# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7af4d705-6cba-57c7-a6d6-b806b566ba5d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-10-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.10.2003 32.2003.15
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2003-15_2003-10-27.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2003.15

   

  bs/fe

  	
  Lugano

  27 ottobre
  2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 22 gennaio 2003
di

 

	
   

  	
  ____________ 

  rappr. da: ___________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 10 dicembre 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

 

                               1.1.   __________,
classe 1972, dopo aver conseguito nel 1991 l’attestato federale di capacità
quale parrucchiera per signora (doc. AI _), nel mese di marzo 1992 ha aperto a
__________ un proprio salone (doc. AI _).

A seguito di due incidenti della circolazione, occorsi nel 1993, essa ha dovuto
cessare la sua professione, beneficiando così di una riformazione
professionale, finanziata dall’Ufficio assicurazione invalidità (UAI), quale
assistente di cura presso la Casa per anziani __________ (doc. AI _).

                                         Avendo
dovuto ridurre la nuova attività per problemi di salute, con domanda 25/28
luglio 2000 l’assicurata ha inoltrato una richiesta di prestazioni AI per
adulti (doc. AI _).

Dopo aver proceduto agli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una
perizia multidisciplinare a cura del Servizio di accertamento medico dell’AI
(SAM), con decisione 12 agosto 2002 l’amministrazione ha respinto la domanda di
prestazioni in quanto l’assicurata presenta un’invalidità del 22% (doc. AI _).

 

                                         Con
tempestivo ricorso 23 settembre 2002 __________ ha contestato la decisione
amministrativa, postulando l’erogazione di una mezza rendita (doc. AI _).

Ritenuto come in sede di risposta 2 ottobre 2002 l’amministrazione abbia
chiesto al TCA una retrocessione degli atti al fine di “assumere ulteriori
informazioni in merito al reddito che l’assicurata avrebbe potuto percepire
attualmente quale parrucchiera indipendente” (doc. AI _) e
l’annullamento della pronunzia impugnata, preso inoltre atto dell’adesione
della ricorrente a tale proposta, con decreto 18 ottobre 2002 questo Tribunale
ha stralciato la causa dai ruoli (cfr. doc. AI _; inc. 32.2002.125). 

                               1.2.   Esperito
l’accertamento economico di cui sopra, con proposta di decisione 20 novembre
2002 l’UAI ha confermato il rifiuto delle postulate prestazioni, motivando come
segue il provvedimento preso:

 

" 
(…)

Così come indicato nella nostra risposta al Tribunale
cantonale delle assicurazioni in data 02.10.2002 abbiamo effettuato ulteriori
accertamenti per definire il reddito che avrebbe potuto conseguire senza il
danno alla salute e determinante se vi è diritto a rendita.

 

Facendo una media dei redditi conseguiti da
alcune parrucchiere indipendenti esercitanti a _________ senza dipendenti,
quindi nelle stesse condizioni dell'attività da lei svolta prima
dall'insorgenza del danno alla salute, si ottiene un reddito annuo di Fr.
36'857.-.

 

Di seguito si riporta il calcolo che permette di
fissare il grado d'invalidità che, essendo inferiore al 40% non dà diritto a
rendita

 

 

 

 

Reddito annuo ragionevolmente esigibile

proveniente da un'attività
d'invalidità             Franchi

 

Senza invalidità                                             36857.00

con
invalidità                                                 27425.75

perdita guadagno/grado di
inattività               9431.25 = 25%

 

Pertanto la sua domanda di prestazioni è
respinta.” (Doc. AI _)

 

                                         Con
osservazioni 9 dicembre 2002 __________, per il tramite dell’avv. __________,
ha contestato il progetto di decisione, ritenendo innanzitutto come
l’invalidità debba essere valutata secondo il metodo straordinario, ciò che
avrebbe permesso di riconoscere una mezza rendita.

Secondo l’assicurata, inoltre, nell’ipotesi d’applicazione del metodo
ordinario, il reddito da valido, secondo le indicazioni della Cassa di
compensazione professionale dei parrucchieri, ammonterebbe tra fr. 63'360.--  e
68'649.— con un discapito economico del 57 – 60% (doc. AI _).

Mediante decisione formale 10 dicembre 2002 l’amministrazione ha tuttavia
respinto la domanda dell’assicurata avendo accertato un’invalidità del 26%
(doc. AI _).

 

                               1.3.   Avverso le
citata decisione amministrativa, __________, sempre rappresentata dall’avv.
__________, ha inoltrato a questo Tribunale un nuovo tempestivo atto di
ricorso, postulandone l’annullamento ed il conseguente riconoscimento di una
mezza rendita.

                                         Ribadendo
quanto sostenuto nelle osservazioni 9 dicembre 2002, circa la determinazione
del reddito da valido la ricorrente ha rilevato quanto segue:

 

" 
(…)

10. Non è dato di sapere quali siano gli elementi considerati
dall'Ufficio AI per giungere a determinare il reddito ipotetico della
ricorrente cifrare in soli CHF 36'857.--. Vi è un accenno al fatto che questo
sarebbe il frutto di una media del reddito conseguito da alcune (quante?)
parrucchiere indipendenti di __________. Non è tuttavia specificato se si
tratti di reddito lordo, netto oppure fiscalmente imponibile. Neppure è noto se
le professioniste esaminate

lavorino a tempo pieno oppure solo parzialmente. Infine non è
stata indicata nota la loro età.

E' tuttavia paradossale che il reddito considerato sia addirittura
inferiore al salario minimo fissato nel contratto di lavoro per il mestiere di
parrucchiere nella Svizzera. Infatti un lavoratore con attestato di capacità
federale ha diritto ad un salario minimo mensile di CHF 3'000.-- cui si
aggiunge la tredicesima mensilità per un totale annuo di CHF 39'000.-­

Interpellata, l'autorità fiscale ha telefonicamente fornito, quali
valori indicativi, un reddito minimo di ca. 35'000.-- e un massimo di ca
120'000.--, riferibili all'attività di parrucchiere indipendente in Ticino. Non
ha tuttavia voluto confermare per iscritto questi dati, perché non era in grado
di fornirli con sicurezza in virtù delle molte variabili. Anche l'Associazione
svizzera dei parrucchieri ha verbalmente confermato l'attendibilità delle cifre
citate precisando che alcuni Saloni di __________ superano abbondantemente il
valore massimo. Tuttavia in assenza di rilevamenti statistici non ha voluto
esprime per iscritto il proprio apprezzamento. Ha pure aggiunto che non tutti i
parrucchieri si premurano di dichiarare al fisco la componente del reddito costituita
dalle "mance". Anche per questo è difficile ottenere dati affidabili.

La Cassa di compensazione dei parrucchieri ha confermato, sulla
base delle proprie statistiche, che il salario mensile medio di una
parrucchiera nell'età compresa tra i 30 e 39 anni (la ricorrente ha ora 31
anni) è di CHF 4'401.-- tale importo si eleva di altri CHF 880.-­(ossia del
20%) per raggiungere così CHF 5280.--, nel caso di indipendenti.

Quanto sopra permette, comunque, di ipotizzare un reddito senza
invalidità di almeno CHF 65'000.-- ." (…) (Doc. _ pag. 5-6)

Pertanto, conclude la ricorrente, dal raffronto tra un reddito senza invalidità
di fr. 65'000.— ed un reddito con invalidità di 

fr. 27'425.— l’incapacità al guadagno risulta essere del 57,8%, ciò che apre il
diritto alla mezza rendita.

Essa ha inoltre chiesto di essere posta al beneficio dell’assistenza
giudiziaria.

 

                               1.4.   Con risposta
di causa 27 gennaio 2003 l’UAI ha invece proposto la reiezione del ricorso.

Rilevata l’impossibilità di poter utilizzare i dati economici concreti per
ipotizzare il guadagno dell’assicurata, senza il danno alla salute, avendo
infatti la stessa esercitato la professione di parrucchiera solo per un breve
periodo e considerato il lungo lasso di tempo trascorso dalla cessione del
salone, l’amministrazione ha spiegato come segue la modalità di determinazione
del reddito da valido:

 

" 
(…)

Date le circostanze, l'unica possibilità era
quella di prendere in considerazione il reddito medio percepito da altre
aziende simili, site nei paraggi. Il ricorso a tale metodo è del resto
espressamente previsto (cf. Circolare concernente l'invalidità e la grande
invalidità, marg. 3030).

Se questo metodo non offre una totale garanzia di
rispecchiare fedelmente l'andamento che avrebbe parimenti seguito l'assicurata,
quanto meno fornisce dati maggiormente aderenti alla nostra realtà rispetto per
esempio a quelli editi dalla Cassa svizzera dei parrucchieri (doc. _, prodotto
con l'all. di ricorso), che si riferiscono alla media svizzera e non a quella
ticinese, la quale notoriamente si situa a livelli sensibilmente inferiori.

 

Per quanto attiene poi ai dati fiscali inseriti
nell'incarto, e relativi ad aziende simili, si ribadisce che interessano
parrucchiere attive nel __________ senza dipendenti. L'età viene specificata
dal numero di controllo (secondo numero della sequenza).

 

Un'ulteriore verifica ha inoltre permesso di
determinare da quanto tempo dette parrucchiere gestiscono l'attività (cf. nota
apposta a mano)." (…) (Doc. _ parte A) 

L’UAI ha inoltre osservato:

 

" 
(…)

Per quel che
concerne poi l'obiezione in base alla quale avremmo dovuto effettuare la nostra
valutazione in base al metodo straordinario, si rileva che detto metodo viene
applicato normalmente allorquando si tratta di stabilire il grado di invalidità
d'un assicurato che, a seguito d'un danno alla salute, si è visto costretto a
ridurre o modificare il proprio impegno nell'ambito di un'attività
indipendente, ma che comunque continua a svolgere tale attività. Sono infatti
questi i casi che presentano le maggiori difficoltà a livello di paragone dei
redditi.

Nel presente caso
per contro l'unica difficoltà consiste nel determinare il primo fattore di
paragone,, ovvero il reddito teorico da valido. L'applicazione del metodo
straordinario non entra quindi in linea di conto.

 

In merito infine
alla capacità lavorativa attuale nell'ambito della professione d'ausiliaria di
cura, si rileva che la stessa è da situarsi al 50%, e non al 40%.

In effetti, già al
momento in cui è stata effettuata la perizia presso SAM nel novembre del 2001
(doc. n. _ inc. AI) l'assicurata era attiva al 40% (perizia, p. 4), ma
riconosciuta comunque abile al lavoro al 50% (perizia, p. 11)." (…) (Doc _
parte B)

                               1.5.   Esperiti
alcuni accertamenti, il 25 settembre 2003 questo Tribunale ha respinto
l’istanza di concessione dell’assistenza giudiziaria (XV).

 

                                         in
diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B.,
H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10
ottobre 2001 nella causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa
H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è sapere se __________ ha diritto ad una (mezza) rendita.

 

                               2.3.   Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché,
secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non
tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento
determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non
pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01; DTF 127 V 467 consid. 1,
121 V 366 consid. 1b). 

Ne consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso il 10
dicembre 2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI
corrispondono al tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.

 

                               2.4.   Secondo
l'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

     

-  un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a   infermità  

                                           
congenita, malattia o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Affinché
il caso possa essere sottoposto all’AI, occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno (G. Scartazzini, Les
rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                               2.5.   Va altresì
rilevato che, secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e
il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato
invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l’assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pagg.
200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI: metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1, 104
V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).                                                            

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G.
Scartazzini, op. cit, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la
giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua
capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

                                         

                                         Al proposito va rilevato che, secondo la recente giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei
redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale)
inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono
però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere
conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa
della decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V
222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26
giugno 2003 nella causa R consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R,
I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L
consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella
causa S. consid. 3.1, I 26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella
causa G. consid. 4.2, I 475/01).

 

                               2.6.   La
giurisprudenza permette, nei casi in cui il calcolo dei redditi risulti
particolarmente difficile, che la graduazione dell’invalidità avvenga
eccezionalmente secondo il metodo straordinario. Capita in particolare nel caso
di indipendenti, dove un calcolo sufficientemente preciso dei redditi da porre
a confronto sia escluso (cfr. DTF 128 V 29s; Pratique VSI 1998 pag. 121; pag.
255; SVR 1996 IV Nr. 74 pag. 213ss. consid. 2b; RAMI 1996 pag. 36 consid. 3b e
3c; DTF 104 V 137 consid. 2c; DTF 97 V 57; DTF 104 V 139; DTF 105 V 154ss
consid. 2a; Duc, J. L., Les assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, pag.
456).

                                         L’invalidità è allora
stabilita secondo la riduzione del rendimento nella situazione concreta in cui
si svolge l’attività (Pratique VSI 1999 pag. 121s,  Valterio, op. cit., pag.
199). Perciò l’invalidità sarà valutata considerando le ripercussioni
economiche dovute alla riduzione del rendimento sulla situazione concreta dove
si svolge l’attività dell’assicurato divenuto invalido (DTF 105 V 151). 

                                         In tal caso si procede a
paragonare le attività svolte prima e dopo la sopravvenienza del danno alla
salute, riferendosi al metodo specifico applicato a coloro i quali non svolgono
attività lucrativa (art. 27 OAI; Pratique VSI 1998 pag. 122 consid. 1a). La
differenza sostanziale tuttavia con quest’ultimo metodo consiste nel fatto che
il grado di invalidità non viene stabilito direttamente sulla base del
raffronto tra le attività. Dapprima, infatti, sulla base di tale raffronto, si
constata l’impedimento dovuto al danno, poi si valutano gli effetti di tale
impedimento sull’incapacità di guadagno (metodo straordinario: DTF 128 V 28
consid. 1; Pratique VSI 1998 pag.123 consid. 1a; SVR 1996 IV Nr. 74 pag. 213ss
consid. 2b; DTF 104 V 138; ZAK 1987 pag. 260s. consid. 2a; DTF 105 V 151). Una
determinata limitazione della capacità produttiva funzionale può, non deve
tuttavia forzatamente, produrre una perdita di guadagno della medesima entità
(Pratique VSI 1998 pag.123 consid. 1a).

                                         Nella prassi il metodo
straordinario è spesso applicato alle persone con attività lucrativa
indipendente.

 

                                         Nel caso di un
indipendente, il TFA ha precisato che il raffronto tra l’utile realizzato prima
e quello conseguito dopo l’incidente, non conduce a conclusioni affidabili per
quel che riguarda la perdita di guadagno che dipende dall’invalidità. In effetti,
troppi fattori influenzano gli utili di un’azienda, come ad esempio la
situazione congiunturale e la situazione concorrenziale, di conseguenza le
oscillazioni sono dovute anche ad aspetti estranei all’invalidità.

                                         Di conseguenza il TFA ha
stabilito che i documenti contabili non sono dei mezzi idonei a stabilire in
maniera affidabile i redditi ipotetici (RAMI 1996 pag. 34, pag. 36 consid. 3b;
DTF 104 V 137 consid. 2c).

 

                               2.7.   Nella
fattispecie in esame, sulla base del rapporto 22 novembre 2001 del SAM, la
ricorrente è stata ritenuta abile al 50% quale assistente di cure presso una
casa anziani (doc. AI _). 

Vero che al momento della perizia essa lavorava al 40% (cfr. perizia pag. 4),
tuttavia i periti hanno precisato quanto segue (sottolineatura del redattore):

 

" 
(…)

8 CONSEGUENZE SULLA CAPACITA LAVORATIVA

 

A livello fisico risultano chiare in special modo
per attività fisiche pesanti dove è richiesto il sollevamento ripetuto di pesi
superiori ai 10-15 Kg, nonché movimenti ripetuti di flessione - estensione del
tronco, oppure movimenti eseguiti in posizione inergonomiche per il rachide.
Sul piano psicologico e mentale, le limitazioni si riferiscono all'incapacità
di sopportare ed elaborare situazioni di stress, di aumentata tensione, di
conflitto, ecc.. Si tratta come ben noto di un particolare circolo vizioso, nel
quale l'ansia e la tensione endopsichica portano a aumentato tono muscolare e
contratture, posture rigide, con aumento del disturbo algico il quale a sua
volta, porta ad ulteriormente aumentare la tensione muscolare e così via. Per
questi motivi riteniamo che l'attività attuale (assistente di cura presso una
casa per anziani) non sia praticabile nella misura del 100%, bensì, limitati ad
un massimo del 50% (4-5 ore il giorno).

Questa limitazione della capacità lavorativa
risulta, come attestato dai medici curanti, a partire dall'01.04.2000.

Per quanto invece riguarda l'ambiente di lavoro
dell'A. dobbiamo ammettere che non abbiamo argomenti per ritenere che non sia
in grado di sopportare gli attuali disturbi psichici che ella presenta." 

(…) (Doc AI _ pag 11)

                                         In
attività leggere adeguate che non richiedono sforzi pesanti e/o ripetuti per la
colonna vertebrale, non soggette a tensioni e stress o conflitti sul posto di
lavoro, la capacità al lavoro è stata invece quantificata nella misura dell’80%
(cfr. doc. AI _ pag. 11).

 

                               2.8.   Primo
oggetto di contestazione è l’applicazione, da parte dell’UAI, del metodo
ordinario (cfr. consid. 2.5) per determinare l’incapacità al guadagno
dell’assicurata.

Come detto al consid. 2.6, nel caso in cui i redditi di riferimento ai sensi
dell’art. 28 cpv. 2 LAI sono difficilmente o impossibili da accertare, la
valutazione del grado d’invalidità degli indipendenti viene eseguita in
applicazione del cosiddetto metodo straordinario, ovvero sulla base delle
ripercussioni economiche dovute alle limitazioni delle singole attività che
compongono l’occupazione lucrativa indipendente. 

                                         Rettamente
nella risposta di causa l’UAI rileva che l’applicazione di questo metodo
presuppone che l’assicurato continui ad esercitare un’attività lucrativa a
titolo indipendente. Infatti, il paragone viene fatto tra le varie mansioni
componenti l’attività indipendente svolte prima e dopo la sopravvenienza del
danno alla salute (cfr. Pratique VSI 1998 pag. 121, cfr. anche; STCA 4
settembre 2003 nella causa A.B., inc. 32.2002.155; STCA 29 agosto 2002 nella
causa F.P., inc. 32.2002.36, cfr. in particolare STCA 30 agosto 2000 nella
causa W.F. consid. 2.6, inc. 32.1999.131). 

Vero che nel DTF 128 V 29 citato dalla ricorrente, il TFA ha applicato il
metodo straordinario, ma è altrettanto vero che in quel caso l’assicurato
gestiva un proprio salone di parrucchiere dal 1964, quindi anche dopo
l’insorgenza del danno alla salute. 

Anche nella STFA inedita 20 agosto 2001 (I 204/01), parimenti menzionata nel
ricorso, l’assicurato aveva continuato, seppur per un breve lasso di termine,
l’attività di architetto indipendente.

Nel caso in esame, invece, a seguito del danno alla salute, la ricorrente ha
chiuso il proprio salone di parrucchiera (doc. AI _).

L’amministrazione ha quindi correttamente applicato il metodo ordinario.

                               2.9.   __________
contesta altresì la determinazione del reddito da valido.

L’UAI l’ha determinato sulla base dei redditi relativi ai bienni fiscali 1999 –
2002 di sette avviati parrucchieri, senza dipendenti, attivi nel __________
giungendo ad una media di 

fr. 36'857.—. Dai dati fiscali si deduce, oltre al reddito medio aziendale
(quindi al netto delle spese), anche l’anno di nascita del lavoratore (sub
numero di controllo). Inoltre, nei citati atti l’amministrazione ha anche
indicato l’anno di avviamento dell’attività indipendente (doc. AI _).

L’assicurata, invece, ha sostenuto un importo di fr. 65'000.—, facendo
riferimento al salario mensile lordo medio di fr. 4'401.-- di una parrucchiera
nell’età compresa tra i 30 e 39 anni (la ricorrente è nata nel 1972) riferito
al 2001, dato statistico fornito dalla Cassa di compensazione dei parrucchieri,
il quale aumentato del 20%, secondo le indicazioni della medesima cassa,
corrisponde al guadagno medio di un parrucchiere indipendente (cfr. doc. AI _).

 

                            2.9.1.   Per accertare
il reddito senza l'invalidità è decisivo stabilire, secondo il principio della
verosimiglianza preponderante, quanto l’assicurato guadagnerebbe, al momento
della nascita del diritto alla rendita, se fosse sano (STFA inedite 13 giugno
2003 nella causa G., I 475/01 e 23 maggio 2000 nella causa T., U 243/99; RAMI
1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b con riferimenti, cfr. anche RCC 1992 pag. 96
consid. 4a). Il reddito dev'essere fissato il più concretamente possibile.

Determinante è dunque il reddito che l’assicurato avrebbe potuto conseguire
tenuto conto delle competenze professionali come pure delle circostanze
personali per un prospettato avanzamento professionale (quali la frequentazione
di corsi, l’inizio di studi ecc.), nella misura in cui vi sono degli indizi
concreti in merito (cfr. DTF 96 V 29, ZAK 1985 pag. 635 consid. 3a, cfr. pure
RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b). 

Un salario di punta può essere ammesso solo se vi sono circostanze particolari
che lo giustificano (RCC 1980 pag. 560 pag. 560 con riferimenti). I salari medi
pagati nel settore hanno in ogni caso la precedenza sui salari fissati in base
a contratti collettivi di lavoro (RCC 1986 pag. 434 consid. 3b).

Siccome di norma una simile valutazione professionale parte dal presupposto
che, senza il danno alla salute, l’assicurato avrebbe continuato ad esercitare
la precedente attività lucrativa, devono essere considerati eventuali
adeguamenti ed aumenti salariali (RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b ,
ZAK 1990 pag. 519 consid. 3c).

Se nel caso concreto non è possibile quantificare l’ipotetico reddito che
l’assicurato avrebbe potuto percepire senza l’invalidità, allora si può
ricorrere a dati ottenuti da valori statistici e d’esperienza (cfr. Pratique
VSI 1999 pag. 248 consid. 3b; cfr. anche STFA inedita del 30 dicembre 2002
nella causa B., I 56/02). 

 

Per quel che concerne invece la determinazione del reddito di un indipendente,
si deve tener conto in particolare delle attitudini professionali e personali e
del genere di attività della persona assicurata, come pure della situazione
economica e dell’andamento della sua azienda (RCC 1961 pag. 338) prima
dell’insorgere dell’invalidità. In mancanza di dati affidabili, il reddito
medio o il risultato d’esercizio di aziende simili possono fungere da base per
valutare il reddito ipotetico (RCC 1962 pag. 125). Il reddito di tali aziende
non può tuttavia essere equiparato direttamente al reddito ipotetico senza
invalidità (RCC 1981 pag. 40). In tutti i casi deve essere fatta astrazione del
reddito che non proviene dall’attività personale dell’assicurato, come il
good-will, l’interesse derivante dal capitale investito o la parte di reddito
attribuibile alla collaborazione di famigliari (RCC 1971 pag. 432; cfr.
Valterio op. cit., pag. 206; Peter, Die Koordination von Invalidenrenten,
Zurigo 1997 pag. 65 e il marginale 3030 della Circolare sull’invalidità e la
grande invalidità nell’assicurazione per l’invalidità (CIGI) edita dall’UFAS,
nella versione in vigore dal 1° gennaio 2000). 

                            2.9.2.   Ritornando al
caso in esame, nella risposta di causa l’amministrazione rettamente ha indicato
le difficoltà per poter accertare concretamente l’ipotetico guadagno che
l’assicurata avrebbe potuto conseguire senza il danno alla salute.

L’interessata ha infatti esercitato per poco tempo la sua professione di
parrucchiera indipendente. Aperto il salone nel marzo 1992, in aprile e ottobre
1993 essa ha subito due distinti incidenti, percependo per i diversi periodi di
inabilità lavorativa (totale e parziale) delle indennità giornaliere sino a
tutto il 1994 (doc. AI _). Nel maggio 1995 ha definitivamente cessato la sua
attività (doc. AI _).

Essendo i dati contabili relativi a questo breve periodo poco indicativi, -
generalmente i primissimi anni d’avviamento di un’attività indipendente gli
utili sono bassi –, gli stessi non consentono di procedere ad una proiezione
economica affidabile, ritenuto anche il grande lasso di tempo trascorso dalla
chiusura del salone di parrucchiera. 

Pertanto, in difetto di precisi dati economici relativi alla condizione
professionale della ricorrente, occorre fare riferimento ad altre indicazioni.

Vero che la soluzione prospetta dall’UAI (media fiscale di sette parrucchieri
indipendenti nel __________) di un reddito medio di 

fr. 36'857.— corrisponde grossomodo al salario minimo annuo (fr. 36'400) di un
parrucchiere diplomato previsto dal relativo contratto collettivo di lavoro
(fr. 2'800.— al mese, considerata l’eventuale tredicesima, cfr. doc. _; al
riguardo nella sentenza inedita 27 marzo 2000 in re P. (I 218/99) il TFA ha
ritenuto irrilevante che il guadagno ipotetico di un parrucchiere indipendente
valutato dall’amministrazione fosse inferiore ai salari minimi del contratto di
categoria dipendendo infatti il risultato aziendale dalla congiuntura, dalla
professionalità e dal rendimento del titolare del salone).

Ma è altrettanto vero che il metodo scelto dall’UAI è più conforme alla realtà
del Canton Ticino, poiché i dati forniti dalla Cassa di compensazione dei
parrucchieri si riferiscono alle medie salariali nazionali, notoriamente più
alti dei corrispettivi ticinesi. 

I risultati fiscali presi dall’amministrazione sono invece precisi, essendo
riferiti a parrucchieri indipendenti, senza personale, attivi da diversi anni
nel __________, ciò che in concreto corrisponde meglio alla configurazione
professionale della ricorrente.

Nel gravame l’assicurata ha sostenuto di aver interpellato telefonicamente
l’autorità fiscale secondo cui i redditi di parrucchieri indipendenti in Ticino
vanno da un minimo di 

fr. 35'000 ad un massimo di ca. fr. 150'000.— (cfr. ricorso pag. 6). Tuttavia,
questi dati, ad esempio, non differenziano la tipologia dell’azienda (con o
senza dipendenti) e non sono altrettanto precisi come lo è invece
l’accertamento esperito dall’UAI. 

Vero che, come detto al consid. 2.9.1, per determinare il reddito ipotetico di
un indipendente non ci si può basare unicamente sui profitti di un’azienda
simile. Nel caso esaminato dal TFA si trattava tuttavia di un dato economico
relativo ad una sola azienda che non rispecchiava comunque la situazione
concreta dell’assicurato (RCC 1981 pag. 40). 

Nella fattispecie in esame, invece, siccome la dettagliata ed affidabile
indagine fiscale, eseguita dal consulente su diverse imprese simili a quella
della ricorrente, rispecchia la realtà economica presente nel nostro Cantone,
nonché il profilo professionale dell’assicurata, la stessa va confermata.

Di conseguenza, dal raffronto tra il reddito da valido di fr. 36'857.— con
quello da invalido, non contestato, di fr. 27'425,75, il grado d’incapacità al
guadagno risulta essere del 25,5% (36'857– 27'425,75 x 100 : 36'857).

Alla luce delle considerazioni che precedono, è pertanto ritenere dimostrato, con il grado della verosimiglianza preponderante,
valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e
i riferimenti ivi citati; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a,
DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b), che
(per lo meno) sino all’emanazione del querelato provvedimento (cfr. consid. 2.5
in fine), l’assicurata non ha presentato un’incapacità al guadagno di grado
pensionabile.

In queste circostanze, la decisione
amministrativa va confermata e il ricorso respinto.

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti