# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 79fa31ab-45df-5145-b740-87580245c141
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-10-06
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht II. Strafkammer 06.10.2010 SK2 2010 44
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_005_SK2-2010-44_2010-10-06.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

___________________________________________________________________________________________________

Rif.: Coira, 06 ottobre 2010 Comunicata per iscritto il:
SK2 10 44

Decisione
II. Camera penale

Presidenza Bochsler
Giudici Hubert e Schlenker
Attuario Crameri

Visto il ricorso penale

di X., ricorrente, rappresentata dall’avv. lic. iur. Tanja Heller, Via Stredas 4, 7500 St. 
Moritz, 

contro

il decreto di sospensione (recte: abbandono) del Presidente del Circolo di Poschiavo 
del 22 luglio 2010, comunicato lo stesso giorno, in re contro Y., resistente, 
rappresentato dall’avv. lic. iur. Ilario Bondolfi, Poststrasse 43, 7002 Coira, 

concernente violazione della legge sulla circolazione stradale,

è risultato:

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I. Fattispecie

A. Il _, alle ore _, Y. circolava alla guida della sua autovettura BMW X3, targata 
GR _, sulla strada da A. verso B. (territorio del Comune di Poschiavo). Giunto alla 
velocità di ca. 30 km/h in prossimità della curva a destra con visibilità molto ridotta, 
presso la deviazione BC., sopraggiungeva in senso inverso l’automobile Audi A4, 
con targhe GR _, guidata da X.. Y. ha immediatamente frenato, ciononostante la 
sua macchina s’è scontrata frontalmente con la Audi A4, buttandola circa 6 m 
indietro. X. ha subito una distorsione cervicale senza danni permanenti, Y. è uscito 
incolume. Le vetture sono state fortemente danneggiate. 

B. Con decisione di competenza del 9 ottobre 2009 la Procura pubblica dei 
Grigioni ha osservato che era da considerare la violazione degli artt. 32 cpv. 1 LCStr. 
e 4 cpv. 1 ONC (adattamento della velocità alla visibilità) da parte di Y. e dell’art. 34 
cpv. 1 LCStr. (circolazione a destra) da parte di X..

C. Con decreto del 22 luglio 2010 il Presidente del Circolo di Poschiavo ha 
abbandonato la procedura penale contro Y.. A motivo ha addotto che in base ai dati 
oggettivi il rimprovero di non aver adattato la velocità alle circostanze non poteva 
esser mosso all’imputato. Tenendo conto della traccia di frenata più corta (7,3 m) - 
pur ammettendo che la stessa sia stata accorciata dall’impatto - nonché 
considerando che la pendenza della strada è del 10% e che il fondo stradale era 
bagnato, non si poteva ammettere che egli era sceso ad una velocità inadeguata.

La procedura penale nei confronti di X. è stata pure abbandonata con decreto dello 
stesso giorno. Il Presidente di circolo ha ritenuto che essa avesse condotto la sua 
vettura ad una distanza di 0,62 m dal margine destro della strada e che tale distanza 
non poteva essere considerata in contrasto coll’obbligo di circolare a destra.

D. Contro il decreto d’abbandono nei confronti di Y., il 16 agosto 2010, X. è 
insorta con ricorso al Tribunale cantonale dei Grigioni ed ha chiesto, con protesta di 
spese e ripetibili, che l’impugnato decreto sia annullato e che la causa sia rinviata 
all’istanza precedente per ulteriore assunzione di prove e nuovo giudizio.

Il resistente ha proposto, pure protestando spese e ripetibili, di respingere il ricorso 
nella misura in cui è ricevibile. Il Presidente di circolo ha rinunciato ad una presa di 
posizione.

II. Considerandi

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1. Il ricorso è stato presentato tempestivamente e nella dovuta forma (art. 176a 
LGP in unione cogli artt. 139 cpv. 2 e 3 LGP nonché 33 cpv. 1 e 2 LGA). Dato che 
anche gli ulteriori presupposti processuali sono adempiti (art. 138 e 139 cpv. 1 LGP), 
il ricorso è ricevibile in ordine.

2. Nel concreto caso è unicamente da vagliare se la procedura nei confronti di 
Y. è stata a ragione abbandonata. Del decreto d’abbandono nei confronti di X., che 
non è oggetto di ricorso, la II. Camera penale non deve occuparsi. 

3. Contro il decreto d’abbandono può esser proposto ricorso per illegalità o 
inadeguatezza (art. 138 LGP). Con questo rimedio il ricorrente può far valere non 
solo la violazione di diritto ma anche la disattenzione del potere d'apprezzamento; 
tuttavia soltanto l'eccesso o l'abuso di codesto potere è sindacabile da parte di 
questa Camera. Un decreto d'abbandono è adeguato e resiste al controllo del 
potere discrezionale se sulla scorta del risultato probatorio è da concludere che un 
reato oggettivamente e soggettivamente non è sufficientemente dimostrato e di 
conseguenza ci si dovrebbe aspettare il proscioglimento dell'imputato e se non sono 
più ravvisabili mezzi di prova, che potrebbero influenzare in modo determinante 
questo risultato. Le premesse per l'abbandono dell'inchiesta sono quindi di massima 
sempre date, se vi sono dei motivi di fatto o di diritto materiale o formale, che 
escludono un'ulteriore attività processuale o che sono poco promettenti per la 
probabilità di una condanna. Un decreto d’abbandono è per contro da annullare se 
dal punto di vista oggettivo e soggettivo sussistono motivi, che lasciano apparire 
come probabile un verdetto di colpevolezza o se non è stata sfruttata la possibilità 
di un completamento sensato dell’istruttoria e manca quindi un risultato probatorio 
maturo per una decisione (PTC 1997 no. 36 cons. 5 pag. 147, PTC 1975 no. 58 
cons. 1 pag. 160; Padrutt, Kommentar zur Strafprozessordnung des Kantons 
Graubünden, 2. Aufl. Chur 1996, art. 82 LGP cifra 3.3, art. 138 LGP cifra 2.1).

4. Ai sensi dell’art. 32 cpv. 1 LCStr. la velocità deve sempre essere adattata alle 
circostanze, in particolare alle peculiarità del veicolo e del carico, come anche alle 
condizioni della strada, della circolazione e della visibilità. Nei punti in cui il veicolo 
potrebbe intralciare la circolazione, il conducente deve circolare lentamente e, se 
necessario, fermarsi, in particolare dove la visibilità non è buona, alle intersezioni 
con scarsa visuale e ai passaggi a livello. Conformemente all’art. 4 cpv. 1 ONC il 
conducente deve circolare ad una velocità che gli permette di fermarsi nello spazio 
visibile; se l’incrocio con altri veicoli è difficile, egli deve poter fermarsi nella metà 
dello spazio visibile.

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4.1 Y. ha deposto d’esser circolato ad una velocità di circa 30 km/h e d’aver 
scorto la vettura proveniente in senso inverso pochi metri prima della curva a destra. 
Dato che un incrocio era praticamente impossibile, aveva immediatamente frenato. 
Purtroppo, anche perché la strada era bagnata, non era riuscito a fermare la sua 
automobile tempestivamente. A seguito dell’impatto la vettura giunta dal fondovalle 
era gettata alcuni metri indietro. Al momento della collisione essa era senz’altro 
ancora in movimento ed era più a sinistra che a destra. 

Colla motivazione addotta il Presidente di circolo ha unicamente enumerato dei fatti. 
Per quale motivo fondandosi sugli stessi dev’essere negata una velocità 
inadeguata, non è stato da lui dimostrato. Segnatamente sembra che sia partito dai 
presupposti che la strada bagnata e la forte pendenza della stessa siano da valutare 
a favore del conducente, ciò che evidentemente è insostenibile. Piuttosto in simili 
condizioni l’automobilista deve agire con estrema prudenza e ridurre 
adeguatamente la velocità. Un più attento esame dimostra che la conclusione del 
giudice precedente non è valida.

4.2 Considerando, a favore del conducente, la più corta delle due tracce di 
frenata, quindi quella di 7,30 m (atto 2), è da osservare che questa traccia a causa 
della pendenza della strada del 10% è del 16% più lunga di quella su una strada 
piana (Giger, Strassenverkehrsgesetz Kommentar, 7. Aufl. 2008, art. 32 n. 11, pag. 
182). Dai 7,30 m deve quindi essere dedotto il 16%, sicché risulta uno spazio di 
frenata di 6,132 m su un tratto pianeggiante. Tenuto conto della strada bagnata e di 
una decelerazione di 5,5 m/sec2, la velocità è di 31,54 km/h. Ciò significa in altre 
parole che nel concreto caso ad una velocità di 31,54 km/h lo spazio di frenata non 
era unicamente di 6,132 m, ma data la pendenza del 10%, appunto di 7,30 m.

Tenuto conto di questo calcolo, in concreto è da badare che la traccia di frenata non 
è più lunga, poiché è stata troncata anticipatamente dall’impatto. Altrimenti sarebbe 
stata indubbiamente più lunga, vale a dire, la velocità dell’imputato doveva essere 
al di sopra di 31,54 km/h. Questa circostanza è stata trascurata dal resistente nel 
computo della velocità da lui presentato (atto 08/2); la sua base di calcolo non è 
perciò d’aiuto ai giudici cantonali.

4.3 Partendo ciononostante dal presupposto che lo spazio di frenata di 7,30 m 
rispettivamente di 6,132 m non era unicamente la distanza percorsa nel tempo 
dall’azionamento del pedale del freno fino alla collisione, bensì fino all’arresto - non 
troncato - del veicolo, ad una velocità di 31,54 km/h lo spazio d’arresto sarebbe 
stato di 13,09 m (lo spazio d’arresto è composto dallo spazio di reazione e dallo 

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spazio di frenata). Ciò vuol dire che al momento che l’imputato, ad una velocità 
intorno ai 30 km/h sopraggiungeva ad una distanza di circa 13 m prima della curva 
a destra e scorgeva la macchina proveniente dal senso inverso, non poteva più 
arrestare la sua vettura tempestivamente. Poiché, come l’imputato stesso ha 
confessato alla polizia, l’incrocio di due autovetture nel posto in discussione è 
praticamente impossibile (atto 6 pag. 5). Questo è confermato anche dallo schizzo 
dell’incidente, secondo cui - dalla direzione di marcia dell’imputato - il rettilineo 
antistante la curva a destra ha una larghezza di soli 3,50 m e nella curva di 4,00 m 
(atto 2). È quindi incontestato e documentato che l’incrocio nel luogo in questione è 
difficile, ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 ONC il conducente deve circolare ad una velocità, 
che gli permette di fermarsi nella metà dello spazio visibile. Di conseguenza, 
nell’evenienza concreta, quando l’imputato si trovava a circa 13 m dalla curva con 
visibilità molto ridotta avrebbe dovuto arrestarsi nello spazio di 6,50 m (la metà dello 
spazio visibile). Ad una velocità di circa 30 km/h non era però in grado di farlo, dato 
che in tal caso lo spazio d’arresto - come esposto - doveva essere di circa 13 m. 
Per contro, ad una velocità di 20 km/h ciò gli sarebbe ancora stato possibile.

4.4 Ma pur anche ammettendo (inesattamente) che lo spazio di frenata di 7,30 
m rispettivamente di 6,132 m del veicolo dell’imputato non fosse stato accorciato 
dall’impatto e quindi il conto di ritorno da una velocità di 31,54 km/h, queste 
considerazioni dimostrano che già questa velocità non era adattata alle condizioni 
della strada e della visibilità locali. Questo era più che mai il caso se si tiene conto 
che lo spazio di frenata è stato accorciato dalla forte collisione colla vettura 
proveniente dal senso inverso, ciò che è documentato già dal fatto, che la stessa è 
stata gettata 6 m indietro. Manifestamente la velocità tenuta dall’imputato è perciò 
stata un po’ superiore ai calcolati 31,54 km/h. La questione di sapere a che velocità 
egli circolava può tuttavia rimanere aperta, dato che già la velocità di circa 30 km/h, 
confessata dall’imputato, non era adattata alle summenzionate condizioni. 

4.5 Ciò assodato, le ulteriori critiche della ricorrente non devono essere 
esaminate in modo più dettagliato. Sia unicamente rilevato che in concreto - come 
a ragione fa valere il resistente - le da lei indicate larghezze dei veicoli, menzionate 
nel decreto d’abbandono nei suoi confronti, non sono importanti, dato che il primo 
giudice nel decreto d’abbandono, oggetto della procedura di ricorso, non ha esposto 
le dimensioni dei veicoli e non s’è nemmeno tacitamente fondato sulle stesse.

5. In base al risultato dell’istruttoria ora esistente, l’abbandono della procedura 
nei confronti dell’imputato, decretato dal Presidente di circolo, è insostenibile. In 
ogni caso le cose non stanno così che dall’apprezzamento giudiziario fin dall’inizio 

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ci si dovrebbe aspettare il proscioglimento dell'imputato. Il ricorso deve perciò 
essere accolto, l’impugnato decreto d’abbandono annullato e la causa rinviata 
all’istanza precedente per le ulteriori disposizioni.

6. L’esito della procedura di ricorso comporta l’accollamento dei costi della 
stessa al resistente (art. 160 cpv. 3 LGP). La ricorrente assistita da un’avvocata ha 
diritto ad una congrua indennità a titolo di ripetibili a carico del resistente (art. 160 
cpv. 4 LGP).

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III. La II. Camera penale decide

1. Il ricorso è accolto, l’impugnato decreto d’abbandono è annullato e la causa 
è rinviata al Presidente di circolo per le ulteriori disposizioni.

2. I costi della procedura di ricorso di fr. 800.-- vanno a carico del resistente, 
che inoltre paga alla ricorrente un’indennità a titolo di ripetibili di fr. 1'000.-- 
(IVA inclusa). 

3. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia penale ai 
sensi dell’art. 78 della Legge sul Tribunale federale (LTF) al Tribunale 
federale, 1000 Losanna 14. Il ricorso è da presentare al Tribunale federale 
per iscritto entro 30 giorni dalla notificazione della decisione col testo 
integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per l’ammissibilità, il 
diritto, gli ulteriori presupposti e la procedura di ricorso fanno stato gli artt. 29 
segg., 78 segg. e 90 segg. LTF.

4. Comunicazione a: