# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 214fe41a-2c7c-5d82-a82f-19770f64acdf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-03-01
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 01.03.2012 12.2010.85
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2010-85_2012-03-01.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2010.85

  	
  Lugano

  1 marzo 2012

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Bozzini e Fiscalini

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2008.41
della Pretura della giurisdizione di Locarno-Campagna promossa con petizione 29
febbraio 2008 da

 

	
   

  	
   AP 1  

   RA 1  

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
   AO 1  

   RA 2  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

con la
quale l'attore ha chiesto l'accertamento di un suo credito nei confronti della
convenuta di fr. 10'046.-; oltre interessi, e l’iscrizione
in via definitiva dell’ipoteca legale degli artigiani di pari importo e nel contempo la condanna della convenuta al pagamento
dell'importo di fr. 5'000.-, oltre interessi, a saldo di prestazioni di
architetto;

domande avversate dalla convenuta che ha postulato la reiezione della petizione
e la cancellazione dell’ipoteca legale annotata in via
provvisoria, formulando nel contempo una domanda
riconvenzionale chiedente la condanna della controparte al pagamento di fr.
12'377,36, oltre interessi;

pretesa
riconvenzionale alla quale AP 1 si è opposto presentando una replica nella
causa principale con la quale ha ridotto a fr. 4'913,05 la richiesta di
accertamento del credito e di iscrizione della relativa ipoteca legale
definitiva;

con ulteriore scambio di allegati le parti si sono sostanzialmente riconfermate
nelle rispettive allegazioni e domande;

domande
sulle quali il Pretore si è pronunciato, con sentenza 24 marzo 2010, con la
quale ha dapprima parzialmente accolto la domanda principale, accertando un
credito di fr. 1'583,65, oltre interessi, per lavori eseguiti e materiale
fornito come capomastro sul fondo della convenuta, fatto ordine all'ufficiale
dei registri competente di procedere all'iscrizione di un'ipoteca legale
definitiva di pari importo e condannato la convenuta al pagamento di fr.
5'000.- quale onorario per prestazioni di architetto;

con medesima decisione il primo giudice ha altresì integralmente respinto la
domanda riconvenzionale;

appellante
l'attore con atto di appello 29 aprile 2010, con cui chiede la riforma del
querelato giudizio nel senso di accogliere la petizione, limitatamente
all'importo della pretesa ridotta formulata con allegato di replica e di
ordinare l'iscrizione definitiva dell’ipoteca legale
degli artigiani annotata in via provvisoria,
protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre la convenuta con
osservazioni 10 giugno 2010 postula la reiezione del gravame, protestando
spese e ripetibili;

letti ed esaminati gli atti e i documenti di causa

ritenuto

 

in fatto:                       

A.    
AO 1 è proprietaria di un fondo sito in
territorio di __________ sul quale sorge un'abitazione. 

Nel corso dei mesi di gennaio e febbraio 2007 essa ha pattuito conAP 1,
titolare di una ditta individuale operante come impresa generale, l'esecuzione
di lavori di ristrutturazione dell'abitazione in questione per un costo
complessivo preventivato in fr. 97'700.-, IVA esclusa (doc. A). Tale contratto
comprendeva un capitolato con il dettaglio delle opere da eseguire,
l'indicazione del costo unitario e le quantità ipotizzate come necessarie,
oltre ad una posta definita quale "Reserve" di fr. 20'000.-
per eventuali imprevisti (doc. A).

Tra le stesse parti, il 2 marzo 2007 è pure stato stipulato un contratto di
architetto e direzione lavori, con un compenso stabilito in fr. 30'000.-, IVA
inclusa (doc. Q). In relazione alle opere prestate, AP 1 ha emesso il 3 settembre 2007 una fattura finale per complessivi fr. 123'262,26 (doc. B). Di questi
fr. 77'364,40 sono stati conteggiati in relazione ai lavori previsti nel
capitolato d'appalto, mentre la rimanenza è stata qualificata come
remunerazione per le opere supplementari eseguite. Tenuto conto degli acconti
già versati per totali fr. 80'000.-, l'impresario ha preteso il versamento del
saldo residuo ammontante a fr. 43'262,26 (doc. B). Per tale importo, rimasto
impagato, il preteso creditore ha ottenuto che il Pretore, con decisione
supercautelare 9 ottobre 2007, ordinasse l'annotazione provvisoria di
un'ipoteca legale dell'artigiano sul fondo della committente, part. __________
di __________, annotazione in seguito ridotta a soli fr. 10'046.- in relazione
alla contestuale annotazione dell'ipoteca legale provvisoria da parte
dell'artigiano che aveva eseguito parte dei lavori in questione in subappalto
(doc. rich. I).

B.    Con la petizione in rassegna, denominata "azione di
convalida di ipoteca legale provvisoria e azione creditoria", AP 1 ha chiesto l'accertamento dell'ammontare del credito di fr. 10'046.-, oltre interessi, "per
lavori eseguiti e materiali forniti come capomastro nella proprietà fondiaria"
della convenuta, nonché l’iscrizione definitiva dell’ipoteca legale degli
artigiani di medesimo importo, già annotata in via provvisoria e la condanna
della convenuta al pagamento di di fr. 5'000.- quale onorario per prestazioni
di architetto.

Esposte succintamente le circostanze relative all'opera prestata e ai rapporti
contrattuali sorti tra le parti, l'attore ha ribadito il buon fondamento della
sua pretesa per opere edili fornite, rilevando come non siano state sollevate reclamazioni
di sorta sulla qualità del lavoro. La convenuta non avrebbe onorato il saldo
della fattura opponendo contestazioni prive di ogni fondamento.

Ricordati gli elementi determinanti del contratto di architetto stipulato tra
le parti, l'attore ha quindi formulato un'ulteriore pretesa corrispondente al
saldo della relativa fattura rimasta impagata.

C.    La convenuta si è opposta alla petizione, chiedendo di respingere
integralmente la domanda e di ordinare al competente Ufficio la cancellazione dell'annotazione
di ipoteca legale provvisoria a carico del fondo in oggetto.

La convenuta ha contestato che siano stati svolti lavori supplementari che
possano giustificare un aumento della mercede rispetto a quanto inizialmente
pattuito, indicando una serie di lavori eseguiti da terzi e indebitamente
fatturati anche dall'attore, siccome già direttamente onorati dalla
committente, così come una specifica modifica in corso d'opera che avrebbe
addirittura comportato una riduzione dei costi rispetto al preventivo. Essa
ritiene pertanto di aver interamente retribuito l'appaltatore, verso il quale reputa
addirittura di vantare un credito.

Pure in relazione alle pretese di onorario come architetto per la progettazione
e la direzione dei lavori, la convenuta ritiene di aver diritto alla parziale
restituzione di quanto già versato come acconto.

Con medesimo allegato la convenuta ha pertanto formulato
una domanda riconvenzionale chiedente la condanna di AP
1 al pagamento di complessivi fr. 12'377,36, oltre interessi, di cui fr. 4'377,36
per lavori non eseguiti o per fatture spettanti all'impresario ma già
direttamente pagate dalla committente, e ulteriori fr. 8'000.- per la
menzionata modifica dell'onorario d'architetto.

D.    Con allegato di replica e risposta riconvenzionale AP 1 si è opposto
alla domanda riconvenzionale riducendo d'altro canto a fr. 4'913,05 la richiesta
di accertamento del credito e di iscrizione della relativa ipoteca legale
definitiva.

Con allegati di duplica e replica riconvenzionale, nonché duplica
riconvenzionale, le parti hanno ribadito le rispettive allegazioni e domande. 

In occasione dell'udienza preliminare del 15 ottobre 2008 (atto VI) le parti
hanno concordato di congiungere l'istruttoria con quella relativa alla
procedura promossa da S__________ contro la medesima convenuta (inc. OA.2008.42
della stessa Pretura) e avente per oggetto il pagamento del saldo ancora
scoperto della fattura della ditta individuale subappaltatrice, di cui
all'annotazione provvisoria dell'ipoteca legale summenzionata.

Esperita l'istruttoria, le parti hanno trasmesso le conclusioni in data 24,
rispettivamente 26 febbraio 2010, con le quali hanno ribadito le richieste
espresse nei precedenti allegati. La convenuta si è in particolare soffermata a
porre in risalto le carenze probatorie dell'attore.

 

                                  E.   Con
sentenza 24 marzo 2010 il Pretore ha statuito sulle domande di causa. Il primo
giudice ha parzialmente accolto la domanda principale. Accertato un credito di
fr. 1'583,65, oltre interessi, per lavori eseguiti e materiale fornito dall'attore
intervenuto come capomastro sul fondo della convenuta, il Pretore ha quindi fatto
ordine all'ufficiale dei registri competente di procedere all'iscrizione di
un'ipoteca legale definitiva di pari importo. La pretesa a titolo di onorario
per prestazioni di architetto è stata dal canto suo accolta. La tassa di
giustizia e le spese sono state ripartite in base alla soccombenza e l'attore
condannato alla rifusione di ripetibili alla controparte.

La domanda formulata in via riconvenzionale è per contro stata respinta, con
tasse, spese e ripetibili a carico della parte soccombente. Il giudice di prime
cure ha ritenuto che l'attore non abbia fatto fronte all'onere probatorio che
gli incombeva, in virtù dell'art. 8 CC, in merito alla sussistenza e
all'importo del contestato credito. L'assenza di una perizia giudiziaria sui
lavori eseguiti, vista l'impossibilità per il perito di procedere all'allestimento
di un referto, ha impedito al Pretore di pronunciarsi sulla mercede complessiva
dovuta all'attore, mancando la prova delle opere da questi svolte. Ne deriva
l'impossibilità di determinare la mercede residua pretesa in causa, con
l'eccezione di quanto ammesso dalla convenuta nel conteggio complessivo da
questa allestito (doc. 19). Dopo aver stralciato una posta altrimenti
riconosciuta due volte, il Pretore ha quindi ritenuto di poter riconoscere una
mercede complessiva di fr. 87'905,35 per lavori svolti e materiali forniti. Il
giudice ha quindi operato una serie di deduzioni per le somme pagate dalla
committente direttamente a terze persone, negando per contro quelle deduzioni
operate dalla convenuta ma rimaste non provate a fronte della chiara contestazione
dell'attore. A mente del Pretore ne deriva quindi una mercede complessiva di
fr. 81'583,65, ovvero un saldo di fr. 1'583,65 tenuto conto degli acconti
versati.

Ritenuta l'esistenza di un saldo scoperto a favore dell'impresario, il primo giudice
ha di conseguenza integralmente respinto la domanda riconvenzionale della
committente chiedente la restituzione di quanto da questa asseritamente versato
in eccesso all'impresario a titolo di anticipo. Il Pretore ha infine respinto
pure la domanda riconvenzionale chiedente la restituzione parziale di quanto già
versato a titolo di onorario per l'attività di architetto. A suo giudizio, la
tesi dell'attrice riconvenzionale non sarebbe neppure adeguatamente motivata e
non sarebbe stata fornita la prova relativa ad un accordo di riduzione del
compenso forfetario inizialmente pattuito.

 

                                  F.   Con appello
29 aprile 2010, l'attore postula che il giudizio di prima istanza venga
riformato, nel senso di accogliere la petizione, limitatamente all'importo
della pretesa ridotta formulata con allegato di replica e di ordinare
l'iscrizione definitiva dell’ipoteca legale degli artigiani
di pari importo già annotata in via provvisoria, protestando
spese e ripetibili di entrambe le sedi.

E.    
Delle osservazioni 10 giugno 2010, con le
quali la convenuta propone la reiezione del gravame si dirà, per quanto
necessario, nei successivi considerandi.

 

considerando

 

in diritto:

 

                                   1.   Il 1° gennaio 2011 è entrato in vigore il Codice di diritto
processuale civile svizzero del 19 dicembre 2008 (CPC). La decisione pretorile
è stata pronunciata e impugnata prima di questa data e la procedura ricorsuale
rimane dunque disciplinata dal previgente codice di procedura civile cantonale
(art. 404 cpv. 1 CPC). 

 

                                   2.   Non
è oggetto di contestazione il fatto che tra le parti
sia venuto in essere un contratto di appalto ai sensi degli art. 363 segg. CO.

Il contratto di appalto conosce due tipi di mercede
dell’appaltatore: quella preventivamente determinata a corpo (art. 373 CO) e
quella che non è preventivamente stabilita o che lo è stata solo in via
approssimativa (art. 374 CO). La mercede a corpo è fissata dalle parti in
anticipo per l’esecuzione dell’intera opera, sicché sono esclusi aumenti a
favore dell’appaltatore, salvo il caso di modifiche di ordinazione (Zindel/Pulver, Basler Kommetar OR-I, 4a
ed., n. 6 ad art. 373 CO). In difetto di particolari pattuizioni, l’appaltatore
è retribuito secondo il valore del lavoro e del materiale (art. 374 CO).
L’onere della prova per quel che concerne l’esistenza e l’entità del vantato
diritto incombe all’appaltatrice che chiede il pagamento della propria mercede
(Zindel/Pulver, op. cit., n. 37 ad
art. 373 CO, n. 18 ad art. 374 CO). L’appaltatore deve dimostrare l’esistenza
degli elementi che sono necessari al giudice per fissare il prezzo (Chaix, Commentaire Romand CO-I, n. 35 ad
art. 373 CO), vale a dire il valore del lavoro e del materiale come anche i
criteri di calcolo (Zindel/Pulver,
op. cit., n. 18 ad art. 374 CO).Tra le parti è altresì sorto un contratto di
architetto e di direzione lavori (doc. Q) che non è più oggetto di
contestazione in questa sede, la relativa pretesa dell'attore essendo stata
accolta dal primo giudice.

 

                                   3.   In termini generali si rileva come le censure di appello e le varie
tesi e allegazioni che lo supportano (che verranno più dettagliatamente esposte
nei considerandi seguenti), siano in gran parte irricevibili per carente
motivazione (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC-TI). Infatti, l'appellante non si
confronta realmente e compiutamente con le motivazioni addotte dal Pretore,
limitandosi a fornire per lo più una sua diversa lettura delle emergenze
istruttorie, ovvero di quanto sarebbe a suo modo di vedere rilevante ai fini
del giudizio.

Una serie di considerazioni proposte con l'appello sarebbero altresì
inammissibili poiché nuove (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC-TI) e ancora una volta
non adeguatamente motivate, essendo costituite da generici richiami ad
allegazioni già esposte dinanzi al Pretore (Cocchi/Trezzini,
CPC-TI, m. 21 e 22 ad art. 309).

Nella limitata misura in cui dovessero risultare ammissibili, le censure
dell'insorgente sono comunque prive di rilevanza o infondate e quindi da
respingere per i motivi esposti nei seguenti considerandi.

 

                                   4.   Il
Pretore ha formulato il giudizio in merito all'ammontare della mercede dovuta
all'attore concludendo che non è stata fornita la prova delle opere eseguite.

L'appellante cerca, senza riuscirci, di confutare la conclusione pretorile in
merito al mancato adempimento dell'onere della prova che gli incombeva. Non
possono infatti essergli di aiuto le considerazioni esposte in merito alla
particolarità e alle difficoltà dell'opera, per la quale le parti avrebbero già
tenuto conto al momento della stipulazione del contratto di notevoli
imprevisti, poi effettivamente verificatisi con relativo maggior costo. A suo
dire, tali circostanze non permetterebbero di riconoscere alla convenuta
un'ingiustificata riduzione del prezzo rispetto a quanto inizialmente pattuito.
Sottolineata l'importanza dell'intervento di ristrutturazione dell'abitazione,
l'appellante pretende che si sarebbero rese necessarie opere supplementari non
contemplate nel contratto di appalto poiché imprevedibili al momento della
stipulazione. Le opere così eseguite sarebbero quindi state oggetto di una
liquidazione allestita dall'impresario (doc. H).

Contrariamente a quanto pretende l'appellante, tali circostanze, anche se
risultassero provate, non sarebbero comunque atte da sole a confermare la
correttezza del conteggio finale su cui si basa la pretesa attorea. I
bollettini prodotti (in particolare il menzionato doc. H) non sono neppure
sottoscritti dalla committenza o dalla direzione dei lavori. Fatture e conteggi
unilaterali, contestati dalla convenuta non possono quindi creare presunzione
di esattezza né per le ore esposte né per i materiali indicati (Gauch, Der Werkvertrag, 5a ed.,
ni 1020 segg.). Neppure le dichiarazioni rese dai testi sono atte a colmare
tale lacuna probatoria in merito alle ore di lavoro effettivamente svolte e al
quantitativo dei materiali impiegati.

 

                                   5.   L'appellante
contesta quindi che l'assenza di una perizia possa essere "utilizzata
dal Giudice per suffragare l'arbitraria tesi del mancato ossequio dell'onere
probatorio da parte dell'attore" (appello pag. 12, n. 5.5). La perizia
sarebbe infatti solamente una delle prove esperibili e entrambe le parti vi
avrebbero rinunciato. Ne discende che, in assenza di prove contrarie, deve
quindi essere riconosciuto all'attore l'adempimento dell'onere della prova.

La censura sarebbe finanche inammissibile poiché non si confronta compiutamente
con la conclusione pretorile, alla quale viene più che altro contrapposta una
diversa tesi.

Non occorre in ogni caso esaminare i motivi per i quali il perito incaricato si
è dichiarato impossibilitato a rispondere ai quesiti postigli e la prova
peritale non è quindi stata apportata. L'attore non può certo dolersene ora,
visto l'atteggiamento processuale assunto al proposito. Infatti, negli allegati
e in occasione dell'udienza preliminare 15 ottobre 2008 (atto VI) l'attore
aveva richiesto di esperire una perizia giudiziaria, salvo poi rinunciarvi,
come comunicato al Pretore con scritto 14 ottobre 2009 (atto XIX dell'incarto
OA.2008.42 la cui istruttoria era congiunta). Peraltro, già in precedenza egli
aveva di fatto rinunciato a farsi parte attiva, lasciando trascorrere
infruttuoso il termine impartitogli dal Pretore per presentare quesiti peritali
e per versare l'anticipo richiesto. L'attore si è pertanto limitato a
contestare i quesiti peritali proposti dalla convenuta (vertenti in parte sulla
questione degli asseriti difetti dell'opera) e non ha intrapreso nulla per
ottenere un referto peritale che potesse essere di aiuto al Giudice per
chiarire gli aspetti rilevanti ai fini del giudizio, con particolare
riferimento ai fatti per i quali l'onere probatorio gli incombeva.

L’appellante non indica in quale modo il primo giudice, pur in assenza di un
referto peritale, potesse disporre degli elementi che consentissero di decidere
in merito alla congruità della pretesa esposta. Va infatti ricordato che per
accertare un fatto occorre far capo ad una perizia quando il giudice non
dispone delle necessarie conoscenze specifiche (DTF 132 III 83 consid. 3.5).
Nel caso di specie non è contestato in termini generali che l'attore abbia
eseguito dei lavori per conto della convenuta. Tuttavia, contrariamente a
quanto ritiene l'appellante, non è per nulla insostenibile considerare che per
determinare le prestazioni effettivamente svolte sulla base del contratto
stipulato e delle successive modifiche d'ordine, per poi esaminare la congruità
delle pretese esposte, siano necessarie conoscenze specifiche che esulano da
quelle di cui dispone l'autorità giudiziaria. Ciò vale a maggior ragione tenuto
conto delle particolari circostanze a cui lo stesso appellante fa ampiamente
riferimento. Egli descrive con impegno la straordinarietà della situazione, che
avrebbe reso particolarmente difficile l'adempimento del contratto, imponendo
di eseguire una serie di opere inizialmente non previste, salvo però omettere
di argomentare come il Pretore possa disporre di tutte le conoscenze tecniche
necessarie per una valutazione della congrua contropartita.

La censura è pertanto respinta.

 

                                   6.   L'appellante
rimprovera inoltre al primo giudice di non aver fatto uso della facoltà
prevista dall'art. 89 CPC-TI e di essere "incorso in un palese difetto
di motivazione e in errori o carenze nella valutazione delle prove assunte (e
non assunte: perizia) e, in ispecie, di quelle fornite dall'attore"
(appello pag. 8 n. 5).

In particolare il Pretore non avrebbe tenuto conto delle testimonianze, senza
neppure fornire una motivazione, e avrebbe altresì ignorato i bollettini
allestiti dagli artigiani (doc. H, I, L e CC).

La censura non adempie alle esigenze di motivazione poiché l'appellante neppure
menziona quali sarebbero le affermazioni dei testi atte a corroborare la sua
tesi. Egli misconosce altresì la portata della facoltà di indagine del primo
giudice, siccome l'assunzione d'ufficio di prove o l'invito alle parti ad
addurne di nuove non costituisce deroga alcuna al principio attitatorio e non
può certo essere invocata per supplire a negligenze delle parti nella
conduzione dell'istruttoria (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, n. 332 ad art. 89 e m. 1 ad art. 88).

 

                                   7.   Con
le censure d'appello l'attore rimprovera inoltre al Pretore di aver prestato
fede alle contestazioni della convenuta, senza valutarne neppure la
verosimiglianza e omettendo "di considerare e commentare il fatto che l'attore,
con la replica e reconvenzionale (recte: riconvenzionale) del 9 giugno 2008, ha preso invece posizione, punto per punto, su tale "controliquidazione" fornendo
anche dettagliate spiegazioni che né la duplica della convenuta né le audizioni
testimoniali hanno consentito di smentire o demolire." (appello pag.
11, n. 5.4).

Anche l'atteggiamento scorretto avuto dalla convenuta avrebbe dovuto "assurgere
a prova diretta e indiziaria delle tesi e pretese dell'attore"
(appello pag. 12, n. 5.4).

Il Pretore ha compiutamente motivato in quale misura l'onere della prova
incombesse all'attore e tale decisione merita conferma. A fronte del mancato
adempimento di tale onere, risultano quindi irrilevanti le considerazioni in
merito alla prova delle tesi opposte dalla convenuta, potendo bastare da parte
di quest'ultima la contestazione puntuale della pretesa rivoltale e dei fatti
rimasti privi di dimostrazione.

 

                                   8.   L'appellante
censura altresì l'errore in cui sarebbe incorso il Pretore riconoscendo una
precisa deduzione di fr. 2'173,10 in relazione ai costi per lavori alla
canalizzazione. Il Pretore si sarebbe riferito a documenti prodotti dalla
convenuta di cui uno (doc. 5) concernente lavori di una ditta di falegnameria e
carpenteria, senza alcuna relazione con l'intervento per la soluzione del
problema di canalizzazione, in relazione al quale l'appellante espone una serie
di considerazioni dettagliate.

La censura non può essere accolta. Infatti, l'appellante non si avvede che per
accreditare la tesi esposta in appello egli deve fornire la prova dei fatti
allegati, onere probatorio al quale non ha dato seguito a causa della mancanza
di un referto peritale (considerando n. 4). Il Pretore ha ritenuto di poter
riconoscere "unicamente quanto ammesso dalla convenuta nel conteggio da
lei allestito" (sentenza impugnata pag. 4) a prescindere quindi dal
giudizio di merito sulla legittimità delle deduzioni apportate, questione questa
evasa appunto alla luce dell'assenza di prove. In queste circostanze, non può
essere rimproverato al giudice di prime cure di non aver fatto proprie le
considerazioni dell'attore in merito all'illegittimità di alcune deduzioni
operate dalla convenuta.

 

                                   9.   Vanno
infine respinte anche le censure dell'appellante, finanche irricevibili (art.
309 cpv. 2 lett. f CPC-TI), riferite ad altre deduzioni operate dal Pretore in
relazione al costo dei materiali che la committente avrebbe pagato direttamente
ai fornitori. Infatti, il giudice di prime cure ha ritenuto che il materiale in
questione è servito per eseguire opere previste nel capitolato, poiché tale
circostanza asserita dalla convenuta non è stata contestata dall'attore. In
questa sede l'appellante non si confronta con questa conclusione, limitandosi a
ribadire che nella liquidazione contestata (doc. B) non sarebbe inserita alcuna
posizione per materiali. Tale circostanza non basterebbe comunque a sovvertire
il giudizio pretorile. Come per le altre deduzioni contestate risulta parimenti
ingiustificato il rimprovero rivolto al Pretore di non aver statuito nel merito
della congruità della liquidazione finale, giudizio questo reso impossibile
dall'assenza di elementi di confronto tra la pattuizione iniziale e la
fatturazione alla luce dei lavori effettivamente svolti e dei materiali
impiegati. Come visto, questa lacuna probatoria è riconducibile all'assenza di
un referto peritale di cui l'attore sopporta le conseguenze.

 

                                10.   L'appello
29 aprile 2010, nella misura in cui è ricevibile, si rivela pertanto privo di
fondamento e come tale va respinto.

La tassa di giustizia, le spese e le ripetibili, calcolati su di un valore litigioso
di fr. 3'329,40 (fr. 4’913,05 ./. fr. 1’583,65) seguono la soccombenza (art.
148 CPC-TI).

Per i quali motivi,

richiamati la LTG e il Regolamento sulle
ripetibili

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Nella misura in cui è ricevibile, l'appello 29 aprile 2010 di AP 1 è
respinto.

 

                                   2.   Le spese della procedura d’appello consistenti in:

                                         a) tassa
di giustizia                                    fr.   450.-

                                         b) spese                                                      fr.    
50.-

                                         totale                                                            fr.
  500.-

 

                                         da
anticiparsi dall'appellante, restano a suo carico, con l'obbligo di rifondere
alla convenuta ripetibili di appello per complessivi fr. 800.-.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  -  

  -  

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Campagna

 

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                         Il
segretario

 

Rimedi giuridici

Contro la presente sentenza è dato ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle
cause a carattere pecuniario il ricorso è ammissibile se il valore litigioso
ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di
locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi (art. 74 cpv. 1 LTF). Per valori
inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale o se una legge federale prescrive un’istanza
cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in
materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in
materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che intende impugnare una
decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia
costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima
istanza (art. 119 LTF).