# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 04e9c123-34e7-56d9-b49c-384755aeb9be
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-04-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 26.04.2010 30.2009.27
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2009-27_2010-04-26.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2009.27

   

  TB

  	
  Lugano

  26 aprile
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 24 agosto 2009 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 22 giugno 2009 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   Il 29 aprile
2009 (doc. A9) RI 1 ha scritto all'__________,  la Cassa CO 1, criticando l'operato di quest'ultima
in merito alla sua qualifica come dipendente di __________, ora __________, per
gli anni di contribuzione 2001-2006. L'assicurato ha in particolare criticato l'agire di due collaboratori della Cassa, i quali, a suo dire, malgrado
l'avessero già erroneamente
qualificato come salariato per il periodo 1999-2002, hanno effettuato la
revisione della predetta ditta anche per il quadriennio 2003-2006, ribadendo la
sua dipendenza contributiva. Egli ha poi affermato quanto segue:

 

" 
(…)

Da informazioni in mio possesso questi ultimi il
giorno della revisione hanno chiesto unicamente il fatturato della __________
per poi emettere una decisione lapidaria che ad oggi non so ancora interpretare
se emessa con negligenza oppure, peggio ancora, con premeditazione.

Fatto sta che ritengo la decisione emessa sia un comportamento
ingiusto nei miei confronti. Questa decisione mi ha letteralmente urtato
che ritengo un evento dannoso riconducibile nella lesione dell'integrità psico-fisico (Doc. 1) e
delle abitudini di vita nonché un danno emergente e un lucro cessante.

Per sintetizzare il tutto Le allego una copia
dell'ultimo scritto mio al sig.
__________ (13.03.2009; Doc. 2) e la risposta stringata dello stesso
(18.03.2009; Doc. 3).

Da lunedì 4 maggio sarò iscritto alla cassa __________
come persona senza attività (Doc. 4)

 

Per quanto sopra chiedo alla Cassa CO 1:

·        
un risarcimento danni quale persona fisica per
un importo di CHF 43'476.00 (Doc. 5);

·        
un risarcimento danni per l'attività professionale per un importo di CHF
162'000.00 (Doc. 6);

·        
un versamento costante di CHF 8'000.00 mensili a decorrere dal mese di maggio 2009 fino a quando non troverò un
posto di lavoro adeguato. (...)"

 

                               1.2.   Con
decisione del 22 giugno 2009 (doc. A2) la Cassa di compensazione ha concluso
che "le richieste formulate a titolo di risarcimento dei danni non
possono essere accolte, non essendo giuridicamente adempiute le condizioni dell'art. 78 LPGA.".
L'amministrazione ha
innanzitutto evidenziato che la responsabilità giusta l'art. 78 LPGA interviene solo se la pretesa vantata non può essere
ottenuta procedendo, in via ordinaria, a livello amministrativo e giudiziario.

La Cassa ha poi ripercorso cronologicamente la
vertenza che da anni la vede opposta all'assicurato nell'ambito
della qualifica giuridica del suo statuto contributivo dal 1999 al 2002, che in
ben tre occasioni ha coinvolto pure il Tribunale federale, l'ultima volta il 2 settembre 2008.

L'amministrazione ha ricordato che il 16 luglio
2008 ha eseguito il periodico controllo del datore di lavoro __________ per gli
anni 2003-2006, effettuando una ripresa salariale degli importi percepiti da RI
1 alla luce sia del contratto di gestione, identico a quello che ha determinato
la ripresa salariale nel quadriennio precedente, sia sulla base di quanto
deciso in precedenza dal Tribunale federale. Comunque, nell'attesa che l'Alta corte decidesse anche sul terzo ricorso riferito ai contributi
per gli anni 1999-2002, d'accordo
con il patrocinatore dell'interessato
la Cassa di compensazione ha sospeso la procedura relativa all'impugnazione della decisione di fissazione
dei contributi per il periodo 2003-2006, non emanando, quindi, la decisione su
opposizione.

La Cassa ha quindi ritenuto che, fintanto che le
vie ordinarie a disposizione non saranno esaurite, in specie la procedura amministrativa
per la decisione di ripresa salariale del 18 agosto 2008 riferita agli anni
2003-2006 contro cui è pendente un'opposizione ed a cui può fare seguito la via giudiziaria davanti al TCA e semmai anche davanti al TF, e la (terza) procedura giudiziaria pendente presso la Massima
istanza per i contributi 1999-2002 (la sentenza 9C_694/2008 è stata emessa il 7
ottobre 2009), non poteva pronunciarsi sulla domanda di risarcimento danni. Secondo
l'amministrazione, né il Tribunale cantonale né il Tribunale federale hanno
ravvisato nell'operato della
Cassa un comportamento scorretto per avere confermato la qualifica contributiva
di salariato dell'interessato.

 

                               1.3.   Con ricorso
del 24 agosto 2009 (doc. I) l'assicurato,
patrocinato dall'avv. RA 1, ha
chiesto l'annullamento della
decisione del 22 giugno 2009. RI 1 ha postulato che la domanda di risarcimento
sia dichiarata intempestiva; subordinatamente, ha chiesto che gli atti siano
rinviati alla Cassa affinché decida "in ordine" limitatamente all'intempestività della domanda di risarcimento.

Il ricorrente ritiene illecito e lesivo della sua
salute psicofisica la decisione della Cassa del 18 agosto 2008 relativa all'assoggettamento come salariato di __________
per il periodo 2003-2006. Questa procedura è indipendente da quella riferita
agli anni 1999-2002 ed ancora pendente al TF. Inoltre, per potere richiedere un
risarcimento danni, la procedura contenziosa deve prima essere conclusa, dunque
tanto l'iter amministrativo
quanto quello giudiziario devono essere terminati. Occorre quindi che la
procedura relativa al periodo 2003-2006, sospesa, venga riattivata, poiché l'esito del ricorso pendente all'Alta corte è irrilevante
e non può valere come base di valutazione per il successivo periodo di
contribuzione. Soltanto quando la decisione del 18 agosto 2008 crescerà in
giudicato sarà possibile un'azione di risarcimento ex art. 78 LPGA. Pertanto,
la decisione del 22 giugno 2009 che respinge la domanda di risarcimento danni
"è intempestiva in quanto prematura, poiché non è ancora dato sapere quale
sia la decisione formale della Cassa in merito all'assoggettamento per gli anni
2003-2006 e di conseguenza non è neppure dato stabilire, compito che sarà se
del caso delle autorità giudiziarie competenti (TCA e TF), se il provvedimento
della Cassa sia da considerare illecito e di conseguenza lesivo della salute
del ricorrente. La Cassa avrebbe dunque dovuto emettere una decisione di
respingimento "in ordine" per intempestività della richiesta
formulata dal ricorrente, senza entrare nel merito della domanda."
(doc. I punto 15).

 

                               1.4.   Nella
risposta del 17 settembre 2009 (doc. III) la Cassa ha confermato integralmente
la decisione impugnata, poiché le condizioni poste dall'art. 78 LPGA non sono giuridicamente adempiute, non essendo state
esaurite le vie di ricorso ordinarie sia per il periodo di contribuzione
1999-2002, sia per gli anni 2003-2006. L'amministrazione ha rilevato che la sospensione della procedura
relativa al secondo quadriennio, a suo tempo concordata fra le parti, può
essere ora annullata a richiesta dell'insorgente. Quindi, la censura d'intempestività della decisione è priva di fondamento ed il ricorso è
temerario, con diritto a ripetibili ex art. 30 LPTCA.

 

                               1.5.   Il 5 ottobre
2009 (doc. V) l'insorgente ha
osservato che la Cassa non è entrata nel merito delle domande di ricorso.
Quanto alla proposta di riattivare la causa, il ricorrente ha evidenziato di averci
già provato a suo tempo, con esito negativo (docc. 7 e 8).

 

La Cassa si è riconfermata nella risposta di
causa (doc. VII).

 

 

considerato                    in
diritto

 

In ordine

 

                               2.1.   La LPGA
regola il tema della decisione all'art. 49, con il rilievo che secondo l'art.
52 cpv. 1 LPGA le decisioni emanate in virtù dell'art. 49 LPGA possono essere
impugnate entro trenta giorni mediante opposizione all'istanza che le ha
notificate.

 

L'art. 1 LAVS dispone che le norme della LPGA si applicano all'assicurazione
vecchiaia e superstiti, sempre che la legge non preveda espressamente una
deroga (Philippe Gerber, L'interaction entre la LPGA et les lois spéciales d'assurances sociales,
in: Pratique VSI 2002 pagg. 205-207).

 

Per quanto concerne la decisione di risarcimento danni, va invece
rilevato che l'art. 78 cpv. 4 seconda frase LPGA prevede che non è svolta
alcuna procedura d'opposizione.

Pertanto, il ricorso contro la decisione del 22 giugno 2009 è di
principio ricevibile ed il TCA è tenuto ad esaminarlo nel merito (cfr. anche Kieser, ATSG-Kommentar,
Berna-Zurigo-Losanna 2009, 2a edizione, pag. 994 n. 40 ad art. 78; STCA del 19 novembre 2007, 36.2007.91-92; STCA del 18 marzo 2009, 36.2008.135-36.2009.13).

 

Nel merito

 

                                2.2   Oggetto del
contendere è la questione di sapere se la domanda di risarcimento danni
formulata dal ricorrente giusta l'art. 78 LPGA debba essere respinta "in ordine" per
intempestività della stessa oppure vada respinta "nel merito" per
carenza dei presupposti legali come deciso dalla Cassa di compensazione.

 

                               2.3.   Per l'art. 70 cpv. 1 LAVS, le
associazioni fondatrici, la Confederazione ed i Cantoni rispondono nei
confronti dell'assicurazione per la vecchiaia ed i superstiti per i danni
derivanti da atti illeciti commessi dai loro organi di cassa o da singoli
funzionari violando, intenzionalmente o per negligenza grave, le prescrizioni.
Le pretese di risarcimento sono fatte valere dal competente ufficio federale
mediante decisione. La procedura è disciplinata dalla legge federale del 20
dicembre 1968 sulla procedura amministrativa.

Secondo l'art. 70 cpv. 2 LAVS, le pretese di risarcimento di assicurati
e terzi di cui all'art. 78 LPGA devono essere fatte valere presso la competente
cassa di compensazione; quest'ultima statuisce mediante decisione.

Giusta il cpv. 3, la pretesa di risarcimento per danni si
estingue:

a. nel caso del cpv. 1, se il competente ufficio federale non emette
una decisione entro un anno dal momento in cui ha conosciuto il danno, ma in
tutti i casi entro dieci anni dal giorno in cui è stato commesso l'atto che l'ha
cagionato;

b. nel caso del cpv. 2, se il danneggiato non inoltra la sua richiesta
entro un anno dal momento in cui ha conosciuto il danno, ma in tutti i casi
entro dieci anni dal giorno in cui è stato commesso l'atto che l'ha cagionato.

I danni, dei quali rispondono le associazioni fondatrici di una
cassa di compensazione professionale, devono essere coperti con prelevamenti
sulla garanzia prestata. All'occorrenza, la garanzia deve essere ricostituita
entro tre mesi nella somma prescritta. Allorché il danno supera la garanzia,
rispondono solidalmente le associazioni fondatrici della cassa di compensazione
(art. 70 cpv. 4 LAVS).

I danni, dei quali rispondono i Cantoni, possono essere compensati
con prestazioni della Confederazione (art. 70 cpv. 5 LAVS).

 

A norma dell'art. 78 cpv. 1 LPGA, gli enti di diritto pubblico,
gli organismi fondatori privati e gli assicuratori rispondono, in qualità di
garanti dell'attività degli organi d'esecuzione delle assicurazioni sociali,
per i danni causati illecitamente a un assicurato o a terzi da parte degli organi
d'esecuzione o dei loro funzionari.

L'art. 78 cpv. 2 LPGA
prevede che l'autorità competente emette una decisione sulle pretese di
risarcimento.

La responsabilità sussidiaria della Confederazione per organizzazioni
esterne all'amministrazione ordinaria della Confederazione è disciplinata
conformemente all'articolo 19 della legge del 14 marzo 1958 sulla responsabilità
(art. 78 cpv. 3 LPGA).

Secondo l'art. 78 cpv. 4 LPGA, per le procedure di cui ai capoversi
1 e 3 si applicano le disposizioni della LPGA. Non è svolta alcuna procedura d'opposizione.
Gli articoli 3-9, 11, 12, 20 capoverso 1, 21 e 23 della legge del 14 marzo 1958
sulla responsabilità sono applicabili per analogia.

Le persone che agiscono quali organi o funzionari di un'istituzione
assicurativa, di un servizio di revisione o di controllo o alle quali sono
affidati compiti nell'ambito delle singole leggi, sono sottoposte alla stessa
responsabilità penale dei membri delle autorità e dei funzionari secondo le
disposizioni del Codice penale. (art. 78 cpv. 5 LPGA).

 

Per l'art. 3 cpv. 1 della legge sulla responsabilità (RS 170.32),
la Confederazione risponde del danno cagionato illecitamente a terzi da un
funzionario nell'esercizio delle sue funzioni, senza riguardo alla colpa del
funzionario.

A norma dell'art. 3 cpv. 2, quando la responsabilità per determinati
fatti è disciplinata in atti legislativi speciali, questi sono applicabili alla
responsabilità della Confederazione.

Il cpv. 3 dell'art. 3 prevede che il danneggiato non ha azione
contro il funzionario.

Ove un terzo pretenda dalla Confederazione il risarcimento dei
danni essa ne informa immediatamente il funzionario contro il quale possa avere
un diritto di regresso (art. 3 cpv. 4 della legge sulla responsabilità).

 

L'autorità competente può ridurre o anche negare il risarcimento
se il danneggiato ha consentito all'atto dannoso o se circostanze, per le quali
egli è responsabile, hanno contribuito a cagionare o a peggiorare il danno
(art. 4).

A norma dell'art. 5 della legge sulla responsabilità, nel caso di
morte di un uomo, si dovranno rimborsare le spese cagionate, in particolare
quelle di sepoltura. Ove la morte non segua immediatamente, dovranno risarcirsi
specialmente anche le spese di cura e i danni per l'impedimento al lavoro. Se,
a cagione della morte, altre persone fossero private del loro sostegno, dovrà
essere risarcito anche questo danno (cpv. 1).

Nel caso di lesione corporale, il danneggiato ha diritto al rimborso
delle spese e al risarcimento del danno derivante dal totale o parziale
impedimento al lavoro, avuto riguardo alla difficoltà cagionata al suo avvenire
economico (cpv. 2).

Se al momento della decisione le conseguenze della lesione non
possono essere sufficientemente accertate, l'autorità competente può riservare
la modificazione della decisione fino a due anni a decorrere dalla sua data
(cpv. 3).

 

Per l'art. 6 cpv. 1, nel caso di morte di una persona o di lesione
corporale, l'autorità competente, tenuto conto delle particolari circostanze,
potrà attribuire al danneggiato o ai congiunti dell'ucciso un'equa indennità
pecuniaria a titolo di riparazione, in quanto il funzionario sia colpevole.

Chi è illecitamente leso nella sua personalità può chiedere, in
caso di colpa del funzionario, quando la gravità dell'offesa lo giustifichi e
questa non sia stata riparata in altro modo, il pagamento di una somma a titolo
di riparazione morale (cpv. 2).

 

A norma dell'art. 9 della legge sulla responsabilità, alle pretese
della Confederazione, fondate sugli articoli 7 e 8, sono del resto applicabili
per analogia le disposizioni del Codice delle obbligazioni sulle obbligazioni
derivanti da atti illeciti (cpv. 1).

Contrariamente all'articolo 50 del Codice delle obbligazioni, se
il danno è cagionato da più funzionari insieme, ciascuno di essi risponde,
verso la Confederazione, soltanto a ragione della sua colpa (consid. 2).

 

L'art. 12 legge sulla responsabilità prevede che in un procedimento
per responsabilità non può essere riesaminata la legittimità di provvedimenti,
decisioni e sentenze cresciuti in giudicato.

 

Per l'art. 20 cpv. 1 della legge sulla responsabilità, la
responsabilità della Confederazione (art. 3 e segg.) si estingue se il danneggiato
non domanda il risarcimento, o l'indennità pecuniaria a titolo di riparazione,
nel termine di un anno dal giorno in cui conobbe il danno e, in ogni caso, nel
termine di dieci anni dal giorno in cui il funzionario commise l'atto che l'ha
cagionato.

 

                               2.4.   In merito alla responsabilità
per danni, nella DTF 133 V 14 la nostra Massima istanza si è così espressa:

 

"  (…)

5. La responsabilité instituée par l'art. 78 LPGA
est subsidiaire en ce sens qu'elle ne peut intervenir que si la prétention
invoquée ne peut pas être obtenue par les procédures administrative et
judiciaire ordinaires en matière d'assurances sociales ou en l'absence d'une
norme spéciale de responsabilité du droit des assurances sociales, comme par
exemple les art. 11 LAI, 6 al. 3 LAA ou encore 18 al. 6 LAM (voir Kieser,
ATSG-Kommentar, Zurich 2003, notes 3 et 4 ad art. 78). Elle suppose qu'une
personne assurée ou un tiers ait subi un dommage. La demande doit par ailleurs
être présentée aux autorités compétentes, qui se prononcent ensuite par une
décision. Il appartient aux lois spéciales de déterminer quelle autorité est
compétente et pour quelle assurance (rapport du 26 mars 1999 de la Commission
du Conseil national de la sécurité sociale et de la santé [CSSS], FF 1999
4317). En matière d'assurance-invalidité, l'art. 59a LAI prévoit à cet effet
que les demandes en réparation doivent être adressées à l'office AI, qui statue
par voie de décision.

 

6. Selon l'art. 20 al. 1 LRCF, auquel renvoie l'art.
78 al. 4 LPGA (voir aussi l'art. 70 al. 3 let. b LAVS auquel renvoie pour
l'assurance-invalidité l'art. 66 LAI), la responsabilité de la Confédération
(en l'espèce l'assureur) s'éteint si le lésé n'introduit pas sa demande de
dommages-intérêts ou d'indemnité à titre de réparation du tort moral dans
l'année à compter du jour où il a eu connaissance du dommage. Il s'agit d'un
délai de péremption, et non de prescription, lequel ne peut être interrompu,
mais uniquement sauvegardé par le dépôt en temps utile de la demande. Par
«connaissance du dommage», il faut entendre une connaissance telle que le
demandeur puisse agir utilement, ce qui implique qu'il connaisse non seulement
le dommage au sens strict, mais encore les autres conditions permettant de
mettre en cause la responsabilité de la Confédération (ATF 108 Ib 98 consid.
1b; consid. 2a de l'arrêt 5A.3/1999 du 18 janvier 2000 non publié aux ATF 126
II 63). (…)".

 

Il Tribunale Federale ha dunque rammentato che la responsabilità
prevista dall'art. 78 LPGA è sussidiaria, nel senso che può intervenire
unicamente se la pretesa invocata non può essere ottenuta tramite le procedure
amministrative e giudiziarie ordinarie in materia di assicurazioni sociali o in
assenza di una norma speciale di responsabilità del diritto delle assicurazioni
sociali, come per esempio gli art. 11 LAI, 6 cpv. 3 LAINF, art. 18 cpv. 6 LAM (DTF
133 V 14, consid. 5; STF I 299/06 del 4 aprile 2007, consid. 7.2). Ciò è il
caso in particolare per l'assicurazione contro le malattie, dove manca una
norma in tal senso (Kieser, op.
cit., n. 3 e 4 ad art. 78, pag. 984 seg.).

 

                               2.5.   In concreto, il ricorrente ha
postulato personalmente un risarcimento danni nei confronti della Cassa di
compensazione a dipendenza delle due procedure di revisione attuate dall'amministrazione
per i periodi 1999-2002 e 2003-2006 che l'hanno qualificato come un salariato
di __________, ora __________ che, a suo dire, sarebbero totalmente errate.
Egli ha quantificato le sue pretese per presunti danni "quale persona
fisica" (Fr. 43'476.-) e per danni "per l'attività
professionale" (Fr. 162'000.-), nonché ha preteso un versamento
mensile (Fr. 8'000.-) dal 1° maggio 2009 fino a quando non avrà trovato un
posto di lavoro adeguato (doc. A9).

 

A ciò ha fatto seguito la decisione del 22 giugno 2009 emanata
dalla Cassa di compensazione, che ha respinto queste pretese non essendo
adempiute le condizioni dell'art. 78 LPGA.

 

Con il ricorso l'assicurato, patrocinato, ha osservato che il provvedimento
che ritiene illecito e lesivo della sua salute psicofisica è la decisione della
Cassa del 18 agosto 2008, con cui è stato ritenuto salariato di __________, ora
__________, per il periodo 2003-2006.

Al proposito, occorre però rilevare che l'amministrazione non ha
(mai) ritenuto RI 1 lavoratore dipendente della summenzionata SNC, bensì della
società __________ (doc. A3).

 

Inoltre, riguardo alla vertenza che vede da anni opposto il ricorrente
alla Cassa di compensazione convenuta circa la qualifica del suo statuto
contributivo, vanno distinti due diversi momenti: da una parte, l'affiliazione
dell'insorgente come dipendente di __________ nel periodo contributivo
1999-2002; dall'altra, come salariato della stessa ditta, ma per gli anni
2003-2006.

 

Come indicato da entrambe le parti, sul primo periodo si è già
espresso in tre occasioni questo Tribunale (STCA dell'8 novembre 2004,
30.2003.70+73; STCA del 18 settembre 2006, 30.2005.49-50; STCA del 23 luglio 2008, 30.2008.19-20) e tutte e tre i giudizi cantonali hanno fatto oggetto di
altrettante sentenze emesse dal Tribunale federale (delle assicurazioni), l'ultima
delle quali è del 7 ottobre 2009 (9C_694/2008), quindi posteriore all'introduzione
del presente ricorso.

In merito all'affiliazione del ricorrente alla Cassa di compensazione
come dipendente per gli anni 2003-2006, invece, all'ora attuale v'è soltanto la
decisione formale di tassazione d'ufficio emessa il 18 agosto 2008 dall'amministrazione
a seguito della revisione periodica effettuata presso la società __________.

L'assicurato ha formulato opposizione contro questo provvedimento
ma, ad oggi, la Cassa non ha ancora emesso la decisione su opposizione.
Infatti, come convenuto il 17 ottobre 2008 (doc. A4) con l'allora patrocinatore
dell'interessato in occasione dell'audizione del ricorrente, non presente
personalmente, la trattazione di questa opposizione è stata sospesa, poiché
"nelle prossime settimane, onde regolare il problema di
rappresentatività della SNC, questa sarà tramutata in una società a personalità
giuridica. Chiede pertanto che questa circostanza assuma per la Cassa la
valenza di novum e chiede per il momento la sospensione della procedura di
decisione su opposizione.".

 

In sostanza, quindi, la procedura relativa agli anni di contribuzione
2003-2006 è ancora agli inizi. Una volta emanata la decisione su opposizione l'assicurato,
se lo riterrà, potrà impugnare l'atto con ricorso a questo Tribunale (art. 56
LPGA) e, se del caso, come in precedenza, potrà portare le sue lamentele fin davanti
al Tribunale federale.

 

Ciò stante, è mal venuto il ricorrente, a questo stadio della procedura,
a lamentarsi che il citato provvedimento del 18 agosto 2008 sia "illecito
e lesivo della sua salute psicofisica". In tal modo egli contesta nel
merito il provvedimento e pone implicitamente le basi per una (futura) richiesta
di risarcimento danni a dipendenza di questa decisione di affiliazione come
dipendente.

Ma, come ha rilevato lo stesso assicurato, prima di giungere ad
una domanda di risarcimento danni occorre che egli non possa avere ottenuto
soddisfazione tramite le procedure amministrative e giudiziarie ordinarie in
ambito di assicurazioni sociali (DTF 133 V 14, consid. 5). E poiché il fulcro
delle sue contestazioni nei confronti delle decisioni della Cassa concerne,
come ben evidenziato al punto 11 del ricorso, il suo assoggettamento quale
salariato di __________ SNC [recte: __________] – le pretese economiche
sollevate inizialmente con scritto del 29 aprile 2009 (doc. A9) non sono più
state invocate con l'atto ricorsuale -, l'insorgente deve dunque innanzitutto
esaurire le vie ordinarie per ottenere un giudizio definitivo sulla determinazione
del suo statuto contributivo AVS/AI/IPG.

 

                               2.6.   Per quanto concerne il
periodo contributivo 1999-2002, come visto, il Tribunale federale si è
pronunciato il 7 ottobre 2009 sul terzo ricorso dell'assicurato, quindi dopo
la formulazione del gravame qui in discussione. È solo dunque a partire da
quella data che, qualora ritenesse non avere ottenuto soddisfazione nemmeno
dall'ultima sentenza della Massima istanza circa la definizione del suo
assoggettamento, l'interessato può eventualmente fare valere una domanda di
risarcimento danni ex art. 78 LPGA.

 

Riguardo al successivo periodo, quello portante sugli anni
2003-2006, come indicato la procedura amministrativa è attualmente sospesa davanti
alla stessa Cassa di compensazione per volere delle parti. Questo TCA rileva, in proposito, che non risulta dagli atti, come sostiene l'insorgente, che le stesse
si sono accordate che "trasformando la __________ in una società a
garanzia limitata l'assicurato sarebbe stato assoggettato come
indipendente (cfr. doc. 3 e 5)". Dal verbale del 17 ottobre 2008 (doc.
A4) emerge unicamente che detta società sarebbe stata tramutata in una società
a personalità giuridica e, pertanto, la procedura di opposizione è stata
concordemente sospesa. Il tema non va qui esaminato non essendo oggetto del
ricorso. E' comunque opportuno evidenziare che il summenzionato verbale prevede
da ultimo che "Sarà cura della parte istante prendere contatto con la
Cassa dopo l'avvenuta iscrizione della nuova società.".
In tal senso, agli atti v'è lo scritto del 23 dicembre 2008 (doc. A5) con cui
il precedente legale dell'assicurato ha informato l'amministrazione che era
stata costituita la __________ e che "Per la questione relativa ai
contributi, rimandiamo pertanto a quanto discusso durante il colloquio.".
In seguito, l'interessato medesimo, il 13 marzo 2009 (doc. A7), ha sollecitato
la Cassa ad emanare la decisione su opposizione relativa alla decisione formale
del 18 agosto 2008, cui l'amministrazione ha risposto negativamente il 18 marzo
successivo (doc. A8) a motivo che "la questione inerente la sua
qualifica contributiva rimane in sospeso, in attesa della nuova sentenza del
Tribunale federale, fatto salvo un ritiro da parte sua del ricorso in questione"
e che "quanto precede fu esplicitamente concordato con l'avv.
__________, in occasione dell'incontro del 17 ottobre 2008".

L'assicurato ha sollecitato la riattivazione della procedura amministrativa
contestualmente al ricorso (doc. I punto 13) e l'amministrazione, con la
risposta di causa, ha invitato il ricorrente ad una "comunicazione
formale in tal senso" (doc. III pag. 3). Al riguardo, l'insorgente ha
rilevato di avere già inoltrato una tale richiesta in passato, ma con esito negativo
(doc. V), senza così presentarne espressamente e formalmente un'altra.

 

Questo Tribunale stigmatizza il comportamento di entrambe le parti
in merito alla procedura relativa alla revisione effettuata nell'estate 2008 dalla
Cassa presso __________ sugli anni 2003-2006 ed alla conseguente qualifica del
ricorrente come dipendente di questa società. Una maggiore chiarezza del
verbale del 17 ottobre 2008 avrebbe evitato successivi fraintendimenti fra gli
interessati. Da un lato, infatti, l'insorgente ha asserito che l'amministrazione
era d'accordo di affiliare l'interessato come indipendente retroattivamente dal
2003 una volta trasformata la SNC in Sagl e costituita quindi la __________. Dall'altro
lato, la Cassa ha affermato che la procedura amministrativa derivante dall'opposizione
alla decisione di tassazione d'ufficio del 18 agosto 2008 che l'assoggettava
come salariato di __________ SNC [recte: __________] fosse stata sospesa nell'attesa
che il Tribunale federale si pronunciasse (per la terza volta) sulla revisione
relativa al periodo 1999-2002.

Ad ogni buon conto, visto che il 7 ottobre 2009 è stato emesso l’atteso
giudizio federale, qualora non vi avesse nel frattempo già provveduto, la Cassa
di compensazione è invitata a riattivare la procedura amministrativa ed a
rendere la decisione su opposizione di sua competenza relativa agli anni
2003-2006.

 

In queste circostanze, dunque, va ritenuto che nemmeno per questo
secondo quadriennio le vie amministrative e giudiziarie ordinarie sono state
esaurite. Pertanto, l'assicurato non poteva invocare una richiesta di
risarcimento danni derivante dal suo assoggettamento - provvisorio, non sapendo
effettivamente ancora se questa qualifica del suo statuto contributivo sarà
definitiva - quale dipendente di __________ (e non di __________ SNC come più
volte erroneamente affermato dall'interessato).

 

È così a buon diritto che, conformemente alla giurisprudenza sviluppata
sull'art. 78 LPGA, la Cassa di compensazione ha respinto la richiesta di
risarcimento danni dell'assicurato del 29 aprile 2009 per carenza dei
presupposti giurisprudenziali.

 

                               2.7.   Da quanto precede discende
che il ricorso formulato il 24 agosto 2009 – seppure definito cautelativo - è chiaramente
superfluo, oltreché defatigatorio. Invero, il presente giudizio – e tanto meno
quello della Cassa, qui impugnato - non pregiudica affatto il diritto dell'interessato
di riformulare una nuova richiesta di risarcimento danni alla Cassa di
compensazione (art. 70 cpv. 2 LAVS), a tempo debito.

 

In effetti, se il ricorrente ritenesse di patire un danno
derivante da un provvedimento della Cassa, all'esaurimento delle vie ordinarie previste
da diritto delle assicurazioni sociali previste per il tema dell'assoggettamento
per gli anni di contribuzione 1999-2002 e 2003-2006, l'assicurato potrà
nuovamente inoltrare all'amministrazione una domanda di risarcimento giusta gli
artt. 70 cpv. 2 LAVS e 78 LPGA.

 

Non avendo in realtà ora deciso circa l'esistenza o meno di un
danno ex art. 78 LPGA in relazione con la legge sulla responsabilità, la Cassa
di compensazione potrà chinarsi (un'altra volta) su una domanda di risarcimento
danni formulata dal ricorrente. In tale evenienza, non si tratterà evidentemente
di un ne bis in idem - come implicitamente temuto dal ricorrente -, essendo
differenti le basi di partenza.

Stante quanto precede, il ricorso deve essere integralmente respinto.

 

Non si fa carico né di tasse né di spese di giudizio alla parte soccombente.

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti