# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6b6ed8ea-0212-5384-8773-0d212b00e510
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-02-14
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 14.02.2022 60.2021.333
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2021-333_2022-02-14.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2021.333

   

  	
  Lugano

  14 febbraio 2022/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

   

   

  
					

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Raffaele Guffi, vicepresidente,

  Giovan Maria Tattarletti, Andrea Pedroli
  (in sostituzione di Nicola Respini, ricusatosi)

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Alessandra Mondada, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo 2/3.11.2021 presentato da

 

 

	
   

  	
   RE 1, , 

  patr. da:   PR 1, , 

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  il decreto 13.10.2021 del giudice Marco Kraushaar,
  presidente della Pretura penale, con cui ha ritenuto irricevibile
  l’opposizione  16/17.8.2021 al decreto di accusa 20.7.2021 del procuratore
  pubblico Arturo Garzoni emanato a suo carico per grave infrazione alle norme
  della circolazione (DA 3253/2021) [inc. 81.2021.395];

  

 

 

richiamati gli scritti 12/15.11.2021 del
presidente della Pretura penale – che, senza osservazioni, si è rimesso al
giudizio della Corte – e 16/17.11.2021 del magistrato inquirente – che,
osservato, ha chiesto la reiezione del gravame –;

 

preso atto dello scritto
30.11./1.12.2021 di RE 1, che ha comunicato di non replicare;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto

 

                                   a.   Con
decreto 20.7.2021 (DA 3253/2021) il pubblico ministero ha posto RE 1 in stato
di accusa davanti alla Pretura penale siccome ritenuto colpevole di grave
infrazione alle norme della circolazione giusta i combinati art. 90 cpv. 2, 26
cpv. 1, 27 cpv. 1, 34 cpv. 4 LCStr e 3 cpv. 1 e 12 cpv. 1 ONC [“per aver
violato gravemente le norme medesime cagionando un serio pericolo per la
sicurezza altrui, in particolare per avere, circolando con la vettura Mercedes
targata __________, omesso di mantenere la necessaria distanza di sicurezza
dall’antistante veicolo (10.6 metri malgrado la velocità media da lui tenuta di
circa 85 Km/h)”, fatti avvenuti a __________, sull’autostrada A2, il
19.4.2021].

 

                                         Ha
proposto la sua condanna alla pena pecuniaria di CHF 60’000.-- (venti aliquote
a CHF 3’000.--/aliquota), sospesa condizionalmente per un periodo di prova di
tre anni, alla multa di CHF 1’000.-- e, inoltre, al pagamento di tassa di
giustizia e di spese.

 

                                         Il
decreto di accusa 20.7.2021 è stato intimato a mezzo raccomandata il medesimo
giorno. Esso – ritornato al Ministero pubblico, siccome non ritirato, il
4.8.2021 – è stato trasmesso all’imputato in copia per conoscenza per posta
semplice in data 5.8.2021.

 

 

                                  b.   Il
10/11.8.2021 RE 1 ha comunicato al Ministero pubblico che “Re Vo.
Raccomandata come da allegata 1 (copia della busta raccomandata del magistrato
inquirente). Vi informo che avevo provveduto al rinvio ritiro come da
allegato 2 (tracciamento degli invii che indicava in particolare: 22 luglio
2021 08:00 Ordine attivato dal destinatario: Scadenza prorogata). Andato in
posta per ritirare in data 9/8/21 mi è stato comunicato che la raccomandata era
stata rinviata indietro per sbaglio. Favorite ritornare.”

 

 

                                   c.   Con
scritto 16/17.8.2021 al magistrato inquirente RE 1 ha indicato che “Causa
assenza, il 13 agosto 2021 ho ricevuto con posta normale il suo decreto di
accusa del 20 luglio 2021. Con la presente dichiaro OPPOSIZIONE contro lo
stesso.”

 

 

                                  d.   Con
decreto 31.8.2021 il procuratore pubblico ha confermato il decreto di accusa ed
ha trasmesso gli atti alla Pretura penale. 

 

 

                                   e.   Il
22.9.2021 il presidente della Pretura penale, ritenuto che la suddetta opposizione
sembrava essere tardiva, ha assegnato al patrocinatore dell’imputato, avv. PR 1,
che il 7/8.9.2021 aveva comunicato di avere assunto la difesa di RE 1, un
termine di dieci giorni per pronunciarsi in merito.

 

 

                                    f.   In
data 11/12.10.2021 l’imputato, per il tramite del suo legale, ha preso
posizione sulla pretesa tardività della sua opposizione.

 

                                         RE
1 ha addotto che il decreto di accusa 20.7.2021 gli sarebbe stato recapitato
nella casella postale il 21.7.2021 presso la filiale della Posta di __________.
In seguito all’avviso di ritiro notificatogli il 21.7.2021, ore 11:14, con
scadenza 28.7.2021, avrebbe provveduto, il 22.7.2021, ore 8:00, a registrare
tramite internet la proroga della scadenza per il ritiro delle raccomandate
nella sua casella postale fino al 18.8.2021, siccome assente per ferie. Per
qualche strano motivo, dopo la registrazione della citata proroga, il decreto
di accusa sarebbe arrivato al punto di ritiro presso la filiale della Posta di __________.
In seguito, il 29.7.2021 la lettera raccomandata sarebbe stata erroneamente
ritornata al Ministero pubblico con apposto il timbro indicante il mancato
ritiro. Dopo avere appreso del disguido, RE 1 avrebbe contattato il Ministero
pubblico, chiedendo il riinvio della lettera raccomandata. Il Ministero
pubblico gli avrebbe fatto recapitare il decreto di accusa tramite posta A. Nel
termine di dieci giorni, il 16.8.2021, avrebbe interposto tempestiva opposizione.

 

                                         L’errore
della Posta, ossia il fatto di non avere registrato internamente la proroga
della scadenza del termine per il ritiro delle raccomandate fino al 18.8.2021,
sarebbe stato esplicitamente ammesso dagli impiegati postali, verbalmente e per
scritto.

 

                                         L’imputato
ha affermato che il sistema di notifica previsto dall’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP
e quello previsto dalla Posta (che forniva la possibilità di prorogare il
termine di sette giorni per il ritiro delle raccomandate) non sarebbero stati
coordinati tra di loro. Secondo la giurisprudenza di tribunali cantonali (che
ha citato), un non giurista non sarebbe stato tenuto a distinguere tra la fine
del periodo, magari prorogato, di sette giorni, in cui si dovevano ritirare le
raccomandate, e la fine del periodo legale di sette giorni. Se la Posta, quale
ausiliaria delle autorità giudiziarie, forniva un servizio di proroga degli
inviti di ritiro delle raccomandate, l’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP avrebbe dovuto
essere applicato secondo tale prassi.

 

                                         Il
fatto, quindi, che l’imputato avesse prorogato il termine di ritiro delle
raccomandate fino al 18.8.2021 non avrebbe dovuto creargli alcun svantaggio. Il
termine per presentare opposizione avrebbe dovuto essere anch’esso
conformemente prorogato.

 

                                         L’opposizione
avrebbe dovuto essere reputata tempestiva.

 

 

                                  g.   Con
decreto 13.10.2021 il presidente della Pretura penale ha dichiarato
irricevibile l’opposizione 16/17.8.2021 al decreto di accusa siccome tardiva in
violazione dell’art. 354 cpv. 1 CPP.

 

                                         Il
giudice, richiamati l’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP e la relativa giurisprudenza,
ha anzitutto reputato tardiva l’opposizione al decreto di accusa. In seguito, ricordate
le considerazioni dell’imputato di cui allo scritto 11/12.10.2021, ha in
particolare ritenuto che secondo la giurisprudenza del Tribunale federale,
anche se il destinatario ha chiesto alla Posta di trattenere l’invio
prolungandone i termini di giacenza, è applicabile il principio giusta l’art.
85 cpv. 4 lit. a CPP. Ha aggiunto che in concreto era pacifico che il
destinatario dovesse aspettarsi una notificazione dal momento che sapeva, non
fosse altro che per essere stato interrogato quale imputato il 20.4.2021, di
avere in corso un procedimento penale e che avrebbe potuto ricevere una decisione.
Per il giudice, anche qualora la Posta avesse trattenuto la corrispondenza fino
al 18.8.2021, la notificazione sarebbe stata comunque da considerare avvenuta
il settimo giorno dal tentativo di consegna infruttuoso, ovvero il 28.7.2021.
Il procuratore pubblico non aveva inoltre effettuato un secondo invio del
decreto di accusa: il 5.8.2021 aveva inviato una copia per conoscenza.
L’imputato non aveva validamente giustificato il ritardo con cui aveva
inoltrato l’opposizione. RE 1 aveva inoltre lasciato decorrere infruttuosi i
trenta giorni dalla cessazione di un eventuale motivo dell’inosservanza per
chiedere la restituzione del termine.

 

 

                                  h.   Con
gravame 2/3.11.2021 RE 1 postula che, in accoglimento dell’impugnativa,
l’opposizione 16/17.8.2021 sia reputata tempestiva, per cui il decreto di
accusa non è definitivo.

 

                                         Il
reclamante, riproposte le considerazioni di cui al suo scritto 11/12.10.2021 e
rammentato il tenore del decreto impugnato, rimprovera al giudice di avere
violato l’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP e di avere agito in violazione del divieto
di formalismo eccessivo.

 

                                         Adduce
che, al momento del suo interrogatorio 20.4.2021, la polizia avrebbe operato
nell’ambito della procedura investigativa. Egli non sarebbe un giurista; nel
corso dell’audizione non sarebbe stato patrocinato. Avrebbe appreso che gli
atti erano stati inoltrati al Ministero pubblico soltanto ad inizio agosto
2021, di modo che l’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP non potrebbe trovare
applicazione, non potendosi lui attendere una notificazione del Ministero
pubblico.

 

                                         Sarebbe
rilevante il lasso di tempo trascorso tra l’interrogatorio 20.4.2021 e la
comunicazione del Ministero pubblico. Per tre mesi non avrebbe più avuto alcuna
notizia. Di conseguenza, soprattutto in considerazione del periodo estivo, il
reclamante di certo non avrebbe potuto aspettarsi che il Ministero pubblico
procedesse ad intimargli il decreto di accusa per fatti del mese di aprile.

 

 

                                    i.   Delle
ulteriori argomentazioni e delle osservazioni del procuratore pubblico si dirà,
se necessario, in seguito in corso di motivazione.

 

 

in diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         Giusta
l’art. 393 cpv. 1 lit. b CPP il reclamo può essere interposto – entro il
termine di dieci giorni – contro i decreti e le ordinanze, nonché gli atti
procedurali dei tribunali di primo grado; sono eccettuati le decisioni
ordinatorie e i casi in cui è espressamente escluso dal CPP o quando è prevista
un’altra impugnativa.

 

                                         Con
il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20 cpv. 1
lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62 cpv. 2
LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e
l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art.
393 cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto oppure incompleto dei fatti
(art. 393 cpv. 2 lit. b CPP) e, ancora, l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c
CPP).

 

                                         Il
reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (secondo l’art. 396 cpv.
1 CPP), con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta ed
all’art. 385 CPP per la motivazione.

 

                                         Esso
deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare,
i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati
(art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

 

 

                                         1.2.

                                         Il
reclamo, presentato il 2.11.2021 contro il decreto 13.10.2021, intimato il
18.10.2021 e notificato al patrocinatore di RE 1 il 26.10.2021, è tempestivo
(perché introdotto nel termine di dieci
giorni in applicazione dell’art. 396 cpv. 1 CPP).

 

                                         1.3.

                                         Esso è proponibile: il giudizio del tribunale di primo
grado – competente a pronunciarsi sulla
validità del decreto di accusa e segnatamente sulla tempestività
dell’opposizione (decisione TF 6B_883/2020 del 15.4.2021 consid. 2.1.2.) – è
impugnabile, ai sensi degli art. 393 ss. CPP, con reclamo (decisione TF
6B_271/2018 del 20.6.2018 consid. 2.1.; ZK StPO – C. SCHWARZENEGGER, 3. ed., art. 356 CPP n. 2; StPO
Praxiskommentar – N. SCHMID / D. JOSITSCH, 3. ed., art. 356 CPP n. 3).

 

                                         1.4.

                                         Il
reclamante, imputato nel procedimento penale, ha un interesse giuridicamente
protetto secondo l’art. 382 cpv. 1 CPP all’annullamento oppure alla modifica
del giudizio, ovvero che venga esaminato se la decisione impugnata – che
ritiene irricevibile per tardività l’opposizione al decreto di accusa 20.7.2021
– sia corretta.

 

                                         1.5.

                                         Le
esigenze di forma e motivazione del gravame sono rispettate.

 

                                         L’impugnativa
è quindi, in queste circostanze, ricevibile in ordine.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Gli
art. 352 ss. CPP regolano la procedura del decreto di accusa.

 

                                         Esso
può essere impugnato entro dieci giorni [termine legale (ZK StPO – C.
SCHWARZENEGGER, op. cit., art. 354 CPP n. 2; StPO Praxiskommentar – N. SCHMID / D. JOSITSCH, op. cit., art. 354 CPP n. 2) e come tale
improrogabile ex art. 89 cpv. 1 CPP (ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER / C. GRÜNIG, op.
cit., art. 89 CPP n. 3; StPO
Praxiskommentar – N. SCHMID / D.
JOSITSCH, op. cit., art. 354 CPP n. 2)] con opposizione scritta al pubblico
ministero da: a. l’imputato; b. altri diretti interessati; c. il pubblico
ministero superiore o generale della Confederazione o del Cantone nel
rispettivo procedimento federale o cantonale (art. 354 cpv. 1 CPP). Ad
eccezione di quella dell’imputato, l’opposizione deve essere motivata; se non
vi è valida opposizione, il decreto di accusa diviene sentenza passata in
giudicato (art. 354 cpv. 2/3 CPP).

                                         L’opposizione
non è un rimedio di diritto stricto sensu, ma consente soltanto di
avviare il procedimento giudiziario nel corso del quale si stabilirà se le
imputazioni figuranti nel decreto di accusa sono giustificate (DTF 142 IV 158
consid. 3.4.; 140 IV 82 consid. 2.6.; StPO Praxiskommentar – N. SCHMID
/ D. JOSITSCH, op. cit., art. 354 CPP n. 1; messaggio 21.12.2005 concernente l’unificazione del diritto
processuale penale, in FF 2006 p. 1194).

 

                                         Se
è fatta opposizione, il caso passa nuovamente nelle mani del pubblico ministero
(BSK StPO – F. RIKLIN, 2. ed.,
art. 355 CPP n. 1; messaggio 21.12.2005 concernente l’unificazione del diritto
processuale penale, in FF 2006 p. 1194), che assume le ulteriori prove necessarie al giudizio sull’opposizione (art.
355 cpv. 1 CPP). Una volta assunte, il pubblico ministero decide se: a.
confermare il decreto di accusa; b. abbandonare il procedimento; c. emettere un
nuovo decreto di accusa; oppure d. promuovere l’accusa presso il tribunale di
primo grado (art. 355 cpv. 3 CPP).

 

                                         Se
decide di confermare il decreto di accusa [anche segnatamente nell’ipotesi in
cui non ritenga valida l’opposizione (decisione TF 6B_1230/2020 del 29.4.2021
consid. 3.3.1.)], il pubblico ministero trasmette senza indugio gli atti al
tribunale di primo grado affinché svolga la procedura dibattimentale; in tal
caso, il decreto di accusa è considerato atto di accusa (art. 356 cpv. 1 CPP). 

 

                                         2.2.

                                         Ex
art. 356 cpv. 2 CPP il tribunale di primo grado statuisce d’ufficio (decisione
TF 6B_218/2020 del 17.4.2020 consid. 1.1.) sulla validità del decreto di accusa
e dell’opposizione, in particolare sulla sua tempestività (decisione TF 6B_883/2020
del 15.4.2021 consid. 2.1.2.; DTF 142 IV 201 consid. 2.2.; BSK StPO – F. RIKLIN, op. cit., art. 354 CPP n.
17 e art. 356 CPP n. 2; ZK StPO – C. SCHWARZENEGGER, op. cit., art. 356 CPP n.
2; StPO Praxiskommentar – N. SCHMID / D. JOSITSCH, op. cit., art. 356 CPP n.
3).

 

                                         2.3.

                                         2.3.1.

                                         Giusta
l’art. 85 cpv. 1 CPP, salvo che il CPP disponga altrimenti, le comunicazioni
delle autorità penali rivestono la forma scritta.

 

                                         La
notificazione è fatta mediante invio postale raccomandato oppure in altro modo
contro ricevuta, segnatamente per il tramite della polizia (art. 85 cpv. 2
CPP). La notificazione è considerata avvenuta quando l’invio è preso in
consegna dal destinatario oppure da un suo impiegato o da una persona che vive
nella stessa economia domestica aventi almeno sedici anni; sono fatti salvi i
casi in cui le autorità penali dispongono che una comunicazione sia notificata
personalmente al destinatario (art. 85 cpv. 3 CPP).

 

                                         Giusta
l’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP, che ha codificato la giurisprudenza vigente
(decisioni TF 6B_233/2017 del 12.12.2017 consid. 2.1.; 6B_446/2016 del
27.6.2016 consid. 2.3.), la notificazione è pure considerata avvenuta, in caso
di invio postale raccomandato non ritirato, il settimo giorno dal tentativo di
consegna infruttuoso, sempre che il destinatario dovesse aspettarsi una
notificazione.

 

                                         Una
persona deve attendersi una notificazione quando c’è una procedura in corso che
la concerne, circostanza che le impone di comportarsi conformemente alle regole
della buona fede, che prescrivono, segnatamente, di fare in modo che gli atti
inerenti alla procedura possano esserle notificati (decisioni TF 6B_96/2021 del
6.9.2021 consid. 1.1.2.; 6B_1430/2020 del 15.7.2021 consid. 1.1.; BSK StPO – S.
ARQUINT, op. cit., art. 85 CPP n. 9; ZK StPO – D.
BRÜSCHWEILER / R. NADIG / R. SCHNEEBELI, op. cit., art. 85 CPP n. 7; StPO Praxiskommentar – N. SCHMID /
D. JOSITSCH, op. cit., art. 85 CPP n. 9). Il dovere procedurale di doversi
attendere con una certa probabilità la ricezione di una notificazione di un
atto ufficiale nasce con l’apertura del procedimento e perdura per tutto il corso
dello stesso (decisione TF 6B_96/2021 del 6.9.2021 consid. 1.1.2.). Se l’autorità resta passiva, la parte
non deve attendersi atti per un periodo indeterminato (decisione TF 6B_377/2016
del 7.11.2016 consid. 3.3.2.; BSK StPO – S. ARQUINT, op. cit., art. 85 CPP n.
9; ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER / R. NADIG / R. SCHNEEBELI, op.
cit., art. 85 CPP n. 7; StPO
Praxiskommentar – N. SCHMID / D. JOSITSCH, op. cit., art. 85 CPP n. 9). Un imputato informato dalla polizia
di una procedura preliminare che lo interessa, della sua qualità di imputato e
dei reati contestatigli deve rendersi conto di essere parte di una procedura
penale e dunque deve attendersi di ricevere comunicazioni – tra cui decisioni –
dalle autorità (decisione TF 6B_96/2021
del 6.9.2021 consid. 1.1.2.). Chi
sa di essere parte ad un procedimento, e deve quindi aspettarsi degli atti, è
tenuto a ricevere la corrispondenza o, se si assenta, ad adottare le misure
adeguate affinché essa gli possa in ogni caso giungere: deve, segnatamente,
comunicare lunghe assenze dal domicilio o nominare un rappresentante che possa
ricevere gli atti (decisione TF 6B_96/2021
del 6.9.2021 consid. 1.1.2.; DTF
139 IV 228 consid. 1.1.).

                                         Perché
possa trovare applicazione la finzione della notificazione in applicazione dell’art.
85 cpv. 4 lit. a CPP, il destinatario deve poter riconoscere che il mittente è
l’autorità da cui deve aspettarsi di ricevere un invio in ragione di un
rapporto procedurale pendente; è sufficiente che, sulla base delle indicazioni
figuranti sulla busta, l’autorità inviante in questione sia riconoscibile (DTF
142 IV 286 consid. 1.6.2./1.6.3.; ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER / R. NADIG / R. SCHNEEBELI, op. cit., art. 85
CPP n. 7).

 

                                         Il
termine di sette giorni giusta l’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP non si prolunga qualora
la Posta accordi all’interessato un periodo di ritiro più lungo (decisioni TF
6B_1430/2020 del 15.7.2021 consid. 1.3.; 6B_1321/2019 del 15.1.2020 consid. 1.;
ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER / R.
NADIG / R. SCHNEEBELI, op. cit., art. 85 CPP n. 7): il termine di reclamo inizia a decorrere sette
giorni dopo il tentativo infruttuoso di notificazione. Giusta l’art. 89 cpv. 1
CPP i termini legali sono infatti improrogabili (decisione TF 6B_1430/2020 del
15.7.2021 consid. 1.3.). Il fatto che un accordo con la posta non prolunghi i
termini dei rimedi di diritto vale anche per un non giurista (decisione TF
6B_1430/2020 del 15.7.2021 consid. 1.3.).
Accordi particolari con la Posta non permettono quindi di posticipare la
scadenza della notifica, che viene reputata come effettuata alla scadenza del
termine di sette giorni. E’ del resto fatto notorio che un invio raccomandato
vale come notificato il settimo giorno dall’invio infruttuoso (decisione TF 6B_1430/2020 del 15.7.2021
consid. 1.3.; ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER / R. NADIG / R. SCHNEEBELI, op. cit., art. 85
CPP n. 7).

 

                                         2.3.2.

                                         L’art.
87 CPP regolamenta il recapito delle comunicazioni.

 

                                         Le
comunicazioni sono notificate al domicilio, alla dimora abituale o alla sede
del destinatario (art. 87 cpv. 1 CPP). Le parti possono indicare un altro luogo
di notificazione, dove – sotto pena di essere ritenuta irregolare – deve
avvenire l’intimazione degli atti (decisione TF 6B_837/2017 del 21.3.2018
consid. 2.3.; DTF 139 IV 228 consid. 1.1./1.2.; ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER / R. NADIG / R. SCHNEEBELI, op.
cit., art. 87 CPP n. 1; StPO
Praxiskommentar – N. SCHMID / D. JOSITSCH, op. cit., art. 87 CPP n. 1).

 

                                        2.3.3.

                                         Giusta
l’art. 384 lit. b CPP il termine di ricorso decorre dalla notificazione della
decisione per le decisioni che non sono sentenze.

 

                                         Ai
sensi dell’art. 90 cpv. 1 CPP i termini la cui decorrenza dipende da una
notificazione oppure dal verificarsi di un evento decorrono dal giorno
successivo. Se l’ultimo giorno del termine è un sabato, una domenica o un
giorno riconosciuto festivo dal diritto federale o cantonale, il termine scade,
secondo l’art. 90 cpv. 2 CPP, il primo giorno feriale seguente; è determinante
il diritto del Cantone in cui ha domicilio o sede la parte oppure il suo
patrocinatore.

 

                                         Il
termine è osservato se l’atto procedurale è compiuto presso l’autorità
competente al più tardi l’ultimo giorno (art. 91 cpv. 1 CPP). In applicazione
dell’art. 91 cpv. 2 CPP le istanze oppure le memorie devono essere consegnate
al più tardi l’ultimo giorno del termine presso l’autorità penale oppure,
all’indirizzo di questa, presso la posta svizzera, una rappresentanza
diplomatica o consolare svizzera oppure, per finire, qualora provengano da
persone in stato di carcerazione, alla direzione dello stabilimento.

 

                                         Ai
sensi dell’art. 93 CPP vi è inosservanza di un termine quando una parte non
compie tempestivamente un atto procedurale oppure non compare a un’udienza. Il
motivo dell’inosservanza del termine o della non comparsa è irrilevante (BSK
StPO – C. RIEDO, op. cit., art. 93 CPP n. 5; ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER / C.
GRÜNIG, op. cit., art. 93 CPP n. 2; StPO Praxiskommentar – N. SCHMID / D.
JOSITSCH, op. cit., art. 93 CPP n. 2).

 

                                         2.3.4.

                                         L’onere
della prova per la tempestività di un atto spetta alla parte che deve procedere
con l’atto medesimo (decisione TF 6B_1247/2020 del 7.10.2021 consid. 3.1.). Se
viene utilizzata la posta, l’onere della prova concerne sia la tempestività
della consegna alla posta sia il contenuto dell’atto spedito tramite invio
postale (decisione TF 6B_1471/2017 del del 21.3.2018 consid. 4.1.).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         3.1.1.

                                         Si
è detto che giusta l’art. 354 cpv. 1 CPP l’opposizione deve essere presentata
entro dieci giorni dall’intimazione del decreto.

 

                                         Il
decreto di accusa 20.7.2021 (DA 3253/2021) è stato intimato a mezzo
raccomandata il medesimo giorno. Esso è pervenuto all’ufficio di recapito il
giorno successivo, con deposito dell’avviso di ritiro. Il decreto di accusa –
ritornato al Ministero pubblico, siccome non ritirato, il 4.8.2021 – è stato
trasmesso a RE 1 in copia per conoscenza per posta semplice in data 5.8.2021.

 

                                         In
queste circostanze, in applicazione dell’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP, il termine
di sette giorni ha cominciato a decorrere il 22.7.2021 ed è venuto a scadere il
28.7.2021, per cui il termine di dieci giorni secondo l’art. 354 cpv. 1 CPP per
interporre opposizione, che ha cominciato a decorrere il 29.7.2021, è giunto a
scadenza sabato 7.8.2021, termine riportato a lunedì 9.8.2021 (ai sensi dell’art.
90 cpv. 2 CPP), termine ultimo entro cui l’opposizione dell’imputato avrebbe
dovuto essere presentata (art. 91 cpv. 1 CPP). 

 

                                         L’opposizione
è nondimeno stata introdotta in data 16.8.2021.

 

                                         L’ulteriore
invio del decreto di accusa il 5.8.2021, per posta semplice, per conoscenza, è
irrilevante per la decorrenza del termine secondo l’art. 354 cpv. 1 CPP per
inoltrare opposizione.

 

                                         A
questo proposito si ricorda che, secondo la giurisprudenza (DTF 115 Ia 12
consid. 4.; decisione TF 6B_701/2016 del 23.5.2017 consid. 3.3.), se l’autorità
notifica di nuovo una decisione contenente un’indicazione, priva di riserve,
del rimedio giuridico prima che sia scaduto il termine che ha cominciato a
decorrere in seguito ad una prima notificazione infruttuosa, il termine
ricorsuale è computato a partire dalla seconda notificazione, sempreché siano
adempiute le condizioni relative all’applicazione del principio costituzionale
della protezione della buona fede. Nel caso concreto, il decreto di accusa,
trasmesso il 5.8.2021 per posta semplice, riportava chiaramente che si trattava
della copia per conoscenza della decisione intimata il 20.7.2021 per
raccomandata non ritirata (doc. 5, inc. MP 2021.4231). Non poteva dunque
esserci alcun fraintendimento, per RE 1, sul fatto che questo secondo invio non
potesse far decorrere i termini di impugnazione.

 

                                         Si
è peraltro detto (consid. 2.3.1.) che il termine di sette giorni giusta l’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP –
termine legale e quindi improrogabile (art. 89 cpv. 1 CPP) – non si prolunga
qualora la Posta accordi all’interessato un periodo di ritiro più lungo. Il
fatto, dunque, che il reclamante abbia
prorogato la scadenza per il ritiro della raccomandata è del tutto ininfluente
(cfr. decisione TF 6B_1430/2020 del 15.7.2021 consid. 1.3.; decisione della
Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale BB.2020.305 del
22.1.2021).

 

                                         La circostanza che il 31.8.2021 il magistrato
inquirente abbia confermato il decreto di accusa ed abbia trasmesso gli atti al
giudice non significa che abbia ritenuto tempestiva l’opposizione, come adduce
il reclamante. Spetta infatti al giudice, e non al pubblico ministero,
pronunciarsi sulla tempestività dell’opposizione.

 

 

 

                                         3.1.2.

                                         Anche
qualora la Posta non avesse ritornato il decreto di accusa al procuratore
pubblico, ma lo avesse tenuto in giacenza in ragione della proroga del termine
per ritirare la raccomandata, la conclusione dovrebbe essere la medesima: il
termine di sette giorni di cui all’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP ed il termine di
dieci giorni giusta l’art. 354 cpv. 1 CPP decorrevano a partire dal 22.7.2021
rispettivamente dal 29.7.2021, per cui l’opposizione al decreto di accusa
avrebbe dovuto essere inoltrata, al più tardi, il 9.8.2021.

 

                                         3.2.

                                         L’applicazione
della finzione di cui all’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP presuppone nondimeno che il
destinatario dovesse aspettarsi
una notificazione: questo è il caso, come detto più sopra, quando l’interessato
sa che c’è una procedura in corso che lo
concerne.

 

                                         In
data 20.4.2021 RE 1 è stato interrogato dalla polizia cantonale. All’inizio
dell’audizione è stato reso attento che veniva sentito quale imputato e che nei
suoi confronti era stato avviato un procedimento penale per titolo di
infrazione alle norme della circolazione stradale giusta l’art. 90 cpv. 2 LCStr
in relazione ai fatti occorsi il giorno precedente sull’autostrada A2. Al
termine dell’audizione RE 1 ha inoltre preso atto che “(…) per l’infrazione
menzionata verrò denunciato alle competenti autorità.” (verbale 20.4.2021, p.
5, allegato al rapporto 24.4.2021).

 

                                         Si
trattava di indicazioni molto chiare, comprensibili per chiunque, anche non
giurista. Chiunque, pur senza nozioni giuridiche, sa peraltro che un
procedimento penale comporta atti da notificare.

 

                                         Il
reclamante sapeva quindi perfettamente che a suo carico era pendente un
procedimento penale. Doveva pertanto attendersi la possibile notificazione dei
relativi atti: era perciò tenuto ad organizzarsi per poterli ricevere, per es.
in assenza dal suo domicilio.

 

                                         Dall’interrogatorio
del 20.4.2021 all’emanazione del decreto di accusa in data 20.7.2021 sono del
resto trascorsi soltanto tre mesi, per cui RE 1 doveva necessariamente prendere
in considerazione la possibilità che gli venissero intimati atti in merito.

 

                                         3.3.

                                         L’opposizione,
impostata il 16.8.2021, è di conseguenza tardiva.

 

 

                                   4.   Il
decreto 13.10.2021 del giudice, che non ha violato l’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP
rispettivamente che non è incorso in formalismo eccessivo (essendosi limitato
ad applicare la giurisprudenza del Tribunale federale sull’art. 85 cpv. 4 lit.
a CPP), è confermato.

 

 

                                   5.   Il
gravame è respinto. Tassa di giustizia e spese sono poste a carico del
reclamante, soccombente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 379 ss. e 393 ss.
CPP, 1 ss. e 25 LTG e ogni altra disposizione applicabile,

 

 

pronuncia

 

 

                                 1.   Il
reclamo è respinto.

 

 

                                 2.   La
tassa di giustizia di CHF 700.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF
750.-- (settecentocinquanta), sono poste a carico di RE 1, __________.

 

 

                                 3.   Rimedio
di diritto:

                                       Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95
 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art.
81 LTF.

 

 

 

 

 

                                 4.   Intimazione:

                                      

 

Per la Corte dei reclami penali

 

Il vicepresidente                                                  La
cancelliera