# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1d00b76f-b538-5f9b-acd4-149f2e7952f5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-08-04
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 04.08.2023 14.2023.21
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2023-21_2023-08-04.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2023.21

  	
  Lugano

  4 agosto 2023

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Ferrari

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa __________ (rigetto provvisorio dell’opposizione) della
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, promossa con istanza 20 maggio 2022
dalla

 

	
   

  	
  CO 1, __________ (SG)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1, __________ 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo dell’8 marzo 2023 presentato da RE 1 contro la
decisione emessa il 24 febbraio 2023 dal Pretore;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Con precetto esecutivo n. __________ emesso il 22 aprile 2022 dalla
sede di Lugano dell’Ufficio d’esecuzione, la CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso
di fr. 16'702.50 oltre agli interessi del 5% dal 19 aprile 2022, indicando
quale causa del credito la “Rechnung
Nr. 203732 vom 25.03.2022 Konventionstrafe Kaufvertrag vom 15.01.2022”.

 

                                  B.   Avendo
RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 20 maggio
2022 la CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura del Distretto di
Lugano, sezione 5. Nel termine impartito, la convenuta si è opposta all’istanza
con osservazioni scritte del 15 giugno 2022.

 

                                  C.   Statuendo con decisione del 24 febbraio 2023, il Pretore ha accolto l’istanza
e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla convenuta,
ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 300.–.

 

                                  D.   Contro
la sentenza appena citata RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo dell’8 marzo 2023, chiedendo implicitamente di
annullarla valutando “quanto da
me rappresentato”. Entro il termine impartitole, la CO
1 non ha presentato osservazioni al reclamo.

 

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’oppo­­sizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett.
e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                                1.1   Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro
dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è
avvenuta in concreto a RE 1 il 27 febbraio 2023, il termine d’impugnazione è
scaduto giovedì 9 marzo. Presentato il giorno prima (data del timbro postale),
il reclamo è dunque tempestivo.

 

                                1.2   La Camera decide in linea di principio in
base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2
CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate
(art. 321 cpv. 1 CPC)
contenute nel reclamo (DTF 147 III 179 consid. 4.2.1 e i rimandi). Secondo l’art. 320
CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del
diritto sia l’ac­­certamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando
che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi
(art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                                   2.   In
virtù dell’art. 82 LEF, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione
ove il credito posto in esecuzione sia fondato su un riconoscimento di debito
constatato mediante atto pubblico o scrittura privata (cpv. 1), a meno che l’escusso
sollevi e giustifichi immediatamente eccezioni tali da infirmare il
riconoscimento di debito (cpv. 2). La procedura di rigetto è una procedura
sommaria documentale (Aktenprozess),
il cui scopo non è di accertare l’esi­­stenza del credito posto in esecuzione,
bensì l’esistenza di un titolo esecutivo (DTF 147 III 178 consid. 4.2.1), così da determinare rapidamente i ruoli delle
parti in un eventuale processo ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF; sentenza del
Tribunale federale 5A_552/ 2021 del 5 gennaio 2022 consid. 2.3). Il giudice
verifica solo la forza probatoria del titolo prodotto dal creditore – la sua
natura formale – e vi conferisce forza esecutiva senza indugio (art. 84 cpv. 2
LEF) ove l’escusso non renda immediatamente verosimili eccezioni liberatorie,
in linea di massima mediante documenti (art. 254 cpv. 1 CPC; DTF 145 III 163
consid. 5.1). La decisione di rigetto provvisorio dispiega solo effetti di
diritto esecutivo, senza regiudicata quanto all’esistenza del credito (DTF 136
III 587 consid. 2.3). Il pronunciato, quindi, non priva le parti del diritto di
sottoporre nuovamente il litigio al giudice ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF;
DTF 143 III 567 consid. 4.1 e 136 III 530 consid. 3.2).

 

                                   3.   Nella
decisione impugnata, il Pretore ha dapprima chiarito che il credito posto in
esecuzione – una pena convenzionale – non è fondato sul contratto di leasing per la
fornitura di un’auto, negoziato tra l’PI 1 e RE 1, e apparentemente mai
concluso, bensì da un lato sul “progetto
contrattuale” n. 128911315 di fornitura dell’auto
stessa, concluso il 15 gennaio 2022 dall’escu­tente e dall’escussa, il quale
costituisce un impegno indipendente da
quello con l’PI 1, ch’ella non aveva contestato di aver sottoscritto, e
dall’altro sulle relative condizioni generali (CG) disciplinanti la pena
convenzionale. A proposito di queste ultime, il primo giudice ha rilevato che l’escussa
non aveva “contestato che l’allestimento
della proposta 15 febbraio 2022 (doc. A) corrispon­d[esse] alla versione – per numero di pagine e allegati
– sottoscritta a suo tempo”, che alla prima pagina
della “proposta” di fornitura si fa ripetutamente riferimento alle CG e, infine, ch’ella
aveva ammesso di avere esperienza “a margine della stipulazione di contratti di leasing. Ciò che si
estende, ragionevolmente, anche all’esperienza maturata, a monte, nei rapporti
con i fornitori di veicoli quale è il caso per CO 1”.

 

                                         Il
Pretore ha d’altronde ritenuto ininfluente che l’escussa avesse avuto oppure no
contezza delle CG. Ha dunque giudicato “plausibile” che le CG facciano
parte del “contratto” di fornitura, benché non firmate dall’escussa. Statuito
che entrambi i documenti costituiscono un valido titolo di rigetto provvisorio
dell’opposizione, il Pretore ha calcolato che l’ammontare del credito posto in
esecuzione – fr. 16'702.50 – è inferiore a quello massimo rivendicabile
secondo le CG, di fr. 17'729.60 (15% del prezzo dell’auto di fr. 111'017.61, IVA compresa), ha appurato ch’esso
è esigibile, siccome il termine per il pagamento era ampiamente scaduto all’avvio
dell’esecuzione e ha statuito che la legge giustifica la richiesta d’interessi.
Di conseguenza, ha integralmente accolto l’istanza, rigettando l’opposizione.

 

                                   4.   Nel
reclamo, RE 1 sostiene che in realtà la conclusione del progetto di fornitura
era subordinata a quella del contratto di leasing, poco importa che le “due volontà siano avvenute con contratti
diversi”, sia perché è la prassi, sia perché i due
contratti sono stati firmati contestualmente, sia, infine, perché l’interessato
ad acquisire un’auto mediante un leasing la compra solo se è sicuro di
ricevere il finanziamento, in assenza del quale non avrebbe altrimenti i mezzi
per pagarla. Ammettendo di non averlo fatto con le osservazioni all’istanza, la
reclamante aggiunge ora che le CG non sono per lei vincolanti, giacché non le
ha sottoscritte e, ancor prima, perché non le ha ricevute, benché la CO 1 aves­se
l’obbligo di mettergliele a disposizione. Chiede pertanto di “valutare quanto da [lei] rappresentato”.

 

                                   5.   Costituisce
un riconoscimento di debito nel senso dell’art. 82 cpv. 1 LEF l’atto pubblico o
la scrittura privata, firmata dall’escusso o dal suo rappresentante, da cui si
evince la sua volontà di pagare (o perlomeno di riconoscere) all’escutente,
senza riserve né condizioni, una somma di denaro determinata, o facilmente
determinabile, ed esigibile (DTF 139 III 301 consid. 2.3.1 con rimandi). Il
grado richiesto per la prova dell’esistenza del titolo di rigetto dell’opposizione
è quello della prova piena. (DTF 144 III 556 consid. 4.1.4; sentenza del
Tribunale federale 5A_740/2018 del 1° aprile 2019 consid. 6.1.3).

 

                                         Il
riconoscimento deve risultare indiscutibilmente dal documento o dai documenti
prodotti dall’escutente (sentenza del Tribunale federale 5A_89/2019 del 1°
maggio 2019 consid. 5.1.3; Staehelin
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 21 ad art. 82 LEF).
Una sua eventuale interpretazione, fondata sul principio dell’affi­damento, può
fondarsi solo sul titolo stesso, ad esclusione di elementi estrinseci all’atto,
che esulano dalla cognizione del giudice del rigetto (sentenza del Tribunale
federale 5A_867/ 2018 del 4 marzo 2019 consid. 4.1.3), fermo restando che in
caso di dubbio l’istanza di rigetto andrà respinta; se occorre, spetterà al
giudice ordinario pronunciarsi nell’azione di riconoscimento di debito (art. 79
LEF) al termine di una procedura probatoria completa (DTF 145 III 26 consid.
4.3.3; sentenze della CEF 14.2014.116 del 3 novembre 2014, consid. 4.4, e
14.2015.23 del 28 maggio 2015, consid. 7.1).

                                5.1   Va innanzitutto premesso che il doc. A considerato
dal Pretore co­me titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione è in
realtà formato da tre documenti, la cui unità risulta solo dal fatto che l’escutente
li ha legati con una graffa e designati con un’unica lettera (“A”), senza che
sia possibile determinare se sono stati sottoposti insieme all’escussa, che lo
nega per quanto attiene alle CG.

 

                                         Le
prime cinque pagine costituiscono ad ogni modo chiaramente un tutt’uno, perché
tutte condividono il tipo di carattere, riportano il medesimo logo in alto a
destra e lo stesso “N. di progetto”
(128911315) e sono numerate progressivamente dall’uno al cinque. Il Pretore vi
si è riferito designandole quale “progetto
contrattuale”, “proposta”
o “contratto”.

 

                                         La
sesta pagina del doc. A è chiaramente diversa dalle prime cinque, anche solo
per il diverso logo in alto a destra, per la diversa intestazione (PI 1 anziché
CO 1) e per il titolo in alto (“calcolo del leasing”). È un documento
distinto che si configura come una proposta (non vincolante) di contratto leasing
con l’PI 1, riportando il calcolo della prospettata rata di leasing
mensile, che come rilevato dal Pretore non è poi stato concluso.

 

                                         Infine,
la settima pagina costituisce un (terzo) documento a sé stante, che si
distingue da tutte le altre pagine per la diversa intestazione (“Allgemeine [Verkaufs]bedingungen”).
Risulta essere le CG cui si è riferito il primo giudice. L’unico aggancio con
il progetto di contratto è che in quest’ultimo la designazione delle parti
(“fornitore” / “assuntore leasing”) e dell’oggetto
(“veicolo”) rinvia genericamente alle “condizioni generali” (in cui sono
designati come “ven­ditore” / “acquirente”, rispettivamente
“autoveicolo”).

 

                                5.2   Ciò
premesso, nella fattispecie RE 1 contesta a ragione che si possa (senz’altro) disgiungere
il contratto di compravendita e quello di leasing. Dire come il Pretore
che gl’impegni dell’escus­­sa assunti verso l’escutente “nulla hanno a che vedere con la società di leasing” è infatti manifestamente
inesatto, già solo per la circostanza che nel progetto di contratto, la
compratrice (l’escus­­sa) è designata come “assuntore
leasing”, che la consegna del veicolo è subordinata al pagamento della
prima rata mensile del leasing e che il calcolo del leasing è
firmato, a nome dell’PI 1, dalla stessa persona che ha firmato il progetto di
contratto di compravendita. A prima vista, il leasing
rappresenta una modalità di pagamento del prezzo di vendita, che
potrebbe essere un elemen­to della compravendita soggettivamente essenziale.
Sia come sia, visto che tra progetto di contratto e contratto di leasing
c’è probabilmente un legame e che il secondo contratto, come riconosce
anche il primo giudice, per finire non è stato concluso, è
perlome­-no dubbio, ovvero non certo, che il progetto di contratto, da solo, o
meglio, unitamente alle CG, che pure presentano criticità (sotto consid.
5.2.2), costituisca un valido titolo di rigetto.

 

                                5.3   Non
solo. È pure manifesto che il progetto di contratto è, per l’ap­punto, (solo)
un “progetto” o una “proposta”, come rilevato dallo stesso Pretore (pagg. 2 in
fondo e 4 quarto paragrafo), indicato su tutte le pagine del documento (doc. A
pagg. 1-5) e fatto valere da RE 1 in prima sede, che l’ha designato come un “preventi­vo”; manca apparentemente il
contratto vero e proprio indicato nella diffida del 25 febbraio 2022 con la
data del 21 gennaio 2022 (doc. D). Del resto, anche il “calcolo
del leasing” era solo una proposta non vincolante, come si evince dal
paragrafo conclusivo, già segnalato dall’escussa in prima sede. Insomma,
nessuno dei documenti formanti il doc. A paiono essere contratti veri e propri,
suscettibili di essere considerati come validi titoli di rigetto.

 

                                5.4   Inoltre,
manifestamente non c’è la certezza, anche perché è il Pretore stesso a
definirlo (solo) “plausibile”, che
le CG siano parte del progetto di contratto. Orbene, l’esistenza del titolo di
rigetto de­v’essere (dimostrata con prova) certa (sopra consid. 5,), non
bastando la semplice plausibilità. D’altronde, non pare neppure certo che con
la firma del progetto di compravendita la reclamante abbia anche accettato le
CG, sulle quali l’escutente fonda la pena convenzionale posta in esecuzione,
dal momento che non sussiste un chiaro legame tra il primo e il terzo documento
(sopra consid. 5.1) e che l’esperienza dell’escussa maturata
nella conclusio­ne di contratti di leasing rilevata dal Pretore è un elemento
estraneo al titolo di rigetto, di cui egli non poteva tenere conto (sopra
consid. 5). Neppure è certo che tale esperienza possa estendersi alla
conclusione di contratti di compravendita di veicoli, peraltro ritenuta dal
primo giudice solo “ragionevol[e]” (pag. 4, 6° capover­so), siccome i
contratti di vendita non sono standardizzati, sicché sembra escluso
imputare all’escussa la conoscenza della pena convenzionale contenuta nelle CG
accluse al doc. A.

 

                                5.5   Riassumendo,
viste le varie circostanze che fanno dubitare che dai documenti prodotti dall’escutente
risulti indiscutibilmente un riconoscimento di debito (sopra consid. 5), il
reclamo va accolto e l’istanza respinta, fermo restando che il giudizio odierno
non impedisce all’escutente si far valere le sue ragioni in una procedura di
merito (sopra consid. 2).

 

                                   6.   La tassa del presente giudizio, stabilita
in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone invece problema
di ripetibili, nella forma dell’indennità d’inconvenienza per la parte non
rappresentata professionalmente in giudizio (art. 95 cpv. 3 lett. c CPC),
giacché RE 1 non ha formulato alcuna richiesta motivata al riguardo.

 

                                   7.   Circa i rimedi esperibili sul piano
federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 16'702.50,
non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art.
74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è accolto e di conseguenza i
dispositivi n. da 1 a 3 della decisione impugnata sono così riformati:

                                         1.  L’istanza è respinta.

                                         2.  [abrogato]

                                         3.  Le
spese processuali di complessivi fr. 300.–, da anticipare dalla parte
istante, sono poste a suo carico.

 

                                   2.   Le
spese processuali di complessivi fr. 400.– relative al presente giudizio,
già anticipate da RE 1, sono poste a carico della CO 1.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –  RE 1, __________,
  __________;

  –  CO
  1, __________, __________.

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF
(art. 113 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie
(art. 46 cpv. 1 LTF).