# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b450a406-f60f-5255-8a00-b92e44c099e5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-05-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.05.2000 35.1999.113
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-1999-113_2000-05-23.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.1999.00113

   

  mm

  	
  Lugano

  23 maggio 2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Giovanna Roggero-Will

  
	
   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 ottobre 1999
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 15 luglio 1999 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 11
novembre 1993, __________ - alle dipendenze dell'Impresa generale __________ -
è caduto a terra da un'altezza di circa un metro, riportando una contusione con
sospetta lussazione alla spalla destra. 

 

                                         L'artrotac
della spalla destra, eseguita in data 9 marzo 1994 presso la Clinica
__________, ha permesso di mettere in luce una lesione della cuffia dei
rotatori (lesione lineare del tendine del muscolo sopraspinato).

 

                                         Il caso è
stato assunto dall'__________, il quale ha regolarmente corrisposto le
prestazioni assicurative, perlomeno sino al 24 aprile 1994, quando __________ è
stato riconosciuto totalmente abile al lavoro (doc. _).

 

                               1.2.   In data 19
febbraio 1997, da parte del datore di lavoro dell'assicurato, è stata
annunciata all'Istituto assicuratore una ricaduta dell'infortunio del novembre
1993, a causa di una recidiva dei disturbi nella regione della spalla destra. 

                                         Nel corso
del mese di marzo 1998, l'assicurato è stato sottoposto, presso la Clinica
__________, ad un intervento operatorio di ricostruzione della cuffia dei
rotatori (sottoscapolare e sovraspinato) con acromio plastica, tenodesi del
bicipite e resezione acromio-clavicolare (doc. _).

 

                               1.3.   Alla
chiusura del caso, esperiti i necessari accertamenti medico-amministrativi,
l'__________, con decisione formale 14 maggio 1999, ha posto __________ al
beneficio di una rendita d'invalidità del 30% a contare dal 1° febbraio 1999 e
ad un'indennità per menomazione dell'integrità del 10% (doc. _).

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dal Sindacato __________ per conto dell'assicurato,
l'assicuratore LAINF convenuto, in data 15 luglio 1999, ha sostanzialmente
ribadito il contenuto della sua prima decisione (doc. _).

 

                               1.4.   Con
tempestivo ricorso 27 ottobre 1999, __________, sempre rappresentato dal
__________, ha chiesto che gli venga accordata una rendita d'invalidità del 42%
a far tempo dal 1° febbraio 1999 (I). A sostegno della propria pretesa
ricorsuale, l'insorgente ha censurato l'entità tanto del reddito da non
invalido quanto di quello da invalido, ritenuti dall'Istituto assicuratore
convenuto.

 

                               1.5.   L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (III). A notare,
in particolare, che l'assicuratore infortuni ha prodotto tre ulteriori DPL.

 

                               1.6.   In replica,
l'assicurato ha avuto modo di ribadire la propria contrarietà al metodo secondo
cui l'__________ ha fissato il reddito da non invalido (V). 

 

 

                               1.7.   In data 20
aprile 2000, il TCA ha provveduto ad interpellare la ditta __________, onde
conoscere il reddito da non invalido che __________ avrebbe realizzato nel 1999
(VII).

 

                                         La
risposta è pervenuta il 25 aprile 2000 (VIII). Alle parti è stata data facoltà
di presentare delle osservazioni (cfr. XI e XII): l'Istituto assicuratore
convenuto, da parte sua, ha evidenziato come le indicazioni fornite si
troverebbero parzialmente in contrasto con quanto invece emerge dal rapporto
ispettivo 30 marzo 1999 (cfr. doc. _). 

 

                                         Lo
scrivente Tribunale, il 12 maggio 2000, ha, quindi, ripreso contatto con la
ditta __________, allo scopo di chiarire la divergenza (XIII).

 

                                         Il datore
di lavoro ha preso posizione in data 15 maggio 2000, modificando - relativamente
alla questione del numero complessivo delle ore annue - la sua prima risposta
(XIV).

 

                                         Tanto
l'__________ (cfr. XVI) quanto l'assicurato (cfr. XVII) hanno presentato delle
osservazioni al riguardo. 

 

                                         in
diritto

 

                                In ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella
causa D. C.).

 

                                         Nel
merito

 

                                2.2   Oggetto
della lite é soltanto il grado della rendita d’invalidità spettante a
__________ e, più concretamente, da un lato, l'entità del reddito che egli
avrebbe potuto realizzare qualora non fosse rimasto vittima dell'infortunio
assicurato (reddito da non invalido), dall'altro, l’entità del reddito che
potrebbe ancora conseguire esercitando un'attività cosiddetta sostitutiva
(reddito da invalido). 

Gli altri punti enunciati
nella querelata decisione su opposizione - specificatamente la questione
riguardante l'entità dell'IMI, aspetto assolutamente non toccato in sede di
ricorso - non possono più essere vagliati nel merito da questa Corte (cfr. DTF
119 V 347).

 

                            2.2.1.   Definizione
dell'invalidità

                                         L'art 4
LAI definisce l'invalidità come la diminuzione della capacità di guadagno,
presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.

                                         Lo stesso
con­cet­to vale negli altri set­tori delle assicura­zio­ni sociali e nello
stesso sen­so va letto l'­art. 18 cpv. 1 LAINF secondo cui  "è considerato
invalido chi è presu­mi­bilmente alte­ra­to nel­la sua capacità di guada­gno in
modo per­manente o per un pe­riodo rilevante." 

 

                                         Due sono
dunque di norma gli elementi costitutivi dell'in­va­lidità:

 

                                         1.   il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)

 

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico)

 

                                         Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve i­noltre intercorrere un
nesso causale adeguato (fattore cau­sa­le). Nell'assi­cura­zione obbligatoria
contro gli infortuni dev'esserci per giun­ta un nesso causale adeguato tra il
dan­no alla salute e l'infortunio.

 

                            2.2.2.   Commisurazione
dell'invalidità

                                         Giacché
il danno alla salute e la perdita della capacità di guadagno devono essere in relazione
causale, il primo avrà giuridica rilevanza solo nella misura in cui riduca la
se­conda.

 

                                         L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si mi­sura in base alla riduzione della
capacità di guada­gno e non se­condo il grado di menomazione dello stato di
salute.

                                         Tuttavia,
poiché l'incapacità di guadagno importa uni­camente nella misura in cui dipende
da un danno alla salute, la de­terminazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente a­deguati accertamenti medici che rilevino il danno in que­­­­­­­­stione.

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determi­nate funzioni.

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può an­co­ra svolgere la sua professione,
precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre
analoghe. 

                                         Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti,
risp. le precauzioni rese necessarie dal danno alla salute provocano sia nella
professione at­­­­­­­­tua­le che nelle altre relativamente confacenti.

                                         La
valutazione della ripercussione di simili inconvenienti sul piano reddituale
spetta invece all'amministrazione e all'oc­­­­­cor­renza al giudice.

                                         L'invalidità,
evento di natura essenzialmente eco­nomica, si mi­sura raffrontando il reddito
che l'as­sicu­rato avrebbe po­tuto con­seguire se non fosse divenuto invalido
con quello ch'e­gli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la
residua capacità lavorativa in at­tività da lui ragione­vol­mente esi­gi­bili
in condizioni normali del mer­cato del lavo­ro, pre­via adozione di even­tuali
provvedimenti integrativi (art. 28 LAI e 18 cpv. 2 ultima frase LAINF; RAMI
1994 p.90 consid 2b; DTF 115 V 133; STFA 30.6.1994 in re P.).

 

                                         I due redditi
da porre a raffronto sono necessariamente ipote­ti­ci (RAMI 1993 pag. 100;
Ghélew, Ramelet et Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents,
Losanna 1992, pag. 99; A. Rumo-Jungo, Bundesgesetz über die Unfallversicherung,
2a ed., pag 98ss.). L'ipotesi deve però poggiare su solide basi, avere un fonda­mento
oggettivo. In particolare, la determinazione dei redditi non deve fondarsi su
ipotesi d'impiego irrealistiche (RAMI 1993 pag. 103; RCC 1991 pag. 332 consid
3b; RCC 1989 pag. 331 consid 4a).

 

                                         La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

 

                                         Il TFA ha
ancora recentemente avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno
effettiva in un rapporto di lavoro stabile si può far capo solo
eccezionalmente, se l'assicurato può esaurire pienamente presso la ditta in cui
da lungo tempo lavora tutta la sua residua capacità lavorativa (STFA 30.6.1994
in re P.).

                                         La
perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno
computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al
mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro
particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato
esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare
che utilizza al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito
corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (RAMI 1991
p. 270ss. consid 4a; conferma di giurisprudenza).

                                         Le
ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale
della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se,
sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego,
esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la
propria residua capacità di lavoro (RAMI 1991 cit., consid 4d).

 

                                         I.
Termine: reddito da invalido

 

                                         La misura
dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in
funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come
l'e­tà, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

 

                                         Secondo
la giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno
considerate circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria.
Particolarità quali formazione professionale o conoscenza linguistiche carenti
hanno, in quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla
media. In tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due
redditi da porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 p. 97ss,
consid 5a, b). 

 

                                         Nel
valutare la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla
in capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del
mercato del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato,
nella situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si
controbilancino (RAMI 1994 p.90 consid 2b; DTF 115 V 133; STFA 30.6.1994 in re
P.).

 

                                         Specifica
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infor­tuni è la norma di cui all'art.
28 cpv. 4 OAINF:

 

" 
Se a causa della sua età l'assicurato non
riprende più un'attività lucrativa dopo l'infortunio o se la diminuzione della
capacità di guadagno è essenzialmente dovuta alla sua età avanzata, sono
determinan­ti per valutare il grado d'in­validità i redditi che potrebbe
eseguire un assicurato di mezza età vittima di una danno alla salute della
stessa gravità"

 

                                    (cfr., per la
conferma della costituzionalità e della legalità di tale disposto, RAMI 1997
146ss).

 

                                         Va, qui,
sottolineato che, secondo costante giurisprudenza, l'assicurato deve compiere
ogni sforzo per valorizzare al massimo le sue capacità di guadagno (DTF 123 V
96 consid 4c; RAMI 1996, U240, pag 96; SVR 1995 UV35, pag 106 consid 5b e
riferimenti).

 

                                         II.
Termine: reddito conseguibile senza invalidità

 

                                         Nel
determinare il reddito conseguibile senza invali­di­tà ci si baserà per quanto
possibile sulla situazione an­tecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà
l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazio­ne si
sarebbe man­te­nuta sostan­zialmente stabile (STFA 15.12.1992 in re G.I.M., non
pubbl.). Ci si discosterà da que­sta proiezione solo se le premes­se per
modifiche di qualche rilievo sono già da­te al momento del­l'infortunio o se
partico­lari circostanze ne rendono il ve­ri­ficar­si alta­mente proba­bile
(RAMI 1993 p. 97ss., consid. 5b; 4a, b).

 

                                         Il
grado d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il
reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico,
conseguibile da invalido.

 

                               2.3.   In concreto,
le parti appaiono concordi nel ritenere che il ricorrente, a fronte delle
patologie di cui è portatore, può esercitare la sua abituale attività di
muratore con un rendimento notevolmente ridotto, di modo che, per stabilire il
grado d'invalidità, occorre far capo al mercato generale del lavoro, in
applicazione del metodo ordinario del raffronto dei redditi.

 

                                         In data 2
novembre 1998, ha avuto luogo la visita medica di chiusura eseguita dal medico
di circondario dell'__________, il dottor __________o, spec. FMH in chirurgia
ortopedica.

                                         Questo lo
status oggettivamente costatato dal dottor __________ a livello dell'arto
superiore destro:

 

" 
Oggettivamente
nessun referto infiammatorio, lieve ipotrofia muscolare all'infraspinato,
limitazione funzionale attiva al di sopra dell'orizzontale, diminuzione dello
sviluppo e della forza, soprattutto in rotazione interna contrariata, meno al Jobe-test
(sostenuto) ed in rotazione esterna.

Raccorciamento del ventre del bicipite su disinserzione
del capo lungo" (doc. _). 

 

   Il medico di
circondario ha, in seguito, così discusso la questione relativa all'esigibilità
lavorativa:

 

" 
Paziente limitato nelle attività lavorative che
richiedono il sollevamento di pesi, anche non rilevanti, mantenendo le braccia
scostate dal tronco, i movimenti ripetuti di elevazione delle braccia al di
sopra della orizzontale, lo sviluppo della forza anche isometrica in rotazione
nell'intento per esempio di mantenere fermamente un oggetto con le due mani,
stringendolo tra le stesse davanti al tronco, l'uso di utensili contundenti,
rispettivamente vibranti" (doc. _). 

 

   Seguendo le
indicazioni fornite dal proprio medico di circondario - indicazioni non
contestate ma, anzi, riprese dall'assicurato stesso in sede di ricorso (cfr. I,
p. 6, pto. 8) - l'__________ ha ritenuto che __________ possa ancora svolgere,
a tempo pieno e con un completo rendimento, attività professionali fisicamente
leggere, che non implicano il sollevare/trasportare pesi anche non rilevanti,
rispettivamente, il compiere taluni movimenti, sopra l'orizzontale, così come
l'utilizzare utensili contundenti o vibranti, quali l'operaio addetto alla
cucitura presso la __________ A, l'operario addetto al montaggio di cartuccie
filtranti presso la __________, il montatore di quadri elettrici sempre presso
la __________, l'operaio addetto alla pulizia di aree industriali presso la
__________ e, infine, il custode/fattorino presso il Garage __________ (cfr.
doc. _).

 

   L'insorgente, da
parte sua, ha obiettato che in alcune delle suelencate attività professionali,
egli dovrebbe compiere delle mansioni incompatibili con gli impedimenti
funzionali posti in luce dal medico di circondario dell'__________, quo,
segnatamente, al sollevamento di pesi. 

   Effettivamente, il
dottor __________ ha affermato che __________ si trova impedito in attività che
comportano, fra l'altro, il "… sollevamento di pesi, anche non rilevanti,
mantenendo le braccia scostate dal tronco …" (doc. _). Pertanto, ad
esempio, l'attività d'operaio addetto alla pulizia di aree industriali presso
la __________ - attività che, talvolta, esige di sollevare e portare pesi medio
(10-25 kg)/leggeri (5/10 kg) - si appalesa come manifestamente inidonea
all'insorgente. 

   Non va, ciò
malgrado, dimenticato che le opportunità per un adeguato reinserimento
professionale dell’assicurato, non si esauriscono certo nelle occupazioni
elencate - a titolo esemplificativo - dall’__________. A questo preciso
proposito, il TFA ha stabilito che - trattandosi di lavoratori esercitanti,
prima di divenire invalidi, un’attività manuale - entrano generalmente in linea
di conto soltanto dei lavori di manovalanza oppure altre attività fisiche (P. Omlin,
Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, p.
206; RCC 1989, p. 331 consid. 4a). Nella sentenza non pubblicata 3 febbraio
1999 in re INSAI c. H. e H. c. INSAI, la nostra Corte federale ha, ciò
nondimeno, precisato che il mercato del lavoro accessibile a questi assicurati
non é limitato a tali attività. Nell’industria e nell’artigianato, i lavori
manuali, che richiedono l’impiego della forza fisica, sono sempre più eseguiti
da macchine mentre acquistano viepiù importanza le funzioni di sorveglianza
(RCC 1991, p. 321; STFA 23.5.1995 in re G.; STFA 31.7.1996 in re S.). Anche
in questo ambito, vi sono aperte delle opportunità di lavoro per lavoratori
ausiliari, così come é il caso per il settore delle prestazioni di servizio.

 

   Relativamente
all’attività ancora esigibile nonostante i postumi infortunistici occorre,
dunque, far capo alle valutazioni - circostanziate ed approfondite -
dell’__________, senza che si riveli necessario provvedere ad ulteriori
provvedimenti probatori (cfr., per la valutazione anticipata delle prove, RCC
1986 pag. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 in re A. B. P., STFA del 13
febbraio 1992 in re M. O., STFA del 13 maggio 1991 in re A. A., STCA del 25
novembre 1991 in re G. M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag.
274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo
1999, pag. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
des Bundes, 2a ed., pag 39 e pag. 177; per l’attendibilità dei rapporti medici
interni all’amministrazione e facoltà per il giudice di basare il suo giudizio
su tali rapporti: cfr. DTF 104 V 209; sentenze inedite 5 gennaio 1993 in re S.,
5 aprile 1984 in re M. e 2 novembre 1983 in re M.; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege
in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 30ss.; DTF 122 V 157ss.; RAMI 1996
U252, pag. 191ss.).

 

                               2.4.   Secondo
l’assicuratore LAINF convenuto, con l’esercizio delle attività enumerate al
precedente considerando, il ricorrente potrebbe conseguire un reddito annuo
ammontante a circa fr. 42'000.--. L'assicurato, da parte sua, ha postulato
l'applicazione di un reddito annuo di fr. 35'000.--, in conformità, dunque,
alla nota prassi di questo TCA (I, p. 6, pto 8).

Per determinare il reddito
da invalido, l’__________ ha compiuto degli accertamenti presso alcune ditte
del Cantone (cfr. doc. _: la __________, la __________, la __________ ed il
Garage __________), appurando che i dipendenti di tali aziende conseguono un
reddito medio appunto attorno a fr. 42'000.--.

 

                                         Il TCA,
nella causa sfociata nella sentenza 13 luglio 1995 in re B. (pubblicata in SVR
1996 UV Nr 55 p. 183ss.), ha esaminato in modo approfondito la tematica
relativa al guadagno ancora conseguibile da una persona costretta a riciclarsi,
per motivi di salute, in attività leggere e non qualificate, stabilendo che  in
attività leggere quali quelle accessibili all'assicurato, svolte a tempo pieno
e con rendimento completo, un uomo, in un mercato del lavoro equilibrato, può
conseguire i seguenti redditi:

 

                                         per il
1992 fr. 34'000.--

                                         per il
1993 fr. 34'500.--

                                         per il
1994 fr. 35'000.--

                                         per il
1995 fr. 35'000.--

 

                                         Lo
scrivente TCA ha, poi, escluso cambiamenti nella remunerazione e ritenuto,
anche per il 1996, l'importo di fr. 35'000.-- (STCA 27 agosto 1996 in re J.
M.). Simile aumento è, poi, stato escluso anche per il 1997 (STCA 18.3.1998 in
re Y. O. c. H.), per il 1998 (STCA 19.6.1998 in re E. M. c. H.) e per il 1999
(cfr. STCA 28 gennaio 2000 in re B. C. c. INSAI). 

 

                                         Rispondendo
a critiche rivolte a tale determinazione da ambienti assicurativi, il TCA,
nella sentenza 28.4.1998 in re M. L. c. I., ha ricordato quanto segue:

 

" 
...l’esame operato dal TCA nel 1995 si era reso
necessario a causa delle costanti e concordanti critiche rivolte alla
quantificazione del reddito operata dall’__________ (secondo una prassi
sostanzialmente analoga a quella ora adottata) e confermata dal TCA dai
patrocinatori dei diversi ricorrenti e, in particolare, dagli ambienti
sindacali.

Ritenuto che tali critiche non apparivano
prive di fondamento e, vista anche la nuova giurisprudenza federale relativa
alla coordinazione, nella valutazione dell'invalidità, dell'assicurazione
invalidità e dell'assicurazione contro gli infortuni (cfr. RAMI 1995 p. 107; 
DTF 119 V 468 consid. 3; STFA del 1° luglio 1994 nella causa F.B.do.C., U 188/93,
non pubblicata; vedi pure STFA del 28 luglio 1993 nella causa R.B. non
pubblicata, U 37/93 e STFA del 5 ottobre 1994 nella causa F.G., non pubblicata,
U 73/93), il TCA ha riesaminato l'intera problematica relativa alla
determinazione del reddito da invalido. 

Il TCA ha allora chiesto un rapporto al
responsabile dell'Ufficio regionale di integrazione professionale AI. Da questo
rapporto è emerso che, tenuto conto del fatto che le attività leggere e non
qualificate vengono svolte prevalentemente da personale femminile, i redditi
ipotetici in attività leggere abitualmente considerati nell'ambito
dell'assicurazione invalidità coincidevano con i salari medi delle operaie. Si
trattava, allora, di fr. 24.100.-- per il 1991, fr. 25.200.-- per il 1992 e fr.
26.700.-- per il 1993. 

L’AI considerava, dunque, per la
valutazione del grado di invalidità, salari nettamente inferiori a quelli
ritenuti dall’__________ e dal TCA in ambito LAINF, senza che nessuna
circostanza particolare giustificasse tale differenza.

Esaminando, poi, i dati statistici raccolti
dall'UFIAML per il 1992 e 1993 alla luce della giurisprudenza federale secondo
cui, per determinare il reddito da invalido in attività leggere, é sufficiente
riprendere dai dati dell'UFIAML i salari medi versati al personale ausiliario
nel cantone in cui opera l'assicurato e ridurlo di un quarto per tener conto
del fatto che il personale non qualificato e con problemi di salute
difficilmente riesce a conseguire il salario medio figurante nelle statistiche
(STFA 28.7.1993 in re V.R. non pubbl. I 249/92; STFA 6.6.1994 in re A.B. non
pubbl. U 189/93; STFA  4.5.1993 in re X , non pubbl. I 243/92; STFA 7.12.1994
in re P. non pubbl. U 50/94; STFA 6.2.1995 non pubbl. U 95/94), il TCA ha
concluso che salari sin lì ritenuti corrispondevano, in sostanza, soltanto a
quelli che un dipendente non qualificato poteva ottenere in alcune aziende in
circostanze estremamente favorevoli. Essi non erano, invece, corrispondenti ai
salari mediamente versati a operai o impiegati non qualificati con
problemi di salute. 

Inoltre, in tale occasione, il TCA era
rivenuto sul meccanismo di adeguamento al rincaro dei salari rilevando che,
negli ultimi anni, i salari (soprattutto quelli del personale ausiliario) non
erano aumentati oppure, nella migliore delle ipotesi, avevano subito un
adeguamento al rincaro soltanto parziale. 

Pertanto, il TCA ha ottenuto gli importi
suindicati sulla scorta dei dati contenuti  nelle pubblicazioni UFIAML ridotti
secondo le indicazioni del TFA  e in considerazione del fatto che il reddito
ritenuto dagli organi dell'AI era (e, nonostante tutto, rimane) regolarmente
notevolmente più basso di quello considerato in ambito LAINF senza che ciò
fosse giustificato da circostanze  particolari.

L’______ propone, ora, di modificare i
parametri così ottenuti sulla scorta dell’inchiesta di cui s’é detto.

Tale richiesta non può essere accolta. Se é
vero che i dati raccolti dall’Istituto convenuto e riassunti nel doc. ___ danno
come media un salario maggiore rispetto a quello ritenuto dal TCA, é anche vero
che tale media é stata rilevata in sole 5 ditte. Niente indica che quanto
rilevato in queste 5 aziende sia generalizzabile all’intero mercato del lavoro
ticinese.

Se si deve dare atto all’__________ del
notevole sforzo indagatorio profuso per rilevare le diverse caratteristiche
dell’attività analizzata così da verificare se essa é o meno effettivamente
esigibile dal profilo delle indicazioni mediche,  si deve pur sempre rilevare
che i dati relativi al salario sono insufficienti a dimostrare che, in genere,
il mercato del lavoro ticinese offre a persone costrette da motivi di salute a
riciclarsi in attività leggere e non qualificate salari dell'entità rilevata.

In queste condizioni, lo scrivente TCA
ritiene di doversi attenere ai redditi suindicati, ancora, e per i motivi
elencati, ritenuti essere più conformi alla realtà.  Dati che, occorre
ricordarlo, sono stati a più riprese confermati dal TFA (STFA 7.1.1997 in re I.c.D.;
STFA 24.6.1997 in re W.c.M.) ...".

 

                                     A questo
proposito, va, altresì, ricordato che i parametri utilizzati dal TCA sono stati
approvati dal TFA ancora nella sentenza pubblicata in RAMI 1998 U292, pag.
223ss. (= SVR 1998 UV6, p. 15s.). 

                                         Parimenti,
nella sentenza 2 luglio 1998 in re UAI c. M. D.S.B., il TFA ha confermato la
prassi seguita dallo scrivente TCA affermando quanto segue:

 

"  ...
in sostanza, nella specie é contestata l'ormai affermata prassi istituita dal
TCA del Canton Ticino per la valutazione dell'invalidità, nell'assicurazione
contro gli infortuni così come in quella per l'invalidità, posto come di
principio la nozione d'invalidità sia identica in tutti i settori delle
assicurazioni sociali (cfr. DTF 119 V 470 consid. 2b; 116 V 248 consid. 1b).
Secondo tale giurisprudenza, fanno stato i salari che la medesima autorità
giudiziaria ha accertato in base alle tabelle dell'Ufficio federale
dell'industria, delle arti e mestieri e del lavoro, tenendo conto del
particolare mercato del lavoro ticinese (cfr. SVR 1996 UV no 55, pag. 183-186).

 
Ora, la pertinenza di tale prassi é già stata più volte ammessa da questa
Corte, da ultimo in una pronuncia resa lo scorso 27 novembre 1997 in re R
(U100/96) e parzialmente pubblicata in RAMI 1998 no U292 pag. 223 (cfr. anche
sentenze inedite 24 luglio 1997 in re M., U156/95; 7 gennaio 1997 in re D.,
U152/95; 12 novembre 1996 in re F., U69/96; 15 ottobre 1996 in re C., U60/96).
Dalla medesima, e quindi dai redditi ipotetici determinati in quel contesto,
non v'é ragione di scostarsi ..." (STFA 2.7.1998 in re UAI c. M. D. S. B. consid. 3c).

 

                                         Questa
Corte, con la sentenza 27 ottobre 1999 in re S. c. UAI, concernente
un'assicurata ritenuta in condizione di lavorare in attività adeguate soltanto
nella misura del 50%, ha avuto ancora modo di testare - alla luce della più
recente giurisprudenza emanata dal TFA in materia di reddito da invalido (la
stessa indicata dall'__________ in sede di risposta di causa) - la suesposta
sua prassi, pervenendo, finalmente, alla conclusione che quest'ultima è senz'altro
meritevole d'essere ulteriormente seguita:

 

" 
2.8.In una sentenza del 28 settembre 1998 nella
causa A.H pubblicata cfr. DTF 124 V 32ss (= Pratique VSI 1999 p. 51 = SVR 1999
IV no. 11) il TFA ha ribadito che, per determinare il reddito da invalido, ci
si può riferire ai salari deducibili da tabelle statistiche. Ciò è il caso
soprattutto nell’ipotesi in cui, dopo l’insorgenza del danno alla salute,
l’assicurato non ha più ripreso a svolgere attività lucrativa o per lo meno
l’attività lucrativa esigibile (Pratique VSI 1999 p. 54 consid. 3b.aa e
giurisprudenza citata).

Preso inoltre atto del fatto che
l’inchiesta sui salari pubblicata dall’UFIAMIL è stata pubblicata per l’ultima
volta nel 1993, il TFA ha dichiarato applicabile l’inchiesta svizzera sulla
struttura dei salari (ISS), che, a partire dal 1994 viene pubblicata ogni due
anni.

Secondo l’Alta Corte l’obiettivo primario
di questa inchiesta è quello di fornire informazioni sui salari con valore
rappresentativo per tutta la Svizzera. In proposito il TFA
ha precisato che:

 

"  Elle englobe les salariées travaillant dans des entreprises de
tout format et dans les banches extérieures au secteur agricole (industrie,
arts et métiers, commerce, services, professions libérales, assurances
sociales, organisations sans but lucratif), y compris l'horticulture. Pour
l'enquête de 1994, l'administration publique n'est représentée que par les
services de la Confédération (PTT et CFF inclus). Contrairement à l'ancienne
enquête sur les salaires d'octobre, l'ESS enregistre les salaires individuels
des travailleurs en lieu et place des sommes salariales; elle englobe aussi -
et c'est une nouveauté - les personnes travaillant à temps partiel et les
cadres de tous de échelons. Les résultats de l'ESS mettent en évidence que le
montant du salaire est déterminé en majeure partie par le niveau des exigences
du poste de travail, mais aussi par la formation, la situation professionnelle
et le genre d'activité. Une analyse des données recueillies souligne d'autre
part l'influence des critères personnels tels que le sexe, les années de
service, l'âge et la nationalité sur le niveau du salaire (ESS p. 17 ss).
Enfin, le tableau 13* de l'ESS montre que, d'une manière générale, les
personnes travaillant à temps partiel sont proportionnellement moins bien
rémunérées que celles qui ont une activité à plein temps.

La partie
réservée aux tableaux figurant en annexe de l'ESS contient, outre la
statistique des montants salariaux (salaires réels nets, groupe B), une
statistique des taux salariaux, c.-à-d. des salaires bruts standardisés, pour
le groupe des tableaux A. Ce sont ces dernières données qu'il faut prendre en
considération pour effectuer la comparaison des revenus, en se basant toujours
sur la valeur médiane (moyenne), qui est généralement moins élevée que la
moyenne arithmétique ("salaire moyen") et relativement solide par
rapport à la moyenne incluant des valeurs extrêmes (très bas et très hauts
salaires; voir ESS p. 9). Pour l'application du groupe de tableaux A, il
convient de voir que l'on s'est généralement basé sur un horaire hebdomadaire
de 40 heures, ce qui est légèrement inférieur à l'horaire moyen usuel de 41,9
heures pratiquée en 1994 (voir p. 42 de l'ESS).

bb. Selon le
tableau A 1.1.1 de l'ESS 1994, la valeur moyenne de la rémunération pour des
hommes chargés de tâches simples et répétitives (niveau des exigences 4) dans
le secteur privé (avec horaire hebdomadaire de 40 heures) s'élevait à 4127
francs en 1994, ce qui correspond, pour un horaire moyen hebdomadaire de 41,9
heures, à 4323 francs par mois ou à 51876 francs par année. (...)"
(Pratique VSI 1999 pag. 54-55).

 

Il TFA ha inoltre precisato che, nel
calcolo del reddito da invalido, si deve tener conto del fatto che le persone
invalide, che sono limitate anche nell’adempimento di attività ausiliarie
leggere, sono pure svantaggiate sul piano della remunerazione nei confronti dei
lavoratori in possesso della piena capacità di lavoro e perfettamente atti ad
essere assunti. Di conseguenza queste persone possono pretendere un salario proporzionalmente
meno elevato:

 

"  (...) Il convient aussi de considérer que
les personnes atteintes dans leur santé, qui sont handicapées même dans
l'accomplissement de travaux auxiliaires légers, son désavantagées sur le plan
de la rémunération par rapport à des travailleurs en pleine possession de leur
capacité de travail et parfaitement aptes à être engagés, et qu'elles doivent
généralement tabler sur un salaire proportionnellement moins élevé (voir ATF
114 V 310 consid. 4b non publié; VSI 1998 p. 181 consid. 3a; arrêts non publiés
en la cause A. du 11 août 1997 [A 99/95] consid. 4b. bb et en la cause O. du 27
mars 1996 [I 38/96] consid. 4b). Dans le cas présent, il semble justifié
d'admettre une réduction de 15% du revenu par rapport au salaire de référence
du fait que le recourant est gêné dans l'exécution des travaux que l'on peut
encore exiger de lui en raison des troubles de la motricité fine et de la
coordination affectant les extrémités droites. De ce fait, le revenu qu'il
pourrait encore réaliser en dépit de son invalidité s'élève à 26 457 francs
pour une capacité de travail de 60%. Comparé au revenu hypothétique de 82 865
francs qu'il aurait obtenu sans son invalidité, il en résulte un degré
d'invalidité de 68%, qui était déjà acquis au moment où la décision litigieuse
a été rendue (le 20 octobre 1995). (...)"

(Pratique VSI 1999 pag. 55-56). 

 

In un'altra sentenza del 24 marzo 1999,
pubblicata in Pratique VSI 1999, pag. 182 seg., il TFA ha inoltre sviluppato le
seguenti considerazioni:

 

"b.  Pour déterminer le revenu que le recourant peut encore
raisonnablement réaliser en dépit de son atteinte à la santé, l'administration
et l'autorité de première instance se sont référées à l'Enquête suisse sur la
structure des salaires (ESS) en 1994; selon cette étude, la valeur moyenne des
salaires pour des hommes occupés à des tâches simples et répétitives (niveau
d'exigence 4) dans le secteur privé et public (pour un horaire hebdomadaire de
40 heures) s'établit à 4225 francs (tableau A 1.3.1). Sur la base d'un horaire
hebdomadaire moyen de 41 h 9 et compte tenu d'une hausse nominale annuelle de
1,3 % en 1995 et 1996 (Die Volkswirtschaft, 1998 cahier 1, annexe p. 27,
tableaux B 9.2 et B 10.2), le revenu de 1996 se monte à 4541 francs par mois ou
54 492 francs pour l'année. Si l'on admet avec le recourant qu'il peut encore
travailler dans l'industrie et les arts et métiers, mais pas dans le secteur
public, le tableau A 1.1.1 de l'ESS (valeur moyenne des salaires pour des
hommes occupés à des tâches simples et répétitives dans le secteur privé)
indique un montant de 4127 francs, ce qui correspond, pour un horaire
hebdomadaire moyen de 41 h 9, à un revenu de 4323 francs par mois. Compte tenu
de l'évolution nominale des salaires, on arrive ainsi pour 1996 à un montant mensuel
de 4436 francs ou annuel de 53 232 francs. Il faut en outre considérer que les
personnes atteintes dans leur santé, qui sont handicapées même pour accomplire
des tâches auxiliares légères, sont désavantagées sur le plan de la
rémunération par rapport aux travailleurs jouissant d'une pleine capacité de
travail et pouvant être engagés comme tels; c'est pourquoi ces personnes
doivent généralement compter sur des salaires inférieurs à la moyenne (ATF 124
V 321 ss consid. 3b/bb = Pratique VSI 1999 p. 51; ATF 114 V 310 consid. 4b non
publié; VSI 1998 p. 179 consid. 3a). Cette réduction de salaire concerne aussi bien les assurés qui exercent
à plein temps une activité adaptée à leur handicap que ceux qui sont engagés à
temps partiel (RCC 1989 p. 483 consid. 3b). Si l'on admet un taux de rémunération situé au-dessous des valeurs de
l'Enquête sur la structure des salaires de l'Office fédéral de la statistique,
la réduction doit être déterminée dans chaque cas concret sur la base du hadicap
réel que subit l'assuré dans le domaine d'activité qui lui est encore accessibile,
à l'exclusion de toute réduction générale de 25% (VSI 1998 p. 179 consid. 3a). C'est ainsi que, par ex., une réduction du
revenu de 10% seulement par rapport au salaire indiqué dans le tableau statistique
pour un assuré qui pouvait encore effectuer des travaux auxiliaires légers à
mi-temps sans autre handicap a été considérée comme appropriée (VSI 1998 p. 177
consid. 3a; Meyer-Blaser, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, Zurich
1997, p. 210; voir aussi Jürg Scheidegger, Rechtliche Rahmenbedingungen für die
Verwendung von Tabellenlöhnen bei der Invaliditätsgradermittlung, St-Gallen
1999, p. 113). Dans le cas d'espèce, il y a lieu au surplus de tenir compte du
fait que le recourant à besoin d'effectuer plus de pauses qu'un travailleur en
bonne santé. D'autre part, le recourant fait remarquer à bon droit que l'assuré
qui a perdu sa place de travail pour de raisons de santé ne peut obtenir un
salaire moyen dans une activité adaptée à son état, car le marché du travail
qui lui reste ouvert ne peut être que celui des personnes qui débutant dans une
entreprise (voir ESS p. 81ss). Au demeurant, l'importance des années de service
diminue dans le secteur privé en fonction de l'appauvrissement du profil des
exigences (ESS p. 21). Une réduction du revenu de 25% par rapport au salaire
statistique moyen, telle que l'ont admise l'administration et l'autorité de
première instance, paraît appropriée dans le présent cas compte tenu de toutes
les circostances. De ce fait, le revenu hypothétique annuel avec invalidité
s'élève à 40 869 francs (secteur privé et public) ou 39 924 francs (secteur
privé), ce qui donne un taux d'invalidité de 47%. Partant le jugement attaqué
doit être confirmé dans son ensemble (cfr. Pratique VSI 1999 pag.
184-186)". 

 

Sulla riduzione da applicare per tenere
conto del fatto che il personale non qualificato con problemi di salute sarà
difficilmente in grado di conseguire il salario medio figurante nelle
statistiche, vedi pure: SVR 1999 IV no. 55 p. 185 consid. 2.9 e giurisprudenza
citata; SVR 1998 IV no. 8 pag. 33; SVR 1999 IV no. 6 pag. 16; SVR 1998 AHV no.
15 pag. 53; RAMI 1993 no. U 168 pag. 103 consid. 5; RCC 1989 pag. 485 consid.
3b; Plädoyer, 1995 no. 1 pag. 67 consid. 5c e d; sentenze non pubblicate 31
dicembre 1997 in re F., I 428/96 e 3 maggio 1996 in re B., I 251/95.

 

2.9. Il TCA ha quindi chiesto all'UAI di
indicare quale sarebbe il reddito da invalido dell'assicurata applicando
esclusivamente le citate tabelle.

Il consulente __________ ha fornito al
riguardo una significativa risposta integralmente riprodotta al consid. 1.8.

Egli ha in particolare sottolineato,
illustrandone i motivi, perchè gli orientatori non utilizzano puramente e
semplicemente le statistiche nazionale ISS.

Il consulente professionale ha poi
affermato che la collaudata prassi giudiziale cantonale (cfr. consid. 2.5)
"è risultata sostanzialmente aderente alla situazione effettiva del
mercato del lavoro (riferito ad attività non qualificate o leggere) dovendosi
caso mai osservare, negli ultimi tempi, un'ulteriore spinta al ribasso dei
redditi reperibili".

Egli ha inoltre sottolineato che il valore
medio di fr. 24'500.-- per le donne, viene utilizzato quale parametro di base,
rispetto al quale vengono eventualmente applicate ulteriori riduzioni
giustificate dalla situazione concreta dell'assicurata. Il consulente __________
ha poi ancora affermato che il metodo elaborato dalla __________
(descrizione del posto di lavoro) non è considerato affidabile dalla maggior
parte degli orientatori, anche di altri Cantoni (per maggiori dettagli,
cfr. consid. 1.8).

 

Egli ha poi così risposto al quesito posto
dal TCA:

 

"  L'applicazione della giurisprudenza citata nella richiesta
impone quindi l'adozione di particolari cautele, che complicherebbero
enormemente il calcolo finale, in quanto diverrebbe necessario elaborare
adeguamenti ulteriori e specifici per rendere aderente alla realtà
l'interazione inabilità - redditi cantonali - invalidità finale.

   (...)

 

Nel caso in
esame ci riferiamo alle tabelle dei salari (ISS) in particolare ai dati sui
redditi in occupazioni non qualificate, semplici, ripetitive.

Le relative
tabelle sono state preparate sulla base dei redditi in attività che sono ripetitive
e semplici senza tenere conto del fattore "leggero",
importante e condizionante il rendimento e quindi il salario corrispondente.

 

Comunque nel
1996, nella categoria indicata, il salario calcolato (quartile inferiore)
sarebbe stato di fr. 2344.-- mensili, che permette di definire un importo annuo
di fr. 30472.--.

Per le lacune
del dato statistico e per correttezza nei confronti del portatore di handicap,
riteniamo giusto applicare un coefficiente di riduzione di almeno il 20%
che dia un'immagine più vicina alle realtà di guadagno da invalido in lavoro
semplici, ripetitivi, non qualificati e leggeri.

 

   Avremmo pertanto un salario di fr.
24377.--"

 

In realtà questi dati devono essere
modificati in fr. 28'128.--, rispettivamente in fr. 22'502.--, come
sottolineato anche dall'UAI nello scritto del 7 settembre 1999 (cfr. consid.
1.9 e Pratique VSI 1999 pag. 185 in cui il salario mensile è stato moltiplicato
per 12 e non per 13).

 

2.10. Chiamato ora a pronunciarsi nel caso
concreto, il TCA constata che, applicando la propria giurisprudenza (cfr. consid.
2.5 e 2.6), si giungerebbe ad un reddito da invalido di fr. 12'200.-- (grado di
invalidità del 68%).

 

Applicando invece le tabelle ISS, con una
riduzione del salario medio per i motivi indicati dalla giurisprudenza federale
(cfr. consid. 2.8) si otterrebbe invece un reddito di fr. 11'251.-- (fr. 22'502
: 2) (grado di invalidità del 70,66%).

In simili condizioni, viste anche le
positive considerazioni di coloro che si trovano ad operare sul terreno e sono
dunque direttamente a contatto con il mercato del lavoro, questo Tribunale
conferma nella presente fattispecie la propria giurisprudenza.

Infatti, il consulente professionale ha
chiaramente precisato che, da una parte, i dati delle tabelle ISS non sono
adeguati alla situazione ticinese e, d'altra parte, che le attività semplici e
ripetitive, non sempre sono anche leggere.

La necessità di adattare i salari medi
nazionali alla situazione del Ticino risulta peraltro implicitamente nella
risposta del Consiglio di Stato del 28 settembre 1999 ad una interrogazione
dell'On. __________ del 14 agosto 1999 "Bassi salari e reddito
famigliare" con la quale chiedeva di pubblicare dati disponibili per
documentare la situazione relativa al reddito e alle condizioni sociali delle
famiglie in Ticino, nonché di presentare i dati aggiornati sui livelli
salariali nel nostro Cantone:

 

"  (..)

Su scala
federale la statistica ufficiale fornisce diversi dati che permettono di
conoscere l'evoluzione e la struttura dei salari in Svizzera.

A livello
regionale, le informazioni di cui si dispone sono molto ridotte e riguardano
unicamente la struttura dei salari, i cui dati vengono rilevati ogni due anni.
Si ricorda il lettore che nel 1994 la statistica è  stata sottoposta a profonda
revisione, e per quell'anno, eccezionalmente, il Ticino ha potuto disporre di
informazioni supplementari.

 

Il calcolo dei
dati regionali (grandi regioni) si basa tuttavia sullo schema di ponderazione
dell'economia svizzera, schema che, come noto, presenta diversità anche
importanti rispetto al Ticino. Non si è certi tuttavia in che misura questo
accorgimento provochi delle distorsioni nei dati pubblicati.

 

Per i prossimi
anni è inoltre probabile che l'UST, ritenuta l'importanza della tematica in
questione, riesca a mettere a disposizione delle regioni un numero più elevato
di informazioni. Per il Ticino si tratterebbe in questo caso di applicare ai
dati lo schema di ponderazione della struttura economica cantonale".

 

La riconferma della nota giurisprudenza si
giustifica tanto più se si considera che il risultato ottenuto tramite
l'applicazione delle tabelle non si scosta di molto dai redditi stabiliti dal
TCA e che tali redditi sono stati confermati dal TFA" (STCA 27.10.1999 in re S. c. UAI, p.
15ss.).

 

Sulla scorta delle conferme scaturite dal suesposto riesame, questa
Corte non vede alcun motivo per scostarsi dalla sua ormai consolidata
giurisprudenza, ritenendo, quindi, che __________, con l'esercizio, a tempo
pieno, di un'attività alternativa, possa realizzare un reddito annuo attorno a
fr. 35'000.--.

 

     2.5.   Con il
proprio ricorso, __________ ha pure contestato il reddito da non invalido
ritenuto dall'__________, considerando determinante un reddito annuo pari a fr.
60'552.35. Partendo da un salario, nel 1999, di fr. 26.30/ora, l'assicurato
ritiene che il medesimo vada moltiplicato per 2'064 ore (fr. 54'283.20), per
poi aggiungere l'indennità per giorni festivi (3%) e, successivamente, la
tredicesima mensilità (8.3%). Nelle 2'064 ore sono, invece, già comprese le
vacanze (cfr. V). 

 

               L'assicuratore
infortuni convenuto, da parte sua, sostiene che "… il calcolo corretto
consiste nel partire dal salario orario di base (in casu incontestato,
fr. 26.30, cfr. doc. _), aggiungere la quota di tredicesima e moltiplicare il
risultato così raggiunto (fr. 28.49) per le ore previste dal CCL [2064
ore/anno, n.d.r.], senza ulteriori aggiunte" (III, p. 3). 

 

                                         Allo
scopo di finalmente chiarire la problematica, questa Corte ha provveduto ad
interpellare, a due riprese, la ditta __________ (cfr. VII e XIII). 

                                         Il datore
di lavoro di __________, in data 15 maggio 2000 - dopo aver verificato le
indicazioni fornite in un primo tempo - ha informato il TCA che egli, nel 1999,
avrebbe conseguito un reddito lordo omnicomprensivo pari a fr. 60'569.14
(cfr. XIV). 

               Questa
Corte, malgrado le perplessità ancora manifestate dall'assicuratore LAINF in
data 18 maggio 2000 (cfr. XVI), non vede ragioni che le impediscano di fare
propri i dati forniti dalla ditta __________. Del resto, dal doc. _ -
"riassunto delle principali condizioni di lavoro nel cantone Ticino a
partire dal 1. Gennaio 1999", edito dal __________ - risulta, in
particolare, che nelle 2'064 ore sono già comprese le vacanze. Non lo sono, per
contro, i giorni festivi infrasettimanali, per tener conto dei quali va,
pertanto, aggiunto un "3% del salario base". 

 

     2.6.   Il grado
d’invalidità di ___________ - determinato confrontando i fr. 35’000.-- al
reddito che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse intervenuto
l’infortunio, e cioè fr. 60'569.-- (cfr. consid. 2.4.) - risulta essere del 42%
(arrotondamento conforme a quanto statuito dal TFA nel considerando non
pubblicato della DTF 122 V 335).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto.

                                         Di
conseguenza, l’assicurato ha diritto a percepire una rendita d’invalidità del
42% a far tempo dal 1° febbraio 1999.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

                                         L’__________
verserà al ricorrente fr. 1'000.-- a titolo di ripetibili.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

La
vicepresidente                                                 Il segretario

 

Giovanna Roggero-Will                                        Fabio
Zocchetti