# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8cd6254e-fc2d-5a93-b9ed-29e079fbfa41
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-04-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 28.04.2008 60.2007.317
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2007-317_2008-04-28.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2007.317

   

  	
  Lugano

  28 aprile
  2008/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai
  giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Alessandra Mondada, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sull’istanza 23/24.8.2007
presentata da

 

 

	
   

  	
  IS 1, ,

  patr. da: PR 1 

  
	
   

  	
   

  tendente ad ottenere, in relazione
  all’esito del procedimento penale sfociato nel decreto di abbandono 5.6.2007
  emanato dal procuratore pubblico Luca Maghetti (ABB __________), un’indennità
  a’ sensi degli art. 317 ss. CPP;

  	 

 

	
   

  	
   

  

richiamati gli scritti 29/30.8.2007 del
magistrato inquirente – che postula la reiezione della domanda siccome
prematura – e 3/6.9.2007 della Divisione della giustizia – che si rimette alle
osservazioni del Ministero pubblico –;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto ed in diritto

 

                                         che
l’1.10.2004 IS 1 è stato arrestato con le accuse di atti preparatori punibili
alla rapina, di furto, di danneggiamento, di contravvenzione alla legge
federale sugli stupefacenti e di infrazione alla legge federale sulla
circolazione stradale (AI 1/2, inc. MP __________);

                                         che
il provvedimento è stato confermato il giorno successivo dal giudice
dell’istruzione e dell’arresto Edy Meli per l’esistenza di gravi e concreti
indizi di colpevolezza e di bisogni dell’istruzione (AI 4, inc. MP __________);

 

 

                                         che
l’accusato è stato scarcerato il 3.11.2004 (AI 23, inc. MP __________);

 

 

                                         che
con decreto 5.6.2007 il procuratore pubblico ha abbandonato il procedimento
penale limitatamente ai titoli di atti preparatori punibili alla rapina, di furto
e di danneggiamento in ragione della “(…) venuta a cadere degli estremi di
reato a fronte della più recente giurisprudenza del Tribunale federale (DTF 132
IV 127), ritenuto come la soglia del tentativo non sia stata, nel caso concreto,
superata” (ABB __________);

 

 

                                         che
il procedimento penale è ancora pendente per le ulteriori ipotesi accusatorie
di contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti e di infrazione alla
legge federale sulla circolazione stradale;

 

 

                                         che
con l’istanza in esame – presentata nel termine di un anno di cui all’art. 320
cpv. 1 CPP – IS 1 chiede, protestando le ripetibili, che lo Stato della
Repubblica e del Cantone Ticino sia condannato a versargli, quale risarcimento
del danno sofferto in seguito al procedimento penale, l’importo di CHF 8'611.25,
oltre interessi, di cui CHF 2'711.25 per spese legali, CHF 2'500.-- per danni
materiali e CHF 3'400.-- per torto morale;

 

 

                                         che
giusta l’art. 317 CPP l’accusato prosciolto – ossia assolto al processo dalla
Corte delle assise correzionali o criminali o dal pretore, oppure liberato da
ogni accusa con decreto di abbandono – ha diritto ad un’indennità nella forma
della rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali
e della riparazione del torto morale (REP. 1998 n. 126; G. PIQUEREZ, Traité de
procédure pénale suisse, 2. ed., Ginevra/Zurigo/Basilea 2006, n. 1556 ss.; R.
HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN,
Schweizerisches Strafprozessrecht,
6. ed., Basilea 2005, § 109 n. 1 ss.);

 

                                         che,
come detto, il decreto di abbandono concerne soltanto i reati di atti
preparatori punibili alla rapina, di furto e di danneggiamento e non, anche,
gli altri titoli ipotizzati dal magistrato inquirente, che ritiene quindi prematura
l’istanza di indennità in questione;

 

 

                                         che
occorre determinare con precisione, interpretando, cosa il CPP intenda con il
termine prosciolto di cui all’art. 317 CPP;

 

 

                                         che
i lavori preparatori non aiutano a chiarire ulteriormente il termine prosciolto,
segnatamente a sapere se il diritto valga solo in caso di totale
proscioglimento o anche in caso di parziale proscioglimento, come nella
fattispecie in esame;

 

 

                                         che
l’art. 429 del Codice di diritto processuale penale svizzero prevede invero che
l’imputato ha diritto ad un’indennità anche se è stato solo parzialmente
assolto (FF 2006 p. 1231);

 

 

                                         che
nell’ambito della recente revisione delle norme sull’indennità a favore
dell’accusato prosciolto, entrata in vigore il 18.8.2006, il Consiglio di Stato
ha nondimeno rinunciato a specificare tale aspetto (Messaggio del Consiglio di
Stato n. 5749 del 25.1.2006, p. 3);

 

 

                                         che
la Camera dei ricorsi penali ritiene di principio, nella propria
giurisprudenza, che un’indennità sia possibile solo in presenza di un proscioglimento
totale dell’accusato;

 

 

                                         che
considera tuttavia prosciolto l’accusato assolto da imputazioni
indipendenti da quelle che hanno portato alla sua condanna, ovvero riconducibili
a reati e/o a fatti del tutto diversi (decisione 31.3.2007 in re S.K., inc. __________);

 

 

                                         che
l’art. 317 CPP non si applica pertanto ai casi in cui le accuse che hanno
portato alla condanna e quelle per cui c’è stato un proscioglimento sono riferite
al medesimo fatto o complesso di fatti (decisione 7.12.2005 in re M.S., inc. __________,
confermata dall’Alta Corte con giudizio 1P.35/2006 del 7.3.2006);

 

                                         che
nel caso concreto le imputazioni di atti preparatori punibili alla rapina, di furto
e di danneggiamento – oggetto del decreto di abbandono 5.6.2007 (ABB __________)
– erano indipendenti da quelle di contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti
e di infrazione alla legge federale sulla circolazione stradale, per le quali
il procedimento penale è ancora pendente;

 

 

                                         che
di conseguenza, non concernendo i suddetti reati il medesimo complesso di fatti,
l’art. 317 CPP è, di principio, applicabile al caso concreto, per cui il fatto
che il procedimento penale non sia ancora del tutto concluso non osta alla
presente domanda di indennità;

 

 

                                         che
IS 1 chiede tuttavia, tra l’altro, CHF 3'400.--, oltre interessi, quale riparazione
del torto morale per i 34 giorni di ingiusta detenzione preventiva sofferta nel
contesto del citato procedimento penale, promosso anche per i reati di contravvenzione
alla legge federale sugli stupefacenti e di infrazione alla legge federale sulla
circolazione stradale, sui quali il procuratore pubblico rispettivamente il
giudice di merito non si sono ancora pronunciati;

 

 

                                         che,
inoltre, il 23.11.2007 il procuratore pubblico Moreno Capella ha promosso
l’accusa nei suoi confronti per titolo di infrazione aggravata e
contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti, reati commessi a __________
nel 2005-ottobre 2006 ed a __________, __________ e __________ nel mese di
settembre 2006 (AI 20, inc. MP __________);

 

 

                                         che
giusta l’art. 51 prima frase CP il giudice computa nella pena il carcere
preventivo scontato nell’ambito del procedimento in atto o di un altro procedimento
(BSK Strafrecht I – C. METTLER, 2. ed., Basilea 2007, n. 1 ss. ad art. 51 CP);

 

 

                                         che
l’istanza introdotta da IS 1 è di conseguenza prematura per quanto concerne la
domanda di risarcimento del carcere sofferto dall’1.10.2004 al 3.11.2004: esso sarà
computato, in applicazione della predetta disposizione, nell’eventuale pena
dipendente dai reati di cui ai procedimenti penali ancora pendenti a suo carico;

 

                                         che
evidentemente – qualora sia prosciolto rispettivamente qualora i citati 34
giorni non siano computati interamente nella pena – l’istante potrà presentare
una nuova istanza di indennità giusta gli art. 317 ss. CPP;

 

 

                                         che
si giustifica quindi esaminare unicamente la domanda inerente la rifusione
delle spese legali ed il risarcimento del danno materiale;

 

 

                                         che,
nello stabilire l’importo delle spese di patrocinio da risarcire, questa Camera
verifica la conformità della nota di onorario ai criteri della Tariffa
dell’Ordine degli avvocati (TOA) – abrogata dall’1.1.2008, ma ancora
applicabile al caso concreto essendo in vigore al momento dell’attività legale
prestata – applicando i parametri giurisprudenziali seguiti dal Consiglio di
moderazione;

 

 

                                         che
per tutti i procedimenti penali l’avvocato ha quindi diritto di esporre, per
l’assistenza al patrocinato durante le informazioni preliminari, l’istruttoria
e la preparazione al dibattimento, un supplemento che non deve in ogni caso
eccedere quello massimo previsto dagli art. 31 ss. TOA (art. 37 TOA), ossia CHF
5'000.-- per i procedimenti di contravvenzioni a leggi cantonali e federali,
CHF 3'000.-- per i processi davanti al pretore, CHF 15'000.-- per i processi
davanti alla Corte delle assise correzionali e CHF 50'000.-- per i processi
davanti alla Corte delle assise criminali;

 

 

                                         che,
entro tali limiti, l’onorario deve essere stabilito in base ai principi
generali dell’art. 8 TOA, cioè secondo la complessità e l’importanza, il valore
e l’estensione della pratica, la competenza professionale e la responsabilità
dell’avvocato, il tempo e la diligenza impiegati, la situazione sociale e
patrimoniale delle parti, l’esito conseguito e la sua prevedibilità;

 

 

                                         che
il Consiglio di moderazione fissa dal 2001 la remunerazione, a dipendenza della
complessità della fattispecie, a CHF 250.-- orari per i casi più semplici (CHF
200.-- dal 1992 e CHF 220.-- dal 1996), senza stabilire un limite massimo;

 

 

                                         che
nel riconoscimento dell’onorario risarcibile questa Camera ammette onorari corrispondenti
ad una regolare, ordinata e ragionevole conduzione del mandato, applicando
criteri corrispondenti a quanto mediamente praticato, lasciando a carico del patrocinato
la parte riconducibile ad una specifica scelta del patrocinatore;

 

 

                                         che
in questo senso si tiene conto della complessità e dell’importanza della
pratica, delle difficoltà fattuali e giuridiche, della responsabilità,
dell’impegno, della diligenza e del tempo impiegati, nonché della prevedibilità
dell’esito del procedimento;

 

 

che in altre parole
l’onorario a tempo va stabilito prendendo quale parametro un avvocato sperimentato
nel diritto penale, tenuto conto di un ragionevole margine di oscillazione
connesso con le particolarità del caso;

 

 

                                         che
con decisione 11.7.2007 IS 1 è stato ammesso al beneficio del gratuito patrocinio
a far tempo dal 7.10.2004 (inc. GIAR __________);

 

 

                                         che
– essendo stato prosciolto dalle accuse – ha nondimeno diritto di chiedere
un’indennità per ingiusto procedimento;

 

 

                                         che
l’istante postula la rifusione della nota professionale del suo patrocinatore
di fiducia, avv. __________, __________, di complessivi CHF 2'711.25, oltre
interessi, di cui CHF 1'958.35 a titolo di onorario (470 minuti a CHF
250.--/ora), CHF 561.40 di spese e CHF 191.50 di IVA (doc. A);

 

 

                                         che
la tariffa applicata appare conforme ai suddetti principi;

 

 

                                         che
sommando il dispendio orario delle singole prestazioni esposte nella nota di
dettaglio risulta un tempo di 740 minuti e non, quindi, di 470 minuti, come
indicato nel totale e riportato nell’istanza di indennità;

 

 

                                         che
si tratta manifestamente di un errore di battitura: si deve ritenere che IS 1
chieda, in realtà, la rifusione di CHF 3'921.75, di cui CHF 3'083.35 a titolo
di onorario (740 minuti a CHF 250.--/ora), CHF 561.40 di spese e CHF 277.-- di
IVA;

 

 

                                         che,
anche con questa rettifica, la nota – dispendio orario/spese – appare rispettosa
dei principi sopra citati;

 

 

                                         che
nondimeno, per tenere conto che il patrocinio ha riguardato anche i reati di contravvenzione
alla legge federale sugli stupefacenti e di infrazione alla legge federale
sulla circolazione stradale (cfr., per esempio, il verbale di interrogatorio
3.11.2004 del qui istante, p. 5 s., inc. MP __________), si giustifica ridurre
di ¼ il totale esposto nella nota;

 

 

                                         che
all’istante va quindi rifuso, a titolo di spese legali, l’importo di CHF 2'941.30
(CHF 3'921.75 dedotti CHF 980.45);

 

 

                                         che
per gli interessi moratori sono applicabili le disposizioni generali del CO e
pertanto essi vanno riconosciuti al tasso del 5% (art. 104 cpv. 1 CO) dalla
prima interpellazione agli atti (art. 102 CO), ossia – nel caso concreto –
dall’introduzione in data 23.8.2007 della presente istanza;

 

 

                                         che
– con riferimento al risarcimento dei danni materiali – secondo la
giurisprudenza sviluppata da questa Camera nell’interpretazione delle norme
precedentemente in vigore, in merito al concetto dei danni pecuniari da
risarcire, era stato inizialmente affermato che “tali sono e non possono
essere altri che quelli della perdita di guadagno e di occupazione” (REP.
1925 p. 312), per poi successivamente confermare l’estensione interpretativa
del danno pecuniario al “danno patrimoniale, materiale” e cioè del
lucrum cessans e del damnum emergens in nesso di causa ed effetto (REP. 1985 p.
406 e 1988 p. 422);

 

 

                                         che
l’accusato deve dimostrare che il danno subito è la conseguenza diretta dell’accusa
o della detenzione [nesso di causalità naturale ed adeguato tra il procedimento
penale ed il pregiudizio (decisione TF 1P.602/2003 del 23.2.2004)];

 

                                         che
per la valutazione e l’estensione del danno sono applicabili, quale diritto
suppletivo, gli art. 42 ss. CO
(R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 7);

 

 

                                         che IS 1 chiede il risarcimento di CHF 2'500.--, oltre
interessi, per perdita di guadagno: “ai tempi del suo arresto, (…), svolgeva
attività lavorativa saltuaria (…), che gli permetteva di conseguire un reddito
variabile tra i CHF 3'000.-- ed i CHF 2'500.-- mensili. L’attività svolta “in
nero” non è comprovabile, ma le (sue) dichiarazioni (…) sono confermate
dal fatto ch’egli provvedesse al proprio sostentamento” (istanza 23/24.8.2007,
p. 2);

 

 

                                         che
il fatto che, in sede di interrogatorio (verbale 1.10.2004, p. 2, inc. MP __________
/ verbale 3.11.2004, p. 3, AI 22, inc. MP __________), abbia sostenuto di
lavorare – in nero – non è, evidentemente, sufficiente per comprovare
l’effettiva perdita di guadagno;

 

 

                                         che
non è inoltre dimostrato che egli provvedesse al suo sostentamento: egli in
effetti, nel periodo precedente all’arresto, era ospite di diverse
persone (moglie dalla quale era separato, amico, nuova compagna), per cui non
si può escludere che facesse fronte ai suoi bisogni con l’aiuto di queste
persone [come all’inizio del 2008 (“Vivo a __________ con la mia attuale compagna
che provvede finanziariamente al mio sostentamento”, verbale di interrogatorio
23.1.2008, p. 2, AI 22, inc. MP __________)];

 

 

                                         che,
a prescindere da queste considerazioni, lo Stato non può certamente risarcire
una perdita di guadagno intervenuta in nero;

 

 

                                         che la pretesa non può di conseguenza essere
ammessa;

 

 

                                         che
IS 1 protesta le ripetibili;

 

 

                                         che
– nella commisurazione dell’onorario relativo alla formulazione dell’istanza di
indennità – questa Camera, oltre i parametri elaborati dal Consiglio di
moderazione per la determinazione dell’adeguatezza delle spese di patrocinio
legale, tiene in particolare in considerazione il grado di accoglimento del
gravame;

 

 

                                         che
la redazione della domanda non presentava dal profilo giuridico e fattuale difficoltà
particolari, per cui l’onere lavorativo può essere considerato limitato;

 

 

                                         che
va pertanto ammesso – tenuto conto del solo parziale accoglimento dell’istanza
– un importo di CHF 250.--, comprendente onorario, spese ed IVA;

 

 

                                         che, alla luce delle suddette
considerazioni, al qui istante va rifuso l’importo complessivo di CHF 3'191.30,
di cui CHF 2'941.30, oltre interessi, per spese legali e CHF 250.-- per
ripetibili di questa sede;

 

 

                                         che
giusta l’art. 39 cpv. 2 LTG la tassa di giustizia per le azioni concernenti
l’indennità dell’accusato prosciolto e l’indennità per la detenzione illegale è
fissata nei limiti stabiliti nell’art. 14 cpv. 1 n. 1 LTG e nell’art. 17 LTG;

 

 

                                         che
la tassa di giustizia di CHF 500.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi
CHF 550.--, sono poste a carico del qui istante – parzialmente soccombente – per
la somma di CHF 350.--.

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 317 ss. CPP ed ogni
altra norma applicabile,

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   L’istanza
è parzialmente accolta.

 

                                         Di
conseguenza lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino, Bellinzona, in relazione
al decreto di abbandono 5.6.2007 del procuratore pubblico Luca Maghetti (ABB __________),
rifonderà a IS 1, __________, __________, a titolo di indennità giusta gli art.
317 ss. CPP, l’importo di CHF 3'191.30, oltre interessi del 5% su CHF 2'941.30 dal
23.8.2007.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di CHF 500.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF
550.-- (cinquecentocinquanta), sono poste a carico di IS 1, __________, __________,
in ragione di CHF 350.-- (trecentocinquanta).

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) sono dati, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale rispettivamente il ricorso in materia di diritto pubblico al
Tribunale federale per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78, 82,
85 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dagli art. 81 e 89 LTF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

                                      

 

                                         per
conoscenza:

                                      

 

 

 

Per la Camera dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                           La
segretaria