# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cd1da351-565e-5f03-ba2c-c6eaab8a3b01
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-03-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 26.03.2012 42.2011.34
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2011-34_2012-03-26.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  42.2011.34

   

  rs

  	
  Lugano

  26 marzo 2012

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris
  Vacchini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 dicembre 2011
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 14 novembre
  2011 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e
  dell'inserimento, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assistenza sociale

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su reclamo del 14 novembre 2011 l’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento (USSI) ha confermato la propria decisione del 17 agosto 2011
(cfr. doc. D) con la quale ha negato a RI 1 il diritto a prestazioni
assistenziali postulate con domanda del 14 luglio 2011, in quanto il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento supera il limite
annuo fissato dal Dipartimento della sanità e della socialità.

                                         

                               1.2.   Contro la
decisione su reclamo RI 1, patrocinato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA, chiedendo:

 

" 
In via principale:

 

1.      Il ricorso è accolto.

§ di
conseguenza:

 

1.1.       La decisione su reclamo 14 novembre 2011 è

           annullata;

1.2.       In riforma della decisione annullata viene riconosciuta 

          al
signor RI 1, __________, una prestazione 

                                        assistenziale
LAS di fr. 1'475.- al mese.

 

2.      Protestate tasse, spese e ripetibili (riservata l’istanza AG)

 

        In via subordinata:

 

1.      Il ricorso è accolto.

§ di
conseguenza:

 

1.1.    La
decisione su reclamo 14 novembre 2011 è

          annullata;

 

1.2.       Gli atti sono rinviati all’Ufficio del sostegno sociale e 

          dell’inserimento
per nuova decisione ai sensi dei 

          considerandi.

 

2.      Protestate tasse, spese e ripetibili (riservata l’istanza AG)”

 

                                         Il
ricorrente ha, inoltre, postulato la concessione del beneficio dell’assistenza
giudiziaria con il gratuito patrocinio dell’avv. RA 1.

                                         A
sostegno delle proprie pretese ricorsuali l’insorgente ha addotto, in
particolare, che a torto l’USSI ha considerato soltanto metà del debito
ipotecario nel calcolo della sostanza computabile come reddito LAS.

                                         Egli, al
riguardo, ha precisato, da un lato, di essere l’unico proprietario della casa
in __________ a __________ (mapp. __________ RFD __________) il cui valore è
pari a fr. 252'521.-- e dove abita con la madre, __________.

                                         Dall’altro,
che l’immobile è gravato da un debito ipotecario di fr. 243'200.-- ai cui costi
provvede lui esclusivamente, benché sul contratto ipotecario figuri anche al
madre quale debitrice solidale ma unicamente per una questione legata alla
volontà della banca che ha concesso il credito ipotecario di garantire quest’ultimo.

                                         Il ricorrente
ha evidenziato che per quanto concerne i rapporti interni tra lui e sua madre
non vi è alcuna obbligazione per cui gli oneri ipotecari siano divisi a metà.

 

                                         Egli ha specificato
che la solidarietà è un aspetto che riguarda le relazioni con i terzi e che non
dice nulla circa i rapporti interni tra i debitori solidali.

                                         L’insorgente
ritiene, dunque, che ai fini della determinazione del suo diritto a una
prestazione assistenziale debba essere tenuto conto dell’intero debito
ipotecario e che, di conseguenza, la sostanza computabile LAS sia nulla (fr.
252'521.-- valore dell’immobile – fr. 243'200.-- debito ipotecario – fr.
100'000.-- quota esente). 

                                         Secondo
il medesimo, considerando una sostanza computabile nulla, egli avrebbe diritto
a una prestazione assistenziale mensile di fr. 1'475.-- (fr. 1'077.--
fabbisogno di base LAS + fr. 1'390.-- spesa computabile LAS – fr. 691.-- reddito
computabile LAS – fr. 0.-- sostanza computabile LAS – fr. 301.-- sussidio cassa
malati, cfr. doc. I).

 

                               1.3.   L’USSI, in
risposta, ha postulato la reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà,
per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.4.   Il 27
gennaio 2012 l’avv. __________, per conto del ricorrente, ha segnatamente
comunicato di non avere ulteriori mezzi di prova da produrre e di aver già
prodotto, in relazione ai rapporti interni tra i debitori solidali, il doc. C,
al quale tuttavia l’USSI non pare confrontarsi nella risposta di causa (cfr.
doc. V).

 

                               1.5.   L’amministrazione
ha preso posizione al riguardo con scritto del 10 febbraio 2012 (cfr. doc.
VII).

 

                               1.6.   Il
patrocinatore dell’insorgente, il 16 febbraio 2012, si è nuovamente espresso in
merito alla fattispecie, evidenziando che la dichiarazione di __________ è
posteriore alla decisione, ma attesta i rapporti tra i condebitori solidali
dall’inizio della relazione giuridica. Egli ha, inoltre, ribadito che il fatto
che la madre del ricorrente figuri sul contratto ipotecario è stato richiesto
dalla Banca, ma che ciò non muta i rapporti interni tra i debitori che sono
sempre stati e sono quelli dichiarati nel doc. C (cfr. doc. IX).

 

                               1.7.   Il doc. IX è
stato trasmesso per conoscenza all’USSI (cfr. doc. X).

 

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto del
contendere è la questione di sapere se correttamente o meno l’USSI ha negato a RI
1 il diritto alle prestazioni assistenziali richieste il 14 luglio 2011.

 

                                         Più
precisamente deve essere appurato se nel relativo calcolo l’importo del debito
ipotecario vada considerato in misura della metà, come deciso dall’amministrazione,
oppure interamente, come sostenuto dal ricorrente.

 

                               2.2.   L’intervento
della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla
Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las). 

                                         Tale
normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran
Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289
segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

                                         Questi
cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26
giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in
vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

 

                                         Il 1°
ottobre 2006 sono, peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della
Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU
40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).

 

                               2.3.   L'art. 1 Las
stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti
della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla
legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti
stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

                                         Le
prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e
professionale dei beneficiari (cpv. 2).

 

                                         L'art. 2
della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al
cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono
complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni
sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi
cantonali". 

                                         Il cpv. 2
precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente
dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre
prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento
delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

                                         L’art. 13
Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia del resto che 

 

" 
Le prestazioni sociali di complemento
armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1,
ritenuto che:

a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento
vanno erogate le partecipazioni al premio
dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di
riferimento hanno diritto;

b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto
dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;

c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la
precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona
dell’unità di riferimento vi ha rinunciato.”

 

                                         Inoltre giusta l’art. 2
cpv. 1 Laps:

 

" 
Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:

a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie
previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo
1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;

b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del
1° febbraio 1990;

c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1°
febbraio 1990;

d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la
riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1°
febbraio 1990;

e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul
rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;

 

f)  l’assegno integrativo
previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;

g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di
famiglia dell’11 giugno 1996;

h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza
sociale dell’8 marzo 1971.”

 

                                         Anche dal
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge
sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8, si
evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi
dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è “obbligatoria per tutti
i residenti del Cantone” (pag. 11). In seguito intervengono i sussidi per il
perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di
disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni
integrativi per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni
assistenziali costituiscono l’ultimo intervento sociale. 

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti
preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette
(art. 17).

                                         Al
riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare
alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2
Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9,
10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

 

                                         La
natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali
propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa
legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).

                                         Esse si
suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las). 

                                         Questa distinzione si basa
su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di
bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del
Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8
maggio 2002, pag. 3).

                                         Inoltre
le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.
3 Las).

 

                                         Relativamente
alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

 

" 
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono
la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai
sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola
carattere ricorrente. (cpv. 2)."

 

                                         Ex art.
19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:

 

" 
La soglia d’intervento per le prestazioni
assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto
delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale."

 

                                         L’art. 19
Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in
deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI.

 

                                         La Las
rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni
dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni,
come altri Cantoni.

                                         L’ammontare
della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della
COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Nel
Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione
della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può
configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione
federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero
si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei
singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.

 

                                         Il
Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e
1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della
Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento) -, il 21 dicembre 2010, sentito il parere dell’USSI e della
Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un
lato, che la COSAS, il 21 ottobre 2010, ha adottato una nuova versione delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al
riguardo, cfr. "Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la
CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.),
in vigore dal 1° gennaio 2011, che la Conferenza dei direttori cantonali delle
opere sociali invita ad applicare, dall’altro, che tale modifica prevede
l’adeguamento al rincaro sulla base dell’indice dei salari e dei prezzi del
forfait di mantenimento in ambito di assistenza sociale, in analogia a quanto
avviene nell’ambito delle rendite AVS AI e delle prestazioni complementari e
che per il 2011 è stato deciso un adattamento al rincaro pari al 1.75% del
forfait di mantenimento, che a far tempo dal 1° gennaio 2011 la soglia di
intervento corrisponde:

 

" 
A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione

 

	
  Persona dell'unità di riferimento
  (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)

  	
  Forfait globale per il mantenimento
  (raccomandato dalla COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Supplemento d'integrazione (adattamento
  delle raccomandazioni minime della COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Totale

   

   

   

  (fr./mese)

  
	
  1 persona

  	
    977.--

  	
  100.--

  	
  1077.--

  
	
  2 persone

  	
  1495.--

  	
  100.--

  	
  1595.--

  
	
  3 persone

  	
  1818.--

  	
  100.--

  	
  1918.--

  
	
  4 persone

  	
  2090.--

  	
  100.--

  	
  2190.--

  
	
  5 persone

  	
  2364.--

  	
  100.--

  	
  2464.--

  
	
  6 persone

  	
  2638.--

  	
  100.--

  	
  2738.--

  
	
  7 persone

  	
  2912.--

  	
  100.--

  	
  3012.--

  
	
  Per ogni persona supplementare

  	
  + 272.--

  	
  -

  	
  + 272.--

  

 

B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o
più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della
COSAS).

Per unità di riferimento con più di due persone
di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un
supplemento mensile assegnato per la terza persona di 16 o più anni di età e
per le successive:

l'importo di tale supplemento è di 210.--
fr./mese per ognuna di queste persone." 

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni
assistenziali per il 2011 in BU 1/2011 del 14 gennaio 2011 pag. 35-36)

 

                               2.5.   L’art. 22
Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

 

" 
Il reddito disponibile residuale è quello
definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti: 

 

a) Reddito computabile: 

    1.  vengono
computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul
diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte
dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente; 

    2.
 la sostanza netta viene computata
interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,
per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una
coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio
minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie
a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la
sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile; 

    3.  vengono
interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di
riferimento. 

    4.
 Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e
immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.

b) Spesa vincolata: 

    1.  non
vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps); 

    2.  non
vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps; 

    3.  non
vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps; 

    4.  le
spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino
all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

c)
Spesa per l’alloggio

    Per
il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato
delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9
Laps" 

 

                                         Il
reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui
all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli
art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei
redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti
l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

 

                                         L'art. 6
Laps regolamenta così il reddito computabile:

 

" 
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi: 

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

b) ... 

c) ... 

 

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità; 

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992; 

f)  1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la
deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle
famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1)

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e
le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

 

                                         La spesa
computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate
e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 8 Laps:

 

" 
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese: 

a) le
spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale
misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle
persone con attività lucrativa salariata;

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT; 

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f)  i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui 

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

    un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro; 

 

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata; 

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente
assicurate; 

i)  ... 

j)  … . (cpv. 1) 

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi: 

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 LT, maggiorato di 3000 fr.; 

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

" 
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di: 

 

a) per le unità                             importo
riconosciuto dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle
prestazioni complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI
per la persona sola

 

      b) per le unità di                      importo
riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi

 

      c)                                            per
le unità di      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più
di due persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato 

                                                   del
20%

(cpv. 1)

 

Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 5
cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle
spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°
gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--
per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle
prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo
concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI
del 20 dicembre 2005).

                                         Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.

                                         

                                         Le
deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della
spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e
autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a
determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione
di bisogno del richiedente.

                                         Alcune
entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai
redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi
della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in
adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

                                         La sostanza
nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto al
conteggio nell’ambito Laps.

                                         Dal
calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali
le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni
assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona
priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a
disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

                                         Infine il
limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è
inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a
Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

 

                               2.6.   Nella
presente evenienza dalla documentazione agli atti emerge che RI 1 è l’unico
proprietario del fondo n. __________ RFD __________, acquisito mediante
donazione nel 1994, dove è edificata l’abitazione dove vive con la madre (cfr.
doc. 28; 29; I).

 

                                         La stima
del fondo __________ RFD __________ calcolata il 28 aprile 2004 corrisponde a
fr. 252'521.-- (cfr. doc. 31; 32).

 

                                         Dall’estratto del RF del
28 marzo 2011 si evince che il fondo risultava gravato da una cartella
ipotecaria al portatore di 1° grado di fr. 270'000.-- (cfr. doc. 30).

 

                                         Inoltre
da un “Contratto di credito base ipoteca” concluso tra la Banca __________,
da una parte, e RI 1 e sua madre, __________, dall’altra, nel luglio 2011
risulta che la Banca ha concesso loro per l’immobile in __________ a __________,
particella n. __________ un prestito ipotecario di fr. 243'200.--, allo scopo
di raggruppare i crediti esistenti e rimborsare il diritto di compera. 

                                         Nel
contratto è stato pure indicato che non deve essere effettuato alcun
ammortamento, che gli interessi giungono a scadenza per trimestre, la prima
volta al 30 settembre 2011 e che in caso di pluralità di debitori, questi
rispondono solidalmente nei confronti della Banca (cfr. doc. 24-26).

 

                                         L’USSI,
nel calcolo volto a determinare l’eventuale diritto di RI 1 a una prestazione assistenziale,
ha dedotto dal valore della sostanza immobiliare di fr. 252'521.-- metà della
somma complessiva del debito ipotecario di fr. 243'200.--, ossia fr.
121'600.--, oltre alla quota esente per l’abitazione primaria di fr.
100'000.--, ottenendo così un importo di sostanza computabile LAS di fr.
30'921.--, pari a fr. 2'576.-- mensili, che sommati al reddito computabile Las
di fr. 691.-- al mese e alle altre prestazioni Laps di fr. 301.-- al mese
coprono sia il fabbisogno di base Las di fr. 1'077.-- mensili che la spesa
computabile Las di fr. 1'390.-- al mese con un’eccedenza di fr. 1'101.-- al
mese (cfr. doc. 22).

 

                                         Il
ricorrente ha contestato tale modo di procedere dell’amministrazione, chiedendo
che dal valore di stima del proprio immobile sito a __________ venga sottratto
dell’intero debito ipotecario.

                                         In
proposito egli ha fatto valere, in buona sostanza, che, benché sul contratto
ipotecario concluso con la __________ figuri anche la madre quale debitrice
solidale, poiché così ha voluto la banca per garantire il proprio credito, ai
costi connessi al debito ipotecario di fr. 243'200 provvede lui esclusivamente.

                                         Il
ricorrente ha, altresì, evidenziato che per quanto concerne i rapporti interni
tra lui e sua madre non vi è alcuna obbligazione per cui gli oneri ipotecari
siano divisi a metà (cfr. doc. I).

 

                               2.7.   Chiamata a
pronunciarsi in merito alla fattispecie, questa Corte ricorda dapprima che ai
sensi dell’art. 22 lett. a cfr. 2 Las la
sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera
100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000
fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o conviventi con figli
in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non
economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono
essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel
reddito fosse difficilmente liquidabile.

 

                                         Ne
discende che la sostanza immobiliare relativa all’abitazione primaria viene
conteggiata nel calcolo della prestazione assistenziale al netto, ovvero dopo
aver dedotto eventuali debiti alla stessa connessi, per l’importo che supera la
quota esente di fr. 100'000.--.

 

                                         Relativamente
ai debiti, va evidenziato che secondo l’art. 143 cpv. 1 CO più debitori
dichiarano di obbligarsi verso il creditore ciascuno singolarmente
all’adempimento dell’intera obbligazione, fra gli stessi vi è un rapporto di
solidarietà.

 

                                         L’art.
144 cpv. 1 CO prevede che il creditore può a sua scelta esigere da tutti
i debitori solidali o da uno di essi tutto il debito od una parte soltanto. Il
cpv. 2 enuncia che Tutti i debitori restano obbligati finché sia estinta
l’intiera obbligazione.

 

                                         Ai sensi dell’art. 147 CO  in quanto uno dei debitori solidali ha soddisfatto
il creditore mediante pagamento o compensazione, anche gli altri sono liberati
(cpv. 1).

                                                      La
liberazione di un debitore solidale, senza che il creditore sia stato
soddisfatto, giova agli altri solo in quanto ciò sia giustificato dalle
circostanze o dalla natura dell’obbligazione (cpv. 2).

 

                                         L’art.
148 CO contempla che ove non risulti il contrario dal rapporto giuridico
esistente fra i debitori solidali, il pagamento fatto al creditore si divide in
parti eguali fra i medesimi (cpv. 1).

                                         Al debitore
solidale che avesse pagato più della sua parte, spetta il regresso verso i
condebitori per l’importo pagato in più (cpv. 2).

                                         Ciò che non può
conseguirsi da uno dei debitori solidali deve essere sopportato in parti eguali
dagli altri (cpv. 3).

 

                                         Giusta
l’art. 149 CO il debitore solidale cui spetta il
regresso subentra in tutte le ragioni del creditore fino a concorrenza di
quanto gli ha pagato (cpv. 1).

                                                      Il
creditore è responsabile ove abbia avvantaggiato la posizione giuridica di un
debitore solidale a danno degli altri (cpv. 2).

 

                                         Il
Tribunale federale, in una sentenza 4A_582/2008 del 27 febbraio 2009, ha precisato che:

 

" 
(…)

Il n'est pas nécessaire que le terme de solidarité
soit expressément employé; il suffit que plusieurs personnes s'engagent de telle
manière que chacune d'elles doit la prestation entière (Romy, Commentaire
romand, 2003, n° 1 ad art. 143 CO).

 

La solidarité permettait au créancier de rechercher
le débiteur de son choix (art. 144 al. 1 CO). Comme aucun accord contraire n'a
été prouvé, chacun des débiteurs solidaires doit prendre à sa charge, sur le
plan interne, une part égale du paiement (art. 148 al. 1 CO). Celui qui paie
au-delà de sa part a, pour l'excédent, un droit de recours (art. 148 al. 2 CO;
cf. aussi art. 144 al. 1 LDIP).”

 

 

                               2.8.   Giova,
inoltre, rilevare che questa Corte con sentenza 42.2004.3 del 17 maggio 2005,
pubblicata in RtiD II-2005 N. 14 pag. 59 segg., ha stabilito che nel calcolo
della prestazione assistenziale di un’anziana non andava computato il valore dei fondi a cui aveva rinunciato donandoli ai figli. 

                                         Il TCA
ha, in effetti, osservato che se si computassero i beni a cui una persona ha
rinunciato, si contravverrebbe allo scopo primo dell’assistenza sociale che è
quello di sostenere una persona che si trova in una situazione di bisogno
concreto indipendentemente dalle cause della sua precarietà.

 

                                         Tale
principio è stato ripreso all’art. 22 cpv. 4 Las, entrato in vigore il 1°
ottobre 2006, il quale sancisce che non vengono computate le entrate e le parti
di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.

 

                                         Al
riguardo il TF, in una sentenza 8C_92/2007 del 14 dicembre 2007, ha deciso che:

 

" 
(…)

3.

3.1Giusta l'art. 12 Cost., chi è nel bisogno e
non è in grado di provvedere a sé stesso ha diritto d'essere aiutato e
assistito e di ricevere i mezzi indispensabili per un'esistenza dignitosa.
L'aiuto in situazioni di bisogno è subordinato al rispetto del principio di
sussidiarietà, nel senso che non può prevalersene colui che, oggettivamente, è
in misura di procurarsi con le proprie forze i mezzi indispensabili alla sua
sopravvivenza. Una tale persona non è considerata versare in una situazione di
bisogno, presupposto necessario per poter beneficiare di un aiuto (DTF
131 I 166 consid. 4.1 pag. 173, 130 I 71 consid. 4.3 pag. 75).
Inoltre, la Costituzione federale garantisce soltanto il diritto a un minimo
d'esistenza, lasciando al legislatore federale, cantonale o comunale il compito
di fissarne la portata e le modalità. Nel Cantone dei Grigioni, l'aiuto sociale
è segnatamente disciplinato dalla legge sull'assistenza alle persone nel
bisogno del 3 dicembre 1978 (RS/GR 546.250).

 

3.2 In materia di
prestazioni complementari, a norma dell'art. 3c cpv. 1 lett. g LPC, i redditi
determinanti comprendono le entrate e le parti di sostanza a cui l'assicurato
ha rinunciato. Una rinuncia ai sensi di questa disposizione è data,
segnatamente, allorquando una persona assicurata rinuncia, senza obbligo
giuridico, a elementi di sostanza, o può pretendere determinati elementi di
reddito e di sostanza, senza però far valere i relativi diritti (DTF 123
V 35 consid. 1 pag. 37 con riferimenti;
Raymond Spira, Transmission de patrimoine et dessaisissement au sens de la loi fédérale
sur les prestations complémentaires à l'AVS/AI [LPC], RSAS 1996 pag. 210
segg.). Affinché una rinuncia a elementi di reddito o
di sostanza possa essere presa in considerazione, occorre che essa sia avvenuta
«senza obbligo giuridico», rispettivamente «senza controprestazione adeguata»,
queste due condizioni non essendo da intendere cumulativamente, bensì
alternativamente (DTF 131 V 329 consid. 4.3 pag. 334).

 

3.3 A differenza di
quanto vale in materia di prestazioni complementari (vedi per esempio sentenza
P 55/05 del 21 gennaio 2007, nella quale questo Tribunale ha giudicato che la
perdita di un importo di fr. 120'000.- nell'ambito di un investimento a
rischio, legato ad una truffa, costituisce sostanza cui l'assicurato ha
rinunciato), l'aiuto in situazioni di bisogno nel senso dell'art. 12 Cost. non
può essere ridotto o rifiutato ad una persona indigente, anche se quest'ultima
è personalmente responsabile di questo suo stato; si tratta di una
concretizzazione del principio di sussidiarietà dell'aiuto sociale, che
costituisce l'ultima ancora di salvataggio dell'individuo (vedi per esempio DTF
121 I 367 consid. 3b pag. 375;
Jean-François Aubert/ Pascal Mahon, Petit Commentaire de la Constitution fédérale
de la Confédération suisse du 18 avril 1999, n. 5 all'art. 12 Cost.; Andreas
Auer/Giorgio Malinverni/Michel Hottelier, Droit constitutionnel suisse, vol. II, pag. 683, n. 1532; Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3a
ed., Berna 1999, pag. 178; Kathrin Amstutz, Das Grundrecht auf Existenzsicherung, tesi Berna 2002, pag. 304). A questo riguardo, è unicamente determinante la situazione attuale
ed effettiva dell'interessato al momento dell'esame del suo diritto a
condizioni minime di esistenza (Müller, op. cit., pag. 170). In altri termini,
i motivi che hanno condotto all'indigenza sono irrilevanti dal profilo della
protezione offerta dall'art. 12 Cost. (vedi pure DTF 131 I 166 consid. 4.3 pag. 174 e i riferimenti ivi citati). Fermi questi
presupposti, il Comune non poteva rifiutare la richiesta dell'insorgente
applicando per analogia i principi validi in materia di rinuncia a elementi di
reddito o di sostanza nell'ambito delle prestazioni complementari.”

 

                               2.9.   Nel caso di
specie, come visto, il ricorrente e la madre, nel luglio 2011, hanno assunto
entrambi il debito ipotecario nei confronti della ____________________ (cfr.
doc. 24, consid. 2.6.).

 

                                         Essi, in
virtù dell’art. 143 CO risultano debitori solidali.

 

                                         L’insorgente
medesimo nel ricorso ha indicato che la madre nel “Contratto di credito base
ipoteca” del luglio 2011 figura quale debitrice solidale del debito
ipotecario presso la __________ (cfr. doc. I).

 

                                         L’asserzione
del ricorrente secondo cui il motivo per il quale la madre è debitrice solidale
è dovuto esclusivamente al desiderio della banca di garantire il proprio
credito (cfr. doc. I) è irrilevante ai fini della presente vertenza.

                                         In
effetti la ragione che ha portato a tale assunzione di debito non ha influenza
alcuna sulla soluzione della lite. Decisivo è unicamente il fatto che la stessa
nei confronti della __________ sia debitrice insieme al figlio. 

 

 

 

                                         Dalle
carte processuali non risulta, per contro, che il ricorrente e la madre abbiano
concluso una convenzione circa le modalità secondo le quali ripartire il
pagamento del debito.

 

                                         Ciò è dimostrato anche da
quanto sostenuto nell’atto ricorsuale, ossia che “…per quanto riguarda i
rapporti interni tra __________ e RI 1, non vi è alcuna obbligazione per cui
gli oneri ipotecari siano divisi a metà” (cfr. doc. I).

 

                                         Il fatto
di non avere previsto alcuna obbligazione circa la divisione a metà dell’onere
debitorio non significa che ciò non debba comunque avere luogo.

                                         Infatti
la ripartizione a metà non necessita di una convenzione specifica al riguardo,
bensì deriva, quale principio generale, dall’art.148 CO nel caso in cui i condebitori
non prevedano una divisione in misura differente (cfr. consid. 2.7.).

 

                                         In concreto, visto che il
ricorrente e la madre non hanno concluso un accordo in relazione a come
ripartire sul loro piano interno il debito, essi sono tenuti ognuno per la metà
del debito ipotecario di fr. 243'200.--.

 

                                         Ciò
significa che il creditore, ovvero la banca potrà, se del caso, scegliere a chi
chiedere il rimborso del mutuo ipotecario. Il debitore scelto, se corrisponderà
l’intera somma, avrà il diritto di regresso per la metà dell’importo verso
l’altro debitore solidale (cfr. art. 144 e 148 cpv. 2 CO).

 

                                         Al riguardo è utile
segnalare che il Tribunale federale in una sentenza 2A.508/2001 del 26 giugno 2001 ha stabilito che:

 

"  (…)

2.1 En vertu de l'art. 33 al. 1 lettre a LIFD, les
intérêts passifs privés sont, sous réserve d'une exception qui n'est pas
réalisée en l'espèce, déduits du revenu. Cette déduction suppose l'existence
d'une dette dont le contribuable répond personnellement et définitivement.
Lorsque le contribuable est codébiteur solidaire, il ne peut déduire les
intérêts passifs qu'à concurrence de la part de la dette dont il répond
définitivement (cf. P. Locher, Kommentar zum DBG, Ière partie, Therwil 2001, n°
5 ad art. 33, p. 816). Par conséquent, il est sans importance que le
codébiteur solidaire puisse être recherché pour le tout. Il dispose en effet
d'un droit de recours contre l'autre ou les autres codébiteurs solidaires, de
sorte qu'en définitive il ne répond de la dette que pour sa part. L'insolvabilité éventuelle des codébiteurs n'y change rien.” (La
sottolineatura è del redattore)

 

 

 

                             2.10.   La “Dichiarazione
all’attenzione del Tribunale cantonale delle assicurazioni” sottoscritta da
__________ il 9 dicembre 2011, nella quale la stessa ha attestato, da una
parte, di non provvedere in alcun modo al pagamento degli oneri ipotecari
relativi al debito di fr. 243'200 che grava il fondo mapp. __________ RFD __________
di proprietà del figlio a cui è invece quest’ultimo a farvi fronte, dall’altra,
che, nel caso in cui la Banca le chiedesse la restituzione del credito quale
debitrice solidale, non potrebbe estinguerlo neppure in minima parte, non
avendo alcuna sostanza ed essendo pensionata (cfr. doc. C), non è tale da
sovvertire l’esito della presente vertenza.

 

                                         In effetti, a prescindere
dal fatto che tale dichiarazione sia stata prodotta solamente in sede
ricorsuale, e meglio dopo l’emanazione della decisione su reclamo del 14
novembre 2011 con cui l’USSI ha confermato il proprio diniego a una prestazione
assistenziale a seguito del computo del valore residuo della sostanza
immobiliare dopo deduzione di un importo pari a metà del debito ipotecario e
della quota esente di fr. 100'000.--, la stessa indica unicamente che la madre attualmente non provvede a pagare gli oneri ipotecari,
ovvero gli interessi ipotecari, ritenuto che il contratto con la __________ del
luglio 2011 prevede che non deve essere effettuato alcun ammortamento (cfr.
doc. 24).

 

                                         La
circostanza che al momento __________ non versi alla banca gli interessi e che
il figlio non abbia reclamato la metà dell’importo degli stessi non implica la
conclusione di un accordo contrario alla regola generale della divisione a metà
del debito di cui all’art. 148 CO.

 

                                         Del resto dagli atti si
evince che, prima del nuovo contratto di debito ipotecario concluso con la __________
di __________ nel luglio 2011 con lo scopo di raggruppare dei precedenti debiti
esistenti (cfr. doc. 24), e meglio ancora nel gennaio e nel marzo 2011, l’insorgente
ha versato alla banca gli interessi dovuti facendo capo a un conto privato
intestato alla madre (cfr. doc. 74; 75; 76; 77).

 

                                         La mancata assunzione attuale della metà degli interessi ipotecari da
parte della madre comporta tutt’al più per il ricorrente la rinuncia all’importo
corrispondente. 

                                         

                                         Come esposto sopra (cfr.
consid. 2.8.), la rinuncia di entrate non è computabile nell’ambito
dell’assistenza sociale, per cui l’intera somma di interessi ipotecari annui
dovuta alla __________ di fr. 6'992.-- (2,875% di fr. 243'200.--; cfr. doc. 24)
va conteggiata tra le spese computabili dell’insorgente, come peraltro effettuato
dall’USSI (cfr. doc. 23).

 

                                         Per
l’importo di fr. 243'200.-- del debito ipotecario in quanto tale da dedurre
dalla sostanza, invece, dal momento che la banca non ne ha reclamato il
rimborso e non sono stati corrisposti ammortamenti, non può entrare in linea di
conto una rinuncia alla parte (la metà) a carico della madre.

 

                                         In simili
condizioni a ragione l’USSI, nel calcolo volto a stabilire l’eventuale diritto __________
a una prestazione assistenziale, ha dedotto dalla sostanza immobiliare di fr.
252'521.-- la somma di fr. 121'600.--, pari alla metà del debito ipotecario di
fr. 243'200.-- e conseguentemente ha negato al ricorrente il diritto a una
prestazione assistenziale.

 

                                         La decisione su reclamo
del 14 novembre 2011 deve, pertanto, essere confermata.

 

                             2.11.   RI 1 ha
chiesto l’assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio dell’avv. RA 1
(doc. I, pag. 5-6). 

 

                                         In realtà
la domanda del ricorrente di assistenza giudiziaria deve essere intesa solo
come richiesta di gratuito patrocinio, visto che la procedura davanti al TCA in
materia di assistenza sociale è di principio gratuita (cfr. art. 29 cpv. 1
Lptca), come del resto rilevato dal patrocinatore dell’insorgente (cfr. doc. I
pag. 5).

 

                                         Secondo
l’art. 28 cpv. 2 Lptca la disciplina della difesa d’ufficio gratuito patrocinio
è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria.

 

                                         L'art. 3
Lag prevede:

 

" 
1L'istituto
dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica 

indigente la tutela adeguata dei suoi diritti
dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone."

 

" 
2E' ritenuta
indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri
agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio."

 

                                         Le altre
condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge
sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite
negativamente all'art. 14 Lag:

 

" 
1L'assistenza
giudiziaria non è concessa:

a)
  la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito
favorevole;

b)
  una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a
causa delle spese che questa comporta.

 

2L'ammissione
al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di
procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è
necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta
difficoltà particolari."

 

                                         I criteri
posti nella legge cantonale sono identici a quelli fissati dalla giurisprudenza
federale elaborata interpretando le norme di diritto federale delle
assicurazioni sociali (cfr. art. 85 cpv. 2 lett. f v.LAVS). 

                                         Pertanto
la Lag, a cui la LPTCA rinvia, è stata ritenuta conforme all’art. 61 lett. f
LPGA (cfr. DTF 130 V 320; STCA del 25 ottobre 2004 nella causa H., 35.2004.24,
consid. 2.14.; STCA del 2 settembre 2004 nella causa A., 38.03.101, consid.
2.16.), in vigore dal 1° gennaio 2003 per i settori delle assicurazioni sociali
disciplinati dal diritto federale, secondo cui nella procedura giudiziaria
cantonale deve essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le
circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito
patrocinio. 

                                         Infatti
l’art. 61 lett. f LPGA ha mantenuto invariate le condizioni cumulative per la
concessione dell’assistenza giudiziaria rispetto al vecchio diritto elaborate
dalla giurisprudenza.

 

                                         L’istante
va considerato indigente quando non è in grado di assumere le spese legate alla
difesa dei suoi interessi, senza intaccare il minimo indispensabile al suo mantenimento
e a quello della sua famiglia (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 119 Ia 11ss.;
DTF 103 Ia 100). Per determinare se ciò è il caso vanno presi in considerazione
i redditi del richiedente e delle persone che hanno un obbligo di mantenimento
nei suoi confronti (DTF 115 V 195, il coniuge o i genitori, B. Cocchi, F.
Trezzini, Codice di procedura civile ticinese, 2a edizione, Lugano 2000, N. 20
ad art. 155, p. 479). L’obbligo dello Stato di accordare l’assistenza
giudiziaria è in effetti sussidiario all'obbligo di mantenimento derivante dal
diritto di famiglia (DTF 119 Ia 11ss.). Non entrano invece in linea di conto le
risorse finanziarie di parenti cui l’interessato potrebbe far capo a norma
dell’art. 328 e 329 CCS (B. Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 20 ad art. 155,
p. 479 e giurisprudenza ivi citata).

                                         Non è
determinante che l’indigenza sia stata cagionata da colpa propria (Haefliger,
Alle Schweizer sind vor dem Gesetz gleich, p. 165). 

 

                                         Il limite
per ammettere uno stato di bisogno ai sensi delle disposizioni sull’assistenza
giudiziaria è superiore al minimo di esistenza determinato ai fini del diritto
esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48 consid. 7c). All’importo
base LEF va applicato un supplemento variante fra il 15% e il 25% (cfr. STFA
del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04).

                                         L’indigenza
processuale è data ove il richiedente non disponga di più mezzi di quelli
necessari per il mantenimento normale e modesto della famiglia (cfr. RAMI 1996
N. U 254 pag. 209 consid. 2; STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa
J.P.H., pag. 3).

                                         In una
sentenza pubblicata in DTF 124 I 1ss., il TF ha precisato che una richiesta di
assistenza giudiziaria non può essere respinta unicamente sostenendo che
l’istante non è indigente, in quanto può permettersi i costi e la manutenzione
di un’automobile. Secondo l’Alta Corte il richiedente deve piuttosto -
indipendentemente dal modo in cui utilizza le sue risorse finanziarie - essere
considerato indigente, se in base alla sua situazione finanziaria non è in
grado di sopperire al suo minimo esistenziale; in questo calcolo non devono
essere naturalmente computate le spese non inerenti al suo fabbisogno
esistenziale.

 

                                         L’attestato
municipale sullo stato di indigenza ha per il Giudice soltanto valore indicativo
(Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 10 ad art. 156 p. 490).

                                         Nella
commisurazione della capacità patrimoniale del richiedente va considerata anche
l’eventuale sostanza e non unicamente i redditi conseguiti. Secondo il TFA
infatti si tiene conto dell’intera situazione economica della famiglia (STFA
non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa J.P.H., pag. 4, consid. 2 e
giurisprudenza citata non pubbl.). La sostanza deve tuttavia essere disponibile
al momento della litispendenza del processo o per lo meno a partire dal momento
in cui è presentata l’istanza e non solo alla fine della procedura (cfr. DTF
119 Ia 12 consid. 5; DTF 118 Ia 369ss).

                                         Generalmente
dal punto di vista temporale lo stato di bisogno dell’istante va determinato
secondo la situazione esistente al momento della decisione (SVR 1998 UV Nr. 11
consid. 4a). L’assistenza giudiziaria può essere tuttavia concessa anche con
effetto retroattivo nella misura in cui i relativi presupposti sono adempiuti
(cfr. SVR 2000 UV Nr. 3, cfr. anche STCA 12 marzo 2001 non pubblicata nella
causa R.G., inc. 31.1998.50).

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA, infine, la decisione di concessione dell’assistenza
giudiziaria può essere modificata o revocata. Trattandosi di una decisione
processuale (“prozessleitender Entscheid”) non passa infatti in giudicato
materiale, ma solo formale. La modifica può avvenire anche con effetto
retroattivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b).

                                         Giusta
l’art. 3 della Lag:

 

" 
1L'istituto
dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica 

indigente la tutela adeguata dei suoi diritti
dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone.

 

2E' ritenuta
indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri
agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio."

 

                                         Le altre
condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge
sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite
negativamente all'art. 14 Lag:

 

" 
1L'assistenza
giudiziaria non è concessa:

a)
  la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito
favorevole;

b)
  una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a
causa delle spese che questa comporta.

2L'ammissione
al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di
procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è
necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta
difficoltà particolari."

 

                                         I criteri
posti nella legge cantonale sono identici a quelli fissati dalla giurisprudenza
federale elaborata interpretando le norme di diritto federale relative alle
assicurazioni sociali (cfr. v.art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS).

                                         Le
condizioni cumulative per la concessione del gratuito patrocinio sono
adempiute qualora l'assistenza di un avvocato appaia necessaria o comunque
indicata, se il richiedente si trova nel bisogno e se le sue conclusioni non
sembrano dover avere esito sfavorevole (cfr. Kieser, op. cit., art. 61 N. 88s.,
cfr., anche, DTF 108 V 269; 103 V 47; 98 V 117; Zbl 94/1993 p. 517; STFA del 23
maggio 2002 nella causa Winterthur Assicurazioni c/ D., U 234/00; STFA del 15
marzo 2002 nella causa A., U 220 + 238/00; STFA del 5 settembre 2001 nella
causa C., U 94/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; STFA del 7
dicembre 2001 nella causa B., I 194/00; DTF 125 V 202; DTF 121 I 323 consid.
2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a, DTF 124 I 1, consid. 2a, pag. 2;
SVR 1998 UV, Nr. 11, consid. 4b, pag. 31; SVR 1998 IV, Nr. 13, consid. 6b, pag.
47; STCA del 23 marzo 1998, nella causa G.I., 38.97.323; STFA del 18 giugno
1999 nella causa D.V.). 

 

                                         Al
riguardo, cfr., fra le tante, la STFA del 26 settembre 2000 nella causa D., U
220/99:

 

" 
(…).

         Secondo l'art. 152 cpv. 1 OG, in
relazione con l'art. 135 OG, il Tribunale federale delle assicurazioni
dispensa, a domanda, una parte che si trova nel bisogno e le conclusioni della
quale non sembrano dover avere esito sfavorevole, dal pagare le spese
processuali e di disborsi, come pure dal fornire garanzie per le spese
ripetibili,

         alle stesse condizioni viene
riconosciuto il gratuito patrocinio qualora l'assistenza di un avvocato appaia
perlomeno indicata (art. 152 cpv. 2 OG),

         per costante giurisprudenza, una causa è
sprovvista di possibilità di esito favorevole quando una parte che disponga dei
mezzi necessari non accetterebbe, dopo ragionevole riflessione, il rischio di
incoarla o di continuarla (DTF 125 II 275 consid. 4b e sentenze ivi citate),
(…)." 

                                         (STFA
succitata)

 

                             2.12.   Nel caso di
specie il ricorrente, come ampiamente esposto, è proprietario di un immobile il
cui valore di stima ammonta a fr. 252'521.-- ed è gravato da un debito
ipotecario di fr. 243'200.-- assunto solidalmente dallo stesso e dalla madre (cfr.
consid. 2.6.).

 

                                         In una
sentenza I 134/06 del 7 maggio 2007 il TF ha stabilito quanto segue:

 

" 
(…) prima di potere eventualmente richiedere
l'assistenza giudiziaria dallo Stato, la persona interessata, nel limite
dell'esigibile (la giurisprudenza federale garantisce una riserva di
soccorso ["Notgroschen"; v. RSAS 2003 pag. 522, B 52/02, consid. 5.3;
inoltre sentenza 4P.158/2002 del 16 agosto 2002, consid. 2.2]), deve di
principio attingere alla propria sostanza (DTF 119 Ia 11
consid. 5a pag. 12; sull'esigibilità, per il richiedente, di gravare un
immobile e di assumersi un [ulteriore] debito ipotecario cfr. ad es. DTF 119 Ia 11
nonché Anwaltsrevue 8/2003 pag. 272, B 54/05). Ora, dalla documentazione
fornita dal ricorrente si evince che lo stesso dispone di una sostanza
sufficiente per potere pagare la propria legale nella procedura AI oggetto del
presente ricorso. In calce al modulo, presentato in questa sede, per la
richiesta dell'assistenza giudiziaria, l'autorità comunale ha indicato in fr.
301'696.- l'importo della sostanza risultante dalla tassazione 2003, emessa in
data 21 settembre 2005, mentre con la più recente decisione provvisoria di
fissazione dei contributi AVS/AI/IPG del 2 giugno 2006 la Cassa cantonale di
compensazione ha accertato in fr. 134'000.- la sostanza netta complessiva in
Svizzera o all'estero.”

                                         In casu, è
vero che il debito ipotecario va a carico del ricorrente per metà del valore,
ossia per fr. 121'600.-- (cfr. consid. 2.10.), per cui il ricorrente
disporrebbe di una sostanza immobiliare netta di fr. 130'921.-- (fr. 252'521.--
- fr. 121'600.--).

 

                                         Tuttavia il
debito complessivo grava sul fondo del ricorrente che costituisce la garanzia
ipotecaria per la banca.

 

                                         D’altra
parte, però, determinante per la concessione di un eventuale ulteriore mutuo
ipotecario è il valore venale di mercato - di regola calcolato dai periti degli
istituti bancari - più elevato di quello di stima.

                                         Pertanto,
nel caso di specie, ritenuto che in linea di principio vengono concessi
prestiti ipotecari fino all’80% del valore di mercato (cfr. http://magazine-i.ubs.com/it/home/immobiliari/che-casa-posso-permettermi.aspx)
risulta verosimile la possibilità di richiedere un ulteriore prestito
ipotecario per far fronte al pagamento delle spese legali.

 

                                         In
effetti dall’estratto del RF del 28 marzo 2011, ossia relativo a un periodo
precedente al nuovo contratto di credito con la __________ del luglio 2011, il
fondo di __________ risultava gravato da una cartella ipotecaria di fr.
270'000.--, importo maggiore all’attuale debito ipotecario e al valore di stima
del fondo determinato nell’aprile 2004 (cfr. consid. 2.6.).

 

                                         Difettando
uno dei requisiti cumulativi per concedere l'assistenza giudiziaria, la
relativa istanza dev'essere respinta.

 

 

                                         

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   L'istanza
tendente alla concessione del gratuito patrocinio è respinta.

 

                                   3.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti