# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ecd9848b-6f1e-54d2-be3e-bc45a1903366
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 09.03.2010 (publiziert) 90.2002.86
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-2002-86_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2002.86

   

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della pianificazione del
  territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Raffaello Balerna, presidente,

  Lorenzo Anastasi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretaria:

  	
  Sonja Federspiel, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 11 giugno 2002 di

 

 

	
   

  	
  __________ __________ __________, __________ __________, 

  patr. da: avv. __________ __________ __________,
  __________ __________ __________ __________, 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 5 maggio 2002 (n. __________) con cui
  il Consiglio di Stato ha approvato il piano particolareggiato del
  comprensorio centrale del comune di __________;

  

 

 

viste le risposte:

-        
17 luglio 2002 del
municipio di __________;

-        
26 agosto 2002 della
divisione della pianificazione territoriale;

-             
2 settembre 2003 dei
signori __________, __________, __________ e __________ __________;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

 

A.      La ricorrente è proprietaria del mapp. __________ di __________,
sito nel nucleo storico del paese, dirimpetto alla Casa Municipale. Il fondo,
avente una superficie complessiva di 524 mq, è collocato subito a monte della
strada cantonale che collega __________ a __________. Sul medesimo trovano posto
il Ristorante del __________, una casa del 1600 denominata “__________
__________ ” e un ulteriore edificio abitativo con appartamenti; al centro
degli stessi vi è una corte. Il terreno confina verso est con una superficie
parzialmente edificata (mapp. __________) di proprietà dei signori __________,
mentre sul lato ovest è costeggiato da un vicolo oltre il quale si trova il mapp.
__________.

 

 

B.  Nella
seduta del 27 marzo 2000 il consiglio comunale di __________ ha adottato il
piano particolareggiato del comprensorio centrale del comune di __________ (PRP)
che si prefigge di attuare una riqualifica della trama urbanistica complessiva
dell’insediamento storico e delle sue aree limitrofe, creando una ricucitura
tra il settore posto ad ovest della strada cantonale e quello ad est.
L’attuazione del piano particolareggiato è strettamente correlata al progetto
di nuova strada di aggiramento dell’abitato ed alla conseguente nuova funzione
dell’attuale strada di collegamento.

In quella sede i mapp. __________ e
__________ sono stati attribuiti alla zona nucleo storico (NS), disciplinata
dall’art. 21 NAPRP e dalle relative schede-guida.

 

Per quanto qui interessa, relativamente al mapp.
__________ il sub. A (indicato erroneamente nei piani quale sub. D) (cantina) è
stato attribuito alla categoria “possibile demolizione”, il sub. B (indicato
erroneamente nei piani con le lettere B e D) (abitazione) in parte a “riuso
controllato” (____________________) ed in parte a “possibile demolizione e
ricostruzione” (casa d’appartamenti), il sub. c (cortile) a “tutela”, il sub. E
(gabinetto) a “possibile demolizione”, il sub. F (abitazione – Ristorante del
__________) in parte a “possibile demolizione e ricostruzione” ed in parte a
“possibile demolizione” e il sub. G (passaggio - portale) a “possibile
demolizione”. Mentre il sub. F (cortile) del mapp. __________, attiguo alla
strada, è stato assegnato alla categoria “possibile demolizione e ricostruzione”.

Al contempo il PRP ha previsto l’avanzamento
verso sud, per una profondità da circa 4 a 8 metri - di parte del fronte
edificato, in corrispondenza del sub. F del mapp. __________ e del sub. F del mapp.
__________; gli stessi andranno così ad occupare il marciapiede prospiciente i
fondi in parola e parte dell’attuale campo stradale. Per queste nuove parti di
fabbricato è prevista l’attribuzione alla categoria “uso”.

 

 

B.     
Contro la risoluzione del consiglio comunale, __________
è insorta al Consiglio di Stato contestando l’assegnazione dei sub. E, F (in
parte) e G alla categoria “possibile demolizione”; essa sosteneva che tale
misura non era supportata da un interesse pubblico preponderante e non
rispettava il principio della proporzionalità. A dire della stessa tale
assegnazione avrebbe inoltre comportato l’inevitabile smantellamento del
ristorante del __________, con conseguente lesione dei propri interessi economici.
Parimenti essa lamentava un’incongruenza tra il prospettato avanzamento del
fronte edificato verso sud, con conseguente allungamento della corte ubicata
sul mapp. __________, e gli obiettivi posti a fondamento del PRP stesso, segnatamente
la salvaguardia dell’assetto storico del nucleo. La ricorrente postulava
l’annullamento di predetto vincolo anche in quanto atto a compromettere la
sicurezza viaria. Al contempo affermava che lo stesso ledeva i suoi interessi
privati ed economici, in particolare tenuto conto delle conseguenze derivanti
dalla (verosimile) mancata attuazione simultanea dell’avanzamento dei due subalterni
interessati. Essa osservava inoltre che, in considerazione dei tempi previsti
per la realizzazione della strada di aggiramento del nucleo, la
concretizzazione del PRP rischiava di essere demandata a ben oltre i tempi di
pianificazione abituali.

Nella sua
impugnativa __________ __________ __________ contestava pure il previsto
utilizzo dell’area prospiciente il mapp. __________.

 

C.    
Con risoluzione 7 maggio 2002 il Consiglio di
Stato ha approvato il piano particolareggiato e respinto il ricorso di
__________ __________ __________, ritenendo le misure pianificatorie prospettate
praticabile e coperte dall’autonomia comunale. Parallelamente esso ha ribadito
che l’attribuzione alla categoria “possibile demolizione” di parte del
Ristorante del __________ non costituiva un imperio alla distruzione dello
stesso; il vincolo in parola non comportava pertanto effetti pregiudizievoli
significativi  per la proprietà della ricorrente. In considerazione dello
stretto legame tra il nuovo piano particolareggiato ed il progetto di nuova
strada di aggiramento del nucleo, il Governo ha tuttavia subordinato
l’attuazione di tutti gli interventi previsti dal PRP all’interno dell’area
attribuita dal PR ‘85 all’area della strada di collegamento principale e suoi
arretramenti, all’entrata in servizio della nuova strada di aggiramento
prevista dal piano direttore cantonale.

 

 

D.    
Con ricorso 11 giugno 2002 la ricorrente
indicata in ingresso si è aggravata contro questa risoluzione innanzi a codesto
Tribunale al quale ha chiesto, riproponendo in sostanza quanto allegato con il
ricorso di prima istanza, l’annullamento della stessa. Essa contesta la decisione
impugnata nella misura in cui prevede l’avanzamento del fronte edificato
sull’attuale sedime stradale, con contestuale attribuzione del prolungamento
del sub. F del mapp. __________ e del sub. F (in parte) del mapp. __________
alla categoria “uso”, ed assegna i subalterni E, F (in parte), e G del mapp.
__________ alla categoria “possibile demolizione”. Per quanto attiene l’area
antistante il mapp. __________, l’insorgente postula inoltre il mantenimento
dell’attuale marciapiede e la creazione di posteggi.

 

 

E.     
Il municipio e la divisione della pianificazione
territoriale postulano la reiezione integrale del ricorso. A loro volta i
signori __________, pur non entrando nel merito della vertenza, chiedono la
riconferma della risoluzione governativa qui impugnata.

 

 

F.     
Il 4 dicembre 2003 si sono tenuti l’udienza ed
il sopralluogo in contraddittorio, durante il quale sono state scattate alcune
fotografie dei luoghi, acquisite in seguito agli atti. In questa sede la
ricorrente ha ritirato la propria censura relativa al mantenimento del
marciapiede ed alla creazione di alcuni posteggi dinanzi al mapp. __________;
su questo punto il ricorso può pertanto essere stralciato. Per il rimanente le
parti si sono riconfermate nelle rispettive domande ed allegazioni.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale è data, i ricorsi sono tempestivi (art. 38 cpv. 1
LALPT) e la legittimazione dei ricorrenti certa (art. 38 cpv. 4 lett. b e c
LALPT). I ricorsi sono dunque ricevibili.

 

 

                                   2.   In campo pianificatorio
il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è, però, assoluta. Secondo
l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve garantire il riesame
completo del piano regolatore da parte di almeno un'istanza di ricorso. Nel
Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato (art. 37 cpv. 1 LALPT),
che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno potere cognitivo: questo
significa controllo non solo della legittimità ma anche dell'opportunità delle
scelte pianificatorie comunali. Le autorità incaricate di compiti pianificatori
badano tuttavia di lasciare alle autorità loro subordinate il margine
d'apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti (art. 2 cpv. 3 LPT). Il
Consiglio di Stato non può dunque semplicemente sostituire il proprio apprezzamento
a quello del comune, ma deve rispettare il diritto di questo di scegliere tra
più soluzioni adeguate quella ritenuta più appropriata, ragionevole od
opportuna. Esso non può però limitarsi ad intervenire nei soli casi in cui la
soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo e sia manifestamente
insostenibile. Deve al contrario rifiutare l'approvazione di quelle soluzioni
che disattendono i principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto
federale o non danno loro sufficiente attuazione, rispettivamente che non
tengono adeguatamente conto della pianificazione di livello cantonale,
segnatamente dei dettami del piano direttore (cfr. anche l'art. 26 cpv. 2 LPT).
L'autorità governativa verificherà segnatamente che sia stata effettuata in
modo corretto la ponderazione globale degli interessi richiesta dall'art. 3 OPT
(RDAT II-2001 n. 78 consid. 6b; II-1999 n. 27 consid. 3).

 

                                         Il potere
cognitivo del Tribunale della pianificazione del territorio è invece
circoscritto alla violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT II-2001 n.
78 consid. 6c; II-1999 n. 27 consid. 3; II-1997 n. 23); fanno eccezione - per
poter ossequiare l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT - i casi in cui è impugnata una
modifica del piano regolatore disposta d'ufficio dal Consiglio di Stato.

 

 

                                   3.   Giusta l'art. 75 Cost. i Cantoni devono allestire dei piani d'azzonamento
per assicurare un'appropriata e parsimoniosa utilizzazione del suolo e un
ordinato insediamento del territorio. A livello legislativo l'obbligo di
pianificare è codificato all'art. 2 LPT. Secondo quest'ultima legge la
pianificazione deve avere luogo in diverse tappe: pianificazione direttrice,
pianificazione dell'utilizzazione e procedura del permesso di costruzione. Esse
stanno in reciproco rapporto e formano un tutto coerente, di cui ogni parte
adempie una specifica funzione. Il piano di utilizzazione - in Ticino detto
piano regolatore - viene adottato, secondo le indicazioni del piano direttore
(art. 6 e segg., 26 cpv. 2 LPT), sulla scorta di un'ampia coordinazione e
valutazione (art. 1 cpv. 1 2.a frase, 2 cpv. 1 LPT) e nell'ambito di una
procedura ove è garantita protezione giuridica (art. 33 e segg. LPT) e
partecipazione democratica (art. 4 LPT). Il piano regolatore disciplina l'uso ammissibile
del suolo (art. 14 e segg. LPT) e attua il contenuto del piano direttore,
rendendolo vincolante verso i privati (art. 21 cpv. 1 LPT). Il piano regolatore
si compone di un rapporto di pianificazione, di rappresentazioni grafiche, di
norme di attuazione e di un programma di realizzazione (art. 26 LALPT). Le
rappresentazioni grafiche comprendono i piani del paesaggio, delle zone, del
traffico, delle attrezzature e costruzioni di interesse pubblico e il piano
indicativo dei servizi pubblici (art. 28 cpv. 1 LALPT). Esse fissano, tra
l'altro, la rete delle vie di comunicazione per i mezzi di trasporto pubblici e
privati con la precisazione delle linee di arretramento, le vie ciclabili e
pedonali, i sentieri e i posteggi pubblici (art. 28 cpv. 2 lett. p LALPT).
Quest'ultimo disposto, unitamente alla legislazione di ordine superiore,
segnatamente l'art. 3 cpv. 3 lett. c LPT (che prescrive alle autorità
incaricate di compiti pianificatori di mantenere e costruire vie ciclabili e
pedonali) e la Legge sui percorsi pedonali ed i sentieri escursionistici del 9
febbraio 1994, abilita incontestabilmente i comuni a prevedere nei propri piani
regolatori percorsi pedonali, esistenti o futuri, aperti al pubblico (cfr.
anche art. 4 cpv. 2 Legge sulle strade). Il piano particolareggiato (art. 28
cpv. 2 lett. c, 54 segg. LALPT) organizza e disciplina nel dettaglio l'uso
ammissibile di una parte esattamente delimitata del territorio comunale, quando
particolari obiettivi di promozione urbanistica o socio-economica lo giustificano
oppure interessi inerenti alla protezione naturalistica o ambientale, di
monumenti, nuclei o centri storici lo richiedono. Esso deve essere previsto
nell'ambito di un piano regolatore comunale (art. 54 cpv. 2 LALPT).

 

 

4.Una restrizione di diritto pubblico è compatibile con la garanzia
della proprietà sancita dall'art. 26 Cost. solo se si fonda su di una base
legale, è giustificata da un interesse pubblico preponderante, rispetta il
principio della proporzionalità, non viola la garanzia della proprietà quale
istituto e dà luogo a piena indennità ove equivalga ad una espropriazione (art.
36 Cost.). Nella fattispecie, non è contestata la carenza di una base legale,
comunque data (cfr. consid. 3 in fine), né si pone il problema della violazione
della garanzia della proprietà quale istituto. Non resta quindi che esaminare
l'interesse pubblico e la proporzionalità dei vincoli in discussione.

 

 

5.   La ricorrente contesta l’interesse pubblico alla base
dell’attribuzione dei sub. E, F (in parte) e G alla categoria di intervento
“possibile demolizione” (cfr. art. 21 NAPRP), sostenendo che lo scopo di
valorizzare e rendere meglio visibile __________ __________ sarebbe già
realizzato grazie alla presenza di un portone vetrato posto all’entrata della
corte antistante l’immobile in parola. Ad ogni buon conto, la misura pianificatoria
si scontrerebbe con interessi privati e pubblici preponderanti contrari.

 

                                         5.1. Il
nucleo storico di __________ costituisce un comparto insediativo abitativo
sviluppatosi ai margini di via Cantonale, all’altezza dell’intersezione con via
__________. Salvo rare eccezioni, il nucleo non presenta (più) edifici di
particolare pregio architettonico, storico o artistico. Nel corso degli anni,
le abitazioni tradizionali ubicate in questo comparto hanno infatti lasciato il
posto a case d’appartamenti di 3 - 4 piani. Al contempo, il costante aumento
del traffico sull’arteria stradale principale ha determinato una progressiva
decentralizzazione della zona residenziale, ed in particolare delle nuove
abitazioni, dal nucleo, tanto che oggi la stessa si trova concentrata nell’area
compresa tra la ferrovia FLP ed il lago.

La presenza della strada cantonale ha avuto
ripercussioni importante sull’assetto pianificatorio di __________. Essa ha
determinato, tra l’altro, la cesura del territorio comunale in due settori distinti:
un settore posto ad ovest della strada, dove sono collocati buona parte delle
attrezzature pubbliche del comune ed un settore posto ad est dove si trovano il
municipio, parte della zona nucleo, e le aree insediative di recente
formazione.

Il comune conscio che, date queste premesse,
la situazione vigente non era favorevole allo sviluppo del comparto centrale
quale area abitativa di qualità, ha colto l’occasione fornita dall’elaborazione
del progetto di strada d’aggiramento del nucleo (cfr. schede di PD 12.23,
12.23.1.15.b), per elaborare un PRP che avrebbe permesso un recupero di questa
zona. Scopo di questa pianificazione è realizzare una ricucitura urbanistica
del settore centrale del comune tra i due lati della cantonale attuale.
L’attuazione di questa ricucitura è prevista tramite, segnatamente, la ricomposizione
dei fronti insediativi di affaccio sul campo viario, il ridisegno delle aree pubbliche
e della superficie stradale quali superfici con funzione pedonale privilegiata,
nonché tramite una riscoperta delle aree verdi nel nucleo. Il tutto nel
rispetto della continuità storica intesa come progetto di riuso
dell’insediamento originario che tiene conto delle nuove esigenze, e nella
valorizzazione delle strutture antiche caratteristiche del nucleo, tra queste
gli impianti a corte.

 

5.2. L’intervento qui contestato tocca un sedime,
già edificato in larga misura, collocato nella parte centrale del nucleo,
dirimpetto al Municipio. Con la prospettata apertura del fronte edificato verso
la strada, in corrispondenza della facciata sud del ristorante __________, le
autorità comunali sembrerebbero voler valorizzare e aumentare la visibilità di
“__________ __________ ”. Il condizionale è d’obbligo: come giustamente rilevato
dalla ricorrente, si leggeranno infatti invano gli atti pianificatori alla
ricerca di un esplicitazione di questo scopo; solo nelle osservazioni al ricorso
il comune ne fa un accenno (cfr. osservazioni al ricorso __________ __________
17 luglio 2002 e 30 luglio 2000, p. 3). E’ significativo osservare che le
stesse autorità comunali non hanno ritenuto necessario inserire questo immobile
nei beni culturali di interesse locale (cfr. art. 18 NAPRP).

Di principio va ammessa la sussistenza di un
interesse pubblico rilevante alla salvaguardia di monumenti ed edifici
significativi dal punto di vista storico, artistico o architettonico; la loro
tutela risponde ad un interesse collettivo degno di particolare considerazione.
Per quanto attiene il bene in parola, va osservato che lo stesso è costituito
da un edificio di tre piani con loggiati e impianto a corte risalente al 1600,
collocato nella parte nord del mapp. 42. In sede di sopralluogo questo
Tribunale ha potuto constatare che lo stesso presenta (ancora) un buon grado di
conservazione ed, anche, una certa rilevanza dal punto di vista storico;
diversa è invece la situazione per gli immobili contigui (sub. E, F,G - Ristorante
del __________ e sub. B - casa d’appartamenti, nonché sub. A del mapp.
__________ - abitazione) che a loro volta cingono la corte interna sugli altri
tre lati, e che, già a prima vista, risultano privi di un qualsiasi interesse
storico o architettonico. Ai fini del presente giudizio, la questione
dell’interesse pubblico alla salvaguardia di __________ __________ in ragione
del suo valore storico può ad ogni buon conto essere lasciata irrisolta, per i
motivi di cui si dirà in seguito.

A titolo abbondanziale, questo Tribunale
osserva che, nell’ottica di una ponderazione globale degli interessi in
presenza, anche nell’ipotesi in cui un simile interesse pubblico dovesse essere
riconosciuto, lo stesso si troverebbe contrapposto ad interessi privati di
natura economica di primaria importanza. Questi ultimi legati alla perdita
della facciata meglio esposta del Ristorante del __________, quella a sud,
nonché ad una diminuzione della privacy per gli appartamenti affacciati sulla
corte: tutti elementi che non potrebbero venir ignorati. Contrariamente e a
quanto sembra sostenere il Comune (cfr. osservazioni al ricorso __________
__________ 17 luglio 2002 e 30 luglio 2000, p. 4 segg.), questo Tribunale
ritiene che ben difficilmente questi svantaggi potranno essere compensati dal
previsto ampliamento del sub. F del mapp. __________, con avanzamento verso il
fronte stradale di ca. 4 metri, rispettivamente con la possibilità di innalzare
l’edifico in parola. Le due misure pianificatorie pur essendo strettamente correlate.

 

 

6.     
La ricorrente censura inoltre il previsto
avanzamento, per una profondità da circa 4 a 8 metri, del sub. F del mapp.
__________ e del sub. F del mapp. __________ verso sud. A suo dire, questa
misura, oltre a non essere supportata da un interesse pubblico preponderante,
sarebbe in contrasto coi principi posti a fondamento del PRP stesso, altererebbe
in modo arbitrario il limite storico del nucleo e sarebbe problematico dal
punto di vista della sicurezza.

 

Secondo gli intendimenti delle autorità
comunali la misura qui contestata, strettamente correlata all’apertura verso
sud della corte posta sul mapp. __________, dovrebbe permettere di ridisegnare
l’area pubblica attualmente occupata dalla strada cantonale e la piazza
antistante il Municipio, ciò al fine di facilitare la fruizione di quest’area
ai pedoni. Al contempo la piazza municipale verrebbe valorizzata.

 

Questo Tribunale condivide, di principio,
gli obiettivi pianificatori perseguiti dalle autorità comunale, esso nutre però
varie perplessità in merito ai provvedimenti adottati per la loro concretizzazione.
Infatti, quale conseguenza del previsto avanzamento del fronte edificato verso
sud, il sub. F del mapp. __________ e il sub. F del mapp. __________ andrebbero
ad occupare l’attuale marciapiede prospiciente i fondi in parola e parte del sedime
dell’attuale strada principale. Beni questi appartenenti al demanio pubblico
del Cantone Ticino e pertanto retti dalla Legge cantonale sul demanio pubblico.

L’attuazione dei vincoli pianificatori
previsti dal comune presuppone la costruzione su un sedime di proprietà
cantonale; ora, riesce difficile immaginare in virtù di quale principio il
comune di __________ possa autorizzare un terzo a costruire su un bene
demaniale appartenete ad una collettività superiore. Nulla muta a questo
proposito il previsto “declassamento” della strada in parola che assumerà –
dopo l’entrata in servizio della circonvallazione - una funzione di strada
collettrice, rispettivamente strada di servizio interno. La realizzazione
pratica del piano appare già per questo motivo seriamente compromessa. Infatti,
anche nell’ipotesi in cui il Cantone aderisse al progetto e procedesse
all’estinzione della demanialità dei beni in oggetto in vista di una loro
successiva alienazione, nulla impone ai proprietari interessati di perfezionare
l’acquisto delle superfici in oggetto. La garanzia dell’effettiva realizzazione
del piano fa pertanto difetto. 

 

Vada inoltre aggiunto che la scelta di
demandare il ridisegno del fronte edificato del nucleo all’iniziativa dei
privati suscita non poche perplessità sia in merito alla tempistica degli
interventi che alla loro effettiva attuazione. Non essendo previsto alcun
obbligo per i proprietari interessati di coordinare gli interventi in parola,
vi è inoltre il rischio concreto di compromettere l’assetto architettonico
proprio in un punto particolarmente sensibile: il nucleo. Per quanto attiene le
misure pianificatorie in esame, il PRP è pertanto discutibile anche dal punto
di vista dell’opportunità.

A titolo abbondanziale, questo Tribunale
ritiene non auspicabile un avanzamento forzato del fronte edificato sino
all’altezza del confine del mapp. __________; un simile intervento avrebbe infatti
quale effetto quello di falsare in modo artificiale il limite del nucleo posto,
storicamente, proprio all’altezza dell’attuale parete sud del Ristorante del
__________ (cfr. foto storica agli atti), e questo senza che la definizione
spaziale della futura piazza ne possa trarre significativo vantaggio.
Oltretutto il fronte edificato verrebbe a trovarsi molto vicino al campo
stradale. 

Al contempo, l’allungamento sempre verso sud
della corte ubicata sul mapp. __________ e la sua apertura verso il campo stradale
prospiciente altererebbe la struttura storica a corte del complesso posto sui mapp.
__________ e __________ che necessita, per sua stessa definizione, di proporzioni
spaziali ben definite. 

Per tutti i motivi sovraesposti la
pianificazione in oggetto non può pertanto trovare tutela in questa sede.
L’assetto pianificatorio oggetto del presente ricorso dovrà pertanto venir
rielaborato dalle autorità comunali.

 

 

7.     
In conclusione, il ricorso della signora
__________ __________ deve essere accolto nel senso dei considerandi; gli atti
vengono rinviati al comune per l’elaborazione di una nuova variante concernente
i fondi oggetto del presente ricorso. 

 

 

8.     
Visto l’esito del procedimento, non si prelevano
tasse e spese di giustizia (art. 28 Pamm), mentre il comune di __________, soccombente
in questo procedimento, è tenuto al pagamento di un’indennità a titolo di
ripetibili alla ricorrente, signora __________ __________ __________, essendo
quest’ultima patrocinata da un legale in questa sede (art. 31 PAmm).

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla
fattispecie, 

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto nella misura in cui non è stralciato.

§.  Di conseguenza:

 

1.1    La risoluzione governativa del 7 maggio
2002 del Consiglio di Stato è annullata nella misura in cui attribuisce i sub.
E, F (in parte), G del mapp. __________ alla categoria “possibile demolizione”
e prevede l’avanzamento verso sud del fronte edificato in corrispondenza del
sub. F del mapp. __________ e del sub. F del mapp. __________.

 

1.2    Gli atti sono rinviati al comune per
l’elaborazione di una variante.

 

 

                                   2.   Non si
prelevano tasse di giustizia. Il comune di __________ è condannato a versare ad
__________ __________ __________ fr. 500.- (cinquecento) a titolo di ripetibili.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________ __________ __________, __________ __________, 

  patr. da: avv. __________ __________ __________,
  __________ __________ __________ __________; 

  __________ __________, __________ __________ __________;

  __________ __________, __________ __________;

  __________ __________, __________ __________;

  __________ __________, __________ __________;

  Comune di __________, __________ __________,

  rappr. da : municipio di __________, __________
  __________;

  Consiglio di Stato, __________ __________,

  rappr. da: Dipartimento del territorio Div. pianificazione
  territoriale, __________ __________.

  

 

 

 

Per il Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente                                                             La
segretaria