# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b4d591e4-7dbb-5a57-8581-b560745ff6d9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-10-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.10.2001 39.2001.32
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_39-2001-32_2001-10-23.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  39.2001.00032

   

  rs/sc

  	
  Lugano

  23 ottobre 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  presidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella
  Sartoris

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 18 marzo 2001 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 22 febbraio 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale assegni familiari, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assegni di famiglia

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione 10 dicembre 1999 la Cassa cantonale per gli assegni familiari (di
seguito la Cassa) ha attribuito a __________, a favore della figlia __________
(2.6.1989), un assegno integrativo di fr. 470.-- mensili con effetto dal 1°
novembre 1999 (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).

 

                               1.2.   A seguito
dell'usuale procedura di revisione degli assegni di famiglia, la Cassa con
decisione 17 gennaio 2001, ha ordinato all'assicurata di restituire l'importo
di fr. 4'700.-- percepiti indebitamente nel periodo dal 1° marzo - 31 dicembre
2000. 

                                         A
motivazione della richiesta la Cassa ha precisato che:

 

"  con
decisione del 10 dicembre 1999 la nostra Cassa le ha accordato un assegno
integrativo di fr.470.‑‑ mensili a contare dal 01.11.1999.

 

In sede di revisione periodica del diritto, siamo venuti a
conoscenza che ha iniziato un'attività lucrativa parziale presso la ditta
__________ in data 28.02.2000, con una retribuzione di fr. 2000.‑ mensili
lordi per 13 mensilità.

 

Questa situazione ci è stata comunicata in modo intempestivo e
determina il rifiuto della nostra prestazione con effetto retroattivo al
01.03.2000.

 

L'articolo 41 LAF dispone che il titolare del diritto o il
beneficiario sono tenuti ad informare tempestivamente la Cassa cantonale per
gli assegni familiari su ogni cambiamento rilevante per il diritto all'assegno.

 

Ne consegue che per il periodo dal 1° marzo 2000 al 31 dicembre
2000 ha percepito a torto  l'importo di fr. 4'700.‑- come da
seguente conteggio:

 

Assegno integrativo percepito:

dal 01.03.00 al 31.12.00      10 mesi a fr. 470.‑               fr.  4'700.‑-

 

Assegno integrativo di diritto:

dal 01.03.00 al 31.12.00      10 mesi a fr.      0.‑               fr. 
       0.‑‑

 

Totale assegno integrativo a nostro favore             fr. 4'700.‑‑

 

Alleghiamo inoltre la decisione di rifiuto dell'assegno
integrativo con validità dal 01.01.2001." (Doc. _)

 

                               1.3.   In data 7
febbraio 2001 l'interessata ha inoltrato una domanda di condono alla Cassa,
sostenendo la propria buona fede e una situazione economica precaria (cfr. doc.
_).

 

                                         Con
decisione 22 febbraio 2001 la Cassa ha respinto la domanda di condono e ha
rilevato:

 

" 
(…)

Gli assegni familiari riscossi a torto devono essere restituiti:
il rimborso non può essere chiesto se l'interessato era in buona fede e se la
restituzione costituisse un onere troppo grave (cfr. art. 44 cpv. 3 LAF).

 

Le condizioni legali citate devono pertanto essere ambedue
soddisfatte.

 

La "buona fede" non è riconosciuta dalla legge quando il
versamento a torto della presta­zione è dovuto a negligenza della persona
tenuta alla restituzione. Agisce con negligenza chi, al momento della
richiesta, non ha prestato quel minimo di accuratezza che si poteva pretendere
da lui, tenendo conto delle sue capacità e del suo grado d'istruzione,
nell'adempimento dell'obbligo d'istruzione o accettando gli assegni familiari
versatigli a torto.

 

La condizione legale dell'onere troppo grave deve essere assolta
dalla persona obbligata alla restituzione e viene accertata in base alle
condizioni di esistenza di questa persona: di norma si ammette questa
condizione quando il reddito determinante non supera i limiti massimi stabiliti
dall'articolo 2 cpv. 1 e 3 LPC.

 

Sulle nostre decisioni per assegni di famiglia citiamo:

 

"                                                                             Obbligo
di annunciare ogni cambiamento della situazione personale o economica; ogni
cambiamento delle condizioni personali ed economiche dei beneficiari
indicati nella decisione deve essere annunciato immediatamente
all'istituto delle assicurazioni sociali, Via Ghiringhellí 15 a, 6500
Bellinzona (anche l'inizio o la fine di un termine quadro della disoccupazione
o di un'attività lucrativa).

In caso di inosservanza di questo
obbligo, l'assicurato dovrà restituire le prestazioni inde­bitamente percepite."

 

Nel presente caso la buona fede non è riconosciuta poiché solo nel
corso del mese di ot­tobre 2000 ci ha comunicato di aver iniziato un'attività
lavorativa presso le ____________ (inizio attività 28.02.2000).

 

Mancando la prima condizione cumulativa per ottenere il condono,
non è necessario esaminare l'altra, quella dell'onere troppo grave." (Doc.
_)

 

 

                               1.4.   Contro
questa decisione l'assicurata ha inoltrato, il 18 marzo 2001, un tempestivo
ricorso nel quale si è così espressa:

 

" 
(…)

I motivi per i quali mi portano a farvi appello
sono la convinzione della mia buona fede e che la restituzione mi imporrebbe un
onere troppo grave visto le condizioni economiche della mia famiglia.

 

I fatti rimontano al 10 dicembre 1999, quando mi
è stato accordato un assegno integrativo di fr. 470.-- mensili, vista la
precaria situazione economica della mia famiglia, conseguenza di uno stato di
separazione legale.

 

Non potete immaginare la mia allegria quando mi è
pervenuta la decisione da parte dell'Istituto delle Assicurazioni, che mi
annunciavano il diritto a questo assegno integrativo.

Ero senza lavoro e percepivo unicamente fr.
1'900.-- di alimenti da parte di mio marito per me e la mia famiglia.

 

Da uno stato psicologico di grande detrimento,
sono passata a uno stato di grande allegria e di speranza in giorni migliori.

Ed è in questo momento che ho commesso
involontariamente la negligenza di non aver letto tutta la documentazione che
mi è stata inviata.

E cioè che dovevo annunciare qualora la mia
situazione economica fosse cambiata.

 

Ho iniziato un'attività lucrativa al 50% presso
la ____________ il 28.02.2000 di fr. 2'100.-- mensili lordi per 12 mensilità.

Nel mese di ottobre 2000, in seguito agli
accertamenti in sede di revisione da parte dell'Istituto delle assicurazioni
sociali, ho comunicato, tutta contenta, questo avvenimento, convinta tra
l'altro di continuare ad avere diritto al loro assegno.

Confesso che essendo la prima volta che mi
trovavo in una situazione del genere, non capivo molto bene su che basi di
calcolo vengono stipulati questi assegni e ho ancora difficoltà a capire oggi.

Anche se la mia situazione era migliorata facevo
e faccio tuttora fronte a spese considerevoli, come potete verificare nella
copia della mia lettera del 7 febbraio 2001.

 

Ma secondo questo istituto, non entra più in
considerazione l'onere troppo grave, ma la mia buona fede, di non avere
annunciato tempestivamente la mia nuova situazione economica.

 

Ma come avrei potuto farlo se purtroppo avevo
trascurato involontariamente la lettura integrale della documentazione che mi è
stata inviata?

Anzi, anche dopo gli accertamenti fatti nel mese
di ottobre 2000 hanno continuato ad inviarmi la somma di fr. 470.-- mensili
fino a dicembre 2000.

Tra l'altro è solo dopo una mia telefonata fatta
a questo Istituto durante le prime settimane di gennaio 2001, non vedendo
l'assegno integrativo arrivare, che esso ha reagito.

Solo allora, dopo che mi è stato comunicato che
non soltanto non avrei più diritto a percepire l'assegno, ma che dovrei
restituire anche la somma di fr. 4'700.--, che leggendo il courrier a me
indirizzato allora, e questa volta integralmente, ho verificato la mia
negligenza.

 

Anche se di negligenza si tratti posso
assicurarvi che si è trattato di una negligenza involontaria dettata probabilmente
dall'euforia che questa notizia mia ha procurato.

 

Insomma credo in tutta la mia coscienza di aver
agito in buona fede e il fatto di essere stata messa in causa mi sconvolge.

Come dovrei provare la mia buona fede a questo
Istituto?

 

Non ho mai negato la mia colpa, ma vi prego di
credermi che questa è stata frutto di una mancanza di accuratezza involontaria
da parte mia.

 

Ho agito in buona fede.

Unitamente al fatto che l'onere è troppo grave
per la mia famiglia vi prego pertanto di accettare la mia domanda di condono
per la restituzione di fr. 4'700.--." (Doc. I)

 

                               1.5.   Con risposta
25 aprile 2001 la Cassa ha proposto di riconoscere la buona fede
dell'interessata dal 27 ottobre 2000, ovvero da quando l'amministrazione è
stata informata dell'attività lucrativa svolta dall'assicurata.

 

                                         La Cassa
ha in particolare osservato:

 

" 
(…)

a)   Con decisione
del 10.12.1999 la ricorrente è stata posta al beneficio di un assegno
integrativo di fr. 470.00 mensili a contare dal 01.11.1999;

 

 

b)   L'erogazione
di tale assegno si giustificava per il fatto che la ricorrente disponeva di
entrate per soli fr. 22'800.00 annui a fronte di un fabbisogno ammontante a fr.
35106.00;

 

c)                                                                           Nel
mese di agosto 2000 la Cassa avviava la revisione periodica del diritto
all'assegno integrativo: in tale occasione, esattamente il 27.10.2000, veniva a
conoscenza dell'inizio dell'attività lucrativa della ricorrente che risaliva al
27.02.2000;

 

d)                                                                           L'attività
svolta presso le __________ al 50% consentiva alla ricorrente di ottenere un
reddito supplementare di fr. 2'000.00 mensili per il periodo di prova e di fr.
2'100.00 mensili per 13 mensilità dopo il periodo di prova;

 

e)                                                                           I
nuovi redditi, aggiunti agli alimenti già percepiti, modificavano in modo
sostanziale la situazione economica della ricorrente dal 01.03.2000.

 

 

Da quanto precede, come pure dalle stesse argomentazioni
ricorsuali, risulta evidente l'omissione commessa dalla ricorrente. La mancata
comunicazione tempestiva di questo importante cambiamento della situazione
economica non è compatibile con il riconoscimento della buona fede.

 

 

Considerato che il requisito dell'onere troppo grave è
soddisfatto, la Cassa si dichiara disposta a concedere la buona fede solo dal
27.10.2000, momento in cui fu informata dell'attività lucrativa svolta.

 

 

Il condono può quindi riguardare solo la prestazione erogata dal
01.11.2000 al 31.12.2000 ammontante a fr. 940.‑, mentre va respinto per
il periodo dal 01.03.2000 al 31.10.2000 durante il quale sono stati versati
assegni per un totale di fr. 3'760.-." (Doc. _)

 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C., I
623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è il condono della restituzione di fr. 4'700.-- che a mente della
Cassa sono stati percepiti a torto da __________ a titolo di assegni
integrativi per il periodo dal 1° marzo al 31 dicembre 2000.

                                         Va
rilevato che nella risposta di causa l'amministrazione ha riconosciuto per i
mesi di novembre e di dicembre 2000 la buona fede dell'assicurata, visto che il
formulario relativo alla revisione degli assegni di famiglia compilato dalla
ricorrente, in cui quest'ultima ha indicato l'inizio della sua attività
lucrativa presso le __________, è pervenuto alla Cassa alla fine del mese di
ottobre 2000 (cfr. consid. 1.5.).

                                      

                                         L'art. 24
LAF stabilisce come segue le condizioni per poter beneficiare dell'assegno
integrativo:

 

" 
Il genitore domiciliato nel Cantone ha diritto
all'assegno (integrativo), per il figlio, se cumulativamente:

  a) ha la custodia
del figlio;

  b) ha il domicilio
nel Cantone da almeno tre anni;

  c) il reddito
disponibile del o dei genitori, con l'aggiunta  

      dell'eventuale
assegno di base nonché degli eventuali obblighi 

      alimentari, è
inferiore ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle 

      prestazioni
complementari all'AVS/AI.

  Se entrambi i
genitori hanno la custodia del figlio, la madre ha   

  diritto all'assegno.

  Non ha diritto
all'assegno il beneficiario di una prestazione complementare all'AVS/AI, se il
figlio è considerato per il calcolo della prestazione."

 

                                         Per
l’art. 27 LAF

 

" 
1 L'importo
dell'assegno, incluso l'eventuale assegno di base nonché gli eventuali obblighi
alimentari, è pari alla differenza fra il reddito disponibile ai sensi della
legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI ed i limiti minimi.

 

2 In ogni caso
l'importo dell'assegno non può superare il limite del o dei figli per i quali
l'assegno è riconosciuto.

 

3 L'assegno
integrativo non è versato se il suo importo annuo è inferiore all'importo
mensile dell'assegno di base per un figlio."

 

                                         Secondo l’art.
28 cpv. 1 a 3 LAF 

 

" 
Per l’accertamento ed il calcolo sono
applicabili per analogia le disposizioni della legislazione sulle prestazioni
complementari all’AVS/AI.

  Il reddito del
lavoro è computato per intero; la sostanza computabile è considerata quale
reddito nella misura di 1/15. 

  Il premio per
l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della
famiglia è preso in considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia
non sono prese in considerazioni nel calcolo.”

 

                                         Per la
determinazione dell’importo dell’assegno vengono considerati anche i figli:

                                         a) se non
sono in formazione, fino ai 18 anni;

                                         b)  se
sono in formazione, fino al termine della stessa ma al più   tardi fino ai 25
anni (art. 34 RegLAF).

 

                               2.3.   Per l’art.
29 LAF

 

" 
1 L'assegno
integrativo deve essere aumentato, ridotto o soppresso in caso di cambiamento
del reddito disponibile dei genitori o della composizione della famiglia.

 

  2 Il regolamento disciplina i particolari.

 

  3 L'aumento avviene con il primo giorno del mese in cui la domanda di
revisione è stata inoltrata.

 

  4 La riduzione o la soppressione interviene:

a)   se il cambiamento è stato annunciato tempestivamente, il primo
giorno del mese successivo la notifica della decisione;

b)   se l'interessato ha ottenuto le prestazioni indebitamente,
retroattivamente dalla data in cui avvenne la modifica determinante."

 

                                         In
proposito l’art. 35 Reg.LAF precisa che

 

" 
1 Per
cambiamento della composizione della famiglia si intende ogni variazione nella
comunione di persone che è alla base del calcolo della prestazione.

2 L'assegno integrativo è aumentato o ridotto in caso di cambiamento
importante del reddito disponibile dei genitori.

 

  3 Il cambiamento del reddito disponibile è importante quando esso
provoca una modifica di almeno fr. 500.- all'anno dell'assegno erogato."

 

                                         Secondo
l’art. 36 Reg.LAF inoltre 

 

" 
L'assegno integrativo è soppresso in qualsiasi
momento se non sono più adempiute le condizioni legali."

 

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 41 LAF

 

" 
Il titolare del diritto o il beneficiario sono
tenuti ad informare tempestivamente il datore di lavoro, rispettivamente la
Cassa competente, su ogni cambiamento rilevante per il diritto
all'assegno."

 

 

                                         In
proposito l'art. 70 del Reg.LAF precisa che

 

" 
Il titolare del diritto o il beneficiario
informano immediatamente la Cassa cantonale per gli assegni familiari di ogni
cambiamento rilevante per il diritto all'assegno, in particolare:

a)   ogni mutamento delle condizioni personali o familiari del titolare
del diritto o del beneficiario;

b)   ogni variazione della situazione economica del titolare del diritto
o del beneficiario, rispettivamente dei loro familiari."

 

                                         Anche
secondo l'art. 42 LAF

 

" 
Il titolare del diritto o il beneficiario e i
loro familiari, i datori di lavoro, le Autorità amministrative cantonali e
comunali, le Autorità giudiziarie, le Assicurazioni sociali e private sono
tenuti a fornire tutte le informazioni utili all'accertamento del diritto agli
assegni ed al pagamento dei contributi."

 

 

                               2.5.   Per quanto
riguarda l'obbligo di restituzione e del condono l’art. 44 LAF prevede che

 

" 
1
L'assegno indebitamente percepito deve essere restituito.

 

  2 Il diritto di esigere la restituzione è perento dopo un anno dal
momento in cui la Cassa ha avuto conoscenza dell'indebito ma, in ogni caso,
dopo cinque anni dal pagamento dell'assegno.

 

  3 La restituzione è condonata da parte della Cassa competente, in
tutto od in parte, se il richiedente ha percepito la prestazione indebita in
buona fede e se, tenuto conto delle sue condizioni economiche al momento della
restituzione, il provvedimento costituirebbe per lui un onere troppo
grave."

 

 

                                         Dal
tenore del Messaggio alla LAF emerge che la norma è stata formulata
analogamente all’art. 27 OPC, applicabile in materia di prestazioni
complementari (Messaggio p. 54).

 

                                         Per
l’art. 76 Reg.LAF

 

" 
1 In caso di
violazione dell'obbligo di informare, la Cassa cantonale per gli assegni
familiari emette un ordine di restituzione nei confronti del titolare del
diritto o del beneficiario dell'assegno.

 

2 La richiesta
di condono è presentata dalla persona tenuta alla restituzione alla Cassa
cantonale per gli assegni familiari.

 

3 La richiesta
è presentata, debitamente motivata, nel termine di 30 giorni dalla notifica
della decisione di ordine di restituzione della Cassa."

 

 

                                         Secondo
l’art. 47 LAF, infine,

 

" 
Per quanto non previsto dalla legge, sono
applicabili le disposizioni della legge federale sull'assicurazione per la
vecchiaia ed i superstiti e la legislazione sulle prestazioni complementari
all'AVS/AI."

 

                               2.6.   Secondo la
giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS,
applicabile anche alla LPC e quindi in materia LAF, in base al rinvio di cui
all’art. 47 LAF, la richiesta di restituzione è subordinata ai presupposti
della revisione processuale o del riesame. In effetti l’amministrazione può
riesaminare una decisione cresciuta in giudicato formale, che non è stata
oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è senza dubbio errata e la
correzione ha un’importanza rilevante oppure deve procedervi se si manifestano
nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a indurre ad una conclusione
giuridica differente. Solo in tali casi può richiedere una restituzione (cfr.
STFA del 20 ottobre 2000 nella causa S.C., C 25/00; DTF 122 V 21; RCC 1989 p. 547;
RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).

                                         Per quel
che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare
limite generalmente valido. E’ infatti determinante l’insieme delle circostanze
del singolo caso (RCC 1989 p. 547; DTF 126 V 54).

 

                                         E' tenuto
alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla
quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è
quindi stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante
sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto
l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame
nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung
unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea
1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA del 20
ottobre 2000 nella causa S.C., C 25/00).

                                         Il
principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 LAVS, analogo alle
regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr.
art. 62ss CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS
e delle leggi ad essa correlate (art. 49 LAI e art. 27 LPC), nel senso che, se
il principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo), la
persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura
distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la
restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase LAVS
e art. 79 OAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et
survivants, pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re G.P.).

                                         Questo
concetto è stato pure ripreso dall'art. 44 cpv. 3 LAF (cfr. consid. 2.5.).

 

                               2.7.   Nel caso in
esame l'assicurata non ha contestato l'obbligo di restituzione fatto valere
dalla Cassa.

 

                                         Dagli
atti di causa risulta che la ricorrente dal 28 febbraio 2000 ha iniziato a lavorare
al 50% presso la ____________ in qualità di impiegata, con uno stipendio
mensile, nei primi tre mesi di prova, di fr. 2'000.-- lordi e dal mese di
giugno 2000 di fr. 2'100.-- lordi (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).

                                         La Cassa
nei nuovi conteggi ha computato a titolo di reddito da attività dipendente
l'importo di fr. 23'138.-- (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione.

 

                                         Tenendo
conto del salario di fr. 2'000.-- lordi, versato all'assicurata durante il
periodo di prova, il guadagno annuo al netto dei contributi sociali (AVS 5.05%;
AD 1,5%; Infortuni non professionali 1,63%, doc. _ agli atti
dell'amministrazione) ammonta tuttavia a fr. 23'868.--. Considerando, per
contro, lo stipendio di fr. 2'100.-- lordi le entrate annue nette sono pari a
fr. 25'066.60. 

                                         Occorerebbe
dunque chiedersi per quali motivi la Cassa non ha effettuato due conteggi
separati, uno per il periodo di prova da marzo a maggio 2000 e un altro per il
lasso di tempo da giugno a dicembre 2000. 

                                         Inoltre
bisognerebbe domandarsi come l'amministrazione sia giunta all'importo di fr.
23'138.-- e se eventualmente quest'ultimo ammontare tiene conto delle spese di
trasporto a cui l'assicurata deve verosimilmente far fronte per recarsi dal suo
domicilio di Balerna al luogo di lavoro di Melano.

                                         Tuttavia
tali questioni possono, nella fattispecie, rimanere irrisolte. Non è infatti
indispensabile conoscere l'importo esatto del guadagno dell'assicurata, in
quanto già a partire da un reddito netto da attività dipendente di fr. 12'306.--,
ammontare certamente inferiore a quanto realmente percepito dall'interessata,
essa non avrebbe avuto diritto all'assegno integrativo. Infatti i redditi
(costituiti dagli alimenti versati dal marito di fr. 20'604.--, dagli assegni
di base di fr. 2'196 e dal guadagno ottenuto dall'attività lavorativa della
ricorrente) avrebbero coperto comunque il fabbisogno di fr. 35'106.-- (cfr.
doc. _ agli atti dell'amministrazione).

 

                                         Va, per
inciso, rilevato che l'assicurata, avendo iniziato a lavorare al 50% e avendo
la custodia della figlia, dovrebbe percepire gli assegni di base al 50%.
Infatti l'art. 11 cpv. 2 LAF prevede che se uno solo dei genitori ha la
custodia del figlio ed entrambi esercitano un'attività salariata, ha diritto
all'assegno il genitore che ha la custodia del figlio. 

                                         In casu
dal certificato di salario non risulta che all'assicurata sia versato
mensilmente l'assegno di base (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Emerge invece dagli estratti bancari della ricorrente che suo marito, ancora
nel mese di agosto 2000, le ha bonificato, a favore della figlia, fr. 700.--
comprensivi dell'assegno di base intero (cfr. doc. _ agli atti
dell'amministrazione). Per questo motivo, a ragione, la Cassa, a titolo di
assegni di base, ha computato, anche nei nuovi calcoli, l'importo annuo di fr.
2'196.--.

 

                                         E'
pacifico, pertanto, che le entrate annue della famiglia ________ dal mese di
marzo 2000 erano superiori al reddito considerato dalla Cassa ai fini del
calcolo dell'assegno integrativo (cfr. doc. _), la quale si era basata
unicamente su quanto la ricorrente percepiva dal marito dal quale vive separata
(cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione) e sugli assegni di base interi
(ovvero fr. 22'800.--).

 

                                         Di
conseguenza risulta chiaramente che, essendosi realizzato un cambiamento
importante del reddito disponibile dell'assicurata (cfr. art. 35 Reg.LAF), il
calcolo dell'assegno integrativo andava rivisto in base al nuovo reddito più
elevato.

 

                                         In simili
condizioni, dunque, l'assicurata ha effettivamente percepito indebitamente gli
assegni integrativi che le sono stati erogati a favore della figlia _________.
Essi vanno così restituiti.

 

                               2.8.   Riguardo ai
presupposti del condono va innanzitutto ricordato che la giurisprudenza,
relativamente al concetto di buona fede, distingue la mancanza di coscienza
dell’irregolarità commessa, dalla questione a sapere se, nelle circostanze
concrete, l’interessato poteva invocare la buona fede o avrebbe dovuto, facendo
prova dell’attenzione da lui esigibile, riconoscere l’errore di diritto
commesso. La problematica relativa alla coscienza dell'irregolarità commessa è
una questione di fatto, per contro quella concernente l'attenzione esigibile è
di diritto (cfr. Pratique VSI 1994 p. 126; DTF 122 V 221 = Pratique VSI 1996
pag. 269).

                                         La buona
fede non è infatti compatibile con un comportamento di grave negligenza da
parte dell'assicurato (U. Meyer-Blaser, "Die Rückerstattung von
Sozialversicherungsleistungen, in RSJB 1995, pag. 481). 

 

                                         Secondo
l'art. 3 cpv. 2 CCS, che è applicabile analogicamente, 

 

"  nessuno
può invocare la propria buona fede quando questa non sia compatibile con
l'attenzione che le circostanze permettevano di esigere da lui." 

 

                                         Compete
al Giudice inoltre, sulla base di un criterio oggettivo, cioè indipendentemente
dalle conoscenze e dalle attitudini particolari della parte, determinare il
grado dell’attenzione richiesta (DTF 79 II 59).

 

                                         La buona
fede deve essere quindi esclusa, qualora i fatti che hanno determinato
l'obbligo di restituire (violazione dell'obbligo di annunciare o di informare)
sono imputabili a comportamento doloso o negligenza grave dell'interessato.

 

                                         Viceversa,
l'assicurato può prevalersene quando l'atto o l'omissione colpevole siano
costitutivi unicamente di una violazione lieve dell'obbligo di annunciare o di
informare (Pratique VSI 1994, pag. 125ss; DTF 118 V 218, 112 V 105, 110 V 180
consid. 3 c, 102 V 245 consid. a) oppure se non ha violato tale obbligo (U.
Meyer-Blaser, op. cit., 481/482). 

                                         Infatti,
la buona fede presuppone che l'assicurato ignori che una prestazione gli è
versata indebitamente. Di detta ignoranza egli non si può avvalere se la stessa
è stata determinata da sua negligenza (STFA non pubbl. del 31 agosto 1993 in re
I. R p. 3).

 

                               2.9.   Il requisito
dell'onere gravoso è intimamente legato alla situazione economica della persona
tenuta a restituire l'indebito e deve essere valutato in base alle sue capacità
finanziarie.

                                         Dovrà
pertanto essere stabilito concretamente, tenendo conto della particolare
situazione patrimoniale dell'obbligato al momento di restituire.

 

                             2.10.   Nel caso in
esame la Cassa rimprovera all'assicurata di non avere notificato
tempestivamente l'inizio della sua attività lavorativa che ha avuto luogo il 28
febbraio 2000. Questa circostanza avrebbe permesso di procedere all'adeguamento
dell'assegno integrativo alla nuova situazione.

                                         L'interessata
sostiene di non essere stata al corrente dell'obbligo di informare
l'amministrazione, in quanto a causa dell'euforia dovuta alla notizia di avere
diritto a un assegno integrativo a favore della figlia, essa non avrebbe letto
tutta la documentazione inviatale dalla Cassa. Essa era infatti talmente
contenta di sapere che la sua situazione economica sarebbe migliorata grazie
all'erogazione degli assegni, che ingenuamente avrebbe omesso di leggere tutte
le pagine (cfr. consid. 1.3.; 1.4.; doc. _).

 

                                         Alla fine
del mese di ottobre 2000 la ricorrente ha trasmesso alla Cassa il formulario di
revisione degli assegni di famiglia (cfr. doc. _ agli atti
dell'amministrazione), dal quale si evince che l'assicurata dal 28 febbraio
2000 ha esercitato un'attività lucrativa presso le _____________ al 50%.

 

                             2.11.   Per quanto
concerne il periodo dal 1° marzo 2000 al 31 ottobre 2000 va osservato che, come
menzionato sopra (cfr. consid. 2.4.), l'art. 41 LAF prevede espressamente che
ogni cambiamento rilevante per il diritto agli assegni familiari deve essere
comunicato tempestivamente alla Cassa competente.

 

                                         Inoltre
l'art. 70 RegLAF enuncia, in relazione all'assegno integrativo, che è proprio
la Cassa cantonale per gli assegni familiari che deve essere informata.

 

                                         Nell'evenienza
concreta con la decisione del 10 dicembre 1999 trasmessa alla ricorrente, che
le ha accordato l'assegno integrativo a favore della figlia ________, la Cassa
cantonale per gli assegni familiari ha avvertito espressamente di quanto segue:

 

" 
Obbligo di annunciare ogni cambiamento della
situazione personale o economica

 

Ogni cambiamento delle
condizioni personali ed economiche dei beneficiari indicati nella decisione
deve essere annunciato immediatamente alla:

 

                         Istituto
delle assicurazioni sociali

                         Cassa
cantonale per gli assegni familiari

                         Servizio
prestazioni complementari

                         e
assegni familiari

                         Casella
postale 2121

                         6501
Bellinzona

 

In particolare quanto
segue:

- il cambiamento di
indirizzo;

- il cambiamento di
domicilio;

- la separazione, il
divorzio o il nuovo matrimonio;

- il decesso del coniuge o
di un figlio che è considerato nel calcolo;

- l'inizio, la fine o
l'interruzione dell'apprendistato, oppure la fine o 

 
l'interruzione della formazione scolastica;

- l'inizio o la fine di
una attività lucrativa;

- l'aumento o la
diminuzione del reddito o della sostanza (per 

  esempio: eredità,
donazioni, rendite, pensioni, ecc.);

- la vendita di beni
immobiliari;

- l'inizio o la fine delle
prestazioni concesse da una cassa malattia o 

  da un'assicurazione
privata.

 

In caso di inosservanza di
questo obbligo, l'assicurato dovrà restituire le prestazioni indebitamente
percepite. Sono inoltre riservate le sanzioni penali." (cfr. doc. _ agli
atti dell'amministrazione)

 

                                         Pertanto
l'assicurata è stata resa attenta della circostanza che la Cassa deve essere
informata di ogni cambiamento rilevante ai fini del diritto all'assegno, in
quanto autorità competente.

 

                             2.12.   Va, inoltre
segnalato che il TFA ha precisato che, la percezione di un nuovo reddito, nel
caso di una persona che vive in una situazione finanziaria difficile, ha
evidentemente delle conseguenze importanti (cfr. RDAT I-1997; RCC 1990 pag.
162).

 

                                         In una
sentenza del 26 agosto 1993 nella causa E.G, pubblicata in Pratique VSI 1994
pag. 125, l'Alta Corte ha deciso che l'aumento retroattivo di una rendita
dell'AVS è un fatto elementare e che la relativa omissione di comunicare
questa circostanza non può essere qualificata come un'infrazione leggera. La
Massima Istanza al riguardo ha precisato:

 

" 
(…)

Le dossier permet de
conclure que l'intimée devait être consciente de l'importance d'une
modification d'un élément particulier du revenu ou des dépenses sur le montant
de la PC ou aurait au moins dû la discerner en faisant preuve d'un minimum
d'attention. C'est ainsi qu'à plusieurs reprises dans le passé, elle fut
parfaitement en mesure de signaler à la caisse soit une augmentation d'un poste
de "dépenses", soit une erreur de calcul PC à son avantage.
L'omission d'annoncer un fait aussi élémentaire que l'augmentation rétroactive
de la rente de vieillesse ne saurait par conséquent, au regard des
circonstances, être qualifiée d'infraction légère à l'obligation d'annoncer."

(cfr. Pratique VSI 1994
pag. 129)

 

                                         Nel caso
di specie l'aumento mensile di reddito dell'assicurata è stato rilevante (cfr.
consid. 2.7.).

                                         Di
conseguenza la ricorrente avrebbe dovuto, applicando l'attenzione da essa
ragionevolmente esigibile, riconoscere l'irregolarità giuridica commessa. 

                                         Dal mese
di marzo 2000, inoltre, le entrate della famiglia _________ erano aumentate di
un importo superiore all'ammontare mensile degli assegni, che corrispondeva a
fr. 470.-- (cfr. consid. 1.1.). Pertanto l'assicurata avrebbe dovuto, già solo
per questo fatto, rendersi conto che il calcolo dell'assegno andava rivisto:
l'aumento del reddito disponibile di una famiglia deve infatti essere
utilizzato per le necessità primarie e permettere la riduzione o eventualmente
la soppressione degli assegni di famiglia a carattere selettivo e finanziati in
parte tramite le imposte, quali sono gli assegni integrativi e gli assegni di
prima infanzia (cfr. D. Cattaneo, "La legge sugli assegni di famiglia:
caratteristiche, sentenze e problemi" in RDAT I-2000 pag. 121 segg.
(124-125)).

 

                             2.13.   A proposito
di quanto sostenuto dalla ricorrente relativamente al fatto che la notifica
della decisione di assegnazione degli assegni integrativi l'ha resa così felice
da tralasciare la lettura integrale del provvedimento, va osservato che questa
allegazione non permette comunque di giustificare la mancata comunicazione alla
Cassa dell'inizio della sua attività lavorativa.

                                         Infatti
pur ammettendo che la ricorrente, quando ha ricevuto la decisione della Cassa,
è stata colta da uno stato di euforia, essa avrebbe potuto e dovuto esaminare
attentamente il provvedimento una volta passata l'emozione della lieta notizia.

                                         La
decisione era peraltro costituita solamente da tre pagine: se si fosse
comportata diligentemente avrebbe senz'altro letto accuratamente tali fogli.

                                         L'assicurata,
inoltre, di professione è segretaria (cfr. doc. _ agli atti
dell'amministrazione), perciò deve sapere che ogni documento importante che si
riceve va letto dall'inizio alla fine, proprio per evitare conseguenze
spiacevoli.

 

                             2.14.   La
ricorrente, contrariamente a quanto previsto all'art. 41 LAF e all'art. 70
Reg.LAF, non ha dunque comunicato fino alla fine del mese di ottobre 2000,
quando ha inviato alla Cassa il formulario di revisione degli assegni di
famiglia (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione), l'inizio della sua
attività lucrativa all'organo amministrativo competente. Pertanto essa, dal 1°
marzo alla fine del mese di ottobre 2000, ha senz'altro violato il proprio obbligo
di informare l'amministrazione 

 

                                         A mente
di questa Corte la violazione commessa dall'assicurata, avendo la Cassa
avvisato in modo chiaro ed esplicito quest'ultima circa il suo obbligo di
informare l'organo competente (cfr. consid. 2.11.), configura inoltre una
negligenza grave, per cui l'invocata buona fede non deve essere ammessa per il periodo
dal 1° marzo al 31 ottobre 2000.

 

                             2.15.   Differente,
per contro, deve essere il giudizio relativo ai mesi di novembre e di dicembre
2000. 

                                         In
effetti il 27 ottobre 2000 alla Cassa è pervenuto il modulo concernente la
revisione degli assegni familiari (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione),
nel quale, come visto sopra (consid. 2.10.), l'assicurata ha dichiarato di aver
esercitato un'attività lucrativa presso le Cantine ____________ al 50% dal 28
febbraio 2000.

                                         Nonostante
tale informazione, la Cassa ha continuato a versare alla ricorrente l'assegno
integrativo di fr. 470.--.

 

                                         A
proposito dell’obbligo di informare, sancito agli art. 30 e 41 LAF (cfr. consid.
2.4.) si rileva che il TFA, in materia di prestazioni complementari ha
precisato, in un caso in cui il rappresentante dell’assicurato aveva comunicato
alla Cassa che il suo tutelato avrebbe ripreso a svolgere attività lucrativa a
tempo pieno, senza tuttavia indicare l’ammontare del salario, che la
comunicazione era atta a mettere in discussione in modo evidente, durevole e
immediato la legalità della concessione della rendita. In tali circostanze
l’amministrazione, in virtù del principio inquisitorio, avrebbe dovuto
stabilire l’ammontare del reddito, contattando il datore di lavoro, di cui
conosceva le coordinate.

 

                                         Il TFA ha
inoltre precisato che, in tale evenienza, le prestazioni indebitamente
percepite vanno restituite fino all’istante della ricezione, da parte
dell’autorità competente, della notifica tardiva dell’assunzione di un’attività
lavorativa o in generale di qualsiasi altra fonte di reddito o di sostanza. Le
prestazioni percepite posteriormente a tale data non vanno invece restituite
(Pratique VSI 1994 p. 38).

 

                                         L’Alta
Corte ha dichiarato applicabile questo principio anche alla procedura di
condono (Pratique VSI 1994 pag. 40 consid. 3b). 

 

                                         La
giurisprudenza suesposta dev'essere applicata anche alla LAF, che in materia di
restituzione e condono si basa sui medesimi principi delle altre assicurazioni
sociali di diritto federale e vi rinvia espressamente.

 

                                         In
concreto l'assicurata ha comunicato alla Cassa la sua attività lavorativa alla
fine del mese di ottobre 2000, tramite l'invio del formulario relativo alla
revisione degli assegni di famiglia. Pertanto dal mese di novembre 2000
l'amministrazione disponeva degli elementi sufficienti atti a mettere in
discussione la legalità della decisione di assegnazione degli assegni
integrativi del 10 dicembre 1999 e dunque avrebbe dovuto procedere senza
indugio a stabilire l'ammontare preciso dei nuovi redditi (per un caso analogo
cfr. STCA del 24 aprile 1999 nella causa F.K.).

 

                                         Per il
periodo 1° novembre - 31 dicembre 2000 deve essere pertanto riconosciuta
la buona fede dell'assicurata.

                                         Del resto
anche l'amministrazione, nella risposta di causa, ha ammesso tale circostanza e
ha precisato inoltre che il requisito dell'onere troppo grave (cfr. consid.
2.9.) è pure soddisfatto (cfr. consid. 1.5.). 

 

                             2.16.   In simili
condizioni occorre concludere che il condono deve essere concesso per i mesi di
novembre e di dicembre 2000 per un importo corrispondente a fr. 940.-- (fr.
470.-- X 2 mesi).

 

                                         Per
quanto attiene all'importo di fr. 3'760.--, relativo al periodo 1° marzo - 31
ottobre 2000, esso dovrà in ogni caso essere restituito, dal momento che non
può essere riconosciuta alla ricorrente la buona fede (cfr. consid. 2.14.),
primo presupposto per ottenere il condono.

 

                                         A titolo
abbondanziale va segnalato che l'assicurata nella domanda di condono ha
indicato che, per quanto concerne una restituzione rateale, essa può versare un
importo massimo di fr. 50.-- mensili (cfr. consid. 1.3.; doc. _).

 

                                         Al
riguardo giova ribadire che un'eventuale soluzione confacente alle esigenze
della ricorrente deve essere concordata con la Cassa. Questo tema non è
comunque oggetto della presente vertenza e pertanto il TCA non è tenuto ad
occuparsene (cfr. DTF 123 V 230 consid. 3e).

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è parzialmente accolto.

                                          §   La
decisione impugnata è annullata e riformata nel senso che la restituzione da
parte di ___________ dell'importo di fr. 940.--, corrispondenti agli assegni
integrativi percepiti nei mesi di novembre e di dicembre 2000 è condonata.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

 

                                 3.-   Intimazione
alle parti.

 

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti