# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6708a1d2-e1a0-5750-aed7-09426bd28581
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-04-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 18.04.2005 INC.2004.69403
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2004-69403_2005-04-18.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2004.69403

  	
  Lugano

  18 aprile 2005

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  	 

	
  Claudia Solcà

  	 

	
   

   

   

   

   

   

   

  sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
  presentata il 12/14 aprile 2005 da

  	 

	
   

  	
  __________, attualmente detenuto presso
  __________

  (patr. di fiducia dall’__________)

  
								

 

                                         e
qui trasmessa con preavviso negativo 14 aprile 2005 dal

 

                                         Procuratore
pubblico Fiorenza Bergomi, Lugano

 

viste le osservazioni 15 aprile
2005 del difensore di __________,

 

visto l’incarto di cui all’inc.
MP __________ 

 

ritenuto e considerato

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

che:

 

-     __________ è stato arrestato il 2 dicembre 2004 su ordine
d’arresto della Procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi per titolo di atti
sessuali con fanciulli, il giorno successivo il magistrato inquirente ha
chiesto a questo giudice la conferma dell’arresto di __________ per i bisogni
dell’istruzione e pericolo di recidiva, promovendogli l’accusa per titolo di
atti sessuali con fanciulli e coazione sessuale (Inc. GIAR 694.2004.1, doc. 1),
arresto che è stato confermato da questo giudice la stessa data per i bisogni
dell’istruzione e pericolo di collusione con le persone che dovranno essere
interrogate (Inc. GIAR 694.2004.1, doc. 5);

      in data 30.12.2004 il magistrato inquirente ha poi esteso
l’accusa a __________ anche per titolo di pornografia (cfr. verbale MP
30.12.2004) e in data 14 aprile 2005 ha promosso l’accusa per atti sessuali con
fanciulli commessi sulla figlia minore __________ (Inc. MP __________, AI 82);

 

-     in sintesi, per quanto riguarda i fatti, l’inchiesta ha avuto
avvio il 29 novembre 2004 quando il responsabile del centro __________ di
__________, __________, ha trasmesso al Ministero pubblico una segnalazione
inerente la minore __________ (11.10.1988) che riporta rivelazioni che la
minore aveva fatto agli educatori del centro con chiaro riferimento ad una
relazione a sfondo sessuale intercorsa con l’accusato quando aveva quattordici
anni. Il 2 dicembre 2004, con l’autorizzazione del Magistrato dei minorenni, è
stata eseguita l’audizione videofilmata della minorenne che ha sostanzialmente
raccontato quanto già menzionato nel rapporto di segnalazione del responsabile
del centro __________ di __________: in sostanza la minore avrebbe conosciuto
l’accusato tramite la propria madre, e avrebbe iniziato a frequentarlo nel
novembre 2002 per poi intensificare i rapporti, frequentando molto spesso
l’appartamento dell’accusato ed instaurando con lui un rapporto profondo sino
ad avere dei contatti a connotazione sessuale (baci, masturbazioni reciproche e
coiti orali) sempre presso l’appartamento di __________, rapporti che si
sarebbero interrotti a causa di incomprensioni relazionali circa un anno e
mezzo dopo essere iniziati. Interrogato __________ ha negato ogni addebito
asserendo anzi di essere già stato falsamente denunciato alla CTR dalla sua ex
moglie per fatti simili che avrebbe a dire di quest’ultima compiuto sulla
figlia __________ (Inc. GIAR 694.2004, doc. 2);

      __________, arrestato come detto il 2 dicembre 2004 ha sempre e
decisamente negato ogni addebito; l’inchiesta è proseguita con l’assunzione di
atti istruttori sino alla seconda audizione della minore __________ avvenuta il
6 aprile 2005 (cfr. Inc. MP __________, AI 75) la quale ha sostanzialmente
confermato i fatti così come già descritti durante la prima audizione
aggiungendo però degli elementi che riguardano possibili atti sessuali avvenuti
più o meno nello stesso periodo di quelli indagati, tra __________ e la di lui
figlia minorenne __________ di cui, se del caso, si parlerà in modo più
esplicito in seguito;

      Il 7 aprile 2005 l’accusato è stato nuovamente interrogato dal
Magistrato inquirente e, dopo un colloquio riservato con il suo legale, ha
ammesso i fatti così come descritti dalla minore __________ ammettendo di avere
cominciato a baciare la ragazza già a partire da novembre 2003 per poi iniziare
quelli che ha definito “veri e propri atti di natura sessuale” in marzo 2003
(p. 3, seconda metà). Nel verbale successivo del 13 aprile 2005 __________ ha
poi leggermente corretto le sue dichiarazioni affermando che “il petting” (tra
__________ e __________, n.d.r.) era cominciato in febbraio 2003 (p. 2 in alto)
per continuare sino a circa aprile 2004 (p. 2 in basso). __________ ha poi
dichiarato che nella prima fase della sua relazione con la minore (tra febbraio
e l’estate del 2003) avrebbe fatto sesso con __________ praticamente
quotidianamente, dopo cena in settimana e durante il giorno il fine settimana
(verbale MP 7 febbraio 2005, p. 4 secondo ADR). __________ ha poi negato
qualsiasi coinvolgimento di tipo sessuale con la figlia __________ ammettendo
la possibilità di occasioni in cui avrebbe scambiato sul proprio letto,
manifestazioni affettive (e non di carattere sessuale) con la figlia __________
e con __________, quando tutti e tre si sarebbero trovati peraltro
completamente vestiti ed escludendo che la figlia possa avergli toccato gli
organi genitali (verbale MP 7 aprile 2005, p. 5);

 

-     il 12 aprile 2005 __________, con l’istanza in discussione
giunta al Procuratore pubblico in data 13 aprile 2005 per il tramite del suo
difensore, chiede di essere posto in libertà provvisoria; a suo dire non
sussisterebbero più i motivi di interesse pubblico quali i bisogni istruttori
ed il pericolo di collusione essendo ormai esclusi il pericolo di fuga e di
recidiva. Dopo un breve riassunto dei fatti che hanno portato al suo arresto,
l’istante sottolinea che inizialmente avrebbe contestato le accuse mossegli dal
Magistrato inquirente e che dopo l’assunzione di diversi atti istruttori – tra
i quali il sequestro di lettere d’amore tra l’accusato e la minore, l’audizione
di testimoni che avrebbero visto __________ e la minore baciarsi, gli educatori
del __________ ai quali la minore aveva fatto le prime confidenze, un’ulteriore
audizione della parte lesa nella quale la minore ha sostanzialmente confermato
quanto dichiarato nella prima audizione – e dopo avere consultato il suo legale
durante il verbale 8 aprile 2005 “ha ammesso di avere fatto del petting con
__________ per la durata di circa un anno e ha risposto in modo più che
esauriente a tutte le domande del PP”. Ciò malgrado il Procuratore pubblico ha
comunicato all’accusato che a questo punto riteneva ancora necessario chiarire
i rapporti tra l’accusato e la propria figlia __________ non intendendo
procedere alla sua messa in libertà provvisoria. A mente dell’istante
l’istruzione probatoria per i fatti per cui è stata promossa l’accusa a
__________ si sarebbe conclusa con la seconda audizione di __________, con la
confessione dell’accusato del 7 aprile 2005 e con le precisazioni del 13 aprile
2005, di conseguenza non sussisterebbe più neppure il pericolo di collusione
poiché la minore è già stata interrogata due volte.

      Non sussisterebbe pericolo di fuga poiché l’accusato vive in
Svizzera da molti anni e qui ha la sua attività, una figlia collocata al
__________ ed i suoi unici parenti.

      Neppure il pericolo di recidiva sarebbe dato poiché sarebbe
escluso che dopo quattro mesi di carcere preventivo __________ possa avere a
che fare con delle adolescenti, escludendo poi l’ipotesi che si tratti di un
pedofilo non essendoci agli atti indizi che facciano temere in tal senso.

      A mente dell’istante non sussisterebbe poi nessun grave e
concreto indizio di colpevolezza per ipotetici e contestati atti sessuali sulla
propria figlia __________ per i quali peraltro il Procuratore pubblico non
avrebbe esteso neppure l’accusa e che gli stessi elementi che userebbe ora il
magistrato inquirente per mantenere il carcere preventivo di __________ erano
noti in occasione del verbale di Polizia del 30.12.2004 di __________ che aveva
testimoniato che la figlia __________ le aveva riferito di un episodio in cui
lei e __________ avevano leccato e baciato assieme __________ e che la stessa
figlia dell’accusato, sentita a verbale il 29 dicembre 2004, ha dichiarato di
avere fatto le coccole al padre assieme a __________, coccole senza
connotazione sessuale che sono già state ammesse da __________; sempre a mente
dell’istante, __________ ha confermato questa versione dei fatti – l’episodio
di coccole a tre sul letto – aggiungendo che __________ non aveva commesso
nessun atto sessuale con il padre;

      essendo l’inchiesta ormai conclusa ed in assenza di preminenti
motivi di interesse pubblico il perdurare della carcerazione preventiva di
__________ violerebbe quindi i principi di legalità, di proporzionalità e di
celerità – avendo avuto il Procuratore pubblico gli elementi per dubitare di un
simile reato in danno della figlia già dall’interrogatorio di __________ o
dall’incarto della CTR riportante le accuse a questo proposito fatte dalla di
lui ex moglie e potendo evitare contatti tra padre e figlia tramite norme di
condotta da imporre all’accusato sostenendo poi che il reato commesso sulla
minore __________, consenziente, non è di estrema gravità e che la pena
presumibile in caso di condanna, rischia di essere inferiore al carcere
preventivo sofferto;

 

-     il Procuratore pubblico, con il preavviso negativo 14 aprile,
chiede che l’istanza venga respinta sottolineando i seri e concreti indizi di
colpevolezza sia per quanto riguarda i fatti in danno di __________ sia per
quanto riguarda l’ipotesi di reato in danno della figlia __________, concreto
pericolo di fuga – essendo cittadino straniero, ormai senza professione con una
difficile situazione famigliare e con la possibilità di venire condannato ad
una pena da espiare –, bisogni dell’istruzione e pericolo di collusione
intravisto nella possibilità che se posto in libertà provvisoria potrebbe
entrare in contatto con la figlia __________ (che avrebbe un pessimo rapporto
con la madre) e cercare di influenzarla sull'episodio in esame, nonché entrare
in contatto con __________, che abita a pochi metri in linea d’aria
dall’abitazione dell’accusato e cercare di farle modificare la versione resa.
Il magistrato inquirente sottolinea poi la presenza di un pericolo di recidiva
e più in generale dell’esigenza della tutela dell’ordine pubblico –
evidenziando come l’accusato abbia delinquito in pieno periodo di prova di una
condanna precedente ed addirittura sarebbe comparso a piede libero davanti ad
una Corte per essere processato avendo già iniziato gli atti sessuali con la
minore __________ da almeno due mesi e ritiene rispettosa del principio di proporzionalità
la carcerazione preventiva sofferta ed ancora da soffrire per l’espletamento
degli atti istruttori ancora necessari all'inchiesta;

 

-     con osservazioni 15 aprile 2005 (giunte a questo ufficio via fax
in stessa data), la difesa ribadisce quanto sostanzialmente espresso
nell’istanza di libertà provvisoria qui in esame sostenendo che il magistrato
inquirente avrebbe esteso l’accusa il 14 aprile 2005 anche per i fatti relativi
a possibili atti sessuali con la figlia __________ tardivamente e unicamente
per giustificare il preavviso negativo alla domanda di scarcerazione (inc. GIAR
694.2004.3, doc. 4);

 

 

-     l’accusato, detenuto, è pacificamente legittimato a presentare
istanza di libertà provvisoria. Il preavviso negativo, trasmesso il 14 aprile
2005 a questo ufficio è tempestivo (l’istanza 12 aprile 2005 essendo pervenuta
al Ministero pubblico in data 13 aprile 2005). Il termine per la decisione ex
art. 108 cpv. 2 CPP scade domenica 17 aprile 2005, giorno festivo, e di
conseguenza il termine è prorogato sino a lunedì 18 aprile 2005;

 

-     i principi che reggono la materia, pur se noti alle parti,
vengono qui di seguito riproposti:

 

L’art. 95 CPP
– corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre
1992 / 1. gennaio 1993 – dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui
l’accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare
e (poi, se del caso) proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP,
quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di
colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti
motivi di interesse pubblico, quali – per quanto qui concerne – i bisogni
dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione e di
inquinamento delle prove che, sia detto qui a futura memoria – può continuare
ad esistere fino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di
interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27 ,
pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela
dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).

L’eccezione
della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato
codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283
consid. 3) in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla
giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali – nel solco di quella del
Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP
1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche
questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua
cognizione all’arbitrio (REP 1980 pag. 128).

(per tutte:
sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., Inc. 520.2001.5);

 

-     anche qualora non contestata, l’esistenza di gravi e concreti
indizi di colpevolezza deve essere verificata d’ufficio, pur nei limiti di
competenza di questo giudice derivanti dalla sua funzione che è quella di
esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della misura
restrittiva della libertà personale e non di valutare nella sostanza l’esistenza
di un reato.

Con
verosimiglianza sufficiente, a questo stadio del procedimento ed in questa
sede, si può comunque concludere per la presenza di seri e di concreti indizi
di colpevolezza a carico di __________ per quanto riguarda le accuse di atti
sessuali con fanciulli compiuti sulla minore __________ (al momento dei fatti
contestati minore di anni 16): non vi sono soltanto le dichiarazioni
dell’accusato (cfr. verbali MP 7 e 13 aprile 2005) ma anche, più che
sufficienti a questo stadio, le dichiarazioni della parte lesa e quelle
indizianti di alcuni testi nonché la raccolta di materiale indiziante
attraverso la perquisizione dell’abitazione dell’accusato.

 

Gravi e
concreti indizi di colpevolezza sono pure presenti per quanto riguarda
l’ipotesi di reato formalizzata nella promozione dell’accusa 14 aprile 2005
(Inc. MP __________, AI 82) del magistrato inquirente, che fa riferimento a
quanto dichiarato dalla parte lesa __________ durante l’audizione del 6 aprile
2005 e relativa al reato di atti sessuali con fanciulli commessi in danno della
minore __________, figlia del qui accusato, tra il 2003 ed il 2004 a Chiasso;

nulla muta a
questo proposito l’affermazione dell’istante secondo cui voci a proposito già
sarebbero state esternate dalla sua ex moglie al Pretore o alle Autorità
tutorie, come è vero che anche __________, nel suo verbale di Polizia 30
dicembre 2004 ha dichiarato (a p. 8) “__________ mi ha detto che una sera o
un pomeriggio era a casa del __________, sul letto. C’erano lei, la __________
e il __________. Hanno iniziato come per gioco, per scherzo. Tra lei e
__________ si sono dette di fare morire il papà, che mia figlia lo avrebbe
fatto morire dalla cintola in su mentre __________ dalla cintola in giù. Quindi
hanno cominciato a leccarsi. Mia figlia mi ha detto al collo e un po’ sul
petto. Non so se erano vestiti. Non gliel’ho chiesto. Era uno Shock. __________
mi ha raccontato che __________ aveva cominciato a leccare la pancia del padre,
e poi è scesa verso la zona genitale. Lei mi ha detto “lì”. Quando __________
aveva constatato che la __________ era arrivata “lì”, __________ si è fermata e
continuava a guardarla. __________ continuava tranquilla. __________ si è
accorto che __________ era rimasta scioccata, che __________ guardava __________,
e che dopo un attimo il padre ha bloccato la __________ dicendole “fermati,
sono tuo padre”. __________ non ha aggiunto altri particolari, né io gliene ho
chiesti, in quanto sono rimasta senza parole, scioccata da quanto sentito.”
Si trattava comunque, sino al 6 aprile scorso, di una testimonianza indiretta,
che in tale data è invece stata fatta direttamente dalla minore __________
durante la sua seconda audizione e lì, per la prima volta, si è trattato del
racconto di un fatto vissuto in prima persona.

 

Dall’audizione
della cassetta sulla quale è stata videoregistrata la seconda audizione di
__________ si evincono le seguenti dichiarazioni rese dalla minore a seguito di
una domanda dell’interrogante volta a sapere se agli incontri a sfondo sessuale
tra l’accusato e la parte lesa avesse mai partecipato anche la figlia
dell’accusato __________: “Io avevo già dei sospetti che tra loro due c’era
qualcosa. ...Una volta __________ è entrata mentre noi eravamo lì. Abbiamo
deciso di dividerci i compiti, __________ era solo con i pantaloni...perché io
volevo vedere fino a che punto si sarebbe comportato. ...Io ho deciso di
prendere la parte da qua in su (__________ indica con la mano il petto,
n.d.r.) e __________ da qua in giù (__________ indica con la mano la
parte del suo corpo sottostante al petto, n.d.r.) ....da baciare....io
baciavo su...__________ continuava a scendere, arrivata alla cintura continuava
a girarci intorno (__________ indica con la mano la parte del basso ventre,
n.d.r.) ...Mi sono tirata su e l’ho guardata stortissima e ad un certo punto
lui ha detto di smetterla perché lui era suo padre”. Alla domanda
dell’agente interrogante volta a sapere quali erano i motivi che avevano
portato __________ a sospettare che tra __________ e la di lui figlia ci fosse
qualcosa di sessuale, la minore ha risposto che i sospetti le erano nati poiché
sapeva che __________ ed il padre dormivano assieme nello stesso letto –
__________ ha riferito a questo proposito che __________ le aveva detto che ciò
accadeva perché la figlia aveva paura a dormire da sola mentre che __________
ha dichiarato al magistrato inquirente (verbale 7 aprile 2005, p. 6 a metà) che
ciò sarebbe successo all’inizio della loro coabitazione (dicembre 2002) per la
mancanza di spazio essendo le altre camere del suo appartamento occupate con
mercanzia del figlio di primo letto della ex moglie di __________, aggiungendo
poi di avere ricavato gli spazi necessari per una camera per la figlia solo in
aprile 2003 ma di avere continuato ugualmente a condividere il letto con
quest’ultima fino ad agosto 2003 probabilmente quando la psicologa __________
(che purtroppo non sembra essere stata interrogata e che non ha parlato di
questo “dettaglio” nel corso delle audizioni in Pretura nell’ambito della causa
di divorzio dei coniugi __________) gli avrebbe consigliato di non continuare
con questa abitudine – a causa di quelli che __________ ha definito “i loro
atteggiamenti”, per il fatto che in un paio d’occasioni aveva trovato la porta
di casa __________ chiusa a chiave e che __________ e la figlia si trovavano
all’interno ma ci avevano impiegato parecchio tempo per venire ad aprirle,
affermando infine che “quando io mi arrabbiavo e parlavo con __________ le
scuse che mi diceva era come se mi rivedevo io lì dentro, quindi mi venivano
dei dubbi”.

 

Anche la
teste __________, nel suo verbale di Polizia 12 gennaio 2005 (p. 2 ), ha
dichiarato che ”Circa un paio d’anni fa, non so dire con maggiore precisione
era comunque durante l’estate, mi trovavo nell’orto. ...__________ era arrivato
con la moto sul parcheggio sterrato, mentre la __________ era sul piazzale.
...Quando suo padre è arrivato, __________ gli è corsa incontro e l’ha
abbracciato, come un amante. ...È difficile spiegare questa cosa, perché è
stata una mia sensazione. Comunque una figlia non abbraccia così il proprio
padre. Non è stato un abbraccio tra genitore e figlia, ho avuto la netta
impressione che fosse un abbraccio di amanti. Non ho avuto l’impressione che
fosse un padre che abbracciava in modo paterno la propria figlia. Si sono
abbracciati, non ricordo se si sono baciati. È stato un tocco dolce, ma con una
dolcezza maggiore del normale, come se volessero sentire il contatto l’uno
dell’altra. Ho avuto l’impressione che era piuttosto la ragazza che aveva quella
brama di sentire il calore, il corpo del padre, che cercava l’intimità. Lui
l’ha abbracciata con una mano al collo e l’altra vicino alla vita. La ragazza
abbracciava il padre a due mani, sulla schiena. ...Dopo ho continuato il mio
lavoro, e li ho persi di vista. Ero anche un po’ imbarazzata. E anche un po’
per questo che mi sono voltata, un po’ per non vedere una cosa del genere.
...Quella che ho riportato è stata la mia impressione, una sensazione che ho
portato anche alla madre di __________, qualche tempo dopo, quando l’avevo
incontrata in giro.”

 

E ancora
__________ nel verbale di Polizia 30 dicembre 2004 a p. 7: “Avevo visto
__________ e sua figlia che si leccavano. __________ faceva il gatto. Avete in
mente un gelato, o quando si fa l’amore. Io avevo visto questa cosa. Davanti a
me si leccavano sul collo e sulle mani. Sembrava un gioco, ma mi faceva schifo.
Gliel’avevo detto al __________ che non era una cosa normale. L’avevo visto a
casa loro e a casa nostra, in diverse occasioni, si vedeva, automaticamente, la
figlia verso il padre, un dio; ma neanche due innamorati forti si comportano
così. Si facevano sempre le moine, stavano sempre attaccati, la __________
stava sempre sulle ginocchia del padre”.

 

Dichiarazioni
queste che, alla luce della rivelazione di __________ del 6 aprile 2005,
acquisiscono rilevanza indiziante che non può essere, almeno a questo stadio,
scemata da quanto raccontato da __________ che, sentita come teste dalla
Polizia in data 29 dicembre 2004 (quindi antecedentemente alle verbalizzazioni
appena qui sopra riportate), ha affermato: “__________ e mio padre si
facevano le coccole anche davanti a me, anche perché ci facevamo le coccole
tutti e quanti insieme. Per coccole intendo abbracci, stare sul letto così,
tutti e tre sdraiati, così. Ci si faceva le coccole. Se si ha un cane lo si
accarezza, gli si fanno le coccole, In pratica noi ci accarezzavamo. Questo
avveniva di solito nella camera di mio padre, io mi fermavo alle carezze fatte
a tutti e due, sia al papà che alla __________, come gesto d’affetto”. È
chiaro che quanto appena descritto in queste poche righe non fa riferimento a
quanto raccontato da __________ nella sua seconda audizione, non solo per la
diversità dei gesti descritti nei due racconti, ma anche perché __________ fa
esplicito riferimento ad un solo incontro a tre a sfondo sessuale mentre nel
passaggio appena menzionato si fa riferimento a quella che sembra più una
prassi d’incontro tra __________, __________ e __________ che, seppur
discutibile e sicuramente poco opportuna dal profilo educativo, nulla ha a che
vedere con quanto descritto da __________ solo nella sua seconda audizione
perché, e sono parole sue, non ne aveva parlato la prima volta temendo in
questo modo di aggravare la posizione di __________ dal profilo processuale;

 

 

 

-          per quanto riguarda le necessità istruttorie, e di
conseguenza il pericolo di collusione, atte a giustificare la misura cautelare
di privazione della libertà, non è inutile ricordare i seguenti principi: 

 

      “In relazione ai bisogni istruttori, atti a giustificare la
misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare che questi non
s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto tali, o con gli
accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di collusione o
d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la corretta
raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse,
ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss.;
RDAT 1988 no. 24).

E', inoltre, necessario che questa possibilità di pregiudicare la
raccolta di elementi di prova si fondi su elementi concreti: "Jedoch
genügt nach der Rechtsprechung des Bundesgerichtes die theoretische
Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in Freheit kolludieren könnte, nicht, um
die Fortsetzung der Haft oder die Nichtgewährung von Urlauben unter diesem
Titel zu rechtfertigen. Es mussen vielmehr konkrete Indizien für eine solche
Gefahr sprechen." (DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.).

Gli elementi
di concretezza del pericolo vanno individuati, di volta in volta, quantomeno
nella specifica prova da assumere e nel rapporto (oggettivo e soggettivo)
dell'accusato con il mezzo di prova. Ad esempio, trattandosi di audizione
testimoniale, il pericolo di collusione non può essere invocato in modo
astratto a giustificazione del mantenimento della misura cautelare, occorre che
un'influenza (dell'accusato nei confronti del teste) sia possibile,
rispettivamente che vi sia una possibile convergenza d'interessi (tra i due) in
relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p. 438; DTF 117 Ia 257; ZR 72
no. 77 p.19). Il semplice atteggiamento di diniego dell’accusato, in sé, non
costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66; Hauser/Schweri, Schweizerisches
Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13)."

(GIAR 23
settembre 2002 in re Y.)

 

Va da sé che
i criteri sopra esposti richiedono applicazione più restrittiva allorquando
l'inchiesta (e la detenzione) é in corso da un certo tempo. 

 

A
sostegno del mantenimento del carcere preventivo il Procuratore pubblico invoca
l'esistenza di un concreto pericolo di collusione con i testimoni in
particolare sia con __________ che con la figlia __________ che dovrà essere
sentita a breve in qualità di parte lesa (cfr. inc. MP __________, AI 77).

È
indubbio, alla luce di quanto esposto sopra per l’esistenza di gravi e concreti
indizi di colpevolezza, che a questo stadio esistono ancora bisogni istruttori,
non foss’altro che per accertare le nuove ipotesi di reato di cui alla
promozione dell’accusa 14 aprile 2005. E che a questo proposito sia presente un
alto rischio di collusione, non solo con __________ – che abita a pochi metri
da casa __________ e che non gli serba rancore alcuno avendo anzi sviluppato un
sentimento di protezione nei confronti dell’accusato (che anche nella seconda
audizione continua affettuosamente a chiamare “__________”) – ma soprattutto
con la figlia __________, che non ha praticamente contatti con la madre, che
stravede per il padre e che ha dichiarato alla Polizia (verbale 29 dicembre
2004, p. 4, a metà) “Diciamo che rispetto alle sedicenni di oggi ho un
rapporto diverso con mio padre, ho un rapporto più forte, più profondo” e
ancora “il mese scorso __________ mi ha detto che al __________ non riusciva
a parlare con nessuno, che aveva bisogno di togliersi questo peso dentro. Ha
riassunto la storia con mio padre, dicendomi che se ne era innamorata. Mi ha
detto che si sarebbe rivolta all’autorità. Io non ho detto né si né no. Se io
le dicevo di no __________ stava male, e di conseguenza anche io. Se dicevo di
sì mi sentivo male io perché avrei messo nella merda mio padre. Stando sul
neutro, sto bene” (verbale 29 dicembre 2004, p. 3 a metà). Il pericolo che
__________, se messo in libertà provvisoria, possa contattare la figlia, che
peraltro non vive come una reclusa presso l’istituto __________ di __________
ma che è apprendista meccanico a __________ e segue i corsi SPAI a Bellinzona –
di conseguenza non è sotto la stretta osservazione degli operatori sociali e
può incontrare chi meglio crede durante la giornata – è estremamente alto, come
alto è il pericolo che __________ possa manipolarla facendo leva sulla
dipendenza affettiva e psicologica della figlia nei suoi confronti (d’altronde
è sempre suo padre, l’unico genitore con il quale ha contatti), ciò se si
considera inoltre l’atteggiamento processuale di __________, che non può di
certo essere considerato collaborativo dal momento che ha impiegato ben 4 mesi
per ammettere i fatti a lui imputati per quanto accaduto con __________, che ha
sin dall’inizio recisamente negato ogni addebito e che a sostengo della sua
tesi difensiva ha ribadito, anche a questo giudice in sede di verbale di
conferma dell’arresto, di essere già stato in passato ingiustamente accusato di
avere commesso atti sessuali con la propria figlia;

 

-     per quanto riguarda il pericolo di fuga, per giustificare
carcerazione preventiva, deve essere concreto e rivestire di una certa
probabilità: in altri termini lo si ammette quando l’accusato, se posto in
libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento penale
ed alla (eventuale) esecuzione della pena. La gravità della pena presumibile
non basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre valutare l’insieme
delle circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la sua morale, i legami
famigliari, il domicilio, la professione, la situazione economica e tutti
quegli elementi che rendono la fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19
gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid,
Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).

      Ritenuto che a poco valgono, per quest'analisi, le semplici
dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso (per tutte: sentenza GIAR 27
maggio 2002 in re P.) e che la concretezza del pericolo di fuga può essere
accertata "Auch wenn keine konkrete Flüchtpläne u.ä. gefordet sind,
…" (Schmid, ibidem);

 

-     per quanto riguarda il pericolo di recidiva, lo stesso deve
essere concreto (DTF 105 Ia 31) e risultare da una valutazione dell’insieme
delle circostanze, tra cui i precedenti dell'accusato, il suo comportamento
durante l’istruttoria, la sua personalità, le modalità di commissione dei reati
(Luvini, I presupposti materiali del carcere preventivo nel processo penale
ticinese, Rep. 1989, p. 294; G. Piquerez, Manuel de procédure pénale suisse,
Zürich 2001, n° 1479/1483).

 

Vista
la presenza dei concreti bisogni istruttori e del pericolo di collusione ed
inquinamento delle prove, descritti sopra la questione della sussistenza o meno
del pericolo di fuga e di recidiva invocati dal magistrato inquirente può
rimanere irrisolta;

 

-     la proporzionalità di una carcerazione (preventiva) deve essere
analizzata da angolature diverse. Da un lato occorre mettere in relazione la
durata del carcere preventivo con la gravità e complessità della fattispecie e
con la pena presumibile e dall’altro occorre anche verificare il rispetto del
principio di celerità (SJ 1981 p. 383 e citazioni; art. 102 CPP).

La
proporzionalità della carcerazione sin qui sofferta, alla luce della gravità
delle accuse, della presenza di concreti indizi di colpevolezza, e del numero
di atti istruttori compiuti è sicuramente data.

Pure va
ammessa nella sua eccezione più generale di rapporto tra la durata della
carcerazione preventiva ed il rischio di pena se considerate le comminatorie di
pena per i reati imputati a __________.

A torto
l’istante sottolinea che il reato (atti sessuali con fanciulli) riferito a
__________ non è di estrema gravità sostenendo che la vittima – al momento dei
fatti aveva un’età tra i 14 ed i 15 anni – era completamente consenziente e non
vi è stato nessun rapporto sessuale completo: non bisogna infatti dimenticare
che il legislatore ha voluto proteggere la libertà sessuale dei minori di anni
16 indipendentemente dal loro consenso all’atto (che se non vi fosse dato
porterebbe con sé anche l’ipotesi di altri reati), se __________ dovesse venire
condannato anche solo per i fatti relativi a __________ sarà evidentemente
considerato che i rapporti tra i due sono perdurati con frequenza quasi quotidiana
per diversi mesi (oltre un anno) con masturbazioni reciproche, coiti orali, con
eiaculazione e non, e penetrazione anale con le dita dell’accusato nell’ano
della minore con lo scopo di prepararla ad una penetrazione con il proprio
pene, tutto ciò da parte di un quarantenne su di una quattordicenne, per di più
migliore amica della figlia, che stava passando un periodo estremamente buio e
travagliato della sua vita e che ha cercato di colmare il senso di abbandono
che viveva in quel momento, a causa del divorzio dei suoi genitori, con
l’accusato. Senza dimenticare come la pena potrebbe cambiare se la nuova
ipotesi di reato dovesse concretizzarsi in un rinvio a giudizio e
nell’eventuale condanna.

 

L’accusato è
stato arrestato il 2 dicembre 2004, malgrado più volte interrogato ha sempre
negato i fatti che gli venivano contestati per __________, per poi ammetterli
il 7 aprile 2005, dopo la seconda audizione della minore da parte della Polizia
cantonale, quando __________ ha fatto le dichiarazioni che hanno portato
all’estensione dell’accusa 14 aprile 2005.

__________ si
trova in detenzione preventiva da 4 mesi e mezzo. In questo lasso di tempo
l’inchiesta, malgrado le innegabili difficoltà istruttorie, si pensi alle
modalità di interrogatorio della vittima minorenne e di alcuni testi minorenni,
nonché della difficoltà di acquisire elementi presso la famiglia delle due
vittime, viste le difficili dinamiche famigliari, la poca (quasi inesistente)
collaborazione da parte dell’accusato, è stata condotta con celerità.

I reati
imputati a __________, come detto sopra, sono di sicura gravità – a prescindere
dal fatto che si tratta di crimini, se considerati i motivi che lo hanno spinto
a commetterli e del fatto che quando si è presentato a piede libero davanti
alla corte delle Assise correzionali di __________, il __________, per
rispondere di infrazione parzialmente aggravata alla LStup (per la quale è
stato condannato a 18 mesi di detenzione sospesi con la condizionale)
__________ stava già commettendo il reato di atti sessuali con fanciulli con la
minore __________ da almeno due mesi – e in caso di condanna il rischio di pena
è verosimilmente superiore alla detenzione preventiva sofferta e a quella
presumibilmente da soffrire almeno per compiere gli ulteriori atti istruttori
necessari a seguito dell’estensione dell’accusa 14 aprile 2005 ed indicati dal
magistrato inquirente nel suo preavviso negativo alla presente istanza, ciò in
pieno rispetto del principio della proporzionalità; Vi è poi da considerare che
in caso di condanna, la pena che verrebbe presumibilmente inflitta a __________
non potrà essere messa a beneficio della sospensione condizionale e ciò
indipendentemente dalla valutazione della prognosi (avendo delinquito in pieno
periodo di prova di una condanna precedente), poiché si tratterà di un pena
parzialmente aggiuntiva a quella inflittagli il __________ che già toccava il
massimo possibile per la concessione della sospensione condizionale;

 

-     in conclusione sufficienti presupposti di legge, come anche
esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella situazione
personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare il perdurare
della cautelare privazione della sua libertà. Di conseguenza, l’istanza di
libertà provvisoria in discussione, deve essere respinta con la presente
decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 let. f TG e contrario)
e impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale
d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.               
L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

 

2.               
Non si percepiscono né tasse né spese giudiziarie.

 

 

3.               
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.               
Intimazione:

__________

 

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
Claudia Solcà