# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 92b0ccb0-fcde-5725-acfa-b0f244088ccf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-08-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.08.2011 32.2011.193
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2011-193_2011-08-18.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2011.193

   

  FS/lb

  	
  Lugano

  18 agosto
  2011

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 4 luglio 2011 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1975, il 14 luglio 2010 ha inoltrato una domanda volta
all’ottenimento di provvedimenti d’integra-zione professionale (doc. AI 1/1-9).

 

                               1.2.   Con
lettera raccomandata 3 luglio 2011 l’assicurato – come accertato da questo
Tribunale (II e III) – ha inoltrato un ricorso per denegata giustizia.

                                         Sostanzialmente
egli rileva che ha interrotto lo stage presso lo studio d’ingegneria __________
poiché, a suo dire, carente dal lato formativo e che per motivi economici
sarebbe stato costretto a cambiare percorso professionale. Egli puntualizza
altresì che solo recentemente è venuto a sapere di non aver diritto alle indennità
d’attesa.

                                         Con
lettera 5 luglio 2011 l’assicurato ha sostanziato i motivi per i quali fa valere
una denegata giustizia adducendo che “(…) oltre alla documentazione allegatavi
nel mio scritto del 3.7.2011, una decisione concreta dove si evince chiaramente
il mio grado di incapacità lavorativa, una perizia medica parziale o definitiva
rispettivamente informazioni concrete sulla mia pratica e un sostegno generale,
di tutto ciò non ho nulla pur avendo fatto domanda di riqualifica già nel
luglio 2010. (…)” (III).

 

                               1.3.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI chiede di respingere il ricorso non ritenendo
di aver commesso un diniego di giustizia.

                                         Al
riguardo – evidenziato, in particolare, che “(…) dopo la domanda di prestazioni
inoltrata dal Signor RI 1, l’amministrazione ha dato seguito con sollecitudine
agli accertamenti che si imponevano sia per quanto riguarda l’aspetto medico
(cfr. in modo particolare i doc. 14, 17, 32, 33, 35 e 36 incarto AI) che per
quanto attiene all’aspetto economico (cfr. in modo particolare i doc. 4, 8, 20,
21, 22, 26, 27, 38, 39, 40, 41, 43, 52, 58 e 59 incarto AI). Per quanto
concerne l’aspetto economico, occorre altresì sottolineare che l’istruttoria
della pratica non è ancora terminata; infatti il consulente in integrazione
professionale dell’AI sta tuttora valutando – mediante degli accertamenti
professionali ad hoc (doc. 38, 39, 40, 41, 43, 52, 58 e 59 incarto AI) – se
l’assicurato ha diritto o meno ad una riqualifica professionale ex art. 17 LAI.
(…)” (VI) – l’Ufficio AI ha concluso come segue:

 

" 
(…)

Alla luce di quanto precede, considerato che
l’istruttoria del caso – ancora in atto – è stata condotta regolarmente ed
adeguatamente, che l’Ufficio AI non ha procrastinato inutilmente l’accertamento
dei fatti né la valutazione degli aspetti medici ed economici tuttora in corso
(determinanti per la definizione di un caso di assicurazioni invalidità),
appare evidente che la fattispecie non configura in alcun modo un caso di
denegata giustizia.

(…)" (VI)

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; STF
9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il
TCA è chiamato a stabilire se l’Ufficio AI si è reso colpevole di un diniego di
giustizia nei confronti di RI 1.

 

                               2.3.   L'art.
56 cpv. 2 LPGA prevede che il ricorso può essere interposto anche se l'assicuratore,
nonostante la domanda dell'assicurato, non emana una decisione o una decisione
su opposizione.

 

                                         Secondo
l'art. 2 Lptca il ricorso può essere interposto anche se l'assicurato o
l'autorità competente, nonostante la domanda dell'assicurato non emani una decisione
oppure una decisione su opposizione o su reclamo.

 

                               2.4.   Secondo
il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale
federale, TF), vi è diniego di giustizia qualora un'autorità giudiziaria o
amministrativa non si occupi di una domanda, per la cui risoluzione essa é competente
(DTF 114 V 147 consid. 3a e riferimenti ivi menzionati).

                                         Sempre
secondo la giurisprudenza, l'art. 29 Cost. fed. è pure violato nel caso in cui
l'autorità competente si dimostri certo pronta a emanare una decisione, ma ciò
non avviene entro un termine che appare adeguato, tenuto conto della natura
dell'affare nonché dell'insieme delle altre circostanze (DTF 107 Ib 164 consid.
3b e riferimenti ivi citati). Decisivo per l'interessato è unicamente il fatto
che l'autorità non abbia agito, rispettivamente, non abbia agito in maniera
tempestiva (DTF 108 V 20 consid. 4c, 103 V 195 consid. 3c).

 

                                         Nel
giudicare l'esistenza di una ritardata giustizia, si deve procedere a una valutazione
delle circostanze oggettive. Vi è, quindi, ritardata giustizia quando le circostanze
che hanno condotto ad un prolungamento della procedura, non appaiono
oggettivamente giustificate (DTF 103 V 195 consid. 3c in fine).

                                         Secondo
la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, criteri rilevanti
per stabilire se il principio della celerità ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU è
stato rispettato, sono la natura della procedura, la complessità del caso, il
comportamento dell'amministrato e il comportamento dell’autorità (sentenza del
23 maggio 2000 nella causa Van Pelt c. Francia, par. 35; sentenza del 29 aprile
1998 nella causa Leterme c. Francia, Racc. 1998-III, pag. 987; vedi anche DTF
125 V 188; VPB 1983 n. 150 pag. 527 e EuGRZ 1983 pag. 483).

                                         Nessuno
dei criteri appena menzionati è, preso singolarmente, decisivo. La loro
importanza varia a seconda delle circostanze specifiche di ogni causa, le quali
impongono un apprezzamento globale (DTF 124 I 139, 142 e i riferimenti ivi citati).

                                         Decisivo
è unicamente se, in concreto, i motivi che hanno condotto a un ritardo nella
procedura o nella decisione sono obiettivamente ingiustificati. Poco importa
che il ritardo sia dovuto a un comportamento negligente dell’autorità o a
un’altra circostanza (DTF 117 Ia 197 consid. 1c, 107 Ib 164s.).

                                         È
ammesso che il sovraccarico di lavoro delle autorità non rappresenta di per sé
un elemento suscettibile di giustificare la lentezza delle procedure (SVR 1999
ALV Nr. 15). Considerato da un punto di vista oggettivo, il principio di
celerità impone alle autorità l’obbligo di organizzarsi in modo tale che le
pratiche possano essere liquidate in ossequio alle esigenze di un processo equo
ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU (sentenza CEDU del 13 luglio 1983 nella causa Zimmermann
e Steiner c. Svizzera, Serie A n. 66; vedi pure Bovay, Procédure administrative,
2000, pag. 171s. e Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese,
Ed. CFPG, ad art. 45 n. 2).

 

                                         Il
principio secondo cui la procedura davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni
deve essere semplice e spedita (art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA), è espressione di
un principio generale del diritto delle assicurazioni sociali e vale, perciò, anche
nell'ambito della procedura amministrativa (DTF 110 V 61 consid. 4; cfr. pure Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, Zurigo 1999, pag. 243 n. 509).

 

                                         In
una sentenza I 946/05 dell'11 maggio 2007 il Tribunale federale ha constatato
una violazione del principio della celerità della procedura trattandosi di una
procedura amministrativa AI durata più di nove anni.

                                         L'Alta
Corte ha qualificato puramente e semplicemente di inammissibile tale ritardo
sottolineando che:

 

" 
(…)

5.2 La LPGA et la LAI ne fixent pas le délai dans
lequel l'assureur doit rendre sa décision. En pareil cas, le caractère
raisonnable de la durée de la procédure s'apprécie en fonction des
circonstances particulières de la cause, lesquelles commandent généralement une
évaluation globale. Entre autres critères sont notamment déterminants le degré
de complexité de l'affaire, l'enjeu que revêt le litige pour l'intéressé ainsi
que le comportement de ce dernier et celui des autorités compétentes (ATF
124 I 139 consid. 2c p. 142, 119 Ib 311 consid. 5b et les références p.
325). A cet égard, il appartient au justiciable d'entreprendre ce qui est en
son pouvoir pour que l'autorité fasse diligence, que ce soit en l'invitant à
accélérer la procédure ou en recourant, le cas échéant, pour retard injustifié
(ATF
107 Ib 155 consid. 2b et c p. 158). Cette obligation s'apprécie toutefois
avec moins de rigueur en procédure pénale et administrative
(Haefliger/Schürmann, op. cit., p. 203-204; Auer/Malinverni/Hottelier, Droit
constitutionnel suisse, vol. II,
n. 1243). On ne saurait par ailleurs reprocher à une autorité quelques temps
morts; ceux-ci sont inévitables dans une procédure (ATF 124 et 119 cités
ci-dessus). Une organisation déficiente ou une surcharge structurelle ne
peuvent cependant justifier la lenteur excessive d'une procédure (ATF 122 IV 103 consid. I/4 p. 111; 107 Ib 160
consid. 3c p. 165); il appartient en effet à l'Etat d'organiser ses juridictions
de manière à garantir aux citoyens une administration de la justice conforme
aux règles (ATF 119 III 1 consid. 3 p. 3; Jörg Paul Müller, op. cit., p. 506 ss; Haefliger/Schürmann,
op. cit., p. 204 ss; Auer/Malinverni/Hottelier, op cit., n° 1244 ss).

(…)" (STF I 946/05 dell'11 maggio 2007, consid. 5.2)

 

                                         Nella
DTF 131 V 407 l'Alta Corte ha ammesso l'esistenza di un diniego di giustizia
trattandosi di una procedura in corso da più di sette anni:

 

" 
(…)

Die Gesamtverfahrensdauer ab Einreichung des Gesuchs
(18. Dezember 1997) von inzwischen mehr als sieben Jahren ist mit dem
Erfordernis eines raschen Verfahrens kaum mehr vereinbar (vgl. BGE 125 V 375 Erw. 2a mit Hinweis). Der Umstand, dass sich die Abklärung des
anspruchserheblichen Sachverhalts als schwierig erwies, ändert daran nichts
(vgl. BGE 129 V 416 Erw. 1.2). Die Verwaltung soll die zur Festlegung der fraglichen
Leistungen erforderlichen Nachforschungen demgemäss innert nützlicher Frist zum
Abschluss bringen und hernach umgehend einen materiellen Einspracheentscheid
erlassen.

(…)" (DTF 131 V 407, consid. 3, pag. 414)

 

                                         Nella
DTF 129 V 411, il TFA ha ammesso l'esistenza di un ritardo ingiustificato a
carico dell'Ufficio AI e della Commissione federale di ricorso in materia di
AVS/AI, trattandosi di una procedura durata globalmente più di 10 anni (dal momento
in cui è stata presentata la domanda di prestazioni a quello in cui è stata
resa la sentenza impugnata).

 

                                         Nella
DTF 125 V 188, il TFA ha invece negato l'esistenza di un ritardo ingiustificato,
trattandosi di un assicuratore malattie che, trascorsi meno di 4 mesi dal
momento in cui l'assicurato ha interposto opposizione, non aveva ancora proceduto
a emanare la decisione di sua competenza.

 

                                         In
RAMI 1997 U 286, pag. 339s., la Corte federale ha riconosciuto una ritardata
giustizia a carico di un tribunale cantonale che era rimasto completamente
inattivo nei riguardi di una causa pendente da 42 mesi e suscettibile di essere
giudicata da 27 mesi (ossia a partire dall'evasione di un atto di ricusa).

                                         In
questa stessa pronunzia, il TFA ha illustrato alcuni precedenti in cui era
stato chiamato a decidere circa l'esistenza di una ritardata giustizia:

 

" 
(…)

Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat in
ähnlichen Fällen, bei denen keine besonderen Umstände vorgelegen hatten,
Verfahrensdauern von 20 Monaten (unveröffentliches Urteil P. vom 4. Juli 1994, C 101/94) oder 22 Monaten (unveröffentliches Urteil G. vom 4. September 1990, I 421/89) als
Grenzfälle betrachtet. Im Urteil Z. vom 12.Oktober 1995 erachtete es eine
Erledigungszeit von 39 Monate als zu lange, verneinte jedoch eine
unrechtmässige Verzögerung, weil besondere Umstände hinzukamen. Andererseits
hiess es eine Rechtsverzögerungbeschwerde bei einer Verfahrensdauer von 40
Monate gut (unveröffentliches Urteil P. vom 10. März 1993, M 1/92).

(…)" (RAMI succitata)

 

                                         In dottrina viene menzionata la sentenza del 20 settembre 1995 nella
causa A.L. del Tribunale delle assicurazioni del Canton Argovia, nella quale è
stata riconosciuta una ritardata giustizia, trattandosi di un'autorità che
aveva atteso più di 9 mesi prima di procedere a ordinare un'ulteriore perizia
(Kieser, Das Verwal-tungsverfahren in der AHV und IV in: Schaffhauser/Schlauri,
Verfahrensfragen in der Sozialversicherung, San Gallo 1996, pag. 92s.) oppure
quella datata 22 giugno 1998 del Tribunale amministrativo del Canton Nidwaldo,
in cui l'amministrazione è stata (soltanto) biasimata per aver lasciato
trascorrere più di un anno senza prendere alcuna decisione dopo ricezione di
una perizia (Plädoyer 6/1998, pag. 67).

 

In
una sentenza 35.2005.68 del 21 novembre 2005 il TCA ha ammesso il diniego di
giustizia in un caso in cui un assicuratore contro gli infortuni aveva emesso
la sua decisione formale soltanto più di cinque anni dopo essere stato
sollecitato dall'assicurato. Questo Tribunale è giunto allo stesso risultato in
una sentenza 35.2006.17 del 31 luglio 2006. In questo caso, fra il momento in cui un assicurato aveva sollecitato la presa di posizione dell'assicuratore contro
gli infortuni e l'inoltro del ricorso per denegata giustizia erano trascorsi
circa 10 mesi senza che l'amministrazione, per poter decidere, abbia dovuto
compiere degli atti istruttori.

 

                                         Va
d’altra parte osservato che nell'ambito di una procedura ricorsuale
per denegata giustizia non si deve procedere a una valutazione approfondita
della situazione fattuale e giuridica. L'intervento del giudice in relazione
all'ordine di misure istruttorie, si giustifica soltanto qualora
l'amministrazione abbia manifestamente oltrepassato il proprio potere
discrezionale.

                                         In
una tale procedura, ci si deve accontentare di un esame sommario dell'incarto,
con l'obbiettivo di stabilire se l'aver ordinato un determinato provvedimento
probatorio era manifestamente superfluo (STFA U 18/92 del 3 luglio 1992,
consid. 5b, parzialmente pubblicata in RAMI 1992 U 151, pag. 194 e U 268/01 dell'8
maggio 2003, consid. 4.1).

 

                                         Il
TFA ha inoltre stabilito, in una sentenza pubblicata in SVR 2001 KV 38, pag. 109, che l'oggetto di un ricorso per denegata o
ritardata giustizia é soltanto la verifica del preteso diniego o del preteso
ritardo: il tribunale non può, quindi, decidere in merito alle prestazioni. Le
prestazioni assicurative materiali, in effetti, non costituiscono l'oggetto
litigioso di questa procedura. Questa giurisprudenza è da considerare valida
anche sotto l’imperio dell’art. 56 cpv. 2 LPGA (Kieser, op. cit., art. 56 nota
12 pag. 56).

 

                                         In caso
di accoglimento di un ricorso per ritardata o denegata giustizia, il Tribunale
ordina all’assicuratore sociale di concludere entro un termine ragionevole la
procedura, rispettivamente di dar seguito alla chiesta misura (Kieser, Verwaltungsverfahren,
cit., nota 507 pag. 240; cfr. anche SVR 2001 KV 38 consid. 2b pag. 110).

 

                               2.5.   Chiamato
ora a pronunciarsi, conformemente alla succitata giurisprudenza, questo
Tribunale ritiene che non può essere addebitata all’Ufficio AI una ritardata
giustizia, non potendosi rimproverare all’amministrazione di aver protratto più
del dovuto la trattazione della pratica.

 

                                         Ricevuta
la domanda di prestazioni nel luglio 2010, l’Ufficio AI, il 7 settembre 2010 –
sulla base degli accertamenti esperiti e del colloquio avuto con l’assicurato –
ha steso il rapporto di valutazione e formulato il piano d’integrazione (doc.
AI 20/1-2 e 21/1-2). Ritenuto l’accordo sugli obiettivi da raggiungere
l’amministrazione, quali provvedimenti d’intervento tempestivo sotto forma di
corso di formazione, con comunicazioni del 20 settembre 2010 (doc. AI 26/1-2 e
27/1-2) ha assunto i costi per un corso intensivo di tedesco e per un corso di
contabilità livello 1+2.

                                         Dopo
aver interpellato i medici curanti e viste le annotazioni 26 ottobre 2010 del
medico SMR (doc. AI 32/1), l’Ufficio AI ha ordinato, lo stesso giorno, una
perizia a cura del dr. __________ (doc. AI 33/1-2) che ha reso il suo reperto
il 28 dicembre 2010 (doc. AI 35/1-7).

                                         Visto
il rapporto medico 4 gennaio 2011 (doc. AI 36/1-4), nel verbale di chiusura 1.
febbraio 2011 e nella valutazione 11 marzo 2011 (doc. AI 39/1-2 e 40/1-2) il
consulente ha proposto dei provvedimenti professionali sfociati nelle comunicazioni
22 marzo 2011 con le quali l’Ufficio AI ha concesso un corso Autocad base e assunto
i costi per un accertamento professionale presso lo Studio d’ingegneria __________
dal 28 marzo al 31 agosto 2011 (doc. AI 42/1-2 e 43/1-2).

                                         A
seguito della lettera 17 maggio 2011 con la quale ha chiesto informazioni e
sostegno (doc. AI 47/1-3), l’insorgente è stato sentito dall’amministrazione e
nella nota “27 giugno 2011 / __________” si legge:

 

" 
(…)

Dando seguito ad una sua esplicita richiesta,
l'assicurato è stato convocato in data odierna (lunedì 27 giugno 2001 [ndr.
recte: 2011] – ore 14.00) in presenza della Capoufficio Avv. __________ e del
sottoscritto. Per ragioni di impegni di lavoro, è stata scusata l'assenza di __________,
consulente incaricato di trattare la pratica sul piano dell'integrazione
professionale.

 

Oggi, l'assicurato ritiene di aver commesso uno sbaglio
nell'interrompere il suo periodo di stage presso lo Studio di ingegneria __________,
settore professionale che ipoteticamente lo avrebbe potuto avviare verso una
formazione di tecnico dell'edilizia.

Dichiara di aver ricevuto le IG dalla Cassa 105
soltanto sino al 6 maggio, sebbene lo stage sia perdurato sino e compreso il 13
maggio 2011.

Contatteremo la Cassa competente segnalando questo
fatto.

 

Ora, si sta orientando verso l'impiegato di logistica
e, proprio nella giornata di domani, inizierà un nuovo periodo di stage presso
la __________ di __________ azienda che opera in un campo da lui reputato
affine al suo bagaglio; il consulente __________ è già stato informato
telefonicamente in mattinata.

 

Egli si è comunque presentato per ottenere spiegazioni
in merito al diritto alle IG di attesa (art. 18 OAI) che auspicherebbe
le siano accordate negli intervalli di tempo fra gli stage già eseguiti e
quelli ancora previsti.

 

L'abbiamo informato adeguatamente, consegnandogli anche
copia della normativa che stabilisce quali sono le condizioni legali che
consentono all'amministrazione di accordare un tale diritto (art. 18 OAI –
marginale 1043 CIGAI).

In questo senso, gli abbiamo comunicato come, nel suo
caso specifico, i presupposti cumulativi non sono adempiti (incapacità
lavorativa di almeno il 50% nella professione abituale, piano formativo definito
ed in attesa di essere messo in atto), in quanto egli presenta un'inabilità di
"solo" il 40% nella professione di imbianchino – vedi perizia Dr. __________
– e non vi sono ancora gli elementi concreti per assicurare che siano date le
premesse per avviare con possibilità di successo una riformazione tale anche da
permettergli di recuperare e di migliorare la sua attuale capacità al guadagno
stabilita nel calcolo CGR in fr. 58'182.-

 

In considerazione del fatto che le IG di disoccupazione
si sono nel frattempo esaurite e che comunque già beneficia di prestazioni
dall'IAS – Servizio AF integrativi – l'abbiamo consigliato di recarsi ancora in
giornata presso lo sportello competente, al fine di richiedere una valutazione
della sua situazione e del calcolo della prestazione.

A questo riguardo, ci precisa di aver già richiesto una
revisione, alla luce del suo recente matrimonio e di attendere una risposta.

 

Infine, l'abbiamo vivamente consigliato di evitare di
sua iniziativa eventuali cambiamenti di stage o di interruzione degli stessi,
ma sempre di concordare il tutto con il consulente __________.

 

 

27 giugno 2011 / __________

 

P.s.:

a fronte del colloquio odierno, si ritiene liquidata la
pendenza legata alla lettera scritta dall'assicurato in data 17 maggio 2011;

- procederemo ora trasmettendo le copie delle decisioni
IGAI al nostro Servizio AF e chiedendo lumi alla Cassa __________ per quanto
attiene al versamento delle IG di maggio u.s.

(…)"
(doc. AI 60/1)

 

                                         Orbene,
pur comprendendo la situazione difficile dell’assicu-rato, questo TCA, vista
l’interruzione dell’accertamento professionale presso lo Studio d’ingegneria __________
(a suo dire il 13 maggio 2011) e la necessità di ulteriori atti istruttori – vedi la
comunicazione 21 giugno 2011 con la quale sono stati assunti i costi di uno
stage quale impiegato di logistica presso la __________ SA (doc. AI 58/1-2) e
la valutazione 27 giugno 2011 con la quale il consulente IP ha proposto
un’accertamento professionale e definito uno stage quale impiegato in logistica
presso la __________ SA dal 28 giugno all’8 luglio 2011 (doc: AI 59/1) –, ritiene che
la procedura dell’amministrazione, al momento dell’inoltro del ricorso (il 4 luglio
2011), non era sicuramente di una lunghezza tale da configurare un diniego di
giustizia ai sensi della succitata giurisprudenza.

 

                                         In
simili circostanze, sulla scorta dei dettami giurisprudenziali e dottrinali
suevocati, questo Tribunale ritiene che l'autorità amministrativa convenuta non
si è resa colpevole di un ingiustificato ritardo nei confronti dell’assicurato.

                                         Questo
TCA attira comunque l’attenzione dell’amministrazio-ne sulla necessità di
procedere celermente agli ulteriori accertamenti necessari per la definizione
della vertenza, vigilando affinché non vi siano inutili perdite di tempo, così
da emanare al più presto una decisione in merito che dovrà tenere conto di
tutti gli argomenti sollevati dall’assicurato.

 

                                         Il
ricorso deve quindi essere respinto.

 

                               2.6.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’assegna-zione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico
del ricorrente.

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le
spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                                    Il
segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Gianluca
Menghetti