# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5648a1d9-0481-5603-9a47-a2468bfaf8bc
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-11-04
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 04.11.2025 F-8246/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-8246-2025_2025-11-04.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
   
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-8246/2025 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  4  n o v e m b r e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Claudia Cotting-Schalch, giudice unica, 

con l'approvazione della giudice Aileen Truttmann; 

cancelliera Aisha Luisoni. 

   

Parti 

 
1. A._______, nato il (…), 

2. B._______, nata l’(…), 

3. C._______, nato il (…), 

4. D._______, nata il (…), 

tutti Afghanistan, 

ricorrenti, 

  

  
contro 

  
Segreteria di Stato della migrazione SEM, 

autorità inferiore. 

   

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento 

(procedura Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); 

decisione della SEM del 23 ottobre 2025 / N (…). 

 

 

 

F-8246/2025 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

I ricorrenti 1 e 2, coniugi con due figli minorenni (ricorrenti 3 e 4), tutti di 

cittadinanza afghana, hanno presentato una domanda d’asilo in Svizzera il 

27 settembre 2025. Dalle ricerche intraprese nella banca dati europea 

EURODAC è risultato che avevano depositato una domanda d’asilo 

pregressa in Croazia il 10 settembre 2025. 

B.  

Il 30 settembre 2025, la Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: 

SEM) ha richiesto alla sua omologa croata la ripresa in carico degli 

interessati sulla base dell’art. 18 par. 1 lett. b del regolamento (UE) 

n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 

che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro 

competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale 

presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da 

un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 

del 29.06.2013; di seguito: RD III). 

C.  

In data 13 ottobre 2025 le autorità competenti croate hanno accettato di 

riprendere in carico i ricorrenti ai sensi dell’art. 20 par. 5 RD III. 

D.  

Il 16 ottobre 2025 si sono svolti i colloqui Dublino dei ricorrenti 1 e 2 ai sensi 

dell’art. 5 RD III, entrambi in presenza della loro rappresentante legale, 

nell’ambito dei quali gli interessati si sono espressi in merito al loro stato di 

salute e a quello dei loro figli minori, ai motivi che si opporrebbero alla 

competenza della Croazia per la trattazione della loro domanda d’asilo, 

nonché alla prospettata decisione di non entrata nel merito della loro 

domanda d’asilo unitamente al conseguente trasferimento verso detto 

Paese. 

E.  

Per decisione del 23 ottobre 2025, notificata lo stesso giorno, la SEM non 

è entrata nel merito della domanda d’asilo dei ricorrenti giusta l’art. 31a 

cpv. 1 lett. b LAsi (RS 142.31) e ha ordinato il loro allontanamento verso la 

Croazia, incaricando il Cantone E._______ dell’esecuzione di tale misura 

e constatando l’assenza dell’effetto sospensivo a un eventuale ricorso. 

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Pagina 3 

F.  

Nello stesso giorno, il rappresentante legale ha comunicato alla SEM la 

cessazione del mandato. 

G.  

Con ricorso del 28 ottobre 2025, i ricorrenti 1 e 2, agendo per sé stessi e 

per i loro due figli minorenni, sono insorti dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: Tribunale o TAF), concludendo 

all’annullamento della decisione impugnata nonché all’ordine alla SEM di 

entrare nel merito della domanda d’asilo e di condurre una procedura 

nazionale d’asilo. Inoltre, hanno chiesto di accertare che l’esecuzione 

dell’allontanamento è inammissibile, inesigibile e impossibile e di disporre 

l’ammissione provvisoria. 

Sul piano procedurale, i ricorrenti chiedono la concessione dell’effetto 

sospensivo e l’assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

versamento delle spese processuali e della designazione di un 

rappresentante legale d’ufficio. 

H.  

Il 29 ottobre 2025, il Tribunale ha ordinato la sospensione provvisoria 

dell’esecuzione del trasferimento dei ricorrenti verso la Croazia. 

 

Diritto: 

1.  

1.1. Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro 

una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi;  

art. 31-33 LTAF), è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 

cpv. 1 e art. 52 cpv. 1 PA. Salvo quanto segue al consid. 1.3, occorre 

pertanto entrare nel merito del ricorso. Questa sentenza è definitiva (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

1.2. La decisione impugnata è redatta in italiano, mentre il ricorso è stato 

presentato in tedesco. Ai sensi dell’art. 33a cpv. 2 PA, la lingua della 

presente procedura è l’italiano. 

1.3. Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una 

decisione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad 

esaminare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 

consid. 3.1; 2012/4 consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3, con ulteriori 

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riferimenti). Allorquando il richiedente può recarsi nello Stato membro 

competente, in virtù del RD III, per condurre la procedura d’asilo e di 

allontanamento, la SEM dispone il trasferimento dalla Svizzera verso 

questo paese e ne ordina l’esecuzione. In tal caso, l’art. 44 ultima frase 

LAsi, che rimanda al art. 83 LStrI (RS 142.20) relativo all’amissione 

provvisoria, risulta inapplicabile (cfr. DTAF 2015/18 consid. 5.2). Di 

conseguenza, su questo punto le conclusioni dei ricorrenti sono 

inammissibili. 

1.4. I ricorsi manifestamente infondati, come quello in esame, sono decisi 

da un giudice unico con l'approvazione di un secondo giudice e la sentenza 

è motivata soltanto sommariamente (art. 111 lett. e cum 111a cpv. 2 LAsi). 

Nello specifico, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio degli scritti in virtù 

dell'art. 111a cpv. 1 LAsi. 

2.  

2.1. L’autorità inferiore ha correttamente rilevato che la Croazia ha 

accettato la riammissione dei ricorrenti ai sensi dell’art. 20 par. 5 RD III, ciò 

che giustifica la competenza di detto Paese per condurre il seguito della 

procedura di determinazione dello Stato membro competente per la 

domanda d’asilo. Inoltre, conformemente all’invalsa giurisprudenza del 

Tribunale (cfr. sentenza di riferimento del TAF E-1488/2020 del 22 marzo 

2023 consid. 9.4.4 e 9.5, successivamente confermata in ripetute 

occasioni, ad esempio nelle sentenze F-5052/2025 del 24 luglio 2025 

consid. 3.1; F-5290/2025 del 21 luglio 2025 consid. 4.1), l’autorità inferiore 

ha giustamente concluso che in Croazia non sussistono carenze 

sistemiche ai sensi dell’art. 3 par. 2 RD III. Essa ha inoltre correttamente 

constatato che la presenza in Svizzera di parenti della ricorrente 2 non è 

atta a rimettere in discussione la competenza della Croazia (cfr. art. 2 lett. g 

RD III), tantomeno che non sussiste una relazione di dipendenza tra 

quest’ultimi e i ricorrenti (cfr. art. 16 par. 1 RD III). Tenuto conto delle 

allegazioni formulate durante i colloqui Dublino e dello stato di salute 

documentato degli interessati all’epoca (ricorrente 1: ernia del disco, 

diabete, umore deflesso; ricorrente 2: vaginosi batterica, umore deflesso) 

non sussistono validi motivi per l’applicazione della clausola di sovranità di 

cui all’art. 17 par. 1 RD III cum art. 29a cpv. 3 dell’Ordinanza 1 sull’asilo 

relativa a questioni procedurali (OAsi 1, RS 142.311). Perciò, il Tribunale 

ritiene che la SEM abbia sufficientemente accertato e approfonditamente 

valutato lo stato di salute dei ricorrenti. Di conseguenza, l’autorità inferiore 

ha agito in conformità con il diritto federale nella misura in cui non è entrata 

nel merito della domanda d'asilo in virtù dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi e ha 

ordinato il trasferimento dei ricorrenti verso la Croazia in applicazione 

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dell'art. 44 LAsi. Per ulteriori dettagli si fa riferimento alle motivazioni 

addotte dall’autorità inferiore. 

2.2. Le censure proposte nel gravame di ricorso – segnatamente i disturbi 

depressivi fatti valere dalla ricorrente 2 e l’assunzione necessaria di 

medicamenti indicata nell’elenco depositato – non sono suscettibili di 

giungere a una diversa conclusione. Il suo stato di salute non raggiunge un 

grado di gravità tale da ostacolare il suo trasferimento verso la Croazia 

sotto il profilo dell’art. 3 CEDU (cfr. sentenza della CorteEDU [Grande 

Camera] Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, 

§§ 180-193, confermata nella sentenza Savran contro Danimarca del 

7 dicembre 2021, 57467/15, §§ 121 segg.; DTAF 2017 VI/7, consid. 6.2). I 

referti medici agli atti del 22 ottobre 2025 e del 24 ottobre 2025, attestanti 

in capo alla ricorrente 2 una diagnosi di sindrome post-traumatica da 

stress, non mutano tale valutazione. La Croazia dispone di strutture 

mediche adeguate e sufficientemente accessibile per le persone trasferite 

ai sensi del RD III (cfr. ex multis le sentenze del Tribunale F-4684/2025 del 

2 luglio 2025 consid. 5.4; F-4895/2024 del 12 agosto 2024 consid. 5.6, 

F-4288/2024 del 25 luglio 2024 consid. 5.7.4) e dagli atti non risulta che 

detto Stato negherebbe ai ricorrenti l’accesso alle cure necessarie. 

Eventuali trattamenti medici iniziati in Svizzera potranno essere proseguiti 

anche in Croazia. Infine, l’idoneità al viaggio, in particolare della  

ricorrente 2, verrà in ogni caso valutata al momento del trasferimento. 

2.3. Neppure le allegazioni non comprovate e insufficientemente 

sostanziate dei ricorrenti riguardo ai loro parenti domiciliati in Svizzera 

conducono a una diversa conclusione. La presenza in Svizzera di familiari 

stretti – ma fuori della famiglia nucleare – non è sufficiente, in assenza di 

un legame di dipendenza, a creare un ostacolo al trasferimento ai sensi del 

diritto internazionale pubblico sottoscritto dalla Svizzera, come, in 

particolare, l'art. 8 CEDU (cfr. DTF 145 I 227 par. 3.1). Tuttavia, i ricorrenti 

non hanno più visto i genitori, la sorella, il fratello e gli altri congiunti della 

ricorrente 2 dal 2013. Una relazione di dipendenza ai sensi  

dell’art. 8 CEDU, che si sarebbe potuta sviluppare nel mese successivo al 

loro arrivo in Svizzera (dal 27 settembre 2025), non è stata dimostrata in 

modo giuridicamente sufficiente e non risulta nemmeno dagli atti. 

3.  

Ne discende che a giusto titolo la SEM non è entrata nel merito della 

domanda d’asilo dei ricorrenti, in applicazione dell’art. 31a cpv. 1  

lett. b LAsi ed ha pronunciato il loro trasferimento verso la Croazia 

conformemente all’art. 44 LAsi, poiché non esistono eccezioni alla regola 

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generale del rinvio (art. 32 OAsi 1). Questo essere, la decisione impugnata 

non è da confutare (art. 106 LAsi) ed il ricorso, nella misura in cui è 

ricevibile (cfr. consid. 1.3), deve quindi essere respinto. 

4.  

Con la presente sentenza decade la sospensione provvisoria 

dell’esecuzione del trasferimento pronunciata il 29 ottobre 2025 e la 

richiesta tendente alla concessione dell’effetto sospensivo risulta priva 

d’oggetto. 

5.  

5.1. Inoltre, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria è da respingere. 

5.2. Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– sono 

poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 5 PA; nonché art. 3 lett. a del 

regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]). 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Per quanto ricevibile, il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico dei ricorrenti. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all'autorità 

cantonale competente. 

 

La giudice unica: La cancelliera: 

  

Claudia Cotting-Schalch Aisha Luisoni 

 

 

Data di spedizione: