# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6d920fc1-ac6f-5132-85a3-f37b90b0384a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-10-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.10.2005 32.2005.47
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2005-47_2005-10-18.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2005.47

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  18 ottobre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 21 aprile 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 21 marzo
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, classe
__________, precedentemente attiva quale barista, nel mese di maggio 2003 ha
inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti con lo scopo di essere posta
al beneficio di una riformazione professionale in quanto affetta da dermatite
atopica e eczema allergico da contatto (cfr. doc. AI 1).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, con decisione 6 agosto 2004
l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni, motivando come segue:

 

"  (...)

Nel caso in cui in
un'attività esigibile, la perdita di guadagno a causa dell'invalidità non
raggiunga in modo durevole il 20% almeno, non c'è diritto ad una riformazione.

 

Ÿ      Secondo le nostre verifiche non è il
caso.

 

Dall'esame della
documentazione medico-economica acquisita agli atti AI si rileva che
l'assicurata dal profilo medico teorico risulta essere inabile al 100% nella
precedente attività svolta di barista, a causa del danno alla salute presentato
(eczema allergico da contatto).

In attività adeguate allo
stato di salute che non comportano il contatto con le sostanze allergiche la
capacità lavorativa è ritenuta essere del 100%.

 

Dal confronto del reddito
ipotetico ancora esigibile in attività confacenti allo stato di salute, pari a
ca. fr. 37'816.-- e il reddito conseguibile nell'attività precedentemente
svolta in assenza del danno alla salute, pari a fr. 38'400.--, ne risulta una
perdita di guadagno dell'1.5%.

Tale perdita risulta
pertanto essere inferiore al 20% e quindi il diritto all'applicazione di
provvedimenti professionali non sussiste.

 

Si ritiene infatti che il
danno alla salute di cui è portatrice l'assicurata non preclude l'inserimento
nel mercato del lavoro in attività non qualificate." (Doc. AI 20)

 

                               1.2.   Con
decisione 21 marzo 2005 l’amministrazione ha respinto l’opposizione
dell’assicurata, rappresentata dall’avv. RA 1 (cfr. doc. AI 23), avendo determinato
un grado d’invalidità dell’1.5%, non sufficiente per riconoscere il diritto ai
chiesti provvedimenti reintegrativi (cfr. doc. AI 32).

 

                               1.3.   Contro la
succitata decisione amministrativa l’assicurata, sempre rappresentata dall’avv.
RA 1, ha presentato un tempestivo atto di ricorso con cui ha chiesto di poter
beneficiare di una riqualifica professionale. Contestualmente, la ricorrente ha
chiesto di essere posta al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito
patrocinio.

                                         Sostanzialmente
in sede ricorsuale ella ha contestato il salario da invalido ritenuto
dall’amministrazione in sede di decisione, rilevando quanto segue:

 

" 
(...)

L'Ufficio AI, nel rifiutare le prestazioni
richieste, ha sottolineato i principi definiti dal Tribunale federale nella DTF
126 V 75, dove è stato sì statuito che la determinazione del reddito da
invalido deve essere ricavata dai rilevamenti statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, ma pure che una riduzione percentuale di
questi dati deve essere valutata in base all'insieme delle circostanze
personali e professionali del caso concreto (fra cui il tipo di danno alla
salute, l'età, gli anni di servizio, la nazionalità ed il tipo di permesso di
dimora, nonché il grado di occupazione). 

Tale riduzione percentuale non può tuttavia
eccedere il tasso del 25%.

 

In concreto, da quanto risulta (visto che
nell'incarto Al non figurano le statistiche menzionate, delle quali viene
dunque espressamente richiesta l'edizione), nessuna riduzione appare
essere stata effettuata in favore della ricorrente. Né una sua applicazione è
stata discussa nella decisione impugnata.

 

Questo a torto, per i motivi che seguono:

 

      -    La consulente AI in integrazione
professionale ha osservato, nel suo già citato rapporto, che l'assicurata
potrebbe essere impiegata solo quale commessa o aiuto venditrice, o quale
operaia generica di fabbrica.

 

      -    L'assicurata si è dunque
annunciata all'assicurazione disoccupazione, terminando il suo termine quadro
senza che potesse essere reperita un'occupazione. La collocatrice, signora __________,
dell'Ufficio regionale del lavoro, __________ che si chiede venga sentita come
teste, potrà senz'altro riferire degli sforzi intrapresi dall'assicurata e
delle difficoltà riscontrate nel collocare in summenzionate attività una
persona con un problema dermatologico come quello della signora RI 1, che di
fatto le preclude numerose possibilità (ad esempio negozi di generi alimentari,
ma anche di abbigliamento, ecc. vista l'impossibilità di contatti con umidità o
le sostanze allergiche fra cui cromo e nichel, la necessità di lavorare in un
ambiente asettico, ecc.). In merito alle limitazioni derivanti dall'allergia si
sottolinea in buona sostanza quanto evidenziato dal dr. __________ nel suo
referto di data 17 maggio 2003. Si sottolinea inoltre come il referto agli atti
dell'Ospedale di __________ evidenziava come ad esempio il cromo fosse un
metallo molto diffuso, e che fra le fonti principali d'esposizione vi è il
cuoio (cinture e scarpe).

 

      -    Inoltre non è stato considerato
minimamente il problema linguistico dell'assicurata, rilevato dalla consulente
AI, nonché il fatto che come detto l'assicurata è cittadina straniera. Non
parla altre lingue nazionali svizzere, ma solo il __________ e il __________.
Per cui le sue ricerche di lavoro risultano evidentemente essere frenate da
questi impedimenti.

 

      -    Inoltre si ribadisce che la
realtà dei salari in Ticino per persone non qualificate è ben diversa da quella
delle tabelle statistiche prese in considerazione. Infatti, come attesta -
oltre alla già _ prodotta documentazione - pure la circolare di cui al doc. B
(adeguata al 2005, mentre che in concreto il danno alla salute risale al 2003),
nel ramo della vendita per l'anno in corso il personale non qualificato
percepisce uno stipendio mensile, per 13 mensilità, di CHF 2’735.- ­mensili. Ancora peggiore la situazione
nel ramo degli operai in fabbrica non qualificati. Nel settore
dell'abbigliamento, per esempio, il personale ausiliario non qualificato
percepisce un minimo salariale di CHF 11.83/ora. Calcolando 40,5 ore alla settimana,
per 52 settimane, otteniamo un importo di CHF 24'913.98.

 

      -    Quanto precede avrebbe dovuto
indurre l'Ufficio Al a sì considerare i dati statistici ufficiali, riducendo
però tali importi vista la situazione dell'assicurata, come del resto la
giurisprudenza prevede. Così non è stato.

 

      -    Nemmeno l'Ufficio Al ha
considerato il fatto che un lavoratore invalido, che svolge un lavoro non
qualificato, riceve di regola anche in un mercato equilibrato del lavoro, un
salario inferiore a quello di un assicurato valido. Questo in quanto il suo
rendimento è inferiore a seguito delle limitazioni dovute per il danno alla
salute (cfr. sentenza TCA del 20.2.2001 in re.G.R./Ufficio assicurazione
invalidità, pag. 12).

 

      -    Viste le osservazioni sopra
menzionate, quand'anche non si volessero ritenere le cifre già menzionate
nell'opposizione presentata all'Ufficio Al, si ritiene che il salario teorico
statistico considerato quale reddito da invalido (CHF 37'816.- annui) debba essere ridotto almeno del 20%, e dunque essere così considerato per
il raffronto dei redditi, e cioè nella misura di CHF 30'252.80 (CHF 37'816.- ridotto
del 20%).

La riduzione del 20%
tiene ragionevolmente conto delle notevoli limitazioni dell'assicurata nella
ricerca di un'attività professionale non qualificata nel ramo della vendita o
in fabbrica.

 

Pertanto, raffrontando i redditi prima del danno
alla salute (CHF 38'400.--) con quello esigibile dopo l'insorgere del danno
(CHF 30’252.80) otteniamo una perdita di guadagno pari al 21,2 %, con
conseguente diritto alla riformazione professionale.

 

Per questo motivo il ricorso va accolto e la
decisione Al riformata.

 

All'assicurata deve dunque essere concesso il
diritto all'ottenimento di provvedimenti professionali d'integrazione, affinché
possa essere inserita professionalmente anche in altre attività all'infuori di
quelle non qualificate.

Prove: c.s. Si richiama
dall'ufficio regionale del lavoro di __________ l'incarto relativo
all'assicurata, teste: __________, c/o tale Ufficio; edizione
dall'Ufficio Al delle tabelle statistiche considerate.

 

4.

Ritenuta la situazione finanziaria
dell'assicurata la stessa non è in grado di sostenere le spese di patrocinio,
per cui si chiede venga posta al beneficio dell'assistenza giudiziaria, con il
gratuito patrocinio della
scrivente legale.

 

Il necessario formulario municipale verrà
trasmesso non appena disponibile. 

Prove: c.s." (Doc. I)

 

                               1.4.   Con risposta
di causa 13 maggio 2005 l’Ufficio AI, confermando la propria decisione, ha
invece postulato la reiezione del ricorso (cfr. doc. III).

                                          

                               1.5.   Con decreto
3 giugno 2005 il TCA ha accolto l’istanza dell’assicurata tendente alla
concessione dell’assistenza giudiziaria (cfr. doc. VII).

 

                               1.6.   Pendente
causa il TCA ha chiesto all’ex datore di lavoro dell’assicurata di comunicare
quale salario lordo la stessa avrebbe percepito nel 2003 e nel 2004 senza il
danno alla salute (cfr. doc. IX).

 

Con scritto 7 ottobre 2005 i responsabili della __________
hanno comunicato che l’assicurata nel 2003 avrebbe percepito, qualora fosse rimasta
alle loro dipendenze, un salario mensile lordo di fr. 3'200, mentre nel 2004 di
fr. 3'300 (cfr. doc. X e XII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B.,

H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R.,

H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA;

RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito AI.

 

                                         Al
riguardo occorre rilevare che unicamente le norme di procedura, in via di
principio, entrano immediatamente in vigore (DTF 130 V 4 consid. 2.4; SVR 2003
IV Nr. 25, consid. 1.2., pag. 76; DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid.
4°). Per quanto concerne invece le norme di diritto materiale, in assenza di
disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono
determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la
fattispecie che esplica degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466
consid. 1).

 

                                         Nella DTF
130 V 445ss., il TFA ha precisato che per l'esame relativo all'eventuale
insorgenza di un diritto a una rendita dell'assicurazione per l'invalidità già
prima dell'entrata in vigore della LPGA, occorre rifarsi ai principi generali
sviluppati in materia di diritto intertemporale che dichiarano applicabile
l'ordinamento in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto
giuridicamente determinante. Di conseguenza, per il periodo fino al 31 dicembre
2002, l'esame del diritto alla rendita avviene sulla base del precedente ordinamento,
mentre a partire da questa data esso avviene secondo le nuove norme (DTF 130 V
446 consid. 1.2.2.).

 

                                         Tale
questione riveste una scarsa importanza visto che, come evidenziato dallo
stesso TFA, l’introduzione della LPGA non ha portato alcuna modifica
sostanziale per quel che concerne, in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità, i concetti di incapacità al lavoro, d'incapacità al guadagno,
d'invalidità, di raffronto dei redditi e di revisione (della rendita
d'invalidità e di altre prestazioni durevoli) e che per tale motivo le
succitate nozioni precedentemente sviluppate dalla giurisprudenza rimangono
tuttora valide (DTF 130 V 343).

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è sapere se l’insorgente ha diritto ad una riformazione
professionale.

 

                               2.4.   L’art. 17 LAI
prevede in particolare che:

 

"  L’assicurato ha diritto alla formazione in una nuova attività
lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione professionale e se con questa
la capacità al guadagno possa essere presumibilmente conservata o migliorata, in
misura essenziale."

                                      

                                         Invalido
ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della
gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione
professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110
consid. 2b;

AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).

 

                                         Secondo
l’art. 6 cpv. 1 OAI

 

" 
per riformazione professionale
vanno intesi i provvedimenti di formazione necessari a mantenere o migliorare
sensibilmente la capacità di guadagno al termine della prima formazione
professionale o dopo l’inizio di un’attività lucrativa senza previa formazione
professionale a causa dell’invalidità." 

 

                                         Con riformazione
professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme delle misure
reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente un'opportunità
di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta dalla vecchia
attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite del
possibile, la capacità di guadagno (Pratique VSI 2000 pag. 27 consid. 2a; DTF 124 V 110 consid. 2a; DTF 122 V 79

consid. 3b/bb; RCC pag. 495 consid. 2a). 

                                         L'assicurato
ha in particolare diritto alla formazione completa, che appare necessaria nel
suo caso per mantenere o migliorare in maniera essenziale la sua capacità di
guadagno (AHI 1997 pag. 85; STFA non pubbl. del 21 luglio 1995 in re F. consid.
2b). 

                                         Una
formazione non può quindi essere interrotta anticipatamente se, tenuto conto
del principio della proporzionalità, il successo prevedibile dei provvedimenti
d’integrazione appare ancora raggiungibile (RDAT I 1998 pag. 295 consid. 1b; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo
1997, pag. 131).

                                         Secondo la giurisprudenza, infine, l'assicurato sottopostosi a
carico dell'assicurazione per l'invalidità a provvedimenti d'integrazione
professionale ha diritto a provvedimenti completivi nel caso in cui la
reintegrazione effettuata non gli consenta di percepire un reddito adeguato e
se egli solo con tali provvedimenti supplementari possa essere in grado di
conseguire un guadagno parificabile a quello che avrebbe potuto percepire senza
invalidità nella sua precedente attività. Il diritto a detti provvedimenti
completivi non esige che sia raggiunta la soglia di rilevanza (perdita di
guadagno del 20%: DTF 124 V 110 consid. 2b) richiesta per aver diritto ai
provvedimenti d'integrazione professionale (STFA inedita

20 luglio 2002 nella causa C, I 237/00; Pratique VSI 2000 31 consid. 2 e 32
consid. 3b, RDAT I 1998 pag. 294; RCC 1978 pag. 527e STFA 1967 pag. 108).

 

                               2.5.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio.

                                         Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre
2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno
al 66 2/3%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1°
gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto
ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita
se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al
50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.

                                         Va
altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid. 3, 1990, pag. 543 consid. 2;
Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a
e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c;
Scartazzini, op. cit, pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza
citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                               2.6.   Nel caso in esame, nel
rapporto 17 maggio 2003 il curante, Dr. Med. __________, FMH in dermatologia e
allergologia, posta la diagnosi di dermatite atopica e di eczema allergico da
contatto, ha rilevato:

 

" 
(...)

ad. 3. Anamnesi       :     conosciuti fatti di eczema
presso il padre. La paziente stessa ha presentato eczemi di natura atopica già
nell' infanzia (eczema flexurarum). Da circa tre anni esacerbazione della forma
eczematosa, con sospetto di una componente allergica da contatto, confermata in
occasione di una ospedalizzazione all'__________ di __________ (vedi annesso)

 

ad 4. Disturbi            :     prevalentemente
fenomeni pruriginosi, ma anche aggravan­tesi con sensazioni urenti e dolorose
in caso di aggra­vamento della dermatosi con erosioni e ragadi.

 

ad 5. Status               :     similmente
all'esacerbazione del maggio 2001, 

                                     che aveva condotto
all'ospedalizzazione, il 1.2.2003 potevo costatare importanti lesioni eczematose
alle mani ed alle braccia, rispettivamente ai piedi,con fenomeni erosivi
dolorosi e segni di superinfezione. Migliorata durante due settimane di
astensione dal lavoro vi è stata una ricaduta analoga dopo la ripresa della sua
attività come barista, avendo rinnovato i lavori prolungati a contatto con
acqua, detersivi e suppellettili metalliche (nichelio e cromo,a cui la paziente
è fortemente allergica).

 

ad 6. Esami               :     non ho ritenuto di
dover ripetere i testi per allergia 

                                     già eseguiti a __________:
un test per l'alcaliresistenza è però risultato ugualmente patologico, confermando
la particolare sensibilità cutanea legata all'atopia.

 

ad 7. Terapia             :     in fase acuta misure
disinfettanti (bagni con 

                                     permanganato, antibiotici)
e antiinfiammatorie (cortisonici topici e sistemici), poi unguenti emollienti e
ristrutturan­ti). La prognosi appare incerta, persistendo
l'allergia." (Doc. AI 10)

 

Nel formulario “Allegato al rapporto medico” lo specialista ha
inoltre rilevato che “l’attività attuale come barista è andata mostrandosi
sempre più inconciliabile con la dermatosi della paziente sia per la componente
allergica che per l’atopia”, precisando che l’attività attuale non è più
proponibile e che la diminuzione del rendimento è del 100%, “con ricaduta
garantita”. Il Dr. __________ ha poi indicato che l’assicurata è in grado
di svolgere altre professioni “in tempi brevi (al controllo del 29.4 è molto
migliorata: non ha più lavorato dal 18.3.03)”, prestando attenzione al
fatto che ella deve assolutamente evitare il “contatto con Cr., Ni., nessun
lavoro prolungato in ambiente umido”. Rispettando queste indicazioni,
l’assicurata può lavorare al 100%, con rendimento pieno (cfr. doc. VIII). Lo
specialista in dermatologia ha infine indicato che “altre attività sono
senz’altro possibili: da valutare le modalità (ricerca di altro posto di
lavoro? Apprendistato idoneo? Centro di reintegrazione?)” (cfr. doc. VIII).

 

Con “Proposta medico” 13 agosto 2003 il Dr. Med. __________ ha
osservato:

 

" 
Barista dal 05.2002 al 03.2003.

 

Dermatite atopica con eczema da
contatto (vedi rapporto dr. __________ dermatologo del 05.2003 che certifica
allergia al cromo e al nichel, detersivi, suppellettili metallici ...).

 

Propongo IL 100% per attività che
comportino questi contatti.

IL 0% per attività che sono estranee
a questi componenti e che si effettuano in ambienti secchi senza contatto con
l'umidità (predisponente per la dermatite).

 

A CIP per atti reintegrativi."
(Doc. AI 16)

 

                                         L’assicurata è stata
pertanto ritenuta pienamente inabile nella precedente attività di barista, ma
pienamente abile in quelle professioni da esercitare in ambienti idonei con
mansioni rispettose delle succitate limitazioni.

 

                                         La ricorrente contesta
invece l’esistenza di una residua capacità lavorativa.

 

                                         Orbene, da un attento
esame degli atti di causa, questo TCA non può discostarsi dalle conclusioni del
Dr. __________ e dello stesso medico curante, Dr. __________.

                                         Se da una parte la
documentazione specialistica attesta come l’assicurata attualmente non sia più
in grado di svolgere la professione di barista – in particolare per il contatto
con acqua, detersivi e suppellettili metalliche, contenenti nichelio e cromo a
cui l’assicurata è fortemente allergica (cfr. valutazione Dr. __________, doc.
AI 10) - dall’altra non vi sono motivi per dubitare del fatto che in attività
adeguate ella disponga di una residua capacità lavorativa.

                                         Lo stesso medico curante,
Dr. __________, del resto, nel rapporto 17 maggio 2003 all’Ufficio AI, ha
attestato che la sua paziente è in grado di svolgere, al 100%, altre attività
senza il contatto con agenti irritanti e umidità (cfr. doc. VIII).

 

                               2.7.   Nell’ambito dell’istruttoria
amministrativa l’assicurata è stata vista dalla consulente in
integrazione professionale (in seguito: consulente). Con rapporto 27 luglio 2004
la consulente, basandosi sulle risultanze mediche, dopo aver visto l’assicurata,
ha proceduto alla valutazione economica osservando fra l’altro quanto segue:

 

"  (...)

Dati socio
professionali

 

La signora RI 1, dopo
aver frequentato le scuole dell'obbligo nel suo paese d'origine (__________),
ha svolto la scuola media superiore e due anni di università in economia e
commercio. Giunta in Ticino nel 1999, ha svolto la casalinga fino al 2002 ed in
seguito, dal 14.5.2002 al 31.03.2003, ha lavorato come barista presso il __________
a __________. L'A. non è più professionalmente attiva dal 28.2.2003 e da maggio
del 2003 è iscritta alla disoccupazione.

 

 

Dati economici e
calcolo della capacità di guadagno residua

 

Nell'attività di barista
l'A. avrebbe potuto percepire un reddito di fr. 38’400 annui nel 2002.

Considerando un reddito
ipotetico di fr. 38’400 e una capacità di lavoro residua del 100%, secondo le
statistiche RSS teoriche (4° rango e 2° quartile) risulta un reddito da
invalido di fr. 37’816 e una capacità di guadagno residua del 98,48%. In questa
situazione non risulta esserci una perdita di guadagno e quindi non vi è il
diritto all'applicazione di provvedimenti professionali. (...)" 

(Doc. AI 19, pag. 1)

 

                                         In
merito ad un possibile reinserimento professionale, la consulente ha precisato:

 

" 
(...)

Discussione e
Proposte

 

Ho incontrato l'A. per un
colloquio il 23.6.2004; è stata convenientemente informata sulle prestazioni Al
e sui vari criteri di assegnazione.

La signora RI 1 non ha un
diploma. Nel suo paese di origine ha frequentato i primi due anni della facoltà
di economia e commercio dell'Università di __________, ma il trasferimento in
Svizzera non le ha permesso di proseguire e concludere questi studi. In Ticino
ha lavorato come barista per un breve periodo, infatti a seguito dei problemi
allergici ha abbandonato l'attività e da quel momento non si è più inserita nel
mondo del lavoro: attualmente è a beneficio della disoccupazione. Anche se l'A.
ha acquisito delle conoscenze legate all'economia e al commercio, frequentando
una parte degli studi superiori in __________, non è possibile prendere in
considerazione l'inserimento in attività qualificate sul nostro mercato libero
del lavoro, in quanto il suo curriculum professionale è caratterizzato da una
sola e breve esperienza in un'attività non qualificata (barista) e non ha
sufficienti conoscenze della lingua italiana.

Considerato che l'A. non
ha le competenze per svolgere attività qualificate e tenuto conto delle
limitazioni funzionali, si ritiene l'A. integrabile sul mercato libero del
lavoro solo in attività non qualificate, che non necessitano il contatto con le
sostanze allergiche o con l'umidità, come per esempio quelle di commessa o
aiuto venditrice, oppure come operaia generica di fabbrica (in ambiente
asettico). 

Ho discusso di questa
situazione con il collocatore Al, __________. La ragazza non può beneficiare
dell'aiuto al collocamento da parte dell'AI, in quanto il problema di salute
non preclude l'inserimento nel mercato del lavoro in attività non qualificate:
le possibilità lavorative dell'A. sono molteplici. L'A. è iscritta alla
disoccupazione e per questo motivo è al beneficio della consulenza del
collocatore URC, inoltre potrebbe iscriversi alle agenzie private di collocamento
presenti sul territorio del __________." (Doc. AI 19, pag. 2)

 

                               2.8.   Orbene,
dall’esame del dettagliato ed esaustivo rapporto 27 luglio 2004 della
consulente - in cui è stato evidenziato che nel caso di specie sono date delle
opportunità reintegrative in attività leggere non qualificate, quali commessa, aiuto
venditrice o operaia generica di fabbrica, professioni esercitabili in ambienti
asettici, che non comportino contatti con sostanze allergiche o con l’umidità -
questo TCA non può che ritenere l’assicurata pienamente abile in altre attività
adeguate al suo stato di salute.

 

                                         Occorre
qui ricordare che compito dell’orientatore
professionale è quello di stabilire, in base alle informazioni del medico
riguardo alle mansioni ancora possibili, le attività lavorative ancora
concretamente ammissibili per l’invalido (Meyer-Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgerichts, op. cit., p. 228; Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen
Unfallversicherung, Friborgo 1995, p. 201).

                                         Ai fini dell'accertamento dell'invalidità
ci si deve quindi fondare su un mercato del lavoro equilibrato e quindi
fittizio; ci dev'essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta di posti
di lavoro e un'offerta di posti diversificati in relazione con le capacità
professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un concetto
teorico e astratto (DTF 110 V 276; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgericht, op cit., p.
212). Un assicurato non può pertanto avvalersi dell'impossibilità congiunturale
di trovare un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK 1984 p. 347). 

                                         Ciò
non è il caso se l'attività ammissibile è possibile solo in forma talmente
limitata, che il mercato generale del lavoro praticamente non la conosce o se
il suo esercizio è reso possibile solo grazie alla collaborazione irrealistica
di un datore di lavoro medio (ZAK 1989 p. 322 consid. 4a; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, Berna 2003, pag. 124).

                                         Dall’altra
parte, l'art. 8 cpv. 1 LAI prevede che gli assicurati
invalidi o direttamente minacciati d'invalidità hanno diritto ai provvedimenti
d'integrazione, tra cui i provvedimenti professionali (art. 15-18 LAI),
necessari e atti a ripristinare, migliorare, conservare o avvalorare la
capacità di guadagno.

                                         Ciò
non vuol dire che un assicurato, per il quale sono esclusi provvedimenti
integrativi, non possa svolgere un’attività adeguata mettendo a frutto la
residua capacità lavorativa, verifica che, come detto, spetta al consulente in
integrazione professionale. 

                                         Ora, le
professioni menzionate dalla consulente, quali commessa, aiuto
venditrice o operaia generica di fabbrica, sono professioni esercitabili in
ambienti asettici, che non comportino contatti con sostanze allergiche o con
l’umidità.

                                         D'altra
parte, va ricordato che in relazione
alle conseguenze economiche dell'incapacità lavorativa - conformemente a un
principio generale vigente anche nel diritto delle assicurazioni sociali -
all'assicurato incombe l'obbligo di diminuire il danno. In virtù di tale
obbligo, l'assicurato deve intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente
esigibile per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze di una sua
"invalidità", segnatamente mettendo a profitto la sua residua
capacità lavorativa, se necessario in una nuova professione (DTF 113 V 28
consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, op. cit., p. 221). 

 

                                         Nel caso concreto non vi
sono ragioni per scostarsi dalla valutazione della consulente, eseguita tra
l’altro da una persona versata in questioni reintegrative.

                                         Va poi ricordato che, conformemente
alla giurisprudenza del TFA, nell’industria e nell’artigianato
le attività fisicamente pesanti vengono eseguite sempre più spesso tramite
delle macchine, motivo per cui aumentano le attività di controllo e di
sorveglianza (STFA 25 febbraio 2003 nella causa P. [U329/01], consid. 4.5; SVR
2002 U 15 p. 49; RCC 1991 p. 332).

                                         Gli
ambiti lavorativi presi in considerazione dalla consulente si riferiscono del
resto ad attività con compiti non qualificati, semplici e ripetitivi: nel
settore dell’industria possono essere eseguite mansioni di controllo e di
sorveglianza o lavori leggeri di montaggio; in quello dei servizi vi sono
attività che non comportano aggravi fisici e possono essere svolti
prevalentemente in posizione seduta (per es. attività d’incasso,
d’assemblaggio, di confezione prodotti, di controllo ecc.) con la possibilità
anche di variare frequentemente la postura (RCC 1980 p. 482; STFA 25 febbraio
2003 nella causa P. [U329/01], consid. 4.7).

                                         Per
questi motivi, questa Corte non può che aderire alle conclusioni riportate
dalla consulente nel citato rapporto 27 luglio 2004.

 

                                         Infine,
riguardo ad un’eventuale riformazione professionale, a prescindere dal fatto
che, come si vedrà, l’assicurata non dispone del grado minimo d’invalidità del
20% per poter avere diritto a simili provvedimenti (cfr. consid. 2.4.), occorre
ricordare come la consulente non ha individuato un progetto reintegrativo di
qualifica, non disponendo l’interessata del necessario bagaglio attitudinale e
culturale (cfr. consid. 2.7.).

 

                               2.9.   Ritenuta la
piena esigibilità da parte dell'assicurata in attività leggere non qualificate,
occorre procedere alla determinazione del grado d'incapacità al guadagno.

                                         Al
fine di determinare l’incapacità al guadagno mediante il metodo ordinario (art.
16 LPGA, cfr. consid. 2.5.), occorre porre in confronto il reddito che
l’assicurata avrebbe conseguito senza il danno alla salute quale barista
(reddito da valido) con quello risultante dalle attività leggere ripetitive non
qualificate (reddito da invalido).

 

                                         Come
detto (cfr. consid. 2.5.), determinante
per il raffronto dei redditi ipotetici è il momento dell'inizio dell'eventuale
diritto alle prestazioni, nonché eventuali rilevanti modifiche dei redditi di
riferimento intervenuti sino al momento dell’emanazione della decisione
contestata. 

 

Nella fattispecie concreta, conformemente a
quanto stabilito all’art. 10 LAI – ovvero che il diritto ai provvedimenti
d’integrazione nasce appena gli stessi sembrino appropriati, considerati l’età
e lo stato di salute dell’assicurato - l'eventuale diritto alle prestazioni
dell'assicurata decorrerebbe dal 2003, ritenuto che il Dr. __________ nel suo
certificato del 17 maggio 2003 ha indicato che l’assicurata è in grado di
svolgere al 100% altre attività che non implichino il contatto con cromo,
nichel e lavori prolungati in ambienti umidi “in tempi brevi (al controllo
del 29.4 è molto migliorata)” (cfr. doc. VIII), motivo per cui il raffronto
dei redditi è da far risalire a quell'anno.

 

                                         In concreto, la consulente ha fissato il reddito ipotetico da invalido in fr.
37’816.-- (salario RSS).

                                         Dal
raffronto tra tale dato ed il reddito da valido di fr. 38'400.--, essa ha determinato un’incapacità al
guadagno pari all’1.52% [(38'400 – 37'816) x 100 : 38’400], non sufficiente per aprire il diritto ad un riformazione
professionale, né ad una rendita.

 

L’assicurata ha contestato sia il reddito
statistico preso in considerazione dall’amministrazione, giudicato troppo
elevato, sia il fatto che l’UAI non abbia applicato una percentuale di
riduzione dello stesso per tenere conto dell’insieme delle circostanze
personali e professionali del caso concreto (cfr. doc. I).

 

                            2.9.1.   Per quel che concerne il salario da valido, il precedente
datore di lavoro dell’assicurata, ditta __________, rispondendo ad un’esplicita
richiesta del TCA (cfr. doc. X), ha comunicato che l’assicurata, senza il danno
alla salute, nel 2003 avrebbe percepito fr. 3'200 mensili, pari a fr. 38'400
annui, come del resto indicato anche dalla ricorrente (cfr. doc. X).

 

                            2.9.2.   Riguardo al reddito
da invalido, va precisato che lo stesso va determinato sulla base della situazione professionale concreta
dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera
completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito
derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un
salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e
riferimenti).

                                         Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni
invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità
residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a
raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una
riduzione percentuale sul salario teorico statistico che, a seconda delle
circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid.
5b/cc, confermato in Pratique VSI 2002 p. 64).

 

La giurisprudenza federale relativa alla fissazione del reddito
da invalido è stata oggetto di una completa
verifica da parte del Tribunale federale delle assicurazioni (cfr., a tale
proposito, D. Cattaneo, Novità e tendenze legislative e giurisprudenziali nel
campo delle assicurazioni sociali, in: RDAT II-2001, pag. 593 segg. (pagg.
602-606)).

La determinazione di tale
reddito può essere ricavata dai rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio
federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali
regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid. 3c; RCC 1989
pag. 485 consid. 3b).

 

Nell’evenienza
concreta, vista anche la recente giurisprudenza del TFA in materia (STFA del 13
giugno 2003 nella causa G., I 475/01) possono essere ritenuti i salari lordi
statistici relativi al Canton Ticino.

 

Va a questo proposito rilevato che in una
sentenza del 5 giugno 2003 nella causa B. (Inc. n. 35.2003.6), il TCA ha inoltre sottolineato come il TFA,
che ha posto il principio della priorità dei dati statistici nazionali rispetto
a quelli regionali, in alcune sue pronunzie ha confermato il reddito da
invalido fissato sulla base di valori regionali.

Ad esempio, nelle sentenze del 30 novembre 2001
nella causa R., I 226/01 e del 20 novembre 2002 nella causa D., I 764/01,
l'Alta Corte ha valutato il reddito da invalido facendo capo al valore
afferente al Cantone Ticino, rispettivamente, alla regione lemanica.

In un’altra sentenza sempre del 13 giugno 2003,
il TFA ha inoltre ricordato che "(…) le circostanze del caso concreto
determinano quale sia la tabella da applicare nel caso esaminato. È pertanto
ammissibile ad esempio applicare la tabella TA7, che indica i valori per una
determinata attività, se così facendo è possibile determinare in maniera più
precisa il reddito da invalido (in proposito si veda anche il consid. 4c non
pubblicato in DTF 128 V 174).

L’Alta Corte, come detto, ha pure ritenuto non
criticabile applicare la tabella TA13, che riferisce dei salari in relazione
alle grandi regioni (STFA del 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/ 01, consid.
4.4.).

Il TFA ha ancora ribadito questi concetti in una
recente sentenza del 20 aprile 2004 nella causa K., I 871/02, consid. 6.3.

 

                                         In
ossequio alla più recente giurisprudenza federale, occorre dunque, in assenza
di dati salariali concreti, basarsi sui valori statistici e, concretamente,
sull'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari.

 

Conformemente alla prassi di questa Corte,
secondo cui la priorità deve essere attribuita ai valori statistici regionali
(rispetto a quelli raccolti a livello nazionale), tornano quindi applicabili i
dati afferenti al Ticino contenuti nella tabella TA13.

 

                                         Conformemente ai dati statistici salariali (valore
mediano) relativi al 2000, il salario ipotetico conseguibile in attività semplice
e ripetitiva esercitata a tempo pieno nel Cantone Ticino e prima di
eventuali riduzioni per motivi particolari, riportato su 41,8 ore (La vie économique 9/2004, Tabella B9.2), nel settore privato corrisponde a fr. 50’498.--
(fr. 4’027 : 40 x 41,8 x 12) per gli uomini e fr. 36'328.-- (fr. 2’897: 40 x
41,8 x 12) per le donne (Tabella TA 13 privato), mentre che nel settore privato
e pubblico l’ammontare è di fr. 51'702.-- (fr. 4’123: 40 x 41,8 x 12) per gli
uomini e fr. 36'679.-- (fr. 2’925: 40 x 41,8 x 12) per le donne (Tabella TA 13
privato e pubblico).

 

Secondo i dati del 2002 (ultima edizione disponibile della tabella edita dall'Ufficio federale di
statistica sull'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari), il salario lordo mediamente percepito in
quell'anno riportato su una media di 41,7 ore settimanali (cfr. per questo
aspetto, STFA del 21 luglio 2003 nella causa D., I 203/03, consid. 4.4 e
"La vie économique 4-2005", Tabella B 9.2 pag. 86) per un’attività leggera e ripetitiva (ossia il
livello 4 di qualificazione) nel settore privato nel Cantone Ticino
corrisponde a Fr. 51’266.- (Fr. 4'098.- : 40 x 41,7 x 12) per gli uomini ed a
Fr. 40'945.- (Fr. 3’273.- : 40 x 41,7 x 12) per le donne (cfr. Tabella TA 13
settore privato).

 

Per il caso in esame, per calcolare il reddito
da invalida dell’assicurata sulla base dei recenti citati dati
statistici, si deve partire da un salario lordo di Fr. 40’945.- percepito dalle
donne nel 2002 nel settore privato per 41,7 ore settimanali di lavoro.

Conformemente alla
giurisprudenza federale (DTF 126 V 81 consid. 7a), adeguando questo importo in
base all’indice dei salari nominali si ottiene per il 2003 un salario lordo
medio ipotetico pari a Fr. 41’623.- (Fr. 40’945.- :
2296 (indice dei salari nominali nel 2002) x 2334 (nel 2003)) (cfr. “La vie économique 10-2005", Tabella B
10.3 pag. 83).

 

                            2.9.3.   Quanto alla
censura relativa alla riduzione percentuale, va ancora rammentato, che la
questione a sapere se e in quale misura i salari fondati su dati statistici
debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e
professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute,
età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare
globalmente (DTF 126 V 80 consid. 5b/bb).

Il TFA ha precisato, al riguardo, come una
deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener
conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del
lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale
procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il
giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello
degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

Il TFA, in una sentenza del 6 gennaio 2004 nella
causa L., U 107/03, ha ammesso una deduzione globale del 10%, trattandosi di un
assicurato frontaliere, nato nel 1945 che, a causa del danno infortunistico
all'occhio sinistro, era stato giudicato in grado di svolgere a tempo pieno
delle professioni sostitutive non necessitanti di una vista stereoscopica.

La stessa Corte federale, in una pronunzia del 21
ottobre 2003 nella causa M., U 102/00, ha operato una decurtazione del 15%,
trattandosi di un ventinovenne frontaliere che, in ragione del danno
infortunistico, presentava degli impedimenti anche nell'esercizio di
un'attività adeguata e necessitava di introdurre frequenti pause nell'arco
della giornata lavorativa.

Da parte sua, il TCA, in una sentenza del 4 settembre 2003 nella causa P., Inc. n.
35.2003.21, cresciuta in giudicato, ha operato una riduzione del 20% sul
reddito da invalido, trattandosi di una ballerina di night-club - di
nazionalità straniera e completamente priva di esperienza sul mercato del
lavoro svizzero, perlomeno su quello "ordinario" - che presentava una
capacità lavorativa limitata al 70% anche in attività confacenti alle sue
condizioni di salute. Ancora recentemente questo TCA ha giudicato opportuna - e l’ha conseguentemente ritenuta nel suo
calcolo della capacità di guadagno dell’interessato - la riduzione del 19%
praticata da una Cassa malati su un assicurato di nazionalità italiana nato nel
1950 (STCA del 1° settembre
2004 nella causa L., Inc. n. 36.2003.75), rispettivamente del 18% su un
assicurato italiano del 1956 (STCA del 9 dicembre 2004 nella causa N.L., Inc. n. 36.2004.49).

 

                                         In una
recente sentenza del 25 luglio 2005 nella causa J., I 147/05, consid. 2, il TFA
ha proceduto ad una riduzione del 15% sul reddito statistico da invalido,
trattandosi di un assicurato straniero, nato nel 1953 e al beneficio di un
permesso di domicilio, che, a causa del danno alla salute, era stato giudicato
in grado di svolgere un’attività adeguata in misura del 60%.

                                         La nostra
Corte federale ha ritenuto suscettibili di incidere sul livello di reddito
ancora conseguibile dall’assicurato, gli impedimenti funzionali derivanti dal
danno alla salute (10%), così come il fatto di poter lavorare soltanto a tempo
parziale (5%):

 

"  2.4 Aufgrund der zu Recht nicht bestrittenen Auffassung
der Gutachter des Instituts Y.________ vom 4. April 2003 ist dem Beschwerdegegner
die angestammte Tätigkeit als Schweisser nicht mehr zumutbar, während
körperlich leichte bis intermittierend mittelschwere adaptierte Tätigkeiten zu
60% zumutbar sind (d.h. wechselbelastende Tätigkeiten ohne Heben, Stossen und
Ziehen von Lasten über 5 bis 10 kg repetitiv und vereinzelt über 15 kg, ohne
Überkopftätigkeiten und ohne Tätigkeiten in gebückter Haltung mit Rotation der
Wirbelsäule). Aufgrund dieser Einschränkungen sind keine triftigen Gründe
ersichtlich, um von einem leidensbedingten Abzug abzusehen; dies wird von der
Beschwerde führenden Verwaltung denn auch nicht bestritten.

 

2.5 Entgegen der
Auffassung im kantonalen Entscheid ist die Nationalität hier zu vernachlässigen
angesichts der Tatsache, dass die statistischen Löhne aufgrund der Einkommen
der schweizerischen und der ausländischen Wohnbevölkerung erfasst werden (AHI
2002 S. 70) und der Beschwerdegegner kein Saisonnier ist, sondern über die
Niederlassungsbewilligung C verfügt (Urteil S. vom 16. April 2002, I 640/00
[Zusammenfassung in HAVE 2002 S. 308]). Damit gehört der Versicherte vielmehr
einer Ausländerkategorie an, für welche der monatliche Männer-Bruttolohn im
Anforderungsniveau 4 sogar etwas über dem entsprechenden, nicht nach dem
Merkmal der Nationalität differenzierenden Totalwert liegt
(Lohnstrukturerhebung 2000 S. 47 Tabelle TA12 sowie Lohnstrukturerhebung 2002
S. 59 Tabelle TA12). Es ist denn auch dieser Totalwert die massgebende
Vergleichsgrösse und nicht etwa das Einkommen der Schweizer (wie es die
Vorinstanz angenommen hat), da sich Tabellenlöhne aus den Einkommen der In- und
Ausländer zusammensetzen.

 

2.6 Die IV-Stelle führt
in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde zwar zu Recht aus, "dass
Teilzeitangestellte nicht zwingend weniger als Vollzeittätige verdienen (zum Beispiel
in Beschäftigungsbereichen, in denen Teilzeitarbeit Nischen auszufüllen vermag,
die arbeitgeberseits stark nachgefragt und dementsprechend entlöhnt werden
...)." Jedoch wird das Invalideneinkommen hier allein aufgrund
statistischer Angaben festgesetzt, so dass die statistisch erhärtete Tatsache
der Lohneinbusse von teilzeitarbeitenden Männern im massgebenden
Anforderungsniveau 4 (einfache und repetitive Tätigkeiten) zu berücksichtigen
ist (vgl. Lohnstrukturerhebung 2000 S. 24 T8 sowie Lohnstrukturerhebung 2002 S.
28 T8), auch wenn in diesem Rahmen der prozentuale Minderverdienst nicht
schematisch dem Abzug gleichzusetzen ist (vgl. BGE 126 V 79 Erw. 5b/aa).

 

2.7 Damit sind im Rahmen
des Abzuges die leidensbedingten Einschränkungen des Versicherten (vgl. Erw.
2.4) sowie die Möglichkeit, nur noch Teilzeit arbeiten zu können (Erw. 2.6
hievor), zu berücksichtigen. Da die IV-Stelle in Verfügung und
Einspracheentscheid keinen Abzug wegen Teilerwerbstätigkeit berücksichtigt hat,
obwohl dies angemessen gewesen wäre, lag für das kantonale Gericht ein
triftiger Grund vor, sein Ermessen an die Stelle desjenigen der Verwaltung zu
setzen; die abweichende Ermessensausübung erweist sich deshalb insoweit als
näher liegend (vgl. Erw. 2.3 hievor). Indessen hat die Vorinstanz zu Unrecht
auch den Ausländerstatus des Beschwerdegegners berücksichtigt (Erw. 2.5
hievor). Die IV-Stelle hat jedoch die leidensbedingten Einschränkungen -
angesichts der Beschwerden - mit einem Abzug von 10% vom Tabellenlohn
berücksichtigt; wird auch der Tatsache Rechnung getragen, dass der
Beschwerdegegner nur noch teilerwerbstätig sein kann, erscheint - gesamthaft
gesehen - das Ermessen der Vorinstanz als näher liegend. Damit hatte diese
genügend triftige Gründe, um vom Abzug der Verwaltung abzuweichen, so dass ein
solcher in Höhe von 15% vorzunehmen ist, was zu einem Invaliditätsgrad von 52%
und damit zum Anspruch auf eine halbe Invalidenrente führt.”

                                                      (STFA succitata). 

 

                                         In
un’altra pronunzia del 25 luglio 2005 nella causa Y., U 420/04, consid. 2 -
riguardante un assicurato straniero, nato nel 1961 e al beneficio di un
permesso di domicilio, totalmente abile in attività lavorative leggere da un
profilo dell’impegno fisico - lo stesso TFA ha nuovamente applicato una
decurtazione del 15% (“Dem Beschwerdegegner sind aus medizinischer Sicht unbestrittenermassen
keine schweren Arbeiten mehr zumutbar (vgl. Erw. 2.5.1 hievor), sodass er
den bisher ausgeübten Tätigkeiten nicht mehr nachgehen kann. Mit
den von der SUVA verfügten 15 % wird sowohl dem Verlust, Schwerarbeit leisten
zu können, als auch der leidensbedingten Einschränkung, die für sich nicht sehr
ausgeprägt ist, angemessen Rechnung getragen”). 

 

                                         In una sentenza del 25 aprile 2005 nella causa R., inc. 35.2004.104,
il TCA ha fornito alcune indicazioni circa le modalità secondo le quali deve
essere applicata la riduzione percentuale sul reddito statistico da invalido,
argomentando:

 

"  Su quest’ultimo punto, il TCA ha attentamente esaminato
alcune recenti sentenze federali e ne ha ricavato l’impressione di una prassi
non sempre coerente.

A titolo di esempio, in
una sentenza del 14 febbraio 2005 nella causa T., I 594/04, consid. 2.3, il TFA
ha indicato che l’età dell’assicurato (47 anni al momento del rilascio della
decisione impugnata) non rappresentava un fattore di riduzione, stabilendo
inoltre che i lavoratori ausiliari, su un mercato equilibrato del lavoro,
vengono richiesti a prescindere dalla loro età e quindi che, in queste
attività, l’età di per sé non influisce sul livello retributivo. 

Per conto, in una
pronunzia del 20 gennaio 2005 nella causa R., I 138/04, consid. 4.3., la stessa
Alta Corte federale ha applicato una riduzione sul reddito statistico da
invalido, trattandosi di un assicurato di 35 anni, dichiarato completamente
abile in attività semplici e ripetitive nel settore dei servizi, “en regard de
l’âge de l’assuré et des limitations résultant de l’atteinte à sa santé”
(la sottolineatura è del redattore). 

 

In un’altra sentenza del
23 febbraio 2004 nella causa M., B 67/04, consid. 3.3.2 - concernente un
assicurato di 54 anni al beneficio di un permesso di domicilio - l’Alta Corte
non ha ritenuto che l’età costituisse un fattore di riduzione. 

Del resto, con
riferimento all’art. 28 cpv. 4 OAINF (cfr. consid. 2.4.), la giurisprudenza
federale ha stabilito che questa disposizione torna applicabile agli assicurati
che, alla data di inizio della rendita di invalidità, hanno un’età attorno ai
60 anni (cfr. DTF 123 V 419 consid. 1b; SVR 1995 UV 35, p. 105 consid. 2b). 

 

Al fine di garantire l’uguaglianza
di trattamento fra assicurati (circa la necessità di introdurre dei criteri
obiettivi allo scopo di evitare disparità di trattamento, cfr. DTF 123 V 104
consid. 3e, DTF 115 V 138ss. consid. 6-7, 405ss., consid. 4-6; STFA del 24
febbraio 2005 nella causa S., U 80/04, consid. 4.2.1), questo Tribunale –
chiamato peraltro, in talune circostanze, a direttamente quantificare la
riduzione percentuale (cfr., ad esempio, la STFA del 25 febbraio 2003 nella
causa P., U 329 + 330/01) – e visto che il problema si pone in modo analogo in
alcuni importanti settori delle assicurazioni sociali (assicurazione per
l’invalidità, previdenza professionale, assicurazione contro gli infortuni e
assicurazione contro le malattie), ritiene di dover fornire le seguenti indicazioni.

 

Ad ognuno dei fattori di
rilievo indicati dalla giurisprudenza federale corrisponde una decurtazione del
5%. 

Per quanto riguarda
specificatamente la riduzione percentuale legata alla limitazione addebitabile
al danno alla salute, l’esistenza, in un caso concreto, di impedimenti di una
particolare gravità, che in genere limitano l’assicurato anche nell’esercizio
di un’attività sostitutiva, può comunque giustificare l’applicazione di una
riduzione più elevata (cfr., in questo senso, la STFA del 16 febbraio 2005
nella causa C., I 559/04, consid. 2.2, in cui la Corte federale ha avallato la
riduzione decisa dall’amministrazione (15%), trattandosi di un assicurato abile
soltanto parzialmente in attività leggere, la STFA del 17 febbraio 2005 nella
causa B., I 1/04, consid. 4.3.4, in cui è stata applicata una decurtazione del
10% per tenere conto delle difficoltà legate al danno alla salute e la STFA del
23 febbraio 2005 nella causa B., I 632/04, consid. 4.2.2, in cui è stata
confermata una riduzione del 15% per ragioni di salute). 

La presenza cumulativa di
più fattori legittima l’applicazione della riduzione massima del 25% (cfr., in
questo senso, la STFA del 4 febbraio 2003 nella causa S., U 311/02, consid.
4.3). 

 

Nella già citata sentenza
del 23 febbraio 2004 nella causa M., il TFA ha applicato una deduzione globale
del 15% motivata dagli impedimenti legati al danno alla salute, ritenendo
assenti gli altri fattori di riduzione (anni di servizio, nazionalità e tipo di
permesso di dimora, grado di occupazione)."

                                                      (STCA
succitata, consid. 2.11.)

 

                                         Questa
Corte constata che la consulente ha ritenuto che le circostanze specifiche del
caso concreto non giustificassero alcuna riduzione percentuale del reddito da
invalido.

                                         Visto
quanto precede, esiste per il TCA un valido motivo per sostituire il proprio
apprezzamento a quello dell’amministrazione (cfr., in questo senso, la già
citata STFA del 25 luglio 2005 nella causa J., I 147/05, consid. 2.3 e 2.7). 

 

                                         Nel caso
di specie, va innanzitutto osservato che l'assicurata è stata giudicata in
grado di esercitare a tempo pieno un'attività sostitutiva (cfr. consid. 2.6.). 

                                         Sempre a
causa del danno alla salute, essa si trova comunque nell’impossibilità di
compiere determinate mansioni, a contatto con sostanze allergiche quali cromo,
nichelio, detersivi, suppellettili metalliche (cfr. doc. VIII). 

                                         In tali
circostanze, si giustifica una riduzione del 10% per gli impedimenti
addebitabili al danno alla salute. 

 

                                         L’assicurata,
inoltre, è nata nel __________, ciò che non consente una riduzione
supplementare. 

 

                                         L’assicurata
è di nazionalità __________. 

                                         Essa, giunta
in Svizzera dal 1999, ha lavorato come barista presso il __________ di __________
dal 14 maggio 2002 al 31 marzo 2003 (doc. 2/99, p. 3s. e doc. 2/137, p. 10). 

                                         Essa
beneficia di un permesso di dimora (cfr. doc. AI 2b).

                                         In
ossequio a quanto stabilito dall’Alta Corte federale nei menzionati giudizi del
25 luglio 2005 nelle cause J. e Y., nazionalità e tipo di permesso
dell’assicurata non giustificano un’ulteriore decurtazione. 

 

                                         Quanto
alle difficoltà linguistiche invocate in sede ricorsuale e riconosciute dalla
consulente in integrazione (“l’assicurata non ha sufficienti conoscenze
della lingua italiana”, cfr. doc. AI 19), il TCA ritiene che tale aspetto
legittimi una decurtazione del 5%. 

 

                                         Tutto ben
considerato, il TCA è dell’avviso che con una riduzione globale del 15% si
tenga adeguatamente conto delle specifiche circostanze del caso concreto.

 

                            2.9.4.   Considerata una capacità lavorativa in attività
adeguate pari al 100% ed anche volendo applicare, contrariamente a quanto
stabilito dalla consulente in integrazione (secondo la
quale una riduzione non è giustificata, cfr. doc. AI 19), un'ulteriore riduzione del 15%, ciò che comporta la
determinazione di un salario da invalido di fr. 35’380.--, dal raffronto di tale
reddito da invalido con quello da valido di fr. 38'400.--, risulta un’incapacità al guadagno del 7.87% (38'400 – 35'380 x 100 : 38'400), arrotondata al 8%.

 

                                         A titolo
abbondanziale, va rilevato che anche volendo seguire la tesi ricorsuale secondo
la quale per tenere ragionevolmente conto delle notevoli limitazioni
dell’assicurata nella ricerca di un’attività non qualificata nel ramo della
vendita o in fabbrica bisognerebbe applicare una riduzione percentuale del 20%
al reddito da invalido, la soluzione non cambierebbe: difatti, considerata una capacità lavorativa in attività
adeguate pari al 100% ed applicando un'ulteriore
riduzione del 20%, ciò che comporta la determinazione di un salario da invalido di fr. 33’298.--,
dal
raffronto di tale reddito da invalido con quello da valido di fr. 38'400.--, risulta
un’incapacità al guadagno del 13.29% (38'400 – 33’298 x 100 : 38'400),
arrotondata al 13%.

 

In conclusione, sulla scorta di quanto precede, la decisione contestata merita conferma, mentre
il ricorso dev’essere respinto.

 

                             2.10.   L'assicurata, per il tramite della sua
rappresentante, ha chiesto al TCA di sentire quale teste la signora __________,
consulente dell’Ufficio regionale di collocamento di __________ (cfr. doc. I).

Al proposito si
osserva che se l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo 1998, p. 47
n. 63; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., p. 274; si veda pure DTF
122 II consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119 V 344 consid. 3c con
riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito
conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344
consid. 3c con
riferimenti).

 

                                         In
concreto, alla luce degli atti di causa, questo Tribunale ritiene la documentazione agli atti sufficiente per statuire nel
merito della vertenza.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso è
respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti