# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2074f913-075a-5854-8699-45151060a2fd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-05-29
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 29.05.1995 14.1995.00081
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-1995-00081_1995-05-29.html

## Full Text

Incarto n.

  14.95.00081

  	
  Lugano

  29 maggio 1995

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente 

  Pellegrini, Zali

   

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

statuendo
sulla causa a procedura sommaria appellabile promossa con istanza 1. luglio
1994 dalla

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  

 

	
   

  	
  __________

  patr.
  dall'avv. __________

  

 

tendente ad ottenere il rigetto provvisorio
dell’opposizione interposta al PE n. __________ del 22/24 giugno 1994 dell’UE
di Lugano;

 

 

sulla quale istanza la Pretore del Distretto di
Lugano, Sezione 5, con sentenza 15/26 settembre 1994 ha così pronunciato:

 

“1.     L’istanza è accolta e di conseguenza
l’opposizione interposta al PE __________ è respinta in via provvisoria per Fr.
111’128.55 oltre interessi al 5 % dal 31 aprile 1993.

 2.    La
tassa di giudizio in Fr. 200.--, da anticipare dalla parte istante, è a carico
della parte convenuta con l’obbligo di rifondere alla controparte Fr. 600.-- a
titolo di ripetibili.”

 

 

Decisione tempestivamente dedotta in appello
dall’escussa che con atto 7 ottobre 1994 ha postulato, con protesta di spese e
ripetibili, la reiezione dell’istanza;

 

 

mentre con osservazioni 14 novembre 1994 l’appellata
ha resistito al gravame, protestate spese e ripetibili;

 

 

esaminati atti e documenti,

 

 

posti i seguenti

 

 

punti di giudizio

 

 

1.      Deve
essere accolta l’appellazione 7 ottobre 1994 di __________?

 

2.       Tassa
di giustizia e indennità.

 

 

 

Ritenuto

 

 

 

in fatto:

 

 

 

                                  A.   Con PE n. __________ del 22/24 giugno 1994 dell’UE di
Lugano __________ ha escusso __________ per l’incasso di Fr. 135’235.45 oltre
interessi al 5 % dal 31 aprile 1993, indicando quale titolo di credito: “Nos factures
impayées du 31.3.1993 au 31.5.1994”.

                                         Interposta
tempestiva opposizione dall’escussa, la procedente ne ha chiesto il rigetto
provvisorio al Pretore.

 

 

                                  B.   La procedente fonda la propria pretesa su due estratti
conto datati 18 novembre 1993 (doc. N) rispettivamente 29 novembre 1993 (doc.
M) inviati dall’escussa alla procedente e dai quali risulta una posizione
debitoria di __________ di complessivi Fr. 184’035.85.

                                         La
procedente produce inoltre sub doc. I e T rispett. S e L due scritti datati 28
gennaio 1993 rispett. 23 aprile 1993 nei quali l’escussa aveva proposto a
__________ un piano di pagamento delle fatture ancora scoperte, assommanti a
complessivi Fr. 398’564.-- il 28 gennaio 1993 e Fr. 290’000.-- il 23 aprile
1993. 

 

                                  C.   All’udienza di contraddittorio __________ ha argomentato
che agli atti non vi sarebbe riconoscimento di debito perché i “doc. M, N, O, P
e Q costituiscono un’indicazione contabile sottoscritta da persona che non
impegna la società” e perché i doc. I-L e S-L “sono sottoscritti unicamente dal
sig. __________, che non può vincolare singolarmente la ditta”.

 

                                         L’istante
riduce l’importo per cui è chiesto il rigetto dell’opposizione a Fr.
111’128.55.

 

 

                                  D.   Con sentenza 15/26 settembre 1994 la Pretore del
Distretto di Lugano, Sezione 5, ha accolto l’istanza argomentando che la
documentazione prodotta costituisce riconoscimento di debito ex art. 82 LEF.

                                         Per
la giudice di prime cure “la persona che ha sottoscritto i doc. M e N era
senz’altro preposta a gestire gli affari correnti della convenuta: pertanto la
sua firma vincola l’escussa ex art. 462 cpv. 1 CO senza che necessiti che
detenga il diritto di firma secondo gli statuti”.

 

 

                                  E.   Contro il giudizio pretorile si è tempestivamente
aggravata __________ argomentando che il PE indica quale titolo di credito
“fatture impagate dal 31.3.1993 al 31.5.1994” e che quindi lo stesso tenore del
PE permette “di rilevare come non possa trattarsi di tutte le fatture emesse
durante tale periodo, bensì di parte di esse”.

                                         L’appellante
assevera che nel PE non sono indicate nel dettaglio le fatture e che l’importo
in esecuzione è desumibile “dal solo doc. O, che non rispecchia pienamente i
doc. M e N”.

                                         I
doc. M e N “sono costituiti da un estratto conto non firmato con delle aggiunte
manoscritte e da un foglio di trasmissione fax che non riporta importi né
indica impegni di pagamento”. Inoltre essi sarebbero firmati “da persona che
non ha nessun potere di rappresentanza e che nemmeno si trova alle dipendenze
della parte appellante”.

                                         A
mente dell’appellante dal doc. N risulterebbe che sono stati eseguiti dei
pagamenti a fronte delle fatture evidenziate, mentre parte almeno delle fatture
riportate quali pagate risultano ancora scoperte nel doc. O.

                                         Titoli
di rigetto ex art. 82 LEF possono essere solo “documenti sottoscritti dal debitore
escusso o dal suo rappresentante”, atteso che “la firma di un rappresentante
giustifica il rigetto provvisorio dell’opposizione solo se i poteri di
rappresentanza sono documentati per iscritto”. Nel caso di specie i fogli di
trasmissione dei doc. M e N sono stati firmati “__________ ” che “non dispone
di alcun potere, di alcuna autonomia e nemmeno era alle dipendenze
dell’appellante”.

                                         Abbondanzialmente
l’appellante contesta la corrispondenza tra i titoli di credito posti in
esecuzione e quelli fatti valere in sede di rigetto.

 

 

                                  F.   Con osservazioni 10 ottobre 1994 l’appellata ha
resistito al gravame argomentando che “il titolo di credito indicato nel PE
combacia perfettamente con la lista di fatture (datate 31.3.1993-31.5.1994)
rimaste a tutt’oggi interamente impagate, di cui al doc. O”, sebbene l’istante
abbia limitato l’istanza di rigetto dell’opposizione alle fatture emesse dal
31.3.1993 al 20.8.1993 (per un totale di Fr. 111’128.55).

                                         A
mente dell’appellata “è fuori da ogni possibile dubbio che la firma apposta da
__________ sulla prima pagina dei due fax si riferisca all’estratto conto di
cui alla seconda pagina”, perché il testo della prima pagina fa esplicito
riferimento all’estratto conto allegato e perché le date della prima e della
seconda pagina coincidono”.

                                         Per
quanto riguarda i due pagamenti di Fr. 25’000.-- figuranti nell’estratto conto
di cui al doc. N, __________ rileva che a seguito del fax 18 novembre 1993
(doc. N), con cui la debitrice chiedeva di assegnare i due pagamenti a certe fatture,
“__________ reagiva con i due fax di cui ai doc. P e Q, stabilendo che i
pagamenti andavano assegnati alle fatture n. __________ e __________ cosa che
veniva confermata dalla debitrice con fax 29 novembre 1993 (doc. M, dove le due
fatture non figurano più nell’estratto conto)”. E’ pertanto pacifico che i
pagamenti eseguiti e menzionati al doc. N non hanno nulla a che vedere con le
fatture di cui al doc. O che sono a tuttora interamente impagate.

 

 

 

 

 

 

Considerato

 

 

 

in
diritto:

 

 

                                   1.

                                  a)   La nozione di riconoscimento di debito constatato
mediante scrittura privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla
legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell'escusso o del
suo rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una somma di denaro
determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere
dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli
elementi necessari. Conditio sine qua non è che la somma di denaro riconosciuta
sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza
e sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà
delle parti (cfr. Flavio Cometta, Il rigetto provvisorio
dell’opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989 p. 338
con riferimenti).

 

 

                                  b)   Il giudice del rigetto accerta d’ufficio ed in ogni
stadio di causa (quindi anche in sede d’appello) se la documentazione prodotta
costituisce valido riconoscimento di debito (Cometta, op.cit. in Rep
1989 p. 331 con riferimenti).

 

 

                                  c)   Il riconoscimento di debito firmato da un
rappresentante dell’escusso vincola quest’ultimo solo se vi è alternativamente:

                                         -
procura scritta;

                                         -
ammissione esplicita in documenti;

                                         -
ammissione esplicita all’udienza.

                                         Atti
concludenti non sono sufficienti (cfr. Cometta, op. cit. in Rep
1989 p. 340).

 

 

                                   2.

                                  a)   Quale riconoscimento di debito la procedente ha
prodotto due estratti conto datati 18 novembre 1993 (doc. N) rispettivamente 29
novembre 1993 (doc. M), inviati dall’escussa alla procedente e dai quali
risulta una posizione debitoria di __________ di complessivi Fr. 184’035.85.

                                         __________
ha poi prodotto quali ulteriori riconoscimenti di debito, sub doc. I e T rispett.
S e L due scritti datati 28 gennaio 1993 rispett. 23 aprile 1993, con i quali
l’escussa aveva proposto a __________ un piano di pagamento delle fatture
ancora scoperte assommanti a complessivi Fr. 398’564.-- rispett. Fr.
290’000.--.

 

                                  b)   L’escussa ha eccepito la mancanza di legittimazione a
rappresentarla di colei che ha sottoscritto i doc. M e N, certa __________,
asseverando che la società può essere impegnata soltanto dalle persone iscritte
a Registro di commercio. __________ ha pure asseverato che neppure i doc. I-T rispett.
S-L possono vincolarla, perché sottoscritti “unicamente dal sig. __________ che
non può vincolare singolarmente la ditta poiché ha diritto di firma a due”.

                                         A
sostegno della sua tesi l’escussa ha prodotto l’estratto del Registro di
commercio dal quale non risulta che colei che ha sottoscritto i doc. M e N
avesse diritto di firma per la società. Dall’estratto doc. 1 si evince pure che
dal 19 luglio __________ disponeva unicamente di un diritto di firma a due.

                                         In
sede di contraddittorio l’appellante ha esplicitamente negato un rapporto di rappresentanza
di colei che ha sottoscritto i doc. M e N e di __________.

                                         I
doc. M, N, I-T e S-L, firmati da persone non esplicitamente autorizzate a
rappresentare __________, non possono quindi costituire riconoscimento di
debito ex 82 LEF. Il rigetto dell’opposizione è infatti retto dalle rigide
esigenze della procedura sommaria, che permette al creditore di evitare la
procedura ordinaria e di ottenere il rigetto provvisorio dell’opposizione
qualora egli disponga di un riconoscimento di debito sottoscritto dal debitore,
o se del caso da un suo rappresentante in grado di vincolarlo sulla base di una
procura scritta, dall’ammissione esplicita in documenti oppure dall’ammissione
esplicita all’udienza (cfr. DTF 112 III 88).

                                         Mancando
pertanto un valido riconoscimento di debito ex art. 82 LEF, l’istanza di
rigetto provvisorio dell’opposizione va respinta e il pronunciato della giudice
di prime cure in tal senso riformato.

 

 

                                   3.   L'appello 7 ottobre 1994 di __________ va quindi
accolto.

                                         Tassa
e indennità seguono la soccombenza (art. 51, 54, 67 e 68 cpv. 1 TarLEF).

 

                                         Per
questi motivi,

                                         richiamato
l’art. 82 LEF

pronuncia

 

 

 

                                    I.   L'appello 7 ottobre 1994 __________, è accolto.

                                         Di
conseguenza la sentenza 15/26 settembre 1994 della Pretore di Lugano, Sezione 5,
è così riformata:

 

                                         "1.   L'istanza
1. luglio 1994 della __________, è respinta.

                                          2.    La
tassa di giustizia di Fr. 200.--, già anticipata dall’istante, è a carico di
__________ che rifonderà a __________ Fr. 600.-- di indennità.”

 

                                   II.   La tassa di giustizia del presente giudizio di Fr.
300.--, già anticipata dall'appellante, è a carico della __________, che
rifonderà a __________ Fr. 900.-- a titolo di indennità.

 

                                  III.   Intimazione:

                                         -
__________

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5.

 

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                                   
La segretaria