# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c0a4a22f-3e97-5433-b740-1709cb0c8886
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-02-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 25.02.2000 INC.1999.24206
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-24206_2000-02-25.html

## Full Text

N. 242.99.6 L                                                           Lugano,
25 febbraio 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

sedente per statuire sul reclamo presentato il 24 febbraio
2000 da

__________, in carcere preventivo presso il Penitenziario cantonale

(patrocinato dall’avv.
__________)

 

contro la decisione 11 febbraio
2000 della Procuratrice pubblica avv. __________, che ha respinto
complementi di prova nel procedimento pendente contro il reclamante per titolo
di assassinio e altri reati;

 

atteso che, dato l'esito del
gravame, si prescindere da chiamare la magistrata inquirente e la coaccusata a
prendere posizione;

 

ritenuto e considerato

 

in fatto e in
diritto:

 

che

 

-    le vicende processuali concernenti __________ e __________ sono note
specie per le decisioni di proroga del carcere preventivo, ricordando che
entrambi vennero arrestati il 6 aprile 1999, con contestuale promozione
dell'accusa nei loro confronti per titolo di omicidio intenzionale in relazione
all'uccisione di __________ nell'appartamento di quest'ultimo sovrastante
quello abitato dagli accusati, e con successiva estensione nel corso
dell'istruttoria ai reati di rapina e di infrazione aggravata subordinatamente
semplice alla legge federale sugli stupefacenti rispettivamente ancora con
decreto 6 dicembre 1999 (doc. _) ad assassinio e rapina semplice per __________
ed a rapina pluriaggravata per __________;

 

-    in sede di deposito atti a norma dell'art. 196 CPP (doc. _
dell'inc. MP 1995/99), __________ chiese con esposto 23 dicembre 1999 (doc. _)
implicitamente in via principale la delucidazione orale in contraddittorio
delle perizie psichiatriche del dott. __________ e della dott. __________ e del
rapporto psicologico del dott. __________, mentre solo nella "denegata
ipotesi" di rifiuto di detto complemento ha postulato una nuova
perizia psichiatrica sostitutiva di quella del dott. __________, la
completazione di quella rassegnata dalla dott. __________ e l'acquisizione di
un diario di __________ (in ogni caso, da ultimo, è stato chiesto lo stralcio
della seguente frase del referto prodotto dal dott. __________: "Il
fatto che non ha usato l'arma è molto sospetto per un preesistente progetto di
fare sembrare tutto un incidente casalingo", trattandosi di
affermazione che esula tanto dalle domande che dalla competenza del perito);

 

 

 

 

 

 

-    il 13 gennaio 2000 la magistrata inquirente ha dato seguito ai
complementi chiesti in via principale, assumendo a verbale i citati
professionisti in contraddittorio con i patrocinatori delle parti (v. i
riscontri classati nel fascicolo M), per poi dar seguito ad un nuovo deposito
degli atti (doc. _), come previsto dall'art. 196 cpv. 4 CPP (mentre nulla
risulta in punto alla contestata frase di cui sopra);

 

 

-    l'8 febbraio 2000 (doc. _) __________ ha formulato "ulteriori
complementi istruttori", in realtà riproponendo la richiesta di una
nuova perizia psichiatrica sulla sua persona e di completazione di quella
eretta dalla dott. __________ (non essendo più parola di stralcio della
contestata frase del referto del dott. __________, usata unicamente come
riferimento "della scarsa attendibilità della perizia" e
dell'esigenza di correlativo "supporto oggettivo");

 

 

-    con decisione 11 febbraio 2000 (doc. _), la Procuratrice pubblica
ha respinto integralmente i complementi, sia in ordine in quanto non attinenti
alle risultanze delle prove raccolte in sede di esperita completazione in
applicazione dell'art. 196 CPP e non poggianti su nuove circostanze, sia nel
merito in quanto parte dei rilievi critici dell'accusato potevano essere
proposti in sede di delucidazione orale e per il rimanente le perizie in atti
appaiono esenti da censure formali e materiali;

 

 

-    con il tempestivo reclamo in discussione, __________ chiede
l'annullamento della decisione negativa della magistrata inquirente (e quindi
l'accoglimento dei descritti complementi di prova), contestando irricevibilità
della sua istanza, in quanto diretta proprio all'oggetto del primo esperito
complemento, a fronte di incompletezza e contraddittorietà delle perizie, da
considerare manifestamente insufficienti;

 

 

-    a giusta ragione, la magistrata inquirente ha respinto gli
apparentemente nuovi complementi, gli stessi essendo irricevibili per più
ordini di ragioni;

 

 

-    l'accoglienza e l'esperimento dei mezzi di prova indicati in via
principale nella primitiva istanza del 23 dicembre 1999 fanno ovviamente venir
meno i mezzi di prova avanzati solo in subordine ("nella denegata
ipotesi che …"), che allora non possono essere riproposti nell'ambito
di successive istanze di completazione dell'istruttoria;

 

 

-    peraltro l'art. 196 cpv. 4 CPP limita il campo di nuove prove,
dopo esperimento di complementi, all'oggetto e alle risultanze di questi
ultimi, mentre la reietta istanza ed il conseguente reclamo partono da apprezzamenti
e considerazioni in nessun diretto nesso con quanto acquisito (o non acquisito
per carente intervento contraddittorio) a seguito della prima richiesta di
complementi, donde altro motivo di irricevibilità;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-    detto poi in via abbondanziale, non viene con circostanze
puntuali ed oggettive dimostrata l'insostenibilità della perizia del dott.
__________, segnatamente in raffronto con le risultanze dell'audizione di
chiarimento del 13 gennaio 2000, con le seguenti ulteriori osservazioni, che tengono
anche conto delle argomentazioni della reietta istanza: le modalità dell'opera
peritale sono state spiegate in quel confronto, né il reclamante sostanzia in
concreto il perché di difettosa oggettività del perito per i numerosi incontri
con il peritando (mere ipotesi non essendo all'uopo apprezzabili, come alla
seguente conclusione: "… è quindi più che verosimile ritenere che la
relazione umana instauratasi possa averne intaccato, pur se a sua insaputa, la
necessaria oggettività."); neppure dall'assenza di notizie da persone
di riferimento è derivata particolare conclusione, salvo quella dei "forti
dubbi" sulla completezza della perizia; pretesa assenza di anamnesi
relazionale e affettiva, di approfondimento degli intendimenti futuri e di
analisi dei reali sentimenti andavano semmai affrontati in sede di
delucidazione, così come asserite divergenze tra i periti (men che evidenti) e
le ragioni della censurata affermazione sul sospetto intento di mascherare i
fatti in infortunio domestico;

 

 

-    sempre abbondanzialmente osservato, le completazioni della
perizia della dott. __________ andavano proposte in sede di delucidazione,
propria al voluto approfondimento;

 

 

-    il reclamo non merita conseguentemente tutela e viene respinto
con la presente decisione definitiva (art. 284 cpv. 1 lett. a), senza carico di
tassa e spese giudiziarie per la situazione personale dell'accusato reclamante;

 

 

 

per i quali motivi,

 

 

 

visti gli art. 142 ss., 196, 280
ss. CPP,

 

 

 

decide:

 

 

 

1. In quanto ricevibile, il
reclamo è integralmente respinto.

 

2. Non si percepiscono né tassa
né spese giudiziarie.

 

3. La presente decisione è
definitiva.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4. Intimazione:

-   avv. __________, per sé e per
il reclamante;

-    avv. __________, per sé e per __________ (con copia del reclamo);

-    avv. __________, per sé e per la parte civile (con copia del
reclamo);

-   Procuratrice pubblica avv.
__________ (con copia del reclamo).

 

 

 

 

 

 

 

Giudice __________