# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d34a8569-4fe0-5771-99a5-2f092bfb2135
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-07-28
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 28.07.2017 F-1228/2017
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-1228-2017_2017-07-28.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-1228/2017 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 8  l u g l i o  2 0 1 7  

Composizione 

 
Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Jenny de Coulon Scuntaro, Martin Kayser,  

cancelliere Reto Peterhans. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

patrocinato dall'avv. Luca Zorzi, 

Via Visconti 2, casella postale 1013,  

6501 Bellinzona,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato della migrazione (SEM),  

Quellenweg 6, 3003 Berna,  

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Rifiuto dell'autorizzazione d'entrata nello spazio Schengen. 

 

 

 

F-1228/2017 

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Fatti: 

A.  

A._______, cittadino marocchino nato il (…), ha chiesto all'Ambasciata di 

Svizzera a Rabat il rilascio di un visto Schengen della durata di 15 giorni 

per poter rendere visita ad B._______, cittadina elvetica sua conoscente 

residente a C._______. 

B.  

Con decisione del 3 gennaio 2017 la summenzionata rappresentanza sviz-

zera ha rifiutato il rilascio del visto richiesto mediante il modulo standard 

Schengen. 

C.  

In data 11 gennaio 2017 (data del plico raccomandato: 12 gennaio 2017) 

B._______ ha inoltrato opposizione alla Segreteria di Stato della migra-

zione (SEM) contro la citata decisione dell’Ambasciata di Svizzera a Rabat, 

adducendo che il motivo del rifiuto, risiedente nel timore da parte dell’auto-

rità che l’interessato non lasci la Svizzera allo scadere della durata di vali-

dità del visto, sarebbe inopportuno e pregiudizievole, oltre che offensivo. 

Essa ha sottolineato come il centro degli interessi di A._______ si trovi in 

Marocco, viste le profonde differenze socioculturali, ed ha dichiarato di as-

sumersi la responsabilità di garantire, dinanzi ad un notaio, il rientro in pa-

tria del suo ospite prima del termine di validità dell’eventuale visto. 

D.  

L'autorità inferiore ha respinto l'opposizione con decisione del 26 gen-

naio 2017. La SEM ha ritenuto che in ragione della situazione personale 

del richiedente, ed in particolare dell’assenza di precedenti viaggi nell’area 

Schengen, delle differenze sul piano socioeconomico tra la Svizzera ed il 

Marocco, nonché dei modesti mezzi finanziari a disposizione, il ritorno in 

patria allo scadere dell’eventuale visto non appare sufficientemente garan-

tito. La SEM ha infine osservato che non vi sono motivi particolari per con-

cedere l’autorizzazione d’entrata nello spazio Schengen a A._______ e 

che in definitiva unicamente quest’ultimo è in grado di assicurare la sua 

partenza al termine del visto, ciò indipendentemente dalla buona fede della 

persona invitante. 

E.  

Il 24 febbraio 2017 l’interessato, agendo per il tramite del proprio patroci-

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natore, è insorto avverso la decisione della SEM del 26 gennaio 2017 me-

diante ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: Tri-

bunale). Il ricorrente ha contestato, definendole censurabili, non condivisi-

bili ed al limite della pretestuosità, le argomentazioni dell’autorità inferiore 

secondo cui la sua situazione personale sarebbe da considerare instabile 

e vi sarebbe il rischio che una volta giunto nello spazio Schengen egli tenti 

di rimanervi. A._______ ha analizzato le condizioni poste dall’art. 5 cpv. 1 

LStr (RS 142.20), dichiarando di rispettarle pienamente. Egli ha in seguito 

sottolineato come l’autorità intimata abbia acriticamente ritenuto e non di-

mostrato che il visto vada rifiutato per uno dei motivi elencati all’art. 12 

cpv. 2 dell’ordinanza del 22 ottobre 2008 concernente l’entrata e il rilascio 

del visto (OEV, RS 142.204), circostanza comunque contestata. Con parti-

colare riferimento alla censura secondo cui la partenza dallo spazio Schen-

gen alla fine del soggiorno previsto non sarebbe garantita, il ricorrente ha 

affermato come essa sia infondata, avendo egli e B._______ formalmente 

preso l’impegno di rispettare il termine per rientrare in Marocco, dove ri-

siede la famiglia (nella località di D._______) e vi sarebbe il centro dei suoi 

interessi. La volontà di fare rientro in Marocco sarebbe inoltre rafforzata dal 

fatto che B._______ provvede e provvederà all’invio di denaro al ricorrente 

per l’acquisto di medicamenti e trattamenti dentari, ciò che dimostrerebbe 

l’esistenza di mezzi propri a disposizione di A._______. Quest’ultimo ha in 

seguito ripercorso il suo legame di amicizia, e quello dei familiari, con 

B._______, iniziato nel 1992 allorquando essa lavorava in Marocco, svol-

gendo la mansione di maestra al servizio di un’organizzazione umanitaria. 

Detti rapporti sono in seguito stati regolarmente mantenuti, anche tramite 

visite a D._______, mentre in questa occasione lo scopo del viaggio sa-

rebbe quello di fare conoscere al ricorrente le abitudini e le tradizioni elve-

tiche. Il regolare invio di denaro, il pagamento del biglietto aereo e delle 

spese di soggiorno in Svizzera da parte di B._______, oltre alla durata con-

tenuta del visto richiesto, comproverebbero l’assenza di dubbi circa la par-

tenza dell’insorgente allo scadere dell’autorizzazione Schengen. 

A._______ ha infine lamentato la violazione da parte della SEM del princi-

pio di proporzionalità, in quanto l’autorità inferiore non avrebbe riconosciuto 

l’adempimento delle condizioni poste dalla legislazione in materia di visti e 

si sarebbe abbandonata in un pretestuoso processo alle intenzioni. 

F.  

Il ricorrente ha tempestivamente provveduto a pagare l’anticipo spese ri-

chiesto dal Tribunale mediante decisione incidentale del 6 marzo 2017. 

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Pagina 4 

G.  

In data 28 marzo 2017 A._______ ha prodotto una procura in favore del 

proprio patrocinatore. 

H.  

Con osservazioni del 7 aprile 2017 la SEM ha precisato di avere proceduto 

ad una dettagliata analisi del caso del ricorrente e di avere rispettato la 

procedura in materia di visto, essa si è dunque riconfermata nella propria 

decisione ed ha chiesto al Tribunale di respingere il gravame in tutte le sue 

conclusioni. 

I.  

Preso atto della posizione dell’autorità inferiore, il 23 maggio 2017 

A._______ ha dichiarato di rinunciare a replicare, precisando nondimeno 

che la SEM ha ritenuto di non contestare le argomentazioni addotte nel 

ricorso del 24 febbraio 2017, segnatamente quelle contenute nei punti 3 

e 4. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 LTAF, giusta l'art. 31 LTAF il 

Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese 

dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. 

1.2 In particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione d'en-

trata nello spazio Schengen rese dalla SEM – la quale costituisce un'unità 

dell'amministrazione federale come definita all'art. 33 lett. d LTAF – pos-

sono essere impugnate dinanzi al Tribunale, il quale statuisce in via defini-

tiva (art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 lett. c cifra 1 LTF). 

1.3 Riservati i casi in cui la LTAF non dispone altrimenti, la procedura di-

nanzi al Tribunale è retta dalla PA (art. 37 LTAF). A._______ ha diritto di 

ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA), ed il suo ricorso, presentato nella forma e nei 

termini prescritti dalla legge, è ricevibile (art. 50 e 52 PA). 

2.  

Ai sensi dell'art. 49 PA, i motivi di ricorso sono la violazione del diritto fede-

rale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento, l'accerta-

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mento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché l'inade-

guatezza, nella misura in cui un'autorità cantonale non abbia giudicato 

come autorità di ricorso. Il Tribunale applica d'ufficio il diritto federale nella 

procedura ricorsuale e non è vincolato in alcun caso dai motivi del ricorso 

(cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevante è in primo luogo la situazione di fatto al 

momento del giudizio (DTAF 2014/1 consid. 2 e giurisprudenza ivi citata). 

3.  

3.1 La politica delle autorità svizzere in materia di visti riveste un ruolo im-

portante nella prevenzione dell'immigrazione clandestina (cfr. Messaggio 

del Consiglio federale relativo alla legge federale sugli stranieri dell'8 mar-

zo 2002, FF 2002 3327, pag. 3351 [di seguito: Messaggio LStr]). Non po-

tendo accogliere tutti gli stranieri che desiderano venire in questo paese, 

sia per un soggiorno di corta durata che per un soggiorno di lunga durata, 

le autorità svizzere possono applicare legittimamente una politica d'ammis-

sione restrittiva (cfr. DTF 135 I 143 consid. 2.2; sentenze del TAF  

C-1450/2013 del 23 ottobre 2013 consid. 3; C-4852/2011 del 20 mar-

zo 2013 consid. 3). La legislazione elvetica sugli stranieri non garantisce 

né il diritto d'entrata in Svizzera né quello al rilascio di un visto. La Confe-

derazione Elvetica, come gli altri Stati, non è tenuta ad autorizzare di prin-

cipio l'entrata di stranieri nel suo territorio. Questa decisione viene presa 

autonomamente in accordo con il diritto internazionale pubblico (Messag-

gio LStr, FF 2002 3327, pag. 3390; DTF 135 II 1 consid. 1.1; DTAF 2009/27 

consid. 3; 2014/1 consid. 4.1.1 e relativi riferimenti). Tuttavia la normativa 

di Schengen, ripresa dalla Svizzera con la conclusione degli accordi d'as-

sociazione a Schengen, limita le prerogative degli Stati firmatari in quanto, 

da un lato, la regolamentazione prevede delle condizioni uniformi per l'en-

trata nello spazio Schengen e del rilascio dei relativi visti e, dall'altro, ob-

bliga gli Stati firmatari a rifiutare l'entrata ed il rilascio di un visto qualora le 

condizioni previste non siano adempiute. Inoltre, se l'autorità competente 

per statuire sulla domanda di visto conclude all'adempimento da parte del 

richiedente delle condizioni per l'ottenimento e che non esiste alcun motivo 

di rifiuto, il visto deve in principio essere concesso. Nell'effettuare questo 

esame l'autorità dispone di un ampio margine di apprezzamento. Di con-

seguenza, come il Tribunale ha già rilevato a più riprese nella sua giuri-

sprudenza, la normativa di Schengen non conferisce né un diritto all'entrata 

nello spazio Schengen né un diritto al rilascio di un visto. 

3.2 Inoltre, malgrado i tribunali svizzeri e le autorità siano autonomi nell'ap-

plicazione e nell'interpretazione dell'acquis di Schengen, in quanto non esi-

ste un obbligo giuridico di tenere conto dell'interpretazione data dalla Corte 

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di giustizia dell'Unione europea (CGUE), il Tribunale, contribuisce all'appli-

cazione e interpretazione uniforme del diritto Schengen. Di conseguenza, 

prende in considerazione la giurisprudenza della CGUE, evitando di sco-

starsene senza motivi oggettivi (cfr. DTAF 2014/1 consid. 4.1.2 e relativi 

riferimenti). 

4.  

4.1 Nella presente fattispecie si applicano le norme di diritto nazionale con-

cernenti la procedura di visto, l'entrata e la partenza dalla Svizzera, per 

quanto gli Accordi di associazione alla normativa Schengen non prevedano 

disposizioni divergenti (art. 2 cpv. 4 e 5 LStr). 

4.2 In merito alle condizioni d'entrata in Svizzera per un soggiorno non su-

periore a 90 giorni, l'art. 2 cpv. 1 OEV, nel suo tenore del 4 maggio 2016, 

in vigore dal 16 maggio 2016, rinvia all’art. 6 del regolamento (UE)  

n. 399/2016 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 che 

istituisce un codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle 

frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen, GU L 77 del 

23 marzo 2016, pagg. 1-52). Le condizioni d'entrata così previste corri-

spondono, sostanzialmente, a quelle elencate all'art. 5 LStr. 

4.3 I richiedenti devono essere in possesso di uno o più documenti di viag-

gio validi che consentano di attraversare la frontiera e se richiesto, di un 

visto valido (lett. a e b), nonché giustificare lo scopo e le condizioni di sog-

giorno e disporre di mezzi finanziari sufficienti (lett. c, nonché art. 14 par. 1 

lett. a-c del regolamento [CE] n. 810/2009 del Parlamento europeo e del 

Consiglio del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario dei visti 

[codice dei visti, GU L 243/1 del 15 novembre 2009, pagg. 1-58]). Inoltre, 

non devono essere segnalati nel Sistema d'informazione Schengen (SIS) 

ai fini della non ammissione e non essere considerati una minaccia per 

l'ordine pubblico, la sicurezza interna, la salute pubblica o le relazioni inter-

nazionali di uno degli Stati membri (lett. d ed e). Infine, sarà valutata in 

modo particolare la volontà dei richiedenti di lasciare gli Stati membri, prima 

della scadenza del visto richiesto (art. 21 par. 1 codice dei visti; art. 5 cpv. 2 

LStr). 

4.4 La pratica e la giurisprudenza relative all'art. 5 LStr, ed in particolare a 

proposito della garanzia di rimpatrio prevista all'art. 5 cpv. 2 LStr, possono 

essere applicate alla presente fattispecie (in merito ai dettagli di tale pro-

blematica cfr. DTAF 2009/27 consid. 5.2 e 5.3). 

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5.  

Se le condizioni per rilasciare un visto al fine di entrare nello spazio Schen-

gen non sono adempiute, in casi eccezionali è comunque possibile conce-

dere un visto con validità territoriale limitata (di seguito: VTL). Lo Stato 

membro interessato può fare segnatamente uso di tale possibilità, se lo 

ritiene giustificato per motivi umanitari, di interesse nazionale o in virtù di 

obblighi internazionali (art. 2 cpv. 4 e art. 12 cpv. 4 OEV, art. 25 par. 1 lett. a 

codice dei visti e art. 6 par. 5 lett. c codice frontiere Schengen). 

6.  

In qualità di paese dello spazio Schengen, la Svizzera applica parimenti il 

regolamento n. 539/2001 del Consiglio del 15 marzo 2001 che adotta 

l’elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto 

all’atto di attraversamento delle frontiere esterne e l’elenco dei paesi i cui 

cittadini sono esenti da tale obbligo (GU L 81 del 21 marzo 2001,  

pagg. 1-7), il cui art. 1 par. 1 prescrive che i cittadini dei paesi terzi che 

figurano nell'allegato I al medesimo regolamento devono essere in pos-

sesso di un visto all'atto di attraversamento delle frontiere esterne degli 

Stati Schengen. In proposito, essendo il Marocco contemplato nel sopraci-

tato allegato I, l’interessato, quale cittadino di detto paese, soggiace all'ob-

bligo di visto. 

7.  

7.1 Al fine di valutare se l'uscita dallo spazio Schengen alla scadenza del 

soggiorno previsto risulti sufficientemente assicurata, è necessario giudi-

care un comportamento futuro. Ora, non è possibile constatare in modo 

certo un fatto non ancora accaduto, tuttavia si possono emettere delle sup-

posizioni, considerando l'insieme delle circostanze della fattispecie ed i dati 

concreti, che risultano dalla situazione generale del paese d'origine del ri-

chiedente. 

7.2 L’economia del Marocco è contraddistinta per la presenza di una mo-

derna rete di trasporti e comunicazione, per bassi costi di produzione, che 

uniti alla vicinanza all’Europa ed agli incentivi agli investimenti promossi nel 

corso degli ultimi anni (ad esempio nel settore delle energie rinnovabili), ne 

hanno aumentato la competitività. Tuttavia le condizioni quadro continuano 

a denotare importanti lacune. Tra di esse figurano deficit a livello formativo 

– con un’ampia fetta della popolazione femminile e di quella rurale analfa-

beta – delle qualifiche professionali, della burocrazia, in materia di traspa-

renza, di Stato di diritto e di lotta alla corruzione. Un’ulteriore fattore preoc-

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cupante è la perdita di posti di lavoro in settori tradizionali quali quello tes-

sile e della lavorazione del cuoio. Il settore primario genera circa il 15% del 

prodotto interno lordo, ma occupa quasi la metà della popolazione attiva; 

accanto ad un’agricoltura tradizionale su piccoli terreni, si sta sviluppando, 

grazie ad importanti investimenti pubblici e privati, un’agricoltura più mo-

derna e performante. Anche i settori del turismo e dell’esportazione di fo-

sfati rivestono un ruolo importante nel circuito economico. Gli scambi com-

merciali, specialmente con i paesi limitrofi, presentano un alto potenziale 

che però per il momento non viene pienamente sfruttato. L’economia ma-

rocchina può essere definita sostanzialmente stabile, con un tasso di cre-

scita previsto per il 2017 del 4%. Il prodotto interno lordo pro capite nel 

2016 ammontava a USD 2'250.– annuali (fonte: sito web del ministero degli 

esteri della Repubblica Federale di Germania [Auswärtiges Amt]: 

www.auswaertiges-amt.de > Aussen- und Europapolitik > Länderinformati-

onen > Marokko > Wirtschaft, aggiornato nel febbraio 2017, consultato nel 

luglio 2017). 

7.3 Tenuto conto delle considerazioni relative alla situazione socioecono-

mica in Marocco, nonché delle importanti differenze con la Svizzera, la va-

lutazione della SEM secondo cui il rischio di un'uscita non conforme ai ter-

mini prestabiliti appaia relativamente elevato non può essere contestata. 

Ciononostante trarre delle conclusioni basandosi unicamente sulla situa-

zione generale del paese d'origine, porterebbe ad una valutazione dei fatti 

eccessivamente generalizzata. Occorre pertanto esaminare l'insieme delle 

circostanze del caso concreto; in particolare le situazioni familiare, sociale 

o professionale possono costituire elementi di una prognosi favorevole in 

vista di una partenza regolare dalla Svizzera. Al contrario in assenza di tali 

indizi il rischio di aggiramento delle regole di diritto degli stranieri può es-

sere considerato elevato. 

8.  

Per quanto riguarda i legami esistenti nel paese d'origine, dagli atti di causa 

emerge che il richiedente, 59enne celibe, è senza impiego (cfr. domanda 

di visto Schengen presentata da A._______, incarto Simic, pagg. 19 e 20). 

Dalle dichiarazioni fornite in sede di ricorso sembrerebbe che la sua fami-

glia risieda in Marocco, mentre in merito ai mezzi finanziari a sua disposi-

zione A._______ ha allegato i versamenti di denaro effettuati da B._______ 

in suo favore tra il 27 giugno 2016 ed il 2 febbraio 2017, per complessivi 

fr. 4’680.– (al netto delle commissioni), sostenendo che questo sostegno 

finanziario da parte dell’invitante, destinato prevalentemente all’acquisto di 

medicamenti (la cui natura e scopo non sono indicati) ed a trattamenti den-

tari, continuerebbe anche dopo la sua visita in Svizzera e dimostrerebbe 

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l’esistenza di mezzi finanziari a sua libera disposizione. Occorre rilevare 

che oltre a queste informazioni, e all’affermazione secondo cui il centro dei 

suoi interessi si troverebbe in Marocco, agli atti non figurano ulteriori rag-

guagli in merito alla situazione personale di A._______. In particolare non 

sono stati fornite indicazioni circa il suo stato di salute, cosa perlomeno 

auspicabile visto l’accenno alla necessità di acquistare medicamenti, e le 

sue disponibilità finanziarie, oltre agli aiuti inviati dalla Svizzera. 

9.  

A fronte di quanto sopra menzionato, e considerata la situazione socioeco-

nomica del Marocco, la SEM non può essere criticata per non aver escluso 

il rischio che, una volta giunto nello spazio Schengen, l'interessato desideri 

prolungarvi la propria permanenza, con la speranza di trovarvi condizioni 

di vita migliori rispetto a quelle della sua terra natale. Di conseguenza, a 

questo proposito il Tribunale ritiene fondate le preoccupazioni dell’autorità 

inferiore, siccome non può essere escluso che l'insorgente, vista l’età, le 

condizioni di salute e la situazione economica, sia attratto dalla qualità della 

vita in Europa, e decida di stabilirsi durevolmente in Svizzera o in un altro 

paese dello spazio Schengen. 

10.  

Il Tribunale rileva infine che non sono adempiute le condizioni per la con-

cessione di un VTL, così come indicato al considerando 5, ed in particolare 

dalle tavole processuali non emergono motivi umanitari. 

11.  

11.1 Lo scrivente Tribunale considera inoltre che il desiderio espresso da 

B._______ di permettere a A._______ di visitare la Svizzera, per quanto 

perfettamente legittimo e comprensibile, non è atto a giustificare l'otteni-

mento di un visto Schengen, per il quale, è bene ricordare, l’interessato 

non ha alcun diritto (cfr. consid. 3.1). Vero è che può sembrare alquanto 

severo non concedere ad una persona il diritto di entrare in un paese in cui 

risiedono degli amici, tuttavia occorre tenere presente che questa è la si-

tuazione di molti altri stranieri. Alla luce dell'importante numero di domande 

di rilascio di un visto, come precedentemente rilevato, le autorità elvetiche 

hanno adottato una politica d'ammissione restrittiva. 

11.2 Visto quanto sopra non può dunque essere escluso che A._______ 

rappresenti un rischio migratorio elevato e pertanto il rilascio del visto in 

suo favore non può essere concesso. 

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11.3 Ne discende che l'autorità inferiore ha rilevato – a giusto titolo – che 

l'uscita dalla spazio Schengen entro i termini richiesti per il soggiorno a 

scopo di visita non sia sufficientemente garantita. La correttezza di tale va-

lutazione non può essere pregiudicata neanche dalle dichiarazioni di ga-

ranzia formulate da B._______ anche dinanzi al patrocinatore dell’interes-

sato, nonché pubblico notaio, e ciò a prescindere dalla buona fede da parte 

dell’invitante. In effetti nell'esame del rischio di un'uscita non conforme ai 

termini è rilevante in prima linea il possibile comportamento della persona 

che richiede il visto, dedotto dalla documentazione agli atti. Solo quest'ul-

tima è in grado di assicurare la partenza dallo spazio Schengen entro i 

termini stabiliti. Considerato l'insieme delle circostanze del caso, le rassi-

curazioni fornite da B._______, la quale si porta garante per tutte le spese 

di soggiorno, non sono tali da impedire al ricorrente di intraprendere i passi 

necessari per stabilirsi durevolmente in Svizzera o in un altro paese 

dell’area Schengen (cfr. DTAF 2009/27 consid. 9). 

12.  

Pertanto la SEM, con la decisione del 26 gennaio 2017, non ha violato il 

diritto federale né abusato del proprio potere di apprezzamento; l'autorità 

inferiore non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridica-

mente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 49 PA). Per 

questi motivi il ricorso va respinto. 

13.  

Visto l'esito della procedura, le spese processuali vengono poste a carico 

del ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con gli artt. 1 a 3 del regola-

mento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Pagina 11 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale  
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di fr. 600.– sono poste a carico del ricorrente e sono 

prelevate sull'anticipo del medesimo importo versato l’8 marzo 2017. 

3.  

Non sono assegnate spese ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (raccomandata)  

– autorità inferiore (n. di rif. […]; incarto di ritorno) 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Reto Peterhans 

 

 

 

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