# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 605a2278-12be-5a2a-90f4-e4d6c4736e0c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-01
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 01.04.2010 D-1978/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1978-2010_2010-04-01.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1978/2010/dei
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 °  a p r i l e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del Giudice Martin Zoller,
Cancelliere Federico Pestoni;

A._______, nato il (…), alias
B._______, nato il (…),
C._______, nata il (…),
D._______ nata il (...),
Romania,
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 24 marzo 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-1978/2010

Visti:

la domanda d'asilo che gli interessati hanno presentato in data
(...) in Svizzera;

i verbali d'audizione del 26 febbraio 2010 e del 17 marzo 2010;

la decisione dell'UFM del 24 marzo 2010, notificata ai richiedenti il me-
desimo giorno (cfr. avviso di notifica e di ricevuta);

il ricorso inoltrato dagli insorgenti il 26 marzo 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato);

gli  atti  dell'UFM trasmessi  al  Tribunale amministrativo federale (TAF) 
per fax in data 29 marzo 2010;

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consi-
derandi che seguono;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che fatta eccezione delle decisioni  previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF,

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi),

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in-
feriore,  è  particolarmente toccato dalla  decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

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che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi d'asilo, gli interessati hanno 
dichiarato di essere originari di E._______, Romania, lui, e F._______, 
G._______, Romania, lei; che, entrambi di etnia Rom, avrebbero avuto 
quale ultimo domicilio H._______, nel Comune di I._______, in Provin-
cia  di  E._______  (Romania);  che  il  marito  ha  sempre  vissuto  a 
H._______, mentre la moglie soltanto dal 2002;

che gli interessati hanno affermato di essere espatriati in data (...) per 
il timore di andare in carcere o comunque di dover pagare una multa, 
dell'importo  di  circa  35'000'000  di  Lei,  inflitta  al  signor A._______, 
dalle  autorità  locali  per  aver  tagliato  e  trasportato,  senza 
autorizzazione, 28 abeti ornamentali (alberi di Natale) (cfr. multa agli 
atti); che i ricorrenti professano la loro innocenza, e il fatto di essere 
stati oggetto di un complotto vendicativo da parte del guardia boschi, 
signor L._______, per il quale il ricorrente avrebbe lavorato in passato; 
che il  ricorrente, dopo aver chiesto al  signor L._______, il  motivo di 
tale mendace denuncia, sarebbe stato picchiato dallo stesso guardia 
boschi;  che  la  multa  è  stata  confermata  con  decisione  del  (...),  dal 
Tribunale di M._______ (Romania) (cfr. Sentenza del (...) del Tribunale 
di M._______); che inoltre, i ricorrenti temono, in caso di rimpatrio, di 
subire rappresaglie da parte delle persone alle quali  avrebbero fatto 
capo  per  l'ottenimento  di  alcuni  prestiti  (cfr.  verbali  d'audizione  del 
26 febbraio 2010, pagg. 5-7 [D._______], 5-8 [A._______], nonché del 
17 marzo 2010, pagg. 2-5 [D._______], 2-8 [A._______]);

che,  nella  decisione del  24 marzo 2010,  l'UFM ha constatato,  da  un 
lato,  che  il  Consiglio  federale  ha  inserito,  con  decisione  del 
25 novembre 1991, la Romania nel novero dei Paesi sicuri e, dall'altro, 
che  le  allegazioni  in  materia  d'asilo  presentate  dai  richiedenti 
sarebbero  incongruenti,  contraddittorie  e  vaghe,  di  modo  che  non 
emergerebbero dalle carte processuali degli indizi d'esposizione degli 
interessati a persecuzioni in caso di rientro in patria;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure 
pronunciato l'allontanamento degli interessati dalla Svizzera e l'esecu-
zione dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile;

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che, nel ricorso, gli insorgenti hanno allegato di aver prodotto sufficien-
ti elementi per rendere quanto meno verosimili i maltrattamenti e le di-
scriminazioni da loro subite in quanto appartenenti all'etnia Rom;  che 
le persecuzioni avverrebbero a tutti livelli della società, tant'è che i ri-
correnti, a loro dire, sarebbero stati vittime dell'arbitrarietà delle autori-
tà che hanno emesso dapprima, e confermato poi, la multa predetta; 
che pertanto, gli interessati ritengono di aver portato sufficienti indizi 
affinché si entri entri nel merito della loro domanda d'asilo; che infine, 
gli insorgenti hanno sostenuto che, per le ragioni esposte, il loro allon-
tanamento non sarebbe ragionevolmente esigibile; che, a titolo abbon-
danziale, si rileva che i ricorrenti non hanno in alcun modo avversato 
le contraddizioni sollevate dall'UFM nella decisione impugnata;

che, in conclusione, i ricorrenti hanno chiesto, in via principale, l'annul-
lamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa 
all'autorità inferiore per una nuova decisione nel merito della loro do-
manda  d'asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione 
provvisoria; che hanno, altresì, presentato una domanda d'assistenza 
giudiziaria,  nel  senso della dispensa dal  versamento anticipato delle 
spese processuali;

che, giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una doman-
da d’asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio fe-
derale ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, a 
meno che non risultino indizi di persecuzione;

che, da un lato, giova rilevare che allorquando il Consiglio federale ha 
inserito un Paese nel novero dei Paesi sicuri, sussiste di massima una 
presunzione d’assenza di persecuzioni in detto Paese; che incombe al 
richiedente l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per quanto attiene 
alla sua situazione personale;

che,  dall'altro  lato,  la  nozione  d’indizi  di  persecuzione  ai  sensi  del-
l’art. 34 cpv. 1 LAsi s’intende in senso lato: comprende non soltanto i 
seri  pregiudizi  previsti  dall’art. 3 LAsi,  ma pure gli  ostacoli  all’esecu-
zione dell’allontanamento, di cui all’art. 44 cpv. 2 LAsi, imputabili all'a-
gire umano (Giurisprudenza ed informazioni della Commissione sviz-
zera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 18);

che, per ammettere l'esistenza di indizi di persecuzione che implicano 
l'entrata nel merito di una domanda d'asilo, vale un grado di verosimi-
glianza ridotto (GICRA 2004 n. 35 consid. 4.3 pag. 247);

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che,  siccome il  Consiglio  federale ha effettivamente inserito,  in  data 
25 novembre 1991, la Romania nel novero dei Paesi esenti da perse-
cuzioni,  sussiste  di  massima  una  presunzione  d'assenza  di  per-
secuzioni in detto Paese;

che, nella fattispecie, i ricorrenti non sono riusciti ad invalidare la pre-
sunzione d'assenza di persecuzioni, ritenuto segnatamente che dagli 
atti di causa non emergono indizi di persecuzione; che, in particolare, 
gli  insorgenti  non hanno presentato, all'infuori  di  generiche censure, 
argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri-
spetto a quella di cui all'impugnata decisione; che le allegazioni decisi-
ve in  materia  di  asilo  si  esauriscono, infatti,  in  mere affermazioni  di 
parte non corroborate da alcun elemento della benché minima consi-
stenza, in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso 
pur tenendo conto di un grado di verosimiglianza ridotto;

che,  segnatamente,  gli  insorgenti  hanno  reso  dichiarazioni 
incongruenti,  contradditorie  e  vaghe,  come  rettamente  rilevato 
dall'UFM;  che  a  conforto  della  loro  domanda,  i  richiedenti  si  sono 
lamentati  di  essere  stati  vittime  di  un  complotto,  a  causa  del  quale 
sono stati ingiustamenti multati per aver tagliato degli alberi, mentre, a 
detta dei ricorrenti,  si  sarebbero semplicemente recati  nel  bosco nei 
pressi della loro casa, a H._______ nella provincia di E._______, per 
raccogliere un po' di legna al fine di potersi riscaldare e far fronte alle 
rigide  temperature  di  quel  periodo  (cfr.  verbali  d'audizione  del 
26 febbraio 2010, pagg. 5 e 6 [D._______], 6 e 7 [A._______], nonché 
del 17 marzo 2010 pagg. 3 e 4 [D._______], 3-6 [A._______]); che a 
sostegno di quanto dichiarato, essi hanno prodotto alcuni documenti, e 
meglio la decisione di contravvenzione nonché la sentenza civile del 
Tribunale  di  M._______;  che,  dagli  atti  predetti,  emerge  la 
colpevolezza  del  signor  A._______,  il  quale  ha  effettuato  il  taglio 
abusivo di 28 abeti di Natale nella regione di M._______ che peraltro 
si trova in provincia di N._______ a diverse centinaia di chilometri dal 
luogo di domicilio dell'interessato (cfr. multa agli atti; Sentenza del (...) 
del  Tribunale  di  M._______);  che  interrogato  in  merito  a  tali 
incongruenze,  il  signor  A._______  non  è  stato  in  grado  di  fornire 
alcuna  spiegazione  attendibile,  limitandosi  a  respingere  ogni 
responsabilità  e  ad  attribuire  la  ragione  della  sanzione  in  parola 
unicamente  ad  una  malefatta  del  guardia-boschi,  il  quale  avrebbe 
voluto vendicarsi con lui per non essere andato a lavorare un giorno e, 
del  quale,  peraltro,  il  richiedente  non  è  stato  nemmeno  in  grado  di 

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fornire l'identità completa benché fosse stato suo datore di lavoro per 
qualche  tempo  (cfr.  verbale  d'audizione  del  signor  A._______  del 
17 marzo 2010, pagg. 3 e 4); che il procedimento in questione, posto a 
fondamento della  domanda d'asilo  dei  ricorrenti,  risulta  essere stato 
competenza  di  un  tribunale  di  una  provincia  diversa  da  quella  da 
quella del preteso luogo del reato nonché del domicilio dichiarato dagli 
interessati;  che,  oltretutto,  sugli  atti  processuali,  il  signor  A._______ 
risulta  essere  domiciliato  appunto  in  un'altra  località  sita  a  varie 
centinaia di chilometri dall'asserita località di domicilio e di residenza 
(cfr. sentenza del (...) del Tribunale di M._______); che egli,  in totale 
contrasto  con  gli  atti  processuali,  sostiene  di  non  essere  stato 
presente in occasione del processo (cfr. verbale d'audizione del signor 
A._______  del  del  17 marzo 2010,  pag.  4);  che  ciò  è  recisamente 
smentito  dai  considerandi  dalla  decisione  di  che  trattasi,  in  base  ai 
quali l'interessato era presente ed ha riconosciuto i fatti imputatigli, per 
i  quali  ha tuttavia chiesto una riduzione della  multa in  ragione delle 
ristrettezze economiche in cui versa la sua famiglia (cfr. sentenza del 
(...)  del  Tribunale  di  M._______);  che  l'interessato  non  ha  saputo 
controbattere  a  quanto  contenuto  nella  decisione  predetta,  se  non 
limitandosi a ribadire le proprie allegazioni e comunque senza fornire 
alcuna  spiegazione  attendibile;  che  pure  le  allegazioni  in  base  alle 
quali  egli  viveva  in  una  casa  di  cartone  senza  alcun  aiuto  o 
sovvenzione risultano altrettanto censurabili, e ciò per il fatto che egli, 
in sede di prima audizione, ha affermato di vivere in detta precarietà 
da circa due anni, visto che prima di allora viveva al domicilio familiare 
(cfr. verbale  d'audizione  del  signor  A._______  del  26 febbraio 2010, 
pag. 6),  per  poi  dire,  nella  successiva  audizione,  dapprima  di  aver 
sempre vissuto nell'abitazione familiare fino all'espatrio, e poi di  non 
avere  domicilio  fisso  dal  2002  quando  ha  cominciato  a  spostarsi  in 
funzione  della  propria  attività  professionale  (cfr.  verbale  d'audizione 
del signor A._______ del 17 marzo 2010, pagg. 2 e 3); che la signora 
D._______ ha dichiarato,  al  momento della  prima audizione,  di  aver 
vissuto, negli ultimi 3 o 4 anni, in una baracca da loro costruita, per poi 
precisare  che da circa un anno e  mezzo vivevano,  a seconda della 
disponibilità,  presso i  loro vari  familiari  (cfr. verbale d'audizione della 
signora  D._______  del  26 febbraio 2010,  pagg. 2  e  6);  che  ella,  nel 
corso della successiva audizione ha affermato di aver vissuto gli ultimi 
due anni a casa della suocera, aggiungendo inoltre, contrariamente a 
quanto  affermato  dal  compagno,  che  le  autorità  versavano 
regolarmente gli  assegni  per i  figli  che tra l'altro  erano appena stati 
aumentati  (cfr.  verbale  d'audizione  della  signora  D._______  del 

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17 marzo 2010,  pagg. 3  e  6);  che  pure  la  questione,  sollevata  dai 
ricorrenti,  circa  i  presunti  maltrattamenti  subiti  da  terzi  prestano  il 
fianco a censura, posto che il signor A._______ ha inizialmente riferito 
di essere stato picchiato in 4 o 5 occasioni (cfr. verbale d'audizione del 
signor A._______ del 26 febbraio 2010, pag. 6), salvo poi ricredersi e 
affermare  che  ciò  sarebbe  avvenuto  una  o  due  volte  soltanto  (cfr. 
verbale d'audizione del signor A._______ del 17 marzo 2010, pag. 8) e 
comunque  il  ricorrente  non  ha  sporto  denuncia;  che  confrontati  alle 
loro  antitetiche  deposizioni  non  hanno  offerto  alcuna  spiegazione 
plausibile;

che, in considerazione di quanto suesposto, non appaiono sussistere 
seri pregiudizi ai sensi degli art. 3 e 18 LAsi;

che non emergono dalle carte processuali neppure elementi da cui de-
sumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  degli  insorgenti  in 
Romania possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) o esporre i ricorrenti in patria al rischio reale ed im-
mediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salva-
guardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre 1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degra-
danti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, premesso ciò,  quanto agli  ostacoli  all'esecuzione dell'allontana-
mento  riconducibili  all’art. 44 cpv. 2 LAsi  e  all'art. 83 cpv. 4 LStr,  in 
Romania non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o 
violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nella 
totalità del territorio nazionale;

che, nel caso di specie, non risultano manifestamente esservi indizi di 
persecuzione ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi;

che, di conseguenza, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della 
domanda d'asilo secondo l'art. 34 cpv. 1 LAsi, di modo che, su questo 
punto, il  ricorso,  destituito  d'ogni  e benché minimo fondamento,  non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata;

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che i ricorrenti non adempiono le condizioni in virtù delle quali l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 e 44 cpv. 1 LAsi come pure art. 32 dell'ordinanza 1 
sull'asilo relativa a questioni pregiudiziali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, 
RS 142.311]; GICRA 2001 n. 21);

che dalle carte processuali non emergono neppure ostacoli dal profilo 
dell'esigibilità dell'allontanamento quanto alla situazione personale dei 
ricorrenti; che, infatti sono ancora giovani, hanno una formazione sco-
lastica  di  base,  avendo  frequentato  le  scuole  sino  alla  terza 
(A._______) rispettivamente quarta (D._______) elementare; che, inol-
tre, entrambi hanno un'esperienza professionale quale lavoratori agri-
coli;  che,  infine,  gli  insorgenti  dispongono  in  patria  di  un'importante 
rete  sociale,  tra  cui  i  genitori,  cinque  fratelli  e  cinque  sorelle  di 
A._______, oltre ai genitori, ad un fratello e tre sorelle di D._______;

che gli insorgenti non hanno, altresì, preteso nel gravame di soffrire di 
gravi  problemi di  salute che possano giustificare la  loro ammissione 
provvisoria (GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio degli 
atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per 
motivi medici;

che,  per  le  ragioni  sopraindicate,  l'autorità  inferiore  ha  rettamente 
ritenuto siccome ammissibile e ragionevolmente esigibile l'esecuzione 
dell'allontanamento;

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  ed 
art. 83 cpv. 2 LStr); che i ricorrenti, usando la necessaria diligenza, po-
tranno  procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4  LAsi);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque 
pure possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in  materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il  gravame va disatteso e la querelata decisione confer-
mata;

che, il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

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che avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese pro-
cessuali è divenuta senza oggetto:

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  dei  ricorrenti 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico dei ricorrenti. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale, entro un termine di 30 giorni  dalla spedizione della 
presente sentenza.

3.
La presente sentenza è indirizzata:

- ricorrenti, tramite il O._______ (plico raccomandato; allegato: bollet-
tino di versamento);

- all'UFM, O._______ (via fax,   per l'incarto N (...), con preghiera di 
notificare  la  sentenza  al  ricorrente  e  di  ritornare  l'avviso  di 
ricevimento  allegato  al  Tribunale  amministrativo  federale;  con 
allegata copia del ricorso del 26 marzo 2010);

- P._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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