# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9b28bd36-d28e-51d3-832d-f761277daad2
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-05-17
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 17.05.2010 D-3303/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3303-2010_2010-05-17.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3303/2010/gam
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 7  m a g g i o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione di Maurice Brodard, giudice;
cancelliere Carlo Monti;

A._______, alias
B._______, 
Georgia,
c/o (…) 

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata in merito) ed allontanamento; decisio-
ne del UFM del 4 maggio 2010 / N [...]

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3303/2010

Visti: 

la domanda d'asilo in Svizzera che l'interessato ha presentato in data 
(...);

i verbali d'audizione del 15 e del 28 aprile 2010;

la  decisione del  4 maggio 2010 dell'Ufficio  federale  della  migrazione 
(UFM, autorità inferiore),  notificata al richiedente il  medesimo giorno 
(cfr. risultanze processuali);

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 7 maggio 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato, data d'entrata 10 maggio 2010);

la fotocopia del passaporto del ricorrente;

gli atti dell'UFM trasmessi per fax al Tribunale amministrativo federale 
(TAF) in data 10 maggio 2010;

gli ulteriori fatti che, se del caso, verranno ripresi nei considerandi che 
seguono;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni  previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in-
feriore,  è  particolarmente toccato dalla  decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 

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della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, l'oggetto suscettibile d'essere impu-
gnato non può essere esteso alla questione della concessione dell'a-
silo, che presuppone una decisione nel merito della domanda stessa;

che, di conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla conces-
sione dell'asilo è inammissibile;

che,  nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie dette condizioni d'ammissibilità;

che con il gravame, il ricorrente può far valere la violazione del diritto 
federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di  apprezzamento; 
l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti e 
l'inadeguatezza (art. 106 cpv. 1 LAsi);

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino georgiano e di aver vissuto a 
C._______, nei pressi di D._______, dalla nascita fino all'agosto 2008; 
che  tra  il  2007  ed  il  2008  alcuni  ossetini  avrebbero  sparato  a  più 
riprese contro la casa in cui il ricorrente avrebbe vissuto con i genitori 
a causa di un alterco tra suo padre e detti ossetini, ed in un'occasione 
i  figli  di  questi  ultimi  avrebbero  aggredito  sia  fisicamente  che 
verbalmente  l'insorgente  (cfr. verbale  d'audizione  del  28 aprile 2010, 
pag. 7);  che  l'8 agosto 2008  il  ricorrente  avrebbe  lasciato  il  proprio 
domicilio  a  C._______  per  lo  scoppio  della  guerra,  tentando  poi  di 
ritornarvi  il  12 o  il  13 agosto 2008  ma  senza  ottenere  il  diritto  di 
entrarvi dai russi stanziati in tale luogo, poiché sprovvisto di documenti 
di identità (cfr. ibidem, pag. 5); che, a causa della guerra, l'abitazione 
del ricorrente sarebbe stata bruciata ed egli sarebbe stato costretto a 
vivere per 6 mesi in una tenda nella cittadina di E._______, recandosi 
successivamente  a  F._______,  ove  avrebbe  trovato  un  impiego  al 
porto marittimo; che,  essendo stato licenziato nel febbraio 2010, egli 
avrebbe deciso di espatriare nel (...) poiché non sarebbe stato in grado 

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di trovare un altro lavoro (cfr. verbale d'audizione del 15 aprile 2010, 
pagg. 2 e verbale d'audizione del 28 aprile 2010, pag. 10); che egli si 
sarebbe recato in autobus fino in Turchia, ottenendo poi il visto per la 
Serbia  e  giungendovi  in  aeroplano  il  12 marzo  con  una  compagnia 
aerea  a  lui  sconosciuta,  da  cui  poi  egli  avrebbe  proseguito  a  piedi 
attraversando il confine con l'Ungheria, ove egli avrebbe poi seppellito 
il  proprio  passaporto; che egli  si  sarebbe recato successivamente  a 
Vienna, da cui sarebbe poi ripartito per l'Italia, giungendo in Svizzera 
in data (...) (cfr. verbale d'audizione del 15 aprile 2010, pagg. 8 e 9);

che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi-
tà, oltre alla fotocopia del suo vecchio passaporto, inviata per fax all'U-
FM il 4 maggio 2010;

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente  non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del-
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11  agosto  1999  (OAsi  1,  RS 142.311); che  dall'altro  lato, 
detto Ufficio ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste all'art. 32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie nonché le allegazioni del ri-
corrente come inverosimili ed irrilevanti ai sensi dell'art. 3 LAsi;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché ha pronunciato 
l'allontanamento dell'interessato dalla  Svizzera e l'esecuzione dell'al-
lontanamento verso la Georgia siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di documenti d'identità, ribadito di essere stato in possesso del 
proprio passaporto, ma di averlo sotterrato appena giunto in Ungheria, 
ed ha dichiarato di aver consegnato la copia inviata per fax del vecchio 
passaporto  in  data  4 maggio 2010,  che  l'UFM  non  avrebbe  tuttavia 
preso in considerazione; che egli sostiene che il documento originale 
sarebbe stato spedito e che egli  dovrebbe dunque riceverlo a giorni, 
considerando dunque come scusabili i motivi della mancata presenta-
zione di documenti nelle 48 ore imposte dalla legge;

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame  ha  chiesto  l'annullamento 
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'auto-
rità inferiore per una nuova decisione nel merito; che, nella misura in 
cui  non  gli  venisse concesso l'asilo,  ha  chiesto  di  essere  ammesso 

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provvisoriamente ed ha congiuntamente presentato una domanda di 
dispensa dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese 
processuali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della do-
manda; 

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al-
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esisten-
za di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi-
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti-
colari  formalità  amministrative; che,  per  contro,  non sono documenti 
validi  giusta l'art. 32  cpv. 2 lett. a LAsi  quelli  emessi  per  altri  scopi, 
come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di na-
scita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di  fine  degli  studi 
(cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre un mese dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che egli ha avantutto dichiarato di avere seppellito il proprio passapor-
to in Ungheria, senza tuttavia spiegarne il  motivo, e di  aver perso la 
propria carta d'identità durante la guerra (cfr. verbale d'audizione del 
15 aprile 2010,  pagg. 4  e 5);  che egli  ha  dapprima dichiarato  di  non 
poter  contattare i  suoi  famigliari  in  patria per ottenere i  propri  docu-
menti non avendo il recapito telefonico di nessuno di questi, e contrad-
dicendosi subito dopo con l'affermazione "io ho qualche contatto tele-
fonico con i miei parenti ma queste persone non riescono ad andare a 
casa mia perché casa mia si trova nella zona del conflitto" ed ha sotto-
lineato di avere contatti telefonici con i propri genitori (cfr. verbale d'au-

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dizione del 28 aprile 2010, pagg. 2 e 3); che nel ricorso egli afferma di 
aver contattato famigliari ed amici per farsi aiutare e che un amico sa-
rebbe riuscito a recuperare e spedire il vecchio passaporto e che egli 
sarebbe dunque ora in attesa di riceverlo (cfr. ricorso, pag. 2);

che,  a  tal  proposito,  giusta  la  Giurisprudenza  ed  informazioni  della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  (GICRA)  1999 
n. 16, consid. 5, se un richiedente d'asilo non aveva ragioni valide per 
giustificare la mancata esibizione di documenti di viaggio o d'identità in 
procedura di prima istanza, non vi è motivo di annullare la decisione di 
non entrata nel merito, quand'anche avesse da presentare un siffatto 
documento in sede di ricorso;

che, oltre a ciò, interrogato sul proprio viaggio, il ricorrente ha dichiara-
to di essere espatriato in autobus fino in Turchia, ottenendo il visto per 
la Serbia ove sarebbe giunto in aeroplano il 12 marzo con una compa-
gnia aerea a lui sconosciuta, e di cui non è stato in grado né di specifi-
care l'abbigliamento dell'equipaggio, dichiarando che "le hostess ave-
vano una camicia blu", né descriverne il logo (cfr. verbale d'audizione 
del  15 aprile 2009,  pag. 8); che egli  avrebbe varcato la  frontiera con 
l'Ungheria, seppellendo il proprio passaporto nel primo villaggio incon-
trato e recandosi  a  Budapest  in autobus; che egli  si  sarebbe recato 
successivamente a Vienna, da cui  sarebbe poi ripartito per Roma e, 
dopo una settimana, per Milano, giungendo in Svizzera in data (...) (cfr. 
ibidem, pagg. 8 e 9); che il ricorrente non è stato in grado di specifi-
care null'altro o fornire dettagli personali che possano dare credibilità 
al  proprio  racconto,  apparendo  quindi  vago  ed  impreciso,  ed  inoltre 
egli non ha portato elementi che spieghino come abbia eluso i controlli 
dopo aver seppellito il proprio passaporto in Ungheria;

che, a prescindere dalle allegazioni palesemente inverosimili di cui so-
pra, vale pure osservare che varcare il confine Schengen senza subire 
alcun controllo, come il ricorrente ha dichiarato di aver fatto, risulta, ad 
oggi, pressoché impossibile;

che, in aggiunta, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazio-
ne circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità 
del suo viaggio;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
non avendo egli potuto, con grande probabilità, viaggiare nelle circo-
stanze  testé  descritte,  nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle 

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suddette dichiarazioni  del  ricorrente circa  il  possesso dei  documenti 
d'identità, v'è ragione di concludere che l'autore del gravame dissimuli 
i suoi documenti d'identità per bisogni di causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore ha 
introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una procedura 
sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o meno 
della qualità di rifugiato, nonostante che la stessa termini con una de-
cisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 
non adempia manifestamente la qualità di rifugiato; che ciò può risul-
tare  sia dalla  manifesta  inconsistenza sia  dalla  manifesta  irrilevanza 
dei motivi d'asilo addotti; che la manifesta irrilevanza può risultare, fra 
l'altro, dalla palese assenza di una sufficiente intensità dei pregiudizi, 
dall'inattualità  degli  stessi  nonché  dall'evidente  esistenza  di 
un'alternativa  di  rifugio  interna  dalle  persecuzioni  statali  oppure  di 
un'appropriata  protezione  statale  contro  l'agire  illegittimo  di  terzi 
(DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri-
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Georgia poiché fino al 2008 avrebbe avuto problemi con alcuni 
ossetini e poiché la sua casa sarebbe stata incendiata durante la guer-
ra, costringendolo a vivere in una tenda a E._______ per 6 mesi fino a 
quando egli  non avrebbe trovato lavoro a F._______, da cui sarebbe 
tuttavia stato  licenziato verso la metà del  febbraio 2010 (cfr. verbale 

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d'audizione del 28 aprile 2010, pag. 9); che egli ha dichiarato in un pri-
mo tempo di essere stato presente in due occasioni in cui degli osseti-
ni avrebbero sparato contro la sua abitazione e di esser stato testimo-
ne di  sei  minacce verbali  nei confronti  del  proprio padre da parte di 
detti ossetini (cfr. verbale d'audizione del 15 aprile 2010, pag. 7), ma, 
successivamente, egli si è contraddetto allegando di aver assistito uni-
camente a tre sparatorie, senza dunque accennare alle ben sei minac-
ce a cui avrebbe assistito secondo le sue dichiarazioni durante la pri-
ma audizione, bensì, quando sollecitato a chiarire in che modo il padre 
sarebbe stato minacciato, egli si è limitato a dichiarare di non sapere 
se il padre abbia subito delle minacce telefoniche, (cfr. verbale d'audi-
zione del 28 aprile 2010, pag. 9); che il ricorrente non è neppure stato 
in grado di spiegare il motivo del conflitto tra il padre e gli ossetini, al-
legando unicamente che essi avrebbero avuto "un problema di soldi, 
non so dire altro" (cfr. verbale d'audizione del 15 aprile 2010, pag. 7); 
che egli ha dichiarato di essersi rivolto alla polizia per ben tre volte per 
denunciare le sparatorie, ma che essa non sarebbe potuta intervenire 
poiché "gli ossetini tornavano nel loro territorio" (cfr. verbale d'audizio-
ne del 28 aprile 2010, pagg. 8 e 9); che tuttavia egli  non ha neppure 
presentato alcun mezzo di prova atto a dimostrare che egli si sarebbe 
rivolto alla polizia; che, infine, egli ha in un primo tempo dichiarato di 
essere stato picchiato da un certo G._______, figlio di uno degli osse-
tini  che  minacciavano  il  padre  (cfr.  verbale  d'audizione  del  15 apri-
le 2010, pag. 7) ed in seguito che questo G._______ avrebbe fatto "un 
business con mio padre" e che sarebbe invece stato costui a minaccia-
re il padre dell'insorgente (cfr. verbale d'audizione del 28 aprile 2010, 
pag. 8); che, dunque, il ricorrente non è stato in grado di rendere il pro-
prio racconto verosimile ai sensi dell'art. 7 LAsi;

che, per ciò che concerne la casa incendiata, si osserva che tale even-
to è legato alla violenza diffusa nel paese all'epoca della guerra, termi-
nata tuttavia nel settembre 2008; che basti inoltre rilevare che la man-
canza di lavoro non è pertinente in materia d'asilo, in quanto non rien-
tra nella fattispecie di cui agli art. 3 LAsi;

che basti rilevare che gli atti denunciati, segnatamente le percosse da 
parte di terzi, non costituiscono manifestamente un'azione suscettibile 
di giustificare una protezione internazionale ai sensi del diritto d'asilo, 
tanto  più che non vi è ragione di ritenere che l'insorgente non possa 
ottenere  dalle  autorità  in  Georgia,  se  opportunamente  sollecitate, 

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un'appropriata protezione contro l'eventuale futuro agire illegittimo di 
terzi nei suoi confronti;

che, di conseguenza, i motivi d'asilo sono stati esaminati e rettamente 
ritenuti  come  inverosimili  ed  irrilevanti  dall'autorità  inferiore,  giusta 
l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi; che in casu, a mente di questo Tribunale, da 
un esame prima facie, sommario, le allegazioni prodotte circa gli  im-
portuni legati ai problemi del padre con gli ossetini non risultano esse-
re stati di un'intensità tale ai sensi dell'asilo né si evincono elementi da 
cui dedurre che al ricorrente gli sarebbe stata preclusa un'appropriata 
protezione contro le persecuzioni di terzi (cfr. GICRA 2006 n. 18);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte-
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione com-
plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 
all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista del-
l'ammissibilità  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale 
E-423/2009 dell'8 dicembre 2009 consid. 8, destinata alla pubblicazio-
ne);

che, quo alla liceità, dalle carte processuali non emergono elementi da 
cui  desumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in 
Georgia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost.,  RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., 
RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento) nonché l'art. 83 
cpv. 3 LStr o esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed immediato 
di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti  dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

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che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en-
trato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2 
lett. a LAsi;

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi-
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontana-
mento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);

che quo alla  situazione in  Georgia,  il  TAF ritiene in  particolare  che, 
dopo l'armistizio del 12 agosto 2008, negoziato, tramite l'Unione Euro-
pea (UE), da Russia e Georgia, in quest'ultimo Paese non vige attual-
mente una situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata 
che coinvolga l'insieme della popolazione nella totalità del territorio na-
zionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane, ha 
un'esperienza  pluriennale  come  agricoltore  (cfr.  verbale  d'audizione 
del 15 aprile 2010, pag. 2) ed ha inoltre lavorato per alcuni mesi come 
scaricatore portuale (cfr. ibidem, pag. 6); che i genitori, due zii paterni 
e la sorella vivono ancora in Georgia, ove dunque si  può partire dal 
presupposto che egli possieda una rete sociale; che l'insorgente non 
ha nemmeno preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute 
che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. sulla pro-
blematica GICRA 2003 n. 24),  senza che da un esame d'ufficio  degli 
atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per 
motivi medici;

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che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria  diligenza,  potrà procurarsi 
ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); che l'e-
secuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in  materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autori-
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti 
giuridicamente  rilevanti  ed  inoltre  la  decisione  non  è  inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese pro-
cessuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della  procedura, le  spese processuali  di  CHF 600.- 
che  seguono  la  soccombenza  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in 
materia  di  diritto  pubblico dinanzi  al  Tribunale federale (art. 83 litt. d 
LTF);

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D-3303/2010

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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D-3303/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza. 

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
H._______(Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di H._______ (via fax, 
per l'incarto N (...), con preghiera di notificare la sentenza al ricor-
rente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale am-
ministrativo federale)

- I._______(via fax)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione: 

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