# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e278be8e-6d27-5765-bda4-7b7693bfbb5e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-05-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.05.2024 D-200/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-200-2024_2024-05-14.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-200/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 4  m a g g i o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l’approvazione del giudice Lorenz Noli;  

cancelliere Kevin Togni. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…),  

Sierra Leone,  

patrocinato da Elena Formisano, 

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale – Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento (procedura celere); 

decisione della SEM del 27 dicembre 2023 / N (…). 

 

 

 

D-200/2024 

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Fatti: 

A.  

A.a A._______, cittadino sierraleonese, è espatriato il 17 settembre 2023 

ed ha raggiunto la Svizzera il medesimo giorno, depositandovi una do-

manda d’asilo e dichiarando di essere minorenne, e meglio nato il 12 otto-

bre 2005 (cfr. atti della Segreteria di Stato della migrazione di seguito: 

SEM o autorità inferiore n. 1281020-1/1, 2/2, 3/1). 

A.b  

Il 26 ottobre 2023 la SEM ha svolto l’audizione per richiedenti d’asilo mino-

renni non accompagnati (RMNA) avendo il ricorrente dichiarato, in corso di 

procedura, di essere minorenne malgrado poi egli fosse nel frattempo di-

venuto maggiorenne. Dal verbale redatto (cfr. atto SEM n. 14/8, 7.01 e 

7.02) si evince che l’interessato riconduce il proprio espatrio ad un singolo 

evento: nel 2022 avrebbe partecipato ad una protesta contro il prezzo della 

benzina, in ragione della sua attività professionale quale autista di moto, 

durante la quale un agente di polizia sarebbe stato ucciso. Essendo ricer-

cato dalla polizia e dal proprietario della moto utilizzata per l’esercizio della 

propria professione, egli avrebbe preso la decisione di espatriare con un 

amico. Il padre di quest’ultimo lo avrebbe in seguito ritenuto responsabile 

della morte del figlio avvenuta all’estero a seguito dell’espatrio. 

A.c  

Il 14 dicembre 2023 la SEM ha provveduto all’audizione sui motivi d’asilo 

dell’interessato. Dal verbale redatto (cfr. atto SEM n. 38/9, R50) si evince 

sostanzialmente che egli ribadisce ricondurre il proprio espatrio al sum-

menzionato evento precisando, nel proprio racconto spontaneo, che il diri-

gente dell’azienda in cui egli lavorava lo avrebbe incoraggiato a partecipare 

alla protesta relativa ai prezzi (eccessivi) applicati all’acquisto della ben-

zina. Egli si sarebbe pertanto unito ad altri autisti al fine di manifestare con-

tro la gestione effettuata dal Governo sierraleonese. Ritenuto il carattere 

non autorizzato di tale manifestazione, la polizia sarebbe intervenuta per 

impedirne lo svolgimento. I partecipanti non avrebbero tuttavia dato retta 

all’autorità e avrebbero continuato a protestare. Ciò avrebbe comportato 

l’intervento degli agenti di polizia, intenzionati ad arrestarli. In reazione a 

quanto stava accadendo, l’interessato sarebbe sceso dalla propria moto e 

avrebbe iniziato a colpire un agente con il proprio casco. Altri partecipanti 

si sarebbero successivamente aggiunti al pestaggio. Al fine di non farsi so-

praffare, i poliziotti avrebbero chiesto rinforzi. Essi non sarebbero tuttavia 

riusciti ad evitare il decesso dell’agente di polizia. Una volta resosi conto di 

quanto compiuto, l’interessato avrebbe abbandonato la propria moto e 

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sarebbe fuggito, nascondendosi presso l’abitazione di un amico, il cui pa-

dre avrebbe poi consigliato loro di espatriare in Guinea, proponendosi di 

finanziare il loro viaggio. 

A.d  

Il 21 dicembre 2023 l’autorità inferiore ha trasmesso all’interessato il pro-

getto della propria decisione, concedendo al medesimo il diritto di essere 

sentito in merito al suo contenuto (cfr. atto SEM n. 20/13); facoltà da lui 

esercitata con scritto del 22 dicembre 2023 (cfr. atto SEM n. 21/4). 

A.e  

Con decisione del 27 dicembre 2023 (cfr. atto SEM n. 22/18), notificata 

all’interessato il medesimo giorno (cfr. atto SEM n. 24/1), la SEM non ha 

riconosciuto allo stesso lo statuto di rifugiato (cfr. dispositivo, punto 1), ha 

respinto la sua domanda d’asilo (cfr. dispositivo, punto 2), pronunciato il 

suo allontanamento dalla Svizzera (cfr. dispositivo, punto 3) e ritenuto tale 

misura ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile (cfr. dispositivo, 

punti 4-5). 

B.  

B.a L’8 gennaio 2024 l’interessato ha inoltrato un ricorso (cfr. tracciamento 

dell’invio; data di entrata: 9 gennaio 2024), dinanzi al Tribunale amministra-

tivo federale (di seguito: Tribunale), concludendo, principalmente, all’an-

nullamento della decisione impugnata e alla concessione dell’ammissione 

provvisoria in Svizzera. In via subordinata, egli postula la restituzione degli 

atti alla SEM per un complemento istruttorio. Egli ha inoltre presentato una 

domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali e del relativo anticipo, con protesta di tasse 

e spese. 

B.b  

Con complemento al ricorso del 16 febbraio 2023 (data di entrata: 19 feb-

braio 2024), egli ha inoltrato al Tribunale ulteriori informazioni mediche. 

C.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei conside-

randi che seguono qualora dovessero risultare rilevanti per l’esito della pro-

cedura. 

  

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Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia di asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (cfr. art. 105 LAsi). L’atto impugnato costituisce quindi una deci-

sione ai sensi dell’art. 5 PA e il Tribunale è dunque competente per statuire 

in merito allo stesso. 

1.3 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore, 

è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all’annullamento o alla modifica della stessa 

(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA). Il medesimo è pertanto legittimato ad aggravarsi 

contro quest’ultima. 

1.4 Il ricorso è ammissibile essendo stato presentato nella forma 

(art. 52 cpv. 1 PA) ed entro il termine (art. 108 cpv. 1 LAsi e art. 10 dell’Or-

dinanza del 1° aprile 2020 sui provvedimenti nel settore dell’asilo in rela-

zione al coronavirus [Ordinanza COVID-19 asilo; RU 2020 1125, abrogata 

con effetto dal 15 dicembre 2023] e la disposizione transitoria dell’abroga-

zione del 22 novembre 2023 RU 2023 694 a contrario; cfr. DTAF 2020 I/1 

consid. 7) previsti dalla legge. 

1.5 Occorre pertanto entrare nel merito dello stesso. 

2.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale (art. 106 cpv. 1 lett. a LAsi) e l’accertamento inesatto o incompleto 

di fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi). Il Tribunale non 

è vincolato né dalle argomentazioni delle parti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle 

considerazioni giuridiche della decisione impugnata (cfr. DTAF 2014/1 con-

sid. 2). 

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3.  

Ritenuto il carattere manifestamente infondato del ricorso al momento del 

deposito di quest’ultimo, la sentenza è pronunciata dal giudice unico, con 

l’approvazione di un secondo giudice, e motivata sommariamente (art. 111 

lett. e, 111a cpv. 1 e 2 LAsi). Il Tribunale rinuncia, inoltre, ad uno scambio 

di scritti (art. 111a cpv. 1 LAsi). 

4.  

4.1 Nel merito, il ricorrente ritiene, innanzitutto, che l’accertamento medico 

svolto dall’autorità inferiore sia incompleto ed inesatto (art. 106 cpv. 1 lett. b 

LAsi; cfr. ricorso dell’8 gennaio 2024, pag. 5 e seg.). Egli si duole anzitutto 

del fatto che la SEM, nonostante durante una visita medica il dentista 

dell’interessato avesse diagnosticato un’insonnia, uno stato ansioso con 

calo dell’umore e indicato la necessità di un consulto psicologico appena 

possibile, la decisione non terrebbe conto di tali elementi. Il medesimo di-

scorso varrebbe per la diagnosi di gonalgia invalidante la quale appare-

rebbe ancora in fase di cura ed indagine. Egli ritiene pertanto che il proprio 

caso avrebbe dovuto essere assegnato alla procedura ampliata per mag-

giori approfondimenti. Non procedendo in tale modo, la SEM avrebbe vio-

lato la garanzia della via giudiziaria prevista all’art. 29a Costituzione fede-

rale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101) non-

ché l’art. 3 CEDU (Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e 

delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 CEDU, RS 0.101). 

4.2  

4.2.1 Per quanto concerne il principio inquisitorio e l’apprezzamento antici-

pato delle prove si rimanda a quanto sancito nella DTAF 2022 I/6 ricor-

dando in particolare, a scopo di causa, che sebbene nel diritto amministra-

tivo la parte abbia di principio il diritto di richiedere l’assunzione di prove 

all’autorità (art. 33 cpv. 1 PA), una tale richiesta deve vertere su fatti su-

scettibili d’influenzare l’esito della procedura e che non si evincono già 

dall’incarto (cfr. DTF 131 I 153 consid. 3; sentenza del Tribunale 

A-3056/2015 del 22 dicembre 2016 consid. 3.1.3). Nemmeno detta mas-

sima impedisce d’altro canto all’autorità di procedere ad un apprezzamento 

anticipato delle prove offerte (antizipierte Beweiswürdigung) e di negarne 

l’assunzione ove le stesse appaiano chiaramente ininfluenti ai fini del giu-

dizio, non potendo in altri termini condurla a modificare la propria opinione 

(cfr. DTF 134 I 140 consid. 5.3; sentenza del Tribunale 1C_179/2014 del 

2 settembre 2014 consid. 3.2; sentenza del Tribunale A–6515/2010 del 

19 maggio 2011 consid. 4.3; THIERRY TANQUEREL, Manuel de droit admini-

stratif, 2011, n. 1552). Procedendo in tal senso, l’autorità può porre un ter-

mine all’istruzione (cfr. DTF 133 II 384 consid. 4.2.3 con rinvii; sentenza del 

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Tribunale federale 2C_720/2010 del 21 gennaio 2011 consid. 3.2.1; sen-

tenze del Tribunale D–6763/2018 dell’11 giugno 2020 consid. 9; 

A-7392/2014 dell’8 agosto 2016 consid. 3.4.2.2). 

4.2.2 In merito invece alla censura formale relativa al tipo di procedura, il 

Tribunale rileva come la questione circa lo smistamento tra la procedura 

celere (art. 26c LAsi) e la procedura ampliata (art. 26d LAsi), sia già stata 

trattata dal Tribunale nella sua sentenza di principio DTAF 2020 VI/5. È 

dunque possibile rinviare a tale giurisprudenza per maggiori dettagli (cfr. 

anche tra le altre la sentenza del Tribunale D-1909/2020 del 12 gennaio 

2021 consid. 4) 

4.3 Nel caso di specie, il Tribunale rileva innanzitutto come l’accertamento 

dei fatti svolto dall’autorità inferiore non presti il fianco a critiche. Con par-

ticolare riferimento alla situazione medica, è possibile constatare come le 

problematiche di natura somatica in capo al ricorrente fossero chiare 

(cfr. atti SEM n. 12/3 e 19/2). Al momento dell’emissione della decisione 

impugnata l’incarto della SEM conteneva due mezzi di prova riguardanti la 

situazione valetudinaria del medesimo dai quali risultavano le diagnosi di 

carie dentaria (cfr. atto SEM n. 12/3), insonnia, stato ansioso con calo 

dell’umore e dolore atraumatico alla gamba destra (cfr. atto SEM n. 19/2). 

L’autorità inferiore poteva, pertanto, a giusto titolo, basarsi su tali risultanze 

al fine di rendere la propria decisione (cfr. atto SEM n. 22/18, pag. 15) con-

siderato che il substrato fattuale non contenesse indicatori quanto all’esi-

stenza, finanche potenziale, di affezioni terminali ai sensi della giurispru-

denza relativa all’esigibilità dell’allontanamento (cfr. infra consid. 5.3.3). A 

dimostrazione di ciò, le successive visite mediche non hanno rilevato altre 

problematiche se non la gonalgia invalidante destra dovuta ad un infortunio 

contratto mentre l’interessato giocava a calcio (cfr. atto SEM n. 25/2; com-

plemento al ricorso del 16 febbraio 2023). 

4.4 La doglianza deve dunque essere respinta. L’autorità inferiore ha dun-

que accertato i fatti giuridicamente determinanti in maniera corretta e com-

pleta. Non risulta pertanto trattarsi di un caso complesso che necessitava 

di maggiori accertamenti con contestuale passaggio alla procedura am-

pliata. Sicché, in concreto, il ricorrente non ha subito alcuna violazione del 

suo diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.) né tantomeno una viola-

zione del suo diritto a un ricorso effettivo sancito agli art. 29a Cost. e 13 

CEDU. 

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5.  

5.1 Il ricorrente sostiene, inoltre, che il proprio allontanamento in Sierra 

leone sia inammissibile e non ragionevolmente esigibile (art. 106 cpv. 1 

lett. a LAsi). Anteposto che, non avendo il ricorrente censurato il mancato 

riconoscimento dello statuto di rifugiato e la concessione dell’asilo in Sviz-

zera, oggetto del litigio in questa sede risulta esclusivamente essere la pre-

sunta violazione delle norme che disciplinano l’esecuzione del suo allonta-

namento (cfr. dispositivo, punti n. 4-5). 

5.2  

5.2.1 Per rinvio dell’art. 44 LAsi, l’art. 83 della Legge federale sugli stranieri 

e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI; RS 142.20) prevede che 

l’allontanamento debba essere ammissibile (cpv. 3), esigibile (cpv. 4) e 

possibile (cpv. 2). In caso di non adempimento di una di queste condizioni, 

la SEM dispone l’ammissione provvisoria dell’interessato in Svizzera 

(art. 83 cpv. 1 LStrI). 

5.2.2 Giusta l’art. 83 cpv. 3 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non è 

ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera. La portata di detta norma non si 

esaurisce nella massima del divieto di respingimento (cfr. art. 5 LAsi). An-

che altri impegni di diritto internazionale della Svizzera possono essere 

ostativi all’esecuzione del rimpatrio, in particolare l’art. 3 CEDU. Ad esem-

pio, nessuna persona può essere costretta in alcun modo a partire per un 

Paese in cui la sua vita, la sua integrità fisica o la sua libertà sono in peri-

colo. A tale proposito, la CorteEDU ha stabilito che il respingimento forzato 

di persone che soffrono di problemi medici non è suscettibile di costituire 

una violazione di tale norma, a meno che la malattia dell’interessato si trovi 

ad uno stadio avanzato e terminale, al punto che la sua morte appaia come 

una prospettiva prossima (cfr. sentenza della CorteEDU N. contro Regno 

Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7.1). Una viola-

zione di tale disposizione può tuttavia sussistere qualora vi siano dei seri 

motivi per ritenere che la persona, in assenza di trattamenti medici ade-

guati nello Stato di destinazione, sarà confrontata ad un reale rischio di un 

grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle condizioni di salute com-

portante delle intense sofferenze o una significativa riduzione della spe-

ranza di vita (cfr. sentenza della CorteEDU Paposhvili contro Belgio del 

13 dicembre 2016, 41738/10, §181 segg.). 

5.2.3 A norma dell’art. 83 cpv. 4 LStrI l’esecuzione non può essere ragio-

nevolmente esigibile qualora, nello stato di origine o di provenienza, lo stra-

niero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni 

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quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica. 

Per quanto concerne le persone in trattamento medico in Svizzera, in caso 

di ritorno nel Paese d’origine, l’esecuzione dell’allontanamento diviene ine-

sigibile se queste ultime potrebbero essere private delle cure mediche es-

senziali. Sono considerate come essenziali le cure di medicina generale 

ed acuta assolutamente necessarie ad un’esistenza conforme alla dignità 

umana. Lo straniero non può tuttavia prevalersi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI, per 

dedurre un diritto incondizionato al soggiorno in Svizzera e un accesso ge-

nerale alle misure mediche suscettibili di ripristinare o mantenere il suo 

stato di salute, per il semplice motivo che l’infrastruttura ospedaliera o le 

regole dell’arte medica nel Paese di destinazione non raggiungono lo stan-

dard elvetico. In tal senso, se le cure necessarie possono essere assicu-

rate, all’occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in Sviz-

zera, l’esecuzione dell’allontanamento sarà ragionevolmente esigibile. Ciò 

non sarà il caso se, in ragione dell’assenza di possibilità di trattamento 

adeguato, lo stato di salute dell’interessato si degraderebbe così rapida-

mente al punto da condurlo in maniera certa alla messa in pericolo con-

creta della sua vita o ad un pregiudizio serio, durevole e notevolmente 

grave della sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 e relativi rife-

rimenti). 

5.2.3.1 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli 

ostacoli all’esecuzione dell’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento 

della prova consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il 

ricorrente deve provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un 

ostacolo all’esecuzione dell’allontanamento (cfr. DTAF 2011/24 con-

sid. 10.2). A tal proposito, lo stato di fatto determinante in materia di ese-

cuzione dell’allontanamento è quello che esiste al momento in cui si statui-

sce (cfr. DTAF 2009/51 consid. 5.4). 

5.3  

5.3.1 In primo luogo, stante il fatto che l’insorgente non è riuscito a rendere 

verosimili le sue dichiarazioni ai sensi dell’art. 7 LAsi, né a dimostrare l’esi-

stenza di seri pregiudizi o il fondato timore di essere esposto a tali pregiu-

dizi ai sensi dell’art. 3 LAsi, il principio del divieto di respingimento non 

trova applicazione nella fattispecie e l’ammissibilità del rinvio del ricorrente 

risulta pacifica sotto l’aspetto dell’art. 5 cpv. 1 LAsi. L’interessato fa tuttavia 

valere che, se dovesse tornare in Sierra Leone, correrebbe il rischio di ve-

nire incarcerato per gli atti commessi in tale Paese e perseguitato sia dal 

proprietario della moto che dal padre dell’amico con cui è espatriato. A que-

sto proposito, si rileva che il richiedente non ha dimostrato l’esistenza di un 

rischio reale, basato su motivi seri e comprovati, di essere sottoposto, in 

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caso di ritorno nel suo Paese d'origine, a maltrattamenti vietati 

dall'art. 3 CEDU o dall’art. 3 della Convenzione del 10 dicembre 1984 con-

tro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Con-

venzione sulla tortura, RS 0.105). Ne consegue che, come rettamente rite-

nuto nel giudizio litigioso, l’esecuzione dell’allontanamento del medesimo 

è ammissibile ai sensi delle norme di diritto pubblico internazionale nonché 

della LAsi. 

5.3.2 In secondo luogo, lo scrivente Tribunale ha già avuto modo di chiarire 

che la Sierra Leone non si trova in una situazione di guerra, guerra civile o 

violenza generalizzata che consentirebbe di presumere – a prescindere 

dalle circostanze del caso in questione – l’esistenza di un pericolo concreto 

nei confronti di tutti i cittadini del Paese (cfr. sentenza del Tribunale 

D-348/2023 del 25 maggio 2023 consid. 10.3.1). Le diagnosi di carie den-

taria (cfr. atto SEM n. 12/3), insonnia, stato ansioso con calo dell’umore e 

dolore atraumatico alla gamba destra (cfr. atto SEM n. 19/2) potranno d’al-

tronde essere trattate anche nel Paese d’origine (cfr. sentenza del Tribu-

nale D-348/2023 del 25 maggio 2023 consid. 10.3.2) e non sono tali da 

metterne in pericolo la vita. Egli è altresì un uomo giovane, celibe, divenuto 

nel frattempo maggiorenne, che ha frequentato quattro anni di scuola, fa-

cendosi parzialmente mantenere da sua madre e lavorando quale autista 

di moto. Il rientro dell’interessato in Sierra Leone è pertanto da considerarsi 

parimenti ragionevolmente esigibile (cfr. ad esempio la sentenza del Tribu-

nale E-6805/2016 del 28 marzo 2017 consid. 5.4.3). 

6.  

Ne consegue che la decisione della SEM dev’essere confermata. L’autorità 

inferiore non ha violato il diritto federale (art. 106 cpv. 1 lett. a LAsi) e ha 

accertato in maniera esatta e completa i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi). 

7.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

è divenuta senza oggetto. 

8.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccom-

benza, vanno poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché 

art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]). Essendo state le conclusioni ricorsuali d’acchito sprovviste 

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di possibilità di esito favorevole, v’è luogo di respingere la domanda di as-

sistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal pagamento delle spese 

processuali (art. 65 cpv. 1 PA). 

9.  

La presente decisione non può essere impugnata mediante ricorso in ma-

teria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF); essa è pertanto definitiva. 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

importo dev’essere versato alla cassa del Tribunale entro un termine di 

30 giorni dalla data di spedizione della presente sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Kevin Togni 

 

 

Data di spedizione: