# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** df78faae-ef7e-5d9a-919d-b8162dfe0f0e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-01-15
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 15.01.1998 15.1997.00013
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1997-00013_1998-01-15.html

## Full Text

Incarto n.

  15.97.00013

  	
  Lugano

  15 gennaio 1998 /FC/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sul ricorso 22 gennaio 1997 

 

	
   

  	
  __________

   

  

contro
l’operato dell’UEF di Locarno

 

nella
procedura esecutiva dipendente dalle due domande d'esecuzione 9 gennaio 1997
formulate dal ricorrente 

 

                                         contro

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

 

in materia di
responsabilità dell'organo d'esecuzione ex art. 5 LEF;

 

viste le
osservazioni 24 gennaio 1997 dell'UEF di Locarno;

 

 

 

 

 

ritenuto in
fatto e considerando in diritto

 

 

                                          che
il creditore intende procedere nel 1997 con due esecuzioni, per fr.
10'000'000.-- ciascuna, contro __________, e contro __________, per fatti
riferiti all'attività svolta dai precettati quali __________ prima del 31
dicembre 1996, in connessione con vicende esecutive che hanno coinvolto la fallita
__________, di cui __________ sarebbe stato azionista e direttore, "in
occasione dello sfratto avvenuto il 10 e 11 gennaio 1996";

 

                                          che
le due domande d'esecuzione del 9 gennaio 1997 non hanno portato all'emissione
dei due PE, l'UEF di Locarno avendo respinto - con provvedimento 13 gennaio
1997 - tali domande con riferimento all'art. 5 cpv.2 LEF in vigore dal 1°
gennaio 1997, secondo cui il presunto danneggiato non ha azione contro il
preteso colpevole;

 

                                          che
con tempestivo gravame 22 gennaio 1997 il creditore insiste perché l'organo
d'esecuzione dia seguito alle due domande d'esecuzione inoltrate, protestate
spese e ripetibili;

 

                                          che
il creditore è dell'avviso che sia applicabile la LEF nella sua formulazione
precedentemente in vigore e che pertanto il credito possa essere fatto valere
direttamente contro il preteso responsabile del danno;

 

                                          che
dal 1. gennaio 1997 è stata introdotta la responsabilità causale e primaria del
Cantone ex art. 5 LEF per il danno cagionato illecitamente dai funzionari, dagli
impiegati, dai loro ausiliari, dalle amministrazioni speciali del fallimento,
dai commissari, dai liquidatori, dalle autorità di vigilanza e giudiziarie,
come pure dalla polizia, nell'adempimento dei compiti loro assegnati dal
diritto esecutivo federale;

 

                                          che
l'innovazione è di grande portata per il danneggiato - creditore, debitore,
terzo che è parte o no nella vicenda esecutiva - che si vede ora semplificata
di molto la procedura di risarcimento dei danni, con in più la possibilità di
ottenere anche il pagamento di una somma a titolo di riparazione morale:
infatti non è più tenuto a provare la colpa e non deve più ricorrere a un
secondo processo per far valere la rifusione integrale del pregiudizio subito
per insolvenza dell'organo d'esecuzione e fallimento;

 

                                          che
nel caso di specie si pone la questione di diritto transitorio se è applicabile
la vecchia normativa sulla responsabilità, come ritiene il ricorrente, oppure
quella nuova come sostiene l'UEF di Locarno;

 

                                          che
il ricorrente assevera che i fatti posti a fondamento della pretesa dedotta in
esecuzione si sono realizzati il 10 e 11 gennaio 1996 (cfr. ricorso p.2, n.1);

 

                                          che
la questione sottoposta a giudizio non rientra tra quelle di mero tenore
procedurale disciplinate dall'art. 2 cpv.1 e 2 disposizioni finali LEF e
nemmeno nelle previsioni di natura materiale ex art. 2 cpv.3-5 disposizioni
finali LEF;

 

                                          che
per il principio della non retroattività - valido quale principio generale del
diritto intertemporale, con riferimento all'art. 1 titolo finale CC - torna
applicabile nel caso in esame la vecchia normativa ex art. 5-7 vLEF (cfr.
Franco Lorandi / Ivo Schwander, Intertemporales Recht und Übergangsbestimmungen
im revidierten Schuldbetreibungs- und Konkursgesetz, in: AJP 1996, p.1467);

 

                                          che
gli effetti giuridici di fatti anteriori all'entrata in vigore dell'art. 5 nLEF
sono regolati, anche successivamente, dal pregresso art. 5 vLEF siccome vigente
al tempo in cui i fatti dedotti in esecuzione si sono verificati (art. 1 cpv.1
titolo finale CC, mutatis mutandis);

 

                                          che
pertanto gli atti compiuti prima del 1. gennaio 1997 sono regolati - per quanto
riguarda la loro forza obbligatoria e i loro effetti - anche per l'avvenire
dalle disposizioni vigenti quando ebbero luogo (art. 1 cpv.2 titolo finale CC,
mutatis mutandis);

 

                                          che
il ricorso va pertanto accolto, nel caso di specie trovando applicazione -ai
fini dell'emissione dei richiesti precetti esecutivi- la responsabilità per
colpa dell'organo d'esecuzione in applicazione dell'art. 5 vLEF;

 

                                          che
l'UEF di Locarno procederà pertanto all'emissione dei richiesti PE;

 

                                          che
gli escussi sono comunque tutelati a sufficienza dall'art. 85a LEF, norma di
grande portata pratica introdotta con la revisione in vigore dal 1. gennaio
1997, che consente finalmente di arginare i frequenti casi di abuso che il
diritto previgente non riusciva a contrastare con efficacia (sugli auspici de lege
ferenda ora realizzati, cfr. Flavio Cometta, Il giudice del diritto esecutivo e
il principio della buona fede, in: SJZ 1991, p.300, n.2 lett.g, in particolare bb);

 

                                          che
gli escussi possono ora domandare, in ogni tempo, l'accertamento
dell'inesistenza del debito o della sua estinzione. Esecuzioni vessatorie
possono così giungere rapidamente a conclusione, evitando all'ingiustamente
precettato pregiudizi di natura patrimoniale: gli escussi potranno chiedere al
giudice del merito - anche richiamandosi all'art. 6 § 1 CEDU, trattandosi di
disputa di carattere civile (cfr. Flavio Cometta, L'incidenza della
Convenzione europea dei diritti dell'uomo sul diritto esecutivo svizzero, in:
Il Ticino e il diritto, Raccolta di studi pubblicati in occasione delle Giornate
dei giuristi svizzeri 1997, Collana CFPG blu vol. 2, Lugano 1997, p.307-308,
nota 38) - l'annullamento di tutte quelle esecuzioni che il sedicente creditore
ha promosso ma non fatto proseguire e nemmeno formalmente ritirato. L'istituto
dell'annullamento ex art. 85a LEF diviene pertanto un utile strumento di
protezione dei dati personali (cfr. Dominik Gasser, Revidiertes SchKG - Hinweise
auf kritische Punkte, in: ZBJV 1996, p.640);

 

                                          che
non si prelevano spese (art. 61 cpv.2 lett.a OTLEF) e non si assegnano
indennità (art. 62 cpv.2 OTLEF), benché espressamente rivendicate, poiché così
stabilito dal legislatore federale (cfr. anche art. 20a cpv.1 primo periodo
LEF) e non ricorrendo i presupposti dell'art. 20a cpv.1 secondo periodo LEF);

 

 

richiamati gli art.
5 vLEF, 2 disposizioni finali LEF e 1 titolo finale CC

 

 

PRONUNCIA

 

 

                                    1.   Il
ricorso 22 gennaio 1997 di __________ è accolto.

 

                                1.1.   Di
conseguenza l'UEF di Locarno darà indilatamente seguito alle due domande d'esecuzione
9 gennaio 1997 di __________ contro __________ e contro __________.

 

                                    2.   Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

                                    3.   Contro
questa sentenza è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale, Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello, Lugano, in
conformità dell'art. 19 LEF.

                                    4.   Intimazione:    __________

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

Il
presidente                                                                           La
segretaria