# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e0bb7fe8-5bf6-5d39-a287-a084749c322a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-06-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.06.2005 32.2004.118
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2004-118_2005-06-10.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2004.118

   

  ZA/td

  	
  Lugano

  10 giugno
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Zaccaria Akbas, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 dicembre 2004
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 18
  novembre 2004 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Nel
mese di aprile 2002, RI 1, nato nel 1962, di professione
muratore, ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti (orientamento
professionale e avviamento ad altra professione) in quanto sofferente di “dolori
alla schiena con disturbi alla gamba sinistra” (doc. AI 1).

 

                                         Esperiti gli accertamenti
del caso, tra cui una perizia reumatologica, per decisione 7 maggio 2004 l’UAI
ha riconosciuto all’assicurato un quarto di rendita per un grado d’invalidità
del 47%, motivando: 

 

" 
(…)

Esito degli accertamenti:

 

Dal 6 marzo 2002 (inizio dell'anno
di attesa) la sua capacità lavorativa è limitata in modo rilevante.

 

●   La sua pratica d'invalidità ha necessitato della
documentazione medica, della perizia medica del Dr. __________, nonché del
rapporto del consulente in integrazione professionale sui dati
economici/professionali.

Dal lato medico lei potrebbe
raggiungere una capacità lavorativa anche normale per professioni che
permettono di rispettare in forma completa le limitazioni indicate nella
perizia medica.

Dal lato medico soffre
prevalentemente alla colonna vertebrale.

 

I limiti funzionali sono:

 

può trasportare senza alcun impedimento
pesi di 5 kg;

può utilizzare attrezzi medio /
leggeri;

può ruotare le mani;

la capacità di presa della mano
destra rispetto a quella sinistra è ridotta;

può deambulare per lunghi tragitti;

può lavorare sopra le spalle con il
braccio sinistro, è invece impossibile con quello destro;

può mantenere la posizione eretta
per 30' mentre quella seduta per 60';

sono esigibili lavori leggeri;

è d'evitare la posizione prolungata
anteroflessa del tronco.

in attività adeguata è esigibile
un'intera giornata di lavoro.

 

Dal lato economico il consulente
sig. __________ mette in evidenza questi aspetti:

 

Dal punto di vista formativo
presenta un'anamnesi lavorativa / scolastica molto fragile. In queste
condizioni è irragionevole proporre un progetto formativo di primo livello
(AFC).

L'Assicurato è capace di svolgere
lavori prevalentemente manuali.

In queste condizioni di salute è
impensabile che sia in grado di riprendere il ruolo di muratore, oppure quelle
attività che sollecitano particolarmente gli arti superiori e/o la colonna
vertebrale!

È, invece, nelle condizioni di poter
compiere compiti leggeri prevalentemente in posizione seduta con possibilità di
variare la postura (p.s. eventualmente ogni ora).

Il Secondario o il Terziario non
qualificato, potrebbero rappresentare i settori economici adeguati al profilo
attitudinale (personale/professionale).

Nel Secondario  non
qualificato vi sono lavori di assemblaggio, lucidatura, rettifica, foratura,
verniciatura, confezione, imballaggio, controllo/verifica che sono svolti in
posizione prevalentemente seduta e che non comportano un sollevamento pesi
superiore ai 5 kg poiché il semilavoro è di per sé leggero e di dimensioni
ridotte (asciugacapelli, quadranti, punte, penne, ombrelli,…).

L'apprendimento dei compiti avviene
sul posto e in modo empirico.

Nel Terziario non qualificato
è esigibile un'attività di sorveglianza (custode stabili privati, parcheggio,
cinematografi, !portiere di notte se vi è l'ascensore e gli appositi
carrelli!).

Bisogna in ogni caso rammentare che
la domanda / offerta della sorveglianza è limitata.

 

La questione delle riduzioni,
a causa del danno alla salute, merita una particolare attenzione.

Nell'insieme (profilo attitudinale,
professionale, personale, limiti invalidanti) ha un rendimento e una resa lavorativa
ridotta del 25% (lavori leggeri, scarsa resistenza, presa mano destra ridotta,
rapidità d'esecuzione contenuta); mentre dal punto di vista medico teorico
abbiamo una riduzione del rendimento del 10%.

La campionatura statistica tipica
del Secondario non qualificato leggero maschile semplice ripetitivo che a mio
parere è più idonea e prossima nell'insieme al suo profilo, è quella del primo
quartile e non della mediana.

Il reddito statistico della Cat. 4,
maschile, privato, + aggiornamenti redditi, primo quartile, corrisponde a Fr.
44'669.

Applicate le ragionevoli deduzioni,
il reddito presumibile 2002 ammonta a Fr. 30'151.

 

Senza il danno alla salute, nel 2002
come muratore, avrebbe potuto conseguire un reddito annuo presumibile di Fr.
57'932.00.

 

Il confronto dei redditi determina
il grado AI:

 

Reddito annuale esigibile:

senza invalidità                                                     CHF
57'932.00

con invalidità                                                         CHF
30'151.00

perdita di guadagno                                            CHF
27'781.00 = grado d'invalidità 47%

 

Il consulente in integrazione
professionale, sig. __________, è comunque a sua disposizione qualora ne fosse
interessato per eventuali provvedimenti professionali.

 

Decidiamo pertanto:

 

●   Dal 01.03.2003 (dopo l'anno d'attesa - art. 29 cpv.
1 lett. b LAI) ha diritto ad un 

quarto di
rendita, con grado AI del 47%, rispettivamente ad una mezza rendita in caso di
rigore." (Doc. AI 42)

 

                               1.2.   A seguito dell'opposizione
interposta dall’assicurato con la quale ha postulato in sostanza il
riconoscimento di una rendita d’invalidità superiore ad un quarto, con
decisione su opposizione 18 novembre 2004 l'UAI ha confermato la precedente
decisione:

 

" 
(…)

 

6.     In concreto per quanto attiene all'aspetto medico
l'opponente contesta in pratica la valutazione operata dall'amministrazione, in
base alla quale il medesimo sarebbe comunque in grado di svolgere a tempo pieno
e con un rendimento pressoché normale attività adeguate.

 

                                          Orbene come visto il danno
alla salute è stato valutato tramite un esame peritale.

 

Per quanto attiene al valore probatorio di tale esame, si rammenta che
secondo costante giurisprudenza, le perizie mediche eseguite nell'ambito della
procedura amministrativa da medici specializzati riconosciuti hanno forza
probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e sono realizzate sulla base
di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducano a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161).

 

Nel caso in esame, la perizia del dottor __________ è completa e
motivata ed ossequia i citati parametri sviluppati dalla giurisprudenza. Essa
ha quindi piena forza probatoria.

 

7.     Considerato tuttavia come l'assicurato abbia
prodotto alcuni certificati medici per un'adeguata valutazione, l'incarto, ivi
comprese le obiezioni sollevate in sede d'opposizione, è stato nuovamente
sottoposto al vaglio del Servizio medico regionale (SMR). Quest'ultimo ha avuto
modo di confermare la bontà del giudizio espresso dall'amministrazione. Di
fatto il rapporto allestito dal dottor __________ in sede d'opposizione non
oggettiva alcun nuovo elemento medico che permetta di ritenere una variazione
dello stato di salute di carattere invalidante. Intanto perché si associano due
patologie che dal lato funzionale non interagiscono (quella gastrica e quella
reumatologica), poi poiché la variazione dei limiti funzionali per il braccio
sono piuttosto insignificanti. Inoltre il dottor __________, medico
responsabile del SMR, precisa che per quanto riguarda l'assunzione di
medicamenti non steroidali (ulcerogeni) in caso di lesioni gastriche, esiste
una gamma di antalgici che permettono di ovviare a tale fattore.

In conclusione si può affermare che non vi è alcuna attestazione di
variazione dello stato di salute per il periodo successivo alla perizia, la cui
valutazione è corretta e viene confermata.

 

8.     Il consulente in integrazione professionale
(CIP), dando seguito alle conclusioni dei periti ha valutato, nel suo rapporto
del 6 ottobre 2003, che l'assicurato è a suo giudizio reintegrabile nel settore
Secondario o Terziario non qualificato. Lo stesso può svolgere attività
prevalentemente sedentarie, di controllo, leggere, in posizione prevalentemente
seduta con la possibilità di variare la postura. Nel Secondario non qualificato
vi sono lavori idonei di assemblaggio, lucidatura, rettifica, foratura,
verniciatura, confezione, imballaggio, controllo/verifica che sono svolti in
posizione prevalentemente seduta e che non comportano un sollevamento pesi
superiore ai 5 kg poiché il semilavoro è di per sé leggero e di dimensioni
ridotte (asciugacapelli, quadranti, punte, ombrelli e ecc.). Inoltre
l'apprendimento dei compiti avviene sul posto e in modo empirico.

Nel terziario non qualificato è esigibile un'attività di sorveglianza
(custode stabili privati, parcheggio, cinematografi).

Per tali occupazioni l'assicurato può ancora conseguire un reddito annuo
da invalido pari a fr. 30'151.-.

 

In base alla più recente giurisprudenza imposta dal Tribunale federale,
allorché non si dispone di dati concreti, il reddito da invalido può essere
stabilito sulla base di salari teorici, editi dall'Ufficio federale di
statistica (statistiche RSS).

Sempre in base alla giurisprudenza federale, tali redditi possono ancora
essere diminuiti nella misura massima del 25%, e ciò al fine di considerare
quei fattori che nel caso in specie sono suscettibili di influenzare il reddito
che l'assicurato potrebbe percepire, quali ad esempio le limitazioni
addebitabili al danno alla salute, l'età, la nazionalità, il grado
d'occupazione (cf. DTF 126 V 75).

 

In concreto il consulente in integrazione professionale ha ritenuto
quale base di calcolo un reddito pari a fr. 44'669.- (valori ESS 2002,
categoria 4, maschile, privato, + aggiornamento redditi, primo quartile),
considerato che la campionatura statistica tipica del Secondario non qualificato
leggero maschile semplice ripetitivo è più idonea e prossima nell'insieme al
profilo dell'assicurato.

Per quanto attiene alla riduzione, il consulente ha applicato un tasso
del 25% che corrisponde alla diminuzione massima prevista dalla legge. Ne
deriva il reddito da invalido di fr. 30'151.-, stabilito conformemente alla
giurisprudenza. A fronte di un reddito da valido di fr. 57'932.- esso determina
un grado d'invalidità del 47.95% come correttamente ritenuto nella decisione
impugnata.

 

9.     L'amministrazione non ravvede alcun motivo che
dovrebbe indurla a criticare l'operato del consulente in integrazione. Al
proposito si rammenta infatti che quest'ultimo dispone più di ogni altro
funzionario degli elementi necessari ad una corretta valutazione economica. In
tali casi l'amministrazione interviene solo allorquando il giudizio appaia
insostenibile o errato.

        Non è il caso in
concreto.

 

Ne discende che la decisione impugnata appare corretta e merita pertanto
conferma." (doc. AI 52) 

 

                               1.3.   Con tempestivo ricorso al TCA
l'assicurato, rappresentato dall’RA 1 di __________, ha
ribadito quanto chiesto con l’opposizione rivendicando il diritto ad una mezza
rendita d’invalidità:

 

" 
(…)

1.6

 

Il ricorrente ritiene che la
valutazione operata dall'Ufficio AI, in base alla quale egli sarebbe in grado
di svolgere a tempo pieno e con rendimento pressoché normale attività adeguate,
non è conforme alle constatazioni cliniche documentate dalla perizia del Dr. __________
del 12 settembre 2003 e non è compatibile con le limitazioni formulate dallo
stesso medico.

 

Infatti, non trova fondamento alcuno
l'esigibilità della pratica di un'attività lavorativa, ancorché adeguata, a
tempo pieno e con rendimento pressoché normale (90% cfr. B decisione su
opposizione), come preteso dall'AI.

 

In un'attività lavorativa
confacente, che tenga conto delle limitazioni formulate in ambito peritale
dallo specialista reumatologo Dr. __________, il signor RI 1 mantiene una capacità
parziale, come stabilita dal medico curante Dr. __________ con il certificato
medico di data 10.05.2004, non superiore al 60%.__________

Il ricorrente non ritiene neppure
condivisibile l'operato del consulente in integrazione professionale (CIP) incaricato
dall'AI.

 

L'Ufficio AI non può misconoscere
che anche dopo la valutazione del Dr. __________ del settembre 2003, sono
subentrati ulteriori peggioramenti delle condizioni di salute dell'assicurato,
già certificati dal medico curante dr. __________.

 

In particolare sono peggiorati
nell'ultimo anno gli impedimenti funzionali all'arto superiore dx e sono
peggiorati i dolori alla schiena come pure agli arti inferiori.

 

A mente del ricorrente, le
conclusioni del Servizio medico regionale (SMR) e riportate al p.to 7 della
decisione qui impugnata non possono essere condivise, perché sommarie: in
particolare non si capisce su quale base esso consideri piuttosto
insignificanti i limiti funzionali per il braccio dx.

 

Il signor RI 1 ritiene che nel
determinare il grado d'invalidità l'Ufficio AI deve tener conto in modo
sufficiente delle effettive limitazioni nell'esercizio dell'attività
lavorativa, alla luce anche dell'evoluzione negativa, dopo la valutazione del
Dr. __________, delle manifestazioni cliniche con conseguenti limitazioni
funzionali aggravate.

 

1.7.

Per quanto sopra egli ritiene essere
adempiuti i presupposti, tosto effettuato il confronto dei redditi, per
l'assegnazione di una ½ rendita giusta le conclusioni del Dr. __________.

 

 

 

 

 

P.Q.M.

 

si chiede piaccia

 

g i u d i c a r e

 

1.     il ricorso è accolto

        § di conseguenza la
decisione dell'Ufficio AI Ticino, del 7 maggio 2004, è 

           annullata;

 

2.     a RI 1 è riconosciuto il
diritto ad una ½ rendita di invalidità;

 

3.     ripetibili protestate." (doc.
I)

 

                               1.4.   Nella risposta di causa l’UAI,
confermando il contenuto della decisione su opposizione, ha chiesto la
reiezione del ricorso (doc. III)

 

                                         Con scritto 12 gennaio
2005 l’assicurato si è riconfermato nel proprio ricorso (doc. V).

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto del contendere è
sapere se RI 1 ha diritto ad una mezza rendita d’invalidità. Le contestazioni
vertono essenzialmente sull’aspetto medico; l’assicurato ritiene infatti di
aver subito un peggioramento del proprio stato di salute dal 2004.

                                         Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito AI.

 

                                         Per quel
che concerne l’applicazione intertemporale delle disposizioni materiali della
LPGA, l’art. 82 cpv. 1 LPGA statuisce che le disposizioni materiali della
citata legge non sono applicabili alle prestazioni correnti ed alle esigenze
fissate prima della sua entrata in vigore.

In una sentenza pubblicata in DTF 130 V 329 ss, avente ad oggetto l’erogazione
d’interessi di mora, il TFA, dopo avere  dichiarato la citata norma (art. 82
cpv. 1 LPGA) incompleta nonché frammentaria ed aver precisato che con
“prestazioni” s’intende quelle che hanno fatto oggetto di decisioni cresciute
in giudicato e non quelle prestazioni sulle quali non è stato ancora statuito
definitivamente, ha stabilito che non si può dedurre e contrario dell'art. 82
cpv. 1 LPGA che il momento della decisione sarebbe determinante per
l'applicabilità delle disposizioni materiali della nuova legge in relazione a
prestazioni che non sono ancora state fissate alla sua entrata in vigore
(1° gennaio 2003) e che, eccezion fatta per le fattispecie specifiche
contemplate dalla menzionata disposizione transitoria, per il resto occorre riferirsi
ai principi generali sviluppati in materia di diritto intertemporale che
dichiarano applicabile, in caso di modifica delle basi legali, l'ordinamento in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che dev'essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 130 V 332 consid.
2.2 e 333 consid. 2.3).

In effetti, secondo costante giurisprudenza, dal profilo temporale determinanti
sono di principio le norme materiale in vigore al momento della realizzazione
dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce
conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467
consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) ed il giudice delle assicurazioni sociali, ai
fini dell’esame della vertenza, si basa di regola sui fatti che si sono
realizzati fino al momento della decisione contestata (SVR 2003 IV nr. 25
consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b).

In un’altra recente sentenza del 5 luglio 2004, pubblicata in DTF 130 V 445 s e
concernente una rendita dell’assicurazione per l’invalidità, l’Alta Corte
federale ha confermato il succitato principio stabilito in DTF 130 V 329,
estendendolo anche a prestazioni assicurative durevoli. Infatti, nell’ambito
dell’esame di un’eventuale insorgenza di un diritto alla rendita prima
dell’entrata in vigore della LPGA, occorre fare riferimento ai principi
generali sviluppati in materia di diritto intertemporale che dichiarano,
appunto, applicabile l’ordinamento in vigore al momento della realizzazione
dello stato di fatto giuridicamente determinante. Ne consegue dunque, continua
il TFA, che per il periodo fino al 31 dicembre 2002, l’esame del diritto alla rendita
avviene sulla base del vecchio ordinamento, mentre a partire da tale data esso
avviene secondo le nuove norme di legge (DTF 130 V 446 consid. 1.2.2).

Va tuttavia precisato che l’introduzione della LPGA non ha portato alcuna
modifica sostanziale per quel che concerne, in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità, i concetti di incapacità al lavoro, d'incapacità al guadagno,
d'invalidità, di raffronto dei redditi e di revisione (della rendita
d'invalidità e di altre prestazioni durevoli), motivo per cui le succitate
nozioni precedentemente sviluppate dalla giurisprudenza rimangono tuttora
valide (DTF 130 V 343).

Trattandosi nel caso in esame di prestazioni durevoli riferite sia ad un
periodo antecedente che posteriore al 1° gennaio 2003, occorrerebbe
distinguere, dal punto di vista del diritto applicabile, i periodi prima e dopo
l’introduzione della LPGA.

Ritenuto che le nuove norme (LPGA) non hanno apportato dal punto di vista
materiale alcuna sostanziale modifica riguardo ai succitati concetti dell’AI,
le disposizioni di legge citate in seguito, per motivi di più facile
comprensione, vengono riferite al tenore dell’ordinamento giuridico posteriore
al 1° gennaio 2003, mentre in parentesi sono menzionate le rispettive norme
valide sino al 31 dicembre 2002. 

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI - sia nella sua versione in vigore sino al 31 dicembre 2002
che in quella valida dal 1° gennaio 2003 in relazione con gli artt. 7 e 8 cpv.
1 LPGA - con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente
o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica,
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. 

Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione,
sono quindi:

 

-  un danno alla
salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio, e

-  la conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre quindi che il
danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,
perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità
(Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, pag. 216ss).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28
cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se
sono invalidi almeno al 

                                         70%, a
tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se
sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al
40%.

 

                                         Ai sensi
dell'art. 16 LPGA (rispettivamente dell’art. 28 cpv. 2 vLAI) il grado
d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che
l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione
di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività
lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del
lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto
conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid. 3, 1990 pag. 543 consid. 2;
Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 16
LPGA e 28 cpv. 2 vLAI: metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30
consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di
fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale,
le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 pag. 325
consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini, op. cit, pag. 232).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a; DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                                         Al proposito va precisato che, secondo una sentenza del TFA pubblicata in
DTF 128 V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per il raffronto dei redditi
ipotetici fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita
(e non quello della decisione su opposizione). L’Alta Corte ha anche precisato
che l’amministrazione è comunque tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto ad
una prestazione, a esaminare se nel periodo successivo all’inizio di tale
diritto non sia eventualmente subentrata una modifica di rilievo dei dati
ipotetici di riferimento. In questa eventualità essa dovrà pertanto procedere
ad un ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.

Tale principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF
129 V 222; cfr. anche STFA inedite 26
giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa
R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L.
consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella
causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella
causa G. consid. 4.2, I 475/01).

 

                               2.4.   Nella fattispecie, il dr. __________,
neurochirurgo, in data 22 novembre 2002 su richiesta dell’UAI ha certificato:

 

" 
Vi informo come da Voi richiesto
sul soprannominato paziente che personalmente conosco dal 1998.

 

Trattasi di un paziente sofferente
dal '93 di dolori lombari in presenza di una discopatia degenerativa con una
protrusione laterale L4/5 a sx e compressione radicolare. Questa sintomatologia
algica è andata progressivamente regredendo, per cui non ho rivisto il paziente
fino ad ottobre del 2002, dove accusava dolori cervicali irradianti al braccio dx
in sede posterolaterale fino a pollice. In quell'occasione il paziente non
accusava dolori di rilievo a livello lombare ed alla gamba. Le radiografie del
rachide cervicale, ed in particolar modo la RM, confermano discopatie
degenerative C4/5 e C5/6 con una lieve stenosi di origine degenerativa del
foramine C6 a dx.

 

Date le circostanze non vedevo
ancora l'opportunità per un procedere chirurgico e proponevo al paziente
un'infiltrazione peridurale di Kenacort. Il paziente ha rifiutato comunque
questa terapia e desidera attendere ulteriormente con terapia conservativa.

 

In considerazione di quanto sopra, e
tenendo conto anche dell'età del paziente, penso che una riqualifica
professionale sia senz'altro indicata. Entrano in considerazioni attività
ergonomicamente favorevoli con possibili alternazioni fra posizioni statiche ed
in movimento e nelle quali il paziente non debba sollevare pesi superiori ai 15
kg e pesi oltre il livello della testa. In una tale attività il paziente
potrebbe essere abile al lavoro in misura completa." (doc. AI 12)

 

                                         In data 2 giugno 2003 i
medici della Clinica __________ di __________, presso la quale l’assicurato è
stato degente dal 5 maggio 2003 al 24 maggio 2003, hanno rilevato:

 

" 
DECORSO 

 

Il paziente si è impegnato con
motivazione nel programma riabilitativo propostogli e la degenza non ha presentato
particolarità degne di rilievo per quanto concerne la gestione clinica.

Gli scopi della riabilitazione
consistevano in un trattamento analgetico, rinforzo della muscolatura, aumento
della mobilità a livello cervicale e lombare e miglioramento della qualità di
vita. Per questo motivo il paziente era trattato in parte con una terapia
fisiatrica passiva con impacchi caldi e freddi, mobilizzazione passiva, trattamento
di punti Trigger, elettroterapia ed in parte con esercizi
specifico-riabilitativi in piscina ed in palestra.

Il paziente è stato visto anche dal
nostro Assistente Sociale sig. __________, ed ha partecipato pure al gruppo di
rilassamento con la nostra Psicologa, sigra __________, imparando le tecniche
di rilassamento secondo Jacobson.

 

QUADRO CLINICO ALLA DIMISSIONE

 

Soggettivamente: il paziente racconta di un miglioramento dei disturbi
con mancanza di formicolio a livello della gamba sx. Il paziente continua però
a soffrire di dolori a livello della colonna lombare e cervicale con dolori
alla spalla dx.

 

Obiettivamente: mobilizzazione ridotta di 1/3 alla flessione laterale
a sx con dolore telefasico, Schober 10/15 cm, DDS anteriore 36 cm, DDS a dx e
sx 69 cm, Lasègue bilateralmente negativo, marcia sulle punte e sui talloni ben
eseguibile, indice sterno/mento 16/5/5 cm.

 

TERAPIA ALL'USCITA E PROCEDERE

 

Magnesium Diasporal 300 mg                                                 0-0-1

Ponstan 500 mg                                                                          secondo
bisogno

Dafalgan 500 mg                                                                         secondo
bisogno

 

A causa della lunga durata
dell'inabilità lavorativa e della professione fisicamente molto dura, non
vediamo un probabile ritorno del paziente prossimamente nel suo posto di
lavoro. Per questo motivo consigliamo anche di prendere in considerazione una
riqualifica professionale.

Abbiamo consigliato al paziente di
riprendere contatto con il proprio medico curante per discutere l'eventuale
procedere. Consigliamo al paziente, vedendo un miglioramento con fisioterapia,
di continuare con gli esercizi qui appresi anche al proprio domicilio.

Dal nostro punto di vista non sono
previsti ulteriori indagini o provvedimenti terapeutici, ma rimaniamo
naturalmente a sua disposizione qualora il quadro clinico manifestasse una
nuova situazione compatibile con terapia fisiatrica e medicina
stazionaria." (doc. AI 17)

 

                                         Il dr. __________, reumatologo
e fisiatra, su incarico dell’UAI in data 19 settembre 2003 ha rilasciato il
seguente referto peritale:

                                         

" 
(….)

4.- DIAGNOSI

 

-    Sindrome cervicobrachiale
cronica a destra di natura mista

     .  spondilogena e radicolare
irritativa in presenza di alterazioni 

degenerative
in parte rilevanti specialmente C5/6: osteocondrosi ed uncartrosi bilaterale,
protrusione intraforaminale a destra con probabile conflitto disco­radicolare

     .  artrogena da artrosi
acromio-clavicolare a destra 

-    Sindrome lombovertebrale cronica con
anamnesticamente sindrome radicolare irritativa S1 a sinistra in presenza di
alterazioni degenerative nel penultimo spazio intersomatico

   (L5/S1;
anomalia di transizione): spondilartrosi bilaterale, protrusione, incipiente
stenosi foraminale bilaterale 

-    Possibile claudicatio
radicolaris bilaterale 

-    Obesità (BMI 31)

 

5.-   GRADO DI CAPACITA' DI LAVORO IN PERCENTUALE
NELL'ESERCI­ZIO DELL'ATTIVITÀ LUCRATIVA O DELL'ATTIVITÀ ABITUALE SVOLTA PRIMA
DELL'INSORGENZA DEL DANNO ALLA SALUTE

 

Il paziente presenta due patologie dell'apparato
locomotorio che interferiscono potenzialmente con la sua capacità di gua­dagno.

Da una decina d'anni
avverte dolori lombari con irradiazioni intermittenti (ora regredite) nella
gamba sinistra. Gli accer­tamenti hanno messo in evidenza alterazioni
degenerative nel penultimo spazio intersomatico del tratto lombare (in presenza
di un disturbo d'assimilazione con lombalizzazione di S1), quadro misto
osteoarticolare (spondilartrosi) e discale (pro­trusione) con un primo esame
neuroradiologico risalente al 1998 (TAC) ed una rivalutazione tramite una RM
nel 2001, esami concordanti con la clinica di una sindrome lomboradicolare
irritativa come riscontrato sia dal medico curante che dagli specialisti
consultati: il reumatologo Dr. __________, __________ ed il neurochirurgo Dr. __________,
__________. Quest'ultimo sugge­rì in un primo tempo di allargare gli
accertamenti anche al ginocchio sinistro (1998) dove fu effettivamente
riscontrata una patologia meniscale nel frattempo curata (senza sequele
sinistra). Vi è una modica sindrome vertebrale sia al livello cervicale che
lombare senza elementi per una compressione radicolare in atto. Concordo con la
valutazione della Clinica __________ di __________ che parte della sofferenza
al braccio destro sia di natura articolare (spalla) essendoci una chiara
sollecitazione meccanica dell'articolazione acromio­clavicolare (in presenza di
modiche alterazioni degenerative documentate).

 

La documentazione radiologica è
esauriente e conferma l'esten­sione plurisegmentale delle alterazioni
degenerative; al li­vello lombare vi è in particolare una discopatia nel
penultimo spazio intersomatico (in presenza di un disturbo d'assimila­zione)
con un'ernia discale in contatto con la radice corrispondente a sinistra (RM
del settembre 2001); al livello cervicale sono manifeste alterazioni statiche
piuttosto rilevanti (cifosi fissata, vedasi lastre convenzionali, punto 3.4.).
Vi è una osteocondrosi ed alterazioni spondilartrotiche (uncartrosi) bilaterali
che assieme alla presente protrusione discale portano ad un restringimento del
foramen di congiun­zione in particolare a destra (con probabile conflitto
radicolare C6, vedasi RM del settembre 2002).

 

Alla luce delle constatazioni
cliniche e considerando le alte­razioni strutturali documentate il paziente
presenta limiti funzionali dell'apparato locomotorio incompatibili con lo
svolgimento dell'attività lucrativa precedente di muratore. All'attenzione
dell'AI il medico curante Dr. __________, __________, ha fornito una sua
valutazione in merito (secondo la scheda AI). Essa corrisponde al mio giudizio:
l'alzare e trasportare pesi è possibile in forma normale solo per quelli
leggeri fino a 5 kg e può essere richiesto in forma ridotta fino a quelli a 10
kg.

La manipolazione di oggetti è possibile
solo per quelli legge­ri e mediopesanti tenendo conto di una certa riduzione
della forza di presa nella mano destra. Lavorare con le braccia elevate
(ritenuta dal medico curante esigibile in forma ridot­ta) appare per quello
destro praticamente escluso. Posizioni corporee statiche sono assumibili solo
in forma ridotta in particolare se combinate con l'inclinazione del tronco.
Effet­tuare lavori in posizione inginocchiata con le ginocchia flesse sarà
possibile solo in misura molto ridotta. Il medico curante ha ritenuto esigibile
in forma normale gli spostamenti su terreni piani. Il paziente asserisce di una
sensazione di stanchezza agli arti inferiori e di dolori lom­bari che appaiono
dopo circa 200 metri. Il fatto che trae rapido sollievo con il sedersi
suggerisce una claudicatio radicolare (rispettivamente spinale), possibile
anche alla luce dei referti neuroradiologici che mostrano un certo
restringimento dei foramina di congiunzione al livello L5/S1.

 

Gli spostamenti su terreni sconnessi
sono possibili in forma ridotta; salire e scendere scale può essere richiesto
in forma lievemente ridotta.

 

In considerazione
dell'irreversibilità delle alterazioni strutturali e funzionali del rachide la
presente valutazione di un'inabilità lavorativa completa quale muratore appare
definitiva.

 

6.- POSSIBILITÀ DI MIGLIORARE LA
CAPACITÀ DI LAVORO

 

Non vi sono misure terapeutiche né
conservative né chirurgiche che potrebbero modificare in maniera sensibile le
condizioni di salute del paziente che sono da considerare stabilizzate. I
limiti funzionali presenti sono piuttosto rilevanti. Ciononostante suggerirei
una valutazione del caso da parte del consulente per l'integrazione
professionale. Potrebbe rendersi necessari un soggiorno in un Centro di
Accertamento per valutare l'idoneità del paziente per un'attività più confacen­te.
La sua formazione scolastica limitata rispettivamente la esperienza
professionale specifica lo indirizzeranno ovviamen­te anche per futuri lavori a
delle attività piuttosto manuali. In teoria il paziente potrebbe raggiungere
una capacità lavo­rativa anche normale per professioni che permettano di
rispettare in forma completa i limiti sotto il punto 5. Il signor RI 1 non
necessita di mezzi ausiliari." (Doc. AI 26)

 

 

                                         Nella sua “proposta
medico” del 23 settembre 2003 il dr. __________ del SMR ha rilevato:

 

" 
A. 41.enne, muratore, IL 1005 dal
marzo 2002.

 

Perizia reumatologica (Dr. __________)
del 12.09.2003

 

Affezione di natura reumatologica
concernente:

- Colonna cervicale, con
compressione radicolare a destra 

- Spalla-braccio destri

- Colonna lombare, con all'anamnesi
una sintomatologia radicolare, ora rientrata

 

Ne risultano delle importanti
limitazioni per pesi (5 e raramente 10 kg), posizioni, spostamenti, uso delle
braccia), più importanti di quelle espresse al curante.

 

Abbiamo ora delle indicazioni più
precise per FUS, che aveva già avuto contatto con l'A in aprile 03."
(Doc. AI 28)

 

                                         In data 23 marzo 2004 il
dr. __________, internista e medico curante, ha rilevato:

 

" 
Facendomi interprete anche della
perplessità dell'interessato, mi permetto di segnalarvi che considero la vostra
valutazione eccessivamente restrittiva essendomi aspettato nel caso concreto
una valutazione che garantisse al signor RI 1 almeno una mezza rendita di
invalidità.

 

Basandomi sulle constatazioni da me
oggettivate e confermate dal perito da voi incaricato Dr. __________, tenuto
conto della formazione scolastica e del passato professionale del mio paziente,
considero infatti molto difficoltoso per non dire poco verosimile un suo
adeguato reinserimento professionale con conseguente pregiudizio economico che
possa essere compensato con ¼ di rendita. Questo anche perché le condizioni di
salute del paziente restano precarie, come confermato dai recenti controlli,
con tendenza al peggioramento. La vostra valutazione restrittiva rischia di
compromettere le già scarse possibilità di reinserimento professionale del
signor __________, con conseguente degrado sociale ed economico permanente.

 

Per i motivi sopra esposti, mi
permetto di chiedervi la rivalutazione del caso, considerando un grado di
invalidità non inferiore al 50%. Se questo non fosse possibile, gradirei
conoscere le vostre motivazioni ed essere informato sulla base di calcolo che
vi ha indotti a stabilire il grado di invalidità del 47%." (Doc. AI
38)

 

                                         Nel suo certificato medico
del 10 maggio 2004 il dr. __________ ha precisato:

 

" 
Il presente certificato viene
rilasciato all'interessato su sua richiesta.

 

Il sopraccitato paziente è in mia
cura per disturbi cronici alla colonna vertebrale, in presenza di patologie
degenerative sia a livello cervicale sia a livello lombare con interessamenti
neurologici. I disturbi hanno assunto da tempo carattere invalidante e sono in
lento costante peggioramento. In particolare sono sensibilmente peggiorati
nell'ultimo anno gli impedimenti funzionali all'arto superiore dx.

Il quadro clinico si è ulteriormente
complicato nelle ultime settimane, a causa dell'insorgenza di disturbi
gastrici, che rendono controindicata la somministrazione di antinfiammatori non
steroidali, assunti in dosi massicce da tempo per controllare i dolori.

Il paziente soffre delle seguenti
patologie:

 

1.     Sindrome cervico-brachiale
cronica dx di natura mista

●      spondilogena e radicolare irritativa in presenza
di alterazioni degenerative rilevanti specialmente a livello C5-C6

●      artrogena da artrosi acromio-clavicolare dx

 

2.     Sindrome lombo-vertebrale cronica con componente
radicolare irritativa S1 sx in presenza di alterazioni degenerative nel
penultimo spazio intersomatico

 

3.     Gastrite probabilmente quale effetto secondario
all'assunzione prolungata di antinfiammatori

4.     Obesità

 

A causa dei suoi disturbi di salute
dovuti a malattia, il signor RI 1 è considerato completamente inabile al lavoro
a titolo definitivo per la professione di muratore, esercitata in precedenza.
Resta una capacità lavorativa parziale (non oltre il 60%) in un'attività
confacente, che tenga conto delle limitazioni formulate in ambito peritale
dallo specialista reumatologo Dr. __________, che ha visitato il paziente su incarico
dell'Assicurazione Invalidità il 10.09.03, con l'ulteriore aggravante del
leggero peggioramento dei disturbi all'arto superiore dx e della patologia
gastrica." (Allegato doc. AI 43)

 

                                         Nelle sue
“annotazioni” del 1° ottobre 2004 il dr. __________, medico responsabile del
SMR,  ha osservato:

 

"  La doc. medica prodotta in sede d'opposizione non
permette di confermare un peggioramento sostanziale.

Intanto perché si associano due
patologie che dal lato funzionale non interagiscono (quella gastrica e quella
reumatologica), poi perché la variazione dei limiti funzionali per il braccio
sono piuttosto insignificanti.

Per quanto riguarda l'assunzione di
medicamenti non steroidali (ulcerogeni) in caso di lesioni gastriche, esiste
una gamma di antalgici che permettono di ovviare a tale fattore."
(Doc. AI 50) 

 

                               2.5.   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio
è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti
litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali
di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi
antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche
o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto
devono inoltre essere motivate (Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti;
Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo 2002
nella causa M [I 162/01], consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA del
14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa G.F.;
STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988
pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         In un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre
considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM.
Secondo il l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte in
causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a
tenere in particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione
invalidità (STFA non pubbl. del 22 maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V
178 consid. 4b; Pratique VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che
permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità
dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb). 

                                         

Lo stesso vale per le perizie fatte
esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 pag. 188; RAMI 1993 pag.
95).

 

                                         Per
quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta
a favore del suo paziente (cfr. DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgerichts, op. cit., pag. 111).

 

                               2.6.   Per
quanto attiene al problema fisico (reumatologico), questo TCA non intravede
ragioni che gli impediscano di far proprie le conclusioni cui è pervenuto il
perito.

                                      

                                         In esito
ad un approfondito esame dello stato di salute dell'assicurato, nel
referto peritale 12 settembre 2003 - cui va senz'altro attribuito pieno valore
probatorio conformemente ai succitati parametri giurisprudenziali (cfr. consid.
2.5) – il dr. __________, reumatologo, sulla base di una consultazione avvenuta
il 10 settembre 2003, dell'esame degli atti medici a sua disposizione, dopo illustrazione
dei dati anamnestici, dei dati soggettivi e delle constatazioni obiettive, alla
luce di una valutazione anche dal profilo prognostico, ha
diagnosticato una sindrome cervicobrachiale cronica a destra di natura
mista, una sindrome lombovertebrale cronica con anamnesticamente sindrome
radicolare irritativa S1 a sinistra in presenza di alterazioni degenerative nel
penultimo spazio intersomatico, una possibile claudicatio radicolaris
bilaterale e obesità (BMI 31), concludendo per una totale incapacità lavorativa
nella sua precedente professione di muratore; per attività leggere dove
l’assicurato non debba alzare pesi superiori a 5/10 kg, dove gli spostamenti su
terreni sconnessi e salire e scendere le scale vengano eseguiti saltuariamente,
dove non debba alzare il braccio destro sopra le spalle, dove non debba
manipolare oggetti pesanti e dove non debba mantenere la posizione eretta per
più di 30 minuti e quella seduta per più di 60 minuti, la capacità lavorativa è
totale (doc. AI 26). Lo specialista ha suggerito una
valutazione da parte del consulente in integrazione professionale (valutare
l’idoneità dell’assicurato in altre professioni). Egli tuttavia ritiene che per
attività adeguate l’assicurato potrebbe essere abile in misura completa.                                

                                         Tale valutazione  è stata
confermata anche dal dr. __________ e dal dr. __________ (doc. AI 28 e 50).

                                         Anche le prime valutazioni
mediche del dr. __________ sono perfettamente in linea con la perizia del dr. __________
(doc. AI 12).

                                         Dal canto suo il dr. __________ in data 10
maggio 2004 ha rilevato che “i disturbi hanno
assunto da tempo carattere invalidante e sono in lento costante peggioramento.
In particolare sono sensibilmente peggiorati nell'ultimo anno gli impedimenti
funzionali all'arto superiore dx.

                                         Il
quadro clinico si è ulteriormente complicato nelle ultime settimane, a causa
dell'insorgenza di disturbi gastrici, che rendono controindicata la
somministrazione di antinfiammatori non steroidali, assunti in dosi massicce da
tempo per controllare i dolori”. Egli ritiene per contro che in attività confacenti l’assicurato sarebbe
comunque abile al lavoro in una percentuale non superiore al 60%. 

                                         Dal certificato in
parola non si evincono tuttavia sufficienti elementi per ammettere con alta verosimiglianza
l’insorgere di un peggioramento delle condizioni di salute per lo meno sino
all’emanazione del querelato provvedimento. 

                                         La
descrizione clinica operata dal dr. __________ peraltro sovrapponibile a quella
del dr. __________, benché rilasciata da un sanitario che ha in cura
l’assicurato da diversi anni e che quindi lo conosce bene, non può essere presa
in considerazione ai fini del presente giudizio in quanto non
sufficientemente circostanziata e dettagliata e non conforme quindi ai
succitati criteri stabiliti dalla giurisprudenza (cfr. consid. 2.5). In ogni
caso dai referti medici 23 marzo 2004 e 10 maggio 2004 (doc. AI 38 e allegato
doc. AI 43) non si evincono chiari elementi per ammettere con alta
verosimiglianza l’insorgere di un peggioramento delle condizioni di salute
rispetto a quanto accertato precedentemente in sede peritale e avallato dai
medici SMR (doc. AI 27, 28 e 50). 

 

                                         Sino
all'emanazione della decisione su opposizione del 18 novembre 2004, la
conclusione cui è giunto l’UAI non può essere pertanto validamente messa in
discussione.

                                         Questo
Tribunale ritiene che la refertazione medica agli atti contiene elementi chiari
e sufficienti per valutare l'incapacità al guadagno dell'assicurato sino
all'emanazione del querelato provvedimento, senza che si renda quindi
necessario l'esperimento di ulteriori accertamenti. 

 

                                         In
conclusione, sulla base delle affidabili e concludenti risultanze peritali,
richiamato inoltre l’obbligo che incombe all’assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente
esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal
danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i
riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo
1995, pag. 61) - se necessario intraprendendo una nuova professione (DTF 113 V
28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung
des Bundesgericht zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221) -, è da ritenere dimostrato,
con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle
assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115
V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid.
2b), che l'assicurato è inabile al lavoro in misura del
100% nella sua precedente professione di muratore, mentre in attività leggere
idonee la sua capacità al lavoro è pressoché totale.

 

                               2.7.   Il caso è stato
in seguito sottoposto al consulente in integrazione professionale (di seguito
consulente), che nel suo rapporto finale del 6 ottobre 2003, ha precisato:

 

 

" 
Cittadino __________, dal 1980 in
Svizzera, coniugato, padre di un figlio, residente in Ticino.

Nel suo Paese frequenta la quinta
elementare, non consegue alcuna formazione professionale, apprende in modo
empirico l'attività di muratore. 

Rh nel 2002 quale muratore fr
54'598.

 

Soffre prevalentemente alla CV circa
dal 1995.

Limiti della funzionalità:

può trasportare senza alcun
impedimento pesi di 5Kg;

può utilizzare attrezzi
medio / leggeri;

può ruotare le mani;

la capacità di presa della mano
destra rispetto a quella sinistra è ridotta; 

può deambulare per lunghi tragitti;

può lavorare sopra le spalle con il
braccio sinistro, è invece impossibile con quello destro; 

può mantenere la posizione eretta
per 30' mentre quella seduta per 60'; 

sono esigibili lavori leggeri;

é d'evitare la posizione prolungata
anteroflessa del tronco attività adeguata è esigibile un'intera giornata di
lavoro.

 

Dal punto di vista formativo l'A
presenta un'anamnesi lavorativa / scolastica molto fragile. 

In queste condizioni è irragionevole
proporre un progetto formativo di primo livello (AFC). 

L'A ha limiti:

a. nelle 4 operazioni matematiche,

b. nel lessico,

c. nella logica (le PM38S collocano
l'A nel centile inferiore della 

    scala!).

 

L'A è un Soggetto semplice, capace
di svolgere lavori prevalentemente manuali.

In queste condizioni di salute é
impensabile che PA sia in grado di riprendere il ruolo di muratore, oppure
quelle attività che sollecitano particolarmente gli arti superiori e/o la CV!
L'A è, invece, nelle condizioni di poter compiere compiti leggeri
prevalentemente in posizione seduta con possibilità di variare la postura (p.s.
eventualmente ogni ora). Il Secondario o il Terziario non qualificato,
potrebbero rappresentare i settori economici adeguati al profilo attitudinale
(personale/professionale) dell'A.

Nel Secondario non
qualificato vi sono lavori di assemblaggio, lucidatura, rettifica, foratura,

verniciatura, confezione,
imballaggio, controllo/verifica che sono svolti in posizione prevalentemente
seduta e che non comportano un sollevamento pesi superiore ai 5 Kg poiché il
semilavorato è di per sé leggero e di dimensioni ridotte (asciugacapelli,
quadranti, punte, penne, ombrelli, ...). L'apprendimento dei compiti avviene
sul posto e in modo empirico.

Nel Terziario non qualificato
è esigibile un'attività di sorveglianza (custode stabili privati, parcheggio,
cinematografi, !portiere di notte se vi è l'ascensore e gli appositi
carrelli!).

Bisogna in ogni caso rammentare che
la domanda / offerta della sorveglianza è limitata. La questione delle
riduzioni, a causa del danno alla salute, merita a mio avviso una particolare
attenzione. L'A nell'insieme (profilo attitudinale, professionale, personale,
limiti invalidanti) ha un rendimento e una resa lavorativa ridotta del 25% (lavori
leggeri, scarsa resistenza, presa mano destra ridotta, rapidità d'esecuzione
contenuta); mentre dal punto di vista medico teorico abbiamo una riduzione del
rendimento del 10%.

La campionatura statistica tipica
del Secondario non qualificato leggero maschile semplice ripetitivo che a mio
parere è più idonea e prossima nell'insieme al profilo dell'Assicurato, è
quella del primo quartile e non della mediana. Il reddito statistico della Cat.
4, maschile, privato, + aggiornamenti redditi, primo quartile, corrisponde a fr
44'669. Applicate le ragionevoli deduzioni, il reddito presumibile 2002 ammonta
a fr 30'151.

 

Durante la consultazione, l'A ha
ripetutamente presentato al Consulente la sintomatologia conosciuta e
preventivato nell'immediato futuro interventi chirurgici. (P.S. Interventi
perora non

avvenuti)

Un vero e proprio interesse o
motivazione per la ripresa lavorativa in attività adeguata non è emersa durante
il colloquio. E' possibile che l'elaborazione del "lutto" (perdita
della salute) abbia compromesso indirettamente la volontà reintegrativa dell'A.
E' per questo motivo che valuto opportuno informare l'A dell'eventuale
possibilità di ricontattare il nostro servizio di consulenza." (Doc. AI 30)

 

 

                                         In merito alla valutazione operata dal consulente
in integrazione professionale va osservato quanto segue.

 

                                         Compito dell’orientatore professionale è quello di stabilire, in
base alle informazioni del medico riguardo alle mansioni ancora possibili, le
attività lavorative ancora concretamente ammissibili per l’invalido
(Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht, op. cit., p. 228; Omlin, Die
Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, p. 201).

Ai fini dell'accertamento
dell'invalidità ci si deve quindi fondare su un mercato del lavoro equilibrato
e quindi fittizio; ci dev'essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta
di posti di lavoro e un'offerta di posti diversificati in relazione con le
capacità professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un
concetto teorico e astratto (DTF 110 V 276; Meyer‑Blaser, Rechtsprechung
des Bundesgericht, op cit., p.
212). Un assicurato non può pertanto avvalersi dell'impossibilità congiunturale
di trovare un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK 1984 p. 347). 

                                         Ciò
non è il caso se l'attività ammissibile è possibile solo in forma talmente
limitata, che il mercato generale del lavoro praticamente non la conosce o se
il suo esercizio è reso possibile solo grazie alla collaborazione irrealistica
di un datore di lavoro medio (ZAK 1989 p. 322 consid. 4a; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts,
Berna 2003, pag. 124).

Dall’altra parte, l'art. 8 cpv.
1 LAI prevede che gli assicurati invalidi o direttamente minacciati
d'invalidità hanno diritto ai provvedimenti d'integrazione, tra cui i
provvedimenti professionali (art. 15 –18 LAI), necessari e atti a ripristinare,
migliorare, conservare o avvalorare la capacità di guadagno.

                                         Ciò
non vuol dire che un assicurato, per il quale sono esclusi provvedimenti
integrativi, non possa svolgere un’attività adeguata mettendo a frutto la
residua capacità lavorativa, verifica che, come detto, spetta al consulente in
integrazione professionale. 

 

                                         Decisivo
è definire il più oggettivamente possibile, tenuto conto delle risultanze
mediche, la residua capacità di lavoro dell'assicurato in un'ottica economica. 

                                         D'altra
parte, come accennato, in relazione
alle conseguenze economiche dell'incapacità lavorativa ‑ conformemente a
un principio generale vigente anche nel diritto delle assicurazioni sociali ‑ 
all'assicurato incombe l'obbligo di diminuire il danno (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i
riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pp. 57, 551 e 572; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995,
p. 61). In virtù di tale obbligo,
l'assicurato deve intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per
ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze di una sua
"invalidità", segnatamente mettendo a profitto la sua residua
capacità lavorativa, se necessario in una nuova professione (DTF 113 V 28
consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, op. cit., p. 221). 

 

                                         In
casu, nel rapporto finale 6 ottobre 2003 il consulente, tenendo conto
delle risultanze specialistiche (e delle indicazioni del dr. __________ e del
dr. __________, doc. AI 28, 50), ha evidenziato che nel caso di specie non sono
più dati i presupposti per l'applicazione di provvedimenti d'integrazione volti
ad un recupero o miglioramento della capacità di guadagno, e ciò a causa delle
scarse basi scolastiche e della scarsa padronanza dell’italiano dell’assicurato
(doc. AI 30).  

                                         Siccome l’assicurato non è limitato nell’esercitare attività leggere, il
consulente ha indicato numerose professioni alle quali egli può accedere in un
mercato equilibrato del lavoro (lavori d’assemblaggio, lucidatura, attività di
sorveglianza, ecc.; cfr. doc. AI 30 pag. 2).

 

                                         Il
consulente ha infine ritenuto una riduzione globale di rendimento del 25% (lavori
leggeri, scarsa resistenza, presa mano destra ridotta, rapidità d’esecuzione
contenuta, doc. AI 30). Tale valutazione non è nella specie suscettibile di
essere messa in discussione da parte di questo TCA non essendo ravvisabili
validi motivi che ne giustifichino la disattenzione (cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/cc), ritenuto che, secondo la giurisprudenza del TFA, per gli assicurati che, a causa della
particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non
possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in
lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello
medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul
salario teorico statistico che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino
a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc; Pratique
VSI 2002 pag. 64; STFA del 30 giugno 2000 nella causa B., pag. 5).

 

                                         In
conclusione, alla luce di quanto precede, è da ritenere siccome dimostrato con
la certezza richiesta nel campo delle assicurazioni sociali (DTF 121 V 208
consid. 6a; DTF 115 V 142 consid. 8b; SVR 1996 Nr. 85 pag. 269; SVR 1996 LPC
Nr. 22 pag. 263ss RAMI 1994 p. 210/211) che il danno alla salute di cui è
portatore RI 1 - e per il quale è da ritenere non sussistano realistiche
possibilità di miglioramento - provoca una totale incapacità al lavoro nella
sua precedente professione di muratore, mentre la sua capacità lavorativa in
attività leggere compatibili con le limitazioni funzionali rilevate in sede
medica è da ritenere – sino al novembre 2004 – totale.

 

                                         Per quanto attiene al calcolo dell’invalidità
si rimanda a quanto stabilito dall’amministrazione ritenuto che né il salario
da valido né quello da invalido sono stati contestati dall’assicurato.

                                         Ne
consegue la tutela della decisione amministrativa e la reiezione del ricorso.

                                         

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti