# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** afd237eb-3204-5bcb-84ef-b492f106d9e2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-03-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 27.03.2015 52.2014.204
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2014-204_2015-03-27.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2014.204

   

  	
  Lugano

  27 marzo 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Flavia
  Verzasconi, vicepresidente,

  Marco Lucchini, Lorenzo Anastasi, supplente

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso 3 giugno 2014 di

 

 

	
   

  	
  RI
  1 

  patrocinato
  da: PA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 29 aprile 2014 del Consiglio di Stato (n. 2077), che respinge il ricorso inoltrato dall'insorgente
  avverso la risoluzione 7 gen-naio
  2014, con la quale il municipio di Lugano ha concesso alla CO 2 la licenza
  edilizia per costruire uno stabile di sei appartamenti a Dino (part.
  1207 RF di Lugano-Sonvico);  

  

 

 

ritenuto,                      in
fatto

 

A.    a. L'8 luglio
2013 la CO 2 ha chiesto al municipio di Lugano il permesso di costruire uno
stabile d'appartamenti nella zona residenziale
semi estensiva (Re) di Dino, su un terreno pianeggiante (part. 1207 RF
di Lugano-Sonvico). 

L'edificio,
strutturato su tre piani abitabili fuori terra, sarebbe alto m 7.50 dal terreno sistemato mediante formazione
di un terrapieno alto sino a m 1.50, staccato dalla facciata mediante
una trincea larga da m 1.10 a m 2.20, in gran parte coperta da balconi situati
al primo o al secondo piano. 

 

 

Sezione

 

				
		
			
	

  

 

 

 

 

                 7.50

 

 

                                balconi

				
		
	
			

  

 

                                    
terreno naturale

     terrapieno          trincea

	
		

 

        terrapieno

	
		

  

                               1.10/2.20

 

 

 

 

Pianta balconi 1. piano                                             Pianta
balconi 2. piano

 

 

				
		
			
	

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

          trincea                                                                     
trincea

 

 

 

b. Alla domanda si è opposto RI 1, proprietario
del fondo contermine (part. 1208) e qui ricorrente, sostenendo che l'altezza
dell'edificio sarebbe superiore a quella massima (m 7.50), prescritta dall'art.
39 cpv. 4 delle norme di attuazione del piano regolatore (NAPR), poiché
dovrebbe comprendere anche quella del terrapieno (m 1.50) formato davanti alla
facciata ovest. 

 

c. Raccolto l'avviso
favorevole dei Servizi generali del Dipartimento del territorio (n. 85692), il
7 gennaio 2014 il municipio ha rilasciato alla CO 2 la licenza edilizia
richiesta, respingendo l'opposizione del vicino. 

Il municipio ha in
sostanza ritenuto che la costruzione potesse beneficiare del supplemento di
altezza di m 1.50, previsto per gli edifici principali dall'art. 11 NAPR allo
scopo di favorire il mantenimento del livello naturale del terreno. 

                                

 

                            B.  Con giudizio 29 aprile 2014, il
Consiglio di Stato ha confermato la licenza edilizia, respingendo l'impugnativa
contro di essa interposta dal vicino. 

Il Governo ha a sua volta ritenuto dati i presupposti dell'art.
11 NAPR. 

 

 

C.    RI 1 deduce il
predetto giudizio davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che
sia annullato assieme alla controversa licenza. 

Considerato che il terreno
davanti alla facciata ovest verrebbe innalzato, argomenta, qualsiasi
supplemento d'altezza sarebbe escluso, poiché l'art. 11 NAPR presuppone che il
livello del terreno naturale venga mantenuto. 

 

 

D.    All'accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, senza formulare particolari
osservazioni. Ad identica conclusione perviene
il municipio contestando succintamente le tesi dell'insorgente con
argomenti di cui si dirà semmai più avanti. 

Il Dipartimento del territorio e
la CO 2 non hanno preso posizione.

 

 

Considerato,               in
diritto

 

1.1.1. La competenza del Tribunale cantonale
amministrativo è data dall'art. 21
cpv. 1 della legge edilizia cantonale del 13 marzo 1991 (LE; RL
7.1.2.1). Certa è la legittimazione attiva del ricorrente, direttamente toccato
dal giudizio governativo che conferma la licenza da lui contestata (art.
21 cpv. 2 LE; art. 65 cpv. 1 legge sulla procedura amministrativa del 24
settembre 2013; LPAmm; RL 3.3.1.1). Il
ricorso, tempestivo (art. 68 cpv. 1 LPAmm), è dunque ricevibile in ordine.

 

1.2. Il
giudizio può essere emanato sulla base degli atti, senza istruttoria
(art. 25 cpv. 1 LPAmm). Il sopralluogo chiesto dall'insorgente non appare atto
a procurare a questo Tribunale la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per
il giudizio.

 

 

                             2.  2.1. Secondo l'art. 40 cpv. 1 LE,
l'altezza di un edificio è misurata dal terreno sistemato al
punto più alto del filo superiore del cornicione di gronda o del parapetto. Determinante
è infatti l'ingombro verticale delle facciate nella misura in cui sporgono dal
terreno. Per terreno sistemato occorre intendere il livello del terreno aperto, al servizio di una costruzione in senso
lato, come un giardino, un tappeto verde o un cortile (Adelio Scolari, Commentario,
II. ed., Cadenazzo 1996, ad art. 40/41 LE n. 1229). 

Se il terreno è sistemato
mediante escavazione del terreno naturale, fa stato il livello del terreno
risultante dallo scavo. I limiti d'altezza non sono infatti destinati soltanto
a salvaguardare i fondi circostanti da immissioni d'ombra eccessive, ma
perseguono anche finalità d'ordine paesaggistico (STA 20.12.1984 in re Y.; cfr.
Scolari, loc. cit., n.
1123). L'altezza di trincee è computata soltanto nella misura in cui si ripercuote
sugli ingombri verticali effettivamente apparenti (STA 52.2005.426 del 15
febbraio 2006, consid. 4.1.confermata da STF 1P.173/2006 del 26 ottobre 2006
consid. 2.2.). Se le trincee non determinano ingombri percepibili come tali, l'altezza
è misurata a partire dal cosiddetto piano di campagna, facendo astrazione delle
parti infossate. 

 

2.2. Nel caso concreto, il terrapieno formato
davanti alla facciata ovest non si estende sin contro l'edificio, ma è interrotto
da un muro di sostegno, che forma un camminamento, largo da m 1.10 a m 2.20,
coperto in larga misura da balconi situati al primo o al secondo piano. 

I balconi del primo
piano lasciano scoperto un tratto lungo m 3.20 e largo m 1.10 in prossimità
dell'angolo sudovest dello stabile, un altro tratto, pure lungo circa 3.00 m e
largo m 2.20, nella parte centrale ed un ultimo tratto,
lungo m 6.40 e largo m 1.10, in prossimità dell'angolo nordovest dell'immobile.
Questi tratti di trincea, non coperti da balconi sporgenti a livello del primo piano, risultano tuttavia in gran parte
coperti dai balconi sporgenti situati al secondo piano (cfr. piano facciata
ovest). Privo di copertura determinata dalle sporgenze dei balconi del primo o
del secondo piano è in definitiva soltanto il tratto di trincea, lungo circa m
3.80 e largo m 1.10, situato in prossimità dell'angolo nordovest dello stabile.

Questa particolare configurazione dell'edificio
permette senz'altro di prescindere dalla trincea e di misurarne quindi l'altezza
a partire dal livello del terreno sistemato mediante formazione di un
terrapieno davanti alla facciata ovest. Sia che si guardi la facciata ovest
stando di fronte ad essa, sia che la si osservi di lato, da nord o da sud, il terrapieno si presenta ed
appare come il piano di campagna, ovvero il terreno sistemato a partire
dal quale misurare l'altezza dello stabile. L'ingombro verticale apparente è
incontestabilmente costituito soltanto dalla parte di edificio che si innalza
oltre il livello del terreno sistemato. L'ingombro orizzontale si estende a sua
volta in larga misura fin sul muro di contenimento del terrapieno, coprendo con
le sporgenze dei balconi la maggior parte della trincea prevista davanti alla
facciata ovest. 

Da qualsiasi punti si osservi l'edificio, il
camminamento non è quasi percepibile. Sfugge all'osservazione. La parte di costruzione
infossata nel terreno in corrispondenza della trincea non costituisce un ingombro rilevabile come tale. La
profondità (altezza) del camminamento non va dunque conteggiata nell'altezza
dell'edificio. 

 

2.3. Ne discende che la controversa costruzione
è alta m 7.50. Rispetta dunque l'altezza massima (m 7.50) prescritta dall'art.
39 cpv. 4 NAPR. 

Contrariamente a
quanto assumono il municipio, il Consiglio di Stato ed il ricorrente, l'abbuono
di m 1.50 previsto dall'art. 11 NAPR non è affatto
necessario. La costruzione può essere autorizzata facendo astrazione da questa
norma. 

 

 

                             3.  3.1. In esito alle considerazioni
che precedono, il ricorso va pertanto respinto. 

3.2. La tassa di
giustizia e le spese sono poste a carico del ricorrente secondo soccombenza
(art. 47 LPAmm). 

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                             1.  Il ricorso è respinto.

 

 

                             2.  La tassa di giustizia e le spese,
di complessivi fr. 1'500.-, già anticipate dal ricorrente, rimangono a suo
carico.

 

 

                             3.  Contro la presente decisione è
dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale a Losanna
entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg. legge sul
Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

                                

 

	
                               4.  Intimazione a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
vicepresidente                                            Il segretario