# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3f4c225a-b886-511d-9ce8-cc6be84bd50a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-10-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 26.10.2001 INC.2001.52903
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-52903_2001-10-26.html

## Full Text

N. 529.2001.2                                                            Lugano,
26 ottobre 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

Edy Meli

 

 

Sedente per statuire sull'istanza
di libertà provvisoria presentata il 17/18 ottobre 2001, da

 

 

__________, __________ 

                                        __________

 

(patrocinato dal difensore d'ufficio __________),

 

 

visto il preavviso negativo 22/24
ottobre 2001 del Procuratore Pubblico avv. Franco Lardelli,

 

viste le osservazioni 25/26 del
difensore al preavviso negativo,

 

visto l'inc. MP __________;

 

 

ritenuto 

 

 

in fatto

 

 

A.

 

__________ è stato arrestato,
presso il __________ il primo di ottobre 2001 a seguito d'ordine d'arresto
emanato il 5 settembre 2001.

L'arresto, con contestuale
promozione d'accusa per i titoli di reato di cui agli artt. 146, 138, 158, 251,
subordinatamente157 e 181 CPS, è stato confermato da questo giudice il 2
ottobre 2001, ritenuta la presenza di gravi indizi di reato, pericolo di fuga e
necessità istruttorie (cfr. inc. GIAR 529.2001.1).

 

 

 

 

B.

 

I fatti oggetto dell'indagine, e
delle accuse mosse nei confronti di __________, consistono sostanzialmente nel
fatto che egli ha ottenuto, a più riprese tra il 1991 ed il 1997, somme di
denaro, a volte in contanti ed altre volte tramite bonifico, provenienti dalla
(allora) __________, __________, nonostante la sua relazione bancaria non
presentasse (più) attivi.

Egli avrebbe ottenuto le somme in
questione, che globalmente ammonterebbero a poco meno di 1,4 milioni di franchi
svizzeri, con la collaborazione del funzionario di banca __________.

Le somme in uscita erano
scritturalmente addebitate alla sua relazione e, grazie anche alla presenza di
false garanzie, provenivano in parte dagli averi della banca e per altra parte
(quando le false garanzie non lo permettevano) dalle relazioni di alcuni
clienti (cfr. per i dettagli, rapporto d'arresto 1.10.2001 e tabelle di
ricostruzione annesse).

 

Il funzionario di banca é stato,
a sua volta, arrestato il 30 marzo 2001 e rilasciato il 18 maggio successivo.

 

Le versioni dei due accusati non
sono divergenti per rapporto ai fatti oggettivamente riscontrati bensì sulle
modalità/motivazioni delle prime operazioni in "rosso", sul perché si
é potuto continuare per diversi anni, giungendo ad intaccare conti di terzi e
sulla consapevolezza di __________ quo all'illecito (suo e/o di __________).

__________ contesta di aver
fatto, dopo i primi prelevamenti in "rosso" ottenuti con una certa
facilità a fronte di dichiarate pretese d'incasso a venire, pressioni scorrette
sul __________ per continuare ad ottenere denaro (cfr.:Verb. GIAR __________,
2.10.2001., p.1, 5 e 6 in particolare; Verb. PS __________ 10.10.2001 p.8;
Verb. PS __________ 21.10.2001, p. 4), nonché di aver volutamente ed
artatamente sottaciuto a __________ la sua reale situazione finanziaria (cfr.
Verb. PP __________ 11.10.2001, p.4, peraltro non profondamente diverso da
quanto dichiarato da __________ nel Verb. PS 21.10.2001, p.1 e 2 in
particolare).

 

 

C.

 

A tutt'oggi, __________ risulta
essere stato interrogato in cinque occasioni da parte della polizia ed in una
da parte del PP.

Sono stati interrogati anche la
moglie dell'accusato e due testi (__________ e __________).

 

__________ é stato nuovamente
sentito (dopo vari interrogatori, avvenuti in primavera) il 21.10.2001.

 

Con scritto del 17 ottobre 2001
il difensore di __________ formula alcune richieste all'indirizzo del
Procuratore pubblico, tra cui quella di fissare una cauzione 

quale misura sostitutiva
dell'arresto.

 

 

 

Non è chiaro se l'intento fosse
quello di presentare formale istanza di libertà provvisoria, assortita dalla
disponibilità di far fronte ad un deposito cauzionale (la cui entità è lasciata
alla decisione del magistrato inquirente), oppure quello di una richiesta
"interlocutoria" in prospettiva di successiva istanza.

Infatti, lo scritto non si
pronuncia esplicitamente sull'esistenza e la fondatezza dei motivi dell'arresto
e del suo perdurare.

 

 

D.

 

Sia come sia, il Procuratore
pubblico ha trattato lo scritto come istanza formale di libertà provvisoria,
trasmettendo il tutto a quest'ufficio e formulando preavviso negativo.

 

A giudizio del magistrato
inquirente gli indizi di colpevolezza sono dati. Oltre alle dichiarazioni di __________,
che ha ammesso le sue responsabilità e secondo il quale __________ era al
corrente delle irregolarità, vi sarebbe comunque il fatto che l'accusato ha
ricevuto le importanti somme di cui si è detto più sopra, perfettamente conscio
di non aver fornito (in cambio ed a giustificazione) alcuna garanzia. Egli
avrebbe anche sottaciuto, a __________, la sua pesante situazione debitoria.

In capo ad __________, cittadino
francese privo di legami con il territorio svizzero, vi è (sempre secondo il
procuratore pubblico) evidente pericolo di fuga.

Inoltre persistono necessità
istruttorie dovendosi procedere a confronto, tra __________ e __________,
nonché ad un nuovo interrogatorio del teste __________.

 

 

E.

 

In sede d'osservazioni al
preavviso negativo l'accusato ribadisce sostanzialmente il contenuto
dell'istanza 17/18 ottobre 2001.

Più che contestare gli indizi di
colpevolezza egli si diffonde su questioni di diritto materiale (interrogandosi
sulla effettiva presenza dell'elemento dell'astuzia e segnalando che le ipotesi
di cui agli artt. 138 e 158 CPS lo sono unicamente nella forma dell'istigazione
o della complicità), segnalando di non aver ancora avuto accesso all'intero
incarto.

In merito ai bisogni d'istruzione
precisa che la detenzione preventiva non può essere utilizzata per ottenere
dall'imputato un determinato atteggiamento processuale e che gli atti indicati
possono essere svolti anche con l'accusato in libertà.

 

Quanto al pericolo di fuga,
sostanzialmente sarebbero la sua volontà di non rendersi latitante e di
restituire il denaro alla banca, nonché la sua età, a renderlo poco concreto e
comunque ulteriormente limitabile mediante fissazione di cauzione.

 

 

 

 

 

Considerato

 

 

 

in diritto

 

 

 

1.

 

Preliminarmente va detto che bene
ha fatto il magistrato inquirente a trattare (in assenza d'ulteriori elementi
e/o precisazioni) la richiesta datata 17 ottobre 2001 quale formale istanza di
libertà provvisoria.

Visto il contenuto degli artt. 95
cpv.1, 96, 102, 106 cpv. 1 CPP, le condizioni dell'arresto sono soggette a
costante verifica da parte dell'autorità ed anche 

una richiesta non chiarissima, o
solo succintamente motivata, deve essere considerata (vedi pure art. 107 CPP).

Si accerta, inoltre, d’ufficio
che sebbene l’istanza di libertà provvisoria, e relativo preavviso negativo del
Procuratore pubblico, siano giunti a questo ufficio in data 24 settembre 2001,
i termini di cui ai combinati disposti degli artt. 108 cpv.1, 20 cpv.1, 3 e 4
CPP, sono rispettati. La consegna alla posta è avvenuta (come da timbro
postale) in data 22 settembre 2001.

 

 

2.

 

L'art. 95 CPP - corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto,

perdurare e (poi, se del caso)
proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi 

di colpabilità per un crimine o
un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse
pubblico, quali i bisogni dell'istruzione, per ovviare a rischio di collusione
o inquinamento (in altro modo) delle prove, pericolo di recidiva e il pericolo
di fuga (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa,
non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la
presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della
pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del
Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3).

L'eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

 

 

 

 

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.) –
ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (Rep. 1980 pag. 44; 1986
pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la
Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep.
1980 pag. 128).

 

 

3.

 

Nel caso in esame, l'esistenza di
gravi indizi di reato non sembra essere messa in discussione dalla difesa, pur
con riserva di contestazione in sede di merito: solo l'esistenza di elementi
d'astuzia pare formalmente contestata (scritto 17.10.2001 p. 2, sesto
capoverso; osservazioni 25.10.2001 punto 1). Trattasi comunque di questione che
deve essere verificata d'ufficio.

 

Con la
verosimiglianza sufficiente a questo stadio del procedimento ed in questa sede
(che non è deputata a pronunciarsi sul merito delle accuse e deve evitare di
pregiudicare), si può concludere per la presenza di seri e concreti indizi, a
carico di __________, per i reati di cui è accusato (alternativamente o
subordinatamente per quanto concerne le varie ipotesi in diritto). Basta qui
richiamare il contenuto dei verbali davanti al GIAR dello stesso __________, in
relazione con le dichiarazioni di __________ (in particolare e a titolo
esemplificativo si veda il Ver. __________ PS 19 aprile 2001). Essendo notorio
che gli istituti di credito non sono istituti di beneficenza, il fatto di aver
potuto usufruire per anni di fondi (mediante prelevamenti per contanti o
bonifici) a semplice richiesta, senza garanzie ma contro semplice dichiarazione
del previsto (ma mai realizzato) incasso di fatture (nemmeno queste cedute in
garanzia), è circostanza sufficientemente indiziante di consapevolezza (anche
solo per dolo eventuale) dell'esistenza d'irregolarità all'origine dei
versamenti (a dipendenza del caso e dei singoli elementi specifici
configurabili ex art 138 o 158 CPS) e di una sua partecipazione (ancorché in
una delle forme indicate dalla difesa) a tali irregolarità.

 

 

4.

 

Il Procuratore pubblico,
cumulativamente all'esistenza dei gravi indizi di colpevolezza, afferma
presenza di necessità istruttorie e pericolo di fuga.

La difesa non si esprime sulle
necessità istruttorie, ritenendole (con ogni probabilità e nella logica
dell'istanza di data 17.10.2001) inesistenti. Ammette, di contro, esistenza del
pericolo di fuga ritenendo, comunque, che lo stesso possa essere
sufficientemente limitato mediante presentazione di cauzione (e questo chiede).

 

 

 

Occorre pertanto verificare se
almeno una di queste condizioni sia effettivamente presente nel caso in esame.

 

 

4.1.

Per quanto concerne le necessità
istruttorie il magistrato inquirente indica necessità di nuovamente interrogare
il teste __________ e di eseguire il confronto tra __________ ed il coaccusato __________,
in ragione dell'"atteggiamento di diniego" assunto dall'istante.

 

Innanzitutto, va detto che
l’atteggiamento di diniego da parte dell’accusato in relazione alle accuse
mossegli, non costituisce, da solo, motivo sufficiente per il mantenimento
della misura cautelare (DTF 90 IV 66; DTF 12 agosto 1981 in re C.; SJ 1990
p.438; Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no.
13).

 

Il pericolo di collusione con
testi o coaccusati non può essere invocato in modo astratto a giustificazione
del mantenimento della misura cautelare, bensì deve 

essere concreto (nel senso di
presunzione fondata su determinate circostanze); Occorre, quindi, che vi siano
possibili convergenze d'interessi tra le persone da 

porre a confronto o elementi
concreti a sostegno di una possibile influenza nei confronti di testi (DTF 117
Ia 257).

Nel caso specifico, elementi
concreti non sono stati indicati dal Procuratore pubblico e neppure emergono in
modo lampante dall'incarto.

Non sembra proprio (piuttosto
appare più probabile il contrario) che vi sia una convergenza d'interessi tra __________
e __________. Per il teste __________ neppure è stato indicato l'oggetto della
sua prossima deposizione.

Così stando le cose non è neppure
necessario interrogarsi sugli eventuali effetti, per l'attualità del pericolo
di collusione, del tempo trascorso dai fatti e della (verosimile) conoscenza da
parte del qui istante dell'avvenuto arresto di __________ a marzo 2001.

 

Di conseguenza nessun concreto
pericolo di collusione è di fatto invocato, o emerge in modo manifesto dagli
atti, in relazione ai due ulteriori atti d'inchiesta indicati.

 

 

4.2.

E’, invece, presente il pericolo
di fuga.

Il pericolo di fuga, per
giustificare carcerazione preventiva, deve essere concreto e rivestire di una
certa probabilità: in altri termini lo si ammette quando l’accusato, se posto
in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento
penale ed alla (eventuale) esecuzione della pena. La gravità della pena
presumibile non basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre 

valutare l’insieme delle
circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la sua morale, i legami
famigliari, il domicilio, la professione, la situazione economica 

 

 

 

 

e tutti quegli elementi che rendono
la fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF
117 Ia 69).

Pacifico che a poco valgono, per
quest'analisi, le semplici dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso.

 

__________ è cittadino __________,
residente in __________, e non ha particolari legami con il nostro territorio
che gli è servito sostanzialmente a commettere gli atti di cui è accusato. 

Se le accuse dovessero essere
confermate il rischio di una pena non lieve esiste (i reati per i quali è stata
promossa l’accusa prevedono anche la  reclusione e ciò vale anche in caso di
istigazione o complicità), pur tenendo in debito conto il tempo trascorso ed il
fatto che non risultano precedenti penali in capo ad __________ (cfr. fax PS a
PP 27.04.2001). Non è neppure certo che egli possa (sempre eventualmente)
beneficiare della sospensione condizionale. Quest'elemento, da solo, non é
determinante, ma deve essere attentamente considerato se ad esso se ne sommano
altri come sopra descritto (SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid,
Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).

 

L’età dell'istante è ulteriore
elemento che può fargli ritenere la fuga (intesa dalla Svizzera e dal relativo
processo, e non dall'__________ come sembra intendere la difesa) quale
soluzione più interessante che non l’affrontare i rischi di un processo.

Alla luce di questi elementi, il
pericolo di fuga è presente in modo concreto (DTF 102 Ia 382; DTF 106 Ia 407;
DTF 117 Ia 69; SJ 1980 585).

 

 

5.

 

Stabilita l’esistenza di pericolo
di fuga occorre ancora determinare, vista la specifica richiesta in tal senso,
se questo possa essere validamente limitato mediante versamento di una
cauzione.

L’inchiesta sembra essere in fase
conclusiva (il PP indica quali ulteriori atti istruttori unicamente
l'interrogatorio di un teste ed il confronto).

L’entità dei reati imputati non
si é modificata in corso d'inchiesta. Come detto, non è certo che l’eventuale
pena possa essere sospesa, ma non vi é neppure certezza di pena da espiare.

 

Una cauzione importante, a
maggior ragione quando versata da terzi, può (in casu) ragionevolmente limitare
il pericolo di fuga.

 

L’entità della cauzione deve
essere determinata soprattutto in relazione alla gravità del reato e
all’importanza del pericolo di fuga. Occorre pure (entro certi limiti)
considerare la situazione economica dell’accusato e/o delle persone
eventualmente chiamate a prestare cauzione (DTF 105 Ia 186; SJ 1981 p. 389 e
relative citazioni; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 719;
Donatsch/Schmid, Kommentar StPO Zurich, nos. 21 a 23 ad art. 73).

 

 

 

 

Spetta all’accusato, e a chi è
disposto ad intervenire, fornire i necessari elementi per una corretta e
completa valutazione della situazione (SJ 1980 181 e 586).

Nel caso in esame gli elementi
(concreti e certi) a disposizione non sono molti.

L’accusato ha dichiarato d'essere
titolare di (importanti) crediti esigibili, e prossimi all'incasso, nonché di
essere proprietario di due immobili che sebbene ipotecati, rispettivamente in
procedura di realizzazione, non risultano completamente oberati da debiti (cfr.
istanza di data 17.10.2001).

 

Egli afferma, in oltre, di poter
anche far capo a terzi di cui nulla però si sa circa la situazione economica.

 

Considerato quanto sopra (la
gravità del reato, concretezza del pericolo di fuga, elementi patrimoniali a
disposizione), la cauzione viene fissata in CHF 100'000.-

 

 

6.

 

In conclusione, alla luce di
quanto sopra esposto si deve concludere che nei confronti di __________ sono
dati gravi indizi di colpevolezza come a promozione d’accusa in uno con pericolo
di fuga.

Quest’ultimo può essere
validamente limitato dalla prestazione di una cauzione che viene fissata in CHF
100'000.--.

 

 

P.Q.M.

 

 

Visti gli artt. 138, 146, 158,
157, 181, 251(eventualmente in relazione con 24, rispettivamente 25) CPS, 20,
95 ss. CPP, 9, 10, 31 CF, 5 cifra 3 CEDU;

 

 

decide:

 

 

1.      L’istanza di libertà provvisoria presentata da __________
è accolta alla seguente condizione:

 

§       versamento presso il Ministero Pubblico di una cauzione
di CHF 100'000.-- (centomila);

 

 

 

2.      __________ sarà posto in libertà provvisoria al momento
in cui sarà realizzata la condizione di cui al § del punto 1. della presente
decisione.

 

 

3.      Non si prelevano tasse e spese.

 

 

4.      Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera
dei ricorsi penali, Lugano, entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

5.      Intimazione:

 

 

 

 

 

giudice Edy Meli