# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4fae8fe4-5469-50f8-9196-06560feec857
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-07-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 12.07.2021 11.2021.29
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2021-29_2021-07-12.html

## Full Text

Incarti n.

  11.2021.29

  11.2021.30

  	
  Lugano,

  12 luglio 2021/jh

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  G.
  A. Bernasconi, presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Borella

  

 

 

sedente
per statuire nella causa SO.2020.906 (protezione dell'unione coniugale) della Pretura della
giurisdizione di Locarno Città promossa con istanza del 22 ottobre 2020 da

 

	
   

  	
   AP
  1 ora in  

  (patrocinata
  dall'avv.  PA 1 )

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
   AO
  1 ora in  

  (patrocinato
  dall'avv.  PA 2 ),

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando sull'appello
dell'8 marzo 2021 presentato da AP 1 contro il decreto cautelare emesso dal
Pretore aggiunto il 25 febbraio 2021 (inc. 11.2021.29)

 

e sulla richiesta di gratuito
patrocinio contestuale all'appello (inc. 11.2021.30);

 

Ritenuto

 

in fatto:                   A.   Nell'ambito
di una procedura a tutela dell'unione coniugale promossa il 22 ottobre 2020 da AP
1 (1979) contro AO 1 (1969), l'istante ha chiesto quello stesso giorno al
Pretore della giurisdizione di Locarno Città che il marito fosse condannato a
versarle in via cautelare un contributo alimentare di fr. 3800.– mensili. Con
decreto cautelare del 25 febbraio 2021, emesso previo contraddittorio, il
Pretore ha parzialmente accolto l'istanza, nel senso che ha condannato AO 1 a erogare alla moglie un contributo alimentare di
fr. 1000.– mensili dal 1° marzo 2021. Le spese processuali di fr. 800.–
sono state poste per tre quarti a carico dell'istante e per il resto
a carico del convenuto, cui l'istante è stata tenuta a rifondere
fr. 400.– per ripetibili ridotte.

 

                                  B.   Contro
il decreto cautelare appena citato AP 1 è insorta a questa Camera con un
appello dell'8 marzo 2021 per ottenere che, conferitole il beneficio del
gratuito patrocinio, il decreto in questione fosse annullato e gli atti
rinviati al Pretore aggiunto per nuovo giudizio. In subordine essa ha chiesto
che il decreto impugnato fosse riformato nel senso di accogliere la sua istanza
cautelare, portando il contributo di mantenimento a fr. 3800.– mensili. AO 1 non
è stato invitato a formulare osservazioni. Il 6 luglio 2021 AO 1 ha comunicato
a questa Camera di ritirare l'appello, avendo raggiunto un accordo giudiziale con
il marito che prevede, tra l'altro, la compensazione delle ripetibili.

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   Il ritiro di un appello,
ovvero la dichiarazione con cui una parte rinuncia unilateralmente alle proprie
richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC,
indipendente-mente dai motivi che possono avere indotto quella parte a rece-dere
dalla lite (sentenza del Tribunale federale 4A_602/2012 e 4A_604/2012 dell'11
marzo 2013 consid. 5.2). Nelle condizioni descritte il giudice prende atto
della dichiarazione di ritiro e stralcia la
causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC).

 

                                   2.   Desistenza equivale
a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un appello di assumere – in linea
di principio – il pagamento 

delle spese giudiziarie dovute all'introduzione del suo ricorso (art. 106 cpv.
1 seconda frase CPC). Ciò non lascia spazio a sindacati di equità in materia di
oneri processuali. Nella fattispecie l'appellante andrebbe tenuta così a farsi
carico dei costi dovuti alla procedura di appello, ma viste le condizioni
economiche difficili in cui essa versa si rinuncia – eccezionalmente – a ogni
prelievo. Non si pone di problema di ripetibili, AO 1 non essen­do stato
chiamato a formulare osservazioni all'appello.

 

                                   3.   Rimane la questione
legata al gratuito patrocinio davanti a questa Camera. La doman­da si rivela
tuttavia priva d'interesse. Il diritto al gratuito patrocinio è di natura
altamente personale (riferimenti di giurisprudenza in: RtiD II-2006 pag. 614 in
basso). Di conseguenza, qualora un beneficiario del gratuito patrocinio in un
processo perda – per un motivo qualsiasi – la qualità di parte, il beneficio
del gratuito patrocinio si estingue (sentenza del Tribu-nale federale 5P.220/2003
del 23 dicembre 2003 consid. 3.1; più recentemente: sentenza 9C_852/2017 del 25
giugno 2018 consid. 3.1 con richiami; RtiD II-2006 pag. 614 in basso con
numerosi rinvii). Tale principio vale a maggior ragione se al momento di
perdere la qualità di parte il richiedente non ha ancora ottenuto il gratuito patrocinio,
poiché in simili condizioni viene meno addirittura un interesse alla decisione
sul conferimento del beneficio (loc. cit.). Nella fattispecie AP 1 ha perduto
la qualità di parte davanti a questa Camera allorché ha ritirato l'appello,
ponendo fine al processo. E quando ha ritirato l'appello essa non fruiva del
gratuito patrocinio. In condizioni del genere è venuto meno un suo interesse a
ottenere una decisione in proposito.

 

Per questi motivi,

 

decreta:                   1.   Si prende atto del ritiro
dell'appello. La causa è stralciata dal ruolo per desistenza.

 

                                   2.   Non si riscuotono spese.

 

                                   3.   La richiesta di gratuito
patrocinio è dichiarata senza interesse.

 

                                   4.   Notificazione:

	
   

  	
  –
  avv.   ;

  –
  avv.   .

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno Città.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso
in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al
Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei
procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali (art.
46 cpv. 2 LTF).