# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** aff66631-66ee-56f6-b043-3e0ced71c243
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-02-27
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 27.02.2007 14.2006.105
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2006-105_2007-02-27.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2006.105

  	
  Lugano

  27 febbraio
  2007/rgc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente,

  Pellegrini e Walser

  

 

	
  segretaria:

  	
  Locatelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile
promossa con istanza 23 agosto 2006 da

 

	
   

  	
  AO 1 

  (rappr. dall'RA 2) 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 

  (rappr. dall' RA 1) 

   

  

 

tendente ad ottenere il rigetto definitivo dell'opposizione
interposta da AP 1 al PE n. __________ dell'11/21 agosto 2006 dell'UE __________;

 

sulla quale istanza il Segretario assessore della Pretura __________
con sentenza 26 ottobre 2006 (EF.2006.2426), ha così deciso:

 

“1.   L’istanza è accolta:
l'opposizione interposta dalla parte convenuta al precetto esecutivo n. __________ 
dell'Ufficio esecuzione e fallimenti __________, è respinta in via
definitiva. 

 

2.    Le spese e la tassa di giustizia per complessivi
fr. 700.–, da anticipare dalla parte istante, sono poste a carico della parte
convenuta, la quale rifonderà a controparte fr. 6'000.– a titolo di indennità.

 

Sentenza dedotta tempestivamente in appello dall'escusso che con
atto 8 novembre 2006 ne postula la riforma del dispositivo n. 2, nel senso di
ridurre l'indennità riconosciuta all'istante a fr. 50.–, protestate spese e
ripetibili; 

 

viste le osservazioni 1° dicembre 2006 della parte appellata, che
dichiara di rimettersi al giudizio di questa Camera; 

 

richiamato il decreto presidenziale del 14 novembre 2006 con cui
all'appello è stato concesso effetto sospensivo; 

 

esaminati atti e
documenti; 

 

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con PE n. __________ dell'11/21 agosto 2006 dell'UE __________, la AO
1 ha escusso AP 1 per la prestazione di una garanzia di fr. 4'499'000.– oltre
interessi al 3.5% dal 15.07.2006. Quale titolo di credito, la procedente ha
indicato: “Richiesta di garanzia del 14.7.2006. Esecuzione a convalida del
sequestro no. __________.” Interposta tempestiva opposizione, la procedente ne
ha chiesto il rigetto definitivo.

 

 

                                  B.   La
procedente fonda la sua pretesa sulla decisione 14 luglio 2006, con cui __________
e per essa RA 2 ha fatto obbligo all'escusso di prestare una garanzia
complessiva di fr. 4'499'000.– destinata ad assicurare il pagamento di suoi crediti
relativi alle imposte federali dirette 1995/ 1996/ 1997/ 1998/ 1999/ 2000/ 2001/
2002/ 2003/ 2004 per fr. 2'799'000.– e, come responsabile solidale, di analoghi
crediti per gli anni 1995/ 1996/ 1997/ 1998/ 1999 dovuti da __________, __________,
per fr. 1'700'000.– (doc. B). L'istante produce altresì la conferma dell'avviso
di ricevimento di questa decisione da parte dell'escusso (doc. C), nonché le risoluzioni
del Consiglio di Stato n. __________ (doc. D) e n. __________ (doc. E). 

 

 

                                  C.   All'udienza
di contraddittorio del 25 ottobre 2006, nessuna delle parti è comparsa.  

 

                                  D.   Con
sentenza 26 ottobre 2006 il Segretario assessore __________, ha accolto
l'istanza di rigetto definitivo dell'opposizione. Ha considerato che la
richiesta di garanzia 14 luglio 2006 costituisce per legge un titolo esecutivo
(art. 248 LT) e che è data l'identità del titolo, del creditore e del debitore con
gli stessi elementi dell'esecuzione. 

 

 

                                  E.   Contro
la sentenza pretorile si aggrava tempestivamente AP 1, chiedendo la riduzione
dell'indennità riconosciuta all'istante da fr. 6'000.– a fr. 50.–. L'ente
pubblico istante - e, per esso in particolare l’ufficio cantonale incaricato - avrebbe
partecipato alla procedura di rigetto dell'opposizione nell'ambito delle sue
mansioni di legge, senza poter dimostrare costi aggiuntivi; né quella parte ha
partecipato all'udienza.  

 

 

                                  F.   Con
osservazioni 1° dicembre 2006, l'istante si è rimesso al giudizio di questa
Camera. 

 

 

 

Considerato

                                      

in diritto:                 1.    Ai sensi dell'art. 62 cpv. 1 OTLEF,
nelle contestazioni concernenti tra l'altro il rigetto dell'opposizione (art.
25 n. 2 lett. a LEF), il giudice può, su domanda della parte vincente,
condannare quella soccombente al pagamento di un'equa indennità come
risarcimento delle spese. Tale indennità è destinata a coprire la perdita di
tempo e le spese; se del caso, essa può comprendere anche le spese derivanti
dal patrocinio da parte di un avvocato (DTF 119 III 69). In particolare, la
parte vincente, non patrocinata, avrà diritto ad essere risarcita per il
dispendio di tempo causatole dal processo e per ulteriori spese dipendenti dal
medesimo (Cocchi/Trezzini, CPC-TI,
art. 150 CPC, n. 520 e m. 10; Staehelin,
in Basler Kommentar zum SchKG, Vol. I, N. 74 ad art. 84).                             

 

 

                                  2.    In
concreto, fuori discussione l'intervento di un patrocinatore e quindi anche
l'eventualità di applicazione o di riferimento alla TOA o a qualsiasi altra
tariffa professionale relativa ad atti di patrocinio, non a torto l'appellante
rileva come l'Ufficio esazioni e condoni, competente per la riscossione
dell'imposta federale diretta, si sia occupato della procedura di rigetto
dell'opposizione nell'ambito delle proprie mansioni istituzionali (art. 104 e
165 della LIFD e art. 4 cpv. 5 Reg. d'applicazione della LIFD). A tal fine,
esso ha semplicemente presentato l'istanza di rigetto dell'opposizione la cui
redazione -di pochissime righe- non ha richiesto approfondimenti, studi
particolari, consulenze esterne o altre misure indispensabili, tali da causare
spese che debbano essere risarcite dalla controparte. È vero che l'istanza è
relativa a un credito di importo rilevante ed è anche vero che l'istanza è
stata preceduta da una richiesta di garanzia e da determinati accertamenti,
nonché dalla domanda di esecuzione, ma si tratta di elementi che non
influiscono sul calcolo dell'indennità processuale, così come prevista dalla
OTLEF: non v'è indicazione che l'indennità debba essere proporzionale al valore
del credito posto in esecuzione, né le operazioni preparatorie appartengono
alla procedura di rigetto e comunque sono state compiute anch'esse nell'ambito
dei compiti dell'autorità statale (cfr. in particolare art. 248 LT e 169 LIFD).
Né all'ente procedente sono insorte spese di qualsiasi natura dalla
partecipazione all'udienza che -a ragione o a torto- ha disertato.  

 

                                         Tuttavia,
tenuto conto come l'appellante ammetta il principio del riconoscimento alla
controparte di spese forfetarie di cancelleria, non appare iniquo di caricare
al soccombente l'importo di fr. 100.– a titolo di indennità processuali. In
questo senso ed entro questi limiti l'appello dev'essere accolto. 

 

 

                                   3.    A
dipendenza del fatto che l'ammontare dell'indennità riconosciuta in primo grado
è stata fissata autonomamente dal Segretario assessore, non v'è motivo per
esporre una tassa di giustizia per la presente decisione. Quanto alle indennità
processuali chieste dall'appellante in questa sede, sembra il caso di rilevare
che, potendosi considerare la valutazione impugnata come un "errore"
del primo giudice, nelle sue osservazioni all'appello, la parte qui soccombente
sul tema delle indennità, non ha chiesto la conferma del giudizio di prima
sede, rimettendosi invece alla decisione di questa Camera. In tal modo si può
ben prescindere anche dall'assegnazione di indennità processuali alla parte
vincente (Chiesa in: NRCP 2003,
pag. 227).  

 

 

 

Motivi
per i quali,

richiamati per le spese gli art. 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF,

 

 

pronuncia:              1.    L'appello
8 novembre 2006 di AP 1, __________, è parzialmente accolto.
Di conseguenza il dispositivo n. 2 della sentenza 26 ottobre 2006 del
Segretario assessore __________, viene riformato come segue: 

 

                                          “2.  Le
spese e la tassa di giustizia per complessivi fr. 700.–, da anticipare dalla
parte istante, sono poste a carico della parte convenuta, la quale rifonderà a
controparte fr. 100.– a titolo di indennità.”

 

 

                                   2.    Non
si prelevano spese né tassa di giustizia. Non si assegnano indennità. 

 

 

                                   3.   Intimazione a:      – __________ RA 2, __________; 

                                                                      –
RA 1, __________.

 

                                         Comunicazione
alla Pretura __________.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                           La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giacché il valore litigioso della vertenza, di fr. 5'950.–,
non raggiunge il limite di legge di fr. 30'000.–, contro la presente decisione
è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione, solo se la
controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art.
74 cpv. 2 lett. a LTF).

 

Nello stesso termine è possibile proporre al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, anche ricorso sussidiario in materia
costituzionale (art. 113 e segg. LTF).