# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f26d525e-1c4c-53ca-8c36-e7448000ab08
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-11-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.11.2017 35.2017.106
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2017-106_2017-11-29.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2017.106

   

  mm

  	
  Lugano

  29 novembre 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

statuendo sul ricorso del 15 settembre 2017 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 14 agosto 2017 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1 

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Dall’annuncio d’infortunio
prodotto sub doc. Z 1 risulta che, in data 1° aprile 2016, RI 1, dipendente
della ditta __________ di __________ in qualità di venditore al dettaglio (nel
quadro di un provvedimento di reintegrazione professionale dell’AI) e, perciò,
assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso la CO 1, ha ricevuto una
pallonata al costato destro. 

                                         Dal verbale di PS
dell’Ospedale di __________ si evince che l’assicurato ha riportato la frattura
della VI. costa a destra (cfr. doc. ZM 2). 

 

                                         L’istituto assicuratore ha
assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

                                         RI 1 ha ritrovato una
piena capacità lavorativa a far tempo dal 1° luglio 2016 (cfr. doc. ZM 12).

 

                               1.2.   Con certificazione del 1°
settembre 2016, il medico curante dell’assicurato ha attestato una nuova
inabilità lavorativa del 100% dal 1° agosto 2016 “… per algia spalla dx
in pregresso trauma del 01/04/16” (doc. ZM 15 – il corsivo è del redattore). 

 

                               1.3.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 21 settembre 2016,
l’assicuratore ha dichiarato estinto a far tempo dal 30 giugno 2016 il proprio
obbligo a prestazioni dipendente dall’evento traumatico dell’aprile 2016 (doc.
Z 44). 

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dall’RA 1 per conto dell’assicurato (doc. Z 45), in data 14 agosto
2017, l’amministrazione ha (per quanto qui d’interesse) confermato il contenuto
della sua prima decisione (doc. Z 49).

 

                               1.4.   Con tempestivo ricorso del 15
dicembre 2017, RI 1, sempre rappresentato dall’RA 1, ha chiesto, in via
principale, il ripristino del diritto a prestazioni a contare dal 1° luglio
2016 e, in subordine, il riconoscimento di un’indennità per menomazione
dell’integrità (IMI), argomentando in particolare quanto segue:

 

" (…) Contestiamo
quanto asserito dal medico di fiducia della CO 1, sopra menzionato per i
seguenti motivi:

Riteniamo che, essendo la riacutizzazione algica della spalla
destra, causata dall’evento infortunistico del 1.04.2016, questa sia di
competenza dell’assicuratore infortunio.

 

Infatti, il Dr. __________ così si esprime:

 

“In anamnesi, per quanto riguarda la spalla destra, si evidenzia
un intervento a maggio 2013 presso l’ospedale di __________ di riparazione del
sovraspinoso con poi però buona ripresa funzionale con possibilità del paziente
nuovamente di elevare attivamente l’arto senza particolari limitazioni e la
spalla, prima della caduta del 4 aprile 2016, non era più dolente.

(…).

La spalla del signor RI 1, in seguito all’intervento del 2014 e
prima dell’evento di cui sopra, era guarita. Solo successivamente
all’infortunio del 1.04.2016, egli ha ricominciato ad accusare dolori.”

(…).

Tenuto conto di quanto precede, i disturbi lamentati dal signor RI
1 alla spalla destra sono da ritenersi, con verosimiglianza preponderante, in
relazione causale naturale con l’evento del 1 aprile 2016.” (doc. I)

 

                               1.5.   L’assicuratore LAINF, in
risposta, ha postulato che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. III). 

 

                               1.6.   In data 20 ottobre 2017, il
patrocinatore dell’insorgente si è limitato a riconfermarsi nelle proprie
allegazioni e conclusioni (doc. V). 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del
31 agosto 2015, in particolare consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12
marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio
2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06
del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999.
Vedi pure: STF 9C_807/2014 del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8
settembre 2015).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   L’oggetto della lite è
circoscritto alla questione di sapere se la CO 1 era legittimata a negare la
propria responsabilità per i disturbi interessanti la spalla destra, che
le sono stati annunciati nell’agosto 2016, oppure no.

 

                               2.3.   Secondo l’art. 6 cpv. 1
LAINF, per quanto non previsto altrimenti dalla legge, le prestazioni
assicurative sono effettuate in caso d’infortuni professionali, d’infortuni non
professionali e di malattie professionali.

 

                               2.4.   Presupposto essenziale per
l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è
l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue
conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo presupposto è da
considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si
sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia
stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È questione di fatto lo
stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di
causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano
secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo
l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito
dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT
II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF
125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio
2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella
causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00;
STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6
aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC
1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b;
DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c,
DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p.
31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la
sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono,
di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a
giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53;
DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).

                                         Ne discende che ove
l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non
possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato
dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406
consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                         L'assicuratore contro gli
infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele
dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione delle
prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi: 

 

-  quando lo stato
di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima
dell'infortunio (status quo ante);

                                         -  quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche
senza l'infortunio (status quo sine)

 

                                         (cfr. RAMI 1992 U 142, p.
75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von
Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici
svizzeri 71/1990, p. 1093).

 

                                         Secondo
la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia
dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è
liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non
costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute.
Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il
diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio
deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza
preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un
effetto causale non è sufficiente. 

                                         Trattandosi della
soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già
all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e
riferimenti ivi citati). 

 

                               2.5.   Occorre inoltre rilevare che
il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso
di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.

                                         Un evento è da ritenere
causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario
delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare
un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in
linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e
405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid.
4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque, qualora sia
carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare
le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata
(cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure:
Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).

                                         La giurisprudenza ha
inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della
responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un
rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi
fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde
anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano
secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5
b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser,
Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS
2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).

 

                               2.6.   In virtù dell’art. 11 OAINF, l’assicuratore LAINF è
tenuto a riprendere l’erogazione delle prestazioni assicurative in caso di
ricadute o conseguenze tardive (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 71 e
A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 277). Né la
LAINF né l’OAINF prevedono, al riguardo, un limite temporale. Pertanto, la pretesa
potrà essere fatta valere anche qualora la ricaduta o le conseguenze tardive
appaiono, per la prima volta, dieci o vent’anni dopo l’infortunio assicurato, e
ciò indipendentemente dal fatto che, a quel momento, l’interessato sia o meno
ancora assicurato. Rilevante è soltanto l’esistenza di un nesso di causalità
(cfr. STFA U 122/00 del 31 luglio 2001).

 

                               2.7.   Nella concreta evenienza,
dalle carte processuali emerge che l’amministrazione ha deciso di negare la sua
responsabilità relativamente ai disturbi alla spalla destra, oggetto
dell’annuncio di ricaduta dell’agosto 2016, facendo capo al parere del proprio
consulente medico (cfr. doc. Z 49).

 

                                         In effetti, in occasione
della visita fiduciaria di controllo del 6 settembre 2016, il dott. __________,
spec. FMH in medicina interna, ha formulato la diagnosi post-infortunistica
di stato dopo trauma contusivo diretto all’emicostato destro con frattura IV.
costola trattata conservativamente e favorevole decorso algico e funzionale
locale con ripresa lavorativa totale dal 1° luglio 2016 nonché - a titolo di diagnosi
non infortunistica - degli esiti da ricostruzione della cuffia rotatoria
della spalla destra in giugno 2014 con esacerbazione algica, limitazione
funzionale e inabilità lavorativa dal 4 agosto 2016 in riferito inadeguato
mansionario in provvedimento professionali tramite l’AI (doc. ZM 17, p. 3). 

                                         Il medico di fiducia ha
quindi espresso la seguente valutazione del caso:

 

" (…) L’attuale
visita medica funzionale permette di obiettivare un favorevole decorso dopo
l’evento del 01.04.2016 per quanto riguarda esclusivamente le strette
conseguenze del medesimo.

Ricordo che questa patologia fratturativa costale di regola
presenta un decorso con ristabilizzazione a 4-6 settimane in terapia
conservativa ed il ripristino dell’esigibilità come prima dell’evento
traumatico.

Questo è stato anche il caso nel contesto specifico potendo il
paziente riprendere la sua precedente attività al 100% dal 1.7.2016.

Dopo la data del 1.7.2016 si considera pertanto raggiunto lo stato
quo ante per la patologia di stretta pertinenza infortunistica con l’evento del
01.04.2016. 

Purtroppo l’impegno lavorativo al rientro sul posto di lavoro e
solo dopo il 4.8.2016 ha motivato l’astensione lavorativa essendo oltremodo
pesante da come comunicato dal paziente in visita portando a riacutizzazione
algica della spalla destra già in passato operata.(…).” (doc. ZM 17, p. 4)

 

                                         Per maggiore comprensione,
occorre precisare che il 2 settembre 2016 l’assicurato ha dichiarato “… di aver
subito un infortunio in data 01.04.2016; mentre giocavo a calcio, ho preso una
pallonata alla costola e mentre mi accasciavo a terra, mi sono fatto male alla
spalla (quella infortunata precedentemente e operata nel 2014). In seguito alla
ricaduta, i dolori alla spalla si sono accentuati e ciò mi provoca grandi
sofferenze, non riesco nemmeno più a dormire. Inoltre, nel mese di luglio
l’ufficio invalidità mi ha mandato a lavorare presso la __________, nonostante
il parere negativo del mio medico curante. Questo ha aggravato il mio stato di
salute ed il mio medico curante mi ha vietato di fare qualsiasi attività,
prescrivendomi assoluto riposo.” (doc. ZM 16). 

 

                                         Agli atti figura pure il
referto 15 settembre 2016 del dott. __________, responsabile del Servizio di
chirurgia dell’arto superiore presso l’Ospedale __________ di __________, il
quale, riferendosi a quanto dichiaratogli dall’assicurato, ha sostenuto che
quest’ultimo avrebbe riportato “… un trauma contusivo e distorsivo
all’emitorace destro, alla spalla destra e alla colonna cervicale. Dopo il
trauma sono stati effettuati gli accertamenti e si è riscontrata una frattura
costale ma da allora il paziente soffre di dolore ed ipostenia alla spalla e
anche alla colonna cervicale. In anamnesi, per quanto riguarda la spalla
destra, si evidenzia un intervento a maggio 2013 presso l’Ospedale di __________
di riparazione del sovraspinoso con poi però buona ripresa funzionale con
possibilità del paziente nuovamente di elevare attivamente l’arto senza
particolari limitazioni e la spalla, prima della caduta del 4 aprile 2016, non
era più dolente.” (doc. ZM 18). 

 

                               2.8.   Per
costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale
l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia
giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo
amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U
281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02 dell'8 luglio 2003 consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in
BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                         Nella DTF 125 V 351
seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10 p. 33 ss. e RAMI 1999 U 356 p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. 

                                         Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                         In una sentenza
8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale
federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la
propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze
dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno il
più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in tali
rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi
che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU,
discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità
dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova
propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare,
anche le certificazioni dei medici curanti.

 

                                         Trattandosi invece di
perizie affidate dagli assicuratori sociali, durante la procedura
amministrativa, a medici esterni all’amministrazione o a servizi specializzati
indipendenti, esse godono di piena forza probatoria, a condizione che non
esistano indizi concreti che ne mettano in dubbio l’affidabilità (cfr. STF
8C_862/2014 del 2 aprile 2015 consid. 3.2 e riferimenti ivi citati). 

 

                                         Per quel che concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante
è che esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami
approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata,
che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella
presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano
motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352;
RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160 ss.,
consid. 1c e riferimenti). 

                                         L'elemento
rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo
di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma
semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                         È infine utile osservare che
se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli si
fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia,
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come
farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è l’opinione
più adeguata (cfr. STFA I 811/03 del 31 gennaio 2005, consid. 5 in fine; STFA I
673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV Nr. 10 p. 35 consid. 4b).

 

                               2.9.   Chiamato a
pronunciarsi nel caso di specie, attentamente vagliata la documentazione
presente all'inserto, questo Tribunale non ha valide ragioni per scostarsi
dall'apprezzamento espresso dal dott. __________, secondo il quale, da una
parte, l’insorgente ha ritrovato a far tempo dal 1° luglio 2016 lo status
quo ante a margine dell’evento traumatico assicurato e, d’altra parte, la
problematica interessante la spalla destra, annunciata all’assicuratore nel
corso del mese di agosto 2016, non costituisce una conseguenza naturale del
sinistro in discussione. 

 

                                         Questa Corte constata innanzitutto
che il ricorrente non contesta il fatto che, trattandosi della nota frattura
costale, a decorrere dal 1° luglio 2016, allorquando è stato in grado di
riprendere la propria attività lavorativa a tempo pieno.

 

                                         Il TCA rileva pure che,
secondo il dott. __________, i disturbi alla spalla destra sarebbero insorti
immediatamente dopo l’evento infortunistico, in occasione del quale
l’assicurato avrebbe riportato un trauma distorsivo/contusivo anche a quella
parte del corpo. Proprio su tale base il ricorrente contesta la fondatezza
della posizione assunta dall’amministrazione (cfr. doc. ZM 18 e doc. I). 

                                         Al riguardo, occorre
tuttavia rilevare che quanto sostenuto dal medico curante specialista, facendo
affidamento sulle dichiarazioni del proprio paziente, non trova affatto conferma
nelle carte processuali. In effetti, dalla pregressa documentazione – quindi
dall’annuncio d’infortunio (“Giocando ad una partita di calcio ho subito una
pallonata nel costato destro procurandomi un forte dolore”), dai referti
dell’Ospedale di __________, come pure dalle certificazioni del medico curante
(cfr. doc. Z 1 e doc. ZM 2 – ZM 12) -, non risulta che la spalla destra sarebbe
stata in qualche modo coinvolta nell’infortunio, né che l’insorgente avrebbe
denunciato disturbi a quel livello immediatamente dopo il sinistro. Il primo
documento in cui si fa riferimento alla spalla destra è la certificazione del
16 agosto 2016 della dott.ssa __________ (cfr. doc. ZM 13: “…, è affetto da
algie spalla dx, in esiti di frattura costale VI emitorace dx”),
rispettivamente, per quanto attiene alla dinamica dell’evento, la dichiarazione
2 settembre 2016 dell’assicurato stesso (doc. ZM 16: “…, ho preso una pallonata
alla costola e mentre mi accasciavo a terra, mi sono fatto male alla spalla
(…).”). 

                                         In questo contesto, è
utile segnalare che, secondo la giurisprudenza federale, una particolare
importanza va attribuita alle certificazioni mediche allestite nella fase che
segue immediatamente l'infortunio. Descrizioni retrospettive della
sintomatologia iniziale possono essere dichiarate inaffidabili (cfr. STFA U
57/03 del 22 dicembre 2003 consid. 3.2.2, in cui il TFA ha dichiarato privi di
valore probatorio, per quanto concerne la questione della causalità, dei
referti medici basati in prevalenza su una descrizione retrospettiva del
decorso dei disturbi fornita dalla paziente medesima; in questo senso, si veda
pure la STCA 35.2012.10 del 7 agosto 2013 consid. 2.10., confermata con la STF
8C_632/2013 del 18 febbraio 2014).

                                         In ossequio ai principi
giurisprudenziali appena citati, secondo questo Tribunale, non può quindi
essere attribuita sufficiente forza probatoria al rapporto del dott. __________,
il quale ha acriticamente ripreso le dichiarazioni del suo paziente. 

 

                                         In esito a quanto precede,
non è dimostrato, perlomeno secondo il criterio della verosimiglianza
preponderante, caratteristico del settore della sicurezza sociale (cfr. DTF 125
V 195 consid. 2 e riferimenti; cfr., pure,
Ghélèw, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 320 e A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo
2003, p. 343), che il danno alla spalla destra costituisca una conseguenza
naturale dell’infortunio occorso in data 1° aprile 2016, di modo che
l’assicuratore resistente era legittimato a negare le relative sue prestazioni.

 

                                         Alla luce di tutta la
documentazione a disposizione, il TCA considera più verosimile la circostanza
che l’esacerbazione dello stato della spalla destra, già oggetto di un
intervento artroscopico di ricostruzione della cuffia dei rotatori nel giugno
2014, sia stata provocata dall’attività lavorativa – definita inadeguata dallo
stesso assicurato (cfr. doc. ZM 16) - da lui svolta a far tempo dal 1° luglio
2016. 

 

                                         Per quanto concerne la
pretesa ricorsuale tendente al riconoscimento di un’IMI, essa si rivela già a
prima vista infondata nella misura in cui è stato accertato che a far tempo dal
1° luglio 2016, RI 1 non presenta più alcun postumo dell’evento traumatico
assicurato. 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti