# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 080abe2b-747d-54bc-b426-4dd0e8989959
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-11-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 08.11.2005 16.2005.85
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2005-85_2005-11-08.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2005.85

  	
  Lugano

  8 novembre
  2005/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 9
maggio 2005 presentato da

 

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

 

la sentenza 21 aprile 2005 del Giudice di pace supplente
del circolo di Pregassona, nella causa civile inappellabile (inc. n. 2/2005/O)
promossa con istanza 14 gennaio 2005 da

 

 

	
   

  	
  CO 1 

   

  

 

 

 

 

con al
quale l'istante ha chiesto il pagamento di fr. 1'151.40 oltre accessori nonché
il rigetto in via definitiva dell'opposizione interposta dal convenuto al PE n.
__________ dell'UE di Lugano, domande accolte dal giudice,

 

 

 

letti ed esaminati gli atti

 

considerato

 

 

in fatto e in diritto:

 

                                         che
con istanza 14 gennaio 2005 l'avv. CO 1 ha convenuto in giudizio RI 1 per
ottenere il pagamento di fr. 1'151.40 rivendicati a saldo della nota emessa il
15 luglio 2003 (di complessivi fr. 2'851.40, doc. M) per le proprie prestazioni
professionali nell'ambito di una consulenza e dell'allestimento di un ricorso
in relazione a una problematica che interessava il convenuto con riferimento ai
contenuti del Piano regolatore di Pregassona (doc. M), e più precisamente
all'accertamento del limite della zona boschiva;

 

                                         che il
convenuto si è opposto alla pretesa avversaria contestando la bontà
dell'intervento dell'istante il cui ricorso è stato dichiarato irricevibile,
per cui contesta di doverlo remunerare e ritiene in ogni caso eccessive le ore
fatturate; 

 

                                         che in
occasione dell'udienza del 3 marzo 2005 il giudice di pace ha informato il
convenuto della possibilità di sottoporre la nota dell'istante alla Commissione
di verifica dell'Ordine degli avvocati, assegnandogli un termine scadente il 2
aprile 2005 per produrre l’eventuale risposta;

 

                                         che con
sentenza 21 aprile 2005 il Giudice di pace supplente ha accolto l'istanza;

 

                                         che con
il presente tempestivo gravame, trasmesso a questa Camera il 4 luglio 2005, RI
1 è insorto contro il predetto giudizio postulandone l'annullamento sulla base
dei titoli di cassazione di cui alle lettere e) e g) dell'art. 327 CPC: il
ricorrente si duole innanzi tutto della lesione del suo diritto di essere
sentito per il fatto che il giudice di pace ha emanato il proprio giudizio
senza attendere l'esito della procedura di verifica della nota professionale; rimprovera
inoltre al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le risultanze
istruttorie non ritenendo fondate le sue censure;

 

                  che
con osservazioni 15 luglio 2005 la controparte ha postulato la reiezione del
ricorso;

 

                                         che i
successivi scritti del ricorrente devono essere estromessi dall’incarto poiché
il CPC non prevede la possibilità di formulare controosservazioni e la
procedura ricorsuale si è conclusa con la presentazione delle osservazioni
dell'istante;

                                         

                                         che a
prescindere dalle censure ricorsuali, la sentenza dedotta in cassazione è nulla
per carenza di motivazione;

 

                                         che
infatti, l'art.  285 cpv. 2 lett. e CPC prevede la nullità delle sentenze che
non contengono i motivi di fatto e di diritto che hanno indotto il giudice a
determinarsi nel senso indicato;

 

                                         che per
non incorrere in questa sanzione, il giudice deve spiegare, ancorché
succintamente, perché si risolve a dar torto, totalmente o parzialmente, a una
parte piuttosto che all'altra, essendo sufficiente ma necessario, per quanto
riguarda i motivi di diritto, che il giudice indichi sommariamente le ragioni
della sua decisione, riferendosi a disposizioni legali, regole professionali o
usi commerciali (Cocchi/Trezzini,
CPC-TI, ad art. 285, m. 2); 

 

                                         che nel
caso concreto il giudice di pace, dopo aver indicato all'istante la possibilità
di sottoporre la nota professionale dell'istante alla Commissione di verifica
dell'Ordine degli avvocati preposta al controllo della conformità delle
remunerazioni richieste da parte dei membri dell’Ordine degli avvocati (art. 26
Legge sull'avvocatura), anziché sospendere la lite e attendere il giudizio
della Commissione di verifica (che il Consiglio di moderazione, con decisione 24 giugno 2005, ha dichiarato incompetente ad
esprimersi sulla nota professionale dell'istante siccome emessa nell'ambito di
una consulenza amministrativa là dove la retribuzione dell'avvocato non dipende
dalla Tariffa ma dal diritto federale, cfr. art. 394 cpv. 3 CO), ha accolto l'istanza
non ritenendo che esistessero in concreto elementi negativi nei confronti
dell'istanza al di là di quanto possa essere valutato dalla Commissione di
verifica dell'Ordine degli avvocati;

 

                                         che la
sentenza dedotta in cassazione, che accoglie così l'istanza senza darne
spiegazione alcuna, in particolare senza neppure considerare ed esprimersi
sulle contestazioni sollevate dal convenuto in merito alla conduzione del
mandato da parte dell'istante, al quale rimprovera chiaramente di non aver
svolto correttamente il compito affidatogli per aver inoltrato un ricorso
irricevibile (art. 398 CO), risulta priva di valida motivazione;

 

                                         che in
virtù dell'art. 142 CPC, la nullità della sentenza (in concreto espressamente
comminata dalla legge) dev'essere rilevata d'ufficio, senza che sia necessario
verificare le ulteriori censure ricorsuali;

 

                                         che
l'incarto deve pertanto essere rinviato al giudice di pace affinché proceda a
un nuovo giudizio;

 

                                         che a
dipendenza dell'esito del gravame e della particolarità della fattispecie, non
si prelevano spese né tassa di giustizia, né si assegnano ripetibili.

 

                                         

Per questi motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC

 

 

pronuncia:              1.
  La sentenza 21 aprile 2005 del Giudice di pace del circolo di Pregassona è
nulla.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese, né tassa di giustizia. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  -; 

  - 

   

  

                                         Comunicazione
alla Giudicatura di pace del circolo di Pregassona.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale
d’appello

La presidente                                                               La
segretaria