# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 425b8680-46b5-55dd-b68e-f783a57c12af
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-08-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 31.08.2018 52.2016.413
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2016-413_2018-08-31.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2016.413

   

  	
  Lugano

  31 agosto 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Flavia
  Verzasconi, presidente,

  Matteo
  Cassina, Fulvio Campello

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Elisa
  Bagnaia

  

 

 

statuendo
sul ricorso del 23 agosto 2016 del

 

 

	
   

  	
  RI
  1   

  patrocinato
  da: PA 1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione del 12 luglio 2016 (n. 3297) del Consiglio di Stato che accoglie
  l'impugnativa inoltrata da CO 1 avverso la risoluzione
  7 agosto 2015 del Municipio di __________ in materia di determinazione
  di domicilio;

  

 

 

ritenuto,                      in
fatto

 

A.    CO 1, cittadino
svizzero, è stato domiciliato nel Comune di RI 1 dall'ottobre 2007. Fino a
maggio 2012 egli ha abitato unitamente alla moglie e alla figlia in __________,
abitazione lasciata a seguito della separazione coniugale. Successivamente egli
non ha comunicato all'autorità comunale alcun nuovo indirizzo. Dopo non meglio
specificati scritti inviati dapprima al
recapito della madre e poi presso una casella postale a __________ associata all'attività professionale indipendente
svolta da CO 1, il 7 agosto 2015 il Municipio di __________, avendo saputo che
il medesimo aveva preso in locazione da aprile 2014 un'abitazione in Italia in
Provincia di __________, gli ha comunicato mediante lettera di aver
stralciato il suo nominativo dal catalogo civico del Comune a seguito del suo
trasferimento all'estero. 

 

B.    CO 1 è insorto
contro questa risoluzione dinnanzi al Consiglio di Stato. In quella sede egli
ha sostenuto di avere mantenuto il proprio domicilio a __________ presso una
proprietà di sua sorella in zona __________ e ha spiegato di non essere
riuscito a locare un'abitazione in Ticino a causa della sua situazione finanziaria
molto difficile. Considerato che la vecchia costruzione a __________ non
dispone di riscaldamento, ha dichiarato di venir anche ospitato a casa della sorella
o da amici, nonché di aver soggiornato un paio di mesi in una pensione a __________.
Inoltre per poter avere un luogo dove andare quando non lavora e non riceve
ospitalità da altri, in particolare nei periodi freddi, ha spiegato di aver
provvisoriamente preso in locazione un monolocale in Provincia di __________,
abitazione per la quale paga un affitto molto modico e non è stato necessario
versare una caparra né comprovare una
situazione finanziaria stabile.

Con giudizio del 12 luglio 2016 l'Esecutivo cantonale ha accolto il suddetto
gravame, ritenendo che il Municipio di RI 1 non avesse provato che le
condizioni del domicilio non fossero più adempiute in quel Comune. In particolare,
secondo il Governo, l'autorità comunale non
aveva proceduto ad alcun accertamento, segnatamente a verifiche di polizia, al
fine di appurare la sua presenza presso la proprietà della sorella, né aveva
raccolto dei riscontri oggettivi per concludere che il trasferimento di CO 1 in
Provincia di __________ fosse da considerare effettivo. 

 

 

C.    Avverso
quest'ultima pronuncia, il Comune di RI 1 si aggrava ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento. 

In sostanza, il ricorrente censura il giudizio governativo laddove rimprovera
all'autorità comunale di non aver esperito i necessari controlli, ritenendo
invece che, una volta appurato che CO 1 non risiedeva più in __________, il Municipio
non aveva più alcun ulteriore obbligo di verifica.

 

 

D.    All'accoglimento
dell'impugnativa si oppone il Consiglio di Stato senza formulare particolari
osservazioni.

A identica conclusione perviene CO 1 riconfermandosi in quanto già sostenuto
davanti al Governo e segnalando che dal 1° settembre 2016 ha preso domicilio a __________.

E.    In sede di
replica il Comune di RI 1 ha ribadito la propria tesi e chiede che questa Corte decida nel merito nonostante il resistente
abbia trasferito nel frattempo il proprio domicilio. Dal canto suo CO 1 non ha presentato
alcun allegato di duplica.

 

Considerato,               in
diritto

 

1.     1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 208 cpv. 1
della legge organica comunale del 10 marzo 1987 (LOC; RL 181.100). Il Comune
ricorrente, direttamente toccato dalla
decisione impugnata, nonché parte del procedimento di prima istanza, è
legittimato ad agire in giudizio (art. 209 lett. b LOC). Il ricorso, tempestivo
(art. 68 cpv. 1 LPAmm), è ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base
degli atti, senza procedere ad accertamenti istruttori (art. 25 cpv. 1 della
legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 165.100).

1.2. Nonostante il resistente sia domiciliato a __________ da settembre 2016, l'interesse
pratico e attuale alla risoluzione della presente causa - ovvero la questione di
sapere se le condizioni per il domicilio di CO 1 fossero o meno date a __________
nel periodo da novembre 2014 a settembre 2016 - è indubbiamente ancora dato
essendo necessario determinare il domici-

lio in questo lasso di tempo. Il gravame deve dunque essere trattato nel
merito.

2.     2.1. L'art.
24 cpv. 1 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18
aprile 1999 (Cost.; RS 101) garantisce la libertà di domicilio. Quale aspetto
parziale della libertà personale, tale diritto fondamentale dispone che ogni
svizzero può liberamente risiedere o
soggiornare in qualsiasi località del territorio elvetico. La libertà di
domicilio garantisce tanto il domicilio quanto la semplice dimora (Jean-Baptiste Zufferey e altri, Droit
constitutionnel suisse, Zurigo 2001, pag. 754; Jean
François Aubert,
Traité de droit constitutionnel suisse, Neuchâtel 1982, n. 1959 e segg.). Ai
Cantoni e ai Comuni è dato unicamente di stabilire i limiti entro i quali i
cittadini svizzeri sono tenuti a notificare la loro presenza all'autorità (Hans-Rudolf Thalmann, Kommentar zum Zürcher
Gemeindegesetz, Wädenswil 2000, §§ 32-39, N. 1.2). Tale norma non conferisce
tuttavia il diritto di designare come domicilio (residenza) un luogo qualsiasi,
con il quale non s'intrattengono particolari rapporti. Affinché un determinato
luogo possa essere considerato come domicilio di una persona secondo la norma
in esame, devono in ogni caso essere dati alcuni presupposti di fatto (Karl Spühler,
Die Rechtsprechung zur polizeilichen Meldepflicht bei Niederlassung und
Aufenthalt, in: ZBl 93/1992, pag. 338). In questo senso, in base all'art. 6
LOC, è domiciliato in un Comune chi vi risiede con l'intenzione di stabilirvisi
durevolmente. Il concetto di domicilio statuito dalla LOC si riallaccia in
larga misura a quello retto dall'art. 23 del Codice civile svizzero del 10 dicembre
1907 (CC; RS 201), il quale a sua volta è basato su due principi: il primo è
quello della necessità del domicilio, stante il quale ogni persona deve
necessariamente possederne uno. Il secondo invece impone, per ragioni pratiche,
l'unità dello stesso, di modo che ogni persona non può avere più di un domicilio
(RDAT II-1999 n. 3 consid. 4). Secondo costante giurisprudenza, la costituzione
del domicilio presuppone l'adempimento di due condizioni cumulative: quella
oggettiva della residenza effettiva in un
determinato luogo, e quella soggettiva dell'intenzione concretamente
manifestata dall'interessato di stabilirvisi durevolmente (DTF 137 II
122 consid. 3.6, 136 II 405 consid. 4.3, 134 V 236 consid. 2.1, 133 V 309 consid. 3.1, 127 V 237 consid. 1; STA
52.2006.48 del 17 ottobre 2006 consid. 3; Guido
Corti, Pareri del Consulente giuridico del Consiglio di Stato, in: RDAT
1990, pag. 305 n. 4; Eros Ratti, Il
Comune, vol. I, Losone 1987, pag. 58 e segg.).

2.2. Vi è residenza
quando una persona soggiorna per un certo periodo in un luogo determinato,
costituendo e intrattenendo con esso rapporti d'intensità tale da farlo
apparire come il centro delle sue relazioni personali (DTF 125 III 100 consid. 3, 119 III 54 consid. 2; Heinz
Hausheer/Regina E. Aebi-Müller, Das Personenrecht des Schweizerischen
Zivilgesetzbuches, 3a ed., Berna 2012, n. 09.24). L'intenzione
di stabilirsi nel luogo di residenza deve emergere dall'insieme delle
circostanze e dev'essere riconoscibile per i terzi (DTF 136 II 405 consid. 4.3;
Hausheer/Aebi-Müller, op. cit., n.
09.27). La semplice manifestazione di volontà non è sufficiente (DTF 134 V 236
consid. 2.1). Non basta, in particolare, dichiarare di voler costituire il
proprio domicilio in un determinato luogo. Tanto per l'art. 23 CC, quanto per
l'art. 6 LOC, l'intenzione dev'essere suffragata dall'effettiva residenza nel
luogo prescelto (Eros Ratti, op. cit., pag. 60). Se una
persona soggiorna in due luoghi diversi e intrattiene delle relazioni in entrambi,
occorre tener conto dell'insieme delle sue condizioni di vita individuando
tutti i fattori che potrebbero rilevarsi importanti; il centro della sua
esistenza si troverà dove si focalizza la maggior parte degli elementi inerenti
la sua vita personale, sociale e professionale, di modo che i legami con questa
località risultino preponderanti per intensità rispetto a quelli con altri
luoghi o paesi (DTF 125 III 100 consid. 3, 81 II 319 consid. 3; STF P 5/05 del
6 gennaio 2006 consid. 2; Ratti, op.
cit., pag. 64; Marco Lucchini, Spunti
giurisprudenziali sul domicilio: Compendio della giurisprudenza più recente del
Consiglio di Stato, in: ZZW 2009, pag. 57). 

3.     Come
accennato in narrativa, il Comune ricorrente ritiene di aver adempiuto i propri
doveri di verifica. Sostiene che, avendo accertato che il resistente non
abitava più in __________, non avendo questi
notificato un altro indirizzo e disponendo unicamente di un recapito a __________,
considerato altresì il contratto di loca-

zione stipulato per l'appartamento in Italia, per il Municipio le condizioni
di domicilio a __________ non erano più date e spettava al resistente provare il
contrario. L'abitazione in zona __________ d'altronde si trova fuori zona
edificabile, non è destinata all'abitazione primaria (edificio adibito a "grotto"),
non ha riscaldamento e non è allacciata alla
rete fognaria. L'esecutivo comunale non aveva dunque alcun obbligo di verificare
il domicilio presso un edificio che non è abitabile. Sostiene infine che
la finzione di cui all'art. 24 CC, secondo la quale una persona conserva il suo
domicilio fintanto che non ne abbia creato un altro, non sarebbe applicabile in
materia di diritto pubblico.

4.     4.1. Anzitutto
la tesi, secondo cui quanto sancito dall'art. 24 CC sarebbe inapplicabile in ambito
di diritto pubblico e che pertanto, una volta constatato che il resistente aveva
lasciato il suo domicilio in __________, al Municipio non si imponevano ulteriori
obblighi di verifica, non può essere condivisa. 

Il principio della necessità del domicilio, sgorgante dai combinati art. 6 LOC e 23 e segg. CC, impone a colui che
afferma l'avvenuta costituzione di un nuovo domicilio - e, di riflesso, la cessazione
di quello attuale - di fornirne la prova (Hausheer/Aebi-Müller, op. cit., n. 09.48; Staehelin, op. cit., n. 28 ad art. 23).
Le parti, infatti, hanno il dovere di collaborare all'accertamento dei fatti e,
in particolare, hanno l'obbligo di provare
quanto da loro sostenuto, secondo le loro reali facoltà (Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di
procedura amministrativa, Lugano 1997, ad art. 18LPamm n. 1b). Ne discende che il ricorrente, per
legittimare il proprio provvedimento, avrebbe dovuto dimostrare o
perlomeno rendere verosimile la costituzione da parte di CO 1 di un nuovo
domicilio presso un altro luogo, ciò che, nel caso concreto, ha però tralasciato
di fare limitandosi in maniera invero sbrigativa a prendere atto del fatto che
quello in __________ non era più d'attualità. 

4.2. Il Comune ricorrente, che non ha nemmeno chiesto al resistente di
esprimersi prima di emettere la propria decisione, sostiene che il domicilio di
quest'ultima debba essere fissato in 

Provincia di __________ e fonda questa sua opinione  su quanto dichiarato dal
resistente in alcuni scritti destinati all'Ufficio del sostegno sociale e
inserimento. Omette tuttavia di tenere in considerazione che questi ha indicato,
più volte invero, che la residenza in Italia gli era stata imposta dalla sua
difficile situazione economica e si trattava di una soluzione d'emergenza e
provvisoria. Non risulta inoltre, quantomeno dalla documentazione agli atti,
che CO 1 avesse particolari rapporti con tale luogo, i suoi legami familiari e
personali essendo in Svizzera così come la
sua attività professionale. Neppure il fatto che questi abbia ricevuto la
comunicazione del 7 agosto 2015 del Municipio presso la sua abitazione in
Italia, così come l'esistenza di un recapito anche a __________, è sufficiente
per concludere che il domicilio non fosse più a __________, bensì all'estero. 

4.3. Nemmeno per quanto attiene all'abitazione in zona __________, il RI 1 ha
esperito alcun accertamento al fine di stabilire se le condizioni necessarie per
la costituzione del domicilio fossero o meno date e ciò nonostante il fatto che
negli scritti con cui faceva richiesta di prestazioni assistenziali, CO 1
facesse già riferimento a questo edificio quale suo luogo di residenza (cfr.
scritto dell'11 dicembre 2014 di cui al doc. C). Le ragioni di natura
pianificatoria ed edilizia addotte dall'autorità comunale per escludere quest'ultima
eventualità non esoneravano il Municipio dal dover procedere alle necessarie
verifiche. Il fatto che l'edificio in zona __________ sarebbe inabitabile, sia
fuori zona edificabile senza alcun collegamento alla rete fognaria, non sia
destinato all'abitazione primaria e difetti di riscaldamento, isolazione e di
impianto elettrico a norma, non è rilevante per la costituzione del domicilio. Le
due condizioni per stabilire il domicilio in un Comune sono infatti determinate
dall'esistenza di determinati presupposti di
fatto e non di diritto (STF 5A_270/2012 del 24 settembre 2012 consid. 4.2.3; 5A_659/2011 del 5 aprile 2012
consid. 2.2.2; Eugen Bucher, Berner
Kommentar, n. 21 ad art. 23 CC; Philippe
Meier/ Estelle de Luze, Droit des personnes, Losanna 2014, n. 385), che,
come detto, l'autorità competente è tenuta ad accertare. Ciò che in specie non
è però avvenuto poiché di fatto, indipendentemente dalle condizioni dell'edificio,
non 

è dato di sapere se e quando CO 1 vi abbia abitato e con quale intenzione
riconoscibile. Eventuali problematiche di natura pianificatoria e edilizia
dipendenti dall'utilizzo del predetto edificio dovranno se del caso essere
risolte in altra sede. 

4.4. Da quanto precede ne discende che a giusto titolo l'Esecutivo cantonale ha stabilito che, in assenza di riscontri oggettivi
contrari, il domicilio di CO 1 dovesse essere mantenuto a __________.

5.    
5.1. Sulla scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso
va respinto, con conseguente conferma del giudizio governativo impugnato.

5.2. Ritenuto che il Comune di RI 1 è comparso in causa per motivi derivanti
dalla sua funzione, si prescinde dal prelievo della tassa (art. 47 cpv. 6 LPAmm). In assenza di parti vittoriose patrocinate,
non si assegnano ripetibili (art. 49 LPAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

1.  Il ricorso è respinto.

 

 

2.  Non si
preleva la tassa di giustizia. Non si assegnano ripetibili.

 

 

3.  Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

 

 

 

	
  4.  Intimazione
  a:

  	
    
  

     
   ; 

     ;

   
  .

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                  La vicecancelliera