# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 28c75bcb-8750-5c3f-846e-295c07a347b4
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-08-19
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 19.08.2009 D-5139/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5139-2009_2009-08-19.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5139/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 9  a g o s t o  2 0 0 9

Giudice Fulvio Haefeli, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice Emilia Antonioni;
cancelliera Chiara Piras.

A._______, Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM dell'11 agosto 2009 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5139/2009

Visto: 

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data 
7 luglio 2009 in Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso all'interessato e mediante il quale 
lo  ha reso attento circa la  necessità  di  consegnare,  entro le  48 ore 
successive all'inoltro della  sua istanza,  un documento d'identità o di 
viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata  consegna  e  in 
assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della sua domanda 
d'asilo, 

i verbali d'audizione del 15 e del 29 luglio 2009, 

la decisione dell'UFM dell'11 agosto 2009,  notificata all'interessato il 
medesimo giorno (cfr. risultanze processuali), 

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 13 agosto 2009 (cfr. timbro del plico 
raccomandato)  e,  contestualmente,  la  domanda  d'esenzione  dal 
versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono, 

e considerato :

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il Tribunale amministrativo federale (TAF) giudica definitivamente i 
ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM  in  materia  d'asilo  (art.  31  e 
art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e art. 83 lett. d LTF), 

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 

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impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa, 

che,  per  conseguenza,  la  conclusione  ricorsuale  tendente  alla 
concessione dell'asilo è inammissibile,

che,  nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie  le  condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e 
all'art. 52 PA nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione impugnata; che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua, 

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua; che, pertanto, la presente 
sentenza va redatta in italiano,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  l'interessato  ha 
dichiarato di essere cittadino nigeriano, nato ad B._______ (Anambra 
State), dove avrebbe vissuto fino al 1988, quando si sarebbe trasferito 
a C._______ (Anambra State); che nel 2007 avrebbe lasciato il proprio 
Paese per recarsi a D._______ (Repubblica del Benin), dove sarebbe 
rimasto  fino  al  maggio  2009,  quando  avrebbe  deciso  di  recarsi  in 
Svizzera, 

che l'interessato avrebbe dovuto lasciato il  proprio Paese d'origine a 
causa della sua appartenenza al  Mouvement for the Actualisation of 
the  Sovereign  State  of  Biafra  (MASSOB);  che  dopo  un'irruzione  da 
parte di polizia e militari durante una riunione con il leader nazionale 
del  detto  movimento,  il  ricorrente,  leader  del  suo  villaggio,  sarebbe 
stato costretto a rifugiarsi all'estero, 

che  l'insorgente  ha  sostenuto  di  essere  salito  a  D._______  su  una 
nave di compagnia e nome a lui sconosciuti e di avere viaggiato senza 
documenti  e  senza  subire  controlli  fino  in  Europa,  dove  sarebbe 
sbarcato  in  un  luogo  a  lui  ignoto;  che,  arrivato  in  una  città,  un 
camionista gli avrebbe offerto il suo aiuto, portandolo in un posto, dove 
quest'ultimo gli  avrebbe consegnato un foglio di carta, suggerendogli 

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di  prendere  il  treno  per  arrivare  a  Chiasso,  dove  avrebbe  potuto 
chiedere asilo, 

che  l'interessato  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità, 

che, nella decisione dell' 11 agosto 2009, l'UFM ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia d'asilo un documento d'identità o di viaggio valevole ai sensi 
dell'art.  1  lett.  b  e  c  dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni 
pregiudiziali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); che, dall'altro 
lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste 
all'art. 32 al. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie, 

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
la sua esecuzione siccome lecita, esigibile e possibile, 

che, nel ricorso, l'insorgente fa valere di non aver potuto consegnare 
alcun documento,  non per  una sua mancanza di  volontà,  bensì  per 
una situazione di oggettiva impossibilità; che egli ha affermato di non 
avere mai posseduto alcun documento d'identità o di viaggio, poiché 
membro  del  MASSOB; che,  inoltre,  sarebbe  fuggito  dalla  Nigeria  in 
quanto appartenente al  detto movimento e quindi  vittima di  continue 
ed ingiuste persecuzioni, 

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della  decisione impugnata e la trasmissione degli  atti 
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 
domanda  d'asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'asilo  o 
dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda 
d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle 
presumibili spese processuali,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 

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di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c), 

che  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  quelli 
emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (Decisioni del Tribunale amministrativo federale [DTAF] 
2007/7 consid. 6), 

che, nel  caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri, 

che il  ricorrente ha dichiarato di  essere espatriato nel febbraio 2007 
recandosi  in  autobus nella  Repubblica  del  Benin  e di  avere lasciato 
detto Paese nel maggio 2009 in nave per l'Europa senza possedere 
documenti d'identità o di viaggio e senza subire controlli  (cfr. verbale 
d'audizione del 15 luglio 2009 pag. 8), 

che  l'insorgente  ha  asserito,  da  un  lato,  di  possedere  una  carta 
scolastica  e  la  carta  d'appartenenza  al  MASSOB  (cfr. verbale 
d'audizione  del  15  luglio  2009  pag.  4),  dall'altro  lato,  di  disporre 
esclusivamente  di  una  tessera  di  appartenenza  al  MASSOB 
(cfr. verbale d'audizione del 29 luglio 2009 pag. 3 D6), 

che,  nell'atto  ricorsuale  egli  ha,  invece,  dichiarato  di  non  avere  mai 
posseduto un documento d'identità ufficiale (pag. 2), 

che,  come  rettamente  evidenziato  dall'autorità  inferiore  nel 
provvedimento  litigioso (pag. 3),  non convincono in  nessun modo le 
vaghe e stereotipate allegazioni del ricorrente in merito alla mancanza 
di  documenti  d'identità o di  viaggio, ritenuto, segnatamente, che egli 
ha affermato di avere frequentato le scuole per ben 12 anni e di avere 
tentato  di  superare  due volte  l'esame di  ammissione per  l'università 
(cfr. verbali d'audizione del 15 luglio 2009 pag. 2 e del 29 luglio 2009 

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pag. 4 D16), circostanze pressoché impossibili senza alcun documento 
d'identità, 

che,  inoltre,  il  racconto  del  ricorrente  in  merito  al  suo  viaggio 
d'espatrio, segnatamente il percorso affrontato dal Benin in Svizzera, è 
contraddistinto da elementi palesemente imprecisi e stereotipati; che, 
a titolo d'esempio, il  ricorrente non ha saputo dire né il  nome, né la 
compagnia, né la bandiera e le soste della nave, sulla quale si sarebbe 
imbarcato  per  arrivare  in  Europa  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
15 luglio 2009  pag. 8),  che,  per  di  più,  egli  non  è  stato  in  grado  di 
nominare  neppure  la  persona  che  lo  avrebbe  aiutato  a  salire  sulla 
nave a D._______ o l'autotrasportatore, che lo avrebbe portato con sé 
ed aiutato a prendere il treno per Chiasso (cfr. verbale d'audizione del 
15 luglio 2009 pag. 8),

che,  il  ricorrente  non è  stato,  altresì,  in  grado  di  convincere  questo 
Tribunale di  avere intrapreso il  viaggio d'espatrio varcando il  confine 
con  il  Benin,  imbarcandosi  in  seguito  per  l'Europa  ed  arrivando  in 
Svizzera  (cfr.  verbali  d'audizione  del  15  luglio  2009  pag.  7  a  9  e 
del 29 luglio 2009 pag. 4 D17/D18) senza documenti  e senza subire 
alcun controllo,

che,  pertanto,  l'insorgente  non  può  aver  viaggiato  nelle  circostanze 
descritte,

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, v'è ragione di 
concludere che l'insorgente dissimuli i suoi documenti d'identità per i 
bisogni della causa, 

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità, 

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile, 

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 

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in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente, 

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5), 

che  l'insorgente ha  dichiarato  di  essere  entrato  a  fare  parte  del 
MASSOB  come  membro  ordinario  nel  giugno  del  2004;  che,  dopo 
l'uccisione  del  capo  del  villaggio  C._______  nel  dicembre  2006 
durante un attacco da parte dei miliari, egli sarebbe diventato leader 
locale  temporaneo;  che,  inoltre  egli  ha  sostenuto  che  la  terza 
domenica  del  gennaio  2007,  durante  una  riunione  a  casa  del 
ricorrente,  una squadra  di  poliziotti  e  militari  avrebbe fatto  irruzione 
nell'abitazione, attaccando gli esponenti del movimento e distruggendo 
la casa; che in tale occasione la madre del ricorrente sarebbe stata 
arrestata e portata in prigione; che l'insorgente si è dapprima recato 
ad  B._______,  dove  avrebbe  trascorso  alcuni  giorni,  fuggendo  alla 
prima occasione verso il Benin seguendo un commerciante (cfr. verbali 
d'audizione del 15 luglio 2009 pagg. 5 a 7 e del 29 luglio 2009 D39, 
D40, D73, D76 a D88), 

che il  ricorrente ha altresì  affermato di  essere tuttora ricercato dalle 
autorità  nigeriane  per  la  sua  appartenenza  al  MASSOB (cfr. verbali 
d'audizione del 15 luglio 2009 pag. 7 e del 29 luglio 2009 pag. 11 D89 
a D96),

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi), 

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato, 

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che,  segnatamente,  e  come  rettamente  sottolineato  nella  decisione 
dell'autorità  inferiore (pagg. 3 e 4),  la  versione dei  fatti  riportata dal 
ricorrente  è  caratterizzata  da  elementi  palesemente  contraddittori, 
inverosimil e particolarmente poveri di dettagli, dando così a codesto 
Tribunale  l'impressione  che  egli  non  abbia  effettivamente  vissuto 
quanto esposto, 

che,  a  titolo  d'esempio,  il  ricorrente  è  stato  ripetutamente  vago  ed 
approssimativo in merito alla cronologia degli avvenimenti (vale a dire 
in  merito  agli  episodi  principe  dell'intero  racconto),  asserendo  di 
essere  diventato  membro  del  MASSOB  “nel  marzo”  o  “nel  giugno 
2004”  (cfr.  verbali  d'audizione  del  15  luglio  2009  pag.  5  e 
del 29 luglio 2009  pag.  6  D39),  ma  di  avere  percepito  il  modulo  di 
appartenenza il “7 gennaio 2005” (cfr. ibidem); che, per di più, egli ha 
dichiarato che il leader della sua communità sarebbe stato ucciso “nel 
dicembre 2006” oppure “nei primi giorni del  mese di dicembre 2006” 
(cfr.  verbale  d'audizione  del  15  luglio  2009  pag.  6)  o  allora  “nel 
novembre  2006  (cfr.  verbale  d'audizione  del  29  luglio  2009  pag.  8 
D62); che,  oltre  a  ciò,  l'insorgente  ha asserito  che  detto  leader  era 
stato ucciso durante una manifestazione nella città di E._______ (cfr. 
verbale d'audizione del 15 luglio 2009 pag. 6),  sostenendo, nel corso 
della  medesima audizione,  che  quest'ultimo  era  invece  stato  ucciso 
durante una riunione (cfr. ibidem),

che, inoltre, l'insorgente si è contraddetto in modo evidente in merito al 
destino della madre, affermando nell'audizione del 15 luglio 2009 che 
ella  era deceduta  per  malattia  dopo essere stata arrestata  (pag. 3); 
che nel  corso dell'audizione del  29 luglio 2009 egli  ha invece, in un 
primo momento, dichiarato che la madre era morta a casa della sua 
famiglia  nella  terza  settimana  del  gennaio  2007  (pag.  5,  D29), 
ribadendo poco dopo che ella era invece deceduta in custodia della 
polizia  (pag.  6  D40);  che,  quando  interpellato  dal  collaboratore 
dell'autorità  inferiore  a  proposito  di  tale  contraddizzione,  egli  non  è 
stato  in  grado  di  spiegarsi  in  modo  credibile,  confermando  che  la 
madre era deceduta “in mano dello Stato” e la salma era stata portata 
“a casa della famiglia” (pag. 7 D47), 

che, per sovrabbondanza, nel gravame il ricorrente non si è espresso 
in  alcun  modo  circa  le  numerose  contraddizioni  ed  inconsistenze 
sollevate dall'istanza inferiore, 

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che, per conseguenza,  l'UFM ha rettamente considerato inverosimili, 
con  riferimento  all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  le  dichiarazioni  rese  dal 
ricorrente, 

che,  pertanto,  non  risultano  elementi  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori 
accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato 
dell'insorgente medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente 
(art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi), 

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, 

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata, 

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 OAsi 1), 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o esporre il ricorrente in Patria al rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 

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4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105), 

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile,

che,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento 
riconducibili all’art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 4 LStr, la situazione 
vigente  in  Nigeria  non  è,  notoriamente,  caratterizzata  da  guerra, 
guerra  civile,  violenza  generalizzata  o  emergenza  sanitaria  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio 
nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
celibe ed è in possesso di una buona formazione generale (cfr. verbale 
d'audizione  del  15  luglio  2009  pag.  2);  che,  secondo  le  sue 
dichiarazioni,  in Patria,  segnatamente a C._______ ed a B._______, 
risiedono  ancora  dei  suoi  zii  (cfr.  verbale  d'audozione  del  15  luglio 
2009 pag. 3); che sono pertanto adempiuti i presupposti per formulare 
una  prognosi  favorevole  con  riferimento  alle  effettive  possibilità  del 
ricorrente di un adeguato reinserimento sociale in Patria, 

che l'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi 
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria (v. sulla problematica Giurisprudenza ed informazioni della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
2003 n. 24);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese d'origine è ragionevolmente esigibile,

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che 
il  ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni 
documento indispensabile al rimpatrio; che l'esecuzione dell'allontana-
mento è dunque pure possibile, 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata, 

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che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); 

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto. 

2.
La  domanda  d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura 
delle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto.

3.
Le spese procedurali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza. 

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione soggiorno (in copia; n. di rif. N [...])
- F._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Fulvio Haefeli Chiara Piras

Data di spedizione: 

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