# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 80b60510-64d7-5fe8-b71e-9859ddef985f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-06-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.06.2009 38.2009.17
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2009-17_2009-06-25.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2009.17

   

  DC/sc

  	
  Lugano

  25 giugno
  2009

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso del 17 aprile 2009 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 17 marzo
  2009 emanata da

  
	
   

  	
  Sezione del lavoro, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il 12
gennaio 2009 la ditta RI 1 ha inoltrato una domanda di lavoro ridotto per i 2
lavoratori attivi nel reparto __________, nel periodo dal 1° febbraio 2009 al
31 luglio 2009, in quanto "a partire dal mese di settembre 2008 le vendite
di apparecchi hanno subito un drastico calo" (cfr. Doc. 8, punto 11a).

 

                                         Al
riguardo l'azienda si è così espressa:

 

" 
(...)

La nostra ditta opera nel ramo dell'__________ di
intrattenimento e più in particolare nella vendita di radio e TV. Siamo
rappresentanti in della nota marca danese __________ e in questo senso il
negozio è dedicato esclusivamente alla rappresentazione di prodotti di questa
marca.

La __________ produce apparecchi di altissima
qualità abbinata ad un design unico nel nostro campo d'attività. Il prezzo dei
nostri prodotti è in linea con la qualità ed il design offerto. Ci rivolgiamo
di conseguenza ad una clientela con un alto potere d'acquisto.

Fino a questa attuale crisi economica, questa
fascia di clientela era considerata la più resistente a possibili crisi di
varia natura.

Purtroppo già a partire dall'autunno abbiamo
risentito una forte diminuzione della richiesta.

Con 2 collaboratori impegnati nella vendita
cerchiamo di fare il massimo possibile. Nonostante i nostri sforzi sul lato
vendita, per i 2 collaboratori della parte installazioni e riparazioni non
abbiamo lavoro a sufficienza per occuparli al 100%. Nel momento che si vende un
installazione completa, però, l'attività da svolgere presso il cliente richiede
quasi sempre la presenza di 2 persone. Questo è il motivo per cui non possiamo
ridurre di 1 unità il reparto installazioni e riparazioni." (Doc. 8)

 

                               1.2.   Con
decisione su opposizione del 17 marzo 2009 la Sezione del lavoro ha confermato
una precedente decisione del 27 giugno 2009 (cfr. Doc. 5), con la quale aveva
negato alla ditta il diritto a beneficiare di indennità per lavoro ridotto,
argomentando:

 

" 
(...)

3. Nel caso di specie, l'azienda in parola opera nel ramo dell'
elettronica di intrattenimento di alta gamma (prodotti __________); in ragione
degli impegni contrattuali presi non ha la possibilità di esporre apparecchi di
altre marche nel proprio negozio e non può nemmeno ampliare il proprio raggio
d'attività a causa della presenza di altri rivenditori autorizzati in altre
zone del Ticino. Quale causa dell'attuale calo dell'attività e della cifra
d'affari l'azienda individua il probabile rinvio, a causa della crisi
economica, dell'acquisto dei beni di lusso - come quelli da essa proposti - da
parte della propria tradizionale clientela. L'azienda indica quali fattori che
dovrebbero sostenere il rilancio dell'attività l'adeguamento dei prezzi imposti
dal produttore (riposizionamento dell'offerta a partire dal secondo semestre
2009), rispettivamente il parziale aggiornamento dell'offerta dei prodotti (primavera
2009).

 

Ora, malgrado
l'intensità della flessione della cifra d'affari registrata nel primo mese
dell'anno, le cause della riduzione del lavoro indicate dall'azienda, tenuto
conto del settore d'attività concreto, non appaiono inusuali e pertanto la
relativa perdita di lavoro non può essere considerata computabile (art. 33
LADI).

 

Le motivazioni
sollevate con l'opposizione in esame non permettono di giungere ad una
conclusione diversa rispetto a quanto stabilito con la decisione qui
contestata.

 

4. Infine, relativamente alla richiesta di assunzione di prova
formulata dall'opponente (colloquio personale con i responsabili della ditta),
si osserva quanto segue.

 

Secondo la
giurisprudenza federale, l'obbligo di organizzare un dibattimento pubblico ai sensi
dell'articolo 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e inequivocabile di
una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad esempio istanze di
audizione personale o di interrogatorio di parti o di testimoni, oppure
richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile obbligo (cfr. DTF
122 V 47). Inoltre, conformemente alla costante giurisprudenza, qualora
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduca l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato della prove). Tale modo
di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito ai
sensi dell'articolo 29 cpv. 2 della Costituzione federale (art. 4 cpv. 1 della
precedente Costituzione federale; cfr. DTF 122 V 162 consid. 1 d, 119 V 344
consid. 3c e rinvii).

 

Ora, lo scrivente
Ufficio ritiene la presente fattispecie sufficientemente chiarita dall'esame
dei documenti agli atti, per cui rinuncia all'assunzione della prova richiesta
dall'opponente." 

(Doc. 2)

 

                               1.3.   Contro
questa decisione la ditta RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel
quale si è così espressa:

 

" 
(...)

1)
  Contrariamente a quanto asserisce l'ufficio giuridico della Sezione del
lavoro, la perdita di lavoro e di fatturato ha un carattere d'eccezionalità e
di straordinarietà che non è imputabile al normale rischio aziendale.

Le precedenti crisi
economiche non hanno mai impattato la nostra cifra d'affari, il settore dei
beni di lusso ha sempre resistito bene alle crisi, ad oggi invece ci troviamo
confrontati con una perdita di lavoro e di fatturato non indifferente.
L'intensità della flessione della cifra d'affari registrata negli ultimi 6 mesi
è ulteriormente dimostrabile dalla diminuzione degli ordini d'acquisto presso
la casa madre, come da documenti allegati.

 

2)
  A distanza di alcuni mesi dalla nostra prima richiesta di lavoro ridotto, la
situazione economica della nostra ditta non tende a migliorare, riteniamo che
nel corto termine non vi saranno grandi variazioni di fatturato e di lavoro per
i nostri collaboratori.

 

3)
  Per quel che riguarda gli sbocchi di mercato, come già annunciato nella
nostra lettera di opposizione del 12 febbraio, il contratto di rivendita con la
__________ non ci permette di esporre apparecchi di altre marche all'interno
della superficie di vendita destinata ai prodotti __________. La fascia media
del mercato dell’elettronica di consumo è in ogni caso ancora più problematica in quanto soggetta a forte concorrenza,
questa strada non è quindi percorribile per migliorare le nostra situazione.

 

4)
  __________ prevede per il secondo semestre 2009 un parziale riposizionamento
dell'offerta introducendo alcuni prodotti a prezzi più abbordabili, tale misura
ci permetterà di rafforzare la nostra posizione e superare al meglio questa
fase temporanea e del tutto eccezionale.

 

Vi preghiamo di far
riferimento alla nostra lettera di opposizione del 12 febbraio 2009 per avere
una chiara visione d'insieme delle nostra situazione.

 

Visto quanto sopra,
riteniamo quindi che la decisione impugnata dall'ufficio giuridico della
Sezione del lavoro debba essere rivalutata e riconsiderata favorevolmente al
fine di limitare i nostri danni e quelli dei nostri dipendenti in questo
difficile momento congiunturale, anche considerate le modifiche, in relazione
alla durata del lavoro ridotto, decise a livello federale, proprio per aiutare
le aziende in questo momento del tutto
eccezionale." (Doc. I)

 

                               1.4.   Nella sua risposta
del 5 maggio 2009 la Sezione del lavoro propone di respingere il ricorso e
osserva:

 

" 
(...)

Nella presente fattispecie, l'opponente opera nel
ramo dell’elettronica di intrattenimento di alta gamma (prodotti __________);
in ragione degli impegni contrattuali presi non ha la possibilità di esporre
apparecchi di altre marche nel proprio negozio e non può nemmeno ampliare il
proprio raggio d'attività a causa della presenza di altri rivenditori
autorizzati in altre zone del Ticino. Quale causa dell'attuale calo
dell'attività e della cifra d'affari l'azienda individua il probabile rinvio, a
causa della crisi economica, dell'acquisto dei beni di lusso - come quelli da
essa proposti - da parte della propria tradizionale clientela. L'azienda indica
quali fattori che dovrebbero sostenere il rilancio dell'attività l'adeguamento
dei prezzi imposti dal produttore (riposizionamento dell'offerta a partire dal
secondo semestre 2009), rispettivamente il parziale aggiornamento dell'offerta
dei prodotti (primavera 2009).

 

Ora, malgrado l'intensità della flessione della
cifra d'affari registrata nel primo mese dell'anno, le cause della riduzione
del lavoro indicate dall'azienda, tenuto conto del settore d'attività concreto,
non appaiono inusuali e pertanto la relativa perdita di lavoro non può essere
considerata computabile (art. 33 LADI)." (Doc.
III)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (cfr. STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007;
STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA           H 335/00 del 18 febbraio 2002;
STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U
347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT  I-2002 pag. 190 seg.; STFA H
304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   I
presupposti del diritto all'indennità per lavoro ridotto sono regolati all'art.
31 LADI.

                                         Questa
disposizione prevede esaustivamente (cfr. DTF 119 V 36) quattro condizioni
materiali, espresse positivamente, e tre condizioni personali, espresse
negativamente, per potere beneficiare dell'indennità per lavoro ridotto.

 

                                         Le
condizioni positive sono enumerate al cpv. 1 dell'art. 31 LADI secondo cui i
lavoratori, il cui tempo normale di lavoro è ridotto o il cui lavoro è
integralmente sospeso, hanno diritto a una indennità per lavoro ridotto se:

 

"  a.   sono
soggetti all'obbligo di contribuzione all'assicurazione contro           la disoccupazione
e non hanno ancora raggiunto l'età minima  per l'obbligo di contribuzione
nell'AVS;

                                          

  b.   la perdita di
lavoro è computabile (art. 32);

 

  c.   il rapporto di
lavoro non è stato disdetto;

 

  d.   la perdita di
lavoro è probabilmente temporanea ed è presumibile           che con la
diminuzione del lavoro potranno essere conservati i   loro posti di
lavoro."

 

 

                                         Secondo
il cpv. 1bis in vigore dal 1° luglio 2003 per verificare i
presupposti del diritto di cui al cpv. 1 lett. d, in casi eccezionali può
essere effettuata un'analisi aziendale a carico del fondo di compensazione.

 

                                         I
requisiti appena esposti devono essere adempiuti nella loro totalità.

                                         Le
condizioni negative sono stabilite all'art. 31 cpv. 3 LADI, secondo cui non
hanno diritto all'indennità per lavoro ridotto:

 

"  a.   i lavoratori, la cui perdita di lavoro non è determinabile o il
cui      tempo di lavoro non è sufficientemente controllabile;

 

  b.   il coniuge del
datore di lavoro occupato nell'azienda di     quest'ultimo;

 

  c.   le persone che,
come soci, compartecipi finanziari o membri di  un organo decisionale supremo
dell'azienda, determinano o       possono influenzare risolutamente le
decisioni del datore di                                        lavoro, come
anche i loro coniugi occupati nell'azienda."

 

 

                               2.3.   Secondo
l'art. 32 cpv. 1 LADI:

 

"  Una perdita di lavoro è computabile se:

  a. è dovuta a motivi
economici ed è inevitabile e

  b. per ogni periodo
di conteggio è di almeno il 10 per cento delle 

      ore di lavoro
normalmente fornite in complesso dai lavoratori        dell'azienda."

 

                                         Per
l'art. 33 cpv. 1 LADI non è invece computabile una perdita di lavoro:

 

"  a. se è dovuta a misure d'organizzazione aziendale, come lavori di  pulizia,
di riparazione o di manutenzione, nonché ad altre

    interruzioni dell'esercizio, usuali e
ricorrenti, oppure a circostanze   

    rientranti nella sfera normale del
rischio aziendale del datore di   

    lavoro;

 

  b. se è usuale nel
ramo, nella professione o nell'azienda oppure se è           causata da
oscillazioni stagionali del grado d'occupazione;

 

  c. in quanto cada in
giorni festivi, sia cagionata da vacanze aziendali           o sia fatta valere
soltanto per singoli giorni immediatamente prima        o dopo giorni festivi o
vacanze aziendali;

 

  d. se il lavoratore
non accetta il lavoro ridotto e dev'essere pertanto  rimunerato secondo il
contratto di lavoro;

 

  e. in quanto
concerne persone vincolate da un rapporto di lavoro di  durata determinata o da
un rapporto di tirocinio o al servizio di              un'organizzazione per
lavoro temporaneo oppure;

 

  f.  se è la
conseguenza di un conflitto collettivo di lavoro nell'azienda            in cui
lavora l'assicurato."

 

                                         Scopo
delle citate norme é di evitare la traslazione delle spese inerenti i rischi
aziendali all’assicurazione contro la disoccupazione (cfr. Messaggio del
Consiglio federale del 2 luglio 1980, in FF 1980 III pag. 531; cfr. pure il
Rapporto della Commissione della gestione del Consiglio nazionale, “Efficacia
delle indennità per lavoro ridotto”, in FF N. 10, 16 marzo 1999, pag.
1628-1643).

 

 

                               2.4.   Secondo
l'art. 33 cpv. 1 LADI non è computabile la perdita di lavoro dovuta a circostanze
rientranti nella sfera normale del rischio aziendale. Per "normale rischio
aziendale" si intende il pericolo di subire delle perdite per motivi
legati alla sfera interna dell'azienda (ad esempio: difetti nei macchinari,
problemi con il personale, errori di organizzazione) o per motivi esterni (ad
esempio la situazione del mercato), che ogni impresa ha e che è di conseguenza
in grado di calcolare o di prevenire o combattere con opportune contromisure
(cfr. G. Gerhards: "Kommentar zum Arbeitslosenversicherung (AVIG)",
Ed. Paul Haupt Berna e Stoccarda, 1987, Vol. I, pag. 426-428; STFA C 264/03 del
2 dicembre 2004; STFA C 189/02 del 15 marzo 2004; SVR 2003 ALV Nr. 9; DLA 2002
pag. 59, DLA 2000 pag. 53, consid. 4b, pag. 57 e 58; DLA 1999 pag. 48 e 204;
DLA 1998 pag. 290; DLA 1996/1997 pag. 54, consid. 2b, pag. 58; DLA 1995 pag.
117, consid. 1b, pag. 119 e 120).

                                         Infatti,
la giurisprudenza federale ha stabilito che le perdite di lavoro che possono
colpire ogni datore di lavoro rientrano nei rischi normali dell’azienda e
devono di regola essere assunti da quest’ultima. Soltanto se esse presentano un
carattere eccezionale o straordinario conferiscono un diritto all’indennità per
lavoro ridotto (cfr. STFA C 121/05 dell’11 agosto 2005; STFA C 189/02 del 15
marzo 2004; SVR 2003 ALV Nr. 9; DLA 2000 pag. 53, consid. 4b, pag. 57 e 58; DLA
1999 pag. 204, consid. 2a, pag. 206; DLA 1996/1997 pag. 54, consid. 2b aa),
pag. 58; DLA 1995 pag. 117, consid. 1b, pag. 119 e 120).

 

                                         Nella
citata sentenza C 189/02 del 15 marzo 2004, l'Alta Corte ha confermato il
precedente giudizio di questo Tribunale e, definendo le perdite di lavoro
rientranti nel normale rischio aziendale, ha, tra l'altro, ribadito che:

 

" 
(…)

Trattasi segnatamente di perdite di lavoro
abituali che, secondo l'esperienza, sopravvengono periodicamente e possono
colpire ogni datore di lavoro. Ogni azienda deve quindi affrontare tali
evenienze ed essere in grado di prevederle, prevenirle o combatterle con
opportuni provvedimenti. Soltanto se le perdite denotano un carattere
eccezionale o straordinario possono dar diritto al versamento di un'indennità
per lavoro ridotto (DLA 1998 no. 50 pag. 291 consid. 1,
1996/1997 no. 11 pag. 58 consid. 2b/aa e riferimenti; cfr. anche Gerhards,
Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, vol. I,
pag. 426 segg., note 64-70).

 

(…)

 

Alla pronuncia cantonale deve essere prestata
adesione anche nella misura in cui ha concluso che i motivi addotti dalla
società a sostegno della domanda di indennità per lavoro ridotto - fluttuazione
dei prezzi, differimento delle commesse - rientravano, conformemente alla
giurisprudenza, nel normale rischio aziendale e non erano quindi risarcibili
dall'assicurazione contro la disoccupazione."

(cfr. STFA del 15 marzo 2004 nella causa F. SA, C
189/02)

 

 

                                         In
un’altra sentenza C 264/03 del 2 dicembre 2004, il Tribunale federale delle
assicurazioni (TFA) (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale, TF) ha confermato
il precedente giudizio di questo Tribunale e, in particolare, ha puntualizzato
che: 

 

" 
(…)

Il concetto di normalità deve essere definito con
riferimento all'attività specifica espletata dall'azienda e meglio deve tener
conto delle sue peculiarità. In tale contesto il criterio della prevedibilità
assume un significato determinante (DTF 119 V 500 consid. 1; DLA 1999 no. 10
pag. 48, 1998 no. 50 pag. 290, 1995 no. 20 pag. 117).

(…)" (cfr. STFA del 2 dicembre 2004 nella
causa L.C. SA, C 264/03)

 

                                         In una
sentenza 8C_279/2007 pubblicata in DLA 2008 pag. 158 il Tribunale federale ha
stabilito che la perdita di un cliente importante fa parte del normale
rischio aziendale ed ha rilevato:

 

" 
(...)

2.3 Der Einwand in der Beschwerde, der Wegfall
eines Grosskunden wie X.________ könne nicht als normales Betriebsrisiko
qualifiziert werden, zumal sich die Firma dadurch in einer aussergewöhnlichen
Situation befunden habe, ist nicht stichhaltig. Im Lichte des nicht
offensichtlich unrichtig oder unvollständig festgestellten Sachverhalts (E.
1.1) durfte die Vorinstanz den Anspruch auf Kurzarbeitsentschädi-gung ablehnen,
zumal, wie die Beschwerdeführerin selber ausführt, eine gewisse Abhängigkeit
(Klumpenrisiko) seit Anbeginn des Bestehens der Firma existierte. Die
Geschäftsbeziehung mit einem Hauptkunden, auch bei gutem Einvernehmen,
beinhaltet das vorhersehbare Risiko, bei veränderten Verhältnissen einen
Umsatzeinbruch zu erleiden (Urteil vom 2. November 2006 E. 1 [C 279/05]).
Dieses Klumpenrisiko wurde in Kauf genommen, wobei die Frage offen bleiben
kann, ob die eingetretene Situation gar vermeidbar gewesen wäre (vgl. auch ARV
1997 Nr. 39 S. 214: Bundesamtliche Weisung zur Produktionseinschränkung gilt
als branchenüblich und eröffnet einer betroffenen Käserei keinen Anspruch auf
Arbeitslosenentschädigung). Die Vorinstanz hat in ihrer Beurteilung, es handle
sich im vorliegenden Fall um ein normales Betriebsrisiko, demnach kein
Bundesrecht verletzt. (...)"

 

                                         In una
decisione del 23 febbraio 1999, pubblicata in DLA 1999 N. 35, pag. 204 seg., ha
stabilito che la diminuzione dei pernottamenti nel settore ospedaliero, constatata
da parecchio tempo, costituisce una tendenza generale nel settore della
sanità e fa quindi parte delle circostanze relative ai rischi aziendali normali
che una clinica privata deve assumersi.

 

                                         In quella
sentenza l'Alta Corte ha in particolare rilevato:

 

" 
b) Les premiers juges ont examiné la question du
risque normal

d'exploitation à la lumière des statistiques
publiées par le service de la santé publique. Ils ont ainsi retenu que le
nombre des «journées malades» dans les hôpitaux de soins aigus a tendance à
diminuer depuis plusieurs années, celles-ci étant passées de 374 700 à 296 000
unités entre les années 1988 et 1996. Par ailleurs, cette tendance à la baisse
touche également la durée moyenne des séjours dans cette catégorie
d'établissements, laquelle a diminué de 11,2 à 8,29 jours durant la même
période.

 

La commission de recours a considéré qu'il s'agit là
d'une tendance générale dans le secteur hospitalier qui résulte de plusieurs
facteurs. Elle a ainsi retenti que l'évolution des techniques chirurgicales
engendre un développement de la chirurgie ambulatoire et de l'hospitalisation
de jour. Par ailleurs, la commission a mis en évidence d'une part
l'amélioration de l'état de santé général de la population, étroitement liée
aux progrès accomplis en matière de prévention des maladies, et d'autre part la
politique de maîtrise des coûts de la santé

voulue par l'Etat. Enfin, en ce qui concerne plus
particulièrement les hospitalisations en division privée ou semi-privée, les
premiers juges ont considéré que l'augmentation des primes d'assurance-maladie
a certainement joué un rôle non négligeable en incitant les assurés à
privilégier l'hospitalisation en division commune.

 

Cela exposé, la juridiction cantonale de recours en
a conclu que l'employeur aurait pu anticiper la dégradation de la situation en
pre­nant en temps voulu les mesures de restructuration adéquates, si bien que
le recours de l'autorité fédérale de surveillance devait être admis pour ce
motif déjà (art. 33 al. 1 let. a LACI).

 

3. -La recourante reconnaît que le nombre de nuitées
à la clinique a diminué au cours de l'année 1997, aussi bien en chambres
privées qu'en division commune. Elle admet ainsi expressément que sa déci­sion
de fermer un étage complet de soins, entraînant une réduction de 25 lits en
1997, était directement liée à la baisse de fréquentation de l'établissement et
que cette mesure de restructuration allait con­duire au licenciement de neuf
collaborateurs.

 

Quant au caractère prévisible de la diminution des
nuitées, la recou­rante rappelle qu'elle est un institut privé. En conséquence,
sou­tient-elle, on ne saurait, d'un point de vue strictement économique,
comparer sa situation à celle d'un hôpital cantonal subventionné, si bien que
les conclusions auxquelles les premiers juges sont parvenus à la lecture du
concept hospitalier sont erronées.

 

Il incombait pourtant à la recourante d'exposer en
détail les motifs pour lesquels les statistiques retenues par les premiers
juges ne s'appliquent pas à son cas. Or, elle se borne à alléguer que sa
situation est différente de celle des établissements hospitaliers publics,
alors qu'on aurait pu attendre d'elle-en vertu de son devoir de collaborer à
l'instruction de sa cause (ATF 122 V 158 consid. la et les réfé­rences) - qu'elle produise (ou offre de produire) toutes
les données (statistiques, en particulier) susceptibles d'appuyer ses
conclusions.

 

En l'espèce, on voit mal en quoi les pertes de
travail qui ont touché la recourante présenteraient un caractère exceptionnel
ou extraordi­naire, au sens où la jurisprudence l'entend, de nature à ouvrir
droit à une indemnité en cas de réduction de l'horaire de travail. En effet,

comme les premiers juges l'ont considéré à juste
titre, la diminution des nuitées dans le secteur hospitalier a été observée de
longue date et constitue une tendance générale dans le secteur de la santé (cf.
consid. 2b ci-dessus), ce que la recourante ne conteste du reste pas. Il s'agit
donc ici manifestement de circonstances inhérentes aux risques normaux
d'exploitation assumés par une entreprise telle que celle de la recourante (
ans le même sens, voir DTA 1996/1997 n° 11 p. 58 consid. 2b)." (DLA
1999 pag. 206-207)

 

                                         Nel caso
di una ditta operante nel ramo dell'informatica, l'Alta Corte ha stabilito che
motivi quali il calo delle vendite, la diminuzione della percentuale di
sconto da parte del fornitore, le difficoltà di recupero crediti e l'aumento
dei costi, rientrano nel normale rischio aziendale ed ha sottolineato che:

 

" 
(…) 

Alla luce della crescente situazione
concorrenziale che notoriamente interessa il ramo dell'informatica, dell'__________
e della produzione e commercializzazione di prodotti correlati è infatti
indiscutibile che una perdita di lavoro per ragioni come quelle avanzate
dall'insorgente può di principio toccare nello stesso modo ogni datore di
lavoro di questo ramo e non può pertanto dirsi imprevedibile. La medesima, non
assumendo un carattere eccezionale o straordinario nella congiuntura attuale,
non è pertanto computabile, ma va di principio assunta dalla ditta interessata,
ove peraltro si rilevi che occorre evitare che l'intervento dell'assicurazione
contro la disoccupazione ostacoli la concorrenza mediante una ridistribuzione
dei costi e dei redditi a carico delle aziende strutturalmente forti (cfr. DLA
1995 no. 20 pag. 120 consid. 2b). (…)"

(cfr. STFA C 115/99 del 30 agosto 1999, consid.
2)

 

                                         In
una sentenza C 246/06 del 16 luglio 2007 il Tribunale federale ha accolto un
ricorso della Segreteria di Stato dell'economia (in seguito: SECO) contro una
decisione del TCA  che aveva confermato una decisione su opposizione della
Sezione del lavoro che non si era opposta, nel principio, al riconoscimento di
indennità per lavoro ridotto ad una ditta attiva in particolare nella
produzione di bancali in legno. 

                                         L'Alta Corte ha stabilito
che le circostanze invocate dall'azienda rientravano nel normale rischio
aziendale, rilevando: 

 

" 
5.2 Questa Corte non condivide le conclusioni
dei primi giudici nel ritenere che la situazione creatasi alla X.________ SA
non fosse prevedibile. Infatti, da quanto precede emerge che la ditta era
confrontata con misure di riorganizzazione aziendale e con lavori di
riparazione usuali per un'azienda che inizia un'attività nuova.

 

La società da subito si era dovuta confrontare
con problemi sia di produzione quantitativa dei pallet - in quanto i macchinari
in dotazione della società invece di produrre 2'000 unità giornaliere, come aveva
valutato il produttore italiano, leader mondiale del settore, era in grado di
sfornare dalle 600 alle 700 unità - sia perché i macchinari erano sovente
guasti.

 

In sostanza, sin dall'inizio dell'attività della
società vi è stato un problema con il taglio del legno, che produceva scarti
superiori a quelli previsti, e con il funzionamento dei macchinari, che per
motivi tecnici si bloccavano. Nemmeno con i molteplici interventi dei tecnici
della ditta produttrice è stato possibile risolvere tale problema.

 

Ora, i costi di tali disfunzioni - ossia
l'inadeguatezza del macchinario rispettivamente degli interventi tecnici volti
ad ottimizzarne la produzione dal profilo quantitativo e qualitativo, senza
peraltro che il consiglio di amministrazione ne fosse messo tempestivamente a
conoscenza e potesse quindi intervenire con l'autorevolezza che gli compete per
combatterle in modo efficace, ad esempio procedendo in via giudiziale contro il
venditore degli impianti per inadempimento delle qualità promesse - non possono
essere caricati all'assicurazione contro la disoccupazione, come giustamente
sostiene il seco, perché secondo un consolidato principio giurisprudenziale,
condiviso dalla dottrina, le aritmie di funzionamento affrontate dalla X.________
SA rientrano nei normali rischi aziendali del datore di lavoro (v. consid.
3.1), atteso comunque che per l'art. 31 cpv. 1 lett. d LADI la perdita di
lavoro deve essere temporanea (nel senso di pochi mesi e non di oltre 6 mesi).

 

Non è infatti ragionevolmente sostenibile finanziare
con denaro pubblico i tempi morti, peraltro assai dispersivi dal profilo
temporale, intercorsi in vista del reperimento di finanziamenti esterni.
T.________ SA ha difatti affermato in sede di osservazioni all'opposizione
interposta dal seco avverso la decisione 11 novembre 2005, che le conseguenze
di un rifiuto all'ottenimento del lavoro ridotto sarebbero state con ogni
probabilità il fallimento di T.________ SA in quanto gli azionisti non
intendevano effettuare nuove iniezioni di denaro fresco nella società e gli
accordi con l'azionista di M.________, società italiana attiva nel medesimo
settore, dovevano subire modifiche sostanziali, visto che tutti gli attivi
della società sottostavano a una riserva di proprietà da parte della creditrice
e che quindi i proventi di qualsiasi vendita di attivi dovevano andare
esclusivamente all'istituto di credito.

 

Se il consiglio d'amministrazione della società è
intervenuto in ritardo (cambiando, dopo circa un anno, due responsabili della
produzione) o se le trattative con finanziatori esterni si sono prolungate (per
questioni burocratiche) oltre i tempi ragionevolmente ipotizzabili, questo non
può di certo determinare un finanziamento con denaro pubblico ad opera delle
assicurazioni sociali quando, come nel caso di specie, vengono a mancare i
presupposti per beneficiare delle indennità per lavoro ridotto. Infatti,
l'azienda si sarebbe dovuta tutelare direttamente contro il venditore dei
macchinari (il produttore S.________, leader mondiale italiano) per farsi risarcire
il danno causato dall'inadempimento contrattuale, ritenuto altresì che doveva
preoccuparsi tempestivamente in vista del reperimento di finanziamenti esterni
alla ditta non essendo ovviamente reputato congruo un lasso di tempo oltre i
sei mesi."

 

                                         In una
sentenza 38.2007.91 del 16 gennaio 2008 il TCA ha negato il diritto ad
indennità per lavoro ridotto ad uno studio fisioterapico che aveva invocato la
concorrenza accresciuta, argomentando:

 

" 
Nella presente fattispecie, la X ha motivato
l'introduzione del lavoro ridotto con il fatto che lo studio di fisioterapia ha
subito un calo di clientela. Infatti un certo numero di pazienti si farebbe
curare in Italia, zona di confine, dopo l'entrata in vigore degli Accordi
bilaterali.

Tale fenomeno avrebbe toccato anche altri studi
di fisioterapia (cfr. consid. 1.1).

 

Secondo il TCA questo motivazione non è tale da
permettere il riconoscimento dal diritto ad indennità per lavoro ridotto.
Infatti si tratta di una circostanza che manifestamente rientra nel rischio normale
del datore di lavoro (cfr. consid. 2.4). 

D'altra parte, secondo quanto affermato dallo
stesso ricorrente, la perdita di clientela ha interessato anche le altre ditte
attive nel settore della fisioterapia.

In tale contesto va ricordato che, secondo la
giurisprudenza federale, una concorrenza accresciuta nel settore specifico è
una circostanza che fa parte del normale rischio aziendale (cfr. DLA 1999 pag.
204, DLA 2003 pag. 195).

 

Alla luce di quanto appena esposto il TCA ritiene
che la perdita di lavoro subita dalla ditta è dunque da ascrivere a circostanze
rientranti nel normale rischio aziendale (cfr. pure la STF C 302/05 del 25
luglio 2007 in fine, riprodotta al consid. 2.4).

Essa non è dunque computabile alla luce dell'art.
33 cpv. 1 lett. b LADI."

 

                                         Sul
concetto di normale rischio aziendale B. Rubin (in Assurance-chômage. Ed.
Schultess, Juristische Medien AG, Zurigo-Basilea-Ginevra 2006) rileva quanto
segue:

 

" 
Cette notion, qui a donné lieu à une jurisprudence
fournie et souvent restrictive, mérite d'étre examinée dans le détail. 

Doivent ainsi étre considérées comme des risques
normaux d'exploitation les pertes de travail habituelles, c'est-à-dire celles
qui, d'après l'expérience de la vie, surviennent périodiquement et peuvent dès
lors faire l'objet de calculs prévi­sionnels. A titre d'exemple, le fait d'étre
sur le point de terminer un mandat important fait partie de la planification
normale de l'activité d'une entreprise et n'a rien d'exceptionne.

 

La mauvaise conjoncture économique constitue le
risque normal d'exploitation par excellence. Généralement, elle rend la
situation concurrentielle plus tendue. 

Une réduction de la demande ou de la clientèle due à
la conjoncture n'a rien d'exceptionnel, dans la mesure où elle peut frapper
chaque employeur dans n'importe quel secteur d'activité. Pratiquement, le fait
d'admettre le contraire aurait pour effet de permettre à chaque employeur de
demander l'indemnité en cas de RHT dès que les commandes se raréfient. Une
telle solution entrerait en contradiction avec la volonté du législateur,
puisque ce demier a précisément souhaité éviter que l'indemnité en cas de RHT
aboutisse à une subvention généralisée d'un secteur en difficulté (arrosoir).
Cette indemnité ne constitue pas une assurance contre les risques
d'exploitation.

 

En d'autres termes, il n'appartient pas à
l'indemnité en cas de RHT de freiner les changements structurels inévitables à
moyen et long terme, pas plus qu'il ne lui appartient de s'immiscer dans la
concurrence entre employeurs. Si ce n'était pas le cas, on pourrait aboutir à
une distorsion de la concurrence en raison d'une intervention étatique. La
concurrence est en effet une donnée fondamentale de notre système économique,
donnée que l'assurance-chdmage doit se garder d'entraver. Or, il faut éviter,
par le biais de l'indemnité en cas de RHT, de redistribuer s revenus aux e
treprises structurellement faibles, au détriment des entreprises plus
fortes." (pag. 505)

 

                                         Questo autore ha
successivamente, tra l'altro, esposto tre situazioni nelle quali l'Alta Corte
ha concluso che non si trattava di un normale rischio aziendale:

 

" 
Le Tribunal fédéral des assurances a par
ailleurs estimé que la chute rapide et massive du prix du pétrole et
l'évolution monétaire défavorable ne constituaient pas un risque normal
d'exploitation s'agissant d'une entreprise spécialisée dans l'exportation vers
l'Irak de machines de construction et dans l'importation, en
provenance de ce pays, de sucre de dattes.

 

De même, la chute des prix et la surproduction
mondiale dans l'industrie de l'acier ne constituent pas non plus des
risques d'exploitation normaux pour une entreprise de construction de tuyaux de
conduite.

 

Les attentats du 11 septembre 2001 aux Etats-Unis
et la débâcle de Swissair en octobre de la même année ne font pas partie des
risques normaux d'exploitation d'une entreprise de la branche du voyage.
On ne saurait compter avec la survenance de tels événements." 

(pag. 510)

 

                               2.5.   In una direttiva dell'aprile
2009, pubblicata in Prassi LADI 2009 pag. 17, la Segreteria di Stato per
l'economia (SECO) ha rilevato:

 

" 
ILR E CRISI CONGIUNTURALE

 

A causa del previsto rallentamento congiunturale
occorre attendersi un aumento delle domande di indennità per lavoro ridotto. Le
disposizioni legali in vigore hanno mostrato, in occasione dei precedenti
periodi di indebolimento della congiuntura, tutta la loro utilità quale mezzo
per evitare brusche riduzioni del personale.

 

Sebbene le esperienze fatte finora siano
positive, rimane comunque evidente che, nella situa­zione attuale, il diritto
all'indennità debba essere esaminato alla luce delle condizioni stabilite dalla
legge e dall'ordinanza come pure secondo la Circolare ILR.

 

Di conseguenza le autorità preposte
all'esecuzione devono esaminare attentamente se le con­dizioni del diritto sono
soddisfatte. Il semplice riferimento all'esistenza di una crisi finanziaria non
è sufficiente per giustificare un diritto all'indennità per lavoro ridotto. Lo
stesso vale quando una diminuzione dei redditi non corrisponde a una perdita di
lavoro.

 

Per questo motivo occorre accordare un'attenzione
particolare ai motivi, previsti dalla legge, che escludono la computabilità
della perdita di lavoro, quali gli aspetti stagionali o il carattere usuale
della perdita di lavoro del ramo in questione, la professione o l'azienda."

 

                                         Le direttive
amministrative non costituiscono norme giuridiche e non sono vincolanti per il
giudice delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 25 gennaio 2007 nella causa
H, C 124/06 ). Quest’ultimo deve tenerne conto per prendere la sua decisione
nella misura in cui queste ultime permettono un’interpretazione delle
disposizioni legali applicabili giustificata nel caso di specie (cfr. DTF 132
V125 consid. 4.4; DTF 132 V 203 consid. 5.1.2;DTF 131 V 286
consid. 5.1.; DTF 131 V 45 consid. 2.3; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; DTF
127 V 57 consid. 3a; STFA del 22 agosto 2000 nella causa C.-G., I 102/00, DTF
125 V 377, consid. 1c, pag. 379 e riferimenti; SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d,
pag. 252, ALV Nr. 86 consid. 2c, pag. 262, ALV Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268
= DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127 e ALV Nr. 98 consid. 4a, pag. 300).

                                         Il giudice deve invece
scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr.
DTF 130 V 229 consid. 2.1.; STFA dell'8 maggio 2001 nella causa Z., H 183/00;
DTF 126 V 68 consid. 4b; DTF 125 V 379 consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR
1997 ALV Nr. 86, consid. 2c, pag. 262, SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag.
267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid.
4a, pag. 300; DTF 120 V 163 consid. 4b, DTF 119 V 65 consid.
5a; RCC 1992 pag. 514, RCC 1992 pag. 220 consid. 16; DLA 1992 N. 5, consid. 3b,
pag. 91; DTF 117 V 284 consid. 4c, DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16
consid. 1, DTF 112 V 233 consid. 2a, DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4
consid. 3a; vedi inoltre Bois, "Procédures
applicables aux requérants d'asile" in RSJ 1988 pag. 77ss; Duc-Greber:
"La portée de l'art. 4 de la Constitution fédérale en droit de la sécurité
sociale" in RDS 1992 II pag. 527; Cattaneo, "Les mesures préventives
et de réadaptation de l'assurance-chômage", Ed. Helbing &
Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Meno 1992, pag. 296-297).

                                         Secondo la giurisprudenza,
infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una
pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze
(DTF 118 V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b).

 

                               2.6.   Nella
presente fattispecie la ditta ha dovuto introdurre il lavoro ridotto in quanto,
da una parte, la sua clientela abituale (con alto potere d'acquisto) ha
rinunciato a comperare gli apparecchi (cfr. doc. 8: "già a partire
dall'autunno abbiamo risentito una forte riduzione della richiesta") e,
d'altra parte, il contratto di rivendita con la __________ le impedisce
"di esporre altre marche all'interno della superficie di vendita"
(cfr. Doc. 4).

                                         Come
visto in precedenza il calo delle vendite rientra nel normale rischio
aziendale. Allo stesso l'Alta Corte considera la perdita di un cliente
importante (cfr. consid. 2.4).

                                         Secondo
questo Tribunale, la situazione della ricorrente è paragonabile a quest'ultimo
caso: la scelta di rappresentare un’ unica ditta rivolgendosi esclusivamente a
clientela con alto potere d'acquisto, la espone ad un particolare rischio di
subire delle perdite di lavoro in caso di difficoltà congiunturali o di
modifiche nei rapporti con la ditta __________.

                                         Poiché la
perdita di lavoro subita dalla RI 1 è da ascrivere a motivi rientranti nel
normale rischio aziendale del datore di lavoro (cfr. Doc. 5), la decisione su
opposizione impugnata deve pertanto essere confermata.

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti