# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fa3d486b-c1e4-57e3-94e6-faeab19fc75a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-11-04
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 04.11.2010 C-6956/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6956-2009_2010-11-04.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6956/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  4  n o v e m b r e  2 0 1 0

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Beat Weber, Johannes Frölicher; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, 
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
7 ottobre 2009)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-6956/2009

Fatti:

A.
A._______, cittadino serbo, nato il , ha lavorato in Svizzera dal 1990 
nel  settore  edile  dapprima  e  nella  pavimentazione/rivestimenti  di 
interni  poi,  fino  al  23  novembre  1999,  quando  ha  rassegnato  le 
dimissioni per ragioni personali (doc. 3, 36, 103, 212), con effetto 31 
dicembre  successivo. In  data  27  settembre  2000,  ha  formulato  una 
richiesta  volta  al  riconoscimento  di  prestazioni  dell'assicurazione 
svizzera per l'invalidità (doc. 31). Soffrendo di  problemi alla schiena, 
l'Ufficio AI del Cantone Ticino ha ordinato una perizia medica al Dott.  
Goldinger, specialista in malattie reumatiche, Mendrisio. Questi, nella 
sua relazione del 21 novembre 2001 (doc. 67), ha rilevato la diagnosi 
sostanziale  di  sindrome  lombovertebrale  cronica  di  lieve  entità  con 
turbe statiche del rachide ed alterazioni degenerative (discopatia L4/5 
con  ernia  discale  centrale,  spondiloartrosi  tra  L4/S1),  sindrome  da 
dolore cronico, osteopenia, possibile arteriopatia periferica a destra. Il  
perito  ha  indicato  che  l'interessato  non  avrebbe  potuto  svolgere  il 
precedente lavoro di muratore e/o piastrellista che in misura del 50%, 
mentre  in  attività  di  ripiego  leggere  e  rispettose  di  determinate 
condizioni  (postura,  carichi,  ecc.),  la  capacità  al  lavoro  sarebbe 
completa. Il Dott. Goldinger ha rinunciato ad esprimersi in merito alla 
componente  psichica  relativamente  alla  sindrome  da  dolore 
somatoforme.  Sempre  il  Dott.  Goldinger  consigliava  un 
approfondimento (diagnostico) della problematica circolatoria agli  arti  
inferiori,  comunque  priva  di  influsso  sulla  capacità  lavorativa. 
L'indagine  psichiatrica  svolta  dal  Dott.  Daguet  il  22  aprile  2002  ha 
evidenziato la diagnosi di sindrome somatoforme da dolore persistente 
con evidenti  segni  di  aggravamento e ha posto  in luce che sarebbe 
esigibile al 100% un'attività lucrativa, rispettosa dei limiti reumatologici. 
L'esperto esprimeva tuttavia dei dubbi circa la possibilità reale che il  
paziente riprendesse un'attività (doc. 84).

L'amministrazione ha fatto quindi eseguire un'indagine economica dal 
consulente in integrazione professionale (CIP, doc. 103).

Con decisione del 7 gennaio 2003 (doc. 106), l'Ufficio AI del Cantone 
Ticino ha respinto la domanda di prestazioni atteso che, in attività di 
sostituzione  rispettose  dei  limiti  enunciati  dal  Dott.  Goldinger, 
l'assicurato  avrebbe  accusato  una  perdita  di  guadagno  del  32%  a 
fronte  di  un  salario  senza  invalidità  di  Fr.  68'754.-  (che  avrebbe 

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conseguito  teoricamente  nel  2002  nella  stessa  ditta)  ed  un  introito 
teorico  dopo  l'insorgenza  dell'invalidità  di  Fr.  46'539.-  (comprensivo 
della  riduzione  del  10%  per  motivi  personali).  L'opposizione  contro 
questo  provvedimento  è  stata  respinta  con  decisione  del  12  marzo 
2003  (doc.  117).  L'interessato  ha  impugnato  tale  provvedimento 
innanzi  al  Tribunale  cantonale  delle  assicurazioni  (TCA)  che,  con 
giudizio  del  28  novembre  2003,  ha  respinto  il  ricorso  (doc.  139). 
A._______ ha impugnato la sentenza menzionata davanti al Tribunale 
federale della assicurazioni (TFA), il quale in data 31 gennaio 2005 ha 
parzialmente accolto l'impugnativa ed ha ordinato l'allestimento di una 
perizia  pluridisciplinare  (doc.  165).  Il  TFA  ha  rilevato  che  il  Dott.  
Goldinger  aveva  consigliato  una  visita  angiologica  non  di  sua 
competenza (disturbi  agli  arti  inferiori),  ma che poi l'amministrazione 
non effettuò in quanto lo stesso Dott. Goldinger aveva constatato una 
remissione della patologia in atto. Col passare del tempo (la perizia del 
Dott. Goldinger è del novembre 2001 mentre la sentenza del TFA è del 
31 gennaio 2005), alla luce anche di una refertazione del Dott. Pedrotti 
(angiologo)  del  27  luglio  e  del  26  agosto  2004,  tale  affezione  si  è 
aggravata (doc. 145 e 153).

Nella  sua presa di  posizione del  29 agosto  2005 (doc. 177)  il  Dott.  
Lurati,  dell'Ufficio  AI  ticinese,  ha  preso  atto  che  la  patologia 
angioflebitica era documentata da luglio 2004 (primo referto del Dott.  
Pedrotti). Per il periodo precedente, osserva che “anche in presenza di  
un  ragionevole  dubbio  sull'influenza  dell'arteriopatia  nel  2001  è  indicato  

ritenere  che  essa  fosse  già  presente  ed  influisse  sulla  capacità  di  lavoro,  

anche se i limiti non avrebbero oltrepassato quelli dati dal reumatologo (...);  

attualmente  l'incapacità  al  lavoro  è  da  ritenere  totale  da  luglio  2004;  in  

precedenza la IL era senza dubbio minore, i limiti funzionali corrispondevano  

a quelli espressi dal reumatologo, ma in assenza di esami angiologici non ci è  

possibile dimostrarlo”.

B.  
Nel  novembre  2005  il  nominato  ha  trasferito  il  proprio  domicilio 
all'estero e la pratica è stata trasmessa all'Ufficio AI per gli assicurati  
residenti  all'estero  (UAI; ora,  Ufficio  dell'assicurazione per  l'invalidità 
per gli assicurati residenti all'estero, UAIE).

L'UAI  ha  disposto,  nel  febbraio/marzo  2006,  l'allestimento  di  una 
perizia pluridisciplinare (doc. 202-204) presso il SAM di Bellinzona. In 
ragione di problemi di salute, la perizia non ha tuttavia potuto essere 

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svolta in Svizzera. Il 15 maggio 2006 l'interessato ha proposto, tramite 
il  suo rappresentante,  di  far eseguire la  perizia in  Serbia (doc. 224, 
225 ) sulla scorta di un certificato medico del Dott. Stojadinovic del 19 
aprile  2006 che rilevava importanti  problemi angioflebologici  agli  arti 
inferiori  con claudicatio intermittens (doc. 207). L'amministrazione ha 
quindi  disposto,  il  4  ottobre  2006,  una visita  in  materia  angiologica, 
psichiatrica  e  reumatologica  presso  il  servizio  delle  pensioni 
d'invalidità  di  Belgrado  (doc.  249,  256).  Senza  risposta  da  parte 
dell'istituto serbo, l'UAIE, il 3 luglio 2007, lo ha richiamato in merito agli  
esami  da  effettuarsi  (doc.  262)  e  così  ancora  il  19  settembre 
successivo (doc. 269). L'organismo interpellato non ha dato seguito a 
quanto richiesto. Tramite l'assicurato ed il Dott. Bonassin, suo medico 
curante in Svizzera, l'UAIE ha disposto una visita presso l'Accademia 
medico-militare di Belgrado. Finalmente, l'assicurato è stato convocato 
da detto organismo sanitario il 21 aprile 2009 (doc. 298). 

I risultati dei singoli esami sono così pervenuti e sono stati tradotti in 
lingua  francese  (cfr. in  particolare  il  riassunto  finale,  doc. 340). Nel  
complesso,  l'assicurato  soffre  di  insufficienza  arteriosa  degli  arti 
inferiori,  disturbo somatoforme doloroso, disturbo della personalità di 
tipo  istrionico,  sindrome  da  rivendicazione,  lombalgie  croniche  su 
disturbi  della  statica  e  degenerativi,  ernie  discali  L4-L5  ed  L5-S1, 
cifoscoliosi,  in  assenza di  deficit  neurologici. Per quanto  riguarda  la 
valutazione,  il  medico  dell'UAIE,  Dott.ssa  Sereni-Keller  afferma che, 
almeno fino alle precedenti perizie effettuate in Svizzera (Goldinger e 
Daguet),  non  sussiste  un'invalidità  di  rilievo;  la  situazione  cambia 
invece  da  quando  vengono  accertati  i  disturbi  circolatori  agli  arti 
inferiori,  ossia,  al  più  presto,  da luglio  2004 (doc. 345). La Dott.ssa 
Sereni-Keller condivide pertanto il parere che già il Dott. Lurati aveva 
espresso il 29 agosto 2005 (doc. 177).

Mediante progetto di decisione del 1° luglio 2009, l'amministrazione ha 
prospettato  il  riconoscimento  del  diritto  alla  rendita  intera  AI  dal  1° 
luglio 2005, ossia un anno dopo il fattore invalidante (doc. 350).

L'interpellato ha risposto il 13 luglio 2009 riproducendo il rapporto del  
27 luglio 2004 già ad atti, ove il Dott. Pedrotti affermava che il paziente 
da almeno 5 anni lamentava dolori alle gambe (doc. 354 = doc. 145). 
Produce  inoltre  documentazione  già  ad  atti,  segnatamente,  i  referti  
concernenti delle iniezioni di farmaci eseguite nel gennaio e febbraio 
2000  alfine  di  alleviare  i  dolori  alla  schiena,  i  quali,  secondo 

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l'assicurato, avrebbero provocato i  problemi alla circolazione agli  arti 
inferiori  (doc. 355 e  seg.,  cfr. peraltro  la  traduzione dell'opposizione 
comprensiva delle  diverse  note  che  l'interessato  appone  in  calce  ai 
documenti, doc. 363).

Ricevute  le  osservazioni,  l'UAIE ha  risottoposto  gli  atti  alla  Dott.ssa 
Sereni-Keller,  la  quale,  nella  relazione  del  14  settembre  2009  (doc. 
365),  ha  confermato  che  la  situazione  valetudinaria  non  assumeva 
alcun carattere  invalidante  fino alle  perizie  effettuate  in  Ticino come 
già era stato esposto dal  Dott. Lurati  (doc. 177). Peraltro, osserva il  
sanitario  dell'UAIE,  lo  stesso  medico  dell'assicurato,  Dott.  Bonassin 
(certificato del 2 novembre 2004, doc. 164) indicava che la situazione 
valetudinaria  del  nominato  era  peggiorata  2  anni  e  mezzo  dopo  la 
perizia del Dott. Goldinger del novembre 2001, il che conferma la data 
ritenuta dal Dott. Pedrotti (luglio 2004).

Mediante decisione del 7 ottobre 2009, l'UAIE ha erogato in favore di  
A._______ una rendita intera dell'assicurazione svizzera per l'invalidità 
a decorrere dal 1° luglio 2005 (doc. 370).

C.
Con il ricorso depositato il 3 novembre 2009, A._______ ha contestato 
il  provvedimento  di  cui  sopra  chiedendo  il  riconoscimento  della 
prestazione AI da novembre 2001, protestando le spese sostenute per 
il  ricorso. A suffragio delle  sue conclusioni  produce documentazione 
già ad atti. Egli ribadisce che la patologia invalidante già era presente 
negli anni 2000 e 2001, soprattutto per quel che concerne l'affezione 
flebitica e la mancata (o erronea) cura di questa. I nuovi accertamenti  
sarebbero  contrari  a  quanto  deciso  dal  Tribunale  federale  delle 
assicurazioni con giudizio del 31 gennaio 2005. In un secondo tempo, 
il nominato ha inviato una corrispondenza integrativa facendo presente 
che la decisione dell'UAIE pregiudica anche i suoi diritti nei confronti 
della pensione di II pilastro (cfr. lettera della Basilese assicurazioni a 
A._______  del  17  novembre  2009).  Contesta  inoltre  l'importo  della 
rendita che, a suo parere, sarebbe ingiustamente inferiore a quello di 
un suo collega e postula che gli venga riconosciuta almeno la rendita 
minima (pari a Fr. 1'050.-).

D.
L'incarto  è stato  sottoposto in esame all'UAIE. Nella  sua risposta al 
ricorso del  24 febbraio 2010,  l'amministrazione propone la reiezione 
dell'impugnativa annotando, fra l'altro, che l'affezione invalidante non 

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può  oggettivamente  essere  fatta  risalire  prima  del  luglio  2004 
(attestato del Dott. Pedrotti), per cui il diritto alla rendita nascerebbe un 
anno dopo tale data. 

E.
Con ordinanza del 3 marzo 2010, lo scrivente Tribunale amministrativo 
federale (TAF) ha invitato il ricorrente a volersi pronunciare in merito  
alle osservazioni dell'amministrazione, il  quale ha replicato l'8 marzo 
successivo (trad. doc TAF 17.1) ribadendo che diverse patologie erano 
già ampiamente documentate negli anni 2000-2001 e assumevano già 
allora  carattere  altamente  invalidante.  Produce  documentazione  già 
nota. Chiede inoltre di prendere visione della documentazione medica 
ad  atti  e  di  acquisire  agli  atti  la  documentazione  dell'Ospedale  di  
Lugano relativa al 1999. 

F.
Con  decisione  incidentale  del  16  marzo  2010,  il  TAF  ha  invitato 
l'insorgente a voler versare Fr. 300.- a titolo d'anticipo delle presunte 
spese  processuali. Detta  somma è  stata  regolarmente  versata  il  24 
marzo 2010.

Con scritto del  22 marzo 2010 (trad. doc. TAF 17.2),  il  ricorrente ha 
confermato le sue richieste, postulando il rimborso dell'anticipo spese 
versato e di altre spese sostenute.

Con ordinanza del  17 agosto 2010, lo scrivente Tribunale ha inviato 
copia  degli  atti  medici  che  non  erano  ancora  stati  trasmessi 
all'insorgente  (doc.  331-340),  invitandolo  a  presentare  delle 
osservazioni  complementari.  Con  lettera  del  24  agosto  2010,  il  
ricorrente ha confermato le sue conclusioni (trad. doc., TAF 22).

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo federale (TAF) giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF, i ricorsi  
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità 

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possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 
lett. b della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per 
l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla  
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). L'interessato ha versato l'anticipo delle 
presunte  spese  processuali  di  Fr.  300.-.  Il  gravame  è  dunque 
ammissibile, nulla ostando all'esame del merito dello stesso.

3.
Dopo  la  dissoluzione  della  Repubblica  popolare  federativa  di 
Jugoslavia  (RPFJ),  in  un  primo  tempo,  sono  rimaste  applicabili  ai 
cittadini  dell'ex-Jugoslavia  le  disposizioni  della  Convenzione  dell'8 
giugno 1962 tra la Confederazione svizzera e la Repubblica popolare 
federativa  di  Jugoslavia  concernenti  le  assicurazioni  sociali  (RS 
0.831.109.818.1; DTF 126 V 203 consid. 2b, 122 V 382 consid. 1, 119 
V  101  consid.  3).  Nel  frattempo  la  Svizzera  ha  concluso  dei  nuovi 
accordi  riguardanti  le  assicurazioni  sociali  con una  parte  degli  Stati 
che sono succeduti alla RPFJ, per esempio con la Croazia, la Slovenia 
e la Macedonia, ma non con la Serbia. Per i cittadini serbi trova perciò 
ancora applicazione la Convenzione dell'8 giugno 1962. Secondo l'art. 
2 della Convenzione, i cittadini svizzeri e jugoslavi godono della parità  
di trattamento quanto ai diritti e agli obblighi derivanti dalle legislazioni  
indicate nell'articolo 1, tra cui è contata anche la legislazione federale  
sull'assicurazione  contro  l'invalidità,  salvo  eccezioni  previste  dalla 
Convenzione o dal suo Protocollo  finale. Rispetto alle condizioni  del 
diritto  ad  una  rendita  d'invalidità  svizzera  e  alle  disposizioni 

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procedurali applicabili, non esistono eccezioni al principio della parità  
di trattamento né nella Convenzione, né nel suo Protocollo finale. 

4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che, il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

5.
Il ricorrente ha presentato la domanda di rendita il 27 settembre 2000. 
In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (nel suo tenore in vigore  
fino al 31 dicembre 2007) precisa che, se l'assicurato si annuncia più  
di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere 
assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In concreto, lo 
scrivente  Tribunale  amministrativo  federale  può  quindi  limitarsi  ad 
esaminare se il ricorrente avesse diritto ad una rendita il 27 settembre 
1999  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 
oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data ed il 7 ottobre 
2009,  data  dell'impugnata  decisione.  Il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in 
generale,  secondo  lo  stato  di  fatto  esistente  al  momento  in  cui  la 
decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.

6.1 Per  avere  diritto  ad  una  rendita  dell'assicurazione  invalidità 
svizzera,  ogni  richiedente  deve  adempiere  cumulativamente  le 
seguenti condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera;

- aver versato contributi  all'AVS/AI svizzera per un anno (art. 36 LAI 
nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007). A partire dal 1° gennaio 
2008, è tuttavia necessario avere versato contributi durante almeno 3 
anni (art. 36 LAI nel tenore modificato il 6 ottobre 2006 ). A tal fine è  
possibile  prendere  in  considerazione  anche  i  contributi  versati  ad 
un'assicurazione sociale assimilata di  uno Stato membro dell'Unione 

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europea (UE) o dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), a 
condizione che almeno un anno di  contributi sia registrato all'AVS/AI 
svizzera (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento 1408/71).

Nella specie, il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per 
un periodo ad ogni modo superiore ad un anno. Pertanto, adempie la 
condizione della  durata  minima di  contribuzione,  alla  quale  la  legge 
subordina l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia 
invalido ai sensi di legge.

6.2 Per completezza deve essere  aggiunto  che  fino  al  31  dicembre 
2000,  un  richiedente  doveva adempire  anche  la  cosiddetta  clausola 
assicurativa  e  essere  assicurato,  al  momento  dell'insorgere 
dell'invalidità,  o  presso  l'AVS/AI  svizzera  o  presso  le  assicurazioni 
sociali  iugoslave,  ai  sensi  dell'art.  8  lett.  b  e  f  della  Convenzione 
svizzero-iugoslava  sopra  menzionata.  In  base  alle  Disposizioni 
transitorie del 23 giugno 2000 relative alle modifiche della LAI (cpv. 4), 
le persone che non avevano diritto ad una rendita poiché non erano 
assicurate  al  momento  dell'insorgenza  dell'invalidità  possono 
comunque beneficiare di una rendita AI. Il diritto sorge tuttavia al più 
presto  con  l'entrata  in  vigore  della  modifica  legislativa,  ovvero  il  1°  
gennaio 2001.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 
cpv. 2  LAI  a  partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1 ter 

LAI (art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008), secondo il quale le 
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 

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dell'UE e vi risiede.

Va ricordato che fino al 31 dicembre 2003, l'assicurato aveva diritto ad 
una rendita intera se era invalido per almeno i due terzi (66,67%), ad 
una mezza rendita se era invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se era invalido in misura del 40% almeno (art. 28 cpv. 1 LAI  
in vigore fino al 31 dicembre 2003).

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace al  lavoro per almeno il  40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita  
alle  seguenti  condizioni:  a.  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Il periodo di attesa può decorrere dal momento in cui l'assicurato 
subisce  una  diminuzione  significativa  del  suo  rendimento  nella 
professione  esercitata  e  questo  periodo  d'attesa  può  iniziare  anche 
indipendentemente  dal  fatto che l'interessato lavori  (DTF 105 V 159 
consid. 2a, confermato in DTF 121 V 264 consid. 6b/bb).  Il periodo di 
attesa  può  quindi  iniziare  anche  quando  l'assicurato  non  subisce 
ancora  una  perdita  di  guadagno.  La  prassi  considera  che  una 
diminuzione della  capacità  di  lavoro  del  20% è da considerarsi  una 
diminuzione  significativa  (Pratique  VSI  1998  pag.  126).  Anche  se 
l'anno  di  carenza  può  decorrere  dall'insorgere  dell'incapacità 
lavorativa,  il  diritto  alla  rendita  comunque  non  potrà  insorgere  che 
dopo  che  l'assicurato  presenti  un'incapacità  di  guadagno  del  40% 
almeno per un anno (art. 28 LAI).

7.5 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 

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compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

7.6 Una  rendita  limitata  e/o  crescente  nel  tempo  corrisponde, 
materialmente,  ad  una revisione ai  sensi  dell'art.  17  LPGA e se ne 
deve  pertanto  seguire  i  principi.  In  base  a  tale  norma,  se  il  grado 
d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modificazione che 
incide  in  modo  rilevante  sul  diritto  alla  rendita,  questa  sarà,  per  il  
futuro,  aumentata  o  diminuita  in  misura  corrispondente,  oppure 
soppressa. Per  l'art.  88a cpv. 2  dell'ordinanza  sull'assicurazione per 
l'invalidità del 17 gennaio 1961 (OAI, RS 831.201), se la capacità di 
guadagno peggiora, occorre tener conto del cambiamento determinate 
il  diritto  a  prestazioni  non  appena  esso  perdura  da  tre  mesi  senza 
interruzione notevole.

8.

8.1 L'interessato non ha più lavorato dopo il  23 novembre 1999 per 
motivi personali (doc. 36 e 212, sulle circostanze delle sue dimissioni  
vedi doc. 3,  103 e 212). Vero è che in quel periodo, l'interessato ha 
avuto  problemi  di  salute  (segnatamente  dei  dolori  alla  schiena),  ma 
non di carattere invalidante permanente (cfr. doc. 2, 6-10).

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a 
cpv. 1 a partire dal 1° gennaio 2008), per valutare il grado d'invalidità, 
il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 

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tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido).  In  altri  termini 
l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  soltanto  la  perdita 
economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto 
a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità 
lavorativa (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30).

8.3 In  carenza  di  documentazione  economica,  la  documentazione 
medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare 
quali  lavori  siano  ancora  esigibili  dall'assicurato,  ma  non  spetta  al 
medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314). 
Infatti,  per costante giurisprudenza le certificazioni mediche possono 
costituire importanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, 
allorché permettono di  valutare l'incapacità lavorativa e di  guadagno 
dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 
V 134 consid. 2).

8.4 Inoltre,  perché  un  rapporto  medico  abbia  valore  probatorio  è 
determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti 
litigiosi,  si  fondi su degli  esami approfonditi,  prenda conto di  tutte le 
affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza 
dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle 
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le 
conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere  motivate  (DTF  125  V 
352, 122 V 160). 

9.

9.1 Nel  caso  in  esame,  è  stata  sostanzialmente  evidenziata  la 
diagnosi di lombalgie croniche in un contesto di disturbi degenerativi  
del  rachide  in  toto  con  presenza  di  ernie  discali  L4-L5  e  L5-S1, 
cifoscoliosi,  assenza  di  compromissione  neurologica,  sindrome  del 
dolore  somatoforme  con  evidenti  segni  di  aggravamento,  ma  senza 
una  sindrome  ansio-depressiva  od  altro  quadro  psicopatologico 
maggiore,  insufficienza  arteriosa  agli  arti  inferiori  complicata  da 
claudicatio  intermittens  (cfr.  perizie  dei  Dott.ri  Goldinger  del  21 
novembre 2001, Daguet del 21 aprile 2002; rapporti del 21 aprile 2009 
della  Accademia  medica  militare  di  Belgrado;  rapporti  dei  Dott.ri  
Luisoli,  Lurati  e  Sereni-Keller  degli  uffici  AI  cantonale  e  per  gli 
assicurati residenti all'estero).

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9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nella 
versione in vigore fino al 31 dicembre 2007). Trattasi, infatti, di malattie 
che,  per  costante  giurisprudenza,  sono  da  configurare  non  già  di 
carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì 
patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per  
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate affezioni, va rilevato come il ricorrente sostenga di essere 
invalido  perlomeno  dagli  anni  2000-2001.  Pochi  documenti  medici 
corroborano  tuttavia  il  suo  parere. In  pratica  solo  il  Dott.  Bonassin, 
medico curante dal 2000, sostiene che il  paziente è da considerarsi  
invalido in misura praticamente totale, ma spesso si riferiva all'attività 
di muratore/piastrellista, come ha avuto modo di ribadire in una lettera 
del 7 aprile 2003 al TCA, facendo allusione ai precedenti rapporti (doc. 
120). Momenti  di  incapacità di  lavoro completa  si  sono verificati  nel  
corso della sua attività, ma si tratta di periodi brevi e non significativi.

10.2  Per  valutare  la  capacità  di  lavoro  residua  dal  punto  di  vista 
medico, già a partire dalla cessazione (volontaria) dell'attività lucrativa, 
l'UAI ticinese ha ritenuto utile fare eseguire due perizie reumatologica 
e  psichiatrica,  rispettivamente  dai  Dott.ri  Goldinger  e  Daguet.  Dalle 
stesse è risultato che l'interessato non avrebbe più potuto svolgere il  
suo  precedente  lavoro  di  muratore/piastrellista  se  non  in  misura 
ridotta. Va quindi ammesso che al momento in cui le suddette perizie 
vennero effettuate (novembre 2001 e aprile 2002), non si sarebbe più 
potuto  pretendere  che  l'assicurato  tornasse  ad  esercitare  il  suo 
mestiere. Per quanto riguarda un'attività di sostituzione, sia l'uno che 
l'altro esperto, pur esprimendo qualche dubbio dovuto, più che altro, 
all'assenza  di  motivazione  da  parte  del  peritando,  concludono  che 
A._______ sarebbe stato in grado di svolgere attività di tipo leggero, 

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prevalentemente sedentarie o semisedentarie in misura completa. Le 
limitazioni  dovute  alla  patologia  somatica  sono  indicate  dal  Dott. 
Goldinger. Senza entrare nel merito dell'approfondito esame clinico (e 
radiologico),  si  annota  che  l'esperto  reumatologo  ha  precisato  che 
sussiste un certo limite alla forza fisica del paziente con ripercussioni  
sulla capacità di lavoro. Il paziente, osserva il Dott. Goldinger, non può 
alzare pesi dal suolo superiori ai 10-12 kg, può effettuare movimenti di 
flessione  del  tronco  solo  ad  un  ritmo ridotto,  è  impedito  a  svolgere 
lavori  in  flessione  od  estensione  lombare  prolungate;  però  può 
effettuare lavori in posizione inginocchiata, come pure lavori in piedi o  
seduto  anche  per  un'ora  senza  interruzione,  può  salire  e  scendere 
scale normali o a pioli senza impedimento e può far uso della braccia  
e  delle  mani  in  misura  normale.  Il  paziente  assume  tuttavia  un 
atteggiamento  difensivo  e  dimostrativo,  lasciando  trasparire  tratti  di 
teatralità,  come  pure  un'evidente  simulazione.  Non  si  entrerà  nel 
dettaglio  di  questi  ultimi  risvolti  delle  doglianze  dell'interessato,  già 
ampiamente riportate nella relazione del Dott. Goldinger. Rispettando 
dunque i limiti indicati dal reumatologo, il paziente era da considerarsi 
abile  al  100%  in  attività  di  sostituzione.  Tuttavia  il  Dott.  Goldinger  
esprimeva qualche dubbio circa l'incipiente arteriopatia obliterante agli 
arti inferiori, patologia comunque (allora) senza influsso determinante 
sulla  valutazione  operata. In  questo  ultimo senso,  sarà  comunque il 
TFA che esigerà, con sentenza del 31 gennaio 2005 (a più di 4 anni 
dalla perizia del reumatologo), un approfondimento, in esito anche a 
pareri pervenuti nel 2004. 

Sotto il profilo psichiatrico, il Dott. Daguet riteneva pure una capacità di 
lavoro del 100% teorica. Egli esprimeva tuttavia dei dubbi circa le reali  
possibilità del peritando di riprendere un lavoro, ma ciò era dovuto alle  
tendenze rivendicative del paziente ed il suo non nascosto desiderio di  
tornare al suo Paese d'origine con una rendita d'invalidità. L'indagine 
psichiatrica non ha posto in luce patologie maggiori di tipo invalidante.  
L'eloquio è spontaneo, rivendicativo nei confronti di più medici che si  
sono occupati del suo caso, non manifesta comunque segni di ansia; 
tono  dell'umore,  carica  vitale,  potenzialità  mnemoniche,  facoltà  di 
concentrazione  e  molte  altre  investigazioni  tipiche  dell'esame 
psichiatrico sono perfettamente nella norma. Il paziente è simulante e 
manifestamente teatrale. 

A prescindere dunque dalla problematica flebologica, che al momento 
delle due perizie non era da ritenersi invalidante (come lo si vedrà nel 

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considerando  successivo),  l'interessato  era  dunque  in  grado  di 
assumere un'attività rispettosa dei limiti indicati dal Dott. Goldinger. 

10.3 In  seguito  alla  sentenza  del  TFA è  stata  ordinata  un'indagine 
pluridisciplinare  che  esaminasse,  in  particolare,  la  patologia 
flebologica. Deve essere osservato che la perizia domandata dal TFA 
non ha potuto essere svolta in modo adeguato. Dapprima l'interessato, 
rimpatriato nel novembre 2005, si è opposto ad una perizia presso il 
SAM  di  Bellinzona  in  ragione  di  non  meglio  investigate  cattive 
condizioni di salute (cfr. certificato del Dott. Stojadinovic del 19 aprile  
2006, doc. 207). L'amministrazione, nell'ottobre 2006, ha poi disposto 
una visita presso l'assicurazione sociale serba di Belgrado, organismo 
di  collegamento  convenzionale  (Rep.  Fond  Penziusko  Invalidsko 
Osiguranja Zaposlenih). Malgrado numerosi solleciti e diffide da parte 
dell'UAIE, detto organismo sanitario non ha eseguito gli accertamenti 
richiesti  (doc.  249,  258,  262,  269,  271).  In  esito  ad  accordi  poi 
intervenuti fra l'UAIE, l'assicurato stesso ed i suoi familiari,  nonché il  
medico  curante  in  Svizzera  (Dott.  Bonassin),  l'accertamento  è  stato 
affidato,  nell'ottobre  2008,  all'Accademia medico-militare  di  Belgrado 
(doc. 278  e  seg.).  La  visita  è  avvenuta  il  21  aprile  2009. Gli  esami 
specialistici nelle tre discipline chieste dal TFA e dall'amministrazione 
sono  stati  effettuati,  ma  risultano  poco  soddisfacenti.  L'11  giugno 
2009, la Dott.ssa Sereni-Keller, dell'UAIE, ha ripreso in esame l'incarto 
con i risultati giunti dalla Serbia. La stessa, ricollegandosi a un parere 
dettagliato del Dott. Lurati (29 agosto 2005, doc. 177), ha proposto di  
ammettere un'incapacità totale da luglio 2004.

10.4 La  materia  del  contendere  verte  sulla  decorrenza  di  tale 
incapacità al lavoro. L'interessato sostiene di essere invalido dal 2000-
2001 e chiede il  riconoscimento della rendita intera AI da novembre 
2001. L'UAIE ha invece riconosciuto il diritto alla rendita intera solo a  
partire dal 1° luglio 2005, ossia un anno dopo il fattore invalidante.

Secondo l'amministrazione,  prima del  luglio  2004,  l'assicurato era in 
grado  di  svolgere  attività  di  tipo  leggero  in  misura  completa.  La 
Dott.ssa  Sereni-Keller  ed  il  Dott.  Lurati  osservano  che  un 
aggravamento delle condizioni di salute è dimostrato dal primo (breve) 
rapporto del Dott. Pedrotti, angioflebologo, del 27 luglio 2004, in esito 
alla patologia flebitica. Prima di questa data, non vi sono elementi che 
possano  far  ritenere  un'incapacità  lavorativa  in  un'attività  di 
sostituzione. Il  ricorrente  sostiene che lo  stesso Dott. Pedrotti  rileva 

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che "il paziente da almeno 5 anni lamenta dolori alle gambe ...". Ora, 
ciò non significa che l'insorgente fosse invalido al  cento per cento 5 
anni prima del luglio 2004. Verosimilmente, la patologia flebitica si  è 
aggravata  ben  dopo  le  perizie  dei  Dott.ri  Goldinger  e  Daguet.  Lo 
stesso medico curante (Dott. Bonassin), per esempio, in un dettagliato 
rapporto del 7 aprile 2003 al TCA (doc. 120), relegava la patologia in 
questione  a  semplice  diagnosi  clinica  non  suffragata  da  esami  più 
approfonditi; nel contempo, esprimendo il suo parere, su richiesta del 
proprio  paziente,  proponeva  di  ammettere  "un  caso  di  rigore"  e  di 
accordare  un  tasso  d'invalidità  del  41%.  Peraltro,  il  medico  in 
questione si riferiva all'incapacità come piastrellista. Lo stesso medico 
di fiducia del nominato, in un successivo rapporto all'Ufficio AI ticinese 
del  2 novembre 2004 (doc. 164),  ammetteva che due anni  e mezzo 
dopo  la  sintomatologia  notata  dal  Dott.  Goldinger,  questa  è  andata 
aumentando fino a diventare una vera e propria urgenza medica. 

La circostanza quindi  che l'amministrazione si  sia  fondata  sul  primo 
rapporto del Dott. Pedrotti  al  Dott. Bonassin (27 luglio 2004) appare 
tutelabile. Del  resto,  si  tratta del  primo esame specialistico  richiesto 
dal medico curante. I riferimenti menzionati dal ricorrente sono invece 
privi di riscontro obbiettivo. Per dimostrare la gravità del suo stato di  
salute,  egli  menziona  diverse  visite  ortopediche/reumatologiche, 
radiologiche,  nonché  interventi  curativi  (iniezioni)  volti  ad  alleviare  i 
dolori dorsali. L'interessato denuncia inoltre gli errori di alcuni medici 
che si sono occupati del suo caso che gli avrebbero procurato il blocco 
e  l'otturazione  delle  arterie  inferiori  (cfr.  in  particolare  doc.  355  a 
357A). Lo scrivente Tribunale non è l'autorità indicata per fare valere le 
rivalse menzionate. Non corrisponde poi al vero l'asserzione secondo 
la quale il Dott. Goldinger avrebbe cercato di misconoscere la severità 
della  patologia  flebitica  (doc. 359). Egli  l'aveva notata ma la  stessa, 
sebbene non ne avesse la competenza specialistica, non era ancora di 
gravità tale da giustificare un'incapacità di lavoro. A questo proposito, 
questo  collegio  giudicante  osserva  che  anche  un  medico  non 
specialista è in grado di valutare se una determinata patologia causi  
un'evidente debilitazione, per esempio motoria, algica od altro. Per il  
resto,  i  frequenti  scritti  dell'interessato  (cfr.  segnatamente 
"l'opposizione"  ed il  ricorso)  si  dilungano in denunce di  più  persone 
che sarebbero causa sia di errori medici che di procedura.

Il  14  settembre  2009,  riprendendo  in  esame  l'incarto  e  le  critiche 
mosse dall'assicurato, la Dott.ssa Sereni-Keller ha confermato che, a 

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parte le modeste limitazioni funzionali menzionate dal Dott. Goldinger, 
a  quell'epoca  il  peritando  sarebbe  stato  in  grado  di  svolgere  una 
molteplice  gamma di  attività  di  sostituzione  in  misura  del  100%. La 
scarsa  motivazione  per  il  lavoro,  la  simulazione,  la  teatralità,  la 
tendenza  rivendicativa  nei  confronti  di  organi  assicurativi  non  sono 
elementi  questi  (ricordati  dai  Dott.ri  Daguet,  Goldinger  e  da  altri 
sanitari)  che  confortano  l'eventuale  riconoscimento  di  un  tasso 
d'invalidità elevato prima di luglio 2004. 

Il  collegio  giudicante,  sulla  scorta  dei  pareri  medici  surriferiti  ritiene 
che dal punto di vista medico teorico, l'interessato, almeno fino a luglio 
2004,  avrebbe  potuto  svolgere,  in  misura  completa,  attività  di  tipo 
leggero,  semisedentario,  nei  limiti  ammessi  dal  Dott.  Goldinger.  Si 
tratta  di  attività  ripetitive,  non  qualificate,  quali  quella  di  operaio 
addetto  al  controllo  di  macchine  di  produzione  automatica,  operaio 
addetto  all'imballaggio  di  piccoli  oggetti,  portiere  d'albergo,  addetto 
alla ricezione in portinerie di ditte, fattorino in ditta privata; custode di  
museo o di parcheggio, aiuto magazziniere (cfr. anche il rapporto del  
CIP del 4 novembre 2002, doc. 103).

10.5 Il ricorrente chiede inoltre di acquisire agli atti la documentazione 
medica relativa al  1999 presso l'ospedale  di  Lugano. A questa  data 
avrebbe  cominciato  ad  accusare  i  primi  problemi  alla  colonna 
vertebrale.

Alla luce di quanto esposto al considerando precedente, l’assunzione 
pendente causa di ricorso di ulteriori mezzi di prova, in particolare di  
documenti  risalenti  a  più  di  10  anni  fa,  non  risulta  necessaria, 
contrariamente  a  quanto  sostenuto  dall'insorgente  (sulla  valutazione 
anticipata delle prove:  DTF 124 V 94 consid. 4b; 122 V 162 consid. 1d 
con i  rif.;  SVR 2001 IV n. 10,  p. 27). Del  resto, neppure il  Tribunale 
federale nella sua sentenza del 31 gennaio 2005 lo aveva richiesto.

11.

11.1 L'invalidità è determinata stabilendo il  rapporto fra il reddito del 
lavoro  che  l'assicurato  conseguirebbe,  dopo  la  manifestazione 
dell'invalidità  e  dopo  l'esecuzione  d'eventuali  provvedimenti 
d'integrazione,  nell'esercizio  di  un'attività  lucrativa,  ragionevolmente 
esigibile da lui in condizioni normali del mercato del lavoro, e il reddito 
che  potrebbe  conseguire  se  non  fosse  diventato  invalido  (art.  16 
LPGA).

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11.2  Occorre  pertanto  esaminare  se,  nell'ambito  di  attività  di 
sostituzione, l'insorgente presenti un'incapacità di guadagno di rilievo 
prima del 1° luglio 2005 (data di riconoscimento del diritto alla rendita 
intera  AI)  e  ciò  in  considerazione,  eventualmente,  delle  norme 
giurisprudenziali menzionate al considerando 7.4.

11.3

11.3.1 Di regola, è ritenuto reddito senza invalidità il salario realmente 
percepito  prima  dell'insorgere  del  danno  alla  salute,  aggiornato  al  
momento  determinante  per  il  calcolo  dell'invalidità  e  adeguato 
all'evoluzione dei salari nominali del settore interessato (tra gli altri VSI 
2000 p. 310). Nella fattispecie, l'amministrazione ha considerato (vedi 
calcolo  effettuato  il  4  novembre  2002,  doc.  103)  un  importo  di 
Fr. 68'754.-  quale  salario  privo  d'invalidità.  Questo  dato non  è  mai 
stato  contestato  dall'insorgente  e,  peraltro,  è  quello  che  venne 
ammesso  nelle  sentenza  del  TCA  nella  sentenza  del  28  novembre 
2003 (consid. 2 10, doc. 139). Va tuttavia rilevato che non è corretto 
ritenere  i  dati  del  2002,  ossia  l'importo  che  l'interessato  avrebbe 
percepito  nella  stessa  ditta  se  non  fosse  intervenuta  l'incapacità  di 
lavoro. Come lo stesso TCA l'ha osservato (doc. 139, pag. 18 e consid. 
2.4 in fine), in ossequio della giurisprudenza del TFA (DTF 129 V 222), 
bisogna  prendere  in  considerazione  il  momento  dell'eventuale  inizio 
del diritto alla rendita. Pertanto, si riterrà in questa sede il salario che 
l'interessato avrebbe potuto ottenere, se avesse regolarmente lavorato 
nel 2000. Questo è stabilito in base all'introito del 1999 (Fr. 67'085,38, 
senza  malattia,  doc.  36)  adeguato  all'indicizzazione  (1,3%),  ossia 
Fr. 67'957,48.

11.3.2  Quale  reddito  da  invalido  l'UAI  cantonale  ha  ritenuto  quello 
ottenibile in attività di tipo leggero non qualificate e ripetitive. 

Anche in questo caso, il  calcolo effettuato dall'amministrazione (doc. 
103) deve essere corretto. Non solo vanno ritenuti i dati del 2000, per 
ovviamente  rispettare  una  parità  annuale  di  paragone  con  il  salario 
precedente l'invalidità, ma non possono essere ritenuti i dati regionali, 
come indicato dall'Ufficio AI e confermato dal TCA. Infatti, secondo la 
giurisprudenza del  Tribunale  federale (RSAS 2007 pag. 64),  occorre 
fare  applicazione  dei  dati  nazionali  (tabelle  TA1  edite  dall'Ufficio 
federale di statistica).

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Queste attività comportano un salario medio mensile (anno 2000) di 
Fr. 4'437.-. Per 12 mesi si ottiene un introito di Fr. 53'244.-. A sua volta 
questa somma deve essere adeguata a 41,8 ore settimanali, in quanto 
le statistiche si basano su di un salario standardizzato di 40 ore (La 
Vie économique tabella B9.2, concernenti la durata media di lavoro in 
Svizzera). Ne consegue un salario di Fr. 55'639,98.

Questo introito teorico può essere ridotto per tenere conto dei fattori  
personali  dell'assicurato  (DTF  126  V  75),  quali  età,  handicap. 
L'amministrazione già aveva operato una riduzione del 10%, ciò che 
può essere condiviso, viste le circostanze presenti nel 2000, anno di 
riferimento. Peraltro, gli  organi amministrativi  AI (per esempio il  CIP) 
godono di  un'ampia  autonomia nel  determinare il  grado di  riduzione 
per fattori personali, che l'autorità di ricorso non può rivedere se non 
per  motivi  fondati.  Ne  consegue  dunque  un  reddito  teorico  annuale 
dopo l'insorgenza dell'invalidità di Fr. 50'075,98. 

Il  confronto  fra  un  reddito  privo  d'invalidità  di  Fr.  67'957,48  ed  un 
introito  teorico  dopo  l'insorgenza  dell'invalidità  di  Fr.  50'075,98, 
comporta  una  perdita  di  guadagno  del  26,31%. Prima del  27  luglio 
2004,  l'interessato  presentava  dunque  una  perdita  di  guadagno  del 
26,31% insufficiente per avere diritto a una rendita d'invalidità.

11.4 Per quel  che concerne il  diritto  a prestazioni,  come indicato ai 
consid. 7.4 e 7.6, ritenute le disposizioni dell'art. 88a cpv. 1 e 2 OAI, il 
diritto  alla  rendita  deve  essere  riconosciuto  al  momento  in  cui 
l'assicurato, dopo un anno, presenta una perdita di  guadagno giusta 
l'art. 28 LAI (40% almeno).

L'amministrazione  ha  preso  atto  che  l'interessato  non  poteva 
esercitare  il  suo  mestiere  di  muratore/piastrellista  da  quando  ha 
smesso  di  lavorare  ed  ha  quindi  ammesso  l'esistenza  di  una 
diminuzione significativa della capacità di lavoro (del 20%) a partire da 
tale  data.  L'assicurato  raggiunge  la  percentuale  media  del  40% 
d'invalidità  durante  un  anno,  considerando  una  perdita  di  guadagno 
totale  dal  27  luglio  2004  compreso  (data  del  certificato  del  Dott. 
Pedrotti),  dopo 66 giorni,  quindi il  30 settembre 2004. Deve pertanto 
essergli  riconosciuto  il  diritto  al  quarto  di  rendita  a  partire  dal  1° 
settembre di quell'anno. Dopo il periodo di tre mesi di peggioramento 
dell'incapacità  di  guadagno  il  diritto  alla  rendita  intera  sorge  il  1° 
dicembre 2004 (art. 88a cpv. 2 OAI).

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11.5  In queste circostanze il ricorso deve essere parzialmente accolto 
e l'impugnata decisione riformata, nel senso che A._______ ha diritto 
al quarto di rendita AI dal 1° settembre 2004 ed alla rendita intera AI  
dal 1° dicembre 2004.

12.

12.1 Il  ricorrente  osserva che l'esito  di  questa  vertenza avrebbe un 
influsso sulle sue prestazioni di previdenza professionale. Questo non 
può essere escluso a priori visto che la nozione d'invalidità è la stessa 
nell'ambito delle assicurazioni sociali e, a certe condizioni, l'istituto di  
previdenza  professionale  può  essere  vincolato  dalla  valutazione 
dell'assicurazione invalidità (DTF  134 V 153). Tuttavia, è patente che 
questa censura esula dal potere di esame dello scrivente Tribunale e 
dovrà  essere  esaminata,  all'occorrenza,  dall'istituto  di  previdenza 
professionale.

12.2 Il  ricorrente  censura  inoltre  l'importo  della  rendita  d'invalidità 
facendo  valere  che  un  suo  collega  beneficerebbe  di  una  rendita 
superiore. Postula  inoltre  di  essere  messo al  beneficio  della  rendita 
minima di Fr. 1'050.-.

Le censure del  ricorrente non sono circostanziate e non è possibile 
per lo scrivente Tribunale di entrare sul merito delle stesse. Per quanto 
riguarda l'importo della rendita si deve rilevare che questa è calcolata 
sulla  base  di  un  periodo  di  contribuzione  di  8  anni  e  11  mesi,  un 
reddito annuo medio determinante di Fr. 69'768.- e una scala rendite 
11. L'insorgente non contesta queste basi  di  calcolo. Il  raffronto con 
altri assicurati non è di alcun pregio anche perché non si conoscono le 
modalità di calcolo dell'assicurato a cui si riferisce l'insorgente. Circa la 
richiesta  di  beneficiare  di  una  rendita  minima,  va  precisato  che 
l'importo  di  Fr. 1'050.-  (recte  1'075.-)  è  da mettere  in  relazione  alla 
rendita minima della scala massima 44, ora l'insorgente beneficia della 
scala 11, il cui importo minimo era di Fr. 269.- nel 2005 per un reddito 
inferiore a Fr. 12'900.- (Tavole sulle rendite del 2005 edite dall'Ufficio 
federale delle assicurazioni sociali).

13.

13.1 Visto  l'esito  del  ricorso,  non  vengono  prelevate  spese 
processuali. L'anticipo di  Fr. 300.-,  versato dal ricorrente il  24 marzo 
2010 gli viene restituito.

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13.2 In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in 
tutto o in parte, può assegnare al ricorrente un'indennità per le spese 
indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. La norma si 
riferisce, segnatamente, alle spese in sede di ricorso e non a quelle 
precedenti, come pure le indennità di rappresentanza professionale.

L'interessato  ha  chiesto  il  rimborso  delle  spese  sostenute  con  il  
ricorso, ma non le ha dimostrate. Peraltro egli non è rappresentato da 
un  legale  professionista.  Non  si  giustifica  pertanto  riconoscergli  
indennità per spese ripetibili.

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto e l'impugnata decisione riformata nel 
senso  che  a  A._______  è  riconosciuto  il  diritto  al  quarto  di  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità dal 1° settembre 2004 ed il  
diritto alla rendita intera dal 1° dicembre 2004. Per il resto il ricorso è 
respinto nella misura in cui è ricevibile.

2.
Non  si  prelevano  spese  processuali.  L'anticipo  di  Fr  300.-  versato 
dall'insorgente il 24 marzo 2010 gli viene restituito.

3.
Non si assegnano indennità per le spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata A/R)
- autorità inferiore (n. di rif. AI /MQG, con allegati scritti 12 marzo e 

24 agosto 2010 del ricorrente )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna
- Basilese Assicurazioni,  Casella  postale,  4002 Basilea  (rif.  ass. n° 

contratto )

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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