# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** abe78050-7f9f-5421-b2be-55f2de7c9647
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-05-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.05.2005 30.2004.30
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2004-30_2005-05-23.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2004.30

   

  TB

  	
  Lugano

  23 maggio 2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 aprile 2004 di

 

	
   

  	
  Municipio del Comune di RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 22 marzo
  2004 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1

   

   

  in materia di contributi AVS

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Nell’ambito
del controllo dei conteggi dei salari (art. 162 segg. OAVS) relativi al periodo
1° gennaio 1999-31 dicembre 2002 eseguito il 26 gennaio 2004, la Cassa di
compensazione ha effettuato nei confronti del Municipio del Comune di RI 1,
affiliato come datore di lavoro, delle riprese per complessivi Fr. 34'686.-
(doc. VI/2).

 

                               1.2.   Ritenendo
tale importo come derivante da spese forfetarie non giustificate rimborsate a
dieci persone dipendenti del Municipio e sul quale non sono stati prelevati i
contributi AVS/AI/IPG/AD e AF, mediante tassazione d'ufficio del 5 marzo 2004
la Cassa di compensazione ha fissato in Fr. 5'904,35 – già compresi gli
interessi di mora – i contributi paritetici dovuti dal Municipio del Comune di RI
1 per gli anni 1999-2002.

 

                               1.3.   A seguito
dell’opposizione formulata il 15 marzo 2004 (doc. 1) dal Municipio del Comune
di RI 1, la Cassa ha emanato il 22 marzo 2004 (doc. A1) una decisione su opposizione
con cui ha rigettato l’opposizione ed ha confermato le riprese dei rimborsi forfetari
di spese, poiché non sono stati debitamente comprovati.

L’amministrazione ha inoltre ribadito che dal 1°
gennaio 2004 il rimborso spese forfetario per le trasferte versato al docente __________
sarebbe stato considerato salario determinante, ma siccome tale avvertimento
era una semplice comunicazione non era possibile interporre valida opposizione contro
di esso.

 

                               1.4.   Il 9 aprile
2004 (doc. I) il Municipio del Comune di RI 1 ha formulato ricorso contro la
decisione su opposizione della Cassa postulandone l’annullamento. Da un lato, chiede
di stralciare dai rispettivi salari determinanti le riprese effettuate nei
confronti dei soli tutori e/o curatori nella misura complessiva di Fr. 24'600.-;
d’altro lato, chiede di non assoggettare al salario il rimborso spese di Fr.
250.- al mese versato al docente di musica __________ per le sue trasferte da __________
a __________. E più precisamente:

 

" 
(…)

1.   L’autorità che decide il rimborso spese da assegnare al tutore
o al curatore è la Commissione tutoria regionale, che non dipende dal Comune di
__________. Il lavoro di assistenza tutoria viene svolto al di fuori dagli
orari di ufficio. L’importo deciso dalla Commissione tutoria regionale, e
pagato dal Comune, non costituisce pertanto una parte di salario
dell’impiegato, il quale non agisce per conto del Comune. Non vi è nessun
legame di dipendenza tra il Comune ed il tutore.

 

2.   L’importo versato costituisce una minima parte di rimborso
delle spese sostenute dai curatori o dai tutori. Pensiamo, ad esempio, alle
spese di trasferta sostenute da alcuni tutori per il collocamento e le visite
dei loro pupilli in istituti oltre Gottardo.

      L’attività del curatore o del tutore, nella fattispecie, è un
volontariato prezioso e richiede alle persone che si mettono gentilmente a
disposizione un dispendio di mezzi e di energia non indifferente.

      Ricordiamo che tutti i tutori in questione si sono gentilmente
prestati in quanto i pupilli erano nullatenenti e rappresentavano, o
rappresentano, dei casi sociali per i quali nessun privato si metterebbe a
disposizione (alcolizzati, tossicodipendenti o persone nullatenenti con
problemi giudiziari).

 

3.   Per quanto riguarda l’indennità erogata al docente di musica,
essa costituisce un reale rimborso spese in quanto il luogo di domicilio e di
lavoro abituale del docente __________ è __________. Egli stesso viene
appositamente a __________, una volta alla settimana, per svolgere le sue
attività didattiche alle dipendenze del nostro Comune.”.

 

                               1.5.   Nella
risposta di causa del 15 aprile 2004 (doc. III) la Cassa CO 1 ha proposto di
respingere il ricorso, ribadendo le motivazioni offerte con la decisione su
opposizione.

 

                               1.6.   Pendente
causa il TCA ha esperito degli
accertamenti (doc. V), sulle cui risultanze (doc. VII) le parti sono state
invitate a prendere posizione (doc. VIII) e di cui si dirà nel giudizio.

 

 

                                         in
diritto

 

In ordine

 

                               2.1.   Con
l'entrata in vigore il 1° gennaio 2003 della Legge federale sulla parte
generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000,
sono state apportate diverse modifiche di carattere formale alla LAVS.

 

Da un punto di vista temporale sono di principio
determinanti le norme sostanziali (materiali) in vigore al momento in
cui si realizza la fattispecie che esplica degli effetti (SVR 2003, IV Nr. 25
pag. 76 consid. 1.2; DTF 129 V 4 consid. 1.4; DTF 127 V
467 consid. 1, DTF 126 V 136 consid. 4b; DTF 121 V 366 consid. 1b; STFA dell’11 gennaio 2005 nella causa G.T. SA, H 257/03 consid.
2.1 pag. 3; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3 pag.
4). Il Tribunale federale delle assicurazioni, ai fini dell'esame di una
vertenza, si fonda infatti di regola sui fatti che si sono realizzati fino al
momento dell'emanazione della decisione amministrativa contestata (STFA del 1°
luglio 2003 nella causa G.C-N, consid. 1.2., H 29/02; DTF 121 V 366 consid.
1b).

Il giudice delle assicurazioni sociali non tiene
quindi conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento
determinante della resa del provvedimento amministrativo in lite (STFA del 16
dicembre 2003 nella causa O.C., K 140/01; STFA del 16 giugno 2003 nella causa R.C.G.,
C 130/02; STFA del 7 marzo 2003 nella causa L. e G.G., H 305/01; STFA del 29
gennaio 2003 nella causa M.D.L., U 129/02, consid. 1.3, pag. 3).

Dal profilo del diritto materiale si applicano
così le disposizioni in vigore prima delle modifiche apportate dalla LPGA.

Per contro, le norme procedurali
(formali), in assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata
applicazione (DTF 130 V 4 consid. 3.2; DTF 117 V 93 consid. 6b; SVR 2003 IV Nr.
25 pag. 76 consid. 1.2).

 

In concreto, la decisione impugnata si riferisce
alla fissazione dei contributi sociali AVS/AI/IPG/AD e AF dovuti
dall'assicurato per un periodo antecedente il 31 dicembre 2002 (per gli anni 1999-2002),
mentre le decisioni (formale e su opposizione) sono state entrambe emanate nel
corso del 2004.

Pertanto, mentre per quanto concerne l'aspetto
procedurale trovano subito applicazione le norme della LPGA e le relative
modifiche apportate alla LAVS, per quanto riguarda la fissazione dei contributi
dovuti dall'insorgente vanno applicati i disposti materiali in vigore fino al
31 dicembre 2002.

 

 

Nel merito

 

                               2.2.   Spese
generali per i tutori e/o curatori

 

I contributi degli assicurati che esercitano
un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da
qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente (art. 4 cpv. 1 LAVS).

 

Dal reddito di un'attività dipendente, chiamato
qui di seguito "salario determinante", è prelevato un contributo del
4,2% (art. 5 cpv. 1 LAVS).

Giusta l'art. 5 cpv. 2 LAVS,

 

" 
Il salario determinante comprende qualsiasi
retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per tempo determinato o
indeterminato. Esso comprende inoltre le indennità di rincaro e altre indennità
aggiunte al salario, le provvigioni, le gratificazioni, le prestazioni in
natura, le indennità per vacanze o per giorni festivi ed altre prestazioni analoghe,
nonché le mance, se queste costituiscono un elemento importante della
retribuzione del lavoro."

 

Questo reddito ingloba dunque tutte le
prestazioni percepite dal salariato che hanno una relazione economica con il
rapporto di lavoro (DTF 124 V 100 consid. 2 pag. 102 con riferimenti), incluse
le indennità che il salariato ha ricevuto, indipendentemente se sono state
effettuate durante il tempo libero ed i fine settimana.

 

                               2.3.   Il Municipio
lamenta che le riprese dei rimborsi spese forfetari concessi ai tutori/curatori
__________ (Fr. 7'100.-), __________ (Fr. 7'800.-), __________ (Fr. 1'200.-) ed
__________ (Fr. 8'500.-) effettuate dalla Cassa CO 1 durante gli anni 1999-2002
sono state erroneamente ritenute come integrazione di salario, anziché come tali
- ovvero dei rimborsi di spese.

Esso chiede quindi che questi importi non siano
integrati come salario determinante dei citati assicurati. Il conseguente
assoggettamento a suo carico del pagamento dei contributi sociali sarebbe quindi
errato.

Sarebbe errato anche a motivo che, nelle loro
vesti di curatori/ tutori, i quattro assicurati non sarebbero suoi veri dipendenti,
poiché è la Commissione regionale tutoria che decide l’importo da versare per
le spese sopportate, mentre il Municipio provvede soltanto al loro rimborso.
Pertanto, l’insorgente non dovrebbe essere chiamato a pagare alcun onere
sociale a loro favore.

 

Siccome il Municipio contesta solo le riprese di
spese effettuate dalla convenuta verso i dipendenti espletanti la funzione di
tutori e/o curatori, le riprese eseguite nei confronti degli altri dipendenti (Fr.
10’086.-) sono quindi da ritenere salario determinante sul quale l’insorgente dovrà
pagare i contributi paritetici di legge.

 

Dal canto suo, nella decisione su opposizione
l'amministrazione ha fondato la propria presa di posizione sugli artt. 7 e 9
OAVS, ritenendo che poiché le spese sopportate dai tutori/curatori non sono
state debitamente comprovate con documentazione, esse non possono essere
escluse dal loro salario determinante, per cui devono essere assoggettate al
prelievo dei contributi sociali.

 

                               2.4.   Per ottenere
il salario determinante ai fini dell'AVS, è necessario dedurre le indennità
versate dal datore di lavoro a titolo di risarcimento spese. Queste spese, che
incombono al salariato, vengono rimborsate sia separatamente dal datore di
lavoro quale risarcimento delle spese (art. 7 OAVS), sia incluse nel salario
quali spese generali (art. 9 OAVS).

Secondo l'art. 7 OAVS, il rimborso delle spese
sostenute non costituisce salario determinante.

 

Ai sensi dell’art. 9 cpv. 1 OAVS, sono
considerate spese generali quelle cui il datore di lavoro (recte: il
salariato, cfr. il testo tedesco "Arbeitnehmer" ed il
testo francese "salarié") deve far fronte nell’ambito della
propria attività.

Non fanno parte di queste spese le indennità
periodiche per gli spostamenti del salariato dal luogo di domicilio al luogo di
lavoro abituale e per i pasti usuali presi a domicilio o sul luogo di lavoro;
queste indennità rientrano di norma nel salario determinante (art. 9 cpv. 2
OAVS).

Infine, l'art. 9 cpv. 3 OAVS dispone che per i
salariati che sopportano loro stessi, interamente o parzialmente, le spese
generali risultanti dall'esecuzione dei loro lavori, queste spese possono
essere dedotte se è provato che raggiungono almeno il 10% del salario versato.
La norma non è invece applicabile per le spese che il datore di lavoro rimborsa
separatamente dal salario versato. Queste spese devono essere tenute in
considerazione anche se sono inferiori al 10% del salario determinante (RCC
1990 pag. 42 consid. 3; RCC 1987 pag. 386 consid. 3b; RCC 1979 pag. 77 consid.
2a; RCC 1978 pag. 557 consid. 2).

 

La prassi amministrativa considera spese generali
rimborsabili le spese di viaggio (viaggio, vitto e alloggio); le spese di rappresentanza
e quelle per la clientela; le spese per il materiale e per il vestiario
professionale; le spese d'uso di locali di servizio, nella misura in cui essi
sono utilizzati per lo svolgimento dell'attività lucrativa; le spese
supplementari di viaggio dal domicilio al luogo di lavoro, se questi sono
considerevolmente lontani l'uno dall'altro; le spese supplementari per i pasti
che il salariato deve consumare fuori dal domicilio a causa della distanza del
domicilio dal luogo di lavoro, come pure le spese d'alloggio per il
pernottamento fuori casa nonché le spese di formazione e di perfezionamento
professionali (tasse d'iscrizione a corsi o ad esami, libri o materiale, ecc.),
che sono in stretta relazione con l'attività professionale del salariato (Direttive
sul salario determinante (DSD), edite dall’UFAS, N. 3003; RDAT II-1992 n. 60,
pag. 140).

Di principio si deve dedurre l'importo effettivo
delle spese generali (RCC 1979 pag. 79, RCC 1982 pag. 354, RCC 1983 pag. 310).

 

                               2.5.   Conformemente
alla costante giurisprudenza del TFA, il datore di lavoro o il salariato devono
fornire la prova o per lo meno rendere verosimile che le spese fatte valere
siano state effettivamente sostenute (Pratique VSI 1996 pag. 265 consid. 3b;
Pratique VSI 1994 pag. 171; RCC 1983 pag. 310, RCC 1979 pag. 79). Difatti il
risarcimento per le spese concesso sotto forma d’importi forfetari deve
corrispondere complessivamente alle spese che sono effettivamente risultate
(Pratique VSI 1994 pag. 170). Di conseguenza gli interessati sono tenuti a
fornire indicazioni precise, producendo un conteggio esaurientemente
dettagliato ed allegando le relative pezze giustificative (RCC 1960 pag. 34;
STFA dell'11 settembre 1997 nella causa E. SA (H 216/96)). Le prove offerte
devono essere concrete e non generiche.

 

Nei casi in cui è stabilita l'esistenza delle
spese generali, ma queste non possono essere comprovate in modo certo a causa
di circostanze speciali, la loro valutazione incombe alla Cassa di
compensazione, tenuto conto delle spese che il datore di lavoro e/o il
salariato rendono verosimili e che sono usuali nella professione considerata
(Pratique VSI 1994 pagg. 171-172; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa R.C. SA; RCC 1990 pag. 41; RCC 1979
pag. 77; RCC 1955 pag. 101; RDAT II-1992 n. 60 pag. 140; KÄSER, Unterstellung
und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a edizione, Berna 1996, N.
4.151, pag. 165; vedi pure: RCC 1983 pag. 310 e RCC 1982 pag. 356).

 

L'amministrazione non può tuttavia limitarsi a
costatare che il contribuente non è riuscito a provare o a rendere verosimile
l'esistenza di tali spese. Essa deve piuttosto agire d'ufficio, affinché le
necessarie prove siano raccolte, in quanto ciò sia possibile senza eccessive
difficoltà (RCC 1990 pag. 42, RCC 1983 pag. 310 consid. 3, RCC 1982 pag. 355,
RCC 1979 pag. 79 consid. 2b).

A tale scopo, secondo una giurisprudenza da
sempre seguita, è sufficiente invitare il contribuente ad intraprendere i passi
necessari e a fornire i documenti utili (RCC 1979 pag. 79 consid. 2b; STFA del
1° ottobre 1981 nella causa T. & Co. N.J.).

 

In una recente sentenza dell’11 gennaio 2005 il TFA
ha precisato la sua giurisprudenza. In quell'occasione l'Alta Corte ha
rimproverato all'amministrazione ed al TCA di avere "omesso di assumere le prove necessarie per accertare
se gli importi forfettari corrispondevano a spese effettivamente sopportate dal
datore di lavoro (…).".

Salvo poi ritenere che "(…)
particolarmente dispendioso appare per il datore di lavoro, che dispone tra
l'altro di diversi autisti, tenere regolarmente un conteggio delle citate spese
di trasferta e rappresentanza per ogni dipendente".

 

 

 

Questa sentenza (H 257/93 nella causa G. SA
dell'11 gennaio 2005) segue di sole quattro settimane la sentenza H 308/03 del
10 dicembre 2004 nella causa E. SA, in cui lo stesso TFA ha - al contrario -
stabilito che "(…) il sistema forfetario non costituisce un dato di
fatto acquisito", siccome "(…) con l'ausilio di programmi
informatici è del tutto agevole dimostrare le spese effettivamente sostenute
dai dipendenti.".

In quel caso l'Alta Corte aveva ritenuto non
rispondente ai criteri "(…) l'elencazione contabile stereotipa a titolo
di spese di importi prefissati a valori costanti (…)", ma soprattutto
(e contrariamente a quanto sostenuto l'11 gennaio 2005 dallo stesso TFA) l'Alta
Corte ha evidenziato (il 10 dicembre 2004) che: "(…) Va poi rammentato
alla ricorrente che - contrariamente a quanto sostiene - ossia che spetta alla
Cassa il compito di procurarsi i relativi documenti probatori - per l'art. 8 CC
colui che vuole dedurre il suo diritto da una circostanza di fatto da lei
asserita, deve fornire la prova.".

 

Il TFA aveva rimproverato (a dicembre 2004) la E.
SA (attiva anch'essa nel settore dei trasporti) di avere omesso la produzione
delle pezze giustificative.

 

Sia come sia, alla luce del principio
inquisitorio a cui è tenuta, la Cassa deve provvedere ad entrare in possesso
della documentazione probatoria necessaria, se ciò non crea difficoltà
eccessive (RCC 1990 pag. 42 consid. 4; STFA dell’11 gennaio 2005 nella causa
G.T. SA, H 257/03 consid. 4.3.2), il tutto con la collaborazione del datore di
lavoro.

 

È ammissibile derogare a questo principio solo
nel caso in cui, pur essendo l’esistenza di spese generali dimostrata,
l’importo dettagliato non può essere comprovato in modo certo a causa di
circostanze particolari (Pratique VSI 1994 pag. 170 seg.; KÄSER, op. cit., pag.
165). In tal caso la Cassa dovrà stimarne l’ammontare fissando un importo
forfetario (N. 3005 e N. 3011 DSD). Questa modalità di calcolo viene in
particolare applicata a rappresentanti di commercio, artisti, giornalisti,
fotografi per la stampa e musicisti (KÄSER, op. cit., pag. 166).

 

Se le spese generali non vengono indicate
separatamente ed il salariato deve quindi coprire personalmente le spese
generali necessariamente legate alla sua professione, il salario determinante
deve essere fissato come segue (N. 3007 DSD):

 

                                         -
    si devono prendere in considerazione le spese generali separatamente per
ogni periodo di pagamento del salario;

 

                                         -
    non è ammessa la deduzione di spese generali inferiori al 10% del
versamento globale (art. 9 cpv. 3 OAVS).

 

Se le spese effettivamente sostenute vengono
indicate separatamente di caso in caso, il salario pagato costituisce il
salario determinante. La regola del 10% secondo l'art. 9 cpv. 3 OAVS non è
applicabile.

 

Se l'indennità per le spese generali viene
versata dal datore di lavoro come indennità forfetaria, questa deve
corrispondere almeno globalmente alle spese effettive, deve cioè essere
adeguata alla realtà in ogni singolo caso. Ogni decisione in proposito deve
basarsi sulla realtà di situazioni concrete (RCC 1990 pag. 41, N. 3011 DSD).

 

                               2.6.   Come
ricordato al considerando precedente, il risarcimento per le spese concesso
sotto forma d’importi forfetari deve corrispondere complessivamente alle spese
che effettivamente sono risultate (Pratique VSI 1994 pag. 170) e le stesse
devono essere accompagnate dalle relative pezze giustificative (RCC 1960 pag.
34).

 

Nel caso in esame gli importi rimborsati
separatamente ai tutori/ curatori __________ (Fr. 7'100.-), __________ (Fr. 7'800.-),
__________ (Fr. 1'200.-) e __________ (Fr. 8'500.-) sono costituiti da cifre
tonde, ciò che dimostra che i rimborsi delle spese avvenivano forfetariamente e
non su presentazione di giustificativi.

Il ricorrente non afferma d’altronde il
contrario.

 

                               2.7.   Insieme alle
autorità di tutela, il tutore ed il curatore costituiscono gli organi della
tutela (art. 360 CC). Le autorità di tutela sono l’autorità tutoria e
l’autorità di vigilanza (art. 361 cpv. 1 CC).

 

Giusta l’art. 379 cpv. 1 CC, l’autorità tutoria
deve nominare a tutore una persona maggiorenne idonea all’ufficio. Sono
obbligati ad accettare l’ufficio di tutore i parenti ed il coniuge del
tutelando, nonché tutte le persone abitanti nella giurisdizione in cui la
tutela è costituita (art. 382 cpv. 1 CC). Il tutore viene investito delle sue
funzioni a cura dell’autorità tutoria, appena diventata definitiva la nomina
(art. 391 CC).

L’art. 367 cpv. 1 CC dispone che compito del
tutore è di prendersi cura di tutti gli interessi personali e patrimoniali del
minorenne (art. 405 CC) o dell’interdetto (art. 406 CC) ed è il suo
rappresentante (art. 407 CC).

Secondo l’art. 416 CC, il tutore ha diritto ad
una mercede a carico del tutelato, l’importo della quale viene fissato
dall’autorità tutoria per ogni periodo amministrativo e commisurato alle cure
occasionate dall’amministrazione ed alle rendite della sostanza.

 

La procedura per la nomina del curatore è
la medesima che per il tutore (art. 397 CC) ed è sempre l’autorità tutoria, ad
istanza di un interessato o d’ufficio, che se ne occupa (art. 392 CC). Per
l’art. 367 cpv. 2 CC, il curatore è designato per determinati affari (art. 418
CC) o per amministrare una sostanza (art. 419 CC).

 

                               2.8.   Come visto
(cfr. consid. 2.4.), giusta l’art. 7 OAVS sono esclusi dal salario determinante
per il calcolo dei contributi i rimborsi delle spese sostenute. Questa norma
fornisce un elenco non esaustivo dei differenti elementi del salario
determinante. Secondo questa lista, fa anche parte del salario determinante il
reddito dei membri delle autorità federali, cantonali e comunali (art. 7 lett.
i OAVS), come pure le sportule e le indennità fisse ricevute da assicurati la
cui attività è disciplinata dal diritto pubblico, fatte salve disposizioni
cantonali contrarie (art. 7 lett. k OAVS).

L’esistenza di un contratto di lavoro o di un
rapporto di servizio fondato sul diritto pubblico non costituisce una
condizione necessaria per qualificare un’attività come di natura dipendente. La
giurisprudenza considera che colui che è nominato dallo Stato per esercitare
una funzione nell’amministrazione pubblica si trova in un rapporto di
subordinazione e pertanto esercita un’attività dipendente, come ad esempio il
giudice che esercita la sua funzione a titolo accessorio, la guardia-forestale
comunale, il controllore di funghi, il responsabile della tassazione di
immobili e l’ispettore della carne (GREBER/DUC/SCARTAZZINI, Commentaire
des articles 1 à 16 de LAVS, 1997, N. 149 ad art. 5 LAVS, pag. 191).

 

Colui che esercita la funzione di tutore non
si trova in un rapporto di servizio di diritto pubblico e non è un
funzionario dell’amministrazione pubblica. Malgrado si trovi in una situazione
analoga a quella dell’ufficiale del registro di commercio/fondiario o del
giudice di pace che esercitano una funzione pubblica destinata all’applicazione
del diritto civile materiale, non è però possibile affermare in maniera
generale che l’esercizio di una funzione dell’amministrazione pubblica – in questo
caso a titolo accessorio - sia necessariamente un’attività dipendente.

Tuttavia, sebbene il tutore, nei diversi atti che
espleta per conto del suo pupillo, agisca spesso in modo indipendente e di
propria iniziativa, egli è generalmente sottoposto alle direttive date
dall’autorità tutoria, tanto che il suo operato può essere impugnato davanti
alla medesima autorità (art. 420 CC) ed è l’autorità tutoria che fissa
l’indennità per l’attività del tutore (art. 416 CC). Inoltre, quest’ultimo deve
redigere delle relazioni sulla sua attività ed allestire i conti periodici
sull’amministrazione del patrimonio del tutelato, che saranno sottoposti per
approvazione all’autorità tutoria (art. 423 CC). Anche la validità dei negozi
giuridici più importanti a favore del pupillo dipende dal consenso
dell’autorità tutoria (art. 421 CC) oppure dell’autorità di vigilanza (art. 422
CC). La prima può e deve, in caso di bisogno, intervenire nella funzione del
tutore e, laddove necessario, deve rimuoverlo dalla funzione (art. 445 CC).

D’altro canto, la giurisprudenza ha sempre
accordato un’importanza particolare al rischio economico corso da un
imprenditore quale elemento caratteristico dell’attività lucrativa
indipendente. Questo rischio è inesistente nel caso del tutore, che non
sopporta alcun rischio economico indipendente, anche se si assume una
responsabilità accresciuta nell’esercizio delle sue funzioni di tutore, da non
confondere con il rischio economico.

In queste condizioni, la rimunerazione accordata in
virtù dell’art. 416 CC dall’autorità tutoria al privato che esercita la
funzione di tutore costituisce salario determinante (DTF 98 V 230; GREBER/ DUC/SCARTAZZINI,
op. cit., N. 150 ad art. 5 LAVS, pag. 192).

 

                               2.9.   Giusta
l’art. 416 CC, il tutore/curatore ha diritto ad un’indennità per la sua
attività e ciò, essenzialmente, indipendentemente dal fatto se esista o meno un
patrimonio del pupillo. Se non esiste un patrimonio del pupillo, di regola – ma
a dipendenza di quanto prevede il diritto cantonale – spetta all’autorità
tutoria o all’ente pubblico investito dei compiti di tutela versare l’indennità
da essa stabilita.

 

Nel Cantone Ticino, dal 2001 l’autorità tutoria è
esercitata dalla commissione tutoria regionale (art. 2 della Legge sull’organizza-zione
e la procedura in materia di tutele e curatele (LT) dell’8 marzo 1999, RL
4.1.2.2). La commissione tutoria regionale - prima d’allora v’era una
delegazione tutoria per ogni comune - si occupa di designare il tutore ed il
curatore (art. 12 cpv. 1 del Regolamento cantonale d'applicazione della Legge
sull'organiz-zazione e la procedura in materia di tutele e curatele (RTC) del
29 novembre 2000, in vigore dal 1° gennaio 2001, RL 4.1.2.2.1).

 

Sulla base dell’art. 416 CC è stato emanato l’art.
49 LT, secondo cui, nel nostro Cantone, tutori, curatori, rappresentanti ed
assistenti hanno diritto ad una mercede commisurata al lavoro svolto e alla
situazione patrimoniale del pupillo.

I costi di gestione (mercede, spese, tasse) della
misura tutoria sono a carico della persona interessata o di chi è tenuto al suo
sostentamento (art. 19 cpv. 1 LT).

In virtù del capoverso 2, se la persona
interessata o chi altrimenti è tenuto al suo sostentamento non vi fa fronte,
tali spese sono anticipate dalla commissione tutoria.

Gli anticipi effettuati dalla commissione tutoria
nel corso degli ultimi 10 anni possono essere recuperati: a) presso il pupillo
tenuto conto del suo fabbisogno; b) presso chi è tenuto al sostentamento della
persona in questione; c) trattenendo la somma corrispondente sulla massa
ereditaria o presso gli eredi in caso di decesso dell’interessato (art. 19 cpv.
3 LT).

Infine, giusta l’art. 3 cpv. 3 RTC, le spese
della misura di tutela, quando anticipate dalla commissione tutoria e non
recuperate dal pupillo o da chi è tenuto al suo sostentamento, sono a carico
del comune di domicilio della persona interessata.

 

L'art. 16 cpv. 1 RTC prevede che i tutori ed i
curatori hanno diritto per le loro prestazioni ad una mercede fissata
dall'autorità di nomina nonché al rimborso delle spese.

Il capoverso 2 dello stesso disposto recita che
il riconoscimento dell'indennità è subordinato alla presentazione di una
richiesta scritta corredata dai giustificativi.

L’indennità è stabilità tenendo conto del lavoro
svolto e delle condizioni economiche del pupillo o di chi è legalmente tenuto
al suo sostentamento (art. 17 cpv. 1 RTC).

È riconosciuta un’indennità di Fr. 40.-/ora fino
ad un massimo di Fr. 3'000.- annui. In alternativa, se la misura tutoria comporta
l’amministrazione di reddito e/o sostanza, si applica l’1% annuo del reddito
lordo del pupillo ed il 2‰
della sostanza attiva netta.

Per quanto concerne le trasferte, l’art. 17 cpv.
4 RTC riconosce al tutore/curatore un'indennità di 55 centesimi al chilometro
se effettuate con autoveicoli, oppure il prezzo del biglietto di seconda classe
se eseguite con mezzi di trasporto pubblici.

 

                             2.10.   Nella
presente fattispecie, il TCA
(doc. V) ha chiesto alla Commissione tutoria regionale __________ di informarlo
sulla procedura adottata in materia di remunerazione e di calcolo delle
indennità riconosciute ai tutori/curatori, nonché sulla natura delle indennità
ammesse per __________ (Fr. 7'100.- in totale), __________ (Fr. 7'800.-), __________
(Fr. 600.-) e per __________ (Fr. 8'500.-) durante gli anni 1999-2002,
specificando per ognuno l'importo riconosciuto a titolo di mercede per le loro
prestazioni rispettivamente gli ammontari dei rimborsi spese.

Inoltre, questo Tribunale le ha chiesto di

 

" 
(…) comunicarci se i tutori/curatori __________,
__________, __________ ed __________, a cui il Comune di …….. ha rimborsato le
indennità da voi approvate (art. 16 cpv. 3 Regolamento), vi hanno presentato
una distinta delle mercedi, rispettivamente dei costi, sostenuti
nell'espletamento della loro attività di tutore/curatore. Inoltre, se dette
distinte erano debitamente completate dai rispettivi giustificativi per gli
anni 1999, 2000, 2001 e 2002, comprovando così, come vuole il citato
regolamento, le indennità pretese. (…).”.

 

 

Il 26 luglio 2004 (doc. VII) la Commissione tutoria
regionale __________ ha preso posizione come segue:

 

" 
(…)

2. La
Commissione tutoria regionale __________ non ha un fondo a disposizione, per
cui i singoli Comuni provvedono direttamente al pagamento di mercedi e/o di
spese a carico dei pupilli domiciliati nel loro comune che non hanno i mezzi
finanziari necessari per provvedere al pagamento di queste spese. In effetti a
norma dell’art. 3 cpv. 3 RTC le spese non recuperabili sono a carico del comune
di domicilio della persona interessata.

 

3. Il
Comune di RI 1 si è sempre impegnato a garantire il versamento di un minimo di
indennità per i tutori e curatori che hanno assunto pratiche concernenti
persone domiciliate a __________ e che non hanno i mezzi per pagare la mercede.
Questa indennità copre solo parte degli oneri sopportati dai tutori/curatori
(spese di trasferta, corrispondenza, telefonate, fotocopie, ecc.). Se essi
dovessero presentare il conteggio dettagliato di tutte le loro spese e delle
ore impiegate per la gestione della pratica dovremmo rimborsare importi MOLTO
superiori (in particolare per la gestione di pratiche concernenti minorenni).
Inoltre, grazie a questo compromesso, il Comune di RI 1 riesce ancora a
sensibilizzare le persone ad aiutarci e coinvolge i privati in problematiche
sociali.

 

4. I
signori __________, __________, __________, __________ hanno collaborato con la
CTR __________ in qualità di persone private e non come dipendenti del Comune
di RI 1. Di conseguenza hanno dovuto sopportare tutte le spese personalmente.
L’indennità riconosciuta, lo ribadiamo, è un minimo che serve a coprire parte
delle loro spese.

    Osserviamo
che questi curatori/tutori hanno assunto casi molto complessi e la situazione
finanziaria dei pupilli era in passivo.

 

5. Rileviamo
che la LTC permette di versare fino a fr. 3'000.- all’anno quale mercede più il
rimborso delle spese vive. Risulta chiaro che un’indennità di fr. 600/800
all’anno è un minimo a copertura delle spese.”

 

                             2.11.   La CTR __________
interpellata ha trasmesso al TCA l’approvazione dei rendiconti dei tutori/curatori in questione per
gli anni 1999-2002 (doc. VII/1-23). Da questa documentazione si evince che per
la cura di ogni curatelato/tutelato, la delegazione tutoria di __________
dapprima ed in seguito la commissione regionale tutoria hanno riconosciuto ai
tutori/curatori una mercede relativa al mandato loro conferito.

Questa mercede rappresenta la rimunerazione per
la funzione pubblica svolta che, come emerso dalle risposte date dalla CTR
(doc. VII), essenzialmente consiste in una retribuzione simbolica a copertura sia
delle spese sostenute dai tutori/curatori sia delle indennità per il
lavoro effettuato calcolate in virtù dell’art. 49 LT. Malgrado nelle
approvazioni dei conti sia stata genericamente utilizzata la parola mercede,
a mente di questo TCA si può
ritenere che l’importo assegnato ai tutori/curatori rappresenti invece entrambe
le voci, ossia tanto la mercede commisurata al lavoro svolto ed alla situazione
patrimoniale del pupillo quanto le spese sostenute per l’esercizio di questa attività
accessoria e che essa sia quindi da intendere quale indennità ai sensi
dell’art. 16 cpv. 2 RTC.

 

Spetta ora alla Cassa di compensazione, alla
quale gli atti vanno retrocessi, chiarire la composizione di queste
rimunerazioni, verificando a quanto ammontano la mercede rispettivamente le spese
che sono state rimborsate agli assicurati in questione quali tutori/curatori di
ogni singolo pupillo.

 

In virtù delle considerazioni esposte, le mercedi
saranno oggetto del prelevamento dei contributi sociali, nella misura in cui
saranno ritenute salario determinante dei tutori/curatori.

Gli importi che la Cassa giudicherà essere dei rimborsi
spese, per contro, saranno esclusi dal salario determinante dei curatori/
tutori soltanto nella misura in cui le spese saranno debitamente comprovate a
mezzo di giustificativi, come esigono sia l’art. 16 cpv. 2 RTC sia la
giurisprudenza in materia (cfr. consid. 2.5.). La Cassa dovrà attivarsi per il
reperimento dei necessari giustificativi.

 

                             2.12.   Il ricorrente
lamenta di non essere il datore di lavoro dei suoi quattro dipendenti quando agiscono
nelle vesti di curatori/tutori e non per suo conto, dal momento che è la commissione
tutoria regionale che fissa il rimborso spettante ai tutori e che come tale la
stessa non dipende dal comune. Di conseguenza, l’insorgente interverrebbe a
versare le indennità soltanto quando il pupillo è nullatenente, ma ciò non
sarebbe sufficiente per considerarlo a tutti gli effetti come datore di lavoro
dei tutori/curatori.

Va ricordato che la persona interessata dalla
misura tutoria deve farsi carico dei relativi costi di gestione (art. 19 cpv. 1
LT) e dove ella non possa farvi fronte (art. 19 cpv. 2 LT), la commissione
tutoria interviene anticipando queste spese. Nell’evenienza in cui la Commissione
tutoria non riesca a recuperarle dal pupillo (art. 19 cpv. 3 LT), le spese
della misura di tutela sono a carico del comune di domicilio della persona interessata
(art. 3 cpv. 3 RTC).

 

In queste condizioni, il TFA ha giudicato che non
v’è nessun motivo per trattare diversamente l’obbligo di contribuzione dal
punto di vista del diritto delle assicurazioni sociali, a dipendenza se il
comune indennizza il tutore con i propri mezzi oppure se ciò avviene a carico
del patrimonio del pupillo. Infatti, in quest’ultimo caso, competente per
l’indennizzo del tutore è l’autorità tutoria; essa autorizza il tutore a
prelevare direttamente dal patrimonio del pupillo, di cui ne è amministratore, l’indennità
da essa fissata. Tutto ciò costituisce soltanto una facilitazione amministrativa
nella procedura di pagamento al tutore/curatore del dovuto. Infatti, questa indennità
non si differenzia dall’indennità al tutore che viene direttamente pagata
dall’autorità tutoria oppure per il tramite delle casse comunali.

Secondo la prassi amministrativa e dei tribunali,
datore di lavoro ai sensi dell’art. 12 LAVS è considerato anche chi non fornisce
un salario prelevato dalle proprie risorse (RCC 1957 pag. 220). Di conseguenza,
l’ente pubblico responsabile delle tutele (nel Cantone Ticino, come
visto, è il comune di domicilio del pupillo se quest’ultimo non ha un
patrimonio) è il datore di lavoro nei confronti del tutore, anche dove la
mercede di questi venga prelevata dai beni del tutelato. Spetta pertanto al
comune ricorrente dedurre dalle indennità assegnate ai tutori/curatori i
contributi paritetici di legge. Per contro, il pupillo responsabile con i suoi
beni può essere ritenuto datore di lavoro del tutore (DTF 98 V 237 e 238
consid. 4c).

 

La censura del Comune ricorrente, volta a negare
sostanzialmente la sua legittimazione passiva al ricorso con contestazione
della sua qualità di datore di lavoro dei quattro tutori/curatori in esame, non
può dunque essere accolta.

 

                             2.13.   Indennità
di trasferta per __________

 

Il Municipio del Comune di RI 1 postula inoltre
l’annullamento della ripresa che la Cassa CO 1 vorrebbe eseguire a partire dal
1° gennaio 2004 nei confronti del docente di musica __________ per le spese di
trasferta dal domicilio al posto di lavoro, ritenendo quindi le stesse come
salario determinante del dipendente e non come spese esenti dall’assoggettamento
al pagamento dei contributi sociali.

 

In proposito, va osservato che giusta l'art. 162
cpv. 1 OAVS i datori di lavoro devono essere controllati, sul posto e da un
ufficio di revisione nel senso dell'articolo 68 capoversi 2 e 3 LAVS,
periodicamente, di norma ogni quattro anni, nonché quando passano a un'altra
cassa di compensazione o liquidano la loro azienda. La cassa di compensazione
può rinunciare a ordinare un controllo sul posto, se è in grado di controllare
efficacemente l'applicazione delle disposizioni legali da parte del datore di
lavoro mediante altri provvedimenti.

 

In virtù dell’art. 163 cpv. 3 OAVS, i
verificatori devono limitarsi al controllo. Essi non possono prendere decisioni
né impartire ordini.

 

Del risultato di ogni revisione di una cassa di
compensazione o di una agenzia, e di ogni controllo dei datori di lavoro, è
steso un rapporto (art. 169 cpv. 1 OAVS).

I rapporti di revisione e di controllo devono
esaurientemente indicare l'estensione e l'oggetto delle verifiche fatte, nonché
i difetti e le irregolarità rilevati. Essi devono indicare il risultato formale
e materiale delle verifiche fatte ed esporre chiaramente se e come le
prescrizioni legali e amministrative, nonché le istruzioni sono state osservate
esattamente. I rapporti devono inoltre informare se i difetti precedentemente
rilevati sono stati eliminati. L'Ufficio federale può impartire istruzioni
particolari concernenti la formazione dei rapporti di revisione e di controllo
e respingere rapporti che non rispondono alle esigenze poste. Infine, esso può
ordinare la compilazione dei rapporti di controllo mediante un modulo prescritto
(art. 169 cpv. 2 OAVS).

I rapporti di revisione e di controllo devono essere
firmati dal revisore e, per gli uffici di revisione esterni, dalle persone
rappresentanti l'ufficio di revisione o di controllo (art. 169 cpv. 3 OAVS).

 

 

 

Secondo l'art. 56 LPGA, l'autorità di ricorso può
pronunciarsi su un determinato oggetto soltanto in presenza di una decisione su
opposizione emanata da una cassa di compensazione. La decisione costituisce, in
effetti, il presupposto ed il contenuto della contestazione sottoposta all'esame
giudiziale (DTF 110 V 51 consid. 3b, DTF 105 V 276 consid. 1, DTF 104 V 180,
DTF 102 V 152, STFA del 23 marzo 1992 nella causa G. C.; GYGI, Bundesverwaltungrechtspflege,
pag. 44 in fine).

 

Le decisioni regolano una situazione
giuridica concreta ed individuale del diritto amministrativo in maniera
imperativa attraverso un atto unilaterale di un'autorità (GOSSWEILER, Die Verfügung
im Schweizerischen Sozialversicherungsrecht, pag. 13ss; BOIS, "La décision
dans le domaine de l'assurance sociale" in: Etudes de droit social, vol.
3, pag. 199; GYGI, Verwaltungsrechtpflege und Verwaltungsverfahren im Bund, 2a
edizione, pag. 27; DTF 118 V 17 consid. 1, DTF 116 V 319 consid. 1a, DTF 98 Ib
463).

 

Pertanto, le prese di posizione che permettono,
in un determinato caso, più soluzioni possibili o che non decidono dei
diritti e dei doveri dell'assicurato non sono da considerare come
decisioni (RCC 1977 pag. 162).

 

 

                             2.14.   Nell’ambito
del “Rapporto sul controllo dei datori di lavoro” del 1° marzo 2004, la
Cassa ha esposto in maniera sommaria i princìpi che reggono la materia ed
indicato che dal 1° gennaio 2004 non sono più concessi rimborsi spese di
trasferta dal domicilio al posto di lavoro al docente di musica. Malgrado vi
fossero i presupposti per procedere in tal senso già durante la revisione in
oggetto, al fine di non violare il principio della buona fede la convenuta non
ha – correttamente – ripreso gli importi forfetari che il ricorrente versava
mensilmente al docente per il tragitto casa-lavoro (Fr. 250.-), non
determinandosi in proposito con la decisione di tassazione d’ufficio del 5
marzo 2004.

In altri termini, l’amministrazione ha solo
indicato all’insorgente di volere mutare la valutazione di determinati elementi
e quindi di conformarsi a tale nuova prassi, ossia di volersi attenere a
determinate norme di comportamento circa la fissazione delle spese generali. La
Cassa ha pertanto unicamente segnalato al Municipio quale sarebbe stato il suo
atteggiamento futuro nei confronti di __________.

Infatti, l’amministrazione non ha emanato una
decisione formale in merito, non ha operato alcuna ripresa riferita agli importi
percepiti dal 1° gennaio 2004 da __________ per le trasferte dal proprio
domicilio al luogo di lavoro nelle vesti di dipendente dell’assicurato.

La Cassa CO 1 ha quindi voluto soltanto
convenientemente avvisare il Municipio del Comune di RI 1 dei doveri cui
ritiene esso deve sottoporsi senza comunque, come indicato, fissare precisi
obblighi concreti (dunque senza effettuare alcuna ripresa di spese per il
docente di musica).

 

L'informazione al Comune tende a permettere allo
stesso di adeguarsi alle indicazioni dell'amministrazione ed escludere che il
ricorrente possa dedurre - dall’assenza di indicazioni - un diritto a vedersi
ulteriormente riconoscere in futuro – in virtù del principio della buona fede –
comportamenti che la Cassa non ritiene conformi alle norme legali
(riconoscimento di spese generali).

Non sono invece state fissate concrete
disposizioni in merito a questa problematica.

Qualora gli importi corrisposti al docente di
musica dal 2004 in poi fossero – in futuro - considerati dalla Cassa
come salario determinante sul quale il datore di lavoro dovrà pagare i
contributi paritetici tipici del lavoratore dipendente, l’insorgente potrà sollecitare
l'emanazione di una decisione amministrativa e potrà impugnarla eventualmente
anche davanti a questo Tribunale ed al TFA contestando, ma solo allora, la ripresa
di spese di trasferta ai sensi dell’art. 9 cpv. 2 OAVS (STCA del 28 febbraio 2005 nella causa B. SA,
Inc. n. 30.2005.7; STCA del 21
dicembre 2004 nelle cause A.G. SA e G.G., Incc. nn. 30.2004.42-43).

 

                             2.15.   Dalle
considerazioni che precedono discende che il rapporto di revisione contestato
con l’opposizione (visto che la decisione di tassazione d’ufficio non ingloba
la ripresa di Fr. 250.- al mese), sotto questo punto di vista, non
costituisce una decisione amministrativa impugnabile, perciò il ricorso, su
questo punto, appare irricevibile (cfr. citate STCA del 25 febbraio 2005 e del 21 dicembre 2004).

 

                             2.16.   Alla luce di
quanto esposto in merito ai rimborsi spese dei tutori, il ricorso contro la
decisione su opposizione del 22 marzo 2004 deve essere parzialmente accolto con
rinvio degli atti alla Cassa, affinché verifichi l’esatta composizione delle
mercedi (da intendersi come indennità ai sensi dell’art. 16 cpv. 2 RTC)
versate dalla Delegazione tutoria di __________ e dalla Commissione tutoria
regionale __________ a __________, __________, __________ e __________ durante
gli anni 1999-2002 (cfr. consid. 2.11.) e si determini in proposito, laddove
necessario, con l’emissione di una nuova decisione di fissazione dei
contributi.

 

Anche se parzialmente vincente in causa il Comune
di RI 1, non rappresentato da un legale, non ottiene indennità per ripetibili.

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Nella misura
in cui è diretto contro l'assoggettamento del versamento di Fr. 250.- al signor
__________ alla percezione dei contributi AVS/AI/IPG e AF dal 1° gennaio 2004,
il ricorso è irricevibile.

 

                                   2.   In quanto
rivolto alla percezione dei contributi sociali sulle indennità versate ai
tutori/curatori __________, __________, __________ ed __________, il ricorso è parzialmente accolto nel senso delle
considerazioni esposte.

                                         Di
conseguenza:

 

                                         § La
decisione su opposizione del 22 marzo 2004 è annullata e gli atti rinviati alla
Cassa CO 1, affinché verifichi l’esatta composizione delle indennità percepite
dai tutori/curatori durante gli anni 1999-2002, conformandosi a quanto esposto
al considerando 2.11.

 

                                   3.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
Non si attribuiscono ripetibili.

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti