# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0c256723-90aa-508e-9ba0-e3ede76f3e6e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-08-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 26.08.2003 INC.2003.12104
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-12104_2003-08-26.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.12104

  	
  Lugano

  26 agosto 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________

  
	
   

   

   

   

   

   

  sedente per statuire
  sull'istanza di proroga del carcere preventivo presentata il 12 agosto 2003
  dal

  
						

 

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico
  __________, Ministero pubblico di
  Bellinzona,

   

  
	
   

  	
  nei confronti di

  

 

	
   

  	
  __________, attualmente detenuto c/o PCT, Cadro,

  (patrocinato dall'avv.
  __________)

  

 

 

 

accusato
ed estradato per i reati di cui agli artt. 260 bis (in relazione con l'art. 112
CP) e 260 ter CP, con successiva estensione alle ipotesi di reato di cui agli
artt. 111, 112, 122, 183, 184, combinate (a seconda del caso e delle
circostanze indicate) con gli artt. 25, rispettivamente 21 e 22 CP, nonché 134
CP e 260 bis (in relazione con 111, 183, 122 CP);

 

viste
le osservazioni della difesa (20 agosto 2003);

 

visto
l'incarto MP __________/2003 (e classatore Rapporto d'arresto O.C.);

 

 

ritenuto

 

 

in fatto

 

 

A.

 

__________
è stato arrestato in Romania il 12.12.2002, in esecuzione di un ordine
d'arresto internazionale del 9.12.2002, per i reati di cui agli artt. 260 bis
CP (in relazione con 112 CP) e 260 ter CP (AI 11, 17, 18, 19 e 36).
L'estradizione alla Svizzera, meglio l'arrivo in Ticino, è avvenuta il 27
febbraio 2003, in base all'ordine 369/C del Ministero di Giustizia rumeno (AI
36, doc. _ inc. GIAR 28.02.2003).

Questo
giudice ha confermato l'arresto il 28 febbraio 2003, ritenuti presenti gravi
indizi per il reato di cui all'art. 260bis CP, necessità istruttorie e pericolo
di fuga (doc. _, inc. GIAR citato).

 

Per
completezza si precisa che analogo ordine, così come tutta la procedura che ne
è derivata, ha colpito __________ (figlio di __________), i due avendo agito
(secondo l'accusa) di concerto in (e per) ogni fase dei fatti imputati.

 

 

B.

 

Le
accuse mosse a __________ sono in relazione a fatti in vario modo (ritenuti)
connessi all'uccisione violenta di __________, avvenuta a __________ il 3
dicembre 2002 ad opera di __________ e di tale __________.

__________
è accusato di aver preso parte, unitamente a altri, ad un disegno criminoso
finalizzato all'omicidio di tre guardie di confine elvetiche, verso le quali
__________ nutriva sentimenti di vendetta, disegno poi concretizzatosi nei
confronti di __________, moglie di una delle guardie; il tutto conformemente ad
un piano, dietro compenso e quale membro di un'organizzazione criminale (cfr.
AI _).

Nei
fatti, l'accusato, dopo aver avuto conoscenza delle intenzioni vendicative di
__________ (inizio estate 2002), avrebbe accettato di collaborare con lui alla
realizzazione della vendetta reclutando, a tale scopo, altri quattro cittadini
moldavi __________, organizzato un incontro a __________ (Romania) durante il
quale si sarebbero anche pattuito il compenso, mantenuto i contatti con
__________ nel periodo successivo a tale incontro, fornito (sempre ad
__________) le generalità dei  quattro moldavi (oltre alle sue e quelle di suo
figlio) per permettere la compilazione di "inviti" verso la Germania,
ricevuto la documentazione e trasmesso quella necessaria ai quattro moldavi
allo scopo di ottenere il visto (per la Germania). Fattori indipendenti dalla
volontà dell'accusato (e degli altri moldavi) avrebbero ostacolato
l'ottenimento dei visti in questione, rispettivamente la trasferta in Germania
(cfr. Rapporto d'arresto 28 febbraio 2003, pagine da 2 a 3 e relativi
riferimenti, in inc. GIAR 121.2003.1, doc. _; riassunto di tali fatti, siccome
emersi dall'istruttoria, in Verbale PP V. __________, 25 luglio 2003, p. 2;
Istanza di proroga 12 agosto 2003, p. 23/24). Inoltre, la persona che ha poi
effettivamente accompagnato __________ in Ticino, e risulta essere l'autore
materiale dell'uccisione di __________, sarebbe stata segnalata e inviata in
Germania da __________ e __________ (Rapporto d'arresto, p. 3 e 4). 

 

Per
completezza e correttezza di esposizione, si precisa che __________ non nega di
aver in qualche modo organizzato, e partecipato, all'incontro di __________, di
aver mantenuto dei contatti con __________, rispettivamente di aver fatto da
tramite per la trasmissione delle generalità e la ricezione degli inviti.
Afferma però che il tutto era finalizzato al recarsi in Germania per
un'attività di guardia del corpo e che mai si è parlato di vendette contro
doganieri svizzeri (cfr., per tutti, verbale GIAR 28 febbraio 2003, p. 7 e
seguenti).

 

 

C.

 

Con
l'istanza qui in discussione, il magistrato inquirente, dopo aver riassunto i
risultati dell'inchiesta in generale (pagine da 2 a 8), ripercorre gli indizi
di colpevolezza nei confronti di __________, sia dal profilo oggettivo che da
quello soggettivo (ancorché, spesso travalicando quanto necessario per il
presente giudizio sconfinando in quanto potrebbe interessare la requisitoria
sul merito), e contesta, richiamandosi in particolare alle dichiarazioni di
__________ e di sua moglie, la versione fornita dall'accusato sui fatti che gli
vengono imputati (Istanza da p. 8 a p. 23). I concreti e gravi indizi vengono
comunque riassunti dal magistrato inquirente alle pagine 23 e 24 dell'Istanza
di proroga. Dei riferimenti e delle interpretazioni del magistrato inquirente
si dirà, laddove necessario, nei considerandi di diritto.

In
seguito, e sempre nell'istanza, si precisa che sulla base delle emergenze
istruttorie le ipotesi di reato che meglio si attagliano alla fattispecie,
sarebbero quelle di complicità in assassinio (mancato, tentato e consumato)
nonché di sequestro di persona; da questa constatazione l'estensione
dell'accusa effettuata il 25 luglio 2003 __________ avrebbe, con la sua attività
(di "intermediazione"), contribuito al concretizzarsi ed allo
svolgersi della spedizione punitiva di __________ e __________ contro le tre
guardie di confine, (iniziata ma non conclusa: perciò mancato assassinio, sub.
tentato), all'effettiva uccisione di __________ (non potendo escludere che
altre persone, oltre alle guardie di confine, potessero essere uccise: da qui
la complicità in assassinio consumato) e alla privazione della libertà,
rispettivamente aggressione, dell'amica della vittima (non potendo escludere
neppure questo: quindi sequestro di persona e rapimento e aggressione). Nello
stesso solco, si colloca l'estensione agli atti preparatori di omicidio,
lesioni gravi e sequestro di persona.

L'inchiesta,
sempre a dire del magistrato inquirente, è ormai conclusa e la proroga
richiesta (tre mesi) serve all'espletamento delle formalità di deposito degli
atti e di chiusura (Istanza p. 26). La richiesta si fonda, oltre che
sull'esistenza di gravi indizi di reato, sul concreto pericolo di fuga, vista
la pesantezza delle accuse e l'assenza di qualsiasi legame con la Svizzera.

La
gravità dei reati, fa sì che, sempre per il magistrato inquirente, la
detenzione preventiva subita, ed eventualmente ancora da subire, rispetta il
principio di proporzionalità. 

 

 

D.

 

Con
le osservazioni del 20 agosto 2003, la difesa di __________ si oppone alla
proroga richiesta. A suo giudizio il fatto che il Procuratore pubblico dichiari
l'inchiesta conclusa e rimetta al giudice del merito la sussunzione dei fatti
ad una o più delle numerevoli ipotesi di reato formulate, evidenzia sia la
pochezza degli indizi di reato, sia l'inutilità di una proroga (Osservazioni p.
2). Inoltre, contesta (argomentando) l'impostazione di carattere requisitoriale
utilizzata dal magistrato inquirente nell'esporre quelli che sarebbero gli
indizi di reato ed il fatto che vengano date per accertate circostanze (in
particolare affermazioni di __________ e di __________) che non lo sono, mentre
viene negata ogni e qualsiasi credibilità alle dichiarazioni dell'accusato e
del figlio per il solo fatto che durante la detenzione in Romania hanno potuto
avere contatti tra loro (Osservazioni, p. da 5 a 20). La conclusione è, per la
difesa, che non sono dati gravi indizi di colpevolezza, in quanto nessun elemento
agli atti permette di affermare che __________ fosse cosciente del "reale
motivo per il quale __________ cercava persone da ingaggiare"
(Osservazioni, p. 20). 

In
seguito, "e dal profilo meramente giuridico e dando quindi per assodato
che il ruolo di __________ sia effettivamente quello descritto dal Procuratore
pubblico nella lista che figura alle pagine 23 e 24 dell'istanza di proroga"
(Osservazioni p. 20), contesta (con riferimenti giurisprudenziali) che tali
circostanze possano essere ritenute elementi costitutivi dei reati ascritti.
Sempre a giudizio della difesa, in nessun modo l'agire dell'accusato ha
facilitato l'esecuzione dei reati effettivamente commessi a __________ da
__________ e __________ (il secondo non essendo entrato in contatto con il
primo tramite __________), non vi sono elementi che permettano di affermare la
presa in considerazione dell'eventualità di un rapimento e, per quanto concerne
la complicità nel mancato assassinio delle guardie di confine, l'agire
dell'accusato ha a malapena superato l'aspetto del puro parlato: non vi è stato
in alcun modo inizio di esecuzione (Osservazioni p. da 20 a 25). Quanto agli
atti preparatori, l'agire di __________ non permetterebbe di concludere che
egli ha compiuto "il passo decisivo verso l'esecuzione del reato e che,
dopo l'ultima messa a punto, passerà all'esecuzione", già per il solo
fatto che i visti non sono stati ottenuti (Osservazioni p. 26).

La
difesa contesta pure l'esistenza di una delle condizioni alternative per il
mantenimento del carcere preventivo. Pericolo di recidiva non è neppure
invocato dal magistrato inquirente che, nel contempo, ha dichiarato l'inchiesta
conclusa. Quanto al pericolo di fuga, la difesa afferma che la condizione di
povertà, la conoscenza di due sole lingue e l'assenza di formazione
professionale lo escludono in quanto l'accusato  "non saprebbe dove
andare" e sarebbe "identificabile" in qualsiasi posto
si recasse (Osservazioni p. 30).

Da
ultimo, osserva che la detenzione preventiva dura da oltre otto mesi (di cui
quasi tre a fini estradizionali) senza che sia emerso nulla oltre agli incontri
in Romania e a quanto già accertato al momento della conferma dell'arresto in
Svizzera. Anche tenuto conto della gravità dell'intera vicenda, una proroga
appare lesiva del principio di proporzionalità (Osservazioni p. 28).

 

 

 

Delle
altre considerazioni e argomentazioni delle parti si dirà, se necessario nei
considerandi che seguono.

 

 

 

Considerato

 

 

 

in diritto

 

 

 

1.

 

L'istanza,
presentata prima del termine di scadenza tecnica della detenzione preventiva
subita in Svizzera (REP 1986 p. 161) e con tempi che hanno permesso il rispetto
del diritto di essere sentito dell'accusato, è ricevibile.

 

 

2.

 

I principi che reggono la materia, pur se noti alle
parti, vengono qui riproposti:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al
pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare
ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di
interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.
32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine
pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128)."

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc.
520.2001.5) 

 

 

3.

 

a)

Come
già intuibile dai considerandi sui fatti, in concreto gli indizi (oggettivi) di
reato emersi dall'inchiesta  nei confronti di __________ sono quelli elencati
dal Procuratore pubblico alle pagine 23 e 24 dell'Istanza di proroga,
segnatamente:

 

-   organizzazione, accompagnamento e
partecipazione all'incontro di __________ tra __________ e quattro altri
cittadini moldavi __________ nel giugno 2002;

 

-   mantenimento dei contatti tra
__________ ed i quattro altri moldavi durante il periodo successivo ed anche ai
fini di trasmettere le generalità per la preparazione degli "inviti"
a recarsi in Germania;

 

-   ritirato
e fatto consegnare ai quattro moldavi gli "inviti" trasmessi da
__________;

 

-   partecipato
ad ulteriori incontri con __________ in Romania nel novembre 2002;

 

si
veda pure quanto comunicato dal Procuratore pubblico a __________, nel verbale
25 luglio 2003 (VI __________).

 

b)

Queste
circostanze, la cui esistenza non è contestata neppure dall'accusato (Verbale
GIAR 28 febbraio 2003 p. 7 e ss., doc. _ inc. GIAR 121.2003.1) sono, dal
profilo oggettivo, indizi concreti dell'esistenza (rispettivamente della
commissione) di atti preparatori punibili ex art. 260 bis CP. Va ricordato che
gli atti preparatori costituiscono il passo intermedio tra il semplice parlato
ed il passo decisivo che conduce all'inizio del tentativo (DTF 117 IV 384), che
deve trattarsi di un comportamento esteriore constatabile che esprima
intenzione di proseguire nell'azione, un comportamento inerente disposizioni
(atti) concrete d'ordine tecnico o organizzativo (quali il procurarsi documenti
o "… auch das Beschaffen von Informationen": Trechsel, Kurzkommentar,
no. 2 ad art. 260 bis CP) conformi ad un piano (cioè che abbiano un legame
logico tra loro, senza che sia necessario che il piano stesso sia già chiaramente
definito: DTF 111 IV 155;Trechsel, no. 3 ad 260 bis). Inoltre, per la
consumazione del reato non è necessario che si sia già materialmente in
condizione (sempre dal profilo oggettivo) di passare all'atto, rispettivamente
che tutti gli atti preparatori previsti siano stati portati a compimento (DTF
111 IV 155). Ritenuto, inoltre, che la cifra 2 della norma in questione è
applicabile solo se la rinuncia risulta da una autonoma motivazione interna
(DTF 118 IV 366).

 

c)

La
conclusione di cui sopra, per divenire definitiva nell'ambito delle competenze
di questo giudice (limitate a verosimiglianza e senza pregiudizio per il
merito), necessita della presenza d'indizi anche per quanto concerne l'aspetto
soggettivo (l'intenzione, che concerne sia gli atti preparatori che il reato
progettato), a maggior ragione nella fase conclusiva delle indagini. Come
detto, __________ nega di aver mai saputo che gli incontri, il reclutamento di
altri quattro cittadini moldavi, il mantenimento dei contatti e le procedure per
l'ottenimento degli "inviti" e dei visti, avessero quale obiettivo la
spedizione punitiva nei confronti delle tre guardie di confine svizzere.
Tuttavia, e ancora una volta senza pregiudizio per il merito, indizi che vanno
in senso contrario alle sue dichiarazioni esistono e sono sufficienti (per la
presente decisione).

__________,
in merito allo scopo ed al contenuto dell'incontro di __________, afferma in
modo abbastanza esplicito di aver parlato della sua intenzione di vendetta nei
confronti dei tre doganieri, di aver promesso 2'000.- EUR per ogni persona che
avrebbe partecipato alla "spedizione", di aver richiesto a __________
(ed al figlio __________) di occuparsi dei visti per la Germania perché da lì
si sarebbe poi partiti alla volta della Svizzera (Verbale __________
26.06.2003). Anche a prescindere dal determinare se tali affermazioni  possano
essere corroborate da quelle di __________ (che non ha partecipato
personalmente all'incontro di __________, ma afferma di aver sentito "personalmente"
__________ dire al marito che gli avrebbe trovato le persone giuste per la sua
vendetta, persone "brave nel tagliare" - Verbale PP
__________, 4.04.2003 e 12 giugno 2003), va comunque considerato che più
elementi concorrono ad indicare che colui che ha effettivamente accompagnato in
Svizzera __________ ( __________) é stato messo in contatto con quest'ultimo
dalle stesse persone presenti all'incontro di __________ (__________e
__________), persone con le quali __________ (e  __________) é rimasto in
contatto anche durante il viaggio in Ticino il 3 dicembre (si vedano le
dichiarazioni ed i collegamenti telefonici riassunti in Verbale PP __________
16 giugno 2003 e verbali __________ 17 dicembre 2002 e 21 gennaio 2003). Quanto
sopra supporta le affermazioni di __________ circa il contenuto della
discussione avvenuta a __________ in presenza dei __________. Analogamente, il
fatto che __________ sia partito per la Svizzera subito dopo l'arrivo di 
__________, preparandosi a tale viaggio già nei giorni precedenti, permette di
pensare che chi doveva recarsi in Germania (quindi anche i __________ e gli
altri quattro moldavi incontrati a __________, sebbene poi impediti alla
trasferta dalle difficoltà incontrate nell'ottenere il visto, rispettivamente
per passare il primo confine -  cfr. per __________ e __________, cfr. AI 169)
fosse informato del reale scopo della trasferta senza dover attendere che le
reali finalità della stessa gli venissero indicate dopo l'arrivo in quel paese
(con il conseguente rischio, per __________, di una non accettazione del
cambiamento). Pur non potendosi escludere categoricamente altre possibilità, i
fatti e le circostanze sopra descritte indiziano in modo concreto, e
sufficiente anche a questo stadio finale dell'istruttoria, la presenza dell'aspetto
soggettivo del reato di cui all'art. 260 bis CP, così come contenuto
nell'ordine d'arresto.

d)

Indizi
(ancorché non granitici) sono pure presenti in relazione alla conoscenza
dell'infrazione progettata, e verso la quale tendono gli atti preparatori.
Sebbene lo stesso __________ nei suoi verbali resi in Romania (in particolare
quelli del 17 dicembre 2002 e 21 gennaio 2003) afferma, sostanzialmente che
l'intenzione non fosse quella di uccidere, alcune dichiarazioni della moglie
(8.12.2002) e le annotazioni trovate a casa sua (cfr. Rapporto di polizia 24
dicembre 2002, AI __________) vanno in senso contrario, perlomeno per quella
che poteva essere l'intenzione di reato (progettato) al momento degli incontri
in Romania e successivi contatti per concretizzare la trasferta in Germania di
6 persone. Se non quali veri e propri indizi, perlomeno quali elementi
circostanziali, il numero di persone coinvolte, l'entità della trasferta, i
preparativi messi in opera già prima dell'arrivo dei moldavi, rispettivamente
di  __________ (per es. noleggio vettura il 23/25 novembre 2002 - cfr. verbali
17 dicembre 2002 e 21 dicembre 2002), i costi dell'operazione (e non da ultimo
la fuga programmata per tutta la famiglia - cfr. Verbale PP __________ 22
maggio 2003 p. 3) rendono plausibile che il reato progettato non si limitasse
ad una semplice "lezione" tramite pestaggio (con il non indifferente
problema di intervenire con precisa contemporaneità presso tutti e tre, onde
evitare l'allarme).

 

e)

Di
contro, non emergono (e neppure sono indicati dal magistrato inquirente)
elementi indizianti di particolare concretezza, per il reato di cui all'art.
260 ter. In buona sostanza, l'ipotesi (anche se non peregrina) non è sostenuta
da indizi concreti per quanto concerne la struttura durevole e gerarchizzata
con ripartizione dei compiti e comportamento sistematico per rapporto alle
finalità dell'organizzazione (Basler Kommentar, no. 6 ad 260 ter).

La
conoscenza di persone pronte a "tagliare" o il fatto che __________
parli, in uno dei suoi verbali, dell'"organizzazione" dei __________
", non è sufficiente.

 

 

4.

 

a)

Come
detto, in data 25 luglio 2003, le ipotesi d'accusa sono state estese a tutta
una serie di ipotesi di complicità in reati consumati, rispettivamente tentati
o mancati. Ritenuto che in materia di estradizione vige il principio della
specialità (art. 14 LFEstr., RS 0.353.1), il Procuratore pubblico ha segnalato
di aver richiesto alle autorità rumene l'estensione dell'estradizione (AI
__________), ritenendo però che ciò non sia strettamente necessario trattandosi
di modifica della qualifica giuridica sulla base degli stessi fatti
(verosimilmente con riferimento all'art. 14 cifra 3, che prevede comunque la
doppia punibilità). Con scritto del 22 agosto 2003, il Ministero della Giustizia
rumeno ha comunicato che la domanda di estensione è stata accordata dalla Corte
d'appello di Costanza con sentenza del 18 agosto 2003, non ancora cresciuta in
giudicato. Appare pertanto verosimile che l'estensione a tutte le altre ipotesi
di reato menzionate nel già citato verbale del 25 luglio 2003 che la questione
(procedurale: cfr. per analogia DTF 117 IV 222) si risolva a breve, senza dover
determinare se tutte le ipotesi oggetto di estensione (peraltro non contestate
dalla difesa ex art. 191 CPP) costituiscano una semplice modifica della
qualifica giuridica dei fatti menzionati nell'ordine d'arresto che è servito
alla richiesta di estradizione stessa (si veda, per esempio, l'assenza di ogni
e qualsiasi riferimento all'amica della vittima, legata e imbavagliata).

D'altro
canto, e per le finalità del presente giudizio, non è necessario verificare se
gli indizi di reato siano dati (e sufficienti) per ogni ipotesi formulata dal
magistrato inquirente. Basta che quelli riscontrati permettano di determinarsi
anche sulla proporzionalità della detenzione cautelare. Questo non solo per
evitare di pregiudicare, in qualche modo, le competenze del giudice del merito
e, ancora prima, quelle del magistrato inquirente al momento della decisione di
(eventuale) rinvio a giudizio, ma anche per rispettare il ruolo procedurale di
questo giudice che non è quello di effettuare accertamenti sui fatti (in
particolare laddove molto dipende dalla determinazione degli elementi
soggettivi) e sussumerli ad una delle numerose norme di cui alla promozione ed
estensione dell'accusa, bensì quello di verificare, per un'ipotesi di reato
indicata, se gli indizi che emergono dall'istruttoria sono sufficienti.

 

b)

A
titolo abbondanziale, si rileva comunque che, di principio, laddove il reato
progettato è portato a compimento o tentato (in senso tecnico), non vi è più
spazio per l'applicazione dell'art. 260 bis (salvo in caso di concorso - atti
preparatori plurimi o reati progettati plurimi), trattandosi di norma
sussidiaria (Basler Kommentar, n. 18 ad art. 260 bis). Questo vale per l'autore
e il correo, ma anche per il complice la cui assistenza è punibile già se il
reato è tentato. La punibilità è data anche se (il complice) favorisce solo una
parte dell'agire altrui, non è a conoscenza di tutti i dettagli del reato che
si intende compiere o, spontaneamente, rinuncia "à tenir son ròle
jusqu'au bout" (P. Graven, L'infraction pénale punissable, p. 301; DTF
108 Ib 301).

Per
quanto concerne il caso specifico, si rileva che se fornire un'arma (anche
altrimenti reperibile), favorire gli incontri tra persone ai fini della
commissione di un reato mettendo a loro disposizione il luogo dell'incontro o
fornire l'indirizzo per un aborto, costituiscono atti di assistenza (DTF 108 Ib
301; REP 1986 p. 321; DTF IV 7 78) causali all'infrazione (nel senso di una
"Förderungskausalität": DTF 121 IV 109), lo possono ben essere anche
il mettersi a disposizione quali (possibili) correi, procurarne altri, favorire
il reciproco incontro ed operare per organizzare/permettere la trasferta
(avvicinamento) verso il luogo dove si dovrebbe compiere il reato.

Quanto
all'aspetto soggettivo, e ricordato che basta il dolo eventuale (DTF 121 IV
109), è sufficiente che il complice sappia che presta assistenza per un reato
determinato, senza che sia necessario conoscerne i dettagli concreti (S.
Trechsel, Kurzkommentar, n. 9 ad art. 25). In tal senso non si può che ribadire
quanto detto ai considerandi 3 c. e 3 d. della presente, in merito
all'assassinio/omicidio delle guardie di confine, senza necessità di
determinarsi in questa sede (anche perché si scivolerebbe troppo nel campo
delle deduzione e/o della requisitoria) su tutte le altre possibilità che
l'accusato avrebbe "preso in considerazione" (Istanza, p. 25).

 

 

5.

 

Riconosciuti
i gravi indizi di reato, occorre determinare se è pure (e ancora) presente una
delle altre condizioni che permettono il mantenimento (rispettivamente la
proroga) della carcerazione preventiva. 

Il
magistrato inquirente fa valere il pericolo di fuga.

A
mente di questo giudice tale pericolo è dato e concreto. __________ è cittadino
straniero residente all'estero e non ha legami di alcun tipo con il territorio
elvetico. Egli è confrontato con imputazioni gravi per i quali è prevista la
reclusione (e ciò vale già per l'ipotesi di atti preparatori). Non va inoltre
dimenticato, per il reato di atti preparatori, che sebbene questi costituiscano
un'infrazione indipendente, l'eventuale colpa dell'autore non può essere
totalmente scissa dalla gravità del reato progettato (G. Strantenwerth,
Schweizerisches Strafrecht, 5. Auflage, p. 195). Pertanto, l'accusato rischia
(a maggior ragione se dovesse trovar conferma l'ipotesi di complicità)
concretamente, di vedersi confrontato con una pena di una certa gravità, magari
da espiare, circostanza che deve essere considerata nella valutazione del
rischio di fuga (DTF 106 Ia 407). Tutto quanto sopra impone di concludere che
le conseguenze di una "fuga" possono apparirgli quale male minore per
rapporto a quello derivante da ulteriore carcerazione (DTF 12 agosto 1981 in re
C.).

Non
si comprende appieno il significato che la difesa attribuisce alle affermazioni
secondo cui il pericolo di fuga non sarebbe dato in quanto l'accusato "non
saprebbe dove andare" e sarebbe "identificabile" in
ogni luogo. Se con ciò s'intende che in caso di messa in libertà, l'unica
destinazione potrebbe essere la Romania, da dove sarebbe (di nuovo)
estradabile, basterà qui ricordare che l'estradabilità non è elemento che possa
diminuire o attenuare il concetto di pericolo di fuga contenuto nelle norme
sulla carcerazione preventiva (cfr. M. Luvini, in REP 1989, p. 293).

 

 

6.

 

La
proporzionalità di una carcerazione deve essere analizzata da angolature
diverse. Da un lato occorre mettere in relazione la durata del carcere
preventivo con la gravità (e complessità) della fattispecie (tenuto conto delle
sue eventuali ramificazioni - anche internazionali -, ecc.) con la pena
presumibile, dall'altro occorre anche verificare il rispetto del principio di
celerità (SJ 1981 p. 383 e citazioni; art. 102 CPP).

Nel
caso concreto, il carcere preventivo sofferto (poco meno di 6 mesi in Svizzera
e poco meno di 3 in Romania a fini estradizionali) è ancora rispettoso del
principio di proporzionalità, tenuto conto della gravità dei reati imputati, e
lo sarebbe ancora, a mente di questo giudice, se la detenzione fosse prorogata
di qualche mese. 

Nell'istanza
del 12 agosto 2003 si afferma a chiare lettere che l'istruttoria è conclusa e
solo è necessario disporre del tempo per espletare le formalità di chiusura
(Istanza, p. 26). Tuttavia, non è (ancora) stato effettuato formalmente il
deposito degli atti in quanto si attende il Rapporto di Polizia Giudiziaria,
sollecitato il 31 luglio 2003 (AI 156).

E'
già stato detto, sebbene in ambito non completamente analogo (cioé in sede di
valutazione delle necessità istruttorie per il mantenimento della carcerazione)
dell'irrilevanza dell'attesa del Rapporto di polizia giudiziaria (GIAR 2 maggio
2002 in re P., inc. 492.2001.4). Occorre qui ribadire che se l'inchiesta è
conclusa (il che significa che tutte gli elementi sono stati raccolti e
prospettati, tutti gli atti d'indagine esperiti) non è ammissibile protrarre la
carcerazione nell'attesa (qui prospettata in un mese circa - cfr. Istanza p. 26)
del Rapporto di polizia giudiziaria, a maggior ragione quando lo stesso non
dovrebbe contenere alcun elemento nuovo da prospettare (rispettivamente quando
gli elementi raccolti dalla polizia per delega, sono già agli atti in altra
forma - cfr. AI 170). Ne consegue che tale attesa può violare il principio di
celerità e, nel caso in esame, impone di limitare la proroga richiesta a poco
più di un mese (e fino al giorno 30 settembre 2003), tempo sufficiente per
espletare le formalità di chiusura.

 

 

 

 

P.Q.M.

 

 

 

 

viste
le norme applicabili, in particolare gli artt. 260 bis (in relazione con l'art.
112 CP) e 260 ter CP, artt. 111, 112, 122, 183, 184, in relazione con  25,
rispettivamente 21 e 22  CP, nonché 134 CP e 260 bis (in relazione con 111,
183, 122 CP), artt. 95 ss., 102, 103, 279 ss., 284 CPP,

 

 

decide

 

 

 

1.     L'istanza è parzialmente accolta, il carcere preventivo cui è
astretto __________ è prorogato sino al giorno 30 settembre 2003,
compreso.

 

 

2.     Non si prelevano tasse e spese.

 

 

3.     Contro la presente è dato reclamo alla CRP entro
10 giorni dall'intimazione.

 

 

4.     Intimazione:

         -    PP __________

(con copia delle osservazioni 20 agosto 2003 della
difesa e con inc. MP __________/2003 di ritorno);

         -    avv. __________, per sé e
per __________;

         -    Direzione
PCT, Lugano-Cadro (per conoscenza);

         -    SEPEM,
Taverne-Torricella (per conoscenza). 

 

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
__________