# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 14ecbbfa-3c1a-557a-97cf-71979893593c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-10-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 17.10.2011 80.2011.125
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2011-125_2011-10-17.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2011.125

  	
  Lugano

  17 ottobre
  2011

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della Camera di diritto
  tributario 

  del Tribunale d'appello

  
	
  giudice Andrea Pedroli

  
	
   

  
						

 

	
  segretario

  	
  Rocco Filippini, vicecancelliere

  

 

 

	
  parti

  	
  RI 1 

  RI 2 

  entrambi rappr.
  da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  CO 1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso del 20 settembre 2011 contro le decisioni
  del 18 agosto 2011 in materia di tassa di diffida.

  

 

 

 

Fatto 

 

 

                                     -   RI 1 e RI
2 hanno convissuto per anni, prima di unirsi in matrimonio lo scorso 3 settembre
2011;

 

                                     -   non
avendo i contribuenti inoltrato le rispettive dichiarazioni fiscali 2009,
neppure dopo un richiamo e malgrado la concessione di quattro proroghe, con
separate decisioni dell’8 luglio 2011, l’Ufficio di tassazione di Bellinzona li
diffidava a collaborare, con l’avvertenza che in caso contrario avrebbe loro
inflitto una multa disciplinare, ponendo a carico di ciascuno una tassa di fr.
30.–;

 

                                     -   con
scritto del 12 agosto 2011, RA 1, agendo in nome e per conto di entrambi i contribuenti,
contestava le diffide e le relative tasse;

 

                                     -   pur
riconoscendo di non essere riuscita ad inviare per tempo le rispettive dichiarazioni
fiscali, la rappresentante confidava nella comprensione dell’autorità di tassazione,
sostenendo fondamentalmente di essersi sovraccaricata di lavoro “con il desiderio
di aiutare tutti”;

 

                                     -   l’Ufficio
di tassazione di Bellinzona, con separate decisioni del 18 agosto 2011, respingeva
il reclamo;

 

                                     -   nelle
motivazioni, l’autorità fiscale spiegava che sarebbe spettato ai contribuenti o
alla loro rappresentante inoltrare in tempo utile le dichiarazioni o perlomeno
richiedere un’ulteriore proroga debitamente motivata;

 

                                     -   con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RA 1, in qualità di rappresentante contrattuale di RI 1 e curatrice di RI 2, postula nuovamente lo
stralcio delle due diffide, ponendo l’accento sulla loro precaria situazione
economica e sulla loro abulia, dovuta alla mancata dimestichezza con la
burocrazia.

 

 

Diritto

 

 

                                     -   conformemente
all’art. 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria del 10 maggio
2006, la Camera di diritto tributario decide nella composizione di un Giudice
unico la presente causa, che non pone questioni di principio e non è di
rilevante importanza;

 

                                     -   secondo
gli art. 198 cpv. 3 LT e 124 cpv. 3 LIFD, il contribuente che omette di inviare
la dichiarazione d’imposta o che presenta un modulo incompleto, è diffidato a rimediarvi
entro un congruo termine;

 

                                     -   la legge
tributaria precisa, a tale proposito, che per ogni diffida è percepita una tassa
stabilita dal Consiglio di Stato e che contro la diffida è data facoltà di
reclamo all’autorità fiscale e di ricorso alla Camera di diritto tributario entro 30 giorni (art. 198 cpv. 4 e 5 LT);

 

                                     -   l’art. 19
del Regolamento della legge tributaria del 18 ottobre 1994, stabilisce che “per
ogni diffida inviata al contribuente che non osserva i termini di consegna
della dichiarazione d’imposta o dei conteggi delle imposte trattenute alla
fonte viene percepita una tassa di fr. 30.−”;

 

                                     -   per
quanto precede, la tassa di diffida altro non è che una tassa di cancelleria
che viene prelevata automaticamente, al momento dell’invio della diffida, per
coprire i costi causati dall’inadempienza procedurale del contribuente, che ha
costretto, con il proprio comportamento passivo, l’autorità fiscale dapprima a
richiamarlo all’obbligo di presentare la dichiarazione e, rimasto senza seguito
tale invito, a diffidarlo per lettera raccomandata (Bottoli, Lineamenti di
diritto tributario ticinese, p. 126); 

 

                                     -   nella
fattispecie, è la stessa rappresentante dei contribuenti ad ammettere di avere
lasciato decorrere infruttuosamente il termine, prorogato fino al 31 maggio
2011, per la presentazione delle rispettive dichiarazioni d’imposta 2009, obbligando
così l’Ufficio di tassazione ad emettere un nuovo richiamo con relativo prelievo,
come imposto dall’art. 198 cpv. 4 LT, della tassa di diffida;

 

                                     -   le argomentazioni
addotte con il presente ricorso non consentono altra soluzione: l’asserito
sovraccarico di lavoro non può infatti giustificare l’inosservanza degli obblighi
di collaborazione, né tanto meno poteva impedire alla rappresentante di inoltrare
una nuova proroga debitamente motivata all’autorità di tassazione;

 

                                     -   le
diffide in discussione, indirizzate ai contribuenti per il tramite della loro
rappresentante RA 1, appaiono pertanto ineccepibili;

 

                                     -   in analogia
a quanto previsto dal diritto privato, la colpa di un rappresentante contrattuale
o di un suo ausiliario va infatti ascritta al contribuente stesso (cfr. Trezzini, in: Cocchi/Trezzini/Bernasconi
[a cura di], Commentario al Codice di diritto processuale civile svizzero, Lugano
2011, p. 619);

 

                                     -   medesimo
discorso vale nell’ambito di una curatela amministrativa, che a differenza di
una misura tutelare oppure di un’inabilitazione ai sensi dell’art. 395 cpv. 2 CC,
non comporta un’interdizione/limitazione dei diritti civili del contribuente (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
Handkommentar, 2ª ediz., Zurigo
2009, n. 12 ad art. 102-146 LIFD, p. 927; Zweifel,
in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, 2ª ediz., Basilea 2008, n. 10 ad art. 124
LIFD, p. 273);

 

                                     -   il
ricorso è conseguentemente respinto;

 

                                     -   eventuali
difficoltà finanziarie causate dal pagamento delle tasse amministrative potranno
semmai formare oggetto di una domanda di condono alla competente istanza;

 

                                     -   vista la particolare
situazione dei contribuenti, questa Camera rinuncia a prelevare tassa di
giustizia e spese processuali.

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese l’art. 231 LT

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   Non si
prelevano né tassa di giustizia né spese processuali.

 

 

                                   3.   Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

 

                                   4.   Intimazione
a: 

	
   

  	
  -;

  -;

  -.

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: