# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0e66dfb2-845f-52d7-b6f2-436066d0188a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.03.2010 D-1649/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1649-2010_2010-03-22.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1649/2010/dei
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 2  m a r z o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione della Giudice Muriel Beck Kadima
Cancelliere Federico Pestoni.

A._______ alias
B._______, alias
C._______,
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 5 marzo 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-1649/2010

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data (...) in Sviz-
zera;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha rimesso 
al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale l'ha reso attento 
circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro 
della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con la commi-
natoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scu-
sabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 12 gennaio 2010 e del 4 febbraio 2010;

la  decisione  dell'UFM  del  5 marzo 2010,  notificata  all'interessato  in 
data 9 marzo 2010 (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso del 16 marzo 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 17 marzo 2010);

gli  atti  dell'UFM trasmessi  al  Tribunale amministrativo federale (TAF) 
per corriere espresso in data 19 marzo 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale 
del 17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni  previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate agli art. 33 e 34 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un inte-
resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 
stessa (art. 48 cpv. 1 lett. c PA) e che è pertanto legittimato ad aggra-
varsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 50 PA), alla forma e al 
contenuto dell'atto di ricorso (52 PA) sono soddisfatti e che gli altri pre-
supposti processuali sono parimenti adempiuti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti  su ricorso è determinante la lin-
gua della decisione impugnata e che, se le parti utilizzano un'altra lin-
gua, il procedimento può svolgersi in tale lingua;

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano, 
mentre il ricorso è stato inoltrato in lingua tedesca e senza domanda di 
svolgere la procedura dinanzi a codesto Tribunale in tale lingua;

che, pertanto, la presente sentenza va redatta in italiano;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino nigeriano di etnia Igbo, nato e 
vissuto ad D._______, nell'E._______ State, (cfr. verbale d'audizione 
del 12 gennaio 2010, pagg. 1 e 2);

che il  richiedente, avrebbe lasciato la  Nigeria  il  (...)  poiché ricercato 
dagli abitanti del suo villaggio, per il fatto che egli avrebbe negato loro 
la sua disponibilità a succedere al padre, da poco defunto, nella fun-
zione di custode dell'oracolo e della maschera del villaggio; che dopo 
aver rifiutato l'incarico una prima volta, i membri della famiglia estesa 
(ossia gli abitanti del villaggio) hanno insistito affinché il ricorrente ri-
spettasse la tradizione, lasciandogli ulteriori tre giorni per riflettere (cfr. 
verbale d'audizione del 12 gennaio 2010, pagg. 6 e 7, verbale d'audi-
zione del 4 febbraio 2010, pagg. 3 e 4); che tuttavia il ricorrente sareb-
be rimasto sulla propria antitetica posizione ed a causa di ciò, in data 
(...) sarebbe stato picchiato, legato e rinchiuso; che il (...) egli sarebbe 
stato liberato con la comminatoria di un ulteriore termine per accettare 
l'offerta; che,  il  giorno  seguente,  per  sottrarsi  all'insistenza dei  com-

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paesani, il ricorrente sarebbe partito per H._______, dove si sarebbe 
sistemato presso un conoscente fino al mese di (...); che il (...), mentre 
si  trovava fuori  casa,  sarebbe stato cercato da persone del  villaggio 
presso l'amico ospitante; che una volta appresa la notizia, il (...), il ri-
corrente sarebbe espatriato per timore di  essere trovato (cfr. verbale 
d'audizione del 12 gennaio 2010,  pagg. 6, 7 e 8,  verbale d'audizione 
del 4 febbraio 2010, pagg. 7, 8 e 9);

che il richiedente, avrebbe viaggiato fino a F._______ (Repubblica del 
Benin),  dove è rimasto fino a (...); che di  lì,  egli  avrebbe preso una 
nave sbarcando in un paese sconosciuto, da dove, per mezzo di  un 
auto, avrebbe proseguito il  viaggio fino ad un altrettanto sconosciuta 
città; che in seguito, girovagando, sarebbe stato arrestato dalla polizia 
mentre si trovava alla stazione ferroviaria di Chiasso (cfr. verbale d'au-
dizione del 12 gennaio 2010, pagg. 8 e 9);

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente  non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del-
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile,

che, nel ricorso, l'insorgente ha allegato, in sostanza e per quanto qui 
di rilievo, di aver sufficientemente ed validamente motivato la mancata 
produzione di documenti di identità in occasione delle precedenti audi-
zioni; che, inoltre, l'insorgente ha riferito  di  non possedere più alcun 
contatto in patria per riuscire a procurarseli  ora, ritenendo dunque di 
avere motivi  scusabili  e verosimili; che i  suoi  motivi  d'asilo  oltre  che 
veri sono anche verosimili; che, infine, ha contestato l'esigibilità dell'al-
lontanamento verso la Nigeria;

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame  ha  chiesto  l'annullamento 
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'auto-
rità  inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda 
d'asilo; che ha, altresì,  presentato una domanda di  assistenza giudi-

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ziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese di giustizia 
e del relativo anticipo;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al-
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o  l'e-
sistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi-
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti-
colari formalità amministrative;

che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre due mesi dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che, per di più, egli si è semplicemente limitato a dichiarare di non mai 
aver avuto un passaporto, né tanto meno una carta d'identità poiché 
non ne avrebbe mai avuto bisogno ed anche perché suo padre non lo 
avrebbe lasciato (cfr. verbale d'audizione del 12 gennaio 2010, pagg. 4 
e 5); che non usciva mai dalla Nigeria e che si spostava sempre con 
suo padre, e pertanto non aveva bisogno di documenti; che se gli fos-
se stato richiesto, avrebbe comunicato la sua identità oralmente; che 
in sede di ricorso l'insorgente ha dichiarato di aver sollevato, in occa-
sione delle audizioni, dei motivi plausibili a giustificazione della man-
cata produzione di documenti d'identità (cfr. ricorso, pag. 3);

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che, inoltre, egli dichiara di non avere più nessuno in patria al quale ri-
volgersi  per  ottenere  i  documenti  necessari  (cfr. verbale  d'audizione 
del 4 febbraio 2010, pag. 2), contraddicendosi però quando afferma di 
avere ancora dei parenti nel paese d'origine, e meglio due sorelle ed 
uno zio materno a D._______ (cfr. verbale d'audizione del 12 genna-
io 2010, pag. 3), oltre a G._______, conoscente presso il quale ha al-
loggiato, a H._______, da (…) ad (...); che alla luce di quanto emerge 
dai verbali di audizione del 12 gennaio 2010 rispettivamente 4 febbra-
io 2010, le motivazioni postulate dal ricorrente al riguardo sono prive di 
qualsiasi fondamento;

che, oltre a ciò,  interrogato sul proprio viaggio, egli  è stato assoluta-
mente superficiale ed evasivo senza fornire alcun dettaglio del tragitto 
intrapreso; che ha dichiarato di aver lasciato la Nigeria dirigendosi ver-
so F._______ (Repubblica del Benin) grazie all'aiuto di G._______, il 
conoscente che lo ha ospitato nel suo soggiorno a H._______; che da 
lì, per mezzo di una nave è arrivato in un luogo dove vedeva persone 
bianche, che ha proseguito fino ad un certo punto in macchina, fino ad 
essere stato preso dalla polizia mentre girovagava alla stazione ferro-
viaria di Chiasso; che il ricorrente ha dichiarato di non ricordarsi nulla 
del  viaggio perché era sempre all'interno di  una  stanza chiusa (cfr. 
verbale d'audizione del 12 genaio 2010, pagg. 8 e 9); argomentazioni, 
queste,  tutte  assolutamente  inattendibili  alle  quali  si  aggiunge la  di-
chiarazione,  invero assai improbabile,  del  ricorrente secondo cui du-
rante tutto il tempo sarebbe stato accompagnato da una persona alla 
quale era stato affidato a F._______ da G._______ (cfr. verbale d'audi-
zione del 12 gennaio 2010, pag. 9); che, infine, appare  totalmente in-
verosimile che egli  sia giunto in Svizzera senza ricordare nulla di un 
viaggio così lungo, e senza aver mai subito alcun tipo di controllo; che, 
a titolo abbondanziale ed a prescindere dalle allegazioni palesemente 
fantasiose di cui sopra, varcare il confine Schengen senza subire al-
cun  controllo,  costituisce  al  momento  attuale,  un'impresa  pressoché 
impossibile;

che, in aggiunta, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazio-
ne circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità 
del suo viaggio;

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

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che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla-
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese as-
senza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli 
stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Nigeria poiché sarebbe ricercato dai membri della sua comunità, 
i  quali  vorrebbero  imporgli  il  ruolo,  già  appartenuto  a  suo  padre,  di 
guardiano dell'oracolo e della maschera del villaggio;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri-
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che,  a  mente  di  questo  Tribunale,  come  rettamente  evidenziato 
dall'autorità inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno 
della  sua  domanda  d'asilo  non  presenta  alcun  elemento  di 
verosimiglianza;

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che basti rilevare innanzitutto che il ricorrente si è espresso in modo 
molto vago e succinto sugli eventi che lo avrebbero indotto a lasciare il 
proprio  Paese;  che,  a  titolo  d'esempio,  egli  non  è  stato  in  grado  di 
descrivere  il  luogo  nel  quale  sarebbe  stato  rinchiuso,  dichiarando 
dapprima trattarsi  dell'altare  dell'oracolo  (cfr. verbale  d'audizione del 
12 gennaio 2010,  pag. 7) ed in seguito affermando che si  trattava di 
una cella in un edificio sulla piazza del villaggio (cfr. verbale d'audizio-
ne del 12 gennaio 2010, pag. 7), oltre a fornire informazioni discordanti 
circa la data del suo rilascio, per il quale ha dapprima affermato di non 
sapere  il  giorno  esatto  ma che era  stato  imprigionato  per  più  di  un 
mese  (cfr. verbale  d'audizione  del  12 gennaio 2010,  pag. 7),  poi  ha 
riferito  che  si  trattava  del  (...)  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
4 febbraio 2010, pag. 7);

che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati esaminati e ret-
tamente  ritenuti  come  inverosimili  dall'autorità  inferiore,  giusta 
l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi; che, tanto meno, a mente di questo Tribuna-
le, le allegazioni prodotte sarebbero state di un'intensità tale da essere 
considerate decisive in materia d'asilo né che si evincono elementi da 
cui dedurre che al ricorrente gli sarebbe stata preclusa un'appropriata 
protezione contro le persecuzioni statali (cfr. GICRA 2006 no 18)

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non risultano  elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità d'ulterio-
ri accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato del-
l'insorgente medesimo;

che, in aggiunta, non si giustificano neppure delle misure di istruzione 
complementari  ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedi-
mento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente (art. 32 cpv. 3 
lett. c LAsi);

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en-
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata;

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che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'Ufficio fe-
derale pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordi-
na l'esecuzione (art. 44 cpv. 1 LAsi);

che se l'esecuzione dell'allontanamento è impossibile, inammissibile o 
non ragionevolmente esigibile, l'Ufficio federale disciplina le condizioni 
di  soggiorno conformemente alle  disposizioni  relative all'ammissione 
provvisoria (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 Legge federale del 16 dicem-
bre 2005 sugli stranieri [LStr, RS 142.20]);

che, quo alla liceità, dalle carte processuali non emergono elementi da 
cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Ni-
geria  possa  violare  l'art. 25 cpv. 2  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o possa esporre l'insorgente in patria al rischio rea-
le ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per 
la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degra-
danti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

che, inoltre, notoriamente, la situazione vigente in Nigeria non appare 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga l'insieme della  popolazione nell'integralità  del  territorio  na-
zionale;

che i recenti scontri tra mussulmani e cristiani, allegati dal ricorrente a 
conforto della tesi circa l'inesigibilità del suo allontanamento, sono av-
venuti in prossimità di Jos, nel Plateau State; che pertanto non si pos-
sono considerare come situazione di guerra civile o violenza generaliz-
zata che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del terri-
torio  nazionale; che,  oltretutto,  tali  scontri  non toccano la  regione di 
provenienza del ricorrente, il quale ha affermato di essere originario di 

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D._______ (E._______ State)  ed avrebbe comunque la possibilità di 
una fuga interna avendo egli già vissuto a H._______ prima dell'espa-
trio; che, sia come sia, nel frattempo le autorità nigeriane hanno ripre-
so il controllo nella regione teatro dei citati disordini; che dunque, tali 
allegazioni non giustificano la concessione dello statuto di rifugiato, né 
tanto meno dell'ammissione provvisoria;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli  è giovane e 
malgrado non abbia esperienza professionale, possiede una base sco-
lastica, in quanto ha seguito delle lezioni private da persone chiamate 
da suo padre (cfr. verbale d'audizione del  12 gennaio 2010,  pag. 2); 
che, inoltre, si può partire dal presupposto che, essendo originario di 
D._______ dove vivono ancora le due sorelle e un zio materno, egli 
possa  disporre  di  una discreta  rete  sociale  in  loco; che l'insorgente 
non ha nemmeno preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di 
salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. sul-
la  problematica  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione 
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che 
da un esame d'ufficio degli  atti  di  causa emerga la necessità di  una 
permanenza in Svizzera per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile;

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria  diligenza,  potrà procurarsi 
ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio;  che l'esecuzione dell'al-
lontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in  materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

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che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che essendo le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità  d'esito 
favorevole,  la  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  di-
spensa  dal  pagamento  delle  spese  processuali,  è  respinta  (art. 65 
cpv. 1 PA);

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal pa-
gamento delle spese processuali, è respinta.

3.
La domanda d'esenzione dal pagamento dell'anticipo è divenuta senza 
oggetto.

4.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza.

5.
Comunicazione a: 

- ricorrente, (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento);
- UFM, Divisione soggiorno, con allegato l'incarto N [...] (per corriere 

interno; in copia, con allegata copia del ricorso del 16 marzo 2010);
- I._______.

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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