# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ac708510-7772-5280-b242-fa12d181beb6
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-04-30
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 30.04.2020 D-1987/2020
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1987-2020_2020-04-30.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1987/2020 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  3 0  a p r i l e  2 0 2 0  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Muriel Beck Kadima;  

cancelliere Jesse Joseph Erard. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Algeria,   

patrocinato dalla Signora Cinzia Chirayil, SOS Ticino 

Protezione giuridica della Regione Ticino e Svizzera centrale 

- Caritas Svizzera,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Esecuzione dell’allontanamento; 

decisione della SEM del 31 marzo 2020. 

 

 

 

D-1987/2020 

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Visto: 

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera il 18 gennaio 

2020, 

il rilevamento dei dati personali del 24 gennaio 2020, 

i tre atti medici F2 rispettivamente del 17 febbraio 2020, del 21 febbraio 

2020 e del 26 febbraio 2020, 

il verbale di audizione del 12 marzo 2020 (di seguito: verbale), 

il progetto di decisione del 23 marzo 2020 della Segreteria di Stato della 

migrazione (di seguito: SEM), 

lo scritto del 24 marzo 2020 per il tramite del quale la patrocinatrice del 

richiedente ha chiesto una proroga del termine per l’inoltro di un parere sul 

progetto di decisione della SEM (cfr. atto […]-35/1), 

l’accettazione dell’autorità di prima istanza, che ha fissato all’interessato 

un nuovo termine sino al 30 marzo 2020 per l’inoltro di un parere (cfr. atto 

[…]-36/1), 

il parere sulla bozza di decisione del 30 marzo 2020 (cfr. atto […]-37/2), 

la decisione della SEM del 31 marzo 2020 notificata al ricorrente in 

medesima data (cfr. risultanze processuali), con cui tale autorità ha 

respinto la domanda d’asilo e pronunciato l’allontanamento del richiedente 

dalla Svizzera nonché l’esecuzione dello stesso in quanto ammissibile, 

esigibile e possibile,  

il ricorso del 9 aprile 2020 (cfr. timbro del plico raccomandato; data 

d'entrata: 14 aprile 2020), con cui il ricorrente ha concluso all’annullamento 

della decisione impugnata e al rinvio degli atti all’autorità inferiore per il 

completamento dell’istruzione; altresì ha presentato una domanda di 

concessione dell’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal 

versamento delle spese processuali e del relativo anticipo con protesta di 

tasse e spese, 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

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e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la legge sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti 

(art. 6 LAsi), 

che fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF, 

che la SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi) e l'atto impugnato 

costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA, 

che il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA), per il che è legittimato ad aggravarsi contro di 

essa, 

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti, 

che occorre pertanto entrare nel merito del gravame, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, la 

violazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5), 

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 

argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti, 

che secondo il senso delle argomentazioni ricorsuali e la materia designata 

dallo stesso ricorrente nel gravame, si può partire dal presupposto che egli 

contesti la decisione avversata unicamente sul punto di questione 

dell’esecuzione dell’allontanamento; che conto tenuto del fatto che 

l’oggetto del litigio è delimitato dalle conclusioni delle parti (cfr. MOSER/ 

BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 

2° ed, 2013, pag. 26) la decisione impugnata è cresciuta in giudicato in 

materia d’asilo e riguardo alla pronuncia dell’allontanamento; che il 

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Tribunale si limiterà pertanto all’esame della questione contestata relativa 

all’esecuzione dell’allontanamento, 

che nella decisione impugnata la SEM ha rilevato l’assenza di elementi 

ostativi all’esecuzione dell’allontanamento del richiedente verso il Paese 

d’origine; che in particolare, questo sarebbe ragionevolmente esigibile 

avendo A._______ beneficiato di una formazione di base oltre ad avere 

esperienza lavorativa; che oltretutto il suo reinserimento nel contesto 

professionale e sociale nel Paese di provenienza sarebbe agevolato 

dall’ampia cerchia famigliare tutt’oggi residente in Algeria; che infine, per 

quanto concerne l’aspetto medico, egli non sarebbe afflitto da particolari 

disturbi, così che potrebbe adeguatamente rivolgersi alle strutture sanitarie 

algerine, 

che in sede ricorsuale l’interessato contesta tale assunto adducendo che 

l’autorità inferiore avrebbe accertato in modo inesatto il quadro clinico del 

ricorrente; che pur non essendo in possesso di alcuna documentazione 

medica concernente il suo ricovero ospedaliero, l’autorità in parola avrebbe 

concluso all’assenza di particolari disturbi di salute oltreché alla capacità 

del sistema algerino di fornirgli le cure necessarie, 

che egli rileva di aver ossequiato il proprio dovere di collaborare ai sensi 

dell’art. 8 LAsi informando l’autorità di prima istanza della necessità di 

acquisire agli atti il carteggio medico relativo all’avvenuta 

ospedalizzazione; che in questo senso, la sua patrocinatrice non avrebbe 

potuto farlo di propria iniziativa poiché, a suo dire, non autorizzata a 

prendere contatto con il Servizio infermieristico dei Centri federali d’asilo a 

tal fine, 

che inoltre, limitandosi ad asserire che il ricorrente non soffrendo di disturbi 

particolari potrebbe essere curato adeguatamente in Algeria, l’autorità 

inferiore avrebbe violato il suo obbligo di motivazione (cfr. memoriale 

ricorsuale, punto IV.19 e segg.),  

che secondo il ricorrente, il sistema sanitario algerino sarebbe inadeguato, 

a maggior ragione se considerato che gli sarebbe stato prescritto un 

trattamento medicamentoso generalmente impiegato per il trattamento di 

patologiche importanti quali l’epilessia, dolori neuropatici e disturbi d’ansia 

(cfr. memoriale ricorsuale, punto 22); che non essendo noto se il ricorrente 

necessiti una presa a carico medica, ed essendo egli sprovvisto di mezzi 

di sussistenza, non potrebbe essere esclusa – anche alla luce dell’attuale 

pandemia di coronavirus (Covid-19) – un’interruzione delle cure in caso di 

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rientro in Algeria, ciò che invaliderebbe il carattere ragionevolmente 

esigibile dell’allontanamento, 

che l’obbligo di motivazione discende dal diritto di essere sentito e dalla 

garanzia di un processo equo (art. 29 Cost. e art. 6 CEDU) e costituisce un 

presupposto essenziale per la verifica della fondatezza della decisione sia 

per le parti che per l’autorità di ricorso; che per adempire a tali esigenze, è 

sufficiente che l’autorità menzioni, quantomeno brevemente, le proprie 

riflessioni sugli elementi di fatto e di diritto essenziali; che in altri termini, è 

necessario che l’autorità riporti i motivi che l’hanno guidata e sui quali essa 

ha fondato la propria decisione di modo che l’interessato possa rendersi 

conto della portata della stessa ed impugnarla in piena conoscenza di 

causa (cfr. DTF 129 I 323 consid. 3.2; 126 I 15 consid. 2a; GICRA 2006 

n°4 consid. 5), 

che nel caso che ci occupa, il Tribunale rileva che nella sindacata 

decisione, l’autorità inferiore ha espresso le proprie considerazioni in 

merito all’esecuzione dell’allontanamento; che dapprincipio, ha ritenuto 

ammissibile l’esecuzione dell’allontanamento, non potendo l’interessato 

avvalersi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi né di un rischio personale ex 3 CEDU in 

caso di ritorno in Algeria, 

che inoltre, la SEM ha spiegato come l’esecuzione dell’allontanamento 

sarebbe ragionevolmente esigibile; che in proposito, come detto, ha 

illustrato come l’insorgente abbia beneficiato di una formazione di base 

oltre che di esperienza lavorativa, presupposto che, unitamente alla 

presenza in Algeria di un’ampia cerchia famigliare, ne faciliterebbe il 

reinserimento professionale e sociale in tale Paese; che infine, la SEM ha 

spiegato che l’interessato potrebbe adeguatamente rivolgersi alle strutture 

sanitarie algerine, non essendo afflitto da particolari disturbi,  

che da ultimo, la medesima autorità ha giudicato l’esecuzione 

dell’allontanamento possibile sia sul piano tecnico che pratico, 

che tali motivazioni, a mente dello scrivente Tribunale lineari e logiche, 

risultano soddisfacenti ai sensi della succitata giurisprudenza, anche 

ponendo la mente al fatto che hanno permesso all’insorgente di impugnare 

la decisione con piena cognizione di causa, 

che conseguentemente, tale doglianza dev’essere disattesa, 

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che parimenti, la censura concernente il supposto accertamento inesatto 

dei fatti non può essere seguita dal Tribunale, 

che nelle procedure d’asilo si applica il principio inquisitorio; che ciò 

significa che l’autorità competente deve procedere d’ufficio 

all’accertamento esatto e completo dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 

LAsi in relazione con l’art. 12 PA; art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi), 

 

che in concreto, l’autorità deve occuparsi del corretto e completo 

accertamento della fattispecie, procurarsi la documentazione necessaria 

alla trattazione del caso, accertare le circostanze giuridiche ed 

amministrare in tal senso le opportune prove a riguardo (cfr. DTAF 2012/21 

consid. 5); che d’un lato, v’è un accertamento inesatto dei fatti quando la 

decisione si fonda su fatti incorretti e non conformi agli atti, e dall’altro lato, 

v’è un accertamento incompleto dei fatti quando non è tenuto conto di tutte 

le circostanze di fatto giuridicamente rilevanti (cfr. DTAF 2015/10 

consid. 3.2 con rinvii; KÖLZ/HÄNER/BERTSCHI, Verwaltungsverfahren und 

Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 3a ed. 2013, n. 1043, pag. 369 

segg.), 

 

che il principio inquisitorio è tuttavia limitato dall’obbligo di collaborare delle 

parti (art. 13 PA ed art. 8 LAsi; cfr. CHRISTOPH AUER, in: 

Auer/Müller/Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das 

Verwaltungsverfahren VwVG, 2008, n. 8, pag. 192 segg. ad art. 12 PA), il 

quale comprende anche l’onere di informare l’autorità inferiore circa 

eventuali evoluzioni ulteriori della situazione (cfr. sentenza del Tribunale 

E-1117/2017 del 18 maggio 2017 consid. 5.2), se del caso anche dal punto 

di vista medico (cfr. sentenza del Tribunale E-2022/2015 del 28 aprile 2017 

consid. 3.5). 

che in casu, la mattina del 23 marzo 2020 il ricorrente si è recato 

spontaneamente presso la (…) a seguito di un episodio autolesionistico 

(cfr. atto […]-33/2); che nella serata del medesimo giorno, dopo aver fatto 

ritorno presso il Centro e minacciando nuovi comportamenti lesivi della sua 

persona per il caso in cui non avesse ottenuto i medicamenti da lui pretesi, 

l’interessato è stato nuovamente condotto al nosocomio, soggiornandovi 

questa volta per due giorni (cfr. atto […]-33/2 e atto […]-37/2), 

che avantutto, non risulta che, né con il parere così come neppure con il 

gravame, il richiedente abbia prodotto la documentazione medica relativa 

a tale episodio, 

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che egli è stato reso attento circa il suo obbligo di collaborare (cfr. atto […]-

26/2), e che essendo rappresentato nel corso della procedura di prima 

istanza egli era pienamente conscio delle implicazioni giuridiche, 

che con riguardo alla cronologia dei fatti, appare che il medesimo abbia 

avuto tutto il tempo necessario per produrre eventuale ulteriore 

documentazione medica in ossequio a tale obbligo,  

che difatti, la dimissione dalla clinica non è avvenuta più tardi del 25 marzo 

2020 (cfr. atto […]-37/2), e che da allora egli ha avuto modo di esprimersi 

con il parere del 30 marzo 2020, con il quale informava peraltro l’autorità 

inferiore che le avrebbe trasmesso tutte le informazioni mediche una volta 

venutone in possesso, oltreché con l’impugnativa del 9 aprile 2020,  

che oltracciò, nulla ostava a ch’egli producesse la documentazione in 

parola dopo l’inoltro del ricorso, 

che le giustificazioni addotte dal ricorrente, secondo le quali non avrebbe 

avuto la possibilità di chiedere l’ottenimento della documentazione medica 

presso il Servizio infermieristico del Centro federale d’asilo (cfr. memoriale 

ricorsuale, punto 17), non possono essere seguite giacché egli era libero 

di richiedere il carteggio clinico presso l’ospedale; che oltremodo, il fatto di 

attirare l’attenzione della SEM sulla necessità di ottenere la 

documentazione clinica, non l’esimeva dall’intraprendere egli medesimo i 

passi necessari per procurarsi e trasmettere quanto rivendicato, 

che ne discende, che alla luce delle considerazioni che precedono, la 

conclusione ricorsuale secondo cui sarebbe necessario ritrasmettere gli 

atti alla SEM per un completamento dell’istruzione, va respinta, 

che l’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, in relazione 

all’art. 44 LAsi, all’art. 83 della legge federale sugli stranieri (LStrI, 

RS 142.20), giusta il quale l’esecuzione dell’allontanamento dev’essere 

possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e 

ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI), 

che secondo prassi costante del Tribunale, circa la valutazione degli 

ostacoli all’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova 

consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente 

deve provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un 

impedimento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2; WALTER STÖCKLI, Asyl, in 

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ÜBERSAX/RUDIN/HUGI/YAR/GEISER [Hrsg.], Ausländerrecht, 2ª ed., 2009, n. 

11.148, pagg. 567 seg.), 

che, giusta l’art. 83 cpv. 3 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non è 

ammissibile se la prosecuzione del viaggio dello straniero verso lo Stato 

d’origine o di provenienza o verso uno Stato terzo è contraria agli impegni 

di diritto internazionale pubblico della Svizzera, 

che nella misura in cui il ricorrente non può prevalersi del principio del 

divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), ne v’è nemmeno motivo di 

considerare l’esistenza di un rischio personale, concreto e serio di essere 

esposto, in caso di allontanamento nel suo Paese d’origine, ad un 

trattamento proibito in relazione all’art. 3 CEDU o all’art. 3 della 

Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani 

o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105), per il che, 

l’esecuzione dell’allontanamento è da considerarsi ammissibile ai sensi 

delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi (cfr. art. 83 

cpv. 3 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi), 

che d’altra parte, occorre rammentare che le questioni di natura medica 

possono avere influssi sull’ammissibilità dell’allontanamento solo in casi 

straordinari e di estrema gravità (cfr. tra le altre DTAF 2009/2 consid. 9.1.2-

9.1.6), essendo per il resto la problematica da analizzare sotto il profilo 

dell’esigibilità ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI, 

che pertanto l’esecuzione dell’allontanamento risulta ammissibile (art. 44 

LAsi in relazione all'art. 83 cpv. 3 LStrI), 

che giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato di origine o di 

provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a 

seguito di situazioni di guerra, guerra civile, violenza generalizzata o 

emergenza medica,  

che per quanto concerne le persone in trattamento medico in Svizzera, 

l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile nella misura in cui, nel 

caso di rientro nel loro paese d’origine o di provenienza, potrebbero non 

ricevere le cure essenziali che garantiscano loro delle condizioni minime 

d’esistenza; che per cure essenziali, si intende le cure di medicina generale 

e d’urgenza assolutamente necessarie alla garanzia della dignità umana 

(cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3), 

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che nella fattispecie concreta, dagli elementi presenti agli atti, nonché dalle 

dichiarazioni dell’insorgente, lo stato di salute di quest’ultimo non parrebbe 

presentare carenze di una gravità tale da cagionare una messa in pericolo 

concreta della vita o della salute dello stesso in caso di un suo ritorno in 

Algeria, 

che in virtù delle considerazioni di cui sopra, neppure le motivazioni addotte 

con il gravame, permettono di sovvertire tale assunto, 

che oltretutto, neppure l’allegazione circa la diffusione della pandemia di 

coronavirus (Covid-19) permette di giungere a diversa conclusione rispetto 

a quella di cui alla sindacata decisione; che al riguardo, è doveroso 

osservare che il Tribunale ha già avuto modo di precisare che tali 

circostanze sono temporanee, e sebbene possano giustificare una 

sospensione del trasferimento, nulla osta a che questo sia effettivamente 

posto in essere in un ulteriore e più appropriato momento (cfr. fra le tante, 

sentenze del Tribunale F-1622/2020 del 26 marzo 2020 consid. 2.2 e D-

1282/2020 del 25 marzo 2020 consid. 5.6),  

che da ultimo, in Algeria non vige attualmente una situazione di guerra, 

guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica, e che 

l’esecuzione dell’allontanamento verso tale Paese è pertanto 

generalmente esigibile, 

che su tali presupposti, l’esecuzione dell’allontanamento è pure da 

reputarsi esigibile ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LAsi, 

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI in relazione 

all’art. 44 LAsi), 

che di conseguenza, la SEM con la decisione impugnata non ha violato il 

diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non 

ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA), 

che pertanto il ricorso va respinto, 

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di 

esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese 

processuali è divenuta senza oggetto;  

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che inoltre, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA); 

che visto l’esito della procedura, le spese giudiziarie di CHF 750.– che 

seguono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 

febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF), 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal paga-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della 

presente sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità 

cantonale.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Jesse Joseph Erard 

 

 

Data di spedizione: