# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b20fdc62-76b6-5eb7-82ae-422a58a46e57
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-01-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 17.01.2000 15.2000.3
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2000-3_2000-01-17.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2000.00003

  	
  Lugano

  17 gennaio
  2000 /FA/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso
15 novembre 1999 di

 

                                         __________

                                         rappr.
da __________ 

                                         contro

 

l’operato dell’UE di Lugano, in
particolare contro il verbale di pignoramento/attestato di carenza beni 6
ottobre 1999 emesso dall'UEF di Vallemaggia a conclusione dell'esecuzione n.
__________ promossa dalla ricorrente nei confronti di 

 

                                         __________

 

viste
le osservazioni  4 gennaio 2000 dell'UEF di Vallemaggia;

 

esaminati
atti e documenti;

 

ritenuto

 

 

in fatto:                     A.   Sulla
base di un attestato di carenza beni di data 20 maggio 1999 __________ ha
postulato il proseguimento dell'esecuzione con scritto 8 giugno 1999. L'ufficio
ha inviato alle parti il verbale di pignoramento/attestato di carenza beni 6
ottobre 1999, indicando che "i beni mobili segnalati per il pignoramento
sono stati a suo tempo venduti dall'UEF di Locarno nell'ambito di procedure
esecutive contro l'ex-marito. Non vi sono altri beni".

 

                                  B.   Con
ricorso 15 novembre 1999 __________ si è aggravata contro l'attestato di
carenza beni. Sostiene di non poter accettare il risultato del pignoramento,
visto che non è stato pignorato alcun bene dell'escussa. La ricorrente chiede
di giustificare le spese di trasferta e ritiene troppo elevato il supplemento
per il figlio a carico. Chiede da ultimo di computare nel salario dell'escussa
pure l'assegno familiare.

 

                                  D.   Con
osservazioni 4 gennaio 2000 l'ufficio ha rilevato la tardività del gravame,
indicando poi lo svolgimento dei fatti e le motivazioni giuridiche che lo hanno
guidato.

 

Considerato 

 

in diritto:                  1.   Secondo l'art. 17 cpv. 2 LEF il termine di ricorso contro un
provvedimento di un ufficio di esecuzione o di fallimento è di 10 giorni a
partire dal giorno in cui il ricorrente ne ebbe notizia.

                                         In
concreto risulta dagli atti dell'incarto esecutivo che l'ACB è stato spedito
alle parti il 6 ottobre 1999 ed è stato ritirato dalla rappresentante della
ricorrente il successivo 8 ottobre. Il ricorso è quindi ampiamente tardivo e,
come tale, irricevibile. Non sono ravvisabili motivi di nullità che
giustifichino un intervento d'ufficio di questa Camera.

 

                                   2.   A
titolo abbondanziale si fa comunque rilevare che, dall'incarto e dalle
osservazioni al ricorso dell'ufficio, si evince l'infondatezza delle
argomentazioni ricorsuali. Nell'appartamento dell'escussa non vi erano beni
pignorabili; il cursore vi si è recato per due volte (10 agosto e 28 settembre
1999), l'indennità di trasferta richiesta è quindi congrua. Il figlio
dell'escussa, __________, è nato nel 1983 (cfr. sentenza di divorzio 6 maggio
1996), la Tabella dei minimi di esistenza agli effetti del diritto esecutivo
del 1° gennaio 1994 emanata da questa Camera (cfr. Flavio Cometta, Commentario
alla LPR, Lugano 1998, p. 343 ss.) prevede una deduzione di fr. 500.-- per
figli tra i 16 e i 20 anni. Da ultimo, il certificato di salario agli atti non
prevede il versamento di un assegno familiare all'escussa. Si noti che, nel
calcolo eseguito dall'ufficio, il salario è stato correttamente maggiorato
degli alimenti percepiti dall'escussa per il figlio.

 

                                   3.   Il
ricorso è quindi irricevibile, in quanto tardivo. Non si prelevano spese (art.
61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF);

richiamati  gli art. 17
e 93 LEF;

 

pronuncia               1.   Il ricorso 15 novembre 1999 __________, è
irricevibile.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

                                   3.   Contro
questa sentenza è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale, Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello, Lugano, in
conformità dell'art. 19 LEF.

 

                                   4.   Intimazione
a:   __________

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                             La
segretaria