# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c49d1d01-2e90-5cd5-b6f4-291b8559bedf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-05-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 28.05.2003 52.2003.77
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-77_2003-05-28.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.77

   

  	
  Lugano

  28 maggio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Stefano Rossi, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 7 marzo 2003 del

 

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 18 febbraio 2003 (n. 793) del Consiglio
  di Stato, che accoglie l’impugnativa presentata da __________ __________
  __________ e __________ __________ avverso la risoluzione 11 dicembre 2002
  con la quale il municipio di __________ ha inflitto loro una multa per violazione
  della LE;

  

 

 

viste le risposte:

-    18 marzo 2003 del
Consiglio di Stato;

-    24 marzo 2003 di
__________ __________ __________ e __________ __________;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto 

 

                                  A.   a. Il 26
febbraio 2002, il municipio di __________ ha rilasciato a __________ __________
__________, proprietaria della part. n. __________ RF, la licenza edilizia per
costruire sul suo fondo una casa d’abitazione, alle condizioni poste dal
preavviso cantonale 15 febbraio 2002 (n. 34837), e più precisamente:

 

                                         “Ufficio
protezione della natura:

 

                                         Preavviso
favorevole alle seguenti condizioni:

                                         -
dovrà essere mantenuta una fascia di rispetto lungo il corso d’acqua che scorre
a ovest del mappale (art. 30 NAPR). In tale fascia, finalizzata alla tutela del
riale e della vegetazione ripuale (protetti ai sensi degli art. 18 e 21 LPN),
non dovrà essere effettuato alcun intervento o modifica del suolo.

 

                                         Ufficio
della caccia e pesca:

 

                                         Preavviso
favorevole alle seguenti condizioni:

                                         -
l’edificazione del mappale dovrà prevedere una fascia di rispetto dall’
esistente riale __________. Questa fascia dovrà avere una larghezza minima di 6
metri, misurati a partire dal limite naturale del corso d’acqua. Questa fascia
di rispetto è destinata alla vegetazione ripuale spontanea e alle funzioni
ecologiche del riale, e al suo interno non devono essere previste modifiche di
terreno di qualsiasi genere.”.

                                      

                                         b. Il 18
aprile 2002, ritenendo che in sede di realizzazione dell’opera i resistenti si
erano scostati dal progetto approvato, il municipio ha intimato loro la
sospensione dei lavori. Nel corso del sopralluogo in contraddittorio esperito
il 22 aprile 2002 sono stati costatati il mancato rispetto della fascia di
protezione del riale __________ e il taglio non autorizzato di alcuni alberi
lungo le sue sponde. La direzione lavori del cantiere, rappresentata dal
resistente __________, ha inoltre illustrato ai presenti la necessità di
modificare il progetto, spostando l’abitazione verso il riale __________.

 

                                         c. Il 30
aprile 2002 il municipio ha quindi notificato ai resistenti un rapporto di contravvenzione
per aver tagliato senza preventiva autorizzazione degli alberi lungo le sponde
del __________ e per aver eseguito lo scavo della costruzione senza rispettare
la fascia di protezione del suddetto riale. L’11 dicembre 2002 il municipio ha
approvato la variante relativa al riposizionamento della costruzione e ha
inflitto a __________ __________ __________ e a __________ __________ una multa
di fr. 500.-- rispettivamente 1'500.-- per la violazione formale della LE.

 

 

                                  B.   Il 18
febbraio 2002, il Consiglio di Stato ha annullato la sanzione accogliendo il ricorso
presentato contro di essa dai resistenti. Constatato come non vi sia identità
tra gli addebiti imputati nell’avviso di contravvenzione e il successivo
decreto di multa, ritenuto inoltre che il rapporto di contravvenzione difettava
del rinvio alle norme giuridiche violate, dei fatti, del luogo, della data e
del periodo in cui le infrazioni sarebbero state commesse, il Governo ha
annullato il decreto di multa, mentre ha dichiarato nullo l’ordine di
ripristino della vegetazione lungo la sponda del riale Bresce in ragione dell’incompetenza
del municipio.

 

 

                                  C.   Contro il
giudizio governativo il comune di Ligornetto insorge ora dinanzi al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l’annullamento e postulando la conferma
della propria decisione. Il ricorrente, contestando l’eccessivo formalismo
imputabile alla decisione governativa, ribadisce la regolarità formale del rapporto
di contravvenzione, a maggior ragione considerando che durante il sopralluogo
le parti erano state debitamente informate delle infrazioni a loro addebitate.

 

 

                                  D.   All’accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato senza formulare particolari
osservazioni. Del medesimo avviso sono i resistenti, sulla scorta di considerazioni
che saranno semmai riprese più avanti.

 

 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.La competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dagli
art. 21, 45 e 46 LE. Certa è la legittimazione attiva del ricorrente (art. 46
cpv. 5 LE e 43 PAmm). Il ricorso, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm), è dunque
ricevibile in ordine. 

                                        Il
giudizio può inoltre essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art.
18 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1. Le
contravvenzioni alla LE, ai piani regolatori ed ai regolamenti edilizi sono punite
dal municipio con multe d'importo variabile sino a fr. 10'000.-- a seconda
della natura e dell’importanza dell'infrazione (art. 46 cpv. 1 LE). Se l'autore
é recidivo, ha agito intenzionalmente o per fine di lucro, soggiunge il cpv. 2
dell’art. 46 LE,  il municipio non é vincolato a questi massimi.

                                         La
procedura contravvenzionale si instaura con la notifica del rapporto di contravvenzione
al presunto trasgressore. 

                                         Scopo
del rapporto di contravvenzione è quello di avvertire il presunto trasgressore
dell’apertura di un procedimento penale a suo carico, di informarlo esattamente
sugli addebiti che gli vengono mossi e di permettergli di esercitare i suoi
diritti di difesa, inoltrando le proprie giustificazioni al municipio prima che
questo adotti una decisione. Per costante giurisprudenza, il rapporto di
contravvenzione deve indicare compiutamente i fatti addebitati al trasgressore,
specificandone le circostanze di tempo e di luogo. Deve inoltre precisare le
norme che l’autorità ritiene violate. L’inosservanza di queste disposizioni di
natura procedurale comporta l’annullamento dell’intero procedimento in caso di
ricorso. L’esigenza di precisione non deve tuttavia tradursi in un formalismo
eccessivo. Lo scopo di queste prescrizioni procedurali è soltanto quello di
garantire al trasgressore adeguate possibilità di difesa. Non si tratta di
norme fini a sé stesse. 

                                         Analoghe
garanzie procedurali valgono per il decreto di multa. Anche quest’ultimo deve
indicare con precisione il fatto contravvenzionale ritenuto dall’autorità e le
norme violate. Anche in questo caso, I’ esigenza di precisione non va tuttavia
spinta oltre quanto necessario al fine di garantire al trasgressore la possibilità
di esercitare compiutamente i suoi diritti di difesa.

 

                                         2.2. La
multa deve in ogni caso essere commisurata alla gravità dell'infrazione ed alla
colpa (art. 46 cpv. 3 LE).

                                         Trattandosi
di una sanzione penale, il potere di cognizione dell'autorità di ricorso è
pieno. La limitazione alla violazione del diritto per abuso od eccesso di
potere sancita dall'art. 61 PAmm è inapplicabile siccome contraria all'art. 6
CEDU.

 

 

                                   3.   In
concreto, ai resistenti sono state rimproverate diverse irregolarità edilizie,
segnatamente la mancata presentazione della domanda di variante per lo
spostamento della costruzione, l’inva-sione con i lavori di scavo della fascia
di protezione del riale Bresce e il taglio non autorizzato di due alberi sulle
sue sponde. 

 

                                         3.1. Per
quanto riguarda la prima infrazione, è il caso di rilevare che nei decreti di
multa 11 dicembre 2000, il municipio ha sanzionato i ricorrenti per non aver
presentato la domanda di variante sopracitata, malgrado nei precedenti avvisi
di contravvenzione non si sia mai accennato a tale omissione. Invano il municipio
si richiama al sopralluogo 22 aprile 2002 per dimostrare che i ricorrenti erano
a conoscenza dell’irregolarità opposta loro. Dal relativo verbale emerge
infatti soltanto la necessità di modificare il progetto originario, peraltro
lamentata direttamente dai resistenti. Nulla è dato sapere circa l’attualità di
una violazione qualunque delle norme edilizie applicabili. Ne consegue che, limitatamente
alla mancata presentazione di una domanda di variante, nella misura in cui in
cui il decreto di multa rimprovera
ai resistenti un fatto nuovo completamente estraneo a quelli indicati
nell’avviso di contravvenzione, l’atto va ritenuto difettoso di una formalità
essenziale e sanzionato con l’annullamento della procedura (cfr. Rep. 1964 pag.
147; GAT n. 182; Scolari, Commentario, II ed., n. 1359). 

 

                                         3.2. Ad
analoga deduzione si giunge considerando gli altri vizi dai quali la procedura
contravvenzionale in disamina è affetta. In effetti, sia nell’avviso di
contravvenzione, sia nel decreto di multa, nonostante l’esperimento di un
sopralluogo in contraddittorio prima dell’intimazione dei rapporti di
contravvenzione, nulla è stato detto circa la consistenza delle opere ritenute
abusive. Tant’è che ancora oggi non è dato conoscere l’entità dello sconfinamento
nella zona di protezione, nonché il tipo e la dimensione degli alberi
abbattuti. Non sono inoltre mai state richiamate le norme violate dai citati
interventi edilizi (della LE, del PR o altro strumento pianificatorio comunale).
Il municipio si è infatti semplicemente riferito a lavori eseguiti in contrasto
con la licenza edilizia o non autorizzati, ciò che si pone in contrasto
insanabile con le esigenze di motivazione imposte dall’art. 147 LOC (RDAT 1982
n. 12). 

                                         A ciò va
aggiunto che se la resistente __________ ha riconosciuto parte degli addebiti
nei suoi confronti, ammettendo di aver tagliato due alberi lungo il riale
__________, il municipio ha però omesso qualsiasi esame della colpevolezza dei
resistenti per gli altri interventi sanzionati, dimenticando che l’art. 46 LE –
contrariamente a quanto sostenuto nel decreto di multa - non instaura alcuna
responsabilità oggettiva, intendendo invece sanzionare il trasgressore per
comportamento. L’autorità comunale deve pertanto determinare quali persone
abbiano effettivamente commesso anche solo per negligenza l’infrazione (DTF 101
Ia III, RDAT 1992 I n. 36). Difettando tale esame, non è dunque possibile
addebitare ai resistenti alcuna colpa per le irregolarità che sono state loro
opposte e tantomeno differenziare l’entità delle sanzioni.

                                         È
altresì opportuno rilevare che per quanto riguarda il taglio
di alberi sulle sponde del riale __________, se la vegetazione ripuale risulta
direttamente protetta dall’art. 21 LPN a prescindere dall’e-sistenza di piani
di protezione, né la legislazione cantonale
né quella federale assegnano
i delitti e le contravvenzioni contro la legislazione federale di protezione
della natura alla competenza dell’autorità comunale. In tutti questi casi la competenza decisionale
spetta esclusivamente alle autorità cantonali, segnatamente al Dipartimento
cantonale del territorio (RDAT 1993 II n. 58).

 

                                         3.3. Da
quanto precede risulta che non solo il rapporto di contravvenzione e il decreto
di multa non erano atti a mettere i resistenti in condizione di esercitare in
modo adeguato i propri diritti di difesa, ma l’incompletezza di tali
indicazioni è tale da impedire anche in questa sede qualsiasi oggettiva
ricostruzione delle irregolarità loro addebitate.

                                         Inutilmente
il ricorrente sostiene che dinanzi a tali difetti formali il Consiglio di Stato
avrebbe dovuto procedere d’ufficio agli accertamenti del caso. Nel caso in
esame, il municipio non ha rimediato ai vizi formali sopracitati, spiegando
finalmente per quali ragioni __________ __________ __________ e __________
__________ meritassero le sanzioni pronunciate, nemmeno durante la procedura
ricorsuale. Di conseguenza si deve ritenere violato il diritto di essere
sentiti dei resistenti. Vista la natura formale del principio (DTF 111 Ia 166)
è irrilevante che gli stessi abbiano discusso i fondamenti della multa
inflittagli. L’assenza di una completa motivazione della procedura
contravvenzionale, non riparata nella procedura di ricorso, impedisce infatti
qualsiasi controllo con cognizione di causa della decisione impugnata.

 

 

                                   4.   Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, il giudizio impugnato resiste alle
censure del ricorrente e va pertanto confermato. Dato l'esito si prescinde dal
prelievo di una tassa di giustizia. Il comune rifonderà ai resistenti un equo
importo a titolo di ripetibili (art. 28 e 31 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi, 

visti gli art. 6 CEDU; 32 Cost.; 21 LPN; 21, 45, 46
LE; 147 LOC; 2, 3, 18, 28, 31, 43, 46, PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   Non si
preleva tassa di giustizia. Il comune rifonderà ai resistenti fr. 800.-- a
titolo di ripetibili. 

 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario