# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d90ed925-c561-597f-9834-f86fe05726e9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-11-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.11.2009 32.2009.87
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2009-87_2009-11-18.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2009.87

   

  cr/DC/sc

  	
  Lugano

  18 novembre
  2009

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa
  Somaini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 24 aprile 2009 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 13 marzo 2009 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, nata
nel 1965, in precedenza attiva in qualità di segretaria amministrativa, in data
2 agosto 2005 ha presentato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI
per adulti (mezzi ausiliari), in particolare l’assunzione dei costi per un
impianto cocleare (doc. 6/1-8).

 

                                         Con
decisione del 5 agosto 2005, l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurata
l’assunzione dei “costi del supporto uditivo (componente esterno), della
verifica e adattamento del processore ortofonico, nonché quelli
dell’allenamento uditivo e vocale” (cfr. doc. 8-1).

                                         Con
decisione del 16 gennaio 2006, l’UAI ha pure riconosciuto all’assicurata
l’assunzione dei costi per una sveglia a flash con cuscino a vibrazione (cfr.
doc. 13-1).

 

                                         L’assicurata,
inoltre, a seguito della richiesta di prestazioni del 7 febbraio 2006 (cfr.
doc. 22/1-7) e sulla base della valutazione del dr. __________ del SMR (cfr.
doc. 50-1), con progetto di decisione del 12 settembre 2006 (cfr. doc. 52/1-3),
poi confermato con decisione del 12 gennaio 2007 (cfr. doc. 57/1-2), è stata
posta al beneficio di una rendita intera di invalidità (grado AI del 100%) a
partire dal 1° febbraio 2006.

 

                                         A seguito
della procedura di revisione intrapresa d’ufficio dall’UAI in data 31 agosto
2007 (cfr. doc. 65), sulla base di quanto attestato dal curante, dr. __________
(cfr. doc. 67/3-7), con decisione del 15 novembre 2007, l’UAI ha confermato il
diritto dell’assicurata di beneficiare di una rendita intera di invalidità
(cfr. doc. 70/1-2).

 

                               1.2.   Con progetto
di decisione dell’11 febbraio 2009 (cfr. doc. 75/1-2), poi confermato con
decisione del 13 marzo 2009, l’UAI - dopo avere ricordato che “con
comunicazione risalente al 5 agosto 2005, scaturita a seguito di un intervento
comportante la messa in posa di un impianto cocleare, sono stati assunti da
parte dell’AI i costi di un supporto esterno uditivo, della verifica e
dell’adattamento del processore ortofonico, nonché dell’allenamento uditivo e
vocale” - ha stabilito che “i costi connessi alle terapie logopediche non
saranno più riconosciuti con effetto dal mese seguente la notifica della nuova
decisione”, per i seguenti motivi:

 

" 
(...)

Secondo le disposizioni vigenti (Circolare sulla
consegna dei mezzi ausiliari nell’AI - cifra marginale 5.07.23), a seguito di
un intervento di impianto cocleare di nostra competenza, l’assicurazione ha la
facoltà di assumere le spese relative ad un allenamento uditivo combinato con
l’insegnamento della lettura labiale, ma per principio durante un lasso di
tempo di un anno.

 

In proposito, occorre sottolineare come la
logopedia sia un provvedimento ben distinto dall’allenamento uditivo e
dall’insegnamento della lettura labiale.

 

Tale diversità è sempre stata d’altronde ben
evidenziata e sancita dall’art. 8ter OAI in vigore sino al 31.12.2007.

 

Ciò nonostante ed erroneamente, abbiamo assunto
ininterrottamente le terapie logopediche impartite regolarmente dalla signora __________
di __________.

 

Si tratta dunque di prestazioni che decadono
conseguentemente, in applicazione dell’art. 85 cpv. 2 OAI, a partire dal mese
seguente la nuova decisione.” (Doc. 76/1-2)

 

                               1.3.   Contro
questa decisione l’assicurata, rappresentata dal RA 1, è insorta con un tempestivo
ricorso al TCA, postulando che l’UAI continui “il pagamento delle lezioni di
logopedia presso la Signora __________, logopedista, __________, per almeno 6
mesi di più, con riesame e possibilità di ulteriori prolungamenti se
necessario” (doc. I).

                                         Il
rappresentante dell’assicurata ha rilevato che se è vero che la cifra marginale
5.07.23 CMAI citata dall’amministrazione prevede che, in principio, le spese di
un allenamento uditivo sono assunte per il periodo di un anno, non va tuttavia
ignorato il fatto che la stessa cifra marginale precisa poi che tale termine
può essere prorogato, su domanda motivata, per periodi di 6 mesi.

                                         Il
rappresentante ha sottolineato che il caso dell’assicurata è particolarmente
complesso, dato che il processore dell’impianto cocleare installato nell’agosto
2005 necessita di continui adattamenti, come espressamente indicato dal Prof. __________
dell’Ospedale cantonale di __________, ciò che comporta diversi problemi, ma
anche dei progressi costanti, seppur lenti.

                                         Nel
rapporto del mese di maggio 2006, il Prof. __________ ha infatti indicato che
un nuovo adattamento del processore avrebbe avuto luogo nel mese di settembre
2006 - e quindi ad oltre un anno di distanza dall’intervento di impianto
cocleare. 

                                         Inoltre,
nel rapporto del 18 luglio 2006, il dr. __________ ha espressamente indicato
che l’assicurata non era in grado di comprendere le parole, aggiungendo che nel
caso di impianti cocleari si possono ottenere dei miglioramenti dopo 3 anni
dall’operazione.

                                         Infine, le
difficoltà riscontrate dall’assicurata sono poi state descritte dalla
logopedista, signora __________, nel suo scritto del 28 febbraio 2009.

                                         Pertanto,
a mente del rappresentante dell’assicurata, alla luce della complessità del
caso di specie rispetto alla norma, con progressi più lenti e in assenza di
ulteriori indicazioni da parte degli specialisti dell’Ospedale cantonale di __________,
l’UAI non poteva sopprimere il riconoscimento dei costi della logopedia
dell’assicurata.

 

                                         Il
rappresentante ha, infine, indicato che “se i mezzi di prova menzionati non
bastano, proponiamo di produrre un rapporto attuale da parte dell’Ospedale
cantonale di __________” (doc. I).

 

                               1.4.   L’UAI, in
risposta, ha confermato la decisione impugnata e postulato la reiezione
integrale del ricorso.

                                         L’amministrazione
ha innanzitutto rilevato di non potere assumere i costi delle prestazioni
logopediche fatturate dalla signora __________ dato che, “a seguito
dell’entrata in vigore il 1° gennaio 2008 della Nuova impostazione della
perequazione finanziaria e della ripartizione tra Confermazione e Cantoni
(NPC), la logopedia non è più considerata né come misura medica ai sensi
dell’AI (art. 14 cpv. 1 lett. a LAI) né come provvedimento di natura
pedagogico-terapeutica (artt. 8-12 LAI)”.

                                         Inoltre,
l’UAI ha indicato di non potere assumere i costi in questione nemmeno a titolo
di allenamento uditivo, dato che “la richiesta di allenamento uditivo deve
essere debitamente motivata da uno specialista e attuata da un terapista
autorizzato. Nel caso non risultano richieste effettuate in tal senso da parte
ricorrente né risultano dati i presupposti per protrarre, di sei mesi in sei
mesi, il trattamento citato” (IV).

 

                               1.5.   Con scritto
del 21 giugno 2009, il rappresentante dell’assicurata ha evidenziato che il
rapporto dettagliato della logopedista allegato al ricorso “è sufficiente per
un prolungamento della terapia di 6 mesi”. 

                                         Il
rappresentante ha inoltre ribadito “la proposta di rinviare l’incarto
all’Ufficio AI, affinché richieda all’Ospedale cantonale di __________ un
certificato aggiornato della situazione. Infatti, non esistono recenti
documenti medici che attestino la fine delle terapie erogate dalla Signora __________”.

                                         Infine, l’avv.
__________ ha rilevato che la Nuova impostazione concernente la perequazione
finanziaria e la ripartizione tra Confederazione e Cantoni (NPC) “concerne
solamente i giovani e gli adolescenti fino ai 20 anni compiuti (vedi nota
marginale 5.07.23 CMAI, ultima frase) e quindi non è applicabile al presente
caso visto che l’assicurata è nata nel 1965” (VI).

 

                                         Tale
presa di posizione del rappresentante dell’assicurata è stata trasmessa
all’amministrazione (VII), con la facoltà di presentare eventuali osservazioni
scritte.

 

                               1.6.   In corso di
causa, il TCA ha interpellato l’UFAS, chiedendo alcuni chiarimenti a proposito
della cifra marginale 5.07.23 della Circolare sulla consegna dei mezzi
ausiliari da parte dell’Assicurazione invalidità (CMAI) (VIII).

 

                                         La
risposta dell’UFAS è datata 12 ottobre 2009 (IX).

 

                                         Le parti
hanno avuto la possibilità di esprimersi in merito alla risposta fornita
dall’UFAS (X).

                                         Con
scritto del 23 ottobre 2009, il rappresentante dell’assicurata ha ribadito che
in casi particolari, quale è quello dell’assicurata, vi è la possibilità,
conformemente alla cifra marginale 5.07.23 CMAI, di prolungare di sei mesi in
sei mesi, più volte, il periodo di allenamento uditivo concesso
dall’amministrazione (XI).

                                         L’UAI, da
parte sua, con osservazioni del 29 ottobre 2009, ha rilevato che il prolungamento di sei mesi in sei mesi deve essere debitamente giustificato
nel singolo caso, rammentando che l’amministrazione “ha preso a carico tutte le
fatture emesse dalla logopedista signora __________ per le prestazioni iniziate
il 29.11.2005 (10 fatture emesse, l’ultima resa in data 11.05.2009, per un
importo complessivo di fr. 19'330.-)” (XII).

 

                                         Le
osservazioni delle due parti sono state trasmesse alla rispettiva controparte
(XIII, XXIV), per conoscenza.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (cfr. STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007;
STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA           H 335/00 del 18 febbraio 2002;
STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U
347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT  I-2002 pag. 190 seg.; STFA H
304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il TCA è chiamato a stabilire se
l’Ufficio AI era legittimato a riconsiderare la propria decisione del 5 agosto
2005, negando all’assicurata l’assunzione dei costi dell’allenamento uditivo e
vocale di cui beneficia ininterrottamente dal 2005.

 

                               2.3.   Per
l'art. 53 cpv. 1 LPGA le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente
passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato o
l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di
prova che non potevano essere prodotti in precedenza. Per il cpv. 2 l'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione formalmente passate in
giudicato se è provato che erano manifestamente errate e se la loro rettifica
ha una notevole importanza. L'assicuratore può riconsiderare una decisione o
una decisione su opposizione, contro le quali è stato inoltrato ricorso, fino
all'invio del suo preavviso all'autorità di ricorso.

 

                                         Kieser, in ATSG-Kommentar,
Zurigo, Basilea, Ginevra 2003, a pag. 541 ad art. <53>, nota 30, a proposito dell'art. <53> cpv. 3 <LPGA>, precisa:

 

"    b) Die in art. <53> Abs. 3 ATSG kodizierte Regelung galt
bereits nach der bisherigen Rechtsprechung
(einlässliche Darstellung derselben SCHLAURI, Neuverfügung lite pendente, 176
ff.), welche ihre Gültigkeit auch unter Berücksichtigung von Art <53> Abs. 3
ATSG beibehält. Insbesondere steht es dem Versicherungsträger frei, während des
laufenden Beschwerdeverfahrens ohne Beachtung der besonderen
Wiedererwägungsvoraussetzungen (insbesondere ohne Annahme einer zweifellosen
Unrichtigkeit) auf den Entscheid zurückzukommen (vgl. BGE 107 V 192). Hat der
Versicherungsträger die Beschwerdeantwort eingereicht, ist ihm eine
Wiedererwägung untersagt (dazu HISCHIER, Wiedererwägung, 457, der eine
Wiedererwägung lite pendente auch noch zulassen will, wenn der
Versicherungsträger nach Erstattung der Beschwerdeantwort zu einer weiteren Stellungnahme
aufgefordert wird). Einer nach diesem Zeitpunkt erlassenen Verfügung kommt
immerhin der Charakter eines Antrages an das Gericht zu (vgl. BGE 109 V 236 f.). Entspricht die Wiedererwägung nicht dem im Beschwerdeverfahren gestellten Antrag, kommt sie
ebenfalls bloss einem Antrag an das Gericht gleich (vgl. ZAK 1992 117). Im
übrigen wird bei einer entsprechenden Wiedererwägung das Beschwerdeverfahren
gegenstandlos (vgl. ATSG-Kommentar, Art. 61 Rz. 76). Allerdings ist es nach der
Rechtsprechung dem Versicherungsträger nicht benommen, eine im
Gerichtsverfahren vorgenommene Wiedererwägung zu widerrufen (vgl. SVR 2001 IV Nr. 20)."

 

                                         Va
qui rammentato che una decisione è manifestamente errata,

 

" 
wenn kein vernünftiger Zweifel daran möglich
ist, dass die Verfügung unrichtig war. Es ist nur ein einziger Schluss -
derjenige auf die Unrichtigkeit - möglich (vgl. BGE 125 V 393 oben; Locher,
Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2. Auflage, Bern 1997, S. 362; Kieser,
Kommentar ATSG, Ziffer 20 zu Art. <53>). Dabei
ist nach dem eingangs Gesagten (Erw. 1.2.hievor) vom Rechtszustand auszugehen,
wie er sich bei Verfügungserlass präsentierte." 

(STFA del 10 settembre 2003 nella causa U, H 97/03)

 

                               2.4.   Gli
assicurati invalidi o direttamente minacciati di invalidità hanno diritto ai
provvedimenti di integrazione necessari e atti a ripristinare, migliorare,
conservare o avvalorare la capacità al guadagno. Per stabilire tale diritto
deve essere considerata tutta la durata del lavoro prevedibile (art. 8 cpv. 1
LAI).

                                         Fra i
provvedimenti di integrazione concessi in virtù della LAI sono pure previsti i mezzi
ausiliari (art. 8 cpv. 2 lett. d LAI).

                                         Questi
provvedimenti sono molto importanti in quanto eliminano rispettivamente
riducono le conseguenze del danno alla salute e sostituiscono, nell’ambito
dell’attività svolta o dell’integrazione sociale, la perdita di alcune parti o
funzioni del corpo (Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 3a
edizione, Berna 2003, § 36 n.1, p. 241).

 

                                         Secondo
l’art. 21 cpv. 1 LAI, nella versione in vigore dal 1° gennaio 2004 (che non ha
comunque apportato alcuna modifica dal punto di vista sostanziale rispetto al
vecchio art. 21 cpv. 1 LAI; cfr. STFA I 3/04 del 28 agosto 2004, consid. 1),
l’assicurato ha diritto ai mezzi ausiliari, compresi in un elenco allestito dal
Consiglio federale, dei quali ha bisogno per esercitare un’attività lucrativa o
adempiere le sue mansioni consuete, per conservare o migliorare la sua capacità
al guadagno, per studiare, per imparare una professione o perfezionarsi oppure
a scopo di assuefazione funzionale. L’assicurazione sopperisce alle spese per
protesi dentarie, occhiali e sostegni plantari solo per quanto costituiscono un
complemento essenziale ai provvedimenti sanitari d’integrazione.

Il cpv. 2 della medesima disposizione precisa che l’assicurato, il quale a
causa della sua invalidità ha bisogno di apparecchi costosi per spostarsi,
stabilire contatti nel proprio ambiente o attendere alla propria persona, ha
diritto, indipendentemente dalla sua capacità al guadagno, a tali mezzi
ausiliari compresi in un elenco allestito dal Consiglio federale. 

 

                                         In virtù
di tale delega il Consiglio federale ha emanato l'art. 14 OAI secondo cui
l'elenco dei mezzi ausiliari da consegnare nei limiti dell'art. 21 LAI é
oggetto di un'ordinanza del Dipartimento federale dell'Interno (Ordinanza sulla
consegna di mezzi ausiliari da parte dell'assicurazione per l'invalidità, OMAI,
RS 831.232.51) che, tra l’altro, regolamenta Ia consegna di mezzi ausiliari
(lett. a).

Giusta l'art. 2 cpv. 1 OMAI il diritto alla consegna di mezzi ausiliari é
stabilito nei limiti tracciati dall'elenco allegato all'ordinanza. In
particolare l'assicurato ha diritto ai mezzi ausiliari designati nel citato
elenco da un asterisco (*) solo se gli sono indispensabili per esercitare
un'attività lucrativa o adempiere le mansioni consuete, per studiare, per
imparare una professione, a scopo di assuefazione funzionale o per svolgere
l'attività esplicitamente citata nel numero corrispondente dell'allegato (art.
2 cpv. 2 OMAI; RCC 1992 pag. 224 consid. 1a, RCC 1990 pag. 211 consid. 2a, RCC
1989 pag. 44 consid. 2a, RCC 1985 pag. 171 consid. 2a; STCA 6 novembre 1992 in re I.Di S., STFA 26 luglio 1993 in re M.V.).

 

                                         Il
diritto ai mezzi ausiliari si estende anche agli accessori ed agli adeguamenti
resi necessari dall’invalidità (art. 2 cpv. 3 OMAI).

La lista contenuta nell'allegato all'OMAI è esaustiva nella misura in cui
enumera le categorie dei mezzi che entrano in linea di conto. Al contrario, si
deve esaminare per ogni categoria se l'enumerazione dei diversi mezzi ausiliari
è esaustiva o semplicemente indicativa (DTF 131 V 14 consid. 3.4.2, 121 V 260
consid. 2b; 117 V 181 consid. 3b con riferimenti, 115 V 193 consid. 2b; STFA 26
luglio 1993 in re M.V.).

Secondo la giurisprudenza, non è lecito far derivare un diritto di al mezzo
ausiliario non previsto nelle categorie elencate dall’allegato OMAI, facendo
diretto riferimento ai principi generali dell’AI, in quanto il margine di
competenza del Consiglio federale rispettivamente del Dipartimento degli
Interni nella scelta dei singoli mezzi da includere nel succitato allegato non
può essere sostituito né dall’amministrazione né dal giudice delle
assicurazioni sociali (DTF 131 V 14 consid. 3.4.2 in fine, con riferimento a
SVR IV Nr. 90). 

L’allegato OMAI non sfugge comunque all’esame del giudice per quanto concerne
la costituzionalità e la legalità. Disponendo l’autorità esecutiva di un grande potere di apprezzamento, l’esame del giudice si limita tuttavia ad un controllo
sotto l’aspetto dell’arbitrio (art. 9 Cost), della parità di trattamento (art.
8 cpv. 1 Cost.) o del divieto di discriminazione (art. 8 cpv. 2 Cost) (DTF 131
V 15 consid. 3.4.2 con riferimenti giurisprudenziali). 

                                         Inoltre,
l’art. 21 cpv. 3 LAI prescrive che i mezzi ausiliari sono forniti in proprietà
o a prestito in un tipo semplice e adeguato, che l’assicurato deve assumersi
personalmente le spese supplementari di un modello più costoso.

Secondo la giurisprudenza del TFA (DTF 119 V 421) di regola l'assicurato ha
diritto solo ai provvedimenti idonei a raggiungere il fine di integrazione
prefisso e non ai migliori provvedimenti possibili nel caso di specie (DTF 110
V 102). La legge infatti riconosce la reintegrazione solo nella misura in cui
essa sia necessaria e sufficiente (DTF 115 V 198 consid. 4e cc e 206 consid. 4e
cc, nonché sentenze ivi citate). Inoltre, deve esistere una proporzione
ragionevole tra il successo prevedibile del provvedimento e il costo dello
stesso (DTF 110 V 102 consid. 2, 103 V 16, consid. 1b e riferimenti; cfr. anche
DTF 107 V 88 consid. 2).

Su questo argomento, cfr. D. Cattaneo, “La
promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni
sociali”, in RDAT II-2003, pag. 599 e segg. (599-607).

 

                               2.5.   La Circolare sulla consegna dei mezzi ausiliari da parte
dell’Assicurazione invalidità (CMAI), edita dall’Ufficio federale delle
assicurazioni sociali (UFAS), in vigore dal 1° gennaio 2008,
stato al 1° gennaio 2009, alla cifra marginale 5.07.23 prevede, nella versione
in italiano, quanto segue a proposito dell’allenamento uditivo vocale:

 

"  L’allenamento
uditivo combinato con l’insegnamento della lettura labiale viene considerato
addestra-mento all’uso ai sensi dell’articolo 7 OMAI e preso a carico in
presenza di un’indicazione medica moti-vata. 

In un primo tempo, l’allenamento dell’udito e dell’eloquio di
assicurati con impianti cocleari va prescritto per un anno. Su richiesta
motivata il ter-mine può essere esteso di altri sei mesi. Questa norma consente
di procedere all’allenamento dell’udito e dell’eloquio e di controllarne i
risultati in modo adeguato. Nel caso degli assicurati che non hanno ancora
compiuto il 20° anno d’età, l’allena-mento dell’udito e dell’eloquio non è
preso a carico dell’AI, bensì, in virtù della NPC, dai Cantoni, se si tratta di
un provvedimento di accompagnamento alla frequentazione della scuola
dell’obbligo o di una scuola speciale o se l’allenamento è iniziato già
du-rante il periodo scolastico e deve essere continuato anche dopo la sua
conclusione. Negli altri casi i costi sono presi a carico conformemente
all’art. 7 OMAI.”

 

Nella versione francese, la cifra marginale
5.07.23 dispone:

 

" 
Un entraînement auditif spécial combiné avec un enseignement
de lecture labiale au sens de l’art. 7 OMAI n’est pris en charge qu’en présence
d’une indication médicale dûment fondée. L’entraînement auditif et linguistique
des assurés porteurs d’un implant cochléaire n’est d’abord remboursé que pour
un an. Sur demande fondée, le délai peut être prolongé plusieurs fois pour six
mois. Cette règle garantit la réussite de l’entraînement et un contrôle
approprié des résultats obtenus. Si la personne assurée a moins de 20 ans, l’entraînement
auditif et l’enseignement de lecture labiale ne sont pas pris en charge par
l’AI mais par les cantons, conformément à la RPT, à condition que ces mesures
d’accompagnement soient nécessaires à la fréquentation de l’école publique ou
d’une école privée ou qu’elles aient déjà été entamées pendant la scolarité et
soient à poursuivre; sinon la prise en charge se fait selon l’art. 7 OMAI.”

 

Infine, la stessa cifra marginale 5.07.23, in
tedesco, prevede che:

 

" 
Hörtraining kombiniert mit Ableseunterricht,
wird als 

1/09 Gebrauchstraining im Sinne von Art. 7 HVI
dann übernommen, wenn eine begründete ärztliche Indikation vorliegt. 

Das Hör- und Sprachtraining bei Versicherten mit
Cochlea-Implantat ist zunächst für ein Jahr zu verfü-gen. Auf ein begründetes
Gesuch hin kann die Frist jeweils um weitere sechs Monate erstreckt werden.
Diese Regelung erlaubt eine sinnvolle Durchführung des Hör- und Sprachtrainings
sowie eine angemes-sene Kontrolle der erzielten Resultate. Bei vP, die das 20.
Altersjahr noch nicht vollendet haben, geht das Hör- und Sprachtraining nicht
zu Lasten der IV, sondern wird infolge des NFA von den Kantonen über-nommen,
sofern dies eine Begleitmassnahme zum Volks- oder Sonderschulbesuch ist resp.
wo ein sol-ches Training bereits während des Schulbesuches eingeleitet wurde,
aber nach dem Schulbesuch noch fortgesetzt werden muss. In den anderen Fällen
fällt die Kostenübernahme unter Art. 7 HVI.”

 

                                          L’art. 7 OMAI prevede quanto segue:

 

"  Preparazione
all’uso, riparazione e manutenzione

1 Se l’uso di un mezzo
ausiliario esige una preparazione particolare dell’invalido, l’assicurazione ne
assume le spese.

2 In assenza di un terzo
responsabile, l’assicurazione assume le spese di riparazioni, adeguamenti o
sostituzioni parziali divenuti necessari nonostante l’utilizzazione ineccepibile
del mezzo ausiliario. All’assicurato può essere richiesta una partecipazione alle
spese. L’importo della partecipazione è fissato nell’allegato.

3 Ove non altrimenti disposto
dall’allegato, per le spese d’uso e di manutenzione dei mezzi ausiliari
l’assicurazione eroga un sussidio annuo corrispondente alle spese effettive
fino a un massimo di 485 franchi. Le spese d’uso e di manutenzione dei veicoli
a motore non sono assunte dall’assicurazione.

4 Per le spese di mantenimento
di cani da guida per ciechi l’assicurazione assegna un sussidio mensile.
L’importo del sussidio è fissato nell’allegato.

 

                               2.6.   A proposito della cifra
marginale 5.07.23 CMAI, chiamato dal TCA ad esprimersi in merito alla
possibilità di concedere - una volta trascorso il periodo di un anno per il
quale era stato inizialmente prescritto il rimborso dei costi dell’allenamento
uditivo - una proroga, unicamente per un solo periodo di sei mesi, oppure più
volte, per periodi successivi di sei mesi ciascuno (doc. VIII), l’UFAS, in data
12 ottobre 2009, ha risposto:

 

" 
Con la presente vi confermiamo di avere ricevuto
la vostra lettera del 1° ottobre 2009 in cui ci chiedete come vada interpretato il N. 5.07.23 CMAI.

 

Il testo che fa stato è la versione tedesca della
circolare. Questa stabilisce che dopo un anno di allenamento uditivo e
dell’eloquio di assicurati con impianti cocleari la garanzia di assunzione
delle spese ai sensi dell’art. 7 OMAI può essere di volta in volta
prolungata, su richiesta motivata, di ulteriori sei mesi. Se è dimostrato che
il primo prolungamento di sei mesi non è sufficiente per raggiungere
l’obiettivo di una migliore o sufficiente comprensione linguistica, l’AI può
finanziare ulteriori sei mesi di allenamento dell’udito e dell’eloquio. Occorrerà
stabilire nel singolo caso, sulla base della situazione individuale
dell’assicurato, se e quante volte le spese per il prolungamento possano essere
prese a carico dall’AI. Ovviamente, nella sua valutazione l’Ufficio AI dovrà
tenere conto anche dell’obbligo di ridurre il danno dell’assicurato.” (Doc. IX)

 

                               2.7.   In una sentenza 9C_627/2008
del 7 settembre 2009, il Tribunale federale, nel caso di un assicurato, affetto
da cataratta congenita bilaterale, al quale l’UAI aveva riconosciuto la presa a
carico, quali mezzi ausiliari, dei costi relativi a degli occhiali e a delle
lenti a contatto, prescritti da una specialista in oftalmologia, ma non i costi
di una nota d’onorario della stessa specialista, ha indicato che:

 

" 
(…)

2.

2.1 Les premiers juges ont nié le droit du
recourant à la prise en charge des consultations litigieuses, considérant que
ni la loi, ni le règlement (RAI), ni l'ordonnance (OMAI) ne prévoyaient au
titre du droit aux moyens auxiliaires le remboursement des honoraires de
l'ophtalmologue qui avait prescrit les lunettes ou les verres de contact
octroyés par l'assurance. Bien que la remise du moyen auxiliaire s'effectuât
sur prescription médicale de l'ophtalmologue, on ne pouvait voir dans la
réglementation en cause une lacune justifiant l'intervention du juge.

 

Selon le recourant, la prise en charge des notes
d'honoraires des 25 novembre et 12 décembre 2006 découlerait de la simple
interprétation systématique de l'ordonnance.

 

2.2 Sur ce point, le recourant ne peut être
suivi. D'après la jurisprudence, la loi s'interprète en premier lieu selon sa
lettre (ATF 134 I 184 consid.
5.1 p. 193; 134 V 1 consid. 7.2 p. 5; 133 III 497 consid. 4.1 p. 499). Ainsi que l'a relevé la juridiction cantonale,
on ne trouve à l'art. 21 LAI, définissant le droit aux moyens auxiliaires, ou à
l'art. 14 RAI, déléguant au Département fédéral de l'intérieur le mandat
d'édicter la liste ainsi que les dispositions complémentaires concernant la
remise ou le remboursement des moyens auxiliaires, aucune trace de la prise en
charge des honoraires de l'ophtalmologue prescripteur de lunettes ou de verres
de contact. L'ordonnance concernant la remise de moyens auxiliaires par
l'assurance-invalidité (OMAI) dans sa teneur en vigueur jusqu'au 31 décembre
2007, n'en fait également pas mention. Si effectivement, comme le rappelle le
recourant, le droit aux moyens auxiliaires s'étend aux accessoires et aux
adaptations rendus nécessaires par l'invalidité (art. 2 al. 3 OMAI), et que
l'assurance assume, à défaut d'un tiers responsable, les frais de réparation,
d'adaptation ou de remplacement partiel nécessaires en dépit de l'usage
soigneux qu'a fait l'assuré d'un moyen auxiliaire remis par elle (art. 7 al. 2
OMAI), la teneur de ces dispositions et l'examen de l'ordonnance montrent que la
prise en charge de l'assurance vise le moyen auxiliaire en tant que tel, ou son
utilisation (art. 7 al. 1, art. 7 al. 3 OMAI), mais non la prescription
médicale requise ou le préalable à la remise du moyen. S'agissant d'une
prestation qui relève en principe de l'assurance obligatoire des soins (art. 25
al. 1 et 2 let. a ch. 1 LAMal), on ne saurait voir dans l'absence de prise en
charge des consultations de l'ophtalmologue prescripteur du moyen auxiliaire
octroyé par l'assurance-invalidité dans les dispositions évoquées ci-dessus,
une situation justifiant l'intervention du juge.

 

3.

Toutefois, en l'espèce, la question de la prise
en charge des consultations de la doctoresse L.________ des 25 novembre et 12 décembre 2006 ne trouve pas sa résolution dans les seules dispositions
régissant la remise des moyens auxiliaires. Selon l'art. 21 al. 1 LAI, les
frais de prothèses dentaires, de lunettes et de supports plantaires ne sont
pris en charge par l'assurance que si ces moyens auxiliaires sont le complément
important de mesures médicales de réadaptation.

 

S'il est patent que l'intimé a pris en charge les
moyens auxiliaires requis par le recourant (2'042 fr. pour deux paires de
lunettes double-foyers hi-vision selon communication du 19 janvier 2007), le
jugement attaqué ne dit rien sur la mesure médicale de réadaptation dont ces
moyens doivent être le complément, ni sur le caractère important que ce
complément doit revêtir, ni sur la nature - dans ce cadre - des consultations
litigieuses; sur ces éléments, les pièces au dossier ne sont pas plus
explicites. En procédure cantonale, moyen qu'il a repris en instance fédérale,
le recourant a en outre déjà fait valoir que les consultations litigieuses
constituaient une mesure médicale de réadaptation ou faisaient toujours partie
d'une telle mesure, sans que la juridiction cantonale n'ait examiné ce grief.

 

Dans ces conditions, il n'appartient pas au
Tribunal fédéral de compléter d'office les constatations de fait de l'autorité
cantonale et d'examiner pour la première fois les griefs du recourant relatifs
à la mesure médicale de réadaptation dont les moyens auxiliaires octroyés
doivent être le complément important. Le jugement attaqué doit bien plutôt être
annulé et la cause renvoyée à la juridiction cantonale pour qu'elle statue à
nouveau en procédant conformément aux considérants.”

 

                               2.8.   L’art. 19
LAI, abolito con effetto al 31 dicembre 2007, al capoverso 1 disponeva che “sono
assegnati sussidi per l’istruzione speciale di assicurati educabili che non
hanno compiuto 20 anni e che, causa invalidità, non possono frequentare la
scuola pubblica o non possono ragionevolmente essere tenuti a frequentarla.
L’istruzione scolastica speciale comprende la formazione scolastica
propriamente detta, come anche, per i minorenni incapaci o poco idonei ad
assimilare i rudimenti scolastici, provvedimenti destinati a sviluppare la loro
abilità manuale e la loro attitudine agli atti ordinari della vita e ai
contatti con l’ambiente."

                                         Il
capoverso 3 dell’art. 19 LAI stabiliva che il Consiglio federale stabilisce
particolareggiatamente le condizioni necessarie per l’assegnazione dei sussidi,
conformemente al capoverso 1, e l’importo degli stessi. Inoltre, “esso emana
disposizioni sull’assegnazione di sussidi per provvedimenti in favore di bambini
invalidi in età prescolastica, segnatamente per la preparazione all’istruzione
scolastica speciale, e per provvedimenti in favore di bambini invalidi
frequentanti la scuola pubblica”.

                                         Sulla
base della succitata delega, l’Esecutivo federale aveva promulgato l’art. 10
OAI, abolito il 1°gennaio 2008, avente il seguente tenore:

 

"  1 L’assicurazione assume le spese
per l’esecuzione di provvedimenti di natura pedagogico-terapeutica necessari in
età prescolastica per la preparazione alla frequentazione della scuola speciale
o della scuola pubblica.

 

2 I provvedimenti comprendono:

  a. la logopedia per gli assicurati secondo l’articolo 8
capoverso 4

      lettera e;

  b. l’allenamento uditivo e l’insegnamento della lettura labiale
per gli    

      assicurati secondo l’articolo 8 capoverso 4 lettera c;

  c. l’educazione precoce per gli assicurati secondo l’articolo 8 

      capoverso 4 lettere a-g."

 

                                         L’art. 8
cpv. 4 lett. e OAI, abrogato il 31 dicembre 2007, stabiliva che il sussidio era
assegnato ad assicurati con gravi disturbi dell’eloquio.

 

                                         In
considerazione della circostanza che, dal 1° gennaio 1998, i costi per gli
interventi pedagogico-terapeutici (tra cui la logopedia) per gli allievi della
scuola dell’infanzia e delle scuole obbligatorie pubbliche private sono assunti
dal Cantone Ticino, con convenzione 8 dicembre 1997 tra la Confederazione Svizzera, rappresentata dall’ Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS),
ed il Cantone, per il tramite dell’allora Dipartimento istruzione cultura (DIC,
ora Dipartimento educazione, cultura e sport: DECS) è stata regolamentata “l’indennità
forfetaria delle prestazioni assicurative AI nell’ambito della scuola pubblica”.
Nel campo di applicazione della citata convenzione segnatamente rientra anche
l’esecuzione del trattamento ortofonico per gli assicurati affetti da gravi
difetti di eloquio ai sensi dell’art. 10 cpv. 1 e lett. a OAI (art. 1 della
Convenzione). Secondo l’art. 3 della convenzione “le persone che si
annunciano, richiedendo prestazioni a carico dell’AI e che il Cantone Ticino
rifiuta o le riconosce parzialmente, queste possono far valere i loro diritti
presso l’ufficio AI del Cantone Ticino”.

 

                                         Tuttavia,
a seguito dell’entrata in vigore al 1° gennaio 2008, della 5a revisione dell’AI
(rispettivamente della Nuova impostazione della perequazione finanziaria e
della ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni (NPC) [RU
2007/5809]), l’art. 19 LAI (di conseguenza anche l’art. 10 OAI) è stato
soppresso e quindi competenti per i provvedimenti di natura
pedagogica-terapeutica, tra cui la logopedia, incluso il relativo
finanziamento, sono esclusivamente i Cantoni (cfr. al riguardo STCA 32.2008.177
del 17 novembre 2008, consid. 2.2.).

 

                                         In questo
contesto, il Cantone Ticino ha adottato una norma transitoria relativa
all’educazione speciale, precisamente l’art. 62a della Legge sulla scuola (RL
5.1.1.1) - introdotta con il Decreto legislativo sull’attuazione a
livello cantonale della nuova impostazione della perequazione finanziaria e
della ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni del 23 ottobre 2007
(BU 2007 708) - il cui
primo capoverso ha il seguente tenore:

                                      

" 
In applicazione della Disposizione transitoria
dell’art. 62 (scuola) contenuta nel Decreto federale concernente la nuova
impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti
tra Confederazione e Cantoni, del 3 ottobre 2003, il Cantone – in attesa delle
nuove disposizioni legislative cantonali in materia di educazione speciale –
assicura, per almeno tre anni le prestazioni dell’assicurazione invalidità in
materia di educazione speciale, compresa quella precoce di natura pedagogica-
terapeutica secondo l’art. 19 LAI".

 

                                         Fondandosi
sulla modifica legislativa cantonale, in data 27 novembre 2007 il Consiglio di
Stato ha emanato la risoluzione no. 6038 con l’intento di garantire, dopo il 1°
gennaio 2008, i provvedimenti nell’ambito dell’istruzione scolastica speciale
(art. 19 LAI), compresa l’educazione pedagogico-terapeutica precoce (doc. AI
40-1). In particolare, secondo il punto no. 5 della risoluzione “l’Ufficio
dell’educazione speciale e l’Ufficio delle scuole comunali, limitatamente alla
logopedia, assumono la coordinazione dei provvedimenti”, mentre al punto
no 6 è stato stabilito che “contro le decisioni emanate dagli uffici di cui al
punto 5 è data facoltà di reclamo in applicazione del Regolamento sulle deleghe
di competenze decisionali. Contro la nuova decisione è data facoltà di ricorso
al Consiglio di Stato” (cfr. STCA 17 novembre 2008 citata consid. 2.2).

 

 

 

                                         Riguardo
a queste modifiche legislative, in una sentenza 2C_104/2009 del 18 settembre
2009, il Tribunale federale ha sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" 
1.1 Fino al 2007 i trattamenti logopedici su cui
è incentrata la controversia rientravano nel campo dell'assicurazione per
l'invalidità. Quest'ultima assegnava infatti sussidi per provvedimenti di
natura pedagogico-terapeutica necessari oltre all'istruzione speciale, tra cui
figuravano anche i corsi di ortofonia e la logopedia per assicurati colpiti da
gravi difficoltà d'eloquio che frequentavano la scuola pubblica (cfr. gli art.
8 cpv. 3 lett. c e 19 cpv. 2 lett. c LAI, nel tenore in vigore fino al 31
dicembre 2007 [RU 1968 30; RU 1995 1129] nonché gli art. 8 cpv. 4 lett. e e 9
cpv. 2 lett. a dell'ordinanza del 17 gennaio 1961 sull'assicurazione per
l'invalidità [OAI; RS 831.201], pure nel tenore vigente fino al 31 dicembre
2007 [RU 1996 3135]). La nuova impostazione della perequazione finanziaria e
della ripartizione dei compiti tra la Confederazione e i Cantoni (NPC), entrata
in vigore il 1° gennaio 2008 (RU 2007 5817), ha comportato l'abolizione di
dette norme e il trasferimento dell'istruzione scolastica speciale, e quindi
anche delle terapie logopediche, sotto la competenza esclusiva dei Cantoni, in
virtù del nuovo art. 62 cpv. 3 Cost. (cfr. il n. II.25 della legge federale del
6 ottobre 2006 che emana e modifica atti legislativi per la NPC [RU 2007 5779,
in part. 5809] e il n. I.17 dell'ordinanza del 7 novembre 2007 che adegua il
diritto regolamentare alla NPC [RU 2007 5823, in part. 5847]; cfr. anche il
Messaggio del 7 settembre 2005 concernente la legislazione esecutiva della NPC,
FF 2005 5359, in part. 5536 segg.)."

 

 

                               2.9.   Nel caso di
specie, occorre innanzitutto rilevare che l’assicurata è nata nel 1965 e quindi
ha più di vent’anni.

                                         Pertanto,
come giustamente sottolineato dal suo rappresentante (cfr. doc. VI) e
contrariamente a quanto preteso dall’amministrazione (doc. IV), non possono
trovare applicazione le disposizioni secondo le quali competenti per i
provvedimenti di natura pedagogica-terapeutica, tra cui la logopedia, incluso
il relativo finanziamento, sono esclusivamente i Cantoni.

 

                             2.10.   Il TCA rileva
poi che l’UAI, con decisione del 5 luglio 2005, ha riconosciuto all’assicurata il diritto di beneficiare, quali mezzi ausiliari,
dell’assunzione dei “costi del supporto uditivo (componente esterno), della
verifica e dell’adattamento del processore ortofonico, nonché quelli
dell’allenamento uditivo e vocale” (doc. 8-1, sottolineatura della
redattrice).

 

                                         La
necessità per l’assicurata di poter beneficiare anche di un allenamento uditivo
e vocale era stata indicata già dai medici della Clinica __________ nel loro
referto del 10 giugno 2005, indirizzato all’Ospedale __________ di __________,
nel quale avevano, tra l’altro, osservato che:

 

" 
(...)

Dalla valutazione logopedica emergono: una voce
lievemente soffiata e nasale, un eloquio ben intelligibile malgrado una leggera
tendenza all'ipoarticolazione, una mimica dell'emiviso sinistro fortemente
problematica. 

Col programma seguito in logopedia con una
frequenza di 5 sedute settimanali da 30' per il training facciale e una seduta settimanale per la lettura
labiale e il training uditivo la paziente ha presentato incoraggianti progressi
con comparsa di una lieve-discreta attività labiale sinistra in esercizio, un
inizio di attività palpebrale, con possibilità di chiusura parziale dell'occhio
mentre permangono una discreta asimmetria globale del viso con difficoltà nei
movimenti dell'emiviso sinistro, un'assenza di attività a livello di ala
nasale, sopracciglia e fronte a sinistra.

Considerate le difficoltà residue, la giovane età
e la motivazione della paziente nonché i progressi emersi finora, viene prevista
la prosecuzione della terapia logopedica dopo la dimissione, con frequenza
ideale di 2-3 sedute da 30' a settimana, al fine di migliorare ulteriormente la
motricità del viso. (...)" 

(Doc. 27-13, sottolineatura della redattrice)

 

Nello scritto del 29 giugno 2005, indirizzato
all’UAI, il dr. __________, Oberarzt e Leiter Neurootologie del Kantonsspital
di __________, ha chiesto all’amministrazione:

 

" 
(…)

Darf ich Sie freundlich bitten, uns die
Kostengutsprache für:

 

-         
Die Übernahme der Kosten
des Sprachprozessors.

-         
Die Übernahme der
ambulanten Sprachprozessoreinstellungen an unserer Klinik.

-         
Die Übernahme
des ambulant durchzuführenden postoperativen Hör- und Sprachtrainings bei einer
Schwerhörigenlehrerin.

-         
Die Übernahme des
gesetzlich von Ihnen festgelegten Anteils an die Kosten für die Batterien für
das Kochleaimplantat 

 

zukommen zu lassen.

 

Ich bitte Sie freundlichst, uns sowie der
Patientin Ihren Entscheid baldmöglichst mitzuteilen.“ (Doc. 1-2, sottolineatura
della redattrice)

 

                                         In
seguito, nello scritto dell’11 ottobre 2005 indirizzato al dr. __________,
spec. FMH in neurologia, il PD dr. __________, Chefarzt
HNO del Kantonsspital di __________, ha osservato:

 

" 
Anderthalb Monate nach Implantation des
Cochlea-Implantates links zeigen die Messungen eine gute Übertragung der
Signale und auch die Patientin kann insbesondere die hohen Töne bereits wieder
wahrnehmen. 

 

Bezüglich des Sprachverständnisses muss jedoch
eine regelmässige logopädische Betreuung erfolgen und ich erwarte frühestens in
sechs Monaten eine deutliche Verbesserung der Sprachverständlichkeit. Sollte hier ein verzögerter Verlauf erfolgen, wären allenfalls
auch zentrale Faktoren ursächlich vorhanden, inwieweit diese aber das
Sprachverständnis limitieren, kann zum jetzigen Zeitpunkt noch nicht
festgestellt werden. Frau RI 1 kommt regelmässig zu uns für die
Sprachprozessoreinstellungen und auch ich sehe sie in grösseren Abständen. Ich möchte nochmals darauf hinweisen, dass eine Magnetresonanzuntersuchung
(MRI) wegen des Implantates grundsätzlich nicht möglich ist, sollte eine solche
dringlich indiziert sein, müsste vorgängig der Magnet in Lokalanästhesie aus
dem Implantat entfernt werden, dann das MRI durchgeführt werden und der Magnet
anschliessend in Lokalanästhesie wieder eingesetzt werden." (Doc. 77-9,
sottolineatura della redattrice)

 

                                         Con
scritto del 7 febbraio 2006 indirizzato alla signora __________, logopedista
dell’interessata, il PD dr. __________ ha rilevato:

 

" 
Ich danke Ihnen für Ihren Zwischenbericht vom
31.01.2006. Aufgrund der postmeningitischen Ertaubung mit Fibrosierung innerhalb
der Cochlea müssen wir deutlich höhere Schwellenwerte zur Stimulation der
Ganglien-Zellen verwenden. Dadurch ist unsere therapeutische Breite jedoch
limitiert, das heisst, wir können nicht übermaximal stimulieren. Trotzdem zeigt die neue Einstellung nun eine Verbesserung gegenüber
früher, indem insbesondere auch die tiefen Töne wieder für die Patientin
wahrnehmbar werden. Wir versuchen weiterhin die Einstellungen ständig zu
optimieren, limitierend wirkt sich aber die Fibrose im Innenohr aus, welche die
Signalübertragung auf die reduzierte Anzahl Ganglienzellen beeinträchtigt. Wir empfehlen selbstverständlich das Fortsetzen Ihrer Iogopädischen
Therapie und ich erwarte in zirka einem Jahr, dass die Patientin etwa 30%
Wortverständlichkeit aufweisen wird. Es ist damit mit einer sehr langsamen, jedoch kontinuierlichen Verbesserung
der Sprachverständlichkeit zu rechnen." 

(Doc. 77-8, sottolineatura della redattrice)

 

 

                                         In data 2 maggio 2006, rivolgendosi
alla logopedista dell’assicurata, il PD dr. __________
ha osservato:

 

" 
Im heutigen Gespräch mit unserer gemeinsamen
Patientin habe ich festgelegt, dass wir im September ein neues
Computertomogramm durchführen werden, um das Ausmass der Verknöcherung auf dem
rechten Ohr beurteilen zu können. Die Patientin
macht Iangsame, aber doch deutliche Fortschritte, und wir sind insgesamt mit
dem Verlauf zufrieden. Im
September werden wir ebenfalls neue Hörtests durchführen und dann die
Diskussion führen über eine eventuelle Zweitimplantation rechts oder ein noch
weiteres Zuwarten." 

(Doc. 77-7, sottolineatura della redattrice)

 

                                         Nel rapporto medico del 18
luglio 2006, indirizzato all’UAI, il dr. __________ del
Kantonsspital di __________ ha ancora evidenziato quanto segue:

 

" 
(...)

7.  Therapeutische Massnahmen/Prognose:

Bei der Patientin wurde am 23.8.2005 ein
Kochlea-Implantat links eingesetzt. Trotz intensiver Rehabilitation sowie
mehrfacher Anpassung des Sprachprozessors durch unseren Ingenieur konnte bisher
mit dem Kochlea-Implantat kein Sprachverständnis erreicht werden. Möglicherweise kam es im Rahmen der Meningo-Encephalitis zu Schäden
im Bereich des Hörnervs, wodurch dieses bisher ungünstige Resultat erklärt
werden kann. Frau RI 1 hat jedoch gelernt von den
Lippen abzulesen, sie kann so recht gut kommunizieren. Das Rehabilitationstraining wird weitergeführt, ebenso werden bei
uns regelmassige Sprachprozessorkontrollen durchgeführt. Nach einer CI-Implantation muss zwei
bis drei Jahre abgewartet werden, um das endgültige Resultat zu beurteilen. Bei Frau RI 1 zeigt sich nun knapp ein Jahr nach der Implantation
noch kein Sprachverständnis, daher muss damit gerechnet werden, dass sich bei
ihr (möglicherweise aufgrund eines Nervenschadens im Rahmen der
Meningoencephalitis) trotz CI und intensiver Rehabilitation kein Sprachverständnis
einstellen wird. Bezüglich der Prognose der neurologischen Symptome kann ich
Ihnen keine Auskunft geben, diesbezügliche Fragen richten Sie bitte an Dr. __________,
Neurologe in __________." 

(Doc. 44-2, sottolineatura della redattrice)

 

                                         In un rapporto medico del
18 settembre 2007 all’attenzione dell’UAI, il dr. __________, spec. FMH in
neurologia, ha rilevato, tra l’altro, che “rimane inoltre una sordità
bilaterale che per ora non è stato possibile correggere malgrado l’impianto di
protesi cocleare” (doc. 67-4).

 

                                         La logopedista
dell’assicurata, signora __________, in uno scritto del 28 febbraio 2009, ha evidenziato quanto segue:

 

" 
(...)

Ho conosciuto la signora RI 1 a fine settembre
2005 quando, su indicazione delle colleghe della clinica __________ di __________,
mi venne segnalata per un proseguimento della terapia a domicilio, dopo
dimissione dalla clinica.

Su meningoencefalite da pneumococco l'11 febbraio
2005, stato comatoso e risveglio dal coma il 23 febbraio, la paziente
presentava una sordità bilaterale profonda ed una paralisi facciale prevalente
a sinistra.

La paziente era stata degente e seguita in
logopedia, con frequenza di 6 sedute settimanali, per training facciale,
training uditivo e lettura labiale dal 22.3.05 al 10.06.2005.

A settembre viene posato all'orecchio sinistro un
impianto cocleare, che viene attivato un mese dopo, il 10 ottobre 2005 a __________.

Da questo momento in poi seguo regolarmente la
paziente con 2 sedute settimanali dapprima, ridotte in seguito a una: a questo stadio della malattia la paziente non sente assolutamente
nulla - malgrado l'attivazione dell'apparecchio cocleare - e comunica
aiutandosi con la lettura labiale e facendo ricorso alla scrittura quando la/e
parola/e detta/e risulta/no inintelligibili.

La voce appare piuttosto soffiata e lievemente
nasale sui suoni esplosivi, a causa dell'ipotonia labiale, la durata ammonta a 8’’,
le variazioni tonali sono adeguate. Talvolta è necessario suggerire alla
paziente di abbassare il volume, ma presto sul controllo di quest'ultimo le
competenze migliorano. L'eloquio è ben intelligibile, malgrado un'ipoarticolazione
generalizzata.

I singoli suoni sono articolati correttamente, il
suono /R/ è sempre stato posteriore, i movimenti articolatori rapidi non
presentano particolarità.

La valutazione della motricità BLF mette in
evidenza una mimica dell'emiviso sinistro fortemente problematica: motricità
sufficiente per mascella, velo palatino e lingua, ma difficoltosa per la mimica
(nessun movimento dell'emiviso sinistro e lieve riduzione a destra) e le labbra
(assenza di attività nello stiramento a sinistra): i problemi di mimica sono
inoltre subordinati all'inattività di arcata sopraccigliare, fronte e ala
nasale.

 

Lavoro svolto

 

Nei primi mesi di terapia il lavoro svolto è stato
diviso in due ambiti:

 

1. La sordità, dove sono stati affrontati principalmente 3
temi: la lettura labiale (di cui la paziente possiede buone competenze),
il training uditivo (principalmente solo ascolto di rumori) e counselling
(informazioni teoriche e pratiche riguardanti la sordità).

2. La stimolazione del nervo facciale sinistro in 4 punti: commissura
labiale, ala nasale, occhio/palpebra e sopracciglia/fronte.

 

In seguito all'attivazione dell'impianto cocleare
ci si è poi concentrati sulla verifica e sull'adattamento del processore
ortofonico, sull'allenamento uditivo e vocale. Per fare questo, dopo la
prima mappatura eseguita all'ospedale di __________, è stato necessario
effettuare una serie di test di classificazione, al fine di valutare a quale livello
di analisi uditiva possa arrivare la paziente all'inizio del training. Questi
test sono una valutazione informale e sono da intendere come supporto alla
logopedista per scegliere il livello di attività più appropriato.

 

Si è partiti con un programma di esercizi di detezione
e di discriminazione in seguito, dal momento che i risultati dei test
mostravano un'impossibilità per la paziente di sentire la maggior parte dei
suoni della lingua italiana (vocali e consonanti): non si parla ancora degli
aspetti semantici o di analisi del suono udito, ma semplicemente della capacità
di sentire, e, nel dettaglio:

 

-   Gli esercizi di detezione sono quelli che richiedono al
paziente di indicare la presenza o l'assenza del suono.

-   Gli esercizi di discriminazione sono quelli che
richiedono al paziente di definire "uguali" o "diverse" le
due alternative presentate.

 

L'obiettivo principale per la paziente in questa
prima fase era quindi quello di individuare la presenza e l'assenza del suono,
discriminare perfettamente gli aspetti soprasegmentali e discriminare le coppie
di parole o frasi che si diversificano per la seconda formante.

Per fare questo allenamento abbiamo fatto
ricorso a diversi tipi di materiale e a moltissimi esercizi, ripetuti parecchie
volte nei mesi: per migliorare le abilità di detezione si è passati da un
training con modalità stimolo/risposta ad un training che permettesse il
riconoscimento spontaneo di un suono.

 

Si è poi passati ad un livello superiore di
esercizi, confortate dai risultati che progressivamente si ottenevano nei test
di classificazione: abbiamo potuto iniziare gli
esercizi di identificazione (quelli che richiedono al paziente di
indicare la risposta corretta in un closed-set, e più precisamente:

 

-   Identificare parole, locuzioni e frasi di
diversa lunghezza.

-   Identificare parole, locuzioni e frasi con seconde formanti
molto diverse. 

-   Identificare elementi di intonazione.

-   Programmare l'uso del telefono a codice.

 

Tutti questi esercizi e allenamenti venivano
eseguiti a bocca schermata e - salvo rare eccezioni- senza avvisare la paziente
dell'inizio della presa di parola: ciò veniva a significare un notevole
miglioramento nella percezione e nella discriminazione del suono, un risultato
quindi confortante per il proseguimento della terapia. 

Nel corso del 2008 si è potuti passare ancora
ad un allenamento di livello ancora superiore:
infatti abbiamo iniziato un programma di esercizi di riconoscimento, che
richiedono alla paziente di rispondere, attraverso la ripetizione di una parola
o di una frase da un open-set.

A fianco di queste attività abbiamo sempre fatto
esercizi di speech tracking, dapprima con lettura labiale, in seguito a bocca
schermata e la paziente ha fatto dei progressi molto importanti sotto questo
punto di vista.

 

II lavoro svolto e fin qui descritto ha portato
la paziente ad affermare che non potrebbe più stare senza apparecchio: questo,
pur non permettendole ancora di sentire la voce umana, le garantisce un
sottofondo di rumori quotidiani, di suoni indiscriminati delle voci altrui, una
sicurezza sonora che le ha permesso di migliorare di molto la sua qualità di
vita.

 

Occorre sottolineare che la rieducazione è
stata oltremodo difficoltosa ed impegnativa per la paziente: l'apparecchio
infatti ha richiesto - contrariamente alla regola - numerose nuove mappature
(si parla di decine e decine) che implicavano ogni volta la trasferta a __________
al fine di rivedere con l'ingegnere specializzato l'ennesima nuova mappatura
dell'apparecchio: questo comportava per la paziente un ricominciare con tutti
gli esercizi daccapo, ad un livello inferiore, con un dispendio di energie, di
motivazione e di scoraggiamento non indifferenti.

 

Ma la signora RI 1 non si è mai lasciata
scoraggiare e dimostra ancora oggi una motivazione senza pari, un grande
impegno e un’applicazione lodevole: i risultati fin qui ottenuti sono per la
paziente e per la logopedista molto incoraggianti per il prosieguo della
terapia riabilitativa, indispensabile al fine di aumentare le capacità di
sfruttamento delle sensazioni uditive prodotte elettricamente e di imparare
tutte quelle strategie che possono facilitare la comunicazione ai pazienti
portatori di un impianto cocleare.

Allego a questo mio scritto di decorso i tre
rapporti del PD Dr.med. __________ che ha operato la paziente e con il quale ho
potuto a più riprese consultarmi: egli ha posto l'indicazione alla
logopedia, ha sempre sostenuto l'importanza dei lenti ma significativi passi
avanti fatti dalla signora RI 1 e del suo duro e paziente lavoro di riabilitazione
durante questi anni." 

(Doc. 77/3-6, sottolineature della redattrice)

 

                             2.11.   Quanto alla
valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi
importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si
fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal
paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi),
che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del
perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione,
ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I
462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF
125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997
pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

 

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998
IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna
1994, pag. 332).

 

In una sentenza pubblicata
nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al
principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la
valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per
quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il
giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti,
il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro
conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa
fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono
ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una
superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI
2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA
I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

 

Nella DTF 125 V 351 (= SVR
2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e,
infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto
di dipendenza con l'assicuratore non permette già di metterne in dubbio
l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari
circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti
circa la parzialità dell'apprezzamento.

Lo stesso vale per le perizie
fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI 1993 pag. 95).

 

Le perizie affidate dagli
organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria
amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i
quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a
risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non
sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI
2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

Il TFA, in una decisione I 938/05 del 24 agosto
2006 concernente un caso di assicurazione
per l'invalidità, ha evidenziato il valore probatorio
delle opinioni espresse dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione
per l'invalidità, sottolineando
che in caso di divergenza tra il medico curante ed il medico SMR non è per
principio necessario procedere ad una nuova perizia. In quell’occasione
l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

" 
(…)

La valeur probante des rapports médicaux des uns et
des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels
précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison
d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin
traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui
l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les
médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune
circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de
ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel." (…)

 

Per quel che riguarda i
rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il
giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia
esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in
favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353
consid. 3a)cc); Pratique
VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag.
230).

 

L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008
del 16 ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici
curanti e periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha precisato
quanto segue:

 

" 
(…)

On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre
experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de
mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur
probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt
s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels (ATF
125 V 351 consid. 3a p. 352)
qui permettent de leur reconnaître pleine valeur probante. A cet égard, il
convient de rappeler qu'au vu de la divergence consacrée par la jurisprudence
entre un mandat thérapeutique et un mandat d'expertise (ATF 124 I 170 consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV
Nr. 15 p. 43 consid. 2.2.1 et les références [arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]),
on ne saurait remettre en cause une expertise ordonnée par l'administration ou
le juge et procéder à de nouvelles investigations du seul fait qu'un ou
plusieurs médecins traitants ont une opinion contradictoire. Il n'en va
différemment que si ces médecins traitants font état d'éléments objectivement vérifiables
ayant été ignorés dans le cadre de l'expertise et qui sont suffisamment
pertinents pour remettre en cause les conclusions de l'expert.(…)

 

Infine, va ricordato che se vi
sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura
senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su
un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                             2.12.   Nel caso di specie, l’UAI ha
rifiutato la continuazione della presa a carico - nell’ambito
dell’assunzione dei costi, quale mezzo ausiliario ex art. 21 LAI, del supporto
uditivo cocleare, della verifica e adattamento del processore ortofonico e
dell’allenamento uditivo e vocale (cfr. decisione del 5 agosto 2005, doc. 8-1)
- dei costi legati all’allenamento uditivo e vocale di cui beneficia
l’assicurata.

                                         In sede
di risposta di causa, l’amministrazione ha precisato di non potere più prendere
a carico tali prestazioni, in quanto “la richiesta di allenamento uditivo deve
essere debitamente motivata da uno specialista e attuata da un terapista
autorizzato. Nel caso non risultano richieste effettuate in tal senso da parte
ricorrente né risultano dati i presupposti per protrarre, di sei mesi in sei
mesi, il trattamento citato” (doc. IV).

 

Per i motivi di seguito esposti, questo Tribunale non può confermare l’operato dell’amministrazione, in quanto gli
aspetti medici non sono stati chiariti in modo soddisfacente.

 

L’amministrazione ha fondato la sua decisione di rifiuto delle
prestazioni sulla documentazione medica agli atti.

 

L’assicurata ha contestato le conclusioni dell’UAI, sottolineando,
da una parte, che l’amministrazione ha omesso di richiedere un parere medico
specialistico aggiornato al PD dr. __________ dell’Ospedale di __________ e,
dall’altro, che l’UAI non ha tenuto conto delle motivazioni fornite dalla
logopedista, signora __________.

Il TCA condivide queste osservazioni della ricorrente.

 

                                         Va innanzitutto
sottolineato che la documentazione medica specialistica agli atti, redatta da
parte degli specialisti di __________ - i quali hanno eseguito l’impianto
cocleare e si sono occupati dei successivi controlli - risale al 2005 e al 2006,
senza ulteriori aggiornamenti successivi a tale data.

                                         Il PD dr.
__________ ha sempre, fin dal principio (dopo l’impianto dell’agosto 2005),
messo in evidenza l’importanza della terapia seguita dall’assicurata,
sostenendo la necessità della continuazione della stessa, al fine di consentire
all’interessata di continuare a compiere i lenti, ma significativi
miglioramenti riscontrati (cfr. doc. 77/7-9).

                                         Nell’ultimo
referto presente agli atti, datato 18 luglio 2006, il dr. __________ ha osservato che “nach einer
CI-Implantation muss zwei bis drei Jahre abgewartet werden, um das
endgültige Resultat zu beurteilen” (doc. 44-2, sottolineatura della
redattrice).

 

Ora, il TCA sottolinea che se è pur vero, a norma
della cifra marginale 5.07.23 CMAI sopraccitata (cfr. consid. 2.5.), che i
costi di un allenamento uditivo e vocale per le persone portatrici di impianti
cocleari sono rimborsati dall’AI, in un primo tempo, solo per un anno, d’altra
parte va messo in evidenza che, come espressamente rilevato dall’UFAS nello
scritto del 12 ottobre 2009 in risposta alla richiesta di chiarimenti del TCA
(cfr. doc. IX; consid. 2.6.), tale periodo può, successivamente, essere
prolungato “di volta in volta, su richiesta motivata, di ulteriori sei mesi”.
L’UFAS ha infatti sottolineato che “se è dimostrato che il primo
prolungamento di sei mesi non è sufficiente per raggiungere l’obiettivo di una
migliore o sufficiente comprensione linguistica, l’AI può finanziare ulteriori
sei mesi di allenamento dell’udito e dell’eloquio. Occorrerà stabilire nel
singolo caso, sulla base della situazione individuale dell’assicurato, se e
quante volte le spese per il prolungamento possano essere prese a carico
dall’AI” (doc. IX, sottolineature della redattrice).

 

                                         A tale riguardo, il TCA
non può che mettere in evidenza il fatto che i risultati, positivi,
dell’allenamento uditivo e vocale conseguiti dall’assicurata sono stati
particolarmente lenti, a causa delle difficoltà riscontrate nel corso della
rieducazione. Dagli atti, infatti, emerge che effettivamente - come esposto dal
rappresentante dell’interessata e confermato sia dalla logopedista, che dagli
specialisti di __________ – la rieducazione dell’assicurata è stata oltremodo
difficoltosa ed impegnativa, dato che l’impianto cocleare ha richiesto –
contrariamente alla norma – numerose nuove mappature dell’apparecchio, svolte a
__________ (cfr. al riguardo doc. 44/1-3, 77-77, 77-8, 77-9).

                                         Appare quindi verosimile
quanto indicato dalla logopedista dell’interessata, ossia il fatto che dopo
ogni nuova mappatura dell’apparecchio, la paziente doveva “ricominciare tutti
gli esercizi daccapo, ad un livello inferiore, con un dispendio di energie, di
motivazione e di scoraggiamento non indifferenti” (cfr. doc. 77-5).

                                         Nonostante tutti i
problemi, comunque - come sostenuto sia dal PD dr. __________, sia dalla
logopedista - l’assicurata, grazie alla costante terapia fornita dalla signora __________,
ha continuato a conseguire dei lenti, ma significativi, miglioramenti (cfr.
doc. 77-6, 77-7, 77-8).

 

                                         Alla luce di queste
considerazioni, dunque, il TCA non può condividere l’opinione espressa
dall’amministrazione nella decisione impugnata, secondo la quale “erroneamente abbiamo assunto ininterrottamente le terapie logopediche
impartite regolarmente dalla signora __________ di __________” (cfr. doc. 76).

                                         Come
sopra esposto, infatti, la richiesta di allenamento uditivo è sempre stata, fino
al 2006, debitamente motivata dal PD dr. __________, specialista che si è
occupato dell’impianto cocleare dell’assicurata.

                                         Dagli
atti, tuttavia, non risultano referti, redatti dagli specialisti di __________,
successivi al 18 luglio 2006 (cfr. doc. 44), con una valutazione, a
distanza di un certo periodo di tempo (di 2-3 anni, come indicato dal dr. __________,
cfr. doc. 44-2), riguardante la necessità o meno, per l’assicurata, di
proseguire le terapie in corso.

 

                                         In considerazione dei
precedenti referti redatti dal PD dr. __________ e dal dr. __________ e in mancanza
di un approfondito ed aggiornato parere medico-specialistico, il TCA non
può ritenere corretto, senza prima procedere ad ulteriori accertamenti medici,
considerare che, nel caso di specie, l’assunzione dei costi
dell’allenamento uditivo non è
più giustificata poiché difetta una richiesta in tal senso da parte di uno
specialista (doc. IV).

 

                                         Pertanto, stante quanto
sopra esposto, il TCA ritiene che la situazione dell’assicurata, dal profilo
medico, necessiti di essere ulteriormente approfondita, attraverso una
valutazione peritale specialistica.

                                         Solo dopo un tale
approfondimento, l’UAI potrà valutare se l’assunzione dei costi dell’allenamento
uditivo, al quale l’assicurata è sottoposta fin dal 2005, può essere
riconosciuta, per un nuovo periodo di sei mesi, come previsto dalla cifra marginale 5.07.23 della Circolare
sulla consegna dei mezzi ausiliari da parte dell’Assicurazione invalidità
(CMAI).

 

                                         Questa
soluzione si giustifica tanto più se si considera che l’UAI - come del resto
rilevato dall’amministrazione stessa nello scritto del 29 ottobre 2009 (cfr.
doc. XII) - ha sempre preso a carico le fatture (10 in tutto) emesse dalla logopedista dell’interessata per le prestazioni iniziate il 29 novembre
2005, continuando a versare le prestazioni all’interessata anche dopo il luglio
2006 – da ultimo pagando la fattura dell’11 maggio 2009, come indicato
dall’UAI, cfr. doc. XII) - pur non disponendo, dopo tale data, di ulteriori
certificati medici specialistici.

 

                             2.13.   Secondo la
giurisprudenza federale, il giudice cantonale che considera che i fatti non
sono stati sufficientemente chiariti ha, di principio, la scelta fra due
soluzioni: o rinviare la causa all'assicuratore per un complemento istruttorio
o procedere personalmente a tale complemento.

                                         Un rinvio
all'assicuratore non viola né il principio della semplicità e della rapidità
della procedura né il principio inquisitorio.

 

                                         In una sentenza
pubblicata in RAMI 1993 U 170, p. 136ss., il TFA ha comunque stabilito che un
simile rinvio può costituire un diniego di giustizia, in particolare quando una
semplice perizia giudiziaria o una misura di istruzione puntuale basterebbe a
chiarire un fatto.

 

                                         Tale
giurisprudenza è stata criticata dalla dottrina.

                                         In
particolare, da G. Aubert, nella nota pubblicata in SJ 1993,

                                         p. 560. 

                                         L'autore
ha centrato la sua critica sull’art. 47 LAINF che pone il principio secondo cui
è compito dell'assicuratore accertare d'ufficio i fatti, se necessario
disponendo delle perizie mediche (Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 176).

 

                                         Il
risultato della giurisprudenza citata è - secondo l'autore - quello di
ribaltare tale onere sui tribunali e, visto il principio della gratuità della
procedura, di porre a carico dello Stato - a meno che una parte abbia agito
temerariamente o per leggerezza - costi che, invece, incombono agli
assicuratori.

                                         Nemmeno
l'argomento fondato sulla rapidità della procedura convince G. Aubert: da una
parte, non occorre più tempo all'assicuratore che al giudice per ordinare una
perizia e, d'altra parte, la stessa giurisprudenza federale rischia di
diventare fonte di ritardi poiché, grazie ad essa, l'assicuratore può essere
tentato di rifiutare di ordinare delle perizie lasciando tale onere ai
Tribunali (e, quindi, allo Stato).

                                         Lo
scrivente TCA non può che condividere tali critiche.

 

                                         In una
sentenza del 17 novembre 2000 nella causa C., C 206/00, pubblicata in DLA 2001,
p. 196s., la nostra Corte federale ha ricordato - facendo riferimento ad una
sua pronunzia apparsa in RAMI 1986 K 665, p. 87 - che il rinvio
all'amministrazione appare generalmente giustificato se essa ha constatato i
fatti in maniera sommaria, ritenendo che, in caso di ricorso, il tribunale li
avrebbe comunque puntualmente accertati. 

 

                                         Nella
concreta evenienza, ci troviamo di fronte a un accertamento dei fatti che, come
detto, si rivela lacunoso. 

                                         La
decisione impugnata va dunque annullata e l'incarto retrocesso all'amministrazione,
affinché svolga i necessari accertamenti, di natura medica, per chiarire se è
possibile continuare a concedere all’assicurata l’assunzione dei costi relativi
all’allenamento uditivo al quale è sottoposta.

 

                             2.14.   Vincente in
causa, la ricorrente, rappresentata dal RA 1, ha diritto ad un'indennità per
ripetibili (cfr. STF del 5 settembre 2007 nella causa V., K 63/06 e la citata DTF 126 V 11 seg. consid. 2).

 

                             2.15.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto ai sensi dei considerandi.

                                          § 
 La decisione del 13 marzo 2009 è annullata.

                                         §§ Gli
atti sono rinviati all’amministrazione affinché proceda come indicato al
considerando 2.13..

 

                                   2.   Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.

                                         L’Ufficio
AI dovrà inoltre versare all’assicurata fr. 1’000.-- a titolo di ripetibili
(IVA inclusa).

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti