# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a782d800-6069-5957-8a8b-6fd47d0f5445
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-04-02
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht Sonstige Kammern 02.04.2025 VR3 2024 56
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_999_VR3-2024-56_2025-04-02.pdf

## Full Text

Obergericht des Kantons Graubünden
Dretgira superiura dal chantun Grischun
Tribunale d'appello del Cantone dei Grigioni

Sentenza del 2 aprile 2025
comunicata il 

N. d'incarto VR3 24 56

Istanza Terza Camera di diritto amministrativo

Composizione Righetti, presidente
Brun e Audétat, giudici
Zanolari Hasse, attuaria

Parti A._____
ricorrente
patrocinato dall'avvocato lic. iur. Roberto A. Keller

contro

Comune di B._____
convenuto
patrocinato dall'avvocato MLaw Davide Nollo

Oggetto ripristino dello stato legale

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Ritenuto in fatto:

A. A._____ è proprietario del fondo n.1._____, Registro fondiario (RF) di 
B._____, ubicato interamente in zona residenziale semi-intensiva a due piani. 
Questo fondo confina con una strada pubblica aperta al traffico veicolare, limitato a 
16 t, di proprietà del Comune di B._____ (fondo n.2._____ RF B._____). 

B. Con missiva del 20 aprile 2021, il Municipio del Comune di B._____ (qui di 
seguito: Comune o Municipio) ha comunicato a A._____ che sarebbe stata 
constatata la posa di alcuni paletti di ferro sul fondo n.1._____, a confine con il fondo 
n.2._____. Considerando che i paletti comporterebbero un serio pericolo per gli 
utenti della strada, il Municipio ha intimato a A._____ di rimuoverli entro dieci giorni. 

C. La scadenza del termine inutilizzato ha indotto il Municipio ad avviare, con 
decisione dell'11 maggio 2021, una formale procedura di ripristino, assegnando a 
A._____ un termine per esprimersi in merito.

D. Il 16 giugno 2021 A._____ ha inoltrato un'e-mail al Comune in cui ha 
segnalato un transito di autocarri sproporzionato sulla strada comunale con 
ripercussioni dannose sulla sua proprietà. 

E. Con missiva del 22 novembre 2022, il Municipio ha assegnato un ulteriore 
termine per inoltrare una presa di posizione e per rimuovere volontariamente i 
paletti. 

F. In data 20 ottobre 2023 ha avuto luogo un incontro tra una delegazione del 
Municipio, rappresentato dal vecchio presidente comunale, un municipale e dal 
segretario comunale, e i proprietari di alcuni fondi confinanti con la strada comunale, 
fra cui A._____. Dal sopralluogo è emerso che le proprietà private interessate 
venivano effettivamente toccate dal traffico pesante e che il Comune aveva valutato 
possibili soluzioni.

G. Con decisione del 16 aprile 2024, il Municipio del Comune di B._____ ha 
accertato l'illiceità materiale dei paletti (cifra 1 del dispositivo) e ordinato a A._____ 
di rimuoverli, nonché di allontanare completamente i detriti derivanti dalla loro 
demolizione entro dieci giorni (cifra 2 del dispositivo), con la comminatoria 
dell'esecuzione sostitutiva in caso di mancato adempimento (cifra 3 del dispositivo). 

H. Con scritto del 6 maggio 2024, A._____ ha richiesto da constatare al 
Municipio la nullità della decisione del 16 aprile 2024, ritenendo che il (nuovo) 
presidente comunale, il quale avrebbe partecipato alla presa e sottoscriverla della 
stessa, avrebbe dovuto ricusarsi per gravi motivi di inimicizia.

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I. Il Municipio, facendo riferimento a una riunione tenutasi in assenza del 
presidente comunale, con missiva del 15 maggio 2024, ha respinto la domanda di 
ricusa, ritenendola infondata, in quanto l'attuale presidente comunale non avrebbe 
mai palesato alcuna disparità di trattamento, per causa di inimicizia o altro, nello 
svolgimento dei propri compiti all'interno dell'esecutivo comunale. 

L. Contro la decisione del 16 aprile 2024, A._____ (di seguito: ricorrente) ha 
inoltrato, in data 28 maggio 2024, ricorso al Tribunale amministrativo, chiedendo, in 
via principale, l'annullamento della decisione impugnata, nonché, formalmente, di 
conferire al ricorso, in via supercautelare e cautelare, l'effetto sospensivo, con 
protesta di tutte le spese, tasse e ripetibili. A mente del ricorrente, l'attuale 
presidente comunale, infatti, non sarebbe altro che l'ex cognato dell'insorgente, con 
cui in passato avrebbe avuto non pochi dissapori. Il suo matrimonio con la sorella 
dell'attuale presidente sarebbe stato sciolto dopo un litigiosissimo divorzio, durante 
il quale il cognato – su richiesta della sorella – sarebbe stato citato a testimoniare 
su fatti reputati molto gravi e, per certi versi, diffamatori nei confronti del ricorrente. 
Inoltre, la figlia del ricorrente avrebbe promosso una causa contro il padre per 
ulteriori alimenti dopo l'ottenimento di una prima formazione per un soggiorno 
linguistico nel Regno Unito, i cui costi sarebbero stati parzialmente anticipati dallo 
zio, l'attuale presidente comunale. La causa sarebbe infine stata conclusa a favore 
del qui ricorrente. Inoltre, non sarebbe affatto vero che l'attuale presidente 
comunale, in qualità di membro esecutivo, avrebbe mai palesato disparità di 
trattamento nello svolgimento delle sue funzioni. Infatti, la madre dell'attuale 
presidente comunale, proprietaria di un fondo confinante con la qui controversa 
strada comunale (n.d.r.: fondi n.3._____ e n.4._____ RF B._____), lungo il confine 
del fondo stradale, avrebbe posato un imponente steccato in legno, il quale non 
sarebbe stato oggetto di un ripristino. Il presidente comunale avrebbe quindi usato 
due pesi e due misure ben diverse in una situazione identica a quella in discussione. 
Abbondanzialmente, il ricorrente rileva che la decisione impugnata non potrebbe 
essere protetta dal profilo sostanziale, in quanto i paletti non sarebbero né una 
recinzione, né uno steccato, ma unicamente delle delimitazioni di proprietà. Inoltre, 
il Comune avrebbe dovuto comunicargli di non voler trovare un'intesa dopo il 
sopralluogo del 20 ottobre 2023 e, pertanto, dargli la possibilità di esprimersi in 
merito a qualsiasi provvedimento, ragione per cui il diritto di essere sentiti sarebbe 
stato violato. 

M. Con disposizione ordinatoria del 29 maggio 2024, l'allora giudice 
dell'istruzione ha conferito in via supercautelare l'effetto sospensivo al ricorso. 

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N. Il Comune (di seguito: convenuto) in data 10 giugno 2024 ha segnalato di 
rinunciare all'inoltro di una presa di posizione in merito al conferimento dell'effetto 
sospensivo. 

O. Con disposizione ordinatoria del 12 giugno 2024, l'allora giudice 
dell'istruzione ha accolto la richiesta del ricorrente di conferire in via cautelare 
l'effetto sospensivo al ricorso.

P. Nella sua presa di posizione del 9 luglio 2024, il convenuto ha chiesto di 
respingere il ricorso, per quanto ricevibile, protestando spese, tasse e ripetibili. 
L'accertamento dell'illiceità dei paletti e la loro rimozione sarebbero stati pronunciati 
dal Municipio, riunitosi nella seduta del 25 marzo 2024, composto dal vice-
presidente comunale e da tre municipali, in presenza del segretario comunale. La 
comunicazione di tale decisione sarebbe stata firmata dal presidente comunale e 
dal segretario comunale e trasmessa al ricorrente con scritto del 16 aprile 2024. Nel 
caso di una denegata ipotesi in cui il Tribunale dovesse giungere alla conclusione 
che i motivi di ricusa fossero dati, sarebbe un formalismo più che eccessivo, nonché 
un giro a vuoto, ritornare gli atti al Comune per fare firmare la decisione a un altro 
municipale. Materialmente, il rilascio di una licenza edilizia per i paletti non sarebbe 
possibile, in quanto essi non rispettano l'arretramento richiesto dalla legge 
comunale di 0,50 metri dalle strade pubbliche. Inoltre, i paletti rossi e bianchi, 
essendo elementi estranei alla zona, non adempirebbero alle regole dell'arte per 
creare un buon effetto generale. La posa di eventuali delimitazioni segnaletiche del 
perimetro stradale comunale competerebbe al Comune; pertanto, il ricorrente non 
sarebbe autorizzato ad adottare misure volte a delimitare una strada pubblica. Dato 
che il ricorrente avrebbe realizzato la posa dei paletti, pur sapendo che sarebbe 
occorsa l'autorizzazione dell'autorità edilizia, non potrebbe essergli riconosciuta la 
buona fede. Vagliando gli interessi in discussione, sarebbe evidente che l'interesse 
pubblico alla rimozione dei paletti prevalga su quello meramente economico del 
proprietario, di modo che il Comune avrebbe ordinato a giusta ragione la rimozione. 
L'esito dell'incontro del 20 ottobre 2023 dimostrerebbe proprio che l'abuso edilizio 
del ricorrente non sarebbe la soluzione al problema di circolazione, bensì che 
dovrebbero essere ricercate altre soluzioni. Infine, viene contestato che l'attuale 
presidente comunale avrebbe avuto dei dissapori con il ricorrente. Egli, in qualità di 
semplice testimone chiamato nel contesto di procedimenti civili, non avrebbe fatto 
nient'altro che dire la verità su fatti da lui percepiti in modo diretto, per cui non si 
sarebbe in presenza dei motivi di ricusa invocati dal ricorrente. Già il vecchio 
Municipio avrebbe chiesto la rimozione dei paletti, nonché avviato un procedimento 
di ripristino. Il ricorrente avrebbe dovuto pertanto attendersi la prosecuzione del 

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procedimento e l'emissione di una decisione di ripristino da parte del nuovo 
Municipio. Dato che il nuovo Municipio sarebbe entrato in carica il 1° gennaio 2024 
(fatto notorio, in quanto pubblicato agli albi comunali), la richiesta di ricusazione 
dell'attuale presidente comunale presentata solo dopo l'emanazione della decisione 
impugnate, oltre ad essere priva di oggetto e infondata, sarebbe anche tardiva. 

Q. Con replica del 23 agosto 2024, il ricorrente ha confermato il ricorso e ha 
ribadito che, se il Comune convenuto limitasse e controllasse i transiti ammessi in 
modo doveroso, affinché il traffico non invadesse continuamente la sua proprietà 
privata, arrecando gravi pregiudizi al fondo – in parte formato da pavimentazione 
pregiata – egli toglierebbe senza alcun problema i paletti. Infatti, con il complice e 
illegale silenzio del Comune transiterebbero gli autocarri di legname, che sarebbero 
fonte di guadagno per il convenuto, a carico dei proprietari interessati. A mero 
interesse economico, il Comune, che potrebbe risolvere il problema con 
l'allargamento della tratta in questione, così come prospettato in sede di 
sopralluogo, non farebbe nulla. Indipendentemente dall'irrilevante fatto se il 
presidente comunale fosse stato o meno presente alla seduta municipale del 
25 marzo 2024, egli avrebbe condiviso tutto l'iter procedurale e, quindi, avrebbe 
partecipato a prendere la decisione impugnata; ciò non solo di forma, bensì anche 
materialmente. L'ammissione nella risposta del 15 maggio 2024 che il presidente 
comunale continuerebbe a presidiare le riunioni del Municipio e a trattare anche la 
pratica in rassegna, confermerebbe che egli avrebbe sempre e inequivocabilmente 
trattato materialmente il caso del ricorrente, nonché partecipato alla presa di 
decisione rispettivamente alla comunicazione della stessa. Prima dell'evasione di 
tale decisione il ricorrente non avrebbe potuto sapere cosa avrebbe fatto il Municipio 
precedente e, meno ancora, quale posizione assumerebbe il nuovo presidente 
comunale. 

R. Il convenuto, con duplica del 3 ottobre 2024, ha confermato quanto richiesto 
ed esposto nella presa di posizione, precisando che, con un abuso edilizio da parte 
del ricorrente, non si risolverebbe il presunto problema di circolazione, che 
esulerebbe dal presente procedimento. In realtà, i camion verrebbero infatti 
impiegati per il trasporto di legname nel contesto della messa in sicurezza dell'area 
boschiva sovrastante il paese. Unico oggetto del presente procedimento sarebbero 
i paletti posati illegalmente sul fondo del ricorrente. Il rispettivo procedimento di 
ripristino sarebbe stato aperto formalmente dal vecchio Municipio. Il ricorrente non 
avrebbe dato seguito alle intimazioni del vecchio Municipio, per cui, visto che il 
procedimento nei suoi confronti sarebbe stato pendente, egli avrebbe dovuto 
attendersi una decisione in merito dal nuovo Municipio. Di modo che la richiesta di 

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ricusa dell'attuale presidente sarebbe manifestamente tardiva, la quale sarebbe 
andata presentata dieci giorni dopo l'entrata in carica dell'attuale presidente 
comunale. Fino alla seduta del 25 marzo 2024, la quale sarebbe né stata convocata 
né gestita dall'attuale presidente comunale, all'epoca assente per vacanze, il nuovo 
municipio non avrebbe compiuto alcun atto nei confronti del ricorrente. La proposta 
della decisione impugnata sarebbe inoltre stata redatta già nel corso del mese di 
luglio 2023. Ne discenderebbe che l'attuale presidente comunale non avrebbe 
partecipato in nessun modo alla procedura in esame. Infine, per ciò che riguarda i 
paletti posati sui fondi n.3._____ e n.4._____, essi rispetterebbero la distanza 
minima dal confine con la strada comunale.

Considerando in diritto:

1. La competenza del Tribunale per giudicare la decisione comunale impugnata 
è data dall'art. 49 cpv. 1 lett. a LGA (CSC 370.100). I procedimenti pendenti 
dinnanzi al Tribunale amministrativo sono stati trasferiti al subentrante Tribunale 
d'appello del Cantone dei Grigioni al momento dell'entrata in vigore della Legge 
sull'organizzazione giudiziaria (LOG; CSC 173.000) il 1° gennaio 2025 (art. 122 
cpv. 5 LOG). La tempestività (art. 52 cpv. 1 LGA) e la forma (art. 38 LGA) del ricorso 
nonché la legittimazione della ricorrente (cfr. art. 50 LGA) sono date. 

2. Il ricorrente censura una grave violazione delle disposizioni sulla ricusazione, 
e, quindi, una violazione del principio dell'imparzialità. Secondo la sua opinione, il 
nuovo presidente comunale avrebbe dovuto ricusarsi, motivo per cui il 
provvedimento che ha firmato sarebbe da ritenere nullo. Contestato è, innanzitutto, 
se la domanda di ricusa contro il presidente comunale è stata presentata in modo 
tempestivo da parte dal ricorrente. A mente del convenuto, il ricorrente avrebbe 
dovuto presentare la sua richiesta di ricusazione dell'attuale presidente comunale 
prima dell'emanazione della decisione impugnata. Dato che il nuovo Municipio 
sarebbe entrato in carica il 1° gennaio 2024, la richiesta sarebbe andata presentata 
dieci giorni dopo l'entrata in carica dell'attuale presidente comunale, ovvero al più 
tardi entro dieci giorni dal ricevimento della decisione del 16 aprile 2024. 

2.1. Secondo l'art. 29 cpv. 1 Cost., ogni persona ha diritto a un trattamento uguale 
ed equo nei procedimenti davanti alle istanze giudiziarie e amministrative, nonché 
a una valutazione entro un termine ragionevole. Tale diritto comprende, secondo la 
giurisprudenza del Tribunale federale, anche il principio dell'imparzialità come parte 
del diritto a un procedimento equo (cfr. DTF 140 I 326 consid. 5.2; sentenze del 
Tribunale federale 2C_909/2020 dell'8 marzo 2021 consid. 4.2.1, 2C_382/2018 del 
15 marzo 2019 consid. 2.3). Anche nei procedimenti dinanzi a autorità 

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amministrative esiste quindi un diritto all'imparzialità, nel senso che nessun membro 
dell'autorità che è in conflitto di interesse può partecipare in qualsivoglia modo alla 
decisione. In analogia con l'art. 30 cpv. 1 Cost., l'art. 29 cpv. 1 Cost. obbliga un 
membro dell'amministrazione, anche a livello comunale, a ricusarsi qualora 
sussistono circostanze che, secondo criteri oggettivi, potrebbero far sorgere 
l'apparenza di parzialità e il rischio di prevenzione (cfr. DTF 140 I 326 consid. 5.1 
seg.). 

2.2. Il diritto delle persone interessate al rispetto delle norme sull'obbligo di 
ricusazione è di natura formale. Ciò significa che una decisione adottata in 
violazione delle disposizioni sulla ricusazione deve essere annullata anche se 
materialmente non presenta errori sostanziali (cfr. sentenze del Tribunale federale 
2C_178/2020 del 19 giugno 2020 consid. 2.7, 1C_325/2018 del 15 marzo 2019 
consid. 3.5 con rinvii). Tuttavia, la giurisprudenza ammette una sanatoria e, 
nell'interesse dell'efficienza procedurale, eccezionalmente rinuncia all'annullamento 
quando la violazione dell'obbligo di ricusazione non è grave nel procedimento 
amministrativo e si può escludere praticamente ogni influenza sul contenuto della 
decisione (sentenza del Tribunale federale 2C_178/2020 del 19 giugno 2020 
consid. 2.7 con rinvii). La mancata osservanza dell'obbligo di ricusa, però, di regola, 
costituisce una grave violazione delle disposizioni procedurali e, di norma, comporta 
l'annullamento della decisione adottata con la partecipazione di un membro 
dell'autorità obbligato alla ricusazione; nei casi particolarmente gravi, la violazione 
delle norme sulla ricusazione può addirittura comportare la nullità della decisione 
(cfr. DTF 136 II 384 consid. 4.1). Di regola, gli atti amministrativi non sono nulli, ma 
sono soltanto impugnabili e sono considerati validi se non vengono impugnati. 
Secondo la giurisprudenza, una decisione è nulla quando il vizio è particolarmente 
grave, nonché evidentemente o perlomeno facilmente riconoscibile (cosiddetta 
"Evidenztheorie"). L'accertamento della nullità non deve inoltre mettere in pericolo 
in modo serio la sicurezza del diritto. I requisiti per la nullità, secondo la teoria 
dell'evidenza, devono essere adempiuti cumulativamente (sentenza del Tribunale 
federale 8C_7/2020 del 3 novembre 2020 consid. 6.2.3.2 e 6.2.3.6). D'altra parte, 
la nullità deve essere sempre ritenuta quando l'intreccio personale supera 
chiaramente il limite tollerabile (cfr. DTF 136 II 383 consid. 4.5).

2.3. Il Cantone dei Grigioni regola l'obbligo di ricusazione per i membri delle 
autorità comunali, innanzitutto, nell'art. 33 cpv. 1 LCom (CSC 175.050), secondo cui 
i membri devono ricusarsi nella trattazione di una pratica, se essi stessi oppure una 
persona che si trova con essi in stato di esclusione ai sensi dell'art. 32 LCom ha un 
interesse personale diretto. Nell'art. 32 cpv. 1 LCom sono elencati i seguenti stati di 

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esclusione: parenti e affini in linea diretta, fratelli e sorelle, coniugi e persone che 
vivono in un'unione domestica registrata o in una convivenza di fatto. Il cpv. 3 di 
detto disposto prevede che lo statuto comunale può anche prevedere ulteriori motivi 
di esclusione. Ciò di cui il Comune convenuto ha fatto uso nello Statuto comunale 
B._____ (SC), prevedendo motivi di esclusione per figli, fratelli e sorelle, zii e nipoti, 
cognati, suoceri, generi e nuore, coniugi e persone che vivono in unione domestica 
registrata o in una convivenza di fatto (art. n.5._____) e un rispettivo obbligo 
inderogabile di ricusa (art. n.6._____). In ambito giudiziario, secondo l'art. 33 cpv. 3 
LCom, la ricusazione è regolata dalle disposizioni della legge sulla giustizia 
amministrativa, i cui principi generali della procedura, nonché le disposizioni sulla 
spiegazione, la rettifica, la revisione e l'esecuzione vanno applicati anche alle 
procedure amministrative dinanzi ad autorità regionali e comunali (art. 2 LGA). 
Considerato però che nel caso in oggetto non siamo in ambito giudiziario, in quanto 
il Comune convenuto ha deciso in veste di autorità edilizia comunale ai sensi 
dell'art. 85 cpv. 2 LPTC (CSC 801.100) e dell'art. n.7._____ della Legge edilizia del 
Comune di B._____, l'art. 6a cpv. 1 LGA, quantomeno prima facie, non sembra 
trovare direttamente applicazione. Tuttavia, poiché tale circostanza, come verrà 
esposto qui di seguito, nulla muterebbe all'esito del presente procedimento, questo 
Tribunale non ritiene di doversi chinare ulteriormente su questo quesito.

2.4. Nel caso in esame, rilevato che il ricorrente era coniugato con la sorella 
dell'attuale presidente comunale, nonostante lo scioglimento del matrimonio, 
rimangono cognati e, dunque, affini (cfr. art. 21 cpv. 2 CC). Considerato che i motivi 
di ricusazione relativi al legame di affinità continuano a sussistere anche dopo lo 
scioglimento del matrimonio o dell'unione domestica registrata, l'attuale presidente 
comunale rientra nel campo d'applicazione dell'art. n.5._____ SC e, dunque, anche 
dell'art. n.6._____ SC. Tale legame crea infatti un immanente interesse, sia 
favorevole che sfavorevole, all'esito del procedimento nei confronti di una persona 
affine. L'affinità costituisce quindi un motivo di ricusazione evidente e obbligatorio. 
Ne consegue che l'attuale presidente comunale era, è e sarà anche in futuro 
obbligato a ricusarsi d'ufficio in tutti i procedimenti concernenti il ricorrente. In questo 
contesto, non è rilevante se la richiesta di ricusa sia stata presentata tardivamente 
o meno da parte del ricorrente, in quanto il legame di parentela o di affinità 
costituisce un motivo obbligatorio di ricusazione e comporta inevitabilmente 
l'obbligo di ricusarsi, senza che sia necessaria una rispettiva richiesta da parte della 
persona interessata (cfr. KIENER/RÜTSCHE/KUHN, Öffentliches Verfahrensrecht, 3a 
ed. 2021, n. 554; BREITENMOSER/WEYENETH, Praxiskommentar 
Verwaltungsverfahrensgesetz, 3a ed. 2023, art. 10 n. 58). Ciò significa che il 
membro dell'autorità deve ricusarsi d'ufficio, anche se la persona interessata 

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rinuncia a far valere tale diritto (cfr. BREITENMOSER/WEYENETH, op.cit., art. 10 
n. 104). Ciò posto, avendo firmato la decisione e, per conseguenza, partecipato alla 
rispettiva emissione, il presidente comunale ha violato le norme relative alla 
ricusazione. Allo stesso risultato si giunge altresì volendo ammettere l'applicazione 
dell'art. 6a cpv. 1 LGA (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo del Cantone dei 
Grigioni R 16 40 del 30 maggio 2017 consid. 2d). Ne consegue che alle allegazioni 
di parte convenuta, essendo queste infondate, non può essere dato seguito.

2.5. A titolo abbondanziale giova ravvisare che, a causa della natura formale del 
diritto all'imparzialità, il ricorrente non è tenuto a dimostrare che, senza la 
partecipazione del presidente comunale, sarebbe stata emessa una decisione più 
favorevole nei suoi confronti (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo federale B-
2237/2022 del 15 giugno 2023 consid. 4.1.5 con rinvii; KIENER/RÜTSCHE/KUHN, op. 
cit., n. 557). Tantomeno, il convenuto – poiché sussiste un motivo concreto di 
ricusazione – non è tenuto a dimostrare il caso contrario. 

2.6. La giurisprudenza invocata dal convenuto nella presa di posizione (pag. 6 
n. IV.A. [act. A.3]), dove un rinvio è stato considerato un mero giro a vuoto 
formalistico nei casi di decisioni non firmate correttamente, non si pronuncia in 
merito al principio dell'imparzialità. Sia la sentenza R 2012 9 del 27 agosto 2013 
che le sentenze R 13 210 e R 14 29 del 20 maggio 2014 riguardano soltanto la firma 
giuridicamente vincolante del Municipio ai sensi della LCom. Anche un rinvio 
analogo alla prassi concernente la sanatoria del diritto di essere sentiti (cfr. 
sentenze del Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni R 2023 82 del 
29 aprile 2024 consid. 2.5; sanatoria negata in R 2022 101 del 5 settembre 2023 
consid. 2.4.2) non convince nel presente caso. Determinante è unicamente la 
giurisprudenza di questo Tribunale sul principio dell'imparzialità, secondo la quale, 
in linea con la giurisprudenza federale (cfr. considerando 2.1.), è sufficiente 
l'apparenza di parzialità. In questo contesto, il membro dell'autorità deve essere in 
grado di affrontare una questione con la necessaria imparzialità ed equidistanza. È 
sufficiente che esista il rischio di conflitti di interesse, ossia che vi sia la possibilità 
che un membro dell'autorità non riesca a distinguere chiaramente tra il dovere di 
oggettività imposto dalla funzione e i suoi interessi personali, per ammettere la 
ricusa ai sensi del diritto (cfr. sentenze del Tribunale amministrativo del Cantone dei 
Grigioni R 2001 94 del 18 gennaio 2002 consid. 1a con rinvii, R 16 24 del 4 aprile 
2017 consid. 5b, R 16 40 del 30 maggio 2017 consid. 2c; PTA 1987 n. 82 consid. 1). 

2.7. Nel caso in rassegna, l'intreccio personale fra il presidente comunale e il 
ricorrente mediante affinità supera in ogni misura chiaramente il limite tollerabile, 
per cui la sua partecipazione, anche nella misura in cui si trattasse unicamente della 

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firma apposta sulla decisione impugnata, è da considerare un grave vizio 
procedurale. Pertanto la decisone impugnata deve essere ritenuta nulla. La nullità 
viene presa in considerazione in qualsiasi momento e da tutte le autorità d'ufficio e 
può essere accertata anche nel giudizio di ricorso (DTF 137 III 217 consid. 2.4.3; 
sentenza del Tribunale federale 5A_351/2015 del 1° dicembre 2015 consid.4.2). La 
nullità di decisioni e altri atti delle autorità può essere accertata d'ufficio anche in 
mancanza di un rispettivo petito (cfr. DTF 132 II 342 consid. 2.3). Alla luce di quanto 
esposto, ulteriori motivi di recusazione fatti valere dal ricorrente non vanno qui 
approfonditi, in quanto risultano consumati dal permanente motivo di ricusazione 
dell'affinità. 

2.8. Infine, l'argomento del convenuto, secondo cui l'attuale presidente comunale 
non avrebbe né partecipato alla seduta del Municipio del 25 marzo 2024 – durante 
la quale è stata presa la decisione impugnata – né preparato o addirittura redatto 
tale decisione è insufficiente per mutare l'esito del procedimento. Infatti, nel 
presente caso è irrilevante se il presidente comunale abbia soltanto apposto la firma 
sulla decisione impugnata, poiché anche a livello comunale è sufficiente l'apparenza 
di parzialità, la quale è indubbiamente data a causa dell'affinità fra le parti. Fatta 
astrazione di quanto precede, già il fatto che il presidente comunale abbia 
sottoscritto una decisione, alla quale non avrebbe tuttavia potuto partecipare, 
potrebbe corrispondere ad un vizio procedurale, che potrebbe giustificare 
l'annullamento della decisione. Infatti, con la firma di una decisione viene 
confermata la correttezza formale e la sua conformità alla decisione presa 
dall'autorità (cfr. DTF 131 V 483 consid. 2.3.3). A tale quesito non deve tuttavia 
essere risposto definitivamente in questa sede, considerato che la decisione va in 
ogni caso ritenuta nulla.

3. Non è infine necessario approfondire le censure sollevate dal convenuto 
nella sua presa di posizione riguardo alla sostenuta violazione dell'art. 12 lett. c 
LCCA (RS 935.61) da parte del rappresentante legale del ricorrente, in quanto tale 
domanda non riguarda né la legittimazione legata alla persona del ricorrente né altri 
presupposti procedurali in questo procedimento. D'altro canto, non spetta al 
Tribunale adito trattare richieste di vigilanza sull'attività degli avvocati. Ne discende 
che tali censure esulano dal presente procedimento e, dunque, non è necessario 
chinarsi oltre sulle stesse. 

4. In conclusione va constatata la nullità della decisione impugnata del 16 aprile 
2024. Il ricorso deve pertanto essere accolto e gli atti rinviati al convenuto per 
l'emissione di una nuova decisione senza partecipazione del presidente comunale. 
In base a questo esito del procedimento, non sono necessarie ulteriori 

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considerazioni riguardo alle censure sollevate dal ricorrente in materia di ripristino 
dello stato legale o l'assunzione di ulteriori mezzi di prova richiesta dalle parti (cfr. 
DTF 141 I 60 consid. 3.3, 136 I 229 consid. 5.3 con rinvii, 134 I 140 consid. 5.3 con 
rinvii).

5.1. Le spese procedurali seguono la soccombenza (art. 73 cpv. 1 LGA). Visto 
l'esito del ricorso, le spese procedurali – composte da una tassa di Stato fissata a 
CHF 2'000.00 e spese di cancelleria (art. 75 cpv. 1 e cpv. 2 LGA) – sono poste a 
carico del convenuto.

5.2. Inoltre, il convenuto soccombente in causa è tenuto a risarcire al ricorrente 
le spese necessarie causate dalla procedura (art. 78 cpv. 1 LGA i.c.c art. 2 
cpv. 1 OOA [CSC 310.250]). La nota d'onorario inoltrata dal rappresentante legale 
del ricorrente per l'ammontare totale di CHF 3'830.75, composta da un onorario di 
CHF 2'655.00 (8 ore e 10 minuti à CHF 270.00/ora), spese di cancelleria di 
complessivi CHF 852.00, nonché spese postali di CHF 24.80 e su tutto l'IVA 
dell'8,1 %, deve essere decurtata. Innanzitutto, l'onorario per 8 ore e 10 minuti (equo 
a 490 minuti secondo la nota dettagliata) à CHF 270.00/ora – tariffa massima giusta 
l'art. 3 cpv. 1 OOA se, come nel presente caso, è stato trasmesso l'accordo 
sull'onorario – ammonta a un importo di CHF 2'205.00. Inoltre, le spese complessive 
di CHF 888.70 eccedono l'importo forfettario del 3 % sull'onorario riconosciuto per 
prassi di questo Tribunale, per cui vanno ridotte all'importo di CHF 66.15, compresi 
i disborsi postali. L'importo dell'8,1 % IVA ammonta a CHF 183.95. Ne consegue 
che il convenuto è obbligato a versare al ricorrente un importo di CHF 2'455.10 
(spese e IVA incluse) a titolo di ripetibili.

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Il Tribunale d'appello pronuncia:

1. Il ricorso è accolto. È constatata la nullità della decisione del 16 aprile 2024. La 
causa è rinviata al Comune di B._____ ai sensi dei considerandi.

2. Vengono prelevate le seguenti spese processuali:

– una tassa di Stato di CHF 2'000.00

– e le spese di cancelleria di CHF 276.00

totale CHF 2'276.00

Tali spese sono poste a carico di del Comune di B._____.

3. Il Comune di B._____ è obbligato a versare a A._____ un'indennità a titolo di 
ripetibili pari a CHF 2'455.10 (spese e IVA incluse).

4. [vie di diritto]

5. [Comunicazioni]