# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3441d3dd-316f-5b22-8043-8614f4524338
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 09.03.2010 (pubblicato) 16.2000.00060
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2000-00060_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2000.00060

  	
  Lugano

  27 giugno
  2000/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

 

sedente
per giudicare il ricorso 30 maggio 2000 presentato da

 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
   

  Contro

  	 

 

 

la sentenza 23 maggio 2000 del Segretario assessore della Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 5 nella causa a procedura sommaria in tema di
esecuzioni e fallimenti promossa con istanza 5 aprile 2000 da

 

 

	
   

  	
  __________ 

  (rappr. da __________)

   

  

 

 

con
la quale l’istante ha chiesto il rigetto in via provvisoria dell’opposizione
interposta

dall’escussa
al PE no.__________ dell’UE di Lugano, domanda parzialmente accolta dal 

primo
giudice,

 

 

esaminati
gli atti

 

 

considerato

 

 

in fatto e in diritto:       che con
istanza 5 aprile 2000 __________ ha chiesto il rigetto in via provvisoria
dell'opposizione interposta da __________ al PE sopra menzionato notificatole
per l'incasso di fr. 6'240.- corrispondenti alla pigioni rimaste insolute per
la locazione di un appartamento e di un posteggio di sua proprietà nel Comune
di __________ per i mesi da dicembre 1999 a febbraio  2000;

 

 

                                          che
con il querelato giudizio il primo giudice, accertata la presenza agli atti di
un valido riconoscimento di debito nel contratto di locazione sottoscritto
dalle parti il 24 agosto 1999 al quale l'escussa, assente al contraddittorio,
non ha opposto nessuna valida eccezione, ha accolto l'istanza limitatamente
all'importo di fr. 2'737.50 oltre interessi (fr. 6'240.- oltre interessi,
dedotto il deposito di garanzia di fr. 3'600.-);

 

 

                                          che
con allegato 30 maggio 2000 __________ si duole sostanzialmente della lesione
del suo diritto di essere sentita per non aver potuto partecipare al
contraddittorio essendo stata respinta la sua richiesta di rinvio dell'udienza
in quanto assente dal proprio domicilio;

 

 

                                          che
giusta l’art. 327 lett. e CPC, disposto che censura la violazione del diritto
di essere sentito garantito dall’art. 29 cpv. 2  Cost., una sentenza del
giudice di pace o del pretore può essere annullata se una parte non è stata
posta in grado di far valere le proprie ragioni;

 

                                          che
nel caso concreto la ricorrente non contesta l'avvenuta regolare notifica
dell'ordinanza 18 maggio 2000 con la quale il Pretore ha respinto la sua
seconda richiesta di rinvio dell'udienza, bensì il fatto stesso che questa sua
richiesta sia stata respinta e che non abbia potuto prenderne conoscenza
tempestivamente poiché assente dal proprio domicilio per motivi di lavoro;

 

 

                                          che
qualora la parte o il suo rappresentante, sia impossibilitata per motivi gravi
di partecipare all’udienza, essa può chiederne il rinvio (art. 136 cpv. 1 CPC);

 

 

                                          che
la richiesta di rinvio dell’udienza, oltre a dover essere fondata su un motivo
grave, deve essere tempestiva così da permettere al giudice di determinarsi
sulla fondatezza dei motivi addotti e, in caso di accoglimento della domanda,
notificare in tempo utile alla controparte il rinvio dell’udienza (Cocchi/
Trezzini, CPC-TI, ad art. 136, m. 7);

 

 

                                          che
la concessione del rinvio di un’udienza è in ogni caso facoltà riservata al
giudice il cui rifiuto non può costituire violazione del diritto di essere sentito
della parte, salvo casi eccezionali;

 

 

                                          che
nel caso di specie la decisione del Pretore di respingere la seconda richiesta
di rinvio dell'udienza non configura un caso eccezionale tale da costituire una
violazione del diritto di essere sentita della ricorrente; 

 

 

                                          che
infatti la convenuta era a conoscenza della nuova fissazione d'udienza per il
23 maggio 2000 già dal mese di aprile (la citazione è del 21 aprile 2000),
periodo durante il quale non sostiene di essere stata assente dal proprio domicilio;

 

 

                                          che
quindi ella avrebbe potuto e dovuto organizzarsi in modo da assicurare la propria
partecipazione al contraddittorio o quantomeno chiedere già allora il rinvio dell'udienza;

 

 

                                          che
a tal proposito la ricorrente né afferma, né ha mai sostenuto che il motivo
addotto a sostegno del secondo preteso rinvio le sia stato ignoto al momento
della prima analoga istanza;

 

 

                                          che
in ogni caso, il fatto di aver appreso della mancata concessione del rinvio
dell'udienza solo contemporaneamente al ricevimento della sentenza non può
essere addebitato al Pretore, bensì alla ricorrente medesima che non poteva
considerare scontato l'esito della sua richiesta di rinvio;

 

 

                                          che
ad ogni buon conto -come rettamente rilevato dal primo giudice- essa ha omesso
di provare la sussistenza del motivo di rinvio, mentre la giurisprudenza
considera insufficiente la semplice comunicazione della parte "d'essere
assente all'estero per motivi professionali" (Cocchi / Trezzini,
op. cit., ad art. 136, m. 6);

 

 

                                          che
di conseguenza il diritto fondamentale della ricorrente di essere sentita non è
stato violato e il ricorso, fondato esclusivamente su questa censura, non può
essere accolto;

 

 

                                          che
giusta l’art. 313 bis CPC, applicabile anche alla procedura di ricorso per cassazione
in virtù del rinvio di cui all’art. 331 cpv. 1 CPC, questa Camera può decidere
con la reiezione dello stesso senza notifica alla controparte per le
osservazioni qualora questo si rilevi inammissibile o manifestamente infondato;

 

 

 

Per
i quali motivi,

richiamati
gli art. 327 segg., nonché, per le spese l'art. 148 CPC e la LTG

 

 

 

pronuncia:           1.      Il
ricorso 30 maggio 2000 di __________ è respinto.

 

 

                                2.      Le
spese e la tassa di giustizia, per complessivi fr. 50.-, da anticiparsi dalla
ricorrente, sono poste a suo carico.

 

 

                                3.      Intimazione
a:

                                          –
__________.

                                          Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

 

 

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                               
La segretaria