# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9e8e2c85-bc61-5e30-8bf1-797925fac648
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-09-15
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 15.09.2025 RH.2025.21
**Docket/Reference:** RH.2025.21
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_RH-2025-21_2025-09-15

## Full Text

Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia;
ordine di arresto in vista di estradizione (art. 48 cpv. 2 AIMP); 
assistenza giudiziaria gratuita (art. 65 PA);;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia;
ordine di arresto in vista di estradizione (art. 48 cpv. 2 AIMP); 
assistenza giudiziaria gratuita (art. 65 PA);;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia;
ordine di arresto in vista di estradizione (art. 48 cpv. 2 AIMP); 
assistenza giudiziaria gratuita (art. 65 PA);;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia;
ordine di arresto in vista di estradizione (art. 48 cpv. 2 AIMP); 
assistenza giudiziaria gratuita (art. 65 PA)

Sentenza del 15 settembre 2025 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 

Roy Garré, Presidente, 

Miriam Forni e Nathalie Zufferey,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A., attualmente in detenzione estradizionale  

 

rappresentato dall'avv. Gandi Calan,  

Reclamante 

 

   

  contro 

   

UFFICIO FEDERALE DI GIUSTIZIA, SETTORE 

ESTRADIZIONI,  

Controparte 

 

   

Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all’Italia 

 

Ordine di arresto in vista di estradizione (art. 48 cpv. 2 

AIMP); assistenza giudiziaria gratuita (art. 65 PA) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RH.2025.21 
Procedura secondaria: RP.2025.51 

 

- 2 - 
 
 

 Fatti: 

A. Con domanda di estradizione del 5 agosto 2025, il Ministero della giustizia ita-

liano ha chiesto alla Svizzera l’arresto e l’estradizione di A. sulla base di un 

ordine di esecuzione della carcerazione n. 327/2024 SIEP emesso il 18 settem-

bre 2024 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pordenone fina-

lizzato all’esecuzione di una pena di 4 anni, 3 mesi e 25 giorni di reclusione per 

i reati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e rapina (v. act. 3.1). 

 

 

B. Con ordine di arresto provvisorio dell’8 agosto 2025, l'Ufficio federale di giustizia 

(in seguito: UFG) ha dato mandato alla Polizia cantonale zurighese di porre A. 

in detenzione estradizionale, ciò che è avvenuto il 10 agosto seguente (v. act. 

3.2). Interrogato il 12 agosto 2025, A. ha confermato di essere la persona ricer-

cata dalle autorità italiane, rifiutando un’estradizione in via semplificata (v. act. 

3.4). Lo stesso giorno, l’UFG ha emesso un ordine di arresto ai fini di estradi-

zione nei confronti del predetto, notificatogli il giorno seguente (v. act. 3.6). 

 

 

C. Il 25 agosto 2025, A. è insorto contro il suddetto ordine di arresto dinanzi alla 

Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, postulando l’annulla-

mento dello stesso, la sua liberazione e l’adozione di misure sostitutive della 

detenzione, in particolare “elektronisches Monitoring und/oder Hausarrest 

und/oder Schriftensperre und/oder Meldepflicht, verbunden mit einer angemes-

senen Sicherheitsleistung” (act. 1, pag. 2). Egli chiede anche di essere messo 

al beneficio dell’assistenza giudiziaria gratuita, con la nomina dell’avv. Gandi 

Calan quale difensore d’ufficio (v. ibidem). 

 

 

D. Con scritto del 27 agosto 2025, questa Corte ha invitato il reclamante a compi-

lare e a trasmettere l’apposito formulario per la richiesta dell’assistenza giudi-

ziaria gratuita entro l’8 settembre 2025, precisando che un formulario inoltrato 

dopo tale termine non sarebbe più stato preso in considerazione 

(v. RP.2025.51, act. 2). 

 

 

E. Con risposta del 28 agosto 2025, l’UFG ha postulato la reiezione del gravame 

(v. act. 3).  

 

 

F. Con replica del 5 settembre 2025, il reclamante si è riconfermato nelle sue con-

clusioni (v. act. 4).  

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G. In data 9 settembre 2025, il patrocinatore del reclamante ha trasmesso a questa 

Corte il formulario compilato concernente la domanda d’assistenza giudiziaria 

gratuita nonché la sua nota d’onorario (v. RP.2025.51, act. 3, 3.1 e 3.2). 

 

 

 

Le argomentazioni addotte dalle parti nei rispettivi allegati verranno esposte, se 

necessario, nei successivi considerandi in diritto. 

 

 

 

 Diritto: 

 

1.  

1.1 Il ricorso è redatto, legittimamente, in lingua tedesca. Non vi è tuttavia motivo di 

scostarsi dalla regola secondo cui il procedimento si svolge nella lingua della 

decisione impugnata, in concreto quella italiana (v. art. 33a cpv. 2 PA). 

 

1.2 In virtù degli art. 37 cpv. 2 lett. a n. 1 della legge federale sull'organizzazione 

delle autorità penali della Confederazione (LOAP; RS 173.71), in relazione con 

l'art. 48 cpv. 2 della legge federale sull'assistenza internazionale in materia pe-

nale del 20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1), la Corte dei reclami penali del Tri-

bunale penale federale è competente per statuire sui reclami contro gli ordini di 

arresto in vista d'estradizione. Interposto entro dieci giorni dalla notificazione 

scritta dell'ordine di arresto (v. art. 48 cpv. 2 prima frase AIMP), il gravame è 

tempestivo. La legittimazione ricorsuale del reclamante è pacifica. Il gravame è 

di conseguenza ricevibile in ordine. 

 

1.3 L'estradizione fra la Repubblica italiana e la Confederazione Svizzera è anzi-

tutto retta dalla Convenzione europea d'estradizione del 13 dicembre 1957 

(CEEstr; RS 0.353.1), entrata in vigore il 4 novembre 1963 per la Repubblica 

italiana e il 20 marzo 1967 per il nostro Paese, dal Secondo Protocollo addizio-

nale alla CEEstr del 17 marzo 1978 (PA II CEEstr; RS 0.353.12), entrato in 

vigore per la Repubblica italiana il 23 aprile 1985 e per la Svizzera il 9 giugno 

1985, dal Terzo Protocollo addizionale alla CEEstr del 10 novembre 2010 (PA 

III CEEstr; RS.0353.13), entrato in vigore per la Repubblica italiana il 1° dicem-

bre 2019 e per la Svizzera il 1° novembre 2016, nonché dal Quarto Protocollo 

addizionale alla CEEstr del 20 settembre 2012 (PA IV CEEstr; RS 0.353.14), 

entrato in vigore per la Repubblica italiana il 1° dicembre 2019 e per la Svizzera 

il 1° novembre 2016. Di rilievo sono inoltre, a partire dal 12 dicembre 2008, gli 

art. 59 e segg. della Convenzione di applicazione dell’Accordo di Schengen del 

14 giugno 1985 (CAS; n° CELEX 42000A0922(02); Gazzetta ufficiale 

dell’Unione europea L 239 del 22 settembre 2000, pag. 19-62; testo non pub-

blicato nella RS ma consultabile sulla piattaforma di pubblicazione Internet della 

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/de/ALL/?uri=CELEX:42000A0922(02)

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Confederazione alla voce “Raccolta dei testi giuridici riguardanti gli accordi set-

toriali con l’UE”, 8.1 Allegato A; https://www.admin.ch/opc/it/european-union/in-

ternational-agreements/008.html [in seguito: raccolta testi) unitamente al rego-

lamento (UE) 2018/1862 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 novem-

bre 2018 sull'istituzione, l'esercizio e l'uso del sistema d'informazione Schengen 

(SIS) nel settore della cooperazione di polizia e della cooperazione giudiziaria 

in materia penale (n. CELEX 32018R1862; Gazzetta ufficiale dell’Unione euro-

pea L 312 del 7 dicembre 2018, pag. 56-106; raccolta testi, 8.4 Sviluppi dell'ac-

quis di Schengen), così come, a partire dal 5 novembre 2019, le disposizioni 

della Convenzione del 27 settembre 1996 relativa all’estradizione tra gli Stati 

membri dell’Unione europea (Convenzione sull’estradizione UE; n° CELEX 

41996A1023(02); Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C 313 del 23 ottobre 

1996, pag. 12-23, raccolta testi, 8.2 Allegato B) che in applicazione della Deci-

sione 2003/169/GAI del Consiglio, del 27 febbraio 2003 (n° CELEX 

32003D0169; Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 67 del 12 marzo 2003, 

pag. 25 e seg., raccolta testi, 8.2 Allegato B) costituiscono uno sviluppo dell’ac-

quis di Schengen (ovvero gli art. 2, 6, 8, 9 e 13 nonché l’art. 1, per quanto per-

tinente agli altri articoli). Restano impregiudicate disposizioni più favorevoli 

all’assistenza in vigore tra le parti (art. 59 n. 2 CAS; art. 1 n. 2 Convenzione 

sull’estradizione UE). 

 

1.4 Alle questioni che il prevalente diritto internazionale contenuto in detti trattati 

non regola espressamente o implicitamente, come pure quando il diritto nazio-

nale sia più favorevole all'estradizione rispetto a quello convenzionale (cosid-

detto principio di favore), si applica l'AIMP, unitamente alla relativa ordinanza 

(OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP; DTF 145 IV 294 consid. 2.1; 142 IV 

250 consid. 3; 140 IV 123 consid. 2; 137 IV 33 consid. 2.2.2; 136 IV 82 consid. 

3.1; 130 II 337 consid. 1; 128 II 355 consid. 1; 124 II 180 consid. 1a; 123 II 134 

consid. 1a; 122 II 140 consid. 2, 373 consid. 1a). È fatto salvo il rispetto dei diritti 

fondamentali (DTF 145 IV 294 consid. 2.1; 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 595 

consid. 7c; TPF 2008 24 consid. 1.1). 

 

1.5 La procedura di ricorso è retta dalla legge federale sulla procedura amministra-

tiva del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021) e dalle disposizioni dei pertinenti 

atti normativi in materia di assistenza giudiziaria (art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP e 

12 cpv. 1 AIMP; v. DANGUBIC/KESHELAVA, Commentario basilese, 2015, n. 1 e 

segg. ad art. 12 AIMP), di cui sopra. 

 

 

2. 

2.1 Secondo l'art. 16 n. 1 CEEstr, in caso d'urgenza, le autorità competenti della 

Parte richiedente potranno domandare l'arresto provvisorio dell'individuo ricer-

cato; le autorità competenti della Parte richiesta statuiranno sulla domanda con-

formemente alla loro legge. Adita mediante un reclamo fondato sull'art. 48 

https://www.admin.ch/opc/it/european-union/international-agreements/008.html
https://www.admin.ch/opc/it/european-union/international-agreements/008.html
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/it/ALL/?uri=CELEX:41996A1023(02)
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/it/ALL/?uri=CELEX:32003D0169
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- 5 - 
 
 

cpv. 2 AIMP, la Corte dei reclami penali non deve pronunciarsi, a questo stadio 

della procedura, in merito all'estradizione in quanto tale, ma solamente sulla 

legittimità dell'arresto e della carcerazione in vista d'estradizione (DTF 130 II 

306 consid. 2.3; 117 IV 359 consid. 1a e b; 111 IV 108 consid. 3; MOREILLON, 

Entraide internationale en matière pénale, 2004, n. 19 ad art. 47 AIMP). Le cen-

sure relative a pretese irregolarità formali o sostanziali della domanda di estra-

dizione, come pure alla sua fondatezza, devono essere fatte valere esclusiva-

mente nell'ambito della procedura di estradizione vera e propria (DTF 130 II 306 

consid. 2.3; 119 Ib 193 consid. 1c), per la quale è competente l'UFG in prima 

istanza e, in sede di ricorso, dapprima il Tribunale penale federale ed in seguito, 

in ultima istanza e alle restrittive condizioni poste dall'art. 84 LTF, il Tribunale 

federale (v. DTF 133 IV 125, 131, 132, 134). Per costante giurisprudenza, du-

rante tutta la procedura di estradizione la carcerazione della persona perseguita 

costituisce la regola mentre la scarcerazione rimane l’eccezione (DTF 130 II 

306 consid. 2.2; 117 IV 359 consid. 2a; 111 IV 108 consid. 2; 109 IV 159; 109 

Ib 58 consid. 2, 223 consid. 2c; ZIMMERMANN, La coopération judiciaire interna-

tionale en matière pénale, 6a ediz. 2024, n. 426 e n. 428; HEIMGARTNER, Auslie-

ferungsrecht, 2002, pag. 57). L’ordine di arresto in vista di estradizione può tut-

tavia essere annullato, rispettivamente la liberazione ordinata, segnatamente 

se è verosimile che la persona perseguita non si sottrarrà all’estradizione né 

comprometterà l’istruzione penale (art. 47 cpv. 1 lett. a AIMP; DTF 109 IV 159), 

se essa può produrre immediatamente il suo alibi (art. 47 cpv. 1 lett. b AIMP), 

se le sue condizioni non le permettono di essere incarcerata o se altri motivi lo 

giustificano (art. 47 cpv. 2 AIMP), se la domanda di estradizione e i documenti 

a suo sostegno non pervengono tempestivamente (art. 50 cpv. 1 AIMP) o an-

cora se l’estradizione appare manifestamente inammissibile (art. 51 cpv. 1 

AIMP). La sussistenza dei presupposti che giustificano l’annullamento dell’or-

dine di arresto, rispettivamente la scarcerazione, deve essere valutata secondo 

criteri rigorosi, tali da non rendere illusorio l’impegno assunto dalla Svizzera di 

consegnare – ove la domanda di estradizione sia accolta e cresciuta in giudi-

cato – le persone perseguite dallo Stato che ne ha fatto la richiesta (art. 1 

CEEstr). In questo senso, la liberazione provvisoria dalla carcerazione ai fini 

estradizionali soggiace a condizioni più rigorose di quelle applicabili in materia 

di carcerazione preventiva (DTF 130 II 306 consid. 2.2; 111 IV 108 consid. 2 e 

3; 109 Ib 223 consid. 2c). 

 

2.2 La CEEstr fornisce in materia di arresto provvisorio solo un quadro normativo 

generale. Essa si limita a consacrare il diritto della Parte richiedente di doman-

darlo e a sancire l'obbligo della Parte richiesta di statuire su tale domanda, in-

formando senza indugio l’autorità richiedente del seguito dato alla domanda 

(art. 16 n. 1 e 3). Applicabile è esclusivamente il diritto della Parte richiesta  

(art. 16 n. 1 e art. 22). Dopo aver stabilito i termini trascorsi i quali l'arresto 

provvisorio potrà e, rispettivamente, dovrà cessare se la domanda d'estradi-

zione non è presentata col prescritto corredo (art. 16 n. 4, prima frase), la 

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Convenzione precisa (ibidem, seconda frase) che, tuttavia, la liberazione prov-

visoria è sempre possibile "in quanto la Parte richiesta prenda tutte le misure 

da essa ritenute necessarie per evitare la fuga dell'individuo richiesto". Nessuna 

disposizione contiene invece la CEEstr circa la carcerazione estradizionale tra 

il momento della presentazione della domanda e la decisione. Applicabile è 

quindi unicamente il diritto dello Stato richiesto, compatibilmente col rispetto de-

gli obblighi di consegna del ricercato che derivano dalla Convenzione (DTF 109 

Ib 223 consid. 2a, con rinvii; MOREILLON, op. cit., n. 7 e 9 ad art. 47 AIMP). 

 

 

3. Il reclamante sostiene che nel procedimento penale relativo ai fatti del 7 luglio 

2018 vi sarebbero stati gravi vizi procedurali, nella misura in cui egli non sa-

rebbe stato regolarmente citato a comparire al dibattimento, al quale non 

avrebbe quindi partecipato. La pena detentiva di 4 anni inflittagli sarebbe inoltre 

sproporzionata, tenuto conto del fatto che al momento dei fatti contestatigli 

avrebbe appena compiuto 18 anni. In definitiva, sussisterebbero seri dubbi sul 

fatto che il procedimento italiano abbia rispettato i diritti della difesa. La do-

manda di estradizione apparirebbe quindi abusiva e manifestamente inammis-

sibile ai sensi dell’art. 51 cpv. 1 AIMP, per cui l’ordine di arresto in vista di estra-

dizione andrebbe annullato. 

 

3.1 Di principio, tutte le censure relative a pretese irregolarità formali o sostanziali 

della domanda di estradizione in quanto tale o della relativa procedura devono 

essere fatte valere in occasione di un ricorso contro un'eventuale decisione di 

estradizione (v. supra consid. 2.1), non già contro l’ordine di arresto in quanto 

tale. Il fatto che tali censure siano invocate con un reclamo contro un ordine di 

arresto in vista di estradizione non può infatti avere per effetto quello di imporre 

alla Corte di procedere in via anticipata ad un esame approfondito del merito 

(DTF 109 Ib 223 consid. 3b; sentenza del Tribunale penale federale RH.2014.6 

del 28 maggio 2014 consid. 2.2 con riferimenti). La manifesta inammissibilità 

della domanda estera costituisce l'unica eccezione a questa regola (DTF 130 II 

306 consid. 2.3; 111 IV 108 consid. 3a). In concreto, si pone dunque la que-

stione a sapere se le censure sollevate dall’insorgente permettano di conclu-

dere, già a questo stadio della procedura, che l'estradizione sia manifestamente 

inammissibile ai sensi dell'art. 51 cpv. 1 AIMP. Secondo la giurisprudenza, tale 

disposizione trova applicazione unicamente allorquando una delle ipotesi pre-

viste agli articoli da 2 a 5 AIMP è senza alcun dubbio realizzata (DTF 111 IV 

108 consid. 3a; sentenza del Tribunale federale 1S.1/2007 del 1° febbraio 2007 

consid. 4.5). 

 

3.2 In concreto, premesso che il reclamante si è limitato a contestare generica-

mente i fatti rimproveratigli nell’ambito del procedimento estero, occorre rilevare 

che le sue censure non evidenziano motivi di manifesta inammissibilità 

dell’estradizione ai sensi dell'art. 51 cpv. 1 AIMP, per cui esse sono a questo 

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stadio premature. Le stesse andranno se del caso sollevate nella procedura 

d'estradizione vera e propria, all'occorrenza impugnando l'eventuale decisione 

di estradizione, e non nell'ambito di un ricorso contro l'ordine di arresto.  

 

 

4. Il reclamante contesta l’esistenza di un pericolo di fuga. Egli sarebbe integrato 

professionalmente in Svizzera, dove si troverebbe il centro della sua vita. Una 

fuga all'estero – in particolare in Italia, dove è attualmente ricercato – sarebbe 

da escludersi in queste circostanze.  

 

4.1 Per costante giurisprudenza, durante tutta la procedura di estradizione la car-

cerazione della persona perseguita costituisce la regola mentre la scarcera-

zione rimane l'eccezione (v. consid. 2.1 supra e riferimenti ivi citati). Giusta 

l'art. 47 cpv. 1 lett. a AIMP, l'Ufficio può tuttavia prescindere dall'emettere un 

ordine di arresto in vista d'estradizione segnatamente se la persona perseguita 

verosimilmente non si sottrarrà all'estradizione né comprometterà l'istruzione 

penale. Queste due condizioni sono cumulative; se l'interessato si prevale uni-

camente della realizzazione di una delle stesse non potrà pretendere che si 

rinunci alla detenzione estradizionale (DTF 109 Ib 58 consid. 2). 

 

 La giurisprudenza concernente il pericolo di fuga in ambito di detenzione estra-

dizionale è oltremodo restrittiva (v. la casistica illustrata in DTF 130 II 306 con-

sid. 2.4-2.5). Il Tribunale federale ha in particolare già avuto modo di negare la 

scarcerazione di una persona i cui legami con la Svizzera erano indiscussi (ti-

tolare di un permesso di soggiorno residente in Svizzera da diciotto anni, spo-

sato con una cittadina svizzera e padre di due figli di tre e otto anni, entrambi di 

nazionalità svizzera e scolarizzati nel Cantone Ticino), essendo stata ritenuta 

motivo sufficiente la possibilità di una condanna a una pena privativa di libertà 

di lunga durata. Neppure le difficoltà finanziarie in cui l'interessato lasciava la 

moglie e i figli permettevano di considerare che il rischio di fuga fosse a tal punto 

inverosimile da poter essere scongiurato tramite l'adozione di misure sostitutive 

(sentenza del Tribunale federale 8G.45/2001 del 15 agosto 2001 consid. 3a). In 

un altro caso, è stato considerato che l'ampiezza dell'attività delittuosa (costitu-

zione di un'associazione criminale allo scopo di perpetrare truffe fiscali) e  

l'eventualità di una pena privativa della libertà di lunga durata costituivano ele-

menti sufficienti a rendere verosimile il rischio che il reclamante potesse sot-

trarsi all'estradizione, sebbene egli avesse legami importanti con la Svizzera, 

essendo titolare di un permesso B, coniugato con una cittadina svizzera e 

stesse per diventare padre. Tale rischio, acutizzato dalla sua giovane età, non 

veniva sminuito dal fatto che, come ritenuto anche nelle altre cause, fosse a 

conoscenza del suo perseguimento e non fosse nondimeno fuggito: soltanto 

con l'ordine di arresto in vista d'estradizione si erano infatti concretizzate sia le 

accuse sia la possibilità effettiva di essere estradato (sentenza del Tribunale 

federale 8G.49/2002 del 24 maggio 2002 consid. 3b). Tenuto conto di questa 

- 8 - 
 
 

giurisprudenza, il Tribunale penale federale ha quindi confermato l'esistenza del 

pericolo di fuga nel caso di una persona perseguita con moglie, due bambini (di 

sette anni e mezzo e due anni e mezzo) e altri parenti in Svizzera (sentenza del 

Tribunale penale federale BH.2005.45 del 20 dicembre 2005 consid. 2.2.2). Me-

desimo esito nel caso di una persona ininterrottamente residente in Svizzera 

per dieci anni, con moglie e quattro bambini, di un anno e mezzo, tre, otto e 

diciotto anni (sentenza del Tribunale penale federale BH.2005.8 del 7 aprile 

2005 consid. 2.3) e in quello di una persona ininterrottamente in Svizzera da 

dieci anni, con la sua compagna e gli amici più stretti (sentenza del Tribunale 

penale federale BH.2006.4 del 21 marzo 2006 consid. 2.2.1). In una sentenza 

del 24 novembre 2009 il Tribunale penale federale ha per contro ordinato la 

liberazione di un uomo di 76 anni residente in Francia accusato negli Stati Uniti 

di aver commesso in quel Paese, nel 1978, atti sessuali con una minorenne, e 

adottato misure sostitutive della detenzione (sentenza del Tribunale penale fe-

derale RR.2009.329, parzialmente pubblicata in RStrS - BJP 1/2010 pag. 9). In 

quell'occasione, l'autorità giudicante ha considerato che il pericolo di fuga non 

era così marcato da impedire l'adozione di misure sostitutive della detenzione 

(v. ibidem consid. 6.3). Visto anche che la pena massima comminata all'estero 

era di due anni di detenzione, il Tribunale ha ritenuto che il pagamento di una 

elevata cauzione corrispondente alla metà dei beni patrimoniali dell'estradando, 

unitamente all'utilizzo di un braccialetto elettronico ("Electronic Monitoring"; 

sull'applicabilità di questo sistema di sorveglianza v. DTF 136 IV 20), costitui-

vano misure atte a scongiurare il pericolo di fuga (v. sentenza del Tribunale 

penale federale RR.2009.329 del 24 novembre 2009 consid. 6.6.6). Parimenti, 

il Tribunale federale ha ordinato la liberazione di una donna americana di 

47 anni residente a Zurigo dal 1955, con stretti legami affettivi e professionali in 

Svizzera. L'Alta Corte ha considerato che le precarie condizioni di salute della 

donna, unitamente al fatto che la stessa, una volta al corrente dell'inchiesta pe-

nale in Italia e dell'ordine di arresto spiccato nei suoi confronti dalle autorità di 

quel Paese, non abbia intrapreso nulla per lasciare la Svizzera, fossero ele-

menti importanti per concludere che il pericolo di fuga era estremamente esi-

guo. Quest'ultimo è stato in definitiva scongiurato con l'adozione di misure so-

stitutive quali il deposito di una cauzione di fr. 50'000.– nonché la consegna dei 

documenti d'identità (v. sentenza del Tribunale federale 8G.76/2001 del 14 no-

vembre 2001 consid. 3c). 

 

4.2 In concreto, non si è manifestamente in presenza di circostanze particolari che 

imporrebbero di derogare, in via eccezionale, alla regola della carcerazione. Il 

reclamante, venticinquenne, ha la cittadinanza italiana e tunisina (v. act. 3.4 e 

4, pag. 2). Egli afferma di essere attivo professionalmente in Svizzera, dove 

risiederebbe il centro della sua vita. Si tratta tuttavia di affermazioni prive di 

qualsiasi supporto documentale, che per di più mal si conciliano con la sua pre-

tesa nullatenenza (v. act. 1, pag. 4). Nella sua risposta al ricorso, l’UFG ha pre-

cisato che “da quanto riportato nel Sistema d’informazione centrale della 

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migrazione (SIMIC) il ricorrente non è annunciato ufficialmente in Svizzera. Le 

verifiche fatte dalla polizia cantonale di Zurigo hanno rilevato che egli si trovava 

in procedura di registrazione per attività lavorativa breve (Meldeverfahren für 

Kurzerwerbstätige). Era in possesso di un permesso di lavoro valido dal 

21 maggio all’11 agosto 2025. È presso il posto di lavoro nel Canton Zurigo, 

dove egli aveva ricevuto il permesso di attività lavorativa, che il 10 agosto 2025 

è stato arrestato e posto in detenzione estradizionale” (act. 3, pag. 4). Vista la 

predetta giurisprudenza (v. anche sentenze del Tribunale penale federale 

RR.2011.133 del 29 giugno 2011 consid. 3; RR.2011.88 del 15 aprile 2011 con-

sid. 7; RR.2011.45 del 9 marzo 2011 consid. 4.4; ZIMMERMANN, op. cit., n. 426), 

l’assenza di legami sostanziali con la Svizzera nonché l’importante pena deten-

tiva da scontare, i motivi addotti non sono palesemente sufficienti per negare il 

pericolo di fuga. Di fronte alla possibilità di un'estradizione all'Italia, persiste un 

marcato pericolo che l'estradando tenti di sottrarsi alla giustizia, tenuto anche 

conto della sua cittadinanza tunisina oltre che italiana.  

 

4.3 Il reclamante propone l’adozione di misure sostitutive alla detenzione, ossia: la 

sorveglianza elettronica, gli arresti domiciliari, l’obbligo di presentarsi alle auto-

rità o il divieto di comunicare per iscritto, eventualmente combinati con una cau-

zione, la quale, vista la sua indigenza, sarebbe versata dai suoi familiari. Ora, 

la sorveglianza tramite braccialetto elettronico (che non impedisce una fuga, ma 

permette eventualmente solo di constatarla a posteriori: v. sentenza del Tribu-

nale penale federale RR.2009.329 consid. 1.1.2 e riferimenti citati), la consegna 

del passaporto e l'obbligo di annunciarsi non sono di per sé sufficienti a scon-

giurare un pericolo di fuga. Il versamento di una cauzione – nella fattispecie non 

proposto dal reclamante dinanzi all’UFG – seppur combinato con la sorve-

glianza tramite braccialetto elettronico, avrebbe anch'esso solo un'incidenza mi-

nima sul pericolo in questione, ritenuta l’importanza della pena da scontare. Per 

quanto concerne la cauzione, il Tribunale federale ha precisato che l'assenza 

di una dettagliata esposizione della situazione finanziaria dell'estradando impe-

disce all'autorità preposta di fissare l'importo della cauzione, ritenuto pure che, 

in assenza di dati completi, anche una cauzione elevata non sarebbe sufficiente 

a scongiurare il pericolo di fuga (v. sentenza del Tribunale federale 8G.11/2003 

del 21 febbraio 2003 consid. 5; v. anche sentenze del Tribunale penale federale 

RR.2023.158 del 24 novembre 2023 consid. 6.5; RR.2010.76 del 5 maggio 

2010 consid. 4.3). Per di più un’eventuale cauzione corrisposta da terze per-

sone in genere non ha lo stesso carattere dissuasivo come una cauzione pro-

veniente dagli averi della persona perseguita. 

 

 

5. Sulla base dell'incarto, non sono ravvisabili altri motivi che permetterebbero di 

ordinare la scarcerazione dell'estradando. In definitiva, sussistendo un reale pe-

ricolo di fuga e in assenza di altra misura equivalente nei suoi risultati ma meno 

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limitativa della libertà personale, il provvedimento impugnato non può essere 

considerato lesivo del principio della proporzionalità.  

 

 

6. In conclusione, il reclamo va respinto e la detenzione estradizionale confermata. 

 

 

7. Il reclamante sollecita la concessione del beneficio dell'assistenza giudiziaria e 

del gratuito patrocinio nella persona dell’avv. Gandi Calan (v. RP.2025.51, 

act. 1). Orbene, invitato a inoltrare l’apposito formulario entro l’8 settembre 

2025, il reclamante ha trasmesso il medesimo soltanto il giorno seguente 

(v. tracciamento postale dell’invio), per cui esso non può essere di massima 

preso in considerazione (v. supra lett. D). Anche se fosse stato inoltrato tempe-

stivamente, la richiesta di assistenza giudiziaria gratuita sarebbe stata comun-

que da respingere per i motivi che seguono. 

 

7.1 La persona perseguita può designare un patrocinatore. Se vi prescinde o non è 

in grado di farlo e la tutela dei suoi interessi lo richiede, le è nominato un patro-

cinatore d'ufficio (art. 21 cpv. 1 AIMP). Se una parte non dispone dei mezzi 

necessari e le sue conclusioni non sembrano prive di probabilità di successo, 

l'autorità di ricorso, il suo presidente o il giudice dell'istruzione la dispensa, a 

domanda, dopo il deposito del ricorso, dal pagamento delle spese processuali 

(art. 65 cpv. 1 PA). Indipendentemente da quanto precede, il diritto all’assi-

stenza giudiziaria gratuita deriva anche dall’art. 29 cpv. 3 Cost. (DTF 129 I 129 

consid. 2.1; sentenze del Tribunale federale 5B_578/2020 dell’11 agosto 2021 

consid. 3.1; 2C_367/2020 del 7 ottobre 2020 consid. 3.1). Non dispone dei 

mezzi necessari colui che può far fronte alle spese di causa solo intaccando 

il minimo vitale "allargato" suo e della sua famiglia, valutati tenendo in conside-

razione sia il reddito che il patrimonio (DTF 124 I 1 consid. 2a). Una parte è da 

considerarsi quindi indigente allorquando, per pagare le spese processuali e le 

ripetibili, è costretta ad intaccare i mezzi necessari per coprire i bisogni fonda-

mentali personali e della propria famiglia (DTF 125 IV 161 consid. 4a; 124 I 1 

consid. 2a; cfr. ugualmente DTF 128 I 225 consid. 2.5.1; 127 I 202 consid. 3b; 

sentenza del Tribunale penale federale BB.2005.111 del 24 novembre 2005 

consid. 1). Il Tribunale federale considera prive di probabilità di successo le 

conclusioni le cui prospettive di successo sono sensibilmente inferiori a quelle 

di insuccesso, e che di conseguenza non possono essere definite serie. Deci-

sivo è sapere se una parte che dispone dei mezzi finanziari necessari affronte-

rebbe ragionevolmente un processo: chi non è disposto ad affrontare a proprie 

spese un processo non deve poterlo fare soltanto perché la procedura è gra-

tuita. L'esistenza di sufficienti probabilità di successo va giudicata sommaria-

mente in base alle condizioni al momento dell'introduzione della domanda (DTF 

138 III 217 consid. 2.2.4; 133 III 614 consid. 5; 124 I 304 consid. 2c; sentenze 

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del Tribunale federale 5A_264/2012 del 6 dicembre 2012 consid. 4.1; 

5A_711/2011 del 21 dicembre 2011 consid. 3.1). 

 

L’esame della situazione finanziaria del richiedente è riferito al momento in cui 

l’istanza è presentata (DTF 141 III 369 consid. 4.1; sentenza del Tribunale fe-

derale 6B_304/2021 del 12 aprile 2021 consid. 3). La parte che richiede l'assi-

stenza giudiziaria ha il dovere di fornire ragguagli completi e, per quanto possi-

bile, comprovati, sul proprio reddito, patrimonio e sull'insieme dei propri oneri 

finanziari. Essa è obbligata a cooperare: l’autorità confrontata con la domanda 

non è obbligata a chiarire da sola i fatti ivi contenuti né a verificare d’ufficio le 

allegazioni dell’istante (sentenze del Tribunale federale 5B_578/2020 consid. 

3.3; 2C_367/2020 consid. 3.3; 5A_716/2018 del 27 novembre 2018 consid. 3.2; 

9C_784/2017 del 12 gennaio 2018 consid. 2). Le informazioni e i relativi mezzi 

di prova devono fornire un'immagine fedele, completa e coerente della situa-

zione finanziaria del richiedente (DTF 135 I 221 consid. 5.1). In caso contrario 

l'istanza deve essere respinta, non essendo sufficientemente sostanziato o di-

mostrato lo stato di indigenza (DTF 125 IV 161 consid. 4a; sentenze 

5B_578/2020 consid. 3.3; 2C_367/2020 consid. 3.3; sentenze del Tribunale pe-

nale federale RP.2014.62 del 26 agosto 2014 consid. 2.1; BH.2006.6 del 

18 aprile 2006 consid. 6.1).  

 

7.2 Nella fattispecie, il reclamante ha indicato nell’apposito formulario unicamente 

di percepire, in qualità di cuoco, un salario netto mensile di fr. 3'540.– e di avere 

spese d’affitto mensili di fr. 750.– (v. act. 3.1). Ora, quanto precede, vista la 

totale assenza di documentazione a sostegno – nel formulario viene chiara-

mente indicata la necessità di fornire tale documentazione (v. act. 2, pag. 2) –, 

non permette nemmeno una minimale verifica della situazione finanziaria del 

reclamante, condicio sine qua non per ammettere la domanda di assistenza 

giudiziaria gratuita. Essa sarebbe del resto da respingere anche a causa dell'as-

senza di probabilità di successo delle sue conclusioni. In effetti, le censure sol-

levate dal reclamante, alla luce delle disposizioni legali e dei principi giurispru-

denziali applicabili in ambito estradizionale, erano manifestamente da respin-

gere, sia per quanto riguarda le asserite irregolarità procedurali nel procedi-

mento estero, sia per il pericolo di fuga. In definitiva, la richiesta di assi-

stenza giudiziaria va respinta, sia per ciò che concerne la dispensa dal paga-

mento delle spese processuali, sia per quanto riguarda l'assunzione dell'onora-

rio del suo difensore.   

 

 

8. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 PA). La tassa di giustizia 

è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis PA, nonché 5 e 8 cpv. 3 

del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le 

indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162) ed è fis-

sata in concreto a fr. 2'000.– a carico del reclamante. 

- 12 - 
 
 

Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il reclamo è respinto. 

2. La domanda di assistenza giudiziaria gratuita è respinta. 

3. La tassa di giustizia di fr. 2'000.– è posta a carico del reclamante. 

 
 
Bellinzona, 16 settembre 2025 
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Gandi Calan 

- Ufficio federale di giustizia, Settore Estradizioni 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale deve 
essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale della 
decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Gli atti scritti devono essere consegnati al Tribunale federale 
oppure, all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera 
al più tardi l’ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). In caso di trasmissione per via elettronica, per il 
rispetto di un termine è determinante il momento in cui è rilasciata la ricevuta attestante che la parte ha 
eseguito tutte le operazioni necessarie per la trasmissione (art. 48 cpv. 2 LTF). 
 
Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne un’estradizione, un sequestro, la consegna di oggetti o beni 
oppure la comunicazione di informazioni inerenti alla sfera segreta e se si tratti di un caso particolarmente 
importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un caso è particolarmente importante segnatamente laddove vi sono motivi 
per ritenere che sono stati violati elementari principi procedurali o che il procedimento all’estero presenta 
gravi lacune (art. 84 cpv. 2 LTF).