# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 34602eca-c0c3-5a66-a957-4151fe90bbd2
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-07-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.07.2008 C-7442/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-7442-2007_2008-07-22.pdf

## Full Text

Corte II I
C-7442/2007
{T 0/2}

Sentenza del 22 luglio 2008

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Antonio Imoberdorf, Ruth Beutler, 
cancelliere Graziano Mordasini.

C._______,
patrocinata dall'avv. Urs Weber,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Bern,
autorità inferiore.

Rifiuto dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-7442/2007

Ritenuto in fatto e considerato in diritto:

che  con  lettera  non  firmata  del  26 giugno  2007  all'intenzione 
dell'Ambasciata  di  Svizzera  di  Kiev,  la  A._______  di  B._______  ha 
invitato C._______, cittadina ucraina nata il..., a venire in Svizzera per 
una  serie  di  incontri  d'affari,  postulando  il  rilascio  in  favore  di 
quest'ultima  di  un  visto  multiplo  per  il  periodo  26 giugno  – 
30 settembre 2007;

che  con  scritto  dello  stesso  giorno  alla  suddetta  rappresentanza, 
l'D._______  di  E._______  ha  richiesto  il  rilascio  in  favore 
dell'interessata  di  un  visto  della  durata  di  tre  giorni  al  fine  di 
permetterle  di  visitare  i  loro  uffici  e  di  festeggiarne  il  compleanno, 
garantendo nel contempo l'assunzione di tutte le spese, vitto, alloggio 
e ogni altra incombenza di ordine finanziario relative al  soggiorno di 
quest'ultima;

che  in  data  10 luglio  2007,  C._______  ha  presentato  presso 
l'Ambasciata di Svizzera di Kiev una domanda di visto per la Svizzera 
al  fine  di  recarsi  dal  16  al  30 luglio  2007  presso  la  A._______  di 
B._______, precisando nel contempo di essere nubile e studentessa;

che l'interessata ha poi modificato tale richiesta postulando il rilascio 
di un'autorizzazione d'entrata allo scopo di soggiornare per un periodo 
di tre giorni (dal 28 al 30 giugno 2007) presso un hotel di F._______;

che a sostegno della succitata domanda di visto, la richiedente ha in 
particolare  prodotto  agli  atti  una  dichiarazione  attestante  la  sua 
iscrizione all'università di Kiev, copia della riservazione di un biglietto 
aereo, copia di  un'assicurazione viaggio conclusa in suo favore, una 
dichiarazione  con la  quale  si  impegnava a  lasciare  il  territorio  della 
Confederazione al termine del visto postulato e degli  estratti  del  suo 
conto bancario;

che  in  data  12 settembre  2007,  l'UFM ha  emesso  una  decisione  di 
rifiuto  dell'autorizzazione  d'entrata  in  Svizzera  nei  confronti  di 
C._______,  considerando  in  sostanza  che,  tenuto  conto  della 
situazione  socioeconomica  prevalente  in  Ucraina,  ed  in  particolare 
delle disparità economiche esistenti tra questo paese e la Svizzera, la 
sua  uscita  dal  territorio  della  Confederazione  alla  scadenza  del 

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soggiorno  previsto  non  poteva  essere  considerata  come 
sufficientemente assicurata; 

che  l'autorità  intimata  ha  inoltre  sottolineato  che  l'interessata  non 
poteva  avvalersi  di  legami  familiari  (persona  in  giovane  età  senza 
impegni familiari) o professionali stretti con il suo paese d'origine e che 
l'insieme delle circostanze fa sorgere seri  dubbi  sullo  scopo effettivo 
del soggiorno auspicato;

che con scritto  del  2 novembre 2007,  agendo per  il  tramite  del  suo 
patrocinatore,  l'interessata  ha interposto  ricorso  avverso la  precitata 
decisione, postulandone l'annullamento e il rilascio in suo favore di un 
visto  d'entrata  della  durata  di  tre  mesi,  affermando  di  intrattenere 
stretti  legami  sentimentali  (convivente)  e  professionali  (a  capo  di 
un'impresa  di  prodotti  surgelati,  referente  del  parlamento  ucraino  e 
agente di assicurazione) nel suo paese d'origine e dicendosi pronta a 
fornire la documentazione atta a comprovare queste relazioni; 

che  il  patrocinatore  della  ricorrente,  il  quale  nella  sua  qualità  di 
membro del  consiglio  di  amministrazione di  diverse società svizzere 
intrattiene  relazioni  d'affari  con  il  compagno  della  richiedente,  ha 
manifestato la sua intenzione di instaurare dei rapporti  d'affari anche 
con  quest'ultima,  garantendo  nel  contempo  la  sua  partenza  dalla 
Svizzera al termine del soggiorno richiesto; 

che chiamato ad esprimersi  sul  ricorso, con preavviso del 3 gennaio 
2008, l'UFM ha postulato la reiezione del gravame, rilevando come il 
rientro in patria di  C._______ non fosse sufficientemente garantito e 
sottolineando  come  l'insieme  delle  circostanze  facesse  sorgere  seri 
dubbi  sulle  sue  intenzioni,  nonché  sullo  scopo  del  soggiorno 
auspicato; 

che, invitata a prendere posizione in merito al  preavviso dell'autorità 
intimata, con replica del 15 gennaio 2008, la ricorrente ha ripreso le 
argomentazioni sviluppate nel suo gravame del 2 novembre 2007;

che il  legale  dell'interessata  ha inoltre  affermato  che dal  1985 circa 
egli  ha  richiesto  dozzine,  se  non  centinaia,  di  visti  per  cittadini 
provenienti  dalle  Repubbliche  dell'ex  Unione  Sovietica,  sempre 
rilasciati  senza alcun problema e che in tutti  questi  casi  i  beneficiari 
avevano fatto regolare ritorno in patria nei termini prescritti; 

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che  chiamato  ad  esprimersi  sulla  suddetta  replica,  con  duplica  del 
18 febbraio  2008,  l'UFM  si  è  riconfermato  nelle  sue  conclusioni, 
affermando che le argomentazioni  della ricorrente in merito alla  sua 
situazione in  Ucraina andavano relativizzate a motivo delle  disparità 
economiche esistenti tra questo paese e la Svizzera e precisando che 
ogni caso va trattato singolarmente alla luce delle proprie particolarità, 
di modo che il fatto che altre persone abbiano ottenuto dei visti non è 
determinante;

che, riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge federale del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS 
173.32),  giusta  l'art.  31  LTAF il  Tribunale  amministrativo  federale  (di 
seguito: TAF o il Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 
dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 
amministrativa (PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate agli 
art. 33 e 34 LTAF;

che in particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione 
d'entrata  in  Svizzera  rese  dall'UFM  -  il  quale  costituisce  un'unità 
dell'amministrazione  federale  come  definita  all'art.  33  let.  d  LTAF - 
possono  essere  impugnate  dinanzi  al  TAF, il  quale  statuisce  in  via 
definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1 
della legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 
173.110]);

che l'entrata in  vigore,  il  1° gennaio 2008,  della  legge federale sugli 
stranieri  del  16 dicembre  2005  (LStr,  RS  142.20)  ha  comportato 
l'abrogazione della legge federale del 26 marzo 1931 concernente la 
dimora e il domicilio degli stranieri (vLDDS, CS 1 117), conformemente 
all'art. 125 LStr (in relazione con la cifra I del suo allegato), e di alcune 
ordinanze d'esecuzione, quali in particolare l'ordinanza del 14 gennaio 
1998 concernente  l'entrata  e la  notificazione degli  stranieri  (vOEnS, 
RU 1998 194), in virtù dell'art. 39 dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 
concernente la procedura d'entrata e di  rilascio del visto (OPEV, RS 
142.204), e dell'ordinanza del 6 ottobre 1986 che limita l'effettivo degli 
stranieri  (vOLS,  RU  1986  1791),  conformemente  all'art.  91 
dell'ordinanza  del  24 ottobre  2007  sull'ammissione,  il  soggiorno  e 
l'attività lucrativa (OASA, RS 142.201);

che la  domanda oggetto della  presente procedura di  ricorso è stata 
presentata  prima  dell'entrata  in  vigore  della  LStr,  il  vecchio  diritto 

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(materiale) è quindi applicabile alla presente fattispecie, in conformità 
alla regolamentazione transitoria di cui all'art. 126 cpv. 1 LStr;

che, di contro, conformemente alla regolamentazione transitoria di cui 
all'art. 126 cpv. 2 LStr, la procedura inerente le domande presentate 
prima dell'entrata in vigore, il  1° gennaio 2008, della LStr è retta dal 
nuovo diritto;

che, salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura 
davanti  al  Tribunale amministrativo federale  è retta  dalla  PA (art. 37 
LTAF);

che C._______ ha diritto di ricorrere (art. 48 PA) e che il suo ricorso, 
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile 
(cfr. art. 50 e 52 PA);

che per l'entrata in Svizzera gli  stranieri  devono disporre di  un visto 
(cfr. art. 1 cpv. 1 in fine e art. 3 vOEnS);

che, salvo disposizioni contrarie, il rilascio del visto compete all'UFM 
(art. 18 vOEnS in relazione con l'art. 25 cpv. 1 lett. a vLDDS);

che nelle loro decisioni, le autorità competenti a concedere i permessi 
terranno conto degli  interessi  morali  ed economici  del paese nonché 
dell'eccesso della popolazione straniera (cfr. art. 16 cpv. 1 vLDDS) e 
saranno tenute ad assicurare un rapporto equilibrato tra l'effettivo della 
popolazione  svizzera  e  quello  della  popolazione  straniera  residente 
(cfr. art. 1 lett. a vOLS);

che la  Svizzera non può accogliere tutti  gli  stranieri  che desiderano 
venire in  questo paese,  sia  che si  tratti  di  soggiorni  di  breve che di 
lunga  durata,  quindi  è  legittimo  applicare  una  politica  restrittiva  in 
materia di ammissione (cfr. DTF 122 II 1 consid. 3a p. 6 segg.;  ALAIN 
WURZBURGER,  La jurisprudence récente du Tribunal fédéral  en matière 
de police des étrangers, Revue de Droit administratif et de Droit fiscal 
[RDAF] 1997, p. 287);

che  esse  devono  quindi  assicurarsi  che  gli  stranieri  ammessi  in 
Svizzera dispongano sia della possibilità che della volontà di rientrare 
nel  loro  paese  d'origine,  in  caso  di  bisogno  o  al  termine  del  loro 
soggiorno (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c e 14 cpv. 1 vOEnS);

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che a questo proposito giova sottolineare che l'ordinamento giuridico 
svizzero  non  garantisce  alcun  diritto  all'entrata  in  Svizzera,  né  alla 
concessione di un visto (cfr. art. 4 vLDDS, in relazione con l'art. 9 cpv. 
1 vOEnS; cfr. inoltre PHILIP GRANT, La protection de la vie familiale et de 
la vie privée en droit des étrangers, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, p. 
24;  PETER UEBERSAX,  Einreise  und  Anwesenheit  in:  Uebersax/Münch/ 
Geiser/Arnold, Ausländerrecht, Basilea/Ginevra/Monaco 2002, n. 5.28 
ss);

che  il  visto  è  rifiutato  se  lo  straniero  non  adempie  alle  condizioni 
d'entrata di cui all'art. 1 vOEnS (cfr. 14 cpv. 1 vOEnS), vale a dire in 
particolare se non fornisce garanzie necessarie che la sua partenza 
dalla  Svizzera  avverrà  nei  termini  prescritti  (cfr.  art.  1  cpv. 2  lett.  c 
vOEnS);

che un visto è inoltre rifiutato qualora sussistono fondati  dubbi  sullo 
scopo del soggiorno (art. 14 cpv. 2 let. c vOEnS);

che un permesso d'entrata in Svizzera non può quindi essere rilasciato 
allorquando  il  rientro  nel  paese  d'origine  non  è  assicurato,  sia  in 
ragione della situazione politica o economica difficile prevalente, sia in 
funzione della situazione personale del richiedente;

che  nella  fattispecie,  tenuto  conto  dell'insieme  delle  risultanze 
dell'incarto, il TAF ritiene che l'uscita dalla Svizzera di C._______ alla 
scadenza  del  soggiorno  previsto  non  può  essere  considerata  come 
sufficientemente assicurata;

che  in  effetti,  in  ragione  della  situazione  socio-economica  difficile 
regnante  in  Ucraina,  e  viste  le  considerevoli  disparità  economiche 
esistenti  tra questo paese e la Svizzera, il  TAF non può escludere il 
rischio che l'interessata non faccia ritorno in patria alla scadenza del 
visto richiesto; 

che  l'esperienza  insegna  inoltre  che  sovente  i  beneficiari  di  un 
permesso d'entrata,  dal  momento  in  cui  si  trovano in  Svizzera,  non 
prendono più  in  considerazione  il  ritorno nel  loro  paese d'origine,  e 
che,  nonostante  le  promesse  di  lasciare  il  territorio  della 
Confederazione al termine del periodo di visita concesso, non esitano 
ad utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione, mettendo a profitto il loro 
soggiorno in questo paese per risiedervi ad un titolo qualsiasi;

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che, in ragione della situazione personale di C._______, questa ipotesi 
non può essere esclusa nella fattispecie;

che  dalle  informazioni  fornite  alle  autorità  elvetiche  nel  corso  della 
procedura si evince che il compagno della richiedente vive in Ucraina;

che, sebbene si debba riconoscere che un tale legame sia proprio, in 
una  certa  misura,  da  incitare  una  persona  a  rientrare  in  patria  al 
termine del soggiorno auspicato, esso non è comunque sufficiente ad 
assicurarne il ritorno nel paese d'origine;

che  la  ricorrente  è  nubile,  in  giovane  età  e  senza  figli  e  quindi 
senz'altro in grado di costruirsi una nuova esistenza lontano dalla sua 
patria, senza che ciò comporti per lei delle difficoltà maggiori sul piano 
personale o familiare; 

che nel quadro della sua domanda di visto C._______ ha affermato di 
essere studentessa, come peraltro comprovato dalla documentazione 
agli  atti  (cfr.  dichiarazione  di  iscrizione  dell'università  di  Kiev  del 
22 giugno 2007), salvo poi affermare nel suo ricorso del 2 novembre 
2007 di essere attiva in patria quale titolare di un'impresa di prodotti 
surgelati, referente del parlamento ucraino e agente di assicurazione, 
senza tuttavia fornire alcun documento a comprova di tali affermazioni, 
di  modo che le  sue dichiarazioni  a  questo  proposito  rimangono allo 
stadio della mera allegazione di fatto;

che, date le circostanze, non si può ritenere che l'interessata possieda 
dei  legami  professionali  e  delle  prospettive  economiche,  propri  a 
garantirne il ritorno in Ucraina;

che dagli atti di causa risulta che in data 10 luglio 2007 la ricorrente ha 
dapprima richiesto il  rilascio di  un visto dal 16 al  30 luglio  2007 per 
recarsi  presso  la  A._______  di  B._______,  salvo  poi  postulare  il 
rilascio  di  un'autorizzazione  d'entrata  per  il  periodo  28 giugno  – 
30 giugno 2007,  quindi  per una data anteriore alla sua domanda, al 
fine di recarsi in vacanza presso un hotel di F._______;

che inoltre con scritto del 26 giugno 2007, il suddetto istituto bancario 
ha postulato il rilascio in favore di C._______ di un visto multiplo valido 
dal  26 luglio  al  30 settembre 2007,  così  da rendere possibile  diversi 
incontri d'affari;

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che  dal  canto  suo,  con  lettera  dello  stesso  giorno,  l'D._______  di 
E._______  ha  richiesto  il  rilascio  in  favore  dell'interessata  di 
un'autorizzazione  d'entrata  della  durata  di  tre  giorni,  al  fine  di 
permetterle di visitare i loro uffici e festeggiarne il compleanno;

che  nel  suo  gravame  del  2 novembre  2007,  la  ricorrente  ha  infine 
sostenuto  di  avere  ricevuto  un  invito  da  un  hotel  di  F._______  per 
festeggiare  il  suo  compleanno  in  G._______  con  il  compagno  (cfr. 
conferma  prenotazione  albergo  del  22 giugno  2007  per  il  periodo 
28 giugno – 30 giugno 2007 all'intenzione dell'Ambasciata di Svizzera 
di Kiev), postulando il rilascio di un visto della durata di tre mesi;

che  le  numerose  incongruenze  quo  alla  durata  ed  alla  finalità 
dell'autorizzazione d'entrata richiesta da C._______ sono tali  da fare 
sorgere seri dubbi in merito alle sue reali intenzioni (cfr. art. 14 cpv. 2 
let. c vOEnS);

che  nella  sua  replica  del  15 gennaio  2008,  il  patrocinatore  della 
ricorrente  ha  infine  sostenuto  che  a  far  data  dal  1985  egli  aveva 
richiesto,  e  sempre ottenuto  senza alcuna difficoltà,  dozzine se non 
centinaia  di  visti  per  cittadini  provenienti  dalle  repubbliche  dell'ex 
Unione Sovietica, prevalendosi quindi implicitamente di una violazione 
del  principio  dell'uguaglianza  garantito  dall'art.  8  della  Costituzione 
federale  delle  Confederazione  Svizzera  del  18 aprile  1999  (Cst,  RS 
101);

che egli  si  è  prevalso  di  questa argomentazione in  termini  generali, 
senza referenze e motivazioni, venendo pertanto meno al suo dovere 
di  sostenere  le  proprie  affermazioni  e  di  fornire  le  indicazioni 
necessarie al fine di permettere le verifiche delle sue argomentazioni 
(cfr. in particolare la sentenza del Tribunale federale 2A.449/1999 del 
10 gennaio 2000 consid. 4a/bb);

che inoltre, come rilevato a giusto titolo dall'autorità di prime cure nella 
sua  duplica  del  18 febbraio  2008,  ogni  fattispecie  va  trattata 
singolarmente alla luce delle proprie particolarità, di modo che il fatto 
che altre persone abbiano ottenuto dei visti non è determinante;

che le assicurazioni fornite dal patrocinatore della ricorrente secondo 
le quali quest'ultima avrebbe lasciato la Svizzera allo spirare del visto, 
non  sono  tali  da  impedire  ad  un  cittadino  straniero,  una  volta  sul 
territorio  elvetico,  di  intraprendere  i  passi  necessari  per  stabilirvisi 

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durevolmente  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  federale  6S.281/2005  del 
30 settembre 2005);

che  l'esperienza  ha  a  più  riprese  dimostrato  come  le  dichiarazioni 
d'intenzione formulate in merito all'uscita puntuale dalla Svizzera allo 
scadere  del  visto,  costituiscono  delle  semplici  dichiarazioni 
d'intenzione, prive di effetti giuridici e non sono pertanto sufficienti ad 
assicurare la partenza di un cittadino straniero nei termini stabiliti (cfr. 
Giurisprudenza  delle  autorità  amministrative  della  Confederazione 
[GAAC] 57.24);

che  a  questo  proposito  occorre  precisare  che  il  rifiuto 
dell'autorizzazione  d'entrata  in  oggetto  non  è  tale  da  mettere  in 
discussione  la  buona  fede  di  persone  residenti  regolarmente  in 
Svizzera, le quali hanno invitato un terzo domiciliato all'estero per un 
soggiorno turistico; 

che  l'avvenuta  stipulazione  di  una  polizza  assicurativa  relativa  al 
prospettato  soggiorno  in  Svizzera  di  C._______  non  è  tale  da 
modificare  la  situazione,  in  quanto  le  garanzie  fornite  sul  piano 
finanziario,  sebbene  siano  effettivamente  prese in  considerazione  al 
momento  di  pronunciarsi  sulla  questione  di  sapere  se  un  visto  può 
essere  accordato  ad  un  cittadino  straniero  che  lo  sollecita,  non 
possono essere considerate come decisive, nella  misura in cui  esse 
non  vincolano  la  richiedente,  la  quale  risponde  individualmente  del 
proprio  comportamento  e  di  conseguenza  non  permettono 
minimamente di  escludere l'eventualità che l'interessata, una volta in 
Svizzera,  non  cerchi  di  prolungare  la  sua  presenza  (cfr.  a  questo 
proposito la sentenza del Tribunale federale 6S.281/2005 sopra citata);

che, alla luce di quanto esposto, il  TAF ritiene che il  ritorno in patria 
della  richiedente non può essere considerato come sufficientemente 
garantito (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c vOEnS), e che sussistono dei fondati 
dubbi in merito allo scopo del soggiorno (art. 14 cpv. 2 let. c vOEnS), 
di modo che le condizioni per il rilascio di un permesso d'entrata non 
sono adempiute;

che la decisione impugnata si rileva essere conforme al diritto (cfr. art. 
49 PA);

che il ricorso è respinto;

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che le spese di procedura sono pertanto poste a carico della ricorrente 
(cfr. art. 63 cpv. 1 prima frase PA in relazione con gli  art. 1  a 3 del 
Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al  Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 
173.320.2]);

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto. 

2.
Le  spese  processuali,  pari  a  Fr.  600.-,  sono  poste  a  carico  della 
ricorrente e sono computate con l'anticipo dello stesso importo versato 
in data 23 novembre 2007.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto 2 306 411 di ritorno)
- Sezione  dei  permessi  e  dell'immigrazione,  Bellinzona,  per 

informazione (incarto cantonale di ritorno)

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Graziano Mordasini

Data di spedizione:

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