# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 99ec588d-82c4-5607-b221-0dc897083683
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-04-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 09.04.2010 12.2009.57
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2009-57_2010-04-09.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2009.57

  	
  Lugano

  9 aprile 2010/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Walser e Grisanti (giudice supplente)

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2006.241
della Pretura del Distretto di Bellinzona promossa con petizione 20 dicembre
2006 da

 

	
   

  	
  AO 1 

  rappr. dall’ RA
  2 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 

  rappr. dall’ RA
  1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

chiedente
la condanna delle convenute al pagamento in solido di fr. 200'000.- oltre
interessi a titolo di risarcimento danni;

 

domanda
contestata da AP 1 che, postulando la reiezione della petizione, ha tra le
altre cose sollevato l'eccezione di incompetenza per territorio del Pretore di
Bellinzona;

 

domanda
sulla quale la convenuta __________, preclusa, non si è per contro pronunciata;

 

limitata
l'udienza preliminare all'esame dell'eccezione di incompetenza territoriale, il
primo giudice con decreto 3 febbraio 2009 ha accertato la propria competenza;

 

appellante
AP 1 che con allegato 25 febbraio 2009, in riforma del decreto impugnato, chiede l'accoglimento dell'eccezione, protestando spese e ripetibili di entrambe
le sedi;

 

appello
cui l'attrice si oppone con osservazioni 27 marzo 2009;

 

richiamato
il decreto 2 marzo 2009 con cui il Pretore ha concesso all'appello l'effetto
sospensivo ai sensi dell'art. 96 cpv. 3 CPC;

 

esaminati
gli atti di causa;

 

 

ritenuto

 

in fatto:

 

 

                                  A.   Nell'ottobre
2005 AO 1 ha stipulato con la società __________, con sede nei Paesi Bassi, un
contratto per la fornitura e il montaggio di una serra per la coltivazione dei
pomodori. L'impianto era sostanzialmente costituito dal locale serra e
dall'impianto di riscaldamento. Nel contratto era espressamente previsto il
montaggio di un bruciatore svizzero della marca O__________ che è poi stato
eseguito da un'altra società olandese, __________, verosimilmente subappaltante
di __________ BV. Nel prezzo era per contro esclusa la messa in funzione
dell'impianto di riscaldamento, della quale si è occupata __________ AG, poi
ripresa da __________. Lamentando un malfunzionamento dell'impianto di
riscaldamento, all'origine dello sprigionamento di esalazioni nocive che
avrebbe causato la moria delle colture e la conseguente perdita di produzione,
l'attrice ha convenuto in giudizio __________ e AP 1 per il risarcimento del
danno subito.

 

 

                                  B.   Con
risposta del 24 gennaio 2008 AP 1 ha preliminarmente eccepito l'incompetenza
per territorio del giudice adito come pure la prescrizione delle pretese
risarcitorie (eccezione, quest'ultima, poi ritirata), opponendosi per il resto
nel merito alla petizione. __________ BV non ha risposto alla petizione,
facendosi precludere. Il Pretore ha di conseguenza disgiunto la causa nei suoi
confronti e l'ha sospesa in attesa di conoscere l'esito della lite nei
confronti della convenuta AP 1. Dopo avere limitato l'udienza preliminare
all'esame dell'eccezione di incompetenza territoriale (art. 181 CPC) – senza
che si fosse resa necessaria una particolare istruttoria -, il primo giudice,
con il decreto qui impugnato, l'ha respinta ritenendola infondata. In sostanza,
il Pretore ha in primo luogo rilevato la connotazione internazionale della
controversia opponente l'attrice alla convenuta olandese e ha ammesso di
conseguenza la propria competenza territoriale in virtù dell'art. 5 n. 1 CL,
dandosi un'obbligazione litigiosa eseguita nel Distretto di Bellinzona. Egli ha
però nel contempo osservato che il carattere internazionale della vertenza tra
l'attrice e la convenuta olandese non influiva sulla qualificazione della lite
nei confronti di AP 1; la quale lite, data la sede in Svizzera di entrambe le
parti, doveva pertanto soggiacere alla LForo. Per il resto, ammettendo l'esistenza
di un litisconsorzio facoltativo fra le convenute e precisando che per l'art. 7
cpv. 1 LForo il giudice competente per un convenuto lo è anche per gli altri,
ha riconosciuto la sua competenza anche nei confronti della convenuta svizzera.

 

 

                                  C.   Con
appello 25 febbraio 2009 AP 1 chiede la riforma del giudizio impugnato nel
senso di accogliere l'eccezione di incompetenza territoriale da lei sollevata.
L'appellante rimprovera al giudice di prime cure di essersi in un primo tempo –
giustamente - servito delle disposizioni a carattere internazionale per creare
un foro a Bellinzona e in seguito - in modo improprio – delle norme di diritto
interno per trascinarla presso detto foro. In sostanza osserva che la
competenza del Pretore di Bellinzona per la causa promossa nei suoi confronti
non risulta né dalla LForo, applicabile unicamente a fattispecie interne, né
dalla LDIP, che non prevede una norma di competenza specifica per il
litisconsorzio facoltativo, né tantomeno dalla CL, inapplicabile se le due parti
interessate hanno il proprio domicilio sul territorio dello stesso Stato
contraente. In tali condizioni, per l'appellante mancherebbe una base legale
che permetta di derogare al foro generale del luogo di domicilio. 

 

                                         Con
osservazioni 27 marzo 2009 l'attrice postula la reiezione del gravame. 

 

 

 

 

 

 

e considerato

 

in diritto: 

 

 

                                   1.   Secondo l'art. 100 cpv. 1 CPC il giudice statuisce sui presupposti e
le eccezioni processuali "mediante decreto" (art. 100 cpv. 1 CPC). In
realtà egli statuisce con "decreto" qualora accerti il presupposto
processuale o respinga l'eccezione, come nel caso di specie (v. Cocchi/ Trezzini, CPC massimato e
commentato, Lugano 2000, n. 378 ad art. 100). Ciò premesso, non occorreva che
in concreto la decisione impugnata fosse esplicitamente provvista di effetto
sospensivo (art. 100 cpv. 1 con rinvio all'art. 96 cpv. 3 CPC). L'udienza
preliminare del 3 febbraio 2009 era infatti stata limitata all'esame
dell'eccezione processuale (art 181 cpv. 1 CPC) e in simili casi il processo
continua - per legge - sulle eccezioni proposte, "sino a che queste non
siano state decise con un giudizio definitivo". Come giustamente rilevato
dall'appellante, l'impugnativa contro il decreto in esame beneficiava
automaticamente dell'effetto sospensivo (art. 181 cpv. 2 CPC; Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 363 ad
art. 96). 

 

 

                                   2.   Contestata
è innanzitutto l'applicabilità alla presente fattispecie della LForo, e più in
particolare del suo art. 7 cpv. 1. 

 

                                2.1   La
LForo disciplina la competenza in materia civile, qualora non sussistano
collegamenti internazionali (art. 1 cpv. 1). In altri termini, la LForo
disciplina unicamente fattispecie interne ed è complementare alla LDIP, la
quale, fatti salvi i trattati internazionali, disciplina la competenza dei
tribunali svizzeri in ambito internazionale. Il collegamento internazionale di
cui all'art. 1 cpv. 1 LForo è definibile analogamente a quanto avviene in
relazione all'art. 1 cpv. 1 LDIP per l'“ambito internazionale” (Müller/Wirth, Gerichtsstandsgesetz, n.
26 ad art. 1; Kellerhals/Von
Werdt/Güngerich, Gerichtsstandsgesetz, ni 14 segg. ad art. 1). Anche la
LDIP non dice però cosa si debba intendere per “ambito internazionale”. Secondo
l'opinione dominante, l'esistenza di una fattispecie internazionale, da
esaminare di volta in volta, va ammessa se i singoli aspetti giuridicamente
rilevanti del contesto fattuale (ad es. domicilio, nazionalità, luogo di
adempimento) presentano chiaramente dei collegamenti con più di un ordinamento
nazionale (Müller/Wirth, op.cit.,
n. 36 ad art. 1; Kellerhals/Von
Werdt/Güngerich, op.cit., n. 15 ad art. 1; Spühler/Tenchio/Infanger, Bundesgesetz über den
Gerichtsstand in Zivilsachen, n. 6; Honsell/Vogt/Schnyder/Berti,
Basler Kommentar, Internationales Privatrecht, 2a ed., Basilea 2007, n. 27 ad art. 1; Vischer/
Huber/ Oser, Internationales Vertragsrecht, 2a ed., Berna 2000, ni 2 segg.). 

 

                                2.2   Occorre
quindi, per prima cosa, esaminare la natura della vertenza che oppone l'attrice
all'appellante, distinguendola, ove possibile, dall'altra, chiaramente di
carattere internazionale, che oppone l'attrice a __________ BV (cfr. per
analogia DTF 134 III 475 consid. 4.1 e 4.2). A tal proposito si ricorda che il
giudice può autonomamente scegliere le norme di diritto applicabili alla
fattispecie senza essere vincolato dalle motivazioni giuridiche (talvolta
erronee) prospettate dalle parti (Cocchi/Trezzini,
op. cit., m. 10 ad art. 165). Pertanto l'eventuale riconoscimento, da parte
dell'attrice, della connotazione internazionale alla fattispecie nel suo complesso
non vincola il giudice nella scelta delle norme applicabili. 

 

                                2.3   Sebbene
la circostanza sia stata sin dagli inizi messa in dubbio dall'appellante, che
ha contestato l'esistenza di qualsivoglia rapporto contrattuale con l'attrice,
sottolineando come l'incarico le sarebbe stato commissionato direttamente da __________
(v. risposta, pag. 8), AO 1 ha fatto valere in sede di petizione di avere
affidato la messa in funzione dell'impianto di riscaldamento direttamente
all'appellante (v. ad esempio petizione pag. 6). Se, come nel caso di specie,
l'esame della competenza del tribunale si sovrappone a quello della fondatezza
della domanda, prevale la teoria della doppia rilevanza in forza della quale è
sufficiente, per ammettere la competenza di un tribunale, che i fatti allegati
con una certa verosimiglianza a sostegno di un'azione costituiscano al tempo
stesso la condizione di questa competenza e il fondamento necessario della
pretesa sottoposta all'esame giudiziario. L'esame degli argomenti di
controparte è per contro rinviato al giudizio sul merito (DTF 134 III 27
consid. 6.2.1; 133 III 295 consid. 6.2; 131 III 153 consid. 5.1; 129 III 80
consid. 2.2; 128 III 50 consid. 2b/bb; 122 III 249 consid. 3b/bb). Ciò
premesso, l'esistenza di un rapporto contrattuale tra l'attrice e l'appellante,
seppur controversa, può ritenersi presunta per l'esame della competenza
territoriale del giudice di prime cure e potrà essere oggetto di discussione in
occasione dell'esame del merito della causa. Infatti la circostanza è stata
allegata con una certa verosimiglianza, non fosse altro perché __________ AG -
e, quindi, di riflesso, l'appellante stessa a seguito della fusione delle due
società (doc. D) - ha emesso la fattura per la messa in funzione direttamente
all'attrice (doc. C). 

 

                                2.4   Per quanto precede si può dunque ritenere, ai fini dell'esame
della competenza, che l'attrice aveva affidato all'appellante l'incarico di
mettere in servizio l'impianto di riscaldamento. Non ravvisando in questo
rapporto contrattuale alcun elemento di estraneità, le parti avendo la loro
sede in Svizzera come del resto svizzero essendo pure il luogo di esecuzione
dello stesso (e persino la provenienza del prodotto incriminato [il
bruciatore]), la fattispecie deve considerarsi interna. Di conseguenza la LForo
è di massima applicabile alla vertenza che oppone l'appellante all'attrice. In
assenza di un caso dubbio, non trova applicazione la regola - parzialmente
sostenuta in dottrina (così Müller/Wirth,
op. cit., n. 37 ad art. 1; contrari invece Honsell/Vogt/Schnyder/Berti,
op. cit., n. 31 ad art. 1) e invocata in appello - che in simile ipotesi tende
a privilegiare la tesi dell'internazionalità della fattispecie. 

 

 

                                   3.   Posta
l'applicabilità della LForo, va quindi esaminato se ciò valga anche per il suo
art. 7 cpv. 1, giusta il quale se l'azione è diretta contro più litisconsorti,
il giudice competente per un convenuto lo è anche per gli altri.
L'applicabilità di tale disposto nel caso di specie presuppone in particolare,
da un lato, l'esistenza di un litisconsorzio facoltativo tra le due convenute
e, dall'altro, la competenza territoriale del Pretore di Bellinzona per almeno
una di loro. 

 

                                3.1   L'art.
7 LForo disciplina due fattispecie importanti del foro della connessione: il
cumulo soggettivo (cpv. 1) e oggettivo (cpv. 2). Gli articoli 6 (domanda
riconvenzionale), 8 (azione di chiamata in causa o di garanzia) e 36 (azioni
connesse) forniscono ulteriori esempi di tale foro (Messaggio concernente la
LForo del 18 novembre 1998, FF 1999 2445 seg.). Il senso e lo scopo dell'art. 7
cpv. 1 LForo è evitare l’emanazione di sentenze contraddittorie e favorire una
liquidazione efficace ed economica delle controversie attraverso la creazione
di un unico foro per pretese dirette contro più convenuti e trovantesi in un
certo rapporto di connessione materiale (DTF 129 III 80 consid. 2.1 e 2.2; Müller/Wirth, op. cit., n. 19 ad art. 7;
Kellerhals/Von Werdt/Güngerich,
op. cit., ni 3, 7 e 19 ad art. 7; Donzallaz,
Commentaire de la loi fédérale sur les fors en matière civile, n. 2 ad art. 7).

 

                                         Per
determinare l'intensità della connessione richiesta, va considerato che il
concetto stesso di connessione è già definito all'art. 6 LForo per l'istituto
dell'azione riconvenzionale, motivo per cui si può rinviare a quanto disciplinato
in quel contesto (cfr. Gehri,
Übergangsrecht Gerichtsstandsgesetz und einfache passive Streitgenossenschaft
bei Gerichtsstandsvereinbarungen: Entscheid der I. Zivilabteilung des
Bundesgerichts vom 24. September 2002 [4C.327/2001] / Urteilsbesprechung, in
ZZZ 2004 pag. 129 segg., pag. 136). Ciò significa che una connessione
sufficiente è data se le domande si fondano (essenzialmente) sulla stessa causa
fattuale o giuridica (per es. la stessa fattispecie, lo stesso contratto [FF
1999 2445; DTF 129 III 230 consid. 3.1 e 3.3; Gehri,
op. cit., pag. 136]). 

 

                                         Il
Tribunale federale ha inoltre dichiarato di volersi ispirare, per
l'interpretazione dell'art. 7 LForo, all'art. 22 cpv. 3 CL come pure alla
formulazione prevista dalla revisione dell'art. 6 n. 1 CL. Queste disposizioni
precisano le condizioni alle quali più domande introdotte presso differenti
tribunali possono dirsi connesse (v. DTF 129 III 80 consid. 2.2). In tale
ambito, la connessione è segnatamente ammessa se le azioni risultanti dalla
stessa fattispecie si fondano sullo stesso motivo giuridico, riguardano lo
stesso oggetto oppure dipendono dalla decisione della medesima questione (Dasser/Oberhammer, Kommentar zum
Lugano-Übereinkommen, Berna 2008, n. 42 segg. ad art. 6 con i riferimenti alla
giurisprudenza in materia della Corte di giustizia delle Comunità europee). 

 

                                         Come già
esposto in precedenza (cfr. sopra, consid. 2.3), per statuire sulla questione
della competenza sono da ritenere unicamente le allegazioni (verosimili) di
parte attrice. Ora, come rettamente illustrato dal primo giudice, quest'ultima
adombra, con una certa verosimiglianza, la responsabilità di entrambe le
convenute per lo stesso pregiudizio, cagionato dal (preteso) malfunzionamento
dell'impianto di riscaldamento - e più precisamente: dallo sprigionamento di
esalazioni nocive (causa fattuale comune) – alla cui realizzazione e messa in
esercizio hanno partecipato entrambe, anche se in maniera diversa. In tali
circostanze le condizioni per ammettere l'esistenza di una (sufficiente)
connessione materiale tra le pretese avanzate nei confronti di __________ BV e AP
1 e, quindi, per riconoscere l'esistenza di un litisconsorzio facoltativo
passivo sono realizzate (cfr. pure Kellerhals/Von
Werdt/Güngerich, op. cit., n. 3 ad art. 7). 

 

                                3.2   Per
il resto, la competenza territoriale del Pretore di Bellinzona a statuire nei
confronti della litisconsorte domiciliata nei Paesi Bassi è pacifica. È infatti
incontestato che l'obbligazione dedotta in giudizio è stata eseguita sul
territorio coperto dalla sua giurisdizione (art. 5 n. 1 CL; cfr. pure Donzallaz, La Convention de Lugano,
Berna 1998, Vol. III, N. 4675; Dasser/Oberhammer,
op. cit., n. 32 ad art. 5). 

 

 

                                   4.   Resta
ora in sostanza da verificare se, come l'ha ritenuto il giudice di prime cure,
l'art. 7 cpv. 1 LForo consenta di creare una competenza presso un foro derivato
dall'art. 5 n. 1 CL.  

 

                                4.1   L'appellante
si oppone a una simile eventualità. Osserva in primo luogo che così facendo si
crea un foro, non prevedibile, che in una fattispecie a carattere prettamente
nazionale non si sarebbe mai potuto ottenere. In secondo luogo, oltre a
rilevare – a torto, per quanto appena visto (cfr. sopra, consid. 2.4) -
l'inapplicabilità stessa della LForo in considerazione del preteso carattere
internazionale della fattispecie, si richiama all'opinione dottrinaria di Müller/Wirth (op. cit., ni 45 seg.) per
contestare la soluzione adottata dal primo giudice. Infine esclude la
possibilità di creare un foro a Bellinzona per la vertenza che la concerne
anche sotto il profilo della LDIP, che non prevede una norma di competenza
territoriale specifica per il caso del litisconsorzio facoltativo, e della CL,
che non sarebbe applicabile in concreto in considerazione della sede svizzera
sua e dell'attrice. 

 

                                4.2   Per
rispondere alla prima censura va subito detto che, secondo una corretta
interpretazione dell'art. 7 cpv. 1 LForo, non importa da quali disposizioni
derivi, per gli altri convenuti, la competenza del giudice adito.
Contrariamente a quanto prescritto dall'art. 6 n. 1 CL, questa competenza
derivata non deve in particolare coincidere con il foro del domicilio di uno
dei convenuti (Kellerhals/Von
Werdt/Güngerich, op. cit., n. 8 ad art. 7; Müller/Wirth, op. cit., n. 24 ad art. 7). Addirittura,
l'attrazione esercitata dall'art. 7 LForo interviene anche se la competenza nei
confronti di un litisconsorte si fonda su una norma completamente sottratta al
campo di applicazione della LForo (Kellerhals/Von
Werdt/Güngerich, op. cit., n. 8 ad art. 7). Similmente si è pronunciato
anche il Tribunale federale. In DTF 129 III 80 l'autorità giudiziaria federale
ha infatti ammesso la possibilità di convenire tutti i litisconsorti dinanzi al
tribunale competente per uno dei convenuti anche quando tale competenza risulta
da una convenzione di proroga di foro conclusa con uno solo di loro (DTF 129
III 80 consid. 2.3). Ha ritenuto decisivi ai fini di questa interpretazione, da
un lato, il fatto che il testo dell'art. 7 cpv. 1 LForo non prevede eccezioni
per simili casi e, dall'altro, la constatazione che questa soluzione
corrisponde (meglio) allo scopo della norma (cfr. sopra, consid. 3.1).

 

                                4.3   Orbene,
le stesse considerazioni inducono ad ammettere la possibilità di creare, sulla
base dell'art. 7 cpv. 1 LForo, una competenza presso un foro risultante - per
un altro litisconsorte - dall'art. 5 n. 1 CL. Non solo infatti una simile
eventualità non è esclusa dall'art. 7 cpv. 1 LForo, ma addirittura essa meglio
corrisponde al senso e allo scopo perseguiti dalla norma in esame. Difatti, il
rischio che, in caso di giudizi separati, vengano emesse sentenze
contraddittorie è evidente. Altrettanto evidente è l'interesse processuale a
un'istruzione e a un giudizio simultanei su questioni connesse, e, quindi, in
definitiva, a una liquidazione efficace ed economica della vertenza. Questi
aspetti prevalgono chiaramente sull'interesse dell'appellante di vedersi
convenuta dinanzi al foro del proprio domicilio (cfr. per analogia DTF 129 III
80 consid. 2.3.3). A ciò si aggiunge che, fra breve il nuovo Codice di
procedura civile federale, abrogando la LForo, istituirà espressamente al suo
art. 31, per le azioni da contratto, la competenza alternativa del giudice del
luogo in cui dev'essere eseguita la prestazione caratteristica. Senza
dimenticare infine che già allo stato attuale l'art. 36 LForo prevede, per le
azioni connesse, la possibilità, per il giudice successivamente adito, di
sospendere il procedimento finché il giudice preventivamente adito abbia deciso
(cpv. 1) o addirittura di disporre la rimessione della causa al giudice
preventivamente adito, se questi vi acconsente (cpv. 2). Per il resto,
l'inconveniente di doversi difendere dinanzi a un tribunale ticinese in una
lingua procedurale che non è la propria (Kellerhals,
Gerichtsstandsvereinbarungen nach dem Gerichtsstandsgesetz: Schutz des
Schwachen vs. Schutz gegen widersprüchliche Entscheide und ineffiziente
Streiterledigung, in: Richterliche Rechtsfortbildung in Theorie und Praxis,
Miscellanea in onore di Hans Peter Walter, pag. 487 segg., pag. 497) sarebbe
relativizzato dalla possibilità, evocata dall'appellante medesima, di essere
convenuta nei Paesi Bassi presso il foro della litisconsorte olandese sulla
base dell'art. 6 n. 1 CL. 

 

                                4.4   In
tali circostanze non convince il richiamo all'opinione dottrinale citata
nell'atto di appello e secondo la quale un cumulo soggettivo di azioni fondato
sull'art. 7 cpv. 1 LForo non entrerebbe in linea di conto se uno dei convenuti
è domiciliato all'estero, in ogni caso in presenza di un litisconsorzio facoltativo
(Müller/Wirth, op. cit., n. 45 ad
art. 7). Oltre ad apparire comunque immotivata, la citazione è a ben vedere
anche incompleta. I citati autori in realtà, dopo avere osservato che la
pretesa diretta contro il convenuto domiciliato all'estero è di natura
internazionale, e in quanto tale sottratta al campo di applicazione della
LForo, precisano che ciononostante l'art. 7 cpv. 1 LForo trova
applicazione nei confronti dei litisconsorti domiciliati in Svizzera
(“Allerdings greift Art. 7 Abs. 1 GestG für die in der Schweiz wohnhaften
Streitgenossen”). Nello stesso senso si esprimono del resto anche Cocchi/Trezzini (op. cit., pag. 70 m. 4
ad art. 17), i quali, con riferimento all'abrogato art. 17 CPC e alla
giurisprudenza di questo Tribunale d'appello, osservano che se non è possibile
convenire al foro di un domiciliato in Ticino il suo litisconsorte domiciliato
all'estero, anche se è sottoposto al foro dell'esecuzione sito in Ticino (art.
113 LDIP) ma in altra giurisdizione territoriale, è invece possibile convenire
il domiciliato in Ticino (e quindi di riflesso, a seguito dell'entrata in
vigore della LForo, anche il domiciliato in Svizzera, ndr) al foro
dell'adempimento valido per l'altra parte domiciliata all'estero. 

 

 

                                   5.   In
via abbondanziale si osserva che anche, nella denegata ipotesi, si intendesse
considerare di natura internazionale il rapporto che oppone l'appellante
all'attrice, la competenza presso il foro bellinzonese si evincerebbe comunque
dall'art. 129 LDIP. Per tale norma, che disciplina le azioni derivanti da atti
illeciti, sono competenti i tribunali svizzeri del domicilio o, in mancanza di
domicilio, della dimora abituale del convenuto. Inoltre sono competenti i
tribunali svizzeri del luogo dell'atto o dell'evento e, per le azioni
concernenti l'attività di una stabile organizzazione in Svizzera, i tribunali
della sede di tale organizzazione (cpv. 1). Per il resto, il suo cpv. 2 crea
(eccezionalmente) in ambito LDIP un foro dei litisconsorti (Schwander, Streitgenossenschaft,
interkantonal und international, in Miscellanea in onore di Bernard Dutoit,
pag. 257 segg., pag. 268; Kellerhals,
op. cit., pag. 501): così, se – come si avvera nel caso di specie - più persone
possono essere convenute in Svizzera e se le pretese si fondano essenzialmente
sugli stessi fatti e sugli stessi titoli giuridici, tutte possono essere
convenute congiuntamente innanzi a qualsiasi giudice competente, il primo
giudice adito essendo esclusivamente competente. 

 

                                         Ora, la
natura ugualmente (v. DTF 134 III 80 consid. 7.1 e sentenza 4C.477/1993 del 13
giugno 1994 consid. 3, riprodotta parzialmente in SJ 1995 pag. 57) illecita
delle azioni in esame, che non è del resto stata ignorata dall'appellante in
prima sede (v. ad esempio risposta di causa, pag. 12), risulta dal pregiudizio
subito dal raccolto e quindi dal diritto di proprietà dell'attrice (DTF 118 II
176 consid. 4b; cfr. pure 134 III 80 consid. 7.1 e 7.2). Per quanto concerne
invece la realizzazione delle ulteriori condizioni (causa fattuale comune,
competenza del giudice adito per la litisconsorte olandese, ecc.), è
sufficiente il rinvio a quanto esposto in precedenza.

 

 

                                   6.   La
decisione del Pretore che ha ammesso la propria competenza è quindi corretta e
l'appello di AP 1 va respinto. La tassa di giustizia, le spese e le ripetibili
della procedura d'appello, calcolate sulla base di un valore litigioso di fr.
200'000.-, seguono la soccombenza (art. 148 CPC). 

 

 

 

Per i quali motivi, richiamati gli art. 148 CPC e
la TG 

 

pronuncia:

 

                                   1.   L'appello
25 febbraio 2009 di AP 1 è respinto.

 

                                   2.   Le
spese della procedura d'appello, consistenti in:

                                         a) tassa
di giustizia      fr.   900.-

                                         b) spese                         fr.  
100.-

                                         Totale                             fr.
1'000.-

 

                                         da
anticiparsi dall'appellante, restano a suo carico con l'obbligo di rifondere
alla controparte fr. 1'500.- per ripetibili di appello.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
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  - 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario

 

 

Rimedi giuridici (pagina seguente)

Nelle cause a carattere pecuniario è dato ricorso in
materia civile al Tribunale federale,  1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se il
valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto
del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi; per valori
inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale o se una legge federale prescrive un'istanza
cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Il ricorso è ammissibile contro le
decisioni che pongono fine al procedimento (art. 90 LTF). Esso è pure
ammissibile contro una decisione che concerne soltanto talune conclusioni, se
queste possono essere giudicate indipendentemente dalle altre, o che pone fine
al procedimento soltanto per una parte dei litisconsorti (art. 91 LTF), oppure
ancora contro decisioni pregiudiziali e incidentali notificate separatamente e
concernenti la competenza o domande di ricusazione (art. 92 cpv. 1 LTF). In
presenza di altre decisioni pregiudiziali o incidentali, il ricorso è
ammissibile solo se le stesse possono causare un pregiudizio irreparabile o se
l'accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente una decisione finale
consentendo di evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa (art.
93 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre
negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113,
117 LTF).  La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso
ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi
i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).