# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bbf0d8da-c978-5197-8a56-efed9082c5bf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-06-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 15.06.2000 52.2000.31
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2000-31_2000-06-15.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2000.00031

   

  	
  Lugano

  15 giugno
  2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretaria:

  	
  Monica Campana Liebi, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 31 gennaio 2000 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patr. da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 12 gennaio 2000 (n. 3/2000) del
  Dipartimento del territorio, Divisione delle costruzioni che nega
  all'insorgente il permesso di posare due cassoni luminosi e due tavole in
  plexiglas su uno stabile situato in via __________ a __________ e destinati
  alla pubblicità per terzi;

  

 

 

vista la risposta 11 febbraio 2000 del Dipartimento
del territorio, Divisione delle costruzioni;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 18
novembre 1999 __________ ha chiesto al Dipartimento delle istituzioni (UPP) il
permesso di posare, sulla particella no __________ sita in via __________ a
__________, le seguenti insegne:

 

-     un cassone bifacciale luminoso,
avente dimensioni di cm 58 x 87, con la dicitura "__________ (e
logo)", da posare sulla parete dell'edificio ove ha sede il commercio di
prodotti della canapa, a lato dell'entrata, ad un'altezza di m. 2,80 dal
terreno;

 

-     un cassone monofacciale luminoso,
avente dimensioni di cm 107 x 130, con la dicitura "__________ (e logo),
da esporre su una parete dell'edificio ove ha sede il negozio, ad un'altezza di
m. 2,80 dal terreno;

 

-     una tavola in plexiglas, avente
dimensioni di cm 107 x 130, con la dicitura "__________ ( e logo)",
da esporre su una facciata dello stabile, ad un'altezza di m. 2,80 dal terreno;

 

-     una tavola in plexiglas, avente
dimensioni di cm. 107 x 130, con il testo "__________ (e logo)", da
collocare sulla vetrina del negozio.

 

La Sezione dei beni monumentali e ambientali
ha espresso preavviso favorevole; il municipio di Savosa e la Polizia cantonale
hanno per contro dato parere negativo.

La Divisione delle costruzioni del
Dipartimento del territorio (subentrata all'UPP a seguito di una ripartizione
delle competenze in seno all'amministrazione cantonale) ha respinto la domanda
con decisione 12 gennaio 2000 in virtù degli art. 4, 5, 11 LIns; 6 cpv. 1
LCStr; 96 cpv. 1 lett. a OSStr. In estrema sintesi, l'autorità cantonale ha
ritenuto che le insegne non fossero redatte in lingua italiana e
compromettessero la sicurezza del traffico.

 

 

                                  B.   Contro la
predetta risoluzione dipartimentale __________ insorge ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo chiedendo in via principale il suo annullamento ed in
via subordinata l'autorizzazione alla posa delle insegne con la dicitura modificata
in "Chiosco".

In buona sostanza, l'insorgente nega che le
insegne rappresentino un pericolo per la sicurezza della circolazione stradale.
Sostiene inoltre che la dicitura "Kiosk" è ormai entrata nell'uso corrente
della lingua italiana. Rileva poi che la precedente attività commerciale aveva
ottenuto l'autorizzazione per esporre diverse insegne che pubblicizzavano
marche di sigarette.

 

 

                                  C.   Il
Dipartimento, preso atto delle motivazioni addotte dal ricorrente, propone di
autorizzare l'esposizione dell'auto collante sulle vetrine dello stabile e
quella della tavola in plexiglas non luminosa, né illuminata sulle pareti
dell'edificio a condizione che, in entrambi i casi, la scritta sia redatta in
lingua italiana e l'eventuale dicitura tedesca raffigurata a caratteri non
superiori e meno appariscenti rispetto al testo italiano. L'autorità di prima
istanza chiede invece che la decisione impugnata venga confermata in punto alle
due insegne luminose.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. art. 17
LIns. La legittimazione attiva del ricorrente è data dall'art. 43 Pamm. Il
ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine e può essere deciso sulla
base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 Pamm). La situazione dei
luoghi, oltre ad essere esposta dalla documentazione fotografica e dalla
planimetria versate agli atti, è del resto perfettamente nota a questo Tribunale.
Un sopralluogo non è quindi atto a procurargli la conoscenza di ulteriori fatti
rilevanti per il giudizio.

 

 

                                   2.   2.1.
Giusta l'art. 5 cpv. 1 LIns le insegne permanenti e non permanenti devono essere
redatte in lingua italiana. Il cpv. 2 dell'art. 5 LIns prevede tuttavia che
alle insegne può essere aggiunta, in caratteri non superiori a quelli del
testo, né più appariscenti, la traduzione in una o più lingue nazionali o
straniere, presentata in guisa che manifesti sempre il carattere di traduzione.

 

2.2. L'art. 6 LCStr vieta la pubblicità e
gli altri annunci che potrebbero essere scambiati con segnali o demarcazioni o
che potrebbero altrimenti compromettere la sicurezza della circolazione, in
particolare distogliendo l'attenzione degli utenti della strada. Giusta l'art.
95 cpv. 1 e cpv. 2 OSStr è considerata pubblicità stradale ogni istallazione e
annuncio collocati ai bordi della strada pubblica in modo da essere percepiti
dai conducenti e aventi lo scopo di fare della pubblicità in forma qualsiasi
(ad es. mediante scritte, forme, colore, luce, suono). L'art. 96 OSStr vieta la
pubblicità stradale che potrebbe compromettere la sicurezza della strada,
cagionare confusione con segnali o demarcazioni, oppure diminuirne l'efficacia
a causa della sua forma e dei suoi colori. In quest'ottica il cpv. 5 prima
frase di tale norma dispone che la pubblicità stradale non deve avere
dimensioni eccessive e neppure dare esageratamente all'occhio.

 

 

                                   3.   Nell'evenienza
concreta, l'affissione delle quattro insegne in esame è prevista sia sulla
facciata dello stabile ove ha sede il commercio dei prodotti della canapa, sia
sulla vetrina del negozio stesso. Le insegne vengono quindi a collocarsi ai
bordi della strada pubblica. Pertanto, vanno qualificate come pubblicità
stradale ai sensi dell'art. 95 ss OSStr. Destinatari delle insegne sono infatti
sostanzialmente i conducenti provenienti da __________ e da __________ diretti
a __________.

 

3.1. Dalla documentazione versata agli atti,
ben si evince che l'edificio che dovrebbe ospitare i quattro pannelli
pubblicitari e meglio un cassone bifacciale luminoso di cm 58 x 87, un cassone
monofacciale luminoso di cm 107 x 130 e due tavole in plexiglas di cm 107 x
130, è di dimensioni alquanto ridotte. In siffatte evenienze non v'è dubbio che
l'apposizione di numerose insegne creerebbe una situazione di affollamento
pubblicitario: situazione che va di principio vietata. L'art. 11 LIns
conferisce infatti al Dipartimento la facoltà di stabilire un limite massimo di
esposizione e di vietare che altre insegne si aggiungano a quelle già esposte,
e ciò in prospettiva sia di salvaguardare l'assetto architettonico e
paesaggistico, sia di garantire la sicurezza del traffico. 

 

3.2. Considerata la situazione dei luoghi,
questo Tribunale ritiene che la posa del cassone bifacciale luminoso sulla
parete dell'edificio a lato dell'entrata, ad un'altezza di m. 2,80 dal terreno,
come pure quella della tavola in plexiglas sulla facciata dello stabile non
creano un affollamento inammissibile, non sono suscettibili di distogliere
l'attenzione dei conducenti dei veicoli in transito al punto da compromettere
la sicurezza della circolazione stradale e nel contempo ottengono l'effetto
pubblicitario verosimilmente perseguito dal ricorrente. Di conseguenza, laddove
vieta la loro affissione la decisione impugnata deve essere annullata siccome
contraria al principio di adeguatezza e di proporzionalità (cfr. RDAT I-1993 N.
26). La decisione dell'autorità di prime cure va per contro tutelata nella
misura in cui vieta la posa del cassone monofacciale luminoso da esporre sulla
parete dello stabile e quella della tavola in plexiglas da collocare sulla
vetrina. In effetti, la loro l'esposizione accanto ai pannelli di cui si è
detto creerebbe una manifesta situazione di affollamento pubblicitario in
contrasto con l'art. 11 LIns.

 

 

                                   4.   Per quanto
attiene alla tutela della lingua italiana (art. 5 LIns), a tutt'oggi non si può
ancora ritenere che la dicitura "Kiosk" sia entrata nell'uso corrente
della lingua italiana. Il termine tedesco può inoltre essere confacentemente e
agevolmente tradotto in italiano: nella lingua originale non ha del resto
acquisito un senso particolare e diverso da quello comunemente dato al corrispondente
termine italiano. Stando così le cose, occorre ammettere che il termine
"Kiosk" è in contrasto con l'art. 5 LIns. Di conseguenza, il
ricorrente è tenuto a tradurre la scritta tedesca in lingua italiana; rimane
tuttavia riservata la possibilità di far figurare la dicitura tedesca accanto a
quella italiana, purché i caratteri non siano superiori, né più appariscenti
rispetto a quelli del testo italiano.

 

 

                                   5.   Il
ricorrente invoca infine una disparità di trattamento per il fatto che il
precedente commercio aveva ottenuto l'autorizzazione per esporre numerose
insegne che pubblicizzavano delle marche di sigarette.

Per consolidata giurisprudenza, nessuno può
prevalersi del fatto che la legge sia stata altre volte violata per chiedere
che pure sia violata a suo vantaggio, dovendo di regola prevalere il principio
della legalità dell'amministrazione su quello dell'uguaglianza di trattamento
(Scolari, Diritto amministrativo, Parte generale pag. 76, nota 121).

Ciò vale però senza riserve soltanto quando
una disuguaglianza di trattamento in dispregio della legge si è verificata in
uno o pochi casi. Non vale invece più quando la legge non è stata applicata
nella maggioranza dei casi e applicata solo in un unico caso per motivi di mera
opportunità.

Il singolo ha inoltre diritto ad essere trattato
in modo uguale ad altri nell'illegalità, quando l'autorità lascia chiaramente
intendere che non cambierà in futuro la sua prassi contraria alla legge.

Ma in ogni caso, anche qualora sussistessero
queste premesse per potere pretendere un trattamento uguale nell'illegalità, il
giudice deve ponderare tutti gli interessi in gioco. (Imboden/Rhinow,
Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, pag 439 e segg., n. 71).

Nel caso concreto, se mai c'è stato
trattamento contrario alla legge, questo ha riguardato soltanto un singolo
caso, motivo per cui non sussiste di principio per il ricorrente alcuna
possibilità di prevalersene.

 

                                      

                                   6.   Sulla
scorta di quanto precede, il ricorso è parzialmente accolto.

Gli atti vengono di conseguenza rinviati
alla Divisione delle costruzioni affinché rilasci a __________ l'autorizzazione
per posare i pannelli e la dicitura nel senso dei considerandi.

La tassa di giustizia è posta a carico del
ricorrente proporzionalmente al suo grado di soccombenza (art. 28 PAmm). Dato
l'esito, non si assegnano ripetibili se non in misura ridotta (art. 31 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 4, 5, 6, 11, 17 LIns; 6 LCStr; 95, 96
OSStr; 3, 18, 28, 43, 60, 61 Pamm; 4 Cost;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

§.  Di conseguenza:

1.1.   la risoluzione 12
gennaio 2000, no. 3/200, del dipartimento del territorio, Divisione delle
costruzioni, è annullata nella misura in cui vieta l'esposizione di tutti e
quattro i pannelli pubblicitari sulla particella no __________ sita in via
__________ a __________;

1.2.   gli atti sono rinviati
al dipartimento del territorio, Divisione delle costruzioni, affinché rilasci
al ricorrente l'autorizzazione di posare i due pannelli ed il relativo testo
come ai considerandi.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese sono poste a carico del ricorrente nella misura di fr.
500.-.

 

 

                                   3.   Lo Stato
verserà al ricorrente fr. 200.- a titolo di ripetibili.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria