# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 994660d6-9170-54d5-a316-89ed794fa76a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.03.2010 (publiziert) 52.2004.408
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2004-408_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2004.408

   

  	
  Lugano

  14 gennaio
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretaria:

  	
  Katia Baggi Fiala, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 14 dicembre 2004 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 23 novembre 2004, n. 5259, del
  Consiglio di Stato che ha dichiarato irricevibile il ricorso presentato dalla
  ricorrente avverso la licenza edilizia in sanatoria 8 luglio 2004 rilasciata
  dal municipio di Lugano a CO 1 (limitatamente all’assegnazione di spese e
  tassa di giustizia);

  

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che, dopo
vicissitudini che non occorre qui rievocare, il 20 novembre 2003 CO 1 ha notificato
in sanatoria al municipio di Lugano la posa di una canna fumaria sullo stabile al
mapp. n. 566 RFD;

 

                                         che alla
domanda di costruzione si è opposta la vicina RI 1 proprietaria del mapp. n. 567
RFD;

 

                                         che l’8
luglio 2004 il municipio ha rilasciato la licenza richiesta a condizione che fossero
rispettati i dettami del preavviso favorevole 23 marzo 2004 della SPAAS (DT);
la canna fumaria avrebbe dovuto in particolare superare di almeno 0.50 m il
colmo del tetto;

 

che contro tale decisione RI 1 è insorta dinanzi
al Consiglio di Stato postulando, in via principale, l’annullamento della licenza
in quanto erroneamente riferita al mapp. 567 RFD e, in via subordinata, che una
nuova licenza fosse rilasciata in conformità alle raccomandazioni dell’UFAFP
concernenti l’altezza minima dei camini;

 

che con risposta 19 ottobre 2004 il
municipio ha precisato che la licenza era riferita al mapp. 566 RFD e che, nel
frattempo, CO 1 aveva innalzato la canna fumaria, conformandola a quanto stabilito
dalla licenza stessa;

 

che con giudizio 23 novembre 2004 il Governo
ha dichiarato il ricorso irricevibile, in quanto tardivo, condannando la ricorrente
al versamento di fr. 500.- per tassa di giustizia e spese;

 

che l’insorgente si aggrava ora dinanzi al
Tribunale cantonale amministrativo, postulando in sostanza unicamente l’annullamento
della tassa di giustizia posta a suo carico;

 

che, pur non contestando la tardività del
proprio gravame, l’insorgente sostiene che il Governo l’ha in realtà
accolto; in effetti quest’ultimo ha sottolineato che la licenza è riferita al
mapp. 566 RFD e che la canna fumaria deve rispettare le raccomandazioni
dell’UFAFP;

 

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         che la
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall’art. 21 cpv. 1
LE;

 

che la legittimazione attiva della
ricorrente, direttamente e personalmente toccata dal provvedimento censurato, è
certa (art. 21 cpv. 2 LE);

 

che il ricorso, tempestivo (art. 46 cpv. 1
PAmm), è dunque ricevibile in ordine;

 

che l’impugnativa verte unicamente sulla
condanna della ricorrente al pagamento di una tassa di giustizia di fr. 500.-;

 

che, giusta l’art. 28 PAmm, il Consiglio di
Stato quale autorità di ricorso può applicare alle proprie decisioni una tassa
di giustizia variante da fr. 10.- a fr. 10'000.-, a seconda della natura pecuniaria
o meno del procedimento;

 

che la tassa di giustizia va posta, di
regola, a carico della parte soccombente e deve rispettare i principi di
copertura dei costi e di equivalenza (Borghi/Corti, Compendio di procedura
amministrativa ticinese, Lugano 1996, ad art. 28 PAmm n. 2); la tassa applicata
deve, in particolare, risultare adeguatamente commisurata al dispendio
amministrativo occasionato dall’impugnativa;

 

che soccombente è la parte che propone un
ricorso infondato o che resiste senza successo ad un ricorso fondato;

 

che nell’evenienza concreta il Governo ha
dichiarato il ricorso diRI 1 irricevibile in quanto tardivo;

 

che giusta l’art. 46 cpv. 1 PAmm, il ricorso
dev’essere insinuato entro 15 giorni dall’intimazione della decisione
impugnata;

 

che, essendo stabilito dalla legge, il
termine è perentorio (art. 11 PAmm);

 

che, nelle procedure di ricorso, i termini
stabiliti dalla legge o fissati dal giudice non decorrono: a) sette giorni
prima e sette giorni dopo la Pasqua e il Natale; b) dal 15 luglio al 15 agosto
(art. 13 PAmm);

 

che, in concreto, la decisione municipale 8
luglio 2004 è stata spedita alla ricorrente, con invio raccomandato (LSI), il 9
luglio e ritirata il successivo 19 luglio 2004 (cfr. timbro postale);

 

che il termine per impugnare la decisione
municipale, rimasto sospeso fino al 15 agosto 2004, è iniziato a decorrere il
16 agosto ed è giunto a scadenza il 30 agosto 2004;

 

che, pertanto, il gravame datato 30 agosto
2004 e inviato per raccomandata al Governo il 31 agosto 2004 (cfr. timbro
postale) era tardivo; nemmeno la ricorrente contesta d'altronde la tardività
del proprio gravame;

 

che, di conseguenza, l’irricevibilità
dell’impugnativa in sede governativa e la conseguente condanna dell’insorgente
al pagamento di una tassa di giustizia e spese non prestano fianco a critiche;

 

che dal profilo fattuale la pratica ha
potuto essere evasa sulla base degli atti, senza istruttoria;

 

che neppure giuridicamente la causa
presentava particolari difficoltà; l’autorità di prime cure ha infatti respinto
in ordine il gravame, con motivazione concisa;

 

che sulla scorta di tali considerazioni,
l’imposizione di fr. 500.- per tassa di giustizia e spese appare eccessiva per
rapporto al dispendio lavorativo causato; pertanto il dispositivo n. 2 della risoluzione
impugnata dev’essere modificato nel senso che la tassa di giustizia e le spese
sono fissate in fr. 250.- e poste a carico dell’insorgente;

 

che, dato l’esito, si prescinde dal prelievo
di una tassa di giustizia per questa sede (art. 28 PAmm).

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE; 10, 11, 13, 18, 28, 46 PAmm;

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

§.  Di conseguenza, il dispositivo n. 2 della
risoluzione 23 novembre 2004, n. 5259, del Consiglio di Stato è modificato come
segue:

     

     “Le spese e la tassa di giudizio per
complessivi fr. 250.- (duecentocinquanta) sono poste a carico della ricorrente RI
1”.

 

 

                                   2.   Non si
prelevano spese né tassa di giustizia.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  ;

  .

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  2. CO 2 

  3. CO 3 

  4. CO 4 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria