# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 251305ae-f741-5098-88b2-34d615e85271
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-02-16
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 16.02.2022 RR.2021.233
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_RR-2021-233_2022-02-16.pdf

## Full Text

Sentenza del 16 febbraio 2022 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 

Roy Garré, Presidente, 

Miriam Forni e Giorgio Bomio-Giovanascini,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A., rappresentato dall'avv. Silvia Petruzzino,  

 

Ricorrente 

 

   

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  

 

Controparte 

 

   

Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all’Italia 

 

Sequestro di valori (art. 80e cpv. 2 lett. a AIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RR.2021.233 
 

 

 

 

 Fatti: 

A. Il 1° ottobre 2021, la Procura delle Repubblica presso il Tribunale di Trieste, 

Direzione Distrettuale Antimafia, ha presentato alla Svizzera una domanda di 

assistenza giudiziaria internazionale nell’ambito di un procedimento penale a 

carico di A., B., C. e altri per i reati di associazione per delinquere (art. 416 

CP/I), attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (art. 452 quaterdecies 

CP/I), dichiarazione fraudolenta mediante altri artifizi (art. 3 D. lgs n. 74/2000) e 

emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 8 D. lgs n. 

74/2000). In sostanza, gli indagati avrebbero promosso, costituito e organizzato 

una collaudata e stabile associazione a delinquere finalizzata a commettere una 

serie indeterminata di reati, tra i quali l’attività organizzata per il traffico illecito 

di rifiuti. L’associazione avrebbe funto da decisivo trait d’union tra i reali fornitori 

dei rottami metallici (i quali avrebbero venduto in nero, con relativa sottrazione 

a tassazione dei conseguenti ricavi) e gli acquirenti finali del prodotto (i quali, 

invece, avrebbero necessitato di regolare e corretta documentazione fiscale e 

ambientale, anche, ma non solo, per l’imputazione dei costi in contabilità e con-

seguente abbattimento d’imponibile e d’imposta). I fornitori avrebbero indebita-

mente sottratto all’imposizione ricavi per EUR 140 milioni. Gli acquirenti avreb-

bero indebitamente dedotto costi per EUR 150 milioni. L’attività illecita avrebbe 

riguardato 100'000 tonnellate di materiale e 4'000 camion (v. act. 7.1, allegato 

1, pag. 1 e seg.) 

 

Con la sua rogatoria, l’autorità estera ha chiesto alle autorità elvetiche di proce-

dere, tra l’altro, al sequestro della documentazione e dei valori concernenti il 

conto n. 1 presso la banca D. intestato ad A. (v. act. 7.1, pag. 4 e seg.). 

 

 

B. Con decisione di entrata nel merito dell’8 ottobre 2021, il Ministero pubblico 

della Confederazione (in seguito: MPC), cui l’Ufficio federale di giustizia (in se-

guito: UFG) ha delegato l’esecuzione della rogatoria (v. act. 7.2), ha accolto la 

rogatoria, precisando che le misure di esecuzione sarebbero state ordinate con 

decisioni separate (v. act. 4.3). Il medesimo giorno, esso ha ordinato la conse-

gna della documentazione bancaria concernente la relazione n. 1 presso la 

banca D., unitamente al sequestro dei beni ivi depositati (v. act. 4.2). 

 

 

C. Il 26 ottobre 2021, A. ha interposto ricorso avverso l’ordine di consegna e di 

sequestro di cui sopra, chiedendo che “l’ordine di bloccare il conto disposto in 

data 8 ottobre 2021 dal Procuratore federale, Signor E., nell’ambito della do-

manda di assistenza giudiziaria da parte della Direzione Distrettuale Antimafia 

presso il Tribunale di Trieste sia modificato nel senso di sbloccare parzialmente 

il conto al fine di permettere al reclamante di sostenere i costi di mantenimento 

della sua famiglia, di gestione ordinaria, quali tasse, e di patrocinio legale 

 

 

nell’ambito del procedimento penale in corso e dai costi di giustizia, quantifica-

bili in almeno franchi svizzeri 6'000.- mensili” (act. 1, pag. 5). 

 

 

D. Con risposta del 18 novembre 2021, il MPC ha chiesto che il ricorso sia dichia-

rato inammissibile; sussidiariamente, ch’esso sia respinto nella misura della sua 

ammissibilità (v. act. 7). L’UFG, dal canto suo, è rimasto silente.  

 

 

E. Con replica del 10 dicembre 2021, trasmessa al MPC e all’UFG per conoscenza 

(v. act. 10), il ricorrente ha confermato le sue conclusioni ricorsuali (v. act. 9). 

 

 

Le ulteriori argomentazioni delle parti saranno riprese, per quanto necessario, 

nei considerandi in diritto. 

 

 

 

Diritto: 

1.   

1.1 La Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale giudica i ricorsi contro 

le decisioni di prima istanza delle autorità cantonali o federali in materia di assi-

stenza giudiziaria internazionale, salvo che la legge disponga altrimenti (art. 25 

cpv. 1 legge federale sull’assistenza internazionale in materia penale [AIMP; 

RS 351.1] del 20 marzo 1981, unitamente ad art. 37 cpv. 2 lett. a legge federale 

sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione [LOAP; RS 

173.71] del 19 marzo 2010). 

 

1.2 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Italiana e 

la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione europea di 

assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata in vigore il 

12 giugno 1962 per l'Italia ed il 20 marzo 1967 per la Svizzera (CEAG; RS 

0.351.1), dal Secondo Protocollo addizionale alla CEAG dell’8 novembre 2001, 

entrato in vigore il 1° dicembre 2019 per l’Italia e il 1° febbraio 2005 per la Sviz-

zera (RS 0.351.12), dall'Accordo italo-svizzero del 10 settembre 1998 che com-

pleta e agevola l'applicazione della CEAG (RS 0.351.945.41), entrato in vigore 

mediante scambio di note il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo italo-svizzero), 

nonché, a partire dal 12 dicembre 2008 (Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, 

L 327/15-17, del 5 dicembre 2008), dagli art. 48 e segg. della Convenzione di 

applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 (CAS; non pubbli-

cata nella RS ma consultabile sulla piattaforma di pubblicazione Internet della 

Confederazione alla voce “Raccolta dei testi giuridici riguardanti gli accordi bi-

laterali”, 8.1 Allegato A). Di rilievo nella fattispecie è anche la Convenzione sul 

 

 

riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato, conclusa a 

Strasburgo l'8 novembre 1990, entrata in vigore il 1° settembre 1993 per la 

Svizzera ed il 1° maggio 1994 per l'Italia (CRic; RS. 0.311.53). Alle questioni 

che il prevalente diritto internazionale contenuto in detti trattati non regola 

espressamente o implicitamente, come pure quando il diritto nazionale sia più 

favorevole all'assistenza rispetto a quello pattizio (cosiddetto principio di fa-

vore), si applicano la legge sull'assistenza in materia penale, unitamente alla 

relativa ordinanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP, art. I n. 2 Accordo 

italo-svizzero; DTF 142 IV 250 consid. 3; 140 IV 123 consid. 2; 137 IV 33 consid. 

2.2.2; 136 IV 82 consid. 3.1). Il principio di favore vale anche nell'applicazione 

delle pertinenti norme di diritto internazionale (v. art. 48 n. 2 CAS, 39 n. 3 CRic 

e art. I n. 2 Accordo italo-svizzero). È fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali 

(DTF 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 595 consid. 7c). 

 

1.3 La procedura di ricorso è retta dalla legge federale sulla procedura amministra-

tiva del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021) e dalle disposizioni dei pertinenti 

atti normativi in materia di assistenza giudiziaria (art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP e 

12 cpv. 1 AIMP; v. DANGUBIC/KESHELAVA, Commentario basilese, Internationa-

les Strafrecht, 2015, n. 1 e segg. ad art. 12 AIMP), di cui al precedente consi-

derando. 

 

1.4 Il ricorso è stato tempestivamente interposto contro una decisione di sequestro 

di un conto bancario da parte dell'autorità federale d'esecuzione (v. art. 80k 

AIMP). Le decisioni incidentali anteriori alla decisione di chiusura possono es-

sere impugnate separatamente se causano un pregiudizio immediato e irrepa-

rabile mediante il sequestro di beni e valori oppure la presenza di persone che 

partecipano al processo (art. 80e cpv. 2 AIMP). Titolare della relazione n. 1 

presso la banca D. oggetto della decisione impugnata, il ricorrente dispone della 

legittimazione ricorsuale (v. art. 80h lett. b AIMP e art. 9a OAIMP; DTF 118 Ib 

547 consid. 1d; TPF 2007 79 consid. 1.6 pag. 82). 

 

 

2. Il ricorrente afferma che il contestato sequestro non gli permetterebbe di “so-

stenere le inevitabili: i) spese ordinarie derivanti dal mantenimento della propria 

famiglia, ossia la moglie e due figli (uno nato il 30.10.2003 e l’altro il 

01.08.2013), entrambi studenti, dai costi della relativa abitazione di Lugano 

(rata del mutuo, spese telefoniche, elettricità, ecc.) e dai costi quali cassa ma-

lati, tasse, ecc. e ii) spese straordinarie relative al procedimento penale in corso” 

(act. 1, pag. 3). Egli postula quindi lo sblocco parziale del suo conto, al fine di 

coprire i summenzionati costi, quantificabili in almeno fr. 6'000.– mensili (v. ibi-

dem, pag. 5). In sede di replica, egli ha prodotto svariata documentazione ri-

guardante le spese di cui sopra (v. act. 9, allegati da B a I), quantificate questa 

volta in complessivi fr. 8'335.82 (v. ibidem, pag. 4). 

 

 

 

2.1 In base alla giurisprudenza, nel caso di ricorsi rivolti contro decisioni incidentali 

ai sensi dell’art. 80e cpv. 2 AIMP (v. supra consid. 1.4), spetta al ricorrente in-

dicare, nel proprio atto ricorsuale, in che cosa consiste l’allegato pregiudizio e 

dimostrare che questo non potrebbe essere sanato mediante un giudizio che 

annulli, se del caso, la susseguente decisione di chiusura (DTF 130 II 329 con-

sid. 2; 128 II 353 consid. 3 e rinvii). Per quanto riguarda il pregiudizio da pren-

dere in considerazione, in particolare nel caso di sequestro di beni e valori, può 

trattarsi dell’impossibilità di adempiere delle obbligazioni contrattuali scadute 

(pagamento di stipendi, interessi, imposte, pretese esigibili, ecc.), del fatto di 

essere esposto a procedure di esecuzione o di fallimento, oppure alla revoca di 

un’autorizzazione amministrativa, o ancora dell’impossibilità di concludere affari 

vicini al loro sbocco. Il solo fatto di dover far fronte a delle spese correnti non è 

sufficiente, in linea di massima, a rendere verosimile un pregiudizio immediato 

e irreparabile ai sensi della predetta disposizione (DTF 130 II 329 consid. 2 

pag. 332; sentenza del Tribunale penale federale RR.2007.43 del 16 maggio 

2007 consid. 2.2 e rinvii). 

 

2.2 Ora, senza esaminare e approfondire l’esistenza e l’entità degli impegni finan-

ziari invocati, per i quali sono stati presentati dei documenti, occorre rilevare 

che il ricorrente non ha prodotto documentazione che possa permettere a que-

sta Corte di verificare se lo stesso non disponga di altri beni per ovviare alle sue 

asserite difficoltà economiche. Dagli atti dell’incarto non è assolutamente chiaro 

quali siano i redditi e il patrimonio dell’interessato. Il formulario di calcolo delle 

imposte ordinarie sul reddito e sulla sostanza, allegato in sede di replica (v. act. 

9.8), è puramente indicativo e non vincolante per l’autorità fiscale, come si può 

leggere in calce allo stesso. Altra documentazione fiscale non viene inspiega-

bilmente allegata. A queste condizioni, risulta impossibile per questa Corte va-

lutare se esiste o meno un pregiudizio immediato e irreparabile ai sensi della 

giurisprudenza sopraccitata. 

 

2.3 Da quanto sopra discende che il ricorso è inammissibile per la mancanza di un 

pregiudizio immediato e irreparabile giusta l’art. 80e cpv. 2 lett. a AIMP. 

 

 

3. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 della legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA; RS 172.021] richiamato 

l’art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP). La tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 

cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis PA, nonché 5 e 8 cpv. 3 del regolamento del 31 agosto 

2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedura pe-

nale federale (RSPPF; RS 173.713.162), ed è fissata nella fattispecie a 

fr. 2'000.–. Essa è coperta dall’anticipo delle spese già versato di fr. 4'000.–. La 

Cassa del Tribunale restituirà al ricorrente il saldo di fr. 2'000.–. 

 

 

 

 

Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è inammissibile. 

2. La tassa di giustizia di fr. 2'000.– è posta a carico del ricorrente. Essa è coperta 

dall'anticipo delle spese già versato di fr. 4'000.–. La Cassa del Tribunale re-

stituirà al ricorrente il saldo di fr. 2'000.–. 

 
 
Bellinzona, 17 febbraio 2022  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Silvia Petruzzino 

- Ministero pubblico della Confederazione 

- Ufficio federale di giustizia, Settore Assistenza giudiziaria 

 

 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale deve 
essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale della 
decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Gli atti scritti devono essere consegnati al Tribunale federale 
oppure, all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera 
al più tardi l’ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). In caso di trasmissione per via elettronica, per il 
rispetto di un termine è determinante il momento in cui è rilasciata la ricevuta attestante che la parte ha 
eseguito tutte le operazioni necessarie per la trasmissione (art. 48 cpv. 2 LTF). 
 
Le decisioni pregiudiziali e incidentali nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia pe-
nale non sono impugnabili. Rimangono salvi i ricorsi contro le decisioni sulla carcerazione in vista d’estra-
dizione come anche sul sequestro di beni e valori, sempreché esse possano causare un pregiudizio irre-
parabile, oppure l’accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente una decisione finale consen-
tendo di evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa (v. art. 93 cpv. 1 e 2 LTF).