# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7bb60253-fca8-5469-9ce1-4c7bda56fa2e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-11-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 26.11.2003 17.2003.51
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-2003-51_2003-11-26.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2003.51

  	
  Lugano

  26 novembre
  2003

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Corte di cassazione e di revisione
  penale                                 del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  G. A. Bernasconi e Cometta

  
						

 

	
  Segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera 

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso per cassazione del 22
agosto 2003 presentato da

 

	
   

  	
  ____________________

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  la sentenza emanata il 12 agosto 2003 dal giudice
  della Pretura penale nei confronti di

   

  __________,

  (patrocinato dall'avv. __________);

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1. Se dev'essere accolto il
ricorso per cassazione;

                                         2.   Il
giudizio sulle spese.

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Il
19 settembre 2001 __________ ha sporto querela – rispettivamente denuncia – nei
confronti dell'agente di polizia __________ per vie di fatto, lesioni semplici,
ingiuria, abuso d'autorità ed esposizione a pericolo della vita altrui. Con
decreto d'accusa del 2 ottobre 2002, emanato al termine di informazioni
preliminari, il Procuratore pubblico ha riconosciuto __________ autore
colpevole di vie di fatto per avere, il 9 agosto 2001, colpito __________ con
tre schiaffi durante un intervento di polizia a __________. Il decreto d'accusa
è stato impugnato sia dall'accusa­to sia da __________. 

 

                                  B.   Statuendo
il 12 agosto 2003 senza dibattimento, il giudice della Pretura penale ha
assolto __________ dopo avere accertato che la prescrizione dell'azione penale
per vie di fatto, cominciata a decorrere il 9 agosto 2001, si era compiuta il 9
agosto 2001 (art. 72 n. 2 e 109 vCP, in vigore fino al 30 settembre 2002).
Contro tale sentenza __________ è insorto con un ricorso per cassazione del 22
agosto 2003 nel quale chiede l'annullamento del giudizio impugnato e il
perseguimento di __________ per i reati di aggressione (art. 134 CP) e
sequestro di persona (art. 183 n. 1 CP), non ancora prescritti. Il Procuratore
pubblico ha comunicato il 10 settembre 2003 di non avere osser­vazioni da formulare.
Nelle sue osservazioni del 23 settembre 2003 __________ propone invece di
respingere il ricorso.

 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Di norma un ricorso per cassazione va preceduto da una dichiarazione
di ricorso, da inoltrare al giudice che ha emesso la sentenza nei 5 giorni
seguenti la comunicazione orale dei dispositivi (art. 289 cpv. 1 CPP, cui
rinvia l'art. 278 cpv. 2). In concreto non è avvenuta alcuna “comunica­zione
orale dei dispositivi”, poiché il giudice della Pretura penale ha statuito
senza dibattimento. Esigere una dichiarazione di ricorso nelle circostanze
descritte non avrebbe quindi senso.

 

                                   2.   Secondo
l'art. 287 cpv. 1 CPP le sentenze di merito delle Corti penali possono essere
impugnate con ricorso per cassazione dal Procuratore pubblico, dall'accusato e
dal suo difensore. Tale facoltà spetta anche alla parte civile, ove si tratti
di una sentenza di assoluzione. Nella fattispecie __________ ha sporto querela
– rispettivamente denuncia – il 19 settembre 2001 per vie di fatto, lesioni semplici,
ingiuria, abuso di autorità ed esposizione a pericolo della vita altrui.
Raccolte le informazioni preliminari, il Procuratore pubblico ha emanato il 2
ottobre 2002 un decreto d'accusa per (sole) vie di fatto, proponendo la
condanna dell'inquisito a una multa di fr. 200.–. Il decreto è stato intimato
al condannato e a __________, designato come “querelante” (act. C, pag. 2). Se
non che, il decreto sarebbe dovuto pervenire a quest'ultimo siccome parte
civile. In coda al verbale del 19 set­tembre 2001, infatti, questi aveva
esplicitamente dichiarato al segretario giudiziario che lo aveva interrogato di
costituirsi in quanto tale (act. 6 pag. 6). __________ era quindi parte al
procedimento. Ciò lo legittimava a impugnare il decreto d'accusa (art. 208 cpv.
1 lett. e CPP) e lo abilita ora a ricorrere contro la sentenza assolutoria del
giudice penale (art. 287 cpv. 1 CPP).

 

                                   3.   Il
ricorrente sostiene anzitutto che la prescrizione dell'azione penale accertata
dal primo giudice non può entrare in linea di conto, essendo da attribuire al
ritardo con cui il Procuratore pubblico ha trattato il caso. La tesi è
infondata. Il reato di vie di fatto impu­tato al prevenuto nel decreto d'accusa
è una contravvenzione (art. 126 cpv. 1 CP), soggetta – in base al principio del­la
lex mitior (art. 2 cpv. 2 e 337 CP; v. anche DTF 129 IV 49 con­sid.
5.5.2 pag. 53) – alla prescrizione relativa di un anno (art. 109 cpv. 1 vCP) e
quella assoluta di due (art. 72 n. 2 cpv. 2 vCP). E poiché in concreto i fatti
risalgono al 9 agosto 2001, la prescrizio­ne dell'azione penale è subentrata al
più tardi il 9 agosto 2003. I motivi che l'hanno determinata poco importano.
Nella sua decisione del 12 agosto 2003 il giudice della Pretura penale non
poteva che constare tale circostanza. Su questo punto il ricorso è chiaramente
destinato all'insuccesso. 

 

                                   4.   Secondo il ricorrente l'accaduto non può essere vagliato solo nella
prospettiva delle vie di fatto, l'accusato dovendo essere perseguito anche per
aggressione (art. 134 CP) e sequestro di persona (art. 183 CP). In questa sede
l'argomento sfugge a un esame di merito. Come si è visto, nella fattispecie il
decreto d'ac­cusa è stato impugnato, oltre che dal condannato, anche dal ricorren­te
nella sua veste di parte civile. Già nella sua oppo­sizione (act. B), del
resto, la parte civile riteneva che altre ipotesi di reato entrassero in
considerazione, conformemente alla que­rela del 

                                         19
settembre 2001, come le lesioni semplici, l'ingiuria, l'abuso di autorità e
l'esposizione a pericolo della vita altrui. Il giudice della Pretura penale si
è limitato ad accertare l'intervenuta prescrizione del reato contemplato nel
decreto d'accusa. Se non che, così facendo, egli ha statuito sulla sola
opposizione del prevenuto.

 

                                         Né
l'opposizione della parte civile (evocata per altro a pag. 1 del­la sentenza)
poteva presumersi senza oggetto solo perché il rea­to prospettato nel decreto
d'accusa era prescritto. La parte civile andava citata invece al dibattimento,
con l'accusato e il Procura­tore pubblico, affinché potesse esprimersi in
contraddittorio e contestare – dandosene il caso – la qualifica dell'illecito
oggetto del procedimento, chiedendo che l'accusato fosse condannato per un
altro titolo di reato. Certo, limitando l'imputazione alle sole vie di fatto il
Procuratore pubblico parrebbe aver inteso rinunciare al perseguimento degli
altri reati menzionati dalla par­te civile. A tal fine però egli avrebbe dovuto
emanare un formale decreto di non luogo a procedere (art. 184 cpv. 2 CPP).
Anche perché solo in quel modo la parte civile avrebbe potuto far valere i suoi
diritti e instare per una promozione dell'accusa (art. 186 cpv. 1 CPP). Non
risultando ch'egli abbia promulgato un tale atto, l'opposizione al decreto
d'accusa rimane attuale.

 

                                   5.   Se ne conclude che il ricorso merita parziale accoglimento, onde
l'annullamento della sentenza impugnata e il rinvio degli atti al giudice della
Pretura penale che ha statuito sull'opposizione del prevenuto, il quale si
pronuncerà anche sull'opposizione della parte civile. Né occorre demandare la
causa a un magistrato diverso (art. 296 cpv. 2 CPP), il primo giudice non
essendo ancora entrato – appunto – nel merito dell'opposizione formulata dalla
parte civile (CCRP, sentenza del 4 settembre 2003 in re B., consid. 5). Quanto
al proscioglimento dall'imputazione di vie di fatto per intervenuta
prescrizione, esso rimane evidentemente acquisito. Dato l'esito del procedimento,
gli oneri del giudizio odierno vanno addebitati allo Stato (art. 15 cpv. 2
CPP). Al ricorrente, che non ha dovuto far capo al patrocinio di un legale, non
si giustifica invece di assegnare ripetibili (art. 9 cpv. 6 CPP).

 

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:                      1.    Il
ricorso è parzialmente accolto, la sentenza impugnata è annullata e gli atti sono
rinviati allo stesso giudice della Pre­tura penale perché statuisca sull'opposizione
al decreto d'accusa introdotta dalla parte civile.

 

                                           2.    Gli oneri processuali, consistenti in:

                                                  a) tassa di
giustizia              fr. 300.–

                                                  b) spese                                fr.   50.–

                                                                                                 fr. 350.–

                                                  sono posti a
carico dello Stato.

 

                                           3.    Intimazione a:

                                                  –                              __________;

                                                  –   __________;

                                                  –   avv.
__________;

                                                  –   Procuratore
generale __________;

                                                  –   Pretura
penale, via dei Gaggini 1, Bellinzona;

                                                  –   Ministero
pubblico della Confederazione, 3003 Berna;

                                                  –   Comando
della polizia cantonale, SG/SC (Servizi centrali), 6501 Bellinzona;

                                                  –   Comando
della polizia comunale, via Beltramina, 6901 Lugano;

                                                  –   Ufficio
dei Giudici dell'istruzione e dell'arresto, 6901 Lugano.

 

N.B.: l'indicazione dei rimedi di diritto è avvenuta con la
comunicazione del dispositivo.

 

 

 

Per la Corte di cassazione e di revisione
penale

Il presidente                                               
Ia segretaria