# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1547d63a-bd58-5571-8027-1a3371fa7166
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-01-15
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 15.01.2018 12.2017.173
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2017-173_2018-01-15.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2017.173

  	
  Lugano

  15 gennaio 2018/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Bozzini
  e Balerna (giudice supplente)

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. CA.2017.144/145
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 - promossa con istanza 5
maggio 2017 da

 

	
   

  	
  AP
  1 

  rappr. da PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO
  1 

  rappr. da RA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

volta ad ordinare in via supercautelare
e cautelare la sospensione della procedura esecutiva di cui al PE n. __________
dell’UE di Lugano fino alla decisione definitiva in merito all’azione di
accertamento dell’inesistenza del debito; 

 

domanda avversata dalla
convenuta, che ha postulato la reiezione dell’istanza, e nell’ambito della
quale il Pretore con decisione cautelare intermedia 2 ottobre 2017 ha revocato
con effetto immediato il provvedimento supercautelare reso l’8 maggio 2017;

 

appellante l'istante con
appello 13 ottobre 2017, con cui ha chiesto la riforma del querelato giudizio
nel senso di confermare il provvedimento supercautelare, protestando spese e
ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre la convenuta con
osservazioni (recte: risposta) 30 ottobre 2017 ha postulato la reiezione
del gravame pure con protesta di spese e ripetibili;

 

richiamata la decisione 17
novembre 2017 con cui il presidente di questa Camera ha respinto la richiesta
di concessione dell’effetto sospensivo all’appello;

 

letti ed
esaminati gli atti ed i documenti prodotti;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

                                         che il 21 novembre 2015 AP 1 ha ordinato a AO 1 degli
accessori da tavola (tovaglie, tovaglioli, piatti, ecc.), che ad inizio gennaio
2016 le sono stati forniti e poi fatturati in ragione di fr. 36'002.- (doc. 3),
somma da lei integralmente pagata; nel frattempo, il 21 e 23 dicembre 2015,
essa aveva provveduto ad ordinare ulteriori accessori da tavola, che nel
febbraio 2016 le sono stati forniti e poi fatturati in ragione di fr. 15'686.-
(cfr. il relativo richiamo di pagamento di cui al doc. F), somma rimasta
insoluta;  

 

                                         che
il 15 novembre 2016 (doc. A) AO 1 ha fatto spiccare nei confronti di AP 1 il PE n. __________ dell’UE di Lugano per l’importo di
fr. 15'686.- oltre interessi al 5% dal 15 marzo 2016; siccome al PE non era
stata interposta opposizione, il 10 marzo 2017 (cfr. doc. G) l’UE di Lugano ha
ordinato l’accompagnamento forzato dell’escussa tramite polizia in vista del
relativo pignoramento;

 

                                         che
con istanza 5 maggio 2017 AP 1 ha convenuto in giudizio AO 1 innanzi alla
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1, chiedendo, in virtù
dell’art. 85a cpv. 2 LEF, di ordinare in
via supercautelare e cautelare la sospensione della procedura esecutiva di cui
al PE fino alla decisione definitiva in
merito all’azione di accertamento dell’inesistenza del debito; 

 

                                         che
con provvedimento supercautelare 8 maggio 2017 il Pretore ha ordinato la
sospensione dell’esecuzione, disponendo l’immediata esecutività della
decisione;

 

                                         che,
dopo aver preso atto delle osservazioni della convenuta e della replica
spontanea dell’istante, il Pretore, con decisione cautelare intermedia 2 ottobre
2017, ha revocato con effetto immediato
il provvedimento supercautelare: egli ha in sostanza ritenuto che i documenti
prodotti non rendessero per nulla verosimile la pretesa compensatoria
dell’istante, la quale aveva sostenuto di essersi accordata con la controparte
per la sostituzione di parte della merce (del valore di fr. 21'020.-, cfr. le
posizioni evidenziate in giallo nel doc. C) oggetto della prima fornitura, a
suo dire difettosa, e di aver per finire optato, a seguito della successiva inadempienza
nella sostituzione, per la restituzione di quella merce, pacificamente avvenuta
ad inizio luglio 2016;  

 

                                         che
con l’appello 13 ottobre 2017 che qui ci occupa, avversato dalla convenuta con risposta 30 ottobre 2017, l’istante ha
chiesto di riformare il querelato giudizio nel senso di confermare il
provvedimento supercautelare, protestando spese e ripetibili di entrambe le
sedi: essa ha rimproverato al Pretore di non aver rilevato che la convenuta non
aveva contestato né di aver ricevuto una sua telefonata e una sua visita, nelle
quali era stato concluso quell’accordo, né che la restituzione della merce difettosa
fosse stata accompagnata da un suo biglietto manoscritto che faceva riferimento
a quell’accordo, ciò che rendeva la sua versione dei fatti “perlomeno verosimile”
o “decisamente più verosimile” di quella
della controparte; 

 

                                         che
l’impugnabilità di una decisione cautelare intermedia, resa dal giudice dopo
aver sentito le parti, ma prima di disporre di tutti gli elementi necessari per
statuire definitivamente - fatte salve nuove circostanze - sui provvedimenti
richiesti e terminare la procedura cautelare, è ammessa dalla giurisprudenza
(DTF 139 III 86 consid. 1; II CCA 5 novembre 2014 inc. n. 12.2014.107 e 117, 12
agosto 2016 inc. n. 12.2016.53);

 

                                         che
l’art. 85a cpv. 2 LEF stabilisce che il
tribunale, dopo aver sentito le parti ed esaminato i documenti prodotti, può,
nell’esecuzione in via di pignoramento prima della realizzazione o della
ripartizione (cifra 1 della norma), pronunciare la sospensione provvisoria
dell’esecuzione, se ritiene che la domanda di accertamento dell’inesistenza del
debito, della sua estinzione o della concessione di una dilazione, sia molto
verosimilmente fondata, ritenuto che per la dottrina e la giurisprudenza, con
la locuzione "domanda molto verosimilmente fondata" s’intende che le
possibilità di successo del debitore devono apparire evidentemente maggiori
("deutlich besser") di quelle del creditore (Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und
Konkursrechts, 9ª ed., § 20 n. 25; Bodmer/Bangert, Basler Kommentar, 2ª ed., n. 19 segg. ad art. 85a LEF; Brönnimann,
SchKG-Kurzkommentar, 2ª ed., n. 11 ad art. 85a LEF; TF 28 luglio 2008 4D_68/2008 consid. 2, 2 settembre 2009 4A_123/2009 consid.
5.2; II CCA 9 aprile 2013 inc. n. 12.2012.130, 9 settembre 2015 inc. n.
12.2015.46); 

                                         

                                         che
in questa sede l’istante non
ha assolutamente preteso, ancor prima di averlo dimostrato, se ed eventualmente
in quale misura i documenti versati agli atti avrebbero suffragato la sua
versione dei fatti di modo che l’istanza sarebbe
stata “molto verosimilmente fondata” ed il provvedimento supercautelare avrebbe
con ciò dovuto essere confermato;

 

                                         che,
a prescindere da quanto precede, i rimproveri da lei ora mossi al Pretore
sono del tutto infondati: non è in
effetti vero che la convenuta non aveva contestato di aver ricevuto una sua
telefonata e una sua visita nelle quali sarebbe stato concluso quell’accordo, nei
suoi allegati preliminari essa avendo al contrario sostenuto che l’istante non
aveva mai eccepito la difettosità della merce (cfr. osservazioni p. 2, 3, 5 e
8) e che le parti mai si erano accordate nel senso preteso da quest’ultima (cfr.
osservazioni p. 3, 5 e 9); e neppure è vero che la stessa non aveva contestato
che la restituzione della merce fosse stata accompagnata da un biglietto
manoscritto che faceva riferimento a quell’accordo, essa, oltre ad aver - come
detto - escluso che tra le parti fosse venuto in essere l’accordo preteso
dall’istante, avendo a quel momento evidenziato che quel biglietto
accompagnatorio era praticamente incomprensibile (cfr. osservazioni p. 5; in
tal senso pure doc. E);

 

                                         che,
per il resto, l’istante non ha sollevato altre censure al giudizio pretorile,
il fatto di aver aggiunto che la situazione non fosse mutata - il che per
inciso non è vero, dato che l’istante misconosce il tenore della presa di
posizione della convenuta - rispetto al momento dell’emanazione del
provvedimento supercautelare (a lei favorevole) non spiegando ancora in modo
sufficiente (art. 311 cpv. 1 CPC) per quale ragione la decisione ora impugnata sarebbe
erronea o addirittura arbitraria; 

 

                                         che l’appello dell’istante deve pertanto essere
respinto nella misura in cui è ricevibile;

 

                                         che
le spese processuali e le ripetibili della procedura di secondo grado,
calcolate sulla base di un valore di fr. 15'686.-, seguono la soccombenza (art.
106 CPC).

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati l’art. 106 CPC e la TG

 

 

decide:

 

                                    I.   L’appello 13 ottobre 2017 di AP 1 è
respinto nella misura in cui è ricevibile.

 

 

                                   II.   Le spese processuali di fr. 500.- sono a carico dell’appellante,
che rifonderà all’appellata fr. 500.- per ripetibili.

 

 

                                  III.   Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 1

 

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario con un valore litigioso inferiore a fr. 30'000.- è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro il
termine di 30 giorni, non sospeso dalle ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 2 LTF),
dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1 e 100
cpv. 1 LTF), se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia
civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia
costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che intende impugnare una
decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia
costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima
istanza (art. 119 LTF). Contro le decisioni in materia di misure cautelari il
ricorrente può far valere soltanto la violazione di diritti costituzionali
(art. 98 LTF).