# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 11370442-4e76-5740-8219-31a2034a75c1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.03.2010 (publiziert) 52.2003.93
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-93_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.93

   

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Stefano Rossi, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 14 marzo 2003 di

 

 

	
   

  	
  __________ 

  patrocinata da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 25 febbraio 2003 del Consiglio di Stato
  (n. 892), che ha accolto l’impugnativa presentata in materia di abusi edilizi
  da __________ e __________ nei confronti del municipio di __________ per
  denegata giustizia;

  

 

 

viste le risposte:

-    25 marzo 2003 di
__________ e __________;

-    31 marzo 2003 del
municipio di __________;

-    1 aprile 2003 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che la
ricorrente __________, è proprietaria di una casa d’abitazione situata a
__________ (part. n. __________ RF); 

 

                                         che
l’abitazione confina con quella dei resistenti __________ e __________ (part.
__________ RF);

 

che il 16 ottobre 2001 __________ e
__________ hanno chiesto al municipio di svolgere dei controlli sulla
particella della ricorrente, in quanto secondo loro sarebbero stati eseguiti
degli interventi edilizi senza preventiva autorizzazione; 

 

che il 23 aprile 2002, sollecitando
nuovamente una formale presa di posizione, i resistenti hanno comunicato
all’autorità comunale che la ricorrente avrebbe effettuato degli interventi
edilizi non autorizzati, segnatamente la costruzione di nuovi muri a confine,
la realizzazione di un grill in muratura e la chiusura dell’apertura nord del garage
con la conseguente creazione di un nuovo accesso all’interno dell’abitazione;
inoltre, contrariamente alla destinazione originale, diversi locali situati al
piano seminterrato presenterebbero caratteristiche di abitabilità;

 

che ulteriori solleciti in tal senso
seguivano il 24 maggio 2002 e il 19 luglio 2002;  

 

che il 7 agosto 2002 il municipio ha
comunicato ai resistenti che il tecnico comunale era stato incaricato delle
necessarie verifiche;

 

che da allora nessun ulteriore atto formale
è stato notificato ai resistenti;

 

che contro l’inazione del municipio i
resistenti si sono aggravati davanti al Consiglio di Stato per denegata
giustizia;

 

che il 25 febbraio 2003 il Consiglio di
Stato ha accolto l’impugnativa e ha imposto al municipio di prendere posizione
in merito alle loro richieste;

 

che in sostanza, il Governo ha ritenuto che
le circostanze del caso non fossero tali da giustificare il ritardo accumulato
nell’evasione della richiesta d’accertamento;

 

che contro il predetto giudizio governativo
__________ si aggrava ora dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo
postulandone l’annullamento;

 

che ritenendo i resistenti dei semplici
denuncianti, l’insorgente eccepisce innanzitutto la loro qualità di parte e
pertanto la ricevibilità del ricorso dinanzi al Consiglio di Stato; il 7 agosto
2002 il municipio gli avrebbe inoltre comunicato che delle verifiche erano in
corso, ciò che escluderebbe un suo ritardo ingiustificato;

 

che all’accoglimento del gravame si
oppongono il Consiglio di Stato senza formulare osservazioni e i resistenti con
argomenti di cui si dirà se del caso in seguito; da parte sua il municipio si
rimette alla decisione di questo tribunale;

 

 

considerato,                   in
diritto

 

che la competenza del Tribunale cantonale
amministrativo è data dai combinati art. 21 e 45 LE;

 

che in caso di reclamo
del vicino, il municipio deve in particolare accertare, con decisione
impugnabile, (art. 41, 42 PAmm e 21 LE), resa in contraddittorio, se l’opera
realizzata è sorretta da un valido permesso; se il municipio omette di
pronunciarsi con decisione impugnabile sulla richiesta di accertamento, incorre
in un diniego di giustizia;

 

che pertanto, il
Consiglio di Stato non è intervenuto in qualità di autorità di vigilanza come
sostenuto dalla ricorrente, ma quale autorità di ricorso giusta i combinati
art. 45 e 21 LE;

 

che la legittimazione ad impugnare una
decisione presuppone che l’insorgente possa prevalersi di un interesse
personale, diretto ed attuale all’annullamento o alla modificazione della decisione
impugnata per il pregiudizio che questa effettivamente gli arreca e che
l’impugnativa tende a rimuovere (Borghi/Corti, Compendio di procedura
amministrativa ticinese, ad art. 43 PAmm, n. 2 e rif.);

 

che nel caso concreto, con il giudizio qui
impugnato, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso per denegata giustizia,
inoltrato da __________ e __________ nei confronti del municipio per il ritardo
frapposto nell’evasione della domanda di accertamento della legalità degli
interventi edili realizzati sul fondo della ricorrente;

 

che accogliendo l’impugnativa, il Consiglio
di Stato ha ordinato al municipio di prendere posizione sugli interventi
citati;

 

che alla ricorrente va negata la
legittimazione ad impugnare il giudizio governativo;

 

che l’interesse fatto valere dalla
ricorrente, proprietaria del fondo interessato dagli accertamenti ordinati dal
Consiglio di Stato, non è né diretto, né attuale; 

 

che obbligato a dar seguito all’ordine
impartito dal Governo è soltanto il municipio, poco importa che l’ingiunzione
abbia per oggetto il fondo della ricorrente;

 

che l’obbligo in discussione non grava
pertanto la ricorrente, la quale sarà semmai gravata dall’ordine di presentare
la domanda di costruzione in sanatoria, che il municipio le notificherà qualora
dagli accertamenti esperiti sul suo fondo risulti  una violazione formale della
LE;

 

che soltanto a quel momento la ricorrente
potrà far valere le sue ragioni, impugnando l’ordine di presentare una domanda
di costruzione in sanatoria;

 

che da questo profilo, il ricorso va
dichiarato irricevibile per carenza di legittimazione attiva; 

 

che tuttavia, nella misura in cui il
Consiglio di Stato ha accolto l’impugnativa dei coniugi __________ ponendo a
carico di __________ la tassa e le spese di giudizio per complessivi fr.
300.--, condannandola inoltre a rifondere a __________ e __________ fr. 500.--
a titolo di ripetibili, il giudizio impugnato pregiudica gli interessi della
ricorrente;

 

che entro questi limiti la legittimazione
attiva deve esserle riconosciuta; 

 

che in questa misura il ricorso, tempestivo,
è ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti senza ulteriori
accertamenti (art. 18 PAmm);

 

che giusta l’art. 49 cpv. 1 PAmm, se il
ricorso non sembra inammissibile o manifestamente infondato, esso viene
intimato all’autorità che ha pronunciato la decisione impugnata e a eventuali
altri interessati con l’assegnazione di un congruo termine per la risposta;
sotto la voce di “interessati” la PAmm accomuna tanto le parti quanto
gli interessati in senso stretto (RDAT 1997 II n. 12 e rif.);

 

che una volta ricevuto un ricorso,
l’autorità può tuttavia invitare a presentare una risposta anche eventuali
altri interessati, ovvero chi abbia dei validi motivi di esprimersi nel
procedimento, senza essere legittimato a ricorrere, ossia senza essere parte
allo stesso, (STA 27 marzo 2001 in re R. B. e rif.);

 

che la differenza tra il ruolo di parte e
quello di interessato ad un procedimento è decisiva in merito all’assegnazione
dei costi dello stesso; la parte soccombente può difatti essere tenuta al
pagamento della tassa di giudizio e al versamento delle ripetibili a favore
della parte vincente, non invece l’interessato (STA cit.);

 

che nell'ambito del procedimento per
denegata giustizia promosso da __________ e __________ davanti al Consiglio di
Stato __________ aveva veste di semplice interessata; 

 

che il Consiglio di Stato non poteva
pertanto condannarla al pagamento di una tassa di giudizio e di ripetibili a
favore dei coniugi __________;

 

che da questo profilo il ricorso dev’essere
parzialmente accolto, riformando il dispositivo n. 2 del giudizio governativo
impugnato nel senso che non viene prelevata una tassa di giudizio e che le
ripetibili sono poste a carico del comune, in quanto unico antagonista e
soccombente dinanzi al Consiglio di Stato (RDAT 1993 I n. 19);

 

che dato l’esito, si prescinde dal prelievo
di una tassa di giustizia (art. 28 PAmm); le ripetibili sono invece compensate
in ragione della soccombenza reciproca delle parti (art. 31 PAmm);

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21, 45 LE; 1, 3, 18, 28, 31, 41, 42,
43, 45, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Nella
misura in cui è ricevibile, il ricorso è parzialmente accolto.

§   Di conseguenza, il dispositivo n. 2 della
risoluzione 25 febbraio 2003 (n. 892) del Consiglio di Stato è riformato come
segue:

 

                                                        “2.
  Non si prelevano né tassa di giustizia né spese. Il comune di __________ è
tenuto a versare a __________ e __________ l’importo di fr. 500.-- a titolo di
ripetibili”.

 

 

                                   2.   Non si
prelevano tasse di giustizia. Le ripetibili sono compensate.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

   

   

  

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario