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**Case Identifier:** bb7bd1c1-082b-5ffe-8e94-b22c25e3c425
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2013-03-21
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 21.03.2013 BB.2012.170
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_BB-2012-170_2013-03-21.pdf

## Full Text

Decisione del 21 marzo 2013 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Stephan Blättler, Presidente, 

Tito Ponti e Roy Garré,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A. LTD., rappresentata dall'avv. Luca Marcellini, 

 

Reclamante 

 

   

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  

 

Controparte 

 

   

Oggetto  Sequestro (art. 263 e segg. CPP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: BB.2012.170 

- 2 - 
 
 

Fatti: 

A. Il 9 ottobre 2012 l’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro 

(in seguito: MROS) ha trasmesso al Ministero pubblico della Confederazione 

(in seguito: MPC) due comunicazioni, una effettuata dalla banca B. e l'altra 

dalla C. SA, entrambe a Lugano, nelle quali veniva segnalata l’esistenza, 

presso la banca B. di Lugano, di svariati conti riconducibili a D. e a suoi fami-

liari. Nella sua comunicazione MROS la banca B., che aveva preso conoscen-

za tramite i media dell'esistenza in Italia di indagini penali a carico di D. ed al-

cuni suoi familiari per truffa ai danni dell'Unione europea ed evasione fiscale, 

metteva in evidenza, tra le altre cose, la chiusura, avvenuta il 12 luglio 2007, 

della relazione n. 1 intestata alla società A. Ltd., di cui avente diritto economi-

co risultava essere D., ed il susseguente trasferimento di EUR 12.5 milioni ivi 

depositati a destinazione di una relazione bancaria alle Bahamas, risultata poi 

essere il conto n. 2 presso la banca B., a Nassau, intestata alla stessa socie-

tà.  

 

 

B. In data 15 ottobre 2012 il MPC ha ordinato l’apertura dell’istruzione per il reato 

di riciclaggio di denaro ai sensi dell’art. 305
bis

 CP nei confronti di D., E. e F., 

essendo a suo parere ipotizzabile che i valori patrimoniali transitati sulla rela-

zione n. 1, oggetto di segnalazione, siano legati ai fatti per i quali i predetti so-

no indagati in Italia.  

 

 

C. Con decreto del 17 ottobre 2012 indirizzato alla C.SA, il MPC vietava, con ef-

fetto immediato, a G., attivo presso tale società, di effettuare, direttamente o 

tramite interposte persone, transazioni (fatti salvi i pagamenti di gestione cor-

rente) o di modificare il diritto di disporre, sulla relazione bancaria n. 2 intesta-

ta alla società A. Ltd. aperta presso la banca A. con sede a Nassau. L'ordine è 

stato impartito con la comminatoria dell'art. 292 CP, con durata di sei mesi, ri-

servata un'eventuale proroga del divieto. 

 

 

D. Il 29 ottobre 2012 A. Ltd. ha interposto reclamo avverso la suddetta decisione 

dinanzi alla Corte dei reclami del Tribunale penale federale chiedendo, in via 

principale, l'annullamento del decreto impugnato e, in via subordinata, la tra-

smissione alla reclamante di tutta la documentazione in possesso del MPC ri-

guardante il procedimento penale contro D. ed altri nonché la A. Ltd. stessa, 

con la concessione di un nuovo termine di 10 giorni a decorrere dalla ricezio-

ne degli atti sui quali si fonda il decreto. 

 

 

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E. Nell’ambito del procedimento elvetico, l'8 novembre 2012 il MPC ha inviato al-

la Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Milano una 

comunicazione spontanea di informazioni, giusta gli art. XXVIII dell’Accordo 

completivo con l’Italia (RS. 0.351.945.41), 67a della legge federale 

sull’assistenza internazionale in materia penale (AIMP; RS 351.1) e 10 della 

convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di 

reato (CRic; RS.0.311.53) segnalando l’esistenza di diversi conti riconducibili 

a D. e ai suoi familiari, segnatamente il conto n. 1, oramai estinto. 

 

 

F. Il 13 novembre 2012 la Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario 

di Busto Arsizio ha presentato alla Svizzera una domanda d'assistenza giudi-

ziaria nell'ambito di un procedimento penale avviato nei confronti di D., E. e F. 

riguardante plurimi fatti di bancarotta fraudolenta e truffa aggravata ai danni 

della Comunità europea e/o della Regione Calabria, attribuibili ai componenti 

della famiglia di D., gerenti della società H. Srl, dichiarata fallita in data 10 no-

vembre 2006 dal Tribunale fallimentare di Busto Arsizio. 

 

 

G. A conclusione delle sue osservazioni del 22 novembre 2012, il MPC postula la 

reiezione del gravame del 29 ottobre 2012, nella misura della sua ammissibili-

tà.  

 

 

H. Con missiva del medesimo giorno indirizzata all'avv. I., patrocinatore in quel 

momento della reclamante, la C. SA ha presentato formale disdetta, con effet-

to immediato, del mandato di amministrazione della A. Ltd.  

 

 

I. Il giorno seguente l'avv. I., preso atto di quanto sopra, ha informato la C.SA 

che il mandato di amministrazione sarebbe stato conferito alla società J. SA, a 

Lugano, invitandola quindi ad inviare tutta la documentazione riguardante la A. 

Ltd a tale società. 

 

 

J. In data 26 novembre 2012 la J. SA informava il MPC che nelle settimane suc-

cessive avrebbe ricevuto il mandato di amministrazione dalla A. Ltd., fornendo 

inoltre i nomi delle persone responsabili e con potere di firma sulla società in 

questione.  

 

 

K. Con replica del 5 dicembre 2012, la reclamante ha confermato le conclusioni 

presentate in sede di reclamo. 

 

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L. Con scritto del 17 dicembre 2012, J. SA informava il MPC di non avere ancora 

formalmente ricevuto mandato per amministrare e gestire la A. Ltd., e di aver 

deciso di non accettare mandati a partire da quel momento. 

 

 

M. Il 10 gennaio 2013 l'avv. Luca Marcellini informava la presente autorità di aver 

assunto il mandato di patrocinare il signor D. e la A. Ltd. nelle procedure pe-

nali e rogatoriali loro riguardanti. Il cambiamento di patrocinatore è stato con-

fermato dall'avv. I. con lettera dell'11 gennaio 2013. 

 

 

N. Le ulteriori argomentazioni delle parti saranno riprese, per quanto necessario, 

nei considerandi di diritto.  

 Diritto: 

1.  

1.1. In virtù degli art. 393 cpv. 1 lett. a del Codice di diritto processuale penale 

svizzero del 5 ottobre 2007 (CPP; RS 321.0) e 37 cpv. 1 della legge federale 

del 19 marzo 2010 sull’organizzazione delle autorità penali della Confedera-

zione (LOAP; RS 173.71) in relazione con l’art. 19 cpv. 1 del regolamento del 

31 agosto 2010 sull’organizzazione del Tribunale penale federale (ROTPF; 

RS 173.713.161), la Corte dei reclami penali giudica i gravami contro le deci-

sioni e gli atti procedurali del pubblico ministero. 

 

Il Tribunale penale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammis-

sibilità dei reclami che gli sono sottoposti senza essere vincolato, in tale ambi-

to, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (v. art. 391 cpv. 1 CPP e 

PATRICK GUIDON, Die Beschwerde gemäss schweizerischer Strafprozessord-

nung, tesi di laurea bernese, Zurigo/San Gallo 2011, pag. 265 con la giuri-

sprudenza citata). 

 

1.2. Il reclamo contro decisioni comunicate per iscritto od oralmente va presentato 

e motivato entro dieci giorni (art. 396 CPP). Nella fattispecie, il decreto impu-

gnato datato 17 ottobre 2012 è stato trasmesso alla reclamante per fax il me-

desimo giorno (v. act. 1 pag. 2). Il reclamo, interposto il 29 ottobre 2012, è 

tempestivo. 

 

1.3. Sono legittimate ad interporre reclamo contro una decisione le parti che hanno 

un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla modifica della 

stessa (art. 382 cpv. 1 CPP). 

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1.4. In concreto, il MPC ha imposto a G. - persona attiva presso la C. SA, società 

incaricata di gestire, sino al 22 novembre 2012 (v. lett. H), la A. Ltd. e quindi di 

operare sui suoi conti bancari - un divieto di effettuare transazioni o di modifi-

care il diritto di disporre del conto n. 2 presso la banca D. Ltd., a Nassau, inte-

stato alla reclamante. Si tratta di una misura coercitiva legata all'utilizzo del 

conto in questione indirizzata ad una persona che rappresenta legittimamente 

il titolare del conto, unica persona, di principio, abilitata a ricorrere (v. senten-

za del Tribunale penale federale BB.2011.10/11 del 18 maggio 2011, consid. 

1.5 e riferimenti ivi citati). Ne consegue che la legittimazione della A. Ltd., tito-

lare del conto toccato dalla misura impugnata, al momento dell'inoltro del gra-

vame era data. Tuttavia, con la disdetta del contratto di mandato intervenuta il 

22 novembre 2012, la C. SA e G. non hanno più nessun potere di gestione del 

conto oggetto della decisione impugnata, per cui i divieti litigiosi imposti a G. 

cadono ora nel vuoto non avendo più quest'ultimo comunque facoltà di adotta-

re i provvedimenti a lui inibiti da parte del MPC. In questo senso la reclamante 

non è attualmente più toccata nei suoi interessi giuridicamente protetti dal 

provvedimento impugnato ai sensi dell'art. 382 cpv. 1 CPP (sul requisito 

dell'attualità dell'interesse giuridicamente protetto v. GUIDON, op. cit., pag. 103, 

con giurisprudenza citata). 

 

 

2. Giusta l'art. 428 cpv. 1 CPP, le parti sostengono le spese della procedura di 

ricorso nella misura in cui prevalgono o soccombono nella causa. Nella fatti-

specie, avendo la disdetta con effetto immediato inoltrata dalla C. SA, tramite 

G., cagionato la sopravveniente irricevibilità del gravame per venir meno 

dell'interesse giuridicamente protetto ed essendosi la reclamante riconfermata 

in sede di replica, nonostante ciò, nelle sue conclusioni ricorsuali, essa deve 

essere considerata parte soccombente. La tassa di giustizia, calcolata giusta 

gli art. 5 e 8 cpv. 1 del regolamento del Tribunale penale federale del 31 ago-

sto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedura 

penale federale (RSPPF; RS 173.713.162), è fissata a fr. 1'500.--. 

 

 

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il reclamo è inammissibile. 

2. La tassa di giustizia di fr. 1'500.-- è posta a carico della reclamante. 

 
Bellinzona, 21 marzo 2013  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Luca Marcellini 

- Ministero pubblico della Confederazione 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Le decisioni della Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili entro 30 giorni 
dalla notifica mediante ricorso al Tribunale federale (art. 79 e 100 cpv. 1 della legge federale del 17 
giugno 2005 sul Tribunale federale; LTF). La procedura è retta dagli art. 90 e segg. LTF. 

Il ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui il giudice 
dell’istruzione lo ordini (art. 103 LTF).