# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fb14ff0f-f371-5584-a767-4ad1c40899bf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-09-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.09.2014 32.2013.201
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2013-201_2014-09-22.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2013.201

   

  LG/sc

  	
  Lugano

  22 settembre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Luca Giudici, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 15 novembre 2013 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 1° novembre 2013 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato nel 1972, da
ultimo attivo in qualità di pittore presso la __________, in data 4 aprile 2008 ha presentato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti per le sequele
degli infortuni del 1° marzo 2007 e del 22 settembre 2007 (duplice trauma
contusivo alla spalla sinistra) (doc. AI 2-1/5, 20-1, doc. LAINF 2-1, 52-1).

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medici ed economici del caso, l’Ufficio AI con la decisione del 1° novembre
2013 (doc. AI 120-1), preavvisata con il progetto dell’8 agosto 2012 (doc. AI
90-1), ha attribuito all’assicurato una rendita intera limitatamente al periodo
di tempo compreso tra il 1° marzo 2008 e il 31 luglio 2012.

 

                               1.3.   Contro questa decisione
l’assicurato, patrocinato dall’avv. RA 1 dello Studio legale RA 1, ha inoltrato
un tempestivo ricorso al TCA postulando in via principale l’annullamento della
decisione impugnata e il rinvio degli atti all’amministrazione per ulteriori
accertamenti medici, mentre in via subordinata il riconoscimento di un grado
d’invalidità almeno del 27,53% con obbligo dell’Ufficio AI di applicare dei provvedimenti
professionali (doc. I).

 

                                         L’insorgente ha contestato
la valutazione medica svolta dall’Ufficio AI che avrebbe emesso la decisione
impugnata senza attendere la conclusione degli accertamenti medici, cui RI 1 si
è nel frattempo sottoposto in ambito LAINF (doc. I, pag. 4).

 

                                         Il ricorrente ha quindi
contestato la determinazione del grado d’invalidità dopo il 1° agosto 2012. In particolare, egli ha censurato l’importo del reddito da valido calcolato dall’amministrazione
ritenendo corretta l’applicazione di un salario orario di fr. 28.40 nel 2008 da
moltiplicare per 2088 ore, come stabilito dal contratto collettivo di categoria.
Egli ha poi contestato la mancata presa in considerazione – da parte dell’UAI –
del gap salariale (doc. I, pag. 5).

 

                                         Per quanto concerne il
reddito da invalido, l’insorgente ha contestato la riduzione percentuale
dell’8% applicata dall’UAI e postulato una riduzione del 15% ritenuta più
adeguata (doc. I, pag. 5).

                                         

                               1.4.   In risposta l’Ufficio AI ha
confermato la decisione impugnata sulla base degli accertamenti medici svolti
in ambito LAINF (rapporto del 17 aprile 2012 sulla visita medica di chiusura
del Dr. __________) e sull’aggiornamento atti richiesto successivamente e
sottoposto al vaglio del SMR (doc. VI+1/4).

 

                                         Dal punto di vista
economico, l’UAI ha specificato che l’anno di riferimento per il raffronto dei
redditi è il 2012. Per quanto riguarda l’importo del reddito da valido l’UAI ha
aggiornato al 2012 il salario percepito dall’assicurato nel nel 2007 giungendo
ad un importo di fr. 60'993.-- (doc. VI+1/4).

 

 

                                         A mente dell’UAI non è
giustificato l’applicazione del gap salariale, in quanto l’assicurato “si
è accontentato di una retribuzione inferiore” (doc. VI+1/4).

 

                                         In merito alla riduzione
percentuale dal reddito da invalido l’UAI ha concluso che anche volendo
applicare il 10% per attività leggere non si otterrebbe comunque un grado
d’invalidità pensionabile, mentre quella del 15% risulta troppo elevata “non
essendoci altri fattori di riduzione entranti in linea di conto” (doc.
VI+1/4).

 

                               1.5.   In data 12 febbraio 2014
l’avv. RA 1 ha chiesto a questa Corte una copia degli atti LAINF da doc. 197 a 222 (doc. XI).

 

                               1.6.   Il TCA – il 12 febbraio 2014
– ha inviato al rappresentante dell’assicurato copia dei documenti richiesti
(doc. XII)

 

                               1.7.   Con lo scritto del 20
febbraio 2014 il patrocinatore del ricorrente ha contestato quelli che – a suo
dire – sono nuovi fatti e contestazioni mai sollevate prima contro l’insorgente
(doc. XIII). 

 

                                         Egli ha censurato la
valutazione del Dr. __________ del SMR che non ha considerato la necessità
delle sedute di agopuntura per l’assicurato. Secondo l’avv. RA 1 l’inabilità al
lavoro di RI 1 è aumentata a livello neurologico. Egli ha fatto riferimento al
rapporto del 25 giugno 2013 del Dr. __________ che non ha escluso “un esito
da plessopatia brachiale” ed ha postulato un complemento peritale, oltre
che l’audizione della Dr.ssa __________ per determinare l’importanza delle
sedute di agopuntura (doc. XIII).

 

                                         Per quanto riguarda
l’aspetto economico, l’insorgente ha ribadito le proprie argomentazioni sull’importo
del reddito da valido, nonché quelle sul reddito da invalido e il gap
salariale, in particolare contestando che RI 1 si sarebbe accontentato di un
salario modesto (doc. XIII).

 

                                         Il doc. XIII è
stato inviato all’UAI per osservazioni (doc. XIV)

 

                               1.8.   Nelle osservazioni del 14
marzo 2014 l’UAI ha confermato le proprie conclusioni sia dal profilo medico
che da quello economico rilevando, per quanto riguarda la richiesta di
provvedimenti professionali, che l’assicurato ha ritenuto troppo impegnativa e
non adeguata alla sua situazione la possibilità di una riqualifica (doc. XV).

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF  9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel merito 

 

                               2.2.   Secondo l'art. 8 cpv. 1 LAI
gli assicurati invalidi o direttamente minacciati d'invalidità hanno diritto ai
provvedimenti d'integrazione necessari e atti a ripristinare, migliorare,
conservare o avvalorare la capacità di guadagno. Per stabilire tale diritto
deve essere considerata tutta la durata di lavoro prevedibile.

                                         Fra i provvedimenti d'integrazione
concessi in virtù della LAI sono previsti pure i provvedimenti professionali
(art. 8 cpv. 3 lett. b LAI), che comprendono l'orientamento professionale (art.
15 LAI), la prima formazione professionale (art. 16 LAI), la riformazione
professionale (art. 17 LAI) ed il collocamento (art. 18 cpv. 1 LAI).

 

                               2.3.   L’art. 17 LAI prevede in
particolare che:

 

" L’assicurato
ha diritto alla formazione in una nuova attività lucrativa, se la sua invalidità
esige la riformazione professionale e se con questa la capacità al guadagno
possa essere presumibilmente conservata o migliorata, in misura essenziale."

 

                                         Invalido ai sensi di
questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della gravità del
danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione professionale, una
perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110 consid. 2b;

AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).

                                         Ai sensi dell’art. 6 cpv.
1 OAI

 

" per riformazione professionale vanno intesi i provvedimenti di
formazione necessari a mantenere o migliorare sensibilmente la capacità di
guadagno al termine della prima formazione professionale o dopo l’inizio di
un’attività lucrativa senza previa formazione professionale a causa
dell’invalidità." 

 

                                         Con
riformazione professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme
delle misure reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente
un'opportunità di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta
dalla vecchia attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite
del possibile, la capacità di guadagno (Pratique VSI 2000 pag. 27 consid. 2a; DTF 124 V 110 consid. 2a; DTF 122 V 79 consid. 3b/bb; RCC pag.
495 consid. 2a). 

                                         L'assicurato ha in
particolare diritto alla formazione completa, che appare necessaria nel suo
caso per mantenere o migliorare in maniera essenziale la sua capacità di
guadagno (AHI 1997 pag. 85; STFA non pubbl. del 21 luglio 1995 in re F. consid. 2b). 

                                         Una formazione non può
quindi essere interrotta anticipatamente se, tenuto conto del principio della
proporzionalità, il successo prevedibile dei provvedimenti d’integrazione
appare ancora raggiungibile (RDAT I 1998 pag. 295 consid. 1b;
Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag.
131).

                                         Secondo
la giurisprudenza, infine, l'assicurato sottopostosi a carico
dell'assicurazione per l'invalidità a provvedimenti d'integrazione professionale
ha diritto a provvedimenti completivi nel caso in cui la reintegrazione
effettuata non gli consenta di percepire un reddito adeguato e se egli solo con
tali provvedimenti supplementari possa essere in grado di conseguire un
guadagno parificabile a quello che avrebbe potuto percepire senza invalidità
nella sua precedente attività. Il diritto a detti provvedimenti completivi non
esige che sia raggiunta la soglia di rilevanza (perdita di guadagno del 20%:
DTF 124 V 110 consid. 2b) richiesta per aver diritto ai provvedimenti d'integrazione
professionale (STFA inedita 20 luglio 2002 nella causa C, I 237/00; Pratique
VSI 2000 31 consid. 2 e 32 consid. 3b, RDAT I 1998 pag. 294; RCC 1978 pag. 527e
STFA 1967 pag. 108).

 

                               2.4.   Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI
in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).

 

                                         L’art. 28 cpv. 1 LAI, in
vigore sino al 31 dicembre 2007, prescrive che gli assicurati hanno diritto ad
una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se
sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al
50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. 

                                         Questa
graduazione è stata ripresa all’art. 28 cpv. 2 LAI in vigore dal 1° gennaio
2008.

 

                                         Ai sensi dell'art. 16 LPGA
il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività
lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del
lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto
conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità
dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito
ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che
avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC
1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere
calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR
1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313). 

                                         

                                         Al
proposito va infine ancora rilevato che, secondo la giurisprudenza del
TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al
momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido
e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la
valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone
intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA,
decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita
(DTF 129 V 222, cfr. anche cfr.
STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio
2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002
nella causa L consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto
2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno
2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).

 

                               2.5.   Per costante
giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce una
rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime per
un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le regole sulla
revisione di decisioni amministrative (cfr. DTF 131 V 164; DTF 131 V 120; DTF
125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa K., I
597/04; STFA del 27 dicembre 2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19 ottobre
2005 nella causa F., I 38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K., 12/04;
STFA del 24 febbraio 2005 nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno 2004
nella causa T., I 299/03). 

 

                                         Al riguardo cfr. STCA
32.2005.83 del 20 febbraio 2006, massimata in RtiD II-2006 N. 39 pag. 182.

 

                               2.6.   L’art. 17 cpv. 1 LPGA
stabilisce che:

 

" Se il
grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole
modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente
o soppressa, d’ufficio o su richiesta."

 

I principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di
rendite sotto il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a
proposito dell’art. 17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

 

                                         Una
diversa valutazione di uno stato di fatto rimasto invariato ed inizialmente
approfonditamente esaminato non costituisce né un caso di revisione, né un caso
di riconsiderazione (cfr. STFA I 8/04 del 12 ottobre 2005 pubblicata in
plaidoyer 1/06, pag. 64-65).

 

                               2.7.   Per poter
graduare l'invalidità, l'amministrazione (o il giudice in caso di ricorso) deve
disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente
da altri specialisti.

                                         Il
compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute,
nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al
lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare
quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (STF
9C_13/2007 del 31 marzo 2008; DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente professionale,
avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali attività professionali
siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).

                                         Quanto alla valenza
probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti
siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su
esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che
sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la
descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito
siano ben motivate. 

                                         Determinante quindi per
stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo
di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF
8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01
e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid.
1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM
1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF
122 V 160 in fine con rinvii).

 

                                         In caso di
perizia giudiziaria, il giudice - di regola - non si scosta, senza
motivi imperativi dalle conclusioni del perito medico, il cui ruolo consiste,
appunto, nella messa a disposizione della giustizia della propria scienza medica
per fornire un'interpretazione scientifica dei fatti considerati (DTF 125 V 352
consid. 3b/aa e riferimenti ivi menzionati). 

                                         Il giudice può
disattendere le conclusioni del perito giudiziario nel caso in cui il rapporto
peritale contenesse delle contraddizioni oppure sulla base di una controperizia
richiesta dal medesimo tribunale, che porti a un diverso risultato (DTF 101 IV
130).

 

                                         Il giudice può scostarsene
anche nel caso in cui, fondan­dosi sulla diversa opinione di altri esperti,
ritiene di avere sufficienti motivi per mettere in dubbio l'esattezza della perizia
giudiziaria.

                                         Questi principi sono stati
confermati in una sentenza 8C_104/2007 del 28 marzo 2008 nella quale il
Tribunale federale ha sottolineato che:

 

" Per quanto
concerne in particolare le perizie giudiziarie la giurisprudenza ha statuito
che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli
esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le
proprie conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista medico, una
certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice a non fondarsi su un
tale referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie nella
perizia stessa oppure l'esistenza di altri rapporti in grado di inficiarne la
concludenza. In tale evenienza, la Corte giudicante può disporre una
superperizia oppure scostarsi, senza necessità di ulteriori complementi, dalle
conclusioni del referto peritale giudiziario (DTF 125 V 351 consid. 3b/aa pag.
353 e riferimenti)." 

 

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998
IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).

 

                                         In
una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però
ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire
delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie.
In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha
statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione
degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale
le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una
certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale
referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per
farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA
I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U
329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA
I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                         In una sentenza di
principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V 210, il Tribunale
federale ha preso posizione sulle critiche della giurisprudenza federale
relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi di accertamento medico
(SAM; Art. 72 bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità alla CEDU e alla
Costituzione, formulate soprattutto nel parere del Prof. Dr. iur. Jörg Paul
Müller e del Dr. iur. Johannes Reich dell’11 febbraio 2010.

                                         L’Alta Corte è arrivata
alla conclusione che l’acquisizione delle basi mediche per poter emettere una
decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i SAM
nell’assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle
procedure giudiziarie é di per sé conforme alla Costituzione e alla Convenzione
(consid. 2.1-2.3). D’altra parte il Tribunale federale ha riconosciuto che
attraverso tali perizie vengono messe in pericolo in modo latente le garanzie
procedurali, visto il potenziale di ricavi dell’attività dei SAM nei confronti
dell’assicurazione invalidità e con ciò anche della loro dipendenza economica
(consid. 2.4). La nostra Massima Istanza ha perciò ritenuto necessario adottare
dei correttivi:

                                         (a livello amministrativo)

                                         - assegnazione a caso dei
mandati di perizia ai SAM (consid. 3.1),

                                         - differenze minime delle
tariffe della perizia (consid. 3.2),

                                         - miglioramento e
uniformizzazione dei criteri di qualità e di controllo (consid. 3.3),

                                         - rafforzamento dei
diritti di partecipazione:

                                         -- in caso di divergenze
l’amministrazione deve ordinare la perizia attraverso una decisione incidentale
impugnabile davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni o al Tribunale
federale amministrativo (consid. 3.4.2.6; cambiamento della giurisprudenza
secondo DTF 132 V 93);

                                         -- alla persona assicurata
spettano precedentemente i diritti di partecipazione alla procedura (ad
esempio: quello di esprimersi sui quesiti peritali; consid. 3.4.2.9;
cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 133 V 446); 

                                         (a livello dell’autorità
giudiziaria di prima istanza)

                                         In caso di accertata
necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il Tribunale
federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una perizia
medica (consid. 4.4.1.3 e 4.4.1.4; cambiamento della giurisprudenza secondo DLA
1997 

                                         Nr. 18 p. 85, C 85/95 consid. 5d con riferimenti, sentenza H 355/99 del 11 aprile 2000 consid. 3b), i cui costi
sono posti a carico dell’assicurazione invalidità (consid. 4.4.2).

 

                                         Infine, il Tribunale
federale ha concluso che le perizie raccolte secondo il vecchio standard
processuale non perdono di per sé il loro valore probatorio. Piuttosto si dovrà
decidere nel contesto dell’esame del singolo caso, alla luce delle sue
specifiche caratteristiche e delle critiche sollevate nel ricorso, se il fatto
di fondarsi esclusivamente sui mezzi di prova disponibili per prendere la
decisione impugnata è o no conforme al diritto federale (consid. 6). (Sul tema
cfr. STF 9C_120/2011 del 25 luglio 2011).

 

Per quel che riguarda
i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il
giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia
esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in
favore del suo paziente (STF 8C_947/2011 del 27 gennaio 2012; 8C_5/2011 del 27
giugno 2011; 8C_790/2010 del 15 febbraio 2011; 8C_828/2007 del 23 aprile 2008;
DTF 125 V 353 consid. 3a)cc);
Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht,
Zurigo 1997, pag. 230).

 

                                         Al riguardo la giurisprudenza federale
sottolinea costantemente che occorre tenere conto della differenza, a livello
probatorio, tra mandato di cura e mandato peritale (cfr. STF 9C_697/2013 del 15
novembre 2013 consid. 3.2.; 9C_721/2012 del 24 ottobre 2012 consid. 4.4.
con riferimenti; 9C_457/2012 del 28 agosto 2012, consid. 6.2.).

                                         Infine, va ricordato che
se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25
aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                               2.8.   Nella decisione
del 1° novembre 2013, l’Ufficio AI ha attribuito all’assicurato una
rendita intera di invalidità dal 1° marzo 2008 al 31 luglio 2012 (tre mesi dopo
la visita medica di chiusura __________), sopprimendola poi a partire dal 1° agosto
2012, ritenuto che dalla valutazione del Dr. __________, seguita da un
raffronto dei redditi, è emerso che l’interessato non presenta un grado di
invalidità pensionabile dopo tale data (5%).

 

                                         Il TCA è, quindi, ora
chiamato a valutare, alla luce di quanto esposto ai considerandi 2.5. e 2.6.,
se l’UAI ha correttamente o meno soppresso la rendita spettante a RI 1 a fare
tempo dal 1° agosto 2012 e negato l’applicazione di provvedimenti
professionali.

 

                               2.9.   La nozione di invalidità in ambito
AI coincide di massima con quella vigente in materia LAINF (e di assicurazione
militare), motivo per cui la determinazione della stessa, anche se viene
apprezzata indipendentemente dal singolo assicuratore sociale, addebitabile ad
un medesimo danno alla salute, conduce in via generale ad un uguale tasso (DTF 127
V 135, 126 V 291, 119 V 470 consid. 2b con riferimenti). Il TFA ha quindi
ribadito la funzione coordinatrice del concetto unitario dell’invalidità nei
diversi settori delle assicurazioni sociali. Questo per evitare che, in
presenza della medesima fattispecie, diversi assicuratori apprezzino in modo
differente il grado d’incapacità al guadagno (DTF 131 V 120). 

                                         Ciononostante, il singolo
assicuratore non è tenuto ad assumere automaticamente il grado d’invalidità
fissato da un altro assicuratore senza predisporre i propri accertamenti,
dall’altra parte esso non può determinare il tasso dell’incapacità al guadagno
totalmente indipendentemente da quanto già deciso da un altro assicuratore sociale,
non essendo tuttavia escluse delle differenti valutazioni (DTF 127 V 135; 126 V
292, 119 V 471). 

                                         In tal senso, in una
sentenza del 26 luglio 2000, pubblicata in DTF 126 V 128ss (cfr. anche Pratique
VSI 2001 pp. 79ss), l’Alta Corte ha avuto modo di precisare che quando un
infortunio è l'unica causa dell'invalidità, l'AI deve in linea di principio
attenersi alla valutazione dell'invalidità cresciuta in giudicato in ambito
LAINF. Solo in casi eccezionali, in presenza di motivi pertinenti, può essere determinato
un diverso grado d'invalidità, ritenuto che una valutazione diversa non
basterebbe, neppure se fosse sostenibile o persino equivalente (DTF 131 V 123).

                                         In una decisione U183/98
dell'8 luglio 1999, il TFA ha stabilito che l'assicuratore infortuni non deve
scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore AI, fintanto che quest'ultimo si
fonda su un'istruzione approfondita, sia dal profilo medico che dal punto di
vista professionale. Infine, gli organi dell'assicurazione invalidità non sono
vincolati e devono scostarsi dalla valutazione dall’assicuratore infortuni,
allorquando, ad esempio, quest'ultimo abbia tralasciato di operare un raffronto
dei redditi (AHI-Praxis 1998 p. 170).

 

L'aspetto del coordinamento è in seguito stato relativizzato in
successive sentenze nelle quali il Tribunale federale ha ritenuto non
vincolante la valutazione dell'invalidità da parte dell'assicurazione infortuni
o dell'assicurazione invalidità per l'altro assicuratore (DTF 131 V 362; VSI
2004 pag. 182 consid. 4.3 pag. 186 [I 564/02]; cfr. inoltre pure la sentenza U 148/06 del 28 agosto 2007, consid. 6, pubblicata in DTF 133 V 549).

                                         L’Alta Corte ha infatti
statuito che l'assicuratore infortuni non è legittimato ad opporsi a una decisione
o a ricorrere contro una decisione su opposizione dell'Ufficio AI riguardante
il diritto alla rendita in quanto tale o il grado d'invalidità, e la
valutazione dell'invalidità dell'assicurazione per l'invalidità non esplica
effetti vincolanti nei suoi confronti (DTF 131 V 367 consid. 2.2.). 

                                         Il medesimo principio vale
anche nei confronti dell’Ufficio AI con riferimento alla valutazione effettuata
dall’assicuratore infortuni (STF U 148/2006 del 28 agosto 2007, pubblicata in DTF
133 V 549).

 

                                         Successivamente il
Tribunale federale ha ancora ribadito che, l’assicurazione per l’invalidità non
è vincolata alla valutazione dell’invalidità dell’assicurazione contro gli
infortuni (cfr. STF 9C_529/2010 del 24 gennaio 2011; DTF 133 V 549 consid. 6).

 

                             2.10.   Nella valutazione medica di chiusura del 6 aprile
2012 (rapporto del 17 aprile 2012) il Dr. __________, spec. FMH in chirurgia
generale e della mano, ha posto la seguente diagnosi:

 

" (…)

Diagnosi:     stato da lesione del labbro glenoidale anteriore
della      spalla sinistra e reinserzione dello stesso per via                           artroscopica
il 12.07.2007 (caso 10.60364.07.5)

                    Stato da distorsione del rachide cervicale e
nuova         contusione della spalla sinistra su incidente della                            circolazione
del 22.09.2007 (caso 10.61635.07.2). 

                    Stato da artroscopia diagnostica e débridement
articolare         della spalla sinistra il 30.10.2008.

                    Nuova artroscopia alla spalla sinistra,
tenotomia del       tendine bicipite, ricostruzione della cuffia rotatoria                         tendine
sottoscapolare spalla sinistra al 12.03.2010.

                    Sull’infortunio della circolazione già citato
neuropatia     parziale del nervo ascellare sinistro.” (doc. LAINF 204-7).

 

                                         Il Dr. __________ ha
concluso che l’attività di pittore e imbianchino diplomato non è più ritenuta
esigibile. Per contro, in attività adeguate rispettose dei limiti funzionali
indicati, la capacità lavorativa è piena, nella misura massima possibile, a
partire dal 2 maggio 2012 (doc. LAINF 204-7).

 

                                         Nella concreta
fattispecie, chiamato a verificare se lo stato di salute del ricorrente è stato
accuratamente vagliato dall’UAI prima dell’emissione della decisione qui
impugnata, dopo attenta analisi della documentazione medica agli atti, questo
TCA non ha motivo per mettere in dubbio la valutazione effettuata in ambito
LAINF dal Dr. __________, da considerare dettagliata, approfondita e quindi
rispecchiante i parametri giurisprudenziali sopra ricordati (cfr. consid. 2.7.).

 

                                         Nelle osservazioni del 27
settembre 2012 (doc. AI 104-1) al progetto di decisione dell’8 agosto 2012
(doc. AI 90-1), l’insorgente ha prodotto il referto peritale del 17 settembre
2012 del PD Dr. __________ dell’__________ di __________, nel quale lo
specialista ha posto una diagnosi che non si scosta da quella del medico di
circondario dell’__________ e conclude indicando una piena abilità del paziente
in assenza di problemi strutturali (doc. LAINF 104-21+23).

 

                                         Nell’annotazione del 17
ottobre 2012 il Dr. __________ del SMR ha indicato che il referto peritale
dell’__________ non evidenzia una modifica dello stato di salute rispetto alla
visita medica di chiusura __________ (doc. AI 108-1).

 

                                         In sede ricorsuale l’avv. RA
1 ha criticato l’Ufficio AI che non avrebbe atteso l’esito degli accertamenti
medici ancora in atto in sede LAINF. Egli, in particolare, ha fatto riferimento
allo scritto dell’11 luglio 2013, con cui l’assicuratore infortuni ha trasmesso
al patrocinatore dell’assicurato il rapporto del neurologo Dr. __________,
informandolo di aver risottoposto la pratica all’esame del servizio medico dell__________
(doc. I, pag. 4, doc. C).

 

                                         Nella risposta del 23
gennaio 2014 l’UAI ha comunicato di aver provveduto ad aggiornare l’incarto
LAINF e di aver sottoposto la relativa documentazione medica al vaglio del SMR
(doc. VI+1/4).

 

                                         Nella valutazione
neurologica del 25 giugno 2013 il Dr. __________, vice-primario del Servizio di
neurologia dell’Ospedale Regionale di __________ ha concluso che lo studio
ENG-EMGrafico è normale e che non vi sono indizi elettrofisiologici per una
sindrome del tunnel carpale, una neuropatia compressiva del nervo ulnare al
gomito, una neuropatia del nervo ascellare o un aplessopatia brachiale a
sinistra. A mente del Dr. __________ “il paziente presenta un’asimmetria dei
riflessi osteotendinei a sfavore di sx, motivo per cui non si può escludere a
priori un esito da plessopatia brachiale sx post-traumatica molto leggera, non
più documentabile all’esame elettrofisiologico a distanza di 6 anni dall’evento
traumatico. Tale reperto comunque non è in grado di giustificare il dolore e
l’ipostenia alla spalla sx, che riconoscono a nostro avviso una causa
primariamente ortopedica locale” (doc. AI 220-2). 

                                         

                                         Il medico del SMR, Dr. __________,
nell’annotazione del 13 gennaio 2014, ha concluso che la valutazione neurologica del __________ “conferma l’assenza d’un danno neurologico” (doc.
VI+1).

 

                                         Nello scritto del 20
febbraio 2014 il ricorrente ha contestato la valutazione del Dr. __________,
ritenuta incompleta “siccome non considera la necessità delle sedute di
agopuntura” chiedendo a tal proposito un complemento peritale (doc. XIII).
Egli ha quindi  attirato l’attenzione sulla plessopatia riferita dal Dr. __________
(cfr. doc. AI 220-1, XIII).  

 

                                         Il ricorrente non ha
tuttavia supportato queste sue considerazioni con ulteriore documentazione
medica limitandosi a sollevare le questioni dell’agopuntura e dei possibili
esiti da plessopatia brachiale, che sono state tuttavia già valutate dal medico
del SMR nell’annotazione del 13 gennaio 2014 (doc. VI+1).

 

                                         Questa Corte ritiene
pertanto che lo stato di salute dell’assicurato, dal profilo somatico, sia
stato dettagliatamente ed approfonditamente vagliato sia dal Dr. __________
dell__________ che dal Dr. __________ del SMR.

 

                                         In conclusione,
rispecchiando la valutazione dell’__________ i criteri di affidabilità e
completezza richiesti dalla giurisprudenza (cfr. consid. 2.7.), alla stessa può
essere fatto riferimento. 

                                         Inoltre, richiamato
l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente
esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal
danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i
riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweiz. Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF
113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), è da
ritenere dimostrato, secondo il grado della
verosimiglianza preponderante abitualmente applicato nel settore delle
assicurazioni sociali, che l'assicurato è abile al lavoro al 100% in
attività adeguate dal 2 maggio 2012.

 

                             2.11.   Occorre ora esaminare le
conseguenze del danno alla salute subìto dal ricorrente dal profilo economico.

 

                                         Preliminarmente va
ricordato che, secondo la giurisprudenza, per il raffronto dei redditi fa stato
il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (cfr. DTF
129 V 222; cfr., pure, STFA del 26 giugno
2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01, del 3 febbraio 2003 nella causa R.,
I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, del 18 ottobre 2002 nella causa L.
consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e del 9 agosto 2002
nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr., inoltre, STFA del 13 giugno 2003
nella causa G. consid. 4.2, I 475/01), per cui sono determinanti,
come correttamente ritenuto dall’amministrazione, i dati del 2012 (la rendita è
stata soppressa a partire dal 1° agosto 2012).

 

                         2.11.1.   Per quel che concerne il reddito
da valido, l’UAI ha quantificato l’importo che l’assicurato avrebbe
potuto percepire da sano, sulla base dei dati forniti dal datore di lavoro, la __________,
ovvero di fr. 56'125.70 nel 2006, che l’amministrazione ha poi aggiornato a fr.
59'915.-- nel 2010 e a fr. 60'993.-- nel 2012 (cfr. doc. AI 5-1, 112-1, doc.
VI+1/4).

 

                                         L’insorgente ha contestato
questo calcolo. 

                                         A suo dire, il salario
dell’assicurato nel maggio 2007 corrispondeva a fr. 28.-- all’ora, mentre nel 2008 a fr. 28.40 all’ora, sulla base di un adeguamento annuo di fr. 0,40. 

                                         Il ricorrente ha, a questo
proposito, fatto riferimento alle distinte salariali del 2003, del 2005, del
2006 e del 2007 che farebbero stato di un aumento annuale “di almeno CH 0.40” (doc. AI 96-7 e segg.,
doc. XIII, pag. 3 e doc. D1/27), nonché all’annotazione della __________ sullo
scritto del 29 febbraio 2012 dell’__________, secondo cui il salario orario
fino al 30 aprile 2007 era di fr. 27.40 “dal 30.04.2007 al 31.12.2007
fr. 28.-- /ora” (doc. AI 199-1)

 

                                         Essendo, dunque, 2088 le
ore di lavoro nel 2008, secondo il Contratto collettivo di lavoro nel ramo
della pittura, verniciatura, tappezzeria e sabbiatura, il salario annuo in
quell’anno ammonterebbe a fr. 59'300.-- (28.40 x 2088) (doc. I, pag. 5).

                                         Considerando un aumento
annuale di fr. 0.40 annui, nel 2012 il salario del ricorrente risulterebbe di
fr. 30.40 all’ora / fr. 63'475.20 annui (doc. I, pag. 6).

 

                                         L’Ufficio AI ha contestato
l’importo indicato dall’insorgente facendo riferimento allo scritto del 1°
settembre 2012 della __________, in cui il datore di lavoro ha attestato un
salario orario di fr. 27.60 nel 2007 con un aumento negli anni successivi “di
circa 10 cts all’ora all’anno” (doc. AI 112-2).

 

                                         Effettivamente il dato
utilizzato per il calcolo del reddito da valido potrebbe rivelarsi non
corretto.

 

                                         Infatti, in primo luogo, l’importo
di fr. 56'125.70 del 2006 che emerge sia dal punto 2.12. del questionario del
datore di lavoro del 2 maggio 2008, sia dalla risposta della medesima ditta, in
data 22 gennaio 2013, alla domanda dell’Ufficio AI (doc. AI 109-1, 112-1),
oltre che dall’estratto conto individuale AVS (cfr. doc. VI3) indica il salario
lordo senza le indennità di malattia versate all’assicurato in
quell’anno. Si veda in particolare le distinte salariali dei mesi di aprile
2006 e dicembre 2006 (doc. LAINF 49-4, 49-12 e scheda doc. AI 96-17).

 

                                         In secondo luogo, se nello
scritto del 1° settembre 2012 la __________ ha indicato in termini piuttosto
vaghi che l’aumento annuale salariale “sarebbe di circa 10 cts. All’ora
all’anno” (doc. AI 112-1), nello scritto del 29 febbraio 2012 la medesima
ditta ha indicato con maggior precisione che il salario orario dal 30.04.2007
al 31.12.2007 era di fr. 28.-- /ora (doc. LAINF 199-1). Ciò che fa ritenere
maggiormente attendibile il dato proposto dall’avv. RA 1.

 

                                         In ogni modo la questione
può rimanere indecisa, in quanto come vedremo (cfr. consid. 2.14.) sia che
venga utilizzato il dato applicato dall’UAI (fr. 60'993.--) , sia quello
proposto dal ricorrente (fr. 63'475.20) la soluzione finale non cambia.

 

                          2.11.2.   Per quanto riguarda il reddito
da invalido, va ricordato che
lo stesso è determinato sulla base della situazione professionale concreta
dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa
e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante
dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario
sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).

                                         Se invece non esiste un siffatto
guadagno, in particolare perché l'assicurato non ha intrapreso una attività
lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da
valido nella determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai
rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica,
che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di
lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485
consid. 3b).

 

                                         Inoltre, va rilevato che,
secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della
particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non
possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in
lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello
medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul
salario teorico statistico. Il TFA ha precisato, al riguardo, come una
deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener
conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del
lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede
da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non
può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi
dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

 

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di
indicazioni economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla
tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita
dall’Ufficio federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella
TA13, che riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV
nr. 17, STFA I 222/04 del 5 settembre 2006). 

                                         In
una sentenza del 7 aprile 2008 (32.2007.165) questa Corte, fondandosi sulla
sentenza U 8/7 del 20 febbraio 2008, ha stabilito che “(…) quando il salario
da valido conseguito in Ticino in una determinata professione è inferiore al
salario medio nazionale in quella stessa professione, anche il reddito da
invalido va ridotto nella medesima percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti,
art.cit., in RtiD II-2006 pag. 311 seg., in particolare pag. 326-327) (…)”.

 

                                         In un’altra sentenza
8C_399/2007 del 23 aprile 2008 al consid. 6.2 il TF ha lasciato aperta la
questione a sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso in cui il valore
fosse chiaramente sotto la media (“deutliche Abweichung”). Tale è di
regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV no. 12 pag. 45
consid. 6.2; dell’8% nella sentenza U 463/06 del 20 novembre 2007).

 

                                         La questione è stata
definitivamente risolta dalla nostra Massima Istanza, la quale nella sentenza
8C_44/2009 del 3 giugno 2009, pubblicata in DTF 135 V 297, ha ricordato che:

 

" 3.3 In una recente sentenza 8C_652/2008 dell'8 maggio 2009 (ndr: cfr. DTF 135 V 297), il
Tribunale federale, precisando la propria giurisprudenza, ha stabilito che
quando il reddito effettivamente conseguito differisce di almeno il 5% rispetto
al salario statistico riconosciuto nel corrispondente settore economico, esso
deve essere considerato considerevolmente inferiore alla media nel senso della
DTF 134 V 322 e può - in caso di adempimento degli altri presupposti -
giustificare un parallelismo dei redditi di raffronto (consid. 6.1.2). A questo
parallelismo si procederà però soltanto limitatamente alla parte percentuale
eccedente la soglia determinante del 5% (consid. 6.1.3). Questa Corte ha nella
stessa sentenza confermato che i fattori estranei all'invalidità di cui si
dovesse già aver tenuto conto con il parallelismo non possono essere presi in
considerazione una seconda volta nell'ambito della deduzione per circostanze
personali e professionali." 

 

                                         Utilizzando
i dati forniti da questa tabella, l’assicurato, svolgendo nel 2010 una
professione che presuppone qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a
proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr.
RAMI 2001 U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto
realizzare, in media, un salario mensile lordo pari a fr. 4’901.--.

                                         Riportando questo dato su
41.7 ore (cfr. tab. B 10.3, pubblicata in La Vie
économique, 6-2014, p. 85), esso ammonta a fr. 5'109.29 mensili
oppure a fr. 61'311.50 per l'intero anno (fr. 5'109.29 x 12).

 

                                         Dopo adeguamento
all'indice dei salari nominali ("Nominallohnindex" - cfr. DTF
126 V 81 consid. 7a e STCA del 20 febbraio 2001 nella causa R.), si ottiene,
per il 2012 (cfr. tab. B 10.3, pubblicata in La Vie économique, 6-2014,
p. 85), un reddito mensile di fr. 5'199.60 oppure di fr. 62'395.15 per l'intero
anno (fr. 5'199.60.12 x 12).

 

                                         Nella decisione impugnata,
l’Ufficio AI non ha applicato il gap salariale, in quanto ha ritenuto
che l’assicurato si è accontentato di una retribuzione inferiore (doc. VI+1/4).

 

                                         L’insorgente, per contro,
ha contestato questa argomentazione (doc. XIII).

 

                                         Anche tale questione può
rimanere indecisa, in quanto come vedremo (cfr. consid. 2.14.), anche
applicando il gap salariale il risultato finale non muta.

                                      

                                         L’assicurato, quale pittore
alla __________, avrebbe guadagnato nel 2012, secondo il dato dell’UAI, fr. 60'993.--
/ anno per un’occupazione a tempo pieno (cfr. consid. 2.11.1.). Tale reddito si
situa, per ragioni estranee all’invalidità, sotto la media dei salari svizzeri
per un’attività equivalente (cioè fr. 70'772.25, cfr. Tabella TA1 p.to 43 “Lavori
di costruzione specializzati”, livello di qualifica 3, in quanto l’insorgente al termine della formazione professionale ha conseguito l’attestato
federale di capacità (AFC) (doc. AI 22-2), fr. 5’559.-- X 12 mesi = 66’708.-- riportato su 41.7 = 69'543.10 e aggiornato
al 2012).

 

                                         Se
si riduce il reddito statistico da invalido, in applicazione della
giurisprudenza di cui alla 8C_44/2009 del 3 giugno 2009, della percentuale
dell’8,8% (parte percentuale eccedente la soglia determinante del 5%) si
ottiene un importo di fr. 56'904.35.

                                         

                                         L’assicurato, quale pittore
alla __________, avrebbe guadagnato nel 2012, secondo il dato dell’avv. RA 1o,
fr. 63'475.20 / anno per un’occupazione a tempo pieno (cfr. consid. 2.11.1.). Tale
reddito si situa, per ragioni estranee all’invalidità, sotto la media dei salari
svizzeri per un’attività equivalente (cioè fr. 70'772.25, cfr. Tabella TA1 p.to
43 “Lavori di costruzione specializzati”, livello di qualifica 3, in quanto l’insorgente al termine della formazione professionale ha conseguito l’attestato
federale di capacità (AFC) (doc. AI 22-2), fr. 5’559.-- X 12 mesi = 66’708.-- riportato su 41.7 = 69'543.10 e aggiornato
al 2012).

 

                                         Se si riduce il reddito statistico da invalido, in
applicazione della giurisprudenza di cui alla 8C_44/2009 del 3 giugno 2009,
della percentuale del 5,3% (parte percentuale eccedente la soglia determinante
del 5%) si ottiene un importo di fr. 59'088.20.

 

                             2.12.   In
ossequio alla giurisprudenza federale, occorre, in seguito, esaminare le
circostanze specifiche del caso concreto (limitazione addebitabile al danno
alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora,
grado d'occupazione, cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/bb) e, se del caso, procedere
ad una riduzione percentuale del salario statistico medio. La riduzione massima
consentita ammonta al 25%, percentuale che consente "… di tener conto
delle varie particolarità che possono influire sul reddito del lavoro"
(cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

                                         In una sentenza del 25
luglio 2005 nella causa J., I 147/05, consid. 2, il TFA ha proceduto ad una
riduzione del 15% sul reddito statistico da invalido, trattandosi di un
assicurato straniero, nato nel 1953 e al beneficio di un permesso di domicilio,
che, a causa del danno alla salute, era stato giudicato in grado di svolgere un’attività
adeguata in misura del 60%.

                                         La nostra Corte federale ha ritenuto suscettibili di incidere sul livello di reddito ancora
conseguibile dall’assicurato, gli impedimenti funzionali derivanti dal danno
alla salute (10%), così come il fatto di poter lavorare soltanto a tempo
parziale (5%).

 

                                         In
un’altra pronunzia del 25 luglio 2005 nella causa Y., U 420/04, consid. 2 -
riguardante un assicurato straniero, nato nel 1961 e al beneficio di un
permesso di domicilio, totalmente abile in attività lavorative leggere da un
profilo dell’impegno fisico - lo stesso TFA ha nuovamente applicato una
decurtazione del 15%. 

 

                                         In
una sentenza 35.2004.104 del 25 aprile 2005, il TCA ha fornito alcune
indicazioni circa le modalità secondo le quali deve essere applicata la
riduzione percentuale sul reddito statistico da invalido, argomentando:

 

" Su
quest’ultimo punto, il TCA ha attentamente esaminato alcune recenti sentenze
federali e ne ha ricavato l’impressione di una prassi non sempre coerente.

A titolo di esempio, in una sentenza del 14 febbraio 2005 nella
causa T., I 594/04, consid. 2.3, il TFA ha indicato che l’età dell’assicurato
(47 anni al momento del rilascio della decisione impugnata) non rappresentava
un fattore di riduzione, stabilendo inoltre che i lavoratori ausiliari, su un
mercato equilibrato del lavoro, vengono richiesti a prescindere dalla loro età
e quindi che, in queste attività, l’età di per sé non influisce sul livello
retributivo. 

Per conto, in una pronunzia del 20 gennaio 2005 nella causa R., I
138/04, consid. 4.3., la stessa Alta Corte federale ha applicato una riduzione
sul reddito statistico da invalido, trattandosi di un assicurato di 35 anni,
dichiarato completamente abile in attività semplici e ripetitive nel settore
dei servizi, “en regard de l’âge de l’assuré et des limitations
résultant de l’atteinte à sa santé” (la sottolineatura è del redattore). 

 

In un’altra sentenza del 23 febbraio 2004 nella causa M., B 67/04,
consid. 3.3.2 - concernente un assicurato di 54 anni al beneficio di un permesso
di domicilio - l’Alta Corte non ha ritenuto che l’età costituisse un fattore di
riduzione. 

Del resto, con riferimento all’art. 28 cpv. 4 OAINF (cfr. consid.
2.4.), la giurisprudenza federale ha stabilito che questa disposizione torna
applicabile agli assicurati che, alla data di inizio della rendita di
invalidità, hanno un’età attorno ai 60 anni (cfr. DTF 123 V 419 consid. 1b; SVR
1995 UV 35, p. 105 consid. 2b). 

 

Al fine di garantire l’uguaglianza di trattamento fra assicurati
(circa la necessità di introdurre dei criteri obiettivi allo scopo di evitare
disparità di trattamento, cfr. DTF 123 V 104 consid. 3e, DTF 115 V 138ss.
consid. 6-7, 405ss., consid. 4-6; STFA del 24 febbraio 2005 nella causa S., U
80/04, consid. 4.2.1), questo Tribunale – chiamato peraltro, in talune
circostanze, a direttamente quantificare la riduzione percentuale (cfr., ad
esempio, la STFA del 25 febbraio 2003 nella causa P., U 329 + 330/01) – e visto
che il problema si pone in modo analogo in alcuni importanti settori delle
assicurazioni sociali (assicurazione per l’invalidità, previdenza
professionale, assicurazione contro gli infortuni e assicurazione contro le
malattie), ritiene di dover fornire le seguenti indicazioni.

 

Ad ognuno dei fattori di rilievo indicati dalla giurisprudenza
federale corrisponde una decurtazione del 5%. 

Per quanto riguarda specificatamente la riduzione percentuale
legata alla limitazione addebitabile al danno alla salute, l’esistenza, in un
caso concreto, di impedimenti di una particolare gravità, che in genere
limitano l’assicurato anche nell’esercizio di un’attività sostitutiva, può
comunque giustificare l’applicazione di una riduzione più elevata (cfr., in
questo senso, la STFA del 16 febbraio 2005 nella causa C., I 559/04, consid.
2.2, in cui la Corte federale ha avallato la riduzione decisa
dall’amministrazione (15%), trattandosi di un assicurato abile soltanto
parzialmente in attività leggere, la STFA del 17 febbraio 2005 nella causa B.,
I 1/04, consid. 4.3.4, in cui è stata applicata una decurtazione del 10% per
tenere conto delle difficoltà legate al danno alla salute e la STFA del 23 febbraio 2005 nella causa B., I 632/04, consid. 4.2.2, in cui è stata confermata
una riduzione del 15% per ragioni di salute). 

La presenza cumulativa di più fattori legittima l’applicazione
della riduzione massima del 25% (cfr., in questo senso, la STFA del 4 febbraio 2003 nella causa S., U 311/02, consid. 4.3). 

 

Nella già citata sentenza del 23 febbraio 2004 nella causa M., il
TFA ha applicato una deduzione globale del 15% motivata dagli impedimenti
legati al danno alla salute, ritenendo assenti gli altri fattori di riduzione
(anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione)." (STCA succitata, consid. 2.11.)

                                      

Questa indicazione, posta sulla base dello studio della
giurisprudenza federale, di accordare ad ognuno dei fattori di rilievo una
decurtazione del 5%, è stata poi ribadita da questo Tribunale nella STCA
32.2012.36 del 31 gennaio 2013, nella quale il TCA - distanziandosi dalla prassi
adottata autonomamente dall’Ufficio AI del Canton Ticino sulla base di una
direttiva interna che prevede, tra l’altro, delle deduzioni percentuali
varianti dall’1% al 10% in funzione delle limitazioni nel portare i pesi - ha
evidenziato che l’applicazione della riduzione percentuale deve avvenire
utilizzando esclusivamente dei multipli di 5. 

 

Con sentenza
9C_179/2013 del 26 agosto 2013, il Tribunale federale ha interamente confermato
quanto stabilito da questo Tribunale, sviluppando le seguenti considerazioni:

 

" (…)

5.5. La decisione del Tribunale cantonale di
distanziarsi dalla deduzione operata dall'UAI a titolo di circostanze
particolari non viola il diritto federale né configura altrimenti un abuso o un
eccesso nell'esercizio del potere di apprezzamento poiché poggia su un valido
motivo. Come fanno giustamente notare i giudici di prime cure, nella sua prassi
il Tribunale federale applica infatti abitualmente a questo genere di deduzioni
dei multipli di 5 quando non si limita semplicemente ad avallare - a causa
dell'ininfluenza del calcolo per l'esito della valutazione - il giudizio
dell'istanza precedente. L'applicazione di tassi più frazionati si rivelerebbe
invece problematica poiché siffatte riduzioni sarebbero difficilmente
concretizzabili e quindi anche difficilmente verificabili in sede giudiziaria
(cfr. Ulrich Meyer, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung [IVG], in:
Murer/Stauffer [ed.], Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, 2a ed. 2010, pag. 314). In tali condizioni,
rappresentando questo argomento già valido motivo per scostarsi dalla
valutazione dell'amministrazione, non occorre verificare oltre l'altro motivo
posto a fondamento della pronuncia impugnata e contestato in sede federale,
ovvero quello dell' (in) applicabilità di una direttiva amministrativa interna
che regoli autonomamente per il proprio Cantone le riduzioni sul reddito
statistico da invalido. 

 

5.6. L'UAI si
richiama del resto a torto alle sentenze 9C_390/2011 del 2 marzo 2012 e
9C_299/2011 del 21 novembre 2011 per invocare l'esistenza di prassi parallele
in altri cantoni. In realtà dalle citate sentenze non emerge nulla di tutto
ciò. La "feuille de calcul" menzionata in dette sentenze null'altro è
se non il calcolo interno dell'invalidità che precede l'emanazione della
decisione amministrativa. Per il resto, è sufficiente il rilievo che anche in
quelle vertenze, laddove applicata, la riduzione effettuata dall'ufficio AI
interessato corrispondeva a un multiplo di 5.” 

 

                             2.13.   In concreto, nella decisione
impugnata, l’amministrazione ha applicato una riduzione complessiva dell’8% “dovuta
alla necessità di svolgere unicamente attività leggere” (cfr. doc. AI 86-3,
120-2), mentre il ricorrente ha postulato l’applicazione del 15% “che tiene
conto sia del fatto che l’interessato può svolgere solo attività leggere (…)
sia delle evidenti difficoltà che egli ha finora incontrato e incontra tuttora
nel trovare un nuovo lavoro (anche a tempo parziale), a causa dei suoi
importanti problemi fisici” (cfr. doc. I, pag. 6).

 

                                         In una sentenza pubblicata
in DTF 137 V 71, il Tribunale federale ha esaminato la questione del potere d'esame
del Tribunale federale e dei tribunali cantonali delle assicurazioni qualora si
tratti di verificare, in materia di assicurazione per l'invalidità,
l'estensione della riduzione operata sul reddito da invalido accertato sulla
base dei dati statistici conformemente alla DTF 126 V 75.

 

                                         L'Alta Corte al consid.
5.2 si è così espressa:

 

" Contrairement au pouvoir d'examen du Tribunal fédéral, celui de
l'autorité judiciaire de première instance n'est en revanche pas limité dans ce
contexte à la violation du droit (y compris l'excès ou l'abus du pouvoir
d'appréciation), mais s'étend également à l'opportunité de la décision
administrative ("Angemessenheitskontrolle"). En ce qui concerne
l'opportunité de la décision en cause, l'examen porte sur le point de savoir si
une autre solution que celle que l'autorité, dans un cas concret, a adoptée
dans le cadre de son pouvoir d'appréciation et en respectant les principes
généraux du droit, n'aurait pas été plus judicieuse quant à son résultat. A cet
égard, le juge des assurances sociales ne peut, sans motif pertinent,
substituer sa propre appréciation à celle de l'administration; il doit
s'appuyer sur des circonstances de nature à faire apparaître sa propre
appréciation comme la mieux appropriée (ATF 126 V 75 consid. 6 p. 81).»

 

                                         Nel caso di specie, alla
luce di quanto stabilito dal Tribunale federale nella sentenza del 26 agosto
2013 (cfr. consid. 2.12.), il TCA non può quindi condividere la scelta
dell’Ufficio AI di applicare una riduzione dell’8%, ma ritiene corretta una riduzione
del 10%. 

 

                                         Altre circostanze
personali che potrebbero giustificare una decurtazione maggiore sul reddito
statistico da invalido – come richiesto dal ricorrente – non ve ne sono.

 

                                         Procedendo quindi al
raffronto dei redditi, partendo da un salario da invalido di fr. 56'904.35 e ammettendo la riduzione del 10%,
il reddito ipotetico dell’insorgente ammonterebbe, quindi, a fr. 51'213.90
confrontando ora questo dato con l’ammontare del reddito da valido nel medesimo
anno di fr. 60'993.-- (consid. 2.11.1.) emerge un tasso d’invalidità del 16%, percentuale che non dà diritto a
provvedimenti professionali (cfr. consid. 2.3.).

 

                                         Partendo invece da un
salario da invalido di fr. 59'088.20
e ammettendo la riduzione del 10%, il reddito ipotetico dell’insorgente ammonterebbe,
quindi, a fr. 53'179.40 confrontando ora questo dato con l’ammontare del
reddito da valido nel medesimo anno di fr. 63'475.20 (consid. 2.11.1.) emerge
un tasso d’invalidità del 16,2% arrotondato al 16% secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V
121 consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 pag. 41), percentuale che non dà
diritto comunque a provvedimenti professionali (cfr. consid. 2.3.).

 

                                         Nell’ipotesi invece in cui
non venga applicato il gap salariale partendo da un salario da invalido
di fr. 62'395.15 e
ammettendo la riduzione del 10%, il reddito ipotetico dell’insorgente ammonterebbe,
quindi, a fr. 56'155.63 confrontando ora questo dato con l’ammontare del
reddito da valido nel medesimo anno di fr. 63'475.20 (consid. 2.11.1.) emerge
un tasso d’invalidità dell’ 11,5 % arrotondato al 12% secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V
121 consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 pag. 41), percentuale che non dà
diritto, anche in questo caso, a provvedimenti professionali (cfr. consid.
2.3.).

 

                                         Di conseguenza l’Ufficio
AI ha correttamente attribuito all’assicurato una rendita intera d’invalidità
limitatamente al periodo compreso tra il 1° marzo 2008 e il 31 luglio 2012 e
soppresso le prestazioni a partire dal 1° agosto 2012, in applicazione dell’art. 88a OAI – che prevede che se la capacità al guadagno dell’assicurato
o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se la grande
invalidità o l’assistenza dovuta all’invalidità si riduce, v’è motivo di
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all’occorrenza, tutto o
parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il
miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in
considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare  (cfr. STF 9C- 971/2009 del 14 giugno 2011
consid. 3.1).

 

                             2.14.   A titolo abbondanziale, va
osservato che se il grado di invalidità dell’insorgente fosse stato superiore
al 20%, egli avrebbe potuto teoricamente avere diritto ad una riformazione
professionale.

 

                                         L’art.
17 LAI prevede in particolare che:

 

" L’assicurato
ha diritto alla formazione in una nuova attività lucrativa, se la sua invalidità
esige la riformazione professionale e se con questa la capacità al guadagno
possa essere presumibilmente conservata o migliorata, in misura essenziale."

 

                                         Invalido
ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della
gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione
professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110
consid. 2b;

AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).

 

                                         Nel caso di specie, tuttavia,
una riqualifica professionale non entrerebbe comunque in considerazione, ritenuto
che il consulente in integrazione, nel rapporto del 21 giugno 2012, ha rilevato quanto segue

 

" (...)

Verbale del primo colloquio

 

Gli vengono presentate le prestazioni dell’assicurazione
invalidità, con particolare accento sulla riqualifica professionale e
sull’aiuto al collocamento.

L’assicurato è interessato ad un aiuto al collocamento da parte
del nostro Servizio e ritiene la riqualifica professionale (senza sapere ancora
se ne ha diritto o meno) troppo impegnativa e non adeguata alla sua situazione.
Per quanto riguarda l’aiuto al collocamento è fiducioso che, tramite i nostri
collocatori, possa trovare una soluzione, sia essa a percentuale intera o
parziale (andrebbe bene anche un’occupazione del 50/70%). Ora è iscritto
all’URC di __________, e ha diritto alle prestazioni LADI ancora per qualche
mese (ha riacquisito il diritto dopo l’infortunio). Svolge regolarmente le
ricerche di lavoro ed ha avuto un contatto con __________ (attende di essere
convocato).

Gli sono stati spiegati gli aiuti da parte AI, concernenti nel
lavoro a titolo di prova e nell’API al DL” (doc. AI 82-2).

                                         

                                         Nello scritto del 14 marzo
2014 l’UAI ha quindi evidenziato che l’assicurato si è iscritto all’assicurazione
disoccupazione alla ricerca di un impiego a tempo pieno dal 1° giugno 2012 e che
ha già beneficiato dell’aiuto al collocamento (doc. DISO 1-1, e doc. XV). 

 

                                         Pertanto, nella misura in
cui l’UAI ha negato all’assicurato anche il diritto ad una
riformazione professionale la decisione del 1°
novembre 2013 merita tutela.

 

                             2.15.   L’assicurato in sede
ricorsuale ha chiesto l’esecuzione di un complemento peritale “per
determinare l’importanza delle sedute di agopuntura” e l’audizione della
Dr.ssa Shi (doc. XIII, pag. 2).

 

                                         Va qui
ricordato che, quando l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344
consid. 3c con riferimenti).

                                         In concreto, alla luce
delle risultanze di cui sopra, questo Tribunale ritiene la fattispecie
sufficientemente chiarita, per cui non appare necessario procedere ad altri
accertamenti medici.

 

                             2.16.   Secondo l'art. 29 cpv. 2 Lptca
e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie relative
all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale
delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra
200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo
al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF
8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

 

                                         Visto l'esito della
vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico
dell'assicurato.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese di procedura per
CHF 500.-- sono poste a carico dell’assicurato ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti