# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4e924903-51b5-5bc0-8278-a07f23fce990
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-04-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 26.04.2013 80.2013.67
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2013-67_2013-04-26.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2013.67

  80.2013.68

  80.2013.69

  80.2013.70

  	
  Lugano

  26 aprile
  2013

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Rocco Filippini, vicecancelliere

  

 

 

	
  parti

  	
   RI 1  

   RI 2  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS 1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorsi del 25 febbraio 2013 contro le decisioni del
  13 febbraio 2013 in materia di IC e IFD 2008 e 2009.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   RI 1,
nato il 6 gennaio 1959, vive a __________ con la moglie RI 2 e i loro due
figli.

                                         Di
professione impiegato in logistica, negli anni 2008 e 2009 ha lavorato alle dipendenze di due diverse società: la __________, filiale di __________ (dal 21
aprile al 7 ottobre 2008), e la __________, succursale di __________ (dal 13
ottobre 2008 al 31 dicembre 2009).

 

 

                                  B.   Nelle
dichiarazioni fiscali 2008 e 2009, il contribuente faceva valere le seguenti spese
professionali: 

                                         

	
   

  	
  2008

  	
  2009

  
	
  Veicolo privato

  	
  fr. 51'675.–

  	
  fr. 92'400.–

  
	
  Pasto principale fuori casa

  	
  fr. 3'200.–

  	
  fr. 3'200.–

  
	
  Spese supplementari per il vitto

  	
  fr. 6'400.–

  	
  –

  
	
  Altre spese professionali

  	
  fr. 9'542.–

  	
  fr. 2'500.–

  
	
  Attività accessoria dipendente (forfait)

  	
  fr. 800.–

  	
  fr. 800.–

  
	
  Totale deduzioni

  	
  fr. 71'617.–

  	
  fr. 98'900.–

  

 

 

                                  C.   Notificando
ai contribuenti le tassazioni IC/IFD 2008 e 2009, con separate decisioni del 19
dicembre e del 28 dicembre 2012, l’Ufficio di tassazione di Bellinzona ammetteva
in deduzione le seguenti spese professionali:

                                         

	
   

  	
  2008

  	
  2009

  
	
  Abbonamento mezzo pubblico

  	
  fr. 600.–

  	
  fr. 3'500.–

  
	
  Veicolo privato

  	
  fr. 3'480.–

  	
  –

  
	
  Pasto principale fuori casa

  	
  fr. 1'380.–

  	
  3'200.–

  
	
  Spese supplementari per il vitto

  	
  fr. 1'334.–

  	
  –

  
	
  Altre spese professionali

  	
  fr. 2'400.–

  	
  fr. 2'500.–

  
	
  Totale deduzioni

  	
  fr. 9'194.–

  	
  fr. 9'200.–

  

 

                                         Per l’imposta
federale diretta, la deduzione complessiva ammontava a, rispettivamente, fr. 6'794.–
(nel 2008) e fr. 8'700.– (nel 2009), in considerazione del fatto che le altre
spese professionali sono state ammesse unicamente nel secondo anno e per un importo
forfettario di fr. 2'000.–.

                                         Nelle
motivazioni allegate alle decisioni, l’autorità spiegava anzitutto che l’uso
del veicolo privato era stato concesso in relazione al periodo di lavoro svolto
a __________ e rettificato in base ai chilometri effettivi percorsi nel 2008. Quanto
alle spese per il pasto principale fuori casa, le stesse venivano ammesse in
deduzione per il periodo dal 21 aprile al 7 ottobre 2008 e per l’intero anno
2009. Le spese supplementari per il vitto venivano invece concesse unicamente
nel 2008, per il periodo lavorativo dal ottobre al 31 dicembre 2008.

 

 

                                  D.   I contribuenti
impugnavano le suddette decisioni, con reclami del 2 gennaio 2013, nei quali
contestavano la mancata deduzione degli importi complessivi di, rispettivamente,
fr. 29'610.– (nel 2008) e fr. 118'440.– (nel 2009) per spese di trasporto dal
domicilio di __________ al luogo di lavoro di __________ e viceversa,
sostenendo che il marito aveva intrapreso quotidianamente la trasferta durante
tutto il periodo trascorso oltralpe (dal 13 ottobre al 31 dicembre 2008 e
l’intero anno 2009). I reclamanti specificavano in particolare che la località
di __________ era difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici,
sottolineando inoltre che il marito prestava servizio ad orari insoliti,
soprattutto la sera molto tardi. Contestavano inoltre l’ammontare delle
deduzioni per il pasto fuori casa e per le spese supplementari di vitto, chiedendo
che venissero riconosciuti i dati da loro dichiarati.

 

 

                                  E.   L’Ufficio
di tassazione, con separate decisioni del 13 febbraio 2013, ammetteva
parzialmente i reclami. Nel 2008 aggiungeva alle deduzioni già riconosciute un
ulteriore importo di fr. 1'500.– a titolo di spese supplementari per l’alloggio.
Nel 2009 stralciava le spese di doppia economia domestica, ma nel contempo ammetteva
in deduzione spese supplementari per l’alloggio (fr. 7'200.–) e per il vitto (fr.
6'400.–).

                                         Per
contro, l’autorità negava la deduzione delle postulate spese di trasporto con
il mezzo privato da e per __________, spiegando nelle motivazioni allegate di
essere impossibilitata a concedere il rientro giornaliero al proprio domicilio,
in quanto “non prevista dai disposti di legge, indipendentemente dal non essere
praticabile nella realtà”.

 

 

                                  F.   Con
tempestivi ricorsi alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 postulano
nuovamente la deduzione delle spese di doppia economia domestica (fr. 3'200.–),
delle spese supplementari di vitto (fr. 6'400.–) e delle spese di trasferta con
il mezzo privato per il tragitto giornaliero da e per __________ di,
rispettivamente, fr. 29'610.– (nel 2008) e fr. 118'440.– (nel 2009). I
ricorrente ribadiscono che il comune di __________ è difficilmente
raggiungibile con i mezzi pubblici, ponendo poi l’accento sugli orari di lavoro
“particolari” del marito.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Sia
secondo l’art. 25 cpv. 1 LT sia secondo l’art. 26 cpv. 1 LIFD, le spese professionali
deducibili sono:

                                         a)
le spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro;

                                         b)
le spese supplementari necessarie per pasti fuori domicilio o in caso di lavoro
a turni;

                                         c)
le altre spese necessarie per l’esercizio della professione; 

                                         d)
le spese inerenti al perfezionamento e alla riqualificazione connessi con
l’esercizio dell’attività professionale.

                                         Per le spese
professionali secondo il capoverso 1 lettere a - c sono stabilite deduzioni
complessive.

 

                                         1.2.

                                         Secondo
l’art. 4 cpv. 1 dei decreti esecutivi del 20 dicembre 2007 e del 23 dicembre
2008 concernenti l’imposizione delle persone fisiche, validi per il periodo
fiscale 2008 e 2009, sono considerate spese di trasporto quelle causate al
contribuente per trasferirsi dal luogo di domicilio a quello in cui lavora. Le
relative deduzioni sono stabilite come segue:

                                         a)
per l’uso di mezzi di trasporto pubblici: la spesa effettiva;

                                         b)
per l’uso della bicicletta, di un ciclomotore o di una motoleggera (cilindrata
fino a 50 cmc., targa di controllo con fondo giallo): fino a fr. 700.– l’anno,
ma al massimo il costo del mezzo di trasporto pubblico;

                                         c)
per l’uso di una motocicletta o di un’automobile privata: le spese del mezzo pubblico
disponibile.

                                         Eccezionalmente,
se nessun mezzo pubblico è a disposizione o se il contribuente non può
servirsene (es. infermità, distanza notevole dalla più vicina fermata, orario
sfavorevole, ecc.) è ammessa una deduzione fino a 40 cts. il km per le
motociclette (cilindrata oltre 50 cmc., targa di controllo con fondo bianco) e
fino a 65 cts. (per il periodo fiscale 2008) rispettivamente fino a 70 cts.
(per il periodo fiscale 2009) il km per le automobili (art. 4 cpv. 2 decreti
esecutivi citati).

                                         Anche per
l’imposta federale diretta è deducibile la spesa effettiva del mezzo pubblico
per il trasporto dal luogo di domicilio a quello di lavoro (art. 5 cpv. 1
Ordinanza sulla deduzione delle spese professionali delle persone esercitanti
un’attività lucrativa dipendente, del 10 febbraio 1993). Lo stesso vale in caso
d’uso di un veicolo privato (art. 5 cpv. 2 Ordinanza del 10 febbraio 1993), a
meno che non sia disponibile un mezzo di trasporto pubblico o non sia ragionevole
pretendere che il contribuente ne faccia uso. In tal caso possono essere
dedotte le spese effettive secondo l’appendice dell’ordinanza, che viene
periodicamente aggiornata. 

 

                                         1.3.

                                         La
questione di sapere se accordare la deduzione per l’uso dell’automobile o
quella per l’uso dei mezzi pubblici va risolta secondo il criterio dell’idoneità:
l’uso del veicolo non deve apparire come una decisione di comodo ma risultare
la soluzione più adatta e ragionevole, quella basata sul buon senso. Così se si
può pretendere che il contribuente si serva dei mezzi pubblici anche se non c’è
diretta comunicazione fra i medesimi (ASA 41 p. 586) non si può tuttavia
obbligarlo a eccessivi cambiamenti di mezzo di trasporto (ASA 33 p. 276; cfr. Känzig, Direkte Bundessteuer, 2ª ediz., Vol. I, p. 682-683).

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Nella
fattispecie è controversa la questione se il ricorrente possa pretendere la deduzione
delle spese per spostarsi quotidianamente con il mezzo privato da Camorino a
Oberbüren e viceversa oppure se la soluzione più idonea e realistica sia quella
prospettata dall’autorità di tassazione, che ha ammesso in deduzione le spese
per una camera al luogo di lavoro (anno 2008: fr. 1'500.–; anno 2009: fr.
7'200.–), le spese supplementari per il vitto (anno 2008: fr. 1'334.–; anno
2009: fr. 6'400.–) e il costo dell’abbonamento del mezzo pubblico per il
rientro settimanale (anno 2008: fr. 600.–; anno 2009: fr. 3'500.–).

 

                                         2.2.

                                         Di
principio, il contribuente che abita durante la settimana nel luogo in cui
lavora e trascorre il fine settimana e le vacanze regolarmente nel domicilio
della sua famiglia (il cosiddetto Wochenaufenthalter) ha diritto di
dedurre i costi che è costretto a sopportare (segnatamente le spese
supplementari di alloggio: art. 6 del decreto esecutivo cantonale, art. 9 cpv.
3 dell’Ordinanza del 10 febbraio 1993), unicamente se non gli è possibile il
quotidiano rientro al domicilio (Känzig,
op. cit., p. 688; Aa.Vv., Kommentar zum Aargauer Steuergesetz, Berna 1991, p.
328; Funk, Der Begriff der
Gewinnungskosten nach schweizerischem Einkommenssteuerrecht, 2ª ediz., Coira/Zurigo 1991, p. 106; CDT n.
300 del 31 dicembre 1993, in RDAT I-1994 n. 4t p. 318; CDT n. 80.96.93 del 12
novembre 1996 in re A. P.; CDT n. 80.95.217 del 21 marzo 1996 in re I. L.R.).

                                         Né il
decreto esecutivo cantonale né l’ordinanza federale citati definiscono tuttavia
i presupposti in presenza dei quali occorre ammettere la deduzione di tali spese.

 

                                         2.3.

                                         Il
Tribunale federale ha per esempio deciso che si può richiedere al contribuente di
spostarsi ogni giorno fino al suo luogo di lavoro, quando il luogo di domicilio
e quello di lavoro sono distanti solo circa dieci chilometri l’uno dall’altro
ed il tragitto può essere effettuato per mezzo dei trasporti pubblici (Tribunale
federale, 12 marzo 1997, in: ASA 66 p. 632 = RDAF 1999 II p. 123).

                                         In un
altro caso, ha invece ritenuto che non è razionale che un contribuente percorra
due volte al giorno 185 chilometri per spostarsi dal Vallese a Ginevra;
pertanto, ritenendo irragionevole la deduzione delle spese di
viaggio invocata dal ricorrente, ha confermato la decisione delle autorità di
tassazione cantonali, che avevano considerato il contribuente come un pendolare
settimanale e gli avevano riconosciuto di conseguenza la deduzione delle spese
per una camera a Ginevra, in sostituzione di quelle superiori per lo
spostamento quotidiano (Tribunale federale, sentenza n. 2A.479/1995 del 14
maggio 1996, consid. 2c).

                                         Ad un
contribuente domiciliato a Ginevra, che svolgeva la sua attività a Zollikofen
ed al quale l’autorità fiscale cantonale aveva riconosciuto la deduzione della
spesa per una camera e per l’abbonamento generale delle FFS, l’Alta Corte ha
poi negato la deduzione delle spese per la trasferta con il veicolo privato,
che egli invocava argomentando che desiderava trascorrere alcune sere alla
settimana con la famiglia (decisione TF n. 2P.64/2004 del 19 luglio 2004, in:
RDAF 2004 II p. 251). In una recente sentenza, il Tribunale federale ha infine
ritenuto illogico che un contribuente percorra più di una volta alla settimana
un tragitto di andata e di ritorno di 160 chilometri ciascuno; l’Alta Corte ha così confermato la decisione delle autorità cantonali,
riconoscendo unicamente la deduzione del costo di una camera, delle spese supplementari
per il vitto e della trasferta settimanale con il mezzo pubblico (decisione TF
n. 2C_445/2008 del 26 novembre 2008).

 

                                         2.4.

                                         Da parte
sua, questa Camera ha già avuto modo di giudicare irragionevole pretendere la
deduzione delle spese per il rientro quotidiano al proprio domicilio se il posto
di lavoro dista 125 chilometri, sottolineando inoltre la particolare situazione
che contraddistingue l’autostrada A2 e la galleria del San Gottardo (CDT n.
80.2006.76 del 14 giugno 2006). In un’altra decisione, questa Camera ha invece
giudicato ancora ragionevole un tragitto di andata e di ritorno quotidiano di 68 chilometri ciascuno, specie se il contribuente vive ancora con i propri genitori ed è in formazione
(CDT n. 80.2008.127 del 3 marzo 2009).

 

                                         2.5.

                                         Nel caso
in esame, il tragitto che il ricorrente sostiene di avere percorso giornalmente
durante il periodo di lavoro svolto oltralpe è paragonabile a quelli giudicati
dal Tribunale federale. Infatti, il luogo di domicilio (__________) e quello di
lavoro (__________) distano circa 242 chilometri l’uno dall’altro, con un tempo di percorrenza medio di 2 ore e 44 minuti (cfr., per esempio,
l’apposito sito internet www.viamichelin.ch).
Tanto basta per respingere la postulata deduzione delle spese quotidiane di
trasferta con il mezzo privato.

                                         A rendere
ancora più irragionevole la pretesa del ricorrente vi è poi la particolare
situazione che contraddistingue l’autostrada A13, considerata un asse
secondario nella mobilità elvetica, tanto è vero che il suo tratto alpino più
impervio consiste in una normale strada statale ad una corsia per senso di
marcia. Se si considera infine che le postulate spese di trasporto con l’automobile
privata, di fr. 29’610.– (nel 2008) e fr. 118'440.– (nel 2009), superano quanto
guadagnato dallo stesso ricorrente negli ultimi mesi del 2008 e nell’intero
2009 (fr. 61'941.–), la suddetta richiesta oltrepassa addirittura i limiti
della temerarietà. In assenza di indizi contrari, è infatti illogico pensare
che una persona, per poter lavorare, debba spendere più di quanto guadagna
unicamente in trasferte, alle quali vanno ancora aggiunti gli ulteriori necessari
costi professionali (spese per doppia economia domestica e ulteriori spese
professionali).

 

                                         2.6.

                                         Alla luce
delle considerazioni sopra esposte, ne consegue che la decisione impugnata, almeno
per quanto concerne le deduzioni per spese di trasporto dal domicilio al luogo
di lavoro, deve essere respinta. 

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Come
esposto in narrativa, quanto alle spese professionali per il pasto consumato
fuori casa, l’autorità di tassazione ammetteva in deduzione i costi di doppia
economia domestica unicamente per il periodo lavorativo svolto per la __________,
nella filiale di __________, pari a fr. 1'380.– (dal 21 aprile 2008 al 7
ottobre 2008). Dette spese venivano invece stralciate nel 2009, ma nel contempo
l’autorità ammetteva in deduzione spese supplementari per l’alloggio e per il
vitto fuori Cantone di, rispettivamente, fr. 7'200.– e fr. 6'400.–.

                                         Dal canto
loro, i ricorrenti rivendicano per entrambi gli anni l’intera deduzione per
spese di doppia economia domestica (di fr. 3'200.–) e per spese supplementari
di vitto (di fr. 6'400.–).

 

                                         3.2.

                                         Per
l’imposta cantonale, sono considerate spese supplementari per doppia economia
domestica quelle causate al contribuente quando non può consumare un pasto principale
al proprio domicilio. La relativa deduzione è ammessa se il luogo di lavoro è a
notevole distanza da quello di domicilio oppure quando, per le condizioni imposte
dall’attività professionale, la pausa per i pasti è tale da non permettere al
contribuente di rientrare a domicilio (art. 5 cpv. 1 dei decreti esecutivi del
20 dicembre 2007 e del 23 dicembre 2008 concernenti l’imposizione delle persone
fisiche, validi per il periodo fiscale 2008 e 2009).

                                         Se il
contribuente rientra ogni giorno a domicilio, per ogni pasto principale consumato
fuori casa ha diritto ad una deduzione di  fr. 15.– il giorno o fr. 3'200.–
l’anno se i pasti a mezzogiorno sono consumati regolarmente fuori casa (art. 5
cpv. 2 lett. a decreti esecutivi citati). Mentre se soggiorna al luogo di
lavoro durante i giorni lavorativi ma rientra regolarmente al proprio domicilio
fiscale il fine settimana il contribuente ha diritto ad una deduzione di fr. 15.–
per ogni pasto consumato fuori casa, ovvero fr. 30.– il giorno o fr. 6'400.–
l’anno se le medesime circostanze sussistono tutto l’anno (art. 5 cpv. 2 lett.
b decreti esecutivi citati).

Se il costo dei pasti è
ridotto perché consumati in parte o totalmente nella mensa del datore di lavoro
oppure se quest’ultimo versa un contributo per ridurne il prezzo, le deduzioni
sono ammesse solo nella misura della metà (fr. 7.50 il giorno o fr. 1’600.–
l’anno, rispettivamente fr. 22.50 il giorno o fr. 4'800.– l’anno). Se la
riduzione di prezzo è tale che il contribuente non ha palesemente più alcuna
spesa supplementare, non è ammessa alcuna deduzione per quel pasto (art. 5 cpv.
3 decreti esecutivi citati).

 

                                         3.3.

                                         Per l’imposta
federale diretta, le spese supplementari per pasti possono essere prese in
considerazione quando il contribuente non può prendere il pasto principale
a casa propria, poiché il luogo di domicilio e quello di lavoro si trovano a
notevole distanza o perché la pausa del pasto è troppo breve (art. 6 cpv. 1
lett. a dell’Ordinanza sulla deduzione delle spese professionali delle persone
esercitanti un’attività lucrativa dipendente del 10 febbraio 1993). 

                                         Per i
periodi fiscali 2008 e 2009, la deduzione massima consentita è di fr. 3'200.–
all’anno (cfr. appendice dell’ordinanza del 10 febbraio 1993).

                                         Se per
ridurre il prezzo il datore di lavoro fornisce facilitazioni che non sono
contributi in contanti (distribuzione di buoni) o se il pasto è preso in una
mensa, in un ristorante del personale o in un ristorante del datore di lavoro è
concessa soltanto la metà della deduzione (art. 6 cpv. 2 Ordinanza del 10
febbraio 1993). 

                                         Nessuna
deduzione è ammessa, data la mancanza di spese supplementari, quando la valutazione
delle prestazioni in natura operata dal datore di lavoro è inferiore alle
aliquote fissate dall’autorità fiscale o quando il contribuente può ristorarsi
ad un prezzo inferiore a dette aliquote (art. 6 cpv. 3 Ordinanza del 10
febbraio 1993).

                                         L’articolo
6 dell’Ordinanza del 10 febbraio 1993 al capoverso 6 precisa che le deduzioni
forfettarie di cui ai capoversi 1 o 2 non possono essere rivendicate contemporaneamente
con quelle indicate all’art. 9 capoverso 2, il quale regola il soggiorno fuori
domicilio.

 

                                         3.4.

                                         Tornando
al caso in esame, nel 2008, l’Ufficio di tassazione ha riconosciuto in deduzione
l’importo complessivo di fr. 1'380.– a titolo di spese di doppia economia domestica.
Tale importo è stato calcolato in proporzione al periodo lavorativo svolto
nella filiale di __________ della __________. In concreto, l’autorità ha suddiviso
la media annuale di giorni lavorativi (220) per dodici mensilità, per poi moltiplicarli
per cinque mensilità, con il risultato di una media di 92 giorni lavorativi.
Quest’ultima cifra è stata infine moltiplicata per una deduzione giornaliera di
fr. 15.–, per un totale di fr. 1'380.–.

                                         Se il
descritto calcolo non presta il fianco a critiche, l’autorità di tassazione
avrebbe dovuto quantificare i giorni lavorativi svolti dal ricorrente a __________
in 5 mensilità e mezzo, poiché il periodo di lavoro si è protratto dal 21
aprile al 7 ottobre 2008, con la conseguenza che la somma complessiva da
dedurre a titolo di spese di doppia economia domestica va aumentata da fr.
1'380.– a fr. 1'515.–.

 

                                         3.5.

                                         Per
quanto riguarda il resto dell’anno 2008 (dal 13 ottobre al 31 dicembre 2008) e
il periodo fiscale 2009, l’autorità di tassazione ha riconosciuto al
contribuente le spese supplementari in caso di rientro settimanale al domicilio:
sia quelle per l’alloggio (anno 2008: fr. 1'500.–; anno 2009: fr. 7'200.–) sia
quelle per il vitto (anno 2008: fr. 1'334.–; anno 2009: fr. 6'400.–).
Quest’ultimo importo include anche le spese per il pasto di mezzogiorno e per
questa ragione, come d’altronde anche esplicitamente regolato dall’Ordinanza
del 10 febbraio 1993 per l’IFD, non è possibile cumularlo con la deduzione per
doppia economia domestica.

 

                                         3.6.

                                         Contrariamente
a quanto sembrano sostenere i ricorrenti, le deduzioni supplementari per il
vitto fuori Cantone sono state calcolate correttamente dall’autorità di tassazione.

                                         Per il
periodo fiscale 2008 ha suddiviso la deduzione massima prevista di fr. 6'400.– in
dodici mensilità, per poi moltiplicarla per due mesi e mezzo (periodo dal 13
ottobre al 31 dicembre 2008, in cui il ricorrente lavorava già alle dipendenze
della __________). Per quanto concerne invece il periodo di tassazione 2009,
l’autorità fiscale ha già concesso d’ufficio l’intera deduzione di fr. 6'400.–.

 

 

                                   4.   Per
tutti i motivi che precedono, il ricorso è parzialmente accolto, limitatamente
alla commisurazione delle spese professionali di doppia economia domestica del
periodo fiscale 2008, che vanno aumentate da fr. 1'380.– a fr. 1'515.–.

                                         Visto
l’esito del gravame, la tassa di giustizia e le spese processuali sono poste a
carico dei ricorrenti nella misura della loro soccombenza.

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

 

                                   1.   1.1.  Il
ricorso in materia di IC/IFD 2008 è parzialmente accolto.

                                            §  Di
conseguenza, la decisione su reclamo del 13 febbraio 2013 è riformata nel senso
che la deduzione per spese di doppia economia domestica è aumentata a fr.
1'515.–.

 

                                         1.2.  Il
ricorso in materia di IC/IFD 2009 è respinto.

 

 

                                   2.   Le spese
processuali consistenti:

                                         a. nella
tassa di giustizia di                                  fr.    800.–

                                         b. nelle
spese di cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         per un
totale di                                                       fr.    880.–

                                         sono a
carico dei ricorrenti nella misura di 9/10 (fr. 792.–).

 

 

                                   3.   Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).

 

 

 

 

 

                                   4.   Intimazione
a: 

	
   

  	
  -   ;

  -   ;

  -  ;

  -  ;

  - , .

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per
conoscenza:

                                         - municipio
di __________.

 

 

 

per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: