# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fca04d56-2b85-5d02-8e80-f446f26e9f83
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-12-22
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 22.12.1999 16.1999.68
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-1999-68_1999-12-22.html

## Full Text

Incarto n.

  16.1999.00068

  	
  Lugano

  22 dicembre
  1999/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 12
luglio 1999 presentato da

 

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr. __________ 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

 

la sentenza 1° luglio 1999 del Pretore del Distretto
di Lugano, sezione 2, nella causa a procedura inappellabile promossa con
istanza 18 febbraio 1997 da

 

 

	
   

  	
  __________ e __________

   

  

 

 

 

con la quale gli istanti hanno chiesto venisse
fatto obbligo al convenuto di eliminare 

due piante di abete rosso situate sul suo fondo a
confine con la proprietà degli istanti, 

domanda accolta dal primo giudice, 

 

 

letti ed esaminati gli atti,

 

 

considerato 

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   __________
e __________ sono proprietari della particella n. __________ RFD __________
mentre il __________ è proprietario della contigua particella no. __________
sulla quale si trovano alcune piante tra le quali due abeti rossi che distano
rispettivamente 6,60 e 3,60 metri dal confine del fondo __________.

                                         Con
istanza 18 febbraio 1997 __________ e __________ hanno convenuto in giudizio il
__________ chiedendo l'abbattimento di queste due piante siccome situate a una
distanza inferiore di quella legale minima di 8 metri prevista dall’art. 155
LAC. In via subordinata hanno chiesto la loro sostituzione con altri esemplari
più giovani. 

                                         Il
convenuto, pur non contestando che gli abeti si trovino a una distanza
inferiore rispetto a quella prevista dalla LAC, si è opposto alla domanda
avversaria osservando che gli stessi sono in quel luogo da oltre dieci anni dal
primo reclamo degli istanti e devono quindi essere tollerati, beneficiando
della protezione decennale di cui all’art. 160 LAC.

                                      

                                   2.   Con
il querelato giudizio il primo giudice, accertato che gli abeti rossi in
discussione sono piante d’alto fusto che devono distare almeno 8 metri dal
confine del vicino (art. 155 LAC), ritenuto che gli istanti si sono opposti per
la prima volta al mantenimento della piantagione con scritto 26 novembre 1991,
ha accolto l’istanza e quindi ordinato il loro abbattimento. In particolare ha
rimproverato al convenuto di non aver fatto fronte all’onere della prova in
merito all’intervenuta decorrenza del termine decennale di protezione di cui
all’art. 160 LAC.

 

                                   3.   Con
il presente tempestivo gravame, al quale è stato concesso effetto sospensivo
con decreto 13 luglio 1999, il __________ è insorto contro il predetto giudizio
postulandone l’annullamento. Il ricorrente rimprovera al primo giudice di aver
arbitrariamente valutato le prove, in particolare per aver dedotto dallo
scritto 26 novembre 1991 degli istanti una valida opposizione al mantenimento
degli abeti controversi e per non aver ritenuto provata, sulla base della
perizia __________ (doc. 3), la loro messa a dimora già verso la fine degli
anni ‘70 di modo che 

                                         gli
stessi sarebbero in ogni caso soggetti alla protezione decennale di cui
all’art. 160 LAC.

                                         Con
osservazioni 30 luglio 1999 la controparte postula la reiezione del gravame.

 

                                   4.   Così richiesto da questa Camera, il __________ ha fatto pervenire il
22 dicembre 1999 regolare autorizzazione a stare in lite da parte del Consiglio
comunale.

 

                                   5.   Giusta
l’art. 327 lett. g CPC, disposto sul quale il ricorrente fonda implicitamente
il proprio gravame, una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere
annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale
o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa
o di prove.

                                         Per
costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria
quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso
o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e
dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere
definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o
riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella
circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile;
è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come
insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non
sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 122 III
316 consid. 4a).

 

                                   6.   Secondo
l’art. 160 LAC qualora siano state piantate o lasciate crescere senza diritto
delle piante a una distanza inferiore da quella prevista, il vicino danneggiato
può, in qualunque tempo ma entro dieci anni dal giorno in cui l’abuso si è
prodotto, opporsi allo stesso e chiedere la rimozione delle piante. Caso
contrario, ovvero se lascia trascorrere infruttuoso questo termine, egli sarà
obbligato a tollerarle senza indennità (Rep 1979, 297 e 1982, 108). Per
quanto attiene alle modalità secondo le quali deve essere formulata
l’opposizione, la legge non prescrive nessuna forma particolare a condizione
che la stessa venga espressa in modo chiaro (Rep 1979, 279).

                                         Nel caso
di specie, contrariamente a quanto preteso dal ricorrente, il giudizio del
pretore, secondo cui lo scritto 26 novembre 1991 degli istanti costituisce una
valida opposizione al mantenimento dei due abeti rossi in discussione, non è
arbitrario. Dal medesimo emerge infatti l'intenzione di non tollerare le piante
a causa della distanza ridotta dal fondo degli istanti e l’invito rivolto al
convenuto a voler abbatterne una parte. Che questa lettura dello scritto in
questione possa essere conforme alle esigenze di una richiesta di abbattimento
è peraltro confortato dall'atteggiamento dello stesso Municipio di __________
che, nella sua lettera 4 dicembre 1996 agli istanti (doc. 4, p. 2) ha
esplicitamente considerato lo scritto 26 novembre 1991 come "vostra prima
richiesta di abbattimento" per il calcolo del periodo decennale di
tolleranza.

 

                                   7.   Nemmeno
la seconda censura ricorsuale può trovare accoglimento. Infatti, il convenuto,
pur avendo ripetutamente sostenuto che gli alberi in questione sono stati
piantati prima del 26 novembre 1981 e devono quindi essere tollerati dai vicini
(Rep 1982 110), non ha offerto nessun elemento di prova al riguardo.
Come correttamente concluso dal primo giudice, il convenuto non è andato oltre
l'indicazione generica che gli abeti rossi sarebbero stati messi a dimora verso
la fine degli anni 70 (cfr. in particolare risposta 24 aprile 1997). Anche se
può essere difficile disporre di una prova certa del fatto, nell'incarto non
sono stati versati nemmeno elementi indiziari, cui non possono supplire né la
documentazione fotografica non riferibile a data certa, né il parere
dell'esperto fitosanitario __________ (doc. 3) che attesta unicamente l’età
degli abeti; questione irrilevante dal momento che -come osserva il primo
giudice- essi non sono cresciuti spontaneamente lì dove si trovano, ma vi sono
stati piantati. 

 

                                   8.   Alla
luce di quanto sopra esposto il ricorso, che non ha evidenziato nessun titolo
di cassazione in particolare non quello dell’arbitraria valutazione delle prove
ad opera del primo giudice, deve essere respinto.

                                    

                                    

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese
l’art. 148 CPC e la vigente LTG

 

 

pronuncia:

 

                                   1.   Il
ricorso 12 luglio 1999 __________ respinto.

                                      

                                   2.   La
tasse di giustizia e le spese del presente giudizio, per complessivi fr. 300.-,
già anticipate dal ricorrente rimangono a suo carico con l’obbligo di rifondere
alla controparte un’indennità di fr. 60.-.

 

 

                                   3.   Intimazione a:

                                         __________

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2.

 

 

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                                  La
segretaria