# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 23f0a133-c10b-5a13-85f3-c287e9117a4c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-11-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.11.2010 B-6599/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-6599-2008_2010-11-29.pdf

## Full Text

Corte II
B-6599/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 9  n o v e m b r e  2 0 1 0

Giudici Francesco Brentani (presidente del collegio), 
Frank Seethaler, Hans Urech, 
cancelliere Corrado Bergomi.

X._______,
patrocinato dall'Avvocato Agata Biolcati Baggi, 
Ghiggia Studio legale e notarile, viale S. Franscini 1, 
6901 Lugano,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della formazione professionale e 
della tecnologia UFFT,
Effingerstrasse 27, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Riconoscimento diploma estero.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

B-6599/2008

Fatti:

A.
X._______ (ricorrente) ha depositato in data 6 novembre 2007 presso 
l'Ufficio  federale  della  formazione  professionale  e  delle  tecnologia 
(UFFT; autorità  inferiore)  la  domanda di  riconoscimento  del  suo  di-
ploma italiano di ragioniere e perito commerciale conseguito all'Istituto 
tecnico  commerciale  e  per  geometri  A._______  di  B._______  il 
_______, al fine di essere abilitato quale revisore ai sensi della legge 
federale del  16 dicembre 2005 sull'abilitazione e la  sorveglianza dei 
revisori (LSR, RS 221.302).

Con decisione incidentale del 18 marzo 2008 l'UFFT ha comunicato al 
ricorrente  che il  suo diploma italiano è  di  livello  secondario  e  corri -
sponde, in termini di durata e di struttura della formazione italiana, a 
un attestato federale di capacità. A mente dell'UFFT tale diploma non 
permette al ricorrente di esercitare la professione di revisore in Italia: a 
tale scopo è necessario  un titolo universitario  (“dottore  commerciali-
sta”). Di conseguenza l'autorità inferiore ritiene impossibile equiparare 
il diploma italiano del ricorrente con un titolo che in Svizzera consente 
di esercitare la professione di revisore. L'UFFT ha infine indicato al ri -
corrente di non essere l'autorità responsabile della valutazione di una 
sua eventuale iscrizione al registro dell'autorità di sorveglianza sui re-
visori (ASR).

Con decisione finale del 18 settembre 2009 l'UFFT ha accertato, sulla 
base delle dichiarazioni del Ministero Italiano della Giustizia del 15 lu-
glio 2008, che il  ricorrente non può esercitare l'attività di  revisore in 
Italia, per cui egli non presenta i requisiti per essere iscritto né al regi -
stro dell'Autorità di sorveglianza dei revisori né a quello dei revisori ita-
liani.

Con decisione del 30 settembre 2008 l'UFFT ha comunicato al ricor -
rente  che  il  diploma  rilasciatogli  il  _______  a  B._______  (I)  con-
cernente la conclusione della formazione di  ragioniere e perito com-
merciale, tenendo conto della sua esperienza professionale, può esse-
re riconosciuto equivalente ad un attestato federale di capacità d'im-
piegato di commercio.

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B.
Contro  quest'ultima  decisione  il  ricorrente  è  insorto  con  ricorso  del 
16 ottobre 2008 presso il Tribunale amministrativo federale, proponen-
do di riesaminare la sua domanda di equipollenza, di rivedere la deci-
sione impugnata e ribadendo che la sua richiesta è finalizzata solo al-
l'iscrizione all'albo ASR. Egli chiede il rilascio di una dichiarazione di 
equipollenza almeno con un titolo richiesto dall'art. 4 LSR, in quanto 
nell'Italia del 1965, per accedere alla professione di revisore, era pos-
sibile unicamente la formazione da lui conseguita per l'ottenimento del 
diploma. Nella sua motivazione il ricorrente tiene ad evidenziare che la 
domanda inoltratata dall'UFFT al  Ministero della Giustizia  non aveva 
quale scopo la richiesta di equipollenza del titolo di studio italiano ad 
uno svizzero, bensì era finalizzata a verificare se il solo diploma di ra-
gioniere e perito commerciale fosse un titolo di studio che autorizzas-
se all'esercizio della professione di revisore in Italia. 

C.
Con osservazioni del 7 gennaio 2009 l'UFFT postula la reiezione del 
gravame. In riferimento al riconoscimento reciproco dei diplomi secon-
do l'accordo sulla libera circolazione delle persone del 21 giugno 1999 
(ALC, RS 0.142.112.681; di  seguito  ALC o accordo) -  applicabile  al 
caso  concreto,  in  quanto  l'esercizio  della  professione  di  revisore  in 
Svizzera è regolamentata all'art. 4 cpv. 1 LSR - l'UFFT adduce in pri -
mo luogo che il ricorrente non è iscritto al Registro dei revisori contabi-
li e, non essendo quindi qualificato per esercitare la funzione di reviso -
re  contabile  in  Italia,  il  suo  diploma non può essere  riconosciuto  ai 
sensi dell'ALC.

Nella misura in cui venga richiesta l'equipollenza con un diploma fede-
rale in campo commerciale, l'UFFT indica che l'esame del riconosci -
mento dei diplomi è effettuato sulla base dell'art. 68 cpv. 1 della legge 
del  13  dicembre  2002  sulla  formazione  professionale  (LFPr,  RS 
412.10), nonché dell'art. 69 dell'ordinanza del 19 novembre 2003 sulla 
formazione professionale (OFPR, RS 412.101). L'UFFT nega l'equipol-
lenza del diploma conseguito dal ricorrente in Italia con un diploma fe-
derale  di  esperto  contabile,  esperto  fiduciario,  esperto  fiscale  o  di 
esperto in finanza e controlling, poiché il livello di formazione italiano 
non è uguale a quello svizzero. Il ciclo di formazione per ottenere il di -
ploma di  scuola  media superiore  di  ragioniere  e  perito  commerciale 
corrisponde in Italia ad una formazione secondaria, mentre in Svizzera 
i diplomi elencati all'art. 4 cpv. 1 LRS fanno parte del livello terziario 

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del sistema formativo. Secondo l'UFFT le esperienze di lavoro accu-
mulate in Svizzera, il rilascio dell'attestato cantonale di fiduciario com-
merciale,  come pure  il  fatto  che il  ricorrente  è  iscritto  al  registro  di  
commercio quale revisore particolarmente qualificato non sono in gra-
do di cambiare sostanzialmente la situazione del ricorrente. 

D.
Con replica del 30 gennaio 2009, il ricorrente, d'ora in avanti patroci-
nato dall'avv. Agata Biolcati Baggi, postula l'accoglimento del ricorso e 
l'annullamento della decisione impugnata, nella misura in cui il diploma 
italiano di ragioniere e perito commerciale è parificato ad un diploma 
in economia aziendale ai sensi dell'art. 4 cpv. 2 lett. c LSR o ad un al-
tro diploma ai sensi dell'art. 4 cpv. 2 lett. a, b o c LSR. Protestate tas -
se, spese e ripetibili. 

Il ricorrente osserva che le condizioni elencate dall'UFFT per l'eserci -
zio della funzione di revisore contabile in Italia si riferiscono alla situa-
zione attuale e non al 1965, anno dell'ottenimento del diploma. Pertan-
to il  titolo di  studio specifico richiesto in Italia per l'iscrizione all'albo 
dei ragionieri e periti commerciali e per l'esercizio della professione di  
revisore prima dell'entrata in vigore delle nuove normative e della rifor -
ma scolastica era quello di ragioniere e perito commerciale, conforme-
mente  al  diploma  ottenuto  dal  ricorrente,  vale  a  dire  un  diploma  di 
scuola media superiore e professionale. Il ricorrente sostiene che chi 
aveva ottenuto il suddetto diploma non era tenuto a frequentare alcun 
corso  supplementare,  ma  doveva  unicamente  sostenere  l'esame  di 
Stato per l'iscrizione nel registro, le cui materie corrispondono al pro-
gramma della scuola da lui frequentata per ottenere il diploma.

Il ricorrente spiega che il diploma da lui ottenuto permetteva l'esercizio 
della professione di ragioniere e perito commerciale, nonché di reviso-
re dipendente di uno studio commercialistico o società senza che fos-
se necessaria l'iscrizione ad un albo e ad un esame supplementare, 
queste ultime necessarie unicamente per l'esercizio della professione 
di ragioniere e perito commerciale nonché revisore  indipendente con 
uno studio in proprio. Con il trasferimento del domicilio in Svizzera, il  
ricorrente non adempiva più al requisito del domicilio in Italia in vista di 
un'eventuale iscrizione al Registro dei ragionieri e periti commerciali,  
oggi chiamato Registro dei revisori contabili. Egli afferma che sarebbe 
iniquo imputargli il fatto di non essersi iscritto al Registro dei revisori  
contabili in Italia, quando il suo trasferimento in Svizzera è stato ante -

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riore al momento in cui avrebbe potuto chiederne l'iscrizione in Italia e 
quando in Svizzera non vi era la possibilità di iscriversi in un registro 
analogo.  Ciò  sarebbe  contrario  al  principio  stesso  di  non 
discriminazione alla base dell'ALC.

Il ricorrente precisa come egli era stato riconosciuto dal 1992 quale re -
visore particolarmente qualificato ai sensi dell'Ordinanza sui requisiti  
professionali dei revisori particolarmente qualificati del 15 giugno 1992 
(abrogata il 1° settembre 2007 e sostituita dalla LSR; AS 1992 1210). 
Egli  aggiunge che la sua formazione, scuola a tempo pieno per una 
durata di cinque anni, supera di gran lunga la formazione esistente a 
suo tempo in Svizzera e deve pertanto venir riconosciuta.

E.
Con replica del 5 marzo 2009 l'UFFT si riconferma in sostanza nelle 
sue conclusioni e motivazioni.

F.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi  nei  considerandi,  qualora risultino decisivi  per l'esito della pre-
sente vertenza. 

Diritto:

1.
La decisione dell'Ufficio federale del 30 settembre 2008 è una decisio-
ne ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 lett. c della legge federale del 20 dicembre 
1968 sulla procedura amministrativa (PA; RS 172.021). Eccezion fatta 
per le decisioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 sul Tri-
bunale amministrativo federale (LTAF; RS 173.32), il Tribunale ammini-
strativo federale, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le de -
cisioni ai sensi dell'art. 5 PA e che sono state prese dalle autorità men-
zionate agli art. 33 e 34 LTAF.

In qualità di destinatario, il ricorrente è toccato dalla decisione impu-
gnata ed ha un interesse degno di protezione all'annullamento o alla 
modifica della stessa. Egli ha dunque diritto a ricorrere (art. 48 cpv. 1  
PA). Il termine e la forma di ricorso sono osservati (art. 50 cpv. 1 e 52 
cpv. 1 PA). Il  rappresentante ha giustificato i  suoi poteri  con procura 
scritta (art. 11 PA), l'anticipo equivalente alle presunte spese proces-
suali è stato versato entro il termine impartito (art. 63 cpv. 4 PA) ed i ri -

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manenti presupposti processuali sono parimenti adempiuti (art.  48 ss. 
PA).

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, su riserva dei conside-
randi seguenti (cfr. consid. 2). 

2.
Il ricorrente chiede l'annullamento della decisione impugnata, nonché 
l'equipollenza del suo diploma conseguito in Italia con un diploma in 
economia aziendale ai  sensi  dell'art. 4  cpv. 2 lett. c LSR, rispettiva-
mente con un altro diploma di cui all'art. 4 cpv. 2 lett. a, b o c LSR. La  
richiesta dell'equipollenza sembra essere connessa con una futura do-
manda di abilitazione per esercitare la funzione di revisore. 

2.1 A titolo introduttivo va osservato che la domanda di riconoscimen-
to dell'equipollenza di  un diploma estero con un diploma svizzero ai  
sensi  dell'art. 4  cpv. 2 lett. a-c LSR e la  domanda di  abilitazione ad 
esercitare la professione di  revisore seguono due procedure ben di -
stinte. In linea generale, i procedimenti inerenti alle domande di equi -
pollenza di un diploma estero con un diploma svizzero si svolgono di -
nanzi all'UFTT, mentre per le domande di abilitazione ad esercitare la 
professione di  revisore rispettivamente di  perito revisore i  richiedenti 
devono rivolgersi all'Autorità di sorveglianza dei revisori (ASR).

2.2 Fintanto che le conclusioni del ricorrente si riferiscono e sono mi -
rate all'ottenimento dell'equipollenza del suo diploma estero con uno 
dei titoli menzionati all'art. 4 cpv. 2 lett. a, b o c LSR, è l'UFFT l'autorità  
competente a statuire sul riconoscimento del diploma estero, a condi -
zione che venga richiesta l'equipollenza con uno dei titoli che possono 
essere  conseguiti  nel  quadro  della  formazione  professionale  (art.  2 
LFPr; cfr. anche consid. 5.2.2.4). In questa misura le conclusioni del ri -
corrente si rivelano ammissibili. 

2.3 Se invece il ricorrente con il suo ricorso intende essere abilitato di -
rettamente ad esercitare la funzione di revisore, non spetta all'UFFT, 
bensì alla sola Autorità di sorveglianza dei revisori (ASR, art. 28 LSR) 
la competenza a statuire sulla domanda di abilitazione. Si rammenta 
che a partire dal 1° settembre 2007 le persone fisiche e le imprese di 
revisione che forniscono servizi di revisione ai sensi dell’art. 2 lett. a 
LSR necessitano di un’abilitazione (art. 3 cpv. 1 LSR). Nel quadro della 
procedura corrispondente l'autorità di sorveglianza ha in particolare il  
compito di  interpretare l'art. 4  LSR e quindi  di  esaminare (eventual -

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mente consultando l'UFFT) le domande di abilitazione in riferimento al  
riconoscimento di diplomi esteri, nonché di  fissare i provvedimenti di 
compensazione eventualmente necessari che sono previsti nell'ambito 
di  accordi  internazionali.  Tuttavia  occorre  evidenziare  che  una 
decisione  resa  dall'UFFT  concernente  l'equipollenza  di  un  diploma 
estero  con  una  formazione  giusta  l'art.  4  LSR può  avere  un  valore 
pregiudiziale per la decisione concernente l'abilitazione ad esercitare 
quale revisore. In tale contesto va ricordato che il solo riconoscimento 
di  un diploma estero con un titolo di  cui all'art. 4 LSR non basta ad 
ottenere  l'abilitazione  ad  esercitare  come  revisore.  In  effetti,  una 
persona fisica è abilitata a esercitare la funzione di revisore se: (a.) è 
incensurata;  (b.)  vanta  una  formazione  secondo  l'art.  4  cpv.  2;  (c.)  
dimostra di possedere un'esperienza professionale di un anno (art.  5 
LSR). 

Nulla cambierebbe nell'ordinamento delle competenze summenzionato 
anche se, sulla base dell'art. 4 cpv. 2 lett. d LSR, si dovesse giungere 
alla conclusione che l'ASR sia l'autorità competente, nel quadro di una 
procedura di abilitazione, per esaminare se uno dei titoli di formazione 
esteri sia equivalente ad uno dei titoli di formazione svizzeri di cui al -
l'art. 4 cpv. 2 lett. a-c LSR. La questione a sapere se l'ASR è compe-
tente effettivamente ad effettuare un simile esame può essere lasciata 
indecisa nel caso di specie, in quanto si tratta di una semplice proce-
dura di riconoscimento dell'equipollenza di un diploma estero con uno 
svizzero dinanzi all'UFFT.

Nella misura in cui le sue conclusioni e censure dovessero vertere sol -
tanto sull'abilitazione ad esercitare come revisore, esse andrebbero ol -
tre l'oggetto di lite delimitato dalla decisione impugnata e si rivelereb-
bero inammissibili (cfr. per l'ammissibilità delle conclusioni ricorsuali in 
caso di sovrapposizioni nelle procedure di domande di riconoscimento 
di diplomi esteri e di abilitazione ad esercitare la funzione di revisore 
sentenza del TAF del 5 novembre 2008 B-93/2008 consid. 1.3.2 e 3.2, 
cfr. anche  sentenza  del  TAF del  16  giugno  2009  B-1554/2009  con-
sid. 2.2 e 3.1).

2.4 Sulla base delle allegazioni suesposte si conclude che l'oggetto di 
lite nel presente caso è unicamente la questione a sapere se l'UFFT 
ha a giusto titolo riconosciuto l'equipollenza del diploma italiano del ri -
corrente ad un attestato federale di capacità d'impiegato di commercio, 

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rispettivamente se l'UFFT ha negato a ragione l'equipollenza con uno 
dei diplomi riportati all'art. 4 cpv. 2 LSR. 

3.
La presente fattispecie rientra nella sfera d'applicazione della legge fe-
derale sulla formazione professionale del 13 dicembre 2002 (LFPr; RS 
412.10). Giusta l'art. 2 LFPr, per tutti i settori della formazione profes-
sionale, escluse le scuole universitarie, la LFPr disciplina: (a.) la for-
mazione  professionale  di  base,  compresa  la  maturità  professionale; 
(b.) la formazione professionale superiore; (c.) la formazione professio-
nale continua; (d.) le procedure di qualificazione, gli attestati, i certifi -
cati e i titoli (art. 2 cpv. 1 lett. a – d LFPr).

Il Consiglio federale disciplina il riconoscimento dei diplomi e dei certi -
ficati esteri di formazione professionale che rientrano nel campo di ap-
plicazione della presente legge (art. 68 cpv. 1 LFPr). Per promuovere 
la cooperazione e la mobilità internazionali nella formazione professio-
nale, il Consiglio federale può concludere di moto proprio accordi inter -
nazionali (art. 68 cpv. 2 LFPr). Il Consiglio federale emana le disposi-
zioni di  esecuzione, sempreché la legge non disciplini  altrimenti  tale 
competenza (art. 65 cpv. 1 LFPr). Con il rilascio dell'ordinanza del 19 
novembre 2003 sulla formazione professionale (OFPr; RS 412.101), il 
Consiglio federale ha adempiuto tale mandato. All'art. 69 OFPr è previ-
sto  che l'Ufficio  federale  riconosce  i  diplomi  e  i  certificati  esteri,  se 
sono date  determinate  condizioni  (art.  69  cvp. 1 e  cpv. 2  OFPr,  cfr. 
consid. 5.2.1). Sono fatti salvi gli accordi internazionali (art. 69 cpv. 4 
OFPr). 

4.

4.1 Il  21 giugno 1999 si  è  concluso l'accordo tra la  Confederazione 
Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, 
dall'altra, sulla libera circolazione delle persone, il quale è stato appro-
vato dall'Assemblea federale l'8 ottobre 1999 ed è entrato in vigore il  
1° giugno 2002 (per una citazione completa dell'accordo, cfr. fatti lett. 
C).

L'obiettivo di tale accordo è di conferire ai cittadini degli Stati membri  
della Comunità europea e della Svizzera un diritto di ingresso, di sog-
giorno e di  accesso a un'attività economica dipendente, un diritto  di  
stabilimento quale lavoratore autonomo e il diritto di rimanere sul terri-
torio delle parti contraenti (art. 1 lett. a).

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L'accordo  non  regola  l'ammissione  ai  cicli  di  formazione  speciali  e 
postdiploma nel senso di un riconoscimento accademico, bensì sola-
mente l'accesso al mercato del lavoro nel senso di un riconoscimento 
delle qualifiche professionali  per poter esercitare o essere ammesso 
all'esercizio  di  una  professione  negli  stati  contraenti  (Messaggio 
concernente l'approvazione degli accordi settoriali tra la Svizzera e la 
CE del 23 giugno 1999, FF 1999 5092, p. 5118 e 5301 segg.; RUDOLF 
NATSCH,  Gegenseitige  Anerkennung  beruflicher  Qualifikationen,  in 
Thurer /  Weber /  Zäch (editori),  Bilaterale Verträge Schweiz-EG, Ein 
Handbuch, Zurigo 2002, pag. 195 segg.).

All'art. 2 ALC è garantito il principio della non-discriminazione, confor-
memente al quale i cittadini svizzeri e degli Stati membri della Comuni-
tà europea hanno il diritto di non essere discriminati nell'applicazione 
dell'accordo a causa della loro nazionalità.

Per agevolare ai cittadini degli Stati membri della Comunità europea e 
della  Svizzera l'accesso alle  attività  dipendenti  e  autonome e il  loro 
esercizio, nonché la prestazione di servizi, le parti contraenti adottano, 
conformemente all'allegato III, le misure necessarie per quanto riguar -
da il riconoscimento reciproco dei diplomi, dei certificati e di altri titoli e  
il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e ammini -
strative delle parti contraenti in materia di accesso alle attività dipen-
denti e autonome e dell'esercizio di queste, nonché di prestazione di  
servizi (art. 9). In conformità alle disposizioni dell'Allegato III, intitolato 
“Reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali”, gli Stati con-
traenti  applicano in  questo  ambito  i  rispettivi  atti  giuridici  comunitari  
nella  versione  vigente  al  momento  della  sottoscrizione  dell'accordo 
(cfr. per tutto Messaggio concernente l'approvazione degli accordi set -
toriali  tra  la  Svizzera  e  la  CE  del  23 giugno  1999,  FF  1999  5092, 
p. 5118  e  5301  segg.;  sentenza  del  TAF  del  5 novembre  2008 
B- 93/2008 consid. 2.3 con rinvii alla sentenza del TF 2A.331/2002 del 
24 gennaio 2003 consid. 6.1 e alla dottrina).

Per quanto attiene al riconoscimento delle qualifiche professionali l'ac-
cordo comprende unicamente quelle attività professionali che sono re-
golamentate nello stato di accoglienza, cioè attività professionali per le 
quali l'accesso o l'esercizio o una delle modalità d'esercizio in uno Sta-
to membro siano subordinati, direttamente o indirettamente mediante 
disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, al possesso di 
un titolo di formazione o attestato di competenza (Art. 1 lett. F della Di -

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rettiva Unione Europea 18 giugno 1992 n. 92/51/CEE relativa ad un 
secondo sistema generale di riconoscimento della formazione profes-
sionale, che integra la direttiva 89/48/CEE). Per contro le professioni 
non regolamentate possono essere esercitate liberamente e di conse-
guenza per esse non si pone più la questione del riconoscimento del  
diploma; in effetti spetta unicamente al datore di lavoro decidere se le 
qualifiche professionali sono sufficienti per esercitare il tipo di lavoro ri -
chiesto (DOMINIQUE DREYER / BERNARD DUBEY, L'adhésion suisse à l'Union 
européenne, enjeux et conséquences, Zurigo 1998, pag. 859;  RUDOLF 
NATSCH, op. cit. pag. 205; MAX WILD, Die Anerkennung von Diplomen im 
Rahmen des Abkommens über die Freizügigkeit der Personen, in: Bila-
terale Abkommen Schweiz – EU, Basilea 2001, pag. 403). L'autorità in-
feriore ha pubblicato in internet una lista delle professioni regolamen-
tate  in  Svizzera  (richiamabile  all'indirizzo  web  www.bbt.admin.ch > 
Temi > Riconoscimento internazionale dei titoli  > link e documenti  > 
elenco  delle  professioni  regolamentate;  ultima  visita  1  novembre 
2010). 

Il sistema di riconoscimento istituito dall'accordo si basa fondamental-
mente sul  concetto di  "professione" e non su quello  di  "formazione" 
(FRÉDÉRIC BERTHOUD,  Die  Anerkennung  von  Berufsqualifikationen  zwi-
schen der Schweiz und der EU, in:  THÜRER/WEBER/PORTMANN/KELLERHALS, 
Bilaterale Verträge I  & II  Schweiz-EU, Zurigo 2007,  pag. 258). Esso 
presuppone quindi che il richiedente sia già inserito nel mondo profes-
sionale nel suo paese d'origine, oppure che sia in possesso di tutti  i 
requisiti che gli permettano di esercitare la sua professione: egli deve 
così  aver  superato  anche  un  eventuale  esame  d'abilitazione  ("Be-
rufsbefähigungsprüfung")  che  potrebbe  "interporsi"  tra  l'ottenimento 
del titolo professionale e la possibilità di  metterlo in pratica (cfr.  MAX 
WILD,  Die  Anerkennung  von  Diplomen  im  Rahmen  des  Abkommens 
über die Freizügigkeit der Personen, in: Accords bilatéraux Suisse-UE, 
Basilea 2001, pag. 399 e 403; in questo senso anche: Berthoud, op. 
cit. pag. 265; BBT, Bilaterale Verträge CH-EU/EFTA: Gegenseitige Di-
plomanerkennung,  www.bbt.admin.ch;  Commissione  Europea,  Leitfa-
den für  die  allgemeine Regelugng  zur  Anerkennung der  Beruflichen 
Befähigungsnachweise, pag. 7, cifra 11). Il criterio di base per l'appli -
cazione del sistema di riconoscimento istituito dall'accordo è quindi il  
presupposto che tutto ciò che un richiedente ha il diritto di esercitare  
professionalmente nel suo Paese deve poterlo fare anche in un altro 
Stato membro, con la conseguenza, che il Paese accogliente deve ac-
cordare l'equipollenza ad una formazione "proveniente" da uno Stato 

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http://www.bbt.admin.ch/

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membro con la formazione necessaria nel Paese accogliente a svolge-
re le attività in questione (cfr. BERTHOUD, op. cit. pag. 265).

4.2 Fintanto che il  ricorrente richiede l'equipollenza del suo diploma 
italiano al fine di esercitare la professione di revisore, va rimarcato che 
in Svizzera la professione di revisore è regolamentata (cfr. art. 4 e 5 
LSR), per cui l'accordo sulla libera circolazione delle persone trovereb-
be di principio applicazione alla presente fattispecie. 

4.2.1 Nel quadro della procedura relativa al riconoscimento del diplo-
ma dinanzi all'autorità inferiore, quest'ultima ha interpellato il Ministero 
della Giustizia italiano al fine di ottenere informazioni sul titolo di revi -
sore contabile in Italia e nel contempo di sapere se il ricorrente, al suo 
paese d'origine, adempisse i requisiti per svolgere la professione di re-
visore. 

Con scritto del 15 luglio 2008 il Ministero della Giustizia ha accertato 
che il diploma di ragioniere e perito commerciale conseguito dal ricor -
rente nel 1965 è situato a livello di scuola media superiore e che tale 
diploma non autorizzava il  ricorrente all'uso del titolo ed all'esercizio 
della professione di  “ragioniere e perito commerciale”,  in quanto egli  
non adempiva le condizioni corrispondenti, vale a dire il completamen-
to  di  un  tirocinio  biennale,  il  superamento  dell'esame di  abilitazione 
professionale e l'iscrizione all'albo dei “ragionieri e periti commerciali”,  
attualmente  assorbito  dall'albo  dei  dottori  commercialisti  ed  esperti 
contabili.

Il Ministero della Giustizia ha inoltre stabilito che oggi in Italia per poter 
esercitare la funzione di revisore contabile occorre l'ottenimento di una 
laurea in discipline economiche, giuridiche e aziendali, lo svolgimento 
di  un tirocinio triennale presso un revisore contabile, il  superamento 
dell'esame di abilitazione e l'iscrizione nel Registro dei revisori conta-
bili. Da una ricerca di  carattere puramente formale il  Ministero della 
Giustizia ha concluso che il ricorrente non è iscritto al Registro dei re-
visori contabili.

Il Ministero della Giustizia ha infine appurato che il conseguimento del 
titolo professionale di “dottore commercialista” non è un requisito ne-
cessario per esercitare la funzione di “revisore contabile”, specificando 
tuttavia che un dottore commercialista può iscriversi al Registro dei re-
visori contabili senza dover superare l'esame di abilitazione, purché di -
mostri il possesso di una laurea in discipline economiche, giuridiche e 

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aziendali, nonché lo svolgimento di un tirocinio triennale presso un re-
visore contabile. 

4.2.2 Sia il Ministero della Giustizia italiano sia l'autorità inferiore, non-
ché lo stesso ricorrente sono concordi nell'affermare che il diploma di  
ragioniere  e  perito  commerciale  del  _______  rilasciato  dall'Istituto 
tecnico statale commerciale e per geometri è situato a livello di scuola 
media  superiore.  La  formazione  presso  l'istituto  frequentato  dal 
ricorrente ha avuto una durata cinque anni, come ne è tipicamente il 
caso per questo tipo di scuole secondarie superiori. Con il consegui-
mento di un diploma rilasciato da un istituto tecnico si rende possibile 
ai loro detentori da una parte l'accesso diretto all'iscrizione presso tut -
te le facoltà universitarie e le scuole superiori e dall'altra il perfeziona-
mento  professionale  (cfr.  per  il  sistema  formativo  italiano  consid. 
5.2.2.1).

Come rilevato dal Ministero della Giustizia italiano, al momento del ri -
lascio del suo diploma nel 1965 il ricorrente non era autorizzato né ad 
utilizzare il titolo di ragioniere e perito commerciale né ad esercitare la  
professione corrispondente. A mente della medesima autorità, per col-
mare tale  lacuna,  il  ricorrente  avrebbe dovuto  effettuare  un tirocinio 
biennale, superare l'esame di abilitazione professionale ed infine iscri -
versi all'albo dei ragionieri e periti commerciali.

4.2.3 Da quanto precede, emerge che la  richiesta di  informazioni al 
Ministero della Giustizia italiano da parte dell'UFFT era finalizzata pre-
valentemente a determinare se il  ricorrente adempisse al  suo paese 
d'origine alle condizioni per svolgere la professione di revisore e quindi  
a sapere se il diploma conseguito in Italia potesse essere riconosciuto 
in Svizzera sulla base dell'ALC. 

Tuttavia va sottolineato che l'esame della questione a sapere se al ri -
corrente,  sulla  base dell'ALC, può essere riconosciuta  l'equipollenza 
del suo diploma italiano alla professione di revisore, non rientra nella  
sfera delle competenze dell'UFFT, bensì dell'ASR nel quadro delle pro-
cedure concernenti le domande di abilitazione dei revisori e periti revi-
sori (cfr. ad es. sentenza TAF del 14 gennaio 2010 [B-4875/2009] con-
sid. 2.3.1 seg.; art. 4 cpv. 2 lett. d LSR; cfr. anche consid. 2) . Per contro 
l'UFFT è competente unicamente ad esaminare se un diploma estero 
può essere  riconosciuto  equipollente  ad un titolo  svizzero  di  cui  al-
l'art.  4 cpv. 2 lett. a e c LSR nel ramo della formazione professionale, 

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sempre  che  i  titoli  corrispondenti  sottostiano  alla  sorveglianza  del-
l'UFFT (cfr. consid. 5.1).

Per  questo  motivo  la  questione  dell'applicabilità  dell'ALC al  caso  di 
specie non può fare oggetto, né essere decisa definitivamente nel pre-
sente procedimento, nonostante le osservazioni del Ministro della Giu-
stizia italiano ne lascino intuire l'esito e anche nell'ipotesi che l'ASR, 
nel corso di una procedura di domanda di abilitazione, consulti la me-
desima autorità italiana e giunga probabilmente al medesimo risultato. 
Questo perché in un procedimento di abilitazione devono essere anco-
ra esaminati altri fattori, quali una reputazione incensurabile e l'espe-
rienza  professionale  (cfr. consid. 2.3).  Allo  stesso  modo,  le  censure 
sollevate dal ricorrente circa il riconoscimento delle sue qualifiche pro-
fessionali al paese d'origine conformemente alle osservazioni del Mini -
stero della Giustizia italiano non possono a loro volta fare oggetto del -
la presente procedura. 

Certo, viste le possibili sovrapposizioni tra i procedimenti di riconosci-
mento di diploma esteri e quelli relativi alle domande di abilitazione ad 
esercitare le funzioni di perito e perito revisore, un eventuale rimprove-
ro all'autorità inferiore per essersi addentrata in un ambito non di sua 
competenza non può che essere relativizzato, tenuto conto anche del 
fatto che la LSR, al momento dell'inoltro della domanda di riconosci-
mento del diploma, era da poco entrata in vigore. Infine occorre rileva-
re che, a prescindere dalle allegazioni suesposte, le informazioni forni -
te dal Ministero della Giustizia italiano si sono pur sempre rivelate utili  
per l'esame dell'equipollenza del titolo italiano con un diploma svizzero 
ai sensi dell'art. 4 cpv. 2 lett. a-c LSR, segnatamente per quanto attie -
ne al  livello di  formazione (cfr. consid. 4.2.2 e 5). Né va dimenticato 
che nella motivazione dell'autorità inferiore la questione dell'applicabi -
lità dell'ALC passa in secondo piano, mentre l'esame dell'equipollenza 
del diploma italiano del ricorrente sulla base del diritto svizzero (LFPr, 
OFPr) occupa invece un ruolo preponderante.

5.
L'autorità inferiore ha riconosciuto al ricorrente l'equipollenza del suo 
diploma italiano con un attestato federale di capacità di impiegato di 
commercio. Per contro il ricorrente ritiene che il suo diploma di ragio -
niere e perito commerciale sia equivalente ad uno dei titoli  di studio 
menzionati all'art. 4 cpv. 2 lett. a-c LSR (esperto contabile diplomato 
federale; esperto fiduciario e esperto fiscale diplomato federale, non-

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ché esperto diplomato in  finanza e controlling; diploma in economia 
aziendale, in scienze economiche o in diritto rilasciato da un’università  
o da una scuola universitaria professionale svizzera; specialista in fi -
nanza e contabilità con attestato professionale federale, nonché fidu-
ciario con attestato professionale federale). 

5.1 Per quanto attiene ad un'eventuale richiesta di equipollenza di un 
diploma estero con uno dei tre diplomi universitari menzionati all'art. 4  
cpv. 2 lett. c LSR, va rilevato che l'autorità inferiore non può dar segui-
to  ad  una  simile  richiesta,  dal  momento  che  la  sua  competenza  si  
estende, di principio, al riconoscimento di diplomi e certificati esteri nel 
ramo della formazione professionale (cfr. consid. 5.2.2.4). Per quanto 
attiene al riconoscimento di titoli universitari esteri in vista dell'ammis-
sione ad un'università svizzera e del proseguimento degli studi univer -
sitari in Svizzera esiste, di regola, la possibilità di rivolgersi alla Confe-
renza dei  Rettori  delle  Università  Svizzere (CRUS;  www.crus.ch; cfr. 
Promemoria E1 dell'UFFT, Panoramica delle autorità e istituzioni com-
petenti, Riconoscimento di diplomi e certificati esteri, agosto 2010, ri -
chiamabile  all'indirizzo  web  ww.bbt.admin.ch/diploma,  ultima  visita  il 
5 novembre  2010).  In  considerazione  delle  sovrapposizioni  tra  le 
procedure di equipollenza dinanzi all'UFFT e quelle di abilitazione ad 
esercitare le funzioni di  revisore e perito revisore dinanzi all'ASR, si 
osserva a titolo  abbondanziale  che nelle  procedure di  abilitazione è 
immaginabile  che  l'ASR  statuisca  sull'equipollenza  di  un  titolo 
universitario estero con uno svizzero giusta l'art. 4 cpv. 2 lett. a-c LSR 
dopo  aver  consultato  l'istituzione  competente.  La  conclusione  del 
ricorrente si rivela per questo motivo inammissibile.

Per quanto  invece concerne la  richiesta di  equipollenza del  diploma 
italiano  del  ricorrente  con  i  rimanenti  titoli  di  studio  di  cui  all'art.  4 
cpv. 2  lett.  a-c  LSR,  è  data  la  competenza  dell'autorità  inferiore  a 
statuire  su  un  eventuale  riconoscimento. Considerato  che  l'esercizio 
delle professioni che possono essere svolte dai titolari di questo tipo di 
diploma non sono regolamentate, l'ALC non trova applicazione, bensì 
valgono soltanto le disposizioni della LFPr e dell'OFPr. 

5.2 Sulla base delle allegazioni suesposte va di seguito esaminato se 
il diploma italiano del ricorrente potrebbe risultare equivalente ad uno 
dei titoli svizzeri enunciati all'art. 4 cpv. 2 lett. a-c LSR (ad eccezione 
dei diplomi universitari). 

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http://www.crus.ch/

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5.2.1 All'art. 69 OFPr è previsto che l'Ufficio federale riconosce i diplo-
mi e i certificati esteri se: (a.) sono rilasciati o riconosciuti dallo Stato 
d'origine; (b.) sono equipollenti a un certificato o a un titolo svizzero 
(art. 69 cpv. 1 OFPr). Un diploma o un certificato estero è equipollente 
a un diploma o a un certificato svizzero se (a.) il livello di formazione è  
uguale; (b.) la durata della formazione è equivalente; (c.)  i  contenuti  
sono  paragonabili;  (d.)  il  ciclo  di  formazione  comprende,  oltre  a 
qualifiche  teoriche,  anche  qualifiche  pratiche  (art.  69  cpv. 2  OFPr). 
Hanno il diritto di chiedere il riconoscimento i domiciliati in Svizzera o i 
frontalieri (art. 69 cpv. 3 OFPr). 

Le nozioni  di  “equipollenza”,  “formazione uguale”,  “equivalenza della 
durata della formazione”, “paragonabilità dei contenuti”, nonché “quali -
fiche pratiche e teoriche” sono cosiddette nozioni giuridiche indetermi-
nate (sentenza TAF del 18 giugno 2007 B-87/2007 consid. 5.2). Esse 
devono essere interpretate di caso in caso, nel rispetto delle peculiari-
tà delle singole fattispecie. Per costante giurisprudenza, l'interpretazio-
ne e l'applicazione di una nozione giuridica indeterminata costituisco-
no delle questioni giuridiche che, di principio, sono esaminate con am-
pio potere d'esame. Nella prassi viene tuttavia esercitato un certo ri -
serbo nel potere d'esame, allorquando vengono valutate particolari cir -
costanze personali, locali  o tecniche che le istanze precedenti cono-
scono e possono soppesare meglio dell'autorità chiamata a giudicare 
(DTF 119 Ia 378 consid. 6a e rimandi).

5.2.2 Conformemente alla giurisprudenza del Tribunale federale, nelle 
questioni che riguardano il riconoscimento di diplomi è rilevante esa-
minare in che modo il diploma rispettivamente la relativa scuola  sono 
classificati nel paese d'origine (cfr. DTF 2A.331/2002 del 24 gennaio 
2003 consid. 5.2.2).

5.2.2.1 La scuola dell'obbligo secondo il sistema formativo italiano ha 
una durata di 8 anni. Dopo la scuola media di primo grado della durata 
di tre anni vi sono vari modi su come proseguire l'istruzione seconda-
ria di secondo grado. Gli alunni possono scegliere tra liceo (agli indiriz-
zi: classico, scientifico, linguistico, artistico), scuola magistrale, istituto 
tecnico  (agli  indirizzi: agrario,  commerciale,  turistico,  geometri,  indu-
striale, periti aziendali e corrispondenti in lingue estere, nautico, areo-
nautico per le attività sociali), istituto professionale (agli indirizzi: agra -
rio, industria e artigianato, servizi, sanitario ausiliario e settore atipico) 
e istituto d'arte. Un diploma ottenuto presso uno degli istituti menzio-

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nati permette di iscriversi all'università. Al livello terziario si distinguo-
no da una parte l'istruzione superiore non universitaria comprendente 
l'Alta formazione artistica e musicale (Afam) e l'Istruzione e Formazio-
ne Tecnica Superiore (IFTS), dall'altra l'Istruzione superiore universita-
ria (cfr. Strutture dei Sistemi di Istruzione, Formazione Professionale e 
Educazione  degli  Adulti  in  Europa,  Italia  2007/2008,  pag.  5,  16-30; 
http://www.eurydice.org (ultima visita: 27 ottobre 2010).

In base agli atti  il  ricorrente ha frequentato la scuola dell'obbligo dal  
1951 al  1960. Dal  1960 al  1965 egli  ha frequentato l'Istituto tecnico 
statale  commerciale  e  per  geometri  A:_______  di  B._______, 
conseguendo il titolo di diploma di ragioniere e perito commerciale. Un 
ciclo di formazione presso un istituto tecnico commerciale, come nel 
presente  caso,  corrisponde  ad  una  formazione  di  livello  secondario 
superiore.  Come  giustamente  fa  osservare  l'autorità  inferiore,  al 
momento  della  formazione  scolastica  del  ricorrente,  gli  istituti  dove 
veniva  impartita  l'istruzione  secondaria  di  secondo  grado  erano 
chiamate scuole medie superiori. Con l'avvento della  riforma Moratti 
dall'anno  scolastico  2002/2003  tale  termine  è  stato  sostituito  con 
scuola  secondaria  di  secondo  grado. La  modifica  della  terminologia 
non  cambia  però  nulla  alla  circostanza  che  in  Italia  la  formazione  
effettuata  dal  ricorrente  si  trova  al  livello  secondario  superiore  del 
sistema formativo italiano.

A  titolo  abbondanziale  va  rilevato  che  un  apprezzamento  giusta  la 
classificazione ISCED (International Standard Classification on Educa-
tion; cfr. www.uis.unesco.org > Documents > Classifications & Manuals 
> ISCED 97, stato al 27 ottobre 2010), elaborata da OCSE-UNESCO e 
che caratterizza e classifica i sistemi di istruzione dei diversi Paesi in 
chiave comparativa, porta al medesimo risultato. Al livello 3 della clas-
sificazione ISCED è situata la  cosiddetta “(upper)  secondary  educa-
tion” (ISCED 97, edizione 2006, pag. 19). Formazioni di livello 3A o 3B 
fanno seguito alla scuola dell'obbligo ed iniziano a partire dai 15 o 16 
anni (ISCED 97, op. cit., pag. 28). Questo tipo di formazione apre l'ac-
cesso al  livello  5A e  5B (formazione di  livello  terziario  in  Svizzera). 
Quanto al contenuto, il livello 3 comprende una base di cultura genera-
le da un lato, nonché una preparazione alla formazione professionale 
e la formazione professionale stessa dall'altro (ISCED 97, pag. 29). La 
formazione di  ragioniere e perito  commerciale del  ricorrente sembra 
ben soddisfare questi requisiti.

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http://Www.uis.unesco.org/

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5.2.2.2 In Svizzera la scuola dell'obbligo dura nove anni. Il livello se-
condario  II  comprende  la  formazione  professionale  di  base  da  una 
parte  e  la  formazione  generale  dall'altra  (cfr.  www.educa.ch/dyn/ 
15540.asp , ultima visita 27 ottobre 2010). 

La  formazione  professionale  di  base  dura  da  due  a  quattro  anni 
(art. 17 cpv. 1 LFPr). La formazione professionale di base su due anni 
termina di massima con un esame e porta al conseguimento del certi -
ficato federale di formazione pratica (art. 17 cpv. 2 LFPr). La formazio-
ne professionale di base su tre o quattro anni termina di massima con 
un esame di fine tirocinio e porta al conseguimento dell'attestato fede-
rale di capacità (art. 17 cpv. 3 LFPr). L'attestato federale di capacità,  
unitamente a una formazione generale approfondita, porta alla maturi-
tà professionale (art. 17 cpv. 4 LFPr). L'attestato federale di capacità 
autorizza i relativi detentori a definirsi qualificati in una determinata ca -
tegoria professionale rispettivamente ad essere ammessi ad una for-
mazione professionale superiore (art. 26 cpv. 2 e art. 27 LFPr; esami 
federali  di  professione,  esami  professionali  federali  superiori,  scuole 
specializzate superiori). La formazione professionale superiore serve a 
conferire e ad acquisire, a tale livello, le qualifiche necessarie all'eser -
cizio di un'attività professionale più complessa o implicante elevate re-
sponsabilità (art. 26 cpv. 1 LFPr). La formazione professionale superio-
re viene acquisita mediante:(a.) un esame federale di professione o un 
esame professionale  federale  superiore; (b.)  una  formazione ricono-
sciuta dalla Confederazione presso una scuola specializzata superiore 
(art. 27 LFPr). Chi ha superato l'esame federale di professione riceve 
un attestato professionale, mentre chi ha superato l'esame professio-
nale federale superiore riceve un diploma (art. 43 cpv. 1 LFPr).

I titoli di cui all'art. 4 cpv. 2 lett. a-c LSR, vale a dire “esperto contabile  
diplomato federale”, “esperto fiduciario” (recte: “perito fiduciario diplo-
mato”),  “esperto fiscale diplomato federale”,  “esperto diplomato in fi-
nanza e controlling”, “specialista in finanza e contabilità con attestato 
professionale federale”, nonché “fiduciario con attestato professionale 
federale” si ottengono dopo aver sostenuto e superato l'esame federa-
le di professione oppure l'esame professionale federale superiore del 
ramo corrispondente. La formazione che porta al  conseguimento del 
relativo attestato professionale o diploma è posizionata al livello terzia-
rio  del  sistema  formativo  svizzero.  Alla  luce  della  classificazione 
ISCED essa corrisponde al livello 5B (ISCED 97, pag. 18 e 34 segg.;  
cfr. Anche DTAF 2008/27 consid. 3.7.3). 

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http://www.educa.ch/

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Prima  dell'entrata  in  vigore  della  LSR e  dell'OSRev  il  1°  settembre 
2007 era determinante l'ordinanza del 15 giugno 1992 sui requisiti pro-
fessionali dei revisori particolarmente qualificati (RU 1992 1219, vec-
chia ordinanza; questa si basava sull'art. 727b cpv. 2 del Codice delle 
obbligazioni, CO, RS 220). All'art. 1 della vecchia ordinanza erano di-
sciplinati  i  requisiti  professionali  (formazione ed esperienza  pratica). 
Per quanto riguarda i requisiti relativi alla formazione erano considerati 
revisori particolarmente qualificati segnatamente le persone che han-
no concluso studi universitari  in economia aziendale, scienze econo-
miche o in diritto come pure le persone titolari di un diploma rilasciato 
da una scuola superiore per quadri di economia e amministrazione ri -
conosciuta dalla Confederazione e con un'esperienza pratica di dodici  
anni (art. 1 cpv. 1 lett. c della vecchia ordinanza). I diplomi rilasciati da 
una scuola superiore per quadri di economia e amministrazione erano 
anch'essi situati al livello terziario del livello formativo svizzero.

5.2.2.3 Sulla base dei considerandi che precedono emerge che il di -
ploma italiano di “ragioniere e perito commerciale” del ricorrente e i di-
plomi menzionati all'art. 4. cpv. 2 lett. a-c LSR con i quali egli ha richie-
sto l'equipollenza non sono situati al medesimo livello di formazione. Il 
diploma  del  ricorrente  è  classificato  al  livello  secondario  superiore, 
mentre i diplomi di cui all'art. 4 cpv. 2 lett. a-c LSR sono collocati al li -
vello terziario.

Allo stesso modo i tipi di formazione in esame presentano differenze 
nei rispettivi contenuti. La formazione professionale superiore in Sviz -
zera offre cicli  di  formazione per attività professionali  e funzioni  diri -
genziali che richiedono una preparazione approfondita e serve alla for-
mazione dei  quadri  e alla  specializzazione delle  persone che hanno 
completato una formazione professionale di base di tre o quattro anni. 
Gli esami federali di professione e gli esami professionali federali su-
periori sono indirizzati alle persone con esperienza professionale  che 
intendono approfondire le proprie conoscenze o prepararsi a una fun-
zione dirigenziale. Invece la formazione acquisita dal ricorrente all'Isti-
tuto tecnico in Italia fornisce una specifica preparazione teorico-pratica 
all'esercizio di funzioni tecniche e segue il livello di formazione obbli -
gatorio.

Anche per quanto attiene alla durata della formazione - criterio che ap-
pare meno rilevante considerata la maggiore importanza dello stesso 
livello della formazione e della comparabilità dei contenuti - il diploma 

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dell'Istituto tecnico non può essere definito equipollente ad un diploma 
svizzero di livello terziario (13 anni in Italia, da un minimo di 14 fino a  
16 anni in Svizzera).

5.2.2.4 Come osservato, il ricorrente non può quindi pretendere che il 
suo diploma conseguito dopo la scuola dell'obbligo e situato in Italia al  
livello  secondario  superiore  venga  equiparato  in  Svizzera  a  diplomi 
che si possono conseguire solo dopo aver frequentato un ciclo di for -
mazione a livello terziario.

A  livello  di  formazione  secondaria  i  diplomi  conseguibili  in  Svizzera 
sono l'attestato federale di capacità, la maturità professionale, la matu -
rità semplice e i diplomi rilasciati dalle scuole di diploma. L'autorità in-
feriore è competente solo per l'equipollenza in materia di attestati fe-
derali di capacità o di maturità federale. Il sistema di formazione pro -
fessionale svizzero si contraddistingue per la sua stretta combinazione 
fra insegnamento scolastico e pratica aziendale. In questo cosiddetto 
sistema duale il diploma del ricorrente, in principio, non potrebbe nem-
meno essere equiparato ad un attestato federale di capacità, in assen-
za della componente pratica quale condizione essenziale per il suo ot-
tenimento.  Infatti,  come si è già avuto modo di vedere, i diplomi rila-
sciati dagli istituti tecnici italiani sono importanti in vista della carriera 
professionale che i loro detentori  intendono intraprendere in seguito, 
vale a dire per il  passaggio ad uno studio universitario oppure per il 
perfezionamento professionale (cfr. 5.2.2.1), essi hanno però meno in-
cidenza  per  la  qualifica  professionale.  Tuttavia,  conformemente  alla 
prassi dell'autorità inferiore in materia di riconoscimento dell'equipol -
lenza di titoli di studio conseguiti all'estero in un ciclo di formazione se-
condaria  superiore  con un diploma svizzero,  si  tende ad ammettere 
l'equipollenza con un attestato federale di  capacità,  se il  richiedente 
mostra un'esperienza professionale della durata minima di due anni,  
poiché un simile periodo di pratica può essere sufficiente a compensa-
re le lacune derivanti dalla parte pratica della formazione estera che di 
regola non poggia sul sistema duale svizzero (cfr. decisione pubblicata 
della Commissione di ricorso DFE del 29 giugno 2004 HA/2003-5 con-
sid. 5.3). La prassi menzionata è conforme alle premesse da conside-
rare nell'ambito dell'equipollenza di un diploma estero ad un diploma 
svizzero (art. 69 OFPr) come pure all'eventualità di ordinare dei prov-
vedimenti  di  compensazione  per  conseguire  le  qualifiche  richieste 
(art. 70 OFPr).

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In considerazione delle allegazioni suesposte la dichiarazione di equi -
pollenza del diploma del ricorrente ad un attestato federale di capacità 
d'impiegato di  commercio ai  sensi della decisione impugnata appare 
ragionevolmente giustificata, in particolare poiché in questo modo l'au-
torità inferiore ha tenuto sufficientemente conto della lunga esperienza 
lavorativa del ricorrente in Svizzera. Benché il ricorrente vanti un'espe-
rienza professionale pluriennale (42 anni), abbia seguito vari corsi di 
aggiornamento e di formazione organizzati dalle associazioni di cate-
goria, sia in possesso dal 1987 dell'attestato cantonale di  Fiduciario 
commercialista e dal 1992 risulti iscritto al registro di commercio quale 
revisore particolarmente qualificato, tutti  questi aspetti  non bastano - 
né singolarmente, né nel loro complesso - a sostituire il conseguimen-
to di una formazione di livello terziario.

5.2.2.5 Con particolare riferimento alla circostanza che il ricorrente dal 
1992 sia iscritto al registro di commercio quale revisore particolarmen-
te  qualificato,  si  osserva a  titolo  abbondanziale  che le  persone  che 
adempiono alle condizioni poste ai revisori particolarmente qualificati 
secondo l'ordinanza del 1992 soddisfano di principio i criteri per l'abili -
tazione ad esercitare la funzione di perito revisore. Tali persone non 
sono però automaticamente esonerate dall'interporre la corrisponden-
te domanda di  abilitazione secondo il  nuovo diritto  (FRANK SCHNEIDER, 
Das  neue  Zulassungsverfahren  im  Revisionsbereich,  TREX  2007  p. 
276-277). All'art.  50  cpv. 1  OSRev è  statuito  che le  persone  fisiche 
possono essere abilitate in qualità di periti revisori o di revisori in ap-
plicazione dell’articolo 43 capoverso 6 LSR, se dimostrano che: (a.) 
entro il 1° luglio 1992 hanno potuto seguire una delle formazioni e la 
relativa pratica di  cui all’articolo 1 capoverso 1 dell’ordinanza del 15 
giugno 1992 sui requisiti professionali dei revisori particolarmente qua-
lificati e (b.) dal 1° luglio 1992 sono stati attivi prevalentemente e sen-
za interruzioni significative nei campi della contabilità e della revisione 
contabile. 

Indipendentemente dalla questione a sapere se il  ricorrente avrebbe 
soddisfatto i requisiti inerenti alla formazione previsti per i revisori par -
ticolarmente  qualificati  conformemente  al  regime  dell'ordinanza  del 
1992, va rilevato, a titolo generale, che i diplomi richiesti sotto il regime 
dell'ordinanza del 1992 erano anch'essi situati al livello terziario del si -
stema formativo svizzero e di conseguenza il diploma italiano di livello 
secondario conseguito dal ricorrente non poteva già in quel tempo es-
sere equiparato ad un diploma svizzero di livello terziario. 

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5.2.2.6 Il ricorrente adduce che, prima dell'entrata in vigore delle nuo-
ve normative italiane sui revisori contabili, il titolo di studio richiesto in 
Italia per l'iscrizione all'albo dei ragionieri e periti commerciali e per l'e -
sercizio di tali professioni era quello di ragioniere e perito commerciale 
conformemente al diploma da lui conseguito nel 1965. A mente del ri -
corrente, i titolari di un simile diploma non erano tenuti a frequentare 
alcun corso supplementare, ma dovevano unicamente sostenere l'esa-
me di Stato per l'iscrizione nel Registro, le cui materie corrispondereb-
bero al programma della scuola da lui frequentata. 

Tuttavia  secondo  le  rilevazioni  del  Ministero  della  Giustizia  italiano 
consultato dall'UFFT sembra che il ricorrente al momento del rilascio 
del suo diploma nel 1965 non fosse autorizzato né ad utilizzare il titolo 
di ragioniere e perito commerciale, né ad esercitare la professione cor-
rispondente. A mente della medesima autorità, per colmare tale lacu-
na, il ricorrente avrebbe dovuto effettuare un tirocinio biennale, supe-
rare l'esame di abilitazione professionale ed infine iscriversi all'albo dei 
ragionieri e periti commerciali. 

Indipendentemente dalle allegazioni del Ministro della Giustizia italia-
no, non può essere compito delle autorità svizzere e nemmeno dello 
scrivente Tribunale di esaminare se il titolo di studio conseguito dal ri -
corrente nel 1965 e situato al livello secondario del sistema formativo 
italiano possa, a titolo eccezionale, essere equiparato o convertito con 
un attuale titolo di studio italiano di livello terziario, sulla base di even-
tuali disposizioni transitorie del diritto italiano. Il ricorrente avrebbe do-
vuto prodigarsi  personalmente presso le autorità  competenti  in Italia 
per ottenere un simile riconoscimento. Pertanto le censure sollevate in 
questo contesto non possono che rivelarsi infondate.

6.
Visto quanto precede, il ricorso si rivela infondato e va pertanto respin-
to, mentre la decisione impugnata va riconfermata. Le spese proces-
suali  devono  di  conseguenza  essere  messe  a  carico  del  ricorrente 
quale parte soccombente (art. 63 cpv. 1 PA e art. 1 cpv. 1 del Regola-
mento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e spese ripetibili  nelle cause 
dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale,  TS-TAF, RS 173.320.2). 
Le spese del  procedimento dinanzi  al  TAF comprendono la tassa di 
giustizia e i disborsi (art. 1 TS-TAF). La tassa di giustizia è calcolata in 
funzione dell'ampiezza e della difficoltà della causa, del modo di con-
dotta processuale e della situazione finanziaria delle parti (art. 2 cpv. 1 

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TS-TAF). In considerazione degli aspetti menzionati si giustifica fissare 
le  spese processuali  a  fr. 900.-. Esse sono computate con l'anticipo 
spese del medesimo importo, versato dal ricorrente in data 28 ottobre 
2008. Al  ricorrente  non viene assegnata  -  in  quanto  soccombente  - 
alcuna indennità a titolo di spese ripetibili (art. 64 cpv. 1 PA). 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:

1.
Il ricorso è respinto, nella misura in cui è ammissibile.

2.
Le spese processuali, di fr. 900.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Esse sono computate con l'anticipo spese dello stesso importo dopo 
la crescita in giudicato della presente sentenza. 

3.
Non vengono assegnate ripetibili.

4.
La presente sentenza è notificata: 

- al ricorrente (atto giudiziario);
- all'autorità inferiore (n. di rif. 353/lag/3079; atto giudiziario);
- al Dipartimento federale dell'economia DFE (atto giudiziario).

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Brentani Corrado Bergomi

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B-6599/2008

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un ter-
mine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 
100 della  legge sul  Tribunale  federale  del  17 giugno 2005 [LTF, RS 
173.110]. Gli  atti  scritti  devono  essere  redatti  in  una lingua ufficiale, 
contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed 
essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della par-
te ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 
allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 1 dicembre 2010

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