# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c56eabf3-6780-5ac9-981d-807182b00b87
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-07-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.07.2023 D-2618/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2618-2021_2023-07-14.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-2618/2021 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 4  l u g l i o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione della giudice Esther Marti; 

cancelliere Demis Mirarchi. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

B._______, nata il (…), 

C._______, nato il (…),  

D._______, nato il (…),   

E._______, nato il (…), 

F._______, nato il (…), 

Siria,   

tutti patrocinati dall’avv. lic. iur. Ozan Polatli,  

(…),  

ricorrenti,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (senza esecuzione dell’allontanamento);  

decisione della SEM del 30 aprile 2021 / N (…). 

D-2618/2021 

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Visto: 

la domanda d’asilo che gli interessati hanno presentato in Svizzera il  

15 gennaio 2020, 

i verbali dell’11 e del 12 maggio 2020 relativi all’audizione sui motivi d’asilo 

(cfr. atti SEM n. [1060230]-76/8 e 77/9), 

la decisione di assegnazione alla procedura ampliata del 15 maggio 2020  

(cfr. atto SEM n. 83/2), 

il verbale del 19 novembre 2020 relativo all’audizione approfondita di 

A._______ sui motivi d’asilo (cfr. atto SEM n. 102/10), 

la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) 

del 30 aprile 2021, notificata il 3 maggio 2021 (cfr. atto SEM  

n. 107/1), per mezzo della quale tale autorità ha negato ai ricorrenti la qua-

lità di rifugiato e ha respinto la loro domanda d’asilo, pronunciando conte-

stualmente il loro allontanamento dalla Svizzera, salvo però ammetterli 

provvisoriamente per causa d’inesigibilità dell’esecuzione dello stesso, 

il ricorso del 2 giugno 2021 (cfr. timbro sul plico raccomandato; data d’en-

trata: 3 giugno 2021), con il quale i ricorrenti sono insorti contro tale deci-

sione dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), 

concludendo all’accoglimento dell’impugnativa, all’annullamento della de-

cisione avversata e alla concessione dell’asilo in Svizzera; in subordine, 

secondo il senso, alla concessione dell’ammissione provvisoria; ancora più 

in subordine all’annullamento della decisione e al rinvio degli atti all’autorità 

inferiore; contestualmente, gli insorgenti hanno presentato istanza di con-

cessione dell’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal paga-

mento delle spese anticipate di giustizia, e hanno chiesto il gratuito patro-

cinio, 

la decisione incidentale del 19 gennaio 2022, attraverso cui il Tribunale ha 

respinto la domanda di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio, 

lo scritto del 2 febbraio 2022, per mezzo del quale i ricorrenti hanno preso 

posizione sulla valutazione prima facie formulata nella suddetta decisione 

incidentale del Tribunale, 

la lettera del 28 febbraio 2022 a cui i ricorrenti hanno allegato la traduzione 

in tedesco dell’estratto dell’8 febbraio 2022 del registro di giustizia del Mi-

nistero dell’Interno, 

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i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono,  

 

e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA (RS 172.021), dalla 

LTAF (RS 173.32) e dalla LTF (RS 173.110), in quanto la LAsi (RS 142.31) 

non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi), contro una deci-

sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31–33 LTAF), il 

ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1  

lett. a–c e art. 52 cpv. 1 PA, 

che occorre pertanto entrare nel merito del gravame, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la 

violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi),  

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è 

deciso dal giudice unico con l’approvazione di una seconda giudice  

(art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente  

(art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, 

che questionato in merito ai suoi motivi d’asilo, A._______ ha riferito che, 

in sostanza e per quanto qui di rilievo, il motivo principale della sua do-

manda è da ricondurre alla sua diserzione; che inoltre il figlio del ricorrente 

sarebbe stato portato via dagli Asayish; che l’interessato avrebbe chiesto 

informazioni al responsabile del comitato del villaggio, il quale – nonostante 

lui fosse a conoscenza di tutto ciò che accade – non avrebbe però saputo 

fornire risposta sul luogo in cui si trovasse il figlio; che il ricorrente avrebbe 

accusato il responsabile del comitato del villaggio di aver chiamato gli 

Asayish e che, perciò, quest’ultimo si sarebbe offeso e avrebbe minacciato 

l’interessato con una pistola, 

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che anche lei questionata sui suoi motivi d’asilo, B._______ ha, in sunto, 

espresso preoccupazione per le conseguenze della diserzione del marito 

e per l’eventualità che il figlio possa entrare a far parte degli Asayish, 

che nella decisione impugnata la SEM ha osservato come i motivi d’asilo 

invocati dai richiedenti fossero irrilevanti ex art. 3 LAsi; che, infine, la SEM 

ha pronunciato l’allontanamento del richiedente dalla Svizzera, rinunciando 

tuttavia all’esecuzione dello stesso provvedimento per inesigibilità, 

che con il loro ricorso, gli insorgenti avversano le valutazioni di cui al prov-

vedimento impugnato,  

che ciò posto, oggetto d’esame qui a seguire è il mancato riconoscimento 

della qualità di rifugiato e la mancata concessione dell’asilo,  

che ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 LAsi la Svizzera accorda in principio asilo ai 

rifugiati; che sono rifugiati le persone che, nel Paese di origine o di ultima 

residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, reli-

gione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per 

le loro opinioni politiche ovvero hanno fondato timore di essere esposte a 

tali pregiudizi (art. 3 cpv. 1 LAsi); che sono pregiudizi seri segnatamente 

l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché 

le misure che comportano una pressione psichica insopportabile  

(art. 3 cpv. 2 LAsi), 

che chi domanda asilo deve provare o per lo meno rendere verosimile la 

sua qualità di rifugiato; che la qualità di rifugiato è resa verosimile se l’au-

torità la ritiene data con una probabilità preponderante; che inverosimili 

sono le dichiarazioni le quali risultano contraddittorie in punti essenziali, 

che sono incongrue ai fatti o che si fondano su mezzi di prova falsi o falsi-

ficati (art. 7 LAsi; cfr. sul tema della verosimiglianza DTAF 2015/3  

consid. 6.5.1 e relativi riferimenti), 

che, con riferimento al contesto siriano, l’incorporazione nell’esercito non 

va di principio ad essa sola considerata rilevante al fine della concessione 

dell’asilo (cfr. DTAF 2015/3 consid. 6); che il regime siriano considera la 

renitenza o la diserzione come sostegno agli oppositori qualora in passato 

l’interessato sia già stato identificato come tale; che, così, solo un obiettore 

di coscienza già espostosi politicamente nel passato, rischia una pena 

sproporzionata motivata politicamente (cfr. DTAF 2020 VI/4 consid. 5.1.1 

e 5.1.2); che, in assenza di elementi di rischio supplementari colui che si 

sottrae al reclutamento non rischia una pena tale da rendere 

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sufficientemente verosimile il raggiungimento della soglia di rilevanza pre-

vista per la concessione dell’asilo (cfr. DTAF 2020 VI/4 consid. 6.2.4), 

che nel caso di specie, la decisione avversata non presta il fianco a critiche 

se confrontata con i motivi d’asilo addotti dall’insorgente nel corso della 

procedura di prima istanza; che quest’ultimo non ha allegato alcun ele-

mento supplementare che potesse lasciare trasparire l’esistenza di fattori 

che lo possano far rientrare nel novero delle persone invise alle autorità 

siriane; che, anzi, il ricorrente medesimo ha dichiarato che, oltre all’episo-

dio della convocazione al servizio militare, egli non ha mai avuto contatti 

con le autorità siriane (cfr. atto SEM 76/8 D14), 

che, quo al timore di subire una vendetta da parte del responsabile del 

comitato del villaggio, occorre osservare che solo le vicissitudini legate alla 

razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo so-

ciale o alle opinioni politiche risultano decisive per la concessione dell’asilo, 

che il Tribunale, con una sentenza di riferimento facente data al 2015, ha 

già concluso che non esiste un rischio di essere esposto a persecuzioni 

rilevanti in materia d’asilo qualora vi sia il rischio di essere reclutato da 

parte delle Unità di Protezione Popolare (YPG: ossia il braccio armato del 

PYD; di cui l’Asayish è il corpo di polizia); che, in una pari eventualità il 

reclutamento non sarebbe infatti dettato da uno dei motivi di cui all’art. 3 

LAsi (cfr. sentenza del Tribunale D-5329/2014 del 23 giugno 2015  

consid. 5.3); che tale valutazione risulta tuttora attuale (cfr. sentenza del 

Tribunale D-850/2020 del 2 maggio 2023 consid. 9.6 con riferimenti), 

che quindi, nel caso in rassegna, il Tribunale sottoscrive l’apprezzamento 

dell’autorità inferiore, ossia che i motivi d’asilo dei ricorrenti sono irrilevanti 

ex art. 3 LAsi, 

che a giusto titolo l’autorità inferiore non ha quindi riconosciuto la qualità di 

rifugiato e negato la concessione dell’asilo ai ricorrenti, 

che pertanto, con la decisione impugnata la SEM non ha violato il diritto 

federale né ha abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi),  

che il ricorso va quindi respinto,  

 

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Pagina 6 

che visto l’esito della procedura le spese processuali di CHF 750.- che se-

guono la soccombenza sono poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse 

e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede-

rale [TS-TAF, RS 173.320.2]) e sono prelevate sull’anticipo spese già ver-

sato, 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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Pagina 7 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di CHF 750.-, anticipate dai ricorrenti, sono poste a 

loro carico e vengono compensate con l’acconto già versato. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Demis Mirarchi 

 

 

Data di spedizione: