# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2f63be85-7f3f-55e7-85b0-d17cd33072e6
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-03-28
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 28.03.2024 D-1818/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1818-2024_2024-03-28.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1818/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 8  m a r z o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Gabriela Freihofer;  

cancelliere Matteo Piatti. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Marocco,  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (nessuna 

domanda asilo - art. 31a cpv. 3 LAsi);  

decisione della SEM del 14 marzo 2024 / N (…). 

 

 

 

D-1818/2024 

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Visto: 

la domanda d’asilo che l’interessato ha depositato il 21 dicembre 2023 a 

seguito della sua riammissione in Svizzera in applicazione del regolamento 

(UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 

2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato 

membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazio-

nale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo 

o da un apolide (rifusione) (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 

180/31 del 29.06.2013; di seguito RD III; cfr. atto della Segreteria di Stato 

della migrazione [di seguito: SEM] n. […]-40/3), 

il verbale dell’audizione sui motivi d’asilo svolta l’11 marzo 2024 in virtù 

dell’art. 29 LAsi (RS 142.31; cfr. atto SEM n. 44/8), 

la decisione del 14 marzo 2024, notificata il medesimo giorno, con la quale 

l’autorità inferiore non è entrata nel merito della domanda d’asilo dell’inte-

ressato e ha pronunciato il suo allontanamento dalla Svizzera verso il Ma-

rocco, ritenendo l’esecuzione di quest’ultima misura possibile, ammissibile 

e ragionevolmente esigibile (cfr. atto SEM n. 45/7), 

il ricorso datato 20 marzo 2024, depositato alla posta svizzera il 22 marzo 

2024 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d’entrata: 25 febbraio 2024), 

per mezzo del quale l’interessato insorge dinanzi al Tribunale amministra-

tivo federale (di seguito: il Tribunale o TAF) postulando l'annullamento della 

decisione succitata nonché la concessione dell’ammissione provvisoria in 

Svizzera a fronte dell’inammissibilità e/o dell’inesigibilità dell’esecuzione 

del suo allontanamento; egli presenta altresì istanza di assistenza giudizia-

ria, nel senso dell’esenzione dal pagamento delle spese di giustizia e del 

relativo anticipo, con protesta di tasse e spese, 

 

e considerato 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che, nel caso in esame, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi; 

considerato che, in Ticino, il 19 marzo 2024 è un giorno festivo; cfr. art. 1c 

dell’Ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali [Oasi1, RS 

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142.311] cum art. 1 della Legge concernente i giorni festivi ufficiali nel Can-

tone Ticino del 15 dicembre 2009) contro una decisione in materia di asilo 

della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), il ricorso è di principio am-

missibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 cpv. 1 PA, 

che il ricorrente è altresì legittimato ad aggravarsi contro la decisione av-

versata, avendo partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, 

essendo particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vantando un 

interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 PA),  

che nell’ambito di un ricorso contro una decisione di non entrata nel merito, 

il Tribunale si limita ad esaminare se l’autorità inferiore ha rifiutato a giusto 

titolo di entrare nel merito della domanda d’asilo (cfr. DTAF 2011/30 con-

sid. 3),  

che, di riflesso, le considerazioni afferenti alla qualità di rifugiato contenute 

nel gravame risultano inconferenti per il giudizio (cfr. ricorso pag. 2), 

che, nei limiti succitati, occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la 

violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5) 

e, in materia di diritto di stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 

PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5),  

che i ricorsi manifestamente infondati, come quello in esame, sono decisi 

da un giudice unico con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. 

e LAsi); che, in tal caso, la relativa decisione è motivata soltanto somma-

riamente (art. 111a cpv. 2 LAsi),  

che, nella presente fattispecie, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio de-

gli scritti (cfr. art. 111a cpv. 1 LAsi), 

che a sostegno della propria domanda d’asilo, il ricorrente ha sostanzial-

mente addotto dei motivi economici; che, in particolare, ha dichiarato di 

essere cittadino marocchino e originario di Rabat, dove avrebbe vissuto 

insieme alla sua famiglia fino al suo espatrio avvenuto nel 2019; che da 

adolescente avrebbe scoperto di essere stato adottato, fatto che gli 

avrebbe arrecato un forte disagio sociale, tant'è che sarebbe stato maltrat-

tato dalle persone del suo quartiere; che dal 2006 al 2018 avrebbe inoltre 

lavorato per (…) quale (…); che avrebbe tuttavia interrotto questa attività 

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professionale poiché il suo reddito risultava troppo basso; che si sarebbe 

sposato in Marocco nel 2018, ma che il matrimonio sarebbe durato soltanto 

qualche mese, essendo la moglie espatriata per motivi economici; che non 

potendo ulteriormente sopportare le precarie condizioni economiche del 

Marocco, sarebbe quindi espatriato nel 2019 depositando una prima do-

manda d’asilo in Svizzera in data 8 novembre 2019, evasa il 5 dicembre 

successivo con una decisione di non entrata nel merito; che dal 16 febbraio 

2020 al 21 dicembre 2023 avrebbe vissuto in diversi Paesi d'Europa; che, 

infine, avrebbe fatto ritorno in Svizzera per poter avviare una nuova vita 

(cfr. atto SEM n. 44/8),  

che nella decisione avversata, la SEM rileva anzitutto come la volontà di 

cercare protezione contro delle persecuzioni non sarebbe nella fattispecie 

soddisfatta, avendo l’interessato addotto motivi esclusivamente di ordine 

economico; che, di riflesso, non sussisterebbe alcuna domanda d’asilo ai 

sensi dell’art. 18 LAsi,  

che, ai sensi dell’art. 31a cpv. 3 LAsi, l’autorità inferiore non è pertanto en-

trata nel merito della domanda d’asilo, ritenendo altresì ammissibile, ragio-

nevolmente esigibile e possibile l'esecuzione dell'allontanamento del ri-

chiedente verso il Marocco; che per quanto concerne l’esigibilità dell’ese-

cuzione dell'allontanamento, la SEM ritiene che l’insorgente sia una per-

sona giovane che gode di una pluriennale esperienza lavorativa come (…) 

al servizio del (…) nonché di un'ampia rete familiare sulla quale potrebbe 

contare per il suo reinserimento sociale; che il suo stato valetudinario non 

sarebbe inoltre caratterizzato da particolari diagnosi e non imporrebbe spe-

cifiche necessità di cura; che in Marocco, qualora si riveli necessario, il 

ricorrente potrebbe infine accedere alle infrastrutture mediche destinate 

anche alle persone indigenti (cfr. atto SEM n. 45/7 pag. 5),  

che il ricorrente, censurando la violazione del diritto federale (segnata-

mente gli artt. 3 LAsi e 83 cpv. 4 LStrI [RS 142.20]), avversa tuttavia le 

conclusioni della SEM postulando la concessione dell’ammissione provvi-

soria in Svizzera; che, in particolare, dopo aver scoperto di essere stato 

adottato, avrebbe manifestato “un grande disagio, tanto da non voler re-

stare a casa” (cfr. ricorso pag. 1); che, inoltre, non avrebbe più alcun le-

game con il proprio Paese d’origine, nessuna rete familiare che possa so-

stenerlo e neppure i mezzi finanziari sufficienti per vivere (cfr. ricorso pag. 

2),  

che, giusta l'art. 31a cpv. 3 LAsi, non si entra nel merito di domande d'asilo 

che non soddisfano le condizioni fissate dall'art. 18 LAsi; che questa 

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disposizione si applica segnatamente se la domanda d'asilo è presentata 

esclusivamente per motivi economici o medici,  

che, ai sensi dell'art. 18 LAsi, è infatti considerata come domanda d'asilo 

ogni dichiarazione con cui una persona manifesta di voler ottenere dalla 

Svizzera una protezione contro le persecuzioni; che la nozione di persecu-

zione presuppone un pregiudizio per opera di terze persone; che, pertanto, 

non rientrano in questa definizione i pregiudizi indipendenti dall'agire 

umano; che, di conseguenza, le domande di protezione fondate unica-

mente sulla situazione personale del richiedente l'asilo, in assenza di 

agenti esterni di persecuzione, non soddisfano tali condizioni; che, per con-

tro, sono compresi nella nozione di persecuzione, giusta l'art. 18 LAsi in 

senso lato, non solo i seri pregiudizi previsti all'art. 3 LAsi, ma anche gli 

ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento ai sensi dell’art. 83 cpv. 3 segg. 

LStrI (cfr. DTAF 2011/8 consid. 4.2 e riferimenti citati),  

che sono rifugiate le persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi 

(art. 3 cpv. 1 LAsi); che tale definizione di rifugiato è esaustiva, nel senso 

che esclude tutti gli altri motivi, suscettibili di condurre una persona a la-

sciare il proprio Paese d'origine o di residenza, quali per esempio le diffi-

coltà derivanti da una situazione di crisi socio-economica come la povertà, 

le condizioni di vita precarie, la difficoltà a trovare un impiego o un alloggio, 

il reddito insufficiente oppure la disorganizzazione, la mancanza d'infra-

strutture o problemi analoghi, ai quali ogni persona, nel Paese in questione, 

può essere confrontata,  

che, nel caso concreto, il ricorrente non ha chiesto alla Svizzera protezione 

contro delle persecuzioni,  

ch’egli non ha infatti allegato, sulla base di valide e riconoscibili circostanze 

di fatto, di essere personalmente e concretamente esposto, o di avere fon-

dato timore di essere esposta in un futuro prevedibile in caso di rientro in 

Marocco, a seri pregiudizi a causa della sua razza, religione, nazionalità, 

appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni poli-

tiche (art. 3 LAsi),  

che la principale motivazione addotta per giustificare il suo espatrio è le-

gato principalmente a ragioni di ordine economico, segnatamente l’asserita 

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situazione di precarietà vigente in Marocco e l’assenza di adeguate strut-

ture mediche (cfr. atto SEM n. 44/8 D5, D11, D30, D43-44, D50-51, D53),  

con, con tutta evidenza, questi motivi non rientrano tuttavia nella defini-

zione di persecuzione in senso lato giusta l’art. 18 LAsi,  

che pure il sentimento di grande sconforto arrecatogli dalla notizia della 

sua adozione, nonché i relativi atteggiamenti di odio delle persone con le 

quali si sarebbe confrontato, non apportano alcun elemento concreto per 

riconoscere un particolare bisogno di protezione (cfr. atto SEM n. 44/8 D30, 

D32, D37, D38), 

che dall’incarto non emergono inoltre elementi da cui desumere che, in 

Marocco, l'insorgente possa essere confrontato al rischio reale ed imme-

diato di trattamenti contrari all'art. 3 CEDU, 

che, a tale riguardo, conviene quindi rinviare alle corrette motivazioni con-

tenute nella decisione avversata, essendo le censure proposte principal-

mente appellatorie (cfr. art. 109 al. 3 LTF per rinvio dell’art. 4 PA), 

che la SEM non ha quindi violato il diritto federale nella misura in cui non è 

entrata nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 3 LAsi,  

che, su questo punto, il ricorso non merita pertanto tutela, 

che l'insorgente non adempie inoltre le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(cfr. artt. 14 e 44 LAsi cum art. 32 OAsi 1; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4),  

che va dunque analizzato, nel senso delle richieste di giudizio, se l’autorità 

inferiore ha ritenuto a giusto titolo ammissibile, esigibile e possibile l'ese-

cuzione dell'allontanamento del ricorrente dalla Svizzera verso il Marocco 

(art. 44 LAsi cum art. 83 LStrI), 

che a norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera,  

che nella misura in cui il ricorrente non può prevalersi del principio del di-

vieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), non v’è motivo di considerare 

l’esistenza di un rischio personale, concreto e serio di essere esposto, in 

caso di allontanamento nel suo Paese d’origine, ad un trattamento proibito 

in relazione all’art. 3 CEDU o all’art. 3 della Convenzione contro la tortura 

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ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 

1984 (Conv. tortura, RS 0.105),  

che le questioni di natura medica possono inoltre avere influssi sull’ammis-

sibilità dell’allontanamento solo in casi straordinari e di estrema gravità (cfr. 

tra le altre DTAF 2009/2 consid. 9.1.2-9.1.6; sentenza della CorteEDU Pa-

poshvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 segg.), 

che, nel caso concreto, le difficoltà uditive, i dolori alla testa e le sincopi 

delle quali soffre il ricorrente non rientrano manifestamente tra le circo-

stanze di straordinaria gravità ai sensi della giurisprudenza succitata (cfr. 

atto SEM n. 44/8 D7); che, nel caso concreto, difettano infatti elementi per 

concludere che, in caso di rimpatrio, egli sarebbe esposto ad un declino 

grave, rapido e irreversibile del suo stato di salute, ingenerando intense 

sofferenze o una riduzione significativa della sua speranza di vita,  

che l'esecuzione dell'allontanamento risulta pertanto ammissibile, 

che con riferimento all’esigibilità dell’esecuzione, l’art. 83 cpv. 4 LStrI di-

spone che l'esecuzione non può essere ragionevolmente esigibile qualora, 

nello stato di origine o di provenienza, lo straniero venisse segnatamente 

a trovarsi in concreto pericolo a fronte di situazioni quali guerra, guerra ci-

vile, violenza generalizzata o emergenza medica, 

che, nello specifico, non risultano elementi agli atti dai quali desumere che 

l’insorgente sarà concretamente in pericolo in caso di ritorno in Marocco, 

che la situazione vigente in detto Paese non è inoltre caratterizzata da 

guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica (cfr. ex 

multis sentenze del Tribunale D-1111/2024 del 26 febbraio 2024 pag. 5; D-

477/2024 del 30 gennaio 2024 pag. 5),  

che per quanto concerne le persone in trattamento medico in Svizzera, 

l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile qualora nel caso di 

rientro nel Paese d’origine o di provenienza, esse potrebbero non ricevere 

le cure essenziali che garantiscono loro delle condizioni minime d’esi-

stenza, e quindi che il loro stato di salute si degraderebbe così rapidamente 

al punto da condurlo in maniera certa alla messa in pericolo concreta della 

sua vita o ad un pregiudizio serio, durevole e notevolmente più grave della 

sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati); che, 

pertanto, se le cure necessarie possono essere assicurate nel paese  

d'origine, all'occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in 

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Svizzera, l'esecuzione dell'allontanamento in tale Paese sarà ragionevol-

mente esigibile (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati, sen-

tenza del Tribunale D-1078/2023 consid. 7.3.2), 

che nel caso concreto, l’interessato non svolge attualmente nessun parti-

colare trattamento medico in Svizzera,  

che, inoltre, le sue affezioni non risultano così gravi, rispettivamente le sue 

esigenze terapeutiche non appaiono così specifiche, da non poter essere 

adeguatamente trattate nel suo Paese d’origine (cfr. atto SEM n. 44/8 D7), 

che il Marocco dispone inoltre di strutture mediche sufficienti per assicurare 

tutte le cure mediche – perlomeno quelle essenziali – delle quali il ricor-

rente necessita, compresi eventuali trattamenti per la salute mentale (cfr. 

sentenze del Tribunale D-7279/2023 del 15 gennaio 2024 pag. 9; E-

1401/2023 del 29 marzo 2023 consid. 8.3.2; D- 5524/2021 del 21 novem-

bre 2022 consid. 5.3.4. con riferimenti; E-285/2020 del 29 gennaio 2020; 

E-3778/2016 del 30 aprile 2018 consid. 7.3.5), 

che, peraltro, l’insorgente non spiega le ragioni per le quali i suoi problemi 

di salute non potrebbero essere adeguatamente curati in Marocco, oltre al 

fatto che occorrerebbe pagare i trattamenti (cfr. atto SEM n. 44/8 D11), 

che l’insorgente potrà comunque richiedere un sostegno finanziario per as-

sicurare l’assistenza medica e l’eventuale proseguimento dei trattamenti 

necessari – ad esempio ottenendo una riserva di medicinali prima del suo 

allontanamento dalla Svizzera – per un periodo limitato nel Paese d’origine 

(cfr. art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi e art. 73 segg. dell’Ordinanza 2 sull’asilo r-

lativa alle questioni finanziarie dell’11 agosto 1999 [OAsi 2, RS 142.312]), 

che come indicato nella decisione avversata, l’interessato è infine una per-

sona giovane che gode di una stabile condizione di salute, di una suffi-

ciente esperienza professionale e di una solida rete familiare in patria, la 

quale può agevolare il suo reinserimento sociale (cfr. decisione impugnata 

pag. 5),  

che l’esecuzione dell’allontanamento dell’insorgente verso il Marocco ri-

sulta pertanto ragionevolmente esigibile,  

 

che, infine, non emergono impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in relazione all'art. 

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44 LAsi); che il ricorrente, cittadino marocchino ma sprovvisto di passa-

porto (cfr. atto SEM n. 44/8 D48), ha infatti l’obbligo di collaborare alle pro-

cedure deputate all’ottenimento dei necessari documenti di viaggio ai fini 

del suo allontanamento verso il suo Paese d’origine (cfr. art. 8 al. 4 LAsi),  

che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque anche possibile dal profilo 

tecnico,  

che, visto quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento risulta ammis-

sibile, ragionevolmente esigibile e possibile (art. 83 LStrI), 

che, in esito, la SEM non ha violato il diritto federale, non ha abusato del 

suo potere d’apprezzamento e non ha accertato in maniera inesatta e in-

completa i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); che, per 

quanto censurabile, la decisione non è altresì inadeguata (art. 49 PA),  

che la decisione avversata va quindi integralmente confermata,  

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-

zione dal versamento d'un anticipo equivalente alle presunte spese pro-

cessuali è divenuta senza oggetto; ritenute le richieste di giudizio sprovvi-

ste di probabilità di esito favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, 

nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, deve es-

sere respinta,  

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– sono 

poste a carico del ricorrente soccombente (cfr. artt. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché 

art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nel-le cause 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]),  

che la decisione è definitiva e, di principio, non può quindi essere impu-

gnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale 

(art. 83 lett. d cifra 1 LTF), 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta.  

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza.   

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Matteo Piatti 

 

 

Data di spedizione: