# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 56a5e32e-c53a-510f-8c5e-e171166bc55c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-11-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 30.11.2016 32.2016.6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2016-6_2016-11-30.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2016.6

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  30 novembre 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 18 gennaio 2016 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 30 novembre 2015 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1964, già attivo quale venditore nel reparto frutta/verdura e magazziniere
di un grande magazzino, nel settembre 2014 ha inoltrato una domanda di
prestazioni indicando quale danno alla salute una “sindrome radicolare su
ernia discale lombare” (doc. AI 47).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti del caso, richiamata dalla __________ (agente quale
assicuratore perdita di guadagno in caso di malattia) la perizia 22 aprile 2015
del dr. __________ (doc. Cassa Malati 19), accertata la totale inabilità
lavorativa nell’abituale attività dal 23 aprile 2014 e la piena abilità in
attività adeguate dall’aprile 2015, l’Ufficio AI ha ritenuto, sulla base del
rapporto 10 novembre 2015 del consulente IP (doc. AI 62), l’assicurato
reintegrabile in attività semplici e ripetitive rispettose delle limitazioni
senza la necessità di una riformazione professionale. Dal raffronto tra il
reddito da valido di fr. 51’244.-- e quello da invalido di fr. 54'701,80.--,
quest’ultimo determinato sulla base dei dati salariali statistici e di una
riduzione del 13%, è risultato un grado d’invalidità nullo. Di conseguenza, con
decisione 30 novembre 2015, preavvisata il 19 ottobre 2015, l’amministrazione
ha respinto la domanda di prestazioni (doc. AI 108). 

  

                               1.2.   Contro
la succitata decisione l’assicurato, per il tramite dell’avv. RA 1, ha interposto
il presente ricorso, postulandone l’annullamento ed il riconoscimento del
diritto ad una rendita intera. Contesta la valutazione medico-teorica del dr. __________,
rimprovera l’amministrazione di aver omesso di considerare le problematiche di
salute emerse durante l’infanzia e la tarda adolescenza, nonché il forte
disagio psicologico descritto dal suo medico curante e, infine, di non aver
tenuto conto dell’intervento chirurgico subìto nel novembre 2015.

                                         Contestualmente
chiede di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria.

 

                               1.3.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI chiede la reiezione del ricorso e la conferma
della decisione contestata. Sostiene la correttezza della perizia
reumatologica, evidenziando che le passate problematiche di salute, fondamento
del diritto ad una mezza rendita dal 1° gennaio 1983 al 1° agosto 1987, non hanno
influito sul rendimento lavorativo nell’ultima attività esercitata. Rileva inoltre
che dagli elementi clinici descritti dal medico curante non risulta presente
un’affezione psichiatria secondo la classificazione internazionalmente
riconosciuta. In merito all’inabilità lavorativa dovuta all’intervento subìto
nel novembre 2015, l’amministrazione rileva di aver già segnalato all’assicurato
di inoltrare una nuova richiesta di prestazioni, poiché, in caso d’inabilità durevole,
al momento dell’emissione della decisione contestata non erano ancora trascorsi
tre mesi di cui all’art. 88a cpv. 2 OAI. 

 

 

 

 

considerato                    in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto
del contendere è sapere se correttamente l’Ufficio AI ha respinto la domanda di
prestazioni inoltrata dall’assicurato. 

 

                               2.2.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente ad infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità,
secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance
invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band
XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco di Baviera 2007, pag.
1411, n. 46).

                                         Giusta
l'art. 28 cpv. 1 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%.

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da
invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non
fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Al
proposito va precisato che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale
delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), per il
raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento
dell'(even-tuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da
invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la
valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone
intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA,
decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF
129 V 222; STFA I 600/01 del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01 del 13
giugno 2003, consid. 4.1).

                                      

                               2.3.   Per costante giurisprudenza
(cfr. sentenza 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare
l'invalidità, all'amministrazione (o al giudice in caso di ricorso) è
necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o
eventualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo nel porre
un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali
attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante
elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente
esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256 consid. 4
pag. 261; 115 V 133
consid. 2 pag. 134; 114 V 310
consid. 3c pag. 314; 105 V 156
consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente professionale,
avuto riguardo alle indicazioni sanita-rie, valutare quali attività
professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser, Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).

 

                                         Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza
dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e
che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per
stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo
di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto bensì il suo
contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF
8C_535/2007 del 25 aprile 2008). 

                                         Se vi sono dei rapporti
medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008).

                                         Va
poi evidenziato che in ragione della diversità dell'incarico assunto (a
scopo di trattamento anziché di perizia), in caso di lite non ci si può di
regola fondare sulla posizione del medico curante, anche se specialista (STF
9C_38/2008 del 15 gennaio 2009, STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid.
5.3), poiché alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il
medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007
del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI
2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer, Bundesgesetz über die
Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht,
2010, ad art. 28a, pag. 353) e che il solo fatto che uno o più medici
curanti esprimano un’opinione contraddittoria non è sufficiente a rimettere in
discussione una perizia ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a imporre
nuovi accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010
del 29 settembre 2010 consid. 3.4, entrambe con i rinvii giurisprudenziali ivi
menzionati).

 

                                         Infine, va rilevato che,
affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile deve
adempiere diverse condizioni (Cattaneo, “La promozione dell'autonomia del disabile:
esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT 2003-II p. 628-629, in particolare la nota 158, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in
particolare la DTF 127 V 294).

                                         In quest’ultima sentenza
l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di Mosimann. In particolare,
secondo questo autore (Somatoforme Störungen: Gerichte und [psychiatrische]
Gutachten, in: SZS 1999 p. 105 ss), in ambito psichiatrico l’esperto deve
innanzitutto porre una diagnosi secondo una classificazione riconosciuta e
pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

                                         Il perito deve anche
valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa da parte
dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri, quali il
carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche croniche, la
perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia, il
carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della stessa con
sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a trattamenti
medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve essere fatta in
base all’insieme dei succitati criteri. Inoltre, l'esperto deve esprimersi
sull'aspetto psico-sociale della persona esaminata.

                                         Del resto, un rifiuto di
una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le
divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni
sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una
richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal
paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto
dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi
handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA 32.1999.124 inedita
27 settembre 2001; STFA I 683/03 del 12 marzo 2004 pubblicata in DTF 130 V
352). 

 

                               2.4.   Nel
caso in esame, l’Ufficio AI ha fondato la valutazione medico-teorica sulla
perizia eseguita il 13 febbraio 2015 dal dr. __________, specialista in
reumatologia, per conto dell’assicuratore malattia perdita di guadagno (doc. Cassa
malati 351).

                                         Nel
rapporto 22 aprile 2015 il succitato specialista ha posto le seguenti diagnosi:

 

" (…)

Sindrome lombovertebrale e -spondilogena cronica a destra,
attualmente con riscontri clinici discreti senza neurocompressione negli arti
inferiori in/con 

.   turbe statiche
modiche del rachide (discrete deviazione scoliotica toracolombare
destroconvessa e raddrizzamento della lordosi lombare) 

.   alterazioni
degenerative plurisegmentali secondo RM lombare del 08.05. e del 02.102014: 

    . L4/5:    osteocondrosi
e spondilartrosi bilaterale con protrusione 

                                                                               discale

    . L5/S1:  osteocondrosi
e spondilartrosi bilaterale con ernia discale mediana paramediana a destra.
(…)” (doc. 19 inc. CM)

 

                                         Dopo
aver proceduto alla visita dell’assicurato, descritte le limitazioni
funzionali, egli ha concluso:

 

" (…)

Essendo il quadro clinico l'espressione di un processo strutturale
irreversibile e considerando la cronicizzazione della sofferenza ritengo le
presenti limitazioni come definitive. Con esse il signor __________ (recte: RI
1; ndr) risulta ulteriormente limitato nello svolgere la sua attività lucrative
precedente con un'inabilità che giudico del 66.6% inteso come misto tra
riduzione dei rendimento e del tempo di lavoro. Si tratta di una valutazione
medico-teorica, avendo il paziente nel frattempo perso l'impiego. Per
un'attività lucrative confacente, rispettosa alle presenti limitazioni
considero il signor RI 1 invece abile in forma normale ed a partire da subito
(100% per rendimento e presenza). E' probabile, che questa valutazione non
corrisponda al giudizio soggettivo, discrepanza che ritengo abbia le sue
origini nella situazione socio-professionale venutasi a creare con il
licenziamento. 

E' utile proseguire con il trattamento fisioterapico al quale
andrebbe aggiunta anche un'attività fisica leggera da svolgere regolarmente
(tapis roulant, cyclette; acqua-gym o simile). Infine sarebbe auspicabile un
certo calo ponderale.” (doc. 19 inc. CM)

 

                                         Tale
valutazione è stata in seguito confermata dal rapporto finale del SMR (Servizio
medico regionale dell’AI) di data 3 agosto 2015 (doc. AI 82).

 

                                         Inoltre,
con scritto 7 settembre 2015 a __________ il dr. __________, esaminati i
rapporti del 20 agosto 2015 del medico curante, dr.ssa __________ (che aveva
sostenuto un’inabilità lavorativa del 100%) e del 31 agosto 2015 del dr. __________,
neurochirurgo alla Clinica __________, ha concluso:

 

" (…)

Dal profilo diagnostico e clinico non vi sono nuovi aspetti dei
caso negli atti forniti, Per l'ulteriore inabilità lavorativa complete per
qualsiasi attività lucrative il medico curante fa valere aspetti
prevalentemente della sfera psichica, non di mia competenza e che andrebbero
semmai esaminati In ambito specialistico. La proposta dei neurochirurgo nasce
dal fatto che non vi stano ulteriori terapie conservative atte a migliorare il
quadro clinico. 

Non ho quindi motivo per ritornare sulle mie conclusioni
dell'aprile scorso. L'Intervento chirurgico proposto avrebbe implicazioni
funzionali successive importanti con poche possibilità che la caricabilità
fisica del paziente sia poi migliore. Alla luce di ciò l'indicazione rimane
discutibile. 

Dovesse il paziente sottoporsi all'operazione rimar a inabile al
lavoro ai 100% per  qualsiasi attività lucrative almeno per 6 mesi. (…)” 

(doc. 61/66 inc. CM)

 

                                         Va
qui rilevato che la stessa documentazione è stata esaminata anche dal SMR che
nelle annotazioni 28 settembre 2015 ha evidenziato:

 

" (…)

La nuova documentazione da parte del medico curante non modifica
la valutazione reumatologica specialistica presente all'incarto per quanto
riguarda la problematica di base degenerativa della colonna. 

In questa documentazione da parte del medico curante (che si sa
essere di parte) vengono inclusi anche dei tratti psicologico – sociali
(purtroppo il paziente è stato licenziato dal suo posto di lavoro) che
purtroppo esulano dalla valutazione medico teorica. 

In considerazione della limitazione definitiva delle esigibilità
su base degenerativa il paziente nel frattempo a fine agosto è stato valutato
in ambito neurochirurgico e non si esclude una presa a carico nelle prossime
settimane chirurgica (vi è già una data precisa?) 

In definitiva nessun cambiamento delle valutazioni di esigibilità
rispetto al rapporto SMR del 3.8.2015 che resta per il momento per noi
vincolante” (doc. AI 93)

 

                                         Visto
quanto sopra, secondo questo TCA, lo stato di salute del ricorrente è stato
accuratamente vagliato dall’amministrazione e non v’è motivo per mettere in
dubbio la validità della perizia specialistica del dr. __________, come pure del
successivo complemento peritale 7 settembre 2015. 

 

                                         In
merito all’intervento operatorio e alla relativa attestazione di totale inabilità
lavorativa di 3 mesi dal 6 novembre 2015 (cfr. certificato medico 10 novembre
2015 del dr. Liverani; pag. 267 del dossier AI), rettamente l’Ufficio AI ha
spiegato che un’eventuale durevole inabilità lavorativa potrà essere presa in
considerazione solo nell’ambito di una nuova domanda di prestazioni non essendo
al momento della decisione contestata (per costante giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali, ai fini
dell’esame della vertenza, si basa di regola sui fatti che si sono realizzati
fino al momento della resa della decisione contestata; fra le tante cfr. DTF
132 V 215 consid. 3.1.1 pag. 220 con riferimenti) – in casu 30 novembre 2015 – trascorsi
tre mesi di durevole modifica ai sensi dell’art. 88a cpv. 2 OAI. 

 

                                         L’assicurato ritiene come
non sia stata esaminata la problematica extra-somatica facendo in particolare
riferimento al forte disagio psicologico, in particolare legato al
licenziamento, descritto dal medico curante.

                                         A tale riguardo va fatto
presente che con scritto 9 settembre 2015 il medico fiduciario di __________ ha
osservato:

 

" Nella
documentazione medica agli atti non viene descritta alcuna malattia
psichiatrica codificata secondo la classificazione ICD 10, come neppure
traspare che l’Assicurato sia sotto trattamento medicamentoso.

Le vicende legate al licenziamento rappresentano dei fattori senza
un reale contenuto medico e che sono estranee dunque per la valutazione
dell’incapacità lavorativa.” (doc. 28 inc. CM)

                                         

                                         Infine, il ricorrente
sostiene come non siano stati considerati gli importanti problemi di sviluppo
psicomotorio. A tale riguardo pertinentemente l’amministrazione ha rilevato in
sede di risposta:

 

" (…)

Le problematiche passate riferite al ritardo intellettuale, che
hanno condotto l’amministrazione a riconoscere il diritto a mezza rendita
d’invalidità dal 1° gennaio 1983 fino alla soppressione dal 1° agosto 1987
(cfr. decisioni del 30 maggio 1985, inc. AI, doc. 35, e del 24 giugno 1987,
inc. AI, doc. 45), non sono riprese nè segnalate nei certificati medici concernenti
l’ultima domanda di prestazioni, nè risulta abbiano influito sul rendimento
lavorativo dell’assicurato (cfr. per l’ultima attività svolta si rinvia al
formulario del datore di lavoro del 29 ottobre 2014, punto 2.10, con
indicazione che il salario versato corrispondeva all’effettivo rendimento
dell’assicurato inc. AI, doc. 57). (…)” (doc. IV)

 

                                         In questo contesto, sulla
base delle affidabili e concludenti risultanze della perizia del dr. __________,
alla quale va conferito valore probatorio (cfr. consid. 2.3), tenuto conto che sino
al momento dell’emissione della decisione contestata non vi è stato alcun
rilevante cambiamento delle condizioni di salute, richiamato inoltre l'obbligo
che incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare
alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF
123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka,
Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pp.. 57, 551 e 572), il TCA
ritiene dimostrato con il grado della verosimiglianza preponderante valido
nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 126 V 360; DTF 125 V 195 consid. 2
e i riferimenti ivi citati), che dall’aprile 2015 il ricorrente è abile
al 100% in attività adeguate rispettanti le limitazioni fisiche.

 

                                         Infine, questo Tribunale
ritiene che la refertazione medica agli atti contiene elementi chiari e
sufficienti per valutare l'incapacità al guadagno dell'assicurato sino
all'emanazione del querelato provvedimento, senza che si renda quindi
necessario l'esperimento della chiesta perizia multidisciplinare.

                                         Al riguardo, va fatto presente che se
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
DTF 130 II 425 consid. 2.1 pag. 429 e riferimenti).. Un tale modo di procedere non lede il diritto
di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10
pag. 28 consid. 4b; riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 v Cost., cfr. DTF 124
V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                               2.5.   Occorre ora procedere alla
graduazione dell’invalidità mediante il metodo ordinario (cfr. consid. 2.3), il
cui calcolo è stato esposto nella decisione impugnata ed è rimasto
incontestato.                

 

                            2.5.1.   Per determinare il reddito ipotetico conseguibile
dalla persona assicurata senza il danno alla salute (reddito da valido),
occorre stabilire quanto la stessa, nel momento determinante (corrispondente
all'inizio dell'eventuale diritto alla rendita), guadagnerebbe secondo il grado
di verosimiglianza preponderante quale persona sana, tenuto conto delle sue
capacità professionali e delle circostanze personali. Tale reddito dev'essere
determinato il più concretamente possibile. Di regola ci si fonderà sull'ultimo
reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del danno alla salute, se
del caso adeguandolo all'evoluzione dei salari. Soltanto in presenza di
circostanze particolari ci si potrà scostare da questo valore e ricorrere ai
dati statistici risultanti dall'ISS (v. DTF 134 V 322 consid. 4.1
pag. 325; 129 V 222 consid. 4.3.1 pag. 224 con riferimenti). Questo
sarà in particolare il caso qualora dovessero mancare indicazioni riguardanti
l'ultima attività professionale dell'assicurato o se l'ultimo salario da lui
percepito non corrisponde manifestamente a quello che egli sarebbe stato in
grado di conseguire con ogni verosimiglianza in qualità di persona valida; per
esempio se l'assicurato, prima di essere riconosciuto definitivamente incapace
al lavoro, si trovava in disoccupazione o aveva già delle difficoltà
professionali a causa del deterioramento progressivo del suo stato di salute o
ancora percepiva una remunerazione inferiore alle usuali norme salariali. Entra
ugualmente in linea di conto la situazione in cui il posto di lavoro della
persona assicurata prima dell'insorgenza del danno alla salute non esiste più
al momento determinante della valutazione dell'invalidità (DTF 134 V 322
consid. 4.1 pag. 325; cfr. STF 9C_416/2010 del 26 gennaio 2011 consid. 3.2).

 

                                         Nel
caso in esame, per la determinazione del reddito da valido l’Ufficio AI
si è fondato sui dati salariali indicati dall’ex datore di lavoro (cfr. il
relativo formulario compilato il 29 ottobre 2014 in doc. AI 60), quantificando per
l’anno 2013 un salario di fr. 52’144.--, che aggiornato al 2014 corrisponde a
fr. 52'047.-- (cfr. risposta di causa). 

 

                            2.5.2.   Per
quel che concerne il reddito da invalido, lo stesso è determinato sulla base
della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che
quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa
residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia
adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126
V 76 consid. 3b/aa e riferimenti). Se invece non esiste un siffatto guadagno,
in particolare perché l'assicurato non ha intrapreso un'attività lucrativa da
lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella
determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti
statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si
riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro
(DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485
consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni
invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità
residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a
raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una
riduzione percentuale sul salario teorico statistico. Il TFA ha precisato, al
riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del salario statistico
permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire
sul reddito del lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione
globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente
motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il suo
apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid.
5b/cc).                                                       

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di
indicazioni economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla
tabella di riferimento TA1 dell’inchie-sta sulla struttura dei salari edita
dall’Ufficio federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella
TA13, che riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV
nr. 17; STFA I 222/04 del 5 settembre 2006).

                                      

In una sentenza 8C_695/2015 del 19 novembre 2015, il Tribunale
federale ha applicato, per la determinazione dei redditi da raffrontare,
l’edizione 2012 della rilevazione della struttura dei salari
(RSS), senza alcuna particolare riserva (si vedano pure, ad esempio, le
sentenze UV.2014.00277 del 31 agosto 2015 consid. 3.2.2 del Tribunale delle
assicurazioni del Canton Zurigo e 200 2015 853 del 17 dicembre 2015 consid.
4.6.2 del Tribunale amministrativo del Canton Berna).

In una sentenza 9C_767/2015 del 19 aprile 2016 al consid. 3.4, il Tribunale
federale ha confermato l'applicazione da parte del Tribunale amministrativo
federale, per la determinazione dei redditi da raffrontare, dell'edizione 2010
della rilevazione della struttura dei salari (RSS), considerato
che la decisione amministrativa litigiosa era stata emessa il 4 gennaio 2013 e
l'UAIE non poteva pertanto disporre dei dati del 2012, la cui
pubblicazione era avvenuta solo nel corso del mese di ottobre 2014 (cfr.
lettera circolare AI n. 328 dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali,
UFAS, del 22 ottobre 2014), consolidando così la giurisprudenza secondo la
quale sono determinanti i dati statistici più attuali a disposizione al momento
della decisione di rendita (cfr. STF 8C_78/2015 del 10 luglio 2015 consid 4 e
9C_526/2015 dell'11 settembre 2015 consid. 3.2.2).

 

                                         Nel caso di specie, ritenuto come siano esigibili attività semplici e
leggere (cfr. rapporto consulente IP del 16 settembre 2015, doc. AI 85),
l’amministrazione ha proceduto come segue:

 

" (…)

A seguito della sentenza del Tribunale cantonale delle
assicurazioni del 12 giugno 2006 e delle indicazioni della Corte plenaria del
Tribunale federale delle assicurazioni è stata stabilita l'inapplicabilità dei
valori regionali (tabella TA13) che erano stati utilizzati finora. La nuova
giurisprudenza impone quindi che il reddito da invalido vada d'ora in poi
determinato in applicazione dei valori nazionali (tabella TA1). Utilizzando i
dati forniti dalla citata tabella elaborata dall'Ufficio federale di statistica
l'assicurato nel 2013 avrebbe potuto realizzare un salario mensile di CHF
5'026.05 (categoria 4.2: attività semplici e ripetitive, valore mediano).
Riportando questo dato su 41.7 ore esso ammonta a CHF 5'239.65 mensili oppure a
CHF 62'875.65 per l'intero anno. 

 

Si ritiene opportuno effettuare una riduzione dell'8% per attività
leggera e del 5% per svantaggi salariali derivanti da contingenze particolari. 

 

Ne risulta un reddito da invalido di CHF 54'701.80. (…)”
(doc. AI 108)

 

                                         In
sede di risposta l’Ufficio AI ha correttamente rilevato che avrebbe dovuto utilizzare i dati relativi alla nuova Tabella RSS 2012 TA 1 Skille
level (NOGA 08) anziché i dati statistici RSS TA 1 2010, così come dalla citata
STF 9C_767/2015 del 19 aprile 2016, per determinare un reddito
statistico – aggiornato al 2015 – di fr. 66'687,67.

                                         Per
quel che concerne la riduzione del reddito, va ricordato che con sentenza 9C_179/2013 del 26
agosto 2013, il Tribunale federale ha interamente confermato quanto sostenuto
dal TCA nella sentenza 32.2012.36 del 31 gennaio 2013 a proposito del fatto che la riduzione percentuale va applicata utilizzando esclusivamente dei
multipli di 5, motivo per cui nella fattispecie concreta la riduzione complessiva
di fr. 13% attuata in sede di decisione amministrativa va aumentata al 15%, determinando
quindi un reddito da invalido di 56'684,80.-- (cfr. risposta di causa).

                                         Di
conseguenza, anche con il reddito da invalido corretto l’assicurato non presenta
un grado d’invalidità pensionabile. 

                                         In
conclusione, visto quanto sopra, la decisione contestata merita conferma,
mentre il ricorso va respinto.

 

                               2.6.   Secondo l’art. 69 cpv. 1bis
LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso in caso di
controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi
al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle
spese è determinata fra 200 e 1’000 franchi in funzione delle spese di
procedura e senza riguardo al valore litigioso. 

 

                                         Visto l’esito della
vertenza, le spese per complessivi fr. 500.- sono poste a carico
dell’insorgente che ha chiesto di essere posto al beneficio dell’assistenza
giudiziaria con gratuito patrocinio.

 

                               2.7.   Ai sensi dell’art. 61 lett. f
LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il diritto di
farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere
diritto al gratuito patrocinio. L'art. 28 cpv. 2 Lptca stabilisce che la
disciplina della difesa d'ufficio e del gratuito patrocinio è retta dalla Legge
sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio d’ufficio [LAG], nel tenore in
vigore dal 1° gennaio 2011.

 

                                         I presupposti (cumulativi)
per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in principio dati se
l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato è necessario o
perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di esito positivo
(DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b).

                                         Per valutare se un
assicurato si trova in uno stato di bisogno, secondo la giurisprudenza, si
tiene conto di un fabbisogno minimo che si situa al di sopra del minimo di
esistenza agli effetti del diritto esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13 pag. 48
consid. 7b, pag. 48 consid. 7c). Al minimo esecutivo va, infatti, aggiunto un
supplemento al massimo del 15-25% (cfr. STFA U 102/04 del 20 settembre 2004).

 

                                         Nella presente fattispecie
non risulta soddisfatto il requisito della probabilità di esito favorevole.
Tale presupposto difetta quando le possibilità di vincere la causa sono così
esigue che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole riflessione,
rinuncerebbe al processo in considerazione delle spese cui si esporrebbe (RAMI
1994 pag. 78; DTF 125 II 275 consid. 4b, 119 Ia 251). Dopo un esame
forzatamente sommario, sulla base degli atti all’inserto, la presente vertenza
appariva sin dall’inizio destinata all'insuccesso in quanto le prospettive di
esito favorevole erano considerevolmente minori dei rischi di perdere la causa.
In effetti, dal tenore della decisione apparivano chiari i motivi di un diniego
di rendita e l’insorgente non ha prodotto alcuna documentazione atta a mettere
in dubbio la valutazione medico-teorica posta a fondamento della pronunzia
contestata. 

 

                                         In simili condizioni,
l'istanza di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio deve essere respinta.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   L'istanza
tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio
è respinta.

 

                                   3.   Le spese per complessivi
fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   4.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004
Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

                                         Al ricorso dovrà essere
allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti