# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ab706d6f-c19f-53f5-97ec-3bcb6cee133c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2018-05-28
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 28.05.2018 A-660/2018
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-660-2018_2018-05-28.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-660/2018 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 8  m a g g i o  2 0 1 8  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot 

(presidente del collegio),  

Jérôme Candrian, Kathrin Dietrich,  

cancelliere Manuel Borla. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, 

…,   

patrocinato dall'avv. …, 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Tribunale penale federale, 

Viale Stefano Franscini 7, 6501 Bellinzona,   

patrocinata dall'avv. Maria Galliani,  

Studio legale e notarile Marcellini - Galliani, 

Via Lucchini 2, casella postale 6148, 6901 Lugano,  

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Disdetta immediata del rapporto di lavoro per motivi gravi. 

 

 

 

A-660/2018 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A._______, classe …, ha iniziato a lavorare per il Tribunale penale federale 

(in seguito anche TPF), quale “usciere / collaboratore logistica e sicurezza”, 

a far tempo dal 1° aprile 2014, a tempo determinato e con un grado di 

occupazione del 100%. L’interessato, dopo un’ulteriore proroga del 

contratto a tempo determinato, è stato assunto con le medesime funzioni 

a tempo indeterminato dal 1° aprile 2016. 

B.  

B.a. Il 15 novembre 2017, B._______, Responsabile della sicurezza del 

TPF, ha segnalato alla polizia cantonale il furto, senza scasso, ai danni di 

una collaboratrice delle pulizie, presso il locale delle stesse al piano 

inferiore del Tribunale. In buona sostanza, ignoti hanno sottratto dal 

portafoglio della vittima, custodito nel proprio armadio, la somma di 600 

CHF e di 200 Euro. Una denuncia da parte della collaboratrice è stata 

presentata il 17 novembre 2017. 

B.b Conseguentemente B._______, in accordo con la polizia cantonale, ha 

deciso di posizionare una fotocamera “trappola” in un armadio riserva, non 

assegnato alle ausiliarie di pulizia, situato sempre al piano inferiore del 

TPF. L’apparecchio aveva l’unico scopo di effettuare degli scatti fotografici 

in automatico qualora l’armadio fosse stato aperto. 

C.  

Il 7 dicembre 2017, contestualmente alla sistemazione del costume di 

scena di “Babbo Natale” nell’armadio riserva, A._______ ha danneggiato 

la fotocamera citata, decidendo quindi per l’eliminazione della stessa nei 

sacchi della spazzatura ubicati fuori dal locale. 

D.  

Il 12 dicembre 2017, il Responsabile della sicurezza, nel quadro di un 

controllo, ha costatato che la fotocamera non era più presente dove era 

stata posta. Egli ha quindi interrogato gli addetti alla sicurezza ed in 

particolare A._______ – poiché quest’ultimo aveva depositato del materiale 

(abito di San Nicolao) nell’armadio citato qualche giorno prima – se avesse 

“preso o notato una scatola di color marrone, all’interno del sacchetto” (cfr. 

verbale d’interrogatorio di B._______ del 18 dicembre 2017, pag. 2). Egli 

ha inoltre spiegato a A._______ il motivo della presenza della fotocamera; 

quest’ultimo ha quindi cercato e mostrato per il tramite del suo PC foto 

simili chiedendo se esso fosse l’apparecchio che il proprio superiore stava 

cercando (cfr. verbale d’interrogatorio di B._______ del 18 dicembre 2017, 

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pag. 2). Ai puntuali quesiti posti in ordine alla fotocamera, A._______ ha 

risposto negativamente evidenziando di non avere né visto né preso 

l’oggetto in discussione (cfr. Presa di posizione di A._______ del 19 

dicembre 2017, pag. 2). 

E.  

Contrariamente a quanto riferito in precedenza, il 15 dicembre 2017, 

A._______ ha comunicato al Responsabile della sicurezza di avere 

cagionato un danno alla fotocamera, contestualmente al deposito del 

materiale da San Nicolao, e conseguentemente, credendo fosse un 

oggetto senza valore, di averlo gettato nell’immondizia. 

Conseguentemente, il giorno stesso, l’interessato è stato sospeso 

immediatamente dal servizio con comunicazione orale del Segretario 

generale del TPF (in seguito Segretario generale). 

F.  

Con scritto del 18 dicembre 2017 il TPF ha pronunciato la “sospensione 

formale in vista della disdetta immediata del rapporto di lavoro per motivi 

gravi”, conseguentemente alla rottura del rapporto di fiducia nei confronti 

del collaboratore, assegnando all’interessato un termine per esercitare il 

proprio diritto di essere sentito. In buona sostanza, il TPF ha segnatamente 

evidenziato che alla base della decisione vi fosse l’aver mentito 

ripetutamente al diretto superiore, B._______, come pure al Segretario 

generale, negando di avere visto e preso la fotocamera. 

G.  

Con presa di posizione del 19 dicembre 2017, in ossequio del proprio diritto 

di essere sentito, l’interessato ha riferito di non avere informato 

immediatamente il diretto superiore in ordine alla sorte della fotocamera 

poiché preso dal timore di essere collegato al reato del presunto furto ai 

danni della collaboratrice delle pulizie. Inoltre egli ha pure rilevato di non 

avere notato alcun adesivo della Polizia scientifica del Cantone Ticino sulla 

fotocamera come pure di mai avere avuto l’intenzione di danneggiare o 

appropriarsi dell’oggetto in discussione. 

H.  

Con seduta del 19 dicembre 2017 la Commissione amministrativa (in 

seguito CA) del TPF ha ritenuto che “il rapporto di fiducia con il 

collaboratore è seriamente minato, avendo egli ripetutamente sottaciuto la 

verità ai suoi superiori”. La CA ha inoltre rilevato che per la carica che il 

collaboratore riveste in seno al Tribunale, addetto alla sicurezza, “la 

collaborazione con il medesimo parrebbe non più possibile”, rinviando 

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comunque una decisone definitiva dopo la valutazione della presa di 

posizione del lavoratore in ordine al prospettato licenziamento immediato. 

I.  

Con decisione del 21 dicembre 2017 il TPF ha disdetto in maniera 

immediata il contratto di lavoro con l’interessato, a causa di motivi gravi, a 

far tempo dal giorno stesso. L’autorità inferiore, evidenziando le gravi 

circostanze che sono emerse, ha ritenuto irrimediabilmente leso il rapporto 

di fiducia tra le parti. 

J.  

Con ricorso del 31 gennaio 2018 A._______ (in seguito anche il ricorrente 

o l’insorgente) ha impugnato la decisione del TPF dinnanzi al Tribunale 

amministrativo federale (in seguito anche il TAF o il Tribunale), chiedendo 

in via principale l’accoglimento del ricorso con il conseguente reintegro 

nella propria o in altra funzione e in via subordinata la costatazione 

dell’assenza di gravi motivi di licenziamento e il contestuale riconoscimento 

di un’indennità di 12 mesi di stipendio più interessi al 5%, oltre al 

pagamento degli oneri sociali. Protestate tasse spese e ripetibili. A 

sostegno delle proprie pretese il ricorrente ha censurato la violazione del 

diritto di essere sentito, la violazione del diritto federale in particolare alla 

luce dell’assenza dei presupposti a fondamento del licenziamento 

immediato, la violazione del principio di proporzionalità, come pure la 

violazione del principio del divieto di arbitrio nella constatazione dei fatti. 

K.  

Con risposta del 2 marzo 2018, l’autorità inferiore ha chiesto di respingere 

il ricorso evidenziando come il comportamento del lavoratore, che “non ha 

segnalato l’episodio al superiore” rispettivamente che lo ha “ripetutamente 

negato a seguito di specifiche e puntuali interpellazioni è gravissimo”, ed è 

alla base della decisione adottata. 

L.  

Con osservazioni finali del 12 aprile 2018, il ricorrente si è riconfermato 

nelle proprie conclusioni di causa. In aggiunta a queste ultime egli ha 

rilevato altresì che l’assenza di notifica, e quindi di consultazione del 

rapporto del Responsabile della sicurezza e del Segretario generale, 

entrambi datati 18 dicembre 2017, su cui si fonderebbe la decisione di 

sospensione e poi la decisione impugnata, configuri un’ulteriore violazione 

del proprio diritto di essere sentito. 

 

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Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni 

ai sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla 

procedura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità 

menzionate all'art. 33 della Legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribu-

nale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni di 

cui all'art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). La procedura dinanzi ad esso è retta 

dalla PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). 

1.2 Nella presente fattispecie, l'atto impugnato costituisce una decisione ai 

sensi dell'art. 5 PA, emessa dal TPF in materia di rapporto di lavoro, che 

conformemente all’art. 36 cpv. 1 LPers, nonché all’art. 33 lett. c LTAF, è 

impugnabile con ricorso davanti al Tribunale amministrativo federale. 

1.3 Pacifica è la legittimazione ricorsuale del ricorrente, essendo lo stesso 

destinatario della decisione appellata e avendo un interesse a che la stessa 

venga qui annullata (art. 48 PA). Il ricorso è poi stato interposto 

tempestivamente (art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di 

forma e di contenuto previste dalla legge (art. 52 PA). 

1.4 Il ricorso è ricevibile in ordine e deve essere esaminato nel merito. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del 

potere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l'accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. b PA) nonché 

l'inadeguatezza (art. 49 lett. c PA; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, 

Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, Basilea 2013, pag. 88 

n. 2.149 segg; HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 

7a ed. 2016, pag. 247 n. 1146 segg.). 

2.2 Lo scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62 

cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, 

né dalle argomentazioni delle parti (DTAF 2007/41 consid. 2 [pag. 529 e 

seg.]; MOOR/POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3a ed. 2011, pag. 300 n. 

2.2.6.5). I principi della massima inquisitoria e dell'applicazione d'ufficio del 

diritto sono tuttavia limitati: l'autorità competente procede difatti 

spontaneamente a constatazioni complementari o esamina altri punti di 

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diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso 

(DTF 135 I 190 consid. 2.1; DTAF 2014/24 consid. 2.2 [pag. 348 e seg].). 

2.3 Nell'ambito dell'ampio potere d'apprezzamento di cui dispone lo 

scrivente Tribunale, si deve comunque considerare ch'egli lo eserciterà con 

prudenza qualora si debba giudicare di questioni per le quali l'autorità di 

prima istanza, a sua volta, dispone pure di siffatto ampio potere 

d'apprezzamento. Tale è il caso, come nella fattispecie che ci riguarda, per 

quanto concerne il rapporto di fiducia tra datore di lavoro e lavoratore. In 

caso di dubbio, esso non si scosta dalla posizione assunta dall'autorità 

inferiore rispettivamente non sostituisce il proprio apprezzamento a quello 

di quest'ultima ([tra le tante] sentenze del TAF A-1055/2017 del 28 giugno 

2017 consid. 2.3 con rinvii e A-2878/2013 del 21 novembre 2013 consid. 

2.1 con rinvii). 

3.  

3.1 Il ricorrente ha lamentato anzitutto la violazione del diritto di essere 

sentito, poiché il datore di lavoro non si sarebbe confrontato con le proprie 

considerazioni (cfr. ricorso pag. 6) e non avrebbe neppure avuto accesso 

ai rapporti del Responsabile della sicurezza all’indirizzo del Segretario 

generale e di quest’ultimo all’indirizzo della Commissione amministrativa 

del TPF, entrambi del 18 dicembre 2017 (cfr. osservazioni finali, pag. 3), 

documenti su cui si fonderebbe la decisione impugnata. 

3.2 Sennonché tale censura, parzialmente illustrata con atto ricorsuale e 

sviluppata in sede di osservazioni finali, circostanza che ne ha impedito 

l’istruttoria e la presa di posizione di controparte, non merita tutela da parte 

di questo Tribunale. E ciò sebbene sembrerebbe corrispondere al vero che 

il ricorrente è venuto a conoscenza di suddetta documentazione nel quadro 

di questa procedura ricorsuale. 

3.2.1 In merito al diritto di accesso agli atti dell'incarto (cfr. DTF 132 II 485 

consid. 3.2) – ovvero il diritto di accesso agli elementi probatori pertinenti 

figuranti nel dossier – è sufficiente che le parti siano a conoscenza delle 

prove prodotte e che le stesse siano a disposizione di coloro che le 

richiedono (cfr. DTF 128 V 272 consid. 5b/bb in fine e DTF 112 Ia 202 

consid. 2a; sentenze del Tribunale amministrativo federale A-1876/2013 

del 6 gennaio 2014 consid. 3.4, A-4835/2010 del 13 gennaio 2011 

consid. 4.2.2 con rinvii e A-4935/2010 dell'11 ottobre 2010 consid. 4.2). 

Detta garanzia non comprende il diritto di consultare tutto il dossier, bensì 

unicamente gli atti che possono avere un'incidenza sull'esito della 

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procedura. Giusta l'art. 26 PA – che riprende per l'essenziale i principi 

giurisprudenziali (cfr. MOOR/POLTIER, op. cit., no. 2.2.7.6, pag. 327) – la 

parte o il suo rappresentante ha il diritto di esaminare alla sede dell'autorità 

statuente o d'una autorità cantonale, designata da questa, le memorie delle 

parti o le osservazioni delle autorità (lett. a), tutti gli atti adoperati come 

mezzi di prova (lett. b), le copie delle decisioni notificate (lett. c). Secondo 

tale norma, il diritto di consultare gli atti si estende a tutti gli atti rilevanti per 

l'esito della procedura, ovvero tutti gli atti che l'autorità prende in 

considerazione per fondare la propria decisione (cfr. DTF 132 II 485 

consid. 3.2, DTF 121 I 225 consid. 2a e DTF 119 Ia 139 consid. 2b; 

sentenza del Tribunale amministrativo federale A-4835/2010 del 

13 gennaio 2011 consid. 4.2.2 con rinvii). Il diritto di accesso agli atti, 

comprende non solo la facoltà di consultare gli atti alla sede dell'autorità, 

ma anche quella di prendere degli appunti e, in quanto non comporti un 

sovraccarico di lavoro per l'autorità, d'ottenere delle fotocopie oppure di 

allestire personalmente le proprie copie, in quanto sia dato l'acceso agli atti 

medesimi (AUBERT/MAHON, Petit commentaire de la Constitution fédérale 

de la Confédération suisse du 18 avril 1999, Zurigo 2003, n. 6 ad 

art. 29 Cost., pag. 268 con rinvii). Tale diritto non è tuttavia assoluto (cfr. tra 

le tante sentenze del Tribunale amministrativo federale A-1876/2013 del 6 

gennaio 2014 consid. 3.4, A-3925/2009 del 27 febbraio 2012 

consid. 4.3.1). 

3.3 A titolo eccezionale, la violazione del diritto di essere sentito – nel 

corollario dell’obbligo di motivazione e del diritto d'accesso agli atti – può 

essere sanata nella procedura di ricorso, se i motivi determinanti sono stati 

addotti in risposta dall'autorità, se il ricorrente ha potuto commentarli in un 

successivo memoriale e, soprattutto, se il potere d'esame della 

giurisdizione competente non è più ristretto di quello dell'istanza inferiore 

(cfr. sentenza del Tribunale federale 1C_104/2010 del 29 aprile 2010 

consid. 2.1; DTF 133 I 201 consid. 2.2; [tra le molte] sentenza del Tribunale 

amministrativo federale A-3925/2009 del 27 febbraio 2012 consid. 4.2.1; 

PIERMARCO ZEN-RUFFINEN, Droit administratif, Partie générale et éléments 

de procédure, 2. ed., Basilea/Neuchâtel 2013, n. 358; KNAPP, op. cit., 

pag. 150 seg.). 

3.4 In concreto, occorre rilevare che l’insorgente ha potuto prendere 

posizione sui fatti contestati con scritto del 19 dicembre 2017, le cui 

considerazioni, come emerge dalla decisione impugnata, sono state 

valutate nel quadro della stessa. È vero che il TPF non si sofferma 

dettagliatamente sulle considerazioni del ricorrente ma ciò non può 

configurare la violazione del diritto di essere sentito, così come esposto da 

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quest’ultimo. Per quanto attiene alla mancata notifica dei rapporti del 18 

dicembre 2017 al ricorrente, va detto che gli stessi, in buona sostanza, non 

sono altro che un sunto degli accadimenti susseguitesi dal 15 novembre 

2017 all’interno del Tribunale, conseguentemente ad un furto di denaro, 

non oggetto di questa procedura ricorsuale, come pure degli avvenimenti 

occorsi dopo il 12 dicembre 2017 ovvero dopo la sparizione 

dell’apparecchio fotografico posto nell’armadio e sino al 15 dicembre 2017 

momento in cui il ricorrente ha informato i diretti superiori circa le proprie 

responsabilità. In queste circostanze i due rapporti menzionati non 

rappresentano, contenutisticamente, delle informazioni ignorate dal 

ricorrente. Va peraltro infine osservato che questi rapporti, al pari degli altri 

allegati alla risposta dell’autorità inferiore, sono stati trasmessi al ricorrente 

il 22 marzo 2018. 

3.5 In tali circostanze, lo scrivente Tribunale non può che rilevare l'assenza 

di una violazione del diritto di essere sentito del ricorrente. 

4.  

4.1 Nel merito, il ricorrente ha lamentato dapprima la violazione del diritto 

federale, e meglio l’assenza di motivi gravi, quale presupposto a 

fondamento di una disdetta straordinaria del rapporto di lavoro. 

4.2  

4.2.1 Giusta l’art. 10 cpv. 4 LPers le parti possono disdire immediatamente 

i rapporti di lavoro di durata determinata e indeterminata per motivi gravi. 

Con la revisione della LPers entrata in vigore il 1° luglio 2013, 

contrariamente a quanto prescritto dall'art. 12 vLPers (RU 2001 894), il 

legislatore ha rinunciato ad indicare quale motivo "ogni circostanza che non 

permetta per ragioni di buona fede di esigere da chi dà la disdetta che 

continui ad onorare il contratto”. Tuttavia il contenuto e il senso della 

disposizione legale non mutano rispetto alla precedente normativa, con la 

conseguenza che quale presupposto per la disdetta straordinaria è 

necessario, come in precedenza, una causa grave ai sensi dell'art. 337 

legge federale di complemento del Codice civile svizzero (CO; RS 220). 

Conseguentemente pure la prassi e la giurisprudenza sin'ora sviluppate, 

restano valide, tenuto conto delle eccezioni del diritto pubblico (sentenza 

del TAF A-1055/2017 del 28 giugno 2017 consid. 4.3.1). Secondo tale 

prassi, il licenziamento immediato è giustificato unicamente in presenza di 

un atteggiamento che ha compromesso la relazione di fiducia fra le parti – 

presupposto essenziale di un rapporto di lavoro – o che l'ha pregiudicata a 

https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/47432863-3248-4409-8c9d-8d00bab83279?citationId=ea744b12-d88e-4bb0-b86c-f0d15f2a46c7&source=document-link&SP=3|a4tady

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tal punto che la prosecuzione del contratto sino al termine di disdetta 

ordinario non è più sostenibile (sentenza del TAF sopracitata, consid. 4.3.1, 

"besonders schweres Fehlverhalten"). Mancanze meno gravi possono 

assurgere a motivo di licenziamento immediato solo se vengono reiterate 

nonostante un avvertimento circa le conseguenze estreme del ripetersi del 

medesimo comportamento. Con riferimento all'onere della prova circa 

l'esistenza di un grave motivo a fondamento della disdetta immediata, esso 

resta al datore di lavoro, il quale gode di un considerevole potere di 

apprezzamento (sentenza del TAF sopracitata, consid. 4.3.1 con rinvii; 

DTF 130 III 28 consid. 4.1 pag. 31, con rinvii). 

4.2.2 In particolare va rilevato che la gravità dell’atto può essere 

considerata assoluta o relativa. È assoluta allorquando è la conseguenza 

di un atto isolato; mentre è relativa, allorquando discende da ripetute 

violazioni contrattuali, di modo che la gravità non consista nell’atto stesso, 

ma dalla reiterazione di più manchevolezze (DTF 130 III 28 consid. 4.1; 

130 II 213 consid 3.2; più recenti sentenze del TF 4A_397/2014 del 17 

dicembre 2014 consid. 3.1; 4A_60/2014 del 22 luglio 2014 consid. 3.1; 

sentenze del TAF sentenza del TAF A-1055/2017 del 28 giugno 2017 

consid. 4.3.2; A-73/2014 del 14 luglio 2014 consid. 4.1.1 e A-4465/2013 

del 31 ottobre 2013 consid. 4.1 ; WYLER/HEINZER, Droit du travail, 3a ed. 

2014, pag. 572). 

4.2.3 Di regola la violazione di un dovere contrattuale e/o legale in capo 

alla parte oggetto di disdetta contrattuale può essere presupposto di un 

grave motivo. È il caso ad esempio di gravi violazioni del dovere di diligenza 

e di fedeltà contemplati all'art. 20 LPers, il cui contenuto va letto anche in 

relazione all'art. 321a CO (sentenza del TAF A-1055/2017 del 28 giugno 

2017 consid. 4.3.3). Sulla base di questi disposti legali, il lavoratore è 

tenuto ad espletare con cura e diligenza l’attività lavorativa affidatagli come 

pure a tutelare gli interessi legittimi della Confederazione e del suo datore 

di lavoro. In particolare, viene meno agli obblighi citati colui che assume 

comportamenti che configurano atti illeciti o che configurano il reato penale 

come pure che vìolano, in generale, i disposti legali di diritto, gli accordi 

contrattuali, nonché le direttive o le istruzioni indicategli (PETER HELBLING, 

in : PORTMANN/UHLMANN [éd.], Stämpfli Handkommentar zum 

Bundespersonnalgesetz [BPG], 2013, art. 20 LPers, n. 22 e seg. e n. 41 e 

seg. pag. 355 e pag. 357). Va ricordato che il contenuto del dovere di 

fedeltà dipende in maniera importante dalla funzione esercitata e dal rango 

organico ricoperto dal lavoratore (sentenza del TF 4A_298/2011 del 6 

ottobre 2011 consid. 2 e riferimenti). L'obbligo di seguire le istruzioni del 

datore di lavoro, alla base del legame di subordinazione esistente tra le 

https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/47432863-3248-4409-8c9d-8d00bab83279?citationId=ea744b12-d88e-4bb0-b86c-f0d15f2a46c7&source=document-link&SP=3|a4tady
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parti contrattuali, costituisce uno degli aspetti fondamentali del dovere di 

fedeltà del dipendente; conseguentemente, il lavoratore che non rispetta le 

direttive ed istruzioni del datore di lavoro vìola il proprio dovere contrattuale 

(HARRY NÖTZLI, Die Beendigung von Arbeitsverhältnissen im 

Bundespersonalrecht, 2005, pag. 101 n° 154 segg. e pag. 111 n. 174; 

sentenze del TAF A-1055/2017 del 28 giugno 2017 consid. 4.3.3; A-

6453/2014 del 9 dicembre 2015 consid. 8.2.2; A-1352/2011 del 20 

settembre 2011 consid. 3.2.1; A-7762/2009 del 9 luglio 2010 consid. 6.1; 

A-5455/2009 del 21 gennaio 2010 consid. 5.3; A-3551/2009 del 22 aprile 

2010 consid. 12.7 e A-641/2009 del 20 agosto 2009 consid. 3.5.1). 

Va ancora osservato che a differenza dell’art. 321a cpv. 1 CO, il dovere di 

fedeltà contemplato dalla LPers comporta un "doppio obbligo di fedeltà" 

(doppelte Loyalitäts-verpflichtung), nella misura in cui il lavoratore 

sottoposto alla LPers, oltre alla salvaguardia degli interessi pubblici del 

proprio datore di lavoro (obbligo di fedeltà particolare), ha parimenti 

l’obbligo di fedeltà – nella veste di cittadino – nei confronti dello Stato 

(obbligo di fedeltà generale; HELBLING, op. cit., art. 20 LPers n°50 seg.). 

Tale dovere garantisce il buon funzionamento dell’amministrazione 

pubblica, alfine di preservare da ogni lesione la fiducia dei cittadini (DTF 

136 I 322 consid. 3.2; sentenza del TAF A-1055/2017 del 28 giugno 2017 

consid. 4.3.3 e riferimenti). 

4.3 In concreto il ricorrente ha contestato il licenziamento con effetto  

immediato poiché, a suo dire, sarebbero stati assenti motivi gravi: anzi egli 

sostiene che la propria ammissione spontanea rappresenta un “segno di 

lealtà” nei confronti del TPF, che “dovrebbe forgiare il rapporto di fiducia 

invece che minarlo”. 

Ora, contrariamente da quanto asserisce il TPF il ricorrente ha fornito una 

versione dei fatti sostanzialmente simile, sia in sede di risposta alla 

decisione di sospensione del 19 dicembre 2017, sia in occasione del 

verbale di polizia del 21 dicembre 2017, sia in sede ricorsuale. Egli ha infatti 

riferito di avere urtato un sacco / scatola di cartone da cui è uscito 

l’apparecchio fotografico, riponendo il vestito di “Babbo Natale” 

nell’armadio; l’oggetto gli sfuggiva quindi di mano e nel cadere a terra si 

“rompeva” (cfr. verbale di polizia del 19 dicembre 2017, pag. 2; Risposta a 

decisione di sospensione del 19 dicembre 2017 pag. 1). Una diversa 

versione emergerebbe invece dai rapporti del Responsabile della 

sicurezza e del Segretario generale, sul cui contenuto il ricorrente, a 

differenza del rapporto di polizia, non ha posto la propria firma per 

accettazione.  

https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/47432863-3248-4409-8c9d-8d00bab83279?citationId=ea744b12-d88e-4bb0-b86c-f0d15f2a46c7&source=document-link&SP=3|a4tady
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È però vero che per stessa l’ammissione del ricorrente egli negò di aver 

preso un oggetto dall’armadio poiché impaurito che “qualcuno potesse 

ingiustificatamente sospettar[lo]” del furto avvenuto qualche tempo prima e 

motivo per cui la fotocamera era stata posizionata (cfr. presa di posizione 

del 19 dicembre 2017, pag. 2). Ne discende pertanto che dal mattino del 

12 dicembre al tardo pomeriggio del 15 dicembre 2017 egli ha mentito al 

datore di lavoro, omettendo di informarlo circa la fattispecie, sebbene egli 

fosse a conoscenza della criticità della stessa. 

Ma vi è di più. L’insorgente, quale “usciere / collaboratore logistica e  

sicurezza”, era competente per il “supporto nella gestione delle istallazioni 

tecniche e di sicurezza (in particolare il sistema d’allarme e la  

videosorveglianza)”. Conseguentemente il datore di lavoro riponeva nei 

suoi confronti una fiducia accresciuta in ordine alla vigilanza dei locali del 

TPF. In queste circostanze non vi è chi non veda come il lavoratore, con il 

proprio agire, non ha dimostrato di espletare con cura e diligenza l’attività 

lavorativa affidatagli dal datore di lavoro. 

4.4 Considerato quanto sopra esposto, il Tribunale non può che 

condividere la valutazione dell’autorità inferiore, ovvero la presenza di 

motivi gravi che hanno provocato la rottura del rapporto di fiducia che il 

datore di lavoro riponeva nel ricorrente. 

5.  

5.1 Il lavoratore ha inoltre censurato la violazione del principio di 

proporzionalità, ritenendo che l’episodio in discussione poteva avere quale 

eventuale conseguenza un ammonimento o un’osservazione nelle 

qualifiche annuali ma non sicuramente lo scioglimento immediato del 

rapporto di  

lavoro. 

5.2 Il rispetto del principio della proporzionalità richiede che la misura  

adottata sia atta e necessaria al conseguimento dell'interesse pubblico  

perseguito. Inoltre allorquando la misura scelta è la disdetta del rapporto 

contrattuale occorre che la stessa rappresenti l'ultima ratio (tra le tante  

sentenze del TAF A-4586/2014 del 24 marzo 2015 consid. 3.5 e  

A-6141/2007 del 14 dicembre 2007). Il principio in parola è leso  

allorquando il datore di lavoro aveva a disposizione altrettante misure  

pertinenti, per far fronte in maniera ragionevole ai turbamenti creati al 

rapporto di lavoro (sentenze del TAF A-4586/2014 del 24 marzo 2015 

consid. 3.5; A-4792/2010 del 15 novembre 2010 consid. 3.5; e A-

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Pagina 12 

7826/2009 del 23 agosto 2010 consid. 5.5.4). Nello specifico la decisione 

del datore di lavoro deve considerare tutte le circostanze del caso di 

specie, in particolare la relazione con il posto di lavoro, la responsabilità 

del lavoratore come pure tutte le altre circostanze quali la natura e la durata 

del rapporto di lavoro. La giurisprudenza ha già avuto modo di rilevare che 

il licenziamento immediato è giustificato, allorquando il comportamento del 

dipendente in relazione alla propria funzione o alle proprie attività lavorative 

non rende più possibile la continuazione del rapporto di lavoro (sentenza 

del TAF A-4586/2014 del 24 marzo 2015 consid. 3.2). 

L’art. 25 LPers non prevede unicamente misure repressive adottate in 

risposta a una mancanza (misure disciplinari), ma comprende anche 

misure di sviluppo mirate come il coaching, la formazione continua o 

misure organizzative (cfr. Messaggio LPers, pag. 5975). Va detto però che 

le misure disciplinari, come sopra visto, possono essere menzionate solo 

al termine di un'inchiesta amministrativa (cfr. art. 99 dell’Ordinanza sul 

personale federale [OPers; RS 172.220.111.3). Nello specifico, secondo il 

tenore dell'art. 25 cpv. 2 LPers il datore di lavoro può ricorrere pure a misure 

quali: misure di sostegno e di sviluppo (let. a), avvertimento, riduzione dello 

stipendio, multa o sospensione (let. b), modifica dei compiti, del tempo di 

lavoro o del luogo di lavoro (let. c). 

5.3 Nel caso in esame l’intenzionalità del ricorrente nel mentire al datore di 

lavoro configura un atto grave, accentuato dalla sua posizione di 

collaboratore alla sicurezza di un Tribunale della Confederazione. In siffatte 

circostanze, misure quali un formale avvertimento, la multa o la 

sospensione come pure il trasferimento ad altro impiego all’interno del TPF, 

non sono pertinenti ed appropriate, considerata la gravità dell’atto. In 

nessun caso inoltre, una misura meno incisiva avrebbe permesso di 

mantenere o rinstaurare il rapporto di fiducia compromesso. Ne discende 

dunque che la disdetta immediata rappresenta l'unica misura 

conseguentemente alla violazione contrattuale del ricorrente, atta a 

raggiungere l'interesse pubblico di garanzia della sicurezza all’interno di un 

Tribunale della Confederazione. L’essere stato “un dipendente modello, 

mai oggetto di critica o richiamo” e aver sempre “ricevuto ottime qualifiche 

professionali”, non soccorrono il ricorrente nella propria tesi.  

Va qui ancora rammentato che la presente autorità giudiziaria esercita con 

prudenza il proprio potere d'apprezzamento, qualora debba giudicare di 

questioni per le quali l'autorità di prima istanza, a sua volta, dispone pure 

di siffatto ampio potere d'apprezzamento, segnatamente nel quadro di 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/d31a797b-acad-422a-85ad-73f6d22f3ee9/00000000-0000-0000-0000-000000000000?source=document-link&SP=9|mv1t23
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/f4f9e4a0-5ead-4fae-9c90-ace86ccd1e72/701da679-08fc-4232-b098-9d3aa3e1a6db?source=document-link&SP=9|mv1t23
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/f4f9e4a0-5ead-4fae-9c90-ace86ccd1e72/701da679-08fc-4232-b098-9d3aa3e1a6db?source=document-link&SP=9|mv1t23
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/d31a797b-acad-422a-85ad-73f6d22f3ee9/477d5d26-dd31-431d-a5a5-5846a0610059?source=document-link&SP=9|mv1t23

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Pagina 13 

contestazioni relative al rapporto contrattuale tra datore di lavoro e 

lavoratore. 

5.4 Stante quanto sopra indicato la decisione impugnata non lede il 

principio costituzionale della proporzionalità, ma nelle circostanze fattuali 

del caso si è rilevata essere la sola misura adeguata alle circostanze. 

6.  

6.1 L’insorgente ha altresì censurato genericamente la violazione del 

principio del divieto di arbitrio (art. 9 Cost. e art. 5 cpv. 3 Cost), poiché il 

datore di lavoro avrebbe determinato i fatti al solo scopo di sostenere la 

decisione adottata. 

6.2 Il divieto dell'arbitrio è ancorato all'art. 9 Cost. Secondo la 

giurisprudenza, una decisione è arbitraria quando contraddice in modo 

palese la situazione di fatto, quando vìola gravemente una norma o un 

principio giuridico chiaro e incontestato, non sia sorretta da ragioni serie e 

obiettive, non abbia né senso né scopo o contrasti in modo intollerabile il 

sentimento di giustizia e di equità. Non vi è arbitrio per il solo fatto che 

un'altra soluzione potrebbe pure essere immaginabile, e sembrare persino 

migliore. L'annullamento di un giudizio si giustifica tuttavia solo quando 

esso è arbitrario nel suo risultato e non unicamente nella motivazione (DTF 

134 I 140 consid. 5.4; DTF 132 I 17 consid. 5.1; DTF 131 I 217 consid. 2.1 

e DTF 131 I 467 consid. 3.1; SCOLARI, op. cit., pagg. 153 n. 455 segg. con 

rinvii). 

6.3 In concreto l’insorgente ha contestato una rappresentazione di fatti 

falsata e volutamente negativa da parte del datore di lavoro. Va però detto 

che gli elementi fattuali fondamentali sono incontestabili, così come da lui 

ammesso: in particolare l’aver taciuto al datore di lavoro, sebbene 

interrogato in proposito, la sorte della fotocamera. Pretendere ora, con 

generiche allegazioni, che la decisione impugnata abbia leso gravemente 

una norma o un principio giuridico chiaro e incontestato, non sia sorretta 

da ragioni serie e obbiettive, non abbia né senso né scopo o contrasti in 

modo intollerabile il sentimento di giustizia e di equità, non merita tutela da 

parte di questo Tribunale. 

6.4 Ne discende pertanto che la decisione impugnata non vìola nemmeno 

il principio di divieto dell’arbitrio. 

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Pagina 14 

7.  

Stante quanto precede la decisione adottata nei confronti del ricorrente non 

è contraria al diritto applicabile e non si fonda su un accertamento 

incompleto o incorretto dei fatti. Sicché la decisione dell'autorità inferiore 

del 21 dicembre 2017 va confermata e il ricorso nelle sue richieste in via 

principale e in via subordinata va respinto. 

8.  

In base all'art. 34 cpv. 2 LPers, rispettivamente dell'art. 7 cpv. 3 del 

regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle ripetibili nelle cause 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TS-TAF; RS 173.320.2), non 

vengono prelevate spese, né assegnate ripetibili. 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Non vengono prelevate spese, né vengono assegnate ripetibili. 

3.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario) 

– autorità inferiore (atto giudiziario) 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Manuel Borla 

 

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Pagina 15 

 

 
Rimedi giuridici: 

Le decisioni del Tribunale amministrativo federale in ambito di rapporti di 

lavoro di diritto pubblico possono essere impugnate davanti al Tribunale 

federale a condizione che concernano controversie di carattere 

patrimoniale il cui valore litigioso sia pari almeno a fr. 15'000.– 

rispettivamente – se ciò non è il caso – nelle quali si ponga una questione 

di diritto di importanza fondamentale (art. 85 cpv. 1 lett. b e cpv. 2 LTF). Se 

non si tratta di una contestazione a carattere pecuniario, il ricorso è 

ricevibile soltanto nella misura in cui concerna la parità dei sessi (art. 83 

lett. g LTF). Se il ricorso in materia di diritto pubblico è ammissibile, esso 

deve essere inter-posto, nel termine di 30 giorni dalla notificazione della 

decisione contestata, presso il Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 

6004 Lucerna (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Il termine rimane 

sospeso dal 15 luglio al 15 agosto incluso (art. 46 cpv. 1 lett. b LTF). Gli atti 

scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le conclusioni, 

i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 

impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati 

come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

 

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