# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 544225af-47e3-59a4-9991-e002d2e364a5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-09-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.09.2008 D-2606/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2606-2008_2008-09-15.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2606/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 5  s e t t e m b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Blaise Pagan,
cancelliera Chiara Piras.

A._______, Mongolia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 21 aprile 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2606/2008

Fatti:

A.
Il  3  marzo 2008,  l'interessata ha presentato una domanda d'asilo  in 
Svizzera. Ha dichiarato, in sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. 
verbali d'audizione del 21 marzo 2008 e del 14 aprile 2008), di avere 
lasciato  la  Mongolia  per  salvare  la  vita  del  fratello.  Il  24  novembre 
2007,  delle  persone  sarebbero  venute  a  casa  dell'interessata  ed 
avrebbero pestato e rapito  il  fratello. A causa delle  proprie  proteste, 
l'interessata sarebbe stata violentata e minacciata da due uomini. In 
seguito,  il  fratello  sarebbe  stato  arrestato  per  un  crimine  che  non 
avrebbe  commesso. Dopo  la  morte  del  padre,  l'interessata  sarebbe 
riuscita  ad  ottenere  un  congedo  di  una  settimana  per  il  fratello. 
Approfittando della libera uscita, avrebbero lasciato insieme il  Paese 
per recarsi in Svizzera. 

B.
Il 21 aprile 2008, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art.  34  cpv. 1  della  legge sull'asilo  del  26  giugno 1998 
(LAsi, RS 142.31). Detto Ufficio ha pure pronunciato l'allontanamento 
dell'interessata dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento verso 
la Mongolia siccome lecita, esigibile e possibile. 

C.
Il 23 aprile 2008, l'interessata ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM.  Ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  del 
provvedimento litigioso e la trasmissione degli atti di causa all'autorità 
inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua  domanda 
d'asilo,  e  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione 
provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una  domanda  d'esenzione  dal 
versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali.

D.
Il  29 aprile 2008, con decisione incidentale, il  TAF ha respinto, per i 
motivi  ivi  indicati  (ricorso  privo  di  probabilità  d'esito  favorevole),  la 
domanda d'esenzione dal versamento di un anticipo a copertura delle 
presumibili spese processuali ed ha invitato la ricorrente a versare un 
siffatto anticipo, di fr. 600.--, entro il 9 maggio 2008, con comminatoria 

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d'inammissibilità  del  gravame  in  caso  di  decorso  infruttuoso  del 
termine. 

E.
Il 5 maggio 2008, la ricorrente ha tempestivamente versato l'anticipo 
richiesto. 

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
LAsi, e art. 83 lett d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 
2005 [LTF, RS 173.110]). 

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 
sulla  procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS 
172.021), nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi. 

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua. 

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano. 

4.
Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  rilevato,  da  un  lato,  che  il 
Consiglio  federale  ha  inserito  la  Mongolia  nel  novero  delle  safe 
countries.  Dall'altro  lato,  l'autorità  inferiore  ha  ritenuto  siccome  non 
credibili  le  allegazioni  decisive  in  materia  d'asilo  presentate 
dall'insorgente,  visto  che  quest'ultima  avrebbe  reso  dichiarazioni 
contraddittorie  sui  colloqui  avuti  con  l'ispettore  e  sul  viaggio  tra  la 

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prigione ed il cimitero. Inoltre, la vendita della proprietà del padre nel 
breve tempo asserito dalla ricorrente non sarebbe credibile. Anche se 
le  dichiarazioni rese dalla  ricorrente in  merito allo stupro subito non 
potrebbero  essere  ritenute  a  priori  inverosimili,  l'autorità  inferiore 
dubita però che l'episodio di violenza sia legato all'incarcerazione ed 
alla  liberazione del  fratello. Infine,  dagli  atti  non risulterebbero indizi 
che potrebbero capovolgere la presunzione confutabile dell'art. 6a cpv. 
2 lett. a LAsi. 

5.
Nel  gravame,  la  ricorrente  contesta  la  presunzione  d'assenza  di 
persecuzioni  in  Mongolia.  La  storia  del  fratello  mostrerebbe  che  la 
Mongolia  non è  un paese sicuro. Maltrattamenti  e  torture  sarebbero 
sistematici  nelle  stazioni  di  polizia  e  nelle  prigioni  (richiamati  in 
proposito, i rapporti di Amnesty International del 2006 e del US State 
Department  del  6  marzo  2007).  Inoltre,  la  libertà  d'espressione 
sarebbe fortemente limitata. Infine, dopo l'audizione sui motivi d'asilo, 
la  rappresentante  dell'opera  di  assistenza  avrebbe  sottolineato  nel 
proprio  rapporto  la  necessità  di  ulteriori  chiarimenti  riguardo  alla 
qualità di rifugiata ed ad un'eventuale rimpatrio. 

6.

Giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi,  non si  entra nel merito di  una domanda 
d’asilo se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio federale 
ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi a meno 
che non risultino indizi di persecuzione.

6.1 Da un lato, giova rilevare che allorquando il Consiglio federale ha 
inserito un Paese nel novero delle safe countries, sussiste di massima 
una presunzione d’assenza di persecuzioni in detto Paese. Incombe al 
richiedente l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per quanto attiene 
alla sua situazione personale.

6.2 Dall'altro  lato,  la  nozione  d’indizi  di  persecuzione  ai  sensi 
dell’art. 34 cpv. 1 LAsi s’intende in senso lato: comprende non soltanto 
i  seri  pregiudizi  previsti  dall’art.  3  LAsi,  ma  pure  gli  ostacoli 
all’esecuzione  dell’allontanamento,  di  cui  all’art.  44  cpv.  2  LAsi, 
imputabili all'agire umano (GICRA 2003 n. 18).

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7.

7.1 Questo  Tribunale  osserva  che  siccome  il  Consiglio  federale  ha 
effettivamente inserito, in data 28 giugno 2000, la Mongolia nel novero 
dei  Paesi  esenti  da  persecuzioni,  sussiste  di  massima  una 
presunzione d'assenza di persecuzioni in detto Paese.

7.2 Nella  fattispecie,  la  ricorrente  non è  riuscita,  per  quanto  attiene 
alla sua situazione personale, ad invalidare la presunzione d'assenza 
di  persecuzione,  ritenuto  segnatamente  che  dagli  atti  di  causa  non 
emergono  indizi  di  persecuzione. In  particolare,  l'insorgente  non  ha 
presentato,  all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove 
suscettibili  di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di 
cui  all'impugnata  decisione.  Quest'ultime  s'esauriscono  in  mere 
affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché 
minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF 
in  relazione  all'art. 6 LAsi,  all'art. 37 LTAF  ed  all'art. 4 PA).  Basti 
ancora rilevare che la ricorrente ha affermato di essere espatriata per 
timore di perdere il fratello dopo avere già perso il padre (cfr. verbale 
d'audizione del 21 marzo 2008 pag. 5). Inoltre, invitata ad esprimersi a 
proposito di un rimpatrio nel Paese d'origine, la richiedente ha asserito 
di  temere  una  punizione  per  non  avere  rispettato  le  condizioni 
impostale  come garante  durante  il  congedo  del  fratello  (cfr. verbale 
d'audizione del 14 aprile 2008 pag. 11). La ricorrente si limita, altresì, 
a pure congetture, non confortate da alcun elemento serio e concreto, 
sull'impossibilità d'ottenere un equo processo in patria. Non v'è, infatti, 
ragione di ritenere che non possa ricevere un'appropriata protezione 
statale contro l'eventuale futuro agire illegittimo nei suoi confronti da 
parte  di  terzi  rispettivamente  non  possa  beneficiare  di  un  equo 
processo in relazione ad eventuali accuse mosse nei suoi confronti per 
ragioni  che non appaiono avere alcuna relazione con uno dei motivi 
enumerati all'art. 3 LAsi. Non appare soccorrere, altresì, all'insorgente 
la generica allegazione da parte della rappresentante dell'istituzione di 
soccorso presente all'audizione sui motivi  d'asilo del 14 aprile 2008, 
secondo  la  quale  sussistono  nel  caso  di  specie  degli  indizi  di 
persecuzione che renderebbero necessari  ulteriori  chiarimenti  al  fine 
d'accertare  la  qualità  di  rifugiata  e  l'esistenza  di  un  impedimento 
all'esecuzione  dell'allontanamento.  Per  conseguenza,  l'UFM 
rettamente non è entrato nel merito della domanda d'asilo, considerato 
che non sussistono indizi di persecuzione.

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8.

8.1 In considerazione di quanto suesposto, non emergono dalle carte 
processuali  neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  della  ricorrente  in  Mongolia  possa  violare 
l'art. 25 cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera  del  18 aprile 1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) o  esporre la ricorrente in patria al rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

8.2 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno che  in  Mongolia  non  vige  attualmente  una  situazione  di 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nella totalità del territorio nazionale.

8.3 Dalle  carte  processuali  non  emergono  neppure  ostacoli 
all'esecuzione  dell'allontanamento  non imputabili  all'agire  umano. La 
ricorrente  è  giovane,  ha  una  certa  esperienza  professionale  (cfr. 
verbale  d'audizione  del  14  aprile  2008  pag.  4)  e  non  ha,  altresì, 
preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano 
giustificare  un'ammissione  provvisoria  (v.  sulla  problematica 
GICRA 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa 
emerga  la  necessità  di  una  permanenza  dell'insorgente  in  Svizzera 
per  motivi  medici.  In  siffatte  circostanze,  l'autorità  inferiore  ha 
rettamente ritenuto siccome adempiti i presupposti per formulare una 
prognosi  favorevole  con  riferimento  alle  effettive  possibilità  per  la 
ricorrente  di  un  adeguato  reinserimento  sociale  nel  suo  Paese 
d'origine.

8.4 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 83 cpv. 2 LStr). 
L'insorgente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile.

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8.5 La ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

9.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

10.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per  le  ragioni  indicate  al  considerando  8  del  presente  giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

11.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice  unico,  con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

12.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  della  ricorrente  (art. 63 cpv. 1  e 
cpv. 5 PA  nonché  art. 3 lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del  21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Esse sono computate 
con  l'anticipo  spese,  di  fr.  600.--,  versato  dall'insorgente  il 
5 maggio 2008.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico della ricorrente. 
L'anticipo  spese di  fr. 600.--,  versato  il  5 maggio 2008,  è  computato 
con le spese processuali.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato)
- UFM, Divisione dimora ed aiuto al ritorno (in copia; n. di rif. N )
- B._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

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