# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c755ca87-ce3e-5eaa-9a56-a96434c79b17
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.07.2010 D-4934/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4934-2010_2010-07-14.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4934/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 4  l u g l i o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Daniele Cattaneo;
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...),
Macedonia,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 30 giugno 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4934/2010

Visto: 

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data 15 febbra-
io 2010 in Svizzera,

il verbale d'audizione del 26 febbraio 2010 [di seguito: verbale 1] e del 
18 giugno 2010 [di seguito: verbale 2], 

la decisione dell'UFM del  30 giugno 2010, notificata all'interessato il 
giorno seguente (cfr. risultanze processuali), 

il  ricorso inoltrato il  7 luglio 2010 dall'insorgente (cfr. timbro del plico 
raccomandato), 

l'incarto  in  originale dell'UFM pervenuto a  codesto  Tribunale  in  data 
9 luglio 2010,

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consi -
derandi che seguono, 

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale del  
20  dicembre 1968  sulla  procedura amministrativa  (PA, RS 172.021), 
dalla  legge del  17 giugno 2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale 
(LTAF, RS 173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale fede-
rale (LTF, RS 173.110), in quanto la legge del 26 giugno 1998 sull'asilo 
(LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il Tribunale amministrativo federale (TAF) giudica definitivamente i 
ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM  in  materia  d'asilo  (art.  31  e 
art. 33 lett. d cpv. 1 LTAF, nonché art. 105 LAsi e art. 83 lett. d LTF), 

che v'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condi-
zioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art.  52 PA nonché al-
l'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6  LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti  su ricorso è determinante la lin-

Pagina 2

D-4934/2010

gua della decisione impugnata; che, se le parti  utilizzano un'altra lin-
gua, il procedimento può svolgersi in tale lingua, 

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua; che, pertanto, la presente 
sentenza va redatta in italiano, 

che,  nell'ambito delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  l'interessato  ha di-
chiarato di essere di  etnia rom, originario di  B._______ (Macedonia) 
dove avrebbe vissuto dalla nascita sino al suo espatrio nel (...) 2010, 

che ha affermato di essere espatriato, a causa dei problemi che lui e la 
sua famiglia avrebbero avuto con i vicini di casa – quattro fratelli di et -
nia albanese – iniziati nove anni prima, a causa della sua partecipazio-
ne alla guerra contro gli albanesi rispettivamente musulmani; che, in-
fatti, nel 2007, il  giorno stesso del suo rientro dalla guerra, i  vicini di 
casa avrebbero cominciato a insultare l'interessato per aver combattu-
to contro i suoi fratelli musulmani, accusandolo della morte di loro cari,  
nonché l'avrebbero minacciato e picchiato tanto da farlo ricoverare in 
coma in ospedale; che,  dopo aver raccontato i  fatti  al  medico – an -
ch'esso di etnia albanese – l'interessato sarebbe stato dimesso dall'o-
spedale ancora dolorante; che la madre dell'interessato avrebbe de-
nunciato alle autorità l'aggressione nei confronti dell'interessato, senza 
ottenere protezione; che, anche i  figli  del  richiedente sarebbero stati 
spesso picchiati a scuola e per strada; che, nel 2008, sua figlia sareb-
be stata colpita con un sasso; che, nel tentativo di parlare ai vicini per  
risolvere questi problemi, anche la moglie dell'interessato sarebbe sta-
ta aggredita e lui sarebbe stato minacciato una prima volta con una pi -
stola; che i malfattori, verso la fine del 2009, avrebbero altresì tolto l'al -
lacciamento all'acqua della casa dell'interessato e l'avrebbero minac-
ciato di incendiare la loro casa e di uccidere lui e la sua famiglia; che, 
avendo i  loro vicini  di  casa tanto potere e l'interessato temendo per 
sua vita e quella dei suoi familiari, dopo un anno circa, avrebbe lascia-
to il suo Paese d'origine e sarebbe espatriato legalmente, munito del  
passaporto e accompagnato da sua moglie e i figli, in Svizzera, 

che, nella decisione del 30 giugno 2010, l'UFM ha constatato, da un 
lato, che il Consiglio federale ha inserito la Macedonia nel novero dei 
Paesi sicuri e, dall'altro, che le allegazioni in materia d'asilo presentate 
dal richiedente sono inverosimili, di modo che non emergerebbero dal-
le carte processuali degli indizi d'esposizione dell'interessato a perse-
cuzioni in caso di rientro in patria, 

Pagina 3

D-4934/2010

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure 
pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecu-
zione del suo allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile, 

che, nel gravame, richiamati  i  fatti  esposti,  il  ricorrente fa valere che 
nel  suo  caso  sarebbero  emersi,  secondo  un  grado  di  prova ridotto, 
quantomeno indizi di persecuzioni non manifestamente infondati, per i 
quali l'UFM avrebbe dovuto entrare nel merito della sua domanda d'a-
silo; che, in particolare, il ricorrente sottolinea che – oltre ad aver ben 
collaborato con le autorità, avendo prodotto la sua carta d'identità in 
originale – il  suo racconto sarebbe dettagliato nonché coerente e la 
documentazione medica agli atti dimostrerebbe le violenze subite dalla 
moglie, contrariamente a quanto valutato in maniera soggettiva e in-
fondata  dall'UFM;  che,  inoltre,  sostiene  di  non  aver  reso  allegazioni 
contraddittorie per esempio in relazione alle minacce proferitegli  con 
una pistola,  bensì  di  aver esposto le  ragioni  delle  sue persecuzioni,  
conformemente alla diversa funzione delle due audizioni, quella som-
maria e quella federale diretta, nonostante – essendo stato vittima, as -
sieme alla sua famiglia, di tanti atti persecutori – avrebbe potuto par -
larne a lungo; che, tuttavia, egli si sarebbe sbagliato riguardo alla data 
di rilascio del passaporto biometrico a causa dello stress e del nervo-
sismo; che, a suo dire, tale elemento sarebbe però di scarsa importan-
za e non sarebbe tale da incidere sulla credibilità  del suo racconto;  
che, in aggiunta, egli fa valere di non essersi rivolto alle autorità o ad 
un'associazione di tutela dei diritti dei rom, per paura; che, infatti, non 
avendo ricevuto alcuna protezione da parte delle autorità, nonostante 
sua madre avesse denunciato l'aggressione nei suoi confronti, e aven-
do gli albanesi della zona ottenuto sempre maggior potere, egli sareb-
be stato comprensibilmente indotto a maggior ragione a desistere dal 
denunciare i fatti  all'autorità; che, inoltre, il  ricorrente sostiene che la  
motivazione  della  decisione  dell'UFM  sarebbe  altresì  inconsistente, 
avuto riguardo all'unica lacuna rimproveratagli, secondo cui non avreb-
be saputo il cognome dei suoi aggressori; che, di conseguenza, l'insor -
gente, conclude all'infondatezza della decisione impugnata che si basa 
su  argomentazioni  molto  deboli,  rispettivamente  alla  verosimiglianza 
delle sue allegazioni; che, infine, ritenuti i motivi esposti, egli fa valere 
che il suo allontanamento, assieme alla moglie e ai figli, in Macedonia  
nel quartiere dove sarebbe stato costretto a subire violenze per tanti  
anni, sarebbe inesigibile, in quanto non avrebbe più un lavoro, una rete 

Pagina 4

D-4934/2010

sociale e una casa, visto che probabilmente essa sarebbe già occupa-
ta dagli albanesi, 

che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, in via principale, l'annulla -
mento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti all'autorità 
inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda d'asilo  
e, in via sussidiaria, la concessione dell'ammissione provvisoria; che 
ha, altresì, presentato una domanda d'assistenza giudiziaria, nel sen-
so della dispensa dal versamento delle spese processuali e del relati -
vo anticipo,

che, giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una doman-
da d’asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio fe -
derale ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, a 
meno che non risultino indizi di persecuzione, 

che, allorquando il Consiglio federale ha inserito un Paese nel novero 
dei  Paesi  sicuri,  sussiste  di  massima una presunzione d’assenza di 
persecuzioni in detto Paese; che incombe al richiedente l’asilo d’invali -
dare siffatta presunzione per quanto attiene alla sua situazione perso-
nale, 

che, peraltro, la  nozione d’indizi  di  persecuzione ai  sensi  dell’art. 34 
cpv. 1 LAsi s’intende in senso lato: comprende non soltanto i seri pre-
giudizi previsti dall’art. 3 LAsi, ma pure gli ostacoli all’esecuzione del-
l’allontanamento, di cui all’art. 44 cpv. 2 LAsi, imputabili all'agire uma-
no (Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ri -
corso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 18), 

che, per ammettere l'esistenza di indizi di persecuzione che implicano 
l'entrata nel merito di una domanda d'asilo, vale un grado di verosimi-
glianza ridotto (GICRA 2004 n. 35 consid. 4.3 pag. 247),

che,  siccome il  Consiglio  federale ha effettivamente inserito,  in  data 
25 giugno 2003, la Macedonia nel novero dei Paesi esenti da persecu-
zioni, sussiste di massima una presunzione d'assenza di persecuzioni 
in detto Paese, 

che, nella fattispecie, il  ricorrente non è riuscito ad invalidare la pre-
sunzione d'assenza di persecuzioni, ritenuto segnatamente che dagli 
atti di causa non emergono indizi di persecuzione; che, in particolare, 
l'insorgente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, argo-

Pagina 5

D-4934/2010

menti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, rispet-
to a quella di cui alla impugnata decisione; che le allegazioni decisive 
in materia di asilo si esauriscono, infatti, in mere affermazioni di parte 
non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, 
in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può 
essere rimandato,

che,  segnatamente,  le  allegazioni  del  ricorrente  sono incongruenti  e 
vaghe su punti essenziali del suo racconto, tanto da poter concludere 
alla  palese  inverosimiglianza  dei  suoi  motivi  d'asilo;  che,  infatti,  le 
allegazioni del ricorrente circa le minacce proferitegli  con una pistola 
sono manifestamente contraddittorie; che, a tal proposito, il ricorrente 
nella prima audizione ha riferito un episodio, alla fine del 2009, in cui  
sarebbe stato minacciato con una pistola (cfr. verbale 1 pag. 6); che, 
nell'audizione federale diretta, invece, ha menzionato di essere stato 
minacciato due volte con una pistola, una volta nel 2008 e una volta 
nel  2009,  quando  gli  sarebbe  stato  tolto  l'accesso  all'acqua 
(cfr. verbale 2 A6, A22-24, A45-46 pagg. 2-7); che, indipendentemente 
dalla  diversa  funzione  della  prima  e  della  seconda  audizione,  che 
invoca  il  ricorrente  nel  gravame  (cfr.  ricorso  paga.  3),  egli  aveva 
manifestamente  la  possibilità  nella  prima  audizione  di  menzionare 
anche  il  secondo  episodio  in  cui  sarebbe  stato  minacciato,  se  tale 
fosse  stato  realmente  il  caso;  che,  altresì,  le  allegazioni  inerenti  al  
rilascio del passaporto biometrico, risultano incoerenti tra loro, ritenuto 
che  egli  ha  affermato  che  tale  rilascio  sarebbe  avvenuto  prima  nel 
2008 e poi nel 2009 (cfr. verbale 1 paga. 4 a confronto con verbale 2  
A30-33 paga. 6); che tale incongruenza, rispettivamente l'assenza di 
una  data  precisa,  non  può  essere  giustificata  da  una  semplice 
dimenticanza  (cfr.  verbale  2  A33  paga. 6)  o  dall'agitazione, 
pretestuosamente  invocato  in  sede  di  ricorso  (cfr.  ricorso  paga.  4), 
tanto più che il  rilascio di  tale documento era stato richiesto proprio 
per permettere al ricorrente e alla sua famiglia di fuggire (cfr. verbale 2 
D31),  ciò  che  ne  fa  un  punto  essenziale  della  sua  vicenda, 
contrariamente a quanto il  ricorrente vorrebbe far credere in sede di 
ricorso  (cfr.  ricorso  paga.  4);  che,  inoltre,  a  giusto  titolo  l'UFM  ha 
evidenziato che il ricorrente non è stato in grado di riferire il cognome 
delle persone da cui pretenderebbe essere perseguitato; che l'identità 
dei  suoi  malfattori  costituisce  manifestamente  un  punto  essenziale 
della  sua  domanda  d'asilo  del  ricorrente;  che,  peraltro,  il  ricorrente 
pretende essere perseguitato  dai  suoi  vicini  di  casa da ben almeno 
nove anni,  ciò che presuppone che egli  sappia senza dubbio la loro 

Pagina 6

D-4934/2010

identità  completa  e  non  solo  il  nome,  considerato  altresì  che  si  
tratterebbe di quattro fratelli, il cui cognome è quindi uno solo; che, di 
conseguenza,  non  soccorre  l'insorgente  l'allegazione  ricorsuale, 
secondo cui,  la motivazione dell'UFM che si  basa su questo aspetto 
sarebbe inconsistente (cfr. ricorso paga. 5); che, a fronte dell'assenza 
di tale informazione da parte del ricorrente, non v'è motivo di ritenere 
che  gli  asseriti  malfattori  abbiano  qualsivoglia  potere,  influenza  o 
conoscenti  nelle  istituzioni  dello  Stato  e  della  Polizia  (cfr. verbale  1 
paga.  6  e  verbale  2  A6  paga.  3);  che,  in  aggiunta,  il  ricorrente  ha 
dichiarato che sua madre ha denunciato tali persone per l'aggressione 
che egli avrebbe subito e che la Polizia si è recata a casa loro e li ha 
rassicurati, dicendo loro che tali fatti non sarebbero più accaduti (cfr. 
verbale  1  paga.  6  e  verbale  2  A6  paga.  3);  che,  dunque,  non  v'è 
ragione di credere alle semplice allegazioni di parte, secondo cui teme 
di rivolgersi alle autorità del suo Paese (cfr. verbale 1 paga. 7 e verbale 
2  A35  paga. 6;  ricorso  paga. 5),  rispettivamente  le  autorità  del  suo 
Paese  non  sarebbero  in  grado  o  non  vorrebbero  offrirgli  protezione 
(cfr.  ricorso  paga.  5);  che,  d'altronde,  alla  luce  della  palese 
inverosimiglianza dei motivi d'asilo del ricorrente – in considerazione a 
quanto  sopra  esposto  e senza  che  sia  necessario  evocare  ulteriori 
elementi  inattendibili  della  sua vicenda – non v'è ragione di  ritenere 
che il ricorrente non possa ottenere dalle competenti autorità in patria,  
se  opportunamente  sollecitate,  un'appropriata  protezione  contro 
l'eventuale futuro agire illegittimo da parte di terzi, 

che, in considerazione di quanto suesposto, non sussistono seri pre-
giudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi,

che non emergono dalle carte processuali neppure elementi da cui de-
sumere che l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente in Mace-
donia  possa  violare  l'art. 25 cpv. 2  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione Svizzera del  18 aprile 1999 (Cost.,  RS 101),  l'art. 33 
della  convenzione  del  28 luglio 1951  sullo  statuto  dei  rifugiati 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed im-
mediato di trattamenti contrari all'art. 3 della convenzione del 4 novem-
bre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fonda-
mentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della convenzione del 10 dicem-
bre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani 

Pagina 7

D-4934/2010

o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); che, del resto, in sede di ricor-
so, il ricorrente non ha fatto valere alcunché in tal senso, 

che, premesso ciò,  quanto agli  ostacoli  all'esecuzione dell'allontana-
mento riconducibili all’art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 4 LStr, in Ma-
cedonia non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o 
violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nella 
totalità del territorio nazionale, 

che, pertanto, nel caso di specie, non risultano manifestamente esser-
vi indizi di persecuzione ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi,

che, di conseguenza, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della 
domanda d'asilo secondo l'art. 34 cpv. 1 LAsi, di modo che, su questo 
punto,  il  ricorso,  destituiti  d'ogni  e  benché  minimo fondamento,  non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata,

che il ricorrente non adempiono le condizioni in virtù delle quali l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'ordi-
nanza 1 sull'asilo relativa a questioni pregiudiziali dell'11 agosto 1999 
[OAsi 1, RS 142.311]; GICRA 2001 n. 21),

che dalle carte processuali non emergono neppure ostacoli dal profilo 
dell'esigibilità dell'allontanamento quanto alla situazione personale del 
ricorrente; che il ricorrente è giovane, di professione (...) e in tale attivi -
tà vanta anni d'esperienza (cfr. verbale 1 pag. 2); che, inoltre, vista l'in-
verosimiglianza dell'intero racconto del ricorrente e ritenuto che egli ha 
vissuto sin dalla nascita a B._______, v'è ragione di ritenere che il me-
desimo disponga in patria di un'importante rete sociale, contrariamen-
te a quanto ha affermato (cfr. verbale 1 pag. 3), 

che l'insorgente è in buona salute; che egli non ha, del resto, preteso 
nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustifi -
care la loro ammissione provvisoria (GICRA 2003 n. 24), senza che ad 
un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una per -
manenza in Svizzera per motivi medici, 

che, per le ragioni sopraindicate, l'autorità inferiore ha rettamente rite -
nuto siccome ammissibile e ragionevolmente esigibile l'esecuzione del 
suo allontanamento,

Pagina 8

D-4934/2010

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  ed 
art. 83 cpv. 2 LStr); che il  ricorrente,  usando la necessaria diligenza, 
potranno  procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4 LAsi cfr. DTAF 2008/34 consid. 12 pagg. 513-515), oltre 
alla carta d'identità che già possiede (cfr. risultanze processuali); che 
l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile,

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il  gravame va disatteso e la querelata decisione confer-
mata,

che, il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto, 

che, peraltro, essendo le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità 
d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della 
dispensa dal pagamento delle spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA), è 
respinta, 

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  dei  ricorrenti 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse e sulle spese ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-
strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 9

D-4934/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal ver-
samento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale ammini -
strativo federale, entro un termine di 30 giorni  dalla spedizione della 
presente sentenza.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione soggiorno per l'incarto N [...] (per corriere interno; in 

copia)
- C._______ (in copia) 

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

Pagina 10