# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0c3c83a5-dd67-524a-a295-72077672e406
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-10-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 30.10.2000 52.2000.229
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2000-229_2000-10-30.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2000.00229

   

  	
  Lugano

  30 ottobre
  2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 22 settembre 2000 di

 

 

	
   

  	
  __________

  __________  

  patr. da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 5 settembre 2000 (n. 3657) della
  Presidente del Consiglio di Stato, che nega l'effetto sospensivo al ricorso
  inoltrato dagli insorgenti avverso l'ordine di cessare immediatamente
  l'esercizio della prostituzione nello stabile d'appartamenti che sorge sulla
  part. n. __________ RF di __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    13 ottobre 2000 della
Presidente del Consiglio di Stato;

-    16 ottobre 2000 del
municipio di __________;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 28
novembre 1988, il municipio di __________ ha autorizzato la costruzione di uno
stabile ad uso abitativo e commerciale a __________ (part. no. __________ RF).
A pianterreno era previsto un bar ed un ufficio, al primo piano altri uffici,
mentre i piani superiori (III°-V°), suddivisi in appartamenti mono- e bilocali,
erano destinati all'abitazione. Il 13 giugno 1990 l'autorità comunale ha
autorizzato la trasformazione degli uffici del primo piano in appartamenti.

Nel corso degli anni, gli appartamenti
dell'immobile, denominato residenza __________, sono stati occupati da giovani
donne, provenienti soprattutto da paesi sudamericani o dell'est europeo, che,
entrate in Svizzera come turiste, vi soggiornano per qualche mese, all'unico
scopo - notorio non solo a __________ - di prostituirsi ai clienti acquisiti
nel sottostante bar __________. Da tempo, questa attività suscita vivaci
proteste fra gli abitanti del quartiere, molestati dalle immissioni che ne
derivano e preoccupati per il progressivo degrado ambientale. 

Nella primavera del 1999, l'autorità ha
effettuato una vasta operazione di polizia, che si è risolta con l'espulsione
delle prostitute insediatesi abusivamente nell'edificio. In breve tempo le
prostitute espulse sono tuttavia state sostituite da altre operatrici del sesso
e l'attività dello stabilimento è ripresa come prima. 

 

 

                                  B.   In seguito
ad un grave fatto di sangue, verificatosi nella vicina residenza __________,
pure adibita a bordello, il 20 aprile 2000 il municipio ha vietato agli estranei,
in particolare ai clienti delle prostitute, di accedere agli appartamenti della
residenza __________. Benché annullato da questo Tribunale con sentenza 18 agosto
2000 per insussistenza dei presupposti che avrebbero dovuto giustificarlo, il
provvedimento ha indotto le prostitute ad abbandonare l'immobile, che da allora
è rimasto disabitato.

 

 

                                  C.   Con
decisione 8 giugno 2000 il municipio di __________ ha ordinato alla __________
e per essa al suo amministratore unico, __________, di cessare immediatamente
l'utilizzazione dell'immobile allo scopo di esercitarvi la prostituzione e di
ripristinare l'uso abitativo autorizzato a suo tempo. A sostegno del provvedimento,
l'autorità comunale ha rilevato che la prostituzione era un'attività lavorativa
inconciliabile con la destinazione autorizzata dal permesso di costruzione
rilasciato a suo tempo. 

Contro l'ordine in questione, la __________
ed il suo amministratore sono insorti davanti al Consiglio di Stato,
chiedendone l'annullamento. Dopo aver negato che gli appartamenti fossero
utilizzati per questo genere di attività, gli insorgenti hanno sostenuto che
tale destinazione non fosse comunque inconciliabile con la funzione assegnata
alla zona di utilizzazione. In via provvisionale hanno chiesto che all'impugnativa
fosse concesso l'effetto sospensivo.

 

 

                                  D.   Con
decisione 5 settembre 2000, la Presidente del Consiglio di Stato ha confermato
l'immediata esecutività dell'ordine censurato, conferendo l'effetto sospensivo
al ricorso soltanto nella misura in cui era rivolto contro l'ingiunzione di
ripristinare la destinazione abitativa. 

Dato per acquisito che l'edificio era stato
trasformato abusivamente in un postribolo, la Presidente del Governo ha in
sostanza ritenuto che l'interesse pubblico alla cessazione di quest'attività
prevalesse su quello dei ricorrenti e giustificasse l'adozione di un divieto
d'utilizzazione immediatamente esecutivo. 

 

 

                                  E.   Contro la
predetta decisione i soccombenti si aggravano davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendo che l'effetto sospensivo sia concesso anche nella
misura in cui il ricorso pendente davanti al Consiglio di Stato è rivolto
contro il divieto d'utilizzazione. 

I ricorrenti rilevano anzitutto come lo
stabile sia rimasto vuoto sin dallo scorso aprile. Il divieto d'uso andrebbe
pertanto annullato già per questo motivo. L'uso dell'edificio allo scopo di
esercitarvi la prostituzione, proseguono i ricorrenti, non si porrebbe comunque
in contrasto né con la funzione assegnata alla zona in cui sorge, né con la
licenza edilizia. La destinazione dell'immobile, osservano ancora, non sarebbe
peraltro mai stata modificata. La prostituzione configurerebbe, in effetti,
un'attività comparabile a quella di un libero professionista e pertanto
conforme alla destinazione residenziale autorizzata con la licenza iniziale. Il
comunque contestato cambiamento di destinazione sarebbe stato del resto attuato
una decina d'anni orsono, per cui l'autorità, vietando quest'attività dopo
averla lungamente tollerata, agirebbe in urto al principio della buona fede.
L'illegittimità del provvedimento, concludono i ricorrenti, sarebbe ancor più
evidente ove si consideri che l'attività in questione non è fonte di immissioni
moleste.

 

 

                                  F.   All'accoglimento
del ricorso si oppongono la Presidente del Consiglio di Stato, che non formula
osservazioni, ed il municipio di __________, che contesta invece succintamente
le tesi dei ricorrenti. 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dagli art. 21 e 45 LE,
in relazione agli art. 21 cpv. 4 e 47 PAmm.

La legittimazione attiva della __________,
proprietaria dello stabile e quindi direttamente e personalmente toccata dalla decisione
impugnata, è certa. __________, amministratore unico della SA, non è invece
abilitato a ricorrere, poiché il suo interesse è soltanto indiretto e mediato.

Nei limiti suindicati, il ricorso,
tempestivo, è dunque ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli
atti, senza assumere altre prove all'infuori della sentenza 18 agosto 2000 di
questo tribunale, citata dagli stessi ricorrenti (art. 18 PAmm). 

 

 

2.Oggetto del ricorso davanti a questo tribunale è soltanto la decisione
con cui la Presidente del Governo ha negato la concessione dell'effetto
sospensivo all'impugnativa inoltrata dalla __________ e dal suo amministratore
contro l'ordine, impartito loro dal municipio di __________, di cessare
immediatamente di utilizzare lo stabile per l’esercizio della prostituzione.
Controverso, in questa sede, non è l'ordine in quanto tale, ma unicamente il
rifiuto di sospendere l’esecutività del provvedimento nell'attesa che il
Consiglio di Stato si pronunci sulla sua legittimità.

 

2.1. L’ordine di cessare un’utilizzazione
non autorizzata di un’opera edilizia costituisce in sostanza un divieto volto
ad inibire cambiamenti di destinazione messi in atto senza la necessaria
licenza edilizia fintanto che non sia rilasciato un permesso a posteriori. Esso
si configura come un provvedimento cautelare, analogo all’ordine di sospensione
di lavori abusivi (art. 42 LE). Di regola, l'ordine è quindi accompagnato dalla
sollecitazione ad inoltrare una domanda di costruzione in sanatoria (Scolari,
Commentario, II. ed., ad. art. 42 LE, n. 1262; Mäder, Das Baubewilligungsverfahren,
Diss. Zurigo, n. 639). 

Analogamente all’ordine di sospensione dei
lavori, anche il divieto d’utilizzazione può essere impugnato davanti al
Consiglio di Stato. Avendo per oggetto una misura cautelare, il ricorso non
esplica tuttavia effetto sospensivo (art. 21 cpv. 4 PAmm; Borghi/Corti,
Compendio di procedura amministrativa, ad art. 21 PAmm, no. 3). 

 

2.2. Giusta l'art. 47 cpv. 2 PAmm, il
ricorrente può chiedere al presidente dell'autorità di ricorso di concedere
l'effetto sospensivo alle decisioni dichiarate immediatamente esecutive dalla
legge o dall'autorità. In casi particolari, anche l'immediata esecutività delle
misure cautelari impugnate davanti al Consiglio di Stato od al Tribunale
cantonale amministrativo può essere provvisoriamente sospesa mediante disposizione
del presidente dell'autorità di ricorso nell'attesa che il gravame sia evaso. 

La concessione dell'effetto sospensivo al
ricorso proposto contro una decisione dichiarata immediatamente esecutiva dalla
legge o dall'autorità che l’ha emanata dipende dal confronto degli interessi
contrapposti. L'interesse di chi è gravato dal provvedimento ad evitare che la
sua immediata esecutività gli arrechi pregiudizi irreparabili o determini
situazioni difficilmente reversibili va posto a confronto con l'interesse di
chi invece trae vantaggio dagli effetti prodotti prima della sua crescita in
giudicato (Borghi/Corti, op. cit., ad art. 21 e 47 PAmm). L'effetto sospensivo
è concesso se l'interesse di chi è gravato dal provvedimento prevale su quello
di chi beneficia della sua immediata esecutività. 

Nella ponderazione degli interessi
contrapposti il presidente del Consiglio di Stato, chiamato a concedere
l’effetto sospensivo al ricorso contro una decisione dichiarata immediatamente
esecutiva, fruisce di un certo margine d’apprezzamento. Il Tribunale cantonale
amministrativo, dovendo pronunciarsi sulla legittimità della decisione del
presidente del Consiglio di Stato di concedere o negare l’effetto sospensivo ad
un ricorso, deve limitarsi al controllo di legalità. Esso deve quindi limitarsi
a verificare che la decisione non violi il diritto, segnatamente sotto il
profilo dell'abu-

so di potere. 

 

 

3.Nell’evenienza concreta, la Presidente del Consiglio di Stato ha in
sostanza ritenuto che l'interesse pubblico, contrario all'attività del
postribolo insediato abusivamente nell'immobile, prevalesse sull'interesse dei
ricorrenti e giustificasse l’immediata esecutività della risoluzione con cui
l'autorità comunale ha imposto loro di cessare immediatamente questo genere di
attività.

 

3.1. A mente dei ricorrenti, l’ordine
censurato andrebbe annullato già perché al momento in cui è stato impartito
l'edificio era rimasto disabitato in conseguenza del divieto d’accesso imposto
dal municipio agli estranei. Il fatto che lo stabile fosse vuoto non è di per
sé atto ad infirmare la validità del provvedimento. Tutt’al più lo rende privo
d'oggetto. L’eccezione, sulla quale il Consiglio di Stato deve ancora pronunciarsi,
va comunque lasciata aperta. In questa sede è sufficiente rilevare che, non
potendosi a priori escludere che lo stabile venga nuovamente utilizzato per
questo genere di attività, non viola di certo il diritto la decisione con cui
la Presidente del Governo si è rifiutata di sospendere l'esecutivi-

tà di una misura cautelare che potrebbe
ancora essere esaminata nel merito. 

 

3.2. Anche in questa sede i ricorrenti
contestano che l'immobile, prima dell'evacuazione provocata dal divieto
d'accesso, di cui si è detto sopra, fosse utilizzato come bordello. A
prescindere dal fatto che se si dovesse dar credito a questa contestazione, non
sarebbe dato di vedere quale interesse degno di protezione possano avere i
ricorrenti ad opporsi ad un ordine insuscettibile di pregiudicarli
nell’esercizio dei loro diritti, basta considerare che la Presidente del
Governo, chiamata unicamente a statuire sulla domanda di concessione
dell’effetto sospensivo al ricorso inoltrato al Consiglio di Stato contro quel
provvedimento, poteva senz’altro fondarsi sulla recente sentenza di questo
tribunale per ritenere verosimile la tesi dell’autorità comunale. La natura
sommaria del giudizio che era chiamata a rendere la dispensava da qualsiasi
istruzione probatoria.

 

3.3. Ai fini del giudizio, va poi tenuto
presente che, fatta astrazione del bar a pianterreno, l'unica destinazione
autorizzata dell'edificio è di natura abitativa. 

Orbene, contrariamente a quanto assumono i
ricorrenti, non si può negare che l'uso non occasionale ed accessorio di un
edificio a destinazione residenziale allo scopo di esercitarvi la prostituzione
sia atto ad integrare gli estremi di un cambiamento di destinazione soggetto a
permesso di costruzione. Se lo scopo del soggiorno è secondario rispetto a tale
attività, il fatto che l'edificio venga nello stesso tempo utilizzato dalle
prostitute anche per abitarvi non permette di giungere a diversa conclusione.
La prostituzione, laddove è praticata a titolo professionale, costituisce in
effetti un'attività lavorativa, che in quanto esercitata anche e soprattutto di
notte ingenera ripercussioni ambientali sostanzialmente diverse da quelle
derivanti dalla funzione residenziale. 

 

3.4. Ferme queste premesse, la decisione
della Presidente del Governo di mantenere l’immediata esecutività dell’ordine
impartito dal municipio di __________ alla __________ e per essa al suo
amministratore unico non presta il fianco a critiche di sorta.

Attribuendo maggior peso all'interesse
pubblico ad un'immediata esecutività dell’ordine di cessare un’attività commerciale
abusiva rispetto all'interesse dei ricorrenti ad evitare gli inconvenienti che
potrebbero derivare loro dalla messa in atto del provvedimento prima della sua
crescita in giudicato, la Presidente del Consiglio di Stato non è incorsa in
alcuna violazione del diritto. La decisione qui impugnata, fondata su una
ragionevole ponderazione degli interessi contrapposti, appare perfettamente
sostenibile. Scaturendo da un esercizio del tutto corretto del potere discrezionale
conferito al presidente dell’autorità di ricorso nell’ambito dell'adozione di misure
cautelari, la decisione della Presidente del Consiglio di Stato di mantenere
l’immediata esecutività dell’ordine impartito dal municipio di __________ ai
ricorrenti merita piena conferma. 

Il ricorso va pertanto respinto. 

 

 

                                   4.   La tassa
di giustizia è posta a carico dei ricorrenti in solido secondo soccombenza
(art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21, 45 LE; 3, 18, 21, 47, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 900.-- è a carico dei ricorrenti in solido. 

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario