# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 95615010-6b7b-5c10-8723-46d277d963e8
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-05-25
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 25.05.2007 S 2007 58
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_S-2007-58_2007-05-25.pdf

## Full Text

S 07 58

1a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

SENTENZA
del 25 maggio 2007

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente diritto all'indennità LADI

1. …, 1971, di professione impresario costruttore lavorava da ultimo presso la 

ditta … SA di … e dal 1. dicembre 2004 rivendicava il diritto all’indennità di 

disoccupazione. Dal 9 gennaio al 7 aprile 2006, l’assicurato partecipava ad 

un programma d’inserimento per il ... Alcuni giorni dopo la conclusione del 

corso, il 10 aprile 2006, … si iscriveva quale socio gerente con firma 

individuale della ditta … Sagl, con una quota di fr. 7'000.-- su di un capitale 

sociale di fr. 21'000.--. Scopo della società è, tra gli altri, la gestione e 

l’amministrazione di esercizi pubblici nonché la ristrutturazione, la 

costruzione, l’acquisto e la vendita di immobili. Venuti a sapere di questa 

partecipazione societaria, la Cassa disoccupazione … sollecitava 

separatamente l’assicurato e gli altri due soci a volersi determinare su questa 

nuova attività. 

2. Il 2 giugno 2006, la Cassa di disoccupazione … sottoponeva il caso all’Ufficio 

per l’industria, arti e mestieri e lavoro dei Grigioni (UCIAML), il quale a sua 

volta sentiva nuovamente l’assicurato in merito all’assunzione di un’attività 

lucrativa indipendente e otteneva conferma dall’Istituto delle assicurazioni 

sociali del Cantone dei Grigioni che … era dal 1. maggio 2006 iscritto presso 

la cassa di compensazione AVS come persona esercitante un’attività lucrativa 

indipendente a titolo principale. 

3. Con decisione 25 luglio 2006, l’UCIAML negava all’assicurato l’idoneità al 

collocamento dall’8 aprile 2006, reputandolo da tale data impegnato a 

costruirsi un’attività in proprio e quindi non più interessato e disposto ad 

accettare un’occupazione da persona dipendente. Tale intenzione si sarebbe 

del resto palesata con l’iscrizione dell’istante presso la cassa di 

compensazione AVS in qualità di persona esercitante attività lucrativa 

indipendente a titolo principale. La tempestiva opposizione presentata 

dall’interessato, che insisteva sull’inesistenza di un’attività per la neo costituita 

società e che giustificava l’iscrizione presso la cassa di compensazione AVS 

con la necessità di ottenere le prestazioni della cassa pensioni, veniva 

respinta con decisione 9 febbraio 2007. 

4. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 9 marzo 

2007, l’assicurato chiedeva il versamento delle indennità di disoccupazione 

mancanti per i motivi già elencati nella lettera indirizzata all’UCIAML lo stesso 

giorno. In detta “opposizione” il ricorrente si rammaricava dell’andamento che 

aveva preso la pratica. Con la costituzione della società non sarebbe stato 

messo alcun fine alla sua situazione disoccupazionale, per cui la decisione di 

ritenerlo non idoneo al collocamento sarebbe censurabile. In effetti, solo dal 

mese di ottobre 2006 l’istante avrebbe ottenuto alcuni mandati che gli 

avrebbero permesso la realizzazione di un certo guadagno e che lo 

impegnerebbero però solo fino ad ora, senza garanzie future. 

5. Nella propria presa di posizione l’UCIAML proponeva l’inammissibilità o 

eventualmente la reiezione dell’istanza. Il ricorso sarebbe inammissibile in 

quanto privo dei requisiti formali minimi richiesti dalla legge per quanto 

riguarderebbe in particolare la motivazione. Nel merito, il ricorrente non 

proporrebbe alcun argomento giuridico a fondamento delle proprie pretese, 

ma si limiterebbe a criticare l’operato degli incaricati dell’esecuzione della 

legge in materia di disoccupazione. La decisione impugnata meriterebbe 

comunque protezione, essendo l’assicurato una persona esercitante attività 

lucrativa indipendente a titolo principale e come tale non assicurabile contro 

le conseguenze della disoccupazione. 

Considerando in diritto:

1. Il 1. gennaio 2007 è entrata in vigore la legge sulla giustizia amministrativa 

(LGA) che sostituisce la legge sul Tribunale amministrativo (LTA) e per il 

tribunale delle assicurazioni (art. 49 cpv. 2 LGA) l’ordinanza sulla procedura 

del contenzioso delle assicurazioni sociali (OPCS). Giusta l’art. 85 cpv. 2 LGA 

la procedura di ricorso si conforma al nuovo diritto, se al momento della sua 

entrata in vigore non è ancora scaduto il termine di ricorso. Nell’evenienza in 

esame, il termine di ricorso è scaduto dopo il 1. gennaio 2007 per cui il 

procedimento sottostà alla nuova normativa.

2. Formalmente viene a torto contestata l’ammissibilità del ricorso poiché privo 

di motivazione. Giusta l’art. 61 lett. b della legge federale sulla parte generale 

del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), il ricorso deve contenere, oltre 

alle conclusioni, una succinta relazione dei fatti e dei motivi invocati. Se l’atto 

non è conforme a queste regole, il tribunale delle assicurazioni accorda un 

termine adeguato all’autore per colmare le lacune, avvertendolo che in caso 

di inosservanza non si entrerà nel merito del ricorso. Nella propria istanza il 

ricorrente adduceva di volere il versamento delle indennità giornaliere 

negategli per mancanza d’idoneità al collocamento. Per la motivazione 

rimandava allo scritto inviato lo stesso giorno all’UCIAML. Per questo Giudice 

tale rinvio basta per ammettere che il ricorso sia anche motivato, giacché in 

ogni caso all’interessato andava per legge concesso semmai il diritto di 

sanare il vizio formale della propria istanza. Del resto, dopo l’emanazione 

della decisione su opposizione, l’ufficio convenuto era tenuto - già in virtù di 

quanto statuito all’art. 30 LPGA - a trasmettere il documento al competente 

tribunale. Non voler considerare la motivazione addotta dal ricorrente per il 

semplice fatto che l’istante avesse nella comunicazione fatta alla convenuta 

precisato di aver nel frattempo interposto ricorso costituirebbe in tali 

circostanze un formalismo eccessivo non compatibile con l’art. 61 lett. b LPGA 

e neppure con quanto sancito all’art. 9 della Costituzione federale (CF). Il fatto 

che nella propria motivazione il ricorrente si limiti a criticare apoditticamente 

l’operato di controparte non si oppone all’entrata nel merito dell’istanza. 

3. a) Tra i presupposti del diritto all’indennità di disoccupazione, l’art. 8 cpv. 1 lett. 

f della legge federale su l’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione 

e l’indennità per insolvenza (LADI) annovera l’idoneità al collocamento. Il 

disoccupato è idoneo al collocamento se è disposto, capace ed autorizzato 

ad accettare un’occupazione adeguata (art. 15 cpv. 1 LADI). Questa 

definizione dell’idoneità al collocamento presuppone due elementi: la capacità 

al lavoro, da un lato, intesa come la facoltà di fornire un lavoro (più 

precisamente di esercitare un’attività lucrativa salariata) senza che 

l’assicurato ne sia impedito per motivi inerenti alla propria persona e, d’altra 

parte, la disponibilità ad accettare un lavoro confacente ai sensi dell’art. 16 

LADI. Questo secondo elemento non implica soltanto la volontà di assumere 

un determinato lavoro, qualora se ne presentasse l’occasione, ma anche la 

disponibilità sufficiente quanto al tempo che l’assicurato può consacrare ad 

un impiego e quanto al numero dei potenziali datori di lavoro. L’idoneità al 

collocamento può essere rifiutata se gli sforzi nella ricerca di un lavoro sono 

insufficienti, se l’assicurato continua a rifiutare un’occupazione adeguata o se 

questi limita le proprie ricerche di lavoro ad un settore nel quale non ha 

concretamente che delle deboli possibilità d ’impiego (DTF 123 V 216 cons. 3 

e 120 V 394 cons. 1 e riferimenti). In particolare, un disoccupato deve essere 

considerato non idoneo al collocamento, se una limitazione troppo importante 

nella scelta di un posto di lavoro rende notevolmente incerta la possibilità di 

trovare un impiego (DTF 123 V 216 cons. 3 e riferimenti). 

b) Come giustamente addotto dall’ufficio convenuto, i lavoratori indipendenti non 

hanno diritto a prestazioni da parte dell’assicurazione contro la 

disoccupazione, non essendo delle persone assicurate (vedi art. 2 cpv. 1 lett. 

a LADI). Questa regola vale analogamente anche per le persone che 

partecipano ad una società in qualità di soci, finanziatori, membri del consiglio 

di amministrazione ecc., per quanto siano in grado di influire sul potere 

decisionale del loro stesso datore di lavoro, come è indubbiamente il caso per 

il ricorrente che riveste la qualità di socio gerente con firma individuale e conta 

una partecipazione finanziaria superiore al 20%. Per contro è ammessa 

un’idoneità al collocamento anche per quegli assicurati che svolgono 

un’attività indipendente a tempo parziale e che però cercano un’occupazione 

a tempo pieno. Come tale il fatto di esercitare un’attività lucrativa indipendente 

non esclude quindi a priori dal diritto all’indennità di disoccupazione per 

mancanza d’idoneità al collocamento. Se una persona sarà condizionata a tal 

punto da vedersi ostacolata nella scelta di un lavoro occorrerà però 

concludere all’inidoneità al collocamento, indipendentemente dal motivo che 

ha causato la riduzione della disponibilità al lavoro (DTF 120 V 388). 

c) Come emerge dalla documentazione agli atti, dopo essere rimasto 

disoccupato l’assicurato aveva intenzione di mettersi in proprio, facendo della 

consulenza in materia edilizia, del genio civile e assumendo mansioni 

nell’ambito della direzione lavori. Tali progetti erano poi stati esposti in più 

occasioni al competente collocatore il 23 novembre 2005, il 25 gennaio e il 27 

febbraio 2006. Per incentivare l’interessato in questi propositi, già il 13 maggio 

2005, l’assicurazione contro la disoccupazione gli aveva del resto riconosciuto 

34 indennità giornaliere speciali in vista dell’avvio di un’attività in proprio. In 

seguito, veniva costituita una società a garanzia limitata, nella quale la 

partecipazione finanziaria del ricorrente era di un terzo. La società aveva 

propriamente per scopo la ristrutturazione, la costruzione, l’acquisto e la 

vendita di immobili, quindi risultava attiva nel settore nel quale l’istante 

intendeva mettersi in proprio. Che a questo punto l’istante venisse reputato 

aver iniziato un’attività lucrativa in qualità d’indipendente è del tutto logico. La 

tesi dell’ufficio convenuto viene poi ancora corroborata dal fatto che l’istante 

si è annunciato presso la cassa cantonale di compensazione AVS dal 1. 

maggio 2006 in qualità d’indipendente a titolo principale. 

d) Anche le affermazioni fornite dal ricorrente e dai soci della neo costituita 

società nella primavera del 2006 non permettono un diverso giudizio. Alla 

precisa domanda se avesse esercitato un’attività indipendente, il diretto 

interessato si limitava a rispondere di non “aver avuto nessun introito 

finanziario” (vedi risposta del 24 maggio 2006). La stessa risposta era stata 

data dai due altri soci il 1. giugno 2006, allorché confermavano che l’istante 

“non svolge alcuna attività retribuita all’interno della società”. Da queste 

attestazioni non è dato concludere che il ricorrente non stesse lavorando per 

la società, ma soltanto che non avesse (ancora) alcun tornaconto finanziario. 

In principio, che inizialmente l’attività svolta non abbia permesso all’istante di 

conseguire dei sostanziosi guadagni non riveste in quest’ottica una grande 

importanza, giacché si tratta di stabilire se il ricorrente fosse disponibile per 

un altro impiego o se invece l’attività lo impegnasse in modo tale da renderlo 

inidoneo al collocamento. Come poi espressamente ammesso nello scritto del 

30 giugno 2006, l’istante stava cercando di inserirsi nei rami dell’edilizia e del 

genio civile con la funzione di direzione lavori. Rispondendo alla domanda da 

quando e in che misura esercitasse un’attività indipendente, l’interessato 

precisava di avere momentaneamente dei contatti interessanti, di prevedere 

un incontro a fine giugno 2006 per l’esecuzione di tre case monofamiliari e di 

avere già un contratto per questo lavoro che avrebbe dovuto iniziare il mese 

di marzo 2006. Quanto alla disponibilità ad accettare un impiego e a 

interrompere la sua attività lucrativa indipendente, nel caso di 

un’assegnazione di un lavoro come dipendente, il ricorrente precisava di 

attendere per il momento fiducioso l’evolvere della situazione da 

indipendente, essendogli stato garantito un lavoro quantitativamente 

notevole. Solo qualora tale tentativo non avesse funzionato, l’assicurato si 

dichiarava disposto ad accettare un’eventuale assegnazione. Con questa 

risposta risulta però già chiaramente la mancata disponibilità soggettiva del 

ricorrente al collocamento. Alla domanda in che misura desiderasse lavorare 

in proprio l’interessato rispondeva al 100%. E’ vero che il ricorrente affermava 

pure di essere in qualsiasi momento disposto ad accettare un’attività 

dipendente “anche se la mia primaria intenzione è di esercitare come 

indipendente”. Questa allegazione non è però propria a confutare la tesi di 

controparte. Nella situazione in cui si trovava, l’assicurato non poteva 

oggettivamente essere considerato in grado di accettare un’occupazione 

dipendente e dalle risposte fornite non appare neppure una disponibilità 

soggettiva in questo senso. Concretamente, è del resto difficile immaginare 

come l’istante avrebbe potuto concludere un qualsivoglia contratto di 

direzione lavori o comunque garantire le prestazioni nell’ambito della 

direzione lavori qualora fosse stato assunto per un lavoro a carattere 

dipendente altrove. Per questo le conclusioni dell’ufficio convenuto quanto 

all’assenza d’idoneità al collocamento meritano conferma. 

4. Anche il momento a partire dal quale l’idoneità al collocamento è stata negata 

non dà adito a critiche. Fino al 7 aprile 2006 il ricorrente era occupato in un 

programma d’inserimento e tre giorni dopo veniva costituita la nuova società. 

A partire pertanto già dall’8 aprile 2006 egli era evidentemente impegnato a 

organizzare la propria attività indipendente e quindi non più idoneo al 

collocamento. 

5. Per i motivi esposti in precedenza, la decisione impugnata merita in questa 

sede piena conferma e il ricorso deve essere integralmente respinto. In 

applicazione all’art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA, la presente procedura è gratuita. 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. La procedura è gratuita.