# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6cddd5c8-23a4-562f-a068-91152909b10a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-12-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 20.12.2022 80.2022.231
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2022-231_2022-12-20.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2022.231

  80.2022.232

  	
  Lugano

  20 dicembre 2022       

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria

  	
  Cristiana
  Balestra Gamboni, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 27 agosto 2022 contro la decisione del 4 agosto 2022 in materia di IC e IFD
  2021

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   a.

                                         RI 1, divorziata, è madre
di due figli maggiorenni. __________, nato nel 1996, è beneficiario di una
rendita d’invalidità al 100%, mentre __________, nato nel 1998, nel periodo
fiscale litigioso, era studente presso l’Università di __________.

 

                                         b.

                                         Nella dichiarazione
d’imposta delle persone fisiche 2021, presentata l’8 aprile 2022, la signora RI
1, tra le altre, faceva valere la deduzione per figli a carico in ragione di
fr. 22'200.‑ e la deduzione per figlio agli studi pari a
fr. 13'400.‑.

                                         In particolare, nelle
comunicazioni e note per l’Ufficio di tassazione spiegava che le spese annue per
il figlio __________, che viveva con lei, si attestavano a fr. 17'630.‑
ed erano così suddivise:

 

	
  affitto
  (a casa con me):

  	
  CHF

  	
  7’200

  
	
  vitto:

  	
  CHF

  	
  4’800

  
	
  Telecomunicazioni:

  	
  CHF

  	
  1’920

  
	
  Abbonamento:

  	
  CHF

  	
  590

  
	
  Vestiti
  e calzature:

  	
  CHF

  	
  2’250

  
	
  Altro:

  	
  CHF

  	
  600

  
	
   

  	
   

  	
   

  
	
  Totale
  annuo:

  	
  CHF

  	
  17’630

  
	
   

  	
   

  	
   

  
	
  Spese
  AVS e cassa malati

  	
  CHF

  	
  4’500+490.‑

  

 

 

                                  B.   In data 6 luglio
2022, l’RS 1 (di seguito: RS 1) notificava alla contribuente la decisione di
tassazione IC/IFD 2021 e le concedeva unicamente la deduzione per un figlio a
carico. Sia per l’IC sia per l’IFD, l’autorità di tassazione adduceva che la “deduzione
[era stata] considerata in base alla situazione al 31 dicembre 2021
[e che] i mezzi finanziari a disposizione del/la figlio/a [erano] sufficienti
al suo sostentamento”.

                                         Di conseguenza, il reddito
imponibile per l’IC era stato accertato in fr. 59'000.‑ (parimenti
determinante per l’aliquota) e, per la sola imposta cantonale, la sostanza
imponibile era stata determinata in fr. 48'000.‑ (parimenti
determinante per l’aliquota). Il dovuto d’imposta cantonale si attestava a
fr. 2'168.05 (coefficiente: 97%).

                                         Per l’IFD, invece, il
reddito imponibile era stabilito in fr. 81'100.‑ (parimenti
determinante per l’aliquota) e il debito d’imposta era pari a fr. 863.95,
al netto della deduzione di fr. 251.‑ per un figlio o una persona a
carico.

 

 

                                  C.   Il 2 luglio 2022, RI
1 interponeva reclamo contro la decisione summenzionata, chiedendo di “rivedere
il calcolo dell’imponibile tenendo conto del fatto che la rendita di mio figlio
che è versata sul mio conto mensilmente non raggiunge e non supera i 1800
franchi”.

                                         Spiegava che il figlio

                                         __________, che vive con me,
riceve dal 2018 una rendita dall’A.I. In seguito ad una decisione dell’ARP di __________,
dal 2020 mio figlio si è visto imposta una curatela generale (contro questa
decisione l’avvocato di __________ __________ sta preparando un ricorso). È
stata imposta una curatrice del UAP, signora __________. La rendita A.I. è
stata sequestrata, su ordine dell’ARP, dal UAP di __________: se prima mio
figlio la riceveva sul suo conto bancario, dal 2021 questi soldi sono versati
su un conto di __________ a nome di __________ ma gestito dalla curatrice __________.
Ogni mese la curatrice versa a me una parte dei soldi (v. allegati). Come si
evince dagli allegati, la parte di rendita che io ricevo per il mantenimento di
mio figlio varia dai 1200 ai 1800 franchi al mese. In effetti, l’ARP ritira
dalla rendita A.I. di mio figlio dai 200 ai 300 franchi di “indennità ARP”, che
non è dato sapere a quali prestazioni si riferisca (altro motivo di
contestazione da parte del nostro avvocato).

 

 

                                  D.   Con decisione datata 4
agosto 2022, l’RS 1 respingeva il reclamo, argomentando che sia ai sensi
dell’art. 34 cpv. 1 lett. b LT sia dell’art. 35 cpv. 1 lett. b
LIFD, per beneficiare della deduzione per persona bisognosa a carico 

                                         non basta che la persona
assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace
di esercitare attività lucrativa. La nozione di incapacità lucrativa, totale o
parziale allude alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto
delle assicurazioni sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP.

                                         Essa sta sostanzialmente a
significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua
capacità di guadagno a seguito di incapacità al lavoro dovuto a infortunio,
malattia professionale, malattia o infermità congenita o comunque più in
generale a impedimenti d’ordine fisico o psichico.

                                         […]

                                         Una
persona non si considera bisognosa fintantoché può percepire indennità di
disoccupazione o prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel momento in cui
non può più ricevere aiuti di disoccupazione, nel qual caso è adempiuto,
perlomeno di regola, anche il requisito della durevolezza dello stato di
bisogno.

                                         Nel caso specifico, il figlio __________
(__________) non rientra nella casistica di figlio a carico, n’è di persona
bisognosa a carico, in quanto lo stesso, percepisce indennità AI STRAO, ed è al
beneficio della prestazione complementare. Tali introiti sono atti a coprire il
fabbisogno vitale del figlio __________.

 

 

                                  E.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula la concessione della deduzione
per il sostentamento di una persona bisognosa a carico in relazione al figlio __________,
considerato invalido al 100%.

                                         Nel suo gravame,
l’insorgente precisa che è stata informata dall’RS 1 che per poter beneficiare
della deduzione rivendicata, il reddito percepito dal figlio bisognoso di
sostentamento avrebbe dovuto essere inferiore a fr. 24'000.‑
all’anno. 

                                         Spiega che __________ percepisce
una rendita d’invalidità di fr. 19'116.‑, cui si sommano delle
prestazioni complementari pari a fr. 6'440.‑, giungendo ad un
importo complessivo di fr. 25'556.‑. Tale reddito è versato direttamente
alla curatrice istituita dall’Ufficio dell’aiuto e della protezione (UAP) che,
nel periodo fiscale litigioso, ha riversato alla madre fr. 17'493.‑ (media
mensile: fr. 1'457.75) per il sostentamento del figlio __________. 

                                         La ricorrente deplora il
fatto che la differenza, ovvero fr. 8'063.‑, sia stata trattenuta
dall’UAP per le sue prestazioni ed aggiunge che “a tal proposito è stato
aperto un incarto di approfondimento sull’opportunità di una curatela”
perché l’ammontare dedotto a suo dire “non giustifica il servizio fornito”.

                                         La ricorrente afferma di
provvedere “alla cura e al sostentamento del figlio e così facendo fa in
modo che il figlio non generi ulteriori costi sociali, costi che sarebbero
altrimenti a carico del sistema sociale cantonale”. Infine, RI 1 sottolinea
“che quanto percepito è nettamente inferiore all’ammontare reale necessario
per la cura e il sostentamento del figlio”.

 

 

                                  F.   Invitato ad
esprimersi in merito al ricorso, l’RS 1 ha rinunciato a presentare ulteriori
osservazioni, confermandosi nelle “motivazioni e [nelle] conclusioni
contenute nelle decisioni su reclamo impugnate”.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   Nella dichiarazione
d’imposta delle persone fisiche 2021, in relazione al figlio __________, RI 1
faceva valere la deduzione per figlio a carico. L’RS 1 non l’ha concessa
ritenendo che il figlio disponesse di mezzi finanziari sufficienti per il
proprio sostentamento. 

                                         È solo in sede di reclamo
che la ricorrente rivendica la deduzione per persona bisognosa a carico. Con la
decisione impugnata, l’Ufficio di tassazione non ha ammesso neppure questa deduzione
in quanto __________ beneficia di redditi propri superiori a fr. 24'000.‑
e può quindi provvedere autonomamente al proprio sostentamento.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Per
l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione
per sostentamento da 5'700.‑ a 11'100.‑ franchi al massimo per ogni
persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare
un’attività lucrativa al cui sostentamento il contribuente provvede,
comprovatamente, per un importo di almeno 5’700.− franchi.

                                         Analogamente,
per l’imposta federale diretta, l’art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la
deducibilità dal reddito netto di un importo di 6’500.‑ franchi per ogni
persona totalmente o parzialmente incapace d’esercitare attività lucrativa, al
cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno
l’importo della deduzione.

                                         Sia la LT sia la LIFD stabiliscono
che tale deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già
accordata la deduzione giusta la lettera a (art. 34 cpv. 1 lett. b in
fine; art. 35 cpv. 1 lett. b in fine).

                                         Per entrambi i tributi, la
deduzione sociale è stabilita secondo la situazione alla fine del periodo
fiscale (art. 34 cpv. 3 LT; art. 35 cpv. 2 LIFD).

 

                                         2.2.

                                         Secondo la lettera sia
della norma cantonale sia di quella federale, non basta che la persona
assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace
di esercitare un’attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder beschränkt
erwerbsfähige Person”), nozione che fa riferimento all’art. 6 LPGA, per cui
costituisce un’incapacità al lavoro qualsiasi incapacità, totale o parziale,
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica (che sia
riconducibile ad aspetti congeniti, a malattia o infortunio), di compiere un
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo d’attività
abituale, rispettivamente ‑ se di lunga durata ‑ anche
in mansioni esigibili in un’altra professione o campo d’attività. La nozione è
ripresa nel diritto delle assicurazioni sociali e prevista in diverse leggi
(LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP). Essa sta sostanzialmente a significare che la
persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a
seguito di infermità congenita, malattia, infortunio o comunque, più in
generale, di impedimenti di ordine fisico o psichico.

 

                                         2.3.

                                         La dottrina e la
giurisprudenza più recente sono invero più generose al riguardo. Una capacità
di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente
fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera
età (Bosshard/Bosshard/Lüdin,
Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p.
195; sentenza CDT no. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una persona
adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in
quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve essere
dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per altri
motivi oggettivi e duraturi (cfr. p. es. sentenza CDT no. 80.97.8 del 20
febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).

                                         Tanto la prassi
dell’autorità fiscale quanto la dottrina (entrambe citate da Bosshard/ Bosshard/ Lüdin, op. cit., n.
439, p. 191) ammettono che sia adempiuto il requisito della capacità lucrativa
limitata quando una persona, a causa della disoccupazione, non è in grado di
conseguire un reddito lucrativo sufficiente. Poiché però non è determinante la
disoccupazione in sé ma piuttosto lo stato di bisogno finanziario che ne
dipende, una persona non si considera bisognosa fintantoché può percepire
indennità di disoccupazione o prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel
momento in cui non può più ricevere aiuti di disoccupazione, nel qual caso è
adempiuto, perlomeno di regola, anche il requisito della durevolezza dello
stato di bisogno (Bosshard/Bosshard/
Lüdin, op. cit., p. 192).

 

                                         2.4.

                                         Oltre
al requisito della totale o parziale incapacità di esercitare un’attività
lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la
concessione della deduzione all’ulteriore condizione che la persona assistita
non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al
proprio mantenimento e che abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga
almeno l’entità della deduzione (Agner/Jung/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149;
inoltre, sentenza della CDT no. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT
I-1996 n. 11t).

                                         Per
stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia in grado di mantenersi,
occorre riferirsi, secondo la giurisprudenza di questa Camera, alla tabella del
minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale
d’appello (sentenza CDT no. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n.
11t; inoltre, RF 1983 p. 491).

                                         In
altre parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri
obiettivi e non da un punto di vista soggettivo.

                                         A
tal proposito, la dottrina più recente si
domanda nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia
esecutiva, che richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire
criteri più schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito
imponibile o di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere
negato (Locher, Kommentar zum DBG,
I. parte, Art. 1-48 DBG, 2a ediz., Basilea 2019, n. 47 ad art. 35
LIFD, p. 1060 e riferimenti giurisprudenziali).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Per
quanto attiene all’imposta federale diretta, i criteri oggettivi relativi
all’esigenza di sostentamento non possono però essere unificati a livello
svizzero, in quanto il costo della vita varia a seconda delle regioni (v.
Circolare AFC no. 30 “Imposizione dei coniugi e della famiglia secondo la legge
federale sull’imposta federale diretta” del 21 dicembre 2010, versione
applicabile dal 1° gennaio 2014, n. 11, p. 21; v. anche Baumgartner/Eichenberger, in: Zweifel/Beusch [a cura di],
Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, DBG, 3a ediz., Basilea
2017, n. 25c ad art. 35 LIFD, p. 891).

 

                                         3.2.

                                         Alcune autorità fiscali cantonali, tra cui quelle del
Cantone Ticino, hanno opportunamente codificato una prassi, che fissa degli
importi, a partire dai quali si può ritenere che il reddito e/o la sostanza del
figlio siano sufficienti per il suo mantenimento, con la conseguenza che i
genitori non hanno diritto alla deduzione sociale (v. anche Jaques, in: Noël/Aubry Girardin [a cura
di], Commentaire romand, Impôt fédéral direct, 2a ediz., Basilea
2017, n. 40 ad art. 35 LIFD, p. 810).

Nel Canton Berna, ad esempio, per
stabilire se una persona parzialmente o totalmente incapace di esercitare
un’attività lucrativa sia bisognosa di sostentamento, l’autorità fiscale ha
fissato quali limiti un reddito netto (prima delle deduzioni sociali) di
fr. 16'000.‑ per le persone sole e di fr. 24'000.‑ per i
coniugi rispettivamente una sostanza netta (prima delle deduzioni sociali) pari
a fr. 50'000.‑. Al di sopra di questi importi, la deduzione sociale non
è accordata (cfr.
Steuerverwaltung des Kantons Bern, TaxInfo, Einkommens- und Vermögenssteuern;
Unterstützungsbedürftige erwerbsunfähige Personen, Fassung vom 22.08.2022, in:
www.taxinfo.sv.fin.be.ch).

Nel Canton Lucerna, riferendosi
alla deduzione per figlio maggiorenne a carico, lo stato di bisogno del figlio
si determina in base al minimo vitale del diritto esecutivo. Se il figlio
dispone di un reddito fino a fr. 18'000.‑, i genitori hanno diritto
alla deduzione per figlio a carico. Per quanto concerne il patrimonio, si
ritiene che il figlio non necessiti più del sostegno finanziario dei genitori
se dispone di una sostanza netta superiore a 100'000 franchi, purché si tratti
di beni alienabili o liquidi e non per esempio di quote di comproprietà di
immobili o di quote di partecipazione in società di famiglia (cfr. Luzerner Steuerbuch, Kinderabzug,
Staats- und Gemeindesteuern, § 42 n. 2, paragrafo 1.1).

Nel
Canton San Gallo, fino ad un reddito dell’attività lucrativa di fr. 15'000.‑
all’anno, si presume che il figlio non possa provvedere al proprio
mantenimento. Per quanto concerne il patrimonio, la situazione viene valutata
in ogni singolo caso (St. Galler Steuerbuch, 48 n. 1, paragrafo 2.2.2.).

                                         Il
Canton Zurigo ha fissato tali limiti a fr. 15'000.‑ di reddito
imponibile e fr. 50'000.‑ di sostanza imponibile per le persone sole
e fr. 22’000.‑ di reddito imponibile e fr. 100’000.‑ di
sostanza imponibile per le persone coniugate (cfr. Zürcher Steuerbuch,
Weisung der Finanzdirektion über Sozialabzüge und Steuertarife [ab
Steuerperiode 2015], B. II., Unterstützungsabzug, no. 33, in:
www.zh.ch; v. anche Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
Handkommentar zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 68 ad art. 35 LIFD,
p. 718).

 

                                         3.3.

                                         Come poc’anzi anticipato,
anche il Cantone Ticino nella Circolare DDC no 18/2020 del luglio 2020
intitolata “Imposizione della famiglia”, oltre a fare riferimento alla
giurisprudenza della Camera di diritto tributario relativa al minimo
d’esistenza stabilito dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale
d’appello, afferma ‑ riallacciandosi alla prassi instaurata per
la deduzione sociale per i figli maggiorenni in formazione ‑ che
il figlio, residente in Svizzera e parzialmente incapace di esercitare
un’attività lucrativa, non è considerato bisognoso se percepisce un reddito
(compresi eventuali contributi di sostentamento versati dall’altro genitore)
uguale o superiore a 2'000 franchi (netti) mensili o se possiede una
sostanza ‑ priva di vincoli, facilmente disponibile ‑ pari
o superiore a 150'000 franchi (v. Circ. DDC no. 30, n. 10.1, p. 25 s.). 

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Venendo al caso in esame, dagli
atti si evince che __________, che nel periodo fiscale litigioso aveva 25 anni,
beneficiava di una rendita straordinaria erogata dall’assicurazione per
l’invalidità e di prestazioni complementari, era domiciliato e viveva con la
madre ad Arosio, lavorava, per quanto possibile, per la __________. Dal padre
non riceveva alcun contributo di mantenimento. 

                                         Si noti che ha diritto ad
una rendita straordinaria d’invalidità chi è invalido sin dalla nascita o lo è
diventato prima del compimento dei 23 anni, se è domiciliato in Svizzera e non
ha diritto ad una rendita ordinaria d’invalidità. Ha inoltre diritto alle
prestazioni complementari, a certe condizioni, il titolare di una rendita
d’invalidità di modeste condizioni economiche (v. www.avs-ai.ch, Opuscolo
informativo 4.04/i, Prestazioni dell’AI, Rendite d’invalidità dell’AI, stato al
1° gennaio 2022, p. 17 s.; v. anche art. 39 LAI e art. 42 LAVS).

 

                                         4.2.

                                         Tra la documentazione
messa a disposizione dell’autorità giudicante, vi è anche la Dichiarazione
d’imposta delle persone fisiche 2021 presentata l’8 aprile 2022 dal figlio __________.

                                         Dagli atti emerge che nel
2021 __________ ha beneficiato di una rendita AI STRAO pari a fr. 19'116.‑
e prestazioni complementari per fr. 6'440.‑. Accluso alla DI 2021 vi
è anche il certificato di salario che copre il periodo fiscale dal 15 marzo
2021 al 31 dicembre 2021 e che attesta che __________ ha lavorato presso la __________
percependo un salario netto pari a fr. 650.‑. I redditi netti totali
percepiti da __________ nel corso del 2021 ammontavano quindi a fr. 26'206.‑.
Non dichiarava sostanza (stato al 31.12.2021).

                                         Per quanto si può desumere
dal calcolo dell’imponibile IC 2021, agli atti, __________ è stato verosimilmente
dichiarato esente da imposta per l’IC. Per l’IFD, invece, non è dato sapere,
non essendoci né il calcolo dell’imponibile né la decisione di tassazione IFD
2021 tra la documentazione trasmessa dall’RS 1.

 

                                         4.3.

                                         È indubbio che, dal punto
di vista soggettivo, la situazione di __________ ricada tra le condizioni poste
per poter beneficiare della deduzione per persona bisognosa di sostentamento ex
art. 34 cpv. 1 lett. b LT e art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD. Risiede
infatti in Svizzera ed ha una limitata capacità di guadagno a seguito
dell’infermità per cui beneficia di una rendita d’invalidità e di prestazioni
complementari. 

                                         Tuttavia, entrambe le
disposizioni legislative appena citate pongono un’ulteriore condizione, ovvero che la persona assistita non disponga di un reddito e di
una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che abbisogni
perciò dell’aiuto economico del contribuente, che provvede quindi al suo
sostentamento, e che tale aiuto raggiunga almeno l’entità della deduzione. 

                                         Come visto, per il Cantone
Ticino, un figlio, residente in Svizzera e parzialmente incapace di esercitare
un’attività lucrativa, non è considerato bisognoso se percepisce un reddito
uguale o superiore a 2'000 franchi (netti) mensili (v. Circ. DDC no. 30, n.
10.1, p. 25 s.).

                                         Nella fattispecie, nel
periodo fiscale sub judice, __________ dichiarava e comprovava di
beneficiare di entrate nette pari a fr. 2'183.‑ al mese, leggermente
al di sopra del limite fissato dall’autorità fiscale cantonale. È quindi per
questo motivo che l’RS 1 non ha considerato __________ bisognoso del
sostentamento della madre.

                                         Sia anche rilevato che, da
quanto emerge dall’incarto fiscale inviato a questa Camera, l’aiuto (finanziario)
che la madre avrebbe fornito al figlio nel corso del 2021, in ogni caso, non
raggiungeva l’entità (minima) della deduzione rivendicata. In effetti, la
ricorrente dichiarava che le spese totali annue per __________ ammontavano a
fr. 17'630.‑. Annotava anche “spese AVS e cassa malati:
CHF 4'500 + 490.‑”.

                                         Quali “oneri
assicurativi e interessi di capitali a risparmio”, __________ dichiarava
fr. 4'500.‑.

                                         Nell’atto di ricorso, RI 1
sostiene di aver ricevuto dalla curatrice unicamente fr. 17'493.‑,
aggiungendo che l’__________ si era occupata “unicamente dei pagamenti della
cassa malati”.

                                         Di conseguenza, l’eventuale
contributo al sostentamento del figlio __________ risultava essere di fr. 137.‑
annui, importo di gran lunga inferiore al minimo previsto dalle disposizioni
legislative applicabili (fr. 5'700.‑ per l’IC e fr. 6'500.‑
per l’IFD). Le “spese AVS” per fr. 490.‑, come le spese per
la cassa malati, erano verosimilmente già state pagate dall’__________.

                                         Sia come sia, la ricorrente
non è comunque legittimata a rivendicare la deduzione per persona bisognosa a
carico in quanto non provvede al mantenimento di __________ ai sensi dell’art.
34 cpv. 1 lett. b LT.

 

                                         4.4.

                                         Ci si può chiedere se tale
conclusione valga anche per la deduzione sociale prevista dal diritto federale
(art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD), dato che, come già anticipato, mancano
delle direttive a livello federale che fissano i criteri oggettivi relativi
all’esigenza di sostentamento (Baumgartner/Eichenberger,
loc. cit., n. 25c ad art. 35 LIFD, p. 891). L’Amministrazione federale delle
contribuzioni nella sua Circolare no. 30 non ha ritenuto opportuno fissare
questi limiti in quanto il costo della vita varia a seconda delle regioni (v.
Circ. AFC no. 30 del 21 dicembre 2010, versione applicabile dal 1° gennaio
2014, n. 11, p. 21).

                                         In un caso vallesano, il
Tribunale federale ha giudicato la prassi cantonale ‑ che nega
la deduzione per il sostentamento nel caso in cui il figlio maggiorenne in
formazione percepisca un reddito annuale netto superiore a fr. 20'000.‑ ‑ conforme
al diritto federale (sentenza TF 2C_516/2013 e 2C_517/2013 del 4 febbraio 2014;
v. Locher, op. cit., n. 47 ad art.
35 LIFD, p. 1060).

                                         Il caso esaminato
dall’Alta Corte concerneva un figlio di 24 anni, in formazione, che dichiarava
un reddito lordo pari a fr. 29'908.‑, composto da una rendita per
orfano pari a fr. 21'223.‑, un reddito da attività lucrativa
dipendente pari a fr. 6'062.‑, delle indennità per perdita di
guadagno in ragione di fr. 2'473.‑ e dei redditi della sostanza per
fr. 150.‑ (reddito netto [Reineinkommen]: fr. 26'721.‑).
Il Tribunale federale ha considerato che con tale importo il figlio fosse in
grado di provvedere da solo ai propri bisogni vitali negando di conseguenza
l’esistenza di un bisogno di sostentamento oggettivo e di fatto (anche) la
deduzione sociale per figlio maggiorenne a carico.

                                         Come visto, molte prassi
cantonali, tra cui quella ticinese, applicano gli stessi criteri per definire l’esigenza
di sostentamento di un figlio maggiorenne in formazione e di una persona
bisognosa di sostentamento perché incapace di esercitare un’attività lucrativa.
La conclusione cui giunge l’Alta Corte può pertanto essere ripresa mutatis
mutandis anche nell’ambito della deduzione per il sostentamento di una
persona bisognosa ex art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD. Come affermato
dall’AFC, il costo della vita varia a seconda delle regioni. Di conseguenza, il
limite di fr. 2'000.‑ netti mensili, fissato per il diritto
cantonale, può essere applicato anche nell’ambito dell’IFD.

 

                                         4.5.

                                         Riassumendo, poiché il
figlio __________ non è bisognoso del sostentamento della madre o, se anche lo
fosse, il contributo finanziario fornito dalla ricorrente non raggiunge
l’importo minimo della deduzione previsto dagli articoli 34 cpv. 1 lett. b
LT e 35 cpv. 1 lett. b LIFD, la decisione dell’RS 1 di negare alla
ricorrente la deduzione per persona bisognosa a carico merita di essere
tutelata.

 

 

                                   5.   Di conseguenza, il
ricorso è respinto.

                                         Visto l’esito del gravame,
la tassa di giustizia, limitata al minimo, e le spese di procedura sono poste a
carico della ricorrente, soccombente.

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                 fr.    100.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi     fr.    100.–

                                         per un totale di                                                      fr.    200.–

                                         sono a carico della
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presente giudiz                                     Copia
per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: