# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5ce1e472-3427-514c-8020-3f25544ccc53
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-08-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 14.08.2003 11.2003.95
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2003-95_2003-08-14.html

## Full Text

Incarti n.

  11.2003.95

  11.2003.96

  	
  Lugano

  14 agosto
  2003/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  __________. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Walser

  

 

	
  segretaria:

  	
  Locatelli, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa __.____.___ (modifica
di misure a protezione dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di
Lugano, sezione 6, promossa con istanza del 24 aprile 2003 da

 

	
   

  	
  __________ __________, __________ 

  (patrocinata dall'avv. __________ __________,
  __________) 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________
  __________, nata __________ __________ __________, __________ 

  (patrocinato dall'avv. __________ __________.
  __________, __________)

   

  

e nella causa __._____.___(trattenuta di
salario) della medesima Pretura promossa con istanza dell'11 aprile 2003 dalla
convenuta nei confronti dell'istante, 

esaminati gli atti,

posti i seguenti

punti di questione:     1.   Se
dev'essere accolto l'appello del 14 luglio 2003 presenta­to da __________
__________ contro la sentenza emessa il 30 giugno 2003 dal Pretore del Distretto
di Lugano, sezione 6;

                                         2.   Se
dev'essere accolto l'appello del 14 luglio 2003 presenta­to da __________
__________ contro il decreto coevo;

                                         3.   Se
devono essere accolte le richieste di assistenza giudiziaria contestuali agli
appelli;

                                         4.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

 

in fatto:                    A.
  __________ __________ (1963), cittadino italiano, ed __________ __________ da
__________ (1965), cittadina brasiliana, si sono sposati a __________ il 

                                         ____________________
1996. Dall'unione è nato __________ (____________________1996). La moglie è
madre anche di una figlia (____________________________________________________________),
nata il ____________________ 1987 da un precedente matrimonio. Il marito,
titolare di un diploma di commercio, ha lavorato come autista dal 1996
all'inizio del 2000; da allora è in disoccupazione. I coniugi si sono separati
di fatto nell'aprile del 2002, quando il marito ha lasciato l'abitazione
familiare per trasferirsi dai propri genitori. __________ __________ lavora al
50%, dal settembre del 2002, come aiuto domestico presso alcune famiglie. 

 

                                  B.   In
esito a un'istanza di misure a protezione dell'unione coniugale presentata da
__________ __________ il 29 aprile 2002, con sentenza dell'11 ottobre 2002 il
Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha imposto a __________ __________
un contributo alimentare di fr. 370.– mensili per la moglie e uno di fr. 810.–
mensili (compreso l'assegno familiare) per il figlio, dando ordine alla Cassa
disoccupazione __________ di trattenere dal­le indennità a lui dovute l'importo
di complessivi fr. 1'180.– mensili (__________.__________.__________). Un
appello presentato da __________ __________ contro tale sentenza è stato parzialmente
accolto il 12 febbraio 2003 da questa Camera, che ha fissato a fr. 425.–
mensili (fr. 715.– dal 1° settembre 2002) il contributo per il figlio e in fr.
600.– mensili (fr. 310.– mensili dal 1° settembre 2002) quello per la moglie,
modificando di conseguenza l'ordine di trattenuta (inc.
__________.__________.__________).

 

                                  C.   Il
24 aprile 2003 __________ __________ si è rivolto al Pretore, chiedendo di modificare
le misure emanate nel senso di sopprimere – o quanto meno di sospendere – i
contributi alimentari per moglie e figlio, previa concessione dell'assistenza
giudiziaria. Alla discussione del 3 giugno 2002 __________ __________ si è
opposta alla modifica. Statuendo il 30 giugno 2003, il Pretore ha respinto
l'istanza. La tassa di giustizia di fr. 200.– è stata posta a carico
dell'istante, tenuto a rifondere alla controparte fr. 300.– per ripetibili. 

 

                                  D.   Nel
frattempo, preso atto che il marito aveva cominciato un'attività lucrativa per
il Comune di __________, __________ __________ ha chiesto al Pretore l'11
aprile 2003 di adeguare la trattenuta di salario. Con decreto del 15 aprile
2003, emanato senza contraddittorio, il Pre­tore ha ordinato all'ufficio
stipendi del Comune di __________ di trattenere la somma di fr. 1025.– mensili
dallo stipendio del marito, versandolo direttamente alla moglie. Il 16 aprile
2003 __________ __________ ha postulato il beneficio dell'assistenza
giudiziaria e all'udienza del 3 giugno 2003 si è opposto alla domanda. Con
decreto del 30 giugno 2003 il Pretore ha accolto l'istanza ha confermato
l'ordine di trattenuta. Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 100.–, sono
state poste a carico del convenuto, tenuto a rifondere all'istante fr. 150.–
per ripetibili (inc. __________.__________.__________).

 

                                  E.   Contro
le decisioni sui contributi alimentari e sulla trattenuta di salario __________
__________ è insorto con due appelli del 14 luglio 2003 nei quali chiede,
previo conferimento dell'assistenza giudiziaria, che i contributi alimentari
per la moglie e per il figlio siano sospesi e che la trattenuta di salario sia
revocata. Gli appelli non sono stati oggetto di intimazione.

 

Considerando

 

in diritto:                   I.   Sull'appello
contro la sentenza 30 giugno 2003

 

                                   1.   L'art. 179 cpv. 1 CC consente di modificare o di revocare in ogni
tempo le misure di protezione dell'unione coniugale, adattandole alle nuove
circostanze (Hasenböhler in: Basler Kommentar, 

                                         2ª edizione, n. 3 e 4 ad art.
179 CC; Deschenaux/Steinauer/
Baddeley, Les effets du mariage, Berna 2000, pag. 323, n. 783; Hausheer/Reusser/Geiser, Kommentar zum
Eherecht, Berna 1988, n. 8 ad art. 179 CC). Nel Cantone Ticino le misure a protezione
dell'unione coniugale – e, di riflesso, le istanze volte alla modifica di
siffatte misure – sono adottate con la procedura som­maria contenziosa di
camera di consiglio (art. 361 segg. CPC), nel cui ambito l'esame dei fatti è
limitato alla verosimiglianza (Rep. 1991 pag. 431).

                                         

                                   2.   In concreto il Pretore ha accertato che dal 1° marzo 2003 il marito
non percepisce più indennità di disoccupazione e da allora è alle dipendenze
della Città di __________ (incarico a tempo parziale fino al 30 giugno 2003).
Ciò nondimeno, egli ha respinto l'istanza di modifica, rimproverando
all'interessato di non avere profuso sforzi per trovare un'attività che gli
permettesse di far fronte agli obblighi alimentari. Per il primo giudice,
inoltre, l'istante non denota impedimenti al lavoro, sicché avrebbe dovuto
dimostrare di avere cercato lavoro senza successo. Nell'appello costui
sostiene, citando statistiche sulla disoccupazione in Svizzera e nel Ticino,
che il Pretore disconosce la realtà del mercato del lavoro nella regione di
__________. Rievocando le sue negative esperienze professionali degli ultimi
anni, egli afferma che la sua situazione può essere qualificata come un processo
di emarginazione dal mondo del lavoro. Soggiunge di avere sempre cercato un
lavoro nel ramo bancario, settore che tuttavia richiede forze giovani. Conclude
inoltre che, quand'anche trovasse un'occupazione, la relativa remunerazione non
gli permetterebbe di far fronte neppure al proprio fabbisogno. 

 

                                   3.   L'interessato
medesimo dichiara di avere esaurito, dal 1° marzo 2003, il diritto alle indennità
di disoccupazione (fr. 3160.– mensili netti: istanza, pag. 2) e di essere stato
assunto, fino al 30 giugno 2003, dal Comune di __________ come sorvegliante con
uno stipendio di fr. 2127.65 mensili netti, corrispondenti a un grado di occupazione
del 75% (doc. 1 e 2). Ora, che al momento del giudizio il reddito dell'appellante
non fosse più quello originario è senz'altro possibile. Ciò non basta tuttavia
per ottenere una modifica di misure a protezione dell'unione coniugale. In
materia di contributi alimentari il giudice non è tenuto a fondarsi sul guadagno
effettivamente ritratto da una parte. Se questa ha la concreta e ragionevole
possibilità di conseguire un miglior guadagno dando prova di ragionevole
impegno, fa stato il reddito ipotetico (DTF 128 III 65 consid. 4; 5 consid. 4a
con rinvii). Tale reddito dev'essere però alla concreta portata
dell'interessato, considerata l'età di quest'ultimo, la sua formazione
professionale e il suo stato di salute, oltre che la situazione in cui si trova
il mercato del lavoro.

 

                                   4.   Dall'istruttoria
della precedente causa (inc. __________.__________.__________, richiamato)
risulta che l'appellante, quarantenne in buona salute con un diploma di impiegato
di commercio e con attestati di frequenza a corsi di informatica e di inglese,
ha lavorato almeno fino al 1996 nel settore bancario, per poi impiegarsi come
autista per la ditta __________ __________ di __________, attiva nella distribuzione
di sigarette, e ciò fino al 2000. Da quel momento egli è rimasto disoccupato, salvo
lavorare a tempo parziale per diversi datori di lavoro come autista. Nei ruoli
della disoccupazione egli si è annunciato per un lavoro nel comparto bancario.
L'ufficio l'ha inserito invece nel ramo autisti/magazzinieri (interrogatorio formale
del 20 agosto 2002). 

 

                                         a)   Per ottenere la soppressione dei contributi litigiosi l'appellan­te
avrebbe dovuto rendere verosimile di avere intrapreso quanto si poteva
ragionevolmente esigere da lui per evitare una diminuzione delle entrate. Nella
fattispecie non risulta che egli abbia condotto con metodo e impegno ricerche
idonee a trovare una nuova attività adeguata ai suoi obblighi. Il solo fatto di
avere rispettato eventuali disposizioni dell'Ufficio disoccupazione non è
sufficiente. Il diritto di famiglia e l'assicurazione contro la disoccupazione,
del resto, perseguono scopi diversi (RDAT 1999-II n. 67), né il giudice civile
è vinco­lato alle decisioni prese dalle autorità amministrative. Statistiche
sulle perdite occupazionali e sulle percentuali di disoccupati per fasce d'età
sono dunque di poco sussidio. Ogni caso va esaminato sulla base delle sue
particolarità individua­li e la mera esibizione di dati statistici non rende
verosimili l'inutilità di cercare lavoro.

 

                                         b)   L'appellante
sottolinea invero di avere cercato lavoro in banca. Non consta però che il
fallimento delle sue ricerche sia necessariamente da imputare all'età.
Ammettere per altro che, a quarant'anni, un coniuge non sia più in grado di
trovare un'occupazione significherebbe consentire a una parte di abdicare senza
conseguenze alle responsabilità assunte con il matrimonio. Ciò non è ammissibile.
Si aggiunga che l'interessato nemmeno accenna ai motivi per cui, nel 1996, ha
ab­bandonato il settore bancario per diventare autista di una dit­ta attiva nella
distribuzione di sigarette. Né egli pretende o rende attendibile che come
autista gli sarebbe impossibile trovare lavoro. Eppure dal 2000 in poi, e
ancora durante la disoccupazione, egli ha esercitato come autista. Nem­meno è
dato di sapere perché egli non abbia poi conservato tali impieghi. Dagli atti
si evince solo che dalla __________ __________ di __________ egli è stato
licenziato (interrogatorio formale del 20 agosto 2002, risposte n. 2 e 8). 

 

                                         c)   Certo,
è possibile che l'attività di autista non aggradi all'appellante, ma ciò non
basta perché egli potesse rinunciare a un'occupazione che gli permetteva di
guadagnare anche 

                                               fr.
3750.– mensili (interrogatorio formale, risposte n. 3 e 6). Sapere infine se nella
sentenza del 12 febbraio 2003 questa Camera abbia o non abbia reso attento
l'appellante circa la necessità di reperire un lavoro – come indica il Pretore
e l'interessato contesta – poco importa. Il marito era perfettamente
consapevole dei suoi obblighi alimentari. Avrebbe quindi dovuto intraprendere
tutto quanto si poteva ragionevolmente esigere da lui per trovare
un'occupazione che gli consentisse di onorare tali impegni. Manifestamente infondato,
su questo punto l'appello è destinato all'insuccesso.

 

                                   5.   L'appellante
si duole infine della mancata decisione sulla sua domanda di assistenza
giudiziaria. Il fatto che il Pretore non abbia ancora statuito sulla richiesta
presentata dall'istante il 24 aprile 2003 non giustifica, tuttavia, una
modifica del dispositivo sugli oneri di prima sede. Per ottenere una decisione
sul beneficio basta che l'interessato solleciti il Pretore. Né l'omissione costituisce
titolo di revisione secondo l'art. 340 lett. a CPC, la procedura in materia di
assistenza giudiziaria non confondendosi con il merito (art. 5 della legge sul
patrocinio d'uf­ficio e sull'assistenza giudiziaria, entrata in vigore il 30
luglio 2002). Quanto alla concessione dell'analogo beneficio ai figli, è vero
che la nuova legge sull'assistenza giudiziaria è entrata in vigore il 30 luglio
2002 e si applica alle domande introdotte dopo la sua entrata in vigore (art.
37 Lag). In concreto però non è dato a divedere – né l'interessato spiega –
quale pregiudizio gli arrechi la legge nuova. Anche al proposito l'appello
manca perciò di consistenza.

 

                                   II.   Sull'appello
contro il decreto del 30 giugno 2003

 

                                   6.   Respinta
l'istanza del marito volta alla soppressione dei contributi alimentari, il Pretore
ha confermato il 30 giugno 2003 la trattenuta di stipendio in garanzia del versamento
dei contributi medesimi per la moglie e il figlio. Tale conferma si imponeva –
secondo il Pretore – anche qualora l'ordine avesse avuto efficacia solo per il
giugno del 2003, quando il convenuto avrebbe cessato l'attività per il Comune
di __________. L'interessato non contesta nell'appello la legittimità della
trattenuta in sé. Si limita a far valere che nel caso in cui fosse accolto
l'altro suo appello, contro le misure a protezione dell'unione coniugale, anche
la trattenuta va adeguata (o annullata) di conseguenza. Se non che, come si è
appena illustrato, l'appello in materia di misure a protezione dell'unione
coniugale è destinato alla reiezione. Il postulato adeguamento (o annullamento)
della trattenuta di stipendio diventa perciò senza interesse. Quanto alla
mancata decisione sulla domanda di assistenza giudiziaria del 16 aprile 2003,
vale quanto si è già spiegato (consid. 5).

 

                                  III.   Sulle
spese e le ripetibili

 

                                   7.   Gli oneri processuali dei giudizi odierni seguono la soccombenza
(art. 148 cpv. 1 CPC), mentre non è il caso di attribuire ripetibili alla
controparte, cui gli appelli non sono stati intimati e non hanno causato costi
presumibili. Le richieste di assistenza giudiziaria presentate dall'appellante
non possono essere accolte. Quand'anche fosse dato il requisito dell'indigenza,
invero, nei casi in rassegna difettava ai ricorsi sin dall'inizio il requisito
cumulativo della parvenza di esito favorevole (art. 14 Lag). Della situazione
dell'appellante si tiene conto ad ogni modo, rinunciando – in via del tutto eccezionale
– al prelievo di tasse e spese.

                                      

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello
del 14 luglio 2003 contro la sentenza del 30 giugno 2003 è respinto e la
sentenza impugnata è confermata.

 

                                   2.   L'appello
del 14 luglio 2003 contro il decreto del 30 giugno 2003 è dichiarato senza
interesse.

 

                                   3.   Non si
riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili.

 

                                   4.   Le
richieste di assistenza giudiziaria sono respinte.

 

                                   5.   Intimazione
a:

	
   

  	
  – avv. __________ __________, __________; 

  – avv. __________ __________ __________,
  __________.

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria