# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 27203774-a0c2-5e81-906b-8f3c80f9582d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-09-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.09.2003 32.2002.150
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-150_2003-09-22.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.150

   

  BS/tf

  	
  Lugano

  22 settembre
  2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele
  Guffi

  
	
   

  
						

 

	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof,
  vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

statuendo sul ricorso dell’8 novembre 2002
di

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 9 ottobre 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1958, è alle dipendenze del Comune di __________ in qualità di operaio.
Per motivi di salute dal 1998 egli ha ridotto tale attività al 50% (doc. AI _),
esercitando parallelamente un’attività agricola (allevatore di pecore), a
titolo indipendente. 

                                         Il 5
aprile 2000 egli ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti (doc. AI
_).

 

 

                               1.2.   Dopo aver
esperito degli accertamenti medici ed economici, tra cui una perizia
psichiatrica a cura del dr. __________, con progetto di decisione 25 settembre
2002 l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha respinto la domanda di
prestazioni in quanto:

 

" 
Dal profilo medico-teorico e in modo particolare
dalla perizia stilata dal Dr. __________ viene confermata un'incapacità
lavorativa del 50% quale dipendente. Quale indipendente è dichiarata una
capacità lavorativa totale. Il livello economico (grado d'invalidità) possiamo
definirlo come segue:

 

Salariato         67%            50%           33.5%        

Indipendente   33%              0%             
      0%

Totale            100%                              33.5%                

 

Le condizioni per l'ottenimento della richiesta
rendita d'invalidità non sono assolte. (Doc. AI _)

 

                                         In sede
di osservazioni datate 5 ottobre 2002, l’assicurato ha contestato la proposta
decisionale sostenendo in particolare che il suo impiego presso il Comune di
__________ deve essere considerato al 100% poiché svolge la pastorizia a titolo
amatoriale e quindi non va considerata quale attività lucrativa (doc. AI _).

                                         Con
decisione 9 ottobre 2002 l’UAI ha confermato il rifiuto di erogare delle
prestazioni assicurative, precisando tuttavia che:

 

" 
Ci riferiamo alle osservazioni del 05.10.2002
formulate in relazione al nostro progetto del 25.09,2002. In merito le
precisiamo che per la definizione del grado d'invalidità viene effettuato il
confronto tra quanto è attualmente ancora esigibile in base al suo stato di
salute rispetto a quanto espletava al momento dell'insorgenza del fattore invalidante.
A quel momento secondo le indicazioni in nostro possesso il suo impegno
lavorativo globale (100%) era composto dall'attività quale salariato per il
comune di __________ (67%) e dall'attività indipendente (33%). Questa
ripartizione percentuale non può quindi essere modificata.

 

Pertanto, la sua domanda di prestazione è
respinta."

                                         (doc. AI
_)

 

                                         

                               1.3.   Contro la
succitata decisione amministrativa __________, per il tramite di __________, è
tempestivamente insorto al TCA, chiedendone l’annullamento e l’erogazione di
una mezza rendita dal 1° ottobre 1999.

Sostenendo come l’UAI abbia a torto dato un valore economico del 33%
all’attività indipendente, egli ha poi rilevato:

" 
(…) Il ricorrente soffre di grave depressione
nervosa e di fobie ossessive, affezioni per le quali è curato dal dott.
__________ e seguito costantemente dal Servizio psico-sociale cantonale.
L'invalidità che ne discende è valutata al 50% per entrambe le attività
lavorative.

Non deve trarre in inganno l'esercizio di una
doppia attività lavorativa. Il lavoro indipendente è considerato dal medico
curante come un importante stimolo per la conservazione dello status quo
valetudinario attuale.

 

Un ipotetico abbandono forzato dell'attività
indipendente porterebbe ineluttabilmente ad una totale ed irreversibile
invalidità.

 

Come già portato a conoscenza dell'ufficio AI,
l'attività accessoria può essere svolta unicamente grazie alla collaborazione
costante di familiari e nei momenti più impegnativi di amici che si prestano
gratuitamente. Infatti solo con l'assistenza di terzi, possono essere attenuate
le implicazioni negative dovute alle fobie ossessive – timori, senso di
terrore, ripugnanza verso cose, persone o situazioni -, così da rendere ancora
possibile detta attività accessoria.

 

Dal profilo finanziario, i suddetti aiuti possono
essere prudentemente stimati ad un importo annuo di fr. 10'000.--.

 

Testi: Dott. __________ e Servizio psico-sociale
cantonale.

 

Per la valutazione del grado di invalidità sono
da prendere in considerazione i seguenti dati:

a) Reddito prima dell'insorgere dell'attività

 

    Anno 1997:        salario lordo                             fr. 64.357.75

    Anni 1997/98:    reddito agricolo                        fr.  27.000.—

 

    Totale a)                                                             fr. 91.357.75

 

b) Reddito dopo l'insorgere dell'invalidità

 

    Anno 1999:        salario lordo                             fr. 32.178.85

    Anno 1999:        reddito agricolo

                              - prestazioni terzi                     fr.  12.000.—

 

    Totale b)                                                             fr. 44.178.85

 

Perdita di guadagno derivante

dall'invalidità (91.357.75 – 44.178.85)                   fr. 47.178.90

 

equivalente al                                                                          
51.64%

 

In conseguenza del suddetto calcolo, deriva il
diritto ad una mezza rendita di invalidità."

                                         (doc. _)

                               1.4.   Mediante
risposta di causa 21 novembre 2002 l’UAI ha postulato la reiezione del ricorso.

Confermando la correttezza del calcolo dell’invalidità, l’amministrazione ha
osservato quanto segue:

 

" 
(…)

Riesaminato il caso, lo scrivente Ufficio
conferma la propria presa di posizione.

La suddivisione percentuale fra l'attività
dipendente e quella da indipendente, come già si è avuto modo di rilevare, è
stata stabilita sulla base delle ore di impiego nelle rispettive attività prima
dell'insorgere del danno alla salute. La suddivisione non viene quindi
influenzata dall'importanza economica che i due impieghi rivestono (cf. anche
Direttiva concernente l'invalidità e la grande invalidità, marg. 3109).

 

Per determinare il grado di inabilità in ciascuna
di queste due attività ci si è in seguito riferiti al parere espresso dal
perito.

 

Per quanto attiene in particolare all'attività
agricola, il perito ha rilevato che la stessa non viene compromessa dalla
patologia psichiatrica.

L'assicurato stesso ha del resto affermato di
trarre giovamento dall'esercizio di tale attività ("… mi fa bene alla
salute, … mi rilassa i nervi, … non è per nulla impegnativa", perizia, p.
2).

A comprova si rilevi che nel corso degli ultimi
anni gli introiti aziendali si sono mantenuti stabili (cf. nota 3.6.2002, doc.
n. _ inc. AI).

Anche per quel che concerne infine l'aiuto
fornito da terzi, non viene evidenziato un rilevante cambiamento a seguito
dell'insorgere della malattia. Risulta infatti che l'assicurato ha sempre
beneficiato dell'aiuto dei familiari nello svolgimento delle mansioni agricole
(cf. doc. n. _).

                                         (doc. _)

 

 

                               1.5.   Con lettera
7 dicembre 2002 il rappresentante del ricorrente ha in particolare rilevato:

 

" 
(…)

Nell'intento di chiarire la posizione del
ricorrente in merito all'attività indipendente, ho chiesto delucidazioni
direttamente al ricorrente che mi ha confermato di non essere più in grado di
accudire da solo alla cura del gregge perché, con sempre maggiore frequenza,
appena giunto da solo sul pascolo, deve fare immediato dietrofront e rientrare
al proprio domicilio. In conseguenza di ciò si vede costretto a farsi
accompagnare regolarmente da terzi, indicando quale suo accompagnatore fisso il
proprio cognato signor __________.

Interpellato in merito, il __________ mi ha
confermato la veridicità non tanto con prestazioni manuali, ma quale
indispensabile supporto psicologico.

Il tutto trova logica spiegazione nello stato
psichico del ricorrente, neuro depresso e ossessionato da fobie che ingenerano
in lui stati di ansietà e paure apparentemente immotivate che lo impediscono di
occuparsi da solo dell'attività pastorale."

                                         (doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B.,
H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre
2001 nella causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H
304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è accertare se __________ ha diritto ad una (mezza) rendita
d'invalidità.

                               2.3.   Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché,
secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non
tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento
determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non
pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01; DTF 127 V 467 consid. 1,
121 V 366 consid. 1b). 

Ne consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso il 9 ottobre
2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI corrispondono al
tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.

                               2.4.   Secondo
l'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

     

-  un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a   infermità  

                                           
congenita, malattia o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Affinché
il caso possa essere sottoposto all’AI, occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno (G. Scartazzini, Les
rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

 

                               2.5.   Va altresì
rilevato che, secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e
il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato
invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid.
2; M. Valterio, Droit et pratique de l’assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI: metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1,
104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).                                                            

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid.
2c; G. Scartazzini, op. cit, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et
de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza
citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità
di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

La giurisprudenza permette, nei casi in cui il calcolo dei redditi risulti
particolarmente difficile, che la graduazione dell’invalidità avvenga
eccezionalmente secondo il metodo straordinario. Capita in particolare nel caso
di indipendenti, dove un calcolo sufficientemente preciso dei redditi da porre
a confronto sia escluso (cfr. Pratique VSI 1998 pag. 121; pag. 255; SVR 1996 IV
Nr. 74 pag. 213ss. consid. 2b; RAMI 1996 pag. 36 consid. 3b e 3c; DTF 104 V 137
consid. 2c; DTF 97 V 57; DTF 104 V 139; DTF 105 V 154ss consid.
2a; Duc, J. L., Les assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, pag. 456).

                                         L’invalidità è allora stabilita secondo la riduzione del rendimento
nella situazione concreta in cui si svolge l’attività (Pratique VSI 1999 pag.
121s,  Valterio, op. cit., pag. 199). Perciò l’invalidità sarà valutata
considerando le ripercussioni economiche dovute alla riduzione del rendimento
sulla situazione concreta dove si svolge l’attività dell’assicurato divenuto
invalido (DTF 105 V 151). 

                                         In tal
caso si procede a paragonare le attività svolte prima e dopo la sopravvenienza
del danno alla salute, riferendosi al metodo specifico applicato a coloro i
quali non svolgono attività lucrativa (art. 27 OAI; Pratique VSI 1998 pag. 122
consid. 1a). 

 

 

                               2.6.   Nel caso in
esame, l’amministrazione ha ordinato una perizia psichiatrica, affidata al dr.
__________, al fine di accertare l’effettivo stato di salute dell’assicurato e
le eventuali ripercussioni sulla capacità lavorativa.

Nel rapporto 11 settembre 2001 lo specialista in psichiatria e psicoterapia,
dopo aver compiutamente proceduto ad una dettagliata anamnesi ed alla visita
del ricorrente, ha posto la seguente diagnosi:

Ø     
sindrome depressiva ricorrente con sintomi
“biologici” (ICD: 10:F33.11); 

Ø     
sindrome ansiosa generalizzata (ICD –10:F41.1),
attualmente di entità medio-lieve.

                                      

In seguito egli ha proceduto alla valutazione dei dati medici, concludendo, per
quanto riguarda la capacità lavorativa, come segue:

 

" 
(…)

1.   Menomazioni (qualitative e quantitative) dovute ai disturbi
constatati:

 

      La psicopatologia del periziando,
iniziata a manifestarsi già nell'età adolescenziale, è di natura,
prevalentemente, nevrotica e nella parte, minore, endogena. La sofferenza
consiste in depressione del tono dell'umore (sempre più radicata-cronicizzata)
e dell'ansia; la stessa, attualmente, limita parzialmente la funzionalità
lavorativa e sociale del periziando.

 

2.   Conseguenze dei disturbi sull'attività attuale:

 

      I disturbi psichici del
periziando, più sopra elencati, compromettono nella misura del 50% la sua
capacità lavorativa in qualità di operaio o nelle altre attività.

 

3.   L'ambiente di lavoro dell'assicurato è in grado di
sopportarne i disturbi psichici?

 

      Ora, a detta del periziando,
si."

                                         (doc. AI
_)

 

                                         Il dr.
__________ ha inoltre escluso l’adozione di provvedimenti integrativi come pure
l’eventualità che il paziente possa svolgere un’altra attività lucrativa.

L’amministrazione ha poi proceduto ad un’inchiesta economica volta a verificare
i redditi da attività indipendenti conseguiti dal ricorrente nell’attività di
pastore.

Nel rapporto 3 giugno 2002 l’incaricato, dopo aver visionato gli atti fiscali
dal 1995 al 2000, ha rilevato che:

" 
(…)

Da quanto sopra si può considerare che l'attività
sia stazionaria sia per il bestiame posseduto che per la superficie a
disposizione.

Si può rilevare un certo aumento delle entrate
nella vendita (importi aumentati d'ufficio dall'UT), inoltre le entrate per
sussidi sono pure aumentate anche se il rapporto bestiame/superficie è rimasto
quasi invariato.

Ritengo pertanto che lo stato di salute
dell'assicurato non abbia modificato in alcun modo l'attività agricola."

                                         (doc. AI
_ sub.)

Non riscontrando dunque una diminuzione della capacità al guadagno
nell’attività agricola indipendente, l’UAI ha comunque trasmesso al dr.
_________ la succitata inchiesta economica per una presa di posizione (doc. AI
_).

                                         Il 9
agosto 2002 quest’ultimo ha precisato quanto segue:

 

" 
L'assicurato è da ritenere incapace al lavoro
nella misura del 50% quale salariato dipendente in qualsiasi attività (in
questo ambito incidono le diagnosi e la sua personalità) mentre quella di
indipendente nell'agricoltura non ha subito modifiche significative (attività
autogestita, possibilità di riposo) come risulta dall'inchiesta
economica."

                                         (doc. AI
_)

 

                                         Confermando
dunque una piena capacità al guadagno dell’assicurato quale pastore, tenendo
conto di un’abilità al 50% quale operaio presso il Comune di __________, nonché
delle indicazioni dell’assicurato relative alla ripartizione tra attività
indipendente ( 33%) e salariata (67%), l’amministrazione ha quindi negato il
diritto alla rendita in quanto l’invalidità non raggiunge il minimo
pensionabile del 40%.

                               2.7.   Va qui ricordato che affinché un rapporto medico
abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto
di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena
conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le
conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI
3/1997 pag. 123).

 

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).      

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che
permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la
parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

                                         Per quel che riguarda il medico di fiducia,
infine, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tener conto
del fatto che, in dubbio, egli attesta a favore del suo paziente (DTF 125 V 353
consid. 3b/cc, cfr.  anche Meyer‑Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht
im Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung,
Zurigo 1997, pag. 111).

                               2.8.   Con il
presente gravame __________ sostanzialmente ritiene che l’attività agricola,
che continua a svolgere nonostante il danno alla salute, è comunque compromessa
dal suo stato di salute poiché buona parte dei proventi della stessa è dovuta 
all’aiuto prestato dai famigliari.

Occorre innanzitutto rilevare come l’UAI abbia rettamente incluso nella
valutazione dell’invalidità anche la professione di allevatore di pecore
esercitata accessoriamente dall’assicurato a titolo indipendente, attività che
tuttora continua a svolgere.

Infatti, secondo la giurisprudenza, nell’ambito del raffronto dei redditi (cfr.
2.5), sono da prendere in considerazione quale reddito ipotetico di una persona
non invalida anche i proventi da attività accessoria nella misura in cui,
secondo il principio della verosimiglianza preponderante, l’assicurato, senza
il danno alla salute, avrebbe continuato ad esercitarla percependone una
remunerazione. Questo indipendentemente dall’importanza di tale attività in
termini di tasso di occupazione o di dispendio d’impegno (STFA inedite 2 giugno
2003 nella causa G consid. 4.1, I 224/02 e 16 maggio 2003 nella causa A consid.
2, I 576/02 ; RCC 1980 pag. 559 consid. 3a, nonché RAMI 2000 no U 400 pagg. 381
ss e no U 69 pag. 1981 consid. 2c).

Visto che prima del danno alla salute, parallelamente al lavoro di operaio
dipendente presso il comune di __________, il ricorrente esercitava anche la
professione (indipendente) di pastore, sulla base delle dichiarazioni
dell’interessato (doc. AI _), l’amministrazione ha suddiviso percentualmente
l’attività dipendente (67%) da quella indipendente (33%) sulla base
dell’impegno lavorativo di ogni singola attività in rapporto al grado
d’occupazione globale (100%). 

In seguito, tenuto conto delle risultanze mediche ed economiche, essa ha
determinato l’incapacità lavorativa di ogni singola attività (50% quale
dipendente e 0% come indipendente) e, ripartendole poi proporzionalmente al
grado d’occupazione, ha definito un tasso d’invalidità complessivo del 33,5%. 

Non raggiungendo il minimo pensionabile del 40%, l’amministrazione ha quindi
respinto la richiesta di prestazioni.

                            2.8.1.   Per quel che
concerne l’occupazione lucrativa principale (operaio presso il Comune di
__________) è pacifico che, sulla base della perizia psichiatrica, cui va
prestata piena adesione adempiendo essa tutti i succitati criteri
giurisprudenziali (cfr. consid. 2.7), l’assicurato presenta un’inabilità
lavorativa del 50%.

In tal senso si è d’altronde espresso il medico curante del ricorrente (cfr.
rapporto 22 maggio 2000 del dr. __________, doc. AI _).

                            2.8.2.   Dall’inchiesta
3 giugno 2002 è risultato che, considerando i dati economici relativi al
periodo 1995 – 2000, il danno alla salute (subentrato nel 1998, cfr. domanda di
prestazioni, doc. AI _), non ha influito in alcun modo sull’attività agricola,
essendo rimasti invariati sia la superficie a disposizione che il numero del
bestiame. 

Al riguardo l’incaricato dell’inchiesta economica ha segnatamente osservato:

" 
Dalla documentazione allegata alle dichiarazioni
d'imposta per i periodi 97/98 – 99/00 e ½, e in particolare dai moduli 18 e 18a
allegati alle stesse si può rilevare quanto segue:

 

 

	
   

  	
  1995

  	
  1996

  	
  1997

  	
  1998

  	
  1999

  	
  2000

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  
	
  Entrate
  per vendite

  	
  fr.
  3'800

  	
  4'853

  	
  7'000

  	
  7'050

  	
  7'000

  	
  7'000

  
	
  Sussidi
  bestiame

  	
  fr.
  5'714

  	
  4'422

  	
  7'778

  	
  8'159

  	
  *

  	
  *

  
	
  Sussidi
  superficie

  	
  fr.
  10'591

  	
  12'432

  	
  11'856

  	
  10'659

  	
  *21'221

  	
  *26'191

  
	
  Sup.a
  disposizione mq

  	
  7'800

  	
  7'800

  	
  8'000

  	
  8'000

  	
  8'000

  	
  8'000

  
	
  Manze

  	
  2

  	
  2

  	
  --

  	
  --

  	
  --

  	
  --

  
	
  Pecore

  	
  54

  	
  54

  	
  50

  	
  50

  	
  52

  	
  60

  

 

Da quanto sopra si può considerare che l'attività
sia stazionaria sia per il bestiame posseduto che per la superficie a
disposizione.

Si può rilevare un certo aumento delle entrate
nella vendita (importi aumentati d'ufficio dall'UT), inoltre le entrate per
sussidi sono pure aumentate anche se il rapporto bestiame/superficie è rimasto
quasi invariato.

Ritengo pertanto che lo stato di salute
dell'assicurato non abbia modificato in alcun modo l'attività agricola."

 

                                         Riguardo
alla problematica psichiatrica, nel complemento peritale 9 agosto 2003 il dr.
__________ non ha trovato alcuna controindicazione ad una simile attività in
quanto la stessa può essere esercitata autonomamente, con possibilità di riposo

( “ quella indipendente nell’agricoltura non ha subito modifiche
significative (attività autogestita, possibilità di riposo) come risulta
dall’inchiesta economica” (cfr. doc. AI _).

Durante il consulto del 10 settembre 2001 lo stesso ricorrente, in
riferimento all’allevamento delle pecore, ha del resto confermato che “
questa attività mi fa bene alla salute, … mi rilassa i nervi, … non è per nulla
impegnativa” (cfr. perizia pag. 2). 

Vero che, come rilevato nel ricorso, l’assicurato svolge questa attività
accessoria grazie alla collaborazione dei famigliari, aiuto di cui egli ha
tuttavia sempre beneficiato, sia prima che dopo l’insorgenza del danno alla
salute (cfr. doc. AI _).

In queste circostanze, dunque, non può essere ritenuto che l’affezione
psichiatrica abbia compromesso l’attività agricola del ricorrente.

 

                            2.8.3.   Seguendo il
metodo di calcolo dell’invalidità scelto dall’UAI, con un’inabilità lavorativa
del 50% quale operaio, che rappresenta il 67% del tempo d’occupazione, il grado
d’invalidità di __________ risulta essere del 33, 5%, ciò che non apre
il diritto all’erogazione di una rendita AI.

Alla medesima conclusione si giunge d’altronde determinando l’incapacità al
guadagno mediante il metodo ordinario (cfr. consid. 2.5), visto che i redditi
di riferimento sono deducibili dagli atti di causa.

Va al riguardo ricordato che, secondo
una recente sentenza del TFA pubblicata in DTF 128 V 174 seg. e resa in ambito
LAINF, per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio
dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione su
opposizione). 

L’Alta Corte ha anche precisato che l’amministrazione è comunque tenuta, prima
di pronunciarsi sul diritto ad una prestazione, a esaminare se nel periodo
successivo all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una
modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità
essa dovrà pertanto procedere ad un’ulteriore raffronto dei redditi prima di
decidere.

Tale principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità
(cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R consid. 3.1, I 600/01; 3
febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 24; 18
ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr.
11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02 e cfr. anche STFA
inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).

                                         Ritenuto
che dal 1998 il ricorrente è abile al 50% nell’attività di operaio, l’eventuale
diritto alla rendita sorgerebbe, trascorso l’anno di carenza (art. 29 cpv. 1
lett. b LAI), nel 1999, ciò che costituisce quindi l’anno di riferimento per
determinare l’invalidità.

                                         Dal
questionario del datore di lavoro, redatto il 18 aprile 2000, risulta che,
senza il danno alla salute, nel 1999 il ricorrente avrebbe percepito fr.
59'490.— (doc. AI _). 

A questo importo va aggiunto il reddito medio aziendale dell’attività agricola
conseguito negli anni 1999/2000 di 

fr. 22'000.— imposto nella notifica di tassazione 2001/2002 (sub doc. AI _), da
cui va dedotto l’aiuto ricevuto dai famigliari, quantificato dall’assicurato in
fr. 10'000.— (cfr. in merito Valterio, op. cit., pagg. 205/6).

Ne consegue dunque un reddito da valido di fr. 71'490.--.

Per quel che concerne il reddito da invalido, nel ricorso l’assicurato ha
indicato di aver percepito nel 1999 un salario fr. 32'178.— (50% di fr.
64'357,75), questo nonostante che dai certificati di salario degli anni 1999 e
2000 risultano attestati fr. 52'211.— e fr. 41'931 (sub doc. AI _).

Volendo tuttavia tenere conto dell’importo dichiarato dal ricorrente, a cui va
comunque sommato il reddito aziendale di 

fr. 12'000.--- dell’attività indipendente ritenuta pienamente esigibile anche
con il danno alla salute, nel 1999 __________ ha conseguito un reddito da
invalido fr. 44'178.--.

Dal raffronto di tale reddito con quello ipotetico da valido, il grado
d’incapacità al guadagno risulta essere del 38, 20 % ( 71490 – 44178 x 100 :
71490), importo che, conformemente alla giurisprudenza, non può essere
arrotondato a 40% (cfr. in merito DTF 127 V 129 e STFA inedita 30 novembre 2001 nella causa R., I
226/01).

                                      

                                         In
conclusione, non raggiungendo l’assicurato il grado minimo pensionabile, la
decisione amministrativa di respingere la domanda di prestazione va quindi
confermata.

 

 

                               2.9.   Con il
ricorso __________ ha domandato di sentire, quali testi, il suo medico curante
ed i sanitari del Servizio psico-sociale che lo seguono (I).

Il 7 dicembre 2003 egli ha inoltre chiesto l’audizione del signor __________ il
quale dovrebbe testimoniare che, per motivi di salute, non è più in grado di
seguire il gregge se non con l’ausilio di terzi (V).

A tal proposito va rilevato che, quando
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove ( valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V
162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                         Nel caso
in esame, la documentazione agli atti è sufficiente per  statuire nel merito
della vertenza. Non è quindi necessario sentire il medico curante, né i
sanitari del Servizio psico-sociale essendo la valutazione medica
dell’assicurato dettagliatamente ed esaurientemente esposta nella perizia
psichiatrica del dr. __________, a cui va prestata adesione.

Altrettanto non necessaria è l’audizione del teste __________.

Da una parte, come detto, l’insorgente ha sempre beneficiato dell’aiuto di
terze persone per poter continuare la sua occupazione nell’agricoltura.

Dall’altra, ritenuto che secondo costante giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali valuta la legalità
della decisione impugnata in base alla situazione di fatto e di diritto
esistente al momento in cui essa è state resa (cfr. DTF 121 V 366 consid. 1b,
116 V 248 consid. 1a, 112 V 93 consid. 3, 99 V 102), in caso 9 ottobre 2002,
quanto riportato dall’assicurato il 7 dicembre 2002, temporalmente non rientra
nell’esame della fattispecie.

Questo tuttavia non significa che, in caso di peggioramento, successivamente
alla decisione impugnata, dello status psichiatrico, medicalmente comprovato,
l’interessato non possa inoltrare una nuova domanda di prestazioni.

 

 

 

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

 

 

                                         Al 
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti