# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6f30c1c5-f8d5-5f95-be95-d8199eca65f1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-04-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 12.04.2016 11.2013.77
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2013-77_2016-04-12.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2013.77

  	
  Lugano,

  12 aprile 2016/jh

   

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice

  	
  G.
  A. Bernasconi, presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  F.
  Bernasconi

  

 

 

sedente
per statuire nella causa SO.2013.2159
(modifica di misure a protezione del­l'unione coniugale) della Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 6, promossa con istanza del 23 maggio 2013 da

 

	
   

  	
  AO 1 già in 

  (patrocinata
  dall'avv. PA 2)

   

  	 

	
   

  	
  contro

   

  	 

	
   

  	
  AP 1 

  (patrocinato
  dall'avv. PA 1),

  
	
   

  	
   

  	 

					

 

giudicando sull'appello del 20 settembre 2013
presentato da AP 1 contro la sentenza emessa dal Pretore il 12 settembre 2013;

 

Ritenuto

 

in fatto:                     A.   Con
sentenza del 12 settembre 2013 emessa a modifica di misure protettrici dell'unione
coniugale il Pretore del Distretto di Luga­no, sezione 6, ha autorizzato AO 1
(1970) a trasferirsi in __________ insieme con le figlie G__________ (12
gennaio 1999) e T__________ (16 giugno 2001), ha disciplinato le relazioni
personali di queste ultime con il padre AP 1 (1965), ha condannato il medesimo
a versare un contributo alimentare di fr. 4640.– men­sili per la moglie e uno
di fr. 1900.– mensili per ogni figlia (asse­gni familiari non compresi), ha
ordinato a AO 1 di restituire al marito una __________ e ha ordinato una
restrizione della facoltà di disporre su mobili e suppellettili posti nel­l'abitazione
coniugale. Le spese processuali di fr. 3800.– complessivi sono state addebitate
a AP 1, tenuto a rifondere alla moglie fr. 5000.– per ripetibili.

 

                            B.  Contro
la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 20
settembre 2013 per ottenere la riforma del giudizio impugnato nel senso di vedere
soppresso il contributo alimentare per la moglie. Con osservazioni del 28
ottobre 2013 AO 1 ha proposto di respingere l'appello.

 

                            C.  Frattanto
i coniugi hanno promosso davanti allo stesso Pretore una causa di divorzio su
istanza comune (inc. DM.2015.291). A un'udienza del 5 aprile 2016, indetta
per la loro audizione congiunta e separata, essi hanno prodotto una convenzione
completa sugli effetti del divorzio, AP 1 sollecitando inoltre il Pretore a
comunicare a questa Camera il ritiro del­l'appello presentato a suo tempo, con
assunzione delle relative spese e com­pensazione delle ripetibili. AO 1 ha
aderito alla compensazione delle ripetibili.

 

Considerando

 

in diritto:              1.  Il ritiro di un appello, ovvero
la dichiarazione con cui una parte dichiara di rinunciare unilateralmente alle
proprie richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv.
1 CPC (cfr. sentenza del Tribunale federale 4A_602 e 604/2012 dell'11 marzo
2013, consid. 5.2 e 5.3), indipendentemente dai motivi che possono avere spinto
l'interessato a recedere dalla lite. Nelle circostanze descritte il giudice prende
atto della dichiarazione di ritiro e stralcia la causa dal ruolo (art. 241
cpv. 3 CPC).

 

                             2.  Desistenza equivale a soccombenza,
onde l'obbligo per chi ritira un appello di assumere – in linea di principio –
il pagamento delle spese giudiziarie dovute
alla sua iniziativa processuale (art. 106 cpv. 1 CPC). Nulla impedisce
alle parti tuttavia di accordarsi in proposito e di convenire un'altra chiave
di suddivisione, segnatamente in materia di ripetibili. È quanto hanno pattuito
i coniugi nella fattispecie quando, debitamente patrocinati dinanzi al primo giudice,
hanno previsto in la compensazione delle ripetibili. Non v'è ragione per
scostarsi da tale accordo in questa sede.

 

                             3.  L'ammontare delle spese di appello è adeguatamente ridotto, tenuto conto
che il processo termina senza sentenza (art. 21 LTG).

 

Per questi motivi,

 

decreta:                1.  Si prende atto del ritiro
dell'appello. La causa è stralciata dal ruolo per desistenza.

 

                             2.  Le spese processuali ridotte di fr.
200.– sono poste a carico del­l'appellante, compensate le ripetibili.

 

                             3.  Notificazione:

	
   

  	
  –
  avv.;

  –
  avv..

  

                                  Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                 La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso
in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al
Tribunale federale è sospeso durante le ferie giu­diziarie, ma non nei
procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali
(art. 46 cpv. 2 LTF).