# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a29d30ae-2d95-5cac-835e-8ac3d718e56b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-05-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 19.05.2008 42.2008.2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2008-2_2008-05-19.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  42.2008.2

   

  rs

  	
  Lugano

  19 maggio
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris
  Vacchini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 2 gennaio 2008 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 19 dicembre
  2007 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento,
  6501 Bellinzona

   

  in materia di assistenza sociale

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su reclamo del 19 dicembre 2007 l’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento (USSI) ha confermato la propria decisone del 24 ottobre 2007
con la quale ha negato a RI 1 il diritto a prestazioni assistenziali postulate
con domanda del 30 agosto 2007, in quanto il reddito disponibile residuale
della sua unità di riferimento supera il limite annuo fissato dal Dipartimento
della sanità e della socialità (cfr. doc. A, B, C, 7).

 

                               1.2.   RI 1 con
tempestivo ricorso del 2 gennaio 2008 inoltrato al TCA ha contestato la
decisione su reclamo del 19 dicembre 2007, rilevando, segnatamente, di aver
cessato l’attività indipendente alla fine del mese di giugno 2007 per
fallimento e di essere ancora da quel momento senza entrate.

                                         L’insorgente
ha, inoltre, evidenziato, da un lato, che il fatto di essere il compagno
(convivente) da più di 25 anni della signora __________ non vuole dire che
quest’ultima lo debba mantenere a sue spese, visto che anche lei ha dei costi
cui fare fronte. Dall’altro, che il suo nucleo familiare è composto anche dalla
loro figlia __________, la quale, come sostenuto dall’amministrazione, non fa
parte del conteggio. RI 1 ne deduce che, quindi, anche lui non dovrebbe essere
conteggiato con la signora __________.

                                         Egli ha,
infine, sottolineato che la signora __________ ha delle spese a cui da sola non
riesce a provvedere con un unico stipendio e che se ci fosse anche la sua
entrata potrebbero pagare tutte le fatture arretrate che hanno accumulato (cfr.
doc. I).

 

                               1.3.   L’USSI, in
risposta, ha postulato l’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di
cui si dirà per quanto occorra nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.4.   RI 1 ha
presentato alcune osservazioni con scritto del 21 gennaio 2008, al quale ha
allegato copiosa documentazione (cfr. doc. V; D1-32).

 

                               1.5.   L’amministrazione,
il 28 gennaio 2008, ha preso posizione al riguardo (cfr. doc. VII).

 

                               1.6.   L’11
febbraio 2008 l’insorgente si è nuovamente espresso in merito alla fattispecie (cfr.
doc. IX).

 

                               1.7.   Il doc. IX è
stato inviato per conoscenza all’USSI (cfr. doc. X).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio
2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002;
STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001,
pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000;
STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
della lite è la questione di sapere se correttamente o meno l’Ufficio del
sostegno sociale e dell’inserimento ha negato a RI 1 il diritto alle
prestazioni assistenziali richieste alla fine del mese di agosto 2007.

                                      

                               2.3.   L’intervento
della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla
Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).  

 

                                         L'art. 1
Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti
della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla
legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti
stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

                                         Le
prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e
professionale dei beneficiari (cpv. 2).

 

                                         L'art. 2
della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al
cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono
complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni
sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi
cantonali". 

                                         Il cpv. 2
precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente
dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre
prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento
delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

                                         L’art. 13
Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che 

 

" 
Le prestazioni sociali di complemento
armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1,
ritenuto che:

a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento
vanno erogate le partecipazioni al premio
dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di
riferimento hanno diritto;

b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto
dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;

c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la
precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona
dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."

 

                                         Inoltre giusta l’art. 2
cpv. 1 Laps:

 

" 
Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:

a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie
previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo
1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;

b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del
1° febbraio 1990;

c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1°
febbraio 1990;

d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la
riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1°
febbraio 1990;

e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul
rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;

f)  l’assegno integrativo
previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;

g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di
famiglia dell’11 giugno 1996;

h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza
sociale dell’8 marzo 1971."

 

                                         Anche dal
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8,
si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi
dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i
residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la
riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante
il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli
e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono
l’ultimo intervento sociale. 

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti
preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette
(art. 17).

                                         Al
riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla
legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2
Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9,
10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

 

                                         La
natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali
propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa
legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).

                                         Esse si
suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las). 

                                         Questa distinzione si basa
su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di
bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del
Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8
maggio 2002, pag. 3).

                                         Inoltre
le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.
3 Las).

 

                                         Relativamente
alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

 

" 
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono
la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai
sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola
carattere ricorrente. (cpv. 2)."

 

                                         Ex art.
19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:

 

" 
La soglia d’intervento per le prestazioni
assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto
delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale."

 

                                         L’art. 19
Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in
deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.

 

                                         La Las
rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle
istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da
molti anni, come altri Cantoni.

                                         L’ammontare
della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della
COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Nel
Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione
della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può
configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione
federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero
si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei
singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.

 

                                         Il
Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e
1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della
Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento) -, il 5 gennaio 2007, sentito il parere dell’USSI e della
Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un
lato, che la COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione
delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr.
"Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in
Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.) che la Conferenza
dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro,
che "il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione
del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di
bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove
direttive della COSAS - peraltro non richiesto dall’art. 19 della Las" -,
che a far tempo dal 1° gennaio 2007 la soglia di intervento corrisponde:

 

" 
A.   Forfait globale e Supplemento
d'integrazione

 

	
  Persona dell'unità di riferimento (economia domestica
  ai sensi del sostegno sociale)

  	
  Forfait globale per il mantenimento (raccomandato
  dalla COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Supplemento d'integrazione (adattamento delle
  raccomandazioni minime della COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Totale

   

   

   

  (fr./mese)

  
	
  1
  persona

  	
   
  960.--

  	
  100.--

  	
  1060.--

  
	
  2
  persone

  	
  1469.--

  	
  100.--

  	
  1569.--

  
	
  3
  persone

  	
  1786.--

  	
  100.--

  	
  1886.--

  
	
  4
  persone

  	
  2054.--

  	
  100.--

  	
  2154.--

  
	
  5
  persone

  	
  2323.--

  	
  100.--

  	
  2423.--

  
	
  6
  persone

  	
  2592.--

  	
  100.--

  	
  2692.--

  
	
  7
  persone

  	
  2861.--

  	
  100.--

  	
  2961.--

  
	
  Per
  ogni persona supplementare

  	
  +
  269.--

  	
  -

  	
  +
  269.--

  

 

B.
  Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più
(ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS).

Per unità di
riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di
cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato alla terza e alle
successive persone di 16 o più anni di età; l'importo di tale supplemento è di
206.-- fr./mese per ognuna di queste persone." 

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni
assistenziali per il 2007 in BU 3/2007 del 23 gennaio 2007 pag. 27-28)

 

                                         Per
inciso è utile segnalare che gli importi appena menzionati sono stati mantenuti
anche per l’anno 2008 (cfr. Direttive riguardanti gli importo delle prestazioni
assistenziali per il 2008; BU 3/2008 del 25 gennaio 2008, pag. 30, 31).

 

                               2.5.   L’art. 22
Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

 

" 
Il reddito disponibile residuale è quello
definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti: 

 

a) Reddito computabile: 

    1.  vengono
computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul
diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte
dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente; 

 

    2.
 la sostanza netta viene computata
interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,
per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una
coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio
minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie
a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la
sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile; 

    3.  vengono
interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di
riferimento. 

    4.
 Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e
immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.

b) Spesa vincolata: 

    1.  non
vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps); 

    2.  non
vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps; 

    3.  non
vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps; 

    4.  le
spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino
all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

c)
Spesa per l’alloggio

    Per
il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato
delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9
Laps" 

 

                                         Il
reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui
all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli
art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei
redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti
l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

 

                                         L'art. 6
Laps regolamenta così il reddito computabile:

 

" 
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi: 

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

b) ... 

c) ... 

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità; 

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992; 

f)  1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la
deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle
famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1)

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e
le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

 

                                         La spesa
computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate
e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 8 Laps:

 

" 
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese: 

a) le
spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale
misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle
persone con attività lucrativa salariata;

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT; 

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f)  i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui 

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

    un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro; 

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata; 

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente
assicurate; 

i)  ... 

j)  … . (cpv. 1) 

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi: 

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 LT, maggiorato di 3000 fr.; 

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

" 
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di: 

 

a) per le persone unità               importo
riconosciuto dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle
prestazioni complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI
per la persona sola

 

      b) per le unità di                      importo
riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi

 

 

 

      c)                                            per
le unità di      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più
di due persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato 

                                                   del
20%

(cpv. 1)

 

Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 5
cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle
spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°
gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--
per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle
prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo
concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI
del 20 dicembre 2005).

                                         Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.

                                         

                                         Le
deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della
spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e
autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a
determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione
di bisogno del richiedente.

                                         Alcune
entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai
redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi
della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in
adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

                                         La
sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto
al conteggio nell’ambito Laps.

                                         Dal
calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali
le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni
assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona
priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a
disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

                                         Infine il
limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è
inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio
n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

 

                               2.6.   Nella presente evenienza,
come già visto (cfr. consid. 1.1), l’USSI, con decisione del 24 ottobre 2007,
confermata con decisione su reclamo del 19 dicembre 2007, ha negato a RI 1 una
prestazione assistenziale, poiché il reddito disponibile residuale della sua
unità di riferimento è più elevato del limite annuo fissato dal DSS (cfr. doc.
A, B, C). 

 

                                         Il
ricorrente ha sollevato diverse obiezioni riguardo al calcolo effettuato
dall’amministrazione. In particolare egli ha censurato, da una parte, il
computo, nel suo conteggio della pubblica assistenza, dei redditi e delle spese
della convivente (cfr. doc. I).

                                         Dall’altra,
la mancata considerazione di determinate spese, come ad esempio le spese per la
nafta, la tassa acqua e fognatura, la luce, il telefono, la Billag, le imposte
2006, l’assicurazione automobile, stabile ed economia domestica RC, nonché
alcuni debiti (cfr. doc. V).

 

                               2.7.   Chiamato ad
esaminare l'operato dell'USSI, il TCA rileva innanzitutto che l’art. 21 Las,
che si riferisce all’unità di riferimento, prevede che:

 

" 
In deroga all’art. 4 Laps, se il titolare del
diritto è un figlio maggiorenne non economicamente indipendente e il reddito
disponibile residuale della sua unità di riferimento supera la soglia di
intervento delle prestazioni assistenziali, dall’unità di riferimento vengono
esclusi i genitori che non ottemperano al loro obbligo di mantenimento ai sensi
dell’art. 277 CCS. (cpv. 1)

In caso di rigore, l’autorità competente può pure
escludere dall’unità di riferimento altri membri che non ottemperano ai loro
obblighi di mantenimento o di assistenza nei confronti del titolare del
diritto, ai sensi degli art. 159, 163, 276, 328 e 329 CCS. (cpv. 2)."

 

                                         Secondo
l'art. 4 Laps:

 

" 
L’unità di riferimento è costituita: 

a) dal titolare del diritto; 

b) dal coniuge; 

c) dal partner convivente, se la convivenza è
considerata stabile; 

d) dai figli minorenni di cui essi hanno
l’autorità parentale; 

e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente
indipendenti.” (la sottolineatura è del redattore)

 

                                         Giusta
l’art. 2a Reg.Laps:

 

" 
La convivenza è considerata stabile se,
alternativamente:

a)      vi sono figli in comune;

b)      la convivenza procura gli stessi vantaggi di un matrimonio;

c)      la convivenza è durata almeno 6 mesi.”

 

                                         L'unità
economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde
alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr.
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).

 

                                         Fino al
1° ottobre 2006 il tenore dell’art. 4 cpv. 1 lett. c Laps prevedeva unicamente
che “l’unità di riferimento è costituita dal partner convivente, se vi sono
figli in comune”.

 

                                         Dal
Messaggio concernente la modifica della Laps del 25 ottobre 2005 emerge che:

 

" 
(…)

L’attuale art. 4 cpv 1 lett. c) Laps prevede che fa parte
dell'unità di riferimento il partner convivente, se vi sono figli in comune.

Questa regola era stata definita per garantire la parità di
trattamento, considerando alla stessa stregua delle coppie sposate anche le
unioni libere, a condizione che queste siano obiettivamente fondate da una
convivenza e dall’esistenza di figli in comune; solo in questo caso, il partner
è perciò assimilato a un ‘coniuge’, indipendentemente dallo stato civile dei
membri della coppia.

Non appartengono invece alla medesima unità economica di
riferimento i partners senza figli in comune: i partners senza obblighi
di mantenimento reciproci (coppie non sposate senza figli in comune) sono
considerati unità economiche indipendenti a tutti gli effetti. 

Dall’entrata in vigore della Laps la giurisprudenza in materia di
conviventi ha subito un’evoluzione significativa. Ad esempio la sentenza del TF
(DTF 1P.184/2003) in materia di anticipo alimenti (ma applicabile a tutte le
prestazioni sociali), conferma e precisa la DTF 129 I 1, affermando che non è
di per sé contrario al principio di uguaglianza tener conto per il calcolo di
prestazioni sociali anche del reddito di un convivente se la convivenza ha una
certa stabilità (per non creare disparità con i nuovi coniugi).

Viola però tale principio il tener conto della convivenza sin dal
primo giorno della stessa e l'imporre alla richiedente la prova che la
convivenza non ha una stabilità simile ad un matrimonio.

Nella sentenza del 12.01.2004, causa 2P.218/2003, il TF precisa
che occorre prendere in considerazione i redditi e la fortuna dei due partner
se la loro convivenza può essere definita "stabile". Tale sarà in
particolare il caso quando i partner fanno famiglia comune da molti mesi o
quando educano insieme un bambino comune. Se la convivenza può essere definita
"stabile" tenuto conto di tutte le circostanze del caso particolare,
occorrerà dunque stabilire un bilancio unico per i due concubini.

Per definire se la convivenza può essere definita stabile, relativamente
alla durata minima dell’unione, il TF lascia un certo margine di apprezzamento
ai Cantoni. Se in precedenti sentenze il TF prevedeva un minimo di 5 anni di
convivenza, attualmente la prassi prevede un concetto di molti mesi. (…)”

                                         Al
riguardo cfr. pure la sentenza del 31 agosto 2006 emessa dalla Chambre
administrative del Canton Jura, pubblicata in RJJ 1/07 e le Direttive COSAS,
versione dicembre 2007, p.to F.5.1.

 

                                         In
concreto, dunque, contrariamente a quanto preteso da RI 1, la sua unità di riferimento
è costituita dal ricorrente e dalla convivente di lunga data, __________, dalla
quale, peraltro, nel __________ ha avuto una figlia, __________. 

 

                                         La Laps,
in effetti, a differenza delle assicurazioni sociali federali, parifica la
convivenza tra due persone (non è necessario che si tratti di un’unione
registrata, che del resto è possibile unicamente tra persone dello stesso sesso
- cfr. art. 1 e 2 Legge sull’unione domestica registrata, LUD, in vigore
dal 1° gennaio 2007) al matrimonio (art. 4 Laps; riguardo agli
assegni di famiglia cfr. RDAT II-2001 N. 22 pag. 89 segg.; STCA del 26 gennaio
2001 nella causa B.P.; STCA del 24 luglio 2000 nella causa A.I.; STCA del 15
aprile 1996 nella causa M.M.).

 

                                         Ai fini
della determinazione del diritto o meno del ricorrente a una prestazione
assistenziale vanno conseguentemente considerati i redditi e le spese suoi e di
__________.

 

                                         La figlia
__________ va, invece, esclusa dall’unità di riferimento dell’insorgente, in
quanto, come sottolineato dall’USSI, essa percepisce una prestazione
assistenziale personale (cfr. art. 21 cpv. 1 Las; doc. III, 11).

                                         Il
ricorrente non ha peraltro contestato tale circostanza.

 

 

                               2.8.   Per quanto
attiene all’importo del reddito da attività lavorativa di __________,
l’USSI ha computato una somma di fr. 49’860.--lordi annui (cfr. doc. C).

 

                                         Al
riguardo va osservato che dai certificati di salario relativi ai mesi da
gennaio a dicembre 2007 prodotti pendente causa dall’insorgente emerge che nel
2007 la sua convivente ha percepito presso la __________ di __________
complessivamente fr. 50'488.-- lordi comprensivi della tredicesima (cfr. doc.
D1-D12).

 

                                         E’
quest’ultimo ammontare che deve essere considerato nel conteggio della
prestazione assistenziale richiesta dal ricorrente nel mese di agosto 2007.

 

 

                               2.9.   Come appena
esposto, il reddito del lavoro da computare risulta di fr. 50’488.--.

                                         

                                         Conseguentemente
anche l’ammontare relativo ai contributi sociali di fr. 3’276.--
conteggiati nelle spese e calcolati facendo riferimento a un reddito di fr. 49’860.--
(cfr. doc. C), va rivisto.

 

                                         Dai
conteggi di salario del 2007 risulta che la somma di contributi sociali da considerare
è di fr. 3'334.05 (cfr. doc. D1-D12).

                                         

                                         I
contributi della previdenza professionale ammontano, invece, a circa fr.
1'771.--, come tenuto conto dall’amministrazione (cfr. doc. D1-D12; C).

 

                             2.10.   La soglia
di intervento, nel caso di specie, la cui unità di riferimento è formata da
due persone, ammonta complessivamente a fr. 1’569.-- al mese (cfr. consid.
2.4.).

 

                                         Tale
importo corrisponde a quello computato dall’USSI nel calcolo effettuato il 24
ottobre 2007 (cfr. doc. C).

 

                                         I costi
attinenti al consumo di elettricità, al telefono, alla ricezione
radiotelevisiva e al canone di noleggio della lavatrice menzionati dal
ricorrente (cfr. doc. V) sono, poi, già compresi nell’importo della soglia di
intervento (cfr. Direttive COSAS 2005 p.to B 2.1.). 

                                         Pertanto
a questa spesa va fatto fronte mediante tale ammontare.

 

                                         Per
quanto concerne la spesa relativa al noleggio di un’asciugatrice (cfr. doc. V),
va osservato che essa non risulta indispensabile, potendo il bucato anche
asciugare all’aria aperta o comunque in casa.

 

                             2.11.   Per quanto
attiene alla spesa per l’alloggio, il TCA rileva che l’art. 22 lett. c
Las, in vigore dal 1° ottobre 2006, prevede che, per il calcolo della spesa per
l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive
fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps (cfr. consid. 2.5.).

 

                                         La norma
recentemente introdotta dalla Las all’art. 22 lett. c si differenzia dal regime
previsto per la Laps, il cui art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali sancisce che:

 

 

 

" 
La spesa per l'alloggio è definita come segue:

       
a)                                                                      per
l'inquilino, la pigione netta maggiorata del 15% per le spese accessorie.

       
b)                                                                      per il
proprietario, il valore locativo dell'abitazione primaria, maggiorato del 15%
per le spese accessorie."

 

                                         La Laps
non fa dunque capo alle spese effettive, bensì a un importo fittizio calcolato
sulla base della pigione netta.

 

                                         L’art. 22
lett. c Las è, per contro, analogo alla regolamentazione di cui alla LPC.

                                         Ai sensi
dell’art. 3b lett. b LPC, in vigore fino al 31 dicembre 2007 (cfr. nuovo art.
10 cpv. 1 lett. b valido dal 1° gennaio 2008), vanno, in effetti, computate le
spese per la pigione di un appartamento e le relative spese accessorie
(effettive), nei limiti degli importi di fr. 13'200.-- per le persone sole e di
fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. consid. 2.5.).

                                         Nel
contesto delle prestazioni complementari la pigione è, inoltre, riconosciuta
quale spesa non soltanto ai locatari di un alloggio, ma anche a persone che
vivono nell'abitazione di loro proprietà o cui spetta l'usufrutto o un diritto
di domicilio nell'abitazione. Ciò nella misura del valore locativo (cfr.
Direttive UFAS per le prestazioni complementari, n. 3021).

 

L'art. 16a OPC-AVS/AI contempla, poi, un forfait annuo di fr. 1'680.- per le spese accessorie valido per le
persone che abitano un immobile di loro proprietà.

 

                                         In simili
circostanze, vista la scelta del legislatore di distanziarsi, in relazione al
calcolo della pigioni ai fini della determinazione del diritto all’assistenza
sociale, dal regime Laps, riprendendo invece la soluzione adottata per le prestazioni
complementari a livello federale, anche ai richiedenti le prestazioni
assistenziali proprietari dell’abitazione in cui vivono va applicato per
analogia il regime contemplato dalle prestazioni complementari (cfr. STCA
42.2007.6 del 28 novembre 2007 consid. 2.10.; STCA 42.2007.8 del 31 marzo 2008
consid. 2.7.).

 

Nel caso in esame, a titolo di spese per
l’alloggio per l’abitazione di __________, deve, dunque, essere considerato,
oltre all’ammontare di fr. 1’805.--, corrispondente ai 2/3 del valore locativo
di fr. 2'708.-- (cfr. doc. C; la figlia __________, essendo esclusa dall’unità
di riferimento del ricorrente, non deve essere presa in considerazione nel
calcolo dell’aiuto sociale di suo padre; cfr. STFA P 26/00 del 26 gennaio 2001;
STFA P 76/01 del 9 gennaio 2003; STCA 42.2007.6 del 28 novembre 2007), l’importo
forfetario di fr. 1'680.--, per un ammontare complessivo di fr. 3’485.--.

 

Visto che si tiene già conto di un importo
forfetario di fr. 1'680.-- è escluso che possano essere prese in considerazione
ulteriori costi per nafta, acqua e fognatura, come invece postulato
dall’insorgente (cfr. STCA 42.2007.6 del 28 novembre 2007 consid. 2.10.).

 

                             2.12.   L’art. 8 cpv.
1 lett. a Laps prevede quali spese computabili le spese ai sensi degli art.
25-31 LT.

                                         L’art. 31
cpv. 2 LT contempla le spese di manutenzione di immobili.

                                         Inoltre
secondo l’art. 8 cpv. 1 lett. b Laps, combinato con l’art. 32 cpv. 1 lett. a
LT, anche gli interessi ipotecari vengono considerati quale spesa computabile.

                                         La spese
di manutenzione e gli interessi ipotecari sono riconosciuti fino all’importo
complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT (art.
22 lett. b. cfr. 4 Las in deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

                                         In linea
di principio vanno riconosciute le spese effettive di manutenzione, gestione e
amministrazione sostenute nel biennio di computo. Tuttavia, per semplificare
l'accertamento e per evitare al contribuente la raccolta e la presentazione
della documentazione, è lecito concedere la deduzione forfetaria delle spese
(cfr. art. 31 cpv. 4 LT; CDT n° 282 del 30 ottobre 1992 in re J.P., CDT n° 316
del 28 agosto 1986 in re K.; circolare n° 33/1 ACC del 15 gennaio 1985;
Epiney-Colombo RDAT 1991 II p. 310; Rivier, L'imposi­tion du revenu et de la
fortune, Ed. Ides et Calendes 1980 Neuchâtel, pag. 122).

                                         In base
all'art. 2 Reg. LT (cfr. pure circolare n° 7/2005 della Divisione delle
Contribuzioni) la deduzione forfetaria è del 15% del reddito lordo se
l'immobile è stato costruito fino a 10 anni prima dell'inizio del periodo
fiscale; oltre i 10 anni la deduzione è del 25%.

 

                                         Per
inciso è utile evidenziare che gli interessi ipotecari e le spese di
manutenzione non vanno divisi per il numero delle persone che compongono
l’economia domestica, escludendo dal computo la parte relativa alle persone non
facenti parte dell’unità di riferimento del richiedente le prestazioni,
contrariamente alla spesa per l’alloggio (cfr. consid. 2.11.).

                                         Anche per
quanto riguarda i redditi computabili, quale reddito della sostanza
immobiliare, viene conteggiato l’intero valore locativo e non solo la quota
parte delle persone rientranti nell’unità di riferimento.

 

                                         In
effetti gli interessi ipotecari, le spese di manutenzione e il reddito della
sostanza immobiliare vengono computati integralmente al proprietario della
sostanza immobiliare e non a chi abita in tale immobile sulla base di un
diritto personale.

 

                                         L’USSI,
per le spese di gestione e manutenzione immobili, ha computato
l’ammontare di fr. 677.-- (cfr. doc. C) che corrisponde al 25% del valore
locativo di fr. 2’708.-- considerato nel calcolo.

 

                                         La somma
di fr. 677.--, che in quanto tale non ha fatto oggetto di obiezioni da parte del
ricorrente, non presta il fianco a critiche.

 

                                         La spesa
relativa alla pulizia della stufa e del camino, come pure quella relativa alla __________
fatte valere dal ricorrente (cfr. doc. V; D24-D25) rientrano nelle spese di
manutenzione dell’immobile.

 

Per quanto attiene agli interessi ipotecari, per contro, l’amministrazione ha indicato di avere
conteggiato l’importo di fr. 1'853.--, corrispondente al 3% circa del debito
ipotecario di fr. 62'800.-- (cfr. doc. C; VII).

                                         

                                         L’insorgente,
con scritto del 21 gennaio 2008, ha addotto che il costo relativo all’ipoteca
ammonterebbe a fr. 400.-- mensili, allegando a comprova un avviso di accredito
dell’__________ corrispondente a tale somma (cfr. doc. V; D13).

 

Il documento rilasciato dall’istituto bancario menzionato,
tuttavia, non dimostra alcunché a proposito degli interessi ipotecari versati
per il 2007. In effetti si tratta esclusivamente di un trapasso ordinato da __________
a favore del suo conto di risparmio presso l’__________ (cfr. doc. D13).

 

Nemmeno il modo di procedere dell’USSI risulta corretto,
in quanto l’ammontare degli interessi passivi corrisposti deve essere determinato
con precisione.

 

L’art. 22 lett. b cfr. 4 Las, già menzionato
sopra, prevede, però, che le spese e gli interessi passivi sui debiti privati
vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei redditi della
sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT.

 

In concreto, quindi, può restare insoluta la
questione di sapere quale importo esatto è stato pagato nel 2007 a titolo di
interessi ipotecari. 

In effetti anche computando l’ammontare massimo ammissibile
giusta l’art. 22 lett. b cfr. 4 Las, ossia fr. 2'033.-- (valore locativo di fr.
2'708.-- + reddito da capitale di fr. 2.-- - spese di manutenzione di fr. 677.--
= fr. 2'033), il ricorrente non presenterebbe alcuna lacuna di reddito, come
verrà meglio esposto in seguito (cfr. consid. 2.18.).

 

L’insorgente non avrebbe, perciò, in ogni caso
diritto a un prestazione assistenziale, 

 

                             2.13.   In relazione
al debito contratto con la __________ di __________ (cfr. doc. V; D14), va
rilevato, in primo luogo, che il debito in quanto tale è ininfluente ai fini
del conteggio, poiché la sostanza risulta in ogni caso nulla (cfr. doc. C).

 

                                         In
secondo luogo, che in riferimento ai relativi interessi da pagare deve essere
ribadita la norma di cui all’art. 22 lett. b cfr. 4 Las, citata sopra, secondo
cui le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti
solo fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli
art. 19 e 20 della LT.

 

                                         Non può,
dunque, essere considerato un importo di interessi passivi complessivo maggiore
di fr. 2'033.-- (cfr. consid. 2.12.).

 

                                         Come
spiegato al consid. 2.12., anche conteggiando tale importo massimo di
interessi, al ricorrente deve essere comunque negato l’aiuto sociale.

 

                             2.14.   Per quanto
concerne il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie,
ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps (cfr. consid. 2.5.) vanno computati i
premi ordinari, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota
cantonale media ponderata.

                                         Secondo,
poi, l’art. 4 Reg.Laps quale premio per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g della legge va inteso il premio
riconosciuto per il sussidio per la riduzione dei premi dell’assicurazione di
base contro le malattie.

 

                                         A titolo
di premio della cassa malati, quindi, non va tenuto conto del premio effettivo
a carico di un assicurato, bensì del premio medio ponderato relativo alla cassa
malati in questione, fino al limite massimo previsto dalla quota cantonale
media ponderata. Dal Messaggio n. 5221 del 13 marzo 2002 relativo alla modifica
della Laps emerge che tale soluzione ha un’incidenza minima sul calcolo del
reddito disponibile residuale, ma comporta un vantaggio amministrativo
importante, nel senso che il valore standardizzato del premio, che cambia una
volta all’anno viene immesso automaticamente (cfr. Messaggio n. 5221 pag. 13;
STCA del 27 aprile 2005 nella causa R., 39.2004.11, consid. 2.12.).

 

                                         Il
ricorrente e __________ sono affiliati alla cassa malati __________ (cfr. doc.
4, 5, D15). 

                                         Per il
2007 il relativo premio medio ponderato è pari a fr. 4'052.70 ciascuno per
l’insorgente e la convivente (cfr. Decreto esecutivo concernente la
determinazione del premio riconosciuto ai singoli assicuratori per
l’applicazione delle riduzioni individuali di premio nell’assicurazione sociale
malattie per l’anno 2007 del 17 ottobre 2006).

                                         L’ammontare
di fr. 4'052.70 è superiore alla quota media cantonale ponderata per il 2007,
corrispondente, per gli adulti a fr. 4'000.-- (cfr. art. 1 Decreto esecutivo
concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni individuali
di premio nell’assicurazione sociale malattie per l’anno 2007).

 

                                         Pertanto
ai fini del calcolo della prestazione assistenziale va tenuto conto per il
ricorrente e la convivente della quota media cantonale ponderata di fr.
4'000.-- ciascuno.

 

                                         In casu
l’USSI, quale premio complessivo della cassa malati, ha dunque correttamente
conteggiato di fr. 8’000.-- (fr. 4000.-- x 2; cfr. doc. C).

 

                             2.15.   L’insorgente,
nello scritto del 21 gennaio 2008 (cfr. doc. V), ha fatto valere che la
convivente deve far fronte al pagamento delle imposte federali, cantonali e
comunali per il 2006 (cfr. doc. D27-D29).

                                      

                                         In
proposito è utile ribadire che l’art. 22 lett. b cfr. 3 Las enuncia che nel
calcolo della prestazione assistenziale non vengono computate le imposte di cui
all’art. 8 cpv. 1 lett. j Laps (cfr. consid. 2.5.).

 

                                         Del resto
dal 1° ottobre 2006 anche l’art. 8 cpv. 1 lett. j Laps è stato abrogato (cfr.
BU 40/2006 dell’8 settembre 2006 pag. 315; Messaggio relativo alla modifica
della Laps del 15 ottobre 2005 p.to 2.4.4.), per cui nemmeno la Laps prevede
più il conteggio delle imposte.

 

                                         Pertanto
le imposte menzionate dal ricorrente non possono essere tenute in
considerazione nel calcolo della pubblica assistenza.

 

                                         Giova,
comunque, segnalare che gli art. 245-246 LT prevedono delle facilitazioni di
pagamento dell’imposta, qualora il relativo versamento costituisca un grave
rigore per il debitore, e il condono della stessa, nel caso in cui il
contribuente sia caduto nel bisogno.

                                                                               Al riguardo va precisato che l’art. 22 cpv. 2 del Regolamento
della legge tributaria enuncia che per le decisioni di condono si applicano per
analogia i criteri stabiliti dall’ordinanza federale concernente l’esame delle
domande di condono dell’imposta federale diretta. 

                                         Secondo
l’art. 9 cpv. 1 dell’ordinanza concernente l’esame delle domande di condono
dell’imposta federale diretta esiste
una situazione di bisogno quando l’intero importo dovuto è sproporzionato alla
capacità finanziaria del contribuente. Si ha in particolare una sproporzione
per le persone fisiche, quando il debito fiscale, nonostante la riduzione del
tenore di vita al minimo d’esistenza, non può essere completamente estinto
entro un termine ragionevole.

                                                     Il cpv. 2 dell’art. 9 prevede, poi, che esiste in ogni caso una situazione di bisogno quando un contribuente
non dispone né di reddito né di
sostanza, oppure quando i poteri pubblici devono assumere il suo mantenimento e quello della famiglia.

 

                             2.16.   Per quanto
attiene alle spese per l’assicurazione dell’automobile e per le targhe (cfr.
doc. V), questa Corte constata che la convivente dell’insorgente, abitando a __________
in __________ e lavorando presso la __________ di __________ in __________
(cfr. dpc. D1), non necessita di un’autovettura per recarsi al proprio posto di
impiego.

 

                                         Inoltre
non sono stati invocati altri motivi atti a giustificare la necessità di
un’automobile.

 

                                         Di
conseguenza tali costi non possono essere assunti.

 

                             2.17.   L’insorgente
ha indicato, pure, di sostenere i costi di un’assicurazione economia
domestica/RC, di un’assicurazione stabili e di una protezione giuridica (cfr.
doc. V).

                                         A tale
proposito giova rilevare che i redditi computabili e le spese computabili -
queste ultime costituite dalla spesa vincolata e dalla spesa per l’alloggio -
agli art. 22 Las e 6, 8 e 9 Laps (cfr. consid. 2.5.), sono elencati in modo
esaustivo. 

                                         Di
conseguenza, una volta conteggiate tali voci nel calcolo della prestazione
assistenziale, non è possibile computarne altre non previste dalla Las e dalla
Laps.

                                         A
eventuali ulteriori costi che esulano sia dalla spesa per l’alloggio, che dalla
lista esaustiva delle spese vincolate si deve, perciò, sopperire tramite
l’importo della soglia di intervento, analogamente a quanto avviene per le PC,
con l’ammontare destinato a coprire il fabbisogno minimo (in particolare:
vestiti, vitto, mobilio, telefono e tasse telefoniche, acqua, luce, ecc.;cfr.
E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht (SBVR), Basilea 1998).

 

                                         In simili
condizioni, nel rispetto del principio della legalità, secondo cui in virtù di
un principio fondamentale del diritto, ogni attività amministrativa deve essere
riconducibile a una norma legale che ne delinei ampiezza e limiti delle
funzioni (principio della legalità: cfr. Häfelin/Müller, Allgemeines
Verwaltungsrecht, 4a ed., cifra marg. 368 segg.; STFA del 20
agosto 2003 nella causa X., H 231/02, consid. 5), l’USSI, visto che i premi
delle assicurazioni citate non rientrano nella lista esaustiva delle spese
vincolate, non può aumentare l’importo della prestazione assistenziale secondo
le richieste del ricorrente. 

 

                                         Pertanto
al pagamento di tali premi, così come pure delle spese per le targhe della
vettura e per l’assicurazione di questa (cfr. consid. 2.16.), va fatto fronte
con l’ammontare relativo alla soglia di intervento.

 

                             2.18.   Alla
luce di tutto quanto sopra esposto, i redditi computabili del ricorrente, per
il periodo a decorrere dal mese di settembre 2007 (ex art. 61
cpv. 1 Las il diritto alle prestazioni assistenziali decorre dal primo giorno
del mese successivo il deposito della domanda, che in casu risale al 30 agosto
2007; cfr. doc. 7), sono costituiti dal reddito da attività dipendente di __________
di fr. 50'488.-- (cfr. consid. 2.8.) e dal reddito della sostanza di fr.
2'710.-- (cfr. doc. C).

                                         Essi
complessivamente ammontano a fr. 53'198.--.

 

                                         Le spese computabili sono, invece, composte dal premio della cassa malati pari alla quota
media cantonale ponderata per il 2007 di fr. 8’000.-- (cfr. consid. 2.14.), dal
supplemento premi assicurazione malattia di fr. 106.-- (cfr. doc. C), dalla
spesa per l’alloggio di fr. 3'485.-- (cfr. consid. 2.11.), dalle spese di
manutenzione di fr. 677.-- e dagli interessi passivi di al massimo fr. 2’033.--
(cfr. consid. 2.12; 2.13.), dai contributi sociali di fr. 3'334.05, dai
contributi della previdenza professionale di fr. 1’771.-- (cfr. consid. 2.9) e
dalle spese professionali di doppia economia domestica di fr. 1'072.-- (cfr.
doc. C).

                                         Esse, globalmente,
corrispondono a fr. 20’478.05 all’anno.

 

                                         Di conseguenza il reddito
disponibile residuale (cfr. art. 18, 22 Las) del ricorrente ammonta a fr. 32'719.95
(redditi computabili di fr. 53'198.-- - spese computabili di
fr. 20’478.05), pari a fr. 2'726.60 al mese.

 

                                         La soglia di intervento
per il 2007 dell’insorgente e della convivente, come visto (cfr. consid. 2.10.),
è di fr. 1'569.-- al mese.

 

                                         Come
indicato sopra, hanno diritto alla prestazione assistenziale ordinaria coloro
il cui reddito disponibile residuale, sommato alle prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps, non raggiunge la
soglia di intervento (cfr. art. 18 Las; consid. 2.4.).

 

                                         In concreto il ricorrente
non presenta alcuna lacuna di reddito mensile, siccome il reddito disponibile
residuale risulta più elevato della soglia di intervento di fr. 1'157.60 (fr.
2'726.60 – fr. 1'569.--).

 

                                         In simili condizioni, è a
ragione che l‘USSI ha negato a RI 1 il diritto a una prestazione assistenziale.

 

                                         La decisione su reclamo
del 19 dicembre 2007 deve, conseguentemente, essere confermata.

 

                             2.19.   A titolo abbondanziale,
siccome l’insorgente nel ricorso ha chiesto di essere perlomeno aiutato a
trovare un lavoro (cfr. doc. I), va osservato che effettivamente la Las prevede
delle misure finalizzate a questo scopo (cfr. art. 31 a segg. Las; Direttive
COSAS p.ti D3, H7).

                                         Tuttavia queste
misure di inserimento sociale professionale sono destinate ai beneficiari di
prestazioni assistenziali (cfr. art. 31a, 31b, 31d, 31h Las).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti