# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ed4aff45-449e-57f1-a164-c66c767aae94
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-11-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 24.11.2010 11.2008.142
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2008-142_2010-11-24.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2008.142

  11.2009.103

  	
  Lugano

  24 novembre
  2010/rs

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani ed Ermotti

  

 

	
  segretario:

  	
  Annovazzi, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa DI.2008.85 (modifica
di provvedimenti cautelari) della Pretura della giurisdizione di Locarno
Campagna promossa con istanza del 29 aprile 2008 da

 

	
   

  	
  AP 1 

  (patrocinato dall'. PA 1) 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO 1 (2004), 

  (rappresentata dalla madre, , 

  e patrocinata dall' PA 2)

  
	
   

  	
   

  	 

				

   

e nella
causa DI.2008.186 (modifica di contributo alimentare: misure provvisionali)
della medesima Pretura promossa con istanza del 28 luglio 2008 da AO 1 contro AP
1;

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto l'appello
del 20 ottobre 2008 presentato da AP 1 contro il decreto cautelare emesso il 6
ottobre 2008 dal Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna;

 

                                         2.   Se
dev'essere accolta la richiesta di assistenza giudiziaria contestuale all'appello;

 

                                         3.   Se
dev'essere accolto l'appello del 15 giugno 2009 presentato da AO 1 contro il
decreto cautelare emesso il 5 giugno 2009 dal medesimo Pretore;

 

                                         4.   Se
dev'essere accolta la richiesta di assistenza giudiziaria contestuale all'appello;

 

                                         5.   Se
dev'essere accolta la richiesta di assistenza giudiziaria presentata il 6
luglio 2009 da AP 1 con le osservazioni all'appello;

                                         

                                         6.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Il 29 gennaio 2004 __________ (1972) ha dato alla luce una figlia, AO
1, che è stata riconosciuta il 20 febbraio 2004 da AO 1
(1973). Durante la vita in comune dei genitori, cessata nel settembre del 2006,
la Commissione tutoria regionale 12 ha ratificato una convenzione da loro
sottoscritta in cui AP 1 si impegnava a versare per la figlia un contributo
alimentare mensile di fr. 500.– fino al 6° compleanno, di fr. 600.– fino
al 12° compleanno e di fr. 700.– fino alla maggiore età (assegni familiari non
compresi). 

                                      

                                  B.   In esito a un'istanza di provvedimenti
cautelari introdotta da __________ il 26 aprile 2007, con decreto
cautelare del 18 febbraio 2008 il Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna
ha condannato AP 1 a versare, dal 1° maggio 2007, un contributo alimentare per
la figlia AO 1 di fr. 1300.– mensili, assegni familiari non compresi, e ha
assegnato all'istante un termine fino al 31 maggio 2008, poi prorogato al 31
luglio, per introdurre l'azione di merito (inc. DI.2007.70).

 

                                  C.   Il
28 aprile 2008 AP 1 ha convenuto la figlia AO 1 davanti al medesimo Pretore per
ottenere la soppressione cautelare del contributo in questione dal 1° marzo
2008. Al contraddittorio del 14 maggio 2008 AO 1 ha proposto di respingere l'istanza. Esperita l'istruttoria, le parti hanno rinunciato al
dibattimento finale, limitandosi a memoriali conclusivi nei quali hanno
ribadito le loro domande. Con decreto cautelare del 6 ottobre 2008 il Pretore ha ridotto il contributo per la
figlia a fr. 1050.– mensili dal 1° marzo 2008 (assegni familiari
non compresi), senza prelevare tasse né spese, ma obbligando l'istante a
rifondere alla convenuta fr. 1000.– per ripetibili. Entrambe le parti sono state ammesse al beneficio dell'assistenza giudiziaria
(inc. DI.2008.85).

 

                                  D.   Contro
il decreto cautelare appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un
appello del 20 ottobre 2008 nel quale chiede, previo conferimento dell'assistenza
giudiziaria, di sopprimere il contributo alimentare per la figlia dal 1° marzo
2008 e di riformare il giudizio impugnato di conseguenza. Il memoriale non ha
formato oggetto di intimazione (inc. 11.2008.142).

 

                                  E.   Nel
frattempo, il 28 luglio 2008, AO 1 ha promosso causa nei confronti di AP 1,
chiedendo un contributo alimentare indicizzato di fr. 1300.– mensili fino al 6°
compleanno, di fr. 1400.– mensili fino al 12° compleanno e di fr. 1500.–
mensili fino alla maggiore età (assegni familiari non compresi) e postulando il
beneficio dell'assistenza giudiziaria. Il 13 gennaio 2009 AP 1 ha avuto da __________ (1965) la figlia N__________. All'udienza del 27 gennaio 2009, indetta per
il contraddittorio, AP 1 ha proposto di respingere l'azione e ha nuovamente
chiesto in via cautelare la soppressione (o almeno la riduzione a fr. 550.– mensili) del contributo alimentare per AO
1 dal 1° gen­naio 2009, instando anch'egli per l'assistenza giudiziaria.
AO 1 ha concluso per la reiezione della domanda cautelare. Il 3 febbraio 2009
il Pretore ha ammesso le parti al beneficio dell'assistenza giudiziaria.
Esperita l'istruttoria cautelare, alla discussione finale del 3 giugno 2009
costoro hanno mantenuto le loro domande.

 

                                  F.   Statuendo
con decreto cautelare del 5 giugno 2009, il Pretore ha ridotto il contributo di
mantenimento per AO 1 a fr. 700.– mensili dal 1° gennaio 2009, assegno familiare
non compreso. La tassa di giustizia di fr. 300.– e le spese sono state poste a
carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili (inc.
DI.2008.186).

 

                                  G.   Contro il decreto appena citato AO 1 è insorta a questa Camera
con un appello del 15 giugno 2009 inteso, previo conferimento dell'assistenza
giudiziaria e dell'effetto sospensivo, a ottenere il ripristino del contributo provvisionale
di fr. 1050.– mensili e a vedere riformato il giudizio
pretorile di conseguenza. Con decreto del 25 giugno 2009 il presidente di
questa Camera ha parzialmente accolto la richiesta di
effetto sospensivo, nel senso che ha fissato in fr. 1000.– mensili (assegni
familiari non compresi) il contributo alimentare dovuto da AP 1 a AO 1 in pendenza di appello. Nelle sue osservazioni del 6 luglio 2009 AP 1 ha concluso per il rigetto dell'appello, instando anch'egli per il beneficio dell'assistenza
giudiziaria, sollecitando la revoca dell'effetto sospensivo parziale. Quest'ultima
richiesta è stata respinta dal presidente
della Camera con decreto dell'8 luglio 2009. AP 1 si è rivolto il 27 luglio 2009 al Tribunale
federale, che con sentenza 5A_492/2009 del 24 settembre 2009 ha respinto in quanto ammissibile il suo ricorso in materia civile e dichiarato inammissibile
quello in materia costituzionale.

 

Considerando

 

in diritto:                   I.   Sull'appello
del 20 ottobre 2008

 

                                   1.   Nella fattispecie AP 1 chiede la modifica di un decreto cautelare
emesso dal Pretore in esito a un'istanza di provvedimenti cautelari promossa da
AO 1 in vista di promuovere l'azione di merito. Ora, l'art. 281 cpv. 1 CC,
applicabile anche alla modifica di contributi alimentari (Breitschmid in: 

                                         Basler
Kommentar, ZGB I, 3ª edizione, n. 7 in fine ad art. 286), stabilisce che il giudice,
introdotta l'azione, ordina “ad istanza dell'attore” (e in caso di modifica
anche il debitore alimentare: Hegnauer
in: Berner Kommentar, edizione 1997, n. 17 in fine ad art. 281 CC) “le opportune misure provvisionali per la durata
della causa”. L'emanazione di misure provvisionali presuppone dun­que
litispendenza o, quanto meno, la conte­stuale introduzione della causa (Hegnauer, op. cit., n. 16 ad art. 281 CC). In concreto nessuna
azione di merito era pendente, AO 1 avendo unicamente presentato un'istanza
cautelare, tant'è che il Pretore le ha assegnato un termine per procedere nel merito.

 

                                         Quanto
all'emanazione di provvedimenti cautelari prima di avviare un'azione di
mantenimento, tale possibilità parrebbe esclusa, il diritto federale avendo
esaustivamente regolato la questione (DTF 63 II 67 consid. 1; Pelet, Mesures
provisionnelles: droit fédéral ou cantonal?, Losanna 1987, pag. 157 in fine; Meier, Grundlagen des einstweiligen
Rechtsschutzes, Zurigo 1983, pag. 102). Sia come sia,
avesse ancora spazio il diritto cantonale – per ipotesi – trattandosi di modificare
un contributo di mantenimento, tale possibilità sarebbe data nel Cantone Ticino
alle condizioni dell'art. 384 CPC (provvedimenti cautelari “per prestazioni di
alimenti”: art. 379 cpv. 2 lett. d CPC), nei modi e nelle forme degli art. 378
segg. CPC. Sull'applicazione di tali norme si dirà oltre.

                                      

                                   2.   Il
Pretore ha accertato nella fattispecie che il 20 gennaio 2008 la __________
aveva licenziato AP 1 per il 29 febbraio 2008. Se non che – egli ha soggiunto –
a quel momento il lavoratore era inabile al lavoro nella misura del 50% e l'istante
non ha spiegato per quale motivo abbia rinunciato a riscuotere indennità per perdita
di guadagno, che gli avrebbero permesso di ricevere almeno fr. 3600.– mensili,
pari all'80% del salario percepito fino ad allora (fr. 4500.– mensili). Quanto
al fabbisogno minimo dell'interessato, il Pretore ha ridotto a fr. 2550.–
mensili quello di fr. 2800.– mensili stabilito nel decreto cautelare del
18 febbraio 2008, l'onere fiscale dovendo essere tralasciato. Ciò posto,
il Pretore ha ridotto il contributo alimentare in favore della figlia da fr.
1300.– a fr. 1050.– mensili.

 

                                   3.   L'appellante
adduce di avere cominciato a lavorare al 50% il 1° marzo 2008 per la __________
con uno stipendio di fr. 2034.05 mensili senza alcuna assicurazione d'indennità
giornaliera e di avere lasciato il 1° luglio 2008 anche tale attività in ragione
del suo precario stato di salute. A torto – egli sostiene – il Pretore ha
fissato poi il suo reddito di fr. 3600.– mensili, le indennità giornaliere
corrispondendo all'80% dello stipendio lordo, senza il rimborso spese di fr.
500.– mensili che gli versava il datore di lavoro. Quanto al suo fabbisogno
minimo, l'appellante sostiene che esso ammonta a fr. 3366.– mensili, poiché il
costo del suo alloggio non è di fr. 1200.– mensili, ma corrisponde all'onere
ipotecario di fr. 1746.– mensili gravante la sua proprietà (la particella n.
1884 RFD di __________), cui si aggiungono fr. 265.– per l'ammortamento. Onde,
in definitiva, l'impossibilità di far fronte a un contributo alimentare per la
figlia.

 

                                   4.   Davanti
al Pretore AP 1 ha postulato, come detto, la modifica di un decreto cautelare.
Che un decreto siffatto non acquisisca mai – o mai completamente – autorità di
forza giudicata (materielle Rechtskraft) e possa sempre essere modificato o revocato “in caso di cessazione
del pericolo o di cambiamento delle condizioni che lo hanno determinato” è
indubbio (Guldener, Schweizerisches Zivilprozessrecht, 3ª edizione,
pag. 583 in alto; Pelet, op.
cit., pag. 5 in alto con riferimenti; v. anche art. 384 CPC).
Ciò premesso, l'istante doveva per lo meno rendere verosimile, chiedendo la
soppressione in via cautelare del contributo alimentare per la figlia, la necessità
di procedere con urgenza. Ove non sia data urgenza, l'emanazione (o la modifica)
di un provvedimento cautelare non entra nemmeno in linea di conto.

 

                                         a)   Nella
fattispecie AP 1 ha motivato la richiesta di sopprimere il contributo alimentare
per AO 1 dal 1° marzo 2008 con il suo licenziamento da parte della __________
per la fine di febbraio 2008 e con l'assunzione, solo a metà tempo, da parte
della __________ per ragioni di salute. Che tali avvenimenti possano giustificare
una modifica del contributo alimentare è possibile. Perché ciò avvenga già in
via cautelare deve nondimeno ravvisarsi urgenza. E urgenza non sussiste solo perché
un obbligato alimentare rimanga – in tutto o in parte – senza lavoro. L'obbligato
deve rendere verosimile altresì di avere fatto quanto si poteva ragionevolmente
esigere da lui per evitare una diminuzione immediata del proprio guadagno.

 

                                         b)   Quando
ha chiesto la soppressione cautelare del contributo alimentare, il 28 aprile
2008, AP 1 lavorava da due mesi al 50% per la __________, dopo essere stato licenziato per il 29 febbraio 2008 dalla __________.
Egli sostiene che il suo precario stato di salute gli impediva di lavorare a
tempo pieno, ma se così fosse mal si comprende perché egli non abbia fatto capo alla possibilità offerta dall'art. 71 cpv. 1
LAMal. Tale norma concede all'assicurato che esce dall'assicurazione
collettiva d'indennità giornaliera perché cessa di
appartenere alla cerchia degli assicurati definita dal contratto di chiedere entro tre mesi, in caso di
malattia, il trasferimento nell'assicurazione individuale
dell'assicuratore. Ciò avrebbe permesso all'appellante di riscuotere un'indennità
giornaliera, seppure ridotta, per la durata di almeno 720 giorni sull'arco di
900 giorni consecutivi (art. 72 cpv. 3 e 4 LAMal). Avesse usufruito di tale facoltà,
egli avrebbe ricevuto un'indennità per perdita di guadagno di almeno fr. 1600.–
mensili (l'80% dello stipendio base di fr. 2000.– mensili) che, cumulato allo
stipendio percepito dalla __________, gli avrebbe permesso di disporre di fr.
3600.– mensili (lo stesso reddito stimato dal Pretore).

 

                                         c)   Relativamente
al proprio fabbisogno minimo, l'appellante chiedeva di inserirvi l'intero onere
ipotecario e l'ammortamento indiretto. A giusto titolo però il
Pretore ha compreso nel fabbisogno minimo di lui l'equivalente della pigione
che egli avrebbe verosimilmente dovuto pagare se fosse vissuto per conto
proprio (I CCA, sentenza inc. 11.2003.39 del 30 dicembre 2004, consid, 4c; v.
anche RtiD I-2005 pag. 764 consid. 5 con rimandi, I-2006 pag. 667). Ne discende
che con un reddito di fr. 3600.– mensili e un
fabbisogno minimo mensile di fr. 2550.– mensili AP 1 avrebbe potuto conservare
dopo il 1° marzo 2008 un margine disponibile di fr. 1050.– mensili con il quale
avrebbe potuto continuare a stanziare il contributo alimentare per AO 1. Non solo quindi l'appello è destinato all'insuccesso, ma a ben
vedere il primo giudice neppure avrebbe dovuto ridurre in via provvisionale il
contributo alimentare per la figlia.

 

                                   II.   Sull'appello
del 15 giugno 2009

                                      

                                   5.   Le misure provvisionali in pendenza di una causa di mantenimento
sono trattate con la procedura sommaria dell'art. 376 cpv. 2 lett. d CPC
(art. 419c cpv. 1 CPC), in esito alla quale il Pretore statuisce con
decreto impugnabile entro dieci giorni (art. 419c cpv. 3 CPC).
Tempestivo, sotto que­sto profilo l'appello in esame è dunque ricevibile.

 

                                   6.   Il
Pretore ha accertato che in seguito alla nascita della figlia N__________, AP 1
si è impegnato a versare in un contratto di mantenimento del 26 gennaio 2009
(approvato il 14 maggio successivo dalla Commissione tutoria regionale 12) un
contributo alimentare di fr. 500.– mensili. Ciò premesso, egli ha accertato una
volta ancora il reddito di lui in fr. 3600.– mensili rispetto a un fabbisogno
minimo di fr. 2100.– mensili, onde una disponibilità di fr. 1250.–
mensili. Egli ha ridotto così il contributo di mantenimento per AO 1 a fr. 700.– mensili.

 

                                   7.   L'appellante
sostiene che il contributo alimentare dovuto da AP 1 alla figlia N__________
non va compreso nel fabbisogno minimo di lui, non essendone dimostrato l'effettivo
versamento. Essa contesta poi il reddito del padre di fr. 3600.– mensili,
rilevando che costui lavora a tempo pieno e guadagna almeno fr. 4000.–
mensili. Con riferimento al fabbisogno minimo del genitore, infine, AO 1
lamenta una svista del Pretore, il quale dopo avere calcolato un totale di fr.
2100.– mensili ha concluso per una disponibilità di fr. 1250.– mensili, mentre
quella effettiva è di fr. 1500.–, sicché il contributo alimentare per lei deve
ammontare a fr. 1000.– mensili.

 

                                   8.   Per
quanto riguarda il sostentamento di N__________, nata il 13 gennaio 2009, in un contratto di mantenimento del 26 gennaio 2009 AP 1 si è obbligato a versare – come si è visto – un contributo alimentare di fr. 500.– mensili dalla nascita fino al
6° compleanno, uno di fr. 600.– mensili dai 7 ai 12 anni e uno di fr. 700.–
mensili dopo di allora, il tutto in aggiunta agli assegni familiari (doc. 1).
Tale contratto è stato approvato il 14 maggio 2009 dalla Commissione tutoria
regionale 12 (doc. XX richiamato). Che l'effettiva erogazione del contributo
non sia documentata è vero, ma non si deve dimenticare che AP 1 vive con la
madre della bambina, di modo che il suo obbligo rientra nel finanziamento dell'economia
domestica. Il che del resto appare verosimile se appena si pensa che __________
non è in grado di sopperire al mantenimento in denaro della figlia. 

 

                                         Né si
scorge in concreto, per avventura, un'eventuale disparità di trattamento. Ove
abbiano un padre comune, invero, più figli hanno diritto nei confronti di lui –
per principio – a un trattamento paritario e a contributi alimentari
proporzionalmente uguali per rapporto ai loro bisogni oggettivi (DTF 127 III 70 consid. 2c; 126 III 357 con­sid.
2b; Meier/Stettler, Droit civil
suisse, Droit de la filiation, vol. II: Effets de la
filiation, 3ª edizione, pag. 557 n. 964). Poco importa che essi siano affidati
al genitore o vivano separati (Rep. 1999 pag. 60 in alto). Dandosi risorse insufficienti, la som­ma a disposizione dell'obbligato alimentare va
ripartita proporzio­nalmente tra i figli (sentenza del Tribunale federale
5A_62/2007 del 24 agosto 2007 consid. 6, in: FamPra.ch 2008 pag. 223; I CCA,
sentenza 11.2008.66 del 23 dicembre 2009, consid. 12 con riferimenti). Nella
fattispecie nemmeno si giunge a tanto.

 

                                   9.   Per quel che attiene alle entrate dell'appellante, nel decreto impugnato
il Pretore ha stimato un reddito potenziale (come nel decreto cautelare del 6
ottobre 2008) di fr. 3600.– mensili, pari a un'indennità per perdita di
guadagno consistente nell'80% del salario mensile (fr. 4500.–), non senza
accertare che in realtà l'interessato aveva percepito fr. 2500.– nell'ottobre
del 2008, fr. 4000.– nel novembre del 2008, fr. 2025.– nel dicembre 2008,
fr. 4002.– nel gennaio 2009 e fr. 2425.– nel febbraio 2009. AO 1 sostiene che
il convenuto guadagna almeno fr. 4000.–, tra attività dichiarate e non
dichiarate, giacché “il cumulo delle ore porta a un dispendio di tempo pari a
un impiego a tempo pieno”.

 

                                         a)   In
linea di principio il reddito di un coniuge con obblighi di mantenimento è
quello effettivo. Se tuttavia, dando prova di buona volontà, egli avrebbe la
ragionevole possibilità di guadagnare di più, fa stato il reddito ipotetico
(DTF 128 III 5 consid. 4a con rinvii, 65 consid. 4). Un guadagno potenziale non
va però determinato in astratto. Dev'essere alla concreta portata dell'interessato,
considerata l'età di lui, la formazione professionale e lo stato di salute,
oltre alla situazione sul mercato del lavoro (DTF 130 III 542 consid. 3.2 con
rinvii). La fissazione di un reddito virtuale non ha, in effetti, carattere di
penalità (DTF 128 III 6 prima frase).

 

                                         b)
  Dagli atti risulta che, quando era alle dipendenze della __________ (di
cui era stato amministratore unico fino al 14 dicembre 2007), AP 1 riceveva uno
stipendio di fr. 4150.– netti mensili. Il nuovo amministratore unico della
società, __________, lo ha licenziato in tronco il 20 gennaio 2008 “per i gravi
motivi venutisi a creare e per le sue continue assenze per malattia” che gli
impedivano di guidare i camion (doc. J). AP 1 sostiene che a quel momento egli
era inabile al lavoro (verbale del 14 maggio 2008, pag. 2 nell'inc. DI.2008.85).
Sta di fatto che il rapporto di lavoro si è effettivamente concluso il 29
febbraio 2008. L'indomani la __________, il cui amministratore unico era lo stesso
__________ (doc. H), ha assunto AP 1 a metà tempo con uno stipendio di fr.
2034.– mensili netti (doc. K). In un certificato del 15 aprile 2008 il dott. __________
di __________ ha attestato che l'interessato aveva “una capacità lavorativa
ridotta al 50% e per questo motivo è stato stipulato un contratto di lavoro al
50%” (doc. L). Se non che, il 15 giugno 2008 AP 1 ha rescisso anche tale rapporto di lavoro con effetto immediato (doc. XIII richiamato). Nella
procedura di modifica di provvedimenti cautelari da lui promossa il 28 aprile
2008 (inc. DI.2008.85) egli ha poi ribadito di essere inabile al lavoro per
problemi di salute e di non avere alcun reddito (memoriale conclusivo del 30
settembre 2008, pag.3). All'udienza del 27 gennaio 2009 egli ha confermato di
essere ancora senza reddito (verbale, pag. 3).

 

                                               L'Ufficio
dell'ispettorato del lavoro, intervenuto su segnalazione dell'Ufficio del
sostegno sociale e dell'inserimento (che anticipava il contributo alimentare in
favore di AO 1), ha accertato nondimeno che dal febbraio al novembre del 2008 AP
1 aveva svolto 20 trasporti per la __________ tramite la __________ (rapporto
del 

                                                9
dicembre 2008, doc. XVI e XVIII richiamati). Tant'è che fra il settembre e il novembre
del 2008 egli aveva percepito mediamente fr. 3000.– mensili dalla __________
(doc. XII), oltre a una media di circa fr. 2200.– mensili dalla __________ fra il
dicembre del 2008 e il febbraio del 2009 per prestazioni varie (fattorino,
magazziniere e riparazioni: doc. XIX richiamato). Che durante quel periodo AP 1
abbia lavorato è stato confermato anche da __________, amministratore unico della
__________ e – a quel tempo – della __________ (deposizione del 20 aprile 2009:
verbali, pag. 5). Nelle osservazioni all'appello del 6 luglio 2009 l'interessato medesimo dà atto di avere cominciato a collaborare come indipendente con le
società amministrate da __________ (pag. 3).

 

                                         c)   Che
rispetto al febbraio del 2008 (quando è cessato il rapporto di lavoro con la __________)
la situazione di AP 1 sul fronte dei redditi si sia modificata è possibile. Come
si è visto, però, AP 1 avrebbe potuto continuare a procurarsi anche dopo il 1°
marzo 2008 all'incirca fr. 3600.– mensili complessivi (consid. 4b). Il 15
giugno 2008 poi egli ha rescisso in tronco anche il rapporto di lavoro con la __________,
senza che nulla giustificasse una decisione del genere (il certificato 15
aprile 2008 del dott. __________ si limitava ad attestare un'incapacità lucrativa
del 50% a quel momento: sopra, consid. b). Ne segue che, quando il 27 gennaio
2009 AP 1 ha sollecitato la soppressione cautelare del contributo per AO 1, l'urgenza del provvedimento richiesto era – una volta ancora – lungi dall'apparire verosimile. Anzi,
se diminuzione di reddito vi era stata, a un sommario esame come quello che governa
l'ema­nazione di provvedimenti cautelari essa appariva riconducibile al
comportamento dell'appellante medesimo.

 

                                         d)   Si
aggiunga che l'urgenza non sussisteva nemmeno quando il Pretore ha statuito, il
5 giugno 2009. A quel momento AP 1 asseriva invero di non lavorare, ma a parte
il fatto che ciò non era vero (in realtà lavorava “in nero”, come si è accennato),
niente giustificava tale inattività. Che il certificato del dott. __________
(sopra, consid. b), dell'aprile precedente, avesse ancora qualche valenza egli
non pretende. Che presunte affezioni – di cui per altro si ignora qualsiasi diagnosi
– impedissero all'interessato di eser­citare una professione non risulta.
Perché in definitiva AP 1 più non lavorasse, non è dato di capire. Ne segue che,
al momento in cui il Pretore ha statuito in via cautelare, AP 1 poteva con un minimo
di buona volontà guadagnare come autista, magazziniere o riparatore quanto percepiva
dalla __________, ovvero fr. 4150.– mensili (tant'è che presso la __________
guadagnava sostanzialmente il 50% di tale cifra). Una volta di più, dunque, se
urgenza c'era, essa si ascriveva con ogni evidenza al comportamento
dell'interessato medesimo e non giustificava un intervento provvisionale del
giudice.

 

                                10.   Relativamente
al fabbisogno minimo di AP 1, il Pretore, l'ha ridotto da fr. 2550.– a fr.
2100.– mensili conteggiando una locazione di soli fr. 1050.– (“importo consono
per una persona che vive da sola”) rispetto ai fr. 1200.– conteggiati nel
decreto cautelare del 18 febbraio 2006 e in quello
successivo del 6 ottobre 2008. Se non che, il fabbisogno minimo di fr. 2100.– considerato
dal Pretore si riconduce a un flagrante errore di calcolo. Riducendo il costo
dell'alloggio da fr. 1200.– mensili a fr. 1050.– mensili, in effetti, il
fabbisogno minimo dell'interessati si riduceva a fr. 2400.– mensili, non a
fr. 2100.– mensili.

 

                                         Nelle
osservazioni all'appello AP 1 si duole che senza motivazione il Pretore abbia
ridotto il suo costo dell'alloggio, appunto, da fr. 1200.– a fr. 1050.– mensili,
mentre il suo onere ipotecario ammonta a fr. 1746.– mensili, cui si aggiungono
fr. 246.– di ammortamento indiretto. A ragione però il Pretore ha inserito nel
fabbisogno minimo dell'interessato l'equivalente della spesa che AP 1 dovrebbe
sopportare se vivesse da sé solo (sopra, consid. 4c). E un esborso di fr.
1050.– mensili (spese accessorie comprese) può ritenersi, a un sommario esame,
ragionevole e adeguato nel __________ anche per una persona sola. Certo, incomprensibilmente
e senza motivazione il primo giudice ha ridotto a distanza di qualche mese la
spesa da fr. 1200.– a fr. 1050.– mensil. Come si vedrà in appresso, comunque
sia, la situazione dell'interessato non muta nemmeno riconoscendo una pigione
di fr. 1200.– mensili. Si ricordi in ogni modo che nella sentenza finale il
Pretore non potrà limitarsi a considerare la situazione di AP 1. Essendosi questi
sposato nel frattempo con __________, per accertare la
disponibilità dell'interessato nei confronti di AO 1 andrà accertata la
situazione dell'intero nucleo familiare (RtiD II-2006 pag. 692 n. 42c).

                                         

                                11.   Se ne
conclude che con un reddito (ipotetico) di fr. 4150.– mensili e un fabbisogno
minimo di fr. 2400.– mensili, il margine disponibile di AP 1 ammontava, quando
ha giudicato il Pretore, a fr. 1750.– mensili. Nulla suffragava dunque
un'ipotetica urgenza per cui l'istante non fosse più in grado di sovvenire alla
secondogenita N__________. Non soccorrendo gli estremi per una modifica
cautelare, l'istanza di AP 1 andava pertanto respinta. Provvisto di buon
diritto, l'appello merita accoglimento.

 

                                  III.   Sulle
spese, le ripetibili e l'assistenza giudiziaria

 

                                12.   Gli oneri del giudizio dell'appello introdotto da AP 1 seguono la
soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre non è il caso di attribuire
ripetibili alla controparte, cui il memoriale non è stato intimato e non ha
causa­to spese presumibili. La richiesta di assistenza giudiziaria formu­lata
dall'appellante non può essere accol­ta, giacché all'appello mancava sin dall'inizio
qualsiasi probabilità di successo (art. 14 cpv. 1 lett. a Lag), tant'è che il
memoriale non è stato notificato per osservazioni.

 

                                 13.   Gli
oneri dell'appello di AO 1 seguono a loro volta la soccombenza di AP 1, che rifonderà
all'appellante 

                                          un'equa
indennità per ripetibili. L'esito del giudizio odierno impone
anche una modifica del dispositivo sulla tassa di giustizia e le spese di primo
grado, che segue la medesima sorte. Quanto alle ripetibili, tuttavia, l'appellante
non indica nemmeno approssimativamente quale sarebbe l'indennità rivendicata,
ciò che rende la richiesta irricevibile (Rep. 1993 pag. 228 consid. b, 1985
pag. 95 consid. 1).

 

                                14.   Circa
la domanda di assistenza giudiziaria presentata da AO 1, l'attribuzione di adeguate ripetibili renderebbe di per sé la richiesta senza oggetto (sentenza
del Tribunale federale 5P.108/2006 del 22 giugno 2006, consid. 3). Se non che, AP
1 non risulta avere margini di reddito (tutta la disponibilità che potrebbe
procurarsi va destinata alle figlie), ciò che rende la somma di difficile o
impossibile incasso e giustifica sin d'ora la concessione del beneficio (DTF
122 I 322; cfr. anche DTF 131 III 344 consid. 7). Non può essere accolta invece
la richiesta di assistenza giudiziaria contestua­le alle osservazioni di AP 1. Intanto
la resistenza all'appello appariva sin dall'inizio senza possibilità di buon
esito (art. 14 cpv. 1 lett. a Lag). Inoltre il richiedente è proprietario della
particella n. 1884 RFD di __________, sulla quale sorge uno stabile bifamiliare.
Perché egli rinunci a locare un appartamento, lasciandolo in uso senza
corrispettivo a un figlio di __________ (interrogatorio formale del 9 luglio
2008, risposta n. 54 nell'inc. DI.2008.85) è un interrogativo senza risposta.
In tali circostanze l'assistenza giudiziaria non può entrare in linea di conto.

 

                                  IV.   Sui
rimedi giuridici a livello federale

 

                                15.   Circa
i rimedi giuridici esperibili contro l'odierna sentenza sul piano federale
(art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso di fr. 30 000.– ai fini
dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF per un eventuale ricorso in materia civile non
è raggiunto dall'appello di AP 1, che verteva sulla soppressione del contributo
provvisionale di fr. 1050.– mensili dal marzo al dicembre del 2008.
Raggiunge tale soglia invece l'appello di AO 1, che verteva sulla medesima richiesta
dal gennaio del 2009 in poi. Quanto all'impugnabilità delle decisioni in
materia di assistenza giudiziaria per la procedura di appello, trattandosi di
decisioni incidentali, esse seguono la via giudiziaria dell'azione principale
(sentenza del Tribunale federale 5A_108/2007 dell'11 maggio 2007, consid. 1.2).

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:               I.   L'appello
del 20 ottobre 2008 è respinto e il decreto cautelare impugnato è confermato.

 

                                   II.   Gli oneri
di tale appello, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 350.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
400.–

                                         sono
posti a carico dell'appellante. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   III.   La
richiesta di assistenza giudiziaria in appello è respinta.           

 

                                 IV.   L'appello
del 15 giugno 2009 è accolto e il decreto cautelare impugnato è così riformato:

                                                        1.   AO 1

                                           2.   La
tassa di giustizia e le spese di complessivi fr. 300.– sono posti a carico del
convenuto. Non si assegnano ripetibili.

 

                                  V.   Gli oneri
di tale appello, consistenti in:

                                         a) tassa
di giustizia      fr. 450.–

                                         b) spese                         fr.  
50.–

                                                                                fr.
500.–

                                         sono
posti a carico di AP 1, che rifonderà all'appellante fr. 1500.– per ripetibili.

 

                                 VI.   AO 1 è
ammessa al beneficio dell'assistenza giudiziaria in appello con il gratuito patrocinio
dell'avv. PA 1.

 

                                 VII.   La
richiesta di assistenza giudiziaria formulata da AP 1 con le osservazioni all'appello
è respinta. 

                                      

                                VIII.   Intimazione
a:

	
   

  	
  ;.

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno Campagna.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art.
100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il
ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta
ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non
raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia
concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.