# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bfa97864-5ff0-537e-b3ea-e3cf96eae93f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-10-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.10.2010 D-6952/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6952-2010_2010-10-05.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6952/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  5  o t t o b r e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Martin Zoller;
cancelliere Federico Pestoni.

A._______, alias
B._______, alias
C._______, alias
D._______,
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 24 settembre 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6952/2010

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data (...) in Sviz-
zera;

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità o di  viaggio, con la comminatoria che,  in caso di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 12 agosto 2010 e del 2 settembre 2010;

la decisione dell'UFM del 23 settembre 2010, notificata all'interessato 
il giorno stesso (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso  del  24 settembre 2010  (cfr. timbro  del  plico  raccomandato, 
data d'entrata 27 settembre 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi via fax al Tribunale amministrativo federale 
(TAF) in data 28 settembre 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato  di  essere cittadino nigeriano di  etnia Ika-Igbo, 
nato e con ultimo domicilio ad E._______ (cfr. verbale d'audizione del 
12 agosto 2010, pag. 1);

che il richiedente, avrebbe lasciato la Nigeria all'inizio del mese di (…) 
del (…) per il timore di essere ucciso dai membri della F._______, una 
setta occulta, della quale era membro il defunto padre del ricorrente; 
che infatti, a partire dal (...), dette persone avrebbero preteso che l'in -
teressato aderisse alla setta, ciò che egli avrebbe categoricamente ri-
fiutato; che per questo motivo egli  sarebbe perseguitato in patria dai  
membri  della  predetta  società,  i  quali,  a  seconda  delle  versioni  lo 
avrebbero già più volte picchiato e gli avrebbero bruciato la casa; che 
il ricorrente avrebbe deposto una domanda di asilo in G._______ per  
gli  stessi  motivi  nel (...); che tuttavia avrebbe avuto esito negativo, e 
dopo un periodo di clandestinità, pensando di non avere più problemi  
in patria, sarebbe ritornato in Nigeria nel mese di (...) del (...); che tut -
tavia, una volta tornato, i membri della setta avrebbero ricominciato a  
cercarlo e perseguitarlo  (cfr. verbale d'audizione del 12 agosto 2010, 
pagg. 5 e 6); che, pertanto ha deciso di espatriare nuovamente, par-
tendo da H._______ con una nave, dalla quale è sbarcato chiuso in un 
container, dove sarebbe rimasto fino al suo arrivo in Svizzera, dove ha 
depositato la propria domanda di asilo in data (...) (cfr. verbale d'audi-
zione del 12 agosto 2010, pagg. 6 e 7);

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del -
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-

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durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  al l'art. 
32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile,

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di  documenti  d'identità, riconfermato quanto già affermato nei 
verbali di audizione, e meglio di non aver mai né posseduto né avuto 
bisogno di documenti di identità; che nel corso delle audizioni egli ha 
inoltre riferito che in patria si è sempre identificato a voce e che crede-
va che ciò fosse possibile anche in Svizzera; che pertanto ci sono dei  
motivi scusabili a giustificazione della sua mancata consegna di docu-
menti di identità;

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame ha  chiesto  l'annullamento 
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'auto-
rità  inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda 
d'asilo, subordinatamente la concessione dell'ammissione provvisoria; 
che ha, altresì, presentato una domanda di esenzione dal versamento 
anticipato delle presumibili spese processuali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o  l'e-
sistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett.  c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 

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cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative;

che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a  
LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di quasi due mesi dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che,  per  di  più,  egli  si  è  semplicemente limitato  a  dichiarare di  non 
aver mai  posseduto un passaporto  o una carta d'identità,  allegando 
poi di non avere mai necessitato di possedere dei documenti di identi -
tà poiché si sarebbe sempre identificato a voce e che inoltre, non tro -
vandosi  in  Nigeria,  gli  risulta  impossibile  procurarsi  qualsiasi  docu-
mento (cfr. verbale d'audizione del 2 settembre 2010, pagg. 2 e 3);

che, oltre a ciò, interrogato sul proprio viaggio, egli  è stato assoluta-
mente superficiale ed evasivo senza fornire alcun dettaglio del tragitto 
intrapreso; che ha dichiarato di  aver lasciato  la  Nigeria partendo da 
H._______ in nave grazie ad un sacerdote che l'avrebbe raccomanda-
to ad un marinaio, il quale lo avrebbe aiutato ad imbarcarsi; che egli 
ignora dove sia sbarcato poiché, per eludere i controlli sarebbe rima-
sto chiuso in un container, dal quale sarebbe uscito soltanto una volta 
giunto in Svizzera dove ha depositato la propria domanda di asilo (cfr. 
verbali d'audizione del 12 agosto 2010, pagg. 6 e 7 e del 2 settembre 
2010, pagg. 9 e 10);

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che, in particolare, appare totalmente inverosimile che egli sia giunto 
in Svizzera senza ricordare alcun dettaglio di un viaggio così lungo, e 
senza aver mai subito alcun tipo di controllo;

che argomentazioni come quelle addotte appaiono tutte assolutamente 
inattendibili;

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che, per di più ed a prescindere dalle allegazioni palesemente fanta-
siose di cui sopra, già varcare il confine Schengen senza subire alcun 
controllo, risulta a tutt'oggi quantomeno difficoltoso;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla -
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese as-
senza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  
stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla  Nigeria  per  il  timore  di  essere  ucciso  dai  membri  della  setta 
F._______;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

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che, a mente di questo Tribunale, come rettamente evidenziato dall'au-
torità inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno della 
sua domanda d'asilo non presenta alcun elemento di verosimiglianza;

che basti rilevare innanzitutto che il ricorrente si è espresso in modo 
molto vago sugli eventi che lo avrebbero indotto a lasciare il  proprio  
Paese; che, a titolo d'esempio, egli si è ripetutamente contraddetto a 
proposito dei propri motivi d'asilo, e meglio in relazione agli eventi che 
hanno determinato il suo espatrio; che infatti, in sede di prima audizio-
ne, il ricorrente ha collocato temporalmente in maniera precisa gli as-
seriti fatti, dichiarando di aver cominciato a subire pressioni e persecu-
zioni da parte dei membri della setta F._______ dopo la morte di suo 
padre, negli anni '90 (cfr. verbale di audizione del 12 agosto 2010, pag. 
5); che tuttavia, nel corso della seconda audizione, egli ha fornito tut -
t'altra versione dichiarando che i membri della citata setta gli avrebbe-
ro richiesto di aderire dopo 10 o 12 anni, nel (...) e che a partire da 
quel momento sono nati tutti gli asseriti problemi (cfr. verbale di audi -
zione del 2 settembre 2010, pag. 4); che riguardo alle pretese perse-
cuzioni, egli ha dapprima affermato di essere stato catturato e picchia-
to in tre occasione e che pure sua madre sarebbe stata picchiata (cfr. 
verbale di audizione del 12 agosto 2010, pagg. 5 e 6); che tuttavia, nel 
corso della seconda audizione egli ha affermato di non essere mai sta-
to picchiato e che neppure sua madre lo è stata; che anzi malgrado 
fosse ricercato ed inseguito dai membri della setta egli è sempre riu -
scito a fuggire (cfr. verbale di audizione del 2 settembre 2010, pag. 8); 
che pure sul rogo che avrebbe distrutto la sua casa, il ricorrente forni-
sce  dichiarazioni  decisamente  incongruenti;  che  infatti,  egli  riferisce 
inizialmente  che l'incendio  sarebbe stato appiccato  (...)  mesi  fa (cfr. 
verbale di  audizione del 12 agosto 2010, pag. 6),  mentre in seconda 
battuta egli ha dichiarato che il fatto sarebbe avvenuto già nel (...) (cfr.  
verbale di audizione del 2 settembre 2010, pag. 8); che posto di fronte 
a tale grossolana antinomia egli ha saputo soltanto dire che nel corso 
della prima verbalizzazione non ricordava esattamente la data di quel-
l'evento (cfr. verbale di audizione del 2 settembre 2010, pag. 8); che in-
fine pure con i nomi il ricorrente cade in sospette contraddizioni, infatti  
nel corso della prima audizione egli non ha saputo ricordare il nome 
della setta che lo perseguiterebbe ed ha annunciato di avere un fratel -
lo di nome I._______ e due sorelle di nome L._______ e M._______ 
(cfr. verbale di audizione del 12 agosto 2010, pagg. 3 e 5); che in sede 
di seconda audizione egli ha invece saputo identificare la setta perse-

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cutrice e ha riferito che il fratello si chiamerebbe N._______ (cfr. ver -
bale di audizione del 2 settembre 2010, pag. 7);

che alla luce delle numerose e marcate contraddizioni suesposte non 
si  ritiene necessario approfondire oltre la questione, sollevata dall'U-
FM, relativa alla reale appartenenza etnica del ricorrente, posto che 
ciò non avrebbe, comunque, influenza alcuna sull'esito della presente 
vertenza;

che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati esaminati e ret -
tamente  ritenuti  come  inverosimili  dall'autorità  inferiore,  giusta 
l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi; che, tanto meno, a mente di questo Tribuna-
le, le allegazioni prodotte sarebbero state di un'intensità tale da essere 
considerate decisive in materia d'asilo né che si evincono elementi da 
cui  dedurre  che  al  ricorrente  sarebbe  stata  preclusa  un'appropriata 
protezione  contro  le  persecuzioni  statali  (cfr.  Giurisprudenza  ed  in-
formazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo 
[GICRA] 2006 no 18);

che, a titolo abbondanziale, mal si comprende la necessità per il ricor-
rente di  dover fuggire all'estero, posto che avrebbe potuto senz'altro 
chiedere protezione insistendo presso la polizia locale, rivolgendosi in 
particolare agli ufficiali o ad istanze superiori; che, sia come sia, egli 
avrebbe potuto trovare riparo, per esempio presso i suoi zii in altre re -
gioni della Nigeria,facendo così perdere le sue tracce ai presunti per-
secutori;

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non risultano  elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte -
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che, in aggiunta, non si giustificano neppure delle misure di istruzione 
complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedi -
mento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  (cfr.  DTAF 
2009/50, consid. 8, pagg. 730 e segg.);

che, dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 

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l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della leg-
ge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri  (LStr, RS 142.20) o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art.  32 OAsi 1; 
GICRA 2001 n. 21);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 LStr, giusta il 
quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  come detto,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 44 cpv. 2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr);

che,  la  situazione  vigente  in  Nigeria  non  appare  caratterizzata  da 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nell'integralità del territorio nazionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli  è giovane e 
possiede una discreta formazione scolastica, in quanto ha terminato la 
scuola secondaria ad E._______; che egli inoltre ha pure una buona 
esperienza professionale avendo operato diversi anni come (...) nella 
sua città natale (cfr. verbale d'audizione del 12 agosto 2010, pag. 2); 
che egli ha ancora, oltre a diversi zii, un fratello e due sorelle in patria 
e  che  inoltre,  stando  a  quanto  riferito,  sarebbe  nato  e  cresciuto  ad 

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E._______ dove ha frequentato le scuole e dove ha lavorato; che, per-
tanto, si può partire dal presupposto che disponga ancora di una fitta  
rete sociale in patria; che l'insorgente non ha preteso nel gravame di  
soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua am-
missione provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24), senza che da un esame 
d'ufficio degli atti emerga la necessità di una permanenza in Svizzera 
per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art.  44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio; che l'esecuzione dell'al-
lontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autori -
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti  
giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 
106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 

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(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza. 

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
O._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento);

- all'UFM, Centro di  registrazione e di  procedura di  O._______ con 
ordine di notificare la sentenza al ricorrente e di ritornare l'avviso di 
ricevimento allegato al Tribunale amministrativo federale (via fax per 
l'incarto N [...]; allegato: copia del ricorso del 24 settembre 2010);

- P._______ (in copia).

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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