# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 68ac0729-c16a-5652-9898-9a988103868c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-08-16
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 16.08.2017 12.2016.127
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2016-127_2017-08-16.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2016.127

  	
  Lugano

  16 agosto 2017/rn

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Bozzini
  e Balerna

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. SO.2016.240
della Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud - promossa con istanza
(tutela giurisdizionale nei casi manifesti) 16 marzo 2016 da

 

	
   

  	
  AO
  1 (I) 

  rappr. da RA 3 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
   

  	 

				

con cui l’istante ha
chiesto di far ordine alla convenuta di mettere a sua libera disposizione la
metà di tutti gli averi (tra cui liquidità e simili, investimenti a reddito
fisso e simili, azioni e investimenti simili, investimenti misti e altro) giacenti
nel conto n. __________, trasferendo tali beni a favore del conto a lui intestato
presso __________, __________, IBAN: __________; 

 

domanda avversata dalla
convenuta, che ha postulato la reiezione dell’istanza ed ha denunciato la lite
a AP 1 __________ (I) (rappr. dall’avv. __________ __________, __________),
poi effettivamente intervenuta a suo favore, e che il Pretore con decisione 17
agosto 2016 ha integralmente accolto, aggiungendo che nel caso in cui
sussistessero dei prodotti in numero dispari o altrimenti non divisibili, la
convenuta avrebbe potuto procedere trasferendo la quota divisibile per intero,
trattenendo la parte indivisibile o i prodotti indivisibili;

 

appellante la sola
interveniente in lite con appello 1° settembre 2016, con cui ha chiesto la
riforma del querelato giudizio nel senso di dichiarare irricevibile l’istanza,
protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre la convenuta con
scritto 5 ottobre 2016, ha comunicato di non voler presentare osservazioni e l'istante,
con risposta 7 ottobre 2016, ha postulato la reiezione del gravame con protesta
di spese e ripetibili;

 

letti ed
esaminati gli atti ed i documenti prodotti;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in
diritto:

 

                                         che il 6 giugno 2014 (cfr.
doc. B) AO 1 e AP 1 hanno aperto un conto congiunto con diritto di firma
individuale presso la succursale __________ di PI 1; 

 

                                         che con fax 13 luglio 2015
(doc. I) AP 1 ha diffidato PI 1 “dal voler girare e/o bonificare dal conto
medesimo a me cointestato qualsivoglia somma e/o ammontare a favore del sig. AO
1 … o di altra persona”; 

 

                                         che con istanza 16 marzo 2016,
promossa nella procedura sommaria di tutela giurisdizionale nei casi manifesti
(art. 257 CPC), AO 1, preso atto che PI 1, a seguito della diffida pervenutale,
aveva rifiutato di dar seguito alle sue richieste del 22 gennaio 2016 (doc. G) e
del 23 febbraio 2016 (doc. L) volte al trasferimento della totalità rispettivamente
di almeno la metà degli averi in conto su una relazione bancaria a lui
intestata in __________, ha convenuto in giudizio la banca innanzi alla Pretura
della giurisdizione di Mendrisio sud per farle ordine di trasferire metà degli
averi in conto;

 

                                         che PI 1 e AP 1, alla
quale quest’ultima aveva nel frattempo denunciato la lite e che è intervenuta
nella lite, si sono opposte all’istanza;

 

                                         che con decisione 17 agosto
2016 il Pretore ha sostanzialmente accolto l’istanza, ponendo le spese processuali
di fr. 1’500.- a carico della convenuta, tenuta altresì a rifondere all’istante

                                         fr. 3’000.- per
ripetibili: egli ha in sostanza rilevato, per quanto qui interessa, che in base
alla dottrina e alla giurisprudenza (Lombardini,
Droit bancaire suisse, 2ª ed. p. 339 seg.; Guggenheim/Guggenheim,
Les contrats de la pratique bancaire suisse, 5ª ed., n. 1712; DTF 94 II 167, 94
II 313, 101 II 117) il contitolare di un conto congiunto con firma individuale non
poteva bloccare in modo unilaterale il medesimo, revocare gli ordini dati
dall’altro contitolare o esigere che il conto venisse gestito solo con firma
congiunta di tutti i contitolari, ma che, se intendeva evitare il prelievo di
averi del conto da parte dell’altro contitolare, doveva procedere come previsto
dall’art. 150 cpv. 3 CO, ossia avviare una procedura esecutiva o giudiziaria nei
confronti della banca, ritenuto che nel caso concreto la semplice richiesta di
blocco del conto trasmessa a suo tempo dall’interveniente in lite (doc. I) non era
conforme a quella disposizione e non era dunque tale da inibire il diritto
dell’istante di esigere dalla convenuta il trasferimento degli averi in conto;

 

                                         che con l’appello 1° settembre
2016, che qui ci occupa, l'interveniente in lite ha chiesto di riformare il
querelato giudizio nel senso di dichiarare irricevibile l’istanza, protestando
spese e ripetibili di entrambe le sedi: essa ha rimproverato al Pretore di non
aver dato seguito alla sua chiara istruzione di cui al doc. I, di non aver
rilevato che anche le condizioni generali della convenuta prevedevano la
possibilità di revocare i diritti di firma di un contitolare, di non aver
tenuto conto che con l’inoltro dell’istanza i diritti individuali dei
contitolari erano stati inibiti e di non aver considerato che a seguito della
complessità dei rapporti di proprietà sugli averi in conto la situazione
giuridica non era chiara ai sensi dell’art. 257 CPC; 

 

                                         che
mentre la convenuta, con scritto 5 ottobre 2016, ha comunicato di non voler
presentare osservazioni, l'istante, con risposta 7 ottobre 2016, ha postulato
la reiezione del gravame, con protesta di spese e ripetibili;

 

                                         che,
preliminarmente, va respinta la tesi dell’istante, secondo cui il fatto che la
convenuta non avesse provveduto ad impugnare la decisione del Pretore era tale
da rendere irricevibile l’appello in esame: la giurisprudenza ha in effetti già
avuto modo di stabilire che l’interveniente in lite è legittimato ad appellare
la decisione impugnata nella misura in cui la parte principale non si oppone o
dichiara (in modo esplicito o concludente) la rinuncia a interporre un rimedio
di diritto (DTF 142 III 271 consid. 1.3), ritenuto che quest’ultima eventualità
non si verifica qualora, come nel caso concreto, la parte principale abbia unicamente
rinunciato a presentare osservazioni all’impugnativa dell’interveniente in lite
(cfr. TF 11 aprile 2016 4A_580/2015 consid. C e 1.4);

 

                                         che,
passando ora ad esaminare le censure d’appello formulate dall’interveniente in
lite, va innanzitutto disatteso il rimprovero da lei mosso al giudice di prime
cure di non aver dato seguito alla sua chiara istruzione di blocco del conto (doc.
I): in effetti essa, pur avendo sostenuto, oltretutto per la prima volta solo
in questa sede e con ciò irritualmente (art. 317 cpv. 1 CPC), che in deroga
alla regolamentazione dell’art. 150 cpv. 3 CO le relazioni contrattuali tra le
parti in causa implicavano anche la facoltà per il contitolare del conto
congiunto “di sospendere o revocare i diritti di firma” dell’altro contitolare,
neppure ha spiegato, venendo meno al suo obbligo di motivazione (art. 311 cpv.
1 CPC), da quale passaggio della clausola contrattuale n. 5 (p. 2 del doc. B),
il cui tenore non è mai stato riportato o riassunto, risultava o poteva essere
desunta quella circostanza;

 

                                         che
il rilievo dell’interveniente in lite, secondo cui l’art. 3 delle condizioni
generali della convenuta prevedeva a sua volta la possibilità di revocare i
diritti di firma di un contitolare, non può essere condiviso: oltre ad essere
stato addotto per la prima volta solo in questa sede e con ciò in modo irrito
(art. 317 cpv. 1 CPC), lo stesso non è stato minimamente provato, visto e
considerato che le condizioni generali della convenuta non sono mai state prodotte
in causa (per altro nemmeno in questa sede) e, contrariamente a quanto preteso
nel gravame, il loro contenuto non può assolutamente essere considerato notorio;
e comunque la clausola menzionata neppure aveva per oggetto la facoltà di
revocare i diritti di firma di un contitolare;

 

                                         che
è poi manifestamente a torto che l’interveniente in lite si è prevalsa, nuovamente
per la prima volta solo in questa sede e con ciò irritualmente (art. 317 cpv. 1
CPC), del fatto che l’inoltro dell’istanza aveva inibito i diritti individuali
dei contitolari del conto: in effetti l’inoltro della procedura giudiziaria da
parte dell’istante, che è un caso di applicazione dell’art. 150 cpv. 3 CO, ha
inibito il solo diritto di firma dell’interveniente in lite, il che non osta
all’accoglimento dell’iniziativa giudiziaria dell’istante;  

 

                                         che
neppure l’ultima censura d’appello, secondo cui la complessità dei rapporti di
proprietà sugli averi in conto avrebbe in ogni caso imposto di respingere
l’istanza per il fatto che la situazione giuridica non sarebbe chiara ai sensi
dell’art. 257 CPC, può trovare accoglimento: l’interveniente in lite, in
violazione del suo obbligo di motivazione (art. 311 cpv. 1 CPC), non ha in
effetti spiegato per quale motivo il diverso assunto del Pretore, secondo cui
la questione relativa alla titolarità degli averi in conto fosse irrilevante
per l’esito della lite, fosse errato e dovesse con ciò essere riformato; e
comunque l’argomentazione pretorile, fondata sulla dottrina e sulla
giurisprudenza, era del tutto pertinente e sarebbe senz’altro stata confermata
(cfr. Lombardini, op. cit., p. 339;
Guggenheim/Guggenheim, op. cit.,
n. 1656 e 1701; DTF 94 II 167 consid. 4b);

                                         

                                         che, stando così le cose,
l’appello in esame deve essere respinto nella misura in cui è ricevibile con
accollo alla parte soccombente delle spese giudiziarie (art. 106 CPC),
calcolate su un valore litigioso di fr. 410'758.87 (somma corrispondente alla
metà degli averi in conto convertiti in valuta svizzera).

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati l’art. 106 CPC, la LTG e il RTar

 

 

decide: 

 

 

                                    I.   L’appello 1°
settembre 2016 di AP 1 è respinto nella misura in cui è ricevibile. 

 

 

                                   II.   Le spese
processuali di fr. 2’500.- sono a carico dell’appellante, che rifonderà
all’appellato fr. 2’500.- per ripetibili. 

 

 

                                  III.   Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

  - 

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
della giurisdizione di Mendrisio sud

 

 

Per
 la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1
e 100 cpv. 1 LTF).