# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cee0c7ff-cccc-5329-8d2c-e17b302c5e6a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-05-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 05.05.2017 72.2016.213
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2016-213_2017-05-05.html

## Full Text

Incarto
  n.

  72.2016.213

  72.2017.35

  	
  Lugano,

  5 maggio 2017/sg

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte delle assise criminali

  
	
   

  
					

 

	
  composta da:

  	
  giudice Marco
  Villa, Presidente

  
	
   

  	
  GI 1, giudice
  a latere 

  GI 2, giudice
  a latere 

  
	
   

  	
  Anna Giamboni,
  vicecancelliera

  

 

sedente nell’aula penale di questo palazzo
di giustizia , per giudicare

 

	
  nella causa penale

  	
  Ministero pubblico

  

 

	
   

  	
  e in qualità di accusatori privati

   

  
	
   

  	
  ACPR 1  

   

  ACPR 4  

  patricinata dall’avv. RAAP 1   

   

  e in qualita di terzo aggravato 

   

  TEAG 1 

  patrocinata dall’avv. RAAP 2 

  

 

 

	
  contro

  	
  IM 1

  rappresentato dall’avv. DUF 1 

   

  in carcerazione preventiva dal 14.5.2016 al 30.8.2016 (109
  giorni) e posto in anticipata esecuzione della pena dal 31.8.2016

  

 

	
   

  	
  IM 2

  rappresentato dall’avv. DUF 2

   

  in carcerazione preventiva dal 14.5.2016 al 12.9.2016 (122
  giorni) e posto in anticipata esecuzione della pena dal 13.9.2016

   

   

  IM 3

  rappresentato dall’avv. DUF 3

   

  in carcerazione preventiva dal 14.5.2016 al 28.9.2016 (138
  giorni) e posto in anticipata esecuzione della pena dal 29.9.2016

   

   

  IM 4,

  rappresentato dall’avv. DUF 4

   

  in carcerazione estradizionale dal 17.5.2016 al 1.2.2017
  (261 giorni), in carcerazione preventiva dal 2.2.2017 al 21.2.2017 (20
  giorni) e posto in anticipata esecuzione della pena dal 22.2.2017

  

 

 

imputati, a
norma dell’atto d’accusa nr. 180/2016 del 26.11.2016 emanato dal Procuratore
pubblico PP 1, di

 

 

                                  A.   IM 2 e IM 3

 

                                   1.   rapina
aggravata 

 

siccome hanno eseguito la rapina come
associati a una banda intesa a commettere furti o rapine,
nella quale ognuno aveva il proprio ruolo, banda composta
da IM 2, IM 3 e __________, e agendo in correità con tale “__________/__________/__________”
e terza persona ignota, 

siccome per compiere la rapina si sono
muniti di un’arma da fuoco o di un’altra arma pericolosa, poi utilizzata dagli
autori materiali durante la rapina, 

nonché per avere, per
commettere il furto, usato violenza contro una persona e minacciata di un
pericolo imminente alla vita o all'integrità corporale,

e meglio per avere, 

 

il 30 marzo 2016, verso
le ore 10:00 circa,

ad __________, in __________
dinnanzi al numero civico 42, sottratto denaro contante per un importo
denunciato di CHF 60'000.- e Euro 100'000.- a danno della ACPR 4 (refurtiva non
recuperata), rispettivamente del portavalori __________,

 

e più precisamente,

 

individuando, nel corso
del mese di novembre 2015, IM 4 e IM 2, l’obiettivo nel portavalori della ACPR
4, e, nei mesi successivi, pedinandolo durante i tragitti di consegna e ritiro
di denaro sulla tratta __________ - __________, 

 

coinvolgendo IM 4 e IM 2,
IM 3 che a sua volta prendeva parte ad alcuni pedinamenti del portavalori, 

 

reclutando poi IM 3, in
un esercizio pubblico di __________ (I), tale “__________/__________/__________”,
tuttora non identificato, 

esponendo IM 2 a
quest’ultimo, durante un successivo incontro avvenuto nel mese di marzo 2016 a __________
(I), il loro piano che consisteva nel rapinare un portavalori che circolava in
Svizzera solo e disarmato a bordo di un’automobile non blindata, e indicandogli
che il suo compito sarebbe stato quello di eseguire materialmente la rapina,

 

reclutando “__________/__________/__________”,
a sua volta, un secondo autore materiale, tuttora non identificato, 

 

incontrandosi quindi la
mattina del 29.03.2016, in un esercizio pubblico di __________ (I), IM 3, IM 2,
IM 4 e tale “__________/__________/__________”, 

raggiungendo poi tutti e
quattro __________, IM 4 e IM 3 a bordo d__________, IM 2 e tale “__________/__________/__________”
a bordo del veicolo Smart targato (I)__________, mostrando quindi IM 4, IM 2 e IM
3 a tale “__________/__________/__________” la sede della ACPR 4, il
veicolo del portavalori, l’itinerario percorso da quest’ultimo sino ad __________
e più precisamente sino all’ufficio cambio __________, nonché indicandogli le
possibili vie di fuga verso l’Italia attraverso i valichi doganali di __________
e __________, 

 

incontrandosi poi tutti
e quattro, dopo predetto sopralluogo, in un esercizio pubblico di __________
(I), dove discutevano ulteriormente i dettagli della rapina,

 

recandosi IM 2 e IM 3,
la medesima sera, a __________ (I) in __________ dove reperivano il motoveicolo
Yamaha T-Max, condotto e poi parcheggiato da IM 2 a __________ (I), 

 

procurandosi gli ignoti
autori materiali una pistola e un taser,

 

radunandosi quindi, la
mattina del 30.03.2016, a __________ (I), IM 2, IM 3 e i due autori materiali,
raggiungendo poi __________ (I), dove recuperavano il motoveicolo ivi lasciato
la sera precedente da IM 2, al quale quest’ultimo applicava una targa ticinese
da lui precedentemente sottratta e alterata, e consegnava agli autori materiali
due caschi, 

 

recandosi nel mentre IM
4 in Svizzera a bordo del veicolo Renault Clio targato (I)__________, e
transitando successivamente in uscita attraverso il valico doganale di __________
segnalando così ai correi l’assenza di controlli delle Guardie di confine
rispettivamente di Polizia, entrando quindi in Svizzera attraverso predetto valico
doganale il motoveicolo Yamaha T-Max condotto da tale “__________/__________/__________”,
IM 3 e il secondo autore materiale a bordo del veicolo Kia Cee’d targato (I) __________,
IM 2 a bordo del veicolo Smart targato (I) __________ e di nuovo IM 4,

 

dirigendosi quindi IM 4
verso la sede della ACPR 4 per controllare il passaggio del portavalori, mentre
IM 2, IM 3 e gli autori materiali si dirigevano al “parcheggio __________” ad __________,

 

dirigendosi poi IM 2,
dopo essere stato al “parcheggio __________”, a sua volta verso __________,
dove notava e agganciava il portavalori presso la stazione FFS e lo pedinava, 

 

mettendo IM 3 a
disposizione del secondo autore materiale un paio di guanti di sua proprietà,

 

avvisando quindi IM 2 IM
3 e gli autori materiali della partenza del portavalori in direzione di __________,

 

dirigendosi quindi IM 4
verso __________ dove precedeva gli autori materiali nell’avvicinamento nei
pressi dell’ufficio cambio __________,

 

dirigendosi poi IM 3
verso __________ sul versante italiano, monitorando da lì il valico doganale e
il successivo arrivo degli autori materiali,

 

spostandosi quindi gli
autori materiali in prossimità dell’ufficio cambio __________ e appostandosi in
attesa dell’arrivo del portavalori, 

raggiungendolo, al suo
arrivo, da tergo a bordo del motoveicolo, posizionando il mezzo dietro
l’automobile del portavalori __________, 

 

scendendo dal
motoveicolo il secondo autore materiale e dirigendosi verso __________ appena
quest’ultimo scendeva dall’automobile, ponendosi di fronte a lui, minacciandolo
puntandogli contro la pistola all’altezza del petto, afferrandogli e
strappandogli di mano la borsa contenente il denaro contante, raggiungendo poi
“__________/__________/__________” che l’attendeva a bordo del motoveicolo
pronto per la fuga, che nel frattempo si era spostato poco più avanti, dandosi
quindi i due alla fuga con la refurtiva in direzione __________, 

 

transitando nel contempo
IM 2 dinnanzi all’ufficio cambio __________ assistendo alla rapina, rientrando
in Italia pure lui, attraverso il valico doganale di __________,

 

abbandonando gli autori
materiali il motoveicolo a __________ (I) dove venivano inizialmente caricati
sull’automobile condotta da IM 4, per poi dividersi nuovamente tra le
automobili condotte da IM 4 e da IM 3,

 

incontrandosi quindi
tutti e cinque a __________ (I) dove avveniva la spartizione della refurtiva;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reato previsto: dall’art. 140 cifre 1, 2 e 3 cpv. 1 CP;

 

 

                                  B.   IM
1, IM 2 e IM 3 

 

 

                                   2.   atti preparatori punibili alla rapina 

per avere,

a __________ e dintorni,
nel periodo novembre 2015 – 14 maggio 2016,

IM 1, IM 2 e IM 3,
preso, conformemente a un piano, concrete disposizioni tecniche e organizzative
la cui natura ed estensione erano tali da mostrare che si accingevano, in
correità con IM 4 e __________, a commettere una rapina ai danni della __________
di via dei __________ a __________,

 

e meglio per avere,

 

                                     -   effettuato,
a partire dal mese di novembre 2015, IM 2 e IM 4, sopralluoghi e pedinamenti
individuando quali iniziali possibili obiettivi di rapina i veicoli VW Golf
sostituito dal veicolo Citroën C3 targato (I)__________ in uso a __________, e
il veicolo Ford B-Max targato TI __________ in uso al portavalori della __________,
__________;

 

                                     -   coinvolto
IM 2 e IM 4, IM 3, discutendo quindi il trio in merito ai possibili obiettivi
individuati, giungendo alla conclusione che avrebbero necessitato di un autore
materiale per commettere la rapina ai danni del portavalori della __________;

 

                                     -   procurandosi
IM 2 e IM 3 nuovi telefoni cellulari utilizzati per comunicare tra di loro; 

 

                                     -   proposto
quindi IM 3, nel corso del mese di aprile 2016, durante un incontro avvenuto a __________
(I) in __________, a IM 1 di effettuare una rapina in Svizzera, e spiegandogli
poi IM 2, durante un successivo incontro, il loro piano che consisteva nel
rapinare un portavalori in Svizzera che circolava solo e disarmato a bordo di
un’automobile non blindata;

 

                                     -   incontrandosi,
il 18.04.2016, in un esercizio pubblico di __________ (I), IM 2, IM 3 e IM 4,
raggiungendo successivamente __________ dove effettuavano un sopralluogo nei
pressi della sede della __________, pedinando IM 4 il portavalori e radunandosi
il trio, al termine del pedinamento, presso il Bar __________;

 

                                     -   incontrandosi
nuovamente il 19.04.2016, in un esercizio pubblico di __________ (I), IM 2, IM
3 e IM 4, raggiungendo successivamente __________ dove effettuavano un
sopralluogo nei pressi della sede della __________, pedinando IM 4 il
portavalori e radunandosi il trio, al termine del pedinamento, nei pressi del
Bar __________;

 

                                     -   incontrandosi,
il 23.04.2016, in un esercizio pubblico di __________ (I), IM 2, IM 3, IM 4, IM
1, __________ e una terza persona ignota, da lì raggiunto __________,
transitando dapprima i tre veicoli a loro in uso “in carovana” dinnanzi
alla sede della __________, e poi IM 1 e il fratello __________ a piedi seguiti
a breve distanza da IM 3 e la terza persona, suggerendo IM 1 di colpire il
portavalori non appena lasciava la sede della __________, chiedendo quindi a IM
4 di mostrargli il valico più vicino, mostrando quindi IM 4 a IM 1 il tragitto
che conduce attraverso il confine verde dalla Svizzera all’Italia, raggiungendo
così a piedi gli altri quattro che nel frattempo avevano lasciato la Svizzera e
li attendevano a __________ (I) nei pressi del cimitero; 

 

                                     -   reclutato
IM 1 a sua volta __________ proponendogli di fungere da autista durante la
rapina al portavalori, indicandogli che il suo compito sarebbe stato quello di
condurlo in loco e lì di mantenersi pronto alla fuga a rapina avvenuta;

 

                                     -   incontrandosi,
il 3.05.2016, in un esercizio pubblico di __________ (I), IM 3, IM 4, IM 1 e __________,
dove discutevano della rapina da perpetrate in Svizzera, da lì raggiunto __________
attraverso il valico di __________, transitando poi le automobili dinnanzi alla
sede della __________ dove vi era parcheggiato il veicolo del portavalori,
lasciando poi tutti quanti la Svizzera attraverso il valico doganale di __________;

 

                                     -   effettuato
IM 4, nel periodo compreso tra il mese di aprile 2016 e il 14 maggio 2016,
numerosi sopralluoghi nei pressi della __________ e pedinamenti del portavalori
durante le consegne;

 

                                     -   confermato
la sera dell’11.05.2016, IM 3 a __________ l’incontro previsto per il sabato
successivo alle ore 11:00;

 

                                     -   incontrandosi
quindi, sabato 14.05.2016, in un esercizio pubblico di __________ (I), IM 2, IM
3, IM 4, IM 1 e __________, da lì raggiunto __________, e più precisamente i
posteggi nei pressi del campo di calcio, transitando poi IM 1 e __________ a
piedi dinanzi alla sede della __________ e sostando alcuni minuti a qualche
decina di metri dalla medesima, tornando poi da IM 4, IM 2, IM 3 e partendo
tutti alla volta dell’Italia, IM 2 e IM 1 a bordo della VW Golf, IM 4, __________
e IM 3, a bordo della KIA Cee’d, lasciando quest’ultimo IM 4 e __________ nei
pressi del valico di __________, e più precisamente sulla strada che conduce al
confine verde che IM 4 mostrava a __________; 

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reato previsto: dall’art. 260bis cpv. 1 lett. d) CP;

 

 

                                  C.   IM
2

 

 

                                   3.   abuso della licenza e delle targhe (appropriazione illegale di targhe
di controllo)

 

per essersi, a __________
presso l’autosilo __________, nel periodo compreso tra il 12 e il 19 marzo
2016, illecitamente appropriato della targa di controllo TI __________
intestata a __________, asportandola dal motoveicolo Piaggio Beverly di __________,
allo scopo di cederne l’uso a terzi, segnatamente di applicarla sul motoveicolo
Yamaha T-Max utilizzato dagli autori materiali della rapina di cui al punto 1
del presente AA,;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reato previsto: dall’art. 97 cpv. 1 lett. g) LCStr;

 

 

ed inoltre, IM 4,
imputato singolarmente, a norma dell’atto d’accusa nr. 26/2017 del 6.3.2017
emanato dal Procuratore Pubblico PP 1, di

 

 

                                         rapina
aggravata 

 

siccome ha eseguito la rapina come
associato a una banda intesa a commettere furti o rapine,
nella quale ognuno aveva il proprio ruolo, banda composta
da IM 2, IM 3 e IM 4, e agendo in correità con tale “__________/__________/__________”
e terza persona ignota, 

siccome per compiere la rapina si sono
muniti di un’arma da fuoco o di un’altra arma pericolosa, poi utilizzata dagli
autori materiali durante la rapina, 

nonché per avere, per
commettere il furto, usato violenza contro una persona e minacciata di un
pericolo imminente alla vita o all'integrità corporale,

e meglio per avere, 

 

il 30 marzo 2016, verso
le ore 10:00 circa,

ad __________, in __________
dinnanzi al numero civico __________, sottratto denaro contante per un importo
denunciato di CHF 60'000.- e EUR 100'000.- a danno della ACPR 4 (refurtiva non
recuperata), rispettivamente del portavalori __________,

 

e più precisamente,

 

individuando, nel corso
del mese di novembre 2015, IM 4 e IM 2, l’obiettivo nel portavalori della ACPR
4, e, nei mesi successivi, pedinandolo durante i tragitti di consegna e ritiro
di denaro sulla tratta __________ - __________, 

 

coinvolgendo IM 4 e IM 2,
IM 3 che a sua volta prendeva parte ad alcuni pedinamenti del portavalori, 

 

reclutando poi IM 3, in
un esercizio pubblico di __________ (I), tale “__________/__________/__________”,
tuttora non identificato, 

esponendo IM 2 a quest’ultimo,
durante un successivo incontro avvenuto nel mese di marzo 2016 a __________
(I), il loro piano che consisteva nel rapinare un portavalori che circolava in
Svizzera solo e disarmato a bordo di un’automobile non blindata, e indicandogli
che il suo compito sarebbe stato quello di eseguire materialmente la rapina,

 

reclutando “__________/__________/__________”,
a sua volta, un secondo autore materiale, tuttora non identificato, 

 

incontrandosi quindi la
mattina del 29.03.2016, in un esercizio pubblico di __________ (I), IM 3, IM 2,
IM 4 e tale “__________/__________/__________”, 

raggiungendo poi tutti e
quattro __________, IM 4 e IM 3 a bordo del veicolo Lancia Y targato (I) __________,
IM 2 e tale “__________/__________/__________” a bordo del veicolo Smart
targato (I)__________, mostrando quindi IM 4, IM 2 e IM 3 a tale “__________/__________/__________”
la sede della ACPR 4, il veicolo del portavalori, l’itinerario percorso da
quest’ultimo sino ad __________ e più precisamente sino all’ufficio cambio __________,
nonché indicandogli le possibili vie di fuga verso l’Italia attraverso i
valichi doganali di __________ e __________, 

 

incontrandosi poi tutti
e quattro, dopo predetto sopralluogo, in un esercizio pubblico di __________
(I), dove discutevano ulteriormente i dettagli della rapina,

 

recandosi IM 2 e IM 3,
la medesima sera, a __________ (I) in __________ dove reperivano il motoveicolo
Yamaha T-Max, condotto e poi parcheggiato da IM 2 a __________ (I), 

 

procurandosi gli ignoti
autori materiali una pistola e un taser,

 

radunandosi quindi, la
mattina del 30.03.2016, a __________ (I), IM 2, IM 3 e i due autori materiali,
raggiungendo poi __________ (I), dove recuperavano il motoveicolo ivi lasciato
la sera precedente da IM 2, al quale quest’ultimo applicava una targa ticinese
da lui precedentemente alterata, e consegnava agli autori materiali due caschi,

 

recandosi nel mentre IM
4 in Svizzera a bordo del veicolo Renault Clio targato (I)__________, e
transitando successivamente in uscita attraverso il valico doganale di __________
segnalando così ai correi l’assenza di controlli delle Guardie di confine
rispettivamente di Polizia, entrando quindi in Svizzera attraverso predetto
valico doganale il motoveicolo Yamaha T-Max condotto da tale “__________/__________/__________”,
IM 3 e il secondo autore materiale a bordo del veicolo Kia Cee’d targato (I) __________,
IM 2 a bordo del veicolo Smart targato (I) __________ e di nuovo IM 4,

 

dirigendosi quindi IM 4
verso la sede della ACPR 4 per controllare il passaggio del portavalori, mentre
IM 2, IM 3 e gli autori materiali si dirigevano al “parcheggio __________” ad __________,

 

dirigendosi poi IM 2,
dopo essere stato al “parcheggio __________”, a sua volta verso __________,
dove notava e agganciava il portavalori presso la stazione FFS e lo pedinava, 

 

mettendo IM 3 a
disposizione del secondo autore materiale un paio di guanti di sua proprietà,

 

avvisando quindi IM 2 IM
3 e gli autori materiali della partenza del portavalori in direzione di __________,

 

dirigendosi quindi IM 4
verso __________ dove precedeva gli autori materiali nell’avvicinamento nei
pressi dell’ufficio cambio __________,

 

dirigendosi poi IM 3
verso __________ sul versante italiano, monitorando da lì il valico doganale e
il successivo arrivo degli autori materiali,

spostandosi quindi gli
autori materiali in prossimità dell’ufficio cambio __________ e appostandosi in
attesa dell’arrivo del portavalori, 

raggiungendolo, al suo
arrivo, da tergo a bordo del motoveicolo, posizionando il mezzo dietro
l’automobile del portavalori __________, 

 

scendendo dal
motoveicolo il secondo autore materiale e dirigendosi verso __________ appena
quest’ultimo scendeva dall’automobile, ponendosi di fronte a lui, minacciandolo
puntandogli contro la pistola all’altezza del petto, afferrandogli e
strappandogli di mano la borsa contenente il denaro contante, raggiungendo poi
“__________/__________/__________” che l’attendeva a bordo del
motoveicolo pronto per la fuga, che nel frattempo si era spostato poco più
avanti, dandosi quindi i due alla fuga con la refurtiva in direzione __________,

 

transitando nel contempo
IM 2 dinnanzi all’ufficio cambio __________ assistendo alla rapina, rientrando
in Italia pure lui, attraverso il valico doganale di __________,

 

abbandonando gli autori
materiali il motoveicolo a __________ (I) dove venivano inizialmente caricati
sull’automobile condotta da IM 4, per poi dividersi nuovamente tra le
automobili condotte da IM 4 e da IM 3,

 

incontrandosi quindi
tutti e cinque a __________ (I) dove avveniva la spartizione della refurtiva;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di tempo e di luogo indicate;

reato previsto: dall’art. 140 cifre 1, 2 e 3 cpv. 1 CP;

 

 

                                   2.
  abuso della licenza e delle targhe
(appropriazione illegale di targhe di controllo)

per essersi, il 14 marzo
2016, a __________ in via __________, illecitamente appropriato della targa di
controllo TI __________ intestata a __________, asportandola dallo scooter
Yamaha YP400 di proprietà di quest’ultimo, allo scopo di cederne l’uso a terzi,
segnatamente di alterarla e applicarla sul motoveicolo Yamaha T-Max utilizzato
dagli autori materiali della rapina di cui al punto 1 del presente AA;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di tempo e di luogo indicate;

reato previsto: dall’art. 97 cpv. 1 lett. g) LCStr;

 

 

Presenti:                   -   il
Procuratore pubblico PP 1 in rappresentanza del Ministero Pubblico;

                                     -   l’imputato
IM 1, assistito dal difensore d’ufficio avv. DUF 1;

                                     -   l’imputato
IM 2, assistito dal difensore d’ufficio avv. DUF 2;

                                     -   l’imputato
IM 3, assistito dal difensore d’ufficio avv. DUF 3;

                                     -   l’imputato
IM 4, assistito dal difensore d’ufficio avv. DUF 4;

                                     -   l’avv.
RAAP 1, patrocinatore di fiducia dell’accusatrice privata ACPR 4; 

                                     -   il
terzo aggravato TEAG 1, assistita dal patrocinatore di fiducia avv. RAAP 2.

 

 

Espletato il pubblico
dibattimento:

 

mercoledì 3 maggio 2017, dalle ore
09:39 alle ore 18:43;

giovedì 4 maggio 2017, dalle ore 09:30
alle ore 11:20;

venerdì 5 maggio 2017, dalle ore 14:39
alle ore 15:41.

 

Evase le seguenti

questioni:                 I.   Verbale del dibattimento:

Le
parti danno atto che in questa sede l’avv. DUF 3 interviene anche quale
patrocinatore di fiducia di TEAG 1, terzo aggravato.

Richiamato
il doc. TPC 27 il Presidente e le parti si danno reciprocamente atto che __________
e __________ non sono accusatori privati.

 

Il
Presidente propone alle parti le seguenti modifiche:

atto
d’accusa 180/2016 del 29.11.2016

                                     -   a
pag. 1, riferendosi alla carcerazione preventiva di IM 1, si sostituisce in
totale 140 giorni con 109 giorni;

                                     -   al
punto A1, a pag. 2, al titolo di reato, si aggiunge subordinatamente semplice;

                                     -   a
pag. 5, al reato, si aggiunge alla n. 1 dell’art. 140 CP il cpv. 1;

                                     -   al
punto B2, a pag. 5, richiamati i verbali d’interrogatorio PP IM 1 10.6.2016 a
pag. 2 da riga 10 (“ADR che non…”) a riga 13 (“…colombe di Pasqua”) e di
confronto IM 2 / IM 1 8.8.2016 a pag. 4 da riga 42 (“Oltretutto gli incontri”)
a riga 45 (“li conoscevo ancora”), si sostituisce nel periodo novembre 2015 -
14 maggio 2016, IM 1, IM 2 e IM 3 con nel periodo novembre 2015 / 14.5.2016, IM
2 e IM 3 e nel periodo marzo 2016 / 14.5.2016, IM 1

                                     -   ai
sequestri, a pag. 7 e 8, richiamato l’AI 153 e i verbali d’interrogatorio PS IM
2 31.5.2016 a pag. 10 da riga 30 (“All’interno della…”) a riga 33 (“…altro da
dire”) e IM 1 8.6.2016 a pag. 2 da riga 23 (“Gli interroganti mi…”) a riga 28
(“…tolti io prima”), si tolgono da IM 2 1 giacca di colore nero (rep. nr.
48960) e 1 camicia a quadretti (rep. nr. 48961) che sono aggiunti agli oggetti
sotto sequestro di IM 1;

atto
d’accusa 26/2017 del 6.3.2017

                                     -   a
pag. 1, al titolo di reato di aggiunge 1 rispettivamente subordinatamente
semplice;

                                     -   al
punto 1, a pag. 4, al reato, si aggiunge alla n. 1 dell’art. 140 CP il cpv. 1.

Le
parti si dichiarano d’accordo con queste correzioni e i due atti d’accusa sono
modificati di conseguenza.

 

Il
Presidente, richiamati i punti A.1 a pag. 3 dell’atto d’accusa 180/2016 del
29.11.2016 e 1 a pag. 2 dell’atto d’accusa 26/2017 del 6.3.2017 dove è stato
indicato “procurandosi gli ignoti autori materiali una pistola e un taser”,
preso atto che a pag. 4 dell’atto d’accusa 180/2016 del 29.11.2016 e a pag. 3
dell’atto d’accusa 26/2017 del 6.3.2017 è stato indicato “minacciandolo
puntandogli contro la pistola all’altezza del petto”, chiede al PP che cosa
intende per pistola, in altre parole se si è trattato di un’arma da fuoco, di
una giocattolo o del dispositivo elettroshock in sequestro.

R
PP: che per i due atti
d’accusa, per la commissione della rapina è stata utilizzata una pistola vera
senza colpi e non il taser trovato nel baule della moto. I motivi per i quali
sono giunta a questa conclusione li esporrò nella mia requisitoria.

 

                                   II.   Verbale di interrogatorio

 

Visto
le odierne risultanze dibattimentali, richiamato l’art. 344 CPP per analogia,
il Presidente precisa l’accusa nei confronti di IM 2 (punto C.3 dell’atto
d’accusa 180/2016 del 29.11.2016) e di IM 4 (punto 2 dell’atto d’accusa 26/2017
del 6.3.2017) estendendola all’ipotesi di reato di cui all’art. 97 cpv. 1 lett.
e) LCStr. per avere alterato o contraffatto le interessate due targhe di
controllo per farne uso.

Viene
chiesto alle parti se in merito a quanto sopra intendono pronunciarsi già in
questa sede e le stesse dichiarano che, se del caso, lo faranno al più tardi al
momento della discussione.

 

 

Sentiti:                       -   il
Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le
seguenti conclusioni: chiede la conferma dei due atti d’accusa. Inizia
ripercorrendo i fatti. Essi sono in parte ammessi dagli imputati. In merito
all’aggravante dell’arma precisa che sia la vittima __________ sia il suo
accompagnatore __________ hanno riferito della presenza di una pistola. Dalle
dichiarazioni degli imputati e dal ritrovamento del taser ancora acceso, quindi
pronto all’uso, si evince che il terzetto ha messo a disposizione degli autori
materiali il taser. Tuttavia dalle dichiarazioni di __________ e __________
emerge che gli autori materiali si sono dotati di una pistola per fare il
colpo. La PP dubita che gli imputati non conoscessero le modalità con cui gli
autori materiali avrebbero proceduto nonostante essi abbiano sostenuto il
contrario. Al terzetto non poteva non importare delle modalità della rapina dal
momento in cui sono stati loro a organizzare il colpo e a dare indicazioni agli
autori materiali. Quindi gli imputati sapevano che gli autori materiali si
erano dotati di una pistola e a loro andava bene così. Per quanto riguarda gli
atti preparatori, dagli accertamenti risulta che gli accusati hanno operato
diversi sopralluoghi e che è stato mostrato il valico più vicino. Si sono
riscontrate similitudini con la rapina del 30.3.2016 quali i componenti della
banda, i telefoni dedicati, i mezzi adoperati per i sopralluoghi intestati ai
loro famigliari così da non poter risalire agli imputati e gli incontri svolti.
La PP contesta che gli accusati non fossero interessati poiché se così fosse
stato non avrebbero più fatto dei sopralluoghi. IM 2, IM 3 e IM 4 si sarebbero
occupati dell’organizzazione e avrebbero fornito il mezzo come nella prima
rapina e come avrebbero fatto se avessero deciso di colpire la Citroën. Inoltre
IM 1 è entrato in Svizzera per vedere le strade e i luoghi come accaduto per la
prima rapina. Infine è possibile che i tre abbiano deciso di fornire agli
autori materiali le informazioni sul portavalori solo il giorno prima di
commettere la rapina. Per la targa non capisce perché oggi IM 4 ha detto di
averla trovata mentre a verbale ha dichiarato di averla rubata. Passando al
diritto, gli elementi per la rapina aggravata sono adempiuti. È stata usata una
pistola vera contro __________ e per effetto di questa minaccia egli non ha
opposto resistenza. L’aggravante dell’arma è data dalla presenza della pistola
e del taser. La PP sostiene che il taser sia un’arma pericolosa se usata su
persone sotto l’effetto di stupefacenti o con problemi al sistema circolatorio.
A questo proposito richiama pag. 7 del Rapporto del Consiglio federale sulla
valutazione di dispositivi inabilitanti. Secondo la giurisprudenza per
l’applicazione dell’art. 140 n. 2 CP è sufficiente una messa in pericolo
astratta. Qui abbiamo un taser che è un’arma pericolosa ed era acceso. Per
l’aggravante della banda, dagli atti risulta che ognuno aveva il proprio
compito. Siamo in presenza di un trio affiatato e rodato composto da persone con
esperienza e accorte al punto tale da avere autori materiali diversi. Per
quanto attiene agli atti preparatori ci sono elementi concreti che dimostrano
che il comportamento degli imputati abbia superato la soglia del solo pensiero.
Secondo la giurisprudenza non è necessario che ci sia un’organizzazione
definita nel dettaglio. Gli imputati hanno preso concrete disposizioni tecniche
ovvero le osservazioni, i sopralluoghi e i pedinamenti, avevano trovato gli
autori materiali e mostrato loro i valichi doganali. Il fatto che IM 1 dica che
non si sarebbe più fatto nulla perché __________ si voleva tirare in dietro non
è da considerare come desistenza in quanto subordinata alla volontà di un
terzo. Per quanto attiene alla pena va detto che la colpa degli accusati è
grave. Essi hanno agito da veri professionisti, lasciando nulla o poco al caso.
Tanto è stata facile la prima rapina che hanno deciso di commetterne un’altra.
I correi hanno agito a scopo di lucro alla ricerca di un facile guadagno.
Nonostante adulti non si sono trattenuti. Le loro ammissioni sono da
relativizzare in quanto avvenute davanti all’evidenza delle risultanze. Vi è
assenza di pentimento o di ravvedimento per quanto successo. Inoltre pesano i
numerosi precedenti penali per reati commessi in Italia. Tutto ciò considerato
la prognosi non può che essere negativa per tutti e quattro gli imputati. Di
conseguenza postula per IM 2 e per IM 3 una pena detentiva di 4 anni da
espiare, per IM 4 una pena detentiva di 3 anni da espiare e per IM 1, visto la sua
ultima condanna, una pena detentiva di 18 mesi interamente da espiare;

 

                                     -   l’avv.
RAAP 2, rappresentante del terzo aggravato TEAG 1, il quale formula
e motiva le seguenti conclusioni: richiama la sua istanza e le dichiarazioni di
IM 3 secondo le quali l’automobile è stata pagata dalla moglie, il debito è a
nome suo. L’ha acquistata per utilizzarla lei, non guidandola ritenuto che non
può ma facendosi portare dove occorre. In conclusione chiede che la vettura
venga restituita alla signora TEAG 1;

 

                                     -   l’avv.
DUF 4, difensore dell’imputato IM 4, il quale formula e motiva le
seguenti conclusioni: ripercorre brevemente la vita di IM 4 trascorsa in un
ambiente di contrabbandieri. Egli è una persona non violenta o pericolosa. I
fatti riguardanti la rapina del 30.3.2016 sono sostanzialmente ammessi con
qualche riserva. La difesa contesta l’aggravante dell’arma. Il suo assistito
non sapeva della presenza di un’arma da fuoco o di un’arma pericolosa, se fosse
stato il caso non avrebbe partecipato. Il colpo doveva consistere semplicemente
nello strappare la borsa alla vittima. Le modalità di azione sono state decise
dagli autori materiali. Inoltre la vittima e il suo accompagnatore possono aver
confuso il taser con una pistola a causa della simile forma. Contestata è pure
l’aggravante della banda che necessita l’intenzione da parte degli autori di
commettere più furti o rapine. Dall’atto d’accusa non risulta questa
intenzione. Il legame fra i correi non è da ritenersi pericoloso né vi era una
pianificazione. Tuttalpiù è dovuto alle circostanze d’indigenza che a una
questione di organizzazione. Il difensore spiega che il diritto penale italiano
opera una distinzione fra rapina e furto con strappo, per quest’ultimo la
violenza è esercitata sull’oggetto e non sulla persona a differenza della
rapina. L’agire di IM 4 non può essere ritenuto pericoloso. Durante lo
svolgimento della rapina guidava e faceva da apripista, non era né pronto né
disposto a intervenire nella rapina. Egli non ha contribuito in modo
determinante. Per quanto riguarda l’abuso della licenza ha riconosciuto
l’imputazione. IM 4 con il tempo ha contratto diversi debiti. Egli ha
delinquito non a scopo di lucro bensì per bisogno. Per la commisurazione della
pena il difensore ritiene debba essere tenuto conto dei seguenti elementi.
L’imputato non era pronto a intervenire, non sapeva dell’arma, non ha ricorso
alla violenza, la sua parte del bottino ammonta a soli euro 15'000.-, ha agito
in stato d’indigenza, non appena estradato ha spiegato e ammesso le sue colpe e
la gravità dell’atto nonché si è assunto la propria responsabilità. Occorre
inoltre tenere in considerazione la detenzione già fatta compresa quella
estradizionale e gli arresti domiciliari, oltre che della sua età. I precedenti
in Italia vanno contestualizzati e rapportati alla sua precedente vita da
contrabbandiere. La difesa sostiene che vi siano le circostanze particolarmente
favorevoli per poter beneficiare della sospensione condizionale della pena con
un periodo di prova di 5 anni come effetto dissuasivo. Una pena totalmente da
espiare sarebbe iniqua e ne impedirebbe la risocializzazione. Sull’entità della
pena segnala che per casi recenti di rapina ben più gravi di quelli in oggetto
sono state inflitte condanne più lievi rispetto alla pena richiesta dal PP. In
considerazione di tutto ciò postula in via principale una massiccia riduzione
della pena proposta dall’accusa che non ecceda i 16 mesi di detenzione sospesi
per un periodo di prova di 5 anni in applicazione dell’art. 42 cpv. 2 CP, in
via subordinata una massiccia riduzione della pena detentiva chiesta dal PP
parzialmente sospesa con un periodo di prova di 5 anni e che la parte da
espiare non superi la durata della carcerazione estradizionale e preventiva
subita in applicazione degli art. 42 cpv. 2 e 43 CP;

 

                                     -   all’avv.
DUF 2, difensore dell’imputato IM 2, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni: ripercorre la vita del suo assistito, le difficoltà economiche in
cui si è trovato da cui i suoi precedenti penali che nulla hanno a che vedere
con armi e violenza. Per l’imputato s’intravvedono buone prospettive, la moglie
è disposta a riprenderlo, c’è la possibilità di cominciare un lavoro serio e le
figlie ora sono sistemate. Egli ha ammesso e collaborato. Per la rapina la
difesa contesta la presenza di una pistola, sia perché il suo difeso è
contrario alle armi e sia perché l’idea era quella di fare uno scippo. Gli
imputati non erano presenti dunque non sanno cosa sia stato usato. Combinando
la risultanza del taser, le dichiarazioni delle vittime in merito a una pistola
e la forma di questo taser che richiama quella di una pistola si può concludere
che le vittime possano aver confuso il dispositivo elettroshock con una
pistola. È sufficiente che ci sia un insormontabile dubbio per ritenere che la
pistola non c’era, ciò che è il caso. La difesa non contesta l’aggravante
dell’arma per la presenza del taser, tuttavia va ritenuta la gravità minima
poiché della pericolosità del dispositivo non vi è nulla agli atti. Contesta
invece l’aggravante della banda, essendo da ritenere solo la semplice correità
tra gli imputati. Nega che gli accusati formassero una squadra affiatata dove
ognuno aveva il proprio compito e che avevano intenzione di commettere più
furti o rapine. Ognuno ha fatto ciò che in quel momento poteva fare. Cercavano
solo di fare un colpo e solo quando è andato bene hanno deciso di farne un
altro. Dunque al momento della prima rapina non erano una banda. Inoltre visto
che IM 4 non può essere giudicato per gli atti preparatori e non gli può essere
imputata la banda, per parità di trattamento lo stesso risultato deve valere
anche per gli altri imputati. In merito agli atti preparatori questi non
sussistono data la mancanza di un piano e di disposizioni tecniche e
organizzative, ritenuto come gli accusati non si accingessero a commettere una
rapina. Non vi era nulla di concreto, l’obbiettivo, il luogo di esecuzione e il
mezzo da utilizzare non erano stati stabiliti. Come disposizione tecnica vi è
solo l’acquisto di telefoni. Come disposizione organizzativa invece solo
l’osservazione di luoghi che non è sufficiente. Dai verbali risulta che gli
imputati avevano abbandonato l’idea di colpire la __________. Per quanto
riguarda l’abuso della licenza e delle targhe ci si rimette al prudente
giudizio della Corte. Per la commisurazione della pena va detto che per la
rapina vi è una certa gravità oggettiva dato il bottino di una certa rilevanza
e l’aggravante dell’arma. Tuttavia l’azione è stata veloce e indolore, l’arma
usata è un taser che è meno grave di un’arma da fuoco o di un’arma da taglio e
anche se gli autori erano in cinque chi ha eseguito materialmente la rapina era
uno solo. Perciò va ritenuta la gravità minima di un anno dell’aggravante. Il
suo assistito è stato spinto dalle difficoltà finanziarie e dalla volontà di
riprendere il ruolo di capo famiglia. Invoca il sincero pentimento come
attenuante generica. Considerato quanto sopra postula per il reato di atti
preparatori l’assoluzione, in via subordinata l’errore sull’illiceità ex art.
21 CP in quanto in Italia non sono punibili. Per la rapina aggravata chiede una
pena che non ecceda i 18 mesi dei quali 6 da sospendere per un periodo di prova
di 4 anni;

 

                                     -   l’avv.
DUF 3, difensore dell’imputato IM 3, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni: espone la vita dell’imputato. Dopo i debiti riscontrati si è fatto
ingolosire, non si rendeva conto che stava facendo del male a qualcuno. Per
quanto riguarda la rapina la difesa contesta le aggravanti. In primo luogo è
sicuramente possibile che le vittime abbiano confuso il taser con una pistola. IM
3 sostiene che era contro l’uso di armi, non voleva che qualcuno si facesse
male. Egli non ne sapeva molto di questa scarica elettrica, non doveva essere
un taser ma una di quelle utilizzate per calmare i cani o i bovini. Non si sa
nemmeno se questa funzionasse e che conseguenze avrebbe avuto su una persona,
perciò occorre tenere conto dell’innocuità di questo dispositivo. Ritiene che
non debba essere riconosciuta l’aggravante dell’arma almeno in virtù del
principio in dubio pro reo. Per la banda contesta ci sia stata
un’organizzazione, il tutto è successo per casualità e al 30.3.2016 non avevano
nemmeno intenzione di commettere un’altra rapina. Secondo la giurisprudenza si
è in presenza di una banda se si è manifestata l’intenzione di commettere altre
infrazioni indipendenti e qui non c’è nulla che fa pensare a questo. Inoltre se
ci fossero state le fondamenta della banda avrebbero portato a casa di più. Gli
atti preparatori non hanno luogo di esistere. Gli imputati non pensavano di
commettere una rapina in Svizzera ma al massimo una truffa in Italia dove le
vittime non li avrebbero mai denunciati. Neppure le modalità erano state
definite. Per la commisurazione della pena devono essere presi in considerazione
i seguenti elementi: le ammissioni di IM 3, il suo trascorso difficile e che in
alcun modo gli imputati volevano che qualcuno si facesse male. Inoltre ora ha
trovato un’opportunità lavorativa e le precedenti sue condanne non sono così
temporalmente vicine per non riconoscergli una prognosi non negativa. Tutto ciò
considerato la difesa postula il proscioglimento dagli atti preparatori di
rapina e una massiccia riduzione della pena proposta dalla PP da sospendere
condizionalmente per un periodo di prova di 5 anni. Una pena da espiare sarebbe
totalmente inefficace e nociva;

 

                                     -   all’avv.
DUF 1, difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni: chiede l’assoluzione del suo assistito in quanto non ha né
commesso né avuto il sentimento di fare qualcosa di male. La difesa sostiene
che prima del marzo 2016 IM 1 non conosceva gli altri imputati e quindi
contesta i fatti dell’atto d’accusa. Egli doveva fungere esclusivamente da
autore materiale perciò è stato mantenuto all’oscuro di tutto. Il pacchetto
rapina non era neanche pronto. Contesta che ci fosse un piano, non erano stati
determinati l’obbiettivo, il luogo, la modalità, la ripartizione del bottino,
non erano ancora state prese le disposizioni tecniche e organizzative e il
punto di ritrovo era un bar. IM 1 non aveva un telefono dedicato e nemmeno era
stato deciso il veicolo da utilizzare. Egli ha unicamente esplorato i luoghi
dove forse si poteva fare qualcosa, ma non era un sopralluogo perché il luogo
non era stato stabilito. Contesta che IM 1 abbia reclutato __________, bensì è
stato il contrario, e il tentativo, non riuscito, di convincere __________ non
è, negli atti pereparatori, punibile. Manca anche l’imminenza della rapina che,
visto le carenze organizzative, non poteva essere commessa il giorno seguente.
Vi è dunque assenza dei presupposti oggettivi del reato. In aggiunta la difesa
invoca l’errore di diritto inevitabile ex art. 21 CP, poiché il reato di atti
preparatori non è punibile in Italia e quindi il suo assistito non poteva
sapere che il suo comportamento fosse punibile. Per la commisurazione della
pena, ma solo nell’ipotesi in cui fosse ritenuto colpevole del reato
prospettatogli, occorre considerare come attenuante la sua colpa lieve. IM 1 ha
unicamente transitato per le strade di __________ e passato il confine verde
legalmente. A causa dei problemi finanziari era disposto ma non pronto a
commettere la rapina. Come attenuante generica va presa in considerazione anche
la lunga carcerazione subita. La richiesta di 18 mesi formulata dal PP è
eccessiva, basti pensare che il codice prevede un minimo di 12 mesi per la
rapina commessa con un’arma da fuoco. Tutto ciò considerato la difesa postula
il proscioglimento del reato di atti preparatori di rapina in mancanza degli elementi
oggettivi, in alternativa in virtù dell’art. 21 CP. Chiede inoltre un
indennizzo per fr. 35'600.- a titolo di riparazione del torto morale per
ingiusta carcerazione, corrispondenti a fr. 100.- al giorno. In via subordinata
chiede la condanna a una pena detentiva inferiore a 6 mesi e la riparazione del
torto morale per un importo di fr. 100.- al giorno per i giorni scontati in
più.

 

 

Considerato,                  in
fatto ed in diritto

 

                                    I)   Correzioni
degli atti d’accusa

 

1.    All’apertura
del pubblico dibattimento si è proceduto alle seguenti correzioni dei due atti
d’accusa (di seguito solo AA 180/2016 del 29.11.2016 e documento, di seguito
solo doc., del Tribunale penale cantonale, di seguito solo TPC, 1 nonché AA
26/2017 del 6.3.2017 e doc. TPC 34 ):

 

" Richiamato il doc. TPC 27
il Presidente e le parti si danno reciprocamente atto che __________ e __________
non sono accusatori privati.

Il Presidente propone alle parti le
seguenti modifiche:

atto d’accusa 180/2016 del
29.11.2016

-   a pag. 1, riferendosi alla
carcerazione preventiva di IM 1, si           sostituisce in totale 140 giorni
con 109 giorni;

-   al punto A1, a pag. 2, al titolo
di reato, si aggiunge subordinatamente     semplice;

-   a pag. 5, al reato, si aggiunge
alla n. 1 dell’art. 140 CP il cpv. 1;

-   al punto B2, a pag. 5, richiamati
i verbali d’interrogatorio PP IM 1  10.6.2016 a pag. 2 da riga 10 (“ADR che
non…”) a riga 13     (“…colombe di Pasqua”) e di confronto IM 2 / IM 1 8.8.2016
a                           pag. 4 da riga 42 (“Oltretutto gli incontri”) a
riga 45 (“li conoscevo                         ancora”), si sostituisce nel
periodo novembre 2015 - 14 maggio 2016,         IM 1, IM 2 e IM 3 con nel     periodo
novembre 2015 / 14.5.2016, IM 2 e IM 3 e nel periodo marzo 2016 / 14.5.2016, IM
1;

-   ai sequestri, a pag. 7 e 8,
richiamato l’AI 153 e i verbali      d’interrogatorio PS IM 2 31.5.2016 a pag.
10 da riga 30                     (“All’interno della…”) a riga 33 (“…altro da
dire”) e IM 1 8.6.2016 a                     pag. 2 da riga 23 (“Gli
interroganti mi…”) a riga 28 (“…tolti io prima”),    si tolgono da IM 2 1
giacca di colore nero (rep. nr. 48960) e 1                            camicia a
quadretti (rep. nr. 48961) che sono aggiunti agli oggetti                   sotto
sequestro di IM 1;

atto d’accusa 26/2017 del 6.3.2017

-   a pag. 1, al titolo di reato di
aggiunge 1 rispettivamente      subordinatamente semplice;

-   al punto 1, a pag. 4, al reato, si
aggiunge alla n. 1 dell’art. 140 CP il          cpv. 1.

Le parti si dichiarano d’accordo con
queste correzioni e i due atti d’accusa sono modificati di conseguenza”

(verbale del dibattimento, di seguito
solo VD, a pagina, di seguito solo pag., 3)

 

 

                                   II)   Apprezzamento
giuridico divergente

 

 

2.    Richiamato
l’articolo (di seguito solo art.) 344 del Codice di diritto processuale penale
svizzero (di seguito solo CPP) e i punti (di seguito solo pti.) C.3 e 2 degli
AA 180/2016 e 26/2017 (doc. TPC 1 e 34), durante l’interrogatorio degli imputati
(art. 111 e seguenti, di seguito solo segg., CPP), la Corte delle assise
criminali di Lugano (di seguito solo la Corte) ha prospettato a IM 2 e a IM 4
il seguente apprezzamento giuridico divergente (art. 344 CPP):

 

" Visto le odierne risultanze
dibattimentali, richiamato l’art. 344 CPP per analogia, il Presidente precisa
l’accusa nei confronti di IM 2 (punto C.3 dell’atto d’accusa 180/2016 del
29.11.2016) e di IM 4 (punto 2 dell’atto d’accusa 26/2017 del 6.3.2017)
estendendola all’ipotesi di reato di cui all’art. 97 cpv. 1 lett. e) LCStr. per
avere alterato o contraffatto le interessate due targhe di controllo per farne
uso.

Viene chiesto alle parti se in merito
a quanto sopra intendono pronunciarsi già in questa sede e le stesse dichiarano
che, se del caso, lo faranno al più tardi al momento della discussione”

(VD allegato, di seguito solo all., 1
a pag. 8)

 

 

                                  III)   Vita
e precedenti penali degli imputati

 

 

3.    Per il
vissuto, i precedenti penali e i progetti di vita di IM 1, cittadino italiano,
nato il __________, residente a I-__________ si rinvia al suo dire nel verbale
d’interrogatorio (di seguito solo VI) di polizia (di seguito solo PS) del
14.5.2016 a pag. 10 da riga 7 a riga 31 ma in particolare a quello del
7.10.2016 dinanzi al Procuratore pubblico (di seguito solo PP) da pag. 6 riga 9
a pag. 7 riga 8:

 

" Mi viene data lettura di quanto da me dichiarato il 14.05.2016 durante il verbale di polizia (allegato 13 all'Al 40) a pag. 10 righe 7-31 e mi viene chiesto se ho aggiunte o modifiche da apportare.

R che quanto dichiarato allora è corretto.

ADR che sono nato a __________ e ho frequentato le scuole fino alla seconda media a __________. All'età di 15
anni ho lavorato per un anno e mezzo come __________, ho poi fatto il __________ per due anni e mezzo-tre, fino
all'età di 18 anni. Dovevo poi
iniziare il servizio militare ma sono stato scartato, in quel periodo ho accusato parecchi
svenimenti. Dall'1984 al 1994 ho lavorato per la __________ come __________. Dal 1994 al 2011 sono stato in carcere in quanto condannato per
omicidio, come già spiegato in
polizia si è trattato di un furto finito male. Nel 2011 ho aperto un bar a __________ con la mia compagna __________, attività
che abbiamo cessato nel 2013
quando ci siamo trasferiti a __________ dove ho lavorato come __________
e anche come __________. Purtroppo
però a causa
della crisi mi sono ritrovato senza lavoro idem __________, abbiamo toccato il fondo ed è a quel punto che mi ero detto
disponibile di compiere la rapina, mi trovavo in una situazione disperata, rischiavo di perdere tutto, la __________ e la __________.

ADR che ho un figlio di nome __________, lui è nato nel __________, con sua madre non ero sposalo ma avevamo una
relazione.

ADR che ho una relazione con __________ dal 2005.

ADR che ho diversi precedenti penali in Italia dove sono stato condannato per
omicidio, rapina commessa in banca e spaccio di sostanze stupefacenti. Vi erano altri procedimenti nei miei confronti per i quali sono stato però
prosciolto.

La verbalizzante mi fa prendere atto che dal
casellario giudiziale italiano (Al 77) vi sono le seguenti condanne a mio carico:

11.10.1982 furto in concorso;

08.05.1986 violazione delle norme sulla
circolazione;

30.11.1990 ricettazione;

12.10.1992 detenzione e cessione illecite di sostanze stupefacenti;

04.06.1993 furto in concorso;

24.06.1998 omicidio in concorso,
rapina in concorso, furto
continuato, lesione personale in concorso, ricettazione
in concorso, detenzione illegal di armi e munizioni in concorso e detenzione e
cession illecite di sostanze stupefacenti in concorso;

19.03.2015 furto tentato in
concorso.

R che ne prendo atto, io di
alcune di queste condanne non ne ero a conoscenza. Voglio precisare
che dev'esserci un errore visto che la rapina da me commessa
dopo l'omicidio non è avvenuta a __________ ma bensì a __________ in __________, presso la Banca __________. Neppure mi
risultano le lesioni personali
commesse a __________ in medesimo giorno della rapina”

(VI PP IM 1 del 7.10.2016 da pag. 6
riga 9 a pag. 7 riga 8)

 

Queste sue dichiarazioni sono state
confermate in sede dibattimentale (VD all. 1 a pag. 2 I/II risposta, di seguito
solo R) con le seguenti precisazioni per i suoi progetti di vita una volta
scarcerato (VD all. 1 a pag. 2 III R e doc. dibattimentale, di seguito solo
Dib., 2):

 

" La mia compagna nel
frattempo ha trovato lavoro come __________ con un salario di 1'500.-/1'600.-
euro. __________ è al __________ anno di liceo a __________. Con __________ i
rapporti sono buoni, ci sentiamo frequentemente. È direttore di negozi __________
a __________/__________, non ha potuto aiutarmi precedentemente perlomeno dal
punto di vista economico visto che ha un mutuo da pagare.

D: Il Presidente chiede
a IM 1 quale è la sua situazione economica.

R: Non ho risparmi né beni immobili.
Gli unici averi che ho sono quanto risparmiato sullo spillatico.

D: Il Presidente chiede a IM 1 quali
sono i suoi progetti di vita.

R: È mia intenzione ritornare dalla
mia compagna e tramite gli assistenti sociali con i quali ero già in contatto
prima dell’arresto spero di trovare un lavoro. Andrò ad abitare dalla mia
compagna a __________. Se non ci sarà lavoro dovrei ricevere un’assistenza
dell’ordine di 500.- euro mensili più copertura parziale di spese di affitto,
che sono circa 2'000.-/2'500.- euro all’anno. Assicuro alla Corte che è mia
intenzione in futuro non più commettere altri reati in quanto ho già rischiato
troppo con i fatti oggetto del procedimento nel senso che ho rischiato di
perdere la mia compagna e la mia famiglia”

(VD all. 1 a pag. 2 I/II/III R)

 

Incensurato in Svizzera (atto
istruttorio, di seguito solo AI, dell’incarto, di seguito solo Inc., del
Ministero Pubblico 2016.2430) non lo è in Italia dove a suo carico sono
iscritte 7 condanne, periodo 11.10.1982 / 19.3.2015, per vari titoli di reato tra
cui quelli di furto, violazione delle norme sulla circolazione stradale,
ricettazione, detenzione e cessione illecite di sostanze stupefacenti,
omicidio, rapina, lesione personale e detenzione illegale di armi e munizioni
(AI 77). In particolare il 19.3.2015 è stato condannato dal Tribunale ordinario
di Milano alla reclusione di 6 mesi per il reato di tentato furto commesso a
Milano il 18.3.2015 (doc. TPC 47), ciò che, in caso di sua odierna condanna,
richiama la possibile applicazione dell’art. 42 capoverso (di seguito solo cpv)
2 del Codice penale svizzero (di seguito solo CP).

 

 

4.    Per il
vissuto, i precedenti penali e i progetti di vita di IM 2, cittadino italiano,
nato il __________, residente a I-__________ in __________ (VD a pag. 2) si
rinvia al suo dire nel VI PS del 14.5.2016 a pag. 4 da riga 4 a riga 16 ma in
particolare a quello del 7.10.2016 dinanzi al PP da pag. 10 riga 27 a pag. 12
riga 7:

 

" Mi viene data lettura di quanto da me dichiarato ii 14.05.2016 durante il primo verbale di polizia a pag. 4 righe 4-16 e mi viene chiesto se ho aggiunte o modifiche da apportare.

R di voler unicamente precisare di essermi separato da mia moglie nel __________. Dopo la nostra separazione mia figlia __________ è stata ricoverata per __________ e per questo ho deciso di tornare a stare con loro. Mi spiego meglio dispongo di
un monolocale
a __________ in __________,
l'appartamento è di proprietà della mia ex moglie e quando posso le verso Euro 400 mensili quale affitto. Di
fatto però trascorro molto tempo a casa con le mie figlie e la mia ex moglie dormendo sul divano. Voglio
precisare che ho chiesto alla mia ex
moglie se quando esco dal carcere mi vuole risposare.

ADR che sono nato a __________ e cresciuto
a __________ dove ho frequentato le scuole dell'obbligo fino alla __________ media.
Poi sono andato a lavorare …omissis... All'età di
23 anni sono
finito in carcere per ricettazione e ho preso una condanna di
2 anni e mezzo, durante la detenzione ho conseguito il diploma di terza media. Quando sono uscito dal carcere, nel 1986 ho conosciuto mia moglie …omissis… 

Vorrei precisare che
nel 2000 ho iniziato ad avere problemi con il
fisco e inoltre dovevo del denaro a chi mi aveva finanziato le attività di cui ho appena riferito. __________. Vorrei anche aggiungere che negli
ultimi anni mi sono arrangiato facendo di tutto in particolare __________,
basta che c'era da guadagnare qualche
cosa e mi andava bene, ho anche fatto il __________.
Per quanto attiene la mia attività lavorativa nel 2013 mi ero iscritto all'ufficio di collocamento (allegato A al presente verbale).

ADR che attualmente ho
debiti per Euro 30/40'000 con __________, persona alla quale i miei creditori avevano ceduto i crediti che vantavano nei miei
confronti. Il mio difensore consegna
alla verbalizzante (allegato B al presente verbale) il certificato attestante l'iscrizione dell'ipoteca volontaria di Euro 100'000 a favore di __________ che grava
l'abitazione di mia moglie dove
vive con le mie figlie. Inoltre ho
debiti fiscali per un totale di circa 120'000, hanno tra l'altro iscritto un'ipoteca legale
sulla mia quota di proprietà dello
stabile ereditato dopo la morte di mia madre, il mio difensore consegna copia dell'ispezione ipotecaria
dell'agenzia delle entrate (allegato C al presente verbale).

ADR che ho diversi
precedenti penali in Italia dove
sono stato condannato da giovane per furto, avevo sottratto del pellame, poi sono stato condannato per detenzione di armi, avevo procurato ad una persona una calibro 22, priva di munizioni, nell'1984 sono stato condannato per
ricettazione, nel 2001 per furto e
anche nel 2009 per furto.

La verbalizzante mi fa
prendere atto che dal casellario
giudiziale italiano (Al 76) vi sono le seguenti condanne a mio
carico:

22.06.1979 furto tentato in
concorso;

10.07.1979 detenzione illegale di
armi;

24.09.1980 furto in concorso;

19.01.1981 lesione personale continuato e violenza privata;

02.02.1983 possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso;

12.10.1983 furto continuato in
concorso;

18.04.1984 ricettazione;

26.06.1984 lesione personale tentato continuato in concorso, minaccia continuato
e in concorso, porto di armi;

05.03.1985 violazione delle norme sulla circolazione stradale;

26.09.2002 furto in concorso,
resistenza ad un pubblico
ufficiale in concorso, lesione personale in concorso;

21.06.2007 ricettazione;

10.12.2007 truffa tentato;

25.09.2008 ripetuto furto in
concorso;

07.05.2010 associazione per
delinquere, ripetuto furto in
concorso, furto tentato in concorso e furto continuato in concorso;

26.06.2014 ricettazione.

R che ne prendo atto effettivamente una qualcuna
ne ho combinata, non sono una
persona cattiva ma negli ultimi anni trovandomi in difficoltà finanziarie non
ho visto altre vie d’uscita, da lì sono anche nati i miei problemi di salute,
ho anche avuto un esaurimento nervoso, sono tutt'ora in cura. Vorrei precisare che per quanto riguarda le
lesioni personali si trattava di
una lite tra detenuti.

Il mio difensore produce due certificati medici (alleqato D) relativi
ai problemi di natura psichica del sottoscritto rispettivamente (allegato
E) relativi allo stato di
salute delle mie figlie __________ e __________”

(VI PP IM 2 del 7.10.2016 da pag. 10
riga 27 a pag. 12 riga 7)

 

Queste sue dichiarazioni sono state
confermate in sede dibattimentale (VD all. 1 a pag. 2 IV/V R) con le seguenti
precisazioni per i suoi progetti di vita una volta scarcerato (VD all. 1 a pag.
2 VI R, doc. TPC 52 e doc. Dib. 4):

 

" Preciso che è mia
intenzione risposare mia moglie ma che la stessa fa subordinare il tutto al
fatto che io trovi lavoro. Aggiungo che la mia prima figlia è intenzionata a
sposarsi e sta organizzando il tutto ma la data la fisserà a dipendenza della
mia libertà.

D: Il Presidente chiede a IM 2 quale è
la sua situazione economica.

R: Non ho nessuna sostanza mobiliare o
immobiliare. La mia ex moglie lavora in nero, in Italia, come __________ per
euro 800.-. Le mie figlie hanno trovato lavoro, sono entrambe __________ con un
salario di euro 1'200.- e euro 1'100.-.

D: Il Presidente chiede a IM 2 quali
sono i suoi progetti di vita.

R: È mia intenzione ritornare ad
abitare dalla mia ex moglie e iniziare l’attività di cui al doc. TPC 52, che
ritengo una proposta seria anche se sono rimasto sorpreso di averla ricevuta.
Conosco questa persona da vari anni e sa che sono capace nell’ambito
commerciale”

(VD all. 1 a pag. 2 IV/V/VI R)

 

Sofferente di attacchi di panico di
media gravità per i quali è in cura con buona prognosi (doc. TPC 31) dal 2014
(VI PP IM 2 del 7.10.2016 a pag. 12 all. D), è incensurato in Svizzera (AI 37)
mentre non lo è in Italia dove a suo carico sono iscritte 16 condanne, periodo
22.6.1979 / 26.6.2014, per vari titoli di reato tra cui quelli di furto
consumato e tentato, detenzione illegale di armi e munizioni, lesione personale
consumata e tentata, violenza privata, possesso ingiustificato di arnesi atti
allo scasso, ricettazione, minaccia, porto di armi, violazione delle norme
sulla circolazione stradale, resistenza a pubblico ufficiale, tentata truffa e
associazione per delinquere (AI 74). In particolare il 26.6.2014, con conferma
il 16.2.2016 della Corte di cassazione di Roma (doc. TPC 47), è stato
condannato dal Tribunale di __________ alla reclusione di 8 mesi per il reato
di ricettazione commesso in luogo non meglio precisato nel periodo 24.7.2007 /
settembre 2007 (doc. TPC 47), ciò che, in caso di sua odierna condanna,
richiama la possibile applicazione dell’art. 42 cpv. 2 CP.

 

 

5.    Per il
vissuto, i precedenti penali e i progetti di vita di IM 3, cittadino italiano,
nato l’__________, residente a I-__________ si rinvia al suo dire nel suo VI PP
del 14.10.2016 da pag. 9 riga 8 a pag. 10 riga 5:

 

" Sono nato a __________ e con la mia
famiglia all'età di _____ anni mi
sono trasferito a __________ dove ho
frequentato le scuole dell'obbligo
fino alla terza media. Dopo di che ho iniziato a lavorare, ho fatto davvero di tutto dal __________ al __________, dal __________ al __________, ho anche avuto un __________.

Nel
__________ ho conosciuto mia
moglie che ho sposato nel __________,
dal nostro matrimonio sono nati __________ figli …omissis....

ADR che al momento del mio arresto avevo dei debiti.

ADR che non so a quanto ammontano, si tratta di debiti contratti con
privati. Non ho alcun debito in Banca.

ADR che ho diversi
precedenti penali in Italia dove
sono stato condannato per furto, ricettazione, truffa e droga e guida senza
patente. Sono stato in carcere diverse volte, l'ultima volta dal 1994 al 2014, preciso che da fine 2010 ero in semilibertà.

La verbalizzante mi fa
prendere atto che dal casellario
giudiziale italiano (Al 75) vi
sono le seguenti condanne a mio carico:

- 13.01.1975 violazione delle norme sulla circolazione stradale;

- 27.05.1975 violazione delle norme sulla circolazione stradale;

- 30.06.1975 furto in concorso e
possesso ingiustificato di arnesi
atti allo scasso in concorso;

- 19.12.1975 violazione delle norme sulla circolazione stradale;

- 29.01.1976 ripetuta violazione delle norme
sulla circolazione stradale;

- 18.03.1976 violazione
delle norme sulla circolazione stradale;

- 12.04.1977 furto in concorso;

- 07.07.1977 violazione
delle norme sulla circolazione stradale;

- 21.11.1978 ricettazione in concorso;

- 30.01.1980 ricettazione;

- 02.11.1984 violazione
delle norme sulla circolazione stradale;

- 25.08.1987 emissione di assegni a vuoto;

- 25.07.1988 emissione di assegni a vuoto;

- 01.12.1988 ripetuta
violazione sulla disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, ripetuta
violazione sulla disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope,
prevenzione, cura e riabilitazione degli stati di tossicodipendenza continuato
in concorso

- 12.06.2001 bancarotta
fraudolenta continuato in concorso e associazione per delinquere continuato.

R che ne prendo atto, come
può vedere non si tratta di precedenti
"brutti", non ho mai avuti problemi con le armi e neppure per
episodi violenti. L'unico reato "grosso" è quello legato alla droga”

(VI PP IM 3 del 14.10.2016 da pag. 9
riga 8 a pag. 10 riga 5)

 

Queste sue dichiarazioni sono state
confermate in sede dibattimentale (VD all. 1 a pag. 3 I/II R) con le seguenti
precisazioni per i suoi progetti di vita una volta scarcerato (VD all. 1 a pag.
3 III R e doc. Dib. 3):

 

" l’ultimo lavoro l’ho svolto
nel 2012 quale __________. Sono poi stato in disoccupazione per 6 mesi
percependo 600 euro al mese e da quella data non ho più entrate. …omissis… 

" Non so precisare a quanto
ammontano i miei debiti, stimo circa 20'000.- euro. 

D: Il Presidente chiede a IM 3 quale è
la sua situazione economica.

R: Non ho sostanza mobiliare né beni
immobili. 

D: Il Presidente chiede a IM 3 quali
sono i suoi progetti di vita.

R: È mia intenzione ritornare al mio
domicilio coniugale. Tramite mio figlio __________ avrei trovato un’attività
lavorativa presso __________. Ritengo che l’assunzione possa iniziare da subito
per il minimo salariale che dovrebbe essere di circa 1'400.- euro”

(VD all. 1 a pag. 3 I/II/III R)

 

Incensurato in Svizzera (AI 38) non lo
è in Italia dove a suo carico sono iscritte 16 condanne, periodo 13.1.1975 /
12.6.2001, per vari titoli di reato tra cui quelli di violazione delle norme
sulla circolazione stradale, furto, possesso ingiustificato di arnesi atti allo
scasso, ricettazione, emissione di assegni a vuoto, violazione sulla disciplina
degli stupefacenti e sostanze psicotrope, bancarotta fraudolenta nonché
associazione per delinquere (AI 75).

 

 

6.    Per il
vissuto, i precedenti penali e i progetti di vita di IM 4, cittadino italiano,
nato il __________, residente a I-__________ (VD a pag. 2) si rinvia al suo
dire nel suoi VI PP del 2.2.2017 a pag. 2 da riga 4 a riga 24 e del 13.2.2017 da
pag. 7 riga 29 a pag. 8 riga 36:

 

" Sono nato e cresciuto a __________. Nella mia vita ho sempre fatto il contrabbandiere, dagli 60 al 2000 portavo i tabacchi in Italia. Negli anni 90 ho iniziato a portare denaro da Napoli alla Svizzera, nel
2001 sono stato
beccato, mi hanno sequestrato i soldi e sono stato condannato se non erro a 1 anno di detenzione. Da lì ho
chiuso "l'attività". Negli ultimi anni ho ripreso a portare i soldi ma questa volta dalla Svizzera all'Italia.

Sono separato da mia moglie, ho __________ figli, __________ nipoti.

Non ho debiti.

ADR che ho parecchi precedenti penali in Italia già a partire
dagli anni 60 per falsificazione del
passaporto, contrabbando, oltraggio a pubblico ufficiale, ricettazione, furto e aggiungo subito che non ho alcun precedente per
questioni legate ad armi, droga e rapine.

ADR che l'ultimo precedente penale risale a quando ho massacrato il mio vicino di casa. Lui rompeva sempre le scatole ai miei nipoti e ai miei figli e
così un giorno ci siamo messi le mani addosso e lui
ha avuto la
peggio. Anzi la peggio l'ho avuta
io che mi sono preso 3 anni per 4 sberlottoni. Questi fatti risalgono al 2003 o 2004”

(VI PP IM 4 del 2.2.2017 a pag. 2 da
riga 4 a riga 24)

 

" La verbalizzante mi fa prendere atto che in data
09.02.2017 ha ricevuto l'estratto
del mio casellario giudiziale italiano (Al 266) dal quale emergono le seguenti precedenti condanne.

- 18.10.1965, Sentenza
del Tribunale di __________, condanna a
2 mesi di
detenzione e multa di lire 54'000;

Ricordo di questa prima condanna si tratta del passaporto che avevo contraffatto di cui ho già riferito nel verbale d'arresto.

- 30.09.1968, Sentenza della Corte di appello di __________, condanna
per titolo di
resistenza a un pubblico ufficiale
e contrabbando, pena detentiva di 6 mesi e multa di lire 2'250'000;

Ricordo anche di questa condanna, contrabbandavo sigarette per conto di terze persone, non mi ero
fermato ad un blocco della
finanza.

- 21.04.1969, Sentenza della corte di appello di __________, condanna
per contrabbando e evasione __________, multe di lire 320'000 e
2'000;

Se non erro era la volta in cui mi avevano beccato trasportare pompelmi
dalla Svizzera all'Italia.

- 13.05.1970, Sentenza della Corte di appello di __________, condanna
per ricettazione, reclusione 4 mesi e multa di lire 40’000;

Non ricordo cosa
ricettavo, come detto mi passava tra le mani un po’ di tutto.

- 21.05.1980, Sentenza della Corte di appello di __________, condanna per furto tentato in concorso, reclusione 4
mesi e multa di lire 40'000;

Dovrebbe essere la volta in cui dovevo rubare un auto, voglio precisare che avevo venduto
un auto ad un tizio che non me l'aveva pagata e per questo volevo riprendermela.

- 14.02.1989, Sentenza della Corte di
appello di __________, condanna
violazione sulle norme delle norme
sulla circolazione, reclusione 1
mese e 10 giorni e una multa di lire 70'000;

Non ricordo di questa
condanna si tratterà di una delle
volte in cui sono stato inseguito dalla finanza.

- 18.01.1990, Sentenza Pretura di __________, condanna per violazione delle leggi doganali, multa di lire
100'000;

Sarà una delle condanne
prese quando contrabbandavo frutta.

- 18.04.1990, Sentenza della Pretura di __________, condanna per violazione
delle leggi doganali e violazione
delle norme sulla disciplina dell'IVA, multa di
lire1'400'000;

Anche in questo caso si tratta di una condanna in relazione al contrabbando di merce.

- 18.02.1998, Sentenza della Corte di appello di __________, condanna per ricettazione in concorso, reclusione 1 anno e 4 mesi e multa di lire 1'000'000;

Dovrebbe trattarsi di una ricettazione di mobili.

- 16.03.2001, Sentenza della Corte di appello di __________, condanna per sostituzione di denaro in concorso, reclusione 1
anno 4 mesi e multa di lire 1'400'000;

Si tratta della volta in cui
il mio correo di allora si era recato a __________
a prendere dei soldi
e al suo ritorno lo hanno
arrestato e hanno indagato anche me a piede libero.

- 28.01.2003, Sentenza della Corte di appello di __________, condanna per ricettazione in concorso, reclusione 3 anni e multa di euro 2'000;

Non ricordo questa condanna.

- 09.10.2012, Sentenza
del Giudice di pace di __________, condanna per ingiurie continuate, minaccia, multa di Euro 2'000;

E' la volta in cui ho litigato con il
mio vicino di casa, quest'ultimo
importunava mia moglie, mia figlia e
i miei nipoti minorenni.

- 17.04.2013, Sentenza della Corte di appello di __________, condanna per lesione personale, reclusione 3 anni;

Si tratta sempre del
medesimo litigio avuto con il
vicino di casa”

(VI PP IM 4 del 13.2.2017 da pag. 7
riga 29 a pag. 8 riga 36)

 

Queste sue dichiarazioni sono state
confermate in sede dibattimentale (VD all. 1 a pag. 3 IV/V R) con le seguenti
precisazioni per i suoi progetti di vita una volta scarcerato (VD all. 1 a pag.
4 I R):

 

“…omissis…

D: Il Presidente chiede a IM 4 quale è
la sua situazione economica.

R: Percepisco una pensione di euro
700.- __________. Una volta scarcerato non avrò problemi economici nella misura
in cui se ci fossero delle difficoltà potrò sempre chiedere aiuto, anche in
soldi, ai miei figli che non si sono mai rifiutati.

D: Il Presidente chiede a IM 4 quali
sono i suoi progetti di vita.

R: Fare il bisnonno __________.
Dichiaro al Presidente che non so spiegarmi perché sono qua vista la mia
situazione famigliare, economica e di età”

(VD all. 1 a pag. 3 IV/V R e a pag. 4
I R)

 

In buona salute (VI PP IM 4 del
2.2.2017 a pag. 9 da riga 14 a riga 15) è incensurato in Svizzera (AI 254)
mentre non lo è in Italia dove a suo carico sono iscritte 14 condanne, periodo
18.10.1965 / 17.4.2013, per vari titoli di reato tra cui quelli di violazione
delle leggi di pubblica sicurezza, resistenza a un pubblico ufficiale,
contrabbando, evasione d’imposta, ricettazione, tentato furto, violazione delle
norme sulla circolazione stradale, violazione delle leggi doganali, violazione
delle norme sulla disciplina dell’IVA, sostituzione di denaro, ingiurie,
minaccia e lesione personale (AI 266). In particolare il 17.4.2013 la Corte
d’appello di __________, confermando una precedente sentenza del 4.4.2012 del
Tribunale di __________, l’ha condannato alla reclusione di 3 anni per il reato
di lesione personale commesso a __________ il 13.6.2010 (doc. TPC 47), ciò che,
in caso di sua odierna condanna, richiama la possibile applicazione dell’art.
42 cpv. 2 CP.

 

 

                                 IV)   Circostanze
dell’arresto dei quattro imputati

 

 

7.    Nel contesto
degli accertamenti di Polizia relativi al punto (di seguito solo pto.) B.2
dell’AA 180/20126 (doc. TPC 1), il 14.5.2016, dopo che i veicoli Golf e Kia
targati (I)-__________ e (I)-__________ erano entrati in Svizzera dal valico di
__________, la polizia ha prontamente messo in atto un servizio di controllo
per capire il motivo della presenza sul nostro territorio di IM 1, IM 2, IM 3 e
IM 4:

 

" I due veicoli sono stati notati al parcheggio di via __________ all'altezza del Bar __________, sono state notate più persone tra cui IM 4, IM 2 e IM 3 ed altre persone. Poco dopo i veicoli citati
sono ripartiti in direzione di __________ dove era stato organizzato un posto di controllo presso il valico per la verifica ed identificazione degli occupanti. Seguendo a distanza il convoglio abbiamo incrociato la vettura VW Golf con a
bordo 2 persone che stava
ritornando verso __________. Contemporaneamente al valico di __________ è stata fermata unicamente la vettura KIA nella quale vi era unicamente IM 3. È stato effettuato il fermo del veicolo VW Golf in
territorio di Seseglio prima che potesse abbandonare il nostro territorio (alla
guida IM 2 e come passeggero IM 1). Non è dato a sapere che fine abbia
fatto IM 4 ed ulteriori persone.

Visto quanto accaduto e
visto la scomparsa di IM 4 abbiamo preso
contatto con i Carabinieri, i
quali si sono attivati ed ci hanno poi comunicato
di aver notato in territorio italiano ad
__________, nei pressi del EP __________, una vettura Citroen di
colore scuro, con targa (I) __________, sulla quale vi era IM 4, __________ ed una terza persona al momento non nota. Va precisato
che tale veicolo Citroen non era stato notato sul nostro
territorio”

(AI 40 a pag. 8)

 

IM 1 e IM 2, arrestati
provvisoriamente (art. 217 segg. CPP) al valico di __________ il 14.5.2016
verso le ore (di seguito solo h) 13:00 (AI 40 a pag. 2), sono stati posti, su
loro richiesta (per IM 1 VI PS IM 1 del 26.8.2016 a pag. 6 e per IM 2 VI PP
confronto IM 3 / IM 2 del 23.8.2016 a pag. 5), in esecuzione anticipata di pena
(art. 236 cpv. 1 CPP) con effetto dal 31.8.2016 per IM 1 (AI 227) e dal
13.9.2016 per IM 2 (AI 234) ed è in questo regime di carcerazione che compaiono
in aula. IM 3, arrestato provvisoriamente (art. 217 segg. CPP) al valico di __________
in contemporanea con IM 1 e IM 2 (AI 40 a pag. 2), è stato posto, su sua
richiesta (AI 239), in esecuzione anticipata di pena (art. 236 cpv. 1 CPP) con
effetto dal 29.9.2016 (AI 242) ed è in questo regime di carcerazione che
compare in aula.

 

 

8.    IM 4,
rientrato a piedi in Italia il 14.5.2016 in compagnia di __________ passando
per un valico verde nei pressi di __________ (AA 180/2016, pto. B.2 a pag. 6 e
7 nonché doc. TPC 1), a seguito di ordine internazionale del 16.5.2016 (AI 55),
è stato arrestato a __________ il 17.5.2016 (AI 66). Dopo esser stato
incarcerato per alcuni giorni (VD all. 1 a pag. 3 IV R) è stato messo a
beneficio degli arresti domiciliari (AI 244 a pag. 1 e VD all. 1 a pag. 3 IV
R). Estradato in Svizzera il 2.2.2017 (AI 255) per i reati di rapina aggravata
(art. 139 cifra, di seguito solo n., 1 cpv. 1, 2 e 3 cpv. 1 CP) e abuso della
licenza e delle targhe (art. 97 cpv. 1 lettera, di seguito solo lett., g della legge
federale, di seguito solo LF, sulla circolazione stradale, di seguito solo
LCStr e doc. TPC 43) ma non per atti preparatori punibili di rapina (art.
260bis cpv. 1 lett. d CP e AI 244 a pag. 2), è stato posto in esecuzione
anticipata di pena dal 22.2.2017 (AI 279) ed è in questo regime di carcerazione
che compare in aula.

 

 

                                  V)   Dichiarazioni
d’istruttoria e dibattimentali dei quattro imputati

 

 

                                   9.   Malgrado
che, sia in istruttoria che in aula, non sia stato possibile chiarificare
alcune contraddizioni nel dire degli imputati (art. 111 segg. CPP),
segnatamente in merito a chi (per IM 2 VI PS IM 2 del 24.5.2016 a pag. 11 da
riga 9 a riga 22 e PP IM 2 del 13.6.2016 a pag. 4 da riga 21 a riga 26 nonché
VD all. 1 a pag. 4 VIII R e a pag. 5 VI R, per IM 3 VI PS IM 3 del 24.5.2016 a pag.
8 da riga 21 a riga 32 e 31.5.2016 a pag. 10 da riga 17 a riga 19
rispettivamente a pag. 13 da riga 6 a riga 11 nonché VD all. 1 a pag. 4 IX R e
a pag. 5 I/IV/VI R rispettivamente per IM 4 VI PP IM 4 del 13.2.2017 a pag. 6
da riga 14 a riga 18 nonché VD all. 1 a pag. 4 X R e a pag. 5 V/VIII R) avrebbe
fornito quale arma (AI 112 e 155, per IM 2 VI PS IM 2 del 24.5.2016 a pag. 11
da riga 9 a riga 22 e PP IM 2 del 13.6.2016 a pag. 4 da riga 21 a riga 26
nonché confronto IM 4 / IM 2 del 14.2.2017 da pag. 2 riga 23 a pag. 3 riga 6 e
VD all. 1 a pag. 4 V R, per IM 3 VI PS IM 3 del 24.5.2016 a pag. 8 da riga 21 a
riga 32 e 31.5.2016 a pag. 10 da riga 17 a riga 19 rispettivamente a pag. 13 da
riga 6 a riga 11 nonché VD all. 1 a pag. 4 VI R e per IM 4 VI PP IM 4 del
13.2.2017 a pag. 5 da riga 17 a riga 33, a pag. 6 da riga 14 a riga 27 e a pag.
7 da riga 21 a riga 27, del 14.2.2017 a pag. 2 da riga 3 a riga 20 nonché
confronto IM 4 / IM 2 del 14.2.2017 da pag. 2 riga 23 a pag. 3 riga 6
rispettivamente VD all. 1 a pag. 4 VII R e a pag. 5 IX R) ai due autori
materiali rimasti comunque e sempre ignoti (per IM 2 VD all. 1 a pag. 7 II R,
per IM 3 VD all. 1 a pag. 7 III R e per IM 4 VD all. 1 a pag. 7 IV R), in
relazione al reato di rapina aggravata (art. 140 n. 1 cpv. 1, 2 e 3 cpv. 1 CP)
di cui ai pti. A.1 e 1 degli AA 180/2016 e 26/2017 (doc. TPC 1 e 34 nonché per
la dinamica dei fatti VI PS __________ del 30.3.2016 da pag. 3 riga 31 a pag. 4
riga 32 e __________, di seguito solo __________, del 30.3.2016 da pag. 2 riga
44 a pag. 3 riga 44) IM 2, IM 3 e IM 4 sono da ritenersi, perlomeno nei fatti,
reo confessi (per IM 2 VI PP IM 2 del 7.10.2016 da pag. 2 riga 4 a pag. 5 riga
43 nonché VD all. 1 a pag. 4 II R e a pag. 6 IV/VII R, per IM 3 VI PP IM 3 del
14.10.2016 da pag. 2 riga 4 a pag. 5 riga 21 nonché VD all. 1 a pag. 4 III R e
a pag. 6 VIII R rispettivamente per IM 4 VI PP IM 4 del 2.2.2017 a pag. 4 da
riga 43 a riga 45 e del 13.2.2017 da pag. 1 riga 30 a pag. 5 riga 15 nonché VD
all. 1 a pag. 4 IV R e a pag. 6 IX R).

 

 

                                10.   Malgrado
alcune precisazioni di IM 1 in sede dibattimentale (VD all. 1 a pag. 8 V R), in
relazione al reato di atti preparatori punibili di rapina (art. 260bis cpv. 1
lett. d CP) di cui al pto. B.2 dell’AA 180/2016 (doc. TPC 1) IM 1, IM 2 e IM 3
sono da ritenersi, perlomeno nei fatti, reo confessi (per IM 1 VI PS IM 1
dell’8.6.2016 da pag. 10 riga 10 a pag. 15 riga 23 e del 22.6.2016 da pag. 3 a
pag. 11 rispettivamente PP IM 1 del 10.6.2016 da pag. 2 riga 3 a pag. 7 riga
23, del 7.10.2016 da pag. 2 riga 8 a pag. 5 riga 45 e confronto IM 3 / IM 2 / IM
1 dell’8.8.2016 da pag. 3 riga 5 a pag. 11 riga 25 nonché VD all. 1 a pag. 7 V
R, per IM 2 VI PS IM 2 del 24.5.2016 da pag. 17 riga 8 a pag. 21 riga 24, del
31.5.2016 da pag. 8 riga 12 a pag. 10 riga 8 e del 20.6.2016 da pag. 13 riga 11
a pag. 21 riga 5 rispettivamente PP IM 2 del 13.6.2016 da pag. 7 riga 33 a pag.
11 riga 25, del 7.10.2016 da pag. 6 riga 30 a pag. 10 riga 22 e confronto IM 3
/ IM 2 / IM 1 dell’8.8.2016 da pag. 3 riga 5 a pag. 11 riga 25 nonché VD all. 1
a pag. 7 VI R rispettivamente a pag. 8 VI R e per IM 3 VI PS IM 3 del 31.5.2016
da pag. 13 riga 22 a pag. 18 riga 26 e a pag. 21 da riga 3 a riga 31, del
21.6.2016 da pag. 2 riga 24 a pag. 12 riga 2 e dell’11.8.2016 da pag. 4 riga 2
a pag. 6 riga 4 rispettivamente PP IM 3 del 14.6.2016 da pag. 6 riga 12 a pag.
8 riga 15, del 14.10.2016 da pag. 5 riga 24 a pag. 9 riga 2 e confronto IM 3 / IM
2 / IM 1 dell’8.8.2016 da pag. 3 riga 5 a pag. 11 riga 25 nonché VD all. 1 a
pag. 7 VII/VIII R rispettivamente a pag. 8 VII R).

 

 

                                11.   Malgrado
alcune contraddizioni con il dire di IM 4 (VI PP IM 4 del 13.2.2017 da pag. 5
riga 43 a pag. 6 riga 12, del 14.2.2017 a pag. 2 da riga 22 a riga 23 nonché
del 21.2.2017 da pag. 1 riga 31 a pag. 2 riga 10 rispettivamente VD all. 1 a
pag. 7 XII R e a pag. 8 I/II/IV R) per il reato di abuso della licenza e delle
targhe (art. 97 cpv. 1 lett. g LCStr), di cui al pto. C.3 dell’AA 180/2016
(doc. TPC 1) IM 2 è reo confesso (VI PP IM 2 del 7.10.2016 a pag. 6 da riga 1 a
riga 27, AI 245 all. 23 e VD all. 1 a pag. 7 IX/X R e a pag. 8 III R).

 

 

                                12.   Malgrado
alcune contraddizioni con il dire di IM 2 (VI PP IM 2 del 7.10.2016 a pag. 6 da
riga 1 a riga 27 nonché VD all. 1 a pag. 7 IX/X R e a pag. 8 III R) per il
reato di abuso della licenza e delle targhe (art. 97 cpv. 1 lett. g LCStr) di
cui al pto. 2 dell’AA 26/2017 (doc. TPC 34) IM 4 è reo confesso (VI PP IM 4 del
13.2.2017 da pag. 5 riga 43 a pag. 6 riga 12, del 14.2.2017 a pag. 2 da riga 22
a riga 23 e del 21.2.2017 da pag. 1 riga 31 a pag. 2 riga 10, AI 278
rispettivamente VD all. 1 a pag. 7 XII R e a pag. 8 I/II/IV R).

 

 

                                 VI)   Le
imputazioni dei due AA

 

 

                                13.   In
merito ai tre capi d’imputazione dei due AA 180/2016 e 26/2017 (doc. TPC 1 e 34)
si ricorda, in diritto, come:

 

                             13.1.   giusta
l’art. 12 cpv. 2 CP commette con intenzione un crimine (art. 10 cpv. 2 CP) o un
delitto (art. 10 cpv. 3 CP) chi lo compie consapevolmente e volontariamente
ritenuto come basti a tal fine che l’autore ritenga possibile il realizzarsi
dell’atto e se ne accolli il rischio;

 

                             13.2.   giusta
l’art. 140 n. 1 cpv. 1 CP chi commette un furto (art. 139 CP) usando violenza
contro una persona, minacciandola di un pericolo imminente alla vita o
all’integrità corporale o rendendola incapace di opporre resistenza, è punito
con una pena detentiva (art. 40 CP) sino a dieci anni o con una pena pecuniaria
(art. 34 segg. CP) non inferiore a 180 aliquote giornaliere ricordato come
giusta il n. 2 di predetta norma il colpevole è punito con una pena detentiva
(art. 40 CP) non inferiore ad un anno se, per commettere la rapina (art. 140
CP), si è munito di un’arma da fuoco o di un’altra arma pericolosa (art. 140 n.
2 CP) rispettivamente come giusta il n. 3 cpv. 1 di predetta norma il colpevole
è punito con una pena detentiva (art. 40 CP) non inferiore a due anni se ha
eseguito una rapina (art. 140 CP) come associato ad una banda intesa a
commettere furti (art. 139 CP) o rapine (art. 140 CP);

 

                             13.3.   giusta
l’art. 260bis cpv. 1 lett. d) CP è punito con una pena detentiva (art. 40 CP)
sino a cinque anni o con una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) chi prende,
conformemente a un piano, concrete disposizioni tecniche od organizzative la
cui natura ed estensione mostrano che si accinge a commettere una rapina (art.
140 CP);

 

                             13.4.   giusta
l’art. 97 cpv. 1 lett. g) LCStr è punito con una pena detentiva (art. 40 CP)
sino a tre anni o con una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) chi
intenzionalmente (art. 12 cpv. 2 CP) si appropria illecitamente di targhe di
controllo allo scopo di usarle egli stesso o di cederne l’uso a terzi.

 

 

                                14.   In
merito all’imputazione di cui ai pti. A.1 e 1 degli AA 180/2016 e 26/2017 (doc.
TPC 1 e 34) è pacifica, in base alle risultanze agli atti e alle confessioni
dei tre imputati (art. 111 segg. CPP, per IM 2 VI PP IM 2 del 7.10.2016 da pag.
2 riga 4 a pag. 5 riga 43 nonché VD all. 1 a pag. 4 II R e a pag. 6 IV/VII R,
per IM 3 VI PP IM 3 del 14.10.2016 da pag. 2 riga 4 a pag. 5 riga 21 nonché VD
all. 1 a pag. 4 III R e a pag. 6 VIII R rispettivamente per IM 4 VI PP IM 4 del
2.2.2017 a pag. 4 da riga 43 a riga 45 e del 13.2.2017 da pag. 1 riga 30 a pag.
5 riga 15 nonché VD all. 1 a pag. 4 IV R e a pag. 6 IX R) la realizzazione a
carico di IM 2, IM 3 e IM 4 del reato di rapina semplice (art. 140 n. 1 cpv. 1
CP, per IM 2 VD all. 2 a pag. 1 e 2 pti. 2 e 2.1, per IM 3 VD all. 2 a pag. 2
pti. 3 e 3.1 nonché per IM 4 VD all. 2 a pag. 2 e 3 pti. 4 e 4.1) ritenuto che
gli stessi sono stati invece prosciolti dalle aggravanti per l’essersi muniti
di un’arma da fuoco o di un’altra arma pericolosa (art. 140 n. 2 CP)
rispettivamente per aver agito come associati a una banda intesa a commettere
furti (art. 139 CP) o rapine (art. 140 n. 3 cpv. 1 CP, per IM 2 VD all. 2 a
pag. 3 pto. 5, per IM 3 VD all. 2 a pag. 3 pto. 6 e per IM 4 VD all. 2 a pag. 3
pto. 7), il tutto in forza alle seguenti considerazioni:

 

                             14.1.   per
l’ipotesi di cui all’art. 140 n. 2 CP malgrado la contraria opinione del PP (VD
a pag. 3, 5 e 6 nonché all. 1 a pag. 6 I/III R) gli atti non suffragano nemmeno
sufficientemente che la rapina di Agno del 30.3.2016 (pti. A.1 e 1 degli AA
180/2016 e 26/2017 nonché doc. TPC 1 e 34) sia avvenuta con una pistola e in
questo senso le affermazioni di __________ (VI PS __________ del 30.3.2016 da
pag. 3 riga 31 a pag. 4 riga 32) e __________ (VI PS __________ del 30.3.2016
da pag. 2 riga 44 a pag. 3 riga 44) non risultano essere di alcuna utilità in
quanto troppo generiche, non meglio comprovate, ad esempio, a confronto con una
sciablona con raffigurati vari modelli d’arma o anche solo opposte, in
contraddittorio (VD all. 1 a pag. 6 II R), ai tre imputati (art. 111 segg. CPP)
non potendo, del resto, nemmeno escludere, almeno per la Corte, che, proprio
per la sua particolare impugnatura (AI 245 annesso 3 fotografia 20) e le dichiarazioni
dei tre accusati in sede dibattimentale (per IM 2 VD all. 2 a pag. 5 X R, per IM
3 VD all. 2 a pag. 5 XI R e per IM 4 VD all. 2 a pag. 5 XII R), che __________
abbia potuto confondere il ritrovato taser (AI 245 annesso 3 fotografia 20) con
una pistola. Ma anche se l’ignoto autore materiale l’avesse avuta
effettivamente in mano al momento della rapina (art. 140 n. 1 cpv. 1 CP) la
pubblica accusa, non avendola mai trovata, non ha minimamente provato, come era
suo preciso obbligo fare, che la stessa fosse funzionante seppur senza il colpo
in canna (sentenze del Tribunale federale, di seguito solo TF, in DTF
111 IV 49 e 110 IV 80 considerando, di seguito solo cons., 1 della Corte di
appello e di revisione penale, di seguito solo CARP, Inc. 17.2014.24+49+52 del
9.5.2014 cons. 20 e DUPUIS/MOREILLON/PIGUET/BERGER/MAZOU/RODIGARI, Petit
Commentaire Code pénal, Helbing Lichtenhahn, Basilea, 2017, art. 139 numero, di
seguito solo no., 31 e 140 no. 21). Inoltre seppur sostenuto dal PP solo al
momento della discussione (VD a pag. 6 e art. 346 cpv. 1 lett. a CPP) dopo
averlo negato all’inizio del dibattimento (VD a pag. 3) per essere riconosciuto
anche da uno dei tre difensori (VD a pag. 8), non è ammissibile ritenere che
predetta aggravante si sia realizzata già solo dal possesso del taser (AI 245
annesso 3 fotografia 20), ricordato come un tale oggetto, anche se arma ai
sensi della LF sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni (di seguito
solo Larm, art. 4 cpv. 1 lett. e LArm) non lo è per l’art. 140 CP (NIGGLI/RIEDO,
Basler Kommentar Strafrecht II, Helbing Lichtenhahn, Basilea, 2013, art. 139
no. 158), rammentato altresì come, in ogni caso, non essendo stato indicato a
pag. 4 e 3 degli AA 180/2016 e 26/2017 (doc. TPC 1 e 34) quale mezzo utilizzato
dall’ignoto autore per la rapina (art. 140 n. 1 cpv. 1 CP), ammettere predetta
aggravante per il taser (AI 245 annesso 3 fotografia 20) avrebbe significato
violare il principio accusatorio di cui all’art. 9 cpv. 1 CPP;

 

                             14.2.   per
l’ipotesi di cui all’art. 140 n. 3 cpv. 1 CP malgrado la contraria opinione del
PP (VD a pag. 6 e all. 1 a pag. 7 I R) predetta aggravante non può trovare
tutela e questo non solo a fronte delle negative dichiarazioni soggettive degli
imputati (art. 111 segg. CPP, per IM 2 VD all. 1 a pag. 6 X R, per IM 3 VD all.
1 a pag. 6 XI R e per IM 4 VD all. 1 a pag. 6 XI R che la generica pregressa
affermazione di IM 2 nel suo VI PS 31.5.2016 a pag. 9 da riga 10 a riga 12 [“Mi
viene chiesto se l’affare legato alla Citroen C3 non valeva la pena, cosa avremmo
fatto. Ammetto che probabilmente saremmo tornati in Ticino a cercare un altro
obiettivo” con le successive precisazioni dibattimentali per IM 2 VD all. 1
a pag. 6 XIII, per IM 3 VD all. 1 a pag. 6 XIV R e per IM 4 VD all. 1 a pag. 6
XV R] di certo non scalfisce) ma anche e soprattutto perché da un punto di
vista oggettivo tale aggravante può entrare in considerazione solo se gli
autori intendono commettere più di due reati (sentenze del TF in DTF 122
IV 265 cons. 2b e 100 IV 219 cons. 2, della CARP Inc. 17.2014.24+49+52 del
9.5.2014 a pag. 62 nonché TRECHESEL/CRAMERI, Schweizerisches
Strafgesetzbuch Praxiskommentar, Dike, Zurigo / San Gallo, 2013, art. 139 no.
16), ciò che in specie non è assolutamente dato né per IM 2 e IM 3, essendo
stati condannati solo per due infrazioni di questo genere (per IM 2 VD all. 2 a
pag. 1 pti. 2 e 2.1 e a pag. 2 pto. 2.2 nonché per IM 3 VD all. 2 a pag. 2 pti.
3, 3.1 e 3.2) ma soprattutto per IM 4 che in aula è stato chiamato a rispondere
solo per la rapina (art. 140 n. 1 cpv. 1 CP) ad __________ del 30.3.2016 (VD
all. 2 a pag. 2 e 3 pti. 4 e 4.1).

 

 

                                15.   In
merito all’imputazione di cui al pto. B.2 dell’AA 180/2016 (doc. TPC 1),
ricordato come i fatti così come descritti nel testo d’accusa con la convenuta
modifica temporale limitatamente a IM 1 (VD a pag. 3, VI PP IM 1 del 10.6.2016
a pag. 2 da riga 10 a riga 13 e confronto IM 3 / IM 2 / IM 1 dell’8.8.2016 a
pag. 4 da riga 42 a riga 45) non risultano contestati né oggettivamente (VD
all. 1 a pag. 8 VI/VII R) né soggettivamente (VI PP confronto IM 3 / IM 2 / IM
1 dell’8.8.2016 a pag. 7 da riga 37 a riga 38), malgrado le contestazioni
sollevate dai tre patrocinatori d’ufficio (art. 132 CPP) al momento della
discussione (VD a pag. 8 segg. e art. 346 cpv. 1 CPP), richiamate le sentenze
in DTF 111 IV 155, 115 IV 121 e 132 IV 127 nonché 6S.447/2004 del
23.2.2005 cons. 2.2 e CARP Inc. 17.2014.58 del 28.7.2014 da pag. 43 a pag. 44
rispettivamente l’inapplicabilità al presente caso dell’art. 21 CP (sentenze
del TF 6S.428/2006 del 27.11.2006 cons. 2 e 3 nonché CARP Inc. 17.2016.54-55,
57+17.2016.82 + 17.2017.20-22 a pag. 61), non può che conseguirne la condanna
di IM 1, IM 2 e IM 3 per il reato di atti preparatori punibili di rapina (art.
260bis cpv. 1 lett. d CP nonché per IM 1 VD all. 2 a pag. 1 pti. 1 e 1.1, per IM
2 VD all. 2 a pag. 1 pto. 2 e a pag. 2 pto. 2.2 e per IM 3 VD all. 2 a pag. 2
pti. 3 e 3.2).

 

 

                                16.   In
merito alle imputazioni di cui ai pti. C.3 e 2 degli AA 180/2016 e 26/2017
(doc. TPC 1 e 34), anche nell’impossibilità di sapere chi ha fatto
effettivamente cosa, dalle confessioni di IM 2 (VI PP IM 2 del 7.10.2016 a pag.
6 da riga 1 a riga 27 nonché VD all. 1 a pag. 7 IX/X R e a pag. 8 III R) e IM 4
(VI PP IM 4 del 13.2.2017 da pag. 5 riga 43 a pag. 6 riga 12, del 14.2.2017 a
pag. 2 da riga 22 a riga 23 e del 21.2.2017 da pag. 1 riga 31 a pag. 2 riga 10
nonché VD all. 1 a pag. 7 XII R e a pag. 8 I/II/IV R) non può che scaturirne la
loro condanna per il reato di abuso della licenza e delle targhe ai sensi
dell’art. 97 cpv. 1 lett. g) LCStr (per IM 2 VD all. 2 a pag. 1 pto. 2 e a pag.
2 pto. 2.3 nonché per IM 4 VD all. 2 a pag. 2 pto. 4 e a pag. 3 pto. 4.2).

 

 

                                VII)   Colpa,
prognosi, pena

 

 

                                17.   In
merito alle norme di diritto in concreto applicabili si ricorda come:

 

                             17.1.   giusta
l’art. 40 CP la durata della pena detentiva è di regola di almeno sei mesi, la
durata massima è di venti anni, rispettivamente a vita se la legge lo dichiara
espressamente;

 

                             17.2.   giusta
l’art. 42 cpv. 1 CP il giudice sospende di regola l’esecuzione di una pena
pecuniaria (art. 34 segg. CP), di un lavoro di pubblica utilità (art. 37 segg.
CP) o di una pena detentiva (art. 40 CP) di sei mesi a due anni se una pena
condizionale non sembra necessaria per trattenere l’autore dal commettere nuovi
crimini (art. 10 cpv. 2 CP) o delitti (art. 10 cpv. 3) ricordato come giusta il
cpv. 2 di predetta norma se, nei cinque anni prima del reato, l’autore è stato
condannato a una pena detentiva (art. 40 CP) di almeno sei mesi, con o senza
condizionale, o a una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) di almeno 180 aliquote
giornaliere, la sospensione è possibile soltanto in presenza di circostanze
particolarmente favorevoli;

 

                             17.3.   giusta
l’art. 43 cpv. 1 CP il giudice può sospendere parzialmente l’esecuzione di una
pena pecuniaria (art. 34 segg. CP), di un lavoro di pubblica utilità (art. 37
segg. CP) o di una pena detentiva (art. 40 CP) di un anno a tre anni se
necessario per tenere sufficiente conto della colpa dell’autore ricordato come
giusta il cpv. 2 di predetta norma la parte da eseguire non può eccedere la
metà della pena rispettivamente che giusta il cpv. 3 prima frase di predetta
norma in caso di sospensione parziale dell’esecuzione della pena detentiva
(art. 40 CP), la parte sospesa e la parte da eseguire devono essere di almeno
sei mesi; 

 

                             17.4.   giusta
l’art. 44 cpv. 1 CP se il giudice sospende del tutto o in parte l’esecuzione
della pena, al condannato è impartito un periodo di prova da due a cinque anni;

 

                             17.5.   giusta
l’art. 47 cpv. 1 CP il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo
conto della vita anteriore e delle condizioni personali oltre che dell’effetto
che la pena avrà sulla sua vita, ritenuto che conformemente al cpv. 2 di detta
norma la colpa del reo è determinata secondo il grado di lesione o esposizione
a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i
moventi e gli obiettivi perseguiti nonché tenuto conto delle circostanze
interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare
l’esposizione a pericolo o la lesione;

 

                             17.6.   giusta
l’art. 49 cpv. 1 CP se per uno o più reati risultano adempiute le condizioni
per l’inflizione di più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore
alla pena prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata, ma
non può tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata ed
è in ogni modo vincolato al massimo legale del genere di pena;

 

                             17.7.   giusta
l’art. 50 CP se la sentenza deve essere motivata il giudice vi espone anche le
circostanze rilevanti per la commisurazione della pena e la loro ponderazione;

 

                             17.8.   giusta
l’art. 51 CP il giudice computa nella pena il carcere preventivo scontato
nell’ambito del procedimento in atto o di un altro procedimento, ritenuto che
un giorno di carcere corrisponde ad una aliquota giornaliera di pena pecuniaria
(art. 34 segg. CP) o a quattro ore di lavoro di pubblica utilità (art. 37 segg.
CP).

 

 

                                18.   Richiamate
le sentenze del TF in DTF 136 IV 55 e 134 IV 132 nonché della CARP Inc.
17.2011.114 del 20.4.2012 e 17.2012.78+99 del 5.11.2012 è innegabile
come la colpa (art. 47 cpv. 1 CP) dei quattro imputati (art. 111 segg. CP) è da
ritenersi tra grave e medio grave. Ciò posto e tutto ben ponderato, richiamato
in particolare il movente economico (VD a pag. 6), un organizzazione definita
nel dettaglio come dei veri professionisti del crimine (VD a pag. 6), la
reiterazione dell’agire perlomeno per IM 2 e IM 3, i precedenti penali di tutti
e tre gli imputati (art. 111 segg. CPP e VD a pag. 6), il loro riconoscimento
dei fatti e la confessione limitatamente ai reati di rapina semplice (art. 140
n. 1 cpv. 1 CP) e di abuso della licenza e delle targhe (art. 97 cpv. 1 lett. g
LCStr), il loro pregresso vissuto, l’età, il lungo carcere preventivo già sofferto
e ancora da soffrire, data altresì pacificamente, non potendo essere
altrimenti, un’evidente prognosi negativa per IM 1, IM 2 e IM 4 (VD a pag. 6),
potendo invece essere ancora ammesse, seppur con difficoltà, le circostanze
particolarmente favorevoli ex art. 42 cpv. 2 CP per IM 3, la Corte, richiamato
anche il concorso dei reati di cui all’art. 49 cpv. 1 CP per IM 2, IM 3 e IM 4,
ha condannato:

 

                             18.1.   IM
1 alla pena detentiva (art. 40 CP) di 7 mesi (VD all. 2 a pag. 3 pti. 8 e
8.1), da dedursi il carcere preventivo sofferto (art. 51 CP nonché VD all. 2 a
pag. 3 pti. 8 e 8.1), con il che questo imputato (art. 111 segg. CP) è stato
scarcerato (VD a pag. 11);

 

                             18.2.   IM
2 alla pena detentiva (art. 40 CP) di 33 mesi (VD all. 2 a pag. 3 pti. 8 e
8.2), da dedursi il carcere preventivo sofferto (art. 51 CP nonché VD all. 2 a
pag. 3 pti. 8 e 8.2);

 

                             18.3.   IM
3 alla pena detentiva (art. 40 CP) di 32 mesi (VD all. 2 a pag. 3 pti. 8 e
8.3), da dedursi il carcere preventivo sofferto (art. 51 CP nonché VD all. 2 a
pag. 3 pti. 8 e 8.3), ricordato come l’esecuzione della pena detentiva (art. 40
CP) inflittagli è sospesa (art. 42 cpv. 1 CP) in ragione di 20 mesi con un
periodo di prova di 3 anni (art. 44 cpv. 1 CP) mentre per il resto è da espiare
(art. 43 cpv. 1, 2 e 3 prima frase CP nonché VD all. 2 a pag. 4 pto. 9);

 

                             18.4.   IM
4 alla pena detentiva (art. 40 CP) di 24 mesi (VD all. 2 a pag. 3 pti. 8 e
8.4), da dedursi il carcere preventivo sofferto (art. 51 CP nonché VD all. 2 a
pag. 3 pti. 8 e 8.4).

 

 

                               VIII)   Le
pretese di diritto civile degli accusatori privati

 

 

                                19.   Richiamati
i pti. A.1 e 1 degli AA 180/2016 e 26/2017 (doc. TPC 1 e 34) rispettivamente il
VD all. 1 a pag. 9 X/XI/XII R nonché 2 a pag. da 1 a 4 pti. 2, 2.1, 3, 3.1, 4 e
4.1, in quanto richieste di diritto civile [per l’accusatore privato (di
seguito solo AP, art. 118 segg. CP ma in particolare art. 121 cpv. 2 CPP) ACPR
1 AI 185 e per l’AP (art. 118 segg. CPP, VI PS __________ dell’1.4.2016 a pag.
5, AI 256 e doc. TPC 10) ACPR 4, __________ doc. Dib. 1 e VD a pag. 3), la
Corte ha condannato, in solido, IM 2, IM 3 e IM 4 a versare agli AP (art. 118
segg. CPP) ACPR 1 franchi (di seguito solo fr.) 170'000.- a titolo di
risarcimento danni (VD all. 2 a pag. 4 pti. 10 e 10.1) e ACPR 4 fr. 4'158.- a
titolo di partecipazione alle spese legali (VD all. 2 a pag. 4 pti. 10 e 10.2).

 

 

                                 IX)   Confische
e dissequestri

 

 

                                20.   In
merito alle norme di diritto in concreto applicabili si ricorda come:

 

                             20.1.   giusta
l’art. 69 cpv. 1 CP il giudice, indipendentemente dalla punibilità di una data
persona, ordina la confisca degli oggetti che hanno servito o erano destinati a
commettere un reato o che costituiscono il prodotto di un reato se tali oggetti
compromettono la sicurezza delle persone, la moralità o l’ordine pubblico;

 

                             20.2.   giusta
l’art. 263 cpv. 1 lett. d) CPP all’imputato (art. 111 segg. CPP) e a terzi
possono essere sequestrati oggetti e valori patrimoniali se questi saranno
presumibilmente confiscati;

 

                             20.3.   giusta
l’art. art. 267 cpv. 1 CPP se il motivo del sequestro viene meno, il
pubblico ministero o il giudice dispone il dissequestro e restituisce gli
oggetti o i valori patrimoniali agli aventi diritto.

 

 

                                21.   Tenuto
conto delle risultanze d’istruttoria (VI PS IM 1 del 25.5.2016 a pag. 2 da riga
25 a riga 31, dell’8.6.2016 a pag. 2 da riga 23 a riga 28 nonché a pag. 8 a
riga 7 e del 26.8.2016 da pag. 4 riga 3 a pag. 5 riga 21, IM 3 del 31.5.2016 da
pag. 10 riga 1 a pag. 11 riga 3, del 14.5.2016 a pag. 3 da riga 18 a riga 26,
del 24.5.2015 a pag. 11 da riga 22 a riga 25 e del 21.6.2016 da pag. 12 riga 19
a pag. 13 riga 32 nonché IM 2 del 14.5.2016 a pag. 3 da riga 22 a riga 49 e a
pag. 6 da riga 44 a riga 49 rispettivamente del 31.5.2016 a pag. 10 da riga 30
a riga 33, VI PP IM 3 del 15.7.2016 a pag. 3 da riga 1 a riga 7 e IM 4 del
13.2.2017 a pag. 5 da riga 35 a riga 41, AI 40 all. 2, 8, 9 e 14, 153, 190,
241, 245 all. 28, 29, 35 e annesso 3 fotografia 20, 259A, da 263 a 265 nonché
doc. TPC 22 e 27) e delle dichiarazioni delle parti in sede dibattimentale (VD
a pag. 6 e all. 1 a pag. 9 da I a IX R), la Corte ha ordinato:

 

                             21.1.   la
confisca (art. 69 cpv. 1 CP e art. 263 cpv. 1 lett. d CPP) di:

 

                          21.1.1.   1
casco nero AGV Bali LX taglia S, di 1 parte interna del casco in tessuto nero,
di 1 martelletto frangivetro rosso e di 1 dispositivo elettroshock nero (VD
all. 2 a pag. 4 pti. da 11 a 11.4);

 

                          21.1.2.   a
IM 3 di 1 automobile KIA Cee’d targata (I)__________ con chiavi d’accensione,
di 1 navigatore satellitare Tom Tom 1EX00 con cavo d’alimentazione e di 1
guanto sinistro in cuoio marrone Alpo taglia 8 1/2 (VD all. 2 a pag. 4 pti. 11
e da 11.5 a 11.5.3);

 

                             21.2.   il
dissequestro e la restituzione (art.