# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bf213f0b-4e34-576f-a629-d699cbec1473
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-09-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.09.2001 32.2000.114
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2000-114_2001-09-10.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2000.00114

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  10 settembre 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 24 novembre 2000
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 25 ottobre 2000 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   L'assicurato,
nato nel __________, di professione muratore/manovale, in data 20 aprile 1999
ha presentato all'Ufficio assicurazione invalidità (UAI) una richiesta di
prestazioni AI per adulti indicando, quale danno alla salute: "caduta
dalle scale, dolori al collo, lombalgia, sciatica e depressione". 

L'assicurato è stato vittima di diversi infortuni avvenuti il 19 luglio 1994
(caduta a seguito del tiro di una corda), il 28 luglio 1997 

(contusione al rachide dovuto a scivolamento), l'8 dicembre 1997 (caduta dalle
scale con contusione al rachide lombare) ed il 27 settembre 1999 (tamponamento
in auto).

Egli ha percepito delle prestazioni da parte dell'__________ e dalla Cassa
malati per perdita di guadagno. 

A partire dal 27 luglio 1998 l'__________ ha cessato il versamento delle
prestazioni assicurative poiché i disturbi alla schiena non erano più
riconducibili ai postumi degli infortuni (cfr. doc. AI _). 

                               1.2.   Dopo aver
acquisito della documentazione medica, nonché il rapporto medico 25 maggio 1999
del servizio psicosociale di __________ (doc. _) ed il rapporto 20 agosto 1999
del medico di famiglia dr. __________ (doc. _), l'UAI ha incaricato il Servizio
di accertamento medico (SAM) di procedere ad una perizia pluridisciplinare il
cui referto è stato redatto il 15 maggio 2000 (doc. _).

Con proposta di decisione 26 maggio 2000, l'UAI ha deciso che:

 

" 
Il grado d'invalidità, determinato in base
all'articolo 4 LAI, viene fissato al 50% con diritto alla mezza rendita AI a
decorrere dal 1° dicembre 1999.

Dalla documentazione raccolta agli atti ed in
particolare dal rapporto peritale stilato dai medici del Servizio accertamento
medico di __________ risulta infatti che l'assicurato presenta un'incapacità
lavorativa e di guadagno globale del 50% a partire dal dicembre 1998. 

La mezza rendita viene concessa dopo un anno di attesa."

(Doc. AI _).

 

                                         L'assicurato,
per il tramite della __________, contestando la valutazione fatta
dall'amministrazione, ha trasmesso il rapporto 10 luglio 2000 del Servizio
psicosociale di __________ e rilevato che:

 

" 
(…)

Richiamato il contenuto di tale relazione
peritale, riteniamo che vi siano i validi presupposti per annullare la vostra
precedente proposta di decisione data 26 maggio 2000 e per procedere, da parte
del vostro competente servizio, a degli ulteriori accertamenti più approfonditi
per concedere una rendita intera al signor __________. (.)" 

(Doc. AI _)

 

                                         Dopo aver
chiesto un parere del SAM in merito al citato rapporto del Servizio
psicosociale, con lettera 11 dicembre 2000 l'UAI ha ha confermato la proposta
di decisione del 26 maggio 2000.

 

                                         Di
conseguenza, con decisione 25 ottobre 2000 l'UAI ha riconosciuto all'assicurato
una mezza rendita AI a decorrere dal 1° dicembre 1999 e cinque rendite
completive per figli.

 

                               1.3.   Contro tale
decisione __________ è tempestivamente insorto, per il tramite del suo legale,
postulando l'erogazione di una rendita intera.

                                         Sostanzialmente
egli contesta le risultanze della perizia del SAM. 

                                      

                                         Dal punto
di vista ortopedico l'assicurato ritiene che gli atti medici già depositati
mostrano un'inabilità lavorativa almeno del 50%, argomentando in particolare
che:

 

" 
(…)

Non è comunque esatto, ed anzi è del tutto arbitrario, considerare
il qui ricorrente abile al 100% dal punto di vista somatico. In effetti, già
solo analizzando il contenuto della perizia SAM, si evince come tale
valutazione non stia per nulla in piedi.

 

Il dottor __________ in effetti valuta il paziente abile al lavoro
al 100% in professioni nelle quali il signor __________ non debba sollevare
pesi superiori ai 25 kg e nelle quali possa cambiare regolarmente posizione di
lavoro.

 

In altri termini, il qui ricorrente sarebbe abile, secondo il
dottor __________, per delle professioni leggere, che secondo l'attuale
giurisprudenza del TCA consentono un reddito annuo di fr. 35'000,00. In ogni
caso il qui ricorrente, già solo dal punto di vista ortopedico, non sarebbe di
certo abile al lavoro per la professione di manovale, che notoriamente è
un'attività pesante.

 

Anche quindi prendendo quale base il rapporto del dottor
__________ (ciò che è contestato in quanto le problematiche somatiche del qui
ricorrente sono comunque ben più gravi di quanto non valuti la parte
resistente), già solo dal punto di vista ortopedico il qui ricorrente è da
considerare inabile al lavoro nella misura di almeno il 47% (ossia fr.
66'000,00 ‑ fr. 35'000,00 x 100: 66'000,00). Né la parte avversa può
applicare il principio del reddito ipotetico concreto, ritenuto che l'Al non ha
nemmeno tentato di procedere ad una tale valutazione.

 

Si precisa tuttavia che, sulla base dei certificati medici agli
atti, si ritiene che dal punto di vista ortopedico il qui ricorrente debba
essere ritenuto abile al lavoro nella misura massima del 50% in un'attività
leggera, e quindi con un grado di invalidità di oltre il 70% (e ciò, lo si 
ribadisce, già solo dal profilo ortopedico). (…)" (Doc. _)

 

                                         Inoltre,
in merito all'affezione psichica, ritenuta la principale causa invalidante,
l'assicurato ha rilevato che:

 

" 
(…)

Come detto tuttavia, il qui ricorrente presenta una notevole
componente psichiatrica, che deve fra l'altro essere considerare la principale
causa invalidante. A questo proposito gli atti medici, ed in particolare le
conclusioni della dottoressa __________, del servizio psicosociale di
__________ e del dottor __________, sono concordi nel concludere nel senso che
il qui ricorrente deve essere considerato inabile al lavoro in misura totale, e
non certo unicamente nella misura del 50%.

 

 

La valutazione psichiatrica effettuata dal SAM va contestata, e si
ritiene che la stessa sia alquanto superficiale, e che in particolare consideri
il paziente inabile al lavoro dal punto di vista psichiatrico unicamente nella
misura del 50% non tanto poiché il paziente presenta un tale grado di
invalidità (che è in effetti superiore) ma quale terapia. Il SAM sostiene cioè
che il paziente sarebbe anche inabile al lavoro in misura maggiore ma che viene
considerato inabile unicamente nella misura del  50% in quanto una ripresa
parziale del lavoro avrebbe sicuramente (su quali basi poi) una valenza
ergoterapica. Si chiede quindi l'effettuazione di una perizia giudiziaria in
ambìto psichiatrico.

 

A parte il fatto che il SAM non ha per nulla motivato tale presa
di posizione dal punto di vista medico‑psichiatrico (e del resto il
dottor __________ non ne fa accenno nel suo rapporto del 20 aprile 2000), va
detto che la posizione del SAM costituisce, per il ricorrente, una
contraddizione nei termini. (…)" (Doc. _)

 

                               1.4.   Mediante
risposta 16 febbraio 2001 l'UAI ha chiesto che il ricorso venga respinto. 

Innanzitutto, con certificati medici alla mano, l'amministrazione ha confermato
la piena capacità del ricorrente dal punto di vista somatico. In via
abbondanziale essa ha constestato i redditi di riferimento presi dal
ricorrente, precisando comunque che:

 

" 
(…)

Nel presente caso dette considerazioni appaiono
però ininfluenti, in quanto il dottor __________ non ha stabilito che le
capacità del ricorrente sono limitate all'esercizio di attività leggere,
avendolo ritenuto in grado di sollevare sino a 25 kg, ed avendo posto quale
unica limitazione quella di cambiare regolarmente la posizione di lavoro
("con queste limitazioni ortopediche, peraltro modeste e che gli
permettono diverse attività lavorative, l'incapacità lavorativa è determinata
unicamente dalla patologia psichiatrica", perizia SAM, p. 10, doc. n. _
inc. AI). (…)" (Doc. _)

 

 

                                         Riguardo
alla patologia psichiatrica l'UAI ha osservato quanto segue:

 

" 
(…)

Nella fattispecie, si rileva innanzitutto che la perizia
effettuata dal SAM non può essere messa in discussione per il fatto che la
stessa non si sarebbe basata su accertamenti sufficientemente approfonditi. La
problematica psichica è stata esaminata principalmente dal dottor __________,
ma non solo: "Sicuramente non è facile entrare nell'io di quest'A. che sta
piuttosto sulle sue e si esprime male. Ho potuto avere un'idea precisa dell'A.
solo dopo ore ed ore di colloqui, di domande e d'osservazioni"
(perizia SAM, p. 9).

Del resto non è necessario conoscere il paziente da mesi o anni
per poter esprimere un giudizio in merito. A titolo d'esempio si citerà la
perizia effettuata dalla dottoressa __________, la quale ha espresso le proprie
valutazioni dopo due consultazioni.

 

Contestata altresì l'affermazione del ricorrente in base alla
quale il grado di inabilità psichica sarebbe stato volutamente mantenuto più
basso di quanto non sia in realtà, in quanto il "riconoscimento di una
rendita intera sarebbe controproducente" (allegato ricorsuale, p. 10). I 
medici del SAM hanno stabilito una capacità di lavoro corrispondente allo stato
psichico del  paziente.

L'incitamento alla ripresa del lavoro costituisce semplicemente
una considerazione dei medici, a detta dei quali tale modo di procedere
eserciterebbe un'influenza positiva sullo stato del paziente, sia direttamente
che indirettamente.

 

Infine, la diversa valutazione operata è con ogni probabilità
riconducibile al fatto che i periti del  SAM hanno preso in considerazione
nella diagnosi solo gli aspetti strettamente patologici. I rapporti stilati
dalla dottoressa __________ e dal Servizio psicosociale sembrano invece aver
inserito nella valutazione anche elementi estranei, così come affermato dai
medici SAM nel complemento 9 agosto 2000 (doc. n. _ inc. AI): "In questo
A., che da un punto di vista somatico può lavorare al 100%, vi sono elementi
socio‑economici che influenzano la situazione esistenziale. Questi
problemi sono ben comprensibili, ma non significano automaticamente una
patologia psichiatrica invalidante. (...). Non possono essere considerate come
malattia tutte le difficoltà esistenziali, come le difficoltà di adattamento e le
difficoltà di lavoro"."

(Doc. _, pag. 3)

 

                               1.5.   Il 21
febbraio 2001 il legale del ricorrente  ha prodotto lo scritto 27 dicembre 2000
del Servizio psicosociale in cui conferma nuovamente la totale inabilità
lavorativa dell'assicurato (doc. _).

Il 15 marzo 2001 il ricorrente ha preso posizione in merito alla risposta
dell'amministrazione (doc. _).

Interpellato dal TCA, l'UAI ha replicato il 22 marzo 2001 (doc. _).

Il 6 giugno 2001 l'assicurato ha confermato nuovamente la propria posizione
(doc. _). 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C.,
I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è l'assegnazione a __________ di una rendita intera d'invalidità. 

                                         Mediante
la decisione contestata l'amministrazione ha riconosciuto una mezza rendita
essendo l'incapacità lavorativa del 50% unicamente riconducibile all'affezione
psichica

                                      

                                         L'insorgente
contesta le conclusioni del SAM poiché l'incapacità lavorativa è dovuta sia dal
punto di vista ortopedico che psichico in maniera tale da giustificare una
rendita intera.

 

                               2.3.   L'art. 4
cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

 

·       
un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e

 

·       
la conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre quindi
che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di
guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de
la sécurité sociale, pag. 216ss).

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

                                      

                                         Giusta
l'art. 28 cpv. 1ter, inoltre, le rendite per un grado d'invalidità inferiore al
50% sono versate solo ad assicurati che sono domiciliati o dimorano
abitualmente in Svizzera. Questo presupposto deve essere adempiuto anche per i
congiunti per i quali è chiesta una prestazione.

 

                               2.4.   La misura
dell'incapacità lucrativa è determinata da criteri oggettivi e meglio dalla
perdita che l'assicurato subisce (o subirebbe) in condizioni normali di mercato
del lavoro, ritenuto ch'egli utilizzi, nella misura che da lui si può
ragionevolmente pretendere, la residua forza di lavoro.

 

                                         Infatti
l'art. 28 cpv. 2 LAI prevede che: 

 

" 
l'invalidità è determinata stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo la
manifestazione dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
di integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa, ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato di lavoro, e il reddito del
lavoro ch'egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido" 

 

                                         (metodo
ordinario di calcolo dell’incapacità di guadagno; cfr. SVR 1996 IV Nr. 74 e
giurisprudenza citata).

 

                                         Ne
consegue che l'incapacità di guadagno non sempre corrisponde alla perdita di
guadagno effettiva. Infatti, bisogna tener conto, nel calcolo dell'incapacità
di guadagno, dell'eventuale circostanza che l'assicurato sfrutti in misura
minore di quanto gli sia possibile la capacità lavorativa residua oppure anche
della circostanza opposta.

 

                                         Va
altresì rilevato che, secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e
il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato
invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l'assurance-invalidité, Les prestations, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI).            

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G.
Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza
citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

 

                               2.5.   Nel caso che
ci occupa, al fine di stabilire lo stato di salute e le eventuali conseguenze
sulla capacità lavorativa, l'amministrazione ha sottoposto l'assicurato a
perizia pluridisciplinare da parte del SAM. 

Nel rapporto peritale 15 maggio 2000 (doc. AI _) gli specialisti hanno posto la
seguente diagnosi (con influsso sulla capacità lavorativa): sindrome depressiva
ricorrente; sindrome lombovertebrale cronica su discopatia L3-4 e L5 -S1,
sindrome cervicale cronica e fibromialgia diffusa.

 

                                         In merito
alla capacità lavorativa, differenziata tra l'affezione ortopedica e psichica,
i periti hanno rilevato quanto segue:

 

" 
(…)

Patologia ortopedica

 

Per quanto riguarda la colonna, fa il punto sulla situazione
ortopedica il dr. __________. Egli pone le diagnosi di sindrome lombovertebrale
cronica su discopatia L3‑4 e L5‑S1, di sindrome cervicale cronica e
di fibromialgia diffusa. Egli nota una discrepanza tra le lamentele del
paziente ed i referti oggettivabili e così continua il dr. __________: "il
quadro radiologico non evidenzia alterazioni molto significative. Le lievi
protrusioni discali evidenziate alla TAC rientrano nella norma. Infatti, queste
alterazioni riscontrate alla TAC sono anche visibili su una buona parte della popolazione
asintomatica. Dal punto di vista ortopedico ritengo che il paziente sia
completamente abile al lavoro in un'attività adatta, nella quale non debba
alzare pesi superiori ai 25 kg e durante la quale possa cambiare regolarmente
la posizione di lavoro".

Anche il rapporto d'uscita della Clinica __________ parla di
sovrapposizioni funzionali sicure. Si propone di chiudere il caso in ambito
infortunistico. Ciò è esatto anche per noi.

 

Patologia psichiatrica

 

Sicuramente non è facile entrare nell'Io di quest'A. che sta
piuttosto sulle sue e si esprime male.

Ho potuto avere un'idea precisa dell'A. dopo ore ed ore di
colloqui, di domande e d'osservazioni. Pare che non vi siano malattie
psichiatriche nel gentilizio.

L'A. in questo campo, gode di buona salute fino all'estate 1998.
Presenta infatti, in questo periodo, una sindrome depressiva. Nel dicembre 1998
vi e una perizia della dr.ssa __________ per la __________. Si parla d'episodio
depressivo di media gravità, disturbo di personalità passivo ed autosvalutativo.
Lo si dichiara inabile al 100%. Dall'aprile 1999 è regolarmente seguito dal
Servizio Psicosociale di __________, dr. __________ e dr. __________. Anche qui
si parla di sindrome depressiva persistente.

L'A. in casa è molto nervoso, rimane inoperoso e fuma anche due
pacchetti di sigarette il giorno. Nell'agosto 1999, il dr. __________, a
proposito della componente psichica, dichiara che il quadro psicologico è poco
chiaro anche se, un disturbo in quest'ambito, è fuori discussione.

Fa il punto sulla situazione psichiatrica il dr. __________, nel
suo consulto del 20.04.2000. Egli parla di persona poco differenziata, che
attualmente sta attraversando un periodo molto difficile, non solo dal punto di
vista medico, ma in particolare modo dal punto di vista socioeconomico. Ha una
famiglia numerosa e sono ben comprensibili le problematiche che possono
insorgere dal punto di vista sociale e che giocano come fattori negativi per la
persistenza dei suoi disturbi psichici. Così continua il dr. __________:
"si sta isolando socialmente, ha sentimenti d'insufficienza, a volte di
colpa e di vergogna e persistono non solo i suoi disturbi algici, ma anche i
sintomi della sua patologia psichiatrica, permangono malgrado l'importante
presa a carico, con una psicofarmacoterapia già in atto da circa due anni. Si
tratta di una sindrome depressiva ricorrente con una prognosi a medio ‑
lungo termine poco favorevole ed un'incapacità lavorativa, puramente dal punto
di vista psichiatrico, attualmente nella misura del 50%".

Il dr. __________ conferma dunque la patologia psichiatrica, ma ne
ridimensiona in parte l'importanza dal punto di vista valetudinario.
Sicuramente una ripresa parziale del lavoro avrebbe valenza ergoterapica. Lo
stesso A. si sente insoddisfatto proprio anche perché non ha più le
gratificazioni che gli dava il lavoro, insieme ovviamente ad una tranquillità
economica che ora viene messa in forse.

Dal momento che la capacità lavorativa strettamente ortopedica
rimane altissima, solo con poche controindicazioni, la patologia psichiatrica
necessita di cure specialistiche, ma anche come detto di un'ergoterapia che in
questo caso è altrettanto importante che la cura psichiatrica. (…)" (Doc.
AI _)

 

                                         Di
conseguenza, per quel che concerne il grado della capacità nell'attività lucrativa
svolta prima del danno alla salute, sugli sviluppi della stessa, i periti hanno
valutato che:

 

"  L'A.,
ai fini Al, presenta una totale capacità lavorativa fino al 30.11.1998.

 

Dall'1.12.1998, fino ad ora e continua, egli presenta
un'incapacità lavorativa globale del 50% determinata essenzialmente dalla
sindrome depressiva ricorrente.

 

Per quanto riguarda l'ambito ortopedico, sempre a partire dal
dicembre 1998 fino ad ora e continua, sono controindicati lavori in cui debba
alzare pesi importanti (superiori ai 25Kg) ed in lavoro in cui debba assumere
una posizione del rachide fissa, senza la possibilità di cambiare regolarmente
la posizione di lavoro.

 

Con queste limitazioni ortopediche, per altro modeste e che gli
permettono diverse attività lavorative, l'incapacità lavorativa è determinata
unicamente dalla patologia psichiatrica.

 

Per quanto riguarda la prognosi di questa patologia psichiatrica,
essa appare a medio ‑ lungo termine poco favorevole.

 

La capacità lavorativa del 50% deve avere un rendimento nell'arco
di un'intera giornata lavorativa. (…)" (Doc. AI _)

 

                                         Infine,
riguardo alla possibilità di migliorare la capacità di lavoro, nella perizia si
legge quanto segue:

 

" 
(…)

6. Possibilità di migliorare la capacità di lavoro:

 

Sarà difficile, data la prognosi psichiatrica poco favorevole,
intravvedere un miglioramento della presente capacità lavorativa.

 

Vogliamo inoltre sottolineare l'utilità ergoterapica di
un'attività lavorativa al 50%. Questa ergoterapia è altrettanto importante che
la cura psichiatrica.

 

Una riformazione professionale dell'A. attualmente, vuoi per la
scarsa differenziazione dell'A., sia per la sua depressione ricorrente, appare
per il momento da escludere." (Doc. AI _)

 

                               2.6.   Perché un
rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed
esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami
approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia
stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della
situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate
(cfr. Ulrich Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989
p. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell’ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell’ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili ((DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS
1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 332 ).

 

                                         Lo stesso
vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAL 1986 p.
188; RAMI 1993 p. 95).

 

                                         Il TFA ha
inoltre precisato che, nell’ipotesi in cui si tratti di una lite in materia di
prestazioni, dall'art. 4 CF rispettivamente 6 CEDU, non può essere dedotto il
diritto di essere sottoposto ad una perizia medica esterna (DTF 122 V 157). 

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         In
un’altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia
giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo il l’Alta Corte questo
servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un
vincolo per cui l’istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare
considerazione gli interessi specifici dell’assicurazione invalidità (STFA non
pubbl. del 22 maggio 1995 in re A. C).

 

                                         Per quel
che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della
vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a
favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3a)cc), U. Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997 p.
230).

                               2.7.   L'assicurato,
come detto, contesta le conclusioni del SAM. 

Dal punto di vista somatico sostiene che, tenendo conto di una piena abilità in
attività leggere con conseguente reddito da invalido di fr. 35'000.-- e un
reddito di valido di fr. 66'000.--, l'incapacità risulterebbe del 47%.

 

                                         L'amministrazione
ritiene che l'assicurato sia da considerare pienamente abile al lavoro dal
profilo fisico e questo sulla base delle concordanze dei seguenti pareri medici
riportati nella risposta di causa:

 

" 
(…)

-   "Eine
Wiederaufnahme der bisherigen Tätigkeit aus rheumatologisch­orthopädischer
Sicht (ist) nicht nur als zumutbar, sondern zur Verhinderung einer
Chronifizierung als dringend notwendig" (Dott. __________, 8.5.98, doc. n.
_ inc. __________);

‑   Vi é
poi senz'altro un fenomeno di aggravamento che rende le cose più difficili. il
tentativo di ripresa lavorativa è senz'altro il cardine della riuscita
terapeutica"(Dott. __________, 6.7.98, doc. n. _ inc. __________);

‑   "Il
quadro clinico effettivamente oggettivabile (…) non giustifica a mio modo di
vedere per nulla una incapacità lavorativa, neanche parziale" (Dott.
__________, 20.7.98, doc. n. _ inc. __________)

‑   "Dal
punto di vista organico è a mio parere da ritenere abile al lavoro al 100% da
subito" (Dott. __________, 20.11.98, doc. n. _ inc. AI)

‑   "Dal
punto di vista ortopedico, vi è una discrepanza tra le lamentele del paziente
ed i referti oggettivabili". ( ... ). Ritengo quindi che il paziente
esageri i suoi disturbi puramente dal punto di vista ortopedico" (Dott.
__________, perizia SAM 15.5.00, doc. n. _ inc. AI). 

(…)" (Doc.
_, pag. 2)

 

                                         Tuttavia
occorre ricordare che i periti del SAM, sulla base del consulto specialistico
del dr. __________, hanno concluso per un’attività nella quale l’assicurato non
debba sollevare pesi superiori ai 25 kg e durante la quale possa cambiare
regolarmente posizione. Inoltre, dagli atti risulta che l’assicurato, prima del
danno alla salute, esercitava l’attività di muratore presso la __________ (doc.
AI _).

Vi è pertanto da chiedersi se effettivamente con simili controindicazioni il
ricorrente possa risultare pienamente abile nella sua precedente attività lucrativa.

 

                                         Ora, in
una sentenza inedita 14 settembre 1998 in re MP (inc. __________), confermata
dal TFA (STFA 18.2.1999, U 301/98)  in ambito LAINF, il TCA aveva interpellato
i responsabili del Centro di formazione professionale della __________, chiedendo
loro di descrivere l’attività di un capo-muratore, per rapporto a quella svolta
da un muratore, rispettivamente, da un manovale, con particolare riguardo alla
questione relativa alla necessità di sollevare o trasportare dei pesi.

                                         Queste le
loro considerazioni :

                                         

"  ...
La collocazione dell'operatore nell'ambito produttivo di un'impresa avviene
tenendo conto della formazione specifica e della pratica professionale
acquisita nel settore, ad ogni modo corrisponderà ad una classe salariale
assegnata dal datore di lavoro in base all'art. 43 del Contratto Nazionale
Mantello (CNM).

 

L'art. 42 del CNM
prevede 5 classi suddivise in due gruppi:

 

 

Il primo gruppo è
definito dei lavoratori edili con le seguenti classi:

 

 

 

C)    lavoratori edili
senza conoscenze professionali

B)    lavoratori edili
con conoscenze professionali ma senza certificato          professionale (di
regola dopo 3 anni di pratica su cantieri          svizzeri).

 

 

Il secondo gruppo
comprende i lavoratori qualificati:

 

A)     lavoratori
edili qualificati senza certificato professionale (con       attestazione di
frequenza a corsi specifici, rispettivamente         riconoscimento da parte
del datore di lavoro)

Q)    lavoratori
diplomati muratori con attestato federale di capacità

V)     lavoratori che
hanno frequentato con successo la scuola per capi          squadra (min. 300
ore di lezione) o nominati dal datore di lavoro.

 

Per quanto concerne i
capi muratore sussiste un ulteriore contratto 

collettivo per capi
muratori e capi fabbrica del 19.12.95.

 

In concreto, tenendo
conto di quanto sopra esposto e della pratica 

professionale
espletata sui cantieri, di regola si possono distinguere le

seguenti attività:

 

 

Lavoratori edili:

  manovali:                     lavoratori
senza (o scarse) conoscenze                             professionali
specifiche, che operano sul                                   cantiere edile
eseguendo lavori manuali pratici                      su indicazione di terzi.

 

 

Lavoratori edili
qualificati:

  muratore:                     con
attestato federale di capacità o                                     riconosciuto
tale (muratore) dal datore di                                   lavoro, per le
competenze acquisite                                      nell'ambito della
pratica professionale, al                                        quale si
richiede l'esecuzione, in maniera                         autonoma o con
l'ausilio di manovali, di lavori                 generici della costruzione,
quali: murare, con          mattoni o con pietra naturale, murature a vista                    o
grezze; casserare, posare l'acciaio                                         d'armatura
e gettare il relativo calcestruzzo;                eseguire lavori di finitura
quali intonaci,                             sottofondi e lavori di posa;
eseguire                                            determinati lavori di
scavo, di posa di                                   condutture tecniche e/o
canalizzazioni.

 

 

  capo squadra:              qualificato
o meno, comunque, designato dal                        datore di lavoro per la
conduzione di una                                squadra di operai, composta da
muratori e                                  manovali, per l'esecuzione di un
singolo                           elemento costruttivo di un'opera (muro,                          soletta,
scavo, ecc.). Il capo squadra partecipa          attivamente, anche in maniera
pratica,                              all'esecuzione dell'opera.

 

 

  capo muratore:            qualificato
o meno, designato dal datore di                            lavoro per la
conduzione di un cantiere nel                             quale operano diverse
squadre di operai alla                      realizzazione di un'intera opera o
di una parte                     di essa. A dipendenza della dimensione del                                cantiere,
del numero degli operai a                                                 disposizione
e della mole da realizzare,                                            l'attività
del capo muratore sarà più o meno                        incentrata
sull'aspetto della conduzione del                                personale, sull'organizzazione
e preparazione                  del lavoro, sull'attività di computo e verifica
dei                                lavori svolti. Comunque l'attività del capo                            muratore
rimane strettamente legata                                          all'attuazione
pratica di opere edili e pertanto                         può essere facilmente
coinvolto, per                                                   dimostrazioni
pratiche, suggerimenti o                              correzioni, nel processo
produttivo.

 

assistente di
cantiere:   colui che è autorizzato a rappresentare                              l'impresario
costruttore sia di fronte alle                          maestranze, sui diversi
cantieri coordinandone              gli aspetti tecnici e amministrativi
(solitamente                 non viene coinvolto con il processo pratico                                esecutivo),
sia di fronte al committente e agli                   enti amministrativi.

 

impresario
costruttore:  solitamente è il titolare della ditta e, a

                                       dipendenza
della dimensione della stessa, farà capo alle figure professionali sopra 

descritte” 

(cfr.
STCA 14.9.1998 consid. pag. 7).

 

                                         Successivamente,
i responsabili del Centro di formazione della __________ hanno genericamente
discusso l’aspetto riguardante l’impegno fisico richiesto dall’esercizio
d’attività edili:

 

"   Per
quanto attiene allo sforzo fisico e al coinvolgimento all'attuazione pratica
dei lavori si può osservare:

 

- lo sforzo fisico è
indirettamente proporzionale all'impiego di

  attrezzature o
macchinari disponibili nell'esecuzione di un

specifico lavoro (es. trasporto di materiale sul cantiere: con secchi

attraverso scale, con carriole, carriole a motore, gru, ...).

 

- nell'ambito della
costruzione è comunque richiesta una buona costituzione fisica, non fosse altro
per la presenza stessa sul cantiere che di per sé  richiede la piena facoltà
delle proprie attitudini fisiche, e d'altra parte è sempre possibile un
coinvolgimento, anche nei ranghi superiori, in attività prettamente
pratiche..." (cfr. STCA 14.9.1998 consid. 2.6 pag. 9). 

                                         Nel caso
in esame, dall’anamnesi personale contenuta nella perizia del SAM risulta che
il ricorrente, originario del Kossovo, è entrato in Svizzera nel 1978 ed ha
lavorato in qualità di manovale. Dopo qualche anno è diventato muratore,
attività che ha svolto fino all’8 dicembre 1997 (cfr. doc. AI _). 

Ora, come esposto dai responsabili del Centro di formazione della __________,
nell’attività di muratore predomina l’aspetto dei lavori di costruzione, con o
senza l’ausilio di manovali (“murare, con mattoni o con pietra naturale,
murature a vista o grezze; casserare, posare l'acciaio d'armatura e gettare il
relativo calcestruzzo; eseguire lavori di finitura quali intonaci, sottofondi e
lavori di posa; eseguire determinati lavori di scavo, di posa di condutture
tecniche e/o canalizzazioni.” cfr. STCA 14.9.1998). Per questo “nell'ambito
della costruzione è comunque richiesta una buona costituzione fisica, non fosse
altro per la presenza stessa sul cantiere che di per sè richiede la piena
facoltà delle proprie attitudini fisiche” cfr. STCA 14.9.1998)”.

                                         Quindi,
considerato che l’attività di semplice muratore è quasi totalmente incentrata
sul lavoro manuale pratico che richiede una buona costituzione fisica, a mente
del TCA, le controindicazioni mediche rendono di fatto non esigibile l’attività
di muratore, questo anche se, come detto dalla __________, diverse mansioni
(come il trasporto di materiale sul cantiere) vengono rimpiazzate da macchinari
(carriole a motore, gru).

Tuttavia è da ritenere che sovente gli operai edili debbano sollevare pesi
maggiori di quelli controindicati dalla perizia SAM e svolgere mansioni senza
poter frequentemente cambiare posizione. In tale contesto le limitazioni
ortopediche accertate  non sono da considerare modeste.

                                         Pertanto
non può essere argomentato che l’assicurato dal profilo ortopedico sia abile al
lavoro nella sua precedente professione. Piuttosto, la sua residua capacità
lavorativa risiede in quelle attività lucrative rispettose delle indicazioni mediche
( ossia il non alzare pesi superiori ai 25 kg, con possibilità di cambiare
regolarmente la posizione di lavoro cfr. consid. 2.5).

Questa circostanza dovrà essere comunque presa in considerazione nell’ambito di
ulteriori accertamenti che l’UAI sarà tenuta ad esperire conformemente ai
considerandi che seguono. 

 

                               2.8.   Per quel che
riguarda la patologia psichica il ricorrente sostiene invece una piena
incapacità lavorativa, basandosi principalmente sul rapporto della D.ssa
__________, specialista in psichiatria e psicoterapia e quelli del Servizio
psicosociale di __________.

 

                                         Nella sua
perizia 24 dicembre 1998, allestita per conto della Cassa malati, (cfr. atti
__________ in doc. AI _) la d.ssa __________ ha infatti diagnosticato una
depressione di medio gravità con sintomi biologici, disturbo di personalità
passivo e auto-svalutativo. Dopo aver esaminato in dettaglio gli aspetti
evolutivi delle affezioni riscontrate, essa ha concluso come segue:

 

" 
(…)

In conclusione: per adesso il paziente rimane
inabile al 100% causa malattia nervosa. Necessita un tempestivo aggancio
psichiatrico per intraprendere una cura farmacologica e un sostegno psicologico
per sentirsi meno solo. Suggerisco il Servizio Psico Sociale di __________, il
paziente avrà problemi sociali, economici e bisogno di aiuto psico-sociale allargato,
più persone dovranno prenderlo a carico, su diversi piani. Uno psichiatra
privato, da solo, non può assumere tutti questi compiti. Lo sforzo di presa a
carico allargata va fatto ed è importante, è l'unica speranza che abbiamo, egli
è ancora giovane e ha cinque figli da crescere." (Doc. AI _)

 

                                         Nel
rapporto 25 maggio 1999 (doc. AI _) il Servizio psicosociale di __________,
posta quale diagnosi una sindrome depressiva persistente, rileva che:

 

" 
(…)

Il paziente si descrive come un buon lavoratore che ha sempre
fatto straordinari per avere una paga migliore. Ora appare incapace di
immaginare un futuro in cui possa riprendere la sua attività. E' cosciente che
il tenore di vita della sua famiglia sarà più modesto, ma sembra
fatalisticamente rassegnato ad un destino avverso contro cui non può
combattere. Appare poco capace di introspezione e pur accettando la
farmacoterapia, non sembra avere fiducia in una sua efficacia. Si mostra
bloccato sui propri sintomi dolorosi sentendosi senza via d'uscita.

 

Si è quindi di fronte ad una condizione psicologica invalidante in
cui la situazione depressiva si manifesta anche con un sentimento di perdita
irrimediabile delle proprie capacità fisiche.

 

Per quanto riguarda le possibilità di reintegrazione, riteniamo
che siano piuttosto scarse.

 

Il paziente parla pochissimo l'italiano, ha sempre fatto solo il
muratore e la condizione depressiva lo rende cognitivamente incapace di
affrontare una riqualifica professionale.

 

Riteniamo pertanto che il paziente presenti una incapacità
lavorativa del 100% e che non siano proponibili provvedimenti di reintegrazione
professionale." (Doc. AI _)

 

                                         Tale
prognosi è stata del resto confermata nella lettera 10 luglio 2000 (doc. AI _) 

 

                                         Interpellato
dall'amministrazione, con lettera 9 agosto 2000 il SAM ha preso posizione in
merito al certificato del Servizio psicosociale: 

 

"  l'assicurato
(A.) è stato dichiarato incapace al 100% dalla dr.ssa __________ prima della
cura psichiatrica, che dura da più di un anno. La dr.ssa __________ parlava di
episodio depressivo di media gravità e di disturbo di personalità.

 

Abbiamo inoltre la valutazione del dr. __________, nel suo
consulto SAM. Egli giunge e conclude per un'incapacità lavorativa psichiatrica
del 50%.

 

Sappiamo bene come le valutazioni psichiatriche siano spesso e
più che altrove divergenti tra psichiatri stessi, a causa della materia stessa
di più facile personale interpretazione.

 

In questo A., che da un punto di vista somatico, può lavorare
al 100%, vi sono elementi socio ‑ economici che influenzano la situazione
esistenziale. Questi problemi sono ben comprensibili, ma non significano
automaticamente una patologia psichiatrica invalidante. Se lo facessimo la gran
parte delle persone che lavorano potrebbero essere ritenute affette da
psicopatia.

Non possono essere considerate come malattia tutte le
difficoltà esistenziali, come le difficoltà di adattamento e le difficoltà di
lavoro.

 

La perizia SAM del 15.05.2000 ridimensiona dunque la patologia ortopedica
che, secondo il dr__________, non è invalidante.

 

A nostro parere, e condividiamo la presa di posizione del dr.
__________, la patologia psichiatrica dell'A. gli procura un'incapacità
lavorativa solo del 50%." (Doc. AI _)

Infine, pendente causa l'assicurato ha trasmesso un
altro certificato del Servizio psicosociale, datato 27 dicembre 2000 (doc. _
allegato al doc. _) in cui conferma che la totale inabilità lavorativa
dell'assicurata persiste.

 

                               2.9.   Secondo il
TCA, la valutazione del SAM non può essere condivisa e questo per i seguenti
motivi.

 

                                         Nel
rapporto 20 aprile 2000 il dr. __________ conclude che:

 

" 
(…)

Si tratta di una persona poco differenziata che
attualmente sta attraversando un periodo molto difficile non solamente dal
punto di vista medica ma in particolar modo dal punto di vista sociale e
economico.

Già accennata la sua famiglia numerosa e varie
problematiche che possono insorgere dal punto di vista sociale e che giocano
come fattori negativi per la persistenza dei suoi disturbi psichici.

Si sta isolando socialmente, ha dei sentimenti di
insufficienza, a volte di colpa e di vergogna e persistono non solo i suoi
disturbi algici, ma anche i sintomi della sua patologia psichiatrica, malgrado
un importante presa a carico, con una psicofarmacoterapia già in atto da circa
2 anni.

Per quel che riguarda la sua diagnosi
psichiatrica si tratta di:

una sindrome depressiva ricorrente (ICD10
F33.2) con una prognosi a medio e lungo termine
poco favorevole ed un'incapacità lavorativa puramente dal punto di vista
psichiatrico attualmente nella misura del 50%. (…)" (Doc. AI _)

 

                                         Orbene,
da un'attenta lettura di questo rapporto non risulta chiaro a quale tipo di
attività lucrativa il citato medico si riferisce. 

                                         Lo stesso
dr. __________ ha infatti riscontrato delle limitazioni motorie (" si
sposta con molta difficoltà … la sua (dell'assicurato ndr) emotività è
labile, l'affettività è di tipo depressiva, è ansioso, si nota un certo
rallentamento psicomotorio con un'ideazione povera e ripetitiva centrata sui
suoi disturbi algici") senza specificare quale attività può essere
ritenuta ammissibile.

                                         Nemmeno
la documentazione medica prodotta dall'assicurato è da ritenere come valido
aiuto, visto che in merito gli psichiatri interpellati non dicono nulla.

                                         Pertanto
occorre accertare se e quale attività lucrativa adeguata dal profilo ortopedico
(cfr. consid. 2.5) possa essere ritenuta esigibile anche dal punto di vista
psichiatrico. 

Ne consegue, quindi, che l'incarto deve essere rinviato all'amministrazione affinché
proceda ai succitati accertamenti.

                             2.10.   Una volta
accertata l'inabilità lavorativa globale in attività adeguate in cui
l'assicurato non debba sollevare pesi maggiori di 25 kg, senza possibilità di
cambiare regolarmente la posizione di lavoro, spetterà all'amministrazione
determinare il grado d'invalidità ricorrendo al raffronto dei redditi. 

Essa dovrà pertanto stabilire il reddito conseguibile dall’assicurato in
attività compatibili con il danno alla salute e confrontarlo con quello che
egli avrebbe potuto conseguire senza invalidità.

 

                                         Riguardo
al reddito da valido, l'assicurato ha quantificato in 

fr. 30,27 all'ora il salario percepito nel 1997, corrispondente in un anno a
circa fr. 66'000.--- ( fr. 30,27 lordi all'ora per 42,5 ore settimanali in
media, moltiplicato per 52 settimane cfr. ricorso pag. 2 punto 1,).

                                         Tale modo
di calcolo non può essere condiviso.

Da una parte, come si evince dal dettagliato rapporto 15 febbraio 2001
dell'orientatore professionale allegato alla risposta di causa (doc. _ pag. 3),
la retribuzione di fr. 30,27 corrisponde al 1999 ed è comprensiva delle
indennità per giorni festivi e vacanze. Pertanto il salario orario non può
essere moltiplicato per le 52 settimane dell'anno civile, ma per le settimane
di effettivo lavoro, altrimenti le citate indennità verrebbe computate due
volte. 

                                         Adeguando
al 1999 quanto percepito dall'assicurato, rettamente l'amministrazione è giunta
a complessivi fr. 56'290.-- all'anno.

                                         Tale
somma è stata calcolata prendendo in considerazione innanzitutto il salario
orario di base di fr. 24,55 aggiuntivo delle indennità per feste
infrasettimanali (3%), per vacanze ( 10,6 %) e per la tredicesima (10,6%) per
totali fr. 30,27 lordi, così come dichiarato dal datore di lavoro
dell'assicurato (doc. AI _). Tali importi corrispondono a quanto prescritto dal
Contratto collettivo di categoria (cfr. il citato rapporto in doc. _). 

                                         Il tutto
poi moltiplicato per la media delle ore di lavoro settimanali (41,12) e le
settimane effettive (45), così come illustrato nello specchietto relativo al
1999 allestito dall'orientatore.

                                         Nell’ambito
del nuovo calcolo dell’invalidità l’importo riferito al 1999 (fr. 56'290.--)
dovrà essere aggiornato al 2000.

 

                                         Pertanto
il raffronto dei redditi dovrà avvenire secondo le modalità di calcolo
suesposte e riferite al momento dell’emanazione della decisione impugnata (cfr. DTF 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a, 112 V 93 consid.
3, 99 V 102). In particolare, nel
determinare il reddito da invalido, l’amministrazione dovrà
valutare se ed in che misura procedere ad una riduzione, che globalmente non
può superare il 25%, del reddito per motivi particolari, quali la limitazione
addebitate al danno alla salute, all’età, agli anni di servizio, al grado di
occupazione (cfr. DTF 126 V 75).

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto.

                                         § La
decisione 25 ottobre 2000 è annullata. 

                                                                                

                                 2.-   Gli atti
sono da rinviare all'UAI affinché esperisca gli accertamenti conformemente ai
considerandi e in base alle risultanze di causa pronunci una nuova decisione in
merito all'invalidità dell'assicurato.

                                 3.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         L'UAI
verserà all'assicurato fr. 1'500.-- a titolo di ripetibili.

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti