# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 551d7437-d9ea-5922-893c-05ea76d4362c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-10-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 20.10.2014 11.2012.10
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2012-10_2014-10-20.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2012.10

  	
  Lugano

  20 ottobre 2014/jh

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G.
  A. Bernasconi, presidente,

  Giani
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  F.
  Bernasconi

  

 

 

sedente
per statuire nella causa SE.2011.7
(azione di paternità e di mantenimento) della Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 6, promossa con petizione dell'11 gennaio 2011
da

 

	
   

  	
  AO 1 (2010), 

  (rappresentato
  dalla madre RA 1

  e
  patrocinato dall'avv. PA 2)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 

  (patrocinato
  dall'avv. PA 1),

  

 

giudicando sull'appello
del 30 gennaio 2012 presentato da AP 1 contro la sentenza emessa dal Pretore il
30 dicembre 2011;

 

Ritenuto

 

in fatto:                A.  il 15 dicembre 2010 RA 1 (1973)
ha dato alla luce un figlio, AO 1. Nubile, a quel momento essa era già madre di
una bambina, M__________, avuta il 22 giugno 2003 da N__________ (1967). RA 1 era
consulente della clientela per la __________, negli uffici di __________, dove
ha lavorato fino alla nascita di AO 1. Terminato il congedo di maternità, essa
non ha più ripreso l'attività lucrativa.

 

                            B.  L'11 gennaio 2011 AO 1,
rappresentato dalla madre, ha adito il Pretore del Distretto di Lugano, sezione
6, perché accertasse la paternità di AP 1 (1972), con obbligo per quest'ultimo
di versargli un contributo alimentare di fr. 2500.– mensili indicizzati
fino alla maggiore età, come pure fr. 5000.– “a titolo di partecipazione alle
spese di rappresentanza in giustizia”. In via cautelare egli ha chiesto un
contributo provvisionale di fr. 1883.– mensili dal gennaio del 2011. Invitato
a esprimersi per scritto, AP 1 ha presentato il 21 febbraio 2011 un memoriale
in cui ha proposto di respingere l'azione, compresa l'istanza cautelare,
offrendo una serie di prove. Il Pretore ha deciso il 24 febbraio 2011 di
assumere subito una perizia sul DNA, affidata al Laboratorio __________ di __________,
che ha consegnato il referto il 16 marzo 2011. Dal medesimo la paternità del
convenuto risulta probabile al 99.99996711% (“praticamente dimostrata”).

 

                            C.  Al dibattimento del 7 aprile
2011 le parti hanno raggiunto una “transazione cautelare” in cui AP 1 ha
riconosciuto la propria paternità, impegnandosi a versare per il figlio un
contributo provvisionale di fr. 1540.– mensili dal dicembre del 2010, assegno
familiare non compreso. Nel merito l'attore ha ribadito la propria posizione,
mentre il convenuto ha proposto il versamento di un contributo alimentare
identico a quello provvisionale, rifiutando ogni partecipazione “alle spese di
rappresentanza in giustizia”. Le parti hanno reiterato inoltre le loro offerte
di prova. Nel corso dell'istruttoria, il 20 agosto 2011, AP 1 ha sposato A__________
(1964).

 

                            D.  Terminata l'assunzione delle
prove, il 5 ottobre 2011, le parti hanno rinunciato alla discussione finale.
L'attore ha rinunciato anche a conclusioni scritte, limitandosi a riaffermare
in una lettera al Pretore del 30 novembre 2011 la sua richiesta di contributo
alimentare (fr. 2500.– mensili indicizzati, senza cenno ad assegni familiari) e
aumentando a fr. 6807.25 la pretesa “a titolo di partecipazione alle spese di
rappresentanza in giustizia”. Nel suo memoriale conclusivo di quello stesso
giorno il convenuto ha proposto di affidare il figlio alla madre, postulando
una regolamentazione minima del suo diritto di visita, e ha offerto un contributo
alimentare di fr. 1145.– mensili fino al 7° compleanno, di fr. 1300.–
mensili fino al 13° compleanno e di fr. 1650.– mensili fino alla maggiore età
del figlio, senza riferimento ad assegni familiari.

 

                            E.  Con sentenza del 30 dicembre
2011 il Pretore ha dichiarato priva d'oggetto l'azione di paternità, il
convenuto avendo riconosciuto il figlio nell'accordo del 7 aprile 2011, e ha
accertato la propria incompetenza a disciplinare le relazioni personali tra
padre e figlio, abilitata a decidere in proposito essendo l'autorità tutoria al
domicilio del minorenne. Quanto al contributo alimentare per AO 1, il Pretore l'ha stabilito in fr. 1845.– mensili indicizzati fino al 6° com­pleanno,
in fr. 1805.– mensili indicizzati fino 12° com­pleanno e in fr. 2005.– mensili
indicizzati fino alla maggiore età, assegni
familiari non compresi. Le spese processuali di fr. 4620.– complessivi
sono state poste per un terzo a carico dell'attore e per il resto a carico di AP 1, tenuto a rifondere all'attore fr. 4500.–
per ripetibili ridotte. 

 

                             F.  Contro la sentenza appena
citata AP 1 è insorto a questa Camera con un
appello del 30 gennaio 2012 nel quale chiede che il contributo di mantenimento
per il figlio sia fissato in fr. 1145.– mensili fino al compimento del 6°
anno, in fr. 1300.– mensili fino al compimento del 12° anno e in fr. 1615.–
mensili fino alla maggiore età, assegni familiari compresi, e che tutte le
spese processuali siano poste a carico dell'attore, con obbligo di rifondergli
fr. 7000.– per ripetibili. Nelle sue osservazioni del 15 marzo 2012 AO 1 propone
di respingere l'appello e postula la rifusione di fr. 3000.– per ripetibili
di appello. Su richiesta del presidente, il 9 settembre 2014 AP 1 ha trasmesso
alla Camera le proprie tassazioni dal 2009 al 2011 unitamente alla
dichiarazione d'imposta 2012. AO 1 ha avuto modo di esprimersi al riguardo il
22 settembre 2014. 

 

Considerando

 

in diritto:              1.  Le sentenze emanate dai Pretori
con la procedura semplificata 

                                  – come quelle in materia
di filiazione (art. 295 cpv. 1 CPC) – 

                                  sono impugnabili con appello
entro 30 giorni dalla notificazione (art. 311 cpv. 1 CPC), sempre che,
trattandosi di controversie meramente patrimoniali, il valore litigioso
raggiunga fr. 10 000.– “secondo l'ultima
conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). In
concreto tale presupposto è senz'altro dato ove appena si considerino l'entità
e la durata del contributo alimentare. Quanto alla tempestività del rimedio
giuridico, la decisione del Pretore è stato notificata al convenuto il

                                  2 gennaio 2012. Presentato il 30 gennaio
 2012, l'appello è quindi ricevibile. 

 

                             2.  Litigioso rimane il
contributo alimentare per il figlio. A tal fine il Pretore ha stimato il
fabbisogno in denaro di AO 1 sulla scorta delle raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio
della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo in
fr. 1845.– men­sili fino al 6° compleanno, in fr. 1805.– mensili fino al
12° compleanno e in fr. 2005.– mensili fino alla maggiore età. Ciò premesso,
egli ha constatato che RA 1 non svolge alcuna attività lucrativa e che le
entrate di lei si limitano al reddito – imprecisato – di un appartamento in
proprietà della Comunione ereditaria di sua madre __________, di cui essa fa
parte, mentre il fabbisogno minimo di lei si aggira sui fr. 3500.– mensili, già
dedotta la quota per il costo dell'alloggio che rientra nel fabbisogno in denaro
del figlio. Ne ha desunto, il Pretore, che la madre non ha alcun margine per
contribuire al mantenimento del figlio. Quanto al convenuto, il primo giudice
ha accertato che, direttore e membro del consiglio d'amministrazione della
Fiduciaria __________ di __________, oltre che membro del consiglio d'amministrazione
di varie altre società e attivo nell'insegnamento, AP 1 consegue redditi
“nell'ordine di fr. 15 000.– mensili
netti” per rapporto a un fabbisogno minimo di fr. 7571.55 mensili. Onde la
manifesta capacità di finanziare il fabbisogno in denaro del figlio, conservando finanche “un margine significativo”.

 

                                  Nelle circostanze descritte il
Pretore si è domandato se il fabbisogno in denaro del figlio non andasse
maggiorato del 25%, come le raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù
e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo prevedono nel caso in cui
il debitore del contributo alimentare fruisca di condizioni economiche
particolarmente favorevoli. In definitiva egli ha scartato l'ipotesi, considerando
che il figlio non risulta sostenere un livello di vita elevato, tanto meno
vivendo in comunione domestica con la sorellastra M__________, alla quale il di
lei padre N__________ eroga un contributo alimentare di appena fr. 600.–
mensili. Per tenere conto delle condizioni agiate in cui versa il convenuto era
sufficiente così – ha continuato il primo giudice – rinunciare a dedurre dal
fabbisogno in denaro di AO 1 previsto dalle citate raccomandazioni l'ammontare
dell'assegno familiare e la quota che le raccomandazioni monetizzano per la
cura e l'educazione del figlio, quota che di per sé andrebbe tolta quando la
madre non svolge un'attività lucrativa e può assicurare tali prestazioni in
natura. Ciò bastava per far beneficiare adeguatamente l'attore del tenore di
vita goduto dal padre.

 

                             3.  L'appellante rimprovera
anzitutto al Pretore di non avere accertato compiutamente il reddito di RA 1, limitandosi
a evocare i proventi (imprecisati) di un appartamento e a rilevare che “sui contorni
esatti di questa entrata tutto si ignora”, nulla essendo stato provato al
riguardo (sentenza impugnata, pag. 3 a metà). Per di più, prosegue
l'appellante, RA 1 beneficia di aiuti statali, come l'assegno di prima infanzia
e l'assegno integrativo, “di cui non v'è traccia agli atti”. In circostanze del
genere il Pretore avrebbe dovuto, per lo meno, imputare all'interessata “una
capacità di reddito proporzionale alle entrate presumibili”.

 

                                  a)   Trattandosi
di contributi alimentari per minorenni, vige il principio inquisitorio illimitato,
di modo che nell'interesse del figlio il giudice indaga d'ufficio e collabora
di propria iniziativa al chiarimento dei fatti (art. 296 CPC; DTF 128 III 413
in alto). Tale precetto non solleva le parti tuttavia dalle loro responsabilità
processuali, né le esonera dal sostanziare per quanto possibile le circostanze
a loro conosciute, né impone al giudice di rime­diare alla più totale
insufficienza istruttoria (DTF 128 III 413 a metà con numerosi richiami; cfr.
anche DTF 133 III 511; più recentemente: sentenza del Tribunale federale
5A_808/2012 del 29 agosto 2013, consid. 4.3.2). Davanti al Pretore il
convenuto aveva sostenuto in una lettera del 3 ottobre 2011 “che la
documentazione agli atti è completa e sufficientemente circo­stanziata”.
Neppure nel memoriale conclusivo del 30 novembre 2011 egli ha sollecitato il Pretore ad esperire altre prove.
Tanto meno nell'appello poi egli indica quali ulteriori mezzi istruttori il
Pretore avrebbe dovuto assumere. Muovere rimproveri al primo giudice in
condizioni del genere non è serio.

 

                                  b)  Si
aggiunga che dal citato appartamento a __________ in proprietà della Comunione
ereditaria RA 1 non ricava più di fr. 1550.– mensili (ammesso e non concesso
che l'intero provento le spetti), come ha menzionato il Pretore
alludendo al doc. G. Né l'appellante asserisce che l'interessata possegga
altra sostanza. Per quanto attiene all'eventuale assegno di prima
infanzia e a quello integrativo, essi non rientrano nella nozione di reddito
per il calcolo dei contributi alimentari, proprio perché sono prestazioni
sussidiarie, stanziate dall'ente pubblico alle condizioni poste dalla legge
sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps: RL
6.4.1.2). Prima, quindi, il giudice fissa il contributo di mantenimento per il
figlio e poi l'autorità amministrativa decide se soccorrano i presupposti per
erogare assegni integrativi (RtiD I-2005 pag. 781 consid. 4; da ultimo: I CCA sentenza inc.11.2010.21 del 17 aprile
2012, consid. 4b con rinvii). Relativamente alla capacità lucrativa
di RA 1, infine, è appena il caso di ricordare che di regola un genitore non può essere tenuto a intraprendere
o a riprendere un'attività lucrativa – nemmeno a tempo parziale – finché il
figlio a lui affidato non abbia compiuto i 10 anni (da ultimo: I CCA,
sentenza inc. 11.2010.21 del 17 aprile 2012, consid. 4a; v. inoltre DTF
137 III 109 consid. 4.2.2.2). Tale principio si applica per analogia anche a
genitori non sposati (RtiD II-2004 pag. 624 consid. 7a con riferimenti). Su
questo primo punto l'appello manca perciò di consistenza.

 

                             4.  In secondo luogo l'appellante
contesta il fabbisogno minimo di RA 1, accertato dal Pretore in fr. 3500.–
mensili circa. Secondo il convenuto tale fabbisogno non eccede fr. 2495.70
mensili (minimo esi­stenziale del diritto esecutivo per genitore affidatario
fr. 1350.–, locazione fr. 980.– [già dedotte le quote com­prese nel
fabbisogno in denaro dei due figli che vivono con lei], spese di trasferta fr.
48.–, premio della cassa malati fr. 100.–, assicurazione RC e dell'economia
domestica fr. 17.70), l'interessata avendo smesso per libera scelta di
lavorare dopo la nascita del figlio e non potendo pretendere di conservare il
tenore di vita precedente. L'argomentazione cade nel vuoto. RA 1 in effetti non
risulta beneficiare di introiti – come si è appena visto – salvo quelli
derivanti dal citato appartamento in proprietà della Comunione ereditaria.
Foss'anche di soli fr. 2495.70 mensili, di conseguenza, il suo fabbisogno
minimo rimane largamente scoperto (per fr. 945.70 mensili) e non lascia spazio
ad alcuna disponibilità per contribuire in denaro al fabbisogno di AO 1. Men
che meno pensando al fatto che la sua primogenita, M__________, riceve dal
padre un contributo alimentare di soli fr. 600.– mensili (sentenza impugnata,
pag. 5 in alto). Anche al riguardo non soccorre dunque attardarsi.

 

                             5.  AP 1 contesta altresì
l'ammontare del proprio reddito, valutato dal Pretore “nell'ordine di fr. 15 000.– mensili netti” (sentenza impugnata, pag. 3 in basso), affermando che tale accerta­mento non trova alcun riscontro documentale, che il suo
“reddito assicurato” (ossia lo stipendio) non eccede fr. 7300.–/7500.– mensili
e che gli utili aziendali di cui egli beneficia, destinati a contrarsi, non
superano fr. 45 000.– annui. Egli sottolinea
inoltre di non avere mai vissuto né con la madre né con il figlio, cui non ha
mai garantito dunque un alto tenore di vita. Infine l'appellante asserisce di
non usare “integralmente il proprio reddito per fare fronte al proprio fabbisogno,
così come per altro emerge dalle risultanze di causa”.

 

                                  a)   Il
Pretore ha fondato il proprio apprezzamento sulla dichiarazione d'imposta 2010
in cui lo stesso convenuto indicava redditi di complessivi fr. 176 544.– annui, pari a fr. 14 712.– mensili (doc. 17). Egli ha rilevato che
dal 2006 in poi tali introiti sono costantemente aumentati, sicché nel 2010
l'autorità tributaria avrebbe verosimilmente potuto tassare AP 1 sulla base di
un imponibile di almeno fr. 180 000.–
annui (viste le riprese fiscali precedenti), che per ottenere un mutuo ipotecario
di fr. 1 185 405.35 come quello da lui acceso per costruire la casa a __________
egli deve conseguire redditi di almeno fr. 15 000.–
mensili e che sul conto corrente di lui risulta essere stata accreditata nei
primi quattro mesi del 2011 una media di fr. 15 756.80
mensili (addirittura una media di fr. 29 252.67
mensili sull'arco del 2010). Ne ha concluso, il Pretore, che l'entrata di fr.
15 000.– mensili “è dunque molto verosimilmente
una soglia minima” (sentenza impugnata, pag. 3 in fondo).

 

                                  b)  Con
le motivazioni testé riassunte l'interessato non si confronta. Adduce che
l'apprezzamento del Pretore non trova alcun riscontro documentale, che il suo “reddito
assicurato” non eccede fr.
7300.–/7500.– mensili e che gli utili aziendali di cui egli beneficia,
destinati a calare, non superano fr. 45 000.–
annui, ma alla propria dichiarazione d'imposta 2010 (su cui si è fondato il
Pretore) e alla disponibilità economica necessaria per contrarre un mutuo
ipotecario di fr. 1 185 405.35 come quello da lui acceso per costruire
la casa a __________ nemmeno allude. Che poi egli non abbia mai vissuto né con
la madre né con il figlio poco importa, il contributo alimentare per un figlio
dovendosi trovare, comunque sia, “in un rapporto ragionevole” con il livello di
vita e la potenzialità economica del debitore (RtiD II-2010 pag. 634 a metà con
rinvio a DTF 116 II 112 consid. 3a). E quando asserisce di non usare “integral­mente
il proprio reddito per fare fronte al proprio fabbisogno”, nel senso che con la
differenza tra redditi e spese egli ha “sempre preferito fare dei risparmi, in
forme assicurative o depositi, negli ultimi anni poi investendo nell'immobile
di sua proprietà”, l'appellante omette di indicare quali “risultanze di causa”
sostan­zino l'asserzione. Ne segue che, insufficientemente
motivato (nel senso dell'art. 311 cpv. 1 CPC), al riguardo l'appello
potrebbe finanche essere dichiarato irricevibile.

 

                                  c)   Se
il giudizio sui redditi del convenuto non si esaurisce nei termini descritti,
ciò si deve all'aggiornamento istruttorio che questa Camera ha promosso il 4
settembre 2014 in virtù del principio inquisitorio illimitato preposto al
diritto di filiazione (art. 296 cpv. 1 CPC). Dalle tassazioni del convenuto che
la Camera ha assunto agli atti (quelle acquisite dal Pretore si limitavano agli anni dal 2006 al 2008: doc. 14),
mentre il figlio è nato nel 2010, si evince in effetti un reddito annuo di
fr. 165 112.– netti nel 2009, di fr. 175 544.– netti nel 2010 (già dedotto il valore
locativo di fr. 7732.–) e di fr. 196 695.–
netti nel 2011 (già dedotti il valore locativo e il reddito della moglie). Ai
fini del 2012 il contribuente ha poi dichiarato un reddito di fr. 212 154.– netti (già dedotti il valore locativo e 

                                       il reddito
della moglie). Ne discende un reddito netto di 

                                       fr.
14 628.– mensili nel 2010, di fr. 16 391.– mensili
nel 2011 

                                       e di fr. 17 679.– mensili nel 2012.

 

                             6.  In merito al proprio
fabbisogno minimo l'appellante censura siccome errato l'importo di fr. 7571.55
cui è giunto il Pretore, facendo valere che il minimo esistenziale del diritto
esecutivo per coppie sposate ammonta a fr. 1700.– mensili, che i suoi costi di
riscaldamento della casa ascendono a fr. 350.– mensili, che il premio
dell'assicurazione contro l'incendio dello stabile è di fr. 173.20 mensili
e che il proprio onere fiscale non è inferiore a fr. 2500.– mensili. Così
argomentando, egli dimentica tuttavia che il Pretore ha preso per buono –
invero non senza perplessità – il fabbisogno minimo da lui esposto nel
memoriale conclusivo (sentenza impugnata, pag. 4 nel mezzo; memoriale
conclusivo, pag. 4 seg.). Né l'appellante sostiene, per avventura, che le pretese
avanzate la prima volta in questa sede si riconducano a fatti e mezzi di prova
nuovi, impossibili da sottoporre al Pretore pur con la diligenza
ragionevolmente esigibile tenuto conto delle circostanze (art. 317 cpv. 2 CPC).
Una volta ancora l'appello potrebbe così essere dichiarato irricevibile senza
ulteriore disamina. Per tacere del fatto che, ad ogni buon conto, con un reddito
compreso tra fr 14 628.– e fr. 17 679.– mensili netti il convenuto può sopperire
al proprio fabbisogno minimo prospettato nell'appello (fr. 10 594.75 men­sili), conservando un margine
variante da fr. 4000.– a fr. 7000.– mensili, più che sufficiente per garantire
al figlio un qualsivoglia contributo di mantenimento. In proposito non è il
caso dunque di attardarsi.

 

                             7.  Rimane da verificare il
fabbisogno in denaro del figlio, che il Pretore ha determinato in fr. 1845.–
mensili fino al 6° com­pleanno, in fr. 1805.– mensili fino al 12°
com­pleanno e in fr. 2005.– mensili fino alla maggiore età, assegni familiari
non compresi, sulla scorta della tabella 2011 correlata alle raccomandazioni
pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del
Canton Zurigo, cui la giurisprudenza ticinese si ispira da oltre un ventennio (Rep.
1994 pag. 301 consid. 5). In realtà il primo giudice avrebbe dovuto applicare
la tabella del 2010 (AO 1 è nato nel 2010), ancorando il fabbisogno in denaro
al costo della vita da allora. Giustamente, in ogni modo, egli ha sostituito il
costo dell'alloggio stimato nella tabella con un quarto della locazione effettiva
pagata da RA 1 (sentenza impugnata, pag. 3 in alto), arrotondando il
risultato. Manifestamente a torto l'appellante
asserisce perciò che il Pretore ha definito il contributo alimentare per
AO 1 fondandosi sul fabbisogno in denaro che la tabella 2011 prevede per un
figlio unico.

 

                                  a)   A
ragione l'appellante fa valere invece che RA 1 non svolge alcuna attività professionale
e che quindi il Pretore avrebbe dovuto dedurre dal fabbisogno in denaro del
figlio previsto dalle note raccomandazioni la posta per cura e educazione contemplata
dalla tabella. Il Pretore non ha trascurato invero che una madre casalinga può
prestare al figlio cura e educazione in natura, ma ha deliberatamente
rinunciato a togliere la voce dal fabbisogno in denaro di AO 1 per le buone
condizioni economiche in cui versa il convenuto. Analogamente egli ha proceduto
in materia di assegni familiari, rinunciando a detrarre tali prestazioni dal
fabbisogno in denaro del figlio quantunque il relativo am­montare già li comprenda
(sentenza impugnata, pag. 3 in alto e pag. 5
in alto).

 

                                       Si tratta
però di scelte arbitrarie. Cura e educazione vanno monetizzate nel
fabbisogno in denaro del figlio nella misura in cui il genitore affidatario non
sia in grado di assicurarle a causa del suo grado d'occupazione professionale
(criterio definito “corretto” dal Tribunale federale già anni addietro: sentenza 5C.32/2002 del 13 marzo 2002,
consid. 5b in fine), ciò che non è palesemente il caso in concreto. Secondo
la più recente giurisprudenza del Tribunale federale, inoltre, gli assegni
familiari non possono essere compresi nel contributo di mantenimento (DTF 137
III 64 consid. 4.2.3, 65 consid. 4.3.2) e vanno tolti perciò dal
fabbisogno in denaro previsto dalle raccoman­dazioni, che li include
(Empfehlungen zur Bemessung von Unterhaltsbeiträgen für Kinder, 2ª edizione,
pag. 9). Le condizioni economiche del debitore alimentare non sono, sotto
questo profilo, di alcuna pertinenza. Ne discende che la posta per cura e
educazione e gli assegni familiari vanno dedotti, nel caso in esame, dal fabbisogno
in denaro di AO 1.

 

                                  b)  La
prassi di questa Camera ha già avuto modo di ricordare, per contro, che nel
caso in cui il genitore con obblighi alimentari versi in condizioni economiche
particolarmente favorevoli, il fabbisogno in denaro del figlio può anche essere
maggiorato del 25% rispetto ai valori medi contemplati dalla tabella annua
correlata alle raccomandazioni edite dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento
professionale del Canton Zurigo (RtiD II-2010 pag. 632 n. 20c). Nella
fattispecie il Pretore ha rinunciato ad applicare tale maggiorazione perché il
figlio non aveva dimostrato “praticamente nulla circa l'effettivo tenore di
vita goduto dal padre”, non aveva “di fatto mai partecipato al preteso alto
tenore di vita” di lui ed è chiamato a vivere in comunione domestica con la
sorellastra M__________, la quale riceve da N__________ un contributo
alimentare di soli fr. 600.– mensili (sentenza impugnata, pag. 5 in alto). Motivazioni
siffatte non sono pertinenti.

 

                                       Chi
versa in una situazione finan­ziaria favorevole sostiene, per comune esperienza
e secondo il normale andamento delle cose, un livello di vita consono alle
proprie possibilità (sentenza del Tribunale federale 5A_288/2008 del 27 agosto
2008, consid. 5.4). Che solo il genitore con obblighi alimentari poi viva
in condizioni agiate ancora non significa che il figlio non debba partecipare
al­l'agiatezza, determinante essendo la potenzialità economica del debitore,
non quella del coniuge affidatario (RtiD II-2010 pag. 634 a metà con richiami). Che infine il figlio di un genitore agiato viva in comunione domestica con
figli dell'altro genitore aventi un livello di vita inferiore non è ancora una
giustificazione per riconoscere a tale figlio un tenore di vita meno alto
rispetto a quello di cui gode il debitore del contributo. Spetta in circostanze
del genere al genitore affidatario far sì che la disuguaglianza tra figli di
genitori diversi non abbia per effetto di sfavorire l'uno o l'altro (RtiD
II-2010 pag. 638 consid. 9 con rimando). 

 

                                  c)   La
questione è di sapere, dopo quanto si è appena precisato, se in virtù del principio
inquisitorio che governa il diritto di filiazione (sopra, consid. 3a) i redditi
e le disponibilità del convenuto giustifichino di maggiorare del 25% il
fabbisogno in denaro dell'attore. Dopo un'ampia disamina della giurisprudenza (non pubblicata) del Tribunale federale,
questa Camera ha delineato il suo orientamento in una sentenza del
5 febbraio 2010 (RtiD II-2010 pag. 632). In quel caso il convenuto
guadagnava, già alla nascita della figlia (nel 2006), fr. 17 900.– mensili, stipendio che negli anni
successivi era andato costantemente aumentando e che gli ha sempre lasciato,
pur considerando il fabbisogno minimo da lui fatto valere (e non quello
accertato dal Pretore), un margine disponibile di oltre fr. 2000.– mensili. Il
contributo alimentare per la figlia aumentato del 25% rispetto al fabbisogno in
denaro non superando tale disponibilità, questa Camera ha applicato la
maggiorazione citata fin dalla nascita della figlia. Analogo indirizzo la
Camera ha seguito nel caso di un padre che guadagnava più di fr. 20 000.– mensili e che conservava sul proprio
fabbisogno minimo un agio sufficiente per elargire ai figli contributi
alimentari maggiorati del 25% rispetto ai fabbisogni in denaro (sentenza inc.
11.2012.69 del 9 settembre 2014, consid. 10).

 

                                        Nel
caso specifico l'appellante guadagnava fr. 14 628.–
mensili nel 2010 (il figlio AO 1 è nato il 10 dicembre 2010), fr. 16 391.– mensili nel 2011 e fr. 17 679.– mensili nel 2012. Anche volendo
considerare il fabbisogno minimo da lui fatto valere
nell'appello (fr. 10 594.75 men­sili rispetto ai fr. 7571.55
mensili accertati dal Pretore riprendendo la cifra esposta dal convenuto stesso nel memoriale conclusivo: sopra,
consid. 6), ciò gli lasciava un margine disponibile di oltre fr. 4000.–
men­sili nel 2010, di quasi fr. 5800.– nel 2011 e di oltre fr. 7000.– mensili
nel 2012. Rispetto al precedente giudicato da questa Camera il 5 febbraio 2010
il convenuto registra quindi un reddito lievemente inferiore, ma una disponibilità
mensile almeno doppia o addirittura tripla. Che poi con tale agio egli accantoni
– come pretende – risparmi in forme assicurative e depositi non è reso
verosimile (sopra, consid. 5b). In simili condizioni non vi è seria ragione per
cui il figlio non debba beneficiare delle condizioni agiate in cui si trova il padre.

 

                                  d)  Per
concludere, il fabbisogno in denaro di AO 1 va stimato in base a quello di un
figlio (in una fratria di due) secondo la citata tabella 2010 (RMA/ZKE 2010
pag. 87) in fr. 1300.– mensili arrotondati fino al 6° compleanno, il 15 dicembre
2016 (fr. 1740.–, meno fr. 600.– per cura e educazione prestate in natura dalla
madre, meno fr. 335.– di alloggio secondo tabella, più fr. 434.40 di alloggio
effettivo [un quarto di fr. 1737.50: locazione fr. 1500.– + acconto spese
accessorie fr. 150.– + conguaglio medio delle spese accessorie negli ultimi cinque anni fr. 87.50: doc. H], meno
fr. 200.– di assegno familiare), più la maggiorazione del 25%.

 

                                       Dal
6° al 12° compleanno, il 15 dicembre 2022, il fabbisogno in denaro passa a fr.
1505.– mensili arrotondati (fr. 1700.–, meno fr. 395.– per cura e
educazione, meno fr. 335.– di alloggio secondo tabella, più fr. 434.40 di
alloggio effettivo, meno fr. 200.– di assegno familiare), più la maggiorazione
del 25%.

 

                                       Dal
12° al 16° compleanno, il 15 dicembre 2026, il fabbisogno in denaro ascende a fr.
1905.– mensili (fr. 1870.–, meno fr. 265.– per cura e educazione,
meno fr. 315.– di alloggio secondo tabella, più fr. 434.40 di alloggio
effettivo, meno fr. 200.– di assegno familiare), più la maggiorazione del
25%. 

 

                                       Infine
dal 16° compleanno alla maggiore età (o al termine della formazione scolastica
o professionale, qualora sopraggiunga più
tardi) il fabbisogno in denaro si contrae a fr. 1845.– mensili (l'assegno
familiare di fr. 200.– diventa di fr. 250.– mensili: art. 3
cpv. 1 lett. b e art. 5 cpv. 2 LAFam: RS 836.2).

 

                                  e)   I contributi
alimentari per il figlio vanno stabiliti, in ossequio alla giurisprudenza più
recente, non solo fino alla maggiore età del figlio, ma fino al termine del percorso
scolastico o professionale, ove questo si concluda più tardi (DTF 139
III 401). D'altro lato non bisogna trascurare che il fabbisogno di AO 1 è
determinato tenendo conto del fatto che egli vive nella stessa economia domestica
di M__________. Al momento in cui la sorellastra raggiungerà la maggiore età
(il 22 giugno 2021) o terminerà – più tardi – la propria formazione scolastica
o professionale, il fabbisogno in denaro dell'attore andrà ridefinito come
quello di un figlio unico. Non è dato di prevedere tuttavia quando ciò potrà
avvenire. A quel momento, in ogni modo, l'attore sarà legittimato a chiedere un
adeguamento del contributo di mantenimento in suo favore. Del resto egli stesso
considera tale prospettiva nelle osservazioni all'appello (pag. 5). 

 

                             8.  In ultima analisi l'appello
merita accoglimento entro i limiti citati dianzi. Le spese del giudizio odierno
seguono il vicendevole grado di soccombenza (art. 106 cpv. 2 CPC). AP 1 ottiene
causa vinta per circa due quinti. Si giustifica così di addebitargli tre quinti
degli oneri processuali, mentre il resto va a carico dell'attore, che ha
formulato osservazioni all'appello per il tramite di un legale e ha diritto a
un'equa indennità per ripetibili ridotte.

L'esito dell'attuale giudizio impone di modificare anche
il dispositivo sulle spese e le ripetibili di primo grado (un terzo a carico
dell'attore, due terzi a carico del convenuto), ove appena si consideri che
davanti al Pretore il figlio rivendicava un contributo ali­mentare di ben fr.
2500.– mensili. D'altro lato non si deve dimenticare che il dispositivo sulle
spese e le ripetibili di primo grado riguardava anche l'azione di paternità,
dalla quale il convenuto è uscito sconfitto. Tenuto conto di ciò, nel complesso
si giustifica equitativamente di suddividere le spese a metà e di compensare le
ripetibili.

 

                             9.  Relativamente ai rimedi
giuridici esperibili sul piano federale contro la presente sentenza (art. 112
cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso raggiunge agevolmente la soglia di fr.
30 000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett.
b LTF.

 

Per questi motivi,

 

decide:                  I.  L'appello è parzialmente
accolto, nel senso che la sentenza impugnata è così riformata:

2.  AP 1 è condannato a versare al
figlio AO 1, in via anticipata entro il 5 di ogni mese, i seguenti contributi di
mantenimento:

     fr. 1300.– mensili dal 15 dicembre
2010 fino al 15 dicembre 2016,

     fr. 1505.– mensili dal 16 dicembre 2016 fino al
15 dicembre 2022,

     fr. 1905.– mensili dal 16 dicembre 2022 fino al
15 dicembre 2026 e

     fr. 1845.– mensili dal 16 dicembre 2026 fino al
15 dicembre 2028 o fino al termine della formazione scolastica o professionale
nel caso in cui, al compimento della maggiore età, questa non fosse ancora
stata ultimata.

     Gli assegni familiari spettano al
figlio in aggiunta ai contributi di mantenimento.

     I contributi di mantenimento vanno
adeguati all'indice nazionale svizzero dei prezzi al consumo (maggio 1993 = 100
punti), la prima volta nel gennaio del 2011 in base all'indice del novembre 2010,
valendo come indice di base quello del novembre 2009 (116.0 punti).

3.  Le spese processuali di complessivi
fr. 4620.–, di cui fr. 1620.– per l'esecuzione della perizia, sono poste a
carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.

 

                             II.  Le spese di appello di fr. 1500.–
complessivi, da anticipare dall'appellante, sono poste per due quinti a carico dell'appellante
medesimo e per il resto a carico della controparte, che rifonderà
all'appellante fr. 1500.– per ripetibili ridotte.

 

                            III.  Notificazione:

	
   

  	
  –.;

  –..

   

  

                                  Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                 La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le
decisioni finali, parziali, pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90
a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla
notificazione della decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario
il ricorso in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso
ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge
tale somma, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne
una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non
sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine,
il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per 

i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il
termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso durante le ferie
giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre
misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).