# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0aadfa7a-3a34-5006-9592-91e2515eeb2d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-06-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.06.2002 32.2002.27
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-27_2002-06-06.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.00027

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  6 giugno 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 30 gennaio 2002
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 16 gennaio 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
nata nel 1989, soffre di poliartrite cronica giovanile.

Con decisione 4 agosto 1993 la Cassa cantonale di compensazione (allora
competente per statuire in ambito AI) ha respinto la richiesta inoltrata dai
genitori dell’assicurata tendente ad ottenere delle prestazioni sanitarie AI in
quanto l’affezione non è stata riconosciuta quale infermità congenita (doc. AI
_).

                                         Adito dal
padre della bambina, questo TCA, mediante sentenza 19 aprile 1994, ha rigettato
il ricorso contro la menzionata decisione amministrativa. 

Basandosi sul certificato 21 maggio 1993 del medico curante, lo scrivente
Tribunale ha in particolare rilevato che:

" 
Chiaramente si tratta di una malattia di
carattere evolutivo, anche se l’evoluzione è prevista soltanto a lungo termine.
In particolare i medici pronosticano un miglioramento.

Non essendo il danno alla salute stabilizzato ed irreversibile, la
giurisprudenza citata al consid. precedente vieta l’assunzione del caso ai
sensi dell’art. 12 LAI.

D’altra parte, come giustamente indicato nella decisione impugnata i
provvedimenti sanitari non sono assumibili nemmeno in applicazione dell’art. 13
LAI, non trattandosi di infermità congenita.

Parimenti non è data l’assunzione delle stecche notturne in quanto le stesse
sono in relazione alla cura vera e propria del male e non sono quindi
assumibili dall’AI (doc. AI _).

 

                                         L’assicurata
non ha impugnato la sentenza cantonale che, quindi, è cresciuta in giudicato.

 

                               1.2.   Il 15
ottobre 2001 il padre di __________ ha chiesto l’assunzione da parte dell’AI di
mezzi ausiliari (doc. AI _).

Con proposta di decisione 3 dicembre 2001 l’Ufficio assicurazione invalidità
(UAI) ha respinto tale richiesta, motivando come segue:

 

" 
Giusta l'articolo 21 della legge federale per
l'assicurazione invalidità, l'assicurato ha diritto ai mezzi ausiliari che sono
designati nella lista annessa all'ordinanza sui mezzi ausiliari (OMAI) o a
quelli che possono essere assimilati ad una delle categorie menzionate in
questa lista. Inoltre, l'assicurazione prende a carico solo i mezzi ausiliari
di un modello semplice e adeguato.

 

Secondo la ch.m 1006 i mezzi ausiliari presi a
carico dell'AI devono servire a "spostarsi", "stabilire contatto
con l'esterno", "aumentare l'autonomia dell'assicurato". In
questo caso quindi i criteri richiesti non sono assolti.

 

Pertanto, la sua domanda di prestazioni è
respinta.

 

In caso di difficoltà finanziarie o altro, __________
la consiglierà volentieri dietro sua richiesta. (…)" (Doc. AI _)

Mediante lettera 10 dicembre 2001 il padre dell’assicurata ha contestato la
presa di posizione dell’amministrazione (doc. AI _).

 

                                         Con
provvedimento formale 16 gennaio 2002 l’UAI ha comunque confermato la reiezione
della domanda di prestazioni, puntualizzando che:

 

" 
(…)

Il cuscino, la fodera di un cuscino di
posizionamento, il rivestimento di sostegno ed il lavoro di adattamento
menzionati in questa lista, non assolvono conseguentemente i requisiti delle
disposizioni citate e non possono essere assimilati a nessuna categoria che vi
figura.

 

L'assicurazione invalidità non li può più
prendere a carico in qualità di apparecchi di cura, poiché non costituiscono un
complemento importante a un provvedimento sanitario di integrazione assegnato
dall'AI." (Doc. AI _)

 

                               1.3.   Contro la
decisione amministrativa è tempestivamente insorta l’assicurata, per il tramite
della d.ssa __________, medico curante.

Avendo redatto il gravame in tedesco, a seguito del decreto di traduzione (doc.
_), in data 4 marzo 2002 il medico curante ha prodotto il testo in italiano.

Dopo aver spiegato il tipo di terapia a cui la bambina è soggetta, a
motivazione della richiesta ricorsuale di riconoscimento dei mezzi ausiliari in
questione, la d.ssa ___________ ha rilevato (sottolineature del redattore):

 

" 
(…)

In seguito agli interventi ortopedici effettuati,
sono necessarie delle cure fisioterapiche intensive, così come un corretto
posizionamento delle articolazioni sull'arco di 24 ore. Per le articolazioni
delle ginocchia sono state adeguate delle stecche di posizionamento. Per le
articolazioni alle anche queste stecche di posizionamento sono difficilmente
applicabili (stecche sotto forma di gessi per gambe e bacino) e non sono
tollerate per molto tempo se non si modifica la posizione costantemente (cosa
che comporta il rifacimento di diversi calchi gessati). Inoltre nel caso
d'Aline, dato che la colonna vertebrale è anch'essa colpita dall'artrite, la
sua mobilità è estremamente limitata, e quindi la posizione bocconi è possibile
unicamente mentre è sveglia. Per la notte, assieme alle nostre
fisioterapiste, è stata ideata una posizione pancia/fianco che è ben sopportata
da Aline per diverse ore e che permette al tempo stesso un'adeguata estensione
a livello delle articolazioni delle anche. Un posizionamento così complesso è
però possibile solo grazie all'utilizzo di speciali cuscini adattati su misura.

La reale situazione di un bambino gravemente
malato non coincide con la lista dei mezzi ausiliari che viene stilata
all'inizio. Nel caso specifico i cuscini speciali, che sono stati ideati con la
collaborazione di vari specialisti quale soluzione ottimale per il problema
complesso, rispondono come concetto e come azione a delle stecche di
posizionamento e quindi da interpretare quali mezzi ausiliari. Per la
preparazione di molteplici stecche gessate per l'estensione a livello delle
articolazioni delle anche avremmo caricato l'AI di costi decisamente superiori
ed il risultato per quanto riguarda la praticabilità, flessibilità e
applicabilità degli interventi durante le 24 ore quotidiane sarebbe stato
decisamente inferiore. (…)" (Doc. _)

 

                               1.4.   Mediante
risposta 25 marzo 2002 l’UAI ha chiesto la reiezione del gravame, osservando in
particolare:

 

" 
(…)

In casu si osserva innanzitutto che i cuscini di
sostegno non figurano nell'Annesso OMAI.

La questione a sapere se gli stessi possano, in
considerazione della funzione svolta, essere assimilati ad uno dei mezzi
figuranti nella lista, può ad ogni modo rimanere irrisolta, in quanto in ogni
caso i presupposti di cui all'art. 21 LAI non sono adempiuti.

La Direttiva sulla consegna di mezzi ausiliari da
parte dell'assicurazione per l'invalidità (DMAI) specifica infatti che "un
mezzo ausiliario deve soddisfare in modo immediato lo scopo prefissato dalla
legge (spostarsi, stabilire un contatto con l'ambiente, raggiungere
un'autonomia personale). Pertanto, per esempio, un apparecchio usato solo
durante la notte non può corrispondere al concetto di mezzo ausiliario"
(marg. 1003).

Anche i Tribunali hanno del resto già avuto modo
di chinarsi sulla problematica: "les atelles de nuit représent, en
principe, des appareils de traitement. L'AI ne peut pas
les prendre à sa charge lorsqu'il s'agit du traitement de l'affection comme
telle …" (RCC 1974, p. 185)"

(Doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre
1999 nella causa C., I 623/98).

                                         Nel
merito

                               2.2.   Nel caso in
esame litigioso è il rimborso dei costi legati allo speciale cuscino di
posizionamento da applicare durante la notte.

Esclusa da questa procedura è invece la consegna di una sedia ortopedica
oggetto della domanda di prestazioni 22 gennaio 2002 (doc. AI _) che, almeno al
momento dell’emissione della presente decisione contestata, si trova in fase
istruttoria (cfr. doc. AI _). 

                               2.3.   Gli assicurati
invalidi o direttamente minacciati di inva­lidità hanno diritto ai
provvedimenti di integrazione neces­sari e atti a ripristinare, migliorare,
conservare o avva­lorare la capacità al guadagno. Per stabilire tale diritto
deve essere considerata tutta la durata del lavoro prevedi­bile (art. 8 cpv. 1
LAI).

                                         Fra i
provvedimenti di integrazione concessi in virtù della LAI sono pure previsti i
mezzi ausiliari (art. 8 cpv. 2 lett. d LAI).

                                         Questi
provvedimenti sono molto importanti in quanto eliminano rispettivamente
riducono le conseguenze del danno alla salute e sostituiscono, nell’ambito
dell’attività svolta o dell’integrazione sociale, la perdita di alcune parti o
funzioni del corpo (Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2a
edizione, Berna 1997, § 32 N.1, pag. 190);

                               2.4.   Secondo
l’art. 21 cpv. 1 LAI l’assicurato ha diritto ai mezzi ausiliari compresi in un
elenco allestito dal Consiglio federale, dei quali ha bisogno per esercitare
un’attività lucrativa o adempiere le sue mansioni concrete, per studiare, per
imparare una professione o a scopo di assuefazione personale. Il cpv. 2 della
medesima disposizione precisa che l’assicurato, il quale a causa della sua
invalidità ha bisogno di apparecchi costosi per spostarsi, stabilire contatti
nel proprio ambiente o attendere alla propria persona, ha diritto,
indipendentemente dalla sua capacità al guadagno, a tali mezzi ausiliari
compresi in un elenco allestito dal Consiglio federale. In virtù di tale delega
il Consiglio federale ha emanato l'art. 14 OAI secondo cui l'elenco dei mezzi
ausiliari da consegnare nei limiti dell'art. 21 LAI é oggetto di un'ordinanza
del Dipartimento federale dell'Interno (Ordinanza sulla consegna di mezzi
ausiliari da parte dell'assicurazione per l'invalidità, OMAI, RS 831.232.51)
che, tra l’altro, regolamenta Ia consegna di mezzi ausiliari (lett. a).

Giusta l'art. 2 cpv. 1 OMAI il diritto alla consegna di mezzi ausiliari é
stabilito nei limiti tracciati dall'elenco allegato all'ordinanza. In
particolare l'assicurato ha diritto ai mezzi ausiliari designati nel citato
elenco da un asterisco (*) solo se gli sono indispensabili per esercitare
un'atti­vità lucrativa o adempiere le mansioni consuete, per studiare, per
imparare una professione, a scopo di assuefazione funzionale o per svolgere
l'attività esplicitamente citata nel numero corrispondente dell'allegato (art.
2 cpv. 2 OMAI; RCC 1992 pag. 224 consid. 1a, RCC 1990 pag. 211 consid. 2a, RCC
1989 pag. 44 consid. 2a, RCC 1985 pag. 171 consid. 2a; STCA 6 novembre 1992 in
re I.Di S., STFA 26 luglio 1993 in re M.V.).

 

                                         La lista
contenuta nell'allegato all'OMAI è esaustiva nella misura in cui enumera le
categorie dei mezzi che entrano in linea di conto. Al contrario, si deve
esaminare per ogni categoria se l'enumerazione dei diversi mezzi ausiliari è
esaustiva o semplicemente indicativa (DTF 121 V 260 consid. 2b; 117 V 181
consid. 3b con riferimenti, 115 V 193 consid. 2b; STFA 26 luglio 1993 in re
M.V.).

Se il mezzo richiesto non adempie ai requisiti dell’art. 21 LAI, occorre esaminare
se esso deve essere assunto dall’AI nell’ambito di provvedimenti sanitari ex
art. 12 o 13 LAI (cfr. Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundegerichts zum IVG,
Zurigo 1997, pag. 158).

                               2.5.   Nel caso in
esame, come detto, oggetto del contendere è il rimborso dei costi legati allo
speciale cuscino di posizionamento da applicare durante la notte.

L’amministrazione sostiene che non è necessario esaminare se tale cuscino
faccia parte o meno di una delle categorie elencate dall’OMAI, poiché non
corrisponde al concetto di mezzo ausiliario. Nella risposta di causa, essa ha
inoltre fatto riferimento al marginale 1003 della Circolare sulla consegna dei
mezzi ausiliari (CMAI), che dal 1° febbraio 2000 corrisponde al marg. 1006. 

Tale direttiva ha il seguente tenore, che sostanzialmente corrisponde a quello
della vecchia direttiva:

"  Per
gli apparecchi che, secondo la loro natura, possono presentare sia le
caratteristiche di un mezzo ausiliario che quelle di un apparecchio di
trattamento oppure di un altro apparecchio (per esempio busti ortopedici e
corsetti lombari, stampelle antibranchiali, parrucche ecc.) si deve osservare
che soddisfino direttamente lo scopo prefissato dalla legge (spostarsi,
stabilire il contatto con l’ambiente circostante, raggiungere un’autonomia
personale). Pertanto, per esempio un apparecchio usato durante la notte non può
soddisfare il concetto di mezzo ausiliario.”

 

                                         In casu,
all’assicurata, affetta da una forma di artrite grave che ha anche colpito la
colonna vertebrale, sono state applicate delle stecche alle ginocchia ed
all’anca. 

Il cuscino di posizionamento, utilizzato durante la notte, permette alla
ragazza di assumere un’adeguata posizione pancia/fianco e un’estensione alle
articolazioni dell’anca. 

Orbene, come rilevato al considerando precedente, la lista contenuta
nell'allegato all'OMAI è esaustiva nella misura in cui enumera le categorie
dei mezzi ausiliari che entrano in linea di conto. 

Il cuscino in oggetto non rientra nelle attuali dodici categorie di mezzi
ausiliari elencate nel citato allegato OMAI. Alla cifra 13.02* OMAI sono
riconosciuti dall’AI, a determinate condizioni, sedili, letti e sostegni per la
posizione eretta adottati individualmente alla menomazione, i quali
manifestamente non possono essere equiparati al cuscino di posizionamento in
questione. 

Inoltre, quanto richiesto non corrisponde al concetto di mezzi ausiliari,
poiché l’uso del cuscino – limitato appunto alla notte - serve piuttosto per
allievare le conseguenze del danno alla salute, ma non per sostituire,
nell’ambito dell’attività svolta o dell’integrazione sociale, la perdita di
alcune parti o funzioni del corpo (per la definizione di mezzi ausiliari cfr.
consid. 2.3). 

Questo in linea con quanto previsto dal citato marg.1006 CMAI.

In tale contesto, ad esempio, va indicato che non è riconosciuto come mezzo
ausiliario il letto ortopedico (Liegeschale) necessario alla correzione della
cifosi (cfr. EVGE 1964, pag. 24 citato anche in Meyer-Blaser, op. cit, pag.
158), gli apparecchi di estensione (cfr. DTF 99 V 156), oppure le stecche per
la mano, da utilizzare durante la notte (cfr. RCC 1974 pag. 185).

                                         Infine,
il mezzo richiesto non può essere assunto dall’UAI nell’ambito di provvedimenti
sanitari ex art. 12 LAI, poiché questi provvedimenti sono stati già respinti
con decisione amministrativa 4 agosto 1993, confermata dal TCA con sentenza 19
aprile 1994 (cfr. consid. 1.1). 

                                         In
conclusione, visto quanto sopra, la decisione impugnata deve essere confermata
e il ricorso respinto. 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti