# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9a47b675-ebfa-564c-9d5f-0eae069297cd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-06-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.06.2008 43.2008.2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_43-2008-2_2008-06-27.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  43.2008.2

   

  cs

  	
  Lugano

  27 giugno
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato del Tribunale
  cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 maggio 2008 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 10 aprile 2008 emanata
  da

  
	
   

  	
  Dipartimento della sanità e della
  socialità, 6501 Bellinzona

   

  in materia di aiuto alle vittime di reati

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto che                     la
notte del __________ __________ ha offerto un passaggio a RI 1 e, dopo averla
portata in una zona discosta, usando minacce e violenza ha reso la vittima
inetta a resistere e l’ha costretta a subire atti sessuali contro la sua
volontà, 

 

                                         con
sentenza del __________, confermata in ultima istanza dal Tribunale federale __________,
la __________ di __________ ha condannato __________, per i fatti sopra
descritti e per tentata violenza carnale e molestie sessuali a danno di altre
due vittime, alla pena di 5 anni e 6 mesi di reclusione ed all’espulsione dalla
Svizzera per 15 anni, oltre al versamento, a RI 1, di fr. 18'000 a titolo di
riparazione del torto morale,

 

                                         il
22 settembre 2006 RI 1, rappresentata dall’avv. RA 1, ha inoltrato al
Dipartimento della sanità e della socialità, per il tramite del delegato LAV,
una domanda di indennizzo e di riparazione morale, chiedendo un importo
complessivo di fr. 35'341 oltre ad interessi al 5% dal __________, di cui fr.
18'000 a titolo di torto morale e fr. 17'341 a titolo di rifusione delle spese
legali (doc. 13),

 

                                         con
decisione del 10 aprile 2008 il Dipartimento della sanità e della socialità ha
parzialmente accolto l’istanza, nel senso di riconoscere l’importo di fr.
18'000 oltre ad interessi al 5% dal __________ e di respingere la richiesta di
rifusione delle spese legali,

 

                                         a
motivo del rifiuto l’autorità cantonale ha precisato che l’istante è stata
posta al beneficio del gratuito patrocinio e con decreto del 9 novembre 2006 il
__________ ha tassato la nota professionale dell’avv. RA 1 di fr. 17'341 (di
cui fr. 16'463 quale onorario e fr. 878 per le spese), riconoscendole una
tariffa oraria di fr. 250 e deducendo il 30%, per un importo complessivo di fr.
12'402 (fr. 11'524 di onorario e fr. 878 di spese),

 

                                         con
ricorso del 13 maggio 2008 RI 1 è insorta al TCA contestando la decisione del
DSS poiché “secondo la legge cantonale, il beneficiario dell’assistenza
giudiziaria potrebbe, in futuro e a determinate condizioni, dover rimborsare
quanto ricevuto. A mente della ricorrente non si può parlare di sussidiarietà
ai sensi della LAV se la vittima di reati peraltro gravi come quello di specie,
potrebbe dover in futuro dover rimborsare delle spese che secondo la ratio
legis (della LAV) dovrebbero essere indennizzate dallo Stato. Il principio
della sussidiarietà dovrebbe riguardare solo prestazioni di terzi “a fondo
perso” (come ad esempio indennità LAINF ecc). Se no la vittima nonostante il
danno subito, dovrebbe vivere con il peso di un potenziale debito.” e
perché “la valutazione delle condizioni economiche per ottenere i benefici
della LAV sono del resto analizzati al momento della domanda/decisione e gli
indennizzi decisi non vengono rimessi in discussione su nel futuro la vittima
avrà una situazione finanziaria migliore. Di conseguenza ammettere la
sussidiarietà delle indennità versate dal __________ (secondo la legge
cantonale ticinese) implicherebbe una disparità di trattamento con gli altri
casi la cui valutazione economica viene fatta al momento della
domanda/decisione, senza un sufficiente fondamento giuridico.” (doc. I)

 

                                         tramite
risposta del 30 maggio 2008 il Dipartimento della sanità e della socialità ha
proposto di respingere il ricorso con argomentazioni che, laddove necessario,
saranno riprese in corso di motivazione,

 

                                         la
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi
dell'articolo 49 cpv. 2 della
Legge organica giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00) e
2 cpv. 1 LPTCA,

 

                                         in
concreto oggetto del contendere è la questione a sapere se la ricorrente ha diritto
al rimborso delle spese legali, malgrado sia stata messa al beneficio
dell’assistenza giudiziaria nell’ambito del procedimento penale,

 

                                         la
legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV) ha lo scopo di
fornire un aiuto efficace alle vittime di reati e a rafforzarne i diritti (art.
1 cpv. 1 LAV),

 

                                         l'aiuto
consiste in:

                                         a.
  consulenza;

                                         b.
  protezione della vittima e tutela dei suoi diritti nel procedimento penale;

                                         c.
  indennizzo e riparazione morale.

                                         (art.
1 cpv. 2 LAV),

 

                                         l'art.
2 cpv. 1 LAV stabilisce che beneficia di aiuto ogni persona
che a causa di un reato è stata direttamente lesa nell'integrità fisica,
sessuale o psichica (vittima), indipendentemente dal fatto che l'autore del
reato sia stato rintracciato e che il suo comportamento sia stato colpevole,

 

                                         la
Sezione 3 della LAV (Protezione e diritti della vittima nel procedimento
penale) prevede all'art. 8 che la vittima può intervenire come parte nel
procedimento penale. In particolare essa può fare valere le sue pretese civili
(art. 8 cpv. 1 lett. a LAV),

 

                                         le
modalità di calcolo dell'indennità sono regolate all'art. 13 LAV,

 

                                         l'art.
14 cpv. 1 LAV (sussidiarietà delle prestazioni statali) precisa che le prestazioni
che la vittima ha ricevuto a titolo di risarcimento del danno materiale o di
riparazione morale sono dedotte dall'indennità, rispettivamente dalla somma
assegnata a titolo di riparazione morale. Fanno eccezione le prestazioni
d'indennizzo (in particolare rendite e liquidazioni in capitale) delle quali è
già stato tenuto conto nel calcolo dei redditi determinanti (art. 12 cpv. 1),

 

                                         l'art.
14 cpv. 2 LAV stabilisce che se l'autorità ha assegnato un'indennità o una
somma a titolo di riparazione morale, le pretese spettanti alla vittima in
ragione del reato passano al Cantone, fino a concorrenza dell'ammontare
versato. Queste pretese hanno priorità rispetto a quelle che la vittima può
ancora far valere nonché ai diritti di regresso di terzi,

                                                                                 

                                         per
l’art. 1 OAVI la vittima deve rendere attendibile di non poter ottenere nulla o
soltanto prestazioni insufficienti da parte di terzi (autore del reato,
assicurazioni, ecc),

 

                                         con
sentenza dell’11 novembre 1997, pubblicata in DTF 123 II 548, il Tribunale
federale (TF), a pag. 551, consid. 2a, ha rammentato:

 

“Selon la
jurisprudence, la LAVI assume ainsi une fonction subsidiaire à celle de
l'assistance judiciaire. Lorsque cette dernière est octroyée à la victime,
l'intervention étatique au sens de l’art. 3 al. 4 LAVI  ne se justifie plus. En
revanche, lorsque la victime n'obtient pas l'assistance judiciaire totale selon
le droit cantonal, il appartient au centre de consultation d'examiner si sa
situation personnelle justifie le remboursement des frais d'avocat (ATF 121 II
209 consid. 3b p. 212). Le refus de l'assistance judiciaire cantonale ne
dispense donc pas d'examiner si les conditions posées par la LAVI sont réunies.”
(sottolineatura del redattore),

 

                                         il
Tribunale federale, in una sentenza del 13 dicembre 2004 pubblicata in DTF 131
II 121, ha stabilito che le spese di avvocato della vittima, che interviene nel
procedimento penale, possono essere assunte sulla base dell’art. 3 cpv. 4 LAV,
se non ha ottenuto l’assistenza giudiziaria; a titolo sussidiario le stesse
possono essere rimborsate come posizione di danno nell’ambito dell’art. 11
segg. LAV. In questo caso, l’indennizzo può essere limitato all’importo che
sarebbe stato riconosciuto secondo la tariffa sull’assistenza giudiziaria.
Inoltre la vittima si assume il rischio finanziario che i costi legali non le
vengano necessariamente rimborsati (o non completamente) dall’autorità
d’indennizzo LAV, visto il carattere limitativo degli art. 12 cpv. 1 e 13 cpv.
1 LAV (consid. 2.4.1),

 

                                         al
consid. 2.3 il TF ha precisato:

 

“2.3 Dans des dispositions précédant celles
consacrées à la procédure d'indemnisation et de réparation morale (art. 11 ss
LAVI), la loi fédérale prévoit que des conseils (titre de la section 2, en
allemand: Beratung) puissent être donnés aux victimes, dans des centres de
consultation (Beratungsstellen) institués par les cantons en application de l'art.
3 LAVI. Aux termes de l'art. 3 al. 2 let. a LAVI, ces centres sont chargés en
particulier de fournir à la victime, eux-mêmes ou en faisant appel à des tiers,
une aide médicale, psychologique, sociale, matérielle et juridique. Certaines prestations sont fournies directement par les centres de
consultation, à titre d'aide immédiate, et sont gratuites (art. 3 al. 4, 1rephrase
LAVI). En vertu de l'art. 3 al. 4, 2ephrase LAVI, d'autres frais
sont pris en charge par ces centres, comme les frais médicaux, les frais
d'avocat et les frais de procédure, dans la mesure où la situation personnelle
de la victime le justifie (aide à plus long terme).

Indépendamment de la
LAVI, lorsque la victime entend intervenir comme partie civile dans la
procédure pénale ouverte contre l'auteur de l'infraction, elle peut demander
l'assistance judiciaire gratuite - en particulier la désignation d'un avocat
d'office - en se prévalant de la réglementation du droit cantonal de procédure
à ce sujet, voire directement des garanties minimales de l'art. 29 al. 3 Cst. D'après
la jurisprudence du Tribunal fédéral, ce n'est qu'à titre subsidiaire qu'on
applique l'art. 3 al. 4 LAVI, s'agissant de la désignation d'un avocat et de la
prise en charge des frais de défense. Lorsque l'assistance judiciaire est
octroyée à la victime, une intervention étatique fondée sur l'art. 3 al. 4 LAVI
ne se justifie plus. En revanche, lorsque la victime n'obtient pas
l'assistance judiciaire gratuite - y compris la désignation d'un avocat
d'office - selon le droit cantonal, il appartient au centre de consultation
d'examiner si sa situation personnelle justifie le remboursement des frais
d'avocat (ATF 123 II 548 consid. 2a p. 551; ATF 122 II 315
consid. 4c/bb p. 324; ATF 121 II 209 consid. 3b p. 212). La prise en
charge de ces frais sur la base de l'art. 3 al. 4 LAVI, qui requiert une
appréciation de la "situation personnelle de la victime", n'est pas
nécessairement soumise à des conditions aussi restrictives que l'octroi de
l'assistance judiciaire gratuite, notamment quant au caractère décisif des
ressources de l'intéressé (cf. ATF 122 II 315 consid. 4c/bb p. 324; EVA
Weishaupt, Finanzielle Ansprüche nach Opferhilfegesetz, RSJ 98/2002 p. 352;
PIERMARCO ZEN-RUFFINEN, Article 4 Cst. féd.: Le point sur l'évolution de la
jurisprudence du Tribunal fédéral en matière d'assistance judiciaire, in De la
Constitution, Etudes en l'honneur de Jean-François Aubert, Bâle 1996, p. 701).”
(sottolineatura del redattore),

 

                                         come precisa il TF nella citata sentenza, se l’interessato chiede il
rimborso delle spese legali tramite l’art. 3 cpv. 4 LAV, le medesime non
rientrano nel limite di fr. 100'000, se invece la richiesta viene fatta nell’ambito
dell’art. 11 LAV, il citato importo non può essere superato (cfr. DTF 131 II
121 consid. 2.4.3). Se l’istante inoltra subito la domanda in virtù dell’art. 3
cpv. 4 LAV, evita di assumersi dei costi che potrebbero non essere rimborsati
nell’ambito dell’istanza di cui all’art. 11 LAV, giacché il consultorio deve
decidere celermente e prima che questi costi siano sorti,

 

                                         il
TF si è così espresso in merito al consid. 2.5.2:

 

"  2.5.2 
S'agissant de l'assistance d'un avocat, les prestations prises en charge par un
centre de consultation en application de l’art. 3 al. 4 LAVI correspondent à
celles qui seraient assurées dans le cadre de l'assistance judiciaire gratuite
selon le régime du droit cantonal ou les garanties minimales de l'art. 29 al. 3 Cst. En d'autres termes, la victime ne peut pas prétendre à des
prestations plus étendues (ATF 121 II 209 consid. 3b p. 212; cf. WEISHAUPT, op.
cit., p. 352). On peut en déduire que l'avocat intervenant dans ce cadre sera
généralement rémunéré au tarif de l'assistance judiciaire gratuite; à tout le
moins, une telle solution ne serait pas contraire au droit fédéral.

Comme cela a déjà été
relevé (supra, consid. 2.3), la prise en charge des frais d'avocat au titre de
l'art. 3 al. 4 LAVI
est subsidiaire à l'octroi de l'assistance judiciaire selon le droit
cantonal (gratuité de la procédure, désignation d'un défenseur d'office) et le
remboursement de ces frais au titre de l'indemnisation selon les art. 11 ss LAVI a
un caractère encore plus subsidiaire. Il se justifie donc d'adopter, dans
ce cadre, une solution spécifique. La cohérence du système veut que la victime
- ou son mandataire - n'obtienne pas, par le biais de l'indemnisation a
posteriori, un dédommagement plus important que si les solutions prévues à
titre prioritaire avaient été choisies. C'est bien ce que le Tribunal fédéral a
en définitive considéré dans l'arrêt 1A.169/2001 du 7 février 2002 car c'est le
résultat auquel il est alors parvenu en confirmant une décision de la
juridiction cantonale ayant appliqué les règles sur la rémunération du
défenseur d'office. L'indemnisation pour le poste du dommage "frais
d'avocat" peut en effet être limitée, sans violation des art. 11 ss LAVI,
au montant qui aurait été alloué en application du tarif de l'assistance
judiciaire. Cette solution, spécifique au régime de la LAVI et s'écartant donc
dans une certaine mesure des règles du droit de la responsabilité civile, tient
compte de la nature du système d'indemnisation de cette loi fédérale (cf.
supra, consid. 2.2) (sottolineatura del redattore),

 

                                         va qui evidenziato che con sentenza del 29 aprile 2008 (inc.
43.2007.3) questo Tribunale ha stabilito che alla luce della più recente
giurisprudenza (DTF 131 II 121), la sentenza del 17 dicembre 2001 (inc.
43.2000.1), confermata dal TF (sentenza 1A.20/2002 del 4 luglio 2002, pubblicata
in RDAT II 2002 n. 74 pag. 269), circa l’ammontare secondo la tariffa piena
dell’onorario dell’avvocato e non solo in base alla tariffa dell’assistenza
giudiziaria non può più essere seguita,

 

                                         nel
caso di specie l’istante è stata messa al beneficio dell’assistenza giudiziaria
e il __________, applicando la tariffa oraria di fr. 250, dopo aver dedotto il
30%, ha tassato la nota di fr. 17'341, presentata dall’istante, in fr. 12'402
(fr. 11'524 di onorario e fr. 878 di spese),

 

                                         come
rileva giustamente l’amministrazione in sede di risposta, alla luce della sopra
citata giurisprudenza (DTF 123 II 548 consid. 2a, 131 II 121 consid. consid.
2.5.2) ed in particolare della sussidiarietà della LAV (art. 14 cpv. 1 LAV),
giacché l’insorgente è stata messa al beneficio dell’assistenza giudiziaria totale
in ambito penale, non c’è spazio per concedere all’istante un rimborso delle
spese legali superiore (ossia fr. 17'341 in luogo di fr. 12'402),

 

                                         inoltre
le spese legali sono a carico dei consultori ai sensi dell’art. 3 cpv. 4 LAV
solo se la vittima non ha ottenuto l’assistenza giudiziaria e, solo
sussidiariamente può, eventualmente, intervenire l’indennizzo previsto dagli art.
11 e seguenti LAV (cfr. DTF 122 II 212 consid. 3 b: “Lorsque la victime
bénéficie de l'assistance judiciaire gratuite totale selon le droit cantonal,
celle-ci inclut la prise en charge des frais d'avocat et de procédure; il
n'y a donc plus lieu d'intervenir pour le centre de consultation selon l’art. 3
al. 4 LAVI (GOMM/STEIN/ZEHNTNER, no 46 Ad Art. 3, no 52, 53, 57 ad Art. 3).”,
sottolineatura del redattore),

 

                                         pertanto
a giusta ragione il DSS ha rifiutato il versamento di indennità LAV per le
spese legali sopportate dalla ricorrente,

 

                                         l’ipotesi
secondo cui la vittima in caso di ritorno a miglior fortuna dovrebbe rimborsare
al __________ l’importo ottenuto, creando una disparità di trattamento nei
confronti delle vittime che hanno ottenuto il rimborso delle spese legali in
applicazione degli art. 3 o 11 LAV e che il principio della sussidiarietà
dovrebbe valere solo per prestazioni “a fondo perso” (come ad esempio
indennità ex LAINF ecc)” (doc. I, pag. 4), non può essere seguita,

 

                                         infatti,
seguendo, per pura ipotesi di lavoro, le riflessioni della ricorrente, il
succitato principio della sussidiarietà non potrebbe applicarsi neppure al
versamento delle prestazioni derivanti dalle assicurazioni sociali, giacché non
si può escludere che l’istituto che eroga le prestazioni chieda, in futuro, la
restituzione delle prestazioni (cfr. art. 25 LPGA) e proceda con la revisione
e/o la riconsiderazione della decisione con la quale le prestazioni sono state
versate (cfr. art. 53 LPGA),

 

                                         allo
stesso modo, in ambito di diritto privato, l’assicuratore potrebbe chiedere la
restituzione delle prestazioni, ad esempio nel caso di una sovrassicurazione
scoperta in un secondo tempo, in applicazione delle norme sull’indebito
arricchimento (cfr., da ultimo, STCA del 17 aprile 2008, inc. 36.2007.170),

 

                                         pertanto
ipotesi relative a fatti futuri, neppure realizzatisi, non possono essere un
motivo per concedere all’istante più di quanto ha diritto al momento
dell’emanazione della decisione,

 

                                         infatti
l’autorità amministrativa, di principio, deve limitare l'esame del caso alla
situazione effettiva che si presenta all'epoca in cui è resa la decisione
impugnata, ritenuto che fatti
verificatisi ulteriormente possono influire quali elementi di accertamento
retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa. I fatti accaduti
posteriormente e che hanno modificato questa situazione devono di regola
formare oggetto di un nuovo provvedimento (cfr. fra le tante: DTF 121 V 366
consid. 1b; 116 V 248 consid. 1a),

 

                                         va
rammentato che scopo della LAV non è quello di assicurare alla vittima una
riparazione completa, integrale e incondizionata del danno (cfr. anche DTF 129
II 312), bensì di intervenire a titolo sussidiario laddove la vittima non può
ottenere soddisfazione in altro modo,

 

                                         alla
luce di quanto sopra esposto il ricorso va respinto, mentre la decisione
impugnata merita conferma,

 

                                         la
ricorrente ha richiamato l’incarto completo dal Dipartimento della sanità e
della socialità,

 

                                         con
la risposta l’autorità cantonale ha prodotto l’incarto, come richiesto dal TCA
con l’ordinanza del 14 maggio 2008 (doc. II),

 

                                         considerato
come in concreto i fatti non sono contestati e la questione da risolvere è
prettamente giuridica, l’assunzione di ulteriori prove non modificherebbe
l’esito della vertenza, per cui questo Tribunale vi rinuncia, 

 

                                         va
qui rammentato che conformemente alla costante giurisprudenza,
se gli accertamenti svolti d’ufficio permettono all’amministrazione o al
giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di
giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza
preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare
questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezzamento
anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,
pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA del 20 aprile
2005 nella causa Z., K 24/04; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid.
3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di
procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito
desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF
124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti,
SVR 2001 IV no. 10 pag. 28 consid. 4b),

 

                                         l’insorgente
chiede anche di essere messa al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito
patrocinio ed “essendo l’indigenza manifesta si chiede l’esenzione dalla
produzione del preavviso municipale di rito” (doc. I), 

 

                                         secondo
l’art. 21 cpv. 2 LPTCA, applicabile in virtù del rinvio di cui all’art. 5 cpv.
3 della legge di applicazione e complemento della LAV, la disciplina della
difesa d’ufficio e del gratuito patrocinio è retta dalla Legge sul patrocinio
d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria,

 

                                         la
legge cantonale sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria all'art.
3 prevede:

 

"  1L'istituto dell'assistenza giudiziaria garantisce
alla persona fisica indigente la tutela adeguata dei suoi diritti dinanzi alle
Autorità giudicanti del Cantone.

 

2E' ritenuta indigente la persona che non ha la
possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese
di patrocinio.",

 

                                         le
altre condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla
Legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite
negativamente all'art. 14 Lag:

 

"  1L'assistenza giudiziaria non è concessa se:

a)   la procedura per la persona
richiedente non presenta probabilità di esito favorevole;

b)   una persona ragionevole e di
condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura  a causa delle spese che questa
comporta.

2L'ammissione al gratuito patrocinio non è concessa
se la persona richiedente è in grado di procedere con atti propri, se la
designazione di un patrocinatore non è necessaria alla corretta tutela dei suoi
interessi o se la causa non presenta difficoltà particolari.",

 

                                         i
presupposti per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono dunque
adempiuti qualora l'assistenza di un avvocato appaia necessaria o comunque
indicata, se il richiedente si trova nel bisogno e se le sue conclusioni non
sembrano dover avere esito sfavorevole, 

 

                                         nel
caso di specie considerato che il ricorso era sin dall’inizio manifestamente privo
di esito favorevole, la domanda va respinta,

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   L’istanza
tendente alla concessione dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio
per la procedura innanzi al TCA è respinta.

 

                                   3.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

                                   5.
  Qualora non sia ammissibile il ricorso in materia di diritto pubblico, contro
la presente decisione è ammesso il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale entro il termine di trenta giorni dalla
notificazione.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Gianluca
Menghetti