# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8f997f08-8ae0-5f12-bc2f-34220d21220b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-12-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.12.2004 35.2004.69
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2004-69_2004-12-03.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2004.69

   

  mm/td

  	
  Lugano

  3 dicembre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 luglio 2004 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 14 maggio 2004 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1 

  rappr. da: RA 2 

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 8
gennaio 2004, RI 1 - dipendente della ditta __________ di __________ in qualità
di operaio e, perciò, assicurato d'obbligo contro gli infortuni presso l'CO 1 -
è caduto da una scala sulla quale era salito per prelevare un oggetto da uno
scaffale ed ha riportato, stando al certificato 10 gennaio 2004 dell'Ospedale
regionale di __________ (__________), contusioni al rachide dorso-lombare, al
cranio ed al gluteo destro (cfr. doc. 6). 

 

                                         Il caso è
stato assunto dall'assicuratore LAINF, il quale ha corrisposto le prestazioni
di legge. 

                               1.2.   Esperiti i
necessari accertamenti medico-amministrativi, con decisione formale del 26
marzo 2004, l'assicuratore infortuni ha posto termine alle proprie prestazioni
a far tempo dal 29 marzo 2004 (cfr. doc. 33).

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta personalmente dall'assicurato (cfr. doc. 37), in
data 14 maggio 2004, l'CO 1 ha ribadito il contenuto della sua prima decisione
(cfr. doc. 43). 

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso del 27 luglio 2004, RI 1, patrocinato dall'avv. RA 1, ha
chiesto che l'CO 1 venga condannato a corrispondergli ulteriori prestazioni a
decorrere dal 28 marzo 2004, argomentando:

 

" 
4. In realtà, la capacità lavorativa di RI 1 era
ed è tuttora ben lungi dalle percentuali indicate da CO 1. Mentre prima dell'incidente, il dipendente era in grado di svolgere
la propria attività senza alcun problema o limitazione alcuna, col rientro sul
posto di lavoro la situazione è purtroppo radicalmente mutata: l'assicurato
soffre di un persistente mal di schiena e gli è assolutamente preclusa la
possibilità di sollevare carichi (come invece in passato avveniva e come la sua
attività lo prevede e persino pretende).

Questa situazione è confermata dallo scritto
della sua datrice di lavoro (doc. A) - e da certificati medici. Il dottor __________
(doc. B, 26 marzo 2004), sottolinea in particolare come il suo paziente debba
continuare a fare della fisioterapia, dello stretching e del nuoto. Il dottor __________, dal canto suo, certifica che l'RI
1, lungi dall'essere pienamente recuperato, necessiterà di regolari controlli
medici (doc. B, 31 marzo 2004). Da ultimo, ancora il dottor __________, più
recentemente, conferma che l'assicurato non ha mai sofferto, prima dell'incidente,
dei mali che lo affliggono oggi. Egli è impossibilitato a svolgere la propria
attività lavorativa come in passato, soffrendo di dolori vivi alla schiena con
rischio di peggioramento. Necessita pertanto di cure fisioterapiche e nuoto
(doc. C, 10 giungo 2004).

 

(…).

 

5. Alla luce di questa situazione, il 30 marzo
2004, RI 1 ha impugnato la decisione 26 marzo 2004 di CO 1 di __________, chiedendo in pratica di non
"archiviare" il suo caso (siccome
tutt'altro che risolto), ma di attendere l'esito di controlli medici successivi
e la sua totale guarigione (doc. D).

Tale opposizione è
stata respinta il 14 maggio 2004, con la decisione che qui si impugna per i
motivi che seguono (doc. E). 

 

(…).

 

6. Nella decisione
impugnata non si contesta, innanzitutto, che l'assicurato soffra di dolori alla
schiena. Gli stessi, tuttavia, non sarebbero più in relazione con l'incidente
del gennaio di quest'anno (perizie dott. __________ e __________).

RI 1, sulla scorta
dei certificati medici allegati, si permette di sollevare qualche riserva sulle
conclusioni apodittiche cui sono giunti i medici incaricati da CO 1. Ciò anche solo per il fatto che, prima dell'incidente, RI 1 era in piena
forma, svolgeva la, sua " attività senza limitazione alcuna e senza
soffrire, come oggi, di un fastidioso e doloroso mal di schiena. Tant'è, questi
dubbi possono comunque restare irrisolti se si considera quanto segue.

Se la salute
dell'assicurato è mutata a seguito del noto incidente, le cause di questo
cambiamento possono essere solo due: o i dolori sono la causa diretta
dell'infortunio (circostanza contestata, come visto, dai medici di CO 1), oppure gli stessi erano già latenti e si sono manifestati solo dopo
l'infortunio, che ha funto pertanto da fattore scatenante (circostanza che, in
sostanza, CO 1 ammette).

Alternative non ne esistono!

 

7. Nel caso concreto,
se questo Tribunale dovesse ammettere la seconda tesi (logica e sostenibile), RI
1 avrebbe diritto a vedersi riconoscere il versamento da parte di CO 1 di prestazioni assicurative ex art. 36 cpv. 1
LAINF, tendenti per lo meno a coprire

le spese fisioterapiche e mediche che egli deve
tuttora sostenere. Tali prestazioni sono dovute, trattandosi di un caso in cui,
apparentemente, delle alterazioni morbose preesistenti sono state rese
manifeste e comunque aggravate dal noto incidente. Il diritto nascerebbe già il
28 marzo 2004, data a partire dalla quale le prestazioni sono
state sospese.

Se invece si optasse per la prima ipotesi,
accogliendo tuttavia le tesi di CO 1, si chiede la nomina
di un perito, che visiti l'infortunato e chiarisca, una volta per tutte, le
cause del suo doloroso e penalizzante mal di schiena"

                                         (I).

 

                               1.4.   L'CO 1, in
risposta, ha postulato un'integrale reiezione dell'impugnativa con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. III). 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle
prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai
sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00;
STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002
nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1° giugno
2002 è entrato in vigore l'accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione
Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri,
dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC), che regola, in
particolare nel suo Allegato II, il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale (art. 8 ALC).

 

                                         L'ALC si
applica alla presente fattispecie visto che l'evento infortunistico è avvenuto
l'8 gennaio 2004 (cfr. DTF 128 V 317 consid. 1b/bb nonché STFA del 12 marzo
2004 nella causa E., H 14/03, consid. 5).

                                         I
presupposti materiali per un eventuale obbligo a prestazioni dell'Istituto
assicuratore dopo il 28 marzo 2004 si determinano comunque in ogni caso secondo
il diritto svizzero. 

                                         Infatti,
anche a seguito dell'entrata in vigore dell'ALC, il Regolamento (CEE) n.
1408/71 del Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo all'applicazione dei regimi
di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi ed ai
loro famigliari che si spostano all'interno della Comunità, cui rinvia l'art. 1
cpv. 1 Allegato II ALC, rimanda a tale normativa. Così, in virtù dell'art. 53
del Regolamento, le prestazioni che il lavoratore frontaliero, vittima di un
infortunio sul lavoro, può anche richiedere nel territorio dello Stato
competente - vale a dire dello Stato membro sul cui territorio si trova
l'istituzione competente (art. 1 lett. q del Regolamento) - sono erogate
dall'istituzione competente secondo le disposizioni della legislazione di tale
Stato come se l'interessato risiedesse in quest'ultimo. 

                                         Orbene,
l'istituzione competente, alla quale, conformemente all'art. 1 lett. o punto i
del Regolamento, RI 1 era assicurato al momento della domanda di prestazioni, è
l'CO 1, l'assicurato in questione trovandosi, nel momento determinante, ad
esercitare un'attività subordinata in territorio elvetico ed essendo, di
conseguenza, assoggettata alla legislazione di tale Stato (art. 13 n. 2 lett a
Regolamento; cfr., pure, STFA del 15 aprile 2004 nella causa F., U 76/03,
consid. 1.3. e riferimenti dottrinali ivi menzionati).

                                         Donde
l'applicabilità dell'ordinamento svizzero. 

 

                               2.3.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA).

                                         Con la
stessa sono state modificate numerose disposizioni contenute nella LAINF.

                                         Dal
profilo temporale il giudice delle assicurazioni sociali applica di principio
le norme di diritto materiale in vigore al momento in cui si realizza la
fattispecie che esplica degli effetti (cfr. DTF 129 V 1; DTF 128 V 315=SVR 2003
ALV Nr. 3; DTF 127 V 467 consid. 1; DTF 126 V 166 consid. 4b; STFA del 10
settembre 2003 nella causa Cassa pensioni X. c/ C., B 28/01; STFA del 20
gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01).

                                         Inoltre,
il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell'esame della vertenza, si fonda
di regola sui fatti che si sono realizzati fino all'emanazione della decisione
amministrativa contestata (cfr. DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV nr. 3; DTF 121 V 366
consid. 1b; qui: il 14 maggio 2004). 

                                         Di
conseguenza, nel caso in esame, visto che oggetto della presente vertenza è il
diritto a prestazioni a far tempo dal mese di marzo 2004, tornano applicabili
le disposizioni di diritto materiale della LPGA, in vigore dal 1° gennaio 2003.

 

                               2.4.   Giusta
l'art. 10 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi
d'infortunio (cfr. DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione
dell'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare
(cfr. art. 6 LPGA) a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità
giornaliera.

                                         Il
diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello
dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità
lavorativa, con l'assegna­zione di una rendita o con la morte dell'assicurato.

 

                                         Parimenti,
il diritto alle cure cessa qualora dalla loro conti­nuazione non sia da
attendersi un sensi­bile migliora­mento della salute dell'assicurato: nemmeno
persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del
trattamento se da questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello
stato di salute (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 41ss.).

 

                                         Se, al
momento dell'estinzione del diritto alle cure mediche, sussiste un'incapacità
lucrativa, viene corrisposta una rendita d'invalidità o un'indennità unica in
capitale: l'erogazione di indennità giornaliere cessa con il diritto alle
prestazioni sanitarie.

                                         D'altro
canto, nella misura in cui l'assicurato è portatore di una menomazione
importante e durevole all'integrità fisica o mentale, egli ha diritto ad
un'indennità per menomazione all'integrità giusta gli artt. 24s. LAINF. 

 

                               2.5.   Presupposto
essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro
gli infortuni è, tuttavia, l'esistenza di un nesso di causalità naturale
fra l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo
presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza
l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare
o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che
l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è
sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia
comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato,
vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione
amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità
preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità -
applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia
di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p.
145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella
causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121
V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto
2000 nella causa K. B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C
341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106
consid. 3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468
consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323
consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188
consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in Basler
Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche,
quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF
119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V
164; DTF 113 V 46).

                                         Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid.
3.1 e 406 consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                         L'assicuratore
contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che
le sequele dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione
delle prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi: 

 

-  quando
lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva
immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante);

                                         -  quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche
senza l'infortunio (status quo sine) 

 

                                         (cfr.
RAMI 1992 U 142, p. 75 s. consid. 4b; A. Maurer,
Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die
Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in
Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).

                                         Secondo la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con
l'infortunio sia dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza,
l'assicuratore è liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se
l'infortunio non costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla
salute. Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che
fonda il diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale
dell'infortunio deve essere provata secondo l'abituale grado della
verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non
giochi più un effetto causale non è sufficiente. Trattandosi della soppressione
del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già
all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e
riferimenti ivi citati). 

 

                               2.6.   Occorre
inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure
l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi
summenzionati.

                                         Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181
consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e
382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può
rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della
causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste
questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).

                                         La
giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore
restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni
allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza
di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che
l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che
solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102
consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine;
cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des
Sozialversicherungsrechts, in SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard,
L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).

 

                               2.7.   In data 8 gennaio 2004, RI 1 si trovava su una scala in
alluminio per prelevare un oggetto da uno scaffale, quando è precipitato in
piedi e, in un secondo tempo, è caduto a terra sul basso schiena (cfr. doc. 1 e
18).

                                         Il giorno
stesso egli si è recato presso l’__________ (dove è rimasto degente una notte
in osservazione neurologica), i cui sanitari hanno posto la diagnosi di
"contusione del rachide dorso-lombare e cranico con ferita lacero-contusa
al cuoio capelluto e in regione gluteale destra", in assenza di fratture
radiologicamente accertabili (cfr. doc. 28).

 

                                         Il 29
gennaio 2004 l'assicurato ha consultato i medici dell'Ambulatorio di Clinica
ortopedica e traumatologica dell'Azienda ospedaliero-universitaria Ospedale di __________
di __________. 

                                         Gli
specialisti __________ hanno diagnosticato, segnatamente, una anterolistesi di
L5 su S1 ed una ipoestesia antero-laterale alla coscia sinistra. Essi hanno
d'altra parte consigliato l'esecuzione di alcuni accertamenti diagnostici
(risonanza magnetica lombo-sacrale, radiografie bacino ed anche, radiografie
dinamiche a livello lombo-sacrale; cfr. doc. 10).

 

                                         In data
18 febbraio 2004 l'assicurato - su ordine del medico di fiducia dell'CO 1,
dott. __________, che lo ha visitato l'11 febbraio 2004 - è stato sottoposto ad
una risonanza magnetica del tratto lombo-sacrale presso la Clinica __________
di __________, esame che ha consentito di mettere in luce una lisi istmica
bilaterale con un'anterolistesi di L5 su S1 in posizione supina, nonché un
restringimento importante di origine mista dei forami di coniugazione delle due
radici L5, con un conflitto radicolare (cfr. doc. 23).

 

                                         Con
referto del 27 febbraio 2004, il dott. __________, a fronte di un quadro
clinico e radiologico dominato da alterazioni di natura degenerativa, ha
dichiarato estinto il nesso di causalità naturale con il sinistro dell'8
gennaio 2004, terminato il ciclo di fisioterapia all'epoca ancora in corso
(presso le Terme di __________, cfr. doc. 26):

 

" 
VALUTAZIONE

 

Trattasi di un paziente 49enne di professione
cementista che in data 08.01.2004 cade da una scale dall'altezza di 3,5 m sui
piedi e poi successivamente è caduto al suolo picchiando il basso schiena e
procurandosi una ferita al cuoio capelluto suturata presso l'__________ di __________
ove è rimasto degente in osservazione dall'08.01.2004 al 09.01.2004.

Decorso caratterizzato da persistenza di dolore
lombare con irradiazione dell'arto inferiore sinistro e dolore al coccige che
lo ha indotto a consultare l'Ospedale di __________ di __________ dove
evidenziavano un'anterolistesi di L5/S1 e una zona di ipoestesia anterolaterale
alla coscia sinistra. In seguito a causa di dolori toracali veniva sottoposto a
una radiografia del torace che non evidenziava fratture e a una visita
cardiologia che escludeva una problematica cardiologia acuta sottogiacente.

Successivamente veniva sottoposto a una TAC degli
ultimi tre spazi discali lombari in data 21.01.2004 che evidenziava un'anterolistesi
di L5 sostenuta da lisi bilaterale istmica con pseudo protrusione discale
posteriore ad ampio raggio e una grossolana artropatia degenerativa
interapofisaria.

 

Alla visita odierna il paziente accusa
principalmente dolori sottoscapolari a destra e dolore lombosacrale a sinistra
che si irradia alla coscia sinistra.

L'esame obiettivo evidenziava una lieve riduzione
della mobilità del rachide lombare distanza dita/suolo 13 cm ma con movimento
in rotazione laterale ai limiti fisiologici. Dolore alla palpazione del
legamento ileolombare di destra, dolenza alla palpazione del coccige e una zona
di ipoestesia anterolaterale alla coscia sinistra, infine dolore alla
palpazione di Th9 e Th10.

 

Decidavamo pertanto di procedere a un ulteriore
accertamento diagnostico mediante uno studio attraverso RMN della colonna
lombare (eseguito il 18.02.2004) nel quale si conferma la lisi istmica
bilaterale con un anterolistesi di L5 su S1 nonché un restringimento importante
di origine mista dei forami di coniugazione delle due radici L5 con conflitto
radicolare.

 

In considerazione del quadro clinico abbiamo quindi
noi stessi sottoscritto l'indicazione a sottoporsi a una serie di fisioterapia
con misure attive/passive più ginnastica in piscina allo scopo di permettere il
recupero completo della mobilità del rachide e la riduzione della
sintomatologia algica nonché pseudo radicolare. Da notare che sino al momento
della visita il paziente non aveva mai intrapreso tali misure terapeutiche.

 

CONCLUSIONI

Stato dopo contusione toracolombare con sutura di
ferita lacero contusa al cuoio capelluto e stato dopo contusione gluteale
destra dell'08.01.2004. Il paziente presenta diffuse note degenerative a carico
del rachide lombosacrale con lisi istimica bilaterale e anterolistesi di L5/S1
con restringimento importante di origine mista di forami di coniugazione delle
due radici di L5.

Gli esami clinici e paraclinici hanno permesso di
escludere ulteriori problematiche infortunistiche mentre il quadro clinico
nonché radiologico è principalmente caratterizzato dalle note degenerative
sopradescritte.

Riteniamo quindi giustificato sottoporre questo
paziente a una serie di fisioterapia al termine della quale si potrà
regolarmente ritenere la causalità estinta ed ulteriori incapacità lavorative
dovranno essere a carico dell'assicuratore malattia.

Per quanto attiene l'abilità lavorativa di questo
paziente riteniamo giustificata un'incapacità lavorativa in misura completa
sino al termine delle sedute di fisioterapia da noi prescritte che potranno trovar
conclusione a inizio marzo 2004" 

                                         (doc. 18).

 

                                         Il 22
marzo 2004, RI 1 si è sottoposto ad una ecografia dell'addome, dalla quale è
risultata la presenza di calcoli alla colecisti (cfr. doc. 32).

 

                                         In data
26 marzo 2004, il ricorrente è stato visitato dal dott. __________, spec. in
ortopedia e traumatologia presso la Clinica universitaria "__________"
di __________, il quale ha riferito di un miglioramento soggettivo della
sintomatologia dolorosa, così come pure alla palpazione ed alla mobilizzazione.

                                         Il dott. __________
ha giudicato l'assicurato in grado di lavorare evitando il sollevamento di
carichi eccessivi (cfr. doc. 34).

 

                                         Con
decisione formale del 26 marzo 2004, l'assicuratore LAINF ha, da una parte,
negato la propria responsabilità relativamente all'affezione della colecisti e,
d'altra parte, ha dichiarato estinto il diritto alle prestazioni a far tempo
dal 29 marzo 2004 (cfr. doc. 33).

 

                                         Nel
quadro della procedura di opposizione, l'CO 1 ha sottoposto l'intero incarto al
dott. __________, spec. FMH in chirurgia, il quale ha avallato la valutazione
espressa dal dott. __________, quindi esistenza di una completa capacità
lavorativa a contare dal 29 marzo 2004, tenuto conto dei soli postumi residuali
dell'infortunio assicurato:

 

" 
L'assicurato, l'8.1.2004, cade in piedi da una
scala in alluminio (sul lavoro), successivamente da quella posizione sul
sedere. Dalla caduta ha riportato una ferita al cuoio capelluto nonché
contusione alla natica e torace.

Trattasi di un assicurato già portatore di una
spondilolisi L5 con antero-listesi L5/S1 con restringimento dei forami di
coniugazione (da alterazioni degenerative) nonché di una protrusione discale
diffusa a base larga.

Tale configurazione è responsabile di un
conflitto radicolare, senza restringimento invece del canale vertebrale.

Per contro sono state escluse delle alterazioni
post-traumatiche, tanto meno di data recente.

 

Per sommi scrupoli, l'assicurato fu sottoposto ad
un esame di risonanza magnetica lombo-sacrale, indagine che ha ugualmente escluso
una lesione organica traumatica.

Questi risultati combaciano con i referti
dell'esame clinico dettagliato del dott. __________ (11.2.2004), ripresa
lavorativa completa fino al termine di una serie di fisioterapia prescritta,
tenuto conto della funzione complessiva del rachide.

Astrae quindi delle affezioni
morbose-degenerative; effettivamente presenti non solo a livello del rachide,
ma pure in sede addominale (p.es. colicistopatia cronica con litiasi, risp.
calcoli del diametro di oltre 2,5 cm!).

La CO 1 in base a questi risultati ha ritenuto
abile l'assicurato al 100% dal 29.3.2004, decisione contro la quale è stata
inoltrata opposizione.

Sia lo scritto dell'assicurato sia del dott. __________
e dott. __________, dal lato oggettivo, non presentano dei nuovi criteri
medici, segnatamente nessuna residuale lesione traumatica.

Anzi, viene confermata l'assenza di deficit
neurologici e attestato che l'assicurato può lavorare ma evitando dei carichi
eccessivi.

 

Quest'apprezzamento sicuramente è corretto, in quanto
le patologie soprammenzionate del rachide indubbiamente danno l'indicazione per
evitare un carico eccessivo della colonna vertebrale, limitazione
tuttavia che non ha niente a che vedere con l'infortunio
dell'8.1.2004." 

                                         (doc. 40).

 

                               2.8.   Con il proprio
ricorso, RI 1 contesta la tesi sostenuta dai medici di fiducia dell'Istituto
assicuratore, facendo valere che l'evento traumatico del gennaio 2004 ha
probabilmente aggravato delle preesistenti patologie morbose, di modo che egli,
citiamo: "… avrebbe diritto a vedersi riconoscere il versamento da parte
di CO 1 di prestazioni assicurative ex art. 36 cpv. 1 LAINF, tendenti per lo
meno a coprire le spese fisioterapiche e mediche che egli deve tuttora
sostenere" (cfr. I, p. 4s.). 

 

                                         Attentamente
vagliata la documentazione presente all'inserto, il TCA, chiamato a
pronunciarsi su una questione di carattere medico, non ha valide ragioni per
scostarsi dalle univoche valutazioni espresse dai dott. __________ (cfr. doc.
18) e __________ (cfr. doc. 40) - a mente dei quali l'evento infortunistico
assicurato ha aggravato solo temporaneamente una situazione patologica
preesistente, con lo status quo sine raggiunto a far tempo dal 29 marzo
2004.

                                         In tale
contesto va ricordato che, per costante giurisprudenza, in un procedimento
assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della
controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa
è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr.
RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA dell'8 luglio 2003 nella causa B.,
U 259/02, consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                         Il TFA, nella DTF 122 V 157ss., ha ancora precisato che, nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove, è, in linea di principio, consentito che
l'amministrazione ed il giudice delle assicurazioni sociali fondino la loro
decisione esclusivamente su basi di giudizio interne dell'istituto
assicuratore: in questo caso, devono, però, essere poste esigenze severe per
quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove.

                                         Nella DTF
125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la
nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle
dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante,
a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati,
di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli
indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il
medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                         D'altra
parte, l'Alta Corte ha precisato che i pareri redatti dai medici dell'CO
1 hanno pieno valore probatorio, anche quando essi si sono espressi unicamente
in base agli atti, dunque senza visitare personalmente l'assicurato (cfr. STFA
del 10 settembre 1998 nella causa R., U 143/98 e STFA del 2 luglio 1996 nella
causa A., U 49/95).

 

                                         Il TCA sottolinea
che le conclusioni a cui sono pervenuti i medici di fiducia dell'CO 1 sono
conformi alla dottrina medica dominante, secondo la quale, dopo traumi quali
contusioni o distorsioni al dorso, lo stato anteriore del rachide può, di
regola, considerarsi ristabilito trascorsi alcuni mesi a contare dall'evento
traumatico, come se l'infortunio non fosse mai sopraggiunto (status quo sine)
(cfr. Bär/Kiener, Traumatismes vertébraux, in Informations médicales N.
67/décembre 1994, p. 45ss., contributo in cui viene illustrata, con dovizia di
riferimenti, la posizione della dottrina medica dominante in materia appunto di
traumi vertebrali). 

                                         Questa
tesi dottrinale è stata peraltro recepita dalla giurisprudenza federale (cfr. RAMI 2000 U 363,
p. 45ss.; STFA del 28 maggio 2004 nella causa A., U 122/02, consid. 4.2.1, del
31 dicembre 1997 nella causa L. consid. 4c, U 125/97 e del 4 settembre 1995
nella causa M. consid. 4a; cfr., inoltre, STFA del 6 giugno 1997 nella causa
C., U 131/96, in cui il TFA, riferendosi alla sentenza non pubblicata del 3
aprile 1995 nella causa O., U 194/94, ha esplicitamente ribadito che il genere
di trauma riportato dall'assicurato - si trattava di una contusione/distorsione
del rachide lombare causata da una caduta, in presenza di lesioni degenerative
al passaggio lombo-sacrale - cessa di produrre i propri effetti trascorsi
alcuni mesi dal giorno dell'infortunio; cfr., pure, E. Morscher, Schäden
des Stütz- und Bewegungsapparates nach Unfällen: Wirbelsäule, in
Versicherungsmedizin, Hrsg. E. Baur, U. Nigst, Berna 1973; 3. Auflage 1985).

                                         Un
aggravamento significativo e quindi duraturo di un'affezione degenerativa
preesistente alla colonna vertebrale in seguito ad un infortunio è dimostrato
soltanto quanto l'indagine radiologica mette in evidenza una compressione
improvvisa delle vertebre nonché la comparsa o il peggioramento di lesioni
successivamente ad un trauma (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46s.). 

 

                                         Al
riguardo, è inoltre utile segnalare che, in una sentenza del 18 settembre 2002
nella causa H., U 60/02, il TFA ha stabilito che, nell'ambito dell'apprezzamento
delle prove fondato sul criterio della verosimiglianza preponderante, possono
essere presi in considerazione dei principi basati sull'esperienza medica, a
condizione che essi riflettano l'opinione dominante.

                                         Sempre
secondo la Corte federale, ciò deve valere in particolare per la dimostrazione
del raggiungimento dello status quo sine:

 

" 
Im Rahmen des Wahrscheinlichkeitsbeweises können
durchaus medizinische Erfahrungssätze berücksichtigt werden, sofern sie der
herrschenden Lehrmeinung entsprechen (vgl. BGE 126 V 189 Erw. 4c; RKUV 2000 Nr.
U 363 S. 46 Erw. 3a). Dies hat insbesondere für den Nachweis des Status quo
sine zu gelten, bei dem es sich um einen hypothetischen Zustand handelt,
welcher sich häufig nur mit Erfahrungswerten bestimmen lässt. Dass es sich bei
der zitierten Literatur um eine Publikation von SUVA-Ärzten handelt, steht
einer Berücksichtigung nicht entgegen, zumal es sich im Wesentlichen um eine
Zusammenstellung wissenschaftlicher Erkenntnisse und Lehrmeinungen handelt." (STFA
succitata) (cfr. STFA citata, consid. n. 2.2.)

 

                                         Nella concreta evenienza, che i presupposti per potere ammettere un
peggioramento duraturo delle preesistenti affezioni degenerative (compressione
improvvisa delle vertebre, comparsa o peggioramento di lesioni) non sono
soddisfatti, lo ha chiaramente indicato sia il dott. __________ secondo il
quale, citiamo: "Il paziente presenta diffuse note degenerative a carico
del rachide lombosacrale con lisi istmica bilaterale e anterolistesi di L5/S1
con restringimento importante di origine mista di forami di coniugazione delle
due radici di L5. Gli esami clinici e paraclinici hanno permesso di escludere
ulteriori problematiche infortunistiche mentre il quadro clinico nonché
radiologico è principalmente caratterizzato dalle note degenerative
sopradescritte" (doc. 18), che il dott. __________, a mente del quale,
citiamo: "Trattasi di un assicurato già portatore di una spondilolisi L5
con antero-listesi L5-S1 con restringimento dei forami di coniugazione (da
alterazioni degenerative), nonché di una protusione discale a base larga. Tale
configurazione è responsabile di un conflitto radicolare, senza restringimento
invece del canale vertebrale. Per contro, sono state escluse delle
alterazioni post-traumatiche, tanto meno di data recente. Per sommi
scrupoli, l'assicurato fu sottoposto ad un esame di risonanza magnetica
lombo-sacrale, indagine che ha ugualmente escluso una lesione organica
traumatica" (doc. 40 - la sottolineatura è del redattore).

                                         D'altra
parte, nessuno dei medici privatamente consultati dal ricorrente ha preteso che
le alterazioni oggettivabili a livello lombo-sacrale siano state causate dalla
caduta di cui egli è rimasto vittima nel corso del mese di gennaio 2004 (cfr.
doc. C e 34).

                                         Infine, è
l'assicurato stesso a considerare più verosimile la tesi secondo la quale
l'infortunio ha giocato un ruolo semplicemente scatenante (cfr. I, p. 4:
"Nel caso concreto, se questo Tribunale dovesse ammettere la seconda tesi
(logica e sostenibile), …" - la sottolineatura è del redattore). 

 

                                         Il fatto
che l'insorgente non avrebbe mai sofferto di dolori lombari prima
dell'infortunio dell'8 gennaio 2004 (cfr. doc. C), è irrilevante, e ciò alla
luce delle indicazioni fornite dal dottor __________, spec. FMH in neurochirurgia,
già Primario presso il Reparto di neurochirurgia dell'Ospedale cantonale di __________,
in una perizia del 23 maggio 2001, prodotta nella causa C. L., inc. n.
35.2002.40, concernente un'assicurata trentaduenne che aveva riportato un
trauma al rachide cervicale a seguito di un incidente della circolazione
stradale, alla quale erano state diagnosticate delle alterazioni degenerative a
livello C3-C6: 

 

" 
(…).

Degenerative Veränderungen an der Wirbelsäule
beginnen sich beim Menschen recht häufig schon frühzeitig, im zweiten und
dritten Lebensjahrzehnt, zu entwickeln, und zwar auf Grund der täglichen Be- und Überlastungen, auch wenn sie
radiologisch noch nicht in Erscheinung treten. Der Zeitpunkt, da sie zu
Beschwerden führen, ist sehr unterschiedlich. Es ist jedoch eine allgemeine
Erfahrung, dass solche Veränderungen lange stumm (=symptomlos) bleiben können,
und dann meistens durch ein Bagatellereignis in einen schmerzhaften Zustand
über­führt werden. Der Unfall ist als schmerzauslösender Faktor anzusehen und dadurch
zeitlich begrenzt kausal für das Beschwerdebild, also für die Dauer, die
normalerweise nötig ist zur Abheilung einer einfachen HWS-Kontusion, das heisst
maximal ca. 6 Monate. Somit ist es auch nicht unerwartet, dass die Patientin
vor dem Unfall beschwerdefrei war."

                                         (perizia 23.5.2001 del dott. __________, p. 8s. - la sottolineatura
è del redattore) 

 

                                         In esito
a quanto precede, occorre concludere che l'evento infortunistico dell'8 gennaio
2004 ha giocato un ruolo scatenante per rapporto ai disturbi lamentati da RI 1
al rachide lombo-sacrale e che pertanto, in ossequio alla prassi sviluppata in
materia di traumi vertebrali, l'assicuratore convenuto era legittimato a
dichiarare estinto il nesso di causalità naturale trascorsi circa 3 mesi dallo
stesso sinistro.

 

                                         A
proposito del momento a partire dal quale ritenere estinto il nesso di
causalità naturale, nella già citata pronunzia del 18 settembre 2002,
riguardante un assicurato caduto sui glutei, dopo essere scivolato su una
lastra di ghiaccio, il TFA ha riconosciuto raggiunto lo status quo sine trascorsi,
al più tardi, tre mesi dalla data del sinistro in questione.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti