# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d7bfeb6e-b268-5143-9d61-2e8ee8ff39e3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-03-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 20.03.1995 52.1995.44
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1995-44_1995-03-20.html

## Full Text

Incarto n.

  52.95.00044

  DP 29/95

  leo

  	
  Lugano

  20 marzo 1995  

  	
  In
  nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

statuendo sul ricorso del 24
gennaio 1995 di

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 11 gennaio 1995 (n. 1) con la quale il
  dipartimento delle istituzioni ha parzialmente accolto il reclamo
  dell'insorgente di data 1. agosto 1983 contro la decisione 16 giugno 1983 dell'Azienda
  dell'acqua potabile di __________ concernente la concessione
  dell'allacciamento alla rete di distribuzione dell'acqua potabile di una
  sosta multiuso al mapp. __________ (RT, ora mapp. __________), di proprietà del
  ricorrente;

  

viste le risposte:

-    1.
febbraio 1995 del Comune di __________;

-    14
febbraio 1995 del Dipartimento delle istituzioni;

letti ed
esaminati gli atti;

ritenuto,                           in fatto

A.          a) Il 27 ottobre 1980 __________ ha presentato
all'Azienda comunale dell'acqua potabile di __________ (in seguito AAP) domanda
di concessione di allaccia­mento di una sosta multiuso in costruzione al mapp.
__________ di quel Comune, di sua proprietà, alla rete comunale di
distribuzione dell'acqua potabile con una tubazione di 2" di diametro.
Egli ha quindi ottenuto la relativa autorizzazione il 26 gennaio 1981.

b) Il 16 giugno 1983 l'AAP ha emesso a carico di __________
una tassa per la concessione dell'allaccia­mento di fr. 2702.--, le cui voci
erano così suddivise: fr. 1500.-- quale tassa di concessione di allac­ciamento,
calcolata in ragione di 15 posti auto, fr. 1200.-- quale quota di
partecipazione al nuovo acquedotto, fr. 2.-- di bollo. Il documento su cui era
stato steso il conteggio, sotto forma di fattura, fissava un termine di
pagamento di 30 giorni, ma non indicava i rimedi di diritto.

c) Con raccomandata 1. agosto 1983 __________ faceva parte
alla Commissione amministratrice dell'AAP delle sue perplessità sulla
legittimità dell'importo fatturatogli. Anzitutto metteva in dubbio il fatto che
la costruzione al mapp. __________ potesse essere considerata alla stregua di
un'autorimessa ai fini del calcolo della tassa: egli propendeva per
l'applicazione delle tariffe vigenti per le stalle oppure per altri stabili a
più scopi, quali ad esempio le officine di ripara­zione. In secondo luogo
__________ affermava che le tariffe del Regolamen­to dell'AAP (in seguito RAAP)
erano assurdamente esose. Egli allargava poi il discorso censuran­do anche i
criteri di imposizione praticati dall'Azienda elettrica comunale.

d) Con lettera 5 settembre 1983 l'AAP confermava la bontà del
conteggio intimato il 16 giugno precedente. Alla replica del 12 ottobre
successivo di __________, l'AAP ribadiva il proprio punto di vista il 25
novembre 1983, precisando di ritenere definitiva­mente chiusa la vertenza, che
non avrebbe quindi più dato seguito ad ulteriori eventuali reclami e che
avrebbe proceduto a giorni all'incasso della fattura stacca­ta il 16 giugno
precedente.

e) Con lettera 30 novembre 1983 __________ comunicava all'AAP
di disdire l'allacciamento alla sosta.

B.          a) Dopo ripetuti solleciti di pagamento rimasti
inevasi, l'AAP ha iniziato una procedura esecutiva contro __________. Avendo
quest'ultimo fatto opposizione al precetto esecutivo del 28 maggio 1989
dell'UEF di __________, l'AAP ha chiesto il rigetto della stessa al Pretore del
distretto di Leventina. Questi, con sentenza 26 ottobre 1989, ha tuttavia
respinto l'istanza dell'AAP, ritenendo che la fattura 16 giugno 1983 non fosse
cresciuta in giudicato in difetto di indicazione dei rimedi di diritto.

b) Il 6 novembre 1989 l'AAP ha quindi intimato a __________
una nuova decisione di concessione di allac­ciamento e relativa tassa di fr.
2700.-- (essendo frattanto venuta meno l'imposta di bollo sulle fatture)
indicante corretta­mente la facoltà di reclamo al Dipartimento dell'interno
entro 15 giorni dall'intimazione.

C.          a) Contro la decisione suddetta __________ si è
aggravato al Dipartimento dell'interno con reclamo del 20 novembre 1989. Nella
memoria l'insorgente denunciava tutta una serie di disparità di trattamento
imputabili ad alcuni regolamenti comunali (dell'acqua potabile, dell'azienda
elettrica, della televi­sione via cavo) ed alla loro applicazione da parte
della Commissione amministratrice delle aziende: alla cifra 1.2 egli metteva
comunque in discussione anche la tassa di allacciamento di fr. 2700.-- oltre
che la tassa base e quella di consumo praticate dall'AAP.

b) Con decisione 7 agosto 1990 il Dipartimento dell'in­terno
ha dichiarato irricevibile il reclamo. Il Dipartimento ha anzitutto considerato
che __________ avesse mancato ai suoi doveri di informarsi circa le possibilità
di impugnare per tempo la decisione 16 giugno 1983 e che pertanto il suo
reclamo, ad oltre 6 anni di distanza, fosse irrime­diabilmen­te tardivo sebbene
quella decisione non indicasse i rimedi di diritto. Il Dipartimento ha inoltre
ritenuto improponibile un ricorso contro la decisione 6 novembre 1989, poiché
semplicemente confermativa di quella precedente.

c) __________ ha impugnato la risoluzione dipartimen­tale suddetta
con ricorso 21 agosto 1990 a questo Tribunale, innanzi al quale ha ribadito in
sostanza quanto già sostenuto davanti all'istanza inferiore.

d) Con sentenza 29 marzo 1991, nota alle parti e pubblicata
in RDAT II-1991 N. 14, questo Giudice ha accolto il ricorso di __________. Esso
ha in particolare considerato che la raccomandata 1. agosto 1983 di __________
doveva essere considerata quale tempestivo reclamo ai sensi dell'art. 40 e 42
LMSP e 46 cpv. 1 PAmm avverso la decisione dell'AAP del 16 giugno precedente di
mettere a carico del reclamante la tassa di allacciamento di fr. 1500.-- e la
quota di partecipazione ai costi di costruzione del nuovo acquedotto di fr.
1200.--. Il Tribunale ha quindi concluso il proprio giudizio come segue (cfr.
consid. 1 d):

"In
forza delle considerazioni che precedono risulta che il (tempestivo) reclamo 1.
agosto 1983 di __________ contro la tassa di allacciamento di fr. 2'702.-- emessa
a suo carico il 16 giugno precedente dall'AAP non è ancora stato evaso dal
Dipartimento dell'interno. Il ricorso deve quindi essere accolto: in effetti,
in costanza di litispendenza l'autorità inferiore può solo modificare la
propria decisio­ne nel senso delle domande del ricorrente (art. 50 cpv. 1
PAmm). La decisione 6 novembre 1989 dell'AAP e quella del Dipartimento che l'ha
tutelata 7 agosto 1990 si urtano al detto principio. La causa deve quindi
essere rinviata al Dipartimento in applicazione dell'art. 65 cpv. 2 PAmm, affinché
entri nel merito delle censure avanzate dal reclamante."

Il dispositivo n. 1 della sentenza 29 marzo 1991 recitava
indi conseguentemente:

"1.-     Il ricorso è accolto.

            §     Sono pertanto annullate le decisioni 6 novembre
1989 dell'Azienda dell'acqua potabile di __________ e 7 agosto 1990 del Dipartimento
dell'interno.

            §§   La causa è rinviata al Dipartimento dell'interno affinché
proceda all'esame di merito del reclamo 1. agosto 1983."

D.          a) Con risoluzione 19 agosto 1994 il dipartimento delle
istituzioni, nel quale è frattanto confluito il dipartimento dell'interno, ha
respinto il reclamo 20 novembre 1989 di __________, confermando la decisione 6
novembre 1989 dell'AAP per quanto riguardava la tassa di allacciamento prevista
all'art. 15 RAAP di __________, di fr. 1500.-- per 15 posti auto. Esso ha
considerato che l'imposizione della tassa di allacciamento per le autorimesse
isolate sulla base del criterio del numero dei posti auto sancito nella
predetta disposizione appariva accettabile (consid. 5) ed ha inoltre soggiunto,
a titolo abbondanziale, che l'importo della tassa rispettava "gli altri
principi posti in materia (proporzionalità, equivalenza ...)" (consid. 7).
Esso ha infine ritenuto che la disdetta dell'allacciamento della sosta di cui
alla lettera 30 novembre 1983 del reclamante non potesse pregiudicare l'imposizione
di quel tributo (consid. 6). Per quanto concerneva invece la contestazione
della quota di partecipazione al nuovo acquedotto, di fr. 1200.--, il
dipartimento ha trasmesso gli atti per competenza al Tribunale d'espropriazione
della giurisdizione sopracenerina in applicazione degli art. 13 cpv. 2 LCMI e 4
PAmm.

b) __________ ha impugnato il giudizio 19 agosto 1994 del dipartimento
innanzi a questo Tribunale, ribadendo ed ampliando le censure che egli aveva
già sollevato con il precedente ricorso 21 agosto 1990.

c) Con sentenza 28 ottobre 1994 il Tribunale amministrativo
ha accolto il gravame di __________. E questo per il motivo che,
inspiegabilmente, il dipartimento delle istituzioni aveva esaminato il reclamo
20 novembre 1989 presentato avverso la decisione del 6 novembre precedente
dell'AAP, e non invece - come avrebbe dovuto - il reclamo 1. agosto 1983
inoltrato contro la decisione del 16 giugno 1983. Il Tribunale ha indi
nuovamente rinviato gli atti al dipartimento affinché procedesse a tanto. Allo
scopo di infine permettere una definizione della vertenza, il Tribunale si é
inoltre permesso di impartire al dipartimento le seguenti direttive (cfr.
consid. 2.2. del giudizio 28 ottobre 1994):

"A
tal fine, avuto riguardo alle censure avanzate da __________ in detta memoria e
riassunte al consid. A c) che precede, l'istanza inferiore dovrà pronunciarsi,
fatti i debiti accertamenti: 1) sulla legalità dell'assoggettamento della sosta
multiuso del reclamante alla tassa di allacciamento per autorimesse isolate
sancita all'art. 15 RAAP; 2) sulla proporzionalità, ovvero sull'equivalenza,
del tassa; 3) sulla rilevanza della disdetta dell'allacciamento 30 novembre
1983; 4) sulla legalità del prelievo di una quota di partecipazione alle spese
di costruzione del nuovo acquedotto. Ora dalla lettura della decisione
impugnata risulta che il dipartimento non si é minimamente premurato di rispondere
alle prime due censure, limitandosi ad affermare che il numero delle
autorimesse é un criterio ammissibile per il calcolo della tassa di
allacciamento di queste (deduzione invero piuttosto scontata e nemmeno
contestata), senza invece accertare in che cosa consisteva la nota "sosta
multiuso", ed inoltre che la tassa imposta ossequiava i principi della
proporzionalità e dell'equivalenza (ossia due volte lo stesso principio), senza
però spiegare il perché della soluzione di quel quesito capitale, trattato
oltretutto a titolo abbondanziale. Tramite la risoluzione che è chiamato a
rendere il dipartimento dovrà pertanto porre rimedio anche alle suddette
carenze istruttorie e di motivazione."

E.          a) Il servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato ha
raccolto una serie di informazioni presso il municipio di __________, i progettisti
della sosta ed il comando regione fortificazioni 24, che aveva locato la stessa
nel periodo 1. novembre 1987/31 ottobre 1992.

b) Con decisione 11 gennaio 1995 il dipartimento ha quindi parzialmente
accolto il reclamo 1. agosto 1983. Esso ha annullato l'importo di fr. 1200.--
preteso per il titolo di quota di partecipazione alla costruzione del nuovo
acquedotto, per il motivo che quella somma avrebbe dovuto essere reclamata
seguendo la procedura di prelievo dei contributi di miglioria. Il dipartimento
ha invece confermato la bontà della pretesa di fr. 1500.-- quale tassa (di
concessione) di allacciamento del manufatto, da considerare quale
"capannone utilizzabile sia come deposito di materiali che per veicoli di
vario tipo (rimessa)", oltre a fr. 2.-- per la tassa di bollo. Al riguardo
l'istanza inferiore ha considerato che l'avversata imposizione soddisfacesse ai
requisiti della base legale e della proporzionalità e che infine non fosse
pregiudicata dalla disdetta dell'abbonamento.

F.          __________ ha impugnato la decisione dipartimentale con
gravame 24 gennaio 1995 a questo Tribunale, al quale ha domandato di annullarla
insieme alla tassa di allacciamento emessa dall'AAP di __________. Egli
eccepisce in primo luogo una disattenzione del suo diritto di essere sentito.
Egli contesta inoltre che la sosta multiuso possa essere considerata quale
un'autorimessa: assimilazione che egli afferma sia stata effettuata al solo
fine di comunque giustificare la percezione della tassa di allacciamento
prevista dal RAAP, dal ricorrente definito quale strumento "sclerotico,
monco, illegale, inapplicabile, parziale". Riconferma infine l'effetto
liberatorio della disdetta 30 novembre 1983.

Il municipio di __________ ed il dipartimento delle
istituzioni hanno sollecitato la reiezione dell'impugnativa.

Considerato,                   in diritto

1.           La competenza del Tribunale è data (art. 40 LMSP). Il
gravame é tempestivo (art. 42 LMSP, 46 cpv. 1 PAmm) e la legittimazione di
__________ è certa (art. 42 LMSP, 43 PAmm). Il ricorso é dunque. ricevibile in
ordine. Esso può inoltre essere deciso sulla base degli atti (art. 18 cpv. 1
PAmm).

2.           Il ricorrente si duole in primo luogo di una
disattenzione del suo diritto di essere sentito. La censura sarebbe, di per sé,
quantomai fondata. In effetti, prima di decidere il dipartimento avrebbe dovuto
offrire al ricorrente la possibilità di prendere posizione sulla copiosa
documentazione raccolta presso terzi, sulla quale esso dipartimento ha dedotto
la destinazione della sosta in esame. L'impugnazione della predetta decisione
innanzi al Tribunale amministrativo, che fruisce di pieno potere cognitivo nell'esame
della presente contestazione, ha tuttavia permesso di sanare quella violazione.

3.           3.1. L'oggetto del contendere innanzi al questo Tribunale
é limitato alla verifica della sola tassa di allacciamento pretesa dall'AAP nei
confronti del ricorrente, di fr. 1500.--, e relativa tassa di bollo, di fr.
2.--. Il comune di __________ non ha infatti impugnato la decisione
dipartimentale 11 gennaio 1995 nella misura in cui annullava la quota di
partecipazione ai costi di costruzione del nuovo acquedotto parimenti rivendicata
dall'AAP nei confronti di __________, di fr. 1200.--.

 

3.2. La tassa di allacciamento alla rete di distribuzione
dell'acqua potabile é una tassa di utilizzazione. Essa comprende infatti,
segnatamente, la possibilità concreta per l'utente di utilizzare in ogni
momento la rete di distribuzione medesima. Per essere valida essa deve poggiare
su di una legge in senso formale ed ossequiare inoltre i principi della
copertura dei costi (requisito controverso) e della proporzionalità: principio
quest'ultimo che, secondo la terminologia comunemente invalsa in materia di tributi
causali assume la qualifica di equivalenza (cfr. per tutte le enunciazioni che
precedono a DTF 118 Ia 320 segg. in re comune di L., consid. 3, 4b e 4 c rispettivamente;
inoltre 102 Ia 397 segg. in re comune di B.).

4.           Sulla scorta delle suddette premesse viene subito a
cadere la prima eccezione ricorsuale in ordine di importanza, ossia quella
legata alla disdetta dell'allacciamento che l'insorgente ha notificato all'AAP
di __________ il 30 novembre 1983, ossia circa due anni dopo la sua esecuzione.
Una volta che questo é stato autorizzato ed eseguito, la relativa tassa è e
rimane dovuta. In effetti quel tributo é volto a colpire la possibilità per
l'utente di utilizzare in ogni momento la rete di distribuzione creata attraverso
l'allacciamento a quest'ultima del proprio stabile: possibilità che, una volta
realizzata, sussiste inalterata.

 

Quanto alle ulteriori censure (legalità e proporzionalità
della tassa), il Tribunale considera quanto segue.

5.           5.1. L'art. 15 RAAP determina come segue la tassa di
allacciamento (che esso definisce tassa di concessione di abbonamento):

"...

   art.
15. Tassa di concessione

   Ogni proprietario di nuovi stabili, nei quali è previsto il
consumo di acqua potabile, deve ottenere preventivamente la concessione di
abbonamento da parte dell'Azienda.

   Questa concessione costituisce uno dei requisiti indispensabili
per aver diritto alla licenza di costruzione.

   La concessione di abbonamento è soggetta in tutti i casi al
pagamento della tassa stabilita in seguito.

   La tassa di concessione è fissata in fr. 1000.-- per gli stabili
che consumino acqua a scopo domestico o commerciale ed in fr. 300.-- per le
stalle e le autorimesse isolate.

   La tassa di concessione di fr. 1000.--, rispettivamente di fr.
300.--, dà diritto ad un diametro di entrata nel fabbricato di 3/4" (19
mm).

   Tuttavia, per le abitazioni che consumino acqua a scopo domestico
o commerciale il diametro di 3/4" dà diritto all'allacciamento di stabili
con un massimo di 3 appartamenti.

   Per le autorimesse isolate il diametro di 3/4" dà diritto ad
un massimo di 3 posti auto (1 posto auto, massimo 20 mq).

   Per diametri superiori a 3/4", rispettivamente per stabili
con più di 3 appartamenti o autorimesse isolate con più di 3 posti auto, la
tassa verrà stabilita come segue:

   per
gli stabili:

   diametro:   1"        fr. 2000.-- massimo 6 appartamenti

                        1 1/4   fr. 3000.-- massimo 9 appartamenti

                        1 1/2   fr. 4000.-- massimo 12 appartamenti

                        e così per ogni progressione di 1/4;

   per stalle:

   diametro:   1"        fr.      600.--

                        1 1/4   fr.      900.--

                        1 1/2   fr.    1200.--

                        e così per ogni progressione di 1/4;

   per
autorimesse isolate:

   diametro:   1"        fr.      600.-- massimo 6 posti auto

                        1 1/4   fr.      900.-- massimo 9 posti auto

                        1 1/2   fr.    1200.-- massimo 12 posti auto

                        e così per ogni progressione di 1/4.

... omissis ..."

5.2. Dagli atti acquisiti dall'istanza inferiore risulta che
la sosta in discussione é descritta a registro fondiario quale capannone/rimessa
di 422 mq. Il volume indicato in sede di domanda di costruzione é di 2'655 mc.
Il manufatto, che si estende in principio su di un unico livello, é stato
concepito per il deposito di materiali, magazzino in genere, ed inoltre quale
rimessa per autoveicoli (cfr. relazione tecnica studio __________). Esso é
stato tra l'altro locato in misura importante al comando regione fortificazioni
24, agente per conto della Confederazione, nel periodo 1 novembre 1987/31
ottobre 1992: giusta la dichiarazione 5 dicembre 1994 del citato comando al
servizio dei ricorso del Consiglio di Stato, la sosta é stata utilizzata nella
misura dell'80% proprio quale magazzino di materiale e saltuariamente quale
deposito di veicoli diversi. 

5.3. L'AAP ha considerato che il manufatto poteva essere
utilizzato quale autorimessa nella misura di circa mq 291: quindi, tenendo
conto di una superficie di 20 mq per veicolo, per 15 veicoli. Essa ha di
conseguenza calcolato la tassa di allacciamento della sosta in ossequio a
quanto dispone l'art. 15 RAAP per l'allacciamento delle autorimesse isolate.

5.4. Il conteggio effettuato dall'AAP di __________ merita di
essere tutelato. In primo luogo, la nota sosta si presta senz'altro, in quanto
tale, ad ospitare dei veicoli. Del resto quella destinazione veniva
espressamente indicata, a titolo pressoché esclusivo, nei piani di costruzione
(cfr. in particolare al piano della variante 1523-1, sulla cui base sono strati
conseguiti i permessi di costruzione, che prevedeva la destinazione a magazzino
solo per una superficie di mq 60 da ricavare al piano ammezzato). Addirittura
nella domanda di allacciamento (denominata di abbonamento) 27 ottobre 1980,
sottoscritta dal ricorrente medesimo, si precisava che la fornitura d'acqua
sarebbe servita per la "sosta in costruzione 20 posti auto". Il fatto
che, in realtà, il manufatto sia in seguito stato adibito solo in parte a
ricovero di veicoli, bensì in misura preponderante a deposito, non può mutare
quella conclusione: segnatamente quella constatazione non permette di ridurre o
mandare esente il ricorrente dal pagamento dell'avversata tassa. Questa é
infatti dovuta, giusta l'art. 15 RAAP, in tutti i casi di allacciamento di
stabili che consumino acqua a scopo domestico o commerciale. Aggettivo
quest'ultimo che, nell'ottica di applicazione del RAAP, é invero volto a
coprire tutte le utilizzazioni dell'acqua potabile che non siano quelle domestiche.
Di conseguenza, nella misura in cui la sosta in discussione debba essere
considerata quale deposito o magazzino, il conteggio dell'avversata tassa
dovrebbe essere semplicemente effettuato in funzione del criterio generale stabilito
dall'art. 15 RAAP per l'allacciamento degli stabili, ossia secondo il diametro
dell'allacciamento, e non in funzione di quello di favore stabilito per le
stalle e per le autorimesse isolate (ossia quelle a sé stanti), assunto
dall'AAP, pari al 30% dell'onere discendente da quello generale.

5.5. Alla luce di quanto precede la tassa in esame appare
inoltre ossequiosa del principio della proporzionalità. Il tributo in rassegna
é anzitutto stato calcolato in ragione del 30% dell'importo usualmente
percettibile per l'allacciamento degli stabili: esso tiene quindi già più che
mai conto del fatto che il consumo di acqua conseguente all'utilizzazione della
sosta sarà nettamente inferiore alla media. E questo - é bene sottolinearlo -
malgrado la giurisprudenza del Tribunale federale abbia da parecchio tempo
stabilito che, in principio, la circostanza secondo cui uno stabile (segnatamente
industriale od artigianale) consumi pochissima acqua non ha alcuna rilevanza ai
fini della determinazione della tassa di allacciamento alla rete di distribuzione
dell'acqua potabile (cfr. RDAT II-1991 N. 8 consid. 4b, con rinvii). In secondo
luogo, come si é visto nei considerandi che precedono, l'AAP ha calcolato generosamente
lo spazio disponibile, accertando la possibilità di ricavare soli 15 posteggi
dalla sosta, quando in realtà quel numero poteva senz'altro essere calcolato
con maggior severità.

6.           Sulla scorta di quanto precede il ricorso, affatto
infondato, deve dunque essere respinto. La tassa di giudizio deve essere posta
a carico dell'insorgente (art. 28 PAmm).

Per questi
motivi;

visti gli art. 40, 42, LMSP; 7
cifra 6, 15 Regolamento AAP; 18, 28, 43, 46 PAmm

dichiara e
pronuncia:

1.           Il ricorso è respinto.

2.           La tassa di giudizio, di fr. 300.--, é posta a carico
del ricorrente.

 

	
   

  	
  3.

  	
  Intimazione
  a:

  	
  __________

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo:

Il presidente:                                                            Il
segretario: