# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 50eef6a0-1424-51ea-b472-28ae4644a212
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-09-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 12.09.2014 80.2014.138
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2014-138_2014-09-12.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2014.138

  	
  Lugano

  12 settembre
  2014

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Rocco Filippini, vicecancelliere

  

 

 

	
  parti

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS 1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso dell’11 giugno 2014 contro la decisione del 19
  maggio 2014 in materia di tassa militare 2012.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   RI 1,
classe 1989, non ha portato a termine il proprio servizio militare. Con
decisione del 3 giugno 2013, la Commissione per la visita sanitaria (CVS) lo dichiarava
inabile al servizio per motivi di salute.

 

 

                                  B.   Con
decisione del 28 gennaio 2014, il Servizio della tassa militare gli notificava conseguentemente
la tassa d’esenzione per l’anno d’assoggettamento 2012.

                                         Il
contribuente impugnava la suddetta decisione, con reclamo del 10 febbraio 2014,
contestando di essere tenuto al pagamento della tassa militare. Egli sosteneva
in particolar modo che i disturbi cardiaci di cui soffriva sarebbero sorti “solamente
dopo un lungo periodo di servizio”.

 

 

                                  C.   Il
Servizio della tassa militare respingeva il reclamo, con decisione del 19
maggio 2014, così motivata:

                                         La SUVA
Bellinzona-Assicurazione militare alla quale abbiamo chiesto di prendere
posizione in merito alla sua richiesta di esenzione della tassa per l’anno 2012 ha dichiarato quanto segue: “la persona summenzionata presentava un’infermità già prima di
entrare in servizio (infermità estranea al servizio). Con il servizio militare
l’infermità ha subito un aggravamento. Questo aggravamento era considerevole ed
è stato eliminato il 31.12.2011”.

 

 

                                  D.   Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta nuovamente
di essere assoggettato alla tassa militare. Sottolinea dapprima come la visita
di reclutamento non abbia riscontrato, né certificato, alcuna anomalia
cardiaca. Allega inoltre al gravame un certificato medico della sua dottoressa
di famiglia, nel quale si attesta che un primo sintomo di patologia cardiaca
(sincope cardiaca) sarebbe insorto solo in data 12 febbraio 2011, durante il
pagamento del grado di sergente.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Giusta
l’art. 59 cpv. 1 della Costituzione federale (Cost. fed.; RS 101), gli uomini
di nazionalità svizzera devono prestare un servizio obbligatorio, militare o
civile.

                                         Chi
invece non presta servizio – perché dichiarato inabile o semplicemente perché
ne ha richiesto il differimento – è di principio assoggettato al pagamento di
una tassa, la cui riscossione è disciplinata dalla legge federale sulla tassa
d’esenzione dall’obbligo militare del 12 giugno 1959 (LTEO; RS 661).

 

                                         1.2.

                                         Secondo
la costante giurisprudenza del Tribunale federale, la tassa d’esenzione
rappresenta un contributo sostitutivo, dovuto in luogo di una prestazione in
natura quale è l’obbligo di prestare personalmente servizio militare o civile
(sentenza TF n. 2C_221/2009 del 21 gennaio 2010, in: StR 65/2010 pag. 332). Suo
scopo è quello di ristabilire una certa uguaglianza di sacrifici tra le persone
che prestano servizio (militare o civile) e quelle che, per qualsivoglia
ragione, ne sono esonerate (Aubert,
in: Aubert/Mahon [a cura di], Petit commentaire de la Constitution fédérale de
la Confédération suisse, Zurigo 2003, n. 13 ad art. 59 Cost. fed.; v. anche Walti, Der schweizerische Militärpflichtersatz,
tesi, Zurigo 1979, pag. 46).

                                         La tassa
in esame assume così, a tutti gli effetti, veste di surrogazione del servizio
militare e civile, tant’è che l’art. 2 cpv. 1 della legge federale sull’esercizio
e sull’amministrazione militare (LM; RS 510.10) la annovera tra le modalità
d’adempimento dell’obbligo costituzionale.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Sono
sottoposti alla tassa gli uomini assoggettati agli obblighi militari,
domiciliati in Svizzera o all’estero, i quali nel corso di un anno di
assoggettamento, corrispondente ad un anno civile, non sono incorporati per più
di sei mesi in una formazione dell’esercito e non sono soggetti all’obbligo di
prestare servizio civile (art. 2 cpv. 1 lett. a LTEO) oppure non prestano il
servizio militare o il servizio civile cui sono tenuti come obbligati al servizio
(art. 2 cpv. 1 lett. c LTEO).

                                         La
durata di riscossione si basa sulla durata del servizio militare obbligatorio.
In virtù dell’art. 13 LM, l’obbligo di pagare la tassa d’esenzione comincia perciò all’inizio dell’anno in cui la persona che vi è
soggetta compie 20 anni e dura fino al
30° anno d’età oppure, se entro questo termine non ha
ancora adempiuto il totale obbligatorio di giorni di servizio d’istruzione, al
più tardi sino alla fine dell’anno in cui compie 34 anni

 

                                         2.2.

                                         I casi
per i quali, nonostante l’assoggettamento, la tassa non è dovuta sono invece
previsti dall’art. 4 LTEO. Per quanto qui di interesse, è in particolare
esentato dalla tassa chiunque, nell’anno di assoggettamento è, per un danno
cagionato alla sua salute dal servizio militare o dal servizio civile,
dichiarato inabile al servizio o è dispensato dallo stesso (art. 4 cpv. 1 lett.
b LTEO).

                                         A
differenza di quanto vale per i casi previsti dall’art. 4 cpv. 1 lett. a-ater
LTEO, l’esonero di cui all’art. 4 cpv. 1 lett. b LTEO non è subordinato all’esistenza
di una menomazione notevole, bensì di un danno alla salute. Grave o lieve che
sia, per portare all’esonero il danno in questione deve però avere le sue cause
nel servizio militare o civile e comportare un’inabilità temporanea o
definitiva al servizio stesso. Diversamente ai motivi d’esonero regolati dall’art.
4 cpv. 1 lett. a-ater LTEO, che hanno altri fini (DTF 124 II 241 consid.
4), quello in discussione si basa in effetti sull’idea che il danno subito
costituisca un sacrificio che già compensa il non dovere più prestare servizio
(decisione TF n. 2A.64/1999 del 2 maggio 2000 consid. 1b;
Koebel, Die Befreiung vom Militärpflichtersatz
wegen Gesundheitsschädigung durch Militärdienst, in: ASA 44 pag. 224 segg.; Walti, op. cit., pag. 88 segg.).

 

                                         2.3.

                                         Secondo
la costante giurisprudenza del Tribunale federale, la legge esige quindi un
nesso di causalità naturale ed adeguata tra l’affezione alla salute ed il servizio
prestato.

                                         Un simile
nesso è adempiuto sia che il servizio abbia causato al milite un’infermità, sia
che abbia aggravato in maniera sensibile e durevole un’infermità preesistente
sia ancora che abbia causato o aggravato un pericolo di ricaduta di
un’infermità preesistente. L’esonero dal pagamento non è invece più
giustificato dal momento in cui lo stato di salute antecedente al servizio è
ristabilito, ovvero dal momento in cui l’attuale affezione alla salute sarebbe
stata la medesima anche senza il servizio prestato (art. 2 cpv. 2 OTEO; cfr.
anche decisione TF n. 2A.464/2001 del 18 febbraio 2002).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Venendo
al caso in esame, il Servizio della tassa militare ha di fatto negato
l’esistenza di un nesso di causalità naturale ed adeguata tra il servizio
militare e l’attuale stato di salute del contribuente, argomentando che la
patologia cardiaca era preesistente al servizio militare, che la stessa si
sarebbe effettivamente aggravata durante il pagamento del grado di sergente, ma
che in ogni caso tale peggioramento sarebbe stato eliminato nel corso del 2011.
RI 1 sostiene, invece, di non avere mai sofferto di simili disturbi cardiaci in
passato, sottolineando in particolar modo come la visita di reclutamento non abbia
riscontrato, né certificato, alcuna anomalia cardiaca.

 

                                         3.2.

                                         Secondo
un consolidato principio, nella procedura fiscale l’onere della prova è ripartito
nel senso che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi
che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la
prova di quei fatti che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso
l’erario (DTF 133 II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).

                                         Nello
specifico ambito della legge federale sulla tassa d’esenzione dall’obbligo militare,
spetta alle autorità cantonali di tassazione stabilire d’ufficio, se necessario
rivolgendosi a periti, l’esistenza di un rapporto di causalità naturale tra il
servizio militare e l’affezione di cui soffre l’interessato. Ancora recentemente,
la giurisprudenza federale ha infatti precisato che il principio della
ripartizione oggettiva dell’onere della prova si pone unicamente laddove
l’autorità fiscale ha esperito tutte le indagini necessarie e malgrado ciò la
fattispecie o alcuni elementi di essa non possano essere ricostruiti, di modo
che sussista un’incertezza anche dopo la chiusura dell’istruttoria. Solo in tal
caso, il nesso di causalità tra servizio militare e danno alla salute deve
essere provato – o perlomeno reso verosimile – da colui che se ne prevale
(decisione TF n. 2C_190/2007 del 23 ottobre 2007; cfr. anche DTF 122 II 397).

 

                                         3.3.

                                         Tornando
al caso in esame, l’autorità di tassazione ha correttamente interpellato
l’assicurazione militare il 14 maggio 2014, tramite questionario prestampato,
chiedendole informazioni in merito all’infermità del ricorrente. L’assicurazione
militare ha risposto il medesimo giorno, crociando la variante 3 così formulata:

                                         La persona summenzionata presentava
un’infermità già prima di entrare in servizio (infermità estranea al servizio).
Con il servizio militare o civile l’infermità ha subito un aggravamento.
Questo aggravamento è considerevole e esso è stato eliminato il 31.12.2011.

                                         Dal
questionario in discussione risulta anzitutto che il ricorrente già presentava
una patologia cardiaca, prima di entrare in servizio. A tale riguardo, le
argomentazioni contenute nel gravame non consentono di giungere a diversa
conclusione. In primo luogo poiché una corretta e precoce diagnosi di un
disturbo al ritmo cardiaco o della frequenza cardiaca può rivelarsi difficile e
presuppone un’anamnesi dettagliata e appropriate indagini (esami di
laboratorio, elettrocardiogramma ecc.). Il fatto che la visita di reclutamento
non abbia riscontrato, né certificato, alcuna anomalia cardiaca, non deve
quindi sorprendere. In secondo luogo perché il certificato medico allegato al
gravame attesta unicamente l’insorgere di un primo sintomo di patologia
cardiaca (sincope cardiaca). Certo, il medico di famiglia certifica di non essere
a conoscenza di precedenti “disturbi simili o altri sintomi che lasciavano
pensare ad un disturbo del ritmo cardiaco”, ma non esclude tuttavia che una
simile patologia cardiaca potesse preesistere all’entrata in servizio. Conclusione
questa che sarebbe eventualmente spettata a un medico specialista, dopo aver
raccolto le necessarie informazioni cliniche.

                                         Ad ogni
buon conto, come precedentemente esposto, per ammettere l’esistenza di un nesso
di causalità naturale ed adeguato è di per sé sufficiente che lo stato di salute
del contribuente si sia aggravato in modo “considerevole” durante il servizio
militare. Tale cicostanza emerge chiaramente dal questionario dell’assicurazione
militare ed è peraltro avvalorata dallo stesso certificato medico allegato al
gravame (laddove ricorda che un primo sintomo della patologia si è manifestato
proprio all’inizio del 2011, durante il pagamento del grado di sergente).

 

                                         3.4.

                                         Sennonché,
il questionario in discussione riporta infine che questo peggioramento dello
stato di salute del ricorrente sarebbe stato eliminato prima del 31 dicembre
2011. La decisione contestata si fonda essenzialmente su quest’ultimo aspetto,
che avrebbe di fatto interrotto il rapporto di causalità naturale esistente tra
il servizio militare e l’affezione di cui soffre ancora oggi l’interessato.

                                         Troppo
poco, specie se si considera che al questionario prestampato dell’assicurazione
militare non è stato allegato alcun documento. Non si conoscono, in
particolare, le indagini esperite né tanto meno è dato sapere su quali basi l’assicurazione
sia potuta giungere a una simile perentoria conclusione. Tanto basta per annullare
la decisione e retrocedere gli atti al servizio della tassa militare per un
nuovo giudizio. Del resto, per costante giurisprudenza, l’autorità deve
menzionare, almeno brevemente, i motivi che l’hanno spinta a decidere in un
senso piuttosto che nell’altro e porre quindi l’interessato nelle condizioni di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità d’impugnazione
presso un’istanza superiore (DTF 114 Ia 242 consid. 2, 112 Ia 109 consid. b e
rimandi, 111 Ia 1). Si aggiunga inoltre che non sembrerebbe nemmeno che il
questionario in discussione sia stato inviato in copia o perlomeno comunicato
al ricorrente, per una sua presa di posizione e per la richiesta di eventuali
ulteriori chiarimenti. Tutto questo nuovamente in crassa violazione del suo
diritto di essere sentito. Come questa Camera ha già avuto modo di decidere
(CDT n. 80.2013.294 del 20 dicembre 2013), l’importanza degli accertamenti
svolti dal Servizio della tassa militare direttamente presso l’assicurazione
militare avrebbe imposto un suo diretto coinvolgimento, a prescindere dalle
possibilità di successo del presente gravame (DTF 132 V 287 consid. 5.1, 127 V
431 consid. 3d/aa).

 

 

                                   4.   4.1.

                                         La
decisione su reclamo del 19 maggio 2014 deve quindi essere annullata e gli atti
rinviati al Servizio della tassa militare, perché, dopo avere sottoposto al contribuente
il questionario dell’assicurazione militare e dopo avergli consentito di
prendere posizione in merito, adotti una nuova decisione motivata.

 

                                         4.2.

                                         Secondo
l’art. 31 cpv. 2 LTEO, le spese di procedura innanzi alla commissione di
ricorso sono a carico, di regola, della parte soccombente; se il ricorso è
parzialmente ammesso, le spese di procedura sono ridotte, o, in via
eccezionale, condonate. Esse sono nondimeno addossate al ricorrente ancorché
abbia vinto il ricorso, se, con l’adempiere i suoi obblighi, fosse stato in
facoltà sua di conseguire il medesimo risultato nell’istanza precedente. Il
cpv. 2bis precisa poi che l’ammontare delle tasse di decisione e di
cancelleria e delle spese ripetibili è stabilito secondo il diritto cantonale.

                                         Nel
Canton Ticino, l’art. 7 del regolamento per l’esecuzione per la legge federale
sulla tassa d’esenzione dall’obbligo militare del 25 giugno 2013 (RL 1.5.3.1)
si limita a designare la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
quale commissione di ricorso. Malgrado il tenore dell’art. 31 cpv. 2bis
LTEO, non sono invece previste disposizioni sulle tasse di decisione e di
cancelleria. A questa Camera non resta quindi che colmare la lacuna rinviando
direttamente all’art. 231 LT.

 

                                         4.3.

                                         Nella
fattispecie, visto l’esito del gravame, si rinuncia a porre a carico del ricorrente
tassa di giustizia e spese processuali.

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 32 cpv. 2 LTEO e 231
LT

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

 

                                   1.   La
decisione su reclamo del 19 maggio 2014 è annullata e gli atti sono rinviati al
Servizio della tassa militare per una nuova decisione.

 

 

                                   2.   Non si
prelevano né tassa di giustizia né spese processuali.

 

 

 

                                   3.   Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 31 cpv. 3 LTEO; art. 82 ss. LTF).

 

                                   4.   Intimazione
a: 

	
   

  	
  -;

  -;

  -;

  -.

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: