# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2d7b85d8-bb30-52dd-b1e9-12e14a2bd465
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.09.2010 D-6288/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6288-2010_2010-09-10.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6288/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 0  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione della Giudice 
Nina Spälti Giannakitsas;
cancelliera Vera Riberti;

A._______, nato il (...), alias
B._______, nato il (...),
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 2 settembre 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6288/2010

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data (...) in Sviz -
zera;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha rimesso 
al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale l'ha reso attento 
circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro 
della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con la commi-
natoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scu-
sabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 17 agosto 2010 e del 2 settembre 2010;

il verbale di decisione dell'UFM del 2 settembre 2010, notificata all'in-
teressato lo stesso giorno (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso inoltrato il 3 settembre 2010 (cfr. timbro del plico raccoman-
dato, data d'entrata 6 settembre 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo federale in data 
6 settembre 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale 
amministrativo federale, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi con-
tro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate 
agli art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice uni -
co, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la  
decisione è motivata solo sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);

che giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio di scritti;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino nigeriano di etnia Igbo, origi -
nario  di  C._______ e con ultimo domicilio  a D._______ (cfr. verbale 
d'audizione del 17 agosto 2010, pagg. 1 e 3); 

che egli avrebbe lasciato la Nigeria il mese di luglio 2010 per il timore  
di  essere ucciso dalle  persone che avrebbero rapito ed assassinato 
suo padre (cfr. verbale d'audizione del 17 agosto 2010, pag. 5);

che il  richiedente,  avrebbe transitato dalla  Repubblica del  Benin per 
poi arrivare in Togo, in seguito in Ghana, in Burkina Faso ed arrivando 
infine in Senegal,  da dove si  sarebbe imbarcato per la Spagna; che 
avrebbe poi continuato in treno il suo viaggio giungendo a E._______ 
il (...) (cfr. verbale d'audizione del 17 agosto 2010, pagg. 2 e 6);

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento suscettibile di identificarlo; che, dall'altro lato,  
detto Ufficio ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste al l'art. 32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

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che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile,

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di  documenti  d'identità, riconfermato quanto già affermato nei 
verbali di audizione, o meglio di non aver mai posseduto né il passa-
porto né la carta di identità, ribadendo inoltre che avrebbe comunque 
fatto degli sforzi per contattare qualcuno in patria per farsi spedire la 
sua patente di guida; che, inoltre, trovandosi attualmente in Svizzera,  
gli  sarebbe oggettivamente  impossibile  procurarsi  un  documento  d'i -
dentità; che, pertanto, egli ritiene di aver fornito motivi scusabili che ne 
giustificano la mancata consegna;

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame ha  chiesto  l'annullamento 
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'auto-
rità  inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda 
d'asilo  e,  in  subordine,  la  concessione  dell'ammissione  provvisoria; 
che ha, altresì, presentato una domanda di assistenza giudiziaria, nel 
senso della dispensa dal versamento anticipato delle presumibili spe-
se processuali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

che, secondo l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o  l'e-
sistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett.  c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative (cfr. DTAF 2007/7, consid. 5);

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che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a  
LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di un mese dalla pre-
sentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento che 
adempia i citati criteri;

che, per di più, egli si è limitato a dichiarare di aver provato a chiamare 
quattro volte la madre al  loro domicilio (a D._______) al fine di  farsi  
mandare la patente di guida – che, per inciso, non rappresenta neppu-
re un documento di viaggio o d'identità ai sensi dalla legge – sapendo 
tuttavia che ella si era trasferita a C._______ (cfr. verbale d'audizione 
del  2 settembre 2010,  pag. 2); che,  confrontato a tale incongruenza, 
egli ha asserito unicamente che sperava che qualcuno rispondesse al 
telefono di  casa sua per lasciare almeno un messaggio (cfr. verbale 
d'audizione del 2 settembre 2010, pag. 2); che, ad ogni domanda del 
collaboratore che ha proceduto all'audizione in merito all'ottenimento 
dei documenti d'identità, l'insorgente non è riuscito a fornire nessuna 
spiegazione plausibile (cfr. verbale d'audizione del 2 settembre 2010, 
pag. 3);

che, oltre a ciò,  interrogato sul proprio viaggio, egli  è stato alquanto 
superficiale  senza  fornire  dettagli  particolari  del  tragitto  intrapreso; 
che, infatti, sebbene egli abbia indicato qualche paese africano ed eu-
ropeo da cui  sarebbe transitato,  egli  non è  stato  in  grado di  fornire 
molti  nomi  di  città  o  villaggi  toccati,  eccezion  fatta  di  F._______, 
G._______, H._______, I._______ e J._______ (cfr. verbale d'audizio-
ne del 17 agosto 2010, pagg. 2 e 6 e verbale d'audizione del 2 settem-
bre 2010, pag. 6); che, tra l'altro, egli avrebbe citato I._______ in sede 
di prima audizione soltanto e non l'avrebbe più citata durante la secon-
da audizione, menzionando, in questa occasione, J._______ (cfr. ver-
bale d'audizione del 17 agosto 2010, pagg. 2 e 6 e verbale d'audizione 
del 2 settembre 2010, pag. 7); che, per di più, egli non ha saputo forni-
re dettaglio alcuno sulla nave sulla quale avrebbe viaggiato e/o circa la 
durata  del  viaggio  (cfr.  verbale  d'audizione  del  2 settembre 2010, 
pag. 7); che, a titolo abbondanziale ed a prescindere dalle allegazioni 
lacunose di cui sopra, varcare il confine Schengen senza subire alcun 
controllo, costituisce al momento attuale, un'impresa pressoché impos-
sibile;

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che, in aggiunta, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazio-
ne circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità 
del suo viaggio;

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del  ricorrente  circa  il  possesso dei  documenti  d'identità,  il  Tribunale 
amministrativo federale ha ragione di concludere che l'autore del gra-
vame dissimuli i suoi documenti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla -
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese as-
senza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  
stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Nigeria temendo per la sua vita poiché sarebbe stato minacciato 
di morte dalle persone che già avrebbero ucciso il padre;

che l'autore del gravame non ha presentato argomenti o prove suscet-
tibili di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui al-

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l'impugnata decisione (di non entrata nel merito della domanda d'asilo 
giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che,  a  mente  di  questo  Tribunale,  come  rettamente  evidenziato 
dall'autorità inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno 
della sua domanda d'asilo non può essere considerata verosimile;

che,  in  effetti,  basti  rilevare  che il  ricorrente  si  è  espresso  in  modo 
molto  vago  e  poco  logico  sugli  eventi  che  lo  avrebbero  indotto  a 
lasciare il proprio Paese; che, a titolo d'esempio, egli non è riuscito ad 
indicare nessuna data esatta in relazione alle minacce, al rapimento 
ed  all'uccisione  del  padre,  asserendo  soltanto  che  le  minacce,  il 
rapimento, la sparatoria e l'incendio del magazzino sarebbero avvenuti 
nel  mese  di  (...),  rispettivamente  (...)  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
17 agosto 2010,  pagg.  3  e  5  e  verbale  d'audizione  del 
2 settembre 2010, pagg. 4 seg. ); che appare piuttosto insolito ch'egli 
non si ricordi nessuna data esatta al riguardo, considerando in effetti  
che dei tali eventi, quale il rapimento e la perdita di un genitore, siano 
nella vita di un individuo alquanto sconvolgenti; che, per di più, sempre 
in  relazione alla  morte del  padre, egli  si  è pure contraddetto poiché 
avrebbe dichiarato, in un primo tempo, che il  padre era morto il  (...),  
ma  poi  non  avrebbe  più  menzionato  detto  giorno  nelle  successive 
dichiarazioni (cfr. verbale d'audizione del 17 agosto 2010, pagg. 3 e 5 
e  verbale  d'audizione  del  2 settembre 2010,  pag.4);  che,  infine, 
persino per quanto concerne il mancato intervento richiesto presso le 
autorità  statali  –  motivato  dal  ricorrente  dal  fatto  che  non  ci  si  può 
fidare della polizia nigeriana – il racconto manca di logica; che, infatti, 
il  ricorrente  e  la  madre  avevano  già  chiesto  aiuto  alla  polizia  in 
occasione della consegna del riscatto e che gli agenti erano appunto 
intervenuti al fine di proteggere la famiglia del ricorrente; 

che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati esaminati e ret -
tamente  ritenuti  come  inverosimili  dall'autorità  inferiore,  giusta 
l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi; che, tanto meno, a mente di questo Tribuna-
le, non si evincono dagli atti elementi da cui dedurre che al ricorrente 
sarebbe stata preclusa un'appropriata protezione contro le persecuzio-
ni statali (cfr. GICRA 2006 no 18);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non risultano  elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte -
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

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che, in aggiunta, non si giustificano neppure delle misure di istruzione 
complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedi -
mento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  (cfr. 
DTAF 2009/50, consid. 8, pagg. 730 e segg.);

che, dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della leg-
ge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri  (LStr, RS 142.20) o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 LStr giusto il 
quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  come detto,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 44 cpv. 2 LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr);

che, inoltre, notoriamente, la situazione vigente in Nigeria non appare 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 

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coinvolga l'insieme della  popolazione nell'integralità  del  territorio  na-
zionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane ed 
ha lavorato quale commerciante dall'età di 15 anni vendendo pezzi di 
ricambio d'auto (cfr. verbale d'audizione del 17 agosto 2010, pagg. 2 e 
3  e  verbale  d'audizione  del  2 settembre 2010,  pag.  3);  che,  inoltre, 
stando a quanto riferito, dispone ancora di una rete sociale in patria,  
dove  vivono  perlomeno  la  madre  ed  una  zia  paterna  (cfr.  verbale 
d'audizione  del  17 agosto 2010,  pag.  3);  che  l'insorgente  non  ha 
preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano 
giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria  (cfr.  sulla  pro-
blematica GICRA 2003 n. 24),  senza che da un esame d'ufficio  degli 
atti  emerga  la  necessità  di  una  permanenza  in  Svizzera  per  motivi  
medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art.  44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio; che l'esecuzione dell'al-
lontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il  diritto  federale,  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

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che, avendo il Tribunale amministrativo federale statuito nel merito del 
ricorso, la domanda d'esenzione dal versamento dell'anticipo a coper-
tura delle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
E._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di E._______ (via fax; 
per incarto N [...], con preghiera di notificare la sentenza al ricorren-
te e di  ritornare l'avviso di  ricevimento al  Tribunale amministrativo 
federale)

- K._______  (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Vera Riberti

Data di spedizione: 

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