# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bd0ee84b-0ca6-5e2b-bed5-f22dc530718e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-12-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.12.2008 36.2008.116
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2008-116_2008-12-17.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2008.116

   

  TB

  	
  Lugano

  17 dicembre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 18 agosto 2008 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni su opposizione del 30 luglio
  2008 emanate da

  
	
   

  	
  Cassa malati CO 1   

   

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto in fatto che

 

__________, nato nel 1952, era affiliato dal 1997
alla Cassa malati CO 1 per l'assicurazione
malattia obbligatoria LAMal,

 

a causa del mancato pagamento dei premi LAMal, la
Cassa malati ha avviato delle procedure esecutive nei suoi confronti, sfociate
in dieci attestati di carenza beni tra il 2004 ed il 2006 (docc. 1-10) che
hanno stabilito un debito complessivo di Fr. 20'127,55, spese esecutive ed interessi compresi,

__________ è deceduto il 19 marzo 2007,

 

l'8 agosto 2007 (doc. A48) la Cassa malati ha scritto a RI 1 indicando
che "Se avete acetato la successione, supponiamo che siete il
rappresentante e ci permettiamo di informarla che il conto del nostro
assicurato presenta un saldo in nostro favore di Fr. 24'500,45.",

 

la Cassa malati ha chiesto alla sorella di __________
di pagare questa somma entro il 31 agosto 2007,

 

il 21 dicembre 2007 (doc. A46) RI 1 ha comunicato
ad CO 1 di non essere la rappresentante degli eredi e che, considerata la situazione
economica del fratello defunto, ella ha a suo tempo tacitamente rinunciato all'eredita,

 

il 14 maggio 2008 l'Ufficio __________ di __________ ha spiccato 10 precetti esecutivi
(docc. A35-A44) nei confronti di RI 1, per una richiesta complessiva della
Cassa malati, che si è fondata sui summenzionati attestati di carenza beni,
ammontante a  Fr. 20'127,55, oltre
alle spese esecutive e alla tassa d'incasso,

 

l'interessata si è opposta a tutti e dieci i precetti esecutivi,

 

il 29 maggio 2008 la Cassa malati ha emanato
dieci distinte decisioni formali (docc. A21-A30) che, individualmente, hanno tolto
l'opposizione della debitrice
ai singoli precetti esecutivi,

 

sempre tramite la RA 1, il 31 maggio 2008 (doc.
A32) l'interessata ha
contestato la validità di detti PE sia perché l'oggetto riguarda dei premi LAMal del fratello defunto, sia perché
essi si basano su vecchi attestati di carenza beni,

 

inoltre, non v'è alcun documento ufficiale della Pretura o di altra Istituzione che
concerne la successione di __________,

 

il 27 giugno 2008 (docc. A11-A20) la
rappresentante della persona escussa ha interposto dieci separate opposizioni,
sia a motivo che i PE ricevuti concernono il fratello deceduto sia poiché al
momento dell'apertura della
successione del congiunto la sua insolvenza era notoria e quindi ella,
tacitamente, ha rinunciato all'eredità
in virtù dell'art. 566 cpv. 2
CC,

 

 

a ciò hanno fatto seguito il 30 luglio 2008 dieci
distinte decisioni su opposizione (docc. A1-A10), con cui la Cassa malati, basandosi
sulla risposta del 30 luglio 2007 data dall'Ufficio delle imposte di successione e donazione che ha indicato l'interessata come rappresentante degli
eredi, l'ha ritenuta debitrice
dei premi LAMal del fratello, confermando quindi la richiesta di pagamento di
ognuno degli importi stabiliti dai dieci summenzionati ACB,

 

con un unico ricorso del 18 luglio 2008 (doc. I) RI
1, rappresentata dalla medesima fiduciaria, ha ribadito di avere tacitamente rinunciato
all'eredità del fratello notoriamente
insolvente, perciò le richieste di pagamento di cui ai dieci precetti esecutivi
del 14 maggio 2008 devono essere annullate,

 

la risposta del 9 settembre 2008 (doc. III) della
Cassa malati ricorda innanzitutto che i premi in questione sono dovuti giusta l'art. 61 LAMal e l'art. 90 OAMal e che considerando l'applicazione dell'art.
566 cpv. 2 CC, spetta ora alla ricorrente comprovare di avere rinunciato
tacitamente alla successione del fratello visto che l'insolvenza dell'assicurato
era notoria,

 

tuttavia, CO 1 stessa ritiene che anche se si
ammettesse che avrebbe potuto conoscere l'insolvenza dell'assicurato
sulla base degli importi litigiosi e del numero degli attestati di carenza
beni, essa non poteva comunque essere a conoscenza della rinuncia alla successione
da parte degli eredi,

 

pertanto, la Cassa malati sostiene che fintanto
che l'insorgente non fornisce
la prova della sua rinuncia alla successione in questione, quest'ultima è tenuta al pagamento dei premi del
fratello in qualità di erede legale, perciò il ricorso va respinto,

 

la ricorrente non ha prodotto nuovi mezzi di
prova (doc. IV),

 

considerato in
diritto che

 

giusta l'art. 61 cpv. 1 LAMal, l'assicuratore
stabilisce l'ammontare dei premi dei propri assicurati. Sempreché la legge non
preveda eccezioni, l'assicuratore riscuote dai propri assicurati premi uguali,

 

per l'art. 61 cpv. 2 LAMal, l'assicuratore può graduare i premi se è
provato che i costi differiscono secondo i Cantoni e le regioni. Determinante è
il luogo di domicilio dell'assicurato. Sono possibili al massimo tre graduazioni
regionali per Cantone,

per gli assicurati che non hanno ancora compiuto
18 anni, l'assicuratore deve fissare un premio più basso rispetto a quello
degli assicurati d'età superiore (adulti). Egli è legittimato a fare altrettanto
nel caso di assicurati che non hanno ancora compiuto 25 anni e che stanno
svolgendo una formazione (art. 61 cpv. 3 LAMal),

 

l'ammontare dei premi dell'assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie deve essere approvato dal Consiglio
federale. Prima dell'approvazione, i Cantoni possono prendere posizione in
merito alle tariffe dei premi previste per la loro popolazione; la procedura
d'approvazione non deve esserne ritardata (art. 61 cpv. 4 LAMal),

 

l'art. 61 LAMal prevede che l'assicurato è tenuto
al pagamento dei premi fintanto che dura l'affiliazione (artt. 89-92 OAMal;
cfr. STFA del 30 giugno 1998 nella causa M. e P. c. C.M.H.),

 

il pagamento dei premi e delle partecipazioni ai
costi da parte dell'assicurato è necessario per il finanziamento
dell'assicurazione malattia (art. 60 LAMal) e quindi per l'esecuzione della
legge,

 

secondo la volontà del legislatore, gli
assicuratori malattia devono quindi fare valere le proprie pretese in via
esecutiva secondo la LEF (art. 88 cpv. 1 e 2 LAMal; art. 80 LAMal; DTF 125 V
273 consid. 6c),

 

l'art. 90 cpv. 1 OAMal prevede che di regola i
premi devono essere pagati mensilmente ed in anticipo,

 

per l'art. 90 cpv. 3 OAMal, stato al 31 dicembre 2005, se, nonostante
diffida, l'assicurato non paga
premi o partecipazioni ai costi scaduti, l'assicuratore deve promuovere una procedura esecutiva. Se questa
sfocia in un attestato di carenza di beni, l'assicuratore ne informa la competente autorità d'assistenza sociale,

 

le differenti procedure esecutive fatte avviare
dalla Cassa malati nei confronti di __________ sono sfociate in dieci attestati
di carenza di beni dopo altrettanti infruttuosi pignoramenti: ACB n. __________,
ACB n. __________, ACB n. __________, ACB n. __________ del 15 novembre 2004, ACB
n. __________ del 13 aprile 2005, ACB n. __________ dell'8 giugno 2005, ACB n. __________ del 21
settembre 2005, ACB n. __________ del 22 novembre 2005, ACB n. __________ del
20 marzo 2006 ed ACB n. __________ del 29 marzo 2006,

la somma di questi
attestati carenza di beni è di Fr. 20'127,55,

 

essi si riferiscono al mancato pagamento dei
premi LAMal per gli anni dal 2001 al 2005, comprese alcune partecipazioni ai
costi,

 

come visto, il debitore dei premi è scomparso il
19 marzo 2007,

 

la Cassa malati sostiene che spetti ora alla
ricorrente, rappresentante degli eredi, saldare l'importo rimasto scoperto,

 

per questo motivo, siccome la richiesta di pagare
Fr. 24'500,45 non è stata ottemperata,
il 14 maggio 2008 CO 1 ha fatto spiccare dieci nuovi precetti esecutivi nei
confronti dell'insorgente che,
sommati, danno un debito in capitale di Fr. 20'127,55, oltre alle spese esecutive per ciascun PE di Fr. 70.- ed
alle tasse d'incasso di ciascun
PE varianti a dipendenza degli importi dei debiti (nn. __________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________),

 

si tratta quindi di stabilire se la ricorrente
era la rappresentante dell'assicurato
e se la sua rinuncia tacita è valida,

 

riguardo all'acquisto dell'eredità,
in virtù dell'art. 560 CC,

 

"  1 Gli eredi acquistano per legge l’universalità
della successione dal momento della sua apertura.

2 Salve le eccezioni previste
dalla legge, i crediti, la proprietà, gli altri diritti reali ed il possesso
del defunto passano senz’altro agli eredi, ed i debiti del medesimo diventano
loro debiti personali.

3 Per gli eredi istituiti,
gli effetti dell’acquisto risalgono al momento dell’apertura della successione,
e gli eredi legittimi sono tenuti a consegnar loro l’eredità secondo le regole
del possesso.",

 

in merito alla
rinuncia dell'eredità, l'art. 566 CC prevede che

 

"  1 Gli eredi legittimi ed istituiti possono
rinunciare alla successione loro devoluta.

" 
2 La rinuncia si presume quando
l’insolvenza del defunto al momento dell’aperta successione fosse notoria o
risultasse da atti officiali,

 

per l'art. 567 CC,

 

"  1 Il termine per rinunciare è di tre mesi.

2 Esso decorre, per gli eredi
legittimi, dal momento in cui ebbero conoscenza della morte del loro autore, a
meno che provino di aver conosciuto più tardi l’apertura della successione; per
gli eredi istituiti, dal momento in cui hanno ricevuto la comunicazione
officiale della disposizione che li riguarda.",

 

l'art. 570 CC riguarda la forma della
rinuncia:

 

"  1 La rinuncia è fatta dall’erede, a voce o per
iscritto, all’autorità competente.

2 Dev’essere senza condizioni
né riserve.

3 L’autorità tiene un
registro speciale per le dichiarazioni di rinuncia.",

 

la decadenza dal diritto di rinunciare
è prevista dall'art. 571 CC:

 

"  1 Se l’erede non rinuncia entro il termine
fissato, egli acquista incondizionatamente l’eredità.

2 L’erede che prima dello
spirare di detto termine si è ingerito negli affari della successione, o che ha
compiuto atti non richiesti dalla semplice amministrazione e continuazione
degli affari in corso, o che ha sottratto o dissimulato oggetti appartenenti
all’eredità, non può più rinunciare alla stessa.",

 

l'art. 579 CC tratta della responsabilità in
caso di rinuncia:

 

"  1 Se gli eredi di una persona insolvente
rinunciano alla eredità, essi sono tenuti verso i creditori in quanto abbiano
ricevuto dal defunto, nei cinque anni precedenti alla sua morte, dei beni che
sarebbero soggetti a collazione nella divisione ereditaria.

2 Sono esclusi da questa
disposizione il consueto corredo nuziale e le spese di istruzione ed
educazione.

3 Gli eredi di buona fede
rispondono solo nella misura dell’attuale loro arricchimento.",

 

in specie torna applicabile l'art. 566 cpv. 2 CC, relativo alla presunta
rinuncia dell'eredità da parte
di tutti gli eredi (Guinand/ Stettler/Leuba,
Droit des successions, 6a ed., Ginevra-Zurigo-Basilea 2005, n. 462 pag. 224) quando la situazione d'insolvenza del defunto al momento dell'apertura della
successione è notoria o risulta da atti ufficiali,

 

la prima condizione per avere una presunzione di rinuncia di eredità
concerne la circostanza che, al momento della sua morte, il defunto doveva
essere insolvente, ossia avere più debiti che attivi; una difficoltà temporanea
di liquidità non è sufficiente (Schwander,
Basler Kommentar, Zivilgesetzbuch II, 3a ed, Basilea 2007, n. 6 ad art. 566; Abt/Weibel, Erbrecht, Basilea 2007, n.
12 ad art. 566, pag. 936; Steinauer,
Le droit des successions, Berna 2006, n. 981a pag. 473),

 

importante, in secondo luogo, è che l'insolvenza esista al momento
della morte; un'insolvenza successiva (per esempio perché solo dopo la
morte è stato scoperto un danno) non è sufficiente, come pure non è sufficiente
la semplice constatazione di un'insolvenza sulla base dell'inventario pubblico
(Abt/Weibel, op. cit.,
n. 13 ad art. 566, pag. 937; Schwander,
op. cit., n. 6 ad art. 566),

 

la terza condizione si riferisce al fatto che l'insolvenza al momento
del decesso deve essere constatata da atti ufficiali o comunque essere notoria,

 

la constatazione ufficiale risulta in generale dall'esistenza
di atti di carenza beni o dall'apertura di un fallimento o di una procedura
concordataria (Abt/Weibel,
op. cit., n. 12 ad art. 566, pag. 937; Steinauer,
op. cit., n. 981b pag. 473; Guinand/Stettler/
Leuba, op. cit., n. 462 pag. 225), ad ogni modo fintanto che sono ancora
rivelatori della situazione patrimoniale del de cujus al momento della
sua morte (Schwander, op. cit.,
n. 7 ad art. 566),

 

per essere notoria, l'insolvenza deve essere
conosciuta dai terzi appartenenti alla stessa cerchia del de cujus;
semplici pettegolezzi non sono sufficienti. Questa notorietà risulta, per esempio,
dal fatto che il defunto insolvente dipendeva dall'assistenza pubblica, viveva
come un barbone, era oggetto di numerose procedure esecutive, o ancora la sua
situazione d'insolvenza era stata pubblicata sui giornali (Schwander, op. cit., n. 7 ad art. 566; Abt/Weibel, op. cit., n. 12
ad art. 566, pag. 936). Occorre però ancora, in mancanza di una constatazione
ufficiale, che la notorietà dell'insolvenza sia conosciuta dagli eredi (DTF 88
II 299 pag. 310; Steinauer, op.
cit., n. 981b pag. 473; Guinand/
Stettler/Leuba, op. cit., n. 462 pag. 225; d'opinione contraria Schwander, op. cit., n. 7 ad art. 566,
poiché, a suo avviso, l'art. 566 cpv. 2 CC non deve solo proteggere gli eredi
che sapevano effettivamente dell'insolvenza; la notorietà è un concetto oggettivo,
che include una capacità di conoscenza nel campo privato e professionale del de
cujus),

 

quarto elemento, occorre che, nel termine di rinuncia, gli eredi
non abbiano né accettato formalmente la successione, né avuto un comportamento
che porta alla decadenza del diritto di rinunciare in virtù dell'art. 571 cpv. 2 CC (Schwander, op. cit., n. 8 ad art. 566; Steinauer, op. cit.,
n. 981c pag. 473),

 

se queste condizioni sono adempiute, l'erede provvisorio perde di
diritto la sua qualità d'erede alla scadenza del termine per rinunciare. L'art.
566 cpv. 2 non è dunque un'eccezione al principio dell'immissione in possesso
derivante dall'acquisto dell'eredità (art. 560 CC), ma un caso particolare di
perdita di qualità d'erede senza dichiarazione corrispondente (Schwander, op. cit., n. 8 ad art. 566; Steinauer, op. cit., n. 981d pag. 473),

 

la presunzione di rinuncia equipara il silenzio degli eredi alla dichiarazione
di rinuncia (Abt/Weibel,
op. cit., n. 14 ad art. 566, pag. 937), in cui la disputa dottrinale a sapere
se si tratta di una finzione, di una presunzione inficiabile o non inficiabile
non ha alcuna rilevanza, poiché v'è comunque unanimità degli autori sulle
conseguenze giuridiche,

 

per una successione insolvente non occorre la rinuncia, ma l'accettazione
mediante un'esplicita dichiarazione. Infatti, se nel caso di una successione
insolvente l'erede non dichiara d'accettarla entro il termine previsto per fare
la dichiarazione di rinuncia (art. 567 CC), allora si presume che non l'abbia
accettata; a meno che egli non abbia già fatto decadere la presunzione legale
della rinuncia con l'ingerenza prevista dall'art. 571 cpv. 2 CC (Schwander, op. cit., n. 8 ad art. 566),

 

la presunzione di rinuncia viene inficiata con la dichiarazione d'accettazione
degli eredi, che comunque non deve necessariamente avvenire entro il termine di
tre mesi previsto dall'art. 567 cpv. 1 CC (Abt/Weibel, op. cit., n. 14 ad art. 566, pag. 937; d'opinione
contraria Schwander, op. cit., n.
8 ad art. 566), con la richiesta d'inventario pubblico o con la liquidazione d'ufficio
così come con l'ingerenza dell'art. 571 cpv. 2 CC (Abt/Weibel, op. cit., n. 14 ad art.
566, pag. 937),

 

il rovesciamento della presunzione di rinuncia presuppone una
accettazione espressa della successione fatta sotto forma di una dichiarazione
indirizzata all'autorità competente (Guinand/ Stettler/Leuba, op. cit., n. 465 pag. 225; alla nota
836 gli autori precisano che se si ammette come Piotet che l'atto detto d'ingerenza
(art. 571 cpv. 2 CC) può comportare solo la decadenza del diritto di
rinunciare, occorre escludere la tesi secondo la quale la presunzione di
rinuncia potrebbe essere rovesciata con un'accettazione tacita della
successione),

 

in virtù delle considerazioni che precedono,
applicate alla fattispecie emerge che la successione relitta da __________ era
effettivamente insolvente, ossia i passivi dell'assicurato superavano costantemente i suoi attivi, poiché tra il
1997 ed il 2006 egli ha collezionato ben 54 attestati di carenza beni per un debito
totale di Fr. 63'181.-, di cui
dieci ACB ottenuti dalla stessa Cassa malati tra il 2004 ed il 2006 relativi ai
premi LAMal dal 2001 al 2005 (doc. VI/1),

 

da questi ultimi dieci e più recenti verbali di
pignoramento agli atti risulta che se nel novembre 2004 la sorella dell'escusso ha dichiarato al cursore, durante
il pignoramento, che egli lavorava come indipendente con un guadagno appena
sufficiente al proprio sostentamento, nel marzo 2005 ha affermato che il
fratello non lavorava; nel giugno 2005 ha dichiarato che lavorava come
indipendente, con un guadagno tuttavia sufficiente al solo sostentamento,
mentre sia nel settembre e nel novembre successivi sia nel marzo 2006 l'insorgente ha indicato di nuovo che il
fratello non lavorava,

 

il de cujus era nullatenente, non
possedeva beni pignorabili,

 

l'insolvenza della sua successione era quindi stata constatata con
atti ufficiali (ACB) prima della sua morte (dal 2004 al 2006),

 

inoltre, la sua insolvenza era notoria, non solo
alla Cassa malati che aveva ottenuto dieci attestati di carenza beni nei suoi
confronti, ma anche – e soprattutto - alla sorella, con cui viveva e che lo
sostentava interamente – eccetto le parentesi di tempo in cui l'assicurato riusciva appena a mantenersi con
il suo lavoro,

 

da quanto precede discende che siccome tutte le condizioni esposte
sono adempiute affinché vi sia (stata) una presunzione di rinuncia di un'eredità
insolvente, la ricorrente ha perso la sua qualità d'erede del fratello alla
scadenza del termine di tre mesi dalla sua morte, indipendentemente dalla
dichiarazione del 30 luglio 2007 dell'Ufficio delle imposte di successione e
donazione,

 

di conseguenza, non avendo accettato la successione e non essendo
quindi (più) erede dell'assicurato dal giugno 2007, la Cassa malati non poteva
pretendere dall'insorgente il pagamento dei premi LAMal del fratello defunto,

 

pertanto, la ricorrente non poteva essere escussa dall'Ufficio
__________ di __________, a domanda della Cassa malati CO 1, con i PE nn. __________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________,
per il pagamento dei premi LAMal e delle partecipazioni ai costi non
soluti dall'assicurato __________,

 

ne deriva, dunque, che l'assenza di legittimazione passiva della
ricorrente nei confronti della Cassa malati fa sì che le opposizioni da essa
interposte ai summenzionati PE emessi nei suoi confronti il 14 maggio 2008
debbano essere mantenute,

 

pertanto, tutte le decisioni su opposizione del 30 luglio 2008 con
cui la Cassa malati ha preteso dall'insorgente il pagamento della somma di Fr.
24'500,45 oltre interessi del 5%, vanno annullate,

 

il ricorso deve dunque essere accolto,

 

vincente in causa, alla ricorrente vanno riconosciute delle indennità
per ripetibili siccome è rappresentata.

 

 

Per questi
motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è accolto.

 

                               1.1.   Le dieci
decisioni su opposizione emesse il 30 luglio 2008 dalla Cassa malati CO 1 sono
annullate.

 

                               1.2.   La
ricorrente non è debitrice dei premi LAMal del fratello defunto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
La Cassa malati verserà Fr. 1'500.-
alla ricorrente a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare
quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve
motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti