# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e12ac992-79c1-51fa-b513-2b131b2d938d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-08-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 07.08.2014 72.2014.22
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2014-22_2014-08-07.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2014.22

  	
  Lugano,

  7 agosto 2014/rs 

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone Ticino

  
	
  La Corte
  delle assise correzionali di Mendrisio

  
	
   

  
						

 

	
  composta da:

  	
  giudice Rosa Item, Presidente

  
	
   

  	
  Anna Grümann, vicecancelliera

  

 

sedente nell’aula
penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare

 

nella causa penale      Ministero
Pubblico

 

	
   

  	
  e in qualità di accusatori
  privati

   

  ACPR 1

  ACPR 2 

  patrocinati dall’avv. RAAP 1

  

 

	
  contro

  	
  IM 1

  rappresentato dall’avv. DUF 1 

   

  in carcerazione preventiva dal
  27 al 28 giugno 2013 (2 giorni)

  

 

	
   

  	
  e in qualità di terzo
  aggravato:

   

  TERAGR 1

  

 

	
  imputato, a norma dell'atto
  d'accusa 21/2014 del 7 febbraio 2014 emanato dal Procuratore Pubblico PP 1, di

  

 

                                   1.   furto (ripetuto)

per avere, 

a __________,

nel periodo compreso tra il mese di marzo 2013 ed il mese di
maggio 2013,

approfittando del fatto che era spesso ospite presso l’abitazione
delle accusatrici private e venendo a conoscenza del luogo in cui erano
custoditi gli oggetti di valore,

per procacciarsi un indebito profitto e al fine di appropriarsene,

 

ripetutamente sottratto a danno di ACPR 1:

 

                                   --   un anello d’oro giallo a
catena, 

                                   --   un anello d’oro giallo con
zaffiri e diamantini,

                                   --   una cavigliera d’oro
giallo, 

                                   --   un anello d’oro bianco con
diamanti e acquamarina, 

                                   --   un collier di tre ori, 

                                   --   un bracciale di tre ori,

                                   --   una spilla d’oro giallo con
acquamarina, 

                                   --   due opali di colore bianco,

 

per un valore quantificato dall’accusatrice privata in CHF 23'980.00
(refurtiva non recuperata fatta eccezione per l’anello d’oro giallo con
zaffiri e diamantini nonché per l’anello d’oro bianco con diamanti e
acquamarina, che sono sotto sequestro); 

 

e a danno di ACPR 2:

 

                                   --   un anello d’oro giallo e bianco
con diamantino,

                                   --   un anello d’oro giallo a
forma di serpente con zaffiro e diamantini, 

                                   --   un anello di tre ori e
diamanti,

                                   --   due fedi d’oro giallo, 

                                   --   una collana d’oro giallo
con ciondolo, 

                                   --   una collana tubolare d’oro
giallo, 

                                   --   un ciondolo in oro a forma
di ghepardo con diamanti e smeraldi, 

                                   --   un orologio in oro
massiccio Corum (modello Admiral cup)

                                   --   una collana d’oro giallo a
catena,

 

per un valore complessivo quantificato dall’accusatrice privata in
CHF 29'500.00 (refurtiva non recuperata);

 

ovvero per un totale complessivo pari a CHF 53'480.00,

 

beni venduti/consegnati dall’imputato a diverse società di
acquisto di preziosi e società di pegno, ottenendo così almeno CHF 9’000.00 in contanti;

 

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di luogo
e di tempo;

reato previsto: dall’art.
139 cifra 1 CP.

 

 

                                   2.   abuso di un impianto per
l'elaborazione di dati (ripetuto)

per avere, 

a __________ e a __________,

il 4 maggio 2013 ed il 14 giugno 2013,

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, 

servendosi in modo abusivo o indebito di dati, influito su un
processo elettronico o simile di trattamento o di trasmissione di dati,
provocando così, per mezzo dei risultati erronei ottenuti, un trasferimento di
attivi a danno di altri, e meglio, 

 

dopo essersi impossessato della carta Maestro di ACPR 1
senza il di lei consenso, effettuato tre distinti prelevamenti di denaro presso
apparecchi automatici utilizzando il codice PIN a lui noto, cagionando così un
danno all’accusatrice privata pari a complessivi CHF 3'100.00;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di
tempo indicate;

reati previsti: dall’art. 147 cpv. 1 CP.

 

 

Presenti:                     -   il Procuratore Pubblico PP 1, in rappresentanza del Ministero Pubblico; 

                                     -   l’imputato IM 1, assistito
dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1.

 

 

Espletato il
pubblico dibattimento dalle ore 14:00 alle ore 16:10.

 

 

Sentiti:                        -   il Procuratore Pubblico,
il quale rileva che i fatti sono ammessi e il diritto non pone alcun problema.
Per quanto concerne la pena, ritiene che in considerazione dell’immediata
ammissione e collaborazione da parte dell’imputato e soprattutto della sua
attuale situazione finanziaria e lavorativa, possano essere ammesse le condizioni
particolarmente favorevoli di cui all’art. 42 cpv. 2 CP. In conclusione, chiede
la conferma integrale dell’atto d’accusa e propone la condanna dell’imputato
alla pena detentiva di 18 mesi, non opponendosi alla sospensione condizionale
della stessa per un periodo di prova di 5 anni. Chiede la proroga di un anno
del periodo di prova relativo alla sospensione condizionale della pena
pecuniaria di cui al decreto d’accusa del 21.11.2011. Postula infine che gli
anelli in sequestro siano dissequestrati in favore di ACPR 1, previo
contestuale pagamento di fr. 570.-- da parte dell’imputato all’Istituto
prestiti su pegno;

 

 

                                     -   l’avv. DUF 1,
difensore dell’imputato, il quale rileva che i fatti di cui all’atto d’accusa
non sono contestati. Per quanto riguarda la pena, chiede che si tenga conto del
fatto che il suo patrocinato non ha agito per arricchirsi, che non ha
dimostrato alcuna pericolosità né assenza di scrupoli, che ha immediatamente
ammesso i fatti e collaborato, che ha firmato la convenzione di risarcimento e
si è scusato con i danneggiati ed infine che ha dimostrato di essere pentito di
quanto commesso, per cui chiede che venga condannato ad una pena detentiva non
superiore a 14 mesi. Si associa alla Pubblica accusa nel ritenere date le
circostanze particolarmente favorevoli ex art. 42 cpv. 2 CP, sottolineando in
particolare che IM 1 ha trovato un lavoro fisso e che la sua situazione
finanziaria si sta risanando. Pertanto, chiede che la pena detentiva venga
sospesa condizionalmente, non opponendosi ad un periodo di prova di 5 anni.
Chiede inoltre che non venga revocata la sospensione condizionale della pena
pecuniaria relativa alla precedente condanna. Postula infine la reiezione delle
pretese di risarcimento degli accusatori privati in virtù della clausola 4
della convenzione, pretese già fatte valere in via esecutiva. Non si oppone al
dissequestro dei gioielli dietro pagamento da parte del suo assistito di fr.
570.-.

 

 

Preso atto che le
parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della
sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;

 

 

visti gli art.                      12, 40, 42, 44, 46, 47, 49, 51, 70, 139, 147 CP;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG
sulle spese;

 

dichiara e pronuncia:

 

IM 1

 

                                   1.   è autore colpevole di:

 

                               1.1.   ripetuto furto

per avere,

a __________, nel periodo marzo -
maggio 2013,

per procacciarsi un indebito profitto e al fine di appropriarsene,

ripetutamente sottratto ai danni di ACPR 1 ed ACPR 2 gioielli per un valore
complessivo denunciato di fr. 53'480.--;

 

                               1.2.   ripetuto
abuso di un impianto per l’elaborazione di dati

per avere,

a __________ e a __________,

il 4 maggio e il 14 giugno 2013,

per procacciarsi un indebito profitto,

servendosi in modo abusivo di dati, influito su un processo elettronico o
simile di trattamento o di trasmissione di dati provocando un trasferimento di
attivi a danno di altri e meglio effettuando tre prelevamenti per complessivi
fr. 3'100.-- con la carta Maestro sottratta a ACPR 1,

 

e meglio come descritto nell’atto
d’accusa.

 

 

                                   2.   Di
conseguenza,

IM 1 è condannato alla pena
detentiva di 16 (sedici) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto.

 

 

                                   3.   L’esecuzione
della pena detentiva è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova
di anni 5 (cinque).

 

 

                                   4.   Non si fa luogo alla revoca
della sospensione condizionale della pena pecuniaria di 180 aliquote
giornaliere da fr. 100.-- cadauna di cui al decreto d’accusa del 21 novembre
2011; il relativo periodo di prova viene prorogato di un anno.

 

 

                                   5.   L’istanza di risarcimento
degli accusatori privati ACPR 1 ed ACPR 2 - peraltro già oggetto di esecuzione
sfociata in attestato carenza beni - è respinta, stante il “pactum de non
petendo” di cui al punto 4 della convenzione di risarcimento 10/22.10.2013.

 

 

                                   6.   IM 1 è condannato a versare
al terzo aggravato TERAGR 1 l’importo di fr. 570.--.

 

 

                                   7.   È
ordinato il dissequestro e la restituzione all’accusatore privato ACPR 1 di un
anello d’oro giallo con zaffiri e diamantini e di un anello d’oro bianco con
diamanti e acquamarina.

 

 

                                   8.   La tassa di giustizia di
fr. 500.-- e le spese procedurali sono a carico del condannato.

 

 

                                   9.   Le
spese per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

 

                               9.1.   Le
note professionali 22.10.2013, 08.07.2014 e 07.08.2014 dell’avv. DUF 1
sono approvate per:

 

onorario                      fr.       6’810.00

spese                          fr.          338.30

IVA (8%)                     fr.          571.85

totale                           fr.       7’720.15

 

                               9.2.   DUF 1 è tenuto a rimborsare
allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 7’720.15 non appena le sue
condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

 

 

 

 

 

Per la Corte delle assise
correzionali

La Presidente                                                       La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

Distinta spese:

Tassa di giustizia                              fr.           500.--

Inchiesta preliminare                       fr.           200.--

Altri disborsi (postali, tel.,
ecc.)       fr.           114.55

                                                             fr.           814.55

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