# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2de5d423-f81b-5d40-bb44-1f94096dc778
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-04-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 30.04.2007 35.2006.83
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2006-83_2007-04-30.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2006.83

   

  rs/sc

  	
  Lugano

  30 aprile
  2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 16 novembre 2006
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 21 agosto
  2006 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1 

  rappr. da: RA 2 

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il 21
dicembre 1999 RI 1 - allora alle dipendenze della ditta __________ in qualità
di ferraiolo e, perciò assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l’CO 1 -
è scivolato mentre scendeva le scale di casa propria, riportando una frattura
dell’osso navicolare del polso destro (cfr. doc. 1, 2).

 

                                         L’assicuratore
LAINF ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

 

                               1.2.   Alla
chiusura del caso, con decisione formale del 26 luglio 2006, l’CO 1 ha
assegnato all’assicurato una rendita di invalidità del 18% a decorrere dal 1°
settembre 2003 e un’indennità per menomazione dell’integrità del 10% (cfr. doc.
185).

                                         A seguito
dell’opposizione interposta da RI 1, tramite l’avv. RA 1, in relazione al grado
di invalidità riconosciutogli (cfr. doc. 186), l’CO 1, il 21 agosto 2006, ha
confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. A).

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso del 16 novembre 2006, l’assicurato, sempre patrocinato
dall’avv. RA 1, ha chiesto che l’CO 1 venga condannato a versargli una rendita
di invalidità del 35%, subordinatamente del 28%, argomentando:

 

" 
(...)

1. Dopo un iter assicurativo piuttosto tormentato (e che non è il
caso di riassumere in questa sede), con decisione formale del 26 luglio 2006,
al signor RI 1 è stato riconosciuto da parte della CO 1 un grado di incapacità
lucrativa del 18% a far tempo dal 1 settembre 2003, oltre ad una IMI, non
contestata, del 10% (corrispondenti a fr. 9'720,00).

 

    Prove:   doc., testi, perizia.

 

2. Con opposizione del 31 luglio 2006, il signor RI 1, a mezzo dello
scrivente legale, ha contestato tale decisione.

 

(...)

 

3. Con decisione su opposizione del 21 agosto 2006 qui impugnata,
l'opposizione è stata respinta, essenzialmente per i motivi che seguono:

 

a)  che l'assicurato non è più in grado di svolgere la sua
professione di ferraiolo (e ciò non è contestato da nessuno, ci mancherebbe);

    b)  che può
svolgere un lavoro più leggero in misura completa;

    c)  che l'assicurato pretende che debba essere fatto capo al
salario da lui realizzato quale venditore presso la __________;

    d)  che però tale procedimento non può essere seguito in quanto,
sul mercato generale del lavoro, l'assicurato è in grado di realizzare un
salario superiore (ciò che si contesta);

    e)  che la riformazione professionale Al è stata disposta a
seguito di affezioni morbose che non concernono la CO 1 (ciò che si contesta:
la riformazione professionale è invece stata disposta essenzialmente - o
comunque in buona misura - per i problemi al polso, che di fatto lo rendono
totalmente inabile nell'esercizio della precedente professione);

    f)   che il raffronto dei redditi è avvenuto sulla base dei
salari del 2003;

    g)  che, facendo capo alla media dei salari forniti da 5 ditte
ticinesi (DPL), ha quantificato in fr. 50'606,00 il salario post-infortunistico
esigibile; 

    h) che la riduzione sociale non può operarsi sulle DPL.

 

              Prove:                                                                doc.,
testi, IF, si richiama l'intero incarto 611.67.447.154 da parte
dell'Assicurazione Invalidità, Bellinzona, perizia.

4.      In contestazione quindi è il reddito post-infortunistico,
come pure l'anno di base del calcolo (per la CO 1 il 2003, per il ricorrente il
2006, data della decisione).

 

Relativamente al
reddito post-infortunistico, a mente del ricorrente, va preso in considerazione
il guadagno conseguito presso la __________, e quindi fr. 40'400,00 annui, o
comunque il guadagno conseguibile nel ramo della vendita (che è nei limiti di
quanto percepiva l'assicurato prima della chiusura per fallimento del negozio
dove lavorava).

 

Del resto, ed a
riprova di quanto sopra, si precisa che nel frattempo l'assicurato, persona
molto volonterosa, è riuscito a trovare lavoro nel ramo della vendita (ambito
nel quale è stato riformato) presso la ditta __________ di __________ (negozio
specializzato in articoli __________), e percepisce un salario mensile lordo di
fr. 3'350,00 per tredici mesi (e quindi fr. 43'550,00 lordi annui - si allegano
i doc. C e D).

 

Come si vede
quindi, si tratta di stipendi che l'assicurato può guadagnare sulla base della
riformazione professionale ricevuta, e che, nel ramo della vendita, sono usuali
in Ticino - e non sono comunque di certo (purtroppo...) inferiori alla media.

 

Oltretutto, e
contrariamente a quanto sostenuto dall'AI (e si chiede l'audizione quale teste
del responsabile del dossier Al, anche per precisare la natura degli scritti
dell'AI), non è assolutamente vero che la riformazione professionale Al è stata
disposta a seguito (o comunque unicamente a seguito) di affezioni morbose che
non concernono la CO 1. La verità è che la riformazione professionale è stata
disposta essenzialmente - o comunque in buona parte - per i problemi legati al
polso (e di fatto sono questi problemi che rendono l'assicurato inabile alla
precedente professione in misura totale).

 

In ogni caso, si
può comunque tranquillamente affermare che, dato che il problema al polso rende
il signor RI 1 inabile al lavoro al 100% nell'ambito della professione di
ferraiolo, è evidente che l'assicurato ha dovuto cambiare professione, ed è
evidente che una riformazione professionale in una professione leggera era
comunque imprescindibile, a prescindere dai problemi del rachide.

 

Si ritiene quindi
adeguato, nell'ambito del calcolo del guadagno post-infortunistico, applicare
gli stessi parametri stabiliti dall'Ufficio Al (e che sono stati precisati in
questa sede), e considerare quindi:

 

    a)  un reddito prima dell'infortunio, nel 2003, di fr.
61'890,00, (e di fr. 64'716,65 nel 2006, calcolando un aumento salariale medico
dell'1,5%);

 

 

    b)  un reddito attuale di fr. 40'400,00 (fr. 3'080,00 per 13
mesi, ciò che percepiva nel 2003 presso la __________).

 

 

 

Conseguentemente,
prendendo come parametri i valori del 2003, abbiamo quindi un grado di invalidità
del 34,72%, arrotondato al 35%.

 

    Prove:                                                                doc.,
testi, IF, si richiama l'intero incarto n. 611.67.447.154 da parte
dell'Assicurazione Invalidità, Bellinzona, perizia.

 

 

5. Del resto, appare evidente che in questo caso l'assicurato sta
facendo ed ha fatto tutto il possibile per conseguire un reddito adeguato sia
al suo stato di salute, sia nell'ambito dell'attività per la quale è stato
riformato. Viceversa, le DPL prese in considerazione dalla CO 1 concernono
altri rami di attività, compresi lavori che il qui assicurato, per i problemi
al polso (che lo limitano in modo rilevante), non può più effettuare (ad es.
l'operaio in una officina) e che oltretutto richiedono delle conoscenze (ad
esempio l'operaio in un garage, o nel settore commerciale) che l'assicurato non
ha.

 

Fra l'altro, tre
delle cinque DPL prese in considerazione dalla CO 1 concernono importi
inferiori a fr. 50'000,00 annui, mentre le ultime due (che riguardano lavori
molto particolari, in settori che possono essere definiti
"parapubblici" e con pochi posti a disposizione) concernono importi
di fr. 51'584,00 annui, rispettivamente di fr. 53'011,00 annui. Vista la
particolarità della situazione, in via subordinata si chiede quindi di prendere
in considerazione l'importo di fr. 44'531,10, ossia la media delle prime 3 DPL
(fr. 49'479,00), riducendo l'importo del 10% a seguito della menomazione e del
fatto che la media degli stipendi è solo aritmetica, ma che in effetti la
maggior parte dei dipendenti si situa nella fascia inferiore compresa fra i
massimi ed i minimi indicati nelle DPL stesse. Il grado di invalidità sarebbe
quindi in ogni caso del 28%.

 

 

    Prove:                                                                doc.,
testi, IF, si richiama l'intero incarto n. 611.67.447.154 da parte
dell'Assicurazione Invalidità, Bellinzona, perizia. (...)" (Doc. I)

 

 

                               1.4.   L’CO 1, in
risposta, ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.5.   Il 15
gennaio 2007 l’avv. RA 1, per conto dell’assicurato, ha comunicato di non avere
altri mezzi di prova da presentare, salvo quelli indicati in sede di ricorso
(cfr. doc. VI).

 

                               1.6.   Il doc. VI è
stato trasmesso per conoscenza all’assicuratore LAINF resistente (cfr. doc.
VI).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio
2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H
212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10
ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999
nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
della lite è unicamente l’entità della rendita di invalidità spettante a RI 1.

                                         La
questione riguardante l’indennità per menomazione all’integrità non può qui
essere rivista, essendo, su questo punto, la decisione formale del 26 luglio
2006 cresciuta in giudicato (cfr. DTF 119 V 347ss.).

                                         L’assicurato,
del resto, nel ricorso, da un lato, ha citato il testo dell’opposizione in cui
era stato precisato che l’IMI gli sembrava corretta, dall’altro, ha ribadito
che la stessa non è contestata (cfr. doc. I pag. 2)

 

                               2.3.   Giusta
l'art. 18 cpv. 1 LAINF l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per
cento a seguito d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.

 

                                         Secondo
l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale
o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

Il TFA, in una sentenza del 22 giugno 2004 nella causa G., U
192/03, pubblicata in RAMI 2004 U 529, p. 572ss., ha rilevato che l'art. 18
LAINF rinvia direttamente all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv. 1 LPGA, a sua volta,
corrisponde al previgente art. 18 cpv. 2 prima frase LAINF, motivo per il quale
occorre concludere che non vi sono stati cambiamenti di rilievo in seguito
all'introduzione della LPGA.

 

                                         Da parte
sua, l'art. 16 LPGA prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito
che l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività
ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione
di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del
mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto
ottenere se non fosse diventato invalido.

 

L'Alta Corte, nella sentenza del 22 giugno
2004 nella causa G., U 192/03, citata in precedenza, ha rilevato che anche
l'art. 16 LPGA non ha modificato la valutazione del grado di invalidità
dell'assicurato previsto dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2
seconda frase LAINF.

Nella stessa pronuncia la nostra Massima Istanza ha quindi
concluso che in ambito LAINF la giurisprudenza relativa ai concetti di
inabilità lavorativa, inabilità al guadagno e invalidità continua a mantenere
la sua validità anche in seguito all'introduzione della LPGA.

Su questi aspetti vedi pure DTF 130 V 343.

 

                                         Due sono,
dunque, di norma gli elementi costitutivi dell'in­va­lidità:

 

                                         1.   il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)

 

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).

 

                                         Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve i­noltre intercorrere un
nesso causale adeguato (fattore cau­sa­le). Nell'assi­cura­zione obbligatoria
contro gli infortuni deve esserci inoltre un nesso causale, naturale ed
adeguato, tra il dan­no alla salute e l'infortunio.

 

                               2.4.   L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della
capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di
salute.

                                         D'altro
canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui dipende
da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone preliminarmente
adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in questione.

 

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determinate funzioni.

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua
professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre
analoghe.

                                         Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti
provocano sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente
confacenti (cfr., su questi aspetti, la STFA del 20 aprile 2004 nella causa K., I 871/02 e la STFA del
18 marzo 2002 nella causa M., I 162/01). 

                                         L'invalidità,
proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (cfr. art. 16 LPGA).

 

                                         I due
redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipote­ti­ci. L'ipotesi deve
però poggiare su solide basi, avere un fondamento oggettivo.

                                         La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

                                         Il TFA ha
avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto
di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può
esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua
residua capacità lavorativa (STFA del 30 giugno 1994 nella causa P., U 25/94).

                                         La
perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno
computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al
mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro
particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato
esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare
che sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito
corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (RAMI 1991
U 130, p. 270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

                                         Le
ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale
della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se,
sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego,
esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la
propria residua capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).

 

                                         I.
Termine: reddito da invalido

 

                                         La misura
dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in
funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come
l'e­tà, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

                                         Secondo
la giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno
considerate circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria.
Particolarità quali formazione professionale o conoscenza linguistiche carenti
hanno, in quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla
media. In tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due
redditi da porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p.
97ss., consid. 5a, b).

 

                                         Nel
valutare la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla
in capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del
mercato del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato,
nella situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si
controbilancino (cfr. RAMI 1994 U 187, p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA
del 30 giugno 1994 succitata).

 

                                         Specifica
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infor­tuni è la norma di cui
all'art. 28 cpv. 4 OAINF:

 

" 
Se a causa della sua età l'assicurato non
riprende più un'attività lucrativa dopo l'infortunio o se la diminuzione della
capacità di guadagno è essenzialmente dovuta alla sua età avanzata, sono deter­minan­ti
per valutare il grado d'in­validità i redditi che potrebbe eseguire un
assicurato di mezza età vittima di un danno alla salute della stessa gravità."

 

                                         II.
Termine: reddito conseguibile senza invalidità:

 

                                         Nel
determinare il reddito conseguibile senza invali­di­tà ci si baserà per quanto
possibile sulla situazione an­tecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà
l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazio­ne si
sarebbe mantenuta sostan­zialmente stabile (cfr. STFA del 15 dicembre 1992
nella causa G.I.M.). Ci si discosterà da que­sta proiezione solo se le premes­se
per modifiche di qualche rilievo sono già da­te al momento del­l'infortunio o
se partico­lari circostanze ne rendono il ve­ri­ficar­si alta­mente proba­bile
(cfr. RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5b; 4a, b).

 

                                         Il
grado d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il
reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico,
conseguibile da invalido.

 

                               2.5.   Nell’evenienza
concreta soltanto l’anno di base del calcolo del grado di invalidità e l’entità
del reddito da invalido sono oggetto di discussione fra le parti (cfr. doc. I
pag. 4).

                                         

                                         Incontestato
è invece il fatto che l’assicurato non è più in grado di esercitare la sua
originaria attività di ferraiolo, ma può invece svolgere, in misura completa,
un’attività più leggera, come attestato nel rapporto peritale del 24 febbraio
2005 allestito dal Dr. med. __________, FMH in chirurgia generale e spec.
chirurgia della mano, su incarico dell’CO 1 e condiviso dal medico __________,
Dr. med. __________, spec. FMH in chirurgia (cfr. doc. 164, 169).

 

                                         Il Dr.
med. __________ al riguardo ha indicato:

 

" 
Dal dott. __________, il 24.2.2005 è stato
definito che l'assicurato è portatore di un'IMI del 10%, mentre per
l'esigibilità viene definita una capacità lavorativa del 100% in attività leggere.

Questo significherebbe in una griglia più
dettagliata il sollevare e portare dei pesi fino a 10 kg, maneggio di attrezzi
leggeri/anche di precisione, lavoro sopra la testa per delle mansioni leggere.

 

L'assicurato quindi in tale ambito può utilizzare
degli strumenti fini, anche di precisione o richiedente un'ottima precisione
dei movimenti delle dita.

Sempre premessa l'esigibilità del dott. __________,
l'assicurato può camminare per lunghi tragitti, anche su terreno accidentato,
salire le scale, pure a pioli (se non a carico di pesi supplementari).

 

L'assicurato può lavorare tutto il giorno in
piedi, o seduto, lavorare inginocchiato, accovacciato o con il tronco chinato
in avanti, anche in modo duraturo.

 

L'assicurato può stare in equilibrio e guidare
normalmente i mezzi motorizzati (categoria B)."
(Doc. 169)

 

                               2.6.   Per quanto
concerne il momento determinante per la commisurazione del diritto alla rendita,
va evidenziato che il TFA ha stabilito che è decisivo l’anno in cui inizia tale
diritto e non l’anno in cui viene emessa la decisione su opposizione.

                                         In ogni
caso devono sempre essere ritenuti i dati relativi allo stesso anno.
L'amministrazione è inoltre tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto a una rendita,
a esaminare se nel periodo successivo all'inizio di tale diritto non sia eventualmente
subentrata una modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa
eventualità, essa dovrà procedere a un ulteriore raffronto dei redditi prima di
decidere (cfr. DTF 128 V 174 = RAMI 2002 pag. 511; SVR 2003 UV Nr. 4; DTF 129 V
222).

 

                                         Nella
presente fattispecie l’inizio del diritto alla rendita risale al 1° settembre
2003 (cfr. consid. 1.2.) e non è contestato.

 

                                         L’assicurato
ha però invocato, ai fini del raffronto tra il reddito da valido e quello da
invalido, l’applicazione dei dati salariali relativi all’anno 2006,
corrispondente all’anno in cui è stata emanata la decisione formale del 26
luglio 2006 (cfr. doc. I). 

                                         Tale
richiesta è stata, tuttavia, formulata in modo del tutto generico.

                                         In
particolare non sono stati addotti elementi tali da far ipotizzare l’intervento
di cambiamenti rilevanti atti a giustificare una deroga per quanto attiene al
momento determinate per la commisurazione del grado di invalidità, che di
regola, come visto, deve corrispondere all’anno in cui è iniziato il diritto
alla rendita, in casu all’anno 2003.

 

                                         Al
riguardo è utile segnalare che nella DTF 129 V 222 citata sopra l’Alta Corte ha
rilevato:

 

" 
(…)

4.3.1  Für die Ermittlung des Einkommens, welches
der Versicherte ohne Invalidität erzielen könnte (Valideneinkommen), ist entscheidend,
was er im Zeitpunkt des frühestmöglichen Rentenbeginns, im vorliegenden Fall am
1. Oktober 1996, nach dem Beweisgrad der überwiegenden Wahrscheinlichkeit als
Gesunder tatsächlich verdient hätte (RKUV 1993 Nr. U 168 S. 100 Erw. 3b). Dabei
wird in der Regel am zuletzt erzielten, nötigenfalls der Teuerung und der
realen Einkommensentwicklung angepassten Verdienst angeknüpft, da es
empirischer Erfahrung entspricht, dass die bisherige Tätigkeit ohne
Gesundheitsschaden fortgesetzt worden wäre. Ausnahmen müssen mit überwiegender
Wahrscheinlichkeit erstellt sein (RKUV 1993 Nr. U 168 S. 101 Erw. 3b).

  4.3.2  Der Beschwerdeführer war zuletzt (von
1993 bis 1995) als Saisonnier in der Landwirtschaft tätig. Nach der Aktenlage
liegt keine Ausnahme im Sinne der genannten Rechtsprechung vor, weshalb
Verwaltung und Vorinstanz als Valideneinkommen zum Zeitpunkt des potentiellen
Rentenbeginns zu Recht den Lohn für einen landwirtschaftlichen Mitarbeiter ohne
Qualifikation angenommen und es gestützt auf die Richtlinien der
Ausgleichskasse Freiburg mit Fr. 30'240.- (12 x Fr. 2'520.-) veranschlagt
haben.

 

 

  4.3.3  Der Beschwerdeführer bringt
letztinstanzlich neu vor, dass er spätestens 1996 eine Jahresaufenthaltsbewilligung
erhalten, seine Familie in die Schweiz nachgezogen und auch eine
Ganzjahresanstellung im Baugewerbe mit besserer Entlöhnung gefunden hätte.

  Das Verwaltungsgericht des Kantons Freiburg wies
ein am 4. März 1996 gestelltes Gesuch des Beschwerdeführers um Umwandlung
seiner Saisonbewilligung in eine Jahresaufenthaltsbewilligung mit Entscheid vom
5. November 1997 ab, weil die gesetzlichen Voraussetzungen dazu nicht erfüllt waren.
Auch könne ihm keine Bewilligung zu Lasten des kantonalen Kontingentes ausgestellt
werden, da er auf Grund seiner gesundheitlichen Probleme keiner dauerhaften
Beschäftigung nachgehe.

  Fest steht demnach, dass zum Zeitpunkt des frühestmöglichen
Rentenbeginns noch keine Jahresaufenthaltsbewilligung vorlag. Es ist aber nicht
ausgeschlossen, dass dem Beschwerdeführer im Gesundheitsfall in einer späteren
Zeit eine solche erteilt worden wäre. Die Sache ist diesbezüglich abklärungsbedürftig
und daher an die Verwaltung zurückzuweisen. Bei Veränderung der finanziellen
Verhältnisse müsste ein erneuter Einkommensvergleich angestellt werden
(Erw. 4.1 und 4.2).“ (le sottolineature sono del redattore)

 

                                         Questa
Corte ritiene, pertanto, corretto l’operato dell’CO 1 nella misura in cui ha
effettuato il raffronto dei redditi in base ai dati vigenti nel 2003.

 

                                         In
concreto comunque, anche volendo, per pura ipotesi di lavoro, fare capo ai
redditi da valido e da invalido relativi al 2006 l’esito della vertenza non
muterebbe, come verrà più ampiamente esposto in seguito (cfr. consid. 2.14.).

 

 

                               2.7.   Per quanto
concerne il reddito da valido, sulla scorta dei dati che figurano
all'incarto, l'insorgente avrebbe guadagnato, nel 2006 (cfr., a questo
proposito, DTF 128 V 174 = RAMI 2002 U 467, p. 511ss.), qualora non fosse
rimasto vittima dell’infortunio assicurato, un importo annuo di fr. 61'890.--
(doc. 180, 174).

 

 

                               2.8.   Per quanto
riguarda invece il reddito da invalido, la giurisprudenza
federale si fonda sui criteri fissati nelle sentenze pubblicate in DTF 126 V 75
seg. e in DTF 129 V 472 seg.

 

                                         Nella prima sentenza di
principio la Corte ha stabilito che ai fini della determinazione del reddito da
invalido fa stato, in primo luogo, la situazione professionale e salariale
concreta dell'interessato. 

 

                                         In proposito nella
sentenza pubblicata in DTF 129 V 472 la nostra Massima Istanza ha, in
particolare, osservato:

 

"  (…)

Übt sie nach Eintritt der Invalidität eine
Erwerbstätigkeit aus, bei der - kumulativ - besonders stabile
Arbeitsverhältnisse gegeben sind und anzunehmen ist, dass sie die ihr verbleibende
Arbeitsfähigkeit in zumutbarer Weise voll ausschöpft, und erscheint zudem das
Einkommen aus der Arbeitsleistung als angemessen und nicht als Soziallohn, gilt
grundsätzlich der tatsächlich erzielte Verdienst als Invalidenlohn."

 

                                         Qualora, invece,
difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla
giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche
salariali. La questione di sapere se e in quale misura i salari fondati su dati
statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze
personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno
alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora,
grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare
globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del
25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità
suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle assicurazioni
ha poi ancora rilevato, nel medesimo giudizio, che, chiamato a pronunciarsi
sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione
deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire
il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione.

                                         Nella DTF
129 V 472 il TFA ha fissato i criteri da adempiere affinché il reddito da
invalido possa essere validamente determinato sulla base dei salari DPL. 

                                         In quella
sede, la nostra Corte federale ha rilevato che, oltre a produrre almeno cinque
DPL, l’assicuratore infortuni è tenuto a fornire indicazioni sul numero totale
dei posti di lavoro entranti in linea di considerazione a dipendenza
dell’impedimento concreto, come pure sul salario più elevato, su quello più
basso, nonché su quello medio del gruppo cui è fatto riferimento. In tale
contesto l'Alta Corte ha inoltre rilevato: 

 

" 
(…).

Das rechtliche Gehör ist dadurch zu wahren, dass
die SUVA die für die Invaliditätsbemessung im konkreten Fall herangezogenen DAP-Profile
mit den erwähnten zusätzlichen Angaben auflegt und die versicherte Person
Gelegenheit hat, sich hiezu zu äussern

(vgl. Art. 122 lit. a UVV, gültig gewesen bis
31. Dezember 2000

[AS 2000 2913] und Art. 26 Abs. 1 lit. b VwVG, BGE
115 V 297 ff.). Allfällige Einwendungen der versicherten Person
bezüglich des Auswahlermessens und der Repräsentativität der DAP-Blätter im
Einzelfall sind grundsätzlich im Einspracheverfahren zu erheben, damit sich die
SUVA im Einspracheentscheid damit auseinander setzen kann. Ist die SUVA nicht
in der Lage, im Einzelfall den erwähnten Anforderungen zu genügen, kann im
Bestreitungsfall nicht auf den DAP-Lohnvergleich abgestellt werden; die SUVA
hat diesfalls im Einspracheentscheid die Invalidität aufgrund der LSE-Löhne zu
ermitteln. Im Beschwerdeverfahren ist es Sache des angerufenen Gerichts, die
Rechtskonformität der DAP-Invaliditätsbemessung zu prüfen, gegebenenfalls die
Sache an den Versicherer zurückzuweisen oder an Stelle des DAP-Lohnvergleichs
einen Tabellenlohnvergleich gestützt auf die LSE vorzunehmen."

(DTF succitata, consid. 4.2.2) 

 

                                         Su questi
temi, cfr. D. Cattaneo, Novità e tendenze legislative e giurisprudenziali nel
campo delle assicurazioni sociali, in RDAT II-2001, p. 593ss. (p. 602-606); D.
Cattaneo, La promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle
assicurazioni sociali, in RDAT II-2003, p. 621-623 e in L’autonomia del
disabile nel diritto svizzero, Ed. Istituto delle assicurazioni sociali e
Helbing & Lichtenhahn, Bellinzona 2004, p. 128-131.

 

                               2.9.   Partendo
dalla constatazione che l'applicazione di dati salariali statistici
validi per tutta la Svizzera - quali quelli utilizzati dal TFA si rivela essere
discriminante per gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono
notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, ritenuto che il reddito
da non invalido è quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati
nel nostro Cantone senza il danno alla salute, questo Tribunale, in una
sentenza del 4 settembre 2000 nella causa R., pubblicata in RDAT I-2001, p.
250ss. e in SVR 2001 IV n. 35 - in seguito costantemente confermata ed
applicata in tutti i settori delle assicurazioni sociali (assicurazione per
l'invalidità, assicurazione contro gli infortuni e assicurazione contro le
malattie) - sentito preliminarmente il parere dell'allora direttore
dell’Ufficio federale di statistica, dottor __________, ha così precisato la
propria giurisprudenza:

 

"  In
data 26 luglio 2000 il Presidente del TCA ha inviato al dottor __________,
direttore dell'Ufficio federale di statistica, uno scritto del seguente tenore:

 

"(…)

Il Tribunale federale delle
assicurazioni in una recente, chiara giurisprudenza prescrive di fondarsi, in
molti casi, sulle vostre inchieste allorché dobbiamo determinare il reddito da
invalido ancora conseguibile da lavoratori non qualificati con problemi di
salute, che sono abili al lavoro soltanto in attività leggere adeguate.

Al riguardo vengono in particolare
utilizzati i salari fissati nella tabella TA1 (ad esempio fr. 4294.-- nel 1996,
cfr. "L'enquête suisse sur la structure des salaires 1996" pag. 17, e
per la giurisprudenza, Pratique VSI 2000 pag. 85).

 

Al fine di applicare la giurisprudenza
federale, in modo corretto, nel Cantone Ticino (considerato che l'altro termine
di paragone per fissare il grado di invalidità è sostanzialmente il salario
conseguito nel nostro Cantone dall'assicurato prima dell'insorgenza del
danno alla salute), mi occorre sapere:

 

-   possiamo
utilizzare il valore statistico medio (ad es. fr. 4294.-- nel 1996) così come è
anche per il Cantone Ticino? Per quale motivo?

 

-   In caso di
risposta negativa:

  Perché no? Quale
coefficiente di riduzione occorre applicare, al salario citato, per adattarlo
alla situazione del nostro Cantone? 

(…)" (cfr. doc. V bis)

 

                                          Il dottor __________ ha così
risposto in data 14 agosto 2000:

 

"  (…)

Benché il campione dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari sia
definito per poter disporre di risultati rappresentativi a livello nazionale, è
possibile ottenere anche una serie d'indicatori salariali per singole entità
regionali, beninteso nel rispetto dei criteri di validità e di qualità
statistiche ed evidentemente ad un livello di aggregazione superiore. I valori
dell'indagine sulla struttura dei salari del 1996 che Lei cita nella sua
lettera possono dunque essere utilizzati legittimamente, dal punto di vista
statistico, per il Cantone Ticino.

In allegato Le invio tre tabelle relative ai salari mediani per l'anno 1998
(ultimi risultati disponibili), ripartiti in base al sesso e al livello di
qualificazione richiesto dal posto occupato.

 

I valori specifici per il Cantone Ticino sono i seguenti:

 

-   Nel 1998
(settore pubblico e settore privato), il salario lordo mediano per un uomo
esercitante attività semplici e ripetitive (livello 4) era di 3'813.-- franchi
al mese (cfr. tabella TA13).

-   È ancora
possibile precisare che il 50% dei lavoratori dipendenti di questa stessa
categoria guadagnava fra 3060 e 4704 franchi. Considerando unicamente il
settore privato, il salario mediano (sempre per la stessa categoria di
lavoratore dipendente) era di 3'611 franchi (cfr. TA 14).

A titolo di confronto Le invio anche
la tabella TA1 relativa ai salari mediani della Svizzera (settore privato),
ripartiti stavolta per settore economico (…)." (cfr. doc. V bis)

 

                                         Al fine di non
discriminare gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono
notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, visto che il reddito da
non invalido è quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati
nel nostro Cantone senza il danno alla salute, questo Tribunale ha quindi
deciso che nell'applicazione dei dati statistici occorre utilizzare la tabella
che riflette i salari versati nella nostra regione, sulla base della seguente
argomentazione:

 

"  Se
si ignorasse questo aspetto, sostenendo per ipotesi che siccome la LAINF è una
legge federale occorre riferirsi ad un unico dato salariale statistico valido
per tutto il paese (ad esempio fr. 4628.-- nel 1998 per un uomo, cfr. TA1; DTF
124 V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85), si finirebbe per utilizzare dati
salariali irrealistici ed in definitiva giungere ad un risultato che non
garantisce l'uguaglianza di trattamento (cfr. DTF 126 V 36; DTF 126 V 48; STFA
del 22 maggio 2000 nella causa I. (I 312/99); DTF 126 I 76)."

 

                                         Su questi
argomenti, cfr. D. Cattaneo, La promozione dell'autonomia …, in RDAT II-2003,
p. 618-621 e in L’autonomia del disabile nel diritto svizzero, Ed. Istituto
delle assicurazioni sociali e Helbing & Lichtenhahn, Bellinzona 2004, p.
124-128;

D. Cattaneo, "La contribution du Tribunal des assurance du Canton du
Tessin à la jurisprudence suisse en matière de securité sociale", in CGRSS
n° 33-2004, p. 19 seg. (28-33).

 

                                         Nell’ambito
di una procedura ricorsuale dinanzi al TFA, conclusasi con uno stralcio dai
ruoli in seguito al ritiro del ricorso (cfr. STFA del 7 giugno 2006 nella causa
C., U 56/03), la Presidente della Corte federale, giudice Leuzinger, il 28
aprile 2006 aveva informato le parti (e questo Tribunale) che, citiamo:

 

" 
… la Corte plenaria del Tribunale federale delle
assicurazioni ha stabilito l’inapplicabilità dei valori regionali (Tabella
TA13) di cui all’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS) – edita
dall’Ufficio federale di statistica – per la determinazione del reddito
ipotetico da invalido."

 

                                         In una
sentenza del 12 ottobre 2006 nella causa S., U 75/03, il TFA ha, per la prima
volta, esposto le motivazioni che hanno spinto la Corte plenaria, il 10
novembre 2005, a prendere la decisione appena citata:

 

" 
(...)

8.2  In primo
luogo si osserva che, per un'ovvia questione di parità di trattamento (art. 8
Cost.), un'applicazione della tabella TA13 al solo Cantone Ticino deve essere
esclusa se non si vuole creare un'inammissibile lex ticinensis. Analoghe
considerazioni di praticabilità, di parità di trattamento e di sicurezza
giuridica si oppongono quindi a un'applicazione alternativa delle tabelle
nazionali (TA1) e di quelle regionali (TA13) come pure a un'applicazione delle
prime ad alcune regioni e delle seconde alle rimanenti regioni.

 

8.3  Allo stesso
modo, un'applicazione generalizzata delle tabelle regionali TA13, al posto di
quelle nazionali TA1, pur potendo, da un lato, in alcuni casi effettivamente
creare le basi per una soluzione maggiormente vicina alla realtà
economico-sociale concreta, dall'altro lato creerebbe, a ben vedere, anche
nuovi problemi dovuti al fatto che all'interno delle medesime grandi regioni si
registrano delle differenze, non sempre trascurabili. Ad esempio, nonostante le
due regioni facciano parte della medesima grande regione "Mittelland",
è notorio che i salari esistenti nel Canton Berna non sono gli stessi di quelli
del Canton Giura. Allo stesso modo, per il Vallese occorrerebbe prendere in
considerazione i salari relativi alla regione lemanica. Ora, nell'una e
nell'altra ipotesi, l'applicazione dei valori regionali (TA13) al posto di
quelli nazionali (TA1) si dimostrerebbe maggiormente sfavorevole per questi
assicurati. Si pone quindi ugualmente la questione dell'assicurato che lavora(va)
in un Cantone appartenente a un'altra grande regione, ad esempio del lavoratore
giurassiano che lavora(va) nel Cantone di Basilea (città o campagna). Ora, se
si intendesse determinare il reddito da invalido sulla base della tabella TA13,
non si farebbe altro che spostare o restringere il cerchio geografico nel quale
si iscrive ogni determinazione di un reddito ipotetico sulla base di valori
statici. In questa maniera, però, si correrebbe pure il rischio di offuscare
oltremodo l'obbligo o l'esigibilità per l'assicurato di ridurre il danno e di
andare, se del caso e nei limiti ragionevoli, a cercare un'attività al di fuori
della sua regione abituale. Si creerebbero nuove disparità nei confronti di
assicurati che abitano a cavallo tra due o addirittura tre grandi regioni o di
chi abita in una di queste regioni e lavora in un'altra. 

 

8.4.  A ciò si
aggiunge che nella sentenza pubblicata in DTF 129 V 472, questa stessa Corte ha
precisato che, laddove una tale operazione non fosse possibile sulla base di
rilevamenti salariali DPL, il reddito da invalido va di principio definito
sulla base dei dati statistici salariali ISS applicabili nell'insieme del
settore privato (DTF 129 V 484). Ora, anche siffatta considerazione si
opporrebbe a un'applicazione generalizzata delle tabelle regionali TA13,
concernenti il settore pubblico e privato.

 

8.5  Non può
pertanto ammettersi una regionalizzazione nella determinazione dell'invalidità
poiché una siffatta soluzione sarebbe incompatibile con il principio
costituzionale di parità di trattamento come pure con il rango costituzionale
delle assicurazioni invalidità e infortuni quali assicurazioni federali." 

 

                                         In
un’altra sentenza del 18 ottobre 2006 nella causa T., I 790/04, il TFA ha
ancora rilevato:

 

" 
Quanto alla questione della tabella applicabile
tra le varie riportate dall'ISS, il Tribunale federale delle assicurazioni ha
recentemente stabilito, con decisione della Corte plenaria del 10 novembre
2005, non potersi (più) fare capo ai dati statistici regionali desumibili dalla
tabella TA13, riferentesi ai salari in relazione alle grandi regioni (cfr. pure
la sentenza del 22 agosto 2006 in re K., I 424/05, consid. 3.2.3; v. inoltre la
sentenza 12 ottobre 2006 in re S., U 75/03). Il reddito ipotetico da invalido deve
di conseguenza essere valutato sulla base della tabella TA1 dell'ISS,
concernente i salari medi nazionali conseguibili nel settore privato. Alla luce
di quanto precede non vi è (più) spazio alcuno per ammettere una riduzione dei
salari statistici, quale quella operata dai primi giudici, che tenga conto,
ispirandosi ai salari corrisposti in un vicino cantone, che l'assicurato vive
in una regione economicamente meno forte. Anche sotto questo aspetto non può
pertanto trovare conferma la valutazione del tasso d'invalidità compiuta dalla
Corte di prime cure."

 

                                         Alla luce
di questa chiara giurisprudenza federale, il reddito da invalido dovrà essere
d’ora in poi determinato dal TCA in applicazione dei valori nazionali (Tabella
TA1) oppure, se del caso, soddisfatte le condizioni di cui alla DTF 129 V 472,
in base alle DPL elaborate dall’INSAI.

                                         Spetta
semmai al Parlamento o al Consiglio federale intervenire su questo tema, se lo
riterranno opportuno.

 

                                         Questo Tribunale si limita a ricordare che, secondo la giurisprudenza,
il principio dell'uguaglianza di trattamento proibisce, citiamo: "de
faire, entre divers cas, des distinctions qu'aucun fait important ne
justifie", ma anche "de soumettre à un régime identique des
situations de fait qui présentent entre elles des différences importantes et de
nature à rendre nécessaire un traitement différent (cfr. DTF 129 I 3; DTF 127 V
454; Zbl 2005 p. 87ss. (89-90); A. Auer-G. Malinverni-M. Hottelier,
"Droit constitutionnel suisse", Vol. II, Stämpfli Editions SA, Berna
2006, p. 484 n. 1030 e 499 n. 1061).

 

                             2.10.   Per
determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato, l'assicuratore LAINF resistente
ha compiuto in sede amministrativa degli accertamenti presso cinque aziende
ticinesi. Dai medesimi risulta che nelle attività leggere che l'insorgente
sarebbe in grado di esercitare tenuto conto dei postumi residuali che
interessano il polso destro, e meglio l’impiegato nel Settore servizi
commerciali per la __________ a __________, l’operaio di imballaggio presso la __________
di __________, l’operaio preparatore di veicoli d’occasione presso il __________
di __________, il controllore di abbonamenti presso la __________ di __________
e l’autista di funicolare per la __________ di __________, i dipendenti di tali
ditte percepivano in media, nel 2003, un reddito annuo pari a fr. 50'606.40
(cfr. doc. 180).

 

                                         D’altro
canto, sempre in conformità alla giurisprudenza evocata, l'assicuratore
infortuni ha fornito informazioni sul numero globale dei posti di lavoro che
entrano in linea di conto alla luce degli impedimenti presentati
dall'assicurato, sul salario massimo e minimo, così come sul salario medio.

                                         In
effetti, dalla tabella prodotta in allegato al doc. 180 si evince che sono 55 i
posti di lavoro che entrano in considerazione, che i salari minimo e massimo
ammontano, rispettivamente, a fr. 29'899 e a fr. 75'692, e infine che quello
medio è di fr. 47'963.--.

 

                                         L’assicurato
ha contestato l’utilizzo delle DPL, in primo luogo, allegando che quale reddito
da invalido debba essere preso in considerazione il guadagno conseguito in
qualità di impiegato di vendita nel negozio __________, professione per la
quale è stato riformato dall’assicurazione contro l’invalidità, o comunque il
guadagno conseguibile nel ramo della vendita (cfr. doc. I).

 

                                         Al riguardo
il TCA rileva che da un attento esame delle carte processuali si evince che la
riformazione professionale quale impiegato di vendita assolta dall’assicurato a
carico dell’AI dal 25 settembre 2001 al 31 agosto 2003 (cfr. doc. 103) è stata
determinata, in primis, dall’affezione di cui soffre il ricorrente alla colonna
vertebrale lombare, ossia una discopatia lombare plurisegmentale (L4-S1) con
recidivanti bloccaggi lombari e configurazione sfavorevole della colonna
vertebrale - appiattimenti della lordosi lombare, cifo-scoliosi dorsale - (cfr.
doc. 123, 137, 164).

                                         In
effetti la domanda di prestazioni da parte dell’assicurazione contro
l’invalidità risulta essere stata inoltrata il 25 ottobre 1999, per cui
precedentemente al trauma del dicembre 1999 (cfr. doc. 46; 55; 103).

                                         L’assicurato,
inoltre, in occasione della visita medica __________ del 24 novembre 2000, ha
esplicitamente indicato al Dr. med. __________ di avere interposto domanda di
prestazioni AI, poiché, a causa di disturbi alla schiena, ha dovuto
interrompere il lavoro - quale ferraiolo - a varie riprese (per dei periodi
fino a due mesi), dal 1996 circa per tre volte. Il ricorrente ha pure specificato
che i problemi alla schiena erano sempre presenti, anche nel periodo in cui non
lavorava, che l’ultimo grave bloccaggio della schiena ha avuto luogo nel
settembre 1999 e che la discopatia è sempre stata trattata conservativamente
(cfr. doc. 55).

                                         Nel
rapporto del 6 maggio 2004 dei Dr. med. __________ e __________, del __________
dell’__________ di __________, in relazione all’anamnesi dell’assicurato, è
stato altresì menzionato che era già stata messa in atto una riformazione
professionale dell’AI a causa di una nota discopatia plurisegmentale (L4-S1)
sintomatica (cfr. doc. 137).

                                         Anche nel
referto peritale del Dr. med. __________ è stato precisato che “…
nell’anamnesi personale di questo paziente destrimane vi è una conosciuta
discopatia, già documentata AI” (cfr. doc. 164 pag. 4).

 

                                         L’affezione
alla colonna lombare non risulta di origine traumatica. Questa circostanza non
è stata peraltro contestata dall’assicurato (cfr. doc. I).

 

                                         Nell'ambito
dell'AI, in ogni caso, ai fini della determinazione dell'eventuale diritto a
prestazioni, si tiene conto anche dei disturbi di eziologia morbosa e non
soltanto, come nel settore dell'assicurazione contro gli infortuni, dei postumi
dell'infortunio in relazione di causalità naturale e adeguata con l'evento
traumatico (cfr. STFA del 9 febbraio 2005 nella causa G., U 196/04, consid.
3.4.6.; STCA dell’11 luglio 2005 nella causa C., 35.2004.37 consid. 2.6.; STCA
del 18 luglio 2003 nella causa V., 35.2003.17). 

 

                                         Come già
esposto in precedenza, per la definizione del guadagno da invalido fa
stato in primo luogo la situazione salariale concreta
dell'assicurato, a condizione che siano date delle condizioni di lavoro
particolarmente stabili, che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e
ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito
derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un
salario sociale.

 

                                         Nel caso
in esame è vero che l’occupazione di impiegato di vendita teoricamente risulta
essere un’attività leggera e, quindi, di per sé corrisponde all’esigibilità
lavorativa del ricorrente (cfr. consid. 2.5.). Tuttavia non va dimenticato che
l’assicurato è stato riformato in tale professione, poiché era impedito
nell’esercizio dell’attività di ferraiolo dai disturbi alla schiena, oltre che
dai successivi postumi del trauma al polso destro.

 

                                         Da una
lettera del 20 aprile 2003 della __________ risulta poi, da una parte, che,
visto che l’assicurato durante l’apprendistato si è dimostrato un valido
collaboratore, gli è stato proposto di continuare l’attività presso il loro
negozio anche dopo il termine della riqualifica professionale. Dall’altra, che
l’operato del ricorrente, riguardo alla gestione del magazzino, è stato
considerato scarso a causa dei problemi fisici alla mano destra e alla schiena
che gli impedivano di spostare scatole e materiale pesante o troppo
ingombrante. La __________ ha, pertanto, offerto all’insorgente in ragione
delle sue capacità e dei suoi limiti fisici un salario lordo mensile di fr.
3'080.-- (cfr. doc. 111).

                                         Da questo
scritto si deduce che l’attività in cui è stato riqualificato l’assicurato
comprendeva anche mansioni che non possono essere definite leggere e che la
retribuzione propostagli al termine dell’apprendistato teneva conto
dell’impedimento a svolgere determinati lavori.

                                         

                                         Di
conseguenza occorre concludere che il ricorrente nell’attività di impiegato di
vendita presso il negozio __________ non sfrutta in maniera completa e
ragionevolmente esigibile la sua restante capacità lavorativa tenuto conto dei
soli postumi dell’infortunio del dicembre 1999.

 

                                         Inoltre,
le condizioni di lavoro concrete di cui beneficiava l’assicurato nel 2003 non
sono da ritenere particolarmente stabili, visto che egli ha comunque perso il
lavoro a causa della chiusura per fallimento del negozio __________ pronunciato
con decreto della Pretura del Distretto di __________ il 5 ottobre 2005 (cfr.
estratto RC della __________ al sito www.zefix.ch).

 

                                         Il
reddito conseguito dall’assicurato nell'ambito della sua attività presso il
negozio __________ non può, dunque, determinare il reddito da invalido.

 

                                         La stessa
conclusione vale pure per il guadagno conseguibile a nel ramo della vendita in
generale. Come già puntualizzato, la riformazione professionale in tale settore
specifico ha tenuto conto primariamente dei disturbi dell’assicurato alla
colonna lombare. 

                                         In
relazione ai soli postumi al polso destro il Dr. med. __________ ha invece
affermato che il ricorrente è abile al 100% in attività leggere. Egli non ha in
nessun modo indicato che la capacità al lavoro dell’assicurato è limitata solo
ad alcune attività leggere (cfr. doc. 164; cfr. consid. 2.5.).

                                         Al
riguardo va comunque rilevato che, siccome ora il
reddito da invalido deve essere determinato in applicazione dei valori
nazionali - Tabella TA1 (cfr. consid. 2.9.), anche il guadagno
nell’ambito della vendita andrebbe in ogni caso determinato facendo riferimento
al salario medio a livello svizzero dei lavoratori del settore del commercio al
dettaglio con qualifiche analoghe per il 2003 (Tabella TA1 2002, punto 52).

 

                                         E’ infine
utile ricordare il principio generale del diritto delle assicurazioni sociali
che obbliga l'assicurato ad intraprendere tutto quanto può da lui essere
ragionevolmente preteso per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze
delle sue affezioni invalidanti (DTF 113 V 28 consid. 4a e riferimenti; cfr.
anche DTF 115 V 52 consid. 3d e 114 V 285 consid. 3). 

                                                                                

                                         In simili
circostanze non si rivela, quindi, necessario dare seguito agli ulteriori
provvedimenti probatori pretesi dall'insorgente (cfr. doc. I).

                                         Al
riguardo giova osservare che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione
anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STFA
dell'11 dicembre 2003 nella causa R., U 239/02; STFA del 31 gennaio 2003 nella
causa V., H 5/02; STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01; SVR 2003 IV
Nr. 1 pag. 1; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.
SA, H 299/99; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15
novembre 2001 nella causa P., U 82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G.,
I 11/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.;
STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.;
STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., p. 39 e p.
117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di essere sentito
sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid.
1d e sentenza ivi citata). 

 

                             2.11.   In secondo
luogo, l’assicurato ha asserito che le DPL prese in considerazione dall’CO 1
concernono delle attività che a seguito dei problemi al polso non può più
effettuare, come ad esempio l’operaio d’officina, e che richiedono delle conoscenze
- ad esempio l’operaio in un garage o nel settore commerciale - di cui egli non
dispone (cfr. doc. I).

 

                                         Questa
Corte osserva che la descrizione dei posti di lavoro indicati dall’Istituto
assicuratore resistente (cfr. doc. 180) sembrerebbe fare stato di attività
corrispondenti all’esigibilità lavorativa dell’assicurato (cfr. consid. 2.5.). 

                                         In
particolare gli impieghi di operaio di imballaggio presso la __________ e di
preparatore di veicoli di occasione presso la __________ non implicano mansioni
che il ricorrente non può svolgere a causa dei postumi al polso destro.

                                         Le
occupazioni di operaio di imballaggio presso la __________ e di preparatore di
veicoli di occasione prevedono, infatti, solo di sollevare e portare molto
spesso pesi molto leggeri (fino al massimo 5 kg) fino all’altezza dei fianchi e
mai altri pesi, oltre che di maneggiare di rado attrezzi leggeri/di precisione.

                                         L’impiegato
nel settore servizi commerciali presso la __________ deve talvolta sollevare e
portare pesi molto leggeri (fino a 5 kg) fino all’altezza dei fianchi, di rado
pesi leggeri (tra i 5 e 10 kg) fino all’altezza dei fianchi, di rado sollevare
oltre l’altezza del torace pesi inferiori ai 5 kg e maneggiare spesso attrezzi
leggeri e di precisione.

                                         Per il
resto, l’attività di controllore di abbonamenti presso la __________ non
implica mai il sollevamento o trasporto di pesi, né il maneggiare attrezzi.

                                         L’autista
di funicolare deve solamente talvolta sollevare e portare pesi molto leggeri
(fino al massimo 5 kg) fino all’altezza dei fianchi.

 

                                         Relativamente
alle conoscenze richieste, contrariamente a quanto addotto dall’insorgente
(cfr. doc. I), per svolgere l’attività di preparatore di veicoli di occasione
presso il __________ è solo necessario aver frequentato le scuole dell’obbligo,
mentre per l’occupazione di impiegato nel settore servizi commerciali presso la
__________ è sufficiente una formazione empirica. Si tratta, in effetti, di
semplici lavori d’ufficio come classare e imbustare, oppure lavori di supporto
informatico come riprendere testi (trascrizioni), impaginazioni, ripresa dati
ecc. ed è prevista un’adeguata introduzione (cfr. doc. 180).

                                         Al
riguardo giova evidenziare che il ricorrente, nato nel 1967, in __________ ha
conseguito il diploma magistrale (cfr. doc. 46). 

 

                                         In
concreto, tuttavia, la questione di sapere se l’assicurato è o meno in grado di
esercitare, a tempo pieno e con un rendimento completo, tutte e cinque le
attività ritenute dall’CO 1, non merita ulteriori approfondimenti(cfr., in
questo senso, la STFA del 3 feb-braio 2003 nella causa M., U 151/00, consid.
4.3 e del 23 gen-naio 2003 nella causa D., U 196/02, consid. 4.5), poiché egli
non potrebbe pretendere una rendita di un’entità maggiore, neppure se il grado
della sua invalidità venisse determinato in applicazione dei dati statistici (e
non in base alle DPL dell’CO 1).

 

                                         A tale
proposito va inoltre segnalato che è indubbio che, al di là di quelle ritenute
dall’assicuratore infortuni, sul mercato generale del lavoro esistono, nel
settore industriale e dell’artigianato, delle attività, essenzialmente di
controllo e di sorveglianza, fisicamente assai leggere e che non presuppongono
particolari attitudini intellettuali, che l’assicurato sarebbe in grado di
esercitare, a tempo pieno e con un rendimento completo, nonostante i postumi
residuali che interessano il suo polso destro (al riguardo cfr. SVR 2002 UV 15
pag. 49 consid. 3b; RCC 1991 pag. 332 consid. 3b; STFA del 20 aprile 2004 nella
causa K., U 871/02, consid. 3; STCA del 6 marzo 2006 nella causa C., 35.2005.86
consid. 2.10.).

 

                                         Conformemente
alla giurisprudenza federale di cui si è detto al considerando 2.9. in fine,
per la determinazione del reddito ipotetico da invalido tornano applicabili i
dati statistici nazionali contenuti nella Tabella TA1.

 

                                         Orbene -
utilizzando i dati forniti dalla succitata tabella elaborata dall'Ufficio
federale di statistica - il ricorrente, svolgendo nel 2002 una professione che
presuppone qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a proposito della
rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001
U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in
media, un salario mensile lordo pari a fr. 4'557.--. 

                                         Riportando
questo dato su 41.7 ore (cfr. tabella B 9.2, pubblicata
in La Vie économique, 1/2-2007, pag. 94), esso ammonta a fr.
4'750.80 mensili oppure a fr. 57'010.-- per l'intero anno (fr. 4'750.80 x 12,
ritenuto che la quota di tredicesima è già compresa, cfr. STFA del 18 febbraio
1999 nella causa B., U 274/98, p. 5 consid. 3a).

                                         Dopo adeguamento
all’indice dei salari nominali (“Nominallohnindex” – cfr. DTF 126 V 81
consid. 7a e STCA del 20 febbraio 2001 nella causa R.; cfr. tab. 10.2, pubblicata
in La Vie économique, 4-2007 pag. 91) – si ottiene, per il 2003, un reddito
annuo di fr. 57'808.--.

 

                             2.12.   In ossequio alla giurisprudenza federale, occorre, in seguito,
esaminare le circostanze specifiche del caso concreto (limitazione addebitabile
al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di
dimora, grado d'occupazione, cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/bb) e, se del caso,
procedere ad una riduzione percentuale del salario statistico medio. La
riduzione massima consentita ammonta al 25%, percentuale che consente "…
di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul reddito del
lavoro" (cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

                                         In una
sentenza del 25 luglio 2005 nella causa J., I 147/05, consid. 2, il TFA ha
proceduto ad una riduzione del 15% sul reddito statistico da invalido,
trattandosi di un assicurato straniero, nato nel 1953 e al beneficio di un
permesso di domicilio, che, a causa del danno alla salute, era stato giudicato
in grado di svolgere un’attività adeguata in misura del 60%.

                                         La nostra
Corte federale ha ritenuto suscettibili di incidere sul livello di reddito
ancora conseguibile dall’assicurato, gli impedimenti funzionali derivanti dal
danno alla salute (10%), così come il fatto di poter lavorare soltanto a tempo
parziale (5%):

 

" 
2.4 Aufgrund der zu Recht nicht bestrittenen
Auffassung der Gutachter des Instituts Y.________ vom 4. April 2003 ist dem
Beschwerdegegner die angestammte Tätigkeit als Schweisser nicht mehr zumutbar,
während körperlich leichte bis intermittierend mittelschwere adaptierte
Tätigkeiten zu 60% zumutbar sind (d.h. wechselbelastende Tätigkeiten ohne
Heben, Stossen und Ziehen von Lasten über 5 bis 10 kg repetitiv und vereinzelt
über 15 kg, ohne Überkopftätigkeiten und ohne Tätigkeiten in gebückter Haltung
mit Rotation der Wirbelsäule). Aufgrund dieser Einschränkungen sind keine
triftigen Gründe ersichtlich, um von einem leidensbedingten Abzug abzusehen;
dies wird von der Beschwerde führenden Verwaltung denn auch nicht bestritten.

 

2.5 Entgegen der Auffassung im kantonalen
Entscheid ist die Nationalität hier zu vernachlässigen angesichts der Tatsache,
dass die statistischen Löhne aufgrund der Einkommen der schweizerischen und der
ausländischen Wohnbevölkerung erfasst werden (AHI 2002 S. 70) und der
Beschwerdegegner kein Saisonnier ist, sondern über die
Niederlassungsbewilligung C verfügt (Urteil S. vom 16. April 2002, I 640/00
[Zusammenfassung in HAVE 2002 S. 308]). Damit gehört der Versicherte vielmehr
einer Ausländerkategorie an, für welche der monatliche Männer-Bruttolohn im
Anforderungsniveau 4 sogar etwas über dem entsprechenden, nicht nach dem
Merkmal der Nationalität differenzierenden Totalwert liegt
(Lohnstrukturerhebung 2000 S. 47 Tabelle TA12 sowie Lohnstrukturerhebung 2002
S. 59 Tabelle TA12). Es ist denn auch dieser Totalwert die massgebende
Vergleichsgrösse und nicht etwa das Einkommen der Schweizer (wie es die
Vorinstanz angenommen hat), da sich Tabellenlöhne aus den Einkommen der In- und
Ausländer zusammensetzen.

2.6 Die IV-Stelle führt in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde zwar zu Recht aus, "dass Teilzeitangestellte
nicht zwingend weniger als Vollzeittätige verdienen (zum Beispiel in
Beschäftigungsbereichen, in denen Teilzeitarbeit Nischen auszufüllen vermag,
die arbeitgeberseits stark nachgefragt und dementsprechend entlöhnt werden ...)."
Jedoch wird das Invalideneinkommen hier allein aufgrund statistischer Angaben
festgesetzt, so dass die statistisch erhärtete Tatsache der Lohneinbusse von teilzeitarbeitenden
Männern im massgebenden Anforderungsniveau 4 (einfache und repetitive Tätigkeiten)
zu berücksichtigen ist (vgl. Lohnstrukturerhebung 2000 S. 24 T8 sowie
Lohnstrukturerhebung 2002 S. 28 T8), auch wenn in diesem Rahmen der prozentuale
Minderverdienst nicht schematisch dem Abzug gleichzusetzen ist (vgl. BGE 126 V
79 Erw. 5b/aa).

 

2.7 Damit sind im Rahmen des Abzuges die
leidensbedingten Einschränkungen des Versicherten (vgl. Erw. 2.4) sowie die
Möglichkeit, nur noch Teilzeit arbeiten zu können (Erw. 2.6 hievor), zu
berücksichtigen. Da die IV-Stelle in Verfügung und Einspracheentscheid keinen
Abzug wegen Teilerwerbstätigkeit berücksichtigt hat, obwohl dies angemessen
gewesen wäre, lag für das kantonale Gericht ein triftiger Grund vor, sein
Ermessen an die Stelle desjenigen der Verwaltung zu setzen; die abweichende
Ermessensausübung erweist sich deshalb insoweit als näher liegend (vgl. Erw.
2.3 hievor). Indessen hat die Vorinstanz zu Unrecht auch den Ausländerstatus
des Beschwerdegegners berücksichtigt (Erw. 2.5 hievor). Die IV-Stelle hat
jedoch die leidensbedingten Einschränkungen - angesichts der Beschwerden - mit
einem Abzug von 10% vom Tabellenlohn berücksichtigt; wird auch der Tatsache
Rechnung getragen, dass der Beschwerdegegner nur noch teilerwerbstätig sein
kann, erscheint - gesamthaft gesehen - das Ermessen der Vorinstanz als näher
liegend. Damit hatte diese genügend triftige Gründe, um vom Abzug der
Verwaltung abzuweichen, so dass ein solcher in Höhe von 15% vorzunehmen ist,
was zu einem Invaliditätsgrad von 52% und damit zum Anspruch auf eine halbe Invalidenrente
führt." (STFA succitata). 

 

                                         In
un’altra pronunzia del 25 luglio 2005 nella causa Y., U 420/04, consid. 2 -
riguardante un assicurato straniero, nato nel 1961 e al beneficio di un
permesso di domicilio, totalmente abile in attività lavorative leggere da un
profilo dell’impegno fisico - lo stesso TFA ha nuovamente applicato una
decurtazione del 15% (“Dem Beschwerdegegner sind aus medizinischer Sicht unbestrittenermassen
keine schweren Arbeiten mehr zumutbar (vgl. Erw. 2.5.1 hievor), sodass er
den bisher ausgeübten Tätigkeiten nicht mehr nachgehen kann. Mit
den von der SUVA verfügten 15% wird sowohl dem Verlust, Schwerarbeit leisten zu
können, als auch der leidensbedingten Einschränkung, die für sich nicht sehr
ausgeprägt ist, angemessen Rechnung getragen”). 

 

                                         In una sentenza del 25 aprile 2005 nella causa R., inc. 35.2004.104,
il TCA ha fornito alcune indicazioni circa le modalità secondo le quali deve
essere applicata la riduzione percentuale sul reddito statistico da invalido,
argomentando:

 

" 
Su quest’ultimo punto, il TCA ha attentamente
esaminato alcune recenti sentenze federali e ne ha ricavato l’impressione di
una prassi non sempre coerente.

 

A titolo di esempio, in una sentenza del 14
febbraio 2005 nella causa T., I 594/04, consid. 2.3, il TFA ha indicato che
l’età dell’assicurato (47 anni al momento del rilascio della decisione
impugnata) non rappresentava un fattore di riduzione, stabilendo inoltre che i
lavoratori ausiliari, su un mercato equilibrato del lavoro, vengono richiesti a
prescindere dalla loro età e quindi che, in queste attività, l’età di per sé
non influisce sul livello retributivo. 

Per conto, in una pronunzia del 20 gennaio 2005
nella causa R., I 138/04, consid. 4.3., la stessa Alta Corte federale ha
applicato una riduzione sul reddito statistico da invalido, trattandosi di un
assicurato di 35 anni, dichiarato completamente abile in attività semplici e
ripetitive nel settore dei servizi, “en regard de l’âge de l’assuré et
des limitations résultant de l’atteinte à sa santé” (la sottolineatura è del
redattore). 

 

In un’altra sentenza del 23 febbraio 2004 nella
causa M., B 67/04, consid. 3.3.2 - concernente un assicurato di 54 anni al
beneficio di un permesso di domicilio - l’Alta Corte non ha ritenuto che l’età
costituisse un fattore di riduzione. 

Del resto, con riferimento all’art. 28 cpv. 4
OAINF (cfr. consid. 2.4.), la giurisprudenza federale ha stabilito che questa
disposizione torna applicabile agli assicurati che, alla data di inizio della
rendita di invalidità, hanno un’età attorno ai 60 anni (cfr. DTF 123 V 419
consid. 1b; SVR 1995 UV 35, p. 105 consid. 2b). 

 

Al fine di garantire l’uguaglianza di trattamento
fra assicurati (circa la necessità di introdurre dei criteri obiettivi allo
scopo di evitare disparità di trattamento, cfr. DTF 123 V 104 consid. 3e, DTF
115 V 138ss. consid. 6-7, 405ss., consid. 4-6; STFA del 24 febbraio 2005 nella
causa S., U 80/04, consid. 4.2.1), questo Tribunale – chiamato peraltro, in
talune circostanze, a direttamente quantificare la riduzione percentuale (cfr.,
ad esempio, la STFA del 25 febbraio 2003 nella causa P., U 329 + 330/01) – e
visto che il problema si pone in modo analogo in alcuni importanti settori
delle assicurazioni sociali (assicurazione per l’invalidità, previdenza
professionale, assicurazione contro gli infortuni e assicurazione contro le
malattie), ritiene di dover fornire le seguenti indicazioni.

 

Ad ognuno dei fattori di rilievo indicati dalla
giurisprudenza federale corrisponde una decurtazione del 5%. 

Per quanto riguarda specificatamente la riduzione
percentuale legata alla limitazione addebitabile al danno alla salute,
l’esistenza, in un caso concreto, di impedimenti di una particolare gravità,
che in genere limitano l’assicurato anche nell’esercizio di un’attività
sostitutiva, può comunque giustificare l’applicazione di una riduzione più
elevata (cfr., in questo senso, la STFA del 16 febbraio 2005 nella causa C., I
559/04, consid. 2.2, in cui la Corte federale ha avallato la riduzione decisa
dall’amministrazione (15%), trattandosi di un assicurato abile soltanto
parzialmente in attività leggere, la STFA del 17 febbraio 2005 nella causa B.,
I 1/04, consid. 4.3.4, in cui è stata applicata una decurtazione del 10% per
tenere conto delle difficoltà legate al danno alla salute e la STFA del 23
febbraio 2005 nella causa B., I 632/04, consid. 4.2.2, in cui è stata
confermata una riduzione del 15% per ragioni di salute). 

La presenza cumulativa di più fattori legittima
l’applicazione della riduzione massima del 25% (cfr., in questo senso, la STFA
del 4 febbraio 2003 nella causa S., U 311/02, consid. 4.3). 

 

Nella già citata sentenza del 23 febbraio 2004
nella causa M., il TFA ha applicato una deduzione globale del 15% motivata
dagli impedimenti legati al danno alla salute, ritenendo assenti gli altri
fattori di riduzione (anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di
dimora, grado di occupazione)." (STCA succitata, consid. 2.11.)

 

                             2.13.   Nella
presente fattispecie, l'importo stabilito dall'Istituto assicuratore
resistente a titolo di reddito da invalido, ammonta a fr. 50'606.40
(consid. 2.10.).

                                         Esso corrisponde a una
riduzione del 12.46% del reddito statistico desunto dalla Tabella TA 1 (fr. 50'606.40 rappresentano infatti l’87.54% di fr.
57'808.--), ciò che alla luce delle specifiche
circostanze del caso concreto (tutt’al più, impedimenti legati al danno alla
salute) e dei precedenti giurisprudenziali, appare senz’altro adeguata. 

 

                                         In esito
a quanto precede, il grado di invalidità del ricorrente
- stabilito confrontando i fr. 50'606.40 al reddito che
egli avrebbe potuto conseguire se non fosse intervenuto l’infortunio, e cioè fr.
61'890.-- (cfr. consid. 2.7.) - è del 18.23%, arrotondato al 18% secondo la
giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121, consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 p.
41.

 

                             2.14.   Il medesimo grado
di invalidità si otterrebbe comunque anche effettuando il raffronto dei redditi
facendo capo ai dati salariali relativi al 2006 (cfr. consid. 2.6.).

                                         Quale
reddito da valido per il 2006 va applicato l’importo annuo che avrebbe
conseguito l’assicurato presso la __________ nel 2003, pari a fr. 61'890.--, adeguato
all’indice dei salari nominali, ovvero fr. 63'828.-- (cfr. cfr. tab.
10.2, pubblicata in La Vie économique, 4-2007 pag. 91; www.bfs.admin.ch
per il dato relativo alla variazione ai primi tre trimestri del 2006).

 

                                         Il
reddito da invalido per il 2006, determinato adeguando il reddito stabilito
sulla base delle DPL per il 2003 di fr. 50'606.40 all’indice dei salari
nominali, ammonta invece a fr. 52'184.-- (cfr. cfr. tab. 10.2,
pubblicata in La Vie économique, 4-2007 pag. 91; www.bfs.admin.ch
per il dato relativo alla variazione ai primi tre trimestri del 2006).

 

                                         Il
reddito ipotetico da invalido basato sui valori statistici ammonta per il 2006
a fr. 58'524.--.

                                         Infatti
utilizzando i dati forniti dalla tabella TA1 relativa al 2004 il  ricorrente,
svolgendo nel 2004 una professione che presuppone qualifiche inferiori nel
settore privato ticinese, avrebbe potuto realizzare, in media, un salario
mensile lordo pari a fr. 4'588.--. 

                                         Riportando
questo dato su 41.6 ore (cfr. tabella B 9.2, pubblicata
in La Vie économique, 1/2-2007, p. 94), esso ammonta a fr.
4'771.52 mensili oppure a fr. 57'258.24 per l'intero anno (fr. 4’771.52 x 12,
ritenuto che la quota di tredicesima è già compresa, cfr. STFA del 18 febbraio
1999 nella causa B., U 274/98, p. 5 consid. 3a).

                                         Dopo
adeguamento all'indice dei salari nominali ("Nominallohnindex"
- cfr. DTF 126 V 81 consid. 7a e STCA del 20 febbraio 2001 nella causa R.), si
ottiene, per il 2006 (cfr. tab. B 10.3, pubblicata in La Vie économique,
4-2007, p. 91; www.bfs.admin.ch per il dato relativo
alla variazione ai primi tre trimestri del 2006) un reddito
mensile di fr. 4'877.-- oppure di fr. 58'524.-- per l'intero anno (fr. 4'877.--
x 12).

 

                                         Il
reddito da invalido determinato fondandosi sulle DPL per il 2006 corrisponde
a una riduzione di circa l’11% del reddito statistico desunto dalla Tabella TA1
per il 2006 (fr. 52'184.-- rappresentano infatti
l’89.17% di fr. 58'524.--).

                                         In considerazione delle specifiche circostanze della fattispecie, che come visto si
limitano a impedimenti legati al danno alla salute e dei precedenti
giurisprudenziali, tale decurtazione risulta adeguata. 

 

                                         Il grado
di invalidità del ricorrente - ottenuto confrontando i fr. 52'184.-- al reddito che egli avrebbe potuto realizzare se non fosse
intervenuto l’evento traumatico del dicembre 1999, e cioè fr. 63'828.-- - è del
18.24%, arrotondato al 18%.

 

                             2.15.   Nella misura
in cui, con la decisione su opposizione impugnata, l’CO 1 ha riconosciuto
all’assicurato una rendita di invalidità del 18%, il suo ricorso deve essere
respinto.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti