# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 34a9d200-ba81-5fc3-ad0b-1afd695dfe50
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-09-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 13.09.2006 52.2006.103
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2006-103_2006-09-13.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2006.103

   

  	
  Lugano

  13 settembre
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi e Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 24 marzo 2006 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  RI 2, ,

  (rappr. dalla madre RA 1)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 7 marzo 2006 (1096) del Consiglio di
  Stato, che respinge l'impugnativa inoltrata dalle insorgenti avverso la
  decisione 19 agosto 2005 con cui il Dipartimento delle istituzioni, Sezione
  dei permessi e dell'immigrazione, ha deciso di non rilasciare loro un'autorizzazione
  di domicilio e ha revocato il loro permesso di dimora CE/AELS;

  

 

 

viste le risposte:

-    3 aprile 2006 del
Dipartimento delle istituzioni,

-    4 aprile 2006 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   La
cittadina colombiana RI 1 (1975) è madre di RI 2 (1990), nata dall'unione con
un connazionale.

Il 12 gennaio 2000 ella si è sposata nel
proprio paese d'origine con il cittadino germanico __________ (1961), titolare
di un permesso di domicilio nel cantone Ticino.

Per poter vivere insieme al marito, il 2
febbraio 2000 RI 1 è stata autorizzata a entrare in Svizzera unitamente alla figlia
ottenendo un permesso di dimora annuale, in seguito regolarmente rinnovato e
trasformato nel 2002 in un permesso di dimora CE/AELS valido fino al 1° febbraio
2008.

Anche RI 2 è stata posta al beneficio di un
permesso di soggiorno, di identica durata e scadenza di quello ottenuto dalla
madre.

 

 

                                  B.   Con scritto
27 febbraio 2005, __________ ha comunicato all'Ufficio regionale degli
stranieri di Locarno di essersi trasferito il 1° ottobre 2001 con la moglie e
la di lei figlia in Colombia, ma che in seguito esse lo avevano abbandonato ed
erano rientrate in Svizzera.

Interrogata il 13 luglio 2005 dalla Polizia
cantonale in merito alla sua situazione famigliare, RI 1 ha dichiarato che, a
partire dal 2001, suo marito si assentava sovente dal domicilio coniugale per
recarsi in Colombia e che da allora ella e sua figlia RI 2 erano rientrate anch'esse
3 o 4 volte nel paese d'origine con l'intenzione di rimanervi, ma che alla fine
avevano preferito continuare a risiedere in Svizzera perché la vita è più
sicura. Ha pure affermato che il suo matrimonio era in crisi.

 

 

                                  C.   Il 19
agosto 2005 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento delle
istituzioni ha dichiarato decaduto il permesso di domicilio di __________, ritenendo
che dal 2001 egli risiedesse prevalentemente in Colombia.

La decisione, fondata sull'art. 9 cpv. 3
LDDS, è stata confermata dal Consiglio di Stato il 18 gennaio 2006 ed è
cresciuta in giudicato.

 

 

                                  D.   Sempre il
19 agosto 2005, il dipartimento ha pure deciso di non rilasciare un permesso di
domicilio CE/AELS a RI 1 e alla figlia RI 2, revocando al contempo il loro
permesso di dimora CE/AELS.

Fondandosi segnatamente sulle predette
dichiarazioni di __________ e sul verbale di interrogatorio di RI 1, l'autorità
ha ritenuto che quest'ultima invocasse in maniera manifestamente abusiva il
proprio matrimonio per continuare a soggiornare nel nostro paese in quanto ella
non viveva più da tempo una vita coniugale con il marito, residente
prevalentemente in Colombia.

La decisione è stata resa sulla base degli
art. 23 e 24 OLCP, la LDDS e l'ODDS.

 

 

                                  E.   Con
giudizio 7 marzo 2006 il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo le impugnative contro di essa interposte da RI 1 e RI 2.

Dopo avere ribadito gli argomenti posti a fondamento
della decisione dipartimentale, l'Esecutivo cantonale ha ritenuto che RI 1 non
potesse prevalersi del rilascio di un permesso di domicilio anche perché non
aveva vissuto in comunione domestica con il marito, ininterrottamente, durante
5 anni.

Ha inoltre considerato esigibile il ritorno
delle ricorrenti nel paese d'origine.

 

 

                                  F.   Contro la
predetta pronunzia governativa,__________ e RI 2 si sono aggravate davanti al
Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il
rilascio di un permesso di domicilio.

Le ricorrenti hanno sostenuto di avere
diritto al permesso richiesto, adducendo di avere vissuto regolarmente e
ininterrottamente in Svizzera durante cinque anni e di essere bene integrate
nel nostro paese.

RI 1 ha contestato il proprio verbale di interrogatorio
di polizia del 13 luglio 2005, perché dallo stesso non traspare che ella si sarebbe
separata definitivamente dal marito soltanto nel febbraio 2005. Ha inoltre sostenuto
che le dichiarazioni rilasciate da suo marito nel 2005 alla Sezione dei
permessi e dell'immigrazione in merito al loro rapporto matrimoniale e alle lunghe
assenze dalla Svizzera sarebbero frutto di una mente malata. Ha chiesto di tenere
conto che ella lavora e che sua figlia sta per iniziare un apprendistato.

 

 

                                  G.   All'accoglimento
del gravame si sono opposti sia il Consiglio di Stato sia il dipartimento con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

                                  H.   Il 13
luglio 2006 le ricorrenti hanno consultato presso il tribunale l'incarto della
Sezione dei permessi e dell'immigrazione concernente __________ e hanno formulato
delle osservazioni in proposito.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (art. 10
lett. a LALPS).

 

1.2. In concreto, il 19 agosto 2005 il
dipartimento ha revocato il permesso di dimora CE/AELS, valido fino al 1° febbraio
2008, di RI 1 e RI 2.

Contro questo genere di provvedimenti è, in
linea di principio, ammissibile il ricorso di diritto amministrativo al
Tribunale federale (v. art. 101 lett. d in relazione con l'art. 100 cpv. 1
lett. b n. 3 OG). Di conseguenza, anche la competenza di questo Tribunale a
statuire in merito all'impugnativa inoltrata dalle insorgenti è data.

 

1.3. Il gravame in oggetto, tempestivo (art.
46 cpv. 1 PAmm) e presentato da persone senz'altro legittimate a ricorrere
(art. 43 PAmm), è ricevibile in ordine e può essere reso sulla base degli atti,
senza che sia necessario procedere ad accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1
PAmm).

Per quanto riguarda invece la richiesta di RI
1 di essere sentita personalmente, bisogna considerare che né la legislazione
cantonale, né quella federale garantiscono alla parte il diritto di essere
udita oralmente, essendo sufficiente che essa possa far valere le proprie ragioni
per iscritto (DTF 117 II 132 consid. 3b, p. 137 e rinvii; Scolari, Diritto
amministrativo, parte generale, n. 141 e 146).

In ogni modo i diritti di parte delle
insorgenti sono stati tutelati, in quanto esse hanno avuto la possibilità
dinnanzi al tribunale di consultare gli atti dell'incarto concernenti __________
posti a fondamento della decisione governativa qui impugnata, e si sono pure espresse
al riguardo.

 

 

                                   2.   2.1. Giusta
il combinato all'art. 3 cpv. 1, cpv. 2 lett. a e cpv. 5 Allegato I ALC, il coniuge
di un lavoratore comunitario ha il diritto di stabilirsi con lui nonché di
accedere a un'attività economica, sempre che il lavoratore comunitario disponga
per la propria famiglia di un alloggio che sia considerato normale.

 

2.2. RI 1 si è sposata con un cittadino
germanico domiciliato in Svizzera. Per tale motivo, ella è stata posta al
beneficio di un permesso di dimora CE/AELS in virtù delle testé menzionate disposizioni
dell'ALC, che disciplinano il soggiorno dei membri della famiglia di un cittadino
di una parte contraente.

RI 2 è invece al beneficio di un identico permesso
di dimora per vivere insieme alla madre (ricongiungimento familiare). Di conseguenza,
il destino del suo permesso di soggiorno dipende da quello della madre.

 

                                   3.   3.1. Ferme
queste premesse, il fatto di richiamarsi ad un matrimonio che sussiste solo
formalmente comporta la decadenza del diritto conferito dall'art. 3 Allegato I
ALC (DTF 130 II 113 segg.).

Per costante giurisprudenza vi è abuso di
diritto laddove un determinato istituto giuridico è invocato per realizzare
interessi che il medesimo istituto non si prefigge di tutelare (DTF 121 I 367,
consid. 3b). Sono dati segnatamente gli estremi dell'abuso, quando lo straniero
si richiama ad un matrimonio che sussiste solo formalmente per ottenere il
rilascio o il rinnovo di un permesso di dimora (DTF 128 II 145, consid. 2.2.).

In questo senso, è necessario che vi siano
concreti indizi tali da ritenere che i coniugi non siano (più) intenzionati a
condurre una vita in comune e rimangano uniti dal vincolo matrimoniale soltanto
per ragioni di polizia degli stranieri (DTF 127 II 49, consid. 5a e rif.).

 

3.2. L'art. 23 OLCP dispone che i permessi
di dimora CE/AELS possono essere revocati o non essere prorogati se non sono
più adempite le condizioni per il loro rilascio.

In tal senso, è possibile disporre misure di
allontanamento e di respingimento giusta gli art. 9-13 LDDS anche nei confronti
dei cittadini della CE e dei suoi familiari. Del resto, come l'art. 23 OLCP,
anche l'art. 9 cpv. 2 lett. b LDDS dispone che il permesso di dimora può essere
revocato, tra l'altro, quando non venga adempiuta una condizione imposta
all'atto della sua concessione.

 

 

                                   4.   4.1. In
concreto, RI 1 è entrata in Svizzera il 2 febbraio 2000 unitamente alla figlia RI
2 per vivere nel nostro paese presso il marito __________ con il quale si era
sposata il 12 gennaio precedente in Colombia.

Il 19 agosto 2005 il dipartimento ha
dichiarato decaduto il permesso di domicilio CE/AELS di __________, in quanto egli
ha soggiornato all'estero per oltre sei mesi (art. 9 cpv. 3 lett. c LDDS). La
decisione è stata confermata dal Consiglio di Stato il 18 gennaio 2006, che ha rilevato
quanto segue (ad F., pag. 5):

"(...) dai timbri apposti sul passaporto
del qui ricorrente risulta che egli, dopo aver soggiornato in Colombia dal 13
settembre al 9 dicembre 2001, è ivi ritornato il 14 marzo 2002 e l'unico timbro
di uscita risulta essere quello del 12 febbraio 2003. Egli è rientrato in
Colombia ancora il 25 maggio 2003 e anche in questo caso vi è un unico timbro
di uscita del 5 ottobre 2004. Il 30 dicembre 2004 questi è nuovamente giunto in
Colombia, soggiornando all'estero sino ad almeno la fine di gennaio 2005. Con
scritto 27 febbraio 2005 il ricorrente ha - sua sponte - comunicato all'Autorità
di prime cure che la casa coniugale si trovava dal 1° ottobre 2001 in Colombia,
sia di essere intenzionato a riportare la consorte e la di lei figlia, le quali
lo avrebbero abbandonato per giungere in Svizzera, in tale paese. Il 22 marzo
2005 egli è rientrato in Colombia, andando a vivere alla casa coniugale in __________,
Colombia (...). Malgrado avesse affermato di voler ritornare in Svizzera il 15
settembre 2005, dagli accertamenti esperiti dalla polizia cantonale, risulta
che il signor __________, almeno ancora nel mese di novembre 2005, non era
rientrato sul suolo elvetico (...). In siffatte considerazioni, risulta
pertanto che da svariato tempo il ricorrente trascorre la maggior parte della
propria vita principalmente in Colombia nella casa coniugale (come dallo stesso
qualificata). La residenza di __________ è quindi unicamente un indirizzo di
comodo, ove egli soggiorna per brevi periodi. Come rilevato dal ricorrente
medesimo nel proprio allegato ricorsuale (pag. 4, pto 4), nelle sue due lettere
(del 27.2.04 e 20.3.05) ha affermato che la sua casa coniugale si trova dal
2001 in Colombia, lasciando intendere di essersi spesso recato colà, anche per
periodi lunghi".

 

Nel proprio gravame, RI 1 contesta che tra
la fine del 2001 e il marzo del 2002 suo marito avesse trasferito il centro dei
propri interessi all'estero e che si fosse assentato così a lungo e con tale
frequenza dalla Svizzera. Ella sostiene che i timbri di entrata e di uscita sul
passaporto di __________ non corrispondono alla realtà in quanto non sempre in
dogana viene apposto il visto.

Sennonché, l'insorgente non può rimettere in
discussione la decisione cresciuta in giudicato relativa a suo marito ed
accettata da quest'ultimo. A tale conclusione è peraltro giunta la stessa ricorrente,
dopo l'inoltro del ricorso, con le osservazioni che ha formulato il 17 luglio
2006 dopo avere consultato gli atti del marito dinnanzi al tribunale e preso
atto che egli non aveva impugnato la risoluzione governativa.

Ritenuto che il permesso di domicilio di __________
è decaduto dal 2001/2002 per avere vissuto prevalentemente all'estero, di riflesso
anche il permesso di dimora della qui ricorrente, ottenuto nel 2000 per vivere insieme
alla stesso nel nostro paese, da tempo ormai ha perso inesorabilmente di
validità.

Già per questo motivo il ricorso dev'essere
respinto.

Ma vi è di più.

 

4.2. Interrogata dalla Polizia cantonale il
13 luglio 2005, RI 1 ha dichiarato, tra l'altro:

"__________
l'avevo conosciuto nel 1997 a __________. Pertanto prima del matrimonio ci
siamo frequentati per circa 3 anni. Nell'autunno del 2001 sono nati i primi problemi
finanziari e non di coppia. In pratica avevamo problemi a pagare sia l'affitto
che le altre normali fatture dell'economia domestica. Ed è in questo periodo
che ha iniziato a far viaggi in Colombia e più precisamente a __________ dove
soggiornava da miei parenti. Da allora ha soggiornato a più riprese in
Colombia, per periodi di due/tre/quattro mesi. Per contro io e mia figlia __________,
__________1990, siamo rimaste a __________. (...) È vero che sono tornata in Colombia per tre/quattro
volte anche con l'intenzione di rimanervi, con esito però negativo. Sia per me
che per mia figlia la vita è molto più sicura in Svizzera; __________ qui si è
integrata perfettamente.

(...) D1:
Da quanto asserito, a questo momento __________ vive in Colombia e lei a __________.
Conferma questo particolare? R1: Sì, confermo. Per quanto
concerne __________ vorrei precisare che secondo lui si trova in vacanza in
Colombia.(...) D6: Dalla data della vostra unione in matrimonio,
mi può precisare il tempo è stata assente all'estero? R6: Ci siamo
sposati nel gennaio 2001. Per tutto il 2001 sono rimasta in Svizzera.
Nel 2002 sono partita per la Colombia il 20.06.2002 e sono
rientrata in Svizzera il 02.09.2002. In seguito sono rimasta in Svizzera
sino al 16.06.2003 dove sono nuovamente partita per la Colombia. Sono
poi rientrata in Svizzera il 12.09.2003. Il 16.12.2003 sono
partita di nuovo per la Colombia rientrando in Svizzera il 14.02.2004. Da
questo momento non mi sono più recata in Colombia. Nel 2005 sono partita
il 28.06.2005 e sono rientrata in Svizzera il 09.07.2005, il
tempo per il matrimonio di mia sorella".

Per quanto
concerne mio marito posso solo affermare che sta passando un periodo della sua
vita molto difficile, ha grossissimi problemi psicofisici. Ha perso completamente
la realtà delle cose, si comporta come un bambino. Nei miei confronti ha assunto
un atteggiamento molto aggressivo, tanto è vero che mi ha già picchiata. Stessa
sorte per mia figlia. È
diventato molto permaloso e irascibile. Mi rincresce molto che la nostra
relazione si è così guastata, in quanto __________ mi aveva dato veramente
molto dal punto di vista umano. Purtroppo viaggiare in Colombia lo ha cambiato
in peggio.(...) Letto, confermo e firmo (...)".

 

Inoltre, nel proprio ricorso, RI 1 ha
ribadito che, durante il periodo in cui era al beneficio di un permesso di
dimora in Svizzera, non ha regolarmente vissuto la propria vita coniugale nel
nostro paese dal momento che suo marito risiedeva in Colombia (v. anche le sue osservazioni
del 17 luglio 2006). Ora, su questo aspetto, giova ricordare che il Tribunale
federale ha già avuto modo di considerare abusivo, da parte della persona
straniera, richiamarsi a un matrimonio contratto per vivere in Svizzera, allorché
il proprio coniuge si è durevolmente stabilito all'estero (STF 2A.238/1999 del
20 maggio 1999, consid. 2).

La ricorrente contesta il proprio verbale
d'interrogatorio. Ella lamenta il fatto che dal verbale in parola non traspare
con la necessaria evidenza che il suo matrimonio sarebbe in crisi solo dal
febbraio 2005. Sennonché, va osservato che la critica rivolta al verbale in
parola non è di rilievo nel caso specifico, in quanto non è suscettibile di
influire sull'esito della causa per i motivi addotti in precedenza.

 

4.3. In siffatte
circostanze, risulta pertanto in modo manifesto l'abuso
da parte dell'insorgente nell'invocare il proprio matrimonio, al fine di
continuare a beneficiare del permesso di dimora ottenuto per vivere con il
marito.

Ne consegue che da tempo è venuto meno il
fine del soggiorno di RI 1 in Svizzera e con esso la ragione che a suo tempo
aveva giustificato il rilascio di un permesso di dimora. Come correttamente
rilevato dal Governo, la posizione della ricorrente non può essere tutelata sul
piano giuridico.

 

 

                                   5.   Resta da
verificare la proporzionalità del provvedimento di revoca pronunciato dalla
Sezione dei permessi e dell'immigrazione.

 

5.1 RI 1 risiede regolarmente da cinque anni
nel nostro paese. Il suo soggiorno va quindi considerato ancora di breve
durata. Inoltre ella ha tutti i suoi legami familiari, sociali e culturali in
Colombia, dove è nata, è cresciuta e risiedeva prima di giungere in Svizzera
all'età di 24 anni.

Per questi motivi, il suo rientro in patria
non le pone insormontabili problemi di riadattamento. Bisogna inoltre rilevare
che la sua attuale autorizzazione a svolgere un'attività lucrativa in Svizzera
è soltanto una conseguenza dell’unione coniugale e non costituisce lo scopo del
suo soggiorno, ragione per cui non è determinante nel presente ambito. Il fatto
che sia ben integrata nel nostro cantone non permette quindi di pervenire ad
una conclusione a lei più favorevole.

 

5.2. Per quanto concerne il permesso di
soggiorno di RI 2 (1990), esso dipende dal destino di quello della madre. Di conseguenza,
in quanto rispetta l'unità famigliare, la decisione impugnata non costituisce un'ingerenza nei rapporti tra madre e
figlia. Non è inoltre dato a vedere come RI 2, la quale ha nel frattempo
concluso la scuola dell'obbligo, non possa riadattarsi alla realtà del suo paese
d'origine, dove viveva prima di giungere in Svizzera insieme alla madre e dove
si è spesso recata da quando ha ottenuto il permesso di dimora. Si può pertanto
ritenere che ella, tornando a vivere in Colombia dove ha trascorso la sua infanzia,
non si troverà confrontata con insormontabili difficoltà di adattamento.

 

 

                                   6.   La Sezione
dei permessi e dell'immigrazione non ha pertanto disatteso le disposizioni
legali invocate, revocando il permesso di soggiorno a RI 1 e, di riflesso, alla
figlia RI 2.

In siffatte circostanze, non può entrare in
considerazione nemmeno il rilascio di un permesso di domicilio alle
interessate, ritenuto che i fatti posti a fondamento della decisione impugnata
si sono verificati prima del termine quinquennale che dà la facoltà di ottenere
siffatta autorizzazione.

 

 

                                   7.   In esito
alle considerazioni che precedono, il ricorso va respinto.

Tassa e spese di giustizia seguono la
soccombenza (art. 28 PAmm). La quota parte a carico di RI 2 va però accollata
alla madre, in quanto sua rappresentante legale.

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 3 cpv. 1, cpv. 2 lett. a e cpv. 5 Allegato
I ALC; 23 OLCP; 4, 7, 9 LDDS; 100 cpv. 1 lett. b n. 3 e 101 lett. d; 10 lett. a
LALPS; 3, 18, 28, 43, 46, 60 e 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, di complessivi fr. 800.–, sono a carico di RI 1.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

   

   

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  2. CO 2 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario