# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e3fec0c9-f27b-5c2d-8400-09b20537ca04
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-11-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.11.2023 D-6162/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6162-2023_2023-11-15.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6162/2023 

 

 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 5  n o v e m b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione della giudice Aileen Truttmann;  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato l’(…), alias 

B._______, nato il (…), 

Yemen,  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento  

(procedura Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 2 novembre 2023 / N (…). 

 

 

 

D-6162/2023 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a L’interessato ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il 

(…) agosto 2023, asserendo di essere minorenne, nonché che il supposto 

fratello (…), al beneficio di un permesso di soggiorno svizzero C (cfr. dos-

sier della SEM N […]), fosse risiedente su suolo elvetico, producendo in tal 

senso anche la copia del permesso di soggiorno di quest’ultimo (cfr. [atto 

della SEM] n. [{…}]-14/2). 

A.b Da ricerche intraprese dalla SEM nella banca dati europea “Eurodac” 

in data 4 agosto 2023, è risultato che il richiedente aveva depositato una 

domanda d’asilo pregressa in Germania il (…).  

A.c Nell’ambito del verbale della prima audizione per minorenni non ac-

compagnati (di seguito: verbale RMNA) del (…) settembre 2023, al richie-

dente è stata in particolare offerta la possibilità di esporre il suo percorso 

biografico e di viaggio intrapreso per l’espatrio, nonché di essere sentito 

circa il suo stato di salute e gli eventuali motivi che si opporrebbero alla 

competenza della Germania alla trattazione della sua domanda d’asilo.  

A.d Il 29 settembre 2023, la preposta autorità elvetica, ha richiesto alla sua 

omologa tedesca la ripresa in carico dell’interessato sulla base dell’art. 18 

par. 1 lett. b del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e 

del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di 

determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una do-

manda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri 

da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta uffi-

ciale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di seguito: RD III).  

A.e Con rapporto medico-peritale del (…) ottobre 2023, il (…), su mandato 

della SEM del 22 settembre 2023, ha presentato le sue conclusioni in me-

rito all’età del richiedente, escludendo che egli abbia meno di diciotto anni. 

A.f A fronte sia delle dichiarazioni rilasciate dall’interessato nel corso della 

sua audizione, sia dell’esito della perizia medico-legale sull’età, la SEM con 

scritto del 5 ottobre 2023, ha dato la possibilità al richiedente di esprimersi 

circa la conclusione d’inverosimiglianza della minore età allegata e quindi 

di considerarlo maggiorenne per il prosieguo della procedura con la modi-

fica della sua data di nascita nel Sistema d’informazione centrale sulla mi-

grazione (SIMIC) in (…). 

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A.g La Germania, il 7 ottobre 2023, ha risposto positivamente alla do-

manda di ripresa in carico dell’interessato, fondandosi sull’art. 18 par. 1 

lett. b RD III. 

A.h Con scritto datato 10 ottobre 2023, il richiedente ha trasmesso le sue 

osservazioni al diritto di essere sentito concessogli dalla SEM, annettendo 

quale nuovo documento a sostegno della minore età asserita copia dell’atto 

di nascita, di cui alla registrazione del (…) (secondo la traduzione agli atti 

effettuata del medesimo documento da parte della SEM). Sempre alla data 

succitata, l’autorità inferiore ha proceduto alla mutazione in SIMIC della 

data di nascita dell’interessato in (…). 

B.  

Con decisione del 2 novembre 2023, notificata il giorno successivo (cfr. 

n. 47/1), la SEM non è entrata nel merito della domanda d’asilo del richie-

dente giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi (RS 142.31), con conseguente pro-

nuncia del trasferimento dell’interessato verso la Germania ed esecuzione 

della predetta misura, nonché constatando l’assenza di effetto sospensivo 

di un eventuale ricorso contro la decisione. 

C.  

Il 3 novembre 2023 è cessato il mandato di rappresentanza legale con-

cesso dall’interessato alla (...) in data 8 agosto 2023 (cfr. n. 12/1 e 48/2). 

D.  

Tramite il ricorso inoltrato il 9 novembre 2023 (cfr. risultanze processuali), 

l’insorgente ha impugnato la suddetta decisione dinanzi al Tribunale ammi-

nistrativo federale (di seguito: il Tribunale), con richieste procedurali ten-

denti d’un canto alla concessione dell’effetto sospensivo al ricorso, e d’altro 

canto, all’accoglimento dell’istanza d’assistenza giudiziaria, nel senso 

dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anti-

cipo. Nel merito, ha postulato l’annullamento della decisione avversata e la 

restituzione degli atti di causa alla SEM per nuova decisione. 

E.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei conside-

randi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

 

 

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Pagina 4 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi), contro una 

decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), 

è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 

art. 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Il ricorso, manifestamente infondato per i motivi che seguono, è deciso dal 

giudice unico, con l’approvazione di una seconda giudice (art. 111 lett. e 

LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 

LAsi). Inoltre, giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scam-

bio di scritti. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una deci-

sione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad esami-

nare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 

2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 

4.  

Nel suo ricorso, l’insorgente contesta in primo luogo la conclusione nella 

decisione avversata della SEM, di ritenere la sua minore età inverosimile. 

4.1 Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di 

una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato 

terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l’esecuzione della 

procedura di asilo e allontanamento. 

4.2 Prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal RD III. Se in base a questo esame è individuato un altro Stato 

quale responsabile per l’esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia 

la non entrata nel merito, previa accettazione, espressa o tacita, di ripresa 

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in carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in questione (cfr. 

DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2). 

4.3 In tale contesto, qualora la questione della minore età dell’interessato 

sia oggetto di disputa, si necessita di dirimere preliminarmente tale aspetto, 

essendo il medesimo determinante sia a livello procedurale (art. 17 cpv. 3 

LAsi) sia nell’ambito della determinazione dello Stato responsabile per 

l’esame della domanda di asilo (cfr. art. 8 RD III; DTAF 2019 I/6 consid. 3.3 

con riferimenti citati). 

4.4 Appare d’uopo rammentare all’insorgente che, per quanto concerne la 

minore età, è al richiedente l’asilo che incombe l’onere della prova al ri-

guardo. In presenza di un accertamento dei fatti esaustivo e corretto, se la 

valutazione globale degli atti di causa non permette di ritenere che l’inte-

ressato la abbia resa verosimile, questi sarà tenuto ad assumersene le 

conseguenze, venendo pertanto considerato maggiorenne (cfr.  

DTAF 2019 I/6 consid. 5.4 e consid. 5.6 con rif. ivi citati). 

4.5 Nella presente disamina, il Tribunale non può che condividere le argo-

mentazioni esposte in modo dettagliato dall’autorità inferiore nella deci-

sione impugnata circa l’inverosimiglianza della minore età dell’insorgente 

(cfr. p.to II, pag. 3 segg.), alla quale si rimanda dunque per ulteriori dettagli 

e per quanto qui non verrà specificatamente motivato. In particolare, i risul-

tati della perizia medico-legale esperita (cfr. n. 30/12) rappresentano, con-

formemente alla giurisprudenza del Tribunale, un indizio molto forte di mag-

giore età, per il che risulta essere tanto meno necessario procedere ad un 

apprezzamento generale delle prove (cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2), es-

sendo l’esito degli accertamenti medici, in casu, particolarmente conclu-

dente. In rapporto a quanto sollevato nel suo ricorso dall’insorgente – il 

quale si basa sui suoi asserti nonché sulla presenza in copia del suo certi-

ficato di nascita e del suo passaporto per ritenere come sufficientemente 

provata la sua minore età – non si può dar in alcun modo credito alle di-

chiarazioni rese in tale contesto dal medesimo. Difatti, sia il certificato di 

nascita sia il passaporto, sono stati prodotti soltanto in copia, e quindi non 

ne può essere appurata l’autenticità. Inoltre, riguardo alla sua data di na-

scita e a come avrebbe appreso della medesima, egli ha rilasciato delle 

dichiarazioni incoerenti lungo il corso della sua procedura. Lui ha invero 

innanzitutto riferito di essere nato l’(…) e che avrebbe appreso della stessa 

dal suo attestato di nascita e dal passaporto (cfr. n. 17/9, p.to 1.06, pag. 3). 

Nell’ambito del suo diritto di essere sentito, ha invece contraddetto i suoi 

asserti precedenti, riferendo invece come la sua data di nascita sarebbe: 

“[…] il risultato di un suo calcolo eseguito conoscendo la propria età, dal 

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momento che solo successivamente ha ricevuto la copia del suo atto di 

nascita”, il quale documento riporterebbe, a mente sua, che egli sarebbe 

nato nel mese di (…) dell’anno (…) (cfr. n. 38/2). Tuttavia, dalla traduzione 

effettuata dalla SEM del medesimo documento, si evincono due date di 

nascita: l’(…) del (…) o il (…); quindi date tra loro incoerenti, come pure 

rispetto alle allegazioni presentate nel parere al diritto di essere sentito 

dall’insorgente. Da ultimo, nel suo ricorso, egli ha prodotto una copia del 

suo supposto passaporto, che riporta la data di nascita del (…). La discre-

panza di un giorno con i suoi asserti rilasciati in audizione, egli tenta di 

spiegarla adducendo che i genitori gli avrebbero sempre riferito di essere 

nato l’(…), ma allorché si sarebbero recati per ottenere il passaporto, le 

autorità gli avrebbero riportato che la data corretta sarebbe stata quella del 

(…) (cfr. ricorso, p.to 3, pag. 3). Ora, tale spiegazione di come egli sarebbe 

venuto a conoscenza della sua data di nascita, è però nuovamente incoe-

rente con quanto da lui allegato nel corso del verbale RMNA rispettiva-

mente nel suo parere al diritto di essere sentito. Peraltro, risulta quanto-

meno insolito, che la copia della fotografia del passaporto, sia giunta sol-

tanto in fase ricorsuale, allorché nel corso del verbale RMNA gli era stato 

richiesto se potesse provare la sua minore età con dei documenti, ciò che 

egli aveva negato, riferendo che le guardie (…) gli avrebbero preso il pas-

saporto (cfr. n. 17/9, p.to 4.02 segg., pag. 6 seg.). Sulla base delle predette 

considerazioni, il Tribunale ritiene che le copie dei due documenti prodotti 

dall’insorgente siano ascrivibili a dei mezzi di prova di compiacenza, ovvero 

inoltrati ai soli fini della causa, al quale non può essere riconosciuto alcun 

valore probatorio, in quanto del tutto inattendibili. A ciò si aggiungono le 

discrepanze e vaghezze già rilevate dalla SEM nelle dichiarazioni rese dal 

ricorrente nell’ambito del verbale RMNA, al quale può senz’altro essere 

rinviato (cfr. p.to II, pag. 3 segg. della decisione impugnata), per evitare 

inutili ridondanze. In tale contesto, non muterebbe la predetta conclusione 

del Tribunale, neppure se l’insorgente facesse pervenire un (nuovo) pas-

saporto originale, come da lui proposto nel ricorso (cfr. p.to 3, pag. 3). Tale 

proposta di prova viene quindi rifiutata dalla scrivente autorità. 

4.6 Nelle surriferite circostanze, anche il Tribunale, in un’attenta valuta-

zione globale di tutti gli elementi presenti all’incarto ed in presenza di una 

fattispecie giuridica sufficientemente completa e corretta, ritiene che l’in-

sorgente – al quale incombeva l’onere della prova in merito (cfr. supra con-

sid. 4.4) – non è stato in grado di rendere verosimile la sua supposta mi-

nore età al momento dell’inoltro della sua domanda d’asilo in Svizzera. 

Conseguentemente, egli deve assumersene le conseguenze, ovvero che 

venga considerato maggiorenne in conformità con la giurisprudenza succi-

tata (cfr. supra consid. 4.4), e come rettamente concluso dall’autorità 

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inferiore nella decisione avversata che le disposizioni normative relative ai 

minorenni non gli siano applicabili ed egli non possa a ragione avvalersene. 

5.  

5.1 Proseguendo nell’analisi, nel caso di una procedura di ripresa in carico 

(take back), come è il caso di specie, di principio non viene effettuato un 

nuovo esame di determinazione dello Stato membro competente secondo 

il capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1). Inoltre, la determina-

zione dello Stato membro competente avviene sulla base della situazione 

esistente al momento in cui il richiedente ha presentato domanda di prote-

zione internazionale (art. 7 par. 2 RD III). 

5.2 Nella presente disamina, le investigazioni intraprese dalla SEM hanno 

rivelato che il ricorrente aveva depositato una domanda d’asilo in  

Germania il (…) (cfr. n. 7/1 e 8/1). Sulla scorta di tale circostanza e dei 

dubbi insorti in capo alla SEM dalle dichiarazioni rilasciate dall’insorgente 

nell’ambito del suo verbale RMNA, l’autorità inferiore, il 29 settembre 2023, 

ha quindi chiesto alle autorità tedesche, nel termine fissato all’art. 23 par. 2 

RD III, la ripresa in carico dell’interessato sulla base dell’art. 18 par. 1 lett. b 

RD III (cfr. n. 24/5). La Germania, ha risposto affermativamente in data 

7 ottobre 2023, quindi nel termine previsto all’art. 25 par. 1 RD III, pure fon-

dandosi sulla succitata norma per ammettere la sua competenza (cfr. 

n. 35/3). Di conseguenza, la competenza della Germania è di principio 

data, ciò che non viene del resto censurato dal ricorrente nel suo gravame. 

5.3  

5.3.1 Egli si oppone tuttavia ad un suo trasferimento verso il suddetto 

Paese, in quanto nel suo ricorso egli ritiene che la presenza in Svizzera di 

un suo fratello in possesso di un permesso C, rappresenterebbe un valido 

motivo per la sua presa in carico da parte della Svizzera. Ciò poiché, il 

fratello, rappresenterebbe “l’adulto responsabile” nei suoi confronti, come 

indicato nel RD III (cfr. ricorso, p.to 3, pag. 3). 

5.3.2 In merito, è d’uopo osservare che per quanto attiene alla presenza 

del fratello in Svizzera (di cui al dossier della SEM N […]), questi non risulta 

essere un membro della famiglia dell’insorgente giusta l’art. 2 lett. g RD III, 

come già osservato a ragione nella decisione sindacata. Inoltre, il ricor-

rente, non essendo stato ritenuto minore (cfr. supra consid. 4), non può 

neppure prevalersi della predetta norma in rapporto alla nozione di “un altro 

adulto responsabile”.  

5.3.3 La relativa censura deve, di conseguenza, essere respinta. 

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6.  

Proseguendo nell’analisi, neppure l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase 

RD III, si giustifica nel caso in rassegna. Invero, non vi sono fondati motivi 

per ritenere che in Germania, sussistano carenze sistemiche ai sensi 

dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (GU C 

364/1 del 18.12.2000, di seguito: CartaUE; cfr. tra le tante la sentenza del 

Tribunale nelle cause congiunte F-5368/2023, F-5369/2023 e F-5370/2023 

del 16 ottobre 2023 consid. 8.1), ciò che peraltro il ricorrente non sostiene. 

Inoltre, la presunzione secondo cui la Germania agisca in linea con gli stan-

dard e le norme previsti dal diritto europeo e internazionale non è stata 

rovesciata dal ricorrente, alla luce degli atti all’incarto e delle allegazioni 

ricorsuali. 

7.  

7.1 Resta ancora da esaminare se, come richiesto dal ricorrente nel gra-

vame, malgrado la competenza di principio della Germania, l’autorità infe-

riore debba esaminare la domanda di protezione internazionale del ricor-

rente in applicazione dell’art. 17 par. 1 RD III (“clausola di sovranità”), di-

sposizione concretizzata in diritto interno svizzero dall’art. 29a cpv. 3 

dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 ago-

sto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), che prevede che se “motivi umanitari” lo 

giustificano la SEM può entrare nel merito della domanda anche qualora 

giusta il RD III un altro Stato sarebbe competente per il trattamento della 

domanda. Nell’applicazione di tale norma, la SEM dispone di potere di ap-

prezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Al contrario, se il trasferi-

mento del richiedente nel paese di destinazione contravviene ad una 

norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle della CEDU, l’au-

torità inferiore è obbligata a entrare nel merito della domanda d’asilo ed il 

Tribunale dispone di potere di controllo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 con-

sid. 8.2.1). 

7.2 Il ricorrente, sia nel suo verbale RMNA (cfr. n. 17/9, p.to 8.01, pag. 8) 

sia nel suo gravame, si prevale della presenza di un fratello in Svizzera, 

che beneficerebbe del permesso di domicilio, per opporsi ad un suo trasfe-

rimento verso la Germania. Egli si prevale quindi, indirettamente, dell’ap-

plicazione dell’art. 8 CEDU. 

7.3 Il Tribunale ritiene tuttavia che l’insorgente non possa validamente pre-

valersi della suddetta norma – né men che meno dell’art. 16 par. 1 RD III – 

per opporsi ad un suo trasferimento verso la Germania, in quanto dalle 

allegazioni dell’insorgente esposte in corso di procedura e con il ricorso 

non si ravvede alcuna relazione stretta ed effettiva o ancora di particolare 

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dipendenza tra lui ed il fratello ai sensi della giurisprudenza topica resa in 

materia (cfr. DTF 135 I 143 consid. 1.3.1 e giurisprudenza ivi citata; 

DTF 143 I 21 consid. 5.1 seg.; 139 I 330 consid. 2.1 con rif.;  

DTAF 2017 VI/5 consid. 8.3.3 e 8.3.5; sentenze del Tribunale E-3704/2022 

del 27 ottobre 2022 consid. 6.3, D-1968/2022 del 5 maggio 2022 con-

sid. 8.5.1). 

7.4 Non si intravvedono poi negli atti di causa né nel ricorso, ulteriori ele-

menti che si opporrebbero ad un suo trasferimento nello Stato in questione. 

Segnatamente, egli non ha fornito indizi seri e concreti suscettibili di com-

provare che un suo ritorno in Germania lo esporrebbe al rischio di essere 

privato del sostentamento minimo e di subire delle condizioni di vita inde-

gna in violazione della direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del 

Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme relative all’accoglienza dei ri-

chiedenti protezione internazionale. Anche dal punto di vista medico, non 

vi sono problemi di una gravità tale da impedirne il rinvio, non essendo le 

problematiche di salute, tra l’altro che risultano essere già curate e guarite 

rispettivamente ancora in trattamento (cfr. n. 11/3, 15/1, 19/2, 20/2, 21/1, 

28/3, 29/2, 36/2, 37/2 e 44/3), classificabili quali gravi ai sensi della giuri-

sprudenza convenzionale in materia (cfr. sentenze della Corte europea dei 

diritti dell’uomo N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, Grande Ca-

mera, n. 26565/06; Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, Grande 

Camera, §181 segg.; DTAF 2011/9, consid. 7.1), e già sufficientemente ac-

clarate dall’autorità inferiore, alla quale decisione si rinvia per il resto (cfr. 

p.to II, pag. 7 seg.). 

7.5 In siffatte circostanze, non si ravvisano indicatori per ritenere che l’au-

torità inferiore abbia esercitato in maniera arbitraria il suo potere di apprez-

zamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Non vi è quindi alcun motivo di 

applicare le clausole discrezionali previste all’art. 17 par. 1 RD III, rispetti-

vamente all’art. 29a cpv. 3 OAsi 1. Di conseguenza, in mancanza dell’ap-

plicazione di tali norme da parte della Svizzera, la Germania rimane com-

petente per il seguito della domanda d’asilo e d’allontanamento del ricor-

rente in ossequio alle condizioni poste nel RD III. 

8.  

In conclusione, con il provvedimento impugnato, l’autorità inferiore non ha 

violato il diritto federale né abusato del suo potere di apprezzamento ed 

inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente 

rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il ricorso deve quindi essere respinto e la 

decisione dell’autorità inferiore confermata. 

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Pagina 10 

9.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, le richieste tendenti d’un 

canto alla concessione dell’effetto sospensivo al ricorso e d’altro canto 

all’esenzione dal versamento di un anticipo sulle presumibili spese proces-

suali, formulate dal ricorrente nel gravame, sono divenute senza oggetto. 

10.  

Inoltre, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito fa-

vorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta. 

11.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che se-

guono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA; nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

12.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, e pertanto non può essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 

1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Pagina 11 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

Data di spedizione: