# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b96799e9-d08f-52b2-a8f2-811bc767faca
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-06-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 20.06.2006 INC.2006.504
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2006-504_2006-06-20.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2006.504

  	
  Lugano

  20 giugno 2006

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Ursula Züblin

  
	
   

  sedente per statuire sull'istanza di proroga del carcere
  preventivo presentata il 31 maggio 2006 dal 

  
						

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico Rosa Item

   

  
	
   

  	
  nei confronti

  

 

	
   

  	
  __________, __________

  (patr. d'ufficio dall'avv. __________)

  

 

preso atto che la difesa non ha
presentato osservazioni entro il termine impartitole da questo giudice;

 

visto l'incarto MP __________;

 

 

ritenuto e considerato

 

in fatto ed in
diritto

 

che:

 

-         
__________ è stato arrestato il 5 gennaio 2006 con contestuale
promozione dell'accusa per titolo di infrazione aggravata sub. semplice e
contravvenzione alla LStup (art. 19 cifra 2 sub 1 e 19a LStup) "siccome
riferita ad un quantitativo di cocaina che sapeva o doveva presumere essere
tale da mettere in pericolo la salute di parecchie persone, per avere, senza
essere autorizzato, nel __________, perlomeno dall'inizio 2003 sino al
05.01.2006, ripetutamente venduto/offerto gratuitamente della cocaina a vari
clienti/conoscenti da identificare a fr. 120.-- il grammo, rispettivamente per
aver detenuto a __________, presso il suo luogo di soggiorno, circa 150 grammi
di predetta sostanza destinati per la massima parte alla vendita/offerta a
terzi, nonché per aver consumato personalmente un imprecisato quantitativo di
cocaina a far stato dal 05.01.2003" (cfr. inc. GIAR 2006.501, doc.
1).;

 

-         
l'arresto di __________ è stato confermato da questo giudice il giorno successivo,
ritenuti presenti gravi indizi di colpevolezza, necessità istruttorie, pericolo
di collusione e pericolo di fuga (Inc. GIAR 2006.501, doc. 3);

 

 

 

 

-         
sin dall'inizio dell'inchiesta (a verbale di conferma dell’arresto, così
come già davanti alla Polizia giudiziaria), ha minimizzato il proprio ruolo nel
traffico di cocaina, comportamento che ha mantenuto nel prosieguo
dell'inchiesta;

 

-         
con decisione 30 marzo 2006 questo giudice ha respinto l'istanza di
libertà provvisoria presentata da __________, ritenendo dati, oltre che seri e
concreti indizi di colpevolezza, anche bisogni dell'inchiesta, pericolo di
collusione e pericolo di fuga (inc. GIAR 2006.502);

 

-         
approssimandosi il termine di scadenza della detenzione ex art. 102 cpv.
2 CPP, il magistrato inquirente ha inoltrato istanza per una proroga di tre
mesi (istanza 30 maggio 2006), allo scopo di poter evadere oggettivi bisogni
istruttori, cioè 12 interrogatori a confronto con persone che hanno dichiarato
di aver acquistato cocaina da Vittorio __________ e le audizioni testimoniali
di due medici che hanno in cura la compagna dell'accusato, atti istruttori
tutti richiesti dalla difesa di __________ (cfr. istanze 11.05.2006 e
24.05.2006), e successivamente ulteriore interrogatorio dell'accusato con la
contestazione di quanto nel frattempo eseguito;

 

-         
a mente del magistrato inquirente, la proroga richiesta sarebbe
rispettosa del principio di proporzionalità - il carcere sofferto, anche se
prorogato, non supera la presumibile pena che potrebbe essere inflitta all'accusato
dal giudice di merito - e si fonda sull'esistenza di gravi indizi di reato, sul
pericolo di collusione e di inquinamento delle prove - la messa in libertà
provvisoria potrebbe compromettere l'esito dell'inchiesta visti gli
accertamenti da esperire -, sul pericolo di fuga - essendo l'accusato cittadino
straniero e potendo preferire la latitanza all'estero in vista della concreta
prospettiva di una pena detentiva di lunga durata, ritenuto il deferimento
dello stesso ad una Corte delle assise Criminali -, nonché sul pericolo di
recidiva - vista la mancanza di scrupoli dimostrata dall'attuazione di
un'importante attività di spaccio per fini di lucro e l'assenza di prospettive
alternative -;

 

-         
il difensore non ha presentato osservazioni entro il termine
impartitogli da questo giudice;

 

-         
l'istanza, presentata da autorità competente prima del termine di
scadenza della detenzione preventiva ex art. 102 cpv. 2 CPP (5 luglio 2006
compreso) e con tempi che hanno permesso il rispetto del diritto di essere
sentito dell'accusato e per esso del difensore (il quale non se ne è comunque
avvalso), è ricevibile.

 

-         
i principi che reggono la materia, pur se noti alle parti, vengono qui
brevemente richiamati:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al
pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare
ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di
interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.
32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine
pubblico (REP 1998 n. 105).

 

 

 

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior
rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della
libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag.
416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi
penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."

(per tutte:
sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5)

 

-         
l'assenza di opposizione, alla richiesta di proroga, da parte della
difesa non esenta questo giudice da una verifica dell'esistenza dei presupposti
per il mantenimento (se si preferisce: la proroga) della carcerazione
preventiva;

 

-         
nel caso in esame non occorre dilungarsi più di tanto per confermare
l'esistenza di gravi indizi di reato in capo all'accusato per i fatti che gli
sono imputati, basti qui ricordare quanto evidenziato da questo giudice nella
decisione 30 marzo 2006, con la quale era stata respinta l'istanza di libertà
provvisoria presentata da __________ (Inc. GIAR 5.2006.2): 

 

         "Premesso che al momento
dell'arresto sono stati sequestrati presso l'appartamento di __________ 157 gr
di cocaina, nonché Euro 2'025.-- e fr. 7'000.-- all'accusato e fr. 5'700.--
alla compagna, giova rilevare che a far tempo dall'arresto di __________ sono state
sentite 58 persone, di cui 35 hanno concordemente dichiarato di avere
acquistato cocaina (di ottima qualità) dall'accusato e che, allo stadio attuale
dell'inchiesta, sono state accertate vendite di oltre 1'600 grammi di cocaina,
in gran parte al prezzo di fr. 150.-- al grammo.

         I gravi e concreti indizi di
colpevolezza a carico di__________ sono pertanto dati. 

         Le contrarie dichiarazioni di
quest'ultimo, secondo cui la cocaina sequestrata al momento dell'arresto
sarebbe stata destinata al suo consumo personale, rispettivamente quelle
secondo cui egli non sarebbe uno "spacciatore", non permettono
certo di sovvertire siffatta conclusione;"

 

-         
gli atti istruttori esperiti a far tempo dalla suddetta decisione hanno
ulteriormente corroborato i gravi e concreti indizi di colpevolezza a carico di
__________: la Polizia ha infatti proceduto all'audizione di circa una ventina
di persone le quali hanno dichiarato di aver ricevuto cocaina da __________,
che, preso atto delle suddette dichiarazioni, ha mantenuto, sia dinanzi alla
Polizia che al magistrato inquirente [cfr. verb. Pol. 3.04.2006, 21.04.2006 e
28.04.2006; verb. PP 5.05.2006, il 10.05.2006 e 19.05.2006], l'atteggiamento
negatorio assunto sin dall'inizio dell'inchiesta - "(…) nego di avergli
venduto offerto cocaina (…) tutte le persone che dichiarano di avere acquistato
cocaina da me mentono (…)". Inoltre, nel corso del confronto con
l'accusato dinanzi al magistrato inquirente, la convivente __________ ha
affermato di aver consumato nel corso degli anni 2004-2005 circa 3310 grammi di
cocaina, sostanza fornitale da __________, e che quest'ultimo trafficava anche
marjiuana, dichiarazioni in gran parte contestate dall'accusato, il quale ha
continuato a minimizzare il proprio ruolo (cfr. verb. PP 19.05.2006);

 

 

 

 

-         
in merito ai bisogni istruttori atti a giustificare la detenzione
preventiva ed il suo perdurare, vi é consolidata giurisprudenza (e dottrina):

 

" 

In relazione ai bisogni istruttori, atti a giustificare
la misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare che questi non
s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto tali, o con gli
accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di collusione o
d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la corretta
raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse,
ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss.;
RDAT 1988 no. 24). In
quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé,
decisivo, in quanto "Die Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise
erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder dass der
Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt nicht" (N. Schmid, op.
cit., no. 701a). Occorre che l'indagato,
se posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto
svolgimento e, conseguentemente, l'esito.

 

E', inoltre, necessario che questa possibilità
di pregiudicare la raccolta di elementi di prova si fondi su elementi concreti:
"Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des Bundesgerichtes die
theoretische Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in Freheit kolludieren
könnte, nicht, um die Fortsetzung der Haft oder die Nichtgewährung von Urlauben
unter diesem Titel zu rechtfertigen. Es mussen vielmehr konktrete Indizien für
eine solche Gefahr sprechen." (DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.).

 

Gli elementi di concretezza del pericolo vanno
individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e
nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad
esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non
può essere invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della
misura cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del
teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza
d'interessi (tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p.
438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p. 19). Il semplice atteggiamento di diniego
dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66;
Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13).

(GIAR 23
settembre 2002 in re Y.)

 

Nello stesso
senso, la CRP:

 

"I rischi di collusione e di inquinamento delle prove
sono legati soprattutto ai bisogni dell'istruttoria. Da un lato si tratta
generalmente di evitare o prevenire accordi tra l'imputato e i testimoni - già
sentito o ancora da sentire - o i correi e complici non arrestati, messi in
atto per nascondere al giudice la verità, dall'altro di impedire interventi
fraudolenti del prevenuto in libertà sui mezzi di prova non ancora in possesso
della giustizia, allo scopo di distruggerli o di alterarli a suo vantaggio. la
possibilità di ostacolare in tal modo l'azione dell'autorità giudiziaria da
parte del prevenuto deve essere valutata sulla base di elementi concreti, la
realtà di questo rischio non potendo essere ammessa aprioristicamente ed in
maniera astratta (DTF 117 Ia 257; Decisione TF 2.3.2000 in re A. e rif.; R.
Hauser/E. Schweri, op. cit. §
68 n. 13; G. Piquerez, op. cit. n. 2344 ss.)"

(sentenza 16 settembre 2004 in re B., CRP 60.2004.297)

 

 

 

 

 

 

 

 

-         
a mente del magistrato inquirente sussisterebbero oggettivi bisogni
istruttori dovendo procedere con interrogatori a confronto e non richiesti
dallo stesso accusato (cfr. richieste 11/122 e 24/26 maggio 2006 della difesa,
AI 63 e 73), alla contestazione all'accusato degli accertamenti nel frattempo
esperiti quo anche alle vendite di marijuana (cfr. verb. PP 19.05.2006 __________)
e con il deposito degli atti; la difesa nulla ha eccepito a questo proposito
assecondando la richiesta del Procuratore pubblico di proroga del carcere
preventivo;

 

-         
in un simile contesto giuridico e fattuale, è evidente la necessità di
procedere con l’audizione a confronto tra l’accusato e le persone menzionate,
nonché agli accertamenti ancora da esperire, anche quelli quo alle vendite di
marjiuana, con l’accusato __________ in stato di detenzione preventiva. La
sussistenza, in questo stadio del procedimento, di un pericolo di collusione
e/o di inquinamento delle prove è accertata con riferimento al gran numero di
persone coinvolte nell’inchiesta, alla necessità di procedere a previsti
interrogatori futuri senza che si possa avere il dubbio di contatti e reciproci
atti d’influenza;

 

-         
in sostanza si tratta di passi d'inchiesta, peraltro richiesti dalla
difesa e la maggior parte già fissati, che esigono il mantenimento del carcere
preventivo cui è astretto l'istante, ciò a salvaguardia di una corretta ricerca
della verità (anche a vantaggio dell'accusato stesso): in proposito vale quanto
già evidenziato nella decisione 30 marzo 2006 (consid. 4), tenuto anche conto
del persistente atteggiamento reticente e negatorio di __________ esiste il
rischio concreto che, se messo in libertà provvisoria, egli
potrebbe contattare o venir contattato da fornitori ed acquirenti con i quali
concordare versioni o decidere di tacere quanto ancora non a conoscenza degli
inquirenti;

 

-         
per quanto riguarda il pericolo di fuga, per giustificare carcerazione
preventiva, deve essere concreto e rivestire di una certa probabilità: in altri
termini lo si ammette quando l’accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe
con una certa verosimiglianza al perseguimento penale ed alla (eventuale)
esecuzione della pena. La gravità della pena presumibile non basta, da sola, a
motivare la carcerazione; occorre valutare l’insieme delle circostanze, tra cui
il carattere dell’accusato, la sua morale, i legami famigliari, il domicilio,
la professione, la situazione economica e tutti quegli elementi che rendono la
fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117
Ia 69; SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no.
701). Ritenuto che a poco valgono, per quest'analisi, le semplici dichiarazioni
d'intenti dell'accusato stesso (per tutte: sentenza GIAR 27 maggio 2002 in re
P.) e che la concretezza del pericolo di fuga può essere accertata "Auch
wenn keine konkrete Flüchtpläne u.ä. gefordet sind, …" (Schmid, ibidem);

 

-         
in proposito valgono le considerazioni già espresse nella decisione 30
marzo 2006 da questo giudice:

 

Preliminarmente occorre rilevare che, tenuto conto del
(relativamente) lungo periodo nel corso del quale l'accusato ha delinquito e
dei quantitativi trafficati sino ad ora accertati, esiste il rischio concreto
di una pena da espiare, avendo peraltro il Procuratore pubblico nel preavviso
negativo evidenziato che l'accusato verrà deferito ad una Corte delle Assise
criminali, né può essere esclusa la pena aggiuntiva dell'espulsione.

Se è vero che __________ soggiorna in Svizzera da
qualche anno - peraltro senza alcun permesso, perlomeno da quanto emerge dagli
atti -, giova rilevare egli è cittadino italiano (quindi non estradabile),
residente in Italia, dove risiedono pure la madre ed il fratello (con i quali
ha contatti frequenti: al momento dell'arresto ha voluto telefonare alla madre,
il fratello si è interessato per la nomina di un difensore di fiducia ecc.) ed
in Italia ha pure sede la società di cui è amministratore unico.

In siffatte circostanze, anche in considerazione del
suo comportamento processuale reticente e negatorio, della gravità dei fatti
imputatigli (per i quali, come detto, il Procuratore pubblico ha intenzione di
deferirlo alla Corte delle Assise criminali), il pericolo che __________, se
posto in libertà provvisoria, faccia rientro in Italia, Paese, peraltro
facilmente raggiungibile dalla sua compagna, dove risiedono i familiari, dove
ha sede la società di cui è amministratore e dove svolgeva la sua attività
professionale appare quindi sufficientemente concreto. In altre parole, la
tentazione di rendersi irreperibile per sottrarsi al procedimento o
all'esecuzione della sentenza appare sorretta da sufficiente verosimiglianza ed
il rischio di fuga - che non esiste solo astrattamente, bensì appare probabile
in modo del tutto concreto - e non può essere evitato con misure meno incisive
come quelle da lui proposte. 

Non può entrare in considerazione il deposito di una
cauzione - peraltro neppure quantificata dalla difesa - e neppure il deposito
dei documenti di legittimazione, peraltro di dubbia utilità ed efficacia
"preventiva" trattandosi di cittadino italiano e comunque causa di
inevitabili disagi, tanto più che l'accusato ha il fulcro dei propri interessi
lavorativi in Italia e che in Svizzera non ha alcuna concreta prospettiva
lavorativa (Rep. 1989 p. 293); inoltre tali misure sono notoriamente inadatte a
scongiurare il pericolo di collusione, anch'esso dato nella fattispecie".

 

-         
ciò posto, può restare indecisa l'esistenza di un concreto pericolo di
recidiva, indicato dal Procuratore pubblico quale uno dei motivi di interesse
pubblico atto a giustificare la proroga della carcerazione preventiva;

 

-         
la proroga è stata richiesta per un periodo di tre mesi: a giudizio
dello scrivente due mesi appaiono sufficienti e proporzionati tenuto conto
degli atti istruttori ancora da compiere (la maggior parte delle audizioni già
fissata per la fine del corrente mese) e del tempo necessario per procedere con
il deposito atti, ciò ritenuta l’oggettiva gravità dei reati imputati
all’accusato e la presumibile pena detentiva che gli verrebbe inflitta in caso
di condanna, considerato il carcere preventivo già sofferto (tenuto conto
dell’arresto avvenuto il 5 gennaio 2006) ed ancora da soffrire prima del
pubblico dibattimento con il formale invito all’attenzione dei precetti di
celerità (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPPT) che vuole contenimento della
possibile carcerazione preventiva, quale richiamo e quale necessità di
controllo d’ufficio del trascorrere del tempo;

 

-         
in conclusione, constatata l'esistenza di gravi indizi di reato, bisogni
dell’istruzione, pericolo di collusione e pericolo di fuga nonché rispetto dei
principi di proporzionalità della carcerazione (sofferta e da soffrire) nei
termini suesposti, l'istanza è parzialmente accolta ed è concessa una proroga
del carcere preventivo a cui è astretto __________ di due mesi cioè sino al 5
settembre 2006 compreso;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

P.Q.M

 

 

 

viste le norme applicabili, in
particolare gli artt. 19 cifra 1 e 2 e 19a LFStup., 95 ss., 102, 103, 280ss e
284 CPP,

 

 

 

 

 

decide

 

 

 

1.    L'istanza
è parzialmente accolta.

 

§.    Di conseguenza, il carcere preventivo cui è astretto __________
è prorogato di 2 (due) mesi e verrà a scadere il 5 settembre 2006 (compreso).

 

 

 

2.  Non si
prelevano tasse e spese.

 

 

 

3.  Contro la presente decisione è dato reclamo alla Camera dei
ricorsi penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.

 

 

 

4.  Intimazione:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
Ursula Züblin