# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bbd4848a-1538-5552-8d0e-ac206fe5300e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-08-19
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 19.08.2010 D-5683/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5683-2010_2010-08-19.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5683/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 9  a g o s t o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione della giudice Muriel Beck Kadima;
cancelliere Federico Pestoni;

A._______, nato il (...),
B._______, nata il (...),
C._______, nata il (...),
D._______, nato il (...),
Kazakistan,
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 6 agosto 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5683/2010

Visti:

le domande d'asilo che gli interessati hanno presentato in data (...) in 
Svizzera;

il documento che l'UFM ha rimesso ai richiedenti il medesimo giorno e 
mediante il quale li ha resi attenti circa la necessità di consegnare, en -
tro le 48 ore successive all'inoltro della loro istanza, un documento d'i -
dentità o di viaggio, con la comminatoria che, in caso di mancata con-
segna e in assenza di  motivi  scusabili,  non si  entra nel merito della 
loro domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 2 giugno 2010 e del 9 luglio 2010;

la  decisione  dell'UFM del  6 agosto 2010,  notificata  agli  interessati  il 
giorno stesso (cfr. risultanze processuali);

il ricorso del 10 agosto 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 11 agosto 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi via fax al Tribunale amministrativo federale 
(TAF) in data 11 agosto 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che i ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità 
inferiore,  sono  particolarmente  toccati  dalla  decisione  impugnata  e 
vantano un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modi-
ficazione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che sono pertanto 
legittimati ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice uni -
co, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la  
decisione è motivata solo sommariamente;

che ai sensi dell'art. 111a cpv. 2 LAsi, si rinuncia allo scambio di scritti;

che con il gravame, il ricorrente può far valere la violazione del diritto 
federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento; 
l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti e 
l'inadeguatezza (art. 106 cpv. 1 LAsi);

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino kazako di etnia armena, nato 
a  E._______,  Azerbaijan,  e  cresciuto  a  F._______,  Kazakistan,  ove 
avrebbe vissuto fino al 1995; che in seguito si è trasferito in Ucraina,  
ad G._______,  per  circa  sette anni,  poi  nella  città  di  H._______,  in 
Russia, per qualche anno; che successivamente avrebbe soggiornato 
in  altre  città  russe,  fino  al  (...)  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
2 giugno 2010, pagg. 1, 2 e 3); che egli avrebbe lasciato il Kazakistan 
a seguito delle tensioni etniche venutesi a creare con la disgregazione 
dell'ex Unione Sovietica; che inoltre  egli  è  stato  costretto a  lasciare 
pure l'Ucraina ed in seguito la Russia per il timore di essere ucciso in 
seguito all'omicidio di suo fratello da parte degli uomini di I._______, 
un esponente della malavita locale con ambizioni politiche; che infatti il  
ricorrente avrebbe assistito alla scena e sarebbe pertanto diventato un 
testimone scomodo; che il (...) avrebbe ricevuto la visita delle stesse 
persone che hanno ucciso suo fratello le quali lo avrebbero minacciato 
intimandogli di consegnare dei documenti  relativi al  negozio che egli 

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gestiva con il fratello; che per questo motivo il ricorrente ha deciso di 
lasciare l'Ucraina alla  volta della  Russia; che tuttavia anche qui,  nel 
novembre/dicembre  del  2009,  avrebbe  ricevuto  delle  telefonate 
anonime  e  pensando  che  si  trattasse  delle  stesse  persone  che  lo 
stavano ancora cercando ha deciso di partire con la famiglia alla volta  
della Svizzera (cfr. verbale d'audizione del 9 luglio 2010, pagg. 3 – 6);

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo, 
l'interessata ha dichiarato di essere cittadina Kazaka di etnia russa e 
tedesca, nata a F._______; che ella ha riferito di essere espatriata per 
le medesime ragioni del marito non avendo motivi personali;

che gli  interessati  non hanno esibito  sino ad oggi  alcun documento 
d'identità;

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che i  
richiedenti non hanno consegnato alle autorità competenti in materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del -
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-
lontanamento degli interessati dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso il Kazakistan ed eventualmente verso l'Ucraina o la 
Russia siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, gli insorgenti hanno, per ciò che concerne la mancata 
consegna di  documenti  d'identità,  riconfermato  quanto  già affermato 
nei verbali di audizione, e meglio di aver posseduto dei documenti di 
identità che sono però andati distrutti in Russia, nel 2005, in occasione 
di un incendio della carrozza ferroviaria nella quale alloggiavano (cfr. 
verbali  d'audizione  del  2 giugno 2010,  pagg. 2  e  4);  che inoltre  essi 
hanno riferito di non poter richiedere il  rilascio di duplicati posto che 
trovandosi in Svizzera in qualità di richiedenti l'asilo non possono rivol -
gersi all'autorità consolare, ritenendo dunque di avere motivi scusabili 
e verosimili; che inoltre hanno ribadito che i loro motivi d'asilo oltre che 
veri sono anche verosimili; che, infine, hanno contestato l'ammissibili -
tà, l'esigibilità e la possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento verso 
il loro paese d'origine rispettivamente di ultima residenza;

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che, in conclusione, gli autori del gravame hanno chiesto l'annullamen-
to della decisione impugnata e la trasmissione degli atti  di  causa al-
l'autorità  inferiore per  una nuova decisione nel  merito  della  loro  do-
manda  d'asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione 
provvisoria; che hanno, altresì, presentato una domanda di assistenza 
giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese  di 
giustizia e del relativo anticipo;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o  l'e-
sistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett.  c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative;

che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a  
LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, i ricorrenti, a distanza di oltre due mesi dalla 
presentazione della  domanda d'asilo, non hanno esibito  alcun docu-
mento che adempia i citati criteri;

che, per di più, essi si sono semplicemente limitati a dichiarare di aver 
posseduto dei documenti  di identità che sono però andati  distrutti  in 
Russia, nel 2005, in occasione di un incendio della carrozza ferroviaria 
nella  quale  alloggiavano  (cfr.  verbali  d'audizione  del  2 giugno 2010, 
pagg. 2, 4 e 5); che tuttavia dell'audizione federale, in relazione al cita -

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to incendio nel quale sono andati distrutti i documenti, il marito ha par-
lato di casetta di legno e non più di carrozza ferroviaria (cfr. verbale 
d'audizione del 9 luglio 2010, pagg. 7); che inoltre essi hanno riferito di 
non poter richiedere il rilascio di duplicati posto che trovandosi in Sviz -
zera in qualità di  richiedenti  l'asilo non possono rivolgersi  all'autorità 
consolare;

che,  oltre  a  ciò,  interrogati  sul  proprio  viaggio  essi  sono  stati 
assolutamente superficiali ed evasivi senza fornire alcun dettaglio del  
tragitto intrapreso; che, anzitutto, i ricorrenti hanno lascito il Kazakistan 
già nel 1995 a causa delle predette difficoltà di carattere razziale sorte 
con il crollo dell'Unione sovietica; che essi si sono stabiliti in Ucraina, 
ad G._______ fino al 2002, quando per le ragioni già esposte hanno 
deciso  di  stabilirsi  in  Russia,  a  H._______; che hanno  dichiarato  di  
aver  lasciato  la  Russia  partendo  da  L._______  in  auto,  di  essersi  
recati  ad  M._______  in  Ucraina  e  quindi  di  aver  attraversato  la 
Polonia,  la  Germania  e  l'Austria  fino  a  giungere  in  Svizzera;  che 
avrebbero affrontato il viaggio muniti di passaporti ucraini falsi ottenuti  
da un amico; che tali  documenti sarebbero sempre stati in possesso 
dell'autista e che loro non li avrebbero mai visti; che l'autista li avrebbe 
mostrati  alle  autorità  di  frontiera  quando  richiesti  (cfr.  verbali  
d'audizione del 2 giugno 2010, pagg. 7, 8 e 9);

che i ricorrenti, malgrado abbiano fatto delle soste durante il  viaggio  
dalla Russia alla Svizzera, non hanno saputo dettagliare minimamente 
il lungo tragitto, salvo elencare gli Stati che avrebbero attraversato;

che,  pertanto,  questo  Tribunale  ritiene  che  gli  insorgenti  potrebbero 
non aver viaggiato nelle circostanze descritte;

che,  vista  l'inattendibilità  delle  circostanze  del  viaggio  d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
dei ricorrenti  circa il  possesso dei documenti  d'identità, il  TAF ha ra-
gione  di  concludere  che  gli  autori  del  gravame  dissimulino  i  loro 
documenti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore degli 
insorgenti non è applicabile (cfr. DTAF 2010/2);

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che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla -
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese as-
senza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  
stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che gli insorgenti hanno dichiarato sostanzialmente di essere espatria-
ti dal Kazakistan a seguito delle tensioni etniche venutesi a creare con 
la  disgregazione dell'ex Unione Sovietica,  senza tuttavia aver subito 
minacce o violenze dirette e personali; che per quanto concerne i moti-
vi di asilo addotti a giustificazione della fuga dall'Ucraina e successiva -
mente dalla Russia, non v'è necessità di approfondire oltre la questio -
ne posto che i ricorrenti si sono espressamente dichiarati di nazionali-
tà kazaka e pur avendo vissuto diversi  anni  nei  paesi testé citati,  lo  
hanno fatto senza alcuna legittimazione; che dunque, nella fattispecie 
vanno analizzati soltanto i motivi di asilo che hanno portato i ricorrenti 
ad abbandonare il proprio paese d'origine, e meglio il Kazakistan;

che i ricorrenti non hanno presentato, all'infuori di generiche censure, 
argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che,  a  mente  di  questo  Tribunale,  limitatamente  ai  motivi  allegati  a 
conforto  della  fuga  dal  Kazakistan,  come  rettamente  evidenziato 
dall'autorità inferiore, quanto raccontato dagli insorgenti non presenta 
alcun elemento atto a giustificare la qualità di rifugiato;

che basti rilevare innanzitutto che i ricorrenti hanno dichiarato di aver 
lasciato  il  Kazakistan  nel  1995  a  causa  delle  forti  tensioni  razziali  
venutesi  a  creare  tra  le  varie  etnie  dopo  la  caduta  dell'Unione 

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sovietica;  che  tuttavia,  i  ricorrenti,  oltre  ai  timori  per  la  difficile  
situazione,  non  hanno  lamentato  persecuzioni  personali,  atti  di 
violenza o minacce nei loro confronti;

che, oltretutto, in virtù del principio della sussidiarietà della protezione 
internazionale  per  rapporto  alla  protezione  nazionale,  si  deve  poter 
esigere  da  un  richiedente  d'asilo  che  abbia  esaurito,  nel  proprio 
Paese, le possibilità di protezione contro eventuali persecuzioni prima 
di  sollecitare  quella  di  uno  Stato  terzo;  che  infatti,  tali  situazioni, 
ancorché spiacevoli, non sono determinanti per il riconoscimento dello 
statuto di  rifugiato se la  persona che ne è vittima beneficia nel  suo 
luogo  d'origine  di  un  accesso  concreto  a  delle  strutture  efficaci  di  
protezione e che può essere ragionevolmente richiesto che egli faccia 
appello a questo sistema di protezione interna (cfr. decisione del TAF 
D-7847/2006 del 18 agosto 2009; Giurisprudenza ed informazioni della 
Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2006 n. 18 
pagg. 180 e segg.; GICRA 2000 n. 15 pagg. 107 e segg.);

che stando alle dichiarazioni addotte dai richiedenti, in Kazakistan essi 
non si sono rivolti  alle autorità per ottenere protezione;  che pertanto 
non si può ritenere che, nel caso in rassegna, le forze dell'ordine ab -
biano rinunciato a proteggerli o siano state impossibilitate a farlo;

che quindi si deve ritenere che i ricorrenti non hanno intrapreso tutte le 
procedure che ci si poteva attendere da loro al fine di far valere i propri  
diritti presso le autorità competenti;

che non vi è ragione di ritenere che essi non possano ottenere dalle 
competenti  autorità  in  patria,  se  opportunamente  sollecitate, 
un'appropriata protezione contro l'eventuale futuro agire illegittimo da 
parte di terzi nei loro confronti;

che,  di  conseguenza,  i  motivi  d'asilo  evocati  sono  stati  esaminati  e 
rettamente  ritenuti  come  non  sufficienti  a  giustificare  la  qualità  di 
rifugiati  dall'autorità  inferiore,  giusta  l'art. 32 cpv. 3 lett. b  LAsi;  che, 
tanto  meno,  a  mente  di  questo  Tribunale,  le  allegazioni  prodotte 
sarebbero state di un'intensità tale da essere considerate decisive in 
materia  d'asilo  né  che  si  evincono  elementi  da  cui  dedurre  che  ai 
ricorrenti  sarebbe stata  preclusa un'appropriata  protezione  contro  le 
persecuzioni statali (cfr. GICRA 2006 no 18);

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che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non risultano  elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte -
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
degli insorgenti medesimi;

che, in aggiunta, non si giustificano neppure delle misure di istruzione 
complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedi -
mento  all'esecuzione  dell'allontanamento  dei  ricorrenti  (cfr.  DTAF 
2009/50, consid. 8, pagg. 730 e segg.);

che, dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento dei ricorrenti in Kazakistan possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che  gli  insorgenti  non  adempiono  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  
l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  2  LAsi,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

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che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  come detto,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 44 cpv. 2 LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr);

che, la situazione vigente in Kazakistan non appare caratterizzata da 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nell'integralità del territorio nazionale;

che, quanto alla situazione personale dei ricorrenti, il marito è relativa-
mente giovane e possiede una buona formazione scolastica, in quanto 
ha frequentato le scuole dell'obbligo e due anni di scuola per diventare 
meccanico; che egli inoltre ha pure una buona esperienza professiona-
le come meccanico, negoziante, contadino ed autista, avendo agli fatto 
diversi lavori nel corso della sua vita (cfr. verbale d'audizione del 2 giu-
gno 2010, pag. 3); che la moglie è pure ancora relativamente giovane 
ed ha una buona formazione avendo ella frequentato le scuole dell'ob-
bligo ed avendo ottenuto in seguito la licenza di estetista; che ha inol -
tre  una  minima  esperienza  lavorativa  avendo  praticato  per  qualche 
tempo la professione appresa; che i ricorrenti hanno vissuto e lavorato 
per diverso tempo in Kazakistan ove conservano ancora diverse amici-
zie; che, pertanto, si può partire dal presupposto che abbiano una di -
screta rete sociale in patria;

che, a titolo abbondanziale, come predetto, se il  rientro in patria do-
vesse creare delle difficoltà di reinserimento dovute alla lunga assenza 
dal paese d'origine e dalla relativa cultura nonché all'integrazione dei  
figli, i quali non sono mai stati in Kazakistan, i ricorrenti potranno sce-
gliere, loro sponte, di ristabilirsi in Ucraina rispettivamente in Russia, 
dove peraltro si trova ancora la loro figlia maggiore;

che, quo ai  problemi di  salute della  signora  B._______ e della figlia 
C._______ a mente di questo Tribunale non v'è ragione di credere che 
esse non possano ottenere le cure mediche necessarie nel loro paese 
d'origine o nei loro ultimi paesi di residenza posto che, oltretutto, dalla 
documentazione agli atti emerge che esse erano già seguite medical -
mente prima del loro arrivo in Svizzera;

che,  infine,  in  relazione agli  eventuali  mezzi  finanziari  necessari  per 
accedere alle cure mediche, il TAF segnala che i ricorrenti hanno la fa-
coltà  di  richiedere  un  adeguato  aiuto  al  ritorno  ai  sensi  del-
l'art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi;

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che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento degli autori del grava-
me  nel  loro  Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile 
(art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che i ricorrenti, usando della necessaria diligenza, potranno procurarsi 
ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio; che l'esecuzione dell'al-
lontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il  diritto  federale,  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  dei  ricorrenti 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

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D-5683/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal pa-
gamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico dei ricorrenti.  
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza. 

4.
Comunicazione a:

- ricorrenti (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento);
- all'UFM, Divisione soggiorno (per l'incarto N [...]; allegato: 

copia del ricorso del 10 agosto 2010, per corriere interno; in copia);
- N._______ (in copia).

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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