# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cbfa8da9-0ba2-52cc-8412-5fdc47352223
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-10-14
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 14.10.2008 16.2008.14
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2008-14_2008-10-14.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2008.14

  	
  Lugano

  14 ottobre
  2008/sc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Giani, presidente,

  Epiney-Colombo e Lardelli

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso per cassazione 6
febbraio 2008 presentato da

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro la sentenza emessa il 29 gennaio 2008 dal
  Giudice di pace del circolo di Taverne nella causa inc. n. 51/07 (contratto d'appalto)
  promossa con istanza 9 novembre 2007 da

  	 

 

	
   

  	
  CO 1 ; 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

esaminati gli atti

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   La
società RI 1 di __________, di cui A__________ __________ è stata socia gerente
dal 23 dicembre 2003 al 22 novembre 2006, è stata detentrice di un'autovettura
R__________ fino al 28 dicembre 2005, dopo di che il veicolo è stato immatricolato
a nome della gerente A__________ __________. Per la manutenzione del medesimo RI
1 si è sempre rivolta a CO 1 di __________, alla quale ha sempre pagato
regolarmente le relative fatture, tranne quella emessa il 20 ottobre 2006 di
complessivi fr. 727.25 per un servizio effettuato il 5 ottobre 2006. 

 

                                  B.   Con istanza del 9 novembre 2007  ha convenuto RI 1 davanti al
Giudice di pace del circolo di Taverne per ottenere il pagamento di fr. 727.25
oltre interessi del 6% dal 1° marzo 2007 e il rigetto in via definitiva dell'opposizione
interposta dalla convenuta al PE n. __________ dell'UE di Lugano. All'udienza
del 5 dicembre 2007, indetta per la discussione, CO 1ha proposto di respingere l'istanza
contestando la sua legittimazione passiva, la fattura dovendo essere notificata
alla proprietaria del veicolo A__________ __________.

 

                                  C.   Statuendo
il 29 gennaio 2008, il Giudice di pace ha accolto l'istanza ritenendo di dover
tutelare la buona fede dell'istante che ha proceduto come in passato, eseguendo
gli interventi richiesti dalla socia gerente della convenuta e inviando la
relativa fattura a quest'ultima.

 

                                  D.   Con
ricorso per cassazione del 6 febbraio 2008 RI 1 è insorta contro il predetto giudizio
postulandone l'annullamento. La ricorrente rimprovera al primo giudice di aver
arbitrariamente valutato le risultanze istruttorie, ammettendo la sua
legittimazione passiva nonostante il veicolo non fosse più di sua proprietà al
momento in cui l'istante ha eseguito il suo intervento. Al ricorso la controparte
ha rinunciato a formulare osservazioni.  

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Giusta
l'art. 327 lett. g CPC, disposto sotto il quale possono essere sussunte le censure
ricorsuali, una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata
quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale
oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di
prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è
arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed
indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della
giustizia e dell'equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi;
per essere definita come arbitraria tale violazione dev'essere manifesta e riconosciuta
(o riconoscibile) a prima vista; l'arbitrio non può essere ravvisato già nella
circostanza che un'altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile;
è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come
insostenibile, in contraddizione palese con la situazione reale, non sorretta
da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (DTF 134 I 148 consid. 5.4).

 

                                   2.   La ricorrente, in sintesi, contesta la
legittimazione passiva sostenendo che il veicolo non fosse più di sua proprietà
al momento in cui l'istante ha eseguito il suo intervento. Ora, la
legittimazione delle parti – attiva o passiva – è un presupposto di merito che
determina la proponibilità materiale dell'azione contro una determinata
persona. Il giudice verifica tale presupposto d'ufficio in ogni stadio di cau­sa
(DTF 126 II 63 consid. 1) e la sua mancanza comporta la reiezione della domanda
senza riguardo al verificarsi degli elementi oggettivi che connotano la
pretesa. In tema di azioni contrattuali, ossia di pretese derivanti dall'esistenza
di un determinato contratto, la legittimazione passiva è data qualora la parte
convenuta sia parte del contratto in base al quale la controparte procede (Cocchi/Trezzini, CPC annotato e massimato Appendice
2000/2004, n. 23 ad art. 181). 

 

                                3.      Nella
fattispecie, il Giudice di pace ha in sostanza ritenuto che A__________ __________
si fosse presentata all'istante come rappresentante della convenuta. Ora, la
prova dell'esistenza di un rapporto di rappresentanza compete alla parte che se
ne prevale (art. 8 CC; Honsell/Vogt/
Wiegand, Basler Kommentar, OR, 4ª edizione, n. 34 ad art. 32 CO) ovvero, in concreto, all'istante. Le
premesse della rappresentanza diretta ai sensi dell'art. 32 CO sono da un canto
una procura del rappresentato al rappresentante e dall'altro l'agire del
rappresentante in nome del rappresentato (Zäch,
Berner Kommentar, n. 2 e segg. ad art. 32 CO). La procura al rappresentante può
venire conferita in qualsiasi forma, anche solo tollerando consapevolmente che
esso si comporti come tale. Agire in nome del rappresentato significa che il
rappresentante deve far sì che la controparte riconosca che egli intende far
nascere nel rappresentato e non in sé stesso gli effetti del negozio giuridico
in questione. La volontà di fungere da rappresentante può essere comunicata
esplicitamente al terzo, oppure può essere desumibile dalle circostanze o
dovrebbe esserlo per un partner contrattuale in buona fede, di modo che l'effetto
della rappresentanza si attui. Se questo sia il caso, si decide interpretando
il comportamento del rappresentante e della controparte contrattuale secondo il
principio dell'affidamento, badando in particolare a ciò che per la controparte
era riconoscibile al momento della stipulazione (art. 32 cpv. 2 CO, art. 18 CO;
Zäch, op. cit., n. 45 ad art. 32
CO; Honsell/Vogt/ Wiegand, op.
cit., n. 16 e 17 ad art. 32 CO).

 

                                          In
concreto, è vero che al momento in cui A__________ __________ si è rivolta
all'istante, ottobre 2006, la R__________ non apparteneva più alla convenuta
(doc. 1), resta il fatto che essa è stata socia gerente con firma individuale
di RI 1 fino al 22 novembre 2006 (estratto del registro di commercio). E in
tale veste essa era quindi legittimata a rappresentare la società, vincolandola
con il suo agire. Tenuto conto altresì che l'interessata era la persona che
abitualmente si rivolgeva all'istante per le riparazioni del veicolo per conto
della convenuta, la conclusione del primo giudice non appare arbitraria, ovvero
insostenibile. Tanto più che la convenuta, all'udienza di discussione, non ha
contestato l'affermazione dell'istante secondo cui A__________ __________ aveva
portato l'autovettura in rappresentanza della convenuta, limitandosi a
sostenere di non esserne più la proprietaria. Ciò posto il ricorso, che non ha
evidenziato nessun titolo di cassazione, in particolare non quello dell'arbitraria
valutazione delle risultanze istruttorie ad opera del primo giudice (art. 327
lett. g CPC), deve essere respinto.

 

                                   5.   Gli
oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre non si
giustifica di assegnare ripetibili all'istante che ha rinunciato a formulare
osservazioni al ricorso.

 

Per questi motivi, 

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria

 

pronuncia:

                                   1.   Il
ricorso per cassazione è respinto.

 

                                   2.   Gli
oneri del presente giudizio di complessivi fr. 130.–, già anticipati dalla
ricorrente, rimangono a suo carico. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

	
   

  	
  -  ; 

  -  . 

   

  

                                         Comunicazione
alla Giudicatura di pace del circolo di Taverne.

 

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle
cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso di almeno
30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia di
diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art.
95 a
98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il
ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso
sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi
previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è
disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.