# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d543fa42-51a2-5902-9bc9-25c325ab27c0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-10-20
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 20.10.2005 16.2005.36
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2005-36_2005-10-20.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2005.36

  	
  Lugano

  20 ottobre
  2005/bd

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 23
marzo 2005 presentato da

 

 

	
   

  	
   RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

 

la sentenza 4 marzo 2005 del Giudice di pace supplente
del circolo di Pregassona nella causa civile inappellabile (inc. n. 56/2004/O)
promossa con istanza 9 settembre 2004 da

 

 

	
   

  	
  CO 1 a 

  rappr. da RA 1  

   

  

 

 

con la
quale l'istante ha chiesto il pagamento di fr. 1'736.65 oltre accessori, come
pure il rigetto in via definitiva dell'opposizione interposta dalla convenuta
al PE n. __________dell'UE di Lugano, domande accolte dal giudice,

 

 

letti ed esaminati
gli atti

 

 

 

 

considerato

 

in fatto e in
diritto: 

 

                                1.      Con
istanza 9 settembre 2004 la società CO 1ha convenuto __________davanti alla Giudicatura
di Pace del circolo di Pregassona per ottenere il pagamento di fr. 1'566.65 rivendicati
a saldo delle fatture emesse il 30 novembre e 31 dicembre 2003, oltre a
un'indennità di fr. 100.- basata sull'art. 41 CO, alle spese esecutive e agli
interessi di mora, per la fornitura di bevande alla pizzeria snack bar __________
a __________. La convenuta si è opposta alla pretesa avversaria contestando la
sua legittimazione passiva, la merce fatturata dall'istante non essendo destinata
a lei ma alla società __________, sua datrice di lavoro e proprietaria dell'esercizio
pubblico da essa gestito, che ha pagato le precedenti fatture dell'istante.

 

                                2.      Con
sentenza 4 marzo 2005 il Giudice di pace supplente, accertata la legittimazione
passiva della convenuta nella sua qualità di gerente dell'esercizio pubblico
rifornito dall'istante e socia della società proprietaria dell'esercizio
pubblico al quale la merce era destinata, ha accolto le pretese dell'istante,
rimaste incontestate nel loro ammontare.

 

                                3.      Con
il presente tempestivo gravame __________è insorta contro il predetto giudizio
postulandone l'annullamento. La ricorrente rimprovera al primo giudice di aver
arbitrariamente valutato le risultanze istruttorie, ammettendo la sua
legittimazione passiva nonostante egli abbia accertato che la merce fornita
dall'istante fosse destinata alla __________, unica debitrice delle prestazioni
dell'istante.

 

                                          Con
osservazioni 20 maggio 2005 la controparte ha postulato la reiezione del ricorso.

 

                                4.      Giusta
l’art. 327 lett. g CPC, disposto sul quale è implicitamente basato il ricorso,
una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è
stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in
caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove. Per
costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria
quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso
o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e
dell’equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere
definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o
riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella
circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile;
è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come
insostenibile, in contraddizione palese con la situazione reale, non sorretta
da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (DTF 129 I 8 consid. 2.1; 128
I 273 consid. 2.1; 127 I 60 consid. 5a).

 

                                5.
     La legittimazione passiva, ossia la posizione
della parte convenuta per rapporto al diritto fatto valere in causa nei suoi confronti,
costituisce un presupposto di merito che determina la proponibilità materiale
dell'azione contro una determinata persona. Il giudice verifica tale
presupposto d'ufficio in ogni stadio di causa (DTF 126 II 63 consid. 1, 123 III
62 consid. 3a, 118 Ia 130 consid. 1) e in caso di sua mancanza l'azione non è
respinta in ordine ma necessita di un giudizio di merito emanato in base ai
fatti allegati dalle parti e accertati dal giudice (Cocchi/Trezzini, CPC–TI, m. 1 e 2 ad art. 97; Guldener,
Schweizerisches Zivilprozessrecht, 3a edizione, pag. 139; Ottaviani,
Le parti nel processo civile ticinese, 1989, pag. 17 e 18; Häflinger, Die Parteifähigkeit im Zivilprozess,
1987, pag. 5, 32 e segg.). In tema di azioni contrattuali, ossia di pretese
derivanti dall'esistenza di un determinato contratto, la legittimazione passiva
è data qualora la parte convenuta sia parte del contratto in base al quale la
controparte procede (Cocchi/Trezzini,
CPC–TI App., op. cit., m. 23 ad art. 181,).

 

                                   6.   In
concreto, si tratta pertanto di stabilire se tra l'istante e la convenuta sia
insorto, direttamente o indirettamente, un eventuale rapporto contrattuale. A
sostegno della sua pretesa l'istante ha prodotto le fatture 30 novembre e 31 dicembre
2003 e i relativi bollettini di consegna della merce fatturata (doc. A e B), tutti
intestati a __________ Signora RI 1. Ora, se l'intestazione di fatture
non basta ancora per indicare la titolarità del rapporto contrattuale, la convenuta,
alla quale incombeva l'onere della prova, non ha addotto nessun elemento dal
quale poter dedurre che ella agiva in qualità di rappresentante della ditta __________,
a suo dire debitrice delle prestazioni dell'istante, tantomeno essa ha reagito
al ricevimento delle due diffide di pagamento a lei personalmente indirizzate,
l'una con invio raccomandato 16 marzo 2004 (doc. C), l'altra il 6 aprile 2004. Non
avendo la convenuta fornito nessun indizio dal quale poter dedurre che la controparte
era a conoscenza dell'esistenza di questa società – poco importa al proposito a
chi fossero destinati i prodotti o chi avesse pagato precedenti fatture – la
sentenza dedotta in cassazione, con la quale il primo giudice ha respinto
l’eccezione di carenza di legittimazione passiva, ancorché per altri motivi, non
può essere considerata arbitraria. In merito alle diverse argomentazioni addotte
dal primo giudice a sostegno della sua decisione, va rilevato che la censura
d'arbitrio può concernere esclusivamente la decisione impugnata nel suo risultato
e non i motivi che ne stanno alla base (DTF 129 I 173 consid. 3.1; Cocchi/Trezzini, CPC-TI, op. cit., m.
14 ad art. 327), risultato che come detto non può essere censurato. 

 

                                   7.   Alla
luce di quanto sopra esposto il ricorso, che non ha evidenziato nessun titolo
di cassazione, in particolare non quello dell'arbitraria valutazione delle
risultanze istruttorie ad opera del primo giudice, deve essere respinto.

 

                                         Tasse,
spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre non si
giustifica di assegnare ripetibili alla parte istante le cui osservazioni non
possono essere considerate siccome formulate da persona priva della
legittimazione alla rappresentanza processuale in questa sede ricorsuale,
riconosciuta, oltre alla parte medesima, solo agli avvocati e ad altre
categorie di persone enumerate in modo esaustivo all'art. 64a CPC, tra le quali
non rientra __________.

 

Per i quali motivi, 

richiamati gli art.
327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 cpv. 1 CPC e la tariffa 

giudiziaria

 

pronuncia:           1.      Il ricorso per cassazione 23 marzo 2005 di
__________ è respinto.

                                          

                                2.      Gli
oneri del presente giudizio consistenti in:

                                          a)  tassa
di giustizia     fr.  110.–

                                          b)  spese                       fr.     40.–

                                                                                 fr.  150.–

 

                                          già
anticipati dalla ricorrente, rimangono a suo carico. Non si assegnano
ripetibili.

 

3.Intimazione:

-    ; 

-   .

                                         Comunicazione
alla Giudicatura di pace del circolo di Pregassona.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale
d’appello

La presidente                                                        La
segretaria