# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 369ac73e-4d1f-542d-920c-14aa771e0f9f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-12-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.12.2023 35.2023.62
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2023-62_2023-12-14.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  35.2023.62

   

  PC/DC/sc

  	
  Lugano

  14 dicembre 2023                 

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Paola Carcano, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 2 agosto 2023 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 28 giugno 2023 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1 rappr. da: RA 1  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  RI 1, nato __________ 1964, attivo
dal 1° gennaio 2014 a tempo pieno in qualità di “responsabile tecnico” presso
la ditta __________ - e, perciò, assicurato contro gli infortuni presso l'CO 1
- in data 26 settembre 2022, verso le ore 15:00, mentre si trovava al lavoro, “con
in mano un pacco che trasportava all'altezza della pancia, di circa 1 metro di
lunghezza e 40 cm di larghezza, del peso indicativo di 10-15 kg, tenta di
sostenerlo in quanto gli scivola sul lato destro. Il pacco si è sbilanciato
provocando una torsione verso destra e per il peso non è riuscito a
trattenerlo. Il braccio segue il pacco provocando una torsione verso destra e
in quel momento sente un "crack", accompagnato da un forte dolore,
simile a una accoltellata.” (cfr. doc. 1, 3 e 9 incarto LAINF).

Una RX della spalla destra del 3 ottobre 2022 ha messo in evidenza quanto
segue: “Non immagini riferibili a frattura. Nella norma i rapporti
articolari” (doc. 25 incarto LAINF).

 

                                  A causa della persistenza di una
sintomatologia dolorosa e funzionale a livello della spalla sinistra, RI 1 si è
sottoposto il 23 novembre 2022 ad un’artro-RMN e ad una ARTROGRAFIA della
spalla destra che ha invece mostrato una “lesione a tutto spessore completa
del sovraspinato. Lesione del labbro glenoideo” (doc. 26 incarto LAINF).

Il 23 gennaio 2023 si è sottoposto ad un intervento di “artro-scopia di
spalla, tenotomia CLB, sutura sovraspinato” eseguito dai dr. med. __________
e __________ presso il Servizio Ortopedia e Traumatologia del Servizio di
chirurgia dell’Ospedale __________ (doc. 21 incarto LAINF).   

Inabile al lavoro al 100% dal 23 gennaio 2023 rispettivamente all’80% dall’8
marzo 2023, per lo meno, sino al 3 maggio 2023 (doc. 13, 14, 32 e 43), RI 1 si
è pure sottoposto a svariate sedute di fisioterapia.

 

                                  L’istituto assicuratore ha
assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

 

                          1.2.  Con scritto del 7 marzo 2023, l’CO
1 ha comunicato all’assicurato quanto segue:

 

" (…) La
informiamo che per le conseguenze dell'infortunio del 26 settembre 2022
corrisponderemo le nostre prestazioni assicurative.

Provvederemo a versare l'indennità giornaliera di CHF 243.65 per
giorno di calendario a partire dal 23 gennaio 2023.

Abbiamo tuttavia riesaminato il nostro obbligo di versare le
prestazioni in base al decorso della guarigione.

(…).

Secondo il nostro servizio medico i disturbi alla spalla destra per i quali è
stato operato in data 23 gennaio 2023 non concernono i postumi dell'infortunio.
Nonostante quanto indicato abbiamo preso a carico i costi dell'intervento.
Conformemente al parere del medico __________ al più tardi dopo quattro mesi i
disturbi non erano più riconducibili all'infortunio.

Visto quanto precede dobbiamo chiudere il caso con il 9 marzo 2023
e mettere un termine al versamento delle prestazioni da tale data. Sospenderemo
alla data citata le prestazioni assicurative finora accordate (indennità
giornaliera e spese di cura)” (cfr. doc. 34 incarto LAINF)

 

                                  Su richiesta del 17 marzo 2023 dell’assicurato
(doc. 39 incarto LAINF), con decisione del 25 aprile 2023 (doc. 53 incarto
LAINF), l’CO 1 ha confermato la chiusura del caso al 9 marzo 2023, sulla base
delle considerazioni già espresse nel proprio scritto del 7 marzo 2023.  

                          1.3.  Preso atto dell’opposizione
presentata il 17/23 maggio 2023 dall’assicurato (doc. 61 e 62 incarto LAINF) e
dopo avere raccolto agli atti anche l’apprezzamento medico del 27 giugno 2023
del medico fiduciario, dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia
ortopedica e traumatologia dell’apparato locomotore (doc. 68 incarto LAINF), con
decisione su opposizione del 28 giugno 2023 (doc. 70 incarto LAINF), l’CO 1 ha
confermato la chiusura del caso al 9 marzo 2023, ribadendo le considerazioni
già espresse nella propria decisione del 25 aprile 2023.   

 

                          1.4.   Nel frattempo, la cassa malati __________
ha ritirato in data 31 maggio 2023 (doc. 65 incarto LAINF), l’opposizione
cautelativa inoltrata il 2 maggio 2023 (doc. 54 incarto LAINF). 

 

                          1.5.  Con tempestivo ricorso del 2 agosto
2023, RI 1, ha chiesto che, annullata la decisione su opposizione impugnata, l’CO
1 venga condannato, in via principale, a riconoscere le proprie prestazioni
anche dopo il 9 marzo 2023 rispettivamente, in via subordinata, a eseguire una
“perizia esterna presso un medico indipendente all’assicuratore” (cfr.
doc. I, pag. 5).

L’insorgente rileva innanzitutto che lui si sarebbe interessato della sua
situazione medica subito (e non solamente due mesi dopo l’infortunio,
allorquando si è sottoposto alla Artro-RM, come sembrerebbe ritenere
dall’amministrazione), recandosi immediatamente dal medico di famiglia, che
aveva fatto eseguire prontamente una RX (che non aveva messo in evidenza
nulla), e sottoponendosi da subito, su sua indicazione, ad un trattamento
farmacologico con antidolorifici e antinfiammatori.     

Secondariamente, ritiene che decisivo dovrebbe risultare il referto della
risonanza magnetica che metterebbe in evidenza una rottura netta a tutto
spessore del sovraspinato (e non invece uno sfilacciamento eventualmente tipico
di un processo degenerativo) che attesterebbe la presenza di un infortunio e
non invece di un semplice processo degenerativo. Ciò che sarebbe pure
confermato dalla presenza di una lieve ipotrofia che sarebbe conseguenza logica
della rottura del tendine che, se si fosse verificata prima, non sarebbe stata lieve
e, se si fosse verificata più tardi, nemmeno sarebbe stata riscontrata. 

In terzo luogo, ritiene che il parere del medico fiduciario non sarebbe
affidabile, già solamente per il fatto che parte da un assunto errato, ovvero
che per due mesi dall’infortunio non avrebbe fatto assolutamente nulla per la
sua situazione medica.

Ciò che non corrisponde a quanto accaduto realmente, visto che è stato preso a
carico praticamente subito dal proprio medico di famiglia, attenendosi
scrupolosamente alle sue indicazioni mediche. 

In quarto luogo, sottolinea di non avere mai sofferto di problemi alle spalle e
che, a quel momento, l’altra spalla non presentava alcun problema. Inoltre non
ha mai svolto un lavoro particolar-mente pesante/logorante, visto che è un
tecnico audio e video, il cui lavoro consiste essenzialmente in progettazione,
organizzazione e pianificazione.

In quinto luogo, evidenzia che “Se anche non si trattasse di un infortunio
vero e proprio (cfr. art. 6 cpv. 1 LAINF), quanto accaduto va comunque perlomeno
annoverato tra gli eventi paragonabili che come tali sono comunque assicurati
(cfr. art. 6 cpv. 2 LAINF).”   

Da ultimo, l’insorgente argomenta quanto segue:

" (…) Se la
ricostruzione dei fatti avviene in maniera corretta, le tempistiche e le mie (non)
predisposizioni non lasciano dubbi in merito al fatto che, a contrario di
quanto pretende la CO 1, il mio caso va considerato per intero quale un
infortunio e questo soprattutto per le risultanze della risonanza magnetica.

Verificandosi una frattura netta a tutto spessore del sovraspinato
non è infatti possibile attestare per un processo degenerativo; se anche
quest'ultimo fosse parziale, l'evento dovrebbe comunque essere assicurato dalla
CO 1 e la conclusione nemmeno per questo muterebbe. In questi casi, anche nel
dubbio risulterebbe comunque compito dell'assicuratore infortuni assumere il
caso. Il mio tendine sovraspinato non è logorato, tant'è che la rottura è netta
e non sfilacciata. La retrazione sta a dimostrare semplicemente il tempo
trascorso tra il giorno dell'infortunio ed il giorno della risonanza magnetica
e ciò a conferma in altri termini che non ci sono infortuni precedenti o
posteriori da prendere in considerazione. La parziale artrosi è invece una
conseguenza pressoché logica anche volendo considerare la mia età; l'intervento
chirurgico non si è reso però necessario per l'artrosi bensì per ricucire il
tendine rotto di netto così come anche confermato da tutti i medici all'infuori
del medico della CO 1. Le limitazioni di peso e di movimento così come le
conseguenti inabilità lavorative sono da ricondurre alla rottura del
sovraspinato e meglio dal conseguente intervento operatorio che si è reso
necessario per ricucirlo e non invece per l'artrosi. Se questa era già presente
prima dell'intervento la, stessa non mi creava alcun fastidio o limitazione. 

A torto la CO 1 conclude quindi per un trauma
"puramente" distorsivo e ciò ritenuto che questa tesi non si avvera
per nulla dimostrata dalla documentazione medica. Tutti i medici descrivono
infatti una rottura netta ed a poco dovrebbero conseguentemente servire tutte
le pagine che scrive il medico della CO 1 per ricordare quanti altri punti
potrebbero escludere la tesi dell'assicurato come ad esempio anche quella
dell'età! Il caso dovrebbe essere chiaro e come tale anche essere dalla CO 1
debitamente assicurato. Se non fosse così la CO 1 nemmeno avrebbe assunto le
spese per l'intervento che si è reso necessario per ricucire la rottura netta
del mio sovraspinato.

Ricordo ancora che dopo l'intervento chirurgico ho presentato le
seguenti inabilità lavorative (presenti anche dopo il 9 marzo 2023 quando CO 1
ha interrotto ogni sua prestazione):

- dal 23.01 al 30.01.2023 inabile al 100%;

- dal 30.01 al 08.03 2023 inabile al 80%;

- dal 09.03.2023 la CO 1 ha interrotto ogni sua prestazione

- dal 09.03 al 17.03.2023 ero comunque ancora inabile al 80%;

- dal 17.03 al 03.05.2023 ero comunque ancora inabile al 80%;

- dal 03.05 al 04.06.2023 ero comunque ancora inabile al 40%;

- dal 05.06 al 02.07.2023 ero comunque ancora inabile al 20%. (…)”
(cfr. doc. I, pag. 4 e 5).

                                  

                                  A suffragio delle proprie tesi,
il ricorrente produce una tabella Excel con la cronologia di quanto occorso nel
periodo intercorrente tra il giorno dell’infortunio (26 settembre 2022) e la
data di emissione della decisione su opposizione (28 giugno 2023; doc. A2).

 

                          1.6.  Con la risposta del 29 agosto 2023,
l’CO 1 (doc. III), dopo aver versato agli atti l'incarto LAINF no. __________,
ha postulato la reiezione del ricorso, con argomenti di cui si dirà, per quanto
occorra, nei considerandi di diritto. In particolare, esso ha puntualizzato che
in “presenza di un infortunio secondo l'art. 4 cpv. 1 LPGA - così come in
concreto - il diritto alle prestazioni deve essere esaminato unicamente facendo
capo all'art. 6 cpv. 1 LAINF e questo anche se la lesione rientra nell'elenco
dell'art. 6 cpv. 2 LAINF (sentenza del TF 8C_355/2021 del 25.11.2021 consid.
6.1 con i riferimenti).” (cfr. doc. III, pag. 3).

                                

                          1.7.  Nei successivi allegati dell’11
settembre (doc. V), del 22 settembre (doc. VII) e del 3 ottobre 2023 (doc. IX),
le parti si sono sostanzialmente riconfermate nelle rispettive conclusioni. 

                                

 

 

considerato                 in diritto

 

                                  in ordine

 

                          2.1.  Preliminarmente, richiamata la STF
8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2 (relativa a un caso in cui l’incarto
era stato affidato dall’assicuratore a un legale esterno all’istituto
per le fasi della procedura giudiziaria; sul tema, si veda pure la STF
8C_561/2019 dell’11 maggio 2020 consid. 1), questa Corte rileva che decide la
presente vertenza nella sua composizione ordinaria (pubblicata su FUCT N. 102
del 27 maggio 2022) poiché, come dichiarato dall’CO 1 in una comunicazione
dell’8 giugno 2020 al TCA, l’incarto sub judice è stato trattato dalla
funzionaria che figura nell’intestazione degli allegati prodotti (in concreto,
dall’avv. RA 1), senza che la giurista di lingua italiana figlia del Giudice
Ivano Ranzanici se ne sia in alcun modo occupata (cfr. STF 8C_668/2021 del 18
febbraio 2022 consid. 2.1).

 

                                  nel merito

 

                          2.2.  L’oggetto della lite è circoscritto
alla questione di sapere se l’CO 1 era legittimato a sospendere il proprio
obbligo a presta-zioni, con effetto ex nunc et pro futuro a partire dal 9
marzo 2023, a dipendenza dell’infortunio del 26 settembre 2022, oppure no.

A questo proposito giova qui ricordare che nella DTF 130 V 380, la Corte
federale ha stabilito che l’assicuratore infortuni ha la possibilità di porre
fine, con effetto ex nunc et pro futuro, al proprio obbligo prestativo,
inizialmente riconosciuto mediante il versamento d’indennità giornaliere e
l’assunzione di spese di cura, senza doversi richiamare a un motivo di revoca
(riconsiderazione o revisione processuale; cfr. pure la STCA 35.2023.17 del 2
ottobre 2023, consid. 2.2).

                          2.3.  Secondo l’art. 6 cpv. 1 LAINF, per
quanto non previsto altrimenti dalla legge, le prestazioni assicurative sono
effettuate in caso d’infortuni professionali, d’infortuni non professionali e
di malattie professionali.

 

                          2.4.  Presupposto essenziale per
l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è
l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue
conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

                                  Questo presupposto è da
considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si
sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia
stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

 

                                  È questione di fatto lo stabilire
se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità
naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano secondo
il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo
l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito
dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT
II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF
125 V 195; STF del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STF del 29 gennaio
2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STF del 28 novembre 2000 nella
causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00; STF
del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STF 6 aprile 1994
nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC 1986 p. 202
consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V
142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V
188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in Basler
Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al
riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche, quando non
ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31;
DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF
113 V 46).

                                  Ne discende che ove l'esistenza
di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non possa essere
reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato dall'infortunio
assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406 consid. 4.3.1,
DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                  L'assicuratore contro gli
infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele
dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione delle
prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi: 

                                  - quando lo stato di salute
dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima
dell'infortunio (status quo ante);

                                  - quando lo stato di salute
dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione ordinaria, sarebbe prima o
poi subentrato anche senza l'infortunio (status quo sine)

 

                                  (cfr. RAMI 1992 U 142, p. 75 s.
consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U.
Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der
Sozialversicherung, in Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).

 

                                  Secondo la giurisprudenza,
qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia dimostrato con un
sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è liberato dal proprio
obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non costituisce più la causa
naturale ed adeguata del danno alla salute. Analogamente alla determinazione
del nesso di causalità naturale che fonda il diritto alle prestazioni,
l'estinzione del carattere causale dell'infortunio deve essere provata secondo
l'abituale grado della verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità
che l'infortunio non giochi più un effetto causale non è sufficiente. 

                                  Trattandosi della soppressione
del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già
all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e
riferimenti ivi citati; STCA 35.2019.117 del 5 agosto 2020, consid. 2.4). 

 

                          2.5.  Occorre inoltre rilevare che il
diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso
di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.

                                  Un evento è da ritenere causa
adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario delle cose
e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto
come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in linea
generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e 405
consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a e
sentenze ivi citate).

                                  Comunque, qualora sia carente il
nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare le
prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata (cfr.
DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure:
Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).

 

                                  La giurisprudenza ha inoltre
stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della
responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un
rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi
fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde
anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si
presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb, 118
V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus
dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS/RSAS 2/1994, p. 104s. e M.
Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).

 

                          2.6.   Per costante giurisprudenza, in un
procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STF U 259/02
dell'8 luglio 2003 consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                  Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR
2000 UV Nr. 10 p. 33 ss. e RAMI 1999 U 356 p. 572), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione
deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si
rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di
contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano
dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si
trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di
metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. 

                                  Devono piuttosto esistere delle
particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati
i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                  In una sentenza 8C_216/2009 del
28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale federale ha
precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la propria
sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze
dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno
il più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in
tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle
armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1
CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio
l’affidabilità dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei
mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in
particolare, anche le certificazioni dei medici curanti.

 

                                  Trattandosi invece di perizie
affidate dagli assicuratori sociali, durante la procedura amministrativa, a
medici esterni all’amministrazione o a servizi specializzati indipendenti, esse
godono di piena forza probatoria, a condizione che non esistano indizi
concreti che ne mettano in dubbio l’affidabilità (cfr. STF 8C_862/2014 del
2 aprile 2015 consid. 3.2 e riferimenti ivi citati). 

 

                                  Per quel che concerne il valore
probante di un rapporto medico, determinante è che esso sia completo sui temi
sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle censure
sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena conoscenza
dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le
conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125
V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160
ss., consid. 1c e riferimenti). 

                                  L'elemento rilevante per decidere
circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la sua
designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo
contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                  È infine utile osservare che se
vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli si
fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia,
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come
farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è
l’opinione più adeguata (cfr. STF I 811/03 del 31 gennaio 2005, consid. 5 in
fine; STF I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV Nr. 10 p. 35 consid. 4b).

 

                          2.7.  Nella concreta evenienza, dalla
decisione su opposizione impugnata si evince che l’amministrazione ha
dichiarato estinto dal 9 marzo 2023 il proprio obbligo a prestazioni dipendente
dall’infortunio del 26 settembre 2022, considerando che i disturbi alla spalla
destra ancora lamentati dall'assicurato non costituivano più una conseguenza
naturale di quell’evento, ma erano da attribuire esclusivamente a malattia. 

                                  Risulta pure che tale
provvedimento è stato preso facendo capo al parere espresso in merito dal
proprio medico fiduciario (cfr. doc. 70, pag. 4-8 incarto LAINF).

                                  Preliminarmente, è utile
segnalare che, nella DTF 146 V 51 consid. 9.1, il Tribunale federale si è
chinato segnatamente sulla questione di sapere quale disposizione torna
applicabile allorquando l’assicuratore contro gli infortuni ha ammesso
l’esistenza di un infortunio ex art. 4 LPGA e che l’assicurato soffre di una
lesione corporale ai sensi dell’art. 6 cpv. 2 LAINF. La Corte federale ha
stabilito che in tale ipotesi, l’assicuratore contro gli infortuni deve
prendere a proprio carico le conseguenze della lesione in questione in virtù
dell’art. 6 cpv. 1 LAINF. Per contro, in assenza di un infortunio ai sensi di
legge, il caso deve essere esaminato dal profilo dell’art. 6 cpv. 2 LAINF.

 

                                  In concreto, è incontestato che
il 26 settembre 2022 RI 1 è rimasto vittima
di un infortunio ai sensi dell’art. 4 LPGA, ragione per la quale la fattispecie
va esaminata esclusivamente dal profilo dell’art. 6 cpv. 1 LAINF (anche qualora
si fosse in presenza di una lesione corporale che figura nell’elenco di cui
all’art. 6 cpv. 2 LAINF). 

 

                          2.8.  Dalle tavole processuali emerge che
l’assicurato, a seguito dell’infortunio del 26 settembre 2022, ha riportato un
trauma distorsivo al braccio destro. 

 

                                  Per quanto qui maggiormente
interessa, una RX della spalla destra del 3 ottobre 2022 ha messo in evidenza
quanto segue: “Non immagini riferibili a frattura. Nella norma i rapporti
articolari” (doc. 25 incarto LAINF).

 

                                  A causa della persistenza di una
sintomatologia dolorosa e funzionale a livello della spalla destra, RI 1 si è
sottoposto il 23 novembre 2022 ad un’artro-RMN e ad una ARTROGRAFIA della
spalla destra che ha evidenziato quanto segue:

 

" Referto

Lesione a tutto spessore completa del sovraspinato con retrazione
tendinea in senso latero-laterale di 34 mm antero-posteriore circa 30 mm, con
tendine residuo di aspetto sfrangiato.

Irregolarità dell'inserzione craniale, dell'infraspinato, comunque
senza significative retrazioni. Nella norma i tendini del sottoscapolare e del
piccolo rotondo. In sede il tendine del CLB; lesione SLAP II alla sua
inserzione glenoidea. Lieve ipotrofia con iniziale infiltrazione adiposa del
sovraspinato (Goutallier 1-2.).

Acromion Bigliani tipo 2. Moderata artrosi-acromion-claveare. Non
ulteriori lesioni del labbro glenoideo.

Conclusioni

Lesione a tutto spessore completa del sovraspinato. Lesione del
labbro glenoideo.” (doc. 26 incarto LAINF).

 

In data 17 dicembre 2022 il dr.
med. __________, Viceprimario del Dipartimento di chirurgia dell’__________, Servizio
Ortopedia e traumatologia dell’Ospedale __________, che ha visitato
personalmente l’assicurato in data 16 dicembre 2022, ha posto la diagnosi di “rottura
a tutto spessore del tendine sovraspinato della spalla destra” e ha attestato
una “rottura traumatica del sovraspinato”, ponendo l’indicazione per un
intervento di “riparazione chirurgica del tendine per via artroscopica,
eventualmente associata alla tenotomia del CLB vista la lesione del labbro
glenoideo” (doc. 10).

 

                                  Il 23 gennaio 2023 RI 1 si è quindi
sottoposto ad un intervento di “artroscopia di spalla, tenotomia CLB, sutura
sovraspinato” eseguito dai dr. med. __________ e __________ presso il
Servizio Ortopedia e Traumatologia del Servizio di chirurgia dell’Ospedale __________
(doc. 21 incarto LAINF). Dal rapporto operatorio, emerge, in particolare, la
seguente “descrizione”:

" (…) Posizione
semiseduta. Disinfezione e copertura sterile. Approccio dorsale per l'ottica,
antero-superiore e laterale per gli strumenti.

Il CLB appare infiammatorio (recte: infiammato) e si
procede a tenotomia ii sovraspinato appare grossolanamente lesionato e ritratto
di circa 3 cm. Il subscapolare e intatto. LGMH e Labbro glenoidale intatto.
L'infraspinato e intatto. Recesso ascellare s.p. Borsite cronica: con Shaver e
Vaper asportazione del tessuto infiammato. Acromioplastica anteriore:
Dèbridement del footprint del sovraspinato e reinserzione sovraspinato su 2
ancorette da 4.5 mm e rinforzo con tecnica double row su due ancorette
knotless. Tensione e apposizione del tendine soddisfacenti.

Punti alla pelle. Medicazione. (…)” (doc. 21 incarto LAINF).

 

                                  Interpellato dall’CO 1 in merito
all’eziologia dei disturbi denunciati dal ricorrente, il dr. med. __________,
specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia, nella nota del 6 marzo
2023 (doc. 28 incarto LAINF), ha indicato quanto segue:

 

" (…)
l'infortunio (…) non ha causato con probabilità preponderante ulteriori lesioni
strutturali oggettivabili.

(…) la lesione che è stata operata in data 23.01.2023 non è da
ricondurre con probabilità preponderante all'infortunio: il trauma appare non
adeguato a determinare una lesione traumatica del tendine sovraspinato; inoltre
vi sono segni di una lesione patologica del tendine del sovraspinato (tendine
sfrangiato alla artro-RM del 23.11.2022) che si è progressivamente usurato nel
tempo con una retrazione di 38 mm dal footprint; Nelle lesioni patologiche
della cuffia dei rotatori, nella grande maggioranza dei casi viene interessato
il tendine del sovraspinoso, che ha un tratto critico, nutrito da pochi vasi e
soprattutto scorre in uno spazio angusto dove può essere compresso tra la testa
dell'omero e l'acromion (una struttura ossea che fa parte della scapola). Nel
caso specifico è presente un arco Bagliani di tipo II, condizione patologica che
favorisce il fenomeno di schiacciamento del tendine che avviene
progressivamente nel tempo e che si accentua quando si mantiene il braccio in
posizione elevata, con comparsa di progressiva di dolore che va sotto il nome
di conflitto (o "impingement") sub-acromiale. Considerando la natura
sfrangiata riscontrata alla lesione tendinea alla artro-RM del 23.11.2022,
considerando l'infiltrazione grassa all'interno del muscolo e la retrazione del
tendine è presumibile ammettere che tale lesione tendinea sia anche antecedente
la data del 26.09.2022.

(…) La sintomatologia non è più influenzata con probabilità
preponderante dalle conseguenze dell'infortunio (senza tenere conto
dell'influsso dell'operazione) a partire dal 22.01.2023. (…)”

 

In seguito, il dr. med. __________,
medico specialista del Dipartimento di chirurgia dell’__________, Servizio
Ortopedia e traumatologia __________, nella lettera ambulatoriale del 22 marzo
2023 ha posto la diagnosi di “Artroscopia di spalla destra con tenotomia del
capo lungo del bicipite e sutura del tendine sovraspinato in seguito ad una
lesione traumatica del sovraspinato della spalla destra, 23.01.2023. - Iniziale
capsulite adesiva” e ha indicato che “Per quanto riguarda le circostanze
dell'infortunio, si è chiaramente trattato di una lesione traumatica avvenuta
sul luogo di lavoro. Se è possibile che il tendine presentasse qualche segno di
patologia degenerativa dovuta all'età, è altresì vero che la spalla non ha mai
dato problemi fino al momento dell'incidente e che il paziente non ha mai
lamentata nessun dolore a tale livello. Pertanto trovo chiara la correlazione
causale con l'evento traumatico del 26.09.2022.” (doc. 41 incarto LAINF).

Nuovamente interpellato dall’CO
1, il dr. med. __________, con apprezzamento dell’11 aprile 2023 (doc. 47
incarto LAINF), ha sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" (…) Dall'analisi
della descrizione biomeccanica dell'evento infortunistico emerge che nella
genesi del trauma non vi fu nessun importante momento trazionale di spalla ma
solo distorsivo di arto superiori; inoltre l'intensità della forza intrinseca
vettoriale non fu ragguardevole trattandosi di un peso non in caduta ma
trattenuto al livello dei fianchi.

(…).

Non si possono condividere le valutazioni offerte dal dr. med. __________
all'interno del rapporto medico del 17.12.2022 quando lo stesso riferì: «Spiego
al paziente che si tratta di una rottura traumatica del sovraspinato» in quanto
affinché si crei una lesione traumatica tendinea di un paziente sano sono
necessarie componenti trazionali ben maggiori di quelle descritte nel caso in
essere; la conferma di trovarci di fronte una lesione patologica del tendine
sovraspinato della spalla destra del signor RI 1 proviene dalla visione delle
immagini dell'artro-RM del 23.11.2022 ove fu riscontrato un tendine sfrangiato,
ossia sfilacciato a frange, lesioni che generalmente si determinano in seguito
una progressiva usura tendinea nel tempo secondarie a processi stressogeni
ripetuti che producono un indebolimento ed una lenta degenerazione della
matrice intrinseca tendinea.

Nelle lesioni patologiche della cuffia dei rotatori, nella grande
maggioranza dei casi, viene interessato il tendine del sovraspinoso, che ha un
tratto critico, nutrito da pochi vasi e soprattutto scorre in uno spazio angusto
dove può essere compresso tra la testa dell'omero e l'acromion (una struttura
ossea che fa parte della scapola). Nel caso specifico del Sig RI 1 è presente
un arco Bi-gliani di tipo 2, condizione patologica che favorisce il fenomeno di
schiacciamento del tendine sovraspinato che avviene in progressione lenta nel
tempo e che si accentua quando si mantiene il braccio in posizione elevata con
comparsa progressiva di dolore che va sotto il nome di conflitto (o
impingement) subacromiale. Considerando che dalla visione delle immagini
dell'artro-RM del 23.11.2022 è emersa una natura sfrangiata della lesione
tendinea all'artro-RM del 23.11.2022, un'incipiente infiltrazione grassa
all'interno del muscolo sovraspinato e la retrazione del tendine di 38 mm, è presumibile
ammettere che la lesione tendinea sia anche antecedente la data del 26.09.2022.

Quando si parla di lesione della cuffia dei rotatori senza la
contestuale presenza di un trauma con una biomeccanica adeguata ed in grado di
lacerare il tendine del sovraspinato(ossia una forza distrattiva associata ad
una rotazione esterna), la causa principale della lesione tissutale è
rappresentata da una graduale degenerazione del tessuto tendineo: la
probabilità di avere una lesione patologica di cuffia cresce quindi per tanto
con l'aumentare dell'età; il ruolo dei traumi (cadute, strappi) ha un'
importanza solo secondaria: è caratteristico che una persona che magari per
anni ha eseguito lavori fisici in maniera continua, noti talvolta, anche senza
importanti eventi come nel caso in essere, una perdita brusca di funzionalità,
magari con l'incapacità di sollevare il braccio; in questi casi si può
facilmente desumere che il tendine si sia gradatamente logorato fino a
rompersi, andando ad aumentare progressivamente una lesione patologica tendinea
che nel tempo risultava essere sempre meno ben compensata.

Ad avvalorare questa tesi nel caso del Sig. RI 1, oltre ad una
lesione sfilacciata del tendine sovraspinato concomitava anche una retrazione
tendinea di 38 mm, un acromion Bigliani tipo 2 e una moderata artrosi acromion
claveare, tutte condizioni predisponenti la patologia degenerativa tendinea. A
ciò è da aggiungere l'ipotrofia del ventre muscolare del muscolo sovraspinato
(Goutallier grado 1-2) indicativa di una ipofunzione patologica del muscolo
sicuramente superiore la finestra temporale di 58 giorni presente tra la data
dell'evento infortunistico del 26.09.2022 e la data dell'esecuzione
dell'artro-RM alla spalla destra del 23.11.2022. Anche all'interno della
lettura del rapporto operatorio del 23.01.2023 vengono descritti segni di una
problematica morbosa della spalla tra cui un'infiammazione del CLB e
l'infiammazione cronica della borsa sub-acromiale.

(…).

Inoltre anche nei giovani con tessuti sani, le circostanze cui un trauma
determini la rottura della cuffia dei rotatori del tutto sana esistono ma sono
rare e richiedono forze traumatiche e vettori direzionali della forza molto
selettive per questo tipo di lesioni, in primis forze trazionali associate a
movimenti di rotazione, condizioni di intensità vettoriale di forza e
componente trazionale che non ritroviamo all'interno della dinamica
biomeccanica descritta dal signor RI 1 nella nota telefonica CO 1 del
05.01.2023 dove come riportato, si verificò un trauma alla spalla destra di
natura moderata. Infine, trattandosi di un movimento di rotazione esterna
dell'arto superiore destro al di sotto del piano dell'orizzontale, avremmo
dovuto attenderci un interessamento lesionale anche del tendine del muscolo
sottoscapolare e oltre che del tendine sovraspinato, evenienza quest'ultima
neppure occorsa. (…).”

 

In data 23 maggio 2023 RI 1 ha
ribadito di non avere mai sofferto in passato di disturbi alla spalla destra
(doc. 60 incarto LAINF). A suffragio di tale argomentazione ha versato agli
atti:

- il certificato medico del 2 maggio 2023 della dr.ssa med. __________, medico
di famiglia, specialista FMM in medicina generale, che ha attestato quanto
segue: 

 

" (…) Il
paziente in data 03.10.2022 si è presentato nel mio studio per persistente
dolore volta alla spalla destra.

Prima di allora il paziente non ha mai avuto alcun disturbo alla
spalla destra.

In data 26.09.2022, tenendo un pacco si è procurato un trauma in
ipertensione della spalla.

Visto che la radiografia della spalla non evidenziava alcuna
frattura e visto il persistere della sintomatologia dolorosa, eseguiamo una MR
che esegue in data 23.11.2022.

La MR mostra una lesione del tendine sovraspinato, per questo si
invia il paziente per un consulto ortopedico presso lo studio del Dr. med. __________,
che pone diagnosi di rottura traumatica del sovraspinato.

Successivamente verrà eseguito un intervento in data 23.01.2023.

Per ulteriori informazioni vi chiedo gentilmente di rivolgersi al.
Dr. med. __________. (…)” (doc. 61 incarto LAINF);

- il certificato medico dell’11
maggio 2023 del dr. med. __________, che lo ha operato il 23 gennaio 2023 e lo
ha visitato personalmente il 3 maggio 2023, attestando quanto segue:

" (…)

Diagnosi

Artroscopia di spalla destra con tenotomia del capo lungo del
bicipite e sutura del tendine sovraspinato in seguito ad una lesione traumatica
del sovraspinato della spalla destra, 23.01.2023

(…).

Valutazione e procedere.

L'evoluzione clinica è molto favorevole con un'avvenuta guarigione
tendinea, come testimoniato dalla competenza clinica della cuffia. 

(…) Il paziente inoltre mi informa di essere in contestazione con
la decisione della CO 1 in merito alla copertura finanziaria del caso.

Da parte mia non posseggo le adeguate competenze assicurative per
poter giudicare, ma secondo la mia esperienza un miglioramento così rapido
della funzionalità si riscontra generalmente nei casi di rottura traumatica, e
non di rottura degenerativa. Tuttavia, posso eventualmente suggerire una
rivalutazione con un perito dell'assicurazione in caso di contenzioso. Rimango
a disposizione per ogni chiarimento ma non prevedo controlli ulteriori.” (doc.
61 incarto LAINF)

 

Nuovamente interpellato dall’CO
1, il precitato consulente medico, con apprezzamento del 27 giugno 2023 (doc.
68 incarto LAINF), ha sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" (…) Per
quanto riguarda le valutazioni espresse dal Dr. med. __________ all'interno del
rapporto medico dell'11.05.2023 quando viene riportato: «Da parte mia non
posseggo le adeguate competenze assicurative per poter giudicare, ma secondo la
mia esperienza un miglioramento così rapido della funzionalità si riscontra
generalmente nei casi di rottura traumatica, e non di rottura degenerativa» ci
urge precisare che il livello di ripresa funzionale e recupero articolare dopo
una lesione della cuffia dei rotatori, che possa trattarsi di lesioni tendinee
primarie (sia su base sia degenerative che traumatiche) che forme secondarie
(dovute ad instabilità ed a conflitto primario) è dipendente da una pletora di
fattori non solo riportabili a lesioni traumatiche e degenerative ma a fattori
intrinseci ed estrinseci relativi la matrice tendinea coinvolta, l'età del
paziente, le patologie associate, i tempi di cicatrizzazione, l'entità della
lesione, la richiesta di lavoro circa il reclutamento della spalla, il
potenziale di riabilitazione (= motivazione del paziente), la presenza di
concomitanti patologie metaboliche o l'uso cronico di alcuni medicamenti, la
qualità della riparazione ottenuta.

Il principale obbiettivo è infatti di non forzare bensì di
assecondare i tempi naturali di riparazione dei tessuti.

Per tale ragione il percorso riabilitativo viene suddiviso in fasi
temporali ben definite e con dei tempi di recupero fissati che ovviamente sono
sempre indicativi ma mai rigidi in quanto relativi a molteplici fattori quali
l'età, l'esordio e l'entità della lesione, della richiesta di lavoro, il
livello di attività che il paziente desidera ed infine il così detto potenziale
della riabilitazione che deriva dall'effettiva motivazione del paziente.

Le fasi iniziali sono sempre caratterizzate da una mobilizzazione
passiva, senza impegno della muscolatura riparata, per poi proseguire verso una
seconda fase (in cui si ha la certezza della guarigione della riparazione)
nella quale si passa a un movimento attivo e ad un incremento dell'intensità di
lavoro.

Bisogna tenere a mente che nella riabilitazione post-intervento
occorre evitare in ogni modo di forzare la spalla scatenando il dolore, in
quanto ciò che va ricercato è un recupero articolare non doloroso, seppure
questo dovesse comportare un ritardo del lavoro attivo, perché tanto una spalla
dolente ritarderebbe comunque il recupero, ragion per cui altro fattore
importante da tenere in considerazione, è la soglia del dolore, fattore
individuale.

Per questi motivi si condividono solo limitatamente le
considerazioni del Dott. med. __________ all'interno del suo rapporto medico
dell'11.05.2023 in quanto un miglioramento della funzionalità della spalla dopo
una sutura della cuffia dei rotatori non è determinato principalmente e
selettivamente nella differenziazione tra rottura traumatica e rottura
degenerativa bensì da una pletora di fattori congiunturali oggettivi ed anche
soggettivi su base intrinseca ed estrinseca.” 

 

                         2.9.  Nella concreta evenienza, questo
Tribunale, chiamato a pronunciarsi su una questione di carattere medico,
ritiene che il parere espresso dal dr. med. __________, specialista FMH in
chirurgia ortopedica e traumatologica (e, quindi, della materia che qui ci
occupa) e medico __________ (che vanta un’ampia esperienza in materia di
medicina assicurativa e infortunistica: in questo contesto, va comunque
segnalato che, secondo una costante giurisprudenza, i medici __________, così
come gli specialisti del Centro __________ dell’CO 1, sono considerati, per la
loro funzione e per la loro posizione professionale, come degli specialisti in
materia di traumatologia, a prescindere dalla loro specializzazione medica -
cfr. STF 8C_108/2020 del 22 dicembre 2020 consid. 4.4.2), è dettagliato e
approfondito e rispecchia i parametri giurisprudenziali sopra ricordati (cfr.
consid. 2.6). 

                                  Ad esso va dunque attribuita
piena forza probante e può validamente costituire da base al giudizio che
questa Corte è ora chiamata a rendere.

Al riguardo il TCA osserva che il medico __________, in particolare nella nota
del 6 marzo 2023 e negli apprezzamenti dell’11 aprile 2023 e del 27 giugno 2023
(cfr. doc. 28, 47 e 68 di cui si è già detto al consid. 2.8.), ha spiegato nel
dettaglio (e in modo convincente, sulla scorta di tutta la documentazione
medica a sua disposizione) i motivi per cui la causalità naturale relativa ai
disturbi interessanti la spalla destra sia da ascrivere, successivamente al 22
gennaio 2023, esclusivamente a fattori extra-infortunistici. 

 

                                  Attentamente valutato l’insieme
della documentazione medica agli atti (cfr., in particolare, i pareri del
medico __________ di cui ai doc. 28, 47 e 68 rispettivamente i doc. 21, 25 e 26
di cui si è già detto al consid. 2.8), questo Tribunale ritiene quindi dimostrato,
con il grado di verosimiglianza preponderante abitualmente applicato nel
settore delle assicurazioni sociali (DTF 138 V 218 consid. 6 pag. 221 con
riferimenti), che l’evento infortunistico del 26 settembre 2022 ha peggiorato
soltanto temporaneamente il preesistente stato (morboso) della spalla
destra.

                                  Del resto, né gli argomenti che
l’assicurato ha sollevato con la propria impugnativa ed i successivi allegati
(cfr. doc. I, V e IX) né la documentazione medica agli atti, sono atti a
generare dei dubbi - neppure lievi - circa la fondatezza dell'approfondito
parere espresso dallo specialista interpellato dall’istituto assicuratore
resistente con considerazioni puntuali e convincenti.

 

                                  In particolare, questa Corte non
ignora che secondo il medico di famiglia (dr.ssa __________) e i medici curanti
e/o operatori specialisti (dr. med. __________, dr. med. __________ e __________),
i disturbi alla spalla destra sarebbero da ricondurre all’infortunio del 26
settembre 2022, sostanzialmente in quanto prima dell’infortunio del 26
settembre 2022 il ricorrente avrebbe sempre goduto di buona salute alla spalla
destra (cfr. le loro diverse certificazioni agli atti, di cui si è già
ampiamente detto al consid. 2.8; in questo senso, si veda pure l’impugnativa -
doc. I, pag. 3).

Tuttavia, a proposito di questa affermazione, giova qui ricordare che la regola
“post hoc, ergo propter hoc” (dopo questo, dunque a causa di questo) non
ha valenza scientifica. La giurisprudenza federale ha stabilito che per il solo
fatto d’essere insorto dopo l’infortunio, un disturbo alla salute non può già
essere ritenuto una sua conseguenza. Tale argomento è insostenibile dal profilo
della medicina infortunistica e inammissibile da quello probatorio (cfr. STF
8C_725/2012 del 27 marzo 2013 consid. 7.2.2: “Der Versicherte
argumentiert weiter, "woher sonst, wenn nicht vom Unfall aus dem Jahre
1993, kommen die erwähnten Beschwerden an der linken oberen Extremität?"
Die mit dieser rhetorischen Frage angerufene Beweisregel "post hoc ergo
propter hoc" (vgl. BGE 119 V 335 E. 2b/bb S. 341 f.) ist jedoch
praxisgemäss unfallmedizinisch nicht haltbar und beweisrechtlich nicht
zulässig, …”; STF 8C_355/2018 del 29 giugno 2018; STF 8C_245/2017 dell’8
agosto 2017; STF 8C_230/2017 del 22 giugno 2017; sul tema vedi pure Th. Frei,
Die Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes über die
Unfallversicherung, Friborgo 1998, p. 30, nota 96; A. Rumo-Jungo,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz
über die Unfallversicherung, Zurigo 1995, p. 41; STCA 35.2017.60 del 25
settembre 2017, consid. 2.5; STCA 35.2018.33 del 18 luglio 2018, consid.
2.6).

Secondariamente, il certificato medico del 17 dicembre 2022 del dr. med. __________
è stato debitamente discusso nella convincente presa di posizione dell’11
aprile 2023 del medico __________ (doc. 47), e ciò alla luce degli esiti degli
accertamenti effettuati per mezzo di apparecchiature diagnostiche e di immagine
radiologica rispettivamente del rapporto operatorio del 23 gennaio 2023 (cfr.,
in particolare, i doc. 21, 25 e 26).

                                  Il
dr. med. __________ ha spiegato, in modo approfondito, le ragioni scientifiche
per cui i disturbi lamentati dal ricorrente alla spalla destra sono da ascrivere,
successivamente al 22 gennaio 2023, esclusivamente a fattori
extra-infortunistici (cfr., in particolare: “Dall'analisi della descrizione
biomeccanica dell'evento infortunistico emerge che nella genesi del trauma non
vi fu nessun importante momento trazionale di spalla ma solo distorsivo di arto
superiore; inoltre l'intensità della forza intrinseca vettoriale non fu
ragguardevole trattandosi di un peso non in caduta ma trattenuto al livello dei
fianchi. (…). (…) affinché si crei una lesione traumatica tendinea di un
paziente sano sono necessarie componenti trazionali ben maggiori di quelle
descritte nel caso in essere; la conferma di trovarci di fronte una lesione
patologica del tendine sovraspinato della spalla destra del signor RI 1
proviene dalla visione delle immagini dell'artro-RM del 23.11.2022 ove fu
riscontrato un tendine sfrangiato, ossia sfilacciato a frange, lesioni che
generalmente si determinano in seguito una progressiva usura tendinea nel tempo
secondarie a processi stressogeni ripetuti che producono un indebolimento ed
una lenta degenerazione della matrice intrinseca tendinea. (…) Ad avvalorare
questa tesi nel caso del Sig. RI 1, oltre ad una lesione sfilacciata del
tendine sovraspinato concomitava anche una retrazione tendinea di 38 mm, un
acromion Bigliani tipo 2 e una moderata artrosi acromion claveare, tutte
condizioni predisponenti la patologia degenerativa tendinea. A ciò è da
aggiungere l'ipotrofia del ventre muscolare del muscolo sovraspinato
(Goutallier grado 1-2) indicativa di una ipofunzione patologica del muscolo
sicuramente superiore la finestra temporale di 58 giorni presente tra la data
dell'evento infortunistico del 26.09.2022 e la data dell'esecuzione
dell'artro-RM alla spalla destra del 23.11.2022. Anche all'interno della lettura
del rapporto operatorio del 23.01.2023 vengono descritti segni di una
problematica morbosa della spalla tra cui un'infiammazione del CLB e
l'infiammazione cronica della borsa sub-acromiale. (…) Infine, trattandosi di
un movimento di rotazione esterna dell'arto superiore destro al di sotto del
piano dell'orizzontale, avremmo dovuto attenderci un interessamento lesionale
anche del tendine del muscolo sottoscapolare e oltre che del tendine
sovraspinato, evenienza quest'ultima neppure occorsa.”; cfr. doc. 47).

                                  In terzo luogo, anche il
certificato medico dell’11 maggio 2023 del dr. med. __________ è stato
debitamente discusso nella convincente presa di posizione del 27 giugno 2023
del medico __________ (doc. 68), sulla scorta degli esiti degli accertamenti
effettuati per mezzo di apparecchiature diagnostiche e di immagine radiologica
rispettivamente del rapporto operatorio del 23 gennaio 2023 (cfr., in
particolare, i doc. 21, 25 e 26).

                                  Anche in questo caso il dr. med. __________
ha spiegato, in modo approfondito, le ragioni scientifiche per cui i disturbi
lamentati dal ricorrente alla spalla destra sono da ascrivere, successivamente
al 22 gennaio 2023, esclusivamente a fattori extra-infortunistici (cfr., in
particolare: “il livello di ripresa funzionale e recupero articolare dopo
una lesione della cuffia dei rotatori, che possa trattarsi di lesioni tendinee
primarie (sia su base sia degenerative che traumatiche) che forme secondarie
(dovute ad instabilità ed a conflitto primario) è dipendente da una pletora di
fattori non solo riportabili a lesioni traumatiche e degenerative ma a fattori
intrinseci ed estrinseci relativi la matrice tendinea coinvolta, l'età del
paziente, le patologie associate, i tempi di cicatrizzazione, l'entità della
lesione, la richiesta di lavoro circa il reclutamento della spalla, il
potenziale di riabilitazione (= motivazione del paziente), la presenza di
concomitanti patologie metaboliche o l'uso cronico di alcuni medicamenti, la
qualità della riparazione ottenuta. (…) un miglioramento della funzionalità
della spalla dopo una sutura della cuffia dei rotatori non è determinato
principalmente e selettivamente nella differenziazione tra rottura traumatica e
rottura degenerativa bensì da una pletora di fattori congiunturali oggettivi ed
anche soggettivi su base intrinseca ed estrinseca.”: cfr. doc. 68).

Per quanto concerne inoltre le modalità secondo le quali si è svolto l’evento
infortunistico del 26 settembre 2022, questo Tribunale segnala che, a seguito
delle critiche rivoltegli dalla Società Svizzera di Ortopedia e Traumatologia
(cfr.
https://www.swissorthopaedics.ch/de/fachwelt/kommissionen-und-expertengruppen/empfehlungen-und-publikationen),
il Tribunale federale, in una sentenza 8C_672/2020 del 15 aprile 2021
(pubblicata in SVR 10/2021 UV n. 34), riguardante il caso di un assicurato che
aveva riportato un trauma contusivo alla spalla destra, presentando, in
seguito, una lesione della cuffia dei rotatori, ha preso atto che la questione
di sapere “se” e “in quale” modo un trauma contusivo è atto a innescare o a
causare una lesione dei tendini della cuffia dei rotatori è controversa in
letteratura e ha pertanto precisato la propria giurisprudenza nel senso che
occorre esaminare ogni singolo caso specifico, senza dare un peso eccessivo alla
dinamica, ma considerando piuttosto globalmente le specifiche peculiarità del
caso concreto (le immagini strumentali e i relativi referti, l’anamnesi, la
dinamica, lo stato primario e il decorso; cfr., in particolare, il consid.
4.1.3 della citata pronunzia; cfr. pure la STF 8C_167/2021 del 16 dicembre
2021, consid. 4.1 con riferimenti e la STF 8C/62/2023 del 16 agosto 2023,
consid. 5.2.2). Ciò che, nel caso concreto, il medico fiduciario ha debitamente
effettuato nella propria valutazione espressa nella nota del 6 marzo 2023 e
negli apprezzamenti dell’11 aprile 2023 e del 27 giugno 2023 (cfr. doc. 28, 47
e 68 di cui si è già detto al consid. 2.8).

In simili circostanze, i certificati medici agli atti della dr.ssa med. __________
rispettivamente dei dr. med. __________, __________ e __________ di cui si è
già ampiamente detto al consid. 2.8, non consentono di giungere ad una diversa
conclusione. Parimenti dicasi per gli svariati e stringati certificati medici
agli atti nei quali è attestata un’inabilità lavorativa ed è indicato
genericamente quale motivo la dicitura “infortunio” (cfr., ad es., il
doc. 43 incarto LAINF).  

Giova qui pure ricordare un principio ripetutamente riconosciuto dalla nostra
Massima Istanza, quello secondo il quale le certificazioni del medico curante -
anche se specialista (cfr. STFA U 202/01 del 7 dicembre 2001, consid. 2b/bb) -
hanno un valore di prova ridotto, ciò in ragione del rapporto di fiducia che lo
lega al suo paziente (cfr. STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; RAMI 2001 U 422,
p. 113ss. (= AJP 1/2002, p. 83); DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; DTF 124 I 175
consid. 4; DTF 122 V 161; RCC 1988 p. 504; R. Spira, La preuve
en droit des assurances sociales, in Mélanges en l'honneur de Henri-Robert
Schüpbach, Basilea 2000, p. 269s.). Il TF ha affermato che in ragione
della diversità dell’incarico assunto (a scopo di trattamento anziché di
perizia) in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione del
medico curante, anche se specialista (cfr. STF I 1102/06 del 31 gennaio 2008;
STFA I 701/05 del 5 gennaio 2007 consid. 2).

 

                                  Inoltre, è pure utile ricordare
che, nella STF 9C_532/2020 del 13 ottobre 2021 consid. 4.1, l’Alta Corte ha
ribadito che:

" Di
principio, l’avviso dei medici curanti deve essere trattato con la necessaria
prudenza a causa dei particolari legami che esse hanno con il paziente, per
cui, secondo, esperienza comune, il medio curante propende generalmente, in
caso di dubbio, a favore del paziente (DTF 125 V 351 consid. 3b/aa e 3b/cc).”

                                  Stante tutto quanto precede,
questo Tribunale ritiene dimostrato, con il grado di verosimiglianza
preponderante abitualmente applicato nel settore delle assicurazioni sociali
(DTF 138 V 218 consid. 6 pag. 221 con riferimenti), che l’evento infortunistico
del 26 settembre 2022 ha provocato un peggioramento soltanto temporaneo
del preesistente stato (morboso) della spalla destra.

                        2.10.  Questo Tribunale è ancora chiamato a
stabilire se l’assicuratore resistente era legittimato a dichiarare raggiunto
lo status quo sine (e, pertanto, a porre fine alle proprie prestazioni)
a distanza di oltre cinque mesi dall’infortunio del 26 settembre 2022.

A questo proposito, il TCA segnala che, in sentenza STF 8C_485/2014 del 24
giugno 2015, il Tribunale federale, annullando quanto deciso dai giudici
cantonali, ha confermato la decisione con la quale l’amministrazione,
fondandosi sul parere del proprio medico di fiducia, aveva considerato
raggiunto lo status quo sine tre mesi dopo la contusione subita
dall’assicurato alla spalla destra, contusione che aveva scompensato una
alterazione preesistente e rimasta fino a quel momento asintomatica (cfr. pure
STCA 35.2018.113 del 5 marzo 2019, consid. 2.9). 

Per dei casi analoghi, cfr. la STCA 35.2016.77 del 9 gennaio 2017, consid. 2.8,
ove è stato confermato il raggiungimento dello status quo sine vel ante
in relazione da una contusione subita dall’assicurata alla spalla sinistra a 2
mesi e 21 giorni dell'episodio iniziale rispettivamente la STCA 35.2022.34 del 18
luglio 2022, consid. 2.8.3, ove è stato confermato il raggiungimento dello status
quo sine vel ante in relazione da una contusione subita dall’assicurato
alla spalla destra a distanza di ca. 3 mesi dall’infortunio.

Il TCA segnala infine che, nella recentissima STF 8C_326/2023 del 6 ottobre
2023, il Tribunale federale ha confermato la decisione dei giudici cantonali di
confermare la decisione con la quale l’amministrazione, fondandosi sul parere
del proprio medico di fiducia, aveva considerato raggiunto lo status quo
sine tre mesi dopo la contusione subita dall’assicurato alla spalla destra,
contusione che aveva scompensato una alterazione preesistente e rimasta fino a
quel momento asintomatica.

 

Nella presente fattispecie,
riconoscendo il proprio obbligo a prestazioni sino al 9 marzo 2023, dunque per
più di 5 mesi (e, quindi, ben oltre 3 mesi), l’CO 1 ha ossequiato la
giurisprudenza citata in precedenza. 

 

In conclusione, alla luce di
quanto appena esposto, il TCA ritiene dimostrato con il grado della
verosimiglianza preponderante, che al più tardi dopo il 9 marzo 2023 i
disturbi alla spalla destra non costituivano più una conseguenza naturale
dell’evento traumatico assicurato. 

 

                                  Va infine segnalato che l’Alta
Corte ha precisato che l’assicuratore infortuni non è tenuto a dimostrare
l’esistenza di una causa extra-infortunistica a cui imputare i disturbi
accusati dall’interessato (cfr. STFA U 152/03 del 21 aprile 2005 e riferimenti
ivi menzionati; STCA 35.2017.62 del 2 ottobre 2017 consid. 2.9.; 35.2018.113
del 5 marzo 2019 consid. 2.9.).

                                  Il TCA ritiene dunque dimostrato
che il trauma del 26 settembre 2022 ha causato solamente un aggravamento temporaneo
e non direzionale, di una situazione degenerativa già presente alla
spalla destra, e che lo status quo sine era stato raggiunto al più
tardi al 9 marzo 2023, rispettivamente, che le problematiche ulteriormente
presentate dall’assicurato a livello della spalla destra siano riconducibili a
fattori extra-infortunistici. 

 

                                  La decisione dell’CO 1 di
sospendere il proprio obbligo a prestazioni con effetto ex nunc et pro
futuro a partire dal 9 marzo 2023 deve essere confermata.

                                 

                        2.11.   A fronte di una situazione ritenuta
sufficientemente chiarita (cfr. consid. 2.8 e 2.9), il TCA rinuncia
all'assunzione di ulteriori prove.

Alla luce del pieno valore probante della valutazione del medico fiduciario,
non contraddetta da successive valutazioni specialistiche in grado di sollevare
dubbi al riguardo (cfr. consid. 2.9), il TCA ritiene, in particolare, che una
nuova valutazione dello stato di salute dell’assicurato - così come da egli
richiesta più volte in questa sede (“perizia esterna presso un medico
indipendente all’assicuratore”: cfr. doc. I, pag. 5, doc. V, pag. 3 e doc.
IX) - non appaia necessaria.

 

                                  Conformemente alla costante giurisprudenza,
quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il
giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione
che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e
che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione
anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STF
9C_632/2012 del 10 gennaio 2013; STF 9C_231/2012 del 24 agosto 2012), senza che
ciò costituisca una lesione del diritto di essere sentito sancito dall'art. 29
cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

                                

                        2.12.   L’art. 61 lett. a LPGA, in vigore
fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere semplice,
rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti; la tassa di giudizio
e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un
comportamento temerario o sconsiderato.

                                  In data 1° gennaio 2021 è entrata
in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA prevede ora
unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica.

 

                                  Dalla medesima data è entrato in
vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie
relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge
interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può
imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario o
sconsiderato.

 

                                  Trattandosi di una controversia
relativa a prestazioni LAINF, il legislatore non ha previsto di prelevare le
spese (cfr. STCA 35.2021.9 del 20 settembre 2021 consid. 2.12; 35.2021.58 del
18 ottobre 2021 consid. 2.12).

 

                                  Sul tema, cfr. anche STF
9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2 giugno 2022; SVR 2022
KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF 9C_394/2021 del 3 gennaio
2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares Bernasconi,
Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les
tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin
2019, in SZS/RSAS 2/2022 pag. 107).

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                             1.  Il ricorso è respinto.

 

                             2.  Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                             3.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                  L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti