# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 025a84b8-c968-530b-b27f-fb0538e89366
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-04-24
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht I. Zivilkammer 24.04.2006 ZF 2005 67
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_006_ZF-2005-67_2006-04-24.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Tribunale cantonale dei Grigioni
Dretgira chantunala dal Grischun

___________________________________________________________________________________________________

Rif.: Coira, 24 aprile 2006 Comunicata per iscritto il: 
ZF 05 67

(Beim Bundesgericht ist eine Berufung hängig.)

Sentenza
Camera civile

Presidenza Presidente Brunner
Giudici Heinz-Bommer, Riesen-Bienz, Giger e Zinsli 
Attuario Crameri

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Visto l’appello civile

del C . , convenuto e appellante, rappresentato dall’avv. lic. iur. Andrea Toschini, 
Casa Moesa, 6535 Roveredo,

contro

la sentenza del Tribunale distrettuale Moesa del 19/29 agosto 2005, comunicata il 
16 settembre 2005, in re A. E., attore e appellato, rappresentato dall’avv. dott. iur. 
Tuto Rossi, Viale Stazione 31c, 6500 Bellinzona, contro il convenuto e l’appellante, 

concernente azione creditoria,

è risultato:

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A. Con contratto del 22 ottobre 2003 Antonio e B. E. hanno aperto un 
conto ed un deposito presso il C. di D.. Contemporaneamente con accordo per 
l’utilizzo dei servizi Direct Net essi hanno ottenuto l’accesso tramite computer alle 
prestazioni della banca.

Il 13 aprile 2004, alle ore 10.54, A. E., tramite l’accesso Direct Net, ha 
ordinato al C. di acquistargli presso la F. (detta appresso F.) 30'000 pezzi di 
warrants sulla Clariant CLNVG, valore no. 1768964, emessi dalla Banca Cantonale 
Vodese. Il C. ha eseguito l’or-dine, comperando i pezzi di warrants al prezzo unitario 
di fr. 0.30 e addebitando di fr. 9'074.90 il conto dei coniugi E.. Dopo aver notato che 
il prezzo dei pezzi di warrants era salito a fr. 0.58, lo stesso giorno, alle ore 11.48, 
A. E. ha impartito l’ordine di venderli. Anche questo ordine è stato eseguito dal C., 
che ha accreditato di fr. 17'231.80 il conto dei clienti.

Costatato che il prezzo di fr. 0.30 dei pezzi di warrants differiva sensibilmente 
dal prezzo di mercato, la F. ha annullato la compera degli stessi. La pubblicazione 
dell’annullamento è avvenuta il 13 aprile 2004 alle ore 12.05. In seguito il C. ha 
stornato tanto l’acquisto quanto la vendita dei pezzi di warrants (accredito fr. 
9'074.90, addebito fr. 17'231.80), ciò che A. E. non ha accettato.

B. Con istanza del 19 maggio 2004 al Presidente del Circolo di D. A. E. 
ha proposto azione creditoria dell’importo di fr. 8'556.90 (fr. 8'156.90 di mancato 
guadagno [fr. 17'231.80 – 9'074.90] e fr. 400.-- di costi preprocessuali) contro il C.. 
Fallito il tentativo di conciliazione, il 3 giugno 2004 è stato rilasciato il libello coi 
seguenti petiti:

Di parte attrice:

“1. Il C. è condannato a pagare ad A. E., 6535 D., la somma di CHF 
8'556.90 più interessi al 5% dal 15.4.2004 per CHF 8'156.90 e dal 
19.5.2004 per CHF 400.--.

2. Protestate tasse, spese e ripetibili.”

Di parte convenuta:
“1. L’istanza è integralmente respinta.

2. Protestate tasse, spese e ripetibili.”

Proseguita la causa colle stesse richieste con istanza processuale del 23 
giugno 2004, risposta del 23 settembre 2004 e un secondo scambio di scritti del 18 
ottobre 2004, rispettivamente del 24 novembre 2004, il Tribunale del Distretto 

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Moesa con sentenza del 19/29 agosto 2005, comunicata il 16 settembre 2005, ha 
giudicato:

“1. L’istanza processuale 23 giugno 2004 è parzialmente accolta.

§ Di conseguenza il C., D., è obbligato a versare al signor A. E., D., 
l’importo di CHF 8'556.90 oltre interessi al 5% dal 15 aprile 2004 su 
CHF 8'156.90.

2. La tassa di giustizia di CHF 2'300.--, di scritturazione di CHF 525.-- e le 
spese diverse di CHF 217.--, per complessivi CHF 3'042.--, sono a 
carico del convenuto, con l’obbligo di versare all’attore la somma di CHF 
2'765.-- a titolo di ripetibili.

3. Comunicazione.”

C. Contro questo giudizio il C. è insorto con appello del 29 settembre 
2005 al Tribunale cantonale dei Grigioni ed ha chiesto:

“1. L’appello è accolto e la sentenza del Tribunale distrettuale Moesa del 
19/29 agosto 2005/16 settembre 2005 è riformata. Di conseguenza 
l’azione tendente al pagamento di fr. 8'556.90 più interessi al 5% (dal 
15 aprile 2004 su fr. 8'156.90 e dal 19 maggio 2004 sui restanti fr. 400.--) 
promossa da A. E. nei confronti del C. viene integralmente respinta.

2. Protestate spese e ripetibili di prima e di seconda istanza.”

A. E. ha proposto la reiezione dell’appello.

La Camera civile considera :

1. Dichiarato con proposte formulate il 29 settembre 2005 contro la 
sentenza del Tribunale del Distretto Moesa del 19/29 agosto 2005, comunicata il 16 
settembre 2005, e debitamente motivato con memoria del 2 dicembre 2005, 
l’appello adempie i requisiti formali giusta gli artt. 218, 219 e 224 cpv. 2 CPC. Di 
conseguenza è ricevibile in ordine.

2. Dal profilo formale colla risposta l’appellato chiede che siano 
interrogati i testi G. (nuovamente) ed H..

Ai sensi dell’art. 220 cpv. 1 CPC l’appellato, che personalmente non ha 
interposto appello, può a sua volta presentare appello adesivo formulando delle 
proposte entro il termine perentorio di 10 giorni dalla comunicazione della 
dichiarazione d’appello. Le proposte devono quindi essere fatte, pena la perenzione 
del diritto d’assunzione delle prove, al più tardi coll’appello adesivo. Postulate colla 
risposta d’appello, esse sono intempestive e quindi inammissibili. Inoltre non si può 

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fare a meno di rilevare che giusta l’art. 226 cpv. 1 CPC dinanzi all’istanza d’appello 
le parti non possono offrire nuovi mezzi di prova. Esse possono invece esigere che 
vengano assunti i mezzi di prova proposti entro termine utile dinanzi alla prima 
istanza ma non accolti dalla stessa, per quanto essi possano essere di importanza 
essenziale per il giudizio della questione controversa. I testi offerti dall’appellato non 
possono essere ammessi, poiché il primo è stato escusso dall’istanza precedente e 
il secondo è nuovo.

3. Coll’appello la questione della legittimazione attiva dell’attore non è 
stata ripresa. Di conseguenza questo punto non deve essere riconsiderato.

4. a) Il convenuto s’è obbligato ad aprire un conto ed un deposito intestati 
all’attore ed alla sua moglie. Questo rapporto contrattuale è retto dalle condizioni 
generali e dal regolamento di deposito (atti 3.3, 3.9 e 3.10). Inoltre la banca ha 
concesso ai clienti l’utilizzo dei servizi Direct Net conformemente alle condizioni per 
Direct Net (atti 3.8 e 3.11). Lo scopo dei contratti del 22 ottobre 2003 era perciò la 
gestione del conto, la custodia di depositi e la compera nonchè vendita di cose 
mobili o di cartevalori; si trattava quindi di un negozio giuridico misto. Esiste quindi 
un’unione del mandato (art. 394 segg. CO), della commissione (art. 425 segg. CO) 
e del contratto di deposito (art. 472 segg. CO). Nel concreto caso la vertenza volge 
attorno ad ordini di borsa, per cui in primo piano stanno le norme sulla commissione. 
Il convenuto era quindi responsabile della fedele e diligente esecuzione degli affari 
affidatigli (art. 425 cpv. 2 in unione coll’art. 398 CO).

b) In sostanza l’istanza precedente espone che la Direttiva 15 della F. 
relativa alla procedura in caso di mistrades, vale a dire d’errori di transazioni (atto 
3.14), quindi la facoltà d’annullare l’acquisto dei pezzi di warrants, non è applicabile 
nei confronti dell’attore, poiché riguarda unicamente il rapporto tra la F. ed il 
convenuto e non la relazione tra quest’ultimo e l’attore. Di conseguenza, sempre a 
dire dei primi giudici, per difetto sia di una base contrattuale o legale, sia 
dell’autorizzazione del titolare del conto, il convenuto non poteva stornare la 
compera e la vendita dei pezzi di warrants. Per tale motivo essi gli rimproverano 
una violazione degli obblighi contrattuali ai sensi degli artt. 97, 397 e 398 CO e lo 
condannano a rifondere all’attore l’importo di fr. 8'556.90 oltre l’interesse. Questo 
parere è insostenibile.

c) Ai sensi dell’art. 425 cpv. 1 CO commissionario in materia di compra 
e vendita è colui che s’incarica di eseguire in nome proprio per conto di un altro, del 

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committente, la compera o la vendita di cose mobili o di cartevalori. Tra l’attore ed 
il convenuto è stato stipulato un contratto di commissione tant’è vero che il 
convenuto ha concluso in nome proprio, ma per conto dell’attore due contratti, l’uno 
di compera e l’altro di vendita di 30'000 pezzi di warrants colla F. (art. 2 lett. d della 
Legge federale sulle borse e il commercio di valori mobiliari [Legge sulle borse, RS 
954.1], art. 3 cpv. 5 della relativa ordinanza, RS 954.11; Andreas von 
Planta/Christian Lenz, Basler Kommentar, Obligationenrecht I, 3. Aufl. 2003, artt. 
425 – 438, n. 1 e 2; Gautschi, Berner Kommentar, Bd. VI/2/6, 2. Aufl. 1961, pag. 8; 
Altherr/ Brem/Bühlmann, Schweizerisches Obligationenrecht, 2. Aufl., Bern 1994, 
art.425, n. 2). La compera è stata addebitata (fr. 9'074.90) e la vendita (fr. 17'231.80) 
accreditata sul conto dell’attore. L’acquisto delle cartevalori è poi stato annullato 
dalla F., poichè il prezzo di fr. 0.30 delle stesse differiva sensibilmente dal prezzo di 
mercato. Forzatamente l’annullamento della compera ha impedito la vendita della 
cartevalori. Il negozio giuridico in esecuzione del contratto di commissione non è 
quindi stato adempito. Intanto conformemente alle prescrizioni legali la 
commissione non implica la responsabilità per l’inadempimento del negozio, se 
come nel concreto caso non v’è stata una violazione del contratto di commissione, 
causata per colpa del commissionario. Per la responsabilità è necessaria 
un’esplicita assicurazione contrattuale, che il convenuto non ha dato. Il committente 
porta il rischio d’adempimento del contratto di compera, concluso in esecuzione del 
contratto di commissione, poiché il commissionario agisce per suo conto (Andreas 
von Planta/Christian Lenz, op. cit., art. 425, n. 3 e 4).

Anche la responsabilità del mandatario per l’inadempimento del mandato è 
giustificata dalla circostanza che egli risponde dell’inadempimento, che questo sta 
dunque nel suo ambito di rischio. Tuttavia come la responsabilità contemplata dagli 
art. 41 e 97 CO anche quella per la fedele e diligente esecuzione dell’affare affidato 
al mandatario (art. 398 cpv. 2 CO) è una responsabilità per colpa (anche se con 
invertito onere della prova). Non è l’impossibilità d’adempimento d’ascrivere alla 
colpa del mandatario cade la premessa dogmatica della sua responsabilità. 
Inadempimenti di cui il mandatario non è responsabile sono a rischio del mandante. 
L’impossibilità d’adempimento esente da colpa del mandatario ha per conseguenza 
che la richiesta d’esecuzione del mandato s’estingue senza obbligo d’indennizzo da 
parte del mandatario (Fellmann, Berner Kommentar, Bd. VI/2/4, 1992, art. 398 CO, 
n. 227).

Alla stessa conclusione si giunge anche in applicazione degli artt. 431 cpv. 1 
e 402 cpv. 1 CO. Il diritto del commissionario alla rifusione delle anticipazioni delle 

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spese e degli altri sborsi è qualificato nel senso che presuppone un’azione nell’in-
teresse del committente (art. 431 cpv. 1 CO). Secondo il senso questa limitazione 
è la stessa di quella dell’art. 402 cpv. 1 CO, che richiede una regolare esecuzione 
del mandato. Esatta è quindi un’esecuzione oggettivamente corretta. Per contro il 
diritto alla rifusione delle anticipazioni delle spese e degli altri sborsi non dipende 
dal successo delle prestazioni del commissionario. Anche se il contratto concluso 
in esecuzione della commissione è annullato ed il commissionario non ha quindi 
diritto alla provvigione, egli ha però diritto alla rifusione delle spese. In analogia con 
questo diritto ed alle stesse condizioni a lui spetta anche il diritto d’essere liberato 
da assunte obbligazioni. Il commissionario che in nome proprio, ma per conto del 
committente assume degli obblighi pecuniari nei confronti di un terzo ha la facoltà 
di rivendicarli. È il commissionario gestore di un conto del committente può com-
pensare le sue pretese (Andreas von Planta/Christian Lenz, op. cit., art. 431, n. 2 e 
5; Gautschi, op. cit., art. 431, n. 5a). Il diritto di compensazione è esplicitamente 
previsto dall’art. 8 delle Condizioni generali della banca (atto 3.9). Nel concreto caso 
il convenuto ha eseguito la commissione in modo corretto, senza violare il suo 
dovere di diligenza. Su ordine dell’attore ha comperato e venduto i pezzi di warrants 
addebitando di fr. 9'074.90 e accreditando di fr. 17'231.80 il conto dei clienti. In 
seguito all’annullamento della compera delle cartevalori da parte della F. altro non 
ha potuto fare che stornare l’acquisto e la vendita delle cartevalori (accredito fr. 
9'074.90, addebito fr. 17'231.80). Contrariamente all’assunto dell’attore, per queste 
operazioni non è necessaria la sua autorizzazione. Il diritto di compensazione della 
banca non è condizionato dall’autorizzazione del cliente. 

d) Dell’annullamento della compera dei pezzi di warrants l’attore è stato 
informato tempestivamente. L’accesso ai servizi Direct Net della banca gli ha per-
messo di prendere conoscenza dello storno della compera delle cartevalori già du-
rante la pausa di mezzogiorno del 13 aprile 2004 e di recarsi nel primo pomeriggio 
dello stesso giorno dal suo consulente bancario per chiarire la faccenda. La censura 
di violazione dell’obbligo d’informazione da parte del convenuto si rivela perciò in-
fondata.

e) Del pari dicasi dell’eccezione d’aver tralasciato di contestare la tem-
pestività della comunicazione e l’esistenza del mistrade, ossia dell’errore di transa-
zione. Le cifre 4.1 e 4.1bis delle Condizioni generali della F. dispongono che i parte-
cipanti ed i loro negoziatori borsistici registrati sono tenuti ad agire conformemente 
all’etica professionale, ad osservare i regolamenti della borsa ed a conformarsi alle 
sue decisioni (cfr. Nobel, Schweizerisches Finanzmarktrecht, 2. Aufl. Bern 2004, § 

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10, n. 147). Costata la F. l’immissione d’una transazione erronea ed annulla l’ope-
razione, essa invita i negoziatori interessati a stornarla immediatamente (atto 3.13). 
Dalla borsa la decisione d’annullamento è poi confermata alle parti interessate. Su 
domanda di una parte, la borsa può giustificare la sua decisione per iscritto (cifra 6 
della Direttiva 15 della F., atto 3.14). Ne viene che la decisione d’annullamento della 
F. è conforme alle anzidette cifre delle regolarizzazioni borsistiche. Ad essa il con-
venuto è vincolato. La contestazione è esclusa, data è unicamente la possibilità di 
contattare la borsa per la motivazione scritta della decisione. L’attore contesta la 
decisione, ma non spende una parola per indicare esattamente in che consista la 
pretesa erroneità della stessa.

5. Per i motivi suesposti l’appello va accolto, l’impugnata sentenza an-
nullata e l’azione respinta. Gli oneri processuali e le indennità a titolo di ripetibili 
seguono la soccombenza (art. 122 cpv. 1 e 2 CPC). L’istanza precedente ha 
omesso di considerare le spese della procedura di conciliazione di fr. 400.--, che 
vanno pure a carico dell’attore. 

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La Camera civile giudica:

1. L’appello è accolto, l’impugnata sentenza è annullata e l’azione è respinta.

2. I costi delle procedure di conciliazione di fr. 400.--, di prima istanza di fr. 
3'042.-- e d’appello, questi consistenti nelle tasse di giustizia di fr. 3'000.-- e 
di scritturazione di fr. 120.--, quindi dell’importo totale di fr. 3'120.--, vanno a 
carico di A. E., che rifonde al C. un’indennità di fr. 4'000.-- a titolo di ripetibili 
delle sedi distrettuale e cantonale.

3. Comunicazione a:

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Per la Camera civile del Tribunale cantonale dei Grigioni 
Il Presidente L'Attuario