# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b6eaea72-bbcb-5e58-acdc-05d0e7e32659
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-11-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 16.11.2005 32.2005.9
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2005-9_2005-11-16.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2005.9

   

  BS/ss

  	
  Lugano

  16 novembre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 17 gennaio 2005
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 1
  dicembre 2004 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1,
classe, 1956, professionalmente attivo quale meccanico/montatore di macchine
industriali, nonché meccanico di moto in proprio, nel mese di ottobre 2000 ha
inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti poiché affetto da sindrome
cervicale post-traumatica (doc. AI 1).

Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una perizia
reumatologica a cura del dr. __________ ed un’osservazione professionale
effettuata presso il centro di __________ di __________, con decisioni 17
dicembre 2003 l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurato un quarto di rendita
con effetto dal 1° settembre 2000 sulla base delle seguenti motivazioni:

 

"  Dalla documentazione medico-specialista acquisita
all'incarto, ed in particolare dal rapporto redatto dagli operatori del __________
di __________, si evidenzia che il Signor RI 1 è in grado di svolgere, con una
redditività massima del 90%, attività adatte al danno alla salute; a causa
degli impedimenti fisici/funzionali non sono più esigibili lavori che
richiedono posizioni monotone prolungate e/o che mettano in tensione la colonna
vertebrale cervicale e/o che costringano a lavorare sopra il livello della
linea della testa.

Sono esigibili quindi
attività quali quelle industriali (gestione e controllo di macchinari, lavori
di montaggio), autista di automezzi pesanti, nel settore della logistica,
magazziniere, ...

 

Tenuto conto del danno
alla salute e del livello salariale, per recuperare la capacità di guadagno in
modo da escludere il diritto ad una rendita d'invalidità, bisogna prevedere un
progetto di formazione piuttosto lungo e di livello superiore che dovrebbe
passare attraverso una prima tappa volta al conseguimento di una maturità
professionale.

Considerato il lungo
tempo che richiederebbe una riformazione atta al recupero della capacità di
guadagno, la scarsa motivazione dell'assicurato e le attitudini dello stesso si
ritiene che non vi siano sufficienti garanzie di successo per l'applicazione di
provvedimenti professionali.

 

L'attività d'indipendente
quale meccanico di moto non viene considerata nel calcolo della perdita della
capacità di guadagno in quanto non ha mai portato al conseguimento di un
reddito.

 

Di seguito si riporta il
calcolo effettuato per fissare il grado d'invalidità:

 

Reddito annuale
esigibile:

senza invalidità                     CHF
71'200.00

con invalidità                         CHF
40'592.00

Perdita di guadagno            CHF
30'608.00              = Grado d'invalidità 43% 

 

Decidiamo pertanto:

 

Dal 01.09.2000 ha diritto
ad un quarto di rendita, rispettivamente ad una mezza rendita in caso di
rigore." (doc. AI 85)

 

                               1.2.   Il 2
febbraio 2004 RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1, ha presentato un tempestivo
atto di opposizione. Contestando il grado di capacità lavorativa residua
fissato dall’amministrazione, egli ha evidenziato che non tutte le attività
adeguate indicate dal perito sono esigibili e che nel reddito da valido non è
stato computato quanto percepito dall’attività indipendente svolta a titolo
accessorio (doc. AI 95).

                               1.3.   Dopo aver
proceduto ad un ulteriore accertamento presso il centro di osservazione __________,
con decisione 1° dicembre 2005 l’Ufficio AI ha respinto l’opposizione e
confermato il quarto di rendita. 

In particolare l’amministrazione ha evidenziato:

 

"  8. In sede di opposizione lo scrivente Ufficio ha
ritenuto necessario verificare le risultanze emerse dal rapporto 25.04.2003 del
centro di osservazione professionale __________. Con scritto 11.11.2004 il centro __________ ha precisato
che "...unsere Beurteilung von 90% Leistung, die der innerhalb von 7
Stunden Präsenzzeit mit einer Leistung von 90% gerechnet werden kann. Dies
entspricht einer Gesamttagesleitung con 75%".

 

Ritenuto che il
precedente rapporto di integrazione professionale (cf. rapporto di valutazione
CIP del 24.07.2003) si è basato sulle conclusioni della perizia affidata a __________
determinando il reddito ipotetico da invalido sul rendimento massimo del 90%
ridotto del 15% per ergonomia stabilendo un grado di invalidità del 43%, lo
scrivente Ufficio ha reputato doveroso rivalutare la capacità di guadagno
residua dell'assicurato in base al nuovo elemento emerso.

 

Con nuova valutazione
26.11.2004 la consulente in integrazione professionale ha evidenziato che il
rendimento massimo dell'assicurato valutato al 75% del __________ è già
comprensivo dei limiti ergonomici dell'assicurato. Pertanto dal raffronto del
reddito ipotetico da valido (fr. 71200.-) con il reddito ipotetico da invalido
stabilito secondo le statistiche RSS (3° grado e 1° quartile, attività
specialistiche medio-leggere), con rendimento massimo del 75%

(fr. 39'393.-), è risultata una capacità di guadagno residua pari al 55,89%
corrispondente ad un grado di invalidità del 44%, che pone ad ogni modo
l'assicurato a beneficio del diritto ad un quarto di rendita. Pertanto il
diritto ad un quarto di rendita erogato all'assicurato è integralmente
confermato anche in sede di opposizione.

 

9. L'assicurato ha
inoltre asserito che le indennità giornaliere percepite per perdita di guadagno
nell'attività indipendente sono da includere nel reddito determinante senza
invalidità.

 

Nel caso concreto
l'assicurato, prima del danno alla salute, ha lavorato quale montatore esperto
al 100% per la ditta __________, mentre da indipendente ha svolto un'attività
in proprio al 50% quale meccanico di moto (__________di RI 1, attività svolta
giornalmente per 3 ore ogni sera ed il sabato tutto il giorno). L'Ufficio AI ha
appurato che non vi è stato nessun reddito al lavoro indipendente soggetto a
contribuzione AVS/AI/IPG anche prima del danno alla salute, pertanto è stato
considerato per il computo del reddito ipotetico da valido unicamente il
reddito percepito da salariato pari a fr. 71'200.- annui.

 

Ritenuto che giusta
l'art. 25 cpv. 1 lett. c OAI le indennità di disoccupazione, le indennità per
perdita di guadagno (LPG) e le indennità giornaliere dell'assicurazione
invalidità non sono considerati redditi del lavoro secondo l'art. 16 LPGA, la
somma di fr. 11'679.- percepita quale indennità giornaliera dall'assicurato per
l'attività di indipendente non può essere aggiunta al reddito ipotetico da
valido determinato dallo scrivente Ufficio.

 

10. Per quanto concerne
le attività esigibili, si evidenzia che le attività medio-leggere adeguate allo
stato di salute dell'assicurato accessibili sul mercato del lavoro sono
indicate a scopo orientativo (cf. rapporto __________ del 25.04.2003 pag. 1:
"...In Frage kommen beispielweise industrielle Tätigkeiten (Einstellen,
Bedienen und Überwachen von Maschinen, anspruchsvolle Montagearbeiten), Arbeiten
im Bereich Lager/Magazin, Chauffeur LKW etc."). Vige comunque il
principio per l'assicurato di ridurre per quanto possibile il discapito
economico che il danno alla salute implica." (doc. AI 107)

 

                               1.4.   Contro la
succitata decisione amministrativa RI 1,  sempre rappresentato dall'avv. RA 1, ha
presentato un tempestivo ricorso con cui ha chiesto l’erogazione di una mezza
rendita d’invalidità.

Egli ribadisce nuovamente l’inclusione del reddito da indipendente da
determinare, in assenza di un reddito fiscalmente imponibile, sulla base
dell’incremento della sostanza aziendale prima e dopo il danno alla salute.

Inoltre, a mente del ricorrente, l’Ufficio AI avrebbe erroneamente quantificato
il reddito annuo esigibile.

Delle singole motivazioni verrà detto, se necessario, nei considerandi di
diritto.

 

                               1.5.   Con risposta
di causa l’Ufficio AI, confermando la propria decisione, ha invece postulato la
reiezione del ricorso.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000, la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito AI.

Al riguardo occorre rilevare che unicamente le norme di procedura, in via di
principio, entrano immediatamente in vigore (DTF 130 V 4 consid. 2.4; SVR 2003
IV Nr. 25, consid. 1.2., pag. 76; DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid.
4°). Per quanto concerne invece le norme di diritto materiale, in assenza di
disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono
determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la
fattispecie che esplica degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466
consid. 1).

Nella DTF 130 V 445ss., il TFA ha precisato che per l'esame relativo
all'eventuale insorgenza di un diritto a una rendita dell'assicurazione per
l'invalidità già prima dell'entrata in vigore della LPGA, occorre rifarsi ai
principi generali sviluppati in materia di diritto intertemporale che
dichiarano applicabile l'ordinamento in vigore al momento della realizzazione
dello stato di fatto giuridicamente determinante. Di conseguenza, per il
periodo fino al 31 dicembre 2002, l'esame del diritto alla rendita avviene
sulla base del precedente ordinamento, mentre a partire da questa data esso
avviene secondo le nuove norme (DTF 130 V 446 consid. 1.2.2.).

 

                                         Tale
questione riveste una scarsa importanza visto che, come evidenziato dallo
stesso TFA, l’introduzione della LPGA non ha portato alcuna modifica
sostanziale per quel che concerne, in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità, i concetti di incapacità al lavoro, d'incapacità al guadagno,
d'invalidità, di raffronto dei redditi e di revisione (della rendita
d'invalidità e di altre prestazioni durevoli) e che per tale motivo le
succitate nozioni precedentemente sviluppate dalla giurisprudenza rimangono
tuttora valide (DTF 130 V 343).

 

                                         Le
disposizioni di legge citate in seguito, per motivi di più facile comprensione,
vengono riferite al tenore dell’ordinamento giuridico posteriore al 1° gennaio
2003, mentre in parentesi sono menzionate le rispettive norme valide sino al 31
dicembre 2002. 

 

                               2.3.   Oggetto del contendere
è sapere se l’insorgente ha diritto ad una rendita intera.

                                         Secondo
l'art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l'art. 8 della LPGA (che ha sostituito
l'art. 4 cpv. 1 vLAI), con invalidità s'intende l'incapacità al guadagno
presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute
fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. 

                                         Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pag. 216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre
2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno
al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto
di rendita se sono invalidi almeno al 40 %. Nel suo nuovo tenore in vigore dal
1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno
diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al

                                         70 %, a
tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se
sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno
al 40 %.

Va pure rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA (cfr. art. 28 cpv. 2 vLAI) il
grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid. 3, 1990,
pag. 543 consid. 2; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les
prestations, Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid.
2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21
consid. 2c; Scartazzini, op. cit, pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives
et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la
giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                                         Al proposito va rilevato che, secondo la giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono
determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del
diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere
rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di
eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della
decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e
suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R
consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in
SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01
pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I
26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I
475/01).

 

                               2.4.   Nell’evenienza
concreta, il ricorrente è stato peritato dal dr. __________. Nel relativo
rapporto 13 agosto 2001 lo specialista in reumatologica, posta la diagnosi
principale di sindrome cervico-spondilogena cronica a sinistra, ha accertato
un’incapacità lavorativa del 50% nella professione di montatore d’impianti di
sollevamento. In un’attività adeguate che non implicano lavori con le braccia
sollevate per lungo tempo, nonché movimenti ripetuti di flessione/estensione
del rachide cervicale o il sollevamento ripetuto di pesi superiori a 20 – 25
kg, con possibilità di alternare frequentemente la posizione, il perito ha
ritenuto una piena capacità lavorativa (doc. AI 32).

L’assicurato ha inoltre svolto un periodo di osservazione professionale presso
il Centro __________ di __________ dal 24 febbraio al 21 marzo 2003. Con
rapporto 25 aprile 2003 il citato centro ha concluso che l’interessato è in
grado di esercitare per 7 ore al giorno un’attività leggera fino a mediamente
pesante, senza dover mantenere una posizione monotona che metta in tensione la
colonna cervicale, con lavori eseguibili sotto il livello della testa,
corrispondente ad una capacità lavorativa del 90% (doc. AI 66).

In data 24 luglio 2003 la consulente in integrazione professionale, preso atto
delle risultanze mediche e professionali, ha determinato un’incapacità al
guadagno del 43%, risultante dal confronto tra un reddito da valido di fr.
71'200 (attività dipendente presso la __________) e da invalido di fr. 40'592. Quest’ultimo
dato corrisponde al salario statistico relativo alle attività specialistiche medio-leggere
(cat. 3.1), desunto dall’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari, svolto
al 90%, inclusa una riduzione di rendimento per motivi ergonomici del 15%, il
tutto indicizzato al 2002 (doc. AI 81).

 

                                         In sede
di procedura d’opposizione l’11 novembre 2004 l’amministrazione ha chiesto al
Centro __________ una precisazione riguardo alla valutazione sulla capacità
lavorativa (doc. AI 102), Con scritto 11 novembre 2004 il citato centro ha
chiarito che con un rendimento del 90% su 7 ore di lavoro corrisponde, con
riferimento ad una normale giornata lavorativa, ad un’abilità al lavoro del 75%
(“ …unsere Beurteilung von 90% Leistung, die der Klient erreichen kann, bezieht
sich auf die Arbeitszeit von 7 Stunden. Das
bedeutet, dass innerhalb von 7 Stunden Präsenzzeit mit einer Leistung von 90%
gerechnet wird. Dies entspricht einer Gesamttagesleistung von
75%“ doc. AI 103).

Di conseguenza, con rapporto 26 novembre 2004 la consulente ha determinato come
segue la residua capacità al guadagno dell’assicurato:

"  Considerato un reddito ipotetico di fr. 71200 e una
capacità lavorativa residua del 75%, secondo le statistiche RSS teoriche (3°
rango e 1° quartile), risulta un reddito da invalido di fr. 39797 e una
capacità di guadagno residua del 55,89% “ (doc. AI 106).

                                         Essendo
il grado d’invalidità pari al 44%, con la decisione contestata l’Ufficio AI ha
confermato il quarto di rendita.

 

                               2.5.   Con il
presente ricorso l’assicurato contesta la determinazione del reddito da valido
poiché non include anche il reddito da attività indipendente accessoria
(meccanico di moto) svolta la sera ed al sabato.

Va qui precisato che nell’ambito del raffronto dei redditi (cfr. 2.2), sono da
prendere in considerazione quale reddito ipotetico di una persona non invalida
anche i proventi da attività accessoria nella misura in cui, secondo il
principio della verosimiglianza preponderante, l’assicurato, senza il danno
alla salute, avrebbe continuato ad esercitarla percependone una remunerazione.
Questo indipendentemente dall’importanza di tale attività in termini di tasso
di occupazione o di dispendio d’impegno (STFA inedite 2 giugno 2003 nella causa
G consid. 4.1, I 224/02 e 16 maggio 2003 nella causa A consid. 2, I 576/02 ;
RCC 1980 pag. 559 consid. 3a, nonché RAMI 2000 no U 400 pagg. 381 ss e no U 69
pag. 1981 consid. 2c).

                                         In casu,
è incontestato che negli ultimi anni, prima del danno alla salute, l’assicurato
non ha conseguito alcun reddito dalla sua attività in proprio. Egli ha tuttavia
percepito delle indennità giornaliere al 50% dalla sua assicurazione malattia
(cfr. doc. AI 47).

Con la decisione contestata l’amministrazione, facendo riferimento all’art. 25
OAI, ha negato la possibilità di includere nel reddito da valido l’ammontare
delle indennità giornaliere percepite. A ragione.

Al riguardo, va fatto presente che l’art. 25 OAI prevede:

"  1 Sono considerati redditi del lavoro secondo
l’articolo 16 LPGA i redditi annui presumibili sui quali sarebbero riscossi i
contributi disposti dalla LAVS1,
esclusi tuttavia:

a.  le prestazioni del datore di lavoro per
perdita di salario, cagionata da infortuni o malattia, implicante un’incapacità
lavorativa debitamente comprovata;

b.  i componenti del salario per i quali il
lavoratore non può fornire, come esperito, nessuna controprestazione a causa
della limitata capacità al lavoro;

c.  le indennità di disoccupazione, le
indennità per perdita di guadagno (LIPG4) e le
indennità giornaliere dell’assicurazione invalidità."

 

                                         Vero che,
come sostenuto nel ricorso, l’art. 25 cpv. 1 lett. c OAI non fa menzione delle
indennità giornaliere di malattia erogate da un’assicurazione privata.

Ma se da una parte, tali indennità non sono considerate ai fini dell’invalidità
non essendo un provento da attività lucrativa dell’assicurato (“….. diese Ersatzeinkünfte
sind nicht Ausdruck der erwerblichen Leistungsfähigkeit des Versicherten….”,
cfr. Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo
1997, pag. 200), altrettanto vale per le indennità giornaliere per malattia in
questione, il cui ammontare è frutto di una pattuazione contrattuale su un
reddito ipotetico.

Va poi ricordato che ai sensi dell’art. 6 cpv. 2 lett. b OAVS non sono
considerati come attività lucrativa le prestazioni di assicurazioni in caso
d’infortunio, malattia o invalidità – e quindi non soggetto a contribuzione AVS
-, eccetto le indennità dell’assicurazione militare e quelle dell’AI.

Inoltre, non può essere fatta adesione alla proposta fatta dall’assicurato nel
ricorso, di sommare al reddito da valido l’incremento della sostanza aziendale,
dovuto al reinvestimento degli utili conseguiti. A prescindere dal fatto che la
sostanza aziendale non è indicativa dell’andamento del reddito, in casu va
comunque fatto presente che dai bilanci relativi al periodo 1997 -2000
contenuti agli atti (doc. AI 48) risulta come l’attività accessoria abbia
sempre chiuso in perdita, motivo per cui non vi sono stati degli utili da
investire.

Se prima dell’insorgere del danno alla salute l’assicurato non ha mai
conseguito un reddito da attività indipendente fiscalmente imponibile, ciò
significa che, a seguito del danno alla salute, egli non ha accusato un
discapito economico.

Pertanto, rettamente l’Ufficio AI ha tenuto conto, quale salario da valido,
unicamente quello relativo all’attività dipendente.

                               2.6.   Per quel che concerne invece
il reddito da invalido, secondo il ricorrente “il calcolo effettuato
dall’Ufficio AI non è corretto. Riportando infatti l’importo di fr. 40'592,
indicato nella prima decisione per una redditività massima del 90%, ad una
redditività del 75%, si giunge ad un reddito annuale con invalidità di fr.
33'826.--: fr. 40'592.--/90 x 75”.

Al proposito va ricordato che il reddito da invalido è determinato sulla base della situazione
professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo
sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che
il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non
costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid.
3b/aa e riferimenti).

                                         Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti di statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni
invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità
residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a
raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una
riduzione percentuale sul salario teorico statistico che, a seconda delle
circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc,
confermato in Pratique VSI 2002 p. 64). Tale deduzione
non è automatica, ma deve essere valutata tenendo conto di tutte le circostanze
del singolo caso. È in ogni caso compito dell'amministrazione e, in caso di
ricorso, del giudice del merito motivare l'entità della deduzione. Quest'ultimo
non può scostarsi, dal canto suo, dalla valutazione dell'amministrazione senza
fondati motivi (DTF 126 V 80 consid. 5 b/dd e 6).

Orbene, il calcolo eseguito dal ricorrente non è tuttavia corretto
poiché nei fr. 40'592 determinati dalla consulente nel primo rapporto del 24
luglio 2003 era inclusa una riduzione del salario statistico del 15% per motivi
ergonomici (doc. AI 81), riduzione che, alla luce della delucidazione del __________,
non è stata confermata dalla stessa nel successivo rapporto del 26 novembre
2004 (doc. AI 106). 

Va poi fatto presente come l’utilizzo da parte della consulente dei dati
statistici relativi al 1° quartile sia a favore dell’assicurato. Infatti, secondo costante giurisprudenza il TFA,
applicando i dati nell'inchiesta svizzera sulla
struttura dei salari edita dall'Ufficio federale di statistica, si fonda sul valore
mediano (DTF 126 V 77 consid. 3b/bb, 124 V 322 consid. 3b/aa; STFA inedite 13 giugno 2003 in re G, I 475/01, consid. 4.4;
24 settembre 2002 in re B, I 619/01, consid. 5 e 13 febbraio 2002 in re R., I
445/00, consid. 4a), maggiore del valore al 1° quartile. 

In conclusione, non essendoci motivi per discostarsi dalla valutazione
del grado d’invalidità eseguita dall’amministrazione, la decisione contestata
va confermata, mentre il ricorso dev’essere respinto.  

                                      

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti