# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0dd799d7-309c-5c7c-bde9-65db48e055eb
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-12-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.12.2010 D-4041/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4041-2008_2010-12-07.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4041/2008/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  7  d i c e m b r e  2 0 1 0

Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio), 
Hans Schürch, Robert Galliker, 
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...),  
Iraq,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Revoca dell'ammissione provvisoria; 
decisione dell'UFM del 16 maggio 2008 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4041/2008

Fatti:

A.
Il  (...),  l'interessato,  originario  della  città  di  Duhok,  nell'omonima 
provincia,  nell'Iraq  del  nord,  ha  presentato  –  unitamente  al  fratello 
B._______ (N [...]) – una domanda d'asilo in Svizzera. 

B.

B.a Con  decreto  d'accusa  (in  seguito:  DA)  del  (...),  l'interessato  è 
stato condannato per furto di poca entità a tre giorni di arresto sospesi  
condizionalmente per un periodo di prova di un anno. 

B.b Il (...), l'interessato ha fatto l'oggetto di un altro DA, in cui è stato 
ammonito per contravvenzione alla legge federale del 3 ottobre 1951 
sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope (LStup, RS 812.121). 

B.c Con  DA  dell'(...),  l'interessato  è  stato  condannato  per 
contravvenzione alla LStup ad una multa di CHF 100.- commutabile in 
arresto.

B.d Il  (...),  l'interessato ha fatto l'oggetto di  un ulteriore DA, in cui  è 
stato nuovamente condannato ad una multa di CHF 100.- commutabile 
in arresto, per contravvenzione alla legge federale del 4 ottobre 1985 
sul trasporto pubblico (LTP, RS 742.40).

C.
Con decisioni separate, il 21 marzo 2005, l'UFM ha respinto la citata 
domanda  d'asilo  dell'interessato  e  di  suo  fratello,  come  pure  ha 
pronunciato  l'allontanamento  per  entrambi  dalla  Svizzera  e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  il  Paese  d'origine,  siccome 
lecita, esigibile e possibile.

D.
Il  21 aprile 2005,  l'interessato  –  congiuntamente  al  fratello  –  ha 
inoltrato  ricorso  dinanzi  alla  Commissione  svizzera  di  ricorso  in 
materia  d'asilo  (CRA)  contro  la  menzionata  decisione  dell'UFM, 
limitatamente  al  punto  di  questione  dell'esecuzione 
dell'allontanamento ed ha chiesto la congiunzione della sua causa con 
quella del fratello. 

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E.
Vista  la  connessione delle  cause,  la  CRA ha accolto la  richiesta  di 
congiunzione delle stesse.

F.
Il  17 ottobre 2005,  in  sede  di  risposta  al  suddetto  ricorso,  l'UFM ha 
riesaminato  parzialmente  le  sue  decisioni,  ritenendo  l'esecuzione 
dell'allontanamento del ricorrente e del fratello verso il Paese d'origine, 
ossia  l'Iraq,  non  ragionevolmente  esigibile  e,  di  conseguenza,  ha 
concesso ad entrambi l'ammissione provvisoria. 

G.
Il  18 ottobre 2005,  la  CRA ha  stralciato  dai  ruoli  il  ricorso,  siccome 
divenuto senza oggetto.

H.
L'11 aprile 2008,  l'UFM  ha  informato  l'interessato  dell'intenzione  di 
revocare,  conformemente  all'art.  84  cpv.  2  della  legge  federale  del 
16 dicembre 2005  sugli  stranieri  (LStr,  RS  142.20),  l'ammissione 
provvisoria  pronunciata  in  suo  favore,  invitandolo  a  determinarsi  in 
merito  entro  il  2  maggio  2008.  In  particolare,  detto  Ufficio  ha 
considerato  come  esigibile  l'esecuzione  dell'allontanamento 
dell'interessato verso le tre province del nord dell'Iraq, controllate dal 
governo regionale curdo, ovvero Duhok, Erbil e Suleimaniya, in quanto 
non sarebbero esposte  ad una  situazione di  violenza generalizzata, 
ritenuto peraltro che non sussisterebbero motivi individuali suscettibili 
di  costituire  un  ostacolo  all'esigibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento  e,  infine,  considerata  l'integrazione  nonché  il 
comportamento in Svizzera dell'interessato. 

I.
Il 2 maggio 2008, l'interessato ha presentato le proprie osservazioni al 
citato scritto dell'UFM. Da un lato, ha contestato l'analisi dell'UFM circa 
la situazione di sicurezza e di rispetto dei diritti dell'uomo nelle regioni  
del  nord  dell'Iraq,  in  considerazione  delle  attività  degli  integralisti 
islamici,  degli  attacchi  delle  forze turche,  degli  attentati  kamikaze e, 
dall'altro lato, ha evidenziato il suo lungo soggiorno in Svizzera e i suoi 
problemi  di  salute,  concludendo  per  questi  motivi  alla  conferma 
dell'ammissione  provvisoria  nei  suoi  confronti,  la  cui  revoca 
costituirebbe  una  violazione  del  principio  della  proporzionalità  e 
dell'art. 54 cpv. 2 LStr. 

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J.
Con  decisione  del  16 maggio 2008  (notificata  il  19 maggio 2008; 
cfr. atto B 5/2),  l'UFM ha revocato l'ammissione provvisoria in favore 
dell'interessato ed ha incaricato il Cantone Ticino di eseguire il rinvio.

K.
In  data  28 maggio 2008  l'interessato  ha  inoltrato  via  telefax  all'UFM 
copia del certificato medico del (...) del Dr. med. C._______. Lo stesso 
giorno detto Ufficio ha ritrasmesso il citato documento all'interessato, 
segnalandogli  che,  in  assenza  di  una  richiesta  particolare  da  parte 
sua,  nonché  ritenuta  l'emanazione  della  decisione  di  revoca  del  16 
maggio  2008  e  il  termine  di  ricorso  contro  la  stessa  non  ancora 
scaduto, non era possibile dare seguito al certificato in questione. 

L.
In data 29 maggio 2008, il Dr. med. C._______ ha inviato all'UFM, oltre 
al certificato medico del (...) in originale, altra documentazione medica 
relativa  all'interessato,  nonché  un  bollettino  di  versamento. Il  giorno 
seguente,  detto  Ufficio  ha  ritrasmesso  il  bollettino  di  versamento  al  
citato medico, non essendo il debitore per le prestazioni da lui svolte, 
segnalandogli  altresì  che,  in  assenza di  una richiesta  particolare da 
parte  della  persona  interessata,  non  era  possibile  dare  seguito  alla 
documentazione medica.

M.
Il 17 giugno 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (di  seguito:  il  Tribunale).  Ha  chiesto 
preliminarmente la  conferma dell'effetto sospensivo al  ricorso, in  via 
principale  l'annullamento  del  provvedimento  impugnato  nonché  la 
conferma dell'ammissione provvisoria e, in subordine, la trasmissione 
degli  atti  di  causa  all'UFM  per  un  approfondimento  e  una  nuova 
valutazione dei fatti. Ha, altresì, presentato una domanda d'esenzione 
dal versamento di un anticipo equivalente alle spese processuali.

N.
Il  2 luglio 2008,  il  Tribunale  ha  rinunciato, ritenuta  la  sussistenza  di 
motivi  particolari  (art. 63 cpv. 4 della  legge federale sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]), a chiedere al  
ricorrente  il  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  
spese processuali e lo ha autorizzato a soggiornare in Svizzera fino a 
conclusione  della  procedura.  Nel  contempo,  ha  invitato  l'autorità 
inferiore a presentare una risposta al ricorso.

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O.
Il 9 luglio 2008, l'UFM ha proposto la reiezione del gravame.

P.
Il 29 agosto 2008, l'autore del gravame ha presentato l'atto di replica.

Q.
Con  scritto  del  18  novembre  2009,  l'allora  D._______  (attualmente 
E._______) ha trasmesso al Tribunale il rapporto di segnalazione del 
(...) per infrazione alla LStup a carico del ricorrente.

R.
Con scritto del 16 giugno 2010, il ricorrente ha inoltrato al Tribunale un 
nuovo certificato medico del (...) del Dr. med. C._______, segnalando 
inoltre che sarebbe in attesa di un ulteriore rapporto medico da parte 
del Dr. med. F._______, il quale lo avrebbe visitato il (...). 

S.
Con decisione incidentale del  22 luglio  2010, il  Tribunale ha invitato 
l'autorità  inferiore  ad  inoltrare  entro  il  23  agosto  2010  le  proprie 
osservazioni alla replica del ricorrente e riguardo al nuovo certificato 
medico del (...) prodotto dal medesimo.

T.
Il  20 agosto 2010,  l'UFM  ha  proposto  nuovamente  la  reiezione  del 
gravame.

U.
Con  scritto  del  13  settembre  2010,  il  ricorrente  ha  presentato  le 
proprie osservazione ed ha riprodotto copia del certificato medico del 
(...)  del  Dr.  med.  C._______,  in  versione  telefax,  sul  quale  sono 
riportare delle annotazioni da parte Dr. med. F._______. 

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale giudica definitivamente i  ricorsi  contro le decisioni  ai 
sensi  dell'articolo  5  PA nonché  dell'UFM  in  materia  degli  stranieri 
concernenti  l'ammissione  provvisoria  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della 

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legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
[LTAF, RS 173.32] e art. 83 lett. c n. 3 della legge sul Tribunale federale 
del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]), nella misura in cui una delle 
eccezioni  di  inammissibilità  previste  all'art.  32  LTAF  non  sia 
applicabile.

1.2 Giusta l'art. 126a cpv. 4 LStr  relativo alle  disposizioni  transitorie 
inerenti  la  modifica  della  legge  sull'asilo  del  26 giugno 1998 
(LAsi, RS 142.31) del 16 dicembre 2005, le persone ammesse a titolo 
provvisorio,  prima  della  citata  modifica  della  LAsi  e  dell'entrata  in 
vigore della LStr al 1° gennaio 2008, sono sottomesse al nuovo diritto. 
Ne  consegue  che  alla  presente  causa  è  applicabile  la  LStr  e  non 
l'ormai  abrogata  legge  federale  del  26  marzo  1931  concernente  la 
dimora e il domicilio degli stranieri (vLDDS).

1.3 La  procedura  delle  autorità  federali  è  retta  dalle  disposizioni 
generali sull'organizzazione giudiziaria federale (art. 112 cpv. 1 LStr).

2.
V'è motivo d’entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1, art. 50 cpv. 1 e art. 52 PA.

3.
Il ricorrente può far valere la violazione del diritto federale, compreso 
l'eccesso  o  l'abuso  del  potere  di  apprezzamento,  l'accertamento 
inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza 
(art. 49 PA).

4.

4.1 Il Tribunale esamina liberamente l'applicazione del diritto federale, 
l'accertamento dei fatti  e l'inadeguatezza senza essere vincolato dai 
motivi  invocati  dalle  parti  (art.  62  cpv. 4  PA) o  dai  considerandi  del 
provvedimento litigioso (cfr. sentenza del  Tribunale D- 4917/2006 del 
12 luglio 2007 consid. 3). 

4.2 Nella  fattispecie  conviene  rilevare  che  tanto  la  reiezione  della 
domanda  d'asilo  presentata  dal  richiedente,  quanto  la  pronuncia 
dell'allontanamento sono cresciuti in giudicato. Rimane quindi litigiosa 
soltanto  la  questione  circa  l'esecuzione  dell'allontanamento,  in 
particolare relativamente alla revoca dell'ammissione provvisoria. 

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5.

5.1 Giusta  l'art.  33a  cpv.  2  PA,  nei  procedimenti  su  ricorso  è 
determinante la lingua della decisione impugnata. Se le parti utilizzano 
un'altra lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua.

5.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il  ricorso è stato presentato tale lingua,  di  modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

6.

6.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato che nel caso di 
specie troverebbe applicazione l'art. 84 cpv. 2 LStr, secondo cui, se le 
condizioni dell'ammissione provvisoria non sono più soddisfatte, esso 
revoca  l'ammissione  provvisoria  e  ordina  l'esecuzione 
dell'allontanamento o dell'espulsione. Infatti,  nelle province di  Duhok, 
Erbil  e  Suleimaniya,  nel  nord  dell'Iraq  –  controllate  dal  governo 
regionale  curdo  –  non  vi  sarebbe  una  situazione  di  violenza 
generalizzata.  Inoltre,  i  momenti  di  tensione  dovuti  alle  attività 
d'integralisti  islamici  e  gli  attacchi  da parte  della  Turchia a scopo di  
indebolire  i  ribelli  curdi  non  modificherebbero  questa  analisi. 
Di conseguenza, dal punto di  vista della sicurezza e del rispetto dei 
diritti  dell'uomo,  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'interessato  nel 
nord  dell'Iraq  sarebbe  considerata  esigibile.  Peraltro,  dagli  atti 
risulterebbe  che  il  medesimo  è  nato  ed  ha  sempre  vissuto  fino 
all'espatrio nella provincia di Duhok. D'altronde, sebbene l'interessato 
risiederebbe in  Svizzera da quasi  sette  anni,  egli  non eserciterebbe 
un'attività lavorativa di particolare rilievo e non avrebbe nessun legame 
familiare in questo Paese. Per di più, il medesimo sarebbe entrato in 
Svizzera all'età di (...) anni ed avrebbe vissuto la maggior parte della 
sua vita in Iraq, dove avrebbe trascorso l'infanzia e tutta l'adolescenza, 
nonché avrebbe svolto un'attività lavorativa come insegnante. Oltre a 
ciò, dal profilo della sua integrazione e del comportamento tenuto in 
Svizzera,  l'UFM ha rilevato  che l'interessato  sarebbe stato  più  volte 
condannato  e  ammonito  dal  G._______  (cfr.  considerando  B  della 
presente  sentenza).  Di  conseguenza,  gli  anni  di  permanenza 
dell'interessato in Svizzera non potrebbero essere considerati di piena 
integrazione. Inoltre, non sussisterebbero motivi individuali suscettibili  
di  costituire  un  ostacolo  per  l'esigibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento, dell'interessato, il quale non avrebbe fatto valere 
motivi  medici  specifici,  oltre  all'esistenza  di  una  patologia  medica 

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cronica,  sarebbe giovane, non costituirebbe un sostegno di  famiglia, 
nonché disporrebbe di un'esperienza professionale come insegnante e 
potrebbe  reinserirsi  nella  sua  regione.  Pertanto,  la  revoca 
dell'ammissione provvisoria non rappresenterebbe per l'insorgente una 
misura eccessivamente rigorosa. Infine, l'autorità inferiore ha ritenuto 
l'esecuzione  dell'allontanamento  come  ammissibile,  esigibile  e 
possibile.

6.2 Nel  gravame,  il  ricorrente  ha  contestato,  nella  sostanza  e  per 
quanto qui di rilievo, l'analisi dell'UFM sulla quale si fonda la decisione 
di allontanamento, di cui non sarebbero stati forniti i particolari e che si  
baserebbe  su  un  accertamento  incompleto  dei  fatti.  In  particolare, 
circa  la  situazione  nelle  tre  province  nel  nord  dell'Iraq,  non  vi  
sarebbero  indicati  i  fatti  che  indurrebbero  a  concludere  che  la 
sicurezza  sarebbe  garantita  e  che  la  dignità  umana  nonché  i  diritti  
umani sarebbero rispettati. In merito, il medesimo ha sottolineato che 
le  attività  dell'esercito  turco  nelle  zone  del  nord  dell'Iraq  sarebbero 
continuate,  causando  vittime  sia  tra  i  guerriglieri  del  Partito  dei 
Lavoratori del Kurdistan (Partiya Karkerên Kurdistan [PKK] che tra la 
popolazione civile.  Per di più, secondo un estratto internet di "Peace 
reporter"  del  16  giugno  2008  (allegato  al  presente  ricorso;  doc.  3), 
l'Iran  avrebbe  bombardato  alcuni  villaggi  curdi  nella  provincia  di  
Suleimaniya,  l'esercito  turco avrebbe  bombardato  un  villaggio 
provocando la  morte  di  21  ribelli  del  PKK,  come risulta  da un altro 
estratto internet  di  "Peace reporter"  del  17 giugno 2008 (allegato al 
presente ricorso; doc. 4),  e  il  22 maggio 2008 un raid dell'aviazione 
americana  avrebbe  provocato  la  morte  di  otto  civili.  In  aggiunta, 
sebbene nella zona di Duhok non vi sarebbero segnalati attentati, altre 
zone del nord dell'Iraq (per es. Mosul) ne sarebbero oggetto, ciò che 
limiterebbe  fortemente  la  libertà  di  movimento  e,  pertanto,  la 
sicurezza. Per conseguenza, la valutazione della situazione nel nord 
dell'Iraq dovrebbe condurre  a  ritenere  non esigibile  l'esecuzione  del 
suo  allontanamento.  Inoltre,  l'insorgente  invoca  che,  nella  decisione 
impugnata,  non vi  sarebbero indicate le  considerazioni  riguardo alle 
problematiche  che  porrebbe  l'esecuzione  del  suo  allontanamento  in 
relazione alla sua vicenda personale, alla sua lunga assenza dall'Iraq 
e all'inesistenza di  una rete sociale e familiare che ne garantisca la 
reintegrazione.  A  tal  proposito,  il  medesimo  sottolinea  di  non  avere 
familiari in patria e di aver lasciato l'Iraq nel 2001, un lasso di tempo 
lungo di cui l'UFM non avrebbe tenuto conto in modo adeguato. Oltre a 
ciò,  richiamato  il  rapporto  dell'Organizzazione  svizzera  di  aiuto  ai  

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rifugiati  (OSAR)  del  luglio 2007,  l'autorità  inferiore  avrebbe  dovuto 
prendere  in  considerazione  le  condizioni  economiche  dei  territori 
amministrati  dal  governo curdo, in particolare la penuria di  alloggi  a 
prezzi  accessibili,  ritenuto  che egli  non avrebbe più un'abitazione in 
Iraq dopo la morte dei genitori, e le difficoltà per trovare un impiego, 
visto  il  tasso  di  disoccupazione  elevato.  Infine,  l'UFM  non  avrebbe 
svolto  alcuna  considerazione  circa  le  sue  condizioni  di  salute, 
adducendo di essere affetto da anni da epigastralgie/dispepsia, come 
pure  da  diabete  mellito  con  necessità  di  assumere  insulina  e  di 
controlli  regolari,  pena  il  rischio  di  chetoacidosi,  nonché  di  soffrire 
attualmente  di  una  sindrome  ansioso-depressiva,  il  cui  trattamento 
prevedrebbe  l'assunzione  di  farmaci  ed  eventualmente  la  presa  a 
carico  psichiatrica,  se  il  decorso  della  malattia  dovesse  essere 
sfavorevole,  in  virtù  del  certificato  medico  del  (...)  del  Dr. med. 
C._______ allegato al ricorso (doc. 5). Per di più, richiamato il  citato 
rapporto dell'OSAR, il sistema sanitario nei territori del nord dell'Iraq 
non potrebbe garantire una presa a carico concreta del ricorrente, il  
quale sarebbe esposto all'assenza di cure adeguate per il trattamento 
che  necessita  e,  di  conseguenza,  il  suo  rinvio  costituirebbe  una 
violazione  dell'art.  3  della  convenzione del  4 novembre  1950  per  la 
salvaguardia dei  diritti  dell'uomo e delle libertà fondamentali  (CEDU, 
RS  0.101).  Per  queste  ragioni,  l'esecuzione  dell'allontanamento 
dell'insorgente  non  sarebbe  ragionevolmente  esigibile,  la  decisione 
impugnata  dovrebbe  essere  annullata  e  al  ricorrente  andrebbe 
confermata l'ammissione provvisoria. 

6.3 Nella risposta al  ricorso, l'UFM ha rilevato, in particolare, che la 
domanda d'asilo del ricorrente sarebbe stata respinta e che la revoca 
dell'ammissione  provvisoria  sarebbe  stata  pronunciata  in  quanto, 
secondo l'analisi generale della situazione nel nord dell'Iraq, il rinvio in 
detto  Paese  di  persone  di  sesso  maschile  soggiornanti  da  sole  in 
Svizzera  sarebbe  attualmente  ammissibile,  esigibile  e  possibile. 
D'altronde, le attività da parte della Turchia e dell'Iran contro i ribelli  
curdi  o  eventuali  "raid"  dell'aviazione  americana  non  sarebbero 
considerati  dei  motivi  atti  a  poter  modificare  la  suddetta  posizione 
dell'UFM.  Inoltre,  detto  Ufficio  ha  osservato  che,  nonostante  la 
permanenza  di  sette  anni  in  Svizzera  dell'insorgente,  le  autorità 
cantonali non avrebbero ritenuto opportuno proporre il caso in oggetto 
per il  rilascio di un permesso di tipo B. Infatti, il ricorrente sarebbe a 
carico dell'assistenza sociale in Svizzera, mentre che in Iraq – dove 
avrebbe vissuto fino all'età di (...) anni e avrebbe svolto la professione 

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di  insegnante  di  (...)  –  il  suo  reinserimento  professionale  sarebbe 
facilitato dalla sua formazione, nonché dall'esperienza lavorativa. Per il  
resto,  sarebbe  confrontato  alle  stesse  difficoltà  cui  sono  esposte  le 
persone  che  ritornano  in  patria  dopo  un  periodo  d'assenza.  Infine, 
l'UFM ha sottolineato che lo stato di salute del ricorrente – su cui si 
sarebbe  già  pronunciato  nella  decisione  del  21  marzo  2005  –  non 
sarebbe tale da rimettere in questione l'esigibilità dell'esecuzione del 
suo  rinvio  nel  nord  dell'Iraq,  ritenuto  inoltre  che  potrebbe  essergli  
accordato un aiuto finanziario al ritorno per agevolare il suo rientro dal  
punto di vista medico.

6.4 Nella  replica,  l'insorgente  ha  contestato  le  argomentazioni 
dell'UFM  circa  il  suo  reinserimento  in  Iraq,  sottolineando  che  il 
medesimo  non  dipenderebbe  esclusivamente  dalla  formazione  e 
dall'esperienza  professionale,  ma  da  altri  fattori  che  nel  suo  caso 
sarebbero carenti. In particolare, egli ha ribadito di non disporre di una 
rete  familiare  e  sociale  in  Patria  e,  per  questo,  avrebbe  maggiori  
difficoltà  nel  reperire  un  alloggio  e  un  impiego,  dopo  la  sua  lunga 
assenza da questo Paese. Inoltre, a fronte della sua malattia – rispetto 
alla  quale l'UFM non avrebbe fornito  alcuna considerazione – il  suo 
ritorno in Iraq sarebbe inesigibile, richiamato il rapporto dell'OSAR del 
14  agosto  2008,  da  cui  emergerebbe  che  il  sistema  sanitario  delle 
regioni  del  Kurdistan  iracheno  sarebbe  carente  di  infrastrutture, 
medicamenti e medici formati. 

6.5 Nelle osservazioni alla replica del ricorrente e al certificato medico 
del (...) del Dr. med. C._______, inoltrato dal medesimo con scritto del 
16 giugno 2010, a sostegno del suo stato di salute attuale, l'UFM ha 
sottolineato che tale certificato medico non conterrebbe elementi  tali  
da  giustificare  il  mantenimento  dell'ammissione  provvisoria  nei 
confronti del ricorrente. Infatti, il diabete di cui soffre il medesimo non 
sarebbe  un  elemento  nuovo  e,  per  i  disturbi  alla  sfera  urogenitale, 
esistenti  da  anni,  non  vi  sarebbe  alcuna  indicazione  specifica  a 
seguito  della  visita  medica  effettuata  il  (...).  Infine,  anche  lo  stato 
psichico  dell'insorgente  non  sembrerebbe  tale  da  costituire  un 
ostacolo all'allontanamento del medesimo in patria, mentre che non vi 
sarebbe alcun elemento che indicherebbe l'esistenza di  un'eventuale 
patologia intestinale grave.

6.6 In  replica alle  suddette osservazioni  dell'UFM, il  ricorrente ha in 
particolare  ribadito  le  difficoltà  di  reinserimento  nel  suo  Paese 

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d'origine, dopo una lunga assenza dallo stesso e in mancanza di una 
rete familiare. Inoltre, in merito al suo stato di salute, ha allegato che la  
visita medica del (...), avrebbe fatto emergere una probabile prostatite, 
che  attualmente  sarebbe  trattata  con  farmacoterapia. Infine,  egli  ha 
segnalato che il  suo stato clinico sarebbe complicato dalla probabile 
sindrome depressiva. 

7.

7.1 L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ordinata  se  ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile (art. 44 cpv. 2 LAsi). In caso di  
mancato  adempimento  di  una  delle  succitate  condizioni,  l'UFM 
dispone l'ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 LStr).

7.2 Inoltre, giusta l'art. 84 cpv. 1 LStr, l'UFM verifica periodicamente 
se le condizioni per la concessione dell'ammissione provvisoria sono 
ancora soddisfatte. In caso contrario, detto Ufficio la revoca ed ordina 
l'esecuzione dell'allontanamento (art. 84 cpv. 2 LStr).

8.

8.1 Nel caso concreto non emergono dalle carte processuali elementi 
da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente 
nel  nord  dell'Iraq  possa  violare  l'art. 25  cpv.  2  della  Costituzione 
federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile  1999 
(Cost., RS 101),  l'art. 33 della  Convenzione sullo  statuto  dei  rifugiati 
del  28  luglio  1951  (Conv.,  RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di 
respingimento)  nonché  l'art. 83 cpv.  3  LStr  al  quale  rinvia 
l'art. 44 cpv. 2 LAsi.  Infatti, i motivi all'origine della fuga del ricorrente 
dal  suo  Paese  d'origine  sono  stati  considerati  inverosimili  dall'UFM 
nella  sua  decisione  del  21  marzo  2005,  la  quale  è  regolarmente 
cresciuta  in  giudicato  in  materia  d'asilo  (cfr.  consid.  4.2).  Non  vi  è, 
pertanto, ragione di mettere in discussione tale valutazione in questa 
sede. 

8.2 La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr non si esaurisce nella massima 
del  divieto  di  respingimento.  Anche  altri  impegni  di  diritto 
internazionale  della  Svizzera  possono  essere  ostativi  all'esecuzione 
del rimpatrio, in particolare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti  del  10  dicembre  1984  (Conv.  tortura,  RS  0.105). 
L'applicazione  di  tali  disposizioni  presuppone  l'esistenza  di  serie  e 

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concrete ragioni  per  ritenere che lo  straniero possa essere esposto, 
nel Paese verso il quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a 
detti  articoli; spetta all'interessato di  rendere plausibile  l'esistenza di 
siffatte  serie  e  concrete  ragioni  (cfr. GICRA 1996  n. 18  consid. 14b 
pagg. 182-187).

8.3 Da un lato, per le stesse ragioni di cui al considerando 8.1, non v'è 
motivo di ritenere che l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente 
sia contrario alle suddette norme di diritto internazionale, ciò che del  
resto  il  medesimo non  ha nemmeno preteso  nel  gravame. Dall'altro 
lato, per le ragioni che saranno esposte al considerando 9, i problemi 
di  salute  fatti  valere  dal  ricorrente  (il  diabete  mellito,  una  probabile  
prostatite, nonché una sindrome ansioso-depressiva) non sono tali da 
rendere  il  suo  rinvio  inammissibile  dal  profilo  dell'art. 3 CEDU, 
contrariamente  a  quanto  invocato  dal  medesimo  (cfr. ricorso 
pagg. 5- 6).  Infatti,  il  Tribunale  sottolinea  che  –  salvo  in  circostanze 
particolarmente  eccezionali  –  segnatamente  in  caso di  una malattia 
grave  con  necessità  di  cure  complesse  e  indispensabili,  la  cui  
interruzione equivarrebbe senza dubbio ad un trattamento crudele e 
inumano  –  i  problemi  di  salute  non  permettono  di  ammettere 
l'esistenza  di  un  rischio  reale  ed  immediato  di  trattamenti  contrari 
all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. Tortura (cfr. Sentenza della Corte del 
27 maggio 2008 nella causa N. c/. Regno Unito, ricorso n° 26565/05; 
sentenza  della  Corte  del  2  maggio  1997  nella  causa  i. S. D.  c/. 
Gran Bretagna,  richiesta  n. 00030240/96  pubblicata  in  raccolta  delle 
sentenze  e  decisioni 1997-III;  GICRA 2001  n. 17  pag. 126  e  segg.; 
GICRA 2003 n. 18 consid. 5d pag. 117; GICRA 2005 n. 23 consid. 5.1 
pag. 211 e segg.; fra le tante sentenza del Tribunale E-2588/2007 del 
15 novembre 2010 consid. 10.1).

8.4 Ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente è 
ammissibile.

9.

9.1

9.1.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, al quale rinvia l'art. 44 cpv. 2 LAsi, 
l'esecuzione non può essere ragionevolmente esigibile qualora, nello 
Stato  d'origine  o  di  provenienza,  lo  straniero  venisse  a  trovarsi 
concretamente in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra 
civile,  violenza  generalizzata  o  emergenza  medica.  La  disposizione 

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citata si applica principalmente ai "réfugiés de la violence", ovvero agli 
stranieri  che  non  adempiono  le  condizioni  della  qualità  di  rifugiato, 
poiché  non  sono  personalmente  perseguiti,  ma  che  fuggono  da 
situazioni di  guerra,  di  guerra civile o di  violenza generalizzata. Tale 
disposizione  vale  anche  nei  confronti  delle  persone  per  le  quali 
l'allontanamento  comporterebbe  un  pericolo  concreto,  in  particolare 
perché esse non potrebbero più ricevere le cure mediche essenziali  
delle quali esse hanno bisogno o che sarebbero, con ogni probabilità,  
condannate a dover vivere durevolmente e irrimediabilmente in stato di 
totale  indigenza e pertanto esposte alla  fame, ad una degradazione 
grave  del  loro  stato  di  salute,  all'invalidità  o  persino  la  morte. 
L'autorità alla quale incombe la decisione deve dunque, in ogni singolo 
caso, confrontare gli aspetti umanitari legati alla situazione nella quale 
si  troverebbe  lo  straniero  in  questione  nel  suo  Paese  dopo 
l'esecuzione  dell'allontanamento  con  l'interesse  pubblico  militante  a 
favore del suo allontanamento dalla Svizzera  (cfr. GICRA 2005 n. 24 
consid. 10.1 pag. 215). 

9.1.2 In  particolare,  riguardo  alle  persone  sottoposte  a  trattamento 
medico,  la  nozione  di  cure  mediche  essenziali  comprende  le  cure 
mediche di base, nonché quelle assolutamente necessarie in caso di 
urgenza e nel rispetto della dignità umana (cfr. GABRIELLE STEFFEN, Droit 
aux soins et rationnement, Berna 2002, pag. 81 segg. e 87). Tuttavia, 
lo  straniero  non può prevalersi  della  suddetta  disposizione tendente 
all'inesigibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  per  dedurne  un 
diritto incondizionato di soggiorno in uno stato firmatario della CEDU, 
segnatamente in Svizzera ed un diritto d'accesso generale in questo 
Paese alle  forme di sostegno mediche, sociali  ed altre suscettibili  di 
ripristinare o mantenere il  suo stato di salute, per il  semplice motivo 
che le infrastrutture e le conoscenze mediche nel Paese d'origine o di 
destinazione non raggiungono il grado di quelle elvetiche. Non è quindi 
sufficiente  che  –  per  ammettere  l'inesigibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento – un trattamento medico prescritto sulla base delle 
norme  svizzere  non  possa  essere  seguito  nel  Paese  d'origine  o  di 
provenienza  dell'interessato.  Infatti,  se  le  cure  essenziali  possono 
essere assicurate nel Paese d'origine o di provenienza dello straniero, 
l'esecuzione  dell'allontanamento  in  tale  Paese  è  ragionevolmente 
esigibile (cfr. Decisioni del  Tribunale amministrativo federale svizzero 
[DTAF]  2009/2  consid. 9.3.2  pag.  21;  GICRA 2003  n.  24  consid. 5b 
pag.  124;  fra  le  tante,  sentenza  del  Tribunale  D-7868/2007  del 

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13 agosto 2010  consid.  7.3,  E-2588/2007  del  15  novembre  2010 
consid. 10.2).

9.2

9.2.1 Nella  fattispecie,  in  merito  allo  stato  della  sicurezza  in  Iraq,  il 
Tribunale ha già avuto modo di precisare che nelle tre province curde 
nel nord dell'Iraq (Dohuk, Erbil e Suleimaniya) non vige, al momento, 
una situazione di violenza generalizzata e la situazione politica non è 
talmente  tesa  da  considerare  un  rimpatrio  come  generalmente 
inesigibile.  Segnatamente,  lo  stato  della  sicurezza  è  più  stabile  ed 
equilibrato rispetto al  resto del Paese. Inoltre, la situazione dei diritti  
dell'uomo è migliore rispetto alle zone nel sud e nel centro dell'Iraq. In 
particolare,  l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  le  tre  province 
curde  è  esigibile,  di  principio,  per  gli  uomini  curdi,  non  sposati,  in 
buona salute e giovani,  a  condizione che la persona interessata sia 
originaria della regione o vi abbia vissuto un lungo periodo e disponga 
di  una  rete  sociale,  segnatamente  famiglia,  parenti  o  conoscenti,  
oppure di relazioni con i partiti al potere (cfr. DTAF 2008/5 consid. 7.5, 
in particolare 7.5.1 e 7.5.8). 

In  tale  contesto,  non  soccorre  il  ricorrente  l'asserzione  ricorsuale 
(cfr. ricorso  pag.  1)  secondo  la  quale  i  dettagli  dell'analisi  della 
situazione nel nord dell'Iraq non sarebbero stati indicati dall'UFM nella 
decisione impugnata di revoca dell'ammissione provvisoria, la quale è 
posteriore  alla  DTAF  2008/5.  Inoltre,  gli  attentati  kamikaze,  le 
incursioni  dell'esercito turco nelle regioni  del nord, così  come quelle 
delle forze armate americane che il ricorrente ha invocato a sostegno 
di  una  forte  limitazione  della  libertà  di  movimento  e  quindi  della 
sicurezza (cfr. osservazioni del 2 maggio 2008; ricorso pagg. 3-4), non 
hanno mai  raggiunto  un'ampiezza o  un'intensità  tale  da rimettere  in 
discussione  la  situazione  di  stabilità  delle  regioni  del  nord  dell'Iraq. 
Peraltro, il  governo regionale curdo e la Turchia hanno nel frattempo 
instaurato  relazioni  pacifiche,  in  un  clima  di  cooperazione  bilaterale 
(cfr. sentenza del Tribunale E-65/2008 del 20 novembre 2009 consid. 
5.2).

9.2.2 Dal  profilo  della  situazione  personale  del  ricorrente,  egli  ha 
dichiarato di essere cittadino iracheno di etnia curda e di essere nato 
nella  città  di  Duhok,  nell'omonima provincia,  dove ha vissuto  fino al 
suo espatrio avvenuto all'inizio del mese di (...) 2001 (cfr. verbale del  
29  agosto  2001  [di seguito:  verbale  1]  pagg.  1-2  e  verbale  del 

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18 ottobre 2001 [di seguito: verbale 2] pagg. 1 e 3). Inoltre, l'insorgente 
è giovane, celibe, ha una formazione professionale quale insegnante 
d'(...), nonché vanta un'esperienza lavorativa pluriennale in tale ambito 
(cfr. verbale  1  pag. 2,  verbale  2  pagg.  1  e  4- 5,  nonché  verbale 
dell'8 marzo 2005 [di seguito: verbale 3] D2-D4). Per di più, sebbene il 
medesimo abbia affermato di non avere più nessun familiare in patria,  
in  quanto  i  suoi  genitori  sarebbero  nel  frattempo  deceduti 
(cfr. verbale 1 pag. 2, verbale 2 pag. 4 e verbale 3 pag. 10), non v'è da 
escludere  che  la  rete  familiare  e  sociale  del  medesimo non  sia  più 
densa ed estesa di quanto affermato, alla luce delle sue dichiarazioni 
inverosimili  e delle circostanze del caso di specie. Infatti,  il  Tribunale 
rileva che,  malgrado il  ricorrente fosse venuto a conoscenza tramite 
suo zio dell'asserita morte dei suoi genitori avvenuta sette mesi prima 
dell'audizione  federale  dell'8 marzo 2005  (cfr.  verbale  3  pag.  10), 
durante quest'ultima, egli  si  è espresso in  relazione ai  suoi  genitori,  
utilizzando  il  tempo  verbale  al  presente,  affermando  segnatamente 
che “(...). Mio padre e mia madre sono malati. (...)” (cfr. verbale 3 D18) 
ed ha atteso la  fine dell'audizione per comunicare la  morte dei  suoi 
genitori.  Orbene,  se  i  suoi  genitori  fossero  realmente  deceduti,  il 
ricorrente  ne  avrebbe  ragionevolmente  fatto  menzione  fin  dall'inizio 
della citata audizione o perlomeno nel momento in cui, alla domanda 
18,  avrebbe  parlato  dei  suoi  genitori,  e  si  sarebbe  riferito  a  loro  al 
passato e non al presente. In secondo luogo, riguardo alle circostanze 
dell'asserita morte dei suoi genitori, il ricorrente ha affermato che essi  
sarebbero  rimasti  uccisi  durante  un'esplosione  nel  quartiere  di 
H._______  a  I._______,  allorquando  invece  essi  abitavano  nel 
quartiere J._______ a Duhok (verbale 1 pag. 2 e verbale 2 pag. 4) e 
nulla è emerso a proposito del fatto che essi avrebbero potuto trovarsi 
a  I._______.  In  merito,  si  rileva  inoltre  che,  nelle  due  audizioni 
precedenti  l'audizione  federale  dell'8 marzo 2005,  l'insorgente  non 
aveva  mai  fatto  menzione  della  presenza  a  I._______  di  uno  zio 
materno (cfr. verbale 1 e 2, nonché verbale 3 pag. 10 e D62). Pertanto, 
alla  luce  delle  suddette  dichiarazioni  illogiche  e  contraddittorie  del  
ricorrente, v'è ragione di ritenere che egli possiede una rete familiare 
in patria, di cui ha tentato di dissimularne l'esistenza. In terzo luogo, il  
Tribunale constata che il  ricorrente ha vissuto a Duhok nell'omonima 
provincia  praticamente tutta  la  sua vita,  dove ha altresì  lavorato per 
diversi  anni  come insegnante  d'(...),  ciò  che permette  di  concludere 
che  l'autore  del  gravame  dispone  in  Patria  di  una  rete  sociale  in 
relazione alla sua vita privata e professionale vissuta nel suo Paese 
d'origine.  A titolo  di  esempio,  il  Tribunale  rileva  che  nel  corso  delle 

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audizioni, è emersa la presenza segnatamente di un vicino di casa da 
vent'anni nonché un amico di suo fratello, pressoché comune, il quale 
frequentava la loro casa (cfr. verbale 1 pag. 4, verbale 2 pagg. 6-7 e 9 
nonché  verbale  3  D17,  D39).  In  conclusione,  quindi,  v'è  ragione  di 
ritenere che il ricorrente disponga in patria di una densa rete familiare 
e  sociale,  a  cui  potrà,  se  necessario,  rivolgersi  per  facilitare  il  suo 
reinserimento.

In  tale  contesto,  dal  profilo  del  reinserimento  del  ricorrente,  non 
soccorrono  il  medesimo  le  difficoltà  socio-economiche  relative  alle 
zone amministrate dal governo curdo (cfr. ricorso pagg. 4-5). Infatti, le  
difficoltà derivanti da una situazione di crisi socio-economica (povertà,  
condizioni di vita precarie, difficoltà a trovare un impiego o un alloggio, 
redditi  insufficienti)  o  dalla  disorganizzazione,  o  dalla  mancanza  di 
infrastrutture o da problemi analoghi, ai quali ogni persona, nel Paese 
in  questione,  può  essere  confrontata,  non  sono  sufficienti,  in  sé,  a 
concretizzare un'esposizione al  pericolo, tale da rientrare  nell'esame 
dell'esigibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (cfr. GICRA  2005 
n. 24 consid. 10.1 pag. 215; GICRA 2003 n. 24 consid. 5b pag. 124). 

9.2.3 Inoltre, dal profilo della situazione medica, i  problemi di  salute 
attuali  invocati dal medesimo – quali il  diabete mellito, una sindrome 
ansiosa-depressiva,  nonché  una  probabile  prostatite  (cfr.  certificato 
medico del [...] del Dr. med. C._______ e le annotazioni del Dr. med. 
F._______ riportate sul  medesimo)  – non sono gravi  a tal  punto da 
poter giustificare il mantenimento dell'ammissione provvisoria nei suoi 
confronti (GICRA 2003 n. 24). Innanzitutto, riguardo al diabete mellito 
di tipo (…) di cui il ricorrente è affetto da anni, dal certificato medico 
succitato, risulta che tale patologia non presenta complicanze o danni 
agli organi e, grazie alla terapia instaurata, l'equilibrio glicometabolico 
è discreto-soddisfacente, di modo che la prognosi è sul medio termine 
buona, con una dieta corretta e un trattamento farmacologico a base 
di insulina. Premesso ciò, come ha ritenuto in generale l'UFM già nella 
decisione  del  21  marzo  2005,  nel  nord  dell'Iraq  (Dohuk,  Erbil  e 
Suleimaniya) vi sono ospedali pubblici e centri specializzati per i malati 
di diabete, che  potranno prendere in cura gratuitamente il ricorrente, 
garantendogli il trattamento farmacologico a base di insulina e i relativi  
controlli,  consigli  nutrizionali  nonché  la  presa  a  carico  di  eventuali  
complicazioni  (cfr. rapporto  del  Danish  Immigration  Service's  (DIS): 
Security and Human Rights Issues in Kurdistan Region of Iraq (KRI) 
and  South  /  Central  Iraq  del  luglio 2009,  pagg. 77- 78;  rapporto 

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dell'OSAR del 10 marzo 2010 pagg. 5- 7; Kurdisch Medical Association 
in UK: A report on a Centre for Diabetes Care in Hawler in Kurdistan  
Region,  Novembre  2008).  In particolare,  a  Duhok  esiste  il  "The 
Diabetes Center", che si occupa giornalmente di ben 10'000 pazienti 
(Directorate  General  of  Health,  Duhok,  Specialized  Center  in 
www.duhokhealth.org  ). In aggiunta, il  Tribunale sottolinea che, dalle 
dichiarazioni contraddittorie del ricorrente, è emerso che il diabete non 
gli è stato diagnosticato solo dopo il suo espatriato (cfr. verbale 3 D6 
pag. 2), bensì allorquando si trovava ancora nel suo Paese d'origine,  
dove  era  già  sottoposto  ad  un  trattamento  medicamentoso  a  base 
d'insulina (cfr. ibidem D19 pag. 4). Visto tutto quanto sopra,  non v'è 
ragione  di  ritenere  che  il  ricorrente  non  possa  ricevere  in  patria  le 
adeguate cure che gli necessitano per il diabete. Inoltre, in relazione ai 
problemi  psichici  che  l'insorgente  ha  invocato  in  sede  di  ricorso 
(cfr. risorso pag.5),  sebbene dall'allora certificato medico del (...)  del 
Dr. med C._______ risultava una sindrome ansioso-depressiva acuta 
recidivante  e  un  forte  rischio  di  reazione  depressiva  grave  con 
potenzialmente suicidalità (cfr. punto 2 e 5.2), all'ora attuale la stessa 
sindrome  ansioso-depressiva  non  è  nemmeno  certa,  bensì  è  stata 
addirittura  ridotta  a  "probabile",  sulla  base  del  recente  certificato 
medico  del  (...)  del  citato  dottore.  Per  di  più,  sia  del  trattamento 
farmacologico seguito nel 2008 sia dell'eventuale necessità di presa a 
carico  psichiatrico,  non  vi  è  ad  oggi  alcun  accenno.  In  siffatte 
circostanze,  v'è  ragione  di  desumere  che  la  sindrome  ansiosa-
depressiva di cui soffrirebbe il ricorrente non è tale da compromettere 
in  modo  grave lo  stato  di  salute  del  medesimo  e  non  merita  alcun 
trattamento specifico. Ad ogni  modo, il  Tribunale rileva che nel  nord 
dell'Iraq vi sono adeguate strutture mediche che potranno, se del caso, 
prendere  in  cura  il  ricorrente  (cfr.  rapporto  del  DIS,  op.  cit., 
pagg. 77-79;  rapporto  dell'UK Border  Agency:  Kurdistan  Regional 
Government  Area  of  Iraq  del  21 maggio  2009,  pag.  106;  rapporto 
dell'OSAR del  10  marzo 2010; sentenza del  Tribunale  D- 7868/2007 
del 13 agosto 2010 consid. 7.3). Non da ultimo, la probabile prostatite 
di  cui  soffrirebbe  il  ricorrente  e  per  cui  sarebbe  stato  ordinato  un 
trattamento  tramite  medicamenti,  nonché  la  constatazione  di  una 
ferritinemia  bassa  (cfr.  certificato  medico  del  [...]  del  Dr. med. 
C._______  e  le  annotazioni  del  Dr.  med.  F._______  riportate  sul 
medesimo)  non  costituiscono come tali  dei  gravi  problemi  di  salute, 
suscettibili di meritare maggiori considerazioni, in assenza di elementi 
specifici. Infine, per far fronte ai trattamenti medici o alla  necessità di 

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http://www.duhokhealth.org/

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un  alloggio,  il  ricorrente  ha  la  possibilità  di  richiedere  un  adeguato 
aiuto al ritorno ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi.

9.2.4 In  aggiunta,  per  quanto  riguarda  l'integrazione  e  il 
comportamento  del  ricorrente,  il  Tribunale  rileva  che  i  nove  anni  di 
soggiorno  in  Svizzera  non  costituiscono  una  ragione  ostativa 
all'esecuzione  del  suo  allontanamento  in  Patria.  Infatti,  egli  ha 
trascorso l'infanzia, tutta l'adolescenza e parte dell'età adulta, fino ai  
(...) anni, in Iraq. Per di più, considerato che il ricorrente non sembra 
intrattenere  relazioni  personali  in  Svizzera  e  ritenuto  che  in  questo 
Paese l'unico suo familiare è il fratello, la cui situazione – non lontana 
dalla sua – non può portargli alcun beneficio, non v'è motivo di ritenere 
che  l'autore  del  gravame  subirà  uno  sradicamento  culturale 
importante.  In  siffatte  circostanze,  il  suo  grado  di  integrazione  dal 
profilo socioculturale è maggiore in Iraq che in Svizzera. Peraltro, da 
un lato, non risulta che ricorrente abbia svolto un'attività lucrativa in 
Svizzera o che il suo lavoro, quale insegnante d'(...), possa avere un 
interesse pubblico alla sua permanenza e, dall'altro, il medesimo si è 
macchiato di alcune condanne che denotano le difficoltà ad adeguarsi 
all'ordinamento  giuridico  svizzero.  Inoltre,  nonostante  l'insorgente 
risieda in Svizzera dal 2001 ed abbia presentato una domanda d'asilo 
nove anni fa, non si giustifica di esaminare se il medesimo si trovi in 
una grave situazione personale ai sensi dell'art. 14a cpv. 4bis vLDDS e 
degli  abrogati  art.  44  cpv. 3-5  LAsi  come  pure  33  dell'ordinanza  1 
dell'11 agosto 1999 sull'asilo relativa a questioni pregiudiziali (OAsi 1, 
RS  142.311),  ritenuto  che  un  tale  esame  non  è  di  competenza  di 
questo  Tribunale.  Infatti,  secondo  l'art. 14  cpv.  2  LAsi,  spetta  al 
Cantone rilasciare un eventuale permesso di dimora ad una persona 
soggiornante in Svizzera da almeno cinque anni dalla presentazione 
della domanda d'asilo, di cui è sempre stato noto alle autorità il luogo 
di  soggiorno  e  che  ha  dimostrato  un  certo  grado  d'integrazione. 
Per conseguenza,  l'eventuale  concessione  di  tale  permesso 
all'insorgente, in virtù del suo grado di integrazione come pretende il 
ricorrente  (cfr. ricorso  pag.  3),  esula  dall'ambito  procedurale  della 
domanda d'asilo del caso di specie.

9.3 In  considerazione  di  tutto  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento è anche ragionevolmente esigibile. 

9.4 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  83  cpv. 2  LStr  e 

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art. 44  cpv. 2  LAsi).  Il ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza, 
potrà  procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4 LAsi;  DTAF 2008/34  consid. 12  pagg. 513-515),  oltre  al 
documento  presentato  come  l'originale  della  sua  carta  d'identità 
(cfr. risultanze  processuali).  L'esecuzione  dell'allontanamento  è 
dunque pure possibile.

10.
In considerazione di quanto precede, il gravame deve essere respinto.

11.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 
seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo 
federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 19

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- patrocinatore  del  ricorrente  (Raccomandata;  allegato: bollettino  di 
versamento)

- UFM, Divisione Soggiorno, con allegato l'incarto N (...) e copia dello 
scritto del 13 settembre 2010 del ricorrente (per corriere interno; in 
copia)

- E._______ (in copia)

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

Pagina 20