# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8d8bbc79-0cf3-5161-acd5-1d3420f398e0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-04-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.04.2016 30.2016.7
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2016-7_2016-04-27.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  30.2016.7

   

  TB

  	
  Lugano

  27 aprile 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 1° febbraio 2016 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 18 dicembre 2015 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1  

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                                  A.   Il
13 ottobre 2015 la Cassa CO 1 ha emesso due distinte decisioni di fissazione
dei contributi personali per indipendenti per l’anno 2010 (doc. 16) e l’anno
2012 (doc. 14), ritenendo quale base di calcolo il reddito da attività accessoria
indipendente conseguito in quegli anni da RI 1, nato nel 1965, e stabilito
dalle tassazioni fiscali (art. 22 OAVS) in Fr. 3'000.- (docc. 19 e 21). I contributi
totali AVS/AI/IPG/AFI dovuti ammontano a Fr. 474,30 per il 2010 e a Fr. 489,60
per il 2012, spese comprese.

 

                                         In
pari data, l’amministrazione ha emesso delle decisioni sugli interessi di mora
per contributi arretrati fatturati dopo il periodo contributivo, calcolando per
l’anno 2010 degli interessi al 5% dal 1° gennaio 2011 al 13 ottobre 2015 pari a
Fr. 113,50 per 1'723 giorni di ritardo sull’importo di Fr. 474,30 (doc. 16a) e
per l’anno 2012 degli interessi di ritardo di Fr. 68,20 maturati su un importo
dovuto di Fr. 489,60 dal 1° gennaio 2013 al 13 ottobre 2015 e quindi per 1'003
giorni (doc. 14a).

 

                                         Con
decisioni sempre del 13 ottobre 2015 denominate “Contributi personali - Fattura
di chiusura – 2010” (doc. 16b) e “Contributi personali - Fattura di chiusura –
2012” (doc. 14b), la Cassa di compensazione ha chiesto all’assicurato di accreditarle
sul suo conto entro 30 giorni dalla data della fattura l’ammontare di Fr. 587,80
rispettivamente di Fr. 557,80, somme comprensive del contributo personale
AVS/AI/IPG/AFI, delle spese amministrative e degli interessi di mora.

 

                                  B.   Il
18 dicembre 2015 (doc. A) la Cassa di compensazione ha emanato una decisione su
opposizione con cui ha respinto l’opposizione dell’assicurato portante sulla
prescrizione del contributo dovuto per l’anno 2010, sull’aggiunta dei contributi
quale reddito soggetto a contribuzione (ciò che invece non è più occorso per i
contributi dal 2013 in poi) e sull’applicazione di un tasso del 5% malgrado egli
non abbia mai ricevuto né la richiesta di acconti né altre fatture da pagare
(doc. 10).

L’amministrazione ha esposto i principi
legali e giurisprudenziali in materia, rilevando in primo luogo che la
fissazione nel 2015 dei contributi come indipendente per l’anno 2010 è conforme
all’art. 16 LAVS e non è dunque prescritta. Inoltre, ha evidenziato che se il
reddito di poco conto proveniente da attività indipendente, come un’attività
agricola (art. 17 OAVS), non supera l’importo di Fr. 2'200.- all’anno (Fr.
2'300.- dal 2011), il contributo è percepito soltanto a richiesta
dell’assicurato. La Cassa di compensazione ha poi ricordato che dal 1° gennaio
2012 il nuovo art. 9 cpv. 4 LAVS prevede che le Casse di compensazione aggiungano
i contributi AVS per gli indipendenti al reddito comunicato dall’autorità
fiscale riportandolo al lordo e deducano da questo reddito lordo l’interesse del
capitale proprio investito nell’azienda (art. 9 cpv. 2 lett. f LAVS).

Nell’evenienza concreta, la Cassa si è quindi
detta d’accordo di rettificare le decisioni relative agli anni 2010 e 2012,
considerando un reddito aziendale di Fr. 3'000.- e deducendo il 2% per il 2010
e l’1% per il 2012 sul capitale investito quantificato in Fr. 1'000.- in base al
valore di stima del fondo adibito a viticoltura.

Infine, il reddito ricavato non è più stato
riportato al lordo dei contributi AVS/AI/IPG.

L’amministrazione ha da ultimo osservato
che per quanto attiene all’obbligo di versare interessi di mora è del tutto
irrilevante se il ritardo nella fissazione o nel versamento dei contributi sia
imputabile alla Cassa di compensazione o all’assicurato e che il tasso di interesse
del 5% previsto dall’art. 42 cpv. 2 OAVS poggia su una base legale sufficiente
e non è arbitrario, è un tasso tecnico.

 

                                  C.   Con
ricorso del 1° febbraio 2016 (doc. I), completato il 22 febbraio seguente (doc.
IV) su invito del giudice delegato (doc. III), RI 1 ha preso atto della
decisione della Cassa di ritenere un reddito aziendale di Fr. 3'000.- senza
aggiungervi i contributi personali di Fr. 460.- e di Fr. 475.- e di avere
dedotto gli interessi sul capitale proprio investito. Il ricorrente attende ora
che l’amministrazione proceda con il medesimo metodo di calcolo anche per gli
altri anni oggetto di decisione.

In secondo luogo, l’assicurato ha osservato
che dal 1° gennaio 2012 è stato introdotto un nuovo sistema di calcolo dei
contributi per gli indipendenti che, oltre all’attività accessoria, esercitando
un’attività dipendente, ciò che comporterebbe la riscossione di contributi
personali inferiori a quelli ora pretesi dalla Cassa.

Infine, il ricorrente ha contestato la
decorrenza di interessi di ritardo antecedentemente alla decisione di
fissazione dei contributi, visto che l’art. 41bis cpv. 1 lett. e OAVS prevede
che essi decorrono dopo il termine di 30 giorni dalla fatturazione.
Ritenuta poi la sua buona fede, visto che egli si è affidato alla comunicazione
del 4 agosto 2011 di stralcio dal registro degli affiliati alla categoria degli
indipendenti, non solo non deve dunque versare degli interessi di ritardo, ma
nemmeno dei contributi personali.

 

                                         Con
risposta del 10 marzo 2016 (doc. VI) la Cassa CO 1 ha proposto di respingere il
ricorso, spiegando che poiché il ricorrente non aveva dedotto a livello fiscale
i contributi personali dovuti per gli anni 2010 e 2012, visto che sono stati
fatturati soltanto nel 2015, eccezionalmente il reddito netto comunicato
dall’autorità fiscale non andava più riportato al lordo, perciò è stato
ritenuto un reddito aziendale di Fr. 3'000.-. A questo importo la Cassa ha
dedotto il capitale investito nell’azienda, rappresentato dal valore di stima
del terreno di 1'123 mq adibito a vigna (Fr. 1'000.-) e su questo valore ha
calcolato la percentuale prevista dall’UFAS (2% nel 2010 e 1% nel 2012),
deducendola dal reddito aziendale giusta l’art. 9 cpv. 2 lett. f OAVS.

L’amministrazione ha precisato che le
nuove decisioni di fissazione dei contributi potranno essere emesse solo dopo
che le decisioni emesse saranno cresciute in giudicato. Ad ogni buon conto, il
contributo AVS/AI/IPG, oltre agli AFI e alle spese amministrative, sarebbe
rimasto comunque invariato e pari a Fr. 474,30 nel 2010 rispettivamente a Fr. 489,60
nel 2012, corrispondendo al contributo minimo visto che il reddito aziendale è
inferiore a Fr. 9'200.- nel 2010 e a Fr. 9'300.- nel 2012.

Quanto alla novità introdotta nel 2012
della possibilità offerta di adottare il tasso più basso della tavola scalare
dei contributi piuttosto che il contributo minimo, la Cassa ha rilevato che
spettava all’assicurato chiedere di usare questo metodo, ma ciò non è avvenuto perciò
l’art. 8 cpv. 2 LAVS non è stato applicato. Il prospetto informativo prodotto
dal ricorrente (doc. B1), pubblicato nel 2012, fornisce queste stesse
informazioni.

Infine, per la Cassa gli interessi di
mora sono dovuti in virtù dell’art. 41bis cpv. 1 lett. b OAVS visto che l’assicurato
non si è annunciato per tempo chiedendo l’affiliazione come indipendente
accessorio, perciò tali interessi decorrono solo, per l’anno 2010, dal 1°
gennaio 2011 fino alla data della fatturazione degli stessi.

La Cassa di compensazione ha da ultimo
osservato che già per gli anni 2006 e 2007 l’interessato era stato affiliato
quale indipendente accessorio visto che, come tale, egli non si era mai
annunciato malgrado esponesse fiscalmente redditi aziendali. Pertanto, è almeno
dal 2011, con l’affiliazione, la fissazione dei contributi e con lo stralcio da
questa categoria, che l’assicurato era a conoscenza dei suoi obblighi nei
confronti della Cassa per ciò che concerne la sua attività accessoria di
viticoltore, ciò nonostante egli non si è mai annunciato in quanto tale e
quindi non ha mai pagato gli acconti sui contributi personali.

 

                                  D.   Il
23 marzo 2016 (doc. VIII) il ricorrente ha chiesto al Tribunale di ordinare
alla Cassa di emettere le nuove decisioni di fissazione dei contributi che
tengano conto delle modifiche del reddito, anche se l’amministrazione avrebbe
potuto modificare le sue decisioni fino all’invio della risposta di causa.

L’assicurato ha inoltre evidenziato
come la censura sollevata con il ricorso configuri la richiesta di procedere
secondo l’art. 8 cpv. 2 LAVS, perciò anche in tal caso la Cassa avrebbe potuto
emanare una nuova decisione prima della risposta.

La decorrenza degli interessi di mora
va infine respinta alla luce della sua buona fede, data dallo stralcio del 4
agosto 2011 dalla categoria degli indipendenti a decorrere dal 31 dicembre
2006. Il ricorrente ha inoltre rilevato che le fatture ricevute per i
contributi antecedenti il 2006 non contemplavano degli interessi di ritardo.

 

La Cassa non ha formulato ulteriori
osservazioni (doc. IX).

considerato                    in diritto

 

in ordine

 

                                   1.   La presente vertenza non
pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad
esempio per la difficoltà dell'istruttoria o della valutazione delle prove). Il
 TCA può dunque decidere nella composizione di un giudice unico ai sensi dell'art.
49 cpv. 2 della LOG (STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015; STF 9C_211/2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 del 21
dicembre 2007).

 

                                   2.   Il
ricorso, presentato nel termine di 30 giorni dall’intimazione della decisione
resa su opposizione è tempestivo e contiene una sufficiente esposizione dei
fatti, una motivazione adeguata e conclusioni precise a seguito del decreto di
completazione citato. Il gravame è quindi ricevibile in questa sede;

 

nel merito

 

                                   3.   L’oggetto
del litigio è la determinazione del reddito da attività indipendente in base al
quale fissare i contributi richiesti per gli anni di contribuzione 2010 e 2012.
Ulteriore aspetto del contendere è la fissazione di interessi di mora al 5% sui
contributi AVS/AI/IPG come preteso dalla Cassa, e la loro quantificazione.

 

                                   4.   La
Cassa di compensazione fonda la pretesa di versamento sul principio che ogni persona esercitante un'attività lucrativa indipendente deve annunciarsi
alla Cassa cantonale di compensazione se non è già affiliata (art. 64 cpv. 5
LAVS).

 

Nell’evenienza concreta, ritenuto come
la competente autorità fiscale abbia stabilito, definitivamente, nel febbraio
2012 (doc. 21) rispettivamente nell’aprile 2014 (doc. 19), i redditi e la
sostanza imponibili dell’assicurato realizzati nell’anno 2010 e nel 2012,
l’assicurato era tenuto ad annunciarsi alla Cassa e ad affiliarsi come
indipendente, con conseguente assoggettamento al prelievo di contributi personali,
per quanto concerne il reddito accessorio conseguito dalla lavorazione della
vigna.

 

L’insorgente non ha però dato seguito a
quest’obbligo e quindi,  con la scoperta, nel 2015, di tale situazione,
l’amministrazione ha provveduto ad emettere sia una decisione di fissazione dei
contributi per gli anni 2010, 2012 e 2013 entro il termine di prescrizione
dell’art. 16 LAVS sia, contemporaneamente, una decisione di fissazione degli
interessi di ritardo sul pagamento di questi stessi contributi. 

Il ricorrente ha invece contestato di
dovere degli interessi già dal 2011, visto che prima del 2015 non ha mai
ricevuto delle fatture da pagare per i suoi contributi e quindi sarebbe in
buona fede.

 

                                   5.   Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale
sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che
sono domiciliate in Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).

Per l'art. 3 cpv. 1 LAVS,
gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano
un'attività lucrativa.

In applicazione dell'art.
4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività
lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi
attività lucrativa dipendente e indipendente.

I contributi AVS degli
assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati
tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza
d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS). Il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo
una serie di spese indicate all’art. 9 cpv. 2 LAVS.

 

L'art. 14 cpv. 2 LAVS prevede che i
contributi del reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente, i
contributi degli assicurati che non esercitano un'attività lucrativa e quelli
degli assicurati i cui datori di lavoro non sono soggetti all'obbligo di pagare
i contributi devono essere stabiliti e versati periodicamente. Il Consiglio
federale fissa i periodi di calcolo e di contribuzione.

Per l'art. 14 cpv. 3 LAVS se,
nonostante diffida, una persona tenuta al pagamento dei contributi non dà le
indicazioni necessarie per il calcolo di essi, questi sono stabiliti mediante
tassazione d'ufficio.

Con l'entrata in vigore della LPGA, la
lettera e dell'art. 14 cpv. 4 LAVS sulla riscossione di interessi di
mora è stata abrogata.

Dal 1° gennaio 2003 gli interessi di
mora sulle prestazioni sono retti dall'art. 26 LPGA e quindi dagli artt. 6 e 7
OPGA (STF 9C_632/2007 del 26 settembre 2008; STF 9C_738/2007 del 29 agosto
2008), come in concreto.

 

I contributi sono fissati per ciascun
anno di contribuzione. Per anno di contribuzione si intende l'anno civile (art.
22 cpv. 1 OAVS).

Per il calcolo dei contributi sono
determinanti il reddito secondo il risultato dell’esercizio commerciale chiuso
nell’anno di contribuzione e il capitale proprio investito nell’azienda alla
fine dell’esercizio commerciale (art. 22 cpv. 2 OAVS).

Le autorità fiscali cantonali
stabiliscono il reddito determinante per il calcolo dei contributi in base alla
tassazione dell’imposta federale diretta, passata in giudicato, e il capitale
proprio investito nell’azienda in base alla corrispondente tassazione dell’impo-sta
cantonale, passata in giudicato e adeguata ai valori di ripartizione
intercantonali (art. 23 cpv. 1 OAVS).

In difetto
di una tassazione dell’imposta federale diretta passata in giudicato, gli
elementi fiscali determinanti sono desunti dalla tassazione dell’imposta cantonale
sul reddito e, in mancanza di essa, dalla dichiarazione controllata d’imposta
federale diretta (art. 23 cpv. 2 OAVS).

Le indicazioni
fornite dalle autorità fiscali sono vincolanti per le casse di compensazione
(art. 23 cpv. 4 OAVS).

 

Nell’anno di contribuzione corrente, le
persone tenute a pagare i contributi devono pagare contributi d’acconto a
scadenze periodiche (art. 24 cpv. 1 OAVS).

Le casse di compensazione
stabiliscono i contributi d'acconto sulla base del reddito presumibile
dell'anno di contribuzione. Possono fondarsi sul reddito determinante per
l'ultima decisione di fissazione dei contributi, salvo che la persona tenuta a
pagare i contributi renda verosimile che detto reddito non corrisponde
manifestamente al reddito presumibile (art. 24 cpv. 2 OAVS).

In virtù dell’art. 24 cpv. 3 OAVS, se durante o dopo
l'anno di contribuzione risulta che il reddito diverge sostanzialmente dal reddito
presumibile, le casse di compensazione adeguano i contributi d'acconto.

Per l’art. 24 cpv. 4 OAVS, le persone
tenute a pagare i contributi devono dare alle casse di compensazione le
indicazioni necessarie per la fissazione dei contributi d'acconto, presentare,
se richiesto, i giustificativi e segnalare le divergenze sostanziali dal
reddito presumibile.

Per l’art. 24 cpv. 5 OAVS, se entro il
termine fissato non vengono date le indicazioni necessarie, non vengono
presentati i giustificativi o non vengono pagati i contributi d’acconto, le
casse di compensazione fissano i contributi d’acconto dovuti in una decisione.

 

Giusta l’art. 25 cpv. 1 OAVS, le casse
di compensazione fissano i contributi dovuti per l’anno di contribuzione in una
decisione e procedono alla compensazione con i contributi d’acconto pagati.

Per il cpv. 2, i contributi non versati
dagli assicurati vanno pagati entro 30 giorni a contare dalla fatturazione.

 

Per le persone
esercitanti un'attività lucrativa indipendente a esse affiliate, le casse di
compensazione domandano alle competenti autorità fiscali cantonali le
indicazioni necessarie al calcolo dei contributi. Le autorità fiscali devono aggiungere
i contributi versati all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e all'assicurazione
per l'invalidità e al regime di indennità per perdita di guadagno oggetto di
una deduzione fiscale. L'Ufficio federale emana direttive in merito alle
indicazioni necessarie e alla procedura di notifica (art. 27 cpv. 1 OAVS. Nel
nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2012 è stata eliminata la 2a frase).

Giusta l’art. 27 cpv. 2
OAVS, le autorità fiscali cantonali trasmettono man mano le indicazioni per
ogni anno fiscale alle casse di compensazione.

L'autorità fiscale
cantonale che non ha ricevuto nessuna domanda di comunicazione per una persona
esercitante un'attività lucrativa indipendente il cui reddito può essere
stabilito conformemente all'articolo 23 trasmette spontaneamente gli elementi
di calcolo alla cassa cantonale di compensazione. Questa li inoltra, ove
occorra, alla cassa di compensazione competente (art. 27 cpv. 3 OAVS).

 

L’art. 39 OAVS tratta del
pagamento dei contributi arretrati e al capoverso 1 dispone che se ha
conoscenza che una persona non ha pagato i contributi dovuti o ha pagato contributi
inferiori a quelli dovuti, la cassa di compensazione deve esigere il pagamento
dei contributi arretrati e, ove occorra, stabilirlo mediante decisione. È fatta
salva la prescrizione prevista dall'articolo 16 capoverso 1 LAVS.

I contributi reclamati
vanno pagati entro 30 giorni a contare dalla fatturazione (art. 39 cpv. 2
OAVS).

 

Giusta l'art. 41bis cpv. 1 OAVS, norma
sulla quale si basa anche la Cassa, devono pagare gli interessi di mora:

 

b.   le
persone tenute a pagare i contributi, sui contributi reclamati per gli anni civili
passati, a partire dal 1° gennaio dopo il termine dell’anno civile per il quale
i contributi sono dovuti.

 

Gli interessi cessano di decorrere con
il pagamento completo dei contributi, con la presentazione del regolare
conteggio o, in mancanza di esso, con la fatturazione. In caso di reclamo di contributi
arretrati, gli interessi cessano di decorrere con la fatturazione, sempre che i
contributi siano pagati entro il termine fissato (art. 41bis cpv. 2 OAVS).

In virtù dell'art. 42 cpv. 1 OAVS, i
contributi sono considerati pagati con la ricezione del pagamento da parte
della Cassa di compensazione. Il tasso per gli interessi di mora e per gli interessi
compensativi è del 5% all'anno (art. 42 cpv. 2 OAVS).

Gli interessi sono calcolati in giorni.
I mesi interi sono calcolati come 30 giorni (art. 42 cpv. 3 OAVS; STFA H 148/03
del 10 novembre 2003).

 

Infine l’art. 64 LAVS, citato
dall’amministrazione a giustificazione dell’obbligo dell’assicurato di versare
i contributi personali come indipendente, concerne l’affiliazione alle casse e
l’obbligo di informare e dispone, per ciò che qui interessa, quanto segue:

 

" 1 Sono
affiliati alle casse di compensazione professionali tutti i datori di lavoro e
le persone esercitanti un'attività lucrativa indipendente, che fanno parte di
una delle associazioni fondatrici. I datori di lavoro e le persone esercitanti
un'attività lucrativa indipendente, che sono membri nel contempo di
un'associazione professionale e di un'associazione interprofessionale saranno,
a loro libera scelta, affiliati alla cassa di compensazione dell'associazione
professionale o a quella dell'associazione interprofessionale.

2 Sono
affiliati alle casse di compensazione cantonali tutti i datori di lavoro e le
persone esercitanti un'attività lucrativa indipendente che non fanno parte di
un'associazione fondatrice di una cassa di compensazione professionale, nonché
le persone che non hanno un occupazione lucrativa e gli assicurati a dipendenza
di datori di lavoro non tenuti al pagamento dei contributi.

5 I datori
di lavoro, le persone esercitanti un'attività lucrativa indipendente, le
persone che non hanno un'occupazione lucrativa e gli assicurati dipendenti da
datori di lavoro non tenuti al pagamento dei contributi, devono, se non sono già
affiliati, annunciarsi alla cassa cantonale di compensazione.”.

 

                                   6.   Nell’evenienza
concreta, nell’estate 2015 la Cassa di compensazione ha interpellato l’Agenzia
AVS del Comune di domicilio dell’assicurato per sapere se egli esercitasse
ancora l’attività indipendente che aveva generato nel 2010 un reddito aziendale
di Fr. 3'000.- o se la stessa era stata svolta limitatamente a quell’anno (doc.
22). La risposta di fine settembre 2015 ha confermato un’attività agricola in
vigna esercitata solo per il 2010 ma sulla scorta della notifica di tassazione per
l’anno 2012 emessa il 16 aprile 2014 (doc. 19) che ha stabilito un reddito
accessorio da attività indipendente di Fr. 3'000.-, il 28 settembre 2015 (doc.
18) la Cassa di compensazione ha confermato all’assicurato che dal 1° gennaio
2010 l’aveva affiliato nella categoria degli indipendenti per l’attività
agricola vitivinicola svolta a titolo accessorio e che la decisione di fissazione
dei contributi con la relativa polizza di versamento gli sarebbe stata notificata
successivamente.

Il 13 ottobre 2015 la Cassa ha emesso cinque
decisioni di fissazione dei contributi personali AVS/AI/IPG (docc. 11-16)
relative agli anni di contribuzione 2010, 2012, 2013, 2014 e 2015 e, in pari
data, ha notificato le decisioni con cui ha fissato gli interessi di mora qui
contestati. L’amministrazione ha infatti ritenuto che l’interessato avrebbe
dovuto già versare nel 2010, nel 2012 e nel 2013 i contributi sui rispettivi
redditi aziendali conseguiti quegli stessi anni e quindi ha fatto decorrere
degli interessi di ritardo per il mancato pagamento basandosi sull’art. 41bis
cpv. 1 lett. b OAVS.

Occorre di seguito verificare la fondatezza dell’agire della
Cassa.

 

                                   7.   Dalle
notifiche di tassazione per l’IFD 2010 del 1° febbraio 2012 (doc. 21) e l’IFD
2012 del 16 aprile 2014 (doc. 19) emerge un importo di Fr. 3'000.- a titolo di
reddito accessorio da attività indipendente.

La Cassa di compensazione, giusta
l’art. 23 cpv. 1 OAVS, ha stabilito i contributi dovuti dall’assicurato per gli
anni 2010 e 2012 (qui contestati) basandosi su questo reddito aziendale. Per
l’anno 2013, in assenza di una tassazione fiscale, ha fissato i
contributi sulla base del reddito presumibile dell'anno di contribuzione fondandosi
sul reddito determinante per l'ultima decisione di fissazione dei contributi,
ossia Fr. 3'000.- (art. 24 cpv. 2 OAVS).

 

In un primo momento,
l’amministrazione ha applicato il nuovo art. 9 cpv. 4 LAVS per gli anni 2010 e
2012 e ha riportato il reddito aziendale (netto) comunicatogli dall’autorità
fiscale al lordo dei contributi, aggiungendovi i contributi calcolati su
un reddito di Fr. 3'000.-. Per l’anno 2013 la Cassa ha invece calcolato i contributi
sul (solo) reddito (netto) di Fr. 3'000.-, non riportato al
lordo.

Dopo le rimostranze dell’assicurato,
la Cassa ha accertato che poiché l’interessato non aveva versato degli
acconti sui contributi dovuti, questi stessi acconti non potevano essere
aggiunti al reddito netto per stabilire il reddito lordo assoggettabile ai
contributi AVS/AI/IPG. Pertanto l’amministrazione ha determinato i contributi
dovuti per gli anni 2010 e 2012 sul solo reddito aziendale di Fr. 3'000.-.

 

Oggetto del contendere è sapere se per
il calcolo dei contributi per il 2010 e il 2012 la Cassa di compensazione deve
aggiungere al reddito da attività indipendente dell'assicurato comunicato dalle
autorità fiscali, secondo la norma in vigore fino al 31 dicembre 2011, i
contributi personali già versati oppure applicare il nuovo metodo in essere dal
1° gennaio 2012, che comporta l'aggiornamento del reddito da attività
indipendente al lordo dei premi AVS/AI/IPG e quindi il computo di contributi
teorici.

                                   8.   Per
giurisprudenza costante del TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale), ogni
tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà: le Casse di compensazione
sono vincolate dalle comunicazioni delle Autorità di tassazione e il giudice
delle assicurazioni sociali esamina di principio la decisione fiscale
unicamente dal profilo della legalità. L'Autorità giudicante non può scostarsi
da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato a meno che essa contenga
errori manifesti e debitamente comprovati, immediatamente emendabili, oppure
quando si debbano apprezzare fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi
in tema di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una
tassazione fiscale non bastano; infatti la determinazione del reddito spetta
alle Autorità fiscali e il Giudice delle assicurazioni sociali non deve intervenire
adottando particolari provvedimenti di tassazione.

 

L'assicurato esercitante un'attività
indipendente deve anzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale
anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni sociali (Pratique
VSI 1997 pag. 26 consid. 2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC
1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321 consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985
pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF
106 V 130 consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha comunque precisato che la
comunicazione fiscale è vincolante per l'Amministrazione e per il Giudice delle
assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi.
Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione
a questa disposizione (Pratique VSI 1993, pag. 242 segg.).

 

Le comunicazioni fiscali sono
vincolanti per la Cassa, anche se fondate su una tassazione d'ufficio (RCC 1988
pag. 321 consid. 3; Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der
obligatorischen AHV, 2a edizione, Zurigo 1996, N. 8.32, pag. 212; Greber/Duc/Scartazzini, Commentaire des
articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants
(LAVS), ad art. 9 LAVS, N. 151 pag. 312).

 

Va a questo proposito
rammentato che secondo la giurisprudenza del TFA, gli atti fiscali sono
vincolanti ai fini di stabilire il momento della realizzazione del reddito
anche per quanto concerne i lavoratori indipendenti (DTF 122 V 291 = SVR 1997
AVS Nr. 110 pag. 341 segg., consid. 5a).

 

                                   9.   Giusta
l'art. 9 cpv. 4 LAVS, in vigore dal 1° gennaio 2012, le casse di compensazione
aggiungono al reddito comunicato dalle autorità fiscali le deduzioni ammissibili
secondo il diritto fiscale dei contributi di cui all'articolo 8 della presente
legge, all'articolo 3 capoverso 1 della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione
per l'invalidità (LAI) e all'articolo 27 capoverso 2 della legge del 25
settembre 1952 sulle indennità di perdita di guadagno. A tal fine il reddito comunicato
è calcolato al 100 per cento in base ai tassi di contribuzione applicabili.

 

Per la disposizione transitoria della
modifica del 17 giugno 2011 (computo delle deduzioni ammissibili secondo il
diritto fiscale), l'art. 9 cpv. 4 si applica a tutti i redditi provenienti da
un'attività lucrativa indipendente comunicati dalle autorità fiscali dopo l'entrata
in vigore della modifica.

 

Nella STCA 30.2014.13 del 24 marzo
2014, emanata da questo Tribunale nella sua composizione di tre giudici e
cresciuta incontestata in giudicato, ripresa nelle STCA 30.2014.8 del 22 maggio
2014 e STCA 30.2014.10 del 6 giugno 2014, è stato evidenziato che con sentenza 9C_189/2013 del 13 dicembre 2013 (DTF 139 V 537 = SVR 2014 AHV
Nr. 2) l'Alta Corte ha stabilito che vi è un'eccezione all'applicazione
dell'art. 9 cpv. 4 LAVS.

Nel caso giudicato nella
sua sentenza di principio il Tribunale federale ha ritenuto che, nelle
comunicazioni relative al 2008 e al 2009, l'autorità fiscale ha negato che dall'importo comunicato fossero stati dedotti i contributi sociali. L'istanza inferiore,
ossia il Tribunale amministrativo del Canton Zugo, aveva accolto il ricorso
dell'assicurato, affermando che la Cassa non doveva aggiungere all'importo
soggetto a contribuzione gli oneri sociali e rinviando l'incarto
all'amministrazione per un nuovo calcolo dopo avere accertato l'ammontare del
reddito netto.

Dal canto suo il
Tribunale federale ha stabilito che la lettera della norma è chiara, nel senso
che il reddito che l'autorità fiscale deve comunicare deve corrispondere al
reddito netto e che la Cassa di compensazione competente deve ricalcolarlo al
100 per cento in base ai tassi di contribuzione applicabili. A livello di ordinanza,
l'art. 23 cpv. 4 OAVS prevede che le comunicazioni delle autorità fiscali sono
vincolanti per le casse (cfr. consid. 5.3).

L'Alta Corte ha quindi
affermato che scopo e senso dell'art. 9 cpv. 4 LAVS si evincono dal Messaggio
del Consiglio federale. Al fine di semplificare il loro compito e di applicare
unitariamente la norma, le autorità fiscali devono essere sgravate dal
ricalcolo dei contributi. Il legislatore è consapevole che con il nuovo disposto
i contributi dedotti a livello fiscale non collimano necessariamente con quelli
ricalcolati dalle casse di compensazione, poiché la deduzione fiscale non viene
loro comunicata. Scopo e senso della norma consistono nella semplificazione del
lavoro per il fisco e per le casse di compensazione (cfr. consid. 5.4).

Secondo l'interpretazione
letterale e teleologica della nuova norma, la ratio legis della modifica
consiste nel fatto che le casse di compensazione, contrariamente alla prassi in
vigore precedentemente (DTF 111 V 289), non devono più preoccuparsi della
questione di sapere se le autorità fiscali hanno o meno dedotto i contributi
sociali dal reddito loro comunicato. Devono partire dal principio che si tratta
di un reddito netto e devono di conseguenza aggiungervi i contributi sociali.
L'assicurato dichiara al fisco anche i contributi sociali e può impugnare la tassazione
se rileva che la deduzione non è avvenuta correttamente. Vale anche in questo
contesto il principio secondo il quale l'indipendente deve far valere i propri
diritti nell'ambito della procedura fiscale (DTF 110 V 369). Se la tassazione
non viene contestata, di principio diventa vincolante per il calcolo dei
contributi (cfr. consid. 5.5).

La nostra Massima istanza
ha tuttavia stabilito che questo principio non è assoluto e non vale quando tramite
la comunicazione fiscale è attestato chiaramente, espressamente e senza nessun
dubbio che dal reddito non è stata eseguita alcuna deduzione. Nel caso
giudicato dal TF, nella comunicazione relativa al 2009 l'autorità fiscale ha risposto negativamente alla questione di sapere se i contributi personali
sono stati dedotti dal reddito da attività indipendente. Dalle risposte alle
domande poste dall'Alta Corte emerge infatti che alla cassa di compensazione è
stato comunicato il reddito senza la deduzione dei contributi sociali, perché
il ricorrente non li ha dichiarati o non ne ha fatto domanda in tal senso. Se
dalla comunicazione fiscale è chiaro che non sono state fatte deduzioni e per
la cassa non vi è alcun dubbio che il reddito dichiarato è un reddito lordo, la
cassa non deve procedere al ricalcolo percentuale dei contributi ai sensi
dell'art. 9 cpv. 4 LAVS. Infatti, secondo il Messaggio del Consiglio federale,
il legislatore partiva dal presupposto che il fisco aveva effettivamente
dedotto i contributi. Per questo motivo, il TF ha ritenuto che la sentenza di
prima istanza è corretta nel suo risultato e l'amministrazione deve ricalcolare
i contributi dovuti dall'assicurato (cfr. consid. 6).

 

Nel primo caso giudicato
da questo Tribunale (30.2014.13), la fattispecie era analoga a quella trattata
dal Tribunale federale, visto che alla domanda se l'assicurato avesse dedotto i
contributi dal reddito aziendale l'autorità fiscale ha risposto negativamente.
Pertanto, il TCA ha concluso che il reddito accertato fiscalmente era lordo e
ha dunque accolto il ricorso e rinviato gli atti all'amministrazione, affinché
ricalcolasse il contributo dovuto sulla base di questo importo, senza applicare
l'art. 9 cpv. 4 LAVS.

 

Anche nella seconda
controversia (30.2014.8) il TCA ha accertato che il reddito da attività
indipendente ricavato dalla documentazione raccolta era lordo, visto che,
separatamente, l'assicurata aveva fiscalmente dichiarato i contributi versati
durante il 2008.

 

Pure nella vertenza
decisa con sentenza del 6 giugno 2014 (30.2014.10), cresciuta incontestata in
giudicato, il reddito conseguito dall'attività indipendente era al netto
delle spese che l'interessato si è assunto nell'esercizio della sua professione
(art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS), ma non comprendeva anche i contributi
AVS/AI/IPG, visto che egli non li ha dedotti né dalla cifra d'affari incassata,
insieme alle altre spese professionali, né dal reddito netto inserendoli nella
dichiarazione d'imposta (punto 11.1). Ciò ha comportato che poiché l'assicurato
non ha effettivamente posto fiscalmente in deduzione dal reddito conseguito (al
netto delle spese professionali) i contributi personali che egli ha in realtà
versato durante l'anno di contribuzione, la Cassa di compensazione non
poteva ritenere l'importo comunicato dall'autorità fiscale quale reddito al
netto dei contributi AVS/AI/IPG e riportarlo al lordo dei contributi giusta
l'art. 9 cpv. 4 LAVS. Pertanto, non essendo state fatte delle deduzioni non
v'era alcun dubbio che il reddito dichiarato era un reddito lordo da
attività indipendente dell'assicurato. Di conseguenza, non si doveva
procedere al ricalcolo percentuale dei contributi ai sensi dell'art. 9 cpv. 4
LAVS, ma porre questo reddito, siccome già lordo, alla base del calcolo
dei contributi personali dell'insorgente.

 

Nella STCA 30.2014.25 del
21 agosto 2014 questo Tribunale si è pronunciato su un caso in cui la Cassa ha
considerato che il reddito aziendale comunicato dall'autorità fiscale fosse
netto e, quindi, in applicazione dell'art. 9 cpv. 4 LAVS, l'ha riportato al
lordo dei premi AVS/AI/IPG in quanto deduzione ammessa fiscalmente, ma non
dalla LAVS. L'agire dell'amministrazione non era però corretto. Infatti, dal
conto economico risultava che dalla cifra d'affari totale incassata erano stati
dedotti, fra le varie spese professionali, anche "Stipendi e oneri sociali",
perciò in questa somma non erano anche compresi i contributi personali
versati a titolo di acconto dall'assicurato. Pertanto, l'assicurato non aveva
effettivamente posto fiscalmente in deduzione dal reddito conseguito (al netto
delle spese professionali) i contributi personali che aveva in realtà già versato
durante quell'anno.

                                10.   Simile ai casi
esposti è la fattispecie in esame.

 

L'autorità fiscale,
contattata espressamente dalla Cassa di compensazione il 30 ottobre 2015 (doc.
7a), ha risposto che dal reddito aziendale l’assicurato non aveva
dedotto i contributi personali. D’altra parte il ricorrente non ha effettivamente
mai versato degli acconti sui contributi dovuti per gli anni 2010 e 2012 siccome
non affiliato nella categoria degli indipendenti per l’attività accessoria di
viticoltore (art. 64 cpv. 5 LAVS).

 

Come giudicato nella
citata STCA 30.2014.10 per gli anni 2010 e 2012 l'assicurato non ha
posto fiscalmente in deduzione dal reddito conseguito i contributi personali
che avrebbe dovuto versare per quegli anni. La Cassa di compensazione non
poteva quindi ritenere l'importo di Fr. 3'000.- quale reddito al netto dei
contributi AVS/AI/IPG riportandolo al lordo dei contributi giusta l'art. 9 cpv.
4 LAVS, per un reddito determinante soggetto a contribuzione di Fr. 3'460.-
(doc. 16) rispettivamente di Fr. 3'475.- (doc. 14).

 

Sia per l’anno 2010, sia
per il 2012, l'importo di Fr. 3'000.- costituisce (già) il reddito lordo
da attività accessoria indipendente dell'assicurato.

Per la DTF 139 V 537
consid. 6 se dalla comunicazione fiscale è chiaro che non sono state
fatte deduzioni e non vi è alcun dubbio che il reddito dichiarato è un
reddito lordo, non si deve procedere al ricalcolo percentuale dei
contributi ai sensi dell'art. 9 cpv. 4 LAVS.

 

Ne discende che trattandosi
manifestamente di un reddito lordo l'importo di Fr. 3'000.- deve essere
posto come tale alla base del calcolo dei contributi personali dell'assicurato
e, pertanto, il principio di cui all'art. 9 cpv. 4 LAVS non deve essere qui
applicato (STCA 30.2014.25 del 21 agosto 2014; STCA 30.2014.10 del 6 giugno
2014; STCA 30.2014.8 del 22 maggio 2014; STCA 30.2014.13 del 24 marzo 2014).

 

È perciò corretto che con
la decisione su opposizione del 18 dicembre 2015 la Cassa di compensazione
abbia rettificato il reddito aziendale soggetto a contribuzione e l’abbia
fissato in Fr. 3'000.- sia per l’anno 2010 sia per il 2012, non riportandolo dunque
più al lordo dei contributi. 

 

Le decisioni di
fissazione dei contributi relative agli anni precedenti il 2010 sono ormai
cresciute in giudicato. 

Le stesse, oltre a non
essere oggetto della decisione su opposizione qui impugnata, non possono più
essere riviste dalla Cassa di compensazione (e dal Tribunale), fermo restando il
sussistere di motivi di revisione e/o di riconsiderazione in virtù dell’art. 53
LPGA, che comunque in specie non appaiono dati, non rientrando una modifica di
legge (art. 9 cpv. 4 LAVS) fra le condizioni che questa norma richiede per
potervi dare seguito.

 

                                11.   Con
l’opposizione l’assicurato ha inoltre chiesto alla Cassa di dedurre dal reddito
accessorio gli interessi sul capitale investito.

Nella decisione su opposizione la Cassa
di compensazione ha ritenuto che il valore di stima di Fr. 1'000.- del fondo
adibito alla coltivazione della vigna, estrapolato dall’estratto del catastrino
fiscale, rappresentasse il capitale proprio investito dall’assicurato nella sua
attività, perciò in virtù dell’art. 9 cpv. 2 lett. f LAVS ha dedotto dal
reddito aziendale di Fr. 3'000.- l’importo di Fr. 20.- (2% di Fr. 1'000.-) per
l’anno 2010 e l’ammontare di Fr. 10.- (1% di Fr. 1'000.-) per l’anno 2012.

 

Come indicato in precedenza le
tassazioni fiscali siano vincolanti e l’autorità fiscale ha indicato che il
capitale investito dal ricorrente è nullo (doc. 7a). Va comunque osservato che,
anche ritenendo un reddito da attività indipendente di Fr. 2'980.- e di Fr.
2'990.- o ancora di Fr. 3'000.-, i contributi AVS/AI/IPG dovuti sono sempre i medesimi.

In effetti, l’art. 8 cpv. 2 LAVS
dispone che se il reddito annuo di un'attività lucrativa indipendente è uguale
o inferiore a Fr. 9'300.- (Fr. 9'100.- nel 2010 e Fr. 9'200.- nel 2012),
l'assicurato deve pagare il contributo minimo AVS.

 

                                12.   Il
ricorrente si è inoltre lamentato del fatto che anziché applicargli il tasso
più basso della tavola scalare sul reddito da indipendente per calcolare i
contributi dovuti, per ciascun anno di contribuzione la Cassa di compensazione ha
fissato detti contributi nel contributo minimo.

L’amministrazione ha
risposto che tale nuova possibilità di calcolo è data soltanto su richiesta
dell’assicurato e che non avendo egli chiesto di applicarla, la soluzione prevista
dall’art. 8 cpv. 2 2a frase LAVS non è stata adottata in concreto.

Secondo questo disposto,
nel tenore in essere dal 1° gennaio 2012, l’assicurato deve pagare il
contributo minimo se il suo reddito da attività indipendente è inferiore, come
visto, a Fr. 9'300.- (nel 2012 a Fr. 9'200.-), salvo che tale importo
sia già stato pagato sul suo salario determinante. In questo caso
l'assicurato può chiedere che il contributo sul reddito dell'attività lucrativa
indipendente sia riscosso al tasso più basso della tavola scalare.

 

In altri termini, se
l’assicurato ha esercitato un’altra attività (salariata) durante l’anno, il
contributo dovuto sarà ridotto o soppresso di conseguenza. Lo stesso avviene se
non ha esercitato un’attività salariata durante quell’anno, ma il suo coniuge
ha versato dei contributi equivalenti almeno al doppio del contributo minimo ai
sensi dell’art. 3 cpv. 3 LAVS (STF 9C_41/2014 del 21 maggio 2014 consid. 4.2).

 

Con l’art. 8 cpv. 2 LAVS nella nuova
versione in essere dal 1° gennaio 2012, se l'assicurato che esercita
un’attività indipendente paga già più del contributo minimo sul salario
determinante, allora sul reddito da attività indipendente che è superiore a Fr.
2'300.- ma inferiore a Fr. 9'300.- egli non deve più pagare il contributo
minimo, ma gli sarà applicato il tasso minimo del 4,2% per l’AVS, che diventa
del 5,223% per AVS/AI/IPG.

 

Nell’evenienza concreta, con il ricorso,
l’assicurato, esercitante un’attività dipendente salariata, ha manifestato la
volontà di vedersi applicare sull’attività accessoria indipendente il tasso più
basso della tavola scalare anziché il contributo minimo. A tale scopo, egli ha
pure prodotto un prospetto informativo allestito dall’associazione __________
(doc. B1) in collaborazione con la Cassa di compensazione, che spiega nel
dettaglio i cambiamenti in atto dal 1° gennaio 2012 per i piccoli viticoltori e
quanto è possibile risparmiare chiedendo alla Cassa di compensazione di applicare
la nuova modalità di calcolo dei contributi AVS/AI/IPG piuttosto che il sistema
ordinario che prevede la percezione del contributo minimo.

 

Il TCA non intravvede motivi per non dare
seguito alla richiesta dell’assicurato di applicare l’art. 8 cpv. 2 2a frase
LAVS, anche se è stata formulata soltanto con il ricorso davanti a questo Tribunale
(nella STCA 30.2014.35 del 15 ottobre 2014, in cui il ricorrente
aveva contestato di dovere pagare il contributo minimo avendo già un'attività
salariata e non ritenendo di esercitarne una come indipendente - fatto,
quest'ultimo, per contro ammesso dal Tribunale -, il TCA ha concluso che si
poteva implicitamente considerare la sua lamentela come una richiesta di applicazione
del tasso più basso della tavola scalare al suo reddito da attività indipendente
in applicazione dell'art. 8 cpv. 2 LAVS).

 

In queste circostanze, la
decisione relativa all’anno 2012 deve essere annullata e gli atti rinviati alla
Cassa di compensazione, affinché essa emani una nuova decisione di fissazione
dei contributi in cui sia applicato il tasso più basso della tavola scalare su
un reddito accessorio da attività indipendente di CHF 3'000.-- (in base alla
tassazione), anziché il contributo minimo.

 

                                13.   Resta
da ultimo da verificare il computo di interessi di mora sui contributi dovuti
dall’assicurato per gli anni 2010, 2012 e 2013.

Il ricorrente ha contestato l'ammontare
degli interessi di mora siccome sono stati fatti decorrere già dal 2011
anziché, a suo dire, da dopo che sono stati fatturati i contributi personali e
quindi dal 13 ottobre 2015 giusta l’art. 41bis cpv. 1 lett. e OAVS.

 

L’art. 41bis cpv. 1 lett. b OAVS, a cui
ha accennato la Cassa di compensazione, prevede che vanno riscossi interessi se
vengono reclamati contributi arretrati per gli anni civili passati.

 

Il N. 4001 DRC (Direttive
sulla riscossione dei contributi (DRC) nell'AVS/AI e nelle IPG, valide dal 1°
gennaio 2008, stato 1° gennaio 2014, edite dall'UFAS, identiche alle DP in
francese stato 1° gennaio 2016) prevede che gli interessi di mora
sono interessi di compensazione in quanto sono volti a compensare l'utile conseguito
dal debitore pagando i suoi contributi in ritardo con il danno subito dal
creditore. Gli interessi di mora sono dovuti anche se il ritardo non è
imputabile ad una manchevolezza della Cassa di compensazione né ad una colpa
dell'assicurato.

 

Giusta il N. 4009 DRC, sono considerati
contributi arretrati reclamati per un anno civile passato quelli che non
possono essere richiesti fino alla fine dell'anno civile per il quale sono
dovuti. Sono considerati richiesti i contributi dei datori di lavoro che, con
l'autorizzazione della Cassa di compensazione, versano i contributi
effettivamente dovuti per il periodo di pagamento (art. 35 cpv. 3 OAVS).

 

Per il N. 4011 DRC, rientrano nella
regolamentazione concernente il reclamo di contributi arretrati in particolare:

– i contributi salariali arretrati
reclamati per gli anni civili passati in caso di affiliazione retroattiva del
datore di lavoro;

– i contributi salariali arretrati
reclamati per gli anni civili passati in base ad un controllo del datore di
lavoro;

– i contributi personali arretrati
reclamati per gli anni di contribuzione passati in caso di affiliazione
retroattiva della persona assicurata;

– i contributi personali d'acconto
arretrati reclamati per gli anni di contribuzione passati in caso di
affiliazione retroattiva;

– i contributi personali arretrati
reclamati in base ad una tassazione consecutiva ad una procedura per sottrazione
d'imposte;

– i contributi salariali arretrati
reclamati dopo l'avvenuta compensazione come anche i contributi personali
arretrati reclamati, fatta eccezione per quelli che devono essere fatturati in
base ad una rettifica della dichiarazione fiscale (v. N. 4021).

 

Secondo il N. 4013 DRC, gli interessi
decorrono dal 1° gennaio successivo alla fine dell'anno civile per i quali i
contributi sono dovuti fino alla fatturazione, a condizione che i contributi
vengano versati entro 30 giorni dalla fatturazione (art. 39 cpv. 2 in relazione con l'art. 41bis cpv. 1 lett. a e cpv. 2 OAVS) o, in caso contrario, fino al loro
pagamento completo o all'apertura del fallimento (art. 209 LEF) oppure alla
concessione di una moratoria concordataria, a condizione che il concordato non
preveda disposizioni divergenti (art. 297 cpv. 7 LEF).

 

Pronunciandosi
nell’ambito di fattispecie ticinesi concernenti persone esercitanti
un'attività indipendente debitrici di contributi personali, alle quali è stata
applicata per gli interessi di mora la lettera f dell'art. 41bis cpv. 1 OAVS
avendo versato acconti inferiori al 25% dei contributi effettivamente dovuti
(DTF 134 V 405; STF 9C_623/2007, STF 9C_709/2007 e STF 9C_632/2007 tutte e tre
del 26 settembre 2008), il Tribunale federale ha affermato che il
ricorrente non poteva validamente liberarsi dal suo obbligo di pagamento
tentando di invocare l'irreprensibilità del suo agire e addebitando
all'amministrazione un comportamento negligente.

L'Alta Corte ha infatti precisato che l'interesse moratorio non ha
carattere penale e matura indipendentemente da ogni colpa. Per l'obbligo
di prestare interessi di mora in ambito contributivo non è pertanto decisivo se
il ritardo nella fissazione o nel pagamento dei contributi sia imputabile al contribuente
oppure alla Cassa di compensazione (DTF 134 V 405 consid. 7.1; DTF 134 V 202 consid. 3.3.1; STFA H 221/90 del 24 gennaio 1992 =
ZAK 1992 pag. 167 seg. consid. 4b). Dal momento che l'obbligo di versamento
degli interessi moratori è indipendente dall'esistenza o meno di una colpa,
esso si giustificherebbe anche qualora la Cassa (o l'autorità fiscale)
dovesse avere - per ipotesi - trascinato in maniera dilatoria la fissazione
definitiva dei contributi (DTF 134 V 405 consid. 7.1; DTF 134 V
202 consid. 3.3.2; STFA H 157/04 del 14 dicembre 2004, consid. 3.4.2). Il
ricorrente avrebbe infatti potuto, durante questa attesa, fare fruttare il
debito contributivo non ancora fatturato né saldato. Irrilevante, invece, è che
durante questo tempo egli abbia o no effettivamente tratto vantaggio in misura
equivalente al tasso di interesse moratorio legale del 5%. L'obbligo di
pagamento dell'interesse si fonda infatti sulla finzione di un guadagno di
interessi del contribuente e di una perdita corrispondente della Cassa. In virtù
dell'art. 41ter cpv. 1 OAVS, questa finzione si trova ugualmente nel caso opposto,
dove spetta alle Casse di compensazione versare interessi compensativi del 5%
per contributi non dovuti che vengono restituiti o compensati (DTF 134 V 405
consid. 7.1).

L'interesse di mora e l'interesse
compensativo hanno infatti per funzione di compensare il fatto che in caso di
pagamento tardivo il debitore può trarre un beneficio d'interesse, mentre il
creditore subisce uno svantaggio (DTF 134 V 405 consid. 5.3; STF 9C_709/2007 del 26 settembre 2008 consid. 4.3).
Dunque, l'interesse di mora tende a compensare un ingiustificato arricchimento
del debitore della prestazione, che versa sul contributo effettivamente dovuto
un acconto manifestamente insufficiente, conseguendo implicitamente un
finanziamento per il mancato pagamento alla Cassa di congrui acconti.

 

Questi concetti sono
stati ribaditi nella DTF 139 V 297, che ha stabilito che l'art. 42 cpv. 2 OAVS poggia
su una base legale sufficiente e che il tasso d'interesse da esso fissato al 5%
per anno non è contrario al diritto né tantomeno è arbitrario:

 

" 3.3.2.2 Dem Verzugszins kommt die Funktion eines
Vorteilsausgleichs wegen verspäteter Zahlung der Hauptschuld zu. Die
Verzugszinsen bezwecken, unbekümmert um den tatsächlichen Nutzen und Schaden,
den Zinsverlust des Gläubigers und den Zinsgewinn des Schuldners in
pauschalierter Form auszugleichen. Hingegen weist der Verzugszins nicht
pönalen Charakter auf und ist unabhängig von einem Verschulden am Verzug
geschuldet. Für die Verzugszinspflicht im Beitragsbereich ist daher nicht
massgebend, ob den Beitragspflichtigen, die Ausgleichskasse oder eine andere
Amtsstelle ein Verschulden an der Verzögerung der Beitragsfestsetzung oder
-zahlung trifft (BGE 134 V 202 E. 3.3.1, 3.3.2 und 3.5 S. 206 f.).

Nebst
dem pauschalen Ausgleich von Zinsgewinn und -verlust - der überdies für
Verzugs- und Vergütungszinsen gleich hoch ausfällt - bezweckt der Verzugszins
zusätzlich eine Abgeltung des administrativen Aufwands für die verspätete resp.
nachträgliche Beitragserhebung und für die Erhebung des Verzugszinses selbst.
Auch wenn sich gewisse Abweichungen zu den jeweils geltenden Zinssätzen auf dem
Geld- und Kapitalmarkt ergeben, sind diese systemimmanent und bedürfen nur dann
einer Korrektur, wenn Abweichungen über längere Zeit hinweg und in beträchtlichem
Ausmass bestehen. Der AHV-rechtliche Verzugszins ist ferner nicht mit einem
Marktzins zu vergleichen. Vielmehr handelt es sich um einen
"technischen" Zinssatz. Er wurde vom Bundesrat im Rahmen der
gesetzlich an ihn delegierten Kompetenz in Zusammenarbeit mit der Eidgenössischen
AHV-Kommission (vgl. Art. 73 AHVG) und den Fachkommissionen so
festgesetzt, dass er in dem für die Sozialversicherung eigenen Inkasso- und
Bezugsverfahren von den mit der Durchführung der AHV beauftragten
Ausgleichskassen ohne allzu grossen administrativen Aufwand effizient
angewendet werden kann (ZAK 1990 284, H 170/89 E. 4b/ee und 4b/ff).

 

3.3.3 Ein
Grund, von der in E. 3.3.2 dargelegten Rechtsprechung grundsätzlich abzuweichen (vgl. BGE 136 III 6 E. 3 S. 8; BGE 135 I
79 E. 3 S. 82; BGE 134 V 72 E. 3.3 S. 76), ist nicht ersichtlich
und wird auch nicht geltend gemacht. Daher lässt sich aus einem "seit
Jahren herrschenden Zinsniveau von 1-2 %" allein noch nicht auf fehlende
Gesetzmässigkeit schliessen. Dagegen spricht auch der Umstand, dass mit Art.
104 Abs. 1 OR formellgesetzlich
ein Verzugszinssatz von 5 % festgelegt ist, welche Bestimmung im Verwaltungsrecht
bei fehlender Anordnung als allgemeiner Rechtsgrundsatz analog Anwendung findet
(HÄFELIN/MÜLLER/ UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 6. Aufl. 2010, S. 41
Rz. 191 und S. 175 Rz. 756 ff.; vgl. auch SVR 2001 BVG Nr. 16 S. 63, B 43/98 E.
4b; UELI KIESER, ATSG-Kommentar, 2. Aufl. 2009, N. 38 zu Art.
26 ATSG mit Hinweisen).

 

3.3.4 Nach dem
Gesagten beruht Art. 42 Abs. 2 AHVV auf einer genügenden gesetzlichen Grundlage
und ist auch der darin festgelegte Zinssatz nicht gesetzeswidrig oder gar
willkürlich (vgl. BGE 134 II 124 E. 4.1 S. 133; BGE 133 I 149 E. 3.1 S. 153 mit Hinweisen). Die Beschwerde
ist auch in diesem Punkt unbegründet. (…)". (le sottolineature sono
della redattrice)".

 

                                14.   Nell'evenienza concreta, come visto, l’insorgente non ha dato
seguito ai suoi obblighi notificando immediatamente alla Cassa di compensazione
i redditi aziendali conseguiti negli anni in esame, né dopo la realizzazione di
tali redditi né tanto meno non appena ha ricevuto le relative notifiche di
tassazione IFD 2010 e IFD 2012.

 

Una conseguenza di tale
agire è stato il mancato rispetto dell’art. 64 cpv. 5 LAVS e della relativa
affiliazione come indipendente.

La Cassa di
compensazione, da parte sua, si è attivata dopo l’emanazione delle predette
notifiche di tassazione, ma sempre entro il termine legale di prescrizione
(art. 16 cpv. 1 LAVS), e quindi era legittimata ad emettere nel 2015 delle
decisioni di fissazione dei contributi per gli anni 2010 e 2012.

 

Quanto alla correttezza dell’addebito
al ricorrente di interessi di ritardo per non avere, già nel 2010, nel 2012 e
nel 2013, versato i contributi personali dovuti per quegli stessi anni, il TCA
osserva che le esposte precisazioni del Tribunale federale non lasciano spazio
ad alcun dubbio sull’operato dell’amministrazione.

 

In effetti, degli interessi di mora
sarebbero dovuti anche se si ipotizzasse che un ritardo sarebbe ascrivibile alla
Cassa di compensazione, che avrebbe procrastinato di alcuni anni l’emanazio-ne
delle decisioni di fissazione dei contributi dopo le notifiche di tassazione
IFD 2010 e 2012 dell’assicurato del febbraio 2012 rispettivamente dell’aprile 2014
(STCA 30.2015.29 del 25 gennaio 2016, in cui la Cassa di compensazione ha
emesso la decisione di fissazione dei contributi per il 2010 dopo tre anni
dalla notifica di tassazione IFD 2010).

Ugualmente, però, degli interessi di
ritardo sarebbero maturati anche se si considerasse che se l’autorità
fiscale avesse subito emanato nel 2011 la IFD 2010, nel 2013 la IFD 2012 (e
nel 2014 la IFD 2013), l’importo ora dovuto sarebbe inferiore, perché la Cassa
avrebbe potuto venirne a conoscenza prima e fissare già allora l’ammontare da
versare.

 

Al medesimo risultato si giungerebbe
anche se si ritenesse che l’assicurato avrebbe potuto annunciarsi già a
suo tempo alla Cassa di compensazione.

Non va infatti dimenticato che l’interessato
è stato affiliato nella categoria degli indipendenti a titolo accessorio dal 1°
gennaio 2006 al 31 dicembre 2007, così come risulta dalle relative conferme del
27 luglio 2011 (doc. 28) e dell’8 settembre 2011 (doc. 24), che preannunciavano
pure che la decisione di fissazione dei contributi e la relativa polizza di
versamento sarebbero giunte in seguito. Pertanto, sin dal 2011 l’assicurato
sapeva che i redditi che conseguiva dalla viticoltura dovevano essere segnalati
alla Cassa di compensazione e che su di essi avrebbe dovuto versare i contributi
personali.

Alla luce di ciò, anche i redditi
accessori conseguiti nel 2010 avrebbero dovuto essere segnalati alla Cassa,
così pure i Fr. 3'000.- guadagnati nel 2012, così come peraltro figura chiaramente
nel vademecum prodotto dal ricorrente stesso.

In tali circostanze, i presupposti
della tutela della buona fede avanzata dal ricorrente per non essere assoggettato
al computo di interessi di mora non possono certo essere dati.

 

Ad ogni buon conto, come ha ricordato
il Tribunale federale, indipendentemente dall’esistenza di qualsiasi colpa,
quale comune denominatore per giustificare la decorrenza di interessi di mora
sui contributi che il ricorrente doveva versare per gli anni di contribuzione
2010 e 2012 v’è la circostanza che il ritardo con cui i contributi personali
complessivi sono stati fissati il 13 ottobre 2015 dall’amministrazione, ha
condotto l’assicurato a posticiparne per almeno sei anni (dal 2010 al 2015
compresi) rispettivamente per almeno quattro anni (dal 2012 al 2015 compresi) il
versamento. Tale agire ha comportato per il ricorrente un vantaggio a suo
favore (STCA 30.2016.5+6 del 27 aprile 2016; STCA 30.2015.35 del 24 marzo 2016;
STCA 30.2015.29 del 25 gennaio 2016; STCA 30.2015.10 del 30 giugno 2015), il
quale avrebbe infatti potuto, durante questa attesa, fare fruttare il debito
contributivo non ancora fatturato né saldato. La circostanza che egli ne abbia
o no effettivamente tratto vantaggio non è invece rilevante.

 

Alla luce delle considerazioni che
precedono, il TCA conferma che, in applicazione dell’art. 41bis cpv. 1 lett. b
OAVS, sui contributi arretrati reclamati per gli anni 2010 e 2012 il ricorrente
è pertanto tenuto a pagare degli interessi di mora che decorrono dal 1° gennaio
dopo il termine dell’anno civile per il quale i contributi sono dovuti, vale a
dire dal 1° gennaio 2011 per l’anno 2010 e dal 1° gennaio 2013 per i contributi
del 2012.

 

Per quanto concerne i contributi del
2013, fissati solo provvisoriamente in attesa dell’emanazione della relativa
notifica di tassazione fiscale, degli interessi di ritardo non possono essere
computati al ricorrente, proprio perché una decisione definitiva di fissazione
dei contributi personali per indipendenti valida per l’anno 2013 non ha ancora
potuto essere emessa in assenza della conferma del reddito da attività
indipendente che l’assicurato ha, se del caso, conseguito.

Con la decisione del 13 ottobre 2015
l’amministrazione ha dunque chiesto prematuramente degli interessi di ritardo
e, pertanto, l’importo di Fr. 49,20 computato a titolo di interessi di mora deve
essere stralciato.

 

                                15.   Va
infine osservato che gli interessi di mora regolamentati dall'art. 41bis cpv. 1
OAVS cessano di decorrere soltanto con il pagamento completo dei
contributi (art. 41bis cpv. 2 OAVS).

Questo significa che finché tutti
i contributi personali dell'assicurato esatti per gli anni 2010 e 2012 non sono
stati versati alla Cassa di compensazione, non è possibile non conteggiare all'interessato
degli interessi di ritardo.

E ciò, indipendentemente da quando
questi contributi personali siano stati definitivamente fissati dalla Cassa.

 

L'art. 41bis cpv. 2 2a frase OAVS
prevede però anche che in caso di reclamo di contributi arretrati, gli
interessi cessano di decorrere con la fatturazione, sempreché i contributi
siano pagati entro il termine fissato, quindi entro 30 giorni dalla
fatturazione.

È dunque a buon diritto che gli
interessi del 5% sono dovuti dal ricorrente dal 1° gennaio 2011/2013 al 13
ottobre 2015.

 

                                16.   Da
quanto precede discende che il ricorso parzialmente accolto, la decisione
annullata e gli atti rinviati alla Cassa che dovrà emanare delle nuove
decisioni di fissazione dei contributi che tengano conto di un reddito (lordo) da
attività indipendente accessoria assoggettabile ai contributi personali ammontante
a CHF 3'000.- per l’anno 2010 e a CHF 3'000 nel 2012.

 

Per l’anno 2010 i
contributi personali corrisponderanno al contributo minimo in virtù dell’art. 8
cpv. 2 1a frase LAVS. Per il 2012 invece i contributi dovranno invece essere calcolati
in virtù dell’art. 8 cpv. 2 2a frase LAVS e quindi secondo il nuovo metodo di
calcolo la Cassa applicherà al reddito accessorio indipendente il tasso più
basso della tavola scalare.

 

Quanto al computo degli
interessi di mora, l’obbligo del loro versamento va confermato qui per entrambe
gli anni in discussione 2010 e 2012, mentre per i contributi dovuti per l’anno
2013, non potendo (ancora) decorrere degli interessi di ritardo, l’importo
calcolato in Fr. 49,20 deve essere stralciato. Per l’anno 2012 gli interessi
dovranno essere calcolati in base all’importo (da stabilirsi) dei contributi
2012 dovuti così come specificato nel considerando 12.

 

Malgrado sia parzialmente vincente in
causa, non essendo patrocinato il ricorrente non ha diritto a delle ripetibili
(art 61 lett. g LPGA).

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è parzialmente accolto.

 

                                    §   La
decisione impugnata deve essere annullata e gli atti rinviati alla Cassa di
compensazione, affinché emetta delle nuove decisioni di fissazione dei contributi
personali per indipendenti per gli anni di contribuzione 2010, 2012 e 2013 che
si conformino alle considerazioni esposte ed in particolare al considerando 15.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato. Non si attribuiscono ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata
e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il giudice delegato                                                Il
segretario

 

Ivano Ranzanici                                                   Gianluca
Menghetti