# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 800d0399-535e-53ad-a214-c5fe04e671d9
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-07-07
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 07.07.2009 S 2009 46
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2009-46_2009-07-07.pdf

## Full Text

S 09 46

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

SENTENZA
del 7 luglio 2009

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente prestazioni assicurative LAINF

1. …, 1977, cuoco di professione, era obbligatoriamente assicurato contro le 

conseguenze di infortuni e malattie professionali presso … (il cui portafoglio 

assicurativo veniva trasferito nel 2005 all’…). In data 28 luglio 2004, in sella 

alla propria motocicletta, l’assicurato veniva senza alcuna colpa investito da 

un’automobile e riportava gravi conseguenze all’arto inferiore sinistro - quali 

una frattura pluriframmentaria esposta al III medio del femore, una fattura 

esposta della gamba, una lussazione della tibio-tarsica esposta e una vasta 

lesione muscolare nella regione del ginocchio, un trauma cranio facciale con 

ferita nella regione frontale e contusioni multiple che richiedevano una 

degenza ospedaliera di oltre tre mesi e numerosi interventi chirurgici. Alla 

dimissione dall’ospedale di Sondalo il 13 novembre 2004, l’assicurato non era 

in grado di spostarsi senza la carrozzina e necessitava dell’aiuto di 

un’infermiera per le cure mediche e il sostegno in tutte le attività quotidiane. 

Seguivano complicazioni di carattere infettivo e nuovi interventi chirurgici con 

asportazione di materiale osteosintetico. L’assicurato era a due riprese 

degente presso la clinica riabilitativa di … dal 10 luglio al 5 agosto 2006 e 

dall’11 aprile all’8 maggio 2007 e necessitava di misure tecnico-ortopediche 

(scarpa speciale e stampelle o bastone). 

2. Sulla base delle risultanze dell’esame medico eseguito in data 13 giugno 2008 

da parte del dott. med. … e in base al quale dall’assicurato sarebbe stata 

esigibile l’esplicazione di un’attività confacente in misura pressoché completa, 

… SA (qui di seguito detta semplicemente assicuratore infortuni) decideva in 

data 18 settembre 2008:

“7.1 Secondo l’art. 24 LAINF e l’art. 36 OAINF, è riconosciuto al signor … il diritto a una 

somma di CHF 53400.—.

7.2 A partire dal 07.05.2008, i trattamenti medici per le problematiche conseguenti 

all’evento infortunistico, eccezion fatta per quanto riportato al pto. 7.3 dovranno an-

dare a carico dell’assicuratore malattia del suo assistito. Assumeremo in via del tutto 

eccezionale e senza alcun pregiudizio per casi analoghi e futuri le spese di cura fino 

al 30.09.2008.

7.3 A contare dal 01.10.2008 assumeremo unicamente le seguenti spese:

-misure infermieristiche locali in caso di apertura della fistola previo rapporto medico

-misure tecnico-ortopediche secondo art. 11 LAINF e 2 OMAINF

-partecipazione dei costi di CHF 300.— annui per l‘iscrizione alla palestra

-asportazione del materiale di osteosintesi

7.4 Dal 01.10.2008 non riconosceremo ulteriori prestazioni quali rimborsi per cure a 

domicilio ed aiuto domiciliare. In via del tutto eccezionale e senza alcun pregiudizio 

per casi analoghi e futuri non richiederemo la restituzione degli esborsi pagati in ec-

cesso.

7.5 A contare dal 07.05.2008 II signor … è considerato abile nella misura del 100% 

in attività confacenti al suo stato di salute.

7.6 In via del tutto eccezionale e senza alcun pregiudizio per casi analoghi e futuri ver-

seremo l’indennità giornaliera al signor Porcari fino al 30.09.2008 alfine di permet-

tergli un tempestivo annuncio all’ufficio di disoccupazione competente.

7.7 Dal 01.10.2008, in conseguenza all’evento del 28.07.2004 il signor … non ha 

più diritto all’indennità giornaliera LAINF da parte di … SA.

7.8 In conseguenza alI’evento occorso il 28.07.2004, giusta l’art. 18 LAINF, il signor 

… non ha diritto al versamento di una rendita da parte di … SA.”

La tempestiva opposizione introdotta dall’interessato contro il provvedimento 

preso veniva dall’assicuratore infortuni respinta integralmente in data 3 

febbraio 2009. 

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 6 marzo 

2008 (recte: 2009), … chiedeva principalmente l’annullamento dei punti da 

7.2 a 7.8 del dispositivo della decisione 18 settembre 2008 e che gli venisse 

riconosciuta una rendita d’invalidità almeno del 70%, oltre a tutte le spese 

necessarie a mantenere lo stato di salute e quelli dell’intervento al tendine 

ventilato dagli specialisti. Eventualmente, l’insorgente postulava il ritorno degli 

atti all’assicuratore per la presa di una nuova decisione dopo la completa 

stabilizzazione della situazione medica, l’esecuzione dell’intervento al tendine 

e della riformazione professionale. Per quanto concerneva la situazione 

medica, il ricorrente precisava di essersi sottoposto in data 19 febbraio 2009, 

presso la Clinica …, ad una perizia da parte dello specialista dott. med. … e 

che avrebbe sottoposto al Tribunale amministrativo le risultanze di tale 

indagine appena ne sarebbe venuto in possesso. Per il ricorrente, le 

conseguenze invalidanti a livello dell’arto inferiore renderebbero illusoria 

l’esplicazione di qualsiasi attività anche a carattere sedentario, per cui si 

giustificherebbe il riconoscimento di una rendita intera d’invalidità. Inoltre, la 

sua situazione clinica non sarebbe sufficientemente stabilizzata e 

l’assicuratore dovrebbe continuare a garantire tutte le prestazioni assicurative 

proprie a scongiurare un peggioramento della situazione. Il 24 marzo 2009 al 

Tribunale amministrativo perveniva la preannunciata perizia del reumatologo 

e specialista in riabilitazione dott. med. ...  

4. Nella propria presa di posizione sul ricorso, l’assicuratore infortuni concludeva 

alla reiezione dello stesso invocando i motivi già esposti in precedenza e 

richiamandosi in particolare all’accertamento medico del 13 giugno 2008. Dal 

canto suo il dott. med. … prendeva posizione sulla perizia fatta allestire da 

controparte e riconosceva l’eventuale ben fondato delle pause di 5 minuti ogni 

mezz’ora di lavoro sedentario proposte dal collega, mentre per il resto veniva 

confermata la validità delle conclusioni tratte nel giugno 2008.   

5. Nella propria replica, l’istante riprendeva gli argomenti addotti in precedenza 

e li comprovava sulla base delle conclusioni peritali del 5 marzo 2009. Dal 

canto suo, l’assicuratore infortuni si riconfermava nelle proprie allegazioni e 

proposte. 

Considerando in diritto:

1. La controversia verte sulla legittimità del rifiuto di determinate prestazioni da 

parte dell’assicuratore LAINF ed in particolare del rifiuto di prestazioni sotto 

forma di rendita. Per contro non è in questa sede contestato l’ammontare 

dell’indennità per menomazione dell’integrità che è conseguentemente 

cresciuto nel frattempo in giudicato. 

2. a) Giusta l'art. 10 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi 

d'infortunio (DTF 109 V 43 cons. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 

16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (art. 6 

LPGA) a seguito d'infortunio ha diritto all'indennità giornaliera. Il diritto 

all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello 

dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, 

con l'assegnazione di una rendita o con la morte dell'assicurato. Parimenti, il 

diritto alle cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi 

un sensibile miglioramento della salute dell'assicurato: nemmeno persistenti 

dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del trattamento se da 

questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello stato di salute (art. 

19 cpv. 1 LAINF e Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur 

l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 41ss.). L’Alta Corte federale 

ha inoltre precisato che la questione del “sensibile miglioramento” va valutata 

in funzione dell’entità del previsto aumento oppure del ripristino della capacità 

lavorativa, nella misura in cui quest’ultima è pregiudicata dalle sequele 

infortunistiche (sentenza del 19 febbraio 2008, U 394/06, cons. 4.3 e 

riferimenti). 

b) Il diritto alla cura medica ed alle indennità giornaliere cessa con la nascita del 

diritto alla rendita (art. 19 cpv. 1 ultima frase LAINF). Per l’assicuratore 

infortuni questo significa il dovere di corrispondere prestazioni per la cura 

medica solo fintanto ci si possa aspettare un sensibile miglioramento della 

salute dell’assicurato. Altrimenti occorre procedere alla definizione del caso 

con la determinazione dell’eventuale diritto a rendita e la sospensione delle 

prestazioni sanitarie (DTF 133 V 64 cons. 6.6.2, 128 V 171 cons. 1b, 116 V 

44 cons. 2c). La circostanza che l’assicurato presenti ancora dei disturbi, non 

è determinante per decidere circa l’ulteriore obbligo a prestazioni 

dell’assicuratore infortuni, nella misura in cui la persona assicurata ha diritto 

al trattamento medico unicamente fintantoché da un suo proseguimento ci si 

può attendere un sostanziale miglioramento dello stato di salute. La legge 

distingue poi la situazione posteriore alla determinazione della rendita 

d’invalidità. In questo caso, le prestazioni sanitarie e il rimborso delle spese 

sono accordati, tra le altre condizioni, anche se il beneficiario abbisogna 

durevolmente di trattamento e cure per mantenere la capacità residua di 

guadagno (art. 21 cpv. 1 lett. c LAINF). Nondimeno, la citata disposizione 

legale torna applicabile soltanto qualora l'assicurato si trova già al beneficio di 

una rendita d’invalidità ai sensi dell'art. 18 LAINF (A. Maurer, Schweizerisches 

Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, pag. 382ss.; Ghélew, Ramelet, Ritter, 

op. cit., pag. 112s.). Nei casi in cui dalla continuazione della cura medica non 

ci si possa aspettare un sensibile miglioramento della salute dell’assicurato 

(art. 19 LAINF) e se il trattamento e le cure non sono necessarie per 

mantenere la capacità residua di guadagno (art. 21 LAINF), l’assicuratore 

infortuni non deve più assumersi le prestazioni sanitarie, ma queste vanno a 

carico della cassa malati (DTF 134 V 119). Nell’ottica dell’art. 19 cpv. 1 LAINF, 

va ricordato che misure come massaggi e attività fisica in una palestra non 

sono spesso mirate a migliorare notevolmente le condizioni di salute 

dell’assicurato, ma piuttosto a evitarne il peggioramento. Esse hanno pertanto 

un carattere meramente conservativo (sentenza del 23 marzo 2000, U 

378/99). Determinante per stabilire quali cure possano però entrare ancora in 

linea di conto per l’assicurato è pertanto anche l’esistenza di un diritto ad una 

rendita d’invalidità. Nell’affermativa infatti, sussiste un diritto alla cura medica 

onde mantenere la capacità di guadagno. 

c) Nell’evenienza in parola l’assicurato pretende che la pratica sia stata chiusa 

prematuramente, con particolare riferimento alla necessità di continuare con 

la cura medica non essendo lo stato di salute del petente ancora stabile ai 

sensi delle citate disposizioni LAINF. La tesi in questi termini non regge. Come 

è stato confermato dal dott. med. … il 13 giugno 2008 (vedi pag. 6 in fine) e 

poi anche dal dott. med. … il 5 marzo 2009 (vedi risposta alla domanda 5.1), 

dalla continuazione della cura medica non è dato aspettarsi un sensibile 

miglioramento delle condizioni del paziente. Per i motivi esposti nel 

considerando che precede, il semplice fatto che persistano dei dolori e che 

questi richiedano l’assunzione di analgesici, non si oppone alla definizione del 

caso nel senso operato dall’assicuratore infortuni. Sul complicato intervento 

di ricostruzione dei tendini ventilato dal Prof. … il 9 febbraio 2009, a cui 

dovrebbero seguire anni prima di una guarigione e che permetterebbe 

all’assicurato solo di riuscire a spostarsi su corte distanze senza il bastone o 

le stampelle, i medici sono alquanto scettici. L’operazione di ricostruzione dei 

tendini, la cui eventuale esecuzione viene giustamente dal dott. med. … 

eventualmente vista in combinazione con il futuro intervento di 

allontanamento del materiale di osteosintesi, non è né dal dott. med. … e 

neppure dal dott. med. … stesso considerata propria a migliorare le condizioni 

del paziente. Per questo, attualmente, non esiste un’indicazione medica per 

tale intervento. Per il resto, la questione di sapere quali prestazioni sanitarie 

e quali spese l’assicuratore infortuni sia ancora tenuto a rimborsare dipende 

dalla questione di sapere se il ricorrente ha diritto ad una rendita d’invalidità. 

3. a) A norma dell’art. 18 cpv. 1 LAINF, l’assicurato invalido almeno al 10% a 

seguito d’infortunio ha diritto alla rendita d’invalidità. Le nozioni d’invalidità e 

d’incapacità al guadagno sono contenute nella LPGA. E’ considerata invalidità 

l’incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di 

lunga durata (art. 8 cpv. 1 LPGA). E’ considerata incapacità al guadagno la 

perdita, totale o parziale, provocata da un danno alla salute fisica o psichica 

e che perdura dopo aver sottoposto l’assicurato alle cure e alle misure 

d’integrazione esigibili, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro 

equilibrato che entra in considerazione (art. 7 LPGA). Giusta quanto previsto 

all’art. 16 LPGA, per valutare il grado d’invalidità, il reddito che l’assicurato 

invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività ragionevolmente esigibile 

da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione di provvedimenti 

d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del 

lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non 

fosse diventato invalido (DTF 128 V 30 cons. 1).

b) Per quanto riguarda il danno alla salute ed in particolare le ripercussioni di 

questo sulla residua abilità lucrativa, i medici concordano nel considerare 

l’assicurato completamente inabile nell’esercizio della precedente attività di 

cuoco. Dopo l’infortunio l’assicurato presenta una situazione dopo artrodesi 

della tibio-tarsica e della sotto-astralgica, importante insufficienza 

dell’apparato estensorio del ginocchio, estesi reperti cicatriziali alla gamba 

sinistra che risulta più corta rispetto alla destra, fistola in corrispondenza del 

malleolo mediale soggetta a potenziale rischio di apertura, importante callo 

doloroso sul versante laterale del tallone sinistro, periartropatia tendinotica 

alla spalla destra senza indizi per una insufficienza della cuffia dei rotatori con 

articolazione acromio-clavicolare destra sensibile e sospetto di sindrome del 

tunnel carpale alla mano destra in seguito a sovraccarico (vedi relazioni del 

13 giugno 2008 e del 5 marzo 2009). Le difficoltà di deambulazione e l’uso di 

un bastone o delle due stampelle rendono proponibile in termini di esigibilità 

solo delle attività a carattere prevalentemente sedentario. Contestato è 

propriamente il grado di abilità in una simile attività. Per il dott. med. …, 

l’assicurato potrebbe esercitare in misura pressoché completa un’attività 

prevalentemente sedentaria senza la necessità di uso di una pedaliera con 

l’arto inferiore sinistro. Lo spostamento sarebbe possibile solo per corte tratte 

e su superfici regolari, senza trasporto di pesi superiori a 5 kg e senza che sia 

possibile una flessione del ginocchio sotto carico (valutazione del 13 giugno 

2008). Per il dott. med. …, entravano ancora in considerazione attività leggere 

(massimo carico 2.5 kg) a carattere prevalentemente sedentario sull’arco 

dell’intera giornata lavorativa, con però la necessità d’intercalare delle pause 

di lavoro dell’entità di circa 5 minuti ogni mezz’ora, per un risparmio 

complessivo di circa due ore al giorno. Lo spostamento anche in piano era 

possibile solo con l’aiuto del bastone o potendosi sorreggere a un corrimano 

onde evitare il rischio di cadute, ciò che rendeva il porto di oggetti in principio 

non esigibile. Non adatte erano poi ritenute le attività all’aperto (vedi relazione 

del 5 marzo 2009 ed esame del rendimento del 19 febbraio 2009). Chiamato 

a determinarsi sulle presunte disparità tra la propria valutazione e quella del 

dott. med. …, il dott. med. … riteneva che la necessità di intercalare delle 

pause di lavoro fosse compatibile con il suo precedente giudizio, avendo 

reputato l’abilità lucrativa “pressoché” totale in attività adatta e mettendo in 

dubbio il fatto di sapere se simili pause andassero computate a parte o 

considerate fare semplicemente parte del normale svolgersi dell’attività. 

Questa ultima considerazione non ha alcuna attinenza con il quadro clinico 

che presenta il paziente e non è di pertinenza del medico. Pretendere però 

che facciano parte del normale orario di lavoro anche delle pause di 5 minuti 

ogni mezz’ora o di circa 2 ore giornaliere è in questo contesto pretestuoso e 

ingiustificato. Per il resto, anche il dott. med. … non contesta più 

fondamentalmente la necessità che l’assicurato possa dover intercalare delle 

pause di lavoro sull’arco della giornata. In questo senso è pertanto evidente 

che la conclusione tratta dall’assicuratore infortuni quanto ad un’abilità 

lucrativa completa in attività adatta è errata. Già la limitazione temporale 

depone per una percentuale di abilità al massimo di circa l’80%. Esistono poi 

anche altri aspetti che potrebbero incidere sulla residua abilità in attività 

confacente, dovendo essere escluse le attività all’aperto, quelle che 

richiedono dei particolari canoni igienici a causa del perenne rischio di 

riapertura della fistola, quelle a carattere ripetitivo per l’uso delle mani, 

sospettando i medici una sindrome del tunnel carpale alla mano destra in 

seguito al sovraccarico dell’arto dall’impiego del bastone o delle stampelle. 

Come poi si è visto, la possibilità di portare dei pesi anche di soli 2.5 kg è 

puramente teorica, non essendo l’assicurato in grado di spostarsi senza l’uso 

di un bastone o comunque sorreggendosi. In questo senso la pretesa 

sostenuta dall’istanza inferiore quanto all’esistenza di un’abilità lucrativa 

completa in attività adatta è infondata. Da quanto risulta dall’incarto, 

l’assicurato è certamente limitato anche nell’esecuzione di un’attività adatta 

nella misura che vorrà stabilire l’assicuratore infortuni tenendo conto delle 

considerazioni che precedono.  

c) Per procedere al paragone dei redditi giusta quanto previsto all’art. 16 LPGA, 

vanno poi tenuti in considerazione anche i seguenti fattori. Nel caso in cui il 

reddito percepito dalla persona assicurata prima dell'invalidità è chiaramente 

inferiore alla media dei salari pagati per un'attività paragonabile nel settore 

interessato e altresì non vi è motivo di ritenere che fosse sua intenzione 

accontentarsi di un reddito modesto, si deve ammettere che i medesimi fattori 

che hanno influenzato negativamente il reddito da valido vadano considerati 

anche per fissare il reddito da invalido ("parallelismo" dei dati da porre a 

confronto: DTF 134 V 325 cons. 4.1, 129 V 225 cons. 4.4; sentenze del 23 

aprile 2008, 8C_399/2007 cons. 6.1 e dell'11 gennaio 2007, U 493/05 cons. 

3.2). In una recente sentenza 8C_652/2008 dell'8 maggio 2009, non ancora 

pubblicata nella Raccolta ufficiale, il Tribunale federale, precisando la propria 

giurisprudenza, ha stabilito che quando il reddito da prendere in 

considerazione differisce di almeno il 5% rispetto al salario statistico 

riconosciuto nel corrispondente settore economico, esso deve essere 

considerato considerevolmente inferiore alla media nel senso della DTF 134 

V 322 e può - in caso di adempimento degli altri presupposti - giustificare un 

parallelismo dei redditi di raffronto (cons. 6.1.2). A questo parallelismo si 

procederà però soltanto limitatamente alla parte percentuale eccedente la 

soglia determinante del 5% (cons. 6.1.3). L’alta Corte ha nella stessa 

sentenza confermato che i fattori estranei all'invalidità di cui si dovesse già 

aver tenuto conto con il parallelismo non possono essere presi in 

considerazione una seconda volta nell'ambito della deduzione per circostanze 

personali e professionali (sentenza del 3 giugno 2009, 8C_44/2009). 

d) Concretamente, l’assicuratore infortuni ha considerato un reddito annuo da 

valido in qualità di cuoco nel 2006 di fr. 50'506.00, importo decisamente 

inferiore a quanto l’assicurato avrebbe potuto conseguire in attività semplici e 

ripetitive nello stesso anno e corrispondenti, giusta l’ISS, a fr. 56'784.00. 

Secondo la TA1 no. 55 nell’ambito degli esercizi pubblici a una persona 

qualificata incaricata di svolgere le proprie mansioni in modo indipendente 

(livello di qualifica 1 o 2) veniva corrisposto un reddito annuo di fr. 60'336.00. 

In tali circostanze, la questione se applicare o meno un parallelismo dei redditi 

andava meglio analizzata, tenendo in ogni caso in considerazione anche 

quanto esposto nel considerando che segue, onde evitare che gli stessi 

elementi vengano considerati due volte. 

e) Senza tenere in alcuna considerazione la possibilità di operare un 

parallelismo dei redditi, l’assicuratore infortuni ha applicata una riduzione del 

10%. Se e in quale misura i salari fondati su dati statistici debbano essere 

ridotti dipende, secondo la giurisprudenza del TF, dall’insieme delle 

circostanze personali e professionali del caso concreto (limitazione 

addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di 

permesso di dimora, grado d’occupazione) ritenuto che una deduzione 

massima del 25% del salario statistico permette di tener conto delle varie 

particolarità suscettibili d’influire sul reddito del lavoro e che il Giudice, 

chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una 

stima che l’amministrazione deve succintamente motivare, non può senza 

valido motivo sostituire il proprio apprezzamento a quello degli organi 

dell’assicurazione (DTF 126 V 80 cons. 5b/cc e 6). Mentre inizialmente si 

tendeva ad applicare una riduzione standard del 25%, la giurisprudenza ha 

più volte confermato la necessità di operare tali riduzioni solo se giustificate 

dalle concrete circostanze del caso specifico (sentenza del 30 marzo 2009, 

9C_72/2009, dove non veniva ritenuta giustificata alcuna riduzione, DAS AI 

1998 no. 15 riduzione del 13%, 1999 no. 11 riduzione del 15%). In casu, 

essendo dall’assicurato esigibile solo l’esplicazione di un’attività confacente 

in misura parziale, una riduzione trova indubbiamente giustificazione. 

Considerato poi il tipo di menomazione di cui l’assicurato soffre, 

immediatamente riconoscibile ed estremamente limitante quanto all’ambiente 

di lavoro, nonché la sua nazionalità italiana, una deduzione inferiore al 20% 

non può trovare giustificazione (vedi STA S 09 66, dove veniva applicata una 

riduzione del 20% per un giovane paraplegico di nazionalità svizzera abile al 

50% e che poteva sfruttare le conoscenze professionali acquisite in 

precedenza, anche se l’entità della riduzione era stata ritenuta da questo 

Giudice alquanto generosa).

f) Per quanto riguarda il rifiuto di una rendita d’invalidità, la decisione impugnata 

è decisamente errata. Nell’evenienza è indubbia l’esistenza di un diritto a 

rendita per quanto esposto in precedenza. Per la determinazione del grado 

d’invalidità gli atti vengono rinviati all’istanza precedente. Poiché, alla luce di 

quanto esposto in precedenza, è palese il diritto dell’istante ad una rendita 

d’invalidità da parte dell’assicuratore infortuni, le questioni decise nell’ambito 

del provvedimento impugnato mediante opposizione (punti da 7.2. a 7.8 del 

dispositivo) e confermate nella decisione deferita a questo Giudice vanno 

riesaminate nel loro insieme nel senso delle considerazioni che precedono. Si 

giustifica pertanto il completo annullamento della decisione su opposizione 

impugnata e il ritorno degli atti alla parte convenuta per la presa di un nuovo 

provvedimento.

4. a) In conclusione, il ricorso merita di essere accolto e gli atti vengono rinviati 

all’assicuratore convenuto affinché emani una nuova decisione nel senso dei 

considerandi che precedono. Giusta l’art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA, la procedura 

è gratuita. Il ricorrente che vince la causa e che si è avvalso della 

collaborazione di una rappresentante legale ha diritto alla rifusione delle 

ripetibili (art. 61 lett. g LPGA). Secondo la giurisprudenza, i costi di una perizia 

di parte possono essere rimborsati a titolo di ripetibili (RtiD II-2005 pag. 264; 

DTF 115 V 63 cons. 5c; RAMI 2004 U 503, p. 187 cons. 5.1, 2000 U 362, p. 

44 cons. 3b). In una sentenza pubblicata in DAS 2001 AINF 1, cons. 7a, il TF 

ha precisato che spetta al tribunale cantonale medesimo e non 

all’assicuratore infortuni, il quale è parte in causa, di vagliare, in applicazione 

art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA, anche la questione relativa all’assunzione della 

spese di perizia. I costi di una perizia ordinata dall'assicurato stesso devono 

essere assunti dall'assicuratore infortuni, qualora sia stato possibile accertare 

in maniera concludente la fattispecie medica soltanto in base alle risultanze 

delle prove amministrate nella procedura cantonale di ricorso e che 

all'assicuratore possa essere rimproverata una violazione dell'obbligo di 

accertare i fatti pertinenti, in ossequio al principio inquisitorio. Questa 

giurisprudenza è stata ripresa, nella sua sostanza, all'art. 45 cpv. 1 LPGA, il 

quale prevede che, qualora l'assicuratore non abbia ordinato alcun 

provvedimento, ne assume ugualmente le spese se i provvedimenti erano 

indispensabili per la valutazione del caso oppure se fanno parte di prestazioni 

accordate successivamente (sentenza del 7 giugno 2006, U 480/05 cons. 3.2 

e U. Kieser, ATSG-Kommentar, ad art. 45 marginale 11 s., pag. 456s.).

b) Nell’evenienza, l’assicurato ha fatto eseguire una perizia medica che ha 

indubbiamente permesso di meglio chiarire la sua esigibilità in attività 

adeguate, essendo il parere medico sul quale si era fondata la parte 

convenuta troppo poco preciso riguardo ai tempi e intervalli di lavoro, alla 

possibilità di spostamenti autonomi ed in generale sulla funzionalità dell’arto 

inferiore infortunato. Per questo, il Tribunale amministrativo ritiene che i costi 

della perizia (fr. 3’240.70) fatta eseguire debbano essere accollati 

all’assicuratore infortuni unitamente all’indennità a titolo di ripetibili (fr. 

6'778.80), per un importo complessivo di fr. 10'019.50. 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è accolto e la decisione su opposizione del 3 febbraio 2009 

unitamente alle cifre 7.2 - 7.8 del dispositivo della decisione 18 settembre 

2008 sono annullate. Gli atti vengono ritornati all’… SA per nuova decisione 

nel senso dei considerandi.

2. La procedura è gratuita.

3. … SA versa a … fr. 10'019.50 (IVA compresa) a titolo di ripetibili.