# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5e28641b-d849-5bc0-8feb-f0bece72029a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-01-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 08.01.2001 14.1999.123
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-1999-123_2001-01-08.html

## Full Text

Incarto n.

  14.1999.00123

  	
  Lugano

  8 gennaio
  2001

  C/fc/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Cassina, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile
promossa con istanza 22 luglio 1999 da

 

	
   

  	
  __________

  patr. dallo studio legale __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________

  patr. dall’avv. __________

   

  

 

tendente
ad ottenere il rigetto provvisorio dell'opposizione interposta al PE n.
__________ del 28/30 giugno 1999 dell'UE di Lugano;

 

sulla
quale istanza la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, con sentenza 12
novembre 1999 ha così deciso:

 

"1.  L'istanza
è accolta e di conseguenza l'opposizione interposta al summenzionato precetto
esecutivo è respinta in via provvisoria;

 

2.   La
tassa di giustizia in fr. 180.--, da anticipare dalla parte istante, è posta a
carico della parte convenuta, con l'obbligo di rifondere alla controparte fr.
300.-- a titolo di indennità."

 

 

Sentenza
dedotta tempestivamente in appello dall'escusso che con atto 24 novembre 1999
ha postulato la reiezione dell'istanza, protestate spese e ripetibili;

 

con
osservazioni 20 dicembre 1999 la parte appellata si è opposta al gravame, con
protesta di spese e ripetibili;

 

rilevato
che con ordinanza 26 novembre 1999 l'istanza per effetto sospensivo è stata
dichiarata irricevibile;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto

 

 

                                  A.   Con PE n. __________ del 28/30 giugno 1999 dell'UE di Lugano
__________ ha escusso __________ per l'incasso di fr. 14'480.-- oltre interessi
al 5% dal 15 marzo 1999, indicando quale titolo di credito: "saldo dovuto
secondo accordo di scioglimento anticipato dei contratti di locazione del 25.9.96
per l'appartamento 225 e del 7.8.96 per l'appartamento 521."

                                         Interposta
tempestiva opposizione dall'escusso, il procedente ne ha chiesto il rigetto
provvisorio.

 

 

                                  B.   __________ fonda la sua pretesa sulla lettera del 16 marzo 1998 nella quale
l'escusso ha indicato che gli avrebbe versato l’importo di fr. 40'000.-- per il
1. aprile 1998 (doc. D).

                                         Il
procedente ha pure prodotto lo scritto 16 marzo 1998 della __________, nel
quale l’istituto bancario ha confermato che __________ lo ha incaricato, con ordine
revocabile, di bonificargli fr. 40'000.-- per il 1. aprile 1998 (doc. E).

                                         Il
procedente procede per l’incasso di fr. 14'480.--, corrispondenti alla
differenza tra fr. 40'000.-- riconosciuti dal debitore nei documenti sopra
menzionati e fr. 25'520.-- versati dall’escusso il 1. aprile 1999 (doc. F).

 

 

                                  C.   All’udienza di contraddittorio __________ si è opposto all’istanza
perché la stessa non sarebbe stata preceduta dal tentativo obbligatorio di
conciliazione ex art. 274a CO, ritenuto che la pretesa posta in esecuzione è
una pretesa per cessata locazione a seguito di motivi gravi e come tale da sussumere
sotto la fattispecie dell’art. 266g CO. Il non rispetto della competenza
dell’Ufficio di conciliazione renderebbe nulla la procedura esecutiva.

                                         A mente
dell’escusso inoltre la documentazione versata agli atti non costituirebbe
riconoscimento di debito ma attesterebbe unicamente l’esistenza di due diversi
accordi telefonici di scioglimento anticipato del contratto di locazione, il
primo del 16 marzo 1998 (doc. D), il secondo del 30 marzo 1998 (doc. F). Per
l’escusso il doc. F sarebbe una conferma della modifica del primo accordo di
cui al doc. D nel senso che l’importo pattuito per la risoluzione anticipata
del contratto sarebbe stato ridotto da fr. 40'000.-- a fr. 25'200.--.

 

 

                                  D.   Con sentenza 12 novembre 1999 la Pretore del Distretto di Lugano,
Sezione 5, ha accolto l’istanza argomentando che la documentazione versata agli
atti dal procedente costituisce, in principio, riconoscimento di debito
legittimante il rigetto provvisorio dell’opposizione.

                                         La
giudice di prime cure ha respinto l’eccezione d’ordine sollevata dal convenuto
relativa alla nullità del procedimento esecutivo, perché la procedura di
conciliazione ex art. 274 ss. CO non sarebbe necessaria in tema di rigetto
dell’opposizione per pretese per pigioni scadute.

 

 

                                  E.   Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravato
__________ asseverando che la causa in esame non ha quale oggetto contestazioni
che riguardano l’incasso del canone di locazione bensì “l’adempimento di un
contratto di risoluzione anticipata di un contratto di locazione”.

                                         A mente
dell’appellante la disdetta è rimasta incontestata e le parti si sarebbero
accordate su un importo equivalente ad un’indennità ex art. 266 g CO. Essendo
comunque tale convenzione controversa, non si potrebbe ricondurre il mancato
pagamento di quanto in un primo tempo concordato ad una contestazione relativa
all’incasso del canone, non trattandosi di canone di locazione, ma della
conseguenza di una disdetta anticipata per motivi gravi. Ne consegue dunque, a
mente dell’appellante, la necessità di seguire la procedura prevista dagli art.
274a e seg. del CO.

                                         Nel
merito l’appellante ripropone in sostanza le argomentazioni sollevate in prima
sede.

 

 

 

                                  F.   Con osservazioni 20 dicembre 1999 __________ si è opposto al
gravame, rilevando che la procedura di conciliazione prevista dagli art. 274 ss.
CO non torna applicabile alle procedure di rigetto dell’opposizione concernenti
pretese per pigioni scadute, ritenuto che l’elencazione dell’art. 274a CO fa
riferimento a contestazioni che concernono il merito del contratto di locazione
e non a contestazioni relative all’incasso del canone e soprattutto non a
accordi intercorsi tra locatore e locatario per la risoluzione anticipata del
contratto.

 

 

Ritenuto

 

 

in diritto:

 

 

                                   1.

 

                                  a)   La
nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ex art.
82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il
riconoscimento da parte dell’escusso o del suo rappresentante di
un’obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente
determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un
insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari.
Conditio sine qua non è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente
determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza o sottratti a
possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (Flavio
Cometta, Il rigetto provvisorio dell’opposizione nella prassi giudiziaria
ticinese, in Rep 1989 p. 337/338 con riferimenti).

 

 

                                  b)   La dichiarazione di riconoscimento di debito è una dichiarazione di
volontà con la quale il debitore si obbliga a pagare una certa somma di denaro;
deve essere chiara, esplicita, non equivoca, non discutibile o soggetta a
interpretazione (Panchaud/Caprez, Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 1 n.
7 p. 3).

 

 

                                         Il
giudice del rigetto accerta d'ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche in
sede di appello) se la documentazione prodotta costituisce valido
riconoscimento di debito e se vi è identità fra il creditore, il debitore e il
credito indicati nel precetto esecutivo e nell'istanza con il creditore, il
debitore ed il credito di cui ai documenti prodotti (Cometta, op. cit.
in Rep 1989 pag. 331).

 

 

                                   2.   __________
fonda la sua pretesa sulla lettera trasmessagli da __________ il 16 marzo 1998
e nella quale quest’ultimo ha dichiarato che il 1. aprile 1998 gli avrebbe
versato l’importo di fr. 40'000.-- (doc. D). Il procedente produce pure quale
doc. E lo scritto di data 16 marzo 1998 della __________ di __________ nel
quale l’istituto bancario ha confermato al procedente di essere stato
incaricato da __________ r, con ordine revocabile, di bonificargli l’importo di
fr. 40'000.-- per il 1. aprile 1998. Nello scritto doc. D, confermato
sostanzialmente dalla lettera della __________ (doc. E), l’escusso si è
riconosciuto, con una dichiarazione di volontà chiara, esplicita, non equivoca
e non discutibile, debitore nei confronti del procedente dell’importo in
esecuzione, ossia di fr. 40'000.-- dedotto l’acconto già versato di fr.
25'520.--. La scrittura privata doc. D, nella quale l’escusso esprime la sua
intenzione di versare fr. 40'000.-- al procedente costituisce pertanto, in
principio, valido titolo di rigetto dell’opposizione ex art. 82 cpv. 1 LEF per
la somma di Fr. 14'480.-- oltre agli interessi al 5% dal 15 marzo 1999. 

 

 

                                   3.   Per
l’art. 82 cpv. 2 LEF il giudice pronuncia il rigetto provvisorio
dell’opposizione a meno che il debitore sollevi e giustifichi immediatamente
delle eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito; all’escusso
incombe l’onere di dimostrare la verosimiglianza delle eccezioni che deduce in
giudizio. Secondo la giurisprudenza le eccezioni non solo devono essere esposte
in modo convincente ma devono anche essere sostanziate in modo perlomeno
verosimile nel senso che a conforto delle allegazioni devono esserci riscontri
oggettivi (cfr. in senso convergente l’obiter dictum della II Corte civile del
Tribunale federale nella sentenza 13 ottobre 1986 in re H.B. c. H. SA in Rep
1987 p. 150-151 cons. 3; CEF 12 gennaio 1988 in re Na. c. V.O.; Panchaud/Caprez,
op. cit., § 26 p. 61; BlSchK 1982 p. 95-97; SJZ 1974 p. 228 n. 44, 1971 p.
26-28; BJM 1970 p. 83-85; ZR 1967 n. 110; Marcel Caprez, La mainlevée provisoire,
FJS 186 p. 6; ZBJV 1944 p. 416).

 

 

 

 

 

 

                                   4.

 

                                  a)   L’escusso
ha asseverato che la procedura esecutiva è nulla perché l’istanza di rigetto
dell’opposizione non è stata preceduta dal tentativo obbligatorio di
conciliazione ex art. 274a CO.

 

                                  b)   L’eccezione
di incompetenza ratione materiae sollevata __________ e dedotta dalle norme in
materia di locazione, secondo cui tutte le controversie sorte in questo ambito
devono preventivamente essere sottoposte ad un tentativo di conciliazione
dinanzi ai competenti uffici, risulta in concreto infondata, poiché la domanda
di rigetto dell’opposizione, ancorché come nella fattispecie rilevante da una
situazione creditoria derivante da un rapporto di locazione, non rientra nelle
competenze dell’Ufficio di conciliazione (Bruno Cocchi, Uffici di
conciliazione e qualche questione inconciliabile nella procedura per le
controversie in materia di locazione in Il Ticino e il diritto, Lugano 1997).

 

                                  c)   Anche
la seconda eccezione sollevata dalla parte convenuta, secondo cui il
riconoscimento di debito di cui al doc. D sarebbe superato dal successivo
accordo intercorso tra le parti il 30 marzo 1998 (doc. F), deve essere respinta
perché non resa sufficientemente verosimile. Il doc. F infatti altro non è che
uno scritto unilaterale trasmesso da __________ a __________con il quale
l’escusso ha preteso potersi sottrarre unilateralmente all’impegno assunto
precedentemente: lo stesso non rappresenta quindi sufficiente riscontro
oggettivo atto a rendere verosimile l’eccezione sollevata, che deve pertanto
essere respinta.

 

 

                                   5.   L'appello 24 novembre 1999 __________ è respinto.

                                         Tassa di
giustizia e indennità seguono la soccombenza (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv.
1 OTLEF).

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamato l’art. 82 LEF

 

 

 

 

 

 

pronuncia:

 

                                   1.   L'appello 24 novembre 1999 __________, è respinto.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di fr. 270.--, già anticipata dall'appellante, resta a
carico di __________, il quale rifonderà a __________, fr. 450.-- a titolo di
indennità.

 

 

                                   3.   Intimazione
a:      -   __________

                                         Comunicazione
alla Pretura di Lugano, Sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                                             Il
segretario