# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 27d5ce38-8441-524d-92ba-69616c9dae05
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-06-19
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 19.06.1998 12.1998.34
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1998-34_1998-06-19.html

## Full Text

Incarto n.

  12.98.00034

  	
  Lugano

  19 giugno 1998/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente 

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

 

sedente
per giudicare nella causa ordinaria appellabile OA.95.1549 della Pretura del distretto di Lugano, sezione 1,
promossa con petizione 3 novembre 1995 da

 

	
   

  	
  __________ rappr. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
   

  

 

con cui
l’attore ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento di fr. 17’500.--
oltre interessi in conseguenza del contratto di mutuo;

 

Domanda
avversata dalla convenuta, che ha postulato la reiezione della petizione e
respinta dal Pretore con sentenza 9 gennaio 1998;

 

Appellante
l’attore, che con atto di appello del 2 febbraio 1998 chiede la riforma del
querelato giudizio nel senso di ammettere la petizione;

 

Mentre
la convenuta con osservazioni 11 marzo 1998 postula la reiezione del gravame
con protesta di spese e ripetibili.

 

Letti ed esaminati
gli atti e i documenti prodotti,

posti a giudizio i
seguenti punti di questione

 

 

1.  - se deve
essere accolto l’appello

2.  - tassa di
giustizia e ripetibili

 

 

Ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

                                  A.   L’attore
sostiene di avere mutuato alla convenuta il 1° dicembre 1993 fr. 17’500.--
destinati a costituire un aiuto per la di lei famiglia, in asserite difficoltà
economiche.

                                         La
convenuta rifiuterebbe la restituzione del mutuo, dal che la petizione in
rassegna.

 

                                         La
convenuta si è opposta alla petizione contestando di avere mai mutuato del
denaro dall’attore, che pertanto mai le avrebbe consegnato la somma di fr.
17’500.--.

 

                                         Il
Pretore sulla scorta delle risultanze istruttorie ha ritenuto comprovata la
consegna di fr. 17’500.-- dall’attore alla convenuta, ma non invece la causale
di tale consegna, così che non vi sarebbe in definitiva la prova dell’asserito
contratto di mutuo, dal che la reiezione della petizione.

 

 

                                  B.   Con
l’appello l’attrice postula la riforma del querelato giudizio nel senso di
ammettere la petizione asserendo, in sintesi, dopo avere riproposto la propria
versione dei fatti, che il Pretore avrebbe male valutato il materiale
probatorio agli atti, giungendo all’errata conclusione dell’inesistenza del
rapporto di mutuo.

 

                                         Delle
argomentazioni della resistente, che chiede la reiezione del gravame
protestando spese e ripetibili, si dirà, per quanto necessario, nei successivi considerandi.

 

Considerato

 

 

in diritto:

                                      

 

                                   1.   Chi,
come l’attore, pretende la restituzione di una somma di denaro invocando le norme
sul contratto di mutuo (art. 312-318 CO) deve dimostrare, cumulativamente,
l’esistenza di siffatto contratto, l’avvenuta erogazione del denaro di cui si
chiede la restituzione, e l’esigibilità della pretesa in conseguenza della
scadenza del mutuo o della sua lecita disdetta da parte del mutuante (per
tante: II CCA 24 luglio 1996 in re B. SA/A. SA; CEF 7 febbraio
1996 in re U./M.).

 

 

                                   2.   Il
Pretore ha ammesso l’avvenuta erogazione di fr. 17’500.-- dall’attore alla
convenuta, con un apprezzamento delle prove che può qui essere senz’altro
confermato.

                                         In
tal senso convergono infatti il prelievo nella data determinante di
un’equivalente quantitativo di valuta italiana (doc. D, pag. 1), l’immediata
conversione di quel denaro in franchi svizzeri (doc. D, pag. 2 e 3) -laddove
dall’incarto non emergono altri legami dell’attore con la Svizzera
giustificanti tale operazione-, e la deposizione __________-che attesta della
trasferta a __________ presso la convenuta il giorno stesso del prelevamento-,
e    l’incontestata esistenza tra le parti di un rapporto affettivo, risultanze
da preferire nella valutazione globale alla contraria indicazione scaturita
dall’interrogatorio formale della convenuta.

 

 

                                   3.   Il
primo giudice ha tuttavia negato l’esistenza dell’asserito rapporto di mutuo e
respinto perciò la petizione, con motivazione che non può tuttavia essere
condivisa da questa Camera. 

                                         Si
deve infatti ritenere che nel caso di consegna di denaro esiste una presunzione
naturale del fatto che essa sia avvenuta a titolo oneroso, ovvero per acquisire
un credito (credendi causa) o per estinguere un debito (solvendi causa), e non
gratuito, essendo la gratuità della dazione da presumere solo nei rapporti tra
coniugi (II CCA 2 marzo 1998 in re A./P.). 

                                         La
convenuta non ha neppure tentato di sostenere l’esistenza di un suo credito nei
confronti dell’attore che questi potrebbe avere soluto con la consegna della
somma in questione, limitandosi a sostenere la tesi, sconfessata
dell’istruttoria, per cui essa nulla avrebbe ricevuto.

                                         Non
potendosi applicare gli art. 66 e 513 cpv. 2 CO, a torto richiamati nel
giudizio impugnato, non trattandosi manifestamente né di meretricio e neppure
del pagamento di debiti di gioco, se ne deve rimanere alla predetta presunzione
di onerosità della dazione di denaro in esame, con la conseguenza che la
convenuta è per principio tenuta alla restituzione, senza che in concreto essa
abbia saputo addurre alcunché che possa giustificare un diverso risultato.

                                   4.   Pacifica
infine, l’esigibilità dell’importo richiesto per effetto della lettera del 21
agosto 1995 (doc. I), determinante altresì per la decorrenza degli interessi
moratori al 5%, così come rettamente richiesto dall’attore.

 

                                         Ne
segue l’accoglimento del gravame ai sensi dei considerandi.

 

                                         Tassa
di giustizia, spese e ripetibili delle due sedi seguono la soccombenza della
convenuta (art. 148 CPC).

 

Per i quali motivi, richiamati gli art.
148 CPC e la TG

                                

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   L’appello
2 febbraio 1998 di __________ è accolto.

 

                                         Di
conseguenza la sentenza 9 gennaio 1998 della Pretura del distretto di Lugano,
sezione 1, è riformata nel modo seguente:

 

                                         1.     La
petizione è accolta.

                                                 __________,
è condannata a pagare a __________ (Italia), fr. 17’500.-- oltre interessi al
5% dal 10 ottobre 1995.

 

                                         2.     La
tassa di giustizia di fr. 700.-- e le spese in fr. 100.--, da              anticipare
dall’attore, sono a carico della convenuta, che rifonderà all’attore fr.
1’400.-- a titolo di ripetibili.

 

                                   II.   Le
spese della procedura d’appello consistenti in:

 

                                         a) 
tassa di giustizia                            fr.      450.--

                                         b) 
spese                                              fr.        50.--

                                         T
o t a l e                                               fr.      500.--

 

                                         già
anticipati dall’appellante, sono a carico della convenuta, che gli rifonderà
fr. 700.-- per ripetibili di appello.

 

                                  III.   Intimazione:                   - 
__________ 

                                         Comunicazione
alla Pretura del distretto di Lugano, sezione 1.

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           Il
segretario