# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 447d59bc-9b50-5e44-85cc-44e3da3a8149
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-06-25
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera civile dei reclami 25.06.2013 16.2012.41
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_004_16-2012-41_2013-06-25.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2012.41

  	
  Lugano

  25 giugno
  2013/mc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Giani, presidente,

  Fiscalini e Stefani

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Jurissevich

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo 17 settembre 2012
presentato da

 

	
   

  	
  RE 1 

  (patrocinata dall'avv. PA 1)

   

  
	
   

  	
  contro la sentenza emessa il 13 agosto 2012 dal
  Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1, nella causa SE.2012.72 (azione
  creditoria) promossa con petizione 28 febbraio 2012 da

  	 

 

	
   

  	
  CO 1; 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

esaminati gli atti

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   CO
1, società attiva nell'ambito della vendita di prodotti per la produzione e la
vendita di gelato, ha fornito e fatturato a RE 1 diversa merce destinata alla
produzione e alla vendita di gelato. Ritenendo che alcune fatture non fossero
state saldate, CO 1 ha fatto notificare alla cliente il precetto esecutivo n. __________
dell'Ufficio esecuzioni di Lugano per l'incasso di fr. 9952.– oltre interessi,
al quale l'escussa ha interposto opposizione. Dopo la notifica del citato PE, RE
 1 ha versato fr. 4000.– a CO 1.

 

                                  B.   Ottenuta
l'autorizzazione ad agire, il 28 febbraio 2012 CO 1 ha convenuto RE 1 davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1 per ottenere il pagamento
di fr. 5952.20 oltre interessi del 5,5% dal 7 novembre 2010 e le spese. Nelle
sue osservazioni del 23 marzo 2012 la convenuta ha proposto di respingere la
petizione. All'udienza del 25 aprile 2012, l'attrice ha confermato le proprie domande, mentre la convenuta ha sostenuto in particolare di
avere pagato alla controparte, a fronte di fatture ammontanti a fr. 17 340.20, un
importo totale di 

                                         fr. 19
000.–. Il 25 aprile e il 9 maggio 2012, le parti hanno prodotto scritti e documenti,
ribadendo i loro rispettivi punti di vista. 

 

                                  C.   Statuendo il 13 agosto 2012 il Pretore ha accolto la petizione, condannando
la convenuta a pagare fr. 5952.20 oltre interessi al 5% dal 7 novembre 2010 e
ponendo a suo carico le spese giudiziarie di fr. 250.–.

 

                                  D.   Con reclamo 17 settembre 2012 RE 1 è insorta contro il predetto
giudizio postulandone l'annullamento. Nelle sue osservazioni 15 ottobre 2012 CO
1ha riaffermato la sua posizione. 

 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Le
decisioni emanate nella procedura semplificata sono impugnabili, trattandosi di
controversie patrimoniali con un valore litigioso inferiore a fr. 10 000.–, con
reclamo entro trenta giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 1 CPC). Nella
fattispecie la decisione impugnata è pervenuta alla convenuta il 16 agosto
2012, di modo che il termine d'impugnazione è cominciato a decorre il 17 agosto
2012 e sarebbe scaduto sabato 15 settembre 2012 salvo prorogarsi a lunedì 17
settembre 2012 (art. 142 cpv. 3 CPC). Introdotto l'ultimo giorno utile, il reclamo
è pertanto tempestivo.

                                          

2.Secondo l'art. 320 CPC con il reclamo può essere censurata l'errata
applicazione del diritto (lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei
fatti (lett. b). Il reclamo deve essere motivato (art. 321 cpv. 1 CPC), nel
senso che, relativamente all'applicazione del diritto, occorre spiegare in modo
conciso, riferendosi all'oggetto del litigio, in cosa consiste la violazione e
su quali punti il giudizio contestato viene impugnato (cfr. DTF 134 II 246 consid.
2.1). Quanto all'accertamento dei fatti, la definizione di “manifestamente errato”
corrisponde a quella dell'arbitrio ragione per cui il reclamante non può
limitarsi a criticare la decisione impugnata come in una procedura d'appello,
dove l'autorità di ricorso gode di cognizione libera, opponendo semplicemente
la propria opinione a quella del primo giudice (DTF 136 II 494 consid.
2.8 con riferimenti). Egli deve così dimostrare, attraverso un' argomentazione
chiara e dettagliata, che l'autorità inferiore ha emanato una decisione
manifestamente insostenibile, destituita di fondamento serio e oggettivo o in
urto palese con il senso di giustizia ed equità (DTF 135 V 4 consid.
1.3, con rinvii). Non basta segnatamente che il reclamante affermi l'arbitrarietà
della decisione impugnata adducendo considerazioni generiche (DTF 136 II 494 consid.
2.8).

 

                                   3.
  Il Pretore ha accolto la petizione, ritenendo che CO 1 abbia
adempiuto al suo onere della prova producendo le fatture rimaste impagate
emesse in funzione di merce fornita e di bolle di consegna sottoscritte dalla RE
1 e rimproverando a quest'ultima di non avere invece provato le sue eccezioni e
contropretese. La reclamante sostiene che le si può imputare solo la fornitura
di merce dopo il mese di luglio 2010, siccome prima di questa data la gelateria
__________ era gestita da un'altra società. A suo parere, inoltre, il primo
giudice non avrebbe considerato che l’attrice ha registrato “unilateralmente ed
arbitrariamente” alcuni pagamenti a favore della __________, benché dalle
ricevute di pagamento risulti che i versamenti sono stati da lei effettuati a
favore della CO 1.

 

                                   4.   In
concreto, l'attrice sostiene di vantare uno scoperto verso la convenuta per complessivi
fr. 5952.20 dovuti per la fornitura di merce dall'agosto del 2010 al marzo del
2011 (doc. 1). La convenuta, per contro, sostiene di avere ricevuto dalla CO 1
fatture per complessivi fr. 17 340.20 e di averle versato cinque acconti per un
totale di fr. 19 000.–, ciò che comporta un saldo a suo favore di fr. 1659.80
(lettera del 25 aprile 2012) . CO 1, da parte sua, ha ribattuto invece di aver
fatturato nel 2010 alla gelateria __________ merce per fr. 42 406.20, importo
di cui una parte è stata pagata “per banca dalla cliente” e una parte in
contanti (lettera del 25 aprile 2012). 

 

                                         Che i
rapporti dare-avere tra le due società siano poco chiari è manifesto. Resta il
fatto che la stessa attrice ammette di avere incassato dalla convenuta tra il 5
novembre 2010 e il 30 agosto 2011 complessivi fr. 19 000.–, di cui fr. 6331.65 (fr.
2500.– + fr. 2500.– + fr. 1264.65 + fr. 67.–) imputati “come da accordi con il
cliente” a pagamento parziale di fatture emesse dalla __________ (lettera del
25 aprile 2012). 

                                         Ora, che __________
vanti dei crediti verso la società che gestisce la gelateria __________ è
possibile. Che CO 1 e __________ facciano riferimento alle medesime persone è
pure possibile, ma nemmeno l'attrice pretende che esse costituiscano un'entità
unica. Spettava dunque a lei dimostrare che la convenuta aveva acconsentito al
versamento di parte degli acconti destinati alla CO 1 in favore della __________, tanto più che le ricevute di pagamento di tali acconti sono state rilasciate
dalla CO 1 (documenti allegati al verbale di dibattimento del 25 aprile 2012).
In mancanza di ammissioni da parte della convenuta e di risultanze istruttorie
che confermassero la tesi dell'attrice, gli acconti versati dalla convenuta
andavano computati sulle fatture emesse dall'attrice. Ne discende che l'accertamento
del Pretore, secondo cui l'attrice aveva dimostrato il fondamento della sua
pretesa, ovvero il mancato pagamento della merce fornita, è manifestamente
errato. Ciò posto il reclamo dev'essere accolto e la decisione impugnata
riformata nel senso della reiezione della petizione.

 

                                   5.   Le spese giudiziarie seguono la soccombenza (art. 106 cpv.
1 CPC). L'opponente rifonderà alla reclamante, patrocinata da un legale, un'adeguata
indennità per ripetibili (art. 108 CPC). L'esito del
giudizio impone una diversa ripartizione degli oneri processuali e delle
ripetibili di prima sede che seguono la medesima ripartizione.

 

Per questi motivi, 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria

 

 

decide:                      I.   Il
reclamo è accolto e di conseguenza la decisione impugnata è così riformata:

 

                                         1.   La petizione è respinta.

 

                                         2.   La tassa
di giustizia e le spese, di complessivi fr. 250.–, da anticipare dall'attrice,
rimangono a suo carico. L'attrice rifonderà alla convenuta fr. 900.– per
ripetibili.           

 

                                   II.   La tassa
di giustizia di fr. 400.–, da anticipare dalla reclamante, è posta a carico di CO
1, che rifonderà alla controparte fr. 500.– per ripetibili.

 

                                   III.   Notificazione
a:

	
   

  	
  –; 

   –.
  

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1.

 

 

Per la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle
cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso di almeno
30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia di
diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art.
 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione
di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in
materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal
caso dall'art. 115 LTF.