# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 65c24142-2cd7-559b-8f6d-5afd566f9109
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-03-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 20.03.2025 80.2022.144
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2022-144_2025-03-20.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2022.144

  80.2022.145

  	
  Lugano

  20 marzo 2025         

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  cancelliera

  	
  Sabrina
  Piemontesi - Gianola

  

 

 

	
  parti

  	
   RI 1  

   RI 2  

  entrambi
  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 2 giugno 2022 contro la decisione del 4 maggio 2022 in materia di IC e IFD
  2018.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   __________ (__________)
e __________ (__________) coniugati, rispettivamente cittadini __________ lui e
__________ lei, sono entrambi a beneficio di un permesso di domicilio. I
contribuenti, residenti a __________, sono alle dipendenze della __________,
società attiva nell’assunzione di mandati “(…) con particolare riferimento
alle tipologie di mandati giustificati da operatività commerciale in un
contesto globale. L’importazione, l’esportazione, l’intermediazione,
l’acquisto, la vendita di beni e servizi; l’acquisto, la gestione, la
promozione, la vendita, l’intermediazione di beni mobili e immobili; il trading
di commodities; l’acquisto, la vendita di beni mobili, (…)” (www.zefix.ch,
sito consultato il 10.3.2025).

 

 

                                   B.   a.

                                         Nella dichiarazione
d’imposta IC/IFD 2018 i contribuenti dichiaravano un reddito imponibile di fr.
24'868.- ed una sostanza imponibile di fr. 14'223'439.-.

 

                                         b.

                                         Con richiesta di
documentazione del 18 giugno 2020 l’Ufficio di tassazione di Lugano (di seguito
UT) chiedeva ai contribuenti, rappresentati dalla __________ di voler
presentare – entro il 9 luglio 2020 - i certificati di salario nonché “(…)
la rendita da titoli e capitali incassata durante l’anno 2018 in quanto sui
documenti forniti non figura”.

 

                                         c.                                                                             

                                         Non avendo dato riscontro
alla precedente richiesta di documentazione, il 20 agosto 2020 l’autorità
fiscale attribuiva ai contribuenti un termine fino al 10 settembre 2020 per
produrre la “rendita da titoli e capitali incassata durante l’anno 2018 in
quanto sui documenti forniti non figura”. I contribuenti venivano avvertiti
che, in caso di inosservanza dell’invito, valido quale diffida, si sarebbe
proceduto “all’applicazione delle penalità previste dagli art. 257 LT e 174
LIFD, nonché alla tassazione d’ufficio in base agli art. 204 LT e 130 LIFD”.

 

 

                                  C.   Con decisione del 7
ottobre 2020, l’UT notificava ai contribuenti la tassazione IC/IFD 2018, nella
quale commisurava il reddito imponibile in fr. 312'900.- per l’IC (fr.
383'100.- il reddito determinante per l’aliquota) e fr. 310'700.- per l’IFD (fr.
374'800.- il reddito determinante per l’aliquota) e la sostanza imponibile in
fr. 14'379'000.- (fr. 14'720'000.- l’importo determinante per l’aliquota).

                                         In particolare, rispetto
ai dati dichiarati, l’autorità fiscale, stabiliva un reddito da “titoli e
capitali” pari a fr. 312'000.- e accertava un valore locativo dell’abitazione
primaria di fr. 31'600.- e di quella secondaria di fr. 23'039.-.

                                         Per quanto concerne il
reddito da “titoli e capitali”, lo stesso era stato stabilito d’ufficio, nella
misura del 2% degli stessi, siccome i contribuenti non avevano dato riscontro alla
richiesta di documentazione del 20 agosto 2020.                                                                                 

 

                                  D.   a.

                                         Con reclamo del 4/5
novembre 2020, i contribuenti, patrocinati dalla __________, contestavano
l’esposizione d’ufficio di un reddito da titoli e capitali del 2%, argomentando
che i titoli non avevano generato redditi, come si poteva evincere dagli
attestati fiscali già prodotti con la dichiarazione d’imposta.

 

                                         b.

                                         Con richiesta del 17
gennaio 2022 (trasmessa tramite invio APlus), l’autorità fiscale attribuiva
nuovamente alla __________, un termine fino al 7 febbraio 2022 per trasmettere
la “documentazione a comprova dei redditi su capitali percepiti (attestazioni
fiscali o equivalenti)”. In caso di inosservanza dell’invito il gravame
sarebbe stato evaso in base alla documentazione già a disposizione dell’UT.

 

                                         c.

                                         Con decisione di
tassazione del 4 maggio 2022 l’autorità fiscale respingeva il reclamo, con la
seguente motivazione:

                                         Con reclamo del 4 novembre
2020 i rappresentanti del contribuente contestavano l’esposizione di un reddito
da titoli e capitali valutato nel 2% annui. Tramite richiesta del 17 gennaio
2022 con scadenza al 7 febbraio prorogato al 7 marzo 2022 l’Autorità fiscale ha
richiesto le attestazioni fiscali delle relazioni possedute dal contribuente in
quanto era stato prodotto soltanto l’estratto patrimoniale. Considerato che il
termine per la presentazione della documentazione è scaduto infruttuoso, in
assenza della documentazione necessaria a definire un importo corretto, la
decisione di tassazione viene confermata e di conseguenza il reclamo respinto.

 

 

                                  E.   Con tempestivo ricorso
alla Camera di diritto tributario, __________ e __________ impugnano la decisione
su reclamo, per il tramite della __________, sostenendo di aver contestato
l’aggiunta di un reddito da titoli e capitali pari al 2% e di aver già fornito
le attestazioni fiscali, eccetto quella del conto presso la __________, con la prima
dichiarazione d’imposta. Secondo i ricorrenti l’UT non avrebbe proceduto ad una
disamina della documentazione trasmessa. L’unica attestazione mancante sarebbe proprio
quella di __________, che riporta un patrimonio di € 8'523'765.65 ed una
performance del 1.19% generata dalla liquidità. L’estratto patrimoniale fornito
in sede di dichiarazione sarebbe sufficientemente chiaro da far comprendere
che, nonostante non vi fosse un’attestazione fiscale, il reddito presunto del
2% sul totale dei titoli 15'599'877 non è sensata. Il totale dei redditi dovrebbe
pertanto essere ridotto a fr. 103'748.-.

 

                                  F.   Con osservazioni del 14/15
giugno 2022, l’autorità fiscale, dopo aver preso visione della documentazione
prodotta dai contribuenti, sostiene che la stessa non è sufficientemente chiara
e completa. Dai conti__________ si noterebbero operazioni su cambio valute e vi
sarebbe una pagina allegata, riportante varie operazioni “call e put”
tra settembre e dicembre 2018, dalle quale si presume che il contribuente sia
attivo con investimenti in azioni o in cambi. Una redditività nulla nel 2018
risulterebbe di difficile comprensione, “(…) un’analisi diversa potrebbe
essere data in caso i capitali siano stati investiti con grandi competenze e
metodologia tipica del commerciante professionale di titoli con la liquidità
sistematicamente investita in maniera da avere esclusivamente utili in capitale
esente”. L’autorità fiscale, pur riconoscendo che gli importi esposti sono
elevati, ritiene che quanto presentato non basti per giustificare una
redditività pari a fr. 0.-. Non sarebbe infatti comprensibile “come con
capitali investiti in conti correnti il contribuente sia riuscito ad aumentare
il proprio patrimonio, passato da Fr. 14'856'030.- nel 2017 a Fr. 15'599'877.-
nel 2018 e diminuiti ancora a Fr. 14'890'493.- nel 2019”.                             

 

 

                                  G.   a.

                                         Con scritto 12
gennaio 2023 la Camera di diritto tributario si è rivolta al rappresentante dei
contribuenti, la __________, chiedendo la trasmissione dell’estratto fiscale
2018 rilasciato dalla Banca __________, ritenuto come tale documento non fosse
agli atti. Con scritto 30/31 marzo 2023 l’attestato richiesto è stato prodotto
ed inoltrato all’UT.

__________

                                         c.

                                         Con scritto del 2 maggio 2023,
la Camera di diritto tributario ha informato l’autorità fiscale che, con il
ricorso, i contribuenti avevano prodotto anche l’attestazione fiscale
rilasciata da __________ e gliel’ha trasmessa.

 

                                         d.

                                         Con osservazioni del 10
maggio 2023, il fisco, dopo aver preso visione della documentazione trasmessa, ha
riconosciuto che i conti correnti dichiarati dai ricorrenti non presentavano
redditi imponibili e che – di conseguenza – la decisione di tassazione era
errata.

                                         L’UT ha tuttavia attirato
l’attenzione sull’evoluzione della sostanza mobiliare, passata da fr.
14'856'030.- (al 31.12.2017) a fr. 15'599'877.- (al 31.12.2018), con un aumento
pari a fr 743'847.-, ed ha rilevato un evidente problema di disponibilità
finanziaria. 

                                         Lo scritto è stato trasmesso
anche alla __________, rappresentante dei contribuenti. 

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   Nel caso sub
judice i ricorrenti contestano l’aggiunta, operata d’ufficio dall’autorità
fiscale, dell’importo di fr. 312'000.- a titolo di “reddito da titoli e
capitali”, sostenendo che la loro sostanza mobiliare non ha prodotto alcuna
redditività imponibile. L’autorità fiscale ha, per contro, nel contesto della
decisione su reclamo, ritenuto corretta l’imposizione d’ufficio di una
redditività del 2% dei titoli e dei capitali detenuti al 31.12.2018 ed
accertati in fr. 15'599'877.-. Poi, in seguito alla presentazione, con il
ricorso, di ulteriore documentazione bancaria, l’autorità fiscale ha ammesso
che, sui conti correnti dichiarati dal contribuente, non vi erano redditi
imponibili e di conseguenza la decisione impugnata, su quest’aspetto, si
rivelava, errata. L’UT ha segnalato tuttavia una problematica legata al
dispendio, in quanto, considerati i redditi dichiarati dai contribuenti nel
2018, non si comprenderebbe come sia stato possibile ottenere un aumento della
sostanza mobiliare nella misura di fr. 743'847.- dal 31.12.2017 al 31.12.2018.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Il
contribuente deve fare tutto il necessario per consentire una tassazione
completa ed esatta (art. 126 cpv. 1 LIFD; v. anche art. 196 LT). Deve in
particolare compilare il modulo in modo completo e veritiero (art. 124 cpv. 2
LIFD; art. 198 cpv. 2 LT) e fornire i documenti necessari (art. 125 LIFD; art.
199 LT). Fra i documenti che una persona fisica deve allegare alla
dichiarazione d’imposta figurano in particolare gli elenchi completi dei
titoli, crediti e debiti (art. 125 cpv. 1 lett. c LIFD; art. 199 cpv. 1
lett. c LT). Deve inoltre fornire, a domanda dell’autorità di tassazione
informazioni orali e scritte, specialmente quando, vista la dichiarazione
d’imposta, sorgono delle questioni in relazione ai redditi, alle spese di
acquisizione, dell’evoluzione del patrimonio (art. 126 cpv. 2 LIFD; art. 200
cpv. 2 LT). Al contribuente incombe quindi la responsabilità dell’esattezza
della sua dichiarazione (sentenze TF 2C_980/2017 del 28.6.2018 consid. 5.3.,
2C_710/2016 del 25.8.2016 consid. 6.2. e riferimenti ivi citati).

 

                                         2.2.

                                         Nell'adempiere l’obbligo
d’informare, il contribuente non può invocare il segreto bancario. Egli deve
procurarsi e fornire le attestazioni bancarie richieste, tra le quali le attestazioni
di completezza (Althaus-Houriet,
in: Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand LIFD, 2a
ed., Basilea 2017, n. 20 ad art. 126 LIFD; Circolare 19 dell’AFC del 7.3.1995: Obbligo
d'informare, di rilasciare attestazioni e di comunicare nella LIFD, pag. 4 e
riferimenti ivi citati).

                                         I terzi che hanno o hanno
avuto relazioni contrattuali con il contribuente devono rilasciare
un'attestazione sull'insieme delle loro relazioni contrattuali e sulle
reciproche pretese e prestazioni (art. 43 cpv. 1 LAID; art. 127 cpv. 1 lett. e
LIFD; art. 201 cpv. 1 lett. e LT). 

                                         La prassi delle banche
svizzere di rilasciare delle attestazioni relative alla situazione patrimoniale
al 31 dicembre ha lo scopo di fornire ai clienti documenti idonei a essere
allegati alla dichiarazione d’imposta, in particolar modo ai fini dell’imposizione
della sostanza, poiché la sostanza imponibile si determina in base al suo stato
alla fine del periodo fiscale (art. 17 cpv. 1 LAID). Su questi documenti
bancari si può leggere l’intestazione “attestazione fiscale” e l’indicazione a
piè di pagina “da conservare per la dichiarazione d’imposta” (cfr. la sentenza
del TF 2C_1087/2016 del 31.3.2017 consid. 4.3).

                                         Fra le attestazioni
scritte previste dagli art. 127 cpv. 1 lett. e LIFD e 201 cpv. 1 lett. e
LT figurano anche le cosiddette attestazioni di completezza, che hanno lo scopo
di stabilire con chiarezza e certezza l’insieme delle pretese e prestazioni
reciproche di un contribuente con l’istituto bancario di cui è cliente (cfr. a
tale riguardo DTF 121 II 257 consid. 3b/b p. 261).

 

                                         2.3.

                                         Secondo l’art. 130 cpv. 1
LIFD, l’autorità di tassazione controlla la dichiarazione d’imposta e procede
alle indagini necessarie. Il capoverso 2 prevede che esegue la tassazione
d’ufficio, in base a una
valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa
i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono
essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener
conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore
di vita del contribuente. Di analogo tenore gli artt. 204 cpv. 1 e 2 LT.        

                                         L’assenza di diffida, non
impedisce, all’autorità fiscale di stabilire gli elementi imponibili per
apprezzamento (sentenza TF 2C_618/2015 del 29.2.2016 consid. 4.2.), quando
sussiste un’incertezza su tali elementi (sentenza TF 2C_679/2016 dell’11.7.2017
consid. 4.2.). Il contribuente dev’essere imposto secondo la sua capacità
economica reale (sentenza TF 2C_679/2016 dell’11.7.2017 consid. 4.2.).
L’autorità fiscale, chiamata a valutare d’ufficio il reddito imponibile di un
contribuente deve tenere conto, secondo il proprio apprezzamento, di tutti i
dati disponibili al momento di prendere la propria decisione. Non si può
tuttavia esigere, dall’autorità fiscale, che effettui atti istruttori e che
proceda a chiarimenti troppo dettagliati, in particolare quando non dispone di
elementi probatori (sentenza TF 2C_679/2016 dell’11.7.2017 consid. 4.2.3).
Quando le uniche indicazioni verificabili riguardano l’evoluzione della
situazione della sostanza, l’autorità fiscale può basarsi sulla differenza tra
lo stato della sostanza all’inizio ed alla fine del periodo fiscale, poi
aggiungere all’importo ottenuto le spese private ed il tenore di vista stimati
per determinare il reddito imponibile (sentenza TF 2C_467/2017 del 5.7.2018
consid. 5.4.).

 

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Nel caso di specie,
nell’ambito della procedura dinanzi all’UT, i contribuenti non hanno prodotto
le attestazioni fiscali inerenti alcune relazioni intrattenute con istituti
bancari. Il fisco ha chiesto, a più riprese, della documentazione “a comprova
dei redditi su capitali percepiti”. In assenza della documentazione richiesta
(ed in particolare quella relativa alle __________ e __________), ha stabilito d’ufficio
una redditività pari al 2% della sostanza mobiliare.

                                         In sede ricorsuale i
contribuenti hanno prodotto la documentazione bancaria mancante ed in
particolare le relazioni aperte presso le banche __________ e __________ __________.
L’UT, dopo aver preso visione dei documenti, ha, da una parte, riconosciuto che
la precedente decisione – con la quale veniva imposta una redditività del 2%
degli averi – era errata, ma ha altresì rilevato l’inspiegabile evoluzione
della sostanza dal 31.12.2017 al 31.12.2018.

 

                                         3.2.

                                         3.2.1.

	
                         Nel periodo precedente a quello
  attualmente sub judice, ossia il 2017, i contribuenti avevano
  presentato la dichiarazione d’imposta, indicando titoli ed averi per fr.
  14'856'030.-. L’elenco dettagliato prevedeva la seguente designazione degli
  averi patrimoniali (pari a __________

  	
  24'500

  
	
  __________

  	
  2'798

  
	
  __________

  	
  16'998

  
	
  __________

  	
  1'119'982

  
	
  __________ (prestito)

  	
  30'000

  
	
  __________ (prestito)

  	
  131'455

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                         3.2.2.

                                         Per quanto concerne il
periodo fiscale 2018, i ricorrenti hanno presentato l’Elenco dei titoli (Modulo
2), indicando una sostanza pari a fr. 15'599'877.-. Diversamente dal precedente
periodo fiscale hanno indicato, per esteso, tutte le “sotto relazioni” in
essere con __________ e __________ __________.

                                         In particolare, dalla
disamina delle relazioni di __________, composte in buona parte da conti
correnti, emerge, rispetto all’anno precedente, un aumento di valore da fr.
10'152'390.- a fr. 10'907'894.-. ndr. Va per inciso indicato che nel Modulo 2
vi è un errore inerente il conto CH __________, in quanto dalla documentazione
prodotta con il ricorso emerge che il conto aveva un valore imponibile al
31.12.2018 di fr. 841'973.- anziché di fr. 948'145.-.

                                         Per quanto concerne,
invece, l’Istituto di credito __________, occorre rilevare che, a fine 2018,
gli averi ammontavano a fr 907'313.-, mentre quelli presso __________ a fr.
3'264'663.- (per entrambe le banche, rispetto al precedente periodo fiscale si
riscontra l’elencazione di più conti).

 

                                         3.3.

                                         3.3.1.

                                         Unitamente al ricorso,
oltre all’estratto fiscale della banca __________, i contribuenti hanno prodotto
anche degli estratti relativi ad altri conti presso __________ (che per inciso
non figurano nell’elenco titoli, v. per esempio i conti __________; __________)
nonché a taluni conti dichiarati (non tutti e non completi). Ora, dagli stessi
emerge una certa operatività (per esempio l’acquisto di titoli, nonché il
cambio di divise). Proprio in merito all’attività di cambio di divise occorre
rilevare un’importante serie di operazioni sul conto __________ con immissioni
di importanti capitali, come pure sul conto __________. È stata anche prodotta,
sempre per __________, anche la “performance del portafoglio __________. di
rif. EUR”.

 

                                         3.3.2.

                                         Nella sentenza TF
2C_868/2008 del 23.10.2009 (consid. 2.3. – 2.4.), il Tribunale federale ha
ricordato che gli utili derivanti dalla vendita di beni – ossia immobili,
titoli, metalli e valute – sono imponibili unicamente se l’attività viene
svolta con l’obiettivo di generare un reddito. Di conseguenza, le plusvalenze
private esenti da imposte, secondo l’art. 16 cpv. 3 LIFD, sono solo quelle
realizzate nell’ambito della semplice gestione del patrimonio privato, ossia
senza che il contribuente svolga un’attività particolare oppure sfruttando un’opportunità
che si presenta in maniera fortuita.

 

                                         3.3.3.

                                         In relazione alle
transazioni effettuate da privati su tali beni la giurisprudenza ha provveduto
a sviluppare i criteri per tracciare la linea di demarcazione tra utili in
capitale privati e commerciali. In particolare, la Suprema Corte ha ritenuto
che i seguenti elementi costituiscano indizi di un'attività lucrativa indipendente
che eccede la mera amministrazione della sostanza privata: il carattere
sistematico e/o pianificato delle operazioni, l'elevata frequenza delle
transazioni, la breve durate di possesso dei beni prima della loro (ri)vendita,
la stretta relazione tra la supposta attività indipendente (accessoria) e la
formazione e/o la professione (principale) del contribuente, l'utilizzo di
conoscenze specialistiche, l'impiego di ingenti fondi di terzi per finanziare
le operazioni, il reinvestimento degli utili realizzati o la costituzione di
una società di persone. Ciascuno di questi indizi può portare, in combinazione
con gli altri o anche - eccezionalmente - da solo se riveste un’intensità
particolare, al riconoscimento di un'attività lucrativa indipendente. Inoltre,
l'assenza di elementi tipici di tale attività in un caso specifico può essere
relativizzata da altre circostanze di particolare intensità. In ogni caso, sono
determinanti le circostanze concrete del caso, così come si presentano al
momento dell’alienazione. 

                                         Nel
caso del commercio di titoli, il modo di procedere sistematico e pianificato e
l'utilizzo di particolari conoscenze tecniche rivestono un’importanza minore;
d’altro canto, occorre dare maggior peso ai criteri del volume delle
transazioni e dell'impiego di ingenti fondi di terzi (sentenza TF 9C_403/2023
del 25.6.2024, consid. 5.5.; sentenza 9C_667/2022 del 21 agosto 2023 consid.
6.3 e giurisprudenza citata, in particolare la sentenza 2C_868/2008 del 23
ottobre 2009 consid. 2.7; cfr. anche la Circolare dell'AFC n. 36 del 27 luglio
2012 sul commercio professionale di titoli, che, in quanto direttiva
amministrativa, non è vincolante per il Tribunale federale, ma da cui non si
discosta senza un valido motivo).

 

                                         3.4.

                                         Ora la situazione dei contribuenti
non è per nulla chiara, non potendosi comprendere, per i vari flussi di
capitali, la loro origine né se le operazioni riscontrabili sui loro conti
siano da configurare quali capital gain esenti (ossia pura
amministrazione del loro patrimonio privato) o se configurino invece gli
estremi di un’attività lucrativa indipendente. Motivo per il quale gli atti
devono essere rinviati all’autorità fiscale, la quale dovrà richiedere ai
contribuenti la trasmissione degli attestati di completezza per tutte le
relazioni bancarie in essere nel 2018 ed inoltre gli estratti conto completi
(1.1. – 31.12.). A tal proposito si osserva che, nel Modulo 2, per il 2018
sembra figurare anche un conto di pertinenza del figlio __________ (__________)
che tuttavia, nel 2018, era maggiorenne. 

                                         In assenza di
collaborazione da parte dei contribuenti si ricorda che l’autorità fiscale può
procedere a determinare gli elementi imponibili (ed in particolare i redditi) d’ufficio,
basandosi sulla differenza tra lo stato della sostanza all’inizio ed alla fine
del periodo fiscale, per poi aggiungere all’importo ottenuto le spese private
ed il tenore di vista stimati. 

 

                                         3.5.

                                         Il ricorso è evaso ai
sensi dei considerandi. Pertanto la decisione su reclamo IC/IFD 2018 del 4
maggio 2022 è annullata e gli atti sono retrocessi all’autorità fiscale
affinché proceda ai sensi dei considerandi. Non si prelevano né tassa di
giustizia né spese processuali.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è evaso ai
sensi dei considerandi.

                                         §    Di
conseguenza, la decisione su reclamo IC/IFD 2018 del 4 maggio 2022 è annullata
e gli atti sono rinviati all’autorità fiscale per i propri incombenti.

 

                                   2.   Non si prelevano né tassa
di giustizia né spese processuali.

 

                                   3.   Contro il presen           Copia
per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La cancelliera: