# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 87fdf428-b74a-59b7-826b-a705ff79fe9d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-09-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 01.09.2006 72.2006.80
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2006-80_2006-09-01.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2006.80

  	
  Lugano,

  1 settembre 2006/nh

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della Corte delle assise
  correzionali

  
	
  di Mendrisio

  
	
   

  
	
  Presidente:

  	
  giudice Mauro Ermani

  
						

 

	
  Segretaria:

  	
  Orsetta Bernasconi, vicecancelliera

  

 

 

Sedente nell’aula penale di questo Palazzo di giustizia, senza intervento degli
assessori giurati, avendovi gli accusati, con l’annuenza dei difensori e del
procuratore pubblico, rinunciato,

 

	
  per giudicare

  	
  1.   AC 1

  e residente a 

   

  2.   AC 2

  e residente a 

   

  3.   AC 3

  e residente a 

   

  
	
   

  	
  detenuti dal 16 marzo 2006;

  

 

 

prevenuti colpevoli di:

 

                                  A.   AC
1, AC 2 e AC 3, in correità 

 

                                   1.   rapina

per avere, a Chiasso, 

il 16 marzo 2006, verso le ore 12.40,

presso la stazione di servizio PC 2 di Via __________,

nell’intento di commettere un furto, usato violenza contro la
commessa __________, sia minacciandola di un pericolo imminente alla vita o
all’integrità corporale, sia rendendola incapace di opporre resistenza,
sottraendole, alfine di appropriarsene, la somma di fr. 740.-,

 

                                         e meglio per avere:

 

                                         dopo essersi incontrati a
Como alle ore 11.00 circa, 

così come concordato il giorno precedente, dopo le verifiche
effettuate il 14 ed il 15 marzo 2006, deciso di entrare in Svizzera attraverso
il valico doganale di Ponte-Faloppia, dal quale AC 1 transitò a bordo
dell’autovettura marca Nissan Micra, targata (I) __________, mentre AC 2 e AC 3,
a piedi attraverso il confine verde;

in seguito, a bordo dell’autovettura condotta da AC 1, raggiunsero
Chiasso, fermandosi in prossimità della stazione di servizio PC 2 e dopo aver
verificato che vi fosse solo una commessa, AC 3 e AC 2 scesero dall’autovettura
e si avviarono verso il chiosco:

 

                                         -  il primo entrò nel locale, con
in testa un cappellino di colore nero e nelle tasche del giubbotto una
bomboletta spray antiaggressione ed un rotolo di nastro adesivo,

                                         -  mentre il secondo rimase
all’esterno, con in testa un cappellino di colore rosso e con dei guanti in
lattice di colore blu sulle mani;

 

all’interno, AC 3 chiese di poter acquistare un pacchetto di
sigarette, mettendo sul bancone un sacchettino di plastica contenente degli
spiccioli;

                                         mentre
la commessa depositava i soldi nella cassa registratrice, improvvisamente, AC 3
si portava dietro il bancone, avvicinandosi a lei, spintonandola con un braccio
contro il muro, spruzzandole nel contempo il contenuto della bomboletta spray
sul viso ed intimandole di consegnargli i soldi e di stare tranquilla che non
le avrebbe fatto nulla;

sottrasse quindi le banconote contenute nel cassetto della cassa
registratrice, per un importo complessivo di fr. 740.- ed abbandonò il locale,
raggiungendo con AC 2 l’autovettura di AC 1, che sostava in attesa con il
motore acceso nell’adiacente Via __________, allontanandosi quindi in direzione
del summenzionato valico doganale, in prossimità del quale vennero arrestati;

 

                                  B.
  AC 1 e AC 2, in correità

                                   

                                   2.   ripetuto furto,
consumato e tentato

                                         per avere,

                                         a Chiasso, Stabio,
Mendrisio e Novazzano,

                                         nel periodo 22/23 febbraio
– 10/11 marzo 2006,

                                         in correità tra loro, per
procacciarsi un indebito profitto ed al fine di appropriarsene, ripetutamente
sottratto, rispettivamente tentato di sottrarre, cose mobili altrui, per un
valore complessivo denunciato di almeno fr. 49'261.09, 

 

e meglio per avere, nelle sotto elencate occasioni e circostanze:

 

                                2.1      a Chiasso - Seseglio, la notte del 22/23 febbraio 2006, 

previo scasso di una porta del __________,
sottratto, ai danni del PL 5, denaro contante, un televisore marca Sony mod. __________
e un paio di scarpe marca Nike, per un valore complessivo di fr. 4’280.-
(refurtiva non recuperata);

                                2.2      a Chiasso - Seseglio, la notte
del 22/23 febbraio 2006, 

previo scasso di una porta del __________, sottratto, ai danni
dell’PL 7 denaro contante e tre telecomandi, per un valore complessivo di fr.
1’270.- (refurtiva non recuperata);

                                2.3   a
Chiasso - Seseglio, la notte del 22/23 febbraio 2006, 

previo scasso di una porta del __________ e del distributore
automatico di sigarette, sottratto, ai danni di PL 4 denaro contante e 110
pacchetti di sigarette, per un valore complessivo di fr. 948.- (refurtiva non
recuperata);

                                2.4   a Chiasso - Seseglio, la notte
del 22/23 febbraio 2006, 

previo scasso di una porta del __________, della gettoniera e
della serratura del gioco elettronico __________ sottratto, ai danni di PL 3,
denaro contante per un importo imprecisato;

                                2.5   a Stabio, la notte del 23/24
febbraio 2006, 

previo scasso di una porta secondaria, sottratto, ai danni della
ditta __________ un monitor marca HP2025, un monitor marca Philips, un PC marca
Compaq Evo 510CMT, un apparecchio fotografico marca Kodak DC 240, un libretto
con francobolli, denaro contante e una chiave, per un valore complessivo di fr.
4’801.- (refurtiva non recuperata);

                                2.6
  a Stabio, la notte
del 23/24 febbraio 2006, 

previo scasso di due porte, sottratto, ai danni della ditta PC 10,
denaro contante, una cassetta di sicurezza, un apparecchio fotografico marca Fuji
Fx40, un monitor marca Acer, un PC multimarca e un natel marca Nokia 1100, per
un valore complessivo di fr. 8'510.80 (refurtiva non recuperata);

                                2.7   a Stabio, la notte del 23/24 febbraio 2006, previo
scasso di una porta secondaria, sottratto, ai danni della ditta __________
generi alimentari per un valore complessivo di circa fr. 20.- (refurtiva non
recuperata);

                                2.8   a Stabio,
nel periodo 25-27 febbraio 2006, previo scasso di sette porte, sottratto, ai danni
della ditta PC 6 denaro contante, un oscilloscopio marca Tektronmix TDS 1002,
un apparecchio fotografico marca Acer, un misuratore pressorico marca Orion e
una serie di cacciaviti di precisione, per un valore complessivo di fr.
3'141.19 (refurtiva recuperata limitatamente all’oscilloscopio);

                                2.9   a Stabio,
la notte del 26/27 febbraio 2006, previo taglio della recinzione metallica e
tentativo di scasso di una porta, tentato di sottrarre cose mobili altrui, ai
danni della ditta PC 11;

                              2.10   a Stabio, la notte del 26/27
febbraio 2006, previo tentativo di scasso di due finestre e di una porta,
tentato di sottrarre cose mobili altrui, ai danni del PL 8;

                              2.11   a Mendrisio, nel periodo 1.
– 5 marzo 2006, previo tentativo di scasso della serratura della porta
d’entrata, tentato di sottrarre cose mobili altrui, ai danni del PL 5

                              2.12   a Stabio, la notte del 6/7
marzo 2006, previo scasso di due porte, sottratto, ai danni della ditta PL 6 un
telefono cordless marca Siemens del valore di fr. 120.- (refurtiva non
recuperata);

                              2.13   a Stabio, la notte del 6/7
marzo 2006, previo scasso di tre porte, tentato di sottrarre cose mobili
altrui, ai danni della ditta __________

                              2.14   a Novazzano, la notte del
10/11 marzo 2006, previo scasso di una porta secondaria, sottratto, ai danni
del PC 4, denaro contante e due chiavi, per un valore complessivo di fr.
1’029.- (refurtiva non recuperata);

                              2.15   a Novazzano, la notte del
10/11 marzo 2006, previo scasso di una finestra, sottratto, ai danni della
ditta PC 8, due motoseghe marca Komatsu, due apparecchi per l’affilatura di
catene marca Oregon, una chiave dinamica marca Hazet, una serie di cacciaviti
marca PB, una serie di chiavi a cricchetto marca Hazet, una serie di punte da
trapano marca HSS, una serie di lime, una serie di chiavi a cricchetto marca Focom
ed un trapano a batteria marca Bosch, per un valore complessivo di fr. 5'454.-
(refurtiva non recuperata e totalmente contestata dagli accusati);

                              2.16   a Novazzano, la notte del
10/11 marzo 2006, previo scasso di tre porte, sottratto, ai danni della ditta PC
3, un PC marca Hawlett Packard, un apparecchio fotografico digitale marca HP Photosmart
C 635, un programma per PC marca MAP e denaro contante, per un valore
complessivo di fr. 10'496.50 (refurtiva non recuperata e parzialmente
contestata dagli accusati);

                              2.17   a Novazzano, la notte del
10/11 marzo 2006, previo scasso di una porta secondaria, sottratto, ai danni
della ditta PC 7, denaro contante, un apparecchio fotografico digitale marca Konica-Minolta
Dimage Z6, una scheda di memoria marca Sandisk, un carica batterie marca Varta,
quattro HR6 Energ Accu, un Port Replicator Basic Hewlett-Packard, due PC Hewlett-Packard
Compaq, un monitor marca Philips, un CD Twixtel, la chiave della cassaforte e
una cassetta per contante, per un valore complessivo di fr. 9'190.60 (refurtiva
non recuperata e parzialmente contestata dagli accusati);

 

                                   3.   ripetuto
danneggiamento 

                                         per avere, in occasione
dei summenzionati furti e tentati furti, intenzionalmente deteriorato,
distrutto o reso inservibile cose altrui, per un valore complessivo di almeno fr.
44'642.46 e meglio;

 

                                3.1   a Chiasso - Seseglio, la
notte del 22/23 febbraio 2006, 

due gettoniere/tariffari automatici per il
noleggio dei campi da tennis, ai danni del PC 12 (danno quantificato dalla
parte civile in fr. 3'415.20);

                                3.2   a Chiasso - Seseglio, la
notte del 22/23 febbraio 2006, 

il cassetto della cassa registratrice e
deteriorato generi alimentari, ai danni PL 7 (danno quantificato dalla parte
civile in fr. 724.50);

                                3.3   a Chiasso - Seseglio, la
notte del 22/23 febbraio 2006,

il distributore automatico di sigarette, ai danni
di PL 4 (danno quantificato dalla parte lesa in fr. 1'500.-);

                                3.4   a Chiasso - Seseglio, la
notte del 22/23 febbraio 2006, 

la gettoniera e la serratura del gioco
elettronico Photoplay, 

ai danni diPALE3 (danno quantificato dalla parte
lesa in 

fr. 480.-);

                                3.5   a Chiasso - Seseglio, la
notte del 22/23 febbraio 2006, una porta del __________, ai danni del PL 1
(danno quantificato dalla parte lesa in fr. 486.90);

                                3.6   a Stabio, la notte del
23/24 febbraio 2006, una porta secondaria, ai danni della ditta PC 5 (danno
quantificato dalla parte civile in fr. 50.-);

                                3.7   a Stabio, la notte del 23/24 febbraio 2006, due
porte, ai danni della ditta PC 10 (danno quantificato dalla parte civile in
almeno fr. 3’910.-);

                                3.8   a Stabio, la notte del 23/24 febbraio 2006, una
porta secondaria, ai danni della ditta PC 11 (danno quantificato dalla parte
civile in circa fr. 1'425.-);

                                3.9   a Stabio, nel periodo 25-27 febbraio 2006, sette
porte, la cassaforte e alcuni mobili d’ufficio, ai danni della ditta PC 6
(danno quantificato dalla parte civile in fr. 21'596.80);

                              3.10   a Stabio, la notte del 26/27 febbraio 2006, la
recinzione metallica e una porta, ai danni della ditta PC 11 (danno non
quantificato dalla parte civile);

                              3.11   a Stabio, la notte del 26/27 febbraio 2006, due
finestre ed una porta, ai danni del PL 8 (danno quantificato dalla parte civile
in circa fr. 1'000.-);

                              3.12   a Mendrisio, nel periodo 1. – 5 marzo 2006, la
serratura della porta d’entrata, ai danni del PL 5 (danno quantificato dalla
parte lesa in fr. 299.15);

                              3.13   a Stabio, la notte del 6/7 marzo 2006, due porte,
ai danni della ditta PL 6 (danno quantificato dalla parte civile in circa fr.
1'000.-);

                              3.14   a Stabio, la notte del 6/7 marzo 2006, tre porte,
ai danni della ditta PC 9 (danno quantificato dalla parte civile in circa fr.
400.-);

                              3.15   a Novazzano, la notte del 10/11 marzo 2006, una
porta, ai danni del PC 4 (danno quantificato dalla parte civile in fr. 860.80);

                              3.16   a Novazzano, la notte del 10/11 marzo 2006, due
finestre e una porta, ai danni della ditta PC 8 (danno quantificato dalla parte
civile in circa fr. 2'690.-);

                              3.17   a Novazzano, la notte del 10/11 marzo 2006, tre
porte, ai danni della ditta PC 3 (danno quantificato dalla parte civile in fr.
1'474.10);

                              3.18   a Novazzano, la notte del 10/11 marzo 2006, una
porta, la rete informatica e la cassaforte, ai danni della ditta PC 7 (danno
quantificato dalla parte civile in circa fr. 3'100.-);

  

                                   4.   ripetuta violazione di
domicilio 

per essersi indebitamente introdotti, 

contro la volontà degli aventi diritto, nei summenzionati esercizi
pubblici, installazioni sportive, uffici, magazzini, ecc., 

il tutto come descritto nei summenzionati furti, 

ad eccezione di quelli indicati ai punti no. 2.3, 2.4, 2.10, 2.11 

e 2.15, per i quali non è stata sporta querela penale;

                                   5.
  ripetuto furto d'uso 

 

                                5.1   per
avere, a Stabio, la mattina del 27 febbraio 2006, 

in correità tra loro, dopo aver perpetrato il furto di cui al
punto 2.8 del presente atto di accusa, sottratto a scopo d’uso l’autovettura
marca VW Caddy targata TI __________, di proprietà della ditta PC 11,
spostandola sul piazzale della ditta in prossimità della recinzione metallica,
con l’intenzione di utilizzarla per trasportare la refurtiva e in particolare
la cassaforte sottratta presso la ditta PC 6 (autovettura abbandonata sul posto
e restituita alla parte civile);

                               5.2    per avere, a
Stabio, la notte del 2/3 marzo 2006, 

in correità tra loro, sottratto a scopo d’uso l’autovettura marca Opel
Astra targata (I) __________, di proprietà di PC 13, utilizzandola per
raggiungere Mendrisio, dove perpetrarono il furto di cui al punto 2.11 del
presente atto di accusa, abbandonandola poi a Stabio, in zona St. Margherita,
prima di rientrare in Italia (autovettura restituita alla parte lesa);

 

 

                                  C.   AC 1, singolarmente

 

                                   6.   furto

per avere,

a Stabio, la notte del 21/22 febbraio 2006,

per procacciarsi un indebito profitto ed al fine di appropriarsene,
previo taglio della recinzione esterna e scasso di una finestra, sottratto, ai
danni della ditta PC 1, un computer marca Dell con schermo, un apparecchio
fotografico digitale marca EX-Z40, un natel marca Nokia e denaro contante, per
un valore complessivo di circa fr. 4’250.- (refurtiva non recuperata e
parzialmente contestata dall’accusato); 

 

                                   7.   danneggiamento 

per avere, 

a Stabio, la notte del 21/22 febbraio 2006,

in occasione del summenzionato furto, 

intenzionalmente danneggiato la recinzione esterna, una finestra
ed il sistema informatico, ai danni della ditta PC 1 (danno quantificato dalla
parte civile in fr. fr. 45'180.70);

 

                                   8.   violazione di domicilio 

per essersi indebitamente introdotto, 

a Stabio, la notte del 21/22 febbraio 2006, 

negli uffici della ditta PC 1 

contro la volontà degli aventi diritto;

 

                                   9.   ripetuta infrazione
alla Legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri

 

                                9.1   per essere entrato
illegalmente in Svizzera, 

in almeno sette occasioni, 

nel periodo 21/22 febbraio – 10/11 marzo 2006, 

nella zona di Stabio, Novazzano ed in altre imprecisate località,
sia da solo che con AC 2, a piedi, attraverso valichi non autorizzati, per
commettere i reati di cui ai punti 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8 del presente atto di
accusa;

 

                                9.2   per avere, nel periodo 14 –
16 marzo 2006, 

a Ronago (I), Novazzano ed in altre imprecisate località, 

facilitato l’entrare illegale in Svizzera e, successivamente
l’uscita illegale dalla Svizzera, di AC 3, in almeno tre occasioni e di AC 2,
in almeno un’occasione, accompagnandoli con l’autovettura marca Nissan Micra,
targata (I) __________, in prossimità del valico doganale di Ponte-Faloppia,
zona nella quale transitarono a piedi attraverso il bosco, per poi raggiungere
Chiasso e commettere la rapina di cui al punto 1 del presente atto di accusa;

 

 

                                  D.   AC 2, singolarmente

 

                                10.   ripetuta infrazione alla Legge federale
concernente la dimora e il domicilio degli stranieri

 

                              10.1   per essere entrato
illegalmente in Svizzera, 

in almeno sei occasioni, 

nel periodo 22/23 febbraio – 10/11 marzo 2006, 

nella zona di Stabio, Novazzano ed in altre imprecisate località,
con AC 1, a piedi, attraverso valichi non autorizzati, per commettere i reati
di cui ai punti 2, 3, 4 e 5 del presente atto di accusa;

                              10.2   per essere entrato
illegalmente in Svizzera, il 16 marzo 2006, nella zona di Novazzano, con AC 3 a
piedi, attraverso un valico non autorizzato, per poi raggiungere Chiasso e
commettere la rapina di cui al punto 1 del presente atto di accusa;

 

 

 

                                  E.   AC 3 singolarmente

 

                                11.   ripetuta infrazione alla
Legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri

 

                              11.1   per essere entrato illegalmente in Svizzera, 

in almeno quattro o cinque occasioni, nel corso dell’anno 2005,
nella zona di Stabio ed in altre imprecisate località, a piedi, attraverso
valichi non autorizzati, per raggiungere in particolare Mendrisio e Lugano;

                              11.2   per essere entrato illegalmente in Svizzera,
il 16 marzo 2006, nella zona di Novazzano, con AC 2 a piedi, attraverso un
valico non autorizzato, per poi raggiungere Chiasso e commettere la rapina di
cui al punto 1 del presente atto di accusa;

 

fatti avvenuti nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reati previsti dagli art. 139 cifra 1, 140 cifra 1, 144
cpv. 1, 186 CP, 94 cifra 1 cpv. 1 LCS, 23 cpv. 1 LDDS;

 

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 80/2006 del 27 giugno 2006, emanato dal Procuratore
pubblico.

 

 

	
  Presenti

  	
  §  Il PP 1.

  §  L'accusato AC 1
  assistito dal difensore d'ufficio 

      DUF 2

  §  L'accusato AC 2
  assistito dal difensore d'ufficio 

      DUF 3

  AC 3 assistito dal difensore d'ufficio 

      DUF 1

   

  

Espleti i pubblici dibattimenti dalle ore 9:30 alle ore 16:50.

 

È pervenuta alla Corte:

                                     -   lettera
30.8.2006 della ditta PC 10 di Stabio con 

cui richiede il risarcimento in solido da parte
degli accusati di 

fr. 12'420.60.

 

Sentiti                        §   Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale
confermato integralmente l'atto di accusa conclude
chiedendo:

-
 per AC 3 la condanna a 18 mesi di detenzione da
espiare; 

-
 per AC 1 la condanna a 22 mesi di detenzione da espiare; nel caso in cui fosse
inflitta una pena sospesa condizionalmente, chiede che sia fissato un periodo
di prova di 4 anni;

-
 per AC 2 la condanna a 22 mesi di detenzione da espiare; nel caso in cui fosse
inflitta una pena sospesa condizionalmente, chiede che sia fissato un periodo
di prova di 3 anni.

Per tutti gli accusati chiede inoltre
l'espulsione dalla Svizzera per 5 anni. Chiede infine la confisca di tutto
quanto in sequestro ed elencato nell'atto di accusa.

 

                                    §   DUF 1 difensore di AC 3, il quale non contesta i fatti e le
imputazioni dell'atto di accusa e, in applicazione delle attenuanti della
scemata responsabilità (abuso di cocaina e derivati della canapa) e del sincero
pentimento (subitanea e pronta confessione e restituzione del maltolto), chiede
una sensibile riduzione della pena proposta dal PP, da porsi al beneficio della
sospensione condizionale. Chiede inoltre il dissequestro del telefono cellulare
Panasonic.

 

                                    §   DUF 3, difensore di AC 2, il quale, poste in risalto la vita, la
figura e la personalità del suo assistito e rilevato il ruolo minore avuto dal
medesimo nella vicenda e la collaborazione fattiva prestata in inchiesta,
contesta che il suo assistito sia l'autore dei furti di cui ai punti 2.13 e 2.6
dell'atto di accusa e del furto d'uso di cui al punto 5.1 e contesta, a parte
la sottrazione di un cacciavite, la refurtiva indicata al punto 2.15 dell'atto
di accusa. 

Conclude dunque chiedendo che la pena detentiva
proposta dal PP sia ridotta e posta al beneficio della sospensione
condizionale, con un periodo di prova di 2 anni. Chiede inoltre la riduzione della
pena accessoria dell'espulsione a 3 anni e il rinvio delle parti civili al foro
civile.

Non ha nulla da obiettare in merito alla
richiesta di confisca. Chiede, infine, che si rinunci all'incasso delle tasse e
spese giudiziarie.

 

                                    §   DUF 2 in difesa di AC 1, il quale non contesta nella sostanza
l'atto di accusa, salvo per quanto emerge dagli atti e, per il furto d'uso di
cui al punto 5.1 dell'atto di accusa, in virtù della sentenza BE 1965 ZBJV 1970
p. 158 (= JdT 1971 I 455 n. 78). Sostenuto, poi, che nella rapina il suo
assistito ha agito in qualità di complice e non di correo, conclude chiedendo
che la pena detentiva proposta dal PP sia ridotta a 18 mesi e sospesa
condizionalmente. Non si oppone all'espulsione dalla Svizzera né ai 4 anni di
periodo di prova per la sospensione condizionale. Neppure si oppone alle
confische.

 Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti,
i seguenti 

 

quesiti:                    A.   AC 1

 

                                   1.   E’ autore
colpevole di:

 

                               1.1.   rapina

                                         per avere, in correità con
AC2 e AC3, 

                                         a Chiasso, il 16 marzo
2006, verso le ore 12.40,

                                         presso la stazione di
servizio PC2di ____,

                                         nell’intento di commettere
un furto, usato violenza contro la commessa __________, sia minacciandola di un
pericolo imminente alla vita o all’integrità corporale, sia rendendola incapace
di opporre resistenza, sottraendole, alfine di appropriarsene, la somma di fr.
740.-;

 

                            1.1.1.   trattasi di
complicità;

 

                               1.2.   ripetuto
furto, consumato e tentato

                                         per avere, in correità con
AC 2 e una volta singolarmente, per procacciarsi un indebito profitto ed al
fine di appropriarsene, ripetutamente sottratto, rispettivamente tentato di
sottrarre, cose mobili altrui, per un valore complessivo denunciato di almeno fr.
49'261.09 risp. di fr. 4'250.-, 

e meglio per avere,

 

                            1.2.1.   a Chiasso - Seseglio, la notte
del 22/23 febbraio 2006, previo scasso di una porta del _______, sottratto, ai
danni del PC 12, denaro contante, un televisore marca Sony mod. KEP-M1/B1 e un
paio di scarpe marca Nike, per un valore complessivo di fr. 4’280.-;

                            1.2.2.   a Chiasso - Seseglio, la notte
del 22/23 febbraio 2006, previo scasso di una porta del _______, sottratto, ai
danni PL 7 denaro contante e tre telecomandi, per un valore complessivo di fr.
1’270.-;

                            1.2.3.   a Chiasso - Seseglio, la notte
del 22/23 febbraio 2006, previo scasso di una porta del _______ e del
distributore automatico di sigarette, sottratto, ai danni di PL 4, denaro
contante e 110 pacchetti di sigarette, per un valore complessivo di fr. 948.-;

                            1.2.4.   a Chiasso - Seseglio, la notte
del 22/23 febbraio 2006, previo scasso di una porta del _______, della
gettoniera e della serratura del gioco elettronico Photoplay, sottratto, ai
danni di PL 3 denaro contante per un importo imprecisato;

                            1.2.5.   a Stabio, la notte del 23/24
febbraio 2006, previo scasso di una porta secondaria, sottratto, ai danni della
ditta PC5, un monitor marca HP2025, un monitor marca Philips, un PC marca Compaq
Evo 510CMT, un apparecchio fotografico marca Kodak DC 240, un libretto con
francobolli, denaro contante e una chiave, per un valore complessivo di fr.
4’801.-;

                            1.2.6.   a Stabio, la notte del 23/24
febbraio 2006, previo scasso di due porte, sottratto, ai danni della ditta
MOMOIDRAULICA SAGL, denaro contante, una cassetta di sicurezza, un apparecchio
fotografico marca Fuji Fx40, un monitor marca Acer, un PC multimarca e un natel
marca Nokia 1100, per un valore complessivo di fr. 8'510.80;

                            1.2.7.   a Stabio, la notte del 23/24
febbraio 2006, previo scasso di una porta secondaria, sottratto, ai danni della
ditta PC11 generi alimentari per un valore complessivo di circa fr. 20.-;

                            1.2.8.   a Stabio, nel periodo 25-27
febbraio 2006, previo scasso di sette porte, sottratto, ai danni della ditta PC6,
denaro contante, un oscilloscopio marca Tektronmix TDS 1002, un apparecchio
fotografico marca Acer, un misuratore pressorico marca Orion e una serie di
cacciaviti di precisione, per un valore complessivo di fr. 3'141.19;

                            1.2.9.   a Stabio, la notte del 26/27
febbraio 2006, previo taglio della recinzione metallica e tentativo di scasso
di una porta, tentato di sottrarre cose mobili altrui, ai danni della ditta PC11;

                          1.2.10.   a Stabio, la notte del 26/27
febbraio 2006, previo tentativo di scasso di due finestre e di una porta,
tentato di sottrarre cose mobili altrui, ai danni del PALE8;

                          1.2.11.   a Mendrisio, nel periodo 1. – 5
marzo 2006, previo tentativo di scasso della serratura della porta d’entrata,
tentato di sottrarre cose mobili altrui, ai danni del PALE5;

                          1.2.12.   a Stabio, la notte del 6/7
marzo 2006, previo scasso di due porte, sottratto, ai danni della ditta PALE6,
un telefono cordless marca Siemens del valore di fr. 120.-;

                          1.2.13.   a Stabio, la notte del 6/7
marzo 2006, previo scasso di tre porte, tentato di sottrarre cose mobili
altrui, ai danni della ditta PC9;

                          1.2.14.   a Novazzano, la notte del 10/11
marzo 2006, previo scasso di una porta secondaria, sottratto, ai danni del PC4,
denaro contante e due chiavi, per un valore complessivo di fr. 1’029.-;

                          1.2.15.   a Novazzano, la notte del 10/11
marzo 2006, previo scasso di una finestra, sottratto, ai danni della ditta PC8,
due motoseghe marca Komatsu, due apparecchi per l’affilatura di catene marca
Oregon, una chiave dinamica marca Hazet, una serie di cacciaviti marca PB, una
serie di chiavi a cricchetto marca Hazet, una serie di punte da trapano marca
HSS, una serie di lime, una serie di chiavi a cricchetto marca Focom ed un
trapano a batteria marca Bosch, per un valore complessivo di fr. 5'454.-;

                       1.2.15.1.   trattasi di refurtiva inferiore;                                  

                          1.2.16.   a Novazzano, la notte del 10/11
marzo 2006, previo scasso di tre porte, sottratto, ai danni della ditta PC3, un
PC marca Hawlett Packard, un apparecchio fotografico digitale marca HP Photosmart
C 635, un programma per PC marca MAP e denaro contante, per un valore
complessivo di fr. 10'496.50;

                          1.2.17.   a Novazzano, la notte del 10/11
marzo 2006, previo scasso di una porta secondaria, sottratto, ai danni della
ditta ENGIMICS SA, denaro contante, un apparecchio fotografico digitale marca Konica-Minolta
Dimage Z6, una scheda di memoria marca Sandisk, un carica batterie marca Varta,
quattro HR6 Energ Accu, un Port Replicator Basic Hewlett-Packard, due PC Hewlett-Packard
Compaq, un monitor marca Philips, un CD Twixtel, la chiave della cassaforte e
una cassetta per contante, per un valore complessivo di fr. 9'190.60;

                          1.2.18.   a Stabio, la notte del 21/22
febbraio 2006, previo taglio della recinzione esterna e scasso di una finestra,
sottratto, ai danni della ditta PC1, un computer marca Dell con schermo, un
apparecchio fotografico digitale marca EX-Z40, un natel marca Nokia e denaro
contante, per un valore complessivo di circa fr. 4’250.-; 

                                      

                               1.3.   ripetuto danneggiamento 

                                         per avere, in correità con
AC2 e una volta singolarmente, in occasione dei summenzionati furti e tentati
furti, intenzionalmente deteriorato, distrutto o reso inservibile cose altrui,
per un valore complessivo di almeno fr. 44'642.46, risp. fr. 45'180.70 e
meglio;

 

                            1.3.1.   a Chiasso - Seseglio, la notte
del 22/23 febbraio 2006, due gettoniere/tariffari automatici per il noleggio
dei campi da tennis, ai danni del PC12 (danno quantificato dalla parte civile
in fr. 3'415.20);

                            1.3.2.   a Chiasso - Seseglio, la notte
del 22/23 febbraio 2006, il cassetto della cassa registratrice e deteriorato
generi alimentari, ai danni PALE7(danno quantificato dalla parte civile in fr.
724.50);

                            1.3.3.   a Chiasso - Seseglio, la notte
del 22/23 febbraio 2006, il distributore automatico di sigarette, ai danni di PALE4(danno
quantificato dalla parte lesa in fr. 1'500.-);

                            1.3.4.   a Chiasso - Seseglio, la notte
del 22/23 febbraio 2006, la gettoniera e la serratura del gioco elettronico Photoplay,
ai danni diPALE3 (danno quantificato dalla parte lesa in fr. 480.-);

                            1.3.5.   a Chiasso - Seseglio, la notte
del 22/23 febbraio 2006, una porta del _______, ai danni del PALE1 (danno
quantificato dalla parte lesa in fr. 486.90);

                            1.3.6.   a Stabio, la notte del 23/24
febbraio 2006, una porta secondaria, ai danni della ditta PC5 (danno
quantificato dalla parte civile in fr. 50.-);

                            1.3.7.   a Stabio, la notte del 23/24
febbraio 2006, due porte, ai danni della ditta PC10(danno quantificato dalla
parte civile in almeno fr. 3’910.-);

                            1.3.8.   a Stabio, la notte del 23/24
febbraio 2006, una porta secondaria, ai danni della ditta PC11(danno
quantificato dalla parte civile in circa fr. 1'425.-);

                            1.3.9.   a Stabio, nel periodo 25-27
febbraio 2006, sette porte, la cassaforte e alcuni mobili d’ufficio, ai danni
della ditta PC6 (danno quantificato dalla parte civile in fr. 21'596.80);

                          1.3.10.   a Stabio, la notte del 26/27
febbraio 2006, la recinzione metallica e una porta, ai danni della ditta PC11(danno
non quantificato dalla parte civile);

                          1.3.11.   a Stabio, la notte del 26/27
febbraio 2006, due finestre ed una porta, ai danni del PALE8 (danno
quantificato dalla parte civile in circa fr. 1'000.-);

                          1.3.12.   a Mendrisio, nel periodo 1. – 5
marzo 2006, la serratura della porta d’entrata, ai danni del PALE5(danno
quantificato dalla parte lesa in fr. 299.15);

                          1.3.13.   a Stabio, la notte del 6/7
marzo 2006, due porte, ai danni della ditta PALE6(danno quantificato dalla
parte civile in circa fr. 1'000.-);

                          1.3.14.   a Stabio, la notte del 6/7
marzo 2006, tre porte, ai danni della ditta PC9 (danno quantificato dalla parte
civile in circa fr. 400.-);

                          1.3.15.   a Novazzano, la notte del 10/11
marzo 2006, una porta, ai danni del PC4 (danno quantificato dalla parte civile
in fr. 860.80);

                          1.3.16.   a Novazzano, la notte del 10/11
marzo 2006, due finestre e una porta, ai danni della ditta PC8 (danno
quantificato dalla parte civile in circa fr. 2'690.-);

                          1.3.17.   a Novazzano, la notte del 10/11
marzo 2006, tre porte, ai danni della ditta PC3 (danno quantificato dalla parte
civile in fr. 1'474.10);

                          1.3.18.   a Novazzano, la notte del 10/11
marzo 2006, una porta, la rete informatica e la cassaforte, ai danni della
ditta PC7(danno quantificato dalla parte civile in circa fr. 3'100.-);

                          1.3.19.   a Stabio, la notte del 21/22
febbraio 2006, intenzionalmente danneggiato la recinzione esterna, una finestra
ed il sistema informatico, ai danni della ditta PC1(danno quantificato dalla
parte civile in fr. fr. 45'180.70);

 

                               1.4.   ripetuta violazione di
domicilio 

 

                            1.4.1.   in correità con AC2, per essersi
indebitamente introdotto, contro la volontà degli aventi diritto, nei
summenzionati esercizi pubblici, installazioni sportive, uffici, magazzini,
ecc., il tutto come descritto nei summenzionati furti, ad eccezione di quelli
indicati ai punti no. 2.3, 2.4, 2.10, 2.11 e 2.15 dell'atto di accusa;

                            1.4.2.   per essersi indebitamente
introdotto, a Stabio, la notte del 21/22 febbraio 2006, negli uffici della
ditta PC1, contro la volontà degli aventi diritto;

 

                               1.5.   ripetuto furto d'uso

                                         per avere, in correità con
AC2

 

                            1.5.1.   a Stabio, la mattina del 27
febbraio 2006, sottratto a scopo d’uso l’autovettura marca VW Caddy targata ____,
di proprietà della ditta PC11

                            1.5.2.   a Stabio, la notte del 2/3
marzo 2006, sottratto a scopo d’uso l’autovettura marca Opel Astra targata (I) ____,
di proprietà di PC13;

 

                               1.6.   ripetuta infrazione alla LF
concernente la dimora e il domicilio degli stranieri

 

                            1.6.1.   per essere
entrato illegalmente in Svizzera, in almeno sette occasioni, nel periodo 21/22
febbraio – 10/11 marzo 2006, nella zona di Stabio, Novazzano ed in altre
imprecisate località, sia da solo che con AC2, a piedi, attraverso valichi non
autorizzati;

                            1.6.2.   per avere, nel
periodo 14 – 16 marzo 2006, a Ronago (I), Novazzano ed in altre imprecisate
località, facilitato l’entrata illegale in Svizzera e, successivamente,
l’uscita illegale dalla Svizzera, di AC3, in almeno tre occasioni e di AC2, in
almeno un’occasione;

 

e meglio come descritto dall’atto di accusa?

 

                                   2.   Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena:

 

                               2.1.   privativa
della libertà?

                               2.2.   d’espulsione?

 

                                   3.   Deve
subire la confisca di:

 

                               3.1.   un
pezzo di cavo elettrico convertito in manganello;

                               3.2.   due scontrini d’acquisto
datati 14 e 15.03.2006 Piccadilly SA;

                               3.3.   un apparecchio fotografico
marca Fujifilm digital Finepix 2300 no. ____;

                               3.4.   un apparecchio fotografico
marca Scott ATX200F, con astuccio di colore blu ed una scheda di memoria?

 

                                   4.   Deve
essere condannato al pagamento di un’indennità alle parti civili:

 

                               4.1.   PC,
Lugano?

                               4.2.   PC 11?                          

                                      

                                      

                                  B.   AC2

 

                                   1.   E’ autore
colpevole di:

 

                               1.1.   rapina

                                         per avere, in correità con
AC1 e AC3, 

                                         a Chiasso, il 16 marzo
2006, verso le ore 12.40,

                                         presso la stazione di
servizio PC2di ____ ,

                                         nell’intento di commettere
un furto, usato violenza contro la commessa ____, sia minacciandola di un
pericolo imminente alla vita o all’integrità corporale, sia rendendola incapace
di opporre resistenza, sottraendole, alfine di appropriarsene, la somma di fr.
740.-;

 

                               1.2.   ripetuto
furto, consumato e tentato

                                         per avere, in correità con
AC1, per procacciarsi un indebito profitto ed al fine di appropriarsene,
ripetutamente sottratto, rispettivamente tentato di sottrarre, cose mobili
altrui, per un valore complessivo denunciato di almeno fr. 49'261.09, e meglio
per avere,

 

                            1.2.1.   a Chiasso - Seseglio, la notte
del 22/23 febbraio 2006, previo scasso di una porta del _______, sottratto, ai
danni del PC12, denaro contante, un televisore marca Sony mod. KEP-M1/B1 e un
paio di scarpe marca Nike, per un valore complessivo di fr. 4’280.-;

                            1.2.2.   a Chiasso - Seseglio, la notte
del 22/23 febbraio 2006, previo scasso di una porta del _______, sottratto, ai
danni dell’PALE7, denaro contante e tre telecomandi, per un valore complessivo
di fr. 1’270.-;

                            1.2.3.   a Chiasso - Seseglio, la notte
del 22/23 febbraio 2006, previo scasso di una porta del _______ e del
distributore automatico di sigarette, sottratto, ai danni di PALE1, denaro
contante e 110 pacchetti di sigarette, per un valore complessivo di fr. 948.-;

                            1.2.4.   a Chiasso - Seseglio, la notte
del 22/23 febbraio 2006, previo scasso di una porta del _______, della
gettoniera e della serratura del gioco elettronico Photoplay, sottratto, ai
danni di PALE3, denaro contante per un importo imprecisato;

                            1.2.5.   a Stabio, la notte del 23/24
febbraio 2006, previo scasso di una porta secondaria, sottratto, ai danni della
ditta PC5, un monitor marca HP2025, un monitor marca Philips, un PC marca Compaq
Evo 510CMT, un apparecchio fotografico marca Kodak DC 240, un libretto con
francobolli, denaro contante e una chiave, per un valore complessivo di fr.
4’801.-;

                            1.2.6.   a Stabio, la notte del 23/24
febbraio 2006, previo scasso di due porte, sottratto, ai danni della ditta PC10,
denaro contante, una cassetta di sicurezza, un apparecchio fotografico marca Fuji
Fx40, un monitor marca Acer, un PC multimarca e un natel marca Nokia 1100, per
un valore complessivo di fr. 8'510.80;

                            1.2.7.   a Stabio, la notte del 23/24
febbraio 2006, previo scasso di una porta secondaria, sottratto, ai danni della
ditta PC11 generi alimentari per un valore complessivo di circa fr. 20.-;

                            1.2.8.   a Stabio, nel periodo 25-27
febbraio 2006, previo scasso di sette porte, sottratto, ai danni della ditta PC6,
denaro contante, un oscilloscopio marca Tektronmix TDS 1002, un apparecchio
fotografico marca Acer, un misuratore pressorico marca Orion e una serie di
cacciaviti di precisione, per un valore complessivo di fr. 3'141.19;

                            1.2.9.   a Stabio, la notte del 26/27
febbraio 2006, previo taglio della recinzione metallica e tentativo di scasso
di una porta, tentato di sottrarre cose mobili altrui, ai danni della ditta PC11;

                          1.2.10.   a Stabio, la notte del 26/27
febbraio 2006, previo tentativo di scasso di due finestre e di una porta,
tentato di sottrarre cose mobili altrui, ai danni del PALE8;

                          1.2.11.   a Mendrisio, nel periodo 1. – 5
marzo 2006, previo tentativo di scasso della serratura della porta d’entrata,
tentato di sottrarre cose mobili altrui, ai danni del PALE5;

                          1.2.12.   a Stabio, la notte del 6/7
marzo 2006, previo scasso di due porte, sottratto, ai danni della ditta PALE6,
un telefono cordless marca Siemens del valore di fr. 120.-;

                          1.2.13.   a Stabio, la notte del 6/7
marzo 2006, previo scasso di tre porte, tentato di sottrarre cose mobili
altrui, ai danni della ditta PC9;

                          1.2.14.   a Novazzano, la notte del 10/11
marzo 2006, previo scasso di una porta secondaria, sottratto, ai danni del PC4,
denaro contante e due chiavi, per un valore complessivo di fr. 1’029.-;

                          1.2.15.   a Novazzano, la notte del 10/11
marzo 2006, previo scasso di una finestra, sottratto, ai danni della ditta PC8,
due motoseghe marca Komatsu, due apparecchi per l’affilatura di catene marca
Oregon, una chiave dinamica marca Hazet, una serie di cacciaviti marca PB, una
serie di chiavi a cricchetto marca Hazet, una serie di punte da trapano marca
HSS, una serie di lime, una serie di chiavi a cricchetto marca Focom ed un
trapano a batteria marca Bosch, per un valore complessivo di fr. 5'454.-;

                       1.2.15.1.   trattasi di refurtiva inferiore;                                  

                          1.2.16.   a Novazzano, la notte del 10/11
marzo 2006, previo scasso di tre porte, sottratto, ai danni della ditta PC3, un
PC marca Hawlett Packard, un apparecchio fotografico digitale marca HP Photosmart
C 635, un programma per PC marca MAP e denaro contante, per un valore
complessivo di fr. 10'496.50;

                          1.2.17.   a Novazzano, la notte del 10/11
marzo 2006, previo scasso di una porta secondaria, sottratto, ai danni della ditta
PC7, denaro contante, un apparecchio fotografico digitale marca Konica-Minolta Dimage
Z6, una scheda di memoria marca Sandisk, un carica batterie marca Varta,
quattro HR6 Energ Accu, un Port Replicator Basic Hewlett-Packard, due PC Hewlett-Packard
Compaq, un monitor marca Philips, un CD Twixtel, la chiave della cassaforte e
una cassetta per contante, per un valore complessivo di fr. 9'190.60;

                               1.3.   ripetuto danneggiamento 

                                         per avere, in correità con
AC1, in occasione dei summenzionati furti e tentati furti, intenzionalmente
deteriorato, distrutto o reso inservibile cose altrui, per un valore
complessivo di almeno fr. 44'642.46, e meglio:

 

                            1.3.1.   a Chiasso - Seseglio, la notte
del 22/23 febbraio 2006, due gettoniere/tariffari automatici per il noleggio
dei campi da tennis, ai danni del PC12 (danno quantificato dalla parte civile
in fr. 3'415.20);

                            1.3.2.   a Chiasso - Seseglio, la notte
del 22/23 febbraio 2006, il cassetto della cassa registratrice e deteriorato
generi alimentari, ai danni PALE7 (danno quantificato dalla parte civile in fr.
724.50);

                            1.3.3.   a Chiasso - Seseglio, la notte
del 22/23 febbraio 2006, il distributore automatico di sigarette, ai danni di PALE4
(danno quantificato dalla parte lesa in fr. 1'500.-);

                            1.3.4.   a Chiasso - Seseglio, la notte
del 22/23 febbraio 2006, la gettoniera e la serratura del gioco elettronico Photoplay,
ai danni diPALE3 (danno quantificato dalla parte lesa in fr. 480.-);

                            1.3.5.   a Chiasso - Seseglio, la notte
del 22/23 febbraio 2006, una porta del _______, ai danni del PALE1 (danno
quantificato dalla parte lesa in fr. 486.90);

                            1.3.6.   a Stabio, la notte del 23/24
febbraio 2006, una porta secondaria, ai danni della ditta PC5 (danno
quantificato dalla parte civile in fr. 50.-);

                            1.3.7.   a Stabio, la notte del 23/24
febbraio 2006, due porte, ai danni della ditta PC10 (danno quantificato dalla
parte civile in almeno fr. 3’910.-);

                            1.3.8.   a Stabio, la notte del 23/24
febbraio 2006, una porta secondaria, ai danni della ditta PC11 (danno
quantificato dalla parte civile in circa fr. 1'425.-);

                            1.3.9.   a Stabio, nel periodo 25-27
febbraio 2006, sette porte, la cassaforte e alcuni mobili d’ufficio, ai danni
della ditta PC6 (danno quantificato dalla parte civile in fr. 21'596.80);

                          1.3.10.   a Stabio, la notte del 26/27
febbraio 2006, la recinzione metallica e una porta, ai danni della ditta PC11 (danno
non quantificato dalla parte civile);

                          1.3.11.   a Stabio, la notte del 26/27
febbraio 2006, due finestre ed una porta, ai danni del PALE8 (danno
quantificato dalla parte civile in circa fr. 1'000.-);

                          1.3.12.   a Mendrisio, nel periodo 1. – 5
marzo 2006, la serratura della porta d’entrata, ai danni del PALE5 (danno
quantificato dalla parte lesa in fr. 299.15);

                          1.3.13.   a Stabio, la notte del 6/7
marzo 2006, due porte, ai danni della ditta PALE6(danno quantificato dalla
parte civile in circa fr. 1'000.-);

                          1.3.14.   a Stabio, la notte del 6/7
marzo 2006, tre porte, ai danni della ditta PC9 (danno quantificato dalla parte
civile in circa fr. 400.-);

                          1.3.15.   a Novazzano, la notte del 10/11
marzo 2006, una porta, ai danni del PC4 (danno quantificato dalla parte civile
in fr. 860.80);

                          1.3.16.   a Novazzano, la notte del 10/11
marzo 2006, due finestre e una porta, ai danni della ditta PC8 (danno
quantificato dalla parte civile in circa fr. 2'690.-);

                          1.3.17.   a Novazzano, la notte del 10/11
marzo 2006, tre porte, ai danni della ditta PC3 (danno quantificato dalla parte
civile in fr. 1'474.10);

                          1.3.18.   a Novazzano, la notte del 10/11
marzo 2006, una porta, la rete informatica e la cassaforte, ai danni della
ditta PC7 (danno quantificato dalla parte civile in circa fr. 3'100.-);

 

                               1.4.   ripetuta violazione di
domicilio 

                                         in correità con AC1, per
essersi indebitamente introdotto, contro la volontà degli aventi diritto, nei
summenzionati esercizi pubblici, installazioni sportive, uffici, magazzini,
ecc., il tutto come descritto nei summenzionati furti, ad eccezione di quelli
indicati ai punti no. 2.3, 2.4, 2.10, 2.11 e 2.15 dell'atto di accusa;

 

                               1.5.   ripetuto furto d'uso

                                         per avere, in correità con
AC1

 

                            1.5.1.   a Stabio, la mattina del 27
febbraio 2006, sottratto a scopo d’uso l’autovettura marca VW Caddy targata ____,
di proprietà della ditta PC11

                            1.5.2.   a Stabio, la notte del
2/3 marzo 2006, sottratto a scopo d’uso l’autovettura marca Opel Astra targata
(I) ____, di proprietà di PC13;

 

 

 

 

                               1.6.   ripetuta
infrazione alla LF concernente la dimora e il domicilio degli stranieri

 

                            1.6.1.   per essere
entrato illegalmente in Svizzera, in almeno sei occasioni, nel periodo 22/23
febbraio – 10/11 marzo 2006, nella zona di Stabio, Novazzano ed in altre
imprecisate località, con AC1, a piedi, attraverso valichi non autorizzati;

                            1.6.2.   per essere
entrato illegalmente in Svizzera, il 16 marzo 2006, nella zona di Novazzano,
con AC3, a piedi, attraverso un valico non autorizzato, per poi raggiungere
Chiasso;

                                         

                                   2.   Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena:

 

                               2.1.   privativa
della libertà?

                               2.2.   d’espulsione?

 

                                   3.   Deve
subire la confisca di:

 

                               3.1.   una
bomboletta spray antiaggressione marca Protection SLB Guardian;

                               3.2.   quattro
guanti monouso in lattice di colore blu?

 

                                   4.   Deve
essere condannato al pagamento di un’indennità alle parti civili:

 

                               4.1.   La Basilese Assicurazioni,
Lugano?

                               4.2.   Momoidraulica Sagl, Stabio?                              

                                         

 

                                  C.   AC3

 

                                   1.   E’ autore
colpevole di:

 

                               1.1.   rapina

                                         per avere, in correità con
AC1 e AC2, 

                                         a Chiasso, il 16 marzo
2006, verso le ore 12.40,

                                         presso la stazione di
servizio PC2di Via Comacini 6,

                                         nell’intento di commettere
un furto, usato violenza contro la commessa PALE2, sia minacciandola di un
pericolo imminente alla vita o all’integrità corporale, sia rendendola incapace
di opporre resistenza, sottraendole, alfine di appropriarsene, la somma di fr.
740.-;

 

                               1.2.   ripetuta
infrazione alla LF concernente la dimora e il domicilio degli stranieri

 

                            1.2.1.    per essere
entrato illegalmente in Svizzera, in almeno quattro o cinque occasioni, nel
corso dell’anno 2005, nella zona di Stabio ed in altre imprecisate località, a
piedi, attraverso valichi non autorizzati, per raggiungere in particolare
Mendrisio e Lugano;

                            1.2.2.   per essere
entrato illegalmente in Svizzera, il 16 marzo 2006, nella zona di Novazzano,
con AC2, a piedi, attraverso un valico non autorizzato, per poi raggiungere
Chiasso;

 

e meglio come descritto dall’atto di accusa?

 

                                   2.   E’ egli
recidivo?

 

                                   3.   Può
beneficiare dell’attenuante del sincero pentimento?

 

                                   4.   Ha egli
agito in stato di scemata responsabilità?

                                      

                                   5.   Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena:

 

                               5.1.   privativa
della libertà?

                               5.2.   d’espulsione?

 

                                   6.   Deve
subire la confisca di:

 

                               6.1.   un
paio di guanti in lana nera;

                               6.2.   un
rotolo di nastro adesivo di colore marrone marca Super Dolly;

                               6.3.   un
natel marca Panasonic modello EB-X701?

 

Considerato,                  in fatto
ed in diritto

 

                                    I.   Curriculum
vitae degli accusati

 

                                   1.   AC1

 

Interrogato sul suo trascorso ha dichiarato:

 

"  Sono
nato a Lecce, dove allora vivevano i miei genitori. Ci siamo poi trasferiti a Cocquio
Trevisago dove ho frequentato le scuole elementari e successivamente a Como,
dove ho frequentato le suole medie e il liceo fino al quarto anno. Non ho
conseguito la licenza liceale perché sono partito a
militare, quale volontario. 

AI termine del servizio ho poi conseguito il
brevetto di programmatore mentre lavoravo in una stamperia. Seguivo i corsi la
sera e il sabato. Successivamente ho lavorato nel settore per varie ditte fino
al momento in cui ho rilevato una ditta in proprio di nome More Informatica,
nel 1997, con sede a Como. Non ho dipendenti ma sono solo. Nei primi anni
l'attività andava bene, poi da qualche anno è andata sempre più peggiorando a
seguito della concorrenza e dei prezzi di vendita dei computer nei grandi
supermercati. 

Sono figlio unico. Non sono sposato e non ho
figli. Mia madre è morta l'anno scorso nel mese di agosto, mentre mio padre
vive a Como. Mio padre lavorava per una ditta di investigazione privata, poi a
seguito del fallimento della stessa ha lavorato per circa 20 anni come autista
tessile. 

Voglio premettere che fino alla morte di mia
madre, nel mese di agosto 2005, la mia situazione era abbastanza sotto
controllo, nel senso che sopravvivevo sia per quanto riguarda il lavoro che dal
punto di vista finanziario. Mia madre è morta a seguito di un tumore, che aveva
richiesto un' ospedalizzazione di cinque mesi e mezzo e diverse cure. Era
pensionata e riceveva 500 EU al mese, mentre mio padre, pure pensionato, circa
900 EU al mese. A seguito del decesso di mia madre abbiamo dovuto far fronte
alle spese per il funerale di circa 7000 EU. Sia io che mio padre abbiamo avuto
delle difficoltà finanziarie e per quanto mi riguarda avevo difficoltà a pagare
l'affitto mensile di 600 EU. Inizialmente sono riuscito a far fronte con
difficoltà a questa situazione, anche perché mi era stato promesso un lavoro a
partire dal mese di gennaio 2006. Si trattava di un posto di lavoro presso la
ditta Polti quale responsabile dello stampaggio del materiale plastico.
Purtroppo per l'assenza all' estero del datore di lavoro, l'inizio dell'
impiego è stato posticipato al mese di maggio 2006. 

Voglio inoltre precisare che per il pagamento
dell' affitto del mio appartamento è garante mio padre. Questo fatto lo
assillava non poco perché era cosciente che se io non fossi più stato in grado
di pagare, il proprietario si sarebbe rivolto a lui creandogli a sua volta dei problemi." (Verbale
MP 13.04.06).

 

Non sposato, senza figli, intrattiene una
relazione sentimentale con una donna del suo paese che, a suo dire, gli rende
regolarmente visita in carcere, compatibilmente con i regolamenti dell'istituto
di pena.

Dal profilo giudiziario si segnalano tre
precedenti e meglio una prima sentenza di condanna il 27 aprile 1999 del GIP
del Tribunale di Como a un mese e dieci giorni di reclusione convertita in una
multa di 3 milioni di vecchie lire per violazione delle norme sul diritto di
autore, una seconda di data 3 dicembre 2001 sempre del GIP di Como a  10 giorni
di arresto convertiti in una multa di 750'000 di vecchie lire e una terza di
data 22 ottobre 2002 pure dello stesso GIP a un anno e quattro mesi di reclusione
con la condizionale per, in estrema sintesi, furto, violazione della
legislazione sulle armi e ricettazione.

Da segnalare che in quest'ultima occasione, AC1
fu arrestato il 3 maggio 2002 e scarcerato il giorno della pronuncia del
giudizio, e meglio il 22 ottobre dello stesso anno. In relazione alla sua
liberazione, va detto che è stato sottoposto a sorveglianza speciale (all. 38)
comportante l'obbligo di non lasciare il proprio paese fino a giugno 2006 e di non
lasciare la notte il suo domicilio. A questo obbligo AC1 non si è tuttavia
sempre assoggettato. Tecnicamente egli non è pertanto un recidivo ai sensi
dell'art. 67 CP così come a suo carico non esistono impedimenti oggettivi alla
pronuncia di una pena sospesa condizionalmente ai sensi dell'art. 41 CP. Su
questo punto si tornerà in seguito. 

Quanto ai fatti che lo hanno portato alla
condanna del 22 ottobre 2002, AC1 ha raccontato che la compagna di un suo amico
poliziotto era comparsa quale attrice in alcuni film pornografici girati, per
così dire, a scopo privato. Queste pellicole erano, a suo dire, in possesso di
un terzo che minacciava la ragazza di pubblicarle o, quantomeno, di dar loro
pubblicità. Fu così che AC1 avrebbe aiutato questo amico ad impossessarsi delle
cassette che si trovavano presso questa terza persona. Il furto sarebbe
avvenuto senza scasso, la ragazza essendo al corrente di come entrare nel luogo
in cui erano custodite. 

 

                                   2.   AC2

 

Interrogato dal PP sulla sua vita, AC2ha
dichiarato:

 

"  Sono
nato Como il 06.07.1975 e lì ho
sempre vissuto e frequentato anche le scuole dell' obbligo. Ho poi conseguito
il diploma di termoidraulica presso l'istituto I.P.S.I.A. Ripamonti dopo un
ciclo di studi di tre anni. 

I miei genitori sono separati da quando io avevo
circa 6 anni. Vivo con mia madre, che vive da sola. Sono figlio unico. Ho buoni
rapporti con entrambi i genitori. 

Ho pure compiuto il servizio militare in fanteria
ed ho conseguito il grado di Caporalmaggiore. 

Ho svolto diversi lavori, tra cui anche quello di
autista oltre alla professione imparata. Ho cambiato spesso datore di lavoro
per scelta mia andando a lavorare dove percepivo uno stipendio migliore.
L'ultimo posto occupato era alla A.C.S.M Ambiente quale operatore ecologico. Ho
dovuto lasciare perché sofferente di ernia del disco. Ho terminato nell'
ottobre 2004. Il mio ultimo stipendio era di EU 1'400 netti. Da allora
nonostante i miei tentativi non sono più riuscito a
trovare un posto di lavoro. 

Non ho precedenti penali e non ho mai avuto
nessun genere di questioni con le autorità di Polizia, né del mio paese né di
quelle di altri. 

Non ho debiti, a parte la vettura da pagare che
però mi sta pagando mio padre. Credo che il saldo rimanente si aggira su 2'000
o 3'000 Euro." (verbale MP 13.04.06).

 

In passato ha pure fatto uso sporadico di canapa
e di cocaina. Non si ritiene un tossicodipendente.

Dal profilo affettivo AC2ha spiegato di essere
legato ad una cittadina romena, peraltro male accettata dai suoi genitori, già
madre di una bambina nata da una precedente relazione. Questa donna, già
cameriera in Italia, attualmente vivrebbe in Romania in attesa di potersi
definitivamente trasferire nella vicina Penisola. L'accusato ha spiegato in
aula che questa relazione è sempre in essere e di mantenere con la donna
regolari contatti telefonici compatibilmente con le disposizioni carcerarie.

E' incensurato.

 

                                   3.   AC3

 

Al PP ha raccontato:

 

"  Sono
nato a Saranno il 24 maggio 1976, dove ho frequentato l'asilo. In seguito la
mia famiglia si è spostata in provincia di Milano, dove ho frequentato le
scuole elementari e la scuola media. Ho conseguito il diploma di panettiere
-pasticcere, professione che ho svolto per circa 4 anni. Ho dovuto lasciare
questo professione per motivi di salute, e più precisamente perché ero
allergico alla farina. Ho in seguito iniziato l'attività di parrucchiere, che
ho svolto sempre in provincia di Milano quale dipendente. 

All'età di 19 anni sono stato arrestato per la
prima volta per spaccio di stupefacenti e più precisamente di extasy. Ho fatto
15 giorni di carcere preventivo a Como ed in seguito alcuni mesi di arresti
domiciliari. AI termine degli arresti domiciliari ho iniziato l'attività
menzionata in precedenza di parrucchiere. Di giorno lavoravo e la sera
frequentavo la scuola. Sono figlio unico. Ho vissuto con i miei genitori fino
all'età di 19 anni, anche se in seguito sono ritornato da loro per periodi
alterni. 

Nel 2001 sono stato nuovamente arrestato con
l'accusa di rapina. Assieme ad altre due persone avevo perpetrato una rapina ai
danni di un distributore di benzina a Giussano in provincia di Milano, il 22/23
marzo 2001. Preciso meglio che si è trattato di due episodi. Il 22 marzo 2001
avevamo aggredito il benzinaio per sottrargli l'incasso, mentre il giorno
successivo avevamo aggredito un'altra persona. Non eravamo armati ed abbiamo
usato solo la forza per sottrarre il denaro. Non ricordo esattamente quanto
avevamo sottratto, ma era un importo inferiore a EU 5'000. In relazione a
questi fatti sono stato condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione oltre al pagamento
di una multa di 2 milioni di lire. Sono stato in carcere dal giorno
dell'arresto, 23 marzo 2001 fino al mese di aprile 2004, se ben ricordo era
il14 o il15 aprile 2004. 

Subito dopo la scarcerazione mi sono trasferito a
Como. Come risulta dal mio casellario giudiziale il 19 giugno 2002 sono stato
condannato a 2 anni di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per 2
anni, provvedimento che è stato applicato dal giorno della mia scarcerazione.
Due volte al giorno dovevo presentarmi in questura a Como per depositare la mia firma, mentre la sera dovevo rientrare al
domicilio entro le 21.00 e non potevo uscire prima delle 07.00. 

Prendo atto che dal mio casellario risulta
un'ulteriore condanna per furto continuato, sentenza del 3 marzo 2004, che mi
condanna ad un mese di reclusione. Si tratta di un furto commesso nello stesso
periodo dei due episodi di rapina indicati in precedenza. Prendo atto che il
casellario indica la data del 25 marzo 2001, quando io ero già stato arrestato.
Probabilmente si è trattato di un errore di trascrizione. 

Se ben ricordo nel 1999 ero stato controllato da
una pattuglia al casello autostradale di Brescia perché avevo consegnato una
banconota da Lit. 100'000 risultata falsa. Non sapevo che era falsa. A seguito
di questo fatto sono stato denunciato ma il procedimento non è stato aperto
poiché era una sola banconota. 

Nel mese di febbraio 2005 sono stato arrestato e
denunciato a piede libero per furto commesso in un negozio, reato commesso in
correità con altre due persone. Abbiamo sottratto mi
sembra tre macchinette cambia soldi. La sentenza di primo grado dovrebbe
avvenire nel mese di dicembre di quest'anno. 

(…)

Da quando mi sono trasferito a Como, dopo la
scarcerazione, ho lavorato per un'agenzia , interinale e ho svolto diversi
lavori, che però erano purtroppo tutti in nero, l'ultimo dei quali in qualità
di giardiniere. In media guadagnavo da 1'300 a 1'500 Euro al mese. 

A Como vivo con la mia ragazza. I miei genitori
vivono sempre in provincia di Milano." (verbale MP 6.04.06)

 

Dall'estratto del casellario giudiziale italiano
figurano due condanne, la prima a tre anni e sei mesi di reclusione pronunciata
il 13 febbraio 2002 dalla corte di Appello di Milano per rapina e la seconda
pronunciata il 3 marzo 2004 dal Tribunale di Monza a un mese di reclusione per
furto. Con provvedimento 19 giugno 2002 della Corte di Appello di Milano, AC3 è
stato sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di residenza, con effetto
dalla sua scarcerazione, per la durata di due anni in quanto persona
considerata pericolosa. 

In carcere dal 29 maggio 2002, è stato rilasciato
il 14 aprile 2004 dopo aver espiato la pena di cui alla sentenza del 13
febbraio 2002. E' quindi recidivo specifico ai sensi dell'art. 67 CP.

 

                                   II.   I
furti commessi dal duo AC1/AC2

 

                                   1.   AC1 e AC2si conoscono da almeno un anno prima dei fatti, secondo AC1
da almeno due. Poco importa. Fatto sta che AC1, nell'estate 2005 ha pure dato
ospitalità a AC2ed alla sua compagna romena almeno per la durata di un mese. AC1
ha raccontato che, dopo la morte della madre avvenuta nell'agosto 2005, ha
incontrato alcune difficoltà finanziarie in relazione alle spese del funerale,
a quelle di cura ed al fatto che non pagava l'affitto con regolarità ed il
padre si era portato garante. Per tale ragione ha commesso il primo furto la
notte tra il 21 ed il 22 febbraio 2006. Si tratta di quello indicato al n. 6
dell'atto di accusa che ha fruttato una refurtiva denunciata di oltre fr. 4000.-.
Dopo questo furto ne ha parlato a AC2, di cui racconta che sapeva delle
difficoltà economiche al punto da averlo ospitato a casa sua. Cosicché i due
decisero di eseguire assieme diversi furti nel Mendrisiotto.

 

                                  a)   Così AC2al PP: 

 

"  Per
quanto riguarda i furti da me commessi in correità con AC1 preciso che ho
deciso di associarmi con lui nella commissione dei furti perché avevo bisogno
di soldi. Come ho dichiarato in occasione del precedente verbale del 13 aprile
2006 avevo lavorato regolarmente fino al mese di ottobre 2004. Da quel periodo
e fino a giugno / luglio 2005 ho lavorato
saltuariamente in nero quale autista per la ditta Bartolini ed altre. Da luglio
2005 non ho più svolto nessuna attività lavorativa, malgrado avessi più volte inviato delle domande di assunzione. 

A partire da luglio 2005 ho utilizzato i miei risparmi
per vivere e ho pure fatto capo all'aiuto di mia madre. 

Cornelia COJUCARU è la mia fidanzata. E'
cittadina rumena. L'ho conosciuta a Milano nel mese di luglio 2005 e lavorava
come barista a Milano. Nel mese di novembre 2005 sono andato a trovarla in
Romania, dove sono rimasto fino al 22 o 23 dicembre 2005. 

Se ben ricordo nel mese di gennaio o febbraio
2006 sono stato nuovamente in Romania per circa 10 giorni a trovare la mia
fidanzata. Ho fatto ritorno in Italia dopo che mia madre mi aveva telefonato
informandomi che mio padre era stato ricoverato in ospedale. Sul mio passaporto
ci sono comunque i timbri delle entrate e uscite dalla Romania. La mia
fidanzata non è più venuta in Italia e si trova tuttora in Romania." (verbale MP 28.04.06)

 

Al riguardo può pertanto già essere tratta una
prima conclusione e meglio che AC2non si trovava in difficoltà finanziarie tali
da dover rubare per soddisfare i propri bisogni primari. Egli, nel periodo in
cui è rimasto senza lavoro, ha comunque trovato i mezzi per recarsi più volte
in Romania. Che poi, fosse in difficoltà perché non lavorava e non voleva
essere mantenuto dalla madre, può anche essere, certo è però che, invece di
rimanere in Italia e cercare lavoro, ha preferito recarsi in Romania, dove non
lavorava, con i propri mezzi provenienti da precedenti attività lavorative.

 

                                  b)   Che
l'idea di commettere dei furti sul nostro territorio sia venuta per primo a AC1
non ha ragione di essere posto in dubbio, bastando la constatazione che il
primo furto è stato commesso da quest'ultimo da solo. Ciò basta per ritenere
più plausibile la tesi di AC2secondo il quale fu l'amico a proporgli di venire
in Svizzera a rubare. A ciò aggiungasi che gli attrezzi per commettere gli
scassi sono sempre stati messi a disposizione da AC1. Detto questo, AC2ha
accettato senza remore di associarsi all'amico nella commissione dei furti,
sposando il piano in tutte le sue fasi. Al riguardo appare ben più credibile AC1
che ha affermato che, pur non essendovi un accordo preciso sin dall'inizio, era
chiaro, così come è avvenuto, che la refurtiva doveva essere divisa a metà.
Questi peraltro erano pure gli accordi intervenuti fra i due sin dall'inizio
così come ammesso dallo stesso AC2(MP 13.04.06), la cui versione diverge
unicamente in punto all'effettiva divisione, pretendendo di aver ricevuto solo
50 Euro e un  televisore. Questa versione si scontra tuttavia con la logica
delle cose: non si capisce infatti per quale ragione, dopo aver pattuito una
suddivisione a metà, AC2avrebbe accettato un così misero bottino senza nulla
reclamare all'amico, i furti essendo stati commessi assieme correndo entrambi
il medesimo rischio.

 

                                  c)   Il
piano era relativamente semplice ma ben organizzato. Il duo entrava nottetempo
da confini non autorizzati, attraverso la famigerata "ramina"
lasciando (AC1) il proprio veicolo in Italia, in prossimità della frontiera,
proseguendo a piedi. Individuato il luogo ritenuto propizio, commettevano
alcuni furti (2 o tre fino a 4 o 5 per volta), salvo rimpatriare attraverso la
medesima rete metallica (MP AC213.04.06). Una volta giunti a casa,
prevalentemente del AC1, si suddividevano la refurtiva all'incirca al 50%. AC1
ha dichiarato che dagli oggetti rubati, oltre al danaro sottratto per ca. fr.
3'000.-, non ha ricavato un granché grazie dalla loro rivendita a privati. In
aula AC1 ha spiegato che non si trattava di ricettatori ma di acquirenti in
buona fede, convinti della provenienza lecita della merce vuoi perché, per
quanto riguarda i PC, le sue conoscenze informatiche gli permettevano di
azzerare le memorie facendo apparire gli apparecchi come nuovi, vuoi perché era
conosciuto nella zona quale titolare di una ditta che vendeva materiale
informatico.

In un caso hanno pure sottratto un veicolo per
raggiungere il valico nei pressi di Santa Margherita di Stabio (tentato furto
AA 2.11): la vettura essendo parcheggiata nelle vicinanze con inserite le
chiavi di avviamento: al duo non è certo stato difficile sottrarla e poi
abbandonarla prima di attraversare la frontiera attraverso un valico non
autorizzato.

 

                                   2.   Gli
imputati sono sostanzialmente rei confessi. Al dibattimento hanno mantenuto
essenzialmente due contestazioni e meglio di non aver commesso i furti di cui
ai punti 2.6 e 2.13 e l'entità della refurtiva di cui al N. 1.15 dell'atto di
accusa. Premesso che tali contestazioni, nella misura in cui sono state risolte
a sfavore degli imputati, non hanno avuto peso alcuno nella commisurazione
della pena a fronte dei numerosi reati commessi e di tutte le considerazioni
che verranno esposte nel considerando specifico, nella redazione della
sentenza, onde non tediare il lettore con inutili e noiosi ritagli di verbale
d'interrogatorio, non verranno riprese tutte le fattispecie ammesse, bastando
al riguardo il rinvio a quanto indicato nell'atto di accusa e riportato in
ingresso del presente giudizio. Va inoltre sottolineato che i reati in concorso
con i furti (danneggiamento, violazione di domicilio, infrazione alla LDDS)
devono essere dati per accertati laddove sono stati commessi per venire in
Svizzera a perpetrare i furti stessi e, onde necessario, le parti lese hanno
sporto querela. I seguenti considerandi si riferiscono pertanto unicamente
alle, poche, contestazioni avanzate dalle difese.

 

                                  a)   Per
quanto concerne il furto di cui al N. 2.13 (MES-DEA) va detto innanzitutto che
è stato accertato che, fatto salvo il furto ai danni dell'PC2nel quale AC1 ha
agito da solo, i due hanno sempre operato assieme. AC2non ha mai agito da solo.
Nella fattispecie la polizia scientifica ha rilevato la traccia della scarpa di
AC1 sul luogo del furto: tale fatto, unito alle modalità di esecuzione analoghe
a quelle relative agli altri commessi dalla coppia, alla vicinanza del luogo in
cui, proprio quella notte, è stato commesso il furto ai danni della Momtanstahl
(AA 2.12) ammesso da entrambi nonché alla constatazione che in quei luoghi,
quella sera e in quella zona, non si sono registrate altre effrazioni ad opera
di terzi, deve valere che effettivamente AC1 e AC2sono gli autori materiali di
questo furto e, di conseguenza, pure del danneggiamento di cui al N. 3.12.

                                  b)   Analogamente
per il furto di cui al N. 1.6. dell'atto di accusa deve valere che si tratta di
un'effrazione in stretta relazione con i furti di cui ai N. 2.5. e 2.7.
commessi dagli imputati, con le stesse modalità e nella stessa notte, non
risultando per il resto altri furti analoghi commessi quella sera. Del resto
nemmeno gli imputati hanno avanzato precise contestazioni, limitandosi a dire
di non ricordarsi; ciò che peraltro può anche essere credibile visto il numero
comunque elevato di reati contro il patrimonio da loro commessi in quel
periodo.

Ne discende che anche questo furto, unito alle
imputazioni di cui ai N. 3.7 e 4 dell'atto di accusa, deve essere attribuito
agli accusati.

 

                                  c)   Nell'evenienza
di cui al N. 2.15 dell'atto di accusa gli imputati hanno contestato la
refurtiva, precisando di essersi limitati a sottrarre un cacciavite. La parte
lesa, di fronte a tali contestazioni, ha precisato: 

 

"  Da
parte mia confermo nuovamente che dalla mia officina è stata sottratta la
refurtiva elencata nella distinta oggetti. Voglio anche precisare che quella
notte, come riferitomi dalla Polizia intervenuta sul luogo per la
constatazione, in prossimità della mia officina era stata rubata una vettura, di
conseguenza se non sono stati BIFFA e AC2a commettere il furto non escludo che
possono essere stati altri." (PS M. Fontana 25.04.06).

 

Che quella notte sia stata rubata una vettura ne
dà atto pure la polizia nel suo rapporto in atti. Ciò basta per insinuare nella
corte il dubbio che dopo (gli accusati hanno ammesso lo scasso) la visita degli
accusati, il luogo sia stato visitato anche da terzi, peraltro autori del furto
della vettura. Tale dubbio deve essere posto a favore degli accusati, che vanno
pertanto riconosciuti colpevoli unicamente di aver sottratto un cacciavite. Cosicché
anche l'entità della refurtiva complessiva denunciata va ridotta a fr. 44'210.-.

La stessa cosa non vale ovviamente per i reati di
danneggiamento poiché gli accusati hanno ammesso lo scasso (N. 3.16. dell'AA) e
di violazione di domicilio poiché essi sono entrati nel luogo del furto contro
la volontà dell'avente diritto.

 

                                  d)   Per il resto sull'entità delle refurtive e dei danneggiamenti va
osservato che l'atto di accusa si è fondato sui valori denunciati, senza
prendere posizione su quello reale ed effettivo. La Corte ha seguito questo
ragionamento senza che per gli accusati sia derivato un aggravio della colpa
dalla sola differenza tra valore denunciato e valore effettivo degli oggetti
rubati o danneggiati. Ciò posto la Corte, al di là del luogo comune che la
gente sarebbe tentata di aumentare l'entità delle refurtive per ottenere un
maggiore risarcimento dalle proprie assicurazioni, non ha trovato elemento
alcuno per poter, in concreto, anche solo supporre una tesi del genere. D'altro
canto al riguardo non vi sono alternative: o le parti lese sono credibili o
sono disoneste, ma in tal caso occorre rendere perlomeno plausibile un simile
assunto, altrimenti si sconfina in capziose affermazioni del tutto gratuite che
non meritano ulteriori commenti. Aggiungasi che nella fattispecie le parti lese
hanno quasi tutto diligentemente presentato le pezze giustificative relative
agli oggetti di valore rubati ed ai costi di riparazione del danno patito.

 

                                  e)   Quo infine al furto d'uso di cui al N. 5.1. dell'atto di accusa deve
valere che l'automezzo, trovato aperto, è stato spinto, senza avviarlo, per
spostare una cassaforte che il duo ha poi inteso aprire invano: AC1 con il
cannello, AC2con la mazza. La legge punisce chi sottrae un veicolo allo scopo
di farne uso e farne uso significa circolare (BJP 1971 N. 21). Orbene, l'atto
commesso dagli imputati, quantunque riprovevole e sprezzante della proprietà
altrui, non rientra nel concetto di farne uso nella misura in cui non hanno
circolato. Da tale imputazione vanno pertanto assolti.

 

 

                                  III.   La
rapina

 

                                   1.   Tornando ai rapporti fra AC1 e AC2va detto che, fatta astrazione per
le somme in denaro sottratte e poi divise a metà che, a dire del AC1, hanno
fruttato un guadagno illecito di 3'000.- CHF a testa (MP 28.04.06 p. 4), i
furti non hanno dato i frutti sperati dai loro autori in termini di denaro
contante, il riciclaggio della merce comportando un lavoro di assemblaggio dei
nuovi apparecchi e di ricerca di clientela disposta all'acquisto. Fatto sta che
nacque tra i due l'idea di compiere una rapina. Al riguardo non è determinante
stabilire chi dei due, per primo, abbia avuto tale idea, bastando la
constatazione che entrambi l'hanno assunta e sposata appieno. Sia che sia lo
stesso AC1 ha ammesso, al di là dell'assunzione di responsabilità da parte di AC2,
che "l'idea di commettere questa rapina è nata discutendo con AC2."
(MP 13.04.06). Del resto appare più che plausibile che la decisione sia
scaturita da entrambi visto l'esito dei furti da loro ritenuto scarso. Al
riguardo rilevasi che in aula AC2ha confermato che dalla rapina si sarebbe
aspettato un bottino di 100'000 Euro, mentre AC1 60/70'000.- CHF (verb. dib. p.
3).

 

                                   2.   Per commettere la rapina il duo ha ritenuto necessaria la presenza
di un terzo. AC2, che conosceva da tempo e meglio di AC1, il AC3, del quale
sapeva pure del passato giudiziario, ha quindi pensato di coinvolgere proprio
il AC3, che gli era debitore di un prestito di almeno 6'500 Euro mai
restituiti. Così AC2:

 

"  tutto
è nato dal fatto che AC3 ha dei debiti con diverse persone in Italia, motivo
per il quale circa un anno fa mi ha convinto a prestargli 7'000 Euro ma
nonostante le mie richieste di rimborso non mi ha mai dato niente." (PS 20.03.06) 

 

e AC3: 

 

"  È
vero che AC2l'anno scorso mi ha prestato un importo pari a € 6'500.-. È pure
vero che io non sono mai riuscito a restituirglieli sebbene AC2 me l'abbia
chiesto diverse volte."
(PS 21.03.06)

 

Che dire: la rapina doveva servire a AC2 e a AC3
anche per saldare i reciproci rapporti di dare e avere. 

 

                                   3.   Precedentemente AC2 aveva acquistato pure uno spray al peperoncino
poi servito per commettere la rapina all'PC2di Chiasso: 

 

"  Ho
acquistato la bomboletta verso la metà di gennaio 2006 tramite un mio
conoscente in un negozio di Milano (….) L'unica volta che ho portato lo spray in Svizzera é stato ad ogni modo il 16.03.2006, e
questo su richiesta di AC1 e poi di AC3." (PS AC223.03.06)

 

Fatto sta che già il 14 marzo 2006 il terzetto
pose in essere l'intento di commettere la rapina. Circa la scelta
dell'obbiettivo, i tre non sono stati molto lineari nelle loro deposizioni. A
questo giudice appare molto più verosimile che sia stato il duo AC1/AC2a
scegliere la stazione PC2di Chiasso, il primo poiché vi si recava spesso in
passato a far benzina e ad acquistare le sigarette, il secondo era pure lui frequentatore
del chiosco la cui titolare è una buona conoscente della di lui madre. In
verità l'unico che non conosceva quel distributore era AC3, almeno su questo
punto le versioni dei tre combaciano. A fronte di ciò AC1 e AC2hanno giocato
allo scaricabarile l'uno addossando la responsabilità all'altro precisando però
che si tratta di loro deduzioni, come se fosse possibile che l'idea e
l'obbiettivo di rapinare possano vedere la luce così per caso. In realtà
entrambi hanno avuto questa idea ed entrambi conoscevano la stazione di benzina
nei pressi del confine che ben si prestava da obbiettivo.

 

                                   4.   I tre erano soliti incontrarsi a Como. AC3, colpito dalla misura
dell'obbligo di soggiorno, non disponeva di documenti d'identità e non poteva
entrare in Svizzera attraverso un valico autorizzato, necessitava di varcare il
confine attraverso la surriferita ramina. Quanto alla vettura AC1 ne aveva una
a noleggio in quanto la sua era accidentata.

Il piano era relativamente semplice: prevedeva
che AC3 fosse accompagnato in zona di confine, che poi attraversasse la
frontiera dalla rete metallica salvo poi ricongiungersi tutti e tre in
territorio svizzero, che AC2e AC1 avrebbero raggiunto con l'auto di quest'ultimo.
Da qui si sarebbero in seguito spostati nei pressi dell'PC2di Chiasso: AC1
avrebbe atteso in macchina per scappare con il bottino, AC2sarebbe rimasto
all'esterno del distributore per sviare eventuali clienti mentre AC3 era
incaricato dell'esecuzione della rapina come tale, immobilizzando la vittima
con lo spray al pepe e, se necessario, legandola con del nastro adesivo da
pacco. Onde camuffare la propria identità (AC2peraltro era conosciuto dalla
titolare, cf: PS Pitton Olivia 17.03.06), AC2ha indossato un cappellino rosso e
AC3 uno nero. Una volta eseguita la rapina AC3 e AC2avrebbero dovuto
riguadagnare l'auto dove AC1 li attendeva e scappare in Italia dal punto dove
erano entrati. Così AC3 al PP:

 

"  Da subito
è stato stabilito che AC1 avrebbe funto da autista, visto che l'automobile era
sua ed era lui al volante (…) che il ruolo più attivo nella rapina l'avevo
assunto io, sia perché avevo dell'esperienza, sia perché la responsabilità
dovevo assumermela io visto che dovevo e devo dei soldi a AC2." (MP 06.04.06).

 

                                  a)   Circa
i preparativi della rapina AC2è risultato il più preciso. La sua spiegazione,
tranne qualche particolare del tutto irrilevante, è stata confermata anche dai
due correi. Egli così ha spiegato: 

 

"  il
14 marzo 2006 ci siamo trovati tutte e tre ossia io, AC1 e AC3 a Como e con la Nissan
di AC1 ci siamo recati in zona Valle dei Mulini li abbiamo lasciato AC3 ed io
con AC1 siamo entrati regolarmente in Svizzera dal valico di Ponte Faloppia.
Abbiamo poi recuperato AC3 nella campagna sotto Novazzano. Abbiamo poi
raggiunto Chiasso dove AC1 si é fermato nei pressi del distributore PC2ove da solo é entrato a comperare una stecca di sigarette. lo e AC3 lo
abbiamo aspettato in macchina. Siamo poi rientrati verso Novazzano. lo e AC1
siamo entrati regolarmente dal valico e poi abbiamo recuperato AC3 che é
passato dalla via fatta per entrare. 

D:  Il fatto di aver acquistato le sigarette il 14.03.2006 é da
considerarsi un primo sopralluogo? 

R:  In effetti si perché AC1 ci ha detto che all'interno del negozio
PC2di Via Comacini c'era una signora ed una ragazza." 

(PS 20.03.06)

 

In effetti il sopralluogo del 14 marzo servì
proprio per preparare la rapina e meglio per assicurarsi dei luoghi ed
organizzare poi l'agire.

 

                                  b)   Il trio ha poi fatto ritorno sul posto il giorno dopo con l'intento
di eseguire materialmente la rapina, ma desistette per la presenza di due
commesse al bancone. Venne quindi stabilito di ritornare il giorno dopo, ma non
allo stesso orario bensì un po' dopo, affinchè vi fosse una sola persona
all'interno della stazione di benzina. Sempre AC2: 

 

"  il
15 marzo 2006 siamo entrati nuovamente in Svizzera tutte e tre nelle stesse
modalità del giorno precedente. AC1 questa volta ha dapprima
parcheggiato in una via attigua vicino al distributore PC2che mi si dice essere
Via degli Agustoni. lo da solo sono sceso dalla Nissan sono andato al negozio
in questione ove ho acquistato un pacchetto di sigarette ed un cioccolatino.
Sono poi risalito in macchina comunicando agli altri due che all'interno vi
erano due donne. In tali circostanze o AC1 o AC3 mi dicevano: ..."va bene
allora torniamo domani"... Siamo quindi ripartiti ed abbiamo parcheggiato
in una strada parallela a Via Comacini che mi si dice essere Viale Volta. Tutti
e tre ci siamo recati a bere un caffè in un vicino Bar che dalla descrizione
che ho dato dovrebbe essere il Bar Faloppia. In tali circostanze non abbiamo
parlato in modo particolare del lavoro che volevamo fare. Anche questa seconda
nostra presenza presso il distributore PC2é da considerarsi un secondo
sopralluogo. Siamo rientrati in Italia come abbiamo fatto il giorno precedente." (PS 20.03.06)

 

                                  c)   Finalmente - si fa per dire - il 16 marzo la rapina venne posta in
atto. AC2ha raccontato : 

 

"  Il
giorno 16 marzo 2006 io e gli altri due ci siamo trovati a Como in Piazza S.
Rocco verso le ore 11.10. Come i giorni precedenti abbiamo raggiunto la valle
dei Mulini e questa volta AC1 mi ha detto di accompagnare il AC3 attraverso la
rete confinaria AC1 in tali circostanze mi comunicava che era meglio così
perché se fosse successa qualche cosa la Polizia avrebbe cercato una o due
persone al massimo. lo ho dato seguito alle indicazioni di AC1 e con AC3 siamo
entrati dalla rete. Quando ci siamo ricongiunti tutti e tre siamo poi andati a
Chiasso e AC1 si é fermato sul parcheggio sito a Iato di Via degli Agustoni Via Odescalchi. Il medesimo da solo é sceso dalla Nissan e si é
incamminato verso il distributore. lo e AC3 siamo rimasti all'esterno del veicolo.
AC1 deve essere per forza entrato nel negozio PC2dove ha acquistato una stecca
di sigarette. E' poi ritornato sui suoi passi e ci ha comunicato che
all'interno del negozio c'era una sola commessa. AC3 a questo punto disse che
si poteva fare il lavoro. Da parte mia chiedevo a quest'ultimo cosa dovevo fare
e AC3 mi diceva di stare all'esterno e cioè nelle immediate vicinanze delle
pompe di benzina, e in caso arrivasse qualche macchina io dovevo dire a queste
persone che il distributore era chiuso. AC3 mi disse che per il resto ci
avrebbe pensato lui. 

Mentre io e AC3 a piedi stavamo raggiungendo il
distributore, AC1 faceva manovra posizionandosi con la Nissan su Via degli Agustoni
con il motore acceso e azionando le frecce intermittenti. 

AC3 é rimasto all'interno del negozio al massimo
un paio di minuti ma io non ho visto quello che faceva. Nel frattempo é giunta
una macchina con una donna ed un uomo a bordo e forse anche un bambino. La
donna é scesa ha aperto il sportellino del serbatoio ma io mi sono bloccato e
non sono stato capace di dirle nulla. Dopo un attimo é uscito correndo il AC3
che mi ha dato una pacca sulla spalla dicendo ...andiamo... andiamo é a posto.
Percorsi pochi passi abbiamo raggiunto la Nissan con AC1 al volante e siamo
partiti in direzione di via Comacini"
(PS 20.03.06).

 

                                  d)   Come detto dell'esecuzione della rapina si è incaricato direttamente
il AC3 il quale, per così dire, aveva maggiore dimestichezza, dati i
precedenti, con questo genere di azione: 

 

"  lo e
AC2siamo scesi e a piedi ci siamo diretti verso la stazione di servizio. Non ci
siamo detti nulla di particolare. lo sono entrato,
mentre AC2ha atteso all'esterno. Ho chiesto alla cassiera un pacchetto di
sigarette e mentre pagavo controllavo il cassetto dei soldi. A quel momento sono
girato dietro il bancone dicendo nel contempo alla signora di consegnarmi i
soldi. 

ADR   che non ho gridato ma gliel'ho
detto in tono deciso. lei ha gridato e a quel punto le ho spruzzato lo spray.
E' indietreggiata mettendosi nell'angolo. Le ho detto di stare zitta e lei si è
zittita. Ho preso i soldi e sono uscito camminando a passo un po' spedito dal
negozio. Nel negozio non c'era evidentemente nessuno né ho incontrato persone
che entravano. Mi sono diretto in modo deciso verso l'auto. 

ADR   che AC2è sempre rimasto
all'esterno del negozio, anche se non so dove fosse. Quando mi ha visto uscire
mi ha anticipato e si è diretto verso la macchina. Mi precedeva di due o tre
metri. Siamo saliti in auto, AC2a fianco di AC1 mentre io mi sono sdraiato sul
sedile posteriore." 

(MP AC3 06.04.06)

 

Tale versione corrisponde, salvo piccoli
irrilevanti dettagli, a quella fornita dalla vittima: 

 

"  Verso
le ore 12.38 ca. nel negozio, mentre ero sola, é entrato un ragazzo che si é
diretto verso il bancone dove mi trovavo io. Il medesimo mi ha chiesto un
pacchetto di Marlboro rosse. Mi sono girata, ho preso un pacchetto, e l'ho
depositato sul bancone. Il giovane a questo punto mi disse che doveva pagarmi con della moneta. Di fatto il medesimo teneva in una della mani, non
ricordo quale, un sacchettino di plastica trasparente con diversa moneta. Gli
dissi scherzosamente: "no, non te la prendo; ne ho presa tanta prima da un
altro cliente e non ho voglia di contarla" alché aggiunsi" scherzavo
dammi pure la moneta". Il tipo ha preso dal suo sacchetto una manciata di
monete mettendola sul banco che io ho poi contato trattenendo il costo del
pacchetto di sigarette ossia Fr. 6.-. Il rimanente della moneta l'ho ritornato.

Mentre io mi ero chinata a mettere la moneta nel
cassetto apposito, che é situato sotto la cassa registratrice, l'individuo ha
fatto il giro del bancone raggiungendomi senza che io avessi il tempo di
rendermene conto. Mi ha immobilizzata contro il muro appoggiandomi il suo
braccio sinistro all'altezza delle mie spalle e nel contempo mi ha spruzzato
con una bomboletta una sostanza irritante sulla faccia.
Ho cercato istintivamente di proteggermi per quel che potevo la faccia ed anche
di respingerlo. Nel contempo penso di aver gridato. 

In questo frangente l'uomo mi ha detto:
"dammi i soldi". Gli risposi: "prendi quello che vuoi". 

Il giovane, ha aperto il cassetto che é situato
sotto la cassa registratrice, prendendo tutte le banconote e quindi si é
allontanato di corsa." (PS
PALE2 17.03.06)

 

La donna ha riportato alcune escoriazioni al viso
ed alla mano senza lesioni particolari dal punto di vista fisico. E' apparsa
però visibilmente scossa sul piano psicologico e meglio "visibilmente
provata: ansiosa e spaventata" (certificato medico OBV 16.03.06).

 

                                  e)   Quanto
al bottino, si è visto che AC1 si attendeva 60/70'000 CHF, AC2100'000 EURO e AC3
50'000.- CHF. Tutti gli imputati hanno ammesso in aula che vi era una sorta di
tacito accordo secondo il quale il ricavato sarebbe stato equamente diviso in
tre parti uguali (verb. dib. p. 4). L'ammontare del maltolto si è rivelato
essere di molto inferiore alle aspettative e meglio 740.- CHF. AC3 ha preso
quello che c'era nella cassa, senza contare, valutando il tutto, sul momento,
in ca. 900/1'000.- franchi.

 

                                   5.   Il
trio è poi stato fermato nei pressi della zona industriale di Novazzano, mentre
si apprestava ad accompagnare AC3 fuori confine per poi passare la frontiera in
modo irregolare. Nel rapporto di arresto si legge: 

 

"  In
data odierna alle ore 1245 i nostri servizi venivano informati dell'avvenuta
rapina in oggetto. La pattuglia RM2 immediatamente intervenuta raccoglieva,
dalla vittima, i primi connotati del rapinatore e di colui che, all'esterno del negozio, fungeva da "palo". 

La segnalazione veniva diramata a livello cantonale.

In contemporanea una pattuglia delle Guardie di
confine si trovava in appostamento nelle vicinanze della masseria agricola del
signor Gabaglio a Prà Coltello in territorio di Novazzano, a ridosso della rete
confinaria nazionale. 

Le guardie avevano infatti saputo che da due
giorni il conducente di una vettura di piccola cilindrata accompagnava vicino
alla rete una o due persone che entravano poi clandestinamente in Svizzera. 

Alle ore 1315 i colleghi vedevano avvicinarsi
alla loro postazione una vettura di piccola cilindrata portante targhe
italiane. Pochi istanti prima anche loro avevano ricevuto segnalazione
dell'avvenuta rapina. Procedevano quindi immediatamente al fermo del veicolo e
degli occupanti, poi identificati nei precitati AC1, AC2e AC3. 

Nelle tasche di AC2trovavano due paia di guanti
di lattice azzurro e una bomboletta spray di colore nero, marca SLB, al pepe.
Nelle tasche di AC3 la somma di CHF 730.00. AC3 era seduto sul sedile
posteriore destro (sotto il quale, successivamente, è pure stato trovato un
cavo elettrico modificato a foggia di manganello), mentre alla sua sinistra era
appoggiato uno zainetto verde contenente, in particolare, due capellini da
baseball -uno di colore nero e l'altro di colore rosso-."

 

                                   6.   Interrogati
dalla polizia AC3 ha ammesso praticamente subito le sue responsabilità, AC2il
giorno dopo, limitatamente però alla rapina, mentre AC1 lo ha fatto solo dopo
qualche settimana. Relativamente ai furti AC2e AC1 hanno ammesso le loro colpe
soltanto una volta posti di fronte ai precisi riscontri rilevati dalla
scientifica (tracce di DNA, impronte digitali e della scarpa). Su questo punto
ci torneremo.

 

 

                                 IV.   La
qualifica giuridica

 

                                   1.   Per quel che è dei furti, delle violazioni di domicilio, delle
infrazioni alla LDDS, del furto d'uso e dei danneggiamenti, fatte salve le
precisazioni esposte nei considerandi precedenti, non occorrono particolari
osservazioni per ammettere le imputazioni, peraltro nemmeno, e correttamente,
contestate dalle difese.

 

                            2.  Quo alla rapina va detto che non occorre spendere molte parole per
sostenere che quel che è stato fatto a Chiasso si qualifica giuridicamente come
rapina consumata, ai sensi dell’art 140 CP nella misura in cui l'autore ha
usato violenza e minaccia nei confronti della vittima allo scopo di sottrarle
del denaro. Anche su questo punto l'accusa merita pertanto conferma.

 

                                   3.   La difesa di AC1 ha preteso che l'agire di lui sia da qualificare
piuttosto quale complice e non correo. L'argomentazione, oltre a cadere nel
vuoto, è francamente molto poco seria.

 

 

                                  a)   Ai sensi dell’art. 25 CP è complice colui che ha aiutato
intenzionalmente altri a commettere un crimine o un delitto. La complicità è
una forma di partecipazione accessoria al reato. Presuppone oggettivamente che
il complice apporti all’autore principale un contributo causale alla
realizzazione dell’infrazione, in modo tale che gli eventi non si sarebbero
realizzati nello stesso modo senza l’atto di favoreggiamento; non è necessario
che l’assistenza del complice sia una conditio sine qua non della realizzazione
del reato (DTF 121 IV 190 cons. 3a, p. 119, 120 IV 265, consid. 2c/aa, p. 272,
119 IV 289, cons. 2c/aa p. 292, 109 IV 147, cons. 3, p. 149 e rif.)

                                         Soggettivamente
è necessario che il complice sappia o si renda conto che contribuisce a un atto
delittuoso e che egli lo voglia e lo accetti; a tal proposito è sufficiente che
egli conosca gli aspetti principali dell’attività delittuosa dell’autore, il
quale deve aver perso la decisione di compiere l’atto (DTF 117 IV 186 consid. 3
e rif). Il dolo eventuale è sufficiente (DTF 121 IV 109 cons. 3a p. 120 e rif.)
Non è indispensabile che il complice ne conosca ogni dettaglio è sufficiente
che sia al corrente dell'essenziale. Per contro un intenzione generale di
favorire un terzo nella commissione di un reato ancora incerto non è
sufficiente (DTF 113 IV 108).

 

                                         Autore di
un reato è chi riunisce in sé tutti gli elementi oggettivi e soggettivi
dell’illecito; complice è invece chi presta assistenza all’autore, contribuendo
in modo subalterno alla commissione del reato senza averne il controllo (DTF
111 IV 53, Stratenwerth AT I, p. 308; Rep. 1982, 149). La complicità presuppone
in sintesi l’attività criminosa di un autore principale (DTF 113 IV 4).

                                         Conformemente
all'art. 25 CP è infatti complice chi aiuta intenzionalmente altri a commettere
un reato: la sua volontà non è direttamente proiettata verso la commissione del
reato, ma si esaurisce nell'assecondare la volontà dell'autore principale (Rep.
1982, 149 e riferimenti).

 

                                         È complice
e non correo colui che si limita a prestare un'assistenza marginale agli
esecutori della rapina, ad esempio procurando loro un nascondiglio,
accompagnandoli sul luogo per commettere il furto di una vettura e assistendoli
nella loro fuga dopo la rapina. La partecipazione alle discussioni che
precedono l'esecuzione dell'evento criminoso non è sufficiente per concludere
ad una correità. Occorre dimostrare che il partecipante fu anche uno degli
ideatori o pianificatori della rapina concorrendo in particolare a definire
obiettivi e modalità esecutive. L'aver partecipato all'attività di una banda
non implica necessariamente che il grado di tale partecipazione sia quello
della correità, ad esclusione della complicità (Rep. 1986, 317)

 

                                         L’assistenza
prestata può essere materiale, intellettuale o consistere in una semplice
astensione (DTF 121 IV 109 cons. 3a, p. 119 ss, 118 IV 309, cons. 1a, p. 312 e
rif.) o omissione in presenza di una posizione di garante (DTF 118 IV 309).

 

                                         L'aiuto
prestato dal complice può anche essere di natura psichica, intellettuale e
quindi consistere in consigli, informazioni, nel fornire indirizzi, nel
rafforzamento di già presa determinazione al reato, ecc. Fra l'azione (fisica o
intellettuale) del complice e il crimine o il delitto commesso dall'autore
principale deve intercorrere un nesso di causalità. Basta però che l'azione del
complice si inserisca in qualche modo nella serie causale che conduce al
crimine o al delitto Non è necessario che l'aiuto prestato dal complice sia
adeguato a produrre il risultato. La dottrina è unanime nell'escludere la
punibilità del tentativo di complicità. Non c'è complicità quando gli atti
incriminati non possono essere considerati come un aiuto fornito all'autore
dell'infrazione. (Rep.,1980, p. 362). E quindi rilevante accertare in concreto
se le informazioni fornite dal complice rientrino in qualche modo nella serie
causale che ha condotto alla commissione o al tentativo di commissione del
reato e se attraverso i colloqui da lui avuti con i rapinatori questi siano
stati in qualche modo determinati o consolidati nella loro determinazione a
compiere la rapina (Rep 1980 p. 362 e ss).

 

                                  b)   Nella
fattispecie è stato accertato che la rapina è stata ideata sia da AC1 sia da AC2assieme.
Il ruolo di AC1 non è stato solo quello dell'autista, ma ha partecipato
attivamente ai sopralluoghi preparatori, ha deciso lui che AC2doveva
accompagnare AC3 attraverso il confine non autorizzato in quanto questi non
conosceva molto bene la zona, ha attivamente partecipato al processo di
individuazione dell'obbiettivo, ha messo a disposizione il proprio veicolo ed
era lui il responsabile principale della fuga. Quanto al bottino è stato
accertato che gli spettava un terzo, ossia la medesima parte che sarebbe
spettata agli altri due. Egli era di poi a conoscenza di tutto il piano, sapeva
che sarebbe stata utilizzata una bomboletta spray e che occorreva che
all'interno del chiosco vi fosse una sola persona contro la quale usare
violenza per sottrarle denaro. Egli inoltre sapeva che AC2avrebbe funto da palo
e che poi bisognava scappare al più presto verso il confine, operazione da lui
stesso guidata. AC1 ha quindi partecipato in modo determinante alla
pianificazione ed alla perpetrazione del piano criminoso. In siffatte evenienze
parlare di semplice aiuto di carattere subalterno  configurante una complicità
è francamente più che un azzardo. Ne discende che AC1 va giudicato quale
correo, al pari degli altri due imputati.

 

 

                                  V.
  La commisurazione delle pene

 

                                   1.   Per l'art. 63 CP, il giudice commisura la pena, nei limiti della
comminatoria edittale, alla colpa del reo, tenendo conto dei motivi a
delinquere, della sua vita anteriore e delle sue condizioni personali. 

                                         La colpa
dell'accusato va innanzi tutto valutata considerando la portata oggettiva del
reato intenzionalmente commesso: considerando cioè quel che ha fatto volendolo
fare, le motivazioni, il modo di esecuzione, le circostanze in cui ha agito e
il risultato ottenuto (Corboz, La motivation de la peine, in ZbVJ, 1995 24).
Occorre, inoltre, considerare la situazione familiare e professionale
dell’autore, la sua educazione e la formazione seguita, l’integrazione sociale,
gli