# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1c78e83a-2db3-5a85-84b8-11afc4847bf6
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-04-23
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 23.04.2008 B-2993/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-2993-2007_2008-04-23.pdf

## Full Text

Corte II
B-2993/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 3  a p r i l e  2 0 0 8

Giudici Francesco Brentani (presidente del collegio), 
Jean-Luc Baechler, Frank Seethaler, 
cancelliere Corrado Bergomi.

X._______ und Y._______, 
patrocinati dall'Avv. Gianfranco Barone, via Motta 12, 
casella postale 123, 6826 Riva San Vitale,
ricorrenti,

contro

1.
Dipartimento delle finanze e dell'economia del 
cantone Ticino Sezione dell'Agricoltura, 
viale Stefano Franscini 17, 6500 Bellinzona,
prima istanza,

2. 
Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone 
Ticino, 6500 Bellinzona,
autorità inferiore.

revoca del credito di investimento n. 123.580.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

B-2993/2007

Fatti:

A.
Il 25 settembre 1990 il Gran Consiglio ha approvato lo stanziamento di 
un sussidio cantonale di Fr. 500 000.- ai ricorrenti per la costruzione di 
una stalla con annessa abitazione sul mappale 621 di B.. 

Con  decisione  del  26  ottobre  1990  il  Dipartimento  dell'economia 
pubblica del Cantone Ticino ha assegnato ai ricorrenti sulla base delle 
norme  legali  allora  vigenti  (Legge  federale  del  23  marzo  1962  e 
Regolamento cantonale sui crediti agricoli d'investimento e gli aiuti per 
la  conduzione  aziendale  agricola  del  15  marzo  1983)  un  credito 
agricolo  d'investimento  sotto  forma  di  un  prestito  di  Fr.  240 000.- 
avente  come  destinazione  "finanziamento  costruzione  stalla  + 
abitazione". Tale decisione era stata previamente approvata dall'Ufficio 
federale  dell'agricoltura  in  data  9  ottobre  1990.  Il  credito  era  stato 
emesso a tasso 0 con obbligo di rimborso mediante 24 quote annuali 
di Fr. 10 000.- ciascuna a decorrere dal 31 dicembre 1994.

Con decisione del 3 gennaio 1991 l'Ufficio federale dell'agricoltura ha 
assegnato  ai  ricorrenti  un  contributo  federale  di  Fr.  412 000.-  per  i 
miglioramenti strutturali progettati a quel tempo per l'azienda agricola.

Il 15 dicembre 1994 veniva stipulata una convenzione tra lo Stato del 
Cantone  Ticino  e  la  Confederazione  Svizzera,  rappresentati  dalla 
Sezione  delle  bonifiche  fondiarie  e  del  catasto  in  Bellinzona,  e  i 
ricorrenti.  Al  punto  4a  della  stessa  era  prevista  la  destinazione 
esclusiva ad uso agricolo degli stabili e dei fondi suddetti per il periodo 
di 20 anni a far tempo del versamento dei sussidi cantonali e federali 
pena la restituzione integrale dei sussidi. 

B.

B.a Con decisione del 6 dicembre 2005 la Sezione dell'agricoltura ha 
assegnato  ai  ricorrenti  un  termine  perentorio  di  30  giorni  a  partire 
dall'intimazione  di  tale  decisione  per  adempiere  o  ripristinare  la 
destinazione  conforme  alle  disposizioni  della  convenzione  del 
15 dicembre 1994 con la comminatoria che, trascorso infruttuoso detto 
termine, essi devono restituire i contributi federali e cantonali percepiti 
per la  realizzazione dell'abitazione,  ammontanti  complessivamente a 
Fr.  149 265.-  (Fr.  68 176  per  i  sussidi  federali  e  Fr.  81 089.-  per  i 

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sussidi  cantonali). La prima istanza aveva preso atto che i  ricorrenti 
avevano cessato l'attività  di  agricoltore e che con contratto  di  affitto 
agricolo firmato il 2 aprile 2004 (recte 2005) veniva ceduta in affitto a 
partire dal 1° giugno 2004 per la durata di 9 anni e 5 mesi la stalla, 
mentre l'abitazione annessa alla stalla continuava ad essere usata dai 
proprietari a scopo privato e non più a scopo agricolo e aziendale, con 
conseguente modifica di destinazione e quindi obbligo di restituzione 
dei sussidi percepiti. La prima istanza aveva infine considerato che i 
motivi che avevano portato i ricorrenti al cambiamento di destinazione 
non erano tali da essere ritenuti giustificati poiché anche la cessazione 
dell'attività agricola per cause di forza maggiore non avrebbe impedito 
ai  ricorrenti  l'affitto  dell'abitazione  al  futuro  gestore  d'azienda  e  la 
contemporanea  locazione  di  un'altra  abitazione,  ritenuta  la  nuova 
attività  lucrativa  del  signor  X._______  non  più  in  relazione  con  la 
propria azienda.  

B.b Con  scritto  del  21  dicembre  2005  alla  Sezione  dell'agricoltura, 
l'Ufficio federale dell'agricoltura (di seguito: Ufficio federale) ha preso 
conoscenza  della  decisione  del  6 dicembre  2005  e  precisato  che 
X._______  ha  ottenuto  un  contributo  federale  di  Fr. 412 500.-  per  i 
miglioramenti  strutturali  progettati  a  suo  tempo.  A  questo  riguardo 
l'Ufficio  federale  ha  rinviato  alla  decisione  da  lui  emanata  in  data 
3 gennaio  2001.  Secondo  tale  autorità  X._______  ha  inoltre 
beneficiato di un credito d'investimento di Fr. 240 000.- rimborsabile in 
24 anni con rinvio (moratoria) di 3 anni. 
Di seguito l'Ufficio federale ha proposto alla Sezione dell'agricoltura le 
seguenti modalità di rimborso degli aiuti agli investimenti. Da una parte 
esso  ha  ordinato  la  revoca  immediata  del  saldo  del  credito 
d'investimento  a  causa  della  cessazione  della  gestione  a  titolo 
personale (art. 59 lett. c OMSt), fissando il  termine di rimborso a tre 
mesi dalla data di ricezione del suo scritto. Per quanto invece attiene 
al  contributo  federale,  l'Ufficio  federale  ha  definito  la  durata 
d'utilizzazione effettiva sulla base degli art. 37 cpv. 6 lett. b e 35 cpv. 5 
OMSt (periodo dal 22 dicembre 1994 al 1° giugno 2004), ossia 3 449 
giorni, concludendo che l'importo del contributo federale da rimborsare 
ammonta  a  Fr. 88 474.-  (412 500  X  31,3%  X  (10 958  –  3 449  / 
10 958)). L'Ufficio federale ha segnalato che l'autorità cantonale ha la 
facoltà di decidere se applicare l'art. 37 cpv. 4 OMSt al caso in esame 
per il rimborso del contributo federale.

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Nel  merito  l'Ufficio  federale  ha  approvato  la  possibilità  accordata  a 
X._______  di  affittare  la  casa  d'abitazione  all'affittuario  dell'azienda 
entro  30 giorni,  onde adeguarsi  alla  legislazione ed evitare  di  dover 
rimborsare  parte  del  contributo  federale  concesso  nel  1991.  In  più 
esso  ha  concluso  che  è  salvo  l'obbligo  di  rimborsare  il  saldo  del 
credito d'investimento. 

B.c In data 23 dicembre 2005 la Divisione dell'economia del Cantone 
Ticino ha annullato la  decisione del  6  dicembre 2005 della  Sezione 
dell'agricoltura inerente alla restituzione di parte dei contributi federali 
e  cantonali  percepiti  per  la  realizzazione  dell'abitazione  di  cui 
all'azienda isolata del signor X._______ in località A. nel  Comune di 
B.,  indicando  che  una  nuova  decisione  in  merito  da  parte  della 
Sezione  dell'agricoltura  sarebbe  stata  presa  entro  trenta  giorni  da 
questa  decisione.  La  Divisione  dell'economia  ha  considerato  che  la 
decisione del 6 dicembre 2005 deve essere preceduta dalla possibilità 
di  definire con l'interessato i  termini  della restituzione, come era già 
stato  preventivamente  concordato  e  come  già  avvenuto  in  casi 
analoghi precedenti, per cui tale omissione nel dispositivo della citata 
decisione  appare  di  importanza  tale  da  dover  procedere 
all'annullamento della decisione del 6 dicembre 2005. 

B.d Con decisione dell'8 febbraio 2006 la Sezione dell'agricoltura ha 
assegnato ai ricorrenti un termine di 30 giorni a partire dall'intimazione 
della presente decisione per adempiere o ripristinare la destinazione 
conforme  alle  disposizioni  giusta  la  convenzione  del  15  dicembre 
1994.  Essa  ha  ordinato  ai  ricorrenti  di  restituire  entro  tre  mesi 
dall'intimazione della decisione i contributi federali e cantonali percepiti 
per  la  realizzazione  dell'abitazione  ammontanti  complessivamente  a 
Fr. 194 702.-,  di  cui  Fr. 88 474.-  per  i  sussidi  federali  e Fr. 106 228.- 
per  i  sussidi  cantonali.  La  Sezione  dell'agricoltura  ha  mantenuto  in 
sostanza  la  motivazione  apportata  nella  decisione  del  6  dicembre 
2005. In più essa ha considerato che il preventivo di spesa ammontava 
a  Fr. 1 314 000.-  suddiviso  in  Fr. 903 000.-  (68,7  %)  per  la  stalla,  il 
fienile, la fossa colaticcio, i lavori esterni, l'accesso e l'allacciamento e 
Fr. 411 000-  (31,3  %)  per  l'abitazione.  Di  questa  somma  totale  era 
stato riconosciuto un importo sussidiabile massimo di Fr. 1 250 000.- 
per cui veniva accordato un sussidio cantonale a corpo di Fr. 500 000.- 
e un sussidio federale di Fr. 412 500.-. 

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B.e Dopo  che  è  stata  annullata  anche  la  decisione  della  Sezione 
dell'agricoltura  dell'8  febbraio  2006,  in  data  17  ottobre  2006  il 
Consiglio di Stato ha emanato una decisione dal dispositivo identico, 
ordinando ai ricorrenti l'adempimento o il ripristino della destinazione 
agricola entro un termine di 30 giorni, o, qualora la destinazione non 
fosse ripristinata entro il termine stabilito, la restituzione entro tre mesi 
dei  contributi  federali  e cantonali,  per  un ammontare complessivo di 
Fr. 192 702  percepiti  per  la  realizzazione  dell'abitazione  di  loro 
proprietà a B.. 
Contro  la  decisione  del  Consiglio  di  Stato  del  17 ottobre  2006  i 
ricorrenti  sono  insorti  con  ricorso  del  3  novembre  2006  dinanzi  al 
Tribunale  cantonale  amministrativo,  che  con  decisione  del  24  aprile 
2007 l'ha respinto. 

C.

C.a Con  un'altra  decisione  datata  8  febbraio  2006  la  Sezione 
dell'agricoltura ha revocato il credito d'investimento di Fr. 240 000.- per 
la costruzione della casa d'abitazione e ordinato il rimborso del saldo 
del credito d'investimento ammontante a Fr. 120 000. entro il 31 marzo 
2006.

C.b I  ricorrenti  hanno  impugnato  questa  decisione  con  ricorso  del 
24 febbraio  2006  dinanzi  al  Consiglio  di  Stato,  postulando  in  via 
principale l'annullamento della decisione querelata e in via subordinata 
il rinvio dell'incarto al Consiglio di Stato quale autorità competente per 
una  nuova  decisione  in  merito.  I  ricorrenti  hanno  ritenuto  che  la 
decisione impugnata lede il diritto materialmente applicabile e che la 
stessa è nulla per difetto di competenza della Sezione dell'agricoltura, 
spettando unicamente al  Consiglio  di  Stato la  facoltà di  revocare ex 
art.  41  LAGr  le  prestazioni  concesse  in  virtù  della  Legge  cantonale 
sull'agricoltura. 

Con  risposta  del  20  marzo  2006  la  Sezione  dell'agricoltura  ha 
proposto  la  reiezione  del  gravame  e  la  conferma  della  decisione 
impugnata.  In  un  successivo  scambio  di  scritti  le  parti  hanno 
mantenuto le loro conclusioni e motivazioni.

C.c Con decisione del 27 marzo 2007 il Consiglio di Stato ha respinto 
il  ricorso. Esso ha addotto innanzi tutto che sulla base dell'art. 1 del 
Regolamento  sull'agricoltura  del  23  dicembre  2003  compete  alla 
Sezione dell'agricoltura l'esecuzione del regolamento in parola e della 

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legislazione  federale  in  materia,  in  quanto  determinate  competenze 
non siano espressamente  riservate ad altri  organi,  specificando che 
tali  riserve  di  competenze  non  riguardano  la  revoca  di  crediti 
d'investimento erogati in applicazione dell'OMSt (art. 41 cpv. 1 legge 
sull'agricoltura del 3 dicembre 2002 e contrario). Il Consiglio di Stato 
ha ritenuto che nell'ambito della presente fattispecie si era verificata in 
concreto la cessazione della gestione in proprio ai sensi dell'articolo 9 
della  Legge  federale  del  4  ottobre  1991  sul  diritto  fondiario  rurale, 
quale  grave motivo di  revoca del  credito  di  investimento. In  più  non 
sussisterebbe  affitto  ad  un  discendente,  cosa  che  nemmeno  i 
ricorrenti,  aldilà  di  un'ipotetica  volontà  a  cedere  l'azienda  ai  figli 
mettono in dubbio.

D.
Contro  la  decisione  del  Consiglio  di  Stato  del  27  marzo  2007  i 
ricorrenti  sono  insorti  con  ricorso  del  27  aprile  2007  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo federale,  postulandone l'accoglimento  come 
pure l'annullamento della decisione impugnata nonché della decisione 
dell'8  febbraio  2006  della  Sezione  dell'agricoltura,  protestate  spese, 
tasse di giustizia e ripetibili. 

I  ricorrenti espongono in una prima fase la cronologia dei fatti. Dopo 
che  al  signor  X._______  era  stato  pronosticato  un  grave  problema 
all'anca che implicava oltre ad un intervento chirurgico l'impossibilità di 
operare  quale  gestore  di  un'azienda  agricola  al  100 %,  i  ricorrenti 
furono costretti a stipulare un contratto di affitto con il signor W.. Tale 
operazione  avrebbe  avuto  come  scopo  di  garantire  la  gestione 
dell'azienda  per  un  periodo  ponte  fintanto  che  uno  dei  tre  figli  dei 
ricorrenti  potesse  continuare  a  gestirla.  A  tale  riguardo  i  ricorrenti 
pongono  l'accento  sul  fatto  che  nessun  funzionario  della  Sezione 
dell'agricoltura  interpellato  per  la  ratifica  dei  contratti  di  affitto  ha 
sollevato  obiezioni  o  rilevato  problemi  per  il  fatto  che  i  ricorrenti 
stavano per cedere  in  locazione la  loro azienda agricola. I  ricorrenti 
lamentano  anche  che  in  occasione  di  un  incontro  con  la  Sezione 
dell'agricoltura  in  data  25  gennaio  2006  non  si  era  discusso 
apertamente  sulle  modalità  di  restituzione  dei  sussidi  federali.  Allo 
stesso modo essi  ribadiscono che dall'emissione della  decisione del 
6 dicembre 2005 sino alla visita medica da parte del  Dott. Togninalli 
nessun  rappresentante  della  Sezione  dell'agricoltura  aveva  fatto 
rilevare  ai  ricorrenti  che sarebbero  potuti  sorgere  dei  problemi  circa 
l'occupazione della casa e il rimborso del contributo. I ricorrenti fanno 

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infine riferimento alle difficoltà finanziarie del signor W., il che ha avuto 
come conseguenza lunghe attese prima di incassare i crediti concessi 
a. Quo  alla  situazione  familiare  attuale,  i  ricorrenti  spiegano  che  la 
signora Y._______ è domiciliata a B., mentre il  signor X._______ e i 
tre  figli  sono  domiciliati  a  T. per  permettere  al  signor  X._______  di 
trovare  lavoro  nell'ambito  della  sua  formazione  professionale  come 
docente e ai figli di frequentare le scuole.

I ricorrenti fanno dapprima valere una violazione del diritto federale. A 
loro avviso la  decisione impugnata si  basa sugli  art. 59  e  60 OMSt 
nonché sul parere dell'Ufficio federale dell'agricoltura del 21 dicembre 
2005,  tuttavia  la  stessa  non  segnala  alcun  aspetto  e  non  individua 
chiaramente  i  motivi  che  hanno  portato  alla  mutazione  di  gestione 
dell'azienda di proprietà degli insorgenti. Essi non si ritengono in grado 
di  valutare  alla  luce  della  documentazione  nota  se  l'Ufficio  federale 
dell'agricoltura  abbia  preso  posizione  tenendo  in  considerazione  gli 
art. 106 LAGr e art. 4 OMSt e quindi tenendo conto della composizione 
e della situazione famigliare dei ricorrenti. 

In secondo luogo i  ricorrenti  lamentano un accertamento incompleto 
nonché inesatto dei fatti. Secondo loro si può affermare che la famiglia 
X.  e  Y. ha  voluto  a  tutti  i  costi  mantenere  il  valore  dell'azienda, 
garantendo con effetto immediato la gestione di tutta l'entità aziendale 
comprensiva dell'alpe, così come ha voluto parallelamente garantire la 
possibilità di  un subingresso ai  figli  o eventualmente alla moglie: ciò 
sarebbe desumibile in modo chiaro dalla durata del contratto stipulato 
con il signor W. il 2 aprile 2005 (con effetto dal 1° giugno 2004 e della 
durata di 9 anni e 5 mesi, contrariamente ai 19 richiesti dalla Sezione 
dell'agricoltura  per  ottenere  gli  aiuti  finanziari  previsti  dalla  Legge 
sull'agricoltura).  A  mente  dei  ricorrenti  questo  aspetto  non  è  stato 
convenientemente  accertato  o  perlomeno  verificato.  Essi  sono  del 
parere  che  si  può  affermare  che  nel  caso  in  cui  vi  fosse  stata 
un'attenta  valutazione  della  situazione  personale  e  famigliare  dei 
signori X. e Y. la relativa decisione di revoca di credito avrebbe dovuto 
approfondire  ed  appoggiarsi  anche  all'art.  4  OMSt  con  relativa 
valutazione  dell'esistenza  dei  presupposti  per  il  trasferimento  del 
credito  ai  proprietari  che  attualmente  non  gestiscono  l'azienda  di 
persona. I ricorrenti rilevano inoltre come non sia chiara e ricostruibile 
l'operazione  che  ha  portato  alla  richiesta  di  un  saldo  del  credito 
concesso in data 26 ottobre 1990 per una somma di Fr. 120 000.-. 

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Infine  i  ricorrenti  si  riservano  di  poter  dimostrare  ulteriormente  la 
volontà  della  temporaneità  del  contratto  di  affitto,  sottoponendo  la 
nuova  situazione  all'affittuario  anche  se  i  figli,  che  al  momento 
dell'inizio  del  contratto  avevano  18,  14  e  11  anni,  non  riescono  al 
momento a terminare una formazione agricola prima dei 9 anni previsti 
dal  contratto.  Occorre  quindi  tenere  in  considerazione  la  situazione 
famigliare e la buona fede dei ricorrenti, confermata dalla trasparenza 
del  loro  agire  per  aver  sottoposto  il  contratto  di  affitto  alla  Sezione 
dell'agricoltura.  Per  i  ricorrenti  va  sicuramente  presa  in  debita 
considerazione la  volontà  della  famiglia  X. e  Y. nel  voler  mantenere 
l'abitazione a B. presso l'azienda allo scopo di  incentivare i  figli  alla 
continuità dell'attività agricola. Essi osservano che secondo una prassi 
consolidata  si  tende  innanzitutto  a  ricercare  una  soluzione 
nell'interesse  dell'agricoltore  e  della  propria  famiglia,  prendendo  in 
considerazione  tutti  gli  aspetti  che  toccano  gli  interessati,  non  solo 
quelli finanziari. 

I  ricorrenti  censurano  anche  le  tempistiche  e  le  modalità  con  cui  è 
stata  emessa  la  decisione  oggetto  del  presente  gravame,  la  quale 
porta la data del 27 marzo 2007 ed è stata ricevuta il  2 aprile 2007, 
ovvero il giorno successivo alle elezioni cantonali ticinesi. 

E.
Con  risposta  del  12  giugno  2007  la  prima  istanza  propone  di 
respingere integralmente il ricorso, protestate spese, tasse di giustizia 
e  ripetibili  concernenti  le  istanze  precedenti  nonché  la  presente 
istanza.  La  Sezione  dell'agricoltura  è  del  parere  che  il  ricorso  in 
questione  non  porta  assolutamente  nulla  di  nuovo  rispetto  alla 
situazione  esistente  al  momento  della  decisione  querelata, 
riconfermandosi nelle proprie allegazioni di  fatto e di  diritto proposte 
precedentemente.

F.
Con scritto del 26 giugno 2007 il Consiglio di Stato (di seguito autorità 
inferiore)  ha  inoltrato  gli  atti  preliminari  e  rinunciato  a  formulare  le 
proprie osservazioni. 

G.
Su  ordinanza  del  Tribunale  amministrativo  federale  del  27  febbraio 
2008  i  ricorrenti,  con  scritto  del  13  marzo  2008,  hanno  fornito 
informazioni attuali sulla situazione familiare e finanziaria. Essi hanno 

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allegato  inoltre  copia  del  verbale  d'udienza  del  13.  dicembre  2007 
nella  causa  M._______contro  X._______  e  Y._______  dinanzi  alla 
Pretura  di  Vallemaggia.  Da  tale  verbale  si  evince  tra  l'altro  che  i 
ricorrenti ed il signor W. concordano a titolo transattivo che il contratto 
d'affitto terminerà l'11 novembre 2012.

H.
Su  richiesta  del  17  marzo  2008,  la  prima  istanza  ha  inoltrato 
informazioni  sullo  stato  attuale  del  credito  d'investimento  sulla  base 
delle indicazione fornitele dalla Banca dello Stato del Cantone Ticino..

I.
Ulteriori fatti e argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi 
nei  considerandi  qualora  risultino  decisivi  per  l'esito  di  questa 
vertenza. 

Diritto:

1.
Il presente ricorso è diretto contro la decisione su ricorso dell'autorità 
inferiore  del  27  marzo  2007.  Quest'ultima  è  stata  emanata  in 
applicazione  del  diritto  pubblico  della  Confederazione  ed  ha  come 
oggetto  la  revoca del  credito  di  investimento  percepito  dai  ricorrenti 
per la costruzione della loro casa di  abitazione e della stalla attigua 
nonché la richiesta di  rimborso del saldo del credito menzionato per 
un  totale  di  Fr. 120 000.-  in  virtù  della  legislazione  in  materia  di 
agricoltura. La decisione impugnata costituisce dunque una decisione 
ai  sensi  dell'art. 5  cpv. 2 della  legge federale del  20 dicembre 1968 
sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021). 

Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni 
ai  sensi  dell'art. 5  PA che sono di  regola emanate dalla  Cancelleria 
federale,  dai  dipartimenti  e  dai  servizi  dell'Amministrazione  federale 
loro subordinati o aggregati amministrativamente e a titolo eccezionale 
dalle autorità cantonali, sempre che una legge federale preveda che le 
loro decisioni  sono impugnabili  mediante ricorso dinanzi al  Tribunale 
amministrativo federale (Art. 31 i. r. c. Art. 33 lett. d e i della legge sul 
Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005,  RS  173.31, 
LTAF;  cfr.  anche  Messaggio  concernente  la  revisione  totale 
dell’organizzazione giudiziaria federale del 28 febbraio 2001, FF 2001 
3764 ss., in particolare pag. 3942 cpv. 6). 

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Contro  le  decisioni  prese  in  applicazione  della  legge  federale 
sull'agricoltura  e  delle  relative  disposizioni  d’esecuzione  dagli  uffici 
federali, dai dipartimenti e dai Cantoni in ultima istanza è ammissibile 
il  ricorso  al  Tribunale  amministrativo  federale;  fanno  eccezione  le 
decisioni  cantonali  sui  miglioramenti  strutturali  sussidiati  (art.  166 
cpv. 2  della  legge  federale  del  29  aprile  1998  sull'agricoltura,  legge 
sull'agricoltura,  LAGr;  RS  910.1).  La  decisione  impugnata  è  una 
decisione  cantonale  di  ultima  istanza  (art.  55  della  legge  sulla 
procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966, RL 3.3.1.1) 
concernente la  revoca e la restituzione di  un credito  di  investimento 
stanziato sulla base di  norme di  diritto federale. Ne consegue che il 
Tribunale amministrativo federale  è competente nel  presente  caso a 
statuire sul presente ricorso. 

I  ricorrenti  sono  toccati  dalla  decisione  impugnata  e  hanno  un 
interesse  degno  di  protezione  all'annullamento  o  alla  modificazione 
della stessa (art. 48 lett. a PA). I requisiti relativi ai termini d'inoltro del 
ricorso così come pure alla forma ed al contenuto dell'atto di ricorso 
(art. 50 e 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti. Il  rappresentante legale ha 
giustificato i suoi poteri per mezzo di una procura scritta valida (art. 11 
PA). L'anticipo spese è stato pagato tempestivamente (art. 63 cpv. 4 
PA). Gli ulteriori presupposti processuali sono parimenti adempiuti (art. 
46 ss. PA). 

Occorre quindi entrare nel merito del ricorso. 

2.
Sotto  l'aspetto  formale  i  ricorrenti  lamentano  le  tempistiche  e  le 
modalità  con  cui  è  stata  emessa  la  decisione  impugnata,  la  quale 
"porta la data del 27 marzo 2007 ed è stata ricevuta il 2 aprile 2007, 
ovvero il giorno successivo alle elezioni cantonali ticinesi.". 

Tale censura non è fondata. Non sono ravvisabili  pregiudizi  rilevanti 
dalla circostanza che la decisione impugnata è pervenuta ai ricorrenti 
6 giorni dopo la data in essa indicata, tanto più che nulla ha impedito 
loro di insorgere contro di essa entro i termini di legge. 

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B-2993/2007

3.

3.1 La legge sull'agricoltura ha come scopo che l’agricoltura, tramite 
una  produzione  ecologicamente  sostenibile  e  concorrenziale, 
contribuisca  efficacemente  a  garantire  l’approvvigionamento  della 
popolazione, a salvaguardare le basi esistenziali naturali, ad aver cura 
del paesaggio rurale e a garantire un’occupazione decentralizzata del 
territorio  (art.  1  LAGr).  La  Confederazione  mette  a  disposizione  dei 
Cantoni  mezzi  finanziari  per  crediti  d'investimento  per  provvedimenti 
individuali,  rispettivamente  provvedimenti  collettivi  (art.  105  cpv.  1 
LAGr).  I  Cantoni  accordano,  mediante  decisione  formale,  crediti 
d'investimento sotto forma di mutui esenti da interesse (art. 105 cpv. 2 
LAGr).  I  mutui  devono  essere  rimborsati  entro  20  anni.  Il  Consiglio 
federale  disciplina  i  dettagli  (art. 105 cpv. 3  LAGr). I  proprietari  che 
gestiscono  essi  stessi  la  loro  azienda  agricola  o  la  gestiranno  essi 
stessi  dopo  l'investimento  ricevono  crediti  d'investimento  per  la 
costruzione,  la  trasformazione e  le  migliorie  di  edifici  d'abitazione e 
edifici  d'economia  rurale  (art.  106  cpv.  1  lett.  b  LAgr).  Gli  affittuari 
ricevono crediti d’investimento per la costruzione, la trasformazione e 
le  migliorie  di  edifici  d'abitazione  e  edifici  d'economia  rurale  se  è 
costituito  un  diritto  di  superficie  oppure  se  l'affitto  è  annotato  nel 
registro  fondiario,  giusta  l'articolo  290 del  Codice  delle  obbligazioni, 
per la durata del credito d'investimento e se il proprietario garantisce il 
credito  costituendo  un  pegno  immobiliare  sull'oggetto  dell'affitto 
(art. 106  cpv. 2  lett.  c  LAgr).  I  crediti  d'investimento  sono  accordati 
forfettariamente (art. 106 cpv. 3 LAgr). 

3.2 Il  Consiglio  federale  può  stabilire  condizioni  e  oneri  nonché 
prevedere deroghe alla gestione diretta e alla concessione forfettaria 
di  crediti  d'investimento  (art.  106 cpv. 5  LAGr). Anche sulla  base di 
questa  norma  di  delegazione  il  Consiglio  federale  ha  emanato 
l'ordinanza  del  7  dicembre  1998  sui  miglioramenti  strutturali 
nell'agricoltura  (Ordinanza  sui  miglioramenti  strutturali,  OMSt,  RS 
913.1). In essa sono disciplinati  tra l'altro  i  crediti  d'investimento per 
provvedimenti  individuali  (art. 43 ss. OMSt),  nei  quali  sono compresi 
anche i crediti di investimento per provvedimenti edilizi per proprietari 
ed  affittuari  (art.  44  OMSt).  I  crediti  d'investimento  sono  fissati  in 
importi  forfettari  e  l'Ufficio  federale  dell'agricoltura  (UFAG)  stabilisce 
tramite ordinanza la graduazione dei crediti di investimento per unità, 
elemento  o  parte  dell'edificio  (art.  46  cpv.  5  OMSt;  ordinanza 
dell'UFAG del 26 novembre 2003 concernente gli aiuti agli investimenti 

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e le misure sociali collaterali nell'agricoltura, OIMSC, RS 913.211). Le 
domande  di  crediti  di  investimento  devono  essere  indirizzate  al 
Cantone  (art.  53  cpv.  1  OMSt).  Il  Cantone  esamina  la  domanda, 
giudica  l'opportunità  dei  provvedimenti  previsti,  decide in  merito  alla 
domanda e stabilisce nel singolo caso gli oneri e le condizioni (art. 53 
cpv. 2 OMSt). 
Tranne in caso di affitto a un discendente, la cessazione della gestione 
in  proprio  ai  sensi  dell'articolo  9  della  legge  federale  del  4  ottobre 
1991 sul diritto fondiario rurale (RS 211.412.11) rappresenta uno dei 
motivi  di  revoca  del  credito  d'investimento  (art.  59  lett.  c  OMSt).  In 
caso di alienazione con utile prima del termine di rimborso convenuto 
in  origine,  i  crediti  di  investimento  devono  essere  interamente 
rimborsati  e  rimunerati  retroattivamente  con  un  interesse  del  5  per 
cento.  In  caso  di  rimborso  anticipato,  l'obbligo  di  pagamento  degli 
interessi spira cinque anni dopo il rimborso, ma al più tardi al termine 
del  periodo  di  rimborso  convenuto  in  origine  (art.  60  cpv. 1  OMSt). 
L'utile è calcolato in base agli  articoli  31 capoverso 1, 32 e 33 della 
legge federale sul diritto fondiario rurale. L'Ufficio federale stabilisce i 
valori d'imputazione (art. 60 cpv. 2 OMSt). L'interesse più il rimborso di 
un contributo non possono superare l'utile (art. 60 cpv. 3 OMSt).

3.3 Il  credito  d'investimento  in  questione  è  stato  accordato  con 
decisione  cantonale  del  26  ottobre  1990,  previamente  approvata 
dall'Ufficio federale dell'agricoltura in data 9 ottobre 1990. Sulla scorta 
delle  basi  legali  allora  vigenti  (legge  federale  del  23  marzo  1962  e 
regolamento  cantonale  del  15  marzo  1983  sui  crediti  agricoli 
d'investimento e gli aiuti per la conduzione aziendale) la prima istanza 
ha  assegnato  ai  ricorrenti  un  credito  agricolo  d'investimento  sotto 
forma  di  prestito  di  Fr. 240 000.-,  destinato  al  finanziamento  della 
costruzione  della  stalla  e  dell'abitazione.  Le  condizioni  di 
assegnazione del credito prevedono secondo la decisione un tasso di 
interesse  equivalente  allo  0 %  e  l'ipoteca  quale  garanzia,  mentre  il 
rimborso  del  credito  è  regolato  mediante  24  quote  annuali  di 
Fr. 10 000.-,  ciascuna a decorrere dal 31 dicembre 1994 (tre anni di 
attesa). 

4.
Il  ricorso  in  questione  è  indirizzato  contro  la  decisione  dell'autorità 
inferiore del 27 marzo 2007 e quindi anche contro la decisione della 
prima istanza dell'8 febbraio 2006, con cui quest'ultima ha revocato il 
credito di investimento di Fr. 240 000.- per la costruzione della stalla e 

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della casa d'abitazione e ordinato il rimborso del saldo del credito di 
investimento pari  a Fr. 120 000.- entro il  31 marzo 2006. Per quanto 
attiene agli ulteriori contributi federali e cantonali percepiti sempre per 
la  realizzazione  dell'abitazione  si  rammenta  che  con  decisione  del 
24 aprile  2007  il  Tribunale  cantonale  amministrativo  ha  respinto  il 
ricorso  dei  ricorrenti  del  3  novembre  2006  contro  la  decisione  del 
Consiglio  di  Stato  del  17  ottobre  2006,  con  cui  esso  ordinava  ai 
ricorrenti l'adempimento o il ripristino della destinazione agricola entro 
un termine di 30 giorni o qualora la destinazione non fosse ripristinata 
entro  il  termine  stabilito  la  restituzione  entro  tre  mesi  dei  contributi 
federali e cantonali per un ammontare complessivo di Fr. 192 702.-. In 
assenza di ulteriori indicazioni tra gli atti, bisogna partire dal fatto che 
la  decisione  del  Tribunale  cantonale  amministrativo  è  cresciuta  in 
giudicato. 

5.
La decisione del 26 ottobre 1990 avente come oggetto lo stanziamento 
del credito d'investimento è cresciuta in giudicato dopo che è trascorso 
infruttuoso  il  termine  per  presentare  ricorso.  Con  decisione 
dell'8 febbraio 2006 la prima istanza ha quindi revocato una decisione 
formalmente  passata  in  giudicato.  Occorre  di  seguito  esaminare  se 
questa revoca è conforme alle disposizioni legali vigenti. 

Se una decisione è cresciuta formalmente in giudicato, essa non può 
essere revocata a piacimento. La legge può prevedere direttamente le 
condizioni  per cui  una decisione può essere revocata; in assenza di 
una base legale la revocabilità  deve essere giudicata sulla base dei 
criteri  generali  sulla  revoca  di  decisioni  cresciute  in  giudicato.  È 
necessaria  una  ponderazione  di  interessi,  tra  l'interesse  alla  giusta 
attuazione  del  diritto  oggettivo  da  una  parte  e  l'interesse  della 
sicurezza  giuridica  rispettivamente  della  tutela  dell'affidamento 
dall'altra. Se è il primo interesse a prevalere sul secondo, si giustifica 
una revoca, mentre se il secondo prevale sul primo si impedisce una 
revoca  (cfr.  per  tutto  HÄFELIN /  MÜLLER /  UHLMANN:  Allgemeines 
Verwaltungsrecht, 5. ed., 2006, pag. 207).

In  maniera  generale  l'art.  171  LAgr  stabilisce  solamente  che  i 
contributi percepiti a torto devono essere restituiti o compensati. Come 
già  accennato,  il  credito  di  investimento  in  questione  era  stato 
concesso sulla base della legge federale del 23 marzo 1962 sui crediti 
agricoli di investimento e gli aiuti per la conduzione aziendale agricola. 

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La  revoca  di  crediti  d'investimento  era  allora  disciplinata  all'art.  44 
della  legge  menzionata,  la  quale  è  stata  nel  frattempo  abrogata 
parzialmente  con  l'entrata  in  vigore  il  1°  aprile  1991  della  legge 
federale del 5 ottobre 1990 sugli aiuti finanziari e le indennità (Legge 
sui  sussidi,  LSu,  RS  616.1;  cfr.  Allegato  alla  LSu  N.  27)  e 
definitivamente con l'entrata in vigore il 1° gennaio 1999 della nuova 
legge  federale  sull'agricoltura  (cfr.  Allegato  alla  LAgr:  Diritto 
previgente, abrogazione lett. f; art. 188 LAgr). 

Dagli atti si evince che con contratto di affitto agricolo firmato il 2 aprile 
2005 veniva ceduta in affitto a partire dal 1°giugno 2004 per la durata 
di  ca.  9  anni  la  stalla,  mentre  l'abitazione  annessa  alla  stalla 
continuava ad essere usata dai ricorrenti a scopo privato e non più a 
scopo  agricolo  e  aziendale. Considerato  che  una  simile  circostanza 
può costituire un motivo di revoca (cfr. art. 59 OMSt) e che quest'ultimo 
si  è avverato nel  2004,  è lecito dedurre che sono applicabili  i  nuovi 
disposti di legge relativi alla revoca dei crediti di investimento. 

I crediti d'investimento costituiscono aiuti finanziari ai sensi dell'art. 3 
cpv. 1 della legge federale del 5 ottobre 1990 sugli aiuti finanziari e le 
indennità (Legge sui sussidi, LSu, RS 616.1). La LSu si applica a tutti 
gli aiuti finanziari ed indennità previsti nel diritto federale. Il capitolo 2 
della  LSu  tratta  le  disposizioni  generali  per  gli  aiuti  finanziari  e  le 
indennità. Alla sezione 3 del capitolo 2 sono indicate quelle norme che 
riguardano  il  pagamento  e  la  restituzione  di  aiuti  finanziari  ed 
indennità.  Il  capitolo  2  della  LSu  è  applicabile  salvo  disposizioni 
contrarie di altre leggi federali o di altri decreti federali di obbligatorietà 
generale  (art.  2  cpv.  2  LSu).  In  materia  di  crediti  di  investimento 
l'art. 109 cpv. 1 LAgr statuisce che il Cantone può revocare il credito di 
investimento per motivi  gravi. I  motivi  gravi  sono enunciati  all'art. 59 
OMSt,  se  pur  in  modo  non  esaustivo,  come  si  può  derivare  dalla 
formulazione  della  norma  stessa  ("segnatamente").  Inoltre  l'art.  109 
cpv. 2  LAgr  prevede  che nei  casi  di  rigore  invece  della  revoca  può 
essere  richiesto  il  pagamento  degli  interessi.  Da  quanto  precede 
risulta  che  gli  art.  109  cpv.  1  e  2  LAgr  nonché  l'art.  59  OMSt 
rappresentano  una  base  legale  per  la  revoca  di  decisioni  formali 
cresciute in giudicato in cui sono stati concessi crediti di investimento. 
Poiché  tali  norme  contengono  le  modalità  di  revoca  improntate 
esclusivamente  sui  crediti  di  investimento,  una  consultazione  delle 
disposizioni  generali  conformemente  alla  LSu  non  si  rivela  più 
necessaria e potrebbe eventualmente essere sensata se nei disposti 

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della  relativa legge speciale  non è  data  una risposta  a  una  precisa 
questione giuridica. 

6.
Va  quindi  esaminato  se  la  revoca  del  credito  di  investimento 
pronunciata dalla prima istanza con decisione dell'8 febbraio 2006 e 
confermata  dall'autorità  inferiore  nella  decisione  impugnata  è 
conforme agli art. 109 LAgr e 59 OMSt.  

6.1 La prima istanza ha ordinato la revoca del credito d'investimento 
sulla base dell'art. 59 lett. c OMSt, cioè a causa della cessazione della 
gestione a titolo personale. 

L'autorità  inferiore  ha  ripreso  la  medesima  argomentazione, 
aggiungendo  che  la  cessazione  della  gestione  si  è  verificata 
nell'ambito della presente fattispecie, senza che sussista affitto ad un 
discendente e che del resto nemmeno i ricorrenti, aldilà di un'ipotetica 
volontà di cedere l'azienda ai figli lo revocano in dubbio.

6.2 Uno  dei  motivi  per  la  revoca  di  un  credito  di  investimento  può 
essere la cessazione della gestione in proprio ai sensi dell'art. 9 della 
legge  federale  del  4  ottobre  1991  sul  diritto  fondiario  rurale  (RS 
211.412.11), tranne in caso di affitto ad un discendente (art. 59 lett. c 
OMSt). 

Nella decisione dell'8 febbraio 2006 la prima istanza ha concluso dagli 
atti  in  suo  possesso  che  i  ricorrenti  hanno  cessato  l'attività  di 
agricoltore e che con contratto di affitto agricolo firmato il 2 aprile 2005 
veniva ceduta in affitto la stalla a partire dal 1° giugno 2004 e per la 
durata  di  9  anni  e  5  mesi,  mentre  l'abitazione  annessa  alla  stalla 
continua ad essere usata dai proprietari a scopo privato e non più a 
scopo agricolo aziendale, con conseguente modifica di destinazione. 

Le informazioni  date  dai  ricorrenti  nell'atto  di  ricorso non fanno che 
confermare questo accertamento dei fatti da parte della prima istanza. 
Essi  rimandano  in  primo  luogo  al  grave  problema  di  salute 
pronosticato al signor X. e Y., avente come conseguenza l'impossibilità 
di  operare  quale  gestore  di  un'azienda  agricola  al  100%.  Perciò  i 
ricorrenti si sono visti a loro avviso costretti a stipulare un contratto di 
affitto con il signor W. della durata di 9 anni allo scopo di garantire la 
gestione dell'azienda per un periodo ponte fino a che uno dei tre figli 

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dei  ricorrenti  potesse  continuare  a  gestirla.  Dall'illustrazione  della 
situazione  familiare  attuale  emerge  che  la  signora  Y._______  è 
domiciliata a B., mentre il signor X.______ e i tre figli sono domiciliati a 
T.  onde  permettere  al  signor  X._______  di  trovare  lavoro  come 
docente e ai figli di frequentare le scuole. Ne consegue che i ricorrenti 
stessi ammettono di non gestire più in proprio l'azienda agricola e che 
quindi in principio si può giungere alla conclusione che nella presente 
fattispecie è dato il motivo per la revoca del credito di investimento ai 
sensi  dell'art.  59  lett.  c  OMSt.  Allo  stesso  risultato  è  giunto  anche 
l'Ufficio federale dell'agricoltura nella sua lettera del 21 dicembre 2005 
alla Sezione dell'agricoltura.

La  cessazione  della  gestione  in  proprio  dell'azienda  agricola  non 
riveste  carattere  di  motivo  per  la  revoca  di  crediti  di  investimento, 
unicamente se l'azienda è data in  affitto  ad un discendente (art. 59 
lett. c OMSt). Tuttavia i ricorrenti non fanno in alcun modo valere che 
nel caso del signor W., con il quale loro hanno stipulato il contratto di 
affitto agricolo, si tratti di un loro discendente. Non è quindi adempiuta 
l'eccezione prevista per il motivo di revoca in questione.

Occorre infine osservare che il credito di investimento è stato stanziato 
esclusivamente a condizione che venisse utilizzato a scopi agricoli. La 
modifica  di  destinazione  dell'abitazione  -  a  partire  dall'affitto  della 
stalla al signor W. essa non è più integrata nell'azienda agricola, bensì 
funge da uso privato per la signora Y._______ - potrebbe già di per sé 
costituire un valido motivo di revoca del credito sulla base dell'art. 59 
OMSt, in particolare art. 59 lett. d ("l'utilizzazione duratura di importanti 
parti dell'azienda per scopi non agricoli") ed e ("inadempimento degli 
oneri e delle condizioni stabiliti nella decisione"). 

6.3 I  ricorrenti  sono  dell'avviso  che  se  vi  fosse  stata  un'attenta 
valutazione della situazione personale e familiare dei signori X. e Y. la 
decisione di revoca avrebbe dovuto approfondire ed appoggiarsi anche 
all'art. 4 OMSt e all'art. 106 cpv. 5 LAgr. 

Come  già  indicato,  l'art.  106  cpv. 5  LAgr  sancisce  che  il  Consiglio 
federale  può stabilire  condizioni  e  oneri,  nonché prevedere  deroghe 
alla  gestione  diretta  e  alla  concessione  forfettaria  di  crediti  di 
investimento.  Sulla  base  di  questa  disposizione  è  stata  emanata 
l'OMSt. 

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L'art. 4 cpv. 4 OMSt prevede che in caso di affitto temporaneo in vista 
della cessione dell'azienda ad un successore, gli aiuti agli investimenti 
possono parimenti essere concessi ai proprietari che non gestiscono 
personalmente  l'azienda.  Tale  norma  è  situata  al  Capitolo  1 
(disposizioni  generali),  Sezione  2  (Provvedimenti  individuali) 
dell'OMSt. Già per motivi di sistematica l'art. 4 cpv. 4 OMSt non può 
trovare applicazione al  caso di  specie,  tanto più che esso disciplina 
unicamente le condizioni di concessione dei crediti  di investimento e 
dei contributi federali, ma non le condizioni di revoca e restituzione che 
invece fanno oggetto della presente causa. Di conseguenza la Sezione 
dell'agricoltura e con lei l'autorità inferiore non ha tenuto conto a giusto 
titolo della disposizione alla quale i ricorrenti fanno appello. 

Anche nella denegata ipotesi che l'art. 4 cpv. 4 OMSt fosse applicabile, 
i  ricorrenti  non  potrebbero  dedurre  alcun  vantaggio  in  loro  favore. 
Prima di tutto nel caso di un contratto di affitto agricolo della durata 
minima di  9 anni non si  potrebbe comunque più trattare di  un affitto 
temporaneo ai sensi della norma menzionata. Inoltre, se la circostanza 
di aver stipulato un contratto di affitto agricolo per la durata minima di 
9 anni potrebbe da una parte ancora dare adito a concludere che uno 
dei  figli  dei  ricorrenti  riprenda  l'azienda  agricola  dei  genitori  in  un 
futuro  prossimo,  dall'altra  non  sono  ravvisabili  dall'atto  di  ricorso 
segnalazioni di rilievo chiare ed attendibili, atte a sostenere una simile 
supposizione. Non è stata offerta una  prospettiva concreta che lascia 
attendere con un certo grado di sicurezza che l'azienda agricola verrà 
gestita  da  un figlio  in  un prossimo futuro. I  ricorrenti  adducono  che 
l'azienda agricola potrebbe eventualmente anche essere ripresa dalla 
moglie  del  signor  X. e  Y., senza però  in  alcun  modo corredare  tale 
allegazione con i dovuti giustificativi. Dietro la volontà dei ricorrenti a 
mantenere l'abitazione onde garantire la continuità e la prosecuzione 
dell'attività  agricola  da  parte  dei  loro  figli  o  eventualmente  della 
signora  Y.______  possono  comprensibilmente  celarsi  delle  buone 
intenzioni,  tuttavia i  loro argomenti  si  basano su supposizioni  troppo 
vaghe  per  poter  essere  considerati  nel  caso  concreto.  A  questa 
circostanza non cambia nulla il fatto che il contratto di affitto, come si 
può evincere dal verbale di udienza inoltrato dai ricorrenti con scritto 
del 13 marzo 2007, terminerà l'11 novembre 2012 e che il figlio minore 
(nato  1993)  intende inoltre  svolgere  la  scuola  di  selvicoltore  e,  una 
volta  terminata  questa  formazione,  abbia  la  possibilità  di  svolgere  il 
tirocinio abbreviato per divenire agricoltore.

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6.4 I  ricorrenti  lamentano  che  nessun  rappresentante  della  Sezione 
dell'agricoltura aveva loro fatto rilevare che sarebbero potuti  sorgere 
dei problemi circa l'occupazione della casa ed il rimborso del credito. A 
loro avviso è ovvio che, nel caso in cui essi fossero stati  edotti  sulle 
conseguenze  derivanti  dalla  scelta  di  affittare  l'azienda  a  terzi, 
avrebbero valutato altre  soluzioni. I  ricorrenti  rinviano infine alla  loro 
buona fede, confermata dalla trasparenza del loro agire per il fatto di 
aver sottoposto il contratto di affitto alla Sezione dell'agricoltura. 

Il  principio  della  buona  fede  in  diritto  pubblico  ha  due  aspetti:  uno, 
negativo,  vieta  l'abuso  di  diritto  e  l'adozione  di  un  comportamento 
contraddittorio,  e  ha  come  corrispondente,  in  diritto  privato,  quanto 
sancito dall'art. 2 cpv. 2 CC; l'altro, positivo, garantisce la protezione 
della fiducia riposta in assicurazioni e nel comportamento dell'autorità 
(principio della buona fede in senso stretto; cfr. per tutto DTF 118 IB 
580 consid. 5a) con ulteriori rinvii a prassi e dottrina). 

A questo riguardo emerge dagli atti - e non viene del resto nemmeno 
contestato dai ricorrenti - che essi il 15 dicembre 1994 hanno stipulato 
una convenzione con lo Stato del Cantone Ticino e la Confederazione 
Svizzera.  Al  punto  4a  della  stessa  era  prevista  la  destinazione 
esclusiva ad uso agricolo degli stabili e dei fondi suddetti per il periodo 
di 20 anni a far tempo dal versamento dei sussidi cantonali e federali, 
pena la restituzione integrale dei sussidi. Sulla base della convenzione 
menzionata i ricorrenti si erano quindi obbligati a mantenere l'esclusiva 
utilizzazione  agricola  della  stalla  e  dell'abitazione  per  le  quali  essi 
avevano  ottenuto  i  sussidi  cantonali  e  federali.  Da  ciò  deriva 
evidentemente che l'uso privato dell'abitazione non è contemplato né 
dalla  decisione  di  concessione  del  credito  né  dalla  convenzione 
successivamente  stipulata.  La  circostanza  che  la  Sezione 
dell'agricoltura  non  abbia  sollevato  obiezioni  contro  l'intenzione  dei 
ricorrenti  di  affittare  l'azienda  al  signor  W.  non  può  rivestire  un 
carattere  di  rilievo,  tanto  più  che  l'affitto  a  terzi  è  un'operazione 
consentita che verte sul diritto privato e che per fondi agricoli  non è 
necessario  richiedere  l'approvazione  del  canone  d'affitto  all'autorità 
competente,  come  ha  fatto  giustamente  osservare  la  prima  istanza 
nella  sua  risposta  del  20  marzo  2006  al  ricorso  dinanzi  all'autorità 
inferiore. Non sono ravvisabili punti di riferimento concreti che possano 
illustrare  che  la  Sezione  dell'agricoltura  avesse  potuto  dedurre  o 
apprendere del cambiamento di destinazione dell'abitazione prima del 
marzo  2005,  quando  le  era  stata  sottoposta  per  approvazione  una 

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copia del contratto di affitto con effetto a partire dal 1° giugno 2004. 
Occorre  infine  considerare  che  il  signor  X._______  almeno  in  quel 
periodo  era  presidente  dell'Unione  Contadini  Ticinesi,  per  cui 
avrebbero dovuto essergli  note le condizioni per il  mantenimento del 
credito di investimento concessogli. Non emerge comunque dagli atti 
che i ricorrenti abbiano fatto espressamente richiesta di autorizzazione 
per  modificare  la  destinazione  della  casa  d'abitazione.  Da  quanto 
precede non si può rimproverare alla prima istanza né di aver adottato 
un comportamento contraddittorio nei confronti dei ricorrenti né di aver 
commesso un abuso di diritto. 

Per quanto attiene al secondo aspetto del principio della buona fede, 
dagli  argomenti  portati  nell'atto  di  ricorso  non  risultano  indizi  e 
neppure si trovano i relativi giustificativi sulla base dei quali la Sezione 
dell'agricoltura avrebbe dato un'informazione concreta in relazione al 
cambiamento  di  destinazione  dell'azienda  oppure che  le  sia  stato 
sottoposto  il  contratto  di  affitto  agricolo  con  la  preghiera  di  donare 
un'informazione nel contesto di questa problematica. 

In  considerazione  delle  allegazioni  suesposte  emerge  che  la  prima 
istanza non ha violato il principio della buona fede. La relativa censura 
sollevata dai ricorrenti è quindi priva di fondamento.

6.5 In  riassunto,  la  prima  istanza  e  con  lei  l'autorità  inferiore  ha  a 
giusto  titolo  revocato  la  decisione  di  concessione  del  credito  di 
investimento del 26 ottobre 1990. 

7.
L'art.  109  cpv.  2  LAgr  prevede  che  nei  casi  di  rigore  invece  della 
revoca può essere richiesto il pagamento degli interessi. 

Il  concetto  del  caso  di  rigore  configura  una  nozione  giuridica 
indeterminata.  Di  principio  spetta  ai  tribunali  interpretare  e 
concretizzare nel singolo caso simili nozioni. Tuttavia, secondo dottrina 
e giurisprudenza, se l'interpretazione legale mostra che il legislatore, 
facendo  uso  di  una  normativa  aperta,  ha  inteso  riservare 
all'amministrazione, nel rispetto dei principi costituzionali,  una facoltà 
decisionale  da  rispettare  giudizialmente,  il  tribunale  può  e  deve 
limitare  di  conseguenza  il  proprio  potere  cognitivo  (DTF 127  II  191 
consid. 5a/aa;  HÄFELIN/MÜLLER,  Allgemeines  Verwaltungsrecht,  4a  ed., 
Zurigo 2002, pag. 96 cifra marg. 455).

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Nel caso in esame il  legislatore ha incaricato le autorità cantonali  di 
accordare tramite decisione formale i crediti di investimento (art. 105 
cpv.  2  LAgr  i.  r.  c.  art.  53  OMSt),  mentre  l'Ufficio  federale 
dell'agricoltura stabilisce tramite ordinanza la graduazione dei crediti di 
investimento  per  unità,  elemento  o  parte  dell'edificio  (art.  46  cpv. 5 
OMSt; OIMSC). Si può di conseguenza affermare che sia nell'ambito 
della concretizzazione del caso di rigore sia della scelta tra revoca e 
rimborso degli interessi (cfr. la formulazione esplicita del disposto "può 
essere  richiesto")  il  legislatore  ha  voluto  conferire  al  Cantone  ed 
eventualmente all'Ufficio federale un certo potere di apprezzamento, al 
quale  il  Tribunale  amministrativo  federale  deve  attenersi,  trattandosi 
della  definizione  dei  limiti  concettuali  del  caso  di  rigore.  Il  giudice 
interviene solo se la decisione appare evidentemente insostenibile.

Dagli  atti  emerge  che  né  le  autorità  inferiori  né  l'Ufficio  federale 
dell'agricoltura  nell'ambito  della  sua  presa  di  posizione  del  21 
dicembre 2005 hanno valutato la possibilità di ammettere un caso di 
rigore,  richiedendo  solo  il  pagamento  degli  interessi  invece  della 
revoca  e  del  conseguente  rimborso  del  saldo  del  credito  di 
investimento. D'altra parte i ricorrenti non fanno esplicitamente valere 
né che le autorità inferiori abbiano omesso di esaminare l'eventualità 
del  caso di  rigore, né che nel  loro caso siano dati  i  presupposti  per 
affermare la presenza di un caso di rigore ai sensi dell'art. 109 cpv. 2 
LAgr.  Sebbene  i  ricorrenti  siano  stati  interrogati  sulla  possibilità  di 
dover  pagare  gli  interessi  del  credito  nel  senso  dell'art.  109  cpv. 2 
LAgr, essi, con la risposta del 13 marzo 2008, spiegano soltanto che il 
credito di investimento è già stato saldato e che il residuo relativo al 
credito agricolo può essere rimborsato mediante un accantonamento 
presso l'istituto bancario di fiducia dei Signori X. e Y..

Nel caso in esame e secondo quanto indicato nel ricorso, i tre figli dei 
ricorrenti che ora dovrebbero aver raggiunto i 22, 18 e 15 anni vivono 
con il padre a T., dove sono anche domiciliati, mentre l'abitazione di B. 
è  occupata  soltanto  dalla  signora  Y._______  che  sempre  a  B. ha  il 
proprio  domicilio.  Il  contratto  d'affitto  dell'azienda  stipulato  tra  i 
ricorrenti e il signor W. è limitato ad una durata di ca. 9 anni (fino al 
novembre 2012). Le informazioni date dai ricorrenti sulle possibilità di 
un subingresso di uno dei tre figli sono troppo vaghe per poter essere 
prese  in  considerazione.  Inoltre  i  rimanenti  contributi  federali  e 
cantonali  percepiti  per  lo  stesso  oggetto  sono  stati  revocati  dal 

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Tribunale amministrativo cantonale con decisione del 24 aprile 2007. 
Considerati questi elementi e anche tenendo conto del motivo per la 
cessazione  dell'attività  agricola,  appare  chiaro  che  la  decisione 
impugnata  che  ordina  la  restituzione  del  saldo  del  credito  di 
investimento è sostenibile.

8.
A  titolo  abbondanziale  si  osserva  che  un'eventuale  applicazione 
dell'art. 30 cpv. 2 LSu nulla può cambiare alle conclusioni alle quali si 
è giunti finora. 

Giusta l'articolo 30 capoverso 2 LSu l'autorità competente rinuncia alla 
revoca se 

a. 

il  beneficiario  ha  preso,  in  base  alla  decisione,  provvedimenti  che  non  potrebbero 

essere rimossi senza perdite finanziarie difficilmente sopportabili; 

b. 

la violazione del diritto non era facilmente riconoscibile per il beneficiario; 

c. 

un eventuale accertamento inesatto o incompleto dei fatti  non è dovuto a colpa del 

beneficiario.

Affinché l'autorità competente possa effettivamente rinunciare ad una 
revoca, è necessario che i tre criteri enunciati all'articolo 30 capoverso 
2 LSu siano soddisfatti cumulativamente (cfr. decisioni non pubblicate 
della  Commissione  di  ricorso  DFE  del  13  dicembre  2006  n.  c.  G. 
[JG/2005-9] consid. 4.2.4,  del  14  gennaio  2002  n. c.  R. [00/JO.009] 
consid. 2.1 e del 29 novembre 2001 n. c. UFAG contro W. [01/JG-005] 
consid. 3.1.2). 

Come già segnalato, la concessione del credito di investimento giusta 
la decisione del 26 ottobre 1990 era ed è vincolata, tra l'altro anche in 
virtù della convenzione del 15 dicembre 1994, dall'obbligo di utilizzare 
la  stalla  e  l'abitazione  a  scopi  agricoli.  Per  i  ricorrenti  era  dunque 
facilmente riconoscibile che per beneficiare del credito di investimento 
ed  evitare  una  restituzione  di  quest'ultimo  doveva  sempre  essere 
soddisfatta l'esigenza della destinazione esclusiva ad uso agricolo di 
tutti  gli  elementi  di  cui era costituita l'azienda, vale a dire la stalla e 

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l'abitazione. È evidente e non viene nemmeno contestato dagli stessi 
ricorrenti  che  con  la  cessazione  della  gestione  agricola  in  proprio, 
concretizzata dall'affitto della  stalla  ad un terzo unitamente all'uso a 
titolo personale dell'abitazione da parte della signora Y._______, essi 
non sono più in grado di far fronte all'obbligo che si sono impegnati di 
adempiere. Ne consegue che già non è dato almeno uno (art. 30 lett. b 
LSu)  dei  tre  criteri  richiesti  affinché  l'autorità  competente  possa 
rinunciare alla revoca di una decisione - in casu la revoca del credito di 
investimento -,  e si rivela quindi superfluo esaminare se gli  altri  due 
criteri sono adempiuti. 

9.
In riassunto risulta che la prima istanza ha revocato a giusta ragione la 
decisione del 26 ottobre 1990 ed era quindi legittimata a richiedere la 
restituzione del credito di investimento. I crediti di investimento devono 
essere rimborsati entro 20 anni per i provvedimenti edilizi (art. 52 cpv. 
1 lett. b OMSt). Dalla decisione impugnata emerge che i ricorrenti al 
momento dell'emananzione della decisione della prima istanza contro 
la quale erano insorti avevano pagato 12 delle 24 rate previste. Tenuto 
conto  che  le  rate  conformemente  alla  decisione  di  concessione  del 
credito  di  investimento  ammontano  a  Fr. 10 000.-  l'una,  il  saldo  del 
credito  di  investimento  equivale  a  Fr. 120 000.-,  come  giustamente 
accertato dalle istanze inferiori. Di conseguenza si rivela ingiustificato 
il rimprovero dei ricorrenti secondo cui l'operazione che ha portato alla 
richiesta del saldo del credito non è chiara e ricostruibile.

10.
In  considerazione  di  quanto  precede,  non  sono  ravvisabili  punti  di 
riferimento  concreti  secondo  i  quali  la  prima  istanza  e  l'autorità 
inferiore abbiano violato il  diritto  federale o accertato i  fatti  in  modo 
inesatto o incompleto. Per questi motivi il ricorso risulta infondato e va 
respinto. 

Nella  decisione  dell'8  febbraio  2006  la  prima  istanza  ha  revocato  il 
credito di investimento e ordinato ai ricorrenti di rimborsare il relativo 
saldo  di  fr. 120 000.-  entro  il  31  marzo  2006,  con  espressa  riserva 
della remunerazione retroattiva degli  interessi  in caso di  alienazione 
con utile entro i 5 anni dal rimborso. Nella decisione impugnata del 27 
marzo  2007  il  Consiglio  di  Stato  ha  confermato  la  decisione  della 
prima istanza dell'8 febbraio 2006 e respinto il  ricorso senza tuttavia 
esprimersi sul termine di restituzione. Considerato che già al momento 

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della decisione del Consiglio di Stato il termine assegnato dalla prima 
istanza  per  il  versamento  del  saldo  del  credito  di  investimento  era 
ampiamente  scaduto,  sorprende che il  Consiglio  di  Stato  non abbia 
fissato un nuovo termine,  tanto  più che lo  stesso Consiglio  di  Stato 
con decisione del 17 ottobre 2006 aveva posto ai ricorrenti un termine 
di tre mesi per il rimborso dei rimanenti contributi federali e cantonali 
percepiti  per  lo  stesso  oggetto.  Il  ricorso  è  diretto  principalmente 
contro  la  revoca  del  credito  d'investimento  e  non  contro  il  termine 
concesso per il rimborso del ammontare in questione. Sarà il compito 
dall'autorità amministrativa che esegue la decisione di concedere dei 
termini adeguati alle circostanze.

11.
Visto  l'esito  della  procedura  le  spese  processuali  che  si  giustifica 
fissare  a  Fr. 2 000.-  vanno  addossate  ai  ricorrenti  quale  parte 
soccombente; l'anticipo  delle  spese di  Fr. 2 600.-,  da loro  versato  in 
data 16 maggio 2007,  verrà computato sull'importo  dovuto a questo 
titolo (art. 63 cpv. 1 PA, art. 1 ss. del  Regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
(TS-TAF), RS 173.320.2). Quale parte soccombente, al ricorrente non 
viene assegnata alcuna indennità a titolo di spese ripetibili (art. 64 cpv. 
1 PA e art. 7 cpv. 1 TS-TAF).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1.
Il  ricorso  è  respinto. La  causa è  rinviata  alla  prima istanza affinché 
essa decida nuovamente sull'assegnazione di un termine ragionevole 
per il rimborso del saldo del credito di investimento. 

2.
Le spese processuali, di fr. 2'000.-, sono poste a carico dei ricorrenti. 
Esse sono computate  con l'anticipo  spese di  fr. 2600.-  versato  il  16 
maggio 2007. L'eccedenza di fr. 600.- viene restituita ai ricorrenti.

3.
Comunicazione: 

- ai ricorrenti (Atto giudiziale)
- all'autorità inferiore (n. di rif. n.1662/sm/9; Atto giudiziale)
- alla prima istanza (Atto giudiziale)
- all'Ufficio federale dell'agricoltura (estratto per conoscenza)
- al Dipartimento federale dell'economia (Atto giudiziale)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Brentani Corrado Bergomi

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  1000  Losanna  14,  entro  un 
termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. 
e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 
173.110]. Gli  atti  scritti  devono  essere  redatti  in  una lingua ufficiale, 
contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed 
essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte 
– i documenti indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 
42 LTF).

Data di spedizione: 28 aprile 2008

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