# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 797636ac-90fb-5874-bbfe-9c3c41e42e99
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-10-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.10.2006 36.2006.157
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2006-157_2006-10-05.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2006.157

   

  cs

  	
  Lugano

  5 ottobre 2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 24 maggio 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 25 aprile
  2006 emanata da

  
	
   

  	
  Istituto assicurazioni sociali Ufficio
  assicurazione malattia, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI
1 ha postulato, il 14 ottobre 2005, la concessione del sussidio per il
pagamento del premio dell’assicurazione di base delle cure medico-sanitarie per
l’anno 2004.

 

                                  B.   La
richiesta ed il successivo reclamo sono stati respinti con decisione del 16
febbraio 2006, rispettivamente con decisione su reclamo del 25 aprile 2006,
poiché il formulario per la concessione del sussidio è stato inoltrato
tardivamente.

 

                                  C.   Con
ricorso del 24 maggio 2006, trasmesso al TCA per competenza dall’UAM in data 8
agosto 2006 (doc. da I a IV), RI 1 ha contestato la predetta decisione
indicando di essere venuta a conoscenza della possibilità di richiedere il sussidio
dal proprio Comune quando i termini erano ormai scaduti. L’insorgente rammenta
poi la sua situazione personale che l’ha portata ad avere difficoltà
finanziarie. L’interessata sottolinea di non ritenere di essere stata
negligente e sostiene di non essere stata sufficientemente informata.

 

                                  D.   Con
osservazioni 30 agosto 2006 l’amministrazione propone di respingere il ricorso
(doc. VI), mentre con scritto del 6 settembre 2006 la ricorrente ribadisce le
sue motivazioni ed accenna anche al sussidio del 2005 (doc. VIII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi
dell'articolo 49 cpv. 2 della
Legge organica giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00).

 

2.Il ricorso, formulato nel termine di legge
di 30 giorni dall’intimazione della decisione emessa su reclamo, appare tempestivo
ed ossequioso dei requisiti minimi fissati nella Legge di procedura per le
cause davanti al Tribunale Cantonale delle Assicurazioni, applicabile in
concreto per la recente abolizione dell’art. 76 cpv. 4 LCAMal come meglio sarà
descritto al punto 10 delle considerazioni di diritto.

 

3.Con scritto del 6 settembre 2006
l’assicurata accenna anche al sussidio del 2005 (doc. VIII). Dagli atti emerge
tuttavia che l’UAM con la decisione impugnata ha respinto la richiesta di
sussidio per il 2004. Nella misura in cui l’insorgente fa valere pretese anche
per il 2005 il ricorso si rivela pertanto irricevibile in mancanza di una
decisione impugnabile in merito. In questo senso spetterà all’UAM, se non lo ha
già fatto, decidere anche sulla richiesta di sussidio per il 2005. Contro la
decisione formale la ricorrente, se non sarà soddisfatta, potrà interporre
reclamo all’UAM e poi, se del caso, ricorso al TCA. 

                                       

 

 

 

                                         nel
merito

 

                                   4.   Conformemente
a quanto disposto dall'art. 23 LCAMal, il Cantone ed i Comuni partecipano al
pagamento delle quote a carico degli assicurati di condizioni economiche
modeste per le prestazioni minime previste dalla legge.

                                         Gli
assicurati di condizioni economiche modeste sono definiti dall'art. 29 LCAMal:
si tratta delle famiglie il cui reddito determinante non supera i CHF 32'000.-
e delle persone sole il cui reddito non supera i CHF 20'000.-.

                                         Con
decreto esecutivo del 18.11.1997, il Consiglio di Stato ha, in forza dell'art.
49 LCAMal, ritoccato verso l'alto i limiti di reddito che
conferiscono diritto al sussidio, con effetto a decorrere dal 1.1.1998. Questi
limiti sono aumentati a CHF 22'000.- per le persone sole ed a CHF 34'000.- per
le famiglie. 

 

                                         Di
regola, il reddito determinante risulta, secondo l'art. 30 LCAMal, dalla somma
arrotondata al mille franchi superiore:

 

                                         a)  del reddito imponibile
desunto dalla tassazione ordinaria o intermedia del biennio stabilito dal Consiglio
di Stato;

 

                                         b)  di un quindicesimo
della sostanza imponibile desunta dalla tassazione ordinaria o intermedia del
biennio stabilito dal Consiglio di Stato, per la parte eccedente l'importo di
fr. 150'000.- per le persone sole e fr. 200'000.- per le famiglie.

 

                                         L’espressione
“di regola” tende a volere salvaguardare la possibilità per
l’amministrazione designata (l’Ufficio Assicurazione Malattia) di accertare
autonomamente il reddito dell’assicurato in caso di persone adempienti i
presupposti dell’art. 31 LCAMal.

 

                                         Per
quanto concerne l’anno 2004 le basi di calcolo sono state mantenute
dall’esecutivo cantonale identiche all’anno precedente. Quindi anche per il
2004 l’Esecutivo cantonale ha ritenuto quale periodo fiscale per l’accertamento
del reddito determinante l’imposta cantonale del biennio 2001 – 2002. I limiti
di reddito sono stati mantenuti a CHF 22'000.-- per le persone sole, CHF
34'000.— per le famiglie ed il reddito di riferimento è stato mantenuto a CHF
55'000.— (cfr. DE 12 novembre 2003 concernente le basi di calcolo per
l’applicazione delle riduzioni individuali di premio nell’assicurazione sociale
malattie per l’anno 2004).

 

                                   5.   Con
l’art. 31 LCAMal il legislatore ticinese ha riservato l’accertamento del
reddito determinante in maniera autonoma da parte dell’amministrazione (con
successiva commutazione del reddito lordo accertato mediante l’utilizzo di
tabelle appositamente allestite) in casi particolari. In altri termini
l’amministrazione fa capo ai dati fiscali determinati in virtù della tassazione
di riferimento (ossia quella del periodo indicato dall’esecutivo cantonale nel
DE emesso annualmente), in casi specificatamente fissati dalla legge e dal
regolamento d’applicazione (qui sotto riportati). L’amministrazione (e meglio
l’Ufficio dell'Assicurazione Malattia) calcola da sola il reddito lordo
trasformandolo mediante apposite tabelle e verificando il sussistere dei limiti
per la concessione del sussidio. La legge prevede il calcolo autonomo del
reddito nei seguenti casi:

 

"a)   delle persone soggette
all'imposta cantonale solo per una parte del loro reddito o della loro
sostanza;

b)   delle persone soggette all'imposta alla fonte;

c)   delle persone sole con reddito
imponibile nullo o reddito lordo annuo inferiore a fr. 6'000.- secondo il
biennio fiscale determinante, che esercitano un'attività lucrativa;

d)   in altri casi particolari."

 

                                         In
virtù dell’art. 67 del Regolamento della Legge cantonale sull’assicurazione
obbligatoria contro le malattie emanato il 18 maggio 1994 e modificato dal
Consiglio di Stato con decreto esecutivo del 27 ottobre 1999 avente valenza dal
1 gennaio 2000, il reddito determinante va accertato dall’Istituto delle
assicurazioni sociali in maniera autonoma, “in particolare nei seguenti casi”:

 

"  a)   persone soggette all'imposta alla fonte;

b)   decesso del coniuge;

c)   matrimonio, divorzio o separazione
per sentenza giudiziaria o di fatto, nel caso di assenza di tassazione
applicabile;

d)   persone sole che esercitano
un'attività lucrativa o conducono esistenza autonoma, con reddito imponibile
nullo o reddito lordo annuo inferiore a fr. 6'000.- secondo il biennio fiscale
determinante;

e)   persone domiciliate che al momento
dell'istanza non dispongono di alcuna tassazione fiscale e per le quali non
sarà emessa una tassazione relativa al periodo fiscale determinante;

f)   persone al beneficio di misure ai
sensi della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione, dopo almeno sei
mesi di inattività lucrativa;

g)   persone al beneficio di prestazioni
ai sensi della legge sull'assistenza sociale; d'intesa con il competente
Ufficio;

h)  cessazione definitiva dell'attività
lucrativa a causa di pensionamento o di invalidità;

i)    cessazione temporanea di attività
lucrativa per riqualificazione o perfezionamento professionale;

l)    cessazione dell'attività lucrativa a seguito di maternità;

m) diminuzione importante del reddito
lordo rispetto al medesimo dato desumibile dai parametri fiscali
applicabili."

 

                                         Va
rammentato che, a tenore dell’art. 48 Reg. LCAMal, è data la possibilità di
ottenere la revisione di una decisione in materia di sussidio in caso si
verifichino in corso dell'anno gli estremi di cui al citato art. 67 Reg.
LCAMal.

 

6.Giusta l'art. 28 LCAMal, riservato l'art.
40 che fa riferimento ai beneficiari di prestazioni PC, il sussidio è
corrisposto tramite presentazione di un'istanza scritta. Il regolamento
determina le modalità di presentazione dell'istanza e il contenuto della
stessa. Con il 1° gennaio 2005 è entrata in vigore una modifica dell’art. 28
LCAMal, nel senso che il cpv. 2 prevede ora che per gli assicurati tassati in
via ordinaria, l’istanza è presentata entro la fine dell’anno che precede
l’anno di competenza. Nel cpv. 3 (ex cpv. 2) figura che il regolamento
determina le modalità di presentazione dell’istanza e il contenuto della
stessa. In casu si applica la precedente norma.

 

                                         L'art.
44 Reg. LCAMal prevede che l'istanza di sussidio avviene per mezzo dei moduli
ufficiali. I moduli ufficiali sono recapitati dall'Istituto delle assicurazioni
sociali ai potenziali beneficiari del sussidio o possono essere ritirati dai
singoli richiedenti presso la Cancelleria del Comune di residenza. L'istanza
dev'essere corredata dei documenti richiesti con il modulo ufficiale. 

 

                                         Per
l'art. 45 cpv. 1 Reg. LCAMal l'Istituto delle assicurazioni sociali stabilisce
i termini di presentazione dell'istanza, tenuto conto che di regola:

 

"  a)   per gli assicurati tassati in via ordinaria
l’istanza è presentata 

      nel corso dell’anno che precede la corresponsione del sussidio;

b)   per gli assicurati tassati alla
fonte l’istanza è presentata nel corso dell’anno medesimo per il quale si
richiede il sussidio;

c)   gli assicurati che si stabiliscono
nel Cantone ad anno inoltrato, possono avanzare l’istanza nel corso dell’anno
stesso per cui si richiede il sussidio;

d)   gli assicurati che nel corso
dell’anno, per mutate condizioni di reddito (tassazione intermedia o d’inizio
di assoggettamento, o per le situazioni di cui all’art. 67), ritenessero di
rientrare nel diritto al sussidio, possono presentare istanza nel corso
dell’anno stesso.”

 

                                         Il
cpv. 2 prevede che per casi particolari e per ragioni comprovate, l'Istituto delle
assicurazioni sociali può ritenere anche istanze che giungessero fuori dei
termini stabiliti per l'inoltro della richiesta.

                                         Giusta
l'art. 53 LCAMal il diritto al beneficio di un sussidio nella forma retroattiva
decade dopo cinque anni a partire dall'anno in cui tale diritto si verifica.
Costituisce eccezione l'applicazione del sussidio retroattivo nell'ambito delle
procedure di revisione delle prestazioni complementari AVS/AI. Il sussidio
retroattivo è oggetto di richiesta scritta da parte dell'assicurato all'istanza
designata dal Consiglio di Stato e deve specificare le motivazioni del ritardo
(riservato l'art. 53 cpv. 2). Le domande di sussidio retroattivo sono accolte
solo se suffragate da motivazioni particolari e fondate (art. 55 LCAMal). La
negligenza a giustificazione del mancato rispetto dei termini stabiliti dal
regolamento non è considerata motivo valido per il riconoscimento del sussidio
nella forma retroattiva.

                                         Il
Messaggio relativo all'introduzione della LCAMal, circa l'art. 55, a pag. 59,
precisa che:

 

"  Il riconoscimento di sussidi retroattivi può essere
concesso quando l'assicurato fa valere ragioni oggettive e fondate circa i
motivi per cui non è riuscito a produrre l'istanza in forma tempestiva.

Relativamente alla fattispecie, all'autorità amministrativa competente
è riconosciuto un margine di ponderazione nell'esame delle richieste.

La pura e semplice negligenza nell'inoltro dell'istanza di sussidio
nei termini stabiliti non è comunque considerata motivo valido per il
riconoscimento di un sussidio nella forma retroattiva."

 

                                   7.   Nel
caso in esame l’istanza di sussidio per il 2004 è stata inoltrata nel corso del
2005. Di per sé la richiesta è tardiva, poiché trasmessa oltre il termine
previsto dall’art. 45 Reg. LCAMal. L’insorgente avrebbe dovuto presentare il
formulario per la concessione del sussidio entro la fine del 2003.

 

                                         Infatti,
per gli assicurati tassati in via ordinaria (ciò che è il caso della
ricorrente), l’istanza va presentata entro la fine dell’anno che precede l’anno
di competenza (art. 45 cpv. 1 lett. a Reg. LCAMal). 

 

                                         Come
rammenta la Cassa in sede di osservazioni, in caso di un’eventuale mutazione
della condizione di reddito intervenuta nel corso del 2004 (cfr. elenco
dell’art. 67 Reg. LCAMal), la ricorrente avrebbe comunque dovuto inoltrare la
richiesta di riduzione del premio nel corso del 2004 (cfr. art. 45 cpv. 1 lett.
d Reg. LCAMal).

                                         Se
non avesse avuto a disposizione tutta la documentazione atta a stabilire
l’avvenuto mutamento, l’insorgente avrebbe potuto comunque trasmettere il
formulario, indicando che i documenti necessari sarebbero stati inviati in un
secondo tempo (cfr. STCA del 24 febbraio 2006 nella causa S., inc.
36.2005.211). 

                                         Il
TCA ha infatti già avuto modo di stabilire che, in assenza di giustificativi,
l’assicurato è tenuto a trasmettere il formulario entro il 31 dicembre
dell’anno precedente la corresponsione del sussidio con l’indicazione che la
documentazione necessaria a comprovare lo stato di difficoltà economica sarà
inviata in un secondo tempo, non appena disponibile (STCA del 7 novembre 2005,
nella causa R., 36.2005.136). Allo stesso modo, nella misura in cui la
diminuzione del reddito avviene nel corso dell’anno di competenza, l’assicurato
è tenuto a fare richiesta del sussidio nel corso di quell’anno (cfr. art. 45
cpv. 1 lett. d Reg. LCAMal).

 

                                         In
concreto l’insorgente doveva pertanto chiedere di poter beneficiare del
sussidio in precedenza.

 

                                   8.   Tuttavia,
per l’art. 45 cpv. 2 Reg. LCAMal, per casi particolari e per ragioni comprovate
l'Istituto delle assicurazioni sociali può ritenere anche istanze che
giungessero fuori dei termini stabiliti per l'inoltro della richiesta.

                                         Questo
TCA ha già considerato che un ritardo di oltre 1 anno a fronte di una
importante malattia dello stesso assicurato non poteva essere considerato fatto
giustificativo sufficiente (STCA 24 aprile 2002 nella causa J. inc. 36.2002.5),
così come non ha considerato quale motivo sufficiente l’assenza di conoscenza
della possibilità di chiedere il sussidio da parte di due coniugi confederati
appena giunti in Ticino (STCA 9 dicembre 2002 nella causa D. inc. 36.2002.119).
Nemmeno l'informazione errata da parte dell'assicuratore malattia è stata
considerata motivo sufficiente per giustificare il ritardo. Nel caso dei
coniugi C. (STCA 25 settembre 2003 inc. 36.2002.141) l'assicuratore aveva
comunicato che il sussidio per i figli non sarebbe stato concesso,
contrariamente a quanto poi verificato. Come indicato questo Tribunale non ha
considerato l'errata informazione quale elemento giustificante il ritardo.

                                         Va
ancora rilevato che con sentenza 12 settembre 2002 il TCA non ha ritenuto fatto
giustificante il ritardo nella domanda di sussidio la giovane età
dell'assicurata ancora studentessa liceale e quindi la sua immaturità e la sua
inesperienza (STCA 12 settembre 2002 nella causa W. 36.2002.54).

 

                                   9.   In
concreto l’insorgente sostiene di non essere stata negligente e di non aver
saputo, in precedenza, della possibilità di chiedere il sussidio. Nessuna
informazione in merito le sarebbe stata data.

                                         Va
innanzitutto rilevato che la ricorrente non sostiene di aver ottenuto
informazioni errate o di essersi rivolta ad uffici amministrativi senza
ottenere risposte in merito alle sue richieste. 

                                         Per
cui, anche un’eventuale violazione del principio della buona fede, che permette al cittadino di esigere che
l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi, non
può trovare conferma.

                                         Infatti, secondo la
giurisprudenza, di regola un'informazione erronea è vincolante quando
l'autorità, intervenendo in una situazione concreta nei confronti di persone
determinate, era competente a rilasciarla, il cittadino non poteva riconoscerne
l'inesattezza e, sempre che l'ordinamento legale non sia mutato nel frattempo,
fidandosi dell'informazione ricevuta egli abbia preso delle disposizioni non
reversibili senza pregiudizio (DTF 127 I 36 consid. 3a, 126 II 387 consid. 3a;
RAMI 2000 no. KV 126 pag. 223, no. KV 133 pag. 291 consid. 2a; cfr., riguardo
al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla
nuova norma, DTF 121 V 66 consid. 2a e sentenze ivi citate). Non essendoci in
concreto informazioni erronee fornite dalle autorità competenti, il principio
della buona fede non è stato violato.

 

                                         Va
poi rammentato che di principio il sussidio dell’assicurazione malattia viene
concesso solo se l’assicurato bisognoso ne fa esplicita richiesta. Se l’interessato
non inoltra l’istanza, il sussidio non viene attribuito. Solo i beneficiari di
prestazioni complementari, di regola, ottengono la riduzione del premio
automaticamente (cfr. art. 28 e 40 LCAMal). 

 

                                         Non
esiste invece, di regola, un obbligo, per l’UAM, di informare personalmente
tutti i cittadini residenti in Ticino della possibilità di ottenere il
sussidio. L’informazione avviene in forma generale con pubblicazioni sui
giornali e sul Foglio Ufficiale. In particolare le modifiche  legislative ed i
decreti esecutivi con i quali il Consiglio di Stato fissa i limiti di reddito
che danno diritto all’ottenimento della riduzione del premio sono pubblicati sul
Foglio Ufficiale, mentre i termini per l’inoltro della richiesta, oltre ad
essere fissati nella legge, posso essere chiesti agli Uffici competenti per il
rilascio di tali informazioni (in particolare l’UAM e le cancellerie comunali).

 

Va qui rammentato, in
un altro contesto, che questo Tribunale, con sentenza 3 ottobre 2005 nella
causa S. (36.2005.112), ha respinto il ricorso di un assicurato che si
lamentava di non aver ricevuto direttamente dall’UAM il formulario per la
richiesta del sussidio. In proposito, il Tribunale cantonale ha considerato
che:

 

"  (…) Ancora va verificato se il ritardo dell’istanza
formulata da X. X. tendente ad ottenere la concessione del sussidio 2005,
redatta e trasmessa all’amministrazione nel corso del 2005, possa essere
considerato giustificato. Nelle considerazioni precedenti già si è precisato
che la negligenza nell’inoltro della domanda non è giustificata. (…) La mancata
trasmissione dei formulari per la presentazione della domanda di sussidio viene
indicata come ulteriore motivo atto a giustificare il ritardo nella
presentazione dell’istanza. L’argomento del ricorrente non regge già ad un
primo sommario esame. Infatti i formulari vengono trasmessi d’ufficio ai
potenziali beneficiari da parte dell’amministrazione sulla scorta della
decisione di tassazione del biennio ritenuto dal Consiglio di Stato nel decreto
annualmente emesso per la determinazione del diritto al sussidio ed a
dipendenza dell’imponibile considerato in quella sede.

(…)

L’invio dei formulari a chi non è destinato a beneficiare dei sussidi
rispettivamente la mancata trasmissione ad un potenziale beneficiario non
permettono di ritenere il diritto al sussidio in virtù delle regole sulla buona
fede come anticipato nelle considerazioni che precedono (in questo senso la
sentenza 22 settembre 2005 nell’inc. B. 36.2005.78). Infatti l’invio errato non
può fare ritenere agli assicurati l’esistenza degli estremi per la concessione
del sussidio. L’eventuale omissione della trasmissione a potenziali
interessati del modulo per la richiesta di sussidio non permette di
giustificare un ritardo nell’inoltro delle domande di sussidio (in questo
senso la sentenza in re B. citata). La diligenza che incombe all’assicurato
– cui è noto per le campagne informative che da anni l’Ufficio
dell'Assicurazione Malattia e più generalmente l’amministrazione cantonale
conducono – gli impone di provvedere al recupero dei formulari disponibili
presso le cancellerie comunali in caso di mancata trasmissione d’ufficio.
(…)." (sottolineature del redattore).

 

                                         Alla
luce di tutto quanto sopra esposto, l’assicurata non può prevalersi
dell’ignoranza della legge.

 

                                         Pur
comprendendo la difficile situazione economica nella quale si trova la
ricorrente, questo Tribunale, sulla base delle norme applicabili al caso di
specie, deve respingere il ricorso.

 

                                10.   La
presente decisione è definitiva non essendo dato alcun rimedio di diritto
ordinario contro la stessa, siccome emanata in applicazione del diritto
cantonale di applicazione della LAMal (in questo senso STFA 3 maggio 2005 nella
causa B; K 165/04 e DTF 124 V 9; cfr. anche DTF 131 V 202).

                                         A
seguito della recente modifica legislativa adottata dal Parlamento cantonale il
10 maggio 2006 e pubblicata il 4 luglio 2006 (FU 30/2006) il Tribunale
Cantonale delle Assicurazioni non applica più – per l’abrogazione dell’art. 76 cpv. 4 LCAMal - la Legge di procedura
per le cause amministrative (LPamm) al ricorso presentato dall’assicurato, e
ciò per esplicita volontà del legislatore. In questo senso il Messaggio 7 marzo
2006 no. 5759 al commento sull’abrogazione del capoverso 4 dell’articolo di
legge citato:

 

"  Si tratta di un intervento formale volto a meglio precisare che  la Legge di procedura per le cause amministrative si
riferisce alle decisioni di prima istanza dell’Amministrazione (cpv. 1). Per le
contestazioni al TCA il riferimento è posto in direzione della Legge di
procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni
(riferimento: art. 74 cpv. 2). In quest’ordine di idee si propone l’abrogazione
del cpv. 4, che diventa del tutto superfluo.”

 

                                         La
commissione della gestione e delle finanze del Gran Consiglio, che ha esaminato
il Messaggio, nel suo rapporto del 2 maggio 2006 ha sostanzialmente ratificato
la proposta governativa senza esame di dettaglio (Rapporto sul Messaggio 5759
del 2 maggio 2006 pag. 3 ad 3.). Da quanto precede il complesso procedurale
applicabile è la Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale Cantonale
delle Assicurazioni che prevede una procedura gratuita e, salvo il caso di
temerarietà, la non percezione di tasse e spese. Per questi motivi non si
percepiscono tassa di giustizia e spese.           

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso,
nella misura in cui è ricevibile, è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                   3.   Intimazione
alle parti ai sensi ed effetti di legge.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti