# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 77dcb502-8eec-5837-b237-2bbab7ca5114
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-12-30
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 30.12.2014 14.2014.249
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2014-249_2014-12-30.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2014.249

  	
  Lugano

  30 dicembre 2014/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Simoni

  

 

 

statuendo quale giudice unico
(art. 48b LOG) nella causa SO.2014.3869 (rigetto definitivo dell’opposizione)
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, promossa con istanza 12
settembre 2014 da

 

	
   

  	
  CO 1 

  (rappr. dall’Ufficio esazione e condoni, Bellinzona)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando sul reclamo del 19 dicembre 2014 presentato
da RE 1 contro la decisione emessa il 17 dicembre 2014 dal Pretore;

 

ritenuto in fatto e
considerato in diritto:

 

                                  che con precetto
esecutivo n. __________ emesso il 10 giugno 2014 dall’Ufficio
esecuzione di Lugano (doc. A), la Confederazione Svizzera ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 6'582.05 oltre interessi
del 3% dal 17 maggio 2014, invocando quale titolo di credito l’“imposta
federale diretta 2011”, e di fr. 387.75 (“interessi aggiornati sino al
16.05.2014”);

 

                                  che
avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 12
settembre la Confederazione Svizzera ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 5;

                                  che
la parte convenuta si è opposta all’i­stanza
con osservazioni scritte del 15 ottobre 2014, mentre nella
sua replica del 20 ottobre l’istante ha confermato la sua domanda;

 

                                  che statuendo con decisione 17 dicembre 2014, il Pretore ha accolto l’istanza
e rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dalla parte convenuta,
ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 160.– e un’indennità di fr. 100.–
a favore dell’istante;

 

                                  che
contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa
Camera con un reclamo del 19 dicembre 2014 per ottenere “una decisione favorevole o perlomeno consona alla realtà”;

 

                                  che
la sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’op­posizione – è una
decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC),
contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso;

 

                                  che
la Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate
e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art.
321 cpv. 1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare,
di designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata
sia i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione
della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero
pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale
5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3);

 

                                  che
nel caso specifico il reclamante si è limitato a qualificare la decisione
impugnata come “inappropriata” e ad allegare “tutta la documentazione
necessaria per la valutazione”;

 

                                  che
tale motivazione è manifestamente insufficiente, sicché il reclamo si rivela
inammissibile;

 

                                  che
– sia rilevato per inciso – anche la motivazione esposta in prima istanza in
sede di osservazioni non giustificherebbe comunque l’annullamen­to o la modifica
della sentenza impugnata;

 

                                  che,
infatti, in virtù degli art. 80 e 81 LEF, il giudice pronuncia
il rigetto definitivo dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione sia
fondato su una decisione giudiziaria esecutiva o un titolo parificato, a meno
che l’escusso provi con documenti che dopo l’emanazione della decisione il
debito è stato estinto, il termine per il pagamento è stato prorogato o che è
intervenuta la prescrizione;

 

                                  che
la procedura di rigetto è una procedura documentale (Akten­pro­zess), il
cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì
l’esistenza di un titolo esecutivo;

 

                                  che
il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo prodotto dal creditore
– la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l’escusso non
renda immediatamente verosimili eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142, consid.
4.1.1);

 

                                  che
nella fattispecie la decisione di tassazione dopo reclamo emessa il 3 luglio 2013 in merito all’imposta federale diretta 2011 (doc. B accluso all’istanza) risulta passata in
giudicato – ciò che il reclamante non contesta – e costituisce così un valido
titolo di rigetto definitivo dell’opposizione per l’importo posto in esecuzione,
compresi gli interessi;

 

                                       che
in virtù dell’art. 81 cpv. 1 LEF l’escusso può opporsi al rigetto definitivo
ove provi con documenti che dopo la sentenza il debito è stato estinto o il
termine per il pagamento è stato prorogato ovvero dimostri che è prescritto;

 

                                       che
motivi di estinzione verificatisi prima e che sarebbero potuti essere sollevati
già nella procedura che ha portato alla sentenza non possono più essere fatti
valere in sede di rigetto (v. Stae­he­lin
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 5 ad art. 81 LEF);

 

                                  che
RE 1, in prima istanza, ha sostenuto che il suo reddito nel 2011 era stato di
soli fr. 55'841.– (a fronte dei fr. 157'100.– computati nella
decisione di tassazione), contestando di dovere pagare imposte calcolate d’ufficio
sulla base dei redditi conseguiti negli anni precedenti;

 

                                  che
siffatta contestazione, come visto, è irricevibile in sede di rigetto dell’opposizione;

 

                                  che
essa sarebbe semmai dovuta essere fatta valere con un ricorso alla Camera di
diritto tributario contro la decisione di tassazione dopo reclamo (come
peraltro indicato sulla stessa);

 

                                  che
la tassa del presente giudizio
seguirebbe la soccombenza del reclamante (art. 106 cpv. 1
CPC);

                                  che,
tuttavia, vista la sua situazione economica verosimilmente difficile (nei suoi confronti è stato recentemente rilasciato un attestato di
carenza di beni), si prescinde – eccezionalmente – dal riscuotere spese
processuali, il cui prelievo rischierebbe di tradursi per l’ente pubblico in
spese d’incasso infruttuoso supplementari;

 

                                  che
non si pone invece problema di ripetibili, la controparte non avendo dovuto
redigere osservazioni al reclamo;

 

                                  che
circa i rimedi esperibili sul
piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 6'969.80,
non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art.
74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è inammissibile.

 

                             2.  Non
si riscuotono oneri processuali.

 

                             3.  Notificazione
a:

	
   

  	
  –  ;

  –  .

   

  

                                  Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                 La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF).
Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1
LTF).