# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4f1a3ffe-9028-55a6-b7ba-1de4c3cbbed4
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-08-24
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 24.08.2009 C-6086/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6086-2007_2009-08-24.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6086/2007

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 4  a g o s t o  2 0 0 9

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Elena Avenati-Carpani, Alberto Meuli; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, 
rappresentato dal Patronato INAS, via G. Lanz 25, 
6850 Mendrisio,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

assicurazione invalidità (decisione su opposizione del 
9 agosto 2007).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-6086/2007

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano, nato il , coniugato con prole, ha lavorato 
in  Svizzera dal  1983 fino al  2000,  nel  settore delle  metalcostruzioni 
(fabbro  scoccaio)  quale  frontaliere,  solvendo  regolari  contributi 
all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità 
(AVS/AI), durante tale periodo (doc. 6, 7 e 14). L'interessato avrebbe 
cessato di  lavorare per ragioni di  salute sostenendosi con il  capitale 
ricevuto dal secondo pilastro (doc. 7, 32-34 e incarto Cassa malati). A 
partire  dal  3  ottobre  2002  ha  ripreso  un'attività  lucrativa  di 
magazziniere,  lavoro  ottenuto  in  base  ad  una  legge  italiana  di 
inserimento di lavoratori disabili; questa attività, secondo il certificato 
di  lavoro redatto il  13 maggio 2004 (doc. 24). Questo lavoro è stato 
svolto al cento per cento (40 ore settimanali) fino al 21 ottobre 2003. 
Da allora, l'interessato non avrebbe più lavorato.

B.
In data 24 aprile 2002, A._______ ha formulato una domanda volta al 
conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità (doc. 3).

Il  richiedente è stato visitato l'8 ottobre 2002 presso i  servizi  medici 
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) di Varese, ove il 
sanitario incaricato ha evidenziato la diagnosi di "diabete mellito tipo II 
scompensato e complicato da polineuropatia arti  inferiori,  retinopatia 
diabetica, macroangiopatia periferica, ipertensione arteriosa, obesità, 
steatosi epatica" ed ha posto un tasso d'invalidità dell'80% (doc. 25).

L'Ufficio  AI  cantonale  ha  raccolto  alcuni  documenti  oggettivi,  quali 
diversi  esami  ematochimici  (doc-  18-3,  18-9,  18-11),  i  risultati  di  un 
esame  elettromiografico  arti  inferiori  del  15  settembre  2000  (doc. 
18-7),  certificati  del  medico curante Dott. Pini  (doc. 10,  12 e incarto 
Cassa  malati),  una  cartella  clinica  relativa  al  ricovero   del  22/23 
ottobre  2001  per  diversi  problemi  legati  al  diabete  (doc.  18-6),  un 
rapporto  operatorio  per  l'amputazione  transmetatarsale  del  piede 
destro  per  gangrena  umida  (ottobre/novembre  2003  [doc.  30-2  e 
30-3]). È stata quindi disposta una visita endocrinologica. La stessa è 
stata eseguita dalla Dott.ssa Neuffer-Bajetta di Chiasso che, nella sua 
relazione  del  25  agosto  2005,  ha  evidenziato  sostanzialmente  la 
diagnosi  di  stato  dopo  amputazione  metatarsale,  obesità  marcata, 

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diabete  di  tipo  II  insulino  scompensato  e  complicato  da  retinopatia, 
polineuropatia e macroangiopatia. Il  medico ha inoltre segnalato una 
cardiopatia ipertensiva, una sospetta sindrome delle apnee notturne e 
un  piede  cavo  a  destra.  Secondo  la  Dott.ssa  Neuffer-Bajetta 
l'interessato potrebbe essere considerato abile fino all'80% in attività 
leggere e prevalentemente sedentarie (doc. 38).

L'amministrazione ha effettuato un calcolo comparativo dei redditi dal 
quale è risultato che svolgendo attività alternative in misura dell'80%, 
invece  di  quella  di  fabbro,  l'interessato  subirebbe  una  perdita  di 
guadagno  del  33%.  In  questo  calcolo,  il  salario  dopo  l'insorgenza 
dell'invalidità  è stato  ulteriormente  ridotto  del  25% per  tenere  conto 
della situazione personale dell'assicurato (doc. 39-40).

Mediante  decisione  del  14  settembre  2005,  l'Ufficio  AI  per  gli 
assicurati  residenti  all'estero  (UAI;  ora  Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero, UAIE), competente per 
notificare  i  provvedimenti  a  persone  non  residenti  in  Svizzera,  ha 
respinto la domanda di rendita (doc. 43).

C.
Con  l'opposizione  del  4  ottobre  2005,  completata  il  20  ottobre 
successivo,  l'interessato,  rappresentato  dal  Patronato  INAS  di 
Mendrisio, ha contestato il provvedimento di cui sopra (doc. 45-48).

Il 5 dicembre 2006 l'assicurato ha avuto un colloquio con il Consulente 
in integrazione professionale (CIP), dal quale è fra l'altro emerso che il 
nominato  ha  subito  un  infarto  miocardico  nel  gennaio  2006  ed  un 
intervento di colecistectomia nel giugno 2006. Il CIP ha quindi chiesto 
una  nuova  valutazione  medica  (doc.  55).  In  quell'occasione 
l'interessato ha esibito gli atti medici concernenti il ricovero per infarto 
dal  12  al  20  gennaio  2006  con  il  rapporto  di  coronarografia  ed 
istallazione  di  PTCA+stent  su  IVA  prossimale,  la  cartella  clinica 
concernente  il  ricovero  per  colecistite  acuta  e  conseguente 
colecistectomia e l'attestato di  riconoscimento dell'invalidità civile del 
12 ottobre 2005 (tasso d'invalidità 100% [doc. 56 e 60]).

Nel rapporto del 28 marzo 2007 (doc. 62), il Dott. Remonda, dell'Ufficio 
AI ticinese, ha proposto di far eseguire una visita cardiologica. Questa 
è stata eseguita il 20 giugno 2007 dal Dott. Facchini. Dopo avere posto 
la  diagnosi  di  cardiopatia  ischemica  in  esito  all'infarto  e  ripreso  la 
diagnosi  endocrinologica  con  tutte  le  conseguenze  somatiche  di 

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questa,  il  Dott.  Facchini  ha  ritenuto  che  il  paziente,  sotto  il  profilo 
esclusivamente  cardiologico,  sarebbe  abile  in  misura  del  100%  in 
attività  leggere  prevalentemente  sedentarie  ed  al  50%  in  attività 
moderate come l'ultima di magazziniere (doc. 66).

L'incarto  è  stato  sottoposto  in  esame  al  Dott.  Erba,  dell'Ufficio  AI 
cantonale, il quale, nella relazione dell'11 luglio 2007, ha proposto di 
ammettere un tasso d'invalidità, anche in attività sostitutive, del 20% 
per le ragioni esposte dalla specialista in endocrinologia (doc. 68).

L'indagine comparativa dei redditi  effettuata dal CIP il 2 agosto 2007 
ha posto in luce una perdita di guadagno del 23% (doc. 70). In questo 
calcolo, il reddito dopo l'insorgenza dell'invalidità è stato ulteriormente 
ridotto  del  20%  per  tenere  conto  della  situazione  personale 
dell'assicurato (età, handicap).

Mediante  decisione  su  opposizione  del  9  agosto  2007,  l'UAIE  ha 
respinto l'istanza dell'opponente ed ha confermato la propria decisione 
del 14 settembre 2005 (doc. 74).

D.
Con il ricorso depositato alla posta il 12 settembre 2007, A._______, 
sempre  rappresentato  dal  Patronato  INAS,  chiede,  sostanzialmente, 
l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di 
conseguenza, il riconoscimento del suo diritto ad una rendita intera AI. 
L'insorgente contesta la divergenza fra la valutazione espressa dagli 
organismi  dell'assicurazione  invalidità  italiana  (sociale  ed  invalidità 
civile)  con  quella  ritenuta  dai  sanitari  elvetici.  Egli  sottolinea  inoltre 
che, in queste condizioni di salute, la gamma di attività proponibili  è 
talmente ridotta da non essere più realistica. Completando il ricorso il 
9 novembre 2007, l'INAS critica, in particolare, l'interpretazione data 
dal  CIP  alle  risultanze  mediche  atteso  che,  per  costante 
giurisprudenza,  l'idoneità  lavorativa  medico-teorica  non  sempre  si 
traduce in altrettanta capacità di guadagno.

E.
Nelle  sua  risposta  di  causa  del  18  dicembre  2007,  l'Ufficio  AI  del 
Cantone Ticino propone la reiezione del ricorso con argomenti di cui, 
per quanto occorra, si  riferirà nei considerandi in diritto del presente 
giudizio.  Anche  l'UAIE,  nelle  sue  osservazioni  ricorsuali  del  21 
dicembre 2007, propone la reiezione del gravame.

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Con ordinanza dell'8 gennaio 2008, il Tribunale amministrativo federale 
ha  invitato  la  parte  ricorrente  a  volersi  esprimere  in  merito  alle 
osservazioni  delle rispettive amministrazioni,  entro l'8  febbraio 2008. 
L'interpellata non ha esercitato il suo diritto di replica.

Diritto:

1.
Riservate  le  eccezioni  di  cui  all'art.  32  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  il 
Tribunale  amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF, i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità 
possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 
lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per  l'invalidità  del  19 
giugno 1959 (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile  la  legge  federale  sulla  parte  generale  del  diritto  delle 
assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 
1 LAI le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il ricorso è tempestivo ed ossequioso dei requisiti minimi prescritti 
dalla  legge (art. 60  LPGA e 52 PA). Il  gravame è dunque ricevibile, 
nulla ostando all'esame del merito dello stesso.

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3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71. 

4.
Ai fini del presente giudizio occorre altresì preliminarmente precisare, 
con  particolare  riferimento  al  diritto  materiale,  che,  dal  profilo 
temporale,  non  trovano  applicazione  le  modifiche  della  LAI  del  6 
ottobre 2006 entrate in vigore dal 1° gennaio 2008 (5a revisione della 

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LAI). Di seguito vengono quindi citate le disposizioni della LAI e della 
LPGA nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007.

5.
Il  ricorrente ha presentato la richiesta di  rendita il  24 aprile 2002. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se l'assicurato 
si annuncia più di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni 
possono  essere  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi  precedenti  la 
richiesta.  In  concreto,  lo  scrivente  Tribunale  amministrativo  federale 
può quindi limitarsi ad esaminare se il ricorrente avesse diritto ad una 
rendita il  24 aprile 2001 (ossia 12 mesi  precedenti  la  presentazione 
della domanda), oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data 
ed il 9 agosto 2007, data della decisione su opposizione impugnata. Il 
giudice  delle  assicurazioni  sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della 
decisione impugnata, in generale, secondo lo stato di fatto esistente al 
momento in cui la decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 
1.2 e 1.2.1). 

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
un  cittadino  italiano  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni:  essere  invalido  ai  sensi  della  legge  svizzera  ed  aver 
versato contributi  all'AVS/AI svizzera durante un anno intero almeno 
(art. 36 cpv. 1 LAI).

Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di 
una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 

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di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista  dall'art.  28  cpv. 1ter LAI,  secondo  il  quale  le  rendite  per  un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  quando  l'assicurato  è  cittadino  dell'UE  e  vi 
risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

8.

8.1 A._______  ha  lavorato  in  Svizzera  fino  a  dicembre  2000  come 
fabbro scoccaio. Il nominato ha rassegnato le dimissioni con effetto al 
31  dicembre  2000.  Dall'incarto  si  evince  che  le  ragioni  della 
cessazione  del  suo  lavoro  in  Svizzera  sono  state  dettate  da  motivi 
sanitari. In Italia, ha ripreso un lavoro come magazziniere presso una 
ditta  di  Varese il  3  ottobre  2002,  attività  assegnata  in  base  ad una 
legge italiana concernente il collocamento di persone invalide, ma non 
inabili. Ora, i dati riguardanti tale attività sono contraddittori. Il datore di 
lavoro  indica,  nel  formulario  sottoscritto  il  13  maggio  2004,  che  il 

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dipendente lavorava a tempo pieno (8 ore al giorno) e che comunque 
ha cessato la sua attività il  21 ottobre 2003 per motivi di salute. Dal 
rapporto della Dott.ssa Neuffer Bajetta (25 agosto 2005) si evince che 
l'interessato  ha  lavorato  (da  ottobre  2002)  al  50%,  la  mattina  dalle 
07.30  alle  12.00,  ha  ripreso  il  lavoro  nell'agosto  2004,  che  ha  poi 
continuato  al  50% fino  alla  data  dell'infarto  miocardico  del  gennaio 
2006, per poi cessare definitivamente.

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 
LAI,  per  valutare  il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato 
potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da 
lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti 
d'integrazione  (reddito  da  invalido),  tenuto  conto  di  una  situazione 
equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli 
avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato  invalido  (reddito  da 
valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce 
soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica 
o  psichica  dovuto  a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la 
conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del raffronto dei 
redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136,  VSI 2000 p. 84). 

In carenza di documentazione economica, la documentazione medica 
costituisce un importante  elemento  di  giudizio  per determinare quali 
lavori  siano ancora esigibili  dall'assicurato, ma non spetta al  medico 
graduare  il  tasso  d'invalidità  dell'assicurato  (DTF 114  V  314,  105  V 
158).  Infatti,  per  costante  giurisprudenza,  le  certificazioni  mediche 
possono  costituire  importanti  elementi  d'apprezzamento  del  danno 
invalidante, allorché permettono di valutare l'incapacità lavorativa e di 
guadagno dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile 
(DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c).

Inoltre,  perché  un  rapporto  medico  abbia  valore  probatorio  è 
determinante che esso valuti  ed esamini in maniera completa i  punti 
litigiosi,  si  fondi su degli  esami approfonditi,  prenda conto di  tutte le 
affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza 
dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle 
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le 
conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere  motivate  (DTF  125  V 
352, 122 V 160). 

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9.

9.1 Dalle perizie della Dott.ssa Neuffer Bajetta e del Dott. Facchini si 
evince  che  il  ricorrente  soffre  essenzialmente  di  un  diabete  mellito 
insulino-dipendente mal compensato con polineuropatia periferica arti 
inferiori, retinopatia diabetica ed esiti di amputazione transmetatarsale 
per gangrena umida al III  raggio del piede destro il 31 ottobre 2003, 
obesità  con  BMI  37,  macroangiopatia  periferica;  esiti  di  infarto 
miocardico il 12 gennaio 2006; sindrome delle apnee notturne; esiti di 
colecistectomia nel giugno 2006, piede cavo a destra.

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico,  essere  esaminate  alla  luce  dell'art.  29  cpv. 1  lett.  b  LAI. 
Trattasi, infatti,  di malattie che, per costante giurisprudenza, sono da 
configurare  non  già  di  carattere  permanente  (cioè  di  natura 
consolidata o irreversibile), bensì patologico-labile, ossia suscettibili di 
migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate  affezioni,  il  medico  dell'INPS  (perizia  del  5  novembre 
2002)  pone un tasso d'invalidità  dell'80%. Dal  canto suo, l'Ufficio  AI 
cantonale  ha  ordinato  due  perizie.  La  prima,  endocrinologica,  è 
avvenuta  il  16  giugno  2005  (rapporto  del  25  agosto  successivo)  e 
precede la decisione di rifiuto di prestazioni del 14 settembre 2005; la 
seconda, cardiologica, è stata eseguita il 16 aprile 2007 (rapporto del 
20 giugno 2007) e tiene conto dell'evento cardiaco del gennaio 2006.

10.2

10.2.1 La Dott.ssa Neuffer Bajetta ritiene che il paziente, nonostante il 
danno diabetico, sarebbe ancora in grado di svolgere attività leggere e 

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sedentarie  in  misura  dell'80%.  Il  danno  dovuto  all'affezione 
endocrinologica  è  certo  importante,  il  sovrappeso  è  un'aggravante 
della  malattia,  ma,  nonostante  tutto,  un'attività  consona  sarebbe 
ancora  realizzabile  nella  misura  indicata. Lo  stesso  perito  dell'INPS 
non  segnala  difficoltà  rilevanti  negli  spostamenti,  l'amputazione 
parziale  del  metatarso  può  essere  infatti  compensata  con  delle 
calzature  ortopediche. La  valutazione  della  Dott.ssa  Neuffer  Bajetta 
riflette una situazione di fatto presente al momento dell'esame peritale 
(giugno  2005),  nella  quale  si  constata  che  il  paziente  esercitava 
un'attività lucrativa a tempo parziale (50%), ripresa nell'agosto 2004, 
dopo un'interruzione di 9 mesi. Questa attività era svolta in piedi, ma 
non era pesante (cfr. doc. 55-1). Il medico incaricato della perizia ha 
tenuto conto della situazione valetudinaria del nominato e ritiene che 
l'assicurato  possa  svolgere  un'attività  anche  in  misura  superiore  al 
50%,  fino  all'80%,  ma  preferibilmente  in  posizione  seduta,  a  causa 
della  neuropatia  agli  arti  inferiori  aggravata  da  un  sovrappeso 
notevole.

10.2.2 Il  Dott.  Facchini,  cardiologo,  ha  effettuato  tutti  quegli  esami 
specifici  che  il  caso  ha  richiesto  alla  luce  dell'evento  cardiaco  del 
gennaio 2006. Egli ha concluso che la situazione cardiaca non sembra 
particolarmente  compromessa.  Il  cardiologo  annota  che  il  paziente, 
reduce  da  un  infarto  anteriore  di  dimensioni  lievi-moderate  ed 
intervento  di  PTCA/stent,  presenta  ora  un  ventricolo  sinistro  di 
dimensioni  normali,  una  discreta  ipocinesia  antero-apicale,  con  una 
frazione di eiezione più che soddisfacente (65%); la funzione diastolica 
è leggermente diminuita e l'atrio sinistro leggermente dilatato (risultati 
dell'ecocardiogramma).  Non  sono  state  riscontrate  altre  disfunzioni. 
L'elettrocardiogramma  sotto  sforzo  (cicloergometro)  è  normale:  il 
paziente ha raggiunto un sforzo reale di ben 120 Watt ed ha interrotto 
la prova dopo 12 secondi a questo livello per dolori alle ginocchia ed 
esaurimento  muscolare,  ma  non  per  segni  di  angor  o  ischemia 
significativa.  Il  Dott.  Facchini  stima  che,  sotto  lo  stretto  profilo 
cardiologico,  l'interessato  non  presenta  alcuna  inabilità  al  lavoro 
nell'ambito  di  attività  leggere.  Sussiste  un  aggravamento,  secondo 
anche  questo  esperto,  dovuto  al  sovrappeso,  per  cui,  egli  ritiene 
proponibili, praticamente, solo attività di tipo sedentario.

10.2.3 Il medico dell'Ufficio AI cantonale (rapporto dell'11 luglio 2007 
ed  il  CIP  (rapporto  del  2  agosto  2007)  hanno  preso  atto  delle 
conclusioni espresse dai due periti. Quale lavoro di ripiego, il CIP ha 

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indicato  quelli  semplici  di  controllo/sorveglianza,  che non richiedano 
una particolare formazione, di operaio generico (addetto al controllo di 
macchine di produzione automatica), di fattorino leggero, di autista di 
mezzi  leggeri.  Queste  proposte  corrispondono,  in  linea  generale,  a 
quanto  indicato  dai  medici  sebbene  qualche  riserva  possa  essere 
espressa per le occupazioni non sedentarie.

10.3 Né in sede ricorsuale né in sede di  replica (il  cui  diritto non è 
stato  esercitato)  è  stata  esibita   una  qualsivoglia  documentazione 
medica  che  esprimesse  un  parere  diverso  da  quello  rilasciato  dalla 
Dott.ssa Neuffer Bajetta e dal Dott. Facchini. La parte ricorrente si è in 
sostanza  limitata  a  criticare  l'operato  del  CIP, il  quale  non  avrebbe 
saputo indicare quali reali attività di sostituzione sarebbero proponibili 
all'assicurato ed osservare come non sia ammissibile che le patologie 
rilevanti riscontrate in sede medica non siano riconosciute, anche solo 
parzialmente, invalidanti anche in Svizzera.

Ora, va ricordato che il diritto a prestazioni dell'assicurazione invalidità 
va  esaminato  esclusivamente  in  base  al  diritto  svizzero  e  pertanto 
anche una decisione da parte di uno Stato estero che riconosca una 
persona invalida non è vincolante per le autorità elvetiche (DTF 130 V 
253). In  proposito  va evidenziato che il  diritto  svizzero in  materia  di 
assicurazione per l'invalidità non indennizza una determinata malattia 
in quanto tale, ma piuttosto le conseguenze di questa sulla capacità 
residua  capacità  di  lavoro  e  di  guadagno  che  ne  consegue.  Le 
argomentazioni della parte ricorrente non trovano inoltre conferma in 
una  perizia  medica  oggettiva  che  attesti  un'incapacità  lavorativa  in 
un'attività leggera. Contrariamente a quanto ritiene la parte ricorrente 
risultano  invece  ossequiati  i  principi  posti  dalla  costante 
giurisprudenza,  secondo  la  quale  amministrazione  e  giudice  si 
attengono  alle  fondate  valutazioni  medico-peritali  quando,  come  in 
concreto, non ricorrono elementi idonei a giustificarne la disattenzione 
(DTF 125 V 352 consid. 3 e 122 V 157 consid. 1c).

Il  collegio  giudicante,  sulla  scorta  dei  pareri  dei  medici  dell'UAI 
cantonale,  ritiene  che  A._______  non  avrebbe  più  potuto  svolgere 
un'attività nel settore della metallurgia se non in misura limitata. A lui 
sarebbero  comunque  stati  proponibili,  qualche  mese  dopo  l'evento 
cardiaco,  all'80%,  attività  di  ripiego  leggere  e  prevalentemente 
sedentarie, quali quella di operaio addetto al controllo di macchine di 
produzione  automatica,  operaio  addetto  all'imballaggio  di  piccoli 

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oggetti, portiere d'albergo, cassiere, addetto alla ricezione in portinerie 
di grandi ditte, fattorino in interno a piccola azienda; autista di mezzi 
leggeri per il trasporto locale di cose e/o persone, aiuto magazziniere, 
ecc.

Vero  è  che  la  ricerca  di  un  posto  di  lavoro  adatto  alle  capacità 
dell'interessato  appare  difficoltosa,  vista  la  sua  età  e  la  situazione 
congiunturale; tuttavia, se il mercato del lavoro locale non gli offre di 
sfruttare  la  sua residua capacità  lavorativa  e  di  guadagno, non può 
essere compito dell'assicurazione svizzera per l'invalidità di sopperire 
con  il  versamento  di  prestazioni  assicurative  a  quello  che  sarebbe 
dovuto, semmai,  dall'assicurazione italiana contro la  disoccupazione. 
Secondo  una  costante  giurisprudenza,  la  persona  che  richiede 
prestazioni  d'invalidità  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  da  lei 
esigibile per ovviare alle conseguenze della sua incapacità, mettendo 
soprattutto a profitto le superstiti  energie lavorative e cambiando, se 
del caso, anche il lavoro e il domicilio (DTF 123 V 88 consid. 4c, 113 V 
28 consid. 4).

Occorre pertanto esaminare se, nell'ambito di attività di sostituzione, 
l'insorgente presenti un'incapacità di guadagno di rilievo.

11.

11.1 L'invalidità è determinata stabilendo il  rapporto fra il reddito del 
lavoro  che  l'assicurato  conseguirebbe,  dopo  la  manifestazione 
dell'invalidità  e  dopo  l'esecuzione  d'eventuali  provvedimenti 
d'integrazione,  nell'esercizio  di  un'attività  lucrativa,  ragionevolmente 
esigibile da lui in condizioni normali del mercato del lavoro, e il reddito 
che  potrebbe  conseguire  se  non  fosse  diventato  invalido  (art.  16 
LPGA). 

11.2 In concreto (cfr. doc. 70), l'UAI cantonale ha tenuto conto, per il 
2006, di un reddito da valido (indicizzato) di Fr. 48'706.-, sulla base dei 
dati forniti dal datore di lavoro (paga oraria di Fr. 21.05 nel 2000), e di 
un  reddito  da  invalido  di  Fr.  58'524.-  al  100%,  sulla  base  dei  dati 
dell'Ufficio  federale  di  statistica  (UFS).  Va  precisato  che,  per 
determinare il reddito senza invalidità, l'Ufficio AI cantonale si è basato 
correttamente  sul  salario  percepito  come  fabbro  poiché  l'attività  di 
magazziniere è stata svolta dopo l'insorgere dei problemi di salute.

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11.3

11.3.1 Alla  luce  di  questi  dati,  si  deve  constatare  che  il  salario 
percepito  prima  dell'insorgere  dell'invalidità  è  inferiore  al  salario  da 
invalido. A  questo  proposito,  il  Tribunale  federale  ha  osservato  che, 
quando  il  reddito  da  valido  è  inferiore  alla  media  dei  salari  per 
un'attività  equivalente,  si  deve  ammettere  che  gli  stessi  fattori  che 
hanno inciso  negativamente  sul  reddito  da valido,  potrebbero  anche 
influenzare  il  reddito  da  invalido.  In  pratica,  se  si  è  accertato  che 
l'assicurato  ha  realizzato  un  guadagno  inferiore  alla  media  per  dei 
motivi  estranei  all'invalidità,  anche  il  reddito  medio  realizzabile  sul 
mercato  equilibrato  del  lavoro  (reddito  da  invalido)  va  ridotto  in 
proporzione (cfr. VSI 1999 p. 246 consid. 1; RCC 1992 p. 94, 1989 p. 
483  consid.  3b,  le  sentenze  del  Tribunale  federale  del  5  dicembre 
2004, nella causa S., I 630/02, consid. 2.2.2, e del 2 dicembre 2002, 
nella causa R., I 53/02, consid. 3.3). 

Il Tribunale federale ha inoltre stabilito, in una sentenza del 12 giugno 
2008  (DTF  134  V  322  consid.  4.1,  5.2  e  6.2)  che  se  una  persona 
assicurata,  per  motivi  estranei  alla  sua  invalidità,  ha  realizzato  un 
reddito considerevolmente inferiore alla media senza spontaneamente 
accontentarsi di ciò, si procede, in primo luogo, ad un parallelismo dei 
due redditi  di  paragone  (da  valido  e  da  invalido).  In  pratica,  questo 
parallelismo può avvenire a livello di reddito da valido, aumentando in 
maniera adeguata il reddito effettivamente conseguito o facendo capo 
ai  valori  statistici,  oppure  ancora  a  livello  di  reddito  da  invalido, 
mediante una riduzione adeguata del valore statistico. In una seconda 
fase, occorre esaminare la questione della deduzione per circostanze 
personali e professionali, che si opera dal reddito da invalido ottenuto 
secondo i valori statistici medi. A questo riguardo, bisogna rilevare che 
i fattori estranei all'invalidità di cui si dovesse aver tenuto conto con il 
parallelismo  dei  redditi  di  raffronto,  non  possono  essere  presi  in 
considerazione  una  seconda  volta  nell'ambito  della  deduzione  per 
circostanze personali e professionali.

Ciò  nondimeno,  in  una sentenza del  12  dicembre 2008,  il  Tribunale 
federale ha precisato che, se un salario da invalido medio può essere 
effettivamente  o,  comunque,  ragionevolmente  conseguito 
dall'assicurato,  non  sussiste  alcun  motivo,  quando  si  procede  al 
calcolo  del  grado  d'invalidità  secondo  il  metodo  del  raffronto  dei 
redditi,  di  procedere al  parallelismo di  quest'ultimi,  ossia all'aumento 

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del  salario  da valido o alla  diminuzione del  salario  da invalido (DTF 
135 V 58).

11.3.2 In concreto, è necessario innanzitutto stabilire il salario medio 
di un fabbro in Svizzera nel 2006. Secondo i dati dell'UFS per il 2006, 
nel settore dell'industria e dell'artigianato, categoria comprensiva della 
professione  del  ricorrente,  il  salario  medio  mensile  equivaleva  a 
Fr. 5'003.-  (tav.  TA1  dell'UFS),  corrispondente  a  Fr.  60'036.-  annui. 
Questo  importo  deve  essere  adeguato  alla  durata  lavorativa 
settimanale di 41.2 ore nel settore di attività dell'industria e artigianato 
nel  2006,  le  statistiche essendo formulate su di  una base di  40 ore 
settimanali.  Quindi  si  ottiene  un  importo  di  61'837.-  (indicatori 
pubblicati  dall'UFS  sulla  durata  normale  di  lavoro  nelle  aziende 
secondo la sezione economica).

Ciò detto, si deve constatare che la differenza tra il salario da valido 
che il  ricorrente avrebbe potuto percepire nel 2006 (Fr. 48'706.-) e il 
salario  medio  svizzero  nel  suo  settore  di  attività  (Fr.  61'837.-) 
corrisponde al 21.23%. Ora, sulla base degli atti all'incarto, il fatto che 
il  ricorrente avrebbe potuto  realizzare  nel  2006 un salario  da valido 
inferiore  del  21.23%  alla  media  nazionale,  non  è  dovuto  a  ragioni 
personali estranee alla sua invalidità, quali una debole scolarizzazione 
o l'insufficienza delle  sue conoscenze linguistiche. Questa differenza 
ha  invece una causa economica,  che  risulta  dalle  disparità  salariali 
constatabili  a  livello  dei  diversi  cantoni  svizzeri.  Ciò  significa  che  il 
ricorrente  potrebbe  effettivamente  o,  comunque,  ragionevolmente 
realizzare un salario da invalido corrispondente alla media nazionale, 
per  cui  non  vi  sono  motivi  di  procedere  al  parallelismo  dei  redditi. 
Infatti, nel caso contrario, si terrebbe conto di una perdita di guadagno 
non causata dallo stato di salute del ricorrente, e ciò in violazione della 
legge (DTF 135 V 58, consid. 3.4.3).  

11.4 Pertanto,  quale reddito  da  invalido  l'Ufficio  AI  cantonale  ha 
ritenuto  quello  statistico  ottenibile  in  attività  di  tipo  leggero  non 
qualificate,  ripetitive. Queste attività  comportano un salario  medio di 
Fr. 58'524.-  (2006),  già  adeguato  secondo  un  orario  settimanale  di 
41,6 medio svizzero di  categoria. Questo introito  teorico può essere 
ridotto per tenere conto dei fattori personali dell'assicurato (DTF 126 V 
75), quali età, handicap. L'amministrazione ha operato una deduzione 
complessiva  del  20%,  il  che  può  essere  condiviso,  atteso  che  la 
riduzione  massima  consentita  si  situa  al  25%,  ma  solo  in  casi 

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eccezionali. Ne  consegue  un  reddito  di  Fr. 46'819.-. Svolta  all'80%, 
questa attività di sostituzione comporta un introito annuo di Fr. 37'455. 

Il confronto fra un reddito privo d'invalidità di Fr. 48'706.- ed un introito 
teorico  dopo  l'insorgenza  dell'invalidità  di  Fr.  37'455.-,  causa  una 
perdita  di  guadagno  del  23,10%  (arrotondato  al  23%),  tasso  che 
esclude  il  riconoscimento  del  diritto  ad  un  quarto  di  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. 

Va  rilevato,  a  titolo  abbondanziale,  che  il  tasso  d'invalidità  non 
attingerebbe il livello del 40% (diritto al quarto di rendita), nemmeno se 
si  dovesse  considerare  una  riduzione  del  reddito  dopo  l'insorgenza 
dell'invalidità  per  fattori  personali  del  25%  (percentuale  massima 
consentita).

Visto  quanto  precede,  il  ricorso  deve  essere  respinto  e  l'impugnata 
decisione confermata.

12.

12.1 Non sono prelevate spese processuali. 

12.2 Visto l'esito del ricorso, non vengono riconosciute indennità per 
spese ripetibili.

Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di  ripetibili  (art. 7 cpv. 3 del regolamento del 21 
febbraio 2008 sulla tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Non si prelevano spese processuali.

3.
Non si riconoscono indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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