# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 308c8f40-f860-5e82-a6ca-2fff61d69682
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-05-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.05.2017 D-1757/2016
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1757-2016_2017-05-16.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1757/2016 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 6  m a g g i o  2 0 1 7  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Markus König,  

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Eritrea,   

patrocinato dal lic. iur. Mario Amato,  

Soccorso operaio svizzero SOS Ticino,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (senza allontanamento);  

decisione della SEM del 16 febbraio 2016 / N (…). 

 

 

 

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Visto: 

la domanda d'asilo che A._______ ha presentato in Svizzera il 30 settem-

bre 2014, 

i verbali di audizione del 17 ottobre 2014 (di seguito: verbale 1) e del 3 feb-

braio 2016 (di seguito: verbale 2), 

la decisione del 4 novembre 2014 dell'Autorità regionale di protezione (…) 

sede di B._______ che ha istituito nei confronti del richiedente l'asilo mino-

renne una curatela di rappresentanza ai sensi dell'art. 306 CC e nominato 

il signor C._______ quale curatore, 

la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (SEM; già Ufficio 

federale della migrazione, UFM) del 16 febbraio 2016, notificata al curatore 

il 17 febbraio 2016, con cui tale autorità ha respinto la succitata domanda 

d'asilo e pronunciato l'allontanamento del richiedente dalla Svizzera, rite-

nendo però non ragionevolmente esigibile l'esecuzione dell'allontana-

mento verso l'Eritrea, con conseguente ammissione provvisoria dell'inte-

ressato, 

il ricorso inoltrato al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribu-

nale) il 21 marzo 2016 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata: 

22 marzo 2017), con cui l'insorgente ha postulato l'annullamento della de-

cisione della SEM del 16 febbraio 2016 ed il riconoscimento della qualità 

di rifugiato; contestualmente ha presentato una domanda di assistenza giu-

diziaria, con protesta di spese e ripetibili, 

la decisione incidentale del 23 agosto 2016 con cui il Tribunale ha accolto 

l'istanza di concessione dell'assistenza giudiziaria ed ha nel contempo in-

vitato la SEM ad inoltrare una risposta al ricorso, 

la risposta al ricorso dell'autorità di prime cure del 30 agosto 2016 tra-

smessa all'insorgente per conoscenza, 

la decisione del 6 marzo 2017 dell'Autorità regionale di protezione (…) 

sede di B._______ che ha revocato per raggiungimento della maggiore età 

la curatela di rappresentanza istituita in favore del richiedente l'asilo,  

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

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e considerato: 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi [RS 142.31]) contro 

una decisione in materia d'asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 

LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 

cpv. 1 lett. a-c e 52 PA,  

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l'approvazione di un 

secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, la 

violazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5), 

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che preliminarmente occorre rilevare che, essendo stato il ricorrente posto 

al beneficio dell'ammissione provvisoria per inesigibilità dell'esecuzione 

dell'allontanamento con decisione del 16 febbraio 2016, e non avendo in 

specie l'interessato censurato la pronuncia dell'allontanamento da parte 

dell'autorità inferiore, oggetto del litigio in questa sede risulta essere esclu-

sivamente la questione del riconoscimento della qualità di rifugiato e di 

concessione dell'asilo, 

che nel corso dell'audizione sulle generalità A._______ ha dichiarato es-

sere cittadino eritreo di etnia tigrina, nato e cresciuto a D._______ nella 

zoba Debub (Nus Zoba E._______) dove avrebbe risieduto fino all'espatrio 

avvenuto nel secondo mese del 2012 (cfr. verbale 1, pag. 3 segg.), 

che sentito in merito ai motivi della sua domanda, l'interessato ha dichia-

rato di essere espatriato per non dover effettuare il servizio militare e per 

cercare un'esistenza migliore (cfr. verbale 2, D58 seg.), 

che nella decisione querelata, la SEM ha anzitutto ritenuto inverosimili poi-

ché inconsistenti e contraddittorie le allegazioni del richiedente concernenti 

il viaggio d'espatrio, 

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che per il resto, l'autorità inferiore ha considerato non pertinenti le dichia-

razioni dell'interessato, 

che in particolare, la povertà della famiglia del richiedente così come la sua 

volontà di costruirsi all'estero una vita migliore non sarebbero rilevanti ai 

sensi dell'art. 3 LAsi poiché imputabili alle difficili condizioni di vita socio-

economiche vigenti in Eritrea, 

che infine, non sarebbe neppure rilevante il timore dell'interessato di dover 

svolgere il servizio militare poiché egli non avrebbe mai avuto un contatto 

con le autorità militari eritree e non avrebbe mai ricevuto una comunica-

zione per un eventuale arruolamento,  

che per di più, l'obbligo di prestare servizio militare non costituirebbe di per 

sé una persecuzione rilevante poiché sarebbe un obbligo civile generale 

che toccherebbe la maggior parte della popolazione e non sarebbe dettato 

dalla volontà di perseguire in maniera mirata una persona in particolare, 

che nel ricorso, il ricorrente contesta il parere dell'autorità di prime cure 

quanto all'inverosimiglianza delle allegazioni inerenti all'espatrio,  

che egli avrebbe fornito le informazioni essenziali che, pur essendo laconi-

che, non potrebbero essere considerate inconsistenti o contraddittorie, 

che sarebbe dunque più verosimile la circostanza che il ricorrente sia uscito 

illegalmente dall'Eritrea,  

che in secondo luogo, per ciò che concerne il timore di essere in futuro 

arruolato dall'esercito eritreo, l'insorgente rileva che sarebbe notorio che le 

pene previste per renitenti e disertori in Eritrea sarebbero sproporzionata-

mente severe e sarebbero da considerare come motivate politicamente 

("malus assoluto"),  

che di conseguenza, a dire del ricorrente, la SEM non avrebbe potuto esi-

mersi dall'esaminare la verosimiglianza delle allegazioni fornite dal ricor-

rente dal momento che il suo timore di essere sottoposto in futuro a misure 

persecutorie, dovrebbe essere ritenuto fondato, 

che in conclusione, la decisione impugnata andrebbe annullata poiché resa 

sulla scorta di un esame incompleto del fatti rilevanti ed al ricorrente an-

drebbe riconosciuta la qualità di rifugiato,  

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che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi); che l'asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato; che 

esso include il diritto di risiedere in Svizzera,  

che giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese di 

origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di es-

sere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente l'e-

sposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le 

misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 

LAsi); che non sono invece rifugiati le persone che sono esposte a seri 

pregiudizi o hanno fondato timore di esservi esposte per aver rifiutato di 

prestare servizio militare o per aver disertato (l'art. 3 cpv. 3 LAsi); che è 

fatto salvo il rispetto della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 lu-

glio 1951 (Conv., RS 0.142.30), 

che per il resto si rilevi in primo luogo come la giurisprudenza abbia già 

avuto modo di confermare, anche dopo l'adozione dell'art. 3 cpv. 3 LAsi, la 

prassi previgente riguardante le persone che motivano una domanda d'a-

silo con il rifiuto di servire o la diserzione nel loro Paese d'origine; che con-

seguentemente, siffatti motivi non sono di per sé sufficienti a fondare la 

qualità di rifugiato, a meno che ne risulti una persecuzione ai sensi 

dell'art. 3 cpv. 1 LAsi; che in altri termini, in virtù dei motivi menzionati in 

questa disposizione, alla persona interessata deve essere riconosciuta la 

qualità di rifugiato soltanto se, in seguito alla sua renitenza o diserzione, 

ella debba temere un trattamento che comporti seri pregiudizi ai sensi 

dell'art. 3 cpv. 2 LAsi (cfr. DTAF 2015/3 consid. 4.3-4.5 e 5); che pertanto, 

una sanzione per renitenza o diserzione costituisce una persecuzione rile-

vante in materia d'asilo qualora essa risulti, per uno dei motivi ai sensi 

dell'art. 3 LAsi, discriminante (malus relativo) oppure in sé sproporzionata-

mente elevata (malus assoluto) (cfr. DTAF 2015/3 consid. 5.7.1 e 5.9), 

che il timore di essere sanzionato per renitenza o diserzione è oggettiva-

mente fondato allorquando il richiedente è in contatto con le autorità mili-

tari; che detto contatto è presunto se la diserzione è avvenuta durante il 

servizio attivo; che decisivo deve inoltre essere considerato qualsivoglia 

contatto con le autorità da cui emerge una volontà di reclutamento della 

persona; che ciononostante, il contatto deve essere reale e concreto; che 

non è sufficiente invece, il timore di essere – esclusivamente a causa 

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dell''tà idonea al servizio di leva – reclutato (cfr. GICRA 2006 n. 3 con-

sid. 4.10 pag. 29), 

che nel caso in esame non vi sono evidenze agli atti che permettano di 

concludere quanto all'esistenza di un pregresso contatto del ricorrente con 

le autorità militari (cfr. verbale 1, pag. 7; verbale 2, D68-D70); che l'insor-

gente si è infatti limitato ad invocare il timore di essere reclutato sulla sola 

base della sua età idonea al servizio di leva, 

che pertanto si può escludere il caratterizzarsi in specie di un fondato ti-

more per il ricorrente di essere esposto in caso di rientro in patria a tratta-

menti che comportino seri pregiudizi ai sensi dell'art. 3 cpv. 2 LAsi a causa 

di renitenza o diserzione, 

che di conseguenza, facendo difetto una delle due condizioni cumulative, 

è a giusto titolo che la SEM ha potuto esimersi dall'analizzare la verosimi-

glianza di tale motivo d'asilo, 

che lo stesso vale anche per quanto riguarda l'espatrio illegale dal Paese; 

che per i motivi che seguono la questione della verosimiglianza di tale 

espatrio può nella fattispecie essere lasciata aperta, 

che invero, in una recente sentenza pubblicata come sentenza di riferi-

mento (D-7898/2015 del 30 gennaio 2017) il Tribunale, dopo approfondita 

analisi delle attuali informazioni sul Paese (cfr. D-7898/2015 consid. 4.6-

4.11), ha esaminato la questione della rilevanza in materia d'asilo dell'e-

spatrio illegale dall'Eritrea e stabilito che quest'ultimo, da solo, non è suffi-

ciente per ritenere, con una probabilità preponderante, un rischio di subire 

delle persecuzioni rilevanti in materia d'asilo, 

che dall'analisi è infatti risultato che molte persone che sono espatriate il-

legalmente dall'Eritrea hanno potuto farvi ritorno senza particolari problemi 

per soggiorni di corta durata; che pertanto non si può più presumere con 

una probabilità preponderante che i cittadini eritrei siano esposti in Patria 

a sanzioni che per la loro intensità e per le ragioni politiche dello Stato 

equivalgano seri pregiudizi ai sensi della legge sull'asilo e ciò unicamente 

a causa dell'espatrio illegale, 

che un rischio accresciuto di subire una sanzione, può essere riconosciuto 

unicamente in presenza di elementi supplementari che lascino presupporre 

che la persona sia malvista dalle autorità eritree (cfr. D-7898/2015 con-

sid. 5.1), 

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che nel presente caso, fermo considerato anche che il ricorrente ha la-

sciato il paese ancora giovanissimo, non vi sono elementi che lascino pre-

supporre l'esistenza di un tale rischio accresciuto di subire una sanzione 

rilevante ai sensi dell'asilo in caso di rientro in Patria, 

che di conseguenza, la SEM con la decisione impugnata non ha violato il 

diritto federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non 

ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi); che pertanto il ricorso va respinto, 

che visto l'esito della procedura, le spese processuali che seguono la soc-

combenza, sarebbero da porre a carico del ricorrente, 

che ciononostante, avendo il Tribunale, con decisione incidentale del 

23 agosto 2016, accolto l'istanza di assistenza giudiziaria giusta l'art. 65 

cpv. 1 PA, non vengono prelevate le spese processuali, 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF),  

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Sebastiana Bosshardt 

 

 

Data di spedizione: