# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0f946586-ab2d-58d2-93e0-7af4a791b94d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-01-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 20.01.2000 INC.1999.53105
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-53105_2000-01-20.html

## Full Text

N. 531.99.5 R                                                          Lugano,
20 gennaio 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

sedente per statuire sull'istanza
formulata in data 17 gennaio 2000 dalla:

 

Procuratrice Pubblica avv.
__________

 

tendente ad ottenere la proroga
della detenzione preventiva cui è astretto

 

 

__________, c/o
Penitenziario "La Stampa", Lugano

(patrocinato dal difensore
d'ufficio avv. __________);

 

 

sino e compreso il prossimo 5
marzo 2000;

 

 

lette le osservazioni 19 gennaio
2000 formulate dal patrocinatore dell'accusato che propone la reiezione
dell'istanza di cui si tratta, richiamata la decisione di questo giudice in
materia di libertà provvisoria dell'accusato dello scorso 13 gennaio 2000;

 

letti gli atti considerato

 

 

in fatto ed in
diritto

 

1.

 

Questo giudice si è occupato
della situazione processuale dell'accusato giudicando in merito a reclamo in
materia di acquisizione di prove in data 5 gennaio ed in ambito di libertà
provvisoria lo scorso 13 gennaio 2000. I fatti posti alla base della presente
possono quindi essere, sostanzialmente, ripresi dalle citate decisioni (Giar
531.99.3 e 4) e meglio:

 

-    … nei confronti di __________ e
contro la ex convivente dello stesso __________ la PP avv. __________ ha aperto
un procedimento penale ed ha promosso l'accusa per titolo di infrazione
aggravata alla Legge Federale sugli Stupefacenti;

 

-    …, in particolare, a carico di
__________ vi sono chiamate in correità per importanti vendite di cocaina. Il
nome dell'accusato è stato fatto inizialmente da __________ che lo ha
riconosciuto come importante acquirente di __________ e facente capo a
__________ per i suoi acquisti di stupefacente;

 

-    … anche l'accusato __________ ha
ammesso di avere venduto al duo __________ /__________ cocaina;

 

 

 

 

 

 

-    …, a carico di __________, vi sono
poi le deposizioni della stessa __________ (v. 11 agosto 1999) che ha ammesso
acquisti importanti (superiori al chilogrammo) sia dalla __________ che da
__________;

 

-    … lo stesso __________ ha ammesso,
inizialmente, acquisti di cocaina per non meno di 9 etti, circostanza
ridimensionata dinnanzi alla PP avv. __________ nel verbale 12 agosto 1999 con
ammissione di acquisti per non meno di 6 etti;

 

-    … successivamente l'accusato ha
ritrattato il suo dire ammettendo traffico per quantitativi contenuti;

 

Nelle more del procedimento
penale, prima ancora del deposito degli atti, la difesa dell'accusato ha
postulato l'acquisizione di prove in parte ammesse da questo giudice con la
decisione 5 gennaio scorso. In particolare è stata accolta la richiesta di
audizione di __________ mentre altre prove offerte, che la PP si era riservata
di valutare, non sono ancora state acquisite.

 

Da osservare qui come l'accusato
istante - al contrario della ex convivente __________ (che nel frattempo è
stata posta al beneficio della libertà provvisoria) - risulta essere stato più
volte condannato in precedenza. L'istruttoria a suo carico non risulta essere
conclusa per la necessità di procedere al deposito degli atti ed eventualmente
acquisire le prove ancora necessarie offerte dalla difesa.

 

In data 7/10 gennaio 2000
l'accusato ha chiesto di essere posto al beneficio della libertà provvisoria
che, con decisione 13 gennaio scorso, è stata respinta ritenuta l'esistenza di
sufficienti indizi di colpevolezza in uno con necessità istruttorie, da un
lato, e rischio di recidiva dall'altro. Le argomentazioni della citata
decisione saranno, qui di seguito, riprese per quanto d'interesse per la
presente motivazione.

 

 

2.

 

Con scritto del 17 gennaio 2000
la PP avv. __________, richiamato lo stadio della procedura penale in
discussione, sua ammissione delle proposte audizioni di __________ e di
__________, vista la necessità di procedere al deposito degli atti, ritenuto il
sussistere di concrete necessità istruttorie e di un concreto rischio di
recidiva, postula la proroga della detenzione preventiva cui è astretto
__________ per un mese ossia sino e compreso il prossimo 5 marzo 2000.
All'istanza si oppone la difesa dell'accusato rilevando come la stessa non
appaia adeguata e proporzionata al caso di specie. __________ contesta la
gravità degli indizi a suo carico e relativizza i fatti accertati secondo le
sue ammissioni. L'accusato contesta il sussistere di un rischio di recidiva.

 

 

3.

 

In diritto, come rammentato nella
decisione 13 gennaio 2000 relativa allo stesso accusato, la materia è retta
dall'art. 95 CPP - corrispondente all'art. 33 scaturito dalla revisione
parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del
principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al
cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali i bisogni
dell'istruzione, il pericolo di fuga e quello di recidiva (senza dimenticare
che l'arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve 

 

 

 

unicamente ai bisogni
dell'istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell'accusato al processo
e a garantire l'eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e
riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P 477/1993,
consid. 3). L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha
così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF
114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato
dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del
Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP
1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della  libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss). Ed anche questo giudice,
come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione
all'arbitrio (REP 1980 pag. 128).

 

 

4.

 

Nel caso di specie, non
diversamente da quanto analizzato lo scorso 13 gennaio 2000, sono dati
manifestamente tutti gli elementi giustificanti la detenzione preventiva
dell'accusato ed anche per concedere la proroga della detenzione preventiva
così come richiesto dalla PP.

 

 

4.1. Gravi e concreti indizi
di colpevolezza

 

A carico di __________ sussistono
gravi e concreti indizi di colpevolezza, elemento questo neppure
approfonditamente discusso nell'istanza in questione. In effetti nel corso
dell'istruttoria sono state acquisite numerose chiamate in correità da parte
degli inquirenti a carico dell'accusato. Basta qui il rinvio alla lettura dei
verbali di __________, __________, __________, nonché di __________. __________
indica acquisti importanti di cocaina, per oltre un chilogrammo, in parte
consumata dalla stessa __________ e dall'accusato ed in parte venduta a terzi.

 

Lo stesso accusato ha ammesso
forti vendite di sostanza stupefacente ritrattando poi il suo dire confermato
(ma ridimensionato) dinanzi alla PP.

 

Gli indizi, seri e concreti,
contro __________ si riferiscono ad un importante traffico di cocaina posto in
atto da un giovane (poco più che trentenne) più volte condannato per analoghi
reati.

 

 

4.2. Necessità istruttorie

 

L'istruttoria a carico di
__________ si trova in uno stadio decisamente avanzato, la stessa PP -
nell'istanza in discussione - rammenta che per la conclusione è ancora
necessaria l'audizione di __________ e di __________. Gli atti dovrebbero
quindi essere formalmente depositati all'attenzione dell'accusato, che comunque
ha già potuto formulare richieste di complemento istruttorio. Per giungere alla
chiusura dell'istruttoria manca quindi la raccolta di ben poche prove e va
riservata la possibilità per la difesa di postulare l'acquisizione di ulteriori
elementi a scarico. Pur trattandosi di necessità contenute vanno certamente
ammesse esigenze istruttorie ancora tali da giustificare il mantenimento, ed il
perdurare, della detenzione preventiva cui è astretto l'accusato. Ciò in uno
con un concreto rischio di inquinamento probatorio a fronte delle chiamate in
correità, sempre contestate da __________, e formulate dalla sua ex convivente 

 

 

 

Daniela __________ ora a piede libero.
In effetti non può essere omesso di indicare che l'accusato ha sempre tentato
di screditare il dire della ex compagna chiedendo addirittura l'erezione di una
perizia psichiatrica in favore della stessa. L'atteggiamento processuale di
__________ ed i suoi stretti legami con la chiamante in causa permettono
seriamente di ritenere un possibile tentativo di intervento nei confronti della
giovane principalmente per ricondurre il dire della stessa alle più contenute
ammissioni dell'accusato. Vanno poi escussi i testi ammessi dalla PP senza che
nei confronti degli stessi possa essere esercitata influenza. L'audizione di
__________ e di __________ dovrebbe comunque poter avvenire in tempi contenuti.

 

Sussiste quindi ancora un certo
rischio di collusione e di possibilità di inquinamento probatorio che non
permette la liberazione dell'accusato.

 

 

4.3. Rischio di recidiva

 

Come già rammentato nella decisione
13 gennaio 2000 per poter ritenere un rischio di recidiva occorre che
l'accusato possa, con verosimiglianza, delinquere nuovamente e costituire così
un rischio per la società. Al fine di ammettere un rischio di recidiva la
possibilità di ricaduta deve essere concreta (DTF 105 Ia 31) e risultare da una
valutazione dell'insieme delle circostanze, tra cui i precedenti, il
comportamento in istruttoria, la personalità, la costituzione fisica e
soprattutto psichica e le modalità di commissione dei reati (Luvini, REP 1989
p. 287 ss; Piquerez n.1186/7). In particolare, tenendo anche conto del tempo
trascorso dalla cessazione della attività criminosa, il rischio di recidiva
sarà più facilmente ammesso quando l'accusato sia un delinquente abituale o uno
squilibrato, più difficilmente quando si sia reso colpevole di un solo reato o
di più reati concentrati in un breve lasso di tempo (Luvini con rif. a STF
12.8.81 cons.5 in re C.). Occorre quindi fondarsi su circostanze concrete che
rendano l'eventualità della reiterazione assai verosimile, rispettando così
anche in tal modo il criterio di proporzionalità e senza dimenticare l'effetto
deterrente del procedimento penale.

 

Possono essere riprese quindi le argomentazioni di
cui alla decisione del 13 gennaio scorso che non hanno perso il loro valore:

 

"Nel caso di specie l'accusato, pur essendo poco più che trentenne,
è già stato oggetto di numerosi procedimenti penali. __________ risulta essere
stato condannato la prima volta il 9 settembre 1988 con decreto d'accusa a 6
giorni di detenzione per furto e ripetuta contravvenzione alla LFStup. La pena
è stata sospesa condizionalmente ma la condizionale è stata revocata il
successivo 7 agosto 1989 quando all'accusato è stata inflitta la prima condanna
da una corte delle assise: 13 mesi per infrazione aggravata e ripetuta
contravvenzione alla LFStup.. Questa pena è stata sospesa condizionalmente per
un periodo di prova di 4 anni (e si tratta di periodo eccezionalmente lungo) ma
la fiducia nell'accusato si è rilevata mal riposta: il 28 marzo 1990 a
__________ sono stati inflitti 90 giorni di detenzione (sempre per i medesimi
reati) senza revoca della sospensione di cui alla condanna del 7 agosto 1989.
L'indulgenza dei magistrati nulla ha potuto a fronte dell'ostinatezza
dell'accusato che, il 14 marzo 1991, è stata condannato a 7 mesi di detenzione
sospesi condizionalmente ma con revoca della condanna a 13 mesi. Anche in
questo caso i 7 mesi sono stati sospesi per 3 anni quale nuovo monito a
migliore comportamento. Inutile il tentativo del giudice. Il 14 marzo 1995
__________ è stato condannato dalla Corte delle Assise Criminali (il che da la
dimensione del suo nuovo agire) ad una pena di 3 anni e 8 mesi di reclusione,
pena 

 

 

 

che l'accusato ha terminato di espiare (con liberazione condizionale ed
un periodo di prova di 4 anni) il 21 maggio 1997 … appena pochi mesi (undici
circa) prima di commettere - come ritenuto dall'inquirente - i nuovi reati per
i quali è oggi accusato.

A non averne dubbio tali precedenti, in crescendo, sono significativi di
una personalità che si ostina a delinquere. I vari ammonimenti, le sanzioni
sospese condizionalmente, l'indulgenza delle Corti (sensibili alla situazione
personale dell'accusato ed all'allora sua giovane età) a nulla sono serviti. 5
condanne, due da parte della Corte delle Assise Correzionali, due da parte del
PP ed una da parte della Corte delle Assise Criminali appaiono decisamente
troppe e concretizzano gravemente un rischio di recidiva per un giovane che non
ha dimostrato ravvedimento, che non si è mai distanziato seriamente dalla
droga, che non ha concreta possibilità lavorativa e di reinserimento sociale
nulla potendo dimostrare il curriculum prodotto dalla difesa con le
osservazioni."

 

Il carcere preventivo appare
quindi giustificato non solo da residue necessità istruttorie e da residuo
rischio di inquinamento probatorio ma anche poiché sussiste un concreto rischio
di recidiva.

 

 

5.

 

Resta da esaminare la
proporzionalità della detenzione preventiva sin qui subita e quella ancora
prevedibile per terminare l'istruttoria e giungere al processo. Si può allora
fare ampio riferimento alla decisione Giar 25 maggio 1999 in re R. (991.98.10),
già rammentata nella decisione 13 gennaio 2000, secondo cui

 

"Giusta l’art. 102
cpv. 2 CPP la durata del carcere preventivo durante l’istruzione formale può
essere di sei mesi; tale termine può essere convenientemente prorogato (art.
103 CPP).

La prassi del Tribunale
federale ha comunque stabilito un limite massimo, ritenendo eccessiva ogni
carcerazione preventiva la cui durata complessiva superi quella della pena
privativa della libertà che presumibilmente potrebbe essere inflitta dal
giudice di merito (DTF 116 Ia 147 consid. 5a, 113 Ia 185, 107 Ia 257 consid. 2
e 3, 105 Ia 32 consid. 4b; Rep. 1980, p. 46 consid. 3b). Il protrarsi del
carcere preventivo deve comunque obbedire al principio della proporzionalità,
stando al quale la durata dipende anche dalle circostanze concrete, in
particolare, dalla vastità e complessità dell’inchiesta e dal comportamento
dell’arrestato (DTF 107 Ia 259 consid. 3b, 105 Ia 33 consid. 4b)."

 

Nel concreto caso la fattispecie
oggetto d'istruttoria appare complessa, coinvolge numerosi accusati, e la
prevedibile pena - in caso di giudizio di condanna - appare elevata sia per i
quantitativi di droga trattati sia per la recidiva dell'accusato (senza
dimenticare la revoca della libertà concessa il 21 maggio 1997 all'accusato in
conseguenza alla condanna delle assise criminali evocata). La misura chiesta
dalla PP, un mese di proroga della detenzione preventiva, giustificata dal
completamento dell'istruttoria, dal deposito degli atti e dall'eventuale
evasione delle richieste di complemento che dovessero provenire dalla difesa,
appare adeguata alle circostanze ed ancora limitata nel tempo. La detenzione
complessiva subita, considerata dall'arresto, e quella ancora prevedibile per
giungere al processo appaiono di gran lunga inferiori alla possibile pena in
caso di giudizio di colpevolezza.

 

 

 

 

 

 

 

Il principio di proporzionalità
cui deve sottostare la detenzione preventiva appare rispettato come d'altra
parte lo è il principio di celerità le inchieste __________ e __________
coinvolgendo numerosi detenuti con fatti complessi intrecciati tra loro.

 

 

6.

 

Visto quanto precede l’istanza di
proroga della detenzione preventiva va integralmente accolta con il presente
giudizio, esente da spese e soggetto ad impugnativa alla Camera dei ricorsi
penali del Tribunale di Appello nel termine di 10 (dieci) giorni
dall'intimazione.

 

 

Pqm, visti le norme procedurali
citate e gli artt. 284 e segg. CPP;

 

 

 

 

decide:

 

 

1.     
L'istanza di proroga di cui in ingresso è accolta.

 

Di conseguenza
la detenzione preventiva della detenzione preventiva cui è astretto __________
è prorogata sino e compreso il prossimo 5 marzo 2000

 

2.     
Non si percepiscono tasse e spese.

 

3.     
Avverso la presente decisione è data facoltà di ricorso alla Camera dei
Ricorsi penali del Tribunale di Appello nel termine di 10 (dieci) giorni
dall'intimazione.

 

4.     
Intimazione:

- all'accusato, per il tramite
del difensore d'ufficio avv. __________;

- all'avv. __________,
personalmente;

- ed alla PP avv. __________, con
gli atti di ritorno.

 

 

 

 

 

 

 

giudice __________