# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b485ec10-6387-538d-825d-2ba4353d278d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-07-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 28.07.2014 11.2012.12
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2012-12_2014-07-28.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2012.12

  	
  Lugano

  28 luglio 2014/jh

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G.
  A. Bernasconi, presidente,

  Giani
  e Jaques

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  F.
  Bernasconi

  

 

 

sedente
per statuire nella causa OA.2010.92 (iscrizione
di servitù prediale) della Pretura della giurisdizione di Locarno Città promossa
con petizione del 27 settembre 2010 da

 

	
   

  	
  AP 1 

  (patrocinato
  dall'avv. PA 1)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO 1 

  AO 2 

  AO 3 (D) e

  AO 4 

  (patrocinati
  dall'avv. PA 2),

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando sull'appello
del 1° febbraio 2012 presentato da AP 1 contro la sentenza emessa dal Pretore
il 27 dicembre 2011;

 

Ritenuto

 

in fatto:                A.  Il 15 dicembre 1997 AO 1, AO 2,
AO 3, AO 4 e AP 1, proprietari comuni delle particelle n. 444, 950 e 1427 RFD
di __________ quali membri della comunione ereditaria fu F__________ e comproprietari
un quinto ciascuno della particella n. 1127, hanno proceduto alla parziale
divisione della successione e allo scioglimento della comproprietà. In esito a tali
operazioni AP 1 è diventato proprietario unico della particella n. 1127, mentre
le altre eredi sono rimaste proprietarie comuni della soprastante particella n. 1427,
lungo la via __________, sulla quale sorge un' autorimessa. Contestualmente è
stata costituita la seguente servitù:

                                  A carico della particella n. 1427 RFD di __________ e
a favore delle 950 e 1127 una limitazione di destinazione nel senso che la particella
n. 1427 potrà essere utilizzata unicamente per un congruo numero di posteggi
coperti e/o non coperti in favore delle n. 950 e 1127. Le parti danno atto che
a AP 1 e alla di lui moglie è riconosciuto il diritto rebus sic stantibus
di usare due posteggi coperti per autoveicoli nel subalterno A della
particella n. 1427.

 

                                         Nel
maggio del 2001 AO 1, AO 2, AO 3 e AO 4 hanno costituito in favore della particella
n. 1127 una servitù di posteggio a carico della particella n. 1427 “su uno
spazio di larghezza di 2.20 m.”

 

                            B.  Il 31 gennaio 2006 il Comune
di __________ ha rilasciato a AP 1 il permesso di sopraelevare l'edificio
esistente sul suo fondo, ponendo come condizione il versamento di un contributo
compensativo di fr. 15 759.75 per tre
posteggi mancanti. Un ricorso presentato da AP 1 contro tale decisione è stato
respinto dal Consiglio di Stato il 9 maggio 2006. Il 22 agosto 2006 AP 1 ha
sottoposto così al Comune di __________ una domanda di costruzione volta a formare
tre posteggi sulla particella n. 1427. L'autorità comunale ha comunicato all'interessato
di non poter dare seguito alla richiesta “fintanto ch'essa non sarà firmata
anche dalle proprietarie della particella n. 1427”.

 

                            C.  Visto il rifiuto delle
sorelle di sottoscrivere la domanda di costruzione, il 6 novembre 2006 AP 1 ha
convenuto AO 1, AO 2, AO 3 e AO 4 davanti al Pretore della giurisdizione di Locarno
Città, il quale con sentenza del 16 febbraio 2009 ha accertato il diritto dell'attore
“di disporre e – nel caso non vi sia disponibilità – di realizzare sul mappale n.
1427 RFD di __________ un congruo numero di posteggi, nel senso del numero
massimo previsto dalle NAPR in relazione all'edificazione del suo fondo”. Tale
decisione è passata in giudicato (inc. OA.2006.112).

 

                            D.  Il 27 settembre 2010 AP 1 si
è nuovamente rivolto al Pretore perché ordinasse all'ufficiale del registro
fondiario di 

                                  iscrivere in favore della
sua particella n. 1127 “una servitù prediale di posteggio per l'uso di due
posteggi, da esercitare a carico dei parcheggi coperti esistenti al subalterno
A del fondo part. n. 1427 RFD di __________”. AO 1, AO 2, AO 3 e AO 4 hanno
proposto il 29 novembre 2010 di respingere la petizione. L'attore ha replicato
il 10 gennaio 2011, confermando la propria domanda. Con duplica dell'8
febbraio 2011 le convenute hanno ribadito il loro punto di vista. L'udienza
preliminare si è tenuta il 4 aprile 2011. Chiusa l'istruttoria il 14
settembre 2011, le parti hanno rinunciato al dibattimento finale, limitandosi a
conclusioni scritte. Nel suo memoriale del 26 ottobre 2011 l'attore ha chiesto una volta ancora di accogliere la petizione. Nel loro allegato del 19
ottobre 2011 le convenute hanno proposto nuovamente di respingere l'azione. Statuendo
con sentenza del 27 dicembre 2011, il Pretore ha respinto la petizione e ha posto
gli oneri processuali di fr. 1800.– a carico
dell'attore, tenuto a rifondere alle controparti fr. 3900.– per ripetibili.

 

                            E.  Contro la sentenza appena
citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 1° febbraio 2012 per
ottenere che il giudizio impugnato sia riformato nel senso di accogliere la petizione
e di ordinare all'ufficiale del registro fondiario l'iscrizione della servitù
litigiosa. Nelle loro osservazioni del 4 aprile 2012 AO 1, AO 2, AO 3 e AO 4 concludono
per la reiezione dell'appello.

 

Considerando

 

in diritto:              1.  Alle
impugnazioni si applica il diritto in vigore al momento della comunicazione
della decisione (art. 405 cpv. 1 CPC). Ora, secondo la legge nuova le sentenze
emanate dai Pretori con la procedura ordinaria sono appellabili entro 30 giorni
(art. 311 cpv. 1 CPC), sempre che, trattandosi di controversie patrimoniali,
il valore litigioso raggiunga almeno fr. 10 000.– “secondo l'ultima
conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). In
concreto tale presupposto è dato, il Pretore 

                                  avendo fissato
tale valore in fr. 33 000.– (sentenza impugnata, pag. 4), ciò che appare verosimile e che le
parti non contestano. Quanto alla tempestività del rimedio giuridico, la decisione impugnata è stata notificata al legale
dell'attore il 28 dicembre 2011. Introdotto
il 1° febbraio 2012, l'appello in esame
è dunque ricevibile, il termine essendo rimasto sospeso dal 18 dicembre
2011 al 2 gennaio 2012 in virtù dell'art. 145 cpv. 1 lett. c CPC.

 

                             2.  Secondo il Pretore, a
prescindere dalla qualifica giuridica attribuibile al diritto d'uso dei due
posteggi in favore dell'attore e della di lui moglie, nel caso specifico non sussiste
alcuna base legale per postulare “ex novo – o quale conversione del
diritto d'uso preesistente – l'iscrizione di una servitù prediale di posteggio,
quasi si trattasse di un posteggio necessario”. Né – egli ha continuato – le
difficoltà dell'attore nella vendita della sua proprietà dovute alla mancata
iscrizione nel registro fondiario di una tale servitù giustificano la pretesa,
anche perché alla costituzione dell'atto le parti erano consapevoli della
circostanza che non si trattava di una servitù prediale, sicché a un'eventuale
inaccortezza di allora non può essere chiesto adesso di porre rimedio al
giudice. Oltre a ciò, ha epilogato il Pretore, il diritto del
proprietario della particella n. 1127 di disporre e di realizzare sulla particella
n. 1427 un congruo numero di posteggi è già dato in base alla servitù
prediale di limitazione di destinazione regolarmente iscritta nel registro
fondiario, come figura nella sentenza del 16 febbraio 2009.

 

                             3.  L'appellante sostiene che il
titolo giuridico per far iscrivere la servitù prediale di posteggio sul fondo
delle convenute è la sentenza appena citata del 16 febbraio 2009 con cui il
Pretore ha accertato il diritto di lui, proprietario della particella n. 1127,
di disporre o realizzare almeno tre posteggi sulla particella n. 1427. Tale diritto
deve poter essere attuato – egli soggiunge – “indipendentemente da altri consensi”.
L'attore rileva inoltre che la sua proprietà ha un solo posteggio sulla
particella n. 1427, quelli coperti situati nell'autorimessa essendo concessi in
uso a lui e alla moglie in forza di una servitù personale irregolare non cedibile
né trasmissibile. E siccome egli ha diritto di eseguire almeno altri due
posteggi “a maggior ragione deve essergli riconosciuta la facoltà di attuare
quel diritto nel modo meno invasivo (…) che si possa ipotizzare, ovvero
convertendo le servitù personali di posteggio (…) in servitù prediale”. A maggior
ragione – egli afferma – se si pensa al suo diritto di formare due ulteriori posteggi,
giacché “chi ha titolo giuridico per disporre di cinque posteggi deve (…) avere
titolo giuridico per disporre di tre”. Infine, a parere dell'interessato, la
soluzione proposta non compromette il diritto della proprietaria della
particella n. 950 di creare posteggi sulla particella n. 1427 già per il fatto
che ciò non comporta alcuna modifica del fondo, né pregiudica alcuna facoltà
delle convenute, poiché in caso contrario il diritto si sommerebbe a quello
derivante dalla servitù di limitazione di destinazione.

 

                             4.  La causa promossa da AP 1 è
un'azione volta all'iscrizione di un diritto reale (servitù di posteggio) nel
registro fondiario. Ciò posto, l'art. 665 cpv. 1 CC (applicabile per il rinvio dell'art.
731 cpv. 2 CC) prevede che il beneficiario di un titolo d'acquisto [di una servitù] dispone di un'azione
personale per far eseguire l'iscrizione o, dandosi rifiuto di chi ha gravato
il fondo, per far riconoscere giudizialmente la servitù (DTF 117 II 29 consid. 3; Petitpierre in:
Basler Kommentar, ZGB II, 4ª edi­zione, n. 14 ad art. 731; Liver in: Zürcher Kommentar, 2ª edi­zione,
n. 29 ad art. 731 CC; Steinauer,
Les droits réels, vol. II, 4ª edizione, pag. 427, n. 2243e; Schmid/Hürlimann-Kaup, Sachenrecht,
4ª edizione, pag. 323 n. 1243). L'azione presuppone – 

                                  evidentemente – un valido titolo
giuridico (Petitpierre, op. cit., n.
22 ad art. 731; Steinauer, op.
cit., pag. 80, n. 1553). Di regola tale titolo è un contratto costitutivo di
servitù (Steinauer,
op. cit., pag. 415 n. 2222 e pag. 416 n. 2224;
Liver, op. cit., n. 5 ad art. 731 CC; Schmid/Hürlimann-Kaup,
op. cit., pag. 323 n. 1242).

 

                                  In concreto nemmeno l'attore
adombra l'esistenza di un contratto fra le parti che preveda la costituzione di
“una servitù prediale di posteggio per l'uso di due posteggi, da esercitare a
carico dei parcheggi coperti esistenti al
subalterno A del fondo part. n. 1427 RFD di __________”. Quanto alla sentenza
del 16 febbraio 2009, essa si limita ad accertare il contenuto della servitù di
limitazione di destinazione già iscritta sulla particella della 1427 in favore
della particella n. 1127. Essa conferma “il diritto di AP 1, __________, in
qualità di proprietario del fondo part. n. 1127 RFD di __________, di disporre
e – nel caso in cui non vi sia disponibilità – di realizzare sul mappale n.
1427 RFD di __________ un congruo numero di posteggi, nel senso del numero
massimo previsto dalle NAPR in relazione all'edificazione del suo fondo n. 1127
RFD di __________”, ma nulla più. Non giustifica dunque la pretesa iscrizione (Petitpierre, op. cit., n. 22 segg. ad
art. 731 CC), né ha – per ipotesi – natura costitutiva (ciò che avrebbe
legittimato l'iscrizione nel registro fondiario: Liver, op. cit., n. 29 ad art. 731 CC). In mancanza di un
valido titolo giuridico, nella fattispecie l'azione è perciò destinata all'insuccesso.

 

                                  Certo, la particella n. 1127
beneficia di una servitù di limitazione di destinazione. Ciò non significa tuttavia
che AP 1 possa esigere automaticamente e senza il consenso delle proprietarie
del fondo serviente l'iscrizione di una servitù prediale di posteggio. Il
diritto in questione conferisce all'attore la facoltà di disporre di un congruo
numero di posteggi sul fondo serviente o, in caso di indisponibilità, il
diritto di realizzare tali posteggi. Nient'altro. E come risulta dalla sentenza
del 16 febbraio 2009, l'interessato fruisce già di tale diritto, almeno per
quanto riguarda tre posteggi. Che poi, analogamente a quanto vale in materia di
passo veicolare, egli possa costruire a proprie spese le opere di cui necessita
l'esercizio della servitù (DTF 132 III 546 consid. 3.3.1 con riferimenti; RtiD
II-2006 pag. 700 n. 48c), eseguendo egli medesimo i lavori necessari sul fondo
serviente (sentenza del Tribunale federale 5A_253/2008 del 22 agosto 2008, consid.
5 in: ZBGR 90/2009 pag. 242; Steinauer, op.
cit., pag. 442 n. 2280), è
una questione che esula dalla presente controversia.

 

                             6.  Relativamente al diritto di
usare due posteggi coperti che le convenute hanno riconosciuto nel 1997 all'attore
e alla di lui moglie, la conversione di una servitù personale in servitù prediale
implica – in sintesi – l'estinzione della prima e la costituzione della
seconda. Se non che, anche in un caso del genere devono essere adempiute le premesse
per la radiazione dell'una e la costituzione dell'altra (Piotet in: Traité de droit privé suisse,
vol. V/2, Basilea 2012, pag. 81 n. 229). Per tacere del fatto che in concreto tutto
si ignora sulla volontà di G__________, la quale non è stata interpellata e non
può presumersi rappresentata del marito, l'appellante nemmeno allude
all'esistenza di un titolo giuridico dal quale risulti la volontà delle
convenute di conferire carattere prediale alla servitù personale. Una modifica
del diritto in rassegna non entra quindi in considerazione. L'assenza di un cambiamento
straordinario, imprevedibile, irrimediabile e indipendente dalla volontà delle
parti – da un canto – e di uno sconvolgimento dell'equilibrio delle prestazioni
reciproche tale da rendere la pretesa esecuzione del contratto contraria alle
regole della buona fede – dall'altro – esclude altresì un adeguamento del diritto
nel senso prospettato dalla giurisprudenza (DTF 127 III 304 consid. 5b).

 

                                  Si aggiunga che, contrariamente
all'opinione dell'appellante, la soppressione della servitù personale non può
dirsi “a tutto vantaggio” delle convenute. La servitù prediale conferirebbe al
proprietario della particella n. 1127, oltre al congruo numero di posteggi
riconosciutigli conformemente alla nota servitù di limitazione di destinazione,
il diritto a due ulteriori posteggi. Per di più, tale servitù graverebbe il
fondo serviente anche in caso di alienazione del fondo dominante e la sua radiazione
potrebbe aver luogo solo in virtù di una dichiarazione del proprietario del
fondo dominante (art. 963 cpv. 1 e 964 cpv. 1 CC: Steinauer, op. cit., pag. 434 n. 2259 e 2261 seg.). La
servitù personale, per contro, non cedibile né trasmissibile, si estingue anche
con la morte degli aventi diritto. Mal si comprende dunque perché la servitù prediale
favorirebbe le convenute. Ne discende che l'appello manca di consistenza anche
in proposito.

 

                             7.  Le spese del giudizio odierno
seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). L'appellante rifonderà inoltre alle
controparti, che hanno formulato osservazioni per il tramite di un legale, un'adeguata
indennità per ripetibili.

 

                             8.  Quanto ai rimedi esperibili
contro l'odierna sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il
valore litigioso raggiunge la soglia di fr. 30 000.–
ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF, come si è rilevato dianzi (consid. 1).

 

Per questi motivi,

 

decide:                 1.  L'appello è respinto e la
sentenza impugnata è confermata.

 

                             2.  Le spese giudiziarie di fr. 1000.–
sono poste a carico dell'appellante, che rifonderà alle controparti fr. 2500.– complessivi
per ripetibili.

 

                             3.  Notificazione a:

	
   

  	
  – avv.;

  – avv.. 

  

                                  Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno Città.

 

 

Per la prima Camera civile del
Tribunale d'appello

Il
presidente                                                 La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le
decisioni finali, parziali, pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in materia
civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi;
quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in materia
civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di
importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso
in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per 

i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il
termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso durante le ferie
giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre
misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).