# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2e59a905-3d3d-517c-b180-a91f6808be2b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-11-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 16.11.2018 52.2016.624
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2016-624_2018-11-16.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2016.624

   

  	
  Lugano

  16 novembre 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Flavia
  Verzasconi, presidente,

  Matteo
  Cassina, Fulvio Campello

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Elisa
  Bagnaia

  

 

 

statuendo
sul ricorso del 6 dicembre 2016 della

 

 

	
   

  	
  RI
  1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione del 1° dicembre 2016 della Commissione di vigilanza per
  l'applicazione della legge sull'esercizio della professione di impresario
  costruttore e di operatore specialista nel settore principale della
  costruzione del 1° dicembre 1997 (LEPICOSC; RL 705.500) che vieta
  all'insorgente di proseguire i lavori di impresario costruttore sul mappale
  n. 450 di __________;

  

 

 

ritenuto,                          in
fatto

 

                                         che
la RI 1, società non iscritta all'albo degli impresari costruttori e degli
operatori specialisti, si occupa, da quanto indicato a registro di commercio,
della vendita, la progettazione, la costruzione e la messa in opera di impianti
industriali, in particolare per i trattamenti superficiali dei metalli;

che a favore del il mappale n. 450 di __________, di proprietà della __________
- il cui amministratore unico è __________, amministratore anche della RI 1 -
il 30 aprile 2010 è stata rilasciata una licenza edilizia con la quale è stata
autorizzata la ristrutturazione dell'edificio esistente e l'ampliamento del
medesimo;

che, secondo quanto indicato nella domanda di costruzione, il costo
preventivato dei lavori ammonterebbe a fr. 393'200.-; 

che il 17 novembre 2016 l'Ufficio tecnico del Comune di __________ ha esperito
un sopralluogo sul suddetto cantiere rilevando, per quanto qui di interesse,
che i lavori già eseguiti (tra i quali ad esempio la demolizione parziale, la
sopraelevazione e l'ampliamento dell'edificio accessorio già esistente, il
collegamento dello stesso con l'edificio principale e l'edificazione di un
locale semi-interrato a livello del piano terreno in corrispondenza di tutta la
lunghezza del lato nord dell'edificio principale e dell'edificio accessorio)
erano stati realizzati dalla RI 1;

che, siccome almeno una parte delle opere già eseguite differiva dal progetto approvato
dall'autorità, il 23 novembre 2016 il Municipio di __________ ha ordinato la
sospensione dei lavori giusta l'art. 42 della legge edilizia cantonale del 13
marzo 1991 (LE; RL 705.100) e, con scritto del 30 novembre 2016, ha segnalato
alla Commissione di vigilanza per l'applicazione della legge sull'esercizio
della professione di impresario costruttore e di operatore specialista nel
settore principale della costruzione (CV-LEPICOSC) il fatto che le opere in
questione erano state realizzate dalla RI 1, ditta che non risultava essere
iscritta all'albo delle imprese di costruzione;

che il 1° dicembre 2016 la CV-LEPICOSC, preso atto dei fatti che le erano stati
segnalati dal Municipio, ha notificato alla RI 1 un ordine di sospensione dei
lavori e l'avvio di una procedura disciplinare nei suoi confronti;

che avverso l'ordine di sospensione dei lavori, la RI 1 insorge ora dinanzi al
Tribunale cantonale amministrativo chiedendone l'annullamento;

che l'insorgente si limita a sostenere che le opere da essa eseguite non superano
la spesa di fr. 30'000.- e che per l'esecuzione delle opere restanti sono state
incaricate altre ditte in possesso delle necessarie autorizzazioni;

che il gravame non è stato intimato per la risposta (art. 72 della legge sulla
procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 165.100) ma il
Tribunale ha richiamato gli atti dall'istanza inferiore;

 

 

considerato,                   in
diritto

 

che la competenza del
Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 17a LEPICOSC;

che la legittimazione attiva dell'insorgente, parte del procedimento di prima
istanza e destinataria della decisione impugnata (art. 65 cpv. 1 LPAmm), nonché
la tempestività del gravame (art. 68 cpv. 1 LPAmm), sono certe;

che ai sensi dell'art. 72 LPAmm l'autorità di ricorso può, immediatamente o
dopo richiamo degli atti, decidere con breve motivazione di dichiarare
l'istanza o il ricorso irricevibili o di respingerli se si rivelano
manifestamente infondati;

che le prove, e meglio l'esperimento di un'audizione del titolare della ditta
ricorrente e dell'architetto che si è occupato della direzione lavori, nonché
la produzione di non meglio specificati documenti, non appaiono suscettibili,
nell'ambito di una valutazione anticipata delle medesime, di procurare la
conoscenza di ulteriori elementi di rilievo per il giudizio (DTF 131 I 153
consid. 3; RtiD I-2008 n. 6 pag. 559 e rinvii); l'incarto può dunque essere
deciso sulla base degli atti (art. 25 cpv. 1 LPAmm);

che giusta l'art. 3 LEPICOSC, a garanzia del corretto esercizio delle
rispettive attività è istituito un albo delle imprese di costruzione e degli
operatori specialisti; l'iscrizione all'albo abilita le imprese di costruzione
e gli operatori specialisti all'esecuzione dei lavori nei rispettivi campi di
attività (art. 4 cpv. 1 LEPICOSC);

che non soggiace all'applicazione della LEPICOSC l'esecuzione di lavori, a
titolo professionale, di modesta importanza o particolarmente semplici che
possono essere eseguiti anche da persone senza particolari conoscenze nel ramo
della costruzione e senza l'ausilio di attrezzature importanti (art. 4 cpv. 2
LEPICOSC); sono considerati di modesta importanza i lavori i cui costi
preventivabili non superano l'importo di fr. 30'000.-, per gli operatori
specialisti questo limite è fissato a fr. 10'000.- (art. 4 cpv. 3 LEPICOSC); l'esecuzione
dei lavori non può essere suddivisa in lotti al fine di sottrarli
all'assoggettamento (art. 8 cpv. 2 del regolamento della legge sull'esercizio
della professione di impresario costruttore e di operatore specialista nel
settore principale della costruzione del 3 dicembre 2014; RLEPICOSC; RL
705.510);

che nell'ambito dell'esecuzione di opere la cui importanza, per tipo
d'intervento e di costo preventivabile globale, supera le soglie fissate dalla
legge, solo le imprese iscritte all'albo possono eseguire lavori edili e del
genio civile;

che competente per l'applicazione della legge è la CV-LEPICOSC (art. 8 cpv. 1
LEPICOSC); i Municipi sono a loro volta tenuti a vigilare sul rispetto
della legge, verificando che le imprese che eseguono lavori per un valore di
oltre 30'000.- siano iscritte all'albo e segnalando alla CV-LEPICOSC eventuali
violazioni (art. 18 cpv. 1 LEPICOSC);

che in caso di esecuzione di lavori assoggettati alla legge da parte di imprese
o operatori non iscritti nello specifico ramo di attività, la CV-LEPICOSC
interviene con le necessarie misure provvisionali e i provvedimenti
sanzionatori di cui all'art. 16 LEPICOSC (art. 8 cpv. 2 RLEPICOSC); fra i
provvedimenti volti a ripristinare una situazione conforme al diritto va
annoverato il divieto di proseguire i lavori
intrapresi abusivamente;

che le misure cautelari, immediatamente esecutive (art. 37 cpv. 4 LPAmm), si
fondano su un giudizio di apparenza (Marco
Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese,
Lugano 1997, ad art. 21, n. 1 lett. c); esperiti i necessari 

accertamenti, l'autorità decide poi nel merito, adottando i provvedimenti che
si impongono;

che in concreto la ricorrente afferma di non aver violato le disposizioni della
LEPICOSC poiché i lavori da essa eseguiti non hanno raggiunto il valore limite
di fr. 30'000.-;

che la censura deve essere respinta giacché, conformemente all'art. 4 cpv. 3
LEPICOSC, determinante è il costo preventivabile dell'intero intervento (STA
52.2017.322 del 9 luglio 2018 consid. 4.2) e non il valore delle opere eseguite
dalla sola ricorrente; 

che considerato il divieto di suddividere in lotti l'esecuzione dei lavori al
fine di sottrarli all'applicazione della legge (art. 8 cpv. 2 RLEPICOSC),
sebbene dal profilo organizzativo l'esecuzione di un intervento edile possa
essere affidato a più ditte, qualora si tratti di opere che, nel loro insieme,
per ampiezza e costo superano la soglia di legge, solo le ditte iscritte
all'albo possono effettuare i lavori da capomastro (STA 52.2017.322 del 9
luglio 2018 consid. 4.3; per un esempio riferito alla legge prima della revisione
del 1° gennaio 2014: STA 52.2007.57 del 4 maggio 2007 consid. 3.2);

che nel caso in esame il costo preventivato dell'intero intervento, come
indicato nella domanda di costruzione, superava ampiamente il valore limite di
fr. 30'000.-, ciò che in effetti neppure l'insorgente contesta;

che a titolo abbondanziale si osserva che i lavori in questione, tra i quale
delle demolizioni, una sopraelevazione e l'edificazione di un locale
semi-interrato, indipendentemente dai costi, sono opere di una certa importanza
che non possono essere eseguite senza specifiche conoscenze nel ramo e senza
macchinari importanti;

che pertanto la RI 1 non può eseguire alcun lavoro nell'ambito del suddetto intervento
sul mappale n. 450 di __________ senza essere iscritta all'albo quale impresa
di costruzione;

che, di conseguenza, viste le circostanze, la CV-LEPICOSC poteva legittimamente
impartire l'ordine di sospensione dei lavori qui avversato; il ricorso, di conseguenza,
va senz'altro respinto;

che la tassa di giustizia e le spese di giudizio sono a carico dell'insorgente
(art. 47 LPAmm), mentre che non si assegnano ripetibili (art. 49 LPAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

1.   Il ricorso è
respinto.

 

 

2.   La tassa di
giustizia di fr. 1'000.-, già anticipata dalla ricorrente nella misura di fr.
1'500.-, sono poste a suo carico.

A quest'ultima va dunque restituito l'importo di fr. 500.- versato in eccesso. 

 

 

3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS
173.110).

 

 

	
  4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                            La vicecancelliera