# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d84b893d-1a92-5817-b4b7-44138810c18a
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht Praxis des Verwaltungsgerichts (PVG) 00.00.0000 PVG 2018 2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_006_PVG-2018-2_0000-00-00.pdf

## Full Text

1/2 Politische Rechte PVG 2018

Riconteggio nell’ambito di elezioni municipali.
– Determinazione della percentuale minima (0.3 %) per un 

riconteggio nel caso di sistema elettorale proporzionale 
(cons. 2.3).

– Per il riconteggio può essere incaricato un nuovo ufficio 
elettorale (cons. 3).

Nachzählung bei Gemeindevorstandswahlen.
– Bestimmung des Mindestprozentsatzes (0.3 %) für eine 

Nachzählung bei Wahlen im Proporzsystem (E.2.3).
– Für die Nachzählung kann eine neue Wahlkommission 

beauftragt werden (E.3).

Considerandi:
2.3. Si pone quindi la questione di come determinare la

percentuale minima (0.3 %) richiesta dall’art. 43 cpv. 1 LDPC per un 
riconteggio.

2.3.1. Nel ricorso il ricorrente ha esposto tre metodi di cal- 
colo, ovvero in rapporto alle schede di voto, ai voti emessi e alla 
percentuale raccolta dalle liste. Il convenuto, invece, si basa su un 
metodo di calcolo secondo cui, per determinare la percentuale mi- nima 
pari allo 0.3 % secondo l’art. 43 LDPC, si confronta la diffe- renza dei 
voti con le schede valide. Senza entrare nei dettagli dei metodi di 
calcolo elencati dalle parti, si può ritenere che a far stato nel caso di 
specie con sistema elettivo proporzionale sia in primo luogo la 
differenza dei voti tra i voti ottenuti dal partito del ricorren- te e la 
congiunzione del Partito A.         e B.         (liste congiunte 1 e 5 e che, 
giusta l’art. 30 cpv. 1 del Regolamento sulle elezioni e votazioni, 
vengono dapprima trattate come lista unica), poiché la lista 2 (con 1’412 
voti) presenta la minor differenza di voti rispetto a quelli ottenuti delle 
liste congiunte 1 e 5 che insieme hanno otte- nuto il maggior numero di 
voti (1’418). Tale differenza è pari a 6 voti (cfr. doc. 6 convenuto).

2.3.2. In secondo luogo, occorre interpretare il termine
«schede di voto valide» di cui all’art. 43 cpv. 1 LDPC, quale riferi- 
mento per il calcolo della percentuale minima (0.3 %) richiesta per il 
riconteggio.

Evidentemente, nell’ambito di una votazione, le schede valide 
rappresentano il numero totale di voti (sì e no) e possono quindi 
fungere da paragone per la determinazione della percentua- le rispetto alla 
differenza dei voti a favore e contro un determina- to oggetto in 
votazione. Per contro, nel caso di un’elezione come

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nel presente caso in sistema proporzionale, le schede valide con- 
segnate non rappresentano il totale dei voti. Per ottenere questo totale, 
nel caso in esame occorre innanzitutto sommare i voti dati ai singoli 
candidati e tener conto dei rispettivi voti di complemen- to (in totale 5 
voti), e quindi moltiplicare questi 5 voti per le sche- de valide (721), 
giungendo così a 3’605 voti. Secondo il calcolo del convenuto vanno poi 
dedotti i «voti in bianco» (in questo caso 168). Ne risultano così 3’437 
voti. Va notato che in base agli atti in pos- sesso non appare molto 
chiaro cosa si intenda con «voti in bianco», dal momento che le schede in 
bianco sono già state escluse dalle schede valide (cfr. doc. 6 convenuto). 
Presumibilmente si tratta dei voti degli spazi lasciati vuoti sulle schede 
non intestate a un parti- to. Non occorre tuttavia approfondire questa 
questione, siccome sia poggiando sui voti complessivi delle schede 
valide senza de- duzione dei «voti in bianco» (3’605), sia basandosi 
sui voti validi complessivi senza «voti in bianco» (3’437) il risultato non 
cambia. Ad ogni modo, appare chiaro che da riferimento funge il totale dei 
voti. Di conseguenza, il calcolo del convenuto poggiante su un con- fronto 
con le schede di voto valide (721) non è corretto.

In base dunque ai voti validi complessivamente emessi, la 
differenza di 6 voti sopra determinata corrisponde allo 0.18 % dei 3’437 
voti complessivi, per cui l’Ufficio elettorale era tenuto a ricon- teggiare i 
voti.

3. Occorre quindi designare un responsabile per il ricon-
teggio.

3.1. Giusta l’art. 43 cpv. 3 LDPC il secondo conteggio può
venire eseguito a livello centrale dalla Cancelleria dello Stato in caso di 
elezioni e votazioni cantonali, dal tribunale regionale rispet- tivamente dal 
comitato regionale in caso di elezioni e votazioni a livello regionale, 
oppure nei comuni su disposizione di questi uffici.

3.2. Dal disposto appena esposto si evince che il riconteg- gio 
può essere eseguito dallo stesso organo incaricato del (primo) 
conteggio. Detta norma è tuttavia soltanto una norma discreziona- le.

3.3. Nel caso di specie, l’Ufficio elettorale è composto da otto 
membri: da un municipale quale presidente, dalla segretaria comunale 
quale segretaria e da rappresentanti dei rispettivi partiti [6 membri]). 
Questo Tribunale ritiene che un riconteggio da parte dello stesso Ufficio 
elettorale non sia opportuno per i seguenti mo- tivi: da un lato, sebbene 
obbligato d’ufficio giusta l’art. 43 LPDC, detto Ufficio non ha proceduto 
a un riconteggio; dall’altro, un ri- conteggio volge a garantire 
l’accettazione dei risultati in presenza

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di (primi) risultati serrati nonché a salvaguardare una corretta ap- 
plicazione dei diritti politici.

3.4. Il convenuto è quindi tenuto a far eseguire un riconteg- gio a 
un nuovo Ufficio elettorale procedendo, in particolare, ad una verifica delle 
schede bianche e delle schede qualificate nulle nel contesto del primo 
conteggio e stendendo un verbale con i motivi per le schede qualificate 
come nulle. Esso deve essere composto da membri imparziali. Tutti i 
canditati alle elezioni municipali pos- sono assistere personalmente al 
riconteggio o farsi rappresentare. Il comune convenuto è incaricato di 
annunciare il riconteggio ai candidati indicando luogo, data e ora dello 
svolgimento. Il conve- nuto è libero di servirsi dell’aiuto del personale di 
altri comuni op- pure dei collaboratori dell’Ufficio per i comuni, di un 
notaio o di un avvocato. Il riconteggio deve concludersi entro il 19 
dicembre 2018. Entro questo termine devono pure essere pubblicati 
ufficialmente i risultati del riconteggio.
V 18 8 Sentenza del 27 novembre 2018

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