
fatto e in diritto

 

1.          
1.1. Il Comune di A__________ è
promotore dei lavori di sistemazione del riale T__________ comprendenti la
costruzione di una chiusa nella zona a monte del ponte di C__________, tra il
ponte della G__________ e la briglia esistente.

Il Consiglio Comunale ha approvato il piano di finanziamento, concesso il
credito di costruzione e ratificato il prelievo di contributi di miglioria
nell’ordine del 40% della spesa con risoluzione del 30.9.1999 (MM 101/99 del
30.8.1999).

1.2. Il Municipio ha avviato la procedura d’imposizione di contributi di
miglioria per le suddette opere pubblicando il prospetto dal 4.6 al 4.7.2002 ed
inviando un avviso personale ai soggetti imposti.

RI 1 è proprietaria del mapp. no. 853 ed in tale veste è stata assoggettata al
pagamento di un contributo di miglioria di fr. 1'596.35.

Il reclamo tempestivamente interposto contro il prospetto è stato respinto dal
Municipio con risoluzione del 20.3.2003.

Da ciò il ricorso in esame nel quale sono contestati il riparto dei contributi,
il comprensorio imposto ed i parametri di calcolo.

Con risposta 13.6.2003 il Comune postula la reiezione del gravame.

L’udienza di conciliazione ha avuto luogo il 22.3.2005; le parti hanno entrambe
rinunciato a comparire al dibattimento finale riconfermandosi nelle rispettive
tesi.

2.          
La ricorrente sostiene che le
opere di miglioria sono intese primariamente a scongiurare e prevenire eventi
naturali che potrebbero anche coinvolgere una parte non irrilevante del cono di
A__________. Perciò, tenuto conto del principio della solidarietà tra
cittadini, a suo avviso i contributi dovrebbero essere ripartiti tra tutti gli
abitanti del Comune.

L’argomentazione – che insinua, sostanzialmente, che le opere eseguite dal
Comune appartengano alle categorie delle opere comunitarie o di base – mira manifestamente
a rimettere in discussione le basi della procedura di prelievo trascurando,
tuttavia, che le decisioni sul principio dell’imposizione, sul piano di
finanziamento e sulla quota prelevabile sono di competenza esclusiva del
legislativo comunale (art. 13 cpv. 1 let. g LOC) e sono impugnabili soltanto dinanzi
al Consiglio di Stato nelle forme e nei termini sanciti dagli art. 208 ss LOC per
i ricorsi contro le decisioni degli organi comunali (RDAT II-1995 no. 46
c. 3b, II-1998 no. 29 c. 4b, I-1999 no. 41 c. 4, II-2000 no. 50 c. 3).

In questa sede la censura è dunque irricevibile.

3.          
La ricorrente contesta
l’utilizzazione della carta di pericolo di alluvionamento dell’aprile 1996
quale base per la delimitazione del comprensorio imposto. A suo avviso per
definire le aree a rischio imponibili avrebbero dovuto essere considerati anche
gli avvenimenti occorsi nel 1998, anno particolarmente critico durante il quale
i danni provocati dalla T__________ avrebbero coinvolto maggiormente la sponda
destra. Da ciò la domanda intesa ad ottenere una ridefinizione del comprensorio
di pericolo più aderente alla realtà.

La censura, oltre ad essere palesemente generica, non è condivisibile.

La carta citata è frutto di un’analisi assai dettagliata consegnata in un rapporto
– richiamato ed assunto agli atti (cfr. verbale 22.3.2005) – commissionato allo
studio d’ingegneria __________ allo scopo di esaminare il pericolo di
alluvinamento legato ai corsi d’acqua nel territorio comunale di A__________
con un’attenzione particolare per il riale T__________. Il solo fatto (asserito
ma contestato dal Comune) che l’anno 1998 sarebbe stato particolarmente critico
in tema di alluvioni ancora non significa che le zone di pericolo delineate nel
rapporto non riflettessero fedelmente la situazione e fossero quindi una base
non abbastanza attendibile per tracciare il perimetro d’imposizione; anche
perché le zone di pericolo indicate nel rapporto si fondano, tra l’altro, sullo
scenario di una piena centenaria ossia su uno stato di emergenza estremo.
D’altra parte le ipotesi di lavoro formalizzate nel rapporto sono servite
nell’ambito della revisione del PR là dove, inizialmente, le zone di pericolo
sono state riprese nel piano del paesaggio; finalmente in sede di approvazione
del PR esse hanno potuto essere stralciate grazie alla nuova briglia che nel
frattempo era stata costruita ed al conseguente accresciuto grado di sicurezza
contro gli eventi di piena (cfr. Rapporto sulle zone di pericolo di
alluvionamento, ing. __________ aprile 1996; Carta delle zone esposte a
pericoli naturali, SUPSI 1998; Piano del paesaggio comparto fondovalle, marzo
2001; ris. no. 2284 del 14.5.2002 del Consiglio di Stato di approvazione del PR
pto. 4.1.6 p. 14).

Trattandosi dunque di una fonte ufficialmente riconosciuta, questo Tribunale non
ha alcun motivo di sindacarne i contenuti né la valenza ai fini del perimetro
contributivo.

Sia aggiunto comunque, per inciso, che se non risulta alcuna giustificazione
valida all’ampliamento del perimetro come postulato dalla ricorrente, viceversa
al momento della pubblicazione del prospetto poteva ragionevolmente essere
ipotizzata una riduzione del comprensorio limitandolo ai fondi più vulnerabili
(tra i quali si annovera anche il mapp. no. 853 per la sua posizione) ciò che
di riflesso avrebbe però comportato inevitabilmente l’aumento dei singoli
contributi di miglioria. Di fatto quindi il perimetro pubblicato si rivela
vantaggioso nella misura in cui, essendo alquanto vasto, i contribuenti ne
hanno beneficiato al momento della ripartizione.

4.          
La ricorrente contesta infine i
parametri di calcolo poiché a suo dire questi avvantaggiano eccessivamente le
zone non edificabili già favorite da un valore di stima ridotto.

Giusta l’art. 8 LCM
la quota a carico degli interessati è ripartita in funzione del vantaggio
particolare (cpv. 1), tenuto conto della superficie dei fondi e, per i terreni
edificabili, del diverso indice di sfruttamento (cpv. 2), con la facoltà di
applicare fattori di correzione qualora speciali circostanze lo giustificassero
(cpv. 3). A tal fine nella prassi si ammettono criteri di calcolo schematici
fondati su elementi consacrati dall’esperienza e di facile applicazione e
comprensione che consistono nell’adoperare percentuali di incremento teoriche o
predeterminate, ferma restando, in sede ricorsuale, la verifica in relazione al
singolo caso concreto (Messaggio concernente la nuova LCM del 13.6.1984,
p. 21; Marantelli-Sonanini, Erschliessung von Bauland, Diss. 1997, p.
98; Rhinow/Krähenmann, Schw. Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, 1990,
no. 111 B IIIa; Zbl 1980 179; DTF 98 Ia 169 c. 4b, 109 Ia 325 c.
5). Poiché l’ente
pubblico gode di un ampio margine di apprezzamento nella scelta del metodo di
ripartizione (Reitter, Les contributions d’équipement plus
particulièrement en droit neuchâtelois, th.1986, p. 95; Otzenberger, Die
Grundeigentümerbeiträge im Kanton Luzern, Diss. 1976, p. 47), il Tribunale di
espropriazione si impone moderazione e riserbo nell’ambito del riesame dei
singoli contributi limitandosi a verificare che i criteri adottati rispettino i
fondamentali principi della proporzionalità e dell’equivalenza (Messaggio
cit., p. 20-21; DTF 110 Ia 205, 107 Ib 289 c. 8a; RDAT I-1991 no.
64, II-1995 no. 46 c. 5c, I-1997 no. 43 c. 4, II-1998 no. 29 c. 7c).

In concreto la ripartizione del prelevabile è avvenuta sulla base della
superficie, dello statuto pianificatorio e della posizione dei fondi a seconda
dell’inclusione nell’una o nell’altra delle tre zone di pericolo (elevato,
medio, basso). Giustamente l’operazione prescinde dal valore di stima, essendo
questo un criterio inapplicabile nel contesto dei contributi di miglioria (cfr.
RDAT I-2001 no. 36 c. 6.3).

Nel complesso il metodo giunge a risultati ragionevoli poiché è fondato su
criteri di riparto realistici e comunemente ammessi grazie ai quali è stata
attuata una corretta ed equa distinzione, in rapporto alla funzionalità
dell’opera, tra i fondi inclusi nel perimetro in modo tale da assicurare
condizioni di parità a tutti i contribuenti. Sotto questo profilo i parametri
applicati ai fondi edificabili e non edificabili sono condivisibili ritenuto
che in ragione delle diverse possibilità di sfruttamento, l’onere non poteva
che essere differenziato. Di conseguenza il contributo a carico del mapp. no. 853
risulta proporzionato.

5.          
Tutto ciò considerato il ricorso è
respinto. La tassa di giustizia e le spese sono a carico della ricorrente in
quanto soccombente (art. 23 LCM e 31 LPamm.).

 

 

per
questi motivi

richiamata                       la
Legge sui contributi di miglioria del 24.4.1990

 

 

dichiara

e pronuncia:          1.     Il ricorso è respinto.

                                        

                                2.     La tassa di giustizia e le spese in fr. 500.-
sono a carico della ricorrente.

                                        

                                3.     La presente decisione e definitiva.

                                        

                                4.     Intimazione a:

	
   

  	
  -
  

  -
  

   

  

 

 

per il Tribunale di
espropriazione

la
Presidente                                                                                  Il
segretario giudiziario

 

 

Margherita
De Morpurgo                                                                Enzo
Barenco