# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f133233f-85f0-59d6-9047-1395dab8c212
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-01-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 26.01.2015 12.2014.147
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2014-147_2015-01-26.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2014.147

  	
  Lugano

  26 gennaio 2015/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  Bozzini
  e Fiscalini

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa a procedura sommaria (tutela giurisdizionale nei casi
manifesti) – inc. n. __________ – della Pretura del Distretto di Bellinzona
promossa con istanza 24 giugno 2014 da

 

	
   

  	
  AO
  1 

  rappr. da RA 2, 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP
  1 

  rappr. dall’ RA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

con cui l’istante ha
chiesto che al convenuto fosse ordinato di allestire un rendiconto completo
della sua attività con il dettaglio delle sue prestazioni, la data, il tempo
impiegato e la tariffa applicata riconducibile al “servizio giuridico esterno”
svolto nell’interesse dell’istante, come pure di consegnare tutto l’incarto
(fisico ed elettronico) allestito in suo favore con comminatoria dell’azione
penale (art. 292 CP);

 

domande avversate dal
convenuto che ha postulato la reiezione integrale dell’istanza e che il Pretore
aggiunto, con decisione del 25 agosto 2014, ha parzialmente accolto, ordinando al convenuto di allestire un rendiconto completo della sua attività con il
dettaglio delle sue prestazioni, la data e il tempo impiegato riconducibile al
“servizio giuridico esterno” svolto nell’interesse dell’istante; 

 

appellante il convenuto
che, con atto di appello 8 settembre 2014, chiede la riforma del querelato
giudizio nel senso di dichiarare irricevibile l’istanza, protestando tasse, spese
e ripetibili;

mentre l’istante con
osservazioni (correttamente: risposta) del 6 ottobre 2014 postula la reiezione
del gravame pure con protesta di tasse, spese e ripetibili;

 

letti ed esaminati gli atti
ed i documenti prodotti;

 

ritenuto

 

in fatto:

                        A.  Il
1° febbraio 2009 la società AO 1 e l’avv.AP 1 hanno stipulato un contratto,
della durata iniziale di un anno e poi prorogato a tempo indeterminato, avente
per oggetto la “consulenza legale in sede stragiudiziale inerente l’attività
svolta da AO 1d e le problematiche note e future, incontrate e sviluppate” (doc.
B), con una retribuzione mensile (“importo a corpo”) in favore
dell’avvocato di fr. 3'500.–. Il 18 maggio 2011 AO 1 ha rescisso il
contratto retroattivamente con effetto dal 31 gennaio 2011. Con scritti del 15
aprile, 22 aprile e 19 maggio 2014 (doc. C, D e F) AO 1 ha chiesto tramite un
legale un rendiconto dettagliato di tutte le attività svolte dall’avv. AP 1 nell’ambito del contratto sorto fra le parti. Quest’ultimo ha risposto il 23 maggio
2014 che “[…] l’accordo prevedeva un mensile forfettario. Il mandato
si è concluso il 31 gennaio 2011. Non vi sono precipui incarti né riscontri
documentali, in tutta coerenza con la tipologia del contratto” (doc. G).

 

                        B.  Con
istanza 24 giugno 2014, promossa con la procedura di tutela giurisdizionale nei
casi manifesti, AO 1 ha convenuto in giudizio innanzi alla Pretura del
Distretto di Bellinzona, AP 1 per ottenere che gli fosse fatto ordine di
allestire un rendiconto completo della sua attività con il dettaglio delle
prestazioni, la data, il tempo impiegato e la tariffa oraria applicata
riconducibile al “servizio giuridico esterno” svolto nell’interesse dell’AO 1,
come pure di consegnare tutto l’incarto (fisico ed elettronico) allestito in
suo favore, con comminatoria dell’azione penale (art. 292 CP). All’udienza di
discussione del 18 agosto 2014 il convenuto si è opposto all’istanza,
presentando un memoriale di risposta scritto, con il quale – sostanzialmente –
ha sostenuto che la fattispecie giuridica non era chiara, in quanto il
contratto stipulato fra le parti sarebbe un mandato sui generis da
interpretare. Il convenuto ha dunque postulato l’inammissibilità dell’istanza a
norma dell’art. 257 CPC, dovendo le parti essere rimandate alla procedura
ordinaria. In replica e duplica le parti si sono riconfermate nelle proprie
pretese.

 

                        C.  Statuendo
il 25 agosto 2014, il Pretore aggiunto del Distretto di Bellinzona ha accolto
parzialmente l’istanza, ordinando al convenuto di allestire un rendiconto
completo della sua attività con il dettaglio delle sue prestazioni, la data e
il tempo impiegato riconducibile al “servizio giuridico esterno” svolto
nell’interesse dell’istante, e non è entrato nel merito della richiesta intesa
alla consegna di tutto l’incarto fisico e/o elettronico allestito per
l’istante. 

 

                        D.  Con
l’appello 8 settembre 2014 il convenuto chiede la riforma del giudizio pretorile
nel senso di respingere l'istanza, protestate spese e ripetibili. Con
osservazioni (correttamente: risposta) del 6 ottobre 2014, l’appellata ha
proposto di respingere l’appello e di confermare la decisione pretorile,
protestando altresì tasse, spese e ripetibili d’appello. Delle argomentazioni
delle parti si dirà, per quanto necessario, nei prossimi considerandi.

 

e considerato 

 

in diritto:

 

                             1.  Il 1° gennaio 2011 è
entrato in vigore il nuovo Codice di diritto processuale civile svizzero che
trova applicazione in entrambe le sedi, siccome la procedura innanzi al Pretore
è stata avviata dopo tale data (art. 404 e 405 CPC). Giusta l’art. 308 cpv. 1
CPC sono impugnabili mediante appello le decisioni finali e incidentali di
prima istanza (lett. a) e quelle di prima istanza in materia di provvedimenti
cautelari (lett. b). Trattandosi di decisioni pronunciate in controversie
patrimoniali, l’appello presuppone che il valore litigioso secondo l’ultima
conclusione riconosciuta nella decisione raggiunga almeno fr. 10'000.- (art.
308 cpv. 2 CPC). Nella fattispecie, né le parti né il Pretore aggiunto hanno
indicato quale valore abbia la controversia, che ha carattere pecuniario (DTF
126 III 445 consid. 3b; II CCA 15 novembre 2012 inc. 12.2010.234, 26 aprile
2012 inc. 12.2010.70). Dal contratto prodotto agli atti risulta nondimeno un
valore minimo di fr. 42'000.- (doc. B) e si può dunque ritenere ricevibile
l’appello, promosso nel termine di dieci giorni (art. 314 CPC). 

 

                             2.  L’atto di appello deve
contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere motivato
(art. 310 e 311 cpv. 1 CPC). L’appellante deve spiegare, infatti, non perché le
sue argomentazioni siano fondate, ma perché sarebbero erronee o censurabili le
motivazioni del Pretore. La dottrina e la giurisprudenza ne hanno in
particolare dedotto che l’appellante deve confrontarsi criticamente con la
decisione impugnata spiegando per quali ragioni di fatto e di diritto la stessa
sarebbe errata e con ciò da riformare (sentenza del Tribunale federale 7
dicembre 2011, 4A_659/2011 consid. 4; II CCA 23 febbraio 2012 inc. n.
12.2012.13, 24 febbraio 2012 inc. n. 12.2011.177, 17 ottobre 2012 inc. n.
12.2012.123, 18 aprile 2013 inc. 12.2011.119; Reetz/Theiler,
in: Sutter-Somm / Hasenböhler / Leuenberger, ZPO Kommentar, 2ª ed., n. 36 ad
art. 311; ZPO-Rechtsmittel-Kunz,
n. 92 ad art. 311). Nella procedura sommaria di tutela dei casi manifesti non
sono inoltre ammesse nuove prove e nuove argomentazioni in seconda istanza, i
giudici di appello dovendo decidere sulla base delle prove assunte nella
procedura davanti al Pretore (sentenza del Tribunale federale 4A_420/2012 del 7
novembre 2012, consid. 5, in SJ 2013 I 129 e 4A_312/2013 del 17 ottobre 2013, in un caso ticinese). Le esigenze dell'art. 257 CPC
devono, infatti, essere soddisfatte già in prima sede e i giudici di appello
devono pronunciare sulla base degli stessi fatti e documenti di prima sede. 

 

                             3.  Tra le parti è controverso
il quesito a sapere se il contratto di “consulenza legale in sede
stragiudiziale” (doc. B) stipulato il 1° febbraio 2009 costituisca un contratto
di mandato nel senso degli artt. 394 e seg. CO e se si applichi la norma
relativa all’obbligo di rendiconto del mandatario (art. 400 CO). Il primo
giudice ha ritenuto che “per quanto possa essere ritenuto “sui generis”, non
vi può essere dubbio che il contratto venuto in essere tra le parti configura
un contratto di mandato ai sensi dell’art. 394 CO” (sentenza, pag. 3 in mezzo). Egli ha pertanto ritenuto che alla fattispecie si applica l’art. 400 cpv. 1 CO per il
quale il mandatario, a ogni richiesta del mandante, è obbligato a render conto
del suo operato ed a restituire tutto ciò che per qualsiasi titolo ha ricevuto
in forza del mandato. Così facendo il Pretore aggiunto ha riconosciuto “chiaro
e liquido” l’obbligo per il convenuto di allestire un rendiconto delle
attività e dei servigi svolti a favore della mandante. Il primo giudice ha però
precisato che il rendiconto si limitava solo alle prestazioni, alla data e al
tempo impiegato dal mandatario nella sua attività e non alla tariffa applicata,
in quanto il contratto prevedeva una remunerazione forfettaria (sentenza, pag. 3 in basso). Per quanto concerne invece la richiesta della mandante di allestire e consegnare
l’incarto (fisico ed elettronico), il primo giudice ha ritenuto che “non
essendovi chiarezza sull’esistenza della diversa documentazione oggetto della
presente azione di rendiconto, né sugli eventuali obblighi concreti della parte
convenuta, la domanda non può essere riconosciuta in questa sede
sufficientemente chiara e liquida da meritare la tutela giurisdizionale
dell’art. 257 CPC” (sentenza, pag. 3 in basso). Pertanto il primo giudice ha accolto parzialmente l’istanza di AO 1, ritenendo che la sua richiesta di
rendiconto potesse essere formulata secondo la procedura sommaria per casi
manifesti, a fronte (anche) di una situazione giuridica chiara. 

 

                             4.  L'appellante riepiloga
dapprima i fatti relativi al rapporto contrattuale fra le parti, sottolineando
come in presenza – a suo dire – di un mandato di consulenza sui generis,
per stabilire “l’obbligo di rendiconto occorre far capo ai principi
dell’ermeneutica contrattuale il che esclude la via dell’azione per casi
manifesti” (appello, pag. 5 in basso). A detta dell’insorgente, per di più,
la sua attività si è svolta in modo esclusivamente verbale e dunque ben
difficilmente ricostruibile nell’ambito di una richiesta di rendiconto.
L’appellante ritiene, quindi, che la fattispecie non possa essere esaminata in
base all’art. 257 CPC, a fronte di una situazione giuridica non chiara.

 

                             5.  Giusta l’art. 257 CPC il
giudice, salvo casi che qui non ricorrono (cpv. 2), accorda tutela
giurisdizionale in procedura sommaria se i fatti sono incontestati o
immediatamente comprovabili e la situazione giuridica è chiara (cpv. 1), fermo
restando che se queste condizioni non sono date non entra nel merito (cpv. 3). 

 

                           5.1  La giurisprudenza del
Tribunale federale (DTF 138 III 620 consid. 5.1.1), ha chiarito che un fatto è
immediatamente comprovabile in base alla norma se può essere accertato senza
ritardi e senza dispendio particolare. La prova del fatto deve di regola essere
portata mediante documenti (e l’ispezione oculare). La tutela giurisdizionale
nei casi manifesti non soggiace a una limitazione del rigore probatorio:
l’istante non può perciò limitarsi a rendere verosimile la sua pretesa, ma deve
recarne la prova piena, così da creare chiarezza nei rapporti fattuali. Se la
controparte contesta i fatti in modo verosimile, la tutela giurisdizionale nei
casi manifesti non può essere accordata. Ciò sarà in particolare il caso
laddove essa sostanzi e adduca in modo concludente obiezioni, che dal punto di
vista fattuale non appaiano d’acchito infondate e inconcludenti, cosicché un
chiarimento approfondito non sarebbe suscettibile di modificare il
convincimento del giudice già formato in precedenza. La controparte non deve
quindi rendere verosimile l’inesistenza, l’estinzione oppure la non esigibilità
della pretesa fatta valere contro di lei: è sufficiente, invero, che le sue
obiezioni o eccezioni non appaiano inconsistenti e che non si prestino a un
esame in procedura sommaria (sentenza del Tribunale federale 4A_418/2014 del 18
agosto 2014, consid. 2 con rimandi). Decisivo è in definitiva sapere se
l’approfondito chiarimento delle obiezioni della parte convenuta possa mutare
il convincimento del giudice circa l’avvenuta dimostrazione della pretesa
dell’istante, così che esse non possano a priori essere considerate prive di
rilevanza. Sempre in base alla giurisprudenza del Tribunale federale (DTF 138
III 123 consid. 2.1.2; sentenza del Tribunale federale 4A_273/2012 del 30
ottobre 2012, consid. 5.1.2), la situazione giuridica è chiara ai sensi della
norma, laddove la conseguenza giuridica è senz’altro evincibile
dall’applicazione della legge tenendo conto della dottrina e della
giurisprudenza e l’applicazione del diritto porta a un risultato univoco. Per
contro la situazione giuridica non è di regola chiara se l’applicazione di una
disposizione impone al tribunale una decisione di apprezzamento o in equità
previa valutazione di tutte le circostanze del caso.

 

                           5.2  La procedura per casi
manifesti permette al giudice di statuire sulla causa con una decisione che
costituisce regiudicata ed è esecutiva: la pretesa è quindi giudicata nel
merito e l’attore non ha più la possibilità di far valere il proprio diritto in
una procedura completa che preveda un’ampia assunzione delle prove e in cui il
giudice abbia pieno potere di cognizione (Messaggio del 28 giugno 2006 (CPC),
FF 2006 6593 n. 5.18; DTF 138 III 728 consid. 3.2; 138 III 620 consid. 5.1.1;
sentenza del Tribunale federale 4A_141/2013 del 22 agosto 2013, consid. 2.2.2).
La situazione è diversa quando la tutela giurisdizionale nei casi manifesti non
può essere accolta perché la fattispecie o la situazione giuridica non è
chiara: in questi casi, il giudice non respinge l’istanza (nel merito) ma non entra
“nel merito” (art. 257 cpv. 3 CPC). L’attore allora ha la possibilità di far
valere il proprio diritto in una procedura completa (ordinaria o semplificata).

 

                             6.  La consegna di un
rendiconto ai sensi dell’art. 400 CO richiede dal mandatario l’allestimento di
atto sufficientemente dettagliato, comprensibile, che menzioni tutti gli
elementi essenziali e che fornisca i documenti giustificativi necessari, poiché
il rendiconto garantisce al mandante la possibilità di ottenere chiarezza sullo
svolgimento del mandato (cfr. sentenza del Tribunale federale del 6 aprile
2011, 4A_557/2010 consid. 7). L’appellante non nega che il contratto doc. B sia
un contratto di mandato, ma sostiene che si trattava di un contratto di mandato
particolare, relativo alla consulenza legale da prestare in tempi molto brevi e
verbalmente (discussione in sede d’udienza il 18 agosto 2014), e che deve
essere interpretato. In questa sede l’appellante ha rilevato che la domanda di
rendiconto era giunta ben tre anni dopo la fine dei rapporti contrattuali e non
poteva essere accolta. Quest’ultima argomentazione (pag. 6 appello, n. 11) è
del tutto nuova, non essendo stata presentata in prima sede né esaminata dal
Pretore aggiunto, e non può di conseguenza essere esaminata in appello. 

 

                           6.1  Il Pretore aggiunto ha
qualificato il contratto tra le parti come un contratto di mandato, con
motivazioni alle quali si può rinviare. Il primo giudice ha ritenuto alcune
delle domande di rendiconto poste dall’istante “liquide e chiare”, mentre non è
entrato nel merito di altre, poiché non immediatamente deducibili dalla documentazione
prodotta agli atti. In altre parole, il Pretore aggiunto ha ammesso parzialmente
l’obbligo di rendiconto del mandatario limitatamente a una parte della domanda
1.1 dell’istanza, pur avendo accertato la mancanza di chiarezza del contratto
sugli eventuali obblighi concreti del convenuto e l’assenza di indicazioni su
quali documenti debbano essere restituiti (sentenza, pag. 3 in basso). Il contratto (doc. B) non consente di accertare in modo chiaro e univoco quali fossero i
contorni dell’incarico affidato al convenuto, in quanto menziona unicamente che
il legale si impegnava a prestare “consulenza legale in sede stragiudiziale
inerente l’attività svolta da AO 1 e le problematiche note e future, incontrate
e sviluppate” per una remunerazione forfettaria di fr. 3'500.- mensili (cf.
doc. H, I). La mandante ha posto fine al contratto anticipatamente per il 31
gennaio 2011 (doc. B, ultimo foglio) e ha chiesto rendiconto solo nel 2014 (doc.
D). Dai pochi documenti agli atti risulta che il convenuto ha precisato il 23
maggio 2014 (doc. G) di non aver incarti né riscontri documentali, “in coerenza
con la tipologia del contratto”, ciò che ha poi ribadito all’udienza di
discussione. A giusta ragione pertanto il primo giudice ha rilevato che i fatti
allegati con l’istanza non erano incontestati o immediatamente comprovabili.

 

                           6.2  Nella fattispecie non è
chiara nemmeno la situazione giuridica. I limiti dell’obbligo di rendiconto del
mandatario si determinano alla luce della natura del contratto e del principio
della buona fede, ritenuto che il mandatario deve fornire solo le informazioni
che si riferiscono al contratto medesimo (Fellmann,
Berner Kommentar, n. 25 ad art. 400 OR). Per accertare quale sia l’estensione
dell’obbligo di rendiconto del mandatario nel caso concreto è pertanto necessario
interpretare il contratto doc. B, ciò che non può essere fatto nella procedura
sommaria di tutela dei casi manifesti (cfr. consid. 5.1 in fondo) scelta dall’istante.
I quesiti da esaminare, in fatto e in diritto, non possono, infatti, essere
risolti senza una decisione fondata sull’apprezzamento o sull’equità (DTF 138
III 123, consid. 2.1.2). La procedura a tutela dei casi manifesti ai sensi
dell'art. 257 CPC non è pertanto adeguata alla fattispecie (sentenza del
Tribunale federale del 17 dicembre 2014, destinata alla pubblicazione,
4A_343/2014). Né possono essere tratte conclusioni dai casi ticinesi
sull’obbligo di rendiconto giudicati in applicazione di procedure speciali del
diritto cantonale, le cui condizioni erano diverse da quelle dell’art. 257 CPC.
Accertato che i fatti non sono incontestati né chiari e che non è chiara la
situazione giuridica, l’unica decisione possibile consiste nel dichiarare irricevibile
l’istanza 24 giugno 2014. 

 

                             7.  Per quel che concerne le
ripetibili di prima sede, l’appellante non ha indicato quale importo vuole
ottenere in riforma del dispositivo pretorile, secondo il quale le ripetibili
erano compensate, con la conseguenza che la richiesta è irricevibile in appello
(II CCA 22 febbraio 2011 inc. 12.2009.87, 28 luglio 2009 inc. 12.2008.39). 

 

                             8.  In definitiva l’appello è
quindi parzialmente accolto. 

                                  Gli oneri processuali seguono la
soccombenza (art. 106 CPC). Il valore litigioso è di almeno fr. 42'000.-. La
tassa di giustizia di appello è stabilita in base ai criteri degli art. 2, 7, 9
e 13 LTG. L’indennità ripetibile in favore dell’appellante è stata calcolata
seguendo i criteri indicati all’art. 11 del Regolamento sulla tariffa per i
casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione
delle ripetibili (Rtar).

Per questi motivi, 

 

decide:

 

                              I.  L’appello 8 settembre 2014
di AP 1 è parzialmente accolto e di conseguenza la decisione 25 agosto
2014 (incarto __________) del Pretore aggiunto del Distretto di Bellinzona, è
così riformata:

 

                                  1. 
L’istanza 24 giugno 2014 è irricevibile.  

                                         2. La tassa
di giustizia, fissata in fr. 550.–, e le spese calcolate in fr. 50.–
sono poste a carico dell’istante. Compensate le ripetibili. 

 

                             II.  Le spese processuali di
appello di complessivi fr. 300.– sono poste a carico di AO 1, che rifonderà
all’appellante fr. 600.– a titolo di ripetibili. 

 

 

                            III.  Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - e 

   

  

                                  Comunicazione alla Pretura del
Distretto di Bellinzona.

 

 

Per
 la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                              Il vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Nelle
cause a carattere pecuniario è dato ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo
integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se il valore litigioso ammonta
a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e
a fr. 30'000.- negli altri casi (art. 74 cpv. 1 LTF); per valori inferiori il
ricorso è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di
importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso
in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario
in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare
una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia
costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima
istanza (art. 119 LTF).