# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 42d25244-d05d-5720-8e75-065352f452e0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 02.07.2003 INC.2003.1604
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-1604_2003-07-02.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.1604

  	
  Lugano

  2 luglio 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________

  
	
   

  sedente per statuire sull'istanza di proroga presentata il
  23/25 giugno 2003 dal

  
						

 

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico __________, Ministero
  pubblico di Bellinzona

   

  
	
   

  	
  nei confronti di 

  

 

	
   

  	
  __________, attualmente detenuto c/o PCT La
  Stampa

  (patrocinato dall'avv. __________

  

 

accusato dei reati di cui agli
art. 125, 221 cpv. 2 e 223 CP;

 

viste le osservazioni 30 giugno
2003 dell'accusato (presentate per il tramite del patrocinatore);

 

visto l'inc. MP __________;

 

ritenuto e considerato 

 

 

in fatto ed in
diritto

 

 

1.

 

__________ è stato arrestato l'8
gennaio 2003 con l'accusa di incendio intenzionale aggravato, esplosione e
lesioni colpose, segnatamente per avere, nella notte 31 dicembre 2002/1 gennaio
2003 a __________, in correità con __________, cagionato intenzionalmente
l'incendio dello stabile sede __________, provocando ingenti danni alla cosa
altrui e pericolo per l'incolumità pubblica, rispettivamente l'esplosione,
mettendo in tal modo scientemente in pericolo la vita o l'integrità delle
persone o l'altrui proprietà, nonché per avere cagionato per negligenza un
danno al corpo o alla salute di __________ (cfr. richiesta di conferma
dell'arresto 9 gennaio 2003, doc. _, inc. GIAR __________).

 

L'arresto è stato confermato da
questo giudice il giorno stesso, stante l'esistenza di gravi e concreti indizi
di colpevolezza, di bisogni dell'istruzione e dei pericoli di fuga e di
recidiva (cfr. doc. _, inc. GIAR citato sopra).

 

 

2.

 

Con la richiesta qui in
discussione il Procuratore pubblico chiede una proroga del carcere di due mesi,
cioè fino all'8 settembre 2003, onde poter procedere a confronti, previsti tra
__________ /__________ e __________ /__________ al fine di chiarire le
divergenze fra le rispettive versioni dei fatti, precisando che non è stato
possibile procedervi precedentemente a causa delle precarie condizioni di
salute di __________ - che hanno consentito soltanto interrogatori limitati nel
tempo (come risulta dal certificato medico 4 aprile 2003) - il quale è tuttora
ospedalizzato in Svizzera interna ed il cui trasferimento in Ticino dovrebbe
avvenire alla fine di luglio, momento in cui si potrà procedere ai suddetti
confronti. In considerazione della particolare cornice ambientale
caratterizzante i fatti del __________, vi sarebbe pure un concreto rischio di
collusione ed inquinamento delle prove: sarebbe quindi necessario, almeno fino
al chiarimento delle reciproche posizioni, non dare alle parti la possibilità
di interferire reciprocamente. Inoltre, essendo __________ cittadino straniero
senza legami significativi con il nostro territorio e tenuto conto della
possibile pena in caso di condanna, sussisterebbe un reale pericolo di fuga.
Avuto riguardo alla gravità dei reati imputati a __________, una proroga di due
mesi della carcerazione preventiva sarebbe rispettosa del principio di
proporzionalità. Il fatto che egli sia stato sentito l'ultima volta il 16 aprile
2003 sarebbe da addebitarsi alle difficoltà dell'inchiesta derivanti sia dalle
condizioni di salute di __________ sia dal coinvolgimento di più persone le cui
dichiarazioni vanno valutate a dipendenza degli elementi che emergono di volta
in volta.

 

 

3.

 

Con le osservazioni la difesa di
__________ non si oppone alla richiesta di proroga.

 

 

4.

 

L'art. 95 CPP - corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere
preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso
accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e
nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al
pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare
ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di
interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.
32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine
pubblico (REP 1998 n. 105). L'eccezione della cautelare privazione della
libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di
diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento
di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali -
nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto
della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102
Ia 381). I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella
loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e
quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989
pag. 287 ss);

 

 

 

 

5.

 

I seri e concreti indizi di
colpevolezza a carico di __________ (non formalmente contestati dalla difesa ma
comunque soggetti a verifica d'ufficio da parte di questo giudice) sono
senz'altro dati: l'accusato ha infatti ammesso di aver eseguito "il
lavoro" con __________ e di ritenere che l'incarico fosse stato dato a
quest'ultimo da __________, gerente del locale, e dietro previsto compenso di
fr. 10'000.--, precisando pure di avere acquistato con __________ la benzina
per appiccare l'incendio presso una stazione di servizio di __________ il 31
dicembre 2002 (cfr. verbali PP 14 febbraio 2003 e 8 aprile 2003 n. __________ e
__________).

 

 

6.

 

I criteri determinanti per
stabilire se esista pericolo di fuga sono il carattere del prevenuto, il suo
domicilio, la sua professione, la sua situazione familiare ed i suoi legami con
lo Stato in cui egli è inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in
re S. C. del Tribunale federale, sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP
314/94) e l'apprezzamento di tutte tali circostanze, per invocare appunto un
rischio di fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiono
rispetto all'accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui
dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati
comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importante (in questo
senso M. Luvini, in Rep. 1989, p. 292 e ss. e riferimenti ivi indicati;
sentenza 14 novembre 1994 in re S.V., CRP 341/94).

 

__________ è cittadino italiano,
ivi residente e senza legami significativi con la Svizzera, ciò che rende
concreto il pericolo che, una volta messo in libertà provvisoria, egli tenti di
sottrarsi al procedimento, dandosi alla fuga, tenuto conto della presumibile
pena (di reclusione) in caso di condanna. 

 

 

7.

 

Quanto alle necessità istruttorie
atte a giustificare la misura cautelare di privazione della libertà, non è
inutile ricordare i seguenti principi: 

 

"

-      In relazione ai bisogni istruttori, atti a giustificare
la misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare che questi non
s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto tali, o con gli
accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di collusione o
d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la corretta
raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse,
ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss.;
RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in
corso non è, di per sé, decisivo, in quanto "Die Tatsache allein, dass
noch nicht alle Beweise erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht
werden konnten oder dass der Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt
nicht" (N. Schmid, op. cit., no. 701a). Occorre che l'indagato, se
posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto
svolgimento e, conseguentemente, l'esito.

 

-                   
E', inoltre, necessario che questa
possibilità di pregiudicare la raccolta di elementi di prova si fondi su
elementi concreti: "Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des
Bundesgerichtes die theoretische Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in
Freheit kolludieren könnte, nicht, um die Fortsetzung der Haft oder     die
Nichtgewährung von Urlauben unter diesem Titel zu rechtfertigen. Es mussen
vielmehr konktrete Indizien für eine solche Gefahr sprechen." (DTF 117
Ia 257, cons. 4 c.).

 

-      Gli elementi di concretezza del pericolo vanno
individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e
nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad
esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non
può essere invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della
misura cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del
teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza
d'interessi (tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p.
438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p.19). Il semplice atteggiamento di diniego
dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66;
Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13)."

(GIAR 23 settembre 2002 in re Y.)

 

 

Va da sé che i criteri sopra
esposti richiedono applicazione più restrittiva allorquando l'inchiesta (e la
detenzione) é in corso da un certo tempo. 

 

Se è ben vero che __________ ha
sostanzialmente ammesso le proprie responsabilità (cfr. verbale PP 6 febbraio
2003 n. 109), è altrettanto vero che le sue dichiarazioni devono ancora essere
confrontate con quelle di __________ e di __________, in quanto divergenti su
vari punti. Basti qui evidenziare che __________ ha dichiarato di avere
contattato __________ per l'incendio e di averlo subito informato di chi fosse
il mandante e dei motivi per i quali questi aveva commissionato l'incendio
(__________sostiene invece di avere immaginato che il mandante fosse il gerente
del locale), nonché ha asserito di avere comprato circa 100 litri di benzina la
sera del 21 dicembre 2002 presso la stazione __________ unitamente a __________
[viceversa __________ sostiene di avere acquistato circa 25 litri di benzina
(cfr. verbale PP 8 aprile 2003) il 31 dicembre 2002 presso un distributore di
__________, dove si era recato con __________ (cfr. verbali PP __________ 6
marzo 2003, 12 marzo 2003, 20 marzo 2003, 28 marzo 2003 e 11 aprile 2003 n.
__________)]. Da notare che le asserzioni di __________ in merito all'acquisto
della benzina trovano riscontro in altri atti istruttori (tabulati cellulare
__________ e registrazioni stazione di servizio __________). __________ ha
invece mantenuto un atteggiamento negatorio sin dall'inizio dell'inchiesta.
Esiste pure un concreto rischio di inquinamento e collusione delle prove.
Infatti i personaggi implicati si muovono in un ambiente caratterizzato da "omertà"
e paura, ciò che non permette affatto di escludere interferenze nelle posizioni
espresse dalle parti, anche nella forma di ritorsioni e pressioni nei confronti
dei famigliari dei correi. E' quindi necessario, così come evidenziato dal
magistrato inquirente, che, perlomeno fino alla definitiva assicurazione delle dichiarazioni
dei protagonisti, non sia data la possibilità di interferenze. 

 

 

8.

 

Stabilito che gli elementi di
legge per il mantenimento e/o proroga della detenzione preventiva sono presenti
nel caso in esame, occorre ora valutare se la proroga richiesta è rispettosa
del principio di proporzionalità, ricordato che determinanti a tale proposito
sono il rapporto tra la detenzione sofferta, o eventualmente ancora da
soffrire, e la gravità dei reati (o meglio della pena ipotizzabile), nonchè il
rispetto dell'art. 102 CPP (secondo cui l'inchiesta deve procedere con
celerità).

 

__________, come detto, è
detenuto dall'8 gennaio 2003 per reati certamente gravi (crimini) e per i
quali, incendio ed esplosione è prevista la pena della reclusione ed, in caso
di condanna, è ipotizzabile una pena di durata verosimilmente ben maggiore del
carcere sin qui sofferto ed ancora da soffrire. 

Per quanto concerne invece la
questione legata alla celerità dell'inchiesta, il fatto che non siano stati
ancora effettuati i confronti fra __________ /__________ e __________
/__________, non può essere ritenuto lesivo del principio di proporzionalità,
tenuto conto sia del perdurare delle precarie condizioni di salute di
__________, tuttora ricoverato oltre Gottardo ed il cui trasferimento in Ticino
dovrebbe comunque essere possibile per la fine di questo mese, che hanno
permesso di procedere soltanto ad interrogatori limitati nel tempo e non a
confronti, sia del coinvolgimento nell'inchiesta di più persone (l'ultima delle
quali è __________, arrestato circa 1 mese fa), ciò che fa si che gli atti
d'inchiesta nei confronti dell'uno siano funzionali anche all'inchiesta
dell'altro e che le rispettive dichiarazioni debbano essere valutate a
dipendenza degli elementi che emergono di volta in volta. Giova comunque sin
d'ora osservare che qualora le condizioni di salute di __________ non dovessero
consentire di procedere ai confronti nei tempi previsti, l'eventuale richiesta
di un'ulteriore proroga della carcerazione preventiva dei correi e/o complici,
in assenza di altre motivazioni, potrebbe non essere giustificata, fondandosi
su una circostanza a loro non imputabile.

Visto quanto sopra, la proroga di
2 mesi richiesta appare rispettosa del principio di proporzionalità. L'istanza
deve quindi essere accolta così come proposta dal Procuratore pubblico, con la
presente decisione, esente da tasse e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e
contrario), e suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art.
284 cpv. 1 lett. a CPP). 

 

 

 

P.Q.M.

 

 

richiamati gli articoli 221 cpv.
2 CP, 223, 125 CP, 95 ss. 102, 103, 279 ss, 284 CPP;

 

 

 

 

decide

 

 

1.      L’istanza è
accolta.

Di conseguenza
il carcere preventivo cui è astretto __________ è prorogato sino all'8
settembre 2003 (compreso).

 

 

2.      Non si percepiscono
né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.      Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera
dei ricorsi penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.      Intimazione:

-       
Procuratore pubblico __________ (con fotocopia delle osservazioni del
patrocinatore dell'accusato e l'inc. MP __________ di ritorno);

-       
avv. __________;

-       
Direzione del Penitenziario cantonale, 6904 Lugano-Cadro.

 

 

 

 

 

 

                                                                                giudice
__________