# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f3cfc4cd-e47b-5625-8229-5c3683bb693e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-03-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 21.03.1996 80.1996.34
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-1996-34_1996-03-21.html

## Full Text

Incarto n.

  80.96.00034

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto
  tributario del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro
  Soldini, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Andrea
  Pedroli vicecancelliere

  

 

statuendo
sul ricorso del 14 febbraio 1996

 

in
materia di:                 IC 89/90 int.

 

	
  presentato
  da:

  	
  1.
  Comunione ereditaria __________, 

  rappr.
  dalla __________ SA, __________, e dall'avv. __________, __________,

  2.
  __________, __________,  

  rappr.
  dalla __________ SA, __________, e dall'avv. __________, __________,  

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto

 

in
fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   Inoltrando la
dichiarazione fiscale 1991-92, in data 31 dicembre 1991, i coniugi __________ e
__________, domiciliati a __________, comunicavano all'autorità di tassazione
di avere venduto, nella primavera del 1989, un immobile di loro proprietà
situato a __________, facendo accreditare alla signora __________ l'importo di
sei miliardi di lire italiane su un nuovo conto da lei aperto presso
__________. Spiegavano poi di avere trasferito il capitale, nel giugno dello
stesso anno, alla Banca __________.

                                         Con decisione del 20
settembre 1993, l' Ufficio di tassazione di Lugano-Campagna notificava ai
contribuenti una tassazione intermedia per modificazione dei rapporti con
l'estero: per il periodo dal 1° aprile 1989 al 31 dicembre 1990, veniva
pertanto aggiunto ai redditi imponibili il reddito della sostanza mobiliare di
fr. 660'657.– in media annua.

                                         I contribuenti impugnavano
la suddetta decisione con reclamo del 15 ottobre 1993, chiedendo, in primo
luogo, l'annullamento della tassazione intermedia ai fini dell'IFD, non essendo
essa prevista dalla legge. Quanto all'imposta cantonale, i reclamanti
postulavano la deduzione integrale dei debiti, degli interessi passivi e degli
oneri sociali a partire dal 1° aprile 1989.

                                         L' Ufficio di tassazione
accoglieva il reclamo in materia di IFD, annullando la tassazione intermedia
con decisione del 15 gennaio 1996. Respingeva per contro il reclamo in materia
di IC, argomentando che, con la vendita dell'immobile di __________, si era
prodotta una modifica dei rapporti internazionali tale da giustificare una
tassazione intermedia ai sensi dell'art. 99 cpv. 1 lett. d LT.

 

                                   2.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, gli eredi di __________ e la vedova
__________ chiedono, in via principale, l'annullamento della tassazione intermedia,
e, subordinatamente, la deduzione di tutti i debiti, gli interessi passivi e
gli oneri sociali, fino a ridurre l'imponibile a fr. 262'932.– in media annua.
Sottolineano l'iniquità del calcolo del reddito effettuato dall'autorità
fiscale, in conseguenza del drastico calo di rendimento dei capitali a partire
dal 1991. Ritengono, inoltre, che l'art. 99 cpv. 1 lett. d LT sia in
contrasto con il divieto di discriminazione garantito dalla Convenzione italo-svizzera
contro la doppia imposizione ed anche con l'art. 4 Costituzione federale. Sostengono
infine che si dovrebbe applicare anche nelle relazioni internazionali il
divieto di discriminazione tra contribuenti limitatamente e illimitatamente
imponibili, che il Tribunale federale ha ricavato dall'art. 46 cpv. 2 Cost. fed.   

 

                                   3.   Secondo l'art. 99
lett. d LT 1976, il reddito e la sostanza fanno oggetto di tassazione
intermedia, tra l'altro, in caso di modificazione durevole delle basi
determinanti per l'imposizione nelle relazioni intercantonali e internazionali.

                                         Tipico caso di
applicazione della lett. d dell'art. 99 LT 1976 è, nel caso di contribuenti
illimitatamente imponibili, vale a dire di contribuenti con domicilio o dimora
fiscali in Ticino, la compera o la vendita di immobili o di stabilimenti
d'impresa all'estero (cfr. Bottoli, Lineamenti di diritto
tributario ticinese, 1977, p. 114; StE B 63.15 n. 3), stante il
principio dell'imposizione degli immobili nel loro luogo di situazione (cfr. ad
esempio art. 6 Convenzione italo-svizzera contro la doppia imposizione
[CDI-I]). 

 

                                   4.   I ricorrenti
lamentano in primo luogo la violazione del divieto di discriminazione contenuto
nella Convenzione italo-svizzera contro la doppia imposizione (CDI-I). Ritengono
che tale disposizione convenzionale si opponga all'emissione di una tassazione
intermedia per la vendita di un immobile all'estero.

 

                                         4.1.

                                         Il diritto fiscale
svizzero ha effetti che non si fermano alle frontiere della Confederazione, ma
si estendono all'estero, laddove si intrattengono relazioni economiche con la
Svizzera. Gli effetti internazionali in questione possono derivare dal fatto
che la definizione della sovranità fiscale effettuata dal diritto interno riguarda
anche soggetti giuridici che non sono personalmente sottoposti alla sovranità
territoriale svizzera, ma hanno qualche relazione economica con la Svizzera. Ma
possono anche discendere dal fatto che soggetti personalmente sottoposti alla
sovranità territoriale svizzera hanno interessi economici situati all'estero.
Per evitare doppie imposizioni, ogni Stato introduce nelle sue norme fiscali
delle disposizioni per limitare il potere di imposizione nei confronti
dell'estero. A tali disposizioni si affiancano trattati bilaterali o
multilaterali fra i diversi Stati. L'insieme delle norme giuridiche del diritto
interno e del diritto dei trattati, che hanno ad oggetto la costituzione del
diritto fiscale da un punto di vista internazionale, forma il diritto
fiscale internazionale (Blumenstein/Locher, System des Steuerrechts,
Zurigo 1992, p. 97 s.).

 

                                         4.2.

                                         L'art. 25 cpv. 1 CDI-I
afferma che

                                         «i
nazionali di uno Stato contraente, siano essi residenti o non di uno degli
Stati contraenti, non sono assoggettati nell'altro Stato contraente ad alcuna
imposizione od obbligo ad essa relativo, diversi o più onerosi di quelli cui
sono o potranno essere assoggettati i nazionali di detto altro Stato che si
trovino nella stessa situazione».

 

                                         In altri termini, tale
disposizione vieta discriminazioni fondate esclusivamente sulla cittadinanza,
qualora due contribuenti si trovino per il resto «nella stessa situazione».
Dunque, come affermato da questa Camera in una recente sentenza relativa all'applicazione
dell'analoga norma contenuta nella convenzione con la Repubblica federale
tedesca (CDT n.197 del 26 settembre 1994 in re D.K.), uno Stato
contraente, che, per decidere se concedere determinate agevolazioni fiscali distingue
fra i suoi cittadini fra quelli che hanno la propria residenza nello Stato e
quelli che non l'hanno, non può certo essere obbligato a riservare ai cittadini
dell'altro Stato, che non risiedono sul suo territorio, lo stesso trattamento
dei suoi propri cittadini che risiedono sul territorio dello Stato, ma è invece
obbligato a trattarli allo stesso modo di quei suoi cittadini che non risiedono
sul territorio dello Stato; allo stesso modo, cittadini dell'uno e cittadini
dell'altro Stato contraente, che siano entrambi limitatamente imponibili,
devono essere trattati allo stesso modo nell'ambito della loro limitata imponibilità
(cfr. BStBl 1977 II 176; v. anche Locher/Meier/Von Siebenthal,
Doppelbesteuerungsabkommen Deutschland-Schweiz, B 25.1 n. 5). 

 

                                         4.3.                                 

                                         Ebbene, nel caso in esame,
i ricorrenti vorrebbero dedurre dalla norma convenzionale in questione il
divieto di un trattamento diverso di contribuenti illimitatamente imponibili,
da un lato, e limitatamente imponibili, dall'altro. Il divieto di discriminazione
contenuto nella CDI non può tuttavia essere inteso nel senso che agli Stati contraenti
possa essere sottratta la possibilità di trarre diverse conseguenze fiscali,
nel quadro del loro diritto nazionale, dal fatto che il domicilio di una
persona fisica oppure la sede di una persona giuridica si trovino all'interno
od all'estero, indipendentemente dalla nazionalità (cfr. Locher/Meier/Von
Siebenthal, op. cit., B 25.1 n. 2 e n. 3; v. anche Comité des Affaires
fiscales de l'OCDE, Modèle de Convention fiscale concernant le revenu
et la fortune, n. 4 ad art. 24).

                                         Nella misura in cui,
infatti, un contribuente che aliena un immobile situato nel cantone di
domicilio non sottostà ad una tassazione intermedia, a differenza del
contribuente che aliena un immobile situato al di fuori del cantone, la
differenza di trattamento non è minimamente riconducibile alla nazionalità del
contribuente.

 

                                   5.   Secondo i
ricorrenti, la tassazione intermedia cui sono stati sottoposti violerebbe
inoltre l'art. 4 Cost. fed., per il fatto che ne deriverebbe una disparità di
trattamento nell'applicazione della legge.

 

                                         5.1.

                                         Una norma è in contrasto
con il principio della parità di trattamento se stabilisce differenze
giuridiche, per le quali non è ravvisabile un motivo ragionevole nei rapporti
da regolare, oppure tralascia differenze che si imporrebbero in base ai
rapporti da disciplinare (cfr. DTF 106 Ib 188). Occorre che la
differenza infondata o la parità di trattamento infondata si riferisca ad un
fatto essenziale (DTF 103 Ia 519). 

                                         In materia fiscale, l'art.
4 Cost. fed. si concretizza nei princìpi della generalità (ogni persona
ed ogni gruppo di persone devono essere imposti secondo la stessa disciplina
legale) e dell'uniformità (tutti coloro che si trovano nella stessa situazione
devono essere imposti nello stesso modo) dell'imposizione nonché nel principio
della commisurazione della pressione fiscale alla capacità economica
(cfr. Müller, Commentaire de la Constitution fédérale de la Confédération
suisse, n. 79 s. ad art. 4). Il legislatore gode di un'ampia discrezionalità;
fino ad un certo grado, può creare norme schematiche, che prescindono cioè
dalle differenze, ma che sono facili da applicare (DTF 104 Ia
296; 110 Ia 14; cfr. Müller, op. cit., n. 32 ad art. 4).

 

                                         5.2.

                                         I ricorrenti non possono
invocare l'art. 4 Cost. fed. per lamentare una disparità di trattamento a loro
danno, per il fatto che è ben diverso il caso in cui viene alienato un immobile
che sorge al di fuori del cantone di domicilio piuttosto che uno situato nel
cantone di domicilio. 

                                         La ratio della
tassazione intermedia, in simili casi, è rappresentata infatti dalla fine
dell'assoggettamento fiscale nel cantone o nello stato estero di situazione
dell'immobile e dall'inizio dell'assoggettamento del patrimonio mobiliare nel
cantone di domicilio. Dal momento in cui il capitale viene "mobilizzato",
esso deve essere imposto nel cantone di domicilio. Donde la necessità di
procedere ad una tassazione intermedia. In un Cantone nel quale le imposte sono
calcolate in base al sistema della commisurazione sul passato (c.d. sistema praenumerando),
quando il contribuente vende un immobile che si trova fuori cantone è inevitabile
che il valore della sostanza che ne è stata tratta e l'eventuale reddito siano
commisurati sul presente (c.d. sistema postnumerando).

                                         Diverso il caso in cui il
contribuente aliena un immobile che sorge nello stesso cantone di domicilio:
allora non vi è, infatti, alcun problema di inizio di assoggettamento, per cui
neppure si richiede il passaggio dalla tassazione sui redditi del biennio precedente
a quella sui redditi del presente (v. anche le considerazioni del Tribunale
amministrativo di Zurigo, in merito alla conformità con l'art. 4 Cost. della
tassazione intermedia per vendita di un immobile situato in un altro cantone,
in StE 1989 B 63.15 n. 4).

 

                                   6.   I ricorrenti
vorrebbero poi estendere l'applicazione del divieto di discriminazione di
contribuenti soggetti alla sovranità fiscale di più cantoni, che il Tribunale
federale ha ricavato dall'art. 46 cpv. 2 Cost. fed., anche sul piano della
doppia imposizione internazionale.

 

                                         6.1.

                                         Effettivamente, il
Tribunale federale ha tratto dall'art. 46 cpv. 2 Cost. fed. un divieto di
discriminazione. Dal divieto di doppia imposizione intercantonale discende
infatti la conseguenza che l'assoggettamento di un contribuente alla sovranità
fiscale di più cantoni non deve comportare per lui degli svantaggi particolari,
che non sono necessariamente legati a tale ripartizione intercantonale. I
cantoni non possono pertanto imporre un contribuente in modo diverso e più
gravoso per il solo fatto che non sottostà esclusivamente alla loro sovranità
fiscale, rispetto alle persone che sono contribuenti solo in tale cantone (Höhn,
Commentaire de la Constitution fédérale de la Confédération suisse, n. 47 ad art.
46 cpv. 2 Cost. fed.; Höhn/Athanas, Interkantonales Steuerrecht,
Berna 1983, p. 70 ss.; Locher, Das interkantonale Doppelbesteuerungsrecht,
§ 1, II A, n. 20; DTF 60 I 107, 66 I 46, 100 Ia 251, 104 Ia
260, 111 Ia 47; ASA 46 p. 459, 30 p. 242).  

                                         Il Tribunale federale
considera l'imposizione differente o più onerosa di contribuenti soggetti alla
sovranità fiscale di più cantoni come un conflitto fiscale intercantonale.
Si tratta cioè di un divieto di discriminazione fondato direttamente sull'art.
46 cpv. 2 Cost. fed. e non invece di una questione intercantonale che dovrebbe
essere giudicata secondo l'art. 4 Cost. fed. Si è infatti in presenza di
relazioni fiscali tra una persona e più di un cantone, in altri termini di una
relazione intercantonale. È pertanto applicabile l'art. 46 cpv. 2 Cost. fed.,
che prevede che la Confederazione provveda a evitare la doppia imposizione nel
caso in cui l'imposizione è fatta da cantoni diversi da quello di domicilio. Se
la Confederazione è abilitata in simili casi ad attribuire ad un cantone, per
es. il cantone di situazione dell'immobile, una certa competenza impositiva,
allora sarà ugualmente abilitata a limitare la portata di tale competenza (Höhn,
Commentaire cit., n. 48 ad art. 46 cpv. 2 Cost. fed.; fa invece discendere il
divieto di discriminazione dal principio della parità di trattamento, di cui all'art.
4 Cost., Studer, Zur Fortentwicklung des interkantonalen Doppelbesteuerungsrechts,
ASA 38 p. 91 s.).

 

                                         6.2.

                                         Il Tribunale federale ha
escluso che sia violato il divieto di discriminazione ricavato dall'art. 46
cpv. 2 Cost. fed., allorché si intraprende la tassazione intermedia, prevista
dal diritto cantonale, nel caso in cui, con l'alienazione di un immobile, viene
meno un domicilio fiscale accessorio. 

                                         L'Alta Corte ha
considerato che con la vendita di un immobile viene meno la sovranità fiscale
del cantone di situazione dell'immobile; il cantone di domicilio ha allora il
diritto di computare di nuovo il reddito e la sostanza lordi  per il tempo
successivo alla vendita dell'immobile sito nell'altro cantone, nella misura in
cui la legge cantonale preveda un'apposito motivo di tassazione intermedia. Il
cantone di domicilio oltrepassa per contro i limiti della sua sovranità fiscale
e provoca una doppia imposizione incostituzionale, se, nell'effettuare il
calcolo ai fini della tassazione intermedia, si riferisce alla sostanza
immobiliare situata al di fuori del cantone ed al relativo reddito, nella
misura in cui ne derivi un'imposizione più onerosa di quanto non accadrebbe con
un'altra modalità di calcolo. Non potendo riferirsi alla sostanza immobiliare
precedentemente posseduta al di fuori del cantone ed al relativo reddito, al
cantone di domicilio non rimane altro da fare che procedere ad una tassazione
sul presente. L'onere fiscale legato alla tassazione sul presente – che non è
necessariamente più gravoso – è fondato sul sistema fiscale: è la conseguenza
indispensabile della preminenza del cantone di situazione dell'immobile, che
deve essere rispettata dal cantone di domicilio fino alla vendita della
proprietà immobiliare al di fuori del cantone. Il Tribunale federale conclude
negando che il divieto di discriminazione possa comportare che la tassazione
sul presente debba essere esclusa nei casi in cui è più svantaggiosa per il
contribuente rispetto alla tassazione sul passato (ASA 59 p. 275 ss.;
Locher, op. cit., § 10, II, n. 25; Vallender, Zur These
von der Schlechterstellung als systembedingter Folge des Vorrangs des Besteuerungsrecht
des Liegenschaftskantons, in ASA 59 p. 227 s.).

 

                                         6.3.

                                         È vero che in dottrina non
manca chi fa discendere dal divieto di discriminazione la conclusione opposta. Höhn,
in particolare, la fa discendere da una sentenza del Tribunale federale, nella quale
peraltro si trattava non della vendita di un immobile bensì dell'apertura di
una filiale in un altro cantone (ASA 46 p. 459 ss.). Dalle
considerazioni contenute in tale sentenza, l'autore in questione trae il
principio per cui, qualora il trasferimento di sostanza e reddito non sia
legato ad un motivo di tassazione intermedia applicabile anche sul piano intercantonale,
allora gli altri cantoni, ed in particolare quello di domicilio, non hanno il diritto,
in virtù del divieto di discriminazione, di intraprendere una tassazione
intermedia per l'intera sostanza o l'intero reddito; in tal caso dovranno
effettuare una tassazione, come in precedenza, solo in base alla sostanza ed al
reddito precedenti. Diversa la situazione se la legislazione cantonale contiene
una base per una simile tassazione intermedia: in una simile evenienza, i
cantoni possono invece effettuare un nuovo computo delle quote loro
attribuibili dell'intero reddito e dell'intera sostanza, alla luce della nuova
situazione.

                                         I cantoni nei quali, in
seguito al venir meno di un domicilio fiscale accessorio, la sostanza è stata
trasferita, possono assoggettare quest'ultima a partire dal giorno in cui se ne
è verificato il presupposto. Nel fare ciò, tuttavia, possono computare esclusivamente
il capitale proprio effettivamente investito fino ad allora nel domicilio fiscale
accessorio che è venuto meno, conformemente all'ultima stima degli attivi (Höhn/Athanas,
Interkantonales Steuerrecht, Berna 1983, p. 335). 

                                         Si è fatto notare che tale
soluzione può condurre, in determinate circostanze, anziché ad evitare una
discriminazione, a produrre un ingiustificato trattamento di favore del
contribuente (Vallender, op. cit., p. 229).

                                         

                                         6.4.

                                         Come si vede, dall'art. 46
cpv. 2 Cost. fed. non discende alcuna limitazione nel diritto del Cantone di
domicilio di intraprendere una tassazione intermedia per modifica delle
relazioni intercantonali, al momento della vendita di un immobile situato in un
altro cantone.

                                         Ma, se anche una tale
conseguenza fosse fatta discendere dal divieto di discriminazione ricavato dall'art.
46 cpv. 2 Cost. fed., lo stesso principio non potrebbe essere tuttavia
applicato sul piano delle relazioni internazionali.

                                         Il Tribunale federale, con
una giurisprudenza costante, ha rifiutato un'applicazione generale del divieto
di doppia imposizione di cui all'art. 46 cpv. 2 Cost. fed. ai rapporti
internazionali (Höhn, Commentaire cit., n. 67 ad art. 46 cpv. 2 Cost.
fed.; DTF 11 413, 103 Ia 235).

 

                                   7.   Devono infine essere
respinte anche le censure dei ricorrenti che si riferiscono alle modalità di
calcolo del reddito imponibile.

                                         Richiamandosi ad una
sentenza di questa stessa Camera, nella quale si è affermato che, procedendo ad
una tassazione intermedia per la vendita di un immobile all'estero, si deve
consentire il raggiungimento di risultati equi, che riflettono l'andamento del
reddito non soltanto nello stretto periodo di computo ma che tengano altresì conto
della sua evoluzione nel periodo di tassazione, i ricorrenti propongono una modalità
di calcolo incompatibile con i principi della tassazione postnumerando.

 

                                         7.1.

                                         All'inizio
dell'assoggettamento il reddito è determinato, tanto per il periodo fiscale in
corso che  per quello successivo, sulla base del reddito conseguito dall'inizio
dell'assoggettamento e durante almeno un  anno, riportato a dodici mesi (art.
96 cpv. 1 LT). In caso di tassazione intermedia secondo l’ art. 99 LT gli
elementi di reddito e di sostanza colpiti dalla modifica sono commisurati
secondo le regole applicabili all'inizio dell'assoggettamento (art. 100 cpv. 3
LT).

                                         La legge non stabilisce un
lasso di tempo preciso per l'accertamento del reddito medio da riportare a un
anno e consentono alle autorità fiscali di scegliere il periodo di computo
avuto riguardo alla «ratio» della norma, allo scopo di ottenere un risultato
che rifletta la situazione reale del contribuente (DTF 103 Ib
322; STF del 5 settembre 1984 in re D.M., inedita, cons. 2 b; Känzig,
Direkte Bundessteuer, II ediz., vol. I, Basilea 1982, ad art. 41, num. 12; v.
inoltre la sentenza citata dai ricorrenti, in RDAT I-1992 n. 14t
p. 216).

                                         Come rilevato dal
Tribunale federale (DTF 103 Ib 344) la formulazione «calcolato su
un anno» e – data l'identità dei principi – anche quella del diritto cantonale
«riportato a dodici mesi» (cfr. art. 41 cpv. 4 DIFD e art. 96 cpv. 1 LT) stanno
a indicare che il computo dell'imposta deve essere fondato su un reddito che
sia rappresentativo della situazione dopo il mutamento (STF del 5
settembre 1984 in re D.M., inedita, cons. 2 b e c, 7 a; Rep. 1980 pag. 33).

                                         Applicando la normativa
suddetta, questa Camera ha ad es. riconosciuto che non v'è quindi ragione che l'
autorità fiscale consideri nella tassazione ordinaria successiva un reddito
diverso, anche se di poco, da quello considerato dalla data dell'inizio dell'attività
dipendente, estendendo il periodo di computo a diciotto mesi e riconducendoli
poi proporzionalmente a dodici mesi (CDT n. 296-297 del 15
ottobre 1990 in re R.M.).

 

                                         7.2.

                                         Esaminando alla luce dei
principi suddetti il calcolo del reddito imponibile effettuato dall'autorità
fiscale, esso si rivela estremamente favorevole ai ricorrenti.

                                         L' Ufficio di tassazione
ha infatti preso in considerazione, ai fini del calcolo del reddito per la
tassazione intermedia, i redditi relativi ad un lasso di tempo ben superiore ai
dodici mesi: ha esteso il periodo di computo a tutto il successivo biennio
1991-92, per un totale di ben 45 mesi.

                                         Non si vede come i
ricorrenti possano allora lamentare la violazione del principio dell'imposizione
in base alla capacità contributiva. Risulta, in particolare, del tutto incomprensibile
l'affermazione, contenuta nel ricorso (a pagina 2, cifra 4), secondo cui il
risultato della tassazione sarebbe iniquo per i contribuenti «dal momento che il
reddito patrimoniale conseguito durante 1 anno e nove mesi (dal 1.4.1989 al
31.12.1990), seppur già considerato su basi più estese, rappresenta la base di
tassazione per tre anni e nove mesi, mentre che dopo un primo periodo di alto
rendimento dei capitali, il rendimento è successivamente molto diminuito». Come
si è detto, è vero invece che, per calcolare l'imposta sul reddito per il
periodo di assoggettamento dal 1° aprile 1989 al 31 dicembre 1992 (cioè per un
lasso di tempo di 45 mesi), si sono presi in considerazione i redditi proprio
di quello stesso periodo di 45 mesi. Non si riesce ad immaginare una modalità
di calcolo che meglio rispecchi l'effettiva capacità contributiva dei
ricorrenti e che meglio tenga conto della diminuzione di rendimento dei capitali
intervenuta negli anni 1991 e 1992.

 

                                   8.   Il ricorso è dunque
integralmente respinto. Tassa di giustizia e spese sono a carico dei
ricorrenti, soccombenti.

 

 

Per questi motivi,

visto per le spese l'art. 185 LT 1976

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                   fr.   3'000.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi        fr.      100.–

                                         per un totale di                                                        fr.   3'100.–

                                         sono a carico dei
ricorrenti.

 

                                   3.   Intimazione alle parti.

 

                                   4.   Il presente giudizio è
definitivo (art. 184 cpv. 3 LT 1976).

 

 

per
la Camera di diritto tributario

del
Tribunale d’appello

Il
Presidente:                                                          Il
Segretario: