# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 00f10d43-30ac-5ebb-bd6a-4e0151ed9222
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-02-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.02.2025 32.2024.80
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2024-80_2025-02-03.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  32.2024.80

   

  TB

  	
  Lugano

  3 febbraio 2025                

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, cancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 22 ottobre 2024 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 18 settembre 2024
  emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione
  invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione
  federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  Nell'ottobre 2019 (doc. 1) RI 1,
nato nel 1986, ha presentato una richiesta per adulti per inabilità al lavoro
al 100% derivante dagli infortuni alla spalla destra (lesione SLAP tipo 2) subiti
nel giugno 2017 e nel novembre 2018, quando era disoccupato, e che l'assicuratore
infortuni ha assunto fino al 9 dicembre 2019. In conseguenza di ciò, nel
rapporto finale SMR del 21 aprile 2020 (doc. 19) il dr. med. __________ l'ha
ritenuto dal 10 dicembre 2019 abile all'80% in attività abituale semplice e
ripetitiva, mentre abile pienamente in attività adeguate.

                          1.2.  Il 23 aprile 2020 (doc. 20) il
funzionario incaricato dell'Ufficio assicurazione invalidità ha stabilito un grado
di invalidità nullo e ha quindi passato il caso al consulente in integrazione
professionale, il quale durante l'incontro del 30 settembre 2020 (doc. 28),
ritenuto che l'assicurato non poteva più svolgere l'attività di piastrellista,
gli ha proposto di seguire la formazione breve di manutentore di edifici, che egli
ha accettato e terminato.

 

Il 1° febbraio 2021 (dc. 53) l'Ufficio AI ha concordato con l'interessato
lo svolgimento del periodo di pratica (doc. 53) fino al 31 dicembre 2021 (doc.
74). Poi, durante l'incontro dell'11 marzo 2021 (doc. 74), è stato concordato
che al termine della formazione breve di operatore di edifici e infrastrutture
avrebbe seguito la formazione per operatore di edifici e infrastrutture con AFC
della durata di due anni. Inoltre, fino a giugno 2023 avrebbe svolto la parte
pratica di entrambe le formazioni presso il datore di lavoro __________ e
"… a formazione conclusa potrebbe esserci la possibilità di assunzione
(è in previsione pure un ampliamento della struttura, cosa che permetterebbe l'assunzione
di un custode)". L'esecuzione delle misure proposte (doc. 76), i cui
costi sono stati garantiti dall'Ufficio AI (doc. 85 e 101), è stata sostenuta
dal riconoscimento all'assicurato di indennità giornaliere e di rimborsi spese
di vitto e viaggio sia per la formazione breve (doc. 87, 83), sia per la
formazione con AFC secondo l'art. 33 LFPr dal 1° gennaio 2022 al 30 giugno 2023
(doc. 101 e 103).

 

A richiesta del datore di lavoro (doc. 119), l'Ufficio
assicurazione invalidità ha prolungato il provvedimento professionale (doc.
120) accordando all'assicurato un lavoro a tempo pieno a titolo di prova dal 1°
luglio 2023 al 30 settembre 2023 (doc. 121-125).

 

Il 25 settembre 2023 (doc. 130) l'assicurato è stato assunto dal
1° ottobre 2023 quale collaboratore di __________ con un'occupazione del 100%
con rendimento del 70%.

 

                          1.3.  Con comunicazione del 29 novembre
2023 (doc. 135) l'Ufficio assicurazione invalidità, accertato che l'assicurato
ha ultimato con successo il 30 giugno 2023 i provvedimenti professionali
offerti, ha stabilito il grado di invalidità al termine degli stessi. Ritenuto
un reddito da valido di CHF 71'560 per l'anno 2022 sulla base dei dati
statistici nella categoria 43 essendo da ultimo stato attivo come aiuto
piastrellista, l'amministrazione l'ha paragonato al reddito da invalido più elevato
fra il salario effettivo presso __________ al 70% (CHF 35'315), il salario
statistico come manutentore di edifici al 100% (CHF 65'406,50) e il salario
statistico in attività semplici e ripetitive (CHF 66'267,75), giungendo a un
grado di invalidità del 7,39% e quindi non gli ha riconosciuto il diritto a una
rendita né a ulteriori provvedimenti.

 

                          1.4.  Nelle osservazioni del 17 gennaio
2024 (doc. 139) l'assicurato, rappresentato da RA 1, ha contestato la
definizione del reddito con invalidità, sostenendo che ci si debba fondare sul
reddito effettivamente conseguito dopo la riqualifica professionale e non sui
dati statistici relativi alle attività semplici e ripetitive. Inoltre, dal
profilo medico, l'interessato ha rilevato che in alcune mansioni che deve
svolgere (cura delle zone verdi e taglio delle siepi) emergono le limitazioni riscontrate
dall'SMR, ciò che porta il datore di lavoro a delegare ad esterni il taglio
delle siepi. Con l'entrata in vigore il 1° gennaio 2022 delle norme sull'ulteriore
sviluppo dell'AI, secondo l'assicurato le limitazioni espresse dal Servizio
Medico Regionale nel rapporto finale del 21 aprile 2020 non possono più essere
solo elencate, ma devono essere quantificate e ritenute nello stabilire la
capacità funzionale, perciò non è più applicabile la valutazione della capacità
lavorativa del 100%. Dal confronto fra il reddito senza invalidità, non
contestato, e il reddito da invalido di CHF 35'315, a suo dire si ottiene una
perdita di guadagno del 50,64%. L'assicurato ha quindi chiesto all'Ufficio AI
di rivedere la propria posizione e di emettere un progetto di decisione.

 

                          1.5.  Sentiti il 5 febbraio 2024 (doc.
143) il Servizio Medico Regionale che ha rilasciato un nuovo rapporto finale,
che sostanzialmente confermava il precedente, e il 15 luglio 2024 (doc. 145) il
consulente in integrazione professionale, che ha in particolare ribadito il
grado di invalidità del 7,39%, preso atto delle nuove osservazioni dell'assicurato
nel sollecito del 10 settembre 2024 (doc. 148), con decisione del 18 settembre
2024 (doc. A2) l'Ufficio AI ha confermato il rifiuto di attribuzione di una
rendita di invalidità e di ulteriori provvedimenti professionali. Terminata con
successo il 30 giugno 2023 la formazione di operatore di edifici e
infrastrutture, l'Ufficio AI ha calcolato nell'8% il grado di invalidità per l'anno
2023 e nel 16% per l'anno 2024. Visto l'obbligo di ridurre il danno, ha
ritenuto come reddito da invalido il salario più elevato fra i tre disponibili
(salario effettivo conseguito al 70%: CHF 35'315, salario statistico come
manutentore di edifici al 100%: CHF 65'406,50 nel 2023 e CHF 58'865,85 nel
2024, salario statistico in attività semplici e ripetitive al 100%: CHF 62'952,45
nel 2023 e CHF 59'639,20 nel 2024) e l'ha paragonato con il reddito statistico
da valido nel 2022 della categoria 43 (CHF 71'156,60). L'amministrazione ha
riportato in esteso il rapporto del 15 luglio 2024 del consulente in
integrazione professionale e ha rilevato che l'SMR ha confermato la totale
capacità lavorativa in attività adeguate allo stato di salute, precisando
quindi che anche applicando le nuove norme legali il grado AI non raggiunge il
minimo richiesto del 40%. Pertanto, l'Ufficio AI ha ritenuto l'assicurato convenientemente
reintegrato e non gli ha concesso il diritto a una rendita né a ulteriori
provvedimenti professionali.

 

                          1.6.  Con ricorso del 22 ottobre 2024
(doc. I) RI 1, sempre rappresentato da RA 1, ha chiesto al TCA di annullare la
decisione del 18 settembre 2024 e di rinviare gli atti all'Ufficio AI per un
complemento istruttorio. L'assicurato ha contestato l'aspetto medico, la
valutazione della sua capacità funzionale e la definizione del reddito con
invalidità. Il ricorrente ha esposto cronologicamente e nel dettaglio il suo
iter infortunistico, lavorativo e assicurativo e i passi intrapresi su invito
dell'Ufficio assicurazione invalidità per la riformazione professionale quale
custode di immobili, terminata con successo il 30 giugno 2023. Dopo un periodo
di prova di tre mesi, dal 1° ottobre 2023 è stato assunto da __________ con
grado di occupazione del 100% e rendimento del 70% stanti le limitazioni dovute
al danno alla salute. D'avviso dell'insorgente, la valutazione dell'inabilità
lavorativa del 20% in attività abituale di aiuto piastrellista e della sua
piena abilità lavorativa in attività adeguata dal 10 dicembre 2019, così
stabilita il 21 aprile 2020 dal Servizio Medico Regionale, non è completa, non
avendo il dr. med. __________ tenuto conto, oltre alla problematica alla spalla
destra, dei disturbi al ginocchio destro e dell'infortunio a quello sinistro. Le
diagnosi con ripercussione sulla capacità lavorativa non sono dunque complete e
nemmeno i successivi periodi d'inabilità lavorativa e le limitazioni funzionali,
anche perché l'SMR non le ha valutate con una visita medica. A suo dire, la
riduzione del rendimento posta dal datore di lavoro conferma una maggiore
limitazione funzionale con conseguente ripercussione sulla capacità lavorativa.
Durante l'incontro del 28 settembre 2023 sono emerse chiaramente le attività
nelle quali le limitazioni comportano dei problemi e nel valutare la capacità
funzionale il Servizio Medico Regionale è chiamato a stabilirla tenendo conto
non solo delle risorse, ma pure delle limitazioni in termini qualitativi e
quantitativi (art. 54a cpv. 3 LAI e art. 49 1bis OAI). Egli avrebbe dovuto
considerare quanto è emerso dalla riformazione professionale e domandarsi se
non era necessario ordinare un accertamento pratico o un esame medico. Il nuovo
rapporto finale del 5 febbraio 2024 non indica nulla al riguardo.

                                  Anzi, la limitazione nel
sollevare/spostare ripetitivamente pesi superiori a 5kg oltre l'orizzontale è mutata
in non dovere regolarmente maneggiare/sollevare pesi superiori a 10kg sopra l'orizzontale
ed è stato eliminato il limite di maneggiare oggetti vibranti o pericolosi con
il braccio destro. L'assicurato ha dunque contestato all'Ufficio AI di avere
concluso che poteva dilazionare il lavoro su più giornate e prendersi delle
pause e quindi di avere implicitamente riconosciuto una riduzione di
rendimento, ma di non averla quantificata.

 

Dal profilo economico, l'insorgente ha osservato che dal 1°
gennaio 2022 (art. 26bis cpv. 1 OAI) occorre computare il reddito con
invalidità se dopo il danno alla salute consegue un reddito che gli permette di
valorizzare la sua capacità lavorativa funzionale residua. Secondo la
giurisprudenza federale, se un assicurato ha beneficiato di misure
reintegrative in una nuova professione che poi in effetti svolge, il salario
con invalidità va stabilito sulla base del salario effettivamente percepito,
purché corrisponda ai salari usuali in questa professione. Se, invece, il
salario risulta essere nettamente inferiore, e quindi egli non mette a frutto
la sua capacità di guadagno esigibile, va definito in base ai dati statistici
(STF 8C_419/2021 del 16 dicembre 2021). In concreto, il salario dell'assicurato
(CHF 50'450) si distanzia di poco dai salari usuali nella professione di
operatore di edifici e di infrastrutture e costituisce dunque una base valida
per definire il reddito da invalido. A suo dire, per valutare se il salario
concreto è nettamente inferiore a quello che potrebbe ottenere sul mercato del
lavoro equilibrato, deve essere confrontato con il salario statistico nel ramo
economico 77, 79-82, ridotto del 10%, che dà CHF 53'477,50 (art. 26bis cpv. 3
OAI). Non va invece ritenuto il salario statistico riferito a tutte le attività
semplici e ripetitive, perciò la decisione deve essere annullata.

 

                          1.7.  Nella risposta del 13 novembre 2024
(doc. V) l'Ufficio AI, sentiti il Servizio Medico Regionale (doc. V/1) e il
consulente in integrazione professionale (doc. V/2), ha proposto al Tribunale
di respingere il ricorso. Per quanto concerne la questione medica, l'Ufficio
assicurazione invalidità ha ricordato che la problematica della spalla è stata
chiusa al 9 dicembre 2019 dall'assicuratore infortuni (doc. 269). Il Servizio
Medico Regionale ha quindi confermato il 21 aprile 2020 la piena capacità
lavorativa in attività adeguate e ha definito alcuni limiti funzionali
interessanti la spalla. Il consulente in integrazione professionale ha indirizzato
l'assicurato a una nuova formazione che tenesse conto di questi limiti, che l'hanno
portato a essere più lento nell'eseguire alcuni lavori. Si tratta però di
attività particolari, che vengono svolte di rado (taglio delle siepi) o mai (sgombero
neve). Altri limiti funzionali estranei a quelli stabiliti dall'SMR non sono
emersi e il datore di lavoro era molto soddisfatto dell'operato dell'assicurato,
perciò è con sorpresa che il consulente ha appreso che il contratto di lavoro
sottoscritto fra le parti non prevedeva un tempo pieno, come invece più volte
lasciato intendere (doc. V/2). L'attività di custode e manutentore è tutt'ora
ritenuta pienamente esigibile per l'assicurato dal punto di vista medico, visto
che i limiti funzionali non hanno in concreto alcun influsso sulla capacità
lavorativa stabilita dall'SMR, che quindi non ha necessitato di un adeguamento
a seguito del cambiamento legislativo (doc. V/1). Per l'Ufficio AI, comunque,
quale sia l'effettivo rendimento del ricorrente presso l'attuale datore di
lavoro è irrilevante per due motivi. In primo luogo, poiché si deve considerare
che il mansionario di un custode/ manutentore può sensibilmente variare a
dipendenza del tipo di stabile da gestire e quindi vi saranno dei posti di
lavoro che meglio si adattano alle singole esigenze della persona. In tal caso,
qualora il reddito da custode dovesse fungere da base di giudizio, dovrebbe
essere preso al 100%. In secondo luogo, non è questo lo stipendio a cui va
fatto riferimento per calcolare il grado di invalidità, motivo per cui è
ininfluente il fatto che il contratto di lavoro è al 70%. Vanno in effetti
presi i valori statistici riferiti alle attività semplici e ripetitive, che
sono più elevati rispetto a quelli della professione di custode, che nello
specifico caso non permettono all'assicurato di sfruttare al meglio le proprie
residue capacità di guadagno. È dunque in un'attività semplice e ripetitiva che
l'insorgente è in grado di conseguire il reddito maggiore. Può rimanere comunque
aperta la questione, vista la minima differenza salariale fra le due categorie
e il non influsso sul risultato finale, a sapere se, visto l'indirizzo fornito
al ricorrente, non sarebbe stato più coerente adottare il reddito statistico da
custode e manutentore. Al riguardo, l'Ufficio AI ha tenuto a precisare che in
concreto non erano dati i presupposti per accordare una formazione
professionale. Il consulente in integrazione professionale aveva in effetti
concesso inizialmente soltanto un percorso breve poi, con la prospettiva che l'interessato
fosse assunto dal datore di lavoro, gli ha concesso una formazione biennale volta
al conseguimento dell'attestato federale di capacità.

 

                          1.8.  Il 19 novembre 2024 (doc. VII) l'insorgente
ha ritirato la richiesta di essere posto al beneficio dell'assistenza
giudiziaria con gratuito patrocinio.

                          1.9.  Il ricorrente ha sostenuto, il 28
novembre 2014 (doc. VIII), che è stato giustificato avergli accordato il
diritto a provvedimenti professionali stanti i suoi disturbi alla spalla e alle
ginocchia (doc. A11), reputando quindi che ci fosse una perdita di guadagno
tale da riconoscergli una formazione professionale, come è poi emerso in
istruttoria, visto che il grado di invalidità calcolato in base ai salari
2014-2016 si è rivelato errato in quanto andava stabilito in base ai dati
statistici trovandosi in disoccupazione. Inoltre, l'assicurato ha contestato le
affermazioni secondo cui gli è stato proposto un prolungamento del percorso
formativo in considerazione della ventilata possibilità di assunzione al 100%
presso __________. Il problema, comunque, sta nella quantificazione del
rendimento, che il datore di lavoro aveva già indicato essere inferiore al 100%
(circa del 60%) in occasione della valutazione del 7 aprile 2023, come pure il
ritmo di lavoro e la resistenza psico-fisica erano inferiori al 100%, motivo
per cui era stato chiesto di prolungare di almeno tre mesi il provvedimento per
quantificare la resa con una presenza al 100%, al termine del quale la
diminuzione è stata quantificata nel 30%. Non è dunque vero che non vi siano
limitazioni della sua capacità lavorativa, anche perché il Servizio Medico
Regionale si limita alla sola problematica della spalla e non prende posizione
sul problema alle ginocchia (doc. A12), che hanno portato il consulente a non
ritenere più idonea l'attività di aiuto piastrellista e neppure come impiegato
in logistica. Infine, l'insorgente ha ribadito che si tratta di quantificare il
rendimento come custode/manutentore nel mercato equilibrato del lavoro e non
presso l'attuale datore di lavoro. Da ultimo, il reddito con invalidità va
stabilito in base al salario concreto conseguito nell'attività appresa con la
riformazione.

 

                        1.10.  Raccolta la presa di posizione del
16 dicembre 2024 (doc. XII/1) del consulente in integrazione professionale, il
18 dicembre 2024 (doc. XII) l'Ufficio assicurazione invalidità ha ribadito la
richiesta di respingere il ricorso. L'amministrazione ha rilevato che il
Servizio Medico Regionale ha debitamente tenuto conto dei limiti funzionali
attuali, che interessano unicamente la spalla visto che la problematica a un
ginocchio, e non a due, si riferiva al 2020. L'Ufficio AI ha inoltre puntualizzato
la questione del diritto a dei provvedimenti secondo l'art. 17 LAI, ricordando
che non era dato, e ha precisato che è il ricorrente a chiedere che quale
reddito da invalido sia adottato quello attualmente percepito, mentre per l'amministrazione
il rendimento presso l'attuale datore di lavoro è ininfluente, dovendo far capo
ai dati statistici.

 

                        1.11.  Rilevando che l'Ufficio assicurazione
invalidità ha riproposto le medesime argomentazioni, il 13 gennaio 2025 (doc.
XIV) il ricorrente si è riconfermato in quanto richiesto con il ricorso.

 

considerato                 in diritto

 

in ordine

 

                          2.1.  L'insorgente ha evidenziato che l'Ufficio
AI gli ha negato il diritto alla rendita tramite la procedura semplificata (art.
74ter OAI) anziché mediante un preavviso (artt. 57a LAI e 73bis OAI), visto che
gli ha notificato una comunicazione con l'indicazione che poteva richiedere una
decisione, ma tale agire non garantisce il diritto di essere sentito
soprattutto ad assicurato non patrocinato.

 

Il ricorrente si è dunque implicitamente lamentato di non avere
ricevuto un progetto di decisione prima della decisione formale del 18
settembre 2024, progetto che ha peraltro espressamente chiesto di emanare il 17
gennaio 2024 (doc. 139) e che ha sollecitato il 10 settembre 2024 (doc. 148).

 

L'art. 1 cpv. 1 LAI stabilisce che le disposizioni della legge
federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle
assicurazioni sociali (LPGA) sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità
(art. 1a-26bis e 28-70) sempre che la presente legge non preveda espressamente
una deroga.

 

Secondo l'art. 49 cpv. 1 LPGA nei casi di ragguardevole entità o
quando vi è disaccordo con l'interessato l'assicuratore deve emanare per
scritto le decisioni in materia di prestazioni, crediti e ingiunzioni.

 

In virtù dell'art. 42 LPGA, l'assicurato ha il diritto di essere
sentito.

 

Ai sensi dell'art. 57a cpv. 1 LAI (cfr. Messaggio concernente la
modifica della Legge federale sull'assicurazione per l'invalidità [misure di
semplificazione della procedura], pubblicato in FF 2005 2751-2763,
 in particolare pag. 2756-2757), l'Ufficio AI comunica all'assicurato, per
mezzo di un preavviso, la decisione prevista in merito alla domanda di
prestazione o alla soppressione o riduzione della prestazione già assegnata,
nonché la decisione prevista in merito alla sospensione cautelare delle
prestazioni. L'assicurato ha diritto di essere sentito conformemente all'art.
42 LPGA.

Dal 1° gennaio 2021 è stato introdotto l'art. 57a
cpv. 3 LAI - che riprende il testo dell'art. 73ter cpv. 1 OAI, abrogato dal 1°
gennaio 2022 -, che prevede che le parti possono presentare le loro obiezioni
in merito al preavviso entro 30 giorni.

 

Giusta l'art. 73bis cpv. 1 OAI nel tenore in vigore
dal 1° gennaio 2022, il preavviso di cui all'art. 57a LAI concerne
unicamente questioni che secondo l'art. 57 cpv. 1 lett. d e f-i LAI rientrano
nei compiti degli uffici AI.

Per l'art. 73bis cpv. 2 lett. a OAI, il preavviso è
notificato all'assicurato, personalmente o al suo rappresentante legale.

 

Secondo l'art. 73ter cpv. 2 OAI, l'assicurato può
presentare le sue obiezioni all'ufficio AI per scritto oppure oralmente. Se le
obiezioni sono presentate oralmente, l'ufficio AI redige un verbale sommario
che deve essere firmato dall'assicurato.

 

In seguito, terminata l'istruttoria, l'ufficio AI si
pronuncia sulla richiesta di prestazioni (art. 74 cpv. 1 OAI).

La motivazione della deliberazione tiene conto delle
obiezioni formulate dalle parti sul preavviso, in quanto siano rilevanti per la
deliberazione (art. 74 cpv. 2 OAI).

 

A norma dell'art. 74ter OAI, modificato dal 1°
gennaio 2022:

 

" Se le condizioni per l'assegnazione di una prestazione sono
manifestamente adempiute e tutte le richieste dell'assicurato sono accolte, le
seguenti prestazioni possono essere accordate o protratte senza la
notificazione di un preavviso o di una decisione (art. 58 LAI):

 

a.   provvedimenti sanitari;

abis. i provvedimenti di reinserimento per
preparare all'integrazione professionale;

b.   provvedimenti d'ordine professionale;

d.   mezzi ausiliari;

e.   rimborso delle spese di viaggio;

f.    rendite e
assegni per grandi invalidi in seguito a una revisione effettuata d'ufficio, a
condizione che non sia stata constatata alcuna modificazione della situazione
atta a influenzare il diritto alle prestazioni;

g.   prestazione transitoria.”.

 

Infine, l'art. 76 cpv. 1 lett. a OAI dispone
che la decisione è notificata alle persone, agli istituti e agli assicuratori
ai quali è stato notificato il preavviso.

 

                          2.2.  L'art. 57a LAI
va oltre al diritto di essere sentito di cui all'art. 29 cpv. 2 Cost. fed.,
conferendo all'assicurato la possibilità di esprimersi non solo sull'oggetto in
questione, ma anche sulla prevista decisione finale.

Nella STF 9C_176/2010 del 4 maggio 2010, al considerando 1 l'Alta
Corte si è infatti così espressa:

 

" (…) Die Einwände im Vorbescheidverfahren sind
nicht ein Rechtsmittel, das zurückgezogen werden könnte mit der Konsequenz,
dass der Vorbescheid rechtskräftig würde. Sie sind vielmehr die Äusserung im
Rahmen des Gehörsanspruchs. Das Vorbescheid-verfahren geht insoweit über den
verfassungsrechtlichen Mindestanspruch auf rechtliches Gehör (Art. 29 Abs. 2
BV) hinaus, als die versicherte Person Gelegenheit erhält, sich nicht nur zur
Sache, sondern auch zum vorgesehenen Endentscheid zu äussern (Art. 57a Abs. 1
IVG und Art. 73ter Abs. 1 IVV; BGE 134 V 97 E. 2.8.2 S. 107 mit Hinweisen;
Urteil 9C_617/2009 vom 15. Januar 2010 E. 2.1). Die Verwaltung ist aber nicht
verpflichtet, gemäß dem Vorbescheid zu verfügen. (…)".

 

Nella STF 9C_550/2020 del 3 marzo 2021, pubblicata in SVR 2021 IV
Nr. 43 e confermata dalla recente STF 9C_551/2022 del 4 marzo 2024, pubblicata
in SVR 2024 IV Nr. 24, il Tribunale federale ha ricordato che il senso e lo scopo
della procedura di preavviso consistono nel consentire una discussione semplice
della fattispecie e, con ciò, nel migliorare l'accettazione della decisione da
parte degli assicurati. La procedura di preavviso serve anche all'esercizio del
diritto di essere sentito, essa va però oltre alla garanzia minima prevista dall'art.
29 cpv. 2 Cost. fed., nella misura in cui offre l'opportunità di pronunciarsi
sulla prevista applicazione del diritto, come pure sulla prospettata decisione
finale (cfr. consid. 4.2). Inoltre, per l'Alta Corte l'inosservanza dell'obbligo
legale di emanare il progetto, come pure la violazione delle regole sulla
garanzia di essere sentito rispettivamente di accesso agli atti, da ossequiare
nell'esecuzione della procedura di preavviso, vanno sanzionate in conformità ai
principi applicabili in caso di violazione del diritto di essere sentito per
quanto non si tratti di semplici prescrizioni d'ordine (cfr. consid. 4.3). Il
TF ha ricordato che la rinuncia alla procedura di audizione imperativamente
prescritta costituisce, secondo costante giurisprudenza, una grave violazione
del diritto di essere sentito del ricorrente, per principio insanabile (cfr. consid.
5.1). Infine, dalla natura formale del diritto di audizione si deduce che non
ha importanza sapere se la corrispondente procedura di audizione abbia in
ultima analisi influito sulla decisione materiale o se una parte, stante l'esecuzione
concreta della procedura amministrativa, doveva in qualche modo attendersi la
decisione così come è stata alla fine emanata (cfr. consid. 5.3). Se una
domanda di richiamo dell'incarto formulata dopo l'emanazione del preavviso o
una presa di posizione sul preavviso non è stata considerata, c'è una grave violazione
del diritto di essere sentiti (STF 9C_551/2022 consid. 4.3.2).

Per costante giurisprudenza, una violazione non particolarmente
grave del diritto di essere sentito può essere eccezionalmente sanata, quando
la persona interessata ha la possibilità di esprimersi dinanzi a un'autorità di
ricorso, che valuta liberamente la censura presentata dal ricorrente, ossia nel
caso specifico un tribunale, che può esaminare liberamente sia l'accertamento
(e l'apprezzamento) dei fatti sia l'applicazione del diritto (DTF 127 V 431 consid. 3d/aa
pag. 437) e nel caso di specie, il TCA dispone di un pieno potere di esame (STF
8C_923/2011 del 28 giugno 2012, consid. 2.3; STCA 32.2019.10 del 20 gennaio
2020; STCA 32.2018.107 del 2 agosto 2019, consid. 2.1). La prassi ha stabilito
anche che si può prescindere da un rinvio della causa all'autorità precedente
persino in caso di grave violazione del diritto di essere sentito: una tale
eventualità si realizza se la cassazione della decisione viziata comporterebbe
un inutile formalismo e in definitiva una tale soluzione condurrebbe a ritardi
superflui, i quali non sarebbero compatibili con l'(equivalente) interesse - di
pari rango del diritto di essere sentito - della parte di essere sentita nell'ambito
di una celere trattazione della procedura di merito (DTF 142 II 218 consid.
2.8.1 pag. 226; 133 I 201 consid. 2.2 pag.
204 seg.; sentenza 8C_842/2016 del 18 maggio 2017 consid. 3.1 con riferimenti;
STCA 32.2018.3 del 30 gennaio 2019, consid. 2.2; STCA 32.2018.191 del 4
novembre 2019).

 

                          2.3.  Nell'evenienza concreta, il 29
novembre 2023 (doc. 135) l'Ufficio AI ha inviato al rappresentante legale dell'assicurato
una comunicazione intitolata "Provvedimenti professionali ultimati con
successo - Nessun diritto a rendita né ad ulteriori provvedimenti professionali",
in cui è stato ricordato che al suo assistito sono stati assegnati dei
provvedimenti professionali che egli ha concluso con successo il 30 giugno 2023
e che, dopo un periodo di prova di tre mesi, è stato assunto da __________ dal
1° ottobre 2023 con un grado di occupazione del 100%, ritenuto un rendimento
del 70%. L'amministrazione ha quindi stabilito il grado di invalidità al
termine dei provvedimenti professionali ed è giunta al 7,39%, tenuto conto di
un reddito da valido statistico nella categoria 43 di CHF 71'560 e di un
reddito da invalido risultante dall'importo maggiore fra il salario effettivo
conseguito presso il posto di lavoro in essere (CHF 35'315), il reddito
statistico come manutentore di edifici (CHF 65'406,50) e il reddito statistico
in attività semplici e ripetitive (CHF 66'267,75). 

 

                                  L'Ufficio assicurazione
invalidità ha quindi concluso che avendo l'assicurato portato a termine con
successo il provvedimento, era ritenuto convenientemente integrato, senza
diritto a una rendita.

In calce allo scritto v'è un capitolo intitolato "Comunicazione",
che indica che "Se non siete d'accordo con questa decisione, potete
richiedere una decisione formale suscettibile di ricorso".

 

Il 17 gennaio 2024 (doc. 139) la RA 1 ha formulato le sue "Osservazioni
alla vostra comunicazione del 29.11.2023 e richiesta di progetto di decisione",
prendendo nel dettaglio posizione sull'oggetto della comunicazione e quindi affermando
espressamente che "La vostra posizione non ci trova consenzienti in
merito alla definizione del reddito con invalidità"; in tre pagine
fitte ha motivato le sue contestazioni riguardanti sia la valutazione medica
sia quella economica. Infine, la rappresentante legale ha concluso la sua
esposizione indicando che "Per tutti questi motivi chiedo di rivedere
la vostra posizione ed emettere un progetto di decisione".

 

Non ottenendo risposta da parte dell'Ufficio AI, che ha
interpellato il proprio servizio giuridico (doc. 142), il medico SMR (doc. 143)
e il consulente in integrazione professionale (doc. 145), il 10 settembre 2024
(doc. 148) la patrocinatrice dell'assicurato ha inviato all'amministrazione uno
scritto facente "riferimento: nostre osservazioni del 17.01.2024 alla
vostra comunicazione del 29.11.2023" e avente per oggetto un "SOLLECITO:
richiesta di progetto di decisione". In una pagina e mezza la legale
dell'assicurato ha completato "quanto sollevato con le osservazioni
citate che richiamo in toto" e ha in conclusione ribadito che l'interessato
ha diritto a una rendita. Infine, ha "sollecito l'emissione di un
progetto di decisione".

 

Il 12 settembre 2024 (doc. 150) l'Ufficio assicurazione invalidità
ha emesso una decisione formale intitolata "Provvedimenti professionali
ultimati con successo - Nessun diritto a rendita né ad ulteriori provvedimenti
professionali", in cui ha riportato il contenuto della comunicazione
del 29 novembre 2023, aggiornando però gli importi riferiti al reddito da
invalido e i gradi di invalidità per gli anni 2023 e 2024, in applicazione
anche delle nuove norme in vigore dal 1° gennaio 2024. Inoltre, ha riprodotto
per esteso la presa di posizione del 15 luglio 2024 del consulente in
integrazione professionale e ha riassunto le conclusioni del 5 febbraio 2024
del Servizio Medico Regionale, confermando infine il contenuto della
comunicazione del 29 novembre 2023, ritenendo l'assicurato convenientemente
reintegrato. L'amministrazione ha pertanto deciso che egli non aveva diritto né
a una rendita né a ulteriori provvedimenti.

Quali mezzi di diritto, la decisione riporta la possibilità entro
30 giorni di interporre ricorso presso l' "Ufficio AI del canton Ticino",
indicandone l'indirizzo e avvertendo l'interessato delle modalità per ricorrere
e che la procedura di ricorso non è gratuita.

 

Il 18 settembre 2024 (doc. 155) l'amministrazione ha emanato una
nuova decisione che annullava e sostituiva la precedente, avendo modificato il
reddito statistico da invalido secondo i nuovi parametri legali e
giurisprudenziali e conseguentemente pure il grado di invalidità per l'anno
2024 (16%).

 

L'assicurato ha impugnato il 22 ottobre 2024 (doc. I) davanti al
TCA questa decisione, contestando l'aspetto medico e i calcoli economici alla
base della stessa.

 

                          2.4.  Con la comunicazione del 29
novembre 2023, l'amministrazione ha stabilito che l'assicurato non aveva
diritto a una rendita di invalidità dopo avere terminato con successo dei
provvedimenti professionali, che l'hanno visto ottenere il 30 giugno 2023 l'attestato
federale di capacità come operatore di edifici e infrastrutture. Dal calcolo
economico effettuato è infatti risultato un grado di invalidità del 7,39%,
quindi non pensionabile.

 

Questa comunicazione, come visto, recava in calce l'indicazione
che l'interessato poteva richiedere una decisione formale suscettibile di
ricorso, mentre egli ha chiesto l'emanazione di un progetto di decisione
conformemente all'art. 57a LAI, vedendosi invece intimare la decisione formale
del 18 settembre 2024.

 

Al di là di come la presa di posizione dell'Ufficio AI del 29
novembre 2023 sia stata formalmente intitolata, e di quale sia stato il rimedio
di diritto ivi indicato, ad ogni modo si è senza alcun dubbio di fronte a un
sostanziale progetto di decisione. Esso contiene, infatti, le motivazioni su
cui l'amministrazione si è basata per rifiutare all'assicurato l'attribuzione
di una rendita di invalidità e di ulteriori provvedimenti professionali,
ritenendolo "convenientemente integrato" stante un grado di
invalidità del 7,39%. L'Ufficio AI ha dunque ben argomentato le sue ragioni per
rifiutare all'interessato il riconoscimento di una rendita, esponendo nel
dettaglio i criteri che poi gli hanno permesso di fondare e motivare le sue
contestazioni con le osservazioni del 17 gennaio 2024. Queste argomentazioni
hanno infatti portato l'amministrazione a chiedere un parere giuridico ai suoi
servizi interni e all'SMR un nuovo rapporto finale sulla base delle norme in
vigore dal 1° gennaio 2022, giunto il 5 febbraio 2024.

Dopodiché è stato pure risentito il consulente in integrazione
professionale (15 luglio 2024). Tutte queste motivazioni sono poi confluite
nella decisione formale del 18 settembre 2024.

 

Non va dimenticato di osservare che anche nel sollecito del 10
settembre 2024 l'assicurato ha potuto confrontarsi con il tema del rifiuto
delle prestazioni ben esposto nella comunicazione del 29 novembre 2023, perciò
anche in quella evenienza egli ha potuto esprimersi su tutti gli aspetti
determinanti ivi esposti.

Non si ravvisa pertanto, in specie, nessun pregiudizio.

Il ricorrente ha potuto orientarsi sulla base della comunicazione
che ha ricevuto, indipendentemente dalla qualifica terminologica della stessa.
Il fatto che sia stata chiamata "comunicazione" non giustifica, nel
caso concreto, l'annullamento della procedura. Ravvisare un grave vizio secondo
il principio ancora ricordato nella citata STF 9C_551/2024 del 4 marzo 2024
ridurrebbe tutto a un mero esercizio di sterile formalismo, perché nel caso in
esame tutte le informazioni sono state date all'assicurato con la comunicazione
del 29 novembre 2023 e quindi, anche grazie all'intervento del suo
rappresentante legale, egli ha potuto compiutamente determinarsi sul merito
fino davanti alla scrivente Corte. Di conseguenza, alla luce delle circostanze
del caso in esame, non si giustifica l'applicazione del predetto principio.

 

Si deve pertanto concludere che l'interessato ha dunque avuto la
possibilità di esercitare il suo diritto di essere sentito previsto dall'art.
57a LAI e quindi di presentare le sue obiezioni entro trenta giorni (art. 73ter
cpv. 1 OAI), per iscritto (art. 73ter cpv. 2 OAI) e che, terminata l'istruttoria,
il 18 settembre 2024 l'Ufficio AI ha emanato la decisione formale (art. 74 OAI).

 

In altri termini, si deve ritenere che la comunicazione del 29
novembre 2023 funge alla stregua di un progetto di decisione, che le
osservazioni del 17 gennaio 2024 sono state formulate correttamente nei termini
legali e che la successiva decisione formale del 18 settembre 2024 è stata
impugnata al TCA.

 

Nell'evenienza concreta l'agire impreciso dell'Ufficio AI non ha
portato alla violazione del diritto dell'assicurato ad essere sentito, egli ha
potuto pronunciarsi nel merito e quindi tale vizio può essere sanato davanti
alla scrivente autorità giudiziaria.

 

Nulla ostacola perciò il Tribunale dall'esaminare nel merito la
decisione formale dell'Ufficio assicurazione invalidità, che ha negato al
ricorrente l'attribuzione di una rendita di invalidità.

nel merito

 

                          2.5.  Oggetto del contendere è sapere se
a giusta ragione l'Ufficio AI ha negato all'assicurato il diritto alla rendita
di invalidità avendo determinato un grado d'invalidità non pensionabile (art.
28 LAI).

 

                          2.6.  Va innanzitutto rilevato che il 1° gennaio
2022 è entrata in vigore una (importante) modifica della LAI e dell'OAI
denominata "Ulteriore sviluppo dell'AI" e che concerne (anche)
il diritto alla rendita (RU 2021 705).

 

La Circolare sull'invalidità e sulla rendita nell'assicurazione
invalidità (CIRAI), valida dal 1° gennaio 2022, stato al 1° gennaio 2024,
prevede, al marginale 9100, che "Le disposizioni della LAI e dell'OAI
nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2022 sono applicabili a tutte le rendite il
cui diritto è nato a partire dal 1° gennaio 2022" e il marginale 9101
che "Se la decisione sulla prima concessione di una rendita è emanata dopo
il 1° gennaio 2022, ma il diritto alla rendita è nato prima di questa data,
sono applicabili le disposizioni della LAI e dell'OAI nel tenore in vigore fino
al 31 dicembre 2021".

 

La Circolare concernente le disposizioni transitorie della riforma
Ulteriore sviluppo dell'AI sul sistema di rendite lineare (C DT US AI), edita
dall'UFAS, valida dal 1° gennaio 2022, stato al 1° luglio 2024, prevede in
particolare ai marginali 1007, 1008 e 1009 che:

 

" Conformemente
alle DT LAI [Disposizioni transitorie, ndr.], le rendite AI rette dal diritto
anteriore sono le rendite il cui diritto secondo l'articolo 29 capoversi 1 e 2
LAI è nato al più tardi il 31 dicembre 2021.

Poiché il momento dell'insorgenza dell'invalidità (art. 28 cpv. 1
e 1bis LAI) e quello della nascita del diritto alla rendita non sono
necessariamente identici (se la richiesta è tardiva in base all'art. 29 cpv. 1
LAI), una rendita AI è retta dal nuovo diritto, se il diritto alla medesima
nasce il 1° gennaio 2022 o successivamente, anche se l'invalidità è insorta
prima di questa data. Le rendite AI rette dal nuovo diritto sono pertanto le
rendite il cui diritto è nato il 1° gennaio 2022 o successivamente
conformemente all'articolo 29 capoversi 1 e 2 LAI.

Per le decisioni di rendita emanate a partire dal 1° gennaio 2022
valgono le regole seguenti:

-   in caso di
insorgenza dell'invalidità e inizio del diritto alla rendita al più tardi il 31
dicembre 2021:

    - prima
fissazione della rendita → DR [diritto, ndr.] in vigore fino al 

      31 dicembre
2021,

    -  modifica del
grado d'invalidità tra il 1° gennaio 2022 e il 31 

      dicembre 2031
→ C DT US AI;

-   in caso di
nascita del diritto alla rendita secondo l'art. 29 cpv. 1 e 2 LAI il 1° gennaio
2022 o successivamente:

    - prima
fissazione della rendita → DR in vigore dal 1° gennaio                     2022.".

 

Secondo le citate Circolari, dunque, qualora contestualmente ad
una prima fissazione di rendita l'asserita invalidità e l'eventuale diritto
alla rendita sono insorti al più tardi al 31 dicembre 2021, torna applicabile
il diritto previgente, e ciò anche se la decisione è stata resa nel 2024. Per
contro, se l'eventuale diritto ad una rendita è nato il 1° gennaio 2022, o
successivamente, torna applicabile il diritto attualmente in vigore.

 

In concreto, l'invalidità (teorica) giusta l'art. 28 LAI sarebbe
insorta al più presto il 1° luglio 2023, ossia al termine dei provvedimenti
professionali ultimati dall'assicurato con successo il 30 giugno 2023. Ne
consegue che è applicabile il diritto in vigore dal 1° gennaio 2022 (cfr.
Circolare sull'invalidità e la grande invalidità nell'assicurazione per l'invalidità
(CIGI), n. 2027 con esempio; cfr. anche Valterio,
Commentaire – Loi fédérale sur l'assurance-invalidité (LAI), 2018, n. 1, 3 e 4
ad art. 29 LAI).

 

                          2.7.  Secondo
l'art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità s'intende
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità sono dunque un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il
danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,
perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L'assurance
invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band
XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, pag. 1411, n. 46).

 

Per incapacità al lavoro s'intende
qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute
fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile
nella professione o nel campo di attività abituale. In caso d'incapacità al
lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni
esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA).

L'incapacità al guadagno è
definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità
di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione,
provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo
aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione
ragionevolmente esigibili.

Secondo l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è
considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale
presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

La nozione d'invalidità di cui
agli artt. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico, non
medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).

 

L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha
diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al guadagno o la sua capacità di
svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata
mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità
al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al
40%.

 

Con il nuovo art. 28b LAI il
legislatore ha voluto introdurre un sistema di rendite (relativamente) lineare
per la determinazione dell'importo della rendita: gli assicurati hanno diritto
ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70% (cpv. 3) e ad un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40% (cpv. 4), mentre se il grado d'invalidità
si pone tra il 40% e il 49%, l'importo della rendita viene computato del 2,5%
per ogni grado d'invalidità supplementare (cpv. 4); se il grado d'invalidità è
compreso tra il 50% e il 69%, la quota percentuale corrisponde al grado d'invalidità
(cpv. 2).

 

Tuttavia, il diritto alla rendita nasce al più presto dopo 6 mesi
dalla data in cui l'assicurato ha rivendicato il diritto alle prestazioni
conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA, ma al più presto a partire dal mese
seguente il compimento dei 18 anni (art. 29 cpv. 1 LAI).

 

In virtù dell'art. 28a cpv. 1 LAI, per valutare l'invalidità di un
assicurato che esercita un'attività lucrativa si applica l'art. 16 LPGA. Il Consiglio
federale definisce il reddito lavorativo determinante per la valutazione dell'invalidità.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) ed il
reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato
invalido (reddito da valido).

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto
conseguire se non fosse divenuto invalido con quello che egli può tuttora
realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in
attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del
lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136
consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b; Duc, op. cit., pag. 1476, n. 213).

Secondo la
giurisprudenza, per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze
esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi
da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base
temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi
di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di
incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222).

 

                          2.8.  A seguito della domanda di
prestazioni del 18 ottobre 2019 l'Ufficio assicurazione invalidità, raccolta la
documentazione necessaria presso l'assicuratore infortuni che si è assunto il
caso dei disturbi alla spalla destra, l'ha sottoposta al Servizio Medico
Regionale, il quale il 21 aprile 2020 (doc. 19) l'ha ritenuta esaustiva e ha
reso un rapporto finale. Posta la diagnosi di lesione SLAP tipo II e di stato
dopo trauma distorsivo alla spalla destra e al IV dito della mano sinistra il
28 novembre 2018, da quel giorno ha riconosciuto che l'assicurato era inabile
al 100% in qualsiasi attività lavorativa fino al 9 dicembre 2019, ovvero a
quando l'assicuratore infortuni ha chiuso il caso per cessazione del nesso di
causalità. Dal 10 dicembre 2019 l'ha invece ritenuto inabile al lavoro al 20% -
inteso come riduzione del rendimento -nell'attività abituale semplice e
ripetitiva senza qualifica (visto che quando è diventato inabile al lavoro
beneficiava delle indennità di disoccupazione), mentre allo 0% in attività
adeguate. Quali limitazioni funzionali il dr. med. __________ ha indicato un carico
massimo di 10kg e l'alternanza della postura al bisogno, che però era già
inclusa nella determinazione della capacità lavorativa. A ciò si aggiungeva che
con la spalla destra l'assicurato non poteva sollevare/spostare ripetitivamente
pesi superiori a 5kg oltre l'orizzontale e maneggiare con il braccio destro
oggetti vibranti o pericolosi.

 

Sulla scorta di queste conclusioni, il 23 aprile 2020 (doc. 20) l'Ufficio
AI ha stabilito un grado di invalidità nullo, ritenuto che il reddito statistico
da invalido, ridotto del 5% per attività leggere, era superiore al reddito da
valido determinato effettuando la media salariale dell'interessato degli anni
2014-2016 (doc. 21).

Pertanto, l'affermazione del ricorrente secondo cui "il
consulente professionale ha reputato che ci fosse una perdita di guadagno da
giustificare il riconoscimento di una formazione professionale. La perdita di
guadagno è poi stata confermata dall'istruttoria. Infatti, il grado d'invalidità
nullo indicato nella nota del 23.04.2020 si è rivelato errato, poiché calcolato
in base ai salari 2014-2016 (…). Ne consegue che in considerazione di tutti i
problemi di salute accusati vi erano verosimilmente le condizioni per una
riformazione professionale" (doc. VIII pagg. 1 in fine e 2 in alto), non
è corretta e si scontra con la documentazione che il consulente aveva a
disposizione quando ha deciso di proporre all'assicurato una riqualifica breve.

 

La circostanza che l'Ufficio AI abbia in seguito ricalcolato il
grado di invalidità dell'assicurato e che l'abbia fissato dapprima nel 7,39%
con la comunicazione del 29 novembre 2023 (doc. 135), nell'8% per l'anno 2023 e
nel 16% per l'anno 2024 con la decisione del 18 settembre 2024, oggetto del
contendere, è ininfluente. Ci si deve infatti porre a quando il consulente in
integrazione professionale ha disposto la formazione breve a favore dell'assicurato.
A quel momento, l'informazione esistente era che il calcolo del grado di
invalidità effettuato il 23 aprile 2020 dava un "Grado d'invalidità
nullo" (doc. 20). Pertanto, come ha correttamente osservato l'amministrazione
pendente causa (doc. V e XII), non erano dati i presupposti per accordare dei
provvedimenti professionali, giacché la soglia minima di
diminuzione della capacità di guadagno conferente diritto a provvedimenti di
riformazione professionale è del 20% (DTF 130 V 489 consid. 4.2; DTF 124 V 110
consid. 2b; STFA I 164/05 del 22 dicembre 2006 consid. 7; SVR 2010 IV Nr. 24; AHV
Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b; STCA 32.2021.10 del 21 marzo
2021; STCA 32.2020.31 del 15 ottobre 2020).

 

L'Ufficio AI ha però precisato che era invece nella facoltà del
consulente, per prassi, assegnare all'assicurato un corso breve, anche se non
erano date le condizioni per una riqualifica professionale giusta l'art. 17 LAI,
che prevede: "L'assicurato ha diritto alla formazione in una nuova
attività lucrativa se la sua invalidità esige una riconversione professionale e
grazie ad essa la capacità al guadagno può essere presumibilmente conservata o
migliorata".

 

L'avere erroneamente accordato all'assicurato una formazione
professionale non può certo portare a trarre delle conclusioni errate, quali
quella che, poiché una riqualifica professionale richiede un grado minimo di
invalidità del 20%, egli l'abbia quindi implicitamente raggiunto avendo
beneficiato di una tale misura.

Tale censura va dunque integralmente respinta.

 

                          2.9.  Riguardo alla questione medica, l'insorgente
ha sostenuto che la sua capacità lavorativa in attività adeguate non sarebbe
del 100% come stabilito il 21 aprile 2020 dal Servizio Medico Regionale e
confermato il 5 febbraio 2024 in un nuovo rapporto finale, poiché il dr. med. __________
non avrebbe tenuto conto anche dei disturbi ad entrambe le ginocchia.

 

Questa Corte considera, invece, corretta la valutazione dell'SMR. In
effetti, agli atti non sono contenuti certificati medici che attestino validamente
che ancora nel corso del 2023 e del 2024, periodo oggetto del ricorso, l'assicurato
lamentasse problemi alle ginocchia tali da renderlo inabile al lavoro.

 

Il referto del 17 ottobre 2024 (doc. A5) del Prof. dr. med. __________,
specialista in chirurgia ortopedica e traumatologia, certifica infatti
unicamente che "negli ultimi 2 anni ho prescritto al paziente
sopraccitato delle sedute di fisioterapia". Non pone, però, una
diagnosi, non indica per quale patologia l'assicurato avrebbe beneficiato di
sedute di fisioterapia, non attesta il numero di cicli prescritti e men che
meno precisa la parte del corpo interessata. Neppure specifica se ha
certificato un'inabilità lavorativa.

 

Pur se il certificato del 23 giugno 2017 (doc. A4) della dr.ssa
med. __________, specialista in medicina interna e oncologia, riferisce
espressamente dei problemi al ginocchio destro dell'assicurato, rilevando che
qualche giorno prima "è scivolato sul posto di lavoro cadendo su
spalla, mano e ginocchio DX. Attualmente lamenta dei dolori nelle zone
sopracitate. È previsto di eseguire risonanze magnetiche su spalla, mano e
ginocchio DX", tale atto medico non è di utilità per il ricorrente
siccome si tratta di certificato che si riferisce a quel periodo e non dimostra
che le affezioni presenti all’epoca siano ancora rilevabili nel periodo
d’interesse di questa procedura. La dr.ssa med. __________ non è, per di più,
specialista in ortopedia e traumatologia come il prof. dr. med. __________.

 

Si può ritenere che, nel settembre 2020, quando il consulente in
integrazione professionale ha avuto il primo colloquio con l'assicurato, questi
lamentava ancora dei disturbi a un ginocchio. Nel verbale del 30 settembre 2020
(doc. 28) figura infatti che "È chiaro che l'attività di piastrellista,
considerate le limitazioni mediche date non può più svolgerle (oltretutto al momento
si è pure lesionato un ginocchio, cosa che non gli permetterebbe per nulla
di svolgere questa professione)". Il 5 ottobre 2020 (doc. 32) l'assicurato
ha informato il consulente di essere caduto e di essersi fatto male a un
ginocchio, divenendo inabile al 100% (doc. 42 e 46) e dal 25 gennaio 2021 al 14
febbraio 2021 al 50% (doc. 47 e 58).

A causa di questi infortuni, l'assicurato non ha potuto espletare
la parte pratica della formazione breve di manutentore, motivo per cui lo stage
è iniziato soltanto il 1° marzo 2021 e anziché terminare il 30 giugno 2021,
come la parte teorica, ha preso fine il 31 dicembre 2021 (doc. 63).

 

Anche le valutazioni intermedie della prestazione rilasciate dal
datore di lavoro nel 2023 (doc. 104 e 115) riferiscono soltanto di problemi
alla spalla e nulla dicono a proposito di disturbi alla salute riferiti alle
ginocchia o anche ad un ginocchio solo.

 

Ne discende che, se nel 2020 era possibile sostenere che il danno
alla salute lamentato dal ricorrente derivasse sia dalla spalla destra sia da una
od entrambe le ginocchia, non è qui possibile ritenere, in assenza di valide
attestazioni e certificazioni mediche atte a comprovare un diverso stato di
salute, che negli anni 2023 e 2024 la capacità di lavoro dell’assicurato fosse inferiore
a quanto stabilito dall'SMR a causa di un danno alla salute riferito non soltanto
alla spalla, ma anche alle ginocchia. Va per contro condiviso quanto il
Servizio Medico Regionale ha ritenuto il 21 aprile 2020 e confermato il 5
febbraio 2024 sulla scorta degli atti medici raccolti, che ha posto le diagnosi
di lesione SLAP di tipo II della spalla destra e di uno stato dopo trauma
distorsivo alla spalla destra e al IV dito della mano sinistra nel 2018. Nulla è
invece emerso riguardo agli arti inferiori.

 

Si deve dunque concludere per un grado di capacità lavorativa
residua del 100% in attività adeguate dal 10 dicembre 2019.

 

                        2.10.  Per quanto concerne l'aspetto
economico, e meglio l'incidenza del danno alla salute sulla capacità lavorativa
residua del ricorrente, quest'ultimo ha contestato
il calcolo alla base del rifiuto delle prestazioni, nella misura in cui l'amministrazione
ha ritenuto un reddito da invalido corrispondente al reddito statistico in
attività semplici e ripetitive al 100% (CHF 66'267,75) anziché il salario
effettivamente conseguito come manutentore di edifici lavorando al 100% (CHF 50'450),
ma rendendo al 70% (CHF 35'315).

Per l'insorgente, l'art. 26bis cpv. 1 OAI, in vigore dal 1°
gennaio 2022, impone di computare quale reddito con invalidità il reddito che l'assicurato
consegue dopo il danno alla salute. Nel suo caso, avendo beneficiato di misure
reintegrative in una nuova professione al cui termine egli svolge proprio
quella attività, il salario con invalidità va stabilito sulla base di quanto
percepito effettivamente, purché corrisponda ai salari usuali in questa
professione (STF 8C_419/2021 del 16 dicembre 2021).

 

Considerato che il salario di partenza stabilito dal datore di
lavoro (CHF 50'450) si distanzia poco dai salari usuali nel settore di
operatore di edifici e di infrastrutture (CHF 53'109 secondo il dato RSS 2020
TA1_gr. in Ticino, CHF 52'000 per l'Associazione ticinese custodi di immobili e
CHF 52'493 nel settore pubblico secondo il Regolamento dei dipendenti dello Stato),
costituisce una valida base di partenza per definire il reddito con invalidità.

 

Inoltre, onde valutare se il salario concreto ricevuto risulta
essere nettamente inferiore a quello che potrebbe conseguire in un mercato del
lavoro equilibrato, e quindi per potere concludere che egli non mette
pienamente a frutto la sua capacità di lavoro esigibile, il ricorrente ritiene
che il suo salario concreto andrebbe confrontato con quello statistico nel ramo
economico 77, 79-82, livello 1, riportato su 42 ore, indicizzato al 2023 e
ridotto del 10% giusta l'art. 26bis cpv. 2 OAI, corrispondente a CHF 53'477,50.
Così facendo, si dovrebbe concludere che anche per questo motivo il salario di
partenza riconosciuto all'assicurato si distanzia di poco dai salari usuali nel
suo settore economico e costituisce dunque una valida base di partenza per
stabilire il reddito da invalido.

 

L'assicurato sottolinea poi di avere conseguito, con successo, una
misura di reintegrazione professionale e che stava lavorando proprio nel ramo
per cui è stato formato. Dovrebbe quindi essere preso in considerazione il
reddito effettivo conseguito lavorando al 70%, poiché presenterebbe delle limitazioni
funzionali tali da potere svolgere il suo lavoro soltanto con una riduzione del
rendimento del 30%. Il reddito con invalidità andrebbe perciò definito in base
al salario concreto ottenuto e non al salario statistico generale per tutte le
attività semplici e ripetitive considerato dall'amministrazione per determinare
il grado di invalidità al termine della riformazione professionale come
manutentore di immobili.

 

                        2.11.  Il TCA constata che nei diversi
contatti avuti dall'Ufficio assicurazione invalidità con i rappresentanti del
futuro datore di lavoro dell'assicurato non è stato evidenziato che vi sarebbe
stata la possibilità di un’assunzione con stipendio ridotto a causa di un
rendimento ridotto.

Non è neppure stato chiaramente indicato che la posizione aperta
offerta all'interessato sarebbe stata a tempo pieno e con relativa retribuzione
piena.

È comunque più che verosimile che un investimento di tempo (3
anni) e di denaro da parte dell'ente pubblico mirava, in concreto, a fare
ottenere un lavoro rimunerato al 100% al ricorrente.

In effetti, le condizioni di salute di RI 1 erano tali, nel 2020, che
la sua inabilità lavorativa nell’attività abituale (semplice e ripetitiva,
senza qualifica, avendo svolto prima dell'insorgenza del danno alla salute lavori
quale riparatore di autoveicoli e di aiuto piastrellista) era stata stabilita
nel 20% ed era nulla in attività adeguate che tenessero conto di determinati
limiti funzionali.

Pertanto, in assenza di un'incapacità lavorativa in attività
adatte, è a giusta ragione che il consulente in integrazione professionale
poteva considerare come molto verosimile che, al termine della formazione,
durata dapprima un anno con la formazione breve e poi prolungata di altri due
con la formazione serale volta all'ottenimento dell'attestato federale di
capacità, l'assicurato avrebbe trovato un lavoro a tempo pieno come operatore
di edifici e di infrastrutture, possibilmente proprio presso lo stesso datore
di lavoro per cui aveva svolto un periodo di pratica durante tre anni. D'altronde,
gli scambi di corrispondenza avuti dalle parti nel corso di questi tre anni lasciavano
intendere che il ricorrente avrebbe potuto lavorare ed essere retribuito come manutentore/custode
presso __________ nella misura del 100%.

 

Il 30 settembre 2020 (doc. 28) il consulente professionale ha
incontrato l'assicurato e "Gli ho quindi chiesto se avrebbe svolto l'attività
di manutentore. Mi risponde di sì. Gli organizzerò uno stage a breve e lo farò
andare un giorno a scuola a __________ al corso OPAI. Lo informerò a breve su
questi due stage (scuola e lavoro) quale manutentore".

 

Accettata questa proposta e disposta la frequentazione a scuola della
parte teorica, il 1° febbraio 2021 (doc. 53) il consulente in integrazione
professionale ha contattato per email __________ di __________ per sondare la
possibilità di far "svolgere la parte pratica (4 giorni su 5 alla
settimana). Noi copriremmo tutto il periodo con indennità giornaliere, fino a
fine anno (per recuperare la parte persa causa Covid). Se poi voi vorreste
assumerlo a fine anno, si può valutare come procedere.". Le ha poi spiegato
che "Attualmente - da ottobre 2020 - sta svolgendo una formazione breve
per conto dell'AI presso la Scuola (…) e a giugno terminerà la parte teorica".

 

Nel formulario "Proposta misure e provvedimenti"
l'11 febbraio 2021 (doc. 60) lo stesso consulente in integrazione professionale
ha specificato che dal 1° al 12 marzo 2021 "Autorizziamo stage di 2
settimane presso __________ che poi - se va bene - si trasformerà in una
formazione breve di 10 mesi quale manutentore/custode".

 

Poco dopo, il 3 marzo 2021 (doc. 72) il consulente ha informato l'assicurato
che "L'idea con __________ era quella che tu terminassi lì la tua
formazione di base - sempre che tu gli vada bene a fine periodo di stage -
quale operatore di edifici/infrastrutture (corso OPAI4), fino a fine anno 2021
e poi valuteremmo come procedere (assunzione o altro). Nel frattempo potrebbero
presentarsi altre occasioni con assunzione immediata, che avrebbero quindi la
precedenza. Potrebbe entrare in considerazione pure la partecipazione ai costi
dell'art. 33 (corso serale). A questo punto credo sia opportuno trovarci ed
allestire un piano di riqualifica per te. L'obiettivo alla fine è quello di
reintegrarti nel mondo del lavoro, nel pieno rispetto del tuo danno alla salute".

 

Dall'incontro dell'11 marzo 2021 fra l'assicurato, il consulente e
due responsabili di __________ è stato deciso che:

 

"a) Terminerà
la formazione breve attuale fino al 31.12.2021 (la parte teorica a scuola terminerà
a giugno 2021 mentre dovrà recuperare la parte pratica sul posto di lavoro. Ciò
significa che per concludere la formazione breve di operatore di edifici ed
infrastrutture dovrà lavorare fino a fine anno).

b) Nel contempo -
se l'assicurato è d'accordo e se la sente (abbiamo già un preavviso favorevole
da parte del vice-direttore (…) potrà a settembre 2021 iniziare la scuola
serale art. 33 (privatista) di operatore di edifici ed infrastrutture con AFC
(durata due anni - fino a giugno 2023).

Da parte di __________ vi è la disponibilità di svolgere entrambe
le formazioni presso di loro e a formazione conclusa potrebbe esserci la
possibilità di assunzione (è in previsione pure un ampliamento della struttura,
cosa che permetterebbe l'assunzione di un custode).".

 

Il 12 maggio 2021 (doc. 87) è stata formalizzata la garanzia per
una formazione breve dal 14 marzo al 31 dicembre 2021 e il 28 gennaio 2022
(doc. 101) è stata rinnovata la garanzia per una formazione pratica quale
custode d'immobili dal 1° gennaio 2022 al 30 giugno 2023 presso __________.

Come evidenziato dal consulente nel documento di istruttoria di
pari data (doc. 102), "Alla fine di questo periodo, se tutto va bene e
l'assicurato ottiene l'AFC, è prevista l'assunzione quale custode di __________.
Al momento sono molto contenti del suo operato e l'andamento scolastico è pure buono.
L'assicurato si sta impegnando molto, vuole rifarsi una vita (…)".

 

Agli atti v'è una prima "valutazione della prestazione"
intermedia dell'assicurato da parte del datore di lavoro, tuttavia non datata
(doc. 104), in cui sono state indicate le mansioni da svolgere (manutenzione
stabile/giardino, piccole riparazioni, pulizie e servizio di sicurezza) e le
valutazioni delle prestazioni effettuate.

In sostanza, tutte le valutazioni sono risultate positive, tanto
che nelle osservazioni finali è indicato che "Entrambe le parti sono
soddisfatte del percorso formativo". Solo la resistenza fisica nel
"comportamento professionale" non è stata quantificata sufficiente
o insufficiente e una nota indica che "alcune mansioni necessitano più
tempo causa problema alla salute (spalla)". Inoltre, al capitolo sull'
"atteggiamento personale" la resistenza psico-fisica è stata considerata
al 60%, così come il rendimento lavorativo alla voce "rendimento/apprendimento".

 

Nella seconda valutazione intermedia, sottoscritta il 7 aprile
2023 (doc. 115) dall'assicurato, dal consulente in integrazione professionale e
dal datore di lavoro, i risultati ottenuti per le attività di "cura
edificio (giardino), piccole riparazioni, pulizie, manutenzione generale e
servizio sicurezza" fondamentalmente ricalcano i precedenti, ma con
alcune specifiche. Per quanto concerne il "comportamento professionale",
è stato precisato che l'autonomia dell'interessato è sufficiente "su
delle mansioni di concetto e di concentrazione (inventario, piano di
manutenzione, stoccaggio)", mentre per la resistenza fisica, questa
volta ritenuta sufficiente, che "per le attività tipo (taglio siepe,
vetri pulizia, neve) la resistenza non è ottimale". Infine, il ritmo
di lavoro è stato ritenuto un po' meno rapido rispetto a prima così come nelle
conoscenze professionali l'assicurato è risultato un po' meno preparato. Le
osservazioni finali precisano che "Sulle attività di concentrazione
dove bisogna sviluppare un determinato concetto ha difficoltà di resistenza,
siamo comunque contenti del operato di RI 1".

Dal verbale di incontro fra i tre attori allestito quello stesso
giorno (doc. 116) dal consulente, "Ne emerge che RI 1 lavora bene, a
volte un po' lungo nelle esecuzioni ma che sono di ottima qualità. Ha
qualche problema con le tabelle ed i documenti da elaborare (utilizzo computer
lenta). Questo non sembra pregiudicare però il lavoro di manutenzione e di
pulizia che deve svolgere presso __________. Ho chiesto se a fine provvedimento
ci sono possibilità di assunzione da parte di __________. Il signor __________
mi conferma che la Direzione molto probabilmente lo assumerà con data 1.7.2023
in qualità di manutentore e pulitore. Determinati lavori ora dati in appalto
alla ditta di pulizie, verranno svolti da RI 1. Lui sarebbe d'accordo e gli
piacerebbe poter lavorare presso __________ dove viene rispettato pienamente e
tengono in considerazione il suo danno alla salute. Attendo fine aprile per
sapere se verrà assunto".

 

Giunto quasi al termine della formazione l'assicurato, per il
tramite della rappresentante legale, il 30 maggio 2023 (doc. 119) ha chiesto
all'Ufficio AI di potere prolungare il provvedimento professionale, poiché
"abbiamo discusso con la direzione di __________ in merito ad un'eventuale
assunzione al termine della formazione. La direzione ci ha confermato la seria
intenzione di assumere il signor RI 1. In considerazione delle limitazioni
funzionali e del fatto che durante il provvedimento la presenza dell'assicurato
è stata inferiore ad un tempo pieno, sia per ragioni di formazione sia per
seguire la fisioterapia, le chiedo gentilmente un prolungo del provvedimento di
un minimo di tre mesi per poterne quantificare la resa con una presenza al 100%".

 

Nel documento d'istruttoria del 20 giugno 2023 (doc. 122) risulta
che il consulente ha deciso "di concedere questi ulteriori 3 mesi come "lavoro
a titolo di prova" nella speranza che l'assicurato venga poi assunto".

 

Infine, con email del 21 settembre 2023 (doc. 128) RA 1 ha
informato un collega del consulente che seguiva l'assicurato dal 2020, che "il
Datore di lavoro ha seriamente intenzione di assumerlo a partire dal
01.10.2023" e il 25 settembre 2023 (doc. 128) gli ha scritto che "le
anticipo che probabilmente in data odierna il signor RI 1 firmerà già il
contratto propostogli da __________", senza però specificare che non sarebbe
stato a tempo pieno, ma con una riduzione del 30%, così come è stato poi formalizzato
quel giorno (doc. 130): "occupazione al 100.00% con rendimento al
70.00%".

Il datore di lavoro si è dunque sempre dimostrato soddisfatto dell'operato
del ricorrente. In tre anni di lavoro pratico non ha mai sollevato dei dubbi
sulla sua abilità lavorativa e nemmeno sul suo rendimento come
manutentore/custode. Anzi, è sempre stato contento del suo operato. È vero che
nella valutazione del 7 aprile 2023 il rendimento lavorativo è stato
quantificato nel 60% e la resistenza fisica come non ottimale, ma con la
specifica che si riferiva al taglio della siepe, allo spalare la neve e alla
pulizia dei vetri a causa dei problemi alla spalla destra, attività quindi ben
determinate e sporadiche. Inoltre, le difficoltà di resistenza psico-fisica concernevano
le attività che esigevano della concentrazione.

In effetti, come ha correttamente evidenziato il consulente in
integrazione nelle prese di posizione del 12 novembre 2024 (doc. V/2) e del 16
dicembre 2024 (doc. XII/1), i limiti funzionali dell'assicurato difficilmente
comportavano una riduzione del rendimento del 30% nel svolgere il lavoro di
manutentore di immobili.

 

A ben vedere, quindi, un'assunzione dell'assicurato sì a tempo
pieno, ma con resa, e riconoscimento di salario, in misura solo del 70%, stride
con le risultanze agli atti riportate in precedenza riferite ai contatti tra
gli attori in questione durante tre anni.

 

                        2.12.  Gli artt. 25, 26 e 26bis
OAI, nel nuovo tenore dal 1° gennaio 2022, hanno concretizzato i principi
giurisprudenziali in materia e ora definiscono le regole per il confronto dei
redditi e come si debba determinare il reddito con e senza invalidità.

 

L'art. 25 OAI riguarda i
principi per il confronto dei redditi:

 

" 1 Sono considerati redditi lavorativi
secondo l'articolo 16 LPGA i redditi annui presumibili sui quali sarebbero
riscossi i contributi disposti dalla LAVS, escluse tuttavia:

a.  le
prestazioni del datore di lavoro per perdita di salario cagionata da infortunio
o malattia, se l'incapacità lavorativa è debitamente comprovata;

b.  le indennità
di disoccupazione, le indennità di perdita di guadagno secondo la LIPG e le
indennità giornaliere dell'assicurazione invalidità.

2 I redditi
lavorativi determinanti secondo l'articolo 16 LPGA vanno stabiliti su una base
temporale identica e tenendo conto del mercato del lavoro in Svizzera.

3 Se per la
determinazione dei redditi lavorativi determinanti si impiegano valori
statistici, vanno presi come riferimento i valori centrali della Rilevazione
della struttura dei salari (RSS) dell'Ufficio federale di statistica. Possono
essere impiegati altri valori statistici, se nel singolo caso il reddito non
figura nella RSS. Vanno utilizzati valori indipendenti dall'età e differenziati
a seconda del sesso.

4 I valori
statistici di cui al capoverso 3 vanno adeguati in funzione della durata di
lavoro normale nelle aziende secondo le divisioni economiche e dell'evoluzione
dei salari nominali.

 

L'art. 26 OAI concerne la
determinazione del reddito senza invalidità e prevede che:

 

" 1 Il reddito senza invalidità (art. 16
LPGA) è determinato sulla base dell'ultimo reddito lavorativo effettivamente
conseguito prima dell'insorgere dell'invalidità. Se il reddito lavorativo
conseguito negli ultimi anni prima dell'insorgere dell'invalidità era soggetto
a forti variazioni, ci si basa su un reddito medio adeguato.

2 Se il reddito
lavorativo effettivamente conseguito è inferiore di almeno il 5 per cento al
valore centrale usuale del settore secondo la RSS di cui all'articolo 25
capoverso 3, il reddito senza invalidità corrisponde al 95 per cento di questo
valore centrale.

3 Il capoverso 2
non è applicabile, se:

a.  anche il
reddito con invalidità secondo l'articolo 26bis capoverso 1 è
inferiore di almeno il 5 per cento al valore centrale usuale del settore
secondo la RSS di cui all'articolo 25 capoverso 3; o

b.  il reddito è
stato conseguito con un'attività lucrativa indipendente.

4 Se il reddito
lavorativo effettivamente conseguito non può essere determinato o non può
esserlo in misura sufficientemente precisa, il reddito senza invalidità è
fissato sulla base dei valori statistici di cui all'articolo 25 capoverso 3
relativi alle persone con la medesima formazione e condizioni professionali
analoghe.".

 

L'art. 26bis OAI indica come
determinare il reddito con invalidità:

 

" 1 Se dopo l'insorgere dell'invalidità l'assicurato
consegue un reddito lavorativo, quest'ultimo gli viene computato quale reddito
con invalidità (art.16 LPGA), sempre che gli permetta di valorizzare al meglio
la sua capacità funzionale residua in relazione a un'attività lucrativa da lui
ragionevolmente esigibile.

2 Se non vi è
alcun reddito lavorativo computabile, il reddito con invalidità è determinato
in base ai valori statistici di cui all'articolo 25 capoverso 3. In deroga all'articolo
25 capoverso 3, per gli assicurati di cui all'articolo 26 capoverso 6 vanno
impiegati valori indipendenti dal sesso.

3 Al valore
determinato in base a valori statistici secondo il capoverso 2 è applicata una
deduzione del 10 per cento. Se a causa dell'invalidità l'assicurato può
lavorare soltanto con una capacità funzionale secondo l'articolo 49 capoverso 1bis pari o inferiore al 50 per cento, è
applicata una deduzione del 20 per cento. Non sono ammesse ulteriori
deduzioni.".

 

Fino al 31 dicembre 2023, il
tenore del capoverso 3 di questa disposizione, già modificato dal 1° gennaio
2022, era il seguente:

 

" Se a causa dell'invalidità l'assicurato può lavorare
soltanto con una capacità funzionale secondo l'articolo 49 capoverso 1bis pari o inferiore al 50 per cento, al valore
determinato in base a valori statistici è applicata una deduzione del dieci per
cento per attività lucrativa a tempo parziale.".

Secondo la giurisprudenza federale, antecedente alla modifica
della LAI entrata in vigore il 1° gennaio 2022, per gli assicurati che, a causa
della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti,
età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non potevano
mettere completamente a frutto la loro capacità residua, nemmeno in lavori
leggeri, e non riuscivano, di regola, a raggiungere il livello medio dei salari
sul mercato, era operata una riduzione percentuale sul salario teorico
statistico. Una deduzione globale massima del 25% del salario statistico
permetteva di tenere conto delle varie particolarità suscettibili di influire
sul reddito del lavoro.

 

Con sentenza 8C_823/2023 dell'8 luglio 2024, destinata alla
pubblicazione (reperibile anche in SVR 2025 IV Nr. 1, sul tema si veda anche la
STF 8C_179/2024 del 16 ottobre 2024), il Tribunale federale ha stabilito che la
regolamentazione, introdotta per via di ordinanza all'inizio del 2022 e in
vigore fino alla fine del 2023, riguardo alla determinazione del grado
d'invalidità sulla base dei dati salariali risultanti dalle tabelle RSS, è
parzialmente contraria al diritto federale. Le possibilità di correzione del
salario tabellare RSS determinante nel caso specifico, per tenere conto
dell'effettiva situazione della persona assicurata, sono insufficienti. Se necessario,
occorre pertanto fare riferimento alla prassi del Tribunale federale in materia
applicata fino a quel momento (cfr. il Comunicato stampa del Tribunale federale
del 23 luglio 2024).

Al riguardo va segnalato che il 24 settembre 2024 il consigliere
nazionale Christian Lohr, Gruppo del Centro, Alleanza del Centro, PEV, ha
inoltrato l'interpellanza 24.3980, chiedendo al Consiglio federale, con
riferimento anche alla Circolare AI n. 445 (punto 3), se non deve rivedere la
sua posizione e considerare i principi della giurisprudenza del Tribunale
federale sulla deduzione dovuta al danno alla salute dal salario statistico
della RSS (https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20243980).
Nel suo parere del 27 novembre 2024 il Consiglio federale ha osservato che
nella citata STF 8C_823/2023 "Il Tribunale federale non si è espresso
sul tenore in vigore dal 1° gennaio 2024 dell'articolo 26bis capoverso 3 dell'ordinanza
sull'assicurazione per l'invalidità (RS 831.201). Con la deduzione forfettaria,
il Consiglio federale ha introdotto un correttivo, sotto forma di deduzione
dovuta al danno alla salute, che permette di compensare le limitazioni che
svantaggiano gli assicurati per ragioni di salute sul mercato del lavoro. Il
Consiglio federale è del parere che l'articolo in questione non debba essere
modificato a seguito della sentenza summenzionata.".

                        2.13.  Nell'evenienza concreta, il calcolo
effettuato dall'Ufficio AI prevede che se l'assicurato avesse continuato a lavorare
nell'edilizia come aiuto piastrellista avrebbe potuto conseguire, basandosi sui
dati statistici della Tabella TA1 RSS 2020, categoria 43, livello 1 di
qualifica, dati aggiornati al 2022, un reddito da valido di CHF 71'156,60,
importo non contestato come tale dall'insorgente. Non avendo egli messo a
frutto la sua residua capacità lavorativa del 100% in attività confacenti al
suo stato di salute, per determinare il reddito da invalido l'Ufficio AI
ha verificato in quale ipotesi di calcolo l'assicurato raggiungeva il minore
discapito economico fra i dati statistici (art. 26bis cpv. 2 OAI), valori
centrali essendo egli abile in qualsiasi attività lavorativa, i dati statistici
in uno specifico ramo economico e il reddito concretamente percepito come custode.

 

Dovendosi poi porre al 1° luglio 2023, ovvero al termine della
riformazione professionale, ha effettuato il calcolo del grado AI al 31
dicembre 2023 in applicazione dell'art. 26bis cpv. 3 OAI nel tenore in vigore
fino a quest'ultima data e quindi non ha adottato alcuna deduzione forfettaria
al reddito statistico con invalidità, che è pertanto stato fissato per
il 2022 in CHF 66'265,75. Il grado di invalidità è stato così calcolato nel
6,87% (doc. 147).

 

In un secondo momento, l'amministrazione ha ridotto il reddito
statistico del 5% per le limitazioni quantitative secondo la lettera circolare n.
445 dell'UFAS - facente seguito alla STF 8C_823/ 2023 dell'8 luglio 2024,
pubblicata in SVR 2025 IV Nr. 1 e destinata alla pubblicazione - e quindi ha
fissato il reddito da invalido in CHF 62'952,45 nel 2023 e il grado AI
nel 12% (doc. 149).

Dal 1° gennaio 2024, in virtù del nuovo cpv. 3 dell'art. 26bis
OAI, l'Ufficio AI ha poi applicato la deduzione prevista del 10%, per giungere
a un reddito da invalido di CHF 59'639,18 (doc. 146) e poi il 13
settembre 2024 (doc. 149) vi ha aggiunto l'ulteriore riduzione del 5%,
stabilendo il reddito con invalidità in CHF 56'657,20 e ottenendo così un
grado di invalidità del 20%.

 

Infine, il 16 settembre 2024 (doc. 152) l'Ufficio AI ha corretto
il reddito da invalido in attività semplici e ripetitive per l'anno 2024
precedentemente ritenuto non applicando più la riduzione del 5%, siccome
valida, secondo la lettera circolare n. 445 dell'UFAS, unicamente per gli anni
2022 e 2023. Dato un reddito da valido di CHF 71'156 e un reddito da invalido
di CHF 59'639,20, ha quindi stabilito il grado di invalidità nel 16%.

 

                        2.14.  Come ricordato nella STF 8C_252/2022
dell'11 gennaio 2023 al considerando 5.1.2, per la definizione del reddito da
invalido la giurisprudenza ha in sostanza stabilito che fa stato in primo luogo
la situazione salariale concreta della persona interessata, a condizione che
quest'ultima utilizzi in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa
residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia
adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126
V 75 consid. 3b/aa). Qualora difettino invece indicazioni economiche effettive,
possono essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali, come
risultano dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS) edita
dall'Ufficio federale di statistica (DTF 126 V 75 consid. 3b/bb). A determinate
condizioni, i salari definiti sulla base delle statistiche dell'ISS possono
essere soggetti a una deduzione massima del 25% (DTF 148 V 419 consid. 5.2; DTF
148 V 174 consid. 6.2).

 

Va al riguardo rilevato che l'obbligo dell'assicurato
di mettere a frutto la sua residua capacità lavorativa in altri ambiti
lavorativi discende dall'art. 21 LPGA. In relazione alle conseguenze economiche
dell'incapacità lavorativa, vige il principio secondo cui l'assicurato è tenuto
all'obbligo di ridurre le conseguenze economiche negative del danno alla
salute.

 

In virtù di tale obbligo di ridurre il danno, l'assicurato deve
intraprendere tutto quanto è ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior
modo possibile alle conseguenze della sua invalidità, segnatamente mettendo a
profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario, in una nuova
professione (DTF 113 V 22 consid. 4a pag. 28; Landolt, Das Zumutbarkeits-prinzip im
schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 296 segg.). Non
è quindi dato alcun diritto ad una rendita se la persona interessata è in grado
di percepire un reddito tale da escluderne l'erogazione (DTF 113 V 22 consid.
4a; RCC 1968 pag. 434).

 

Dalla persona assicurata possono tuttavia essere
pretesi unicamente provvedimenti esigibili che tengano conto delle circostanze
oggettive e soggettive del caso concreto, quali la sua capacità lavorativa
residua, le ulteriori circostanze personali, l'età, la situazione
professionale, i legami presso il luogo di domicilio, il mercato del lavoro
equilibrato e la presumibile durata dell'attività lavorativa (DTF 113 V 22
consid. 4a pag. 28; cfr. pure VSI 2001 pag. 279 consid. 5a/aa e 5a/bb).

 

Occorre anche ricordare che il concetto d'invalidità
è riferito ad un mercato del lavoro equilibrato, nozione quest'ultima teorica
ed astratta implicante da una parte un certo equilibrio tra offerta e domanda
di manodopera e, dall'altra, un mercato del lavoro strutturato in modo tale da
offrire una gamma di posti di lavoro diversificati. Secondo questi criteri si
dovrà di caso in caso stabilire se l'invalido possa mettere a profitto le sue
residue capacità di guadagno e conseguire un reddito tale da escludere il
diritto a rendita. In particolare, l'esistenza di una simile opportunità dovrà
essere negata qualora le attività esigibili dall'interessato lo siano in una
forma talmente ristretta da non rientrare più nell'offerta lavorativa generale
o siano reperibili solo in misura molto ridotta cosicché le possibilità
occupazionali appaiono sin dall'inizio escluse o perlomeno non realistiche (STF 8C_670/2009 del 7 aprile 2010 consid. 8; STF
8C_641/2008 del 14 aprile 2009 consid. 5.2; STF 8C_709/2008 del 3 aprile 2009
consid. 2.3; DTF 110 V 273 consid. 4b pag. 276).

 

Il TF ha inoltre stabilito che - trattandosi di lavoratori non
qualificati esercitanti, prima di divenire invalidi, un'attività manuale -
entrano generalmente in linea di conto soltanto dei lavori di manovalanza
oppure altre attività fisiche (Omlin,
op. cit., pag. 206; RCC 1989, pag. 331 consid. 4a).

L'Alta Corte ha tuttavia anche precisato che il mercato del lavoro
accessibile a questi assicurati non è limitato a tali attività. Nell'industria
e nell'artigianato le attività fisicamente pesanti vengono eseguite sempre più
spesso tramite macchinari, motivo per cui aumentano le attività di controllo e
sorveglianza (SVR 2002 UV 15 consid. 3b; RCC 1991, pag. 332 consid. 3b, STFA U
871/02 del 20 aprile 2004, consid. 3; STFA U 329/01 del 25 febbraio 2003,
consid. 4.5). Anche in questo ambito vi sono aperte delle opportunità di lavoro
per lavoratori ausiliari, così come è il caso per il settore delle prestazioni
di servizio.

 

                        2.15.  Nel caso concreto, il ricorrente ha
beneficiato di una riformazione professionale dal 2022 al 2023, al termine
della quale ha ottenuto un attestato federale di capacità come operatore di
edifici e di infrastrutture, trovando poi lavoro in questo ramo per lo stesso
datore di lavoro, __________, presso cui ha svolto l'intero suo periodo di
pratica già sin dal 2021 e quindi anche quando ha seguito la formazione breve
nel medesimo campo.

L'amministrazione ha spiegato che la verifica del minore discapito
economico è stata effettuata con il metodo ordinario di raffronto dei redditi e
nella decisione del 29 novembre 2023 ha quindi indicato i tre possibili redditi
da invalido da confrontare con il reddito da valido di CHF 71'560:

 

-  reddito
effettivo conseguito presso __________ nel 2023 per un rendimento del 70%: CHF
35'315;

-  reddito statistico
nel settore specifico come manutentore di edifici al 100%: CHF 65'406,50;

-  reddito
statistico in attività adeguate semplici e ripetitive al 100%: CHF 66'267,75 (recte:
CHF 66'265,75 nel 2022).

 

In applicazione del principio dell'obbligo di ridurre il danno,
l'Ufficio AI ha stabilito che, paragonando il reddito statistico da valido nel
ramo di occupazione precedente al danno alla salute con quello statistico
mediano in attività semplici e ripetitive, essendo questo ultimo importo
maggiore degli altri due succitati, il ricorrente aveva una minore perdita di
guadagno. L’UAI ha dunque ha fissato il grado di invalidità nel 7,39%.

 

                        2.16.  Il calcolo
effettuato dall'Ufficio assicurazione invalidità è conforme agli esposti
principi legali (doc. 146, 147, 149 e 152).

 

Per costante giurisprudenza federale, per
determinare il reddito da invalido è determinante, in prima battuta, la
situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che
quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa
residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia
adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (cfr.
DTF 143 V 295 consid. 2.2 p. 296; DTF 139 V 592 consid. 2.3 p. 593; DTF126 V 75
consid. 3b/aa pag. 76, come pure sentenze STF 8C_829/2023 del 13 luglio 2024,
consid.5.1.1; 9C_355/2019 del 7 ottobre 2019, consid. 3.2.1; 9C_338/2019 del 2
dicembre 2019). Solo qualora difettino indicazioni economiche effettive,
possono, conformemente alla giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti
dalle statistiche salariali ufficiali, edite dall'Ufficio federale di
statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e
categorie di lavoro (DTF 148 V 174 consid. 6.2; DTF 143 V 295 consid. 2.2; DTF
135 V 297 consid. 5.2; DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid.
3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).

 

Nel caso in esame, l'assicurato è stato ritenuto
inabile dal 10 dicembre 2019 in ragione del 20% nel lavoro esercitato in
precedenza e dello 0% in attività adeguate. Il dr. med. __________ ha
confermato questa situazione ancora il 5 febbraio 2024, ponendo come limiti
funzionali di non dovere regolarmente maneggiare/sollevare pesi superiori a
10kg oltre l'orizzontale. Pendente causa il medico SMR ha poi ribadito che
"come custode e vedi da mansionario la patologia presente non impone
che l'Ato non deve costantemente eseguire delle attività inergonomiche con la
spalla coinvolta ma solo saltuariamente per cui appare tuttora indicato dal
lato puramente medico teorico non porre delle limitazioni % in attività
definite ergonomiche ed adeguate poiché queste limitazioni non vanno ad
influenzare la capacità lavorativa di tutti i giorni. Per questo motivo non è
stata quindi apportata una modifica delle % elencate nei RAF sia prima che dopo
il 2022 in cambio dell'istruttoria assicurativa".

A questa valutazione ci si può attenere in assenza,
come visto, di riscontri medici contrari e anche alla luce delle esposte
valutazioni in campo pratico rese dal datore di lavoro.

 

In effetti, il ricorrente è attivo dal 1° marzo 2021
presso __________, dapprima un giorno alla settimana nell'ambito della
formazione pratica che ha seguito per diventare operatore di edifici e di
immobili, poi dal 1° ottobre 2023 come "Collaboratore del settore
Azienda; gruppo IT & Logistica" nella misura del 100%, ma con una
riduzione del rendimento del 30% e quindi con rendimento del 70%.

 

Per quel che concerne l'assicurato, l'SMR ha
ribadito ancora il 5 febbraio 2024, sulla base dei nuovi criteri indicati
dall'art. 54a cpv. 3 LAI e dall'art. 49 cpv. 1bis OAI, che egli dispone di una capacità
lavorativa medico-teorica del 100% in attività adeguate.

 

In tale contesto va segnalata la STF 9C_318/2014 del
10 settembre 2020 concernete il caso di un'infermiera attiva al 50% in casa per
anziani che nel 2009 ha presentato una domanda di prestazioni AI. Nel
determinare il grado di invalidità con il metodo generale di calcolo, l'Ufficio
AI ha ritenuto un reddito da invalido statistico corrispondente a un'attività
svolta al 100% e non il reddito effettivo da infermiera al 50% come richiesto
da quest'ultima, la quale ha quindi preteso anche davanti al Tribunale federale
la concessione di una mezza rendita di invalidità. L'Alta Corte ha ricordato
che nell'ambito dell'assicurazione invalidità si applica in maniera generale il
principio secondo cui l'assicurato di sua iniziativa deve intraprendere tutto
quanto è ragionevolmente esigibile da lui per ovviare nel miglior modo
possibile alle conseguenze della sua "invalidità", segnatamente
mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario, in una nuova
professione.

Il principio dell'autointegrazione è un'emanazione dell'obbligo di
diminuire il danno e ha la precedenza sia sul diritto a una rendita e sia nei
confronti di provvedimenti d'integrazione. Pertanto, il TF ha ritenuto che la
ricorrente non poteva essere seguita, quando per la quantificazione del reddito
da invalido ha fondato il suo ragionamento sulla differenza numerica
"oltremodo modesta" tra il proprio salario effettivo a tempo parziale
e il reddito statistico a tempo pieno applicato dalla Corte cantonale. Decisiva
era piuttosto, nel sistema dell'assicurazione invalidità, la circostanza che
l'assicurata intraprendesse tutto quanto era ragionevolmente esigibile da lei
per ovviare nel miglior modo alla sua invalidità, mettendo a profitto la sua
residua capacità lavorativa, se necessario, in una nuova professione. Il TCA
aveva accertato che la ricorrente disponeva di
una capacità residua piena (100%) in un'attività leggera e adeguata, rispettosa
delle sue limitazioni funzionali. Ora, se è vero che fa stato in primo luogo la
situazione concreta dell'assicurata, è però anche vero, ha precisato il Tribunale
federale, che il suo reddito effettivo avrebbe trovato applicazione soltanto se
l'attività fosse stata svolta, sfruttando appieno la propria capacità
lavorativa residua, ciò che in concreto non era il caso. Il TCA non aveva
quindi violato il diritto federale ritenendo quale reddito da invalido un
salario statistico a tempo pieno.

 

Il principio dell'autointegrazione è stato ribadito
anche nella STF 9C_304/2020 dell'8 luglio 2020 relativa ad un assicurato che dal
giugno 2014 è stato riformato dall'Ufficio AI nel campo della logistica con
licenza di condurre dei camion e che, al termine della formazione, è stato
assunto come autista al 100% dal 1° giugno 2017, perciò l'Ufficio AI gli ha
negato il diritto a una rendita di invalidità. L'Alta Corte ha osservato che
limitandosi a menzionare che, dopo l'insorgenza del danno alla salute, per la
stessa percentuale di impiego (100%) egli doveva svolgere un numero di ore di
lavoro settimanali maggiore, il ricorrente non ha sollevato alcun elemento che
giustificava di scostarsi dalla costante giurisprudenza. Dal solo fatto che le
attività esercitate prima e dopo l'invalidità non erano le stesse, il numero di
ore effettuato nell'uno e nell'altro ramo professionale non poteva essere comparato
in maniera proporzionale come voleva l'assicurato. Non si ravvisava in ciò una
disparità di trattamento e l'assicurato nemmeno ha preteso che non si potesse
pretendere ragionevolmente da lui, per ridurre il più possibile le conseguenze
del danno alla salute, di lavorare a tempo pieno nella sua nuova attività
professionale. Il Tribunale federale ha di conseguenza ritenuto corretto quale reddito
da invalido il reddito effettivamente conseguito dopo la riqualifica professionale.

 

Nella STCA 32.2021.24 del 31 maggio 2021, al
considerando 2.14 il Tribunale è giunto alla conclusione che il minor
discapito economico, ossia la perdita di guadagno, lo si aveva in attività
adeguate. Infatti, l'assicurato poteva esercitare a tempo pieno una nuova
attività salariata che fosse semplice e ripetitiva così come riconosciuto
medicalmente, mentre se avesse continuato a lavorare come tecnico di impianti
industriali in ragione del 50% al massimo, il suo reddito sarebbe risultato
inferiore a quello statistico conseguibile in una nuova attività adatta
conforme ai limiti funzionali e di carico stabiliti dal Servizio Medico
Regionale. In quel caso, il reddito da invalido in attività
adeguate è stato stabilito sulla base dei dati statistici come operato
dall'Ufficio AI.

 

In seguito, nella STCA 32.2021.30 il 25 agosto 2021
la scrivente Corte ha invece avallato al considerando 2.7 l'agire dell'Ufficio
AI che aveva ritenuto un reddito da invalida basato sul salario reale percepito
dall'interessata lavorando come impiegata al 40%, siccome più favorevole rispetto
sia all'ipotesi di essere abile al 40% in attività adatte, e quindi si è
fondata sui dati statistici riferiti a un'attività semplice e ripetitiva, sia
ai dati statistici nel settore specifico amministrativo in cui era attiva,
presi anch'essi al 40%.

 

Per questo motivo, anche nella presente fattispecie occorre
dunque verificare, come giustamente fatto dall'Ufficio assicurazione
invalidità, se per il ricorrente lavorare al 100% presso __________, ma essere
retribuito come se lavorasse al 70% stante una resa inferiore malgrado il grado
di capacità lavorativa medico-teorica sia del 100% in attività adatte, tenuto
anche conto di determinati limiti funzionali, sia più favorevole in termini economici.
Va dunque esaminato nell'esercizio di quale attività derivi un minore discapito
economico per l'assicurato che, non va dimenticato, sottostà sempre all'obbligo
di ridurre il danno.

 

                        2.17.  Nella decisione
impugnata l'Ufficio AI ha ben spiegato questo principio, esponendo i tre
possibili redditi da invalido partendo dal presupposto di una capacità
lavorativa residua medico-teorica del 100% e il minore discapito economico è
risultato con il reddito statistico in attività semplici e ripetitive.

Questa conclusione può essere fatta propria dal TCA in
virtù delle sopra esposte considerazioni, evidenziando che l'insorgente
conseguirebbe dunque un reddito maggiore rispetto a quello realmente percepito
se sfruttasse al massimo la sua capacità lavorativa residua del 100% in
attività semplici di tipo fisico o manuale e in tale modo darebbe quindi seguito
all'obbligo di ridurre il danno.

Confrontando, infatti, il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido (CHF 71'156) con quello che egli potrebbe tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro (CHF
66'265,75), l'amministrazione ha ottenuto per l'anno 2023 un grado di
invalidità inferiore a quello che risulterebbe ritenendo quale reddito da
invalido quello realmente conseguito presso __________ come custode (CHF 35'315).
Data una minore differenza fra il reddito da valido e da invalido, ne risulta
una perdita di guadagno inferiore e il grado di invalidità ottenuto (6,87%) non
dà luogo a una rendita di invalidità (art. 28 cpv. 2 LAI). Per l'anno 2024, in
virtù del nuovo art. 26bis cpv. 3 OAI e quindi della deduzione del 10% sul
reddito statistico da invalido, si ottiene un grado di invalidità sempre
inferiore al 40% (16,19%).

 

                        2.18.  Va infine evidenziato che anche utilizzando,
per determinare il grado di invalidità fino al 31 dicembre 2023, e meglio fino
all'entrata in vigore del nuovo art. 26bis cpv. 3 OAI, a sua volta modificato
dal 1° gennaio 2022, la possibilità di una decurtazione ("deduzione per
circostanze personali e professionali") fino al 25% dal salario tabellare
prevista dalla giurisprudenza previgente per tener conto del fatto che una
persona invalida può essere in grado di utilizzare la sua capacità lavorativa
residua solo con un successo inferiore alla media, anche in un mercato del
lavoro equilibrato, il risultato finale a cui si giunge non cambia l'esito del
ricorso.

Al riguardo si rileva che nella DTF 148 V 174 il Tribunale
federale ha ricordato che queste deduzioni sono di fondamentale importanza come
strumento di correzione per determinare un reddito da invalido che sia il più
concreto possibile, unitamente a un altro strumento di correzione che è il
parallelismo dei redditi (cfr. Comunicato stampa del TF del 9 marzo 2022
pubblicata in: https://www.bger.ch/files/live/sites/bger/files/pdf/it/8c_0256_2021_yyyy_mm_dd_T_i_13_37_00.pdf).

 

In seguito, nella citata recente STF 8C_823/2023 dell'8 luglio
2024 (pubblicata in SVR 2025 IV Nr. 1) e destinata alla pubblicazione nella
raccolta ufficiale, l'Alta Corte ha ritenuto che l'art. 26bis cpv. 3 OAI, nella
versione in vigore dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2023, è troppo restrittivo
in determinate situazioni. Così come è disciplinato in modo esaustivo nell'OAI,
per il Tribunale federale il sistema di deduzione dal reddito tabellare RSS non
è conforme al diritto federale e quindi a complemento di tale disposizione
vanno tenuti in considerazione i principi della giurisprudenza applicati in
relazione alla deduzione dovuta al danno alla salute. La deduzione può comunque
ammontare al massimo al 25%, compresa l'eventuale deduzione per attività a
tempo parziale del 10% (cfr. Lettera circolare AI n. 445 e Comunicato stampa
del TF del 23 luglio 2024 pubblicato in: https://www.bger.ch/files/live/sites/bger/files/pdf/it/8c_0823_2023_
2024_07 _23_T_i_11_ 54_ 14.pdf) (cfr. consid. 2.12 in fine).

 

In effetti, come ha rilevato l'Ufficio AI il 13 settembre 2024
(doc. 149) nei suoi nuovi calcoli, con una riduzione supplementare del 5% per
tenere conto delle limitazioni qualitative del ricorrente il grado di
invalidità sale al 12% rispetto al 7,39% stabilito con la decisione impugnata (quest'ultimo
grado differisce dal 6,87% stabilito successivamente (doc. 147), poiché come
reddito da valido è stato ritenuto l'importo di CHF 71'156,60 anziché, per
errore di battitura, di CHF 71'560 e come reddito da invalido l'importo di CHF
66'265,75 in luogo di CHF 66'267,75), ma non è ancora sufficiente per avere
diritto a una rendita di invalidità.

 

Volendo poi ritenere, per pura ipotesi di lavoro, che anche dopo
il 1° gennaio 2024 la giurisprudenza federale mantiene la sua validità (malgrado
l'inserimento esplicito nell'ordinanza dell'espressione "Non sono
ammesse ulteriori deduzioni"), l’assicurato non avrebbe diritto ad una
rendita d’invalidità, in quanto applicando una riduzione del 5% per limitazioni
qualitative si giunge a un grado di invalidità del 20% (doc. 149).

 

                        2.19.  Ci si potrebbe infine domandare,
come ha osservato l'Ufficio assicurazione invalidità (doc. V pag. 3), se
nell'evenienza concreta sarebbe opportuno considerare un reddito statistico da
custode anziché quello statistico mediano della RSS per le attività semplici di
tipo fisico o manuale.

Non va infatti dimenticato che il ricorrente ha beneficiato di una
riformazione professionale proprio in quel settore. Ritenuto, però, che i due
redditi statistici sono praticamente equivalenti (CHF 65'406,50 il primo e CHF
66'265,75 il secondo), questa questione può rimanere indecisa, non avendo comunque
alcun influsso sull'esito della lite.

 

                        2.20.  Da quanto precede discende che deve
essere respinta la pretesa dell'insorgente di annullare la decisione impugnata
e di rinviare gli atti all'amministrazione per un complemento istruttorio.

La decisione dell'Ufficio assicurazione invalidità di rifiuto
delle prestazioni deve invece essere confermata.

                        2.21.  L'art. 61 lett. a LPGA prevede che
la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola, pubblica.

Giusta l'art. 61 lett. fbis LPGA, in caso di
controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la
singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il
tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento
temerario o sconsiderato.

 

Pe