# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9430fedd-b0da-593f-8d27-4dc65b1d5caa
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-04-28
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 28.04.1995 16.1995.9
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-1995-9_1995-04-28.html

## Full Text

Incarto n.

  16.95.00009

  	
  Lugano

  28 aprile 1995

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

   Cocchi
  e Giani

  

  

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli,
  vicecancelliera

  

 

 

 

sedente
per giudicare il ricorso per cassazione 8 agosto 1994 presentato da

 

 

	
   

  	
  __________

  patr.
  dallo studio legale __________

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

 

la
sentenza 22 giugno 1994 del Pretore del distretto di Lugano, Sezione 2 nella causa
a procedura ordinaria inappellabile promossa con istanza 26 settembre 1991
nei confronti di

 

 

 

	
   

  	
  __________ 

  patr.
  dall’avv. __________

  

 

 

 

 

con
la quale si chiedeva il pagamento di fr. 6’630.20 oltre accessori nonchè il
rigetto in via definitiva dell’opposizione interposta dalla convenuta al PE no.
__________ dell’UE di Lugano, domande respinte dal primo giudice,

letti
ed esaminati gli atti,

 

considerato

 

 

in
fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   Nel
corso del mese di ottobre 1990 la __________, ditta attiva nel campo
pubblicitario, ha ricevuto dalla ditta __________ l’incarico di procedere ad
uno studio grafico per la realizzazione di materiale pubblicitario. 

                                         Dopo
discussioni e incontri tra i responsabili delle due ditte, all’inizio del mese
di dicembre 1990 la __________ ha consegnato alla ditta ticinese 3 progetti di
studio che questa avrebbe dovuto sottoporre ai soci della società per la scelta
della versione definitiva. 

                                         Il
19 gennaio 1991 la __________ ha fatto pervenire alla __________ un preventivo
(doc. H) relativo ai costi di realizzazione di cartelle portacataloghi e
schede, preventivo al quale non è stato dato seguito alcuno nonostante i
numerosi tentativi della ditta italiana di contattare la ditta __________. 

                                         Con
istanza 26 settembre 1991 la ditta __________ ha quindi convenuto in giudizio
la __________ al fine di ottenere il pagamento di fr. 6’630.20, importo
corrispondente ai costi sostenuti per il lavoro svolto.

                                         La
convenuta si è opposta alla pretesa avversaria contestando  la conclusione di
un qualsiasi contratto con controparte. A suo  dire la realizzazione dei
progetti in questione è avvenuta su esclusiva iniziativa della ditta istante
senza che da parte sua vi sia mai stata l’assunzione di un qualsiasi impegno di
accettazione e pagamento  delle prestazioni avversarie.

 

                                   2.
  Con il querelato giudizio il pretore, accertata la conclusione tra le parti
di un contratto di appalto, ha nondimeno concluso alla reiezione dell’istanza
per il fatto che la ditta appaltatrice non avrebbe provato il quantum della
mercede di sua spettanza; a questo proposito il primo giudice non ha ritenuto
pertinente, in quanto sconosciuto alla ditta committente, il riferimento al
Tariffario dell’Associazione Consulenti Pubblicitari Italiani.

 

                                   3.
  Con il presente tempestivo gravame la ditta __________ postula l’annullamento
della decisione pretorile con il conseguente accoglimento della sua istanza 26
settembre 1991. La ricorrente, fondandosi sul titolo di cassazione di cui all’art.
327 lett. g CPC rimprovera al primo giudice un’arbitraria valutazione delle
prove e delle risultanze istruttorie con particolare riferimento al fatto di
non aver ritenuto comprovato il quantum della propria pretesa nonostante questo
non fosse mai stato contestato dalla ditta convenuta.

                                         Al
ricorso la controparte non ha presentato osservazioni.

 

                                   4.
  Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace
può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto
materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente erronea di
atti di causa o di prove.

                                         Secondo
dottrina e giurisprudenza è arbitrario ciò che è manifestamente insostenibile,
contrario alla logica ed in palese contrasto con gli atti, non è pertanto arbitraria
la valutazione del giudice che sia giustificabile e si possa sostenere alla
luce di un comune criterio di ragione seppure sia dubbia o opinabile (Rep
1983 9, 1989 158; DTF 109 II 171, 113 Ia 20, 114 Ia 27, 116 Ia 88 consid.
2b, 119 Ia 32 consid. 3).

 

                                   5.   La 
conclusione pretorile secondo la quale tra le parti sarebbe stato perfezionato
un contratto di appalto non è stata contestata.

                                         Controversa
è così soltanto la questione di sapere se la ditta appaltatrice abbia o no
diritto alla mercede richiesta.

                                         In
assenza di una sua preventiva determinazione a corpo (art. 373 CO) - in specie
nemmeno sostenuta dalle parti - la mercede dell’appaltatore deve essere
determinata secondo il valore del lavoro e le spese (art. 374 CO).

                                         Secondo
la regola generale in materia di onere della prova (art.  8 CC, 183 CPC), chi
vuole dedurre un diritto da una circostanza  di fatto da lui asserita ne deve
fornire la prova. 

                                         Tuttavia
- giova ricordare - che la prova è limitata ai fatti    contestati dalla parte
avversa (art. 184 cpv. 2 CPC) mentre                quelli non contestati si
danno per ammessi (art. 170 cpv. 2                                          CPC).

                                         Soltanto
una chiara contestazione permette infatti di rilevare ciò  che nel complesso
dei fatti asseriti è contestato e quindi                 costituisce il tema e
i limiti dell’onere probatorio che incombe                                          alla
parte (Cocchi/Trezzini, CPC, ad art 184, n. 2).

                                         Questo
principio non esonera evidentemente la parte dal suo      obbligo di provare
l’ammontare delle proprie pretese (Guldener,                                          Schw.
Zivilprozessrecht, 1979, p. 166); la questione di sapere a                             chi
compete in un determinato caso l’onere della prova è                                          stabilita
dal diritto materiale (Sträuli/Messmer, ZPO,        Kommentar zur Zürcherischen
Zivilprozessordung, 1982, pag.  242 n. 5, pag. 217 n. 1; Guldener, op.
cit., p. 325). 

                                         Nell’ambito
del contratto di appalto l’art. 374 CO pone a carico    dell’appaltatore
l’obbligo di fornire la prova dell’esistenza e       dell’ammontare della
pretesa mercede (DTF 102 II 503), mentre                             spetta
al committente sollevare eventuali eccezioni atte ad           inficiare la
pretesa avversaria ad esempio perché non conforme   alle pattuizioni o perché
eccessiva nel suo ammontare                                          (Kummer
in Berner Kommentar, n. 250 ad art. 8 CC).

 

                                   6.
  Nel caso di specie a comprova della propria pretesa la ditta appaltatrice ha
prodotto il preventivo allestito il 19 gennaio 1991

                                         e
indirizzato alla ditta committente (doc. H) dal quale si evince che i costi
relativi al lavoro svolto sino a quale momento ammontavano a Lit. 5’500’000.

                                         Questo
preventivo non è mai stato contestato dalla ditta    convenuta nemmeno a titolo
subordinato; essa si è limitata a                negare la conclusione di
qualsiasi contratto.

                                         Così
stando le cose non può essere condivisa, in quanto  contraria alle
considerazioni di natura giuridica sopra esposte,                                            la
conclusione pretorile secondo la quale la ditta istante non                                   avrebbe
provato l’ammontare della mercede rivendicata in                                          causa.
Solo una chiara contestazione del quantum del credito      vantato avrebbe
potuto e dovuto indurre la ditta istante a             quantificare in modo
dettagliato la sua pretesa ad esempio,                                          come
ventilato dal pretore, mediante una perizia tecnica. Non      essendovi mai
stata simile contestazione né in sede pre-         processuale, né tantomeno in
causa, la convenuta deve                                                                                  sopportare
le conseguenze del suo agire. 

                                         Abbondanzialmente
si può osservare che, per quanto attiene al   Tariffario dell’Associazione
Consulenti Pubblicitari Italiani,                                      contrariamente
a quanto sostenuto dal pretore, la ditta istante                                    non
si è basata sul medesimo per stabilire la mercede di sua                                          spettanza, 
ma vi ha semplicemente fatto riferimento a titolo         indicativo e a
dimostrazione del fatto che la sua pretesa non era                                   eccessiva
(cfr. p.to 8 pag dell’istanza 26 settembre 1991). 

 

                                         Il
giudizio pretorile, frutto di un’errata valutazione delle        risultanze istruttorie,
deve pertanto essere cassato.

 

                                   7.
  Nell’ambito dell’art. 327 lett. g CPC, se gli atti sono completi, la Camera
di cassazione civile decide nel merito (art. 332 cpv. 2 CPC).

                                         

                                         

 

 

Per
i quali motivi,

richiamati
gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 147 CPC e la vigente LTG

 

 

pronuncia:

 

 

                                    I.
  Il ricorso per cassazione 8 agosto 1994 della __________ è accolto e
la sentenza 22 giugno 1994 del Pretore del distretto di Lugano, Sezione 2 è
annullata e sostituita dalla seguente pronuncia:

 

                                         “1.
L’istanza 26 settembre 1991 della __________ è   

                                        
accolta.

                                       
Conseguentemente la __________ è condannata a versare alla ditta istante la
somma di fr. 6’630.20 oltre interessi del 5% a decorrere dal  24 luglio 1991.

                                         2.
E’ rigettata in via definitiva l’opposizione interposta dalla 

                                       
__________ al PE __________dell’UE di Lugano.

                                         3.
La tassa di giustizia, fissata in fr. 500.-, e le spese, da 

                              
         anticipare come di rito, sono poste a carico della convenuta la  

                                       
quale rifonderà all’istante fr. 850.- a titolo di ripetibili.”

 

                                   II.
  Le spese del presente giudizio, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia                            fr. 250.-

                                         b)
spese                                               fr.   50.-      

                                         T
o t a l e                                              fr. 300.-

 

                                         già
anticipate dalla ricorrente vanno poste a carico della __________ con l’obbligo
di rifondere alla __________ fr. 400.- a titolo di ripetibili di questa sede.

 

                                   III.
  Intimazione a: 

                                         -
__________

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 2

 

 

 

Per
la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           La
segretaria