# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2d6d676c-272e-5e10-9d38-8617c8f99c65
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-06-24
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 24.06.1999 12.1999.33
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1999-33_1999-06-24.html

## Full Text

Incarto n.

  12.99.00033

  	
  Lugano

  24 giugno 1999/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente, 

  Chiesa, Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa a procedura ordinaria (inc. OA 95.169 della Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 2) promossa con petizione 27 giugno 1991 da

 

	
   

  	
  ____________________rappr.ti
  dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________
  rappr. dall'avv. __________

   

  

chiedente
la condanna del convenuto al pagamento dell'importo di fr. 11'102.30 (aumentato
in sede di replica a fr. 11'446.30) oltre accessori;

 

domanda
avversata dal convenuto ma accolta dal pretore limitatamente alla somma di fr.
8'440.20 con sentenza 31 dicembre 1998;

 

appellante
il convenuto con allegato 4 febbraio 1999 che, in riforma del giudizio impugnato,
postula la reiezione della petizione;

 

lette le
osservazioni all'appello di data 15 marzo 1999;

 

esaminati gli atti
e i documenti dell'incarto;

 

 

 

 

considera

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

                                    1.   La
presente vertenza si colloca nell'ambito di un contratto d'appalto in base al
quale gli attori hanno incaricato il convenuto di eseguire gli impianti
sanitari e di riscaldamento nella loro costruenda casa d'abitazione. Sulla
liquidazione finale di fr. 48'000.- i committenti hanno trattenuto fr. 2'000.-,
lamentando un'infiltrazione d'acqua, verosimilmente dovuta al montaggio difettoso
di un wc con vaschetta di risciacquamento nella parete, che provocava
l'apparizione di macchie sul soffitto di locali sottostanti. Essi sostengono
che controparte non ha voluto provvedere alle necessarie riparazioni, così che
essi sono stati costretti a rivolgersi ad altra ditta del ramo dopo aver
ottenuto un referto peritale a chiarimento delle cause dei difetti
all'immobile. Hanno così chiesto in causa, oltre al riconoscimento di
un'indennità di fr. 500.- per torto morale, il risarcimento delle spese da loro
affrontate per porre rimedio agli inconvenienti descritti, in particolare per
lavori da idraulico, da muratore, da pittore e da piastrellista, oltre
all'intervento del perito __________ e dell'arch. __________ come incaricato
della direzione lavori.

 

                                          Il
convenuto si è opposto alla petizione, sostenendo che non corrisponde al vero
che non ha dato seguito alle interpellazioni dei committenti per riparare i
difetti, mentre attribuisce alla carente disponibilità dei signori __________ le difficoltà di incontro e di intervento
sulle installazioni. Per quanto riguarda un appuntamento fissato dai
committenti al 15 giugno 1990 e da loro ritenuto inderogabile, allega di essere
stato convocato per esami in ospedale e di avere reso nota la circostanza alla
controparte. In genere rimprovera agli attori ingiustificata intransigenza al momento
di fissare date e orari degli incontri: in tal modo essi non gli hanno reso
possibile la constatazione dei pregiudizi e l'eventuale esecuzione delle
riparazioni auspicate. Negando pure forza probatoria agli accertamenti
effettuati prima dell'intervento della ditta __________, contesta il diritto
dei committenti ad aver fatto capo alla stessa e quindi a chiedere in causa il
risarcimento dei costi provocati dagli interventi di riparazione. Quanto alla
constatazione dello stato delle cose, il convenuto lamenta di non aver avuto la
possibilità di intervenirvi in contraddittorio, ciò che sarebbe avvenuto se i
signori __________ avessero chiesto una
prova a futura memoria. Sostiene infine che la fattura esposta dalla ditta
__________ contempla lavori estranei
alla riparazione dei pretesi difetti.

 

                                    2.   Nella
sentenza impugnata, ricordate le norme applicabili alla fattispecie ed ammessa
la tempestività della notifica dei difetti, il pretore considera anzitutto che
l'istruttoria ha accertato come le macchie d'umidità riscontrate sul soffitto
di un locale siano causate a perdite d'acqua dai wc istallati dal convenuto al
piano superiore. Esclude per contro l'esclusiva responsabilità dello stesso per
la posa di un bidet. Per quanto riguarda la riparazione dei difetti ai wc, il
primo giudice ha concluso alla mancanza di volontà del convenuto di intervenire
per ovviarvi, se non alle sue condizioni, inaccettabili per la controparte;
comportamento che è stato interpretato come un rifiuto di far fronte ai suoi
obblighi contrattuali a conferma del diritto dei committenti di far capo a
terzi per correggere l'opera difettosa. In merito al calcolo del danno si dirà,
se necessario nel seguito.

 

                                    3.   L'appello
di __________ si fonda su tre argomenti fondamentali. Egli sostiene anzitutto
di non essere responsabile per i difetti in esame: in particolare afferma che
il processo ha dimostrato che le macchie di umidità segnalate dagli attori sono
state prodotte esclusivamente dalla posa non corretta di un bidet da parte di terzi;
che l'istruttoria, contrariamente alle conclusioni pretorili, non ha permesso
di accertare che la causa delle infiltrazioni sia dovuta alla posa dei wc,
rispettivamente che i wc siano stati montati in modo scorretto. In secondo
luogo, contesta comunque che controparte gli abbia offerto una reale
possibilità d'intervento anche soltanto a verifica delle cause d'infiltrazione:
ciò che esclude il diritto di controparte di far capo a terzi e di chiedere un
risarcimento dei danni. Da ultimo dissente dalla quantificazione del credito
operata dal primo giudice.

 

                                          Delle
osservazioni dei resistente si dirà, se necessario, nel seguito.

 

                                    4.   Il
diritto applicabile non è contestato. Pacifica la natura del contratto, risulta
univocamente che le parti -in base all'offerta 15 ottobre 1987 (doc. A)- hanno
sottoscritto il contratto d'appalto 9 novembre 1987 (doc. B) che rinvia
esplicitamente alle norme SIA 118 edizione 1977. Stabilita l'importanza del
collaudo per l'accettazione dell'opera (art. 157 segg.), esse indicano dettagliatamente
i diritti del committente in caso di difetti (art. 169): dapprima il diritto
all'eliminazione del difetto da parte dell'imprenditore entro un termine
conveniente e -subordinatamente- la scelta di tre diverse soluzioni,
(corrispondenti almeno in parte alle alternative offerte dall'art. 368 CO): la
recessione dal contratto, la riduzione del prezzo corrispondente al minor
valore dell'opera, l'esecuzione in proprio delle migliorie, rispettivamente da
parte dell'imprenditore, o di terzi. Per eliminazione dei difetti s'intende non
soltanto la riparazione dei medesimi, ma anche tutte le opere di preparazione e
di completa esecuzione che sono connesse con la presentazione dell'opera
riparata (Gauch P., Kommentar zur SIA-Norm 118, art. 169, N. 4). Questo
primo diritto a disposizione del committente dev'essere esercitato in modo tale
da offrire l'effettiva possibilità all'imprenditore di procedere alla riparazione;
per contro, il committente agisce a costi propri e a proprio rischio se -contrariamente
a quanto prevede l'art. 169 cpv. 1 delle Norme- non fissa alla controparte un
termine adeguato e non attende la fine del medesimo (Gauch, op. cit.,
ibidem, N. 7). Il capoverso 2 della norma in esame precisa però che, se l'imprenditore
si rifiuta espressamente o risulta chiaramente incapace di procedere alla
miglioria, il committente può esercitare i diritti previsti al capoverso 1
cifra 1-3 già prima della scadenza del termine per la miglioria. L'onere della
prova relativamente all'esistenza di difetti incombe di regola al committente (Gauch
, op. cit., ibidem, N. 2).

 

                                    5.   Il
difetto per il quale gli attori procedono in causa è indubitabilmente quello
indicato negli allegati introduttivi degli attori, ossia una perdita d'acqua al
wc del locale doccia che si manifestava come macchia d'umidità nel locale wc
sottostante (petizione, p. 2), dovuta in particolare ("errore più
clamoroso") al fatto che "le giunzioni tra i diversi segmenti di tubi
erano disassate, sicché la tenuta non era stagna: da ciò una costante
infiltrazione d'acqua nel muro" (replica, p. 4). Per contro "la
questione del bidet (per quanto riguarda l'apparecchio come tale) non è oggetto
di causa" (replica, p. 2); ma gli attori nemmeno ipotizzano altra origine
alle denunciate infiltrazioni d'acqua. E' di questo difetto che essi hanno
chiesto l'eliminazione all'imprenditore e, avendo fatto capo a un'altra ditta
per la riparazione, postulano la rifusione di spese e il risarcimento di danni.
Il loro onere probatorio deve portare alla conferma che gli inconvenienti
lamentati (formazione di macchie al soffitto dei vani sottostanti il locale
doccia) erano dovuti al carente intervento della ditta __________ al momento della posa del wc in quella
stanza. 

 

                                          Al
proposito le indicazione dell'istruttoria non sono univoche. Effettivamente già
in vista del collaudo che avrebbe avuto luogo pochi giorni dopo, l'arch.
__________ (DL) segnalava al convenuto,
fra altri difetti, una perdita d'acqua relativa al "vaso wc doccia"
(doc. D), ripreso sul formulario relativo al Collaudo generale con
l'indicazione del 23 marzo 1989 come termine per la riparazione (doc. E). Dopo
un silenzio di qualche mese, dello stesso inconveniente si riparla soltanto nel
successivo autunno, in sede di liquidazione dell'appalto, quando la DL propone
ai committenti il pagamento a saldo della fattura finale e questi fanno
presente all'architetto la presenza della macchia sul soffitto indicandone
l'origine nel wc del locale doccia (doc. G). Sennonché, rivolgendosi al
convenuto l'arch. __________ gli fissa un ulteriore termine scadente a fine
novembre per sistemare altre questioni, mentre afferma che "i committenti
si riservano ... di valutare nel tempo la situazione relativa alle macchie di
umidità apparse sul soffitto e sulle pareti del locale wc, in seguito al disperdimento
d'acqua nella sovrastante doccia avvenuto durante le operazioni di sostituzione
del bidet" (doc. H). Tale è la nuova versione dei fatti pervenuta al
convenuto da parte del rappresentante degli attori, salvo poi tornare sui suoi
passi in data 24 gennaio 1990, in un ulteriore scritto a __________, dal quale
sembra di capire che il difetto riscontrato nel wc del locale doccia è stato
eliminato, mentre identico difetto si verifica al wc del locale bagno (doc. I).
A fine aprile 1990, ricevuti i risultati di un collaudo / perizia di tutto
l'impianto sanitario e di riscaldamento effettuato dallo Studio tecnico
__________ per conto dei signori
__________, la DL ha fissato un ulteriore termine al convenuto per tutta una
serie di interventi, in parte almeno fino ad allora fuori discussione;
nell'ambito di quello scritto (doc. R) si accenna all'inconveniente in
questione nei termini seguenti: "E' stata riscontrata un'anomala posa
della vaschetta di risciacquamento del wc sospeso (doccia primo piano) la quale
risulta spostata rispetto alla mezzeria del vaso sottostante. L'anomalo
spostamento sotto muro del tubo di scarico della vaschetta potrebbe essere la
causa delle perdite d'acqua che ancora si riscontrano sul soffitto e sulla
parete del wc di servizio sottostante. I committenti effettueranno delle prove
con appositi liquidi coloranti rivelatori". Ma, come dirà al proposito il
teste arch. __________ a quel momento che la causa dell'infiltrazione stesse
nella posa del wc costituiva solo un'ipotesi (teste __________). D'altra parte,
la prova con i rivelatori non è mai stata eseguita. L'incertezza delle cause
del difetto è condivisa anche dagli attori personalmente laddove il 28 maggio
1990 postulano un sopralluogo prima di fine mese "in particolare per
definire la provenienza della perdita di acqua (soffitto e pareti wc piano
terra" (doc. S). Né lo stesso rapporto __________ del 22 giugno 1990 indica alcunché di nuovo oltre al fatto che,
sia nel locale doccia, sia nell'attiguo locale bagno, nella posa di entrambi i
vasi wc non è stata rispettata la mezzeria tra la cassetta di risciacquamento e
la relativa condotta, né tra i bulloni di sostegno della tazza e le condotte di
allacciamento; osserva al proposito tutta una serie di interventi correttivi,
ma non afferma che le carenze descritte siano causa di infiltrazioni d'acqua
(doc. AA, punto 2 e 3). Né lo espone nel riassunto delle sue constatazioni del
6 giugno 1991 ai committenti (doc. LL) in cui si legge: "Condotte di
collegamento vaschette di risciacquamento al vaso non perpendicolare con
conseguente svasatura guarnizione manicotto. Perdita di acqua manicotto di
collegamento bidet, dovuto a un internamento eccessivo rispetto alla muratura,
...". Se ne deve concludere che il difetto lamentato, ossia le macchie di
umidità al pian terreno dovute a perdite dai wc al piano superiore, non è stato
provato: l'ipotesi è ben stata formulata, ma la perizia privata al riguardo è
silente pur avendo notato certe irregolarità nella posa dei vasi; e nemmeno può
essere taciuto l'intervento di altra causa, ossia la perdita d'acqua da un bidet,
accertata dallo stesso perito __________, che tuttavia -attribuibile o no
all'intervento del convenuto- è estranea alla presente vertenza, ancorché il
primo giudice abbia ritenuto di esprimersi al riguardo. 

 

                                          Miglior
prova non si evince dalle testimonianze assunte in causa. I dipendenti della
ditta __________, intervenuti in fase di esplorazione e di eliminazione dei
difetti riferiscono entrambi di perdite a un wc e a un bidé (testi __________ e __________). La deposizione dell'arch.
__________, da parte sua, non è determinante per la prova dei fatti poiché il
teste soprattutto esprime la propria personale sicurezza (ma è una pura
opinione) che l'inconveniente provenisse dal wc del locale doccia, mentre -contrariamente
a quanto egli stesso aveva in un primo tempo riferito in forma scritta (doc.
H)- ignora le perdite del bidet. Da parte sua __________, dopo aver
puntualizzato l'importanza di un'indagine approfondita per stabilire la causa
della perdita, ha -per così dire- integrato i suoi referti scritti, aggiungendo
la constatazione, riguardo al tubo di raccordo del wc, che "colava
comunque acqua", malgrado l'utilizzazione di mastice da parte
dell'idraulico. Posto di fronte al suo esposto, silente su questo punto (doc.
AA), si limita ad affermare che durante quel primo sopralluogo "non mi era
stato evidenziato il problema della perdita d'acqua": ciò che è poco
credibile se si pon mente agli scopi per cui è stato richiesto il suo
intervento da parte dei signori __________ (doc.
L) e l'attenzione da lui dedicata al problema dei wc che può giustificarsi
soltanto nell'ambito di un'indagine per scoprire la causa di determinati inconvenienti.
Relativamente alla seconda ispezione, quando si è proceduto all'apertura del
muro, precisa quanto già descritto nel suo riassunto d'intervento (doc. LL),
ossia che "nella parte inferiore del tubo di scarico del bidet correva un
filo di acqua (un rigagnolo) dovuto ad una perdita che partiva dal punto dove
era stato inserito il manicotto nel corpo in porcellana del bidet". Una
perdita importante quindi, descritta dal teste in termini inequivocabili, che
se non costituiva l'unica causa delle macchie di umidità, ne era almeno una concausa
importante.

 

                                          L'istruttoria
ha così dimostrato che almeno un wc è stato montato in modo non conforme alle
regole dell'arte. La tesi dell'appellante dev'essere condivisa laddove sostiene
che, per contro, non è provato che tale carenza sia stata all'origine delle
macchie d'umidità lamentate dai committenti, non foss'altro che a causa dell'accertata
esistenza di un'altra perdita d'acqua, interna alla muratura, da un apparecchio
sanitario collocato nello stesso locale doccia, accanto al wc. Manca pertanto
un presupposto all'azione in esame, ovvero la prova del difetto lamentato dai
committenti. 

 

                                    6.   Il
primo giudice (con riferimento esplicito al doc. 25) ha ritenuto che il
convenuto si sarebbe dichiarato disposto a procedere a determinati interventi
riparatori "unicamente dopo il versamento del saldo della fattura doc.
C" e ha giudicato tale posizione come l'espressione dell'inequivocabile
"assoluta mancanza di volontà" da parte sua di ovviare ai problemi
lamentati dagli attori (sentenza, punto 4). Anche questo aspetto della
fattispecie merita di essere approfondito. Va innanzitutto precisato che l'interpretazione
attribuita dal primo giudice allo scritto di __________ 17 agosto 1990
all'arch. ____________________ (doc. 25) non è esatta. Egli così si esprime:
"Alfine di chiudere la pendenza bonalmente eravamo d'accordo di
intervenire sui wc, ma questo se i signori __________ avessero accettato il pagamento della nostra fattura. ....se
non riceveremo una lettera di accordo da parte dei signori __________ non potremo intervenire" (doc. 25). Ciò
che si spiega in base a uno scritto dello stesso convenuto di qualche giorno prima
alla stessa DL: "Alfine di chiudere la pendenza bonalmente, non potendo
più sapere quanto successo" (dopo un primo intervento della ditta
__________) "eravamo d'accordo di assumere la spesa per .... . Questo con
l'impegno da parte dei signori __________ di
versarci la somma di fr. 2'000.- rispettivamente 2'410.- al termine dei lavori
e dopo collaudo. .... . Se i signori __________
non si impegneranno a versarci la somma a noi dovuta .... ci vedremo
costretti a non dar seguito alla pratica" (doc. FF). Orbene, in generale
si potrebbe obiettare che non spettava al convenuto porre condizioni; tuttavia,
egli non intendeva condizionale il suo intervento al pagamento dello scoperto,
ma al solo impegno di pagare dopo le riparazioni. 

 

                                          Comunque,
se a carico dell'imprenditore può essere individuato un atteggiamento poco
incline a intervenire con decisione a individuare dapprima e a riparare poi gli
inconvenienti pur connessi alle installazioni di sua esclusiva competenza,
vanno parimenti considerate le incertezze oggettive (di cui s'è detto al
considerando precedente) nella ricerca dell'origine del difetto qui in
discussione che certamente non hanno contribuito a chiarire di volta in volta
gli interventi richiesti all'imprenditore e che hanno comportato la fissazione
da parte dei committenti di tutta una serie di termini successivi, regolarmente
superati senza conseguenza alcuna sul merito della controversia. Inoltre, egli
è stato confrontato con i rapidi e continui cambiamenti di programma messi in
atto dai committenti che possono persino suscitare l'impressione di voler
ostacolare anche le scarse iniziative del convenuto. Così, in seguito al
collaudo generale, la DL aveva fissato un termine al 23 marzo 1989 per la
sistemazione della perdita wc (doc. E, foglio 2); il 15 novembre i committenti
si riservavano però una valutazione della situazione, peraltro in
quell'occasione attribuita al bidet (doc. H); il 24 gennaio 1990 veniva
assegnato al convenuto un ulteriore "ultimo termine" scadente il 9
febbraio per eliminare la perdita di acqua al wc bagno, mentre il wc
doccia risultava già "sostituito" (doc. I); ma pochi giorni dopo,
il 29 gennaio, i committenti comunicavano a __________ di voler verificare la
natura delle contestazioni irrisolte relative ai lavori da lui svolti,
incaricando allo scopo il tecnico signor __________ (doc. L); nel mese di marzo, ai solleciti dell'imprenditore per
poter "sigillare il wc" (doc. N, O, P), i committenti rispondevano il
giorno 14: "Vi faremo sapere noi quando sigillare il wc" (doc. Q);
nel seguito, conosciuto il primo rapporto __________, la DL fissava
all'imprenditore un altro termine scadente il 15 maggio 1990 per effettuare una
serie di interventi di miglioria, ma verosimilmente non la riparazione del wc,
dal momento che contestualmente si faceva sapere l'intenzione dei committenti
di procedere alle già ricordate prove coi coloranti (doc. R), mentre i
committenti stessi, in data 28 maggio (con riferimento esplicito allo scritto
della DL) chiedevano un sopralluogo entro il 1. giugno per stabilire il
programma d'intervento, in particolare per definire la causa "della
perdita di acqua (soffitto e pareti wc piano terra)" e indicavano al contempo
che i lavori avrebbero dovuto essere effettuati tra il 12 e il 27 giugno, in
giorni da concordare (doc. S). Superati poi i disguidi connessi con
l'organizzazione di un incontro per la pianificazione degli interventi
(giustificata l'assenza del convenuto dal sopralluogo del 15 giugno: cfr. doc.
11), esso è avvenuto l'11 luglio 1990: in conseguenza di quell'incontro l'imprenditore
si è impegnato a "smontare la cassetta wc doccia, il bidet e relativo wc
per poter mettere la cassetta in mezzaria con lo scarico wc doccia e permettere
la costruzione del muretto, visto che non ci sono più piastrelle. La posa degli
apparecchi citati dopo la posa delle piastrelle" (doc. CC, terzo foglio);
lavori (evidentemente connessi con la descrizione delle irregolarità annotate
dal tecnico ____________________ di cui i committenti hanno preso atto,
chiedendo la loro esecuzione solo entro il 15 settembre 1990 (doc. DD). Gli
interventi descritti nel doc. CC corrispondono alla distinta 24 luglio 1990
allestita all'attenzione di __________ dalla
DL alla voce Apparecchi wc doccia e bagno 1. piano (doc. EE). Sennonché,
ben prima del termine del 15 settembre, ossia con raccomandata 3 agosto 1990
(doc. HH), considerando che con scritto 30 luglio il convenuto avesse inteso
non più essere d'accordo con gli impegni presi nei loro confronti, i
committenti l'hanno informato di voler rivolgersi ad altra ditta,
addebitandogli tutte le spese che ne sarebbero derivate. Ma, ancora una volta,
l'inconciliabilità fra le tesi dei partners contrattuali non può essere
interpretata in modo svantaggioso per l'imprenditore, ossia considerata come
volontà di non porre riparo a determinati difetti: infatti, lo scritto 30
luglio di __________, ancorché oggettivamente non sia un esempio di chiarezza,
pur lamentando un certo peggioramento della situazione in seguito
all'intervento della ditta __________ (forse
ai fini dell'indagine condotta da __________), non esprime la mancata volontà
d'intervenire, così come interpretata dalla controparte. Tant'è che egli descrive
nuovamente quegli interventi: è vero che usa il verbo all'imperfetto
("eravamo d'accordo"), ma -poiché si pone un problema di piastrelle
in seguito alla ridefinizione del muro- chiede pur sempre di inviargli un
campione delle stesse con il numero di articolo; unica condizione, mai
accettata dai committenti, quella di impegnarsi nei suoi confronti a pagare il
saldo della fattura dopo l'esecuzione dei lavori richiesti (doc. FF). A
questo punto vengono interrotti i rapporti fra le parti, ossia quando i committenti,
ignorando la richiesta dell'imprenditore e considerando senz'altro
"evidente di non poter ottenere da parte vostra un'esecuzione a regola
d'arte dei lavori deliberativi", gli chiedono di controfirmare entro l'8
agosto la distinta degli interventi allestita dalla DL in segno di ulteriore
conferma della sua volontà (doc. HH). Il convenuto, avrebbe sì ancora potuto o
dovuto acconsentire alla proposta, ma va considerato che effettivamente, fino a
quel momento, la ditta __________ (ancorché
non per la riparazione definitiva) era già intervenuta sui wc almeno in due
occasioni (cfr. fattura doc. SS) e che la trattenuta di fr. 2'000.- cui accenna
ripetutamente l'imprenditore è in esubero rispetto alla trattenuta di legge
prevista dal contratto SIA (art. 149 segg.). L'atteggiamento dei signori
__________ risulta pertanto dissuasivo e
fondato su considerazioni in parte errate, intese ad ostacolare l'imprenditore
nel dar seguito all'obbligo di intervenire in conformità con l'art. 169 cpv. 1
delle norme SIA; rispettivamente lo stesso comportamento appare inteso ad
interpretare ogni mossa della controparte come un suo rifiuto almeno tacito a
procedere alla miglioria, così da poter far capo al altra ditta prima del
trascorrere del termine del 15 settembre, ossia ai sensi dell'art. 169 cpv. 2
delle norme SIA 118.

                                          

                                          Anche
per questo motivo -in accoglimento dell'appello- l'azione non può essere
accolta, senza che sia più necessario esaminare la questione della
quantificazione del credito. La decisione su spese e ripetibili segue la
soccombenza.

 

 

Per tutti questi
motivi,

richiamati per le
spese l'art. 148 CPC, la LTG e la TOA

 

pronuncia:

 

                                          I.    L'appello
4 febbraio 1999 __________ è accolto.

                                               Di
conseguenza la sentenza 31 dicembre 1998 del Pretore del distretto di Lugano è
così riformata:

 

                                               1.    La
petizione 27 giugno 1991 __________ è repinta.

                                               2.    La
tassa di giustizia in complessivi fr. 900.- e le spese, da anticipare come di
rito, sono poste a carico degli attori. Essi rifonderanno al convenuto
l'importo di fr. 1'000.- a titolo di ripetibili.

 

 

 

                                    II.   Le
spese e la tassa di giustizia, per complessivi fr. 500.-, anticipati
dall'appellante, sono posti a carico dei signori __________. Essi verseranno
inoltre all'appellante la somma di fr. 600.- come ripetibili d'appello.

 

                                   III.   Intimazione:       __________

                                          Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2.

                                       

 

 

Per la seconda
Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
segretario