# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7ef10f94-5cf3-528b-be39-4c0225cfc79d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-04-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 06.04.2016 14.2016.70
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2016-70_2016-04-06.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2016.70

  	
  Lugano

  6 aprile 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cassina

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa n. 334 (rigetto definitivo dell’opposizione) della Giudicatura
di pace del Circolo di Balerna promossa con istanza 26 novembre 2015 da

 

	
   

  	
  Confederazione Svizzera, Berna 

  (rappr. dall’Ufficio esazione e condoni,
  Bellinzona)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 22 marzo 2016 presentato dalla RE 1 contro
la decisione emessa il 23 febbraio 2016 dal Giudice di pace;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Sulla scorta del
precetto esecutivo n. __________ emesso l’8 settembre 2015 dall’Ufficio di
esecuzione di Mendrisio, la Confederazione Svizzera ha escusso l’RE 1 per l’in­­casso di 1) fr. 4'250.– oltre agli interessi del 3% dall’8 agosto 2015 e di 2) fr. 66.25, indicando quali
titoli di credito rispettivamente l’“imposta federale diretta 2013 + interessi 3.0%
dal 31.01.2015” e gli “interessi aggiornati sino al 07.08.2015”.

 

                            B.  Avendo
l’RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 26 novembre
2015 la Confederazione Svizzera ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Giudicatura
di pace del Circolo di Balerna. Nel termine impartito, la
parte convenuta si è opposta all’istanza con osservazioni
scritte del 15 dicembre 2015.

 

                            C.  Statuendo con decisione 23 febbraio 2016, il Giudice di pace ha accolto
l’istanza e rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dalla parte
convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 250.– e un’indennità
di fr. 35.– a favore dell’istante.

 

                            D.  Contro
la sentenza appena citata l’RE 1 è insorta a questa Camera
con un reclamo del 22 marzo 2016 per
ottenerne l’annullamento e la reiezione dell’istanza. Visto l’esito del
giudizio odierno, il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni.

 

 

Considerando

 

in diritto:              1.  La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’op­­posizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                           1.1  Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC).
Presentato il 22 marzo 2016 contro la sentenza emessa il 23 febbraio, in
concreto il reclamo pare tardivo. Sennonché il Giudice di pace ha indicato
sulla sentenza impugnata, sbagliando, un termine di reclamo di 30 giorni. Che l’indicazione
fosse errata la reclamante avrebbe forse dovuto rendersene conto giacché in un’altra
procedura davanti alla stessa giudicatura di pace in merito all’imposta
cantonale 2013 essa aveva interposto nel termine di 10 giorni correttamente
menzionato sulla sentenza (v. inc. 14.2015.238 di questa Camera e la sentenza
del 5 aprile 2016). La questione può comunque in concreto essere lasciata
aperta giacché il reclamo si rivela infondato, per i medesimi motivi esposti
dalla Camera nella decisione appena citata. La Giudicatura di pace del circolo
di Balerna è nondimeno invitata a correggere l’indicazione dei rimedi giuridici
nelle sue sentenze di rigetto dell’opposizione.

 

                           1.2  La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate
in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv.
1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di
designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia
i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione
della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero
pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale
5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di principio in base
agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione
errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo
restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di
prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                             2.  Nella
decisione impugnata, il Giudice di pace ha evidenziato che la decisione di
notifica dell’imposta cantonale 2013 è passata in giudicato ed è pertanto
parificabile a sentenza esecutiva nel senso degli art. 80 e 81 LEF, ritenendo
ininfluenti al riguardo le osservazioni dell’escussa (in cui aveva in
particolare sostenuto di non avere ricevuto la decisione di tassazione invocata
dal­l’istante quale titolo di rigetto), poiché non ha reagito alla notifica del
precetto esecutivo interponendo reclamo all’Ufficio tassazione delle persone
giuridiche contro la decisione di tassazione dell’imposta federale diretta del
2013 sulla quale la Confederazione Svizzera fonda l’esecuzione.

 

                             3.  Nel
reclamo la convenuta si duole che la notifica di tassazione del 4 dicembre 2014
relativa all’imposta federale diretta 2013 sia stata inviata alla sede
societaria precedente di Lugano, sicché non sarebbe stata ritirata o perlomeno
il domiciliatario, il dott. __________, non gliel’avrebbe ritrasmessa. Lamenta
inoltre che la decisione di tassazione sia avvenuta d’ufficio per mancata
presentazione della dichiarazione fiscale, facendo valere che i moduli mai le
sono pervenuti e che il suo fiduciario si è reso progressivamente sempre meno reperibile,
abbandonando poi il mandato. A suo dire dal bilancio al 31 dicembre 2013
risulta che la società non ha avuto attività nel periodo in oggetto. La reclamante
si dice in definitiva disposta a pagare il giusto, ritenendo che in concreto vi
siano i presupposti per un riesame della notifica di tassazione per il 2013.

 

                             4.  In
ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo), il giudice esamina d’ufficio
(DTF 103 Ia 52 consid. 2/e), a prescindere dalle allegazioni delle parti, se la
documentazione prodotta costituisce valido titolo di rigetto dell’opposizione
(DTF 139 III 447 consid. 4.1.1).

 

                           4.1  Giusta l’art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF sono parificate alle
sentenze giudiziarie, e valgono quindi quale titolo di rigetto definitivo, le
decisioni di autorità amministrative svizzere, purché siano esecutive. Di
norma, come per le sentenze civili non è necessario il passaggio in giudicato (Staehelin in: Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 110 ad art.
80 LEF). Per le imposte dirette, tuttavia, la legge parifica a sentenze
giudiziarie esecutive le decisioni di tassazione “cresciute in giudicato” (art.
165 cpv. 3 LIFD e 244 cpv. 3 LT).

 

                           4.2  Nella fattispecie la parte istante fonda la propria pretesa nei confronti della
convenuta sulla notifica di
tassazione del 4 dicembre 2014 (doc. 13.4 accluso al reclamo) mediante la quale
l’Ufficio tassazione persone giuridiche ha stabilito in fr. 4'250.– l’imposta
federale diretta del 2013 dovuta dall’escussa. Come accertato dal primo
giudice, poiché passata in giudicato la menzionata decisione costituisce titolo
di rigetto definitivo dell’opposizione. Il calcolo degli interessi allestiti
dall’Ufficio esazione e condoni, pure accluso all’istanza (doc. 13.6),
giustifica poi il rigetto per gli interessi capitalizzati.

 

                           4.3  Il
passaggio in giudicato presuppone, invero, l’intimazione della decisione al
destinatario, la cui prova incombe all’autorità, ove il destinatario contesti
di aver ricevuto la decisione (Staehelin,
op. cit., n. 124 ad art. 80). Al riguardo l’invio postale per lettera semplice
non permette di dimostrare l’avvenuta notifica, ma la prova può essere fornita
anche da altri indizi o dall’insieme delle circostanze del caso concreto, per
esempio dallo scambio di corrispondenza con l’autorità fiscale o dal
comportamento del contribuente (DTF 105 III 43 consid. 3; cfr. pure DTF
136 V 310 consid. 5.9).

 

                             a)  Nel
caso specifico, in prima sede la reclamante non ha contestato che la decisione
di tassazione dell’imposta federale diretta del 2013 le fosse stata
regolarmente intimata, come peraltro attestato dall’Ufficio esazione e condoni
sulla stessa decisione. La reclamante neppure ha allegato di avere impugnato
tale decisione quando ne ha avuto conoscenza, al più tardi al momento della
ricezione del precetto esecutivo, ricordato che l’inizio del decorso di un
termine di ricorso non può essere differito a piacimento, il principio della
buona fede imponendo infatti ai destinatari d’in­­formarsi dell’esistenza e del
contenuto di un atto che li riguardi non appena ne sospettino l’esistenza e di
contestarlo tempestivamente (sentenze del Tribunale federale 5A_570/2010 del 17
giugno 2011, consid. 3.3.3, con rimandi; 5A_135/2012 del 16 febbraio 2012;
sentenza della CEF 14.2014.30 del 3 giugno 2014 consid. 5.3).

 

                            b)  Nella
fattispecie è solo con il reclamo che la reclamante ha sollevato la questione
della notifica della decisione di tassazione, con argomenti però infondati.
Intanto tale decisione non è stata indirizzata all’ex sede di __________ della
società bensì a quella di __________ come si evince dagli stessi documenti (n.
13/4 e 13/5) acclusi al reclamo. D’altronde i problemi incontrati dalla reclamante
con il suo precedente fiduciario, __________, e con il Ministero pubblico
ticinese sono senza rilievo per la questione dell’intimazione della tassazione
del 2013, avvenuta il 4 dicembre 2014 successivamente a tali eventi, per tacere
del fatto che i documenti su cui si fondano tali allegazioni sono irricevibili
in questa sede (sopra consid. 1.2) come pure del fatto che la società risponde
dell’operato dei propri ausiliari e avrebbe diligentemente dovuto preoccuparsi
della propria situazione fiscale per l’anno 2013 prima del 2016. Nelle predette
circostanze la Camera non ha dubbi sul fatto che la reclamante abbia avuto conoscenza
della tassazione fiscale in tempi utili per poterla impugnare, ciò che non ha
fatto. Tale decisione risulta così esecutiva e viceversa il reclamo infondato.

 

                             5.  In virtù dell’art. 81 cpv. 1 LEF l’escusso può opporsi al rigetto definitivo
ove provi con documenti che dopo la sentenza il debito è stato estinto o il
termine per il pagamento è stato prorogato ovvero dimostri che è prescritto.
Motivi di estinzione verificatisi prima e che sarebbero potuti essere sollevati
già nella procedura che ha portato alla sentenza non possono più essere fatti
valere in sede di rigetto (DTF 138 III 586 consid. 6.1.2; 135 III 320 consid.
2.5; sentenza della CEF 14.2015.14 del 23 marzo 2015 consid. 5.2). Contrariamente
alle censure relative al titolo di rigetto (sopra consid. 5), quelle fondate
sull’art. 81 LEF non devono essere esaminate d’ufficio dal giudice del rigetto.

 

                                  Nel
reclamo la convenuta si duole che la tassazione, avvenuta d’ufficio perché i
moduli della dichiarazione fiscale non le sarebbero giunti, non considera il
fatto che la società non ha avuto attività nel 2013. Oltre che irricevibili,
poiché formulate per la prima volta in questa sede (v. sopra consid. 1.2),
queste allegazioni non sarebbero comunque potute essere esaminate nel merito, riferendosi
a censure che sarebbero dovute essere fatte valere con un reclamo contro la
decisione di tassazione.

 

                             6.  La tassa del presente giudizio, stabilita
in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si assegnano invece
ripetibili, la controparte non avendo dovuto redigere
osservazioni al reclamo, che non le è stato intimato. Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d
LTF), il valore litigioso, di fr. 4'316.25, non raggiunge la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è respinto e la sentenza
impugnata è confermata.

 

                             2.  Le spese processuali di complessivi fr. 260.–
relative al presente giudizio, già anticipate dalla reclamante, sono poste a
suo carico.

 

                             3.  Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –.

   

  

                                  Comunicazione
alla Giudicatura di pace del Circolo di Balerna.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                 Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF).
Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1
LTF).