# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c344e662-b249-5112-b666-0f8e0088384c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-07-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 15.07.1996 52.1996.74
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1996-74_1996-07-15.html

## Full Text

Incarto n.

  52.96.00074

  DP 65/96

  leo

  	
  Lugano

  15 luglio 1996

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso  21 marzo 1996 di

 

 

	
   

  	
  __________ rappr. da____________________ __________

  e
  patr. dall'avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  risoluzione 5 marzo 1996 (n. 981) con cui il Consiglio di Stato ha accolto il
  ricorso 18 ottobre 1995 di __________ ed __________ avverso la decisione 13
  ottobre 1995 con cui l'ufficio patriziale di __________ ha autorizzato i
  ricorrenti all'uso speciale del sentiero al mapp. __________ di quel comune
  ai fini dell'accesso veicolare al mapp. __________;

  

 

 

viste le risposte:

-      3 aprile 1996 del Consiglio di
Stato; 

-    24 aprile 1996 di __________;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Facendo seguito alla
sentenza 8 settembre 1995 di questo Tribunale, nota alle parti, con decisione
13 ottobre 1995 l'ufficio patriziale di __________ ha rilasciato a favore di
__________ l'autorizzazione all'uso speciale del sentiero al mapp. __________
di __________, di proprietà del patriziato medesimo, ai fini dell'accesso
veicolare al mapp. __________, richiedendo in pari tempo un indennizzo di fr.
4'000.--. In calce al documento recante l'autorizzazione veniva riservato uno
spazio per la firma di accettazione dei beneficiari, sotto il quale stava
scritto di ritornare il documento medesimo entro 10 giorni, in difetto di che
l'autorizzazione sarebbe stata annullata.

 

 

                                  B.   Con ricorso 18 ottobre 1995
__________ ed __________ __________ hanno impugnato la predetta decisione
innanzi al Consiglio di Stato, al quale hanno domandato di annullare la tassa
di fr. 4'000.-- e la clausola di accettazione. Previa istruttoria, con
risoluzione 5 marzo 1996 il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso. Esso ha
considerato che la tassa difettava di una base legale e che l'ufficio
patriziale non aveva dimostrato la sussistenza di un diritto consuetudinario
che vi potesse eventualmente supplire. Inoltre che la validità della decisione
non poteva essere subordinata alla sua accettazione da parte dei richiedenti.
Il Consiglio di Stato ha indi annullato la decisione impugnata e retrocesso gli
atti all'ufficio patriziale affinché rilasciasse l'autorizzazione senza
prelevare una qualche tassa d'utilizzazione e senza porre clausole di
accettazione.

 

 

                                  C.   Il patriziato di __________
é insorto contro l'anzidetto giudicato con ricorso 21 marzo 1996 a questo
Tribunale, al quale ha domandato in via principale di confermare la bontà della
decisione 13 ottobre 1995, in via subordinata di stralciare dalla retrocessione
degli atti il divieto di prelevare una tassa di utilizzazione. Il ricorrente
sostiene che la controversa tassa potrebbe trovare la sua base legale vuoi
nella legge sul demanio pubblico (LDP) vuoi nel diritto consuetudinario.
Qualora non dovesse sussistere una base legale, all'ufficio patriziale dovrebbe
essere riconosciuto il diritto di decidere sul principio del rilascio di
un'autorizzazione a titolo gratuito.

 

Il Consiglio di Stato, __________ ed __________ hanno sollecitato
la reiezione dell'impugnativa. Questi ultimi osservano tra l'altro come
all'udienza tenuta dal funzionario del servizio dei ricorsi del Consiglio di
Stato sia emerso che il PR di __________ designi la strada al mapp. __________
quale "strada esistente (riservata ai confinanti)" e non quale
sentiero: donde l'incompetenza dell'ufficio patriziale a decidere circa il
rilascio stesso dell'autorizzazione, il controverso fondo essendo stato
trasferito per legge nel demanio pubblico comunale in applicazione dell'art.
100 LAC.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
é data (art. 146 cpv. 1 LOP). Il ricorso é tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e
la legittimazione del ricorrente certa (art. 43 PAmm). Il gravame é dunque
ricevibile in ordine. Può inoltre essere deciso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   Facendo riferimento agli
atti di PR, che qualificano il mapp. __________ di "strada esistente
(riservata ai confinanti)", i resistenti mettono in discussione la
competenza dell'ufficio patriziale a rilasciare l'autorizzazione dagli stessi
sollecitata ad utilizzare il primo tratto di quel mappale quale accesso
veicolare al mapp. __________, di loro proprietà. Essi si appellano all'art.
100 LAC, giusta il quale "i terreni di origine patriziale o vicinale,
che con l'estendersi delle costruzioni e dei traffici hanno assunto la destinazione
di strade e piazze pubbliche, si intendono trapassati di diritto, nel dominio,
pubblico di giurisdizione comunale". A torto, tuttavia. Il mapp.
__________ non ha di fatto assunto la destinazione di strada pubblica a seguito
dello sviluppo edilizio che ha contrassegnato la località in cui si trova, già
per il fatto che ciò non é - per il momento - possibile: quella proprietà
patriziale é caratterizzata da una strozzatura proprio in corrispondenza dello
sbocco sulla strada comunale al mapp. __________, la quale lo rende
impraticabile alle automobili. I resistenti stessi hanno precisato che, per
risolvere quel problema, dovranno procacciarsi una servitù di passo a gravare
l'adiacente mapp. __________ (il cui proprietario, sempre a loro dire, ha
comunque già dato il suo consenso). Il mapp. __________ deve dunque essere
considerato quale semplice sentiero, come le parti hanno del resto sempre
concordemente sostenuto: l'autorizzazione al suo uso speciale ricade pertanto
nelle competenze dell'ufficio patriziale.

 

 

                                   3.   3.1. Il patriziato
ricorrente rivendica la sussistenza di una base legale sufficiente per
legittimare il prelievo della tassa di utilizzazione di fr. 4'000.--, annullata
dal Consiglio di Stato, richiamandosi in primo luogo alla __________ e
subordinatamente al diritto consuetudinario.

 

3.2. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale tutti i
pubblici tributi devono di regola trovare fondamento in una legge in senso
formale (Pr 85 Nr. 120 consid. 5a; DTF 120 Ia 3 consid. 3c, 178 seg. consid. 5,
266 seg. consid. 2a, 345 consid 2a, 118 Ia 323 seg. consid. 3a e rinvii).
Questo principio vale senz'altro per il prelievo delle tasse di utilizzazione
del demanio pubblico (DTF 100 Ia 138 segg. consid. 6). Il patriziato di
__________ non dispone di norme legali adottate dall'assemblea patriziale
(regolamento) ed approvate dall'autorità di vigilanza che stabiliscano delle tasse
per l'uso speciale del demanio pubblico patriziale: fanno eccezione le tasse a
gravare i non patrizi per il godimento dei beni patriziali (e segnatamente per
il pascolo), calcolate a dipendenza del genere di animali pascolati (art. 14
del regolamento patriziale). La controversa tassa di fr. 4'000.-- non é pertanto
sorretta da una base legale.

 

3.3. Alla menzionata carenza non può supplire il riferimento,
sostenuto dal patriziato ricorrente, alle tasse previste dalla __________, per
il motivo che quest'ultima legge disciplina solo le cose di dominio pubblico
soggette alla sovranità dello Stato (art. 99b cpv. 1 LAC): "le cose
appartenenti al demanio pubblico dei comuni, dei patriziati, consorzi,
parrocchie ed altri enti pubblici minori " - soggiunge l'art. 99b cpv.
2 LAC - "sono disciplinate dalle rispettive leggi organiche e dai
regolamenti locali".

 

3.4. Né, infine, il diritto consuetudinario soccorre alle
tesi ricorsuali. In effetti non sono date le premesse affinché vi sia spazio
per lo stesso, ovvero la sussistenza di una lacuna nel diritto scritto
(sicuramente almeno quando trattasi di pura lacuna) ed il bisogno imprescindibile
di colmarla (cfr. Rhinow/Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung,
Nr.7 B III; Häfelin/Müller, Grundriss des Allgemeinen Verwaltungsrechts, N.
162). Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale infatti in linea di
principio il diritto consuetudinario non può supplire all'assenza di una base
legale formale ai fini della percezione di un tributo pubblico, quell'assenza
non potendo essere considerata alla stregua di una sufficiente lacuna (DTF 105
Ia 5 seg. consid. 2a). D'altra parte la fissazione di una tassa non costituisce
una premessa irrinunciabile affinché possa essere rilasciata un'autorizzazione
all'uso speciale del demanio pubblico. Trattasi invece piuttosto di una
semplice conseguenza, oltretutto facoltativa, del fatto che viene rilasciata
l'autorizzazione: meglio ancora di un onere che può essere messo a carico del
beneficiario nel caso di concessione dell'autorizzazione (Grisel, Traité de
droit administratif, pag. 555; Moor, Droit administratif, vol. III, pag. 308,
cifra 6.4.4.7.). Vi fosse comunque spazio per il diritto consuetudinario, il
ricorrente non ha ad ogni buon conto dimostrato al Tribunale l'adempimento
delle condizioni di effettiva sussistenza dello stesso, ovvero l'uso prolungato
ed il riconoscimento del suo carattere obbligatorio (Grisel, op. cit., pag. 93
seg.; Moor, op. cit., vol. I., pag. 56 segg, N. 2.1.3.1.; Häfelin/Müller, op.
cit., N. da 157 a 161). Vero é che dagli estratti dei verbali delle risoluzione
dell'ufficio patriziale versati agli atti dinanzi al Consiglio di Stato risulta
che quest'ultimo ha cercato, negli ultimi 15 anni, di conseguire dei ricavi
dalla messa a disposizione dei beni patriziali, comprese le strade, tuttavia
essenzialmente sottoforma di convenzioni di diritto privato. Risulta del resto
da quegli atti che per concedere l'accesso veicolare agli edifici ubicati sul
lato opposto del sentiero in parola l'ufficio patriziale non ha in verità
percepito alcuna tassa in realtà non ha nemmeno concesso un'autorizzazione a
questo scopo, quella rilasciata essendo limitata all'onere di sporgenza sulla
strada patriziale).

 

 

                                   4.   Il ricorrente chiede, in
via subordinata (e quindi una volta assodata l'assenza di una base legale
legittimante il prelievo di una tassa), che gli venga riconosciuto il diritto
di nuovamente decidere sul rilascio dell'autorizzazione. Anche questa domanda deve
però essere respinta. In effetti tramite la stessa il patriziato vuole
semplicemente riservarsi il diritto di decidere se rilasciare o meno
un'autorizzazione che non gli procaccerà alcun ricavo. Ora, tuttavia, come già
é stato spiegato, l'utile patrimoniale che l'ente pubblico consegue tramite il
rilascio di un'autorizzazione all'uso speciale del demanio pubblico sottoforma
di tassa di utilizzazione costituisce una semplice conseguenza (facoltativa
oltretutto) del rilascio dell'autorizzazione: esso non entra invece in linea di
conto quale elemento di valutazione ai fini del rilascio (o meno) dell'autorizzazione.

 

 

                                   5.   La tassa di giudizio deve
essere posta a carico del ricorrente, il quale é intervenuto in lite a tutela
di interessi economici propri (art. 28 PAmm). Il ricorrente deve inoltre essere
condannato a rifondere ai resistenti delle adeguate ripetibili (art. 31 PAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 146, 147 LOP; 18, 28, 31, 43, 46 PAmm

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di giudizio , di
fr. 500.--, é posta a carico del ricorrente, il quale é inoltre condannato a
versare ai resistenti identico importo per ripetibili.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario