# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** aaa03a5d-b3ee-5723-a6d7-331d556be111
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-09-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 16.09.2004 50.2004.4
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_50-2004-4_2004-09-16.html

## Full Text

Incarto n.

  50.2004.4

   

  	
  Lugano

  16 settembre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 2 febbraio 2004 di

 

 

	
   

  	
  RI1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 18 dicembre 2003 (no. 488/98) del
  Tribunale di espropriazione, che ha concesso al comune di __________
  l'anticipata immissione in possesso di ca. 15'699 mq del mapp. __________ di
  proprietà dell'insorgente nell'ambito del procedimento di espropriazione
  formale promosso dall'ente pubblico per acquisire la proprietà della
  superficie del fondo vincolata in vista della realizzazione di un centro scolastico/culturale;

  

 

 

viste le risposte:

-    9 febbraio 2004 del
Tribunale di espropriazione;

-    5 aprile 2004 del comune
di __________;

 

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Nel 1988, a
seguito di una divisione ereditaria, __________ è diventata proprietaria unica
della part. no __________ RFD di __________, un fondo parzialmente edificato di
complessivi mq 24'871 posto in località __________, a sud della zona del nucleo
tradizionale del paese.

 

 

                                  B.   In data 6
aprile 1973 il Consiglio di Stato ha approvato il primo piano regolatore del
comune di __________ (PR 1973), con la conseguente inclusione di ca. 17'000 mq
di questo vasto mappale e di altri due fondi contermini (mapp. __________) in
zona AP-EP allo scopo di edificare in loco un centro scolastico/cul-turale, delle
sale multiuso e altre infrastrutture di pubblico interesse. Gli studi
pianificatori allestiti dal comune prevedevano invero di imporre il vincolo su
tutta l'area del fondo, allora di proprietà __________; questi è però insorto
innanzi al Consiglio di Stato, ottenendo che una parte del mappale fosse attribuita
alla zona residenziale con costruzioni a carattere medio.

La successiva revisione del PR approvata dal
Consiglio di Stato il 12 aprile 1988 non ha fondamentalmente modificato questo
assetto pianificatorio: 15'600 mq ca. della part. __________, unitamente ai
contigui mapp. __________, sono rimasti colpiti dal vincolo AP-EP in vista
della realizzazione di un posteggio, una chiesa, un centro scolastico e
culturale, sale multiuso e ulteriori altri servizi, mentre la parte restante è
stata inclusa in zona NV e R3b malgrado le contestazioni degli eredi fu __________,
che in via ricorsuale avevano postulato l'attribuzione dell'intero fondo alla
zona R4. I proprietari hanno censurato il provvedimento anche innanzi al Gran
Consiglio, ma in seguito hanno ritirato il loro gravame.

 

 

                                  C.   Nel 1976 il
comune ha comperato la part. __________, erigendovi la scuola dell'infanzia e
destinando il resto del terreno a parco.

Nel 1990, a seguito di un procedimento di
espropriazione materiale poi completato in via formale, ha acquisito la part. __________.

Quanto al mapp. __________, l'11 maggio 1988
gli eredi __________ hanno promosso una causa risarcitoria contro il comune che
si è conclusa nel 1995 con la condanna dell'ente pubblico al pagamento di
un'indennità di espropriazione materiale di fr. 60.- il mq, oltre interessi a
contare dal 6 aprile 1973 (STA 12 dicembre 1994 e STF 6 giugno 1995,
quest'ultima parzialmente pubblicata nella RDAT I-1996 N. 46).

 

 

                                  D.   Nell'autunno
del 1996 il municipio ha commissionato all'arch. __________ un piano
d'indirizzo sull'utilizzazione dell'area AP-EP in località __________. Lo
studio presentato nell'ottobre 1997 - composto da un piano d'indirizzo, norme
d'attuazione e un progetto indicativo - proponeva di suddividere l'edificazione
del comparto in tre tappe, partendo dalla palestra, la sala multiuso, gli spazi
esterni ed i posteggi.

 

 

                                  E.   Soluto
l'indennizzo di espropriazione materiale fissato dal Tribunale federale (fr.
936'000.-, oltre a fr. 1'235'522.50 di interessi) e ottenuti i crediti per la
progettazione della prima tappa del piano __________, nel maggio del 1998 il
comune ha avviato un procedimento davanti al Tribunale di espropriazione della
giurisdizione sopracenerina al fine di ottenere l'esproprio formale dei 15'600
mq del mapp. __________ inclusi in zona AP-EP e già espropriati in via
materiale. Per l'acquisizione di quell'area l'ente pubblico ha offerto
un'indennità di fr. 15.- il mq.

Con notifica datata 10 giugno 1998 la proprietaria
si è invece opposta all'espropriazione, siccome affetta da svariati vizi d'ordine,
carente dal profilo dell'interesse pubblico e lesiva del principio di
proporzionalità. Nel contempo l'espropriata ha postulato una modifica dei piani
e insinuato le proprie pretese, da corrispondere in natura o, subordinatamente,
in denaro (fr. 50.- il mq per il terreno avulso, fr. 273'600 per la
svalutazione della porzione residua e fr. 10'000.- per altri pregiudizi).

All'udienza di conciliazione del 14 luglio
1998 le parti si sono essenzialmente riconfermate nelle rispettive posizioni
avverse. Richiamandosi agli esiti del dibattimento, il 24 agosto seguente il
comune ha presentato un allegato di osservazioni in seno al quale ha proposto
di estendere l'esproprio alla superficie di 1’900 mq posta a sud dell'area
gravata dal vincolo AP-EP.

Il 2 settembre 1998 l'espropriata ha poi
sollecitato una sospensione della procedura in attesa dell'evasione di una sua
domanda di riesame del PR volta ad ottenere la soppressione del vincolo AP-EP e
l'inclusione dell'area affrancata in zona R3b. Il Presidente del Tribunale di
espropriazione si è tuttavia rifiutato di sospendere il procedimento con
decisione del 18 novembre 1998 confermata dal Tribunale cantonale
amministrativo il 29 marzo 1999.

Mediante istanza 25 maggio 1999 il comune ha
richiesto l'anticipata immissione in possesso dei diritti espropriati. La
proprietaria del mapp. __________ si è opposta alla concessione di tale beneficio,
ribadendo la sua avversione in sede di conclusioni e all'udienza del 23 giugno
1999.

 

 

                                  F.   Con
pronunzia 23 agosto 1999 il Tribunale di espropriazione ha respinto l'opposizione
all'esproprio e la domanda di modifica dei piani, da un lato, e accordato all'ente
pubblico l'anticipata immissione in possesso di una porzione di ca. 7'250 mq
del fondo espropriato, dall'altro.

Il Tribunale di espropriazione ha escluso in
sostanza che il progetto di massima presentato dal comune giusta l'art. 22
Lespr - ovvero il piano di indirizzo __________ - disattendesse la destinazione
sancita in sede pianificatoria e che la proprietaria del mapp. __________
potesse contestare in sede espropriativa la pubblica utilità di un'opera
contemplata dal PR. In tema di modifica dei piani, ha rigettato la domanda
siccome mirante in pratica a rimettere in discussione il tracciato del vincolo,
chiaramente definito nel contesto della procedura pianificatoria.

Riferendosi all'art. 51 LEspr, il giudice di
prime cure ha infine accolto la richiesta di anticipata immissione in possesso
formulata dal comune per evitare pregiudizievoli ritardi, atteso che l'inizio
dei lavori non avrebbe cagionato all'espropriata un danno di natura
irreparabile.

 

 

                                  G.   Mediante
ricorso 20 settembre 1999 l'espropriata ha impugnato la predetta sentenza
innanzi al Tribunale cantonale amministrativo, riproponendo a giudizio le
stesse questioni sollevate senza successo in prima istanza.

Con sentenza 4 febbraio 2002 questo
Tribunale ha respinto tutte le contestazioni proposte dalla ricorrente, ad
eccezione di quella riferita all'anticipata immissione in possesso dei diritti
espropriati, che per giurisprudenza federale può essere concessa solo in assenza
di ostacoli pianificatori o edilizi all'inizio dei lavori di realizzazione
dell'opera. Dato che il comune non disponeva ancora della licenza edilizia
necessaria per poter cominciare la costruzione della prima tappa, il gravame
dell'insorgente è stato parzialmente accolto e l'anticipata immissione in
possesso accordata dal primo giudice annullata.

Tale giudizio è poi stato confermato dal
Tribunale federale, pronunciatosi il 5 agosto 2002 a seguito del ricorso di
diritto pubblico inoltratogli dall'espropriata.

 

 

                                  H.   Ripreso il
procedimento in prima istanza, il 9 settembre 2003 il Tribunale di espropriazione
ha indetto un'udienza di discussione e sopralluogo nel corso della quale ha tra
l'altro richiamato dal municipio una planimetria del geometra revisore
indicante le dimensioni del terreno vincolato AP-EP e dei due sedimi attribuiti
alla zona R3b di PR.

                                         A seguito
del dibattimento, il 7 ottobre 2003, il comune ha richiesto l'anticipata immissione
in possesso di 7'674 mq del mapp. __________ occorrenti per l'esecuzione delle
opere della prima tappa, osservando che secondo la proposta di mutazione allestita
dal geometra revisore ing. __________ la superficie vincolata era per finire di
circa 15'699 mq e che la licenza edilizia rilasciata il 30 ottobre 2001 per costruire
in loco una sala multiuso e una palestra con tanto di viale di accesso e area
di posteggio alberati era diventata definitiva dopo che il Tribunale cantonale
amministrativo aveva respinto il ricorso contro di essa presentato dall'espropriata
(STA 31 luglio 2003 passata in giudicato).

Di rimando, RI1 ha sollecitato la
controparte affinché prendesse possesso di tutta l'area oggetto di
espropriazione, previo allestimento di un piano di mutazione volto ad accertare
l'esatta estensione della superficie colpita dal vincolo AP-EP.

 

 

                                    I.   Con
decreto 18 dicembre 2003 il Tribunale di espropriazione ha accordato al comune
l'anticipata immissione in possesso di circa 15'699 mq del mapp. 143 di __________
a partire dal 1° gennaio 2004, rilevando di non aver motivo di dubitare
dell'esattezza delle misurazioni eseguite ed attestate dall'ing. __________.

 

 

                                   L.   Contro la
predetta decisione RI1 si è aggravata davanti al Tribunale cantonale amministrativo
mediante ricorso 2 febbraio 2004, contestando in sostanza l'ampiezza della
superficie traslata in possesso anticipato. L'area gravata dal vincolo AP-EP -
ha soggiunto l'insorgente - è sempre stata considerata vasta 15'600 mq.

 

 

                                  M.   Il
Tribunale di espropriazione ha proposto la reiezione del gravame e la
conseguente conferma della sentenza impugnata senza formulare particolari osservazioni.

                                         Ad
identica conclusione è pervenuto il comune, il quale ha avversato le tesi
dell'insorgente con argomentazioni che saranno riprese - ove occorresse - in
seguito.

 

 

                                  N.   Il 2 aprile
2004 la ricorrente ha versato agli atti numerose fotografie del mapp. __________
denunciando uno spostamento dei termini delimitanti l'area inserita in zona
AP-EP. In effetti, il 27 febbraio 2004 l'ing. __________ ha stilato il piano di
mutazione vero e proprio a seguito di nuove misurazioni, giungendo alla conclusione
che la superficie vincolata misura 15'708 mq (cfr. piano di mutazione
27.2.2004, no. 4445, del geometra revisore ing. G. __________ di __________).

Con ulteriore scritto 9 giugno 2004 RI1 ha
prodotto altra documentazione, in particolare copia della decisione 1° febbraio
2004 emanata nel contesto della revisione generale delle stime, dalla quale si
evince che la competente autorità cantonale ha computato in mq 18'021 la
porzione non edificabile della part. __________. Chiarito l'errore, l'Ufficio
stima ha poi fatto sapere alla ricorrente che le avrebbe notificato una nuova
risoluzione basandosi sulla superficie di 15'600 mq citata nella sentenza 6
giugno 1995 del Tribunale federale.

Il comune, dal canto suo, ha ribattuto
puntualmente agli interventi della ricorrente con rilievi di cui si dirà - per
quanto necessario - in appresso.

 

 

                                  O.   A richiesta
del Tribunale, l'ing. __________ ha spiegato nel dettaglio le ragioni per le
quali gli atti di mutazione riportano dati diversi circa l'estensione del
sedime gravato dal vincolo AP-EP. Le delucidazioni fornite saranno esposte nei
considerandi che seguono.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo e la tempestività dell'impugnativa
sono date dagli art. 50 e 53 Lespr, nonché 13 PAmm grazie al rinvio di cui all'art.
70 Lespr.

Sotto questo profilo, il ricorso è
ricevibile in ordine e può essere deciso sulla scorta degli atti, integrati
dagli accertamenti esperiti d'ufficio dal Tribunale (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

1.2. Per quanto attiene invece alla potestà
ricorsuale dell'insor-gente, non si può far a meno di rilevare che la vertenza
ruota unicamente attorno all'ampiezza della superficie del mapp. 146 di
Sementina gravata dal vincolo AP-EP, di cui il comune ha ottenuto l'immissione
in possesso anticipata al fine di iniziare i lavori di edificazione della prima
tappa del centro scolastico/culturale.

Nella misura in cui __________ contesta
soltanto l'estensione del sedime traslato in possesso, il ricorso si appalesa
irricevibile per carenza di legittimazione attiva della ricorrente. In effetti,
il decreto impugnato si fonda ancora su una stima della superficie espropriata
e quindi non indica puntualmente la superficie interessata dall'operazione,
limitandosi a designarla in modo approssimativo (circa 15'699 mq) in attesa
della misurazione definitiva. Ne segue che la querelata decisione del Tribunale
di espropriazione non crea all'insorgente alcun pregiudizio non altrimenti
riparabile, privandola di riflesso di un interesse attuale al suo annullamento.

Sulla questione non occorre soffermarsi
ulteriormente, poiché quand'anche fosse proponibile il gravame andrebbe
comunque respinto nel merito per le ragioni che saranno illustrate qui di seguito.

 

 

                                   2.   2.1. La
disputa si inserisce nel contesto dell'esproprio formale della porzione del
mapp. __________ inclusa in zona AP-EP, per la quale il comune di __________ ha
già soluto l'indennità di espropriazione materiale stabilita dal Tribunale
federale sulla scorta di una superficie colpita dall'evento di circa 15'600 mq
(vedi STF 6 giugno 1995). Più precisamente, l'impugnativa è rivolta contro il
decreto con il quale il primo giudice, in applicazione dell'art. 51 Lespr, ha
conferito al comune l'immissione in possesso dei diritti espropriati in attesa
della fissazione dell'indennità e del suo pagamento. Di norma, a questo stadio
del procedimento non si procede a misurazioni della superficie dedotta in esproprio,
che viene stimata per approssimazione in base alle risultanze delle tabelle
d'espropriazione allestite dall'ente espropriante (vedi art. 21 lett. d Lespr).
Solitamente la misurazione definitiva avviene infatti nella cosiddetta fase di
esecuzione, contraddistinta dal versamento dell'indennità e dall'iscrizione a
registro fondiario del trapasso di proprietà (cfr. art. 54 ss. Lespr, in particolare
art. 57 cpv. 1).

 

2.2. La procedura promossa dal comune di __________
si trova allo stadio dell'estimo. Pur non essendo necessario in questa fase del
processo, il Tribunale di espropriazione ha richiesto al municipio di __________
la produzione di una planimetria del geometra revisore dalla quale risultassero
le dimensioni del settore incluso in zona AP-EP e delle porzioni inserite in
zona R3b, in modo da accertare l'esatta ampiezza della superficie vincolata,
indicata in termini forzatamente approssimativi in ambito pianificatorio e
nelle tappe iniziali dell'iter espropriativo. 

In un primo tempo, il geometra ing. __________
ha allestito un semplice progetto di mutazione datato 30 settembre 2003, calcolando
la superficie dei settori interessati dall'accertamento sulla scorta delle
coordinate dei punti di confine conosciute al 30 settembre 2003. Ne è risultata
una parte vincolata del mapp. __________ vasta all'incirca mq 15'699, su un
complesso di superficie RF di 24'871 mq (cfr. doc. GG).

In seguito, l'ing. __________ ha effettuato
le misurazioni puntuali in vista della stesura del piano di mutazione vero e
proprio. Ha quindi proceduto alla picchettazione, alla terminazione, al rilievo
ed al calcolo delle coordinate di tutti i nuovi punti di confine, tenendo conto
in particolare della cesura in due parti della part. __________ dovuta
all'esproprio del suo corpo centrale. La superficie tecnica così ottenuta per
ognuno dei tre settori coinvolti nella mutazione è poi stata oggetto di debite
compensazioni, in modo da ottenere la superficie RF originaria dell'intero
mapp. __________. Il nuovo mapp. 2019 (area vincolata) non è stato tuttavia
interessato dalle rettifiche, al fine di stabilire con precisione l'area
effettivamente espropriata (cfr. scritto 6 settembre 2004 ing. __________ /TRAM).

Nel dettaglio, il ricalcolo di tutti i punti
di confine ha consentito di accertare le seguenti superfici:

 

 

mapp. no.                              sup.
tecnica             sup. RF

 

__________ (prop__________)                           mq  
7'396         mq   7'372 (-24)

2019 (ex area AP-EP)          mq 15'708                 mq
15'708 

2020 (prop. __________)   mq   1'797                 mq  
1'791 (-6)

 

TOTALE                                 mq
24'901                 mq 24'871 (-30)

 

Tale risultato, frutto di operazioni di
misurazione e di calcolo effettuate da un ingegnere geometra patentato (art. 42
cpv. 1 titolo finale CC, 43 ss. OMU, 85 Regolamento della legge sulle misure
catastali) tenuto a rispettare scrupolosamente le regole dell'arte (vedi art. 1
OTEMU), non presta il fianco a critiche di sorta.

 

2.3. Nel decreto impugnato il primo giudice
ha indicato in circa 15'699 mq la superficie traslata in possesso anticipato.
La decisione va senz'altro tutelata, atteso che in questa fase processuale non
è indispensabile fornire indicazioni più precise in merito e il Tribunale
cantonale amministrativo non può comunque modificare il giudizio impugnato a
danno della ricorrente (art. 65 cpv. 4 PAmm). L'estensione esatta del terreno
dedotto in espropriazione (15'708 mq) potrà essere precisata nella sentenza di
stima che sarà emanata dal Tribunale di espropriazione.

 

 

                                   3.   Stante
quanto precede il ricorso, in quanto ricevibile, deve essere respinto con la
conseguente conferma del decreto impugnato.

La tassa di giustizia e le ripetibili
seguono la soccombenza dell'insorgente (art. 28 e 31 PAmm per il rinvio dato
dagli art. 50 cpv. 3 e 70 Lespr).

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21,
22, 50, 51, 54, 57 Lespr; 13, 18, 28, 31, 43 e 65 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

1.Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giudizio di fr. 1’000.- è posta a carico della ricorrente, con l'ulteriore obbligo
di versare all'ente espropriante fr. 1'000.- a titolo di ripetibili.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  patr. da:;

  .

  

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario