# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b166f025-7ad0-5988-b7aa-9aa78e193423
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-01-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.01.2006 36.2005.210
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2005-210_2006-01-23.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2005.210

   

  cs

  	
  Lugano

  23 gennaio
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 5 dicembre 2005
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 25
  novembre 2005 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1 

   

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con scritto
del 30 giugno 2005 l’assicuratore CO 1 ha informato RI 1, nata nel __________,
affiliata per l’assicurazione di base contro le malattie, di sospendere, in virtù
dell’art. 90 cpv. 4 OAMal, a causa dei numerosi attestati di carenza beni
rilasciati nei suoi confronti, il pagamento delle prestazioni derivanti
dall’assicurazione (doc. 4). Copia della lettera è stata trasmessa all’Istituto
delle assicurazioni sociali (di seguito: IAS), “quale avviso all’autorità
d’assistenza sociale competente per il canton Ticino.” (doc. 4)

 

                                         In data 8
luglio 2005 l’assicurata ha chiesto alla Cassa l’emanazione di una decisione
formale, rammentando di essere a beneficio delle prestazioni complementari che
garantiscono il regolare pagamento dei premi dell’assicurazione di base. 

 

                               1.2.   In data 8
agosto 2005 la Cassa ha emanato la decisione formale tramite la quale ha
confermato la sospensione del pagamento delle prestazioni in applicazione degli
art. 90 cpv. 3 e 4 OAMal, nonché 12 cpv. 2 CGA, poiché vi sarebbero 15
attestati di carenza beni (ACB) emessi __________ al __________ non ancora
interamente pagati.

                                         

                                         In
seguito all’opposizione inoltrata da RI 1, la Cassa, in data 25 novembre 2005,
ha riesaminato la fattispecie, decidendo di confermare la sospensione del
pagamento delle prestazioni poiché non era ancora stato pagato l’ACB __________
relativo ai premi dovuti nel periodo __________ (doc. 8).

 

                               1.3.   RI 1 è
tempestivamente insorta contro la predetta decisione indicando di pagare
regolarmente i premi dal 2001, di essere beneficiaria delle prestazioni
complementari dal 2002 e di non aver ricevuto indicazioni, da parte dell’IAS,
di sospensione del pagamento degli arretrati. In virtù dell’art. 22 cpv. 1
lett. b) LCAMal l’insorgente ritiene di conseguenza che l’assicuratore non è
autorizzato a sospendere il versamento delle prestazioni dovute in virtù della
LAMal (doc. I).

 

                               1.4.   Con scritto
15 dicembre 2005 il Giudice delegato del TCA ha rammentato alla Cassa l’obbligo
di continuare a fornire alla ricorrente le prestazioni previste dalla LAMal,
poiché, di principio, il ricorso ha effetto sospensivo e dagli atti non risulta
che in concreto l’effetto sospensivo sia stato tolto (doc. III). Lo stesso
giorno il TCA ha interpellato l’IAS per una presa di posizione in merito alla
vertenza in oggetto (doc. IV)

 

                               1.5.   Con risposta
del 22 dicembre 2005 l’assicuratore ha proposto la reiezione del ricorso,
citando, a suo sostegno, le sentenze del TFA del 22 ottobre 2002 (K 102/00) al
consid. 5.2. e del 22 luglio 2005 (K 114/03).

 

                               1.6.   In data 27
dicembre 2005 l’IAS ha preso posizione in merito postulando l’accoglimento del
ricorso. L’autorità cantonale rileva che nella decisione dell’8 agosto 2005
l’assicuratore ha fatto valere la presenza di 15 attestati di carenza beni
ancora scoperti, pagati dall’IAS tra il 6 dicembre 1999 e il 28 agosto 2003,
eccetto gli ultimi 5, mai presentatigli. In sede di opposizione la cassa ha ridotto
le sue pretese ad un solo attestato di carenza beni, il n. __________, mai presentato
all’autorità cantonale per il pagamento (doc. VI).

 

                               1.7.   Chiamata a
presentare osservazioni scritte in merito, la Cassa si è riconfermata nella sua
risposta, affermando che “dalla documentazione allegata alla risposta di
causa, le due condizioni (attestato carenza beni e avviso all’autorità
competente) sono adempiute e quindi la decisione della cassa malati è conforme
alle disposizioni legali.” (doc. VIII)                                     

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Con il 1.
gennaio 2006 è entrata in vigore una modifica della LAMal e dell’OAMal in
merito alla conseguenza della mora in caso di mancato pagamento dei premi
dell’assicurazione di base (art. 64a LAMal e 90 OAMal; cfr. RU 2005 3587; FF
2004 3869). 

                                         

                                         Da un punto
di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali
in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (STFA del 22
luglio 2005 nella causa L., K 114/03, consid. 3; DTF
130 V 160 consid. 5.1; DTF 129 V 4 consid. 1.2, DTF 127 V 467 consid. 1, DTF
126 V 166 consid. 4b).

                                      

                                         In
concreto la cassa, con decisioni (formale e su opposizione) emanate nel 2005,
fa valere premi e partecipazioni alle spese relativi al __________ (cfr. doc.
2, precetto esecutivo del __________, attestato di carenza beni del __________).

                                         Vanno
pertanto applicate le norme precedentemente in vigore.

 

                               2.2.   Per l’art.
90 cpv. 1 OAMal di regola i premi devono essere pagati mensilmente.

 

                                         Con il 1.
gennaio 2003 è entrata in vigore una modifica dell’art. 90 OAMal, nel senso che
sono stati aggiunti i capoversi 2-5. Il tenore del nuovo art. 90 cpv. 3 e 4 è
in gran parte simile a quello del vecchio art. 9 cpv. 1 e 2 OAMal (cfr. DTF 129
V 455 consid. 3).

 

                                         Per
l’art. 90 cpv. 3 OAMal se, nonostante diffida, l’assicurato non paga premi o
partecipazioni ai costi scaduti, l’assicuratore deve promuovere una procedura
esecutiva. Se questa sfocia in un attestato di carenza beni, l’assicuratore ne
informa la competente autorità sociale. Sono salve le disposizioni cantonali
che prevedono la previa notifica all’autorità preposta alla riduzione dei
premi.

 

                                         L’art. 90
cpv. 4 OAMal prevede che dopo la notifica dell’attestato di carenza di beni e
l’avviso all’autorità d’assistenza sociale, l’assicuratore può sospendere la
rimunerazione delle prestazioni finché i premi, le partecipazioni ai costi, gli
interessi di mora e le spese d’esecuzione non siano stati interamente pagati.
Se questi sono pagati, l’assicuratore assume i costi delle prestazioni fornite
durante il periodo di sospensione.

 

                                         In DTF
129 V 455 il TFA ha interpretato l’art. 9 cpv. 2 OAMal nella versione valida
fino al 31 dicembre 2002, sostituito dall’art. 90 cpv. 4 OAMal dal 1. gennaio
2003, stabilendo che la sospensione remunerativa delle prestazioni termina con
il pagamento di quei premi (incluse le spese accessorie) che hanno fatto
l’oggetto dell’attestato di carenza di beni all’origine dell’avvio della
procedura con l’autorità di assistenza sociale e della sospensione delle
prestazioni.

 

                                         L’Alta Corte ha affermato:

 

" 
Der Wortlaut gibt keine klare, d.h. eindeutige
und unmissverständliche Antwort auf die Frage, ob - so der Rechtsstandpunkt der
Beschwerdeführerin - mit der vollständigen Bezahlung der ausstehenden Prämien
oder Kostenbeteiligungen einschliesslich der Verzugszinse schlechthin alle in
einem bestimmten Zeitpunkt seitens der versicherten Person unbezahlt

gebliebenen Beiträge gemeint sind oder - so die
Überzeugung der übrigen im Verfahren involvierten Personen einschliesslich der
Vorinstanz - nur die Gegenstand eines bestimmten Verlustscheines bildenden,
uneinbringlich gebliebenen Krankenversicherungsprämien. Die vom
Verordnungsgeber gewählte Formulierung der "vollständigen" Zahlung ("entièrement
payées"; "interamente

pagati") kann sich sowohl auf die Gegenstand
des Verlustscheins bildenden als auch auf die insgesamt ausstehenden Prämien
oder Beiträge beziehen.

 

(…)

 

Der Umstand, dass gemäss (alt) Art. 9 Abs. 1 KVV
der Versicherer erst nach Ausstellung eines Verlustscheins an die
Sozialhilfebehörde gelangen darf, ist für die Auslegung des (alt) Art. 9 Abs. 2
KVV zentral. Dass der Verordnungsgeber den Verlustschein in (alt) Art. 9 Abs. 2
KVV (in allen drei sprachlichen Fassungen) nicht ausdrücklich erwähnt, ist
nicht entscheidend und lässt sich mit sprachlichen Gründen leicht erklären.
Wesentlich ist demgegenüber, dass einerseits gemäss Abs. 1 der
(altrechtlichen)  Verordnungsbestimmung die Ausstellung eines Verlustscheins
Voraussetzung für die Einleitung des Verfahrens mit der zuständigen
Sozialhilfebehörde ist und es andererseits auch dieser Verlustschein ist,
welcher das Ausbleiben der Prämien samt Akzessorien verurkundet, der nach Abs.
2 des (alt) Art. 9 KVV zur Leistungssperre führt. Folgerichtig muss es aber
auch auf die Bezahlung der Gegenstand dieses Verlustscheines bildenden Beiträge
ankommen, welche, sofern beglichen, zur Aufhebung der Leistungssperre und der
Zahlung der in der Zeit des Aufschubs angefallenen Rechnungen führt. Alles
andere liefe der vom Verordnungsgeber in (alt) Art. 9 Abs. 1 und 2 KVV zu
Grunde gelegten Konzeption zuwider und würde bedeuten, dass die Ausstellung
eines Verlustscheins (und die damit verbundene Verurkundung einer ausgefallenen
Forderung) bei "Zahlungsverzug der Versicherten" (Titel von Art. 9
KVV)  Voraussetzung der Einleitung des Verfahrens mit der Sozialhilfebehörde
und einer allfälligen Verlustschein insofern in seiner Bedeutung relativiert
würde, als die Tilgung der durch ihn verurkundeten Forderungen allenfalls nicht
für die Beendigung

des Aufschubs hinreichend wäre.

 

2.3  Was Ziel und Zweck wie auch den bei der
Auslegung

ebenfalls zu berücksichtigenden Gesichtspunkt der
Rechtssicherheit und Rechtsvoraussehbarkeit anbelangt, sorgt nur ein im eben
dargelegten Sinne auf den Verlustschein bezogenes Verständnis des vom
Krankenversicherer beim Sozialamt einzuschlagenden Verfahrens (betreffend
Leistungsaufschub und

dessen Aufhebung) für Kohärenz. Würde man
irgendwelche (unter Umständen nachträglich entstandene) Beitragsausstände für
das Aufrechterhalten einer  (in einem früheren Zeitpunkt) verfügten
Leistungssperre genügen lassen, wäre diese von den Betroffenen nicht
zuverlässig überprüf- und gegebenenfalls anfechtbar. Ein Leistungsaufschub und
die damit einhergehende subsidiäre Leistungspflicht der zuständigen
Sozialhilfebehörde rechtfertigt sich nur für Beitragsausstände, welche in einem
bestimmten Verlustschein verkörpert und der Sozialhilfebehörde so
urkundenmässig ausgewiesen zugegangen sind.

 

2.4  Die Auslegungskriterien führen zum Schluss,
dass es für

die Beendigung des Leistungsaufschubs
erforderlich und hinreichend ist, dass diejenigen Prämien und Akzessorien
bezahlt werden, welche Gegenstand des Verlustscheins bildeten, auf dessen
Grundlage der Leistungsaufschub fusste.

 

3.  Soweit sich die Beschwerdeführerin zur
Begründung ihres

abweichenden Rechtsstandpunktes auf die Art. 9
und 90 KVV, in der seit 1.  Januar 2003 geltenden Fassung beruft, ist ihr vorab
entgegenzuhalten, dass eine positive Vorwirkung aus Gründen der
Rechtssicherheit grundsätzlich unzulässig ist (vgl. HÄFELIN/MÜLLER, Allgemeines
Verwaltungsrecht, 4. Aufl., Zürich 2002, S. 72 Rz 347
ff.; RHINOW/KRÄHENMANN, Schweizerische

Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, Basel
1990, Nr. 17 S. 50).

Davon abgesehen deckt sich der Normgehalt des am
1. Januar 2003 in Kraft getretenen Art. 90 KVV (AS 2002 3909) mit demjenigen
des (alt) Art. 9 Abs. 2 KVV bis auf einen Punkt. Art. 9
KVV (in der seit 1. Januar 2003 gültigen Fassung; AS
2002 3908) sieht nun die Beendigung des Versicherungsverhältnisses vor für
versicherte Personen, auf welche die schweizerische Gesetzgebung über die
Sozialhilfe nicht anwendbar ist und die ihrer Zahlungsverpflichtung nicht
nachkommen. Art. 90 Abs. 3 KVV stimmt mit  (alt) Art. 9 Abs. 1 KVV wörtlich
überein, ebenso der (alt) Art. 9 Abs. 2 KVV entsprechende neue Art. 90 Abs. 4
KVV, mit der einzigen Ausnahme, dass der Wegfall des Leistungsaufschubes an die
vollständige Bezahlung der "ausstehenden Prämien, Kostenbeteiligungen,
Verzugszinse und Betreibungskosten" geknüpft ist. Am in Erw. 2.1-2.4
dargestellten, auf den Verlustschein bezogenen Verfahren betreffend
Leistungssperre und –aufhebung hat sich nichts geändert."

 

                                         Va
ancora rilevato che con STFA del 28 gennaio 2005 (K 117/04), l’Alta Corte ha
affermato:

 

" 
Selon l'art. 9 al. 1 OAMal
(en vigueur jusqu'au 31 décembre 2002), si, malgré sommation, l'assuré ne paie
pas les primes ou participations aux coûts échues, l'assureur doit engager une
procédure de poursuite. Si cette procédure aboutit à un acte de défaut de
biens, l'assureur en informe l'autorité compétente d'aide sociale (...).

 

D'après l'art. 9 al. 2 OAMal,
après avoir reçu un acte de défaut de biens et informé l'autorité d'aide
sociale, l'assureur peut suspendre la prise en charge des prestations jusqu'à
ce que les primes ou participations aux coûts arriérées soient entièrement payées;
il devra prendre en charge les prestations pour la période de suspension dès qu'il
aura reçu ces paiements.

 

2.1 Du point de vue intertemporel, ces
dispositions sont applicables à la présente cause (ATF
127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b; cf. aussi ATF 129 V 456 consid. 1).
Il est à relever, quoi qu'il en soit, que cette réglementation a été reprise à
l'art. 90 al. 3 et 4 OAMal, en vigueur depuis le 1er
janvier 2003. A, part des modifications d'ordre purement rédactionnel, le Conseil
fédéral a apporté une adjonction à l'art. 90 al. 3 OAMal
en prévoyant, en plus du paiement des primes et des participations, le paiement
d'intérêts moratoires et de frais de poursuite (cf. ATF 129 V 459 sv. consid.
3).

 

2.2 La jurisprudence interprète ces dispositions
en ce sens que la suspension de la prise en charge des prestations prend fin lorsque
sont payées les primes (frais accessoires inclus) ayant fait l'objet de l'acte
de défaut de biens à l'origine des procédures de communication à l'autorité d'aide
sociale et de suspension de prestations. Cette
suspension ne peut pas être maintenue si des poursuites pour d'autres primes impayées
sont en cours (ATF 129 V 455).

 

3.

3.1 Sous l'empire de la LAMA, les caisses-maladie
n'avaient pas le droit, sauf motif particulier, d'exclure un membre pour défaut
de paiement des cotisations d'assurance et de participations aux frais. Elles étaient libres, en revanche, de prononcer une mesure moins
grave comme la suspension du droit aux prestations d'assurance, laquelle
pouvait être maintenue tant que subsistaient des arriérés de cotisations
et de participations (ATF 111 V 318; RAMA 1992 n° K 896 p. 138, 1990 n° K 847
p. 252).

 

Toujours sous le régime de la LAMA, le Tribunal fédéral
des assurances a jugé qu'une suspension des prestations qui se prolonge au-delà
de la clôture de la faillite de l'assuré n'était pas compatible avec l'art. 265 al. 2 LP (RAMA 1995 no K 961 p. 52). Selon cette disposition,
dans sa version en vigueur depuis le 1er janvier 1997, une nouvelle poursuite
ne peut être requise sur la base de l'acte de défaut de biens après faillite que
si le débiteur revient à meilleure fortune; sont également considérées comme meilleure
fortune les valeurs dont le débiteur dispose économiquement. Dans l'arrêt B.

du 2 décembre 2004 (K 139/03), le Tribunal fédéral
des assurances a laissé indécis le point de savoir si cette jurisprudence restait
applicable après l'entrée en vigueur de la LAMal. Le présent litige exige que
la question soit tranchée. Il convient d'y répondre par l'affirmative, pour les
mêmes motifs que ceux retenus par le tribunal en 1995.

 

3.2 L'art. 265 al. 2 LP
vise en effet à permettre au débiteur de se relever de sa faillite et de se construire
une nouvelle existence, à savoir de se rétablir sur le plan économique et
social, sans être constamment soumis aux poursuites des créanciers perdants de
la faillite. Le débiteur doit ainsi avoir acquis de nouveaux actifs auxquels ne
correspondent pas de nouveaux passifs, c'est-à-dire de nouveaux actifs nets
(ATF 129 III 388 consid. 5.1.1). Une suspension durable des prestations au-delà
de la clôture de la faillite n'est pas compatible avec ce but. La continuation
d'un blocage des prestations éluderait les effets juridiques de l'acte de
défaut de biens après faillite si l'assureur pouvait invoquer, à l'appui de
cette mesure, une créance qu'il ne peut faire valoir en poursuite qu'à la condition
d'un retour

à meilleure fortune du débiteur.

 

3.3 L'entrée en vigueur de la LAMal n'a pas remis
en cause ces motifs (dans ce sens: Gebhard Eugster, Krankenversicherung, in :
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, p. 184 et note
de bas de page 825; voir aussi Jean-Louis Duc, Quelques aspects de la demeure
de l'assuré dans le cadre de la LAMal, in : La défaillance de paiement, Retard et
défaut de paiement, Fribourg 2002, p. 184). L'exécution
des obligations financières de l'assuré (paiement des primes selon les art. 61 ss LAMal et des participations selon l'art. 64 LAMal), de même que les conséquences de la non-exécution
de ces obligations, par des mesures spécifiques au droit de l'assurance-maladie,
ne sont réglées ni par la LAMal ni dans une norme de délégation qui serait contenue
dans cette loi et qui chargerait le Conseil fédéral de réglementer ces
questions. Le régime de suspension des prestations pour non-paiement des cotisations,
formalisé à l'art. 90 OAMal, s'inscrit dans le fil
de la jurisprudence établie sous le régime de la LAMA. L'OAMal
est une ordonnance fondée sur les art. 96 LAMal et
81 LPGA, qui chargent le

Conseil fédéral d'édicter des dispositions aux fins
d'exécution de la loi.

Une ordonnance d'exécution de la loi a pour fonction
de concrétiser les dispositions légales et, le cas échéant, de combler des lacunes
d'importance secondaire, dans la mesure où l'exécution de la loi l'exige; les normes
d'exécution doivent cependant s'en tenir au cadre légal et ne peuvent en particulier
contenir des règles nouvelles qui limiteraient les droits des administrés et leur
imposeraient de nouveaux devoirs ou encore contourneraient les dispositions
d'une loi autre que l'ordonnance a pour fonction de concrétiser (voir ATF 126 V
269 consid. 4b).

 

3.4 Dès lors, aujourd'hui comme par le passé, le maintien
d'une suspension du droit aux prestations après la clôture de la faillite reste
incompatible avec l'art. 265 al. 2 LP, nonobstant les
dispositions d'exécution adoptées par le Conseil fédéral.

 

4.

Enfin, comme la question de la compensation n'est
pas soulevée par les parties, il n'y a pas lieu de se prononcer à ce stade."

 

 

                               2.3.   A livello cantonale l’art. 20 cpv. 1 LCAMal stabilisce che il
Consiglio di Stato designa l’autorità di assistenza sociale per il pagamento
dei crediti irrecuperabili relativi alle prestazioni obbligatorie previste
dalla legislazione federale.

                                         Il cpv. 1
si applica solo alle persone soggette all’obbligo d’assicurazione (art. 20 cpv.
2 LCAMal).

                                         Giusta
l’art. 20 cpv. 3 LCAMal prima di procedere al pagamento dei crediti
irrecuperabili, l’istanza competente applica il sussidio per la riduzione dei
premi.

 

                                         L’art. 22
cpv. 1 LCAMal prevede che nei confronti delle persone soggette all’obbligo
d’assicurazione e per le prestazioni obbligatorie di legge, l’assicuratore non
può:

                                         

a)    
dichiarare l’esclusione di assicurati;

b)    
sospendere le prestazioni;

c)     
praticare la compensazione dei crediti scoperti
con la trattenuta di prestazioni a favore dell’assicurato.

 

                                         L’art. 22
cpv. 2 LCAMal riserva l’applicazione dell’art. 9 cpv. 4 OAMal per quanto
riguarda gli assicurati a cui la legislazione svizzera in materia di assistenza
sociale non è applicabile.

 

                               2.4.   Le norme
regolamentari in vigore fino al 31 dicembre 2004 prevedevano inoltre quanto
segue:

 

                                         Per
l’art. 82 cpv. 1 Reg. LCAMal l’assicuratore malattie che a seguito della
procedura esecutiva cui alla LCAMal ottiene un attestato di carenza di beni
definitivo o un certificato di insolvenza, può chiedere all’IAS il pagamento
dei crediti irrecuperabili, incluse le spese esecutive, ma esclusi gli
interessi.

                                         Per il
cpv. 2 la richiesta di pagamento dei premi e delle partecipazioni avviene per
mezzo dei formulari ufficiali.

                                         Alla
richiesta devono essere allegati i documenti giustificativi nella forma
originale (cpv. 3). L’IAS emana le direttive di procedura (cpv. 4).

 

                                         L’art.
82a Reg. LCAMal prevede che l’assicuratore malattie è tenuto a dare inizio alla
procedura esecutiva, o a richiedere il certificato di insolvenza, entro 6 mesi
dalla scadenza del primo credito vantato.

                                         

                                         A norma
dell’art. 82b Reg. LCAMal ai fini dei ricuperi praticati dall’UAM verso gli
assicurati morosi, l’attestato di carenza di beni e il certificato di
insolvenza hanno il medesimo valore.

 

                                         Una nuova
procedura esecutiva non è necessaria ove siano stati rilasciati due attestati
di carenza di beni definitivi in un periodo di 24 mesi precedenti la richiesta.
L’IAS può tuttavia esigere che l’assicuratore malattie promuova una nuova
procedura esecutiva, se è a conoscenza di circostanze che lo giustificano (art.
83 Reg. LCAMal).

 

                                         Per
l’art. 84 Reg. LCAMal in ogni caso l’assicuratore malattie non può sospendere
il diritto alle prestazioni previsto dalla LAMal.

 

                                         L’art. 85
Reg. LCAMal prevede che per le prestazioni obbligatorie definite dalla LAMal,
l’assicuratore malattie non può praticare la compensazione di crediti scoperti
con la trattenuta di prestazioni a favore dell’assicurato.

 

                                         Con il 1.
gennaio 2005 le norme sulle “esazioni e procedure esecutive” sono state
modificate, come segue:

 

                                         Per
l’art. 82 Reg. LCAMal l’assicuratore malattie (di seguito: assicuratore) che a
seguito della procedura esecutiva di cui alla LCAMal ottiene un attestato di
carenza di beni definitivo o una dichiarazione di insolvenza, può chiedere
all’IAS il pagamento dei crediti irrecuperabili, incluse le spese esecutive e
gli interessi di mora (cpv. 1). La richiesta di pagamento dei premi e delle
partecipazioni avviene per mezzo dei formulari ufficiali e deve essere
inoltrata tempestivamente (cpv. 2). Alla richiesta devono essere allegati i
documenti giustificativi nella forma originale (cpv. 3). L’IAS emana le
direttive di procedura (art. 4).

 

                                         Gli art.
82a e b Reg. LCAMal sono stati abrogati.

 

                                         Per
l’art. 83 cpv. 1 Reg. LCAMal l’assicuratore è tenuto a dare inizio alla
procedura esecutiva, o a richiedere la dichiarazione di insolvenza, entro 6
mesi dalla scadenza del primo credito vantato. Il cpv. 2 prevede che se lascia
scadere infruttuosamente il termine di cui al cpv. 1, non può imporre
conseguenze agli assicurati interessati.

                                         Ai fini
dei recuperi praticati dall’IAS nei confronti degli assicurati morosi,
l’attestato di carenza di beni e la dichiarazione di insolvenza hanno il
medesimo valore e la medesima validità temporale (art. 84 Reg. LCAMal).

 

                                         A norma
dell’art. 85 cpv. 1 Reg. LCAMal una nuova procedura esecutiva non è necessaria
ove siano stati rilasciati due attestati di carenza di beni definitivi in un
periodo di 24 mesi precedenti la richiesta. Se l’assicuratore non si attiene a
quanto disposto al cpv. 1, l’IAS non riconosce le spese esecutive e gli
interessi di mora per i periodi impropri (art. 85 cpv. 2 Reg. LCAMal). In caso
di inosservanza del cpv. 1, l’assicuratore non può imporre conseguenze agli
assicurati interessati.

 

                                         Per
l’art. 85a cpv. 1 Reg. LCAMal di regola la durata massima del pagamento dei
crediti irrecuperabili per singolo assicurato è di 5 anni. Il cpv. 2 prevede
che a richiesta dell’assicurato, la durata massima di cui al cpv. 1 può essere
prorogata fino ad un ulteriore anno, se per un determinato anno di competenza
il credito riconosciuto non ha superato fr. 300.--, oppure per i motivi di cui
all’art. 85d cpv. 2.

                                         L’art.
85a cpv. 3 Reg. LCAMal prevede che scaduti i termini di cui sopra, l’IAS
sospende i pagamenti dei crediti irrecuperabili nei confronti dell’assicuratore
interessato. I pagamenti possono parimenti essere sospesi anche prima della
scadenza di cui ai cpv. 1 e 2, se l’assicurato non ottempera alle richieste di
spiegazioni provenienti dall’IAS (cpv. 4).

 

                                         Le limitazioni
di cui all’art. 85 non si applicano nei confronti di assicurati minorenni (art.
85b Reg. LCAMal).

 

                                         Per
l’art. 85c Reg. LCAMal il pagamento dei crediti irrecuperabili è escluso, anche
prima dei termini di cui all’art. 85a, nei casi in cui l’assicurato in mora
riceve direttamente una prestazione sociale che già comprende gli importi per
il pagamento dei premi e delle partecipazioni LAMal.

                                         

                                         A norma
dell’art. 85d Reg. LCAMal l’IAS avverte preventivamente, in forma scritta,
l’assicurato in mora da lungo tempo delle conseguenze di una prolungata
morosità e, in particolare:

                                         a) della
data di sospensione del pagamento dei crediti irrecuperabili nei confronti
dell’assicuratore;

                                         b) della
possibilità per l’assicuratore, in queste situazioni, di procedere alla
sospensione della rimunerazione delle prestazioni.

                                         Se
l’assicurato manifesta ragioni plausibili per le quali è momentaneamente
impossibilitato a pagare i premi e le partecipazioni LAMal, l’IAS impartisce al
medesimo un termine di tempo ristretto per riprendere in maniera autonoma e
regolare i pagamenti verso l’assicuratore. 

                                         In
assenza di manifestazioni da parte dell’assicurato o di motivazioni plausibili
ai sensi del cpv. 2, l’IAS avverte in forma scritta l’assicuratore della data a
partire dalla quale cessa il pagamento dei crediti irrecuperabili, richiamando
nel contempo la possibilità di procedere alla sospensione della rimunerazione
delle prestazioni.

                                         L’IAS
tiene un registro degli assicurati a cui è sospeso il pagamento dei crediti
irrecuperabili all’assicuratore presso cui sono iscritti.

 

                                         L’art.
85e Reg. LCAMal prevede che l’assicuratore può applicare la sospensione della
rimunerazione delle prestazioni nei confronti di un determinato assicurato in
mora solo dopo aver ricevuto la conferma scritta dell’IAS di sospensione del
pagamento dei crediti irrecuperabili.

 

                                         A norma
dell’art. 85f cpv. 1 Reg. LCAMal in caso di comunicazione dell’IAS ai sensi
dell’art. 85d cpv. 3 Reg. LCAMal, l’assicuratore avverte tempestivamente i
fornitori di prestazioni conosciuti a cui si rivolge in via ordinaria
l’assicurato moroso.

                                         Per il
cpv. 2 l’assicuratore avverte immediatamente l’IAS quando l’assicurato in mora
ha saldato i crediti scoperti posteriori alla data di cui all’art. 85d cpv. 3.

 

                               2.5.   Va ancora
rilevato che la presente fattispecie, concernente la sospensione del pagamento
delle prestazioni dell’assicuratore sociale nei confronti di assicurati morosi,
fa parte di una serie di vertenze avviate da casse appartenenti al __________
che vuole far pressione nei confronti del Canton Ticino per il pagamento degli
arretrati non ancora soluti. Nell’ambito di un’altra causa, di cui all’inc.
36.2005.193, il TCA ha sentito un rappresentante della Cassa, il quale ha
affermato:

 

" 
Il rappresentante dell'assicuratore rileva come
sia aperto un braccio di ferro per non dire un contenzioso con il Cantone, in
particolare l'UAM, perchè il credito complessivo vantato dalla __________, che
qui non sa precisare ma che ammonta a __________, non viene soluto dal Cantone.
A motivo dei mancati pagamenti l'amministrazione cantonale ritiene argomenti di
dettaglio che non si comprendono. Le ragioni di questi ritardi comunque sono
incomprensibili ed ingiustificate. Questo ha indotto il __________ a sospendere
le prestazioni per diversi assicurati morosi per i quali non è ancora
intervenuto il pagamento. 

 

Il Giudice evidenzia come nel braccio di ferro
che si è instaurato tra il __________ ed il Cantone chi paga lo scotto è in
primis l'assicurato toccato dal provvedimento e conseguentemente il Tribunale
già oberato di lavoro ed al quale il Cantone ha già ridotto all'osso le risorse
per fronteggiare le pendenze. Fa notare che questo genere di procedure ha
portato ad un incremento delle cause specifiche relative all'assicurazione  malattia.
Osserva comunque che le norme del Regolamento di applicazione della LCAmal sono
precise in merito.

 

Il sig. __________ dopo avere udito la sostanza
delle norme vigenti che regolano in materia indica di conoscerne il tenore,
rileva che la stretta applicazione di questo norme purtroppo causa un aumento
delle spese amministrative. Da atto che nessuno degli assicurati oggetto dei
provvedimenti recenti del __________ rientra nella casistica di cui alle nuove
norme (art. 85a e segg.) adottate dal Consiglio di Stato per la limitazione del
pagamento dei crediti irrecuperabili.

 

Il rappr. assicuratore fa notare che neppure le
procedure che sono corrette conducono il Cantone al pagamento. Possono esservi
delle pratiche imprecise allora si comprende che in quei casi il pagamento
venga sospeso in attesa di completazione o rettifiche delle procedure ma quando
l'iter è corretto e definitivamente portato avanti incomprensibilmente i
versamenti non avvengono. Fa notare che diversi assicuratori si erano trovati
in una situazione analoga e diversi assicuratori si erano decisi per procedere
come il __________ ha fatto ossia con il decretare a carico di assicurati
morosi la sospensione delle prestazioni. Poi però gli altri assicuratori non
hanno portato avanti questa decisione di principio e solo il __________ ha
seguito questa via. 

 

Il giudice fa osservare, in generale e non solo
per quanto attiene al caso per la sig.ra X, che non risulta (sia nel caso
concreto che in altri casi pendenti) che l'assicuratore abbia tolto l'effetto
sospensivo alla sua decisione ciò rende la decisione non effettiva e
conseguentemente impedisce all'assicuratore di ricusare il pagamento delle
prestazioni il cui rimborso viene richiesto." (doc. X, inc. 36.2005.193)

 

                                         In
un’altra causa (36.2005.178), analoga alla presente, l’assicuratore ha prodotto
diversa documentazione a comprova della diatriba attualmente in corso con il
Canton Ticino.

 

                                         Questo
TCA rileva innanzitutto che il modo di agire del __________ non è stato
adottato dalle altre casse con assicurati affiliati nel Canton Ticino. Un altro
gruppo assicurativo, che inizialmente aveva dato avvio a cause analoghe, dopo
aver preso atto dei contenuti dei ricorsi, ha annullato le proprie decisioni di
sospensione (cfr. in particolare le STCA del 16 settembre 2005: inc. 36.2005.118
e 36.2005.120).

                                         A mente
del TCA, a prescindere dall’esito del ricorso, il __________ avrebbe potuto e
dovuto far valere le proprie pretese nei confronti dello Stato in altro modo, avviando
le opportune procedure semmai contro le autorità competenti.

                                         Agendo
invece tramite la sospensione delle prestazioni di un’assicurazione sociale nei
confronti di persone che si trovano in uno stato di oggettiva precarietà sia
finanziaria che di salute e fondandosi su premi e partecipazioni ai costi
rimasti impagati diversi anni fa, il __________ mette in serie difficoltà gli
assicurati più deboli, senza tuttavia riuscire ad ottenere in tempi brevi
quanto richiesto.

                                         

                               2.6.   Ritornando
al caso di specie, dagli atti emerge che dopo aver sospeso il versamento delle
prestazioni, indicando la presenza di ben 15 attestati di carenza di beni
rimasti impagati, l’assicuratore si è ravveduto, limitando le sue pretese, in
sede di decisione su opposizione, ad un solo attestato di carenza beni __________
(doc. 3). 

                                         Da questo
ACB, emerge che lo scoperto ammonta a fr. 929.80 e comprende anche dei premi
LCA di fr. 258, che non possono comunque essere chiesti con la procedura in
esame (cfr. doc. 3: “1) __________, primes LAMal fr. 1'240.80, primes LCA fr.
258.--, Montant encaissé fr. 827.20.”) 

                                         L’assicuratore
ha quindi privato la ricorrente, invalida, beneficiaria di prestazioni
complementari, in cura a causa di un tumore e per questo ricoverata in ospedale
(cfr. doc. A2 e A6), della sua assicurazione di base, obbligatoria in Svizzera
e necessaria per coprire i costi delle spese sanitarie di base, per premi non
pagati nel __________, per un importo complessivo di poco inferiore ai fr. 1'000.

                                                                                

                                         In
concreto la Cassa ritiene di aver agito correttamente poiché, conformemente a
quanto prevede l’art. 90 OAMal, dispone di un attestato di carenza beni ed ha
avvisato l’autorità di assistenza sociale competente.

                                         Come
visto l’art. 90 cpv. 3 OAMal prevede che se la procedura sfocia in un attestato
di carenza di beni, l’assicuratore ne informa la competente autorità
d’assistenza sociale. Per l’art. 90 cpv. 4 OAMal dopo la notifica dell’ACB
e l’avviso all’autorità d’assistenza sociale, l’assicuratore può
sospendere la rimunerazione delle prestazioni finché l’importo non sia
interamente pagato.

 

                                         In
concreto la convenuta non ha informato l’UAM della presenza dell’ACB n. __________
sul quale fonda la sua decisione (cfr. doc., VI pag. 5: “crediti ACB n. __________:
non presentato a UAM”, ciò che non è stato contestato dalla Cassa, cfr.
doc. VI). 

                                         Lo
scritto del 30 giugno 2005 all’assicurata, nel quale la si informa della
sospensione del versamento delle prestazioni, trasmesso solo in copia all’autorità
di assistenza sociale (doc. 4), non può infatti essere assimilato ad una
informazione all’autorità competente. 

                                         In questa
lettera “standard”, trasmessa anche ad altri assicurati, con copia all’IAS, viene
fatto solo un cenno generico alla presenza di attestati di carenza beni, senza
che vi sia alcun riferimento preciso al numero di attestati e al debito
scoperto ancora da pagare, rendendo di fatto impossibile l’intervento
dell’autorità di assistenza sociale. 

 

                                         In DTF 129 V 455 il TFA ha stabilito che „Ein Leistungsaufschub
und die damit einhergehende subsidiäre Leistungspflicht der zuständigen
Sozialhilfebehörde rechtfertigt sich nur für Beitragsausstände, welche in einem
bestimmten Verlustschein verkörpert und der Sozialhilfebehörde so
urkundenmässig ausgewiesen zugegangen sind.“ e che „Die
Auslegungskriterien führen zum Schluss, dass es für die Beendigung des
Leistungsaufschubs erforderlich und hinreichend ist, dass diejenigen Prämien
und Akzessorien bezahlt werden, welche Gegenstand des Verlustscheins bildeten,
auf dessen Grundlage der Leistungsaufschub fusste.“ (sottolineatura
del redattore). In concreto, già solo per il fatto che la sospensione delle
prestazioni si fonda su un ACB neppure presentato all’autorità competente, la
decisione deve essere annullata.

 

                                         Va ancora
rilevato che l’art. 90 cpv. 3 OAMal prevede che la sospensione può avvenire
solo dopo la notifica dell’attestato di carenza beni e l’avviso
all’autorità d’assistenza sociale. In questo caso invece la sospensione e
l’avviso sono state effettuate contemporaneamente, lo stesso giorno, con lo
stesso scritto, impedendo così all’autorità cantonale di verificare la liceità
dell’agire della Cassa, che per l’assicurato toccato dalla decisione ha gravi e
importanti conseguenze che possono mettere in pericolo la sua stessa
sopravvivenza (cfr. l’indicazione secondo la quale “la nostra cassa non
garantirà più il pagamento diretto delle sue medicine e, in cambio del rilascio
di quest’ultime, la farmacia potrà chiederle il pagamento”). 

                                         Tale modo
di agire è manifestamente inammissibile, soprattutto se si considera che
l’attestato di carenza beni si riferisce a premi rimasti impagati nel __________.

 

                               2.7.   Anche il
riferimento alla sentenza del 22 ottobre 2002 del TFA (K 102/00), pubblicata in
RDAT I-2003 n. 20 pag. 68 e segg., ed in particolare la circostanza che il TFA
ha citato, al consid. 5.2, l’art. 9 cpv. 2 OAMal, non ha nessun fondamento.

 

                                         Infatti,
in quell’occasione, il TFA ha avuto modo di evidenziare come:

 

" 
Per l'art. 96 LAMal il Consiglio federale è incaricato dell'esecuzione

della legge stessa. L'Esecutivo emana le
disposizioni necessarie (cfr. art. 182 cpv. 2 Cost.,
art. 102 cif. 5 vCost.; DTF 125 V 268 consid. 2a). Sulla base
di questa disposizione l'Esecutivo federale ha promulgato l'art. 9 cpv. 1 OAMal, secondo cui se,
nonostante diffida, l'assicurato non paga i premi o le partecipazioni ai costi
scaduti, l'assicuratore deve promuovere una procedura esecutiva. Se questa
sfocia in un attestato di carenza di beni, l'assicuratore ne informa la
competente autorità d'assistenza sociale. Sono salve le disposizioni cantonali
che contemplano la previa notifica all'autorità preposta alla riduzione dei
premi. Giusta il capoverso 2, dopo la notifica dell'attestato di carenza di
beni e l'avviso all'autorità d'assistenza sociale, l'assicuratore può
sospendere la rimunerazione delle

prestazioni finché i premi o le partecipazioni ai
costi siano stati

interamente pagati. Se questi vengono pagati
l'assicuratore deve assumere i costi delle prestazioni fornite durante il
periodo di sospensione.

 

(…)

 

6.1Come già accennato nei precedenti
considerandi, questa Corte ha già statuito sull'ammissibilità, per la Cassa
malati, di procedere alla compensazione di premi scaduti con prestazioni
dovute, rinviando tra l'altro alla volontà del legislatore espressa nel
relativo messaggio. Pure la dottrina si è espressa in tal senso, richiamando la
giurisprudenza applicabile in ambito LAMI. In simili circostanze una norma
cantonale che esclude questa modalità esecutiva appare di principio in
conflitto con il diritto federale. Poiché tuttavia l'assicurazione malattia non
è disciplinata esaustivamente dal diritto federale, va esaminato se la norma in
questione può essere applicata nel rispetto del diritto federale. In proposito
Eugster ha evidenziato che la compensazione dovrebbe intervenire solo
posteriormente

alla messa in atto della procedura prevista all'art. 9 cpv. 1 e 2 OAMal

(esecuzione secondo la LEF, notifica
all'assistenza sociale rispettivamente all'autorità preposta alla riduzione dei
premi). A mente di questo autore l'ufficio preposto al pagamento dei premi in
caso di indigenza dev'essere messo in condizione di effettuare i pagamenti a
favore della persona assicurata prima della dichiarazione di compensazione
(Eugster, op. cit., cifra marg. 226). Se è vero, infatti, che la compensazione
permette di evitare l'emissione di attestati di carenza di beni, un simile
procedimento

priva la persona assicurata della possibilità di
ottenere prestazioni

assistenziali in forma di pagamento del premio,
previste dal diritto

cantonale. Inoltre, in seguito alla
compensazione, l'assicurato può trovarsi senza i mezzi necessari e sufficienti
per pagare le prestazioni, a scapito del fornitore di prestazioni. In simili
condizioni procedere immediatamente ad una compensazione è contrario allo
spirito della legge (Eugster, op. cit., cifra marg. 226 n. 499; si confronti
anche Duc, op. cit., pag. 470).

 

6.2 Da quanto sopra esposto risulta che l'autore
si esprime in favore almeno di una limitazione temporale dell'applicabilità
della compensazione, per tener conto dello spirito della LAMal e in
considerazione delle competenze cantonali in materia di assistenza sociale e di
riduzione dei premi. Secondo questa Corte a tale opinione si può aderire, in
quanto il modo di procedere proposto, simile a quanto previsto dal diritto
cantonale, non solo non compromette, bensì contribuisce meglio alla
realizzazione della LAMal. In effetti questa modalità di esecuzione permette
sia il versamento del premio all'assicuratore malattia in tempi brevi, che
quello dell'onorario pieno al fornitore di prestazioni, in quanto l'assicurato
dispone di tutta la prestazione. L'interessato può inoltre percepire le
prestazioni assistenziali di diritto.

 

Alla luce di queste considerazioni la
disposizione cantonale che vieta la compensazione nei casi in cui interviene
l'assistenza sociale e vi è la possibilità di ridurre i premi, ambiti in cui è
data la competenza cantonale, entra in conflitto con il diritto federale solo
nella misura in cui l'ammissibilità della compensazione è completamente esclusa.
La norma dev'essere quindi intesa nel senso che la compensazione non va posta
in atto fintanto che la cassa malati non ha dato seguito alla procedura
prevista all'art. 9 cpv. 1 OAMal, consistente nel portare a termine la procedura esecutiva secondo la
LEF, notificare il caso all'autorità d'assistenza sociale e a quella competente
per la riduzione dei premi.

 

Di conseguenza la giurisprudenza federale
sull'ammissibilità per la Cassa malati di procedere alla compensazione va
compresa nel senso che essa è possibile solo posteriormente alla messa in atto,
da parte dell'assicuratore malattia, della procedura di cui all'art. 9 cpv. 1 OAMal.

 

6.3 In concreto non è contestato che la Cassa
malati non ha posto in

esecuzione il credito vantato nei confronti dell'intimata,
né che non ha

fatto capo all'autorità assistenziale competente
per il pagamento dei premi.

In simili circostanze non può porre in esecuzione
la propria pretesa tramite compensazione. In quanto infondato il ricorso di
diritto amministrativo va pertanto respinto."

 

                                         Nella
citata sentenza il TFA ha aderito all’opinione di Eugster, secondo il quale “la
compensazione dovrebbe intervenire solo posteriormente alla messa in atto della
procedura prevista all'art. 9 cpv. 1 e 2
OAMal  (esecuzione secondo la LEF, notifica
all'assistenza sociale rispettivamente all'autorità preposta alla riduzione dei
premi). A mente di questo autore l'ufficio preposto al pagamento dei premi in
caso di indigenza dev'essere messo in condizione di effettuare i pagamenti a
favore della persona assicurata prima della dichiarazione di compensazione
(Eugster, op. cit., cifra marg. 226).”

 

                                         A maggior
ragione, ciò che vale per la compensazione di premi impagati con prestazioni
fatte valere da un assicurato, deve trovare applicazione anche nell’ambito
della sospensione da ogni pagamento delle prestazioni in caso di malattia. 

                                         Quest’ultima
misura è infatti nettamente più incisiva e maggiormente gravida di conseguenze
per l’assicurato, rispetto a quella della compensazione. 

                                         Se la Cassa,
quando intende compensare premi impagati con prestazioni, deve mettere l’Ufficio
preposto nella condizione di poter pagare prima di procedere con la
compensazione, ciò deve valere anche quando la conseguenza è la sospensione dal
pagamento di ogni prestazione derivante dalla LAMal.

 

                                         In
concreto l’assicuratore non ha nemmeno presentato l’ACB al Cantone per il
pagamento. 

                                         L’autorità
assistenziale non ha pertanto potuto esprimersi in merito alle richieste della
Cassa, la quale non poteva pertanto sospendere le prestazioni dell’assicurata (cfr.
anche il consid. precedente e la citata DTF 129 V 455). 

 

                                         Anche per
questo motivo l’agire della convenuta è manifestamente infondato.

 

                                         Per cui
già solo in virtù del diritto federale la decisione della cassa va annullata.

 

                               2.8.   Va inoltre
rilevato che la norma federale (l'art. 90 cpv. 4 OAMal) è incompleta poiché non
fissa modalità e i tempi entro i quali l'autorità d'assistenza sociale deve
intervenire ad effettuare il pagamento dei premi. Essa lascia quindi al Cantone
la libertà di legiferare in merito (cfr. STFA 22 ottobre 2002 del TFA (K 102/00,
riprodotta al consid. 2.7.).

 

                                         In tale
prospettiva l’art. 85e Reg. LCAMal ha apportato gli adeguati correttivi e
prevede che la sospensione della rimunerazione delle prestazioni può avvenire
solo dopo aver ricevuto la conferma dell’IAS di sospensione del pagamento dei
crediti irrecuperabili. 

                                         

                                         In
concreto l’assicuratore non ha rispettato il diritto cantonale, sospendendo il
pagamento delle prestazioni senza aver ottenuto la conferma dell’autorità
cantonale di sospensione del versamento degli arretrati.

 

                                         Anche per
questo motivo la decisione va annullata.

                               2.9.   In concreto
l’assicuratore ha agito con estrema leggerezza, facendo inizialmente valere la
presenza di 15 ACB impagati, mentre invece il Cantone aveva provveduto al
versamento degli scoperti già dal 1999 (cfr. doc. VI) e basando la propria
decisione su ACB nemmeno presentati all’autorità cantonale per il loro
pagamento (cfr. doc. VI, non contestato dalla cassa con le osservazioni di cui
al doc. VIII). 

                                         L’assicuratore
ha adottato una misura incisiva ed estremamente pericolosa nei confronti di una
persona, quasi sessantenne, ammalata di cancro, beneficiaria di una rendita AI
e di prestazioni complementari, con scarse (se non nulle) conoscenza
giuridiche, basandosi su elementi neppure reali, malgrado gli interessi
finanziari delle Casse siano, di regola, garantiti dal Cantone il quale, se
sono adempiute le condizioni, provvede al versamento del dovuto.

 

                                         La superficialità
e la leggerezza dell’agire della Cassa ha imposto all'assicurata, priva di
specifiche conoscenze giuridiche, dapprima di chiedere l’emanazione di una
decisione formale, poi di opporsi alla medesima ed infine di inoltrare ricorso
a questo Tribunale Cantonale delle Assicurazioni con aggravio di impegno
temporale e spese per invii e copie di documenti.

 

                                         Visto
l’esito dell’impugnativa, per quanto attiene alle ripetibili, va rammentato
come secondo l'art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA il ricorrente che vince la causa ha
diritto alla rifusione delle ripetibili nella misura stabilita dal tribunale.
Il loro importo è determinato in relazione alla fattispecie e alla difficoltà
del processo, senza tener conto del valore litigioso.

                                         L’indennità è, di principio,
concessa non soltanto se l'assicurato è patrocinato da un avvocato - in effetti
la disposizione in questione non si esprime in termini di rimborso spese
d’avvocato bensì, genericamente, di spese di rappresentanza (RCC 1983 pag. 329;
RCC 1980 pag. 116; DTF 108 V 111) -, ma anche quando il patrocinio è assunto da
una persona particolarmente qualificata per la questione giuridica considerata,
purché non si debba ritenere che il patrocinatore abbia agito a titolo gratuito
(RCC 1992 pag. 433 consid. 2a, RCC 1985 pag. 411 consid. 4, DTF 108 V 271 = RCC
1983 pag. 329). 

 

                                         Ueli Kieser, ATSG
Kommentar, Schultess Zurigo, 2003 a pagina 629, rammenta inoltre che:

 

" 
Eine Ausnahme gilt nach der Rechtsprechung dort,
wo von der Kostenlosigkeit des kantonalen Gerichtsverfahrens abgewichen werden
kann, d.h. bei mutwilligem oder leichtsinnigem Verhalten; hier kann – bei
erheblichem Aufwand – der Versicherungsträger bei Obsiegen eine
Parteientschädigung beanspruchen (vgl. BGE 127 V 207 f.; vgl. dazu auch ZÜND,
Kommentar zum zürucherischen Gesetz über das Sozialversicherungsgericht, 240). Diese letztgenannte Rechtsprechung übergeht allerdings den klaren
Wortlaut der gesetzlichen Bestimmung und den Zweck derselben, und es kann ihr
insoweit nicht zugestimmt werden."

                                      

                                         In DTF 127 V 205 e segg.
l’Alta Corte federale rammenta come, in caso di ricorso temerario od interposto
per leggerezza, l’assicuratore può ottenere ripetibili in analogia con quanto
previsto nella sentenza pubblicata in DTF 110 V 134 c. 4.

 

                                         Nel caso concreto la
superficialità, la leggerezza e la temerarietà dell'agire dell'assicuratore,
che non ha posto rimedio al suo agire revocando il provvedimento, impongono il
carico di tasse di giustizia e spese ed il riconoscimento di indennità adeguate
in favore della ricorrente.

 

                                         Come rammentato nella
sentenza 22 aprile 2004 di questo Tribunale Cantonale delle Assicurazioni
(36.2004.34):

 

" 
In virtù del diritto cantonale la materia è retta dall’art. 22
LPrTCA che regola le “Spese di patrocinio. Ripetibili” (così la marginale). Il
ricorrente vincitore in causa ha diritto al rimborso delle spese processuali,
dei disborsi (ossia delle anticipazioni che l’assicurato ricorrente è chiamato
ad effettuare) e delle spese di patrocinio (cpv. 1). Per quanto attiene alle
ripetibili invece il tema è regolato al cpv. 2 con sostanziale richiamo ai
principi legali noti (e che si ritrovano nella LPGA)

 

(…)

 

in questa circostanza le spese vive desumibili
degli atti sopportate dalla ricorrente possono – in virtù della procedura
cantonale – essere poste a carico di X."

 

                                         In concreto si giustifica
il carico di una tassa di giustizia di         fr. 700.-- e spese processuali
cifrate in fr. 200.--, nonché            fr. 100.-- a titolo di rimborso spese
sopportate per la procedura.

 

                                         Copia
della presente va trasmessa all’IAS, quale parte interessata.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto.

                                         La
decisione impugnata è annullata.

                                 2.-   La tassa di
giustizia di fr. 700.-- e le spese processuali di           fr. 200.-- sono
poste a carico di CO 1 che verserà a RI 1 fr. 100.-- a titolo di rimborso per
le spese sopportate per la procedura.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti