# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9a387daa-7e62-5743-8d03-e912ade1c626
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-01-31
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 31.01.2013 U 2012 126
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2012-126_2013-01-31.pdf

## Full Text

U 12 126

1a Camera

SENTENZA
del 31 gennaio 2013

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente appalto

1. a) Nell’ambito della ristrutturazione della casa di cura e di riposo … sita a … la 

Fondazione … (in seguito: Fondazione), proprietaria della struttura, tramite 

pubblicazione sul Foglio Ufficiale del Cantone Ticino n. 76 del 21 settembre 

2012 ha bandito il pubblico appalto di alcuni lavori contemplati dall’intervento, 

fra i quali quelli delle opere da piastrellista, rivestimento di pavimenti. 

In particolare alla cifra R.900 del capitolato d’appalto precisava quanto segue: 
“Nel modulo d’offerta sono previste delle piastrelle, con due possibilità “BASE” e 
“ALTERNATIVA”, che sono state scelte, per il formato e colore, per permettere il lavoro 
con il criterio architettonico strutturato a correre (vedi disegni vincolanti allegati).
SI DOVRÀ OFFRIRE LE DUE POSSIBILITÀ A SCELTA, coloro che non offriranno le 
due possibilità si assumono il rischio che la loro offerta sia esclusa, qualora la 
committenza dovesse scegliere l’opzione per la quale non hanno offerto il prezzo.”

Il bando d’appalto non è stato impugnato, mentre entro il termine fissato per il 

29 ottobre 2012 sono pervenute alla committente 7 offerte, aperte 

pubblicamente il 31 ottobre 2012 con il seguente risultato:

Somma (IVA inclusa)
Ditta A. CHF 276'123.52
Ditta B. CHF 276'987.05
… CHF 283'032.65
… CHF 301'322.15
… CHF 283'809.00
Ditta C. CHF 283'072.10
… CHF 350‘399.37

b) Le offerte sono quindi state esaminate dalla Comunità di lavoro degli architetti 

incaricati che ha sottoposto le stesse a valutazione applicando i seguenti criteri 

di aggiudicazione previsti dalla documentazione d’appalto:

- economicità - prezzo 50%
- termini – programma previsto 20%
- qualità della ditta 25%
- formazione apprendisti   5%

Applicando i criteri di aggiudicazione, in data 14 novembre 2012, la citata 

Comunità di lavoro ha presentato alla committente, sulla base di due tabelle 

riassuntive separate, una per le offerte base e una per quelle alternative, i 

seguenti risultati del proprio accertamento sull’economicità delle offerte:

Offerta base
No. Ditta Prezzo in CHF Totale punti

1 Ditta B. 276'987.05 586.20

2 … 283'810.00 550.27

3 Ditta C. 283'072.10 501.54

4 … 283'032.65 486.61

5 … 301'322.15 474.89

6 … 350'399.57 281.73

7 Ditta A.. --- (esclusa)

Veniva inoltre osservato che la Gehri Rivestimenti SA di Lugano con i dati controllati 
dall’appalto raggiunge un punteggio per la delibera di 586.20 su un massimo di punti 600. 

 

Offerta alternativa
No. Ditta Prezzo in CHF Totale punti

1 Ditta C. 249'473.30 519.85

2 … 255'662.46 484.13

3 Ditta B. 292'080.06 443.88

4 … 293'978.16 422.14

5 … 304.179.84 365.36

6 Ditta A. (esclusa)

7 … (esclusa)

c) Con decisione del 21, comunicata il 26 novembre 2012, la Fondazione, 

adduceva di aver deciso di principio di mettere in opera i materiali indicati nel 

capitolato come “SCELTA ALTERNATIVA” per tutte le posizioni in quanto più 

economici. In considerazione dei criteri di aggiudicazione fissati nella 

documentazione di gara, risultando l’offerta della ditta C. quella 

economicamente più vantaggiosa, aggiudicava l’appalto a quest’ultima al 

prezzo di fr. 249'473.30 (IVA inclusa).

2. In data 5 dicembre 2012 la Ditta B. impugnava tempestivamente davanti al 

Tribunale amministrativo dei Grigioni la decisione d’appalto della Fondazione 

chiedendone l’annullamento e l’attribuzione diretta dei rispettivi lavori secondo 

la sua offerta base. Mentre il determinante capitolato avrebbe previsto alle pag. 

38 a 41 una scelta base con resistenza allo scivolamento di classe R10, da 

pag. 42 s. sarebbero state proposte le scelte alternative, ma sempre con lo 

stesso grado di scivolamento. Per le strutture pubbliche come nel presente 

caso queste indicazioni sarebbero di fondamentale importanza per garantirne la 

sicurezza nonché evitare inutili incidenti, per cui il tutto verrebbe prescritto e 

pure controllato dall’Ufficio svizzero per la prevenzione degli infortuni (upi). La 

delibera impugnata sarebbe avvenuta prendendo in considerazione l’offerta 

variante comprendente i prodotti delle due ditte “…” e “…”, le quali però 

secondo i loro prospetti non avrebbero in produzione piastrelle con il grado di 

scivolamento R10 prescritto tassativamente dal capitolato d’appalto, per altro 

pure preteso dagli architetti responsabili e in modo vincolante pure dall’upi per 

simili edifici. Per contro i prodotti previsti in alternativa sarebbero disponibili solo 

con grado di scivolamento R9 o R11, il primo troppo scivoloso e il secondo più 

ruvido, ma per questo assolutamente inadeguato. Essi non rispetterebbero 

quindi un importante e imprescindibile criterio di concorso, il che comporterebbe 

un insanabile vizio di forma nonché di sostanza non essendo garantito il 

necessario grado di sicurezza. La delibera dovrebbe quindi essere effettuata 

sulla parte del capitolato di base, dove essa risulterebbe quale migliore 

offerente, per cui dovrebbe essere presa direttamente in considerazione.

3. a) Nella propria presa di posizione la Fondazione convenuta chiedeva di 

respingere il ricorso, per quanto lo stesso fosse ricevibile. Secondo il testo del 

capitolato d’appalto, che avrebbe previsto sia nella premessa R. 900 due 

distinte possibilità di offerta una base e l’altra alternativa con le rispettive 

esplicite conseguenze, nonché anche per i prodotti della variante alle posizioni 

381.011 e 381.013 esplicitamente “Resistenza allo scivolamento R10 

(richiesto)” sarebbe stato chiaro che la valutazione avrebbe riguardato due 

differenti categorie di offerte e che per tutti i prodotti previsti sarebbe stato 

preteso il grado di scivolamento R10, indipendentemente dai prodotti elencati 

dalle ditte produttrici nei loro prospetti. Ora avendo la ricorrente inoltrato senza 

contestazione né riserva alcuna un’offerta sia per la scelta base che per quella 

alternativa, pretendendo ora l’esclusione sia dell’offerta aggiudicataria che di 

tutta la categoria riguardante la scelta alternativa violerebbe il principio della 

buona fede e presenterebbe un comportamento palesemente contraddittorio 

(venire contra factum proprium). Sulla base delle indicazioni dell’architetto 

responsabile, che non avrebbe formulato nessuna riserva in merito alla qualità 

nemmeno per i prodotti previsti per l’offerta alternativa, lei stessa come 

committente avrebbe formulato chiare premesse in merito soprattutto anche alla 

resistenza allo scivolamento R10, che tutti avrebbero dichiarato di voler e poter 

rispettare. La committente avrebbe quindi il diritto di pretendere esattamente 

quelle forniture, cosa che verrebbe severamente da lei pretesa e controllata. 

Del resto le attestazioni fornite nel frattempo dalla ditta aggiudicataria con la 

sua presa di posizione proverebbero la possibile fornitura dei prodotti 

corrispondenti.

b) La ditta aggiudicataria chiedeva nella propria presa di posizione che il ricorso 

fosse respinto. Infatti i materiali da lei offerti corrisponderebbero perfettamente 

ai criteri fissati nel capitolato d’appalto. In particolare avrebbe offerto i prodotti 

“…” e “…” dopo aver verificato che fosse possibile ottenere le rispettive forniture 

con resistenza allo scivolamento R10. Che ciò sia possibile entro termini di 

alcune settimane verrebbe ora esplicitamente certificato dalle due ditte fornitrici 

con scritti del 10 rispettivamente 12 dicembre 2012, comprese le conferme da 

una parte già esistente e dall’altra da fornire nell’ambito della prevista 

produzione durante le prossime settimane da parte di due istituti esteri 

specializzati esplicitamente riconosciuti dall’upi.

4. Nella propria replica la ricorrente oltre a confermare il proprio petito e le sue 

argomentazioni aggiungeva di non essere mai stata in malafede, in quanto si 

sarebbe fidata completamente del fatto che i progettisti avrebbero imposto 

correttamente il grado di resistenza allo scivolamento R10. Solamente al 

momento della delibera avrebbe costatato che le due ditte non avrebbero avuto 

a disposizione i materiali pretesi. La svista dei progettisti non potrebbe in ogni 

caso ricadere sulle ditte offerenti e nemmeno potrebbero essere accettati dei 

materiali, che metterebbero in pericolo la sicurezza dei futuri utenti. In ogni caso 

sia secondo il verbale di apertura delle offerte che a mente delle tabelle di 

valutazione avrebbe inoltrato delle offerte sia secondo il prezzo che 

economicamente fra le più vantaggiose, comprendenti materiali ineccepibili e 

sicuri secondo le specificazioni del capitolato d’offerta. Perciò dopo il controllo e 

l’analisi delle offerte il preavviso degli architetti a mano della committenza 

avrebbe proposto l’aggiudicazione alla ricorrente stessa. Le dichiarazioni delle 

ditte fornitrici allegate dalla ditta aggiudicataria non sarebbero attendibili, in 

quanto per una nuova produzione e certificazione a regola d’arte 

occorrerebbero almeno 5 – 6 mesi. Inoltre una delle ditte ammetterebbe 

apertamente che il preteso materiale dovrebbe ancora essere in futuro prodotto 

e poi certificato. Si sarebbe in presenza di un maldestro tentativo di tamponare 

un grave e insanabile vizio di forma e anche di sostanza, che dovrebbe portare 

all’esclusione della scelta alternativa per mancanza del prodotto e/o della 

certificazione del tipo R10, in merito al quale dovrebbe essere esperita una 

perizia indipendente.

5. a) Nella propria duplica la Fondazione convenuta ribadiva di aver scelto in primo 

luogo l’offerta alternativa, per cui tutte le argomentazioni della ricorrente in 

merito all’offerta di base risulterebbero irrilevanti. Per provare la qualità pretesa 

dei materiali di variante non sarebbe necessaria nessuna perizia, viste le 

certificazioni allegate o previste da parte di uffici specializzati riconosciuti, 

parificati a quelli previsti dalla ricorrente stessa (suoi documenti F e G).

b) La ditta aggiudicataria convenuta in sede di duplica ribadiva sostanzialmente gli 

argomenti della presa di posizione e aggiungeva la conferma della seconda 

ditta fornitrice del 18 gennaio 2013 secondo la quale la produzione e fornitura 

delle piastrelle richieste del tipo R10 sarebbe possibile, previa ordinazione 

all’inizio di febbraio, entro la fine di febbraio, e che la rispettiva certificazione 

avverrebbe, come già specificato nel suo scritto del 10 dicembre 2012, 

contestualmente alla produzione entro lo stesso termine. 

Considerando in diritto:

1. Oggetto del giudizio è la questione a sapere se, per la fornitura delle opere di 

piastrellista (rivestimento di pavimenti) messe a pubblico concorso, in seguito 

alla pretesa carenza dei prodotti pretesi per la variante alternativa, tutte le 

rispettive offerte avrebbero dovuto rimanere escluse e la delibera sarebbe 

dovuta avvenire unicamente in considerazione della scelta di base, per la quale 

la ricorrente avrebbe inoltrato l’offerta economicamente più vantaggiosa. La 

ditta ricorrente contesta in particolare la conformità dell’offerta presentata dalla 

ditta aggiudicataria e quindi perora l’annullamento della decisione impugnata e 

la diretta assegnazione della commessa. 

2. a) Come indicato nel bando d’appalto e non contestato dalle parti in causa, la 

procedura in giudizio è retta dalle disposizioni della Legge sugli appalti pubblici 

del Cantone dei Grigioni (Lap) e della relativa ordinanza (Oap). Ai sensi dell’art. 

21 Lap l'offerta economicamente più vantaggiosa ottiene l'aggiudicazione (cpv. 

1). Possono essere tenuti in considerazione in particolare criteri quali la qualità, 

il prezzo, l'esperienza, la funzionalità, i termini, il valore tecnico, l'estetica, i costi 

d'esercizio, la continuità, la creatività, il servizio clientela, l'infrastruttura e la 

formazione di apprendisti (cpv. 2). Il committente rende noti nell'avviso di gara o 

nella documentazione di gara i criteri di aggiudicazione che trovano 

applicazione, indicando il loro valore relativo o l'ordine della loro importanza 

(cpv. 3 e PTA 2009 no. 33 cons. 2). L'aggiudicazione di appalti ampiamente 

standardizzati può avvenire esclusivamente secondo il criterio del minor prezzo. 

Ciò va sostanzialmente presunto anche quando il committente non ha reso noto 

agli offerenti alcun criterio di aggiudicazione (cpv. 4).

b) In conformità all’art. 27 Lap, il ricorso è proponibile contro le violazioni di diritto, 

compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento e l'accertamento 

errato o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti, mentre è esclusa la censura 

dell'inadeguatezza. Questo significa che il Tribunale amministrativo non può 

sostituire il proprio apprezzamento a quello dell’autorità deliberante, ma è 

tenuto ad accettare soluzioni difendibili, fondate su motivi oggettivi anche se 

dovesse preferire una soluzione diversa. Viste le componenti di carattere 

squisitamente tecnico che caratterizzano gran parte delle procedure d’appalto 

nonché tenuto conto del fatto che, di regola, gli enti committenti si avvalgono 

dell’assistenza di professionisti del ramo incaricati di stendere il capitolato e di 

verificare l’adempimento delle offerte ai requisiti dello stesso, tenor costante 

prassi il Tribunale amministrativo è tenuto a concedere all’ente appaltante un 

ampio margine discrezionale e quindi ad evitare censure quando lo stesso 

giudica valide delle offerte caratterizzate da soluzioni che non rispecchiano 

specularmente le richieste del capitolato ma che appaiono sensate e che non 

siano atte a falsare il principio della libera concorrenza. In tale contesto la 

cognizione di esame della Corte amministrativa si limita, come in materia di 

esami, all’arbitrarietà o meno della decisione d’appalto (STA U 08 36, U 10 65). 

Tale prassi trova particolare applicazione nell’esame sull’incompletezza o sulla 

mancata conformità delle offerte ai sensi dell’art. 22 lett. c Lap e quindi sulla 

passibilità di esclusione delle stesse.

c) Dal profilo formale, l’istante sembra voler trarre vantaggio dal fatto che dopo 

l’analisi e il controllo iniziale delle offerte, il preavviso degli architetti 

all’attenzione della committenza proponeva l’aggiudicazione dei lavori alla 

ricorrente. Tale osservazione non è propria a modificare le sorti del giudizio. La 

committente può, ma non ha alcun obbligo di seguire la proposta dei tecnici. 

Nel caso di specie, la decisione di fondo riguardante l’esecuzione dell’offerta di 

base o della variante rientrava sicuramente nel potere discrezionale dell’autorità 

appaltante. Poiché nell’evenienza la convenienza del prezzo era stata il 

principale motivo per optare a favore della variante anziché preferire l’offerta di 

base, in questa scelta non è ravvisabile alcuna violazione del potere 

discrezionale che spetta alla committenza.

3. a) Nel caso in giudizio, la committente, tramite la documentazione di gara 

consegnata a tutti gli offerenti nonché parte integrante e vincolante della 

procedura d’appalto, ha indicato in dettaglio i criteri di aggiudicazione 

determinanti per l’accertamento dell’offerta economicamente più vantaggiosa 

che erano:
- economicità - prezzo 50%
- termini – programma previsto 20%
- qualità della ditta 25%
- formazione apprendisti   5%

La committente ha pure indicato in dettaglio le modalità di assegnazione delle 

note in relazione all’adempimento dei vari criteri. L’offerta economicamente più 

vantaggiosa, ai sensi dell’art. 21 Lap, sarebbe quindi stata quella che avrebbe 

conseguito la nota complessiva più alta. Sia a questo proposito ricordato che la 

ditta ricorrente non contesta né i criteri di aggiudicazione che trovano 

nell’evenienza applicazione, né il loro valore relativo o l'ordine della loro 

importanza. Contestata a posteriori è unicamente l’ammissione per 

l’aggiudicazione della variante pretesa, che a detta dell’istante non 

adempirebbe le condizioni di gara.

b) Quanto alla qualità dei materiali, il capitolato d’appalto era chiaro al proposito 

sia riguardo all’offerta di base che alla variante. Per ambedue i prodotti era 

richiesto un grado di scivolamento R10. Inoltre agli offerenti venivano spiegate 

le conseguenze nelle quali sarebbero incorsi se avessero introdotto solo 

l’offerta di base o la variante. Tutti i partecipanti all’appalto, ed in particolare 

anche la ditta ricorrente, avevano accettato le condizioni di gara senza alcuna 

rimostranza sui prodotti richiesti sia per l’offerta di base che per la variante e 

avevano garantito per iscritto l’ossequio dei termini di consegna ed esecuzione 

dell’opera. Nel proprio ricorso l’istante perora ora l’esclusione dalla 

considerazione delle offerte che hanno per oggetto la variante richiesta, non 

essendo reperibili sul mercato i prodotti richiesti da questa alternativa. Infatti, 

nei prospetti rilasciati dalle ditte fornitrici delle piastrelle offerte, figurerebbero 

solo prodotti con un grado di scivolamento R9 o R11. Ma queste due qualità 

sarebbero in concreto inutilizzabili in quanto una piastrella risulterebbe troppo 

sdrucciolevole mentre l’altra sarebbe troppo ruvida.

c) Come giustamente addotto dalla Fondazione convenuta, una simile 

argomentazione configura un venire contra factum proprium, inconciliabile con il 

principio costituzionale della buona fede, che vincola non soltanto l’autorità ma 

anche l’amministrato (PTA 2008 no. 24). In altri termini, all’offerente non è dato 

assumere un comportamento successivamente diametralmente opposto alla 

condotta tenuta in precedenza, senza violare con questo il principio della buona 

fede. Infatti, nella propria offerta l’istante garantiva la consegna e la posa entro i 

termini richiesti dei prodotti richiesti e quindi anche dei materiali desiderati nella 

variante offerta. Concludendo ora all’impossibilità di fornire detti materiali e 

quindi alla necessità di escludere dall’aggiudicazione tutte le varianti offerte, la 

ricorrente contravviene manifestamente a quanto precedentemente da essa 

affermato. Sembrerebbe che l’istante voglia semplicemente veder esclusa dalla 

considerazione la variante richiesta, nella cui graduatoria l’offerente occupava 

in termini di economicità il terzo posto, a favore dell’offerta di base, nell’ambito 

della quale l’istante risultava invece aver presentato l’offerta economicamente 

più vantaggiosa.

d) Dal profilo materiale è invece indiscusso che le ditte elencate nei materiali di 

gara non abbiano in catalogo e non offrano su internet delle piastrelle con un 

grado di scivolamento R10, come invece esigeva anche la variante richiesta. E’ 

vero che nel loro assortimento queste ditte dispongono solo di piastrelle con un 

grado di scivolamento R9 e R11, ambedue non conciliabili con il capitolato 

d’appalto. Questa constatazione non significa però che le ditte non siano in 

grado, tramite una produzione settoriale particolare, di fornire, dopo averne 

debitamente controllata l’efficacia, ai loro clienti una piastrella con grado di 

scivolamento R10. Questa possibilità doveva del resto essere chiara anche alla 

ricorrente, avendo la stessa parimenti offerta e garantita la consegna del 

prodotto richiesto nella variante, senza esprimere alcuna riserva al riguardo.

e) Accanto alla constatazione che la ditta ricorrente con le proprie censure mette 

in dubbio il contenuto della propria offerta, occorre comunque precisare che 

anche qualora il prodotto offerto non fosse ancora reperibile sul mercato, tale 

fattore andrebbe comunque relativizzato, nel senso che questa manchevolezza 

rappresenterebbe un vizio di importanza secondaria giusta la nuova 

giurisprudenza di questa Corte. Nelle STA U 07 81, 52 e 44, il Tribunale 

amministrativo stabiliva che se le condizioni d’offerta riguardanti determinati 

fattori non fossero ancora soddisfatte al momento dell’introduzione dell’offerta, 

questo fatto andasse semmai considerato come un vizio d’importanza 

secondaria e non certo come la fornitura d’informazioni inveritiere da parte 

dell’impresa concorrente. In questi casi per questo Giudice bastava 

l’assicurazione che dopo l’assegnazione sarebbe stato dato seguito alle pretese 

richieste nel capitolato d’appalto. Nell’evenienza in oggetto, è palese che non 

da tutti gli offerenti possa essere preteso, già al momento dell’introduzione 

dell’offerta, una garanzia sull’esistenza della richiesta qualità del prodotto da 

offrire. In questi casi l’offerente sarebbe costretto ad effettuare dei 

preinvestimenti che potrebbero in seguito rivelarsi inutili, non avendo ottenuto 

l’assegnazione. Nel caso in esame è incontestato che nel frattempo ambedue le 

ditte fornitrici delle piastrelle oggetto della variante scelta abbiano garantita la 

possibilità di eseguire e consegnare tempestivamente il prodotto nella quantità 

e qualità richieste. L’affermazione fatta dall’istante e stando alla quale la 

certificazione fornita dall’assegnataria dei lavori non sarebbe sufficiente a 

comprovare la qualità del prodotto offerto è priva di riscontri oggettivi e non può 

pertanto essere udita. Le certificazioni in parola sono state rilasciate da un 

laboratorio estero che ha eseguito i test in base alle prescrizioni dell’upi e le 

certificazioni poste in forse dall’istante adempiono i medesimi requisiti di quelli 

forniti dalla ricorrente stessa. Per stabilire la qualità del prodotto non si giustifica 

pertanto né l’audizione degli architetti responsabili, né l’esecuzione di una 

perizia. La committente può in ogni momento desistere dal contratto d’appalto 

di carattere privato qualora dovesse considerare che la qualità del prodotto 

richiesto non potesse essere garantita. E’ pertanto a giusto titolo che l’autorità 

deliberante afferma di poter esigere, nell’ambito del contratto d’appalto da 

stipulare con l’assegnataria dei lavori, la fornitura del prodotto alla qualità 

richiesta ed al prezzo offerto. In caso di impossibilità ad adempiere tali 

condizioni contrattuali, sarebbe in ogni caso la concorrente a dover garantire la 

fornitura delle piastrelle alla qualità richiesta al prezzo offerto, pena le 

conseguenze di legge.

4. In conclusione, l’atteggiamento della Fondazione convenuta non contravviene 

alle disposizioni in materia di appalti pubblici ed alla relativa giurisprudenza 

sviluppata dal Tribunale amministrativo a questo riguardo sia per quanto attiene 

alla scelta della variante che per la validità dell’offerta dell’assegnataria dei 

lavori. Poiché quest’ultima aveva nell’ambito della variante offerta presentato 

l’offerta economicamente più vantaggiosa, era giustamente a questa che era 

stata data la preferenza. Per questo il ricorso appare immotivato e va in questa 

sede integralmente respinto.

5. Visto l’esito del ricorso, che viene respinto, i costi di procedura sono posti a 

carico della ricorrente (art. 73 cpv. 1 LGA). In applicazione dell’art. 78 cpv. 2 

LGA alla Confederazione, al cantone e ai comuni nonché alle organizzazioni cui 

sono affidati compiti di diritto pubblico non vengono di regola assegnate ripetibili 

se vincono la causa nell’esercizio delle loro attribuzioni ufficiali. In analoga 

applicazione di tale norma alla Fondazione convenuta non vengono 

riconosciute ripetibili in quanto la stessa, nel contesto della procedura d’appalto, 

si è attivata in una funzione di diritto pubblico.

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 4'000.--

- e le spese di cancelleria di fr. 333.--

totale fr. 4'333.--

il cui importo sarà versato dalla Ditta B. entro 30 giorni dalla notifica della 

presente sentenza all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, 

Coira.