# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 716ae805-bd20-5d73-b0cd-fdad7e341bf8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-08-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 14.08.2001 52.2000.179
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2000-179_2001-08-14.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2000.00179

   

  	
  Lugano

  14 agosto 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 15 dicembre 1998 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patrocinata da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 25 novembre 1998
  (no. 5433) del Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata
  dall'insorgente avverso la risoluzione 12 settembre 1997 con cui il Direttore
  del Dipartimento delle opere sociali le ha negato il rinnovo
  dell'autorizzazione ad esercitare l'attività psicoterapeutica sotto controllo
  in vista della completazione della formazione;

  

 

 

viste le risposte:

-  14 gennaio 1999 del Consiglio di Stato;

-  18 gennaio 1999 del Dipartimento delle opere
sociali;

 

 

richiamata la sentenza 21 giugno 2000 del
Tribunale federale;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in fatto

 

                                  A.   L'11
dicembre 1990 il Dipartimento delle opere sociali (in seguito DOS) ha concesso
ad __________, titolare di una laurea in filosofia con indirizzo in psicologia
conseguita presso l'università statale di __________, l'autorizzazione, valida
fino al 30 novembre 1996, ad esercitare l'attività di psicoterapeuta sotto
controllo in vista della completazione della formazione ai sensi dell'art. 3
cpv. 2 del Regolamento concernente l'esercizio della professione di psicologo e
psicoterapeuta (in seguito Repsi).

                                         __________,
dopo aver svolto uno stage presso la Clinica __________ di __________ dal 10
giugno 1991 al 9 giugno 1992, ha proseguito la propria formazione di
psicoterapeuta a __________, non essendo riuscita a trovare un posto di lavoro
per continuare la pratica clinica in Svizzera.

 

 

                                  B.   Il
29 novembre 1996 l'interessata ha postulato il rinnovo, per ulteriori 5 anni,
dell'autorizzazione a suo tempo concessale, al fine di poter completare la
propria formazione.

                                         Con
decisione 12 settembre 1997 il Direttore del DOS, sentito il parere della Commissione
consultiva, ha respinto l'istanza, ritenendo che l'interessata non disponesse
di sufficiente formazione psicoterapeutica teorica tale da permetterle
un'adeguata attività clinica e che non sussistessero quindi i requisiti per il
rinnovo dell'autorizzazione ai sensi dell'art. 3 cpv. 2 Repsi.

 

 

                                  C.   Con
giudizio 25 novembre 1998 il Consiglio di Stato ha confermato il diniego dell'autorizzazione,
respingendo l'impugnativa contro di esso presentata da __________.

                                         In
sostanza, il Governo ha accreditato le valutazioni negative espresse della Commissione
consultiva in ordine alla preparazione ed alle doti personali della richiedente.

 

 

                                  D.   La
soccombente ha impugnato la risoluzione governativa innanzi al Tribunale cantonale
amministrativo, che il 18 febbraio 2000 ha dichiarato inammissibile il gravame
per difetto di competenza a statuire quale seconda istanza di ricorso sui
ricorsi proposti contro le decisioni rese dal Direttore del DOS in base
all'art. 57 LSan.

 

 

                                  E.   Adito da __________ mediante ricorso di diritto pubblico, con
sentenza 21 giugno 2000 il Tribunale federale ha annullato la predetta
pronunzia siccome lesiva del diritto della ricorrente di far giudicare la
propria contestazione di carattere civile da un tribunale indipendente e
imparziale ai sensi dell'art. 6 n. 1 CEDU.

Donde il rinvio degli atti al Tribunale
cantonale amministrativo per decidere se entrare direttamente nel merito del
ricorso sottopostogli sulla base di un'interpretazione conforme alla CEDU del
vigente diritto procedurale ticinese o trasmettere la causa all'autorità
cantonale affinché designi entro un termine ragionevole un'istanza giudiziaria
competente a statuire.

 

 

                                  F.   Il
13 luglio 2001 sono entrate in vigore le modifiche alla LSan votate dal Gran
Consiglio il 19 dicembre 2000 (BU 34/2001 p. 189 ss.). L'art. 57 non ha subito
mutamenti di rilievo, ma l'aggiornamento del Regolamento sulle deleghe di
competenze decisionali del 24 agosto 1994 (RL 2.4.1.8) conseguente alla riforma
della LSan ha sottratto al Direttore del DOS la facoltà di concedere
autorizzazioni eccezionali a favore di operatori sanitari in possesso di titoli
di studio conseguiti all'estero. In base al nuovo ordinamento regolamentare (BU
35/2001, p. 216), la competenza di rilasciare autorizzazioni eccezionali giusta
l'art. 57 appartiene ora al DOS, contro le cui decisioni è dato ricorso al Consiglio
di Stato prima (art. 4 cpv. 4 legge 25 giugno 1928 concernente la delega di
competenze organizzative del Consiglio di Stato e dei suoi dipartimenti; RL
2.4.1.6) ed al Tribunale cantonale amministrativo poi (art. 59 cpv. 5 LSan
nella versione entrata in vigore il 13 luglio 2001).

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione
attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dagli art.
59 cpv. 5 LSan, nonché 43 e 46 PAmm. Al contrario della pregressa normativa,
quella attualmente in vigore conferisce infatti al Tribunale cantonale
amministrativo la competenza di statuire in tema di diniego di un'autorizzazione
eccezionale all'esercizio di una professione
sanitaria ex art. 57 LSan.

                                         Il
ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli
atti senza procedere all'assunzione delle prove notificate dall'insorgente,
insuscettibili di procurare a questo Tribunale la conoscenza di ulteriori
elementi rilevanti per il giudizio (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   L'esercizio
indipendente o dipendente delle professioni sanitarie, fra le quali rientra
anche quella di psicoterapeuta (art. 54 cpv. 1 LSan), è soggetto ad
autorizzazione. L'autorizzazione è di norma rilasciata dal DOS (art. 55 cpv. 1
LSan) ed è subordinata al possesso di un diploma, di un attestato o di un
certificato di un istituto universitario o scuola svizzeri riconosciuti (art.
56 cpv. 1 lett. a LSan). Dal tenore degli art. 55 cpv. 1 e 56 cpv. 1 lett. a
LSan si desume che, di regola, i titolari di diplomi esteri non possono essere
autorizzati all'esercizio indipendente o dipendente della professione.
Autorizzazioni in deroga a questo principio possono tuttavia essere rilasciate
dal Consiglio di Stato se l'interesse pubblico o circostanze eccezionali lo
richiedono (cfr. art. 57 cpv. 1 LSan nella versione entrata in vigore il
13.7.2001, che ha abbandonato il requisito dell'accertata mancanza di portatori
di diplomi, attestati o certificati di istituti universitari o scuole svizzeri
riconosciuti previsto dal testo previgente). L'autorizzazione eccezionale è
limitata nel luogo e/o nel tempo.

Per ottenere l'autorizzazione all'esercizio
dell'attività di psicoterapeuta, il richiedente - oltre ai titoli di studio e
altra documentazione (cfr. art. 5 Repsi)
- deve produrre certificati attestanti una formazione specifica in psicoterapia
e un periodo di pratica clinica (art. 5 lett. b Repsi), il cui espletamento è disciplinato nel dettaglio da apposite direttive
emanate dalla Commissione consultiva concernente le professioni di psicologo e
psicoterapeuta, un organo nel quale siedono sette specialisti del settore, il
medico cantonale, che funge pure da Presidente, e un rappresentante del Dipartimento
(art. 11 cpv. 2 Repsi).

Chi intende
iniziare l'attività psicoterapeutica sotto controllo in vista della completazione
della formazione prevista dall'art. 5 lett. b deve chiedere l'autorizzazione al
Dipartimento. L'autorizzazione ha una durata di sei anni e può essere
rinnovata, per fondati motivi, sentito l'avviso della Commissione
consultiva (art. 3 cpv. 2 e 3 Repsi). Quest'ultima esprime il proprio parere
valutando sia dal punto di vista qualitativo sia da quello quantitativo la formazione
degli operatori e, per gli psicoterapeuti, considerando le esigenze di
formazione formulate dai corrispondenti orientamenti scientifici specializzati
(art. 11 cpv. 1 lett. a Repsi).

 

 

                                   3.   3.1.
__________ è nata il __________. Nel 1982 ha iniziato a frequentare la
"__________" di __________, una scuola di psicanalisi condotta da
__________, e nel dicembre del 1988 ha conseguito la laurea in filosofia presso
l'università statale di __________. Due anni dopo ha chiesto ed ottenuto
l'autorizzazione di svolgere l'attività di psicoterapeuta sotto controllo in vista
della completazione della formazione.

                                         Dal giugno del 1991 al giugno del 1992 la ricorrente ha effettuato
uno stage al 50% presso la clinica __________ di __________ senza ottenere il
certificato di pratica clinica, esercitando nel contempo la professione di
docente di disegno al fine di garantirsi il sostentamento. Il contratto di
ausiliaria presso l'__________ - si legge nel rapporto stilato all'epoca dai
supervisori della stagista - non è stato rinnovato per "carenze nei
requisiti teorici di base, indispensabili per il lavoro in un'istituzione
psichiatrica, oltre ad un'attitudine personale nei confronti dell'utente e
dell'equipe terapeutica a volte poco compatibile con i piani terapeutici impostati.
Tale dimensione, a cui l'interessata era già stata resa attenta, è apparsa
scarsamente modificabile a breve/medio termine, in particolare in un assetto
sicuramente complesso come quello dell'istituzione psichiatrica ospedaliera di
cui alla signorina è mancata la sensibilità nel cogliere gli aspetti
chiave" (cfr. rapporto 18 maggio 1992 Dr. __________).

                                         

                                         Non
riuscendo a trovare un posto di lavoro in Ticino per continuare la formazione,
__________ ha deciso di ritornare a __________. Nel 1994 ha svolto un periodo
di osservazione e lavoro pratico sull'elaborazione della cartella clinica
presso il centro psico-sociale USSL del capoluogo lombardo e lo stesso anno ha
seguito un corso sul test di Rorschach presso la clinica psichiatrica del
__________. A partire dal 1995, sempre a __________, ha frequentato un
seminario teorico-tecnico di psicoterapia supportivo-espressiva, avendo poi
modo di trattare un caso con la sovrintendenza del prof. __________ della
clinica psichiatrica dell'Università di __________. L'insorgente ha inoltre
seguito altri pazienti sotto la supervisione dei due psicoanalisti
(__________di __________ e __________ di __________) approvati a suo tempo
dalla Commissione consultiva.

Il 29 novembre 1996 __________ ha domandato
il rinnovo della sua autorizzazione di psicoterapeuta in formazione per
ulteriori cinque anni, in modo da poter portar avanti e concludere la pratica
clinica in concomitanza con l'insegnamento del disegno. L'incarto è stato
trasmesso alla Commissione consultiva, che il 23 aprile 1997, dopo aver
indagato circa gli esiti della pratica clinica che l'istante aveva svolto tra
il 1991 ed il 1992 presso la Clinica __________, ha risolto all'unanimità di
preavvisare negativamente la richiesta di rinnovo in assenza dei fondati motivi
necessari per poterla concedere (vedi verbale della seduta del 23.4.1997 della
Commissione), in particolare "visto che nonostante una psicoanalisi
durata undici anni e 950 sedute si debba notare, nel lavoro concreto con
pazienti psicotici, un'inadeguatezza strutturale della persona, come viene
riportata da colleghi con lunga ed approfondita esperienza, la quale, inoltre,
non appare più modificabile in tempi utili" (vedi scritto 23.4.1997
del commissario __________ alla Sezione sanitaria).

Donde la decisione 12 settembre 1997 con la
quale il direttore del DOS ha formalmente respinto l'istanza di __________ siccome
"…non dispone di sufficiente formazione psicoterapeutica teorica tale
da permettere un'adeguata attività clinica…" circostanza, questa, che
preclude "…all'interessata la possibilità di portare a termine lo stage
in una struttura riconosciuta come prescritto dalle vigenti disposizioni in
materia, ai fini dell'ottenimento dell'autorizzazione definitiva di psicoterapeuta…",
cosicché "…non sussistono i requisiti per il rinnovo
dell'autorizzazione ai sensi dell'art. 3 cpv. 2 Repsi".

 

3.2. Come in prima istanza di ricorso, anche
in questa sede __________ contesta i fondamenti di tale decisione. La sua formazione
teorica sarebbe ampiamente sufficiente, prova ne sarebbe la prima
autorizzazione accordatale nel 1990 in base ai titoli di studio presentati.
L'inconsistenza di questa argomentazione - soggiunge - è stata d'altronde
implicitamente riconosciuta anche dal Consiglio di Stato, che per confermare la
risoluzione impugnata ha dovuto far capo in modo illegittimo ad altre motivazioni
rimproverandole una mancanza di idoneità allo svolgimento dell'attività
terapeutica e disturbi della personalità.

 

3.3. Sennonché, a ben guardare, laddove si è
richiamato in maniera esplicita all'art. 3 cpv. 2 Repsi il Direttore del DOS ha
negato il rinnovo dell'autorizzazione ritenendo che in casu difettassero i
fondati motivi richiesti dalla legge per poterlo concedere. A mente delle
autorità sanitarie cantonali, le lacune emerse nel corso dello stage alla CPC
non consentirebbero comunque all'interessata di portare a termine la formazione
così come prescritta dalle disposizioni vigenti in materia e, di riflesso, di
ottenere l'autorizzazione definitiva.

Inquadrata in questi termini, la querelata
decisione resa dal Direttore del DOS non presta il fianco a critiche di sorta.

Intanto non si può fare a meno di annotare
che al contrario di quanto suppone la ricorrente, l'autorizzazione del 1990 le
è stata concessa dopo un sofferto iter decisionale e a dispetto delle perplessità
manifestate da alcuni membri della Commissione consultiva circa la sua idoneità
personale (vedi lettera 22.2.1990 __________ /Sezione sanitaria) e la validità
della formazione teorica svolta a __________ (cfr. scritto 28.6.1989 Dr.
__________ /Sezione sanitaria). La vasta documentazione contenuta nel fascicolo
costituito all'epoca della prima richiesta di autorizzazione testimonia infatti
con ogni evidenza l'estremo disagio della Commissione nell'apprezzare l'anomalo
curricolo di studi esibito nel 1989 dalla richiedente.

Questi accadimenti non sono tuttavia di
assoluto rilievo. Ben più decisivi si avverano per contro i risultati del
lavoro che la ricorrente ha svolto dal 1991 in vista della completazione della
formazione, segnatamente gli esiti sfavorevoli dello stage di un anno
effettuato a __________ all'inizio del periodo di pratica. Il fallimento di
quell'esperienza, riconducibile - secondo i supervisori dell'epoca - a vistose mancanze
in ambito teorico e attitudinale (vedi quanto esposto al considerando 3.1.) non
solo ha indotto i responsabili dell'__________ a non rinnovarle lo stage e a
non rilasciarle il certificato di pratica clinica, ma di fatto le ha precluso
la possibilità di completare la formazione nel rispetto delle direttive emanate
a riguardo. In effetti, per sua stessa ammissione, da allora __________ non ha
più trovato un posto di lavoro in Ticino che le consentisse di svolgere la
pratica clinica di due anni (di cui uno almeno in un'istituzione di categoria A
riconosciuta dal cantone) richiesta dal Repsi per ottenere l'autorizzazione
definitiva all'esercizio della psicoterapia. 

A fronte di simili emergenze, la risoluzione
adottata dal direttore del DOS resiste con certezza alle critiche ricorsuali.
Nella fattispecie non è oggettivamente dato di vedere quali fondati motivi
giusta l'art. 3 cpv. 2 Repsi avrebbero giustificato il rinnovo della chiesta
autorizzazione, né la ricorrente medesima si è mai curata di indicare con
precisione le serie ragioni che avrebbero imposto l'accoglimento della sua domanda.
Il generico richiamo alla necessità di dover portare avanti la pratica clinica
contemporaneamente all'insegnamento contenuto nella richiesta di rinnovo del 29
novembre 1996 non è sufficiente. Quand'anche lo fosse, alla proroga
dell'autorizzazione osterebbero comunque le competenti valutazioni di segno
negativo contenute nelle tavole processuali riguardo alla preparazione e alle
attitudini della ricorrente, che fanno apparire come del tutto corretta la
decisione di impedirle la continuazione di un'attività psicoterapeutica sotto controllo ormai priva di sbocchi concreti.

 

 

                                   4.   Sulla
scorta di quanto precede il gravame deve essere respinto con la conseguente
conferma della risoluzione governativa impugnata.

La tassa di giudizio segue la soccombenza
della ricorrente (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 55,
56, 57, 59 LSan; 1 ss. Repsi, 3, 18, 28, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara e
pronuncia:

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di fr. 800.- è posta a carico della ricorrente.

 

	
   

                                     3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario