# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8fe9b535-4d03-59db-8c16-2f8204ba2f6e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-10-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 20.10.1997 11.1997.176
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1997-176_1997-10-20.html

## Full Text

Incarto n.

  11.97.00176

  	
  Lugano,

  20 ottobre 1997/kc

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Romanzini,
  vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire
nella causa __________.__________.__________ (offerta di deposito) della
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2, promossa con istanza del 3 luglio
1997 da

 

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________

  (patrocinato dall’avv. __________ __________, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________

  (ora patrocinata dall’avv. __________ __________, __________);

   

  

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti di
questione:     1.   Se dev’essere accolto l’appello del 3 ottobre 1997
presentato da __________ __________ contro il decreto emesso il 24 settembre
1997 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 2;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che il 18 giugno 1996 __________
__________ e __________ __________ hanno pattuito in forma semplice la permuta
della particella n. __________RFP di __________, proprietà del primo, con la
quota di comproprietà detenuta dalla seconda sulla particella n. __________RFP
di __________, prevedendo di far rogare l’atto pubblico in tempi successivi;

 

                                         che gli interessati hanno
preso immediato possesso degli immobili;

 

                                         che il 17 febbraio 1997
__________ __________ ha promosso causa contro __________ __________ davanti al
Pretore del Distretto di Lugano, sezione 2, prevalendosi della nullità della
permuta ed esigendo la restituzione della particella n. __________RFP di
__________ oltre il pagamento di fr. 50 000.– a titolo di risarcimento danni;

 

                                         che la convenuta si è
opposta all’azione e in via riconvenzionale ha postulato l’iscrizione della
particella a suo nome, come pure il pagamento di fr. 250 000.– “quale
corrispettivo in denaro a seguito della permuta”, subordinatamente la retrocessione
della sua quota di comproprietà sulla particella n. __________RFP di __________
e il pagamento di fr. 73 124.25;

 

                                         che il 3 luglio 1997
__________ __________ ha chiesto al Pretore di essere autorizzato a depositare
le chiavi del noto appartamento padronale;

 

                                         che all’udienza del 14
luglio 1997 la convenuta ha proposto di respingere l’istanza di deposito;

 

                                         che con decreto del 24
settembre 1997 il Pretore ha accolto la domanda e ha autorizzato l’attore a
depositare le chiavi in Pretura, ponendo le spese processuali con una tassa di
giustizia di 

                                         fr. 400.– a carico di
__________ __________, tenuta a rifondere all’ istante fr. 500.– per
ripetibili;

 

                                         che contro tale decreto
__________ __________ ha introdotto un appello del 3 ottobre 1997 nel quale
conclude per il rigetto dell’ istanza e la conseguente riforma del decreto
pretorile, previo conferimento dell’effetto sospensivo al ricorso;

 

                                         che l’appello non è stato
notificato a __________ __________;

 

e considerando

 

in diritto:                        che il deposito di
denaro, di merci o di oggetti a norma degli art. 92 e 93 CO va chiesto al
giudice competente per l’azione di merito nella forma dei provvedimenti
cautelari (art. 458 cpv. 1 CPC);

 

                                         che secondo giurisprudenza
il compito assegnato al giudice dal diritto ticinese è semplicemente quello di
indicare il luogo del deposito (Rep. 1961 pag. 167, ripreso in RSJ 59/1963 pag.
58 n. 19 e citato in DTF 105 II 276 a metà), mentre altre procedure cantonali
impongono al giudice di verificare pregiudizialmente, nella sua verosimiglianza,
anche la legittimità della richiesta di deposito (per esempio il diritto glaronese:
DTF 105 II 276 in basso; Pelet,
Mesures provisionnelles: droit fédéral ou cantonal?, Losanna 1987, pag. 52 nel
mezzo);

 

                                         che ci si può domandare se
la prassi ticinese appena accennata meriti ulteriore conferma, l’art. 459 CPC –
analogo all’art. 481 vCPC – stabilendo a chiare lettere che “il debitore è
liberato dal giorno del deposito se il decreto non è contestato o se il giudice
pronuncia la validità dell’offerta di deposito”;

 

                                         che, comunque sia,
l’interrogativo può rimanere aperto, il decreto impugnato resistendo alla
critica quand’anche al Pretore incombesse non solo di indicare il luogo del
deposito, ma anche di verificare pregiudizialmente – a un sommario esame – la legittimità
del deposito stesso;

 

                                         che in concreto la
pattuizione stipulata dalle parti il 18 giugno 1996 è – come la convenuta
stessa riconosce – nulla e di nessun effetto per vizio di forma (art. 11 cpv. 2
CO);

 

                                         che quindi l’attore,
diffidata senza esito la convenuta a riprendere la quota di comproprietà sulla
paricella n. __________RFP di __________, era abilitato a “depositare la cosa
dovuta a rischio e a spese del creditore e liberarsi in tal modo dalla sua
obbligazione” (art. 92 cpv. 1 CO);

 

                                         che l’appellante
rimprovera all’attore di trascendere nell’abuso di diritto, ma non rende
lontanamente verosimili estremi del genere (Rep. 1992 pag. 266);

 

                                         che nella misura in cui
l’appellante sostiene di non essere in mora nonostante l’esplicita
interpellazione della controparte (doc. B) e la litispendenza dell’azione di
rivendicazione, l’appello rasenta la temerarietà;

 

                                         che invero mal si capisce
perché l’autorizzazione al deposito dovrebbe essere preceduta da un sopralluogo
o da una perizia a futura memoria, nemmeno l’appellante tentando una spiegazione
al riguardo;

 

                                         che, ciò posto, l’appello
si rivela già di primo acchito senza alcuna consistenza;

 

                                         che l’emanazione del
giudizio odierno rende priva d’oggetto la richiesta di effetto sospensivo
contenuta nel gravame;

 

                                         che gli oneri processuali
seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre non è il caso di
attribuire ripetibili all’attore, cui l’appello non è nemmeno stato notificato;

 

 

richiamato l’art. 313bis CPC,

 

 

pronuncia:              1.   L’appello è respinto e
il decreto impugnato è confermato.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a) tassa di giustizia      fr.
200.–

                                         b) spese                         fr.  
50.–

                                                                                fr.
250.–

                                         sono
posti a carico dell’appellante. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

                                         – avv. __________
__________, __________;

                                         – avv. __________
__________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2.

 

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale
d’appello

La
presidente                                                        Il segretario