# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 14bd76c9-b1bf-571a-96cf-3befb562a061
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-08-22
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 22.08.2005 12.2004.142
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2004-142_2005-08-22.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2004.142

  	
  Lugano

  22 agosto
  2005/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente,

  Epiney-Colombo e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa -inc. n. OA.2003.644
della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 1- promossa con petizione 14
ottobre 2003 da

 

	
   

  	
  PI 1 

  rappr. da RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AO 1 

  rappr. da RA 2 

   

  

con cui l’attrice
ha chiesto che fosse accertato che tra le parti non era in essere alcun
rapporto giuridico e in particolare non vi era alcuna ragione giuridica dalla
quale potesse derivare un credito a favore della convenuta di fr. 5'316'469.70
oltre interessi, somma di cui essa non era quindi debitrice, e che l’esecuzione
n. __________ dell’UE di Lugano avviata nei suoi confronti dalla controparte ed
avente per oggetto quell’importo era stata promossa in assenza dell’esistenza
effettiva del credito; 

 

domande
avversate dalla convenuta che ha postulato la reiezione della petizione; 

 

ed ora
sull’istanza di edizione di documenti da AP 4 , presentata il 25 maggio 2004 dalla convenuta, avversata dall’attrice
e dal terzo in questione, e che il Segretario assessore, con decreto 11 agosto
2004, ha parzialmente accolto;

 

appellante il terzo astretto all’edizione, con appello
3 settembre 2004, con cui chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di
respingere l’istanza di edizione presentata nei suoi confronti, protestando
spese e ripetibili di secondo grado;

appello
cui l’attrice ha dichiarato di aderire, con osservazioni 4 ottobre 2004, mentre
la convenuta, con osservazioni 19 ottobre 2004, ha postulato la reiezione del
gravame pure con protesta di spese e ripetibili;

 

richiamato
il decreto 6 settembre 2004 con cui il Segretario assessore ha concesso
all’appello l’effetto sospensivo richiesto; 

 

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   Con
la petizione in rassegna PI 1 ha convenuto in lite AO 1, chiedendo che fosse
accertato che tra loro non era in essere alcun rapporto giuridico e in
particolare non vi era alcuna causa giuridica da cui potesse derivare un
credito a favore della controparte di fr. 5'316'469.70 oltre interessi, somma
di cui essa non era quindi debitrice, e che l’esecuzione n. __________ dell’UE
di Lugano avviata nei suoi confronti ed avente per oggetto quell’importo (doc.
D) era stata promossa in assenza dell’esistenza effettiva del credito.

 

 

                                   2.   La
convenuta si è opposta alla petizione rilevando come l’attrice fosse senz’altro
debitrice dell’importo oggetto del PE, pari al saldo negativo risultante su
alcuni conti intestati direttamente a membri della famiglia __________ (conto __________)
o a società (__________, __________, __________) facenti capo a quest’ultima.
L’attrice, entità giuridica a sua volta facente parte del Gruppo e titolare di
un conto presso la convenuta il cui saldo era poi stato rimborsato, avrebbe in
effetti ingenerato nella banca un clima di particolare fiducia, per poi
disattenderlo nella misura in cui l’aveva indotta ad erogare dei crediti a
quelle persone o società ed in seguito a mantenerli in essere promettendo la
fornitura di garanzie ed il rimborso, mai avvenuti; essa si sarebbe d’altro
canto dichiarata più volte debitrice solidale e/o co-garante degli interi
importi. 

 

 

                                   3.   Nelle
more della causa la convenuta ha chiesto a AP 4, direttore dell’attrice, l’edizione di vari documenti, avversata da quest’ultima e dal terzo in questione, che
il Segretario assessore, con il decreto qui impugnato, ha parzialmente accolto. Il giudice di prime cure ha così fatto
ordine al terzo di produrre le sue dichiarazioni
fiscali dal 1994 al 2002, adottando tutta una serie di accorgimenti a tutela dei suoi interessi, in particolare dando la
facoltà di oscurare le informazioni non pertinenti. 

 

 

                                   4.   Con
l’appello che qui ci occupa, AP 4 chiede di riformare il querelato giudizio nel
senso di respingere l’istanza di edizione presentata nei suoi confronti,
ritenuta non necessariamente rilevante, a carattere inquisitorio e
sproporzionata siccome lesiva dei suoi interessi personali.

 

 

                                   5.   Delle
osservazioni con cui l’attrice aderisce all’appello mentre la convenuta postula
la reiezione del gravame si dirà, se necessario, nei prossimi considerandi.

 

 

                                   6.   La
giurisprudenza cantonale ha già avuto modo di stabilire che il terzo al quale
si chiede l’edizione di documenti giusta l’art. 211 CPC non può sindacare sulle
condizioni volute dalla legge per legittimare l’edizione, ovvero sull’esistenza
dei presupposti di cui agli art. 206 segg. CPC (Cocchi/Trezzini, CPC-TI,
m. 4 e 6 ad art. 211), e che la sua facoltà di opporsi é perciò limitata al
caso in cui i documenti da produrre attengano alla sua sfera privata, a motivi
che gli consentirebbero di non essere sentito come testimone rispettivamente
quando la documentazione riguarda suoi interessi giuridicamente rilevanti (Cocchi/Trezzini,
CPC-TI App., m. 12 ad art. 211; BOA n. 24 p. 24), come ad esempio il suo
diritto della personalità (Cocchi/Trezzini, CPC-TI App., m. 13 ad art.
211), il pericolo di esporsi ad un danno oppure ogni altra concernente
conseguenze derivanti dalla divulgazione di quei documenti (Cocchi/Trezzini,
CPC-TI, m. 4 art. 211). 

                                         In
considerazione di quanto precede, l’appello in esame deve senz’altro essere
dichiarato irricevibile nella misura in cui il terzo censura l’esistenza delle
premesse formali di cui agli art. 206 segg. CPC, adducendo in particolare che
la documentazione chiesta in edizione non sarebbe necessariamente rilevante per
la lite e in ogni caso sarebbe di carattere inquisitorio.

 

 

                                   7.   Resta
da esaminare la censura con cui egli ritiene che l’istanza di edizione
formulata nei suoi confronti sarebbe sproporzionata siccome lesiva della sua
sfera personale e di quella delle società toccate dal provvedimento. Il rilievo
è infondato. Con gli accorgimenti adottati dal giudice di prime cure l’edizione
è in effetti limitata a quanto è essenziale per le esigenze delle parti in
causa (sui possibili accorgimenti a tutela degli interessi del terzo, cfr. Cocchi/Trezzini,
CPC-TI App., n. 392 e m. 13 ad art. 211): nella ponderazione degli interessi
contrapposti (Cocchi/Trezzini, CPC-TI App., n. 393 ad art. 211) non si
può pertanto ritenere che il decreto sia eccessivamente invasivo o
sproporzionato per l’appellante e le società interessate. 

 

 

                                   8.   Ne
discende la reiezione del gravame, del tutto infondato.

                                         La tassa
di giustizia, le spese e le ripetibili di questa sede sono poste a carico
dell’appellante (art. 148 CPC), ritenuto che all’attrice, di fatto pure
soccombente, non possono essere accollati oneri processuali, non essendo essa
formalmente parte della procedura d’appello, che vede in effetti opposto il
terzo chiamato a produrre i documenti alla parte richiedente l’edizione.

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati l’art. 148 CPC e la TG

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   L’appello 3 settembre 2004 di AP 4 è respinto.

                                      

 

                                   II.   Le spese della procedura d’appello consistenti in:

 

                                         a) tassa
di giustizia        fr.     450.-

                                         b) spese                         
 fr.       50.- 

                                         Totale                              
fr.     500.-

 

                                         già
anticipate dall’appellante, restano a suo carico, con l’obbligo di versare alla
convenuta complessivi fr. 500.- per ripetibili di appello.

 

 

 

 

 

 

                                  III.   Intimazione:

	
   

  	
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                                         Comunicazione
alla Pretura del distretto di Lugano, Sezione 1.

 

 

	
  terzi implicati

  	
  PI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario