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**Case Identifier:** a925a2ac-13a9-5bc5-94d0-75536c45a0a2
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-09-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.09.2025 D-6418/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6418-2025_2025-09-16.pdf

## Full Text

D-6418/2025 

Pagina 1 

 B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6418/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 6  s e t t e m b r e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Lukas Müller, Manuel Borla,  

cancelliera Sara Miljanovic. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

B._______, nata il (…), 

C._______, nato il (…), 

Afghanistan,  

tutti patrocinati da Federica Torta, SOS Ticino Protezione 

giuridica della Regione (…), 

ricorrenti,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Esecuzione dell’allontanamento (paese terzo sicuro); 

decisione del 14 agosto 2025 / N (…)  
  

D-6418/2025 

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Fatti: 

A.  

A.a In data 25 marzo 2025 A._______ e B._______, coniugi ed entrambi 

cittadini afghani, hanno presentato insieme al figlio C._______ una do-

manda d’asilo in Svizzera.  

A.b Dai riscontri dattiloscopici nell’unità del sistema europeo "EURODAC" 

del 27 marzo 2025 è risultato che i ricorrenti avevano già depositato delle 

domande d’asilo in Grecia in data (…) gennaio 2025, e che in data (…) 

gennaio 2025 avevano ricevuto protezione. 

A.c In data 31 marzo 2025 gli interessati hanno conferito procura alla rap-

presentanza legale alla SOS Ticino Protezione giuridica della Regione (…) 

- Caritas Svizzera.  

A.d Con scritto del 3 aprile 2025, la Segreteria di Stato della migrazione (di 

seguito: SEM) ha concesso ai richiedenti il diritto di essere sentiti circa 

l’eventuale applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. a della legge sull’asilo del 

26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) ed il relativo allontanamento verso la 

Grecia.  

A.e In data 4 aprile 2025, la SEM ha presentato alle competenti autorità 

greche una richiesta di ripresa a carico dei richiedenti in applicazione della 

Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 

16 dicembre 2008 recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati 

membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare 

(GU L 348/98 del 24 dicembre 2008) e dell'Accordo bilaterale di 

riammissione tra la Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una 

protezione internazionale (Accordo del 28 agosto 2006 tra il Consiglio 

federale svizzero e il Governo della Repubblica ellenica concernente la 

riammissione di persone in situazione irregolare [RS 0.142.113.729]). 

A.f Lo scritto del 7 aprile 2025 per mezzo del quale i richiedenti, per il tra-

mite della loro rappresentanza, hanno esercitato il loro diritto di essere sen-

titi in merito all’applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi ed il loro allon-

tanamento verso la Grecia.  

A.g In data 14 aprile 2025 le competenti autorità elleniche hanno accettato 

la riammissione degli interessati, poiché è stato concesso loro lo statuto di 

rifugiato in data (…) gennaio 2025 ed hanno ottenuto un permesso di sog-

giorno valido dal (…) gennaio 2025 al (…) gennaio 2028.  

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A.h In data (…) aprile 2025, i richiedenti hanno sostenuto un colloquio in 

merito al rinvio verso uno Stato terzo. 

A.i Con scritto del 2 giugno 2025 i richiedenti, per il tramite della rappre-

sentanza legale, hanno nuovamente evidenziato la situazione medica 

dell’intera famiglia, nonchè le condizioni in cui avrebbero vissuto in Grecia. 

Hanno pertanto richiesto di rinunciare alla riammissione in Grecia e, quan-

tomeno, di ottenere l’ammissione provvisoria.  

A.j In data 14 agosto 2025 i richiedenti hanno inoltrato, per il tramite della 

loro rappresentanza legale, il loro parere circa la bozza di decisione della 

SEM del 12 agosto 2025.  

A.k In corso di procedura gli interessati sono stati sottoposti a diverse visite 

mediche.  

B. Con decisione del 14 agosto 2025, notificata in data 18 agosto 2025, la 

SEM non è entrata nel merito della domanda d’asilo ai sensi 

dell'art. 31a°cpv. 1 lett. a LAsi ed ha pronunciato l'allontanamento degli in-

teressati verso la Grecia, incaricando il Cantone D._______ con l’esecu-

zione della misura. 

C. Con ricorso del 25 agosto 2025 (data di entrata: 26 agosto 2025; cfr. tim-

bro del plico raccomandato), gli interessati sono insorti dinanzi il Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: il Tribunale o TAF) contro la summen-

zionata decisione della SEM, concludendo, secondo il senso, al suo annul-

lamento e alla concessione dell’ammissione provvisoria, in subordine, alla 

restituzione all’autorità inferiore degli atti per il completamento dell’istru-

zione. A livello procedurale hanno presentato una domanda di assistenza 

giudiziaria parziale, nel senso dell’esenzione dal pagamento delle spese di 

giudizio e del relativo anticipo, protestando tasse e spese.  

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).  

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1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

2.  

2.1 I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-

riore, sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vantano un 

interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto sono legittimati ad aggravarsi contro di 

essa. 

2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre per-

tanto entrare nel merito del ricorso. 

3.  

Ai sensi dell’art. 49 PA, in materia di diritto degli stranieri, i motivi di ricorso 

sono la violazione del diritto federale, l’accertamento inesatto o incompleto 

di fatti giuridicamente rilevanti e l’inadeguatezza (cfr. DTAF 2014/26 con-

sid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), 

né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle ar-

gomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).  

4.  

Oggetto della procedura nel caso in disamina risulta essere esclusiva-

mente la questione dell'esecuzione dell'allontanamento. Infatti, con il ri-

corso gli insorgenti, seppure abbiano formalmente chiesto l’annullamento 

della decisione impugnata (cfr. ricorso, pag. 16), hanno al contempo do-

mandato unicamente l’ammissione provvisoria in Svizzera.  

5.  

Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici 

(art. 21 cpv. 1 LTAF). In applicazione dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, anche in 

questi casi il Tribunale può rinunciare allo scambio degli scritti, come nella 

fattispecie. 

6.  

In sede di colloquio in merito al rinvio verso uno Stato terzo, il ricorrente ha 

innanzitutto confermato di essere entrato illegalmente in Grecia il 

(…) dicembre 2024, di aver chiesto asilo il (…) gennaio 2025 e di aver 

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ottenuto protezione internazionale in Grecia in data (…) gennaio 2025. In 

merito ai documenti di viaggio greci, ha dichiarato di averli ricevuti in data 

(…) marzo 2025 e che, appena ricevuti, avevano già preso i biglietti per 

partire in Svizzera. In merito alla decisione di venire in Svizzera, egli ha 

dichiarato che la scelta è stata presa circa 15 giorni prima della partenza. 

Alla domanda sul motivo della scelta della Svizzera, egli ha risposto di non 

avere familiari in Europa e di aver deciso di venire in Svizzera per poter 

curare il figlio e per poter vivere bene. In merito all'alloggio, egli ha riferito 

di essere stati allontanati dal Centro d'accoglienza in cui alloggiavano lo 

stesso giorno in cui hanno ricevuto la protezione internazionale. 

Successivamente, avrebbero vissuto in una tenda per circa 20-25 giorni 

nel bosco di fronte al campo. La mancanza di alloggio sarebbe stata 

denunciata al centro del campo, ma gli sarebbe stato risposto che avrebbe 

dovuto arrangiarsi. Nonostante gli sforzi profusi, non è riuscito a trovare un 

alloggio, poiché gli appartamenti non verrebbero affittati a persone afghane 

appena uscite dal campo. Per quanto riguarda il sostentamento, ha 

dichiarato di aver utilizzato risparmi e di aver chiesto dei prestiti ad alcuni 

familiari. Relativamente al lavoro, ha riferito di non aver mai lavorato in 

Grecia, ma di essersi recato per oltre 20 giorni, alle 6 del mattino, su una 

strada vicino ad una piazza, dove venivano prese delle persone per 

lavorare, ma che spesso ne prendevano poche. Anche per questa 

situazione ha chiesto informazioni al campo ma non gli sarebbe stata 

fornita alcuna risposta. Per quanto riguarda i corsi di lingua, ha riferito di 

essersi informato presso il campo, ricevendo conferma che sarebbe stato 

avvisato all’avvio delle lezioni; tuttavia, non avrebbe mai ricevuto alcuna 

comunicazione. Infine, riguardo all’assistenza medica ricevuta in Grecia, 

egli ha riferito di aver avuto problemi di salute, in particolare prurito e 

raffreddore dovuti alle scarse condizioni igieniche, e di aver ricevuto un 

antidolorifico. Per quanto riguarda la situazione di salute del figlio, egli ha 

riferito che quest’ultimo presenterebbe problemi di soffio al cuore e che, 

mentre si trovavano in Grecia, il figlio sarebbe svenuto e sarebbe stato 

portato urgentemente in ospedale, dove però sarebbe stata trattata solo la 

diarrea, mentre che i problemi al (…) e ai (…) sarebbero stati ignorati. Egli 

ha inoltre dichiarato che il figlio sarebbe molto debole, tanto da ammalarsi 

subito, anche a causa delle scarse condizioni igieniche presenti in Grecia.  

Quanto alla ricorrente, oltre a confermare le dichiarazioni del marito, ha 

affermato di aver lasciato la Grecia poiché li aveva tanti problemi, tra cui il 

fatto che quando aveva dolore alla gamba le veniva dato solo del ghiaccio, 

mentre che il figlio si ammalava spesso. Ha inoltre dichiarato che non esi-

stono motivi particolari per la scelta della Svizzera. In merito al suo stato di 

salute ha dichiarato di aver avuto problemi, in particolare un’allergia, male 

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al ginocchio per il quale le sarebbe stato dato unicamente il ghiaccio. Per 

tale problema non avrebbe mai ricevuto una visita. In merito allo stato di 

salute del figlio, l’interessata ha riferito che egli avrebbe avuto la diarrea e 

il vomito e che sarebbe svenuto; in quell’occasione sarebbe stata chiamata 

un’ambulanza che lo avrebbe portato al pronto soccorso, dove sarebbe 

rimasto per una notte. L’interessata, infine, ha riferito di non voler tornare 

in Grecia, in quanto non avrebbero ricevuto né cure mediche né un allog-

gio.  

6.1 Nella sua analisi, la SEM ha valutato l'esecuzione dell'allontanamento 

ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile. In particolare, per 

quanto concerne l'ammissibilità dell'allontanamento, dagli atti all'incarto 

non risulterebbero elementi sufficienti per ritenere degli indizi seri provanti 

che le autorità greche violerebbero il diritto internazionale, non concedendo 

agli interessati la necessaria protezione o esponendoli a condizioni di vita 

disumane, o che essi potrebbero trovarsi in una situazione di emergenza 

esistenziale a causa delle circostanze individuali di natura sociale, econo-

mica o sanitaria. L’autorità inferiore ha rilevato che, nonostante i ricorrenti 

abbiano dichiarato di essere stati esposti a condizioni di vita complicate, 

agli atti non risulterebbero che gli stessi, dopo aver ottenuto il permesso di 

soggiorno in Grecia, abbiano sollecitato il sostegno delle istanze elleniche 

preposte per i beneficiari di protezione internazionale e che quest’ultime 

l’abbiano negato.  

In merito all’esigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento, l’autorità 

inferiore ha rilevato che, sebbene i ricorrenti costituiscano una famiglia, nel 

loro caso sussisterebbero circostanze favorevoli che ne consentirebbero il 

rinvio. Essa ha osservato che i ricorrenti avrebbero lasciato 

immediatamente la Grecia non appena ottenuti i documenti, senza 

compiere alcun concreto sforzo per avvalersi dei diritti riconosciuti dalla 

Direttiva Qualifiche. Dalle loro stesse dichiarazioni emergerebbe inoltre 

che la Svizzera sarebbe stata la destinazione originaria del viaggio e che 

non vi sarebbe stata l’intenzione di costruire un’esistenza in Grecia. Non 

risulterebbero infatti elementi che dimostrerebbero un reale impegno nel 

ricercare sostegno o un’occupazione sul territorio greco, avendo essi 

abbandonato il Paese subito dopo il rilascio aver ottenuto i documenti greci. 

I tentativi di migliorare la loro condizione in Grecia sarebbero quindi stati 

solo di breve durata, privi di prospettiva a lungo termine. Per quanto 

concerne la situazione sanitaria, la SEM ha concluso che, in virtù dello 

status di protezione riconosciuto in Grecia, i ricorrenti beneficerebbero 

della parità di trattamento con i cittadini greci, in particolare nell’accesso 

alle cure mediche. Non sarebbero stati prodotti elementi concreti atti a 

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dimostrare che le autorità greche negherebbero loro le prestazioni sociali 

o sanitarie. Non vi sarebbe dunque ragione di ritenere che, a seguito del 

ritorno in Grecia, i ricorrenti si troverebbero in una condizione di disagio 

esistenziale tale da non poter essere superata. Infine, l’autorità inferiore ha 

sottolineato che spetterebbe ai richiedenti far valere i propri diritti presso le 

competenti autorità greche dopo il riconoscimento della protezione, 

rilevando che non si tratterebbe delle stesse autorità che li hanno assistiti 

durante la procedura d’asilo. 

6.2 In sede ricorsuale, gli insorgenti contestano dapprima la violazione del 

diritto di essere sentiti ed un accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti 

svolto dalla SEM. In merito alla prima censura, gli stessi lamentano un di-

fetto di motivazione da parte dell’autorità di prime cure della decisione av-

versata, in particolare circa una rinuncia da parte della SEM ad ulteriori 

chiarimenti medici. Per quanto concerne la censura relativa un accerta-

mento incompleto ed inesatto dei fatti giuridicamente rilevanti, i ricorrenti 

lamenterebbero un mancato approfondimento del loro stato di salute, con-

siderata la loro vulnerabilità nonché i diversi trattamenti medici in corso.  

In merito all’esecuzione dell’allontanamento, gli insorgenti ne contestano 

sia l’ammissibilità, sia l’esigibilità. Essi censurano, inoltre, la conclusione 

dell’autorità inferiore, secondo cui vi sarebbe una presunta mancanza di 

integrazione in Grecia, evidenziando che non sarebbe stato considerato né 

il contesto reale né le loro dichiarazioni. In effetti, i ricorrenti una volta otte-

nuti i documenti, avrebbero vissuto in condizioni di estrema precarietà, 

senza alloggio dignitoso né accesso a cure mediche adeguate al figlio ma-

lato. Contrariamente a quanto osservato dalla SEM, i ricorrenti sostengono 

che, alla luce degli sforzi compiuti per reperire un alloggio e un lavoro, ri-

sultati tuttavia vani, la decisione di trasferirsi in Svizzera sarebbe stata una 

scelta obbligatoria, di fronte all’assenza di tutela elementare in Grecia. I 

ricorrenti, inoltre, non disporrebbero in Grecia di alcun supporto familiare 

che potrebbe sopperire alle loro gravi difficoltà mediche e sociali. Il loro 

stato di salute, unito alla mancanza di istruzione e alla scarsa conoscenza 

della lingua locale, renderebbe impossibile una loro integrazione lavora-

tiva. Ne consegue che il rinvio in Grecia sarebbe incompatibile con una vita 

dignitosa. Per i ricorrenti, non esisterebbero, nel caso in esame, condizioni 

concrete e favorevoli per garantire alla famiglia un’esistenza dignitosa in 

Grecia, risultando pertanto l’esecuzione dell’allontanamento inammissibile.  

Quanto all’esigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento, i ricorrenti evi-

denziano numerosi rapporti di organizzazioni internazionali, i quali confer-

merebbero le difficoltà dei beneficiari di protezione internazionale in Grecia 

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nell’accesso a formazione, alloggio, lavoro e cure mediche. Nel caso con-

creto, non sussisterebbero circostanze favorevoli a giustificare il rinvio dei 

ricorrenti, una famiglia con gravi problemi sanitari documentati e un pas-

sato di forte marginalizzazione nel Paese. L’assenza di un sistema di ac-

coglienza efficace, la precarietà nell’accesso ai servizi essenziali e la man-

canza di garanzie concrete aggraverebbero ulteriormente la loro vulnera-

bilità. In caso di rinvio, i ricorrenti rischierebbero di trovarsi senza alloggio, 

esposti alla strada e a dinamiche criminali, in condizioni peggiori rispetto a 

quelle già vissute. Questo rischio concreto e imminente, confermato da 

ONG e dall’esperienza diretta dei ricorrenti, renderebbe l’esecuzione del 

rinvio inesigibile.  

7.  

7.1 Nel caso in narrativa viene dapprima censurato un difetto di 

motivazione, nonché un accertamento inesatto ed incompleto dei fatti da 

parte dell’autorità inferiore. Per i ricorrenti, la SEM non avrebbe preso in 

considerazione in maniera sufficiente la loro situazione medica, rendendo 

necessario un approfondimento dei fatti medici e dello statuto di salute, 

oltre a richiedere garanzie concrete in caso di un eventuale trasferimento 

verso la Grecia.  

7.2 Tale censura va analizzata preliminarmente poiché suscettibile di con-

durre all'annullamento della decisione avversata (cfr. DTF 144 I 11 consid. 

5.3; DTAF 2019 VI/6 consid. 4.1; 2016/2 consid. 4.2; 2013/34 consid. 4.2; 

2013/23 consid. 6.1.3). Al riguardo va osservato che nelle procedure d'a-

silo, così come nelle altre procedure di natura amministrativa, si applica il 

principio inquisitorio. Ciò significa che l'autorità competente accerta d'uffi-

cio i fatti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In concreto, essa deve procurarsi la do-

cumentazione necessaria alla trattazione del caso, chiarire le circostanze 

giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune prove a riguardo. Il prin-

cipio inquisitorio non dispensa comunque le parti dal dovere di collaborare 

all'accertamento dei fatti ed in modo particolare dall'onere di provare 

quanto sia in loro facoltà e quanto l'amministrazione o il giudice non siano 

in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed art. 8 LAsi; DTAF 

2019 I/6 consid. 5.1). I principi sopra esposti tornano applicabili anche nel 

contesto del chiarimento delle questioni di natura medica (sentenze del 

TAF D-4336/2021 dell'11 giugno 2024 consid. 5.1.2; D-2602/2024 del 23 

maggio 2024 consid. 9.2 e relativi riferimenti).  

7.3  

7.3.1 Per quanto riguarda la censura relativa ad un accertamento incom-

pleto da parte dello stato di salute dei ricorrenti, va rilevato che al momento 

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della decisione impugnata l’incarto della SEM conteneva già un’ampia do-

cumentazione medica attinente alla situazione valetudinaria dei ricorrenti 

(cfr. infra consid. 10.5). In effetti, la documentazione in forza della quale 

sono state poste le diagnosi appariva sufficientemente dettagliata, ben mo-

tivata e coerente conto tenuto della tipologia delle affezioni presenti, 

dell'ampiezza delle indagini effettuate e dell'anamnesi dei pazienti. Nei cer-

tificati medici versati agli atti non vi erano dipoi indicazioni quanto a sospetti 

di patologie (gravi) da identificare ulteriormente. Pertanto, al momento 

dell’emissione della decisione d’asilo, lo stato di salute degli insorgenti ri-

sultava sufficientemente acclarato (cfr. tra le tante la sentenza del TAF D-

546/2022 dell'11 marzo 2022 consid. 4), con la conseguenza che non vi 

era alcun’obbligazione di istruire maggiormente la situazione medica degli 

stessi.  

7.3.2 Quanto alla sollevata doglianza di difetto di motivazione, con conse-

guente violazione del diritto di essere sentito, il Tribunale ritiene che, trat-

tandosi di un’allegazione formulata in termini generici e considerato quanto 

sopra esposto, non vi sia stata una carente motivazione in merito allo stato 

di salute dei ricorrenti.  

7.3.3 Infine, il fatto che i ricorrenti non condividano la conclusione alla quale 

l’autorità è pervenuta attiene al merito della decisione, che verrà trattato 

nei considerandi seguenti. Conseguentemente le censure relative ad un 

difetto di motivazione, nonché ad un accertamento inesatto ed incompleto 

dei fatti, vanno respinte. 

8.  

8.1 L’esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell'art. 44 LAsi, dall'art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-

tegrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20). Giusta la precitata 

norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 

2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 

83 cpv. 4 LStrI). In caso di non adempimento d'una di queste condizioni, la 

SEM dispone l'ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI). 

8.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l'apprezzamento degli 

ostacoli all'allontanamento, vale, di regola, lo stesso apprezzamento della 

prova consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricor-

rente deve provare o per lo meno rendere verosimile l'esistenza di un osta-

colo all'allontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferi-

mento). 

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9.  

9.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrl l'esecuzione dell'allontanamento non è 

ammissibile quando il ritorno della persona straniera nel Paese d’origine o 

nello Stato terzo comporta una violazione degli impegni di diritto interna-

zionale pubblico della Svizzera (in particolare degli art. 5 cpv. 1 LAsi, 

art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1952 [Conv. 

rifugiati, RS 0.142.30], art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre 

pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 

[Conv. tortura, RS 0.105], art. 3 CEDU).  

9.2 Giusta l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, i ricorrenti sono rinviati in uno Stato 

terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, ossia uno 

Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico, compreso il principio di non-respingimento.  

9.3 Con particolare riferimento alla situazione generale dei beneficiari di 

protezione internazionale in Grecia, il Tribunale nella sentenza di riferi-

mento E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 ha rilevato che si 

deve ammettere l’esistenza di ostacoli all’esecuzione dell’allontanamento 

dal profilo dell’ammissibilità unicamente in casi particolari, e meglio in pre-

senza di indizi concreti circa il rischio di violazione di disposizioni di diritto 

internazionale obbligatorie. Nonostante sia stato rilevato un certo numero 

di carenze nel sistema di accoglienza greco (cfr. sentenza di riferimento 

succitata consid. 9), il Tribunale ha ritenuto che non vi è un rischio per ogni 

beneficiario di protezione internazionale (indipendentemente dalla situa-

zione concreta) di trovarsi confrontato all'indifferenza delle autorità ed in 

una situazione di privazione o mancanza a tal punto grave che sarebbe 

incompatibile con la dignità umana o confrontato ad una pratica di discri-

minazione sistematica (cfr. sentenza di riferimento succitata consid. 11.2). 

9.4  

9.4.1 Di seguito, occorre dunque verificare se, tenuto conto della situa-

zione generale vigente attualmente in Grecia e delle circostanze proprie 

agli insorgenti, vi siano delle serie ragioni di credere che essi sarebbero 

esposti al rischio reale di subire, come censurato in sede ricorsuale, un 

trattamento contrario all'art. 3 CEDU o ad altre disposizioni del diritto inter-

nazionale, in caso di un loro rinvio verso il succitato Paese. 

9.4.2 Nella fattispecie, i ricorrenti il (…) gennaio 2025 hanno ottenuto lo 

statuto di rifugiati in Grecia e sono stati posti al beneficio di un permesso 

di soggiorno valido dal (…) gennaio 2025 al (…) gennaio 2028 (cfr. atto 

della SEM n.[{…}]-37/2), ciò che permette loro, quali beneficiari della 

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protezione internazionale, di rivolgersi alle competenti autorità per far va-

lere i propri diritti. 

9.4.3 Al riguardo, occorre anzitutto evidenziare come gli interessati, quali 

beneficiari della protezione internazionale, possano contare sulle garanzie 

derivanti dalla direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 

13 dicembre 2011 recante norme sull'attribuzione, a cittadini di paesi terzi 

o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno 

status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare 

della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione ricono-

sciuta (rifusione; GU L 337/9 del 20 dicembre 2011 [di seguito: direttiva 

qualificazione]). Infine, in caso di violazione di diritti sanciti dalla CEDU, la 

persona interessata potrà adire i tribunali greci, ed in ultima istanza la Corte 

EDU (art. 34 CEDU). 

9.4.4 Per il resto, dalle tavole processuali non si evincono elementi che 

permettano di ritenere che in caso di rinvio degli insorgenti in Grecia le loro 

prospettive future, considerate dal punto di vista materiale, fisico o psico-

logico, denotino un rischio sufficientemente reale e imminente di privazioni 

di gravità tale da rientrare nell'ambito di applicazione dell'art. 3 CEDU o ad 

altre disposizioni del diritto internazionale. Dalle dichiarazioni rese dai ri-

correnti, risulta infatti che gli stessi non abbiano mai effettivamente richie-

sto assistenza alle autorità greche competenti per ottenere, in particolare, 

un alloggio, un lavoro e altre prestazioni esistenziali. In effetti, i ricorrenti 

hanno dichiarato di aver rivolto le loro richieste unicamente all'ufficio in-

terno al campo, il quale tuttavia non era responsabile per tali servizi. No-

nostante fossero stati informati che l'ufficio non era quello preposto 

(cfr. atto della SEM n. 43/5, D18 pag. 3), dagli atti risulta che i ricorrenti non 

hanno né cercato assistenza presso altri enti o autorità, né si sono attivati 

per reperire ulteriori informazioni o contatti, limitandosi ad affermare di non 

aver ricevuto i contatti necessari (cfr. atto della SEM n. 43/5, D20 pag. 3; 

atto della SEM n. 42/6, D19 pag. 3); circostanza che si rileva essere, pe-

raltro, una mera allegazione di parte non supportata da elementi concreti. 

Inoltre, il fatto che, il giorno stesso in cui gli insorgenti hanno ricevuto i do-

cumenti, avessero già acquistato i biglietti per lasciare la Grecia – deci-

sione, peraltro, presa almeno quindici giorni prima (cfr. atto della SEM 

n. 42/6, D8 pag. 2) – dimostra ulteriormente la totale assenza di un con-

creto sforzo volto ad ottenere un alloggio, accedere a prestazioni di soste-

gno e costruzione di un futuro nel territorio greco. Ne consegue che, come 

giustamente ritenuto dall’autorità inferiore, anche a mente del Tribunale i 

ricorrenti non si sono sforzati a sufficienza e nella misura del possibile per 

ottenere assistenza dallo Stato greco, avendo lasciato tale Paese subito 

D-6418/2025 

Pagina 12 

dopo aver ottenuto i permessi di soggiorno. Pertanto, contrariamente a 

quanto sostenuto nel gravame (cfr. ricorso, pag. 14), non appare che gli 

insorgenti, nel caso di un loro ritorno in Grecia, si troveranno in condizioni 

di vita tali da non garantire il rispetto dei requisiti minimi per un’esistenza 

dignitosa, né che saranno confrontati con una situazione di emergenza di 

carattere esistenziale o a dei trattamenti vietati dalle norme di diritto inter-

nazionale. 

9.4.5 Da ultimo, né dal gravame né dagli atti, risultano esserci degli 

elementi per ritenere che lo stato di salute dei ricorrenti (cfr. infra 

consid. 10.5), risulti ostativo dell’ammissibilità dell’esecuzione 

dell’allontanamento. A tal proposito, si rammenta che il respingimento 

forzato di persone che soffrono di problemi medici costituisce una 

violazione dell’art. 3 CEDU unicamente in circostanze eccezionali 

(sentenza della Corte EDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 

Grande Camera, 41738/10, § 181 segg., confermata in Savran contro 

Danimarca del 7 dicembre 2021, Grande Camera, 57467/15, § 121 segg.). 

Senza voler in alcun modo sminuire i problemi di salute dei ricorrenti, il 

Tribunale constata che la loro situazione medica non rientra nella succitata 

giurisprudenza restrittiva, tenuto anche conto del fatto che la Grecia 

dispone di un'infrastruttura medica sufficiente (cfr. in merito anche infra 

consid. 10.5.6). 

9.5 In conclusione, l’esecuzione dell’allontanamento in Grecia è ammissi-

bile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi 

(art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi).  

10.  

10.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LstrI, l'esecuzione dell'allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di 

provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in 

seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o 

emergenza medica. 

10.2 Ai sensi dell'art. 83 cpv. 5 LstrI in combinato disposto con l’allegato 2 

dell’art. 18 dell’ordinanza concernente l’esecuzione dell’allontanamento e 

dell’espulsione di stranieri dell’11 agosto 1999 (OEAE; RS 142.281), 

l'esecuzione dell'allontanamento verso i paesi dell'Unione europea (UE) e 

dell'Associazione europea di libero scambio (AELS) è da ritenersi di 

principio esigibile.  

10.3  

D-6418/2025 

Pagina 13 

10.3.1 Per quanto riguarda la Grecia, con sentenza di riferimento del 

28 marzo 2022, il Tribunale ha ritenuto che l'esecuzione 

dell'allontanamento in Grecia per delle persone beneficiarie di protezione 

internazionale rimane esigibile, anche per persone vulnerabili, quali ad 

esempio donne incinte o persone che soffrono di problemi di salute, che 

non sono da considerare come malattie gravi (cfr. sentenza di riferimento 

precitata E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.3-11.5.1). Il Tribunale ha 

fissato dei criteri più rigidi invece soltanto per i nuclei famigliari e per le 

persone particolarmente vulnerabili, quali i minorenni o le persone il cui 

stato di salute è compromesso in modo particolarmente grave 

(cfr. sentenza di riferimento precitata E-3427/2021 e E-3431/2021 

consid. 11.5.2; cfr. anche la sentenza del Tribunale D-4839/2021 del 12 

luglio 2022 consid. 8.2 con ulteriore rif. cit.). 

10.3.2 Segnatamente, nel caso di famiglie con bambini (con uno o 

entrambi i genitori), le quali sono pure definite come persone vulnerabili, 

occorrerà effettuare un esame più approfondito. Per le famiglie con 

bambini, l'esecuzione dell'allontanamento sarà difatti esigibile se 

sussistono delle condizioni o circostanze favorevoli. Queste ultime 

possono essere in particolare date se le persone rinviate hanno 

soggiornato per lungo tempo in Grecia, se dispongono di conoscenze della 

lingua greca, se in Grecia hanno già esercitato un'attività lucrativa o se 

possono contare sul supporto di una rete famigliare o sociale. In ogni 

singola fattispecie, occorrerà tenere conto di tutti gli elementi concreti del 

caso, quali l'età, lo stato di salute, la formazione, le conoscenze delle lingue 

straniere e le esperienze lavorative dell'interessato, come anche se e fino 

a che punto ha intrapreso dei passi esigibili o ha tentato di effettuarli, per 

richiedere aiuto in Grecia. Soltanto la circostanza che fino ad ora 

l'integrazione della persona interessata in Grecia è risultata difficile, non 

comporta l'inesigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento. Decisivo è se 

la persona interessata, nel caso di un ritorno nel Paese, malgrado gli sforzi 

ragionevoli, con verosimiglianza preponderante verrebbe a trovarsi in 

un'emergenza esistenziale, la quale non potrebbe essere evitata con le 

proprie forze (cfr. sentenza di riferimento E-3427/2021 e E-3431/2021 

succitata consid. 11.5.2). 

10.3.3 Non può invece essere mantenuta oltre la presunzione legale 

dell'esigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento nel caso di persone le 

quali, a causa della loro particolare elevata vulnerabilità nell'evenienza di 

un ritorno in Grecia, corrono il rischio di cadere in modo duraturo in gravi 

difficoltà, poiché non sono in grado di rivendicare con le proprie forze i diritti 

che spettano loro in loco. Il Tribunale ha in tal senso ritenuto che 

D-6418/2025 

Pagina 14 

l'esecuzione dell'allontanamento di persone estremamente vulnerabili che 

hanno diritto alla protezione - quali ad esempio minorenni non 

accompagnati o persone il cui stato di salute fisico o psichico è 

compromesso in modo particolarmente grave - è di principio inesigibile a 

parte se sussistono delle circostanze particolarmente favorevoli, a causa 

delle quali eccezionalmente si può ritenere data l'esigibilità dell'esecuzione 

dell'allontanamento. Tali circostanze particolarmente favorevoli sono 

segnatamente date, allorché si può presumere, che le persone 

estremamente vulnerabili che ritornano nel Paese summenzionato, hanno 

accesso ad un alloggio adeguato e che disporranno di un'assistenza 

sanitaria di base, di prestazioni di salute necessarie nonché di aiuto 

all'integrazione sociale così come economica. L'autorità inferiore è tenuta, 

nei casi in cui i richiedenti l'asilo rilevano del gruppo di persone succitato, 

di condurre delle indagini approfondite. Se non fossero dati dei fattori 

particolarmente favorevoli, allora sarà da ritenere che l'esecuzione 

dell'allontanamento delle persone estremamente vulnerabili è inesigibile 

(cfr. sentenza di riferimento precitata consid. 11.5.3). 

10.4  

10.4.1 Nel caso in disamina, a differenza di quanto ritenuto dai ricorrenti 

(cfr. ricorso, pag. 15), il Tribunale è d’avviso che sussistano, in una 

valutazione globale degli elementi concreti presi in esame, delle 

circostanze favorevoli che rendono l’esecuzione del loro allontanamento 

come esigibile ai sensi della giurisprudenza testé citata.  

10.4.2 Nella decisione impugnata, l’autorità inferiore ha infatti illustrato in 

modo ampio e comprensibile le ragioni per cui, tenuto conto delle 

circostanze concrete, è giunta alla conclusione che l’esecuzione 

dell’allontanamento fosse esigibile per la famiglia (cfr. decisione 

impugnata, pagg. 10-15). In particolare, essa ha preso in considerazione – 

conformemente alla giurisprudenza del Tribunale – se e in quale misura i 

ricorrenti avessero intrapreso sforzi propri, a loro esigibili, per cercare 

sostegno in Grecia. A questo riguardo va loro rimproverato di aver lasciato 

la Grecia subito dopo il rilascio dei documenti e, anzi, di aver pianificato la 

partenza già prima di ottenerli, circostanza che smentisce l’asserita volontà 

di impegnarsi in un miglioramento duraturo della propria situazione in quel 

Paese. Ne emerge che i ricorrenti non hanno mai effettivamente dimostrato 

l’intenzione di costruirsi un’esistenza in Grecia. Sebbene i ricorrenti 

abbiano dichiarato di non aver mai lavorato in Grecia, di non aver 

frequentato corsi di lingua e di non disporre di una formazione elevata, non 

può ritenersi che le loro possibilità di integrazione e di accesso a condizioni 

di vita dignitose siano compromesse. Essi hanno infatti dimostrato uno 

D-6418/2025 

Pagina 15 

spirito di adattamento e una concreta capacità di iniziativa: essi hanno 

riferito di aver cercato un alloggio recandosi di persona porta a porta, 

scattando fotografie e chiedendo ad altri di effettuare telefonate in lingua 

greca per verificare la disponibilità di appartamenti (cfr. atto della SEM 

n.42/6, D16 pag. 3; atto della SEM n. 43/5, D17 pag. 3), mentre il ricorrente 

ha dichiarato di essersi recato in una strada vicino ad una piazza nella 

speranza di ottenere un lavoro giornaliero (cfr. atto della SEM 42/6, D23 

pag. 3). Si tratta inoltre di persone giovani e senza problemi di salute gravi 

(cfr. infra consid. 10.5) che hanno mostrato capacità organizzative e 

determinazione, come dimostrato anche dall’aver pianificato con anticipo e 

realizzato, tramite l'aiuto finanziario di alcuni parenti, il viaggio verso la 

Svizzera. Quanto alla questione relativa alla mancata conoscenza della 

lingua greca, va osservato che la medesima difficoltà si riscontra anche 

rispetto ad altre lingue, avendo dichiarato gli insorgenti di parlare solo il (…) 

e il (…) (cfr. atto della SEM n. 3/2, n. 4/2 e n. 5/2). Non è quindi possibile 

ravvisare in tale aspetto un ostacolo insormontabile al reinserimento in 

Grecia. Non risulta, dipoi, che i ricorrenti versassero in una condizione di 

indigenza assoluta, avendo gli stessi dichiarato di essersi mantenuti 

mediante risparmi e prestiti, risorse che sono state in parte destinate a 

finanziare il viaggio (cfr. atto della SEM n. 42/6, D27 pag. 4). Tale 

circostanza lascia intendere che non si trovassero in una situazione di 

privazione tale da impedire la copertura dei bisogni essenziali. In ogni caso, 

resta sempre la possibilità di rivolgersi, qualora necessario, alle autorità 

greche competenti o ad organizzazioni caritative per ottenere il sostegno 

opportuno, considerando inoltre che i ricorrenti potranno verosimilmente 

beneficiare, se necessario, anche del sostegno finanziario dei propri 

parenti all’estero, come già avvenuto durante il loro precedente soggiorno 

(cfr. atto della SEM n. 42/5, D20 pag. 3). 

10.4.3 Inoltre, nonostante le varie critiche sollevate da alcune 

organizzazioni non governative al sistema d’accoglienza e di procedura 

greco, alcune anche citate nel ricorso (cfr. ricorso, pagg. 14-15), va 

rammentato che la Grecia è vincolata dalla direttiva qualificazione; è quindi 

responsabilità degli insorgenti rivendicare i diritti che spettano loro 

direttamente presso le autorità di detto Paese. Quali rifugiati riconosciuti 

essi hanno infatti diritto ad essere trattati in modo equivalente ai cittadini 

greci in relazione all'accesso alla giustizia, all'occupazione, all'assistenza 

ed alla sicurezza sociale. Poiché i ricorrenti dispongono di un permesso di 

soggiorno valido, anche il mercato del lavoro greco risulterebbe loro 

accessibile.  

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Pagina 16 

10.4.4 Ne consegue che, avendo lasciato la Grecia subito dopo aver 

ottenuto i documenti greci, gli insorgenti non hanno reso verosimile il 

rischio concreto di un’emergenza esistenziale in caso di rinvio in tale 

Paese, e che le censure sollevate con il gravame non sono idonee a 

sovvertire le conclusioni dell’autorità inferiore, la quale ha correttamente 

ritenuto che sussistano condizioni favorevoli tali da rendere 

l’allontanamento degli insorgenti esigibile. Ci si può attendere senz’altro 

che essi compiano (maggiori) sforzi d’integrazione, anche tramite corsi di 

lingua e rivolgendosi alle autorità competenti. 

10.5  

10.5.1 Da ultimo, concernente lo stato di salute degli insorgenti, si deve 

rilevare che per quanto attiene alle persone in trattamento medico in Sviz-

zera, l'esecuzione dell'allontanamento diviene inesigibile se queste ultime 

potrebbero essere private delle cure mediche essenziali. Sono considerate 

come essenziali le cure di medicina generale ed acuta assolutamente ne-

cessarie ad un'esistenza conforme alla dignità umana. Se le cure neces-

sarie possono essere assicurate nel Paese d'origine o di destinazione del 

richiedente, all'occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in 

Svizzera, l'esecuzione dell'allontanamento sarà ragionevolmente esigibile 

(cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3; 2009/2 consid. 9.3.2).  

10.5.2 In sede di colloquio in merito al rinvio verso uno Stato terzo, l’inte-

ressato ha affermato di stare bene e di aver problemi con la cervicale, ma 

di ricevere degli antidolorifici (cfr. atto della SEM n. 42/6, D4 pag. 2). Egli 

ha riferito che, mentre si trovava in Grecia, avrebbe sofferto di prurito e 

raffreddore a causa della poca igiene, e di aver ricevuto un solo antidolori-

fico (cfr. atto della SEM n. 42/6, D28 e D29 pag. 4). In merito alle condizioni 

di salute del figlio, l’interessato ha dichiarato che egli soffrirebbe di un (…) 

e che, in un’occasione, sarebbe stato trasportato d’urgenza all’ospedale, 

dove sarebbe stata trattata unicamente la diarrea, senza che venisse pre-

stata attenzione né al problema (…) né a quello del (…) (cfr. atto della SEM 

n. 42/6, D32 pag. 4).  

L’interessata, in stessa sede, ha dichiarato di soffrire di dolori alle ginocchia 

e di aver avuto problemi ai reni avere male alle ginocchia, di aver avuto 

qualche problema ai reni. Ha aggiunto che, in situazioni di stress, le mani 

iniziano a tremarle (cfr. atto della SEM n. 43/5, D4 pag. 2). Ha inoltre riferito 

che, mentre si trovava in Grecia, avrebbe sofferto di allergie e dolori al gi-

nocchio e che, poiché non riusciva a dormire durante la notte, si recava in 

infermeria, dove le sarebbe stato dato del ghiaccio, senza però che le ve-

nisse fissata alcuna visita medica (cfr. atto della SEM n. 43/5, D29 e D30 

D-6418/2025 

Pagina 17 

pag. 4). Con riferimento alla situazione di salute del figlio, l’interessata ha 

confermato che egli avrebbe avuto un episodio di diarrea e vomito, e che 

in quell’occasione sarebbe svenuto, venendo quindi trasportato al pronto 

soccorso, dove sarebbe rimasto per una notte (cfr. atto della SEM n. 43/5, 

D31 pag. 4). 

10.5.3 In merito alle patologie di cui soffrono gli insorgenti, dai certificati 

medici versati agli atti risulta che l’interessato, in data (…) aprile 2025, è 

stato visitato in seguito alla comparsa di dolori dorsali e lombari. Durante 

la visita è stata diagnosticata una cervicalgia, per la quale è stata prescritta 

una terapia a base di (…), (…), (…) e (…) da seguire per due settimane, 

prevedendo un controllo se necessario (cfr. atto della SEM n. 39/4). In data 

(…) maggio 2025 egli è stato vaccinato (cfr. atto della SEM n. 46/2). Suc-

cessivamente, in data (…) maggio 2025, è stato visitato per una disfun-

zione segmentale della colonna vertebrale toracica, una sindrome retropa-

tellare al ginocchio sinistro e una sensazione di bruciore ad entrambi i piedi. 

La terapia prescritta comprendeva (…), (…), (…), tutti prescritti per 10 

giorni, e (…) per 3 settimane (cfr. atto della SEM n. 49/2). In data (…) mag-

gio 2025 è stato nuovamente visitato a causa di un dolore al braccio, un 

esantema non specifico alla schiena e un esantema sospetto da punture 

di insetti su addome/avambraccio, per i quali sono stati prescritti (…), (…) 

e (…) in riserva (cfr. atto della SEM n. 53/2). In data (…) giugno 2025 gli 

sono stati prescritti (…) e (…) in riserva, per sospetto disturbo da stress 

post-traumatico (PTSD) (cfr. atto della SEM n. 59/2). Infine, in data (…) 

agosto 2025, a seguito della comparsa di un forte mal di testa, sensibilità 

alla luce, nausea e lievi disturbi della vista, gli è stato somministrato (…) 

con indicazione di ripetere la dose in caso di necessità (cfr. atto della SEM 

n. 85/2).  

10.5.4 Per quanto attiene allo stato di salute della ricorrente, dai documenti 

medici all’inserto, risulta che la stessa è stata visitata in data (…) aprile 

2025 per una sospetta lesione meniscale (cfr. atto delle SEM n. 25/3). Dal 

controllo radiologico effettuato il (…) aprile 2025, è stata diagnosticata una 

rottura a manico di secchio del menisco laterale (cfr. atto della SEM 

n. 44/1). Di conseguenza, è stata prescritta una visita ortopedica e una te-

rapia a base di (…) da utilizzare al bisogno (cfr. atto della SEM n. 47/2). In 

data (…) maggio 2025, a seguito di un dolore toracico, l’interessata è stata 

visitata e le è stato prescritto un analgesico (cfr. atto della SEM n. 45/2). 

Successivamente alla visita del (…) maggio 2025, l’interessata è stata in-

viata ad effettuare una visita ginecologica (cfr. atto della SEM n. 51/2), nel 

corso della quale le è stato prescritto il farmaco (…) (atto della SEM n. 

52/2). Con lettera del (…) maggio 2025, l’ortopedico ha confermato la 

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Pagina 18 

rottura del legamento crociato anteriore (cfr. atto della SEM n. 56/2), men-

tre il ginecologo ha pianificato la rimozione della spirale e prescritto (…) e 

(…) da utilizzare in riserva (cfr. atto della SEM n. 60/2). In data (…) luglio 

2025, l’interessata è stata sottoposta a un intervento ambulatoriale per un 

ascesso sottocutaneo dell’(…) (cfr. atto della SEM n. 67/1). In data (…) lu-

glio 2025, le è stata rimossa la spirale (cfr. atto della SEM n. 72/3). In data 

(…) agosto 2025, si è recata al pronto soccorso per una ferita da puntura 

(…) al dito (cfr. atto della SEM n. 74/2). Nel corso del consulto ortopedico 

dell’(…) agosto 2025 è stato discusso con l’interessata il trattamento chi-

rurgico al ginocchio sinistro. Quest’ultima ha dichiarato di non voler sotto-

porsi all’intervento, ritenendo che la decisione in merito al trasferimento 

sarebbe stata presa a breve (cfr. atto della SEM 79/1). Infine, in data (…) 

agosto 2025, l’interessata in merito alla lesione meniscale già nota, ha ri-

ferito un peggioramento con impossibilità di fare le scale, nonché attacchi 

di emicrania (cfr. atto della SEM n. 87/2).  

10.5.5 Per quanto attiene allo stato di salute del figlio, il Tribunale osserva 

che è stato visitato in data (…) aprile 2025 ed è stato valutato sano, 

sebbene egli presenti multiple carie dentali che influenzano 

l’alimentazione. Per questo motivo, è stato consigliato un controllo 

dentistico. È stata inoltre prevista la pianificazione vaccinale (cfr. atto della 

SEM n. 27/3). In data (…) aprile 2025 è stato visitato da un dentista, che 

ha riscontrato la presenza di più lesioni cariose, al momento asintomatiche 

e prive di dolore, pertanto non è stato ritenuto necessario l’invio a uno 

specialista né l’avvio di un trattamento con appuntamenti specialistici (cfr. 

atto della SEM n. 30/4). Il 5 maggio 2025, a causa di dolori addominali e ai 

(…), è stato visitato ed è stata formulata la diagnosi di (…), condizione già 

diagnosticata in Afghanistan e per la quale il medico aveva indicato un 

possibile miglioramento con l’età (cfr. atto della SEM n. 48/2). Per tale 

condizione è stato visitato nuovamente in data (…) maggio 2025 (cfr. atto 

della SEM n. 50/1). In data (…) maggio 2025 è stato visitato per positività 

al test degli streptococchi e gli è stata prescritta una terapia con (…) per 5 

giorni (cfr. atto della SEM n. 54/2). In data (…) giugno 2025 è stato 

vaccinato (cfr. atto della SEM n. 58/2). In data (…) giugno 2025 è stato 

diagnosticato un (…), per il quale non è stata indicata alcuna necessità di 

intervento chirurgico, né sono state previste ulteriori visite di controllo. 

Inoltre, durante la visita, è stato effettuato il controllo dell’attività cardiaca, 

che ha evidenziato suoni cardiaci chiari e ritmici, senza la presenza di (…) 

(cfr. atto della SEM n. 61/2). Il (…) luglio 2025, è stato visitato per un 

arrossamento dell’occhio (…) e gonfiore della palpebra superiore (cfr. atto 

della SEM n. 68/2). In data (…) agosto 2025 egli è stato visitato in quanto 

riferiva sintomi d’ansia e frequenti risvegli notturni, persistenti sin 

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Pagina 19 

dall’incidente (…) avvenuto in Grecia. È stata richiesta una presa a carico 

per ergoterapia pediatrica, ma non è stato possibile avviare il trattamento 

a causa della mancanza di disponibilità (cfr. atto della SEM n. 83/2). In data 

(…) agosto 2025, gli è stato diagnosticato un disturbo dell’elaborazione con 

insonnia e disturbo alimentare. È stata esclusa una terapia farmacologica, 

optando invece per una presa a carico in ergoterapia (cfr. atto della SEM 

n. 86/3).  

10.5.6 Alla luce delle diagnosi poste e degli atti medici agli atti, senza voler 

sminuire i problemi di salute rilevati, il Tribunale constata che gli interessati 

non sono, al momento della presente sentenza, da considerarsi persone 

particolarmente vulnerabili la cui salute è compromessa in modo partico-

larmente grave ai sensi della giurisprudenza menzionata.  

Dalla documentazione agli atti – contrariamente a quanto sostenuto con 

ricorso dai ricorrenti (cfr. ricorso pag. 8), in particolare in relazione alla con-

dizione di salute del figlio non risulta che quest’ultimo sia affetto da patolo-

gie tali da richiedere cure farmacologiche continuative o un monitoraggio 

specialistico incompatibile con le condizioni di precarietà materiale e assi-

stenziale documentate in Grecia. Dagli atti medici, inoltre, non emerge la 

presenza di (…), mentre, per quanto concerne l’(…), il medico ha precisato 

che, allo stato attuale, non sussiste indicazione a intervento chirurgico (cfr. 

atto della SEM n. 61/2). Per quanto concerne, invece, il disturbo dell’ela-

borazione, accompagnato da insonnia e disturbi alimentari, che i ricorrenti 

riconducono a un presunto episodio di (…) in Grecia, si rileva che tale 

evento è stato menzionato unicamente in sede ricorsuale, e che, in ogni 

caso, dalla documentazione non risulta che sia stata prescritta alcuna te-

rapia farmacologica, bensì esclusivamente un percorso di ergoterapia, che 

peraltro non è ancora stato avviato.  

Ciò posto, i ricorrenti potranno proseguire le cure mediche necessarie in 

Grecia; in particolare, il figlio potrà iniziare le sedute di ergoterapia, mentre 

la ricorrente potrà sottoporsi all’intervento chirurgico al ginocchio, fermo 

restando che in data (…) agosto 2025 ha dichiarato di non volersi sotto-

porre all’intervento al momento (cfr. atto della SEM n. 79/1). La Grecia di-

spone infatti delle infrastrutture mediche sufficienti, essendo ancora una 

volta rammentato che gli interessati hanno di principio accesso alle cure di 

salute alle stesse condizioni che i cittadini greci (art. 2 lett. b e g e art. 30 

par. 1 della direttiva qualificazione). Inoltre, dagli atti risulta che i ricorrenti 

abbiano avuto accesso a cure mediche durante la loro permanenza in Gre-

cia, come dimostrato dal fatto che il figlio è stato trasportato in ospedale e 

vi è rimasto ricoverato per una notte (cfr. atto della SEM 42/6, D29 e D30 

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Pagina 20 

pag.  4; atto della SEM n. 43/5, D31 pag. 4) e che all’interessato sia stato 

somministrato un antidolorifico quando ne ha avuto bisogno (cfr. atto della 

SEM n. 42/6, D29 pag. 4). Per quanto riguarda l’allegazione della ricor-

rente, secondo cui non avrebbe mai avuto una visita medica (cfr. atto della 

SEM n. 43/5, D30 pag. 4) si osserva che la stessa non ha fornito alcuna 

prova di aver richiesto assistenza sanitaria alle autorità greche né che tale 

richiesta sia stata negata; tale affermazione risulta parimenti contraddetta 

dal fatto che sia il ricorrente che il figlio hanno avuto accesso alle cure me-

diche in Grecia.  

10.6 L’esecuzione dell’allontanamento risulta pertanto essere pure ragio-

nevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi).  

11.  

Infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStrI) 

ritenuto che le autorità elleniche hanno espressamente accettato la riam-

missione dei ricorrenti, i quali dispongono di un permesso di soggiorno va-

lido in Grecia.  

12.  

Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d’apprezzamento e non ha accertato in 

modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi); altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA), per il che il ricorso va respinto.  

13.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 

dal versamento di un anticipo delle spese processuali è divenuta senza 

oggetto. 

 

14.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– andrebbero 

poste a carico dei ricorrenti soccombenti (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché 

art. 1–3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause di-

nanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]). Tuttavia, non essendo state le conclusioni ricorsuali d’ac-

chito sprovviste di possibilità di esito favorevole e potendo partire dal pre-

supposto che gli insorgenti sono indigenti, v’è luogo di accogliere la 

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domanda di assistenza giudiziaria nel senso della dispensa dal pagamento 

delle spese di giustizia (art. 65 cpv. 1 PA).  

15. Infine, la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impu-

gnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale 

(art. 83 lett. d cifra 1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-6418/2025 

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

La domanda d’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal paga-

mento delle spese processuali, è accolta. 

3.  

Non si prelevano spese processuali.  

4.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente. 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Sara Miljanovic 

 

 

Data di spedizione:  

  

D-6418/2025 

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Comunicazione a: 

– Rappresentante dei ricorrenti (raccomandata) 

– SEM, per l'incarto N (…) (in copia) 

– Autorità cantonale competente