# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 891cefa1-0522-5538-9835-67116162a210
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-09-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 25.09.2009 11.2009.114
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2009-114_2009-09-25.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2009.114

  	
  Lugano

  25 settembre
  2009/sc

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani ed Ermotti

  

 

	
  segretario:

  	
  Annovazzi, vicecancelliere 

  

 

 

sedente per statuire nella causa DI.2008.1543
(protezione dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 6, promossa con istanza del 1° dicembre 2008  da

 

	
   

  	
   AO 1  

  (patrocinata dall'  PA 1 ) 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP 1  

  (ora   PA 2 ); 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

                                         premesso
che AP 1 (1955), cittadino italiano, e AO 1 (1973), cittadina nigeriana, si
sono sposati a __________ il 26 gennaio 2007 e che dal matrimonio non sono nati
figli;

 

                                         ricordato
che al momento di sposarsi il marito era già padre di L__________ (1982) e A__________
(1986), avuti da un primo matrimonio, e che la moglie aveva già un figlio, A__________
(2002);

 

                                         accertato
che con sentenza del 25 giugno 2009 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione
6, ha ordinato al marito di consegnare una chiave dell'appartamento coniugale
alla moglie, garantendo a lei e al figlio A__________ accesso e permanenza
incondizionata nell'abitazione,
non senza obbligare AP 1 a versare dal 14 gennaio 2009 un
contributo alimentare per la moglie di fr. 415.– mensili ;

 

                                         preso
atto che contro tale sentenza AP 1 è insorto con un appello del 6 luglio 2009 per
ottenere l'autorizzazione dei coniugi a vivere separati, l'attribuzione a sé
medesimo dell'abitazione coniugale, l'assegna­zione alla moglie di un termine
di trenta giorni per lasciare l'appartamento e la soppressione del contributo
alimentare per lei;

 

                                         rilevato
che il 16 settembre 2009 AP 1 ha comunicato alla Camera di ritirare l'appello;

 

                                         ritenuto
che la desistenza di una parte pone fine alla lite e che in simili circostanze
il giudice stralcia la causa dai ruoli (art. 352 cpv. 2 CPC);

 

                                         precisato
che in caso di recesso dalla lite la parte desistente deve sopportare – per
principio – gli oneri processuali da essa cagionati e risarcire alla
controparte un'adeguata indennità per ripetibili, il ritiro di un appello
equiparandosi a soccombenza (Rep. 1990 pag. 284, 1978 pag. 375);

 

                                         considerato
che nella fattispecie l'appello non ha formato oggetto di intimazione, sicché
si giustifica in via eccezionale, vista la difficile situazione economica in
cui versa il convenuto, di rinunciare al prelievo di tasse o spese;

 

                                         stabilito
che non si pone problema di ripetibili proprio perché l'appello non è stato notificato
alla controparte, cui non ha cagionato costi presumibili;

 

 

richiamato l'art. 352 cpv. 1 e 2 CPC,

 

 

decreta:                   1.   Si prende atto del ritiro dell'appello. La causa è stralciata
dai ruoli per desistenza.

 

                                   2.   Non si
riscuotono tasse o spese né si attribuiscono ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

	
   

  	
   
  ;   .

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF
entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF).
Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile
solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000
franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in
materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre
è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in
materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal
caso dall'art. 115 LTF.