# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f0923f96-da57-50e0-b4c6-e412928b5c79
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-10-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.10.2006 42.2006.6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2006-6_2006-10-27.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  42.2006.6

   

  rs/DC/td

  	
  Lugano

  27 ottobre
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattore:

  	
  Raffaella Sartoris, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 aprile 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 31 marzo 2006
  emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e
  dell'inserimento, 6501 Bellinzona

   

   

  in materia di assistenza sociale

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su reclamo del 31 marzo 2006 l’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento (USSI) ha confermato la precedente decisione del 30 gennaio
2006 (cfr. doc. 55) con cui a RI 1, nato il __________, è stata assegnata una
prestazione assistenziale di fr. 3'755.-- mensili per il periodo dal mese di gennaio
2006 al mese di agosto 2006.

 

 

                                         L’USSI al riguardo ha in
particolare rilevato:

 

"  (…)

Nel mese di ottobre 2005 l'assicuratore
malattia __________ di __________ ci informava che la sua famiglia risultava in
arretrato con il pagamento degli oneri assicurativi.

Il 24 ottobre 2005 le veniva trasmessa in
copia la nostra corrispondenza indirizzata all'__________ in cui si informava
che a decorrere dal 1° gennaio 2006 i premi LAMal per la famiglia, al netto del
sussidio cantonale sarebbero stati trattenuti e versati direttamente
all'assicuratore.

 

Dopo essere entrati in possesso del
sussidio cantonale Cassa malati definito per il corrente anno, il 30 gennaio
2006 l'Ufficio scrivente emanava la decisione valida per il periodo 1° gennaio
2006/31 agosto 2006.

 

Questi gli estremi considerati ai fini del
calcolo:

 

Composizione dell'unità di
riferimento

 

signor RI 1, signora __________,
figlia __________

 

➣     A)
REDDITO computabile USSI

 

         Nessun reddito
computato

 

➣     B)
SOSTANZA computabile

 

         Nessun importo
computato

 

➣     C)
SPESE computabili

 

         Premio cassa malati (quota cantonale media ponderata)         Fr.    10'970.--
annui

           Spesa
per l'alloggio (residenza a __________ c/o Casa __________)   Fr.              18'000.--
annui

                                                                                       
Totale            Fr.   28'970.-- annui

                                      

NB. Importo massimo deducibile per
l'alloggio di un'unità di riferimento di 3 persone ai sensi di legge: Fr.
18'000.-- spese accessorie comprese.

 

Determinazione della lacuna di
reddito dell'unità di riferimento:

 

fabbisogno mensile secondo i limiti

definiti dal Dipartimento della sanità e

della società per tre persone                                      Fr. 2'092.--

+ totale spese computabili Fr. 28'970.-
: 12               Fr. 2'414.--

 

./. partecipazione al premio
dell'assicurazione

contro le malattie                                                        Fr.    751.--

 

Lacuna di reddito/assegno mensile                       Fr. 3'755.--                   

Questa prestazione è così suddivisa:

 

○
                           Fr. 3'427.80 versati alla famiglia __________
per le spese indicate a pagina 

   3 della decisione

○
Fr. 327.20 versati direttamente alla __________ 

    __________

 

Ai nostri atti, risulta una copia recente
di una decisione dell'Ufficio delle borse di studio e dei sussidi che non
accoglie una richiesta per l'assegno professionale inoltrata dalla figlia __________
per la frequenza di un corso linguistico di inglese a __________ in quanto lo
stesso ha in programma 20 ore di lezione settimanali allorquando è richiesta la
frequenza di corsi con almeno 25 ore la settimana; mentre che la richiesta per
la frequenza del corso di tedesco a __________ dal 4 ottobre 2005 al 24
novembre 2005 è stata accolta con un sussidio di Fr. 2'700.-- (la domanda è
stata esaminata tenendo conto dei criteri previsti dal Regolamento delle borse
di studio così si è espresso il competente ufficio cantonale).

 

In conclusione lo scrivente Ufficio ritiene
opportuno confermare:

 

-   Le prestazioni
assistenziali ordinarie (differenza fra il reddito disponibile residuale e la
soglia d'intervento dedotte le prestazioni sociali di complemento
effettivamente percepite sulla base della Laps - nel suo caso la partecipazione
al premio Cassa malati) sono sempre state concesse in modo corretto.

Infatti, nel caso della
sua unità di riferimento le prestazioni corrispondono ai limiti definiti
annualmente dal Dipartimento della sanità e della socialità, più l'aggiunta dei
costi alloggiativi sino al massimo di legge consentito e il premio assicurativo
dovuto alla Cassa malati al netto del sussidio cantonale;

 

-   per quanto
concerne le spese di locazione il massimo considerabile ai fini del calcolo
assistenziale corrisponde a quanto definito all'art. 9 Laps: per le unità di
riferimento composte da più di due persone è conteggiato l'importo della
legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI per coniugi maggiorato
del 20%; concretamente Fr. 15'000.-- + Fr. 3'000.-- = Fr. 18'000.--. Per il
motivo citato è pertanto impossibile considerare l'importo di Fr. 2'000.--
mensili da lei inserito nella tabella di calcolo personalizzata annessa alla lettera
del 1° marzo 2006 indirizzata al signor __________, __________ della Divisione
dell'azione sociale;

 

-   le spese di
elettricità, manutenzione e infrastrutture da lei indicate in Fr. 800.-- il
mese, sempre nella tabella di cui sopra, sono già conteggiate nell'ambito del
fabbisogno mensile di Fr. 2'092.--. Infatti con le decisioni inviatele abbiamo
sempre allegato una nota in cui si indicavano le spese già considerate nel
calcolo assistenziale;

 

-   nessuna
prestazione speciale può essere riconosciuta (lei chiede un supplemento
integrativo per computer di Fr. 2'000.--). Il Capitolo C 1.2 della COSAS da lei
citato indica le spese che possono essere calcolate per l'esercizio di
un'attività lavorativa; ciò non è nel suo caso;

 

-   sono pure non
considerabili le altre spese mensili da lei indicate per "abitazione di
emergenza per l'emarginazione di Fr. 1'500.--, dell'__________ con pasti fuori
casa di __________ di Fr. 2'700.-- e di spese di lavoro, difesa, spese
giudiziarie di Fr. 400.--";

 

-   i contributi
AVS, poiché non conteggiati, sono riconosciuti in separata sede (vanno inviati
i conteggi trimestrali della Cassa di compensazione al nostro Ufficio);

 

-   è escluso ogni
intervento per frequenze scolastiche della figlia in quanto la competenza per
la decisione di attribuzione dell'assegno, se del caso, spetta all'Ufficio
delle borse di studio e dei sussidi.

 

In questa sede vorremmo ribadire che le
norme COSAS, da lei più volte citate, sono delle raccomandazioni; esse
acquistano un carattere vincolante solo con la legislazione cantonale.

 

Ebbene la Legge sull'assistenza sociale
tuttora in vigore all'art. 48 recita quanto segue:

 

-   Il
Dipartimento designato dal Consiglio di Stato (Dipartimento della sanità e
della socialità) è l'Autorità cantonale competente in materia di assistenza.
Esso svolge i compiti e le attività assistenziali previsti da questa legge, e
in particolare:

    a)  stabilisce
la soglia d'intervento di cui all'art. 19

    b)                               …

    c)  …

    d)                               …

 

In questo ambito il Dipartimento della
sanità e della socialità ha emanato delle direttive riguardanti gli importi
delle prestazioni assistenziali per il 2006 che stabiliscono per un'unità di
riferimento di 3 persone (con la terza persona convivente di più di 16 anni)
l'importo di Fr. 2'092.--.

 

Le altre raccomandazioni della COSAS
vengono assunte dall'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento solo in cui
sono compatibili con la Legge ed il Regolamento di applicazione.

 

Lei ha elencato delle spese che in ogni
caso non possono essere riconosciute ai fini assistenziali.

 

Pertanto lo scrivente ufficio non può
procedere alla modifica del calcolo assistenziale." (Doc. IIbis)

 

                               1.2.   Contro la decisione su
reclamo RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, esprimendosi come segue:

 

"  Contro
la decisione sopra nominata faccio ufficialmente ricorso per la mancanza del
rispetto dei miei diritti sulla base della
legge LAS e dello SKOS svizzero, che è l'orientamento legale nella applicazione della LAS.

Purtroppo per mancanza di tempo non siamo ancora
in grado di fornire le motivazioni, oltre che di allegare copia del nostro reclamo fatto all'ufficio USSI del 21.2.2006.

Non appena avremo
fatto ricorso per denegata giustizia contro tutti i 5 nostri precedenti ricorsi
che sono rimasti senza risposta, come pure conferma
adesso lo scritto allegato (1) dell'uff. delle azioni sociali, tramite il quale solamente adesso per noi ciò è anche
possibile farli, saremo anche in grado di motivare questo ricorso, e
spiegare i fatti sul perché qui si tratta di un'emarginazione e criminalizzazione illegale coordinata da quelle
professioni giuridiche coinvolte in queste faccende, completamente all'infuori
dalle strutture democratiche, dove di conseguenza anche quest'autorità deve
dimostrare di non far parte di queste istituzioni usate abusivamente e
privatamente coordi­natamente per realizzare
quest'illegalità nelle strutture democratiche. Questo perché tutte le istituzioni e i loro funzionari e giuristi da noi
coinvolti operano all'unisono fuorilegge e bloccano qualsiasi verifica
indipendente, in quanto obbligati da quelle influenze illegali, ciò che è
facile da verificare per giuristi con
coraggio, perché non tutti i giuristi hanno automaticamente un carattere negativo. Noi siamo convinti che vengono ricattati
da una posizione centrale che ha influenza sulla loro carriera. Da parte nostra crediamo per questi motivi di avere
il diritto di chiedere la dimostrazione
a questo tribunale, già coinvolto in diversi ricorsi come autorità di ricorsi,
di darci la sicurezza di non operare
all'infuori del proprio obbligo di cura verso di noi, ciò che invece tutti i giuristi da noi coinvolti fanno e sembra devono
fare come dipendenti dalla loro carriera. Proprio la mirata esclusione
del loro obbligo di cura verso di noi e i nostri diritti è il mezzo illegale
per poter avere potere illegale su di noi, con la sicurezza di essere protetti
da quei colleghi nella giustizia, cosa
dimostrano i diversi casi, nei quali anche il tribunale per i nostri ricorsi
non ha applicato la necessaria
verifica della situazione giuridica.

Noi che siamo profi nella
funzionalità di grandi sistemi, qui applicati nella democrazia, siamo anche in grado di dare chiari parametri
che definiscono il vostro operato come corretto o corrotto come gli altri
operati di quelle professioni giuridiche coinvolte da noi, sui quali il CdS da
noi infor­mato fino ad oggi non ha preso posizione.

Perciò basandoci
sulle nostre esperienze precedenti negative, diamo noi già i criteri per una valutazione per istituzioni corrotte o
democraticamente corrette, perché proprio la giustizia e i suoi giuristi per realizzare la nostra emarginazione
non hanno voluto fare una verifica indipen­dente, perché il nostro nome e già coordinato con
l'emarginazione, che i giuristi da noi coinvolti realizzano all'infuori della democrazia, cosa si
può solamente scoprire tramite una verifica senza i loro interessi. Adesso è il compito di questo
tribunale amministrativo di agire, e quando questo ufficio
non verificherà la complessità totale di questa illegalità, e si concentra solo
sul operato di un dipendente da queste
vigliacco-strutture dalle responsabilità delegate dalle quali dipende anche il sig. __________, perchè sotto la sua
responsabilità, naturalmente ufficiale, via il proprio istituto è stato già realizzato il primo tentativo di
criminalizzarmi. Per questa ragione per noi e già una manipolazione di occuparsi solamente delle
decisioni di questo impiegato che deve ubbidire, e non avviare un'inchiesta democratica su tutta la
complessità che ha creato me un swiss made dipendente dall'assistenza sociale. La vera conseguenza è quella, perché
non si è potuto fregarci via banca la nostra tecnologia da coloro che bloccano
anche l'intervento dello stato, per la specu­lazione di una banca con i valori
dei propri clienti. Questa passività in questa illegalità non succe­de
per caso e non per caso non si vogliono fare inchieste in merito.

Allora, un'inchiesta indipendente senza la
partecipazione di quelle professioni giuridiche e i loro dipendenti che da noi come coinvolti sono
chiaramente corrotti e obbligano terzi di operare nella illegalità, non può più
essere operata democraticamente corretta per questo ricorso. Qui ci vuole una commissione guidata da democratici che non sono
giuristi e che non dipendono dal loro sistema
di dipendenza. Sotto questa guida di democratici indipendenti e la nostra
partecipazione con il diritto di
ricorsi contro la maniera di verificare e con la partecipazione dei
rappresentanti dell'etica e della
funzionalità nella società, solamente così sarà ancora possibile eseguire una corretta verifica, che noi chiediamo, prima di
una qualsiasi decisione da questo tribunale.

Quando questa
inchiesta indipendente non verrà fatta, allora abbiamo nuovamente da fare con una giustizia illegale del secondo
potere illegale fuori dal monopolio del potere dello stato, che ci crea tramite la voluta ignoranza dell'obbligo di cura verso di noi,
per poter avere il potere illegale su di noi,
senza una possibilità di difesa per noi già da oltre 17 anni, per realizzare
così una emarginazione e criminalizzazione
via ogni istituzione democratica a disposizione per questa influenza centrale. Queste azioni di ogni singolo
giurista coinvolto sembrano nascoste per la loro decentralizzazione
tramite diverse istituzioni ma sempre con una coordinazione centrale, che ci hanno già preannunciato queste difficoltà da oltre
10 anni se non si ubbidiva a questi gangster. Perciò solamente dopo una verifica dei fatti, tramite una inchiesta
ufficiale, per noi privati sarà anche solamente possibile avere le
giuste argomentazioni per motivare il nostro corretto e com­pleto ricorso.

Inoltre facciamo
notare che solamente essere a conoscenza dell'illegalità nell'operato nello
stato dà l'obbligo a questo tribunale di avviare
un'inchiesta in merito.

Inoltre facciamo
pure notare che la responsabilità di ogni funzionario e giurista nello stato,
nel caso in cui lui non
dovesse seguire il proprio obbligo di cura nel suo operato, la propria respon­sabilità non può essere trasferita a un'autorità statale come certe
leggi che proteggono il funzio­nano sembrano
far sembianza. 

 

PS:   P.f. non si dimentichi che noi ci troviamo
sempre in un'abitazione d'emergenza che ci è stata provocata tramite l'influsso
della coordinazione di quelle professioni giuridiche da noi coinvolte e da dove dobbiamo preparare la nostra
difesa e dove anche è stata deviata la nostra posta. (…)." (Doc. I)

 

                               1.3.   L’USSI, in risposta, ha
postulato un’integrale reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. IV).

 

                               1.4.   Il 15 maggio
2006 RI 1 ha trasmesso uno scritto redatto in lingua __________ che è stato
inviato per osservazioni all’USSI (cfr. doc. VII).

 

                                         A seguito
di una lettera dell’USSI del 23 maggio 2006 (cfr. doc. IX), il TCA ha assegnato
al ricorrente un termine di quindici giorni per inoltrare la traduzione in
lingua italiana dello scritto del 15 maggio 2006 (cfr. doc. X). 

 

                                         Il testo
tradotto in italiano dal ricorrente è pervenuto al TCA il 13 giugno 2006 ed è
stato immediatamente inviato per osservazioni all’USSI (cfr. doc. XII).

                                         L’Ufficio
resistente si è espresso in merito il 22 giugno 2006 (cfr. doc. XIII).

 

                               1.5.   Il doc. XIII
è stato trasmesso al ricorrente per conoscenza con facoltà di presentare
eventuali osservazioni entro dieci giorni (cfr. doc. XIV).

 

                                         RI 1 si è
pronunciato al riguardo il 6 luglio 2006 (cfr. doc. XV + XV1-3).

 

                                         I doc. XV
+ XV1-3 sono stati inviati all’USSI per conoscenza (cfr. doc. XVI).

 

                               1.6.   Il 23 luglio
2006 il ricorrente ha formulato delle nuove osservazioni, alle quali ha
allegato alcuni documenti. 

                                         In
particolare egli ha indicato di avere contattato il competente Ufficio
dell’assistenza sociale in __________ al fine di ottenere la documentazione che
lo concerne per poi inviarla al TCA (cfr. doc. XVII +1/3).

 

                               1.7.   Il 23 agosto
2006 RI 1 ha mandato tramite posta elettronica dei documenti relativi a una
procedura esecutiva (cfr. doc. XVIII; XIX).

 

                               1.8.   Questa
Corte, il 26 settembre 2006, ha assegnato al ricorrente un ultimo termine
perentorio di venti giorni per produrre la documentazione menzionata nello
scritto del 23 luglio 2006 (cfr. doc. XX).

 

                               1.9.   Il 6 ottobre
2006 l’insorgente ha trasmesso un nuovo messaggio di posta elettronica con
annessi ulteriori documenti (cfr. doc. XXI).

 

                             1.10.   Il
ricorrente, il 18 ottobre 2006, ha inviato degli atti supplementari, fra i
quali uno scritto a questa Corte del 17 ottobre 2006 (cfr. doc. XXII 1-3).

 

                             1.11.   Il 19 ottobre
2006 sono pervenuti al TCA ulteriori documenti da parte di RI 1 (cfr. doc. XXIV
+ allegati).

 

                             1.12.   Il Presidente
del TCA, il 19 ottobre 2006, ha trasmesso all’insorgente uno scritto in
relazione allo scritto di quest’ultimo del 17 ottobre 2006 (cfr. doc. XXVI;
XXIV4).

 

                             1.13.   I doc. XVII,
XVIII; XIX; XX; XXI; XXII; XXIV; XXV; XXVI con la relativa documentazione sono
stati inviati per conoscenza il 20 ottobre 2006 all’Ufficio resistente (cfr.
doc. XXVII).

 

                             1.14.   Il 25 ottobre
2006 il ricorrente ha inviato al TCA una lettera per posta elettronica (cfr.
Doc. XXVIII) in relazione allo scritto del Presidente del TCA del 19 ottobre
2006 (cfr. Doc. XXVIII1) ed un allegato (cfr. Doc. XXVIII2). 

                                         Anche
questa documentazione è stata trasmessa all'USSI il 27 ottobre 2006 per
conoscenza (cfr. Doc. XIX).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Preliminarmente
va rilevato che RI 1, con scritto del 6 luglio 2006 (cfr. doc. XV), ha invocato
il fatto di non conoscere la composizione della Corte che si pronuncerà sul suo
ricorso contro la decisione su reclamo del 31 marzo 2006 emessa dall’USSI.

 

                                         Al
riguardo va rilevato che il diritto a un tribunale indipendente e costituito
conformemente alla legge, di cui all’art. 30 Cost. e all’art. 6 CEDU, implica
il diritto dell’interessato di conoscere il nome delle persone che emaneranno, rispettivamente
hanno emanato, la sentenza. In tal modo egli potrà, se del caso, far valere
eventuali motivi di ricusazione.

                                         Tale
diritto è garantito, allorché il nome dei giudici della Corte competente è
indicato nella sentenza, viene comunicato mediante uno scritto separato o può
essere dedotto da una pubblicazione accessibile al pubblico, come ad esempio
una guida emessa dal Cantone (cfr. STFA del 10 ottobre 2001 nella causa X., I
40/00, consid. 1; DTF 114 Ia 278 consid 3b; DTF 114 V 61 consid. 2b; DTF 117 I1
322 consid. 1c; SVR 2001 BVG Nr. 7 pag. 27).

 

                                         In
concreto la composizione del TCA oltre che facilmente reperibile sul sito del
Cantone Ticino, e meglio alla pagina
www.ti.ch/generale/PG/TA/pubblico/TCA/composizione (dalla documentazione agli
atti emerge che il ricorrente utilizza internet (cfr. doc. 62)) è nota al
ricorrente che negli ultimi tempi ha ricevuto diverse sentenze del TCA (cfr.
STCA del 24 agosto 2006 relativa alla ricusa del vicecancelliere avv. __________;
sentenze del TCA del 11 ottobre 2006 concernenti gli inc. 42.2006.7-8-9-10).

                                         In simili
condizioni, il diritto di conoscere la composizione personale del Tribunale giudicante
è nel caso in esame rispettato.

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è soltanto la questione di sapere se l’importo della prestazione
assistenziale riconosciuta a RI 1 per il lasso di tempo dal mese di gennaio al
mese di agosto 2006 è o meno corretto. 

                                         Con
riferimento all’abbondante documentazione inviata dal ricorrente, si ricorda
che la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) ha
stabilito che è la decisione impugnata che costituisce il presupposto ed
il contenuto della contestazione sottoposta all'esame giudiziale (cfr. SVR 2005
AHV Nr. 19; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110 V 51 consid. 3b e
giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81, p. 294). 

                                         In
particolare in una sentenza pubblicata in DTF 125 V 4-3 (n. 19) il TFA ha
ricordato che:

 

" 
2.- a) Nach der Rechtsprechung (BGE 110 V 48 und
seitherige Urteile) bilden Anfechtungsgegenstand im verwaltungsgerichtlichen
Beschwerdeverfahren, formell betrachtet, Verfügungen im Sinne von Art. 5 VwVG
(vgl. BGE 124 V 20 Erw. 1,25 Erw. 2a, je mit Hinweisen) und -materiell - die in
den Verfügungen geregelten Rechtsverhältnisse." 

 

                                         Nella presente fattispecie la decisione su reclamo del 31 marzo 2006
riguarda esclusivamente l’assegnazione di una prestazione assistenziale di fr.
3'755.-- mensili per il periodo gennaio-agosto 2006. 

                                         Ogni
altra questione esula dalla presente vertenza. Di conseguenza questa Corte non
può chinarsi su altre problematiche diverse da quella che riguarda l’entità
della prestazione assistenziale attribuita all’insorgente per l’arco di tempo
gennaio-agosto 2006.

 

                               2.3.   RI 1 è di
nazionalità __________ e risiede in Svizzera.

 

                                         Per
quanto attiene all’applicazione dell'Accordo del 21 giugno 1999 tra la
Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati
membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC) entrato in
vigore Il 1° giugno 2002, va osservato che le prestazioni assistenziali non
rientrano nel campo di applicazione materiale dell’Accordo, il quale concerne il
coordinamento dei regimi di sicurezza sociale in senso stretto (anche
denominate più semplicemente assicurazioni sociali; cfr. B. Kahil-Wolff-P.J.
Greber "Sécurité sociale: aspects de droit national,
international et européen". Ed. Helbing Lichterhahn, Ginevra, Basilea,
Monaco - Bruylant, Bruxelles - L. G. D. J., Parigi, 2006 pag. 311: "Seuls
sont exempts l'assurance sociale et médicale, ainsi que les régimes de
prestations en faveur des victimes de la guerre").

                                         Infatti l’art. 4 n. 1 del Regolamento (CEE) n. 1408/71 del 14 giugno
1971 applicato dalle parti contraenti nell’ambito delle loro relazioni giusta
l’art. 1 cpv. 1 dell’Allegato II dell’Accordo, elaborato sulla base dell’art. 8
ALC e facente parte integrante dello stesso (cfr. art. 15 ALC), in unione con
la Sezione A di tale allegato, enuncia espressamente che rientrano nel campo di
applicazione “ratione materiae” del Regolamento: a) le prestazioni di
malattia e di maternità; b) le prestazioni d'invalidità, comprese quelle
dirette a conservare o migliorare la capacità di guadagno; c) le prestazioni di
vecchiaia; d) le prestazioni ai superstiti; e) le prestazioni per infortunio sul
lavoro e malattie professionali; f) gli assegni in caso di morte; g) le prestazioni
di disoccupazione; h) le prestazioni familiari (cfr. STFA del 24 luglio 2006
nella causa M., I 667/05, consid. 5, 6).

 

                                         Le
prestazioni assistenziali costituiscono, per contro, dei vantaggi sociali ai
sensi dell’art. 9 cpv. 2 dell’Allegato I dell’Accordo (a proposito dei vantaggi
sociali cfr. DTF 132 V 184 consid. 6 e B. Kahil-Wolff-P.J. Greber, op. cit.,
pag. 294-296). Esse, pertanto, sono sottoposte alle regole di coordinamento
applicabili ai vantaggi sociali, fra le quali figura il
divieto di discriminazioni dirette ed indirette fondate sulla nazionalità, in
ossequio a uno dei principi cardine sui quali si fonda l’Accordo, ossia la
parità di trattamento di cui all’art. 2 ALC (cfr. SVR 2003 AHV Nr. 6 pag. 15;
RtiD II-2005 n. 65).

 

                                         In
concreto l’USSI ha fissato le prestazioni assistenziali spettanti a RI 1 applicando
gli stessi criteri che utilizza per determinare quelle dei cittadini svizzeri.

                                         Non è,
quindi, ravvisabile alcuna violazione del principio di non discriminazione.

 

                                         Relativamente
alla Convenzione tra la Confederazione Svizzera e la __________ concernente
l’assistenza agli indigenti del 14 luglio 1952, menzionata a più riprese dal
ricorrente, va rilevato che la __________ ha denunciato tale convenzione tramite
una nota del 22 settembre 2005. Questa denuncia ha esplicato i propri effetti,
ovvero l’abrogazione della convenzione, a decorrere dal 31 marzo 2006.

 

                                         La convenzione citata agli
art. 1, 2 e 3 prevedeva che:

 

"  Articolo
1

 

(1)  Ciascuna delle parti contraenti s'impegna a concedere ai
cittadini indigenti dell'altra parte residenti sul suo territorio, come ai suoi
propri cittadini e alle stesse condizioni, l'assistenza di cui hanno bisogno.

 

(2)  In Svizzera, l'assistenza è retta dalla legislazione dei Cantoni
in materia d'assistenza giudiziaria, nella __________, dalla legislazione
sull'assistenza.

 

(3)  Le prestazioni comprendono in particolare, le spese usuali di
sostentamento nel luogo di domicilio, le cure mediche e quelle in stabilimenti
ospedalieri. Se ne è il caso, esse comprendono parimente una sepoltura
conveniente (decorosa).

 

 

Articolo 2

 

(1)  Lo stato di residenza assume le spese di assistenza, comprese
quelle relative a prestazioni speciali, per un periodo massimo di trenta giorni
dall'inizio dell'indigenza.

 

(2)  Se in singoli casi, prestazioni d'assistenza devono essere
concesse ripetutamente e dopo interruzione, e se fra due periodi assistenziali
trascorrono più di dodici mesi, le spese saranno nuovamente a carico dello
Stato di residenza durante trenta giorni.

 

 

Articolo 3

 

Lo Stato d'origine provvede affinché tutte le ulteriori spese
d'assistenza per l'indigente fino al giorno dell'eventuale rimpatrio siano
rimborsate allo Stato di residenza. È riservato l'articolo 5, terzo
capoverso."

 

                                         La Convenzione conteneva
dunque anch'essa il principio di non discriminazione.

 

                                         Per quanto concerne la
situazione, posteriormente alla denuncia della Convenzione del 1952, dei
cittadini __________ residenti in Svizzera, in uno scritto del 15 giugno 2005 indirizzato
ai Dipartimenti cantonali degli affari sociali l’Ufficio federale di giustizia ha
peraltro precisato che:

 

"1.    Conséquences pour les ressortissants __________ résidant
en Suisse

 

Les ressortissants __________ au bénéfice d'un titre
de séjour en bonne et due forme pourront, comme jusqu'à présent, demander à
recevoir de l'aide sociale cantonale. Nous partons du principe que tous les
cantons allouent aux ressortissants étrangers résidant dans notre pays la même
aide sociale qu'aux ressortissants suisses. Rien ne devrait dès lors changer
pour les bénéficiaires de l'aide sociale. A cet égard, les autorités cantonales
ou les homes ne devraient pas - comme cela s'est déjà produit dans quelques cas
isolés - inviter les bénéficiaires __________ de l'aide sociale, en raison de
la prochaine dénonciation, à rechercher en __________ une solution pour la
prise en charge des frais."

 

                                         In
simili circostanze, il ricorrente nulla può dedurre a suo favore dal richiamo
di questa Convenzione internazionale.

 

                               2.4.   A seguito di
uno scritto del ricorrente del 23 luglio 2006 in cui ha indicato di avere
contattato il competente Ufficio dell’assistenza sociale in __________ al fine
di ottenere la documentazione che lo concerne per poi trasmetterla al TCA (cfr.
consid. 1.6.; doc. XVII), questa Corte, il 26 settembre 2006, gli ha assegnato
un ultimo termine perentorio di venti giorni per produrre la documentazione
menzionata nello scritto del 23 luglio 2006 (cfr. doc. XX).

 

                                         Con
scritti del 6 ottobre e del 18 ottobre 2006 il ricorrente ha chiesto di
prolungare il termine di venti giorni accordatogli (cfr. doc. XXI; XXII).

 

                                         La
concessione di una proroga nel caso concreto non si giustifica.

 

                                         In primo
luogo, il termine di venti giorni accordatogli dal TCA era un termine
perentorio e lo stesso è stato fissato il 26 settembre 2006, perciò due mesi
dopo lo scritto del ricorrente del 23 luglio 2006.

                                         Inoltre,
alla luce anche di quanto esposto al considerando precedente, non si vede in
che modo l’eventuale documentazione menzionata dall’insorgente richiesta al “competente
Ufficio dell’assistenza sociale in __________” potrebbe influire sull’esito
della presente vertenza.

                                         Infine,
le procedure davanti al TCA sono rette dal principio della rapidità della
procedura (cfr. art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA applicabile per analogia anche alle
altre materie di competenza del Tribunale delle assicurazioni; su questo
principio cfr. STCA dell'11 ottobre 2006, 42.2006.7 concernente il ricorrente).

 

                               2.5.   Il diritto
fondamentale a condizioni minime di esistenza è garantito dall’art. 12 Cost.
fed., il quale prevede che:

 

" 
chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere
a sé stesso ha diritto d’essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi
indispensabili per un’esistenza dignitosa."

 

                                         A tale
proposito in una sentenza del 5 agosto 2004 nella causa B., 1P.294/2004,
pubblicata parzialmente in DTF 130 I 366 e in Cahiers genevois et romands de
securité sociale N° 33-2004, il Tribunale federale ha rilevato quanto segue:

 

 

"  (…)

4.-  L’art.
12 Cst. concerne le droit d’obtenir de l’aide dans des situations de détresse.
Cette disposition n’a pas pour objet de garantir un revenu minimum à chacun,
elle porte seulement sur les moyens indispensables à la survie dans une
situation de dénuement, tels que la nourriture, les vêtements, le gîte et les
soins medicaux (ATF 130 I 71 consid. 4.1 p. 75). Aux termes de l'art. 1 LRMCAS, le revenu minimum cantonal d'aide sociale a pour but d'éviter
aux bénéficiaires le recours à l'assistance publique. Celle-ci est prévue, à
Genève, par la loi sur l'assistance publique du 19 septembre 1980. Destinée aux
personnes dépourvues des moyens nécessaires à la satisfaction de leurs besoins
vitaux et personnels indispensables, elle est subsidiaire aux autres
prestations sociales fédérales, cantonales et communales (art. 1 al. 2 et 3 de
cette loi). De toute évidence, elle constitue précisément l'aide qui est
garantie par l'art. 12 Cst. L'arrêt attaqué dénie au recourant le droit de
percevoir le revenu minimum cantonal d'aide sociale mais il ne porte aucune
atteinte à ses perspectives d'obtenir, au besoin, l'assistance publique. Le
moyen tiré de l'art. 12 Cst. est donc, lui aussi, mal fondé."

 

                                         In una sentenza del 3
gennaio 2006 nella causa X., 2P.310/2005, con la quale ha respinto, nella
misura in cui è ammissibile, un ricorso di diritto pubblico contro la sentenza
del TCA pubblicata in RTiD I-2006 pag. 36 seg., il Tribunale federale ha in
particolare sottolineato che:

 

"  Il
ricorrente lamenta la violazione dell'art. 12 Cost., che disciplina il diritto
fondamentale all'aiuto minimo in situazioni di bisogno. Sennonché nel caso
concreto oggetto di giudizio non è l'erogazione di mezzi indispensabili per
poter sopravvivere, ma prestazioni assistenziali ordinarie riconosciute in
virtù del diritto cantonale (e il cui ammontare, sia rilevato di transenna, è
di solito più elevato rispetto a quello dell'aiuto minimo). Va poi osservato
che il ricorrente  non pretende né dimostra, perlomeno non conformemente a
quanto richiesto dall'art. 90 OG, che l'importo da lui percepito mensilmente
sia insufficiente per poter condurre una vita dignitosa. Su questo punto il
gravame sfugge pertanto ad un esame di merito. Ad ogni modo, non è dato da
vedere in che le considerazioni sviluppate al riguardo dalla Corte cantonale
potrebbero essere ritenute prive di pertinenza e, di conseguenza, inficiate
d'arbitrio."

                                         

                                         In un'altra sentenza del
18 marzo 2005 nella causa X., 2P.318/2004, pubblicata in DTF 131 I 166, il TF ha
precisato che:

 

"  (...)

3.1. Nach Art. 12 BV hat,
wer in Not gerät und nicht in der Lage ist, für sich zu sorgen, Anspruch auf
Hilfe und Betreuung und auf die Mittel, die für ein menschenwürdiges Dasein
unerlässlich sind. Dieses Grundrecht garantiert nicht ein Mindesteinkommen;
verfassungsrechtlich geboten ist nur, was für ein menschenwürdiges Dasein
unabdingbar ist und vor einer unwürdigen Bettelexistenz zu bewahren vermag (BGE
130 I 71 E. 4.1 S. 74 f.; 121 I 367 E. 2c S. 373; Urteil 2P.148/2002 vom 4.
März 2003, E. 2.3). Der Anspruch umfasst einzig die in einer Notlage im Sinne
einer Überbrückungshilfe unerlässlichen Mittel (in Form von Nahrung, Kleidung,
Obdach und medizinischer Grundversorgung), um überleben zu können (BGE 130 I 71
E. 4.1 S. 75 mit Hinweisen). Diese Beschränkung des verfassungsrechtlichen
Anspruches auf ein Minimum im Sinne einer "Überlebenshilfe" (AB 1998
S 39) bedeutet, dass Schutzbereich und Kerngehalt zusammenfallen (BGE 130 I 71
E. 4.1 S. 75 mit Hinweis auf Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3.
Aufl., Bern 1999, S. 178). Die Formulierung "wer in Not gerät und nicht in
der Lage ist, für sich zu sorgen" soll klarstellen, dass für das Recht auf
Hilfe in Notlagen der Grundsatz der Subsidiarität gilt (BGE 130 I 71 E. 4.1 S.
75 mit Hinweisen).

 Art. 12 BV stellt ein leistungsrechtliches Auffanggrundrecht
dar (Markus Schefer, Die Kerngehalte von Grundrechten, Bern 2001, S. 338 f.).
Dieses steht in engem Zusammenhang mit dem Schutz der Menschenwürde nach Art. 7
BV und gilt wegen seines menschenrechtlichen Gehalts nicht nur für
schweizerische Staatsangehörige, sondern auch für Ausländer, und zwar
unabhängig von deren aufenthaltsrechtlichem Status. Auch illegal Anwesende wie
der Beschwerdeführer können sich auf Art. 12 BV berufen (BGE 121 I 367 E. 2d S.
374; vgl. auch BGE 130 I 1 und 82; 122 II 193; Kathrin Amstutz,
Anspruchsvoraussetzungen und -inhalt, in: Carlo Tschudi [Hrsg.], Das Grundrecht
auf Hilfe in Notlagen, Bern/Stuttgart/Wien 2005, S. 17; Dies., 2003, a.a.O., S.
29; Dies., Das Grundrecht auf Existenzsicherung, Bern 2002, S. 157; Malinverni/Hottelier,
a.a.O., S. 1351; Müller, a.a.O., S. 169; Uebersax, a.a.O., S. 39 f.; Alain
Wurzburger, La jurisprudence récente du Tribunal fédéral en matière de police
des étrangers, in: RDAF 53/1997 I, S. 343)." (STF del 18 marzo 2005
nella causa X., 2P.318/2004, consid. 3.1.)

 

                                         Al riguardo cfr. anche la
sentenza del Tribunale federale del 16 maggio 2006 nella causa X., 2P.67/2006,
consid. 3.

 

                                         Il TFA,
dal canto suo, in una sentenza del 21 ottobre 2003, ha sottolineato che:

 

"  (…)

                                        4.2.3 Le recourant ne peut
pas non plus se prévaloir de l'art. 12 Cst. aux termes duquel quiconque est
dans une situation de détresse et n'est pas en mesure de subvenir à son
entretien a le droit d'être aidé et assisté et de recevoir les moyens
indispensables pour mener une existence conforme à la dignité humaine. Certes,
cette disposition pose le principe du droit à des conditions minimales
d'existence pour toute personne qui n'est pas en mesure de subvenir à ses
besoins et fonde une prétention justiciable à des prestations positives de la
part de l'Etat (ATF 122 II 193 consid. 2/dd p. 198; Auer/Malinverni/Hottelier,
Droit constitutionnel suisse, vol. II : Les droits fondamentaux, p. 685 et
689). Le contenu du droit à des conditions minimales d'existence est défini par
le législateur, auquel il incombe d'adopter des règles en matière de sécurité
sociale. Toutefois, si le droit à des conditions minimales
d'existence est un droit de l'homme qui appartient à toute personne physique
dans le besoin, quelle que soit sa nationalité et indépendamment de son statut
au regard de la police des étrangers (Auer/Malinverni/Hottelier, op. cit. p.
688), il suppose un lien de rattachement avec la Suisse, telle la résidence
dans ce pays, condition qui n'est pas réalisée en l'occurrence." (SVR
2004 IV N. 23 pag. 71)

 

                                         In merito
alla differenza tra aiuto sociale in senso lato e aiuto urgente in applicazione
dell’art. 12 Cost. vedi pure la sentenza del Tribunale federale del 9 febbraio
2005 nella causa X., 2A.692/2004.

 

                                         Anche
l’art. 13 della Costituzione cantonale ticinese riconosce quale diritto sociale
- a cui, quindi, ci si può appellare direttamente in giudizio - il diritto ai
mezzi necessari per condurre un’esistenza conforme alle esigenze della dignità
umana e alle cure mediche essenziali.

 

                                         La garanzia
costituzionale del diritto al minimo vitale costituisce la base del sostegno
sociale regolamentato nelle leggi cantonali in materia di assistenza sociale
(in proposito cfr. l'art. 3 legge federale sulla competenza ad assistere le
persone nel bisogno).

 

                                         Va
comunque precisato che oltre ad assicurare la sopravvivenza, il sostegno
sociale promuove anche la partecipazione attiva alla vita economica e sociale
della comunità. Il sostegno sociale persegue, dunque, obiettivi che vanno oltre
il semplice raggiungimento del minimo vitale assoluto (cfr. Direttive “Concetto
e indicazioni per il calcolo dell’aiuto sociale” emanate dalla COSAS ediz.
2000, p.to A1 ed ediz. 2005 p.to A1). Esso rappresenta, infatti, un minimo
sociale e non solo un minimo di quanto assolutamente necessario per la
sopravvivenza (cfr. Consiglio di Stato Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002
relativo alla modifica della legge sull'assistenza sociale, pag. 5). 

 

                                         Infine,
in una sentenza pubblicata in RAMI 2005 pag. 25 segg. il TFA ha ricordato che,
in materia di prestazioni assistenziali, vige il principio della sussidiarietà:

 

" 
(…) Im Bereich der Fürsorgeleistungen gilt der
Grundsatz der Subsidiarität. Danach besteht ein Anspruch auf Fürsorgeleistungen
erst dann, wenn eine betroffene Person die notwendigen Mittel nicht durch
Selbsthilfe, Leistungsverpflichtungen Dritter oder freiwillige Mittel Drittter
erhält (Wolffers, a.a. O., S. 71). Zu den Leistungsverpflichtungen Dritter
gehören auch die Leistungen der Sozialversicherung (Wolffers, a.a.O., S. 72).

Die fürsorgerische Unterstützung von Flüchtligen
richtet sich grundsätzlich nach den Normen der allgemeinen Sozialhilfe, sofern
die Asylgesetzgebung keine Sondernormen kennt (Wolffers, a.a. O., S. 184 f. und
191)." (RAMI 2005 pag. 30)

 

                               2.6.   L’intervento della pubblica
assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge
sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las). 

                                         Preliminarmente
va segnalato che tale normativa è stata oggetto di modifiche che sono state
adottate dal Gran Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre
2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

                                         Tali
modifiche sono state rese necessarie dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26
giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in
vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

 

                                         Il 1°
ottobre 2006 sono peraltro entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della
Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU
40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).

                                         Esse non sono
tuttavia applicabili nel caso concreto.

                                         Infatti
nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento
legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie
giuridicamente rilevante (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1; DTF 128 V 315 = SVR
2003 ALV Nr. 3;SVR 2003 IV Nr. 25; STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H
114/01; STFA 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01; DTF 122 V 35
consid. 1; DTF 118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).

                                         Nel caso
in esame l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento, con decisione su
reclamo del 31 marzo 2006 ha accordato a RI 1 una prestazione assistenziale di
fr. 3'755.-- al mese per il periodo dal mese di gennaio al mese di agosto 2006.

                                         In quel
lasso di tempo le ultime modifiche della LAS e della Laps, non erano ancora in
vigore. 

 

                                         Esse
verranno comunque indicate per completezza nei considerandi seguenti.

 

                                         L’art. 1
Las stabilisce quanto segue:

 

" 
Lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei
diritti della persona, all’attribuzione delle prestazioni sociali stabilite
dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all’assistenza di
quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno. (cpv. 1)

Esse hanno lo scopo di favorire l’ inserimento
sociale e professionale dei beneficiari." (cpv. 2)

 

                                         Principio
basilare della Las è il diritto per il cittadino di beneficiare dell’assistenza
dello Stato qualora egli stia per cadere o sia caduto nel disagio. L’esistenza
del diritto è affermata a prescindere dagli obblighi assistenziali di natura
civile a favore dell’assistito (cfr. Messaggio n. 1651 del 5 giugno 1970 riguardante
la legge sull’assistenza sociale, pag. 4).

 

                                         Come già
risulta dal consid. 2.5. in fine, nell’ambito dell’assistenza sociale vige il
principio della sussidiarietà.

                                         Al
riguardo l’art. 2 Las prevede:

 

" 
Le prestazioni assistenziali secondo questa legge
sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni
sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi
cantonali. (cpv. 1)

In particolare le prestazioni assistenziali
propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite
le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)."  (cpv. 2)

 

                                         L’art. 13
Laps, attinente all’ordine delle prestazioni, enuncia:

 

" 
Le prestazioni sociali di complemento armonizzate
vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che: 

a) prima dell’erogazione delle prestazioni
sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni
al premio dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità
di riferimento hanno diritto; 

b) ogni prestazione va erogata sino al massimo
dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una prestazione
che segue nell’ordine; 

c) nel calcolo di ogni prestazione vengono
computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto
o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."

 

                                         Le prestazioni
assicurative e previdenziali sono, dunque, prioritarie rispetto alle
prestazioni assistenziali che hanno carattere complementare e suppletivo.
Inoltre, in base al principio di coordinamento delle prestazioni previsto dalla
Laps, le prestazioni assistenziali si situano all’ultimo posto nell’ordine di
priorità e vengono concesse unicamente quando il diritto a quelle precedenti è
esaurito (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002
relativo alla modifica della legge sull’assistenza sociale, pag. 2-3).

 

 

                                         Secondo l’art. 3 Las:

 

"  Le
prestazioni assistenziali devono essere adeguate ai bisogni e alle attitudini
della persona, in modo da prevenirne lo scadimento morale e materiale o da
consentirne un conveniente inserimento nella società."

 

                                         Come evidenziato al
consid. 2.5., l’assistenza non deve soltanto procurare alla persona quei beni
materiali che le sono essenziali per la sussistenza, ma deve anche permetterle
di provvedere a una sua vita più degna nel contesto sociale, assicurandole
prestazioni adeguate alle sue attitudini e bisogni soggettivi, per far sì che
la persona stessa sia in grado di reinserirsi nella società (cfr. Consiglio di
Stato, Messaggio n. 1651 del 5 giugno 1970, pag. 5).

 

                               2.7.   Per quanto concerne il
titolare del diritto l’art. 5 Las prevede:

 

" 
Hanno diritto ai provvedimenti e alle prestazioni
della presente legge le persone con domicilio o dimora assistenziale nel
Cantone. (cpv. 1)

Le persone con sola dimora assistenziale hanno
per principio diritto unicamente a prestazioni o aiuti immediati. (cpv. 2)

Sono riservate le disposizioni del diritto
federale e dei trattati internazionali." (cpv. 3)

 

                                         Delle
eccezioni sono contemplate all’art. 6 Las:

 

" 
Il Consiglio di Stato disciplina la
determinazione, la concessione, la limitazione e la procedura delle prestazioni
assistenziali concesse a 

a) richiedenti l’asilo e 

b) persone bisognose di protezione non titolari
di un permesso di dimora. (cpv. 1)

Nello stabilire tali criteri il Consiglio di
Stato fa riferimento alle disposizioni federali sul rimborso ai Cantoni delle
spese cagionate da queste persone. (cpv. 2)

II Consiglio di Stato può affidare, mediante la
stipulazione di contratti di prestazione, la gestione di queste prestazioni ad
enti assistenziali pubblici o privati. (cpv. 3)."

 

                               2.8.   Secondo
l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti
preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette
(art. 17).

                                         Sono
queste ultime a essere coinvolte nel coordinamento e, parzialmente,
nell’armonizzazione delle prestazioni sociali previste dalla Laps (cfr. Messaggio
n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

 

                                         Al
riguardo va rilevato che la Laps ha previsto per la Las la possibilità di
derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art.
2 cpv. 2 Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4,
6, 8, 9, 10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

 

                                         La
natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali
propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa
legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).

                                         Esse si
suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las). 

                                         Questa distinzione si basa
su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di
bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8
maggio 2002, pag. 3).

                                         Inoltre
le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.
3 Las).

 

                                         Relativamente
alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

 

" 
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono
la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai
sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola
carattere ricorrente. (cpv. 2)."

 

                                         Ex art.
19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:

 

" 
La soglia d’intervento per le prestazioni
assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto
delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale."

 

                                         L’art. 19
Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in
deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI.

 

                                         La Las
rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle
istituzioni dell’azione sociale (COSAS; cfr. DTF 132 III 102) che
corrisponde in lingua tedesca alla “Schweizerische Konferenz für Sozialhilfe (SKOS),
a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri Cantoni.

 

                                         L’ammontare
della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della
COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Nel
Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione
della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può
configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione
federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero
si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei
singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata (al
riguardo cfr. pure il consid. 2.3.).

 

                                         Il
Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e
1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della
Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento) -, il 24 gennaio 2006, sentito il parere dell’USSI e della
Divisione dell’azione sociale, ha deciso, considerato, da un lato, che la COSAS
ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione delle «direttive per il
calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr. "Inciter et intégrer: le
système des nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre
2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.) che la Conferenza dei direttori cantonali
delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro, che "il coordinamento
con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione del sostegno sociale in
Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di bilancio del Cantone
rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove direttive della COSAS
- peraltro non richiesto dall’art. 19 della Las" -, che a far tempo dal 1°
gennaio 2006 la soglia di intervento corrisponde:

 

" 
A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione

 

	
  Persona
  dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)

  	
  Forfait
  globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Supplemento
  d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Totale

   

   

   

  (fr./mese)

  
	
  1
  persona

  	
   
  960.--

  	
  100.--

  	
  1060.--

  
	
  2
  persone

  	
  1469.--

  	
  100.--

  	
  1569.--

  
	
  3
  persone

  	
  1786.--

  	
  100.--

  	
  1886.--

  
	
  4
  persone

  	
  2054.--

  	
  100.--

  	
  2154.--

  
	
  5
  persone

  	
  2323.--

  	
  100.--

  	
  2423.--

  
	
  6
  persone

  	
  2592.--

  	
  100.--

  	
  2692.--

  
	
  7
  persone

  	
  2861.--

  	
  100.--

  	
  2961.--

  
	
  Per
  ogni persona supplementare

  	
  +
  269.--

  	
  -

  	
  +
  269.--

  

 

B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o
più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della
COSAS):

 

per unità di riferimento con più di due persone
di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un
supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più
anni di età; l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di
queste persone." 

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle
prestazioni assistenziali per il 2006 in BU 4/2006 del 24 gennaio 2006 pag. 33-34)

 

                                         Le Disposizioni
COSAS non sono vincolanti per il Cantone Ticino, contrariamente a quanto sembra
sostenere il ricorrente (cfr. doc. XI, pag. 1, Doc. XXVIII3, pag. 4-5). 

                                         Il TCA
constata infatti che l’art. 19 Las rinvia alle direttive COSAS, indicando, come
visto, che la soglia di intervento viene definita “tenuto conto” delle stesse.
Ciò non implica, dunque, un adeguamento integrale alle medesime. 

                                         Giova
d’altronde segnalare che le disposizioni COSAS stesse enunciano che “…sono
delle raccomandazioni destinate alle autorità preposte all’intervento sociale
dei cantoni, dei comuni, della Confederazione e delle istituzioni sociali
private” e che “… acquistano un carattere vincolante solo con la
legislazione cantonale, i regolamenti comunali e la giurisprudenza”. Infine
esse precisano che “… sono delle raccomandazioni, ma servono da termine di
riferimento come è stato dimostrato dalle decisioni dei tribunali” (cfr.
Direttive COSAS 2005 – Significato delle direttive).

 

                                         La scelta
operata dal Cantone Ticino (cfr. consid. 2.5; 2.6.) è dunque diversa da quella
effettuata da altri Cantoni.

                                         Al riguardo si veda la sentenza del 17 ottobre 2005 nella causa X. 2P
196/2005 nella quale il Tribunale federale ha constatato che: "Le
règlement cantonal d'exécution renvoie expressément aux recommandations de la
Conférence suisse des instituions d'action sociale (ci-après: CSIAS), en
prescrivant que ces normes servent à l'établissement des budgets d'aide sociale
(art. 5 al. 3 RIAS/VS). Le Tribunal fédéral a jugé que le Conseil d'Etat
n'avait sur ce point pas outrepassé la délégation de compétence que lui
conférait l'art. 36 al. 2 LIAS et que ces directives revêtaient un caractère
contraignant pour les communes à qui incombait (art. 4 al. 2 LIAS/VS) la
responsabilité de l'organisation et de l'application de l'aide sociale (arrêt
2P.115/2001 du 11 septembre 2001, consid. 2b)" e la sentenza del 1° settembre 2006 nella causa X., 2P.158/2006
nella quale il TF ha sottolineato che: "3.2 Führt eine unterstützte
Person den Haushalt für eine oder mehrere Personen, die nicht unterstützt
werden, wird ein Betrag als Haushaltentschädigung - ungeachtet einer effektiven
Auszahlung - als eigene Mittel angerechnet; die Höhe dieser Entschädigung ist
nach Massgabe der aufgewendeten Zeit im Rahmen von Fr. 550.-- bis
Fr. 900.-- festzusetzen (§ 13 Abs. 1 und 2 SPV/AG i.V.m. § 11
Abs. 2 SPG/AG; vgl. Ziff. F.5.2. der hier grundsätzlich verbindlichen, von
der Schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe erlassenen Richtlinien für die
Ausgestaltung und Bemessung der Sozialhilfe, SKOS-Richtlinien [§ 10
Abs. 1 SPG/AG i.V.m. § 10 Abs. 1 SPV/AG])“. 

                                         In
tale contesto è pure utile segnalare la sentenza del 5 luglio 2006,
2P.108/2005, nella quale il TF ha dichiarato irricevibile un ricorso di diritto
pubblico inoltrato contro le nuove direttive applicate nel Cantone Basilea
Città: 

 

" 
A. Das Wirtschafts- und Sozialdepartement des
Kantons Basel-Stadt erliess am 24. Januar 2005 mit Bezug auf die kantonale
Sozialhilfe neue Unterstützungsrichtlinien, gültig ab 1. April 2005, welche die
bisherigen Richtlinien (gültig ab 1. Oktober 2004) ersetzen. Es wurden
insbesondere die Ansätze für den Grundbedarf gesenkt, dagegen werden Bemühungen
um berufliche und soziale Integration unterstützt. (…).

 1.3

1.3.1 Grundlage der Unterstützungsrichtlinien des
kantonalen Wirtschafts- und Sozialdepartements bildet unter anderem das Basler
Sozialhilfegesetz vom 29. Juni 2000 (Ziff. 1 der Richtlinien). Wer bedürftig
ist, hat Anspruch auf unentgeltliche Beratung sowie auf wirtschaftliche Hilfe
(§ 4 Abs. 1 Sozialhilfegesetz). Die unterstützte Person ist indes vorab
verpflichtet, vollständige und wahrheitsgetreue Auskunft zu erteilen über ihre
finanziellen und persönlichen Verhältnisse (vgl. § 14 Abs. 1 lit. a und c Sozialhilfegesetz).
Das Departement regelt nach Rücksprache mit den Gemeinden das Mass der
wirtschaftlichen Hilfe; es orientiert sich dabei an den Richtlinien der
Schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe, SKOS (§ 7 Abs. 3 Sozialhilfegesetz).

1.3.2 Prinzipiell gelten in der Sozialhilfe des
Kantons Basel-Stadt diese Richtlinien der SKOS; vorbehalten bleiben die
Abweichungen in den kantonalen Richtlinien (vgl. deren Ziff. 2). Gesonderte
Unterstützungstarife bestehen im Übrigen für Asylsuchende und vorläufig Aufgenommene,
die der Kanton im Auftrag und auf Kosten des Bundes beherbergt, vorbehaltlich
der Bundesregelungen; im Rahmen der Nothilfe werden unter anderem auch Personen
ohne Aufenthaltsregelung in der Schweiz unterstützt (Ziff. 3 der kantonalen Richtlinien).
Die Unterstützungsrichtlinien regeln namentlich die finanziellen Kriterien der
Bedürftigkeit (Ziff. 4), die zu unterstützenden Personen und Personengruppen
(Ziff. 5 und 6), die Nothilfe (Ziff. 7), die materielle Grundsicherung
(Ziff. 8), situationsbedingte Leistungen (Ziff. 9) sowie Massnahmen zur
sozialen und beruflichen Integration (Ziff. 10). 

1.3.3 Bei den angefochtenen
Unterstützungsrichtlinien handelt es sich damit um eine Verwaltungsverordnung,
die zwar Aussenwirkung entfaltet, gestützt auf welche aber Verfügungen der
Sozialhilfestelle, der Bürgergemeinde der Stadt Basel (§ 25 Sozialhilfegesetz),
ergehen, deren Anfechtung möglich und den Betroffenen zumutbar ist (vgl. § 27
Sozialhilfegesetz; siehe auch § 41 Abs. 2 des Basler Organisationsgesetzes vom 22.
April 1976; BGE 131 I 166 E. 7.2 S. 179 f.). Dabei sind die
richterlichen Behörden nicht an die Richtlinien gebunden, falls diese dem Sinn
der ihnen zugrundeliegenden gesetzlichen Regelung nicht entsprechen sollten. So
sollen inzwischen denn auch zahlreiche Sozialhilfeverfügungen ergangen sein,
von denen einige weitergezogen wurden (vgl. Urteil 2P.45/2006 vom 11. Mai
2006). Ein hinreichender Rechtsschutz im Einzelfall ist somit vorliegend
gegeben (BGE 128 I 167 E. 4.5 S. 173 ff. mit Hinweisen). Gegen Rechtsakte wie die hier
fraglichen Richtlinien ist die staatsrechtliche Beschwerde nach ständiger Rechtsprechung
nicht zulässig. Bei diesem Ausgang kann im Übrigen offen bleiben, ob überhaupt
sämtliche Beschwerdeführer zur staatsrechtlichen Beschwerde legitimiert wären."

 

                                         Per quanto riguarda il Ticino, va in particolare sottolineato che dalla
direttiva emanata dal DSS per il 2006 appena menzionata emerge che il
Dipartimento ha ripreso, a titolo di forfait globale per il mantenimento, gli
stessi importi stabiliti dalle COSAS (cfr. Direttive COSAS 2005 p.to B.2.2). In
relazione al supplemento d’integrazione viene conteggiato il supplemento minimo
di fr. 100.-- a persona previsto dalle COSAS (cfr. Direttive COSAS p.ti C.2,
C.3).

                                         Dalle
precedenti direttive COSAS (cfr. Direttive12/02 p.to B.2.3) è poi stato ripreso
anche il supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o
più di fr. 206.-- al mese per ognuna di queste persone da integrare agli importi
afferenti al forfait globale di mantenimento e al supplemento d’integrazione.

                                         Per
quanto attiene alle altre raccomandazioni delle COSAS, il DSS ha precisato che esse
vengono assunte dall’USSI come guida alla sua prassi nella misura in cui sono
compatibili con la Las, il Regolamento e la direttiva medesima (cfr. Direttive
riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2006 in BU
4/2006 del 24 gennaio 2006 p.to 2 pag. 34.

                                         Il
Dipartimento ha, dunque, tenuto debitamente conto delle direttive COSAS secondo
quanto prescritto dall’art. 19 Las.

 

                                         Il TCA
constata che il ricorrente ha potuto disporre di una copia delle menzionate
disposizioni COSAS, come emerge dal calcolo approntato dal medesimo (cfr. doc.
62). Le disposizioni COSAS sono peraltro facilmente consultabile al sito
internet www.skos.ch.

 

                                         L'art. 20
Las definisce, invece, le prestazioni speciali:

 

" 
Le prestazioni speciali sono destinate a coprire
dei bisogni particolari, quali ad esempio: 

a) spese di formazione; 

b) franchigie, partecipazioni, spese dentarie e spese straordinarie
dovute a malattia o handicap; 

c) determinate assicurazioni; 

d) misure che favoriscono l’integrazione sociale e l’inserimento
professionale; 

e) spese di collocamento diurno di figli
minorenni; 

f)  spese di collocamento in istituto; 

g) spese di sepoltura. (cpv. 1)

 

Possono inoltre essere concesse prestazioni
speciali per fare fronte per un periodo limitato a spese vincolate o per l’alloggio
superiori ai limiti previsti dall’art. 22. (cpv. 2)

Le prestazioni speciali possono essere cumulate
alle prestazioni ordinarie, o essere indipendenti quando le risorse del
beneficiario raggiungono o superano la soglia d’intervento ma non coprono il
bisogno specifico cui esse sono destinate. (cpv. 3)."

 

                                         Le
prestazioni speciali si distinguono da quelle ordinarie, poiché rispondono a
bisogni particolari, non considerati per la definizione del fabbisogno in
termini di lacuna di reddito rispetto alla soglia di intervento. Proprio per il
loro carattere puntuale e per il fatto che sono destinate alla copertura di
bisogni specifici, le prestazioni speciali possono essere concesse, come già
attualmente, anche quando il reddito disponibile supera di poco la soglia
d’intervento (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 4; STCA del 17
maggio 2005 nella causa A., 42.2004.3., pubblicata in RtiD II-2005 N. 14 pag.
59 segg.).

 

                               2.9.   Per quanto
attiene alle norme comuni della Las, l’art. 22 Las, concernente il reddito
disponibile residuale, enuncia:

 

" 
Il reddito disponibile residuale è quello
definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti: 

 

a) Reddito computabile: 

    1.
vengono computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato
sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte
dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente; 

    2.
la sostanza netta viene computata
interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,
per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una
coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio
minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie
a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la
sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile; 

    3.
vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità
di riferimento. 

b) Spesa vincolata: 

    1.
non vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);

    2.
non vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps; 

    3.
non vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps; 

    4.
le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino
all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps)." 

 

                                         Il
reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui
all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli
art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei
redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti
l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

 

 

                                         L'art. 6
Laps regolamenta così il reddito computabile:

 

" 
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi: 

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

b) ... 

c) ... 

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità; 

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992; 

f)  1/15 della sostanza imponibile dell’unità di riferimento
superiore a fr. 50’000.--, rispettivamente a fr. 100’000.-- per l’abitazione
primaria. (cpv. 1)

 

Le entrate di cui al capoverso precedente alle
quali un membro 

dell’unità di riferimento ha rinunciato a favore
di persone che non fanno parte dell’unità di riferimento possono essere
computate se la rinuncia costituisce un manifesto abuso di diritto. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

 

                                         La spesa
computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate
e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 8 Laps:

 

" 
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese: 

a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT; 

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT; 

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f)  i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui 

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

    un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro; 

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata; 

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate; 

i)  ... 

l)  le imposte ordinarie federali, cantonali e comunali sul reddito
e sulla sostanza. (cpv. 1) 

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi: 

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 LT, maggiorato di 3000 fr.; 

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

" 
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di: 

 

a) per le persone unità               importo
riconosciuto dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle
prestazioni complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI
per la persona sola

 

      b) per le unità di                      importo
riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi

 

      c)                                            per
le unità di      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più
di due persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato 

                                                   del
20%

(cpv. 1)

 

Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 5
cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle
spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°
gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--
per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle
prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo
concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI
del 20 dicembre 2005).

                                         Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.

                                         

                                         Le
deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della
spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e
autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps (cfr. consid. 2.8.), hanno carattere
restrittivo e sono volte a determinare un reddito disponibile che misuri ancora
meglio la reale situazione di bisogno del richiedente.

                                         Alcune
entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai
redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi
della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in
adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

                                         La
sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto
al conteggio nell’ambito Laps.

                                         Dal
calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali
le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni
assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona
priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a
disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

                                         Infine il
limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è
inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio
n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

 

                             2.10.   Nella
presente evenienza l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento con
decisione del 30 gennaio 2006, confermata con decisione su reclamo del 31 marzo
2006, ha accordato al ricorrente, per il periodo dal mese di gennaio 2006 al
mese di agosto 2006, una prestazione assistenziale di fr. 3'755.-- mensili
(cfr. doc. 55; IIbis).

 

                                         RI 1 ha
contestato il calcolo effettuato dall’USSI, proponendo, in sede di reclamo, un
proprio conteggio dei costi ai quali deve far fronte unitamente alla sua famiglia.
Dallo stesso risulta che egli avrebbe diritto a una prestazione
assistenziale mensile di fr. 12'639.--. 

                                         In
particolare il ricorrente ritiene che debbano essere considerate al mese, oltre
alle spese di base (fabbisogno per tre persone di fr. 1'886.--; affitto di fr.
2’000.--; eventuali spese accessorie statali e internet di fr. 250.--;
manutenzione, infrastruttura ed elettricità di fr. 800.--; premio della cassa
malati di fr. 751.--; assicurazione giornaliera di fr. 2.--; contributi AVS/AI
di              fr. 350.--), le prestazioni sociali per l’integrazione
economica e sociale nella tecnologia per poter ricominciare un proprio
progetto, ossia un supplemento integrativo per computer di       fr. 2’000.-- e
altre prestazioni dipendenti dalla sua situazione attuale, ovvero i costi per
l’abitazione di emergenza di               fr. 1'500.--, per i pasti fuori casa
a __________ di fr. 2'700.-- per tre persone, per le spese di lavoro e le spese
giudiziarie e di difesa di fr. 400.-- (cfr. doc. 62).

 

                             2.11.   Chiamato ad
esaminare l'operato dell'USSI, il TCA rileva innanzitutto che l’art. 21 Las,
che si riferisce all’unità di riferimento, prevede che:

 

" 
In deroga all’art. 4 Laps, se il titolare del
diritto è un figlio maggiorenne non economicamente indipendente e il reddito
disponibile residuale della sua unità di riferimento supera la soglia di
intervento delle prestazioni assistenziali, dall’unità di riferimento vengono
esclusi i genitori che non ottemperano al loro obbligo di mantenimento ai sensi
dell’art. 277 CCS. (cpv. 1)

In caso di rigore, l’autorità competente può pure
escludere dall’unità di riferimento altri membri che non ottemperano ai loro
obblighi di mantenimento o di assistenza nei confronti del titolare del
diritto, ai sensi degli art. 159, 163, 276, 328 e 329 CCS. (cpv. 2)."

 

                                         Secondo
l'art. 4 Laps:

 

" 
L’unità di riferimento è costituita: 

a) dal titolare del diritto; 

b) dal coniuge; 

c) dal partner convivente, se vi sono figli in
comune; 

d) dai figli minorenni di cui essi hanno
l’autorità parentale; 

e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente
indipendenti. (cpv. 1)

 

Se il titolare del diritto non è economicamente
indipendente, dell’unità di riferimento fanno pure parte i suoi genitori e
fratelli minorenni o non economicamente indipendenti. (cpv. 2)

Se entrambi i genitori sono privati dell’autorità
parentale, il minorenne fa parte dell’unità di riferimento della madre. (cpv.
3)

I figli e i titolari del diritto maggiorenni
economicamente dipendenti fanno parte dell’unità di riferimento del genitore
con cui condividono il domicilio; se hanno domicilio per conto proprio fanno
parte dell’unità di riferimento del genitore da loro indicato. (cpv. 4)

Se non vi sono figli in comune, dell’unità di
riferimento fa parte il partner convivente allorquando questi ricava
dall’unione vantaggi simili a quelli che scaturiscono da un matrimonio e
l’Amministrazione dispone di elementi sufficienti per presumere che non si
sposa per poter accedere alle prestazioni della presente legge. (cpv. 5)

Non fanno parte dell’unità di riferimento le
persone domiciliate all’estero. (cpv. 6)."

 

                                         L'unità
economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde
alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr.
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).

 

                                         Come
appena visto, per l’art. 4 cpv. 1 Laps l’unità di riferimento del titolare del
diritto alla prestazione è costituita dal coniuge, come pure dai figli maggiorenni
se questi non sono economicamente indipendenti.

                                         L’art. 2
Reg.Laps, definisce le persone economicamente dipendenti, e meglio:

 

" 
Una persona maggiorenne non è economicamente
indipendente se, cumulativamente: 

a) ha meno di 30 anni; 

b) non è sposata, legalmente separata, divorziata
o vedova; 

c) non ha figli; 

d) è in prima formazione.
(cpv. 1)

Vi è prima formazione ai sensi del cpv. 1 lett.
d) quando, senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi, una
persona maggiorenne frequenta una formazione del livello seguente: 

a) primario, secondario 1, oppure secondario 2 di
tipo propedeutico; 

b) secondario 2 di tipo professionale o terziario non universitario,
se non possiede già un titolo dello stesso livello o di livello superiore; 

c) terziario di tipo universitario professionale e accademico
compresa la frequenza del biennio che completa la laurea breve o del master che
completa il bachelor, se non possiede già un titolo di livello terziario; 

d) perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello
secondario 2. (cpv. 2)

Il Servizio centrale delle prestazioni sociali
emana una direttiva amministrativa per l’ applicazione dei capoversi 1 e 2,
sentita la Divisione della scuola del Dipartimento dell’ educazione, della
cultura e dello sport. (cpv. 3)"

 

                                         In
concreto la figlia del ricorrente, __________, è nata il ____________________.
Essa, pur essendo maggiorenne, vive con i genitori ed è ancora in formazione
(cfr. doc. 57, 58, 61, IIbis). 

                                         La stessa
adempie, quindi, i requisiti di cui all’art. 2 Reg.Laps per essere considerata
una persona economicamente dipendente ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps.

 

                                         In simili
condizioni, il ricorrente, sua moglie e la figlia __________ costituiscono
un’unica unità di riferimento, come rettamente indicato dall’Ufficio resistente
(cfr. doc. 55).

 

                             2.12.   Per quanto
riguarda le spese computabili, l’USSI, quale costo per l’alloggio, ha a
ragione computato l’importo di fr. 18'000.-- (cfr. doc. 55; IIbis).

 

                                         Come
esposto sopra (cfr. consid. 2.9.), l’art. 9 Laps, al quale rinvia l’art. 22
Las, prevede che la spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo, nel
caso di unità di riferimento composte da più di due persone, come quella del
ricorrente - costituita dallo stesso, dalla moglie e dalla loro figlia __________
-, pari all’importo riconosciuto dalla LPC per i coniugi maggiorato del 20%,
ossia a fr. 18’000.-- (fr. 15’000.-- + 20% di fr. 15’000.--).

 

                                         Ai sensi
dell’art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali:

 

" 
La spesa per l'alloggio è definita come segue:

       
a)                                                                      per
l'inquilino, la pigione netta maggiorata del 15% per le spese accessorie.

       
b)                                                                      per il
proprietario, il valore locativo dell'abitazione primaria, maggiorato del 15%
per le spese accessorie."

 

                                         Nell’evenienza
concreta il ricorrente e la sua famiglia abitano presso il cognato a __________
(cfr. doc. I, XXI, XX2). 

 

                                         A titolo
di pigione è stato concordato un importo mensile di fr. 1'500.-- (cfr. doc. 41,
44), corrispondenti alla somma di fr. 18'000.-- annui che maggiorata del 15%
per le spese accessorie, corrisponde a una spesa per l’alloggio di fr. 20'700.

                                         Tale
ammontare è superiore a quello massimo riconosciuto di fr. 18'000.--, per cui
va conteggiato unicamente quest’ultimo importo.

 

                                         Il ricorrente
nel proprio conteggio ha pure computato la pigione di fr. 2'000.-- al mese
relativa alla casa di __________ di proprietà della comunione ereditaria __________
fu __________ e __________, moglie del ricorrente (cfr. doc. 62, 26), di cui la
madre (suocera del ricorrente) gode di un usufrutto (cfr. doc. 41).

 

                                         I signori
__________ hanno sostenuto di dover alloggiare a __________, in quanto le __________
di __________ hanno tolto l’alimentazione elettrica della casa di __________
(cfr. doc. 41).

 

                                         A prescindere
dalle motivazioni che hanno portato all’interruzione dell’energia elettrica da
parte dell’__________, nel calcolo relativo alla prestazione assistenziale del
ricorrente non è possibile ex lege considerare delle spese supplementari
relative all’abitazione __________. Infatti ai sensi della Las e della Laps
possono essere computati unicamente i costi relativi all’alloggio primario, che
in casu corrisponde attualmente a quello di __________, per un importo massimo
fissato dalla legge medesima.

 

                                         L’abitazione
di __________, a differenza di quanto addotto dal ricorrente (cfr. doc. 62, I),
non va ritenuta un alloggio di emergenza. 

                                         In
effetti le direttive COSAS o SKOS indicano quale alloggio di emergenza quello
che il sostegno sociale è tenuto a offrire a un beneficiario che è stato
sfrattato dalla propria abitazione, poiché non era più in grado di pagare la
pigione intera, dopo che, a seguito del suo rifiuto di trasferirsi in
un’abitazione a buon mercato propostagli, il sostegno sociale gli ha riconosciuto
solo l’importo dell’abitazione più economica (cfr. p.to B. 3). 

                                         L’alloggio
di emergenza coincide, quindi, con una sistemazione temporanea. 

                                         Conseguentemente
il carattere di emergenza è, in linea di principio, da escludere allorché
l’interessato ha concluso un contratto di locazione di durata indeterminata,
come in concreto (cfr. doc. 44).

 

                                         In
proposito giova, del resto, segnalare che il Tribunale federale in una sentenza
del 16 maggio 2006 nella causa X., 2P.67/2006, già menzionata sopra (cfr.
consid. 2.5.) riguardo all’art. 12 Cost., relativo al diritto in situazioni di
bisogno ha indicato che da tale diritto fondamentale non può essere desunta la
pretesa a prestazioni che coprano necessità che vanno oltre le condizioni
minime di esistenza, segnatamente il costo di un appartamento più grande
rispetto alle proprie esigenze.

 

                                         Inoltre
il TF, in merito, ha osservato:

 

" 
(…)

3.4 Der Beschwerdeführer beruft sich vor
Bundesgericht nicht ausdrücklich auf das Willkürverbot gemäss Art. 9 BV, weshalb die Beschwerde auch nicht zulässig ist,
soweit der Beschwerdeführer sinngemäss geltend macht, der angefochtene
Entscheid sei unsachlich. Selbst wenn der angefochtene Entscheid auf Willkür
überprüft werden könnte, wäre er aber nicht zu beanstanden. Zwar ist grundsätzlich
einzuräumen, dass bei der Gewährung von Sozialhilfeleistungen in der Regel eine
Übergangsfrist einzuhalten sein dürfte, um eine zu Wohnzwecken benutzte, als zu
gross beurteilte Wohnung kündigen und eine kleinere mieten zu können. Das
Kantonsgericht hat aber in verbindlicher Weise festgestellt, dass der
Beschwerdeführer seinen als zu gross beurteilten Wohnungsteil nicht zu Wohn-,
sondern zu Berufszwecken verwendet hat. Die rechtliche Folgerung, von der
Sozialhilfe sei daher nur die zum Wohnen benützte Fläche nach einem
ortsüblichen Mietzins abzugelten, erscheint nicht unhaltbar. Auch die übrigen
vom Kantonsgericht vorgenommenen Beurteilungen beruhen auf ernsthaften
sachlichen Gründen."

                                      

                             2.13.   Per quanto
concerne il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie,
ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps (cfr. consid. 2.9.) vanno computati i
premi ordinari, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota
cantonale media ponderata.

                                         Secondo,
poi, l’art. 4 Reg.Laps quale premio per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g della legge va inteso il premio
riconosciuto per il sussidio per la riduzione dei premi dell’assicurazione di
base contro le malattie.

 

                                         A titolo
di premio della cassa malati, quindi, non va tenuto conto del premio effettivo
a carico di un assicurato, bensì del premio medio ponderato relativo alla cassa
malati in questione, fino al limite massimo previsto dalla quota cantonale
media ponderata. Dal Messaggio n. 5221 del 13 marzo 2002 relativo alla modifica
della Laps emerge che tale soluzione ha un’incidenza minima sul calcolo del
reddito disponibile residuale, ma comporta un vantaggio amministrativo
importante, nel senso che il valore standardizzato del premio, che cambia una
volta all’anno viene immesso automaticamente (cfr. Messaggio n. 5221 pag. 13;
STCA del 27 aprile 2005 nella causa R., 39.2004.11, consid. 2.12.).

 

                                         Il
ricorrente, la moglie e la figlia __________ sono affiliati alla cassa malati __________
(cfr. doc. 56). 

                                         Per il
2006 il relativo premio medio ponderato complessivo è pari a fr. 11’345.70 (fr.
4'067.10.-- x 2 + fr. 3'211.50; cfr. Decreto esecutivo concernente la
determinazione del premio riconosciuto ai singoli assicuratori per
l’applicazione delle riduzioni individuali di premio nell’assicurazione sociale
malattie per l’anno 2006 del 25 ottobre 2005).

                                         Tale
ammontare è superiore alla quota media cantonale ponderata per il 2006,
corrispondente, per due adulti e una giovane adulta di età tra i 18 e i 25 anni,
a complessivi fr. 10’970.-- (fr. 3'930.-- x 2 + fr. 3’110.--; cfr. art. 1 Decreto
esecutivo concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni
individuali di premio nell’assicurazione sociale malattie per l’anno 2006).

 

                                         In casu
l’USSI, quale premio della cassa malati, ha dunque correttamente conteggiato la
quota media cantonale ponderata complessiva di fr. 10’970.-- (cfr. doc. 55).

 

                                         Per
quanto riguarda le franchigie, le partecipazioni ai costi, le spese per cure
dentarie menzionate dal ricorrente (cfr. doc. A3), esse sono previste quali
prestazioni speciali all’art. 20 Las.

                                         Al
riguardo va, tuttavia, osservato che dal Messaggio del 15 ottobre 2004 sul
preventivo 2005 del Consiglio di Stato emerge che è stata decisa una prassi più
restrittiva per le prestazioni speciali giusta l’art. 20 Las. In particolare,
in relazione alla spesa per la cura dentaria, è stato specificato che i
preventivi dei medici dentisti sono sottoposti alla Commissione dei periti per
l’approvazione. Si studiano con loro, ed eventualmente con l’Ordine dei
dentisti, soluzioni atte a contenere ulteriormente tali spese (cfr. Messaggio
n. 5589 p.to 10.2.2.3).

 

                             2.14.   La soglia
di intervento (cfr. consid. 2.8.), nell’ambito delle prestazioni
assistenziali, non corrisponde a quella relativa alle prestazioni regolate
dalla Laps.

 

                                         L’art. 19
Las prevede, infatti, che per le prestazioni assistenziali la soglia di
intervento viene definita in deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10
Laps; consid. 2.8.).

                                         Quest’ultima
fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni
complementari all’AVS/AI, mentre la soglia di intervento per le prestazioni
assistenziali si fonda sulle disposizioni emesse dalla Conferenza svizzera
delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS=SKOS).

 

                                         Nel caso
di specie la soglia di intervento dell’unità di riferimento del ricorrente -
composta da tre persone - nel regime della Las è pari, per il 2006, a fr.
1'886.-- mensili (cfr. consid. 2.5.), ossia a fr. 22'632.-- annui. 

                                         Per il
regime Laps, per contro, essa corrisponde a fr. 31'810.-- (fr. 15'700. -- per
il titolare del diritto + fr. 7’850.-- per la prima persona supplementare
dell’unità di riferimento + fr. 8’260.-- per la seconda persona supplementare
dell’unità di riferimento; cfr. cfr. art. 10 e 37 cpv. 4 Laps; Ordinanza 03
sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 20 settembre
2002).

                                         In casu,
visto che l’unità di riferimento del ricorrente è composta da più di due
persone di almeno sedici anni compiuti, l’importo annuo di fr. 22'632.-- va
integrato da un supplemento mensile di fr. 206.-- assegnato alla terza persona,
pari a fr. 2'462.-- all’anno (cfr. Direttive riguardanti gli importi delle
prestazioni assistenziali per il 2006 in BU 4/2006 del 24 gennaio 2006 pag.
33-34; consid. 2.6.).

                                         Di
conseguenza, in concreto, la soglia di intervento ammonta a fr. 25'094.-- annui,
ossia fr. 2'092.-- al mese.

 

                                         Tale importo
corrisponde a quello computato dall’USSI nel calcolo effettuato il 30 gennaio
2006 (cfr. doc. 55) ed è maggiore di quello contenuto nel calcolo fornito dal
ricorrente (cfr. doc. 62), il quale non ha considerato il supplemento di fr.
206.-- al mese per la figlia con più di sedici anni.

 

                             2.15.   RI 1, con il
proprio reclamo, ha censurato l’omessa computazione dell’ammontare afferente ai
contributi AVS/AI di fr. 350.-- mensili (cfr. doc. 62).

 

                                         Al riguardo
l’USSI nella decisione su reclamo del 31 marzo 2006 (cfr. doc. IIbis) ha
indicato che “…i contributi AVS, poiché non conteggiati, sono riconosciuti
in separata sede (vanno inviati i conteggi trimestrali della Cassa di
compensazione al nostro ufficio)”.

                                         Va
peraltro sottolineato che l’USSI ha già avuto occasione di precisare in
un’altra vertenza in ambito di assistenza sociale che, nel caso in cui si
giustifichi l’intervento assistenziale, l’importo dei contributi sociali è
riconosciuto con versamenti trimestrali al fine di garantire l’effettivo
pagamento alla Cassa cantonale di compensazione (cfr. STCA del 7 aprile 2006
nella causa B., 42.2006.5 consid. 2.11.).

 

                                         Questa
Corte prende atto che nel caso in esame i contributi sociali sono, dunque, assunti
dall’assistenza sociale.

                                         Il
ricorrente, in sede di ricorso, non ha del resto contestato quanto addotto
dall’Ufficio resistente (cfr. doc. I).

                                      

                             2.16.   Nel calcolo
approntato da RI 1 sono state inserite le spese per il computer, per internet,
per i viaggi relativi al suo progetto e tra __________ e __________, per i
pasti fuori casa - in quanto nell’abitazione di __________ è stata interrotta
l’erogazione dell’energia elettrica che alimenta, oltre alla luce, il
riscaldamento - e per il lavoro in generale (cfr. doc. 62, 41, 36).

 

                                         Giusta
l’art. 8 cpv. 1 lett. a Laps, al quale rinvia l’art. 22 Las, la spesa vincolata
è costituita, segnatamente, dalle spese ai sensi degli art. 25-31 LT.

                                         Per
quanto qui di interesse gli art. 25 e 26 LT contemplano le spese deducibili dai
proventi lordi imponibili in caso di attività lucrativa dipendente e
indipendente. 

                                         Più
precisamente, per l’attività lavorativa dipendente, possono essere dedotte le
spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro, le spese
supplementari per i pasti fuori domicilio o in caso di lavoro a turni, le altre
spese necessarie per l’esercizio della professione. In relazione all’attività
indipendente, per contro, vengono presi in considerazione gli ammortamenti e
gli accantonamenti, le perdite effettive sul patrimonio aziendale, se sono
state allibrate, gli interessi sui debiti commerciali (cfr. art. 25, 26 LT;
Decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche valido per il
periodo fiscale 2006 del 20 dicembre 2005). 

 

                                         In
concreto non risulta dagli atti che il ricorrente o sua moglie esercitino una
qualche professione né dipendente, né indipendente. 

                                         Nessun
reddito da attività lucrativa è stato d’altronde conteggiato nel calcolo della
prestazione assistenziale (cfr. doc. 55).

 

                                         L’affermazione
del ricorrente secondo cui, visto, tra l’altro, che a __________ non è nel suo
ambiente, non riesce a concentrarsi relativamente a una possibile sua soluzione
professionale (cfr. doc. 42), pur risultando comprensibile, non giustifica il
computo nel calcolo della prestazione assistenziale delle spese deducibili per
chi esercita un’attività lavorativa.

 

                                         Va, peraltro,
rilevato che il ricorrente per legittimare l’assunzione di tali costi ha fatto
riferimento alle direttive COSAS, ossia KSOS, C1-2 (cfr. doc. 62). 

                                         Esse
tuttavia, in concreto, non sono pertinenti, siccome concernono spese
straordinarie dovute a malattia o handicap e le spese dovute all’esercizio di
un’attività lavorativa o di un’attività non remunerata quale volontariato,
lavoro di vicinato, cura di familiari, partecipazione a programmi di
integrazione o di riqualifica. 

                                         Il
ricorrente mai ha allegato di svolgere una delle attività citate.

 

                                         Al
riguardo giova segnalare che nel caso in cui l’insorgente fosse intenzionato a
inserirsi professionalmente esistono delle misure destinate a tale scopo (cfr.
art. 31a segg. Las; Direttive COSAS p.ti D3, H7).

 

                                         I costi
legati ai viaggi, ai pasti fuori casa, alla manutenzione del computer e a
internet non possono, pertanto, essere conteggiati ai fini della determinazione
della prestazione assistenziale a cui ha diritto il ricorrente a decorrere dal
1° gennaio 2006.

 

                                         Agli
stessi va fatto fronte con l’ammontare relativo alla soglia di intervento (cfr.
consid. 2.14.).

                                         A tale
proposito è utile rilevare che i redditi computabili e le spese computabili -
queste ultime costituite dalla spesa vincolata e dalla spesa per l’alloggio -
agli art. 22 Las e 6, 8 e 9 Laps (cfr. consid. 2.8.), sono elencati in modo
esaustivo. 

                                         Di
conseguenza, una volta conteggiate tali voci nel calcolo della prestazione
assistenziale, non è possibile computarne altre non previste dalla Las e dalla
Laps.

                                         A
eventuali ulteriori costi che esulano sia dalla spesa per l’alloggio, che dalla
lista esaustiva delle spese vincolate si deve, perciò, sopperire tramite
l’importo della soglia di intervento, analogamente a quanto avviene per le PC,
con l’ammontare destinato a coprire il fabbisogno minimo (in particolare:
vestiti, vitto, mobilio, telefono e tasse telefoniche, acqua, luce, ecc.;cfr.
E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht (SBVR), Basilea 1998).

 

                                         In simili
condizioni, nel rispetto del principio della legalità, secondo cui in virtù di
un principio fondamentale del diritto, ogni attività amministrativa deve essere
riconducibile a una norma legale che ne delinei ampiezza e limiti delle
funzioni (principio della legalità: cfr. Häfelin/Müller, Allgemeines
Verwaltungsrecht, 4a ed., cifra marg. 368 segg.; STFA del 20
agosto 2003 nella causa X., H 231/02, consid. 5), l’USSI non può aumentare
l’importo della prestazione assistenziale secondo le richieste del ricorrente.

 

                                         I costi
attinenti al consumo di elettricità menzionati dal ricorrente nel proprio
conteggio (cfr. doc. 62) sono poi già compresi nell’importo della soglia di
intervento (cfr. Direttive COSAS 2005 p.to B 2.1.). Pertanto anche a questa
spesa va fatto fronte mediante tale ammontare.

 

                             2.17.   La figlia del
ricorrente, __________, è ancora in formazione (cfr. consid. 2.8.).

                                         Dalla
documentazione agli atti si evince che l’Ufficio delle borse di studio e dei
sussidi ha concesso a __________ un assegno di studio per l’anno 2003-2004,
corrispondente al primo anno di studio universitario presso la facoltà di
lettere dell’Ateneo di __________. 

                                         L’anno
2004-2005 non è stato sovvenzionato in applicazione della Legge della scuola,
in quanto la giovane ha dovuto ripetere il primo anno. 

                                         __________
durante il secondo anno di lettere – 2005-2006 – ha interrotto gli studi. 

                                         Nel mese
di febbraio 2006 è poi stata accolta sulla base della Legge della scuola e del
Regolamento sulle borse di studio la sua domanda di beneficiare di un assegno
per un corso di tedesco a __________ di otto settimane, mentre è stata respinta
la richiesta relativa a un corso di inglese a __________, non raggiungendo il
citato corso le 25 ore di lezione settimanali (cfr. lettera del 21 novembre
2005 dell’Ufficio delle borse di studio e dei sussidi a RI 1, doc. 61, 57, 58).

 

                                         In
effetti, come enunciato dall’USSI (cfr. doc. IIbis), l’Ufficio delle borse di
studio e dei sussidi è l’autorità competente per attribuire assegni di studio
in virtù della Legge della scuola e del Regolamento sulle borse di studio.