# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 10bdfe7a-be62-5c21-ae4d-d46d41738ae0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-10-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.10.2022 36.2022.23
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2022-23_2022-10-28.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  36.2022.23

   

  cs

  	
  Lugano

  28 ottobre 2022     

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 22 aprile 2022 di

 

	
   

  	
  AT 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  CV 1   

  rappr. da:   RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione contro le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  AT 1, nata nel 1964, da ultimo
attiva al 60% quale “conducente trasporto persone” per __________, è
assicurata contro la perdita di guadagno in caso di malattia presso CV 1 (di
seguito: CV 1), per il tramite della propria datrice di lavoro. L’assicurazione
prevede, per gli assicurati che non hanno ancora raggiunto l’età AVS, la
copertura dell’80% del salario assicurato durante 730 giorni, dedotto il
periodo d’attesa di 60 giorni (doc. 2).

                          1.2.  In seguito ad una sindrome
cervicobrachiale a sinistra (ernia C4-C5, C5-C6 e C6-C7 con stenosi foraminale
C7 a sinistra), il 2 maggio 2018 AT 1 è stata sottoposta ad un intervento
chirurgico di decompressione (doc. C) che l’ha resa completamente incapace al
lavoro fino al 1° ottobre 2018 quando è stata giudicata abile al lavoro al 40%
del 60% (ossia complessivamente al 24%; cfr. doc. D e T). L’assicurata ha
beneficiato di indennità giornaliere per complessivi 567 giorni (doc. E).

 

                          1.3.  Dal 1° febbraio 2020 AT 1 è stata
riconosciuta nuovamente abile al lavoro in maniera completa, con tuttavia
alcune limitazioni, e meglio la possibilità di alzare al massimo 10 kg e di
poter fare turni di al massimo 10 ore (doc. E ed F). 

 

                          1.4.  Il 25 febbraio 2021, ossia oltre 12
mesi più tardi, l’assicurata si è sottoposta ad un intervento di revisione
presso la __________ di __________, in seguito al quale è stata accertata una
nuova inabilità lavorativa completa, che ha comportato la ripresa del versamento
delle indennità giornaliere per malattia. 

 

                          1.5.  Il 25 maggio 2021 CV 1 ha
comunicato a AT 1 che l’incapacità lavorativa non era da intendersi quale nuovo
caso che permettesse di rinnovare le 730 indennità, ma quale continuazione del
primo caso insorto in seguito all’intervento del 2 maggio 2018. L’assicuratore
ha così riconosciuto le 103 indennità giornaliere restanti, fino al 6 giugno
2021 (doc. H).

 

                          1.6.  In seguito al rifiuto di erogare
ulteriori indennità giornaliere, AT 1, rappresentata dall’avv. dr. RA 1, ha
inoltrato una petizione al TCA, tramite la quale ha chiesto che l’assicuratore
sia condannato a versarle “le indennità giornaliere per un nuovo caso,
derivanti dall’intervento del 25 febbraio 2021, a far tempo dal 25 aprile 2021
fino al termine dell’incapacità lavorativa rispettivamente fino ad esaurimento
del diritto alle prestazioni, unitamente agli interessi al 5% a partire dal 9
settembre 2021, risp. dal mese successivo a quello interessato all’indennità”,
con protesta di tasse, spese e ripetibili (doc. I). Il valore litigioso è stato
fissato in almeno fr. 26'052. Secondo l’attrice, che ha chiesto il proprio
interrogatorio formale, rispettivamente la propria deposizione, dal 25 febbraio
2021 è in essere un nuovo caso di malattia (alle anche, alla schiena in zona
lombare, alla gamba destra, al braccio sinistro ed al collo), che implica il
rinnovo delle 730 indennità giornaliere previste contrattualmente.

                          1.7.  Dopo aver chiesto (doc. III), ed
ottenuto (doc. IV), una proroga, con risposta del 31 maggio 2022 CV 1,
rappresentata dall’avv. RA 2, ha proposto la reiezione della petizione, con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. V). Quali prove l’assicuratore ha chiesto l’allestimento di una perizia
medica ed ha domandato di sentire i testi __________, __________, __________ ed
il dr. med. __________.

 

                          1.8.  Il 7 giugno 2022 l’attrice ha
prodotto un certificato medico in seguito al quale ha chiesto un breve rinvio
dell’udienza di discussione (doc. VIII). Il giudice delegato del TCA ha
respinto la richiesta (doc. IX). 

 

                          1.9.  In data 22 giugno 2022 le parti
sono state sentite nel corso di un’udienza al termine della quale l’attrice ha
prodotto una replica, unitamente a numerosa ulteriore documentazione (doc. X). L’assicurata
ha domandato di allestire una perizia di natura medica atta a stabilire la
causa della sua assenza nel corso del mese di settembre 2020, l’accertamento dell’incapacità
lavorativa dal 6 giugno 2021 ed eventualmente il tema dell’insorgenza di un
ulteriore caso di malattia. Ella ha inoltre postulato l’audizione del dr. med. __________
e del dr. med. __________. Ha invece rinunciato alla propria audizione e a
quella del dr. med. __________. 

                                  Nell’allegata lista dei mezzi di
prova (doc. Xbis/2), oltre a quanto sopra indicato, ha chiesto l’audizione
della dr.ssa med. __________, del dr. med. __________ e della dr.ssa med. __________,
oltre all’allestimento di una perizia medico specialistica per stabilire
l’assenza di nesso causale tra i disturbi medici nel periodo di assenza dall’11
al 15 settembre 2020 e la problematica alle cervicali, l’accertamento
dell’inabilità lavorativa dal 6 giugno 2021 ad oggi e l’insorgenza di un nuovo
caso di malattia dal 25 febbraio 2021. 

                                  All’assicuratore è stato
assegnato un termine per esprimersi in merito.

 

                        1.10.  Con duplica del 4 luglio 2022 CV 1
si è riconfermata nella sua risposta (doc. X). La convenuta ha chiesto che
vengano sentiti __________ e __________, ed ha domandato che sia allestita una
perizia medica relativa ai motivi delle assenze di agosto, settembre e ottobre
2020 per rapporto ai problemi alla cervicale. Infine ha chiesto l’edizione
dell’incarto __________ dall’ufficio competente di CV 1.

 

                        1.11.  Il 5 luglio 2022 l’attrice ha
prodotto ulteriore documentazione (doc. XII), trasmessa all’assicuratore il 6
luglio 2022 (doc. XIII). Ella ha rilevato di aver stipulato con la convenuta
l’assicurazione individuale di indennità giornaliera (doc. XII). 

 

                        1.12.  Il 18 luglio 2022 il TCA ha
richiamato l’incarto AI dell’attrice (doc. XIV), nonché il dossier della __________
relativo all’evento infortunistico del 1° settembre 2020 (doc. XV), con la
richiesta di autorizzare a sottoporli alle parti sulla base dello svincolo dal
segreto professionale allegato.

 

                        1.13.  Il 20 luglio 2020 la __________ ha
dato seguito alla domanda (doc. XVI), mentre l’UAI ha fornito la documentazione
il 22 luglio 2022 senza tuttavia autorizzare esplicitamente il TCA ha
sottoporre gli atti alle parti (doc. XVII). 

 

                        1.14.  Il 27 luglio 2022 il Tribunale ha
nuovamente interpellato l’UAI, chiedendo l’autorizzazione a sottoporre gli atti
alle parti (doc. XVIII). L’UAI ha risposto affermativamente il 29 luglio 2022
(doc. XXI). 

 

                        1.15.  Il 27 luglio 2022 il TCA ha posto
alcune domande al dr. med. __________, specialista FMH malattie orecchie, naso
e gola (doc. XIX), il quale ha preso posizione il 28 luglio 2022, allegando
numerosa documentazione medica (doc. XXI). 

 

                        1.16.  In data 17 agosto 2022 il Tribunale
ha assegnato un termine di 10 giorni alle parti per esprimersi in merito alle
risposte fornite dal dr. med. __________ e per visionare e presentare
osservazioni sugli incarti della __________ e dell’UAI (doc. XXII). 

 

                        1.17.  L’attrice si è espressa il 26 agosto
2022 (doc. XXV), mentre l’assicuratore ha prodotto le sue osservazioni il 29
agosto 2022, chiedendo che venga acquisita agli atti anche la documentazione
del dr. med. __________ (doc. XXVI). Le rispettive prese di posizione sono
state trasmesse alle parti il 30 agosto 2022 (doc. XXVIII). 

 

                        1.18.  Il 22 settembre 2022 è stato sentito
quale teste __________, collaboratore di __________, che ha il compito di
sorvegliare e verificare il corretto rispetto delle normative vigenti in
materia di lavoro e di supervisionare, ossia attribuire, i turni di lavoro
(doc. XXIX). Al termine, la convenuta ha chiesto l’allestimento di una perizia
tesa ad accertare le cause che hanno provocato la caduta del settembre 2020 in
seguito alla quale l’attrice si è assentata dal lavoro per 5 giorni e se quella
caduta sia riconducibile alla patologia già oggetto dell’intervento chirurgico.
L’attrice ha invece chiesto che sia effettuata una perizia tale da accertare il
perdurare dell’inabilità lavorativa ancora oggi. L’assicuratore ha rinunciato
all’audizione, chiesta in precedenza, di __________ ed al richiamo dal dr. med.
__________ della documentazione medica, rispettivamente di informazioni, mentre
l’attrice ha rinunciato a chiedere una perizia atta ad accertare che l’assenza
dal lavoro a partire dal 24/25 febbraio 2021 sia da ricondurre ad una malattia
diversa da quella che ha occasionato la prima lunga assenza. Le parti hanno
rinunciato all’udienza finale. 

 

                        1.19.   Il 26 settembre 2022 il TCA ha
informato le parti che l’istruttoria è conclusa ed ha assegnato loro un termine
di 15 giorni per produrre le conclusioni scritte (doc. XXX). La convenuta ha
prodotto l’allegato conclusivo il 10 ottobre 2022 (doc. XXXI), l’attrice il 12
ottobre 2022 (doc. XXXII). Le rispettive prese di posizione sono state
trasmesse alle parti il 13 ottobre 2022 (doc. XXXIII e XXIV).

 

considerato                 in diritto

 

                          2.1.  Oggetto del contendere è la
questione di sapere se l’assicuratore deve versare all’attrice indennità
giornaliere per un nuovo caso, derivante dall’intervento del 25 febbraio 2021,
a far tempo dal 25 aprile 2021 fino al termine dell’incapacità lavorativa,
rispettivamente fino ad esaurimento delle prestazioni, unitamente agli
interessi al 5% dal 9 settembre 2021, rispettivamente dal mese successivo a
quello interessato dalle indennità (cfr. doc. I e XXXII).

 

                          2.2.  Per quanto concerne
l’indennità perdita di guadagno, va innanzitutto rilevato che l'art. 324a cpv. 1 CO prevede che se il lavoratore è impedito senza sua
colpa di lavorare, per motivi inerenti alla sua persona, come la malattia, il
datore di lavoro deve pagargli per un tempo limitato il salario, compresa
un'adeguata indennità per perdita del salario in natura, in quanto il rapporto
di lavoro sia durato o sia stato stipulato per più di tre mesi (sentenza
4A_92/2020 del 5 agosto 2020, consid. 3.1.1; sentenza 4A_53/2007 del 26
settembre 2007; sulle condizioni di applicazione di questa norma, cfr. Adrian Von Kaenel,
Verhältnis einer Krankentaggeldlösung zu Art. 324a OR, in:
Krankentaggeld-versicherung: Arbeits- und versicherungsrechtliche Aspekte,
Zurigo 2007, pag. 109-131,
 in particolare pag. 111-115).

                                  La durata del pagamento del salario
dipende dalla durata del rapporto di lavoro (art. 324a cpv. 2 CO; sui criteri
usualmente applicati dai tribunali in questi casi, cfr. Adrian Von Kaenel, op.
cit., pag. 116 seg.).

                                  Salvo pattuizione contraria,
l'obbligo di pagamento del salario in caso di malattia cessa con la fine del
rapporto di lavoro (Hans-Rudolf
Müller, Grundlagen der Krankentaggeldversicherung nach
VVG, in: Krankentaggeldversicherung: Arbeits- und versicherungsrechtliche
Aspekte, Zurigo 2007, pag. 19-45,
 in particolare pag. 20).

                                  Queste norme configurano il regime
legale di base a tutela del lavoratore, gli garantiscono una protezione minima
alla quale non può essere derogato a suo svantaggio (art. 362 cpv. 1 CO; cfr.
DTF 131 III 263 consid. 2.2 pag. 628).

 

                                  L'art. 324a cpv. 4 CO prevede la
possibilità di derogare al regime di base legale appena descritto mediante
accordo scritto, contratto normale o contratto collettivo che sancisca un
ordinamento almeno equivalente per il lavoratore (sentenza 4A_92/2020 del 5
agosto 2020, consid. 3.1.1; 4A_563/2019 del 14 luglio 2020 pubblicata in DTF
146 III 339 consid. 5.2.3 che cita Ivano Ranzanici, Les effets de
l’incapacité de travailler pour cause d’une maladie successive à la résolution
du contrat de travail, in: Regards croisés sur le droit du travail: Liber
Amicorum pour Gabriel Aubert, 2015, pag. 271 e seguenti, in particolare
pag. 272-274; sull'aspetto dell'equivalenza si veda anche Adrian Von Kaenel, op. cit., pag. 120
segg. e la DTF 141 III 112 consid. 4.1-4.3). Si tratta, di
regola, di un regime che comporta una riduzione delle prestazioni del datore di
lavoro durante il periodo minimo previsto dalla legge, ma compensa questa
riduzione mediante l'estensione del periodo durante il quale il datore
di lavoro procede al versamento (Gabriel
Aubert, in: Commentaire romand, n. 50 ad art. 324a CO).

                                  La deroga al regime di base deve
essere pattuita in forma scritta.

                                  Trattandosi di un accordo che
concerne i diritti minimi del lavoratore, esso deve menzionare i punti
essenziali del regime convenzionale, quali ad esempio la percentuale del
guadagno assicurato, i rischi coperti, la durata delle prestazioni, se del caso
la durata del periodo di attesa. Qualora – come spesso accade nella pratica -
il datore di lavoro stipuli un'assicurazione d'indennità giornaliere in caso di
malattia, l'accordo indica anche le modalità di finanziamento dei premi
assicurativi; per il resto può rinviare alle condizioni generali di
assicurazione o a un altro documento tenuto a disposizione del lavoratore (DTF
131 III 623 consid. 2.5.1 con numerosi riferimenti dottrinali). 

 

                          2.3.  Nel caso di specie l’attrice, nata
nel 1964, ha sottoscritto un contratto di lavoro con __________ in data 1°
aprile 2015 con cui è stata assunta quale “conducente trasporto persone”
al 60%. Il salario lordo iniziale ammontava a fr. 42'241.20 all’anno (doc. B). 

 

                                  La datrice di lavoro ha concluso
con la convenuta un’assicurazione collettiva contro la perdita di guadagno in
caso di malattia per i propri dipendenti (doc. 2). Essa prevede, per gli assicurati
che non hanno ancora raggiunto l’età AVS, la copertura dell’80% del salario
assicurato durante 730 giorni, dedotto il periodo d’attesa di 60 giorni (doc.
2).

 

                                  Al contratto d’assicurazione si
applicano le condizioni generali dell’assicurazione collettiva d’indennità
giornaliera in caso di malattia della __________ (di seguito: CGA; doc. 3).

 

                                  Per l’art. __________ CGA
l’assicurazione eroga prestazioni per le conseguenze economiche dell’inabilità
al lavoro conseguente a malattia (assicurazione contro i danni).

 

                                  L’art. __________ CGA prevede che
i giorni in cui l’incapacità lavorativa risulta pari ad almeno il 25% contano
interamente ai fini del calcolo della durata delle prestazioni.

 

                                  Ai sensi dell’art. __________ CGA,
una rinnovata manifestazione della malattia (ricaduta) è considerata come un
nuovo caso di malattia allorché sia trascorso un periodo di 12 mesi durante i
quali l’assicurato non è stato inabile per tale motivo.

 

                                  Per l’art. __________ CGA se
l’assicurato è inabile al lavoro nel momento in cui esce dalla cerchia degli
assicurati, la totalità delle prestazioni risulta a carico della presente
assicurazione e non dell’assicurazione individuale.

 

                                  In presenza di un’incapacità
lavorativa attestata a livello medico la cui causa è riconducibile a una
malattia assicurata, l’assicuratore è tenuto a pagare una prestazione
sostitutiva del salario in misura pari all’indennità giornaliera assicurata
(art. __________ CGA). In caso di incapacità lavorativa parziale, l’obbligo di
prestazione viene calcolato in base al grado dell’inabilità stessa; il diritto
all’indennità non sussiste tuttavia se l’inabilità è inferiore al 25% del grado
di occupazione fissato nel contratto di lavoro. 

                                  Secondo l’art. __________ CGA la
durata delle prestazioni è pari a un massimo di 730 giorni al netto del termine
di attesa, anche se nell’arco di un caso di malattia in corso si verifica
un’ulteriore malattia. Un nuovo periodo di attesa non trova applicazione.

 

                          2.4.  Nel caso di specie in seguito ad un
intervento di decompressione dovuto ad una sindrome cervicobrachiale a sinistra
(ernia C4-C5, C5-C6 e C6-C7 con stenosi foraminale C7 a sinistra),
l’assicuratore ha versato, a AT 1, 567 indennità giornaliere poiché l’attrice è
stata giudicata completamente inabile al lavoro fino al 1° ottobre 2018 ed in
seguito inabile al lavoro al 40% sul 60% fino al 31 gennaio 2020 (cfr. doc. D e
X3/T).

 

                                  Dal 1° febbraio 2020 AT 1 è stata
riconosciuta nuovamente abile al lavoro in maniera completa, con tuttavia
alcune limitazioni, e meglio la possibilità di alzare al massimo 10 kg e di
poter fare turni di al massimo 10 ore (doc. E ed F).

 

                                  Il 25 febbraio 2021 l’assicurata
si è sottoposta ad un intervento di revisione presso la __________ di __________
(doc. 16: “Zervikale Revision über rechts antero-lateralen Zugang, ACDF
C4-C7 mit Cage-Wechsel C4/5 und C6/7, Implantation Beckenspan von rechts und
Dekompression C6/7 links mit Uncoforaminotomie”), in seguito al quale è
stata accertata una nuova inabilità lavorativa completa. 

 

                                  Il 25 maggio 2021 CV 1 ha
comunicato a AT 1 che l’incapacità lavorativa non era da intendersi quale nuovo
caso che permettesse di rinnovare le 730 indennità, ma quale continuazione del
primo caso insorto in seguito all’intervento del 2 maggio 2018. L’assicuratore
ha pertanto riconosciuto all’attrice le 103 indennità giornaliere ancora
restanti, fino al 6 giugno 2021. 

 

                                  Il 25 agosto 2021 __________ ha
disdetto il contratto di lavoro che lo legava all’attrice, con effetto al 30
novembre 2021.

 

                          2.5.  L’assicurata ritiene di aver
diritto al pagamento delle indennità giornaliere anche dopo la cessazione
dell’erogazione da parte dell’assicuratore il 6 giugno 2021. 

                                  Secondo l’attrice, dal 1°
febbraio 2020 al 24 febbraio 2021, ossia per oltre 12 mesi, ella è risultata
completamente abile al lavoro in relazione con la patologia alla base
dell’intervento del 2 maggio 2018 e che ha comportato il versamento delle
indennità giornaliere.

                                  In applicazione dell’art. __________
CGA, l’inabilità lavorativa sorta il 25 febbraio 2021, in seguito
all’intervento di medesima data, va di conseguenza ritenuta quale nuovo caso. 

                                  Del resto, l’incapacità
lavorativa dal 25 febbraio 2021 non dipenderebbe dalla patologia alla base
dell’intervento del 2 maggio 2018 e di conseguenza le indennità giornaliere sarebbero
in ogni caso dovute. 

 

                                  L’assicuratore, in applicazione
dell’art. __________ CGA, ritiene invece che le 730 indennità giornaliere si
sono esaurite il 6 giugno 2021. 

                                  Esso rileva infatti che in
seguito alle numerose assenze dell’attrice tra il 1° febbraio 2020 ed il 25
febbraio 2021 (e meglio: 3 agosto 2020; dall’11 al 15 settembre 2020 e dal 13
al 18 ottobre 2020) ed alla circostanza che in quel periodo ella era abile al
lavoro ma con delle limitazioni (carico massimo di 10 kg e turni per al massimo
10 ore), l’intervento del 25 febbraio 2021 non può essere considerato un nuovo
caso che darebbe diritto al versamento di 730 indennità giornaliere, dedotto il
termine di carenza. 

                                  La convenuta rileva inoltre che
per l’art. __________ CGA la durata delle prestazioni è pari a un massimo di
730 giorni al netto del termine di attesa, anche se nell’arco di un caso di
malattia in corso si verifica un’ulteriore malattia. 

 

                                  Per l’assicuratore vi sarebbero
pure gli estremi per una frode ai sensi dell’art. 40 LCA, giacché l’interessata
avrebbe intenzionalmente chiesto alla __________ di __________ il rinvio del
secondo intervento alfine di far trascorrere i 12 mesi di cui all’art. __________
CGA e poter così beneficiare di ulteriori indennità, facendo valere presso la
clinica “arbeitsplatztechnischen Gründen”, che in realtà non sono mai
esistiti. Ella non avrebbe inoltre informato correttamente il proprio datore di
lavoro in merito alla prospettata operazione che avrebbe potuto aver luogo ben
prima del 25 febbraio 2021.

 

                          2.6.  Per quanto concerne le assenze, dalla
documentazione agli atti emerge che l’attrice si è recata da un medico il 3
agosto 2020 per un problema alla vista, non ha lavorato dall’11 al 15 settembre
2020 a causa di un infortunio dovuto ad una caduta ed è rimasta a casa alcuni
giorni in ottobre 2020, su richiesta del datore di lavoro, in seguito alla presentazione
di un certificato della __________ di __________ dove figurava che
l’interessata era inabile al lavoro al 100% dal 18 settembre 2020 al 31 ottobre
2020 (plico doc. F).

 

                                  Dall’istruttoria è emerso che
l’assenza del 3 agosto 2020 era dovuta ad “una visita oculistica in regime
di urgenza per comparsa di una sensazione di corpo estraneo in OS” (doc.
X3/W, certificato del 14 giugno 2022 della dr.ssa med. __________, specialista
in oftalmologia) e dunque non legata alla patologia in seguito alla quale è
stato effettuato l’intervento di decompressione del 2 maggio 2018.

 

                                  L’assenza dall’11 al 15 settembre
2020 è dovuta ad un trauma facciale su caduta in avanti sul mento il 1°
settembre 2020 (doc. X3/X [certificato del 7 giugno 2022 del dr. med. __________,
specialista FMH malattie orecchio naso gola] e doc. XX [risposte del dr. med. __________
alle domande del TCA del 28 luglio 2022]). 

                                  Gli atti della __________ (doc.
XV + 1-21) e le affermazioni del dr. med. __________, che ha visitato l’attrice
in tale occasione, non contengono elementi a sostegno della tesi
dell’assicuratore secondo il quale la caduta sarebbe dovuta alle vertigini
causate dalla patologia per la quale l’attrice era stata operata il 2 maggio
2018. Anche il teste, __________, ha affermato che “non sa dare particolari
informazioni, specie per l’infortunio […]” (doc. XXIX). 

                                   

                                  Infine, per quanto concerne il
certificato di inabilità lavorativa al 100% dal 18 settembre 2020 al 31 ottobre
2020 rilasciato dalla __________ e datato 18 giugno (recte: settembre) 2020
(doc. X3/Y; plico doc. F), che fa stato anche delle note limitazioni (l’attrice
non può sollevare più di 10 kg e non può lavorare più di 10 ore al giorno) ed
ha portato all’assenza “amministrativa” (cfr. doc. XXIX) dell’assicurata nel
mese di ottobre 2020, va rilevato che il 14 ottobre 2020 la medesima clinica lo
ha corretto per quando concerne il periodo dal 12 ottobre 2020, indicando che
l’interessata è capace al lavoro al 100%, ritenuto tuttavia che non può
sollevare pesi superiori ai 10 Kg e che non può lavorare più di 10 ore (doc. X3/Z,
plico doc. F). 

                                  Questa seconda attestazione
collima con quanto indicato dal medico curante già il 15 gennaio 2020 (plico doc.
F, abile al lavoro al 100% dal 1° febbraio 2020, può sollevare al massimo 10 kg
e giornata lavorativa di massimo 10 ore, pause comprese). 

                                  La certificazione datata 18
giugno (recte: settembre) 2020 appare invece frutto di un chiaro errore,
ritenuto che di principio, se viene attestata un’inabilità al lavoro al 100%,
non figurano anche le limitazioni, soprattutto quella secondo cui la persona
assicurata può lavorare al massimo 10 ore al giorno.                                

                                  La tesi dell’attrice per la quale
tale certificato non era altro che la conferma della sua abilità al 100%, con
le note limitazioni e che l’indicazione dello 0% era una svista da lei non
subito rilevata poiché poco cognita della lingua tedesca, non va a priori
scartata.

 

                                  La questione tuttavia non merita
ulteriore approfondimento, poiché per i motivi che seguono, secondo questo
Tribunale, l’art. __________ CGA, secondo il quale una rinnovata manifestazione
della malattia (ricaduta) è considerata come un nuovo caso di malattia allorché
sia trascorso un periodo di 12 mesi durante i quali l’assicurato non è stato
inabile per tale motivo, trova piena applicazione per un altro motivo sollevato
dall’assicuratore.

 

                                  In una sentenza 4A_254/2019 del 6
aprile 2020, il cui oggetto era l’applicazione dell’art. 9 LCA, nel tenore in
vigore fino al 31 dicembre 2021, il Tribunale federale ha infatti esaminato una
clausola relativa alle ricadute in parte simile a quella in esame (“elles ne
sont réputées nouvelles maladies que lorsque la personne assurée a retrouvé sa
pleine capacitè de travail pendant une durée ininterrompue de 365 jours au
minimum avant la survenance de la nouvelle incapacité de travail”).

 

                                  Al consid. 4.3, con riferimento
alla dottrina (Häberli/Husmann, Krankentaggeld, versicherungs- und
arbeitsrechtliche Aspekte, 2015, pag. 109 e seguenti), l’Alta Corte ha
affermato in sostanza che con questa clausola, frequente nelle condizioni
generali, l’assicuratore accetta di coprire come nuovo caso d’assicurazione una
nuova incapacità imputabile ad una malattia avente già dato luogo a
prestazioni, ma richiede una “fase di guarigione” che prende la forma di
una piena capacità di lavoro durante un anno senza interruzioni (“ […] La cour cantonale fait étrangement abstraction
de cette dernière phrase dans sa démarche interprétative. Elle s'avère pourtant
incontournable puisqu'elle exige sans ambiguïté que l'assuré ait retrouvé une
pleine capacité de travail pendant la période de 365 jours qui sert de
référence. Par cette clause - fréquente dans les conditions générales -, la
recourante a accepté de couvrir comme nouveau cas d'assurance une nouvelle
incapacité imputable à une maladie ayant déjà donné lieu à des prestations,
mais a requis une "phase de guérison" prenant ici la forme d'une
pleine capacité de travail pendant un an sans interruption (cf.
HÄBERLI/HUSMANN, Krankentaggeld, versicherungs- und arbeitsrechtliche Aspekte,
2015, p. 109 s.).”).

 

                                  A questo proposito la citata dottrina (HÄBERLI/HUSMANN, Krankentaggeld, versicherungs- und
arbeitsrechtliche Aspekte, 2015, a pag. 109, n. 355), rammentano che “auch
kann für die gleiche Art der Erkrankung ein mehrmaliger Leistungsbezug
zugelassen sein, sofern die Voraussetzungen eines “neuen Krankheitsfalles”
erfüllt sind und nicht ein “Rückfall” vorliegt. Die meisten AVB regeln diese
Abgrenzung dahingehend, dass sie für einen neuen Fall verlangen, dass zwischen
den Erkrankungsperioden eine zeitlich definierte “Gesundheitsphase” eingetreten
ist (i.d.R. 12 Monate ununterbrochenen Arbeitsfähigkeit oder fehlender
medizinischer Behandlung)”.

 

                                  Per il Tribunale federale, vista la formulazione utilizzata
nell’articolo delle CGA in esame, non è ipotizzabile che la condizione riguardi
unicamente il mancato pagamento delle indennità giornaliere durante il periodo
di riferimento, altrimenti ciò comprenderebbe anche il caso di una capacità di
lavoro ridotta senza che questo stato abbia portato al versamento delle
prestazioni, per una ragione o l’altra, segnatamente perché l’assicurato non ha
annunciato l’incapacità lavorativa (“[…] Vu la formulation utilisée, il n'est pas concevable que la
condition tienne au non-versement d'indemnités journalières pendant cette
période de référence, ce qui appréhenderait également le cas d'une capacité de
travail réduite sans que cet état ait déclenché les versements, pour une raison
ou une autre, notamment parce que l'assuré ne l'aurait pas annoncé. Une
semblable interprétation aboutirait d'ailleurs à un résultat contraire à l'art.
9 LCA lequel, en l'état actuel du droit, exige impérativement que le
risque assuré porte sur un événement futur (sous réserve d'exceptions non réalisées
ici; cf. ATF 136 III 334 consid. 3; 127
III 21 consid. 2b/aa; arrêt 8C_324/2007 du 12 février 2008 consid. 4.1). […]”). 

 

                                  Con
riferimento all’art. 9 LCA l’Alta Corte ha rilevato come l’incapacità al lavoro
a seguito di malattia, già verificatasi, non può essere assicurata,
indipendentemente dal fatto che l’assicurato riceva o meno l’indennità
giornaliere. Il rischio, che consiste nell’inabilità al lavoro e non nel
pagamento delle indennità giornaliere, semplice conseguenza del verificarsi del
rischio, si è in effetti già verificato (“Or, une incapacité de travail
(consécutive à une maladie) déjà avérée ne saurait être assurée, indépendamment
du point de savoir si l'assuré reçoit déjà ou non des indemnités journalières. Le risque, qui consiste en l'incapacité de
travail (ATF 142 III 671 consid. 3.6 et 3.9; arrêts 4A_626/2016 du 22 mars 2017
consid. 6; 4A_631/2016 du 21 avril 2017 consid. 2.1 et 2.3.1) - et non dans le
versement des indemnités journalières, simple conséquence de la réalisation du
risque - est en effet déjà survenu”).

 

                                         Analogamente, nel caso di specie, determinante non è la
questione di sapere se l’attrice ha ricevuto indennità giornaliere a causa di
malattia nei 12 mesi trascorsi tra la riacquisizione dalla capacità lavorativa al
100% il 1° febbraio 2020 e l’intervento del 25 febbraio 2021, ma stabilire se
l’interessata in questi 12 mesi ha trascorso una “fase di guarigione” completa,
ossia una piena capacità al lavoro.

 

                                  Ciò manifestamente, in
concreto, non è il caso. 

                                  Infatti, durante tutto il periodo
l’assicurata, pur essendo abile al lavoro al 100%, aveva due importanti
limitazioni, ossia poteva sollevare al massimo 10 kg e, soprattutto, la
giornata lavorativa poteva essere al massimo di 10 ore, pause comprese (plico
doc. F).

 

                                  Ora, sentito quale teste, __________,
collaboratore di __________, che ha il compito di sorvegliare e verificare il
corretto rispetto delle normative vigenti in materia di lavoro e di
supervisionare, ossia attribuire i turni di lavoro (doc. XXIX), a proposito
delle limitazioni dell’attrice, ha affermato che nell’ambito “dell’esecuzione
del lavoro vi sono compiti che implicano a livello fisico di sollevare dei pesi
di oltre 10 kg. e mi riferisco in particolare alla necessità di catenare, vi
sono altri compiti che implicano sforzo fisico ma il più significativo è
questo. D’altra parte vi sono i turni, ve ne sono alcuni che hanno una durata
maggiore alle 10 ore, nel periodo in cui la sig. AT 1 collaborava con __________
se non sbaglio erano 47 turni durante la settimana e una trentina durante i
festivi e i fine settimana, dei turni settimanali io avevo allestito con
riferimento alla signora, a scopo mio interno di facilitazione, una lista dei
turni che AT 1 poteva svolgere siccome di durata uguale o inferiore a 10 ore” (doc.
XXIX). 

 

                                  Il teste ha poi mostrato la lista
dei turni che l’attrice poteva svolgere e quelli che non erano adatti alla sua
limitazione (doc. XXIX/1) ed ha rilevato che il “documento costituisce uno
strumento di lavoro personale del teste, in rosso in alto nelle 4 caselle sono
indicate maggiore 10 ore e in nero minore 10 ore. Il documento è riferito alla
signora AT 1 come appare in alto a sinistra ed è stato allestito il 15.10.2020,
si tratta della data di redazione e non di ultima modifica, di un foglio Excel.

                                  In rosso sul documento sono
segnati i turni che implicavano un numero maggiore di 10 ora e si può notare
che il turno n. 3 e il turno n. 16 sia per la settimana ordinaria, sia per le
vacanze, sia per i sabati e i festivi erano turni reclusi mentre altri turni
erano diversi a dipendenza del periodo di svolgimento, il numero maggiore di
turni preclusi era dato durante il periodo di vacanze scolastiche rispettivamente
nei giorni festivi.

                                  Questi turni segnati in rosso
per la signora AT 1 venivano attribuiti ad altri colleghi.

                                  Il limite delle 10 ore lo
abbiamo sempre, io ed il mio collega supervisore attentamente ossequiato e
quando ci è capitato di segnare un turno inadatto alla limitazione è stata AT 1
stessa a farci notare la svista, questo prima dello svolgimento.

                                  Aggiungo che la signora AT 1
ha sempre svolto comunque i turni che gli sono stati affidato con diligenza e
professionalità” (doc. XXIX). 

 

                                  Le limitazioni dell’attrice,
segnatamente quella delle 10 ore massime di lavoro al giorno, hanno inciso
sull’attività dell’azienda, necessitando di organizzare i turni in modo da non
caricare oltremodo l’interessata, la quale non era a disposizione per qualsiasi
evenienza, come invece lo è generalmente una persona completamente abile al
lavoro senza alcuna limitazione. 

 

                                  Del resto, questo emerge anche
dal referto del 14 dicembre 2020, dove i medici della __________ di __________
hanno giustificato la necessità di un nuovo intervento, e meglio di una
revisione dell’operazione del 2 maggio 2018, a causa delle sofferenze patite
dall’interessata da quando aveva ricominciato a lavorare, nei punti oggetto del
precedente intervento di decompressione a causa di un’ernia C4-C5, C5-C6 e
C6-C7 con stenosi foraminale C7 a sinistra (doc. 15: “[…] Bei der Patientin
bestehen weiterhin starke Nackenbeschwerden mit Ausstrahlungen in den linken
Arm bei diagnostizierter Pseudoarthrose vor allem C4/C5 weniger ausgeprägt auch
C6/7. Das Segment C5/6 erscheint konsolidiert. Die
Patientin gibt einen sehr hohen Leidensdruck an. Aus diesem Grunde stellen wir
die Indikation zur Operation. Geplant ist eine Revision der Cages mit
Implantation eines Beckenspanes sowie Re-Dekompressione C6/C7 links […]”).

 

                                  Occorre
pertanto concludere che l’interessata non ha trascorso, durante 12 mesi, una
fase di guarigione, ossia una piena capacità al lavoro.

 

                                  Ella, in applicazione dell’art. __________
CGA, non ha pertanto diritto ad ulteriori indennità in seguito all’intervento
del 25 febbraio 2021, oltre a quelle già riconosciutele.

 

                          2.7.  L’attrice sostiene tuttavia, in
sede di petizione e di replica, che la patologia per la quale era inabile al
lavoro dal 25 febbraio 2021 e per la quale sarebbe tuttora completamente
incapace al lavoro, non sarebbe la stessa che aveva portato al versamento delle
prestazioni fino al 31 gennaio 2020. Ella infatti avrebbe ora dei dolori alle
anche, alla schiena in zona lombare, alla gamba destra, al braccio sinistro ed
al collo. 

 

                                  Preliminarmente va rilevato che
il 22 settembre 2022, al termine della deposizione del teste __________,
l’attrice ha rinunciato all’allestimento di una perizia atta ad accertare che
l’assenza dal lavoro dal 25 febbraio 2021 sia da ricondurre ad una malattia
diversa da quella che ha occasionato la prima lunga assenza (doc. XXIX, pag. 6).
In sede di conclusioni tale argomento non è più stato ripreso (cfr. doc. XXXII).

                                  A ragione. Infatti dalla
documentazione agli atti emerge chiaramente che l’intervento del 25 febbraio
2021 è la conseguenza di quello del 2 maggio 2018 (doc. 16: “[…] Zervikale
Revision über rechts antero-lateralen Zugang, ACDF C4-C7 mit Cage-Wechsel C4/5
und C6/7, Implantation Beckenspan von rechts und Dekompression C6/7 links mit
Uncoforamonitomie”) e che la successiva incapacità lavorativa è da
ricondurre alla medesima patologia (cfr. doc. 17, referto del 2 giugno 2021
della __________ di __________ con le medesime diagnosi e con l’indicazione che
“Bei der Patientin sehen wir einen regelrechten postoperativen Verlauf mit
jedoch noch Restbeschwerden, welche einen Wiedereinstieg in die
körperlich anspruchvolle Arbeit der Patientin derzeit noch nicht möglich machen.
Die Patientin ist angehalten mit der Physiotherapie fortzufahren, wir sehen die
Beschwerden vor allem im Rahmen einer postoperativen muskulären Dysbalance”,
sottolineature del redattore). 

 

                                  Del resto, già in occasione
dell’incontro del 25 settembre 2019 con un consulente AI l’interessata aveva
affermato che ai noti disturbi si erano aggiunti perdite di equilibrio e
vertigini (pag. 69/572) e dolori alle braccia (cfr. pag. 70 incarto AI). Lei
stessa in occasione di un colloquio avvenuto il 28 aprile 2021 con il datore di
lavoro ha poi affermato che a “seguito dell’operazione ho un problema
all’anca dx, il quale si è accentuato a causa di una frattura avvenuta a casa.
I dolori persistono e sento che c’è qualcosa che non è ancora a posto”
(pag. 97 incarto AI, sottolineatura del redattore) e già in quell’occasione,
come poi indicato nel referto del 28 marzo 2022 della __________, l’interessata
aveva affermato di svolgere sedute di fisioterapia due volte a settimana (pag.
97 incarto AI, cfr. doc. S: “Physiotherapie zweimal pro Woche”). Ella ha
poi rilevato che “il mio collo per il momento non riesco “a girarlo” come
prima, ci potranno essere dei miglioramenti ma non sarà più come prima”
(pag. 98 incarto AI).

 

                                  Inoltre, il 1° marzo 2021, ossia
pochi giorni dopo il secondo intervento, l’attrice è stata sottoposta ad una
radiografia presso la Clinica __________, a causa di un dolore intenso a
livello dell’anca destra con riduzione della mobilità su algia. Nel referto si
precisa che a __________ “la paziente eseguiva intervento non meglio
specificato, con prelievo di tessuto osseo/cartilagineo a livello dell’anca
destra, con artrodesi cervicale” e che “l’esame RX del bacino e
dell’anca destra ha documentato irregolarità del profilo osseo della cresta
iliaca omolaterale in esiti di pregresso intervento. In tale sede
coesiste sottile linea radiotrasparente da riferire anch’essa alla stessa
causa anche se non è possibile escludere con sicurezza la possibilità di
una lesione ossea post-traumatica” e “non lesioni ossee post traumatiche
femorali. Irregolarità del profilo osseo della cresta iliaca di destra in
recente intervento chirurgico” (pag. 103 incarto AI, sottolineature del
redattore). Infatti come emerge dal rapporto dell’operazione del 25 febbraio
2021, datato 10 marzo 2021, l’interessata si è pure operata all’arco pelvico
(cfr. pag. 124 incarto AI; “Implantation Beckenspan von rechts“, cfr.
anche pag. 127 incarto AI).

 

                                  Dal referto del 13 aprile 2021
della __________ si legge poi che l’assicurata “berichtet, dass zwei Tage
nach Austritt aus der Stationären Behandlung akute Beckenschmerzen auf der
rechten Seite aufgetreten seien. Daraufhin Vorstellung in der Notffalambulanz
welche gem Röntgenaufnahme eine nicht dislozierte Fraktur der Beckenschaufel
Spina iliaca anterior superior rechts in der Nähe des Spanentenahme
diagnostizierten. Darüber hinaus rechtsseitige Coxarthrose” e “In Bezug
auf die rechte Hüfte handelt es sich um eine nicht dislozierte Fraktur der
Spina iliaca ant. Sup.” (pag. 101-102 incarto AI).

 

                                  Ma vi è di più.

 

                                  L’11 agosto 2021 i medici della __________
hanno fatto risalire i dolori dell’attrice al braccio sinistro ed alla zona
lombare all’operazione del 25 febbraio 2021 (pag. 132 incarto AI:” Sie
berichtet über signifikante Restbeschwerden im Sinne von bewegungs- und
belastungsabjängigen starken zervikalen Schmerzen im mittleren HWS-Bereich
aber auch paravertebral vor allem bei Rotation. Darüber hinaus zeitweise
Ausstrahlung in den linken Arm mit Kribbelparästhäsien selten auch rechts.
Zusätzlich vermehrt auch lumbale Rückenschmerzen, leichte Restbeschwerden im
Bereich der rechten Spina iliaca” e “es zeigt sich eine protrahierter
Verlauf nach Revision einer zervikalen Pseudoarthrose bei St. n. 3 Etagen
Fusion. Nach initialer Beschwerdebesserung bestehen deutlich Restbeschwerden.”;
sottolineature del redattore).

 

                                  La medesima attrice in sede AI ha
affermato del resto esplicitamente che l’incapacità lavorativa al 100% deriva
dall’intervento di revisione del 25 febbraio 2021 (lettera del 24 agosto 2021,
pag. 145 incarto AI: “In particolare in data 25 febbraio 2021 la mia
mandante ha dovuto nuovamente sottoporsi ad un importante intervento presso la
Clinica __________ di __________ (cfr. documentazione medica allegata), a
seguito del quale la stessa è stata e tutt’ora è incapace al lavoro nella
misura del 100% (cfr. certificati medici allegati)” (sottolineatura del
redattore).

 

                                  Nel referto del 17 gennaio 2022
della Clinica __________ di __________ i medici affermano esplicitamente che
l’intervento di revisione del 25 febbraio 2021 non ha portato ai miglioramenti
sperati e che l’interessata continua ad avere dolori alla schiena, alle spalle
ed alle braccia oltre ad una lombosciatalgia: “[…] leider kam es im
Anschluss an die zervikale Revisionssponylodese C4-C7 zu keiner relevanten
Besserung des Schmerzsyndromes. Nach wie vor leidet die Patientin an
einem chronischen Schmerzsyndromes, das einerseits Nacken-Schulter-Arme
beidseits rechtsbetont, aber auch eine Lumboschialgie rechts ausmacht” (pag.
282 incarto AI; sottolineatura del redattore). 

                                  

                                  Non va poi dimenticato che il 13
giugno 2022 i medici della __________ hanno rilevato che l’attrice “berichtet,
dass sie schon seit Jahren Schmerzen im Bereich der rechten Hüfte verspüre”,
che “nach Angaben der Patientin berichtet Sie, dass ihre Hüftgelenkschmerzen
seit dem 01.03.2021 vorhanden sind. Die Patientin wurde
am 25.02.2021 an der HWS operiert (von Dr. __________) und seitdem seien die
Schmerzen in der Hüfte aufgetreten” (doc. X3/GG,
sottolineatura del redattore).

 

                                  Non vi è pertanto dubbio alcuno
che tutti i dolori e le patologie di cui si lamenta l’assicurata e che hanno
portato all’incapacità lavorativa totale dal 25 febbraio 2021 sono la
conseguenza dell’intervento di revisione, a sua volta effettuato in seguito
all’operazione del 2 maggio 2018 (cfr. anche risposta 1.1 del 25 gennaio 2022
alle domande dell’UAI, pag. 289 e 284 per la domanda] incarto AI: “[…]
Krankheit. Status nach zervikaler Revisionsspondylodese über rechts
anterolateralen Zugang ACDF C4-C7 mit Cage-Wechsel C4/C5 und C6/7, Implantation
beckenspan von rechts. Dekompression C6/7 links mit Unkoforaminotomie am
25.02.2021 (fecit PD Dr. __________) bei symptomatischer Pseudoarthrose im
Segment C4/5 und C6/7 und sensorischem Ausfallsyndrom C7 links bei Status nach
ACDF C4/5, C5/6 und C6/7 im Mai 2018 (Ospedale __________)”). 

 

                                  Non può poi essere sottaciuto che
gli stessi medici della __________ non sono riusciti ad oggettivare i motivi
dell’incapacità lavorativa (risposta 1.6 del 25 gennaio 2022 della __________
all’UAI: “die Arbeitsunfähigkeit kann objektiv nicht begründet werden.
Aktuell persistieren Restbeschwerden, der Verlauf ist insgesamt deutlich
prorahiert”; pag. 289 incarto AI). 

 

                                  Ne segue che le due
certificazioni prodotte dall’attrice che sembrano andare in senso opposto
(scritto del 1° settembre 2021 dei medici della __________: “bei den
aktuellen Beschwerden nicht um ein Rezidiv der initiale Pathologie handelt”
(doc. Q) e referto del 28 marzo 2022: “Die neuen Symptome sind von den
Pathologien und dem Eingriff an der Halswirbelsäule im 02/21 zu differenzieren
und unabhängig davon”; doc. S), dove non vengono tuttavia indicati i motivi
per una diversa valutazione dell’origine dell’incapacità lavorativa, né una
diagnosi esatta, non sono atti a sovvertire le chiare risultanze documentali,
redatte in tempi non sospetti.

 

                                  Va del resto infine rilevato che
anche se, per pura ipotesi di lavoro, si ritenesse che l’incapacità lavorativa
del 100% dal 25 febbraio 2021 deriverebbe anche da patologie non in
relazione con la malattia per la quale era stata operata il 2 maggio 2018
all’origine della prima incapacità lavorativa, l’attrice non avrebbe comunque
diritto a indennità maggiori rispetto a quelle percepite fino al 6 giugno 2021.

 

                                  Infatti per l’art. __________ CGA
la durata delle prestazioni è pari a un massimo di 730 giorni al netto del
termine di attesa, “anche se nell’arco di un caso di malattia si verifica
un’ulteriore malattia”. 

 

                                  In queste condizioni all’assicurata
non è più dovuta alcuna indennità.

 

                                  Ne segue che non occorre
esaminare l’argomento dell’assicuratore secondo il quale l’attrice avrebbe anche
commesso una frode ai sensi dell’art. 40 LCA poiché avrebbe intenzionalmente
rinviato la data dell’intervento fin dopo lo scadere dei 12 mesi privi, secondo
la tesi attorea, di un’incapacità lavorativa (cfr. comunque consid. 2.6) e non
avrebbe informato correttamente la convenuta (cfr. a questo proposito doc. 13; doc.
X3/EE: “Die Operationsindikation für eine Revision ist gegeben. Die
Patientin wünscht die Operation im Januar nächsten Jahres aus
arbeitsplatztechnischen Gründen duchrzuführen”; e teste __________, verbale
pag. 4: “[…] Prima di discutere di questo documento il giudice chiede
se, in vista del secondo intervento chirurgico che doveva essere svolto __________
rispettivamente il teste che era supervisore e superiore diretto di parte
attrice abbia in qualche modo posto delle riserve temporali o indicato alla
signora di non eseguire quell’intervento in determinati mesi. Il teste
nega categoricamente questa circostanza”). 

 

                                  La petizione va di conseguenza
respinta.

 

                          2.8.  Le
parti hanno postulato l’assunzione di numerose prove.

 

                                  In
sede di petizione l’attrice ha chiesto il proprio interrogatorio formale,
rispettivamente la propria deposizione (doc. I, pag. 16), cui ha rinunciato,
unitamente all’audizione del dr. med. __________, in sede di udienza (doc.
Xbis, pag. 3: “parte attrice rinuncia all’audizione della sig.ra AT 1 e del
dott. __________”).

 

                                  Con
la risposta la convenuta ha chiesto l’allestimento di una perizia medica,
nonché di sentire i testi __________, __________, __________ e dr. med. __________
(doc. V).

 

                                  In
sede di udienza l’attrice ha domandato di allestire una perizia di natura
medica atta a stabilire la causa della sua assenza nel corso del mese di
settembre 2020, l’accertamento dell’incapacità lavorativa dal 6 giugno 2021 ed
eventualmente il tema dell’insorgenza di un ulteriore caso di malattia. Ella ha
inoltre postulato l’audizione del dr. med. __________ e del dr. med. __________.

 

                                  Nell’allegata lista dei mezzi di
prova (doc. Xbis/2), oltre a quanto sopra indicato, ha chiesto l’audizione
della dr.ssa med. __________, del dr. med. __________ e della dr.ssa med. __________,
oltre all’allestimento di una perizia medico specialistica per stabilire
l’assenza di nesso causale tra i disturbi medici nel periodo di assenza dall’11
al 15 settembre 2020 e la problematica alle cervicali, l’accertamento
dell’inabilità lavorativa dal 6 giugno 2021 ad oggi e l’insorgenza di un nuovo
caso di malattia dal 25 febbraio 2021. 

 

                                  Da parte sua la convenuta, con la
duplica, ha chiesto che vengano sentiti __________ e __________, ed ha
domandato che sia allestita una perizia medica relativa ai motivi delle assenze
di agosto, settembre e ottobre 2020 per rapporto ai problemi alla cervicale.
Infine ha chiesto l’edizione dell’incarto __________ dall’ufficio competente di
CV 1. Esso ha poi domandato di richiamare la documentazione del dr. med. __________,
cui ha rinunciato al termine dell’audizione del teste __________ del 22
settembre 2022 (doc. XXIX).

 

                                  La convenuta ha invece mantenuto
la richiesta di allestimento di una perizia tesa ad accertare le cause che
hanno provocato la caduta del settembre 2020 in seguito alla quale l’attrice si
è assentata dal lavoro per 5 giorni e se quella caduta sia riconducibile alla
patologia già oggetto dell’intervento chirurgico, mentre l’attrice ha domandato
che sia effettuata una perizia tale da accertare il perdurare dell’inabilità
lavorativa ancora oggi. 

 

                                  L’assicuratore ha poi rinunciato
all’audizione di __________, mentre l’attrice ha rinunciato a chiedere una
perizia atta ad accertare che l’assenza dal lavoro a partire dal 24/25 febbraio
2021 sia da ricondurre ad una malattia diversa da quella che ha occasionato la
prima lunga assenza. 

                                  Va preliminarmente evidenziato
che le parti non hanno contestato la chiusura dell’istruttoria (doc. XXX; cfr.
anche le conclusioni, doc. XXXI e XXXII) e la rinuncia da parte di questo Tribunale
ad assumere ulteriori prove oltre a quelle già acquisite (segnatamente:
richiamo incarto AI, richiamo incarto __________, interpello del dr. med. __________,
audizione del teste __________). 

 

                                  In secondo luogo questo Tribunale
rileva che l’assunzione delle prove postulate dalla parte convenuta risulta
superflua alla luce dell’esito della vertenza da cui l’assicuratore esce
vincitore. 

 

                                  Risulta superflua anche la
perizia richiesta dall’attrice, volta ad accertare il perdurare dell’inabilità
lavorativa ancora oggi. Non avendo diritto ad alcuna prestazione, non è rilevante
stabilire se l’assicurata è ancora incapace al lavoro o meno. Né le sarebbe
d’utilità una perizia atta a stabilire la causa della sua assenza nel corso del
mese di settembre 2020, essendo la questione già stata accertata tramite
l’interpello del dr. med. __________.

 

                                  Per quanto concerne le altre
prove chieste dall’attrice, va evidenziato che l’audizione della dr.ssa med. __________
non porterebbe alcun beneficio all’assicurata ritenuto che il certificato
medico prodotto con la replica è già sufficiente per stabilire il motivo della
visita oftalmologica del 3 agosto 2020 (cfr. consid. 2.6, doc. X3/W,
certificato del 14 giugno 2022). Il dr. med. __________ è già stato
interpellato per iscritto ed ha confermato la tesi attorea (consid. 2.6, doc.
XX).

 

                                  Per quanto concerne infine la
richiesta, generica, delle audizioni dei dr. med. __________, __________ e __________
della clinica __________ di __________, questo Tribunale, alla luce delle
chiare evidenze documentali, descritte nei considerandi precedenti (cfr. in
particolare consid. 2.7), cristalline, motivate e non contestate nel loro
contenuto, non ravvede alcuna necessità di sentirli quali testimoni.

 

                                  Ne segue che la causa può essere
decisa senza la necessità di assumere ulteriori prove.

 

                                  Va
qui rammentato che conformemente alla costante giurisprudenza, il giudice può
rinunciare ad assumere una prova se egli ha formato il proprio convincimento
sulla base di altri elementi di fatto all’incarto e se egli possa ritenere
senza arbitrio che la nuova prova non muterebbe il suo personale convincimento
(apprezzamento anticipato delle prove; DTF 142 III 360, consid. 4.1.1; cfr. anche
sentenza 4A_172/2022 del 31 agosto 2022, consid. 2.4; sentenza 4A_491/2020
dell’11 aprile 2022, consid. 7.2; sentenza 4A_587/2015 del 15 febbraio 2017,
consid. 3.1; sentenza 5A_34/2013 del 9 settembre 2013, consid. 2.3 con
riferimento alla sentenza 4A_228/2012 del 28 agosto 2012, consid. 2.3 non
pubblicato in DTF 138 III 625; cfr. anche sentenza 4A_675/2016 del 15 dicembre
2016, consid. 2; sentenza 4A_391/2016 dell’8 novembre 2016, consid. 3.1-3.3;
sentenza 5A_404/2014 del 29 luglio 2015, consid. 2.3.2; sentenza 4A_175/2015
del 4 maggio 2015).

 

                          2.9.   Non vanno prelevate spese processuali
(art. 114 lett. e CPC).

 

                                  All’assicuratore,
rappresentato da un avvocato esterno, vanno assegnate le ripetibili (cfr. art.
95 cpv. 1 lett. b CPC; cfr. anche Viktor
Rüegg/Michael Rüegg, Basler Kommentar, 2017, 3a edizione, n. 18 ad art.
95 CPC, pag. 645 e n. 1 ad art. 114 CPC, pag. 701; cfr. sentenza 4A_194/2010
del 17 novembre 2010, consid. 2.2.1 non pubblicato in DTF 137 III 47 e sentenza
4A_535/2015 del 1° giugno 2016, consid. 6.4; cfr. anche sentenza 36.2020.56 del
25 gennaio 2021; sentenza 36.2020.24 del 17 agosto 2020; sentenza 36.2019.89
del 13 novembre 2019; sentenza 36.2017.109 del 5 marzo 2018; sentenza
36.2017.68 del 23 aprile 2018), calcolate conformemente a quanto previsto
dall’art. 11 del Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e
di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili del 19 dicembre
2007 (RL 178.310) ed al valore litigioso che l’attrice in sede di conclusioni
ha cifrato in fr. 43'386.60 (doc. XXXII, pag. 17).

 

                        2.10.  Per
quanto concerne l’ammissibilità di un ricorso al TF in funzione del valore
litigioso della causa, con sentenza 4A_83/2013 del 20 giugno 2013, l’Alta Corte
ha affermato che:

 

"
(…) Esso è ammissibile a
prescindere dal valore litigioso (di soli fr. 1'120.--) poiché, come afferma
correttamente la ricorrente, nel Cantone Ticino le controversie tra assicurati
e assicuratori concernenti le assicurazioni complementari all’assicurazione
contro le malattie sono di competenza del Tribunale cantonale delle
assicurazioni in prima e unica istanza (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF; art. 7 CPC;
art. 75 della legge ticinese di applicazione della LAMal del 26 giugno 1997
[RL/TI 6.4.6.1]; DTF 138 III 799 consid. 1.1).”

 

Secondo l'art. 49 cpv. 2 LSA, i
tribunali svizzeri devono trasmettere gratuitamente all'autorità di
sorveglianza una copia di tutte le sentenze concernenti disposizioni del
diritto in materia di contratto d'assicurazione per la pubblicazione periodica
(art. 49 cpv. 1 LSA). S'impone perciò di notificare all'autorità di
sorveglianza, una volta cresciuta in giudicato, anche la presente sentenza in
forma elettronica e senza il nominativo dell’attrice.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

1.      La
petizione è respinta.

 

2.     Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
AT 1 verserà ad CV 1 fr. 4'340 a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

 

3.     Comunicazione
alle parti e, a crescita in giudicato, alla FINMA, Berna.

Contro il presente giudizio è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione. L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti