# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7505f069-df9b-57f2-94f8-1fe36d12970d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-05-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 30.05.1997 52.1997.68
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1997-68_1997-05-30.html

## Full Text

Incarto n.

  52.97.00068

   

  	
  Lugano

  30 maggio 1997

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretaria:

  	
  Monica
  Campana Liebi, vicecancelliere

  

 

 

statuendo
sul ricorso  1° aprile 1997 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patrocinato
  da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 12 marzo 1997 (no 1193) del Consiglio di Stato che respinge
  l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la risoluzione 16 gennaio
  1997 con cui la Sezione della circolazione del Dipartimento delle istituzioni
  gli ha revocato la licenza di condurre;

  

 

 

viste la risposta 10 aprile 1997 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 18 luglio 1996, alle ore
12.08, il ricorrente __________ ha circolato in territorio di __________ alla
guida della vettura targata __________. Inoltratosi in un'intersezione
omettendo di arrestarsi ad una segnalazione semaforica indicante luce rossa, ha
così colliso con un veicolo prioritario.

 

 

                                  B.   In seguito a questi
avvenimenti, con decisione 9 ottobre 1996, no 118­­__, il Tribunale di polizia
di __________ città ha inflitto a __________ una multa di fr. 300.--, oltre ad
una tassa di giudizio di fr. 150.-- e alle spese di fr. 240.--.

Tale decisione, rimasta incontestata, è pertanto cresciuta in
giudicato.

 

 

                                  C.   Preso atto dei fatti sopra
descritti ed esaminata la decisione resa dalle competenti autorità di
__________, il Dipartimento delle istituzioni, Sezione della circolazione, con
decisione 16 gennaio 1997, ha risolto di revocare al __________ la licenza di
condurre per un periodo di un mese, in considerazione della gravità dell'infrazione
commessa e dei precedenti a carico dell'interessato, già oggetto di un provvedimento
amministrativo nel 1992.

 

 

                                  D.   Con ricorso 27 gennaio 1997,
__________ è insorto davanti al Consiglio di Stato chiedendo l'annullamento
della decisione impugnata.

A sostegno dell'impugnativa ha essenzialmente contestato l'accertamento
dei fatti, asserendo di essersi immesso nell'intersezione allorquando la
segnalazione semaforica indicava luce verde.

 

 

                                  E.   Con giudizio 12 marzo 1997,
il Consiglio di Stato ha respinto il gravame considerando corretto, adeguato e
proporzionato alle circostanze del caso il periodo di revoca pronunciato dalla
Sezione della circolazione.

Il Governo ha inoltre osservato di non aver motivo alcuno per
scostarsi dalle constatazioni di fatto contenute nel giudizio penale cresciuto
in giudicato.

 

 

                                  F.   Contro il predetto giudizio
governativo __________ insorge ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo chiedendo in via preliminare che al ricorso venga concesso
l'effetto sospensivo e in via principale che la risoluzione impugnata venga
annullata.

A sostegno dell'impugnativa adduce in sostanza che il
Consiglio di Stato ha sposato l'accertamento dei fatti del giudizio penale
senza minimamente prendere in considerazione le sue argomentazioni.

Osserva quindi di non aver interposto ricorso contro la
decisione penale non avendone ben compreso la portata.

Le ulteriori argomentazioni addotte dal ricorrente verranno
riprese, per quanto necessario, nel seguito.

 

 

                                  G.   All'accoglimento del ricorso
si oppone il Consiglio di Stato che si riconferma nelle argomentazioni poste a
fondamento della decisione impugnata.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo discende dall'art. 12a cpv. 1 LALCS.

La legittimazione attiva dell'insorgente, direttamente
toccato dal provvedimento impugnato, è pacifica (art. 43 PAmm).

Di conseguenza, il ricorso, tempestivo è ricevibile in ordine
e può essere deciso sulla base degli atti (art. 18 PAmm).

 

 

                                   2.   Il ricorrente chiede che al
ricorso venga accordato effetto sospensivo. 

La richiesta è superflua; il ricorso a questo Tribunale ha in
effetti già per legge un tale effetto (art. 47 PAmm).

 

 

                                   3.   L'insorgente rimprovera al
Consiglio di Stato di essersi attenuto all'accertamento dei fatti del giudizio
penale senza tenere in considerazione la sua versione.

 

3.1. A questo proposito occorre rilevare che il Tribunale
federale ha recentemente avuto modo di precisare che ove esista a carico
dell'interessato un procedimento penale, l'autorità amministrativa è tenuta, in
linea di principio, a soprassedere alla propria decisione sino a che sia
intervenuta una decisione penale passata in giudicato, nella misura in cui
l'accertamento dei fatti o la qualifica giuridica del comportamento litigioso
sia rilevante nel quadro del procedimento amministrativo (DTF 119 Ib 158 consid.
2). L'alta Corte federale ha altresì sottolineato in DTF 121 II 217 e seg.,
consid. 3a) che l'autorità amministrativa competente ad ordinare la revoca della
licenza di condurre non può di principio scostarsi dagli accertamenti di fatto
contenuti in una decisione penale cresciuta in giudicato. In particolare
l'autorità amministrativa deve attenersi ai fatti accertati nel giudizio penale
anche nel caso in cui quest'ultimo sia stato emanato nell'ambito di una
procedura sommaria e segnatamente ove la decisione penale si basi
essenzialmente su rilevamenti operati mediante strumentazione tecnica e su di
un rapporto allestito dalla Polizia. Ciò è il caso in particolare laddove
l'interessato sapeva, o, vista la gravità dell'infrazione rimproveratagli, doveva
prevedere (come nel caso in oggetto) che nei suoi confronti si sarebbe fatto
luogo anche ad un procedimento concernente la revoca della licenza di condurre
e ciononostante ha omesso di far valere nell'ambito del procedimento penale i diritti
garantiti alla difesa o vi ha rinunciato. In simili circostanze quest'ultimo
non può più attendere il procedimento amministrativo per presentare eventuali
mezzi di prova, dato che era tenuto, secondo il principio della buona fede, a
proporli già in sede penale, nonché ad esaurire, se del caso, i rimedi di
diritto disponibili contro il giudizio emanato in tale procedura.

 

3.2. Ora, nel caso in esame il ricorrente ha di fatto
accettato il giudizio penale reso dalle autorità di __________, non avendo
contro di esso inoltrato alcun ricorso. Così facendo, egli ne ha quindi
implicitamente riconosciuto come esatto il contenuto, motivo per il quale non è
più legittimato a rimettere in discussione i fatti.

Invano contesta quindi la propria colpevolezza.

 

 

                                   4.   La licenza di condurre può
essere revocata al conducente che, violando le norme della circolazione, ha
compromesso la sicurezza del traffico o disturbato terzi. Nei casi di lieve
entità, può essere pronunciato un ammonimento (art. 16 cpv. 2 LCS).

La licenza di condurre va invece obbligatoriamente revocata
se il conducente ha gravemente compromesso la sicurezza della circolazione
(art. 16 cpv. 3 LCS).

La revoca della licenza a titolo d'ammonimento ha per scopo
quello di sanzionare il conducente resosi colpevole di un'infrazione alle
regole della circolazione e di impedire casi di recidiva (art. 30 cpv. 2 OAC).

L'autorità tenuta ad ordinare la revoca della licenza di
condurre deve fissare la durata di tale provvedimento, tenendo conto delle
circostanze del caso. In particolare essa deve tenere conto della colpa, della
reputazione dell'interessato in quanto conducente di veicoli a motore e della
sua necessità professionale  a fare uso del veicolo (33 cpv. 2 OAC).

La durata del provvedimento deve essere di almeno un mese
oppure di almeno sei mesi, nel caso in cui la revoca è pronunciata a causa di
un'infrazione commessa entro due anni dalla scadenza dell'ultima revoca (art.
17 cpv. 1 lett. a) e c) LCS).

In caso di concorso di infrazioni vige il principio dedotto
dall'art. 68 CP, secondo il quale la revoca è pronunciata in funzione dell'infrazione
più grave, la quale può essere aumentata in misura adeguata (DTF 122 II 180 e
segg. consid. 5b; 120 Ib 54; 116 Ib 151).

 

 

                                   5.   5.1 L'applicazione del
disposto di legge che prevede la revoca obbligatoria (art. 16 cpv. 3 LCS) é
subordinata a tre condizioni: che il conducente abbia infranto una norma della
circolazione, che abbia gravemente compromesso la sicurezza della circolazione
e da ultimo che abbia commesso una colpa grave, intenzionale o per negligenza.
L'infrazione ad una norma della circolazione é realizzata sia quando il
conducente infrange disposizioni della LCS, sia quando non ottempera a regole
volte ad assicurare la sicurezza del traffico previste in ordinanze di applicazione
alla LCS. Per compromettere gravemente la sicurezza della circolazione non é
necessario che un conducente metta concretamente in pericolo gli altri utenti
della strada; é sufficiente un pericolo astratto (cfr. Bussy-Rusconi,
Commentaire annoté du Code suisse de la circulation routière, ed. 1996, ad art.
16 LCS, no 5.2.2).

Il quesito a sapere se in una ben precisa fattispecie il
comportamento del conducente di un veicolo abbia dato luogo ad una situazione
di accresciuto pericolo astratto o meno, non dipende dal genere di norme della
circolazione violate, bensì dalle circostanze di fatto che caratterizzano il
singolo caso concreto. Vi è da ammettere l'esistenza di un rischio astratto
accresciuto allorquando sussiste la possibilità imminente di una messa in pericolo
concreta o di un infortunio (DTF 118 IV 285 e segg.).

 

5.2 Nel caso concreto, è a ragione che il Consiglio di Stato
ha ritenuto che l'insorgente, immessosi in un'intersezione senza arrestarsi ad
un impianto semaforico indicante luce rossa, abbia compromesso gravemente la
sicurezza della circolazione realizzando la fattispecie di cui all'art. 16 cpv.
3 lett. a LCS. 

L'omissione di arrestarsi ad una segnalazione semaforica indicante
luce rossa comporta in effetti un'alta probabilità di incidente e costituisce
pertanto un comportamento gravemente lesivo della sicurezza della circolazione
stradale, per cui s'impone la revoca della licenza di condurre (R.
Schaffhauser, Grundriss des schweizerischen Strassenverkehrsrecht, vol. III ,
pag. 202 e giurisprudenza ivi citata).

Omettendo di fermarsi all'impianto semaforico indicante
fermata, il ricorrente ha di fatto creato una situazione di pericolo concreto
soprattutto per i conducenti prioritari sopraggiungenti che, in virtù del
principio dell'affidamento, potevano confidare sul fatto che egli si sarebbe
immesso nell'intersezione solo nel momento in cui il segnale luminoso
commutava su luce verde.

Ben si giustifica dunque che a __________ sia revocata la
licenza di condurre per la durata di un mese (art. 17 cpv. 1 lett. a LCS).

 

Per tutti i motivi sopraesposti, il ricorso va respinto.

 

 

                                   6.   La tassa di giustizia e le
spese sono poste a carico del ricorrente (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 3, 18, 28, 43, 47 PAmm; 16 cpv. 2 e cpv. 3 lett. a, 17 cpv. 1 lett. a
LCS,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia e le
spese di fr. 800.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

 

                                   3.   Gli atti sono rinviati alla
Sezione della circolazione affinché fissi un nuovo periodo di revoca.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             La
segretaria