# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dfeebba3-0d34-515c-80d4-174e11c0518e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-10-02
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 02.10.2009 D-3483/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3483-2006_2009-10-02.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3483/2006; D-3484/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2  o t t o b r e  2 0 0 9

Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio), 
Christa Luterbacher, Fulvio Haefeli, 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, 
B._______, e 
C._______, Turchia, 
patrocinati dall'avvocato Yasar Ravi, 
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo ed allontanamento; 
decisioni dell'UFM del 27 agosto 2004 / N [...] e N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3483/2006

Fatti:

A.
Il 17 agosto 2002, gli interessati d'etnia curda, originari di D._______, 
con ultimo domicilio a E._______ nell'omonimo distretto della provincia 
di  F._______,  hanno  presentato  una  domanda  d'asilo  in  Svizzera. 
Hanno  dichiarato,  in  sostanza  e  per  quanto  qui  di  rilievo,  d'essere 
espatriati il 13 agosto 2002 a causa delle pressioni che polizia, militari 
e “guardiani del villaggio” avrebbero esercitato su di loro e per il timore 
di essere uccisi dai medesimi (cfr. audizioni del 23 agosto 2002 pag. 4 
[A._______],  del  26  agosto  2002  pag.  4  [B._______]  nonché 
dell'11 novembre 2002  pagg.  8  [C._______  e  A._______],  11 
[A._______]  e  13  [C._______  e  A._______]  e  16  [B._______]).  I 
“guardiani  del  villaggio”  avrebbero  infatti  chiesto  all'interessato  di 
diventare uno di  loro, di  collaborare e di  indicare dove si  trovassero 
suo fratellastro G._______ (condannato in precedenza il [...], in quanto 
simpatizzante  del  Partîya  Karkerén  Kurdîstan  [PKK])  e  sua  cugina 
H._______, entrambi guerriglieri del PKK (audizione dell'11 novembre 
2002 pagg. 10 e 14 [B._______]). Inoltre, l'interessato sarebbe stato 
picchiato durante il servizio militare nel 1998 in modo tale da riportare 
delle  lesioni  psichiche  permanenti.  Anche  in  seguito  sarebbe  stato 
percosso dalla polizia in occasione dei vari fermi subiti, di cui l'ultimo 
prima  della  fuga  sarebbe  durato  un  mese  e  mezzo.  Peraltro,  il 
richiedente  ha rilevato  che I._______,  un suo cugino,  sarebbe stato 
prelevato dai “guardiani del villagio” ed ucciso, che J._______, un altro 
cugino,  sarebbe stato  ucciso  nel  1992  a  E._______,  insieme a  due 
ospiti,  i  quali  erano dei  guerriglieri  del  PKK, che suo padre sarebbe 
stato  ucciso  nel  1994  da  sconosciuti  al  proprio  domicilio  ad 
K._______, che L._______, un altro cugino, sarebbe stato ucciso sui 
monti  nel  1995 e  che M._______,  un cugino di  suo padre,  sarebbe 
stato ucciso, oppure portato via, dagli Ezbollah nel 1995 (cfr. audizioni 
del  26  agosto  2002  pagg.  4  e  5  [B._______]  nonché 
dell'11 novembre 2002  pagg.  9  [B._______  e  A._______]  e  10 
[B._______]). Gli  interessati  si  sarebbero  recati  ad  Istanbul  da dove 
avrebbero raggiunto la Svizzera, in data 16 agosto 2002, con un TIR.

Il  12  luglio  2000,  F._______  e  sua  moglie  hanno  ottenuto  l'asilo  in 
Svizzera (N [...]).

Il 13 settembre 2005, N._______, figlio di A._______ nonché fratello di 
B._______ e C._______, ha ottenuto l'asilo in Svizzera (N [...]).

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B.
Il  27  agosto  2004,  tramite  due decisioni  separate  (una concernente 
B._______ e l'altra relativa a A._______ e la figlia C._______) l'allora 
Ufficio federale dei rifugiati  (UFR, attualmente e di seguito, UFM) ha 
respinto  le  succitate  domande  d'asilo.  Detto  Ufficio  ha  pure 
pronunciato  l'allontanamento  degli  interessati  dalla  Svizzera  e 
l'esecuzione dell'allontanamento verso il loro Paese d'origine, ossia la 
Turchia, siccome lecita, esigibile e possibile.

C.
Il 29 settembre 2004, B._______ e A._______ con la figlia C._______, 
hanno inoltrato due ricorsi separati dinanzi alla Commissione svizzera 
di  ricorso  in  materia  d'asilo  (CRA)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM.  Hanno  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  della 
decisione  impugnata.  Hanno,  altresì,  presentato  una  domanda  di 
gratuito patrocinio ed una domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso 
della dispensa dal versamento delle spese processuali e del relativo 
anticipo. Inoltre, hanno fatto valere una violazione di diritto formale, in 
quanto non sarebbero stati in grado di presentare un ricorso corretto e 
completo,  siccome  non  avrebbero  avuto  la  facoltà  di  visionare  e 
prendere nota del contenuto dell'incarto.

D.
Il  21  ottobre  2004,  la  CRA ha  rinunciato,  ritenuta  la  sussistenza  di 
motivi  particolari  (art. 63 cpv. 4 della  legge federale sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]), a chiedere ai 
ricorrenti  il  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili 
spese  processuali.  Nel  contempo,  ha  ritenuto  manifestamente 
infondata la suddetta censura circa la violazione di diritto formale. Nel 
medesimo  scritto  la  CRA  ha  deciso  la  congiunzione  delle  cause 
ricorsuali.

E.
Il 7 luglio 2006, la CRA ha invitato l'UFM a presentare una risposta al 
ricorso entro il 27 luglio 2006.

F.
Il 27 luglio 2006, l'UFM, nell'ambito della sua risposta, ha proposto la 
reiezione del gravame.

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G.
Con  scritto  del  27  marzo  2009,  i  ricorrenti  hanno  sollecitato  una 
sentenza finale da parte del Tribunale amministrativo federale (TAF).

Diritto:

1.
1.1 Il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
(art. 31 e art. 33 lett. d della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno 2005 [LTAF, RS 173.32],  art. 105 della  legge sull'asilo 
del 26 giugno 1998 [LAsi, RS 142.31] e art. 83 lett. d  della legge sul 
Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

1.2 Il  TAF  osserva,  altresì,  che,  dal  1° gennaio  2007,  giudica,  in 
quanto sia competente, i ricorsi pendenti al 31 dicembre 2006 presso 
le  commissioni  federali  di  ricorso o d'arbitrato  o presso i  servizi  dei 
ricorsi  dei  dipartimenti.  Il  giudizio  si  svolge  secondo  il  nuovo diritto 
processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).

1.3 Giusta il  capoverso 1 delle disposizioni  transitorie della modifica 
della LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento 
dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  ed  all'art.  52  PA,  nonché 
all'art. 108 cpv. 1 LAsi.

3.
3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in tedesco, 
ma il  ricorso è stato presentato in  italiano, di  modo che la  presente 
sentenza va redatta in italiano.

4.
Il TAF esamina liberamente il diritto federale, l'accertamento dei fatti e 

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l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai motivi invocati dalle parti 
(art.  62  cpv.  4  PA)  o  dai  considerandi  della  decisione  impugnata 
(v. sentenza del TAF D-4917/2006 del 12 luglio 2007 consid. 3).

5.
5.1 Nelle  decisioni  impugnate,  l'UFM  ha  considerato  inverosimili  le 
allegazioni dei  richiedenti  concernenti  le loro domande d'asilo ed ha 
ritenuto corte ed prive di sostanza le loro risposte. Infatti, l'interessato 
dapprima  non  sarebbe  stato  in  grado  di  ricordarsi  quante  volte  lo 
avrebbero fermato,  per poi  indicare 20 fermi. Ciò sarebbe altresì da 
considerarsi  esagerato  e  poco plausibile,  dato  che,  da  un  lato,  non 
sarebbero  stati  intrapresi  passi  giuridici  o  misure  persecutorie  e, 
dall'altro,  il  richiedente  avrebbe  potuto  sottrarsi  a  tale  pressione 
trasferendosi in un'altra regione invece di sopportarla per anni. Inoltre, 
le allegazioni relative ai vari fermi, alla descrizione del posto di polizia, 
rispettivamente  della  camera  di  detenzione,  e  ai  presunti 
maltrattamenti  nonché  alle  torture,  sarebbero  particolarmente 
inconsistenti  e  non  mostrerebbero  alcun  rapporto  con  la  realtà.  In 
aggiunta, all'infuori dei riferimenti circa i famigliari che sarebbero stati 
membri del PKK all'inizio degli anni '90, o che sarebbero deceduti, le 
indicazioni  generali  dei  fermi  e  delle  pressioni  subite,  non 
sussisterebbe alcun fatto sostanziato. Per di  più,  il  racconto circa la 
tortura  mediante  la  tecnica  della  “falaka”  e  gli  impulsi  di  corrente 
sarebbe inverosimile, in quanto presentato soltanto in occasione della 
seconda  audizione.  Inoltre,  A._______  avrebbe  allegato  un  fatto 
accaduto  circa  un  mese  e  mezzo prima del  suo  espatrio  nel  quale 
sarebbe venuta H._______, una parente, con degli  amici  del  PKK a 
casa sua. In seguito, degli  uomini avrebbero picchiato A._______, la 
quale non sarebbe stata in grado di indicare se fosse stata la polizia, 
oppure i guardiani del villaggio ad andare a casa sua dopo la visita di 
H._______.  Peraltro,  le  asserzioni  di  C._______  sarebbero  state 
ancora più vaghe in merito ai fermi ed agli altri problemi. In aggiunta, 
A._______  si  sarebbe  contraddetta  diverse  volte  ed  in  particolare 
avrebbe dichiarato nella prima audizione che il giorno in cui sarebbe 
stato ucciso suo marito, sarebbe stata picchiata e si sarebbe rotta un 
dente,  mentre  nella  seconda  audizione  avrebbe  affermato  che  in 
quell'occasione non le  sarebbe accaduto niente. Per di  più,  avrebbe 
asserito  che il  dente  si  sarebbe rotto  a causa di  un pugno ricevuto 
dagli  uomini  che  sarebbero  andati  a  casa  sua  dopo  la  visita  di 
H._______  ed  i  suoi  amici.  Oltre  a  ciò,  non  sarebbe  plausibile  che 
H._______ ed altri  membri del PKK avrebbero continuato a recarsi a 

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casa loro per il vitto e non sarebbero mai stati fermati dalle autorità, 
nonostante  le  stesse  avessero  sorvegliato  la  casa,  senza  tuttavia 
indagare contro gli interessati ed aprire un'inchiesta o una procedura 
giudiziaria. Per di più, l'UFM ha fatto valere che le pressioni insorte a 
causa  dell'appartenenza  dei  loro  famigliari  al  PKK,  la  condanna  di 
G._______,  le  percosse  subite  da  B._______  durante  il  servizio 
militare e l'uccisione del  genitore e marito nel 1994, sarebbero degli 
avvenimenti  accaduti  molto  tempo  prima  e  non  avrebbero  alcuna 
incidenza sulla decisione d'allontanamento. Inoltre, sarebbe senz'altro 
possibile che diversi parenti dei richiedenti abbiano aderito al PKK o 
siano  deceduti  all'inizio  degli  anni  '90  e  che  un  fratello  sia  stato 
condannato  nel  [...],  siccome  allora  vi  sarebbe  stato  uno  stato  di 
guerra nonché lo stato d'emergenza nel sudest della Turchia, ragione 
per la quale avrebbero potuto avere certi problemi con le autorità. Le 
loro allegazioni inconsistenti circa i pregiudizi che risalirebbero a poco 
tempo  addietro,  sembrerebbero  tuttavia  indicare  che  gli  interessati 
datino  degli  eventi  di  un  passato  lontano  in  uno  più  recente.  Non 
sarebbe  nemmeno  mai  stato  aperto  un  procedimento  contro  gli 
interessati,  che risulterebbero  incensurati,  e  non  sarebbero  neppure 
stati  fermati  per  più  di  qualche  ora.  Gli  eventuali  pregiudizi  subiti 
risalirebbero  alla  situazione  degli  anni  '90,  ma  ormai  il  conflitto  si 
sarebbe pressoché concluso. Per di  più,  alla  fine  del  2002,  lo  stato 
d'emergenza sarebbe stato revocato nelle due ultime province. Inoltre, 
nell'ambito delle trattative per l'adesione all'Unione Europea (UE),  vi 
sarebbero  miglioramenti  significativi  dal  punto  di  vista  dei  diritti 
dell'uomo, degli  imprigionamenti  e della situazione dei curdi. Infine, i 
richiedenti  avrebbero  potuto  sottrarsi  alle  molestie  in  loco  già  in 
precedenza  tramite  un  trasferimento  nell'ovest  della  Turchia,  dove 
disporrebbero  di  una  rete  sociale  in  vari  luoghi,  segnatamente  ad 
Istanbul, città in cui abiterebbe una sorella. Infine, l'UFM ha concluso 
che  le  allegazioni  presentate  non  soddisfano  né  le  condizioni  di 
verosimiglianza  previste  dall'art. 7 LAsi,  né  le  condizioni  per 
adempiere alla qualità di rifugiato ai sensi dell'art. 3 LAsi.

5.2 Nel  gravame,  gli  insorgenti  hanno  segnalato,  in  sostanza  e  per 
quanto  è  qui  di  rilievo,  che  G._______  avrebbe  ottenuto  l'asilo  e 
risiederebbe  regolarmente  in  Ticino.  Di  conseguenza,  i  ricorrenti 
potrebbero ricadere nella casistica dell'art. 51 cpv. 2 LAsi e, se l'UFM 
non  avesse  voluto  concedere  l'asilo,  avrebbe  dovuto  perlomeno 
motivarlo. Pertanto, lamenterebbero un diniego di giustizia nella misura 
in  cui  non  sarebbe  stata  minimamente  considerata  la  concessione 

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dell'asilo  del  famigliare  e  le  conseguenze  che  tale  concessione  al 
fratellastro  avrebbe  potuto  avere  sui  ricorrenti  in  caso  di  rimpatrio. 
Inoltre,  l'UFM non avrebbe affatto  tenuto conto dell'età nonché dello 
stato d'animo di A._______. Peraltro, in riferimento ai dubbi dell'UFM 
circa  il  fatto  che  la  cugina  H._______  fosse  ricercata,  i  ricorrenti 
evidenziano che non sarebbero stati effettuati approfondimenti. Inoltre, 
la tesi dell'UFM secondo cui, se la stessa fosse stata ricercata, non si 
sarebbe recata in casa dei ricorrenti,  poiché avrebbe potuto ritenere 
che  l'abitazione  fosse  sorvegliata,  non  reggerebbe. Infatti,  la  stessa 
avrebbe disposto  di  un  nutrito  parentado  e  le  autorità  turche  non 
sarebbero  in  grado di  sorvegliare  ogni  casa. Per di  più,  l'argomento 
relativo  alla  ripresa  delle  trattative  dell'UE  con  la  Turchia  per 
un'eventuale  entrata  nell'UE  non  sarebbe  pertinente,  in  quanto  vi 
sarebbero  ancora  violenze  presenti  nell'Est  della  Turchia.  Infine,  i 
ricorrenti obbiettano al rinvio di B._______, affetto da turbe psichiche, 
e quello di A._______, vedova e pensionata.

5.3 Nella risposta al gravame, l'UFM ha osservato che il  ricorso non 
conterrebbe alcun nuovo elemento atto a confutare le argomentazioni 
sviluppate nelle decisioni impugnate.

6.
6.1 Sono  rifugiate  le  persone  che,  nel  Paese  d'origine  o  di  ultima 
residenza,  sono  esposte  a  seri  pregiudizi  a  causa  della  loro  razza, 
religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale 
o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere 
esposte  a  tali  pregiudizi.  Sono  pregiudizi  seri  segnatamente 
l'esposizione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della libertà, 
nonché  le  misure  che  comportano  una  pressione  psichica 
insopportabile. Occorre altresì tenere conto dei motivi di fuga specifici 
della condizione femminile (art. 3 LAsi).

6.2 Chiunque  domanda  asilo  deve  provare  o  per  lo  meno  rendere 
verosimile  la  sua  qualità  di  rifugiato.  Per  poter  ammettere  la 
verosimiglianza,  ai  sensi  dell'art.  7  LAsi,  delle  dichiarazioni 
determinanti  rese  da  un  richiedente  l'asilo,  occorre  che  le  stesse 
abbiano  insito  un  grado  di  convinzione  logica  tale  da  prevalere  in 
modo  preponderante  sulla  possibilità  del  contrario,  così  che 
quest'ultima risulti secondaria (v. Giurisprudenza ed informazioni della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
1993 n. 21). In altri  termini, le dichiarazioni devono essere attendibili, 

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cioè  resistenti  alle  obiezioni,  precise,  ovvero  non  generiche  e  non 
suscettibili  di  diversa interpretazione (altrettanto  o  più  verosimile),  e 
concordanti,  o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con altri 
dati  o  elementi  certi.  Peraltro,  il  giudizio  sulla  verosimiglianza 
dev'essere  il  frutto  di  una  valutazione  complessiva,  e  non 
esclusivamente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo 
da  consentire  di  limitare  al  minimo  il  rischio  dell'approssimazione, 
ovvero il pericolo di fondare il giudizio valorizzando, contro indiscutibili 
postulati  di  civiltà  giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità 
giudicante (v. GICRA 1995 n. 23).

7.
7.1 Il  TAF osserva  che,  il  fratellastro  e  figlio  G._______  (N  [...])  è 
entrato  in  Svizzera  insieme  a  sua  moglie  O._______  in  data 
29 luglio 1998  ed  hanno  ottenuto  l'asilo  con  decisione  dell'UFR  del 
12 luglio 2000.  Inoltre,  le  allegazioni  espresse  allora  da  G._______ 
relative  alla  situazione  famigliare,  nota  per  le  sue  attività  a  favore 
dell'opposizione  curda  e  le  persecuzioni  ai  danni  del  fratello 
B._______, in particolare circa il fatto che nel 1999 è stato sottoposto 
a dei gravi maltrattamenti durante l'espletamento degli obblighi militari 
da parte del comandante “fascista”, a tal punto d'avere perso la testa 
ed aver  dovuto  sottoporsi  ad un trattamento  psichiatrico,  coincidono 
con quanto dichiarato dai ricorrenti nel corso della presente procedura 
d'asilo.

In  aggiunta,  dall'incarto  di  N._______  (N  [...])  emerge  che  egli  ha 
ottenuto l'asilo con sentenza della CRA del 13 settembre 2005. Pure le 
sue asserzioni corrispondono con quelle di G._______ e di sua moglie 
nonché con quelle degli insorgenti circa i maltrattamenti di B._______ 
e la situazione della sua famiglia nell'ambito politico in patria.

Inoltre,  le  contraddizioni  rilevate  dall'UFM  per  quanto  riguarda 
C._______  e  A._______,  sono  da  valutare  come  poco  significative 
rispetto alla loro situazione famigliare e quella in Patria, tenuto altresì 
conto del fatto che C._______ al momento delle audizioni era ancora 
minorenne  e  quindi  sottoposta  ad  un  obbligo  di  collaborare  ridotto 
(GICRA 1999 n. 2 consid. 6d). Peraltro, dagli atti di causa non vi sono 
dubbi  che  i  ricorrenti  appartengano  alla  famiglia  P._______  e  che 
diversi  dei  loro  parenti  abbiano  partecipato  alla  guerriglia  curda  e 
siano stati  torturati  e uccisi  dalle autorità. Il  padre è stato ucciso da 
ignoti nel 1994 al proprio domicilio. In aggiunta, i ricorrenti apparten-

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gono ad una famiglia nota per le sue attività a favore dell'opposizione 
curda  –  G._______  nonché  sua  moglie,  entrambi  schedati  e 
quest'ultima ricercata ufficialmente, hanno ottenuto l'asilo in Svizzera a 
causa del loro forte coinvolgimento in attività politiche antigovernative 
e a favore del PKK e del  Halkin Demokrasi Partisi (HADEP). Inoltre e 
visto  l'insieme  dei  fatti  del  caso  concreto,  seppure  non  siano 
completamente coincidenti e precise le allegazioni dei ricorrenti circa il 
numero e le date dei fermi nei quali sono stati  interrogati sull'attuale 
soggiorno  di  H._______,  non  v'è  ragione  per  codesto  Tribunale  di 
dubitare del fatto che tali eventi siano accaduti come già verificatosi in 
precedenza in particolare con G._______ e sua moglie (cfr. audizioni 
del 22 dicembre 1999 pagg. 4 e 5 nonché del 27 dicembre 1999 pag. 8 
[N._______],  del  26 agosto 2002  pagg.  4  e  5  [B._______], 
dell'11 novembre 2002 pagg. 10, 11, 12 [A._______ e B._______] e 13 
[C._______]).

7.2 Premesso  ciò,  codesto  Tribunale  deve  esaminare  se  vi  siano 
elementi  da cui  evincere un timore fondato di  persecuzioni future. In 
primo luogo, va rilevato che, indipendentemente dalle recenti  riforme 
legislative effettuate nell'ottica d'un adesione all'UE e nonostante nel 
codice  penale  turco  non  venga  applicata  la  responsabilità  penale 
estesa  alla  famiglia,  in  Turchia  non  può  essere  escluso  il  rischio  di 
rappresaglie statali contro membri della famiglia di presunti attivisti del 
PKK  –  rispettivamente  di  movimenti  che  ne  hanno  preso  la 
successione  –  o  d'attivisti  curdi  di  altri  gruppi  considerati  siccome 
separatisti,  in  particolare  nelle  province  del  sud  e  dell'est.  Ciò,  è 
rilevante nell'ottica della persecuzione riflessa ai sensi dell'art. 3 LAsi 
(v. GICRA 2005 n. 21 consid. 10.2.3; GICRA 1994 n. 5 e 17 nonché 
GICRA 1993 n. 6 e sentenza del TAF E-6641/2006 del 3 marzo 2009 
consid. 7.1).  La  probabilità  di  diventare  vittima  di  una  persecuzione 
riflessa è data segnatamente quando viene ricercato un membro della 
famiglia in fuga e le autorità hanno motivo di presumere che un altro 
componente  della  famiglia  abbia  un contatto  stretto  con  il  ricercato. 
Questa probabilità aumenta se la vittima stessa di una persecuzione 
riflessa è impegnata politicamente (v. GICRA 2005 n. 21 consid. 10 e 
sentenza del TAF E-6641/2006 del 3 marzo 2009 consid. 7.1). In tale 
contesto,  oltre  al  grado  di  parentela,  va  considerata  la  dimensione 
delle attività politiche della  vittima di  una persecuzione riflessa ed il 
grado di importanza delle stesse come pure i precedenti eventi con la 
polizia e le autorità giudiziarie. Lo scopo di una persecuzione riflessa 
può consistere nel punire l'intera famiglia per le azioni di  un singolo 

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membro,  giacché  sospettato  di  condividere  le  opinioni  politiche  ed  i 
fini, oppure per intimidirli e di diffidarli dall'approssimarsi  alle organiz-
zazioni curde (v. sentenza del TAF E-7156/2006 del 27 marzo 2009). 
Peraltro,  secondo le informazioni a disposizione di  codesto Tribunale 
(v. sentenza dalla CRA del 13 settembre 2005 nella causa N._______, 
N [...]  consid. 4), non si possono escludere delle rappresaglie contro 
membri della stessa famiglia di un ricercato, neppure se il medesimo si 
trova all'estero e le autorità statali ne sono al corrente.

7.3 Nel caso concreto, l'autorità inferiore ha ritenuto che la situazione 
generale in Turchia sarebbe migliorata dopo l'espatrio dei ricorrenti e 
gli  eventuali  pregiudizi  subiti  risalirebbero  alla  situazione  presente 
negli  anni  '90,  cosa  che,  in  considerazione  di  quanto  esposto  al 
considerando antecedente, non corrisponde alla realtà. In considera-
zione di  quanto indicato ai  paragrafi  precedenti  i  ricorrenti,  sebbene 
siano stati soltanto dei simpatizzanti del PKK e del HADEP, in caso di 
rientro in Patria, in quanto membri della famiglia di persone ricercate, 
attirerebbero l'attenzione delle autorità turche su di loro. Infatti, non si 
può escludere che le autorità statali non abbiano tuttora un interesse 
ad interrogarli in merito a G._______ e sua moglie nonché H._______ 
od  altri  familiari  e  quindi  metterli  sotto  pressione,  ritenuto  che  le 
autorità turche saranno portate a presumere che gli autori del gravame 
siano  in  contatto  stretto  con  i  loro  familiari  a  cui  è  stato  concesso 
l'asilo in Svizzera. Inoltre, non sono altresì adempiti  i  criteri  restrittivi 
per l'ammissione di un'alternativa di rifugio interna (GICRA 1996 n. 1), 
visto che gli autori dei temuti pregiudizi sono proprio le autorità statali 
che rappresentano il potere statale su tutto il territorio turco. Neanche 
il  fatto  che tuttora vivano ancora  degli  altri  membri  della  famiglia  in 
Turchia,  può indurre  ad  una  valutazione  diversa.  Di  conseguenza, 
questo Tribunale ritiene adempite le condizioni di un timore fondato di 
una persecuzione futura ai sensi dell'art. 3 LAsi.

7.4 Infine, dagli  atti  di causa non risultano elementi che giustifichino 
un'esclusione  degli  insorgenti  dalla  qualità  di  rifugiato  o  dall'asilo, 
giusta  l'art.  1  F  della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del 
28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), rispettivamente l'art. 53 LAsi. Ai 
ricorrenti  va  pertanto  riconosciuta  la  qualità  di  rifugiato  e  concesso 
l'asilo.

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D-3483/2006

8.
8.1 Visto  l'esito  della  procedura,  non  sono  riscosse  delle  spese 
processuali  (art.  63  PA).  La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel 
senso  della  dispensa  dalle  spese  processuali,  è  pertanto  divenuta 
senza oggetto.

8.2 La parte vincente ha diritto ad un'indennità a titolo di ripetibili per 
le spese necessarie derivanti dalla procedura di ricorso (art. 64 PA in 
relazione  all'art.  7  e  segg.  del  Regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). L'indennità per spese 
ripetibili,  in  assenza di  una nota  particolareggiata,  è  fissata  d'ufficio 
dal  TAF sulla  base degli  atti  di  causa in  CHF 1200.-  (art. 16  cpv. 1 
lett. a LTAF nonché art. 14 TS-TAF).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto e la decisione impugnata è annullata.

2.
I ricorrenti hanno la qualità di rifugiato.

3.
L'UFM accorderà l'asilo ai ricorrenti.

4.
Non si prelevano spese processuali.

5.
L'UFM rifonderà ai ricorrenti CHF 1200.- a titolo di spese ripetibili.

6.
Comunicazione a:

- patrocinatore dei ricorrenti (plico raccomandato)
- UFM, Divisione Soggiorno (in copia; n. di rif. N [...] e N [...]; allegato: 

incarti UFM)
- Q._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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