# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 71a5b50d-1716-56a4-87e3-10add8a76b4b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-07-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 12.07.2006 52.2006.129
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2006-129_2006-07-12.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2006.125/129

   

  	
  Lugano

  12 luglio
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Stefano
  Bernasconi, vicepresidente,

  Raffaello
  Balerna e Andrea Pedroli, quest'ultimi in sostituzione dei giudici Lorenzo Anastasi e Matteo
  Cassina, astenuti

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Lepoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sui ricorsi 

 

 

	
                                a)  

   

   

   

   

                                b)

  	
  RI 1 

  patr. da: PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 28 marzo 2006 della CO 3, che ha
  escluso le ricorrenti dalla procedura di aggiudicazione delle prestazioni
  professionali di direzione lavori inerenti la costruzione del nuovo centro sociosanitario
  di __________ e nel contempo ha deliberato la commessa al concorrente CO 2 di
  __________;

  

 

 

 

viste le risposte:

-    12 aprile 2006
dell'ULSA,

-    21 aprile 2006 della CO
3,

-    8 maggio 2006 RI 1,

-    9 maggio 2006 di CO 2,

al ricorso sub a);

 

-         
26 aprile 2006 di CO 2,

-         
26 aprile 2006 della CO
3,

-         
27 aprile 2006
dell'ULSA,

al ricorso sub b);

 

 

preso atto delle repliche 22 maggio 2006 della RI 1 (b)
e 24 maggio dello Studio tecnico e di architettura CO 1 (a), così come delle
dupliche:

-    31 maggio 2006 della CO
3,

-    2 giugno 2006 di CO 2,

-    6 giugno 2006 RI 1,

alla replica sub a);

 

-    29 maggio 2006 della CO
3,

-    2 giugno 2006 di CO 2,

alla replica sub b);

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a) L'11
novembre 2005 CO 1 ha indetto un pubblico concorso, retto dal CIAP ed impostato
secondo la procedura libera, per le prestazioni professionali di direzione dei
lavori inerenti la costruzione del nuovo centro sociosanitario di __________
(FU __________).

 

b) La documentazione del concorso messa a
disposizione dei concorrenti era suddivisa in quattro fascicoli.

                                         Il
primo, definito documento di base per tutti gli specialisti, stabiliva
alla cifra 9 (p. 6) che i criteri di valutazione delle offerte erano riportati nel
fascicolo 3 e sarebbero dipesi dal tipo di prestazione richiesta. La suddetta
prescrizione di gara anticipava comunque che le referenze di case per
anziani avrebbero costituito titolo preferenziale. Il medesimo
fascicolo indicava inoltre che il concorrente avrebbe dovuto presentare gli
estremi per il computo dell'onorario calcolato sul principio dei parametri
delle norme SIA (cifra 11.1), ribadendo poco oltre (cifra 16.2) che l'importo
dell'offerta era da calcolare secondo le normative SIA. Alla cifra 16.8
avvertiva peraltro che contro il bando di concorso e contro le successive disposizioni
della committenza era dato ricorso al Tribunale cantonale amministrativo entro
10 giorni dalla pubblicazione, rispettivamente dalla loro notifica.

Il fascicolo 2, intitolato struttura dell'ufficio,
spiegava a titolo di premessa (p. 5) che tutti i concorrenti dovevano
presentare almeno tre oggetti referenziali di opere realizzate nell'ambito dell'architettura
negli ultimi 10 anni, escluse le opere di ingegneria civile. Per tutti gli
specialisti - puntualizzava ulteriormente la disposizione - almeno un
edificio deve essere una realizzazione nell'ambito del settore ospedaliero, paraospedaliero
e/o sociosanitario.

Il fascicolo 3, denominato parametri base
di calcolo e calcolo dell'onorario, preannunciava la scala di valutazione
di ogni singolo criterio e sottocriterio di aggiudicazione, con la precisazione
che si sarebbe richiesto il raggiungimento dei livelli minimi in tutte le
posizioni (cifra 2). In appresso indicava che le prestazioni di direzione
lavori sarebbero state assegnate tenendo conto dei seguenti criteri e fattori
di ponderazione (posizione 2.1.):

 

	
  1

  	
   

  	
  Aspetto economico-onorario

  	
   

  	
  35%

  
	
   

  	
  1.1

  	
  Importo offerta

  	
  100%

  	
   

  
	
  2

  	
   

  	
  Aspetto formale della struttura

  	
   

  	
  40%

  
	
   

  	
  2.1

  	
  Referenze: costruzioni ospedaliere e/o
  paraospedaliere

  	
    70%

  	
   

  
	
   

  	
  2.2

  	
  Struttura organizzativa

  	
    20%

  	
   

  
	
   

  	
  2.3

  	
  Costruzioni superiori a 3'000 mc

  	
    10%

  	
   

  
	
  3

  	
   

  	
  Aspetto gestionale

  	
   

  	
  15%

  
	
   

  	
  3.1

  	
  Metodo di lavoro

  	
  100%

  	
   

  
	
  4

  	
   

  	
  Aspetto temporale

  	
   

  	
  10%

  
	
   

  	
  4.1

  	
  Procedimento razionale e economico

  	
  100%

  	
   

  

Lo stesso documento riprendeva il metodo di
calcolo dell'onorario previsto dal Regolamento SIA 102, lasciando ai
concorrenti la possibilità di scegliere i coefficienti Z1 e Z2, nonché il grado
di difficoltà e il fattore di correzione (cifra 3). In annesso, forniva ai
concorrenti un formulario per il calcolo dell'onorario complessivo secondo i
criteri SIA (allegato 3.A) e una pagina sulla quale indicare l'importo finale
dell'offerta, una volta dedotto lo sconto e aggiunta l'IVA (allegato 3.B).

Al fascicolo 4 dovevano essere acclusi tutti
i documenti richiesti dalla committente, in particolare quelli attestanti
l'avvenuto pagamento degli oneri sociali e delle imposte, compresi i premi dell'assicurazione
perdita di guadagno in caso di malattia (per gli studi con dipendenti). In caso
di mancata presentazione di tali documenti, la committente ne avrebbe sollecitato
la produzione entro un termine perentorio, trascorso infruttuoso il quale
l'offerta sarebbe stata esclusa (cfr. fascicolo 4, p. 5).

 

 

B.     Nel termine prestabilito sono pervenute alla committente le seguenti
offerte:

 

1. RI 1                             fr.
310'606.55

2. CO 1                            fr.
357'125.25

3. __________                  fr.
367'045.12

4. __________                  fr.
474'961.15

5. CO 2                            fr.
506'368.85

 

Dopo aver scartato l'offerta della RI 1 per
mancata produzione delle specifiche referenze richieste e disattenzione dei
parametri di calcolo dell'onorario SIA (grado di difficoltà e fattore di adeguamento
scorretti), nonché quella della CO 1 in quanto priva
della dichiarazione comprovante l'avvenuto pagamento dell'assicurazione perdita
di guadagno per malattia, il 28 marzo 2006 la CO 3 ha deciso
di aggiudicare la commessa a CO 2, risultato primo in graduatoria con 5.26
punti. 

 

 

                                  C.   Contro la
predetta decisione entrambe le società estromesse sono insorte
davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone
l'annullamento e postulando che ai ricorsi venga concesso l'effetto sospensivo.

 

                                         a) La CO
1 ha criticato innanzi tutto la decisione impugnata in
quanto priva di spiegazioni circa le scelte operate dal committente. All'oscuro
in particolare delle ragioni che hanno indotto la CO 3 ad escluderla, la
ricorrente si è quindi limitata a contestare l'aggiudicazione in quanto lesiva
degli scopi che governano la legislazione vigente in materia di appalti
pubblici.

 

                                         b) Esposti i fatti ed evocati i principi invalsi in materia di commesse
pubbliche, la RI 1 ha sottolineato che le prescrizioni di gara non precisavano
l'esatta portata dei Regolamenti SIA ai fini della determinazione
dell'onorario, né lasciavano intendere che essi fossero vincolanti per la
quantificazione dei parametri riferiti al grado di difficoltà e al fattore di
adeguamento che i concorrenti erano tenuti ad indicare nel formulario di
calcolo. A mente dell'insorgente, i partecipanti alla gara erano quindi
legittimati ad inserire dati di loro gradimento senza dover rigorosamente
rispettare le direttive SIA, fermo restando che la committente avrebbe valutato
il criterio dell'aspetto economico sulla scorta del solo prezzo offerto.

Quanto alle referenze, la ricorrente ha
annotato che la mancanza di esperienze specifiche nel settore sociosanitario non
può giustificare la sua esclusione dalla gara. Questa lacuna avrebbe potuto tutt'al
più indurre la committente ad assegnarle una nota negativa in esito alla valutazione
del relativo criterio di aggiudicazione.

 

 

                                  D.   All'accoglimento
di entrambi i ricorsi si è opposta la CO 1, contestando in dettaglio le tesi degli
insorgenti. La committente ha reso noto in particolare che l'offerta della CO 1
era stata esclusa poiché la società non aveva prodotto
la documentazione attestante il pagamento dell'assicurazione perdita di
guadagno in caso di malattia.

La CO 1 ha rinunciato a presentare
osservazioni avverso il gravame della RI 1, mentre quest'ultima ha negato che
la concorrente fosse legittimata a ricorrere.

L'ULSA ha suggerito di respingere il ricorso
della CO 1, rimettendosi invece al giudizio del
tribunale in relazione all'impugnativa della RI 1.

Dal canto suo, CO 2
ha rinunciato a formulare proposte di giudizio. 

 

 

                                  E.   In sede di
replica e di duplica le parti si sono essenzialmente riconfermate nelle rispettive
tesi, allegazioni e domande. Appresi i motivi che avevano indotto la committente
ad escluderla, la CO 1 ha illustrato le cause che le impediscono
di stipulare un'assicurazione per perdita di guadagno in caso di malattia, rilevando
peraltro che la situazione era già stata illustrata nell'offerta e che simile
copertura non è obbligatoria, per cui la CO 3 non poteva estrometterla dalla gara.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
commessa posta a concorso rientra nel novero di quelle sottoposte al Concordato
intercantonale sugli appalti (CIAP).

                                         La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è quindi data dagli art. 15
cpv. 1 CIAP e 4 cpv. 1 DLACIAP.

                                         In
quanto partecipanti al concorso, entrambe le ricorrenti sono indubbiamente legittimate
ad impugnare la decisione con cui la CO 3 ha escluso la loro offerta dalla gara
(art. 43 PAmm via art. 4 cpv. 2 DLACIAP). Le argomentazioni con le quali la RI
1 contesta la qualità per agire della concorrente CO 1 sono del tutto prive di
fondamento.

                                         I ricorsi,
tempestivi (art. 15 cpv. 2 CIAP) e proposti contro un atto impugnabile (cfr. §
33 lett. d DirCIAP), sono dunque ricevibili in ordine e possono essere decisi con
un unico giudizio (art. 51 PAmm) sulla base degli atti, dai quali deve essere
tuttavia stralciata la duplica che CO 2 ha presentato in assenza di replica avverso
la sua risposta nella procedura ricorsuale promossa dalla RI 1.

La sentenza può essere emanata senza
procedere ad accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1 PAmm). Posto che la
committente ha prodotto tutta la documentazione concernente il concorso, non
occorre assumere alcuna delle svariate prove notificate dalla ricorrente RI 1,
insuscettibili di apportare al Tribunale la conoscenza di ulteriori elementi
rilevanti per la decisione che è chiamato a rendere.

                                         Resta
inteso che qualora dovesse risultare che una parte ricorrente è stata esclusa a
torto, essa sarà ammessa ad impugnare anche l'aggiudicazione (§ 33 lett. a DirCIAP).

 

 

                                   2.   A mente
della CO 1 la decisione impugnata deve essere annullata per carenza di motivazione.
La censura della ricorrente, che in sostanza si duole di una violazione del
diritto di essere sentito, si rivela infondata.

 

                                         2.1. La
natura ed i limiti del diritto di essere sentito sono determinati innanzi tutto
dalla normativa procedurale cantonale. Giusta l'art. 26 PAmm, ogni decisione
deve essere motivata per iscritto ed intimata alle parti con l'indicazione dei
mezzi e del termine di ricorso. L'obbligo di motivazione è volto ad assicurare
la trasparenza dell'attività dell'amministrazione, a favorire la comprensione
del provvedimento da parte degli interessati, a salvaguardare l'esercizio del
loro diritto di difesa ed a permettere all'istanza di ricorso di pronunciarsi
sulla legittimità dell'atto impugnato (Borghi/Corti, Compendio di procedura
amministrativa ticinese, ad art. 26 PAmm, n. 1). 

Contrariamente alla legge cantonale (vedi
art. 33 cpv. 2 LCPubb), il CIAP non contempla alcuna disposizione circa l'obbligo
di motivazione delle decisioni di aggiudicazione e di esclusione dalla procedura.
Il § 30 cpv. 2 DirCIAP stabilisce unicamente che, su richiesta, il committente
comunica agli offerenti i motivi essenziali della loro esclusione
dall'aggiudicazione. Anche le decisioni di aggiudicazione ed estromissione devono
comunque essere convenientemente motivate. Per risultare adeguata, la
motivazione deve fornire una spiegazione ragionevole delle valutazioni operate
sulle offerte inoltrate dai singoli concorrenti in modo che questi possano confrontarle
fra loro e sollevare eventuali contestazioni. La motivazione può anche essere
succinta e fare riferimento ad altri atti, in particolare alla documentazione
prodotta dai partecipanti. I destinatari della decisione devono tuttavia essere
posti nella condizione di esercitare compiutamente il loro diritto di ricorso. 

Eventuali carenze di motivazione possono
comunque essere sanate davanti all'istanza di ricorso. A tal fine occorre che
il committente apporti la motivazione mancante e che all'insorgente sia data la
possibilità di prendere posizione sugli argomenti addotti (RDAT II-2002 n. 43;
STA 25 gennaio 2005 in re __________).

 

2.2. In concreto, nella decisione 28 marzo
2006 intimata a tutti i concorrenti la CO 3 ha giustificato l'aggiudicazione della
commessa a CO 2 richiamandosi al rapporto di valutazione dell'8 marzo 2006, al
preavviso della Commissione di aggiudicazione e alla ratifica dell'ULSA.
Nessuna spiegazione è stata per contro fornita in merito all'estromissione
dalla gara delle ricorrenti e del concorrente __________, deducibile unicamente
dal fatto che le loro offerte non avevano conseguito alcun punteggio e quindi
non erano state nemmeno valutate.

La ricorrente non ha esaminato gli atti del
procedimento concorsuale prima dell’inoltro dell’impugnativa. Ha dunque
eccepito la sufficienza della motivazione esposta nella risoluzione impugnata
senza consultare la documentazione alla quale essa rinvia.

In sede di risposta la committente ha
spiegato le ragioni che l'avevano indotta ad escludere dal concorso la CO 1.

Dopo aver preso visione delle osservazioni
presentate dalla stazione appaltante e del documento ivi allegato (lo scritto
15 marzo 2006 dell'ULSA), in replica la ricorrente ha avuto modo di contestare
in modo congruo e completo la decisione di esclusione, sottolineando che non le
si poteva rimproverare la mancata produzione di un'attestazione relativa ad una
copertura assicurativa non obbligatoria. 

Si può dunque ammettere che le carenze di
motivazione denunciate dalla CO 1 siano state sanate.

 

 

                                   3.   3.1. Il
CIAP assicura la trasparenza della procedura di aggiudicazione (art. 1 cpv. 2
lett. c CIAP), garantendo la parità di trattamento tra tutti gli offerenti
nonché un'aggiudicazione imparziale (art. 1 cpv. 2 lett. b CIAP). Il
conseguimento di quest'ultimo postulato presuppone che l'aggiudicazione abbia
luogo sulla base delle condizioni di gara fissate dal bando di concorso, che
vincolano tanto il committente, quanto i concorrenti. Offerte che si scostano
dalle condizioni preventivamente stabilite non possono dunque essere prese in
considerazione.

 

3.2. Nel caso di specie, le prescrizioni del
concorso - che costituiscono notoriamente la lex specialis della gara d'appalto
- stabilivano chiaramente in più punti che l'ammontare dell'onorario,
segnatamente la somma di onorario lorda, doveva essere calcolato secondo le
normative SIA (vedi cifra 11.1 e 16.2 fascicolo 1). Questa esigenza emergeva
peraltro in maniera altrettanto inequivocabile dal fascicolo 3 denominato parametri
base di calcolo e calcolo dell'onorario, atteso che per la prestazione di direzione
lavori posta a concorso il documento (cfr. cifra 3.1 e 4.1) richiamava puntualmente
il vigente Regolamento SIA 102 e ne riprendeva il metodo di computo dell'onorario
ivi previsto (onorario secondo il costo dell'opera; art. 7), fornendo addirittura
ai concorrenti un formulario obbligatorio per l'elaborazione dell'onorario
complessivo impostato sui criteri SIA (allegato 3.A). In questa cornice predefinita,
i costi determinanti per il calcolo dell'onorario (fr. 13'715'000.- per la DL)
e la percentuale della prestazione totale per fase di lavoro (40.5%) erano già
stati fissati inderogabilmente dalla committente, mentre tutti gli altri
parametri (coefficienti Z1 e Z2, grado di difficoltà n, fattore
di adeguamento r e costo medio all'ora h) dovevano essere
indicati dal singolo concorrente nel rispetto delle relative disposizioni contenute
nell'apposito Regolamento SIA 102. Regolamento, sia detto di transenna, che dopo
esser stato modificato nel 2003 su invito della ComCo al fine di renderlo conforme
alla legge sui cartelli e di promuovere una sana concorrenza, contempla attualmente
una modalità di calcolo dell'onorario basata sul tempo necessario alla corretta
esecuzione del mandato, ritenuta compatibile con il criterio dell'offerta più
vantaggiosa proprio del diritto delle commesse pubbliche (sul tema cfr. Dubey,
Le concours en droit des marchés publics, N. 1130-1137; Zufferey, Les normes de
la construction: un état des lieux, pubbl. in JDC 2005 p. 21).

La RI 1 ha rinunciato ad impugnare le
predette regole contenute negli atti del concorso ed ha partecipato alla gara
senza sollevare obiezioni, né chiedere delucidazioni alla committenza giusta la
cifra 18.2 del documento base (fascicolo 1), per cui ora non le può rimettere
in discussione senza violare il principio della buona fede. Accettate dunque le
prescrizioni di gara che per la direzione lavori imponevano un calcolo
dell'onorario in applicazione delle norme SIA 102, la ricorrente le ha nondimeno
disattese al momento della stesura dell'offerta, inserendo - per sua stessa
ammissione a ragion veduta - il valore 0.80 nella posizione "grado di
difficoltà" e la cifra 0.68 in corrispondenza della posizione "fattore
di adeguamento secondo art. 7.8" (p. 10 e 15 formulario 3). Dati, quelli
scelti dall'insorgente, che si pongono in netto contrasto con le pertinenti
disposizioni del Regolamento SIA, le quali prevedono che un'opera come quella
posta a concorso debba rientrare come minimo nella categoria IV caratterizzata
da un grado di difficoltà n di 1.0 (art. 7.2 e 7.8 SIA 102) e che non
prendono in considerazione fattori di adeguamento r inferiori a 0.8
(art. 7.10.3 SIA 102). L'offerta così stilata non poteva essere accettata, come
pretende l'insorgente sostenendo in questa sede che le regole della gara erano
ambigue e non vincolanti laddove evocavano l'applicazione delle norme SIA, ma
andava esclusa per ragioni dedotte dal principio della parità di trattamento
tra i concorrenti. Non solo perché dal complesso degli atti inviati agli
interessati era invero facilmente desumibile l'obbligo di calcolare l'onorario
lordo secondo l'apposito Regolamento SIA (102 per la DL) e la ricorrente ha quindi
infranto una precisa disposizione della gara, ma anche perché la violazione ha
impedito alla committenza di procedere ad un confronto immediato tra le offerte
pervenutegli ed ha avvantaggiato il suo autore, il quale ha esposto per finire una
cifra inattendibile relativamente al tempo medio necessario per fornire la
prestazione richiesta (TM) e, di riflesso, un onorario lordo di gran lunga inferiore a quello
che sarebbe scaturito da una corretta compilazione dell'offerta. Particolarmente
discutibile in questo contesto risulta l'ammontare delle ore di lavoro da
dedicare alla DL emergente dal calcolo della RI 1, la quale da un lato sottolinea
rettamente l'esigenza della committente di disporre di professionisti qualificati
capaci di eseguire il mandato in modo ineccepibile e dall'altro, senza alcuna
esperienza specifica, pretende di potere svolgere quel compito in un tempo quasi
dimezzato per rapporto a quello ritenuto oggettivamente necessario secondo i
criteri degli specialisti della SIA.

Contrariamente a quanto assume l'insorgente,
la sua offerta non può essere riammessa in gara siccome in ogni modo conforme
al Regolamento SIA 112, già solo perché tale normativa - concepita per essere
applicata congiuntamente con i regolamenti per le prestazioni e gli onorari
(vedi Regolamento SIA 112, p. 3) che nel caso di specie sono stati elusi - dal
profilo della quantificazione della mercede non ha portata autonoma, né
carattere sostitutivo. Non per nulla le prescrizioni SIA 112 erano contemplate
dalla documentazione del concorso unicamente per descrivere il progetto in
generale, segnatamente per definire i tempi di esecuzione della progettazione (vedi
fascicolo 1 cifra 4.2).

Quanto alla recente sentenza del Tribunale
cantonale friburghese invocata dalla RI 1 per suffragare le proprie teorie (doc.
P), essa non solo non costituisce giurisprudenza vincolante per il Tribunale
cantonale amministrativo, ma non concerne nemmeno una fattispecie comparabile a
quella dedotta in giudizio. Nel caso friburghese infatti il committente aveva
esatto un'offerta finanziaria forfetaria, mentre il concorso all'esame imponeva
la presentazione di un'offerta calcolata sulla scorta del tempo necessario e
della tariffa oraria media, con la possibilità di un aggiornamento in caso di
modifiche sostanziali al progetto (vedi cifra 16.5 fascicolo 1).

In quanto volta a contestare l'estromissione
dal concorso per aver disatteso le regole del concorso in materia di computo
dell'onorario lordo, l'impugnativa della RI 1 va dunque respinta.

 

 

                                   4.   4.1. Le
cosiddette referenze servono essenzialmente ad attestare la capacità del
concorrente di realizzare l'opera messa a concorso, rispettivamente di fornire
la prestazione oggetto della commessa. Forniscono quindi anzitutto informazioni sull'idoneità del concorrente.
La giurisprudenza, scostandosi dalla dottrina, ammette tuttavia la possibilità
di utilizzarle come criteri d'aggiudicazione (AGVE 1999, 329 e rimandi). 

Di regola, le referenze sono costituite da
lavori analoghi, eseguiti dal concorrente con soddisfazione del committente, in
epoca preferibilmente recente e per quanto possibile con il medesimo personale,
soprattutto dirigente (quadri, specialisti).

Secondo la giurisprudenza di questo Tribunale,
la mancata presentazione di referenze corrispondenti alle esigenze fissate dal
committente non costituisce motivo di esclusione dalla procedura, fatta salva
l'ipotesi di un'esplicita comminatoria in tal senso disposta nelle prescrizioni
di gara. Diversamente, la partecipazione al concorso verrebbe preclusa a tutti
i concorrenti che non sono in grado di produrre le referenze richieste (STA 12
aprile 2006 in re P. SA, STA 8 settembre 2004 in re G. & P.). 

 

4.2. Per permettere alla committenza di
valutare il criterio di aggiudicazione 2 (aspetto formale della struttura) i
concorrenti erano tenuti a presentare almeno tre oggetti referenziali di opere
realizzate negli ultimi 10 anni, di cui una almeno nell'ambito del settore ospedaliero, paraospedaliero e/o sociosanitario, escluse le opere di ingegneria civile. Referenze
di case per anziani avrebbero costituito titolo preferenziale.

La RI 1 non è stata in grado di produrre alcuna
delle referenze specialistiche richieste. La sua offerta non poteva tuttavia
essere estromessa per questo motivo, poiché le prescrizioni di gara non prospettavano
una simile conseguenza in caso di assenza di referenze
corrispondenti alle esigenze fissate dalla committente. Se quest'ultima
intendeva limitare l'intervento alla gara a professionisti in possesso di
determinate esperienze, doveva selezionare i concorrenti tramite appositi criteri
di idoneità, in aggiunta alle condizioni di partecipazione pubblicate nel bando.

Certo, una prescrizione di gara pretendeva
il raggiungimento dei livelli minimi in tutte le posizioni, ma non specificava
che i concorrenti incapaci di soddisfare tali aspettative sarebbero stati esclusi.
Stando così le cose, le offerte di questi concorrenti non potevano essere
scartate, ma andavano valutate negativamente, secondo il metodo preannunciato alla
cifra 2 del fascicolo 3.

Ne segue che la censura dell'RI 1, secondo cui la sua offerta non poteva essere estromessa a
cagione della mancata presentazione di referenze nel
settore ospedaliero, paraospedaliero e/o sociosanitario,
risulta fondata senza tuttavia poter influire sull'esito finale
dell'impugnativa (cfr. consid. 3 che precede).

 

 

                                   5.   5.1. Il
fascicolo 4 degli atti di gara prescriveva agli studi con dipendenti di
allegare all'offerta le dichiarazioni attestanti l’avve-nuto pagamento di: 

 

- AVS/AI/IPG; 

- Assicurazione perdita di guadagno in caso
di malattia; 

- SUVA o istituto analogo (assicurazione infortuni); 

- Cassa pensione (LPP); 

- Contributi professionali; 

- Imposte alla fonte;

- Rispetto del CCL;

- Imposte cantonali e comunali cresciute in
giudicato.

 

Lo stesso fascicolo, a pagina 5, avvertiva i
concorrenti che in caso di mancata presentazione dei suddetti documenti, la
committente ne avrebbe sollecitato la produzione entro un termine perentorio,
trascorso infruttuoso il quale l'offerta sarebbe stata esclusa.

Questa disciplina, mutuata fedelmente dal
diritto cantonale (vedi art. 5 lett. c LCPubb e 30 cpv. 1 RLCPubb), istituisce
in sostanza un criterio d'idoneità generale volto a garantire le conquiste sociali
e la pace del lavoro, prevenendo il cosiddetto dumping sociale (cfr. messaggio
del Consiglio di Stato concernente la LCPubb, ad art. 5). Accanto a questo
scopo di politica sociale, la prescrizione tende inoltre ad assicurare la
parità di trattamento tra i concorrenti, impedendo loro di trarre indebiti
vantaggi dalle inadempienze degli obblighi in questione (Galli/Lehmann/Rech-steiner,
Das öffentliche Beschaffungswesen in der Schweiz, n. 225 ss.).

Per principio, le offerte inoltrate senza questo
genere di dichiarazioni non sono da considerare incomplete. Siffatti documenti,
attestanti fatti oggettivi, non riguardano in effetti l'offerta in quanto tale,
ma l'idoneità generale del concorrente, che non ha alcun potere di disposizione
sul loro contenuto. Nella loro produzione dopo la scadenza del termine per la
presentazione delle offerte non sono pertanto ravvisabili gli estremi di una
modifica dell'offerta. La possibilità di sanare il difetto, producendo entro un
termine perentorio le dichiarazioni mancanti, va quindi concessa. Negarla, escludendo
siccome incomplete le offerte prive delle dichiarazioni richieste, configurerebbe
una disattenzione del principio di proporzionalità. Le offerte sprovviste delle
dichiarazioni richieste sono da considerare incomplete e quindi da scartare
soltanto quando il bando di concorso o la documentazione di gara commina
esplicitamente questa conseguenza in caso di mancata produzione entro il
termine fissato per la loro presentazione. In tal caso, l'estromissione non
viola il principio di proporzionalità, poiché si fonda su una prescrizione di
gara che non può essere rimessa in discussione in sede di aggiudicazione. Una sanatoria
del difetto non può essere concessa.

 

5.2. In concreto, la CO 1 non ha presentato
alcun documento comprovante il pagamento dell'assicurazione perdita di guadagno
in caso di malattia, spiegando già in sede di presentazione dell'offerta che lo
studio non aveva potuto stipulare tale copertura assicurativa per ragioni
riconducibili alle precarie condizioni di salute del titolare e del
disegnatore.

A fronte di queste spiegazioni prodotte in
luogo del documento richiesto (vedi allegato 2 fascicolo 4 offerta CO 1), la committente non era evidentemente tenuta ad assegnare alla
società un termine del tutto inutile per produrre l'atto mancante. Il difetto però
la legittimava ad estromettere dalla gara lo studio di cui trattasi in forza
della comminatoria in tal senso contenuta nelle prescrizioni del concorso. Invano
la ricorrente contesta il provvedimento appellandosi alla sua situazione
particolare ed al fatto che nessuna norma di legge federale, cantonale o
comunale impone l'obbligo di contrarre un'assicurazione per perdita di guadagno
in caso di malattia. Tale imposizione è prevista infatti dal vigente contratto
collettivo di lavoro per i disegnatori del 1998, che all'art. 19 astringe i
datori di lavori ad assicurare questa categoria professionale presso una cassa
malati svizzera riconosciuta che garantisca a partire dal trentunesimo giorno
di malattia almeno il 90% del salario per la durata di 720 giorni nel giro di
900 giorni consecutivi. 

In simili evenienze, l'esclusione dalla gara
disposta nei confronti della CO 1 non presta il fianco
a critiche. Di certo non crea una discriminazione come sostiene l'insorgente,
dimenticando che sarebbe proprio il suo reinserimento nel concorso a provocare
una disparità di trattamento a danno di coloro che vi hanno partecipato con tutte
le carte in regola dal profilo delle esigenze sancite dal fascicolo 4 degli
atti di gara.

 

 

6.Sulla scorta di quanto precede entrambi i gravami devono essere
respinti. L'emanazione del presente giudizio rende superflua l'evasione delle
domande volte a concedere effetto sospensivo alle impugnative.

 

La tassa di giudizio e le ripetibili,
commisurate al lavoro occasionato dai ricorsi ed al valore di causa, sono a
carico delle insorgenti secondo soccombenza (art. 28 e 31 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 29 Cost.; 1, 6, 7, 8, 13, 15, 16, 17
CIAP; § 21, 23, 24, 30, 33 DirCIAP; 4 DLACIAP; 3, 18, 26, 28, 31, 43, 60 e 61
PAmm;

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                      

                                   1.   I ricorsi
sono respinti.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 2'000.- è posta a carico delle ricorrenti in ragione di fr.
1'000.- ciascuna.

 

 

                                   3.   Ogni
ricorrente verserà alla CO 3 fr. 1'000.- a titolo di ripetibili.

	
   

   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

   

   

  patr. da: 

   

  patr. da: Brissago;

   

   

  patr. da: avv. Locarno;

   

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  1 patrocinata da: PA 2 

  2. CO 2 

  3. CO 3 

  3 patrocinata da: PA 3 

  4. CO 4 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il vicepresidente                                                      Il
segretario