# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 953f27d3-0b6a-58af-bab6-30239beb050a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-07-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 03.07.2009 INC.2009.12303
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2009-12303_2009-07-03.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2009.12303

  	
  Lugano

  3 luglio 2009

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Claudia Solcà

  
	
   

  sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
  presentata il 23/24 giugno 2009 da

  
						

 

	
   

  	
  __________, detenuto c/o __________, __________

  (patr. dall’avv. __________, __________)

   

  
	
   

  	
  e qui trasmessa con preavviso negativo 30 giugno/1° luglio
  2009 dal 

  

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico Mario Branda,
  Bellinzona

  

 

preso atto delle osservazioni 2
luglio 2009 della difesa;

 

visto l’incarto MP __________;

 

ritenuto e considerato,

 

 

in fatto

 

 

A.

 

__________ è stato arrestato il 5
marzo 2009 e il 6 marzo 2009 è stata richiesta la conferma dell’arresto con
contestuale promozione dell’accusa per titolo di infrazione aggravata alla
LStup – “per avere, nel periodo maggio-agosto 2007, a __________, __________, __________ e altre località del __________, senza essere autorizzato,
in correità con altre persone: accompagnato diverse persone provenienti dal __________
e cariche (4 di esse tra cui __________) di complessivamente almeno kg 12 di
cocaina in __________ conducendo uno dei veicoli con cui è stato effettuato il
viaggio; effettuato con i medesimi personaggi di cui sopra viaggi dal __________
in __________ allo scopo di consegnare, risp. vendere lo stupefacente; nel mese
di luglio 2007 a __________ reclutato __________ e __________ per fungere da
corrieri per un trasporto di cocaina dal __________ alla __________” – e
contravvenzione alla medesima legge (cfr. inc. GIAR 2009.12301, doc. 1). 

 

L'arresto di __________ è stato
confermato dal GIAR il 6 marzo 2009, ritenuti presenti gravi indizi di
colpevolezza, bisogni dell’istruzione, pericolo di collusione con i correi e
d’inquinamento delle prove (perlomeno fino a perquisizione del locale abitato
dall’accusato) e pericolo di fuga (non escludibile al momento della conferma
dell’arresto vista la gravità delle accuse e la situazione personale), (Inc.
GIAR 2009.12301, doc. 4).

Giova rilevare che nell’ambito
della medesima inchiesta sono state arrestate diverse persone, non soltanto in __________
(__________, __________, __________ e __________), ma anche in __________ (__________)
ed in __________ (__________, __________), mentre che altre persone a piede
libero sono indagate (__________ e __________).

 

 

B.

 

Il 23 giugno 2009 __________, con
l’istanza in discussione e per il tramite del suo difensore, chiede di essere
immediatamente posto in libertà provvisoria.

La difesa, dopo avere ripercorso
tutta la giurisprudenza in materia, afferma che l’accusato è reo confesso (non
contesta quindi i gravi indizi di colpevolezza) e che le sue dichiarazioni sono
state confermate dalle risultanze istruttorie agli atti. Non sussisterebbero
più bisogni istruttori atti a giustificare la carcerazione preventiva e il suo
perdurare: gli atti d’indagine (tra cui la perquisizione del locale abitato
dall’istante) sono praticamente terminati e non si ravvisa alcun pericolo di
inquinamento delle prove in quanto tutti i coindagati sono stati arrestati e __________
è già stato posto a confronto con chi aveva una versione discordante sui fatti
dalla sua. L’accusato è poi stato sentito dal PP solo una volta, nei primi
giorni della carcerazione preventiva. Le sue dichiarazioni hanno inoltre
trovato riscontro anche nelle dichiarazioni dei correi, con la conseguenza che
la difesa ritiene esauriti i bisogni istruttori.

Per quanto riguarda il pericolo
di fuga la difesa osserva che __________ è titolare di un permesso di domicilio
in __________, dove si è trasferito con i genitori e la sorella, proveniente
dal __________, quando aveva 4 anni. Avrebbe soggiornato in Italia, con il
padre (dopo la separazione dei genitori), frequentando le scuole superiori, per
poi tornare a stabilirsi in __________ da dove è domiciliato dal 2004 (a
seguito della separazione dalla moglie che si è trasferita nel __________ con
la loro figlia). Prima dell’arresto risiedeva a __________ in un locale la cui
pigione veniva pagata dalla sorella, che sarebbe disposta ad ospitarlo una
volta scarcerato. Egli è senza lavoro e oberato dai debiti. La madre è
attualmente in __________ ma, a dire della difesa, sarebbe in procinto di
tornare in __________. A scongiurare il pericolo di fuga vi è quindi il fatto
che in __________ ha tutti i suoi legami familiari più stretti, ma va anche
considerata la buona condotta tenuta in carcere e la collaborazione dimostrata
con gli inquirenti.

Per quanto riguarda il principio
della proporzionalità la difesa afferma che risulta inaccettabile un
prolungamento dei tempi dell’istruzione formale, risalente al 2007. Tale
principio sarebbe ormai non più rispettato per il fatto che l’accusato, in
carcere preventivo ormai da 4 mesi, è stato sentito solo una volta dal PP ed è
stato sottoposto ad un veloce confronto con un coaccusato.

 

 

C.

 

Il magistrato inquirente, con
preavviso negativo 30 giugno/1° luglio 2009, indicati i seri e concreti indizi
di colpevolezza a carico di __________ per i reati ascrittigli, segnatamente
per infrazione aggravata alla LStup, evidenzia la sussistenza di bisogni
istruttori (e pericolo di collusione) – “occorrerà procedere ad ulteriori
confronti, segnatamente con __________ rispetto alle cui dichiarazioni
sussistono alcune importanti divergenze…” – di concreto pericolo di fuga –
in quanto l’accusato è cittadino cileno, e tenuto conto della gravità del
reato.

Da ultimo il Procuratore pubblico
evidenzia che il mantenimento della carcerazione preventiva, considerata la
gravità delle accuse, sarebbe ancora rispettoso del principio di
proporzionalità. L’accusato è stato interrogato dal magistrato due volte (una
singolarmente e una nell’ambito di un confronto il 28 maggio 2009), ma è stato
più volte interrogato dalla Polizia nell’ambito di un’inchiesta che vede
indagate parecchie persone in Ticino e all’estero per un importante e
ramificato traffico di sostanze stupefacenti, ciò che rende più laboriosa la
conduzione delle indagini.

D.

 

Con osservazioni 2 luglio 2009,
la difesa si riconferma nella primitiva istanza. Dopo aver sottolineato che il
PP, per evidenziare i seri indizi di reato, ha fatto riferimento quasi
integralmente a dichiarazioni dell’accusato stesso, censura la violazione del
principio di celerità per quanto riguarda il ventilato confronto con __________,
le cui dichiarazioni risalgono al 3 aprile 2009. Gli inquirenti hanno avuto
oltre 3 mesi di tempo per mettere a confronto i due indagati; il verbale a
confronto non può pertanto essere utilizzato a fondamento dell’esistenza di
bisogni istruttori per giustificare il perdurare della carcerazioni preventiva
dell’istante.

Negato il pericolo di fuga
essendo stato l’accusato stesso a “raccontare e confermare tutti i fatti che
hanno tra l’altro poi portato all’arresto degli atri indagati” ed essendo
la sorella l’unico suo sostegno (affettivo ed economico). 

La difesa, per quanto riguarda il
rispetto del principio di proporzionalità, ribadisce ancora una volta come i
tempi delle indagini si sono oltremodo dilatati senza giustificazione (con
violazione del principio di celerità), rendendo non più ammissibile il
proseguimento della carcerazione dell’accusato. 

 

 

In diritto

 

 

1.

 

L'istanza, presentata dalla
difesa di __________, accusato detenuto, è ricevibile in ordine.

Il preavviso e l'incarto sono
stati trasmessi tempestivamente ai sensi dell'art. 108 CPP. In particolare, il
preavviso è stato inviato per posta il 30 giugno 2009 (essendo il 27 giugno un
sabato e lunedì 29 giorno festivo) e l'incarto è stato recapitato "brevi
manu" nella mattina del 1° luglio 2009, in pratica contestualmente alla ricezione del preavviso inviato per posta (in proposito cfr. CRP 60.2005.323,
sentenza 11.10.2005 in re C.B., nonché GIAR 31.08.2007 inc. 2007.29303).

Il termine di cui all'art. 108
cpv. 2 CPP scade sabato 4 luglio e quindi viene riportato a lunedì 6 luglio
2009 ex art. 20 cpv. 1 CPP.

 

 

2.

 

I principi che reggono la
materia, pur se noti alle parti, vengono qui di seguito riproposti.

 

L’art. 95 CPP
- corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre
1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui
l’accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare
e (poi, se del caso) proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP,
quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di
colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti
motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni
dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione e di
inquinamento delle prove che, sia detto qui a futura memoria - può continuare
ad esistere fino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei
motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27 ,
pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine
pubblico (REP 1998 n. 105).

L’eccezione
della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato
codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283
consid. 3) in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla
giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del
Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP
1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche
questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua
cognizione all’arbitrio (REP 1980 pag. 128).

(per tutte:
sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., Inc. 520.2001.5).

 

 

3.

 

L'esistenza di gravi e concreti
indizi di colpevolezza deve essere verificata d'ufficio, pur nei limiti di
competenza di questo giudice derivanti da un lato dalla sua funzione - che è
quella di esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della
misura restrittiva della libertà personale, e non di valutare nella sostanza
l’esistenza di un reato -, e dall’altro - ma in maniera strettamente congiunta
con quanto si viene di dire - dall’inopportunità di considerazioni di merito
premature e, soprattutto, di competenza delle sedi di giudizio.

 

Nel caso in esame, come peraltro
riconosciuto dalla difesa, sufficienti e concreti indizi di colpevolezza a
carico di __________ sono senz’altro dati per i reati ipotizzati in relazione
ai fatti che hanno condotto al suo arresto. In particolare dagli atti emerge,
tra l’altro, che l’accusato istante:

 

-         
dopo essere stato reclutato da __________ si è recato all’aeroporto di __________
a prendere una comitiva proveniente dal __________ che trasportava un ingente
quantitativo di cocaina, trasportando poi queste persone e la cocaina sino a __________
(cfr. verb. PP __________ 12.03.2009, p. 3);

-         
ha ricevuto 50 grammi di cocaina a casa di __________, presa da una
partita da 1 chilogrammo; 

-         
ha trovato terze persone affinché facessero procedere un trasporto di
cocaina verso l’__________ (cfr. verb. PP __________ 12.03.2009, p. 5);

-         
ha proposto a __________ di portare della cocaina da __________ in __________,
prima di effettuare un altro viaggio in __________ dietro compenso di € 2'500.-
(cfr. verb. PP __________ 12.03.2009, p. 5 e verb. PP __________ per rogatoria
del 17.04.08, p. 3);

-         
su sollecito di __________ ha proposto un secondo trasporto di cocaina
(poi effettuato) a __________ da __________ all’__________ (cfr. verb. PP __________
12.03.2009, p. 6-7);

-         
si è spartito con __________ e __________ i circa € 60'000.- lasciati da
__________ al momento della sua fuga da __________ verso __________ (cfr. verb.
PP __________ 12.03.2009, p. 8-9);

-         
ha ricevuto da __________, quale compenso per le sue prestazioni, 300 grammi di cocaina di cui ha venduto 150 grammi (cfr. verb. PP __________ 12.03.2009, p. 11);

-         
ha ricevuto 80 grammi di cocaina da __________ per € 4'000.-, a credito,
in parte rivenduta a __________ (20 grammi in totale al prezzo di CHF 800.- per 10 grammi), (cfr. verb. PP __________ 12.03.2009, p. 9; verb. PP __________
del 28 maggio 2009, p. 3; verb. PG __________ del 04.06.09, p. 3; verb. PG __________
del 21.04.08);

 

Da parte sua __________ ha
sostanzialmente ammesso le proprie responsabilità, seppure su alcuni punti le
sue dichiarazioni non concordano con quelle del correo __________.

 

La prima (e cumulativa)
condizione per l'eventuale mantenimento della carcerazione preventiva è
pertanto presente.

 

 

4.

 

In merito ai bisogni istruttori
atti a giustificare la detenzione preventiva ed il suo perdurare, vi é
consolidata giurisprudenza (e dottrina):

 

“In relazione ai bisogni istruttori, atti a
giustificare la misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare
che questi non s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto
tali, o con gli accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di
collusione o d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la
corretta raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale
suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697
ss.; RDAT 1988 no. 24). In
quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé,
decisivo, in quanto "Die Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise
erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder dass der
Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt nicht" (N. Schmid, op.
cit., no. 701a). Occorre che l'indagato,
se posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto
svolgimento e, conseguentemente, l'esito.

E', inoltre, necessario che questa possibilità
di pregiudicare la raccolta di elementi di prova si fondi su elementi concreti:
"Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des Bundesgerichtes die
theoretische Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in Freheit kolludieren
könnte, nicht, um die Fortsetzung der Haft oder        die Nichtgewährung von
Urlauben unter diesem Titel zu rechtfertigen. Es mussen vielmehr konktrete
Indizien für eine solche Gefahr sprechen." (DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.).

Gli elementi di concretezza del pericolo vanno
individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e
nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad
esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non
può essere invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della
misura cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del
teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza
d'interessi (tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p.
438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p. 19). Il semplice atteggiamento di diniego
dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66;
Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13).”

(GIAR 23 settembre 2002 in re Y.)

 

Nello stesso senso, la CRP:

 

"I rischi di collusione e di inquinamento delle
prove sono legati soprattutto ai bisogni dell'istruttoria. Da un lato si tratta
generalmente di evitare o prevenire accordi tra l'imputato e i testimoni - già
sentito o ancora da sentire - o i correi e complici non arrestati, messi in
atto per nascondere al giudice la verità, dall'altro di impedire interventi
fraudolenti del prevenuto in libertà sui mezzi di prova non ancora in possesso
della giustizia, allo scopo di distruggerli o di alterarli a suo vantaggio. la
possibilità di ostacolare in tal modo l'azione dell'autorità giudiziaria da
parte del prevenuto deve essere valutata sulla base di elementi concreti, la
realtà di questo rischio non potendo essere ammessa aprioristicamente ed in
maniera astratta (DTF 117 Ia 257; Decisione TF 2.3.2000 in re A. e rif.; R.
Hauser/E. Schweri, op. cit. §
68 n. 13; G. Piquerez, op. cit. n. 2344 ss.)"

(sentenza 16 settembre 2004 in re B., CRP 60.2004.297)

 

A mente del magistrato inquirente
sussisterebbero oggettivi bisogni istruttori volti ad accertare i fatti su
alcune divergenze importanti tra le dichiarazioni dell’istante e quelle del
correo __________. Il PP ritiene di dovere procedere a dei confronti tra i due,
finalizzati a chiarire l’avvenuta consegna in __________ da __________ a __________
di denaro per pagare __________ per il trasporto della cocaina ad __________,
ad accertare se è stato realmente __________ a reclutare __________ (come
questi sostiene) per andare a prendere la comitiva brasiliana all’aeroporto di __________,
se effettivamente __________ ha contattato __________ su richiesta di __________
per organizzare nuovi trasporti di cocaina e se __________ ha consegnato denaro
a __________ al rientro dalla trasferta in __________ (__________) o in
precedenza.

Per la difesa i fatti sarebbero
stati chiariti, avendo l’accusato ammesso le proprie responsabilità, e le
dichiarazioni di __________ menzionate dal PP, con riferimento alle divergenze
esistenti con le dichiarazioni di __________, risalgono al 3 aprile scorso: gli
inquirenti hanno quindi avuto 3 mesi di tempo per mettere a confronto i due
indagati (osservazioni, p. 4), non vi sarebbe poi pericolo di inquinamento
delle prove in quanto tutti i correi sono stati arrestati entro fine aprile
2009.

 

In un simile contesto giuridico e
fattuale (con l’inchiesta in pieno svolgimento, e con numerose persone
inchiestate, in __________ e all’estero, in __________ e in __________), vista
la gravità della fattispecie (importante traffico di cocaina di svariati
chilogrammi) e la sussistenza di alcune divergenze, non di dettaglio, sui trasporti
di cocaina, modalità di pagamento e reclutamento di terze persone per ulteriori
trasporti, tra l’istante e il coaccusato __________, è evidente la necessità di
procedere con i ventilati confronti tra i due correi mentre essi si trovano
ancora in detenzione preventiva. La sussistenza, in questo stadio del
procedimento, di un pericolo di collusione e/o di inquinamento delle prove è
accertata con riferimento alla concreta possibilità che i due possano
concordare ed uniformare le dichiarazioni da rendere agli inquirenti a proprio
favore. 

 

 

5.

 

Per quanto riguarda il pericolo
di fuga, per giustificare carcerazione preventiva, deve essere concreto e
rivestire di una certa probabilità: in altri termini lo si ammette quando
l’accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza
al perseguimento penale ed alla (eventuale) esecuzione della pena. La gravità
della pena presumibile non basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre
valutare l’insieme delle circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la
sua morale, i legami famigliari, il domicilio, la professione, la situazione
economica e tutti quegli elementi che rendono la fuga non solo possibile ma
probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 186; SJ 1981
135; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).

Ritenuto che a poco valgono, per
quest'analisi, le semplici dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso (per
tutte: sentenza GIAR 27 maggio 2002 in re P.) e che la concretezza del pericolo
di fuga può essere accertata "Auch wenn keine konkrete Flüchtpläne u.ä.
gefordet sind, …" (Schmid, ibidem).

 

L'accusato è cittadino __________
e, se è ben vero che egli si è trasferito in __________, dove ha frequentato le
scuole dell’obbligo, con la famiglia all’età di 4 anni, è pure vero che ha
vissuto anche in __________ con il padre (dove ha frequentato le scuole
superiori), e che l’unico legame famigliare attualmente in essere in __________
sarebbe quello con la sorella (trovandosi la madre attualmente in __________
per stessa ammissione dell’accusato), non avendo più rapporti nemmeno con la
propria figlia che non vedrebbe più da 4 anni (cfr. verb. PP di __________ del
12 marzo 2009, p. 2). Tutto ciò premesso, e considerata la gravità delle
imputazioni, e la possibile pena in caso di condanna, il pericolo che __________,
peraltro senza un’attività lavorativa in __________, se posto in libertà
provvisoria, si sottragga al procedimento, riparando all’estero (in __________
o in un altro paese, considerate le sue conoscenze linguistiche – __________
parla 6 lingue, cfr. verb. PP citato sopra a p. 2 –  che gli permetterebbero di
trasferirsi senza particolari problemi in diversi paesi europei o del
continente americano), appare quindi sufficientemente concreto.

 

 

 

6.

 

La proporzionalità di una
carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da angolature diverse. Da un
lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la
gravità e complessità della fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro occorre
anche verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383 e
citazioni; art. 102 CPP).

 

Nel caso in esame, il carcere
preventivo sin qui sofferto (quasi 4 mesi) appare rispettoso del principio di
proporzionalità, ritenuta la gravità delle accuse e avuto riguardo alla
presumibile pena in caso di conferma delle accuse, rischio di pena che può
certamente essere collocato ben oltre il periodo di carcere preventivo sin qui
sofferto. Inoltre l’inchiesta, contrariamente a quanto asserito dalla difesa,
in questo lasso di tempo è proseguita nel rispetto del principio di celerità -
tenuto anche conto delle numerose persone coinvolte a vari livelli (numerosi
sono stati sia i verbali PP che quelli di Polizia giudiziaria e gli altri
accertamenti istruttori esperiti dagli inquirenti come i controlli telefonici)
e delle ramificazioni con l’estero - non si trova, né si è mai trovata, in una
situazione di stallo e neppure vi sono stati ritardi ingiustificati (cfr. DTF
16.11.2004, 1P630/2004).

Richiamato comunque l'obbligo per
il magistrato inquirente di trattare con priorità i casi in cui l'accusato è in
detenzione (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP).

 

 

7.

 

In conclusione sufficienti
presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza,
sono presenti nella situazione personale e processuale di __________ a
legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua
libertà, nel rispetto dei principi di proporzionalità e celerità nei termini
suesposti. La detenzione sin qui sofferta non viola (al momento attuale) il
principio di proporzionalità, né l’obbligo di celerità. Di conseguenza,
l’istanza di libertà provvisoria in discussione, deve essere respinta con la
presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 let. f TG e
contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati i citati articoli di
legge, e meglio gli art. 19a LStup, 19 LStup, 95ss e 280 ss CPP

 

 

decide:

 

 

1.               
L’istanza di libertà provvisoria presentata da __________ è respinta.

 

 

2.               
Non si percepiscono né tasse né spese giudiziarie.

 

 

3.               
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

 

 

 

 

                                                                                    giudice
  Claudia Solcà