# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b9492b25-4aad-527e-be8d-4b4d5be1f54b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-02-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.02.2002 32.2001.81
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2001-81_2002-02-12.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2001.00081+88

   

   

  BS/nh

  	
  Lugano

  12 febbraio 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sui ricorsi del 19 settembre 2001
e 22 ottobre 2001 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni del 27 agosto 2001 e 24
  settembre 2001 emanate da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 19
maggio 1997 __________, classe 1945, di professione sarta, ha presentato una
domanda volta all’ottenimento di prestazioni per adulti dell’AI.

Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, con progetto di
decisione 3 aprile 2001 l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha accolto
tale domanda e riconosciuto:

 

" 
un grado di invalidità dapprima del 50% dal
01.11.1997 (dopo un anno ininterrotto di incapacità lavorativa e lucrativa -
art. 29 cpv. 1 lett. b LAI), con diritto ad una mezza rendita, poi del 100% dal
01.02.2000 (dopo tre mesi del perdurare del peggioramento accertato
oggettivamente in sede medica - art. 88 OAI), con diritto ad una rendita
intera." (doc. AI _)

 

                                         Confermato
il progetto di decisione, con pronunzia del 27 agosto 2001 l’amministrazione ha
quindi erogato una rendita intera dal 1° settembre 2001 di fr. 1'245.— al mese
(doc. _ inc. 32.01.81).

                               1.2.   Contro la
decisione amministrativa è tempestivamente insorta l’assicurata, per il tramite
dell’avv. __________, chiedendo la verifica del calcolo della prestazione
assicurativa.

Contestualmente ha postulato di essere posta al gratuito patrocinio.

 

                               1.3.   Mediante tre
decisioni datate 24 settembre 2001 l’UAI ha per contro fissato una mezza
rendita dal 1° novembre 1997 al 31 gennaio 2000 per un importo di fr. 602. –
(per gli anni 1997/1998), rispettivamente di fr. 608.— (1999/2000) ed una
rendita intera dal 1° febbraio 2000 al 31 agosto 2001. All’assicurata è stata
riconosciuta anche una rendita completiva per il figlio __________ fino al 30
giugno 2000 (doc. _ inc. 32.01.88). 

                               1.4.   Con
tempestivo ricorso 22 ottobre 2001 __________, sempre rappresentata dall’avv.
__________, ha contestato le decisioni amministrative.

In primo luogo essa postula l’erogazione di una rendita intera dal 1° novembre
1997. Inoltre l’assicurata contesta la durata contributiva e la scala di
rendita determinate dall’amministrazione poiché:

 

" 
Ella in effetti afferma e sostiene di
avere prestato regolarmente attività lucrativa in Svizzera già dal 1967, e
meglio come risulta dallo scritto del 13 settembre 2001 della Sezione dei Permessi
e dell'immigrazione qui annessa quale doc. _. In sostanza la signora
___________ ha lavorato (pagando i contributi):

 

a)   dal 9 maggio 1967 al 27 marzo 1969 presso la __________;

 

b)   dal 4 settembre al 8 ottobre 1969 presso __________;

 

c)   dal 18 novembre 1969 al 18 febbraio 1970 presso la __________; 

 

d)   dal 3 maggio 1973 al 31 ottobre 1973 presso la __________; 

 

e)   dal 30 agosto 1974 al 30 settembre 1974 presso la __________;

 

f)    dal 20 febbraio 1975 al 15 novembre 1975 presso la __________

 

Appare quindi assai strano che ella presenti dei
così importanti vuoti contributivi, tali da pregiudicarle in modo sensibile la
rendita di invalidità."

Anche per questa procedura l’assicurata ha chiesto di essere posta al gratuito
patrocinio.

 

                               1.5.   Mediante
risposta 14 novembre 2001 l’UAI postula la reiezione del secondo gravame
rilevando:

 

" 
AI proposito si premette che l'interessata non
giustifica chiaramente la propria presa di posizione, limitandosi ad affermare
che il proprio stato di salute è grave, come "sembra (sotto.
nostra) risultare in effetti dalla documentazione" (ricorso, p. 2).

 

Ad ogni modo, dall'incarto risulta che
l'assicurata ha presentato nel corso del 1996 una diminuzione della capacità
lavorativa, limitata però nel tempo.

L'interessata è risultata durevolmente inabile
nella propria attività solo a seguito del primo intervento chirurgico al piede,
avvenuto nel novembre del 1996.

Conformemente all'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI, era
quindi giustificato porre la stessa a beneficio di una rendita a partire dal
mese di novembre dell'anno successivo.

Si rilevi d'altro lato che l'assicurata non ha
fornito alcuna prova suscettibile di inficiare la valutazione operata.

 

Per quanto attiene al calcolo vero e proprio
della rendita, lo scrivente Ufficio rinuncia a determinarsi in merito.

La Cassa di compensazione competente, verificate
le differenti variabili, invierà quanto prima la propria presa di
posizione." (doc. _)

 

                               1.6.   Il 22
novembre 2001 l’amministrazione ha scritto al TCA di aver emesso delle decisione
25 ottobre 2001 che accolgono

“ integralmente le conclusione dell’atto di ricorso e annulla e sostituisce
quella impugnata del 27.08. 2001”  e chiesto lo stralcio della causa (doc.
_ inc. 32.01.81). 

Contestualmente l’UAI ha trasmesso per conoscenza copia della decisione 14
novembre 2000 che annulla quella del 24 settembre 2001 relativa alla rendita
intera, oggetto del ricorso 22 ottobre 2001 (doc. _ inc. 32.01.81).

                               1.7.   Interpellato
dal TCA, il 12 dicembre 2001 l’avv. __________, a nome e per conto della sua
patrocinata, dichiara di mantenere i gravami in quanto oggetto del contendere
non è solamente il calcolo delle rendite, ma il riconoscimento di una rendita
AI dal 1° novembre 1997 (doc. _ inc. 32.01.81).

Ne è poi susseguita una corrispondenza tra assicurata e TCA della quale se ne
parlerà nei considerandi di diritto.

                               1.8.   Con decreto
18 dicembre 2001 a __________ è stata concessa l’assistenza giudiziaria per
entrambe le vertenze (doc. _ inc. 32.01.82).

                                         in
diritto

 

                                                                                In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R.
e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98; STFA del 22
dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

                               2.2.   Vista la
connessione delle vertenze, in applicazione degli artt. 24 LPTCA e 72 lett. b
CPC, le stesse sono congiunte.

 

                               2.3.   A norma
dell'art. 3a cpv. 1 Legge di procedura per i ricorsi al TCA l'autorità
amministrativa può, fino all'invio della sua risposta, riesaminare la decisione
impugnata. Essa notifica immediatamente una nuova decisione alle parti e la
comunica al Tribunale (art. 3a cpv. 2).

                                         Quest'ultimo
continua la trattazione del ricorso in quanto non sia divenuto senza oggetto
per effetto della nuova decisione (art. 3a cpv. 3, 1a frase).

                                         Questa
norma ricalca l'art. 58 della Legge federale sulla procedura amministrativa.

                                         Il TFA ha
già avuto modo di dichiarare compatibile con il diritto federale il fatto che i
Cantoni prevedano una procedura corrispondente all'art. 58 LPA, fondandosi su
delle disposizioni espresse o seguendo per analogia una certa prassi (RCC 1992
pag. 123 consid. 5a, DTF 103 V 109 consid. 2).

                                         Una
decisione emanata pendente lite mette fine alla vertenza solo nella misura in
cui corrisponde alle richieste del ricorrente. Il litigio sussiste nella misura
in cui la nuova decisione non regola tutte le questioni nei sensi voluti
dall'insorgente. L'autorità adita deve in questi casi entrare nel merito della
vertenza, senza che l'insorgente debba ricorrere contro il nuovo atto
amministrativo (RCC 1992 pag. 123 consid. 5c; DTF 113 V 237, DTF 107 V 250;
Spira, "Le contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure
cantonale" in RJN 1984, pag. 23).

                                         L'amministrazione
non può invece rivedere la decisione impugnata dopo aver presentato la risposta
di causa ai giudici di prima istanza. Una decisione resa dopo questo termine
assume il carattere di una proposta indirizzata al giudice, affinché egli
decida nei sensi della nuova decisione (Pratique VSI 1994 pag. 281; RCC 1992
pag. 123 consid. 5, RCC 1989 pag. 320 consid. 2a, RCC 1984 pag. 283, DTF 109 V
236; Spira, "Le contentieux des assurances sociales fédérales et la
procédure cantonale" in RJN 1984, pag. 23);

                                         Nel caso
in esame l’UAI ha emesso delle decisioni datate 25 ottobre 2001 che
sostituiscono quelle emesse il 27 agosto 2001 (non quelle del 24 settembre 2001
come erroneamente indicato nelle pronunce stesse) ed hanno come oggetto la
mezza rendita. Queste sono state intimate in luogo della riposta di causa
relativa al gravame 19 settembre 2001. 

La decisione 14 novembre 2001, concernente la rendita intera, è stata
notificata il giorno stesso della risposta di causa al ricorso 22 ottobre 2001.

Dal momento che con scritto 12 dicembre 2001 la ricorrente, non condividendo le
nuove decisioni, ha espressamente dichiarato di mantenere i ricorsi (doc. _
inc. 32.01.81), il contenzioso continua a sussistere ed il TCA deve entrare nel
merito dei due gravami. 

                                      

                                         Nel
merito

 

                               2.4.   Secondo
l'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

     

-  un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a   infermità  

                                           
congenita, malattia o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Affinché
il caso possa essere sottoposto all’AI, occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno (G. Scartazzini, Les
rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                               2.5.   Secondo
l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il
reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l'assurance-invalidité, Les prestations, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI).            

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G.
Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza
citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

La situazione personale dell'assicurato è
essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                               2.6.   Con i
gravami in oggetto __________ postula il riconoscimento di una rendita intera
anche a far da tempo dal 1° settembre 1997 senza comunque precisarne i motivi. 

                                         Solo con
lettera 22 maggio 2001 all’UAI essa ha in particolare sostenuto che il
peggioramento del suo stato di salute deve essere collocato prima del 17
novembre 1999 e questo sulla base dei certificati medici del dr. __________
agli atti (doc. AI _).

Ora, dall’esame dell’incarto risulta che l’assicurata è stata sottoposta ad un
indagine pluridisciplinare da parte del Servizio accertamento medico
dell’assicurazione invalidità (SAM). 

Nel rapporto 30 novembre 1998 i periti, dopo aver proceduto ad un approfondito
esame della documentazione medica e fatto capo a due consulti specialistici,
hanno accertato tra il 22 novembre 1996 e il 26 marzo 1998 quattro mesi di
totale incapacità lavorativa e tredici mesi di capacità lavorativa ridotta al
50%. Dal mese di giugno 1998 l’assicurata è stata ritenuta abile al 70% (doc.
AI _). 

                                         Su
incarico dell’amministrazione, il dr. __________, specialista in chirurgia
ortopedica, ha visitato l’assicurata riscontrando un miglioramento. Nel
rapporto 30 luglio 1999 egli ha infatti rilevato: 

 

" 
Al momento della perizia effettuata nel novembre
'98, mantengo le mie osservazioni in quanto lo stato locale era calmo senza
segni di infezione acuta. Mantengo che l'attività di stilista sia di tipo
sedentaria (sedentaria non é sinonimo di seduta). Questa attività viene svolta
prevalentemente in piedi come dichiarato dal presidente dell'associazione dei
sarti. Nel novembre '98 lo stato clinico riscontrato, autorizzava lo svolgimento
di un'attività sedentaria svolta prevalentemente in piedi nella misura dell'80%
(incapacità lavorativa 20%). In seguito ammetto che lo stato locale sia
nuovamente peggiorato, come ho potuto rendermi conto il 1.4.99. Dunque
dall'inizio del 1999, si può ammettere una incapacità lavorativa del 50% fino
al 15.7.99. Ora la situazione é notevolmente migliorata dopo l'amputazione del
secondo dito del piede dx. Ora (almeno a partire dal 22.7.99) si pub stabilire
una capacità lavorativa totale tale sarta/stilista." (doc. AI _)

 

                                         Il 28
novembre 2000 dr. __________, sempre su richiesta dell’amministrazione, ha
nuovamente visitato l’assicurata.

Dopo aver accertato un peggioramento dello stato di salute a seguito di un
ulteriore intervento chirurgico, avvenuto il 17 di novembre 1999 (presso la
clinica __________, cfr. doc. AI _), egli ha valutato un’incapacità lavorativa
totale (doc. AI _). 

Interpellato dall’amministrazione, con lettera 14 marzo 2001 lo specialista ha
precisato che “ mi è impossibile stabilire retroattivamente quando
quest’incapacità lavorativa ha iniziato ma presumibilmente si può dedurre
dall’anamnesi che l’incapacità lavorativa completa è iniziata a partire
dall’intervento eseguito il 17.11.99 “, ( sottolineatura del redattore,
cfr. doc AI _). 

Visto quanto riportato sopra, è verosimile che l’assicurata fino all’intervento
del 17 novembre 1999 presentava un’incapacità lavorativa, e di riflesso al
guadagno, del 50% nella sua precedente attività. I certificati del medico
curante, dr. __________, non sono idonei a modificare quanto valutato dai
periti, essendo scarni e non concludenti in merito al grado di capacità
lucrativa (cfr. doc. AI _). 

Ne consegue che la decisione dell’amministrazione di accordare una rendita
intera dal 1° febbraio 2000 (tre mesi dal perdurare del peggioramento ex
art. 88a cpv. 2 OAI) risulta essere corretta.

 

                               2.7.   La
ricorrente ha chiesto la verifica del calcolo della sua rendita.

Occorre innanzitutto rilevare che, secondo l’art. 36 cpv. 1 LAI, hanno diritto
alle rendite ordinarie gli assicurati legittimati alla rendita, che quando
l’invalidità si manifesta, hanno pagato i contributi AVS per almeno un anno.

Per quanto riguarda il calcolo delle rendite d’invalidità l’art. 36 cpv.
2 LAI prevede che sono applicabili per analogia le norme dell’AVS, riservate
alcune norme specifiche della LAI.

Se l'assicurato non ha ancora compiuto quarantacinque anni quando diventa
invalido, il reddito medio dell'attività lucrativa è aumentato di un
supplemento percentuale. Tale supplemento è fissato dal Consiglio federale
secondo l'età dell'assicurato al momento dell'insorgenza dell'invalidità (art.
36 cpv. 3 LAI). 

Infine, se un assicurato con una durata intera di contribuzione non ha ancora
compiuto i 25 anni al momento dell'insorgenza dell'invalidità, la sua rendita
d'invalidità e le eventuali rendite completive ammontano ad almeno il 133 1/3
per cento dell'importo minimo della corrispondente rendita completa (art. 37
cpv. 2 LAI). 

Nell'evenienza concreta queste due ultime circostanze non sono date, per cui i
relativi supplementi non entrano in considerazione. 

 

                               2.8.   Per quel che
concerne il calcolo della rendita in oggetto, ricordato come siano applicabili
per analogia le norme dell'AVS, va innanzitutto rilevato che se l'assicurato ha
pagato sempre e regolarmente i contributi dovuti oppure se il suo periodo di
contribuzione presenta delle lacune contributive, egli ha diritto ad una
rendita completa o parziale (cfr. art. 29 cpv. 2 lett. a, b LAVS), vale a dire
ad una rendita calcolata sulla base della scala 44 (rendita completa) o di una
scala inferiore (rendita parziale; cfr. art. 52 OAVS).

                                         Il
calcolo della rendita di vecchiaia (rispettivamente invalidità) è determinato
dagli anni di contribuzione, dai redditi dell’attività di
lucrativa nonché dagli accrediti per compiti educativi o d’assistenza
tra il 1° gennaio successivo alla data in cui l’avente diritto ha compiuto 20
anni e il 31 dicembre che precede l’insorgere dell’età conferente il diritto
alla prestazione (art. 29 bis cpv. 1 LAVS).

                                         

Il periodo di contribuzione è completo se una persona presenta lo stesso
numero di anni di contribuzione degli assicurati della sua classe di età (art.
29 ter cpv. 1 LAVS). 

                                         Secondo
l’art. 29 ter cpv. 2 LAVS sono considerati anni di contribuzione i periodi,
durante i quali: 

                                         - una
persona ha pagato i contributi (lett. a); 

                                         - il suo
coniuge, secondo l’art. 3 capoverso 3 LAVS, ha versato

                                           almeno
il doppio del contributo minimo (lett. b); 

                                         - possono
essere computati accrediti per compiti educativi o 

                                          
d’assistenza (lett. c).

 

                                         Inoltre,
la rendita è calcolata in base al reddito annuo medio dell'assicurato
(art. 29 quater LAVS). 

                                         Esso si
compone:

                                         - dei
redditi risultanti da un’attività lucrativa (lett. a); 

                                         - degli
accrediti per compiti educativi (lett. b);

                                         - degli
accrediti per compiti assistenziali (lett. c). 

 

                                         La somma
dei redditi dell’attività lucrativa deve essere rivalutata secondo il fattore
di cui all'art. 51 bis cpv. 1 OAVS (art. 30 cpv. 1 e art. 33ter LAVS). 

                                         Il
reddito annuo medio è dunque determinato sommando i redditi da attività
lucrativa rivalutati e gli accrediti per compiti educativi e assistenziali e
divisi per il numero di anni di contribuzione (art. 30 cpv. 2 LAVS).

 

                                         Il
reddito annuo determinante (indicato sulla decisione della Cassa) non
corrisponde dunque necessariamente all'ultimo reddito conseguito
dall'assicurato, ma serve unicamente a fissare la corrispondente rendita.

                               2.9.   Sono presi
in considerazione unicamente i redditi da un’attività lucrativa sui
quali sono stati versati i contributi (art. 29 quinquies cpv. 1 LAVS).

                                         I
contributi delle persone che non hanno esercitato un’attività lucrativa vengono
moltiplicati per 100 e in seguito divisi per il doppio del tasso di
contribuzione previsto dall’art. 5 capoverso 1; essi sono computati come
reddito di un’attività lucrativa (art. 29 quinquies cpv. 2 LAVS). 

 

                                         Secondo
l’art. 29 quinquies cpv. 3 LAVS, i redditi che i coniugi hanno conseguito
durante gli anni civili di matrimonio comune sono ripartiti e attribuiti per
metà a ciascun coniuge se: 

                                         -
entrambi i coniugi hanno diritto alla rendita (lett. a); 

                                         - una
persona vedova ha diritto a una rendita di vecchiaia 

                                           (lett.
b);

                                         - il
matrimonio è stato sciolto mediante divorzio (lett. c). 

 

                                         Tuttavia
sottostanno alla ripartizione e all’attribuzione reciproca soltanto i redditi
conseguiti:

                                         -
 tra il 1° gennaio che segue il compimento del 20.o anno di età e il 31
dicembre che precede l’insorgere dell’evento assicurativo da parte del coniuge
che ha per primo diritto alla rendita (art. 29 quinquies cpv. 4 lett. a LAVS) e

                                         -
 i periodi durante i quali entrambi i coniugi sono stati assicurati all’AVS,
con riserva dell’art. 29 bis cpv. 2 LAVS (art. 29                   quinquies
cpv. 4 lett. b LAVS). 

 

                                         Secondo
l’art. 29 sexies cpv. 1 LAVS è riconosciuto un accredito per compiti
educativi agli assicurati per gli anni durante i quali hanno esercitato
l’autorità parentale su uno o più figli minori di 16 anni (per determinati casi
cfr. art. 52e e f OAVS).

                                         Generalmente
l’anno di inizio dell’accredito sorge con la nascita del primo figlio (marg.
5316 delle Direttive sulle rendite edite dall’UFAS (DR) valide dal 1.01.1997) e
cessa con il compimento del 16mo anno di età dell’ultimo figlio (marg. 5320
DR).

                                         Tuttavia
nessun accredito è attribuito per l’anno in cui sorge il diritto, mentre è
riconosciuto per l’anno in cui tale diritto si estingue (art. 52f cpv. 1 OAVS).

                                         L’ammontare
dell’accredito corrisponde al triplo dell’importo della rendita di vecchiaia
annua minima al momento dell’inizio del diritto alla rendita (art. 29 sexies
cpv. 2 LAVS).

                                         L’accredito
assegnato alle persone coniugate durante gli anni civili di matrimonio è
tuttavia ripartito per metà tra i coniugi (art. 29 sexies cpv. 3 LAVS). 

 

                             2.10.   Nella
fattispecie in esame, il periodo di contribuzione di __________, classe 1945,
inizia il 1.1.1966 (1° gennaio susseguente il compimento del 20.o anno di età)
per terminare il 31.12.1996 (31 dicembre precedente l'anno in cui è sorta
l'invalidità). 

Dall'estratto dei conti individuali, dove sono registrati i contributi versati,
nonché dalla tabella di calcolo, contenuti nell'incarto Cassa (doc. _), risulta
che l'assicurata, cittadina italiana, presenta delle lacune contributive
relative al periodo 1966 - 1974. Proveniente dall'estero ed avendo iniziato
un'attività lucrativa in Svizzera, essa ha cominciato a versare i contributi
AVS/AI/IPG nel 1967. Sino al 1974 la ricorrente, con permesso di lavoro quale
confinante, non ha contribuito ininterrottamente. Da maggio 1976 è domiciliata
in Svizzera.

La ricorrente contesta il periodo di contribuzione, rispettivamente l’esattezza
dei suoi conti individuali.

                                         Conformemente
all'art. 141 cpv. 3 OAVS i conti individuali non contestati entro i termini di
legge sono ritenuti esatti e hanno valore di documento pubblico ai sensi
dell'art. 9 CCS (RCC 1969 pag. 66). Tuttavia, se non è domandato nessun
estratto del conto, se l’esattezza dell’estratto del conto non è contestata, o
se un reclamo è stato respinto, la rettificazione delle registrazioni fatte nel
conto individuale può essere richiesta al momento in cui si verifica l’evento
assicurato, soltanto quando gli errori di registrazione siano evidenti o
debitamente provati (art. 141 cpv. 3 OAVS). Il TFA ha infine precisato che la
regola in tema di prova indicata all'art. 141 cpv. 3 OAVS, secondo cui la
rettificazione delle iscrizioni nel momento in cui si verifica l'evento
assicurato pretende la prova piena, non esclude l'applica­zione del principio
inquisitorio. La prova piena deve essere fornita secondo le regole usuali
sull'assunzione e l'onere della prova prevalenti nell'assicurazione sociale,
l'obbligo di collaborare della parte essendo in questo caso accresciuto (DTF
117 V 261 ss, SVR 1988 AHV nr. 4 pag. 15).

Con il secondo gravame l’assicurata ha trasmesso lo scritto 13 settembre 2001
della Sezione dei permessi e dell’immigrazione in cui sono stati attestati i
diversi intervalli lavorativi ed i nominativi dei datori di lavoro dal 9 maggio
1967 al 15 novembre 1975, eccetto il periodo 19 febbraio 1970 - il 3 maggio
1973 (doc. _ e cfr. consid. 1.4). In quegli anni l’assicurata era al beneficio
di un permesso di confinante, per cui il lasso di tempo lavorativo corrisponde
al periodo contributivo (cfr. art. 1 cpv. 1 lett. b LAVS).

Sulla base di questo documento, l’amministrazione ha dunque rideterminato il
periodo di contribuzione giungendo agli attuali 25 anni e 3 mesi, oggetto delle
nuove decisioni, in luogo dei 23 anni e 10 mesi determinati prima del ricorso.
Invariati sono rimasti i redditi.

In merito alle lacune contributive (19 febbraio 1970 – 3 maggio 1973), con
lettera 14 dicembre 2001 l’avv. __________ ha comunicato al TCA che fra il 1970
e il 1973 la sua patrocinata avrebbe lavorato come stilista presso la ditta
__________ e, in seguito, la ditta __________ (doc. _).

In risposta, il 18 dicembre 2001 lo scrivente Tribunale ha informato il legale
che le menzionate ditte non risultano iscritte a Registro di commercio e non
sono indicate nell’elenco telefonico, ciò che rendeva impossibile un accertamento
sull’entità dei contributi. Il TCA ha quindi invitato l’assicurata a presentare
i giustificativi comprovanti il versamento degli oneri sociali nel periodo in
questione (doc. _). Con lettera 11 gennaio 2002 il rappresentate ha comunicato
di trasmettere la documentazione richiesta nella misura in cui la stessa è
disponibile (doc. _ inc. 32.01.81), circostanza che poi non si è avverata.

In conclusione, visto quanto sopra, __________ presenta un periodo di
contribuzione (incompleto) di 25 anni e 3 mesi, corrispondente alla scala di
rendita 37 (cfr. tabelle sulle rendite edite dall'UFAS, il cui uso è
obbligatorio ex art. 30bis LAVS), così come indicato nelle nuove decisioni del
25 ottobre e 14 novembre 2001.

                                        

                             2.11.   Occorre ora
verificare la determinazione del reddito annuo medio (RAM). 

Come già detto (cfr. consid. 2.8), il RAM è composto dalla somma
risultante dai redditi da attività lucrativa e dagli accrediti per compiti di
educazione o di assistenza computabili durante il periodo di contribuzione. In
particolare non sono computati i redditi dell'anno in cui è sorto l'evento
assicurato (art. 52c OAVS), né quelli compiuti prima del 1° gennaio che segue
il compimento dei 20 anni (art. 52b OAVS: solo in caso di durata di
contribuzione incompleta ai sensi dell'art. 29ter LAVS questi ultimi vengono
calcolati).

 

                                         Nel caso
di specie, l’amministrazione ha sommato tutti i redditi da attività lucrativa
iscritti nel conto individuale dell'assicurata relativi al periodo di
contribuzione giungendo così all'importo di 

fr. 247’242.--.

Dal foglio di calcolo risulta che tale importo è comprensivo della ripartizione
dei redditi a seguito dei due matrimoni che l’assicurata ha contratto (doc. _).

                                         La somma
dei redditi da attività lucrativa deve essere rivalutata in funzione
dell’indice previsto per l’adeguamento delle rendite all’evoluzione dei prezzi
e dei salari di cui all’art. 33 ter LAVS (cfr. rinvio dell'art. 30 cpv. 1
LAVS). Tale fattore di rivalutazione è stabilito dall’Ufficio federale delle
assicurazioni sociali (UFAS) secondo le modalità di calcolo esposte all’art. 51
bis OAVS. Il fattore di rivalutazione è contenuto nelle tavole per la
determinazione del reddito annuo medio, edite dall’UFAS, il cui uso è
obbligatorio (cfr. art. 30 LAVS, art. 51bis OAVS) e varia a seconda della prima
registrazione sul conto individuale determinante per la rendita.

                                         Nel caso
che ci occupa, la prima registrazione determinante nel conto individuale
dell'assicurato è avvenuta nel 1967.

                                         Pertanto,
dalle citate tavole il fattore di rivalutazione risulta essere l'1.414 e quindi
i redditi rivalutati ammontano a 

fr. 349’629.--. L'importo rivalutato va poi diviso per i 25 anni e 3 mesi
contribuzione ciò che corrisponde ad un reddito annuo medio di fr. 13’347.--.

Durante i due matrimoni la ricorrente ha avuto tre figli, per cui le sono stati
riconosciuti 5 accrediti per compiti educativi interi e 20 mezzi accrediti per
una media di fr. 21’279.

Da rilevare che l’accredito per compiti educativi assegnato alle persone
coniugate durante gli anni civili di matrimonio è ripartito per metà tra i
coniugi (art. 29 sexies cpv. 3 LAVS). 

Ne consegue che il reddito annuo medio complessivo corrisponde a fr. 35’820.--
(13’347+ 21’279) che, arrotondato all’importo immediatamente superiore secondo
le tabelle UFAS, ammonta a fr. 35'820 (stato 1997). Adeguata al 1.1.1999 tale
somma corrisponde a fr. 36'180 e dal 1.1.2001 a fr. 37'080.

 

                                         Di
conseguenza la mezza rendita a favore di __________, calcolata con l’ausilio
delle citate tabelle (edizione 1997) e sulla base di una scala di rendita 37 ed
un RAM di fr. 35’820.--, ammonta a fr. 636.--, rispettivamente fr. 643.- negli
anni 1999/2000. La rendita intera risulta dunque di fr. 1’285.— dal 1.1.2000,
rispettivamente di fr. 1'317.—, dal 1.1.2001.

                                         Contestualmente
alla ricorrente è stata riconosciuta una rendita per il figlio __________
corrispondente al 40% della rendita principale (art. 38 cpv.1 LAI). 

 

                                         Nel
caso di specie, dopo attento esame degli atti dell'in­carto, questo TCA non può
che confermare l'ammontare delle rendite assegnate alla ricorrente mediante le
decisioni 25 ottobre e 14 novembre 2001 in sostituzione di quelle contestate.
In tal senso il gravame va parzialmente accolto.

                                        

                             2.12.   Visto l’esito
della vertenza, l’assicurata, rappresentata da un legale, ha diritto a delle
ripetibili (art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS applicabile a seguito del rinvio di cui
all’art. 69 LAI) che compensano l’assistenza giudiziaria e quindi il decreto 18
dicembre 2001 è divenuto privo di oggetto (cfr. DTF 124 V 309 consid. 6; STFA
18 agosto 1999 nella causa T, U 59/99). 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   I
ricorsi sono parzialmente accolti .

                                         § Le
decisioni contestate sono annullate e sostituite da quelle del 25 ottobre e 14
novembre 2001. 

                                         

                                 2.-   Il decreto
18 dicembre 2001 relativo alla concessione dell’assistenza giudiziaria è privo
di oggetto.

 

                                 3.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         L’UAI
verserà a __________ fr. 1'500.-- a titolo di ripetibili.

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti