# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4cfc7417-c8ef-5fe8-b786-d32cbd8c3df6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-12-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 13.12.2004 60.2003.254
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2003-254_2004-12-13.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2003.254

   

  	
  Lugano

  13 dicembre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Daniela Rüegg, vicecancelliera

  

 

 

sedente per
statuire sull’istanza di promozione dell’accusa 4/6.8.2003 presentata da

 

 

	
   

  	
  IS 1 ,

  IS 2 ,

  IS 3 ,

  tutti patr. da: PA 1 ,

   

  
	
   

  	
   

  in relazione

  	 

 

	
   

  	
  al decreto di
  non luogo a procedere 22.7.2003 emanato dal procuratore pubblico Arturo
  Garzoni, nell’ambito - tra l’altro - del procedimento penale dipendente dalla
  loro denuncia 4/5.9.2002 (inc. MP __________) nei confronti di __________ PI
  1, __________, __________ PI 2 ____________________, __________, __________
  PI 3, __________, avv. __________ PI 4, __________ (tutti patr. da:
  avv. __________ __________, __________) e avv. __________ PI 5, __________,
  per titolo di denuncia mendace, falsa testimonianza, istigazione a falsa testimonianza
  ed istigazione a denuncia mendace, nonché dalla loro denuncia 1/2.7.2003
  (inc. MP __________) nei confronti di __________ PI 3, __________ (patr.
  da avv. __________ __________, __________), per titolo di falsa testimonianza;
  

  

 

 

premesso che
l’istanza di promozione dell’accusa è relativa al decreto di non luogo a
procedere 22.7.2003, ma limitatamente alle denunce presentate al Ministero
pubblico dai qui istanti il 4/5.9.2002, rispettivamente l’1/2.7.2003;

 

richiamate le
osservazioni 18/21.8.2003 del procuratore pubblico e 18.8.2003 di __________ PI
1, __________ PI 2 __________, __________ PI 3, avv. __________ PI 4 e avv. __________
PI 5, entrambe concludenti per la reiezione del gravame;

 

letti ed
esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto

 

                                   a.   Con
esposto 30.11.2000 __________ PI 1 e __________ PI 2 __________, per il tramite
del loro patrocinatore avv. __________ __________, hanno sporto
denuncia/querela penale nei confronti di __________ IS 3, per titolo di falsa
testimonianza e violazione del segreto professionale, nonché dell’avv. __________
__________ IS 2 e dell’avv. __________ IS 1, per titolo di falsa testimonianza,
istigazione a falsa testimonianza ed istigazione a violazione del segreto professionale,
in relazione alla loro audizione in qualità di testi nell’ambito della procedura
civile promossa dai denuncianti con petizione 5.10.1998 tuttora pendente presso
la Pretura del distretto di __________ (cfr. AI 1, inc. __________,
denuncia/querela penale 30.11.2000 e doc. A - L ivi allegati; inc. __________
della Pretura di __________). 

 

 

                                   b.   In
data 4/5.9.2002 l’avv. __________ IS 1, l’avv. __________ __________ IS 2 e __________
IS 3, per il tramite del loro patrocinatore avv. __________ PA 1, hanno a loro
volta sporto denuncia penale nei confronti di __________ PI 2 __________ per
titolo di denuncia mendace e falsa testimonianza, di __________ PI 1 per titolo
di denuncia mendace, di __________ PI 3 per titolo di falsa testimonianza,
nonché dell’avv. __________ PI 4 e dell’avv. __________ PI 5 per titolo di
falsa testimonianza, istigazione a falsa testimonianza ed istigazione a
denuncia mendace, rilevando in particolare che “__________(PI 1) e __________
PI 2 e i loro legali hanno ritenuto di azzardare una causa civile, chiedendo
l’annullamento della vendita dell’immobile di __________, sostenendo dapprima
la minore età di uno dei venditori, anche dopo i 18 anni, essendo egli
domiciliato a __________”, che “smentita platealmente questa tesi (…)”
gli stessi “(…) hanno tentato l’azzardo della nuova tesi della firma della
procura ancora prima dei 18 anni, nell’autunno 1993. Cercando di intralciare
l’accertamento della verità hanno tentato di impedire che gli avv.ti __________
e la loro segretaria rendessero testimonianza”, che “in difficoltà per
le risultanze delle loro deposizioni, si sono spinti a denunciarli per
un’inesistente violazione del segreto professionale e per falsa testimonianza o
istigazione alla falsa testimonianza”, evidenziando inoltre che “nell’esposto
di denuncia sostengono che la segretaria IS 3 avrebbe funto da strumento nelle
mani degli avv.ti __________ (…), mentre essi stessi hanno fatto rendere una
falsa testimonianza all’amico PI 3” e che “false testimonianze sono
state rese dallo stesso __________ PI 2 e dai legali di lui” (AI 1, inc. __________,
denuncia penale 4/5.9.2002, p. 17 e 18). 

                                         

                                         Con
successivo esposto 1/2.7.2003 gli stessi denuncianti, sempre per il tramite del
loro patrocinatore avv. __________ PA 1, hanno sporto un’ulteriore denuncia nei
confronti di __________ PI 3 per titolo di falsa testimonianza in relazione al
suo interrogatorio tenutosi il 9.5.2003 presso il Ministero pubblico (cfr., al
proposito, AI 1, inc. __________, denuncia penale 1/2.7.2003).

                                         

                                         Delle
ulteriori motivazioni di queste denunce si dirà, laddove necessario, nei considerandi
di diritto. 

 

 

                                   c.   Esperite
le informazioni preliminari, il procuratore pubblico con un’unica decisione
emanata il 22.7.2003 ha decretato il non luogo a procedere in ordine alla
denuncia 30.11.2000, alla denuncia/querela 4/5.9.2002 e alla denuncia 1/2.7.2003,
ritenendo sostanzialmente che non sono adempiuti i reati ipotizzati dalle parti
(cfr. decreto di non luogo a procedere 22.7.2003). Delle sue motivazioni si dirà,
qualora sia indispensabile, in seguito.

 

 

                                   d.   Con
il presente tempestivo gravame l’avv. __________ IS 1, l’avv. __________ __________
IS 2 e __________ IS 3 chiedono di promuovere l’accusa nei confronti di __________
PI 2 per titolo di denuncia mendace e falsa testimonianza, di __________ PI 1
per titolo di denuncia mendace, di __________ PI 3 per titolo di ripetuta falsa
testimonianza, dell’avv. __________ PI 4 e dell’avv. __________ PI 5 per titolo
di falsa testimonianza, istigazione a falsa testimonianza e denuncia mendace,
protestando inoltre tassa di giustizia, spese e ripetibili (cfr. istanza di promozione
dell’accusa 4/6.8.2003, p. 2).

 

Gli istanti, dopo aver esposto i fatti (cfr. istanza di promozione
dell’accusa 4/6.8.2004, p. 3 a 16), rilevano innanzitutto che “le questioni
di fatto al centro della vicenda sono due”, segnatamente “(…) la data
alla quale è stata firmata la procura per la vendita del terreno di __________;”
e “(…) l’udienza di audizione della ex-segretaria dello studio __________,
che si pretende avrebbe violato il segreto professionale”, asserendo
contestualmente che “le risultanze evidenti degli atti del procedimento non
sono state valutate correttamente nel decreto di non luogo impugnato”
(istanza di promozione dell’accusa 4/6.8.2004, p. 17 e 18). Sostengono altresì
che a carico dei qui denunciati sarebbero dati seri indizi di colpevolezza,
esponendo la loro opinione in merito (cfr. istanza di promozione dell’accusa
4/6.8.2003, p. 21 a 24). Asseverano infine che “a fondamento della presente istanza
di promozione dell’accusa è pure data la disponibilità di nuove prove da assumere”,
fornendo delle indicazioni in merito (istanza di promozione dell’accusa 4/6.8.2003,
p. 24 a 26). Delle dettagliate motivazioni, così come delle osservazioni del
magistrato inquirente e dei denunciati si dirà, se del caso, successivamente.

 

 

in diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         In
presenza di un non luogo a procedere, l'art. 186 cpv. 1 CPP concede alla parte
lesa, che si costituisce parte civile, la facoltà di presentare alla Camera dei
ricorsi penali, entro dieci giorni, un'istanza motivata di promozione
dell'accusa nei confronti del denunciato o querelato.

 

                                         Il
primo presupposto per l'accoglimento di un'istanza di promozione dell'accusa,
risultante da consolidata giurisprudenza (REP. 1994 n. 115, 1989 p. 598 e 1987
p. 262), è l'esistenza di seri indizi di colpevolezza emergenti dagli atti. Per
principio, infatti, l'azione penale è essenzialmente pubblica e, come tale,
esercitata dal procuratore pubblico (art. 2 CPP) per cui la sua promozione,
attraverso il preventivo esame dell'accusa contro una determinata persona (art.
189 CPP), non può essere lasciata all'arbitrio o al sentimento soggettivo della
parte lesa, ma deve fondarsi su oggettivi e concreti elementi indizianti.

                                         In
questo senso non è sufficiente una diversa interpretazione delle risultanze da
parte dell'istante, ma occorre la dimostrazione della verosimiglianza di alto
grado circa altra conclusione che merita approfondimento istruttorio.

 

                                         Seconda
condizione di ammissibilità (una volta data la prima) è la disponibilità di
nuove prove da assumere, rispettivamente la possibilità di approfondimento di
prove già acquisite, tale da consentire l'eventuale passo dall'indizio alla
certezza, come alle competenze del giudice di merito. 

 

                                         1.2.

                                         Giusta
l'art. 186 cpv. 4 CPP quando per il chiarimento della decisione sulla promozione
dell'accusa occorrono altre prove, questa Camera ordina al procuratore pubblico
la completazione delle informazioni preliminari.

 

                                         La
completazione delle informazioni preliminari si rende necessaria quando il
decreto di non luogo a procedere è stato erroneamente pronunciato per carenza
dei presupposti processuali o di punibilità (ad esempio: intervenuta
prescrizione, incompetenza territoriale, tardività della querela, azione
ritenuta non punibile), oppure quando il procuratore pubblico ha ritenuto
erroneamente che un fatto, quand'anche venisse accertato, non costituirebbe
reato o quando ha apprezzato erroneamente una circostanza di fatto che, se
accertata correttamente, fonderebbe l'esistenza di seri indizi di colpevolezza,
oppure quando le informazioni preliminari sono carenti nell'accertamento dei
fatti, così da non permettere di stabilire la fondatezza dell'istanza di
promozione dell'accusa o del decreto di non luogo a procedere (REP. 1998 n.
110).

 

 

2.Prima di entrare nel merito della vertenza
occorre ricordare che in data 29.4.1994 la CE fu __________ __________ __________
composta da __________ PI 1 (__________) e __________ PI 2 (__________), per il
tramite della loro rappresentante __________ __________, ha ceduto e venduto la
particella di cui al mappale no. __________ RFD di __________ ai coniugi __________
e __________ __________ per il prezzo di CHF 500'000.-- (cfr. AI 1 - doc. M,
inc. __________, copia rogito no. 26 dell’avv. __________ __________ IS 2,
notaio). Si rileva al proposito che in data 31.3.1994 è stata autenticata,
sempre dal notaio __________ __________ IS 2, la firma apposta da __________ PI
2 sulla procura allegata quale doc. B al rogito, da cui emerge che egli ha
conferito procura a __________ __________ allo scopo di vendere la predetta
particella (cfr. AI 1 - doc. M, inc. __________, copia procura sottoscritta da __________
PI 2 quale inserto B al rogito no. 26). 

 

In data 5.10.1998 __________ PI 1 e __________ PI 2 hanno presentato
alla Pretura di ______________________________ una petizione contro gli
acquirenti della particella, asserendo in sostanza che il rogito firmato il
29.4.1994 sarebbe nullo, ritenuto che __________ PI 2 al momento della
sottoscrizione “(…) non aveva ancora raggiunto la maggiore età e non possedeva
quindi la piena capacità di agire”, in base alle
disposizioni di cui agli art. 14 vCCS e art. 35 ss. LDIP; in conseguenza di ciò
egli “(…) non poteva rilasciare validamente una procura per la vendita della
proprietà” (cfr. AI 1 - doc. B, inc. __________, petizione 5.10.1998, p. 5
e 8). Con risposta 7.1.1999 gli acquirenti __________ e __________ __________,
per il tramite del loro legale avv. __________ __________, hanno chiesto la
reiezione della petizione, asserendo essenzialmente che __________ PI 2 al
momento della sottoscrizione della procura del 31.3.1994 e dell’atto pubblico
in data 29.4.1994 era maggiorenne, essendo cittadino __________ e in quel periodo
era domiciliato a __________, ritenendo quindi valido il contratto di
compravendita concluso tra le parti (cfr. AI 1 - doc. C, inc. __________, risposta 7.1.1999). Con
replica 5.2.1999 gli attori hanno apportato un fatto nuovo, asseverando che la
procura rilasciata da __________ PI 2 sarebbe stata sottoscritta prima del
31.3.1994, verosimilmente nell’autunno del 1993, periodo in cui era ancora
minorenne e sostenendo contestualmente che, sia in base al diritto svizzero sia
in base a quello __________, il contratto 29.4.1994 è da ritenersi nullo (cfr.
AI 1 - doc. D, inc. __________, replica 5.2.1999). Con duplica 25.3.1999 i convenuti hanno ribadito
che la procura sarebbe stata firmata il 30.3.1994 e non in precedenza, motivo
per cui sarebbe da ritenersi valida, così come il contratto di compravendita del
29.4.1994 (cfr. AI 1 - doc. E, inc. __________, duplica 25.3.1999). 

 

Nel corso dell’istruttoria sono state sentite diverse persone allo
scopo di stabilire il momento preciso in cui __________ PI 2 ha firmato la
procura quale inserto B dell’atto notarile ed accertare la validità del
contratto di compravendita (cfr. verbali di udienza dell’inc. __________). 

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Giusta
l'art. 186 cpv. 1 CPP la legittimazione a presentare istanza di promozione
dell'accusa compete unicamente alla parte civile, vale a dire alla persona
danneggiata moralmente o materialmente dal reato (art. 69 cpv. 1 CPP). Secondo
dottrina e giurisprudenza può tuttavia costituirsi parte civile solo la persona
fisica o giuridica attualmente, direttamente e personalmente lesa nel suo bene
giuridico (M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura
penale ticinese, Lugano 1997, n. 1 ad art. 69 CPP e riferimenti ivi citati).

 

Se il
bene giuridico tutelato dalla legge è di natura individuale (vita e integrità
personale, patrimonio, onore e libertà personale), il leso legittimato a
costituirsi parte civile è colui che subisce l'illecito; in caso di violazione
di norme penali che proteggono interessi collettivi, sono da considerare
danneggiati e legittimati a costituirsi parte civile coloro che sono stati
effettivamente lesi nei loro diritti da tali reati, sempre che il pregiudizio
patito sia conseguenza diretta dell'azione delittuosa (DTF 119 Ia 342 e 118 Ia
14; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 3 e 5 ad art. 69 CPP). Se la
commissione di reati che proteggono beni pubblici lede solo indirettamente
interessi privati, il singolo cittadino non viene di principio considerato
parte lesa, poiché i suoi interessi sono rappresentati dalla magistratura
penale (N. SCHMID, Strafprozessrecht, 4. ed., Zurigo 2004, n. 509).

 

Per quanto riguarda la costituzione di parte civile, non è
necessaria una forma particolare oltre quella scritta, in particolare non
occorre che la parte lesa dichiari formalmente di costituirsi parte civile:
basta che tale volontà emerga con chiarezza, ad esempio attraverso un'istanza
di promozione dell'accusa, una richiesta di risarcimento del danno, una presa
di posizione sulla colpevolezza dell'accusato (REP. 1997 n. 96; M. RUSCA / E.
SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 3 ad art. 70 CPP).

 

3.2.

La delimitazione della nozione di danneggiato, in relazione a reati
penali che proteggono primariamente gli interessi collettivi, non è sempre
lapalissiana (cfr. decisione TF 1P.580/2001 del 22.1.2002; DTF 120 Ia 223). La
giurisprudenza, in relazione al reato di falsa testimonianza - secondo cui è
punito con la reclusione sino a cinque anni o con la detenzione chiunque come
testimonio, perito, traduttore od interprete in un procedimento giudiziario, fa
sui fatti della causa una falsa deposizione, una falsa constatazione o fornisce
una falsa perizia o traduce falsamente; se il dichiarante ha prestato
giuramento o ha promesso solennemente di dire la verità, la pena è della
reclusione sino a cinque anni o della detenzione non inferiore a sei mesi (art.
307 cpv. 2 CP); la pena è della detenzione sino a sei mesi se la falsità
concerne fatti non influenti sulla decisione del giudice (art. 307 cpv. 3 CP) -
ha riconosciuto la qualità di parte danneggiata a colui che è parte al procedimento
e che ha subito, rispettivamente ha rischiato di subire, un pregiudizio
mediante una falsa testimonianza (cfr. decisione TF 1P.580/2001 del 22.1.2002;
DTF 120 Ia 223; ZR 63/1964 Nr. 42).

 

Occorre pertanto stabilire se in casu gli istanti siano lesi
direttamente o soltanto indirettamente dalle presunte false testimonianze di __________
PI 2 __________ e di __________ PI 3, nonché dalle presunte false testimonianze
e istigazioni a falsa testimonianza dell’avv. __________ PI 4 e dell’avv. __________
PI 5. 

 

Come esposto, l’avv. __________ IS 1, l’avv. __________ __________ IS
2 e __________ IS 3, per il tramite del loro patrocinatore, in data 4/5.9.2002
hanno sporto denuncia penale nei confronti dei qui denunciati, tra l’altro, per
titolo di falsa testimonianza, rispettivamente di istigazione a falsa
testimonianza e hanno sporto un’ulteriore denuncia in data 1/2.7.2003, sempre
per il tramite del loro patrocinatore, nei confronti di __________ PI 3, per
titolo di falsa testimonianza.

 

Ora, considerato che per l’ipotesi di reato di falsa testimonianza
si reputa lesa la parte ai danni della quale è stato commesso il presunto reato
e ritenuto che le testimonianze in questione sono state rese primariamente e
principalmente nell’ambito della procedura civile promossa da __________ PI 1 e
da __________ PI 2 __________, entrambi assistiti dall’avv. __________ PI 5,
contro i coniugi __________ e __________ __________, entrambi assistiti
dall’avv. __________ __________, i qui istanti non sono legittimati a presentare
istanza di promozione dell’accusa in relazione al decreto di non luogo a procedere
22.7.2003, non essendo lesi direttamente da questo reato. Il fatto che giusta
la disposizione di cui all’art. 67 cpv. 1 CPP chiunque possa presentare al
procuratore pubblico denuncia per reato di azione pubblica non è sufficiente
per poter poi inoltrare istanza di promozione dell’accusa, ritenuto che i qui
denuncianti non assumono veste di parte nella procedura civile, essendo semmai
lesi soltanto indirettamente da queste ipotesi di reato, e che, come esposto,
soltanto la persona che ha subito, rispettivamente ha rischiato di subire un
pregiudizio mediante una falsa testimonianza ed effettivamente lesa nei suoi
diritti da questo reato, sempre che il pregiudizio patito sia conseguenza
diretta dell'azione delittuosa, è da considerarsi danneggiata e legittimata a
costituirsi parte civile e quindi, se del caso, procedere ai sensi dell’art.
186 CPP.

 

Sono invece i coniugi __________ e __________ __________ che avrebbero
dovuto presentare, se del caso, l’istanza in esame, essendo le persone che
eventualmente sono lese direttamente dal sostenuto reato, avendo 

partecipato attivamente alla procedura civile in qualità di parti
convenute (cfr. inc. __________ della Pretura di ______________________________).

 

L’istanza di promozione dell’accusa deve pertanto essere dichiarata irricevibile
in relazione alle ipotesi di reato di falsa testimonianza e istigazione a falsa
testimonianza, senza esame del merito.

 

 

4.4.1.

                                         L’art.
303 CP - secondo cui commette denuncia mendace, chiunque denuncia all’autorità
come colpevole di un crimine o di un delitto una persona che egli sa innocente,
per provocare contro di lei un procedimento penale, oppure chiunque in altro
modo ordisce mene subdole per provocare un procedimento penale contro una persona
che egli sa innocente - è un reato intenzionale che esige consapevolezza e volontà
di far perseguire penalmente chi si sa innocente; intenzionalità che non
ammette il dolo eventuale (cfr. BSK StGB II - V. DELNON / A. RÜDY, Basilea
2003, n. 26 ad art. 303 CP; A. DONATSCH / W. WOHLERS, Strafrecht IV, Delikte gegen
die Allgemeinheit, 3. ed., Zurigo 2004, p. 370 e 371; B. CORBOZ, Les principales
infractions en droit suisse, Volume II, Berna 2002, n. 17 ad art. 303 CP; S.
TRECHSEL, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Kurzkommentar, 2. ed., Zurigo 1997,
n. 7 e 8 ad art. 303 CP). L’autore deve quindi sapere, come in caso di calunnia
(art. 174 CP), di accusare una persona innocente e non è quindi sufficiente che
egli la ritenga possibilmente innocente.

                                         

 

 

4.2.

Gli istanti asseriscono innanzitutto che __________ PI 2 __________,
con l’esposto 30.11.2000 - il cui contenuto è stato confermato durante il suo
interrogatorio 12.4.2001 dinanzi al magistrato inquirente (AI 10, inc. __________,
verbale d’interrogatorio 12.4.2001, p. 1) -, avrebbe 

adempiuto l’ipotesi di reato di denuncia mendace (cfr. istanza di promozione
dell’accusa 4/6.8.2003, p. 21). Asseverano di essere “(…) denunciati come
colpevoli di violazione del segreto professionale, falsa testimonianza e istigazione
alla falsa testimonianza, benché il denunciante PI 2 sappia bene che essi sono
innocenti di tali reati” (istanza di promozione dell’accusa 4/6.8.2003, p.
21). Sostengono inoltre che “(…) è certo che la procura fu” da lui “sottoscritta
(…) il 30.3.1994 e non nell’autunno 1993”, che egli avrebbe “(…) denunciato
__________ IS 3 pur sapendo che questa nella causa civile non ha testimoniato
il falso e ha denunciato l’avv. __________ IS 1 e l’avv. __________ __________ IS
2 ben sapendo che questi non hanno istigato la segretaria a rendere una
testimonianza falsa” (istanza di promozione dell’accusa 4/6.8.2003, p. 21 e
22). 

Il denunciato, per contro, nega ogni addebito al proposito (cfr. osservazioni
18.8.2003, p. 20 e 21). 

 

4.3.

L’ipotesi di reato ruota intorno alla determinazione del momento in
cui fu sottoscritta la procura da parte di __________ PI 2 __________.

 

4.3.1.

Dagli atti risulta che l’avv. __________ IS 1, sentito in qualità di
teste dinanzi alla Pretura senza delazione di giuramento in applicazione dell’art.
229 CPC avendo dichiarato di avere un interesse nella lite, ha in particolare
asserito che “le procure allegate al rogito (…) sono state allestite da mia
figlia, che è pure il notaio rogante”, di poter “(…) dire che la firma
sulla procura del sig. __________ PI 2 ____________________ è stata apposta in
mia presenza“ e che quest’ultimo “(…) appose la propria firma su quella
procura il 30 marzo 1994” (AI 1 - doc. G, inc. __________, verbale di
udienza 19.11.1999, p. 10). 

 

Egli, interrogato dinanzi al magistrato inquirente il 5.9.2001, ha
confermato che __________ PI 2 __________ avrebbe sottoscritto la procura in
questione in sua presenza il 30.3.1994 (cfr. AI 26, inc. __________, verbale
d’interrogatorio 5.9.2001, p. 2). Ha inoltre aggiunto di aver “(…)
controllato le 3 agende dello studio, più il giornale (per la preparazione della
fatturazione)” e di poter “(…) escludere la presenza di un appuntamento
di __________ (__________PI 2 __________) in quell’anno (ndr: nel
1993) presso il mio studio legale”, evidenziando di non averlo mai visto
nel 1993 (AI 26, inc. __________, verbale d’interrogatorio 5.9.2001, p. 3). Ha
altresì precisato che il 30.3.1994 __________ PI 2 “(…) si presentò nel mio
studio legale non accompagnato dal sig. PI 3” e che “(…) in tutta la
vicenda relativa alla firma del rogito del 29 aprile 1994 ho avuto modo di
vedere __________ una sola volta, e meglio il 30 marzo 1994. Poi unicamente una
sola volta l’ho sentito per telefono e meglio in occasione della telefonata (in
entrata o in uscita) che venne fatta a __________ per convocarlo da me. Non vi
furono altri contatti personali di quella appena descritti” (AI 26, inc. __________,
verbale d’interrogatorio 5.9.2001, p. 3 e 6).

 

4.3.2.

L’avv. __________ __________ IS 2, anch’essa sentita in sede di Pretura
senza delazione di giuramento avendo un interesse nella lite, ha sostenuto che
la firma di __________ PI 2 __________ “(…) è stata apposta in presenza di
mio padre avv. __________ IS 1 e non in mia presenza”, rilevando che egli “avrebbe
dovuto firmare in mia presenza, oltre che di mio padre. In quel momento però
ricevetti una telefonata. Tale telefonata si protrasse così a lungo, che quando
io tornai nell’ufficio dove prima c’era il sig. __________ __________. questi aveva
già firmato e se n’era già andato. Mio padre però si era accertato della sua
identità nel momento in cui firmava. Tutto ciò è avvenuto il giorno prima che
apponessi l’autentica”, evidenziando di non aver ricevuto per posta la procura
già firmata e confermando inoltre che egli sarebbe venuto nel loro studio
legale, ove l’ha sottoscritta (AI 1 - doc. G, inc. __________, verbale di
udienza 19.11.1999, p. 11). Ha anche confermato “(…) di aver intravisto __________
__________ quel giorno nell’ufficio”, di non averlo “(…) visto firmare”
e di sapere che “(…) ha firmato il giorno prima che io apponessi l’autentica”
(AI 1 - doc. G, inc. __________, verbale di udienza 19.11.1999, p. 11). Ha
infine asserito di aver scritto “persona a me nota” riferendosi a __________
PI 2 ____________________ poiché suo padre le aveva confermato che si trattava
di lui e che “al momento in cui ho proceduto all’autentica mi è sfuggito il
fatto che era indicato “__________” invece che “__________” per quanto riguarda
la” sua “data di nascita (…)”, sostenendo che “questo è accaduto
perché avevo una collaboratrice poco precisa, che ho poi anche licenziato in
seguito a questa e altre imprecisazioni (non notarili) da lei effettuate”,
rilevando in ogni modo che “la data di nascita corretta era comunque quella
indicata sia nella procura che nel rogito” (AI 1 - doc. G, inc. __________,
verbale di udienza 19.11.1999, p. 11). 

 

Essa, nel corso del suo interrogatorio tenutosi il 17.9.2001 dinanzi
al magistrato inquirente, ha - tra l’altro - dichiarato di aver “(…) personalmente
redatto/preparato la procura di” __________ PI 2 ____________________
“(…) a favore della signora __________ __________” durante il mese di
marzo 1994, rilevando che “normalmente faccio apporre a mano la data dal
cliente. Per quanto concerne la procura di __________ a __________, era mia
intenzione che accadesse la stessa cosa” e di non essersi “(…) accorta
del fatto che __________ non aveva apposto la data” (AI 33, inc. __________,
verbale d’interrogatorio 17.9.2001, p. 3). Ha comunque fatto notare che “(…)
siccome la procura era stata preparata prima del 30 marzo (ma comunque nel
corso di quel mese) non avevo messo la data” e di essere “(…)
assolutamente certa del fatto che __________ si presentò nel nostro ufficio il
30 marzo 1994. La mia certezza si basa sulla consultazione delle agende
dell’ufficio, nonché sul giornale contabile dell’ufficio” (AI 33, inc. __________,
verbale d’interrogatorio 17.9.2001, p. 3). 

 

4.3.3.

__________ IS 3, che ha svolto la sua attività lavorativa in qualità
di segretaria dal mese di maggio 1993 fino alla fine del mese di aprile/inizio
maggio 1994 presso lo studio legale degli avvocati __________, nel corso della
sua deposizione resa come teste in sede civile il 22.9.2000, ha dichiarato di
ricordarsi che “(…) nell’inserto B (pagina 3), autentica del sig. __________
PI 2 del __________, avevo commesso un errore per quel che riguardava la data
di nascita e che l’avv. __________ __________ IS 2 si era molto arrabbiata per
questo mio errore, errore che non è poi stato corretto, perché si sarebbe dovuto
richiamare il sig. __________ PI 2 stesso” (AI 8, inc. __________, verbale
di udienza 22.9.2000, p. 21). Si è poi ricordata del fatto che __________ PI 2 __________
“(…) era passato il giorno prima che io facessi autenticare la sua firma su
quella procura”, precisando inoltre “(…) di aver notato sulla mia agenda
che appunto il 30 marzo” questi “era passato (…)”, e “più
precisamente era annotato sia sulla mia agenda, sia su quella dell’avvocatessa IS
2 e poi anche su quella dell’avv. IS 1 stesso che il 30 c’era l’appuntamento
con __________”, riconfermando che “(…) il 30 marzo __________ è
effettivamente venuto nel mio ufficio ed ha firmato quella procura” (AI 8,
inc. __________, verbale di udienza 22.9.2000, p. 21). Ha altresì affermato che
“dopo aver ricevuto la convocazione a comparire quale teste, l’avv. IS 2 mi
ha telefonato, invitandomi a passare in ufficio: ciò che io ho fatto. Lì ho
avuto modo di controllare la mia agenda e quella degli avvocati”, asserendo
che si ricordava del nome __________ PI 2 __________, che non si ricordava le
date esatte, ma che “rivedendo la mia agenda dopo 6 anni, ho riconosciuto la
mia calligrafia sull’annotazione riferita all’appuntamento del sig. __________ PI
2” e che sulla sua agenda in data 30.3. “(…), era indicato che
l’appuntamento era previsto per il pomeriggio, alle 15.00” (AI 8, inc. __________,
verbale di udienza 22.9.2000, p. 21). Ha pure asserito di poter dire che “(…)
l’appuntamento a __________ l’aveva dato l’avv. __________ IS 1”, rilevando
che “(…) spesso l’avv. __________ __________ IS 2 non c’era di pomeriggio in
studio” e che “quindi per me è più che probabile che sia stato l’avv. __________
IS 1 a ricevere __________ e a darmi la procura per la firma” (AI 8, inc. __________,
verbale di udienza 22.9.2000, p. 22). Ha infine dichiarato che “il nome __________
PI 3 non mi dice niente”, precisando che se __________ PI 2 __________ “(…)
non fosse passato quel giorno, io avrei tirato una riga sul suo nome o l’avrei
anche cancellato con la gomma” e di non averlo “(…) visto arrivare in
ufficio. L’ho dedotto solo dal fatto che poi l’avvocatessa mi ha dato da
autenticare la di lui firma sulla procura” (AI 8, inc. __________, verbale
di udienza 22.9.2000, p. 22). 

 

Nel corso del suo interrogatorio tenutosi l’11.6.2001 presso il
Ministero pubblico, essa ha in particolare asserito di escludere che __________
PI 2 ____________________ “(…) si sia recato nello studio degli avv. __________
mesi prima della redazione della citata procura o addirittura nell’autunno del
1993” e di poter “(…) affermare con certezza, dopo aver riletto
l’agenda, che il signor PI 2 è passato presso lo studio __________ il giorno
prima della firma, vale a dire il 30 marzo 1994” (AI 21, inc. __________,
verbale d’interrogatorio 11.6.2001, p. 3). Per quanto attiene all’incontro presso
lo studio legale degli avvocati __________ avvenuto prima della sua audizione
testimoniale in Pretura, essa ha dichiarato che “(…) gli avv. __________ mi
hanno semplicemente mostrato le loro agende personali e quella della
cancelleria, senza tentare di influenzarmi riguardo alle risposte che io avrei
dovuto dare in Pretura” e che “in tale incontro (…) mi hanno chiesto se
io riconoscevo la mia scrittura su due delle tre agende, ciò che io ho fatto”
(AI 21, inc. __________, verbale di udienza 22.6.2001, p. 3; doc. 2 - 6 ivi
allegati). Circa l’asserzione di __________ PI 2 ____________________ secondo
cui egli è certo di non essersi recato nello studio legale degli avv. __________
il 30.3.1994 e che l’unica volta che si è recato in questo studio sarebbe stato
nell’autunno 1993, in cui era accompagnato da una terza persona, essa ha
dichiarato di non poter fornire spiegazioni in merito, ribadendo che egli “(…)
si è recato nello studio __________ il giorno prima dell’autentica, vale a dire
il 30 marzo 1994”, di non ricordarsi di averlo visto personalmente in
studio, ma che “(…) uno dei due avv. __________ mi ha consegnato la procura”
da lui “sottoscritta (…) per l’autentica e mi sembra che tale autentica è
stata eseguita il giorno stesso o il giorno dopo” (AI 21, inc. __________,
verbale d’interrogatorio 11.6.2001, p. 4). 

 

4.3.4.

__________ PI 2 __________, dal canto suo, nell’allegato di replica presentato
in sede civile il 5.2.1999 ha asserito di non aver firmato la procura il 30.3.1994,
bensì molto prima della stipulazione del contratto di compravendita,
evidenziando parimenti di non ricordarsi il giorno esatto, essendo trascorso
tanto tempo, ma di essere “(…) certo di averla firmata in occasione di una
sua visita all’avv. __________ IS 1 in __________, padre della notaia,
nell’autunno 1993” (cfr. AI 1 - doc. D, inc. __________, replica 5.2.1999,
p. 4). 

 

Egli, nel corso del suo interrogatorio 12.4.2001 in qualità di teste
dinanzi al magistrato inquirente, ha confermato il contenuto della denuncia
30.11.2000, ed ha in particolare asserito di aver “(…) visto l’avv. IS 1
solo una volta nel suo ufficio di __________”, di esservi “(…) stato
accompagnato (…) dal signor PI 3, poiché non conoscevo nemmeno dove si trovasse”,
di essere “(…) certo di aver visto una sola volta l’avv. __________ IS 1 nel
suo ufficio”, nell’autunno 1993, evidenziando di non ricordarsi il mese
esatto e di essere certo che si tratta di quel periodo, “(…) poiché ero
accompagnato dal signor PI 3, che in seguito si ammalò (…)” ed è stato “(…)
ricoverato in ospedale” (AI 10, inc. __________, verbale d’interrogatorio
12.4.2001, p. 1 e 2). Ha altresì dichiarato di essersi recato dall’avv. IS 1 “(…)
poiché l’appuntamento, mi sembra, era stato fissato dal signor PI 3” (AI
10, inc. ______________________________, verbale d’interrogatorio 12.4.2001, p.
2). Ha poi asseverato “(…) di essere assolutamente certo di essere stato in
quello studio una volta sola ed era l’autunno del 1993, in compagnia del signor
PI 3”, rilevando che “(…) fosse impossibile che io mi trovassi il
pomeriggio del 30.03.1994 nello studio dell’avv. IS 1 alle ore 15.00, escludo
anche che mi trovassi in tale studio dopo tale orario, (…)”, nonché “(…)
di essere certo che quando (…) __________ IS 3 e gli avv. __________ IS 1 e __________
__________ IS 2 affermano, come hanno fatto in sede di interrogatorio nella
causa civile (…), che io mi sono recato nel loro studio “per firmare la
procura in data 30.03.1994 alle ore 15.00, affermano una cosa palesemente falsa””,
ribadendo che “(…) io quel giorno non mi sono trovato nello studio” (AI
10, inc. __________, verbale d’interrogatorio 12.4.2001, p. 3 e 4).

 

4.3.5.

__________ PI 3, sentito il 10.9.1999 come teste in sede civile, ha
dichiarato di aver “(…) accompagnato __________ PI 2 nello studio dell’avv. IS
1 una o più volte. Una volta di sicuro” e di poter “(…) dire con
certezza di avere accompagnato __________ nello studio dell’avvocato IS 1,
poiché egli non sapeva dove si trovasse”, ma di non ricordarsi “(…) più
se poi sono stato presente anche al momento della firma o al colloquio con
l’avv. IS 1” (AI 1 - doc. F, inc. __________, verbale di udienza 10.9.1999,
p. 5). Ha inoltre asserito di non ricordarsi “(…) esattamente la data in cui
sono andato con __________ __________ presso l’avv. IS 1”, di poter
comunque dire che “(…) ciò è avvenuto sicuramente prima della metà di
novembre 1993, poiché poi il 20 novembre 1993 sono stato operato presso
l’Ospedale __________ ed in seguito ho subito altri due interventi, il tutto in
10 giorni ed in seguito sono andato 33 volte all’Ospedale di __________ per
delle radiazioni, cosa che non si dimentica” (AI 1 - doc. F, inc. __________,
verbale di udienza 10.9.1999, p. 6). Ha pure escluso di essersi “(…) recato
dall’avv. IS 1 con il sig. __________ __________ nel gennaio 1994” e
nemmeno in primavera, siccome non poteva muoversi (AI 1 - doc. F, inc. __________,
verbale di udienza 10.9.1999, p. 6). 

 

Nella sua successiva deposizione dell’8.5.2000, sempre in sede
civile, egli ha confermato “(…) di aver subito tre interventi operatori
presso l’Ospedale __________ di __________ dal 16 novembre 1993 in avanti”
e che “qualche tempo prima di questa operazione io ho accompagnato __________
PI 2 __________ presso l’avv. IS 1, credo fosse un sabato. Siamo entrati
nell’ufficio dell’avv. IS 1 dove c’eravamo solo noi tre. La segretaria l’avevo
vista all’entrata” (AI 1 - doc. H, inc. ______________________________, verbale
di udienza 8.5.2000, p. 17). Ha inoltre asserito che “__________ha firmato
la procura o l’atto di compravendita di quella casa, quel giorno nell’ufficio
dell’avv. IS 1”, che “in quell’occasione si era parlato pure del fatto
che __________ a quel momento era ancora minorenne, ma ciò non avrebbe dovuto costituire
un impedimento perché egli avrebbe poi compiuto i 18 anni dopo tre mesi (…)”
e che “mi pare che fu deciso di non mettere la data su quel documento che
aveva firmato __________ perché appunto dopo tre mesi sarebbe diventato
maggiorenne” (AI 1 - doc. H, inc. __________, verbale di udienza 8.5.2000,
p. 18). Ha pure escluso di essersi recato il 30.3.1994, unitamente a __________,
presso lo “(…) studio dell’avv. IS 1;”, in quanto “non sarebbe stato
possibile perché mi trovavo a __________ quel giorno (io ho l’ufficio a __________
e durante la settimana vivo lì e faccio ritorno a __________ solo il fine-settimana,
da venerdì sera a domenica sera)” e ha inoltre dichiarato che “a me non
risulta che __________ fosse presente a __________ il 30 marzo 1994, ovviamente
non posso assolutamente escluderlo, però la ritengo una cosa poco probabile,
perché quel giorno la scuola non era ancora terminata, almeno penso” (AI 1
- doc. H, inc. __________, verbale di udienza 8.5.2000, p. 18).

 

Nel corso del suo interrogatorio tenutosi il 9.5.2003 dinanzi al magistrato
inquirente __________ PI 3 ha in particolare dichiarato di aver accompagnato __________
PI 2 ____________________ nello studio legale dell’avv. IS 1 una volta sola,
asserendo che “(…) è stata proprio quella volta che il giovane (…) ha
firmato delle carte. Penso si trattasse di carte relative alla vendita dei
terreni di __________ che lui e sua sorella avevano ereditato dalla nonna. Dico
penso, perché io quelle carte non le ho lette. Posso però confermare di”
averlo “(…) visto firmare quelle carte alla mia presenza” e di
ricordarsi che “(…) in tale occasione si è parlato del fatto che” egli “(…)
era a quel momento ancora minorenne, questo per la legge __________” e che
“si disse pure (non mi ricordo se lo propose l’avv. IS 1 oppure il
sottoscritto) che si sarebbe potuto firmare subito i documenti e poi mettere la
data in seguito, vale a dire quando il ragazzo sarebbe divenuto maggiorenne,
ciò che sarebbe successo di lì a pochi mesi, (…)” (AI 53, inc. __________, verbale
d’interrogatorio 9.5.2003, p. 3). Ha poi asserito che “(…) da quello che mi
ricordo l’incontro presso lo studio dell’avv. IS 1 con il giovane (…) è
avvenuto nel settembre 1993” e sarebbe “(…) avvenuto prima del mio primo
intervento presso l’Ospedale __________ di __________ che è stato fatto il 20
novembre 1993” e ha inoltre confermato che “(…) alla fine di marzo 1994
sono andato da __________ a __________”, ribadendo che “(…) tale
incontro è avvenuto nel settembre 1993” (AI 53, inc. __________, verbale
d’interrogatorio 9.5.2003, p. 4 e 6). 

 

Il 16.5.2003 egli è stato nuovamente interrogato dal procuratore pubblico
e come da suo ordine di data 9.5.2003 gli ha consegnato le agende dell’anno
1993 e 1994, in cui però non risulta l’annotazione della presunta visita presso
lo studio legale dell’avv. IS 1 nell’autunno 1993; egli ha, tra l’altro,
annotato un colloquio telefonico con l’avv. IS 1 tenutosi apparentemente il
28.3.1994, ma al proposito ha dichiarato di non ricordarsi il contenuto della
telefonata (cfr. AI 56, inc. __________, verbale d’interrogatorio 16.5.2003, p.
1 e 2; AI 57, inc. __________, copie di estratti delle agende di __________ PI
3). Ha inoltre aggiunto che “(…) le operazioni che ho eseguito nel
novembre-dicembre 1993 e la successiva radioterapia del 1994, mi hanno dato un
colpo notevole alla salute. Mi è già capitato ad esempio di arrivare
all’aeroporto e di accorgermi di non avere il biglietto. Io mi arrabbiavo
poiché prima delle operazioni la memoria era proprio il mio punto forte”,
rilevando contestualmente che “dopo le operazioni a volte dimenticavo delle
cose, anche importanti. Questo può anche spiegare il mio primo verbale in Pretura
di __________. In seguito ho riflettuto e ritengo di aver detto quello che mi
ricordavo” (cfr. AI 56, inc. __________, verbale d’interrogatorio
16.5.2003, p. 3 e 4).

 

4.4.

Da quanto sopra esposto appare d’acchito che le deposizioni rese dalle
parti divergono e si contraddicono a tal punto che non è possibile stabilire
con puntualità il momento in cui __________ PI 2 __________ abbia
effettivamente apposto la sua firma sulla procura. 

 

Gli avvocati __________ IS 1 e __________ __________ IS 2 hanno
sostanzialmente asserito che __________ PI 2 __________ avrebbe apposto la sua
firma sulla procura in presenza dell’avv. __________ IS 1 il 30.3.1994, come del
resto confermato dalla teste __________ IS 3, in particolare in base alle
annotazioni sulla sua agenda e su quelle dei di lei allora superiori.

 

__________ PI 2 __________ ha invece sostenuto di aver sottoscritto
la procura nell’autunno 1993 e di essere stato accompagnato nello studio legale
dell’avv. IS 1 da __________ PI 3. 

 

__________ PI 3, in sede di Pretura, ha inizialmente affermato di
averlo accompagnato una o più volte presso il predetto studio legale e di non
ricordarsi se era presente al momento del colloquio o della firma. Ha poi
sostenuto che l’incontro si è tenuto prima della metà del mese di novembre 1993,
ossia prima di essere stato ricoverato in ospedale. Successivamente, sempre in
sede civile, ha tuttavia dichiarato di essere stato presente al colloquio.
Dinanzi al magistrato inquirente ha inoltre affermato di averlo accompagnato
una volta sola, di averlo visto firmare alcune carte e che l’incontro avrebbe avuto
luogo nel mese di settembre 1993, prima del suo intervento chirurgico. Nel suo
ultimo interrogatorio dinanzi al Ministero pubblico __________ PI 3 ha in ogni
modo evidenziato che gli interventi subiti nel corso dei mesi di novembre e dicembre
1993, nonché la radioterapia effettuata nel 1994 hanno cagionato un nocumento
alla sua salute, segnatamente per quanto attiene alla sua memoria.

 

4.5.

Allo stato attuale questa Camera non è in grado di pronunciarsi sulla
questione decisiva relativa al momento della sottoscrizione della procura da
parte di __________ PI 2 __________, necessitando la fattispecie di ulteriori
approfondimenti da parte del Ministero pubblico. 

 

Un esame delle surriferite deposizioni farebbe apparire più
attendibile la tesi degli istanti, in quanto più precisa e convergente, a
fronte di imprecise indicazioni da parte di __________ PI 2 __________ e notevoli
differenze contenute nelle versioni di __________ PI 3. 

Dalla documentazione agli atti emergono altri indizi a sostegno
della versione degli istanti. Indizi concreti e significativi sono da
considerarsi anzitutto la data dell’autentica della procura di __________ PI 2 __________
quale inserto B del rogito no. 26, ossia il 31.3.1994 (AI 1 - doc. M, inc. __________).
Sulla procura dell’Ordine degli avvocati, sottoscritta da quest’ultimo a favore
dell’avv. __________ IS 1 “(…) perché abbia a rappresentarlo nella pratica
di frazionamento della part. __________ RFD __________ secondo il piano di mutazione
che verrà allestito dal geometra revisore signor __________ (part. __________
RFD: fino a muro di cinta” (AI 25 - doc. 8, inc. __________, copia procura),
risulta quale data il 30.3.1994. Gli estratti delle agende relative all’anno
1994 dell’allora segretaria __________ IS 3, dell’avv. __________ IS 1 e
dell’avv. __________ __________ IS 2 riportano che tutti e tre hanno annotato
l’appuntamento con __________ __________ il 30.3. alle ore 15.00 e inoltre
dall’estratto del giornale risulta che il colloquio sarebbe avvenuto quel
giorno, apparentemente della durata di una mezz’ora (cfr. AI 21 - doc. 2 a 5,
inc. __________). Giova al proposito ricordare che __________ IS 3 ha svolto la
sua attività lavorativa come segretaria presso lo studio legale degli avvocati __________
dal mese di maggio 1993 fino alla fine del mese di aprile/inizio del mese di
maggio 1994, essendo stata licenziata dall’avv. __________ __________ IS 2 (cfr.
AI 8, inc. __________, verbale di udienza 22.9.2000, p. 20; AI 1 - doc. G, inc.
__________, verbale di udienza 19.11.1999, p. 11): ciò rafforza la credibilità
delle dichiarazioni della segretaria, che asserisce di non essere stata influenzata
dagli avvocati __________.

 

Si rileva altresì che con scritto 23.9.1993 l’avv. __________
ha, tra l’altro, comunicato all’avv. IS 1 che: “Nach
deutschem Recht bedarf es keiner Genehmigung von Handlungen des
Testamentvollstreckers. Da aber die Mitwirkung des Testamentvollstreckers
von unseren Mandanten nicht gewünscht ist, wurde nunmehr beschlossen, den Ver-tragsschluss
bis zur Volljährigkeit von Herrn __________ PI 2 __________ (__________) hinauszuschieben“
e lo ha contestualmente invitato a domandare agli acquirenti se fossero
disposti ad aspettare fino alla maggiore età di __________ __________ oppure se
preferivano concludere un contratto di locazione per il periodo di transizione,
per poter attuare il trasferimento del possesso (cfr. AI 25 - doc. 6, inc. __________). Con scritto 29.9.1993 l’avv. IS 1 ha chiesto a __________
__________ di prendere posizione in relazione al fatto che “Herr und Frau __________
schlagen (…) vor, den Kaufvetrag nach Erreichung des Mündigkeitsalter ihres
Sohnes zu schliessen und bis dahin eine Mieter unter Anrechnung des Mietzinses
auf den Kaufpreis, zu vereinbaren“ (AI 25 - doc. 7, inc. __________).

Dagli atti risulta
inoltre che le lezioni presso il __________ __________ di __________ hanno
avuto luogo fino a mercoledì 30.3.1994 alle ore 12.20, momento di inizio delle
vacanze pasquali, e che la partenza per gli allievi internati era prevista a
partire dalle 12.45 (cfr. AI 5 - Q, inc. __________ copia scritto 9.3.1994).
Considerato che, a mente degli istanti, l’appuntamento presso lo studio
dell’avv. IS 1 era apparentemente previsto alle ore 15.00, non è da escludere a
priori che __________ __________ non avesse utilizzato i mezzi pubblici, ma
avesse avuto un passaggio in autovettura, per esempio da parte dello stesso __________
PI 3, il quale ha dichiarato che alla fine del mese di marzo 1994 era andato da
__________ a __________ (cfr. AI 53, inc. __________, verbale d’interrogatorio
9.5.2003, p. 6: “Confermo quindi che alla fine di marzo 1994 sono andato da __________
a __________. Confermo pure che se il __________ __________ si sarebbe dovuto recare
presso l’avv. IS 1 alla fine di marzo 1994 io l’avrei portato con me da __________
fino a __________”), da parte della madre del suo compagno di liceo __________
__________ che pure frequentava l’istituto di __________ e che abitava vicino
ai coniugi __________ (cfr. AI 1 - doc. F, inc. __________, verbale di udienza
10.9.1999 di __________ PI 3, p. 5 e 6; AI 53, inc. __________, verbale
d’interrogatorio 9.5.2003, p. 2 e 4).

Occorre
infine sottolineare il fatto che __________ PI 3 non ha annotato alcun
colloquio personale e telefonico con l’avv. IS 1 nel corso dei mesi di
settembre 1993, ottobre 1993, novembre 1993 sulla sua agenda. Al contrario, nel
mese di marzo risultano alcuni colloqui telefonici interessanti, ossia due
telefonate del 28.3.1994: una all’avv. IS 1 e una a __________ __________ (cfr.
AI 56, verbale d’interrogatorio 16.5.2003, p. 2 e AI 57, inc. __________).
Altre telefonate con l’avv. IS 1 risultano nel mese di maggio 1994, in particolare
un colloquio telefonico avvenuto il 16.5.1994 con l’annotazione “Mietvertrag”,
ciò che può riferirsi al problema insorto tra venditori e acquirenti sulla
particella vicina a quella oggetto del contratto di compravendita (cfr. AI 56,
verbale d’interrogatorio 16.5.2003, p. 3 e AI 57, inc. __________).

Giova infine
evidenziare che quest’ultimo, dinanzi al magistrato inquirente, ha dichiarato
di non ricordarsi il contenuto del colloquio telefonico intercorso con l’avv. IS
1 il 28.3.1994 (cfr. AI 56, inc. __________, verbale d’interrogatorio
16.5.2003, p. 2): egli nel corso del suo interrogatorio tenutosi il 9.5.2003 ha
affermato di aver conosciuto il predetto avvocato nel 1984/1985, di essersi
rivolto a lui pure due o tre anni dopo per problemi fiscali e che “personalmente
non ho più avuto bisogno dell’avv. IS 1 come legale” (AI 53, inc. __________,
verbale d’interrogatorio 9.5.2003, p. 2). 

 

Diversa, e
molto meno precisa è la versione di __________ PI 2 __________. Egli, come esposto, nell’allegato di replica 5.2.1999 ha dichiarato di non
ricordarsi il giorno esatto in cui ha sottoscritto la procura. In sede di interrogatorio
12.4.2001 dinanzi al Ministero pubblico ha asserito di non ricordarsi nemmeno
il mese esatto, ma che la sottoscrizione della procura sarebbe avvenuta nell’autunno
del 1993 prima che __________ PI 3 fosse stato ricoverato all’Ospedale __________.
__________ PI 3 ha affermato di soffrire di disturbi mnemonici, ma nelle sue
deposizioni, più passa il tempo, più diventano precise e dettagliate le sue
dichiarazioni rese, dapprima in sede civile e successivamente dinanzi al Ministero
pubblico, in relazione al presunto colloquio tenutosi presso l’avv. IS 1 nell’autunno
1993. In particolare non è chiaro per quale motivo, nella sua penultima
deposizione dinanzi al magistrato inquirente, __________ PI 3 riesce a
collocare temporalmente la firma della procura non più prima delle operazioni,
bensì in settembre 1993 (cfr. AI 53, inc. 2000/7589, verbale d’interrogatorio
9.5.2003, p. 4 e 6).

 

Di poco aiuto è la deposizione di __________ ____________________,
la quale ha dichiarato di ricordarsi che "(…) una volta il sig. __________
PI 2 __________ è venuto a casa mia a __________ proprio allo scopo di andare
con mio marito dall’avv. IS 1”, che “è stato prima che mio marito
subisse un’operazione, circa 5 anni fa, sarà stato settembre o ottobre del 1994
(recte 1993)”, precisando inoltre che suo marito “(…) è stato operato nel
mese di novembre del 1994 (recte 1993)”, che “sicuramente è stato prima
che mio marito subisse quell’operazione” e di ricordarsi che __________ PI
2 __________ “(…) è stato accompagnato da mio marito nello studio dell’avv. IS
1”, avendo la stessa comunque confermato di non essere mai stata presso lo
studio legale del predetto avvocato, “(…) tantomeno assieme al signor __________
PI 2 __________” (AI 1 - doc. F, verbale di udienza 10.9.1999, p. 4). 

Per il resto, la tesi di __________ PI 2 __________, secondo cui la
sottoscrizione della procura sarebbe avvenuta nell’autunno 1993, non appare suffragata
da indizi oggettivi.

 

4.6.

Tenuto conto di quanto precede, questa Camera ritiene opportuno procedere
alla completazione delle informazioni preliminari ai sensi dell’art. 186 cpv. 4
CPP, ossia ad un ulteriore interrogatorio di __________ PI 2 __________ per
determinare e circoscrivere più precisamente la data dell’incontro presso lo
studio dell’avv. IS 1, segnatamente chiedergli quanto prima del ricovero di __________
PI 3 egli avrebbe apposto la sua firma sulla procura in questione (settembre oppure
ottobre 1993), e inoltre nel limite del possibile, di stabilire una data
precisa e l’ora in cui avrebbe avuto luogo il presunto incontro (mattina o
pomeriggio), e di precisare se è stato effettivamente accompagnato da qualcuno,
e in caso affermativo da chi, in che modo e per quale motivo. Sarebbe opportuno
che il denunciato produca un documento attestante la sua assenza dalla scuola
in quel presunto giorno oppure che egli attesti concretamente che quel giorno
la scuola era chiusa a causa delle ferie scolastiche. 

Occorre inoltre evidenziare che __________ PI 2 __________ non è
stato interrogato né in sede civile né in sede di Ministero pubblico come egli avrebbe
occupato il suo tempo il 30.3.1994 al termine delle lezioni presso il collegio
di __________. Al proposito è necessario appurare dove si è recato quel giorno,
in compagnia di chi e se qualcuno è venuto a prenderlo a scuola. Inoltre è
necessario stabilire se egli abbia lasciato la scuola prima dell’orario
stabilito dalla scuola e richiedere presso l’istituto scolastico se i suoi
genitori hanno chiesto un permesso in tal senso, ritenuto che la documentazione
agli atti (cfr., al proposito, doc. M dell’inc. __________ della Pretura di ____________________),
contrariamente a quanto asseriscono i denunciati, non è atta a comprovare che
quel giorno la direzione del liceo di __________ non abbia rilasciato alcuna
dispensa a favore di __________ PI 2 __________ (cfr. osservazioni 18.8.2003,
p. 3). Un interrogatorio di __________ PI 3 appare pure opportuno, per approfondire
l’indicazione del mese di settembre 1993 quale data della visita dall’avv. IS 1
e dell’apposizione della firma sulla procura.

 

 

5.Alla luce di quanto sopra esposto il
decreto di non luogo a procedere 22.7.2003 va annullato limitatamente alle
ipotesi di reato di denuncia mendace nei confronti di __________ PI 2 __________.
Nei confronti di __________ PI 1, dell’avv. __________ PI 4 e dell’avv. __________
PI 5 non esistono, allo stadio attuale, concreti elementi di sospetto di commissione
di reato di denuncia mendace, rispettivamente di istigazione a denuncia mendace.
Per quanto concerne, per contro, le ipotesi di reato di falsa testimonianza,
rispettivamente istigazione a falsa testimonianza sollevate dagli istanti in
questa sede, il decreto di non luogo a procedere va tutelato, ritenuto che il
presente gravame difetta della loro legittimazione ed è quindi da considerarsi irricevibile.
Il procuratore pubblico ha, se del caso, la facoltà di procedere alla
riapertura di questo procedimento penale, nella misura in cui si dovessero
scoprire nuove prove (cfr. art. 187 CPP).

 

Il procuratore pubblico procederà pertanto alla completazione delle
informazioni preliminari su ordine di questa Camera ai sensi dell’art. 186 CPP,
segnatamente procederà all’interrogatorio di __________ PI 2 __________ e di __________
PI 3 come esposto al precedente considerando e ad ogni altro atto che riterrà
opportuno e si pronuncerà sul seguito dell’azione penale.

 

 

6.     
L’istanza è parzialmente accolta e l’incarto
ritornato al procuratore pubblico per approfondire la fattispecie. Non si
prelevano tassa di giustizia e spese. Lo Stato della Repubblica e del Cantone
Ticino rifonderà agli istanti congrue ripetibili.

 

 

 

Per questi
motivi,

richiamati gli
art. 184 ss. CPP, 24, 303, 307 CP, 1 ss. e 39 lit. f LTG e ogni altra norma
applicabile,

 

 

pronuncia

 

                                   1.   L'istanza
è parzialmente accolta.

                                         

                                         §  Di
conseguenza:

 

                                         1.1.  Il decreto
di non luogo a procedere 22.7.2003 è parzialmente annullato.

 

                                         1.2.  Il
procuratore pubblico completerà le informazioni preliminari ai sensi dei considerandi
e si pronuncerà sul seguito dell’azione penale.

 

 

2.Non si prelevano tassa di giustizia e spese.

                                         Lo
Stato della Repubblica e del Cantone Ticino rifonderà, in solido, all’avv. __________
IS 1, __________, all’avv. __________ __________ IS 2, __________, e a __________
IS 3, __________, CHF 500.-- (cinquecento) a titolo di ripetibili di questa
sede.

 

 

3.   Rimedio di diritto:

Il presente giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione
al Tribunale federale. Il ricorso deve essere depositato presso il Tribunale
federale entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 272 PPF).
La legittimazione e le modalità di ricorso sono rette dagli art. 268 ss. PPF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

                                     -   

 

                                         per
conoscenza:

                                     -   

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  1. PI 1 

  2. PI 2 

  1, 2 patrocinati da: PA 2 

  3. PI 3 

  4. PI 4 

  5. PI 5 

   

  

Per la Camera
dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                             La
segretaria