# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0c1a3de0-568c-5378-8dfe-38f5c488862c
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2002-11-06
**Language:** it
**Title:** Verwaltungspraxis der Bundesbehörden (1987-2017) Bundesrat 06.11.2002 JAAC 68.35
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_VB/CH_VB_008_JAAC-68-35--_2002-11-06.pdf

## Full Text

JAAC 68.35

Estratto di una decisione del Consiglio federale
del 6 novembre 2002 nella causa clinica X. contro

il Consiglio di Stato del Cantone Ticino, anche
pubblicato nella Giurisprudenza e prassi in materia
di assicurazione malattia e infortuni [RAMI] 4/2003, p.

141 segg.

Fixation du tarif applicable dans le cadre de l’assurance obligatoire des
soins pour les hospitalisations dans un hôpital privé.

Art. 47 al. 1, art. 49 LAMal. Art. 14 al. 2 LSPr. Art. 29 al. 2 Cst. Art. 6
CEDH.

- Selon le Tribunal fédéral, la motivation d’une décision peut résulter
d’une correspondance séparée ou du renvoi à une prise de position
d’une autre autorité. Avant d’éditer l’arrêté litigieux, le Conseil d’Etat
a informé la recourante que, s’agissant de la motivation de sa décision,
il avait l’intention de se référer à la recommandation de la Surveillance
des prix (SPR). Il en résulte que le droit d’être entendu de la recourante
a ainsi été respecté (consid. 4.1-4.3).

- Conformément à la jurisprudence du Conseil fédéral, chaque
institution de soins qui exerce à la charge de la LAMal doit, pour
procéder à un calcul correct et transparent des tarifs, prouver les coûts
imputables selon la LAMal qu’il supporte par le biais de sa comptabilité
(consid. 5.2).

- L’introduction du système de la SPR, qui prévoit des déductions qui
augmentent en fonction de le part des patients en division privée et
semi-privée, est prématurée et demande des analyses et vérifications
complémentaires (consid. 5.3).

- Si les données effectives relatives aux coûts des hôpitaux sont
disponibles, il n’est pas admis de les ignorer et de fixer directement le
tarif sur une base exclusivement comparative (consid. 5.4.1).

1

- L’utilisation de tarifs ambulatoires comme base pour la rémunération
des médecins agréés est justifiée pendant une période transitoire. Dans
la mesure où les médecins agréés doivent être rémunérés pour leur
travail uniquement, le Conseil fédéral procède à une déduction pour
la part des prestations relatives à l’infrastructure, au personnel et au
matériel qui est prise en considération dans le forfait ambulatoire. Au
contraire des salaires, les honoraires des médecins ne sont pas soumis
aux déductions pour surcapacité, dans la mesure où l’hôpital recourt
normalement aux prestations des médecins agréés uniquement en cas
de nécessité (consid. 5.4.2).

- Les frais d’investissement des hôpitaux privés non subventionnés
ne sont pas imputables dans la mesure où ils sont à la charge des
collectivités sur la base des lois cantonales ou communales (consid. 5.6).

- Notion de services d’urgences pour l’application de la valeur du
degré d’occupation des lits minimum dans le cadre de la réduction des
surcapacités (consid. 5.6.1).

Festsetzung des anwendbaren Tarifs bei der obligatorischen
Krankenversicherung für medizinisch-sanitäre Heilbehandlungen bei
Krankenhausaufenthalten in einer privaten Heilanstalt.

Art. 47 Abs. 1, Art. 49 KVG. Art. 14 Abs. 2 PüG. Art. 29 Abs. 2 BV. Art. 6
EMRK.

- Nach bundesgerichtlicher Rechtsprechung kann die Begründung
eines Entscheids aus einem separaten Schreiben oder aus dem
Verweis auf eine Stellungnahme einer anderen Behörde hervorgehen.
Bevor der Staatsrat den angefochtenen Beschluss erliess, hat er die
Beschwerdeführerin darüber in Kenntnis gesetzt, dass er in seinem
Entscheid die Empfehlung der Preisüberwachung praktisch übernehmen
werde. Damit ist das rechtliche Gehör der Beschwerdeführerin gewahrt
worden (E. 4.1-4.3).

- Nach der Rechtsprechung des Bundesrates muss jede Einrichtung,
welche ihre Aktivität zu Lasten des KVG ausübt, als Grundlage für
eine richtige und transparente Berechnung der Tarife mittels ihrer
Buchhaltung die von ihr getragenen, nach dem KVG anrechenbaren
Kosten nachweisen (E. 5.2).

- Die Einführung des Systems der Preisüberwachung, welches die
steigenden Abzüge nach dem Anteil der Patientinnen und Patienten
in der privaten und halbprivaten Abteilung vorsieht, ist verfrüht und
benötigt weitere Analysen und Überprüfungen (E. 5.3).

- Es ist nicht erlaubt, die effektiven Angaben über die Spitalkosten
wegzulassen, wenn diese zur Verfügung stehen, und den Tarif
ausschliesslich auf der Basis von Vergleichen festzusetzen (E. 5.4.1).

- In einer Übergangszeit ist die Anwendung von ambulanten Tarifen
als Grundlage für die Vergütung der Belegärzte und -ärztinnen
gerechtfertigt. Soweit diese ausschliesslich für ihre Arbeit vergütet

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werden müssen, nimmt der Bundesrat einen Abzug für den Anteil
der auf die Infrastruktur, auf das Personal und auf das Material
bezogenen Leistungen vor, welcher in den ambulanten Pauschaltarifen
berücksichtigt wird. Im Gegensatz zu den Löhnen wird auf den
Arzthonoraren kein Abzug für Überkapazitäten vorgenommen, soweit
das Spital normalerweise die Leistungen der Belegärzte und -ärztinnen
ausschliesslich im Bedarfsfall beansprucht (E. 5.4.2).

- Die Investitionskosten von nichtsubventionierten Privatspitälern sind
nicht anrechenbar, soweit diese nach kantonalen oder kommunalen
Gesetzen durch die Gemeinwesen getragen werden (E. 5.6).

- Begriff der Notfalldienste für die Anwendung des minimalen
Bettenbelegungsgrades im Zusammenhang mit dem Abzug für
Überkapazitäten (E. 5.6.1).

Fissazione della tariffa applicabile nell’assicurazione obbligatoria delle
cure medico-sanitarie per degenze presso un istituto di cura privato.

Art. 47 cpv. 1, art. 49 LAMal. Art. 14 cpv. 2 LSPr. Art. 29 cpv. 2 Cost. Art. 6
CEDU.

- Secondo il Tribunale federale, la motivazione di una decisione può
risultare da una corrispondenza separata oppure dal rinvio ad una
presa di posizione di un’altra autorità. Il Consiglio di Stato, prima
di emanare il decreto esecutivo, ha informato la ricorrente che nella
sua decisione avrebbe ripreso in pratica la raccomandazione della
Sorveglianza dei prezzi (SPR), per cui il diritto d’essere sentito è stato
rispettato (consid. 4.1-4.3).

- Conformemente alla giurisprudenza del Consiglio federale, ogni
istituto di cure che esercita a carico della LAMal deve, per una
corretta e trasparente elaborazione delle tariffe, provare, attraverso
la contabilità, i costi computabili secondo LAMal da lui sopportati
(consid. 5.2).

- L’introduzione del sistema della SPR che prevede deduzioni crescenti
secondo l’incidenza dei pazienti in divisione privata e semiprivata è
prematura e abbisogna di ulteriori analisi e verifiche (consid. 5.3).

- Se i dati effettivi riguardanti i costi dell’ospedale sono disponibili,
non si può ignorarli e fissare direttamente la tariffa su una base
esclusivamente comparativa (consid. 5.4.1).

- L’impiego dei tariffari relativi alle prestazioni ambulatoriali
come base per la retribuzione dei medici esterni è da considerarsi
giustificato per un periodo transitorio. Nella misura in cui i medici
esterni devono essere rimunerati unicamente per il loro lavoro, il
Consiglio federale opera una deduzione per la parte delle prestazioni
relative alle infrastrutture, al personale e al materiale presa in
considerazione nella tariffa forfettaria ambulatoriale. Gli onorari dei
medici, contrariamente ai salari, non sono sottoposti alla deduzione

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relativa alle sovracapacità, nella misura in cui l’ospedale fa ricorso
normalmente alle prestazioni dei medici esterni unicamente in caso di
necessità (consid. 5.4.2).

- Le spese d’investimento degli ospedali privati non sovvenzionati non
sono computabili nella misura in cui sono a carico della collettività in
base a leggi cantonali o comunali (consid. 5.6).

- Nozione di pronto soccorso per l’applicazione del valore del grado
d’occupazione dei letti minimo nel quadro della riduzione per
sovracapacità (consid. 5.6.1).

Riassunto dei fatti:

Il 21 marzo 2001 il Consiglio di Stato del Cantone Ticino (CdS), in seguito
alla mancata conclusione di una convenzione tariffale tra la Federazione
ticinese degli assicuratori malattia (oggi santésuisse Ticino) e la clinica X., ha
emanato un decreto esecutivo (in seguito: DE) fissando la tariffa forfettaria
giornaliera valevole a partire dal 1° gennaio 2001 presso la clinica X. a fr. 490.-.
Quest’ultima, in data 7 maggio 2001, ha interposto ricorso contro il DE,
concludendo al suo annullamento e alla fissazione di una tariffa forfettaria
giornaliera di fr. 650.-, prestazioni mediche incluse. La ricorrente, oltre ad
invocare una violazione del diritto di essere sentito da parte del CdS, contesta
il grado di copertura dei costi fissato dalla Sorveglianza dei prezzi (SPR) a 86%
per mancanza di una contabilità analitica. La ricorrente ritiene che il CdS, a
torto, non avrebbe, in particolare, preso in considerazione ammortamenti
immobiliari da lei effettuati per il calcolo tariffale.

Estratto dei considerandi:

(…)

4. Diritto di essere sentito

4.1. Il diritto delle parti di essere sentite nel quadro di procedimenti giudiziari
o amministrativi costituisce una garanzia procedurale di rango costituzionale
(art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione svizzera
del 18 aprile 1999 [Cost.], RS 101, entrata in vigore il 1° gennaio 2000 e
applicabile al presente litigio; questa garanzia si fondava precedentemente
sull’art. 4 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del
29 maggio 1874 [vCost.[67]]). Per quanto riguarda la fissazione di una tariffa
nell’ambito dell’assicurazione malattie, il diritto di essere sentito deriva
direttamente dall’art. 47 cpv. 1 in fine della legge federale del 18 marzo 1994
sull’assicurazione malattie (LAMal, RS 832.10), il quale prevede che «[…]
il governo cantonale, sentite le parti interessate, stabilisce la tariffa». La
violazione del diritto di essere sentito invocata dalla ricorrente concerne
la procedura di prima istanza davanti al CdS, per cui eventuali disposizioni
di procedura amministrativa cantonale in questo ambito devono rispettare
certe condizioni minime derivanti dall’applicazione della Costituzione federale
stabilite, in particolare, dalla giurisprudenza del Tribunale federale.

In maniera generale, il diritto di essere sentito permette a coloro che
partecipano ad una procedura amministrativa o giudiziaria di esprimersi
prima che una decisione sia presa a loro svantaggio, d’avere accesso all’incarto,

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di fornire le prove pertinenti, di partecipare all’amministrazione delle prove,
di prenderne conoscenza e di determinarsi in proposito. Il diritto di essere
sentito deve servire all’istruzione della causa, costituendo nel contempo
una facoltà per la parte di partecipare all’emissione della decisione che
riguarda la sua situazione giuridica (DTF 121 I 225 consid. 2a e DTF 124 I
49 consid. 3a e la giurisprudenza e dottrina citate). In questo senso, il rispetto
del diritto di essere sentito a livello di procedura di prima istanza gioca un
ruolo preventivo per quanto riguarda eventuali ricorsi, permettendo alle
parti di dibattere su differenti argomenti e mezzi probatori in anticipo, ciò
che favorisce l’accettazione della decisione da parte delle parti. Il diritto ad
ottenere una decisione motivata risulta pure dal diritto di essere sentito. Al
principio secondo il quale la motivazione deve figurare nella decisione, il
Tribunale federale ha apportato delle sfumature. Esso ha infatti affermato
che la motivazione può risultare da una corrispondenza separata oppure dal
rinvio ad una presa di posizione di un’altra autorità (DTF 113 II 204, DTF 123 I
31 e DTF 124 II 146).

4.2. Nel suo gravame, la ricorrente lamenta una violazione del diritto di
essere sentita conseguente all’assenza di motivazione alla base del DE.

L’Istituto delle assicurazioni sociali (IAS) ha contattato per la prima volta
la clinica X. in data 16 ottobre 2000 per fornire e domandare informazioni
concernenti la tariffa 2001. La situazione relativa alle trattative con la
Federazione ticinese degli assicuratori malattia (in seguito: FTAM) per la
definizione della stessa, come già detto, è stata discussa dalla ricorrente con
l’autorità cantonale in occasione di un incontro a Bellinzona. In data 9 e
17 gennaio 2001 l’IAS inviava alle parti, assieme alle raccomandazioni del
13 dicembre 2000 e 12 gennaio 2001 della SPR, le sue proposte di tariffe per gli
anni 2000 e 2001, conformemente alla procedura d’audizione prevista dalla
LAMal. Attraverso questi scritti l’autorità cantonale informava in pratica di
aver ripreso la metodologia di calcolo tariffale della SPR e invitava le parti
a volersi esprimere al riguardo. Con scritto dell’8 febbraio 2001 la clinica X.
ha fatto pervenire le sue osservazioni concernenti le raccomandazioni della
SPR, le quali sono state in sostanza riprese nel gravame. La ricorrente ha
dunque avuto la possibilità di pronunciarsi sulle proposte tariffali dell’autorità
cantonale concretizzatesi in seguito nel DE. Inoltre, che in quest’ultimo fosse
stato ripreso l’approccio della SPR è pure provato dal fatto che nello stesso il
CdS non ha indicato essersene distanziato, come previsto dall’art. 14 cpv. 2
della legge federale del 20 dicembre 1985 sulla sorveglianza dei prezzi (LSPr,
RS 942.20).

In base a quanto precede, vi è quindi da concludere che la ricorrente non è
stata vittima di una violazione del diritto di essere sentita.

Ricordiamo comunque che ad una violazione del diritto di essere sentito è
possibile rimediare in occasione della procedura di ricorso se la parte lesa può
far valere le sue ragioni davanti all’autorità di ricorso, purché quest’ultima
disponga del medesimo potere d’esame dell’istanza inferiore (GAAC 61.30
consid. 3.1). In particolare, un’eventuale mancanza di motivazione può essere
sanata davanti all’autorità superiore allorquando l’autorità intimata giustifica
e spiega la sua decisione nella sua risposta al ricorso (cfr. DTF 125 I 209, DTF
116 V 28, DTF 111 Ia 2); il ricorrente deve avere la possibilità di replicare.
Queste condizioni sono state pure rispettate nella fattispecie. Da un lato,

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http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?id=BGE_124_I_49&resolve=1
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http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?id=BGE_113_II_204&resolve=1
http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?id=BGE_123_I_31&resolve=1
http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?id=BGE_123_I_31&resolve=1
http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?id=BGE_124_II_146&resolve=1
https://www.amtsdruckschriften.bar.admin.ch/viewOrigDoc/150003443.pdf?ID=150003443
http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?id=BGE_125_I_209&resolve=1
http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?id=BGE_116_V_28&resolve=1
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http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?id=BGE_111_Ia_2&resolve=1

essendosi il CdS pronunciato come autorità cantonale di prima istanza, il
Consiglio federale dispone di un potere d’esame completo in fatto e in diritto,
anche dal punto di vista dell’adeguatezza della decisione (art. 49 della legge
federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa [PA], RS
172.021). D’altro lato, la ricorrente ha avuto modo di esprimersi su tutti gli
elementi alla base della fissazione della tariffa utilizzati dall’autorità intimata
anche nel quadro della procedura di ricorso.

4.3. In virtù di quanto precede, la violazione del diritto di essere sentito deve
pure essere negata per quanto riguarda l’applicazione dell’art. 6 § 1 della Conv.
del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà
fondamentali (CEDU, RS 0.101), il quale garantisce anch’esso il suddetto diritto,
con il conseguente obbligo per i tribunali di rendere decisioni motivate.

Per quanto concerne l’affermazione della ricorrente secondo la quale le
pretese pecuniarie in materia di assicurazioni sociali che risultano da precise
disposizioni legali beneficierebbero delle garanzie previste dall’art. 6 CEDU,
vi è da ricordare che gli assicurati, esaurite le istanze cantonali, possono far
valere le loro pretese pecuniarie mediante un ricorso di diritto amministrativo
al Tribunale federale (DTF 116 V 133 e DTF 112 V 292). L’accesso a un tribunale
indipendente e imparziale è dunque garantito.

Se la ricorrente intende invece contestare la procedura d’adozione tariffale
prevista dall’art. 47 LAMal, valgono le considerazioni seguenti. Il Consiglio
federale, dopo l’entrata in vigore della LAMal, è stato più volte confrontato con
la problematica legata all’art. 6 CEDU e in seguito ad uno scambio di opinioni
con il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) è arrivato alla conclusione
che i ricorsi in materia di liste ospedaliere sono, in virtù dell’art. 53 cpv. 1
LAMal, di sua competenza (pubblicato nella Giurisprudenza e prassi in
materia di assicurazione malattia e infortuni [RAMI] 3/1999, pag. 252 seg.,
consid. 11; cfr. anche la risposta del Consiglio federale del 14 maggio 1997
all’interrogazione ordinaria Suter, no 96.1134, Menschenrechtsverstösse im
Krankenversicherungsgesetz?, BU 1997 N 1589). Il TFA ha già avuto modo di
pronunciarsi su questa problematica (cfr. decisione del 1° maggio 2000 nella
causa Clinica X contro Consiglio federale). Egli ha giudicato il ricorso inoltrato
da una clinica irricevibile secondo il diritto interno in vigore, affermando che
una sua competenza non poteva fondarsi né su un’interpretazione conforme
alla Costituzione federale né sulla possibilità di colmare una lacuna giuridica
riguardante la garanzia della protezione giuridica, quest’ultima accettata dal
popolo ed i Cantoni il 12 marzo 2000 nell’ambito della riforma giudiziaria.
Il TFA ha precisato che la garanzia della protezione giuridica deve essere
realizzata dal legislatore. L’Alta Corte ha inoltre dichiarato che l’art. 6 § 1 CEDU
non era applicabile al litigio in questione, in quanto né il diritto federale né il
diritto cantonale fondavano un diritto ai sensi di questa disposizione.

Per quanto riguarda le tariffe, e senza voler entrare nel merito di una possibile
violazione della CEDU, il Consiglio federale non può che ribadire in sostanza
le sue considerazioni e quelle del TFA effettuate in passato. L’art. 53 LAMal
prevede chiaramente la competenza del Consiglio federale per decidere dei
conflitti basati sull’art. 47 LAMal, per cui altre soluzioni dovrebbero essere
elaborate a livello legislativo. Un passo in questo senso è però oggi in atto
attraverso la riforma dell’organizzazione giudiziaria federale (cfr. Messaggio
del 28 febbraio 2001 concernente la revisione totale dell’organizzazione

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http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?id=BGE_116_V_133&resolve=1
http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?id=BGE_112_V_292&resolve=1

giudiziaria federale, FF 2001 V 3764), la quale prevede la creazione di un
Tribunale amministrativo federale che si occuperà, tra le altre cose, del
contenzioso LAMal attualmente trattato dal Consiglio federale. Nel frattempo
però, consci dell’iter legislativo e dei tempi che esso comporta, è necessario
risolvere il contenzioso legato alla pianificazione ospedaliera e alle tariffe,
ragione per la quale il Consiglio federale, rispettando quanto deciso dal
Parlamento, continuerà ad occuparsi di queste problematiche fino a quando il
suddetto tribunale non sarà operativo.

5. Calcolo della tariffa per cure ospedaliere stazionarie

5.1. L’art. 49 cpv. 1 LAMal prevede che per la rimunerazione della cura
ospedaliera, compresa la degenza ospedaliera (art. 39 cpv. 1), le parti
alla convenzione stabiliscono importi forfettari. Questi coprono, per gli
abitanti del Cantone, al massimo il 50% dei costi fatturabili per paziente
o gruppo d’assicurati nel reparto comune d’ospedali pubblici o sussidiati
dall’ente pubblico. I costi fatturabili sono calcolati alla stipulazione della
convenzione. Non sono computate la quota delle spese di gestione derivanti
dalla sovracapacità, le spese d’investimento, di formazione e di ricerca. In una
decisione di principio, il Consiglio federale ha affermato che la regola del 50%
si applica unicamente agli istituti di cura pubblici o sovvenzionati dall’ente
pubblico, e non alle cliniche private non sovvenzionate (RAMI 4/1997, pag. 220
segg.). Le tariffe forfettarie applicate in questi istituti possono, a determinate
condizioni, coprire tutti i costi fatturabili. Queste disposizioni si applicano
ugualmente allorquando il governo cantonale è chiamato a fissare una tariffa
in assenza di una convenzione (art. 47 cpv. 1 LAMal).

Nella fattispecie, il CdS ha fissato la tariffa forfettaria ospedaliera riguardante
la divisione comune della clinica X., istituto di cura privato non sovvenzionato,
per cui, adempiute tutte le condizioni in materia, è la regola della copertura
totale dei costi computabili che si applica.

5.2. Secondo l’art. 49 cpv. 6 LAMal, gli ospedali calcolano i propri costi e
registrano le proprie prestazioni secondo un metodo uniforme; tengono in
proposito una contabilità analitica e una statistica delle prestazioni.

In data 3 luglio 2002 il Consiglio federale ha emanato un’ordinanza che
concretizza la disposizione summenzionata (Ordinanza sul calcolo dei costi e
la registrazione delle prestazioni da parte degli ospedali e delle case di cura
nell’assicurazione malattie [OCPre], RS 832.104). Siccome la medesima entrerà
in vigore solamente a partire dal 1° gennaio 2003, fino a quel momento,
come è il caso nella fattispecie, continueranno ad applicarsi i principi
giurisprudenziali elaborati dal Consiglio federale. Secondo l’autorità federale,
gli ospedali non sono tenuti al momento a calcolare i loro costi e registrare
le loro prestazioni secondo un metodo uniforme. È dunque necessario
trovare una soluzione transitoria che permetta di tenere in considerazione
gli interessi in gioco fino al momento in cui gli ospedali presenteranno una
contabilità analitica e una statistica delle prestazioni conformemente alla
legge. Secondo il Consiglio federale, in questo ambito bisogna procedere ad
un’analisi materialmente differenziata delle tariffe ospedaliere e fondarsi di
conseguenza sul principio secondo il quale maggiore è la trasparenza dei costi
esposta dagli ospedali, più la parte a carico delle casse malati si avvicina alla
soglia del 100% (cfr. RAMI 6/1997, pag. 355 seg. e 385 seg.).

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Questa soluzione tiene conto degli interessi degli ospedali e del potere pubblico
che ne costituisce il supporto, in quanto permette di aumentare il tasso di
copertura dei costi a carico delle tariffe forfettarie ospedaliere. Essa non
neglige tuttavia gli interessi degli assicuratori e degli assicurati in quanto
limita le tariffe in funzione del grado di trasparenza dei costi.

Non si tratta dunque di un modello contabile che permette di calcolare
matematicamente la percentuale ammissibile che può raggiungere il tasso di
copertura dei costi in un caso concreto. Questa soluzione costituisce piuttosto
un metodo di valutazione della documentazione disponibile affinché sia
possibile determinare dove vi è trasparenza sufficiente e dove vi sono lacune.
Quest’ultime devono essere prese in considerazione nella determinazione del
tasso di copertura dei costi a carico delle tariffe forfettarie ospedaliere.

Ne consegue che anche in assenza di disposizioni concernenti la contabilità
analitica, gli ospedali devono dimostrare i loro costi nella misura in cui questi
vengono presi in considerazione per la fissazione delle tariffe forfettarie,
conformemente al principio generale concernente l’onere della prova (Fritz
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, Berna 1983, 2a ed., pag. 280 segg.).

Riassumendo, vi è da rilevare che nonostante la momentanea mancanza di
disposizioni concernenti il metodo uniforme (contabilità analitica e statistica
delle prestazioni) necessarie per l’analisi delle tariffe, gli ospedali devono
già oggi presentare una contabilità il più trasparente possibile, in modo da
rendere visibili i costi relativi alla divisione comune. Per il calcolo delle tariffe
è dunque necessario avere a disposizione documenti che permettano una
distinzione chiara tra i costi relativi alla divisione comune e gli altri costi. Più
vi è trasparenza nei costi, più il grado di copertura degli stessi si avvicinerà al
100%.

L’interpretazione da parte della ricorrente della giurisprudenza del Consiglio
federale in questo ambito non è corretta. In mancanza di una contabilità
analitica, il Consiglio federale, nelle sue decisioni, ha sempre fissato un grado
di copertura dei costi inferiore al 100%. Questa impostazione, condivisa
dalla SPR, è dunque conforme alla giurisprudenza attuale. Vi è comunque
da precisare che questo margine di sicurezza stabilito dal Consiglio federale
non permette ancora di escludere la presa in considerazione di costi non legati
alla divisione comune. È dunque possibile che, nonostante la riduzione del
grado di copertura dei costi dovuta all’insufficiente trasparenza, le tariffe
calcolate dall’autorità siano ancora troppo elevate rispetto alle prestazioni che
la LAMal dovrebbe pagare.

Il Consiglio federale, nella fattispecie, ritiene che la trasparenza dei documenti
contabili presentati dalla ricorrente non permette certamente di raggiungere il
grado di copertura dei costi del 100%. In questo ambito, il Consiglio federale,
parallelamente all’analisi delle condizioni presenti nel Cantone Ticino,
prende in considerazione anche le situazioni relative alla trasparenza e alla
struttura dei costi in altri Cantoni. Il Consiglio federale confronta dunque la
trasparenza relativa alle basi di calcolo concernente la clinica X. con quella di
altri ricorsi sui quali la presente autorità si è chinata (decisione non pubblicata
del Consiglio federale del 5 luglio 2000 concernente la clinica L.; decisione
non pubblicata del Consiglio federale del 31 ottobre 2001 concernente la
clinica G.; decisione non pubblicata del Consiglio federale del 3 febbraio

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1999 concernente gli ospedali F. e M.; decisione non pubblicata del Consiglio
federale del 28 settembre 1998 concernente l’ospedale O.; decisione non
pubblicata del Consiglio federale del 15 giugno 2001 concernente la clinica U.).

Dal confronto dei risultati scaturiti nelle varie procedure summenzionate
è possibile affermare che la qualità della documentazione presentata dalla
ricorrente per il calcolo della tariffa è sicuramente peggiore sia rispetto a
quanto presentato dagli ospedali F. e M., dove il Consiglio federale aveva
fissato un grado di copertura dei costi del 46% (invece del 50% che corrisponde
alla massima trasparenza; cfr. art. 49 LAMal), sia rispetto al materiale
presentato dalla clinica G. e dall’ospedale O., dove l’autorità federale ha
ammesso un grado di copertura del 90%, rispettivamente del 45%. In
particolare, vi è da sottolineare che la mancanza di una contabilità per unità
finali d’imputazione non permette di evidenziare i costi della divisione
comune. Inoltre, la clinica X. non dispone neppure di una contabilità per
centri di costo. Nei casi citati in precedenza, il Consiglio federale si è potuto
basare su contabilità finanziarie più dettagliate e su informazioni più precise,
anche se una contabilità per unità finali d’imputazione non è ancora stata mai
presentata da nessun istituto di cure. Il Consiglio federale ha invece fissato
un grado di copertura dei costi dell’85% nella sua decisione concernente la
clinica L., vista l’assenza di una contabilità finanziaria. La situazione della
ricorrente, la quale ha presentato almeno un bilancio dettagliato, oltre ad
essere sicuramente migliore rispetto a quest’ultima clinica, è paragonabile a
quella della clinica U., decisione nella quale l’autorità federale ha stabilito un
grado di copertura dell’88%, per cui la presente autorità non può condividere
il valore di 86% a cui è giunta la SPR. Il Consiglio federale, sulla base di quanto
precede, ritiene più opportuno fissare il grado di copertura dei costi all’88%.

Questo valore non è dunque né fissato in maniera teorica né si basa su
una valutazione pregiudiziale priva di qualsiasi motivazione o riferimento
concreto. Si tratta piuttosto di un approccio pragmatico e ragionevole, vista la
mancanza di una contabilità analitica, conforme alla LAMal. È evidente che
allorquando gli istituti di cura riusciranno ad isolare e a provare tutti i costi
legati alla divisione comune, il calcolo potrà essere più preciso.

Per quanto concerne la violazione del diritto di essere sentito in relazione
alla deduzione operata invocata dalla clinica X., vi è da sottolineare, in primo
luogo, che la giurisprudenza del Consiglio federale è chiara per quanto attiene
alle finalità della contabilità analitica in ambito LAMal (copertura dei costi
della divisione comune). In secondo luogo, la deduzione deve applicarsi
ai costi d’esercizio standardizzati fatturabili, in quanto tutte le poste della
contabilità relative ai costi di un istituto concernono sia i costi della divisione
comune sia quelli della divisione privata. Il contrario dovrebbe essere provato
dalla clinica. In terzo luogo, si ribadisce che la contabilità presentata dalla
ricorrente non è trasparente. Una deduzione del 5% come richiesto dalla
clinica risulterebbe insufficiente e contraria alla giurisprudenza di questo
Consiglio federale, pertanto non può essere accolta.

5.3. La ricorrente contesta la deduzione del 3% dai costi computabili
basata sulle differenze a livello di costi tra la divisione comune e le altre
divisioni. Dall’elenco dei costi presentato dalla ricorrente non è possibile
comprendere quali costi sono legati alla divisione comune e quali alle divisioni
privata e semiprivata. Partendo dal principio che un paziente assicurato

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in divisione privata o semiprivata genera, di regola, maggiori costi di un
paziente ricoverato in divisione comune (spazi a disposizione più grandi e/o
personale maggiormente a disposizione), ci si può rendere conto di quanto sia
importante disporre di una contabilità analitica precisa e dettagliata che possa
permettere di calcolare correttamente le tariffe a carico dell’assicurazione
malattia, la quale, ricordiamo, è chiamata a coprire unicamente i costi
derivanti dalla divisione comune. La SPR, nella sua raccomandazione, propone
una deduzione del 3% calcolata secondo un metodo che prevede deduzioni
crescenti a carico degli istituti di cure secondo l’incidenza dei pazienti in
divisione privata e semiprivata (parte di pazienti in divisione privata e
semiprivata inferiore a 10%: nessuna deduzione; parte compresa tra 10%
e 20%: 1% di deduzione, in seguito 1% di deduzione in più per ogni fetta
supplementare di 10% di pazienti, ossia un massimo di 9% di deduzione).
Il Consiglio federale ritiene importante precisare che il fatto che un paziente
della divisione privata e semiprivata generi più costi di quello in divisione
comune è e rimane una presunzione contro la quale, certo, fino ad oggi, non è
mai stata apportata la prova del contrario. In quest’ottica, trovandosi di fronte
a riduzioni forfettarie normative adottate in mancanza di soluzioni migliori,
la presente autorità considera inappropriato rivedere completamente la sua
giurisprudenza in assenza di nuovi dati fondati in materia provenienti dalla
contabilità analitica. Il Consiglio federale ritiene quindi che l’inroduzione
del sistema di calcolo presentato dalla SPR sia prematuro e abbisogni di
ulteriori analisi e verifiche. Allo stato attuale delle conoscenze e tenuto
conto del principio della parità di trattamento, il Consiglio federale intende
confermare la prassi applicata sino ad oggi, secondo la quale un tasso di
pazienti in divisione privata e semiprivata inferiore al. 10% non implica
nessuna deduzione, un tasso compreso tra il 10% e il 20% provoca una
deduzione dell’1% e un tasso superiore ha come conseguenza una deduzione
del 2%. In virtù di quanto precede e appurato che la documentazione contabile
presentata dalla clinica X. non soddisfa le esigenze di trasparenza dei costi
fissate in questo ambito, il Consiglio federale, conformemente alla sua
giurisprudenza, decide di applicare alla clinica X. un tasso di riduzione del 2%.
Contrariamente a quanto affermato dalla ricorrente, questa deduzione non si
sovrappone a quella di cui al consid. 5.2, la quale è determinata sulla base di
una valutazione globale della contabilità dell’ospedale. Con l’applicazione
del tasso di riduzione del 2%, il Consiglio federale fa un passo ulteriore,
prendendo in considerazioni dei dati statistici precisi che permettono di
distinguere meglio gli istituti di cure tra di loro e i costi a carico della LAMal.
È evidente che due ospedali che presentano una contabilità qualitativamente
simile ma che hanno una struttura legata ai loro pazienti (divisione comune,
privata e semiprivata) differente, devono essere pure differenziate a livello
di costi computabili. Il contrario dovrebbe essere dimostrato dalla ricorrente
mediante contabilità analitica, ciò che non è il caso nella fattispecie.

5.4. Per quanto riguarda la ricalcolazione degli stipendi medici, la SPR
afferma che il conto 30 del conto economico della clinica X. riguarderebbe
unicamente gli stipendi dei medici impiegati direttamente dalla clinica, senza
quindi comprendere i medici esterni, parte importante del corpo medico
della clinica. Nella fattispecie, non sarebbe possibile calcolare una tariffa
onnicomprensiva in quanto i costi, che non comprenderebbero gli stipendi

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di tutti i medici, risulterebbero incompleti. La SPR ha quindi ricalcolato gli
oneri medici sulla base dei dati contabili 1998 di diversi reparti degli ospedali
pubblici del Canton Zurigo.

5.4.1. Innanzitutto, è d’uopo costatare che il metodo di calcolo proposto
dalla SPR prende in considerazione esclusivamente i costi di altri ospedali,
tralasciando completamente quanto la clinica ha contabilizzato per la
remunerazione dei medici. Se è vero che il conto 30 comprende unicamente
gli stipendi dei medici impiegati direttamente dalla clinica X., è anche vero
che i conti 380 e 381 riguardano gli onorari dei medici esterni. Risulta quindi
incomprensibile il fatto di non prendere in considerazione detti conti per il
calcolo della tariffa onnicomprensiva nei quali figurano effettivamente gli
importi contabilizzati dalla ricorrente e che rispecchiano la realtà economica
della clinica, contrariamente ai dati riguardanti gli ospedali pubblici di Zurigo.
Inoltre, vi è da tener presente che le tariffe devono essere stabilite secondo
le regole dell’economia (art. 43 cpv. 4 LAMal). A partire dal momento in cui
sono disponibili i dati effettivi riguardanti i costi dell’ospedale in questione,
sarebbe contrario alla legge ignorarli, fissando direttamente la tariffa su una
base esclusivamente comparativa. Dei paragoni con le tariffe di altri ospedali
sono solamente possibili una volta stabilita la tariffa nel rispetto delle regole
in vigore; in particolare, al fine di esaminare il carattere economico delle
prestazioni di un ospedale in rapporto a quelle fornite da altri istituti di cure,
con la possibilità, se bisogno ce ne fosse, di procedere ad una diminuzione
della tariffa (art. 49 cpv. 7 LAMal). In conclusione, la soluzione presentata
dalla SPR avrebbe potuto essere applicata unicamente se non vi fossero stati
a disposizione i dati contabili della clinica relativi agli onorari medici, ciò che
non è il caso nella fattispecie.

5.4.2. Nella fattispecie, i medici esterni sono stati retribuiti sulla base di
tariffari relativi alle prestazioni ambulatoriali. Il Consiglio federale è cosciente
che la presa in considerazione del Catalogo delle prestazioni ospedaliere (in
seguito: CPO) o del Prontuario delle tariffe mediche (in seguito: Prontuario)
per la determinazione degli onorari medici non costituisce la soluzione ideale,
dato che gli stessi non remunerano solo l’attività dei medici, ma tengono
conto anche di altri costi dell’ospedale o dello studio medico (infrastrutture,
personale e materiale). A tal proposito ricordiamo che la collaborazione tra
il medico e l’ospedale può rivestire diverse forme, nel senso che il medico
può mettere a disposizione dell’istituto la sua sola forza lavoro, utilizzando
infrastrutture, personale e materiale forniti dall’ospedale oppure, al contrario,
può apportare tutte o parte delle infrastrutture, dovendone quindi sopportare
i costi. Cionondimeno, l’impiego dei tariffari ambulatoriali summenzionati
per un periodo transitorio è da considerarsi giustificato vista l’assenza,
attualmente, di una soluzione migliore.

Nella fattispecie, dall’incarto non emerge nessun elemento che possa
indurre ad affermare che i medici esterni debbano essere remunerati
per altre prestazioni al di là del loro lavoro (ad es. per l’utilizzo delle loro
infrastrutture). Il Consiglio federale, per ovviare nella misura del possibile
al problema summenzionato, ritiene necessario operare una deduzione
sul totale dei costi stabiliti in applicazione del CPO o del Prontuario per la
parte delle prestazioni relative alle infrastrutture, al personale e al materiale
presa in considerazione nella tariffa forfettaria ambulatoriale. I costi delle

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prestazioni delle infrastrutture relative all’attività del medico stipendiato
sono già rimborsati direttamente alla clinica attraverso la tariffa forfettaria
giornaliera.

Il Consiglio federale ritiene che gli onorari dei medici, contrariamente ai
salari, i quali devono figurare nei costi d’esercizio totali prima delle varie
deduzioni (vedi consid. 6, costi computabili [netto 1]), nella fattispecie, non
debbano essere sottoposti alla deduzione relativa alle sovracapacità in quanto
ingiustificata. In effetti, la clinica ricorre normalmente alle prestazioni dei
medici esterni unicamente allorquando vi è necessità. Se non vi è necessità
non vi sono medici esterni da remunerare e la clinica non deve sopportare
costi in questo senso. Per quanto attiene ai costi legati alla formazione e
ricerca, vi è da rilevare che i medici stipendiati sono tutti medici assistenti,
ragione per la quale responsabili della formazione sono i medici esterni.
In questa situazione è dunque giustificato sottoporre gli onorari medici a
una deduzione del 2% per ricerca e formazione. Inoltre, gli onorari non
sottostanno alla deduzione del 2% per il trattamento di pazienti della divisione
semiprivata e privata in quanto versati per il trattamento di pazienti della
divisione comune (conto 381 e parte del conto 380); la trasparenza in questo
ambito è dunque data. Infine, agli onorari devono essere aggiunti gli interessi
sul capitale circolante, ma non il rincaro visto che il valore del punto per
le prestazioni ambulatoriali non ne è toccato. Secondo il Consiglio federale
questo approccio è inerente al sistema della remunerazione dei medici esterni
sulla base di un tariffario ambulatoriale. Nonostante ciò, e tenendo presente
quanto detto precedentemente a proposito di tale sistema di remunerazione,
la presente autorità è dell’opinione che questa problematica dovrà comunque
essere riesaminata in futuro assieme allo studio di un metodo più corretto e
idoneo per la retribuzione dei medici esterni.

In assenza di dati precisi concernenti la parte di costi d’infrastruttura, di
personale e eventualmente di materiale compresa nella tariffa ambulatoriale,
da eliminare dal calcolo della tariffa forfettaria litigiosa, e tenuto conto delle
deduzioni e aggiunte di cui al paragrafo precedente, il Consiglio federale
decide di effettuare una deduzione forfettaria globale del 12%. I costi
computabili relativi agli onorari dei medici sono dunque ridotti in questa
proporzione (…). Si tratta di una soluzione semplice giustificata dal suo
carattere transitorio. Queste circostanze, combinate con l’assenza di dati chiari,
farebbero apparire disproporzionata la ricerca di un risultato più preciso.

5.5. Giustificate risultano essere le deduzioni effettuate dalla SPR concernenti
i conti 3820-3831, 46, 650-658, 68, 64 e i ricavi da trattamenti ambulatoriali
(…). Ricordiamo che la tariffa da calcolare nella fattispecie deve retribuire
unicamente le prestazioni ospedaliere e non quelle ambulatoriali, per cui
tutto ciò che riguarda il settore ambulatoriale deve essere dedotto dai costi
della clinica. Nella fattispecie, la presa in considerazione dei ricavi del settore
ambulatoriale è dovuta all’impossibilità di identificarne i costi. (…)

5.6. Il Consiglio federale ha già più volte affermato, riprendendo l’art. 49
cpv. 1 in fine LAMal, che i costi di un ospedale privato non sovvenzionato
dall’ente pubblico derivanti da sovracapacità o da spese di formazione e di
ricerca non sono computabili per l’elaborazione della tariffa.

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Le spese d’investimento degli ospedali privati non sovvenzionati non sono
computabili nella misura in cui, in virtù di leggi cantonali o comunali, esse
risultano a carico della collettività. Vi è dunque una differenza rispetto agli
ospedali pubblici o sovvenzionati dall’ente pubblico, i quali, per il calcolo della
tariffa, devono dedurre le spese d’investimento.

5.6.1. Secondo l’art. 49 cpv. 1 in fine LAMal, la quota delle spese di gestione
derivanti dalla sovracapacità non sono dunque computate. Non vi è motivo
per mettere tali spese a carico dell’assicurazione malattie. In situazione di
concorrenza, un’offerta di letti ospedalieri superiore alla domanda farebbe
diminuire le tariffe o le capacità dell’istituto di cura. Le sovracapacità possono
avere come effetto dei prolungamenti temporali non giustificati dal punto
di vista medico dei soggiorni ospedalieri. In presenza di sovracapacità è
necessario quindi apportare ai costi computabili dei correttivi, i quali si
concretizzano mediante un tasso d’occupazione minimo (RAMI 6/1997,
pag. 388).

La Sorveglianza dei prezzi è dell’avviso che per gli ospedali senza un reparto
di pronto soccorso, come la clinica X., un grado d’occupazione dei letti minimo
del 90% sia più che giustificato. La ricorrente contesta l’applicazione di questo
valore e dichiara che la clinica eserciterebbe un servizio d’emergenza. A
questo proposito, la SPR ricorda che sarebbe necessario fare la distinzione
tra servizio d’emergenza e pronto soccorso, essendo le due nozioni differenti.
Il CdS afferma che la clinica X. non disporrebbe di un pronto soccorso per
l’applicazione del tasso dell’85%, vista la mancanza di un reparto di cure
intense riconosciute dalla Società Svizzera di Medicina Interna (SSMI).
L’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), basandosi sulla statistica
ospedaliera 1998, precisa che presso la clinica X. vi sarebbero medici di
guardia ma non medici «in casa». Inoltre, il pronto soccorso della stessa
sarebbe classificato quale pronto soccorso per urgenze minori, come in altre
cliniche del Cantone. Un pronto soccorso per tutte le urgenze esisterebbe
invece solamente presso gli ospedali regionali di Lugano, Bellinzona,
Mendrisio, Locarno, e per gli ospedali di zona di Faido e Acquarossa.

Il Consiglio federale condivide le osservazioni effettuate dall’UFAS,
confermando che un pronto soccorso per il trattamento di tutte le urgenze
come inteso dalla giuriprudenza di questa autorità esiste solamente negli
ospedali summenzionati. Da rilevare che l’esistenza di un servizio di cure
intense, come affermato dal CdS, non ha nessuna incidenza in questo ambito.
Dette cure, semmai ce ne fosse bisogno, costituirebbero uno stadio posteriore
alle cure fornite dal servizio di pronto soccorso. Questa autorità conferma
dunque la correttezza del valore utilizzato dalla SPR. (…)

5.6.2. Le spese di formazione e ricerca non possono essere messe a carico
dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (art. 49 cpv. 1
LAMal). Una deduzione per spese di formazione e di ricerca è sempre da
operarsi quando in un ospedale vi è del personale parzialmente o totalmente
attivo nella formazione o nella ricerca, attività che devono essere regolate
nell’elenco degli obblighi. I costi in questione devono sistematicamente essere
dimostrati. Solo i costi effettivi possono essere dedotti. Se questi non possono
essere determinati, il Consiglio federale considera il tasso raccomandato
dalla Sorveglianza dei prezzi come giustificato (cfr. RAMI 6/1997, pag. 360 e
pag. 387).

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La ricorrente dichiara che all’interno della clinica non verrebbero svolte né
attività di ricerca né d’insegnamento. Questa situazione sarebbe confermata
dai contratti e mansionari di tutto il personale. D’altro avviso è la SPR, la quale
afferma che sarebbe stata la clinica X. stessa, nel suo calcolo della tariffa 2000,
ad aver dedotto (…) costi di formazione e ricerca. L’UFAS riprende quest’ultima
affermazione e dichiara che, avendo la ricorrente in pratica riconosciuto le
attività in questione, in assenza di trasparenza dei costi, sarebbe stata operata
la deduzione normativa conformemente alla prassi del Consiglio federale. Egli
aggiunge che da un inchiesta effettuata nel 1995 (cfr. Risultati inchiesta LAMal:
statistiche 1995, appendice 2 alla Pianificazione ospedaliera e elenco degli
stabilimenti sanitari del 16.12.1997, pag. 19 segg.), si costaterebbe l’esistenza
di una richiesta di riconoscimento per la formazione della Federazione dei
medici svizzeri (FMH) in medicina interna. Inoltre, sarebbe stato possibile
seguire una formazione infermieristica in cure generali e igiene mentale,
nonché una formazione per laborantine e tecnico di radiologia. A tutto
ciò si aggiungerebbe pure l’organizzazione di corsi interni, la possibilità di
partecipare a corsi esterni e la pubblicazione, nel 1995, da parte di tre medici
attivi nella clinica.

La presente autorità ha avuto modo di visionare il contratto tipo d’impiego
(stato al. 5.12.2000) e le direttive (stato al. 21.7.1999) per medici assistenti. Il
primo, al punto 14 relativo alla formazione, prevede che «all’assistente viene
garantita la formazione professionale pratico-teorico secondo un programma
specifico dato dai medici responsabili per la formazione. Compatibilmente
con le esigenze del servizio l’assistente può completare la sua formazione
partecipando a corsi di formazione». Le seconde, al punto 8.2, prevedono che
«se le esigenze di servizio lo permettono l’assistente, previa autorizzazione,
può partecipare a corsi di formazione sia interni che esterni». Da quanto
precede, vi è da concludere che la clinica X., anche se i documenti citati
riguardano unicamente i medici assistenti, ha dei costi legati alla formazione,
ragione per la quale una riduzione dei costi computabili è necessaria.

Siccome dai documenti contabili forniti dalla ricorrente non è possibile
evincere l’importo dei costi legati alla formazione, il Consiglio federale decide,
conformemente alla sua giurisprudenza riguardante gli ospedali con più di 75
letti, di applicare un tasso normativo del 2% dei costi del personale (…).

(…)

5.7. Gli interessi sul capitale circolante fanno parte dei costi computabili
(cfr. decisione non pubblicata del Consiglio federale del 10 maggio 2000
concernente la tariffa della tomografia per risonanza magnetica nel Canton
Sciaffusa, pag. 28, consid. 7.2.2; RAMI 6/1997, pag. 343 segg., consid. 8.6). Nella
fattispecie, il Consiglio federale prende in considerazione un tasso d’interesse
medio del 3,31% (media dei tassi d’interesse applicati alle obbligazioni
di emittenti pubblici per il 1999) e un termine di pagamento di 40 giorni,
ottenendo un tasso d’interesse del 0,36%. Il valore applicato dalla SPR e ripreso
dall’autorità cantonale è quindi corretto. (…)

5.8. Secondo l’art. 46 cpv. 4 seconda frase LAMal, l’autorità che approva una
convenzione ne verifica la conformità alla legge e ai principi di equità e di
economicità. Un mezzo utile per il controllo dell’economicità di un istituto di
cure è costituito dallo studio comparativo delle gestioni ospedaliere, approccio
che il legislatore ha previsto all’art. 49 cpv. 7 LAMal. Quindi, per la definizione

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di una tariffa, oltre a prendere in considerazione i costi computabili di un
ospedale, bisognerebbe ancora verificarne il grado d’efficienza. Fino ad
oggi questa seconda tappa non è mai stata affrontata né dalle parti alle
convenzioni né dalle autorità cantonali e federali. La ragione essenziale
risiede nella mancanza di documentazione e informazioni necessarie, e
quindi nella difficoltà di comparare gli ospedali. Infatti, solo potrebbero
essere paragonati ospedali simili. La SPR ha iniziato ad affrontare questa
seconda tappa soprattutto con l’analisi delle tariffe 2001. Nella fattispecie,
la SPR è giunta alla conclusione che i costi d’esercizio standardizzati da lei
calcolati sarebbero giustificati, per cui non ha operato nessuna correzione per
ineconomicità.

Il Consiglio federale è cosciente delle esigenze della LAMal e dell’importanza di
un’analisi dell’efficienza basata sul confronto tra istituti di cura. Si tiene però
a precisare che, tenuto conto dello sviluppo recente della prassi in questione
e dell’insufficienza perlomeno parziale e/o temporale dei dati di paragone,
il Consiglio federale esaminerà in avvenire in maniera critica il metodo
applicato dalla SPR, soprattutto dal punto di vista della plausibilità dei risultati.
L’esame dell’opportunità dell’introduzione di un controllo dell’economicità è
pure riservato. Nella fattispecie, visto che in pratica nessuna correzione per
ineconomicità è stata effettuata, la presente autorità non intende approfondire
oltre la questione.

(…)

Nonostante il risultato qui ottenuto il Consiglio federale intende confermare
la tariffa di fr. 490.- fissata dal CdS mediante il DE, e questo per i seguenti
motivi. In primo luogo, vi è da rilevare che la correzione dell’importo tariffale
verso il basso qui operata è dovuta, in pratica, alla modifica del calcolo degli
oneri medici (stipendi e onorari) effettuato dalla SPR e ripreso dal CdS. Né la
ricorrente né le altre parti alla procedura hanno contestato detto calcolo. In
secondo luogo, il fatto di dover stabilire la tariffa prendendo in considerazione
importi (stipendi e onorari) calcolati su basi differenti (mensilità fisse e
importi calcolati sulla base del CPO o del Prontuario) costituisce una situazione
particolare che non deve qui condurre, vista la differenza tra gli importi, ad
una severità eccessiva. Infine, la stretta applicazione della tariffa di fr. 487.05
necessiterebbe la revisione di tutte le fatture pagate dagli assicuratori malattia
ai fornitori di prestazioni, con delle complicazioni e degli oneri amministrativi
importanti e disproporzionati.

Visto quanto precede, il ricorso è respinto. È confermato il decreto esecutivo
del 21 marzo 2001 emanato dal Consiglio di Stato del cantone Ticino.

(…)

[67] Può essere consultata sul sito Internet dell’Ufficio federale di giustizia
all’indirizzo http://www.ofj.admin.ch/etc/medialib/data/staat_buerger/
gesetzgebung/bundesverfassung.Par.0008.File.tmp/bv-alt-i.pdf

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http://www.ofj.admin.ch/etc/medialib/data/staat_buerger/gesetzgebung/bundesverfassung.Par.0008.File.tmp/bv-alt-i.pdf
http://www.ofj.admin.ch/etc/medialib/data/staat_buerger/gesetzgebung/bundesverfassung.Par.0008.File.tmp/bv-alt-i.pdf

Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften

Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées

Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

JAAC 68.35 - Estratto di una decisione del Consiglio federale del 6 novembre 2002 nella

causa clinica X. contro il Consiglio di Stato del Cantone Ticino, anche pubblicato nella

Giurisprudenza e prassi in materia di assicurazione malattia e infortuni ...

In Verwaltungspraxis der Bundesbehörden
Dans Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération
In Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione

Jahr 2004
Année

Anno

Band 68
Volume

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Das Dokument wurde durch das Schweizerische Bundesarchiv und die Bundeskanzlei konvertiert.

Le document a été digitalisé par les Archives Fédérales Suisses et la Chancellerie fédérale.

Il documento è stato convertito dall'Archivio federale svizzero e della Cancelleria federale.

	Estratto di una decisione del Consiglio federale del 6 novembre 2002 nella causa clinica X. contro il Consiglio di Stato del Cantone Ticino, anche pubblicato nella Giurisprudenza e prassi in materia di assicurazione malattia e infortuni [RAMI] 4/2003, p. 141 segg.