# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 91bf1cda-fcfa-50bb-ab9e-496777dd84a7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-04-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.04.2014 30.2013.56
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2013-56_2014-04-07.html

## Full Text

__________accomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2013.56

   

  cs

  	
  Lugano

  7 aprile 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 17 dicembre 2013
di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 15
  novembre 2013 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa di compensazione CO 1 __________ 

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In seguito
alla revisione dell’RI 1 di __________ del 5 febbraio 2013 per il periodo dal
1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2011, il 9 luglio 2013 la CO 1 ha effettuato una
ripresa di fr. 105'331.05, chiedendo il pagamento di fr. 20'959.85 di
contributi sociali. La Cassa ha inoltre precisato che dal 1° gennaio 2013 sia __________
che __________ vanno considerati quali dipendenti dell’albergo (doc. 3).

                                         Con
decisione su opposizione del 15 novembre 2013 l’amministrazione ha confermato
la ripresa (doc. 6).

                               1.2.   Con ricorso
del 17 dicembre 2013 (doc. I), tradotto in italiano il 2 gennaio 2014 (doc.
III), in seguito all’ingiunzione del Giudice delegato del TCA (doc. II), l’RI 1,
rappresentato dal proprio direttore, __________, è insorto al TCA contro la
predetta decisione su opposizione.

                                         Il
ricorrente contesta in primo luogo la qualifica di __________ quale dipendente
dell’albergo, l’assenza di una presa di posizione della Cassa in sede di
opposizione su questa specifica censura ed il lungo tempo trascorso
nell’effettuare la revisione. A questo proposito l’insorgente sottolinea come
l’ispettrice ha trattenuto presso di sé per tre mesi i documenti messi a sua
disposizione ed ha impiegato troppo tempo per redigere il rapporto di
revisione, che contiene del resto diverse inesattezze. Il ricorrente censura
l’agire dell’ispettrice che, con il suo comportamento, avrebbe contribuito al
ritardo nell’allestimento del bilancio dell’albergo e contesta le affermazioni
della Cassa di compensazione secondo cui questi aspetti formali non possono
essere contestati nell’ambito della presente procedura. L’albergo ricorrente domanda
a chi deve rivolgersi per far valere i suoi diritti.

                                         Nel
merito l’insorgente chiede di annullare la ripresa delle spese figuranti nei
certificati di salario, evidenziando che esse non sono state assoggettate ai
contributi sociali neppure nel periodo precedente, malgrado siano sempre state
correttamente dichiarate. Il ricorrente rileva di non essere mai stato reso
attento circa l’obbligo di pagare i contributi anche sulle spese e si domanda
come mai non ha mai ricevuto il rapporto dell’ispettorato di __________ che
viene trasmesso alla Cassa di compensazione. L’albergo chiede pertanto che la
ripresa sulle spese non possa essere effettuata a titolo retroattivo ma solo
per il futuro.

                                         In
secondo luogo l’insorgente afferma di non voler contestare le altre riprese
relative ai collaboratori che si sono succeduti nel corso degli anni, con la
sola eccezione di __________, ricezionista dal 2007 al 2009.

                                         Il
ricorrente chiede l’annullamento della ripresa di fr. 9'100 inerente le spese
sostenute dall’albergo per il trasloco della propria collaboratrice da __________
in __________. L’insorgente rileva che con e-mail del 27 febbraio 2013
l’ispettrice aveva acconsentito, eccezionalmente, a rinunciare alla citata
ripresa, salvo poi cambiare idea. __________ verso la fine del 2008 si è
gravemente ammalata (bulimia) e non era più in grado di assumere il suo ruolo.
Essa ha chiesto di poter ritornare in __________ per essere curata in una
clinica specializzata. Solo con l’aiuto del personale dell’albergo è stato
possibile aiutarla, comperando alcuni mobili del suo appartamento, organizzando
un camion per l’__________, la manodopera ed il trasporto.

                                         Il
ricorrente afferma che “come scritto sul retro della ricevuta firmata, era
un calcolo approssimativo e visto la partenza precipitata non era neanche
possibile ricevere o avere le ricevute o fatture o prove per queste spese.
L’unica cosa importantissima per la direzione dell’albergo era di poter aiutare
la collaboratrice e di fare tutto per lei”. Il ricorrente, vista
l’eccezionalità dell’avvenimento, non accetta che quanto accaduto sia trattato
alla stregua di un caso normale.

 

                               1.3.   Con risposta
del 21 gennaio 2014 la Cassa propone la reiezione del ricorso (doc. V). Circa
la ripresa delle spese, CO 1 rileva come sia “assolutamente possibile che la
prassi relativa alla questione del conteggio delle spese abbia subito un lento
cambiamento nel corso degli anni e che di conseguenza l’attuale trattamento
delle spese risulti più rigido rispetto al momento dell’ultimo controllo”.
Circa la ripresa di fr. 9'100 relativa alle spese sostenute per __________, la
Cassa afferma che la documentazione non era completa al momento della
revisione, per cui era praticamente impossibile delimitare il salario e le
spese. In assenza di giustificativi, la ripresa va confermata.

 

                               1.4.   Con osservazioni
del 6 febbraio 2014 il ricorrente ha ribadito la sua posizione (doc. VII).
L’insorgente sostiene di aver sempre ossequiato correttamente a tutto quanto
richiesto dalla Cassa, la quale per contro non ha mai fornito informazioni
circa il corretto conteggio delle spese. L’Hotel non ha mai ricevuto il
rapporto di revisione del 2008 e il rapporto di controllo dell’ispezione del
2013. Ciò impedisce all’albergo di rimediare ad eventuali lacune nel conteggio
delle spese. La revisione, secondo il ricorrente, non è stata fatta a regola
d’arte, l’ispettrice il 5 febbraio 2013 ha preso con sé diversi documenti e li ha restituiti solo il 27 maggio 2013, ciò che, secondo il superiore
dell’ispettrice, __________, sarebbe stato illegale.

                                         Per
l’insorgente, con la risposta la Cassa di compensazione ammette implicitamente
di non conoscere i cambiamenti in atto nell’ambito della ripresa delle spese e di
non informare i propri affiliati. Nessuno ha spiegato se in futuro tali spese
possono essere conteggiate o meno. Il computo retroattivo delle spese va di
conseguenza annullato.  

                                         L’albergo
ribadisce di aver messo a disposizione tutta la documentazione e non solo
quella degli ultimi due anni. Altrimenti l’ispettrice non avrebbe potuto
eseguire una corretta revisione. L’insorgente sottolinea di aver sempre ben
delimitato il salario e le spese e che per quanto concerne __________
l’ispettrice era in possesso del conteggio delle spese che non è mai stato
restituito. Il conteggio contiene le posizioni delle spese e la firma della
collaboratrice. Per l’insorgente è grave che l’ispettrice, dopo aver accettato
di rinunciare alla ripresa con e-mail del 27 febbraio 2013, ha poi cambiato posizione e ribadisce  di aver parlato con il direttore della “__________”, __________
il quale non sarebbe stato informato del ritiro dell’accordo che l’ispettrice
aveva a suo tempo fornito.

 

                               1.5.   Il 13
febbraio 2014 la Cassa si è riconfermata nella sua richiesta di reiezione del
ricorso (doc. IX).

 

                               1.6.   Il 24
febbraio 2014 il TCA ha chiesto ad CO 1 la trasmissione del rapporto di
controllo del datore di lavoro del 19 febbraio 2008, compresa tutta la
documentazione ancora in possesso della Cassa inerente quel controllo, nonché
eventuale ulteriore documentazione relativa al controllo del 5 febbraio 2013 e
non prodotta al Tribunale (doc. XI).

                                         

                               1.7.   Il 27
febbraio 2014 il TCA ha assegnato all’insorgente un termine scadente il 12
marzo 2014 per visionare presso il Tribunale tutta la documentazione e produrre
eventuali osservazioni scritte in merito (doc. XIII). Contestualmente questo
Tribunale ha chiesto al ricorrente di fornire prove in merito alla circostanza
che in passato sulle spese non sarebbero stati prelevati contributi sociali, in
particolare con l’invio dei conteggi relativi al periodo precedente al 2008, di
trasmettere eventuale documentazione relativa alle spese sostenute in favore di
__________ e di voler confermare che “il foglio delle spese” con la
firma dell’ex dipendente, ossia la ricevuta, si troverebbe ancora presso
l’ispettrice.

 

                               1.8.   Il 9 marzo
2014 l’insorgente ha prodotto ulteriore documentazione, unitamente alle sue
osservazioni (doc. XIV).

                                         Il
ricorrente evidenzia che nel rapporto di revisione del 29 marzo 2008 relativo
al periodo dal 2004 al 2007 non figura alcuna indicazione circa
l’assoggettamento o meno delle spese riportate nei fogli di salario. Il
rapporto menziona esplicitamente che l’ispettrice ha avuto accesso alle copie
dei salari. Ora, le spese non assoggettate all’AVS erano ben visibili ed il
rapporto di revisione del 2008 conclude con un rimborso a favore dell’albergo
di fr. 3'146.75.

                                         Circa
l’ispezione del 2013 il ricorrente ribadisce le sue censure, allega conteggi
salariali del 2006, 2007, 2009 e 2010 per comprovare che contenevano spese non
assoggettate all’AVS, produce il conteggio spese speciali per __________,
afferma che “non possiamo confermare che il foglio delle spese si trova
ancora dalla Signora __________”, ma ribadisce che l’ispettrice era
d’accordo di non conteggiare le spese di trasloco, mentre in un secondo tempo è
stato ritenuto che tali spese fossero per vestiti e coiffeur.

 

                               1.9.   Chiamata a
presentare osservazioni, la Cassa, il 19 marzo 2014, ha ribadito la sua posizione (doc. XVI) ed ha affermato che le spese sostenute regolarmente
ogni mese (prestazioni in natura) costituiscono salario determinante ai sensi
della LAVS. 

                                         L’amministrazione
evidenzia in secondo luogo che il revisore esegue una verifica per prova a
campione e non è possibile verificare la legittimità di ogni ambito, ma è
responsabilità dell’amministratore di un’impresa assicurare che la sua attività
sia conforme all’ordinamento giuridico vigente. Circa __________, la Cassa
evidenzia che la documentazione prodotta comprova unicamente la natura
effettiva delle prestazioni ma tali pagamenti sono da considerare parti
integranti del salario, conformemente ai marginali 2002 e 2077 delle DSD.

 

                             1.10.   Lo scritto
del 19 marzo 2014 è stato trasmesso al ricorrente per conoscenza (doc. XVII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         in
ordine

 

                               2.1.   In primo
luogo l’insorgente sostiene di non aver avuto a disposizione tutta la
documentazione, in particolare il rapporto di revisione, e rileva che la Cassa
non avrebbe preso posizione circa la qualifica di dipendente dell’albergo di __________.
Il ricorrente fa implicitamente valere una violazione del diritto di essere
sentito.

 

                                         Ai sensi
dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per costante
giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere
dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di una
decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti
suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione
dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne
conoscenza e di determinarsi al riguardo (STFA del 29 giugno 2006, H 97/04; DTF
129 II 504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 131
consid. 2b; cfr. riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza
si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa,  124 V 181
consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate). Il diritto di essere sentito
comprende l’obbligo per l’autorità di motivare le proprie decisioni. Tale
obbligo ha lo scopo, da un lato, di porre la persona interessata nelle
condizioni di afferrare le ragioni poste a fondamento della decisione, di
rendersi conto della portata del provvedimento e di poterlo impugnare con
cognizione di causa, e dall’altro, di permettere all’autorità di ricorso di
esaminare la fondatezza della decisione medesima. Ciò non significa che
l’autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le
argomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per
il giudizio, atte ad influire sulla decisione (STF del 24 gennaio 2007, U
397/05, con riferimenti; DTF 129 I 232 consid. 3.2).

 

                                         In
concreto, dalla decisione formale del 9 luglio 2013, emerge che la Cassa ha
affermato di aver allegato il rapporto di revisione (doc. 3).

                                         Inoltre,
il TCA ha messo a disposizione del ricorrente tutti i documenti prodotti dalla
Cassa, assegnandogli un termine per prendere posizione in merito (doc. XIII).
L’interessato ha prodotto le sue osservazioni il 9 marzo 2014 (doc. XIV).

                                         Circa la
qualifica di dipendente di __________, al punto 3 della decisione su
opposizione figurano le spiegazioni circa la lo statuto dell’interessato che la
Cassa sostiene non essere impugnabile poiché si tratta unicamente di
un’informazione per il futuro (doc. A1, pag. 2).

 

                                         Ne segue
che nel preciso caso di specie il diritto di essere sentito non è stato
violato.

 

                                         Del resto
il TCA dispone del pieno potere cognitivo come l’istanza precedente (cfr.
sentenza 9C_738/2007 del 29 agosto 2008; DTF 133 I 201 consid. 2.2; DTF 127 V
431), per cui, in ogni caso, un’eventuale violazione del diritto di essere
sentito, sarebbe comunque sanata in questa sede. 

 

                               2.2.   L’insorgente
fa valere ulteriori lacune formali relative alla revisione effettuata il 5
febbraio 2013 in particolare per quanto concerne il comportamento
dell’ispettrice che avrebbe impiegato troppo tempo per eseguire la revisione,
che avrebbe trattenuto i documenti per oltre tre mesi, ciò che avrebbe causato
un ritardo nella chiusura del bilancio 2011 e che avrebbe affermato, a torto,
che al momento del controllo erano a disposizione solo documenti relativi agli
ultimi due anni.

                                         Inoltre
l’ispettrice avrebbe confuso la qualifica di dipendente con quella di
indipendente di __________.

                                         Il
direttore dell’Ufficio di revisione, __________, avrebbe confermato queste
manchevolezze al ricorrente e avrebbe citato l’ispettrice nei suoi uffici di __________.

                                         L’albergo
chiede infine presso quale istanza potrebbe rivolgersi per far valere le sue
ragioni.

 

                               2.3.   Ai sensi
dell’art. 68 cpv. 2 LAVS periodicamente si dovrà controllare se i
datori di lavoro affiliati alla cassa di compensazione applicano le
disposizioni legali. Il controllo deve essere fatto da un ufficio di revisione
che soddisfi ai requisiti posti nel capoverso 3, o da un ufficio speciale della
cassa di compensazione. Se i controlli dei datori di lavoro non sono eseguiti o
sono eseguiti in modo non conforme alle prescrizioni, il Consiglio federale ne
ordina l'esecuzione a spese della cassa di compensazione.

 

                                         A norma dell’art. 68 cpv.
4 LAVS il Consiglio federale emana le prescrizioni particolari relative
all'ammissione degli uffici di revisione e all'esecuzione delle revisioni delle
casse e del controllo dei datori di lavoro

 

                                         Per l’art. 72 cpv. 4 LAVS le
casse di compensazione devono presentare periodicamente al Consiglio federale,
nella forma da questo prescritta, una relazione sulla loro gestione. Gli uffici
di revisione e di controllo devono presentare al Consiglio federale, in
conformità delle sue istruzioni, un rapporto sulle revisioni e i controlli da
essi eseguiti conformemente all’articolo 68. Il Consiglio federale provvede
affinché siano eliminati i difetti rilevati.

 

                                         L’art. 162 cpv. 1 OAVS
prevede che il controllo periodico dei datori di lavoro di cui
all'articolo 68 capoverso 2 primo periodo LAVS è effettuato sul
posto.

                                         Giusta l’art. 162 cpv. 4
OAVS l’Ufficio federale impartisce alle casse di compensazione istruzioni sulle
modalità dei controlli.

 

                                         Ai sensi dell’art. 163
cpv. 1 OAVS l'Ufficio di revisione deve verificare se il datore di lavoro
adempie correttamente i compiti che gli spettano. Il controllo deve estendersi
a tutti i documenti che sono necessari per tale verificazione.

                                         Per l’art. 163 cpv. 2 OAVS
il controllo verte sul periodo di contribuzione non ancora caduto in
prescrizione. Esso è effettuato in una misura tale da garantire una
verificazione efficace e da permettere l'accertamento di eventuali lacune.

                                         A norma dell’art. 163 cpv.
3 OAVS i verificatori devono limitarsi al controllo. Essi non possono emanare
decisioni né impartire ordini. Possono assumere anche funzioni consultive.

 

                                         Secondo l’art. 169 cpv. 1
OAVS del risultato di ogni revisione di una cassa di compensazione o di una
agenzia, e di ogni controllo dei datori di lavoro è steso un rapporto.

                                         Ai sensi dell’art. 169
cpv. 2 OAVS i rapporti di revisione e di controllo devono indicare
esaurientemente l'estensione e l'oggetto delle verificazioni fatte, nonché i
difetti e le irregolarità rilevati. Essi devono indicare il risultato formale e
materiale delle verificazioni fatte ed esporre chiaramente se e come le
prescrizioni legali e amministrative, nonché le istruzioni sono state osservate
esattamente. I rapporti devono inoltre informare se i difetti precedentemente
rilevati sono stati eliminati. L'Ufficio federale può impartire istruzioni
particolari concernenti la formazione dei rapporti di revisione e di controllo
e respingere rapporti che non rispondono alle esigenze poste. Infine, esso può
ordinare la compilazione dei rapporti di controllo mediante un modulo
prescritto.

                                         Per l’art. 169 cpv. 3 OAVS
i rapporti di revisione e di controllo devono essere firmati dal revisore e,
per gli uffici di revisione esterni, dalle persone rappresentanti l'ufficio di
revisione o di controllo.

 

                                         L’art. 169 cpv. 4 OAVS
prevede che i rapporti di revisione devono essere trasmessi in due copie
all'Ufficio federale entro un termine da fissarsi da quest'ultimo. Altri
duplicati devono essere inviati direttamente alla cassa di compensazione e alle
loro associazioni fondatrici. I rapporti di controllo devono essere inviati
alle casse di compensazione.

 

                                         Va ancora
evidenziato che ai sensi del marg. 2026 (cfr. anche marg. 1007 delle “WRA”
versione tedesca in vigore dall’1.1.2008) della circolare alle casse di
compensazione sul controllo dei datori di lavoro, questi
ultimi possono contestare davanti al giudice un'eventuale decisione mediante
cui la cassa ordina un controllo del datore di lavoro. Essi possono
segnatamente chiedere la ricusazione del revisore o dell'ufficio di revisione
incaricato se possono motivare che il revisore sarà parziale nei loro confronti
(TFA del 25 agosto 1964 RCC 1965 p. 95).

 

                               2.4.   Circa la
qualifica di dipendente o indipendente di __________, come rilevato anche dalla
Cassa nella decisione su opposizione, e come ammesso dall’Ufficio di revisione
in data 21 ottobre 2013 (doc. 42) l’ispettrice nel rapporto complementare del
28 maggio 2013 ha confuso e mischiato i termini dipendente ed indipendente
(doc. A1, punto 3). Ciò tuttavia non ha alcuna conseguenza circa la ripresa per
il periodo dal 2008 al 2011, non essendo stata effettuata alcuna modifica dello
statuto di __________ con effetto retroattivo.

                                         Per
quanto concerne il futuro, invece, e meglio, il periodo dal 1° gennaio 2013, la
Cassa (e l’11 febbraio 2013 l’ispettrice [cfr. doc. 1]) si è limitata ad
avvisare l’interessato che nella misura in cui __________ esercita l’attività
di direttore dell’albergo, sarebbe stato considerato dipendente del medesimo e
non (più) consulente indipendente. 

Ciò è dovuto alla circostanza che il TCA
ha già avuto modo di stabilire che, di principio, un cambiamento di prassi,
salvo eccezioni, quando una società, come in concreto, è già stata oggetto di
revisione senza che l’ispettore abbia avuto nulla da obiettare circa la
qualifica dell’attività lavorativa di un assicurato, può avvenire unicamente
per il futuro e meglio, di norma, da quando la persona o la società assicurata
è venuta a conoscenza dell’intenzione della Cassa di modificare la propria
prassi (cfr., fra le tante, sentenza 23 maggio 2003, inc. 30.2002.115, consid.
2.8; sentenza 20 ottobre 2003, inc. 30.2003.16, consid. 2.8; sentenza 11 marzo
2004, inc. 30.2003.59 e, a livello federale, sentenza 11 gennaio 2002, H
299/99, consid. 6a; sentenza 3 maggio 2004, H 318/20; sentenza 21 luglio 2006,
H 167/04).

 

                                         Per
contro, la semplice informazione circa il cambio di prassi non è impugnabile in
quanto tale nell’ambito della contestazione per la ripresa dei contributi dal
2008 al 2011 e potrà semmai essere contestata nell’ambito del pagamento dei
contributi dovuti dal 2013. 

                                         Con
sentenza 30.2011.15 del 17 giugno 2011 il TCA ha infatti confermato che un
rapporto sul controllo dei datori di lavoro nelle cui osservazioni
l’amministrazione si limita a preannunciare un cambiamento di prassi, motivata
dal fatto che in assenza di tale avvertenza l’assicurato potrebbe validamente
invocare la protezione della sua buona fede per il pregresso atteggiamento
della Cassa, non costituisce una formale decisione soggetta ad impugnativa. In
effetti con tale avvertenza l’amministrazione non fissa chiari obblighi
(attuali) dell’assicurato nei suoi confronti, non gli impone un preciso
versamento di contributi o gli nega il riconoscimento di diritti specifici. 

                                         L’osservazione,
fissando un obbligo futuro e non determinando un obbligo contributivo specifico
in favore della Cassa ed a carico del datore di lavoro, non costituisce quindi
decisione impugnabile dinanzi a questo Tribunale cantonale delle Assicurazioni (cfr.
30.2011.15 del 17 giugno 2011).

 

                                         Su questo punto il ricorso
è irricevibile (cfr. anche DTF 132 V 257 e sentenza 30.2008.24+25 del 6 agosto
2008).

 

                                         Il ricorrente può tuttavia
chiedere alla Cassa che emani nei suoi confronti e nei confronti di __________
una decisione formale condannatoria tramite la quale venga stabilito il suo
eventuale obbligo di pagare i contributi così da poter contestare la nuova
affiliazione come dipendente dell’albergo dal gennaio 2013 (cfr. sentenza
30.2008.24+25 del 6 agosto 2008, consid. 2.8).

 

                               2.5.   Circa le asserite lungaggini
della procedura o il prelievo di documenti da parte dell’ispettrice, poi
restituiti dopo alcuni mesi (secondo il ricorrente il 27 maggio 2013 [doc. VII])
e la censura del ricorrente relativa all’affermazione del revisore secondo cui
erano a disposizione solo i documenti degli ultimi due anni, va evidenziato
quanto segue.

 

                                         Il controllo sul posto è
avvenuto il 5 febbraio 2013 (doc. 2).

                                         L’11 febbraio 2013
l’ispettrice ha chiesto, via e-mail (doc. 1), ulteriore documentazione
all’albergo. 

                                         Il 27 febbraio 2013 la
medesima ispettrice ha chiesto all’albergo di compilare correttamente una
tabella excel allegata, contenente salari ed altre prestazioni pagate a
collaboratori o aiutanti (doc. A2).

                                         Il 10
marzo 2013 __________ ha scritto all’ispettrice, commentando le riprese
effettuate, indicando di avere difficoltà nella compilazione della tabella
excell per il periodo 2008-2011 ed evidenziando che “die Rekonstruktion
aller Problemfälle ausserordentlich zeitaufwendig und in vielen Fällen
unmöglich ist, weil die damals verantwortlichen Buchhalterinnen schon längstens
über alle Berge sind und viele Einzelheiten nicht mehr geklärt werden können”
(allegato doc. 1). Il ricorrente ha poi scritto all’ispettrice affermando che “da
ich die mühsam zusammengestellten Excel Tabellen nicht mehr finden kann und das
ausfüllen der Excel Formulare zu wenig Platz lässt, habe ich die Kommentare auf
andere Weise zusammengestellt” ed ha trasmesso un’altra tabella (allegato
al doc. 1). Il 28 maggio 2013 è stato redatto il rapporto di revisione,
da cui emerge tra l’altro che non vi è una persona qualificata per il reparto
risorse umane, che gli aiuti non sono sempre stati dichiarati e che vi sono
problemi importanti (doc. 2). Tanto più che la ripresa concerne diversi
collaboratori, di cui di alcuni non si conosce il cognome e/o il numero AVS
(doc. 2)

                                         

                                         Per cui se l’ispettrice ha
impiegato oltre tre mesi dal giorno del controllo per redigere il rapporto di
revisione, ciò è dovuto sia alla necessità di operare ulteriori accertamenti
sia alle difficoltà nel reperire la documentazione. Lo stesso direttore
dell’albergo ha del resto evidenziato di non essere riuscito a ricostruire ogni
singola uscita (allegato al doc. 1), malgrado si trattasse di di dipendenti attivi
presso la struttura alberghiera negli ultimi 5 anni.

 

                                         L’asserito (e minimo)
ritardo nella compilazione del rapporto di revisione non è dovuto a
manchevolezze dell’ispettrice, bensì, in gran parte, all’assenza di chiarezza
nella documentazione dell’albergo ed alla necessità di effettuare ulteriori
chiarimenti.

                                      

                                         Le censure dell’insorgente
vanno di conseguenza respinte.

 

                                         Infine, circa l’autorità
preposta alla vigilanza delle revisioni effettuate su ordine delle casse di compensazione,
questo TCA segnala al ricorrente che l’Ufficio federale delle assicurazioni
sociali (UFAS), di norma, riceve copia dei rapporti di revisione (cfr. art. 72
cpv. 4 LAVS e 169 cpv. 4 OAVS) e vigila sulla corretta applicazione della LAVS.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.6.   L’insorgente
contesta la ripresa delle spese, facendo implicitamente valere il principio
della buona fede poiché, in passato, la Cassa non le aveva mai assoggettate al
prelievo dei contributi malgrado figurassero nei fogli paga. Il ricorrente
contesta più specificatamente la ripresa dell’importo di fr. 9'100 per le spese
riconosciute ad __________ per il suo rientro in __________, evidenziando che
in un primo tempo l’ispettrice si era detta d’accordo di non riprenderle.

 

                               2.7.   I contributi
degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in
percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e
indipendente (art. 4 cpv. 1 LAVS).

 

Dal reddito di un'attività dipendente, chiamato
"salario determinante", è prelevato un contributo del 4,2% (art. 5
cpv. 1 LAVS).

Giusta l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario
determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri
per un tempo determinato od indeterminato. Esso comprende inoltre le indennità
di rincaro e altre indennità aggiunte al salario, le provvigioni, le
gratificazioni, le prestazioni in natura, le indennità per vacanze o per giorni
festivi ed altre prestazioni analoghe, nonché le mance.

L'art. 5 cpv. 4 LAVS prevede che il Consiglio federale può escludere
dal salario determinante le prestazioni di carattere sociale, nonché le
elargizioni fatte da un datore di lavoro a favore dei suoi dipendenti in
occasione di avvenimenti particolari.

 

Questo reddito ingloba dunque tutte le
prestazioni percepite dal salariato che hanno una relazione economica con il
rapporto di lavoro (DTF 124 V 100 consid. 2 pag. 102 con riferimenti), incluse
le indennità che il salariato ha ricevuto, indipendentemente se sono state
effettuate durante il tempo libero ed i fine settimana.

Per ottenere il salario determinante ai fini
dell'AVS, è necessario dedurre le indennità versate dal datore di lavoro a
titolo di risarcimento spese. Queste spese, che incombono al salariato, vengono
rimborsate sia separatamente dal datore di lavoro quale risarcimento
delle spese (art. 7 OAVS), sia incluse nel salario quali spese generali
(art. 9 OAVS).

Secondo l'art. 7 OAVS, il rimborso delle spese
sostenute non costituisce salario determinante.

Ai sensi dell'art. 9 cpv. 1 vOAVS, nel tenore in
vigore fino al 31 dicembre 2008, sono considerate spese generali quelle cui il
datore di lavoro (recte: il salariato, salarié, Arbeitnehmer) deve far
fronte nell'ambito della propria attività.

Non fanno parte di
queste spese le indennità periodiche per gli spostamenti del salariato dal
luogo di domicilio al luogo di lavoro abituale e per i pasti usuali presi a
domicilio o sul luogo di lavoro; queste indennità rientrano di norma nel
salario determinante (art. 9 cpv. 2 OAVS).

Infine, l'art. 9 cpv. 3 vOAVS, nel tenore in
vigore fino al 31 dicembre 2008, disponeva che le spese generali potevano
essere dedotte nella misura in cui fosse provato che costituivano almeno il 10
per cento del salario versato. Le spese generali indennizzate separatamente dal
salario potevano essere dedotte in ogni caso.

Quindi, per i salariati che sopportavano loro
stessi, interamente o parzialmente, le spese generali risultanti
dall'esecuzione dei loro lavori, queste spese potevano essere dedotte se era
provato che raggiungevano almeno il 10% del salario versato. La norma non era
invece applicabile per le spese che il datore di lavoro rimborsava
separatamente dal salario versato. Queste spese dovevano essere tenute in
considerazione anche se erano inferiori al 10% del salario determinante (RCC
1990 pag. 42 consid. 3; RCC 1987 pag. 386 consid. 3b; RCC 1979 pag. 77 consid.
2a; RCC 1978 pag. 557 consid. 2).

Dal 1° gennaio 2009 il testo dell'art. 9 OAVS è
il seguente:

 

" 
1 Sono spese generali quelle cui il datore di lavoro [recte:
salariato] deve far fronte nell'ambito della propria attività. Le indennità per
spese generali non rientrano nel salario determinante.

2 Non fanno parte delle spese
generali le indennità periodiche per gli spostamenti del salariato dal luogo di
domicilio al luogo di lavoro abituale e per i pasti usuali presi a domicilio o
sul luogo di lavoro abituale; tali indennità rientrano di norma nel salario determinante."

 

Il capoverso 3 è stato abrogato.

 

                                         Per
l’art. 13 OAVS le prestazioni in natura d’altra specie sono valutate, caso per
caso, dalla cassa di compensazione secondo le circostanze.

 

                               2.8.   Configurano spese
generali rimborsabili le spese di viaggio (viaggio, vitto e alloggio), le
spese di rappresentanza e quelle per la clientela (STFA H 57/04 del 20 aprile
2006, consid. 7.1 in: RtiD II-2006 n. 46 pag. 214; STFA H 257/03 dell'11 gennaio 2005, consid. 4.3.1, concernente
la ricorrente); le spese per il materiale e per il vestiario professionale;
le spese d'uso di locali di servizio, nella misura in cui essi sono utilizzati
per lo svolgimento dell'attività lucrativa; le spese supplementari di viaggio
dal domicilio al luogo di lavoro, se questi sono considerevolmente lontani
l'uno dall'altro; le spese supplementari per i pasti che il salariato deve
consumare fuori dal domicilio a causa della distanza del domicilio dal luogo di
lavoro, come pure le spese d'alloggio per il pernottamento fuori casa nonché le
spese di formazione e di perfezionamento professionali (tasse d'iscrizione a
corsi o ad esami, libri o materiale, ecc.), che sono in stretta relazione con
l'attività professionale del salariato (N. 3003 delle Direttive sul salario
determinante (DSD), edite dall'UFAS, valide dal 1° gennaio 2008; RDAT II-1992
n. 60, pag. 140; Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a edizione,
Berna 1996, N. 4.151, pag. 164-166).

 

Di principio si deve dedurre l'importo effettivo
delle spese generali (RCC 1979 pag. 79, RCC 1982 pag. 354, RCC 1983 pag. 310).

 

Per costante giurisprudenza del TFA, si può ammettere l'esistenza
di spese generali ai sensi dell'art. 9 OAVS soltanto se l'esercizio dell'attività
professionale obbliga il salariato ad effettuare spese supplementari (STF 9C_412/2007 del 9 luglio 2008, consid. 3.2; STFA 1965
pag. 233; Pratique VSI 1994 pag. 84 consid. 3b).

Spetta poi al datore di lavoro o al salariato fornire la prova o
per lo meno rendere verosimile che le spese fatte valere siano state
effettivamente sostenute (Pratique VSI 1996 pag. 265 consid. 3b;
Pratique VSI 1994 pag. 171; RCC 1983 pag. 310, RCC 1979 pag. 79).

Occorre infatti dimostrare i costi rimborsati,
siccome si tiene conto soltanto delle spese effettive (STFA H 257/03, consid.
4.3.2). Il rimborso spese concesso sotto forma d'importi forfetari deve ad ogni modo
corrispondere complessivamente alle spese che sono effettivamente risultate
(STF 9C_412/2007, consid. 3.2; STFA 216/96 dell’11 settembre 1997; Pratique VSI
1994 pag. 170). Di conseguenza, gli interessati sono tenuti a fornire indicazioni
precise, producendo un conteggio esaurientemente dettagliato ed
allegando le relative pezze giustificative (RCC 1960 pag. 34; STFA H 216/96
dell'11 settembre 1997). Le prove offerte devono essere concrete e non generiche.

A tale principio è possibile derogare solo nei
casi in cui, pur essendo dimostrata l'esistenza di spese generali, l'importo dettagliato delle stesse non può essere comprovato in modo
certo a causa di circostanze speciali (Pratique VSI 1994 pagg. 171-172). In tal
caso, la loro valutazione incombe alla Cassa di compensazione, che dovrà
stimarne l'ammontare fissando
un importo forfetario (STF 9C_412/2007, consid. 3.2; STFA H 57/04, consid.
7.1 = RtiD II-2006 no. 46 pag. 214; STFA H 257/03, consid. 4.3.2; N. 3005 e N.
3011 DSD), tenuto conto delle spese che il datore di lavoro e/o il salariato
rendono verosimili e che sono usuali nella professione considerata (Pratique
VSI 1994 pagg. 171-172; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa R.C. SA; RCC 1990
pag. 41; RCC 1979 pag. 77; RCC 1955 pag. 101; RDAT II-1992 n. 60 pag. 140; Käser, op.
cit., N. 4.151, pag. 165; vedi pure: RCC 1983 pag. 310 e RCC 1982 pag. 356).

 

Questa modalità di calcolo viene in particolare
applicata a rappresentanti di commercio, artisti, giornalisti, fotografi per
la stampa e musicisti (citate STFA H 57/04 e STFA H 257/03; Käser, op.
cit., pag. 166).

 

L'amministrazione non può quindi limitarsi a
constatare che il contribuente non è riuscito a provare o a rendere verosimile
l'esistenza di tali spese. Essa deve piuttosto agire d'ufficio, affinché le
necessarie prove siano raccolte, in quanto ciò sia possibile senza eccessive
difficoltà (RCC 1990 pag. 42, RCC 1983 pag. 310 consid. 3, RCC 1982 pag. 355,
RCC 1979 pag. 79 consid. 2b).

A tale scopo è sufficiente invitare il
contribuente ad intraprendere i passi necessari ed a fornire i documenti utili
(RCC 1979 pag. 79 consid. 2b; STFA del 1° ottobre 1981 nella causa T. & Co.
N.J.).

Alla luce del principio inquisitorio a cui è
tenuta, la Cassa deve dunque provvedere ad entrare in possesso della
documentazione probatoria necessaria, se ciò non crea difficoltà eccessive (citata
STFA H 257/03, consid. 4.3.2; RCC 1990 pag. 42 consid. 4).

 

Se le spese generali non vengono indicate
separatamente ed il salariato deve quindi coprire personalmente le spese
generali necessariamente legate alla sua professione, il salario determinante
deve essere fissato come segue (N. 3007 DSD):

                                         -
    si devono prendere in considerazione le spese generali separatamente per
ogni periodo di pagamento del salario;

                                         -
    non è ammessa la deduzione di spese generali inferiori al 10% del
versamento globale (art. 9 cpv. 3 vOAVS).

 

Se le spese effettivamente sostenute vengono
indicate separatamente di caso in caso, il salario pagato costituisce il
salario determinante. La regola del 10% secondo l'art. 9 cpv. 3 vOAVS non è applicabile
(RCC 1990 pag. 41, N. 3008 DSD).

 

Se l'indennità per le spese generali viene
versata dal datore di lavoro come indennità forfetaria, questa deve
corrispondere almeno globalmente alle spese effettive, deve cioè essere adeguata
alla realtà in ogni singolo caso. Ogni decisione in proposito deve basarsi
sulla realtà di situazioni concrete (RCC 1990 pag. 41, N. 3011.1 DSD).

 

                               2.9.   In concreto,
dal rapporto di revisione emerge che la Cassa di compensazione ha ripreso un
importo complessivo di fr. 105'331.05 (doc. 2 e 3).

                                         Circa le
spese, nel 2008 sono stati ripresi fr. 9'100 ad __________ e fr. 7'200 a __________, nel 2009 fr. 8'460 a __________ e fr. 7'200 a __________, nel 2010 fr. 4'200 a __________ e fr. 4'086.85 a __________ (doc. 2).

 

                                         L’insorgente
inizialmente non contestava, di per sé l’assoggettamento delle spese al
prelievo dei contributi AVS (tranne per quanto concerne le spese del trasloco
di __________ di cui si dirà in seguito), ma sosteneva che la ripresa non
poteva essere effettuata per il passato, avendo sempre dichiarato le spese nei
fogli di salario, senza che la Cassa avesse mai effettuato una ripresa o lo avesse
informato circa la modifica della prassi in materia (doc. III: “chiediamo il
tribunale che chiarezza sia fatta su questi problemi e domande aperte e che per
il periodo 2008 – 2011 niente sia da pagare in più rettrospettivamente”;
cfr. anche doc. I, versione del ricorso in tedesco pag.
3: “[…] wir beantragen, dass die für uns neue Regelung ab 2012/2013
Gültigkeit hat und die Periode 2008 – 2011 nicht geändert werden muss“). Con
le osservazioni del 9 marzo 2014 l’insorgente ha poi censurato anche la ripresa
delle spese per i vestiti affermando che le divise acquistate ai propri
dipendenti non possono essere utilizzate al di fuori dell’attività lavorativa.

                                         A questo proposito
nell’opposizione del 29 settembre 2013 aveva evidenziato come nessuna delle sue
ricezioniste indossa i vestiti messi loro a disposizione anche nel tempo
libero, poiché vengono depositati nel guardaroba (doc. 5: “__________ meint,
dass die Kleider an der Reception auch für die Freizeit benützt werden können
und deshalb AHV-pflichtig sind. Keine meiner
Rezeptionistinnen trägt die schwarzen Hosen oder Röcke und Jacken auch in der
Freizeit; diese werden meistens nach Arbeitsschluss in der Garderobe deponiert”).

                                         

                             2.10.   In
primo luogo va esaminato il caso di __________.          

 

                                         Il
ricorrente chiede di annullare la ripresa di fr. 9'100 poiché si tratterebbe di
spese di trasloco della dipendente, che è stata aiutata a ritornare in __________
dopo essersi gravemente ammalata di bulimia. L’insorgente
produce un’e-mail del 27 febbraio 2013 dove l’ispettrice afferma di aver
parlato con il proprio superiore e rileva che “ausnahmsweise werden wir die
Umzugskosten für Frau __________ nicht verrechnen, aber in Zukunft werden wir
keine speziellen Situationen mehr akzeptieren” (doc. A2).

                                         

Dagli atti richiamati dal TCA emerge che
l’interessata ha dato la disdetta dal rapporto di lavoro con effetto al 31
dicembre 2008 per motivi di salute (doc. B5). Il 3 gennaio 2009 le parti hanno
sottoscritto una ricevuta dove figura che l’albergo ha versato fr. 10'000
all’interessata di cui fr. 3’060 per un camion proveniente dall’__________ con
2 operai, fr. 650 per noleggio furgone, fr. 1'600 per operai/autista, fr. 2'600
per rimborso mobili, fr. 2'050 per costi macchina e fr. 40 di spese benzina
(doc. B5).  

L’11 febbraio 2013 l’ispettrice ha informato il
direttore dell’albergo circa le norme applicabili in caso di trasloco, ha
ritenuto l’importo quale “Abgangentschädigungen” ed ha chiesto “eine
Kopie des Kassabeleges von ca. CHF 10'000./. CHF
2'600 (Kauf Möbel) Differenz CHF 7'400.00 AHV-pflichtig. Bitte Vor-und Nachname
der Personen mitteilen” (doc. 1).                               

Il 27 febbraio 2013 l’ispettrice ha scritto a __________ il sopra
citato e-mail dove ha affermato di rinunciare, eccezionalmente, alla ripresa
(doc. A2).

 

L’insorgente, sulla base di questo scritto, fa valere la sua buona
fede.

 

A torto.

 

Infatti, la ripresa effettuata nel 2008, di fr. 9'100, non
concerne le spese di trasloco per complessivi fr. 7'400 (fr. 10'000 – fr. 2'600
per l’acquisto di mobili), bensì, come emerso in sede di opposizione, spese per
vestiti, coiffeur, ecc. (cfr. anche doc. 42).

Le spese di trasloco, conformemente all’e-mail del 27 febbraio
2013, non sono state assoggettate al prelievo dei contributi sociali. Tant’è
che l’importo di fr. 7'400 è stato versato nel 2009, mentre la ripresa concerne
il rimborso spese mensile dal gennaio 2008 al dicembre 2008 (cfr. doc. 2).

 

Va pertanto esaminato se la ripresa delle spese versate ad __________
per vestiti e coiffeur è corretta.

 

                                         Il marginale 3003 DSD nel
tenore in vigore nel 2008, relativo all’applicazione dell’art. 9 OAVS, prevedeva
che sono considerate spese generali le spese per il materiale
e per il vestiario professionale.

                                         Per
contro il marg. 2062 relativo al reddito in natura d’altra specie (art. 13
OAVS) prevedeva che le seguenti prestazioni del datore di lavoro, se assegnate
regolarmente, sono considerate reddito in natura di altra specie: (…) vestiario
e calzature.

 

                                         L’amministrazione
sostiene che queste spese nel caso di specie non possono essere riconosciute
poiché i vestiti non sono utilizzati unicamente per il lavoro.

                                         A questo
proposito nell’e-mail dell’11 febbraio 2013 l’ispettrice ha affermato:

 

" 
(…)

Werden Entschädigungen regelmässig gewährt, dann
gehören sie zum massgebenden Lohn, siehe WML 2062. Dies ist bei ihnen der Fall.

Der Arbeitgeber verpflichtet seine Arbeitnehmer
dazu, mit gepflegter Kleidung zu arbeiten. Dafür entrichtet er ihnen eine
Entschädigung. Diese Entschädigung stellt weder Spesenersatz noch Berufskosten
dar und ist zum Bruttolohn zu addieren. Das gepflegte Aussehen ist im
vorliegenden Fall zwar eine Voraussetzung, um den Arbeitsplatz anzutreten oder
zu behalten, der Arbeitnehmer kann diese Kleidung aber auch während
seiner Freizeit tragen. Weil diese Kleider nicht exklusiv für den Beruf
gebraucht werden, können sie nicht als Berufskosten geltend gemacht werden.

Wenn der Arbeitgeber Uniformen an Mitarbeitern
zur Verfügung stellt, diese Uniformen können aber nicht in der Freizeit
getragen werden, dann sind diese nicht AHV-pflichtig, siehe WML 3004.“

                                         

                                         Nel
rapporto complementare del 28 maggio 2013 l’ispettrice ha rilevato che durante
il controllo è emerso che le indennità per i vestiti sono
versate per l’acquisto di abiti comuni che possono essere indossati nel tempo
libero (doc. 2). 

                                         L’insorgente
contesta questa affermazione sostenendo che le divise per le ricezioniste, per
i camerieri di sala, il barman, la governante ecc. non possono essere
utilizzate al di fuori dell’attività lavorativa. 

 

                                         Nel caso
di specie __________ era stata assunta quale ricezionista.

 

                                         Questo Tribunale,
applicando l’abituale principio della verosimiglianza preponderante valido
nelle assicurazioni sociali, deve concludere che le affermazioni del ricorrente
appaiono senz’altro credibili (cfr. a questo proposito la sentenza 8C_797/2013
del 21 febbraio 2014 consid. 4.1) in considerazione del tipo di lavoro svolto dall’interessata
e del tipo di abiti che deve indossare nell’ambito della propria attività. Del
resto __________ non lavora presso l’albergo da fine 2008, ed al momento del
controllo, il 5 febbraio 2013, l’ispettrice non ha potuto controllare
concretamente se l’interessata utilizzava i vestiti comperati nel 2008 anche
nel tempo libero. Il ricorrente afferma inoltre che al termine della giornata
gli abiti devono essere depositati nel guardaroba dell’albergo e non possono pertanto
essere utilizzati al di fuori degli orari di lavoro. 

                                         Ne segue
che le spese per i vestiti comperati ad __________ vanno dedotte dal reddito
soggetto a contribuzione.                        

                                         Per
contro, di principio (cfr. tuttavia consid. 2.13) non possono essere
riconosciute le spese per il coiffeur, non essendo stato comprovato con il
principio della verosimiglianza preponderante che fossero necessarie per
l’attività svolta.

 

                                         Ne segue
che le spese per gli abiti comperati ad __________ devono essere dedotte dalle
riprese effettuate dalla Cassa. Le spese per i vestiti devono naturalmente
essere proporzionate e comprovate tramite i relativi giustificativi.

                                         In
concreto ritenuto che né la Cassa né il ricorrente quantificano l’importo
esatto, spetta all’amministrazione determinarne l’ammontare corretto (cfr.
tuttavia consid. 2.13.). 

 

                             2.11.   In secondo luogo va esaminata
la ripresa delle spese per __________ e __________. 

 

                                         La Cassa
ha ripreso nel 2008 fr. 7'200 a __________, nel 2009 fr. 8'460 a __________ e fr. 7'200 a __________ e nel 2010 fr. 4'200 a __________ e fr. 4'086.85 a __________ (doc. 2).

 

Circa __________ l’ispettrice ha evidenziato che si tratta di
spese di viaggio che l’insorgente ha affermato essere legate all’attività
lavorativa. Tuttavia il ricorrente non ha mai fornito spiegazioni per il versamento
dell’importo mensile di fr. 520 per le spese dell’auto (doc. 42). Anche per
quanto concerne __________ non sono state apportate giustificazioni circa il
versamento di un importo mensile di fr. 600 che l’insorgente sostiene essere
legate all’attività lavorativa (doc. 42).

 

Ritenuto che neppure in sede di ricorso l’insorgente ha comprovato
l’esistenza di spese generali cui i due interessati avrebbero effettivamente
dovuto far fronte nell’ambito della loro attività, la ripresa, di principio, è
corretta (cfr. tuttavia consid. 2.13).

 

                             2.12.   L’insorgente fa tuttavia
valere che la Cassa avrebbe modificato la sua prassi poiché, in passato,
l’amministrazione non avrebbe mai assoggettato le spese al prelievo dei
contributi malgrado figurassero nei fogli di paga. 

                                         Il
ricorrente fa implicitamente valere la propria buona fede.

 

Il diritto alla protezione della buona fede è un
principio generale dell'ordinamento giuridico svizzero che dal 1° gennaio 2000
trova il suo fondamento nell'art. 9 della nuova Costituzione federale. Esso
tutela la legittima fiducia dell'amministrato nei confronti dell'Autorità
amministrativa quando, assolte determinate condizioni, egli abbia agito
conformemente alle istruzioni o alle dichiarazioni della stessa Autorità,
ritenuto che le parti devono poter ragionevolmente confidare nella veridicità
delle loro dichiarazioni e nella correttezza del loro comportamento. Tale
diritto permette dunque al cittadino di esigere che l'Autorità rispetti le
proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi. Così un'informazione o una
decisione erronea possono obbligare l'amministrazione a consentire ad un
assicurato un vantaggio contrario alla legge (STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01).

 

Le condizioni per tutelare la buona fede
dell'assicurato, e scostarsi così dal principio della legalità, sono precisate
da una lunga e consolidata giurisprudenza e possono così essere formulate:

 

1.      l'Autorità deve essere intervenuta in una situazione concreta nei
riguardi di persone determinate;

 

2.      l'Autorità ha agito o creduto di agire nei limiti delle proprie
competenze;

 

3.      la promessa dell'Autorità deve essere propria a ispirare fiducia
all'assicurato.

       Ciò
significa che l'interessato, date le circostanze, non deve poter riconoscere
immediatamente l'erroneità della disposizione o dell'informazione ricevuta. La
comunicazione dell'amministrazione deve infatti essere interpretata come il
destinatario può e deve capirla usando tutta l'attenzione da lui esigibile
(protezione della buona fede dell'assicurato).

       Una
mancanza di chiarezza di un'informazione da parte della Cassa non può trarre
seco conseguenze sfavorevoli per il cittadino (DTF 106 V 33 consid. 4; DTF 104
V 18 consid. 4; RAMI 1991 pag. 68).

       Inoltre
l'informazione deve essere incondizionata. Qualora l'organo amministrativo che
fornisce la comunicazione esprime - almeno implicitamente, ma con chiarezza -
che la comunicazione non è definitiva, il destinatario della comunicazione non
può far valere la propria buona fede (IMBODEN-RHINOW, Schweizerische Verwaltungsrechts-sprechung,
5a edizione, n. 75 B III b 3);

 

4.      l'informazione errata ha indotto l'assicurato ad adottare un
comportamento o un omissione che gli è pregiudizievole;

 

5.      la legge non è stata modificata dal momento in cui l'informazione è
stata data (RAMI 1991 pag. 68 segg.; DTF 113 V 87 consid. 4c; DTF 112 V 199
consid. 3a; DTF 111 V 71; DTF 110 V 155 consid. 4b; DTF 109 V 55).

 

La giurisprudenza adottata in materia, in
relazione con l'art. 4 vCost. fed. (DTF 121 V 66 consid. 2), è applicabile anche in virtù del nuovo art. 9 Cost. fed. (RAMI
2000 pag. 223).

 

In merito si vedano in particolare: DTF 127 I 36 consid. 3a; DTF 126 II 387 consid.
3a; RAMI 2000 n. KV 126 pag. 223, n. KV 133 pag. 291 consid. 2a, n. KV 171 pag.
281 consid. 3b; cfr. riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost. fed. la cui
giurisprudenza si applica anche alla nuova norma: DTF 121 V 66 consid. 2a e
sentenze ivi citate; SZS 1998 pag. 42; DTF 121 V 65
consid. 2a pag. 66-67 e la giurisprudenza ivi citata; RAMI 1993 pag. 120-121,
Pratique VSI 1993 pag. 21-22; RCC 1991 pag. 220 consid. 3a; RCC 1983 pag. 195
consid. 3; RCC 1982 pag. 368 consid. 2; RCC 1981 pag. 194 consid. 3; RCC 1979 pag. 155; DLA 1992 pag. 106; DTF 118 V 76 consid. 7; RDAT
I-1992 n. 63; GRISEL, Traité de droit administratif, vol. I, pag. 390 segg.; KNAPP, Précis de droit administratif, 4a ed., n. 509, pagg. 108-109; HAEFLIGER, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze
gleich, pag. 217 segg.

 

                             2.13.   In concreto l’albergo
ricorrente sostiene di utilizzare lo stesso metodo di retribuzione da almeno 13
anni, ossia da quando la direzione è stata assunta da __________. 

 

                                         La Cassa,
pur ritenendo giustificata la ripresa a titolo retroattivo, afferma in sede di
risposta che “è assolutamente possibile che la prassi relativa alla
questione del conteggio delle spese abbia subito un lento cambiamento nel corso
degli anni e che di conseguenza l’attuale trattamento delle spese risulti più
rigido rispetto al momento dell’ultimo controllo” (doc. V). Da parte sua l’ispettrice
nell’e-mail dell’11 febbraio 2013 a __________, nel quale elenca le direttive
applicabili nell’ambito delle spese, afferma che “wie bereits angekündigt
müssen all die obenerwähnten Punkte ab 01.01.2013 geregelt werden”
(doc. 1, sottolineatura del redattore).

 

Dalla documentazione richiamata dal Tribunale si
evince che in occasione della revisione del 19 febbraio 2008, che ha portato
sul periodo 1° gennaio 2004-31 dicembre 2007 (doc. 8), è stata verificata
integralmente la contabilità (compresi i fogli paga e i conti salariali) del
2006, che non sono state effettuate riprese per spese e sono stati riscontrati
problemi minimi (doc. 16). 

Nei 9 conteggi di salario del mese di agosto 2006
prodotti dal ricorrente figurano spese (cfr. doc. B1: fr. 50,  fr. 100, fr.
400, fr. 250, fr. 300, ecc.) sulle quali non sono stati prelevati contributi
sociali. I conteggi sono simili a quelli figuranti nei fogli di paga oggetto
della ripresa (doc. XIV/B3 e seguenti).

 

Inoltre dagli atti emerge che perlomeno __________
e __________ erano già alle dipendenze dell’albergo nel 2007 (cfr. doc. 13), ma
che non erano state effettuate riprese nei loro confronti (doc. 9).

 

Ne segue che conformemente alla costante
giurisprudenza cantonale e federale (cfr., fra le tante, sentenza 23 maggio
2003, inc. 30.2002.115, consid. 2.8; sentenza 20 ottobre 2003, inc. 30.2003.16,
consid. 2.8; sentenza 11 marzo 2004, inc. 30.2003.59 e, a livello federale,
sentenza 11 gennaio 2002, H 299/99, consid. 6a; sentenza 3 maggio 2004, H 318/20;
sentenza 21 luglio 2006, H 167/04), nella misura in cui le spese di __________,
__________ e __________ figurano nei fogli paga, la buona fede del ricorrente
deve essere riconosciuta. Infatti, l’amministrazione, agendo nei limiti delle
sue competenze, in passato non ha effettuato alcuna ripresa delle spese
figuranti nei fogli paga, malgrado la legge applicabile (art. 13 OAVS) nel
frattempo non sia cambiata, generando nel ricorrente la certezza che anche in
futuro avrebbe potuto dichiarare le spese senza tuttavia doverle assoggettare
ai contributi sociali. Ciò vale al massimo fino al 5 febbraio 2013, quando
l’interessato, nel corso del controllo effettuato dall’ispettrice __________, è
stato reso attento di non poter più procedere in questo modo (cfr. e-mail
dell’11 febbraio 2013, doc. 1).

In queste condizioni gli atti devono essere
retrocessi alla Cassa affinché verifichi approfonditamente se negli anni dal
2008 al 2011 anche per __________, __________ e __________ le spese sono state
indicate nei fogli paga e, in caso di risposta positiva, le deduca dalle
riprese effettuate. Per __________ vanno in ogni caso dedotte le spese per i
vestiti (consid. 2.10).

 

2.14.Alla luce di
tutto quanto sopra esposto, nella misura in cui è ricevibile, il ricorso è
parzialmente accolto. La decisione impugnata va annullata e l’incarto rinviato
alla Cassa per gli accertamenti sopra citati.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso,
nella misura in cui è ricevibile, è parzialmente accolto ai sensi dei
considerandi.

                                         § La
decisione impugnata è annullata e l’incarto rinviato all’amministrazione per ulteriori
accertamenti.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Gianluca
Menghetti