# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6375e8ff-7233-5c90-bf52-27c84656f7d8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-07-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.07.2014 35.2014.46
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2014-46_2014-07-28.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2014.46

   

  mm

  	
  Lugano

  28 luglio 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 19 maggio 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 16 aprile 2014 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 29 dicembre 2012, RI
1, dipendente della ditta ____________________ in qualità di cameriere e,
perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso la CO 1, é stato
investito da un’autovettura mentre attraversava un passaggio pedonale.

                                         A causa di questo
sinistro, egli ha riportato, secondo il rapporto 29 dicembre 2012 dell’Ospedale
____________________, un trauma cranico commotivo con policontusioni (cfr. doc.
11, p. 2). 

 

                                         L’Istituto assicuratore ha
riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente le
prestazioni di legge.

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 23 gennaio 2014, la CO
1 ha dichiarato estinto il diritto all’indennità giornaliera a decorre dal 1°
ottobre 2013, data a partire dalla quale l’assicurato é stato ritenuto
totalmente abile al lavoro nella sua abituale professione (doc. 53).

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dall’assicurato personalmente (cfr. doc. 54), in data 16 aprile
2014, l’assicuratore LAINF ha confermato il contenuto della sua prima decisione
(cfr. doc. 55). 

 

                               1.3.   Con tempestivo ricorso del 19
maggio 2014, RI 1 ha chiesto che la CO 1 venga condannata a ripristinare il
diritto all’indennità giornaliera a contare dal 1° ottobre 2013 e a disporre
una perizia pluridisciplinare per approfondire i persistenti disturbi,
argomentando in particolare quanto segue:

 

" (…).

Tutte le patologie di cui soffro sono necessariamente ed
unicamente una conseguenza del trauma cranico subito nell’infortunio del
29.12.2012, in quanto fino a quella data non ho mai sofferto di alcunché, di
conseguenza il nesso di causalità é pienamente adempiuto, ogni altra deduzione
tratta dalle 4 brevi visite mediche (di parte) citate, é solo una congettura,
non essendo state approfondite con strumenti necessari: elettroencefalogramma,
risonanza, Tac e quant’altro, proprio come citato al punto 10 della decisione
su opposizione, dallo stesso assicuratore.

Quanto riferito al punto 11, si contraddice rispetto al punto
precedente (punto 10) in quanto non é stata disposta una visita
pluridisciplinare approfondita, trattandosi di trauma cranico, la stessa doveva
essere disposta direttamente dall’assicuratore come assunto riportato al punto
9.3, il quale non l’ha disposta nemmeno su mia richiesta, questo accertamento
avrebbe permesso verosimilmente di accertare innanzitutto le cause dei malori e
patologie di cui soffro e permettermi di tentare di migliorare il mio stato di
salute anziché assumere che “non sia data la necessità di procedere a perizia
pluridisciplinare da un ente specializzato.”.

 

Premesso che l’assicuratore infortuni é obbligato a fare tutto il
necessario per migliorare lo stato di salute di un assicurato assumendosi i
costi e non può ignorare le sofferenze comunicate e documentate con i relativi
certificati medici. 

Proprio a causa dell’interruzione delle indennità dal 01.10.2014,
non mi sono potuto permettere visite specialistiche a pagamento nel mio paese,
ciò nonostante, con i tempi d’attesa che ci sono in __________, il mio medico,
mi sta predisponendo approfonditi accertamenti medici.”

                                         (doc. I)

 

                               1.4.   L’assicuratore convenuto, in
risposta, ha chiesto che il ricorso venga respinto con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.5.   In corso di causa,
l’insorgente ha prodotto ulteriore documentazione (cfr. doc. V + allegati),
trasmessa per conoscenza all’amministrazione (doc. VI). 

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto della lite é la
questione di sapere se l’amministrazione era legittimata a dichiarare estinto
il diritto all’indennità giornaliera dal 1° ottobre 2013, oppure no. 

 

                                         Questa Corte prende atto
del fatto che la CO 1 si é invece dichiarata disposta a continuare a
corrispondere le prestazioni di cura medica, fino alla stabilizzazione dello
stato di salute infortunistico (cfr. doc. 53, p. 2: “Le prestazioni di cura
rimangono a nostro carico fino a valutazione conclusiva dell’eventuale
diritto ad un’indennità per menomazione all’integrità.” - il corsivo é del
redattore). 

 

                               2.3.   Giusta l'art. 10 LAINF,
l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr.
DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF,
l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (cfr. art. 6 LPGA)
a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.

                                         Il diritto all'indennità
giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si
estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione
di una rendita o con la morte dell'assicurato.

                                         Parimenti, il diritto alle
cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile
miglioramento della salute dell'assicurato: nemmeno persistenti dolori bastano
a conferire il diritto alla continuazione del trattamento se da questo non si
può sperare un miglioramento sensibile dello stato di salute (cfr. Ghélew,
Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna
1992, p. 41ss.).

 

                                         Se, al momento
dell'estinzione del diritto alle cure mediche, sussiste un'incapacità
lucrativa, viene corrisposta una rendita d'invalidità o un'indennità unica in
capitale: l'erogazione di indennità giornaliere cessa con il diritto alle
prestazioni sanitarie.

                                         D'altro canto, nella
misura in cui l'assicurato è portatore di una menomazione importante e durevole
all'integrità fisica o mentale, egli ha diritto ad un'indennità per menomazione
all'integrità giusta gli artt. 24s. LAINF.

 

                               2.4.   È già stato indicato che, secondo l'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente
incapace di lavorare a seguito d'infortunio o di malattia professionale ha
diritto all'indennità giornaliera.

                                         Giusta
l’art. 6 LPGA, è considerata incapacità al lavoro qualsiasi incapacità,
totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o
psichica, di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o
nel campo d’attività abituale. In caso d’incapacità al lavoro di
lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili
in un’altra professione o campo d’attività.

 

                                         Nella RAMI
2004 U 529, p. 572ss., consid. 1.4., il TFA ha precisato che la definizione di
incapacità al lavoro, così come quelle d’incapacità al guadagno e d’invalidità
contenute nella LPGA, corrispondono alle definizioni e ai principi
dell’assicurazione contro gli infortuni elaborati finora dalla giurisprudenza. 

 

                                         La questione
di sapere se l'assicurato sia o meno incapace di lavorare in misura
giustificante il riconoscimento del diritto a prestazioni deve essere valutata
sulla base dei fatti forniti dal medico.

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determinate funzioni.

 

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua
professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività.

                                         Determinante
ai fini della graduazione dell'incapacità lavorativa non è comunque
l'apprezzamento medico-teorico, bensì la diminuzione della capacità di lavoro
che effettivamente risulta dall'impedimento (RAMI 1987 K 720 p. 106 consid. 2,
U 27

p. 394 consid. 2b e giurisprudenza ivi citata; RJAM 1982 n. 482 p. 79 consid.
2).

                                         L'assicurato
che rinuncia a utilizzare la sua residua capacità oppure che non mette in atto
i provvedimenti da lui ragionevolmente esigibili per sfruttare al meglio la propria
capacità lavorativa è, ciò nonostante, giudicato per l'attività che egli
potrebbe esercitare dimostrando buona volontà. 

                                         Carenze di
volontà risultanti da un'anomalia caratteriale non sono prese in considerazione
nell'ambito dell'assicurazione infortuni: possono essere, tutt'al più,
considerate nell'ambito dell'assicurazione malattia se la loro causa é da
ricercare in un'affezione patologica (DTF 101 V 145 consid. 2b; 111 V 239
consid. 1b e 2a; RAMI 1986 p. 56; 1987 p. 105 consid. 2;
1987 p. 393 consid. 2b; 1989 p. 106 consid. 1d; Ghélew, Ramelet, Ritter, op.
cit., p. 91).

 

                               2.5.   Dalle tavole processuali emerge che la decisione della CO 1 di
ritenere l’assicurato totalmente abile nella sua originaria professione di
cameriere a contare dal 1° ottobre 2013, è stata presa facendo capo alle
risultanze degli accertamenti pluridisciplinari da essa disposti.

 

                                         In effetti, nel corso del
mese di febbraio 2013, RI 1 é stato periziato dal dott. __________, spec. FMH
in neurologia. 

                                         Dal relativo referto si
evince, in quell’occasione, era stato refertato uno stato neurologico “…
perfettamente normale e non si trovano reperti sospetti per una lesione
centrale o periferica. Il paziente al momento della mia valutazione é anche
soggettivamente asintomatico. Le cefalee sono intermittenti e possiamo
interpretarle come cefalee post-traumatiche (il paziente non ha mai sofferto di
cefalee in passato) ma sono di entità tale da non causare limitazioni
maggiori.”.

                                         Per quanto riguarda la
capacità lavorativa, il dott. __________ ha ha dichiarato di ritenere che
l’assicurato potesse “… progressivamente rientrare al posto di lavoro,
essendovi ancora intermittenti dolori prudenzialmente per evitare
un’esacerbazione dei sintomi, penso che possa rientrare al posto di lavoro
dapprima al 50% fino alla fine di febbraio e poi a partire dal primo marzo
riprendere il lavoro al 100%.” (doc. 18, p. 2). 

 

                                         L’aspetto ORL é stato
approfondito dal dott. __________, spec. FMH in ORL e chirurgia
cervico-facciale, rispettivamente dal Servizio di vestibologia dell’Ospedale
regionale di __________. 

                                         Dal referto 18 giugno 2013
di quest’ultimo servizio si apprende che l’esame otoneurologico ivi eseguito
aveva evidenziato “… una funzione vestibolare periferica nella norma
bilaterale. In considerazione del quadro clinico e del suo decorso sospettiamo
una problematica cervico-posturale della vertigine soggettiva riferita.” (doc.
32). 

                                         Quindi, con rapporto del
20 giugno 2013, il dott. __________ ha affermato di non considerare il tinnito
“… un fattore limitante per l’attività professionale del paziente. Sulla base
dell’esame ORL non si giustifica in alcun modo l’incapacità al lavoro. Come
espresso in precedenza un tinnito grave comporta al massimo un danno
d’integrità del 15-10%, i disturbi d’equilibrio del paziente si manifestano
quasi esclusivamente ad occhi chiusi e non comportano, dal mio punto di vista,
alcuna limitazione nell’attività di barman. Sono chiaramente esclusi da questa
valutazione altri disturbi della salute legati alla condizione psichica del
paziente o da sindromi algiche come riportatemi dalla documentazione
inviatami.” (doc. 33, p. 2). 

 

                                         L’assicuratore infortuni
ha infine disposto un consulto psichiatrico da parte della dott.ssa __________,
spec. FMH in psichiatria e psicoterapia.

                                         Per quanto qui
d’interesse, la psichiatra fiduciaria ha diagnosticato una reazione mista
ansiosa-depressiva in sindrome da disadattamento (ICD-10: F43.22), imputabile
all’evento infortunistico del 29 dicembre 2012.

                                         D’altro canto, ella ha
dichiarato il ricorrente abile al lavoro in misura completa dal profilo
psichiatrico (cfr. doc. 40, p. 10: “Un’inabilità lavorativa per motivi psichici
non é mai stata attestata e considerato lo stato psichico constatato
all’occasione della visita peritale non sussiste (…). … dal punto di vista
psichico l’assicurato é da considerarsi totalmente abile al lavoro.”). 

 

                               2.6.   Secondo la giurisprudenza, il
giudice delle assicurazioni sociali è tenuto a vagliare oggettivamente tutti i
mezzi di prova, a prescindere dalla loro provenienza, e a decidere se la
documentazione a disposizione permette di rendere un giudizio corretto
sull'oggetto della lite. Qualora i referti medici fossero contradditori fra
loro, non gli è consentito di liquidare il caso senza valutare l'insieme delle
prove e senza indicare le ragioni per le quali si fonda su un parere piuttosto
che su un altro (DTF 125 V 352). Determinante è, del resto, che il rapporto sia
completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga
conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in
piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto
medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. DTF 125 V 352;
RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss,
consid. 1c e riferimenti). 

                                         L'elemento rilevante per
decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la
sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo
contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la Corte federale ha stabilito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                         Per quel che riguarda le perizie
allestite da specialisti esterni all'amministrazione, il TFA ha pure
loro riconosciuto pieno valore probante, fintantoché non vi sono degli indizi
concreti che facciano dubitare della loro attendibilità (cfr. STFA U 168/02 del
10 luglio 2003; DTF 125 V 353, consid. 3b/bb).

 

                                         In
una sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il
Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può
fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle
dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno a
proposito della correttezza delle conclusioni contenute in tali rapporti.
Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli
assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei
medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. 

                                         Fra questi mezzi di prova
entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei medici
curanti.

 

                               2.7.   Chiamata ora a pronunciarsi, questa
Corte ritiene che la documentazione medica presente all’inserto, riassunta al
precedente considerando, le consenta di definire validamente la capacità
lavorativa dell’assicurato a far tempo 1° ottobre 2013, senza che si rendano
necessari degli ulteriori atti istruttori (oppure un rinvio all’amministrazione,
così come richiesto dal ricorrente). 

 

                                         Il TCA non ignora che,
anche dopo il 30 settembre 2013, il medico curante dell’assicurato, dott. __________,
specialista in allergologia e immunologia clinica a __________, ha continuato
ad attestare una completa inabilità lavorativa (cfr. doc. 41, doc. 42, allegato
al doc. 54, doc. A 8 e doc. A 10). Tuttavia, le sue certificazioni, prive di
motivazione, non appaiono suscettibili di scalfire il valore probatorio
attribuito ai rapporti elaborati dagli specialisti interpellati dall’Istituto
assicuratore.

                                         La stessa conclusione
s’impone anche per i referti agli atti del Dipartimento di salute mentale di __________,
nella misura in cui non vi é stata attestata alcuna incapacità lavorativa (cfr.
doc. A 5, A 6 e A 9). 

 

                                         In esito a tutto quanto
precede, applicando il criterio della probabilità preponderante utilizzato
abitualmente per l'apprezzamento delle prove nel settore delle assicurazioni
sociali (cfr. STFA U 200/04 del 19 settembre 2005; STFA C 192/04 del 14
settembre 2005; DTF 129 V 181 consid. 3.1, DTF 129 V 406
consid. 4.3.1, DTF 126 V 360 consid. 5b, DTF 125 V 195 consid. 2; RDAT I
- 1996 p. 225), si deve concludere che, a far tempo dal 1° ottobre 2013, RI 1
aveva ritrovato una piena capacità lavorativa nella sua abituale professione. 

 

                                         La decisione su
opposizione impugnata, mediante la quale la __________ ha posto termine al
versamento dell’indennità giornaliera a contare dal 1° ottobre 2013, merita
dunque conferma. 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia
di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti