# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c6cc52f3-cdb1-5355-9cd4-754757a1dee3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-02-21
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 21.02.2005 14.2004.136
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2004-136_2005-02-21.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2004.136

  	
  Lugano

  21 febbraio
  2005

  B/sc/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente,

  Pellegrini e Walser

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall’istanza 18 novembre 2004 presentata dalla

 

	
   

  	
  AO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 

  rappr. da RA 1 

   

  

 

sulla quale
istanza il Pretore __________ con sentenza 13 dicembre 2004 ha così deciso:

 

“1. È
pronunciato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo da 

     oggi,
lunedì 13 dicembre 2004 alle ore 12.00. 

  

  2./3./4. Omissis.”

 

Sentenza
dedotta tempestivamente in appello dalla AP 1 che con atto 23 dicembre 2004 ne
postula l’annullamento;

 

rilevato
che la parte appellata non ha presentato osservazioni;

 

preso atto
che con ordinanza presidenziale 27 dicembre 2004 all’appello è stato concesso
effetto sospensivo parziale;

ritenuto

 

 

In
fatto:

 

 

                                  A.   Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per
fr. 1'701.80 oltre interessi e spese.

 

 

B.    ll’udienza di contraddittorio del 7 dicembre 2004 la AP 1 ha
dichiarato di essere in attesa di un importo elevato, per cui ha chiesto di
prorogare la decisione fino al 13 dicembre 2004. Ricevuta la somma menzionata, avrebbe
saldato il suo debito nei confronti dell’istante.

 

C.    Con decisione 13 dicembre 2004 il Pretore __________ ha dichiarato
il fallimento della AP 1 a far tempo da lunedì 13 dicembre 2004 alle ore 12.00.

 

D.    Con atto d’appello 23 dicembre 2004 la AP 1 ha dichiarato di avere
provveduto al pagamento del suo debito nei confronti della creditrice,
producendo un estratto delle sue esecuzioni 22 dicembre 2004, dal quale risulta
che l’esecuzione in esame n. 108'769 promossa dalla AO 1 è stata saldata (doc.
D). In merito alla sua solvibilità l’appellante ha rilevato di avere saldato 5
ulteriori esecuzioni  (doc. D), per cui pendenti rimangono solo due procedure,
per una delle quali l’inesistenza del credito è già stata accertata in sede
giudiziale (doc. E e F), mentre la seconda procedura si trova in fase
istruttoria e la sua definizione dovrebbe aver luogo presumibilmente nel corso
del 2006 (doc. G, H, I e L).

 

 

Considerato

 

In diritto

 

                                   1.   

                                  a)   In
virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare
la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

                                         1)  il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                         2)  l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che

                                         3)  il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

 

                                  b)   L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità
giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di
debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata
ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF.
L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare
i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di
una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo
indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere
dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali
nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento
in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi
indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di
riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti
bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore
sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua
solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa
verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal
debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti
dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti
pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art.
174 LEF; Amonn/ Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts,
Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Brönnimann, Novenrecht
und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,
p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo
1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

 

                                  c)   Dall’estratto delle esecuzioni
dell’appellante 22 dicembre 2004__________ (doc. D) si evince che l'appellante
ha saldato, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, l'esecuzione in
oggetto n. __________ promossa dalla __________, per cui risulta adempiuto il
presupposto previsto all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

                                         Per quel
che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dal citato estratto
delle esecuzioni dell’appellante 22 dicembre 2004 (doc. D) appaiono, oltre
all’esecuzione in oggetto, 7 ulteriori procedure. Di queste 5 risultano saldate.
Per la procedura n. __________ promossa da __________ contro la AP 1 risulta
che, nell’ambito di una procedura promossa da __________ contro una terza
persona, __________ stesso ha dichiarato che l’esecuzione nei confronti della AP
1 è frutto di un suo errore (cfr. doc. E p. 2, replica nell’inc. n. OA.__________
della Pretura __________). Per l’altra procedura esecutiva n. __________,
sempre promossa da __________, è pendente una causa di merito, per cui il
debito non può essere considerato come già accertato (doc. G, H, I). In merito
a queste due procedure va osservato che dall’estratto delle esecuzioni 22
dicembre 2004 (doc. D) risultano essere ancora interposte le opposizioni. In
questo stadio di procedura non può quindi ancora essere ritenuto che
l’appellante sia effettivamente debitrice degli importi posti in esecuzione. 

                                         Orbene il
fatto che la AP 1 sia stata in grado di saldare i debiti accertati, dimostra
che essa non si trova in uno stato d'illiquidità e che è in grado di far fronte
ai suoi impegni. Il presupposto della sua solvibilità appare pertanto come reso
sufficientemente verosimile. Risultando pertanto adempiuti i requisiti previsti
dall'art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della AP 1 può essere annullato. 

 

 

                                   2.   L'appello
23 dicembre 2004 della AP 1 va quindi accolto.

                                         La tassa
di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo 

                                         le sedi
(art. 49 OTLEF). 

                                         Non si
assegnano indennità, non avendo la parte appellata

                                         presentato
osservazioni (art. 62 cpv. 2 OTLEF).

                                         Le spese
dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamato
l'art. 174 cpv. 2 LEF

 

 

pronuncia:                     I.     L'appello
23 dicembre 2004 della __________, è accolto. 

                                          

                                                 "1.   La
dichiarazione di fallimento 13 dicembre 2004 pronunciata __________, inc. EF.2004.48
nei confronti della AP 1, è annullato.

 

                                                  2.   La tassa di giustizia di prima sede di fr. 180.--,
da anticipare come di rito, è posta a carico della AP 1.

 

                                                 3.    Le spese dell'Ufficio esecuzione e fallimenti
di Blenio, da anticipare come di rito, sono poste a carico della AP 1.

 

 

                                          II.    La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già
anticipata dall'appellante, resta a carico della AP 1.

                                                 Non
si assegnano indennità.

 

                                          III.   Intimazione a:

                                                 –   RA
1;

                                                 –   AO
1;

                                                 –   Ufficio __________

                                                 –   Ufficio
dei registri __________;

                                                 Comunicazione
alla Pretura __________ 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                                           La
segretaria

	
  T

   

  erzi implicati