# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e857ad3d-06d8-5f33-9624-ce7e72295646
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2015-01-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.01.2015 C-1509/2013
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-1509-2013_2015-01-07.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte III 

C-1509/2013 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  7  g e n n a i o  2 0 1 5   

Composizione 

 
Giudici Michela Bürki Moreni (presidente del collegio),  

Beat Weber, Markus Metz, 

cancelliere Dario Croci Torti. 

 

 
 

Parti 

 
A._______,  

patrocinato da UNIA Ticino e Moesa, Segretariato regionale, 

Via Canonica 3, casella postale 5650, 6901 Lugano, 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero (UAIE),  

Avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 

1211 Ginevra 2,    

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Assicurazione per l'invalidità (decisione del 18 febbraio 

2013). 

 

 

C-1509/2013 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

A.a A._______, cittadino italiano, nato il , coniugato, domiciliato a 

P._______ (I), ha lavorato in Svizzera quale falegname dal 1976 al 1994, 

solvendo regolari contributi all'assicurazione svizzera per la vecchiaia, i su-

perstiti e l'invalidità (AVS/AI, doc. TAF 15). 

Nel marzo 1994 l'assicurato ha subito un infortunio sul lavoro, di cui si è 

occupato l'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni 

(INSAI, si confronti l'incarto, doc. INSAI 1-21). 

A.b Su indicazione dell'INSAI (doc. 4-3), il 29 marzo 1995 l'interessato si è 

annunciato all'assicurazione svizzera per l'invalidità (doc. 3). L'indagine 

medica svolta presso la Clinica di B._______ aveva infatti posto in evi-

denza una sindrome lombo-vertebrale cronica su degenerazioni toraco-

lombari plurisegmentali (RM del 27 gennaio 1995), stato dopo discectomia 

L4/L5, insufficienza vertebrale lombare con minima instabilità del segmento 

L4/5, disbalance muscolare e stato dopo infortunio del 9 marzo 1994 (doc. 

14, rapporto della Clinica di B._______ del 7 febbraio 1996).  

I medici avevano quindi concluso per un'incapacità al lavoro nella prece-

dente professione del 50% (doc. 14-5; doc. 3 LAINF, rapporto del servizio 

di neurochirurgia dell'Ospedale regionale di Lugano, ORL, del 3 novembre 

1995). Esigibili nella misura dal 50% al 75% erano state considerate attività 

con cambio frequente di posizione quali quelle di sorveglianza e magazzino 

(a condizione di non sollevare pesi troppo importanti), di riparazione, mon-

taggio piccoli mobili, rappresentanza, autista di piccoli veicoli con compiti 

limitati di carico e scarico (doc. 19-1, complemento del 22 agosto 1996 del 

servizio di neurochirurgia dell'ORL di Lugano). 

Raffrontando il reddito da valido quale falegname, pari a fr. 55'419 nel 

1994, con un reddito di fr. 25'800 in attività sostitutive con rendimento al 

75%, il consulente in integrazione professionale aveva quindi attestato una 

capacità di guadagno del 46% in attività adeguate (doc. 21, rapporto del 

consulente in integrazione professionale del 20 settembre 1996). 

Fondandosi sui questi dati con decisione del 6 marzo 1997, l'Ufficio dell'as-

sicurazione per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero (UAIE) ha 

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erogato in favore di A._______ una mezza rendita AI (con rendite comple-

tive in favore della moglie e dei due figli) a decorrere dal 1° marzo 1997 in 

base ad un grado di invalidità del 55% (doc. 22, 23, 25, 26). 

B.  

B.a La breve procedura di revisione avviata nel 1999 non ha posto in luce 

mutamenti sostanziali della capacità di lavoro dell'assicurato – che ha indi-

cato di essere senza attività (doc. 27) - per cui il diritto alla mezza rendita 

AI è stato confermato il 16 dicembre 1999 dall'Ufficio AI del Canton Ticino 

(doc. 29).  

B.b Nel dicembre 2002 l'Ufficio AI cantonale ha avviato una seconda revi-

sione (doc. 32), dalla quale è emerso che A._______ dal 24 gennaio 1998 

(doc. 34, 35) lavorava 40 ore alla settimana come custode presso il Centro 

C._______ in provincia di Como, percependo un compenso netto di EUR 

1.150.- al mese.  

Il diritto alla prestazione AI in corso è stato nuovamente confermato dall'Uf-

ficio AI cantonale con comunicazione del 15 maggio 2003 (doc. 37). 

B.c Nel 2005 l'Ufficio AI ha avviato la terza procedura di revisione, dalla 

quale è nuovamente emerso che A._______ esercitava un'attività a tempo 

pieno, percependo EUR 1'200.- mensili, come custode/portinaio in posi-

zione prevalentemente seduta (doc. 41, 44). Il 28 luglio 2005 l'Ufficio AI 

cantonale ha nuovamente confermato informalmente il diritto alla mezza 

rendita (doc. 46). 

B.d Pure la quarta procedura di revisione, promossa nel 2008 (doc. 49), 

constatando una situazione immutata rispetto al precedente periodo, ha 

confermato il diritto alle prestazioni in corso (doc. 52). 

C.  

C.a Nell'aprile 2012, l'Ufficio AI cantonale ha avviato la quinta procedura di 

revisione (doc. 58). Nel relativo questionario l'assicurato ha dichiarato di 

lavorare sempre presso il medesimo datore di lavoro e di percepire un in-

troito annuo di EUR 17'000.- (doc. 58). Il datore di lavoro dal canto suo ha 

confermato la situazione (doc. 59), indicando tuttavia un reddito annuo di 

EUR 28'256.- per il 2010 e EUR 28'657.- per il 2011 (retribuzioni distribuite 

in 14 mensilità, per un totale di 2'064 ore lavorative annue).  

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Pendente causa l'Ufficio AI ha pure disposto un esame reumatologico a 

cura del dottor D._______, specialista FMH in medicina interna e malattie 

reumatiche (doc. 66) e acquisito agli atti un breve rapporto neurologico del 

27 settembre 2006, un rapporto d'esame fisiatrico del 21 dicembre 2006, 

una lettera di dimissione ospedaliera per il ricovero dal 18 al 26 ottobre 

2006 per stenosi endocanalare e foraminale L5-S1 a destra operata e un 

attestato di riconoscimento dell'invalidità civile del 12 ottobre 2006 (doc. 

68-70). 

C.b Il 3 ottobre 2012 il perito ha esaminato il ricorrente (doc. 72), ponendo 

alcune diagnosi con ripercussione di capacità di lavoro, segnatamente sin-

drome lombo-vertebrale cronica recidivante su stato dopo discectomia L4-

L5 a destra il 26 maggio 1994, stato dopo discectomia L5-S1 a destra e 

foraminotomia L5 a destra il 23 ottobre 2006, importanti alterazioni dege-

nerative a livello di L1-L2, nonché L4-L5 ed L5-S1 (doc. 73); senza influsso 

sulla capacità di lavoro ha diagnosticato obesità (BMI 32,5) e tabagismo 

moderato. A proposito della capacità lavorativa residua lo specialista ha 

indicato che, come falegname, l'interessato presentava una limitazione 

funzionale del 70%, in attività adeguate (leggere, non limitate dai problemi 

cronici alla colonna vertebrale) - come quella da lui attualmente esercitata 

- andava considerato abile in misura del 70% almeno (doc. 72 p. 9). 

Nel rapporto finale, il Servizio medico regionale (SMR) ha aderito alla dia-

gnosi ed alle conclusioni espresse dal perito (doc. 73). 

C.c Dal raffronto redditi, di tipo statistico, effettuato alfine di stabilire la per-

dita di guadagno, è risultato che, svolgendo attività adeguate in Svizzera 

l'interessato subirebbe una perdita di guadagno del 28%, tenuto conto di 

una deduzione dal salario da invalido dell'8%, motivata dalla necessità di 

svolgere attività leggere e da non precisati svantaggi salariali derivanti da 

contingenze particolari (doc. 75-1).  

C.d Il giorno stesso all'assicurato è stato inviato un progetto di decisione 

comportante la soppressione del diritto alla rendita (doc. 74). 

D.  

D.a In data 25 gennaio 2013, A._______, rappresentato dal sindacato 

UNIA, ha inoltrato le osservazioni al progetto, precisando che in Italia egli 

percepisce un reddito usuale per la mansione svolta e che questa situa-

zione è conosciuta dall'amministrazione da anni. Lo stato di salute è inol-

tre invariato dal 1995. Non vi è pertanto motivo di procedere alla revisione 

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della rendita, anche perché il reddito conseguito dall'assicurato non è mai 

stato preso in considerazione quale parametro per il calcolo dell'invalidità. 

Inoltre a suo dire non è possibile procedere alla revisione in caso di cam-

biamento di giurisprudenza (doc. 78).  

D.b Mediante decisione del 18 febbraio 2013, l'UAIE ha soppresso le pre-

stazioni percepite da A._______ con effetto dalla fine del mese che segue 

quello dell'intimazione del provvedimento (doc. 84). Secondo l'amministra-

zione, svolgendo l'attività di custode e portinaio, l'assicurato ha dimostrato 

di poter sfruttare al meglio la sua capacità di guadagno residua, incremen-

tandola al 100%. Ne consegue un grado di invalidità del 28%. 

E.  

E.a  

Con ricorso depositato il 21 marzo 2013, A._______, sempre rappresen-

tato dal sindacato UNIA, chiede al Tribunale amministrativo federale in via 

principale di accogliere il ricorso, annullare la decisione impugnata e ripri-

stinare il diritto alla mezza rendita di invalidità, in via subordinata l'assegna-

zione di un quarto di rendita dal 1° marzo 2013, deducendo dal reddito da 

invalido una percentuale del 30% e dell'8% (doc. TAF 1). L'assicurato con-

testa da un lato che sia intervenuta una modifica della situazione di fatto, 

dall'altro il calcolo del grado di invalidità, in particolar modo il reddito da 

invalido appare errato. Delle censure si dirà per quanto necessario, nei 

considerandi di diritto (doc. TAF 1). 

E.b  

Il 28 maggio 2013 l'UAIE ha trasmesso il preavviso dell'Ufficio AI del Can-

tone Ticino, il quale adduce che malgrado non vi sia alcun sensibile miglio-

ramento dello stato di salute o della capacità di guadagno ritiene giustifi-

cata la soppressione della rendita in virtù dei principi del riesame secondo 

l'art. 53 cpv. 2 LPGA (doc. TAF 4 p.3 consid. 5). In effetti a partire dal 2003 

l'amministrazione avrebbe commesso un errore manifesto omettendo di 

convertire il salario percepito da A._______ in franchi svizzeri. Se lo avesse 

fatto l'assicurato non avrebbe avuto alcun diritto alla rendita. 

Anche l'UAIE, nella sua risposta del 28 maggio 2013, propone la reiezione 

del ricorso (doc. TAF 4). 

E.c  

Dal canto suo il sindacato UNIA, con replica del 15 luglio 2013 (doc. TAF 

9), ribadisce l'accoglimento del ricorso. 

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Duplicando in data 19 agosto 2013, l'Ufficio AI cantonale ripropone la reie-

zione del ricorso, così come l'UAIE (doc. TAF 11). 

 

Diritto: 

1.  

Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 sul 

Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale giu-

dica, in virtù dell'art. 31 LTAF, i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa 

(PA, RS 172.021) emanate dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. In 

particolare, le decisioni rese dall'UAIE concernenti l'assicurazione per l'in-

validità possono essere contestate innanzi a questo Tribunale conforme-

mente all'art. 69 cpv. 1 lett. b della legge federale del 19 giugno 1959 

sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20). 

2.  

2.1 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA la procedura in materia di assicurazioni 

sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la legge 

federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle assicura-

zioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 LAI le disposizioni della LPGA 

sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sem-

pre che la presente legge non preveda espressamente una deroga. 

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla 

decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse degno di 

protezione al suo annullamento o alla sua modificazione. Queste condi-

zioni sono adempiute nella specie. 

2.3 Il ricorso è tempestivo e rispetta i requisiti minimi prescritti dalla legge 

(art. 60 LPGA e 52 PA). Il ricorrente ha inoltre versato l'anticipo di 400 fran-

chi relativo alla presunte spese processuali, entro il termine impartito. Il 

gravame è dunque ammissibile, nulla ostando all'esame del merito dello 

stesso. 

3.  

3.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-

mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-

ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 

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4.3 e 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché 129 V 1 consid. 

1.2).  

Se è intervenuto un cambiamento delle norme legislative nel corso del pe-

riodo sottoposto ad esame giudiziario, il diritto alle prestazioni si determina 

secondo le vecchie disposizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove 

a partire della loro entrata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 

130 V 445). 

3.2 Per quel che concerne il diritto interno, le modifiche disposte dalla 6a 

revisione della LAI, entrate in vigore il 1° gennaio 2012, sono applicabili nel 

caso di specie - oggetto del contendere essendo la soppressione della ren-

dita a far tempo dal 1° aprile 2013 - pur non avendo comportato dei cam-

biamenti rispetto al vecchio diritto in merito alla valutazione dell'invalidità.  

4.  

Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato 

dalla data della decisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali 

esamina infatti la decisione impugnata sulla base della situazione di fatto 

esistente al momento in cui essa è stata resa. Tiene tuttavia conto dei fatti 

verificatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'ac-

certamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa 

(DTF 129 V 1 consid. 1.2 e 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli 

stessi sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili 

di influire sull'apprezzamento del giudice al momento in cui detta decisione 

litigiosa è stata resa (cfr. sentenza del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 

consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 

V 200 consid. 3a in fine). 

5.  

5.1 Essendo il ricorrente cittadino italiano, secondo il diritto internazionale, 

è applicabile l'Accordo sulla libera circolazione delle persone, del 21 giugno 

1999, fra la Confederazione svizzera, da una parte, e la Comunità europea 

ed i suoi Stati membri, dall'altra, entrato in vigore il 1° giugno 2002 (ALC, 

RS 0142.112.681) con il suo allegato II che regola il coordinamento dei 

sistemi di sicurezza sociale. In questo contesto, dal 1° aprile 2012 l'ALC si 

riferisce al regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei si-

stemi di sicurezza sociale, così come il regolamento (CE) n. 987/2009 del 

Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 che regola le 

modalità d'applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coor-

dinamento dei sistemi di sicurezza sociale (RS 0.831.109.268.1 e 

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0.831.109.268.11). Questi regolamenti sono dunque applicabili nella spe-

cie (cfr. sentenza del Tribunale federale 8C_445/2011 del 4 maggio 2012). 

Conformemente all'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto 

diversamente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono 

delle medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla le-

gislazione di ciascuno Stato membro come i cittadini di tale Stato. Il rego-

lamento (CE) n. 1408/71, al quale l'ALC rinviava per il periodo precedente 

il 31 marzo 2012, conteneva una disposizione simile al suo art. 3 cpv. 1. 

5.2 Il riconoscimento all'estero di una rendita d'invalidità secondo il rispet-

tivo sistema di sicurezza sociale non pregiudica la valutazione dell'invali-

dità secondo il diritto svizzero (sentenza del Tribunale federale del 4 feb-

braio 2003 I 435/02). Anche dall'entrata in vigore dell'ALC, il grado d'inva-

lidità di un assicurato va infatti determinato esclusivamente secondo il di-

ritto svizzero (art. 46 del regolamento [CE] n. 883/2004 in relazione con 

l'allegato VII dello stesso regolamento; rispettivamente, per il diritto in vi-

gore fino al 31 marzo 2012, art. 40 cpv. 4 in relazione con l'allegato V del 

regolamento 1408/71; cfr. anche DTF 130 V 253 consid. 2.4; sentenza del 

Tribunale federale I 376/05 del 5 agosto 2005 consid. 3.1). Deve essere 

comunque dato per acquisito che la documentazione medica ed ammini-

strativa prodotta dagli istituti di sicurezza sociale di un altro Stato membro 

deve essere presa in considerazione (art. 49 cpv. 2 del regolamento (CE) 

n. 987/2009). 

6.  

Oggetto del contendere è la soppressione, a partire dal 1° aprile 2013, della 

mezza rendita erogata a A._______ con effetto dal 1° marzo 1995. 

6.1 Secondo l'amministrazione tale procedere si giustifica in quanto l'assi-

curato svolge attività lavorativa a tempo pieno. Non solo egli sfrutta quindi 

la propria capacità lavorativa residua, stabilita nel 70% dal perito, bensì l'ha 

incrementata al 100% grazie allo svolgimento di un'attività leggera ade-

guata, motivo per cui il reddito non può essere ridotto del 30%. L'UAI ad-

duce, inoltre, che, malgrado la situazione valetudinaria sia stabile, la sop-

pressione è giustificata a titolo di riesame, avendo essa omesso di conver-

tire in franchi svizzeri il reddito realizzato dall'assicurato fin dal 1998. 

6.2 Dal canto suo il ricorrente sostiene da un lato che la situazione valetu-

dinaria e le conseguenze della stessa sulla capacità lavorativa sono rima-

ste pressoché invariate rispettivamente che egli svolge un'attività perfetta-

mente consona al suo stato di salute. Dall'altro ritiene che il calcolo del 

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grado dell'invalidità così come eseguito dall'amministrazione non è cor-

retto. In particolare il reddito da invalido va stabilito tenendo conto della 

capacità lavorativa fissata dal medico, pari al 70%, in quanto egli, nell'am-

bito dell'attività esercitata, non può più svolgere attività pesanti quali puli-

zia, manutenzione e giardinaggio. Già nel 1997, inoltre, la rendita è stata 

calcolata in base ai medesimi parametri. A suo dire poi va tenuto conto di 

una deduzione dal reddito da invalido più elevata, pari almeno al 15%, po-

tendo egli svolgere solo attività leggere, dovendo cambiare postura di fre-

quente, per limiti funzionali, e per l'età avanzata. Egli aggiunge anche che 

un cambiamento di giurisprudenza non è rilevante ai fini della revisione 

della rendita e che, quindi, nel caso concreto non può essere applicata, in 

seguito alla conversione del reddito da invalido percepito in Italia, la tabella 

A1, in quanto in precedenza si applicava la TA13. Del resto, aggiunge, in 

concreto andrebbe considerato il reddito realmente percepito. 

7.  

7.1 In base all'art. 8 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al guadagno 

totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata. L'art. 4 

LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infermità congenita, 

malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce che l'invalidità è 

considerata insorgere quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla sin-

gola prestazione. 

7.2 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il 

70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza 

rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è 

invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 2 LAI). In seguito all'entrata in vigore 

dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 29 cpv. 4 LAI, se-

condo il quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono 

versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in 

Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando l'assicurato è citta-

dino svizzero o dell'UE. Dopo l’entrata in vigore dei nuovi regolamenti (CE) 

n. 883/2004 e n. 987/2009, i cittadini svizzeri e dell’Unione europea che 

presentano un grado d'invalidità del 40% almeno, hanno diritto a un quarto 

di rendita in applicazione dell’art. 28 cpv. 1 LAI indipendentemente dal loro 

domicilio e residenza (art. 4 del regolamento [CE] n. 883/04. 

7.3 L'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita 

alle seguenti condizioni: a. la sua capacità di guadagno o la sua capacità 

di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o 

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migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigi-

bili; b. ha avuto un'incapacità di lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in 

media durante un anno senza notevole interruzione; c. al termine di questo 

anno è invalido almeno al 40%. 

7.4 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, 

derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un 

lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività 

abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere 

prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione 

o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al guadagno è definita all'art. 

7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di gua-

dagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, pro-

vocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura 

dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione 

ragionevolmente esigibili. Per valutare la presenza di un'incapacità al gua-

dagno sono considerate esclusivamente le conseguenze del danno alla 

salute; inoltre, sussiste un'incapacità al guadagno soltanto se essa non è 

obbiettivamente superabile. 

8.  

8.1 Giusta l'art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario di 

una rendita d'invalidità subisce una modifica, che incide in modo rilevante 

sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o ridotta propor-

zionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. La revisione avviene d'uf-

ficio quando, in previsione di una possibile modificazione importante del 

grado d'invalidità o di grande invalidità, è stato stabilito un termine nel mo-

mento dell'erogazione della rendita o dell'assegno per grandi invalidi, o al-

lorché si conoscono fatti o si ordinano provvedimenti che possono provo-

care una notevole modificazione del grado d'invalidità o della grande inva-

lidità (art. 87 cpv. 2 dell'ordinanza sull'assicurazione per l'invalidità del 17 

gennaio 1961 [OAI, RS 831.201]). Se, di contro, è stata fatta domanda di 

revisione, nella domanda si deve dimostrare che il grado d'invalidità è mo-

dificato in misura rilevante per il diritto a prestazioni (art. 87 cpv. 3 OAI). 

8.2 Per l'art. 31 LAI, nella versione in vigore dal 1° gennaio 2008, se un 

assicurato che ha diritto ad una rendita consegue un nuovo reddito lavora-

tivo o se il suo reddito lavorativo attuale aumenta, la sua rendita è riveduta 

conformemente all'articolo 17 cpv. 1 LPGA soltanto se il miglioramento del 

reddito supera fr. 1'500 l'anno. 

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Pagina 11 

Le franchigie sul reddito previste all'art. 31 LAI in relazione alla revisione di 

una rendita ("riduzione o soppressione della rendita") si applicano sola-

mente se i beneficiari percepiscono nel frattempo un reddito effettivo da 

invalido o un reddito maggiore, ma non nel caso in cui è preso in conside-

razione uno stipendio a carattere puramente ipotetico (DTF 136 V 216 con-

sid. 5). 

8.3 La giurisprudenza ha stabilito che le rendite d'invalidità sono soggette 

a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che 

ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è 

rimasto invariato, se le conseguenze sulla capacità di guadagno hanno su-

bito un cambiamento importante (DTF 113 V 275 consid. 1a). La semplice 

valutazione diversa di circostanze di fatto rimaste sostanzialmente inva-

riate non giustifica una revisione ai sensi dell'art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 

consid. 2b e 390 consid. 1b, RCC 1987 p. 36, SVR 2004 IV n. 5 consid. 

3.3.3). L'istituto della revisione non può infatti giustificare un riesame incon-

dizionato del diritto alla rendita (cfr. anche: RUDOLF RUEDI, Die Verfügung-

sanpassung als verfahrensrechtliche Grundfigur namentlich von Invaliden-

rentenrevisionen, in: Schaffhauser/Schlauri, Die Revision von Dauerlei-

stungen in der Sozialversicherung, San Gallo, 1999, p. 15).  

Per le rendite dell'assicurazione invalidità, infine, anche una modifica di 

poco conto dello stato di fatto determinante può dare luogo a una revisione 

se tale modifica determina un superamento (per eccesso o per difetto) di 

una soglia minima (DTF 133 V 545 consid. 6 con riferimenti a dottrina e 

giurisprudenza).  

8.4 L'istituto della revisione è stato concepito per tenere conto di modifiche 

riguardanti la situazione personale degli assicurati, quali lo stato di salute 

e fattori economici. Non ne fanno per contro parte i dati statistici essendo 

dei fattori esterni (DTF 133 V 545 consid. 7.1 pag. 548). Al riguardo il Tri-

bunale federale ha precisato - in una vertenza in cui lo stato di salute era 

rimasto invariato - che modifiche di poco conto nei dati statistici salariali 

non giustificavano una revisione, nemmeno se, a seguito di queste modifi-

che, il valore limite veniva superato per eccesso o per difetto (DTF 133 V 

545 consid. 7.3 pag. 549). 

Per le stesse considerazioni, la possibilità di procedere ad una revisione 

va ugualmente negata se la modifica dei soli valori statistici è di un certo 

rilievo. Se infatti risulta che il motivo effettivo per una revisione del diritto 

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C-1509/2013 

Pagina 12 

alla rendita risiede nella modifica dei valori statistici (tabellari), simile ope-

razione deve essere esclusa (sentenza 9C_696/2007 succitata pubblicata 

in RTiD 2010 II p. 197 consid. 5.3). 

8.5 Va ancora rilevato che nel diritto delle assicurazioni sociali, fatte salve 

le disposizioni transitorie e, se del caso, la presenza di diritti acquisiti, le 

decisioni inizialmente non erronee riguardanti prestazioni durevoli vanno di 

regola adattate alle modifiche di legge risultanti dall'intervento del legisla-

tore (DTF 121 V 157 consid. 4a pag. 161 seg.). Per contro, una nuova 

prassi amministrativa o giudiziaria non giustifica, di principio, la modifica di 

prestazioni durevoli fondate su una decisione cresciuta in giudicato (DTF 

129 V 200 consid. 1.2 pag. 202; 121 V 157 consid. 4a pag. 162; 120 V 128 

consid. 3b pag. 132 con riferimenti).  

Anche una modifica giurisprudenziale può comportare eccezionalmente la 

modifica (pro futuro) di una decisione cresciuta in giudicato se la nuova 

prassi riveste una portata tale che la sua inosservanza darebbe luogo a 

una violazione del principio dell'uguaglianza di trattamento, in particolare 

se la precedente prassi rimanesse valida solo per pochi assicurati (DTF 

135 V 201 consid. 7.2.2 pag. 214, 227 consid. 6.2.2, 129 V 200 consid. 1.2 

pag. 202; 121 V 157 consid. 4 pag. 162; 120 V 128 consid. 3c pag. 132, 

115 V 308 consid. 4a/dd pag. 314). Ciò si impone segnatamente se il man-

tenimento della decisione iniziale non è assolutamente più sostenibile alla 

luce della nuova giurisprudenza e se quest'ultima ha una tale portata ge-

nerale che la sua mancata applicazione in un singolo caso equivarrebbe a 

privilegiare (o discriminare) l'interessato in maniera scioccante, violando il 

principio della parità di trattamento (SVR 1995 IV n. 60 pag. 171 consid. 4a 

pag. 173, I 382/04; RTiD 2010 II p. 197 consid. 6). 

In proposito il Tribunale federale ha statuito che la nuova giurisprudenza 

secondo cui non sono più applicabili i valori salariali statistici regionali, non 

consente, alla luce dei principi suesposti, di adattare, a sfavore dell'interes-

sato, una decisione cresciuta in giudicato. In particolare, la nuova prassi 

giudiziaria non rende insostenibili le precedenti assegnazioni di rendite fon-

date sui dati statistici salariali regionali (sentenza 9C_696/2007 succitata 

pubblicata in RTiD 2010 II p. 197 consid. 6.1). 

9.  

9.1 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'assi-

curato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se la 

grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità si 

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C-1509/2013 

Pagina 13 

riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-

pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che 

il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-

siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che 

presumibilmente continuerà a durare. 

9.2 La riduzione o la soppressione della rendita è messa in atto al più pre-

sto il primo giorno del secondo mese che segue la notifica della decisione 

(art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI). 

10.  

10.1 Al fine di accertare se il grado di invalidità si è modificato in maniera 

tale da influire sul diritto alle prestazioni, si deve confrontare, da un lato, la 

situazione di fatto dell'ultima decisione cresciuta in giudicato che è stata 

oggetto di un esame materiale del diritto alla rendita dopo contestuale ac-

certamento pertinente dei fatti, apprezzamento delle prove e confronto dei 

redditi, e, dall'altro lato, la situazione di fatto vigente all'epoca del provve-

dimento litigioso (sentenza del TF I 759/06 del 5 settembre 2007; DTF 133 

V 108).  

10.2 In concreto il periodo di riferimento è pertanto quello intercorrente fra 

la decisione del 6 marzo 1997, tramite la quale è stata erogata una mezza 

rendita AI all'assicurato ed il 18 febbraio 2013, data della decisione impu-

gnata. Di contro non possono essere ritenute decisioni a titolo d'appoggio 

dell'esame comparativo le comunicazioni di conferma del diritto alla mezza 

rendita AI del 16 dicembre 1999, 15 maggio 2003, 28 luglio 2005, 19 no-

vembre 2008, in quanto la procedura è stata del tutto sommaria (doc. 27, 

37, 46, 52), l'Ufficio AI cantonale essendosi limitato a confermare le prece-

denti decisioni tramite semplice comunicazione. 

11.  

11.1 In concreto, ai fini del riconoscimento della mezza rendita AI, l'autorità 

amministrativa si era fondata su di una documentazione medica dalla quale 

traspariva che l'assicurato era portatore di una sindrome lombovertebrale 

cronica su degenerazioni toraco-lombari plurisegmentali, stato dopo di-

scectomia L4/L5, insufficienza vertebrale lombare con minima instabilità 

del segmento L4/L5, disbalance muscolare, stato dopo infortunio del 9 

marzo 1994 (cfr. doc. 14, rapporto della Clinica di B._______ del 7 febbraio 

1996, e documentazione sanitaria contenuta nell'incarto INSAI, si confronti 

consid. Ab). 

C-1509/2013 

Pagina 14 

Nell'attività precedentemente svolta di falegname l'assicurato era stato 

considerato abile al 50%, mentre in attività adeguate in misura dal 50 al 

75%. In base a questi dati, in particolare tenuto conto dell'abilità lavorativa 

massima del 75% in lavori più pesanti (oltre 15 kg) era stato calcolato il 

grado di invalidità del 55% (doc. 21-1). 

11.2 Al momento della revisione il dottor D._______ ha rilevato segnata-

mente (doc. 72) alcune diagnosi con ripercussione sulla capacità di lavoro, 

segnatamente sindrome lombo vertebrale cronico-recidivante su stato 

dopo discectomia L4-L5 a destra il 26 maggio 1994, stato dopo discectomia 

L5-S1 a destra e foraminotomia L5 a destra il 23 ottobre 2006, importanti 

alterazioni degenerative a livello di L1-L2, nonché L4-L5 ed L5-S1. Quali 

diagnosi senza influsso sulla capacità di lavoro sono state indicate obesità 

(BMI 32,5) e tabagismo moderato (consid. C.b). 

Il perito (doc. 72) ha quindi concluso che l'interessato presentava un'inca-

pacità di lavoro come falegname (e nello svolgimento di lavori medio pe-

santi) del 70% almeno, soprattutto in ragione degli sforzi e delle posizioni 

inergonomiche che tale attività implica. "Sotto l'aspetto puramente medico-

teorico egli è da considerare ancora abile al 70% allo svolgimento di una 

qualsiasi attività professionale fisicamente medio-leggera, come quella da 

lui attualmente svolta, che non richieda sforzi particolari per la colonna ver-

tebrale (sollevamento ripetuto di pesi superiori a 15 kg,movimenti ripetuti 

di flessione ed estensione del tronco, lavori prolungati in posizioni inergo-

nomiche), che gli permetta inoltre di cambiare frequentemente posizione 

almeno ogni dieci-quindici minuti e che possa essere svolta principalmente 

in posizione seduta" (doc. 72-9). Egli ha definito ideale l'attività attualmente 

svolta dall'assicurato (doc. 72-8). 

Anche l'Ufficio AI, tramite il suo SMR, ha ripreso e condiviso il parere del 

perito (doc. 73). 

12.  

A proposito di un'eventuale modifica della situazione di salute e della ca-

pacità lavorativa dell'assicurato il dottor D._______, malgrado abbia atte-

stato espressamente un passeggero peggioramento intervenuto nel 2006 

a causa dell' operazione per ernia discale L5-S1 a destra e importanti alte-

razioni degenerative a livello L1-L2 non presenti in precedenza (doc. 72-

7), ha dichiarato di non aver riscontrato alcun elemento che possa indicare 

né un significativo miglioramento né tantomeno peggioramento delle con-

dizioni di salute, che ha considerato stabili, anche perché le patologie non 

C-1509/2013 

Pagina 15 

limitano l'interessato in alcun modo nello svolgimento della sua attuale at-

tività – descritta come leggera e ideale - del tutto adeguata al suo stato di 

salute (doc. 72 pag. 7 e 8). 

13.  

13.1 Alla luce degli accertamenti medici suesposti, ben motivati, conclusivi, 

in particolare sul tema del contendere, e meglio sull'eventuale modifica 

della situazione di fatto rilevante, emerge quindi che la situazione valetudi-

naria dell'assicurato, malgrado il peggioramento passeggero intervenuto 

nel 2006, è rimasta praticamente invariata dall'assegnazione della rendita. 

Tale fatto non è del resto contestato né dall' assicurato (doc. TAF 1 p. 4) né 

dall'UAI cantonale (doc. TAF 4 p. 3 consid. 5), che, in corso di causa, 

chiede il riesame della rendita, non più la sua revisione. 

13.2 Le ripercussioni dello stato di salute sulla capacità lavorativa hanno 

per contro subito una lieve modifica, nella misura in cui il dottor D._______ 

ha stabilito una capacità lavorativa in attività leggere adeguate pari al 70%, 

mentre in precedenza essa era pari al 62.5% in media. Tale fatto è tuttavia 

irrilevante in quanto dalla decisione di concessione della rendita emerge 

che allora il reddito da invalido era stato in realtà calcolato in base alla 

capacità lavorativa massima possibile indicata dai medici nel 75% svolta 

oltretutto non in attività leggere (come indicato dai medici), ma in lavori più 

pesanti, contrariamente a quanto indicato nel progetto di decisione (doc. 

21 e 22, consid. A.b e A.c). Da un punto di vista medico-teorico la situa-

zione non si è quindi modificata in misura rilevante neppure per quanto 

riguarda la capacità lavorativa residua.  

13.3 Concretamente tuttavia l'assicurato è stato in grado di reperire un'at-

tività lavorativa integralmente adeguata al suo stato di salute e di eserci-

tarla in modo stabile, non solo nella misura ritenuta ammissibile dai medici 

(70%), ma a tempo pieno. Correttamente quindi l'amministrazione ha pro-

ceduto a verificare se tale modifica influiva pure sul grado di invalidità ai 

sensi dell'art. 17 cpv. 1 LPGA (DTF 133 V 545 consid. 6.1 - 6.3 pag. 546 

segg.). 

14.  

In considerazione delle censure sollevate dal ricorrente in relazione alla 

fissazione del reddito da invalido, va pertanto esaminato se il nuovo calcolo 

dell'invalidità è conforme al diritto federale.  

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C-1509/2013 

Pagina 16 

14.1 L'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro 

che l'assicurato conseguirebbe dopo la manifestazione dell'invalidità e 

dopo l'esecuzione d'eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio 

di un'attività lucrativa, ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali 

del mercato del lavoro, e il reddito che potrebbe conseguire se non fosse 

diventato invalido (art. 16 LPGA). 

14.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere giu-

ridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base all'art. 

16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a cpv. 1 LAI 

in vigore dal 1° gennaio 2008), per valutare il grado d'invalidità, il reddito 

che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 

esigibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedi-

menti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una situazione 

equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli 

avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da valido). 

In altri termini l'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce soltanto la 

perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica do-

vuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente incapacità 

lavorativa (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, Prati-

que VSI 2000 p. 84). Solo in assenza di documentazione economica, la 

documentazione medica costituisce un importante elemento di giudizio per 

determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicu-

rato, ma non spetta al medico graduare l'invalidità dell'assicurato (DTF 114 

V 314). 

14.3 L'analisi comparativa dei redditi deve essere svolta tenendo conto 

dello stesso mercato del lavoro: una soluzione diversa non è ammissibile 

poiché falserebbe in modo inaccettabile la situazione da porre a confronto, 

viste, segnatamente, l'enorme disparità che potrebbe esistere in materia di 

retribuzione, fra due mercati del lavoro diversi (DTF 110 V 273 consid. 4b, 

sentenze del TF 9C_94/2009 del 29 aprile 2009 consid. 4 e 9C_ 311/2009 

del 2 dicembre 2009 consid. 3.3; sentenza del TAF C-920/2013 del 23 ot-

tobre 2013). 

 

15.  

15.1  

C-1509/2013 

Pagina 17 

15.1.1 Per stabilire il grado di invalidità dell'assicurato l'amministrazione 

non ha considerato il reddito da invalido effettivamente percepito in Italia 

nell'attività ideale svolta al 100% raffrontandolo con un reddito da valido 

quale falegname, vigente in quella nazione, bensì ha fatto capo al mercato 

del lavoro svizzero, tramite l'applicazione dei dati statistici (in particolare la 

tabella RSS elaborata dall'Ufficio federale di statistica TA1 relativa al 2010, 

attività semplici e ripetitive, qualifica 4, doc. TAF 1, allegato A), tenuto conto 

di una capacità lavorativa al 100%.  Essa ha in particolare tenuto conto del 

reddito relativo ad un'attività esercitata a tempo pieno, deducendo un im-

porto dell'8%, alfine di tener conto delle circostanze del caso concreto. 

15.1.2 Tale agire non è tuttavia corretto. In effetti l'attività svolta dal ricor-

rente, come già indicato nei considerandi precedenti, configura da un lato 

un'attività leggera e soprattutto ideale per l'assicurato, in quanto tien conto 

di tutte le limitazioni di cui soffre, mentre la citata tabella comprende dispa-

rate attività, anche medio-leggere, che solo in parte risultano adeguate allo 

stato di salute dell'assicurato. Del resto lo stesso perito ha indicato che, da 

un punto di vista medico-teorico, per attività medio-leggere adeguate, la 

capacità lavorativa residua è soltanto del 70%. In tali circostanze non è 

verosimile che la capacità dell'assicurato di svolgere le attività considerate 

dall'UAI sia pari al 100%. 

In concreto quindi il reddito da invalido non può essere tutelato ed il ricorso 

su questo tema va accolto. All'UAI si prospettano due possibilità: da un lato 

far capo al mercato del lavoro italiano oppure dall'altro, in applicazione del 

mercato del lavoro svizzero, stabilire, sottoponendo il quesito ad un me-

dico, in quale misura l'assicurato è in grado di esercitare le attività previste 

alla tabella in esame. 

15.2 Come censurato dal ricorrente, anche la deduzione dell'8% (3% per 

attività leggere e 5% per non precisati svantaggi salariali derivanti da con-

tingenze particolari) non è tutelabile. 

15.2.1 Se e in quale misura, nel singolo caso, i salari fondati su dati stati-

stici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali 

e professionali concrete (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, 

anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupa-

zione), criteri, questi, che l'amministrazione è tenuta a valutare global-

mente. Il Tribunale federale ha precisato al riguardo che una deduzione 

globale massima del 25% del salario statistico permette di tenere conto 

delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. A se-

conda della loro incidenza, può essere che la persona assicurata, anche in 

C-1509/2013 

Pagina 18 

un mercato del lavoro equilibrato, non sia in grado di realizzare un salario 

medio sfruttando la capacità lavorativa residua (DTF 126 V 75consid. 5b/aa 

in fine pag. 80). La deduzione non è automatica, ma deve essere valutata 

di caso in caso e complessivamente, non separatamente, in maniera sche-

matica, sommando i singoli fattori di deduzione, tenendo conto di tutte le 

circostanze del singolo caso (DTF 126 V 75 consid. 5b/aa in fine pag. 80). 

Va da sé che i fattori estranei all'invalidità di cui è già stato tenuto conto 

con il parallelismo dei redditi non possono essere presi in considerazione 

una seconda volta nell'ambito della deduzione per circostanze personali e 

professionali (DTF 135 V 297; 134 V 322). 

È in ogni modo compito dell'amministrazione e, nell'eventualità di ricorso, 

del giudice di merito, motivare l'entità della deduzione, fermo restando che 

quest'ultimo non può scostarsi dalla valutazione dell'amministrazione 

senza fondati motivi (DTF 126 V 75 consid. 5b/dd e 6 pag. 80 seg.; cfr. pure 

DTF 129 V 472 che conferma questi principi). 

Nella sua prassi il Tribunale federale applica abitualmente dei multipli di 5 

quando non si limita semplicemente ad avallare - a causa dell'ininfluenza 

del calcolo per l'esito della valutazione - il giudizio dell'istanza precedente. 

L'applicazione di tassi più frazionati si rivela invece problematica poiché 

siffatte riduzioni sarebbero difficilmente concretizzabili e quindi anche diffi-

cilmente verificabili in sede giudiziaria (cfr. ULRICH MEYER, Bundesgesetz 

über die Invalidenversicherung [IVG], in: Murer/Stauffer [ed.], Rechtspre-

chung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, 2a ed. 2010, 

pag. 314). Per il Tribunale federale questo argomento rappresenta già va-

lido motivo per scostarsi dalla valutazione dell'amministrazione (sentenza 

del TF 9C_179/2013 del 26 agosto 2013). 

15.2.2 Già solo per il fatto che l'amministrazione non ha scelto un multiplo 

di 5 è pertanto lecito in concreto scostarsi dal valore considerato. Inoltre la 

motivazione di parte delle deduzioni, oltre a essere del tutto vaga e quindi 

insufficiente ai sensi del diritto di essere sentito (art. 29 Cost.), non emerge 

dalla decisione, bensì unicamente da un foglio allegato al progetto di deci-

sione (doc. 74 e 75). Tenuto conto delle numerose limitazioni di cui soffre 

l'assicurato, la deduzione apportata dall'amministrazione appare poi parti-

colarmente severa, mentre l'importo, pari al 15%, proposto dal ricorrente, 

60 anni nel 2013, data della soppressione della rendita, appare giustificato. 

Egli può infatti svolgere solo attività di tipo leggero (le attività a cui fa riferi-

mento il dato statistico si riferiscono anche ad attività più pesanti, sentenza 

del TF 9C_179/2013 del 26 agosto 2013 consid. 5.7), non può eseguire 

movimenti ripetuti di flessione ed estensione del tronco, lavori prolungati in 

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posizioni inergonomiche, deve cambiare di frequente posizione - ogni dieci 

quindi minuti - deve lavorare prevalentemente in posizione seduta (doc. 

72-9).  

Su questo tema il ricorso è pertanto fondato, mentre la decisione impu-

gnata non può essere confermata. 

15.3 Va ancora aggiunto che in occasione della revisione l'UAI ha verosi-

milmente applicato una tabella differente da quella utilizzata nella prima 

decisione. L'Ufficio AI sembra infatti aver tenuto conto del cambiamento di 

giurisprudenza che non permette più di applicare le tabelle regionali (ta-

belle RSS, TA13, doc. TAF 1, allegato A p. 2), ma impone l'applicazione di 

quelle nazionali (TA 1). Seppure non emerge chiaramente dall'incarto – non 

è stato infatti indicato nella decisione di assegnazione della rendita quali 

dati sono stati utilizzati nel 1997, ma unicamente l'anno di riferimento 

(1994) - i dati statistici applicati per stabilire il grado di invalidità nel 1997 si 

riferivano molto verosimilmente alla tabella regionale, applicata regolar-

mente in quegli anni dal Canton Ticino (anche doc. TAF 1, allegato A; si 

confronti sul tema consid. 8.5). 

Tale circostanza appare avvallata dall'evoluzione dei redditi di confronto. Il 

reddito da valido al 100% è aumentato di soli fr. 7'077 (fr. 55'419 nel 1994 

e 62'496 nel 2010), mentre l'incremento del reddito da invalido (valore al 

100%) è pari al doppio, segnatamente a fr. 14'793 (da fr. 34'400 a fr. 49'193 

nel 2010). Se così fosse la soppressione della mezza rendita AI potrebbe 

essere riconducibile per la maggior parte ad un fattore esterno di per sé 

irrilevante e solo minimamente ad un miglioramento effettivo della capacità 

lavorativa. Tale modo di procedere, tuttavia, non è conforme alla giurispru-

denza del Tribunale federale (RTiD 2010 II p. 197 consid. 3.2-7), il quale 

ha statuito che se il motivo effettivo per una revisione del diritto alla rendita 

risiede nella modifica dei valori statistici (tabellari), simile operazione 

dev'essere esclusa (consid. 5.3). In occasione della fissazione del grado di 

invalidità, l'Ufficio AI dovrà tener conto di detta giurisprudenza ed eventual-

mente tener conto per entrambi i redditi da porre a confronto le tabelle na-

zionali. 

15.4 Infine il calcolo del grado di invalidità si basa sui dati in vigore nel 

2010, mentre la soppressione della rendita interverrebbe a far tempo dal 

1° aprile 2013 (si confronti in proposito DTF 129 V 122, sentenza del TF 

8C_290/2007 dell'8 luglio 2008 consid. 3). Anche per questi motivi il grado 

di invalidità dev'essere ricalcolato tenuto conto dei dati economici relativi al 

2013. 

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Pagina 20 

15.5 In conclusione il ricorso va pertanto accolto, la decisione impugnata 

annullata e l'incarto rinviato all'amministrazione affinché stabilisca il grado 

di invalidità e l'eventuale diritto alla rendita di A._______ dopo il 1°aprile 

2013 in base ai criteri indicati nei considerandi. 

16.  

16.1 Non si prelevano spese processuali (art. 63 cpv. 2 PA e art. 37 LTAF). 

L'anticipo di fr. 400 versato il 3 settembre 2013 viene restituito al ricorrente.  

16.2  In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in tutto 

o in parte, può assegnare al ricorrente un'indennità per spese indispensa-

bili e relativamente elevate che ha sopportato. 

Nel caso in esame, viste la memoria di ricorso e di replica, si giustifica ri-

conoscere alla parte ricorrente un'indennità per spese ripetibili di fr. 1'000, 

da porre a carico dell'UAIE. 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è accolto nel senso che la decisione impugnata del 18 febbraio 

2013 è annullata e gli atti di causa sono rinviati all'UAIE affinché proceda 

conformemente ai considerandi e si pronunci nuovamente sul diritto alla 

rendita di invalidità di A._______ dal 1° aprile 2013. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. L'anticipo per le spese processuali 

corrisposto il 3 settembre 2013 di fr. 400 è restituito al ricorrente. 

3.  

L'UAIE rifonderà al ricorrente fr 1'000 a titolo di spese ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– rappresentante ricorrente (Atto giudiziario)  

– autorità inferiore (n. di rif. ; Raccomandata) 

– Ufficio federale della assicurazioni sociali, Berna (Raccomandata) 

 

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La presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Michela Bürki Moreni Dario Croci Torti 

 

 
Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione nella misura in cui sono 

rispettate le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 della 

legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110). Gli atti 

scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di 

prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della 

parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

 

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