# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a2b1c288-5f58-54f7-a3be-f03896cddd83
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-10-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.10.2008 D-3069/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3069-2008_2008-10-09.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3069/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  9  o t t o b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Kurt Gysi,  
cancelliera Chiara Piras.

A._______, Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 9 maggio 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3069/2008

Fatti:

A.
Il 24 marzo 2008, l'interessato ha presentato una domanda d'asilo in 
Svizzera. Ha dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. 
verbali d'audizione del 14 e del 24 aprile 2008), d'essere espatriato nel 
gennaio del 2008 per il timore d'essere ricercato dalle autorità statali, 
rispettivamente  ucciso  dagli  abitanti  del  suo  villaggio,  per  avere 
ammazzato  suo  padre  durante  una  lite.  Quest'ultimo  avrebbe  infatti 
negato  dei  soldi  all'interessato  e  voluto  sacrificarlo  all'occulto.  Con 
l'aiuto del parroco, l'interessato avrebbe lasciato il paese per venire in 
Europa. 

B.
Il 9 maggio 2008, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della  legge sull'asilo del  26 giugno 
1998  (LAsi,  RS  142.31).  Detto  Ufficio  ha  anche  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  la  Nigeria  siccome  lecita,  esigibile  e 
possibile.

C.
Il 9 maggio 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM.  Ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  del 
provvedimento  impugnato  e  la  trasmissione  degli  atti  di  causa 
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito,  la 
concessione  dell'asilo  e,  in  via  sussidiaria,  dell'ammissione 
provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una  domanda  d'esenzione  dal 
versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali.

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
LAsi, e art. 83 lett d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 
2005 [LTF, RS 173.110]). 

Pagina 2

D-3069/2008

2.

2.1 Nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa.

2.2 Nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie le condizioni d'amissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 
della  legge federale  sulla  procedura  amministrativa del  20  dicembre 
1968 (PA, RS 172.021) nonché dell'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua. 

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano. 

4.
Nella  decisione impugnata,  l'UFM ha considerato,  da  un lato,  che il 
ricorrente non ha addotto motivi che possano giustificare la mancata 
tempestiva  esibizione  di  documenti  di  viaggio  o  d'identità.  Dall'altro 
lato,  ha  ritenuto generiche e poco credibili  le  allegazioni  decisive in 
materia d'asilo presentate dall'insorgente. Quest'ultimo non ha saputo 
fornire  né  un  racconto  attendibile  dell'uccisione  del  padre,  né  date 
precise o dettagli  inerenti alla sua fuga. L'autorità inferiore ha altresì 
considerato che non sono necessari  degli  ulteriori  chiarimenti  ai  fini 
dell'accertamento  della  qualità  di  rifugiato  o  dell'esistenza  di  un 
impedimento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente.

5.
Nel  ricorso,  l'insorgente  sostiene  di  non  avere  mai  posseduto  un 
documento  ufficiale  e  dunque  di  non  poterne  produrre  alcuno.  Fa 
inoltre  valere d'essere espatriato per timore della sua comunità e di 
non  potere  beneficiare  di  un  equo  processo  in  patria.  Pertanto, 

Pagina 3

D-3069/2008

l'esecuzione  dell'allontanamento  dovrebbe  essere  considerata 
inesigibile.

6.
Giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. 
c).

6.1 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in 
particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(DTAF 2007/7 consid. 6).

7. Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dalla  evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

8.
Questo Tribunale osserva che il  ricorrente, senza valide ragioni,  non 
ha  tempestivamente  presentato  documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai 
sensi  di  legge,  benché  l'UFM  l'abbia  invitato  ad  esibirli  sin  dal  24 
marzo  2008.  Non  v'è,  altresì,  ragione  di  ritenere  che  se  avesse 

Pagina 4

D-3069/2008

effettuato dei seri e concreti sforzi per procurarsi tempestivamente un 
tale  documento,  detti  sforzi  non  avrebbero  potuto  avere  esito 
favorevole. In  particolare,  e  nella  loro  imprecisione,  non  può essere 
ritenuto plausibile che il ricorrente abbia potuto viaggiare dalla Nigeria 
all'Europa nel modo descritto senza essere controllato alle frontiere. 
Infine,  l'insorgente  ha  -  come  rettamente  rilevato  nella  decisione 
impugnata  -  fornito  poche  ed  approssimative  informazioni  sul 
passatore,  sulla natura dei  documenti  utilizzati  da quest'ultimo per il 
viaggio in Europa e sul tragitto effettuato (cfr. verbale d'audizione del 
14 aprile 2008 pag. 5). 

9.
Il  TAF rileva, altresì,  che il  ricorrente non ha presentato, all'infuori  di 
generiche censure,  argomenti  o  prove suscettibili  di  giustificare  una 
diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione. Le 
allegazioni  decisive  in  materia  d'asilo,  da  lui  presentate  in  corso  di 
procedura,  s'esauriscono,  infatti,  in  mere  affermazioni  di  parte,  non 
corroborate  da alcun elemento  della  benché minima consistenza,  in 
sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel  provvedimento  litigioso,  cui  può 
essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF in relazione all'art. 6 LAsi, all'art. 
37 LTAF ed all'art. 4 PA). Inoltre, questo Tribunale osserva che in sede 
di ricorso l'insorgente non ha fornito precisazioni o una nuova versione 
dei  fatti  più  dettagliata  rispetto a  quella  generica  presentata dinanzi 
all'UFM nel corso della procedura. Durante le audizioni l'insorgente si 
è  infatti  espresso  più  volte  in  modo  molto  generico  ed  impreciso 
sull'accaduto. A titolo d'esempio, ha affermato di non ricordare il nome 
della  persona  che lo  avrebbe accompagnato  in  Europa (cfr. verbale 
d'audizione del  24 aprile  2008 pag. 4),  di  essere  stato inseguito da 
tante persone (ibidem pag. 6) e di essere restato nascosto per una o 
due settimane nelle chiesa del villaggio (ibidem). Inoltre, sembra poco 
credibile,  che l'insorgente abbia trovato rifugio presso un prete della 
chiesa cattolica del proprio villaggio, dopo avere ucciso suo padre (cfr. 
verbale d'audizione del  24  aprile  2008 pag. 4). Il  ricorrente  si  limita 
altresì  a mere congetture, non confortate da alcun elemento serio e 
concreto,  sull'eventualità  d'essere  ucciso  dalla  “comunità”  del  suo 
villaggio  (v.  gravame,  pag.  2),  in  caso  di  rientro  in  patria, 
rispettivamente  sull'impossibilità  d'ottenere  un'appropriata  protezione 
statale contro l'eventuale futuro agire illegittimo nei suoi confronti da 
parte  di  terzi  e  di  beneficiare  di  un  equo  processo.  Peraltro,  delle 
ricerche di polizia, in relazione all'uccisione di una persona, sono delle 
misure statali del tutto legittime che non possono essere qualificate di 

Pagina 5

D-3069/2008

persecuzioni  pertinenti  nell'ottica  dell'art. 3  LAsi.  Per conseguenza, 
l'UFM ha  rettamente  considerato  come non  credibili  le  dichiarazioni 
determinanti rese dall'insorgente.

10.
Ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni  decisive 
presentate dal ricorrente (v. considerando 9 del presente giudizio), non 
risultano elementi da cui dedurre la necessità d'ulteriori accertamenti 
ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente 
medesimo (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).

11.

11.1 Per  gli  stessi  motivi,  non  emergono  dalle  carte  processuali 
neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento del ricorrente in Nigeria possa violare l'art. 25 cpv. 
2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18 
aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione sullo statuto 
dei  rifugiati  del  28  luglio  1951  (Conv.,  RS  0.142.30),  l'art.  5  LAsi 
(divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale 
del  16  dicembre  2005  sugli  stranieri  (LStr,  RS 142.20)  o  esporre  il 
ricorrente in patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari 
all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti  dell'uomo e 
delle libertà fondamentali  del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o 
all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti 
crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 
0.105).

11.2 Per il resto, può essere lasciata indecisa la questione di sapere 
se per impedimenti all'esecuzione dell'allontanamento ai sensi dell'art. 
32  cpv.  3  lett.  c  LAsi  debbano  intendersi  anche  quelli  di  diritto 
nazionale  (riguardanti  l'esigibilità  e  la  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto  internazionale  pubblico 
(esaminati  al  precedente  considerando  11.1).  In  effetti,  anche  in 
materia d'esigibilità e di possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile 
d'imporre  degli  ulteriori  chiarimenti,  ritenuto  altresì  che  il  ricorrente 
non ha indicato nel gravame che tipo d'accertamenti sarebbero ancora 
necessari e in quale ambito.

11.3 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 

Pagina 6

D-3069/2008

nondimeno  che  in  Nigeria  non  vige  attualmente  una  situazione  di 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nella totalità del territorio nazionale (v. sentenza del 
Tribunale  amministrativo  federale  D-61/2008  del  24  gennaio  2008 
consid. 10.3). 

11.4 Inoltre, il ricorrente è giovane, celibe ed ha una certa esperienza 
professionale come agricoltore (cfr. verbale d'audizione del 14 aprile 
2008, pag. 4). Non risulta altresì dalle carte processuali che egli soffra 
di  gravi  problemi  di  salute  suscettibili  d'ostare  alla  pronuncia 
dell'esecuzione dell'allontanamento (v. sulla problematica GICRA 2003 
n. 24), senza che ad un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la 
necessità  di  una  permanenza  dell'insorgente  in  Svizzera  per  motivi 
medici. In siffatte circostanze, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto 
siccome adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole 
con riferimento alle effettive possibilità per l'insorgente di un adeguato 
reinserimento sociale in Nigeria.

11.5 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Il 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile.

12.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

13.
Il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 
agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]) 

14.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per le  ragioni  indicate al  considerando 11 del  presente giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

Pagina 7

D-3069/2008

15.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

16.
Il TAF avendo statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esenzione 
dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali è divenuta senza oggetto.

17.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 
5 PA nonché art. 3 lett. a del  regolamento sulle tasse e sulle spese 
ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 
febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 8

D-3069/2008

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura 
delle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto.

3.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- autorità inferiore (in copia; n. di rif. N )
- B._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

Pagina 9