# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 212ca663-81f9-5a06-92cd-20e491f60d25
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-06
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 06.09.2010 D-5308/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5308-2006_2010-09-06.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5308/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  6  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio), 
Bruno Huber, Fulvio Haefeli, 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, alias 
B._______, Mongolia, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo e allontanamento; 
decisione dell'UFM del 22 giugno 2006 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5308/2006

Fatti:

A.
Il  26 aprile 2006, l'interessata ha presentato una domanda d'asilo in  
Svizzera insieme ad una coppia di  mongoli. Originaria di  C._______ 
(Mongolia),  la richiedente sarebbe stata affidata a sua zia, poiché la 
madre sarebbe deceduta durante il parto. Tale zia l'avrebbe picchiata, 
maltrattata ed avrebbe permesso a degli uomini di abusare di lei. Un 
giorno, la zia avrebbe deciso di lasciare la Mongolia con la richiedente 
e si sarebbero recate in Francia, dove avrebbero vissuto nei giardini 
pubblici. Anche in questo luogo la parente avrebbe continuato a pic-
chiare e a maltrattare la richiedente, fino al giorno in cui l'avrebbe affi -
data ad una coppia di mongoli, conosciuta in detti  giardini,  al fine di 
poter recarsi in Inghilterra con un uomo. La ragazzina avrebbe quindi 
vissuto per quasi due anni con tale coppia, la quale l'avrebbe accolta 
come una figlia e l'avrebbe fatta sentire protetta, amata e facente parte 
di una famiglia. In seguito, avrebbero lasciato la Francia e sarebbero 
venuti in Svizzera.

B.
Con decisione del 22 giugno 2006, l'UFM ha respinto la domanda d'a-
silo dell'interessata. Detto Ufficio ha pure pronunciato l'allontanamento 
della richiedente dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento ver-
so il suo Paese d'origine, ossia la Mongolia, siccome lecita, esigibile e 
possibile.

C.
Il  24  luglio  2006,  l'interessata  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  alla  già 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  (CRA) contro  la 
menzionata decisione dell'UFM invocando, in via principale,  un vizio 
formale nell'ambito della procedura di prima istanza e, contestando, in 
via  sussidiaria,  la  decisione  di  esecuzione  dell'allontanamento.  Ha 
quindi chiesto, l'annullamento della decisione impugnata e, in via sus-
sidiaria, la concessione dell'ammissione provvisoria. Ha infine presen-
tato una domanda d'assistenza giudiziaria, nel  senso della  dispensa 
dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo.

D.
Il 3 agosto 2006, la CRA ha rinunciato, ritenuta la sussistenza di motivi 
particolari  (art.  63  cpv.  4  della  legge  federale  sulla  procedura 
amministrativa del  20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]),  a  chiedere 

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all'insorgente il versamento di un anticipo a copertura delle presumibili 
spese processuali.

E.
Nella sua risposta del 10 ottobre 2006, l'UFM ha proposto la reiezione 
del gravame.

F.
Il 21 novembre 2006, l'autrice del gravame ha inoltrato l'atto di replica, 
allegando la decisione dell'11 agosto 2006 della Commissione tutoria 
competente istituente la curatela per la ricorrente.

Diritto:

1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) giudica 
definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM (art. 31 e art. 33 
lett.  d  della  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17 giu-
gno 2005  [LTAF, RS 173.32],  art.  105  della  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 [LAsi, RS 142.31] e art. 83 lett. d della legge sul Tribu-
nale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

1.2 Dal  1° gennaio  2007,  il  Tribunale  giudica,  in  quanto  sia 
competente,  i  ricorsi  pendenti  al  31  dicembre  2006  presso  le  com-
missioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ricorsi dei 
dipartimenti. Il  giudizio si svolge secondo il  nuovo diritto processuale 
(art. 53 cpv. 2 LTAF).

1.3 Giusta il  capoverso 1 delle disposizioni transitorie della modifica 
della LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento 
dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui agli art. 48, 50 e 52 PA.

3.
Il  Tribunale  esamina  liberamente  l'applicazione  del  diritto  federale, 
l'accertamento dei fatti e l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai 
motivi invocati dalle parti  (art. 62 cpv. 4 PA) o dai considerandi della 

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decisione  impugnata  (cfr. sentenza  del  Tribunale  D-4917/2006  del 
12 luglio 2007 consid. 3). In altri termini, il ricorso può essere accolto  
per  ragioni  che  il  ricorrente  non  ha  addotto  o  respinto  in  base  ad 
argomenti che la decisione impugnata non ha preso in considerazione 
(ibidem).

4.
4.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato  non rilevanti in 
materia d'asilo i motivi invocati dalla richiedente. In particolare, non vi 
sarebbe né un nesso temporale, né uno oggettivo tra persecuzione e 
fuga. Inoltre, i maltrattamenti e abusi, che avrebbe subito la richieden-
te,  non  sarebbero  da  attribuire  a  misure  persecutorie  da  parte  di  
un'autorità statale, bensì unicamente all'azione arbitraria di terzi. Dato 
che l'interessata non si sarebbe rivolta alle autorità del suo Paese per 
richiedere una protezione, non si potrebbe parlare di una mancanza di 
protezione statale. Pertanto, le allegazioni presentate non soddisfereb-
bero le condizioni per il riconoscimento della qualità di rifugiato ai sen-
si dell'art. 3 LAsi. Per quanto riguarda la situazione personale della ri-
chiedente in vista dell'allontanamento, quest'ultima sarebbe in posses-
so di  una formazione scolastica  e  potrebbe rientrare nel  suo Paese 
d'origine con la coppia di mongoli che l'avrebbe accolta come una fi-
glia e con la quale si sentirebbe facente parte di una famiglia. Infine, 
l'UFM ha ritenuto l'esecuzione dell'allontanamento ammissibile, esigi-
bile e possibile.

4.2 Nel gravame, l'insorgente ha, in  via principale, reclamato il  fatto 
che non le sarebbe stato nominato un curatore per le audizioni durante 
tutta  la  procedura  di  prima  istanza,  ma  solamente  in  data  7 lu-
glio 2006, ossia dopo l'evasione della decisione dell'UFM del  22 giu-
gno 2006. Ciò avrebbe impedito a quest'ultimo di intervenire alle audi-
zioni sui motivi d'asilo come pure di espletare il compito di rappresen-
tante legale. L'UFM avrebbe ritenuto sufficiente la presenza all'audizio-
ne della signora D._______, con la quale la ricorrente vivrebbe da cir-
ca due anni. Quest'ultima, tuttavia, non soddisferebbe i criteri che do-
vrebbe avere il rappresentare di un richiedente l'asilo minorenne non 
accompagnato da rappresentanti legali. Inoltre, in via sussidiaria, l'in -
sorgente contesta la decisione dell'UFM in merito all'esecuzione del-
l'allontanamento. Infatti, andrebbe considerata la situazione nella qua-
le verrebbe a trovarsi la ricorrente quale minorenne, orfana e senza al-
cun rapporto familiare intatto in caso di rinvio verso la Mongolia, esclu-
dendo le persone che l'avrebbero accolta dopo l'abbandono da parte 

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della zia, le quali non potrebbero essere tenute a svolgere le veci di  
rappresentanti legali. Peraltro, dovrebbe essere esaminato il rinvio dal 
punto  di  vista  dell'interesse  superiore  del  fanciullo  e  dovrebbero 
essere prese tutte quelle misure atte ad accertare, se, al momento del 
ritorno  nel  Paese  d'origine,  il  fanciullo  possa  essere  effettivamente 
accolto  dalla  famiglia,  da  terzi  o  da  istituzioni  specializzate.  Non 
essendo  stati  effettuati  tali  accertamenti,  andrebbe  annullata  la 
decisione dell'UFM.

4.3 Nella sua risposta al ricorso, l'UFM ha segnalato che la ricorrente 
formerebbe – insieme alla coppia mongola succitata – un unico nucleo 
familiare. In tale ambito si è riferito ad un caso ritenuto simile nel quale 
la CRA si sarebbe espressa a favore di un legame di parentela.

4.4 Nella replica, la ricorrente ha ribadito che coloro che l'avrebbero 
accompagnata non sarebbero stati atti a rappresentarla legalmente ed 
ha, per il resto, rinviato alle conclusioni già presentate nel gravame.

5.
5.1 Giusta l'art. 17 cpv. 3 LAsi in combinazione con l'art. 7 cpv. 2 del -
l'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 ago-
sto 1999  (OAsi  1,  RS 142.311),  per  il  richiedente  l'asilo  minorenne, 
che non è accompagnato, viene nominata una persona di fiducia per la 
durata della procedura d'asilo o d'allontanamento, ma al massimo fino 
alla nomina di un curatore o di un tutore, oppure fino al raggiungimen-
to della maggiore età. La designazione di una persona di fiducia pre-
suppone tuttavia la dimostrazione da parte del richiedente l'asilo, per-
lomeno nel senso della probabilità preponderante, dell'allegata minori -
tà (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della CRA [GICRA] 2001 n.  22 
e  relativo  riferimento).  Peraltro,  incombe  al  richiedente  medesimo 
l'onere della prova della minore età. Ciò avviene segnatamente in virtù 
d'un  esame  dell'insieme  delle  allegazioni  determinanti  (cfr.  GICRA 
2000 n. 19 consid. 8b pag. 188). Nell'ambito dell'accertamento dei fatti 
è altresì possibile ricorrere all'ausilio di metodi scientifici (art. 7 cpv. 1 
OAsi 1).

5.2 Ad un minorenne non accompagnato capace di discernimento, cui 
non è stato designato un tutore o un curatore e nella misura in cui non 
vi è da aspettarsi da parte delle autorità cantonali la pronunzia di prov-
vedimenti tutelari entro un termine ragionevole, va garantita, già prima 
dell'audizione sui motivi d'asilo, una consulenza giuridica per la durata 
della procedura (cfr. GICRA 1998 n. 13 consid. 4b). Eccezionalmente, 

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se  un  genitore,  o  una  persona  incaricata  dell'educazione  del  ri-
chiedente l'asilo minorenne, si trova in Svizzera, non sussiste obbligo 
alcuno per l'UFM di nominare al minorenne medesimo un consulente 
giuridico  per  tutta  la  durata  della  procedura (cfr. GICRA 1999 n. 24 
consid.  4a  pag.  154).  Una  persona  incaricata  dell'educazione  nel 
senso giuridico è unicamente chi detiene l'autorità parentale. Inoltre, 
tutti  i  minorenni  e  gli  interdetti  sono sottoposti  all'autorità  parentale, 
oppure  alla  tutela. Non  vi  sono altre  possibilità  eccetto  queste  due, 
valendo  il  principio  "Tertium  non  datur" (cfr.  PETER TUOR/BERNHARD 
SCHNYDER/JÖRG SCHMID/ALEXANDRA RUMO-JUNGO,  Das  Schweizerische 
Zivilgesetzbuch,  12ª ed.,  Zurigo 2002,  pag. 428).  Di  conseguenza,  il 
termine  "non  accompagnato" significa  non  accompagnato  da  una 
persona detenente l'autorità parentale o da un tutore. 

5.3 In tale ambito la violazione del principio di convocare la persona di 
fiducia conduce di regola alla cassazione della decisione dell'autorità 
inferiore (cfr. GICRA 2004 n. 9 consid. 3c pagg. 61-62). Infatti, secondo 
la  giurisprudenza,  il  diritto  di  essere  sentito  è  di  natura  formale  ed 
esiste indipendentemente dal suo grado d'influenza sul risultato della 
decisione.  Pertanto,  il  suo  mancato  rispetto  conduce  di  principio 
all'annullamento della decisione impugnata, quand'anche il contenuto 
di  quest'ultima  sarebbe  stato  identico,  se  il  diritto  di  essere  sentito 
fosse  stato  concesso  (cfr..  DTF  122  II  464  consid.  4a  pag.  469  e 
GICRA 2006 n. 20 consid. 3.2 pag. 215).

5.4
5.4.1 Nella fattispecie, l'UFM ha riconosciuto la ricorrente, la quale era 
stata del resto sottoposta ad un esame osseo con esito in favore del -
l'allegata  età  (cfr.  atto  A  9/1),  come  minorenne.  Inoltre,  la  signora 
Tugsuu non detiene manifestamente per la ricorrente l'autorità paren-
tale.  Peraltro,  nemmeno  dal  concetto  di  comunità  durevole  simile  a 
quella  famigliare  contenuto  nella  decisione  della  CRA  del  20 gen-
naio 2006, richiamata dall'UFM, che, comunque, non ha valore pregiu-
diziale  essendo  essa  una  decisione  della  CRA presa  in  un  singolo 
caso,  è possibile  dedurne l'autorità  parentale da parte della  signora 
Tugsuu  nei  confronti  della  ricorrente.  Di  conseguenza,  l'insorgente 
dev'essere  considerata  come  una  minorenne  non  accompagnata, 
come sostenuto dalla ricorrente medesima.

5.4.2 Inoltre, non essendo stata sentita in presenza di una persona di  
fiducia  designata  dall'autorità  cantonale  (cfr. art.  17  cpv  3  LAsi),  in 

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occasione delle audizioni del 12 maggio 2006 e del 14 giugno 2006, e 
considerato  che  non  si  poteva partire  dal  presupposto  che  sarebbe 
stato nominato un tutore  o  un curatore  in  tempi  ragionevoli  e  ancor 
meno che sarebbe stato convocato per la seconda audizione – ritenuto 
segnatamente  che  la  signora  D._______  era  stata  considerata 
dall'UFM come atta ad eseguire il ruolo di persona di fiducia e che un 
curatore  è  stato  nominato  solo  in  data  6 luglio 2006  –  l'autorità 
inferiore è così incorsa in una violazione del diritto di  essere sentito 
della  ricorrente.  La  decisione  dell'UFM  incorre  pertanto 
nell'annullamento.

5.4.3 Il ricorso è pertanto accolto, la decisione dell'UFM annullata e gli 
atti  di  causa  sono  rinviati  all'autorità  inferiore  affinché  la  stessa 
proceda, in termini ragionevoli (art. 29 cpv. 1 della Costituzione federa-
le della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 [Cost., RS 101]), a 
pronunciare  una  nuova  decisione  rispettosa  dei  considerandi  della 
presente sentenza.

5.5 In considerazione di quanto precede, il Tribunale si esime dall'esa-
minare le censure della  ricorrente relative all'esecuzione dell'allonta-
namento.

6.
Visto  l'esito  della  procedura,  non  si  prelevano  spese  processuali 
(art. 63  PA).  La  domanda  d'assistenza  giudiziaria  ai  sensi  del-
l'art. 65 cpv. 1 PA è pertanto divenuta priva d'oggetto.

7.
La parte vincente ha diritto ad un'indennità a titolo di ripetibili  per le  
spese necessarie derivanti dalla procedura di ricorso (art.  64 PA in re-
lazione agli art. 7 e segg. del Regolamento sulle tasse e sulle spese ri-
petibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 
21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). In assenza di una nota par-
ticolareggiata,  il  TAF assegna le spese ripetibili  d'ufficio in base agli  
atti. Nel caso concreto, il TAF ritiene giudizioso aggiudicare al ricorren-
te CHF 600.–. L'UFM provvederà a versare tale somma all'insorgente.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto e la decisione impugnata è annullata.

2.
Gli atti di causa sono rinviati all'UFM per la pronuncia di una nuova de-
cisione ai sensi dei considerandi.

3.
Non si prelevano spese processuali.

4.
L'UFM verserà alla ricorrente CHF 600.– a titolo di spese ripetibili.

5.
Comunicazione a:

- rappresentante della ricorrente (Raccomandata)
- UFM, Divisione soggiorno, con allegato l'incarto N [...] (in copia)
- E._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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