# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 32dfa042-4076-5c3f-be10-607661321578
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-02-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 14.02.2006 60.2005.286
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2005-286_2006-02-14.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2005.286

   

  	
  Lugano

  14 febbraio
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretario:

  	
  Rocco Filippini,
  vicecancelliere

  

 

 

sedente per
statuire sull’istanza 1/2.9.2005 presentata da

 

 

	
   

  	
  IS 1 

  patr.
  da: PR 1 

   

  
	
   

  	
   

  tendente ad ottenere, in relazione all’esito del procedimento
  penale sfociato nel decreto di non luogo a procedere 25.4.2005 emanato dal procuratore
  pubblico Nicola Respini (NLP __________), un’indennità a’ sensi degli art.
  317 ss. CPP;

  	 

 

 

richiamate le osservazioni 12/13.9.2005 del magistrato inquirente,
che conclude per la reiezione dell’istanza poiché nei confronti di IS 1 non è
mai stata promossa l’accusa, osservando inoltre che l’indennità richiesta per
le spese legali è in ogni caso eccessiva;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in
fatto ed in diritto

 

                                         che
in seguito all’infortunio mortale avvenuto a __________ il __________ sul
cantiere dell’erigendo stabile di proprietà __________ /__________, nel quale
ha perso la vita † __________ __________, la Polizia
cantonale ha aperto un’inchiesta (cfr. AI 1, rapporto di constatazione di
polizia giudiziaria 10.10.2002);

 

 

                                         che
– nell’ambito delle informazioni preliminari per titolo di omicidio colposo e
violazione delle regole dell’arte edilizia – il procuratore pubblico ha
interrogato, in qualità di indiziato, IS 1, architetto
in proprio allora collaboratore della ditta __________ __________ SA, incaricata
dei lavori in muratura sul citato cantiere (cfr. AI 3, verbale di interrogatorio
19.4.2005);

 

 

                                         che
con decisione 25.4.2005 il magistrato inquirente ha decretato il non luogo a
procedere in assenza degli estremi di entrambi i reati ipotizzati, rilevando in
particolare che “sul cantiere in oggetto, egli si occupava esclusivamente
della parte amministrativa ed in particolare della liquidazione dei lavori, del
calcolo del computo e dei lavori eseguiti (…) Egli non doveva applicare o verificare
l’adozione delle misure di sicurezza, poiché questo non era suo compito” e
che “analogo discorso vale anche per quanto attiene alla mancata posa di un
parapetto, di una protezione laterale o di una copertura resistente alla
rottura e solidamente fissata, come prescritto dall’art. 16 OLCostr” in
quanto “questo dovere non incombeva infatti a lui, bensì al progettista e
direttore dei lavori ed ai dipendenti della __________ SA, nei confronti dei
quali è stata promosso l’accusa” (decreto di non luogo a procedere
25.4.2005, p. 4, NLP __________);

 

 

                                         che
con l’istanza in esame – presentata nel termine di un anno di cui all’art. 320
cpv. 1 CPP – IS 1, che protesta le ripetibili, chiede che lo Stato della
Repubblica e del Cantone Ticino sia condannato a versargli, quale risarcimento
del danno sofferto in seguito al procedimento penale, l’importo di CHF 972.70,
oltre interessi, per spese di patrocinio;

 

 

                                         che
giusta l'art. 317 CPP l'accusato prosciolto – ossia assolto al processo dalla
Corte delle assise correzionali o criminali o dal pretore, oppure liberato da
ogni accusa con decreto di abbandono – ha diritto ad un'indennità nella forma
della rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali
e della riparazione del torto morale (REP. 1998 n. 126; R. HAUSER / E. SCHWERI
/ K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005, § 109
n. 1 ss.; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 4017 ss.);

 

 

                                         che
– come detto – il diritto di cui agli art. 317 ss. CPP compete all'accusato;

 

 

                                         che
accusato è chiunque nei confronti del quale il procuratore pubblico ha promosso
l'accusa (art. 47 cpv. 1 CPP);

 

 

                                         che
lo scopo delle informazioni preliminari è quello di stabilire se una notizia di
reato é sostenuta da sufficienti indizi, onde decidere se promuovere l’accusa e
avviare l’istruzione formale o se decretare un non luogo a procedere (art. 184
cpv. 1 e 2 CPP);

 

 

                                         che
in questa fase preliminare l’interessato non ha veste di accusato e pertanto
non necessita generalmente dell’assistenza di un difensore;

 

 

                                         che
la qualità di parte processuale nasce infatti, come esposto, con la promozione
dell'accusa e da quel momento l'accusato beneficia di determinati diritti e,
segnatamente, di essere assistito da un legale, di accedere agli atti e di
partecipare agli interrogatori (art. 49 ss. CPP);

 

 

                                         che
la giurisprudenza cantonale ha nondimeno superato questa concezione formale di
“accusato”, basandosi su una nozione sostanziale, riferita alla persona
concretamente sospettata di un reato, indipendentemente dalla formale
promozione dell'accusa (cfr. decisione GIAR 15.7.1994 in re P.F.);

 

 

                                         che
è quindi da considerare “accusata” ogni persona sospettata di aver
commesso un reato, oggetto di indagini, con importanti ripercussioni sulla sua
situazione o sulla sua sfera personale (perquisizione, sequestro, ecc.);

 

 

                                         che
la necessità della presenza di un difensore nasce pertanto quando gli interessi
dell'indagato sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta
difficoltà di fatto e di diritto che superano le sue capacità e che quindi
rendono necessario un patrocinatore;

 

 

                                         che
– in ambito penale – ciò è segnatamente il caso laddove ci si debba attendere
l’irrogazione di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale
della stessa o l’assunzione di misure privative della libertà personale (DTF
126 I 196 e rif.; DTF 120 Ia 43 e rif.; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA,
Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 18 s. ad art.
49 CPP; G. PIQUEREZ, op. cit., n. 1253 ss.);

 

 

                                         che
nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi si devono
considerare le difficoltà giuridiche e fattuali della procedura, alle quali
l'interessato non è in grado di far fronte (per es. la complessità delle questioni
giuridiche e procedurali, la facoltà di difendersi efficacemente nella
procedura);

 

 

                                         che
nel caso di evidenti reati minori (“Bagatelldelikte”), ove entri in
considerazione solo una multa o una pena privativa della libertà di poco conto,
il Tribunale federale nega invece il diritto costituzionale al gratuito
patrocinio (cfr. art. 2 cpv. 1 Lag; decisioni TF 1P.739/2004 del 24.1.2005, TF
1P.553/2002 del 18.11.2002, 1P.411/2002 del 6.11.2002, e 1P.263/2002 del
28.8.2002; DTF 128 I 225, 126 I 194, 122 I 49 e 275, 120 Ia 43; M. RUSCA / E.
SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss. ad art. 49 CPP; R. HAUSER / E.
SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 40 n. 11 e 16; G. PIQUEREZ, op. cit., n.
1259 ss.; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l'assistance judiciaire, in SJ
2003 II p. 67 ss.);

 

 

                                         che
nella fattispecie il procedimento penale si è concluso con un decreto di non
luogo a procedere;

 

 

                                         che
le informazioni preliminari hanno comportato – nei confronti di IS 1 quale indiziato
– unicamente l’interrogatorio di data 19.4.2005 (AI 3), per cui non hanno avuto
importanti ripercussioni sulla sua situazione o sulla sua sfera personale;

 

 

                                         che
le pene proposte nei confronti dei dipendenti della ditta __________ SA __________
__________ e __________ __________ e del progettista e direttore dei lavori __________
__________ con decreti di accusa 14.12.2005 – trenta giorni rispettivamente
sessanta giorni di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di prova
di due anni (DA __________, __________, __________) – suggeriscono inoltre che
si tratta di un caso di una gravità relativa a’ sensi della giurisprudenza
suesposta;

 

 

                                         che
peraltro l’istante – di professione architetto – era verosimilmente a
conoscenza delle prescrizioni (legali e di origine privata) in materia di
prevenzione degli infortuni che, nell’ambito specifico delle costruzioni,
determinano concretamente i doveri derivanti dall’obbligo di diligenza [“(…)
sui miei cantieri sono io la direzione lavori e quindi sono anche responsabile
per il rispetto delle misure di sicurezza” (AI 3, verbale di interrogatorio
19.4.2005, p. 3)]

 

 

                                         che
ciononostante le difficoltà giuridiche di cui alle ipotesi accusatorie –
segnatamente con riferimento alla commissione di reati per negligenza (art. 18
cpv. 3 CP) e, più specificatamente, alla violazione di doveri di diligenza
mediante un’omissione, ciò che presuppone una posizione di garante [comportante,
ad esempio, l’obbligo di sorvegliare una fonte di pericolo (KGr. GR
30.3.1983, BR 1986, p. 91; J. REHBERG / A. DONATSCH, Strafrecht I, Verbrechenslehre,
Zurigo 2001, p. 264 ss.)] – imponevano la presenza di un legale
già a questo stadio del procedimento;

 

 

                                         che
d’altronde l’attiva partecipazione dei patrocinatori dei coindiziati e
soprattutto della parte civile (con la formulazione di precise domande) all’interrogatorio
di data 19.4.2005 – sostanzialmente inteso ad accertare l’esistenza di
un’eventuale posizione di garante dell’istante e conseguentemente verificare
gli atti concreti a lui incombenti – potrebbe già suggerire, in ossequio al
principio di parità delle armi, la necessità dell’assistenza di un difensore e,
più specificatamente, l’applicazione per analogia dell’art. 80 cpv. 1 CPP, secondo
cui la presenza della parte civile all’interrogatorio dell’accusato è soggetta
alla condizione della contemporanea presenza del difensore (cfr., al proposito,
decisione Giar 15.7.1994 in re P. F., inc. __________);

 

 

                                         che
pertanto l'istante va ritenuto “accusato” a’ sensi dell'art. 317 CPP;

 

 

                                         che,
nello stabilire l'importo delle spese di patrocinio legale da risarcire, questa
Camera verifica la conformità della nota di onorario ai criteri della Tariffa
dell'Ordine degli avvocati (TOA), applicando i parametri giurisprudenziali
seguiti dal Consiglio di moderazione;

 

 

                                         che
giusta l'art. 37 TOA per tutti i procedimenti penali l'avvocato ha diritto di
esporre, per l'assistenza al patrocinato durante le informazioni preliminari,
l'istruttoria e la preparazione al dibattimento, un supplemento che non deve in
ogni caso eccedere quello massimo previsto dagli art. 31 ss. TOA, ossia CHF
5'000.-- per i procedimenti di contravvenzioni a leggi cantonali e federali,
CHF 3'000.-- per i processi davanti al pretore, CHF 15'000.-- per i processi
davanti alla Corte delle assise correzionali e CHF 50'000.-- per i processi davanti
alla Corte delle assise criminali;

 

 

                                         che,
entro tali limiti, l'onorario deve essere stabilito in base ai principi
generali dell'art. 8 TOA, cioè secondo la complessità e l'importanza, il valore
e l'estensione della pratica, la competenza professionale e la responsabilità
dell'avvocato, il tempo e la diligenza impiegati, la situazione sociale e
patrimoniale delle parti, l'esito conseguito e la sua prevedibilità;

 

 

                                         che
– per i patrocini di fiducia – il Consiglio di moderazione fissa dal 2001 la
remunerazione, a dipendenza della complessità della fattispecie, a CHF 250.--
orari per i casi più semplici (CHF 200.-- dal 1992 e CHF 220.-- dal 1996),
senza stabilire un limite massimo;

 

 

                                         che
nel riconoscimento dell'onorario risarcibile questa Camera ammette onorari corrispondenti
ad una regolare, ordinata e ragionevole conduzione del mandato, applicando
criteri corrispondenti a quanto mediamente praticato, lasciando a carico del
patrocinato la parte riconducibile ad una specifica scelta del patrocinatore;

 

 

                                         che
in questo senso si tiene conto della complessità e dell'importanza della
pratica, delle difficoltà fattuali e giuridiche, della responsabilità,
dell'impegno, della diligenza e del tempo impiegati, nonché della prevedibilità
dell'esito del procedimento;

 

 

                                         che
in altre parole l'onorario a tempo va stabilito prendendo quale parametro un
avvocato sperimentato nel diritto penale, tenuto conto di un ragionevole
margine di oscillazione connesso con le particolarità del caso;

 

 

                                         che
l’istante postula la rifusione della nota professionale 31.8.2005 del suo
patrocinatore di fiducia, avv. PR 1, di complessivi CHF 972.70 [di cui CHF
810.-- a titolo di onorario, CHF 94.-- di spese e CHF 68.70 di IVA (doc. 1.b)];

 

 

                                         che
la tariffa applicata – pari a CHF 250.--/ora (cfr. istanza 1/2.9.2005, p. 3) –
è conforme ai principi suesposti;

 

 

                                         che,
esaminato l’incarto, viene ammesso un onorario pari a 2 ore e 50 minuti a CHF
250.--/ora, per complessivi CHF 708.50, di cui 20 minuti inerenti gli scritti
di data 22.2.2005 e 26.4.2005 (in media 10 minuti/scritto) e 150 minuti (come
esposto) inerenti il colloquio con l’istante, la trasferta e l’interrogatorio
di data 19.4.2005;

 

 

                                         che
dagli atti risulta inoltre che la presente istanza è stata inoltrata dal lic.
iur. __________ __________;

 

 

                                         che
fino all’anno 2001 il Consiglio di moderazione riconosceva in difese affidate
ai praticanti compensi non superiori a CHF 100.--/ora, rilevando parimenti che
nulla ostava tuttavia ad un lieve adeguamento, anche per tenere conto del costo
della vita negli ultimi anni e per conformarsi al lieve aumento delle
retribuzioni orarie concesse ad avvocati che patrocinavano clienti in regime di
assistenza giudiziaria (cfr. decisione 22.10.2002 del Consiglio di moderazione
in re P. R. Z., inc. 19.2002.21 e riferimenti);

 

 

                                         che
al proposito questa Camera ammette – per difese assunte a partire dal 2002 –
una tariffa di CHF 110.--/ora (cfr. decisione 23.3.2004 in re S. A., inc.
60.2003.219);

 

 

                                         che
la stesura dell'istanza in esame non presentava sia dal profilo giuridico sia
da quello fattuale difficoltà particolari;

 

 

                                         che
conseguentemente viene ammesso – pur considerato che per la retribuzione di un
praticante non valgono gli stessi criteri applicati ad avvocati patentati,
poiché non ha le loro medesime conoscenze e pertanto, ai fini della
rimunerazione, si deve tenere conto del fatto che, per inesperienza, può
dedicare all’esame della pratica ed alle ricerche un tempo mediamente più lungo
(cfr. sentenza 22.10.2002 del Consiglio di moderazione in re P. R. Z., inc.
19.2002.21) – un onorario pari a 45 minuti a CHF 110.--/ora, per complessivi
CHF 82.50;

 

 

                                         che
a detti importi vanno aggiunte le spese, riconosciute come esposte (CHF 94.--);

 

 

                                         che
l’IVA ammonta a CHF 67.30;

 

 

                                         che
a IS 1 va pertanto rifuso – a titolo di spese legali – l’importo complessivo di
CHF 952.30;

 

 

                                         che
per gli interessi moratori sono applicabili le disposizioni generali del CO e
pertanto essi vanno riconosciuti al tasso del 5% (art. 104 cpv. 1 CO) dalla
prima interpellazione agli atti (art. 102 CO), ossia, nel caso concreto,
dall’introduzione in data 1.9.2005 della presente istanza;

 

 

                                         che
le ripetibili, protestate, sono state considerate nella nota professionale
31.8.2005;

 

 

                                         che
la procedura di indennità è gratuita (art. 320 cpv. 5 CPP).

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 317 ss. CPP ed ogni altra norma applicabile,

 

 

 

 

pronuncia

 

                                   1.   L'istanza
è parzialmente accolta.

                                         Di
conseguenza, lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino, in relazione al
decreto di non luogo a procedere 25.4.2005 emanato dal procuratore pubblico
Nicola Respini (NLP __________), rifonderà a IS 1, __________, __________, a
titolo di indennità giusta l'art. 317 ss. CPP, l'importo di CHF 952.30 oltre
interessi al 5% dall’1.9.2005.

 

 

                                   2.   Non
si prelevano tassa di giustizia e spese.

 

 

                                   3.   Intimazione:

 

 

                                         per conoscenza:

 

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera
dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                             Il
segretario