# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a06e2558-a5fa-5c35-a14b-fede3c10a3cf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-02-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 22.02.2001 INC.2000.53004
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-53004_2001-02-22.html

## Full Text

N. 530.2000.4 M                                                        Lugano,
22 febbraio 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per
statuire sull’istanza inoltrata in data 6/8 febbraio 2001 dal

Procuratore Pubblico avv.
__________

intesa ad
ottenere la proroga di sei mesi del carcere preventivo cui è astretto

____________,       

(difeso di fiducia
dall’avv. __________)

nel
procedimento penale a suo carico per titolo di infrazione aggravata alla LFStup.;

lette le
osservazioni 14/16 febbraio 2001 dell’accusato, che per il tramite del proprio
difensore dichiara di opporsi alla proroga richiesta;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. __________;

ritenuto

in fatto:

A.

A seguito di notizia di reato pervenuta al Ministero
Pubblico del Cantone Ticino nel contesto di una commissione rogatoria inoltrata
dal Ministero di Giustizia degli Stati Uniti d’America, è stato aperto
d’ufficio un procedimento penale nei confronti di ____________, sospettato di
aver partecipato ad un importante traffico di cocaina. Arrestato al proprio
domicilio di __________ in data 28 agosto 2000 (inc. GIAR 517.2000.1), ed
assunto il medesimo giorno a verbale MP (allegato al rapporto d’arresto
____________, inc. GIAR cit., doc. 2), ____________ ha chiamato in causa, quale
correo, ____________. Questi, a sua volta tratto in arresto in data 31 agosto
2000, dopo qualche esitazione ha di principio ammesso il proprio coinvolgimento
nei fatti d’inchiesta (v. verbale di polizia 31 agosto 2000, ore 14.15,
allegato al rapporto d’arresto, inc. GIAR 530.2000.1 doc. 2, p. 4-5). Il
successivo 1° settembre 2000, questo giudice ha confermato l’arresto, con
contestuale intimazione della promozione dell’accusa per i reati menzionati in
epigrafe (inc. GIAR cit., doc. 3 e 1).

 

B.

L’inchiesta,
scattata a fine maggio 1998 in Florida dopo il sequestro di circa due
tonnellate di cocaina, si è gradualmente estesa – per quanto riguarda
____________ – : a fine ottobre 2000, trattandosi di respingere una sua istanza
di libertà provvisoria (inc. GIAR 530.2000.2, doc. 5), questo giudice scriveva
(loc. cit., consid. B p. 2):

“Le fattispecie inquisite
riguardano due trasporti via mare di cocaina dai Caraibi alla Florida,
effettuati dall’accusato in correità con terze persone, utilizzando un veliero
da diporto. Il primo trasporto, effettuato a cavallo degli anni 1991/1992, ha
riguardato almeno 1,25 tonnellate di stupefacente; il secondo, risalente agli
anni 1995/1998 e sfociato nel sequestro dello stupefacente in data 28 maggio
1998, riguarda un carico di due tonnellate di cocaina (v. preavviso negativo,
inc. GIAR 530.2000.2 doc. 1 p. 1-2). I fatti sono incontestati: dopo qualche
iniziale reticenza, l’accusato ha ammesso la propria partecipazione ad almeno
uno dei due viaggi (v. già verbale di polizia 31 agosto 2000, ore 14.15, p.
4-5, allegato al rapporto d’arresto, inc. GIAR 530.2000.1 doc. 2; verbale GIAR
1° settembre 2000, inc. GIAR cit. doc. 3, p. 2), completando in seguito le
proprie dichiarazioni (v. istanza, inc. GIAR 530.2000.2 doc. 2 pto. 2 p. 2).”

Nel
frattempo, sono emersi altri trasporti di stupefacenti via mare: marijuana nel
corso degli anni ’80, ed ancora (asseritamente) kg. 800 di marijuana nel 1989
(v. istanza di proroga, inc. GIAR 530.2000.4 doc. 1, p. 2). 

 

C.

Riassunti i
fatti (v. istanza di proroga, inc. GIAR 530.2000.4 doc. 1, p. 2), il
Procuratore Pubblico indica, a valere quali bisogni dell’istruzione, numerosi “ulteriori
importanti accertamenti, soprattutto in merito al numero effettivo di trasporti
di sostanza stupefacente effettuati da ____________, nonché al tipo di sostanza
ed ai quantitativi” (ibid.): accertamenti resi difficili dall’estensione e
dal carattere internazionale dell’inchiesta, dal numero di persone coinvolte,
perlopiù latitanti o residenti all’estero (ibid.). La versione data
dall’accusato, inoltre, sarebbe parzialmente divergente da quella fornita dal
reo confesso ____________ (loc. cit., p. 3). Oltre alle dette circostanze, che
configurano pericolo di collusione ed inquinamento delle prove, sussisterebbe
anche concreto pericolo di fuga: “per il tipo di professione da lui
esercitato (istruttore subacqueo), nonché delle relazioni da lui avute con
l’estero sin dagli anni 1980” (loc. cit., p. 3), per l’esistenza di
asseriti “crediti nei confronti dell’organizzazione per la quale ha
effettuato i trasporti di droga incriminati” (ibid.), infine in
considerazione dell’assenza ad un dibattimento per truffa nel 1984 (ibid.).
Pericolo di recidiva, da ultimo, deriverebbe dall’aver partecipato a numerosi
trasporti, oltretutto dopo la condanna per truffa subita nel 1984 (ibid.).

 

D.

____________
“ritiene che gli ulteriori atti istruttori possono essere tranquillamente
effettuati anche se egli si trova a piede libero” (osservazioni, inc. GIAR
530.2000.4 doc. 4, pto. 1 p. 1): i due coimputati ____________ e ____________
sarebbero, come lui, in detenzione preventiva (loc. cit., pto. 2 p. 1); le sue
dichiarazioni corrisponderebbero a quelle di ____________, mentre con quelle di
____________ le divergenze sarebbero marginali (loc. cit., pto. 3 p. 1);
ulteriori accertamenti sarebbero di natura documentale, e pertanto non
esigerebbero il mantenimento della carcerazione preventiva (loc. cit., pto. 5
p. 2). Nega ogni e qualsiasi pericolo di fuga, minimizzando la propria assenza
al dibattimento del 1984 (loc. cit., pto. 6 p. 2).

 

Considerato

in diritto:

1.

L'art. 95 CPP
- corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre
1992 / 1. gennaio 1993 (per cui mantiene validità la pregressa giurisprudenza:
v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H., inc. GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al
cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà,
consente al cpv. 2 arresto, perdurare ed eventualmente proroga del carcere
preventivo a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso
accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e
nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione e pericolo di
recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad
assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale
espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16
novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep.
132 [1999] n. 116).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.) –
ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (Rep. 1980 pag. 44; 1986
pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la
Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep.
1980 pag. 128).

 

2.

Con la
verosimiglianza sufficiente a questo stadio del procedimento ed in questa sede,
si può con tranquillità concludere per la presenza di seri e concreti indizi di
colpevolezza a carico di ____________, e relativi ad un suo coinvolgimento nei
fatti inquisiti, da lui peraltro ammesso (v. supra, consid. B; così, già
decisione 25 ottobre 2000, inc. GIAR 530.2000.2, doc. 5, consid. 2 p. 4). 

 

3.

Sussistono ancora, indubbiamente, esigenze istruttorie da
esperire, senz’altro connesse con l’oggetto dell’inchiesta e di indubbio
rilievo per la definizione della posizione di ____________: non solo dovranno
essere appianate le divergenze con ____________. Le risultanze delle audizioni
dei correi qui in arresto dovranno altresì essere verificate con riferimento a
quanto emerso nei procedimenti penali statunitensi, segnatamente tramite
audizione dei correi colà arrestati e sotto processo ed un approfondito studio
di quegli incarti. 

Si tratta, inoltre, di passi d’inchiesta che richiedono
effettivamente il mantenimento della carcerazione preventiva dell’accusato
resistente: data per scontata la presenza di un imprecisato (ed imprecisabile)
numero di correi e complici ancora a piede libero, “l’oggettiva gravità dei
fatti discussi e la prevedibile entità della pena detentiva che lo attende
costituiscono comunque, almeno in astratto, importante stimolo per una presa di
contatto con i correi al fine di avvertirli e di migliorare la propria
posizione processuale, e giustifica (più che in un’inchiesta per reati di
minore portata) che gli inquirenti non intendano correre rischio alcuno di
collusione”. Queste considerazioni (già in decisione 25 ottobre 2000, cit.,
consid. 3c p. 4) non possono che trovare integrale conferma oggi: benché
l’inchiesta abbia dovutamente progredito, infatti, sono ancora numerosi gli
accertamenti che rimangono da compiere.

In tale contesto merita sia chiarito, una volta per tutte,
che la rilevanza oggettiva dei traffici di cui si è reso colpevole ____________
è talmente eccezionale da far apparire una sua messa in libertà provvisoria in
attesa di giudizio al di là di ogni ragionevole aspettativa: perché se è vero
che la concessione della libertà provvisoria non è pensata solo per casi di
poca entità, è altrettanto vero che di fronte a crimini di capitale gravità,
quali quelli qui discussi, l’esame dei requisiti per la concessione della
libertà provvisoria è corrispondentemente severo, non fosse che per
l’accresciuto livello di tutela del pubblico interesse che essi esigono. La
conduzione dell’inchiesta con l’accusato in libertà, in siffatte circostanze,
diventa l’eccezione alla regola, giustificata solo da situazioni straordinarie.

 

4.

a)        Il pericolo di fuga, per giustificare la carcerazione
preventiva, deve essere concreto e rivestire il carattere di una certa
probabilità: in altri termini si ammette siffatto pericolo quando l’accusato,
fosse posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al
perseguimento penale e all’esecuzione della pena. La gravità della presumibile
pena, di per sé, non basta a motivare la carcerazione preventiva; piuttosto,
l’insieme delle circostanze, quali il carattere dell’interessato, la sua morale,
i suoi legami familiari, l’assenza di un domicilio fisso, la sua professione,
la sua situazione finanziaria e le sue risorse economiche, deve essere valutato
e vanno accertati motivi concreti che rendano la fuga non solo possibile, ma
probabile (così verbatim DTF 19 gennaio 1999 in re G.S., consid. 5a p.
7-8, con rinvio a DTF 117 Ia 69 consid. 4 e ad altra sentenza di imminente
pubblicazione).

b)        Nella decisione 25 ottobre 2000 (cit., consid. 4b p. 5) si
diceva:

“b)       Nel
caso di specie è incontestato che l’accusato istante è cittadino svizzero con
residenza in loco. D’altro canto, come giustamente rileva il Procuratore
Pubblico (v. preavviso negativo, cit., p. 3) egli svolge effettivamente
un’attività che lo porta spesso e volentieri all’estero: la possibilità, anzi
l’inclinazione al viaggio è dimostrata (v. verbale di polizia 19 ottobre 2000,
ore 14.45, p. 2), e non relativizzata da legami familiari particolarmente
stretti (come possono essere quelli attinenti una propria famiglia). Inoltre,
senza con ciò voler aprioristicamente negare che egli sia potuto maturare nel
frattempo, è parimenti accertato che ____________, quando venne citato in aula
in occasione di un precedente procedimento penale, si rese volutamente
latitante (ibid.). Tutto ciò, unito alla prospettiva quanto mai concreta di una
lunga pena detentiva da espiare, potrebbe effettivamente fargli apparire una
fuga all’estero come un’allettante alternativa.”

c)         Ciò vale integralmente anche oggi. Ma se, allora, la
conclusione era stata che, forse, il pericolo di fuga, preso di per sé, sarebbe
potuto non bastare per giustificare il mantenimento della carcerazione
preventiva (v. decisione cit., consid. 4c p. 5), a quattro mesi di distanza la
valutazione appare diversa. L’inchiesta ha fatto emergere ulteriori reati
commessi dall’accusato: quelli che potevano forse ancora apparire come singoli
episodi si sono rivelati essere invece i capitoli di una storia più complessa,
lunga e differenziata. Il grado della sua colpa dovrà forse essere esaminato
sotto un’altra ottica. Ma soprattutto, e per quanto qui più importa, i legami
intrattenuti da ____________ con l’organizzazione criminale per la quale ha
operato si sono rivelati più stretti e di durata più lunga di quanto si potesse
immaginare allora. Di converso, più tenui appaiono i suoi legami con la
Svizzera: anche la sua attività commerciale, avviata in tempi relativamente
recenti, appare, oggi, un freno inibitorio meno potente di quanto lui volesse
farla apparire solo qualche mese fa (v. decisione 25 ottobre 2000, cit., consid.
5b p. 5). Inoltre, per quanto di minor peso specifico, anche il suo
ingiustificato insistere nel voler ottenere una improponibile libertà
provvisoria dimostra una mancata presa di coscienza circa la gravità dei reati
commessi, e di conseguenza un accresciuto timore che l’alternativa di una
latitanza all’estero – finanziata con i pretesi crediti che vanterebbe nei
confronti dei correi (v. istanza, cit., p. 3), e logisticamente organizzata con
il loro supporto – possa apparirgli sempre più allettante. Nell’ottica di
quanto precede, anche l’episodio del 1984, quando ____________ omise di
presentarsi in aula ad un dibattimento, benché a conoscenza della citazione e
presente in loco, acquista una connotazione più preoccupante: non appare
più solo frutto di giovanile immaturità, ma potrebbe benissimo esprimere
un’endemica propensione alla fuga (sia in senso figurato che concreto) di
fronte alle proprie responsabilità.

d)        In conclusione, appare dato anche un rilevante pericolo di
fuga, di per sé sufficiente per giustificare l’accordo della proroga richiesta
– ed a fortiori sufficiente, se visto combinato con le esigenze
istruttorie ancora da soddisfare.

 

5.

a)        Notoriamente, il pericolo di recidiva deve essere concreto
(DTF 105 Ia 31) e risultare da una valutazione dell’insieme delle circostanze,
tra le quali i precedenti dell’accusato, il suo comportamento durante
l’istruttoria, la sua personalità, la sua costituzione fisica e soprattutto
psichica, e le modalità di commissione dei reati che gli vengono addebitati,
così che la reiterazione appaia assai verosimile (v. Mario Luvini, I
presupposti materiale del carcere preventivo nel processo penale ticinese, in:
Rep. 122 [1989], p. 287 ss., pto. 3 p. 294; Gérard Piquerez, Précis de procédure
pénale suisse, 2ème éd. Lausanne 1994, margin. 1388 s.).

b)        Il Procuratore Pubblico intravvede nei ripetuti trasporti di
stupefacente, ai quali ha preso parte ____________ fra il 1980 ed il 1992,
nonché nell’organizzazione di un ulteriore trasporto a cavallo degli anni
1997/1998, concreti indizi per un pericolo di sua recidiva, acuiti dalla
condanna del 1984, seppur per fatti di natura diversa (v. istanza, cit., p. 3).
L’accusato non ha preso posizione in merito. 

c)         Già vi si è fatto cenno sopra (consid. 4c): quelli che
potevano apparire come singoli episodi si sono rivelati essere invece i
capitoli di una storia più complessa, lunga e differenziata, ed i legami
intrattenuti da ____________ con l’organizzazione criminale per la quale ha
operato si sono rivelati più stretti e di durata più lunga di quanto si potesse
immaginare. Tutto ciò ha messo in evidenza una non indifferente disponibilità
al delitto, a sua volta atta ad indiziare un pericolo di recidiva più di quanto
non sarebbe stato il caso se i fatti imputatigli fossero stati in numero
minore, e soprattutto a carattere episodico. Comunque, bastando qui le esigenze
istruttorie ed il pericolo di fuga, la questione della recidiva può essere
lasciata indecisa.

 

6.

Considerato
come la proroga richiesta appaia giustificata di principio, resta da decidere
sulla sua durata. È questione, qui, della proporzionalità per sé ed in rapporto
alla presumibile pena cui l’accusato va incontro. Su quest’ultimo punto, va
detto che a carico di ____________ è facile prevedere una condanna ad una pena
privativa della libertà di durata molto rilevante – già solo per quanto sinora
accertato ed ammesso – , comunque di molto superiore alla carcerazione
preventiva già subita ed ancora prospettabile, da cui discende la
proporzionalità della proroga richiesta con riferimento alla durata complessiva
del carcere preventivo.

Pure con
riguardo ai passi istruttori ancora da compiere, la durata della proroga
richiesta appare giustificata. Va infatti rilevato che gli accertamenti ancora
da compiere, perché il magistrato inquirente possa pretendere di avere
ossequiato agli obblighi di legge (v. art. 120 CPP), sono numerosi, e
soprattutto connessi con difficoltà inusuali, ritenuto che il grosso degli
stessi dovrà avvenire su giurisdizione estera (negli Stati Uniti) o per via di
assistenza giudiziaria internazionale. Resta sottinteso l’obbligo, per il
magistrato inquirente, di trattare con priorità i casi in cui l’accusato è in
detenzione (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP), senza lasciar decorrere l’intera
proroga; dal canto suo, l’accusato ha la facoltà, in ogni tempo, di presentare
una nuova istanza di scarcerazione (art. 107 cpv. 1 CPP), ottenendo in tal modo
una verifica indipendente della legittimità della carcerazione preventiva cui è
sottoposto.

In applicazione
dell’art. 20 cpv. 2 CPP, prima e seconda frase combinate, il nuovo termine di
sei mesi iniziando a decorrere il 28 febbraio 2001, la qui concessa proroga
avrà termine il giorno 28 agosto 2001.

 

7.

In
conclusione, l’istanza di proroga appare giustificata di principio ed adeguata
nella durata. Conseguentemente, essa merita di essere integralmente accolta,
con la presente decisione esente da tassa e spese di giudizio (art. 39 lit. f
TG e contrario) e suscettibile di impugnazione entro 10 (dieci) giorni
alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a
CPP).

*  
*   *

 

 

 

Per i quali
motivi,

richiamati
gli articoli menzionati e gli artt. 103, 280 ss. e 284 CPP

decide:

1.   L’istanza 6/8 febbraio
2001 di proroga del carcere preventivo cui è astretto ____________ è accolta.

§     Di
conseguenza, la detenzione preventiva cui è astretto l’accusato viene prorogata
sino al prossimo 28 agosto 2001 compreso.

2.   Non si percepiscono né
tassa né spese giudiziarie.

3.   Contro la presente
decisione è data facoltà di ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro 10
(dieci) giorni dall’intimazione.

4.   Intimazione:

-      avv. __________, per sé e per l’accusato
____________;

-          
Procuratore Pubblico avv. __________, con copia delle
osservazioni dell’accusato resistente e l’inc. MP __________ di ritorno;

-          
Direzione del Penitenziario cantonale La Stampa, Cadro.

giudice __________