# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 61ebb4c6-abf8-5055-b5b5-dced7d9422a9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-12-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 03.12.2001 INC.2001.2312
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-2312_2001-12-03.html

## Full Text

N. 23.2001.12 M                                                        Lugano,
3 dicembre 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
inoltrata in data 27 novembre 2001 da

__________,            __________

(difeso di fiducia dall’avv. dott.
__________)

e trasmessa
in data 30 novembre 2001 con preavviso negativo dal Procuratore Pubblico
avv. __________;

concesso
all’accusato, con ordinanza 30 novembre 2001, la facoltà di presentare
osservazioni al preavviso negativo del magistrato inquirente, e letto
l’allegato 3 dicembre 2001;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. MP __________;

ritenuto 

in fatto:

A.

__________,
arrestato una prima volta il 12 gennaio 2001 e rilasciato il giorno successivo,
è in detenzione preventiva dallo scorso 11 giugno 2001, in quanto sospetto
autore – in correità con __________ – di appropriazione indebita, truffa e
falsità in documenti, in connessione con la gestione del conto __________ di
titolarità del __________. Questo giudice, sentito l’accusato il giorno
successivo e notificatagli l’estensione dell’accusa ai titoli di
amministrazione infedele e istigazione a falsa testimonianza (v. inc. Giar
__________ doc. _), ne confermava l’arresto (v. decisione 12 giugno 2001, inc. Giar
__________ doc. _)(su quanto precede v. anche, più in esteso, decisione 2
agosto 2001, inc. Giar __________ doc. _ consid. A e B p. 1-2; come qui, verbatim,
già in decisione 17 settembre 2001 nell’inc. Giar __________, consid. A).

 

B.

__________ ha
inoltrato una prima istanza di libertà provvisoria in data 27 luglio 2001 (inc.
Giar __________ doc. _), respinta con decisione 2 agosto 2001 (inc. Giar
__________ doc. _) principalmente per il perdurare di esigenze istruttorie,
accompagnate da pericolo di inquinamento delle prove, segnatamente di
collusione, ritenuto “estremamente grave” (loc. cit., consid. 3c p. 6). Il
pericolo di fuga paventato dalla pubblica accusa è stato lasciato indeciso
(loc. cit., consid. 4d p. 7-8; come qui, verbatim, già in decisione 17
settembre 2001 nell’inc. Giar __________, consid. B p. 2).

Una seconda
istanza di libertà provvisoria, datata 10 settembre 2001, è pure stata respinta
con decisione 17 settembre 2001 (inc. Giar __________) in considerazione del
perdurare del pericolo di inquinamento delle prove (loc. cit., consid. 3b p.
5-7, consid. 3c p. 7). Anche in occasione di questa seconda decisione in tema
di libertà provvisoria, questo giudice ha lasciata aperta la questione del
paventato pericolo di fuga, rilevando comunque che lo stesso, per apparire
sufficientemente sostanziato, avrebbe dovuto fondarsi su una seria parvenza di
disponibilità finanziarie tenute nascoste da __________ agli inquirenti (loc.
cit., consid. 4c p. 9).

 

C.

Quella qui
discussa è dunque la terza istanza di libertà provvisoria proposta da
__________. In essa, l’accusato adduce quale motivo principale l’avvenuta
evasione di tutti i complementi istruttori richiesti; conseguentemente non
sussisterebbe più, per lui, la possibilità di modificare i documenti già in
possesso del Ministero Pubblico, né di influenzare testi (v. istanza di libertà
provvisoria 27 novembre 2001, inc. Giar __________ doc. _, pto. 3.1 p. 2).
Sottolinea inoltre di avere “mutato il suo atteggiamento processuale” (loc.
cit., pto. 3.1 p. 3) e, a verbale 8 novembre 2001, “chiarito la propria
posizione” (ibid.). Neppure sussisterebbe il temuto pericolo di fuga: come già
spiegato in occasione delle precedenti istanze di libertà provvisoria,
__________ ribadisce di essere legato al Ticino da “stretti legami famigliari e
affettivi” (v. istanza, cit., pto. 3.2 p. 3). Le ampie ricerche di suoi mezzi
finanziari nascosti, poste in atto dalla pubblica accusa, sarebbero rimaste
senza esito (loc. cit., pto. 3.2 p. 4). Il pericolo di fuga, pertanto, non parrebbe
sufficientemente probabile da giustificare il mantenimento della carcerazione
preventiva, oltretutto divenuta ormai irrispettosa del principio di
proporzionalità (loc. cit., pto. 4 p. 4).

 

D.

Il
Procuratore Pubblico preavvisa negativamente l’istanza in discussione (v.
preavviso negativo, inc. Giar __________ doc. _). Fatto il punto dello stadio
d’avanzamento dell’inchiesta e dato atto che, con il verbale a confronto fra
__________ ed il coaccusato __________ del 22 novembre 2001, la fase di assunzione
dei complementi istruttori è chiusa (loc. cit., pto. I.A p. 2), egli commenta
le ammissioni di __________ a verbale MP 8 novembre 2001 solo al fine di
evidenziarne la parzialità, sapientemente calibrata soltanto su “quelle
malversazioni a sostegno delle quali sono stati acquisiti documenti e
testimonianze” (loc. cit., pto. I.B p. 2), e che lascia del tutto indecisa la
questione della sua eventuale “responsabilità in relazione alla sottoscrizione
dell'atto di pegno di __________ risalente al novembre 1996” (loc. cit., pto.
I.B p. 3).

Il magistrato
inquirente focalizza poi la propria attenzione sugli accertamenti che questo
giudice aveva chiesto al fine di meglio valutare la situazione finanziaria
dell’accusato nell’ottica dell’esame della concretezza del pericolo di una sua
fuga (v. decisione Giar 17 settembre 2001, cit., consid. 4c p. 9-10; preavviso
negativo, cit., pto. II.A.1 p. 3-4): adduce in particolare l’avvenuta scoperta,
nel corso del novembre 2001, di alcune cassette di sicurezza alle quali aveva
accesso (anche) __________, all’interno delle quali egli avrebbe avuto in
deposito ingenti importi in contanti (loc. cit., pto. II.A.2 p. 5-8). Quanto
rilevanti siano le disponibilità finanziarie dell’accusato __________,
emergerebbe dalle dimensioni delle sue attività accessorie tramite società a
lui riconducibili (loc. cit., pto. II.A.3.1 p. 9-10) ed il trasferimento in
nero di denaro all’estero (loc. cit., pto. II.A.3.2 p. 10), nonché dagli
scontati profitti tratti da __________ dall’attività profusa dall’attività
commerciale di __________, asseritamente “svolta facendo capo a sistemi
palesemente illeciti, escogitati e tutelati da __________ [...]” (loc. cit.,
pto. II.A.3.3 p. 11), il tutto per un saldo attivo netto di risorse occulte
pari a oltre frs. 800'000.— (loc. cit., pto. II.A.3.4 p. 12). Il Procuratore
Pubblico deriva da quanto precede che __________ avrebbe continuato a mentire
su diversi punti significativi anche dopo la (parziale) confessione dell’8
novembre 2001; la collaborazione dimostrata sarebbe allora soltanto “di
facciata” (loc. cit., pto. II.A.5 p. 13).

Unite agli
altri usuali criteri, quali la gravità della pena prevedibile, il possesso di
altre nazionalità (e dunque la possibilità di soggiornare all’estero senza tema
di estradizione), la sua situazione personale e famigliare nonché le difficoltà
di un suo reinserimento professionale, le menzionate disponibilità occulte e la
pervicace tendenza a mentire dimostrerebbero l’esistenza di un concreto
pericolo di fuga (loc. cit., pto. II.A.5 p. 13-14), accompagnato da non sopito
pericolo di collusione (loc. cit., pto. II.B p. 14-15). Infine, il mantenimento
della carcerazione preventiva di __________ non lederebbe il principio di
proporzionalità, ritenuta la verosimile emanazione dell’atto d’accusa agli
inizi dell’entrante mese di dicembre 2001 (loc. cit., pto. II [recte: III] p.
15-16).

 

E.

Alle proprie
puntuali osservazioni sul preavviso negativo del magistrato inquirente,
l’accusato istante antepone alcune osservazioni di carattere generale. Rileva,
in particolare, come anche l’attuale istanza di libertà provvisoria sia
preavvisata negativamente sulla scorta di argomenti “ricostruiti all’ultimo
momento” (v. osservazioni 3 dicembre 2001, inc. Giar doc. _, pto. I p. 2),
mentre le argomentazioni invocate per opporsi alle precedenti istanze non sono
più state indagate a fondo (ibid.; sulla “vicenda immobiliare spagnola”
menzionata anche in decisione 17 settembre 2001, v. osservazioni cit., p. 3),
anzi con espressa rinuncia a “svolgere accertamenti che la sua [del PP, ndr.] stessa logica indagatoria
sembrerebbe rendere indispensabili” (loc. cit., p. 3). Critica poi la
ricostruzione dei prelevamenti a contanti prodotta dal magistrato inquirente
(v. allegato IV al preavviso negativo), che proporrebbe non tanto introiti suoi
quanto prelevamenti di persone facenti capo all’agente di cambio luganese
Intercambi, i cui responsabili non sarebbero stati interrogati (loc. cit., p.
4), nonché la mancata contestazione all’accusato istante dei prelevamenti dal conto
__________ Inc., ipotizzati quali provvigioni (loc. cit., p. 5).

Entrando nei
dettagli della tesi accusatoria, __________ definisce come “forzate” oppure
“errata supposizione del PP” (osservazioni, cit., pti II.5 risp. II.6 p. 7)
alcune interpretazioni dei fatti proposte dal magistrato inquirente, proponendo
a sua volte interpretazioni alternative (loc. cit., pti. II.6-8 p. 8).
Ribadisce con veemenza di non disporre più di mezzi finanziari occulti, persi
tutti nelle operazioni di __________ (loc. cit., pto. II.9 p. 9). Al
Procuratore Pubblico, egli non avrebbe mentito circa la sua nazionalità
brasiliana: semplicemente, non ha mai detto di avere rinunciato a tale
nazionalità poiché nulla del genere gli era stato chiesto, così come non gli
era stato chiesto se possedesse un passaporto brasiliano (loc. cit., pto. II.11
p. 10). Non sussisterebbe, in conclusione, alcun pericolo di una sua fuga, non
mirando egli certo a “fare il latitante per tutta la vita” (loc. cit., pto. III
p. 11).

Da ultimo,
__________ rileva l’assenza di ogni e qualsiasi pericolo di collusione:
eventuali reticenze delle impiegate della Banca __________ nel narrare taluni
episodi non sarebbero certo a lui riconducibili, detenuto fino a pochi giorni
orsono a regime di carcere preventivo, dunque senza alcuna possibilità di
influenzare terzi (loc. cit., pto. IV p. 12). E non sarebbe ammissibile
rinunciare all’immediata audizione di testi, per poi ipotizzare pericolo di
collusione con gli stessi, se dovessero essere chiamati in aula (loc. cit., pto.
IV p. 12-13).

 

F.

Con
scritto-fax 3 dicembre 2001 (inc. Giar __________ doc. _), __________ ha
comunicato di non voler rinunciare ad un ulteriore deposito atti, anticipando
in termini generici la propria richiesta di nuove audizioni. Il Procuratore Pubblico,
preso atto di tale scritto, ha segnalato a questo giudice che la prospettata
richiesta di nuove audizioni acuisce ulteriormente il già paventato pericolo di
collusione (inc. Giar __________ doc. _). Invitata a prendere posizione in
proposito (v. ordinanza d’intimazione 3 dicembre 2001, inc. Giar __________
doc. _), la difesa di __________ ribadisce l’inesistenza di un qualsiasi
pericolo di collusione, puramente ipotetico. Inoltre, la necessità di
eventualmente chiedere nuovi complementi istruttori deriva dall’atteggiamento
del magistrato inquirente, che non avrebbe voluto sentire “i testi su cui basa
ora le sue infondate ipotesi di fuga [...]” (loc. cit., p. 2), per cui ci si
troverebbe in un circolo vizioso.

Considerato

in diritto:

1.

L'art. 95 CPP
- corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre
1992 / 1. gennaio 1993 (per cui mantiene validità la pregressa giurisprudenza:
v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H., inc. GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al
cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà,
consente al cpv. 2 arresto, perdurare ed eventualmente proroga del carcere
preventivo a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso
accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e
nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione e pericolo di
recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa,
non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la
presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della
pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del
Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep. 132 [1999] n. 116).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.) –
ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (Rep. 1980 pag. 44; 1986
pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la
Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep.
1980 pag. 128).

 

2.

L’accusato
istante non contesta più, in questa sede, la presenza di seri e concreti indizi
di colpevolezza a proprio carico: sottolinea anzi il proprio mutato
atteggiamento processuale ed i chiarimenti apportati in occasione del verbale 8
novembre 2001 (v. istanza, cit., pto. 3.1 p. 2-3). Anche il magistrato
inquirente dà atto dell’evoluzione intervenuta nell’approccio di __________,
seppur evidenziando la parzialità delle ammissioni di lui, confinate “ai fatti
criminosi per i quali egli non aveva scampo” (preavviso negativo, cit., pto.
I.B p. 2). Questa condizione per la detenzione preventiva dell’accusato può
dunque dirsi senz’altro soddisfatta, senza necessità di ulteriori
approfondimenti, per altro di competenza della corte di merito (v. istanza,
cit., pto. 3.1 p. 3 sulle divergenze fra gli accusati __________ e __________).

 

3.

a)        A momento dell’inoltro dell’istanza qui discussa, l’inchiesta
sembrava materialmente conclusa: i complementi istruttori chiesti dalle parti
(ed ammessi dal Procuratore Pubblico) erano stati integralmente acquisiti entro
lo scorso 22 novembre 2001, data in cui era stato effettuato l’ultimo verbale a
confronto fra i due coaccusati principali __________ e __________ (v. preavviso
negativo, cit., pto. I.A p. 2). La formale chiusura dell’istruttoria e
l’emanazione dell’atto d’accusa apparivano imminenti (v. preavviso negativo,
cit., pto. II [recte: III], p. 15). 

b)        A suffragio del proprio preavviso negativo, il magistrato
inquirente si basava nondimeno anche sul pericolo di collusione. A suo avviso,
infatti, questo pericolo – siccome riferito alle dichiarazioni di persone già
vicine a __________ – potrebbe perdurare fino al pubblico dibattimento: da un
lato, l’inchiesta avrebbe dimostrato che __________ può sempre ancora
esercitare una reale influenza sui suoi ex-collaboratori (v. preavviso
negativo, pto. II.B p. 14). Ed egli potrebbe farne indebito utilizzo al fine di
ottenere in aula versioni a lui più favorevoli, sia in punto ai fatti d’inchiesta,
sia con riferimento alla determinazione del suo effettivo potere decisionale ed
operativo in banca, che la pubblica accusa presume “quasi illimitato” (v.
preavviso negativo, cit., pto. II.B p. 15). D’altro canto, l’accusato medesimo
potrebbe postulare l’audizione in aula di testi senza peso sui fatti (e per
questa ragione non sentiti in sede di istruttoria predibattimentale), ma non
indifferenti per “l’apprezzamento della colpevolezza ed in sede di
commisurazione della pena” (preavviso negativo, cit., pto. II.B p. 15) – fra
questi, quel __________ co-utente di una di quelle fantomatiche cassette di
sicurezza che il Procuratore Pubblico ha menzionato a sostegno del pericolo di
fuga (supra, consid. D).

c)         All’ultimo momento l’accusato ha prospettato al magistrato
inquirente la propria intenzione di chiedere nuove audizioni (v. fax odierno,
cit. supra, consid. E). Pur senza esprimersi in termini espliciti,
l’accusato istante sembra riferirsi a quelle persone cui fa cenno il magistrato
inquirente, in sede di preavviso negativo, e che potrebbero contribuire a fare
chiarezza sulla effettiva situazione finanziaria dell’accusato istante, dunque
di riflesso sulla concretezza del paventato pericolo di fuga. Preso atto di
ciò, il magistrato inquirente ha immediatamente segnalato come tale richiesta,
seppur vaga, ristabilisca un concreto pericolo di collusione nei confronti
degli eventuali testi ancora da sentire (v. supra, consid. E).

 

4.

a)        L’estensione nel
tempo del pericolo di collusione fino al pubblico dibattimento compreso, già
evocata in occasione della decisione sulla precedente istanza di libertà
provvisoria (v. decisione Giar 17 settembre 2001, cit., consid. 3e p. 8), è
effettivamente considerata possibile dalla giurisprudenza federale, soprattutto
con riferimento a quei mezzi di prova che devono ancora essere assunti o che
vengono nuovamente assunti nel corso del dibattimento (v. sentenza 23 marzo
2000 della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale, inc. 1P.124/2000
in re S.B., consid. 4a p. 8). La serietà di tale pericolo deve comunque essere
valutata sulla base di elementi concreti, la realtà di questo rischio non
potendo essere ammessa aprioristicamente e in maniera astratta (ibid., con
rinvio a DTF 117 Ia 257 consid. 4c).

b)        Nel caso di specie, la questione si presenta in una duplice
prospettiva: da un lato, con riferimento alle prove già assunte, e per le quali
il Procuratore Pubblico teme l’esercizio di misure collusive da qui al pubblico
dibattimento. D’altro lato, si è appalesata oggi la concreta eventualità che
__________ chieda l’assunzione di nuovi testi, emersi nel corso delle ultime
settimane d’inchiesta. Per quanto riguarda le prove già assunte, questo giudice
non ritiene di poter ammettere un serio e concreto pericolo di loro inquinamento
perdurante fino al pubblico dibattimento compreso. In primo luogo,
l’istruttoria predibattimentale è stata accurata e dettagliata, con la
verbalizzazione delle parti coinvolte ed in particolare di tutti i
collaboratori di __________ (taluni, addirittura, sentiti più volte): non si
può aprioristicamente escludere che qualcuna di queste prove possa non reggere
il confronto in aula, ma i timori espressi dal Procuratore Pubblico non
sembrano poggiare su fatti concreti. Inoltre, eventuali ipotetiche ritrattazioni
non cancellerebbero le deposizioni fatte nella sede predibattimentale: la
Corte, dunque, saprebbe quale peso attribuire alle une ed alle altre.

c)         Diverso è il
discorso per quanto riguarda eventuali ulteriori complementi probatori,
genericamente preannunciati dall’accusato istante. Ad essi, si applica quanto
già constatato in occasione delle precedenti decisioni. L’esame del carattere
dell’accusato istante, effettuato da questo giudice in occasione delle due
precedenti istanze di libertà provvisoria, aveva portato a conclusioni per
nulla favorevoli a __________: l’atteggiamento “sfuggente ed improntato al
confondere le carte” (decisione 2 agosto 2001, inc. Giar __________ consid. 3b
p. 6), e più genericamente “la personalità di __________ e l’approccio tattico
da lui sposato non appena avuto sentore della reazione degli eredi __________ ”
(decisione 17 settembre 2001, inc. Giar __________ consid. 3b p. 6), avevano
portato allora ad ammettere l’esistenza di un concreto pericolo di collusione.
Ora, se con l’avanzare dell’inchiesta tale pericolo pare vieppiù esiguo, rimane
l’impressione di trovarsi di fronte ad un accusato del quale, essenzialmente,
non ci si può fidare. È vero che l’accusato, nel frattempo, ha fatto più d’una
ammissione sui fatti oggetto d’inchiesta, in particolare ammettendo l’emissione
di garanzie all’insaputa degli stessi garanti e la connessa formazione di atti
falsi (v. verbale MP 8 novembre 2001, inc. MP doc. _): ma – senza con questo
volersi lasciare andare a valutazioni di merito che esulano dalle competenze di
questa sede – il men che si possa dire è che si tratta di dichiarazioni fatte a
quasi sei mesi dall’arresto, con perfetta ed esauriente conoscenza del
materiale probatorio raccolto nel frattempo, e conseguente possibilità, per
l’accusato, di valutarne la portata.

d)        Il nuovo materiale
raccolto nelle scorse settimane, e relativo alla questione delle cassette di
sicurezza, acuisce ulteriormente i dubbi in punto alla credibilità di
__________: sembra, ad esempio, che l’importo di circa fr. 630'000.— utilizzato
per il rimborso del debito __________ fosse custodito non già nella sua
cassetta di sicurezza (sic in verbale MP __________ 8 novembre 2001,
cit., p. 6; verbale MP 22 novembre 2001, inc. MP doc. _, p. 2), bensì nella
cassetta concessa in uso a __________ (sic in verbale MP 19 novembre
2001, ore 12.05, di __________, inc. MP doc. _ p. 1-2; v. anche verbale di
polizia 22 novembre 2001, ore 09.00, di __________, inc. MP _, p. 11), che
__________ stesso ha ammesso aver fatto svuotare dalla propria collaboratrice
proprio quando nella Banca __________ era in corso la perquisizione del 12
gennaio 2001 (v. verbale MP __________ 19 novembre 2001, inc. MP doc. _, p. 5
[dopo che a p. 3 aveva ancora affermato di non ricordare quell’episodio]).
Sembra anche che la busta per la convivente di ____________________, si
trovasse nella cassetta “anonima” in uso a __________ e __________, e non nella
cassetta personale di __________ (v. verbale di polizia 22 novembre 2001, ore
09.00, di __________, inc. MP __________, p. 11).

e)        Queste novità sono importanti nel contesto dell’inchiesta a
carico di __________: non solo il Procuratore Pubblico le ha utilizzate per
giustificare il preavviso negativo alla messa in libertà provvisoria
dell’accusato istante, ma anzi esse sono suscettibili di contribuire ad
un’immagine (negativa) della personalità di lui, con la quale egli dovrà fare i
conti pure in aula. L’accusato istante ha dunque indubbiamente ragione quando
censura la dichiarata intenzione del Procuratore Pubblico di non procedere ad
ulteriori atti istruttori capaci di chiarire la questione delle cassette di
sicurezza, segnatamente all’audizione di __________ e/o altre persone che
potrebbero apportare delucidazioni sulle pretese riserve occulte di __________.
È vero che l’argomento non è in diretta connessione con gli illeciti
rimproverati all’accusato istante. Tuttavia, come detto, è il Procuratore
Pubblico medesimo che gli attribuisce duplice valenza (immediata, quo alla
concessione della libertà provvisoria; ed in prospettiva, quo alla credibilità
dell’accusato, che avrà peso anche in sede di giudizio di merito): allora,
corrisponde senz’altro ai dettami di un equo processo che i sospetti sollevati
in questa sede trovino concreta e definitiva verifica in un senso o nell’altro,
e non restino ad aleggiare irrisolti fra gli atti dell’incarto. A maggior
ragione appare logico che __________ prospetti sin d’ora l’eventualità di
chiedere lui tali audizioni, nell’ambito di un ulteriore deposito atti susseguente
alle più recenti audizioni. Ma allora, il pericolo di collusione già accertato
in precedenza (e manifestatosi nelle ultime settimane tramite ulteriori
deposizioni contraddittorie e sfuggenti) esige che anche queste nuove prove
vengano assunte con l’accusato in detenzione preventiva.

 

5.

a)        Il pericolo di fuga ha già fatto oggetto di sommario esame in
sede di decisione 17 settembre 2001 (v. inc. Giar __________ consid. 4 p.
8-10). In estrema sintesi, questo giudice aveva allora rilevato come centrale
fosse “l’esistenza di sue [di __________, ndr.]
disponibilità economiche occulte” (loc. cit., consid. 4c p. 9), ma come
necessitassero ulteriori accertamenti finalizzati a concretizzare “le ipotesi
della pubblica accusa (poiché tali sono, sebbene non sprovviste di fondamento,
quelle esposte dal Procuratore Pubblico, v. preavviso negativo, [...])”
(ibid.). Questo giudice aveva postulato, fra l’altro, la contrapposizione delle
entrate e delle uscite effettuate dall’accusato istante durante il periodo
sotto inchiesta – unico modo per stabilire l’esistenza di un saldo attivo
occulto (ibid.) – nonché il suo ipotetico coinvolgimento attivo in una grossa
operazione immobiliare in Spagna (loc. cit., consid. 4c p. 10). Come emerge nel
contesto di questa nuova istanza di libertà provvisoria, il Procuratore
Pubblico ha solo parzialmente evaso le richieste allora formulate: ha, sì,
proposto una ricostruzione dei prelevamenti a contanti effettuati dall’accusato
istante nel corso del periodo sotto inchiesta (v. allegati II e II al preavviso
negativo, cit.), senza tuttavia apparentemente contestarli all’accusato, e
senza almeno tentare di accertare le uscite a fronte. Inoltre, il prospettato
coinvolgimento di __________ nell’affare immobiliare in Spagna non è stato
ulteriormente approfondito. In compenso, il magistrato inquirente propone un
nuovo complesso di fatti, riassumibile nel rinvenimento di un sofisticato gioco
di cassette di sicurezza nelle quali sarebbero state depositate rilevanti somme
in contanti di (almeno parziale) pertinenza dell’accusato istante (v. supra,
consid. D). La mancata totale evasione degli accertamenti chiesti da un lato, e
la proposta di un complesso di fatti del tutto nuovo nell’imminenza della nuova
istanza di libertà provvisoria dall’altro, ha mandato su tutte le furie la
difesa di __________, che vi ravvede il tentativo della pubblica accusa di fare
“di tutto per evitare la scarcerazione” (osservazioni, cit., pto. III p. 11),
indipendentemente da un pericolo di fuga al quale nemmeno il Procuratore Pubblico
crederebbe realmente (ibid.).

b)        Le critiche che
__________ muove all’atteggiamento della pubblica accusa sono solo parzialmente
giustificate. È vero che l’ipotesi di un suo coinvolgimento in importante
operazione immobiliare in Spagna, abbozzata a valere quale indizio di
disponibilità finanziaria occulta in occasione della precedente istanza di
libertà provvisoria, non è stata approfondita; d’altra parte, emerge dagli atti
che i fatti sui quali basa il proprio attuale preavviso negativo – quelli intorno
alle cassette di sicurezza in Banca __________ – sono stati portati a
conoscenza del Procuratore Pubblico dal legale della banca medesima soltanto in
data 16 novembre 2001, con l’inoltro di un memoriale di una dipendente datato 7
novembre 2001 (v. inc. MP doc. __________). Nulla permette di ritenere che
quelle informazioni siano state tenute nascoste artificiosamente, per essere
poi rivelate all’ultimo momento allo scopo di esercitare decisivo influsso
sulla presente decisione; né __________ medesimo è in grado di indicare
concreti elementi di giudizio a favore di questa ipotesi. Come già detto (supra,
consid. 4e), l’accusato istante ha invece indubbiamente ragione quando censura
la dichiarata intenzione del Procuratore Pubblico di non procedere ad ulteriori
atti istruttori atti a chiarire la questione delle cassette di sicurezza,
segnatamente all’audizione di __________ e/o altre persone che potrebbero
apportare delucidazioni sulle pretese riserve occulte di __________, anche se
l’argomento non è in diretta connessione con gli illeciti rimproverati
all’accusato istante. 

c)         Una nuova
trattazione del pericolo di fuga in questa sede, tuttavia, appare superflua. Da
un lato, come emerge da quanto appena esposto, gli argomenti addotti dal
Procuratore Pubblico a sostegno del pericolo di fuga sono parziali; a ragione,
allora, la difesa ha prospettato le relative istanze di complemento
istruttorio. Sarebbe allora prematuro, in questa sede, anticipare un giudizio
in proposito, già sapendo che ulteriori delucidazioni sono imminenti. D’altro
lato, il ribadito pericolo collusivo e di inquinamento delle prove connesso con
la personalità dell’accusato (supra, consid. 4c e 4d) impedisce che gli
si faccia ciecamente fiducia, e che si proceda all’assunzione dei complementi
con lui in libertà provvisoria.

d)        Questo modo di
procedere non è causa di grave nocumento per l’accusato, considerato che il
periodo semestrale di carcere preventivo giusta l’art. 102 cpv. 2 CPP scade
prossimamente, e che dunque un’eventuale istanza di proroga del carcere
preventivo dovrà essere discussa a breve. In quella circostanza, difesa e
pubblica accusa potranno essere più determinate sulle prove da assumere e sui
tempi.

 

6.

A fronte
della complessità dell’inchiesta, non certo facilitata dall’atteggiamento
dell’accusato, il carcere preventivo sofferto appare ancora rispettoso del
principio di proporzionalità. L’inchiesta, in corso dello scorso gennaio,
sembra comunque procedere a ritmo sufficientemente celere, in consonanza con i
dettami di legge. Le prime istanze di complementi istruttori proposte dalle
parti sono già state evase, e sembrano mancare unicamente i complementi
ventilati oggi dalla difesa, relativi al possesso di beni occulti da parte di
__________. Trattandosi di poche audizioni, organizzabili entro breve, si può
sin d’ora affermare che il carcere preventivo ancora prospettabile fino alla
chiusura dell’istruttoria appare ancora rispettoso del principio di
proporzionalità, con riferimento sia alla presumibile pena, sia alla
presumibile durata dell’evasione delle necessità istruttorie ancora incombenti
(riservata l’eventualità di ulteriori complementi istruttori “a cascata” ai
sensi dell’art. 196 cpv. 4 CPP). Resta sottinteso l’obbligo, per il magistrato
inquirente, di trattare con priorità i casi in cui l’accusato è in detenzione
(art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP).

 

7.

In
conclusione, l’istanza in discussione dev’essere respinta, con la presente
decisione impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP), e senza conseguenza di tassa
e spese.

*   *   *

 

Per i quali motivi,

visti gli
artt. 95 ss., 107 s., 279 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP

d e c i d e :

1.   L’istanza di libertà
provvisoria inoltrata in data 26/27 novembre 2001 da __________ è respinta.

2.   Non si percepiscono né
tassa né spese giudiziarie.

3.   Contro la presente
decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.   Intimazione:

-      avv. dott.
__________, per sé e per l’accusato __________;

-      Procuratore
Pubblico avv. __________, con copia delle osservazioni dell’accusato istante e
l’inc. MP __________ di ritorno.

giudice __________