# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2581cb10-08a9-5165-bea1-420887593f0c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-08-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.08.2010 D-5697/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5697-2010_2010-08-20.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5697/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 0  a g o s t o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Thomas Wespi;
cancelliere Federico Pestoni;

A._______, nato il (...),
Cossovo,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 5 agosto 2010 / N [...]

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5697/2010

Visti: 

la prima domanda d'asilo in Svizzera che l'interessato ha presentato in 
data (...);

la  decisione  del 22 aprile 2009  dell'Ufficio  federale  della  migrazione 
(UFM) che ha respinto la menzionata domanda ed ha ordinato l'allon-
tanamento dell'interessato dalla Svizzera;

la sentenza dell'8 febbraio 2010 del Tribunale amministrativo federale 
(TAF) che ha confermato la suddetta decisione dell'UFM;

la seconda domanda d'asilo in Svizzera che l'interessato ha presenta-
to in data (...);

i verbali d'audizione del 23 luglio 2010 e del 5 agosto 2010;

la  decisione  dell'UFM del  5  agosto  2010,  notificata all'interessato  il 
medesimo giorno (cfr. agli  atti  avviso di notifica e di  ricevuta) con la 
quale l'istanza inferiore non è entrata nel merito della seconda doman-
da di asilo del ricorrente in applicazione dell'art. 32 cpv. 2 lett. e della 
legge del 26 giugno 1998 sull'asilo (LAsi, RS 142.31), pronunciando il  
suo allontanamento dalla Svizzera rispettivamente l'esecuzione di tale 
misura;

il ricorso inoltrato dall'insorgente l'11 agosto 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato,  data  d'entrata  12  marzo  2010)  per  mezzo  del  quale 
chiede l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione de-
gli atti di causa all'autorità inferiore per una nuova decisione nel merito 
della sua domanda d'asilo subordinatamente la concessione dell'am-
missione provvisoria, come pure la dispensa dal pagamento delle spe-
se di giustizia e del relativo anticipo;

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consi -
derandi che seguono;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 

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17 giugno 2005  (LTF,  RS  173.110),  in  quanto  la  LAsi  non  preveda 
altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice uni -
co, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la  
decisione è motivata solo sommariamente;

che  quando  è  chiamato  a  pronunciarsi  su  un  ricorso  contro  una 
decisione di non entrata nel merito su una domanda di asilo, il TAF si 
limita  ad  esaminare  la  fondatezza  di  una  tale  decisione  (cfr. 
DTAF 2007/8, consid. 2.1.,  pag. 73; GICRA 2004 n. 34, consid. 2.1.,  
pag. 240 e segg.; GICRA 1996 n. 5 consid. 3, pag. 39; GICRA 1995 
n.14, consid. 4, pag. 127 e segg.);

che egli ha dichiarato di essere originario del Cossovo; di aver lasciato 
il territorio svizzero in aprile del 2010, dopo la conclusione infruttuosa 
della sua prima procedura d'asilo in Svizzera e di aver fatto ritorno in  
Cossovo,  dove  sarebbe  arrivato,  il  (...)  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
23 luglio 2010 pag. 6);

che a partire dallo stesso giorno del suo rientro in patria, il ricorrente 
sarebbe stato bersaglio di  continue ed estenuanti  minacce, anche di 

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morte, da parte di non meglio precisate persone che si presentavano 
alla sua porta intimandogli di andarsene; che a causa di ciò, il ricorren-
te ha portato la moglie e i  bambini,  anche loro vittime delle asserite 
minacce, presso i genitori di lei; che egli non ha potuto rimanere pres-
so suo suocero, poiché questo sarebbe proscritto dalle loro usanze e 
che, pertanto, egli ha deciso di espatriare e chiedere nuovamente asilo 
in Svizzera; che, sia come sia, malgrado le ripetute e quotidiane mi -
nacce di morte ricevute già a partire dal giorno del suo rientro in Cos-
sovo, il ricorrente non ha mai subito alcuna violenza fisica (cfr. verbale 
d'audizione del 23 luglio 2010 pagg. 5 e 6);

che il  ricorrente dichiara di  essere partito  il  (...)  dal  Cossovo; che è 
partito da B._______ in direzione di C._______ con l'autobus prose-
guendo poi fino a D._______ (Montenegro); che dopo una sosta di un 
giorno ha proseguito il viaggio verso E._______, da dove, con il treno, 
ha in seguito raggiunto F._______; che di qui si è recato a G._______ 
dove  è  rimasto  una  settimana  cercando,  invano,  un  passatore;  che 
quindi ha fatto ritorno a F._______ e, dopo una sosta di tre o quattro 
giorni è ripartito, con l'ausilio di un passatore, giungendo a H._______ 
(Italia); che il  giorno seguente ha proseguito il  proprio viaggio con il 
treno passando per Milano e giungendo a Chiasso, dove l'8 luglio 2010 
ha depositato la sua seconda domanda di asilo in Svizzera (cfr. verba-
le d'audizione del 23 luglio 2010 pag. 7);

che, con decisione del 5 agosto 2010, l'UFM ha constatato che la pri -
ma procedura d'asilo è definitivamente conclusa e che i fatti addotti dal 
ricorrente nella presente procedura non sono propri a motivare la qua-
lità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la  concessione  della  protezione 
provvisoria;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi; che detto Ufficio ha an-
che pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'e -
secuzione dell'allontanamento verso il Cossovo siccome lecita, esigibi-
le e possibile;

che nel gravame, l'insorgente fa valere che - dopo la prima procedura 
d'asilo conclusasi con decisione del TAF dell'8 febbraio 2010 e dopo il  
suo rientro in  patria,  nell'aprile del  2010 -  sarebbero intervenuti  fatti  
completamente nuovi rispetto a quelli posti a fondamento della prima 
procedura d'asilo  in  Svizzera; che tali  fatti  sono propri  a motivare la 
sua qualità di rifugiato o determinanti per la concessione della prote-

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zione provvisoria, e per i quali l'autorità inferiore avrebbe dovuto entra -
re nel  merito della sua domanda d'asilo; che, inoltre, il  ricorrente ha 
chiesto che sia verificato il carattere di inesigibilità dell'esecuzione del -
l'allontanamento,  con  la  conseguente  concessione  dell'ammissione 
provvisoria;

che, in conclusione, l'insorgente ha chiesto, l'annullamento del provve-
dimento impugnato e la trasmissione degli atti di causa all'autorità in -
feriore per una nuova decisione nel merito della sua domanda d'asilo 
e, subordinatamente, la concessione dell'ammissione provvisoria; che 
egli ha altresì presentato una domanda di  assistenza giudiziaria, nel 
senso della dispensa dal versamento delle spese di giustizia e del re-
lativo anticipo;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una 
procedura d'asilo  terminata con decisione negativa o se, mentre era 
pendente la procedura d'asilo, è rientrato nel Paese d'origine o di pro-
venienza, a meno che dall'audizione non vi siano indizi che siano in -
tervenuti  nel frattempo fatti  propri  a motivare la qualità di  rifugiato o 
determinanti per la concessione della protezione provvisoria;

che, preliminarmente, il TAF osserva che la precedente procedura d'a-
silo si è definitivamente conclusa con la propria sentenza dell'8 febbra-
io 2010 (cfr. D-3376/2009) con la quale ha respinto il ricorso dell'interes-
sato e confermato l'esecuzione del suo allontanamento dalla Svizzera;

che, questo Tribunale ritiene che, nella presente come nella preceden-
te procedura,  il  ricorrente  non ha presentato,  all'infuori  di  generiche 
censure, argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valu-
tazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata 
nel merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi);

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo, s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato;

che codesto Tribunale tiene a sottolineare che - sebbene il ricorrente 
sostiene che i motivi d'asilo addotti nella presente procedura si riferi -
scano ad avvenimenti accaduti dopo il suo rientro in patria nella prima 
metà del  2010 e sarebbero nuovi  e completamente distinti  da  quelli 

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addotti nella prima procedura (cfr. ricorso pag. 2) - v'è ragione di am-
mettere che tali motivi sono manifestamente correlati a quelli della pri -
ma domanda d'asilo, ovvero delle minacce a sfondo razziale volte al-
l'allontanamento del richiedente dalla sua proprietà come egli stesso 
ha dichiarato in sede di prima audizione confermando che si tratta de-
gli stessi motivi, ma che ora sono aumentati (cfr. verbale d'audizione 
del 23 luglio 2010 pag. 6); che, alla luce dell'inverosimiglianza già de-
terminata dei motivi d'asilo presentati nella prima procedura ed in con-
siderazione della netta correlazione tra i motivi d'asilo addotti nelle due 
rispettive procedure,  si  può fin  d'ora concludere  all'inverosimiglianza 
dei motivi asseriti nella presente procedura, e ritenere - tra l'altro - che 
il gravame del ricorrente rasenta l'abuso processuale; che, comunque, 
a titolo d'esempio circa l'inverosimiglianza dei motivi d'asilo della pre-
sente procedura, basti ancora rilevare che - come rettamente già evi-
denziato dall'autorità  inferiore -  il  ricorrente  ha riferito  di  aver subito 
minacce al proprio domicilio a partire dal giorno del suo rientro in Cos-
sovo e che queste gli venivano perpetrate anche più volte al giorno da 
diverse persone; che tuttavia egli  non conosce queste persone ed è 
riuscito soltanto a descriverle in maniera stereotipata senza aggiunge-
re alcun dettaglio rilevante; che comunque il ricorrente non ha mai su-
bito violenze fisiche; che inoltre il ricorrente ha detto che si sarebbe ri -
volto ad un avvocato in patria, incontrandolo persino in tre occasioni;  
che tuttavia non ricorda nemmeno il suo nome; che si rileva che mal -
grado le ripetute ed insistenti minacce di morte (che gli sarebbero sta -
te rivolte tutti i giorni, anche più volte al giorno) già a partire dal primo 
giorno, il ricorrente ha deciso di espatriare soltanto dopo due mesi;

che, alla  luce di  quanto evocato, v'è,  dunque, ragione di  concludere 
che i  motivi  fatti  valere  dal  ricorrente  nell'ambito  della  procedura  in 
esame sono, come facilmente riconoscibili,  palesemente inverosimili;  
che, indipendente da ciò,  in  tutta evidenza,  non costituiscono di  per 
sé, un indizio proprio a giustificare la qualità di rifugiato ai sensi del -
l'art. 3 LAsi, tanto meno determinante per la concessione della prote -
zione provvisoria;

che,  per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  che  i  fatti 
nuovamente  addotti  dall'insorgente  nella  presente  procedura  d'asilo, 
non sono propri a motivare la qualità di rifugiato o determinanti per la 
concessione della protezione provvisoria;

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che, oltretutto, in virtù del principio della sussidiarietà della protezione 
internazionale  per  rapporto  alla  protezione  nazionale,  si  deve  poter 
esigere  da  un  richiedente  d'asilo  che  abbia  esaurito,  nel  proprio 
Paese, le possibilità di protezione contro eventuali persecuzioni prima 
di  sollecitare  quella  di  uno  Stato  terzo;  che  infatti,  tali  situazioni, 
ancorché spiacevoli, non sono determinanti per il riconoscimento dello 
statuto di  rifugiato se la  persona che ne è vittima beneficia nel  suo 
luogo  d'origine  di  un  accesso  concreto  a  delle  strutture  efficaci  di  
protezione e che può essere ragionevolmente richiesto che egli faccia 
appello a questo sistema di protezione interna (cfr. decisione del TAF 
D-7847/2006 del 18 agosto 2009; Giurisprudenza ed informazioni della 
Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2006 n. 18 
pagg. 180 e segg.; GICRA 2000 n. 15 pagg. 107 e segg.);

che,  lo  scrivente  Tribunale  rileva  come  in  Cossovo,  le  forze  di  
sicurezza internazionali costituite dall'Interim Administration Mission in 
Kosovo  (UNMIK)  e  dalla  forza  per  il  Cossovo  (KFOR)  avevano  la 
volontà e la capacità di proteggere le minoranze etniche, le quali non 
erano oggetto di persecuzioni sistematiche; che questa situazione non 
è  mutata  dopo  la  dichiarazione  unilaterale  di  indipendenza  del 
Cossovo  del  17  febbraio  2008  ed  il  dispiegamento  della  missione 
EULEX  (Missione  Stato  di  diritto  dell'UE  in  Cossovo)  in  dicembre 
2008, la quale ha rimpiazzato l'UNMIK assumendo la competenza in 
ambito di giustizia, polizia e dogane; che pertanto, se è innegabile che 
i membri delle minoranze etniche possono costituire il bersaglio di atti  
di  inciviltà  o  di  violenza  da  parte  della  popolazione  albanese,  la 
volontà e la capacità delle autorità di polizia e di giustizia della nuova 
Repubblica  di  prevenire  l'insorgere  di  persecuzioni  non  possono 
essere  contestate;  che  le  predette  autorità  non  rinunciano  a 
perseguire gli autori di atti penalmente reprensibili – quali le violenze 
fisiche e le minacce – e offrono dunque, in principio, una protezione 
appropriata  al  fine  di  impedire  la  perpetrazione  di  tali  atti  illeciti, 
qualsiasi  sia  l'appartenenza  etnica  degli  autori  rispettivamente  delle 
vittime di  questi  soprusi (cfr. UK Home Office, Operational Guidance 
Note:  Kosovo,  22  luglio  2008,  paragrafi  da  3.11.10  a  3.11.12  e 
citazioni);  che,  pertanto,  posto  che  la  capacità  e  la  volontà  delle 
autorità  a  prevenire  l'avverarsi  di  molestie  come  quelle  allegate  dal 
ricorrente non può essere messa in discussione, nulla indica che egli  
non avrebbe potuto  richiedere  la  protezione delle  autorità  locali  per 
premunirsi contro le azioni delle quali sarebbe stato vittima; che non 
avendo fatto capo alle autorità locali o avendolo fatto soltanto senza la 

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http://www.unmikonline.org/
http://www.unmikonline.org/
http://www.unmikonline.org/

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necessaria insistenza e, oltretutto, disinteressandosi successivamente 
circa  il  prosieguo  della  propria  segnalazione,  il  ricorrente  non  può 
prevalersi della loro inefficacia o passività; che, inoltre, il ricorrente non 
ha  fornito  alcun  indizio  concreto  dal  quale  si  possa  evincere 
un'incapacità o un rifiuto da parte delle autorità ufficiali del Cossovo di  
fornirgli una protezione adeguata;

che stando alle dichiarazioni addotte dal richiedente, egli,  si è rivolto 
svariate volte allo sportello della polizia di  B._______, dove sarebbe 
stato ricevuto da agenti diversi ogni volta, ma che tutti gli avrebbero ri -
chiesto  di  fornire  i  nomi  degli  autori  delle  minacce,  altrimenti  non 
avrebbero potuto aiutarlo (cfr. verbale d'audizione del 5 agosto 2010, 
pagg. 4 e 5); che, inoltre, una volta si sarebbe presentato anche alla poli-
zia UNMiK, dove avrebbe compilato un formulario per ottenere un appun-
tamento, al quale però non sarebbe mai stato chiamato (cfr. verbale d'au-
dizione del 5 agosto 2010, pag. 6); che tuttavia, egli non si è interessato 
sugli ulteriori sviluppi delle proprie lagnanze e non ha insistito presso le 
autorità, rivolgendosi per esempio ai capi della polizia od istanze superio-
ri; che pertanto non si può ritenere che, nel caso in rassegna, le forze 
dell'ordine abbiano rinunciato a proteggerlo o siano state impossibilita-
te a farlo;

che quindi si deve ritenere che il ricorrente non ha intrapreso tutte le 
procedure che ci si poteva attendere da lui al fine di far valere i propri  
diritti presso le autorità competenti;

che  non  vi  è  ragione  di  ritenere  che  egli  non  possa  ottenere  dalle 
competenti  autorità  in  patria,  se  opportunamente  sollecitate, 
un'appropriata protezione contro l'eventuale futuro agire illegittimo da 
parte di terzi nei suoi confronti;

che,  da quanto esposto, discende che in  materia  di  non entrata  nel 
merito  il  ricorso, destituito  d'ogni  e benché minimo fondamento, non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata;

che il  ricorrente non adempie le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Or-
dinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 
[OAsi 1, RS 142.311]);

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che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20), 
entrata in vigore il 1° gennaio 2008; che, giusta l'art. 83 cpv. 1 LStr, l'e-
secuzione  dell'allontanamento  deve  essere  possibile  (art.  83  cpv. 2 
LStr),  ammissibile  (art.  83  cpv.  3  LStr)  e  ragionevolmente  esigibile 
(art. 83 cpv. 4 LStr);

che, quo alla liceità, dalle carte processuali, non emergono elementi 
da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in 
Cossovo possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., 
RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto di  respingimento)  nonché l'art. 83 
cpv. 3 LStr o esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed immedia -
to di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguar -
dia  dei  diritti  dell'uomo e  delle  libertà  fondamentali  del  4  novembre 
1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura 
ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); che, infatti, il ricorrente non ha fat-
to valere alcunché in tal senso;

che, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontana-
mento è ammissibile;

che  codesto  Tribunale  non  può ammettere  che la  situazione  attuale 
prevalente in Cossovo è in sé costitutiva di un impedimento alla reinte -
grazione del ricorrente; che, infatti, è notorio che questo paese, di cui 
è stata riconosciuta l'indipendenza dalla Svizzera il 27 febbraio 2008, 
non conosce una situazione di guerra, di guerra civile o di violenza ge-
neralizzata.

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli è ancora re-
lativamente  giovane,  dispone  di  una  buona  formazione  avendo  fre-
quentato le scuole dell'obbligo ed un apprendistato di falegname; che 
ha altresì una buona esperienza lavorativa avendo egli  svolto diversi 
lavori sia come falegname che nell'edilizia (cfr. verbale d'audizione del 
23 luglio 2010, pag. 2);

che non emergono dagli atti elementi che possano fare escludere che 
il ricorrente non disponga in patria di una rete sociale;

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che, a questo riguardo, stando a quanto riferito, oltre alla moglie, il ri -
corrente ha anche tre figli nonché i suoceri in patria e, oltre a ciò, ha  
vissuto  tutta  la  vita  a  B._______  (cfr. verbale  d'audizione  del  23 lu-
glio 2010, pag. 1);

che, l'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gra-
vi problemi di salute che possano giustificare un'ammissione provviso-
ria (GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio degli atti di 
causa emerga la necessità di una permanenza dell'insorgente in Sviz-
zera per motivi medici;

che infatti, per quanto concerne i disturbi allegati nel corso della se-
conda  audizione  da  parte  del  ricorrente  (asma,  problemi  di  cuore, 
stanchezza, cfr. verbale d'audizione del 5 agosto 2010 pag. 2), giova 
rilevare che, di principio, incombe al ricorrente medesimo di dimostrare 
l'esistenza dei presupposti per la pronuncia di un'ammissione provvi-
soria in Svizzera, fermo restando che non compete all'autorità di ricor -
so d'assumere d'ufficio quegli elementi, come fra l'altro un certificato 
medico, che l'insorgente, usando della necessaria diligenza, avrebbe 
potuto e dovuto produrre di moto proprio (GICRA 1995 n. 23);

che, tuttavia, ove non vi siano ancora rapporti medici di un richiedente 
l'asilo che fa valere problemi di salute, quest'ultimo deve, su richiesta 
dell'autorità  competente,  adoperarsi  per  procurarsi  i  relativi  mezzi  di 
prova entro un termine adeguato (cfr. DTAF 2009/50 consid. 10.2);

che, pertanto, nel caso concreto, applicando strettamente il  precetto 
giurisprudenziale citato, vista l'assenza di documenti a conforto delle 
condizioni di salute del ricorrente, l'UFM avrebbe dovuto comminargli 
un termine per fornire la necessaria documentazione;

che, nondimeno, occorre rilevare che detti  motivi di salute sarebbero 
già  presenti  a  partire  dal  2000  (cfr.  verbale  d'audizione  del  5 ago-
sto 2010, pag. 2); che il ricorrente non li ha fatti valere – ma neppure li 
ha menzionati – nel corso della precedente procedura; che pure nella 
presente vertenza, egli si è limitato a citarli nel corso dell'audizione fe-
derale, non a sostegno della propria domanda di asilo quanto piutto-
sto, rispondendo ad una domanda relativa alla sua odierna situazione 
lavorativa; che neppure ne ha fatto menzione in sede di  ricorso, ove 
peraltro non ha contestato quanto ritenuto in proposito dall'UFM nella 
sua decisione del 5 agosto 2010;

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che, sia come sia, i problemi di salute emersi dall'audizione federale 
del ricorrente non appaiono suscettibili d'ostare alla pronuncia dell'e -
secuzione dell'allontanamento;

che, non v'è, altresì, ragione di ritenere che,  se del caso, il ricorrente 
non possa ottenere in patria le cure ed i medicamenti eventualmente a 
lui occorrenti;

che, se del caso e date le condizioni, esiste la facoltà di richiedere un 
adeguato aiuto al ritorno ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi;

che  sulla  base  di  queste  considerazioni,  l'esecuzione  dell'allontana-
mento è anche ragionevolmente esigibile;

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che il ri -
corrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni do-
cumento  indispensabile  al  rimpatrio;  che  l'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autori -
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti  
giuridicamente  rilevanti  ed  inoltre  la  decisione  non  è  inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che essendo le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste di  probabilità  d'esito 
favorevole,  la  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  di-
spensa  dal  pagamento  delle  spese  processuali,  è  respinta  (art.  65 
cpv. 1 PA);

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1  e  cpv. 5 PA nonché  art. 3 lett. a  del  regolamento  sulle 
tasse e sulle spese ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-
strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

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D-5697/2010

che la presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF),

che la pronuncia è quindi definitiva.

(dispositivo alla pagina seguente)

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D-5697/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal pa-
gamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente, tramite il  Centro di  registrazione e di  procedura di  (...)  
(Raccomandata; allegato: bollettino di versamento);

- all'UFM, Centro di registrazione e di procedura di (...) con ordine di 
notificare la sentenza al  ricorrente e di  ritornare l'avviso di  ricevi -
mento allegato al Tribunale amministrativo federale (allegati: incarto 
N [...] e copia del ricorso del 11 agosto 2010, per corriere interno; in 
copia);

- I._______, Zug (in copia).

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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