# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4c32ac36-275e-5643-82fd-10af54610038
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.03.2010 D-6832/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6832-2006_2010-03-15.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6832/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 5  m a r z o  2 0 1 0

Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio), 
Walter Stöckli e Walter Lang, 
cancelliera Chiara Piras,

A._______, nato il (...),
B._______, nata il (...), Cossovo,
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore,

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM dell'11 luglio 2003 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6832/2006

Fatti:

A.
Il 26 aprile 2003, gli interessati (di etnia rom ed originari della regione 
di  C._______  rispettivamente  D._______)  hanno  presentato  una 
domanda  d'asilo  in  Svizzera.  Hanno  dichiarato,  in  sostanza  e  per 
quanto è qui di rilievo (cfr. verbali d'audizione del 2 e del 23 maggio 
2006 rispettivamente del 2 e del 30 maggio 2003) di avere lasciato il 
loro  villaggio  il  (...)  a  causa  della  guerra  in  corso  e  per  le  minacce 
insorte  nei  confronti  dell'interessato dopo che,  nel  (...),  egli  avrebbe 
continuato a svolgere l'attività di poliziotto. Nell'ambito delle audizioni, i 
ricorrenti  hanno,  infatti,  affermato  che  il  (...)  o  (...),  il  partito  Lega 
Democratica  del  Kosovo  (LDK)  avrebbe  stabilito  uno  sciopero  degli 
agenti  di  polizia,  in  seguito al  quale molti  agenti,  non presentatisi  a 
lavoro, sarebbero stati  licenziati  e sostituiti  da agenti  di  polizia serbi 
oppure avrebbero lasciato il  loro posto di  lavoro per motivi  politici. Il 
ricorrente,  vicino  all'età  di  pensionamento,  non  avrebbe  aderito  allo 
sciopero,  avrebbe  continuato  il  proprio  lavoro  e  sarebbe  stato,  per 
questa  ragione,  minacciato  di  morte  da  suoi  ex-colleghi  di  etnia 
albanese. Il figlio dei ricorrenti sarebbe, a sua volta, stato allontanato 
dalla scuola in seguito a sospetti di collaborazionismo con le autorità 
serbe  da  parte  del  padre.  Sospetti  che  poi  sarebbero  sfociati  in 
pressioni di vario genere. Malgrado le presunte provocazioni, pressioni 
e  minacce  da  parte  di  ex-colleghi  dell'insorgente  in  seguito  al  suo 
rifiuto  d'interrompere  il  proprio  lavoro,  il  ricorrente  sarebbe  stato 
trasferito dalla squadra di pattugliamento ad un compito in ufficio ed 
avrebbe  ottenuto  regolarmente  il  prepensionamento  a  causa  di  una 
sua invalidità di prima categoria in seguito ad un intervento subito al 
fegato  nel  (...).  Una  settimana  dopo  la  fine  del  conflitto  cossovaro, 
sarebbero  poi  giunte  a  casa  dei  ricorrenti  dieci  persone  d'etnia 
albanese mascherate ed armate con fucili e pistole, le quali avrebbero 
ricercato  il  ricorrente.  Dopodiché  il  ricorrente  si  sarebbe  recato  a 
E._______, mentre la ricorrente avrebbe raggiunto, assieme al figlio, 
l'abitazione  di  uno  zio  paterno  del  marito  a  C._______,  dove, 
nuovamente,  una  decina  di  persone  armate  avrebbero  cercato  il 
ricorrente. La ricorrente, unitamente al figlio, avrebbe quindi raggiunto 
il  marito  a  E._______  e  si  sarebbero  recati  a  F._______,  dove 
sarebbero rimasti  all'incirca un mese. In tale periodo, essi avrebbero 
appreso che delle persone avrebbero nuovamente cercato il ricorrente 
a  casa  dello  zio  a  C._______,  e,  non  trovandolo,  avrebbero  ucciso 
quest'ultimo.  Di  conseguenza,  i  ricorrenti  avrebbero  intrapreso  il 

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viaggio  per  la  Germania,  passando  da  G._______,  H._______  e 
dall'Ungheria.  Costretti  a  lasciare  la  Germania  dopo  l'esito  negativo 
della loro domanda d'asilo, sarebbero quindi ripartiti, in data (...), per 
F._______, dove avrebbero trovato alloggio presso degli zii materni del 
ricorrente e da dove, su consiglio dei familiari, sarebbero partiti, il (...), 
per recarsi in Svizzera. 

B.
L'11 luglio 2003, l'allora Ufficio federale dei rifugiati (UFR, attualmente 
e  di  seguito  UFM)  ha  respinto  la  domanda  d'asilo  degli  interessati. 
Nello  stesso  tempo  ha  pronunciato  l'allontanamento  di  quest'ultimi 
dalla  Svizzera  e  ritenuto  lecita,  esigibile  e  possibile  l'esecuzione 
dell'allontanamento verso il loro Paese d'origine.

C.
Il  12 agosto 2003,  gli  interessati  hanno inoltrato ricorso dinanzi  alla 
Commissione  svizzera  in  materia  d'asilo  (CRA)  contro  la  citata 
decisione dell'UFM. Hanno chiesto, in via principale, l'annullamento del 
provvedimento  impugnato,  la  concessione  dell'asilo  e,  in  via 
sussidiaria,  l'ammissione  provvisoria.  Hanno  altresì  presentato  una 
domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  dell'esenzione  dal 
pagamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali.

D.
Il  29  agosto  2003,  la  CRA  ha  rinunciato,  ritenuta  la  sussistenza  di 
motivi  particolari  (art. 63 cpv. 4 della  legge federale sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]), a chiedere ai 
ricorrenti  il  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili 
spese  processuali.  Nel  contempo,  ha  invitato  l'autorità  inferiore  a 
presentare una risposta al ricorso.

E.
Il  23 settembre 2003, l'UFM, nell'ambito della risposta al  ricorso, ha 
proposto la reiezione del gravame.

F.
L'8  aprile  2004,  i  ricorrenti  hanno  presentato  dei  documenti  medici 
(redatti dal Dr. I._______ il [...], dalla Dr.ssa J._______ il [...] e dal Dr. 
med.  K._______  il  [...]),  attestanti  l'infarto  di  cui  è  stato  vittima  il 
ricorrente nel corso del mese di (...). Essi hanno richiesto che lo stato 

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di  salute  del  richiedente  fosse  preso  in  considerazione  nel  quadro 
della valutazione dell'esigibilità dell'allontanamento verso il Cossovo.

G.
Il  18  maggio  2004,  invitato  ad  esprimersi  sulla  nuova  situazione 
venutasi  a  creare  dopo  l'infarto  occorso  al  ricorrente,  l'UFM  ha 
concluso che i summenzionati problemi di salute non erano sufficienti 
per giustificare una diversa valutazione, in quanto al ricorrente veniva 
garantita la possibilità di curarsi in Patria presso la Clinica universitaria 
di Pristina. Suddetto Ufficio ha, di conseguenza, pienamente rinviato ai 
considerandi della sua precedente presa di posizione.

H.
Il  14  giugno  2004,  i  ricorrenti  hanno  contestato  le  considerazioni 
dell'UFM,  affermando  che,  contrariamente  a  quanto  asserito  dal 
suddetto  Ufficio,  le  cure  di  cui  necessiterebbe  il  ricorrente  non 
potevano affatto essere garantite in caso di rientro in Cossovo.

I.
Il  7  dicembre  2005,  la  CRA  ha  invitato  l'UFM  ad  introdurre  una 
determinazione  ai  sensi  dell'art.  57  PA. La  Commissione  ha  altresì 
richiesto  che l'UFM prendesse contatto con l'Ufficio  di  collegamento 
svizzero  di  Pristina  (in  seguito:  Ufficio  di  collegamento),  al  fine  di 
ottenere  delle  informazioni  più  dettagliate  quanto  alla  situazione dei 
ricorrenti in Cossovo.

J.
Il  13  febbraio  2006,  dopo  aver  ottenuto  le  necessarie  informazioni 
dall'Ufficio  di  collegamento  (rapporto  del  [...]),  l'UFM ha concluso le 
proprie  osservazioni  al  ricorso,  ribadendo  la  propria  opinione  di 
reiezione del gravame.

K.
Il  2  marzo 2006,  i  ricorrenti  hanno replicato alle  ultime osservazioni 
dell'UFM. Nel loro scritto, essi hanno sottolineato quanto, da un lato, 
fosse  cambiata  la  situazione  in  Cossovo  rispetto  all'inizio  della 
procedura e come, nonostante la presenza delle forze internazionali, 
non fosse garantita l'effettiva protezione da parte delle autorità per i 
cittadini  di  etnia  rom,  mentre,  dall'altro  lato,  hanno  contestato 
l'esigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento in relazione ai problemi 
di salute occorsi al ricorrente. Gli insorgenti hanno quindi concluso le 

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loro osservazioni con la richiesta di accoglimento del gravame ai sensi 
delle conclusioni precedentemente presentate.

L.
Il 20 aprile 2006, i ricorrenti hanno inoltrato un documento medico del 
Dr.  med.  K._______  datato  (...)  relativo  alla  situazione  di  salute 
dell'insorgente  e  hanno  richiesto  che  il  suddetto  documento  fosse 
assunto agli atti quale mezzo di prova a sostegno delle allegazioni del 
ricorrente.

M.
Con  decisione  incidentale  del  9  giugno  2009,  il  Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  ha  invitato  l'insorgente  ad  inviare  dei 
nuovi  certificati  medici  attuali,  in  modo da poter  statuire nella  piena 
conoscenza della fattispecie.

N.
Il 6 luglio 2009, gli insorgenti hanno fatto pervenire al TAF gli attestati 
medici  richiesti  (rapporto  medico  del  [...]  redatto  dal  Dr. med. 
K._______,  accompagnato  da  documenti  medici  datati  [...])  e  delle 
nuove considerazioni relative allo stato di salute dell'insorgente.

O.
Con decisione incidentale  del  10  agosto  2009,  il  TAF ha constatato 
che  i  certificati  inviati  il  6  luglio  2009  non  erano  sufficientemente 
dettagliati per permettere una corretta valutazione dello stato di salute 
del  ricorrente. Codesto  Tribunale  ha  quindi  invitato  gli  insorgenti  ad 
inviare  dei  documenti  maggiormente  dettagliati  entro  il 
10 settembre 2009.

P.
Il 3 settembre 2009, i ricorrenti hanno fatto pervenire al TAF un nuovo 
attestato  medico  (rapporto  medico  del  Prof. Dr. med. L._______ del 
[...]), nel quale si concludeva all'impossibilità di viaggiare del ricorrente 
a  causa  dello  stress  fisico  e  psicologico  che  il  rientro  definitivo  in 
Patria avrebbe potuto provocare.

Q.
Il 9 settembre 2009, gli insorgenti hanno inoltrato un ulteriore rapporto 
medico del M._______ - redatto dal Prof. Dr. med. L._______ il (...) - 
presso  il  quale  il  ricorrente  si  sarebbe  sottoposto  ad  una 
coronarografia ed angioplastica. Hanno, altresì, richiesto che suddetto 

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documento fosse assunto agli  atti  quale mezzo di  prova a sostegno 
delle allegazioni del ricorrente in merito alla valutazione dell'esigibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento. 

R.
Il  10  novembre 2009,  l'UFM ha osservato  che l'insorgente  potrebbe 
seguire  le  cure  mediche  attualmente  in  corso  anche  in  Patria,  e 
concluso che, ritenuta la rete sociale in loco e la possibilità di essere 
sostenuti  dai  propri  figli  presenti  in  Svizzera  ed  in  Germania, 
l'esecuzione  dell'allontanamento  degli  interessati  verso  il  Cossovo 
sarebbe ragionevolmente esigibile. 

S.
Il  18  dicembre  2009,  gli  insorgenti  hanno  presentato  le  loro 
osservazioni in merito all'attuale situazione medica del ricorrente.

T.
Riassumendo, nel corso di  tutta la procedura d'asilo, il  ricorrente ha 
presentato i seguenti  certificati medici: 

- certificato medico del (...), Prof. Dr. med. L._______, M._______

-  rapporto  medico  del  (...),  Prof.  Dr.  med.  L._______,  Ospedale 
Regionale di N._______ e O._______

- rapporto medico del (...), Dr. med. K._______, medico generale

-  certificato  medico  del  (...),  Prof.  Dr.  med.  L._______,  Ospedale 
Regionale di N._______ e O._______

- certificato medico del (...), Dr. med. K._______, medico generale

-  certificato  medico  del  (...),  Prof.  Dr.  med.  L._______,  Ospedale 
Regionale di N._______ e O._______

-  certificato  medico  del  (...),  Prof.  Dr.  med.  L._______,  Ospedale 
Regionale di N._______ e O._______

-  certificato  medico  del  (...),  Prof.  Dr.  med.  L._______,  Ospedale 
Regionale di N._______ e O._______

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-  certificato  medico  del  (...),  Dr.  I._______,  Ospedale  Regionale  di 
N._______ e O._______

- certificato medico del (...), Dr. med. K._______, medico generale

- certificato medico del (...), Dr. med. K._______, medico generale

- certificato medico del (...), Dr.ssa J._______, M._______

Diritto:

1.

1.1 Il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in  materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  [LTAF,  RS  173.32], 
art. 105 della legge sull'asilo del 26 giugno 1998  [LAsi, RS 142.31] e 
art.  83  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giugno  2005 
[LTF, RS 173.110]).

1.2 Questo Tribunale osserva altresì che dal 1° gennaio 2007 giudica, 
in  quanto  sia  competente,  i  ricorsi  pendenti  al  31  dicembre  2006 
presso le commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi 
dei ricorsi dei dipartimenti. Il giudizio si svolge secondo il nuovo diritto 
processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).

1.3 Giusta  il  capoverso  1  delle  disposizioni  transitorie  della  LAsi 
riguardanti la modifica del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti 
al momento dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il 
nuovo diritto.

1.4 Secondo l'art. 6 LAsi,  le  procedure in  materia  d'asilo  sono rette 
dalla  PA,  dalla  LTAF  e  dalla  LTF,  in  quanto  la  LAsi  non  preveda 
altrimenti.

2.
V'è motivo di entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
di ammissibilità di cui agli art. 48, 50 e 52 PA.

3.
Il TAF esamina liberamente il diritto federale, l'accertamento dei fatti e 

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l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai motivi invocati dalle parti 
(art.  62  cpv.  4  PA)  o  dai  considerandi  del  provvedimento  litigioso 
(v. Decisione del Tribunale Federale [DTF] 126 I 207).

4.

4.1 Nella decisione impugnata, l'autorità inferiore ha sottolineato che 
le persecuzioni allegate da parte dei ricorrenti, sarebbero state opera 
di  terze  persone  (ex-colleghi  e  membri  dell'UCK)  e  quindi  non 
imputabili  alle  autorità.  Inoltre,  data  la  presenza  sul  territorio  delle 
forze  internazionali  della  Kosovo  Force  (KFOR),  nonché  la 
trasformazione  dell'UCK  da  forza  militare  in  forza  politica,  nulla 
avrebbe  impedito  ai  ricorrenti  di  ottenere,  se  opportunamente 
sollecitata,  la  protezione  necessaria  da  tali  persecuzioni.  Il  timore 
invocato dall'interessato, basato unicamente su informazioni riportate 
da terze persone, sarebbe, quindi da considerare infondato. Per questa 
ragione,  i  motivi  espressi  dai  ricorrenti  non  sarebbero  pertinenti  in 
materia  d'asilo  e,  di  conseguenza,  l'esecuzione  del  loro 
allontanamento  verso  il  loro  Paese  d'origine  lecita,  esigibile  e 
possibile.

4.2 Nel  gravame,  i  ricorrenti  hanno  rilevato  che,  nonostante  la 
presenza  in  Cossovo  delle  forze  internazionali,  la  sicurezza  non 
potrebbe  essere  sempre  garantita.  Questa  precarietà  risulterebbe 
ancora più marcata per chi,  come il  ricorrente, verrebbe accusato di 
avere collaborato con i serbi oppure apparterrebbe ad una minoranza. 
Facendo  il  richiedente  parte  di  entrambe  queste  categorie,  egli 
sarebbe quindi posto in una situazione di reale pericolo in caso di un 
eventuale rimpatrio. In particolare, per quanto attiene all'accesso delle 
minoranze ad una reale protezione, egli ha affermato che la KFOR e la 
United  Nations  Interim  Administration  Mission  in  Kosovo  (UNMIK) 
avrebbero  ridotto  la  loro  presenza,  e  affidato  il  compito  di  garantire 
l'ordine  pubblico  ad  un  organismo  (Kosovo  Police  Service,  KPS),  il 
quale non godrebbe della piena fiducia delle minoranze etniche. Per 
questo motivo ai ricorrenti dovrebbe essere riconosciuto lo statuto di 
rifugiati  e  dovrebbe  essere  concesso  loro  l'asilo.  Di  conseguenza, 
tenuto  conto  dell'assenza  in  Patria  di  una  rete  sociale  (la  maggior 
parte dei parenti dei ricorrenti avrebbe infatti abbandonato il Cossovo), 
l'esecuzione  dell'allontanamento  sarebbe  da  considerare  non 
ragionevolmente  esigibile.  Infine,  un  rinvio  sarebbe  altresì  da 
considerarsi  come  illecito  a  causa  del  rischio  che  correrebbero  gli 

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insorgenti  di  essere esposti,  in  Patria,  a trattamenti  vietati  dall'art. 3 
della  Convenzione  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle 
libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101).

4.3 Nelle osservazioni del  23 settembre 2003, l'UFM ha considerato 
l'atto ricorsuale privo di fatti o mezzi di prova nuovi atti a giustificare 
una modifica del provvedimento litigioso.

4.4 Nell'ambito  delle  osservazioni  del  18  maggio  2004,  l'autorità 
inferiore  si  è  espressa  in  merito  al  certificato  medico  del  (...), 
sottolineando che la Clinica universitaria di Pristina disporrebbe di un 
reparto  di  cardiologia.  Il  trattamento  prescritto  al  ricorrente,  in  data 
(...),  dal  M._______  prevederebbe  l'assunzione  di  farmaci  in  parte 
(eccetto  il  P._______,  per  il  quale  il  ricorrente  potrebbe  ottenere  la 
quantità necessaria per la terapia prevista di sei mesi ed il medicinale 
Q._______, per il  trattamento di  disturbi  del  metabolismo dovuti  alla 
presenza  di  grassi  e  colesterolo  nel  corpo)  disponibili  a  Pristina  a 
prezzi modici (segnatamente l'R._______, S._______ e T._______). Di 
conseguenza,  l'UFM  ha  rinviato  ai  considerandi  del  provvedimento 
litigioso. 

4.5 Nella  replica  del  14  giugno  2004,  i  ricorrenti  hanno  rilevato  la 
mancanza delle cure mediche necessarie per l'insorgente in Patria e 
confermato le conclusioni già espresse in sede di ricorso. 

4.6 Nelle  osservazioni  del  13  febbraio  2006,  l'UFM  ha  riportato  il 
contenuto  del  rapporto  del  (...)  dell'Ufficio  di  collegamento, 
sottolineando  che  a  C._______,  villaggio  in  cui  avrebbero  vissuto  i 
ricorrenti,  risiederebbero  ancora  lo  zio  ed  un  nipote  del  ricorrente, 
quale  rappresentante  ufficiale  della  comunità rom in  dettol  Comune. 
L'abitazione  dei  ricorrenti,  poco  distante  da  quella  dello  zio  del 
ricorrente, sarebbe stata occupata abusivamente da persone di etnia 
albanese.  Ad  D._______,  villaggio  d'origine  della  ricorrente, 
vivrebbero,  altresì,  oltre  alla  madre di  quest'ultima,  anche altri  sette 
membri  della  famiglia.  Come  lo  zio  del  ricorrente,  anch'essi  non 
lamenterebbero  difficoltà  economiche.  Ragione  per  cui,  l'autorità 
inferiore ha confermato l'esigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento 
degli  interessati  verso il  Cossovo. Per quanto concerne la  qualità  di 
rifugiato, detto Ufficio ha riferito quanto riportato dal summenzionato 
rapporto,  ovvero,  che  i  problemi  dei  ricorrenti  sarebbero  legati  alla 
funzione di agente di polizia esercitata ai tempi dal ricorrente, la quale 
avrebbe portato all'accusa di avere collaborato con le autorità serbe, 

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nonché  alle  minacce  da  parte  di  membri  della  comunità  albanese. 
Infine, l'UFM ha rinviato ai considerandi della decisione impugnata. 

4.7 Nella replica del 2 marzo 2006, i ricorrenti hanno preso posizione 
in merito al rapporto dell'Ufficio di collegamento, sottolineando che, in 
particolare,  anche nel  summenzionato rapporto viene rilevato che le 
persecuzioni  subite  dai  ricorrenti  sarebbero  da  ricollegare  alla 
funzione  svolta  in  passato  dall'insorgente.  Inoltre,  la  situazione  in 
Cossovo sarebbe mutata a più riprese, anche se migliorata in merito 
alle  minoranze  etniche.  Per  di  più, l'apertura  dei  negoziati 
introdurrebbe nuovamente  un clima di  instabilità. La minoranza rom, 
temerebbe, infatti, una ripresa degli atti di violenza e delle espulsioni 
(citato a tal proposito il rapporto dell'Organizzazione svizzera aiuto ai 
rifugiati [OSAR] del luglio 2005). Pertanto, il ricorrente adempirebbe le 
condizioni  legate  alla  qualità  di  rifugiato,  in  quanto  le  autorità  in 
Cossovo non sarebbero in grado di garantire un'adeguata protezione 
dalle minacce e dalle  probabili  aggressioni  di  chi  lo considera come 
collaboratore del governo serbo. Infine, gli interessati hanno precisato 
che il ricorrente non avrebbe parenti in Cossovo e sarebbe figlio unico. 
La madre della ricorrente, inoltre, vivrebbe in Cossovo con una figlia, 
la quale presenterebbe un handicap fisico, con mezzi finanziari limitati 
(EUR [...].-/[...].-  al  mese).  In  Svizzera,  al  contrario,  risiederebbero 
quattro  sorelle  della  ricorrente  ed  un  fratello,  i  quali 
rappresenterebbero  la  parte  più  numerosa  della  famiglia  e 
sosterrebbero i familiari rimasti in Cossovo con aiuti finanziari. 

4.8 Il 10 novembre 2009, invitato ad esprimersi in merito all'esigibilità 
del  rinvio  e  prendendo  in  considerazione  lo  stato  di  salute  del 
richiedente, l'UFM ha osservato che l'insorgente, il quale deve essere 
seguito  regolarmente  per  controllare  l'evoluzione  della  malattia 
coronarica,  può  recarsi  all'ospedale  regionale  di  Prizren,  dove 
potrebbero essere compiuti  i  controlli  correlati  all'introduzione di  uno 
stent.  La  Clinica  universitaria  di  Pistina,  sarebbe,  altresì,  il  migliore 
ospedale statale in Cossovo e disporrebbe di un reparto cardiologico, 
dove,  però,  non  potrebbero  essere  effettuate  delle  operazioni 
importanti. Tuttavia,  nella  Clinica privata Euromed a Poje,  sarebbero 
state compiute nell'anno 2007 almeno 200 operazioni  per  introdurre 
uno stent. Per di più, eccetto un medicinale (U._______), le medicine 
assunte  al  momento  dall'insorgente  (V._______,  R._______, 
W._______  e  P._______),  sarebbero  disponibili  nella  regione.  Di 
conseguenza, ritenuta la rete sociale in loco e la possibilità di essere 

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sostenuti  dai  propri  figli  presenti  in  Svizzera  ed  in  Germania, 
l'esecuzione dell'allontanamento degli  interessati in Cossovo sarebbe 
ragionevolmente esigibile. 

4.9 Con scritto del 18 dicembre 2009, gli insorgenti hanno presentato 
le  loro  osservazioni  in  merito  alla  situazione  medica  del  ricorrente, 
rinviando  all'abbondante  documentazione  medica  agli  atti,  la  quale 
dimostrerebbe la necessità del ricorrente di continuare a beneficiare di 
importanti  controlli  medici  che potrebbero sfociare in nuovi interventi 
chirurgici  e  sottolineando  l'appartenenza  degli  interessati  alla 
minoranza etnica rom (citato a tal proposito il rapporto dell'OSAR del 
21 ottobre 2009).

5.

5.1 Sono  rifugiate  le  persone  che,  nel  Paese  d'origine  o  di  ultima 
residenza,  sono  esposte  a  seri  pregiudizi  a  causa  della  loro  razza, 
religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale 
o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere 
esposte  a  tali  pregiudizi.  Sono  pregiudizi  seri  segnatamente 
l'esposizione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della libertà, 
nonché  le  misure  che  comportano  una  pressione  psichica 
insopportabile. Occorre altresì tenere conto dei motivi di fuga specifici 
della condizione femminile (art. 3 LAsi).

5.2 Chiunque  domanda  asilo  deve  provare  o  per  lo  meno  rendere 
verosimile  la  sua  qualità  di  rifugiato.  Per  poter  ammettere  la 
verosimiglianza,  ai  sensi  dell'art.  7  LAsi,  delle  dichiarazioni 
determinanti  rese  da  un  richiedente  l'asilo,  occorre  che  le  stesse 
abbiano  insito  un  grado  di  convinzione  logica  tale  da  prevalere  in 
modo  preponderante  sulla  possibilità  del  contrario,  così  che 
quest'ultima risulti secondaria (v. Giurisprudenza ed informazioni della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
1993 n. 21). In altri  termini, le dichiarazioni devono essere attendibili, 
cioè  resistenti  alle  obiezioni,  precise,  ovvero  non  generiche  e  non 
suscettibili  di  diversa interpretazione (altrettanto  o  più  verosimile),  e 
concordanti,  o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con altri 
dati  o  elementi  certi.  Peraltro,  il  giudizio  sulla  verosimiglianza 
dev'essere  il  frutto  di  una  valutazione  complessiva,  e  non 
esclusivamente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo 
da  consentire  di  limitare  al  minimo  il  rischio  dell'approssimazione, 
ovvero il pericolo di fondare il giudizio valorizzando, contro indiscutibili 

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postulati  di  civiltà  giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità 
giudicante (v. GICRA 1995 n. 23).

5.3 Secondo  la  teoria  della  protezione  (Schutztheorie),  una 
persecuzione, di cui gli  autori non sono né lo Stato, né uno dei suoi 
organi, né un'entità quasi statale, è determinante per il riconoscimento 
della qualità di rifugiato, se la vittima non può ottenere una protezione 
adeguata  dal  suo Paese d'origine  (principio  della  sussidiarietà  della 
protezione  internazionale).  Lo  Stato  non  è  tenuto  a  garantire  una 
protezione assoluta e durevole a tutti i cittadini in ogni luogo (GICRA 
1996 n. 18).  Tuttavia,  tale  protezione  deve  assumere  un  carattere 
effettivo  e  ragionevole.  Lo  Stato  non  può  prevenire  ogni  tipo  di 
attacchi, ma può proibirli e sanzionarli. Se i comportamenti illegittimi di 
terzi  sono  oggetto  di  inchieste  e  sanzioni  sistematiche,  lo  Stato 
adempie  in  generale  al  suo  obbligo  di  protezione.  Inoltre,  un 
richiedente l'asilo  può essere obbligato a chiedere  la  protezione del 
suo  Paese  d'origine,  se  essa  è  appropriata,  ossia  se  è  suscettibile 
d'essere  ottenuta  da  strutture  di  protezione  interne  funzionanti  ed 
efficienti (GICRA 2006 n. 18).

5.4 Nella  fattispecie,  le  allegazioni  degli  insorgenti  in  merito  agli 
avvenimenti, verificatisi in Patria, i quali li avrebbero indotti a lasciare il 
loro Paese d'origine, ed in merito ai loro timori di persecuzione in caso 
di un rientro in Patria, si esauriscono in mere, generiche ed imprecise 
affermazioni di parte, non corroborate dal benché minimo elemento di 
seria  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento  litigioso,  cui  può  essere  rimandato.  Infatti,  mal  si 
comprende che i ricorrenti  siano rimasti  nel  loro Paese d'origine per 
sette anni, dopo essere stati minacciati la prima volta nel (...), prima di 
espatriare nel (...) (cfr. verbale d'audizione del 2 maggio 2003 pag. 4 
D/15) e vi siano rientrati in data (...) (a F._______, all'epoca parte della 
Repubblica  di  Serbia  e  Montenegro),  dopo  l'esito  negativo  della 
procedura d'asilo in Germania. Inoltre, a prescindere dal fatto che nel 
periodo di otto giorni trascorso in Patria nel (...) nulla è accaduto che 
potrebbe  seriamente  indurre  questo  Tribunale  a  sospettare  possibili 
atti  di  persecuzione  nei  confronti  dei  ricorrenti,  vale  rilevare  come 
quest'ultimi hanno basato i propri timori su mere affermazioni di parte 
dei  propri  familiari,  i  quali  avrebbero  sostenuto  che  sarebbe  stato 
meglio  se  non  tornassero  in  Cossovo  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
2 maggio  2003  pag.  5).  Tali  elementi  non  sono  idonei  a  rendere 
verosimile  una  persecuzione  da  parte  delle  autorità  nei  confronti 

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dell'autore del gravame nel suo Paese d'origine. Peraltro, dagli atti di 
causa  non  emergono  ragioni  per  ritenere  che  le  persone  che 
avrebbero  minacciato  i  ricorrenti  nel  (...)  e  nel  (...)  abbiano  ancora 
interesse  a  vendicare  il  comportamento  dell'insorgente  risalente  al 
(...). Inoltre, i ricorrenti hanno affermato di non avere mai avuto alcuno 
problema  con  le  autorità  in  patria  (cfr.  verbali  d'audizione  del  22 
maggio  2003  pag.  9  e  del  26  maggio  2003  pag.  8).  Inoltre,  nella 
fattispecie, non soccorre l'insorgente l'allegazione, secondo la quale, 
non avrebbe chiesto protezione in Patria, in quanto - in ragione della 
sua  appartenenza  ad  una  minoranza  etnica  -  non  avrebbe  potuto 
ricevere  un'adeguata  protezione  da  parte  delle  autorità  statali  o 
internazionali, (cfr. ricorso pag. 3). Per di più, in Cossovo, a sostegno 
delle autorità statali,  è stata messa in atto la Missione delle Nazioni 
Unite  che  ha  dato  luogo  alla  presenza  in  tale  Paese  di  forze 
internazionali di sicurezza, tra cui la KFOR, le quali hanno la volontà e 
le infrastrutture appropriate per proteggere le persone appartenenti ad 
una  minoranza  etnica  verso  cui  non  esiste  alcuna  persecuzione 
sistematica  (v.  sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  D-
5425/2008 del  13 luglio  2009  consid.  3.3  e  i  relativi  riferimenti).  Di 
conseguenza,  non vi  è  ragione di  ritenere che le  autorità  statali,  se 
opportunamente,  sollecitate,  non  accorderebbero  ai  ricorrenti 
un'appropriata protezione contro l'eventuale futuro agire illegittimo di 
terzi nei loro confronti.

Pertanto, ai ricorrenti non può essere riconosciuta la qualità di rifugiato 
ai sensi dell'art. 3 LAsi. 

5.5 Da  quanto  esposto,  consegue  che  sui  punti  di  questione  della 
qualità  di  rifugiato  e  dell'asilo  il  ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché 
minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione  impugnata  va 
confermata.

6.
I  ricorrenti  non  adempiono  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento 
(art. 14 cpv. 1  e  cpv.  2  LAsi,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

7.
Giusta  l'art.  44  cpv.  2  LAsi,  se  l'esecuzione  dell'allontanamento  è 
impossibile,  inammissibile  o  non  ragionevolmente  esigibile,  l'Ufficio 

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federale  disciplina  le  condizioni  di  soggiorno  conformemente  alle 
disposizioni relative all'ammissione provvisoria della legge federale del 
16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20).

7.1 Le summenzionate tre condizioni per una rinuncia all'esecuzione 
dell'allontanamento  –  impossibilità,  inammissibilità  ed  inesigibilità  – 
sono  di  natura  alternativa:  non  appena  una  di  queste  condizioni  è 
adempita,  non  può  più  essere  pronunciata  l'esecuzione 
dell'allontanamento e vanno disciplinate le condizioni del soggiorno in 
Svizzera dell'interessato secondo le regole sull'ammissione provvisoria 
(v. GICRA 2006 n. 6 consid. 4.2. pag. 54 e seg.).

7.2 Il  fatto  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  non  sia 
ragionevolmente esigibile costituisce uno dei motivi che giustificano la 
pronuncia  della  misura  sostitutiva  dell'ammissione  provvisoria 
(art. 44 cpv. 2  LAsi  e  83  cpv. 1  LStr). Secondo l'art.  83  cpv. 4  LStr, 
l'esecuzione  dell'allontanamento  non  è  ragionevolmente  esigibile  in 
particolare  se  implica  per  lo  straniero  un'esposizione  concreta  a 
pericolo. Le  persone  che  possono  prevalersi  di  questa  disposizione 
non sono rifugiati  ai  sensi  della legge sull'asilo o della Convenzione 
sullo statuto dei rifugiati e non beneficiano, pertanto, di una protezione 
di  diritto  internazionale pubblico contro il  respingimento, ma sono in 
particolare quelle che in patria non potrebbero beneficiare – a causa 
della loro etnia, della loro formazione professionale, della loro salute o 
dell'inesistenza dei mezzi necessari al sostentamento rispettivamente 
di  una  sufficiente  rete  sociale  –  delle  condizioni  di  un  adeguato 
reinserimento  (v.  DTAF  2007/10  e  relativi  riferimenti).  L'autorità 
giudicante deve dunque ponderare i  contrapposti  interessi  pubblici  e 
privati in gioco.

Infine, l'allontanamento rimane, su riserva di  un'accurata valutazione 
di  caso  in  caso,  di  principio  inesigibile  per  un  richiedente 
accompagnato da un bambino in tenera età (specialmente un bambino 
di meno di sei anni), oppure da numerosi bambini, per gli anziani, per 
le  persone  malate,  oppure  per  le  donne  non  accompagnate  e 
sprovviste di  una rete sociale o famigliare (v., fra le tante, Sentenza 
del Tribunale amministrativo federale D-656/2006 del 25 aprile 2008 e 
GICRA 2003 n. 33 consid. 8.3 pag. 237).

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7.3

7.3.1 Nel  caso  di  specie,  per  quanto  concerne  la  situazione 
economica dei ricorrenti in caso di rinvio in Patria, quest'ultimi hanno 
già  avuto  modo  di  esprimersi  al  riguardo  nel  loro  scritto  del 
2 marzo 2006. In quest'occasione non hanno contestato le conclusioni 
dell'UFM,  secondo  le  quali  non  sussisterebbero  particolari  problemi 
finanziari in caso di rinvio in Patria (grazie segnatamente alla presenza 
di  un'importante  rete  sociale).  Non  soccorrono  infatti  i  ricorrenti  le 
allegazioni,  del  tutto  vaghe  e  generiche,  secondo  le  quali  la  loro 
famiglia  non  “navigherebbe  nell'oro”,  oppure  secondo  cui  “si  può 
immaginare” che il salario del cognato non sia stratosferico. Oltracciò, 
mal si comprende per quale motivo i parenti residenti in Svizzera, che 
a  dire  dei  ricorrenti  li  starebbero  aiutando  economicamente, 
dovrebbero  cessare  il  loro  supporto  in  caso  di  un  loro  rientro  in 
Cossovo.  Infine,  come  ammesso  dal  ricorrente  stesso  (cfr.  verbale 
d'audizione del 22 maggio 2003), in Patria egli sarebbe a beneficio di 
una rendita pensionistica. Visto quanto suesposto, non sembrerebbe 
quindi che la situazione economica dei ricorrenti, una volta rientrati in 
Cossovo, possa destare particolari preoccupazioni. 

7.3.2 Tuttavia,  quanto  alla  situazione medica degli  insorgenti,  il  TAF 
constata che il ricorrente ha subito, in data (...), un infarto miocardico 
acuto  inferiore.  Dal  (...)  soffre  di  una  grave  ipertensione  arteriosa, 
accompagnata  da  ipercolesterolemia  ed  ipertrofia  prostatica  (cfr. 
certificati  medici  del  [...]  e  del  [...]).  Da  quando  è  stato  dimesso 
dall'Ospedale  Regionale  di  N._______  e  O._______  gli  è  stata 
prescritta  una  terapia  composta  da  R._______,  S._______, 
T._______, Q._______ e P._______ per sei mesi (cfr. certificati medici 
del  [...]  e  del  [...]  pag.  2).  Tale  terapia  è  tuttora  valida.  Per  di  più, 
secondo i  certificati  medici  recenti  in  possesso di  codesto Tribunale 
(certificati  medici  del  Prof. Dr. med. L._______  del  [...]  e  del  [...])  il 
rischio di una restenosi permane reale e consistente. Nei controlli più 
recenti,  il  ricorrente  ha   presentato  il  sospetto  di  una  recidiva, 
rispettivamente  una  progressione  della  malattia  coronaro-ischemica. 
Egli  deve, infatti,  continuare ad essere controllato in maniera stretta, 
ritenuta la progressione importante della malattia coronarica a livello 
degli  altri  vasi  coronarici.  Per  di  più,  si  rileva  necessaria  la 
continuazione di una doppia antiaggragazione piastrinica per 12 mesi 
empiricamente, nonché dell'attuale terapia medicamentosa e profilassi 
secondaria  (trattamento  anti-ipertensivo  esteso  e  prevenzione 

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secondaria  coronarica).  Inoltre,  il  ricorrente  soffre  d'ipertensione 
arteriosa terapia-resistente con cefalee. In tale contesto, due certificati 
medici separati ed emessi da due medici diversi (certificato del Prof. 
Dr. med. L._______ del [...]  pag. 2 e del Dr. med. K._______ del [...] 
pag. 2) sottolineano l'inidoneità al  viaggio del ricorrente a causa dei 
problemi  cardiaci  suesposti,  nonché delle  pressioni  psichiche legate 
ad  un  possibile  viaggio  verso  il  suo  Paese  d'origine,  ritenuta 
segnatamente la progressione della malattia coronarica. 

Pertanto, a prescindere dall'esistenza di infrastrutture mediche adatte 
al momento in Cossovo e le possibilità del ricorrente di sottoporsi alle 
cure  mediche  necessarie  in  Patria  (cfr.  scritto  dell'UFM  del 
10 novembre  2009),  codesto  Tribunale  ritiene  eccessivi  i  rischi  del 
viaggio d'espatrio per lo stato di salute del ricorrente e marcatamente 
incisivi  per il  percorso delle cure che sta seguendo al momento. Ciò 
non  esclude,  altresì,  per  il  futuro,  la  possibilità  per  il  ricorrente  di 
potere  intraprendere  il  viaggio  d'espatrio  una  volta  terminate  le 
summenzionate cure mediche. 

7.4 In  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento del ricorrente non è, al momento, ragionevolmente 
esigibile. 

8.
Per  conseguenza,  la  decisione  impugnata  è  annullata  sul  punto  di 
questione  dell’esecuzione  allontanamento  (n.  4  e  5  del  dispositivo 
della  decisione  impugnata)  a  causa  dell'attuale  inesigibilità  del 
rimpatrio del ricorrente in Cossovo per ragioni mediche.

9.

9.1 Quando  il  TAF  annulla  una  decisione,  esso  può  sostituirsi 
all'autorità  inferiore  e  giudicare  direttamente  nel  merito  o  rinviare  la 
causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per nuovo giudizio 
(art.  61  cpv.  1  PA;  ULRICH HÄFELIN /  GEORG MÜLLER /  FELIX UHLMANN, 
Allgemeines Verwaltungsrecht, 5a ed., Zurigo 2006, n. 1977 pag. 418). 
In particolare, esso può sostituirsi all'autorità inferiore se gli atti sono 
completi  e comunque sufficienti a statuire sull'applicazione del diritto 
federale (GICRA 1996 n. 7 consid. 12 pag. 65). 

9.2 Conto  tenuto  di  quanto  precede  (v.  consid.  7.3  del  presente 
giudizio), discende che allo stato attuale delle cose, non è opportuna 

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una semplice cassazione della decisione impugnata,  ma si  giustifica 
da  parte  dell'UFM  la  pronuncia  a  favore  dell'insorgente 
dell'ammissione provvisoria in Svizzera.

In  applicazione  del  principio  dell'unità  della  famiglia  (art.  44  cpv. 1 
LAsi, v. GICRA 2004 n. 12 pag. 76 seg. e GICRA 1995 n. 24 pag. 224 
seg.),  anche  B._______,  moglie  del  ricorrente,  beneficerà  di  tale 
provvedimento. 

10.
Per  eccezione,  nonostante  l’esito  solo  parzialmente  positivo  del 
gravame, non si prelevano spese processuali (art. 63 PA). La domanda 
d’assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle 
spese processuali è, pertanto, divenuta senza oggetto.

11.
Peraltro,  ritenuto  che  i  ricorrenti  sono  difesi  da  un  mandatario,  si 
giustifica altresì l'attribuzione di un'indennità a titolo di spese ripetibili 
(art. 64 PA e art. 7 segg. del  regolamento sulle tasse e sulle  spese 
ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 
21 febbraio  2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). La  stessa,  in  assenza di 
una nota dettagliata, è fissata d'ufficio in CHF 300.-, conto tenuto del 
lavoro  effettivo  ed  utile,  svolto  dal  rappresentante  dei  ricorrenti 
(art. 14 cpv. 2 TS-TAF). 

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto, in materia d’esecuzione dell’allontanamento; per il 
resto, è respinto.

2.
I punti 4 e 5 della decisione impugnata sono annullati. 

3.
L'UFM accorderà ai ricorrenti l'ammissione provvisoria in Svizzera.

4.
Non si riscuotono spese processuali.

5.
L'UFM rifonderà  ai  ricorrenti  CHF 300.-  a  titolo  di  spese ripetibili  di 
questa sede.

6.
Comunicazione a: 

- rappresentante dei ricorrenti (plico raccomandato)
- UFM, Divisione soggiorno, con allegato l'incarto N (...) (per corriere 

interno; in copia)
- X._______ (in copia)

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

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