# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b80127a6-a38a-51cd-b581-2863d2ff265e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-06-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 03.06.1997 11.1997.93
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1997-93_1997-06-03.html

## Full Text

Incarto n..

  11.97.00093

  	
  Lugano

  3 giugno 1997/cs

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Romanzini,
  vicecancelliere

  

 

 

sedente
per statuire nella causa __________.__________.__________ (provvedimenti
cautelari) della Pretura della
giurisdizione di Mendrisio Sud promossa con istanza 13 luglio 1994 da

 

 

	
   

  	
  __________
  __________ __________, __________ (__________)

  (patrocinata
  dall’avv. __________ __________, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

	
   

  	
   

  __________
  __________, __________ (__________)

  (patrocinato
  dall’avv. __________ __________, __________); 

   

  	 

 

e
ora sul decreto cautelare emanato il 16 maggio 1997 dal Pretore della giurisdizione di Mendrisio Sud;

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti di
questione:     1.  Se dev’essere accolta l’appellazione del 23 maggio 1997
presentata da __________ __________ __________ contro il decreto emesso il 16
maggio 1997 dal Pretore della giurisdizione di Mendrisio Sud;

 

                                         2.  Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

in fatto:                           che fra i cittadini
italiani __________ __________ __________ e __________ __________ __________ è
in corso davanti al Tribunale civile di __________ un’azione di separazione
personale; 

                                         che con decreto 8
gennaio 1997 il Pretore della giurisdizione di Mendrisio Sud, statuendo su
un’istanza di provvedimenti cautelari introdotta il 13 luglio 1994 da
__________ __________ __________, ha disposto il blocco del 50% degli averi
materialmente divisibili depositati il 29 settembre 1993 presso il __________
__________ di __________ e intestati a __________ __________ __________ o a
terze persone fiduciariamente per conto di quest’ultimo, ha confermato il
blocco integrale dei beni che non fossero materialmente divisibili e ha
disposto che il blocco potrà essere sostituito da un’ipoteca volontaria di pari
importo gravante l’immobile in __________;

                                         che contro tale decreto
__________ __________ __________ è insorta con un appello del 3 febbraio 1997,
tuttora pendente presso questa Camera (inc. n.
__________.__________.__________) e al quale con decreto dell’11 febbraio 1997
la presidente non ha concesso effetto sospensivo;

                                         che l’8 aprile 1997
__________ __________ __________ ha presentato la documentazione comprovante
l’iscrizione a favore di __________ __________ __________ di un’ipoteca volontaria
di Lit 500’000’000 (cinquecento milioni) gravante la sua quota di comproprietà
dell’immobile in __________;

                                         che con decreto 16
maggio 1997 il Pretore, ritenute ossequiate le condizioni disposte nel
precedente decreto dell’8 gennaio 1997, ha dato ordine al __________ __________
di __________ di mettere a libera disposizione di __________ __________
__________ tutti i suoi averi depositati e ha ripartito la tassa di giustizia
fra i coniugi in ragione di 2/3 a carico di __________ __________ __________ e
di 1/3 a carico di __________ __________ __________;

                                         che __________ __________
__________ è insorta contro questo decreto con un appello del 23 maggio 1997 in
cui chiede – previa concessione dell’effetto sospensivo al gravame – che il
blocco dei beni depositati al __________ __________ di __________ sia mantenuto
e che non possa essere sostituito da un’ipoteca volontaria di pari importo;

                                         che l’appello non è
stato notificato alla controparte;

Considerato

in diritto:                        che il provvedimento
cautelare deciso dal Pretore è stato emanato con la procedura sommaria degli art.
376 segg. CPC;

                                         che secondo l’art. 382
cpv. 1 CPC soltanto i provvedimenti cautelari preceduti da contraddittorio
possono essere appellati;

                                         che l’8 aprile 1997
__________ __________ __________ ha presentato un’istanza di modifica di
provvedimenti cautelari, tendente alla sostituzione del blocco bancario con
un’ipoteca volontaria di Lit. 500’000’000, così come previsto nel decreto cautelare
8 gennaio 1997;

                                         che il Pretore ha
statuito su tale istanza di modifica il 16 maggio 1997, accogliendola ai sensi dell’art.
379 cpv. 2 CPC, senza citare le parti per il contraddittorio;

                                         che l’appellante stessa
si duole di non essere stata sentita prima dell’emanazione della modifica delle
misure cautelari;

                                         che di conseguenza il
decreto 16 maggio 1997, emesso senza contraddittorio, non è appellabile e
sfugge d’acchito a un esame di merito;

                                         che vista l’irricevibilità
dell’appello, lo stesso può essere deciso con la procedura semplificata dell’art.
313bis CPC;

                                         che la domanda di
effetto sospensivo presentata con l’appello diviene priva di oggetto;

                                         che l’appello deve
essere rinviato al primo giudice affinché esamini se non possa essere
considerato alla stregua di un’istanza di revoca e indica il contraddittorio (art.
126 combinato con l’art. 379 cpv. 3 CPC);

                                         che le spese del
pronunciato odierno dovrebbero seguire la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), ma
che non si giustifica, nel caso concreto, riscuotere spese, l’appellante
essendo stata verosimilmente indotta a ricorrere dalla formulazione del decreto
impugnato, che non consente di accertare d’acchito la qualità di decisione supercautelare,
come tale inappellabile;

                                         che comunque non si
giustifica di attribuire ripetibili alla controparte, cui l’appello non è
nemmeno stato notificato;

 

 

richiamato l’art. 313bis CPC;

 

 

 

 

pronuncia:              1.   L’appello è irricevibile.

                                   2.   L’appello è trasmesso al
Pretore della giurisdizione di Mendrisio Sud nel senso dei considerandi.

                                   3.   Non si prelevano spese
né tassa di giustizia. 

                                   4.   Intimazione a:

                                         –
avv. __________ __________, __________;

                                         –
avv. __________ __________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio Sud.

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        Il segretario