# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b329a330-5876-5fe3-a5ea-19d98291bfe0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-06-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 19.06.2002 52.2002.181
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2002-181_2002-06-19.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2002.00181

   

  	
  Lugano

  19 giugno
  2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Stefano Bernasconi e Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso  30 aprile 2002 di

 

 

	
   

  	
  __________

  rappr. da __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 9 aprile 2002 (n. 1662) del Consiglio
  di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la
  decisione 6 marzo 2002 del Dipartimento delle istituzioni, Sezione dei permessi
  e dell'immigrazione, in materia di rilascio di un permesso di domicilio;

  

 

 

viste le risposte:

-    14 maggio 2002 del
Consiglio di Stato,

-    21 maggio 2002 del
Dipartimento delle istituzioni;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 10
maggio 1996 la cittadina bulgara __________ ha ottenuto un permesso di dimora
annuale, in seguito regolarmente rinnovato con ultima scadenza fissata per il 9
maggio 2001, a seguito del matrimonio con il cittadino elvetico __________.

 

 

                                  B.   Il 27
ottobre 2000, la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha rifiutato di rinnovare
il permesso di soggiorno alla ricorrente alla sua scadenza, in quanto non
viveva più insieme al marito quantomeno dall'estate 1998 (art. 7, 12 e 16 LDDS;
8 ODDS). L'autorità ha fondato il proprio giudizio sulla scorta di un rapporto
di polizia cantonale allestito il 2 ottobre 2000. La risoluzione, spedita per
raccomandata, non è stata ritirata dall'interessata, la quale ne sarebbe venuta
a conoscenza solo nel febbraio 2001, dopo che ne aveva fatto esplicita
richiesta al dipartimento.

 

 

                                  C.   a) Il 3
marzo 2001 l'Ufficio regionale degli stranieri di __________ ha avvertito l'insorgente
che il suo permesso di dimora stava per scadere, inviandole l'apposito
formulario per ottenerne il rinnovo. L'11 aprile 2001 __________ ha quindi
richiesto la proroga del suo permesso di soggiorno. Il 13 dello stesso mese la
ricorrente, tramite il suo rappresentante __________, ha postulato invece il
rilascio di un permesso di domicilio, mettendo in dubbio che l'atto
dipartimentale del 27 ottobre 2000 fosse una decisione.

 

b) Il 27 aprile 2001 il dipartimento ha
comunicato a __________ di aver preso atto della sua istanza del 13 aprile precedente
e di volerla valutare, ricordando nel contempo che __________ doveva lasciare
il territorio cantonale alla scadenza del suo permesso di soggiorno. Con
giudizio 15 giugno 2001 il Tribunale cantonale amministrativo ha declinato la
propria competenza contro gli ordini di partenza in materia di persone
straniere.

 

c) Preso atto della decisione di
irricevibilità di questo Tribunale, l'11 luglio 2001 la Sezione dei permessi e
dell'immigrazione ha fissato all'interessata un termine con scadenza il 15
agosto 2001 per lasciare il territorio cantonale.

 

d) Il 12 luglio 2001 __________ ha
sollecitato invano il dipartimento, affinché prendesse una decisione sulla sua
domanda. Il 13 agosto 2001 __________ ha quindi inoltrato ricorso per denegata
giustizia, che è stato respinto dal Consiglio di Stato il 13 novembre
successivo. Con sentenza 4 febbraio 2002, il Tribunale cantonale amministrativo
ha accolto il gravame e annullato la predetta risoluzione governativa,
ritenendo ingiustificato il ritardo del dipartimento.

 

e) Il 6 marzo 2002, il Dipartimento delle
istituzioni ha infine deciso la domanda di rilascio di un permesso domicilio
presentata da __________, respingendola. Ha rilevato che la precedente risoluzione
dipartimentale del 27 ottobre 2000 era stata validamente intimata
all'interessata ed era regolarmente cresciuta in giudicato. Di conseguenza, ha
soggiunto la Sezione dei permessi e dell'immigrazione, la ricorrente non aveva
diritto a ottenere un permesso di domicilio per i motivi addotti nell'ambito
della precedente decisione e non era dunque necessario allestire un rapporto
informativo di polizia sul comportamento della stessa durante il suo soggiorno
in Svizzera e richiedere il preavviso all'autorità comunale. Ritenuto che
l'interessata doveva trovarsi all'estero, ad un eventuale ricorso non è stato
tolto l'effetto sospensivo. La decisione è stata resa sulla base degli art. 7,
12, 17 LDDS e 8, 10, 11 ODDS.

 

 

                                  D.   Con
giudizio 9 aprile 2002, il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta
risoluzione, respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da __________.
Il Governo ha sostanzialmente ribadito i motivi addotti dal dipartimento. Date
le circostanze, ha soggiunto l'Esecutivo cantonale, non permetteva di mutare il
giudizio il fatto, comunque non provato, che __________ era tornato a vivere
insieme alla moglie, ritenendo tale modo di agire in ogni caso escogitato per
puri fini di causa. Visto che la relazione coniugale non era più intatta, il
Consiglio di Stato ha inoltre ritenuto inapplicabile l'art. 8 CEDU, volto a
tutelare la vita famigliare. Infine, ha ritenuto illegale il soggiorno della
ricorrente a partire dal 16 agosto 2001.

 

 

                                  E.   Contro la
predetta pronunzia governativa, __________ si aggrava ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rilascio
di un permesso di domicilio. In primo luogo, la ricorrente sostiene che lo
scritto 27 ottobre 2000 non era una decisione ai sensi dell'art. 5 PA, bensì
una semplice comunicazione priva di valore giuridico. Ritiene in seguito di
aver diritto a un permesso di domicilio per aver soggiornato regolarmente in
Svizzera durante 5 anni. Afferma inoltre di aver ripreso a vivere insieme a suo
marito. Infine postula che venga concesso effetto sospensivo al ricorso, contestando
di soggiornare illegalmente nel nostro cantone.

 

 

                                  F.   All'accoglimento
del gravame si oppone il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni. Dal
canto suo, il dipartimento chiede di respingere il ricorso, con argomenti di
cui si dirà, se necessario, in seguito.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (art. 10
lett. a LALPS).

 

1.2. In ambito di polizia degli stranieri,
il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile
contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione
federale non conferisce un diritto. L'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente
decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei trattati
con l'estero, in merito alla concessione del permesso di dimora o di domicilio.
Lo straniero ha quindi diritto all'ottenimento di un simile permesso, solo
laddove tale pretesa si fonda su una disposizione particolare del diritto
federale o di un trattato internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a, 388 consid.
1a con rinvii).

 

1.3. Non esiste tra la Confederazione
Svizzera e la Repubblica di Bulgaria alcun trattato che regoli in modo
specifico il soggiorno in Svizzera dei cittadini bulgari, accordo dal quale
potrebbe scaturire un diritto al rilascio di un permesso di dimora o di
domicilio. 

 

1.4. Il coniuge straniero di un cittadino
svizzero ha diritto al rilascio e alla proroga di un permesso di dimora. Dopo
una dimora regolare e ininterrotta di cinque anni, esso ha diritto al permesso
di domicilio (art. 7 cpv. 1 prima e seconda frase LDDS). Ai fini
dell'applicazione della suddetta norma, è determinante unicamente l'esistenza
di un vincolo matrimoniale giuridicamente valido (DTF 119 Ib 417 e segg.,
consid. 2c). In concreto, l'interessata ha soggiornato regolarmente in Svizzera
durante cinque anni e risulta sempre sposata con un cittadino elvetico. La pronunzia
dipartimentale 27 ottobre 2000 non va infatti considerata alla stregua di una
decisione di revoca del permesso di dimora. Benché la stessa sia stata emanata
circa sei mesi prima della scadenza, prevista il 9 maggio 2001, del titolo
autorizzativo, questo ha conservato piena validità fino a tale termine. A ben
guardare, tale pronunzia costituisce un anticipato rifiuto di rinnovare a
__________ il permesso di dimora di cui era titolare (cfr. STA 26 novembre 2001
in re M., nota al rappresentante dell'insorgente).

Di conseguenza la ricorrente ha, in linea di
principio, diritto al rilascio di un permesso di domicilio. Pertanto, essendo
la decisione impugnata suscettibile di essere dedotta davanti all'alta Corte
federale mediante un ricorso di diritto amministrativo, si deve concludere che
la competenza di questo Tribunale a statuire sull'impugnativa inoltrata da
__________ è data. Se il permesso in oggetto possa esserle rifiutato è
questione di merito, non di ammissibilità.

 

 

 

1.5. Il gravame in oggetto, tempestivo (art.
46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere
(art.  43 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine. Come si vedrà in seguito
(consid. 2), il ricorso può essere evaso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   La
ricorrente rimprovera al Consiglio di Stato di non aver interrogato suo marito
__________, violando in tal modo il suo diritto di essere sentito. Secondo
l'insorgente, egli avrebbe potuto confermare la ripresa della loro relazione
coniugale.

 

2.1. La natura ed i limiti del diritto di
essere sentito sono determinati innanzi tutto dalla normativa procedurale
cantonale. Se questa normativa risulta insufficiente, valgono le garanzie minime
dedotte dall'art. 29 Cost., norma che assicura all'interessato il diritto di
esprimersi su tutti i punti essenziali di un procedimento prima che sia emanata
una decisione e che gli garantiscono anche il diritto di partecipare all'assunzione
delle prove, di conoscere i risultati delle stesse, di determinarsi al riguardo
e di avanzare offerte di prova (DTF 120 Ib 379, 118 Ia 17; STF 7 giugno 1996 in
re M.). La procedura amministrativa cantonale è retta dal principio
inquisitorio (cfr. art. 18 cpv. 1 PAmm). In virtù di questo principio
l'autorità deve accertare d'ufficio gli elementi suscettibili di determinare la
decisione ed assumere di sua iniziativa le prove necessarie confrontando
accuratamente i contrapposti interessi (DTF 104 Ia 212), senza essere peraltro
vincolata dalle domande delle parti. In quest'ambito, all'autorità spetta la
facoltà di procedere al cosiddetto apprezzamento anticipato delle prove,
rinunciando a quelle offerte dalle parti la cui assunzione non condurrebbe verosimilmente
ad alcun nuovo chiarimento di rilievo per il giudizio (DTF 109 II 398, 106 Ia
162, 104 V 210; Rep. 1980 p. 7; Borghi, GAT, N. 364). In base alla valutazione
anticipata delle prove esibite, l'autorità amministrativa può quindi rifiutarsi
di assumere quelle considerate ininfluenti, ma deve darne ragione nel proprio
giudizio (RDAT II-1994 N. 50, 1990 N. 43).

 

2.2. Il Consiglio di Stato non ha ritenuto
necessario esperire un'istruttoria e raccogliere la testimonianza del marito
della ricorrente in quanto la documentazione annessa era sufficiente per
l'emanazione della decisione. Siffatta motivazione basta per giustificare il
diniego, da parte dell'Esecutivo cantonale, di svolgere ulteriori accertamenti
sulla relazione tra i coniugi __________. Tenuto conto delle prove già presenti
nell'incarto, questo Tribunale ritiene anch'esso che non sia necessario sentire
il consorte dell'insorgente, in quanto la sua audizione non appare idonea a procurare
la conoscenza di ulteriori elementi affidabili e di rilievo per la presente decisione.
Tanto meno risulta indispensabile ascoltare la ricorrente. Né la legislazione
cantonale né quella federale, d'altronde, garantiscono alla parte il diritto di
essere udita oralmente, essendo sufficiente che essa possa far valere le proprie
ragioni per iscritto (DTF 117 II 132 consid. 3b, p. 137 e rinvii; Scolari,
Diritto amministrativo, parte generale, N. 141 e 146).

 

2.3. In virtù del principio
dell'apprezzamento anticipato delle prove offerte, la richiesta formulata da
__________ non viene pertanto accolta.

 

 

                                   3.   3.1. Il
permesso di dimora è sempre di durata limitata; la prima volta non supererà, di
regola, un anno (art. 5 cpv. 1 prima frase LDDS). Esso perde ogni validità alla
sua scadenza, quando non sia stato prorogato (art. 9 cpv. 1 lett. a LDDS).

Il permesso di domicilio è di durata
illimitata (art. 6 prima frase LDDS). Prima di concedere siffatto permesso ad
uno straniero, l'autorità esamina ancora una volta a fondo come egli si è comportato
fino allora (art. 11 cpv. 1 ODDS).

 

3.2. L'art. 7 cpv. 1 prima e seconda frase
LDDS dispone che il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al
rilascio e alla proroga del permesso di dimora; dopo una dimora regolare e
ininterrotta di cinque anni, esso ha diritto al permesso di domicilio. Questo
diritto - soggiunge il cpv. 2 della medesima norma - non sussiste se il
matrimonio è stato contratto per eludere le prescrizioni in materia di dimora e
domicilio degli stranieri, segnatamente quelle sulla limitazione del loro
effettivo. Il permesso può anche essere negato in caso di abuso di diritto.
L'abuso sussiste quando un diritto viene invocato per realizzare degli interessi
che la legge, prevedente tale diritto, non vuole proteggere (Häfelin/Müller,
Grundriss des Allgemeinen Verwaltungsrechts, p. 133; Imboden/Rhinow,
Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, n. 74 e 78). Sono dati segnatamente
gli estremi dell'abuso, allorquando lo straniero si richiama ad un matrimonio che
sussiste solo formalmente unicamente per ottenere il rilascio o il rinnovo di
un permesso di dimora (cfr. DTF 121 II 97 consid. 4). Tuttavia, una separazione
di fatto dei coniugi non provoca necessariamente la perdita del diritto a un
permesso di soggiorno (DTF 118 Ib 150 consid. 3c). Tale soluzione è stata
scelta al fine di evitare che la presenza in Svizzera dello straniero dipenda
dalla volontà del coniuge.

 

 

                                   4.   4.1.
Nell'evenienza concreta, con decisione 27 ottobre 2000 il dipartimento ha ritenuto
che __________ avesse manifestamente abusato del suo diritto a soggiornare in
Svizzera a seguito del suo matrimonio, ormai svuotato di ogni contenuto e
scopo, quantomeno dall'estate 1998, al fine di poter continuare a dimorare sul
territorio elvetico. Tale pronunzia è cresciuta in giudicato il 22 novembre
2000. La ricorrente non ha infatti ritirato la raccomandata entro il termine di
giacenza di 7 giorni (v. risoluzione governativa impugnata, consid. C.2., cui
si rimanda per brevità).

 

4.2. Ferme queste premesse, __________ non può pretendere ora di
ottenere il rilascio di un permesso di domicilio per aver soggiornato durante 5
anni in Svizzera in modo continuo e regolare. Essa si richiama ad un matrimonio
diventato privo di ogni scopo e contenuto già due anni dopo la celebrazione
delle nozze. Del resto, l'insorgente non contesta né di essersi separata da
__________ nell'estate del 1998 né le risultanze degli accertamenti della
Polizia cantonale del 2 ottobre 2000. A ragione il dipartimento ha quindi
rifiutato di accogliere la domanda di rilascio di un permesso di domicilio alla
ricorrente senza allestire un rapporto informativo e richiedere il preavviso
all'autorità comunale.

Visto quanto precede, non porta quindi a diversa conclusione il
fatto che nel frattempo l'insorgente avrebbe, a suo dire, ricomposto la
comunione domestica. Del resto, oltre a non indicare la data dell'asserita
ripresa della relazione coniugale, tale accorgimento non renderebbe in ogni
caso verosimile che fra i coniugi sussista attualmente una vera e propria
relazione sentimentale e che essi abbiano la volontà di ricomporre l'unione
coniugale. Questa conclusione appare ancor più fondata se si considerano il
pregresso decorso della relazione matrimoniale e l'asserito ritorno del marito
presso la ricorrente solo dopo l'avvio della procedura ricorsuale, che appare
piuttosto escogitato per puri fini di causa. In questo senso, essa non potrebbe
dunque nemmeno prevalersi di una vita famigliare intatta e vissuta ai sensi
dell'art. 8 CEDU al fine di ottenere il rilascio di un permesso di domicilio in
base a questo disposto.

 

 

                                   5.   Sulla
scorta di quanto precede, il ricorso dev'essere respinto e non necessita ulteriore
disamina. Con l'emanazione del presente giudizio, la domanda di concessione
dell'effetto sospensivo diviene priva d'oggetto. Tassa e spese di giustizia
seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 4, 5, 6 e 7 LDDS; 8 CEDU; 100 cpv. 1
lett. b n. 3, 101 lett. d OG; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 28, 43, 46, 47, 60 e 61
PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, di complessivi fr. 1'000.–, sono a carico della ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario