# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f238c22c-5ca0-5887-8161-530ae1c9ba5a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-04-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.04.2024 C-5144/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5144-2021_2024-04-22.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-5144/2021 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 2  a p r i l e  2 0 2 4  

Composizione 

 
Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 

Beat Weber e Caroline Bissegger, 

cancelliera Marcella Lurà. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, 

rappresentata dall'avv. Luca Gandolfi, 

ricorrente, 

  
 

 
contro 

 

 
Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli 

infortuni (SUVA), 

autorità inferiore,  
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione contro gli infortuni; classificazione nella tariffa 

dei premi 2022 (decisione su opposizione del 25 ottobre 

2021). 

 

 

 

C-5144/2021 

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Fatti: 

A.  

A.a A._______ è una società anonima (di seguito, la società, l’interessata, 

la ricorrente o l’insorgente), iscritta al registro di commercio del Cantone 

B._______ il (…), avente quale scopo, fra l’altro, la messa a disposizione 

temporanea di personale come pure la consulenza in materia di recluta-

mento, selezione e piazzamento di personale stabile (estratto online del 

registro di commercio del Cantone B._______). 

A.b Con decisione del 23 novembre 2012, 29 agosto 2013, 22 agosto 

2014, 1° ottobre 2015, 7 settembre 2016, 5 settembre 2017, 10 ottobre 

2018, 1° ottobre 2019 e 17 settembre 2020, l’Istituto nazionale svizzero di 

assicurazione contro gli infortuni (SUVA) ha fissato il tasso di premio per 

gli infortuni professionali e per gli infortuni non professionali per la parte 

d’impresa A (prestito di personale d’esercizio) e per la parte d’impresa B 

(personale proprio amministrazione) a decorrere rispettivamente dal 1° 

gennaio 2013, 1° gennaio 2014, 1° gennaio 2015, 1° gennaio 2016, 1° gen-

naio 2017, 1° gennaio 2019, 1° gennaio 2020 e 1° gennaio 2021 (doc. 6 a 

8, 14 a 16, 31 a 34, 43, 71, 105, 135, 161 e 179 dell’incarto dell’autorità 

inferiore [di seguito, doc. SUVA 6 a 8, 14 a 16, 31 a 34, 43, 71, 105, 135, 

161 e 179]). Queste decisioni sono cresciute incontestate in giudicato. 

B.  

B.a Con messaggio di posta elettronica del 30 luglio 2021 (doc. SUVA 

201), la società ha informato la SUVA di aver implementato un’agenzia a 

C._______, indicando che la stessa sarebbe stata dedicata al colloca-

mento di personale in ambito logistico ed avrebbe avuto contabilità e centri 

di costo indipendenti, personale attivo solo nel settore logistico, struttura 

informatica e dichiarazioni salariali per il solo settore logistico. Ha chiesto 

di poter applicare a questa succursale il tasso di premio per il settore della 

logistica. 

B.b Con messaggio di posta elettronica del 5 e 9 agosto 2021 (doc. SUVA 

202), la SUVA ha precisato che per poter beneficiare del tasso di premio 

per il prestito di personale ad un unico settore, deve essere creata una 

nuova ditta, che si occuperà di prestito di personale in quell’unico settore. 

B.c Con messaggio di posta elettronica del 10 agosto 2021 (doc. SUVA 

204), la società ha chiesto che all’agenzia di C._______ fosse applicato il 

tasso di premio per il settore della logistica. 

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Pagina 3 

B.d Con messaggio di posta elettronica del 10 agosto 2021 (doc. SUVA 

204), la SUVA ha indicato che avrebbe provveduto alla creazione di “una 

parte d’impresa separata per il prestito di personale nella logistica a partire 

dal 1.8.21”. L’11 agosto 2021 (doc. SUVA 205), ha poi invitato la società a 

trasmettere il formulario “Descrizione d’impresa”. 

B.e Il 12 agosto 2021 (doc. SUVA 206), la società ha esibito il formulario 

“Descrizione d’impresa” (con indicazioni relative al numero di persone oc-

cupate ed alla massa salariale annua prevista nel settore logistico). 

B.f Secondo una nota telefonica del 24 agosto 2021 (doc. SUVA 207), la 

SUVA ha fornito, tramite diversi messaggi di posta elettronica, informazioni 

in merito ai presupposti per poter beneficiare del tasso di premio per il pre-

stito di personale monosettoriale. Detta autorità avrebbe notificato alla so-

cietà la decisione relativa ai tassi di premio dal 1° gennaio 2022. Quest’ul-

tima avrebbe poi potuto interporre opposizione, chiedendo che alla sede di 

C._______ fosse applicato il tasso di premio per il settore della logistica. 

B.g Con decisione del 27 agosto 2021 (doc. SUVA 208), la SUVA ha fissato 

il tasso di premio netto, a decorrere dal 1° gennaio 2022, per gli infortuni 

professionali e per gli infortuni non professionali per la parte d’impresa A 

(prestito di personale d’esercizio) rispettivamente al 6.98% e 1.963% della 

massa salariale, tassi di premio calcolati in base alla tariffazione empirica, 

all’attribuzione alla classe 70C e ad un grado di rischio 121 e 95, e per la 

parte d’impresa B (personale d’ufficio a prestito e proprio) rispettivamente 

allo 0.1408% e 0.815% della massa salariale, tassi di premio calcolati in 

base all’attribuzione alla classe 70C e ad un grado di rischio 41 e 77. 

B.h Con scritto del 13 settembre 2021 (doc. SUVA 209), la società ha sol-

lecitato una presa di posizione in merito al tasso di premio per l’agenzia di 

C._______, segnalando, in particolare, che, con messaggio di posta elet-

tronica del 13 agosto 2021 (documento non reperibile agli atti di causa), la 

SUVA aveva indicato che “non appena possibile provvederemo a notificarle 

una decisione formale per l’affiliazione della parte d’impresa relativa al pre-

stito di personale nella logistica della sede di C._______”. Con lettere del 

6 ottobre 2021 (doc. SUVA 213 pag. 1 e SUVA 216 pag. 1), si è poi doluta 

di non aver ricevuto alcuna risposta al proprio scritto del 13 settembre 

2021. 

B.i Con lettera del 22 settembre e del 13 ottobre 2021 (doc. SUVA 212 e 

SUVA 217), la SUVA ha confermato di aver ricevuto lo scritto del 13 set-

tembre 2021, scritto a cui sarebbe stata data “al più presto una risposta”. 

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B.j Secondo una nota telefonica del 13 ottobre 2021 (doc. SUVA 215), la 

società non capisce per quale motivo non sia possibile applicare all’agen-

zia di C._______ il tasso di premio per il prestito di personale nel settore 

della logistica, ritenuto che detta attività sarebbe stata contabilmente e fisi-

camente separata dal resto della società. 

B.k Con lettera del 21 ottobre 2021 (doc. SUVA 219 pag. 3), la SUVA ha 

informato la società che “la divisione competente sta già preparando in 

questi giorni la decisione su opposizione che le sarà inviata non appena 

disponibile”. Con scritto del 22 ottobre 2021 (doc. SUVA 219 pag. 1), la 

società ha osservato di non aver interposto alcuna opposizione contro la 

decisione del 27 agosto 2021, bensì di essere in attesa che la SUVA si 

pronunci in merito ai tassi di premio da applicare alla “nuova struttura”, che 

si sarebbe occupata di prestito di personale nell’ambito della logistica. 

B.l Secondo una nota telefonica del 25 ottobre 2021 (doc. SUVA 220), la 

società ha chiesto di prendere posizione sulla richiesta di creare una parte 

d’impresa distinta e sui relativi tassi di premio per la sede di C._______. La 

SUVA – contrariamente a quanto comunicato con messaggio di posta elet-

tronica del 13 agosto 2021 (documento non reperibile agli atti di causa) – 

non ha notificato alcuna decisione concernente l’affiliazione della parte 

d’impresa relativa al prestito di personale nella logistica, una tale decisione 

non essendo giuridicamente corretta. 

B.m Con decisione su opposizione del 25 ottobre 2021 (doc. SUVA 218), 

la SUVA ha respinto l’opposizione del 13 settembre 2021. Nella motiva-

zione della decisione, detta autorità ha indicato che non sono adempiuti i 

presupposti per costituire una parte d’impresa autonoma per la filiale di 

C._______ (art. 9 cpv 1bis della Tariffa dei premi). Ha poi rilevato che la 

società non fornisce personale ad un unico settore (solo la filiale di 

C._______ presta personale nel settore della logistica), motivo per cui non 

trova applicazione il sistema della Tariffazione come prestatore di perso-

nale monosettoriale (art. 24 cpv. 5 della Tariffa dei premi). 

C.  

C.a Il 25 novembre 2021, la società ha interposto ricorso dinanzi al Tribu-

nale amministrativo federale contro la decisione su opposizione della SUVA 

del 25 ottobre 2021 mediante il quale ha chiesto l’accoglimento del ricorso 

e, in via principale, che sia accertata la nullità della decisione su opposi-

zione impugnata e fatto ordine alla SUVA di emanare una decisione in me-

rito ai tassi di premio per l’attività di prestito di personale nella logistica 

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esercitata nella sede di C._______. In via subordinata, postula l’annulla-

mento della decisione su opposizione impugnata e che l’agenzia di 

C._______ sia riconosciuta quale parte d’impresa autonoma e alla stessa 

sia applicata la tariffa per il settore della logistica. La ricorrente ha rilevato 

che, oltre alla sede di D._______, dedicata al prestito di personale in am-

bito edilizio, dispone di un’agenzia a C._______, che si occupa del prestito 

di personale in ambito logistico. Ha chiesto alla SUVA di procedere ad una 

classificazione differenziata delle due sedi nella tariffa dei premi. Nono-

stante fosse stata preannunciata l’emanazione di una decisione concer-

nente l’affiliazione della parte d’impresa relativa al prestito di personale 

nella logistica della sede di C._______, non è stata notificata, su questo 

punto, alcuna decisione. Ha per contro ricevuto la decisione concernente i 

tassi di premi dal 1° gennaio 2022, senza che venisse fatta alcuna distin-

zione tra la sede di D._______ e la sede di C._______ e le attività ivi svolte. 

Non le è quindi stata data, in una fase procedurale precedente, la possibi-

lità di esprimersi e di produrre dei mezzi di prova. L’insorgente sostiene poi 

che l’agenzia di C._______ adempie i presupposti per essere considerata 

una parte d’impresa autonoma a cui applicare il tasso di premio per il pre-

stito di personale nel settore della logistica, ritenuto che la stessa effettua 

il collocamento di personale impiegato solo in ambito logistico, ha contabi-

lità e centri di costo indipendenti, struttura informatica e dichiarazioni sala-

riali per il solo settore logistico (art. 9 e art. 24 cpv. 5 della Tariffa dei premi). 

Ha prodotto uno scambio di corrispondenza con la SUVA (doc. TAF 1). 

C.b Il 14 dicembre 2021, la ricorrente ha versato l’anticipo spese richiesto 

(doc. TAF 2 a 4). 

C.c Nella risposta al ricorso del 21 febbraio 2022, la SUVA ha proposto la 

reiezione del ricorso e la conferma della decisione su opposizione impu-

gnata. Nell’ambito della procedura amministrativa, ha esaminato la richie-

sta della ricorrente di costituire una parte d’impresa autonoma per la filiale 

di C._______, a cui applicare il tasso di premio per il prestito di personale 

in ambito logistico. Ha comunicato all’insorgente che non erano adempiuti 

i necessari presupposti. Siccome la ricorrente non aveva alcun interesse 

degno di protezione ad ottenere, su questo punto, una decisione separata, 

ha emanato la decisione di classificazione del 27 agosto 2021, informan-

done peraltro in anticipo l’insorgente, decisione contro cui la stessa ha po-

tuto interporre opposizione. Non sussiste, a suo parere, alcuna violazione 

del diritto di essere sentito. La SUVA ha poi rilevato che la ricorrente presta 

personale nei settori dell’edilizia, dell’industria, della logistica e dell’ammi-

nistrazione. Nella struttura delle classi, il prestito di personale edilizia e in-

dustria è attribuito alla classe 70C sottoclasse AO ed il prestito di personale 

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attività di ufficio e amministrazione propria è attribuito alla classe 70C sot-

toclasse BO (Allegato 1 alla Tariffa dei premi). Quanto al prestito di perso-

nale nel settore della logistica, lo stesso costituisce solo il 10% della 

somma salariale totale, percentuale che non supera il valore soglia (ripor-

tato all’Allegato 5 alla Tariffa dei premi), di modo che non è possibile rico-

noscere delle caratteristiche di esercizio particolari e costituire una parte 

d’impresa autonoma. La SUVA ha inoltre precisato che se un’impresa di-

spone di varie sedi, che esercitano le medesime attività, tengono le notifi-

che dei salari e degli infortuni separatamente e soddisfano i requisiti del 

sistema bonus-malus o della tariffazione empirica, le singole sedi possono 

essere gestite come parti d’impresa autonoma (art. 9 cpv. 1bis della Tariffa 

dei premi). Negli ultimi tre anni del periodo di osservazione, la filiale di 

C._______ non ha dichiarato alcuna somma salariale soggetta a premio 

(art. 22 e art. 23 della Tariffa dei premi), motivo per cui non è possibile 

costituire una parte d’impresa per questa sede. La SUVA ha poi sottoli-

neato che, per la determinazione dei premi, si distingue fra imprese che 

prestano personale a diversi settori ed imprese che prestano personale ad 

unico settore (art. 24 cpv. 5 della Tariffa dei premi). L’insorgente non è 

un’impresa di prestito monosettoriale, di modo che non è possibile appli-

care il tasso di premio per il prestito di personale nel settore della logistica 

(doc. TAF 6). 

C.d Nella replica del 23 marzo 2022, la ricorrente ha sottolineato di aver 

chiesto alla SUVA di emanare una decisione in merito al tasso di premio 

per il proprio settore di prestito di personale in ambito logistico. In assenza 

di una decisione che si pronunci al riguardo, ritiene di essere stata privata 

di un grado di giudizio, segnatamente del diritto di prendere posizione, ad-

ducendo nuovi argomenti o documenti. Si è doluta di un’insufficiente moti-

vazione della decisione del 27 agosto 2021 in ordine all’affiliazione della 

parte d’impresa relativa al prestito di personale nella logistica. A suo parere, 

non sarebbe l’unica azienda in B._______ a beneficiare di due o più tarif-

fazioni. Chiede l’edizione da parte della SUVA di “tutti i dossier relativi ad 

aziende che beneficiano di due o più tassi di premio a dipendenza dei vari 

settori d’impiego”. L’insorgente ha poi rilevato che presta personale a molti 

settori, quali l’edilizia, il commercio, l’industria, settori che possiedono pro-

prie caratteristiche e presentano gradi di rischio differenti. La società di-

spone di più sedi di attività, specializzate in singole attività (la sede di 

C._______ presta personale nel settore della logistica, la sede di 

D._______ è attiva per più del 50% nel settore dell’edilizia), che devono 

essere soggette ad una tariffazione separata. La ricorrente segnala inoltre 

che la struttura della Tariffa dei premi viola il principio della parità di tratta-

mento poiché non tiene conto delle necessarie distinzioni fra le aziende 

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che prestano collaboratori. L’attività di prestito di personale nel settore 

dell’edilizia differisce dall’attività di prestito di personale nel settore della 

logistica per quanto riguarda il personale impiegato, la tipologia di lavoro, i 

tempi di lavoro. Il rischio d’infortunio di un dipendente prestato non do-

vrebbe differenziarsi dal rischio di un dipendente fisso. La costituzione di 

una parte d’impresa separata per la sede di C._______, a cui applicare il 

tasso di premio per il settore della logistica è, a suo dire, conforme al diritto 

(doc. TAF 9). 

C.e Nella duplica del 3 giugno 2022, la SUVA ha precisato, quanto alla ri-

chiesta di edizione di documenti, che il diritto di consultare gli atti si estende 

ai documenti posti a fondamento della decisione (è fatto riferimento alla 

DTF 132 V 387). Nell’ambito della procedura in esame, non le è possibile, 

fornire informazioni o produrre atti riguardanti altre aziende, opponendovisi 

l’obbligo del segreto e le prescrizioni in materia di protezione dei dati. Detta 

autorità ha poi rilevato che il rischio d’infortunio di un dipendente prestato 

è differente rispetto al rischio d’infortunio di un dipendente fisso poiché il 

dipendente prestato cambia regolarmente posto di lavoro, ha poca familia-

rità con l’ambiente e le procedure di lavoro, deve fornire sin dall’inizio una 

prestazione completa e svolgere attività più rischiose. Nella tariffa dei 

premi, le imprese che prestano personale sono attribuite ad una classe 

distinta (classe 70C). I tassi base della classe 70C corrispondono al rischio 

medio dell’attività di prestito di personale e coprono l’intero ventaglio delle 

imprese. All’interno delle sottoclassi della classe 70C, vi è un’ulteriore dif-

ferenziazione fra le imprese in base al modello di premio (doc. TAF 11). 

C.f In una presa di posizione del 25 agosto 2022, la ricorrente ha osservato 

che la SUVA non ha prodotto, come da lei richiesto, “i dossier relativi ad 

aziende che beneficiano di due o più tassi di premi a dipendenza dei vari 

settori d’impiego” (doc. TAF 14), presa di posizione che è poi stata tra-

smessa all’autorità inferiore per conoscenza con provvedimento del 1° set-

tembre 2022 (doc. TAF 15). 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d’ufficio e con piena co-

gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF) rispettivamente l’am-

missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 

e relativi riferimenti). 

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1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all’art. 

32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell’art. 31 LTAF in combinazione 

con l’art. 33 lett. e LTAF e con l’art. 109 lett. b LAINF (RS 832.20), i ricorsi 

contro le decisioni su opposizione, ai sensi dell’art. 5 PA, rese dalla SUVA 

in materia di attribuzione delle aziende e degli assicurati alle classi e ai 

gradi delle tariffe dei premi. 

1.3 In virtù dell’art. 37 LTAF, la procedura dinanzi al Tribunale amministra-

tivo federale è retta dalla PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti. 

Secondo l’art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni sociali 

non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA (RS 

830.1). Giusta l’art. 2 LPGA, le disposizioni della LPGA sono applicabili alle 

assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale, se e per 

quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano. Ora, l’art. 1 

LAINF stabilisce che le disposizioni della LPGA sono applicabili all’assicu-

razione contro gli infortuni, sempre che la LAINF non deroghi alla LPGA. 

1.4 Nella sua qualità di datrice di lavoro, la ricorrente è debitrice dei premi 

dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni professionali e le malattie 

professionali e, per conto dei lavoratori, dei premi dell’assicurazione obbli-

gatoria contro gli infortuni non professionali (art. 91 cpv. 1 e 2 LAINF). Essa 

è pertanto toccata dalla decisione su opposizione impugnata ed ha un in-

teresse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica. Per 

conseguenza, l’insorgente ha diritto di ricorrere nel caso in esame (art. 59 

LPGA). 

1.5 Il ricorso è stato interposto tempestivamente e rispetta i requisiti previsti 

dalla legge (art. 50 e 52 PA). L’anticipo spese è stato corrisposto entro il 

termine impartito (art. 63 cpv. 4 PA). Il ricorso è ammissibile. 

2.  

2.1 Nell’ambito delle assicurazioni sociali, la procedura è retta dal principio 

inquisitorio (art. 43 cpv. 1 LPGA). Il Tribunale amministrativo federale ap-

plica il diritto d'ufficio, senza essere vincolato dai motivi del ricorso (art. 62 

cpv. 4 PA) o dai considerandi della decisione impugnata. In altri termini, il 

ricorso potrebbe essere accolto per ragioni diverse da quelle addotte dalla 

ricorrente o respinto in virtù d'argomenti che la decisione impugnata non 

ha preso in considerazione (DTF 134 III 102 consid. 1.1; 133 V 515 consid. 

1.3; DTAF 2013/46 consid. 3.2). Il Tribunale accerta i fatti determinanti per 

la soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta li-

beramente (art. 12 PA; DTF 136 V 376 consid. 4.1.1). Sempre che la legge 

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non disponga diversamente, il Tribunale statuisce secondo il grado di prova 

della verosimiglianza preponderante. Deve ritenere un fatto provato, sol-

tanto quando è convinto della sua esistenza (DTF 138 V 218 consid. 6). Le 

parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 13 PA) e a mo-

tivare il ricorso (art. 52 PA). L'autorità di ricorso si limita, di principio, ad 

esaminare le censure sollevate, mentre le questioni di diritto non invocate 

dalle parti solo nella misura in cui gli argomenti delle parti o l'esame dell'in-

carto ne diano sufficiente motivo (DTF 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 

consid. 6c). 

2.2 Con il rimedio esperito, la ricorrente può far valere la violazione del di-

ritto federale – che comprende tra l’altro anche il diritto costituzionale e il 

diritto pubblico internazionale –, l’eccesso o l’abuso del potere d’apprezza-

mento, l’accertamento inesatto ed incompleto dei fatti giuridicamente rile-

vanti e l’inadeguatezza (art. 49 PA). Se la questione da giudicare presup-

pone delle conoscenze tecniche specifiche, come nel caso dell’attribuzione 

delle aziende alle classi e ai gradi delle tariffe dei premi, il giudice deve 

esaminare l’inadeguatezza della decisione impugnata con un certo riserbo, 

limitandosi ad intervenire solo se l’autorità inferiore ha abusato del proprio 

potere di apprezzamento (DTF 130 II 449 consid. 4.1; sentenza del TAF 

C- 3140/2013 dell’11 gennaio 2018 consid. 2.2). 

2.3 Quando esamina una decisione concernente la classificazione di 

un’impresa in un tariffario dei premi, il Tribunale amministrativo federale 

non deve controllare la legalità del tariffario nel suo insieme e neppure esa-

minare tutte le posizioni; lo stesso deve solo chiedersi se, nel caso con-

creto, la posizione tariffaria in questione è conforme alla legge e alla Costi-

tuzione (DTF 126 V 344 consid. 1; v. anche DTF 128 I 102 consid. 3 in 

fine). Inoltre, questo Tribunale non può sostituire il proprio apprezzamento 

a quello dell’assicurazione; lo stesso non può effettuare considerazioni re-

lative alla politica tariffaria né pronunciarsi in merito ad altre soluzioni pos-

sibili; esso è tuttavia tenuto a verificare se il fine perseguito dalla legge può 

essere raggiunto e se, a questo proposito, l’assicurazione ha fatto uso delle 

sue competenze conformemente al principio della proporzionalità (DTF 

126 V 70 consid. 4a; 126 V 344 consid. 4a; sentenza del TAF C-3140/2013 

consid. 2.3). 

2.4 In tale ambito, va rammentato che un tariffario dei premi costituisce 

l’espressione di un intero sistema di regole che prende in considerazione 

interessi diversificati e che, secondo le circostanze, può risultare di difficile 

accesso al singolo individuo (DTF 116 V 130 consid. 2a). Nell’elaborazione 

di un tariffario, l’assicuratore deve infatti prendere in considerazione un 

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insieme di circostanze complesse e di obiettivi contraddittori, ragione per 

cui deve poter disporre di un ampio margine di manovra. Per questo mo-

tivo, una singola posizione del tariffario non può essere estrapolata dal suo 

contesto globale, ma va analizzata conto tenuto dell’insieme delle disposi-

zioni tariffarie. Un tale approccio può avere come conseguenza che una 

decisione può, se considerata singolarmente, comportare alcune apparenti 

irregolarità, mentre è del tutto giustificata, se considerata nel suo contesto 

(DTF 112 V 283 consid. 3 confermata in DTF 126 V 344 consid. 4a). Per-

tanto, la possibilità di rivedere un tariffario deve essere utilizzata con molta 

riserva, dal momento che gli assicuratori infortuni, ed in particolare la 

SUVA, dispongono in quest’ambito di un ampio potere di apprezzamento. 

Di regola, il giudice interviene in un tariffario solo qualora l’applicazione di 

una posizione dello stesso svantaggi o favorisca una delle parti in maniera 

manifestamente contraria al diritto o sia fondata su considerazioni sogget-

tive (sentenza del TF U 346/01 del 28 maggio 2002 consid. 2; DTF 125 V 

101 consid. 3c; sentenza del TAF C-3140/2013 consid. 2.4). 

3.  

L’oggetto litigioso nella presente procedura ricorsuale è costituito dall’attri-

buzione della sede di C._______ alle classi e ai gradi della tariffa dei premi. 

La ricorrente non contesta né l’assoggettamento alla SUVA nella sua qua-

lità di impresa attiva nel settore del prestito di personale né l’attribuzione 

della sede di D._______ alla classe 70C sottoclasse AO rispettivamente 

sottoclasse BO della tariffa dei premi. L’insorgente si oppone invece alla 

classificazione della sede di C._______ come appartenente alla società 

A._______ medesima. Postula la costituzione di una parte d’impresa auto-

noma per questa sede e che alla stessa sia applicato il tasso di premio per 

il settore della logistica. 

4.  

4.1 Nel gravame, la ricorrente fa valere che la decisione su opposizione 

della SUVA del 25 ottobre 2021 sarebbe nulla in quanto “non fondata su 

una decisione formale” (ricorso pag. 6). Segnala di aver chiesto alla SUVA 

di procedere ad una classificazione differenziata per la sede di D._______ 

– dedicata al prestito di personale in ambito edilizio – e per l’agenzia di 

C._______ – che si occupa del prestito di personale in ambito logistico – 

nella tariffa dei premi. Nonostante fosse stata preannunciata, non è stata 

notificata alcuna decisione concernente l’affiliazione della parte d’impresa 

relativa al prestito di personale nella logistica. Ha per contro ricevuto la 

decisione di classificazione del 27 agosto 2021, senza che venisse fatta 

alcuna distinzione fra le sedi e le attività svolte. Non le è quindi stata data, 

C-5144/2021 

Pagina 11 

in una fase processuale precedente, la possibilità di esprimersi e di pro-

durre dei mezzi di prova (v. il ricorso [doc. TAF 1 pag. 2 ad pto 1 e pag. 3 

ad pto 3]). 

4.2 La SUVA sottolinea di aver comunicato all’insorgente che non erano 

adempiuti i presupposti per costituire una parte d’impresa autonoma per 

l’agenzia di C._______ e per applicare a questa agenzia il tasso di premio 

per il prestito di personale nel settore logistico. Siccome la ricorrente non 

aveva alcun interesse degno di protezione ad ottenere, su questo punto, 

una decisione separata, ha emanato la decisione di classificazione del 27 

agosto 2021, informandone peraltro in anticipo l’insorgente, decisione con-

tro cui la ricorrente ha potuto interporre opposizione. 

4.3 Secondo giurisprudenza, una decisione amministrativa viziata è, di re-

gola, unicamente annullabile. Se non viene impugnata tempestivamente, 

essa diviene formalmente definitiva. Una decisione è nulla solo quando è 

affetta da vizi particolarmente gravi e manifesti, riconoscibili con evidenza 

o perlomeno con una certa facilità. L’accertamento della nullità non deve 

inoltre mettere in pericolo in modo serio la sicurezza del diritto. Quali motivi 

di nullità entrano innanzitutto in considerazione gravi errori di procedura, 

come per esempio l’incompetenza dell’autorità giudicante, mentre gli errori 

nel merito della decisione comportano solo raramente la nullità dell’atto 

(DTF 146 I 172 consid. 7.6; 144 IV 362 consid. 1.4.3). Ad eccezione dei 

casi espressamente previsti dalla legge, la nullità di una decisione va rico-

nosciuta solo in casi eccezionali, vale a dire in presenza di circostanze tali 

che il rimedio dell’annullabilità non offre manifestamente la necessaria tu-

tela (sentenza del TF 6B_544/2018 del 4 settembre 2018 consid. 3.1). 

4.4 Ai sensi dell’art. 29 cpv. 2 Cost., le parti hanno diritto d’essere sentite. 

Secondo giurisprudenza, dal diritto di essere sentito sancito dall’art. 29 cpv. 

2 Cost., deve in particolare essere dedotto il diritto per l’interessato di espri-

mersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, 

quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, 

quello di poter prendere visione dell’incarto, quello di partecipare all’assun-

zione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo 

(DTF 143 V 71 consid. 4.1 con rinvii). 

4.5 Una violazione non particolarmente grave del diritto di essere sentito 

può essere eccezionalmente sanata, quando la persona interessata ha la 

possibilità di esprimersi dinanzi a un’autorità di ricorso, che valuta libera-

mente la censura presentata dal ricorrente, ossia nel caso specifico un tri-

bunale, che può esaminare liberamente sia l’accertamento dei fatti sia 

C-5144/2021 

Pagina 12 

l’applicazione del diritto (DTF 127 V 431 consid. 3d/aa). Si può prescindere 

da un rinvio della causa all’autorità precedente persino in caso di grave 

violazione del diritto di essere sentito: una tale eventualità si realizza se la 

cassazione della decisione viziata comporterebbe un inutile formalismo e 

in definitiva una tale soluzione condurrebbe a ritardi superflui, i quali non 

sarebbero compatibili con l’(equivalente) interesse della parte onerata di 

essere sentita nell’ambito di una celere trattazione della procedura di me-

rito (DTF 142 II 218 consid. 2.8.1; 133 I 201 consid. 2.2). 

4.6 Con messaggi di posta elettronica del 30 luglio e 10 agosto 2021 (doc. 

SUVA 202 e SUVA 204), l’insorgente ha segnalato alla SUVA di aver im-

plementato un’agenzia a C._______, indicando che quest’ultima sarebbe 

stata dedicata al prestito di personale in ambito logistico, e chiesto che alla 

stessa fosse applicato il tasso di premio per il settore della logistica. La 

SUVA – pur avendo precisato, nel messaggio di posta elettronica del 5 

agosto 2021 (doc. SUVA 202), che per poter beneficiare del tasso di premio 

per il prestito di personale monosettoriale “dev’essere creata una nuova 

ditta che si occuperà solo di quel tipo di prestito” – ha dapprima indicato, 

con messaggio di posta elettronica del 10 agosto 2021 (doc. SUVA 204), 

che avrebbe provveduto alla creazione di “una parte di impresa separata 

per il prestito di personale nella logistica a partire dal 1.8.21”. A dire della 

ricorrente, la SUVA avrebbe poi dichiarato, con messaggio di posta elettro-

nica del 13 agosto 2021 (documento non reperibile agli atti di causa, ma il 

cui contenuto è stato riportato negli scritti dell’insorgente del 13 settembre 

e 22 ottobre 2021 [doc. SUVA 209 e SUVA 219]), che “non appena possibile 

provvederemo a notificarle una decisione formale per l’affiliazione della 

parte d’impresa relativa al prestito di personale nella logistica della sede di 

C._______”. Sennonché, da una nota telefonica del 24 agosto 2021 (doc. 

SUVA 207) risulta però poi che un collaboratore della SUVA ha spiegato al 

direttore della società che “invieremo la decisione con i tassi di premio 2022 

per le due parti d’impresa esistenti, alla quale potrà fare opposizione chie-

dendo il tasso di premio monosettoriale nella logistica”. Inoltre, secondo 

una nota telefonica del 25 ottobre 2021 (doc. SUVA 220), un collaboratore 

della SUVA ha informato il rappresentante legale della società che “quanto 

da me comunicato per e-mail il 13.8.21 (e citato sul suo ultimo scritto del 

22 u.s.) non è poi stato effettivamente realizzato poiché non ritenuto cor-

retto/opportuno dal punto di vista giuridico dalla Direzione generale”. 

4.7 Ciò premesso, il fatto che la SUVA abbia trasmesso all’insorgente di-

verse e-mail contraddittorie in merito alla notifica di una decisione concer-

nente la classificazione della (sola) agenzia di C._______ nella tariffa dei 

premi non appare costituire un vizio un particolarmente grave e manifesto 

C-5144/2021 

Pagina 13 

al punto tale da comportare la nullità della decisione su opposizione impu-

gnata. Per il resto, ossia per quanto attiene all’annullabilità della decisione 

su opposizione impugnata, la ricorrente, rappresentata da mandatario pro-

fessionale, è stata comunque informata il 24 agosto 2021 nonché il 25 ot-

tobre 2021 del fatto che una siffatta decisione separata non sarebbe stata 

presa anche perché giudicata non corretta/opportuna dalla Direzione ge-

nerale della SUVA. L’insorgente ha ad ogni buon conto avuto la possibilità 

di pronunciarsi sul caso in esame, in sede di ricorso e dinanzi ad un’autorità 

giudicante, quale il Tribunale amministrativo federale, con la conseguenza 

che un’(eventuale) violazione del diritto di essere sentito deve considerarsi 

siccome sanata in questa sede. Peraltro, la motivazione del ricorso ben 

dimostra che la ricorrente ha ampiamente compreso, altresì non condivi-

dendolo, il motivo che ha indotto la SUVA a rendere la decisione su oppo-

sizione impugnata. In siffatte condizioni, un annullamento della decisione 

impugnata e un rinvio degli atti di causa all’amministrazione per violazione 

del diritto di essere sentito costituirebbe in ogni caso una vana formalità. 

Per conseguenza, quand’anche per denegata ipotesi si volesse ritenere 

esservi stata in questo senso una violazione del diritto di essere sentita, la 

stessa non potrebbe comportare né l’annullamento né tanto meno la nullità 

della decisione su opposizione del 25 ottobre 2021. 

5.  

5.1 L’insorgente si duole poi di un’insufficiente motivazione della decisione 

di classificazione della SUVA del 27 agosto 2021 (v. la replica [doc. TAF 9 

pag. 3 ad pto II.1]). 

5.2 Il diritto di ottenere una decisione motivata (art. 35 PA), che deriva dal 

diritto di essere sentito, impone all'autorità di pronunciarsi nei considerandi 

sulle allegazioni delle parti, riferendosi agli argomenti da esse addotti. Una 

motivazione può comunque essere ritenuta sufficiente quando l'autorità 

menziona, almeno brevemente, i motivi su cui fonda il suo ragionamento e 

pone quindi l'interessato nella condizione di rendersi conto della portata del 

giudizio e delle possibilità di successo di un’eventuale impugnazione. L'au-

torità non deve tuttavia esporre e discutere tutti i fatti, i mezzi di prova e le 

censure che le sono state sottoposte, ma può occuparsi delle sole circo-

stanze rilevanti per il giudizio, atte a influire sulla decisione di merito (DTF 

134 I 83 consid. 4.1; 129 I 232 consid. 3.2; 126 V 75 consid. 5b/dd; 126 I 

97 consid. 2b; 124 V 180 consid. 1a; 121 I 54 consid. 2c). 

5.3 Secondo giurisprudenza, l’art. 92 LAINF e l’art. 113 dell’ordinanza del 

20 dicembre 1982 sull’assicurazione contro gli infortuni (OAINF, RS 

C-5144/2021 

Pagina 14 

832.202) conferiscono all’assicuratore un ampio margine di apprezza-

mento per quanto riguarda la determinazione dei premi a favore dell’assi-

curazione contro gli infortuni. Spetta peraltro all’ente assicurativo fornire i 

chiarimenti pertinenti e illustrare le modalità di fissazione del premio, so-

prattutto quando il premio viene calcolato in base a dati propri all’azienda. 

Per poter essere considerata sufficientemente motivata, una decisione re-

lativa ai premi assicurativi di un’azienda, deve enunciare non solo i principi 

legali applicabili, ma anche i fattori principali che hanno condotto alla mo-

difica del premio. Questa condizione può ritenersi siccome adempiuta se 

le ragioni giustificanti un incremento del premio risultano almeno dai docu-

menti annessi alla decisione, dai quali emergano le esperienze acquisite in 

materia di rischi correlati all’azienda nonché la dimostrazione del loro ca-

rattere probante (sentenza del TAF C-6238/2015 del 6 marzo 2018 consid. 

8.2.2 e 8.2.3 e relativi riferimenti). 

5.4 In sede di replica, l’insorgente rimprovera alla SUVA di non aver suffi-

cientemente motivato la decisione del 27 agosto 2021 in merito alla classi-

ficazione dell’agenzia di C._______ – dedicata al prestito di personale in 

ambito logistico – nella tariffa dei premi. A suo dire, nella menzionata deci-

sione di classificazione per l’anno 2022, “la SUVA non spende una parola 

circa la domanda di determinare i premi separati per il settore della logi-

stica” (v. la replica [doc. TAF 9 pag. 3 ad pto II.1]). 

5.5 La decisione di classificazione del 27 agosto 2021 (doc. SUVA 208) 

espone le norme legali applicabili e fornisce spiegazioni riguardo, fra le al-

tre, alle caratteristiche d’esercizio, alla suddivisione dell’impresa in due 

parti (parte d’impresa A afferente al prestito di personale d’esercizio e parte 

d’impresa B afferente al prestito di personale d’ufficio e al proprio personale 

d’ufficio), all’attribuzione ad una comunità di rischio (classe, sottoclasse, 

grado di rischio), alla massa salariale, al modello di premio, all’andamento 

infortunistico, al tasso di premio per gli infortuni professionali e per gli in-

fortuni non professionali ed al calcolo del premio. Ciò premesso, la censura 

sollevata deve ritenersi siccome manifestamente infondata dal momento 

che alla ricorrente, rappresentata da mandatario professionale, non poteva 

seriamente sfuggire, perlomeno nell’ambito di un’attenta lettura della deci-

sione di classificazione del 27 agosto 2021, che la SUVA aveva classificato 

l’agenzia di C._______ come appartenente alla società medesima, attri-

buendo il personale prestato in ambito logistico alla parte d’impresa A (v. in 

questo senso, sia rilevato per sovrabbondanza, anche il messaggio di po-

sta elettronica della SUVA del 28 gennaio 2022 [messaggio di posta elet-

tronica inviato alla ricorrente prima della redazione della replica del 23 

C-5144/2021 

Pagina 15 

marzo 2022], in cui è indicato “ho registrato (…) le nuove masse salariali; 

la parte della logistica è stata inserita nella parte A” [doc. SUVA 240]). 

6.  

6.1 La ricorrente ha altresì formulato, in sede di replica, una richiesta d’edi-

zione da parte della SUVA di “tutti i dossier relativi ad aziende che benefi-

ciano di due o più tassi di premio a dipendenza dei vari settori d’impiego” 

(v. la replica [doc. TAF 9 pag. 3 ad pto II.2]). 

6.2  

6.2.1 Giusta l’art. 26 cpv. 1 PA, nella sua causa, la parte o il suo rappre-

sentante ha il diritto di esaminare i seguenti atti: a) le memorie delle parti e 

le osservazioni delle autorità; b) tutti gli atti adoperati come mezzi di prova; 

e c) le copie delle decisioni notificate. Inoltre, all’art. 27 PA sono indicati i 

motivi per cui l’autorità può negare l’esame degli atti e all’art. 28 PA è re-

golata l’opponibilità degli atti soggetti a segreto. 

6.2.2 In sostanza, il diritto di consultare gli atti si estende ai documenti de-

cisivi posti a fondamento della decisione (DTF 132 V 387 consid. 3.2), ov-

vero agli atti che l’autorità ha adoperato/preso in considerazione per moti-

vare la propria decisione (sentenza del TAF C-2000/2022 del 10 febbraio 

2023 consid. 5.3.3 e relativi riferimenti). Tale diritto è di principio soddisfatto 

quando l’interessato ha potuto prendere conoscenza dell’integralità degli 

atti dell’autorità inferiore nella misura in cui contengano tutti gli atti da essa 

adoperati o comunque presi in considerazione per motivare la propria de-

cisione. Il diritto di consultare gli atti si riferisce altresì di principio unica-

mente alla relativa procedura pendente e non concede per esempio un ac-

cesso agli atti di altre autorità. Il diritto a consultare gli atti può in ogni caso 

essere rifiutato interamente o in parte quando un interesse pubblico o degli 

interessi preponderanti di terzi vi si oppongano; questi possono consistere 

in interessi privati preponderanti al mantenimento del segreto o in altri in-

teressi, anche pubblici, segnatamente ricavati dalla legge sulla protezione 

dei dati (sentenza del TF 5A_1000/2017 del 15 giugno 2018 consid. 4.2). 

Per quanto attiene ai dati di terzi che siano delle persone giuridiche, la ga-

ranzia dell’art. 13 Cost. si traduce di principio in un diritto alla protezione 

della propria ditta, delle proprie comunicazioni e dei propri dati nonché della 

propria reputazione; quest’ultima comprende la tutela degli interessi com-

merciali della società (sentenza del TF 2D_8/2021 del 7 luglio 2022 consid. 

5.2 con rinvii). 

C-5144/2021 

Pagina 16 

6.3 Ora, la ricorrente, rappresentata da mandatario professionale, ha otte-

nuto da questo Tribunale in sede ricorsuale di potere prendere visione 

dell’incarto di causa dell’autorità inferiore – trasmesso dal Tribunale con 

provvedimento del 27 giugno 2022 (doc. TAF 12) e ritornato dall’insorgente 

il 25 agosto 2022 (doc. TAF 14) – incarto che consente senza ombra di 

dubbio di comprendere sufficientemente le ragioni che hanno spinto l’auto-

rità inferiore a rendere la decisione litigiosa. Ciò premesso, e a prescindere 

che la ricorrente ha motivato la domanda di edizione di documenti, alle-

gando genericamente che “è del resto noto che in B._______ A._______ 

non sarebbe affatto l’unica azienda a poter beneficiare di due o più tariffa-

zioni SUVA a dipendenza dei vari settori d’impiego” (replica pag. 3 ad pto 

II.2), la richiesta di consultazione degli atti di causa degli incarti della SUVA 

relativi ad (altre) aziende deve essere respinta stante che dette aziende 

non sono parte alla procedura in esame e che, in tale ambito, vanno altresì 

rispettati i loro diritti, segnatamente la protezione dei loro dati. L’insorgente 

non ha altresì motivato in modo sufficiente per quale ragione vi sarebbe 

una disparità di trattamento e con chi riguardo alla tematica oggetto del 

presente litigio. La sua domanda di consultazione degli atti di imprecisate 

imprese terze – che in concreto sconfina in una generica ed illegittima 

“fishing expedition” – non può pertanto essere accolta. 

7.  

7.1 In virtù dell’art. 66 cpv. 1 lett. o LAINF e dell’art. 85 OAINF, le aziende 

di lavoro temporaneo e le aziende di fornitura di personale a prestito hanno 

l’obbligo di assicurare i loro lavoratori (impiegati propri e lavoratori forniti a 

prestito) contro gli infortuni presso la SUVA (DTF 137 V 114 consid. 4.3.5; 

sentenza del TAF C-3140/2013 consid. 6.5). 

7.2 Giusta l’art. 92 cpv. 1 LAINF, i premi sono fissati dagli assicuratori in 

per mille del guadagno assicurato; essi consistono di un premio netto cor-

rispondente al rischio e di supplementi per le spese amministrative, per i 

costi di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, per le in-

dennità di rincaro non finanziate con eccedenze di interessi e per l’even-

tuale finanziamento di un fondo di compensazione in caso di eventi di 

grandi proporzioni. 

7.3 Per il calcolo dei premi dell’assicurazione contro gli infortuni professio-

nali, le aziende sono ripartite in classi di tariffe dei premi e nei relativi gradi 

secondo il genere e le condizioni loro propri; è tenuto segnatamente conto 

del pericolo d’infortuni e dello stato delle misure preventive. Singoli gruppi 

di lavoratori di una stessa azienda possono essere attribuiti a classi e gradi 

C-5144/2021 

Pagina 17 

differenti (art. 92 cpv. 2 LAINF). Per il calcolo dei premi dell’assicurazione 

contro gli infortuni non professionali, gli assicurati possono essere ripartiti 

in classi tariffarie. I premi non possono tuttavia essere graduati secondo il 

sesso delle persone assicurate (art. 92 cpv. 6 LAINF). 

7.4 In caso di cambiamenti del genere di azienda e di modifiche della 

stessa oppure in base alle esperienze acquisite in materia di rischi, l’assi-

curatore può modificare l’attribuzione alle classi e ai gradi del tariffario dei 

premi (art. 92 cpv. 4 e 5 LAINF). L’assicuratore deve tener conto del genere 

delle aziende, delle condizioni loro proprie, segnatamente del pericolo d’in-

fortunio e dello stato delle misure preventive. A tal proposito, l’art. 113 cpv. 

1 OAINF (RS 832.202) precisa che le aziende o parti d’aziende devono 

essere ripartite nelle classi di tariffe dei premi in modo che i premi netti 

bastino, con ogni probabilità, a coprire i costi degli infortuni professionali e 

delle malattie professionali di una comunità di rischio (sentenza del TAF 

C- 5649/2011 del 10 aprile 2013 consid. 6.1). 

7.5 Se le attività svolte dai dipendenti di un’impresa sono attribuibili a di-

verse comunità di rischio, è possibile definire diverse parti d’impresa ai fini 

del calcolo dei premi. Non vengono create parti d’impresa separate per le 

attività che si considerano tipiche di un determinato genere d’impresa e il 

cui rischio è contemplato nel tasso base della comunità di rischio. Una per-

sona assicurata, ovvero la sua somma salariale, deve essere interamente 

attribuita alla parte d’impresa nella quale rientrano le attività per le quali è 

principalmente impiegata (art. 9 cpv. 1 a 3 Tariffa dei premi). 

7.6 Secondo le regole di classificazione per la determinazione dei premi 

nell’assicurazione contro gli infortuni obbligatoria (Tariffa dei premi), la 

SUVA mette a disposizione modelli di premi adeguati ai diversi segmenti di 

clienti (art. 19 Tariffa dei premi). A seconda delle dimensioni dell’impresa, 

la SUVA ha previsto una classificazione secondo il modello base, secondo 

il sistema bonus-malus o secondo il sistema della tariffazione empirica 

(art. 21-23 Tariffa dei premi). Un’impresa viene classificata secondo il tasso 

base segnatamente se versa un premio base inferiore a fr. 20'000.- l’anno 

per l’assicurazione infortuni professionali e inferiore a fr. 400'000.- l’anno 

per l’assicurazione infortuni non professionali (art. 21 Tariffa dei premi). Il 

tasso di premio netto viene calcolato in base al sistema bonus-malus – che 

prevede un adeguamento del tasso base netto per ogni comunità di rischio 

in base al tasso di rischio dell’impresa interessata – se negli ultimi tre anni 

del periodo di osservazione l’impresa ha dichiarato annualmente una 

somma salariale soggetta a premio e se il premio base nell’assicurazione 

infortuni professionali e nell’assicurazioni infortuni non professionali è di 

C-5144/2021 

Pagina 18 

almeno fr. 20'000.- rispettivamente fr. 400'000.- (art. 22 Tariffa dei premi). 

A partire da un premio base di fr. 2'400'000.- l’anno trova applicazione il 

sistema della tariffazione empirica sia nell’assicurazione infortuni profes-

sionali che nell’assicurazione infortuni non professionali. Ciò presuppone 

che negli ultimi tre anni l’impresa abbia dichiarato annualmente una somma 

salariale soggetto a premio (art. 23 Tariffa dei premi; v., sulla questione, la 

sentenza del TAF C-3140/2013 consid. 4.5). 

8.  

Appare opportuno menzionare i principi giuridici più importanti che l’assi-

curatore infortuni deve rispettare nell’ambito della fissazione del premio (v., 

per un’illustrazione più dettagliata di questi principi, DTAF 2007/27 consid. 

5; sentenza del TAF C-3140/2013 consid. 5). 

8.1 Il premio deve rispettare il principio della conformità al rischio (art. 92 

cpv. 2 e 5 LAINF). Secondo questo principio, le imprese o le parti di esse 

devono essere classificate nelle classi e nei gradi del tariffario dei premi 

tenuto conto del genere e delle condizioni che sono loro propri, in partico-

lare del rischio di infortunio e dello stato delle misure preventive. La con-

formità al rischio implica che a rischi elevati corrisponderanno premi impor-

tanti e, viceversa, a rischi esegui premi più bassi. In base alle esperienze 

acquisite in materia di rischi, l’assicuratore può di propria iniziativa o su 

domanda dei titolari delle aziende, modificare l’attribuzione di determinate 

imprese alle classi e ai gradi del tariffario dei premi, con effetto dall’inizio 

del nuovo esercizio contabile (art. 92 cpv. 5 LAINF). 

8.2 I tariffari dei premi devono parimenti rispettare il principio della parità di 

trattamento (art. 8 Cost.). Secondo questo principio, una decisione o un’or-

dinanza violano il principio della parità di trattamento quando stabiliscono 

delle distinzioni giuridiche che non sono giustificate da alcun motivo ragio-

nevole in considerazione della situazione da regolamentare oppure omet-

tono di operare distinzioni che si impongono conto tenuto delle circostanze; 

in altri termini, allorquando ciò che è simile non è trattato in maniera iden-

tica e ciò che è diverso non è trattato in maniera differente (DTF 137 V 167 

consid. 3.5). Il Tribunale federale ha precisato che, per quanto concerne i 

tariffari dei premi dell’assicurazione contro gli infortuni, il principio della pa-

rità di trattamento coincide con l’esigenza della conformità al rischio (art. 

92 cpv. 2 LAINF). Se ne deduce che le imprese che presentano rischi iden-

tici devono essere classificate in maniera analoga (e viceversa). 

8.3 Va pure menzionato il principio della solidarietà, in virtù del quale il ri-

schio di infortunio deve essere sopportato da un gran numero di imprese 

C-5144/2021 

Pagina 19 

(DTF 112 V 316 consid. 5c) e il principio dell’assicurazione, che presup-

pone che i rischi siano ripartiti fra una molteplicità di assicurati. 

8.4 Il principio della mutualità (art. 61 cpv. 2 LAINF; DTF 126 V 26 consid. 

3c in fine) esige che ai membri dell’assicurazione vengano garantiti i me-

desimi vantaggi, senz’alcuna distinzione se non quelle risultanti dai contri-

buti versati e con l’esclusione di ogni idea di beneficio. In altre parole, il 

principio della mutualità postula l’equilibrio fra contributi e prestazioni e, a 

condizioni identiche, la loro uguaglianza (DTF 122 V 291 consid. 3b); esso 

vieta inoltre che un assicurato possa beneficiare di vantaggi che l’istituto 

assicurativo non concede agli altri affiliati che si trovano in una situazione 

equiparabile (DTF 113 V 205 consid. 5b). Ciò significa che all’interno di una 

comunità di rischi i premi ed i costi degli infortuni devono essere equilibrati 

(DTF 112 V 316 consid. 3). 

9. Classificazione dell’impresa nella tariffa dei premi 

9.1 Questo Tribunale rileva che, secondo le regole di classificazione, le im-

prese o le parti d’impresa devono essere ripartite nelle classi e nei gradi 

del tariffario dei premi tenuto conto del genere e delle condizioni che sono 

loro propri (art. 92 cpv. 2 LAINF e art. 113 cpv. 1 OAINF). Il principio della 

mutualità ed il principio della conformità al rischio delineano un quadro ge-

nerale all’interno del quale sono possibili una moltitudine di soluzioni tarif-

farie differenti, ma non definiscono i criteri in base ai quali si formano le 

comunità di rischio. Quand’anche oltre alla soluzione della SUVA, altre di-

stinzioni sono possibili, ciò non permette ancora di distanziarsi dalla solu-

zione proposta dalla SUVA nella tariffa dei premi, ritenuto l’ampio potere 

d’apprezzamento di cui dispone in tale ambito l’autorità inferiore. Ideal-

mente, ogni impresa dovrebbe poter formare una propria comunità di ri-

schio, ma dato che raramente le statistiche di una singola impresa atte-

stano dei rischi significativi, diverse imprese sono attribuite alla medesima 

comunità di rischio. In realtà, non sussiste un’impresa completamente iden-

tica ad un’altra, motivo per cui l’attribuzione di un’impresa ad una comunità 

di rischio può comportare alcune apparenti disuguaglianze. Ciò appare ine-

vitabile (sentenza del TAF C-3432/2007 del 21 aprile 2009 consid. 5.1.2). 

9.2 Ai fini della determinazione dei premi, la SUVA ha redatto delle regole 

di classificazione che si applicano alle imprese i cui dipendenti sono obbli-

gatoriamente assicurati alla SUVA contro le conseguenze degli infortuni 

professionali e non professionali (art. 1 e 2 Tariffa dei premi). Tutte le im-

prese o parti d’impresa assicurate alla SUVA vengono attribuite a una co-

munità di rischio; l’attribuzione alla comunità di rischio avviene in base alle 

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Pagina 20 

caratteristiche d’esercizio delle attività soggette alla SUVA. Un’impresa 

viene attribuita alla comunità di rischio che, in rapporto alla somma sala-

riale complessiva, raggruppa in sé la porzione più elevata di caratteristiche 

d’esercizio. Per definire le caratteristiche d’esercizio viene stilata una de-

scrizione dell’impresa che la stessa deve sottoscrivere (art. 18 cpv. 1, 2 e 

3 Tariffa dei premi). Le comunità di rischio dell’assicurazione infortuni pro-

fessionali sono ripartite in classi, sottoclassi e parti di sottoclassi; le classi 

sono comunità di rischio che riuniscono diverse sottoclassi dello stesso 

ramo economico allo scopo di garantire il finanziamento a lungo termine, 

le sottoclassi sono comunità di rischio che riuniscono diverse parti di sot-

toclasse dello stesso settore per scopi statistici e le parti di sottoclasse 

sono comunità di rischio che riuniscono imprese e parti d’impresa tra loro 

affini e con un rischio infortunistico simile al fine della determinazione dei 

premi (art. 13 cpv. 1 a 4 Tariffa dei premi). Ad ogni parte di sottoclasse è 

attribuito un tasso base; ogni tasso base corrisponde ad un tasso netto 

nella tariffa base della SUVA (art. 13 cpv. 5 Tariffa dei premi). Se un’impresa 

o parte d’impresa evidenzia delle caratteristiche d’esercizio che non sono 

determinanti per l’attribuzione alla comunità di rischio, ma superano i valori 

soglia riportati all’allegato 5, il tasso base per la determinazione del premio 

è stabilito tenendo conto in misura proporzionale dei tassi base delle co-

munità di rischio corrispondenti a queste caratteristiche e del tasso base 

della comunità di rischio a cui è attribuita l’impresa (art. 24 cpv. 1 Tariffa dei 

premi). Si distingue fra imprese di prestito di personale che forniscono per-

sonale a diversi settori, per le quali si applica un tasso medio, ed imprese 

che forniscono personale ad un unico settore, per le quali, in assenza di 

una sottoclasse apposita, fa stato il tasso base del settore d’impiego mag-

giorato di 5 gradi (art. 24 cpv. 5 Tariffa dei premi). 

9.3 Si procede in un primo momento all’attribuzione ad una classe e suc-

cessivamente, all’interno di quest’ultima, all’attribuzione ad una sottoclasse 

ed infine all’attribuzione ad una parte di sottoclasse (art. 18 cpv. 2 Tariffa 

dei premi). A tal proposito, la SUVA ha allestito una struttura delle classi 

(Allegato 1 alla Tariffa dei premi). Le aziende attive nel prestito di personale 

sono classificate nella classe 70C (prestito di personale). La classe 70C 

comprende tutte le imprese di prestito di personale. La caratteristica co-

mune è il prestito di personale. Il criterio di classificazione si basa su una 

motivazione fattuale. A seconda dell’attività svolta dai dipendenti, la classe 

70C è poi suddivisa in cinque sottoclassi, segnatamente prestito di perso-

nale edilizia e industria (sottoclasse AO), prestito di personale servizi senza 

attività di ufficio (sottoclasse AC), prestito di personale sport professioni-

stico (sottoclasse AL), prestito di personale attività di ufficio e d’amministra-

zione propria (sottoclasse BO) e prestito di personale informatica e relativa 

C-5144/2021 

Pagina 21 

amministrazione (sottoclasse BI). All’interno delle sottoclassi della classe 

70C, vi è poi un’ulteriore differenziazione fra le imprese in base al tasso di 

rischio, di modo che le imprese appartenenti alla stessa sottoclasse non 

pagano lo stesso tasso di premio (sentenza del TAF C-3140/2013 consid. 

8.3.2 con rinvio). 

9.4 In particolare, se negli ultimi tre anni del periodo di osservazione, l’im-

presa ha dichiarato annualmente una somma salariale soggetta a premio 

e il premio base nell’assicurazione infortuni professionali e nell’assicura-

zione infortuni non professionali è di almeno fr. 20'000.- rispettivamente 

fr. 400'000.- (art. 22 Tariffa dei premi), il tasso di premio viene calcolato in 

base al sistema bonus-malus, che prevede un adeguamento del tasso 

base netto per ogni comunità di rischio in base al tasso di rischio dell’im-

presa interessata. Il premio è fissato in base alla comunità di rischio cui 

appartiene una determinata azienda. Tuttavia, se un’impresa presenta co-

sti d’infortunio più bassi rispetto alla media del proprio settore, viene pre-

miata con uno sconto sul premio (bonus). Questo Tribunale ha già esami-

nato la legittimità di un simile sistema tariffario ed ha considerato che, ben-

ché imprese appartenenti alla medesima comunità di rischio paghino premi 

differenti, ciò è compatibile con le esigenze legali e costituzionali, nella mi-

sura in cui questa differenza trova la sua corrispondenza nel principio della 

conformità al rischio (sentenza del TAF C-873/2011 del 5 dicembre 2011 

consid. 5.1). Per le aziende di dimensioni tali da garantire una sufficiente 

rilevanza statistica, si applica il modello della tariffazione empirica (art. 19 

seconda frase Tariffa dei premi). La rilevanza statistica dei fattori di rischio 

individuali varia a dipendenza della grandezza dell’azienda. Nella tariffa-

zione empirica si tiene conto delle esperienze relative al rischio della co-

munità di rischio e della singola azienda (sentenza del TAF C-1206/2009 

del 6 luglio 2011 consid. 5.1 e 5.3). A partire da un premio base di 

fr. 2'400'000.- l’anno, premesso che negli ultimi tre anni l’impresa abbia di-

chiarato annualmente una somma salariale soggetta a premio, il tasso di 

premio viene calcolato in base al sistema della tariffazione empirica sia 

nell’assicurazione infortuni professionali che nell’assicurazione infortuni 

non professionali (art. 23 Tariffa dei premi). 

9.5 La ricorrente è un’impresa di prestito di personale (v. l’estratto online 

del registro di commercio del Cantone B._______) – assicurata a titolo ob-

bligatorio, ai sensi dell’art. 66 cpv. 1 lett. o LAINF in relazione con l’art. 85 

LAINF, presso la SUVA contro i rischi degli infortuni professionali e delle 

malattie professionali – suddivida in due parti d’impresa, e meglio una parte 

A afferente al prestito di personale d’esercizio ed una parte B afferente al 

prestito di personale d’ufficio (doc. SUVA 6). Secondo la descrizione 

C-5144/2021 

Pagina 22 

dell’impresa del luglio 2018, nella parte d’impresa A la quota destinata al 

prestito di personale nell’edilizia è del 75%, la quota destinata al prestito di 

personale nell’industria è del 15% e la quota destinata al prestito di perso-

nale nei servizi (settore che comprende, fra gli altri, attività come trasporti 

e magazzini; doc. SUVA 129) è del 10%, mentre nella parte d’impresa B la 

quota destinata al prestito di personale d’ufficio e al personale amministra-

tivo proprio dell’impresa è del 100% (doc. SUVA 129 e doc. SUVA 130). 

L’insorgente, quale impresa di prestito di personale, è stata correttamente 

attribuita alla classe 70C della Tariffa dei premi. Questa classe comprende 

le imprese attive nel settore del prestito di personale. La classe 70C, cui è 

attribuita l’insorgente, è suddivisa in cinque sottoclassi. Conto tenuto del 

sistema creato dalla SUVA, la ricorrente è stata correttamente attribuita alla 

sottoclasse AO per la parte d’impresa A (prestito di personale nell’edilizia e 

nell’industria [quota di attività preponderante]) ed alla sottoclasse BO per 

la parte d’impresa B (prestito di personale d’ufficio). 

9.6 Per il resto, la ricorrente non avendo contestato i dati del calcolo dei 

premi per l’anno 2022 come effettuato dalla SUVA (v. la decisione del 27 

agosto 2021 ed il foglio di base AIP 2022 nonché il foglio di base AINP 2022 

[segnatamente, i dati concernenti le rubriche “andamento masse salariali, 

premi e infortuni, oneri SBM e tasso di fabbisogno SBM, valutazione TE, 

tassi di premio, spiegazioni riguardanti il foglio di base, tassi di rischio e 

masse salariali 2006 fino al 2020”; doc. SUVA 208]), e non apparendo 

dall’esame degli atti di causa motivi che impongono un intervento d’ufficio 

da parte di questo tribunale, sulla questione della determinazione dei tassi 

di premio può essere rinviato a quanto ritenuto dall’autorità inferiore. 

10. Creazione di una parte d’impresa per il prestito di personale nel 

settore della logistica 

10.1 La SUVA rileva che l’insorgente, quale società che presta personale 

nei settori dell’edilizia, dell’industria, della logistica e dell’amministrazione, 

è attribuita alla classe 70C. Quanto alla struttura della classe 70C, la SUVA 

precisa che oggetto dell’assicurazione è l’impresa e che il rischio assicu-

rato è il rischio dell’azienda. Le imprese di prestito di personale hanno di-

versi settori d’impiego. Il rischio d’infortunio di un dipendente prestato è 

differente rispetto al rischio d’infortunio di un dipendente fisso. Il dipendente 

prestato è impiegato in nuovi posti di lavoro, è confrontato ad un ambiente 

di lavoro ed a procedimenti sconosciuti e deve fornire sin dall’inizio un ren-

dimento completo. Per questi motivi, il prestito di personale d’esercizio è 

riunito in una classe distinta. I tassi base della classe 70C corrispondono 

al rischio medio dell’attività di prestito di personale e coprono l’intero 

C-5144/2021 

Pagina 23 

ventaglio delle aziende, di modo che il principio della parità di trattamento 

è rispettato. All’interno delle sottoclassi della classe 70C, vi è un’ulteriore 

differenziazione fra le imprese in base al modello di premio. La SUVA se-

gnala poi che la ricorrente è suddivisa in due parti d’impresa, segnata-

mente una parte per il prestito di personale nell’edilizia e nell’industria ed 

una parte per il prestito di personale d’ufficio e il proprio personale d’ufficio. 

Il prestito di personale nel settore della logistica costituisce, secondo la de-

scrizione dell’impresa, solo il 10% della somma salariale, percentuale che 

non supera il valore soglia riportato all’Allegato 5 alla Tariffa dei premi. Se-

condo la SUVA, non è possibile riconoscere all’impresa delle caratteristiche 

di esercizio particolari e costituire una parte d’impresa per il prestito di per-

sonale nel settore della logistica (art. 9 cpv. 1 e 2 e art. 24 cpv. 1 Tariffa dei 

premi; v. la risposta al ricorso [doc. TAF 6] e la duplica [doc. TAF 11]). 

10.2 La ricorrente segnala che, oltre alla sede di D._______, dedicata al 

prestito di personale in ambito edilizio, possiede una sede a C._______, 

che si occupa del prestito di personale in ambito logistico, settori che pos-

siedono caratteristiche proprie e presentano gradi di rischio differenti. Se-

condo l’insorgente, si giustifica una classificazione separata nella tariffa dei 

premi per le due sedi. A tal proposito, precisa che il prestito di personale 

nel settore dell’edilizia differisce dal prestito di personale nel settore della 

logistica per quanto riguarda il personale impiegato, la tipologia di lavoro, i 

tempi di lavoro. Se le attività svolte dai dipendenti di un’impresa sono attri-

buibili a diverse comunità di rischio – come nel suo caso, in cui il personale 

impiegato in ambito edilizio è soggetto ad un rischio maggiore rispetto a 

quello impiegato in ambito logistico – è possibile definire diverse parti d’im-

presa. La ricorrente rileva poi che la prassi di applicare ai dipendenti pre-

stati ad una ditta un tasso di premio superiore a quello applicato ai dipen-

denti fissi di questa ditta viola il principio della parità di trattamento poiché 

non tiene conto delle necessarie distinzioni fra le aziende che prestano 

collaboratori. Il rischio d’infortunio di un dipendente prestato non dovrebbe 

differenziarsi dal rischio d’infortunio di un dipendente fisso (v. il ricorso [doc. 

TAF 1 ad pto 2, 3 e 5.1] e la replica [doc. TAF 9 ad pto II.2 e II.3]). 

10.3  

10.3.1 Quanto alla creazione di una parte d’impresa per il prestito di per-

sonale nel settore della logistica, come postulato dalla ricorrente con mes-

saggio di posta elettronica del 28 gennaio 2022 (doc. SUVA 240), questo 

Tribunale rileva quanto segue. Se i cambiamenti del genere di azienda e le 

modifiche della stessa sono importanti, l’assicuratore può modificare l’attri-

buzione alle classi e ai gradi del tariffario dei premi, se del caso con effetto 

C-5144/2021 

Pagina 24 

retroattivo (art. 92 cpv. 4 LAINF). La legge conferisce alla SUVA la possibi-

lità di attribuire singoli gruppi di lavoratori di una stessa impresa a classi 

differenti (art. 92 cpv. 2 in fine LAINF). Si tratta di una facoltà e non di un 

obbligo. A tal proposito, è necessario seguire i principi che la SUVA ha svi-

luppato in materia. Di principio, l’attribuzione di un’unità di rischio ad una 

classe è effettuata secondo le caratteristiche dell’attività svolta. Per la de-

terminazione dei premi, l’unità di rischio è costituita da tutti gli assicurati di 

un’impresa assoggettata alla SUVA. L’unità di rischio include tutte le attività 

economiche che sono correlate ad essa. Nella maggior parte dei casi, le 

imprese possono essere attribuite ad una classe, l’unità di rischio compren-

dendo tutte le attività economiche svolte. Se un’impresa presenta delle ca-

ratteristiche afferenti a diverse classi, la stessa è attribuita alla classe che 

corrisponde alle caratteristiche preponderanti. La legge conferisce certo 

alla SUVA la facoltà di attribuire singoli gruppi di lavoratori di una stessa 

impresa a classi differenti. Tuttavia, la creazione di parti d’impresa non do-

vrebbe comportare la separazione di attività che dal punto di vista econo-

mico, tecnico ed organizzativo costituiscono un tutt’uno e corrispondono 

ad un tipo specifico di impresa. Si dovrebbe procedere alla creazione di 

parti d’impresa quando il datore di lavoro gestisce più imprese che non 

hanno alcun legame fra loro. In tal caso, ogni parte d’impresa forma un 

tutto dal punto di vista economico, tecnico ed organizzativo. Le diverse 

parti d’impresa devono inoltre differenziarsi quanto al tipo di rischio. Ogni 

parte d’impresa ha il proprio personale fisso ed i locali delle parti d’impresa 

devono essere separati (sentenza del TAF C-3432/2007 consid. 5.3 e 5.4). 

10.3.2 Secondo la descrizione dell’impresa del luglio 2018 (doc. SUVA 

129), nella parte d’impresa A (prestito di personale d’esercizio) la quota 

destinata al prestito di personale nell’edilizia è del 75%, la quota destinata 

al prestito di personale nell’industria è del 15% e la quota destinata al pre-

stito di personale nei servizi (settore che comprende, fra gli altri, attività 

come trasporti e magazzini) è del 10%. Il prestito di personale per attività 

nell’edilizia costituisce l’attività principale della ricorrente e rientra nelle at-

tività abituali svolte nel settore del prestito di personale d’esercizio. Il pre-

stito di personale per attività nella logistica costituisce il 10% della somma 

salariale, percentuale che non supera il valore soglia, riportato all’Allegato 

5 alla Tariffa dei premi, e non permette di riconoscere all’impresa delle ca-

ratteristiche di esercizio particolari. Secondo le regole di classificazione, 

un’impresa o una parte d’impresa viene attribuita alla comunità di rischio 

che, in rapporto alla somma salariale complessiva, raggruppa in sé la por-

zione più elevata di caratteristiche d’esercizio (art. 18 cpv. 1 e 2 Tariffa dei 

premi). Non è possibile costituire una parte d’impresa per le attività che si 

considerano tipiche di un determinato genere d’impresa e il cui rischio è 

C-5144/2021 

Pagina 25 

contemplato nel tasso base della comunità di rischio (art. 9 cpv. 2 Tariffa 

dei premi). Nella tariffa dei premi della SUVA, le imprese che prestano per-

sonale sono attribuite alla classe 70C e, all’interno di questa, il prestito di 

personale d’esercizio è attribuito alla sottoclasse AO. Nel tasso base di 

questa sottoclasse sono compresi tutti i rischi del personale d’esercizio 

prestato. I dipendenti prestati per attività nella logistica devono essere at-

tribuiti alla parte d’impresa A dell’insorgente. I requisiti per poter creare una 

parte d’impresa per il personale prestato in ambito logistico non sono ma-

nifestamente adempiuti. 

11. Costituzione di una parte d’impresa per la sede di C._______ 

11.1 La SUVA rileva che i requisiti per la costituzione di una parte d’impresa 

autonoma per la sede di C._______ non sono adempiuti, questa sede es-

sendo di recente costituzione e non avendo dichiarato, negli ultimi tre anni, 

una somma salariale soggetta a premio (art. 9 cpv. 1bis, art. 22 cpv. 1 e art. 

23 cpv. 1 Tariffa dei premi). Ciò premesso, la SUVA sottolinea poi che, a 

prescindere dalla possibilità di costituire una parte d’impresa autonoma per 

questa sede, l’insorgente non è un’impresa di prestito monosettoriale, mo-

tivo per cui non è possibile applicare alla sede di C._______ il tasso di 

premio per il prestito di personale nel settore della logistica (art. 24 cpv. 5 

Tariffa dei premi). Ai fini della tariffazione, la sede di C._______ è classifi-

cata come appartenente alla società medesima (v. la decisione su opposi-

zione del 25 ottobre 2021 [doc. SUVA 218] e la risposta al ricorso [doc. TAF 

6]). 

11.2 La ricorrente fa valere che la sede di C._______ presta personale solo 

in ambito logistico, ha contabilità e centri di costo indipendenti, struttura 

informatica e dichiarazioni salariali per il solo settore logistico. A suo parere, 

essa adempie i requisiti per essere considerata una parte d’impresa auto-

noma a cui applicare il tasso di premio per il settore della logistica (v. il 

ricorso [doc. TAF 1 ad pto 6] e la replica [doc. TAF 9 ad pto 2 e 3]). 

11.3  

11.3.1 In materia di determinazione dei premi ai sensi dell’art. 92 LAINF, 

l’unità di base è l’azienda (sentenza del TAF C-5649/2011 del 10 aprile 

2013 consid. 5.2). La nozione di azienda non è definita precisamente nella 

legge e neppure nell’ordinanza. Il Tribunale federale ha precisato che il ter-

mine azienda, ai sensi dell’assicurazione contro gli infortuni, designa una 

persona giuridica, una società di persone o una ditta individuale con qualità 

C-5144/2021 

Pagina 26 

di datore di lavoro (DTF 113 V 346 consid. 3a; sentenza del TAF 

C- 3606/2014 del 7 marzo 2018 consid. 5.1). 

11.3.2 L’azienda unitaria è l’azienda che si dedica principalmente alle atti-

vità di un unico settore, presenta un carattere omogeneo o predominante 

e svolge delle attività che rientrano nel settore di attività abituale di 

un’azienda di questo tipo; la divisione dell’azienda, dal profilo organizzativo 

non è determinante se l’attività di ciascuna parte è dedicata al medesimo 

scopo e se rientra nel settore di attività abituale dell’azienda; anche la dif-

ferenziazione dei prodotti o dei servizi nel settore di attività originario non 

è determinante (DTF 137 V 114 consid. 3.1). 

11.3.3 L’azienda composita è l’azienda che non si dedica alle attività di un 

solo settore. Questo è il caso, da un lato, dell’azienda mista, la cui attività 

comprende due o più entità chiaramente distinte senza alcun legame tec-

nico tra loro ed indipendenti le une dalle altre quanto ai locali e al personale 

(art. 66 cpv. 2 lett. c LAINF e art. 88 cpv. 2 OAINF), e, dall’altro, dell’azienda 

principale, che, oltre all’attività dell’azienda, ha al proprio fianco delle 

aziende ausiliarie (al proprio servizio) o delle aziende accessorie (al proprio 

servizio e che offrono servizi a terzi), che non rientrano nel settore di attività 

dell’azienda principale (DTF 113 V 346 consid. 3c). 

11.4  

11.4.1 Secondo le regole di classificazione, un’impresa è una persona giu-

ridica, una società di persone, una ditta individuale o un’amministrazione 

pubblica che ha qualità di datore di lavoro (art. 8 cpv. 1 Tariffa dei premi). 

11.4.2 Se un’impresa dispone di sedi, prive di personalità giuridica auto-

noma, che svolgono delle attività attribuibili a diverse comunità di rischio, 

gestiscono le notifiche dei salari e degli infortuni separatamente e soddi-

sfano i requisiti del sistema bonus-malus (art. 22 cpv. 1 Tariffa dei premi) o 

della tariffazione empirica (art. 23 cpv. 1 Tariffa dei premi) è possibile costi-

tuire parti d’impresa per le singole sedi (art. 9 cpv. 1bis Tariffa dei premi). 

11.5  

11.5.1 La ricorrente, quale società anonima iscritta al registro di commercio 

del Cantone B._______, che impiega diversi dipendenti ed ha quale scopo 

la messa a disposizione temporanea di personale e la consulenza in ma-

teria di reclutamento, selezione e piazzamento di personale stabile, può 

essere qualificata di azienda, ai sensi dell’art. 66 cpv. 1 LAINF. Essa 

C-5144/2021 

Pagina 27 

possiede due sedi, l’una ad D._______, dedicata prevalentemente al pre-

stito di personale in ambito edilizio, l’altra a C._______, che si occupa uni-

camente del prestito di personale in ambito logistico (replica [doc. TAF 9 

pag. 4]). Quanto alla sede di C._______, è stata fondata nel luglio del 2021 

(doc. SUVA 201 [messaggio di posta elettronica del 30 luglio 2021]), im-

piega un’ottantina di collaboratori, ha quali clienti principali delle società 

attive nel settore della logistica e dei trasporti e realizza una cifra d’affari di 

circa 1,3 milioni di franchi (replica [doc. TAF 9 pag. 4 e 6]). 

11.5.2 Dal punto di vista contabile e amministrativo, le due sedi appaiono 

separate. La ricorrente ha infatti prodotto gli elenchi della cifra d’affari e le 

liste delle scritture per i collaboratori per l’anno 2021 della sede di 

C._______ (replica [doc. TAF 9, doc. F]). Sennonché, questa sede, es-

sendo stata costituita nel 2021, non ha dichiarato, negli ultimi tre anni del 

periodo di osservazione, una somma salariale soggetta a premio. A pre-

scindere comunque dall’adempimento di questo requisito (art. 9 cpv. 1bis in 

relazione con gli art. 22 cpv. 1 e 23 cpv. 1 Tariffa dei premi), appare poco 

chiaro se tutti i collaboratori della sede di C._______ sono effettivamente 

impiegati nel settore della logistica. Le liste delle scritture per i collaboratori 

riportano in effetti le indicazioni, fra le altre, di “salario base giardiniere, 

salario base pulizie, salario base edilizia, salario base pittura, salario base 

tecnica della costruzione, salario base falegname, salario base alberghi, 

salario base metalcostruzione” (doc. TAF 9, doc. F). Per il resto, entrambe 

le sedi sono attive nel prestito di personale, anche se per settori differenti 

(edilizia, industria, servizi, amministrazione). I requisiti per poter costituire 

una parte d’impresa autonoma per la sede di C._______ non sono adem-

piuti. 

11.6 In conclusione, l’insorgente è da considerare un’azienda unitaria in 

quanto svolge attività, quali la fornitura di personale a prestito negli ambiti 

dell’edilizia, dell’industria, dei servizi e dell’amministrazione (doc. SUVA 

120 e SUVA 130), che rientrano nel suo settore di attività, ossia il prestito 

di personale. Quale impresa di prestito di personale, è stata correttamente 

attribuita alla classe 70C, sottoclasse AO per la parte d’impresa A (prestito 

di personale d’esercizio) e sottoclasse BO per la parte d’impresa B (perso-

nale d’ufficio a prestito e proprio; v., sulla questione, la decisione di classi-

ficazione del 27 agosto 2021 [doc. SUVA 208]). 

12.  

12.1 Visto l’esito della causa, le spese processuali, di fr. 2'000.- sono poste 

a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA e art. 3 lett. b del 

C-5144/2021 

Pagina 28 

regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

173.320.3]). Esse sono computate con l’anticipo spese, di identico ammon-

tare, versato dall’insorgente stessa il 14 dicembre 2021. 

12.2 Alla ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per 

spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l’art. 7 

cpv. 1 e 2 TS-TAF a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand’anche 

vincenti, non hanno di principio diritto ad un’indennità a titolo di spese ripe-

tibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non adempite nel caso concreto 

(DTF 127 V 205). 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

C-5144/2021 

Pagina 29 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, di fr. 2'000.-, sono poste a carico della ricorrente. 

L’anticipo spese di fr. 2'000.-, versato il 14 dicembre 2021, è computato con 

le spese processuali. 

3.  

Non si attribuiscono spese ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, all'autorità inferiore e 

all’UFSP. 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Vito Valenti Marcella Lurà 

 

 

 

 

 

 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

C-5144/2021 

Pagina 30 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 

segg. e 100 LTF). Il termine è reputato osservato se gli atti scritti sono 

consegnati al Tribunale federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta 

svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più 

tardi l'ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono 

contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed 

essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte 

ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

 

 

Data di spedizione: