# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6e0ac13d-02d2-5159-a68d-0695adbcb6e4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-05-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 18.05.2000 11.1999.155
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1999-155_2000-05-18.html

## Full Text

Incarto n.:

  11.1999.00155

  	
  Lugano

  18 maggio
  2000/ld

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei
  giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Bottinelli Raveglia, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire nelle cause __.____.____ e __.____.____ (modifica di contributo
alimentare) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promosse con istanza
del 9 aprile 1999 da

 

	
   

  	
  __________, __________

  (patrocinato dall'avv. __________, __________); 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________
  (1987), __________

  (rappresentata dalla madre __________,
  __________, 

  e patrocinata dall'avv. __________,
  __________);  

   

  

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
l'appello del 21 dicembre 1999 presentato da __________ contro la sentenza
emanata il 13 dicembre 1999 dal Segretario assessore del Distretto di Lugano,
sezione 6;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Il __________ 1987 __________ (1958) ha dato alla luce __________,
che è stata riconosciuta l'8 gennaio 1988 da __________ (1961), cittadino
italiano residente a __________. Il 16 febbraio 1993 la Delegazione tutoria di
__________ ha ratificato un contratto per l'obbligo di mantenimento e per il
diritto alle relazioni personali sottoscritto il 3 febbraio 1993 dai genitori,
in base al quale __________ si impegnava a versare per __________ un contributo alimentare mensile di fr. 700.–
indicizzato annualmente al rincaro, non comprensivo dell'assegno familiare.

 

                                  B.   Il 9
aprile 1999 __________ ha instato davanti al Pretore del Distretto di
__________, sezione 6, per ottenere la riduzione del contributo di mantenimento
dall'aprile 1999 a fr. 300.– mensili e dal gennaio 2001 a fr. 450.– mensili
(cambio in euro), offrendo di assumere dall'aprile 1999 il “50% delle spese
straordinarie previste dalle tabelle di Zurigo” per il mantenimento della
figlia, previo “avviso tempestivo e accordo”, e impegnandosi altresì a informare
a richiesta la Delegazione tutoria di __________
sui suoi redditi. All'udienza del 2 giugno 1999 l'istante ha confermato
le sue domande, cui si è opposta la convenuta. Esperita l'istruttoria, le parti
hanno riaffermato le loro posizioni al dibattimento finale del 3 novembre 1999.
Statuendo il 13 dicembre 1999 in luogo e vece del Pretore, il Segretario
assessore ha respinto l'istanza. La tassa di giustizia di fr. 200.– e le spese
sono state poste a carico di __________, con obbligo di rifondere alla
convenuta fr. 300.– per ripetibili ridotte.

 

                                  C.   Insorto
contro la sentenza del Segretario assessore con un appello del 21 dicembre
1999, __________ chiede che in riforma del giudizio impugnato il contributo di
mantenimento sia ridotto a fr. 300.– dall'aprile 1999 al dicembre 2000, a fr.
450.– (cambio in €) dal gennaio 2001 in poi, assegni familiari esclusi, con
l'impegno da parte sua di sopperire al 50% delle spese straordinarie previste
dalle raccomandazioni di Zurigo e di informare la Delegazione tutoria sui suoi
redditi. Nelle proprie osservazioni del 13 gennaio 2000 __________ postula la
reiezione dell'appello e la conferma della sentenza impugnata. La giudice
delegata di questa Camera ha completato d'ufficio l'istruttoria. Le parti hanno
potuto esprimersi sui nuovi documenti acquisiti agli atti. 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Per
l'art. 286 cpv. 2 CC il contributo di mantenimento che un genitore non affidatario
è tenuto a stanziare al figlio può essere modificato se fatti nuovi e rilevanti
impongono una regolamentazione diversa rispetto a quella iniziale e se il
cambiamento di situazione è duraturo (DTF 120 II 178 consid. 3a; Hegnauer in: Berner Kommentar, 1997, n.
82 segg. ad art. 286 CC; Wullschleger
in: Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea 2000, n. 5 ad art. 286, pag. 679).
La norma appena citata si applica altresì alla modifica dei contributi di
mantenimento contrattualmente stabiliti: la domanda di modifica è proponibile,
salvo stipulazione contraria approvata dall'autorità di vigilanza sulle tutele
(art. 287 cpv. 2 CC; Hegnauer,
op. cit., n. 43 ad art. 286 CC). Altrimenti, il contributo alimentare stabilito
per contratto vincola il figlio solo se approvato dall'autorità tutoria (art.
287 cpv. 1 CC; Hegnauer, op.
cit., n. 47 ad art. 286 CC). Nella determinazione dei contributi per i figli minorenni
vige il principio inquisitorio illimitato: il giudice di ogni grado non è
vincolato né alle allegazioni, né alle prove offerte, né alle richieste di
giudizio e chiarisce la fattispecie di propria iniziativa (DTF 120 II 231 consid.
1c con rinvio; 118 II 294; Rep. 1995 pag. 146). La misura del contributo
alimentare deve essere concretamente determinata avuto riguardo alla capacità
economica dei genitori: per sostanza, reddito del lavoro effettivo e, secondo
le circostanze, per il reddito conseguibile facendo uso di buona volontà (cfr. Hegnauer, in: Droit suisse de la filiation,
4a edizione, pag. 140, n. 21.15c; Berner Kommentar, 1997, nota 58 ad
art. 285). Nel caso in cui il genitore risiede all'estero il reddito
determinante è quello che l'interessato potrebbe conseguire in buona fede nel
paese di residenza (Rep. 1991 pag. 433).

 

                                   2.   Il
Segretario assessore ha respinto l'azione di modifica del contributo alimentare
ritenendo che l'asserita diminuzione di reddito non era stata provata,
anzitutto perché l'istante non aveva prodotto i documenti relativi alla sua
situazione finanziaria nel 1993 e inoltre perché gli introiti dichiarati nel
1999 non erano attendibili. Il primo giudice ha ritenuto che l'istante,
specialista in marketing, poteva conseguire in Italia un reddito di Lit.
4'000'000, corrispondenti a fr. 3240.– mensili, il quale gli consentirebbe di
far fronte all'onere alimentare pattuito nel 1993.

 

                                   3.   L'appellante
ribadisce che il primo giudice avrebbe dovuto modificare la convenzione di
mantenimento già per il fatto che sarebbe notoria la svalutazione del 40% subita
dalla lira italiana nei confronti del franco svizzero negli ultimi cinque anni.
La critica, di principio non sprovvista di pertinenza, non giova però all'appellante.
Una svalutazione rilevante della moneta estera in cui il debitore consegue il
proprio reddito può invero giustificare una modifica del contributo alimentare
(Hegnauer in: Berner Kommentar,
n. 73 ad art. 286 CC), ma ciò presuppone che il giudice, oltre all'effettiva
svalutazione della moneta, possa verificare anche se lo stipendio nominale del
genitore è rimasto invariato e possa accertare se e in quale misura il deprezzamento
valutario abbia comportato una perdita del potere di acquisto dello stipendio
(Rep. 1996 pag. 121). Ora, il primo giudice ha rilevato che nella fattispecie
l'istante non ha fornito indicazioni attendibili sui propri redditi nel 1993,
di modo che non risulta dimostrata una modifica della situazione economica del
debitore dopo la firma della convenzione. Né il Segretario assessore aveva
l'obbligo di procedere d'ufficio ad altre indagini, tanto meno se si considera
che l'istante non ha dato seguito alle ripetute richieste di produrre la
documentazione relativa ai propri redditi (cfr. ordinanza del 4 ottobre 1999,
fascicolo “corrispondenza diversa”). Il principio inquisitorio vigente in
materia di diritto della filiazione è destinato a tutelare, in primo luogo, gli
interessi del figlio (Rep. 1994 pag. 237). La sua applicazione non esonera
tuttavia la parte in causa, specie se patrocinata da un legale, dal sostanziare
per quanto possibile i fatti a sua conoscenza e non impone al giudice di rimediare
alla più totale insufficienza istruttoria (DTF 111 Ib 284 consid. 3; v. anche
DTF 112 III 80 consid. 2, 112 Ib 67 in fondo). Nella fattispecie non si può
rimproverare al Segretario assessore di aver trascurato il rinvilio della
moneta, vista la mancata produzione da parte dell'istante della documentazione
sui propri redditi e l'assenza di dati oggettivi in base ai quali eseguire un
serio raffronto tra la situazione del 1993 e quella del 1999.

 

                                   4.   L'istante
afferma inoltre che il suo reddito si sarebbe dimezzato dopo il 1993 in seguito
al fallimento della ditta per cui lavorava. Adduce che all'epoca della convenzione
il suo reddito ammontava a Lit. 5'000'000, cifra desumibile logicamente dalle
circostanze del caso concreto, e che il contributo alimentare di fr. 700.–
mensili era commisurato a un reddito familiare di fr. 7200.–. Se si tien conto
che a quel momento la compagna doveva occuparsi della figlia e poteva
guadagnare tutt'al più fr. 2000.– mensili, egli conclude che il proprio reddito
mensile doveva necessariamente corrispondere a Lit. 5'000'000 al cambio di
allora. L'appellante aggiunge di non aver recato prove al riguardo perché la
ditta di cui era titolare nel 1993 è in liquidazione per fallimento e i
relativi documenti non sono disponibili. Ribadisce di guadagnare ora solo fr.
1800.– mensili (Lit. 1'200'000 e fr. 850.– al mese) per l'attività di
consulente esterno presso le emittenti radiofoniche __________ e “__________ ”
e contesta che gli si possa imputare un reddito potenziale superiore, non
disponendo di qualifiche nel settore del marketing – che comunque non offre
sbocchi lavorativi rilevanti – né in altri campi. 

 

                                   5.   Dagli
atti risulta che dal 1° gennaio 1998 l'appellante lavora per __________ come
consulente esterno incaricato di trovare clienti per spazi pubblicitari. Nel
1998 egli ha percepito mensilmente per tale attività una rimunerazione variabile
tra Lit. 1'500'000 e Lit. 2'000'000, ridotta dal 1° gennaio 1999 “previo
accordo delle parti” a Lit. 1'200'000 (doc. C). Perché l'appellante abbia
diminuito le sue entrate egli non spiega, se si considera che con la moglie
__________ egli aveva “in progetto di avere un figlio” (scritto del 28 ottobre
1998, doc. 5), circostanza che richiedeva – se mai – un maggiore impegno
lavorativo da parte sua per provvedere al mantenimento della figlia e del
nascituro. Dal 1° gennaio 1999 l'appellante è attivo quale consulente esterno
anche per __________, con una retribuzione mensile di fr. 850.– (doc. D).
L'istante contesta di avere qualifiche particolari nel settore del marketing e
afferma di aver ottenuto il lavoro presso il Conservatorio Internazionale di
Scienze Audiovisive di Lugano solo grazie a conoscenze personali acquisite
durante l'attività presso la ditta ora fallita.

 

                                         In che
modo l'appellante abbia potuto ottenere il lavoro è di per sé irrilevante. È invece
pacifico che nel 1997 egli ha conseguito una retribuzione di fr. 2000.–
sull'arco di dodici mesi, per un totale di fr. 24'000.–, impartendo lezioni di
marketing una settimana al mese (doc. B). Il reddito di Lit. 2'000'000 mensili
(Lit. 1'200'000 oltre a fr. 850.–) dichiarato dal 1° gennaio 1999 non è d'altra
parte decisivo per la modifica del contributo di mantenimento. L'istante stesso
afferma di avere conseguito nel 1993 un reddito mensile di Lit. 5'000'000,
addirittura superiore a quello potenziale di Lit. 4'000'000 che il primo
giudice gli ha imputato. Ora, chi pretende una riduzione del contributo di
mantenimento sulla base di una notevole modificazione delle circostanze non può
accontentarsi di generiche affermazioni, ma deve provare i fatti alla base
dell'azione (art. 8 CC). In concreto ciò non è avvenuto, poiché l'istante non
ha prodotto la documentazione relativa ai propri redditi, nonostante il primo
giudice abbia prorogato due volte il termine assegnato con l'ordinanza sulle
prove. Invitato il 17 gennaio 2000 dalla giudice delegata di questa Camera a
completare i dati economici agli atti, egli ha trasmesso solo alcuni documenti
fiscali relativi agli anni dal 1987 al 1990, che non consentono di tracciare un
quadro esauriente della sua situazione economica nel 1993, né – tantomeno – nel
1999. Mancando dati attendibili sul reddito, a giusta ragione il primo giudice
si è quindi dipartito dal guadagno che l'istante potrebbe ragionevolmente
ritrarre dando prova di buona volontà.  

 

                                   6.   L'istante
non contesta di avere tempo da dedicare ad altre opportunità di guadagno, ma
adduce che il tasso di disoccupazione in Italia sarebbe più elevato di quello
in Svizzera. L'argomentazione, del tutto generica, non basta per dimostrare che
egli non è in grado di trovare altre fonti di reddito. Egli stesso, del resto, ha
indicato nell'appello di avere “svolto diverse attività” dopo il fallimento
della sua ditta (appello, n. 4, pag. 3). Invano si cercherebbero nel fascicolo
processuale, però, indicazioni concrete sulle attività effettivamente svolte,
sui redditi conseguiti o sui prestiti che egli avrebbe ottenuto dalla famiglia
nel 1996 per far fronte ai contributi alimentari. Non è quindi stato provato
che la situazione economica del debitore di alimenti si sia effettivamente degradata
dopo il 1993. Né giova all'appellante addurre che nel 1998 la madre di Alessia
avrebbe dato il suo consenso alla riduzione del contributo alimentare per atti
concludenti. Anzi, l'affermazione contrasta con gli atti di causa, dai quali
risulta invece che costei ha cercato di recuperare gli arretrati rivolgendosi a
un legale (doc. F, 10, 11 e 12). Essa aveva invero dichiarato la sua disponibilità
di accettare una riduzione del contributo alimentare, a determinate condizioni,
ma non risulta che i genitori siano poi giunti a un accordo, tanto meno che la
Delegazione tutoria lo abbia approvato, come prevede dall'art. 287 cpv. 1 CC.  

 

                                   7.   L'appellante
rivendica infine una parità di trattamento tra le due figlie, affermando che la
secondogenita deve godere delle stesse condizioni di vita della sorella. L'argomentazione
è di principio corretta, ma non giova all'istante. Secondo gli accertamenti del
Segretario assessore l'istante può, con un reddito potenziale mensile di fr.
3240.–, versare ogni mese fr. 700.– per Alessia e provvedere alla nuova famiglia,
senza che una figlia sia discriminata rispetto all'altra. L'appellante
ribadisce di non poter far fronte agli impegni familiari con il reddito
effettivo di fr. 1'800.– mensili a sua disposizione. Se non che, in concreto
non è determinante il reddito effettivo dichiarato, come si è visto, ma quello
che l'interessato potrebbe conseguire dando prova di buona volontà. Tenuto
conto di un reddito potenziale di fr. 3'240.– mensili, l'appellante avrebbe a
sua disposizione fr. 2'540.– dopo aver versato il contributo di fr. 700.– per
__________. Le entrate della nuova famiglia per altro comprendono anche il
reddito della moglie, di fr. 700.– mensili (doc. F), non risultando
dall'istruttoria che l'interessata abbia abbandonato l'attività lucrativa dopo
la nascita della figlia. Ciò posto, il reddito familiare risulta di fr. 3240.–
mensili.

 

                                         Il
fabbisogno minimo dell'appellante e della moglie, in mancanza di dati concreti,
può prudenzialmente essere stimato in fr. 2670.– mensili (minimo esistenziale
del diritto esecutivo per coniugi fr. 1370.–, alloggio fr. 800.–, assicurazione
malattia fr. 200.–, onere fiscale fr. 300.–). Il costo del vitto, dell'alloggio
e dei beni di consumo è notoriamente inferiore in Italia rispetto al Ticino, ma
non vi è un divario rilevante fra il tenore di vita nella zona lombarda di
confine e il nostro Cantone. In assenza di dati statistici oggettivi sul minimo
vitale italiano si giustifica pertanto di ammettere secondo equità i minimi
esecutivi in vigore nel Ticino. Per il mantenimento in denaro della figlia
comune, l'appellante e la moglie disporrebbero così di fr. 570.– mensili (fr.
3240.– ./. fr. 2670.–). Le raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della
gioventù del Cantone Zurigo, cui questa Camera si ispira per prassi costante,
prevedono per bambini nella fascia d'età rispettiva di __________ e __________
__________ un fabbisogno in denaro di fr. 980.– e di fr. 700.– mensili (RDT
51/1996 pag. 33), riferiti a un reddito familiare complessivo di circa fr.
7'000.– al mese. Sia l'importo di fr. 700.– destinato ad __________ sia quello
di fr. 570.– per __________ sono inferiori del 28.5% rispetto all'importo
teorico determinato in base alle citate raccomandazioni, senza quindi che l'una
delle sorelle sia discriminata rispetto all'altra (DTF 120 II 285 consid. 3,
116 II 110 consid. 4). Ne segue che non vi sono motivi per scostarsi
dall'apprezzamento del primo giudice e che la sentenza impugnata merita piena
conferma.

 

                                   8.   Gli oneri processuali di appello seguono la soccombenza (art. 148
cpv. 1 CPC) e vanno quindi a carico dell'appellante, che rifonderà alla
controparte un'equa indennità per ripetibili, commisurata all'ampiezza delle
osservazioni all'appello. 

 

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 200.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
250.–

                                         sono
posti a carico dell'appellante, che rifonderà alla controparte fr. 500.– per ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

                                         – avv.
__________, __________;

                                         – avv.
__________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

La presidente                                                        La
segretaria