# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e1844a69-8867-5de9-b76e-e7d0e9a8c4ae
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-04-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.04.2007 32.2006.98
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2006-98_2007-04-18.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2006.98

   

  BS/td

  	
  Lugano

  18 aprile 2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 15 maggio 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 26 aprile
  2006 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1972 e precedentemente attivo quale operaio di fabbrica, in data 25
settembre 1999 ha subito un infortunio. Inciampando sulle scale, egli è
riuscito ad appendersi con la mano destra alla ringhiera, picchiando tuttavia
la spalla sinistra contro uno scalino. Gli è stata diagnosticata una lesione
del labbro ventrocaudale della spalla sinistra (cfr. rapporto relativo all’intervento
di artroscopia del 15 marzo 2000 del dr. __________; doc. AI 1-9).

 

                                         Le
conseguenze dell’infortunio sono state assunte dall’__________, il quale, oltre
alle spese di cure e l’erogazione di un’indennità giornaliera sino al 4 novembre
2001 (cfr. doc. AI 1-45), ha fissato, mediante decisione 23 ottobre 2003, il diritto
ad un’indennità per menomazione dell’integrità del 5% (doc. AI 4-1). A seguito
dell’opposizione presentata dall’assicurato, con scritto 30 dicembre 2003 l’assicuratore
LAINF ha annullato la decisione 23 ottobre 2003 facendo presente che “prima
di prendere posizione definitivamente in merito all’infortunio in oggetto
dobbiamo attendere la decisione che dovrà emettere l’Assicurazione Invalidità “
(doc. AI 6-1).

 

                               1.2.   Nel
mese di ottobre 2001 RI 1 ha presentato una domanda di prestazioni AI per
adulti (doc. AI 94-1). 

 

                                         Esperiti
gli accertamenti del caso, con decisione 12 settembre 2002, cresciuta in
giudicato, l’Ufficio AI gli ha riconosciuto una mezza rendita dal 1° ottobre
2000 ed una rendita intera dal 1° luglio 2001 al 28 febbraio 2002.

                                         A
motivazione del provvedimento preso, l’amministrazione ha evidenziato quanto
segue:

 

"  Dagli atti assicurativi concessici dalla __________ riguardanti
l'aspetto postinfortunistico dell'infortunio avvenuto il 25.9.1999 le
riconosciamo il diritto temporaneo alla rendita e meglio:

 

a) mezza
rendita al 50% dall'01.10.2000 (dopo un anno ininterrotto d'attesa in incapacità
lavorativa, art. 29 cpv. 1 lett. b LAI e con effetto retroattivo massimo di un
anno di attesa dalla presentazione della domanda);

 

b)
rendita intera al 100% dall'01.07.2001 (art. 88 OAI, dopo 3 mesi dal perdurare
del peggioramento) ma limitatamente al 28.02.2002 (art. 88 OAI dopo 3 mesi dal
miglioramento).

 

Il caso
è stato comunque sottoposto all'esame del nostro consulente per la verifica
dell'eventuale adozione di misure d'integrazione professionale volti al consolidamento
della sua capacità di guadagno. Dal rapporto che ne è scaturito non vi è tale
necessità in quanto nel precedente lavoro di operaio c/o la Ditta __________,
l'assicurato avrebbe potuto guadagnare un salario annuo di ca. fr. 45'600.00 (valori
2000).

Svolgendo
un'attività lucrativa adeguata al suo stato di salute potrebbe in via teorica
ricavare un reddito annuo di fr. 45'890.00 (valori 2000). Il suo grado d'invalidità è
quindi del 10%, percentuale che esclude il diritto ai provvedimenti professionali
e inferiore ai minimi legali necessari per beneficiare una rendita. Per la ricerca
di un adeguato posto di lavoro le è data la facoltà di chiedere la collaborazione
agli organi ufficiali cantonali di collocamento.

Il
04.06.2002 ci è giunta l'opposizione al nostro progetto di decisione del
24.04.2002 da parte del __________ a suo nome, dove veniva allegato uno scritto
del Dott. __________.

Abbiamo
pertanto ritrasmesso l'incarto al nostro servizio medico SMR dove viene
indicato che questo scritto del Dott. __________ non contiene nuove informazioni
che possano rivalutare la situazione dal punto di vista medico.

Anche
l'Orientatore professionale ritiene che i suoi limiti funzionali gli permettono
di svolgere in tutta una gamma di attività lucrative adeguate senza una perdita
di guadagno significativa. Pertanto viene confermato il progetto di decisione."
(Doc. AI 73)

 

                               1.3.   A
seguito dello scritto 19 dicembre 2002 dell’assicurato, in cui sosteneva un
peggioramento delle condizioni di salute (doc. AI 70), l’Ufficio AI ha acquisito
la documentazione dell’__________, sottoposta diverse volte all’esame del SMR
(Servizio medico regionale dell’AI). 

                                         Con
decisione 3 febbraio 2004, l’amministrazione ha respinto la nuova domanda di
prestazioni, osservando: 

 

"  Esaminati gli atti acquisiti come da richiesta di
revisione, in particolare dalla visite mediche a cui è stato sottoposto
dall'assicurazione infortuni __________ il 30.01.2003 e del 06.10.2003 e del
06.10.2003, non emergono alcuni cambiamenti di rilievo riguardanti la
situazione post-infortunistica alla spalla sinistra in confronto al novembre
2001, di conseguenza anche le limitazioni funzionali risultano invariate. In
mancanza di ulteriore documentazione medica che comprovi un avvenuto peggioramento
dello stato di salute, rimane valido quanto valutato nella decisione del
28.02.2002, ossia che a partire dal 01.03.2002 vi è una piena capacità lavorativa
in attività adeguata al suo stato di salute e che in queste attività avrebbe
una perdita di guadagno causata dal danno alla salute soltanto del 10%.

 

Essendo il grado d'incapacità lucrativa inferiore al 40% non vi è alcun
diritto ad una rendita d'invalidità.

Essendo inoltre il grado d'incapacità di guadagno anche inferiore al 20%
e non avendo riscontrato i presupposti scolastici-lavorativi adeguati, non vi è
alcun diritto nemmeno all'adozione di provvedimenti professionali." (Doc.
AI 54)

 

                               1.4.   Con
opposizione 1° marzo 2004 l’assicurato, per il tramite dell’avv. __________, ha
contestato la perdita di guadagno determinata dall’Ufficio AI sostenendo come
la sua inabilità lavorativa fosse quantificabile al 100%. Egli ha di conseguenza
chiesto l’espletamento di ulteriori accertamenti medici volti ad appurare le
sue condizioni di salute e la messa in atto di provvedimenti
scolastici-professionali al fine di reinserirlo in un’altra attività
professionale a tempo parziale (doc. AI 50).

                                         A
suffragio di quanto asserito l’assicurato ha prodotto un certificato del
proprio medico curante, il quale ha fra l’altro attestato l’insorgenza di
un’importante sindrome ansioso-depres-siva.

                                                                                

                                         Ritenendo
il SMR di dover valutare la problematica psichiatrica, in data 31 gennaio 2005
l’Ufficio AI ha ordinato l’espleta-

                                         mento
di una perizia specialistica (doc. AI 26-1).

                                         Con
rapporto 6 febbraio 2006 il dr. __________, specialista in psichiatria e psicoterapia,
- diagnosticate una sindrome depressiva di grado medio (ICD-10 F32.10), una
sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD-10 F45.4), nonché una sindrome
da disadattamento  con prevalente disturbo della condotta (ICD-10 F43.24) -, ha
confermato un peggioramento dello stato di salute dell’assicurato, attestando,
a partire dal marzo 2004, una totale incapacità lavorativa in qualsiasi attività
(doc. AI 16).

 

                                         Sulla
base della perizia, incluso un complemento peritale (doc. AI 12-1), e del
rapporto 20 aprile 2006 del consulente in integrazione professionale (doc. AI
8-1), con decisione 26 aprile 2006 l’Ufficio AI ha accolto l’opposizione nel
senso di riconoscere il diritto ad una rendita intera dal 1° marzo 2005. 

                                         Queste
le motivazioni esposte dall’amministrazione:

 

"  5   In concreto, come visto, a seguito della
documentazione medica 

presentata
in sede di opposizione, l'assicurato è stato peritato dal Dr. __________, il
quale ha potuto riscontrare una totale incapacità lavorativa, per qualsiasi tipo
di attività, a partire dal mese di marzo 2004. Risulta pertanto giustificato II
riconoscimento di una rendita intera d'invalidità con un grado del 100% a far
tempo dal 1. marzo 2005, a norma dell'art. 29, cpv. 1, lett. b LAI.

 

Per il
periodo precedente una rendita non può essere corrisposta in quanto, come
visto, malgrado il danno alla salute l'assicurato era stato ritenuto ancora
totalmente abile in attività adeguate ed il relativo confronto dei redditi
aveva permesso di stabilire unicamente una perdita di guadagno pari al 10%
(dato riferito all'anno 2000). La consulente in integrazione professionale AI
ha pure proceduto ad aggiornare il confronto dei redditi all'anno 2004. Ne è
scaturito che nell'anno 2004, fino al momento del peggioramento (mese di marzo)
l'assicurato non presentava alcuna perdita economica, considerato un reddito senza
il danno alla salute pari a CHF 47'927.- ed un reddito con il danno alla salute pari a CHF 53'040 ­(tabelle
RSS, categoria professionale 4, quartile 2).

 

Per
quanto attiene al valore probatorio dell'esame peritale effettuato, si rammenta
che secondo costante giurisprudenza, le perizie mediche eseguite nell'ambito
della procedura amministrativa da medici riconosciuti specializzati hanno forza
probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducano a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176). In casu la valutazione
espressa dal Dr. __________ è completa, motivata e coerente, e non offre quindi
alcun spunto di critica, risultando del tutto conforma ai criteri sovresposti.

 

Concludendo,
come visto sopra, ritenuta una totale incapacità lavorativa in qualsiasi tipo
di attività dal marzo 2004, l'opponente deve essere posto al beneficio di una
rendita intera d'invalidità di grado 100% a far tempo dal 1. marzo 2005.

 

6.  Dal momento che una cura psichiatrica potrebbe
contribuire a migliorare lo stato di salute del signor RI 1 e di conseguenza la
sua capacità lavorativa e di guadagno, con la presente decisione su opposizione
di diffida l'assicurato a volersi sottoporre immediatamente e senza indugi alle
cure psichiatriche del caso, precisando comunque che i relativi costi non
possono essere presi a carico dall'Assicurazione Invalidità. L'assicurato è
inoltre diffidato a comunicare al più presto all'Ufficio AI il nome del medico
psichiatra curante, al quale sarà trasmesso per conoscenza il rapporto peritale
del Dr. __________.

 

A
norma dell'ari. 21 LPGA, le prestazioni possono essere temporaneamente o
definitivamente ridotte o rifiutate se l'assicurato, nonostante una sollecitazione
scritta che indichi le conseguenze giuridiche e un adeguato termine di riflessione,
si sottrae, si oppone oppure, entro i limiti di quanto gli può essere chiesto,
non si sottopone spontaneamente a una cura o a un provvedimento d'integrazione
professionale ragionevolmente esigibile e che promette un notevole
miglioramento della capacità di lavoro o una nuova possibilità di guadagno. Non
si possono esigere cure e provvedimenti d'integrazione che rappresentano un
pericolo per la vita o per la salute.

 

Nel
corso della prossima revisione verificheremo se la cura psichiatrica è stata
seguita e con quale esito. Nel caso l'assicurato non si sottoporrà alle dovute
cure, la rendita intera potrà essere ridotta o soppressa." (Doc. AI 7)

 

                               1.5.   Avverso
la succitata decisione amministrativa l’assicurato, sempre rappresentato
dall’avv. __________, ha inoltrato ricorso al TCA, postulandone l’annullamento
con conseguente erogazione di una rendita AI del 50% dal 28 febbraio 2002 e di
una rendita intera dal 1° marzo 2004. In via subordinata, egli ha invece
chiesto il riconoscimento del diritto ad una mezza rendita dal 20 dicembre 2003
e ad una rendita intera dal 1° marzo 2004.

                                         In
particolare egli ha evidenziato:

 

"  A mente del ricorrente, il termine di un anno ex art.
29 cpv. 1 lett. b LAI è già stato tenuto in considerazione quando nel periodo
2000-2002 egli aveva chiesto e ottenuto una rendita AI (in parte al 50% e in
parte al 100%). Infatti
dalla decisione dell'Ufficio AI (doc. C, pag. 3, lit. a) emerge che l'anno d'attesa
era già stato computato.

 

[In subordine si chiede che l'anno d'attesa ai sensi dell'art. 29
cpv. 1 lett. b LAI inizi a decorrere da quando è stata avviata la presente
procedura davanti all'Ufficio AI per i problemi alla spalla sinistra, ossia dal
20 dicembre 2002 (v. decisione 3 febbraio 2004 che menziona la data della
domanda di rendita AI, doc. C); di conseguenza, la rendita AI dovrebbe essere
fissata retroattivamente al 20 dicembre 2003 in misura almeno del 50% e dal 1.
marzo 2004 in misura del 100%].

 

Di conseguenza, la rendita AI dovrebbe essere fissata retroattivamente
dal 28 febbraio 2002, in luogo del 1. marzo 2005 e la rendita di invalidità
deve essere stabilita in ragione almeno del 50% (poiché egli non ha mai potuto
lavorare come operaio) e dal 1. marzo 2004, ossia da quando è stata accertata
una grave forma di depressione, una rendita AI del 100%." (Doc. I)

L’assicurato ha inoltre rilevato di aver contestato la valutazione ortopedica
eseguita dall’__________, oggetto della decisione 23 ottobre 2003 - in seguito
annullata – relativa alla determinazione dell’indennità per menomazione dell’integrità,
sottolineando come la problematica alla spalla non sia mai stata oggetto di un
esame medico specialistico indipendente.

 

                                         Il
ricorrente ha poi chiesto di essere ammesso al beneficio dell’assistenza giudiziaria,
richiesta in seguito ritirata (VI).

 

                               1.6.   Con
la risposta di causa l’amministrazione, confermando la correttezza della
propria decisione, ha invece postulato la reiezione del ricorso. 

 

                               1.7.   Il
12 giugno 2006 il ricorrente ha trasmesso un ulteriore atto medico.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA
del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella
causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98
pubblicata in RDAT I-2002 p. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa
H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito 

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se il ricorrente, posto precedentemente - con decisione
12 settembre 2002 - al beneficio di una mezza rendita dal 1° ottobre 2000 e di una
rendita intera dal 1° luglio 2001 al 28 febbraio 2002, abbia diritto a, seguito
del risorgere dell’invalidità rilevante, ad una rendita intera prima del
1° marzo 2005.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).

         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. 

 

         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere
calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR
1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                               2.4.   In
caso di nuova domanda sono applicabili le norme relative alla revisione della
rendita, salvo le eccezioni esposte al prossimo considerando (cfr. Müller, Die
materiellen Voraus-

                                         setzungen der Rentenrevision in der Invalidenversicherung, Friborgo
2003, N. 797, pag. 215 e riferimenti).

 

                                         L’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che:

 

"  Se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita
subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o
ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta."

 

                                         I
principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto
il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.
17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

 

                                         La
revisione avviene d’ufficio quando, in previsione di una possibile modificazione
importante del grado d’invalidità o di grande invalidità, è stato stabilito un termine
nel momento dell’erogazione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi, o
allorché si conoscono fatti o si ordinano provvedimenti che possono provocare
una notevole modificazione del grado d’invalidità o della grande invalidità
(art. 87 cpv. 2 OAI). Invece, se è stata inoltrata domanda di revisione, nella
domanda si deve dimostrare che il grado d’invalidità o d’incapacità
dell’invalido a provvedere a se stesso è modificato in misura rilevante per il
diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 3 OAI). Infine, prescrive l’art. 87 cpv.
4 OAI che, ove la rendita o l’assegno per grandi invalidi siano stati negati
perché il grado d’invalidità era insufficiente o perché l’invalido poteva provvedere
a sé stesso, una nuova richiesta è riesaminata soltanto in quanto siano
soddisfatte le condizioni previste nel capoverso 3.

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in consi­derazione allorché è durato
tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a
durare (art. 88 a cpv. 1 OAI).
Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre
tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena
esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono
applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di
assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo
(STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 p. 137).

 

                                         La
costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a revisione
non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso
sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto
invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un
cambiamento importante (STFA non pubbl. 28 giugno 1994 nella causa P. P.; RCC
1989 p. 323; DTF 113 V 275, 109 V 116, 105 V 30). Affinché sia possibile la
revisione di una rendita AI è dunque necessario che le condizioni cliniche e/o economiche
dell'assicurato abbiano subito una modifica, tale da influire sulla perdita di
guadagno.

 

                                         D'altra
parte la modifica deve essere notevole, non tanto da un punto di vista astratto,
ma piuttosto in relazione con l'art. 28 cpv. 1 LAI.

                                         In
ogni caso la revisione della rendita è possibile unicamente se, posteriormente
alla pronuncia della decisione iniziale, la situazione invalidante è
effettivamente mutata. Non basta invece che una situazione, rimasta
sostanzialmente invaria­ta, sia giudicata in modo diverso (RCC 1987 pag. 38,
consid. 1a; STFA 29 aprile 1991 in causa G.C., Bellinzona, non pubblicata,
consid. 4).

                                         Per
stabilire in concreto se vi è motivo di revisione, da un punto di vista temporale
vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della decisione formale
iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia della nuova decisione.
Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima
decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369 consid. 2 con riferimenti, 109 V 262, 105 V 30; Valterio, op. cit., pag.
268; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag.
258).

 

                               2.5.   Per costante giurisprudenza quando in precedenza è
stata concessa una prestazione limitata nel tempo, in caso di nuova domanda il
competente Ufficio AI deve nuovamente esaminare se sono dati i presupposti per
il riconoscimento del diritto a prestazioni, l’art. 87 cpv. 3 e 4 OAI - secondo
cui una nuova richiesta è riesaminata solo se viene dimostrato che il grado
d’invalidità ha subito una rilevante modifica - non trovando in siffatta
evenienza applicazione (DTF 125 V 410; STFA 15 febbraio 2000 nella causa
K., I 81/99).

 

                                         Per
quel che concerne la decorrenza della rendita in caso di nuova domanda, non è
applicabile l’art. 88a LAI (cfr. consid. 2.4) ma le disposizioni dell’art. 29
cpv. 1 LAI (cfr. Müller, op. cit., N. 812, pag. 220). 

                                         L’art.
29 cpv. 1 lett. a LAI dispone che il diritto alla
rendita secondo l'articolo 28 nasce il più presto nel momento in cui l'assicurato:
presenta un'incapacità permanente di guadagno pari almeno al 40 per cento.

                                         Secondo
l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI, applicabile al caso in esame, il diritto alla rendita
secondo l'art. 28 LAI nasce il più presto nel momento in cui l'assicurato è stato,
per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40
per cento in media. Di regola il periodo di carenza incomincia non appena l'assicurato
subisce una diminuzione sensibile del suo rendimento nella professione
esercitata sino a quel momento ed il termine può cominciare a decorrere anche
quando l'assicurato non subisce alcuna perdita di guadagno o non esercita alcuna
attività lucrativa (DTF 105 V 159; RCC 1979 p. 281, 1970 p. 402). Una diminuzione
della capacità di lavoro del 20% soddisfa già la nozione legale (Pratique VSI
1998 p. 126). Alla scadenza del termine di 360 giorni l'assicurato deve presentare
un'incapacità - questa volta - di guadagno del 40% almeno, che verrà definita
secondo i disposti dell'art. 28 LAI.

                                         L'ammontare
della rendita che verrà versata dipende dal grado d'incapacità di lavoro
durante il periodo di carenza e di quello dell'incapacità di guadagno residua
dopo i 360 giorni. Di conseguenza una rendita intera potrà essere riconosciuta
solo se l'incapacità media di lavoro durante l'anno di carenza è stata di due
terzi almeno e se in seguito sussiste un'incapacità di guadagno di perlomeno
pari grado (RCC 1980 p. 263). Pertanto se l'incapacità media di lavoro è stata
del 60% durante 360 giorni, l'assicurato non avrà diritto per cominciare che ad
una mezza rendita anche se allo scadere del termine la sua incapacità di guadagno
supera i due terzi. Inversamente, se dopo 360 giorni di incapacità media di
lavoro di oltre due terzi l'incapacità di guadagno è scesa al 60%, l'assicurato
avrà diritto unicamente ad una mezza rendita d'invalidità (Valterio, op. cit.
pag. 222s, Pratique VSI 1998 pag. 126-127).

                                         Se
l'assicurato esercita un'attività a tempo pieno durante almeno 30 giorni consecutivi,
il termine di 360 giorni viene interrotto (art. 29ter OAI);

 

Quale
eccezione alla succitata regolamentazione, l’art. 29 bis OAI prevede che se la
rendita è stata soppressa a causa dell’abbassamento del grado d’invalidità e se
l’assicurato, nel susseguente periodo di 3 anni, presenta di nuovo un grado
d’invalidità suscettibile di far nascere il diritto alla rendita per incapacità
al lavoro della stessa origine, il periodo precedente la prima
erogazione verrà dedotto dal periodo d’attesa impostogli dall’articolo 29
capoverso 1 LAI.

Il citato
articolo è pure applicabile se il diritto a rendita, per incapacità di lavoro
della stessa origine, risorge meno di tre  anni dopo la soppressione, ma
l'assicurato non può farlo valere (DTF 117 V 23).

Non va poi
dimenticato che, in virtù del rinvio di cui all’art. 88a cpv. 1 OAI, l’art. 29
bis OAI è parimenti applicabile in ambito di aumento di rendita in via di
revisione (per dettagli cfr.: Müller, op. cit., N. 457s, pag. 125).

 

                                         Infine,
in caso di nuova domanda, la rendita è versata conformemente all’art. 29 cpv. 2
LAI, ossia dall’inizio del mese in cui è nato il diritto, ma il più presto dal
mese seguente il compimento dei 18 anni.

                                         Non
è invece applicabile la normativa di cui all’art. 88bis OAI (l’art. 88bis cpv.
1 OAI fa dipendere gli effetti dell’aumento della rendita in via di revisione
dal mese in cui la domanda di revisione è stata inoltrata [lett.a] o dal mese
in cui la stessa è stata prevista d’ufficio [lett.b], mentre la lett. c concerne
la riconsiderazione; l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI dispone che gli effetti
della soppressione o della riduzione della rendita in via revisione sorgono al
più presto il primo giorno del secondo mese che segue la notifica della
decisione, la lett. b del medesimo capoverso è applicabile nei casi di
violazione dell’obbligo d’informare), poiché tale norma
si riferisce esclusivamente alla revisione della rendita (cfr. Müller, op.
cit., N. 819, pag. 221 e riferimenti).                            

 

                               2.6.   Nel
fattispecie in esame, occorre innanzitutto ricordare che con decisione 12 settembre
2002, cresciuta in giudicato, l’Ufficio A aveva riconosciuto all’assicurato una
rendita temporanea (mezza rendita dal 1° ottobre 2000 ed una rendita intera dal
1° luglio 2001 al 28 febbraio 2002), in quanto, sulla base della documentazione
dell’__________ (in particolare rapporto 22 ottobre 2001 del dr. __________;
doc. AI 1-42), nonché della perizia 27 giugno 2001 del dr. __________ (doc. AI
89-4), dal novembre 2001 egli era stato ritenuto pienamente abile in attività
medio-leggere senza sollevamento di pesi superiori a 25 chili e senza movimenti
ripetitivi di flessione del tronco (cfr. nota 11 aprile 2002 della dr. __________
del SMR).

                                         Tenuto
poi conto del rapporto 16 aprile 2002 del consulente in integrazione professionale,
in cui, tramite il consueto raffronto dei redditi, è stata accertata
un’invalidità del 10% (doc. AI 82-1), l’amministrazione ha di conseguenza soppresso
la rendita a partire dal 28 febbraio 2002.

                                         

                                         A
seguito della nuova domanda 22 dicembre 2002 (cfr. consid. 2.3), l’Ufficio AI,
dopo aver raccolto la documentazione medica dall’__________, ha accertato che la
situazione ortopedica alla spalla sinistra è rimasta invariata. 

                                         In
effetti, nella nota 29 gennaio 2004 la dr.ssa __________ del SMR, tenuto conto
dei rapporti __________ relativi alle visite del 30 gennaio e 6 ottobre 2003,
non ha accertato nessun cambiamento di rilievo rispetto alla situazione valetudinaria
presente nel novembre 2001.

 

                                         Il
ricorrente ha evidenziato di aver contestato la valutazione medica
dell’assicuratore LAINF, facendo presente di non essere mai stato sottoposto ad
un esame medico specialistico indipendente, ad esempio, presso una clinica universitaria.

                                         Innanzitutto
questo TCA non ha motivo per mettere in dubbio le due dettagliate ed
approfondite valutazioni mediche del 3 gennaio 2003 (doc. AI 2-3) e del 6 ottobre
2003 (doc. AI 4-3) eseguite dal dr. __________, specialista in ortopedia. Vero
che si trattava di un medico alle dipendenze dell’__________. Tuttavia, va
rammentato che a proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della
procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi
in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA
del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re G.F.
inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988
pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189). Nell'ambito del libero apprezzamento delle
prove è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice
fondare la propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore.
Per quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono
tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157). Del resto, nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano
dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

                                         Inoltre,
nel caso in esame, non vi è alcun atto medico che consente di mettere in dubbio
le conclusioni del citato medico specialista. Del resto, con nota 13 febbraio
2006 il SMR ha confermato la valutazione operata dall’__________ relativa alla
problematica fisica (doc. AI 14-2).

                                         Certo
che, come accennato al consid. 1.1, l’assicurato ha contestato, mediante
opposizione, la decisione 23 ottobre 2003 dell’__________ (doc. AI 5-2). Va tuttavia
ricordato che oggetto del contendere era il grado di percentuale dell’indennità
per menomazione dell’integrità, non rilevante ai fini dell’AI. Se poi
l’assicuratore LAINF, con scritto 30 dicembre 2003, ha annullato la decisione
23 ottobre 2003, rimanendo in attesa della decisione dell’Ufficio AI in merito
al grado d’invalidità, questa sospensione non ha alcuna influenza sulla
presente vertenza. 

                                         Visto
quanto sopra, un’eventuale ed ulteriore esame della problematica alla spalla
non risulta necessario.

 

                                         In
conclusione, è da ritenere dimostrato, con
il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni
sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115 V 142 consid.
8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid. 2b), che dal
punto di vista somatico l'assicurato è totalmente
inabile nella sua originaria professione, ma abile al lavoro al 100% in altre
attività adeguate con conseguente un’incapacità al guadagno del 10%.

 

                               2.7.   Reputando di dover valutare la problematica psichiatrica, fatta
valere dall’assicurato in sede di opposizione, l’Ufficio AI ha ordinato l’espletamento
di una perizia specialistica (doc. AI 26-1).

 

                                         Con
rapporto 6 febbraio 2006 il dr. __________, specialista in psichiatria e psicoterapia,
- diagnosticate una sindrome depressiva di grado medio (ICD-10 F32.10), una
sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD-10 F45.4), nonché una sindrome
da disadattamento  con prevalente disturbo della condotta (ICD-10 F43.24) - ha accertato
una totale incapacità lavorativa in qualsiasi attività, dal 1° marzo 2004 (doc.
AI 16). Con il complemento 31 marzo 2006, confermando l’incapacità al lavoro
del 100% per ragioni psichiatriche, il perito ha fra l’altro evidenziato:

 

"  Un'eventuale rendita dovrebbe essere revisionata fra al
massimo un anno, dichiarando al peritato che la distinzione definitiva tra
elementi medici-psichiatrici su un lato, e elementi socio-economici sull'altro,
sarà possibile solo con l'aiuto di una stretta presa a carico psichiatrica.
Questo chiarimento sarebbe il primo obiettivo della prescrizione di una
terapia, prescrizione che dal punto di vista psichiatrico è assolutamente
esigibile, malgrado che il peritato reagirà con grande probabilità in modo
molto ambivalente a questa misura.

 

Future misure professionali:

Il secondo obiettivo di una presa a carico psichiatrica sarebbe la preparazione del terreno per
future misure professionali. Al perito il signor RI 1 sembra possedere
parecchie risorse, che in un processo di coscientizzazione tramite lo psichiatra
dovrebbero aumentare di peso, diventando più importanti della menomazione
fisica dovuta all'incidente alla spalla che attualmente ha una patologica predominanza
nel bilancio che il peritato fa della sua vita.

Omettendo questo accompagnamento psichiatrico e questa
coscientizzazione, rifiutando al peritato semplicemente i mezzi per poter economicamente
sopravvivere durante questo periodo iniziale della terapia, la sua tendenza a
colpevolizzare l'ambiente e il sentirsi una vittima, con grande probabilità si
accentuerà." (Doc. AI 12)

 

                                         Sulla
base della succitata perizia, tenuto conto anche del rapporto 4 aprile 2006 del
SMR, l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurato il diritto ad una rendita
intera dal 1° marzo 2005, un anno dopo l’inizio del termine di carenza (1°
marzo 2004), diffidando l’interessato ex art. 21 LPGA a seguire una terapia psichiatrica
volta a migliorare la sua capacità lavorativa e di guadagno.

 

                                         Non
presentando, come visto al consid. 2.6, il ricorrente nel periodo antecedente
al 1° marzo 2004 un’incapacità lavorativa rispettivamente al guadagno di almeno
del 20% (cfr. STFA del 22 luglio 2003 nella causa S., I
304/03, consid. 5 , in cui l’Alta Corte ha confermato la presa in
considerazione, ai fini della determinazione della media retrospettiva, i gradi
d’incapacità al guadagno), rettamente l’Ufficio AI ha fatto decorre il termine
di attesa ex art. 29 cpv. 1 lett. b LAI dal 1° marzo 2004, riconoscendo di
conseguenza il diritto ad una rendita intera a partire dal 1° marzo 2005.

 

                                         La
tesi dell’assicurato, ossia che il periodo di carenza sia stato già computato
nel periodo 2000-2002 allorquando aveva ottenuto la rendita AI temporanea, non
può essere confermata.

                                         Infatti,
come visto, il ricorrente ha diritto ad una rendita per motivi psichiatrici e non
a seguito della problematica somatica legata alla spalla. Essendo dunque il risorgere
della rilevante invalidità non dovuto alla stessa origine, l’art. 29 bis OAI
non risulta essere applicabile (cfr. consid. 2.5).

                                         Vero
che lo stato depressivo, rispettivamente la sindrome da dolore somatoforme sono
la conseguenza della sintomatologia dolorosa alla spalla. Tuttavia, come detto,
la rilevante invalidità non è risorta a seguito del medesimo danno alla salute
fisico. Del resto, nella citata decisione del 22 luglio
2003 il TFA aveva confermato l’inapplicabilità dall’art. 29bis OAI nel caso di
un assicurato, il cui peggioramento valetudinario era riconducibile
principalmente a dei dolori somatoformi (di natura psichica) e non alla lussazione
al gomito per la quale una rendita era stata precedentemente accordata (“ …. le
recourant se prévaut de l’art. 29bis RAI. Comme le relèvent avec raion les
premiers juges, cette disposition n’est toutefois pas applicable en l’espèce,
dès lors que l’aggravation est principalement due à des troubles somatoformes
douloreux, dont il y a lieu de constater qu’ils n’étaient pas à l’origine de
l’invalidité pour laquelle une rente avait été précédemment allouée au
recourant …”, STFA citata, consid. 6).

 

                                         Nemmeno
la richiesta, presentata in via subordinata, di far decorrere l’anno di carenza
dal dicembre 2002, allorquando è stata avviata la presente procedura merita
conferma L’assicurato in sostanza fa riferimento all’art. 88bis cpv. 1 lett. a
OAI, il quale prevede che l’aumento della rendita avviene al più presto, qualora
l’assicurato abbia chiesto la revisione, a partire dal mese in cui la domanda è
stata inoltrata. Siccome in casu si tratta di una nuova domanda di prestazioni,
presentata a seguito della soppressione della rendita, il citato articolo non è
applicabile (cfr. consid. 2.5).

 

 

                                         In
conclusione, visto quanto sopra, rettamente l’Ufficio AI ha fatto decorrere il
diritto alla rendita intera dal 1° marzo 2005.

 

                                         Ne
consegue la conferma della decisione contestata e la reiezione del ricorso.

 

 

Per questi
motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                                    Il
segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti