# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 87ed260d-f96f-59a1-8b9d-2cefaeebc5dc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-12-28
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 28.12.1998 12.1998.194
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1998-194_1998-12-28.html

## Full Text

Incarto n.

  12.98.00194

  	
  Lugano

  28 dicembre 1998/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente 

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini,
  vicecancelliere

  

 

 

sedente
per giudicare nella causa ordinaria appellabile OA.97.480 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3,
promossa con petizione 19 giugno 1997 da

 

	
   

  	
  __________

  rappr.
  dall'avv. __________

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
   __________ 

   rappr. dallo studio legale __________

   

  

 

con cui
l’attrice ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento di fr. 32’905.--
oltre interessi;

 

Domanda
avversata dalla convenuta che ha postulato la reiezione della petizione e in
via riconvenzionale ha chiesto la condanna dell’attrice al pagamento di fr.
250’000.-- oltre interessi;

 

E ora
sul decreto 19 agosto 1998 con cui il Pretore ha stralciato l’azione
riconvenzionale dai ruoli per il mancato pagamento dell’anticipo della tassa di
giustizia, gravando la procedente della tassa di giustizia e di fr. 10’000.--
per ripetibili;

 

Appellante
la convenuta e attrice riconvenzionale, che con gravame del 21 settembre 1998
chiede la riforma del dispositivo su spese e ripetibili nel senso di ridurre
l’indennità ripetibile a fr. 2’800.--;

 

Gravame al quale
l’attrice con osservazioni 2 novembre 1998 si oppone;

 

Letti ed esaminati
gli atti,

 

 

Ritenuto 

 

 

in fatto

                                      

                                         che
con la petizione l’attrice ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento
di fr. 32’905.-- oltre interessi a titolo di mercede dell’appaltatrice;

                                      

                                         che
la convenuta si è opposta a tale domanda con risposta 6 ottobre 1997;

 

                                         che
nel medesimo allegato essa ha altresì presentato una domanda riconvenzionale di
fr. 250’000.-- oltre interessi per il risarcimento del danno conseguente alla
ritardata e difettosa esecuzione dell’opera;

 

                                         che
l’attrice si è opposta alla riconvenzionale con risposta del 3 dicembre 1997;

 

                                         che
lo scambio degli allegati introduttivi è continuato con la replica
riconvenzionale del 23 gennaio 1998 e la duplica riconvenzionale del 25
febbraio 1998;

 

                                         che
dopo l’udienza preliminare del 26 marzo 1998 hanno avuto luogo due udienze di
audizione testimoniale in data 14 maggio e 19 giugno 1998;

 

                                         che
il 19 agosto 1998 il Pretore ha stralciato la domanda riconvenzionale dai ruoli
per il mancato pagamento dell’anticipo delle spese e tasse di giustizia,
gravando la procedente di fr. 10’000.-- di ripetibili;

 

                                         che
contro tale indennità insorge l’appellante, postulandone la riduzione a fr. 2’800.--
per effetto della mediazione dell’onorario a tempo con quello a valore;

 

                                         che
l’attrice principale nelle proprie osservazioni del 2 novembre 1998 si oppone
al gravame;

 

Considerato

 

 

in diritto

 

                                         che
a questo stadio della causa è del tutto pacifica la soccombenza dell’appellante
quo all’azione riconvenzionale da lei incoata, e conseguentemente il suo
obbligo alla corresponsione di adeguate ripetibili (art. 77 cpv. 2 e 3 CPC; II
CCA 20 maggio 1998 in re S. e llcc/W., 10 novembre 1997 in re A. SA in fallimento/S.
SA);

 

                                         che
il motivo di opportunità che spinge la parte procedente al ritiro dell’azione
-in concreto l’asserito “atteggiamento di ostruzione e di grave malafede” di
controparte (appello, punto 1, pag. 3)- è infatti ininfluente ai fini della
determinazione della sua soccombenza, che va stabilita sulla sola base del
prefato art. 77 CPC (II CCA 27 agosto 1998 in re S. SA/D.);

 

                                         che
a giusta ragione, stante la prematura cessazione della lite a seguito della
desistenza dell’attrice, questa, in applicazione dell’art. 11 TOA, invoca
l’applicazione della nota formula con cui l’onorario ad valorem viene mediato
con quello ad horam (II CCA 9 luglio 1998 in re G./N. SA, 20 maggio 1998
in re S. e llcc./W.);

                                      

                                         che
le ripetibili che avrebbero dovuto essere accordate alla convenuta se la
reiezione dell’azione riconvenzionale fosse avvenuta con una sentenza sul
merito sarebbero state comprese tra fr. 12’500.-- e fr. 20’000.-- (art. 9 TOA);

 

                                         che
la causa, nonostante l’elevato valore di causa, si presenta di facilità
superiore alla media, essendo essa fondata su generiche allegazioni di
inadempienza e su un computo del danno visibilmente fantasioso;

 

                                         che
la retribuzione ad valorem, per la causa completa, può pertanto essere
determinata nel 6%, ossia in fr. 15’000.--, come del resto indicato dalla
stessa appellante (pag. 5);

 

                                         che
non è per contro condivisibile il conteggio dell’appellante dell’onorario
mediato sulla base della sola metà di tale importo (appello, ibidem), dovendo
il calcolo essere effettuato sulla base dell’intera retribuzione ipotetica;

 

                                         che
l’indicazione dell’appellante di un dispendio di tempo di sole 7 ore non può
essere condivisa, dovendosi considerare che l’attività della resistente
conseguente alla riconvenzionale non si è limitata ai soli allegati
introduttivi, ma si è estesa anche alla fase istruttoria;

 

                                         che
sulla base degli atti il dispendio orario può invece essere quantificato,
limitatamente alla difesa dalla riconvenzionale, in 12 ore;

 

                                         che
all’importanza e alla complessità della causa può essere ritenuta consona una
retribuzione oraria di fr. 250.--/h, ammessa dalla stessa appellante (pag. 5);

 

                                         che
l’onorario calcolato solo sulla base del dispendio di tempo sarebbe pertanto di
fr. 3’000.--;

 

                                         che
l’applicazione dell’art. 11 TOA conduce su questa base ad un importo per
ripetibili di fr. 5’000.--;

 

                                         che
l’appello è di conseguenza parzialmente accolto ai sensi dei considerandi che
precedono;

 

                                         che
le spese e le ripetibili di questa procedura possono essere suddivise tra le
parti, con compenso di ripetibili (art. 148 CPC);

 

 

Per i quali motivi

visti, per le spese, gli art. 148 e seg.
CPC e la vigente TG

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   L’appello
21 settembre 1998 di __________ è parzialmente accolto e di conseguenza
il dispositivo 2. del decreto 19 agosto 1998 del Pretore di Lugano, sezione 3,
viene così riformato:

 

                                         2.     Tasse e spese giudiziarie già
anticipate dall’attrice riconvenzionale restano a suo carico, con l’obbligo di
rifondere alla controparte fr. 5’000.-- per ripetibili.

 

                                    II   Le
spese della procedura d’appello consistenti in fr. 280.- di tassa di giustizia
e in fr. 20.- di spese (totale fr. 300.-), già anticipati dall’appellante, sono
a carico delle parti per metà ciascuna, compensate le ripetibili di appello.

 

                                  III.   Intimazione
a: - __________

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           Il
segretario