# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5eb56806-c392-5bee-a750-b62dcecf7f70
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2012-05-29
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 29.05.2012 BB.2012.48
**Docket/Reference:** BB.2012.48
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_BB-2012-48_2012-05-29

## Full Text

Ammissione dell'accusatore privato (art. 118 segg. in relazione con l'art. 104 cpv. 1 lett. b CPP). Giudicato (art. 61 LTF).;;Ammissione dell'accusatore privato (art. 118 segg. in relazione con l'art. 104 cpv. 1 lett. b CPP). Giudicato (art. 61 LTF).;;Ammissione dell'accusatore privato (art. 118 segg. in relazione con l'art. 104 cpv. 1 lett. b CPP). Giudicato (art. 61 LTF).;;Ammissione dell'accusatore privato (art. 118 segg. in relazione con l'art. 104 cpv. 1 lett. b CPP). Giudicato (art. 61 LTF).

Decisione del 29 maggio 2012 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Stephan Blättler, Presidente, 
Emanuel Hochstrasser e Tito Ponti,  
Cancelliere Giampiero Vacalli  

   
Parti   

1. A. S.P.A., I-Roma 
 
2. B. S.P.A., I-Roma 
 
3. C. S.P.A., I-Roma 
 
tutte rappresentate dall'avv. Rossano Pinna 
 

Reclamanti 
 

   
  contro 
   

1. MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERA-
 ZIONE,  
 
2. D., rappresentato dall'avv. Michele Rusca,    
 
3. E., rappresentato dall'avv. Diego Della Casa,   
 
4. F., rappresentato dall'avv. Mario Postizzi,   
 

Controparti 
 
 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: BB.2012.48-50 

TRIBUNALE PENALE FEDERALE, CORTE PENALE 
 

Autorità che ha reso la decisione impugnata 
 
 

 
   
Oggetto  Ammissione dell'accusatore privato (art. 118 segg. in 

relazione con l'art. 104 cpv. 1 lett. b CPP) 
 

Fatti: 
 

A. Con sentenza del 22 febbraio e 18 marzo 2010 la Corte penale del Tribunale 
penale federale (in seguito: TPF) ha statuito sulla causa che opponeva il Mini-
stero pubblico della Confederazione (in seguito: MPC) a G., D., H., E., I., J., e 
F., per titolo di riciclaggio di denaro ai sensi dell'art. 305bis CP, dichiarando, tra 
l'altro, irricevibili a seguito di incompetenza giurisdizionale le pretese di parte 
civile presentate da A. S.p.A., B. S.p.A. e C. S.p.A (sentenza SK.2009.10). 

 
 

B. Il MPC e le tre società di cui sopra hanno interposto ricorso al Tribunale fede-
rale contro la suddetta sentenza, gravami sfociati in due sentenze del 25 otto-
bre 2011: una che ha parzialmente accolto il ricorso in materia penale del 
MPC, annullando la decisione impugnata con riguardo al proscioglimento di 
E., D., e F. dal reato di riciclaggio di denaro e rinviando la causa al TPF per 
nuova decisione sui punti annullati (sentenza del Tribunale federale 
6B_735/2010); l'altra che ha respinto il ricorso presentato da A. S.p.A., B. 
S.p.A. e C. S.p.A (sentenza del Tribunale federale 6B_732/2010). 

 
 

C. Il 16 dicembre 2011 A. S.p.A., B. S.p.A. e C. S.p.A. hanno presentato alla Cor-
te penale del TPF un'istanza di ammissione al procedimento su rinvio riguar-
dante le imputazioni residue a carico di E., D., e F., la quale è stata respinta 
con ordinanza del 3 aprile 2012.  

 
 
D. A. S.p.A., B. S.p.A. e C. S.p.A. hanno interposto reclamo contro quest'ultima 

ordinanza dinanzi alla Corte dei reclami del TPF, postulando, da una parte, la 
concessione dell'effetto sospensivo, con sospensione del procedimento 
SK.2011.26 sino ad evasione del reclamo, dall'altra, l'annullamento della deci-
sione impugnata, con il loro riconoscimento di parte al procedimento 
SK.2012.11 (recte: SK.2011.26).  

 
 
E. Con osservazioni del 26 aprile 2012 D. ha comunicato di non opporsi alle ri-

chieste delle reclamanti. Mediante scritti del 7 maggio 2012 il MPC e E. hanno 
postulato l'accoglimento del gravame. In data 2 maggio 2012 la Corte penale 
del TPF ha rinunciato a formulare osservazioni, rimettendosi al giudizio della 
Corte. F. è rimasto silente. 

 
 
F. Con scritto del 24 maggio 2012 le ricorrenti hanno dichiarato rinunciare a re-

plicare.  
 
 

 
Diritto: 
 

1.  
1.1 In virtù dell'art. 37 cpv. 1 della legge federale del 19 marzo 2010 sull' organiz-

zazione delle autorità penali della Confederazione (LOAP; RS 173.71) e 19 
cpv. 1 del regolamento del 31 agosto 2010 sull'organizzazione del Tribunale 
penale federale (ROTPF; RS 173.713.161), la Corte dei reclami penali giudica 
i casi in cui il CPP dichiara competente la giurisdizione di reclamo o il TPF. 

 
1.2 Il TPF, analogamente al Tribunale federale, esamina d'ufficio e con piena co-

gnizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli sono sottoposti, senza essere vinco-
lato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (v. DTF 
132 I 140 consid. 1.1; 131 I 153 consid. 1; 131 II 571 consid. 1, 361 consid. 1). 

 
1.3 Secondo l'art. 393 cpv. 1 lett. b CPP, il reclamo può essere interposto contro i 

decreti, le ordinanze nonché gli atti procedurali dei tribunali di prima istanza; 
sono eccettuate le decisioni ordinatorie. Sono legittimate a ricorrere le parti 
che hanno un interesse giuridicamente protetto all'annullamento o alla modifi-
ca della decisione (art. 382 cpv. 1 CPP). I reclami contro decisioni comunicate 
per scritto od oralmente vanno presentati e motivati per scritto entro dieci 
giorni presso la giurisdizione di reclamo (art. 396 cpv. 1 CPP). Interposto con-
tro una decisione mediante la quale è stata negata alle reclamanti la qualità di 
accusatrici private, il gravame, interposto tempestivamente, è ricevibile (v. 
sentenza del Tribunale federale 1B_634/2011 del 13 gennaio 2012, consid. 2; 
sentenza del Tribunale penale federale BB.2012.2 del 1° marzo 2012, consid. 
1.6). 

 
1.4 La Corte dei reclami penali dispone di pieno potere cognitivo e il reclamo vie-

ne esaminato sia sotto il profilo dei fatti sia sotto quello del diritto (FF 2006 
1214 in fine; JEREMY STEPHENSON/GILBERT THIRIET, Basler Kommentar, n. 15 
ad art. 393 CPP; ANDREAS J. KELLER, Kommentar zur Schweizerischen Stra-
fprozessordnung, n. 39 ad art. 393 CPP; NIKLAUS SCHMID, Handbuch des 
schweizerischen Strafprozessrechts, Zurigo/San Gallo 2009, n. 1512). 

 
 
2. Nel loro gravame le reclamanti sostengono che la Corte penale del TPF ha lo-

ro negato a torto la qualità di accusatrici private nell'ambito della procedura su 
rinvio SK.2011.26. A loro dire, il perimetro relativo alle competenze della Corte 
penale stabilito dalla sentenza di rinvio 6B_735/2010 riguarderebbe esclusi-
vamente episodi in cui esse sarebbero state direttamente danneggiate dalla 
commissione del reato patrimoniale a monte dell'accusa di riciclaggio, circo-
stanza che le avrebbe legittimate a costituirsi parti civile di fronte alla Corte 
penale. Ne conseguirebbe che, dal profilo materiale, sussisterebbe una stretta 
connessione tra i fatti oggetto della decisione di rinvio e la loro posizione giuri-

dica. Tale circostanza assumerebbe una particolare rilevanza alla luce della 
giurisprudenza pubblicata in DTF 135 III 334 in base alla quale, con l'accordo 
delle parti, sarebbe stata ammessa la congiunzione della procedura oggetto 
del rinvio con una procedura ad essa estranea. Stante l'accordo delle parti e 
non sussistendo nella fattispecie fattori di estraneità, l'ordinanza impugnata, 
oltre a violare l'art. 61 LTF, sarebbe contraria alla predetta giurisprudenza. In-
fine, non sostanziando l'estensione delle competenze ad essa ascritte dalla 
sentenza di rinvio del Tribunale federale 6B_735/2010, la Corte penale del 
TPF sarebbe altresì venuta meno al suo obbligo di motivazione, segnatamen-
te non confrontandosi con l'esito della procedura in Italia relativo al crimine a 
monte del riciclaggio oggetto del procedimento in Svizzera.  

 
2.1 Giusta l'art. 61 LTF le sentenze del Tribunale federale passano in giudicato il 

giorno in cui sono pronunciate. Nell'ambito di un rinvio all'istanza precedente, 
il potere di cognizione del giudice di rinvio è limitato dalle motivazioni contenu-
te nella sentenza di rinvio, nel senso che non può scostarsi da quanto deciso 
in modo definitivo dal Tribunale federale, come neppure dalle constatazioni 
fattuali che non sono state impugnate. Fatti nuovi possono essere presi in 
considerazione unicamente se riguardano aspetti oggetto della decisione di 
rinvio; essi non possono tuttavia né essere estesi né fondati su un nuovo fon-
damento giuridico (DTF 131 III 91 consid. 5.2, con rinvii, giurisprudenza con-
fermata nella sentenza del Tribunale federale 6B_534/2011 del 5 gennaio 
2012, consid. 1.2). 

 
Nella fattispecie, il Tribunale federale si è chiaramente espresso sia sul ricorso 
interposto dal MPC che su quello presentato dalle qui reclamanti (v. supra lett. 
B). Con la sua sentenza 6B_732/2010, l'Alta Corte ha tutelato la decisione del-
la Corte penale che ha negato la qualità di accusatrici private alle reclamanti 
nell'ambito della procedura SK.2009.10, essendo le loro domande di risarci-
mento già pendenti presso il tribunale italiano che si occupava dei reati patri-
moniali pregressi al presunto riciclaggio perseguito in Svizzera. Come retta-
mente rilevato nell'ordinanza impugnata, nell'ambito di un rinvio la Corte pena-
le del TPF non può pronunciarsi su aspetti che esulano dalle indicazioni date 
dal Tribunale federale nella sua sentenza di rinvio, pena la violazione dell'art. 
61 LTF. A quanto precede nulla muta il fatto che il tribunale italiano competen-
te, con sentenza del 20 settembre 2011, abbia accertato l'intervenuta prescri-
zione dei reati contestati segnatamente a D. E., non pronunciandosi sulle pre-
tese formulate dalle reclamanti in quella sede. Questo "fatto nuovo", così defi-
nito dalle reclamanti, andava semmai presentato al Tribunale federale prima 
che quest'ultimo statuisse con sentenza 6B_732/2010 oppure seguendo la via 
della revisione giusta gli art. 121 e segg. LTF, ciò che non è stato il caso. In 
definitiva, la censura delle reclamanti va respinta. 

 
2.2 Per quanto concerne il contenuto della DTF 135 III 334, le reclamanti ometto-

no di considerare che nella fattispecie, a differenza di quanto previsto in detta 

giurisprudenza, dove la procedura estranea che si è congiunta alla procedura 
di rinvio non aveva fatto l'oggetto di nessuna decisione del Tribunale federale, 
esiste una sentenza dell'Alta Corte che si è chiaramente ed inequivocabilmen-
te espressa sulla posizione e sulle richieste di risarcimento delle reclamanti in 
rapporto ai fatti oggetto della procedura SK.2009.10 prima e SK.2011.26 poi, 
sentenza che la Corte penale del TPF deve rispettare, indipendentemente 
dall'opinione delle altre parti alla procedura SK.2011.26. 

 
2.3 Conformemente al diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost), l'autorità deve 

indicare nella sua decisione i motivi alla base della stessa (DTF 136 I 229 
consid. 5.5). Essa non è tenuta a discutere in maniera dettagliata tutti gli ar-
gomenti sollevati dalle parti, né a statuire separatamente su ogni conclusione 
che le viene presentata. Essa può limitarsi all'esame delle questioni decisive 
per l'esito del litigio (DTF 134 I 83 consid. 4.1; 130 II 530 consid. 4.3; 126 I 97 
consid. 2b e sentenze citate; sentenza del Tribunale federale 1B_380/2010 
del 14 marzo 2011, consid. 3.2.1).  

 
In concreto, essendo la motivazione a fondamento dell'ordinanza impugnata, 
basata sull'art. 61 LTF, di per sé sufficiente per respingere l'istanza formulata 
dalle reclamanti, il fatto che la Corte penale del TPF non si sia confrontata con 
le risultanze del procedimento italiano relativo ai reati pregressi ai presunti atti 
di riciclaggio perseguiti in Svizzera risulta ininfluente sull'esito della procedura. 
Le censure in questo ambito vanno anch'esse disattese. 

 
 
3. In conclusione, il reclamo deve essere respinto. 
 
 
4. Visto quanto precede, la richiesta tendente alla concessione dell'effetto so-

spensivo è divenuta priva d'oggetto. 
 
 
5. Giusta l'art. 428 cpv. 1, prima frase, CPP le parti sostengono le spese della 

procedura di ricorso nella misura in cui prevalgono o soccombono nella causa. 
La tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP nonché 5 e 8 
cpv. 3 del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ri-
petibili e le indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 
173.713.162), ed è fissata nella fattispecie a fr. 4'500.--; essa è coperta 
dall’anticipo delle spese già versato. 

 
 

Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il reclamo è respinto. 

2. La richiesta tendente alla concessione dell'effetto sospensivo è divenuta 
priva d'oggetto. 

3. La tassa di giustizia di fr. 4'500.-- è posta a carico delle reclamanti. Essa è 
coperta dall’anticipo dei costi già versato. 

 
 
Bellinzona, 30 maggio 2012  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Rossano Pinna,  
 

- Tribunale penale federale,  
 

- Ministero pubblico della Confederazione,  
 

- Avv. Michele Rusca, 
  

- Avv. Diego Della Casa, 
 

- Avv. Mario Postizzi,  
 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Contro la presente decisione non è dato alcun rimedio giuridico.