# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9e7a46c0-f4f7-5224-ad1a-5b7a3d8e5d3b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-03-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.03.2002 32.2001.90
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2001-90_2002-03-15.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2001.00090

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  15 marzo 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 24 ottobre 2001
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 27 settembre 2001
  emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 3
ottobre 1987 __________, nato nel 1947, di professione macellaio, ha presentato
all'Ufficio assicurazione invalidità (in seguito UAI) una domanda tendente ad
ottenere delle prestazioni AI per adulti. Egli è affetto da sindrome cervico e
lombo-vertrebrale, esisti di lesione legamentare al ginocchio destro e
periartropatia omero-scapolare destra.

Accertata un’incapacità al guadagno del 30%, con decisione 10 dicembre 1998
l’UAI ha respinto la richiesta (doc. AI _). 

Adito dall’assicurato, con sentenza 4 maggio 2000, cresciuta in giudicato, il
TCA ha respinto il ricorso e confermato la decisione amministrativa (doc. AI
_). 

                               1.2.   A seguito di
un infarto occorso in ottobre 2000, il 23 febbraio 2001 __________ ha
presentato una nuova richiesta di prestazioni assicurative (doc. AI _). 

Esperiti gli accertamenti del caso, con proposta di decisione 21 agosto 2001
l’amministrazione ha nuovamente respinto la domanda dell’assicurato. A
motivazione del provvedimento preso essa ha indicato che:

 

" 
(…)

Gli atti acquisiti all’incarto non oggettivano
elementi che provino chiaramente una modifica che giustifichi un cambiamento
dell’incapacità lavorativa rispetto allo decisione del dicembre 1998 e
pertanto, il grado d’invalidità permane al 30% e non permette di assegnare una
rendita d’invalidità”. (Doc. AI _).

 

                                         Con
osservazioni 12 settembre 2001 l'assicurato, per il tramite il __________, ha
contestato la proposta di decisione ritenendo data un’inabilità al 50% in
attività medio-leggera (doc. AI _).

Considerando ininfluenti le osservazioni dell’assicurato, con provvedimento
formale del 27 settembre 2001 l’UAI ha confermato la reiezione della domanda di
prestazioni. 

                                        

                               1.3.   Contro la
decisione amministrativa è tempestivamente insorto l'assicurato, sempre
rappresentato dal __________, il quale postula di essere posto al beneficio di
una mezza rendita AI.

In particolare egli ha rilevato che:

 

" 
(…)

Il ricorrente ha contestato questa valutazione in
sede di diritto d'audizione, facendo valere di essere abile soltanto in misura
del 50 % anche in attività confacenti alle proprie condizioni di salute come da
relative certificazioni D.ri.med. __________ e __________. L'intimata non
riteneva tuttavia influenti queste osservazioni per la definizione del diritto
a prestazioni.

 

Il ricorrente ribadisce di essere valido al
massimo al 50 % per il concorso delle affezioni cardiaca e ortopedica,
quest'ultima progrediente, e chiede venga riesaminato il Suo diritto alla
mezza-rendita d'invalidità, non essendo l'intimata procedura ad accertamenti
complementari come indicati dal Dr. __________. (…)" (Doc. _)

 

                               1.4.   Mediante
risposta del 14 novembre 2001 l’amministrazione propone di respingere il
gravame.

 

                                         Sulla
base di un parere del Servizio medico regionale (SMR), l’UAI sostiene infatti
che le certificazioni prodotte non offrono elementi sufficienti per
giustificare una rivalutazione del grado d’inabilità lavorativa.

                               1.5.   Il 10
gennaio 2002 l’assicurato ha prodotto un rapporto della Clinica __________ in
cui si sostiene che un lavoro leggero al 100% non è più sostenibile (VIII).

Con lettera 7 febbraio 2002 l’UAI ha preso posizione in merito alla nuova
documentazione (doc. _). 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B.,
H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10
ottobre 2001 nella causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa
H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   L'art. 4
cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione,
sono quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a   infermità congenita,
malattia o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité
dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                               2.3.   Qualora una
prima richiesta di rendita sia stata negata perché il grado di invalidità era
insufficiente o perché l'invalido poteva provvedere a sé stesso, una nuova
domanda è riesaminata soltanto se l'assicurato rende verosimile che il grado di
invalidità si è modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni
(art. 87 cpv. 2 e 3 OAI). Se non è il caso, l'amministrazione non entra nel
merito della richiesta (DTF 109 V 114 consid. 2a).

                                         Se
l'amministrazione entra nel merito della nuova domanda deve esaminare la
fattispecie da un punto di vista materiale e in particolare verificare se la
modifica del grado di invalidità resa verosimile dall'assicurato si è
effettivamente realizzata (DTF 199 V 115). In tal caso applicherà, per
analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite in corso (art. 41 LAI,
art. 86ss. OAI; VSI 1999 p. 8; R. Rüedi, Die Verfügungsanpassung als Grundfigur
von Invalidenrentenrevisionen, in Schaffauer/Schlauri, Die Revision von
Dauerleistungen, Veröffentlichungen des Schweizerischen Instituts für
Verwaltungskurse an der Uni St. Gallen, 1999, p. 15; T. Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, Berna 1997, p. 315 N 5; DTF 117 V 198).

                                         Questo
requisito deve permettere all'amministrazione, che in precedenza aveva negato
una rendita sulla base di una decisione cresciuta in giudicato, di rifiutare,
senza ulteriore esame, nuove richieste di prestazioni, in cui l'istante si
limiti a ribadire gli stessi argomenti, senza addurre o provare una
modificazione rilevante di fatti determinanti (STFA del 26 febbraio 1998 in re
O.S; DTF 117 V 20 consid. 4b).

 

                               2.4.   Se il grado
d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in
modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata
o diminuita in misura corrispondente oppure soppressa (cfr. art. 41 LAI). 

                                         La
revisione avviene d'ufficio o su domanda (cfr. art. 87 cpv. 1 OAI).

                                         Se la
capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il
cambiamento determinante soppri­me, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a
prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in consi­derazione allorché è durato
tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a
durare (cfr. art. 88 a cpv. 1 OAI). 

                                         Analogamente,
in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del
cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre
mesi senza interruzione notevole (cfr. art. 88 a cpv. 2 OAI).

                                         Queste
norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma
anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel
tempo (STFA 29 maggio 1991 in re St., RCC 1984 pag. 137).

 

                                         La
costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a
revisione secondo l'art. 41 LAI non solo in caso di modifica rilevante dello
stato di salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo
stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di
guadagno hanno subito un cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno
1994 in re P. P. p. 4; RCC 1989 pag. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid.
1a; DTF 109 V 116, consid. 3 b; DTF 105 V 30).

                                         Affinché
sia possibile la revisione di una rendita AI è dunque necessario che le condizioni
cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito una modifica, tale da
influire sulla perdita di guadagno.

                                         D'altra
parte la modifica deve essere notevole, non tanto da un punto di vista
astratto, ma piuttosto in relazione con l'art. 28 cpv. 1 LAI che prevede
l'assegnazione di un quarto di rendita se il grado d'invalidità è di almeno il
40%, una mezza rendita quando il grado d'invalidità è di almeno il 50% e una
rendita intera quando l'invalidità raggiunge almeno il 66 2/3%.

                                         In ogni
caso la revisione della rendita è possibile unicamente se, posteriormente alla
pronuncia della decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente
mutata. Non basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invaria­ta,
sia giudicata in modo diverso (RCC 1987, pag. 38, consid. 1a; STFA 29 aprile
1991 in causa G.C., Bellinzona, non pubblicata, consid. 4).

 

 

                               2.5.   Nell’evenienza
concreta, __________ sostiene che 

l’aggravamento della sintomatologia reumatica e la patologia cardiaca,
sopravvenuta a seguito dell’infarto subito nel mese di ottobre 2000,
giustificano l’erogazione di una mezza rendita d’invalidità.

Va innanzitutto ricordato che l’assicurato, a causa della sindrome cervico e
lombovertrebrale, ad agosto 1997 era passato dal reparto macelleria della
__________ o a quello “Frutta e Verdure” (cfr. rapporto del datore di lavoro
del 23.10.1997, doc. AI _). 

In occasione della prima domanda AI, egli è stato sottoposto ad una perizia
reumatologica da parte del dr. __________. Per quel che concerne la capacità
lavorativa, nel rapporto del 17 agosto 1998 lo specialista in reumatologia
aveva concluso:

" 
Il paz. è inabile al lavoro alternativamente al
100% e al 50% dal 25.10.1996 al 17.08.1997 e al 50% dal 18.08.1997. Il paz.,
come lui stesso ammette svolge effettivamente un lavoro considerato come
leggero. Le mansioni che richiedono un certo sforzo (pesi fino a 10 Kg,
rotazione del tronco) vengono svolte da altro personale.

 

Obbiettivamente non posso dunque discordarmi
dalle precedenti valutazioni già espresse a suo tempo dal Dr. __________, dal
Dr. __________ così come dal servizio medico della Clinica riabilitativa di
__________. In un lavoro ottimalizzato, come quello svolto attualmente dal
paz., non ritengo che vi sia una limitazione della capacità lavorativa.”
(sottolineatura del redattore, doc. AI _ pag. ).

 

Di
conseguenza, procedendo al raffronto tra il reddito percepito senza il danno
alla salute e quello conseguito nell’attività adeguata di magazziniere al
reparto “Frutta e verdura”, l’amministrazione aveva accertato un’invalidità del
30% e respinto la pendente richiesta di prestazioni (cfr. doc. AI _).

                               2.6.   Con il
presente gravame l’assicurato ritiene che a seguito dell’infarto subito nel
mese di ottobre 2000 il suo stato di salute è peggiorato. In particolare fa
riferimento alle certificazioni della Clinica __________ e del prof.
__________, primario del __________. 

Nel rapporto 2 novembre 2000 della Clinica __________, redatto dopo una degenza
di cinque giorni, si può leggere la seguente valutazione reumatologica:

 

" 
(…)

Si tratta di un paziente 53.enne, operaio alla
__________, con capacità lavorativa pari al 50% da agosto 1997, sposato, padre
di 4 figli grandi e vive in famiglia. Da 20 anni accusa dolori nell'emicorpo
sin. dalla testa fino al piede, con maggior dolore a livello del ginocchio dx.

All'entrata in Clinica troviamo un paziente con
enorme zoppia, faccia  agonica e che esprime la sua amarezza nei confronti
dell'ufficio AI che ha rifiutato la sua richiesta per l'assicurazione
invalidità. Abbiamo visto le radiografie portate dal paziente e quelle eseguite
da noi ed a nostro modo di vedere, le alterazioni degenerative non spiegano
pienamente la sintomatologia aspecifica tendenzialmente cronicizzante e non
appaiono sufficienti ad inquadrare il paziente che ostenta manifestazioni
somatoformi.

Ad ogni modo, durante la degenza, abbiamo messo
l'accento sulla prevenzione delle ulteriori cronicizzazioni mediante una presa
a carico pluridisciplinare inclusi il consulto psichiatrico ed assistenza
sociale, intese a ridurre ulteriori cronicizzazioni della sofferenza del
paziente." (…)" (Doc. AI _, pag. 4)

 

                                         Quanto al
decorso, i medici hanno rilevato che:

 

" 
Il decorso fisiatrico è stato troppo arduo per
il paziente, che ha focalizzato la sua attenzione più sulla problematica
dolorosa e su quello che potevamo fare per assicurare che egli venisse
accettato all'Ufficio AI.

Purtroppo prima ancora che l'assistente sociale e
il nostro psichiatra vedessero il paziente, si è sviluppato un infarto acuto
antero-apicale il 13.10.2000, in un paziente con forte abuso nicotinico.

Il paziente viene trasferito al __________ per le
cure del caso. Risulta quindi dimesso da noi. (…)" (Doc. AI _, pag. 5)

La seconda certificazione prodotta è quella del prof. __________ che ha avuto
in cura l’assicurato per i postumi dell’infarto miocardico avvenuto il 13
ottobre 2000. Nel rapporto 12 febbraio 2001 lo specialista è giunto alla
seguente conclusione:

 

" 
(…)

… il paziente presenta un buon risultato dopo la
recanalizzazione del RIVA distale in presenza di infarto miocardico acuto. La
cicloergometria mostra un buon risultato senza segni coronarici ed anche la
funzione ventricolare è ben conservata.

Visto questo consiglierei di continuare per il
momento l'attività lavorativa al 50% (mezza giornata come magazziniere alla
__________). Per il decorso ulteriore bisognerà richiedere il ricontrollo degli
organi AI che avevano inviato il paziente a Novaggio per definire la sua
invalidità per il problema alla schiena. Penso che se vi fosse un problema a
livello della schiena obiettivabile dal perito, si potrebbe pensare ad
un'inabilità lavorativa ridotta al 50% quale somma tra il problema cardiologico
ed il problema vertebrale.

Resto a disposizione per discussione." (Doc.
AI _)

 

                                         Nella
certificazione del 28 marzo 2001 all’UAI, invece, il prof. __________,
confermando un’inabilità lavorativa del 50% dal 2 gennaio 2001 ha ricordato
che:

 

" 
(…)

Per quanto riguarda l'abilità lavorativa,
egli, come magazziniere alla __________, deve portare pesi di grossa entità.

Vi è un problema riguardante la colonna
vertebrale che personalmente non ho chiarito.

Per quanto riguarda la situazione cardiologica,
egli può essere sottoposto a sforzi di media entità. Penso adeguato che i
vostri specialisti valutino la situazione dal punto di vista professionale.

Non mi posso esprimere per quanto riguarda il
lavoro, in quanto dovrebbe esserci una parte reumatologica e neurologica per
quanto riguarda la colonna vertebrale, di cui non ho valutazioni precise."
(Doc. AI _, pag. 2)

 

                               2.7.   Va ricordato
che affinché un rapporto medico
abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto
di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena
conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le
conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 p. 31; Pratique VSI 3/1997
pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla
base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14
aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re G.F. inedita,
STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e
332; ZAK 1986 p. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna
1994, p. 332 ).   

Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio
consentito all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su
basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda
l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste
delle esigenze severe (DTF 122 V 157).

                                         In
un’altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia
giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo il l’Alta Corte questo
servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un
vincolo per cui l’istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare
considerazione gli interessi specifici dell’assicurazione invalidità (STFA non
pubbl. del 22 maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V 178
consid. 4b; VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).).

 

                                         Per quel
che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della
vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a
favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3a)cc), cfr. U. Meyer-Blaser, Rechtsprechung
des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung,
Zurigo 1997, pag 111).

                                      

                               2.8.   Ritornando
alla fattispecie concreta, a mente del TCA, la documentazione medica agli atti
non è sufficientemente chiara e precisa per poter valutare se, rispetto alla decisione
10 dicembre 1998 - confermata da questo Tribunale con sentenza 4 gennaio 2000-
vi è stata o meno una modifica rilevante dello stato di salute dell’assicurato
ai sensi dell’art. 41 LAI.

Per quel che concerne la patologia cardiaca, nell’attestato 12 febbraio 2001 il
prof. __________ ha consigliato al paziente di continuare la mezza giornata di
attività come magazziniere alla __________ ( “…. consiglierei di continuare
per il momento l'attività lavorativa al 50% (mezza giornata come magazziniere
alla _________”, cfr. doc. AI _), ritenendo comunque (“si
potrebbe pensare”) un’incapacità lavorativa ridotta del 50% “ quale
somma tra il problema cardiologico ed il precedente consulto reumatologico ed
il problema vertebrale” (doc. AI _).

Nel rapporto 28 marzo 2001, invece, riprendendo la valutazione di
un’inabilità al 50%, lo specialista ha avuto modo di precisare che l’assicurato
“può essere sottoposto a sforzi di media entità” (doc. AI _), lasciando
comunque aperta la valutazione dell’inabilità lavorativa dovuta all’affezione
lombare (“Non mi posso esprimere per quanto riguarda il lavoro, in quanto
dovrebbe esserci una parte reumatologica o neurologica per quanto riguarda la
colonna vertebrale, di cui non ho valutazioni  precise”, doc. AI _). 

Non è quindi dato a sapere quale sia l’incidenza dell’affezione cardiaca sulla
capacità lavorativa del ricorrente.

Il cardiologo ha fatto inoltre riferimento ad un’attività lucrativa di
magazziniere, mentre, almeno all’epoca in cui è stata resa la prima decisione,
l’assicurato era addetto all’imballaggio nel reparto “Frutta e Verdura” della
_________ ( cfr. lettera datore di lavoro 19 settembre 1997, doc. AI _).

Altrettanto non concludente è la documentazione medica relativa all’affezione
reumatica.

Nel rapporto 2 novembre 2000 i medici della Clinica __________ hanno avuto
qualche difficoltà nella valutazione dello stato di salute dell’assicurato (“..
abbiamo visto le radiografie portate dal paziente e quelle eseguite da noi
ed a nostro modo di vedere, le alterazioni degenerative non spiegano pienamente
la sintomatologia aspecifica tendenzialmente cronicizzante e non appaiono
sufficienti ad inquadrare il paziente che ostenta manifestazioni somatoformi…”
, doc. AI _), senza esprimersi in merito ad un’inabilità lavorativa. Tuttavia,
tale circostanza non costituisce un motivo sufficiente per escludere un
peggioramento rilevante dello stato di salute dell’assicurato.

In questo contesto va infatti ritenuta la certificazione 3 agosto 2001 del
medico curante, dr. __________, il quale ha rilevato che

“considerata la patologia reumatologica persistente, ma con tendenza al
peggioramento, nonché la recente coronaropatia, penso che il paziente non sia
più in grado di lavorare per di più di mezza giornata neanche in attività
medio-leggera” (doc. AI _). 

Infine, va rilevato che nel rapporto 14 dicembre 2001 della Clinica __________,
prodotto dall’assicurato pendente causa, riguardo all’incapacità lavorativa i
medici hanno rilevato che: 

" 
(…)

È per noi molto difficile pronunciarci su un'incapacità
lavorativa del 50% prendendo in considerazione unicamente la problematica
fisica inerente il rachide del signor __________; infatti il programma attuato
per poter stabilire in maniera più obiettiva tale limite ed effettiva sua
capacità funzionale ha incontrato delle difficoltà per la presenza di evidenti
paure e tensioni nel paziente, il quale per il timore che lo sforzo potesse in
qualche modo influenzare l'attività cardiaca andava in tensione con conseguente
affanno e stato di agitazione con secondario rischio di malessere generale.

Diviene quindi per noi poco possibile dare una valutazione più precisa di
quanto quella obbiettivamente osservata durante la degenza, dove risulta
evidente che in considerazione delle lesioni strutturali, del contesto
psico-fisico-sociale e della ormai protratta fase di inabilità al 50%, è
alquanto improponibile una ripresa lavorativa al 100%." (…)"(Doc. _,
pag. 3)

 

                                         

                                         Sebbene
tale referto si riferisca alla degenza dall’assicurato (22.10.01 - 14.11.01)
avvenuta dopo la resa della decisione, lo stesso è comunque rilevante. Infatti,
se da un lato i medici hanno sostenuto che “ …dal contesto psico-fisico-sociale
e della ormai protratta fase di inabilità al 50%, è alquanto improponibile una
ripresa lavorativa al 100%…. " (sottolineatura del redattore), non
va dimenticato che nel già citato rapporto 2 novembre 2000 essi avevano “
….messo l'accento sulla prevenzione delle ulteriori cronicizzazioni mediante
una presa a carico pluridisciplinare inclusi il consulto psichiatrico ed
assistenza sociale, intese a ridurre ulteriori cronicizzazioni della sofferenza
del paziente…", (cfr. doc. AI _, pag. 4). Pertanto anche l’aspetto
psichico è meritevole di essere approfondito. 

In conclusione, alla luce di quanto precede, secondo questo TCA, gli atti a
disposizione non consentono di giungere ad un giudizio motivato e chiaro in
merito all’influenza delle mutate condizioni di salute dell’assicurato sulla
sua capacità di guadagno. 

Ne consegue che gli atti devono essere rinviati all’amministrazione affinché
proceda ad una valutazione medica che tenga conto dell’insieme delle patologie
di cui soffre l’assicurato, nella quale i medici dovranno pronunciarsi in
maniera chiara, motivata e completa sulla capacità lavorativa dell’assicurato,
in particolare nelle attività adeguate che in occasione della precedente
procedura ricorsuale sono state ritenute siccome esigibili in misura totale.

In esito a tali accertamenti, l’UAI procederà quindi alla determinazione del
grado d’invalidità di __________ in applicazione del metodo ordinario dei
redditi. 

Visto quanto precede, la decisione contestata deve essere annullata e la causa
retrocessa all’amministrazione affinché renda un nuovo provvedimento sulla base
degli accertamenti di cui sopra. 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                              1.-   Il
ricorso é accolto ai sensi dei considerandi.

                                     §
La decisione impugnata è annullata e l'incarto rinviato all'amministrazione
perché proceda conformemente al 

                                         consid.
2.8.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         L’UAI
verserà alla ricorrente fr. 1’000.-- di ripetibili.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti