# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6aae5159-7506-5e7f-ad71-afddb0f66b18
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-10-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 15.10.2021 11.2021.21
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2021-21_2021-10-15.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2021.21

  	
  Lugano

  15 ottobre 2021/jh  

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Giani,
  vicepresidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Chietti
  Soldati 

  

 

 

sedente
per statuire nella causa DM.2018.16 (divorzio su richiesta comune con accordo
parziale) della Pretura del Distretto di
Lugano, sezione 6, promossa con istanza del 19 gennaio 2018 da

 

	
   

  	
   AP
  1 († 2021), già
  in  

  (patrocinata
  dall'avv.  PA 1 ) 

   

  
	
   

  	
  e

  	 

 

	
   

  	
   AO
  1  

  (patrocinato
  dall'avv.  PA 2 ),

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sull'appello
del 12 febbraio 2021 presentato da AP 1 contro la sentenza emanata l'11 gennaio
2021 dal Pretore;

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                   A.   Con sentenza dell'11
gennaio 2021 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha pronunciato il
divorzio tra AO 1 (1965) e AP 1 (1970), affidando i figli G__________ (nato il
31 marzo 2004) e A__________ (nata l'11 giugno 2007) alla madre (riservato il
diritto di visita paterno) con esercizio congiunto dell'autorità parentale.
Egli ha disciplinato le modalità di scioglimento della comproprietà dei coniugi
sulla particella n. 1256 RFD di __________, e ha riconosciuto alla moglie fr.
13 170.– in liquidazione del regime dei beni, così come fr. 16 797.80 da una
polizza di previdenza vincolata del marito. Gli averi previdenziali accumulati
da quest'ultimo durante il matrimonio sono stati ripartiti a metà e alla cassa
pensione di lui è stato ordinato di trasferire fr. 337 025.95 su un conto
di libero passaggio intestato alla moglie. AO 1 è stato inoltre obbligato a
versare, in particolare, un contributo alimentare per la moglie di fr. 4540.–
mensili fino al sedicesimo anno di età di A__________ e di fr. 5405.–
mensili dopo di allora fino al di lei pensionamento. Le spese processuali di
complessivi fr. 10 000.– sono state poste a carico delle parti in ragione di
metà ciascuno, compensate le ripetibili.

 

                                  B.   Contro la sentenza
appena citata AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 12 febbraio
2021 in cui chiede, in riforma del giudizio impugnato, di aumentare il
contributo alimentare in suo favore a fr. 5621.30 mensili fino al sedicesimo
anno di età di A__________ e a fr. 6506.30 mensili dopo di allora fino al
proprio pensionamento mentre per il periodo successivo essa ha postulato l'annullamento
della decisione e il rinvio degli atti al Pretore per nuovo giudizio previo
complemento istruttorio. Nelle sue osservazioni del 16 marzo 2021 AO 1 propone
di respingere l'appello.

 

                                  C.   Il 25 agosto 2021 l'avv.
PA 1 ha comunicato che AP 1 era deceduta il 27 luglio precedente prospettando
lo stralcio dai ruoli della procedura. Il 27 agosto 2021 il presidente della
Camera ha assegnato al patrocinatore dell'appellante e ad AO 1 un termine fino
al 13 settembre 2021 per esprimersi sull'attribuzione delle spese giudiziarie conseguenti
alla caducità dell'appello con l'avvertenza che in caso di silenzio la Camera
avrebbe statuito d'ufficio. Gli interessati non hanno reagito.

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   Litigioso
in appello rimaneva unicamente l'ammontare e la durata del contributo di
mantenimento in favore della moglie. Ora, di regola il contributo alimentare fondato sull'art. 125 cpv. 1 CC
decorre dal passaggio in giudicato di una sentenza
di divorzio nel suo intero, e non solo dal passaggio in giudicato del
dispositivo che concerne lo scioglimen.o del matrimonio (senten­za del
Tribunale federale 5A_19/2019 del 18 febbraio 2020 consid. 1 con rinvio a
DTF 145 III 40 consid. 2.4; analogamente: RtiD I-2015 pag. 872 n. 8c, I-2006
pag. 669 n. 34c; più recentemente: I CCA, sentenza
inc. 11.2020.79 del 24 marzo 2021 consid. 5a). E un simile obbligo di
mantenimento si estingue alla morte del creditore (art. 130 cpv. 1 CC). In
concreto, non essendo in discussione oneri di mantenimento scaduti nel
periodo antecedente il decesso dell'appellante, il rimedio giuridico in esame è
diventato privo di oggetto e va stralciato dal ruolo (art. 242 CPC; analogamente:
I CCA, sentenza inc. 11.2020.28 del 29 ottobre 2020 consid. 1 con rinvio). 

 

                                   2.   Qualora
una causa diventi senza oggetto ed è stralciata dal ruolo le spese processuali vanno
stabilite “secondo equità” (art. 107 cpv. 1 lett. e CPC). La ripartizione
dipende così dalle circostanze del caso specifico, considerando segnatamente
quale parte abbia provocato l'avvio della causa, quale sarebbe stato il presumibile
esito della lite, quale parte sia all'origine dei motivi che hanno reso il procedimento
privo di oggetto (DTF 142 V 568 consid. 8.2 con riferimenti). Conviene valutare in primo luogo quale sarebbe stato il presumibile
esito della causa (ancorché i tre criteri appena citati si pongano sullo stes­so
piano), poiché se una prognosi è possibile diviene superfluo domandarsi quale
parte abbia provocato la proposizione dell'azione o quale parte sia all'origine
dei motivi che han­no reso il procedimento senza oggetto. Per valutare quale
sarebbe stato il presumibile esito di una causa il giudice si limita in ogni modo a un pronostico d'apparenza), senza
apprezzare prove né analizzare questioni giuridiche (cfr. I CCA,
sentenza inc. 11.2020.3 del 26 marzo 2021 consid. 5a con rinvii). 

 

                                   3.   L'appellante chiedeva
anzitutto di rivalutare il proprio fabbisogno, stabilito dal Pretore in fr.
5370.– mensili, in fr. 6506.30 mensili per tenere conto del costo del gas, della
rata di un leasing riguardante l'auto, delle spese del veicolo privato così come dell'aumento della
franchigia e della partecipazione alla cassa malati. 

 

                                         a)   Relativamente
al costo del gas, il Pretore l'aveva espunto dal fabbisogno della moglie poiché
la spesa è già compresa nell'importo di base del diritto esecutivo. A ragione
l'appellante faceva valere che la tesi era pertinente nella misura in cui
concerne il costo per la cucina e l'elettricità, ma non se destinato al
riscaldamento (FU 68/2009 pag. 6292 n. II.1 e pag. 6293 n. II.2). Documentata (doc.
P.1.3, 3° foglio), la “valutazione” dell'appellante poggiava su elementi
oggettivi. Quanto alle obiezioni del marito, la pretesa non poteva dirsi essere
stata formulata la prima volta in seconda sede giacché essa era desumibile
interpretando in buona fede alla luce dell'insieme delle circostanze gli atti
di prima istanza. Né si poteva ritenere che contrattualmente l'appellante non
assumesse personalmente le spese di riscaldamento. Su questo punto l'appello
sarebbe stato verosimilmente fondato. 

 

                                         b)   Quanto
alla rata del leasing, il Pretore non l'aveva ammessa poiché il contratto era
terminato nell'ottobre del 2019. Il che è pacifico (doc. P.1.10). Il primo
giudice non poteva pertanto riconoscere nel fabbisogno della moglie costi
inesistenti per mera parità di trattamento con l'altro coniuge. La domanda
volta al riconoscimento di una posta della stessa entità per il finanziamento
della sostituzione del veicolo privato, per altro, era stata formulata la prima
volta in appello e sarebbe stata presumibilmente dichiarata irricevibile (art.
317 cpv. 2 CPC). 

 

                                         c)   Relativamente
alla posta “spese auto” esclusa dal Pretore in quanto la documentazione agli
atti non si riferiva a interventi di manutenzione ricorrente, nelle conclusioni il marito aveva in
realtà prospettato solo la spesa del mezzo pubblico salvo riconoscere
nell'eventualità fosse stata ammessa la necessità di utilizzare un veicolo
privato, “complessivi fr. 200.– mensili” (pag. 11). Interpretando l'affermazione
nel suo contesto, non si poteva ragionevolmente intendere che egli ammettesse
un importo superiore ai costi dell'assicurazione auto e dell'imposta di
circolazione già ammessi dal primo giudice nel fabbisogno della moglie per
complessivi fr. 282.– mensili. Per il resto l'appellante non discuteva la
conclusione del primo giudice secondo cui le fatture prodotte non si riferivano
alla manutenzione corrente, che la spesa per il carburante era fondata su una
distinta priva di giustificativi e quindi insufficiente a dimostrare l'entità
della pretesa. Nulla, infine, essa aveva chiesto in prima sede per la vignetta
autostradale. In sintesi al proposito l'appello non avrebbe presumibilmente
trovato ascolto. 

 

                                         d)   Per
quanto riguarda la “franchigia e partecipazioni” il Pretore, visto lo stato di
salute della moglie, aveva ammesso la spesa limitatamente a quanto risultava dagli
atti. Per tacere del fatto che il documento su cui si è fondato il Pretore
concerneva la spesa del 2017 e non poteva ritenersi più determinante
considerata la grave malattia della moglie insorta nel frattempo, visto il
precario stato di salute diagnosticato dal medico curante nel luglio 2020 (doc.
HHH), l'esborso per i costi di partecipazione e di franchigia sarebbe apparso
ricorrente e durevole. Ciò avrebbe giustificato la pretesa dell'appellante,
donde la verosimilmente fondatezza dell'appello.

                                      

                                   4.
  Per quel che è del contributo alimentare dopo il pensionamento della
moglie, il Pretore premesso che il sistema dello splitting,
degli accrediti per
compiti educativi o assistenziali e della divisione dell'avere di vecchiaia
permettono, di regola, di evitare lacune di previdenza nel periodo anteriore al
divorzio, ha sostanzialmente rimproverato all'interessata di non avere
dimostrato di non essere in grado di sopperire da sé al proprio debito
mantenimento dopo il pensionamento. Per di più, egli ha soggiunto, dopo il
pensionamento il coniuge creditore è tenuto a far fronte al proprio
mantenimento anche intaccando la propria sostanza.

 

                                         Ora
questa Camera ha avuto modo di ricordare che quantunque in tale ambito viga il
principio dispositivo, se il giudice constata che per la decisione mancano
ancora documenti necessari deve ingiungere alle parti di esibirli. Ciò è il
caso, in particolare, in assenza di dati sulle entrate del creditore alimentare
dopo il suo pensionamento (RtiD I-2021 pag. 732 consid. 7a e 7b; più di
recente: I CCA, sentenza inc. 11.2020.79 del 24 marzo 2021 consid. 8d). In
concreto è vero che AP 1 nulla aveva addotto sulla sua situazione, ma
essa nemmeno era stata invitata a esibire la documentazione mancante. Fosse
stata sollecitata, l'interessata avrebbe potuto ottenendo così informazioni
affidabili su prognosi di carattere pensionistico. In mancanza di tali dati non
era pertanto possibile formulare previsioni serie e sindacare il diritto di lei
a un contributo alimentare dopo il pensionamento ordinario. Né il primo giudice
aveva effettuato una stima di quanto
l'interessata avrebbe potuto prelevare mensilmente dal ricavato netto della vendita
dell'abitazione coniugale per far fronte al proprio mantenimento. In
tali circostanze, questa Camera avrebbe verosimilmente annullato il giudizio
impugnato su tale aspetto e rinviato gli atti al primo giudice per nuovo
giudizio come richiesto dall'appellante (analogamente: RtiD I-2021 pag. 733
consid. 7c; I CCA, sentenza inc. 11.2020.79 del 24 marzo 2021 consid. 8f). Ciò avrebbe altresì giustificato
l'annullamento del dispositivo sugli oneri di primo grado sui quali il primo
giudice avrebbe dovuto nuovamente giudicare alla luce dell'esito del giudizio
sul rinvio. 

 

                                   5.   Visto
quanto precede, in sintesi, l'appellante avrebbe presumibilmente ottenuto un
lieve aumento del contributo in suo favore fino al suo pensionamento (ma non
nella misura richiesta) e l'annullamento il giudizio impugnato sul contributo
di mantenimento dopo il pensionamento. Tutto ponderato si giustifica equitativamente
di suddividere le spese processuali a metà e di compensare le
ripetibili. Nella commisurazione
delle spese processuali si tiene conto che il processo di appello, pur terminando
senza sentenza, ha comportato l'esame sommario del presumibile risultato
del procedimento.

                                         

Per questi motivi,

 

decreta:                   1.   L'appello è dichiarato senza
interesse e la causa è stralciata dal ruolo.

 

                                   2.   Le spese processuali, ridotte, di fr. 1000.– da
anticipare dall'appellante sono poste a per metà a carico della successione
della medesima e per l'altra metà a carico di AO 1. Le ripetibili sono
compensate. 

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   
  ;

  –   
  .

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
vicepresidente                                                   La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso
in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116
LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso
durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto
sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).