# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5dc33b8d-430b-543b-b070-7addb7ad7a45
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-10-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 14.10.2003 INC.2003.60001
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-60001_2003-10-14.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.60001

  	
  Lugano

  14 ottobre 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Franco Lardelli

  
	
   

  sedente per statuire sul reclamo presentato il 9 settembre
  2003 da

  
						

 

 

	
   

  	
  __________ (patrocinata dall’avv. __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  la decisione 11 settembre 2003 del Procuratore pubblico
  Antonio Perugini, che ha respinto i complementi di prova proposti dalla
  reclamante nel procedimento penale contro di lei pendente per titolo di
  infrazione aggravata, sub. semplice alla LFStup;

  

 

 

viste le osservazioni 23
settembre 2003 del magistrato inquirente, come pure le comunicazioni 26
settembre 2003 del magistrato inquirente e 1. ottobre 2003 del patrocinatore
della reclamante; 

 

 

letto ed esaminato l’inc. MP __________

 

 

ritenuto

 

 

 

in fatto

 

 

 

A.

 

Nei confronti di __________ è
pendente un procedimento penale per titolo di infrazione aggravata, sub.
semplice alla LFStup (art.19 cifra 1 e 2 lett. c LFStup).

Le ipotesi di reato si
riferiscono al fatto di aver acquistato, coltivato in proprio, detenuto,
trafficato e venduto per mestiere, sostanze stupefacenti (segnatamente
marijuana sotto forma di sacchetti odorosi) ad acquirenti al dettaglio (in
particolare a clienti dei negozi di canapa __________ e __________ di __________)
o all’ingrosso (in particolare ad altri canapai e/o acquirenti di canapa),
realizzando in tal modo un guadagno considerevole (v. ordine d’arresto 25
maggio 2003 notificato alla __________ dal Procuratore pubblico, quale formale
apertura del procedimento, durante l’interrogatorio 15 luglio 2003: AI 1/1 e
3/2 dell’inc. MP __________). Durante il menzionato interrogatorio del
Procuratore pubblico, __________ ha ammesso di aver venduto fra i 15 e i 20 KG
di canapa, con una cifra d’affari di FRS. 150'000.- .

 

 

B.

 

Il 21 agosto 2003 il Procuratore
pubblico ha disposto il deposito degli atti a norma dell’art. 196 CPP. Con
istanza 5 settembre 2003, __________ ha chiesto, tra altri complementi
istruttori, l’acquisizione immediata (prima della chiusura dell’istruttoria) di
un rapporto richiesto all’ispettorato fiscale e l’audizione dell’isp. __________,
in quanto, a suo dire, “ha eseguito controlli nei negozi” e “potrà riferire
quanto constatato”.

Con decisione 11 settembre 2003
il magistrato inquirente ha respinto le due suddette richieste di complemento
istruttorio. Ha fatto seguito il reclamo in oggetto, che ripropone queste due
prove.

Il magistrato inquirente, con le
sue osservazioni del 23 settembre 2003, ha proposto la reiezione del reclamo.
Con lettera 26 settembre 2003 (spedita al patrocinatore della reclamante, con
copia a questo giudice), il Procuratore pubblico ha poi reso noto di aver nel
frattempo acquisito agli atti il rapporto dell’ispettorato fiscale. Con lettera
1. ottobre 2003, la reclamante ha dato atto dell’acquisizione agli atti del
rapporto suddetto.

 

 

 

in diritto

 

 

 

1.

 

__________ - in quanto
formalmente accusata - é indubitabilmente legittimata ad impugnare il rifiuto
del Procuratore pubblico di assumere complementi di prova, non solo per la
disposizione di massima dell’art. 280 CPP, ma specificatamente per quella
relativa alla completazione dell’istruttoria di cui all’art. 196 cpv. 5 CPP.

Il reclamo, tempestivo a norma di
legge (art. 281 cpv. 5 CPP), é allora ricevibile in ordine.

 

 

2.

 

Per meritare di venire assunte,
le prove proposte dalle parti contestualmente al deposito atti (art. 196 CPP),
o anche in altro momento dell’istruttoria (art. 60 cpv. 1 e 79 cpv. 1 CPP),
devono rispettare tre concorrenti ordini di considerazioni e presupposti: esse
devono essere motivate per quanto attiene al loro oggetto ed al loro scopo in
diretta connessione con la fattispecie inquisita; tali mezzi di prova devono
quindi avere i requisiti della novità, della rilevanza e della pertinenza alle
successive conclusioni di competenza del Procuratore pubblico, dapprima per
decidere se promuovere l’accusa oppure non far luogo al procedimento e poi
eventualmente - dopo definitiva conclusione dell’istruzione formale - se
decretare messa in stato d’accusa o abbandono, sino a, se del caso, quelle del
giudice di merito; le stesse prove devono essere di difficile produzione al
dibattimento, avute presenti le finalità dell’art. 189 CPP, inteso appunto tra
l’altro ad assicurarne la non interrotta assunzione (v. REP 1998 nr. 122; già
in sentenza 24 gennaio 1990, inc. CRP 337/89; v. decisioni 17 febbraio 1993 in
re L.P., inc. GIAR 135.93.1; 3 novembre 1993 in re G.G., inc. GIAR 862.93.1, e
14 giugno 1995 in re F.M., inc. GIAR 1093.93.5).

Se, in particolare per l’accusato,
la facoltà di proporre mezzi di prova è espressione del diritto di essere
sentito (v., da ultimo, DTF 124 I 49, consid. 3a p. 51; DTF 121 I 306, consid.
1b p. 308) e del “fair trial” ai sensi dell’art. 6 CEDU (v. Frowein/Peukert,
EMRK-Kommentar, 2. Aufl. Kehl/Strassburg/Arlington 1996, nota 99 ad art. 6
CEDU), il giudice del merito (ed il magistrato inquirente) è tenuto, in
applicazione delle norme procedurali corrispondenti, a considerare
rispettivamente ammettere soltanto quei mezzi di prova che “nach seinem
richterlichen Ermessen entscheidungserheblich sind” (Frowein/Peukert,
loc. cit. p. 231). Con riferimento specifico all’audizione di testi, il
magistrato può rifiutare la prova proposta “wenn er die zu erwartende
Antwort bzw. Aussage nach seiner freien Ermessensentscheidung für die
Wahrheitsfindung nicht für beachtlich hält” (Frowein/Peukert, loc.
cit., nota 202 ad art. 6 CEDU, con rinvii), nelle parole di Niklaus Schmid
(Strafprozessrecht, 3. Aufl. Zürich 1997, margin. 270, con
rinvii a DTF 103 Ia 491 et al. in nota 321) “wenn sie den rechtlich
relevanten Sachverhalt als genügend geklärt erachten”. Di
conseguenza, non è data violazione dell’art. 6 CEDU se il giudice del merito
rifiuta un mezzo di prova dopo averne esaminato la pertinenza (v. Frowein/Peukert,
loc. cit., nota 203 ad art. 6 CEDU, con rinvio al noto caso Vidal; come qui, v.
decisione 17 giugno 1998 in re F.F., inc. GIAR 55.98.1 consid. 1).

 

 

3.

 

La reclamante ha chiesto in primo
luogo di acquisire in sede di complemento istruttorio il rapporto richiesto
dalla stesso Procuratore pubblico all’ispettorato fiscale in merito alla cifra
d’affari realizzata con la vendita di canapa.

Il magistrato inquirente ha nel
frattempo acquisito agli atti il suddetto rapporto e il patrocinatore della
reclamante ha dato atto di ciò. Su questo punto il reclamo risulta quindi
evaso, in quanto divenuto privo d’oggetto.

 

 

4.

 

La reclamante ha pure chiesto
l’audizione dell’isp. __________. Questa audizione, nell’istanza di
complemento, non è stata granchè motivata, se non con l’esigenza di far
“riferire quanto constatato” dall’agente di polizia che “ha eseguito controlli
nei negozi”.

Questa audizione, a questo stadio
del procedimento, non appare di rilievo nè di pertinenza, per carenza di
motivazione e di novità nel contesto di quanto acquisito: segnatamente non
serve a determinare il giudizio nelle competenze del Procuratore pubblico, che
chiaramente persegue la via accusatoria e neppure è oggettivamente tale da
consentire ipotesi di stravolgimento di questo indirizzo.

Del resto la reclamante, durante
l’interrogatorio del 15 luglio 2003 davanti al Procuratore pubblico, non ha
negato di sapere che la sua attività non era lecita (v. AI 3/2 pag. 3) e che i
sacchetti odorosi venduti nei suoi negozi sarebbero stati fumati da chi li
acquistava (v. AI 3/2 pag. 6.

Comunque se l’obiettivo
dell’interrogatorio è quello (precisato nel reclamo, prendendo spunto dalle
argomentazioni di diniego del magistrato inquirente) di “accertare come si
siano svolti i controlli, quale sia stato l’atteggiamento dell’accusata in
rapporto ai controlli stessi ... per valutare se anche lei abbia fatto uso di
sotterfugi come altri e quale fosse il suo modo di agire”, lo stesso potrà
essere raggiunto con un’audizione in sede dibattimentale, la sede propria per
evidenziare eventuali aspetti soggettivi, non determinanti sul giudizio nelle
competenze del Procuratore pubblico.

 

 

5.

 

In ragione di quanto precede, il
reclamo, in quanto non divenuto privo d’oggetto, va dunque respinto, con la
presente decisione definitiva (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP e contrario), senza
carico della tassa di giustizia e delle spese alla reclamante.

 

 

 

Richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide

 

 

 

1.     
In quanto non divenuto privo d’oggetto, il reclamo è respinto.

 

 

2.     
Non si percepiscono nè tasse, nè spese giudiziarie.

 

 

3.     
La presente decisione è definitiva.

 

 

Intimazione a: 

 

 

 

                                                                                 giudice
Franco Lardelli