# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8892d7fe-81f7-5944-894f-787bfe71f7fc
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-06-28
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 28.06.2010 D-4432/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4432-2010_2010-06-28.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4432/2010/cac
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 8  g i u g n o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Thomas Wespi;
cancelliere Federico Pestoni;

A._______
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisio-
ne dell'UFM del 18 giugno 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4432/2010

Visti:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera;

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità o di  viaggio, con la comminatoria che,  in caso di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 10 maggio 2010 e del 1° giugno 2010;

la  decisione dell'UFM del  18 giugno 2010,  notificata  all'interessato  il 
giorno stesso (cfr. risultanze processuali);

il ricorso del 18 giugno 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 21 giugno 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi via fax al Tribunale amministrativo federale 
(TAF) in data 21 giugno 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino nigeriano di etnia Ika, nato a 
B._______,  C._______,  e  trasferitosi  all'età  di  sette  anni  ad 
D._______, E._______, e dal mese di novembre del 2008 domiciliato a 
F._______,  C._______  (cfr. verbale  d'audizione  del  10 maggio 2010, 
pagg. 1 e 2);

che il richiedente, avrebbe lasciato la Nigeria nel mese di (...) del 2010 
per il timore di essere ucciso dai mussulmani che hanno dato vita agli 
scontri  religiosi  avvenuti  nella  regione  nel  mese  di  gennaio 
rispettivamente  nel  mese  di  marzo;  che,  in  occasione  dei  disordini 
avvenuti  in  gennaio,  il  ricorrente  si  trovava  nel  proprio  negozio  ed 
avrebbe fatto in tempo a raggiungere una zona protetta dalla polizia, 
mentre  in  occasione  dell'attacco  occorso  nel  mese  di  marzo,  il 
ricorrente  avrebbe  perso  i  genitori  e  la  sua  casa  sarebbe  stata 
bruciata; che egli sarebbe riuscito a fuggire, salendo su una macchina 
con altra gente che stava lasciando la zona e si sarebbe diretto verso 
G._______, dove sarebbe rimasto poco più di  una settimana; che di 
qui,  con un altro ragazzo, è espatriato grazie all'ausilio  di  una terza 
persona  che  avrebbe  dato  loro  un  passaggio  fino  ad  una  città 
sconosciuta  in  Niger;  che  dopo  una  breve  sosta,  sarebbe  ripartito, 
sempre  in  compagnia  dell'altro  ragazzo,  camminando  nel  deserto  e 
giungendo  da  qualche  parte  in  Algeria;  che  in  seguito  avrebbe 
attraversato  l'Algeria  in  macchina  e,  a  seconda  delle  versioni,  si 
sarebbe  imbarcato  con  destinazione  Marocco,  oppure  avrebbe 
continuato il proprio viaggio in auto fino a giungere in Marocco, senza 
però rammentare nulla circa l'itinerario seguito ed il luogo di arrivo (cfr. 
verbale  d'audizione  del  18 maggio 2010,  pag.  8);  che  dopo  una 
settimana,  il  richiedente  avrebbe  preso  una  barca  con  la  quale 

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sarebbe sbarcato ad H._______(Spagna); che una volta giunto sulla 
terra ferma sarebbe scappato  e si  sarebbe reso irreperibile; che ad 
H._______ avrebbe conosciuto una signora originaria del Ghana che 
lo  avrebbe ospitato  nel  proprio  negozio; che il  ricorrente  si  sarebbe 
successivamente diretto a I._______ (fonetico) sempre in Spagna con 
il bus e quindi fino a L._______ (fonetico) in Svizzera, in prossimità di  
M._______; che infine,  in  data  (...)  è  giunto  a  M._______,  in  treno, 
dove  ha  deposto  domanda  d'asilo  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
18 maggio 2010, pagg. 7, 8 e 9);

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del -
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile,

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di  documenti  d'identità, riconfermato quanto già affermato nei 
verbali di audizione, e meglio di non aver mai né posseduto né avuto 
bisogno di documenti di identità, ribadendo inoltre, che non sa come 
procurarsi  tali  documenti  non  avendone  mai  posseduto  uno  e  non 
avendo più alcun parente in patria a cui potersi rivolgere;

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame ha  chiesto  l'annullamento 
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'auto-
rità  inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda 
d'asilo; che ha, altresì,  presentato una domanda di  assistenza giudi-
ziaria, nel senso della dispensa dal versamento anticipato delle presu-
mibili spese processuali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

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che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o  l'e-
sistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett.  c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative;

che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a  
LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre un mese dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che,  per  di  più,  egli  si  è  semplicemente limitato  a  dichiarare di  non 
aver mai  posseduto un passaporto  o una carta d'identità,  allegando 
poi di non avere mai necessitato di possedere dei documenti di identi -
tà poiché si sarebbe sempre identificato verbalmente (cfr. verbale d'au-
dizione del 10 maggio 2010, pag. 4);

che, oltre a ciò, interrogato sul proprio viaggio, egli  è stato assoluta-
mente superficiale ed evasivo senza fornire alcun dettaglio del tragitto 
intrapreso; che ha dichiarato di  aver lasciato  la  Nigeria partendo da 
G._______ in auto, di aver attraversato il Niger camminando tra l'altro 
per  sei  giorni  nel  deserto  fino  a  giungere in  Algeria; che in  seguito 
avrebbe attraversato l'Algeria in macchina e, a seconda delle versioni, 
si sarebbe imbarcato con destinazione Marocco, oppure avrebbe con-
tinuato  il  proprio  viaggio  in  auto  fino  a  giungere in  Marocco,  senza 
però rammentare nulla circa l'itinerario seguito ed il luogo di arrivo (cfr. 
verbale d'audizione del 18 maggio 2010, pag. 8); che dopo una setti-
mana,  il  richiedente  si  sarebbe  imbarcato  alla  volta  di  H._______ 
(Spagna); che una volta giunto sulla terra ferma sarebbe scappato e 

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avrebbe vissuto nella clandestinità; che ad H._______ avrebbe cono-
sciuto una signora ghanese che lo avrebbe ospitato nel proprio nego-
zio; che egli si sarebbe successivamente diretto a I._______ (fonetico) 
sempre in Spagna con il  bus e quindi fino a L._______ (fonetico) in 
Svizzera, in prossimità di M._______; che infine, in data (...) è giunto a 
M._______,  in  treno,  dove ha deposto domanda d'asilo  (cfr. verbale 
d'audizione del 10 maggio 2010, pagg. 7, 8 e 9); 

che, in aggiunta, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazio-
ne circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità 
del suo viaggio;

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che, in particolare, appare totalmente inverosimile che egli sia giunto 
in  Svizzera  senza ricordare  nulla  di  un  viaggio  così  lungo,  e  senza 
aver mai subito alcun tipo di controllo;

che argomentazioni come queste addotte appaiono tutte assolutamen-
te inattendibili; 

che, per di più ed a prescindere dalle allegazioni palesemente fanta-
siose di cui sopra, già varcare il confine Schengen senza subire alcun 
controllo, costituisce al momento attuale, un'impresa pressoché impos-
sibile;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

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che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla -
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese as-
senza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  
stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Nigeria per il fatto di essere rimasto solo e senza un casa non-
ché per il timore di essere ucciso dai mussulmani;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che,  a  mente  di  questo  Tribunale,  come  rettamente  evidenziato 
dall'autorità inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno 
della  sua  domanda  d'asilo  non  presenta  alcun  elemento  di 
verosimiglianza;

che basti rilevare innanzitutto che il ricorrente si è espresso in modo 
molto vago e succinto sugli eventi che lo avrebbero indotto a lasciare il  
proprio  Paese;  che,  a  titolo  d'esempio,  egli  si  è  ripetutamente 
contraddetto  persino  sulle  già  scarne  dichiarazioni  a  proposito  dei 
propri motivi d'asilo, e meglio in relazione agli asseriti finti poliziotti che 
ha  inizialmente  descritto  con  divise  di  colore  nero  e  marrone-nero 
(cfr. verbale d'audizione del 10 maggio 2010, pag. 6) per poi dichiarare 
in sede di seconda audizioni che alcuni avevano la camicia di colore 
nero  e  i  pantaloni  verdi  mentre  altri  avevano  sia  la  camicia  che  i  
pantaloni di colore verde (cfr. verbale d'audizione del 1° giugno 2010, 
pag. 7); che inoltre egli ha affermato, in prima battuta, di essere stato  
inseguito  da  quattro  finti  poliziotti  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
10 maggio 2010,  pag.  6),  salvo  poi  riferire  che  gli  inseguitori  erano 
soltanto tre (cfr. verbale d'audizione del 1° giugno 2010, pag. 7); che 
infine,  per  seminare  i  suoi  aguzzini,  il  ricorrente  ha  allegato  che 
sarebbe saltato dal primo piano di un edificio, per poi dichiarare che si  

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trattava  del  secondo  piano  e,  posto  davanti  alla  contraddizione, 
ritrattare  nuovamente  e  confermare  la  prima  versione  (cfr.  verbale 
d'audizione  del  1° giugno 2010,  pag.  7);  che  in  sede  di  prima 
audizione, il ricorrente non ha saputo indicare come facesse ad essere 
sicuro che i suoi genitori erano morti, limitandosi a dire che il giornale 
riportava della morte di 500 persone e che quando stava scappando 
aveva visto  la  casa che bruciava circondata  dai  mussulmani,  e  che 
questi  avevano sparato colpi  contro la  casa (cfr. verbale d'audizione 
del  18 maggio 2010,  pag.  7);  che,  tuttavia,  nel  corso  della  seconda 
audizione egli ha affermato che avrebbe sentito degli spari e le grida 
dei propri genitori e che, una volta giunto nella loro stanza, li avrebbe 
trovati  a  terra  morti  (cfr.  verbale  d'audizione  del  1° giugno 2010, 
pag. 6); che, a titolo abbondanziale, mal si comprende la necessità per 
il  ricorrente  di  dover  fuggire  all'estero,  posto  che  avrebbe  potuto 
senz'altro  chiedere  protezione  alla  polizia  locale,  ciò  che  si  era  già 
dimostrato efficace in occasione degli scontri avvenuti a gennaio; che, 
sia come sia, egli  avrebbe potuto trovare riparo in altre regioni della 
Nigeria non toccate dagli scontri religiosi; che a questo proposito, non 
convince la giustificazione del ricorrente, il quale ha affermato di non  
sapere  dove  andare  poiché  sarebbe  rimasto  solo,  ritenuto  che 
all'estero  oltre  alla  medesima  solitudine,  il  ricorrente  si  trova 
confrontato con una realtà completamente diversa da quella del suo 
Paese d'origine;

che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati esaminati e ret -
tamente  ritenuti  come  inverosimili  dall'autorità  inferiore,  giusta 
l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi; che, tanto meno, a mente di questo Tribuna-
le, le allegazioni prodotte sarebbero state di un'intensità tale da essere 
considerate decisive in materia d'asilo né che si evincono elementi da 
cui  dedurre  che  al  ricorrente  sarebbe  stata  preclusa  un'appropriata 
protezione contro le persecuzioni statali (cfr. GICRA 2006 no 18)

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non risultano  elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte -
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che, in aggiunta, non si giustificano neppure delle misure di istruzione 
complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedi -
mento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  (cfr.  DTAF 
2009/50, consid. 8, pagg. 730 e segg.);

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che, dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  come detto,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 44 cpv. 2 LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr);

che, pur tenendo in considerazione i disordini occorsi nella regione di  
B._______  ed  allegati  dal  ricorrete,  la  situazione  vigente  in  Nigeria 
non appare caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza generaliz -
zata che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del terri -

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torio nazionale; che, sia come sia, nel frattempo le autorità nigeriane 
hanno ripreso il  controllo nella regione teatro dei citati  disordini; che 
dunque, tali allegazioni non giustificano la concessione dello statuto di  
rifugiato, né tanto meno dell'ammissione provvisoria;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli  è giovane e 
possiede una formazione scolastica di base, in quanto ha frequentato 
6 anni di scuola primaria, 6 anni di scuola secondaria e 3 anni di istitu -
to tecnico; che egli inoltre ha pure una buona esperienza professionale 
come venditore, avendo dapprima aiutato il fratello nel suo negozio ed 
in seguito gestito una propria attività nel commercio di vestiti (cfr. ver-
bale  d'audizione  del  10 maggio 2010,  pag.  2);  che  inoltre,  stando  a 
quanto  riferito,  sarebbe  nato  a  B._______  e  cresciuto  in  parte  a 
B._______ ed in parte a D._______ dove ha verosimilmente frequen-
tato le scuole e svolto i suoi lavori e, pertanto, ove si può partire dal  
presupposto che abbia una rete sociale; che l'insorgente non ha prete-
so nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giu -
stificare la sua ammissione provvisoria (cfr. sulla problematica Giuri-
sprudenza  ed  informazioni  della  Commissione svizzera  di  ricorso  in 
materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio 
degli atti emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per moti-
vi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art.  44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio; che l'esecuzione dell'al-
lontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

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che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il  diritto  federale,  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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D-4432/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza. 

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
M._______(Raccomandata; allegato: bollettino di versamento);

- all'UFM, Centro di  registrazione e di  procedura di  M._______ con 
ordine di notificare la sentenza al ricorrente e di ritornare l'avviso di 
ricevimento allegato al Tribunale amministrativo federale (per l' incar-
to N (...); allegato: copia del ricorso del 18 giugno 2010, per corriere 
interno; in copia);

- N._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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