# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cd22e284-1d1a-50e1-962b-422ef63bac37
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-01-24
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 24.01.2013 13.2012.93
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_003_13-2012-93_2013-01-24.html

## Full Text

Incarto n.

  13.2012.93

  	
  Lugano

  24 gennaio
  2013

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La terza Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Walser, presidente,

  Pellegrini e Lardelli

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Meyer

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo 8 novembre 2012
presentato da

 

	
   

  	
    RE 1  

   

  
	
   

  	
  contro la decisione 26 ottobre 2012 del Pretore del
  distretto di __________, nella causa inc. n. SE.2011.361 promossa in data 28
  ottobre 2011 da

   

  CO 2 

  e

  CO 3 

  rappresentato dalla madre CO 2,

  entrambi patrocinati dall’ PA 1 

   

  nei confronti del

   

  CO 4 

  rappresentato dal RA 1e patrocinato dall’ PR 1

  	 

	
   

  	
   

  	 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con
azione 28 ottobre 2011 CO 2, agente per sé e per il figlio minorenne CO 3, ha chiesto la condanna del CO 4 al pagamento di almeno fr. 9'735.- e interessi, oltre a fr.
7'680.60 per spese preprocessuali e fr. 7'680.60 per spese e ripetibili,
invocando d’un lato la responsabilità civile dell’ente pubblico quale
proprietario della strada sulla quale CO 3 si è infortunato in data 17 agosto
2010, dall’altro le norme sulla responsabilità per atto illecito.

 

                                         In data
16 gennaio 2012 la parte convenuta ha inoltrato le proprie osservazioni
opponendosi alla pretesa attorea.

 

 

                                  B.   In
occasione del dibattimento 12 marzo 2012 le parti hanno ribadito in sostanza le
rispettive tesi di fatto e di diritto e confermato le proprie richieste,
notificando i relativi mezzi di prova, che sono in parte stati assunti.

 

 

                                  C.   Con
raccomandata 13 luglio 2012 il Pretore ha trasmesso gli atti e i documenti di
causa al  RE 1 al fine di verificare la sua disponibilità a fare una perizia
orale e, in caso affermativo, ad allestire il preventivo dei relativi costi.

 

                                         Preso
atto del consenso di principio espresso dallo stesso, il Pretore ha assegnato
alle parti un termine di 15 giorni per presentare i quesiti peritali. Le parti
hanno fatto pervenire i quesiti in data 6 settembre 2012, e il primo giudice,
ammessili con ordinanza 11 settembre 2012, li ha trasmessi al perito.

 

                                         Con lettera
17 settembre 2012 il  RE 1 ha rilevato che le domande peritali sottopostegli
esulano dalla sua specializzazione professionale quale neuropsicologo, ritenuto
che gli aspetti da esaminare richiedono la valutazione da parte di uno
psicologo o psichiatra dell’età infantile.

 

                                         Con
e-mail 25 ottobre 2012 la Pretura di __________ ha chiesto al 

                                          RE 1 di
ritornare i documenti di causa. Con risposta di medesima data egli ha
comunicato di aver provveduto alcune settimane prima alla distruzione delle
copie ricevute, non immaginando di doverle restituire.

 

 

                                  D.   Con
ordinanza 26 ottobre 2012 il Pretore, ritenuto il comportamento del  RE 1
inaccettabile e soggetto a sanzione, lo stesso avendo distrutto degli atti
originali, gli ha “comminato” (sic!) una multa disciplinare di fr. 1'000.- e ha
sollecitato gli organi preposti dall’O__________ ad avviare una procedura di
reclamo nei confronti del proprio dipendente e ad adottare sanzioni
amministrative per il suo agire, gravemente lesivo di obblighi assolutamente
elementari e dei diritti delle parti in causa.

 

 

                                  E.   Con
reclamo 8 novembre 2012 il  RE 1 si aggrava contro la decisione 26 ottobre
2012, chiedendone in via principale l’annullamento e, in via subordinata, la
sua riforma nel senso di una riduzione della multa disciplinare a fr. 100.-. Il
reclamante contesta anzitutto che i documenti trasmessi dalla Pretura fossero
originali, rilevando poi che il Pretore non aveva indicato alcun obbligo di
conservare e restituire la documentazione al termine dell’allestimento della
perizia sicché egli aveva provveduto alla distruzione della medesima in
ottemperanza alle direttive interne dell’O__________ relative al trattamento di
documentazione con dati sensibili. Osserva in seguito di non essersi rifiutato
di collaborare ai sensi dell’art. 167 lett. a CPC, prestando al contrario la
sua collaborazione nel limite del possibile. Evidenzia inoltre che chi non
collabora o commette degli errori per negligenza non è punibile giusta
l’art. 167 CPC. Da ultimo, rimprovera al primo giudice di aver applicato
la pena massima prevista dal CPC, violando così il principio di
proporzionalità.

 

 

                                  F.   Con
osservazioni 20 novembre 2012 CO 2 e CO 3 hanno chiesto la conferma della
decisione pretorile.

 

                                         Con
lettera 26 novembre 2012 il CO 4 ha rinunciato a presentare osservazioni,
rimettendosi al giudizio di questa Camera.

 

                                         Con
osservazioni 27 novembre 2012 il Pretore ha rilevato che i documenti trasmessi
al reclamante erano gli originali, allegando una dichiarazione della
funzionaria amministrativa a comprova di tale circostanza. Il primo giudice ha
poi osservato che l’agire del medico ha generato costi aggiuntivi alle parti e
alla giustizia e che i fr. 1'000.- di multa sono in linea con lo stipendio di
quest’ultimo e permetteranno di fissare al minimo le spese processuali.

 

 

considerato

 

in diritto:                  1.   Con
la decisione impugnata il Pretore ha “comminato” al  RE 1 una multa
disciplinare di fr. 1'000.-. Parrebbe quindi che il primo giudice abbia
stabilito il pagamento di una multa di fr. 1'000.- in caso di inadempienza
delle disposizioni della sentenza medesima, ciò considerato che la comminatoria
altro non è che la minaccia di pena prevista dalla legge. Tuttavia, la
“comminatoria” in oggetto essendo accompagnata da un termine di 30 giorni per
procedere al pagamento dell’importo stabilito, è da ritenere che, a dispetto
del termine utilizzato, il Pretore abbia in realtà inteso infliggere la pena
comminata dall’art. 167 CPC. Così è peraltro stato inteso anche dal reclamante.
Si può quindi senz’altro procedere all’esame del gravame. 

 

 

                                   2.   La
decisione 26 ottobre 2012, con la quale il Pretore ha inflitto una multa ai
sensi dell’art. 167 cpv. 1 lett. a CPC, è impugnabile giusta i combinati art.
167 cpv. 3, 319 lett. b cifra 1, 321 cpv. 2 CPC e 48 lett. c LOG, con reclamo
nel termine di dieci giorni alla terza Camera civile del Tribunale d’appello.

 

                                         Nel caso
concreto la decisione impugnata è pervenuta al  RE 1 il 29 ottobre 2012, sicché
il gravame qui in esame, datato 8 novembre 2012 e consegnato alla posta il
medesimo giorno, è tempestivo e da questo punto di vista ammissibile. Il
reclamante, seppure non è parte nella vertenza promossa da CO 2 e CO 3 contro
il CO 4, ha poi un sicuro interesse a impugnare la decisione che lo concerne,
toccandolo nei suoi diritti, ed è quindi legittimato a ricorrere.

 

 

                                   3.   Il
CPC prevede che con il rimedio del reclamo possono essere censurati soltanto
l’applicazione errata del diritto (art. 320 CPC, lett. a) e l’accertamento
manifestamente errato dei fatti (lett. b).

 

                                3.1   L’art. 160
CPC prevede un obbligo generale delle parti e dei terzi di cooperare
all’assunzione delle prove nel processo civile. Il giudice deve informare le
parti e i terzi sull’obbligo di cooperazione, sul diritto di rifiutarsi di
cooperare e sulle conseguenza in caso di mancata cooperazione (art. 161 CPC).
In caso di rifiuto indebito di cooperare di un terzo, il giudice può
infliggergli una multa disciplinare fino a 1'000.- franchi (art. 167 cpv. 1
lettera a CPC), pronunciare la comminatoria penale secondo l’art. 292 CP
(lettera b), ordinare l’esecuzione coattiva (lettera c), rispettivamente
addossargli le spese giudiziarie causate dal rifiuto (lettera d). Queste misure
(la cui elencazione è esaustiva) sono intese quali mezzi di coercizione
indiretta per ottenere la collaborazione dei terzi renitenti (Rüetschi, Berner Kommentar, 2012, n. 5
ad art. 167 CPC; Hasenböhler, in
Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger, Kommentar zur schweizerischen
Zivilprozessordnung, 2010, n. 9 ad art. 167; Higi,
in Brunner/Gasser/Schwander, ZPO Kommentar, 2011, n. 6 ad art. 167). Il rifiuto
indebito di cooperare di una parte non comporta per contro né pene né la
coercizione diretta nei confronti della parte medesima, ritenuto comunque che
il giudice ha da tenerne conto nell’ambito dell’apprezzamento delle prove (art.
164 CPC).

 

 

                                   4.   Nel
caso di cui trattasi, il reclamante censura la decisione impugnata, sostenendo
che il suo agire non configura un rifiuto di collaborare ai sensi dell’art. 167
lett. a CPC, avendo egli anzi dichiarato la propria disponibilità di principio
a fungere da perito nell’ambito del procedimento di cui trattasi.

 

                                4.1   È qui
anzitutto da esaminare se il comportamento rimproverato al reclamante, il quale
ha distrutto i documenti inviatigli dalla Pretura, sia da considerare quale
rifiuto di collaborare ai sensi delle norme sopracitate. Il  RE 1 ha dapprima manifestato la sua disponibilità a fungere da perito, indicando un costo massimo della
perizia di fr. 3'500.-, segnalando di rimanere in attesa dei quesiti peritali e
dell’assegnazione del termine per la consegna del referto (lettera 24 luglio
2012). In seguito, con ordinanza 11 settembre 2012, il Pretore gli ha
notificato i quesiti, indicandogli però di attendere prima di procedere,
essendo ancora in attesa del versamento dell’anticipo delle spese peritali. Con
scritto 17 settembre 2012 il  RE 1 ha poi rilevato che le domande formulate
esulavano dal contesto della sua specializzazione professionale di
neuropsicologo, rientrando invece nel settore di competenza di uno psicologo o
di uno psichiatra dell’età infantile, dichiarandosi comunque disposto, se
richiesto, a procedere ad una valutazione delle capacità cognitive del bambino.
Fin qui egli ha quindi fatto quanto ci si poteva ragionevolmente attendere da
un professionista richiesto di prestare la sua consulenza, tanto che nulla gli
è stato rimproverato, né poteva esserlo.

 

                                4.2   Il fatto che
il Pretore ha considerato meritevole di sanzione è la distruzione a opera del
reclamante della documentazione inviatagli in vista dell’allestimento della
perizia, distruzione avvenuta dopo che egli aveva constatato e comunicato al
primo giudice che il tema della perizia esulava dalle sue competenze
specialistiche. Ciò non costituisce tuttavia un rifiuto di prestare la propria
collaborazione, bensì un errore commesso per negligenza nell’ambito di questa
collaborazione. Certo, trattasi di un fatto deprecabile, ma va considerato che,
se è vero che lo scritto con il quale gli atti sono stati trasmessi al perito
non indicava che si trattava di copie, e neanche menzionava che potevano essere
distrutte, neppure rendeva attento che si trattava degli atti originali, né che
i medesimi dovevano essere restituiti. Se per la Pretura era pacifico che si
trattava degli atti originali dell’incarto, ciò non doveva necessariamente
apparire evidente al perito, il quale poteva anche ritenere che si trattasse di
documenti allestiti per lui nell’ottica del mandato quale perito.

 

                                         Tenuto
conto che il sistema sanzionatorio dell’art. 167 CPC è inteso principalmente
quale mezzo di pressione per indurre i terzi a collaborare (vedi sopra, consid.
3.1), tale norma non appare applicabile alla fattispecie concreta, ove si è in
presenza di un errore che, per quanto deprecabile sia, non può essere
assimilato al rifiuto di collaborare.

 

 

                                   5.   Per
quanto concerne il dispositivo n. 2 della decisione impugnata, concernente
l’avvio di una procedura di reclamo e l’imposizione di sanzioni amministrative
da parte degli organi preposti dell’O__________, a ragione il reclamante osserva
che spetta semmai a quest’ultima autorità, e non al Pretore, valutare se
l’agire del reclamante sia gravemente lesivo di obblighi assolutamente
elementari oppure se egli abbia provveduto alla distruzione dei documenti in
ottemperanza alle direttive interne dell’O__________ relativamente al
trattamento di documentazione con dati sensibili e, se del caso adottare
sanzioni amministrative. Salva ovviamente la facoltà del Pretore di fare le
segnalazioni che ritiene opportune. La questione non necessita dunque di essere
ulteriormente approfondita.

 

 

                                   6.   Visto
quanto precede il reclamo dev’essere accolto e la sanzione inflitta con decisione
26 ottobre 2012 annullata. Non è pertanto necessario esaminare se, come
sostiene il reclamante, la sanzione medesima sia da considerare eccessiva.

 

                                         Le spese
processuali sono poste a carico dello Stato. Non si assegnano ripetibili al
reclamante che non si è fatto rappresentare professionalmente in giudizio.

 

                                         La
presente decisione rende priva d’oggetto la domanda di effetto sospensivo
contenuta nel reclamo.

 

 

Per i quali motivi

 

 

pronuncia:              1.   Il
reclamo 8 novembre 2012 del  RE 1 è accolto. Di conseguenza il
dispositivo n. 1 della decisione 26 ottobre 2012 è annullato.

 

                                   2.   La
domanda di effetto sospensivo è priva d’oggetto.

 

                                   3.   Le
spese processuali di fr. 250.-, sono poste a carico dello Stato. Non si
assegnano ripetibili.

 

                                   4.   Notificazione
(unitamente alle osservazioni 20, 26 e 27 novembre 2012 al reclamante):

	
   

  	
  -     

       

  -      

  - ….

   

   Comunicazione
  alla Pretura del Distretto di __________ 

   
  

  
	
   

  	
   

  

 

Per la terza Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                            La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

Contro la presente sentenza è dato ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione del testo integrale della decisione con i limiti dell’art. 93 LTF.
Nelle cause a carattere pecuniario il ricorso è ammissibile se il valore
litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del
lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi. Per valori inferiori
il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto
di importanza fondamentale o se una legge federale prescrive un’istanza
cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in
materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in
materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che intende impugnare una
decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale
deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119
LTF).