# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0f08db14-bfc2-5039-b4bf-9e32aa857f5b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-06-10
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 10.06.2008 15.2008.28
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2008-28_2008-06-10.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2008.28

  	
  Lugano

  10 giugno
  2008

  CJ/fp/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
    

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Walser e Ermotti

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques

  

 

 

statuendo sul ricorso 20 febbraio 2008 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  (patrocinata dagli avv.ti __________ e __________, RA
  1) 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

l’operato dell’CO 1 nell'esecuzione n.__________
 promossa dalla ricorrente
contro

 

	
   

  	
  PI 1 

  (patrocinato dall’avv. __________, __________)

   

  

procedura che
concerne anche

 

	
   

  	
  PI 2, __________

  

 

letti ed esaminati gli atti; 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ritenuto 

 

 

 

in fatto:                       

                                  A.   Il 26 marzo 2007, in base a un decreto emesso lo stesso giorno dal
Pretore __________, l’CO 1 ha sequestrato per conto di RI 1 “ogni avere
patrimoniale di qualsiasi natura del signor PI 1 __________, da questi detenuto
a qualsiasi titolo presso la sede di __________ PI 2 (in particolare il conto
bancario no. __________), fino a concorrenza di fr. 202'176,45, oltre interessi
al 5% dal 7 novembre 2005.

 

                                  B.   Il
29 agosto 2007, nell’esecuzione n. __________ a convalida del sequestro,
l’Ufficio ha pignorato gli stessi beni, facendosi consegnare dalla banca una
distinta patrimoniale degli averi del debitore, con valuta del 28 agosto 2007.

 

                                  C.   Il
30 agosto 2007, l’Ufficio ha invitato la banca a versargli il saldo (di
complessivi fr. 5'870.--) dei due conti aperti a nome del debitore, a
comunicarne i movimenti per il periodo dal 1° gennaio al 28 agosto 2007 e a consegnare
una copia conforme all’originale della polizza d’assicurazione n. __________ indicata
nella distinta patrimoniale.

 

                                  D.   Il 7
settembre 2007, l’Ufficio ha chiesto a PI 2 d’informarlo sul tipo di polizza
pignorata e sul suo valore di riscatto al 7 settembre 2007. Il 17 settembre, PI
2 ha invitato l’Ufficio a rivolgersi direttamente alla compagnia assicurativa PI
3, al suo indirizzo nelle Bermuda, ciò che è stato fatto il 20 settembre. Il 4
ottobre, PI 3, da __________, ha risposto che si trattava di una polizza vita
“unit-linked riscattabile”, il cui valore di riscatto al 29 agosto 2007 era di
€ 5'495,22. Il 12 ottobre 2007, l’Ufficio, con il consenso dell’escusso, ha
chiesto alla banca di procedere al riscatto della polizza assicurativa.

 

                                  E.   Il
14 novembre 2007, l’Ufficio, preso atto del valore di riscatto esiguo rispetto
all’apporto unico minimo di € 150'000.-- previsto dal prospetto informativo
relativo a tale strumento finanziario, ha chiesto alla banca di trasmettere
tutta la documentazione comprovante le movimentazioni relative alla polizza.
Tale richiesta è stata ribadita il 22 novembre, l’11 e il 18 dicembre. 

                                         Lo stesso
18 dicembre, la banca ha confermato che il valore di riscatto sarebbe stato
versato nei giorni seguenti direttamente dalla compagnia di assicurazione. Ha
d’altronde comunicato di non detenere la documentazione richiesta,
sottolineando come il richiamo all’art. 91 cpv. 4 LEF fosse fuori luogo,
giacché la banca non avrebbe l’obbligo di rivelare i movimenti antecedenti il
pignoramento. Il 19 dicembre 2007, l’Ufficio ha comunicato all’escussa di
ritenere la procedura evasa. Il 27 dicembre, PI 3 ha versato fr. 8'858,34 sul
conto postale dell’Ufficio.

 

                                  F.   Sollecitato
dal patrocinatore della creditrice, l’Ufficio, il 4 gennaio 2008, ha diffidato PI
2 a comunicare il valore di riscatto della polizza al 26 marzo 2007, fondandosi
su una sentenza di questa Camera del 10 giugno 1998. Il 9 gennaio 2008, la
banca ha informato l’Ufficio di aver trasmesso la sua richiesta alla compagnia d’assicurazione,
pur precisando che la sentenza da esso citata riguardava solo conti bancari e
non le movimentazio- ni di una polizza assicurativa, seppur depositata in
banca, poiché esse sfuggirebbero al controllo della depositaria.  L’11 e il 30
gennaio 2008, l’Ufficio ha rinnovato la diffida, questa volta all’indirizzo
della compagnia d’assicurazione.

 

                                  G.   Il 6
febbraio 2008, PI 3 ha comunicato all’Ufficio di ritenere che il decreto e il
verbale di sequestro non giustificassero un diritto d’informazione nei suoi
confronti e l’ha invitato a procedere con una richiesta d’informazioni,
rispettivamente con una domanda d’edizione di documenti in via rogatoriale.

 

                                  H.   L’8
febbraio 2008, l’Ufficio ha trasmesso alla procedente la risposta della
compagnia assicurativa, precisando di ritenere la procedura evasa. L’11
febbraio, l’Ufficio ha comunicato la perdita subìta dalla stessa procedente nell’esecuzione n. __________, stabilita
in fr. 214'081,55.

 

                                    I.   RI
1 si aggrava contro questi ultimi due provvedimenti, chiedendone l’annullamento.
Pretende inoltre che sia fatto ordine a PI 2 e a PI 3 d’indicare l’esatto
valore di riscatto della polizza di assicurazione n. __________ al momento del
sequestro (ovvero al 26 marzo 2007) e di rilasciare gli estratti relativi alle
movimentazioni concernenti detta polizza dal 26 marzo al 29 agosto 2007, sotto
la comminatoria delle pene dell’art. 292 CP. Essa ritiene infatti che, in base
alla giurisprudenza cantonale, la banca sia tenuta ad indicare il valore della
polizza di assicurazio- ne non solo alla data dell’esecuzione del pignoramento,
ma anche alla data dell’esecuzione del sequestro. Sostiene che PI 2 sarebbe in
grado di reperire facilmente la documentazione relativa alla polizza in
questione, perché essa è detenuta da una società – PI 3 – che fa parte del
medesimo gruppo a cui appartiene la banca (__________); inoltre, i documenti
agli atti evidenziano come la pratica assicurativa sarebbe gestita dalla sua
sede di Zurigo, tant’è vero che PI 3 ha effettivamente accettato di riscattare la
polizza per il suo valore alla data del pignoramento (29 agosto 2007). RI 1
qualifica quindi come abusivo il suo rifiuto di comunicare i dati relativi al
periodo precedente.

                                         

                                         Nelle
proprie osservazioni, PI 2 sottolinea innanzitutto come abbia in tutti i suoi
scritti sempre dichiarato di non essere in possesso della documentazione
relativa ai movimenti della polizza. Siccome la banca non è parte al contratto
di assicura- zione e visto che PI 3 è una compagnia assicurativa giuridicamente
indipendente da lei, PI 2 non sarebbe in grado di fornire le informazioni
richieste. Il pignoramento sarebbe del resto escluso qualora fosse applicabile
il diritto svizzero, ovvero l’art. 80 LCA. PI 2 sostiene inoltre che il
sequestro e il pignoramento non sono diretti contro la compagnia assicurativa e
non le sono stati notificati. Poiché essa ha la sede all’estero, eventuali atti
giudiziari possono esserle notificati solo per le usuali vie rogatoriali. Se in
concreto la polizza ha potuto essere riscattata, è stato solo grazie all’esplicito
consenso dell’assicurato.

                                      

                                         In
replica, RI 1 ribadisce in particolare che la polizza in questione è gestita da
Zurigo, tramite il settore “__________”, tant’è che i firmatari del doc. A (__________e
__________) sono dipendenti di PI 2. In duplica, la banca ha riconfermato le
proprie osservazioni.

 

 

Considerando

 

in diritto:

 

 

                                   1.   I
firmatari dell’allegato di osservazioni – __________ e __________ – risultano
iscritti nel registro di commercio di __________ quali titolari del diritto di
firma collettiva a due per PI 2 (sede principale) (cfr. estratto prodotto con
la duplica). Le osservazioni e la duplica sono pertanto ricevibili.

 

 

                                   2.   Giusta
l’art. 91 cpv. 4 LEF, sul quale la ricorrente fonda le proprie conclusioni, i
terzi che detengono beni del debitore o verso i quali questi vanta crediti
hanno, sotto minaccia di pena (art. 324 n. 5 CP), lo stesso obbligo d’informare
del debitore, ovvero sono tenuti ad indicare, sino a concorrenza di quanto
necessario per un sufficiente pignoramento, tutti i beni del debitore da essi
detenuti e tutti i crediti che il debitore vanta nei confronti di detti terzi,
nella misura in cui hanno un valore patrimoniale. L’obbligo d’informazione del
debitore e dei terzi si estende anche ai redditi e ai beni del primo situati
all’estero nella misura in cui tale informazione sia necessaria per stabilire l’eccedenza
disponibile ai sensi dell’art. 93 LEF, nonché alle transazioni anteriori
all’esecuzione del pignoramento intervenute durante il periodo sospetto degli
art. 286 a 288 LEF se vi sono indizi che abbiano carattere revocabile (Jeandin, Commentaire romand de la LP, n.
10, 15 e 17 ad art. 91, con rif.).

 

 

                                   3.   Nel
caso concreto, la banca PI 2 non è giuridicamente debitrice delle prestazioni assicurative
oggetto del ricorso. Parte al contratto di assicurazione è PI 3 (doc. N),
società che non risulta iscritta in nessun registro di commercio svizzero, e
tanto meno in quello di __________ quale succursale di PI 2. D’altronde, il
decreto di sequestro non si estende ai diritti derivanti dalla polizza di
assicurazione che al momento del pignoramento era depositata presso la sede di __________
di PI 2: essi non possono infatti essere considerati come “detenuti” dalla
banca nel senso di quanto indicato alla voce “oggetti da sequestrare” del
decreto di sequestro del 26 marzo 2007 (doc. C), perché questa polizza non è
una cartavalore, visto che nessuna clausola del contratto di assicurazione obbliga
l’assicuratore a versare le prestazioni dovute contro consegna della polizza
(cfr. doc. N e A1); del resto anche in diritto svizzero la polizza di
assicurazione generalmente non è una cartavalore (Kuhn, Kommentar zum VVG, 2001, n. 9 ad art. 73). È anche
irrilevante che PI 3 faccia probabilmente parte con PI 2 dello stesso gruppo di
società: riservati i casi di manifesto abuso di diritto (tra cui non rientra
quello in esame, cfr. infra ad 5), solo la realtà giuridica e non quella
economica è determinante ai fini dell’applicazione del diritto
esecutivo (DTF 113 III 31, consid. 3, con rif.). La banca, a prescindere dal
fatto di sapere se ne ha concretamente la possibilità, non è pertanto tenuta a
fornire le informazioni richieste dalla ricorrente.

 

 

                                   4.   Ma
nemmeno a PI 3 può essere imposto tale obbligo già per il fatto che, come detto,
il decreto di sequestro non si estende ai diritti derivanti dalla polizza
deposi- tata presso PI 2: ora, dal momento che l’escusso non è domiciliato nel
foro del sequestro, anche il pignoramento può vertere unicamente sui beni
sequestrati (Gilliéron, Commen- taire
de la LP, vol. IV, Losanna 2003, n. 15 ad art. 279). Va d’al-

                                         tronde precisato
che un’interpretazione estensiva del decreto di sequestro si scontrerebbe con
il principio di territorialità del diritto esecutivo, che limita l’estensione
geografica dei sequestri e dei pignoramenti ai diritti patrimoniali situati in
Svizzera. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale (DTF 128 III
474, consid. 3.1), condivisa dalla dottrina maggioritaria (ad
es. Gilliéron, op. cit., n. 39 ad art. 272; Stoffel,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. III, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 40
ad art. 272), i crediti non incorporati in una cartavalore né
garantiti da pegno vanno pignorati (rispettivamente sequestrati) nel
circondario del domicilio svizzero dell’escusso (per i diritti derivanti da una
polizza di assicurazione, cfr. Jaeger,
Kommentar zum VVG, vol. III, 1933, n. 13 ad art. 79/80); se l’escusso è
domiciliato all’estero, i crediti possono essere sequestrati e/o pignorati nel
circondario del domicilio o della sede del terzo debitore (nell’ipotesi
specifica dell’assicuratore). Il pignoramento e/o il sequestro è pertanto
escluso qualora, come nel caso di specie, né l’assicurato né l’assicuratore abbiano
il domicilio o la sede in Svizzera. Siccome i redditi dell’escusso non sono
oggetto del pignoramento, è inutile che l’CO 1 s’informi sul valore dei suoi
beni situati all’estero, in particolare le sue pretese contro PI 3. In queste
condizioni, può essere lasciata aperta la questione di sapere se il decreto di
sequestro potrebbe essere notificato ai rappresentanti svizzeri della compagnia
d’assicurazione (ovvero __________ e __________) o se invece esso dovrebbe
esserle notificato nelle Bermuda in via rogatoriale, oppure se l’CO 1 non dovrebbe
piuttosto ottenere le informazioni richieste direttamente dall’escusso, tramite
una rogatoria rivolta alle autorità italiane del suo domicilio. In definitiva,
la ricorrente deve far capo ai mezzi del diritto esecutivo italiano o delle
Bermuda.

 

 

                                   5.   La
ricorrente allega ancora che la posizione assunta dalla banca e dalla compagnia
d’assicurazione è abusiva: entrambe le società fanno parte del medesimo gruppo,
hanno un indirizzo comune a Zurigo e la medesima carta intestata, e PI 3
gestirebbe, tramite persone che sono dipen- denti di entrambe le società, le
questioni relative alle polizze come quella dell’escusso proprio da Zurigo,
luogo del resto in cui è stata emessa la polizza in questione. Il comportamento
della compagnia d’assicurazione sarebbe poi contraddittorio, perché essa ha
comunque accettato il riscatto della polizza alla data del pignoramento.

 

                               5.1.   Come
esposto sopra (nel consid. 3), dal punto di vista esecutivo i rapporti
patrimoniali vanno in linea di massima considerati in funzione di criteri
giuridici e non economici. Ogni persona risponde unicamente dei propri obblighi
(principio della responsabilità personale). Eccezioni sono ammesse soltanto in
casi particolari, in cui il terzo che si richiama a tale principio ha
acquistato il bene con un atto revocabile ai sensi degli art. 285 segg. LEF oppure (sussidiariamente) in modo manifestamente abusivo giusta l’art.
2 cpv. 2 CC (cfr. C. Jaques, La
saisie et le séquestre des droits patrimoniaux dont le débiteur est l’ayant
droit économique, ZZZ 2005, p. 321 segg. ad 2). Generalmente, la
questione dell’abuso di diritto si pone in situazioni in cui l’escusso si
prevale in modo insostenibile del fatto che il bene sequestrato o pignorato
appartiene formalmente a un terzo. Il Tribunale federale ha però avuto modo di
precisare che il sequestro di un credito, nella fattispecie incorporato in una
cartavalore, non può essere eseguito nel luogo in cui il creditore
(una società anonima) ha solamente un recapito postale e non esercita alcuna attività,
e ciò anche se la società vi abbia la propria sede (DTF 112 III 118, cons. 3a).

 

                               5.2.   Nel caso concreto, si
deve dare atto alla ricorrente che diversi indizi fanno pensare che la polizza di assicurazione pignorata sia di fatto gestita a Zurigo
– luogo in cui d’altronde è stata emessa (doc. N): si pensi al fatto che le
risposte di PI 3 (doc. A e M) sono state spedite da Zurigo e sono state
sottoscritte da persone che sono iscritte a registro di commercio quali
procuratori di PI 2. Questa Camera, in virtù dell’art. 20a cpv. 2 n. 2 LEF, ha
tuttavia verificato presso l’Ufficio federale delle assicurazioni private che PI
3 è assoggettata alla sorveglianza dell’autorità monetaria di Bermuda (“Bermuda
Monetary Authority”, cfr. www.bma.bm, alla
voce “Insurance”/”Licensed Entities”, sub C). Ciò basta per ritenere che detta
società esiste davvero, ha una personalità giuridica propria e non ha solo un
recapito postale nelle Bermuda. Occorre d’altronde ricordare che, dal punto di
vista esecutivo, non si può fare astrazione dei rapporti giuridici formali per
il solo fatto che vi siano indizi d’identità economica tra due soggetti
di diritto distinti. Ciò può avvenire soltanto in casi eccezionali, ovvero
quando sono realizzate determinate circo-  stanze supplementari che fanno ritenere
manifestamente abusiva (giusta l’art. 2 cpv. 2 CC) l’invocazione della dualità
giuridica da parte di chi si se ne prevale per opporsi al pignora- mento o al
sequestro (cfr. CEF 7 agosto 2003 [15.03.47], cons. 3.2-3.3). Nella
fattispecie, la ricorrente non ha allegato né reso verosimile che PI 2 abbia in
modo manifestamente abusivo partecipato alla costituzione della polizza di assicurazio-
zione per permettere all’escusso di sottrarre alla ricorrente l’importo di €
521'000.-- concordato con __________ il 30 giugno 2004 (doc. V). La banca non è
pertanto giuridicamente tenuta a fornire le informazioni richieste dalla
ricorrente, mentre la compagnia d’assicurazione lo potrebbe essere solo in base
ad un provvedimento esecutivo (sequestro, pignoramento) esplicitamente diretto
nei suoi confronti (supra ad cons. 4).

 

                               5.3.   A scanso di equivoci,
va precisato che non si può dedurre dal fatto che PI 3 abbia versato
all’Ufficio il valore di riscatto della polizza alla data del pignora- mento,
perché l’escusso aveva dato il suo consenso all’opera- zione e non risulta
averlo dato per la fornitura delle informazioni richieste dalla ricorrente.

 

 

                                   6.   Il ricorso va di conseguenza respinto. Non si preleva la tassa di
giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2
OTLEF).

 

 

 

 

Richiamati gli art. 17, 20a, 91 LEF; 61 e 62
OTLEF;

 

 

pronuncia:                 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   Non
si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                   3.   Intimazione
a:      

                                         – Studio
legale RA 1, __________;

                                         –
avv. __________, __________;

PI 2,
__________, __________.

 

 

                                         Comunicazione
all’CO 1.

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                                Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso
in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10
(dieci) giorni dalla notificazione, rispettivamente entro 5 (cinque)
giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata
pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.