# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1c06cb12-6644-590b-8579-4dd50a16d174
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-11-17
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 17.11.2009 U 2009 73
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2009-73_2009-11-17.pdf

## Full Text

U 09 73

1a Camera  

SENTENZA
del 17 novembre 2009

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente domicilio

1. In data 28 settembre 1998, il Comune di … emanava una decisione in 

constatazione del domicilio nei confronti di ... Questi, proveniente da …, 

risiedeva da tempo al …, ma si era sempre opposto a regolare la propria 

situazione presso il controllo abitanti come era stato sollecitato a fare 

dall’autorità comunale. Poiché nel corso del 2004 la corrispondenza 

indirizzata a … ritornava al mittente, al controllo abitanti venivano chieste 

informazioni sul nuovo indirizzo. Nell’ambito degli accertamenti condotti in 

seguito e in base ai quali l’amministrato non risultava avere più un 

appartamento né tanto meno risiedere a …, l’autorità comunale veniva 

informata in merito all’avvio di una procedura in vista dell’ottenimento di una 

rendita d’invalidità. Per non intralciare l’iter della pratica assicurativa, il 

comune sospendeva allora le proprie ricerche.  

2. Nel 2008, durante un casuale incontro con un agente di polizia, … spiegava 

di essere ancora domiciliato a … all’indirizzo del marito della sorella per poter 

percepire la rendita d’invalidità, anche se in effetti non pernotterebbe in detto 

comune. Dal canto suo, … confermava di avere a disposizione una camera 

per il fratello anche se questi non veniva quasi mai a … Le successive indagini 

della polizia comunale permettevano di stabilire che … risiedeva in realtà 

presso … a …, ora Comune di ... Il Comune di … contattava allora il comune 

di residenza affinché venisse operato il trasferimento di domicilio. Il diretto 

interessato si opponeva però al trasferimento e chiedeva un’autorizzazione di 

soggiorno a partire del 1. giugno 2008 presso il Comune di ... Poiché a tal fine 

il petente chiedeva il rilascio di un certificato di domicilio, il Comune di … lo 

invitava per ben quattro volte senza successo a voler prendere contatto con 

l’ufficio del controllo abitanti. Nella seduta del 3 agosto 2009 l’esecutivo di … 

stabiliva che … non avesse più il domicilio sul territorio comunale bensì presso 

il Comune di … dal 31 dicembre 2008.

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 10 

settembre 2009, … chiedeva l’annullamento del provvedimento impugnato, 

essendo sempre ancora residente presso la sorella a ... Nel comune ticinese 

non avrebbe alcun legame familiare o sociale e non deterrebbe neppure una 

casa o un appartamento. Poiché la sua sola entrata mensile sarebbe costituita 

da una rendita d’invalidità, per la presente procedura il ricorrente chiedeva di 

essere posto al beneficio del gratuito patrocinio. 

4. Nella propria presa di posizione, il Comune di … concludeva alla reiezione del 

ricorso non avendo l’istante alcuna residenza sul territorio comunale e tanto 

meno l’intenzione di risiedervi. Che l’istante pernotterebbe a … sarebbe già 

confermato dalla richiesta di soggiorno postulata in detto comune e la 

corrispondenza all’indirizzo dell’istante inviata a … sarebbe pure sempre stata 

da questa ritirata, mentre a … verrebbe rinviata al mittente. 

5. Sentito sulla questione, il Comune di … confermava che da anni l’istante 

sarebbe residente presso la compagna …, che nella frazione di … 

frequenterebbe regolarmente gli esercizi pubblici e sarebbe bene integrato 

nella vita di paese. L’autorità comunale non sarebbe però in grado di fornire 

informazioni sull’intensità con cui il ricorrente risiederebbe sul territorio 

comunale. 

6. Malgrado l’invito a replicare, l’istante non prendeva ulteriormente posizione 

sulla vertenza. 

Considerando in diritto:

1. L’art. 24 cpv. 1 della Costituzione federale (CF), sancisce il principio della 

libertà di domicilio. Giusta questo disposto ogni persona di cittadinanza 

svizzera può stabilirsi in qualsiasi luogo del Paese. Questo diritto 

fondamentale include la libertà di prendere domicilio in qualsiasi luogo del 

Paese ai sensi delle disposizioni del Codice civile (CC) o di soggiornare 

semplicemente in un determinato luogo. In principio pertanto, ogni comune è 

tenuto ad accordare il domicilio a qualsiasi persona svizzera ne faccia 

richiesta. Questa libertà di domicilio permette comunque sempre ancora 

all’autorità comunale di rifiutare l’edizione o di chiedere il deposito dell’atto 

d’origine (DTF 110 Ia 69 cons. 3a) mediante una decisione che constati 

l’esistenza o l’assenza di un domicilio sul suolo comunale. Per contro non 

rientra nelle competenze dell’autorità comunale imporre ad un cittadino 

svizzero di prendere domicilio in un altro comune. Se, come addotto 

dall’autorità comunale, il domicilio del ricorrente ai sensi della legislazione 

civile non è sul territorio comunale, l’autorità comunale può, con decisione 

impugnabile, negare l’esistenza del domicilio, radiando il ricorrente dalla lista 

dei domiciliati. In principio, l’autorità comunale è solo competente per 

riconoscere o contestare l’esistenza del domicilio sul territorio comunale, ma 

non per imporre il trasferimento in un altro luogo. Nell’evenienza però, tale 

questione non riveste grande importanza in quanto il comune ticinese, al 

quale giusta la decisione verranno trasmessi gli atti di domicilio, conferma 

sostanzialmente il punto di vista dell’autorità di … quanto all’esistenza di un 

domicilio sul proprio territorio. Inoltre, tale modo di agire torna nel caso 

concreto ad indubbio vantaggio dell’istante. 

2. La legge cantonale sul domicilio degli Svizzeri (LDS) considera come 

domiciliata la persona che prende domicilio in un comune di cui non è attinente 

con l’intenzione di stabilirvi la propria residenza (art. 1 cpv. 1 LDS). Giusta 

l’art. 23 del Codice Civile (CC) il domicilio di una persona è nel luogo dove 

essa dimora con l’intenzione di stabilirvisi durevolmente (cpv. 1). Nessuno può 

avere contemporaneamente il suo domicilio in più luoghi (cpv. 2). Le norme 

del diritto svizzero relative al domicilio si basano prevalentemente su due 

importanti principi. Il primo è quello della necessità del domicilio (ogni persona 

deve necessariamente avere un domicilio). Il secondo impone, per ragioni 

pratiche, l’unità dello stesso (ogni persona non può avere più di un domicilio 

civile). La costituzione del domicilio presuppone la sussistenza di due 

condizioni cumulative: la relazione territoriale, ossia la residenza o la dimora 

in un determinato luogo (condizione oggettiva), e una relazione personale, 

ossia l’intenzione di stabilirsi in detto luogo durevolmente (condizione 

soggettiva). Il concetto di domicilio ai sensi dell’art. 23 CC presuppone allora 

la residenza effettiva in un determinato luogo, anche se la durata del 

soggiorno non riveste importanza decisiva, e l’intenzione, non solo astratta, 

ma concretamente manifestata di stabilirsi durevolmente nel luogo prescelto. 

Il principio basilare a fondamento dell’art. 23 cpv. 1 CC è che i cittadini abbiano 

il loro domicilio dove mantengono il centro delle loro relazioni personali (DTF 

127 V 238 cons. 1, 120 III 8 cons. 2b, 97 II 3 cons. 3, 85 II 322 cons. 3). 

3. a) Vi è residenza quando la persona soggiorna per una certa durata in un 

determinato posto e crea rapporti di intensità tale da far apparire questo posto 

come il centro delle proprie relazioni personali (RDAT II-1999 no. 3). Nella 

DTF 96 I 145 cons. 4c il Tribunale federale definiva come andava intesa la 

nozione di dimora e precisava che la semplice presenza in un determinato 

luogo non costituisce dimora, per dimorare la persona deve abitare nel luogo 

prescelto. Per abitare si intende disporre di locali abitabili per dormire. La 

stragrande maggioranza della nostra popolazione dimora nel luogo in cui ha 

un appartamento per dormire, sia da sola sia con altri conviventi e per la 

maggior parte di queste persone la possibilità di alloggio stabile è 

accompagnata dall’intenzione di restare durevolmente in detto luogo 

(Christian Brückner, Das Personenrecht des ZGB, Zurigo 2000, pag. 92, 

marginale no. 319).

b) L’istante pretende di risiedere nel comune grigionese. Questa pretesa è però 

contrastata dalle dichiarazioni della sorella, la quale affermava che il 

ricorrente, pur avendo una camera a disposizione presso di lei, venisse a … 

“molto raramente per non dire mai”. L’interessato stesso dichiarava all’agente 

di polizia che lo interrogava a proposito del domicilio di essere obbligato a 

mantenere il domicilio a …, malgrado non vi pernottasse mai, onde percepire 

la rendita AI. Inoltre, durante gli anni trascorsi, la corrispondenza inviata al 

mittente al domicilio di … tornava al mittente con l’indicazione “partito”. Era 

propriamente questo fatto ad aver attirato l’attenzione dell’autorità comunale 

sulla verosimile partenza del cittadino. Che l’istante abiti in Ticino da anni 

viene confermato poi dall’autorità comunale del comune di residenza. Presso 

il Comune di … l’istante coabita da anni con la propria compagna in un 

appartamento. Ne consegue che non sussistono dubbi sul luogo dove il 

ricorrente risiede. 

4. a) Giusta la giurisprudenza relativa all’interpretazione dell’art. 23 CC (DTF 127 

V 238 cons. 1, 125 V 77 cons. 2a, 120 III 8 cons. 2b, 119 II 65 cons. 2b/bb), 

considerando che il domicilio non costituisce uno stato di fatto rilevante solo 

per il cittadino interessato, bensì comporta delle conseguenze anche nei 

confronti di terze persone e dell’ente pubblico, l’intenzione soggettiva della 

permanenza stabile in un determinato luogo riveste rilevanza giuridica 

unicamente per quanto la stessa si manifesti pure concretamente (cfr. 

Honsell/Vogt/Geiser, Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, 

Schweizerisches Zivilgesetzbuch I, pag. 202). Per decidere se esiste 

l’intenzione di stabilirsi in un determinato posto è determinante pertanto 

quanto risulta dalle circostanze esteriori oggettive e riconoscibili per i terzi. 

b) Da quanto emerge dagli atti, l’istante non lavora nel luogo di residenza in 

quanto è beneficiario di una rendita d’invalidità. Per stabilire il centro delle sue 

relazioni personali non entra pertanto neanche in considerazione il posto di 

lavoro. Le persone sposate o che convivono sono generalmente domiciliate 

nel luogo dove dimorano con la famiglia o la compagna (STA A 04 64). A …, 

dove abita la sorella, l’istante non pretende di avere legami familiari più stretti. 

Del resto giusta quanto affermato dall’agente di polizia l’istante non viene 

praticamente mai visto nei pressi dell’abitazione della sorella (vedi nota 

informativa del 14 luglio 2004). In Ticino invece, l’autorità comunale certifica 

una convivenza che dura da anni, la frequentazione regolare di esercizi 

pubblici e l’integrazione nella vita locale. Poiché ai fini dell'accertamento del 

domicilio non sono determinanti gli aspetti soggettivi, ma le circostanze 

oggettive, è in concreto palese che è in Ticino che il ricorrente ha manifestata 

la sua intenzione di risiedere stabilmente. 

c) Il comune convenuto ha deciso che l’istante non fosse più domiciliato sul 

territorio comunale con effetto retroattivo a partire dal 31 dicembre 2008. Nel 

proprio ricorso, l’istante non spende una parola per contestare tale 

decorrenza. Considerato che il 29 ottobre e poi ancora il 20 novembre 2008 

l’autorità comunale invitava inutilmente l’interessato a volersi recare all’ufficio 

del controllo abitanti per regolare la sua situazione, anche la perdita del 

domicilio sul territorio del comune di … dalla fine del 2008 non dà adito ad 

alcuna critica. L’istante sembra voler mantenere il proprio domicilio nei 

Grigioni onde non compromettere il diritto alla rendita d’invalidità, mentre sul 

territorio nazionale, una volta determinato il diritto alla rendita, un 

cambiamento di domicilio non ha ripercussioni sulla stessa.  

5. Giusta l’art. 73 cpv. 1 LGA nella procedura di ricorso, la parte soccombente 

deve di regola assumersi le spese. L’istante chiede di essere messo al 

beneficio del patrocinio gratuito avendo a disposizione solo la rendita 

d’invalidità. Giusta l’art. 76 cpv. 1 LGA, l’autorità può, su richiesta, concedere 

l'assistenza giudiziaria gratuita ad una parte che non dispone dei mezzi 

necessari, se la sua causa non è evidentemente temeraria o a priori senza 

speranza. La disposizione vuole evitare che vengano condotti dei processi a 

spese dello Stato quando la procedura per la persona richiedente non 

presenta probabilità di esito favorevole o qualora una persona ragionevole e 

di condizioni agiate avrebbe rinunciato a ricorrere a causa delle spese che 

una simile scelta avrebbe comportato. Si parla di temerarietà quando una 

parte fonda, ad esempio, la propria presa di posizione su di uno stato di fatto 

manifestamente errato, mentre sa o avrebbe potuto sapere che era errato 

(DTF 112 V 334 cons. 5a e riferimenti). Nell’evenienza in parola, il ricorrente 

ha preteso di aver mantenuto la propria residenza nel comune grigionese, 

malgrado in precedenza avesse ammesso di fronte all’agente di polizia di non 

essere mai a …. Inoltre egli negava di aver qualsivoglia legame con la frazione 

di … pur coabitando da anni in loco con la propria compagna, frequentando 

esercizi pubblici e prendendo parte alla vita di paese. Già questo 

atteggiamento sfiora la temerarietà. Dopo aver poi letto la presa di posizione 

del comune di residenza effettiva e dopo essere stato invitato dal giudice 

dell’istruzione a replicare, all’istante avrebbe dovuto palesarsi la necessità di 

ritirare il proprio ricorso, essendo evidente che l’istanza non potesse avere 

alcuna possibilità di successo. Pertanto non si giustifica alcun esonero dalle 

spese di giustizia. 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. La richiesta di assistenza giudiziaria è respinta. 

3. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 300.--

- e le spese di cancelleria di fr. 219.--

totale fr. 519.--

il cui importo sarà versato da … entro trenta giorni dalla notifica della presente 

decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

In data 18 febbraio 2010 il Tribunale federale non è entrato nel merito del ricorso 

(2C_109/2010).