# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 480fc2e1-f67f-5618-a41c-af410ca50fec
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-10-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 09.10.2008 32.2007.264
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2007-264_2008-10-09.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2007.264

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  9 ottobre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 agosto 2007 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 20 luglio 2007 emanata
  da

  
	
   

   

   

   

   

   

  terzo chiamato
  in causa

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

   

   

  PI 1,  

  rappr. da avv. RA 1,  

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   PI
1, classe __________, è stata posta al beneficio di una rendita intera d’invalidità
dal 1° agosto 2005 (cfr. progetto di decisione 11 agosto 2006, doc. AI 20). 

                                         Di
conseguenza, con decisione 17 novembre 2006 (cresciuta in giudicato), l’Ufficio
AI le ha erogato una rendita intera di fr. 2'133.-- mensili con effetto dal 1°
novembre 2006 (doc. AI 26-1). Le prestazioni arretrate sono state oggetto di
una separata decisione datata 20 luglio 2007, mediante la quale detto ufficio
ha stabilito l’ammontare delle rendite dall’agosto 2005 all’ottobre 2006. Con
la stessa decisione sono stati inoltre trattenuti complessivamente fr. 25'596.--
per i seguenti motivi: 

 

" 
La RI 1, __________ ha
presentato una richiesta di compensazione delle prestazioni anticipate di una
somma totale di Fr. 25'732.00 e la __________, __________ Fr. 12'479.35.

 

Se diversi altri fornitori di prestazioni hanno
presentato domanda di bonifico di pagamenti retroattivi e se i richiedenti
soddisfano le premesse formali, il pagamento retroattivo va suddiviso tra di
loro in proporzione alle prestazioni anticipate fornite come segue:

 

Diritto RI 1:          Fr.  21'351.70

Diritto __________:    Fr.                                                            4'244.30

 

Dato che la Signora PI 1 non vuole dare il consenso
firmato e le assicurazioni non ci hanno fornito disposizioni legali o
contrattuali dalle quali nasce un diritto diretto alla restituzione nei
confronti dell'AVS/AI la somma totale di compensazione di Fr. 25'596.00 viene
trattenuta. Questo pagamento reatroattivo sarà versato direttamente
all'assicurata, appena la decisione presente cresce in giudicato." (Doc.
AI 27-3)

 

                               1.2.   Contro
la decisione 20 luglio 2007 RI 1 ha tempestivamente interposto il presente
ricorso, chiedendone l’annullamento ed il conseguente riconoscimento del diritto
al versamento diretto da parte dell’Ufficio AI di fr 21'351.70, quale compensazione
degli anticipi erogati a PI 1.                          

 

                                         Premesso
di essere subentrata a __________, presso la quale il datore di lavoro
dell’assicurata aveva stipulato un’assicurazione contro la perdita di guadagno
in caso di malattia, la ricorrente ha evidenziato quanto segue:

 

" 
(...)

In sintesi, RI 1 non condivide la posizione della
signora PI 1 e cioè che l'importo calcolato dall'Ufficio AI del Canton Ticino
ed attualmente ritenuto dalla cassa __________ pari a CHF 21'351.70 non possa
fare oggetto di compensazione rispetto alle prestazioni assicurative a suo
tempo versate. Del resto, va pure sottolineato, come la signora PI 1 si opponga
alla compensazione ma non adduca qualsivoglia specifico motivo.

 

Pertanto, non contestato l'importo calcolato
dall'Ufficio AI in narrativa, RI 1 sottolinea come le pattuizioni contrattuali
alla base del versamento delle prestazioni di indennità giornaliera sono
piuttosto chiare e cioè quanto erogato dev'essere ritenuto quale anticipo e di conseguenza
- nel calcolo finale - restituito all'Ente che lo ha corrisposto e meglio RI 1.
(...)" (Doc. I, pag. 4)

                                         

                               1.3.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI ha invece postulato la conferma della decisione
contestata e, conseguentemente, la reiezione del ricorso. In sostanza esso ha
rilevato che le indennità perdita di guadagno versate in eccesso non possono
essere compensate con le prestazioni retroattive dell’AI mancando, conformemente
alle disposizioni regolamentari dell’as-sicurazione ricorrente, il necessario
consenso del beneficiario della rendita.

 

                               1.4.   Chiamata
in causa dal TCA, con risposta 24 settembre 2007 PI 1, per il tramite dell’avv.
RA 1, ha innanzitutto contestato la legittimità a ricorrente di RI 1, come pure
la competenza decisionale del TCA.

                                         Quanto
al merito, in via subordinata essa ha chiesto la reiezione del ricorso. Non
avendo mai dato l’assenso al rimborso delle indennità giornaliere, la chiesta
compensazione non è giustificata. 

 

                               1.5.   Con
scritto 2 ottobre 2007 la ricorrente ha preso posizione in merito alla risposte
di causa dell’Ufficio AI e dell’assicurata (X).

 

                               1.6.   Su
richiesta del TCA, il 4 settembre 2008 ha inviato la decisione 13 luglio 2005
del Dipartimento federale delle finanze attestante l’autorizzazione di RI 1 a riprendere,
dal 1° giugno 2005, parte delle attività di __________ (doc. XII).

                                      

                                         La
succitata decisione è stata trasmessa all’Ufficio AI ad all’assicurata per una
presa di posizione. Solo il primo, con scritto 22 settembre 2008, ha fatto
presente di non avere osservazioni (XIV), mentre PI 1 è rimasta silente. 

 

 

considerando
                in diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 p. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                               2.2.   PI
1 ha contestato la legittimazione di RI 1 a ricorrere, facendo presente che era
assicurata, per il tramite del suo (ex) datore di lavoro, contro la perdita di
guadagno presso __________ e che a quest’ultima la ditta __________ aveva annunciato
il suo caso di malattia.

                                                                                

                                         Con
osservazioni 2 ottobre 2007 la ricorrente ha fatto presente di aver ripreso,
con effetto 1° gennaio 2005, da __________ parte delle sua attività, così come
autorizzato dal Dipartimento federale delle finanze con decisione 12 luglio
2005 e pubblicato nel FUSC __________ (XII).

                                         Il
4 settembre 2008 la RI 1 ha prodotto la citata decisione dipartimentale dalla
quale risulta, fra l’altro, la cessione delle attività di __________ (settore
malattia) a RI 1 (__________). Va poi tenuto conto che RI 1 è autorizzata ad
agire in nome e per conto di __________. 

                                         In
questo contesto è pertanto data la legittimità di RI 1 a ricorrere contro la
decisione contestata, mediante la quale le viene negato il diritto al
versamento di una rendita AI arretrata, a compensazione degli anticipi già
erogati (cfr. STF 21 febbraio 2008, I 935/06, consid. 2 con riferimenti di
giurisprudenza ivi indicati). 

                                      

                               2.3.   L’assicurata
contesta parimenti la competenza del TCA in quanto:

 

" 
(...)

In via preliminare è opportuno chiedersi se e in quale
misura codesto Tribunale può essere investito dell'esame della presente
fattispecie, ritenuto che il sovra-indennizzo sul quale si basa la richiesta di
rimborso della RI 1 non è l'art. 69 LPGA ma la LCA ed in particolare le
Condizioni Generali di Assicurazione (CGA) della __________ valide dal 1.
gennaio 2004; e questo malgrado il fatto che la mancata restituzione sia
contenuta nella decisione della Cassa __________ del 20 luglio 2007.
(...)" (Doc. VIII, pag. 3)

 

                                         Va
qui fatto presente che la presente controversia concerne il versamento di rendite
AI arretrate a terzi (in casu: RI 1) che hanno erogato anticipi ai sensi
dell’art. 85bis OAI.

 

                                         Trattasi
quindi di una vertenza in ambito delle assicurazioni sociali, è data la
competenza dello scrivente Tribunale (art. 57 LPGA in relazione all’art. 1 lett.
m LPTCA).

 

                                         Nel
merito 

 

                               2.4.   Oggetto
del contendere è sapere se RI 1 ha diritto al versamento diretto della rendita
d’invalidità arretrata di PI 1, a compensazione delle indennità perdita di
guadagno secondo la LCA versate a quest’ultima in eccesso.

 

                               2.5.   L’art.
22 cpv. 1 LPGA pone il principio secondo cui il diritto a prestazioni non può
essere ceduto né costituito in pegno. L’art. 22 cpv. 2 LPGA stabilisce tuttavia
che i versamenti retroattivi di prestazioni dell’assicuratore sociale possono essere
ceduti a) al datore di lavoro o all’assistenza pubblica o privata se questi
versano anticipi, b) a un’assicurazione che fornisce prestazioni anticipate.           

 

                                         L'art.
85bis cpv. 1 prescrive che “ i datori di lavoro, gli istituti di previdenza
professionale, le assicurazioni contro le malattie, gli organismi d'assistenza
pubblici o privati o le assicurazioni di responsabilità civile con sede in
Svizzera che, in vista della concessione di una rendita dell'assicurazione
invalidità, hanno effettuato anticipi possono esigere che si versi loro l'arretrato
di questa rendita come compensazione e fino a concorrenza dei loro anticipi. È
fatta salva la compensazione prevista dall'articolo 20 LAVS. Gli organismi che
hanno consentito anticipi devono far valere i loro diritti per mezzo di un
formulario speciale al più presto all'atto della domanda di rendita e, al più
tardi, al momento della decisione dell'Ufficio AI”. 

                                         Secondo
l’art. 85bis cpv. 2 OAI, sono considerati anticipi le prestazioni “liberamente
consentite, nella misura in cui l'assicurato si sia impegnato a rimborsarle e
abbia acconsentito per scritto al pagamento dell'arretrato al terzo che gli ha
concesso l'anticipo (lett. a); versate contrattualmente o legalmente, nella misura
in cui il diritto al rimborso, in caso di pagamento di una rendita, possa essere
dedotto senza equivoco dal contratto o dalla legge (lett. b)”.

                                         Il
cpv. 3 dell’art. 85bis OAI dispone che “ gli arretrati di rendita possono
essere versati all'organismo che ha effettuato anticipi fino a concorrenza di
questi ultimi e per il periodo nel quale sono stati forniti."

                                         La
citata disposizione di legge non è stata modificata dall’art. 22 cpv. 2 LPGA
(SVR 2007 IV nr. 14 pag. 52) e nemmeno dalla 5a revisione dell’AI, entrata in vigore
al 1° gennaio 2008.

 

                                         Va
qui evidenziato che affinché si possa parlare di un diritto al rimborso senza
equivoco nei confronti dell’AI, il diritto deve riferirsi direttamente ad una
norma legale o contrattuale (DTF 133 V 14 consid. 8.3 con riferimenti).

 

                                         La
cifra marginale 10070 Direttive sulle rendite (DR) prevede che il terzo che ha
concesso anticipi e che ne rivendica il rimborso deve annunciare la sua pretesa
alla cassa di compensazione competente, presentando a tale scopo il formulario 318.183.

                                         Secondo
la cifra marg. 10057 DIR e la cifra marg. 2006 della Circolare concernente la
compensazione dei pagamenti retroattivi dell'AI con crediti in restituzione di
prestazioni delle casse malati riconosciute, se la richiesta di compensazione
emana da una cassa malati non riconosciuta dalla Confederazione si applicano le
disposizioni relative a terzi che hanno concesso anticipi. La cifra marg.
10057 DR precisa inoltre che sono considerate casse malati riconosciute solo
quegli assicuratori-malattie che forniscono prestazioni conformemente alla LAMal,
mentre non è da considerarsi tale chi concede prestazioni giusta la LCA. Le
domande di compensazione di questo tipo di casse sono regolate dalle disposizioni
relative a terzi che hanno concesso anticipi.

 

                               2.6.   Nel
caso in esame, la ricorrente fonda il proprio diritto a richiedere direttamente
il versamento della rendita arretrata per compensare le indennità giornaliere
versate in eccesso sull’art. 7 cpv. 1 e cpv. 6 delle CGA per l’assicurazione
collettiva di indennità giornaliera della __________ (doc. B).

 

                                         Come
rettamente evidenziato dall’assicurata, l’insorgente ha fatto riferimento alle
CGA di un contratto non applicabile alla fattispecie in esame. In effetti, dalla
documentazione prodotta da RI 1 risulta che la ditta __________ (datrice di lavoro
di PI 1) aveva sì sottoscritto con la __________ un’assicurazione collettiva indennità
giornaliera (polizza no. KTG 104051/003) tuttavia con durata sino al 31
dicembre 2003 (doc. A).

                                         Dall’annuncio
di inabilità lavorativa allestito dal datore di lavoro il 18 marzo 2005 si
evince che l’assicurata ha iniziato il periodo di incapacità al lavoro in data 1°
agosto 2004 e che destinatario della notifica è __________ (doc. C), di cui, come
visto, la ricorrente ha acquisito le attività legate al settore malattia. Ne
consegue che nel caso concreto le disposizioni regolamentari determinanti sono
quelle relative dall’assicurazione collettiva perdita di guadagno de __________
(doc. 9), prodotte dall’assicurata stessa. Nelle osservazioni 2 ottobre 2007 RI
1 ha del resto ammesso ”l’errato invio dei giustificativi inerenti il contratto
d’assicurazione” (X).

 

                                         Sono
pertanto applicabili le CGA de __________, in vigore dal 2004. L’eventuale
diritto al rimborso è regolato dall’art. D 10 (sovraindennizzo) cifra 4 che,
fra l’altro, recita:

 

" 
(...)

omissis

 

Fino alla decisione dell'AI, «__________» versa, a titolo di anticipo, le indennità
giornaliere non ridotte, a condizione che la persona assicurata acconsenta
per iscritto che le prestazioni riconosciute dall'AI per il medesimo periodo
siano versate direttamente a «__________», nella misura in cui le stesse
dovessero provocare un sovraindennizzo ai sensi delle presenti disposizioni.
Per il calcolo del sovraindennizzo, le rendite completive per il coniuge (art.
34 LAI) e le rendite completive per i figli (art. 35 LAI) sono computate
integralmente.

 

«__________» ha il diritto di chiedere direttamente
all'AI il rimborso delle prestazioni che quest'ultima versa a titolo di
arretrati di rendita e di prestazioni retroattive. «__________» può esigere
dall'AI che le prestazioni da ricuperare siano da quest'ultima compensate fino
a concorrenza delle prestazioni anticipate e versate direttamente da «__________».
(...)" (Doc. VIII/9, pag. 8; sottolineatura del redattore)

 

                                         Decisivo
è pertanto che la persona assicurata abbia dato il proprio preventivo consenso
al pagamento diretto delle prestazioni arretrate AI. 

                                         Tale
principio è stato recentemente ribadito da questo TCA in una sentenza del 6
ottobre 2008 nella causa M. (inc. 32.2008.33) riguardante un caso analogo a
quello ora in esame. Accertato che sussisteva una norma contrattuale regolante
l’eventuale diritto al rimborso, questa Corte ha evidenziato:

                                                                                 

" 
L’art. B4.2 stabilisce
infatti chiaramente che l’assicuratore può chiedere all’assicurazione sociale
il rimborso di quanto versato, solo previo accordo scritto dell’assicurato,
accordo che secondo il tenore esplicito della norma contrattuale in oggetto
deve essere concesso prima del riconoscimento della rendita da
parte dell’AI (“Qualora non sia stato ancora accertato il diritto alla
rendita di un'assicurazione statale o aziendale, cfr. sopra al consid.
2.5). Solo l’accordo scritto dell’assicurato prima, o comunque contestualmente,
al versamento delle prestazioni assicurate, conferisce in altre parole alle
stesse il carattere di “anticipo” che poi motiva, se del caso, la richiesta di
rimborso. 

 

Come è stato detto, nella fattispecie
concreta tale norma contrattuale non è tuttavia stata adempiuta, un accordo ai
sensi della medesima non risultando essere stato né richiesto né tanto meno
dato da M. al momento della corresponsione delle indennità, all’epoca in cui il
diritto alla rendita non era ancora stato accertato né del resto nemmeno
successivamente. Emerge infatti incontestatamente che le prestazioni assicurate
sono state erogate, in assenza di un qualsivoglia accordo dell’assicurato ad un
eventuale successivo rimborso delle stesse, in un periodo ampiamente
antecedente alla decisione dell’Ufficio AI di attribuzione della rendita AI
(per un caso analogo, peraltro concernente la medesima W., cfr. STCA 31
luglio 2002 nella causa V., inc. 32.2002.34; cfr. anche  STF del 3 dicembre
1993 nella causa W., I 405/92).

Ora, considerato come in base alle condizioni contrattuali applicabili (art.
B4.2), presupposto fondamentale per la richiesta di rimborso nel caso in cui
prestazioni di indennità giornaliere  vengano versate prima dell’accertamento
del diritto alla rendita di un’assicurazione statale o aziendale,  è il preventivo
accordo scritto dell’assicurato all’eventuale successiva richiesta di rimborso
da parte dell’assicurazione, osservato come la W. al momento di concedere le
indennità giornaliere in parola, prima dell’accertamento del diritto
alla rendita AI dell’assicurato, non si è, come visto, premunita di ottenere
l’accordo scritto del ricorrente richiesto dalle condizioni contrattuali, ne
discende che le premesse giustificanti il pagamento a terzi che hanno concesso
anticipi non possono essere considerate adempiute” (STCA citata consid. 2.7
pagg. 19/20).

 

                                         Ritornando
al caso in esame, dagli atti prodotti non risulta che l’assicurata abbia dato
il suo consenso scritto al diretto versamento della rendita per compensare le
indennità giornaliere (non ridotte) anticipate. Essa non ha infatti firmato il
relativo formulario di accordo inviatole da RI 1 il 2 dicembre 2005 (doc. D),
né ha dato seguito agli scritti sollecitatori del 18 gennaio 2008 (VIII/4), 8
marzo 2006 (VIII/5), 12 maggio 2006 (VIII/6) indirizzati al suo recapito
personale, né alla lettera 16 novembre 2006 trasmessa al suo legale (M). Vero
che, conformemente la succitata disposizione regolamentare, le indennità
giornaliere possono essere “anticipate” solo dopo il citato accordo, ma, come
visto, tale consenso non c`è stato.

                                         Né
del resto l’assicurata ha firmato il formulario ufficiale relativo alla
“Compensazione dei pagamenti retroattivi dell’AVS/AI” (doc. H; sulla portata
generale del consenso di un assicurato sul citato formulario cfr. DTF 131 V 243
s. e STFA 9 dicembre 2005 nella causa Z, I 632/03).

 

                                         In
conclusione, rettamente l’Ufficio AI ha deciso di non versare alla ricorrente
la rendita arretrata a compensazione di indennità giornaliere LCA versate in eccesso
(per casi analoghi; cfr. STCA 23 giugno 2006 nella causa M., inc. 32.2005.150 e
31 luglio 2002 nella causa V., inc. 32.2002.34 e da ultimo la citata STCA 6
ottobre 2008 nella causa M. inc. 32.2008.33).

 

                               2.7.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso in
caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI
dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità
delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese
di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico
della ricorrente.

 

                               2.8.   A
PI 1, chiamata in causa e rappresentata da un legale, la quale
ha postulato la reiezione del gravame, deve essere riconosciuta un’indennità di
fr. 500.-- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili, da porre a carico della
ricorrente (Zünd, Kommentar zum Gesetz über das
Sozialversicherungsgesricht des Kantons Zürich, Zurigo 1999, § 34 N. 3 pag. 239
con riferimenti; in ambito art. LAVS 52 cfr. STFA inedite 26
agosto 2002 nella causa S, H 204/00, consid. 6 e 10 luglio 2006 nella causa
S, K 8/06, consid. 7 ).

 

                                      

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le
spese, per fr. 200.--, sono poste a carico di RI 1 che verserà inoltre a PI 1
fr. 500.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).               

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per
il Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                     Il
segretario

 

Raffaele
Guffi                                                         Fabio Zocchetti