# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0a236949-b2f9-5dfb-aee8-a20065e3d4d3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-09-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.09.2015 30.2015.11
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2015-11_2015-09-03.html

## Full Text

omandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  30.2015.11+14

   

  cs

  	
  Lugano

  3 settembre 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 4 maggio 2015 di

 

	
   

  	
  RI 1

    

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 2 aprile 2015 emanata da

  
	
   

   

   

   

  parte chiamata in causa:

  	
  CO 1  

   

   

   

  TERZ 1 

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

   

   

   

   

   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione del 2 marzo
2015, sostanzialmente confermata dalla decisione su opposizione del 2 aprile
2015 (doc. 1), la CO 1 ha respinto la richiesta di affiliazione quale
indipendente inoltrata da TERZ 1 e lo ha qualificato quale salariato di __________,
titolare della ditta individuale RI 1, per il lavoro svolto in suo favore da
gennaio 2014 ad aprile 2014 (doc. 9 e 10).

 

                               1.2.   __________, titolare della RI
1 (di seguito: RI 1) è insorto al TCA contro la predetta decisione su
opposizione, chiedendone in sostanza l’annullamento.

                                         L’insorgente, che
evidenzia una mancanza di motivazione della decisione impugnata poiché
l’amministrazione non avrebbe indicato le ragioni per le quali gli indizi
ritenuti a favore dell’attività dipendente sarebbero prevalenti rispetto a
quelli a favore dell’attività indipendente, rileva di essere sorpreso dal
provvedimento impugnato, poiché al momento del conferimento del mandato a __________,
la qualifica come indipendente, per entrambe le parti, era pacifica. 

                                         Il ricorrente evidenzia
che la RI 1 è stata attiva quale Compliance Officer in outsourcing presso un
istituto bancario con sede a __________, e meglio il __________, dal __________.
Nel __________. Verso la fine del mese di dicembre __________ hanno contattato
la ditta individuale chiedendole di occuparsi di un progetto speciale ed
urgente di analisi della clientela della banca nel contesto dell’”__________”,
iniziativa del __________ diretta nei confronti __________. Il lavoro
consisteva nell’analisi della documentazione contrattuale dei clienti,
scansionata nell’archivio informatico della banca __________ o presente in
quello cartaceo depositato in archivio, alfine di individuare/escludere che il
tale cliente era/non era __________ __________ (presenza di indizi __________).
Si trattava di passare al setaccio circa __________ relazioni bancarie.

                                         Non avendo risorse
disponibili per occuparsi del progetto e neppure la necessaria padronanza della
materia nel dicembre 2013 è stato contattato __________, il quale, nel suo
curriculm vitae, affermava di svolgere attività di consulenza quale
indipendente “free lance”. In occasione di un colloquio l’interessato
aveva evidenziato di aver svolto dal 1986 al 2000 un’attività presso il __________
e dal 2000 al 2010 presso la __________, con il compito, fra gli altri, di
gestione della banca dati dei clienti. Egli ha inoltre confermato di possedere
ampie conoscenze della tematica __________. 

                                         L’accordo tra le parti
prevedeva un orario flessibile, pur con l’obbligo di garantire almeno 8 ore
quotidiane vista l’urgenza ed i termini molto stretti per completare il
mandato, a fronte dell’enorme mole di analisi da compiere (__________relazioni
bancarie da esaminare in circa 1 mese e mezzo); la postazione di lavoro presso
il __________ (sito logisticamente al 1° piano dello stabile della Banca, in
prossimità dell’Ufficio Compliance “per ovvii motivi di efficienza, giacché
per le aperture di conti il __________ si interfaccia regolarmente con la
funzione Compliance”); l’emissione mensile delle relative fatture sulla
base di una remunerazione oraria di Fr. 60.- tutto compreso, senza rimborsi
spese e senza IVA.

                                         L’8 gennaio 2014 TERZ 1 si
è presentato in banca, dove è stato invitato __________ a sottoscrivere una “Dichiarazione
di riservatezza”, che doveva essere firmata da ogni consulente esterno
suscettibile di entrare in contatto con dati sensibili coperti dal segreto
bancario.

                                         Il ricorrente rileva che
alla fine di ogni mese TERZ 1 ha fatturato alla RI 1 le proprie prestazioni. Le
4 fatture, sulle quali figura che sono state effettuate “come da mandato”,
sono state regolarmente pagate. L’insorgente afferma che il lavoro si è rilevato
più lungo di quanto inizialmente stimato e TERZ 1 “ha cercato comunque di
limitare al massimo i tempi alfine di ottemperare al suo incarico e garantire,
nel limite del possibile, un’esecuzione conforme alle istruzioni ricevute”.
L’insorgente evidenzia che TERZ 1 “si è impegnato mediamente ben oltre le 8
ore quotidiane di cui si era discusso, raggiungendo picchi di 11.5 ore
giornaliere”. L’interessato ha dovuto fatturare oltre 750 ore che gli hanno
fruttato un onorario complessivo di fr. 45'485 in poco meno di 4 mesi alla
tariffa oraria di fr. 60. Per il ricorrente l’assicurato ha ampiamente
garantito il suo obbligo di rendiconto nei confronti del mandante ed il
descrittivo evidenzia come TERZ 1 abbia svolto il proprio incarico in forma
autonoma ed indipendente avendo dimostrato, nei fatti, di possedere tutti i
requisiti necessari per garantire una fedele esecuzione dei servizi richiesti.
Una volta concluso il mandato la ditta individuale non ha più avuto alcun
contatto con TERZ 1, se non il 6 novembre 2014 per il rilascio di un attestato
di collaborazione, nel quale è menzionata “l’attività di supporto a titolo
indipendente da lui svolta a favore della società”. 

                                         L’insorgente evidenzia che
la decisione del 2 marzo 2015 è stata emanata a quasi un anno dalla fine del
mandato. L’iniziativa di affiliarsi quale indipendente è stata presa in una
fase successiva da TERZ 1, all’insaputa della ditta. Quest’ultima ha sempre
ritenuto, sin dall’inizio, l’interessato quale indipendente.

 

                                         Entrambe le parti erano
concordi su questo aspetto. Questa consapevolezza deve prevalere rispetto alle
ragioni ritenute dall’amministrazione. 

                                         Nel merito l’insorgente
critica il contenuto della decisione impugnata, sostenendo che l’amministrazione
ricorre a citazioni generiche ed avulse dal contesto. Per il ricorrente “i
documenti versati agli atti dimostrano che TERZ 1 ha svolto il proprio mandato
in modo indipendente, poggiandosi sulle competenze specifiche nella materia
acquisite durante la sua pregressa attività professionale, procedendo alle
proprie analisi della clientela __________ conformemente alle istruzioni
ricevute”. Per l’insorgente l’interessato si è organizzato autonomamente,
aveva la propria postazione presso il __________, sito in prossimità
dell’ufficio Compliance, ma si occupava di un progetto specifico, particolare e
non di compliance per la quale non disponeva di alcuna competenza. Egli si
presentava in banca agli orari che più lo aggradavano, come dimostrano le ore
fatturate, caratterizzate peraltro da prestazioni non omogenee in termini di
dispendio orario, sovente ben più consistenti di quelle normalmente attese da
un semplice lavoratore dipendente, ma senza che vi fosse una pressione in tal
senso. Prova ne è che il mandato, inizialmente previsto per la durata di un
mese e mezzo, si è protratto per quasi 4 mesi, avendo la qualità delle
prestazioni fornite assoluta priorità rispetto alla durata del mandato.
L’interessato ha fornito un dettagliato e regolare rendiconto del proprio operato
alla ditta individuale che, se non fosse stata soddisfatta della qualità dei
servizi, avrebbe immediatamente interrotto l’incarico e avrebbe contestato le
fatture emesse, decurtandole o non riconoscendo l’onorario richiesto. TERZ 1 è
pertanto incorso in un rischio economico ed imprenditoriale, nonché in un
rischio d’incasso. Colui che opera in veste di “free lance” viene
generalmente retribuito su base oraria come qualsiasi indipendente o consulente
esterno e si assume le spese generali e di trasporto sul luogo di lavoro. L’insorgente
evidenzia che se avesse nutrito ragionevoli dubbi circa la qualifica di
indipendente, avrebbe potuto eventualmente valutare un’assunzione a tempo
determinato, con versamento di un salario dignitoso che non avrebbe mai
raggiunto il cospicuo onorario di oltre fr. 45'000 incassati in meno di 4 mesi.
La ditta aveva necessità di disporre nell’immediato di un consulente esterno
preparato e cognito nella materia in grado di assumersi personalmente le
responsabilità derivanti dall’incarico per il quale la RI 1 non disponeva di
esperienze specifiche. L’indicazione di una tariffa oraria apparentemente
modesta (fr. 60 all’ora) non è un elemento atto a suffragare un rapporto di
dipendenza. 

                                         Sull’insorgente non deve
ricadere alcuna responsabilità per il fatto che TERZ 1 non sia apparentemente
riuscito ad acquisire nuova clientela nel corso del 2014. Il ricorrente rileva
infine nuovamente che gli imprecisati richiami alla giurisprudenza contenuti
nella decisione impugnata violano il principio dell’affidamento poiché il
destinatario non viene messo nella condizione di valutare il fondamento della
medesima e di formarsi un’opinione pro o contro la decisione stessa. In questo
modo l’autorità tende arbitrariamente a limitare i diritti del destinatario
della decisione.

                                         

                               1.3.   Con risposta del 27 maggio
2015 l’amministrazione ha proposto la reiezione del ricorso con argomentazioni
che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III).

 

                               1.4.   Con decreto del 2 giugno 2015
il Giudice delegato del TCA ha chiamato in causa TERZ 1, assegnandogli un
termine scadente il 14 luglio 2015 per visionare gli atti, determinarsi in
merito e postulare l’acquisizione di eventuali prove (doc. V).

 

                               1.5.   Dopo aver visionato
l’incarto, con scritto del 13 luglio 2015 TERZ 1 ha sostenuto di aver inoltrato
la richiesta di affiliazione quale indipendente nel corso del 2015 in quanto
necessaria per le pratiche relative all’iscrizione presso l’ufficio regionale
di collocamento e per l’eventuale futura richiesta di prestazioni assistenziali
al proprio Comune di domicilio. Dal mese di ottobre 2013 non ha più avuto
alcuna occupazione lavorativa e quando ha iniziato la collaborazione con la ditta
individuale aveva chiesto ad __________ se fosse necessario inoltrare una
richiesta di affiliazione quale indipendente e gli sarebbe stato risposto negativamente
visto che l’attività sarebbe durata poco più di un mese (doc. VI).

 

                               1.6.   Il 17 luglio 2015 l’insorgente
ha presentato un’ulteriore presa di posizione, ribadendo in sostanza le argomentazioni
contenute nell’impugnativa e contestando le affermazioni del 13 luglio 2015 di TERZ
1 (doc. VIII). 

 

 

 

 

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   L’insorgente sostiene che la
decisione impugnata non sarebbe sufficientemente motivata e che i richiami poco
precisi alla giurisprudenza federale ivi contenuti ledono il principio
dell’affidamento poiché il destinatario della decisione non viene messo in
condizione di valutare il fondamento della medesima. Egli intravvede un
arbitrio, poiché i suoi diritti sarebbero stati limitati, e fa implicitamente
valere una violazione del diritto di essere sentito.

 

                                         Un provvedimento è
arbitrario e vìola quindi l’art. 9 Cost. qualora disattenda gravemente una
regola di diritto o un principio giuridico chiaro e indiscusso o contraddica in
modo urtante il sentimento di equità. La violazione deve essere manifesta e
riconoscibile di primo acchito. Non è ravvisabile arbitrio per il solo fatto
che appaia concepibile o persino preferibile una soluzione diversa. Un
provvedimento deve essere annullato se è arbitrario nel suo risultato – ma non
quando solo i suoi motivi siano insostenibili – oppure ove esso non è motivato
(STF del 24 gennaio 2007, U 397/05, con riferimenti). 

                                         

                                         Ai sensi dell'art. 29 cpv.
2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per costante giurisprudenza,
dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per
l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei
suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire
sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di
partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di
determinarsi al riguardo (STFA del 29 giugno 2006 nella causa J. e D., H 97/04;
DTF 129 II 504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V
131 consid. 2b; cfr. riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui
giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 
124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate). Il diritto di
essere sentito comprende l’obbligo per l’autorità di motivare le proprie
decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da un lato, di porre la persona
interessata nelle condizioni di afferrare le ragioni poste a fondamento del
provvedimento impugnato e di poterlo impugnare con cognizione di causa, e
dall’altro, di permettere all’autorità di ricorso di esaminare la fondatezza
della decisione medesima. Ciò non significa che l’autorità sia tenuta a
pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte;
essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad
influire sulla decisione (STF del 24 gennaio 2007, U 397/05, con riferimenti;
DTF 129 I 232 consid. 3.2).

 

                                         Nel caso di specie
l’amministrazione, nella decisione impugnata, ha indicato le ragioni per le
quali ha affiliato TERZ 1 quale dipendente di __________ titolare della RI 1,
elencando, al punto 7, le risultanze degli accertamenti effettuati ed ai punti
da 9 ad 11, seppur succintamente, i motivi di tale qualifica (cfr. doc. A1).

                                         La decisione è
sufficientemente motivata.

 

                                         Va del resto qui
rammentato che una violazione del diritto di essere sentito è sanabile se
l'interessato riceve la possibilità di esprimersi dinanzi a un'autorità di
ricorso che gode del pieno potere di esame sui fatti e sul diritto (DTF 135 I
279 consid. 2.6.1 pag. 285; 124 V 180 consid. 4a pag. 183). 

                                         In concreto, il TCA
dispone di un pieno potere di esame in tal senso (cfr. anche sentenza 8C_923/2011
del 28 giugno 2012, consid. 2.3) e, in applicazione del principio inquisitorio,
può assumere le prove che ritiene necessarie per il chiarimento della
fattispecie (art. 61 lett. c LPGA).

 

                                         Nel caso di specie,
l’insorgente ha potuto diffusamente esprimersi nel proprio ricorso, esponendo le
ragioni per le quali non condivide la decisione su opposizione del 2 aprile
2015. Il ricorrente ha pure preso posizione sulle osservazioni di TERZ 1. Il
suo diritto di essere sentito è stato ampiamente salvaguardato.

                                      

                                         Non va poi dimenticato che
il TF ha già avuto modo di stabilire che è possibile prescindere da un rinvio
della causa all'amministrazione se, come in concreto, una simile operazione si
esaurirebbe in uno sterile esercizio procedurale e procrastinerebbe inutilmente
il processo in contrasto con l'interesse - di pari rango del diritto di essere
sentito - della parte ad essere giudicata celermente (DTF 132 V 387 consid. 5.1
pag. 390 con riferimenti, cfr. anche sentenza 9C_937/2011 del 9 luglio 2012,
consid. 2.3).

 

                                         In queste
condizioni il TCA può entrare nel merito del ricorso.

 

 

 

                                         Nel merito

                                      

                               2.2.   Sono assicurate
obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la
vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che hanno il loro domicilio
civile nella Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).

A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono
tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.

In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i
contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati
in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente
e indipendente.

Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende
qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato
o indeterminato.

I contributi AVS degli assicurati esercitanti
un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi
reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1
LAVS).

Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi per un lavoro dipendente
riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.

L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente
chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv.
1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se
consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).

 

Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato,
l'allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale
Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura
dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un
datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per
stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o
indipendente (sentenza H 322/03 dell'11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo
2005).

In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono
servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore
(RCC 1986 pag. 650).

 

                               2.3.   Di principio si deve
ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti,
rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o
l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di
dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio
economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne
assume la responsabilità.

Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni
uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme
diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità
amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso
particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione
sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il
rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano
in favore di soluzioni diverse (sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123
V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283
consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter
decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto
(sentenza H 59/00 del 18 settembre 2000).

 

                               2.4.   Secondo la giurisprudenza del
TFA ([dal 1° gennaio 2007: TF] ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284
consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di un’attività
indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti
dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF
119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico
imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività,
le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331
consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività
lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto,
contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un
rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la
possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è
determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag.
208).

Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche
di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato
fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente
dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda
di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa
(Rehbinder, Schweizerisches
Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; Vischer,
Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258
consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di
lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la
dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il
rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva)
dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag.
347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità
di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione
simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique
VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).

 

L’allora Tribunale federale delle assicurazioni ha
inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione
e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla
determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione
giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993
pag. 242 segg.; Greber/Duc/ Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur
l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).

 

                               2.5.   Il TFA
(dal 1° gennaio 2007: TF) ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato
come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della
sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato
in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se
formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica
definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di
assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne
lo stato professionale definitivamente.

 

Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei
rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione.
Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla
Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente
(Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).

Per questi motivi, un assicurato può essere qualificato simultaneamente
come salariato per un lavoro e indipendente per un altro lavoro. In questi casi
per ogni reddito bisogna esaminare se proviene da un’attività dipendente o no
(Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

 

                               2.6.   Nella
più recente giurisprudenza il TF ha avuto modo di rammentare che occorre tenere
presente che la circostanza che un assicurato, all'inizio della sua attività
indipendente, svolga un lavoro principalmente per un solo committente, è usuale
(cfr. sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.1, nonché sentenza H
155/04 del 1° febbraio 2005, consid. 4.3) e che il processo, in atto ormai da
anni, del mutamento economico e sociale impone un cambiamento radicale e celere
del modo di agire e pensare un’attività lavorativa indipendente. Asserire che
la regolarità nel pagamento e nel quantum sia sintomo di dipendenza significa
fondare il proprio convincimento su stereotipi preconcetti e avulsi dalla
complessa realtà economica (sentenza H 82/05 del 30 gennaio 2007, consid. 4.3).

                                         Per quanto concerne
l’investimento, poco importante, in mezzi propri, il Tribunale federale ha già
evidenziato che per natura certe attività, in particolare nel settore dei
servizi, non necessitano di investimenti importanti. In tali casi, ai fini
della qualifica dello statuto, va quindi posto l’accento sul criterio della
dipendenza organizzativo-lavorativa e non su quello del rischio aziendale
(Pratique VSI 2001 pag. 55 consid. 6b pag. 60 con riferimenti; sentenza H
194/05 del 19 marzo 2007, consid. 5.2).

 

                                         Infine vanno considerate
anche le esigenze di coordinazione di cui occorre tenere conto in relazione ad
assicurati che esercitano contemporaneamente diverse attività lavorative per
diversi o per il medesimo mandante o datore di lavoro (DTF 123 V 161 consid. 4a
pag. 167; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.4). Se possibile va
infatti evitato che diverse attività per il medesimo mandante o datore di
lavoro, rispettivamente che la medesima attività per diversi mandanti o datori
di lavoro, vengano qualificate in maniera differente, in parte a titolo
dipendente e in parte a titolo indipendente (DTF 119 V 161 consid. 3b pag. 164;
sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.4, sentenza H 12/04 del 17
febbraio 2005, consid. 3 e 4.2.3 con riferimenti).

 

                               2.7.   A proposito dei consulenti in
generale va rammentato che in una sentenza pubblicata in DTF 110 V 72, al
consid. 4 l’allora TFA (dal 1° gennaio 2007: TF), ha dovuto esaminare la
qualifica (dipendente oppure indipendente) di un “consigliere tecnico
d’impresa.” L’attività consisteva nel fornire una consulenza nell’ambito
della costruzione di 2 fabbriche di colori e della formazione del personale
attivo in entrambe le strutture.

                                         Al
fine di un’accurata analisi del caso di specie, l’Alta Corte ha modificato la
sentenza di prima istanza ed ha stabilito che l’interessato andava affiliato
quale indipendente.

Per l’Alta Corte il contenuto del
contratto sottoscritto dalle parti conteneva maggiormente elementi in favore di
un’attività indipendente. In particolare l’interessato poteva svolgere la sua
funzione senza essere inserito nell’organizzazione dell’azienda e senza dover
sottostare a particolari direttive degli amministratori della società. Non era
neppure ravvisabile una subordinazione a livello organizzativo e la dipendenza
economica si esauriva nella circostanza che l’interessato, nel periodo in
esame, poteva lavorare unicamente per la medesima società (consid. 4: “[…] 

                                         Die erwähnten Bestimmungen,
welche als Indizien für eine Arbeitnehmerbeschäftigung gelten könnten, halten
sich durchaus im Rahmen des auch für eine selbständige Beratertätigkeit
Üblichen. Die rigorosen gegenseitigen Möglichkeiten der Vertragsauflösung (Art.
11) weisen sodann ganz eindeutig auf den selbständigen Charakter des
Beratungsauftrages hin. Auch konnte der Beschwerdeführer nach seiner
unwidersprochen gebliebenen Schilderung der effektiven Vertragsabwicklung seine
Beraterfunktion tatsächlich in unabhängiger Stellung ausüben, ohne in die
Administration der Firma BECSA eingegliedert und einem speziellen Weisungsrecht
der Firmenleitung unterstellt gewesen zu sein (Art. 3, 6 f. des Vertrages). Eine arbeitsorganisatorische Abhängigkeit, welche gemäss der erwähnten
Rechtsprechung ein Hauptmerkmal unselbständiger Erwerbstätigkeit ist, lässt
sich nicht feststellen. Die wirtschaftliche Abhängigkeit erschöpft sich darin,
dass der Beschwerdeführer während der Dauer des Vertragsverhältnisses
ausschliesslich für die Firma BECSA tätig sein musste. Dies ergibt sich aber
aus dem grossen Umfang des vorliegenden Geschäftes (technische Beratung beim
Bau zweier Farbfabriken und der Personalinstruktion) und ist für sich allein
nicht entscheidend. Zu denken ist beispielsweise an die grosse Zahl von
Zulieferfirmen in Industrie und Landwirtschaft, deren Produktion ebenfalls auf
einen einzigen Grossabnehmer ausgerichtet ist und bei denen gleichwohl nicht
zweifelhaft ist, dass es sich um eine selbständige Erwerbstätigkeit handelt“).

                                         Nei contratti di consulenza
il rischio imprenditoriale consiste proprio in questa unilateralità che viene
ancor più esacerbata dalle citate possibilità di scioglimento del contratto (“Bei
Beratungsverträgen wie dem vorliegenden liegt das typische Unternehmerrisiko
vielmehr gerade in dieser Einseitigkeit, welche durch die erwähnten
Möglichkeiten der Vertragsauflösung noch verschärft wird“). Rientra del
resto nella natura dell’attività di consulenza il fatto che il consulente
investe poco o nulla (“Anderseits liegt es in der Natur eines
Beratungsauftrages, dass der Berater unter Umständen keine oder nur wenige
spezifische Investitionen vorzunehmen hat. Im vorliegenden Fall dürften sich
diese praktisch in der vorübergehenden Einrichtung und Führung eines Büros in
Brüssel erschöpft haben. Bei Beratungsaufträgen wie dem vorliegenden geht es
nicht an, das Merkmal des Unternehmerrisikos und damit die selbständige
Erwerbstätigkeit mit dem blossen Hinweis auf fehlende erhebliche Investitionen
zu verneinen, weil hier das Unternehmerrisiko auf einer andern Ebene liegt.
Falls die Beraterfunktion unter Beizug eigener Angestellter und/oder durch
Einsatz von Hilfsmitteln (Apparate, Maschinen u.a.m.) ausgeübt würde, wären die
dadurch bedingten Investitionen lediglich als zusätzlicher Bestandteil des
Unternehmerrisikos zu betrachten“).

 

                                         In una
sentenza 9C_459/2011 del 26 gennaio 2012, il TF ha citato la DTF 110 V 72,
rammentando al consid. 5.1.1. che in quell’occasione il carattere indipendente
dell’attività di consulente derivava dal rigore con il quale nel contratto
erano regolate le possibilità di disdetta del medesimo e dalla circostanza che
l’interessato non fosse integrato nell’amministrazione della società e neppure
dovesse sottostare a particolari direttive (“In BGE 110 V 72 ging es um
einen Versicherten, dessen Tätigkeit für eine (ausländische) Firma in der
Beratung bei der Errichtung zweier Farbfabriken und bei der Ausbildung des für
den Betrieb dieser Produktionsstätten vorgesehenen Personals bestand. Das damalige Eidg. Versicherungsgericht hielt u.a. fest, es sei eine
bekannte Erscheinung der neueren Zeit, dass sich sowohl Einzelpersonen als auch
Organisationen, die auf ein bestimmtes technisches oder kaufmännisches Fachgebiet
spezialisiert seien, einer Firma (exklusiv oder neben andern) auf bestimmte
oder unbestimmte Zeit in einem selbständigen Auftragsverhältnis in
Beraterfunktion zur Verfügung stellten. Ein typisches solches selbständiges
Beratungsverhältnis liege im konkreten Fall vor, worauf insbesondere die
rigorosen gegenseitigen Möglichkeiten der Vertragsauflösung gemäss Art. 11 des
"Contrat pour une mission de conseiller" hinwiesen. Anderseits sei
der Versicherte nicht in die Administration der Auftraggeberin eingegliedert
und keinem speziellen Weisungsrecht unterstellt gewesen. Eine
arbeitsorganisatorische Abhängigkeit lasse sich nicht feststellen. Die
wirtschaftliche Abhängigkeit habe sich darin erschöpft, dass der Versicherte
während der Dauer des Vertragsverhältnisses ausschliesslich für dieselbe Firma
habe tätig sein müssen, was für sich allein jedoch nicht entscheidend sei (E.
3b)“).

 

                                         Nel
caso giudicato nella sentenza 9C_459/2011 del 26 gennaio 2012 si trattava di
un’assicurata, amministratrice unica di una SA, la quale è stata assunta
inizialmente quale consulente (consid. 3.1: […] Die Tätigkeit war zu Beginn
beratender Natur, wobei sie bereits damals in ihrer Funktion als Ambassador der
Geschäftsführung operative Aufgaben übernahm […])”, dapprima per un giorno a
settimana, poi all’80% presso la ETH Zürich Foundation e che è stata dichiarata
dipendente di quest’ultima fondazione in virtù del chiaro rapporto di
subordinazione organizzativo-lavorativo nei confronti della società di cui
doveva pure seguire le direttive (consid. 5 della citata sentenza).

                                         

                                         Va qui evidenziato che la
citata sentenza è stata oggetto di un’interpellanza dell’11 dicembre 2013 (n.
13.4126: “Abgrenzung zwischen selbstständig- und unselbstständigerwerbend.
Wer ist mein Arbeitgeber?“) del Consigliere agli Stati Konrad Graber,
sfociata in una presa di posizione scritta del Consiglio federale. L’autore
dell’interpellanza, pur dicendosi soddisfatto della risposta dell’Esecutivo
federale, ha chiesto la discussione. Il Consigliere federale Alain Berset, il
19 marzo 2014, ha tra l’altro affermato che:

 

«(…)

En fait, ce que j'aimerais souligner ici,
c'est que, dans l'arrêt du Tribunal fédéral qui est à l'origine de votre
interpellation, cette question ne se posait même pas. Il ne s'agissait pas d'une activité

typique de conseil en entreprise; la
mandataire était déléguée du conseil de fondation de l'EPFZ et directrice du
secrétariat et, pour ces fonctions-là, elle était clairement intégrée dans
l'organisation du travail de la fondation et soumise à ses instructions. En
conclusion, le Conseil fédéral estime que la jurisprudence et la pratique en
matière de statut AVS des conseillers d'entreprise ainsi que de leurs
collaborateurs ne sont absolument pas remises en cause et qu'à partir de là,
aucune action politique n'est nécessaire.»

 

                                         Va ancora
segnalata la sentenza 9C_324/2009 del 3 luglio 2009, dove il TF ha confermato
la qualifica di dipendente di un consulente che svolgeva, in seno alla medesima
società, anche altre attività e il cui contratto conteneva numerose clausole
che facevano propendere per una subordinazione in ambito
organizzativo-lavorativo (consid. 3: “[…] Ausgehend
davon, dass das Unternehmerrisiko bei Beratungstätigkeiten als
Unterscheidungsmerkmal in den Hintergrund trete, legte es das Schwergewicht auf
die Frage nach der betriebswirtschaftlich-arbeitsorganisatorischen
Abhängigkeit. Dabei zog es namentlich den Beratervertrag
vom 13. Dezember 2006 heran, welcher verschiedene Klauseln aufweise, die als
gewichtige Indizien für eine betriebswirtschaftlich-arbeitsorganisatorische
Abhängigkeit sprächen. Da die von J.________ übernommenen Tätigkeiten wie
Akquisition, Projekt- und Bauleitungsarbeiten sowie Vermittlung, Vermarktung
und Vorfinanzierung von Immobilienprojekten dem Gesellschaftszweck der
Beschwerdeführerin entsprechen, stünden sie in einem direkten Zusammenhang mit
dem Verwaltungsratsmandat. Dies erlaube den Schluss, dass J.________ diese
Tätigkeit nicht ausführen würde, wenn er nicht Verwaltungsrat der Gesellschaft
wäre. Auch deshalb sei er mit Bezug auf die für die Gesellschaft geleistete
Arbeit als Unselbstständigerwerbender zu betrachten.“ e consid. 4: “Die
Tatsache sodann, dass Fachleute, die einmalig oder wiederholt als Berater zur Lösung bereichsspezifischer oder
organisatorischer Probleme hinzugezogen werden, rechtsprechungsgemäss
regelmässig als Selbstständigerwerbende gelten (BGE 110 V 72 E. 4b S. 78 f.), führt zu keinem anderen Ergebnis, wie das BSV richtig bemerkt. Denn J.________ ist nicht nur
oder in erster Linie in beratender Funktion tätig, sondern er hat auch
zahlreiche andere Aufgaben zu erfüllen: Akquisition, kundenbezogene Beratung,
Projekt- und Bauleitungsarbeiten sowie Vermittlung, Vermarktung und
Vorfinanzierung von Immobilienprojekten.“).

 

                                         Infine, va segnalata la
sentenza 9C_132/2011 del 26 aprile 2011 pubblicata in SVR 2011, AHV Nr. 17,
pag. 62 e seguenti e concernente un informatico indipendente attivo presso la
Confederazione e che in occasione di un controllo da parte della Cassa federale
di compensazione è stato considerato dipendente del Dipartimento federale per
il quale aveva lavorato. Dopo aver riassunto, al consid. 3.2 la giurisprudenza
in merito alla qualifica dell’attività dipendente o indipendente di
un’attività, che questo Tribunale ha rammentato nei considerandi precedenti, il
TF ha confermato il carattere dipendente del lavoro svolto dall’assicurato.
L’Alta Corte, con riferimento agli accertamenti dell’istanza inferiore, ha
segnatamente rilevato come il ricorrente fosse, dal punto di vista dell’organizzazione
del lavoro, dipendente dal proprio mandante: ha lavorato, percependo un reddito
orario, in postazioni di lavoro messe a disposizione dal mandante, seguendo
precise direttive, partecipando alle sedute stabilite dal mandante, allestendo,
ogni mese, i rapporti di lavoro. Era tenuto a svolgere l’attività
personalmente, anche se una sua sostituzione con l’accordo scritto del mandante
sarebbe stata possibile. Non è incorso in alcun rischio imprenditoriale, non ha
dovuto effettuare alcun investimento notevole, non ha dovuto accollarsi alcun
rischio d’incasso o delcredere diverso da quello nel quale sarebbe incorso un
lavoratore nell’ambito di pretesa per salari (consid. 4.1 della citata
sentenza: „Die Vorinstanz hat festgestellt, der Beschwerdeführer sei in
arbeitsorganisatorischer Hinsicht vom Auftraggeber abhängig: Er habe im
Stundenlohn mit den Einrichtungen des Bundes am Ort des beauftragenden Amtes
gearbeitet, an periodischen, praxisgemäss durch den Auftraggeber festgelegten
Sitzungen teilgenommen und monatliche Arbeitsrapporte erstellt. Er sei
vertraglich zur persönlichen Arbeitsleistung verpflichtet gewesen, auch wenn
eine Substitution mit schriftlicher Zustimmung des Auftraggebers zulässig
gewesen wäre. Weiter trage er im Hinblick auf die Tätigkeiten beim UVEK kein
nennenswertes Unternehmerrisiko: Er habe keine erheblichen Investitionen
getätigt. Die Aufwendungen für Buchhaltung, Büromaterial, Infrastruktur,
Versicherungen und Mitgliederbeiträge stünden zwar im Kontext der
Erwerbstätigkeit, aber nicht im direkten Zusammenhang mit der Betätigung beim
UVEK oder den diesem unterstehenden Ämtern. Weiter habe er kein Inkasso- und
Delkredererisiko zu tragen, welches nicht in ähnlicher Form auch für
Arbeitnehmer in Bezug auf Lohnforderungen bestehe.”). Dopo
aver rilevato che le censure sollevate dal ricorrente andavano respinte od
erano inammissibili, il TF ha aggiunto che dagli atti non risultava che
l’insorgente, con l’eccezione di un ulteriore mandato per un importo di fr.
4'000 e dunque di un’importanza nettamente inferiore in rapporto a quanto
conseguito con l’attività svolta in favore della Confederazione (fr. 47'740),
fosse attivo per altre società e/o persone ed ha concluso rilevando che lo
svolgimento di un solo mandato è un ulteriore indizio in favore di un’attività
dipendente (consid. 4.3: “Aus den (vorinstanzlichen) Akten ist nicht
ersichtlich, dass der Beschwerdeführer für andere Auftrag- oder Arbeitgeber als
die dem UVEK unterstellten Bundesämter tätig war (vgl. E. 3.2); eine Ausnahme
bildet einzig der undatierte Subplanervertrag mit der A.________ Consulting,
welcher angesichts der Vergütungssumme von Fr. 4'000.- im Vergleich zu den
übrigen Verträgen eher von untergeordneter Bedeutung ist und ebenfalls ein
Projekt eines solchen Bundesamtes betrifft. Diese Konzentration auf einen
einzigen Vertragspartner stellt ein weiteres Indiz für den unselbstständigen
Charakter der Tätigkeit dar. […]”).

 

                               2.8.   In
concreto occorre stabilire se TERZ 1 va considerato dipendente della ditta
individuale RI 1, il cui titolare è __________. Per i motivi che seguono, alla
luce della documentazione prodotta dalle parti e della giurisprudenza
rammentata nei considerandi precedenti, questo TCA condivide la qualifica effettuata
dalla Cassa.

 

                                         Il caso di specie, se non per
l’attività svolta, non si scosta molto, per le sue caratteristiche, da quello
giudicato dal TF nella sentenza 9C_132/2011 del 26
aprile 2011 pubblicata in SVR 2011, AHV Nr. 17, pag. 62 e seguenti.

 

                                         TERZ 1, formatosi in ambito
bancario, è stato chiamato a collaborare con la ditta individuale RI 1 di __________
nell’ambito un progetto speciale ed urgente di analisi della clientela di una
banca per la quale la ditta in questione era attiva quale “Compliance Officer”
in outsourcing (doc. I).

 

                                         L’interessato aveva il compito
di esaminare la documentazione contrattuale dei clienti scansionata
nell’archivio informatico della banca __________ (o cartoteca) o presente in
quello cartaceo depositato in archivio, alfine di individuare/escludere che il
tale cliente era/non era __________. Si trattava di passare al setaccio circa __________
relazioni bancarie.

 

                                         TERZ 1 era stato chiamato a
collaborare con la ditta individuale RI 1 di __________ viste le sue ampie
conoscenze della tematica “__________”, essendosi occupato del cosiddetto “__________”
__________ nonché sapendo padroneggiare l’applicativo gestionale in uso nella
banca (cfr. doc. I). Egli, per le sue specifiche conoscenze, era pertanto
chiamato a svolgere il suo lavoro personalmente. Del resto non risulta dagli
atti, né le parti lo sostengono, che l’interessato abbia fatto capo a
subordinati per l’esecuzione del proprio lavoro. TERZ 1 era inoltre integrato
nell’organizzazione della ditta, dalla quale dipendeva dal punto di vista
dell’organizzazione del lavoro. Pur non essendo vincolato da orari fissi e
disponendo di una qual certa flessibilità, aveva l’obbligo di garantire almeno
8 ore quotidiane di lavoro (cfr. doc. I, pag. 4 e doc. A) e svolgeva la propria
attività in una postazione situata presso il “__________” sito logisticamente
al 1° piano dello stabile della Banca, in prossimità dell’Ufficio “Compliance”.
Ciò perché per le aperture di conti il __________ si interfaccia regolarmente
con la funzione “Compliance” (cfr. doc. I, pag. 4 e doc. A).

                                         L’interessato ha dovuto
seguire le istruzioni fornitegli (cfr. doc. I, pag. 4: “TERZ 1 ha cercato
comunque di limitare al massimo i tempi alfine di ottemperare al suo incarico e
garantire, nel limite del possibile, un’esecuzione conforme alle istruzioni
ricevute”, sottolineatura del redattore), redigere un rendiconto
completo per permettere alla ditta di verificare lo stato di avanzamento del
lavoro (doc. I, pag. 5) e partecipare regolarmente a riunioni con il titolare
(cfr. i rendiconti, doc. A5). L’8 aprile 2014, in occasione dell’incontro con
l’__________, rappresentante del __________ nell’ambito __________ ha dovuto
difendere l’attività svolta indicando le ragioni per le quali un cliente era da
considerare __________ oppure no (cfr. doc. I, pag. 5).

                                         

                                         L’interessato, oltre a
dipendere dalla ditta individuale di __________ dal punto di vista
organizzativo e temporale, dipendeva dalla medesima anche per quanto concerne
l’aspetto economico. Nel 2014 ha esercitato unicamente l’attività in favore
della RI 1 di __________ (cfr. doc. 12). Ciò che di principio costituisce un
elemento essenziale in favore della qualifica dell’attività di dipendente (cfr.
sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002, nonché sentenza 9C_132/2011 del 26 aprile 2011 pubblicata in SVR 2011, AHV Nr. 17,
pag. 62 e seguenti).

 

                                         Inoltre TERZ 1 non si è
accollato alcun rischio d’incasso o delcredere diverso da quello nel quale
incorre qualsiasi lavoratore dipendente. Se non fosse stato pagato, si sarebbe
trovato nella medesima situazione del dipendente al quale non viene versato il
salario o che viene privato della propria attività.

                                         Del resto l’interessato ha
dovuto fatturare le proprie prestazioni direttamente alla ditta individuale RI
1 di __________ e non al cliente finale di quest’ultima, ossia la banca __________.
Il rischio d’incasso apparteneva di conseguenza all’insorgente.

 

                                         Quanto alla circostanza che le
parti sono sempre partite dal presupposto che l’attività in esame, come emerge
segnatamente dalle fatture emesse da TERZ 1 (cfr. doc. D) e dall’attestato di
fine attività redatto dal ricorrente (cfr. allegato F), fosse di carattere
indipendente, va rammentato che spetta all’amministrazione e non alle parti
determinare la natura del lavoro svolto. Il TF ha già avuto modo di stabilire
che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del
diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non
costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una
persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente
(sentenza H 322/03 dell'11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005; cfr. DTF 122 V 169, al consid. 6a)aa): “Festzustellen
ist vorab, dass die Bezeichnung der Verträge mit den Telefonhostessen mit
"Auftrag" wie auch die Vertragsklausel, wonach sich die
"Beauftragte" verpflichtet, insbesondere mit der AHV als
selbständigerwerbend abzurechnen, für die beitragsrechtliche Abgrenzung
unselbständiger von selbständiger Erwerbstätigkeit nicht entscheidend ist").

 

                                         A questo proposito la
circostanza, sollevata da TERZ 1 ma contestata dal ricorrente, secondo cui
quest’ultimo avrebbe ritenuto superfluo l’iscrizione quale indipendente
dell’interessato visto il limitato periodo di attività lavorativa svolta o il
fatto, sollevato dall’insorgente, secondo cui l’interessato stesso si sarebbe
presentato come indipendente, sono privi di rilievo per la risoluzione del
caso, trattandosi di questioni interne tra le parti e non vincolando di
conseguenza in alcun modo l’amministrazione.

 

                                         Quanto alla circostanza che la
Cassa ha emesso la decisione formale quasi un anno dopo la fine dell’attività
lavorativa di TERZ 1 in favore dell’insorgente, basti qui rilevare che per
l’art. 16 cpv. 1 LAVS, di principio, i contributi possono essere fissati entro
un termine di 5 anni dalla fine dell’anno civile per il quale sono dovuti (“I contributi il cui importo non è stato fissato mediante decisione
formale entro un termine di cinque anni dalla fine dell'anno civile per il
quale sono dovuti non possono più essere né pretesi né pagati. In deroga
all'articolo 24 capoverso 1 LPGA, per i contributi secondo gli articoli 6
capoverso 1, 8 capoverso 1 e 10 capoverso 1 il termine di prescrizione scade
soltanto un anno dopo la fine dell'anno civile in cui la tassazione fiscale
determinante è passata in giudicato. Se il diritto di esigere il pagamento di
contributi arretrati nasce da un atto punibile per il quale la legge penale
prevede un termine di prescrizione più lungo, quest'ultimo è determinante”) e che in concreto, in precedenza, in relazione con l’attività in
esame, non era stata emanata alcuna decisione.

 

                                         Alla luce di tutto quanto
sopra esposto, conformemente alla giurisprudenza federale (cfr., fra le tante,
la sentenza 9C_132/2011 del 26 aprile 2011 pubblicata
in SVR 2011, AHV Nr. 17, pag. 62 e seguenti), questo TCA
deve concludere che gli indizi in favore di un’attività dipendente, nel preciso
caso di specie, sono nettamente predominanti rispetto a quelli in favore di un’attività
indipendente e che la decisione della Cassa merita conferma. __________,
titolare della ditta individuale RI 1, è tenuto a pagare i contributi sociali
sull’importo versato a TERZ 1 nel periodo litigioso.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti