# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3d0c77cf-8eee-529c-9f9e-8899de121f55
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-03-27
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 27.03.2024 15.2023.133
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2023-133_2024-03-27.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2023.133

  	
  Lugano

  27 marzo 2024

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  cancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a
giudice unico (art. 48b LOG) sul ricorso 27 dicembre 2023 di

	
   

  	
   RI 1 

  (patrocinato dall’ PR 1, )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione, sede di
Lugano, nelle diverse esecuzioni formanti il gruppo n. 1, promosse nei
confronti del ricorrente da

 

	
   

  	
  PI 4, 

  (rappresentata dalla RA 3, )

  Stato del Cantone Ticino, Bellinzona

  (rappresentato dall’Ufficio esazione e
  condoni, Bellinzona)

  PI 5, 

  PI 6, 

   

  

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Nelle diverse esecuzioni formanti il gruppo n. 1,
promosse dalla PI 4 (es. n. ,  e ), dallo Stato del Cantone Ticino (es.
n. ), dalla PI 5 (es. n. ) e dall’PI 6
(es. n. ) nei confronti di RI 1, il 5 luglio 2023 la sede di Lugano dell’Ufficio di esecuzione (UE) ha allestito il seguente
calcolo dell’eccedenza
pignorabile a carico dell’escusso:

                                         Redditi

	
  Debitore

  	
  fr.

  	
      2'800.00

  	
  Cassa disoccupazione __________

  
	
  Totale

  	
  fr.

  	
      2'800.00

  	
   

  

                                         Minimo
d’esistenza

	
  Minimo base

  	
  fr.

  	
      1'200.00

  	
   

  
	
  Ricerca d’impiego­

  	
  fr.                                 

  	
         100.00

  	
   

  
	
  Totale

  	
  fr.

  	
      1'300.00

  	
   

  

 

                                         L’UE
ha quindi pignorato presso la Cassa disoccupazione __________ l’importo
eccedente fr. 1'300.– (indicativamente 1'500.–) dal 5 luglio 2023.

 

                                  B.   Dopo
un nuovo interrogatorio del debitore il 23 ottobre 2023, venuto a conoscenza ch’egli
aveva ricominciato a lavorare, il 21 dicembre 2023 l’Ufficio ha proceduto alla
seguente revisione del computo:

                                         Redditi

	
  Debitore

  	
  fr.

  	
      5'726.60

  	
  PI 7

  
	
  Totale

  	
  fr.

  	
      5'726.60

  	
   

  

                                         Minimo
d’esistenza

	
  Minimo base

  	
  fr.

  	
      1'200.00

  	
   

  
	
  Affitto

  	
  fr.

  	
      1'000.00

  	
  comprensivo di spese accessorie

  
	
  Totale

  	
  fr.

  	
      2'200.00

  	
   

  

 

                                         L’organo
esecutivo ha pertanto pignorato presso la datrice di lavoro dell’escusso, l’PI
7 con sede a __________, l’ammontare eccedente fr. 2'200.–
(indicativamente fr. 3'526.60) dal 21 dicembre 2023.

 

                                  C.   Preso
atto del nuovo calcolo, con ricorso del 27 dicembre 2023 RI 1, rappresentato
dal patrigno RA 1, ha chiesto di rettificarlo, nel senso di limitare l’eccedenza
pignorabile a fr. 1'000.– mensili.

 

                                  D.   Accertato
che RA 1 non risulta essere un rappresentante riconosciuto ai sensi dell’art.
15 della Legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di
esecuzione e fallimento (LPR, RL 280.200), mediante ordinanza del 29 dicembre
2023 il presidente della Camera ha assegnato a RI 1 un termine di dieci giorni
per munirsi di un rappresentante riconosciuto o per ratificare il ricorso, firmandolo
di proprio pugno, pena la sua irricevibilità.

 

                                  E.   Con
osservazioni dell’11 gennaio 2024 l’UE ha chiesto alla Came­ra di valutare la
possibilità di dichiarare il ricorso irricevibile, senza procedere a ulteriori
atti istruttori.

 

                                  F.   Il
12 gennaio 2024 RI 1 ha trasmesso un complemento al ricorso munito della
procura a favore dell’ PR 1, riconfermandosi sostanzialmente nelle richieste
ricorsuali. Egli ha pure chiesto il conferimento dell’effetto sospensivo al
gravame.

 

                                  G.   Tramite
osservazioni del 16 gennaio 2024 l’Ufficio ha ribadito le sue conclusioni,
rimettendosi al giudizio della Camera per quanto attiene alla concessione dell’effetto
sospensivo.

 

                                  H.   Mediante
replica spontanea del 30 gennaio 2024 il ricorrente ripropone sostanzialmente le
proprie conclusioni, come pure l’UE nella duplica del 1° febbraio 2024.

 

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino
la Camera esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 3 LPR) – entro dieci giorni dalla notifica dell’atto impugnato
emes­so il 21 dicembre 2023 dall’UE, ovvero durante le ferie natalizie (dal 18
dicembre al 1° gennaio 2024: art. 56 n. 2 LEF), il ricorso presentato il 27
dicembre 2023 è in linea di principio ricevibile da questo punto di vista, come pure il complemento inoltrato il 12 gen­naio
2024, il termine di dieci giorni giusta l’art. 17 cpv. 2 LEF, iniziato a
decorrere il primo giorno utile dopo le ferie (DTF 121 III 285 consid. 2/b e 49
III 76), ossia martedì 2 gennaio 2024, essen­do scaduto proprio venerdì 12
gennaio 2024.

 

                                         Mediante
l’atto di complemento al ricorso RI 1 ha prodotto anche la procura a favore di
un rappresentante riconosciuto nel senso dell’art. 15 LPR, rispettando così il
termine assegnatogli con l’ordinanza del 29 dicembre 2024, sicché pure su
questo punto il ricorso risulta ammissibile.

 

                                   2.   Giusta
l’art. 93 LEF ogni provento del lavoro può essere pignorato in quanto a
giudizio dell’Ufficiale non sia assolutamente necessario al sostentamento del
debitore e della sua famiglia. Per stabilire l’eccedenza pignorabile, le
autorità di esecuzione devono deter-minare il reddito globale netto dell’escusso,
deducendo dal totale dei suoi redditi lordi i contributi sociali e le spese di
acquisizione del reddito. Sono poi detratte le spese indispensabili al sostentamento
del debitore e della sua famiglia, fondandosi in linea di massima sulla Tabella
per il calcolo del minimo esecutivo giusta l’art. 93 LEF (detta in seguito
“Tabella”) allegata alla circolare CEF n. 35/2009 (pubblicata sul Foglio
ufficiale cantonale n. 68/2009 del 28 agosto 2009). Redditi e fabbisogni
devono essere accertati d’ufficio alla data dell’esecuzione del pignoramento o
del sequestro (DTF 112 III 19 consid. 2/d; 108 III 10 consid. 3; sentenza del
Tribunale federale 5A_16/2011 del 2 maggio 2011, consid. 2.1), ritenuto che
delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto
mediante riesame del pignoramento (art. 93 cpv. 3 LEF; DTF 108 III 10 consid.
4). 

 

                                         È
principio giurisprudenziale consolidato che possono essere considerate nel
calcolo del minimo di esistenza solo le spese indispensabili il cui pagamento
effettivo e regolare è dimostrato (DTF 121 III 20, consid. 3/a; Vonder Mühll, Basler Kommentar zum
SchKG, vol. I, 3a ed., 2021, n. 25 ad art. 93 LEF).

 

                                   3.   Il
ricorrente contesta anzitutto all’UE di aver considerato un reddito di fr. 5'726.60
al mese, allorquando – a suo dire – egli percepisce uno stipendio mensile lordo
di fr. 5'500.–, pari a fr. 4'567.80 netti. Fa notare in proposito che
l’Ufficio non ha tenuto conto del fatto che nel conteggio di salario del
novembre 2023, su cui si è fondato per il calcolo del minimo esistenziale, è
pure inclusa la quota proporzionale della 13a mensilità calcolata in
funzione dei tre precedenti mesi d’attività. A mente dell’insorgente, il
salario determinante per il pignoramento dev’essere quindi rettificato in fr. 4'567.80,
come emerge dal conteggio di dicembre 2023 allegato al ricorso. Tale
censura s’avvera però infondata, l’Ufficio non avendo pignorato una quota
fissa, ma la parte del reddito netto eccedente il minimo d’esistenza di fr. 2'200.–,
motivo per cui è irrilevante la determinazione esatta del salario
netto. La datrice di lavoro dell’escusso è infatti tenuta
a versarne all’Ufficio unicamen­te la quota che supera il minimo d’esistenza
(sentenza della CEF 15.2020.134 del 12 aprile 2021, consid. 3).

 

                                   4.   RI
1 sostiene inoltre che vanno computati i costi supplementari dovuti alla doppia
economia domestica a suo carico, spiegando di aver mantenuto il domicilio nel
Canton Ticino, nonostante lavori nel Canton Z__________. Specifica al riguardo di
rientrare ogni fine settimana in Ticino, o meglio presso il domicilio dei suoi genitori a __________, ai quali versa fr. 350.–
al mese, quale quota parte delle spese d’alloggio, come si evince dagli
estratti bancari da lui prodotti (doc. G). Anche tale critica non trova sorte
migliore, dal momento che l’escusso ha deciso di mantenere una doppia economia
domestica unicamente per scelta e comodità proprie e non perché vi è tenuto ad
esempio per obblighi legali di mantenimento o d’assistenza nei confronti della
sua famiglia o di parenti. In altre parole, RI 1 non ha dimostrato che il costo
supplementare di fr. 350.– mensili è una spesa assolutamente
indispensabile nel senso dell’art. 93 cpv. 1 LEF. Malgrado egli abbia tutto il
diritto di rientrare in Ticino ogni fine settimana, come sostiene nella replica
spontanea, tale scelta non può farsi a discapito dei suoi creditori, ragione
per cui anche sotto questa prospettiva il ricorso si rivela infondato.

 

                                   5.   L’insorgente
reputa altresì che debbano essere incluse nel calcolo le spese di trasferta cui
egli fa fronte per recarsi mediante un autoveicolo privato dal luogo di
domicilio (L__________) a quello di soggiorno settimanale (D__________), precisando
di condividere i costi di viaggio con un conoscente, al quale paga fr. 304.–
al mese. Siccome – a sua detta – la doppia economia domestica è inevitabile, i
costi di trasferta effettivi vanno giocoforza pure inseriti nel minimo d’esistenza.
Ora, già si è detto che la doppia economia domestica è una mera scelta di comodo
dell’escusso (consid. 4), non un obbligo legale, motivo per cui nella
fattispecie nemmeno le spese di trasferta possono essere considerate
assolutamente indispensabili, fermo restando che RI 1 non ne ha comunque comprovato
l’effettivo e regolare pagamento mediante giustificativi (sopra, consid. 2 i.f.).
Pure tale contestazione cade quindi nel vuoto.

 

                                   6.   Nel
ricorso RI 1 fa anche valere che occorre tener conto della franchigia dell’assicurazione
malattie di fr. 83.35 (fr. 1'000.– / 12 mesi), delle imposte di fr. 30.–
calcolate sul suo reddito del 2023, delle spese di vestiario di fr. 30.–, dei
costi per l’igiene personale di fr. 20.– e del vitto di fr. 1'150.– (fr. 50.–
al giorno x 23 giorni lavorativi). Riguardo a quest’ultima spesa, nel
complemento egli precisa che per i pasti fuori casa l’importo va corretto in fr. 202.50
mensili, vale a dire fr. 9.–/giorno, come da prassi dell’UE. 

 

                                6.1   Va
ricordato in primo luogo che le spese di sostentamento, abbigliamento,
biancheria e igiene fanno già parte del minimo di base di fr. 1'200.– per
il debitore che vive da solo (v. Tabella, ad I/1) e non possono dunque essere
computate separatamente in doppio.

 

                                6.2   Per costante giurisprudenza del Tribunale federale tra le spese
indispensabili non rientrano inoltre le imposte (DTF 140
III 340 consid. 4.4 con rinvii; Tabella, ad III), che non sono spese
esistenziali e non devono essere privilegiate rispetto ad altri crediti per
prestazioni non esistenziali a favore dell’escusso (sentenza
della CEF 15.2023.4 del 16 maggio 2023 consid. 4.).

 

                                6.3   Per
quanto attiene all’ammontare della franchigia dell’assicura­­zione malattia, è
vero che può essere in principio incluso nel minimo vitale, ma solo se è certo
che durante il pignoramento il debitore dovrà assumersi dei costi medici che
superano tale importo, ad esempio a causa di una malattia cronica (DTF
129 III 244 seg.; sentenza della CEF 15.2023.117
del 13 marzo 2024, consid. 3.1; Ochsner,
in: Commentaire romand,
Poursuite et faillite, 2005, n. 144
e 145 ad art. 93 LEF), circostanze che l’escusso non ha dimo­strato e
neppure allegato. E nemmeno ha del resto comprovato il pagamento effettivo e
regolare di siffatti costi (sopra, consid. 2 i.f.), sicché non si
possono computare.

 

                                6.4   Infine,
le spese per pasti fuori casa non sono riconosciute automaticamente per il solo
fatto che il debitore esercita una professione o un mestiere, bensì solo ove si
tratti di spese indispensabili connesse all’esercizio della professione o del
mestiere e non sia­no già a carico del datore di lavoro (v. Tabella, ad
II/4/b). Nel caso concreto, RI 1 si è limitato a sostenere che tali costi devono
essere ammessi per prassi, ma non ha giustificato i motivi per cui non è in
grado di consumare i pasti a casa. Stando così le cose, le spese in questione
non possono dunque essere considerate nel minimo d’esistenza.

 

                                   7.   L’insorgente
è inoltre del parere che il leasing di beni impignorabili giusta l’art. 92 cpv.
1 n. 3 LEF, come – secondo lui – è il caso delle rate dell’autoveicolo che sostiene
di aver “a suo tempo acquistato per trasferimenti
professionali”, debba pure essere riconosciuto nel
minimo vitale a concorrenza di fr. 630.25 mensili. Senonché, egli si è
limitato a produrre le cedole di versamento riferite ai mesi dal dicembre 2023
al maggio 2025, senza dimostrare l’effettivo pagamento di quelle scadute (sopra,
consid. 2.1 i.f.). D’altronde,
neppure è dato di sapere se l’escusso sia effettivamente detentore di un
veicolo, dal momento che secondo accertamenti svolti dall’UE mediante l’applicativo
della Sezione della circolazione, non risultano vetture immatricolate a suo
nome nel Canton Ticino (v. osservazioni del 1° febbraio 2024 dell’Ufficio, pag.
2). Inoltre, il ricorrente non ha fornito indicazioni sul modello di veicolo acquistato
e soprattutto sui motivi per cui ne ha assolutamente bisogno “per trasferimenti professionali” anziché servirsi ad esempio dei mezzi pubblici. D’altronde egli
nemmeno spiega per quale ragione, da una parte, condivide il veicolo di un
conoscente per recarsi setti-manalmente a D__________ (sopra, consid. 5) e,
dall’altra, utilizzerebbe la sua autovettura per i trasferimenti al lavoro. In
assenza di prove e persino d’indizi credibili a sostegno del carattere
indispensabile della spesa in questione e del suo effettivo pagamen­to, il
ricorso s’avvera inconsistente anche su questo punto. 

 

                                   8.   Il
ricorrente pretende infine che venga computato il premio mensile di cassa malati
di fr. 465.65, rilevando in particolare nella replica che i premi sono
stati pagati retroattivamente e ch’egli si è impegnato a farvi fronte anche in
futuro. A sostegno della sua tesi, ha prodotto con la replica spontanea l’e-mail
29 gennaio 2024, ove RA 1 ha comunicato a lui e in copia al suo patrocinatore
di aver anticipato, “come d’accordo”, in particolare il pagamen­to dei premi arretrati della PI 4 dei me­si
dall’ottobre 2023 al gennaio 2024, “da ripagare dopo il pignoramento in 24 rate da CHF 150.– in aggiunta
alla partecipazione ai costi di affitto” (doc. M).
Ora, a ben vedere, il ricorrente fonda le proprie richieste su fatti nuovi
inammissibili in questa sede, perché devono dapprima essere sottoposti all’UE
con un’istanza di revisione giusta l’art. 93 cpv. 3 LEF (sentenza della CEF
15.2016.33 del 1° giugno 2016, consid. 6.2 e riferimento citato). La richiesta
del 30 gennaio 2024, limitatamente ai premi di cassa malati, va pertanto
trasmessa all’Ufficio quale istanza di revisione, non sen­za ricordare sin d’ora
a RI 1 che dovrà presentare all’organo esecutivo i giustificativi di pagamento
dei premi dall’inizio del pignoramento a oggi, così che l’UE possa valutare se
aggiungere tale spesa nel suo minimo di esistenza.

 

                                   9.   Stante l’esito del giudizio odierno, la domanda di concessione del­l’effetto
sospensivo risulta senza oggetto e non è inoltre necessario notificare agli
escutenti né il ricorso né la sentenza (art. 9 cpv. 2 LPR).

 

                                10.   Per
legge non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano
indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

 

                                   2.   La richiesta di RI 1, contenuta nella replica
spon­tanea del 30 gennaio 2024, di computare nel minimo d’esistenza i
premi dell’assicurazione malattie obbligatoria è trasmessa all’Uf­ficio d’esecuzione
quale domanda di revisione del pignoramento.

                                   3.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   4.   Notificazione all’ PR 1, .

	
   

  	
   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio d’esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
cancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.