# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 926d6175-2383-537f-a3ec-ec0827ccd1f5
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2005-03-14
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 14.03.2005 BG.2004.20
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_BG-2004-20_2005-03-14.pdf

## Full Text

Sentenza del 14 marzo 2005 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Emanuel Hochstrasser, Presi-
dente, Tito Ponti  e Barbara Ott 
Cancelliere Giampiero Vacalli  

 
Parti 

  
Ministero pubblico del Cantone Ticino,  

 
 contro 
   

Ministero pubblico della Confederazione,  

 
Oggetto  Istanza di designazione del foro (art. 260 e 279 PP, 

art. 348 CP) 
 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t   

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

Numero dell ’ incarto: BG.2004.20 
 
 
 

 

 

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Fatti: 
 

A. Il 15 marzo 1978, le “Brigate Rosse”, organizzazione terroristica italiana at-
tiva soprattutto negli anni settanta, tesero un agguato a Roma al parlamen-
tare italiano Aldo Moro, sequestrandolo e uccidendo i cinque membri della 
sua scorta. Il sequestro durò fino al 9 maggio seguente, quando il politico 
italiano fu ritrovato assassinato. A quell’epoca, A.______, cittadino italiano, 
faceva parte delle “Brigate Rosse”. 
 
 

B. In seguito a tali fatti, A.______ si recò in Ticino, ove ottenne la cittadinanza 
svizzera e cambiò di nome, diventando B.______. 
 
 

C. L’8 giugno 1988, B.______ fu arrestato a Lugano sulla scorta di tre mandati 
di cattura internazionali emanati dall’autorità giudiziaria italiana nei suoi 
confronti. Non essendo però possibile la sua estradizione, il Ministero pub-
blico del Cantone Ticino (in seguito: MP/TI) aprì nei suoi confronti una pro-
cedura penale per partecipazione a diversi crimini commessi in Italia dalle 
“Brigate Rosse”. 
 
 

D. In data 29 maggio 1989, il MP/TI rinviò a giudizio B.______ per l’assassinio 
del giudice C.______, per tentativo di assassinio del giudice D.______ e 
per tentativo di rapina ad una banca, fatti perpetrati nel corso degli anni 
1978 - 1979 a Roma. B.______ fu condannato. Il 7 ottobre 1999 fu liberato 
condizionalmente. 
 
Lo stesso 29 maggio 1989, il MP/TI decretò la sospensione del procedi-
mento penale per quanto atteneva all’eventuale partecipazione di B.______ 
all’assassinio di Aldo Moro e dei membri della sua scorta. L’allora procura-
tore pubblico ticinese ritenne infatti le prove di tale partecipazione insuffi-
cienti. 
 
 

E. Il 3 giugno 1996, B.______ fu condannato dalla Corte di assise di appello di 
Roma per la sua partecipazione al “caso Moro”. La sentenza fu resa in con-
tumacia. 
 
 

F. In data 4 ottobre 1999, l’Ambasciata d’Italia in Svizzera trasmise la suddet-
ta sentenza all’Ufficio federale di giustizia (in seguito: UFG), chiedendo se 

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le autorità svizzere erano disposte a riprendere il procedimento penale con-
tro B.______. Tale richiesta non ebbe un seguito in Svizzera. 
 
 

G. Con scritto del 1° ottobre 2004, l’Ambasciata d’Italia a Berna ha chiesto 
all’UFG se le autorità svizzere hanno ripreso il procedimento penale in 
questione. Interpellato dall’UFG, il MP/TI ha risposto che, a suo parere, la 
ripresa del procedimento a carico di B.______ dipendeva oramai dal Mini-
stero pubblico della Confederazione (in seguito: MPC), viste le nuove com-
petenze federali in materia di perseguimento della criminalità organizzata. 
 
 

H. Interpellato a sua volta dal MP/TI, il MPC ha declinato tale competenza. 
Con lettera del 22 dicembre 2004 al MP/TI, esso sostiene anzitutto che 
B.______ non può essere perseguito come membro di un’organizzazione 
criminale dato che l’art. 260ter CP è entrato in vigore unicamente nel 1994. 
L’autorità federale obbietta inoltre che l’art. 340bis CP non ha effetto retro-
attivo e quindi non può essere applicato a dei crimini commessi anteceden-
temente al 1° gennaio 2002. 
 
 

I. Con istanza del 29 dicembre 2004 alla Corte dei reclami penali, il MP/TI 
chiede formalmente di attribuire al MPC la competenza per l’indagine e 
l’istruzione del procedimento nei confronti di B.______ per i fatti legati al 
“caso Moro”. 
 
 
 
Diritto: 
 

1. La Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale è competente per 
statuire su un conflitto negativo di competenza tra la Confederazione ed un 
cantone (art. 260 e 279 PP; art. 28 cpv. 1 lett. g LTPF). 

 
 
2. Dal 1° gennaio 2002, la Confederazione è competente per giudicare i reati 

previsti all’art. 260ter CP, nonché i crimini commessi da un’organizzazione 
criminale ai sensi dell’art. 260ter CP, a condizione che i reati siano stati 
commessi prevalentemente all’estero (art. 340bis n. 1 lett. a CP). 

 
2.1 Distinguendo, da un lato, i reati previsti all’art. 260ter CP e, d’altro lato, i 

crimini commessi da un’organizzazione criminale ai sensi dell’art. 260ter 

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CP, il legislatore ha ritenuto che la competenza federale non si limitava agli 
atti punibili nell’ambito di tale disposizione, ma che la medesima si esten-
desse a tutti i crimini commessi da un’organizzazione criminale, la cui no-
zione è definita all’art. 260ter CP. In altre parole, la competenza federale 
non presuppone che il reato previsto all’art. 260ter CP sia perseguibile in 
concorso con i crimini commessi per una parte preponderante all’estero. È 
sufficiente che tali crimini siano stati commessi nell’ambito di 
un’organizzazione che tiene segreti la sua struttura ed il suo effettivo e che 
persegua lo scopo di commettere degli atti di violenza criminale (cfr. FF 
1998 II pag. 1268; BÄNZIGER/LEIMGRUBER, Le nouvel engagement de la 
Confédération dans la poursuite pénale, Berne 2001, pag. 61 n. 51; G. NAY, 
in NIGGLI/WIPRÄCHTIGER, Basler Kommentar, Strafgesetzbuch II, Basilea 
2003, n. 3 ad art. 340bis CP). 

 
2.2 Le parti non contestano che l’organizzazione terrorista delle “Brigate Ros-

se” corrisponda alla definizione dell’art. 260ter CP. Quindi, il fatto che tale 
disposizione non sia applicabile, in quanto non in vigore all’epoca dei crimi-
ni commessi in Italia, non funge da ostacolo alla competenza federale. 

 
 
3. L’art. 340bis CP assegna alla Confederazione delle nuove competenze. 

Esso non è accompagnata da nessuna disposizione transitoria. Incaricato 
di statuire sulla sorte di un procedimento penale avviato in un cantone pri-
ma del 1° aprile 2002, e entrando nel quadro delle nuove competenze fede-
rali, il Tribunale federale ha ritenuto necessario applicare l’art. 171 cpv. 1 
OG e lasciare alla competenza dei cantoni che le avevano introdotte le 
procedure in corso al 1° gennaio 2002 (DTF 128 IV 225, consid. 3.1 e 3.2, 
pag. 230), salvo deroga eccezionale al foro legale (DTF 128 IV 225, consid. 
3.4, pag. 231). 

 
3.1 Il procedimento penale nei confronti di B.______ è stato avviato in Ticino 

nel 1988. Esso è stato sospeso nel 1989 con una decisione che costituisce 
in realtà un non luogo a procedere ai sensi dell’art. 144 del Codice di pro-
cedura penale ticinese (CPP/TI), nel suo tenore dell’epoca, e dell’art. 185 
CPP/TI attualmente in vigore. Tale decisione è fondata sull’assenza di pro-
ve sufficienti. Si tratta dunque di un non luogo a procedere fondato su con-
siderazioni di fatto. Orbene, un tale non luogo a procedere non è cresciuto 
in giudicato e non mette un termine definitivo al procedimento penale. Que-
sto può essere riaperto in ogni momento, nella misura in cui non subentra 
la prescrizione, se sono scoperte nuove prove (art. 187 CPP/TI; PIQUEREZ, 
Procédure pénale suisse, Traité théorique et pratique, Zurigo 2000, n. 
2952, 2960, 2987-2990; SCHMID, Strafprozessrecht, 4a ed., n. 810; SCHMID, 

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Die Wiederaufnahme des Verfahrens nach Nichthandnahme oder Einstel-
lung des Strafverfahrens, in RPS 108/1991 pag. 251 e segg., spec. 260). 
Se ne deduce che la causa è ancora pendente in Ticino e che dunque, se-
condo la giurisprudenza citata in precedenza, solo una deroga eccezionale 
al foro legale potrebbe giustificare il trasferimento del procedimento 
all’autorità federale. 

 
3.2 Se ci si attiene rigorosamente al testo legale (art. 262 cpv. 3 e 263 cpv. 3 

PP), una deroga al foro legale è possibile unicamente in caso di pluralità di 
autori (art. 349 CP) o di concorso di reati (art. 350 CP), ipotesi che non so-
no qui realizzate. Nella fattispecie, in effetti, trattandosi di crimini commessi 
all’estero, il foro in Svizzera è regolato dall’art. 348 CP. La giurisprudenza e 
la dottrina, tuttavia, ammettono che una deroga al foro legale è ugualmente 
possibile in altri casi che quelli previsti dagli art. 349 e 350 CP (SCHWE-
RI/BÄNZINGER, Interkantonale Gerichtsstandsbestimmung in Strafsachen, 2a 
ed., Berna 2004, n. 422 ss). In ogni caso tuttavia, un punto di collegamento 
deve esistere con il cantone nel quale il foro è finalmente fissato (SCHWE-
RI/BÄNZINGER, op. cit., n. 428; DTF 120 IV 280, consid. 2b, pag. 282). 

 
3.3 Secondo l’art. 348 CP, il foro legale per i crimini commessi all’estero si tro-

va nel luogo di residenza dell’autore, sussidiariamente nel suo luogo di ori-
gine e ancor più sussidiariamente nel luogo del suo arresto. Dal momento 
in cui, nel 1988, B.______ risiedeva in Ticino, la competenza di questo can-
tone è dunque manifestamente data. La competenza della Confederazione 
potendo tuttavia rientrare in linea di conto a titolo “eccezionale” (cfr. consid. 
3 supra), non resta che analizzare se le condizioni poste per una tale ecce-
zione sono realizzate. 

 
3.4 Una deroga al foro legale deve fondarsi su delle ragioni assolute, destinate 

a soddisfare degli imperativi legati alla celerità del procedimento o 
all’economia di procedura. La giurisprudenza ha così ammesso che, con-
trariamente al testo legislativo, il foro può essere fissato nel centro di gravi-
tà dell’attività delittuosa oppure nel luogo dove è possibile effettuare una 
seria economia nella raccolta delle prove. La lingua parlata dall’autore è 
stata ugualmente, occasionalmente, ammessa per giustificare una deroga 
(cfr. DTF 129 IV 202, consid. 2, pagg. 203-204, con riferimenti citati). Nel 
caso concreto, il MP/TI non giustifica con nessuno dei motivi appena elen-
cati la deroga in questione. Nella sua richiesta (v. act. 1, pag. 6), egli invoca 
anzitutto l’assenza di atti procedurali posteriori al decreto di sospensione 
ed il fatto che nessun magistrato ticinese a conoscenza della causa è anco-
ra in funzione presso il MP/TI. Tali argomenti sono però valevoli anche per 
il MPC. In seguito, il MP/TI invoca la necessità di inoltrare delle commissio-

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ni rogatorie all’Italia. Ma anche in questo ambito non si vede per quale mo-
tivo il MPC sarebbe meglio posizionato dell’autorità cantonale per trattare 
con le autorità italiane. Infine, il MP/TI menziona il proprio sovraccarico di 
lavoro. Anche supponendo che il MPC disponga di mezzi superiori, un tale 
argomento non sarebbe sufficiente per giustificare un’eccezione al foro le-
gale. Il MP/TI aggiunge che l’obbligo di condurre la procedura in lingua ita-
liana non basterebbe per rifiutare un trasferimento di competenza al MPC. 
Ciò corrisponde senza dubbio alla realtà, ma il problema non è di sapere se 
il MPC può rifiutare, ma appurare se si giustifica una deroga eccezionale al 
foro legale ticinese. 

 
 
4. Il foro per l’eventuale perseguimento di B.______ in relazione ai crimini 

commessi nell’ambito del “caso Moro” resta dunque fissato in Ticino. Sarà 
compito del MP/TI decidere se è il caso, in applicazione dell’art. 187 
CPP/TI, di riaprire o meno il procedimento sospeso nel 1989. Non compete 
alla Corte dei reclami penali dire se le condizioni di una tale riapertura sono 
realizzate nel caso concreto. 

 
 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 
 
1. L’istanza è respinta. Di conseguenza, il Ministero pubblico del Cantone Tici-

no è competente, se le condizioni sono realizzate, per riaprire il procedimen-
to a carico di B.______. 

 
2. Non si preleva tassa di giustizia. 

 
 

Bellinzona, il 16 marzo 2005 
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente:    Il Cancelliere:  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a 
 
- Ministero pubblico del Cantone Ticino 
- Ministero pubblico della Confederazione 
 
 
 

 

Informazione sui rimedi giuridici: 

Contro questa sentenza non è dato alcun rimedio giuridico.