# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c8401c90-a742-5edc-9f7a-b1996ef1b48e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-08-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 24.08.2001 35.1999.107
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-1999-107_2001-08-24.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.1999.00107

   

  mm

  	
  Lugano

  24 agosto 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 15 ottobre 1999
di

 

	
   

  	
  __________,
  

  rappr. da: avv. __________, 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 2 giugno 1999 emanata da

  
	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 29
novembre 1996, __________ - all'epoca disoccupata e domiciliata nel Canton
__________ - ha perso l'equilibrio ed è caduta a terra, mentre stava giocando
con dei bambini presso l'Ufficio del lavoro di __________. 

                                         Nel corso
del mese di gennaio 1997, l'infortunata è stata sottoposta ad un intervento
operatorio al rachide lombare presso la Clinica __________ di __________ (emilaminectomia
decompressiva L2 bilaterale con cura di ernia discale L2-L3 ed una spondilodesi
L1-L3). 

 

                                         L'__________
ha riconosciuto la propria responsabilità in virtù dell'art. 36 cpv. 1 LAINF ed
ha regolarmente corrisposto le prestazioni assicurative.

 

                                         Da notare
ancora che __________ è stata posta al beneficio di una mezza rendita AI a
decorrere dal 1° agosto 1993 e di una rendita intera a far tempo dal 1° marzo
1997 (cfr. sentenza 30.6.1999 del Tribunale delle assicurazioni del Canton
__________ [XL1], confermata dal TFA con pronunzia 21.8.2000 [XXXIII1]). 

 

                               1.2.   Alla
chiusura del caso - sentito il parere del proprio medico di circondario, il
dottor __________ - l'Istituto assicuratore, con decisione formale 28 dicembre 1998,
ha assegnato all'assicurata una rendita d'invalidità del 20% a partire dal 1°
gennaio 1999, calcolata su un guadagno annuo assicurato di fr. 30'000.--,
nonché un'indennità per menomazione dell'integrità netta dell'1.66% (cfr. doc.
_). 

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta personalmente dall'assicurata (doc. _),
l'__________, in data 2 giugno 1999, ha sostanzialmente confermato il contenuto
della sua prima decisione (cfr. doc. _). 

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso 15 ottobre 1999, __________ - che, nel frattempo, ha
trasferito il proprio domicilio nel Canton Ticino - ha chiesto che l'__________
venga condannato a ripristinare il versamento delle
indennità giornaliere dal 28 dicembre 1998 fino alla crescita in giudicato
della sentenza di questo Tribunale. Inoltre, l'assicurata ha postulato che il
guadagno assicurato venga fissato a fr. 97'217.85 (cfr. I, p. 1).

 

                                         Questi,
in particolare, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno delle
proprie pretese ricorsuali:

 

" 
(…).

4. Con la decisione querelata la __________ ha
respinto la richiesta dell'assicurata con le motivazioni che saranno
succintamente riprese in appresso.

 

4.1.a. Si inizia con l'interpretazione dell'art 9
LAINF sull'equiparazione malattia-infortunio professionale; anche altre
malattie sono parificabili a malattie professionali se è provato che sono
esclusivamente o in modo preponderante causate dall'attività professionale. In
effetti, la ricorrente si è licenziata nel 1990 in quanto nel nuovo ufficio
aveva problemi (allergia da tappeti, da ritinteggio delle pareti, delle porte e
del mobilio).

 

4.1.b. Il 26.05.1999 la Dr. med. __________,
specialista in oftalmologia, ha rilevato una miopia magna ad ambedue gli occhi
e (nuovo accertamento) una cheracongiuntivite da ambedue le parti che non
sarebbe da ricondurre all'attività al video, fatto incomprensibile se si pensa
che nel 1990, oltre ai sintomi descritti, va aggiunta la polvere,
rispettivamente, l'irradiazione dello schermo a quattro colori. 

I disturbi agli occhi non costituirebbero un
risultato professionale.

 

4.2. A mente della __________ la pronuncia di
misure di reinserimento durante una malattia o dopo un infortunio è di
competenza dell'AI.

Cosa ci fanno allora __________, il __________,
ecc. dal momento che la ricorrente sarà pensionata fra otto anni?

 

4.3.a. Quanto al guadagno annuo medio di fr.
70'446.-- va rilevato che nel 1997 la vista è migliorata e la ricorrente ha
potuto di nuovo essere attiva come segretaria medica.

 

4.3.b. Dopo aver interpretato l'art. 15 cpv. 2
LAINF, la __________ ritiene che la
ricorrente al momento dell'infortunio 29.11.1996 era assicurata come persona
senza attività lucrativa.

Occorre considerare il guadagno medio dopo la riformazione,
dal momento che durante la stessa l'assicurata non è mai stata malata.

Dal gennaio 1996 fino all'infortunio si devono
considerare i guadagni intermedi e le riformazioni.

 

4.3.c. Dal 1996 la ricorrente ha lavorato come
madre diurna, conseguendo una guadagno intermedio, in modo da non dover
ricorrere integralmente alla disoccupazione.

Ha cercato posti in ufficio, in istituti per
bambini, ecc., facendo inserzioni o telefonate per più di 1'000.-- franchi.

 

4.3.d. Dalla decisione preliminare AI 09.12.1996
(come in precedenza presso la clinica __________) si evince una capacità residua
di fr. 24'000.-- (dopo la riformazione come pedagoga __________ ed educatrice
di piccoli bambini).

La ricorrente sostiene di aver ricevuto
l'autorizzazione di occuparsi di cinque bambini (da 3 a 7 anni) e non di due
per un guadagno di fr. 74'965.--. 

L'importo di fr. 30'000.-- per un anno prima
dell'infortunio è da considerare unicamente guadagno intermedio presso
l'associazione madri diurne poiché l'AI ha erogato sussidi per la costruzione
di un centro e c'erano pochi bambini tutto il giorno per problemi economici dei
genitori (disoccupazione, divorzio, ecc.).

Tutti i bambini sono stati cercati tramite
inserzioni e gli indirizzi sono stati comunicati all'associazione.

 

4.4.a. Interpretando gli artt. 6 cpv. 1 e 18 cpv.
1 LAINF, la __________ si concentra sui parametri dottrinali e
giurisprudenziali della commisurazione dell'invalidità, dimenticando la
difficile situazione economica e l'età (56 anni) dell'assicurata.

 

4.4.b. Ci si concentra in seguito sul mal di
schiena (referto 28.01.1998) Zürcher __________): sindrome lombare dopo
l'infortunio (29.11.1996 e 08.01.1997).

Purtroppo i sintomi rimangono e la signora non
può alzare nemmeno pesi di 10 kg. Dovendo cambiare spesso posizione è
assolutamente impossibile pretendere un'attività sedentaria. 

Con la capacità lucrativa rimanente l'assicurata
dovrebbe rivalutarsi sul mercato generale del lavoro, enorme panzana, dal
momento che anche persone sane non trovano lavoro a 56 anni.

Gli esempi sarebbero veramente pietosi se non
sconfinassero nel ridicolo (come rappresentante passando di casa in casa con
campioni salendo le scale e viaggiando molto per forniture e dimostrazioni,
consigliare clienti, aiutare in fabbrica alla catena di montaggio - parimenti
impossibile esigendo pause ogni mezz'ora).

A mente della __________ per tutte e tre le
attività descritte (le offerte risalgono a 2 anni prima) è ipotizzabile un
guadagno minimo di fr. 36'000.-- annui, il che è tutto da dimostrare essendo il
guadagno orario compreso tra i 2.-- e gli 8.-- franchi.

Una rendita LAINF del 20% sarebbe estremamente
benigna e il lavoro di madre diurna anche con le conseguenze infortunistiche
potrebbe essere espletato senza problemi (nonostante le difficoltà a star
seduta o in piedi tutto il giorno).

 

4.5.a. Giusta l'art. 19 cpv. 1 LAINF, sorge il
diritto alla rendita se dalla continuazione del trattamento non ci si può
attendere un sostanziale miglioramento dello stato di salute e eventuali misure
reintegrative sono escluse. 

L'assicurata ha provato a fare la rappresentante
di pentole (Tupperware) ma per i pesi delle campionature e le distanze delle
forniture il tentativo è fallito.

 

4.5.b. Dai referti del medico circondariale 04.02
e 23.06.1998 si evincerebbe che un vero e proprio trattamento dei postumi
infortunistici alla schiena non ha avuto luogo.

Al contrario, i trattamenti sono stati eseguiti
ma i miglioramenti sono purtroppo sempre stati di corta durata, 2-3 mesi.

Dal mese di luglio 1998 la signora è in
trattamento a seguito di dolori e alla debolezza alla schiena con piccole cadute.

 

4.6. In conclusione, la decisione impugnata si
diffonde sull'indennità per la menomazione dell'integrità, valutata dal medico
fiduciario Dr. __________ il 04.02.1998, quindi troppo presto.

La colonna vertebrale è pregiudicata
integralmente nella sua funzionalità a seguito della lesione delle 3 vertebre.

Non è quindi ipotizzabile la deduzione delle
limitazioni e delle patologie preesistenti.

 

5. A mente della ricorrente, la richiesta di
soppressione della rendita e il pagamento in luogo e vece di IG d'attesa fino
alla crescita in giudicato della sentenza si fonda in sintesi sulle seguenti
argomentazioni.

I trattamenti ortopedici, neurologici, reumatologici
e terapeutici non sono ancora conclusi.

I svariati esami concludono che i dolori e i
parziali scompensi neurologici (disturbi tattili, debolezza alle gambe, in
particolare a destra, con zoppia e infortuni) sono da ricondurre all'operazione
e alla spondilosi.

Ogni volta dopo la terapia intensiva segnala un
buon miglioramento confidando che con il tempo il recupero del precedente stato
di salute sia possibile e l'assicurata ridiventi abile al lavoro al 100%.

Dopo l'operazione, a partire dal maggio 1997, la
signora __________ è peggiorata a
seguito del diabete, dell'assunzione dei medicamenti, con la conseguenza che
l'andamento giornaliero è momentaneamente assai disturbato, in quanto c'è la
necessità di coricarsi per la grande stanchezza e per il dolore.

I sintomi reumatici precedenti sono
successivamente peggiorati.Salire le scale, su una sedia, pulire le finestre,
fare l'aspirapolvere, stare a lungo in piedi, andare in montagna, crea
attualmente grossi problemi; anche camminare più di ca. mezz'ora non è
possibile, nonostante i diversi tentativi.

Per certi lavori di casa  l'assicurata abbisogna
tuttora l'aiuto dei vicini o familiari.

Di frequente deve disdire e rinviare appuntamenti
medici per i dolori e la debolezza alle gambe.

Per questi motivi è indispensabile l'erezione di
una perizia da parte della __________ di Lucerna concernente la capacità
lucrativa e l'eventuale ulteriore corresponsione di indennità giornaliere o
rendite.

Nel caso di versamento di indennità giornaliere,
la signora __________ avrebbe la possibilità di cercare e creare un lavoro più
agevole per il suo impedimento, con la credibilità di esserne capace.

Tra otto anni sarà raggiunta l'età del
pensionamento e sussistono buone possibilità di abilità al lavoro per un certo
periodo" (I). 

 

                               1.4.   L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. IV).

 

                               1.5.   Le parti
hanno ancora avuto modo di far valere le loro ragioni in replica (cfr. IX),
rispettivamente, in duplica (cfr. XIII).

 

                               1.6.   In corso di
causa, il TCA ha provveduto a richiamare dall'UAI di Zurigo l'intero incarto
riguardante l'assicurata (cfr. XX). 

 

                               1.7.   In data 11
aprile 2000, la ricorrente ha postulato che la procedura ricorsuale venisse
sospesa, in attesa della sentenza federale in materia d'assicurazione per
l'invalidità (cfr. XXI). 

 

                                         Sentito
il parere dell'Istituto assicuratore convenuto (cfr. XXV), questa Corte, in
data 6 giugno 2000, ha deciso di sospendere informalmente la causa (cfr.
XXVIII). 

 

                               1.8.   Nel corso
del mese di agosto 2000, __________ ha annunciato all'__________ una ricaduta
dell'evento traumatico del novembre 1996, facendo stato di un sostanziale
peggioramento delle sue condizioni di salute (cfr. XXXIIbis). 

 

                                         In data
29 settembre 2000, l'assicurata è stata visitata dal medico di circondario dell'__________,
il dottor __________ k, spec. FMH in chirurgia ortopedica (cfr. doc. _).

 

                                         Con
scritto 13 ottobre 2000, l'assicuratore LAINF ha comunicato a __________ di non
poter corrispondere ulteriori prestazioni, oltre a quelle già riconosciute con
l'impugnata decisione su opposizione 2 giugno 1999 (cfr. doc. _).

 

                               1.9.   In data 7
settembre 2000, al TCA è pervenuta copia della sentenza 21 agosto 2000 del TFA
(cfr. XXXIII1).

 

                             1.10.   Il 16
novembre 2000, l'avv. __________ ha dichiarato di non più rappresentare __________
e, inoltre, di rinunciare, per quel che lo concerne, all'assistenza giudiziaria
(cfr. XXXIV). 

 

                             1.11.   In data 15
febbraio 2001, l'avv. __________ di Zurigo ha informato il TCA d'aver assunto
il patrocinio dell'insorgente (cfr. XLV). 

 

                             1.12.   Il 12 marzo
2001, l'avv. __________ ha presentato a questa Corte un allegato conclusionale
(cfr. L1 e LII).

                                         All'__________
è stata concessa facoltà di prendere posizione in merito (cfr. LIII).

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   Con l'impugnata decisione su opposizione 2 giugno 1999,
l'Istituto assicuratore convenuto, interpellata la dottoressa  __________,
spec. FMH in oftalmologia presso la Divisione medica di __________ (cfr. doc.
_), ha negato che i disturbi visivi lamentati da __________ possano essere assunti
a titolo di malattia professionale ai sensi dell'art. 9 LAINF (cfr. doc. _, p.
2s.). 

                                         In sede
di ricorso, l'assicurata - assistita da un avvocato - non ha preteso che l'__________
venisse condannato a riconoscere la propria responsabilità riguardo alla suddetta patologia (cfr.
petito del ricorso 15.10.1999), di modo che, in applicazione della
giurisprudenza di cui alla DTF 119 V 347ss., lo scrivente Tribunale non può che
considerare la decisione 2 giugno 1999 come parzialmente cresciuta in
giudicato. 

                                         Del
resto, tale conclusione è pure stata condivisa dalla ricorrente stessa, se è
vero che essa, in sede di replica, ha dichiarato esplicitamente di concordare
(cfr. IX, p. 1: Esatto. Evaso, con riferimento agli atti") con la tesi difesa dall'assicuratore LAINF nella
risposta di causa (cfr. IV, p. 2: "Per contro l'impugnata decisione è
cresciuta in giudicato per quanto attiene il mancato riconoscimento ai sensi dell'art.
9 LAINF dei disturbi alla vista"). 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
della lite é, in primo luogo, la questione riguardante l'estinzione del diritto
alle prestazioni di corta durata.

                                         In
secondo luogo, questa Corte dovrà determinare il grado d’invalidità presentato
dall’assicurata, così come quello della menomazione all’integrità.

                                         Da ultimo,
lo scrivente Tribunale dovrà affrontare il problema riguardante l’entità del
guadagno assicurato, su cui calcolare la rendita d’invalidità.

 

                               2.3.   Prestazioni
di corta durata

 

                            2.3.1.   Giusta l'art.
10 LAINF l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio
(cfr. DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16
LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare a seguito
d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.

                                         Il
diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello
dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità
lavorativa, con l'assegna­zione di una rendita o con la morte dell'assicurato.

 

                                         Parimenti,
il diritto alle cure cessa qualora dalla loro conti­nuazione non sia da
attendersi un sensi­bile migliora­mento della salute dell'assicurato: nemmeno
persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del
trattamento se da questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello
stato di salute (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents
(LAA), Losanna 1992, pag. 41ss.).

                                         Se, al
momento dell'estinzione del diritto alle cure mediche, sussiste un'incapacità
lucrativa, viene corrisposta una rendita d'invalidità o un'indennità unica in
capitale: l'erogazione di indennità giornaliere cessa con il diritto alle
prestazioni sanitarie.

 

                            2.3.2.   In concreto,
l'Istituto assicuratore convenuto, in data 8 dicembre 1998, ha comunicato
all'assicurata che il diritto alle prestazioni di corta durata sarebbe stato
considerato estinto a far capo dal 1° gennaio 1999, siccome da ulteriori misure
terapeutiche non vi era più da attendere un notevole miglioramento dei postumi
residuali dell'evento traumatico del novembre 1996 (cfr. doc. _). 

                                         Con il
proprio gravame, l'insorgente ha genericamente contestato tale decisione,
affermando che "i trattamenti ortopedici, neurologici, reumatologici e
terapeutici …" non sarebbero ancora conclusi. Essa ha finalmente postulato
il ripristino delle indennità giornaliere, dal 28 dicembre 1998 sino alla
crescita in giudicato della presente pronunzia (cfr. I, p. 5).

                                         Conformemente
ai principi poc'anzi evocati, diviene indispensabile valutare a partire da
quale momento lo stato di salute di __________ é divenuto stabile: è
precisamente a quel momento - cessato il diritto alla cura medica ed alle
indennità giornaliere - che l'__________ doveva procedere alla definizione del
caso, nell’ottica dell’eventuale assegnazione di una rendita d’invalidità e di
un'indennità per menomazione dell'integrità.

                                         Innanzitutto
- così come pertinentemente osservato dall'__________ (cfr. XIII, p. 2) - non
ci si può esimere dal sottolineare l'assoluta illiceità della pretesa tendente
a ripristinare il diritto alle indennità giornaliere sino alla crescita in
giudicato della sentenza di questa Corte. In effetti, giusta l'art. 19 cpv.
1 LAINF, la sussistenza del diritto alle prestazioni di corta durata dipende
direttamente dalla questione di sapere se dalla continuazione della cura medica
ci si possa ancora attendere un sensibile miglioramento dello stato di salute
dell'assicurata.

 

                                         Dopo
attento esame delle tavole processuali (cfr. rapporto 16 gennaio 1998 della
Clinica ortopedica __________ di __________ [doc. _] nonché i referti 3
febbraio e 23 giugno 1998 del dottor __________, spec. FMH in chirurgia
ortopedica [doc. _]), questo Tribunale deve concludere che, al più tardi al
momento in cui l'__________ ha ritenuto estinto il diritto alle prestazioni di
corta durata (fine dicembre 1998), le condizioni di salute dell’assicurata
erano ormai ampiamente stabilizzate. 

                                         Ciò ha
peraltro trovato piena conferma nelle risultanze dei numerosi accertamenti
specialistici a cui __________ si è nel seguito sottoposta (cfr. rapporto
8.9.1999 del dottor __________, spec. FMH in neurologia: "(…). I dolori
riferiti dalla P. sono probabilmente di origine spondilogena, aggravati
dall'obesità, visto il miglioramento delle scorse settimane non ho previsto
altri esami, raccomandando un ulteriore riduzione ponderale ed esercizi di
ginnastica regolare. A seconda del decorso sarà da discutere un EMG di
controllo o una nuova mielo-TAC, esami che non avrebbero attualmente
conseguenze terapeutiche" [doc. _ - la sottolineatura è del redattore];
rapporto 16.3.2000 della Clinica ortopedica __________ di __________:
"(…). Hinweise für eine radikulare Symptomatik oder Spinalkanalstenose fehlen,
so dass eine relevante Verbesserung der dass durch physikalisch-therapeutische oder
operative Massnahmen eine relevante Verbesserung der Leistungsfähigkeit und Arbeitsfähigkeit
der Patientin erzielt werden kann. So schwer es der Patientin fällt, diese Einschränkung
der Leistungsfähigkeit zu akzeptieren, so sehr fehlen unsererseits Hinweise dafür,
dass durch eine medizinische Massnahme eine Aenderung dieser Situation möglich
ist. Bei Verschlechterung der Nervenfunktion ist als nächster Schritt eine neurologischer
Standortbestimmung notwendig" [doc. _ - la sottolineatura è del
redattore]; rapporto 9.6.2000 del Reparto di chirurgia vertebrale della Clinica
__________ di __________: "(…). Die Situation mit der Patientin eingehendst
besprochen. Insgesamt hat die Patientin erhebliche Risikofaktoren wie Adipositas,
Diabetes mellitus, Voroperation und Versicherungsproblematiken.
Zusätzlich besteht eine Ueberlagerung mit Kniebeschwerden. Insgesamt ist der
Leidensdruck so, dass im Moment noch eher von einem operativen Vorgehen abgesehen
werden sollte. Die Patientin selber ist damit einverstanden. Sie wird nun
in nächster Zeit ihre Beschwerden noch genauer analysieren und versuchen durch Ausschöpfen
der konservativen Massnahmen die Situation günstig zu beeinflussen"
[doc. _ - la sottolineatura è del redattore]; rapporto d'uscita 21.6.2000 della
Clinica __________: "(…). Die neurologische Abklärung sowie die konsiliarische
Untersuchung durch die Neurologen/-chirurgen (siehe beiliegende Befundkopien) nach
Anfertigung von funktionellen CT-Myelographien bestätigten den eine Spinalkanalstenose
L3/L4 bei St. n. Spondylodese daselbst. Die Patientin möchte jedoch zum jetzigen
Zeitpunkt nicht operiert werden, da die Beschwerden die Einbusse der alltäglichen
Funktionalität noch nicht überwiegen. Auch von Seiten der Neurochirurgen
steht man einer allfälligen Operation doch auch skeptisch gegenüber, sind doch Adipositas
und Diabetes mellitus für die postoperativen Resultate signifikante Risikofaktoren.
Wir haben der Patientin angeboten, sich bei Verschlimmerung des Beschwerdebildes
jederzeit bei uns zu melden zu können. Die Patientin habe noch einige einzulösende
Termine bei der Physiotherapeutin, wir empfehlen bei Bedarf eine Fortsetzung der
Therapie" [doc. _ - la sottolineatura è del redattore]). 

 

                                         Al
seguente considerando (cfr. consid. 2.4.), il TCA esaminerà dunque la questione
a sapere se ed in quale misura i postumi residuali dell’evento traumatico 29
novembre 1996 incidono sulla capacità lucrativa di __________. 

                                         Nel caso
in cui la risposta dovesse essere affermativa, lo scapito finanziario andrà
indennizzato, non più con la concessione d’indennità giornaliere, ma con
l’attribuzione, da parte dell'__________, di una rendita d’invalidità ai sensi
degli artt. 18ss. LAINF.

                                         La
pretesa a che l'Istituto assicuratore convenuto disponga la riformazione
professionale della ricorrente e se ne assuma i relativi costi (cfr. I, p. 3, pto.
4.2. e IX, p. 5), si appalesa come manifestamente infondata, giacché non si
tratta di una prestazione assicurata in base alla LAINF.

 

                               2.4.   Rendita
d’invalidità

 

                            2.4.1.   Definizione
dell'invalidità

                                         L'art. 4
LAI definisce l'invalidità come la diminuzione della capacità di guadagno,
presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.

 

                                         Due sono
dunque di norma gli elementi costitutivi dell'in­va­lidità:

 

                                         1.   il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)

 

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).

 

                                         Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve i­noltre intercorrere un
nesso causale adeguato (fattore cau­sa­le). 

 

                            2.4.2.   Commisurazione
dell'invalidità

                                         Giacché
il danno alla salute e la perdita della capacità di guadagno devono essere in relazione
causale, il primo avrà giuridica rilevanza solo nella misura in cui riduca la
se­conda.

 

                                         L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si mi­sura in base alla riduzione della
capacità di guada­gno e non se­condo il grado di menomazione dello stato di
salute.

                                         Tuttavia,
poiché l'incapacità di guadagno importa uni­camente nella misura in cui dipende
da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in que­­­­­­­­stione.

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determi­nate funzioni.

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può an­co­ra svolgere la sua professione,
precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre
analoghe. 

                                         Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti, risp.
le precauzioni rese necessarie dal danno alla salute provocano sia nella
professione at­­­­­­­­tua­le che nelle altre relativamente confacenti.

                                         La
valutazione della ripercussione di simili inconvenienti sul piano reddituale
spetta invece all'amministrazione e all'occorrenza al giudice.

                                         L'invalidità,
evento di natura essenzialmente eco­nomica, si misura raffrontando il reddito
che l'as­sicu­rato avrebbe po­tuto con­seguire se non fosse divenuto invalido
con quello ch'e­gli può tuttora realiz­zare, benché invalido, sfruttando la
residua capacità lavora­tiva in at­tività da lui ragione­vol­mente esi­gi­bili
in condizioni normali del mer­cato del lavo­ro, pre­via adozione di even­tuali
provvedimenti integrativi (art. 28 LAI e 18 cpv. 2 ultima frase LAINF; RAMI
1994 p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA 30.6.1994 in re P.).

 

                                         I due
redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipote­ti­ci. L'ipotesi deve
però poggiare su solide basi, avere un fondamento oggettivo.

 

                                         La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

 

                                         Il TFA ha
ancora avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un
rapporto di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato
può esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la
sua residua capacità lavorativa (STFA 30.6.1994 in re P.).

                                         La
perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno
computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al
mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro
particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato
esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare
che utilizza al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito
corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (cfr. RAMI
1991 p. 270ss. consid. 4a: conferma di giurisprudenza).

                                         Le
ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale
della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se,
sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego,
esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la
propria residua capacità di lavoro (cfr. RAMI 1991 succitata consid. 4d).

 

                                         I.
Termine: reddito da invalido

 

                                         La misura
dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in
funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come
l'e­tà, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

 

                                         Secondo
la giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno
considerate circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria.
Particolarità quali formazione professionale o conoscenza linguistiche carenti
hanno, in quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla
media. In tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due
redditi da porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 p. 97ss., consid.
5a, b). 

 

                                         Nel
valutare la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla
in capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del
mercato del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato,
nella situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si
controbilancino (RAMI 1994 p.90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA 30.6.1994 in re
P.).

 

                                         II.
Termine: reddito conseguibile senza invalidità

 

                                         Nel
determinare il reddito conseguibile senza invali­di­tà ci si baserà per quanto
possibile sulla situazione an­tecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà
l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazio­ne si
sarebbe mantenuta sostan­zialmente stabile (STFA 15.12.1992 in re G. I. M., non
pubbl.). Ci si discosterà da que­sta proiezione solo se le premes­se per
modifiche di qualche rilievo sono già da­te al momento del­l'infortunio o se
partico­lari circostanze ne rendono il ve­ri­ficar­si alta­mente proba­bile
(RAMI 1993 p. 97ss., consid. 5b; 4a, b).

 

                                         Il
grado d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il
reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico,
conseguibile da invalido.

 

                            2.4.3.   In casu,
l'assicuratore LAINF
convenuto, con la querelata decisione su opposizione, ha assegnato a __________
una rendita d'invalidità del 20% a decorrere dal 1° gennaio 1999. Con la
decisione formale 28 dicembre 1998, l'__________ ha giudicato l'assicurata
ancora in grado d'esercitare l'attività di "madre
diurna", ovverosia quell'attività per la quale essa venne riformata per
conto dell'assicurazione per l'invalidità (cfr. doc. _). L'__________ ha,
nondimeno, riconosciuto un certo discapito di rendimento (quantificato
approssimativamente nel 20%), giacché __________, a fronte dei postumi
infortunistici, potrebbe occuparsi unicamente di quei bambini che hanno
raggiunto l'età per frequentare l'asilo (cfr. doc. _, p. 2). 

                                         In sede
di decisione su opposizione, così come con la risposta di causa (cfr. IV, p.
5), l'assicuratore infortuni ha sostenuto - a
titolo sussidiario - che anche volendo far riferimento al mercato generale del
lavoro, la ricorrente non potrebbe, comunque, essere posta al beneficio di una
rendita d'invalidità superiore, potendo tranquillamente realizzare, nella
peggiore delle ipotesi, un guadagno annuo di circa il 20% inferiore rispetto a
quello che essa avrebbe conseguito qualora non fosse sopravvenuto il danno alla
salute.

 

                                         La tesi
difesa dall'__________ è fermamente avversata dalla ricorrente. __________
rimprovera essenzialmente all'Istituto assicuratore convenuto d'aver deciso in
merito alla rendita d'invalidità, basandosi su una valutazione dell'esigibilità
lavorativa ormai superata, a fronte di un sensibile peggioramento dello stato
di salute sopravvenuto posteriormente alla visita medica di chiusura del 3
febbraio 1998. In questo senso, essa fa valere di non essere più in grado di
svolgere né le attività sostitutive designate dall'assicuratore LAINF né,
tantomeno, quella originaria di "madre diurna":

 

" 
(…) 

8.

Il 15 settembre 1998, l'assicurata informa la
__________ di un grande aumento dei dolori nella schiena e anche nella gamba
(promemoria della __________ per gli atti del 15.9.1998).

 

9.

Malgrado questa situazione cambiata in modo
notevole riguardo ai dolori dell'assicurata, non viene effettuata una
rivalutazione delle attività svolte dall'assicurata. La __________ si basa
semplicemente sul rapporto del medico della __________ del 3 febbraio 1998.

 

10.

La decisione della __________ si basa dunque
su una valutazione delle attività ragionevoli non più attuale del 3 febbraio
1998. Per questo motivo, i profili di attività
dell'assicurata non corrispondono effettivamente ai profili ragionevoli, non
essendo questi più ragionevoli al momento della decisione della __________.

 

11.

I dolori tuttora esistenti costringono
l'assicurata a sdraiarsi diverse volte durante il giorno, dato che i dolori
dell'assicurata diventano insopportabili dopo due a tre ore di attività
lavorativa. Un'attività lavorativa che dura un giorno intero dunque non è
possibile.

 

12.

Anche se l'assicurata potrebbe portare
occasionalmente pesi fino a 5 chili, quest'attività non potrebbe essere svolta
spesso, dato che i dolori dell'assicurata aumentano molto velocemente. Stare
seduta o stare in piedi per un periodo lungo o delle attività in posizione
inclinata non è più possibile. Allo stesso modo non è più possibile camminare
per percorsi lunghi (più di 5-7 minuti). Camminare sulle scale provoca grandi
dolori e può essere fatto soltanto senza ulteriori pesi e se l'assicurata può
appoggiarsi. Non è possibile usare delle scale.

(…).

 

13.

Per questi motivi le attività presso la
__________ AG (portare spesso pesi, stare spesso in piedi, stare spesso seduti,
percorrere lunghi percorsi a piedi su terreno ondulato), presso la __________
(spesso lungo tempo in piedi, percorrere lunghi percorsi e camminare sulle
scale) e nella produzione pressofusione (portare pesi più di 5 kg, stare in
piedi in modo inclinato, stare seduti e in piedi durante un lungo periodo,
camminare sulle scale) non può essere fatto dall'assicurata.

Inoltre tutti i posti i posti di lavoro indicati si trovano nella Svizzera tedesca e le ditte non sono
disposte ad impiegare delle persone con problemi alla schiena, stando alle
richieste fatte direttamente dall'assicurata (cfr. promemoria della __________
per gli atti del 7 ottobre 1999), In Ticino, dove vive l'assicurata, questi
posti di lavoro non si trovano comunque" (L1). 

 

                                         Dagli
atti all'inserto emerge che il medico di
circondario dell'__________, il dottor __________, spec. FMH in chirurgia
ortopedica, ha avuto modo discutere, più volte, la questione dell'esigibilità
lavorativa. 

                                         Ciò è
avvenuto, una prima volta, in occasione della visita medica di chiusura del 3
febbraio 1998:

 

" 
(…).

Konsolidation, das Metall liegt fest. Die
Rehabilitation verlief langsam. Durch einen Aufenthalt in Clavadel im Dezember
97 mit konsequentem Training konnte dann aber ein grosser Schritt nach vorne
getan werden, sodass sich die Patientin heute
wieder behende bewegen kann, nurmehr an geringen Rückenschmerzen leidet. Sie
schluckt noch etwas Naprosin, toleriert dieses Medikament gut. Eine
Limitierung besteht noch beim Tragen von grösseren Lasten, auch kurzfristig
kann die Patientin keine Gewichte über 10 kg tragen. Gelegentlich sollte die
Patientin auch ihre Körperstellung ändern können. Ein vorwiegendes Sitzen ist
durchaus möglich, aber kein ausschliessliches. Stündlich sollte sich die
Patientin vielleicht 5 Minuten durchbewegen können, eine Arbeit als Sekretärin
wäre aus diesem Grunde wieder möglich. Wie die Patientin berichtet, hat
sich seit der Einstellung auf Insulin ihr Visus auch wieder derart verbessert,
dass sie einer derartigen Arbeit jetzt auch unter diesem Aspekt wieder
gewachsen wäre.

 

(…).

 

Es ergibt sich somit folgendes
Belastbarkeitsprofil:

Bei einer Tätigkeit, die stündlich ein sich Durchbewegen
über 5-10 Minuten erlaubt, kommen sowohl vorwiegend sitzend wie auch stehend
und gehend auszuführende Tätigkeiten in Frage, dies bei Ganztageseinsatz. Eine vorübergeneigte
Körperhaltung kann nur kurzfristig eingenommen werden, das Tragen von Lasten beidhändig
ist bei 10 kg zu limitieren, einhändig bei der Hälfte (…)" 

                                         (doc. _ -
la sottolineatura è del redattore).

 

                                         Una
seconda volta il 22 giugno 1998, con il precipuo
scopo di verificare la fondatezza delle obiezioni
sollevate dall'assicurata (cfr. doc. _):

 

" 
(…).

Davon recht gute Erholung, die Patientin klagt
über variable Rückenbeschwerden.

 

Ich halte die Untersuchung heute kursorisch. Das
Körpergewicht beträgt 85 kg. Die Patientin bewegt sich recht flüssig, eine Inklination
mit etwas unharmonischer Verbiegung der LWS ist bis zu einem FBA von etwa 10 cm
möglich. Ein freies, wenn auch etwas unharmonisches Aufrichten gelingt, danebst
Hallux rigidus rechts, phasenweise schmerzhaft.

 

Wegen der Rückenbeschwerden nimmt die Patientin
phasenweise Naprosyn, daran ist bis auf weiteres festzuhalten.
Entsprechend ergibt sich auch die Notwendigkeit nach gelegentlichen ärztlichen
Konsultationen, wegen Hypertonie, Diabetes und ähnlichem finden diese ohnehin
häufiger statt, als dies nur wegen der Rückenproblematik nötig wäre.

 

Ein Krafttraining hat die Patientin versuchsweise
aufgenommen, wegen Beschwerdezunahme dies dann aber wieder abgebrochen. Heute
erwähnt sie das Thema Aquafit. In geeignetem Rahmen wäre dies sicher eine valable
Möglichkeit, ihre Muskulatur so gut als möglich zu kräftigen. Ich habe die
Patientin gebeten, sich nach einem Ort in Zürich umzusehen, wo dies geboten
wird. Mir bekannt ist nur die __________ Klinik. Eine stationäre Behandlung zu diesem Zwecke, z.B. in __________,
erscheint mir aber doch nicht nötig.

 

Die Patientin gibt an, dass im Februar 98 ihre
Belastbarkeit doch eher optimistisch geschätzt hätte. Eine Stunde an einem Ladentisch stehen könne sie nicht, müsse sich
häufiger etwas setzen. Sitzen gehe nach wie vor ordentlich, müsse sich gelegentlich
aber doch durchbewegen. Auch das Tragen von Lasten
sei nur beschränkt möglich, Gewichte bis 10 kg bringe sie nur kurzfristig und
auf ebener Unterlage hoch, auf Treppen und während längerer Zeit,
Grössenordnung über 5-10 Minuten, müsse man dies reduzieren.

 

Wesentliches am seinerzeit aufgestellten
Belastbarkeitsprofil ändert sich nicht. Wegen des Rückens wäre vor allem der
Bürobereich geeignet, eine Tätigkeit die etwas Bewegung erlaubt, kein reines
Schreiben. Das Pflegen von Kleinkindern, die noch gewickelt werden müssen,
scheitert an der Gewichtslimite, das Halten von zappelnden Kindern ist
zusätzlich erschwert. Dies war aber bereits im Februar 98 so festgehalten.

 

Von der IV wurde die Patientin nun voll berentet.
Dies wird wohl bedeuten, dass von dieser Seite keine Hand zu allfälligen Wiedereingliederungsmassnahmen
geboten wird, was die Patientin an sich sehr wünscht. Sie bleibt somit auf ihre
eigene Initiative angewiesen"

                                         (doc. _ -
la sottolineatura è del redattore). 

 

                                         Alla luce
delle indicazioni fornite dal dottor __________, __________ sarebbe dunque in
grado d'esercitare - a tempo pieno ("Ganztageseinsatz") -
un'attività prevalentemente seduta, che le permetta di cambiare, di tanto in
tanto, posizione, e che inoltre non comporti il sollevare, rispettivamente, il
trasportare pesi anche solo relativamente importanti. 

                                         Ora, per
quel che concerne l’attività ancora esigibile nonostante i postumi
infortunistici, questo TCA non vede ragioni che gli impediscano di fare capo
alla valutazione - circostanziata ed approfondita - enunciata dallo specialista
consultato dall'Istituto assicuratore convenuto, senza che si riveli necessario
dare seguito al provvedimento probatorio (e cioè una perizia medica
giudiziaria) chiesto, in più di un'occasione, dall'assicurata (cfr., per la
valutazione anticipata delle prove, RCC 1986 pag. 202 consid. 2d; STFA del 27
ottobre 1992 in re A. B. P., STFA del 13 febbraio 1992 in re M. O., STFA del 13
maggio 1991 in re A. A., STCA del 25 novembre 1991 in re G. M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege,
2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,
Zurigo 1999, pag. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
des Bundes, 2a ed., pag 39 e pag. 177; sull’attendibilità dei rapporti medici
interni all’amministrazione e sulla facoltà per il giudice di basare il suo
giudizio su tali rapporti: cfr. DTF 104 V 209; sentenze inedite 5 gennaio 1993
in re S., 5 aprile 1984 in re M. e 2 novembre 1983 in re M.; U. Meyer-Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 30ss.; DTF 122 V 161 in
fine; RAMI 1996 U252, pag. 191ss.). 

                                         Del resto
- sebbene la ricorrente abbia fatto valere che le sue condizioni di salute si
sarebbero progressivamente aggravate a decorrere dal mese di settembre 1998, di
modo che l'apprezzamento dell'esigibilità lavorativa manifestato dal dottor
__________ andrebbe riconsiderato, siccome ormai inattuale - la tesi difesa dal
medico di circondario dell'__________, in realtà, non è stata sconfessata da nessuno dei sanitari che si sono successivamente
interessati a __________. 

                                         I soli
medici della Zürcher __________ di __________- istituto presso il quale
l'assicurata è rimasta degente durante il periodo 22 febbraio-19 marzo 1999 -
hanno genericamente affermato che, da un punto di vista ortopedico, __________
presenta una capacità lavorativa limitata (cfr. doc. _: "Die Arbeitsfähigkeit
der Patientin ist aus orthopädischer Sicht sicherlich eingeschränkt, jedoch ist
eine Restarbeitsfähigkeit vorhanden. Eine genaue Beurteilung der Situation bräuchte
jedoch eine umfassende Abklärung mit Einsicht sämtlicher Vorbefunde, weshalb wir
eine eingehende Beurteilung durch eine offizielle Stelle empfehlen"). 

                                         Questa
affermazione non è in contrasto con la valutazione del dottor __________. In
effetti, quest'ultimo specialista ha, anch'esso, ammesso che le sequele
dell'evento traumatico del novembre 1996 comportano degli importanti
impedimenti funzionali, in relazione e al sollevamento di pesi e al
mantenimento di una determinata stazione. 

                                         D'altro
canto, non può neppure essere ignorata la circostanza che il dottor __________,
spec. FMH in chirurgia ortopedica, il quale ha visitato __________ il 28
settembre 2000 a seguito dell'annuncio di una ricaduta (cfr. doc. _), ha
indicato che le sue condizioni di salute sono sostanzialmente paragonabili a
quelle accertate in occasione della visita di chiusura del febbraio 1998 (cfr.
doc. _). 

                                         A questo punto, sapere se l'insorgente sia o meno
ancora in grado di svolgere l'attività di "madre diurna" (e,
nell'affermativa, in quale misura lo sia), è questione che può tranquillamente
rimanere insoluta. Infatti - così come verrà meglio
dimostrato in seguito - __________, sul mercato generale del lavoro, è
senz'altro in grado di valorizzare la propria capacità lavorativa residua
altrettanto efficacemente che nell'esercizio della professione di educatrice di
bambini. 

                                         Tenendo
presente il profilo tracciato dal medico di
circondario dell'__________, lo scrivente TCA considera che vi sia una
sufficiente offerta di occupazioni, in primo luogo nel ramo impiegatizio,
esercitabili da manodopera femminile, che implichino lo svolgimento di mansioni
non comportanti aggravi fisici e che, come nelle circostanze concrete,
consentano, saltuariamente, d'alternare la stazione seduta a quella eretta
nonché d'evitare il sollevamento, rispettivamente, il trasporto di pesi
superiori ai 5/10 kg. Le tavole processuali
dimostrano, d'altro canto, che __________, nel passato, ha seguito una
formazione commerciale (cfr. attestato 8.5.1981 della __________ di __________
allegato al doc. _) e conseguito, segnatamente, il diploma di segretaria medica
(cfr. diploma 31.12.1982 rilasciato dalla Scuola professionale per segretarie
mediche di __________ accluso al doc. _). Ora, la professione di segretaria è
proprio quella che il dottor __________ ha giudicato essere come la più
appropriata dal profilo dell'esigibilità. Si deve, pertanto, ritenere che le
opportunità di reperire un'attività che sia conciliabile con i disturbi
accusati dall'assicurata, non devono essere considerate irrealistiche o
eccezionali ai sensi della giurisprudenza federale (cfr. RCC 1991, p. 332 consid.
3c).

                                         Del
resto, il TFA è giunto ad una soluzione analoga in una sentenza del 23 marzo
1998 nella causa UAI c/ L. P., non pubblicata, fattispecie concernente
un'assicurata - portatrice di dolori persistenti a livello lombosacrale con
irradiazioni alla gamba destra riconducibili a patologie ortopediche che hanno
richiesto due interventi chirurgici di rimozione di ernie discali oltre che
cure continue - riconosciuta dai medici totalmente abile in occupazioni leggere
che non comportino il sollevamento di pesi superiori ai 10 kg o l'assumere
posizioni statiche per periodi prolungati, rispettivamente sollecitazioni alla
colonna vertebrale:

 

" 
(…).

b) Controverso è il tema di sapere se, e in quale
misura al caso, le possibilità lavorative individuate dai sanitari siano
economicamente realizzabili nel mercato del lavoro che entra in linea di conto
per l'interessata, considerate le sue attitudini e le limitazioni cagionate dai
disturbi alla salute di cui è affetta, al riguardo essendo determinanti le
circostanze al momento in cui la decisione litigiosa è stata resa (DTF 121 V
366 consid. 1b). Contrariamente all'amministrazione, i giudici cantonali hanno
evaso negativamente il quesito ritenendo che nelle condizioni in cui si trova
l'assicurata le opportunità di reperire un impiego a lei confacente siano quasi
nulle e, quindi, il relativo reddito non conseguibile in un mercato
occupazionale equilibrato.

Quest'ultima tesi, avversata dall'insorgente, non
può essere condivisa da questa Corte.

 

4.- a) Come è già stato ricordato nella pronunzia
querelata, il concetto d'invalidità è riferito ad un mercato del lavoro equilibrato,
nozione quest'ultima teorica ed astratta implicante da una parte un certo
equilibrio tra offerta e domanda di manodopera e, dall'altra, un mercato del
lavoro strutturato in modo tale da offrire una gamma di posti di lavoro
diversificati. Secondo questi criteri si dovrà di caso in caso se l'invalido
possa mettere a profitto le sue residue capacità di guadagno e conseguire un
reddito tale da escludere il diritto a rendita. In particolare, l'esistenza di
una simile opportunità dovrà essere negata qualora le attività esigibili
dall'interessato siano in una forma talmente ristretta da non rientrare più
nell'offerta lavorativa generale o siano reperibili solo in misura molto
ridotta cosicché le possibilità occupazionali appaiano sin dall'inizio escluse
o perlomeno non realistiche (DTF 110 V 276 consid. 4b; RCC 1991 pag. 332 consid.
3b e 1989 pag. 331 consid. 4a; Plädoyer 1995 no. 1 pag. 67 consid. 5c).

 

b) Nella fattispecie, al fine di valutare la
residua capacità di guadagno dell'assicurata, incontestatamente torna in
considerazione il mercato occupazionale aperto a personale femminile non
qualificato o semi-qualificato (RCC 1989 pag. 331 consid. 4a). Ora, per quel
che attiene alle attività che vi rientrano, non può essere seguita l'istanza
cantonale laddove adduce che in un mercato del lavoro equilibrato esse
sarebbero di fatto precluse a persone affette, come L.P., da limitazioni
fisiche e funzionali. Questa Corte ritiene per contro che vi sia una
sufficiente offerta di occupazioni, segnatamente nel ramo impiegatizio, del
commercio o dell'industria, esercitabili da manodopera femminile, che
implichino lo svolgimento di mansioni non comportanti aggravi fisici e che,
come nelle circostanze concrete - in sé peraltro non eccezionali -, consentano
di cambiare con frequenza posizione (RCC 1980 pag. 482 consid. 2). Ove altresì
si consideri la ancor giovane età dell'interessata e il conseguente presumibile
buon potenziale di adattamento ad una nuova professione (cfr. SVR 1995 UV no.
35 pag. 106 consid. 5b) nonché il fatto che la medesima dispone di una
formazione proprio nel mestiere, quello di impiegata di commercio, che i medici
designano attualmente come il più indicato, non si può obiettivamente affermare
che ci si trovi confrontati con una costellazione particolarmente sfavorevole
ai fini reintegrativi. Al contrario, l'UAI ha pertinentemente ritenuto che le
opportunità di reperire un'attività che sia conciliabile con i suoi disturbi e
le permetta di conseguire un reddito superiore ad un terzo circa di quanto
percepito in buona salute come cameriera non devono, anche se rare, essere
considerate irrealistiche o eccezionali ai sensi della menzionata
giurisprudenza (RCC 1991 pag. 332 consid. 3c)"

                                         (STFA
succitata).

 

                                         Non si
ignorano certo le difficoltà che presenta il mercato del lavoro svizzero.
Tuttavia, ciò rappresenta un elemento estraneo all’invalidità. In effetti,
secondo dottrina e giurisprudenza, l’assicurato deve compiere ogni sforzo per
valorizzare al massimo le sue capacità di guadagno (STFA 10.9.1998 in re S.
inedita; DTF 123 V 96 consid. 4c; RAMI 1996 U240 p. 96; SVR 1995 UV35 p. 106 consid.
5b e riferimenti). Se, malgrado tale impegno, un’occupazione confacente
all’interessato non é reperibile in concreto, questo é dovuto alla congiuntura
del momento, per la quale, considerata la nozione di mercato equilibrato del
lavoro, né assicurazione contro gli infortuni né quella per l'invalidità sono
tenute a rispondere (DTF 110 V 276 consid. 4c; RCC 1991 p. 332 consid. 3b, P. Omlin,
Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, p.
83). In tale ipotesi deve semmai intervenire l'assicurazione contro la
disoccupazione.

                                         Parimenti
estranei all'invalidità sono l'età e la mancanza di formazione
dell'interessato, fattori che, di per sé, non possono influire sulla sua
determinazione. Nella DTF 107 V 21 consid. 2c, la nostra Corte federale ha, in
effetti, stabilito che l'assicurazione per l'invalidità - ma lo stesso vale
anche per l'assicurazione infortuni - non è tenuta a rispondere, qualora l'assicurato,
in ragione della sua età, di una carente formazione oppure a causa di
difficoltà di apprendimento o linguistiche, non riesce a trovare concretamente
un'occupazione (giurisprudenza ancora di recente confermata con la STFA del 9.5.2001 in re S.D. c/ UAI, inedita).

 

                                         Con il
proprio gravame, __________ ha sostenuto che le tre attività alternative
proposte dall'Istituto assicuratore convenuto (cfr. doc. _) non sarebbero medicalmente
esigibili (cfr. I, p. 4 e L1, p. 4, pto. 13). 

                                         Da parte
sua, il TCA può rinunciare ad esaminare più da vicino simile censura, giacché
le occasioni per un adeguato reinserimento professionale dell’assicurata, non
si esauriscono certo nelle occupazioni elencate - peraltro a titolo
esemplificativo - dall’__________. In questo ordine d'idee, vale la pena
ricordare, ancora una volta, come le migliori opportunità per un reinserimento
professionale di __________, si trovino nel settore impiegatizio, vuoi
perché la professione d'impiegata (presso uno studio medico piuttosto che presso
un ufficio) consente senza dubbio di rispettare le limitazioni poste in
evidenza dal dottor __________, vuoi perché
l'assicurata dispone della formazione e dell'esperienza necessarie ad
esercitare quest'attività. 

                                         All'insorgente
non può neppure essere di soccorso il fatto che non sia stata in grado di
continuare a svolgere l'attività di rappresentante di vendita alle dipendenze
della ditta __________ (cfr. I, p. 5), giacché quest'ultima, stando almeno alla
descrizione presentata in sede di ricorso, non appare affatto compatibile con
le sue condizioni di salute. 

 

                            2.4.4.   __________ è
dunque in grado d'esercitare - a tempo pieno e con pieno rendimento -
un'attività semplice e fisicamente leggera (cfr. consid. 2.4.3.).

 

                                         Nell'ottica
di fissare il tasso d'invalidità, il TCA ritiene doveroso, in primo luogo,
ricordare che - conformemente alla costante giurisprudenza federale (cfr., ad
esempio, DTF 121 V 366) - determinanti sono le circostanze esistenti alla
data in cui è stata emanata l'impugnata decisione. All'inizio del mese di
giugno 1999, l'assicurata era ancora domiciliata nel Cantone di Zurigo (cfr.
doc. _), motivo per cui la determinazione del reddito da invalido (e quella del
reddito da valido), va fatta con riferimento alle condizioni salariali di quel
Cantone, così come pertinentemente osservato dall'__________ in data 20 marzo
2001 (cfr. LIII). 

                                         In
secondo luogo, va sottolineato che qualora l’evento infortunistico aggravi una
preesistente invalidità, il grado d’invalidità sarà determinato in applicazione
del metodo ordinario del raffronto dei redditi. L'art. 28 cpv. 3 OAINF prevede,
comunque, che se la capacità lavorativa dell'assicurato era già
considerevolmente ridotta in modo durevole prima dell'infortunio, determinante
per valutare il grado d'invalidità è il reddito che avrebbe potuto conseguire
in base alla sua capacità lavorativa prima dell'infortunio. Tale reddito -
assimilato ad un reddito da non invalido sebbene costituisca esso stesso un
reddito da invalido a dipendenza della preesistente invalidità - é da comparare
a quello che l’assicurato é ancora in grado di realizzare (cfr. Ghélew, Ramelet,
Ritter, op. cit., p. 102). Tuttavia, qualora un assicurato già sia divenuto
invalido in misura totale per motivi estranei ad un evento infortunistico, non
sussiste più spazio per prendere in considerazione un'incapacità di guadagno
supplementare, a carico dell'assicurazione contro gli infortuni, né quindi è
data la possibilità di assegnargli una rendita d'invalidità a questo titolo
(cfr. STFA 23.3.1998 in re M.; P. Omlin, op.
cit., pag. 146).

 

                                         In casu,
a far tempo dal 1° agosto 1993, __________ è al beneficio di una mezza rendita
AI, riconosciutale in base ad incapacità lucrativa del 61% (cfr. consid.
1.1. in fine e doc. _), provocata da una grave polipatologia che l'ha
costretta ad abbandonare la professione di segretaria presso uno studio medico
(cfr. XL5: scritto 23.9.1996 dell'allora patrocinatore dell'assicurata, lic. iur.
__________, all'UAI del Canton Zurigo: importante miopia, difficoltà inerenti
alla visione stereoscopica, disturbi del campo visivo e, a complemento,
sindrome dolorosa lombospondilogena e cervico-cefalica, sindrome fibromialgica
nonché diabete mellito). 

                                         Dalla
pronunzia 30 giugno 1999 del Tribunale delle assicurazioni del Canton Zurigo
(XL1) - integralmente confermata dal TFA con giudizio del 21 agosto 2000
(XXXIII1) - si evince che l'assicurata, nonostante il danno alla salute,
esercitando l'attività per la quale è stata riformata dall'assicurazione per
l'invalidità, ovvero quella di "madre diurna", avrebbe potuto
conseguire un guadagno annuo attorno a fr. 30'000.--. 

                                         Quest'ultimo
importo - dal quale lo scrivente TCA non vede ragioni di distanziarsi, giacché è stato confermato, oltre che dal Tribunale delle
assicurazioni zurighese, anche dalla nostra Corte federale e che, del resto,
nella procedura amministrativa in materia di AI, l'assicurata aveva preteso
essere addirittura troppo elevato (cfr. XL5: "(…). Unter Berücksichtigung der
vielfachen gesundheitlichen Probleme, wie sie vor allem im Arztbericht von Dr. med.
__________ vom 24.6.1995 aufgeführtsind und in ihren Auswirkungen auf die Arbeitsfähigkeit
einigermassen realistisch gewürdigt werden, ist es im weiteren kaum wahrscheinlich,
dass meine Mandantin überhaupt fähig sein sollte, ein Einkommen von auch nur
fr. 24'000.00 jährlich zu erzielen. Denn es ist nicht möglich, mit diesen gesundheitlichen
Schwierigkeiten überhaupt eine feste, länger dauernde Anstellung zu finden. Somit
bleibt lediglich eine Tätigkeit für den Tagesmütter-Verein übrig, die äusserst schlecht
entlöhnt ist, oder eine freie, selbstständige Tätigkeit" - la
sottolineatura è del redattore) - costituisce, in ossequio al summenzionato art.
28 cpv. 3 OAINF, il reddito che ___________ avrebbe percepito qualora non fosse
sopravvenuto l'evento infortunistico assicurato (reddito da valido). 

                                         Riconoscendo
un tasso d’invalidità del 20%, l’assicuratore LAINF convenuto ha, di fatto,
considerato che l’insorgente, sul mercato generale del lavoro, é ancora in
grado di realizzare un reddito annuo di fr. 24'000.-- circa (reddito da
invalido). 

                                         Una tale
valutazione appare senza alcun dubbio plausibile - se non addirittura generosa
- alla luce della più recente giurisprudenza federale in materia di reddito da
invalido (cfr. DTF 126 V 75ss.), giusta la quale, qualora non fosse possibile
fondarsi sulla situazione salariale concreta, occorre basarsi sui dati
statistici e, concretamente, sull'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari
1998 (l'ultima edizione disponibile), edita dall'Ufficio federale di
statistica. Secondo questo studio, una donna, esercitando nel 1998 un'attività
semplice e ripetitiva in Svizzera, avrebbe potuto realizzare, mediamente, un
salario mensile lordo pari a fr. 3'505.--, quindi, riportandolo su 41.9 ore
(cfr., per quest'ultimo aspetto, DTF 126 V 81 consid. 7a), fr. 3'671.--. Per il
1999 - dopo adeguamento all'indice dei salari nominali ("Nominallohnindex"
- cfr. DTF 126 V 81 consid. 7a e STCA 20.2.2001 in re G. R.) - si raggiunge un
reddito mensile di fr. 3'695.-- oppure di fr. 44'340.-- per
l'intero anno (fr. 3'695.-- x 12, ritenuto che la quota di tredicesima è già
compresa, cfr. STFA 18.2.1999 in re G. B. c/ INSAI, p. 5 consid.
3a).

                                         Il TFA
raccomanda, in seguito, di esaminare le circostanze specifiche del caso
concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado d'occupazione) e, se del caso,
procedere ad una riduzione percentuale del salario statistico medio. La riduzione
massima consentita dalla giurisprudenza ammonta al 25%, percentuale che
consente "… di tener conto delle varie particolarità che possono influire
sul reddito del lavoro" (cfr. DTF 126 V 80 consid. 5 b/cc).

                                         In
concreto, lo scrivente TCA può esimersi dal discutere quest'ultimo aspetto,
nella misura in cui - anche se si dovesse ritenere, per pura ipotesi di lavoro,
la riduzione massima del 25% - la ricorrente non potrebbe, comunque,
beneficiare di una rendita d'invalidità d'entità superiore a quella già riconosciutale
dall'__________. 

                                         Da notare
ancora che non si giungerebbe ad un esito diverso, qualora, per determinare il
reddito ancora esigibile malgrado il danno alla salute, si volessero utilizzare
i valori specifici per il Cantone di Zurigo, anziché i dati salariali
statistici validi per tutta la Svizzera. In effetti, applicando i dati che
risultano dalla tabella TA14 (la più favorevole all'assicurata, siccome
considera unicamente il settore privato), il reddito annuo realizzabile da
____________ in occupazioni semplici e ripetitive nel settore privato zurighese
ammontava, nel 1999, a fr. 48'493.-- (fr. 3'834.-- : 40 x 41.9 +
fr. 25.-- d'adeguamento all'indice dei salari nominali x 12), importo che -
analogamente a quello che è stato estrapolato dalla tabella TA1 - dimostra, tenuto sempre conto del fatto che il salario
statistico è suscettibile d'essere ridotto a seconda delle circostanze del caso
concreto, che l'Istituto assicuratore convenuto ha abbondantemente largheggiato
quantificando il reddito da invalido in fr. 24'000.--. 

 

                            2.4.5.   In esito ai considerandi
che precedono, la decisione dell'______ d'assegnare a __________ una rendita
d'invalidità del 20% non presta il fianco a censure di sorta. 

 

                               2.5.   Indennità
per menomazione dell'integrità

 

                            2.5.1.   Secondo l'art.
24 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto ad un'equa indennità se, in seguito
all'in­fortunio, accusa una menomazione importante e dure­vole all'in­tegrità
fisica o mentale.

                                         Tale
indennità è assegnata in forma di prestazione in capitale.

                                         Essa non
deve superare l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca
dell'infortunio ed è scalata secondo la gravità delle menomazioni.

                                         Il
Consiglio federale emana disposizioni particolareggiate sul calcolo
dell'indennità (art. 25 cpv. 1 e 2 LAINF).

 

 

                            2.5.2.   L'art. 36
cpv. 1 OAINF definisce i pre­supposti per la concessione dell'indennità giusta l'art.
24 LAINF: una menomazione dell'integrità è considerata durevole se vero­similmente
sussisterà tutta la vita al­meno con identica gravità ed importante se
l'integrità fisica o mentale è alterata in modo evidente o grave.

                                         In questa
valutazione dovrà essere fatta astrazione dalla capacità di guadagno ed anche
dalle circostanze personali dell'assicurato: secondo la giurisprudenza,
infatti, la gravità della menomazione si stima soltanto in funzione di
accertamenti medici senza ritenere, all'opposto delle indennità per torto
morale secondo il diritto privato, le eventuali particolarità dell'assicurato
(DTF 113 V 218 consid. 4; RAMI 1987 pag. 438).

                                         La parte
della riparazione del torto morale contemplata dagli artt. 24ss. LAINF è,
dunque, soltanto parziale: gli aspetti soggettivi del danno (segnatamente il pretium
doloris e il pregiudizio estetico) ne sono esclusi (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter,
Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, pag. 121).

 

                            2.5.3.   Giusta l'art.
36 cpv. 2 OAINF, l'indennità è calcolata in base alle direttive contenute nel­l'Allegato
3 dell'OAINF. 

 

                                         Una
tabella elenca una serie di le­sioni indicando per cia­scuna il tasso normale
di indenni­z­zazione, corrispondente ad una percentuale dell'ammontare massimo
del guadagno assicu­rato. 

 

                                         Questa
tabella - riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco
esaustivo (DTF 113 V 219 consid. 2a; RAMI 1988 U48 pag. 235 consid. 2a e
sentenze ivi cita­te). Deve essere intesa come una norma valida "nel caso
normale" (cifra 1 cpv. 1 dell'allegato).

                                         Le
menomazioni extra-tabellari sono indennizzate se­condo i tas­si previsti tabellarmente
per menoma­zioni di ana­loga gra­vità (cifra 1 cpv. 2 dell'allegato).

                                         La
perdita totale dell'uso di un organo è equiparata alla perdita dell'organo
stesso. In caso di perdita parziale l'indennità sarà corrispondentemente
ridotta; tuttavia nes­suna indennità verrà versata se la menomazione dell'inte­­­­­­gri­tà
risulta inferiore al 5% (cifra 2 dell'allegato).

                                         Se più
menomazioni all'integrità fisica o mentale, causate da uno o più infortuni sono
concomitanti, l'indennità va calcolata in base al pregiudizio complessivo (art.
36 cpv. 3 1a frase OAINF).

                                         Si terrà
adeguatamente conto di un aggravamento prevedibile della menomazione
dell'integrità. È esclusa la revisione.

 

                            2.5.4.   L'__________
ha allestito una serie di tabelle, dalla griglia molto più serrata, che integrano
quella dell'ordinanza.

                                         Semplici
direttive di natura amministrativa, esse non hanno valore di legge e non
vincolano il giudice (cfr. STFA 7.12.1988 in re A. P.; RAMI 1989 U71, pag.
221ss.).

                                         Tuttavia,
nella misura in cui esprimono unicamente valori indicativi, miranti a garantire
la parità di trattamento di tutti gli assicurati, esse sono compatibili con
l'annesso 3 all'OAINF (RAMI 1987 U21, pag. 329; DTF 113 V 219, consid. 2b; DTF
116 V 157, consid. 3a).

 

                            2.5.5.   In concreto,
l'assicuratore LAINF convenuto ha assegnato all'assicurata un'indennità per
menomazione dell'integrità netta dell'1.66%,
facendo riferimento all'apprezzamento enunciato dal medico di circondario, il
dottor __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica, in occasione della visita
medica di chiusura 4 febbraio 1998:

 

" 
Als Folge des Unfalles vom 29.11.96 besteht heute
bei der Patientin eine Spondylodese von L1-L3. Die Quadricepsparese beidseits ist
wieder abgeklungen.

 

Global ist die Beweglichkeit der Wirbelsäule
heute gut, die Schmerzhaftigkeit gering. 

 

Was die Unfallfolgen angeht, ist von einer
definitiven Situation zu sprechen. Bei der Patientin bestehen degenerative
Veränderungen an der ganzen Wirbelsäule und auch am übrigen Bewegungsapparat,
die eine Tendenz zur Progression haben. Durch das Unfallgeschehen ist diese
Tendenz nicht beeinflusst.

 

Zur Einstufung sei die Tabelle 7 der Publikation
"Integritätsentschädigung gemäss UVG" herangezogen. In der Schmerzfunktionsskala
befinden wir uns in der Kolonne +, im weiteren sind die Positionen 1 resp. 2
heranzuziehen, bei Position 1 Achsenabweichung unter 10°, sodass je eine
Integritätseinbusse von 0-5% resultiert. Angesichts der doch etwas verminderten
Belastbarkeit ist die Einstufung mit 5% richtig, eine höhere Wertung angesichts
der guten Funktion aber nicht.

 

Im weiteren bleibt zu berücksichtigen, dass
deutliche degenerative Veränderungen vorbestanden haben, weswegen auch die Spondylodes
im Rahmen der Diskektomie nötig wurde. Diesen Elementen ist die Bedeutung von
zwei Dritteln zuzumessen, entsprechend ergibt sich netto eine
Integritätseinbusse von 1.66%"

                                         (doc. _).

 

                                         In sede di ricorso, __________ pare aver inteso
censurare - in termini invero piuttosto generici - l'apprezzamento manifestato
dal medico di circondario dell'__________, senza finalmente formulare alcuna
concreta pretesa a proposito dell'indennità per menomazione dell'integrità
(cfr. petito del ricorso 15 ottobre 1999). Da un lato, l'assicurata rimprovera
all'assicuratore infortuni d'aver valutato la menomazione dell'integrità
"troppo presto" (cfr. I, p. 5). Dall'altro, essa contesta la
decurtazione operata in ragione del preesistente danno al rachide lombare: pur
non negando d'aver accusato, già nel passato, dei problemi alla schiena, la
situazione sarebbe divenuta invalidante soltanto dopo l'infortunio del 29
novembre 1996 (cfr. IX, p. 4s.). 

                                         A
mente di questa Corte, le obiezioni sollevate da
__________, in realtà, non sono altro che delle considerazioni sprovviste di
fondamento scientifico e, come tali, non possono infirmare le conclusioni, scientifiche,
a cui è giunto lo specialista in chirurgia ortopedica interpellato
dall'Istituto assicuratore convenuto. 

                                         Queste
ultime conclusioni meritano, pertanto, d'essere condivise.

                                         Del
resto, così come emerge dalla documentazione medica esposta al consid. 2.3.2., le condizioni per poter procedere ad una definizione
del caso - con fissazione e della rendita d'invalidità e, in ossequio al
principio previsto dall'art. 24 cpv. 2 LAINF, dell'indennità per menomazione
dell'integrità - erano già realizzate al momento in cui la ricorrente è stata
sottoposta alla visita medica di chiusura del 3 febbraio 1998.

                                         D'altro
canto, la presenza, a livello della colonna vertebrale, di un importante stato
patologico preesistente, appare innegabile, gettando anche solo uno sguardo
all'anamnesi remota di __________ (cfr., ad esempio, doc. _, p. 2: "Bei der Versicherten sind Rückenbeschwerden über längere
Zeit hin bekannt, so musste sie 1988 wegen eines lumbospondylogenen Syndroms und
beginnender Gonarthrose in Rheinfelden kuren, ein jahr später erneute Kur wegen
eines rezidivierenden lumbovertebralen Syndroms. 1991 stationäre Behandlung in der
Rheumaklinik ________ wegen Fibromyalgiesyndrom, 1992 wieder in Rheinfelden wegen
generalisierter Tendomyopathie, 1993 in der Clinica __________ in __________ wegen
Fibromyalgie, ab Frühjahr 95 physikalische Therapie wegen generalisierter Tendomyopathie,
vorwiegend im Nacken/Schulthergürtelbereich, im Sommer 95 dann wegen Beschwerden
im Beckenbereich und beidseits in den Knien. Im Dezember 95 stationäre Behandlung
in Clavadel wiederum wegen Fibromyalgiesyndrom"; cfr., inoltre, il doc. ,
p. 1 in fine: "Seit ca. 10 od. 15 Jahren war ich vor dem Unfall wegen
des Rückens immer wieder bei Dr.____________,___________. Auch war
ich drei Mal in der Rheabilitationsklinik _________. Dazu war ich manchmal auch
noch zur ambulanten Rückentherapie im Kantonsspital _________" ed il doc.
EEE). 

 

                               2.6.   Guadagno
assicurato

 

                            2.6.1.   A norma dell’art.
15 cpv. 1 LAINF, le indennità giornaliere e le rendite sono calcolate in base
al guadagno assicurato. 

                                         Il cpv. 2
recita, da parte sua, che per il calcolo delle indennità giornaliere é
considerato guadagno assicurato l’ultimo salario riscosso prima
dell’infortunio; per il calcolo delle rendite, quello riscosso durante l’anno
precedente l’infortunio. Il medesimo art. 15 al cpv. 3 permette, peraltro, al
Consiglio federale di emanare disposizioni particolari, segnatamente (lett. d),
quando l’assicurato sia occupato in modo irregolare.

 

                                         Per
guadagno assicurato si deve intendere, in genere, tutte le somme versate
all’assicurato dal suo datore di lavoro, e ciò allo scopo di rimunerare un
lavoro dipendente, prestato per un tempo determinato o indeterminato. Tali
somme fanno parte del guadagno assicurato soltanto se si trovano in una
relazione economica con il rapporto di lavoro. Si considera, pertanto, reddito
derivante da un’attività salariata, non solo la retribuzione versata per il
lavoro effettuato ma, di principio, anche le indennità o prestazioni che si
trovano in una qualsiasi relazione con il rapporto di lavoro, nella misura in
cui queste prestazioni non siano esenti da premio in virtù di disposizioni
legali espresse (Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 83 e giurisprudenza ivi
menzionata).

 

                                         Di
regola, é considerato guadagno assicurato il salario determinante ai sensi
degli artt. 5 cpv. 2 LAVS e 6ss. OAVS (cfr. art. 22 cpv. 2 OAINF).

 

                                         L'art. 22
cpv. 4 OAINF prevede, nuovamente, che le rendite sono calcolate in base al
salario pagato all'assicurato da uno o più datori di lavoro nel corso
dell'anno precedente l'infortunio, inclusi gli elementi del salario non
ancora versati che gli sono dovuti. Se il rapporto non è durato un anno intero,
il salario ottenuto durante questo periodo è convertito in pieno salario annuo.
Per l'assicurato esercitante un'attività stagionale la conversione è limitata
alla durata normale di questa attività.

 

                                         Derogando
al principio posto dagli artt. 15 cpv. 2 seconda frase LAINF e 22 OAINF,
l'art. 24 OAINF definisce il salario determinante in alcuni casi speciali. 

                                         Il cpv. 1
recita così che se nel corso dell'anno precedente l'infortunio, il salario
dell'assicurato è stato ridotto a causa di servizio militare, servizio di
protezione civile, infortunio, malattia, maternità, disoccupazione o lavoro
ridotto, il guadagno assicurato è quello che l'assicurato avrebbe conseguito
senza queste circostanze.

                                         A mente
del cpv. 2 della stessa disposizione, se il diritto alla rendita nasce più di
cinque anni dopo l'infortunio o l'insorgenza della malattia professionale,
determinante è il salario che l'assicurato avrebbe ottenuto nell'anno
precedente l'inizio del diritto alla rendita se non si fossero verificati detti
eventi, per quanto questo salario sia più elevato dell'ultimo riscosso prima
dell'infortunio o dell'insorgenza della malattia professionale. 

                                         Giusta il
cpv. 4, infine, se il beneficiario di una rendita d'invalidità è vittima di un
ulteriore infortunio assicurato comportante un aggravamento dell'invalidità,
determinante per calcolare la nuova rendita è il salario che l'assicurato
avrebbe ricevuto nell'anno precedente l'ultimo infortunio se non si fosse già
prima infortunato. Se questo salario è inferiore a quello ottenuto
anteriormente al primo infortunio assicurato, è determinante il salario più
elevato.

 

                            2.6.2.   In casu,
l'Istituto assicuratore convenuto ha calcolato la
rendita d'invalidità assegnata all'assicurata su un guadagno annuo pari a fr.
30'000.-- (cfr. doc. _). Applicando gli artt. 15 cpv. 2 seconda frase
LAINF e 24 cpv. 1 OAINF, esso ha considerato determinante quel salario che
____________avrebbe percepito durante l'anno precedente l'infortunio del 29
novembre 1996, qualora non si fosse trovata in disoccupazione e avrebbe quindi
verosimilmente esercitato la professione di "madre diurna". Con
riferimento ai dati emersi nell'ambito della procedura amministrativa in
materia di AI, l'_____ ha fissato appunto in fr. 30'000.-- il guadagno annuo
assicurato (cfr. doc. _, p. 3s.). 

 

                                         Da parte
sua, in sede di ricorso, __________ ha postulato che il guadagno assicurato
venga stabilito a fr. 97'217.85 (cfr. I, p. 1). 

                                         Con
l'allegato di replica, l'assicurata ha invece sostenuto - per quanto è dato di
capire - che il guadagno assicurato ammonta a fr. 72'105.35 (cfr. IX, p.
2). 

                                         Infine,
in data 12 marzo 2001, dopo aver cambiato il proprio patrocinatore, essa ha
preteso che la rendita d'invalidità assegnatale dall'__________ venga calcolata
su un guadagno assicurato di fr. 65'000.--:

 

" 
(…).

Il guadagno assicurato annuale deve essere
stabilito nell'ambito di questa procedura indipendentemente dagli accertamenti
fatti nell'ambito della procedura AI, non essendo stato nell'ambito della
procedura LAINF accertato lo stesso guadagno assicurato. Facendo ciò deve
essere rispettato il fatto che l'assicurata avrebbe, prima dell'incidente
avvenuto, potuto attendere cinque fanciulli al giorno (invece di due).
Rispettando inoltre il fatto che i bambini non vengono custoditi da terze
persone durante quattro settimane all'anno (vacanze genitori), risulta un
guadagno assicurato di fr. 65'000.--. L'assicurata, prima dell'incidente, non
ha potuto ottenere effettivamente questo guadagno, semplicemente per via del
fatto che era disoccupata, però questo fatto non deve essere preso in considerazione
basandosi sull'art. 15 LAINF e sull'art. 24 Ordinanza LAINF" 

                                         (L1, p.
5). 

 

                                         Dalla
documentazione all'inserto si evince che __________ ha terminato la riformazione
professionale quale "madre diurna" nel corso dell'estate del 1995 (cfr. certificato 9.9.1995 rilasciato dalla
"Ganzheitliche Schule nach Alfred Adler", accluso al doc. _),
dopo di ché essa ha lavorato, appunto quale educatrice infantile, presso il
proprio domicilio. A far tempo dall'11 dicembre 1995 l'insorgente ha
controllato la disoccupazione (cfr. doc. _). Dai certificati di salario 31
dicembre 1995, rispettivamente 23 agosto 1996, risulta che l'assicurata,
esercitando l'attività di "madre diurna", ha realizzato, durante il
periodo 1° settembre-31 dicembre 1995, un guadagno lordo di fr. 6'343.--,
mentre che, per il periodo 1° gennaio-31 luglio 1996, tale guadagno si è
elevato a fr. 5'244.20 (cfr. certificati di salario acclusi al doc. HHH). 

 

                                         Le parti
(l'assicurata con l'allegato conclusionale) appaiono concordi nel ritenere che,
in applicazione dell'art. 24 cpv. 1 OAINF, il guadagno annuo assicurato
corrisponde a quanto __________ avrebbe realizzato nel corso dell'anno
precedente l'infortunio del 29 novembre 1996, qualora non si fosse trovata in
disoccupazione e avrebbe svolto l'attività di "madre diurna". 

                                         Quest'opinione
merita d'essere condivisa. 

                                         Secondo
il TCA - con riferimento a quanto già esposto al consid. 2.4.4. - il guadagno
assicurato considerato dall'Istituto convenuto (fr. 30'000.--) appare
senz'altro plausibile. Del resto, quest'importo è stato confermato da una delle
responsabili dell'Associazione "madri diurne" di Zurigo, interpellata
dall'__________ (cfr. doc. _). 

 

 

                               2.7.   In data 15
ottobre 1999, __________ ha postulato d'essere posta al beneficio dell'assistenza
giudiziaria gratuita (cfr. II).

                                         Con
scritto 16 novembre 2000, l'avvocato __________ ha esplicitamente dichiarato al
TCA di ritirare la domanda d'assistenza giudiziaria (cfr. XXXIV). 

                                         L'avvocato
__________, da parte sua, non ha chiesto la concessione dell'assistenza
giudiziaria per conto della sua patrocinata (cfr.
XLV e L1). 

 

                                         In simili
circostanze, la richiesta d'assistenza giudiziaria è divenuta priva d'oggetto.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti