# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4463d0b9-bfa6-5052-8486-5be462db00b2
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-02-24
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 24.02.2025 D-394/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-394-2023_2025-02-24.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-394/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 4  f e b b r a i o  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Nina Spälti Giannakitsas, Daniela Brüschweiler,  

cancelliere Agostino Bullo. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Turchia,   

patrocinato da Brian-Roberto Tomat,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo e allontanamento (procedura celere);  

decisione della SEM del 23 dicembre 2022 / N (…). 

 

 

 

D-394/2023 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

A._______, cittadino turco, ha depositato una domanda d’asilo in Svizzera 

il 26 settembre 2022 mentre era ancora minorenne (cfr. atto della Segrete-

ria di Stato della migrazione [di seguito: SEM] n. [{…}]-2/2). 

B.  

In data 14 dicembre 2022 è stato sentito quale minore non accompagnato 

nell’ambito di una prima audizione (PA RMNA) in presenza del suo rappre-

sentante legale (cfr. atto della SEM n. 17/12).  

C.  

Sempre in data 14 dicembre 2022 l’interessato è stato sentito sui suoi mo-

tivi d’asilo nell’ambito di un’audizione ex art. 29 della legge sull’asilo del 

26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31; cfr. atto della SEM n. 18/8) 

D.  

Nelle audizioni da lui sostenute, ha dichiarato di essere cittadino turco, di 

etnia curda, nato e cresciuto nel villaggio di B._______, nel distretto di 

C._______, nella provincia di D._______. Secondo il suo racconto, tre mesi 

prima del suo espatrio, due uomini con il volto coperto avrebbero aggredito 

e picchiato suo, suo padre e suo fratello per non aver consegnato loro del 

denaro che gli assalitori gli avrebbero chiesto. Egli sostiene che, in prece-

denza, questi uomini, la cui identità gli è sconosciuta, avrebbero minacciato 

la sua famiglia per telefono. Per timore di tali minacce, non si sarebbero 

rivolti alle autorità. L’interessato teme che, nel caso di un ritorno in Turchia, 

potrebbe essere nuovamente aggredito da queste due persone.   

E.  

Per il tramite del suo parere del 22 dicembre 2022 (cfr. atto della SEM 

n. 21/3), il richiedente ha trasmesso le sue osservazioni al progetto di de-

cisione dell’autorità inferiore del 21 dicembre 2022 (cfr. atto della SEM 

n. 20/8).  

F.  

Con decisione della SEM del 23 dicembre 2022, notificata il giorno stesso 

(cfr. atto della SEM n. 23/1), l’autorità inferiore non ha riconosciuto la qua-

lità di rifugiato all’interessato ed ha respinto la sua domanda d’asilo, pro-

nunciando altresì il suo allontanamento dalla Svizzera nonché l’esecuzione 

dello stesso in quanto ammissibile, esigibile e possibile.  

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Pagina 3 

G.  

Tramite il ricorso del 23 gennaio 2023 (cfr. timbro del plico raccomandato; 

data d’entrata 24 gennaio 2023) il ricorrente ha concluso, in via principale, 

all’annullamento della decisione impugnata, alla concessione dell’ammis-

sione provvisoria e all’annullamento dei punti 1, 2 e 3 del dispositivo con 

conseguente restituzione alla SEM per complemento istruttorio e per nuovo 

esame delle allegazioni per quanto concerne l’asilo. In subordine, l’annul-

lamento della decisione impugnata e la restituzione degli atti all’autorità 

inferiore per completamento istruttorio. Contestualmente ha formulato 

istanza di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento 

delle spese processuali e del relativo anticipo, con protesta di tasse e 

spese.  

H.  

H.a Con scritto spontaneo del 7 febbraio 2023 il ricorrente, tramite il suo 

rappresentante legale, ha trasmesso un foglio d’informazione medica (F2) 

informazioni mediche circa il suo stato di salute.  

H.b In data 24 aprile 2023 l’interessato, sempre coadiuvato dal suo patro-

cinatore, ha trasmesso nuove informazioni mediche a lui connesse oltre a 

sollevare considerazioni in merito al terremoto che ha colpito la Turchia 

meridionale tra il 5 e il 6 febbraio 2023.  

H.c Con ulteriore scritto spontaneo del 22 settembre 2023 l’insorgente ha 

trasmesso un rapporto medico di valutazione pedopsichiatrica e cognitiva 

datato 9 agosto 2023 redatto dalla Dott.ssa med. E._______ e dalla 

Dott.ssa med. F._______.  

H.d Con lettera del 22 novembre 2023 l’interessato ha nuovamente tra-

smesso informazioni relative alla sua situazione personale, in particolare 

un rapporto redatto dalla curatrice dello stesso, Irene Pavesi, il 13 otto-

bre 2023.  

I.  

Con decisione incidentale del 30 novembre 2023 il Tribunale ha accolto 

l’istanza di dispensa dal pagamento delle spese di giudizio e dal relativo 

anticipo, invitando al contempo la SEM ha inoltrare una risposta al ricorso 

e a prendere posizione sui successivi scritti trasmessi dall’interessato.  

J.  

Invitata a determinarsi sul ricorso del 23 gennaio 2023, l’autorità inferiore 

ha presentato la sua risposta il 4 gennaio 2024, confermandosi nelle pro-

prie conclusioni.  

D-394/2023 

Pagina 4 

K.  

Tramite osservazioni del 19 gennaio 2024, il ricorrente ha replicato alle os-

servazioni dell’autorità inferiore.  

L.  

In data 23 dicembre 2024 è stato trasmesso un ulteriore rapporto da parte 

della curatrice del ricorrente, la signora G._______.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza.  

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 

LAsi).  

2.  

Presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi e art. 10 dell'ordinanza 

sui provvedimenti nel settore dell'asilo in relazione al coronavirus del 1° 

aprile 2020 [Ordinanza Covid-19 asilo, RS 142.318]; abrogata con effetto 

dal 15 dicembre 2023 [abrogazione del 22 novembre 2023, RU 2023 694]; 

DTAF 2020 I/1 consid. 7) contro una decisione in materia di asilo della SEM 

(art. 6 e 105 LAsi e 31-33 LTAF), è di principio ammissibile sotto il profilo 

degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c nonché 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto en-

trare nel merito del ricorso. 

3.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5), 

e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi 

dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né 

dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della 

decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 

consid. 2). Inoltre, di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre 

giudici (art. 21 cpv. 1 LTAF).  

4.  

Il Tribunale tiene conto della situazione nel paese d’origine dell’insorgente 

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Pagina 5 

e degli elementi che si presentano al momento della sentenza, prendendo 

quindi in considerazione l’evoluzione della situazione avvenuta dopo il de-

posito della domanda d’asilo (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.6 con ulteriori 

riferimenti citati; DTAF 2010/44 consid. 3.6). 

5.  

La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-zioni 

della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto accor-

dati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Esso 

include il diritto di risiedere in Svizzera.  

5.1 Sono rifugiati le persone che, nel paese d'origine o d'ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore d'essere esposte a tali pregiudizi 

(art. 3 cpv. 1 LAsi). Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pe-

ricolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che 

comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). 

5.2 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo mento rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). Per il resto, essendo la giurispru-

denza in materia invalsa, si ritiene di poter rinviare senz’altro alla stessa 

per ulteriori dettagli (cfr. DTAF 2015/3 consid. 6.5.1; 2013/11 consid. 5.1 e 

giurisprudenza ivi citata). 

6.  
6.1  

6.1.1 Nella decisione impugnata, la SEM ha ritenuto le allegazioni del ri-

corrente, concernenti i propri motivi d’asilo, estremamente vaghe, impre-

cise e inconsistenti, concludendo per la loro inverosimiglianza. Infatti, l’in-

teressato, non sarebbe stato in grado di indicare chi fossero gli uomini che 

avrebbero aggredito lui e la sua famiglia, il motivo per cui gli stessi avreb-

bero voluto dei soldi dalla sua famiglia e perché, successivamente, questi 

ultimi avrebbero proceduto con telefonate minatorie nei confronti sempre 

dei suoi famigliari. Altresì, il ricorrente non sarebbe stato in grado di fornire 

una spiegazione convincente su quanto accaduto a seguito della partenza 

degli aggressori. Egli non ha saputo chiarire come sia venuto a conoscenza 

delle minacce telefoniche, né perché, tre mesi dopo le presunte 

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aggressioni, suo zio gli avrebbe consigliato di espatriare, nonostante i due 

uomini non si fossero più ripresentati. A ciò si aggiungerebbe, secondo la 

SEM, l’improbabilità dell’affermazione secondo cui il padre dell’interessato 

sarebbe deceduto, considerata l’incapacità del richiedente di sostanziare 

tale evento. In merito a questa circostanza, egli non ha saputo indicare né 

quando, né come, né cosa sarebbe accaduto, limitandosi ad addure di non 

ricordarlo. L’autorità di prime cure ha ritenuto tale dichiarazione poco cre-

dibile, tenuto conto del fatto che, secondo il suo stesso racconto, tre mesi 

prima del suo espatrio, il padre era ancora in vita. Pertanto la stessa ha 

valutato come inattendibile il presunto decesso del padre del ricorrente. 

Peraltro, l’autorità inferiore ha constatato come il livello di aspettative delle 

risposte che il ricorrente avrebbe dovuto dare sarebbe stato largamente 

disatteso. Le sue dichiarazioni avrebbero difettato di qualsiasi coerenza in-

terna essendo caratterizzate da espressioni come “Non lo so”, “Non me lo 

ricordo”, nonché da risposte elusive e monosillabiche. Per tali motivi l’au-

torità inferiore ha ritenuto inverosimili i motivi d’asilo addotti dal ricorrente 

esimendosi dall’esaminare la rilevanza degli stessi.  

Infine, per quanto attiene l’esecuzione dell’allontanamento, esso sarebbe 

possibile, ammissibile e ragionevolmente esigibile. In particolare l’autorità 

inferiore ha valutato che, al momento dell’emanazione della decisione im-

pugnata sedicenne, l’interessato godesse di ottima salute e che nel suo 

paese d’origine, segnatamente nel villaggio di B._______, egli disponesse 

di una rete familiare composta dalla madre, dal fratello, dalla sorella e da 

suo zio paterno con i quali egli sarebbe in buoni rapporti e con cui sarebbe 

in contatto. La SEM ha evidenziato che la madre disporrebbe di una casa 

di proprietà e che suo zio avrebbe provveduto al suo mantenimento fino 

all’espatrio, pagandogli anche il viaggio per giungere in Svizzera. Pertanto, 

l’autorità inferiore, non intravvederebbe ostacoli all’esecuzione del rinvio, 

nonostante la minore età dell’interessato.  

6.2  

6.2.1 Il ricorrente, dal canto suo, contesta le conclusioni a cui è giunta l’au-

torità di prime cure. A suo avviso, le valutazioni dell’autorità inferiore in me-

rito all’asilo e all’esecuzione dell’allontanamento non sarebbero condivisi-

bili, in quanto basate unicamente su quanto sarebbe riuscito a esprimere il 

richiedente nell’arco di una sola mattinata. Inoltre, non terrebbe conto della 

sua minore età, dei suo evidenti problemi espositivi, del suo stato di salute, 

né degli ostacoli a un suo allontanamento verso il proprio Paese d’origine. 

Egli sostiene che l’autorità inferiore sarebbe incorsa in un accertamento 

incompleto e inesatto dei fatti giuridicamente rilevanti in una violazione del 

diritto federale nella valutazione della verosimiglianza dei motivi d’asilo 

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addotti dal ricorrente. In primo luogo, contesta la valutazione dell’autorità 

inferiore concernente la presunta morte del padre, sottolineando che, già 

durante la PA RMNA, egli avrebbe chiaramente dichiarato che il genitore 

era deceduto a causa di un colpo d’arma da fuoco, sebbene ricordasse 

poco di tale evento. Altresì, egli evidenzia la drammaticità di tale evento 

per chiunque si trovi costretto a viverlo in così giovane età. Proseguendo, 

egli afferma che la vaghezza delle sue affermazioni sia riconducibile ai 

traumi subito dallo stesso in Turchia, i quali gli avrebbero causato problemi 

psicologici e un conseguente ritardo cognitivo. A tali problematiche, già os-

servate nel parere sulla bozza, la SEM avrebbe risposto affermando che 

non vi fosse agli atti nessuna diagnosi circa un’eventuale problematica psi-

cologica e che il richiedente fosse stato in grado di sostenere l’audizione. 

Il ricorrente sostiene che in data 10 gennaio 2023 abbia ricevuto un rap-

porto medico (datato 2 dicembre 2022 ovvero anteriore la PA RMNA e l’au-

dizione sui motivi di asilo), in cui il dottor H._______ del Centro Pediatrico 

e Ortodontico di Chiasso aveva riportato come l’interessato riferisse di non 

stare bene, di avere crisi di pianto e di mangiare poco. Il medico aveva 

inoltre formulato una diagnosi di “stress post traumatico” e chiedendo una 

valutazione psicologica presso i servizi medico-psicologici (di seguito: 

SMP). Alla luce di tali elementi, l’insorgente ritiene che le conclusioni della 

decisione impugnata sarebbero viziate dalle problematiche psicologiche 

che lo affliggono, le quali influirebbero indubbiamente sulla sua capacità di 

ricordare, elaborare ed esporre il proprio vissuto. In merito a ciò, il rappre-

sentante legale sostiene come il ricorrente tenderebbe a rimuovere, non 

ricordare e non riferire adeguatamente circostanze particolarmente stres-

sante per lui, come il decesso del padre e l’aggressione che avrebbe subito 

in Patria. Pertanto, il ricorrente ritiene che il suo stato di salute non risulte-

rebbe sufficientemente accertato e chiede che gli atti vengano rinviati alla 

SEM per procedere con la predisposizione di un rapporto medico completo 

(segnatamente un rapporto F4).  

6.2.2 Per quanto attiene all’esecuzione dell’allontanamento il ricorrente ri-

tiene che questa non sia né ammissibile, né ragionevolmente esigibile. In-

fatti, circa l’inammissibilità, egli sostiene come il suo rientro, trattandosi di 

un minorenne, possa implicare una violazione dell’art. 3 della Convenzione 

sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989 (CDF, RS 0.107) e dell’art. 3 

CEDU. A suo avviso, tenuto conto della sua età, del livello di maturità e 

delle evidenti problematiche psicologiche da lui manifestate, egli sarebbe 

una persona estremamente vulnerabile e necessiterebbe di un ambiente 

tranquillo e sereno in cui crescere, nonché di un costante aiuto e supporto 

per poter condurre una vita dignitosa. Altresì, come sarebbe anche stato 

confermato dai parenti dello stesso, il contesto socio culturale di origine e 

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la situazione precaria in cui vivrebbe la sua famiglia non sarebbero idonei 

a garantirgli un ambiente sicuro per la crescita. I familiari del ricorrente vi-

vrebbero infatti in uno stato di costante apprensione, temendo di subire 

nuovamente visite di persone malintenzionate che potrebbero estorcere 

loro denaro o aggredirli. Alla luce di tali circostanze e visto quanto sarebbe 

occorso alla famiglia in patria, nonché la situazione precaria in cui vive la 

sua famiglia, vi sarebbe un real risk per il ricorrente di essere esposto con-

cretamente a un trattamento vietato dall’art. 3 CEDU. Per quanto concerne 

l’esigibilità dell’allontanamento, l’insorgente sostiene come la SEM, 

nell’analizzare il principio dell’interesse superiore del fanciullo, si sarebbe 

limitata esclusivamente ad analizzare le dichiarazioni fornite dal ricorrente 

la mattina del 14 dicembre 2022, durante le audizioni sostenute dall’inte-

ressato. Oltre a ciò, in relazione alla rete familiare dello stesso in Turchia, 

egli sottolinea come sia il cugino, sia la madre, avrebbero riferito telefoni-

camente alla rappresentanza legale che la famiglia viva in una casa di pro-

prietà di sole due camere e non con lo zio paterno. Inoltre, il padre sarebbe 

deceduto, la madre non lavorerebbe e i due fratelli sarebbe entrambi inva-

lidi e affetti da diversi problemi di salute. Anche la precaria situazione eco-

nomica in cui verserebbe la famiglia e il contesto socio-culturale costitui-

rebbero elementi ostativi all’allontanamento del richiedente dalla Svizzera. 

Altresì, egli sottolinea ancora una volta come la SEM sia giunta a determi-

nate conclusioni senza tenere in debita considerazione le difficoltà esposi-

tive e le problematiche psicologiche di cui il richiedente è affetto. In conclu-

sione, il rappresentante legale propone al Tribunale di ascoltare il giovane 

in un’audizione personale giusta l’art. 39 cpv. 2 LTAF di modo da poter ac-

quisire direttamente ogni elemento utile. Egli ritiene infatti che un accerta-

mento giuridicamente corretto dei fatti non possa essere fondato esclusi-

vamente sulle dichiarazioni del minore, ma necessiterebbe di ulteriori ac-

certamenti da parte dell’autorità inferiore.  

6.3 Successivamente al ricorso, l’interessato ha trasmesso diverse lettere 

al Tribunale datate 7 febbraio 2023, 24 aprile 2023, 22 settembre 2023, 

13 ottobre 2023 e 22 novembre 2023. In particolare le stesse si concen-

trano principalmente su aggiornamenti sullo stato di salute del ricorrente. 

Da tali comunicazioni si evince come l’interessato sia stato preso in carico 

dall’SMP e il medico curante gli ha prescritto una cura farmacologica con 

Zoloft 50mg (una compressa da prendere alle ore 20). Altresì, successiva-

mente al terremoto che ha colpito la sua regione d’origine in Turchia, il rap-

presentante legale avrebbe provveduto a contattare il cugino del ricorrente 

in Svizzera il quale avrebbe comunicato che la casa della famiglia avrebbe 

subito danni a seguito del terremoto. Proseguendo, con lettera del 22 set-

tembre 2023, l’insorgente ha trasmesso un rapporto medico di valutazione 

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pedopsichiatrica e cognitiva del 9 agosto 2023 stilato dalla Dott.ssa med. 

E._______ e dalla Dott.ssa med. F._______ dal quale emerge che lo 

stesso soffre di un “ritardo mentale lieve: nessun o minimo disturbo del 

comportamento (F70.0)” e di “reazioni a gravi stress e sindrome da disa-

dattamento (F43)”. Infine, il 22 novembre 2023, egli ha trasmesso un rap-

porto della curatrice dell’interessato il quale specificava come, a suo modo 

di vedere, non sarebbe stato possibile per l’interessato strutturare un pro-

getto di integrazione che preveda la possibilità di acquisire capacità suffi-

ciente a raggiungere l’autonomia e l’indipendenza, viste le sue “scarse ri-

sorse sul versante cognitivo”, i suoi disturbi importanti della memoria, le 

sue “scarse risorse psicoaffettive” che “possono porlo in una condizione 

molto difficile da sostenere” e che lo renderebbero bisognoso “di un esteso 

sostegno di tipo socio ambientale”.  

6.4 Con risposta del 4 gennaio 2024, la SEM ha considerato come né il 

ricorso, né gli ulteriori scritti conterebbero elementi suscettibili di modificare 

la decisione impugnata. In merito all’esigibilità dell’allontanamento essa af-

ferma che nel Paese d’origine del ricorrente vi sono sia lo zio, sia la madre 

dell’interessato e che ritenga questi ultimi possano accogliere l’insorgente 

al suo ritorno e prendendosene cura, come d’altronde già accaduto prima 

del suo espatrio. Inoltre, osserva come l’atto ricorsuale non contenga alcun 

argomento volto a dimostrare che il ricorrente non verrebbe accolto dai fa-

migliari citati. Altresì, per quanto attiene lo stato di salute del richiedente, 

essa afferma come lo stesso potrà avere accesso alle cure di cui necessita 

in Patria, come del resto in sede di ricorso ha esplicitato di aver già fatto in 

passato.  

6.5 Tramite replica del 19 gennaio 2024 il ricorrente si riconferma sostan-

zialmente nelle allegazioni ricorsuali. In particolare, egli sostiene che alla 

luce della nuova documentazione prodotta in fase ricorsuale, delle diagnosi 

effettuate dai medici che hanno visitato il minore e dalle considerazione 

espresse dalla curatrice, apparirebbe del tutto evidente come le critiche 

mosse al minore da parte della SEM circa la vaghezza dei suoi asserti in 

sede di audizione e la presunta violazione del suo obbligo di collaborare, 

che l’avevano portata a concludere che le sue dichiarazioni non corrispon-

dessero al suo reale vissuto, andrebbero riconsiderate. In merito all’esecu-

zione dell’allontanamento egli sostiene come la SEM non abbia minimate-

mene tenuto in considerazione la peculiare situazione di vulnerabilità ma-

nifestata dall’interessato.  

7.  

D-394/2023 

Pagina 10 

7.1 Occorre chinarsi preliminarmente sulle censure formali (violazione del 

diritto di essere sentito, cfr. ricorso, pag. 2), poiché, qualora risultassero 

fondate, potrebbero condurre alla cassazione della decisione impugnata 

(cfr. DTF 148 III 30 consid. 3.1; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, Pro-

zessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 2.191).  

7.2 Considerato come una delle garanzie procedurali generali ai sensi 

dell'art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Sviz-

zera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101) e ancorato, per quanto concerne 

la procedura amministrativa federale, all'art. 29 PA e segg., il diritto di es-

sere sentito, non ha come solo obiettivo di stabilire correttamente i fatti ed 

assicurare in tal senso la qualità della decisione, bensì pure il diritto, indis-

sociabile dalla personalità e dalla dignità umana, di garantire ad un indivi-

duo la partecipazione alla presa di decisione che lo concerne 

(cfr. DTAF 2011/22 consid. 5 con referenze citate).  

7.3 Per quanto concerne l’istruzione della situazione valetudinaria del ri-

corrente, il Tribunale dapprima ravvisa che nell’incarto della SEM, al mo-

mento dell’emanazione del provvedimento impugnato, non vi era presente 

documentazione medica agli atti. L’interessato ha affermato sia nel verbale 

PA RMNA, sia nell’audizione sui motivi d’asilo, di sentirsi bene (cfr. atti della 

SEM n. 17/12, p.to 8.02, pag. 11 e n. 18/8, D3, pag. 2). L’autorità inferiore 

l’ha inoltre reso attento durante il colloquio PA RMNA sul fatto che incom-

berebbe al richiedente la responsabilità di far valere qualsiasi problematica 

medica che potrebbe essere determinate per la procedura d’asilo (cfr. atto 

della SEM n. 17/12, p.to 8.02, pag. 11). Viste tali circostanze, il Tribunale 

ritiene che la SEM potesse partire dal presupposto che la situazione me-

dica dell’insorgente fosse sufficientemente acclarata. L’evenienza che il ri-

corrente, a seguito dell’emanazione della decisione impugnata, soffra di un 

ritardo mentale lieve e che il rapporto medico del 2 dicembre 2022 (cfr. atto 

della SEM n. 26/1), non muta tale conclusione. Invero, non vi sono né agli 

atti, né men che meno sono stati addotti con il ricorso degli elementi con-

creti e circostanziati, che inducano a ritenere che il substrato fattuale con-

tenga indicatori quanto all’esistenza di affezioni terminali ai sensi della giu-

risprudenza convenzionale applicabile, che possano comportare una vio-

lazione di disposizioni internazionali in concreto. Allo stesso modo, non vi 

sono elementi agli atti per sospettare che le problematiche allegate pos-

sano raggiungere un livello di gravità tale fa configurare un rischio reale di 

peggioramento rapido e irreversibile dello stato di salute del ricorrente com-

portante delle intense sofferenze o una significante riduzione della spe-

ranza di vita in caso di allontanamento in Turchia (cfr. infra consid. 10 e 

segg.). Inoltre, lo stesso ricorrente, non ha sollevato nulla neanche per il 

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Pagina 11 

tramite del proprio rappresentante legale, benché quest’ultimo ha avuto 

tempo e modo di potersi rendere conto di eventuali difficoltà dell’interes-

sato, ritenuto che lo stesso ha sottoscritto la procura in data 30 settem-

bre 2022 (cfr. atto della SEM n. 13/1), mentre le audizioni si sono tenute il 

14 dicembre 2022 (cfr. atti della SEM n. 17/12 e 18/8). Inoltre, si rileva 

come nel corso delle stesse il patrocinatore non ha reso in alcun modo 

edotta l’autorità in merito a eventuali problematiche psicologiche potessero 

influenzare il proprio rappresentato. Altresì, nel corso della procedura l’au-

torità inferiore ha avuto modo di potersi esprimere relativamente per quanto 

attiene ai certificati medici trasmessi dal ricorrente non ritenendo dovesse 

procedere a ulteriori investigazioni in tal senso. Pertanto, non si vede quindi 

quali ulteriori accertamenti medici avrebbe dovuto compiere la SEM, in par-

ticolare richiedendo dei certificati medici dettagliati (cosiddetti “F4”) circa lo 

stato di salute dell’insorgente. Ciò essendo che, a differenza di quanto so-

stenuto dagli insorgenti nel gravame, la SEM ha ritenuto come la situazione 

medica del ricorrente fosse chiara e che non risultasse di una gravità tale 

da dover rinunciare all’allontanamento dello stesso.  

7.4 Ne discende quindi che le censure mosse dal profilo formale da parte 

dell’insorgente, nel senso di un accertamento inesatto ed incompleto dei 

fatti giuridicamente rilevanti da parte della SEM, sono in toto respinte. Per 

il resto le ulteriori censure, riguardando anche in alcuni punti aspetti mate-

riali della vertenza, verranno in tal senso trattate dappresso. 

8.  

8.1  

Venendo ora al merito, nel caso oggetto del presente gravame il Tribunale 

giunge a conclusione che la questione di sapere se le dichiarazioni della 

ricorrente soddisfino o meno i criteri di verosimiglianza possa in specie es-

sere lasciata aperta. Invero, quandanche realmente svoltisi così come 

esposti dall’interessato in occasione delle audizioni sostenute il 14 dicem-

bre 2022, i fatti alla base della sua domanda d’asilo, non risulterebbero ad 

ogni modo atti a giustificare il riconoscimento dello statuto di rifugiato e la 

concessione dell’asilo in Svizzera.  

8.2 Infatti, l’interessato non è riuscito a rendere verosimile, almeno dal pro-

filo oggettivo, il timore circa la concretizzazione di eventuali ripercussioni 

in caso di ritorno in Turchia, in tutta probabilità e in un futuro prossimo (cfr. 

DTAF 2010/57 consid. 2.5 con giurisprudenza ivi citata; DTAF 2011/51 

consid. 6.2). Difatti, secondo la giurisprudenza viene riconosciuto come ri-

fugiato colui che dei motivi oggettivamente riconoscibili da terzi (elemento 

oggettivo) di temere (elemento soggettivo) d’essere esposto, in tutta 

D-394/2023 

Pagina 12 

verosimiglianza e in un futuro prossimo, ad una persecuzione (cfr. 

DTAF 2011/51 consid. 6.2; 2010/57 consid. 2.5). Sul piano soggettivo, 

deve essere tenuto conto degli antecedenti dell’interessato, segnatamente 

dell’esistenza di persecuzioni anteriori nonché della sua appartenenza ad 

una razza, ad un gruppo religioso, sociale o politico, che lo espongono 

maggiormente ad un fondato timore di future persecuzioni. Infatti, colui che 

è già stato vittima di persecuzione ha dei motivi oggettivi di avere un timore 

(soggettivo) di nuove persecuzioni più fondato di colui che ne è l’oggetto 

per la prima volta (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.5 e relativi riferimenti). Sul 

piano oggettivo, tale timore deve essere fondato su indizi concreti e suffi-

cienti che facciano apparire, in un futuro prossimo e secondo un’alta pro-

babilità, l’avvento di seri pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi. Non sono suffi-

cienti, quindi, indizi che indicano minacce di persecuzioni ipotetiche che 

potrebbero prodursi in un futuro più o meno lontano. Devono invece sussi-

stere prove sufficienti di una minaccia concreta passibile di indurre chiun-

que si trovi nella stessa situazione a temere la persecuzione (cfr. 

DTAF 2014/27 consid. 6.1; 2010/57 consid. 2.5). Perché sia pertinente 

nella nozione di rifugiato, è tuttavia necessario che la situazione di perse-

cuzione sia ancora attuale (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1; 2011/50 con-

sid. 3.1.2.2 e riferimenti citati; DTAF 2010/57 consid. 4.1; WALTER KÄLIN, 

Grundriss des Asylverfahrens, 1990, pag. 129). 

8.3  

8.3.1 Nel caso in disamina, il richiedente, con risposte scarne e poco det-

tagliate, ha dichiarato che due uomini con i volti dissimulati sarebbero arri-

vati e avrebbero aggredito lui, suo padre e suo fratello, colpendoli con delle 

pistole, in quanto non avrebbero pagato una somma di denaro. Altresì, il 

ricorrente afferma che, a seguito di tale evento, né lui né la sua famiglia si 

sarebbero recati alla polizia per sporgere denuncia, poiché avrebbero rice-

vuto minacce da parte dei suddetti uomini. Tuttavia, dagli atti non emerge 

alcuna specifica in merito all’identità di queste due persone. Solo in sede 

di ricorso, il cugino del ricorrente avrebbe riferito di un episodio risalente a 

parecchi anni prima in cui, a suo dire, le forze di sicurezza avrebbero pre-

levato il padre e il fratello dell’interessato, per poi sequestrarli e torturarli. 

Tale affermazione, non suffragata da alcun mezzo di prova, si esaurisce in 

una mera allegazione di parte. Nel corso della procedura, il ricorrente non 

ha fornito alcun dettaglio aggiuntivo su questi uomini, limitandosi ad affer-

mare che gli stessi avrebbero chiamato ripetutamente a casa per minac-

ciare la sua famiglia e tentare di estorcerle del denaro. Per di più, le sue 

dichiarazioni a verbale sono state: “Sono arrivati due uomini, avevano i volti 

dissimulati. Sono arrivati e ci hanno chiesto soldi. Noi non agli abbiamo 

dato i soldi e così ci hanno picchiato con le loro pistole, perché avevano 

D-394/2023 

Pagina 13 

anche le pistole. Dopo è arrivato mio fratello, è stato picchiato anche lui. 

[…] Dopo sono arrivati i soldati e dopo non mi ricordo cosa è successo” 

(cfr. atto della SEM n. 18/8, D10, pag. 3). Da tale risposta si evince come 

lo stesso non abbia riconosciuto nei due assalitori dei militari o degli agenti, 

riconoscendoli tuttavia alla fine della presunta aggressione subita. Per-

tanto, tali motivi, riguardando persecuzioni inflitte da terzi, non riconducibili 

per l’appunto a organi governativi non rivestono, di principio, un carattere 

determinante per il riconoscimento della qualità di rifugiato se non nel caso 

in cui lo Stato in questione non accordi la protezione necessaria alla per-

sona interessata. Infatti, se secondo il principio della sussidiarietà della 

protezione internazionale rispetto alla protezione nazionale di cui all’art. 1 

della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (RS 

0.142.30), la persona interessata deve dapprima aver esaurito nel Paese 

d’origine le possibilità di protezione contro delle eventuali persecuzioni non 

statali, prima di sollecitare la protezione presso uno Stato terzo (cfr. DTAF 

2013/11 consid. 5.1 con riferimenti citati; DTAF 2011/51 consid. 6.1; cfr. fra 

le altre anche: sen-tenza del Tribunale D-2808/2024 del 4 luglio 2024). Per 

invalsa giurisprudenza, l'effettiva protezione nel Paese d'origine non va 

inoltre intesa quale garanzia di protezione individuale a lungo termine con-

tro persecuzioni non statali. Nessuno Stato ha infatti la capacità di garantire 

ovunque e in qualunque momento l’assoluta sicurezza ai propri cittadini; al 

contrario, occorre che vi sia a disposizione una struttura di protezione fun-

zionante ed efficiente che renda possibile un procedimento penale, segna-

tamente organi di polizia e ordinamento giuridico ottemperanti (cfr. DTF 

138 II 513 consid. 7.3, DTAF 2013/11 consid. 5.1; 2011/51 consid. 6.1; fra 

le tante: sentenza del Tribunale D-3015/2022 del 19 luglio 2022 consid. 

8.2). Al contrario, occorre che vi sia a disposizione una struttura di prote-

zione funzionante ed efficiente che renda possibile un procedimento pe-

nale, segnatamente organi di polizia e ordinamento giuridico ottemperanti 

(cfr. DTF 138 II 513 consid. 7.3, DTAF 2013/11 consid. 5.1; 2011/51 con-

sid. 6.1; ex multis sentenza del Tribunale D-3015/2022 del 19 luglio 2022 

consid. 8.2).  

8.3.2 A ciò si aggiunge che una sola remota possibilità di una persecuzione 

futura non è sufficiente per motivare un timore oggettivo pertinente ai fini 

dell’asilo, in quanto occorre la sussistenza di indizi concreti che le conse-

guenze attese siano verosimili, perché il timore provato appaia essere rea-

listico e condivisibile (cfr.  DTAF 2010/57 consid. 2.5; cfr. anche nello 

stesso senso la sentenza del Tribunale E-1060/2022 del 22 marzo 2022 

consid. 6.2.3). Tali indizi, non sono in casu ravvisabili. 

D-394/2023 

Pagina 14 

8.4 Visto quanto precede, a prescindere dalla verosimiglianza delle allega-

zioni del ricorrente, non sono ravvisabili indizi concreti, né dal profilo sog-

gettivo né da quello oggettivo, che possano lasciare presagire l'avvento, in 

un futuro prossimo e con un'alta probabilità, di persecuzioni determinanti 

ai sensi dell'art. 3 LAsi. Ne discende, quindi, che in relazione al riconosci-

mento della qualità di rifugiato e alla concessione dell'asilo, va confermato 

il giudizio negativo della decisione impugnata. 

9.  

9.1 Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-

cia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione; 

tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi).  

9.2 Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e 2 nonché art. 44 LAsi come pure art. 32 dell'ordinanza 1 

sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 

142.311]; DTAF 2013/37 consid. 4.4). Pertanto, anche la pronuncia dell'al-

lontanamento va confermata. 

10.  

10.1 Nella propria decisione la SEM, dopo aver pronunciato l’allontana-

mento del ricorrente, ha considerato l’esecuzione dello stesso ammissibile, 

ragionevolmente esigibile e possibile. Al contrario, il ricorrente ritiene inam-

missibile e inesigibile l’allontanamento.  

10.2  

10.2.1 Per rinvio dell’art. 44 LAsi, l’art. 83 della Legge federale sugli stra-

nieri e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrl, RS 142.20) pre-

vede che l’esecuzione dell’allontanamento deve essere possibile (art. 83 

cpv. 2 LStrl), ammissibile (art. 83 cpv. 2 LStrl) e ragionevolmente esigibile 

(art. 83 cpv. 4 LStrl). In caso di non adempimento di una questa condizioni, 

la SEM dispone l’ammissione provvisoria (art. 44 LAsi e art. 83 cpv. 1 

LStrl).  

10.2.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli 

ostacoli all’esecuzione dell’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento 

della prova consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il 

ricorrente deve provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un 

ostacolo all’esecuzione dell’allontanamento (cfr. DTAF 2011/24 con-

sid. 10.2 e riferimento ivi citato). Inoltre, lo stato di fatto determinante in 

materia di esecuzione dell’allontanamento è quello che esiste al momento 

in cui si statuisce (cfr. DTAF 2009/51 consid. 5.4).  

D-394/2023 

Pagina 15 

10.2.3 L’esecuzione non è possibile se lo straniero non può partire alla 

volta dello Stato di origine o di provenienza o di uno Stato terzo, né esservi 

trasportato (art. 83 cpv. 2 LStrl).  

10.2.4 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento 

non è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di 

diritto internazionale pubblico della Svizzera. Detto disposto non si esauri-

sce nella massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto 

internazionale possono essere ostativi all’esecuzione del rimpatrio, in par-

ticolare l’art. 3 CEDU o l’art. 3 Convenzione contro la tortura ed altre pene 

o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 

(RS 0.105, di seguito: Conv. tortura). L’applicazione di tali disposizioni, pre-

suppone che lo straniero possa essere esposto, nel Paese verso il quale 

sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli; serie e concrete 

ragioni la cui esistenza deve essere resa plausibile dall’interessato (cfr. 

DTAF 2008/34 consid. 10; Giurisprudenza e informazioni della Commis-

sione svizzera di ricorso in materia d’asilo [GICRA] 2005 n. 4 consid. 6.2 e 

GICRA 1996 n. 18 consid. 14b lett. ee).  

10.2.5 A ragione l’autorità inferiore nel suo provvedimento, ha osservato 

che in specie il principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi) non 

si applica, in quanto esso protegge soltanto persone alle quali è stata rico-

nosciuta la qualità di rifugiato. Per di più, non sono ravvisabili agli atti, ri-

spettivamente nelle allegazioni ricorsuali dell’insorgente, degli elementi 

concreti che possano far ritenere, con una probabilità preponderante, che 

egli possa essere esposto ad una pena o ad un trattamento vietati 

dall’art. 3 CEDU o dall’art. 3 Conv. tortura nel caso di un suo rimpatrio (cfr. 

sentenza della CorteEDU, Grande Camera, Saadi contro Italia del 28 feb-

braio 2008, 37201/66, §§125 e 129 con relativi riferimenti). 

10.3  

10.3.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrl, l’esecuzione dell’allontanamento non 

può essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato di origine o di 

provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a 

seguito di situazione di guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emer-

genza medica.  

10.3.2 Da costante giurisprudenza di questo Tribunale, in Turchia non vige, 

ora come prima, un contesto di guerra, guerra civile o violenza generaliz-

zata riguardante l'integralità del territorio, nonostante la ripresa del conflitto 

curdo-turco e gli scontri armati tra il PKK (Partîya Karkerén Kurdîstan; Par-

tito dei Lavoratori del Kurdistan) e le forze di sicurezza statali nel sud-est 

D-394/2023 

Pagina 16 

del Paese da luglio 2015 e gli sviluppi successivi al tentativo di colpo di 

Stato del luglio 2016; ciò vale anche per gli appartenenti all'etnia curda 

(cfr. fra le tante, sentenza del Tribunale D-7282/2023 del 6 febbraio 2024 

consid. 8.3.2; cfr. anche sentenza di riferimento del Tribunale E-4103/2024 

dell'8 novembre 2024 consid. 13.4.8).  

10.3.3 Il 6 febbraio 2023, il sud-est della Turchia è stato interessato da forti 

terremoti che hanno causato migliaia di morti e distrutto buona parte delle 

infrastrutture, motivo per cui il Presidente turco aveva proclamato lo stato 

d'emergenza per le undici province toccate (Kahramanmaras, Hatay, Ga-

ziantep, Osmaniye, Malatya, Adiyaman, Adana, Diyarbakir, Kilis, Sanliurfa 

e Elazig), revocato il 9 maggio 2023. Tuttavia, posta l'attuale situazione 

nelle province colpite dai terremoti, l'esigibilità dell'esecuzione dell'allonta-

namento in tali regioni deve essere esaminata in modo individuale, caso 

per caso (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale E-1308/2023 del 19 

marzo 2024 consid. 11.3.1). 

10.3.4 A tal proposito, il Tribunale osserva che sebbene il ricorrente pro-

venga dalla provincia di Sanliurfa, ossia una delle undici province colpite 

dal terremoto, nel suo villaggio natio, B._______, risiede la sua rete fami-

liare composta dalla madre, dal fratello, dalla sorella e dallo zio del ricor-

rente con i quali egli è in buoni rapporti e con cui egli è in contatto (cfr. atto 

della SEM n. 17/12, p.to 3.01, pag. 8). A ciò si aggiunge come lo stesso 

potrà reinsediarsi in Turchia senza particolari problematiche tenuto conto 

che la madre possiede una casa di proprietà (cfr. atto della SEM n. 17/12, 

p.to 2.01, pag. 7) e suo zio ha provveduto al sostentamento del ricorrente 

fino all’espatrio, pagandogli peraltro il viaggio per giungere in Svizzera e 

accompagnandolo all’aeroporto (cfr. atto della SEM n. 17/12, p.to 2.01, 

pag. 7). In merito alla casa di proprietà agli asseriti danneggiamenti asseriti 

nella lettera del 24 aprile 2023, essendo gli stessi stati riportarti dal cugino 

del ricorrente che vive in Svizzera ed essendo che gli stessi non son mai 

stati documentato i o suffragati da mezzi di prova, tali affermazioni risultano 

essere mere allegazioni di parte. Altresì, per quanto attiene le condizioni di 

vita dell’interessato il Tribunale concorda con le motivazioni già esplicate 

nella decisione avversata, alla quale si rimanda onde evitare inutili ridon-

danze (cfr. pt.o III/2, pag. 8).  

10.3.5 In merito allo stato di salute dell’interessato, si deve rilevare che per 

quanto concerne le persone in trattamento medico in Svizzera, l’esecu-

zione dell’allontanamento diviene inesigibile se queste ultime potrebbero 

essere private delle cure mediche esistenziali (cfr. DTAF 2009/2 con-

sid. 9.3.2). Sono considerate come essenziali le cure di medicina generale 

D-394/2023 

Pagina 17 

ed acuta assolutamente necessarie ad un'esistenza conforme alla dignità 

umana. Lo straniero non può tuttavia prevalersi dell'art. 83 cpv. 4 LStrI, per 

dedurre un diritto incondizionato al soggiorno in Svizzera e un accesso ge-

nerale alle misure mediche suscettibili di ripristinare o mantenere il suo 

stato di salute, per il semplice motivo che l'infrastruttura ospedaliera o le 

regole dell'arte medica nel paese d'origine o di destinazione non raggiun-

gono lo standard elvetico. In tal senso, se le cure necessarie possono es-

sere assicurate nel paese d'origine o di destinazione del richiedente, all'oc-

correnza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in Svizzera, l'esecu-

zione dell'allontanamento sarà ragionevolmente esigibile. Invece non lo 

sarà più, ai sensi della disposizione precitata se, in ragione dell'assenza di 

possibilità di trattamento adeguato, lo stato di salute dell'interessato si de-

graderebbe così rapidamente al punto da condurlo in maniera certa alla 

messa in pericolo concreta della sua vita o ad un pregiudizio serio, dure-

vole e notevolmente grave della sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50 con-

sid. 8.3). Tuttavia, ciò non appare essere il caso nella fattispecie. 

10.3.6 Dagli atti di causa emerge che il ricorrente è in trattamento psichia-

trico per un disturbo post-traumatico da stress (cfr. atto della SEM n. 26/1). 

Inoltre, successivamente all’emanazione della decisione, il ricorrente ha 

trasmesso un rapporto medico di valutazione pedopsichiatrica e cognitiva 

del 9 agosto 2023 stilato dalla Dott.ssa med. E._______ e dalla Dott.ssa 

med. F._______ (cfr. allegato della lettera trasmessa dal ricorrente il 

22 settembre 2023) dal quale emerge che lo stesso soffre di un “ritardo 

mentale lieve: nessun o minimo disturbo del comportamento (F70.0)” e di 

“reazioni a gravi stress e sindrome da disadattamento (F43)”. Tenuto conto 

di quanto precede, le affezioni di cui soffre l'insorgente non appaiono es-

sere suscettibili, dal profilo della loro gravità, di porre concretamente e se-

riamente in pericolo la sua vita o la sua salute a breve termine in caso di 

ritorno in Turchia, rispettivamente non si rileva dagli atti che lo stato di sa-

lute necessiti imperativamente di trattamenti medici che non possano es-

sere proseguiti che in Svizzera, secondo la giurisprudenza restrittiva appli-

cabile in materia. Invero, la Turchia dispone di un sistema sanitario equi-

parabile a quello dell'Europa occidentale. Di conseguenza, in tale Paese è 

possibile curare qualsiasi malattia e sono disponibili praticamente tutti i far-

maci. Ciò vale anche per le malattie psichiche, per le quali i trattamenti 

ambulatoriali sono garantiti nei capoluoghi di provincia e nelle grandi città 

(cfr. sentenza del Tribunale E-4698/2020 del 13 dicembre 2022 con-

sid. 7.3.4).  

10.3.7 In seguito, neppure per quanto attiene all’analisi dell’art. 3 CDF 

emergono indizi per ritenere che tale norma rischi di essere violata. Il 

D-394/2023 

Pagina 18 

Tribunale osserva che nell’evenienza concreta, quand’anche si ritenesse il 

ricorrente minorenne – situazione nel frattempo superata dal tempo tra-

scorso – non sussistono indizi che permettono di ritenere che l’interessato 

si troverà in difficoltà con il ritorno nel proprio Paese d’origine.  

10.3.8 A tali condizioni, l’esecuzione dell’allontanamento dell’insorgente è 

da ritenere anche esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrl in relazione all’art. 44 LAsi).  

10.3.9 Infine non risultano nemmeno impedimenti neppure dal profilo della 

possibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrl in rela-

zione all’art. 44 LAsi). 

11.  

Di conseguenza la SEM, con la decisione impugnata, non ha violato il di-

ritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento e, inoltre, non ha 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi). Altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA). Pertanto, il ricorso va respinto.  

12.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali che seguono la soccom-

benza, sarebbero da porre a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 

nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). Ciononostante, avendo il Tribunale, con deci-

sione incidentale del 30 novembre 2023, accolto l’istanza di assistenza 

giudiziaria giusta l’art. 65 cpv. 1 PA, non sono riscosse le spese proces-

suali.  

13.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda di estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione per il che non può essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF).  

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-394/2023 

Pagina 19 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

Non si prelevano spese processuali.  

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Agostino Bullo 

 

 

Data di spedizione: