# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a622a811-480c-5a12-b1dd-a391e68d0f82
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-09-10
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 10.09.2010 15.2010.92
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2010-92_2010-09-10.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2010.92

  	
  Lugano

  10 settembre
  2010

  CJ/fp/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Walser e Roggero-Will

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques

  

 

 

statuendo sul ricorso 12 agosto 2010 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

l’operato dell’CO 1, e meglio contro la comminatoria
di fallimento emessa il 9 agosto 2010 nell’esecuzione n. __________ promossa
nei confronti della ricorrente da

 

	
   

  	
  PI 1 

  rappr. dall’RA 1 

   

  

viste le
osservazioni 23 agosto 2010 di PI 1 e 1° settembre 2010 dell’CO 1;

 

 

esaminati
atti e documenti

ritenuto in fatto e considerato in diritto:

 

                                         che può essere formulato ricorso all'autorità di vigilanza contro la
notifica della comminatoria di fallimento unicamente per ragioni formali (cfr. Jaeger/Walder/Kull/Kottmann,
Bundesgesetz betreffend Schuldbetreibung und Konkurs, vol. II, Zurigo 1997/99, n. 3 ad art. 160; Ottomann, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/ Ginevra/Monaco 1998, n. 6 ad art. 160; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol.
III, Losanna 2001, n. 18 ad art. 160 LEF), ad esempio quando:

                                         – l'escusso
reputa di non essere soggetto all'esecuzione  ordinaria di fallimento (art. 39
e 40 LEF);

                                         – l'esecuzione
è riferita a prestazioni fondate sul diritto pubblico  (art. 43 LEF);

                                         – è
pendente azione di disconoscimento di debito conseguente a          decisione
di rigetto provvisorio dell'opposizione;

                                         – la
decisione (sommaria o di merito) che rigetta l'opposizione   non è ancora esecutiva;

                                         – l'escusso sostiene che la
comminatoria di fallimento è stata emessa da un ufficio d'esecuzione territorialmente
incompetente (DTF 118 III 6; 96 III 33 cons. 2);

 

                                         che per
questioni di merito la via del ricorso è invece preclusa;

 

                                         che nel caso concreto la ricorrente chiede l’annullamento
dell’esecuzione in virtù dell’art. 85 LEF, affermando di aver pagato due delle
tre fatture menzionate sul precetto esecutivo;

 

                                         che come
già indicato nell’ordinanza 17 agosto 2010, con cui la Camera ha trasmesso il
ricorso all’Ufficio per l’istruttoria, l’azione di annullamento dell’esecuzione
ai sensi dell’art. 85 LEF non va promossa davanti a questa Camera bensì al
“tribunale del luogo dell’esecuzione”, ovvero nella fattispecie davanti alla
Giudicatura di pace del Circolo di Mendrisio (art. 15 LALEF);

 

                                         che la
ricorrente sostiene però anche che la comminatoria di fallimento non sarebbe
conforme alle pretese del creditore, siccome l’unica fattura non ancora saldata
è quella del 10 luglio 2009 di fr. 484,20;

 

                                         che in
realtà il pagamento della prima fattura, del 27 dicembre 2007, è chiaramente
indicato sulla comminatoria di fallimento (cfr. l’ultima riga della “Richiesta
di pagamento”: “dedurre 01) Fr. 484,20 d’acconto dal 04.06.2010”);

 

                                         che il
pagamento della seconda fattura, del 3 novembre 2008, è stato effettuato dopo
l’udienza di rigetto dell’opposizione, ovvero il 26 luglio 2010, direttamente
nelle mani della creditrice;

 

                                         che
soltanto i pagamenti effettuati direttamente all’Ufficio estinguono automaticamente
l’esecuzione a concorrenza dell’importo versato (art. 12 cpv. 2 LEF);

 

                                         che per
contro l’Ufficio può tenere conto dei versamenti eseguiti nelle mani del creditore
solo se quest’ultimo glielo comunica o se glielo ordina il giudice competente
in virtù degli art. 85 o 85a LEF (cfr. Gilliéron,
Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 31 ad art. 12; Dallèves, Commentaire
romand de la LP, Basi­lea/Ginevra/Monaco 2005, n. 4 ad art. 12);

 

                                         che nel
caso concreto, la procedente ha ammesso, con le osservazioni, di aver ricevuto,
dopo l’udienza di rigetto dell’opposizio­ne, un acconto di fr. 484,20.--;

 

                                         che si
tratta però di un fatto successivo all’inoltro del ricorso, di cui l’Ufficio
non poteva tenere conto al momento – anteriore – dell’allestimento della
comminatoria di fallimento e che non può nemmeno essere considerato nella
presente procedura;

 

                                         che la
ricorrente potrà comunque avvalersi di tale circostanza per chiedere
all’Ufficio d’iscrivere nei suoi registri l’acconto in questione;

 

                                         che in
ogni caso si evince sia dal ricorso che dalle osservazioni dell’Ufficio che la
ricorrente non ha ancora saldato la terza fattura né le spese esecutive;

 

                                         che in
queste condizioni la comminatoria di fallimento, che risulta conforme alle norme
di diritto esecutivo, rimane tuttora valida;

 

                                         che il
ricorso va pertanto respinto;

 

                                         che non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità
(art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

Richiamati
gli art. 17, 20a, 166 LEF; 61, 62 OTLEF;

 

pronuncia:                  

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

                                   3.   Intimazione
a:  – RI 1, __________;

                                                                   – RA
1

 

                                         Comunicazione
all’CO 1.

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                                Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Contro la presente
decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, entro 10 (dieci) giorni dalla notificazione,
rispettivamente entro 5 (cinque) giorni dalla notificazione nel caso in
cui la decisione impugnata è stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria.