# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 41a8979c-290b-5ac2-ab46-cf4870dcb7a0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-11-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 06.11.2002 INC.2002.41601
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2002-41601_2002-11-06.html

## Full Text

N. 416.2002.1/2 L                                                      Lugano,
6 novembre 2002

N. 417.2002.1/2 L

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

Claudio Lepori

 

 

sedente per statuire sui reclami
presentati il 30 luglio 2002 rispettivamente

 

 

da __________

(entrambi patrocinati dall'avv.__________)

 

 

e dalla ditta __________

(patrocinata dall'avv. __________)

 

 

contro la decisione 19 luglio
2002 del Procuratore pubblico avv. Mario Branda che ha rifiutato di
ordinare il sequestro dell'inventario del Bar __________ nel procedimento
conseguente a denuncia dei primi reclamanti contro __________, __________, e __________,
__________, per titolo di appropriazione indebita, truffa e amministrazione
infedele;

 

 

viste le osservazioni 12 agosto
2002 del magistrato inquirente che postula la reiezione del gravame;

 

 

atteso che i due gravami possono
essere evasi con un unico giudizio, per la loro pratica identità;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto e considerato 

 

 

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

 

che:

 

 

-    con atto 29 novembre 2001, __________ e __________ hanno
denunciato __________ e __________ per titolo di appropriazione indebita,
truffa e amministrazione infedele, per essersi fraudolentemente appropriati di
inventario e mobilio del Bar __________ ora __________ di __________,
danneggiando inoltre gli interessi della ditta __________, che aveva in
gestione il menzionato esercizio pubblico;

 

-    il reclamo si rivolge contro la decisione 19 luglio 2002 del
Procuratore pubblico di rifiuto del postulato sequestro dell'inventario del Bar
__________, oggetto centrale del contendere;

 

-    l’art. 161 cpv. 1 CPP impone al magistrato penale di ordinare il
sequestro di tutti gli oggetti che possono avere importanza per l’istruzione
del processo alternativamente o cumulativamente come mezzi di prova o in quanto
passibili di confisca o devoluzione allo Stato: la norma corrisponde
sostanzialmente a quanto in precedenza disposto successivamente dall’art. 120
CPP/1942 e dall’art. 120 CPP/1993, per cui ancora soccorre la giurisprudenza
della Camera dei ricorsi penali e di questo Ufficio giudiziario sul tema (REP.
1987, p. 265; 1989, p. 599; sentenze 30 gennaio 1992 in re O.C., CRP 282/91 e
17 marzo 1992 in re G.M., CRP 38/92; decisione 24 novembre 1997 in re RTSI,
GIAR 650.97.1, e riferimenti);

 

-    il sequestro, per la sua qualità di provvedimento eminentemente
cautelare, ha lo scopo di acquisire e conservare gli oggetti di cui sopra al
dispiegamento della procedura e quindi alle necessità dell’istruzione
preliminare, alle decisioni del magistrato requirente ed a quelle del giudice
del merito come evidenziato nella duplice prospettiva - alternativa o
cumulativa - della produzione e valutazione delle prove (sequestro probatorio)
e delle decisioni di confisca, restituzione o devoluzione, il che sarebbe qui
il caso (sequestro confiscatorio): come in tutti gli istituti procedurali, che
intaccano eccezionalmente i diritti individuali per prevalenza di interesse
pubblico, il sequestro è legittimo unicamente in presenza concorrente di
sufficienti indizi di reato e di connessione tra questo e l’oggetto che così
occorre salvaguardare agli incombenti processuali e di giudizio, tenuto anche
conto del principio di proporzionalità;

 

 

 

 

 

 

 

 

-    il conteso inventario ha fatto oggetto di cessioni e trasferimenti,
senza grandi riscontri di chiarezza fattuale e contrattuale: la proprietaria
originaria __________ lo cedette, con riserva di proprietà (non iscritta) sino
a suo completo pagamento, a __________ ed altre due persone poi estraniate;
esso venne successivamente messo a disposizione a titolo fiduciario della ditta
__________, che assunse pure la gestione del Bar __________, con contratto
sottoscritto dall'allora socio gerente __________; a quest'ultimo sono
subentrati ai vertici della __________ __________, quale socia gerente con
diritto di firma individuale, e __________, quale socio senza diritto di firma;
da ultimo la gerente __________ ha ceduto il bar, inventario compreso, a __________,
nell'ambito della ditta __________, di cui lo stesso __________ è
amministratore unico;

 

-    i denuncianti e reclamanti asseverano l'esistenza di manovre
intese ad appropriarsi dell'inventario, trasferendolo a __________ per loro
vantaggio pecuniario, non avendolo interamente pagato e per contro avendo
trattenuto il prezzo di cessione, con inganno anche del proprietario dello
stabile ing. __________ nella stipulazione del nuovo contratto di locazione con
la ditta __________, come risulta dalla lettera 23 novembre 2001 dell'ing. __________
a quest'ultima, a conferma di essersi trovato raggirato, per cui disdiceva il
contratto (doc. A di denuncia);

 

-    il Procuratore pubblico, come all'esposto nelle osservazioni al
presente reclamo, non ravvede elementi per sostenere l'esistenza di concreti e
sufficienti sospetti di reato ed in particolare che "la __________
abbia acquisito la disponibilità dell'inventario dell'esercizio pubblico
mediante un reato" e che __________ "abbia acquisito
l'inventario mediante un reato perché sapeva o doveva presumere che la __________
non aveva la disponibilità dei beni da lui poi rilevati";

 

-      
in effetti l'inchiesta non consente un'altra determinazione, al di là
della costatazione di rapporti alquanto confusi e di accordi contrattuali non
sempre precisi, le divergenze non sembrando travalicare il campo civile:
l'apparente probanza del comportamento dell'ing. __________, al confronto con
preteso inganno, non ha trovato riscontro nel suo interrogatorio del 29 gennaio
2002 dinnanzi al Procuratore pubblico, dove ha affermato che la lettera del 23
novembre 2001 (menzionata sopra) venne redatta dalle controparti (come
confermato dall'intestazione semplicemente a macchina), e che l'ha "firmata
pensando che se era preparata da avvocati sicuramente doveva essere tutto in
regola e in ordine", smentendosi poi - su inganno e conseguente
disdetta - per fatti concludenti come risulta implicitamente dal suo scritto
(qui su propria carta intestata) all'autorità cantonale competente dove, "in
risposta alla Vostra lettera del 5.12 u.s.", comunica che ,"per
accordi intervenuti tra le parti", il contratto di affitto con la __________
"rimane tuttora valido" (documento prodotto il 29 gennaio 2002
da 

 

 

 

 

     __________ in occasione del suo interrogatorio dinnanzi al
Procuratore pubblico, senza particolari approfondimenti o commenti);

 

-    i reclami vanno conseguentemente respinti con
la presente decisione suscettibile di ricorso alla Camera dei ricorsi penali
(art. 284 cpv. 1 lett. a CPP): tassa e spese di giudizio (art. 39 lett. f TG)
sono a carico dei reclamanti in solido ed in parti uguali, a ragione della loro
soccombenza;

 

 

 

visti gli art. 161 e 284 cpv. 1
lett. a CPP e per le spese l'art. 39 lett. f TG,

 

 

decide:

 

 

1.     
I reclami sono respinti.

 

 

2.     
La tassa di giustizia di fr. 400.- e le spese di fr. 40.- sono a carico
dei reclamanti in solido ed in parti uguali.

 

 

3.     
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall'intimazione.

 

 

Intimazione.

 

 

 

                                                                                        giudice
Claudio Lepori