# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2c1e2014-5f19-55fe-bea9-38c4a01cb6c2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-10-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 09.10.2002 34.2002.33
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2002-33_2002-10-09.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2002.00033

   

  BS

  	
  Lugano

  9 ottobre 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 21 giugno
2002 della 

 

	
   

  	
  Fondaz. istituto collettore LPP, 6900 Lugano,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  __________, 
  

   

  in materia di previdenza professionale

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                     -   che con
decisione 7 aprile 1997, cresciuta in giudicato, l'Istituto collettore ha
affiliato d’ufficio, con decorrenza dal 1. gennaio 1996, __________, quale
datore di lavoro, in quanto ha accertato che con effetto dal 31 dicembre 1995
era stato sciolto il precedente contratto di adesione e che vi erano dipendenti
sottoposti all'assicurazione obbligatoria LPP (doc. _);

 

                                     -   che in
base ai salari notificatigli da __________ (doc. _), il fondo di previdenza ha
stabilito l’ammontare dei contributi dovuti dal datore di lavoro a favore dei
suoi dipendenti per il periodo dal 1° aprile 1999 al 30 giugno 2001 per
complessivi fr. 7'829,35 addebitati (doc. _), il cui saldo, al 30 giugno 2001,
a favore dell’attrice corrisponde a fr. 7'217,30 (doc. _);

 

                                     -   che in
data 3 maggio 2001 l’Istituto collettore ha diffidato il pagamento dei
contributi dovuti relativamente ad un saldo (al 31.03.2001) di fr. 6'480,30,
incluse spese di diffida per fr. 100 (doc. _);                                           

 

                                     -   che a
seguito del mancato pagamento del dovuto, il 2 agosto 2001 la Fondazione ha
fatto spiccare dall'Ufficio esecuzioni e fallimenti della __________ il
precetto esecutivo no. __________per fr. 7'317,30.--, pari ai contributi della
previdenza professionale dovuti per il periodo dal 1. aprile 1999 al 30 giugno
2001, oltre a interessi del 5% su 7’317,30, a cui ha aggiunto fr. 150 a titolo
di spese (cfr.  doc. _);

 

                                     -   che
l’escusso ha interposto opposizione;

 

                                     -   che con
petizione 21 giugno 2002 l'Istituto collettore ha chiesto al TCA di condannare
__________ al pagamento di fr. 7317,30.--  a titolo di contributi della
previdenza professionale dovuti dal 1° aprile 1999 al 30 giugno 2001, e fr. 150
per spese, oltre a interessi del 5% dall'inoltro della domanda d'esecuzione
così come il rigetto definitivo dell'opposizione interposta al precetto
esecutivo (doc. _);

 

                                     -   che
nonostante la fissazione da parte del Vicepresidente del TCA del termine per la
presentazione della risposta (doc _), nonché l’assegnazione di un ulteriore
termine perentorio (doc. _), il convenuto è rimasto silente; 

 

 

considerato
                    in diritto

 

                                     -   la
presente vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le
cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002
nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00;
STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre
2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del
22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98);

 

                                     -   che
l'art. 11 cpv. 1 e 3 LPP impone al datore di lavoro che occupa lavora­tori da
assicurare obbligatoriamente di affiliarsi a un istituto di previdenza
regolarmente registrato;

 

                                     -   che
l’Istituto collettore è un istituto di previdenza obbligato ad affiliare
d’ufficio i datori di lavoro che non adempiono al loro obbligo di aderire ad un
istituto di previdenza (art. 60 cpv. 1 e 2 lett. a LPP; cfr. art. 2 cpv. 1
dell’Ordinanza concernente i diritti dell’istituto collettore in materia di
previdenza professionale);

 

                                     -   che
l’Ordinanza citata precisa che il datore di lavoro deve versare all’Istituto
collettore i contributi dovuti per l’insieme dei salariati sottoposti alla
legge con effetto dal momento in cui avrebbe dovuto essere affiliato ad un
istituto di previdenza (art. 3; cfr. anche l'art. 3 delle condizioni di
affiliazione);

 

                                     -   che
l’obbligo contributivo del datore di lavoro, affiliato d’ufficio, non è mai
stato contestato e dev’essere ammesso;

 

                                     -   che
secondo l’art. 66 LPP l’istituto di previdenza stabilisce nelle disposizioni
regolamentari l’importo dei contributi del datore di lavoro e dei lavoratori e
che il datore di lavoro è l’unico debitore dei contributi (T. Lüthy, Das Rechtsverhältnis
zwischen Arbeitgeber und Personalvorsorgestiftung, Zurigo 1989, p. 32); 

 

                                     -   che in
concreto le modalità di calcolo dei contributi sono previste alla cifra 7 del
regolamento dell’Istituto collettore contenente le disposizioni generali, che rinvia
alla cifra VI/A del Piano di previdenza, in cui vengono definite in dettaglio
le percentuali applicabili al salario assicurato (doc. _);

 

                                     -   che per
la cifra 7.1.2 delle disposizioni generali 

 

" 
La Fondazione finanzia inoltre i suoi oneri e i
suoi obblighi:

-   con il suo patrimonio e il reddito dello
stesso;

-   con le prestazioni di libero passaggio e i
versamenti unici;

-   con le prestazioni assicurative provenienti dal contratto
d'assicurazione;

-   con le quote di eccedenze provenienti dal contratto d'assicurazione;

-   dalle sovvenzioni del fondo di garanzia in caso di sfavorevole
struttura d'età ai sensi dell'art. 58 LPP;

-   con gli indennizzi del fondo di garanzia ai
sensi dell'art. 56 LPP;

-   con eventuali capitali di fondazione trasferiti (fondi per le misure
speciali, fondi liberi della fondazione ecc.) dalle nuove aziende affiliate;

-   con elargizioni e donazioni." (doc. _)

 

                                     -   che con
la petizione l’Istituto collettore ha chiesto al TCA di condannare __________
al pagamento dei contributi della previdenza professionale dovuti dal 1. aprile
1999 al 30 giugno 2001 oltre alle spese, per un importo complessivo di fr.
7'467,30 (inclusi fr. 150.— di spese) oltre interessi al 5% su fr. 7'317,30
dalla domanda di esecuzione;

 

                                     -   che la
richiesta non è stata contestata dalla ditta convenuta; 

                                     -   che il
calcolo effettuato risulta suffragato dalla necessaria documentazione;

 

                                     -   che,
infatti, i dipendenti assicurati e i salari erogati risultano dai documenti di
causa, in particolare dalle dichiarazioni sottoscritte dal datore di lavoro
(doc. _). Il calcolo dei contributi dovuti, rimasti insoluti, si fonda su
questi elementi e su quelli ricordati al paragrafo precedente (doc. _);

 

                                     -   che in
quanto stabilito conformemente alle disposizioni di legge e di regolamento, l’importo
chiesto con la petizione dev’essere pertanto confermato; 

 

                                     -   che per
quanto riguarda le spese di incasso e di diffida (doc. _), si rileva che
secondo l’articolo 106 CO il debitore è tenuto a risarcire anche il danno
patito dal creditore eccedente gli interessi moratori (art. 104 CO), in quanto
non provi che non gli incombe alcuna colpa. 

Nella specie l’art. 4 cpv. 4 delle condizioni di affiliazione stabilisce in
particolare che 

 

" 
I contributi sono soggetti a diffida. In caso
d’inosservanza della diffida, l’Istituto collettore può procedere all’incasso
per via esecutiva. Le diffide e le procedure esecutive sono soggette a spese.
Il conteggio dei contributi e delle spese d’incasso si ritengono accettati, se
non sono contestati entro 20 giorni dalla ricezione.

Costi che derivano da interventi straordinari dovuti a mancanza di
collaborazione nell’attuazione dell’assicurazione, mancato pagamento dei
contributi, ecc. sono a carico del Datore di lavoro. Essi sono regolati
nell'apposita Tariffa allegata." (doc. _)

 

 

                                         Tale
assoggettamento a diffida è stato stabilito, nell’ambito dell’autonomia
organizzativa degli istituti di previdenza ex art. 49 e 50 cpv. 1c LPP,
dall’art. 9 cpv. 2 del contratto di gestione con il Pool delle compagnie
svizzere d’assicurazione sulla vita (cfr. STCA inedita 8 luglio 2002 nella
causa P. SA, inc. __________).

L’Istituto collettore ha quindi giustificato le spese addebitate producendo la
tariffa denominata “Tariffa dei costi amministrativi”, nella quale viene
quantificato l’ammontare delle spese addebitabili (doc. _). In tali circostanze
i costi di cui è chiesto il pagamento possono essere riconosciuti, in quanto
trattasi di spese di cui all’art. 4 cpv. 4 delle condizioni di affiliazione che
vanno poste a carico del datore di lavoro. L’istituto collettore, tramite
l’invio della tariffa applicabile in tali casi, ha inoltre reso verosimile la
loro effettiva entità, in concreto pari a fr. 150 (cfr. DTF 117 II 258);

 

                                     -   che
l'Istituto postula pure il versamento di interessi di mora al 5% dal 25 luglio
2001, data dell'inoltro della domanda d'esecuzione;

                                      

                                     -   che
poiché la convenuta è palesemente in mora (art. 4 cpv. 3 e 4 delle Condizioni
d'affiliazione, doc. _; art. 102 CO; art. 103 CO) con il pagamento dei
contributi, e il tasso del 5% richiesto  corrisponde a quello legale (art. 104
CO), la domanda dev'essere accolta;

 

                                     -   che
pertanto la convenuta dev’essere condannata a versare fr. fr. 7'467,30 oltre a
interessi del 5% dal 25 luglio 2001 su 

fr. 7'317,30;

 

                                     -   che con
la petizione l’attrice chiede inoltre la pronuncia del rigetto definitivo
dell’opposizione interposta al precetto esecutivo no. __________emesso
dall’Ufficio esecuzione e fallimenti della __________;

 

                                     -   che
secondo la giurisprudenza federale il creditore che "in seguito d'opposizione
ha fatto riconoscere i propri diritti conformemente all'art. 79 LEF, può
chiedere direttamente la continuazione dell'esecuzione senza dover esperire la
procedura speciale di rigetto dell'opposizione prevista dall'art. 80 LEF; lo
stesso vale laddove la decisione pronunciata ai sensi dell'art. 79 LEF sia
emanata da un'autorità o da un Tribunale amministrativo della Confederazione o
del cantone del foro dell'esecuzione (conferma della giurisprudenza). Occorre
tuttavia che il dispositivo del giudizio civile o della decisione
amministrativa si riferisca con precisione all'esecuzione in corso e rigetti
formalmente l'opposizione integralmente o fino a concorrenza di un determinato
importo (modifica della giurisprudenza)." Così la massima del DTF 107 III
60ss.

                                         Il
principio è che qualora il creditore segua la procedura dell'art. 79 e quindi
intenti un'azione in riconoscimento del credito non debba, vistosi riconoscere
definitivamente il credito, adire successivamente la procedura dell'art. 80 LEF
(cfr. T. Adler, "La mainlevée de l'opposition par une caisse-maladie dans
une poursuite pour dettes", in Droit privé et assurances sociales,
Friborgo 1990, p. 241ss (251 e 252);

                                         

                                     -   che,
nonostante l’art. 4 cpv. 4 delle condizioni di affiliazione 

( “i contributi sono soggetti a diffida. In caso d’inosservanza della
diffida, l’Istituto collettore può procedere all’incasso per via esecutiva ”)
l’Istituto collettore non ha diffidato il pagamento dei contributi relativi al
2° trimestre 2001 (fr. 837.--, doc. _);

                                     -   che vista
la palese morosità della ditta, risalente dal 1999, un’ulteriore diffida, e
tuttora in corso (cfr. doc. _), oltre a causare altre inutili spese
amministrative, sarebbe stata superflua, per cui i contributi relativi al 2°
trimestre 2001 possono essere inclusi nel precetto esecutivo no.
__________dell’UEF __________ (cfr. cfr. STCA inedita 8 luglio 2002 nella causa
P. SA, inc. __________).

 

                                     -   che la
presente sentenza varrà pertanto quale titolo per la prosecuzione
dell'esecuzione, per l’importo di fr. 7'467,30 oltre a interessi del 5% dal 25
luglio 2001 su fr. 7'317,30, senza che il creditore debba previamente chiedere
il rigetto definitivo dell'opposizione al giudice dell'esecuzione;

 

                                     -   che
secondo la legge di procedura per i ricorsi al Tribunale cantonale delle assicurazioni
in materia di assicurazioni sociali (art. 20 capoverso 1), applicabile in virtù
dell’articolo 2 del Regolamento provvisorio concernente le controversie in
materia di LPP dell’11 luglio 1984, la procedura è di principio gratuita;

 

                                     -   che il
TFA ha tuttavia stabilito un’eccezione alla gratuità della procedura in caso di
introduzione di procedimenti temerari o per leggerezza (DTF 124 V 285-287; SZS
1998 pag. 64; DTF 118 V 319ss; STFA del 17 luglio 1998 in re T);

 

                                     -   che
secondo la giurisprudenza un processo è temerario o sconsiderato se la parte
fonda la  propria richiesta su fatti di cui conosce o dovrebbe conoscere
l'inesattezza. La temerarietà è tra l'altro data nel caso in cui una parte si
attiene ad un'opinione palesemente illegale.

                                         Al
contrario non si può ritenere temerario colui che sottopone al giudice un
parere non arbitrario. Ciò vale anche quando pendente causa il giudice intende
convincere la parte dell'infondatezza della richiesta per indurlo a ritirare il
ricorso (DTF 112 V 334). La presentazione di un ricorso privo di esito
favorevole non significa che il gravame è temerario. Per ammettere la
temerarietà la carenza di esito favorevole dev'essere accompagnata da un
fattore soggettivo: la parte ha riconosciuto o poteva a riconoscere
l'impossibilità di successo e malgrado ciò ha introdotto il gravame (DTF 124 V
287/288; AHI Praxis 1998 p. 189; STFA del 13 luglio 1998 in re T).

                                         La
temerarietà è inoltre data nel caso in cui una parte viola un obbligo che le
compete (ad esempio l'obbligo di collaborare o di astenersi dal compiere un
determinato atto; DTF 124 V 288, 289; DTF 112 V 335).

                                         Nell'ambito
dell'azione in materia di contributi LPP il solo fatto di non intervenire in
causa non è sufficiente per ritenere temerario il comportamento del convenuto.
Tuttavia, in tale contesto il comportamento della controparte dev'essere
valutato tenendo conto anche dell'agire che l'interessato ha tenuto
precedentemente al processo. Se, quindi, il datore di lavoro o l'assicurato non
rispetta fatture e solleciti, provoca l'avvio di procedure esecutive e obbliga
l'Istituto di previdenza, malgrado una situazione palesemente infondata, a
inoltrare un'azione, tramite la presentazione dell'opposizione al precetto
esecutivo, e non interviene in causa, agisce in modo temerario. In simili
condizioni si può infatti ritenere che egli abbia messo in atto manovre
dilatorie passibili d’essere sanzionate tramite il pagamento di spese di
giustizia (DTF 124 V 288, 290; STCA del 28 gennaio 1998 in re FICLPP contro P
Sagl).

 

                                     -   che nel
caso in esame il datore di lavoro è stato affiliato d’ufficio dalla Fondazione
attrice, non ha dato seguito alle richieste di pagamento inviatele da
quest’ultima, ha interposto opposizione al precetto esecutivo, non ha prodotto
la risposta di causa (malgrado la fissazione, da parte del Vicepresidente del
TCA, di due termini per la presentazione della risposta);

 

                                     -   che alla
luce della suesposta giurisprudenza il comportamento della convenuta va
considerato temerario. Di conseguenza vanno poste a suo carico tasse e spese di
procedura per 

fr. 300.- (cfr. STCA del 28 gennaio 1999 nella causa FICLPP contro P. Sagl);

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   La
petizione é accolta.

                                         §)     Di
conseguenza __________, è condannato a versare all’Istituto collettore LPP fr.
7'467,30 a titolo di contributi previdenziali e spese dovuti per il periodo dal
1. aprile 1999 al 30 giugno 2001 oltre a interessi del 5% dal 25 luglio 2001 su
fr. 7317,30.

 

                                         §§)  E'
rigettata in via definitiva l'opposizione interposta al precetto esecutivo no.
__________dell'Ufficio esecuzione e fallimenti della __________, per l’importo
di fr. 7'467,30 oltre a interessi del 5% dal 25 luglio 2001 su fr. 7317,30.

                                      

                                 2.-   La tassa di
giustizia e le spese per globali fr. 300.-- sono poste a carico del convenuto.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti