# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3ce83e42-b792-57dc-9913-a991968022f6
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-09-17
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 17.09.2009 C-6631/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6631-2008_2009-09-17.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6631/2008

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 7  s e t t e m b r e  2 0 0 9

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Blaise Vuille, Andreas Trommer, 
cancelliera Mara Vassella.

A._______, 
patrocinato dall'avvocato Marco Broggini, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Rifiuto dell'autorizzazione d'entrata.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-6631/2008

Fatti:

A.
In  data  22  maggio  2008,  B._______,  cittadina  dello  Sri  Lanka  nata 
il  ...,  ha  depositato  una  domanda  di  visto  alla  Rappresentanza  di 
Svizzera  a  Colombo  al  fine  di  frequentare  per  due  mesi  dei  corsi 
intensivi  di  italiano  e  per  rendere  visita  a  A._______  e  alla  sua 
famiglia, amici dell'interessata, residenti in Ticino. All'istanza essa ha 
allegato  una  lettera  dell'ospitante,  nella  quale  questi  confermava  di 
farsi  carico  di  tutti  i  costi  che  sarebbero  sopravvenuti  durante  il 
soggiorno  dell'invitata  e  ne  garantiva  l'uscita  dal  territorio  elvetico 
entro i termini stabiliti.

B.
In data 16 giugno 2008 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione di 
Bellinzona  ha  trasmesso  per  competenza  e  decisione  la  suddetta 
richiesta all'Ufficio federale della migrazione (UFM). 

C.
Con decisione del 24 settembre 2008 l'UFM ha rifiutato l'autorizzazio-
ne d'entrata in Svizzera nei  confronti  di  B._______, considerando in 
sostanza che la situazione socioeconomica prevalente in Sri Lanka ed 
in particolare le disparità economiche esistenti tra questo paese e la 
Svizzera  non  garantivano  l'uscita  dal  territorio  della  Confederazione 
alla scadenza del soggiorno previsto. L'autorità intimata ha inoltre rile-
vato che i motivi addotti a sostegno dell'istanza, come pure l'insieme 
delle  circostanze  della  fattispecie  facevano  sorgere  seri  dubbi  sulle 
reali intenzioni della richiedente, precisando infine che essa non può 
avvalersi  di  legami  familiari  o  professionali  stretti  con  il  suo  Paese 
d'origine atti a garantirne il ritorno, tenuto conto del fatto che essa può 
lasciare lo Sri Lanka per un periodo di due mesi. 

D.
Con missiva del 17 ottobre 2008 all'attenzione dell'UFM, l'ospitante ha 
dichiarato di aver svolto diverse funzioni pubbliche e di essere un citta-
dino svizzero rispettoso dell'ordinamento giuridico vigente nel nostro 
Paese. Egli ha poi sottolineato che la richiedente soddisfaceva i requi-
siti richiesti di cui all'art. 5 cpv. 1 della legge federale del 16 dicembre 
2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20). 

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E.
In data 22 ottobre 2008, agendo per il  tramite del suo patrocinatore, 
A._______  ha  interposto  ricorso  avverso  la  detta  decisione,  chie-
dendone l'annullamento. In sostanza il ricorrente ha contestato il crite-
rio  relativo alle disparità economiche tra i  due Paesi su cui  si  fonda 
l'UFM per respingere la richiesta di visto e l'affermazione secondo la 
quale la richiedente non avrebbe stretti legami familiari nel suo Paese 
d'origine, sottolineando inoltre che l'interessata è impiegata in qualità 
di sarta di una casa di moda italiana la quale le avrebbe autorizzato la 
vacanza in Ticino. Egli  ha fatto inoltre valere che erano state fornite 
diverse garanzie attestanti la presa a carico di tutti  i  costi  inerenti al 
soggiorno nonché all'uscita dalla Svizzera ed ha poi asserito che detta 
decisione viola manifestamente l'art. 5 cpv. 2 LStr  e che l'autorità  di 
prime cure ha abusato del suo potere d'apprezzamento. 

F.
Chiamato ad esprimersi in merito al suddetto ricorso con preavviso del 
3 dicembre 2008, l'UFM ha postulato la reiezione del gravame. In so-
stanza l'autorità  di  prime cure  ha riconfermato quanto  stabilito  nella 
decisione impugnata precisando che la richiedente è una persona in 
giovane età senza impegni familiari né professionali. L'autorità inferio-
re ha pertanto considerato il ritorno come non sufficientemente assicu-
rato. Infine l'UFM ha asserito che vista la politica restrittiva in tale am-
bito un rapporto d'amicizia come quello instauratosi tra la richiedente e 
l'ospitante non sono atti  a permettere un esito favorevole all'istanza. 
L'autorità  di  prime  cure  ha  infine  dichiarato  che  le  garanzie  fornite 
dall'ospitante sono degne d'interesse ma vanno relativizzate in quanto 
la richiedente rimane libera delle proprie decisioni. 

G.
Invitato ad esprimersi in merito al suddetto preavviso, con replica del 
10 dicembre 2008, il ricorrente ha ripreso le argomentazioni esposte in 
sede di ricorso. 

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Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32),  giusta 
l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di seguito: TAF o il 
Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 dalla 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF.

In particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione d'en-
trata in Svizzera rese dall'UFM - il quale costituisce un'unità dell'ammi-
nistrazione federale come definita all'art. 33 let. d LTAF – possono es-
sere impugnate dinanzi al TAF, il quale statuisce in via definitiva (cfr. 
art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1 della legge del 
17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

1.2 Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti la procedura di-
nanzi al Tribunale è retta dalla PA (art. 37 LTAF).

1.3 A._______ ha diritto di ricorrere (art. 48 cpv.1 PA) e il suo ricorso, 
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile 
(art. 50-52 PA).

2.
Ai sensi dell'art. 49 PA i motivi di ricorso ammessi sono la violazione 
del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprez-
zamento, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti  giuridicamente 
rilevanti nonché l'inadeguatezza, nella misura in cui un'autorità canto-
nale non abbia giudicato come autorità di ricorso. Il Tribunale applica 
d'ufficio il diritto federale nella procedura ricorsuale e non è vincolato 
in nessun caso dai motivi del ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevanti 
sono in primo luogo la situazione di fatto e di diritto al momento del 
giudizio  (cfr.  consid.  1.2  della  sentenza  2A.451/2002  del  28  marzo 
2003 pubblicata parzialmente in DTF 129 II 215).

3.
La politica delle autorità svizzere in materia di visti riveste un ruolo im-
portante nella prevenzione dell'immigrazione clandestina (cfr. Messag-
gio del Consiglio federale relativo alla legge sugli stranieri dell'8 marzo 
2002, in FF 2002 3327). Non potendo accogliere tutti gli stranieri che 

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desiderano  venire  in  questo  paese,  sia  per  un  soggiorno  di  corta 
durata  che  per  un  soggiorno  di  lunga  durata,  le  autorità  svizzere 
possono applicare legittimamente una politica d'ammissione restrittiva 
(cfr.  DTF  122  II  1  consid.  3a;  ALAIN WURZBURGER,  La  giurisprudenza 
recente  del  Tribunale  federale  in  materia  di  polizia  degli  stranieri, 
Rivista  di  diritto  amministrativo e  di  diritto  fiscale  [RDAF]  1997 I,  p. 
287).

La legislazione svizzera sugli stranieri non garantisce né il diritto d'en-
trata in Svizzera né il rilascio di un visto. La Svizzera, come tutti gli altri 
Stati, non è tenuta ad autorizzare di principio l'entrata di stranieri nel 
suo territorio. Tale decisione viene presa dalla Svizzera autonomamen-
te in accordo con il diritto internazionale pubblico (cfr. Messaggio del 
Consiglio federale relativo alla legge sugli stranieri dell'8 marzo 2002, 
in FF 2002 3327; nonché DTF 133 I 185 consid. 2.3).

4.
In occasione della votazione del 5 giugno 2005, il popolo svizzero ha 
accolto il decreto federale del 17 dicembre 2004 che approva e traspo-
ne nel  diritto  svizzero gli  accordi  bilaterali  con l'Unione europea per 
l'associazione  della  Svizzera  alla  normativa  di  Schengen  e  Dublino 
(RS 362), entrati in vigore definitivamente il 12 dicembre 2008. 

L'applicazione dell'acquis di Schengen ha reso necessaria una revisio-
ne completa dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 concernente la proce-
dura d'entrata e di rilascio del visto (OPEV, RU 2007 5537), la quale è 
stata sostituita dall'ordinanza del 22 ottobre 2008 sull'entrata e sul rila-
scio dei visti (OEV, RS 142.204). Ai sensi dell'art. 57 OEV il nuovo di-
ritto si applica alle procedure pendenti alla data dell'entrata in vigore 
dell'OEV. 

5.
Per quanto riguarda le condizioni d'entrata in Svizzera per un soggior-
no non superiore a tre mesi, l'art. 2 cpv. 1 OEV rinvia al Regolamento 
(CE) n. 562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 marzo 
2006, che istituisce un codice comunitario relativo al regime di attra-
versamento delle frontiere da parte delle persone fisiche (codice fron-
tiere Schengen [GU L 105 del 13.04.2006 pag. 1-32]). Le condizioni 
d'entrata previste dal codice frontiere Schengen corrispondono essen-
zialmente a quelle di cui all'art. 5 della legge federale del 16 dicembre 
2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20). In concreto la pratica e la giuri-

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sprudenza  relative  a  quest'ultima  disposizione  possono  essere 
applicate (in merito ai dettagli di tale problematica, cfr. la sentenza del 
Tribunale  amministrativo  federale  C-3015/2008  del  22  maggio  2009 
consid. 4 e 5). 

6.
L'art. 1 par. 1 e 2 del Regolamento n. 539/2001 del Consiglio del 15 
marzo 2001 (GU L 81 del 21 marzo 2001, pag. 1-7) distingue tra i citta-
dini dei paesi terzi a dipendenza dell'obbligo del visto. Considerato che 
B._______  è  cittadina  dello  Sri  Lanka,  è  sottomessa  all'obbligo  del 
visto.

7.

7.1 Al fine di valutare se l'uscita dallo spazio Schengen alla scadenza 
del previsto soggiorno possa essere sufficientemente assicurata, l'au-
torità di prime cure deve giudicare un comportamento futuro. Ora, non 
è possibile constatare in modo certo un fatto non ancora accaduto, tut-
tavia si  possono emettere delle  supposizioni,  considerando l'insieme 
delle circostanze del caso e i dati concreti che risultano dalla situazio-
ne generale del Paese d'origine del richiedente.

7.2 Nel 2008 il prodotto interno lordo (PIL) nello Sri Lanka ammontava 
a 40.7 miliardi USD che corrispondono ad un PIL pro capite di 2014 
USD. Nello stesso anno la crescita economica di  questo Paese rag-
giungeva il 6 %. Tuttavia i valori del primo trimestre del 2009 lasciano 
presagire  dei  tassi  percentuali  per  l'anno  corrente  inferiori  a  quelli 
dell'anno precedente. Sebbene nel 2008 si è potuto constatare una di-
minuzione della disoccupazione che si aggirava attorno al 5.2 %, nei 
primi tre mesi del 2009, secondo i dati dell'Organizzazione internazio-
nale del Lavoro (OIL), già 192 000 lavoratori hanno perso il loro posto 
di lavoro in seguito alla crisi economica globale, soprattutto nel settore 
dell'industria,  in  particolare  nell'industria  dell'abbigliamento  che 
rappresenta  il  pilastro  principale  delle  esportazioni  del  Paese.  Nel 
2008 l'inflazione nello Sri Lanka raggiungeva cifre molto elevate pari al 
22.6  %  (cfr.  <http://www.auswaertiges-amt.de  >  Länder,  Reisen  und 
Sicherheit > Alle Länder A-Z > Sri Lanka, visitato il 7 settembre 2009).

Per quanto riguarda il  conflitto armato che si  protrae da più di  venti 
anni nello Sri Lanka, le LTTE (Liberation Tigers of Tamils Eelam) han-
no depositato le armi il 17 maggio 2009. Ciò nonostante il clima politi-
co rimane a tutt'oggi  teso e il  rischio  di  attentati  permane in  tutto  il 

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http://www.auswaertiges-amt.de/

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Paese  (cfr.  <http://www.eda.admin.ch/eda/it/home.html> Consigli  di 
viaggio > Destinazioni di  viaggio > Sri  Lanka, visitato il  7 settembre 
2009). 

Si  rileva  infine  che  la  pressione  migratoria,  come  lo  ha  dimostrato 
l'esperienza, risulta essere elevata soprattutto in presenza di persone 
giovani che non hanno particolari legami familiari o professionali che li 
vincola al loro Paese d'origine. L'emigrazione è inoltre intensificata al-
lorquando la persona interessata ha parenti o amici all'estero. La diffi-
cile situazione dello Sri Lanka si riflette altresì nella statistica svizzera 
sull'asilo: questo Paese si  trova infatti  al  secondo posto per l'elevato 
numero di richieste d'asilo in Svizzera nel secondo trimestre del 2009 
(cfr. Statistiche  sull'asilo  dell'UFM del  secondo  trimestre  2009 del  9 
luglio 2009, pag. 7).

7.3 Tenuto conto delle considerazioni relative alla situazione socioeco-
nomica nello Sri Lanka e del fatto che la predisposizione a lasciare il 
proprio  paese  d'origine  è  favorita,  allorquando  parenti  o  conoscenti 
sono precedentemente emigrati, la valutazione dell'UFM inerente al ri-
schio  relativamente  elevato  del  non  rispetto  dell'uscita  dallo  spazio 
Schengen entro i termini prestabiliti, non può essere contestata. Cio-
nonostante trarre delle conclusioni basandosi unicamente sulla situa-
zione generale del paese d'origine, porterebbe ad una valutazione dei 
fatti  eccessivamente generalizzata. L'autorità inferiore deve per tanto 
esaminare l'insieme delle circostanze del caso concreto: in particolare 
gli obblighi familiari, sociali o professionali possono costituire una pro-
gnosi favorevole per una partenza regolare dalla Svizzera.

8.
Dagli atti di causa risulta che B._______ ha 27 anni, non è coniugata e 
non ha figli.  Essa  è  impiegata  presso una  casa di  moda  italiana in 
qualità di sarta. Alla luce dei fatti non emergono obblighi di carattere 
famigliare  o  legami  professionali  al  proprio  Paese  che  potrebbero 
ostacolare concretamente un'eventuale emigrazione, considerato il fat-
to che l'interessata può lasciare il proprio impiego per un periodo rela-
tivamente lungo. Sebbene i legami professionali possano in una certa 
misura spingere la persona interessata a ritornare in Patria, non pos-
sono essere considerati  tali  da impedirle l'organizzazione di  un sog-
giorno più lungo di quanto stabilito, una volta entrata in Svizzera. Viste 
le disparità socioeconomiche tra i due Paesi e tenuto conto che la ri-
chiedente non ha stretti  legami familiari  né professionali,  il  Tribunale 

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http://www.eda.admin.ch/eda/it/home.html

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giunge alla conclusione che l'uscita entro i termini prestabiliti non è as-
sicurata. 

9.
Ne discende che l'autorità di prime cure ha rilevato a giusto titolo sulla 
base della situazione agli atti, che l'uscita dallo spazio Schengen entro 
i termini stabiliti  dopo un soggiorno per visita non è sufficientemente 
garantita. Considerato l'insieme delle circostanze del caso, le dichiara-
zioni fornite dal ricorrente in relazione alla presa a carico delle spese 
cagionate  dal  soggiorno auspicato  nonché le  assicurazioni  dell'ospi-
tante secondo le quali  l'interessata avrebbe lasciato la  Svizzera allo 
spirare del visto, non sono tali da impedirle, una volta sul territorio el-
vetico, di intraprendere i passi necessari per stabilirvisi durevolmente 
(cfr.  sentenza  del  Tribunale  federale  6S.281/2005  del  30  settembre 
2005). L'esperienza ha infatti a più riprese dimostrato come le dichia-
razioni  d'intenzione  formulate  dal  richiedente  in  merito  all'uscita 
puntuale dalla Svizzera allo scadere del visto non lo legano, così come 
le garanzie finanziarie fornite dall'ospitante, le quali costituiscono delle 
semplici  dichiarazioni  d'intenzione,  prive  di  effetti  giuridici  che,  in 
mancanza  di  elementi  concreti  attestanti  la  volontà  di  uscire  dal 
territorio elvetico, non sono sufficienti ad assicurare la partenza di un 
cittadino straniero entro i termini stabiliti. 

10.
Ne discende che l'UFM con decisione del 24 settembre 2008 non ha 
violato il diritto federale né abusato del suo potere di apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 49 PA). Per questi motivi il ricorso va respinto.

11.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali vengono poste a ca-
rico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con gli art. 1 a 3 del 
regolamento del  21 febbraio 2008 sulle  tasse e sulle  spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al  Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 
173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di Fr. 600.- sono poste a carico del ricorrente e 
sono computate con l'anticipo spese dello stesso importo versato in 
data 30 ottobre 2008.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto n. di rif. ... di ritorno)
- Sezione  dei  permessi  e  dell'immigrazione,  Bellinzona,  per 

informazione (incarto cantonale di ritorno)

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Mara Vassella

Data di spedizione: 

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