# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 600a4c34-de64-5f79-9a64-58b3b2a4ab88
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-04-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 16.04.2014 11.2011.128
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2011-128_2014-04-16.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2011.128

  	
  Lugano

  16 aprile
  2014/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Jaques

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  F. Bernasconi

  

 

 

sedente per statuire nella causa OA.2010.93 (azione di
paternità e di mantenimento) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6,
promossa con petizione del 10 febbraio 2010 da

 

	
   

  	
   AO 1 (2008), 

  (rappresentato dal curatore  RA 1 ,

  e patrocinato dall'avv.  PA 1 )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP 1   

  (patrocinato dall'avv.  PA 2 ),

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando
sull'appello del 12 settembre 2011 presentato da AP 1 contro la sentenza emessa
dal Pretore l'11 luglio 2011;

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Il 23 ottobre 2008 G__________ (1983) ha dato alla luce un bam­bino,
AO 1, cui il 3 febbraio 2009 la Commissione tutoria regionale 14 ha designato un curatore nella persona di RA 1, incaricato di accertarne la paternità e di
salvaguardarne il diritto al mantenimento. G__________ si è sposata il 25
gennaio 2010 con __________ (1986) e dal matrimonio è nato __________, il 29
gennaio 2010. La famiglia si è trasferita a __________ nel febbraio del 2011,
mentre AO 1 è rimasto a __________ dalla nonna materna __________ (1965), con
cui vive fin dalla nascita. Senza attività lucrativa dal 2008, G__________
percepisce assegni integrativi e di prima infanzia. __________ riscuote dal 4
giugno 2010 indennità di disoccupazione.

 

                                  B.   Il 9 febbraio 2010 AO 1 ha adito il Pretore del Distretto di Lugano,
sezione 6, perché fosse accertata – previa concessione dell'assistenza
giudiziaria – la paternità di AP 1 (1975), cittadino italiano domiciliato a __________
, con obbligo per quest'ultimo di versargli retroattivamente della nascita un
contributo alimentare indicizzato di fr. 746.25 mensili. A quel tempo AP 1,
che aveva lavorato quale idraulico per la F__________ SA di __________ fino al
maggio del 2008, era al beneficio dell'assicurazione contro la disoccupazione.
Nella sua risposta del 26 maggio 2010 AP 1 ha chiesto l'esecuzione di una perizia sul DNA e ha rifiutato al figlio qualsiasi contributo di mantenimento,
instando anch'egli per il beneficio dell'assistenza giudiziaria. In sede di replica
e di duplica le parti hanno mantenuto i rispettivi punti di vista. Nel luglio
del 2010 AP 1 ha cominciato a lavorare come idraulico per la ditta B__________
di __________ .

 

                                  C.   L'udienza
preliminare si è tenuta il 15 novembre 2010. L'istruttoria, nel corso della quale è stata assunta una perizia sul DNA che ha accertato la paternità del convenuto
con una probabilità superiore al 99.99%, è terminata l'8 aprile 2011. Le parti
hanno rinunciato alla discussione finale, limitandosi a conclusioni scritte.
Nel suo memoriale dell'8 giugno 2011 l'istante ha riaffermato le domande
iniziali. In un allegato di quella stessa data il convenuto ha ammesso la propria
paternità, ma ha chiesto di appurare l'impossibilità per lui di versare al
figlio qualunque contributo di mantenimento.

 

                                  D.   Statuendo con sentenza dell'11 luglio 2011, il Pretore ha accertato la paternità di AP 1 e lo ha obbligato a versare al figlio un
contributo alimentare indicizzato di fr. 685.–
mensili (assegni familiari non compresi) dal febbraio del 2009. Non sono stati prelevati oneri processuali, mentre le spese maturate
prima della sentenza, incluse quelle peritali, sono state poste a carico del convenuto,
tenuto a rifondere all'attore fr. 1500.– per ripetibili. AO 1 è stato
ammesso al beneficio dell'assistenza giudiziaria, AP 1 no. Con decreto
supercautelare del 2 settembre 2011 il presidente della Commissione
tutoria regionale 9 di Torricella-Taverne ha privato la madre della custodia
parentale su AO 1, attribuendo quest'ultima alla nonna materna.

 

                                  E.   Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con
un appello del 12 settembre 2011 per ottenere, previo conferimento
dell'assistenza giudiziaria, la riforma del giudizio impugnato nel senso di esonerarlo
di qualunque contributo di mantenimento per il figlio. Nelle sue osservazioni
del 13 marzo 2014 AO 1 propone di respingere l'appello, previo
conferimento del gratuito patrocinio.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   La decisione impugnata è stata emessa con la procedura ordinaria
degli art. 165 segg. CPC ticinese, che regolava – tra l'altro – le azioni di
paternità e quelle di mantenimento (art. 280 cpv. 3 vCC; I CCA, sentenza inc.
11.2010.62 dell'11 maggio 2012, consid. 1 con rinvio) promosse anteriormente al
1° gennaio 2011 (art. 404 cpv. 1 CPC). Alle impugnazioni si applica invece il
diritto in vigore al momento della comunicazione della decisione (art. 405 cpv.
1 CPC). Le sentenze intimate dai Pretori – come quella in esame – dopo il 1°
gennaio 2011 sono appellabili pertanto entro 30 giorni dalla notificazione
(art. 311 cpv. 1 CPC), sempre che, trattandosi di controversie esclusivamente
patrimoniali, il valore litigioso raggiunga almeno fr. 10 000.– (art.
308 cpv. 2 CPC). In concreto tale presupposto è dato, vista l'entità e la durata
del contributo alimentare in rassegna. Quanto alla tempestività dell'appello,
la decisione impugnata è pervenuta alla patrocinatrice del convenuto il 12
luglio 2011. Tenuto conto delle ferie intercorse dal 15 luglio al 15 agosto 2011 (art. 145 cpv. 1 lett. b CPC),
l'appello presentato il 12 settembre 2011 è tempestivo.

 

                                   2.   Al
memoriale l'appellante acclude una serie di documenti nuovi (doc. 42 a 51). Ora, nuovi mezzi di prova sono proponibili in appello se sono fatti valere immediatamente e
se dinanzi alla giurisdizione inferiore non era possibile addurli nemmeno con
la diligenza ragionevolmente esigibile, tenuto conto delle circostanze (art.
317 cpv. 1 CPC). Ciò vale anche nelle procedure in cui il giudice deve
accertare i fatti d'ufficio (DTF 138 III 625 consid. 2). 

 

                                         a)   Nella
fattispecie il contratto di locazione tra l'appellante e __________ del 10
agosto 2011 (doc. 50 e 51) è senz'altro ammissibile, siccome successivo alla
sentenza impugnata. Sono invece prive di rilevanza il licenziamento della F__________
SA (doc. 49), essendo la lettera già agli atti (doc. 1), così come la nota
professionale dell'avv. PA 2 dell'8 agosto 2011 (relativamente al lasso di
tempo intercorso fra il 26 febbraio 2010 e l'8 agosto 2011: doc. 48), l'appellante
non contestando il rifiuto dell'assistenza giudiziaria in prima sede.

 

                                         b)   I
giustificativi inerenti agli stipendi versati dalla I__________ A.s.d. (doc. 42 a 47) potevano di per sé essere sottoposti al Pretore, riferendosi a periodi precedenti l'emanazione
della sentenza impugnata. Che quei versamenti andassero imputati al convenuto
(mentre in appello questi sostiene trattarsi di denaro spettante a J__________),
tuttavia, è stato addotto dal Pretore per la prima volta nella decisione
impugnata. Solo tale sentenza, in altri termini, ha dato motivo al convenuto di
presentare nuovi mezzi di prova, i quali vanno dunque ritenuti proponibili (art.
99 cpv. 1 LTF per analogia; Stauber
in: ZPO-Rechtsmittel Berufung und Beschwerde, Kommentar zu den Art. 308-327a
ZPO, Basilea 2013, n. 34 ad art. 317; Sterchi
in: Berner Kommentar, Schweizerische ZPO, vol. II, edizione 2012, n. 10 ad art.
317).

 

                                         c)   Per
motivi analoghi è ricevibile anche la dichiarazione del 21 luglio 2011 con
cui __________ conferma di avere ricevuto dall'appellante, suo figlio, € 7500.– nel gennaio del 2010 e € 30 000.– nel febbraio successivo
(doc. 51), precisando, a complemento di una sua precedente dichiarazione del 22
febbraio 2010 (doc. 5), che simili versamenti sono avvenuti in restituzione di
un prestito da lui concesso al figlio. Il convenuto non poteva prevedere, in
effetti, che il Pretore gli 

                                               avrebbe imputato, oltre ai redditi da lavoro e immobiliari, averi in
passato depositati sul conto di lui.

 

                                   3.   Litigioso
rimane il contributo alimentare per il figlio. Il
Pretore l'ha fissato in applicazione agli art. 276 e 285 CC considerando la situazione
finanziaria del convenuto, della madre e del di lei marito, tenuto ad
assisterla adeguatamente nell'adempimento dell'obbligo verso il figlio nato
prima del matrimonio (art. 278 cpv. 2 CC). A tal fine egli
ha accertato il reddito di AP 1 in fr. 2832.– mensili (reddito da attività
lavorativa fr. 2360.–, reddito da immobili di fr. 472.–) a fronte di
un fabbisogno minimo di fr. 2146.90 mensili (minimo esistenziale del
diritto esecutivo fr. 1000.–, oneri ipotecari fr. 944.–,
riscaldamento fr. 125.57, bollo fr. 14.10, assicurazione dell'automobile
fr. 29.70, tassa sui rifiuti fr. 23.50, imposte fr. 10.–).
Quanto a G__________, egli ha appurato che essa non ha entrate e che suo marito
__________ riceve indennità di disoccupazione varianti tra fr. 3000.– e
fr. 3500.– mensili, mentre il fabbisogno minimo della famiglia ammonta a
fr. 3381.– mensili (minimo esistenziale di fr. 1500.–, locazione
fr. 1100.–, cassa malati del marito fr. 340.–, cassa malati della moglie
fr. 332.–, cassa malati di Ga__________ fr. 109.–). Ciò posto, il
Pretore ha stimato il fabbisogno in denaro di AO 1 in fr. 1315.– sulla base delle raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e
dell'orientamento professionale del Canton Zurigo (figlio unico da 1 a 6 anni secondo la tabella 2011), deducendo i costi per cura e educazione prestati in natura dalla
madre. In definitiva egli ha obbligato così AP 1 a versare per il figlio un contributo alimentare di fr. 685.– mensili, corrispondenti alla differenza
tra il reddito e il fabbisogno minimo di lui.

 

                                   4.   Quanto
al proprio reddito da attività lucrativa, l'appellante contesta quello “reale
e/o potenziale” di fr. 2360.– mensili (€ 2000.– al cambio di fr. 1.18) che il Pretore ha calcolato sommando
lo stipendio da idraulico (€ 1000.–
mensili) alle retribuzioni erogate dalla I__________ A.s.d. (tra € 250.– e € 500.– mensili) “per una qualche attività in seno alla società”,
tenuto conto altresì di altri versamenti pervenuti sul conto bancario del
convenuto, che all'inizio del 2010 presentava un saldo di € 47 129.42.
L'appellante eccepisce di non avere percepito alcunché dalla I__________ Asd.,
essendo quei bonifici destinati a rimunerare tale J__________, di ricevere dalla ditta B__________ solo € 953.85 (e non € 1000.–)
mensili e di avere destinato all'inizio del 2010 buona parte del saldo che si
trovava sul suo conto bancario per rimborsare prestiti ottenuti da suo padre. Egli si duole inoltre che gli sia stato imputato un reddito
potenziale quando la formazione di idraulico non
permette sbocchi professionali diversi dal suo attuale impiego, già ora svolto
a tempo pieno e rimunerato con uno stipendio regolato da un contratto
collettivo di lavoro. In ultima analisi il suo
reddito sarebbe così di € 1510.05 mensili fino al 31 agosto 2009
(indennità di disoccupazione), di € 41.35 mensili dal 1° settembre al 30
giugno 2010 e di € 953.85 mensili dal luglio 2010 (salario della ditta B__________).

 

                                         a)   Per quanto attiene ai compensi versati prima dalla S__________
e poi dalla I__________ A.s.d. sul conto bancario di AP 1, dagli atti si
evince che questi erano destinati e dovuti a J__________, non all'appellante.
Ne fanno stato non solo alcune scritture figuranti nella documentazione
bancaria presa in considerazione dal Pretore (doc. 39: bonifici del 20 maggio
2009 di € 772.–, del 20 luglio 2009 di € 524.45 e del 17 dicembre 2009 di € 556.25,
tutti con la causale “stipendio [...] __________ J__________”), ma anche i
documenti prodotti in appello (sopra, consid. 2b). La I__________ Asd ha
confermato in effetti, il 19 luglio 2011, di avere versato fin dal 2009 lo
stipendio di J__________ sul conto di AP 1 perché essa “non era in possesso di
un conto bancario a suo nome” (doc. 42), circostanza confermata dall'interessata
il 21 luglio 2011 (doc. 47). Tant'è che l'ammontare dei compensi indicati sui
certificati prodotti (doc. 43 e 44) corrisponde a quanto emerge dalla
documentazione bancaria (doc. 39). Ciò vale
anche per taluni addebiti in favore di J__________ (€ 200.– il 1° dicembre
2009, € 160.– il 3 febbraio 2010, € 300.– il 29 marzo 2010 e € 490.–
il 17 maggio 2010). I versamenti in questione, stimati dal Pretore tra € 250.– e € 500.– mensili, non potevano
quindi essere aggiunti al reddito di AP 1. Su questo punto l'appello merita
accoglimento.

 

                                         b)   Il
reddito di un lavoratore dipendente decisivo per la determinazione di
contributi alimentari è quello conseguito al momento del giudizio, cui si
aggiun­gono la quota di tredicesima, e le eventuali indennità supplementari se
costituiscono un'entrata regolare (RtiD I-2012 pag. 879 consid. 4 richiami).
L'appellante afferma che lavorando per la ditta B__________ egli guadagna € 953.85 mensili netti, pari alla media di
quanto ha ricevuto tra il luglio del 2010 e il gennaio del 2011 (doc. 29 e 40),
mentre il Pretore gli ha imputato € 1000.– mensili. Secondo il contratto di lavoro, l'orario
settimanale di AP 1 è di 40 ore (doc. 22), pari a circa 160 ore mensili, che
egli ha sempre rispettato, salvo nei mesi di luglio 2010 (ha cominciato a
lavorare solo il 7 del mese) e settembre 2010 (ha prestato solo 24 ore
lavorative per un motivo imprecisato). La media di € 953.85 mensili vale di conseguenza per il reddito del 2010 (anche
volendo computare

                                               € 1000.– mensili l'esito non muterebbe: v. sotto, consid. 8), mentre
dal 2011 in poi il reddito netto ammonta ad almeno

                                               €
1000.– mensili (€ 967.– [doc. 29, conteggio del gennaio 2011], più la quota di
tredicesima). Su questo punto non v'è motivo di scostarsi dall'accertamento del
Pretore.

 

                                         c)   Per
quel che è del periodo antecedente, tra il febbraio e 

                                               l'agosto del 2009 l'appellante ha riscosso dalla disoccupazione € 1677.86 mensili (doc. 39) e dall'8 al
19 marzo 2010 ha guadagnato € 496.–
svolgendo lavori occasionali per la ditta B__________ (doc. 18-19). Il Pretore
ha trascurato simili dati, stimando in modo indistinto un reddito da lavoro di € 1000.– mensili. Al tasso di cambio di
1.18 applicato nella sentenza impugnata, il reddito da attività lucrativa e
dalla disoccupazione conseguito dall'appellante risulta di circa fr. 1980.–
mensili (€ 1677.86) dal
febbraio al settembre del 2009 (doc. 39), di circa fr. 65.– mensili (€ 496.– diviso 9) dall'ottobre del 2009 al
giugno del 2010 (doc. 18), di fr. 1125.– (€ 953.85) dal luglio al dicembre del
2010 e di fr. 1180.– mensili (€
1000.–) dal gennaio del 2011 in poi. A tali redditi vanno aggiunti quelli della
sostanza (sotto, consid. 5), senza dimenticare la sostanza stessa (consid. 6). Contrariamente
a quanto asserisce l'appellante, infine, il Pretore non gli ha imputato un
reddito potenziale. L'accenno del Pretore (sentenza
impugnata, pag. 4 in basso) si riferisce ai bonifici sul conto bancario, al cui
proposito si tornerà oltre (consid. 6).

 

                                   5.   Circa
il reddito della sostanza, l'appellante afferma di avere incassato dalla locazione
di una mansarda a C__________  € 400.– mensili fino al novembre del 2010,
dopo di che la conduttrice non ha più versato nulla. Viste le difficoltà incontrate
nel trovare un inquilino, inoltre, egli ha dovuto ridurre la locazione a € 350.– mensili, che ha
ricominciato a percepire solo il 10 agosto 2011. Egli chiede pertanto di computare l'importo di € 400.–
mensili preso in considerazione dal Pretore solo fino al 30 novembre 2010, di
azzerarlo poi fino al 9 agosto 2011 e di ridurlo a € 350.– mensili in seguito
(appello, pag. 8 in alto). L'appellante però non ha sostanziato con elementi oggettivi le asserite difficoltà nel continuare a
locare l'oggetto per € 400.– mensili,
né le ricerche compiute per reperire un nuovo conduttore. Il reddito di fr.
472.– mensili (€ 400.–) accertato
dal Pretore va dunque confermato. Si aggiunga che ad ogni modo, si condividesse
pure l'argomentazione dell'appellante, poco o punto muterebbe ai fini del giudizio
(sotto, consid. 8).

 

                                   6.   Oltre
allo stipendio ricevuto dalla ditta B__________ e alle entrate provenienti
dalla I__________ A.s.d., il Pretore ha considerato nelle “reali potenzialità
di guadagno del convenuto” il fatto che sul conto bancario di lui risultava
all'inizio del 2010 un saldo di € 47 129.42, praticamente vanificato con un prelevamenti di € 7500.– il
18 gennaio 2010, di € 15 000.– il 19 febbraio 2010 e ancora di € 15 000.– il 24 febbraio
successivo, in concomitanza con l'intimazione della petizione, il 10 febbraio 2010. In condizioni del genere egli ha ascritto al convenuto un reddito supplementare compreso tra € 500.–
e € 750.– mensili (sentenza impugnata, pag. 4 in basso). L'appellante contesta di avere vuotato il conto bancario
per non dover versare contributi alimentari al figlio. Sostiene che i
prelevamenti in questione sono serviti a rimborsare prestiti ricevuti dal padre
e dal fratello per il sostentamento e per eseguire lavori necessari nella sua
abitazione. Afferma, anzi, di avere chiesto un aumento del mutuo ipotecario al
fine di mantenere il figlio, sentendoselo però rifiutare (pag. 7 in basso).

 

                                         a)   Dalla
documentazione agli atti si desume che sul citato conto bancario, il cui saldo
era di € 27 719.35 il 31 marzo 2009, sono confluiti € 10 000.– l'11 maggio 2009, € 2000.– il 18 maggio 2009, € 4700.– il 28 maggio 2009, € 2000.– il 4 agosto 2009, € 1500.– il 13 agosto 2009, € 4500.– il 1° ottobre 2009, € 1300.– il 24 novembre 2009, € 1000.– il 9 dicembre 2009, € 1500.– il 14 dicembre 2009, € 450.– il 4 gennaio 2010, € 496.– il 28 maggio 2010, € 1400.– il 25 agosto 2010, € 1039.– il 30 agosto 2010 e € 2400.– il 24 dicembre 2010, ovvero € 34 286.– complessivi tra il febbraio del 2009 e il dicembre del 2010.
Se non che, come ha rilevato il Pretore, nello stesso periodo si sono registrate
uscite di € 7500.– 

                                               il 21 gennaio 2010, di € 15 000.– il 19 febbraio 2010 e di 

                                               € 15 000.– il 24 febbraio 2010, per
complessivi € 37 500.–. Il saldo che il 31 dicembre 2009 ammontava a € 47 129.42 si è ridotto
così il 31 marzo 2010 a € 7867.81 (doc. 39).

 

                                         b)   L'appellante
sostiene – come si è accennato – che le entrate predette corrispondono a mutui elargitigli
dal padre e dal fratello (secondo le rispettive disponibilità) per il sostentamento
e per eseguire lavori necessari nella sua abitazione. In seguito a una lite con
il genitore all'inizio del 2010, tuttavia, egli 

                                               avrebbe
rimborsato parte del debito (appello, pag. 7 in alto). Ora, nulla indica che le somme ricevute dal padre e dal fratello (non quantificate nemmeno da costoro
nelle dichiarazioni del 22 febbraio 2010: doc. 5) si riferiscano ai versamenti appena
elencati, tanto meno ove si pensi che l'appellante non risulta avere adoperato
gli importi in questione per il proprio sostentamento né per la casa (fatto
salvo un bonifico di € 10 320.– del 30 giugno 2009 per “arredamento cucina con elettrodomestici”:
doc. 39). Li ha semplicemente lasciati sul conto fino all'inizio del 2010, quando
ha prelevato € 37 500.– per
riversarli al padre (stante la dichiarazione 21 luglio 2011 di quest'ultimo:
doc. 52 prodotto in appello).

 

                                               Ad
ogni buon conto, essendo il mantenimento di AO 1 prioritario rispetto a obblighi
di altra natura (DTF 137 III 62 consid. 4.2.1), AP
1 poteva legittimamente rimborsare prestiti solo nella misura in cui ciò
non avvenisse a scapito del figlio (cfr. DTF
127 III 292 consid. 2a/bb; sentenza del Tribunale federale 5A_453/2009
del 9 novembre 2009, consid. 4.3.2 in: SJ 132/2010 I 327). Prima
di tacitare il padre o altri familiari con quanto era depositato sul suo conto,
in altri termini, egli avrebbe dovuto sostentare il ragazzo. E dal febbraio del
2009 al febbraio del 2010 egli avrebbe potuto destinargli quasi € 40 000.– (dedotto il
saldo del marzo 2010). È vero invece che dopo di allora l'appellante non sarebbe
rimasto con più di € 7867.81. Non bastando tale sostanza nemmeno per finanziare
la sua quota di fabbisogno minimo non coperta dal reddito da lavoro e da
pigione conseguito tra il marzo e il giugno del 2010 (fr. 65.– mensili), dal luglio
del 2010 la capacità contributiva di lui si limita al salario percepito con il
nuovo impiego e al reddito dell'appartamento di C__________ (sotto, consid. 8).

 

                                   7.   L'appellante
chiede di portare il suo fabbisogno minimo, stabilito dal Pretore in fr. 2146.90
mensili, a fr. 2892.07 mensili (la media degli anni 2009 e 2010), rispettivamente
a fr. 2926.57 mensili nel 2009 e a fr. 2857.57 mensili nel 2010, computando fr.
27.75 mensili per la tassa sui rifiuti (anziché fr. 23.50, il Pretore avendo
dimenticato di convertire la valuta di € 23.50) e aggiungendo le spese
dentistiche (fr. 17.90 mensili), come pure le imposte aggiornate (fr. 36.10
mensili invece di fr. 10.–), le spese legali di fr. 200.– mensili
(essendogli stata rifiutata l'assistenza giudiziaria), un supplemento per pasti
fuori casa di fr. 220.– mensili, spese di trasferta per fr. 200.– mensili, il
premio integrale dell'assicurazione dell'automobile (fr. 74.10 mensili anziché
fr. 29.70) e l'ammontare effettivo dell'onere ipotecario (fr. 976.50 mensili in
media nel biennio 2009-2010 o fr. 1011.– mensili nel 2009 e fr. 942.– mensili
nel 2010).

 

                                         a)   Qualora
i redditi dei genitori non bastino per coprire il fabbisogno in denaro del
figlio, al debitore alimentare va lasciato in ogni caso l'equivalente
del minimo esistenziale determinato secondo il diritto esecutivo. L'eventuale
ammanco è a carico del creditore alimentare (DTF 135 III 67 consid. 2 con riferimenti,
127 III 68, 126 II 8, 123 III 8). In concreto il fabbisogno minimo dell'appellante va definito pertanto secondo i criteri dell'art.
93 LEF. Sia la tassa sui rifiuti, che non ha carattere
di spesa esistenziale (CEF, sentenza inc. 15.2002.178 dell'11 marzo
2003, consid. 3), sia l'onere fiscale vanno
stral­ciati quindi dal calcolo (DTF 126 III 92 consid. 3b). 

                                         

                                         b)   Gli
interessi del mutuo sulla casa sono stati calcolati dal Pretore in fr. 944.–
mensili (media risultante dall'estratto conto doc. 39: sentenza impugnata, pag.
5). L'appellante afferma che la media è in
realtà di € 827.56 (fr. 976.50) mensili per il biennio 2009-2010, di € 856.80
(fr. 1011.–) mensili nel 2009 e di € 798.30 (fr. 942.–) mensili nel 2010
(appello, pag. 8 in basso). La questione – come si vedrà (consid. 8) – non è di
rilievo per quanto concerne il 2009, mentre per il 2010 il calcolo
dell'appellante corrisponde sostanzialmente a quello del Pretore. Sta di fatto che tale spesa è eccessiva per
una persona sola che abita a __________, a maggior ragione se commisurata a uno
stipendio di € 1000.– mensili. Nella regione è possibile reperire infatti appartamenti di due locali con cucina e bagno per € 400.–
(www.__________). Nel risultato l'accertamento impugnato
resiste dunque alla critica.

 

                                         c)   Riguardo ai costi dentistici, nel minimo esistenziale dell'appellante
potrebbero rientrare soltanto quelli per cure indispensabili, ricorrenti e da
lui effettivamente sopportati, sempre che non si tratti di spese di automedicazione
(DTF
129 III 245 consid. 4.2 e 4.3; cfr. RtiD II-2004 pag. 589 consid. 8c). In concreto figurano
unicamente agli atti una
nota professionale di € 260.– redatta in polacco (doc. 31), una fattura
per “farmaci” di € 13.53 (doc. 4) e la nota professionale di un
dentista a __________ di € 70.– per “ablazione tartaro” (doc. 20). Ciò non
è sufficiente per ravvisare costi ricorrenti. Non può
pertanto essere riconosciuto l'importo di fr. 17.90 mensili fatto valere nell'appello.

 

                                         d)   Nel
proprio fabbisogno minimo l'appellante rivendica anche l'inserimento di fr. 200.–
mensili per costi di patrocinio. Si tratta però di una spesa che non rientra
nel calcolo secondo il diritto esecutivo (RtiD II-2010 720 n. 62c, consid. 5), tanto
meno ove le risorse di un debitore alimentare siano insufficienti per far
fronte interamente agli obblighi di mantenimento (I CCA, sentenze inc. 11.2004.11
dell'8 agosto 2007, consid. 8; inc. 11.2007.84 del 25 settembre 2007, consid. 8
e 9; inc. 11.2007.31 del 26 agosto 2008, consid. 3).

 

                                         e)   L'appellante
abita a circa 1500 m dal posto di lavoro (da __________ a __________). Non si
giustifica dunque di riconoscergli indennità per pasti fuori casa,
l'interessato potendo rientrare a domicilio durante la pausa di mezzogiorno. Certo,
il suo contratto con la ditta B__________ prevede che egli sia impiegato “presso
clienti ditta” (doc. 22), ma ciò non dimostra ancora la necessità pranzare fuori
casa, per tacere del fatto che il contratto collettivo nazionale di lavoro per metalmeccanici
cui rinvia il suo contratto individuale (doc. 22) prevede un'indennità a carico
del datore di lavoro per pasti in caso di trasferte superiore a 20 km dalla sede (art. 7/II lett. a).

 

                                         f)    In
merito alle spese di trasferta per cui l'appellante chiede di riconoscergli fr.
200.– mensili, l'appellante non ha fornito indicazioni sull'entità degli
spostamenti né ha spiegato perché i relativi costi dovrebbero essere a suo
carico, contrariamente a quanto dispone il contratto collettivo nazionale di
lavoro per metalmeccanici appena citato. Nemmeno tale rivendicazione, di
conseguenza, può trovare accoglimento.

 

                                         g)   Relativamente
al premio per l'assicurazione del veicolo, accertato dal Pretore in fr. 29.70
mensili (doc. 37, 1° foglio), l'appellante allega che tale copertura non è
sufficiente e chiede che si aggiunga il costo di altre prestazioni contemplate
dalla polizza (incendio, furto ecc.: doc. 37, 2° foglio) per fr. 74.10
mensili (appello, pag. 9 in alto). Non si tratta però di spese necessarie né
obbligatorie. Non possono essere inserite quindi nel minimo esistenziale del
diritto esecutivo.

 

                                         h)   Tenuto
conto che l'appellante risiede in Italia, il Pretore ha ridotto del 10% il minimo
esistenziale del diritto esecutivo per una persona sola applicabile in Svizzera
(I CCA, sentenza inc. 11.2004.75 del 16 luglio 2007, consid. 4a con riferimenti;
CEF, sentenza inc. 15.2011.305 del 5 dicembre 2001, consid. 3). Sta di
fatto che la differenza del costo della vita fra __________ e __________ è passata
ormai dal 20% al 30% (__________, Prez­zi e salari nel mondo, edizione 2012,
pag. 8, rispetto all'edizione 2006, pag. 8 in: www.__________.com). Ciò
giustifica di ridurre del 20% del minimo esistenziale per chi risiede nella
fascia di confine (I CCA, sentenza inc. 11.2010.38 del 28 giugno 2011 consid.
6a). Ciò trova conferma anche in altre statistiche secondo cui il costo della
vita a __________ (con il costo dell'alloggio) risulta di circa il 21%
inferiore rispetto a quello di __________ (www.__________.com). Il minimo esistenziale dell'appellante va stimato così in fr. 960.–
mensili.

 

                                         i)     In
definitiva il fabbisogno minimo dell'appellante secondo il diritto esecutivo va
accertato in fr. 2141.40 nel 2009 (ammettendo l'importo di fr. 1010.– mensili esposto
per la locazione: sopra, consid. b) e in fr. 2072.40 mensili dal 1° gennaio
2010 (minimo esistenziale del diritto
esecutivo fr. 960.–, oneri ipotecari fr. 944.–, riscaldamento fr. 125.–,
bollo fr. 14.10, assicurazione dell'automobile fr. 29.70).

 

                                   8.   Riassumendo, la situazione finanziaria dell'appellante si presenta
come segue:

 

                                         Dal febbraio
al settembre del 2009

                                         Indennità di disoccupazione
(consid. 4c)                       fr.    1
980.—

                                         Reddito
dell'appartamento a C__________ (consid. 5)    fr.      472.—

                                                                                                                         fr.    2 452.—   mensili

                                         Fabbisogno minimo (consid. 7i)                                   fr.   2 141.40

                                         Eccedenza                                                                fr.      310.60   mensili

                                         Fabbisogno in denaro scoperto di
AO 1:

                                         fr.
1315.00 ./. fr. 310.60 =                                            fr.   1 004.40   mensili

                                         Sostanza da destinare al
figlio:

                                         fr.
1004.40 x 8 mesi =                                                 fr.   8 035.20

                                         Dall'ottobre
del 2009 al febbraio del 2010 (rimborso dei mutui)

                                         Reddito da attività lucrativa
(consid. 4c)                        fr.        65.—

                                         Reddito
dell'appartamento a C__________ (consid. 5)    fr.      472.—

                                                                                                                         fr.      537.—   mensili

                                         Fabbisogno minimo (consid. 7i)                                   fr.   2 141.40

                                         Ammanco                                                                  fr.   1 604.40   mensili

                                         Fabbisogno in denaro scoperto di
AO 1:

                                         fr.
1315.00 + fr. 1604.40 =                                           fr.   2 919.40   mensili

                                         Sostanza da destinare al
figlio:

                                         fr.
2919.40 x 5 mesi =                                                 fr.  14 597.—

                                         Dal febbraio del 2009 al febbraio del 2010
i redditi dell'appellante erano dunque insufficienti per garantire il
fabbisogno minimo suo e quello in denaro del figlio. Facendo capo alla sostanza
bancaria di quasi € 40 000.– (sopra, consid. 6b), l'appellante sarebbe
stato in grado tuttavia di colmare l'ammanco di fr. 22 632.20 (fr. 8035.20
+ fr. 14 597.–) calcolato per i 13 mesi in
questione.

                                         Dal marzo al
giugno del 2010 (inizio del nuovo
lavoro)

                                         Reddito da attività lucrativa
(consid. 4c)                        fr.        65.—

                                         Reddito
dell'appartamento a C__________ (consid. 5)    fr.      472.—

                                                                                                                         fr.      537.—   mensili

                                         Fabbisogno minimo (consid. 7i)                                   fr.   2 072.40

                                         Ammanco                                                                  fr.   1 535.40   mensili

                                         Fabbisogno in denaro scoperto di
AO 1:

                                         fr.
1315.00 + fr. 1535.40 =                                           fr.   2 850.40   mensili

                                         ovvero
complessivamente fr. 2850.40 x 4 mesi              fr. 11 401.60

 

                                         La
sostanza residua, che ammontava a € 7867.81 (fr. 9284.–) alla fine di marzo del
2010, consentiva all'appellante di versare un contributo alimentare per il
figlio di fr. 785.– mensili (un quarto di fr. 9284.– meno [fr. 1535.40 per 4]).

                                         Dal luglio
del 2010 in poi

                                         Reddito da lavoro (consid. 4c)                                      fr.    1 180.—

                                         Reddito
dell'appartamento a C__________ (consid. 5)    fr.      472.—

                                                                                                                         fr.    1 652.—   mensili

                                         Fabbisogno minimo (consid. 7i)                                   fr.   2 072.40

                                         Ammanco                                                                  fr.      420.40   mensili

 

                                         Dal luglio del 2010 né i redditi  né la
sostanza (ormai consumata) permettono all'appellante di versare contributi al
figlio. Non risulta d'altro canto che nel 2010 l'appellante abbia ricevuto denaro dal padre (il quale, anzi, si professa ancora creditore nei suoi
confronti: doc. 52). Quanto ai tre importi versati dopo il 1° luglio 2010
(sopra, consid. 6a) essi provengono verosimilmente dal guadagno conseguito
grazie al nuovo lavoro. Un aggiornamento d'ufficio dei dati relativi al periodo
che segue l'emanazione della sentenza impugnata – come auspica AO 1
(osservazioni, pag. 2 in basso) – è improponibile. Va sottoposto se mai al
giudice con un'istanza di modifica della sentenza impugnata (art. 286 CC).

 

                                         Da tutto quanto precede risulta che la sentenza impugnata va
riformata nel senso che l'appellante deve versare al figlio un contributo alimentare
di fr. 1315.– mensili dal febbraio del 2009 al febbraio del 2010 e di fr. 785.–
dal marzo al giugno del 2010. Sebbene tali importi superino quelli
stabiliti dal Pretore per il medesimo periodo (fr. 685.– mensili), globalmente
la decisione si rivela più favorevole all'appellante di quella impugnata, il
totale dei contributi alimentari ammontando a circa un terzo di quanto ha deciso
il primo giudice, ove appena si consideri che il contributo di fr. 685.–
mensili stabilito dal Pretore era dovuto almeno fino alla maggiore età di AO 1.

 

                                   9.   Le spese del giudizio odierno seguono il vicendevole grado di
soccombenza (art. 106 cpv. 2 CPC). E siccome AP 1 ottiene causa vinta per circa
due terzi della riduzione richiesta, si giustifica di addebitargli un terzo
degli oneri processuali, mentre il resto va a carico dell'attore, tenuto a
rifondere all'appellante un'indennità per ripetibili ridotte. 

 

                                         Il
giudizio odierno influisce altresì sul dispositivo di prima sede relativo alle
spese e alle ripetibili, addebitate al convenuto. Sulla questione della
paternità invero AP 1 soccombe appieno, mentre sul contributo di mantenimento esce
vittorioso per circa due terzi (fr. 746.25 mensili). Le spese peritali rimangono
quindi a carico dell'appellante, mentre le altre spese vanno suddivise in ragione
di un mezzo ciascuno e le ripetibili compensate, l'intera soccombenza sulla
paternità compensando la parziale vittoria sul contributo di mantenimento.

 

                                10.   Il
gratuito patrocinio sollecitato da AP 1 in questa sede merita accoglimento, poiché l'appello non appariva senza possibilità di successo e l'interessato è oggi
indigente (sopra, consid. 8 in fine). Per quel che riguarda l'indennità
spettante al patrocinatore d'ufficio, incombeva all'avvocato produrre una 

                                         nota
d'onorario (sentenza del Tribunale federale 2C_421/2011 del 9 gennaio 2012,
consid. 9.3). In mancanza di ciò, occorre procedere per apprezzamento. Ora, un
avvocato ragionevolmente speditivo avrebbe verosimilmente profuso
nell'assolvimento di un simile mandato, risoltosi sostanzialmente nella stesura
dell'appello (14 pagine) in una causa già nota, una dozzina di ore di lavoro
(retribuite fr. 180.– l'una: art. 4 cpv. 1 del regolamento citato), cui si
aggiungono le spese (10%: art. 6 cpv. 1 del regolamento) e l'IVA (8%).
L'indennità di patrocinio va fissata così in fr. 2570.– complessivi.

 

                                         La
richiesta di gratuito patrocinio formulata da AO 1 per le osservazioni
all'appello merita anch'essa accoglimento, l'interessato trovandosi a sua volta
in gravi ristrettezze (tanto da ottenere il gratuito patrocinio già davanti al
Pretore), a maggior ragione ove si pensi che dal luglio del 2010 il convenuto
non è più in grado di erogarli contributi. Quanto alla retribuzione della
patrocinatrice d'ufficio, è necessario procedere una volta di più per apprezzamento.
Ora, un avvocato ragionevolmente speditivo 

                                         avrebbe
verosimilmente dedicato alla stesura delle osservazioni (5 pagine), limitate al
periodo dal 1° luglio 2010 in poi in una causa già nota, circa cinque ore di
lavoro (retribuite fr. 180.– 

                                         l'una:
art. 4 cpv. 1 del regolamento), cui si aggiungono le spese (10%) e l'IVA (8%).
L'indennità di patrocinio va fissata così in fr. 1070.– complessivi.

 

                                11.   Relativamente ai rimedi giuridici
esperibili sul piano federale contro la presente sentenza (art. 112 cpv. 1
lett. d LTF), il valore litigioso supera la soglia di fr. 30 000.– (sopra
consid. 9) ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

Per questi motivi,

 

decide:                      I.   L'appello
è parzialmente accolto, nel senso la sentenza impugnata è così riformata:

                                         5.   AP 1 è condannato a versare per il figlio AO 1 nelle
mani della madre G__________, anticipatamente entro il 5 di ogni mese, i seguenti
contributi alimentari:

                                               fr. 1315.– mensili dal 1° febbraio 2009 al
28 febbraio 2010, assegni familiari non compresi, e

                                               fr.
785.– mensili dal 1° marzo al 30 giugno 2010, assegni familiari non compresi.

 

                                               I
contributi alimentari sono ancorati all'indice nazionale dei prezzi al consumo
di 116.0 punti relativo al mese di novembre 2008 (maggio 1993 = 100.0) e vanno
adeguati il 1° gennaio 2010 in base all'indice del novembre precedente.

                                   6.   Non si riscuotono
altri oneri processuali. Le spese già maturate sono poste a carico delle parti
in ragione di metà ciascuno, mentre quelle peritali sono interamente a carico
del convenuto, compensate le ripetibili.

 

Per il resto
l'appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

 

                                   II.   Le spese
processuali di appello, di fr. 1000.– complessivi, sono poste per due terzi a
carico di AO 1 e per il resto a carico dell'appellante, cui AO 1 rifonderà fr. 1600.–
per ripetibili ridotte.

 

                                   III.   AP 1 è
ammesso al beneficio del gratuito patrocinio in appello da parte dell'avv. PA 2.
Lo Stato del Cantone Ticino verserà per l'appellante alla patrocinatrice d'ufficio
un'indennità di fr. 2570.–.

 

                                 IV.   AO 1 è
ammesso al beneficio del gratuito patrocinio in appello da parte dell'avv. PA 1.
Lo Stato del Cantone Ticino verserà per l'assistito alla patrocinatrice
d'ufficio un'indennità di fr. 1070.–.

 

                                  V.   Notificazione:

	
   

  	
  – avv.   ;

  – avv.   .

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza carattere pecuniario il
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile
contro le decisioni finali, parziali, pregiudiziali e incidentali previste
dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della decisione impugnata. Nelle cause aventi
carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile soltanto se
il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000
franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in
materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile
il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso
sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per 

i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art.
113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso durante le
ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né
altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).