# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1fd1da9d-da84-5e54-a9a3-9285ba4bcb73
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-04-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.04.2013 32.2012.215
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2012-215_2013-04-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2012.215

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  15 aprile
  2013

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 settembre 2012
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 26 giugno 2012 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   Nel
dicembre 2007 RI 1, classe 1967 e professionalmente attiva quale cameriera, ha
inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti a seguito dei postumi di un
incidente stradale occorsole il 17 dicembre 2006 (doc. AI 2).

 

                                         Richiamati
gli atti dall’assicuratore contro gli infortuni, tra cui una perizia multidisciplinare
eseguita dalla Gutachtenstelle di __________ (“__________”) – che ha ritenuto l’assicurata
completamente inabile al lavoro dalla data dell’infortunio in ogni tipo di
attività – ripresa dal SMR (Servizio medico regionale dell’AI), con decisione 4
febbraio 2009 (preavvista il 6 novembre 2008) l’Ufficio AI ha riconosciuto il
diritto ad una rendita intera dal 1° dicembre 2007 con l’indicazione di una
revisione da svolgere entro due anni (doc. AI 33; per le motivazioni cfr. doc.
AI 30).

                                      

                               1.2.   Nell’ottobre
2010 l’Ufficio AI ha avviato d’ufficio una procedura di revisione (doc. AI 41).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una perizia multidisciplinare
a cura del SAM ed una valutazione del consulente in integrazione professionale,
con decisione 26 giugno 2012 (preavvisata il 3 maggio 2012) l’amministrazione
ha ridotto la rendita a metà per intervenuto miglioramento della capacità
lavorativa, togliendo contestualmente l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso
(doc. AI 88). 

 

                               1.3.   Contro
la succitata decisione è tempestivamente insorto l’as- sicurata, per il tramite
dell’avv. RA 1, chiedendo di essere posta al beneficio di una rendita intera e
di una rendita completiva per suo figlio. Stigmatizzato il fatto di non aver potuto
formulare i quesiti peritali ed evidenziato di aver ricevuto la perizia solo
dopo diversi mesi dall’esecuzione della stessa, la ricorrente contesta il
miglioramento del suo stato di salute, in particolare quello psichico. Dei
singoli motivi verrà detto, per quanto occorra, nel prosieguo.

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI, confermando la valutazione medico-teorica
alla base della decisione contestata, in merito al diritto di partecipazione
dell’assicurata alla perizia ha rinviato alla corrispondenza avuta al riguardo
con l’interes- sata. L’amministrazione ha poi rilevato che in sede di audizione
l’insorgente ha preso conoscenza della perizia senza aver formulato in seguito
alcune osservazioni.  

 

                               1.5.   Con
scritto 10 ottobre 2012 la ricorrente ha inoltrato le proprie osservazioni alla
risposta di causa (VI).

 

                                         Su
richiesta del TCA, in data 26 ottobre 2012 l’Ufficio AI ha preso posizione in
merito al succitato scritto di controparte (VIII). 

 

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008 e giurisprudenza ivi citata).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del contendere è la riduzione, in via di revisione, della
rendita da intera a metà spettante all’assicurata.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance
invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band
XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46).
Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera
se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno
al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%. 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc,
op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n.
264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire
se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare,
benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).

 

                               2.4.   Per
costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione
attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o
la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le
regole sulla revisione ex art. 17 LPGA (cfr. DTF 131 V 164; DTF 131 V 120; DTF
125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa K., I
597/04; STFA del 27 dicembre 2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19 ottobre
2005 nella causa F., I 38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K., 12/04;
STFA del 24 febbraio 2005 nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno 2004
nella causa T., I 299/03). 

                                         A
sua volta, l’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che:

 

" 
Se il grado d’invalidità del
beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la
rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su
richiesta."

 

                                         I
principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto
il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.
17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

 

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre
mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare
(art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità
al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a
prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art.
29bis è applicabile per analogia (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma
anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel
tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 p. 137).

 

                               2.5.   Nel
caso in esame, come accennato (cfr. consid. 1.1), con decisione 4 febbraio 2009
l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurata il diritto ad una rendita intera
dal 1° dicembre 2007 (doc. AI 33; per le motivazioni cfr. doc. AI 30).

                                         L’amministrazione
si è fondata sulla perizia multidisciplinare (neurologica, reumatologica e
neuropsichiatrica) eseguita dalla Gutachtenstelle di __________ per conto
dell’assicuratore LAINF. Nel rapporto 22 settembre 2008 (incarto LAINF doc. 80)
i periti, diagnosticata una fibromialgia su un disturbo somatoforme da dolore
persistente (ICD 10 F45.4), sindrome depressiva recidivante (attuale episodio
medio-grave: ICD 10 F 45.4) e disturbi di panico con agorafobia (ICD 10
F40.01), hanno ritenuto l’assicurata inabile al 100% in qualsiasi attività dal
mese di dicembre 2006 per motivi psichiatrici. Al riguardo i medici SMR hanno
riassunto i principali contenuti della citata valutazione multidisciplinare:

 

" 
Perizia
pluridisciplinare (reumatologo, psichiatra-psicosomatico) eseguita a __________
(centro __________) del 22.09.2008, fatta eseguire dall'assicuratore LAINF (__________).

 

Da essa emerge che il trauma è stato di intensità
blanda, non ha provocato lesioni e deficit neurologici, tant'è vero che gli
specialisti di queste materie non confermano da parte loro una IL.

 

Si evidenzia una sintomatologia psichiatrica con
rilevante influsso sulla CL, la IL è definita totale per la sua attività e per
qualsiasi altra.

Si ritiene che questa IL non sia dovuta all'infortunio,
ma allo stato psichico dell'A., che già in precedenza predisponeva a
un'elaborazione del dolore anormale e alle condizioni psicosociali.

 

Indipendentemente dal legame di causalità con
l'incidente, l'A. non è attualmente in grado di svolgere un'attività
lavorativa, come risulta anche dai rapporti dei curanti (reumatologo medico di
famiglia, psichiatra).

 

Attualmente in cura anche psicofarmacologica (prima non
possibile per parto e allattamento), ciò che non esclude la possibilità di
miglioramento.

Revisione a 2 anni." (Doc. AI 22/2)

 

                               2.6.   Nell’ambito
della revisione d’ufficio della rendita, l’amministra-zione ha deciso di far esperire
dal SAM (Servizio di accertamento medico dell’AI) una perizia multidisciplinare.

 

                                         Dal
referto 6 dicembre 2011 (doc. AI 59), risulta che i periti hanno fatto capo a tre
consultazioni specialistiche esterne, di natura reumatologica (dr. __________),
neurologica (dr. __________ e psichiatrica (dr. __________).

                                         Sulla
base delle risultanze dei singoli consulti e del soggiorno dell’insorgente
presso il citato centro d’accertamento, i periti hanno posto le seguenti
diagnosi:

 

" 
(…)

5.1      Diagnosi con influenza sulla
capacità lavorativa:

 

Sindrome depressiva ricorrente, episodio attuale grave
(ICD-10 F33.2).

 

Sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD-10
F45.4).

 

Disturbo di personalità misto (ICD-10 F61.0) ansioso,
anancastico, depressivo.

 

 

5.2      Diagnosi senza influenza sulla
capacità lavorativa:

 

Minima sindrome del tunnel carpale a ds.

 

Decondizionamento muscolare.

 

Appiattimento della colonna dorsale. (…)" (Doc. AI
59/18)

 

                                         Alla
luce dei consulti specialistici ricordati sopra, accertato che le conseguenze
sulla capacità lavorativa derivano dalle succitate patologie psichiatriche – mentre
dal punto di vista reumatologico e neurologico non sono state riscontrate alcune
limitazioni dell’abilità lavorativa – i periti del SAM hanno concluso:

 

" 
(…)

9.        CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ
D'INTEGRAZIONE

 

 

L'A. presenta una capacità lavorativa del 30% per
qualsiasi attività lavorativa (lavoro a tempo pieno, con una diminuzione del rendimento
del 70%), valida a partire da gennaio 2011 ed unicamente per la patologia
psichiatrica descritta al capitolo precedente. Per il periodo precedente dal
17.12.2006 a dicembre 2010 possiamo confermare un'incapacità lavorativa
completa per qualsiasi attività lavorativa, come già stabilito in precedenza
dall'Ufficio AI del Canton Ticino.

 

Sottolineiamo nuovamente la necessità che l'A. continui
con un trattamento psicoterapico e psicofarmacologico regolare. L'eventuale
effetto positivo sulla capacità lavorativa è da valutare nel decorso."
(…)" (doc. AI 59/22-23)

 

                                         La
succitata perizia è stata esaminata dal SMR (Servizio medico regionale
dell’AI), il quale con annotazioni 14 febbraio 2012, formulando delle riserve
sulla valutazione psichiatrica, ha posto al perito dr. __________, per il
tramite del SAM, alcune domande. 

                                         Con
scritto 22 marzo 2012 il SAM ha riportato integralmente la risposte 16 marzo
2012 del citato specialista:

 

" 
(…)

Ho ricevuto il tuo scritto datato 28.02.2012
(controfirmato anche dal Dr. med. __________) in cui i colleghi del SMR Dr.
med. __________ e Dr. med. __________ chiedono delle precisazioni in merito
alla mia valutazione peritale del 14.11.2011 che ho avuto modo di eseguire
sull'assicurata.

 

 

Rispondo alle domande poste dai colleghi.

 

        1.   Quanto dell'inabilità
lavorativa descritta da inizio 2011 è dovuta esclusivamente a psicopatologia
maggiore (depressione) rispettivamente alla componente algica data da una
sindrome somatoforme da dolore persistente? Dalla lettura degli atti si desume
che la sintomatologia algica rispettivamente depressiva contribuiscano in egual
misura a determinare l'inabilità lavorativa descritta.

 

Il quadro psicopatologico che ho riscontrato nella mia
valutazione peritale è quello di una doppia componente depressiva e somatoforme
che si instaura in una personalità disturbata.

 

Rileggendo gli atti devo ammettere che il quadro
psicopatologico da me descritto e in particolare l'ideazione depressiva
constatata presenta un'importante correlazione con la sintomatologia algica che
presenta. La maggior parte dell'ideazione è incentrata sul dolore e sulla
perdita della funzionalità dovuta al dolore. In tal senso, ritengo pertinente
l'osservazione dei colleghi del SMR.

 

Inoltre rivedendo le risorse e la capacità funzionale
attualmente presente nella gestione della vita quotidiana dell'assicurata, il
decorso con un miglioramento avvenuto nel corso del 2011 senza un regolare
trattamento psicofarmacologico mi fanno pensare che il quadro depressivo nel
suo complesso non presenta caratteristiche di gravità maggiore, come da me
definito nel mio rapporto, bensì di grado medio.

 

Pertanto il grado d'incapacità lavorativa complessiva
derivante dal quadro depressivo si avvicina in grande misura a quella data dal
dolore somatoforme e -pertanto nella sua maggior parte è da essere integrata
con la sintomatologia algica.

 

Per quello che concerne la diagnosi, correggo la
diagnosi da me posta nella mia visita del 14.11.2011. La diagnosi di Sindrome
depressiva, attuale episodio grave (lCD-10 F33.2) va cambiata per quella di
Sindrome depressiva ricorrente, attuale episodio di gravità media (ICD-10
F33.1). Tale cambiamento di diagnosi presuppone anche che 11 grado d'incapacità
lavorativa da me descritto vada corretto.

 

Ritengo che l'assicurata abbia presentato una totale
incapacità lavorativa fino al mese di dicembre del 2010, e che a partire dall'
01.01.2011 la stessa presenti una incapacità lavorativa nella misura del 50%
come tuttora.

 

 

        2.   Riguardo alla prognosi solo per
la parte psichiatrica maggiore è ipotizzabile un ulteriore miglioramento - nel
breve-periodo ed è eventualmente giustificata una revisione tra dodici mesi?

 

Da quanto è stato già evidenziato nel mio rapporto
peritale, il miglioramento constatato nel corso del 2011 senza un regolare
trattamento psichiatrico nè psicofarmacologico presuppone che sia lecito attendesi
un ulteriore miglioramento.

 

Pertanto mi sembra pertinente chiedere una valutazione
dello stato psichico fra dodici mesi.

 

        3.   Quale è la posizione del perito
psichiatra riguardo all'esigibilità di cure psichiatriche al fine di limitare
il danno alla salute con conseguente probabile miglioramento significativo
quanto a capacità lavorativa?

 

Ritengo che sia esigibile che l'assicurata si
sottoponga ad un regolare trattamento psicofarmacologico e psicoterapico. Non è
ammissibile che la stessa continui a vedere la Dr.ssa __________ del __________
ogni tre mesi e non segua alcuna terapia farmacologica. (…)" (doc. AI
68/1-3)

 

                                         Le
suesposte conclusioni del perito psichiatrico sono state avvallate dal SAM, il
quale con il citato scritto 22 marzo 2012 ha posto la seguente valutazione conclusiva circa l’abilità lavorativa: 

 

" 
(…)

L'A. presenta dunque un'incapacità lavorativa del 100%
dal 17.12.2006 (data dell'infortunio subito) a dicembre 2010 ed una capacità
lavorativa del 50% dall'1.1.2011, come tuttora, valida per qualsiasi attività
lucrativa. Come casalinga presenta “una capacità lavorativa del 60%
dall'1.1.2011; per il periodo precedente, dal 17.12.2006 a dicembre 2010, valgono
le condizioni stabilite in precedenza dall'Ufficio Al del Canton Ticino."
(doc. AI 68/3)

 

                                         Con
il presente ricorso, l’assicurata contesta la valutazione medica, in
particolare il miglioramento della situazione valetudinaria che ha portato alla
riduzione della prestazione assicurativa.

 

                               2.7.   Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi
importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si
fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente,
che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione
del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben
motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di
prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio
quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122
V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF
8C_535/2007 del 25 aprile 2008). Per quel che concerne
il Servizio di Accertamento Medico (SAM) dell'assicurazione invalidità, l'Alta
Corte nella DTF 132 V 376 ha rilevato che se un Centro
d'accertamento medico è incaricato di rendere una perizia, devono essere
osservati i diritti di partecipazione conferiti dall'art. 44 LPGA (consid. 6 e 7). In merito al valore
probatorio delle perizie SAM, sotto il profilo dell'indipendenza, dell'equità
del processo e della parità delle armi vedi la DTF 136 V 376.

                                         In una sentenza di principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011,
pubblicata in DTF 137 V 210, il Tribunale federale ha preso posizione sulle
critiche della giurisprudenza federale relativa al valore probatorio delle
perizie SAM (Art. 72 bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità alla CEDU e
alla Costituzione, formulate soprattutto nel parere del Prof. Dr. iur. Jörg Paul Müller e del Dr. iur Johannes Reich dell’11 febbraio 2010.

                                         L’Alta Corte è arrivata alla conclusione che l’acquisizione delle
basi mediche per poter emettere una decisione attraverso perizie effettuate da
istituti esterni come i SAM nell’assicura-zione invalidità svizzera, come pure
il loro utilizzo nelle procedure giudiziarie é di per sé conforme alla
Costituzione e alla Convenzione (consid. 2.1-2.3). D’altra parte il Tribunale federale
ha riconosciuto che attraverso tali perizie vengono messe in pericolo in modo
latente le garanzie procedurali, visto il potenziale di ricavi dell’attività
dei SAM nei confronti dell’assicurazione invalidità e con ciò anche della loro
dipendenza economica (consid. 2.4). La nostra Massima Istanza ha perciò
ritenuto necessario adottare dei correttivi:

                                         (a
livello amministrativo)

                                         -
assegnazione a caso dei mandati di perizia ai SAM (consid. 3.1),

                                         -
differenze minime delle tariffe della perizia (consid. 3.2),

                                         -
miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità e di controllo (consid.
3.3),

                                         -
rafforzamento dei diritti di partecipazione:

                                         --
in caso di divergenze l’amministrazione deve ordinare la perizia attraverso una
decisione incidentale impugnabile davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni
o al Tribunale federale amministrativo (consid. 3.4.2.6; cambiamento della
giurisprudenza secondo DTF 132 V 93);

                                         --
alla persona assicurata spettano precedentemente i diritti di partecipazione
alla procedura (ad esempio: quello di esprimersi sui quesiti peritali; consid.
3.4.2.9; cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 133 V 446); 

                                         (a
livello dell’autorità giudiziaria di prima istanza)

                                         In
caso di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o
il Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare
una perizia medica (consid. 4.4.1.3 e 4.4.1.4; cambiamento della giurisprudenza
secondo DLA 1997 Nr. 18 p. 85, C 85/95 consid. 5d con riferimenti, sentenza H
355/99 del 11 aprile 2000 consid. 3b), i cui costi sono posti a carico
dell’assicurazione invalidità (consid. 4.4.2).

                                         

                                         Da
ultimo, se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere
la procedura senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile
2008).

                                         

                               2.8.   Ritornando
alla fattispecie concreta, rettamente l’insorgente rileva che la perizia SAM,
il cui mandato è stato assegnato il 9 settembre 2011, non è stata allestita
secondo i parametri di cui alla citata DTF 137 V 210, datata 28 giugno 2011, in particolare per quel che concernde i diritti di partecipazione, ad esempio quello di
esprimersi sui quesiti peritali. D’altronde la stessa assicurata ha ammesso che
occorre un certo lasso di tempo affinché i correttivi di cui alla citata sentenza
possano essere concretamente attuati. In questo senso, nel mail di risposta
alle osservazioni 24 aprile 2012 del legale della ricoprente l’amministrazione
ha fatto presente che dal mese di marzo è operativo il sistema di assegnazione
del mandato peritale secondo i dettami del TF (doc. AI 79).

                                         Ciononostante va fatto presente che nella citata sentenza, il
Tribunale federale ha concluso che le perizie raccolte secondo il vecchio
standard processuale non perdono di per sé il loro valore probatorio. Piuttosto
si dovrà decidere nel contesto dell’esame del singolo caso, alla luce delle sue
specifiche caratteristiche e delle critiche sollevate nel ricorso, se il fatto
di fondarsi esclusivamente sui mezzi di prova disponibili per prendere la
decisione impugnata è o no conforme al diritto federale (consid. 6; sul tema
cfr. STF 9C_120/2011 del 25 luglio 2011), valutazione, questa, che verrà
effettuata nei prossimi considerandi. 

 

                               2.9.   L’assicurata
stigmatizza il fatto di aver ricevuto la perizia SAM dopo diversi mesi dalla
sua stesura, sostenendo che “non solo è stato nascosto il contenuto della stessa,
ma soprattutto che è stata condotta una procedura di delucidazione totalmente
unilaterale, con una fortissima pressione psicologica nei confronti di un medico
straniero e che dipende de facto dall'AI”.

 

                                         Per
quel che concerne la trasmissione dopo mesi della perizia, implicitamente sembrerebbe
che l’assicurata sostiene una violazione del diritto di essere sentito. 

 

                                         Ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno
diritto di essere sentite. Per costante giurisprudenza (STF 8C_535/2007 del 25
aprile 2008 consid. 4.2), dal diritto di essere sentito deve in particolare
essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di
una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i
fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere
visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di
prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 132 V 387, 127 V 219,
127 V 431, 127 I 56, 126 V 130).

                                         Per
costante giurisprudenza federale il diritto di essere sentito sancito dall’art.
29 cpv. 2 Cost. non implica il diritto di esprimersi oralmente bensì quello di
prendere posizione per iscritto (Pratique VSI 2003 Nr. 97 p. 520; Pratique VSI
1993 p. 42; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2003, p. 450; DTF
127 V 494, 125 I 219, 122 II 469), eccezion fatta per i casi in cui una
norma scritta prevede espressamente il diritto ad una audizione orale (Pra 2003
Nr. 97 p. 520).

                                         Il
diritto di essere sentito è una garanzia costituzionale formale, la cui
violazione implica l'annullamento della decisione impugnata, a prescindere
dalle possibilità di successo nel merito (DTF 132 V 387 consid. 5.1 p. 390; 127
V 431 consid. 3d/aa p. 437). Ai sensi della giurisprudenza, una violazione di
tale diritto - nella misura in cui essa non sia di particolare gravità - è
tuttavia da ritenersi sanata qualora l'interessato abbia la facoltà di
esprimersi innanzi ad un'autorità di ricorso che gode di piena cognizione. La
riparazione di un eventuale vizio deve comunque avvenire solo in via
eccezionale (DTF 127 V 431 consid. 3d/aa p. 437).

                                         Ritornando
alla fattispecie concreta, a seguito della richiesta 18 aprile
2012 (doc. AI 72) il legale dell’assicurata ha ricevuto la perizia del SAM solo
in occasione dell’incontro avuto il 3 maggio 2012 con la consulente in integrazione
professionale (doc. AI 85). Occorre comunque far presente che con la lettera 19
aprile 2012 l’Ufficio AI aveva illustrato all’avvocato della ricorrente i
motivi per cui la perizia non poteva essere ancora inviata (doc. AI 73). Certo
che il relativo rapporto reca quale data il mese di dicembre 2011; tuttavia va
ricordato che l’assicurata, rispettivamente il suo legale, ha preso conoscenza
del referto del SAM il 3 maggio 2012 ed il medesimo giorno l’Ufficio AI ha
emesso il consueto progetto di decisione con assegnazione di un termine di 30
giorni per inoltrare eventuali osservazioni (doc. AI 83), facoltà che non è
stata utilizzata (cfr. mail del 3 maggio 2012 in cui l’avv. RA 1, stigmatizzando il cambiamento della valutazione psichiatrica, aveva
anticipato una presa di posizione; doc. AI 85). Del resto, l’assicurata
ha avuto la possibilità di prendere posizione davanti a questo Tribunale che
gode del pieno potere cognitivo. Per cui, un’eventuale violazione del diritto
di essere sentito è stata comunque sanata in questa sede.

 

                                         Quanto
alle asserite fortissime pressioni psicologiche – circostanza addotta dall'insorgente
priva tuttavia del benché minimo sostrato probatorio – che il perito avrebbe
subito da parte dell’amministrazione, va fatto presente che piuttosto è determinante
esaminare, come verrà eseguito nel prossimo considerando, se il cambiamento di
valutazione operato sia fondato e convincente.

 

                             2.10.   Ulteriore
oggetto del contendere è il miglioramento della com- ponente psichiatrica invalidante
fatta risalire al gennaio 2011.

                                         L’assicurata
stigmatizza il cambiamento di diagnosi e di valutazione medito-teorica operato
dal dr. __________ con il succitato complemento peritale 22 marzo 2012 (“A
chi scrive non era mai capitato di vedere un perito correggere il proprio referto
senza alcuna motivazione e prostrarsi in questo modo alle indicazioni dell’autorità”;
ricorso nota marginale no. 59).

                                         Orbene,
certamente non è consueto che un perito modifichi la propria diagnosi e
valutazione; determinante è tuttavia sapere se tale modifica si fonda o meno su
valide e convincenti motivazioni. 

                                         

                                         Nella
perizia multidisciplinare 22 settembre 2009 della __________ alla ricorrente è
stata riscontrata una grave sintomatologia psichiatrica, di natura extra infortunistica,
nell’ambito di un disturbo misto (secondo i dati anamnestici resi dalla
peritata) con elementi di depressione da medio fino a grave e disturbi da
panico, verosimilmente con agorafobia, stabile nonostante trattamento, causante
una massiccia limitazione delle funzionalità (“Nach wie vor findet sich (bei
allen Untersuchungen im Zusammenhang mit diesem Gutachten) eine schwere
psychische Symptomatik im Sinne einer (gemäss anamnestischen Angaben der
Patientin) gemischten Affektstörung mit Elementen einer mittelschweren bis
schweren depressiven Störung und einer Panikstörung, anamnestisch wahrscheinlich
mit Agoraphobie. Die psychische Symptomatik erklärt
nach wie vor die Ausweitung der Beschwerden. Die gesundheitliche Störung
scheint inzwischen (trotz Behandlungen einschliesslich psychotherapeutische und
medikamentöse Behandlung inklusive Psychopharmaka) fixiert, so dass die Auswirkungen
der Gesundheitsstörung, welche nicht als unfallkausal bezeichnet werden kann,
gravierend sind und zu einer massiven Beeinträchtgung der Funktionsfähigkeit
der Patientin führen…“; perizia p. 24; atti LAINF
in doc. AI 80/24). I periti hanno valutato una totale incapacità
lavorativa sia nell’abituale attività che nella maggior parte delle altre attività
(“ … zurzeit eine volle Arbeitsunfähigkeit im bisherigen
Tätigkeitsbereich und in einem Grossteil anderer Tätigkeiten bestehen”;
perizia p. 29; atti LAINF in doc. AI 80/29). 

 

                                         Nel
rapporto 19 novembre 2011 il dr. __________, evidenziando  che “… una
deflessione del tono dell’umore, l’angoscia, la sintomatologia algica ed il disturbo
del pensiero che presente la (l’assicurata n.d.r.)  rendono lenta, incostante,
poco affidabile e con una diminuita caricabilità e rendimento davanti ad ogni
attività lavorativa” (doc. AI 59/42), con prognosi stazionaria, ha concluso
che ”dal 2011 presenta una incapacità lavorativa nella misura del 70%. Il miglioramento
pur se lieve, si è verificato in quanto senza trattamento psicofarmacologico e
senza un regolare trattamento psicoterapico il quadro mostra una minore
intensità e l’assicurata non è stata più bisognosa di essere ricoverata in
ambito psichiatrico”; doc. AI 59/42). 

 

                                         A
mente del TCA, rettamente nelle annotazioni 14 febbraio 2012 il dr. __________
(psichiatra e psicoterapeuta presso il SMR), insieme al collega dr. __________
(medicina interna), hanno evidenziato che “dalla raccolta anamnestica e
nella descrizione della giornata quotidiana, vi sono indizi di una buona
funzionalità in generale”, motivo per cui essi hanno ipotizzato un discreto
e continuo miglioramento rispetto agli anni 2009/2010, “con ragionevole
certezza e obiettività riguardo alla componente ansiosa con attacchi di panico
oltre che depressiva” (doc. AI 65/1). Infatti, secondo la perizia del SAM,
l’assicurata:

 

" 
Si alza verso le ore 07:00-07:30.
Prepara i figli, che si recano a scuola con il pulmann. Beve un caffè e fuma
una sigaretta. Si dedica ai lavori domestici leggeri e riceve aiuto da una
signora per la pulizia pesante e per stirare. Dichiara di faticare parecchio
nell'organizzarsi la giornata. Spesso le capita di iniziare un determinato lavoro
domestico, per poi dimenticare di finirlo. Prepara il pranzo e mangia
eventualmente in compagnia della famiglia. Riposa per un'ora e mezza-due ore.
Nel pomeriggio sta con i figli; in generale esce poco da casa per mancanza di
voglia. La spesa piccola viene effettuata dall'A. o dal secondogenito; la spesa
grande viene fatta dal marito. Alla sera l'A. prepara la cena, dopodiché rimane
in casa a guardare la TV o a piegare il bucato. Prepara i vestiti e la
colazione per il giorno seguente. Non riesce più a leggere un libro per
mancanza di concentrazione, nonostante che leggere le è sempre piaciuto molto.
Si corica verso le ore 21:30-22:00.” (Doc. Ai 59/15).

 

                                         Va
poi ricordato che il dr. __________ ha posto anche la diagnosi
di sindrome somatoforme da dolore persistente. Secondo la giurisprudenza del
TFA, tale affezione non è di regola atta, in quanto tale, a determinare una
limitazione di lunga durata della capacità lavorativa suscettiva di cagionare
un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI. A determinate condizioni tale
disturbo può causare un’incapacità lavorativa e spetta comunque allo
specialista psichiatrico nell'ambito di una classificazione riconosciuta
pronunciarsi sulla gravità dell'affezione, rispettivamente sull’esigibilità
della ripresa lavorativa da parte dell’assicurato.

                                         Al
riguardo, nella sentenza 12 marzo 2004, pubblicata in DTF 130 V 352 (confermata
in DTF 131 V 49 e nella STF del 29 luglio 2008 nella causa M., 9_C830/2007),
l’Alta Corte ha precisato che un’inesigibilità presuppone in ogni caso la presenza
manifesta di una morbosità psichiatrica di notevole gravità, intensità e durata
oppure la presenza costante e intensa di altri criteri. Tali criteri sono (1) l'esistenza di concomitanti affezioni organiche croniche
accompagnate da un decorso patologico pluriennale con sintomi stabili o in
evoluzione senza remissione duratura, (2) la perdita d'integrazione sociale
in tutti gli ambiti della vita, (3) uno stato psichico consolidato, senza
possibilità di evoluzione sul piano terapeutico, indicante simultaneamente
l’insuccesso e la liberazione dal processo risolutivo del conflitto psichico
(profitto primario tratto dalla malattia; "primärer
Krankheitsgewinn") ed, infine, (4) l'insuccesso di trattamenti
ambulatoriali o stazionari conformi alle regole dell'arte nonché di provvedimenti
riabilitativi a dispetto degli sforzi profusi dalla persona assicurata (DTF 130
V 354 consid. 2.2.3; STFA inedita 28 maggio 2004 in re B, I 702/03 consid. 5 e del 21 aprile 2004 in re P., I 870/02, consid. 3.3.2; Pratique VSI 2000 pag. 155 consid. 2c; Meyer-Blaser, Der
Rechtsbegriff der Arbeitsunfähigkeit und seine Bedeutung in der Sozialversicherung,
namentlich für den Einkommensvergleich in der Invaliditätsbemessung, in: Schaffhauser/Schlauri
[editori], Schmerz und Arbeitsunfähigkeit, San Gallo 2003, pag. 76 segg. e 80
segg.).

 

                                         Nel
caso in esame, come visto sopra, dalla descrizione della giornata non si può
desumere una totale perdita d’integrazione sociale in tutti gli ambiti. Non
solo, ma va anche rilevato che l’assicurata trimestralmente è seguita dalla sua
psichiatra curante dr.ssa __________ (per motivi legati al trasferimento
dell’interessata al suo luogo di origine; cfr. rapporto 9 dicembre 2010 della
citata psichiatra in doc. AI 42/2) e dal 2011 non segue alcuna terapia
farmacologica (cfr. perizia psichiatrica p. 3), salvo una degenza dal 9 al 18
marzo 2010 per una rivalutazione della terapia antidolorifica (doc. AI 43/8). Va
poi segnalato che con scritto 3 maggio 2012 l’amministrazione ha ingiunto, ai
sensi dell’art. 21 cpv. 4 LPGA, all’assicurata di sottoporsi regolarmente alla
dovute cure psichiatriche e farmacologiche in modo da migliorare il suo stato
di salute e di riflesso la capacità lavorativa, così come sostenuto in ambito
peritale (doc. AI 82). 

                                         In
queste circostanze, dunque, l’accertamento di un miglioramento della situazione
valetudinaria appare giustificato, come pure la relativa correzione peritale. Pertanto,
richiamato l'obbligo che incombe all'assicurato di
intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze
del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c,
117 V 278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi citati), è da
ritenere dimostrato con il grado della verosimiglianza preponderante valido
nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i
riferimenti ivi citati, 115 V 142 consid. 8b) che dall’ottobre 2011
(mese di esecuzione della perizia SAM) l’insorgente presenta
una capacità lavorativa del 50% in ogni professione. 

 

                                         Considerato
che la ricorrente mette a maggior frutto la sua capacità lavorativa residua
nella precedente attività, è indicato procedere a un
cosiddetto raffronto percentuale (cfr. DTF 114 V 310 consid. 3a e
riferimenti ivi menzionati; cfr., fra le tante, STF 9C_856/2010 del 27 giugno 2011, 9C_294/2008
del 19 marzo 2009). Pertanto, il reddito da invalido
che l’insorgente potrebbe conseguire sfruttando la sua capacità lavorativa
residua corrisponde al 50% del reddito realizzabile senza il danno alla salute,
motivo per cui il rispettivo grado d’invalidità è del 50%, ciò che giustifica
la contestata riduzione.

 

                                         Ne consegue che la decisione impugnata dev’essere confermata, mentre
il ricorso va respinto. 

 

                             2.11.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

                                         

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico della ricorrente.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le
spese di fr. 500.-- sono poste a carico della ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per
il Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

giudice
Raffaele Guffi   Fabio Zocchetti