# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9157c49a-adfc-5f2a-92a1-b8a2299b10a4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-10-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 04.10.2018 35.2017.76
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2017-76_2018-10-04.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2017.76

   

  PC/sc

  	
  Lugano

  4 ottobre 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Sarah Socchi (in sostituzione di Ivano
  Ranzanici, astenuto)

  
						

 

	
  redattrice:

  	
  Paola Carcano, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 luglio 2017 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 1° giugno 2017 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 2 

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 8 gennaio 2012, RI 1,
nato il __________ 1974, dipendente della ditta __________ di __________, con
contratto di lavoro a tempo indeterminato al 100% dal 1° marzo 2011, in qualità
di "impiegato/operaio" (traslocatore) e, perciò, assicurato d’obbligo
contro gli infortuni presso l'CO 1, mentre stava scendendo le scale al proprio
domicilio a __________, ha appoggiato in malo modo il piede ed ha stortato la
caviglia, perdendo l'equilibrio e cadendo poi dalle scale, riportando un trauma
da distorsione (doc. 1, 15 e 71).

                                         L’Istituto assicuratore ha
riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente le
prestazioni di legge.

 

                              A causa
dell'infortunio, RI 1 si è sottoposto l'11 novembre 2013 ad un'artroscopia
diagnostica della caviglia sinistra con artrolisi e sinoviectomia parziale
antero/laterale ad opera del dr. med. __________ presso l'__________ di __________
(doc. 124 e 125) e il 17 maggio 2016 ad un’artroscopia con débridement e
cheloidectomia anteriore, asportazione residuo osseo, escissione LFTA e reinserzione
dell'LFTA secondo tecnica di Broström Gould ad opera del dr. med. __________
presso la __________ di __________ (doc. 294 e 295).

 

                                        Nel frattempo il contratto
di lavoro è stato disdetto dal datore di lavoro il 25 aprile 2014 con effetto
al 30 giugno 2014 (doc. 218).

 

                                         A causa dei dolori
accusati dopo l'infortunio, l'assicurato ha effettuato svariate indagini che
sono state effettuate per mezzo di apparecchiature diagnostiche e di immagine
radiologica come pure numerose visite mediche specialistiche (sia in Svizzera
sia in Italia). Egli si è pure sottoposto a parecchie sedute di fisioterapia.

                               1.2.   Dopo aver sentito il parere
del 20 marzo 2017, relativo alla visita medico-__________ di chiusura del 13
marzo 2017, del proprio medico fiduciario, dr. med. __________, specialista FMH
in chirurgia (doc. 351), il 31 marzo 2017 l'CO 1 ha comunicato all’assicurato
la sospensione delle prestazioni (spese di cura e indennità giornaliera), a
decorrere dal 1° maggio 2017, ritenuto che, in base alla documentazione medica
agli atti, il suo stato di salute era ormai da considerare stabilizzato ("a
dipendenza dell'infortunio in oggetto le risorse mediche per un ulteriore
sensibile miglioramento del suo stato di salute siano da ritenersi praticamente
esaurite"). Nella medesima occasione l'CO 1 ha pure puntualizzato che
a "causa dei postumi dell'infortunio, sul lungo termine una ripresa
completa della sua attività originaria non è più medicalmente esigibile.
Inoltre la ditta __________ di __________, ha sciolto il contratto di lavoro
già da tempo. A questo proposito, vi rendiamo attenti che dal punto di vista
medico l'assicurato può già sin d'ora svolgere altri lavori con rendimento
completo osservando alcune limitazioni fisiche. Per maggiori informazioni
facciamo riferimento al rapporto medico di chiusura che le alleghiamo"
(doc. 353).

                               1.3.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con decisione del 20 aprile 2017 l'CO 1 ha
negato all’assicurato una rendita LAINF, visto che il grado di invalidità è
solo del 5.48 % (ritenuti nel 2017 un reddito "da valido" di fr.
50'674.- stabilito secondo le informazioni fornite dall'ex datore di lavoro e
"da invalido" di fr. 47'898.- determinato in base alle DPL) e gli ha
riconosciuto un’indennità per menomazione dell’integrità del 5% (doc. 356).

A seguito dell'opposizione inoltrata il 24 maggio 2017 dall'assi-curato,
patrocinato dall'avv. RA 1 (doc. 364), l'CO 1 ha esperito degli altri
accertamenti amministrativi e con decisione su opposizione del 1° giugno 2017 ha
confermato la precedente decisione, negando all’assicurato una rendita LAINF alla
luce di un grado di invalidità del 9.05 % (ritenuti nel 2017 un reddito
"da valido" di fr. 50'674.- stabilito secondo le informazioni fornite
dall'ex datore di lavoro e "da invalido" di fr. 46'088.- fissato
sulla base della TA1 2014, uomini, livello 1 di competenze, riportato un orario
medio di lavoro settimanale nelle aziende di 41,7 ore computabili nel 2014 ed
aggiornato al 2017, applicando una deduzione a titolo di gap salariale
del 24.31% - pari a 29.31% dedotta la soglia del 5% - e una decurtazione
sociale del 10%) e confermando un'IMI del 5% (doc. 369).

                               1.4.   Con tempestivo ricorso del 3
luglio 2017 RI 1, sempre rappresentato dall'avv. RA 1, ha postulato
l’annullamento della decisione impugnata e il riconoscimento, in via principale,
delle "prestazioni di corta durata per le lesioni riportate a seguito
dell'infortunio occorsogli l'08 gennaio 2012" e, in via subordinata,
del "diritto ad una rendita d'invalidità, come pure il diritto ad
un'indennità per menomazione dell'integrità superiore a quanto stabilito dalla CO
1" e dell"effetto sospensivo del ricorso" (doc. I,
pag. 10).

La patrocinatrice del ricorrente contesta la stabilizzazione dello stato di
salute del suo assistito, in particolare che non vi siano più terapie o interventi
atti a migliorare le condizioni di salute del suo cliente, sulla base del
rapporto medico del dr. med. __________ del 18 maggio 2017. La rappresentante
dell'insorgente puntualizza che il 17 agosto 2017 è stata fissata una visita di
controllo, ad ulteriore prova che il caso non è stabilizzato. 

La rappresentante dell'assicurato stigmatizza l'operato del medico di
circondario per avere stilato il proprio rapporto medico di chiusura senza
tenere conto del parere dello specialista d'oltralpe che continua ad avere in
cura il suo cliente ed addirittura ancora prima che il chirurgo d'oltralpe
potesse visitare l'assicurato nella normale visita di controllo ad un anno
dall'intervento. Il medico di circondario avrebbe deliberatamente omesso di
confrontarsi con il parere del medico specialista che ha in cura l'assicurato,
prima di dichiarare stabilizzato lo stato di salute del suo assistito e di
fissare l'IMI al minimo della scala di riferimento. Alla luce della persistente
infiammazione della caviglia interessata, si è reso necessario intervenire con
un'infiltrazione. Di modo che lo stato di salute del suo cliente è ben lungi
dall'essere stabilizzato. Sulla scorta di quanto riferito dal dr. med. __________,
che vuole attendere gli sviluppi del processo di guarigione e di intervenire se
del caso con un nuovo intervento chirurgico in vista di accrescere la
funzionalità e la stabilità della caviglia, il ricorrente ritiene che sia data
ancora una prognosi favorevole per un ulteriore miglioramento del suo stato di
salute. Ne consegue che la decisione avversata deve essere annullata e le
prestazioni temporanee ripristinate, in particolare l'indennità giornaliera per
perdita di guadagno, nella misura del 50%, così come evidenziato dal medico
curante.             

La patrocinatrice del ricorrente contesta l'operato del medico di circondario,
innanzitutto, per non aver indicato se l'assicurato potesse ancora svolgere la
sua professione, precisando quali erano le controindicazioni in quell'attività
e il grado di incapacità che gli impedimenti potevano provocare in tale
professione, e, secondariamente, per avere dichiarato l'assicurato da subito
abile al lavoro nella misura massima possibile in attività prettamente
sedentarie, da svolgere prevalentemente in posizione seduta, la cui esigibilità
viene contestata dalla rappresentate del ricorrente. 

La rappresentante dell'insorgente critica la valutazione effettuata dal medico __________
anche con riferimento agli impedimenti che il suo cliente incontrerebbe
nell'esplicare determinate funzioni, il suo assistito non essendo stato
sottoposto a dei veri e propri test riguardo alla sua capacità a sollevare
pesi, ad effettuare la rotazione del tronco o a camminare, come invece il
rapporto di chiusura lascerebbe intendere. 

La legale dell'assicurato stigmatizza l'operato dell'CO 1 per aver preso in
considerazione delle attività (addetto alla lucidatura d'orologi, cassiere,
estrusore per stampaggio ad iniezione o addetto alla spedizione) che appaiono
assai limitate e improbabili nel mercato del lavoro attuale. Motivo per il
quale non possono entrare in considerazione quali attività da proporre al suo
cliente.

La patrocinatrice del ricorrente contesta l'operato della CO 1 anche per non
aver ottemperato in concreto all'obbligo di produrre almeno cinque DPL e di
fornire indicazioni sul numero totale dei posti di lavoro entranti in linea di
considerazione, a dipendenza dell'impedimento concreto, come pure sul salario
più elevato, su quello più basso, nonché su quello medio del gruppo cui è fatto
riferimento. Per tutti questi aspetti la decisione, carente dal profilo
formale, deve essere annullata.

La rappresentante dell'insorgente contesta pure il salario da valido. Nel 2012
il suo cliente, al secondo anno di attività quale traslocatore diplomato, percepiva
un reddito mensile di fr. 3'800.- netti, integrati con ore straordinarie e
mance dei clienti. Secondo la CO 1 il suo assistito nel 2017 avrebbe potuto
incrementare il reddito di soli fr. 200.- mensili, conseguendo un reddito
complessivo annuo di fr. 50'674 all'anno. Ciò appare molto improbabile. Tenuto
conto dei salari medi per professioni analoghe fissati in fr. 67'656.27 annui,
egli avrebbe potuto, con qualche anno di esperienza alle spalle, migliorare
sicuramente la sua posizione salariale avvicinandola a quella mediamente
riconosciuta. In ogni caso, avrebbe potuto incrementare il suo reddito di
almeno fr. 800.- mensili, anche rimanendo presso l'ex datore di lavoro,
continuando a lavorare a tempo pieno, con disponibilità a svolgere incarichi
straordinari.

La rappresentante dell'insorgente critica la valutazione dell'IMI del 5%
effettuata dal medico di circondario, quando altre menomazioni, quali ad
esempio la perdita di un pollice, sono classificate nell'allegato 3 OAINF, a
cui l'assicurazione fa riferimento, e danno diritto ad un'IMI del 20%. La CO 1
ha considerato tutte le gravi limitazioni che affliggono l'assicurato come una
"minima limitazione funzionale" e non ha ritenuto di
raccogliere altre delucidazioni mediche su questo punto. Il medico di
circondario, dal canto suo, nonostante avesse visitato una volta sola
l'assicurato, si è detto perfettamente a conoscenza del decorso, senza aver
bisogno di interpellare al proposito il dr. med. __________, i cui reperti non
sono stati ritenuti peraltro atti a mettere in dubbio la sua valutazione. La
rappresentante dell'insorgente censura questo modo di procedere, rimettendosi
al giudizio del TCA in punto alla definizione dell'IMI, che chiede venga
aumentata adeguatamente.              

Da ultimo, la patrocinatrice del ricorrente chiede la restituzione dell'effetto
sospensivo al gravame ai sensi dell'art. 11 cpv. 2 OPGA, visto che
concretamente il suo cliente è stato ingiustamente privato delle prestazioni
assicurative per perdita di guadagno dal 1° maggio 2017. 

                               1.5.   Nella risposta
del 25 agosto 2017 l’CO 1, dopo aver versato agli atti l'incarto LAINF completo
ed il rapporto del 17 agosto 2017 del dr. med. __________ quale allegato I, ha
postulato la reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto
occorra, nei considerandi di diritto (doc. III).

                               1.6.   In data 29 agosto 2017 il TCA
ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni per presentare eventuali altri
mezzi di prova (doc. IV). 

                               1.7.   L'11 settembre 2017 la
patrocinatrice dell'assicurato he chiesto che fossero acquisiti agli atti la
"risonanza magnetica del piede sinistro ordinata dal dott. med. __________
della __________, __________ con relativo rapporto specialistico; consultazione
neurologica, nel caso in cui venisse ordinata dal dott. med. __________",
sulla scorta del rapporto medico del 17 agosto 2017 dello specialista
d'oltralpe (doc. V.). 

 

                               1.8.   In data 14 settembre 2017 l’CO
1 si è riconfermato nella decisione impugnata e nella risposta di causa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di
diritto (doc. VII).

                               1.9.   Il 16 maggio 2018 il TCA ha
invitato la rappresentante del ricorrente a versare agli atti: "- la
risonanza magnetica al piede sinistro ordinata il 17 agosto 2017 dal dr. med. __________
della __________ di __________, con il relativo rapporto specialistico;

- il referto della consultazione neurologica ivi menzionata, se nel frattempo
effettuata. Se ciò non fosse il caso, è invitata a indicare per quale motivo il
suo cliente non è stato più sottoposto ad una visita neurologica; - eventuali
referti di visite eseguite dal dr. med. __________ successive al 17 agosto 2017"
(doc. IX).         

                             1.10.   Il 24 maggio 2018 la patrocinatrice
dell'assicurato ha informato il TCA che il suo cliente non si era sottoposto
alla risonanza magnetica ordinata il 17 agosto 2017 dal dr. med. __________
della __________ di __________ rispettivamente ad una visita neurologia, non
avendo mai ricevuto il benestare dell'CO 1. 

                                         Nella medesima occasione
ha comunicato al TCA che il suo assistito si sarebbe sottoposto ad una
risonanza magnetica in Italia la settimana successiva, il cui esito sarebbe
stato inviato allo specialista d'oltralpe per una valutazione (doc. X).             

 

                             1.11.   Il 26 giugno 2018 la rappresentante
del ricorrente ha versato agli atti la R.M.N. del 28 maggio 2018 (doc. C), il rapporto del 14 giugno 2018 del dr. med. __________ (doc. D), il
rapporto del 20 giugno 2018 del dr. med. __________ (doc. E), la
prescrizione per fisioterapia del 20 giugno 2018 del dr. med. __________ (doc.
F) e la prescrizione per ergoterapia del 20 giugno 2018 del dr. med. __________
della __________ di __________ (doc. G; doc. XII).

 

                             1.12.   Il 9 agosto 2018 la
patrocinatrice dell'insorgente ha prodotto il rapporto del 17 luglio 2018 dei
dr. med. __________ e __________ della __________ di __________
(doc. XIX+1).

  

                             1.13.   In data 24 agosto e 27 agosto
2018 l’CO 1 si è riconfermato nella decisione impugnata e nella risposta di
causa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei
considerandi di diritto (doc. XXI e doc. XXIII). A suffragio delle proprie
argomentazioni ha versato agli atti l'apprezzamento medico ortopedico del 27
agosto 2018 del dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia ortopedica e
traumatologia dell'apparato locomotore (doc. XXIII+1).

                             1.14.   Il 20 settembre 2018 la
rappresentante del ricorrente, dopo aver chiesto l'estromissione del doc.
XXIII+1 prodotto tardivamente dall'CO 1, ne ha in ogni caso contestato cautelativamente
i contenuti, riconfermandosi nel gravame (doc. XXVII). 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Oggetto del contendere è la
questione di sapere se l’CO 1 era legittimato, oppure no, a negare una rendita
di invalidità all'assicurato in relazione all'infortunio dell'8 gennaio 2012. È
parimenti oggetto della lite il riconoscimento da parte dell'CO 1 di un'IMI del
5 %.

Preliminarmente va qui ricordato che, in virtù
del principio inquisitorio, il TCA è tenuto a prendere in considerazione ogni
mezzo di prova - anche se prodotto intempestivamente - nella misura in cui esso
si rivela essere in qualche modo rilevante ai fini di un corretto e puntuale
chiarimento di fatti giuridicamente importanti; determinante non è la
provenienza di un mezzo di prova ma il suo contenuto (cfr. STCA 26.1999.119 del
24 gennaio 2000, consid. 2.2, confermata con STF K 22/00 del 30 novembre 2000).
Del resto un accertamento insufficiente della fattispecie giuridicamente
rilevante costituisce una violazione del principio inquisitorio (cfr. STCA 35.2016.84 del 18 luglio 2017, c. 2.4). Inoltre, per
costante giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali valuta la
legalità della decisione deferitagli sulla base della situazione di fatto
esistente al momento in cui essa venne emanata (in casu, il 1° giugno
2017), ritenuto che fatti verificatisi ulteriormente possono influire quali
elementi di accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla
decisione stessa. I fatti accaduti posteriormente e che hanno modificato questa
situazione devono di regola formare oggetto di un nuovo provvedimento (cfr.
sentenza 8C_402/2015 del 29 febbraio 2016, consid. 5.3 in fine, con riferimento
alla DTF 132 V 215, consid. 3.1.1 pag. 220). Stante
quanto precede, i documenti medici prodotti dalle parti successivamente
al 1° giugno 2017 (data questa, giova ribadire, di emanazione
della decisione impugnata che segna il limite temporale del potere cognitivo
del giudice delle assicurazioni sociali) - e, quindi, sia quelli versati agli
atti dalla patrocinatrice dell'assicurato (da ultimo, il certificato medico del
17 luglio 2018 del dr. med. __________) sia quelli prodotti dall'CO 1 (da
ultimo, l'apprezzamento ortopedico del 27 agosto 2018 del dr. med. __________) -
vengono presi in considerazione ai fini del giudizio quali elementi di
accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione resa,
nella misura in cui vengono giudicati rilevanti. Ne
discende che l'eccezione procedurale (di chiaro stampo civilistico) presentata
il 20 settembre 2018 dalla rappresentante del ricorrente, consistente nella richiesta
di estromissione del doc.  XXIII+1 poiché prodotto tardivamente, è respinta.

                               2.2.   Condizioni di salute
infortunistiche stabilizzate al 1° maggio 2017?

 

                            2.2.1.   Giusta l'art. 10 LAINF,
l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr.
DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF,
l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (art. 6 LPGA) a
seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.

                                         Il diritto all'indennità
giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si
estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione
di una rendita o con la morte dell'assicurato.

 

                                         Parimenti, il diritto alle
cure cessa qualora dalla loro conti­nuazione non sia da attendersi un sensibile
miglioramento della salute dell'assicurato: nemmeno persistenti dolori bastano
a conferire il diritto alla continuazione del trattamento se da questo non si
può sperare un miglioramento sensibile dello stato di salute (cfr. Ghélew,
Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna
1992, p. 41ss.).

 

                                         Se, al momento
dell'estinzione del diritto alle cure mediche, sussiste un'incapacità
lucrativa, viene corrisposta una rendita d'invalidità o un'indennità unica in
capitale: l'erogazione di indennità giornaliere cessa con il diritto alle
prestazioni sanitarie.

                                         D'altro canto, nella
misura in cui l'assicurato è portatore di una menomazione importante e durevole
all'integrità fisica o mentale, egli ha diritto ad un'indennità per menomazione
all'integrità giusta gli artt. 24s. LAINF.

 

                            2.2.2.   Nel caso di specie, preso atto
dei risultati della visita medica __________ di chiusura del 13 marzo 2017,
eseguita dal dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia (doc. 351), il
31 marzo 2017 l'CO 1 ha comunicato all’assicurato la sospensione delle
prestazioni (spese di cura e indennità giornaliera), a decorrere dal 1° maggio
2017, ritenuto che, in base alla documentazione medica agli atti, il suo stato
di salute era ormai da considerare stabilizzato ("a dipendenza
dell'infortunio in oggetto le risorse mediche per un ulteriore sensibile
miglioramento del suo stato di salute siano da ritenersi praticamente esaurite").

 

Il TCA non ha motivo di scostarsi da quanto ritenuto dall'CO 1. In effetti
dalla documentazione medica agli atti emerge che RI 1 si è sottoposto il 17
maggio 2016 ad una artroscopia con débridement e cheloidectomia anteriore, asportazione
residuo osseo, escissione LFTA e reinserzione dell'LFTA secondo tecnica di
Broström Gould ad opera del dr. med. __________ presso la __________ di __________
(doc. 294 e 295). Il 9 giugno 2016 il dr. med. __________ ha cambiato il gesso
post-operatorio con uno stivale gessato da portare per 3 settimane ed ha
attestato: "Fristgerechter Verlauf. Problemlose Fadenentfernung. Es
bleint bei den geplanten Kontrollen mit Gipsentefernung in 3 Wochen und Wechsel
auf ASO-OSG- Schnürbandage sowie Einleitung von Physiotherapie" (doc.
297).    

Durante la visita di controllo del 30 giugno 2016 il dr. med. __________ ha
costatato la diminuzione del dolore, nonostante il persistere del dolore e del
gonfiore alla caviglia, ed ha concluso: "Nach klinischer radiologicher
Untersuchung zeigt sicher in regelrechter Befund 6 Wochen nach den obengenanntem
operativen Vorgehen. Der Patient erhält eine ASO-OSG-
Schnürbandage sowie Einleitung einer Physiotherapie. Die Physiotherapie zur langsamen Aufbelastung bis zur sicheren
Vollbelastung sowie zum Kraftaufbau. Nächste Kontrolle ist in 3 Wochen
geplant." (doc. 298). Durante la visita di controllo del 14 luglio
2016 il dr. med. __________ ha accertato un miglioramento continuo ed ha
puntualizzato: "Fristgerechter Verlauf. Weiterführen der Therapie und
eigenen Uebungen. Klinische Verlaufskontrolle in ca. 3-4 Monaten."
(doc. 303). Al termine della visita di controllo del 21 ottobre 2016 il dr.
med. __________ ha osservato: "Insgesamt erfreulicher und
fristgerechter Verlauf. Weiterhin Mobilisation nach massgabe der Beschwerden
unter Fortführung der Physiotherapie und Uebungen in eigenregie. Wir planen
eine Abschlusskontrolle ein jahr postoperativ. Bei diesem Möbeltransporteur AUF
noch für etwa 2 Wochen, dann Arbeitsversuch mit 50% für 2 Monate"
(doc. 317). Su richiesta del 1° dicembre 2016 dell'CO 1 (doc. 326), il 6
dicembre 2016 il dr. med. __________ ha puntualizzato: "Ab
08.11.2016 ist Herr RI 1 zu 50% arbeitsfähig. Dies bedeutet volle
belastung jedoch nur halbtags, vorzugsweise vormittags" (doc. 329). Al
termine della visita medico-circondariale del 9 gennaio 2017, il dr. med. __________
- dopo avere rilevato che "Al momento attuale la fisioterapia è
terminata, la situazione è decisamente migliorata per cui si consiglia
all'assicurato di riprendere a forzare moderatamente e gradualmente
l'articolazione con una costante riabilitazione al passo. Per il momento non
necessita di ulteriori terapie se non di questa ripresa funzionale" (doc.
334, pag. 7) - ha concluso che "Visto il miglioramento effettuato si dichiara
l'assicurato abile al 75% e sarà rivisto all'incirca tra un paio di mesi"
(doc. 334, pag. 7). Al termine della visita medico-circondariale del 13 marzo
2017, il dr. med. __________ - dopo avere rilevato che la visita
medico-circondariale era "sostanzialmente analoga alla precedente"
(doc. 351, pag. 6) e che "Al momento attuale la situazione è
decisamente stabilizzata, non fa più fisioterapia, non ci sono ulteriori
motivazioni per prolungare lo stato di malattia. Al momento attuale non
necessita quindi di ulteriori terapie se non un paio di volte all'anno per
circa 2 anni cicli di fisioterapia per mantenere essenzialmente lo stato
raggiunto" (doc. 351, pag. 7) - ha concluso che " Al momento
attuale l'assicurato viene ritenuto idoneo in misura massima possibile"
nell'esigibilità posta (doc. 351, pag. 7). Il 4 aprile 2017 il dr. med. __________
ha osservato: "Herr RI 1 hat am 18.05.2017 eine Konsultationstermin.
Bis zu diesem Termin kann ich nicht beurteilen ob die Behandlung abgeschlossen
sein wird" (doc. 355). Al termine della visita di controllo del 18
maggio 2017 il dr. med. __________ ha concluso: "Insgesamt erfreulicher
Verlauf. Es persistieren Restbeschwerden, welche
möglicherweise im Rahmen einses residuellen antero-lateralen Impingement
bestehen sowie einer residuellen ligamentären Instabilität sowie muskulärer
Dekonditionierung aufgrund der präoperativ bestehenden jahrelangen Schonung des
Beines. Es erfolg heute eine diagnostisch/therapeutische Infiltration
des OSG und der antero-lateralen Weichteile mit Bupivacain und Diprophos (…).
Ich empfehle die Uebungen weiter beizubehalten. In einem vowiegenden sitzenden
Beruf ist Herr RI 1 100% arbeitsfähig, in einem körperlichbelasten Beruf mit
vorwiegend Stehen, laufen und Tragen sowie unebenem Untergrund aktuell meiner
Einschätzung nach max 50% arbeitsfähig. Der weitere Verlauf bleibt abzuwarten.
Sollte sich in Zukunft die residuell ligamentäre Instabilität als relevant
herausstellen, müsste ggf. Eine Augmentation des Seitenband-Apparates
diskutiert werden" (doc. 362).           

Tutto ben considerato, precisato che, secondo la
giurisprudenza federale, occorre procedere a una valutazione prospettica della
questione della stabilizzazione, ponendosi al momento in cui le
prestazioni sono state interrotte (dunque, in casu, nel mese di maggio
2017; cfr. RAMI 2005 U 557 p. 388; STF 8C_651/2016 del 15 dicembre 2016 consid.
4.1, 8C_184/2017 del 13 luglio 2017 consid. 2.2, 8C_303/2017 del 5 settembre
2017 consid. 6.3.1; STCA 35.2017.68 del 27 novembre 2017, consid. 2.3.3), il
TCA ritiene di poter condividere il parere del medico fiduciario,
distanziandosi nel contempo dalle obiezioni sollevate in proposito dalla patrocinatrice
dell’insorgente. In effetti, dalla documentazione medica precedentemente
esposta non emerge che, all’epoca in cui l’assicuratore ha dichiarato estinto
il diritto alle prestazioni di corta durata, entrassero ancora in linea di
conto dei provvedimenti terapeutici suscettibili di migliorare notevolmente le
condizioni di salute infortunistiche ai sensi della succitata DTF 134 V 109,
tenuto conto che già a quel momento RI 1 era definitivamente inabile
all’esercizio della sua abituale professione di "traslocatore",
mentre presentava una piena capacità lavorativa in attività sostitutive
adeguate (aspetto quest’ultimo che verrà meglio definito nei considerandi che
seguono). 

Non permette di giungere a diversa conclusione il fatto che l'assicurato abbia
continuato in seguito a sottoporsi a visite di controllo. Parimenti dicasi per
l'infiltrazione diagnostica-terapeutica eseguita il 18 maggio 2017
rispettivamente per l'eventuale intervento prospettato al 18 maggio 2017 e a
tutt'oggi non ancora resosi necessario. Non consente di giungere ad una
conclusione differente neppure la svariata documentazione medica (in
particolare, doc. C, D, E, F G e doc. XIX+1) prodotta in
questa sede dalla patrocinatrice dell'assicurato.

Del resto, con espresso riferimento al rapporto del 17 luglio 2018 di cui al doc. XIX+1, i dr. med. __________ e __________ della __________ di __________, hanno rilevato quanto segue: "Therapeutisch seit
10 tagen Physio-und Ergotherapie (…). Bei dem 44-jährigen Patienten
bestehen seit oben beschribener Operation in Mai 2016 intermittierende
belastungsabhängige Schmerzen im Bereich des malleolus lateralis des linken
Fusses. Vor der Operation waren diese nach einem
Treppensturz im Jahre 2012 kontinuerlich vorhanden".
Sempre con espresso riferimento al citato rapporto, il
dr. med. __________, nell'apprezzamento ortopedico del 27 agosto 2018 di cui al
doc.  XXIII+1, ha osservato quanto segue: "Nell'ultimo
reperto del 17 luglio 2018, pure se ci sono ancora disturbi lamentati, questi
possono comunque essere ritenuti molto limitati, poiché possiamo evincere di
questo rapporto che il signor RI 1 non prende terapia antalgica regolare e che
egli è in grado di praticare diverse attività fisiche, esse provocando i
sintomi che sono altrimenti assenti. In base a queste informazioni, in base
allo stato clinico riferito a livello della caviglia, sia dal dott. __________,
sia dal dott. __________ e in considerazione dell'esito degli esami
complementari (ultimo esame RM il 28 maggio 2018), non vedo per quale motivo si
dovrebbe considerare una qualche limitazione di capacità lavorativa nel quadro
dell'esigibilità fisica definita dal dott. __________. (…). I documenti medici
trasmessi dopo la decisione su opposizione del 1° giugno 2017 non comportano
elementi di natura medica suscettibili di rimettere in questione le conclusioni
del dott. __________ in seguito a due valutazioni cliniche a due mesi di distanza"
(cfr. pag. 5 e 6)    

A fronte di una questione squisitamente medica, il TCA non ha motivo neppure di
scostarsi da quanto osservato dal medico fiduciario, specialista che vanta
un’ampia esperienza in materia di medicina assicurativa e infortunistica, che
ha sostanzialmente confermato la precedente valutazione del dr. med. __________
e, quindi, anche l'intervenuta stabilizzazione dello stato di salute
dell'assicurato da lui attestata al termine della visita medico circondariale
di chiusura del 13 marzo 2017. Tanto più che neppure la
patrocinatrice dell’assicurato è stata in grado di evidenziare motivi atti ad
imporre al TCA di scostarsi dall’apprezzamento espresso dal medico di fiducia
dell’assicuratore resistente. D'altra parte la valutazione dello specialista
interpellata dall'CO 1 non è stata smentita da certificati medico-specialistici,
ma unicamente dal parere della rappresentante legale dell'assicurato, che ha il
valore di una semplice dichiarazione di parte e non può quindi essere condivisa
dal TCA. Con espresso riferimento alla critica
mossa all'operato del dr. med. __________, per aver formulato le proprie
considerazioni del 27 agosto 2018 basandosi solo sulla lettura degli atti senza
avere personalmente visitato l'assicurato, giova in ogni caso qui ricordare
che, di norma, una valutazione sulla base dei soli atti medici (“Aktegutachten”)
è possibile se il medico SMR (e, quindi, anche il medico fiduciario) dispone,
come in concreto, di sufficienti elementi risultanti da altri accertamenti
personali (STCA 32.2017.27 dell'11 settembre 2017, consid. 2.7.1 e rinvii
giurisprudenziali ivi citati; 32.2017.47 del 19 febbraio 2018, consid. 2.6.2 e
rinvii giurisprudenziali ivi citati; STCA 35.2017.39 del 20 marzo 2018, consid.
2.5 e rinvii giurisprudenziali ivi citati). 

In esito alle considerazioni che precedono (in
particolare, condividendo questa Corte la conclusione dell’Istituto
assicuratore secondo cui, in data 1° maggio 2017, lo stato di salute
infortunistico era stabilizzato ai sensi dell’art. 19 cpv. 1 LAINF e della
relativa giurisprudenza), all’amministrazione non può
dunque essere rimproverato di aver prematuramente proceduto alla definizione
delle prestazioni di lunga durata (rendita d’invalidità + IMI), con conseguente
estinzione del diritto alla cura medica e all’indennità giornaliera. Data
la stabilizza-zione delle condizioni di salute infortunistiche, l’assicuratore
LAINF convenuto era quindi legittimato a porre fine alle prestazioni di corta
durata (cura medica e indennità giornaliera) e a valutare il diritto alle
prestazioni di lunga durata.

 

                               2.3.   Diritto a una rendita
d’invalidità?

 

                            2.3.1.   Giusta l'art. 18 cpv. 1 LAINF,
l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per cento a seguito
d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.

                                         Secondo l'art. 8 cpv. 1
LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale
presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

Il TFA, in una sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004,
pubblicata in RAMI 2004 U 529, p. 572ss., ha rilevato che l'art. 18 LAINF
rinvia direttamente all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv. 1 LPGA, a sua volta,
corrisponde al previgente art. 18 cpv. 2 prima frase LAINF, motivo per il quale
occorre concludere che non vi sono stati cambiamenti di rilievo in seguito
all'introduzione della LPGA.

                                         Da parte sua, l'art. 16
LPGA prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito che
l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività
ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione
di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del
mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto
ottenere se non fosse diventato invalido.

L'Alta Corte, nella sentenza U 192/03 del 22 giugno
2004, citata in precedenza, ha rilevato che anche l'art. 16 LPGA non ha
modificato la valutazione del grado di invalidità dell'assicurato previsto dai
previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2 seconda frase LAINF.

Nella stessa pronuncia la nostra Massima Istanza ha
quindi concluso che in ambito LAINF la giurisprudenza relativa ai concetti di
inabilità lavorativa, inabilità al guadagno e invalidità continua a mantenere
la sua validità anche in seguito all'introduzione della LPGA.

Su questi aspetti si veda pure la DTF 130 V 343.

                                         Due sono, dunque, di norma
gli elementi costitutivi dell'in­va­lidità:

 

                                         1.   il danno alla salute
fisica o psichica (fattore medico)

 

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).

 

                                         Tra il danno alla salute e
l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso causale adeguato
(fattore causale). 

                                         Nell'assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni deve esserci inoltre un nesso causale,
naturale ed adeguato, tra il danno alla salute e l'infortunio.

 

                            2.3.2.   L'invalidità, concetto
essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della capacità di
guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di salute.

 

                                         D'altro canto, poiché
l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui dipende da un
danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone preliminarmente
adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in questione.

 

                                         Spetta al medico fornire
una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e di tracciare un
esatto quadro degli impedimenti che egli incontra nell'esplicare determinate
funzioni.

                                         Il medico indicherà per
prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione, precisando
quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre analoghe.

 

                                         Egli valuterà finalmente
il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti provocano sia nella
professione attuale sia nelle altre relativamente confacenti (cfr., su questi
aspetti, la STFA I
871/02 del 20 aprile 2004 e la STFA I 162/01 del 18 marzo 2002). 

                                         L'invalidità, proprio
perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il reddito che
l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello che egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido, sfruttando
la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili, in
un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (cfr. art. 16 LPGA).

 

                                         I due redditi da porre a
raffronto sono necessariamente ipotetici. L'ipotesi deve però poggiare su
solide basi, avere un fondamento oggettivo.

 

                                         La giurisprudenza federale
ha, più volte, confermato il principio che, nella determinazione dell'invalidità,
non c'è la possibilità di fondarsi su una valutazione medico-teorica del danno
alla salute dovuto all'infortunio e che occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze
economiche di tale danno. 

 

                                         Il TFA ha avuto modo di
confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto di lavoro
stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può esaurire
pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua residua
capacità lavorativa (STFA U 25/94 del 30 giugno 1994).

                                         La perdita di guadagno
effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno computabile soltanto se -
le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al mercato del lavoro in
generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro particolarmente stabili, si
avvera praticamente inutile, se l'assicurato esercita un'attività
ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare che sfrutti al
massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito corrisponde ad una
prestazione di lavoro e non a un salario sociale (RAMI 1991 U 130, p. 270ss.
consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

                                         Le ragioni, inerenti
l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale della rimanente
capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se, sul mercato del
lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego, esigibile
dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la propria residua
capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).

 

                                         I. Termine: reddito da
invalido

 

                                         La misura dell'attività
che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in funzione del
danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come l'e­tà, le
attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

                                         Secondo la giurisprudenza,
per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno considerate circostanze che
non riguardano l'invalidità vera e propria. Particolarità quali formazione
professionale o conoscenza linguistiche carenti hanno, in quest'ambito,
rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla media. In tal caso, esse
vanno o considerate nella determinazione dei due redditi da porre a confronto o
non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5a, b).

 

                                         Nel valutare la
possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla in capacità
di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del mercato del lavoro
ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato, nella situazione,
cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si controbilancino (cfr. RAMI
1994 U 187, p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA del 30 giugno 1994
succitata).

 

                                         Specifica
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infor­tuni è la norma di cui
all'art. 28 cpv. 4 OAINF:

 

" Se a causa
della sua età l'assicurato non riprende più un'attività lucrativa dopo l'infortunio
o se la diminuzione della capacità di guadagno è essenzialmente dovuta alla sua
età avanzata, sono determinanti per valutare il grado d'in­validità i redditi
che potrebbe eseguire un assicurato di mezza età vittima di un danno alla
salute della stessa gravità."

 

 

 

 

                                         II. Termine: reddito
conseguibile senza invalidità

 

                                         Nel determinare il reddito
conseguibile senza invalidità ci si baserà per quanto possibile sulla
situazione antecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà l'evoluzione futura
partendo dall'assunto che senza di esso la situazio­ne si sarebbe mantenuta
sostanzialmente stabile (cfr. STFA del 15 dicembre 1992 nella causa G.I.M.). Ci
si discosterà da questa proiezione solo se le premesse per modifiche di qualche
rilievo sono già date al momento dell'infortunio o se particolari circostanze
ne rendono il verificarsi altamente probabile (cfr. RAMI 1993 U 168, p. 97ss.,
consid. 5b; 4a, b).

 

                                         Il grado di invalidità
corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il reddito ipotetico
conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico, conseguibile da
invalido.

 

                            2.3.3.   Nella concreta evenienza, a
causa dell'infortunio dell'8 gennaio 2012, RI 1 si è sottoposto l'11 novembre
2013 ad un'artroscopia diagnostica della caviglia sinistra con artrolisi e
sinoviectomia parziale antero/laterale ad opera del dr. med. __________ presso
la __________ di __________ (doc. 124 e 125) e, a causa della sintomatologia
post-infortunistica a livello della caviglia sinistra, il 17 maggio 2016 ad un’artroscopia
con débridement e cheloidectomia anteriore, asportazione residuo osseo,
escissione LFTA e reinserzione dell'LFTA secondo tecnica di Broström Gould ad
opera del dr. med. __________ presso la __________ di __________ (doc. 294 e
295).  

Per chiarire la questione riguardante l'esigibilità lavorativa, l'Istituto
assicuratore ha fatto capo alla visita medica __________ di chiusura del 13
marzo 2017, eseguita dal dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia
(doc. 351), giusta il quale:

 

" (…)

Aspetti medico-assicurativi

Al momento attuale l'assicurato viene ritenuto idoneo in misura massima
possibile nella seguente esigibilità lavorativa.

Esigibilità del lavoro

L'assicurato non ha nessuna limitazione funzionale per sollevare e portare pesi
molto leggeri e leggeri fino a 5-10 kg fino all'altezza dei fianchi, talvolta
può sollevare pesi medi da 10 fino a 25 kg fino all'altezza dei fianchi, di
rado può sollevare pesi pesanti (25-45 kg) fino all'altezza dei fianchi, mai
può sollevare pesi molto pesanti superiori ai 45 kg fino all'altezza dei
fianchi, nessuna limitazione per sollevare oltre l'altezza del petto pesi fino
a 5 kg o sollevare oltre l'altezza del petto pesi superiori ai 5 kg. Nessuna
limitazione per il maneggio di attrezzi leggeri e di precisione o medio,
talvolta può effettuare lavoro pesante manuale rozzo, di rado può effettuare
lavoro molto pesante, la rotazione della mano non ha nessuna limitazione.

Per quanto riguarda la posizione e la mobilità, nessuna limitazione per
effettuare lavori sopra la testa che comportino la rotazione del tronco, la posizione
seduta e inclinata in avanti, la posizione in piedi e inclinata in avanti, di
rado può tenere la posizione inginocchiata, spesso può effettuare una flessione
sulle ginocchia. Nessuna limitazione per la posizione seduta, in piedi e di
libera scelta, nessuna limitazione per camminare da 50 metri in su e mentre
solo talvolta può camminare per lunghi tratti, mai può camminare su terreno
accidentato, spesso può salire le scale, talvolta può salire su scale a pioli.
L'uso delle due mani è consentito senza nessuna limitazione, talvolta può stare
in equilibrio a condizione." (doc.
351, pag. 7 e 8).

                                      

                                         Tenuto conto delle
indicazioni fornite dal proprio specialista di fiducia nella visita medica __________
di chiusura del 13 marzo 2017 (doc. 351), l’assicuratore LAINF ha quindi
ritenuto che RI 1 andava considerato abile al lavoro al 100% (con rendimento
pieno) in un lavoro molto leggero, osservando le limitazioni fisiche poste dal
medico __________ (quali, ad es., l'addetto alla lucidatura d'orologi, il
cassiere, l'estrusore per stampaggio ad iniezione o l'addetto alla spedizione)
e, quindi, con decisione formale del 20 aprile 2017, ha rifiutato di
accordargli una rendita di invalidità, a fronte di un grado di invalidità del
5.48 % (doc. 356).   

Il 18 maggio 2017 il dr. med. __________ ha concluso: " (…)
In einem vowiegenden sitzenden Beruf ist Herr RI 1 100% arbeitsfähig, in einem
körperlichbelasten Beruf mit vorwiegend Stehen, Laufen und Tragen sowie
unebenem Untergrund aktuell meiner Einschätzung nach max 50% arbeitsfähig. (…)
" (doc. 362).           

A seguito dell'opposizione inoltrata il 24 maggio 2017 dall'assi-curato,
patrocinato dall'avv. RA 1 (doc. 364), l'CO 1 - dopo avere fatto propria
l'esigibilità posta dallo specialista d'oltralpe - con decisione su opposizione
del 1° giugno 2017 ha confermato la precedente decisione, negando
all’assicurato una rendita LAINF a fronte di un grado di invalidità del 9.05 %
(doc. 369).

Nella concreta evenienza questo Tribunale ritiene di far propria l'esigibilità stabilita
dallo specialista d'oltralpe (medico operatore e curante dell'assicurato) e posta
alla base della decisione avversata. Tanto più che la stessa - oltre a non
essere stata smentita da certificazioni mediche specialistiche in questa sede
(ma solo attraverso il parere della patrocinatrice dell'assicurato che ha
semplice valenza di dichiarazione di parte e che, pertanto, questa Corte non
condivide) - risulta plausibile anche alla luce dei precedenti
giurisprudenziali, riguardanti assicurati che accusavano limitazioni
nell'utilizzo degli arti inferiori (cfr. a questo proposito, STCA 35.2017.111
del 20 giugno 2018, consid. 2.4.5, e rinvii giurisprudenziali ivi citati).

In conclusione, stante quanto sopra esposto, richiamato inoltre l'obbligo che
incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare
alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF
123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka,
Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572;
Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweiz. Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo
1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer
Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), è
da ritenere dimostrato, secondo il grado
della verosimiglianza preponderante abitualmente applicato nel settore delle
assicurazioni sociali (DTF 138 V 218 consid. 6
pag. 221 con riferimenti), che
RI 1 è in grado di svolgere, a tempo pieno e con un rendimento completo,
un'attività lavorativa compatibile con le limitazioni derivanti dal danno alla
salute infortunistico.

Del resto la giurisprudenza federale ha, in maniera costante, già avuto modo di
stabilire che nel mercato occupazionale aperto a personale non
qualificato o semi qualificato, vi è una sufficiente offerta di occupazioni, in
particolare nell'industria, in cui possono venir eseguite mansioni di
sorveglianza e controllo, che non comportano aggravi fisici, che consentono il
cambiamento frequente di posizione e che non richiedono necessariamente la
messa in atto di particolari misure di reintegrazione professionale (cfr., tra
le altre, STF 8C_563/2012 del 23 agosto 2012 consid. 3.3, che ha interamente
confermato la STCA 35.2012.17 del 18 giugno 2012; 9C_635/2007 del 21
agosto 2008 consid. 3.3 e 9C_10/2007 del 26 marzo 2008 consid.
4.6.3).

                                         Secondo la giurisprudenza,
se è vero che vanno indicate possibilità di lavoro concrete,
all'amministrazione rispettivamente al giudice non vanno poste esigenze
esagerate. È infatti sufficiente che gli accertamenti esperiti permettano di
fissare in maniera attendibile il grado di invalidità. In proposito, va
rilevato che il TF ha in particolare già ritenuto corretto il rinvio ad
attività nel settore industriale e commerciale, composto di lavori leggeri di
montaggio, compiti di controllo e sorveglianza che non comportano aggravi fisici,
che consentono il cambiamento frequente di posizione e che non richiedono
necessariamente la messa in atto di particolari misure di reintegrazione
professionale (per es. attività d’incasso, d’assemblaggio, di confezione
prodotti, di controllo ecc.; cfr. la già citata STF 8C_563/2012 del 23 agosto
2012, consid. 3.3 con riferimenti).

                                         Si può,
quindi, senz'altro ipotizzare - senza far riferimento alla difficoltà concreta
di reperimento di posti di lavoro dovuta all’eccedenza della domanda,
difficoltà che viene assicurata dall’assicurazione contro la disoccupazione e
non dall’assicurazione contro l’invalidità (DTF 110 V 276 consid. 4c; RCC 1991
pag. 332 consid. 3b; P. Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen
Unfallversicherung, Friborgo 1995, pag. 83) - che il ricorrente sia in grado di
mettere a frutto la sua residua capacità lavorativa in attività professionali
idonee.

 

                                         Questo
Tribunale è dell’opinione che le limitazioni derivanti dal danno alla salute
infortunistico non impedirebbero all'assicurato, su di un mercato equilibrato
del lavoro, di svolgere un'attività lavorativa (ad es. di
controllo e di sorveglianza), a tempo pieno e con un rendimento
completo, compatibile con le limitazioni derivanti dal danno alla salute
infortunistico (leggera e prevalentemente sedentaria).   

In siffatte circostanze il Tribunale non condivide le critiche mosse dalla
patrocinatrice dell'assicurato all'operato del medico __________, motivo per le
quali tutte le censure sollevate al riguardo sono respinte.  

In esito alle considerazioni che precedono, il TCA rinuncia quindi all'assunzione
di ulteriori prove, ritenendo la situazione sufficientemente chiarita.

Va qui pure ricordato che, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o
il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla
convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata
predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare
il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata
delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag.
274, si veda pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119
V 344 consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il
diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V
162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti).

                                                                                 

                               2.4.   Si tratta ora
di valutare le conseguenze economiche del danno alla salute infortunistico.

Preliminarmente va ricordato che, secondo la giurisprudenza, per il
raffronto dei redditi fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto
alla rendita (cfr. DTF 129 V 222; cfr., pure, STFA del 26 giugno 2003 nella
causa R. consid. 3.1, I 600/01, del 3 febbraio 2003 nella causa R., I 670/01
pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, del 18 ottobre 2002 nella causa L. consid.
3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e del 9 agosto 2002 nella causa
S. consid. 3.1, I 26/02; cfr., inoltre, STFA del 13 giugno 2003 nella causa G.
consid. 4.2, I 475/01).

 

                                         Nel caso di specie sono quindi
determinanti i dati del 2017 (data di stabilizzazione dello stato di salute
infortunistico dell'assi-curato: 1° maggio 2017; cfr. doc. 353; cfr. consid.
2.2.2).

 

                               2.5.   Per quanto concerne il reddito
da valido, secondo l’istituto assicuratore, l’insorgente avrebbe
guadagnato nel 2017, qualora non fosse rimasto vittima dell'infortunio
assicurato, un importo annuo pari a fr. 50'674.- (doc. 368). Questo
dato è stato desunto dalle indicazioni fornite direttamente dal datore di
lavoro (doc. 349). 

La patrocinatrice dell'assicurato asserisce che il suo cliente, tenuto anche
conto dei salari medi per professioni analoghe fissati in fr. 67'656.27 annui,
avrebbe potuto incrementare il suo reddito ed in ogni caso di almeno fr. 800.-
mensili, anche rimanendo presso l'ex datore di lavoro, continuando a lavorare a
tempo pieno, con disponibilità a svolgere incarichi straordinari.

Sennonché, in assenza di qualsivoglia indizio concreto in tal senso, la sua
risulta essere una mera dichiarazione di parte, che non viene pertanto
condivisa dal TCA. Occorre infatti tenere conto del principio
secondo cui - in assenza di indizi concreti che impongano una diversa
valutazione - la persona assicurata avrebbe di regola, e conformemente
all'esperienza generale, continuato l'attività precedentemente svolta senza
invalidità (RAMI 2000 no. U 400 pag. 381 consid. 2a). In tale contesto la
normale evoluzione professionale va senz'altro considerata. Tuttavia gli indizi
che l'assicurato avrebbe intrapreso una carriera e percepito un salario più
elevato devono essere concreti (DTF 96 V 29 pag. 30; RAMI 1993 no. U 168 pag.
100 consid. 3b). La mera dichiarazione d'intenti non è pertanto sufficiente;
necessario è infatti che tale intenzione sia suffragata da passi concreti,
quale ad esempio la partecipazione a corsi ecc. (VSI 2002 pag. 161 consid. 3b
[I 357/01] e dottrina citata).

Il "reddito da valido" per il 2017
ammonta quindi a fr. 50'674.-.

                               2.6.   Per
quanto riguarda il reddito da invalido, la giurisprudenza
federale si fonda sui criteri fissati nelle sentenze pubblicate in DTF 126 V 75
seg. e in DTF 129 V 472 seg.

 

                                         Nella prima sentenza di
principio la Corte ha stabilito che ai fini della determinazione del reddito da
invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale
concreta dell'interessato, a condizione
però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità
lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente
svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale
("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla
giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La
questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati
statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze
personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno
alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora,
grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare
globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del
25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità
suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle
assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a
pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che
l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido
motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione.

                                         Nella
seconda sentenza di principio il TFA ha fissato i criteri da adempiere affinché
il reddito da invalido possa essere validamente determinato sulla base dei
salari DPL. 

                                         In quella sede, la nostra
Corte federale - dopo aver rilevato che la soluzione secondo la
quale l’assicuratore è libero di scegliere l’uno o l’altro metodo non è
soddisfacente ed avere sottolineato la difficoltà a stabilire un ordine di
priorità posto che entrambi i metodi presentano dei vantaggi e degli svantaggi
- ha formulato alcuni requisiti qualitativi, oltre all’edizione di almeno
cinque schede DPL, volti a garantire la rappresentatività dei profili DPL e,
dunque, dei dati salariali che ne risultano. In ossequio a tale giurisprudenza,
l’assicuratore è tenuto a fornire indicazioni sul numero totale dei
posti di lavoro entranti in linea di conto, così come sul salario più elevato,
su quello più basso, nonché su quello medio del gruppo cui è fatto riferimento.
In caso contrario, non è possibile fondarsi sulle DPL ma si deve
far capo ai dati statistici salariali dell'ISS.

 

                                         In una
sentenza 8C_790/2009 del 27 luglio 2010 consid. 4.3, il Tribunale federale ha
ritenuto auspicabile che l’INSAI produca un estratto della banca dati DPL, nel
caso in cui stabilisca il reddito da invalido in base ai dati statistici, e ciò
per non alimentare il sospetto che esso si sia fondato su questi ultimi in
funzione del risultato desiderato. 

 

                                         Questa
giurisprudenza è stata confermata anche recentemente dal TF, segnatamente in
DTF 139 V 592 e nelle sentenze 8C_107/2014 del 24 luglio 2014 al consid. 4.2, 8C_448/2014
del 29 dicembre 2014 al consid. 5.2, 8C_215/2015 del 17 novembre 2015 al
consid. 4.1, 4.3, 4.6, 8C_430/2014 del 21 dicembre 2015 al consid. 2.2, 4.3,
4.4, 4.5 e 4.6, e 8C_898/2015 del 13 giugno 2016 al consid. 3.3.

In merito al requisito di rappresentatività dei profili DPL, per prassi,
l’assicuratore resistente lo ritiene adempiuto segnatamente quando, in un caso
concreto, le corrispondenze trovate sono almeno 25 (in proposito, si veda Stefan A. Dettwiler, Suva "DAP"t nicht im Dunkeln -
Invalidenlohnbemessung anhand konkreter Arbeitsplätze (DAP) in SZS 2006,
p. 6ss., p. 13: “In qualitativer Hinsicht hat das EVG vier
Zusatzangaben verlangt, wobei hier die Zusatzangaben nach der gesamten Zahl (=
Treffer) eine wichtige Rolle spielt. Wie hoch muss
jedoch diese Zahl sein, um dem Erfordernis nach “Repräsentativität“ zu genügen?
Die Suva geht davon aus, dass bei einer gesamten Zahl (= Treffer) von
mindestens 25 diesem Erfordernis nach Repräsentativität genügend Rechnung
getragen wird. Folglich muss die oben unter den neuen Anforderungen
gennante gesamte Anzahl (= Treffer) von DAP-Blättern mindestens 25 betragen.“ -
il corsivo è della redattrice; cfr. STCA 35.2014.20 del 28 luglio 2014).

 

                                         Nell'appena
citata STCA 35.2014.20 del 28 luglio 2014, cresciuta incontestata in giudicato,
questo Tribunale ha ritenuto non censurabile la precitata prassi
dell’INSAI, secondo cui il requisito di rappresentatività è soddisfatto quando
sono almeno 25 le DPL che entrano in considerazione in un caso concreto.

 

                                         L’Alta
Corte, relativamente ai dati statistici, ha stabilito che sono esclusivamente
applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i dati salariali
nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla
struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di statistica e non i valori
desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei valori in relazione alle
grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA del 5 settembre 2006 nella causa P., I
222/04; STF 9C_262/2016 del 30 agosto 2016).

In una sentenza del 7 aprile 2008 (32.2007.165) questa Corte, fondandosi sulla
sentenza U 8/7 del 20 febbraio 2008, ha stabilito che “(…) quando il salario
da valido conseguito in Ticino in una determinata professione è inferiore al
salario medio nazionale in quella stessa professione, anche il reddito da
invalido va ridotto nella medesima percentuale (al riguardo cfr. Grisanti, Nuove regole per la
valutazione dell’invalidità., in: RtiD II-2006, p. 311 seg., in particolare p.
326-327) (…)”.

Con sentenza 8C_399/2007 del 23 aprile 2008 al consid. 6.2, il Tribunale
federale ha lasciato aperta la questione a sapere se l’adeguamento va ammesso
solo nel caso in cui il valore fosse chiaramente sotto la media (“deutliche
Abweichung”). Tale è di regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR
2004 UV no. 12 p. 45 consid. 6.2; dell’8% nella sentenza U 463/06 del 20
novembre 2007; nella sentenza pubblicata in SVR 2008 IV Nr. 49 consid. 2.3
l’Alta Corte non ha ritenuto rilevante un gap salariale del 4%).

                                         

La questione è stata definitivamente risolta con la DTF 135 V 297, sentenza in
cui la nostra Massima Istanza ha stabilito che se il guadagno effettivamente
conseguito diverge di almeno il 5% dal salario statistico usuale nel settore,
esso è considerevolmente inferiore alla media ai sensi della DTF 134 V 322
consid. 4 p. 325 e può giustificare - soddisfatte le ulteriori condizioni - un
parallelismo dei redditi da raffrontare. Questo parallelismo si effettua però
soltanto per la parte percentuale eccedente la soglia del 5%. Inoltre, le
condizioni per una deduzione a titolo di parallelismo e per circostanze
personali e professionali sono interdipendenti, nel senso che i medesimi
fattori che incidono sul reddito non possono giustificare contemporaneamente
una deduzione a titolo di parallelismo e una deduzione per circostanze
personali e professionali.

Questa giurisprudenza è stata confermata anche recentemente dal TF,
segnatamente in DTF 141 V 1 consid. 5 (STCA 35.2016.57 del 9 gennaio 2017,
consid. 2.7.2).

Nella DTF 129 V 472 consid. 4.2.2, l’Alta Corte ha verificato, in base a una
valutazione statistica compiuta dall’INSAI, che il salario medio risultante
dalle DPL si situava soltanto leggermente sotto quello secondo l’ISS (in
questo senso, si veda pure la STF 8C_647/2013 del 4 giugno 2014 consid. 7.2;
STCA 35.2016.37 del 23 novembre 2017, consid. 2.9).

Per quanto riguarda la questione del gap salariale, va pure rilevato
che, in una sentenza 8C_141/2016 e 8C_142/2016 del 17 maggio 2016 consid.
5.2.2.3, il TF ha stabilito che non erano dati i presupposti per aumentare il
reddito da valido, allorquando quest’ultimo è superiore al salario usuale del
settore (in quella fattispecie, quello dell’edilizia), determinato in base al
salario minimo d’assunzione previsto da un contratto collettivo di lavoro (in
questo senso, si vedano pure la STF 8C_537/2016 dell’11 aprile 2017 consid. 6,
in cui la Corte federale ha precisato che questa giurisprudenza è applicabile, mutatis
mutandis, ad altri settori nei quali è stato concluso un contratto
nazionale o un contratto collettivo di lavoro, e la STF 8C_643/2016 del 25
aprile 2017 consid. 4.3; STCA 35.2017.84 del 19 febbraio 2018, consid. 2.4.7.).

                                                                                 

                            2.6.1.   Nella presente fattispecie, l'CO
1, nella decisione del 20 aprile 2017, aveva stabilito un reddito "da
invalido" nel 2017 di fr. 47'898.- determinato in base alle DPL (doc.
356), sulla base dell'esigibilità posta dal medico di circondario al termine
della visita medico__________ di chiusura del 13 marzo 2017 (doc. 351). A
seguito dell'opposizione inoltrata il 24 maggio 2017 dall'assicurato,
patrocinato dall'avv. RA 1 (doc. 364), l'CO 1 ha fissato un reddito "da
invalido" nel 2017 di fr.  46'088.- (stabilito sulla base della TA1 2014,
uomini, livello 1 di competenze, riportato un orario medio di lavoro
settimanale nelle aziende di 41,7 ore computabili nel 2014 ed aggiornato al
2017, applicando una deduzione a titolo di gap salariale del 24.31% -
pari a 29.31% dedotta la soglia del 5% - e una decurtazione sociale del 10%),
sulla base dell'esigibilità posta dal dr. med. __________ nel rapporto del 18
maggio 2017 (doc. 362).           

Nel gravame la rappresentante dell'assicurato ha stigmatizzato l'operato dell'CO
1 per aver preso in considerazione delle attività (addetto alla lucidatura
d'orologi, cassiere, estrusore per stampaggio ad iniezione o addetto alla
spedizione) che appaiono assai limitate e improbabili nel mercato del lavoro
attuale. Motivo per il quale non potevano entrare in considerazione quali
attività da proporre al suo cliente. La patrocinatrice del ricorrente ha
contestato l'operato della CO 1 anche per non aver ottemperato in concreto
all'obbligo di produrre almeno cinque DPL e di fornire indicazioni sul numero
totale dei posti di lavoro entranti in linea di considerazione, a dipendenza
dell'impedimento concreto, come pure sul salario più elevato, su quello più
basso, nonché su quello medio del gruppo cui è fatto riferimento. Per tutti
questi aspetti la decisione, carente dal profilo formale, dovrebbe essere
annullata.

Il TCA osserva che nella decisione avversata l’assicuratore
convenuto ha fissato il reddito da invalido dell'assicurato in base ai dati
statistici e che era legittimato a rinunciare a quantificarlo in base alle DPL,
in quanto il numero di schede entranti in linea di conto alla luce
dell’esigibilità lavorativa tracciata dal dr. med. __________ (21 - cfr.
estratto di cui al doc. 368, p. 5) va considerato insufficiente per
rappresentare adeguatamente il mercato equilibrato del lavoro (sul tema, si
veda la STCA 35.2014.20 del 28
luglio 2014 consid. 2.7, la STCA 35.2016.57 del 9 gennaio 2017 consid. 2.7.3 e
la STCA 35.2017.84 del 19 febbraio 2018 consid. 2.4.7, cresciute incontestate
in giudicato).

Questa Corte rileva pure che nel gravame la patrocinatrice del ricorrente si è
semplicemente rimessa al giudizio del TCA circa la correttezza della
commisurazione della rendita d'invalidità operata dalla CO 1 nel caso di specie.
La rappresentante dell'insorgente non ha contestato né il reddito da invalido
né la deduzione sociale operata dall'CO 1.                 

Utilizzando i dati forniti dalla tabella RSS 2014 TA 1,
l’assicurato, svolgendo nel 2014 una professione che presuppone qualifiche
inferiori (livello di qualifica 1) nel settore privato svizzero (a proposito
della rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001
U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in
media, un salario mensile lordo pari a fr. 5'312.-. 

                                         Riportando questo dato su
41.7 ore, esso ammonta a fr. 5'537.76 mensili oppure a fr.
66'453.12 per l'intero anno (fr. 5'537.76 x 12).

                                         Dopo adeguamento
all'indice dei salari nominali, l'INSAI ha ottenuto, per il 2017, un reddito
annuo di fr. 67'656.27.

Considerato che l'assicurato, quale "traslocatore", avrebbe
realizzato nel 2017 un reddito annuo di fr. 50'674.- per un'occupazione a tempo
pieno che si situava sotto la media dei salari per un'attività equivalente,
cioè fr. 71'683.92, l'CO 1 ha ridotto il reddito statistico da invalido (fr. 67'656.27)
del 24.31%, percentuale corrispondente al gap salariale (per la parte
percentuale che supera il 5%) che è stato pertanto fissato in fr. 46'088.-. 

Tenuto conto del riserbo di cui deve dare prova il giudice delle assicurazioni
sociali nel sostituire il proprio apprezzamento a quello dell’amministrazione
(cfr. DTF 137 V 71, 132 V 393 consid. 3.3), il TCA ritiene che, operando pure una
decurtazione sociale del 10%, l’CO 1 non abbia abusato del proprio potere di
apprezzamento. Mediante la riduzione in questione, l’Istituto assicuratore
convenuto ha infatti debitamente tenuto conto degli effetti legati alla
menomazione infortunistica. Del resto, va ricordato che la nazionalità italiana
e lo statuto di frontaliere dell'assicurato non giustificano un'ulteriore
deduzione sociale del reddito da invalido (cfr., a questo proposito, la STF
8C-610/2017 del 3 aprile 2018, consid. 4.4.).

Il "reddito da invalido" dell'assicurato per il 2017,
considerata una decurtazione del 10%, ammonta quindi a fr. 46'088.-.

                               2.7.   Il grado di invalidità
dell'insorgente - determinato confrontando i fr. 46'088.00
al reddito che egli avrebbe potuto conseguire senza il danno alla salute, e
cioè fr. 50'674.00 - , risulta essere del 9.05%,
arrotondato al 9% secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121 consid.
3.2.

                               2.8.   In siffatte circostanze è
dunque a giusta ragione che l'CO 1 non ha riconosciuto il diritto ad una
rendita non raggiungendo, in ogni caso, il grado di invalidità la soglia del
pensionabile del 10%. La decisione dell'CO 1 che nega il diritto ad una rendita
d’invalidità va di conseguenza tutelata.

                               2.9.   Diritto a un'indennità
per menomazione all’integrità?

 

                            2.9.1.   Secondo
l'art. 24 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto a un'equa indennità se, in
seguito all'infortunio, accusa una menomazione importante e durevole
all'integrità fisica o mentale.

                                         Tale
indennità è assegnata in forma di prestazione in capitale.

                                         Essa
non deve superare l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca
dell'infortunio ed è scalata secondo la gravità delle menomazioni.

                                         Il
Consiglio federale emana disposizioni particolareggiate sul calcolo
dell'indennità (art. 25 cpv. 1 e 2 LAINF).

L'art. 36 cpv. 1 OAINF definisce i presupposti per la concessione
dell'indennità giusta l'art. 24 LAINF: una menomazione dell'integrità è
considerata durevole se verosimilmente sussisterà tutta la vita almeno con
identica gravità e importante se l'integrità fisica o mentale è alterata in
modo evidente o grave.

                                         In questa valutazione
dovrà essere fatta astrazione dalla capacità di guadagno ed anche dalle
circostanze personali dell'assicurato: secondo la giurisprudenza, infatti, la
gravità della menomazione si stima soltanto in funzione di accertamenti medici
senza ritenere, all'opposto delle indennità per torto morale secondo il diritto
privato, le eventuali particolarità dell'assicurato (cfr. RAMI 2000 U 362, p.
42-43; DTF 113 V 218 consid. 4; RAMI 1987 U 31, p. 438).

                                         La parte della riparazione
del torto morale contemplata dagli

artt. 24ss. LAINF è, dunque, soltanto parziale: gli aspetti soggettivi del
danno (segnatamente il pretium doloris e il pregiudizio estetico) ne
sono esclusi (cfr. Ghèlew/Ramelet/Ritter,
Commentaire da la loi sur l'assurance-accidents, Losanna 1992, p. 121).

Giusta l'art. 36 cpv. 2 OAINF, l'indennità è calcolata in base alle direttive
contenute nell'Allegato 3 dell'OAINF. 

                                         Una tabella elenca una
serie di lesioni indicando per ciascuna il tasso normale di indennizzo, corrispondente
ad una percentuale dell'ammontare massimo del guadagno assicurato. 

 

                                         Questa tabella -
riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco esaustivo (cfr.
RAMI 2000 U 362, p. 43; DTF 124 V 32; DTF 113 V 219 consid. 2a; RAMI 1988 U 48

p. 235 consid. 2a e sentenze ivi citate). Deve essere intesa come una norma
valida "nel caso normale" (cifra 1 cpv. 1 dell'allegato).

                                         Le menomazioni
extra-tabellari sono indennizzate secondo i tassi previsti tabellarmente per
menomazioni di analoga gravità (cifra 1 cpv. 2 dell'allegato).

                                         La perdita totale dell'uso
di un organo è equiparata alla perdita dell'organo stesso. In caso di perdita
parziale l'indennità sarà corrispondentemente ridotta; tuttavia nessuna
indennità verrà versata se la menomazione dell'integrità risulta inferiore al
5% (cifra 2 dell'allegato).

                                         Se più menomazioni
all'integrità fisica o mentale, causate da uno o più infortuni sono
concomitanti, l'indennità va calcolata in base al pregiudizio complessivo (art.
36 cpv. 3 1a frase OAINF).

                                         Si prende in
considerazione in modo adeguato un peggioramento prevedibile della menomazione
dell'integrità. E' possibile effettuare revisioni solo in casi eccezionali,
ovvero se il peggioramento è importante e non era prevedibile (art. 36 cpv. 4
OAINF).

                                         Peggioramenti non
prevedibili non possono, naturalmente, essere anticipatamente considerati.

                                         Nel caso in cui un
pregiudizio alla salute si sviluppi nel quadro della prognosi originaria, la
revisione dell'indennità per 

                                         menomazione è, di
principio, esclusa. Per contro, l'indennità dev'essere di nuovo valutata,
quando il danno è peggiorato in una misura maggiore rispetto a quanto
pronosticato (cfr. RAMI 1991 U 132, p. 308ss. consid. 4b e dottrina ivi
menzionata).

L’INSAI ha allestito una serie di tabelle, dalla griglia molto più serrata, che
integrano quella dell'ordinanza.

                                         Semplici direttive di
natura amministrativa, esse non hanno valore di legge e non vincolano il
giudice (cfr. STFA I 102/00 del 22 agosto 2000; DTF 125 V 377 consid. 1c; STFA
del 7 dicembre 1988 nella causa P.; RAMI 1989 U 71, p. 221ss.).

                                         Tuttavia, nella misura in
cui esprimono unicamente valori indicativi, miranti a garantire la parità di
trattamento di tutti gli assicurati, esse sono compatibili con l'annesso 3
all'OAINF (RAMI 1987 U 21, p. 329; DTF 113 V 219, consid. 2b; DTF 116 V 157,
consid. 3a).

                                      

                            2.9.2.   Nella concreta evenienza, dopo
aver sentito il parere del 13 marzo 2017 del dr. med. __________ (redatto,
giova qui rilevare, dopo avere visitato personalmente l'assicurato ed averne
eseguito l'esame obiettivo), giusta il quale "Secondo la tabella Suva
2.2, una limitazione funzionale causata da un disturbo funzionale
dell'articolazione sub-talare ha una valutazione molto variabile tra il 5 e del
30 %. All'esame obiettivo ne noto la minima limitazione funzionale e pertanto
una percentuale del 5 % appare decisamente congrua." (doc. 350), l'CO
1 ha riconosciuto all'assicurato, con la decisione del 24 aprile 2017 (doc.
356) - confermata con la decisione su opposizione del 1° giugno 2017 qui
avversata (doc. 369) - un'IMI del 5%. 

                                         La rappresentante
dell'insorgente critica la valutazione dell'IMI del 5% effettuata dal medico di
circondario, quando altre menomazioni, quali ad esempio la perdita di un
pollice, sono classificate nell'allegato 3 OAINF, a cui l'assicurazione fa
riferimento, e danno diritto ad un'IMI del 20%. La CO 1 ha considerato tutte le
gravi limitazioni che affliggono l'assicurato come una "minima
limitazione funzionale" e non ha ritenuto di raccogliere altre delucidazioni
mediche su questo punto. Il medico di circondario, dal canto suo, nonostante
avesse visitato una volta sola l'assicurato, si è detto perfettamente a
conoscenza del decorso, senza aver bisogno di interpellare al proposito il dr.
med. __________, i cui reperti non sono stati ritenuti peraltro atti a mettere
in dubbio la sua valutazione. La rappresentante dell'insorgente censura questo
modo di procedere, rimettendosi al giudizio del TCA in punto alla definizione
dell'IMI, che chiede venga aumentata adeguatamente.

 

                                         Il TCA osserva in ogni
caso che non ha motivo di scostarsi da quanto deciso dall'. In effetti, a
fronte di una questione squisitamente medica, tenuto conto che, secondo la
giurisprudenza federale, l'indennità per menomazione dell'integrità si valuta
sulla base di constatazioni mediche, ciò che significa che l'ammontare dell'IMI
non dipende dalle circostanze particolari del caso concreto, bensì da un
apprezzamento medico-teorico della menomazione fisica o psichica, a prescindere
da fattori soggettivi (DTF 115 V 147 consid. 1, 113 V 121 consid. 4b e
riferimenti ivi menzionati; RAMI 2000 U 362, p. 43; cfr., pure, STCA 35.2001.71
del 12 dicembre 2001, confermata dal TFA con pronunzia U 14/02 del 28 giugno
2002; cfr., altresì, Frei, Die Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes
über die Unfallversicherung, Tesi Friborgo 1998, p. 40s.), questo
Tribunale ritiene di poter validamente fondare il proprio giudizio sulla
valutazione enunciata dalla dr. med. __________, specialista che vanta un’ampia
esperienza in materia di medicina assicurativa e infortunistica.

 

                                         Tanto più
che neppure la patrocinatrice dell’assicurato è stata in grado di evidenziare
motivi atti ad imporre al TCA di scostarsi dall’apprezzamento espresso dal
medico di fiducia dell’assicuratore resistente. D'altra parte la
valutazione dello specialista interpellato dall'CO 1 non è stata smentita da
certificati medico-specialistici neppure in sede ricorsuale ed il parere della
rappresentante legale dell'assicurato ha il valore di una semplice
dichiarazione di parte e non può quindi essere condivisa dal TCA.

 

                                         In conclusione, la
decisione su opposizione impugnata merita tutela anche nella misura in cui
all’insorgente è stata riconosciuta un'IMI del 5% per il danno permanente
all'arto inferiore sinistro.

 

                             2.10.   Sulla scorta delle
considerazioni che precedono il gravame deve dunque essere respinto e la
decisione su opposizione avversata confermata.

 

                             2.11.   Con l’emanazione
del presente giudizio diviene priva di oggetto l’istanza tendente alla
concessione dell’effetto sospensivo del ricorso (cfr. doc I, pag. 10; STCA
35.2017.45 del 23 ottobre 2017, consid. 2.6). 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   L’istanza tendente al ripristino
dell’effetto sospensivo del ricorso è divenuta priva d'oggetto.

3.   La richiesta di estromissione del
doc.  XXIII+1 presentata il 20 settembre 2018 dalla rappresentante del
ricorrente è respinta.

4.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   5.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti