# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 610351a9-4036-561a-91bc-6c7e2f2ec44e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-07-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 21.07.1999 80.1998.222
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-1998-222_1999-07-21.html

## Full Text

Incarto n.

  80.98.00222

  	
  Lugano

  21 luglio 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto
  tributario del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro
  Soldini, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Andrea
  Pedroli, vicecancelliere

  

 

statuendo
sul ricorso del 9 settembre 1998

 

in
materia di:                 IC/IFD 93/94, 95/96, 97/98

 

	
  presentato
  da:

  	
  __________
  __________, Dr. sc. tech.
  __________ __________,  

  rappr.
  da: avv. __________. __________, __________ __________,  

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto

 

 

in
fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   Il 9 dicembre 1997
l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna notificava a __________ __________
le tassazioni IC/IFD 1993-94 (a valere dal 1° novembre 1994 per inizio
dell’assoggettamento) e 1995-96 e il 19 gennaio 1998 la tassazione 1997-98.

                                         Il 3 luglio 1998 il
contribuente, assistito dal __________ -__________ __________, esperto
contabile federale, interponeva reclamo contro le notifiche di tassazione
IC/IFD 1995-96 e 1997-98. L’UT, data la natura della contestazione, estendeva
il reclamo anche al periodo fiscale 1993-94 e con decisione su reclamo risp.
del 10, del 17 e del 24 agosto respingeva il reclamo dichiarandolo tardivo. Per
un errore, che verrà poi corretto in seguito pendente il presente ricorso,
anticipava l’inizio dell’assoggettamento al 1° gennaio 1994.

                                   2.   2.1.

                                         Con il presente,
tempestivo ricorso il contribuente, assistito dall’avv. dott. __________,
chiede l’annullamento delle suddette decisioni su reclamo e, conseguentemente,
la deduzione dalle stesse dell’importo versato dal contribuente alla moglie e
al figlio a titolo di alimenti e, meglio, fr. 82'800.- all’anno.

                                         Lamenta innanzi tutto
l’incompletezza dell’indirizzo “__________ __________, __________, __________
__________ ”, palesemente insufficiente, che sarebbe la causa della mancata
ricezione delle diverse notifiche di tassazione.

                                         Rileva inoltre di essersi
fatto parte diligente il 19 maggio 1998, facendo chiedere dal proprio
fiduciario signor __________ informazioni riguardanti le tassazioni e la loro
notifica all’autorità fiscale ticinese indicata sulle bollette d’imposta, vale
a dire l’Ufficio esazione, il quale si sarebbe limitato a girare la lettera
all’UT, inviando al contribuente copia della lettera di trasmissione con
annesse le notifiche di tassazione 1993-94, 1995-96 e 1997-98.

                                         A fondamento della propria
richiesta il ricorrente, oltre a invocare la mancata notifica degli originali
delle tassazioni, solleva la violazione del divieto di doppia imposizione e la
violazione del principio di solvibilità finanziaria (tenore confiscatorio
dell’imposta).

                                         Censura inoltre
l’immotivata anticipazione dell’assoggettamento al 1° gennaio 1994.

                                         Lamenta infine che l’UT
non è neppure entrato nel merito del reclamo, da intendersi anche quale domanda
di revisione, poiché all’autorità fiscale non poteva sfuggire l’esistenza della
sentenza di divorzio e doveva quindi tenerne conto.

 

                                         2.2.

                                         L’UT propone la reiezione
del ricorso. Rileva di non aver mai ricevuto di ritorno dalla posta un
qualsiasi scritto inviato al ricorrente con la menzione “indirizzo
insufficiente“ o “sconosciuto”. Fa presente, in particolare, che da
informazioni assunte presso l’Ufficio postale di __________ è emerso che il
contribuente ha dato un ordine permanente di deviazione della sua posta
personale presso il suo datore di lavoro.

                                         Corregge comunque l’errore
di trascrizione in cui è incorso nella decisione su reclamo 1993-94, dove al
posto di 11.94 (novembre) quale mese d’inizio dell’assoggettamento è stato
erroneamente battuto 1.94 (gennaio).

 

 

                                   3.   Pendente causa, il
giudice ha potuto accertare che il ricorrente ha impartito all’Ufficio postale
di __________ un ordine permanente di deviazione della sua corrispondenza
personale presso il datore di lavoro sin dal 19 gennaio 1995.

                                         In occasione dell’udienza
del 21 ottobre 1998, le parti si sono riconfermate nelle rispettive posizioni.
In particolare, il ricorrente ha prodotto documentazione relativa agli alimenti
versati ed all’ordine di rispedizione indirizzato all’ufficio postale di
__________. In una ulteriore udienza del 18 marzo 1999, il ricorrente ha
chiesto l’audizione del buralista postale di __________ e l’accertamento delle
modalità di distribuzione della posta indirizzata alla __________. L’esito
degli accertamenti presso gli uffici postali del comune di domicilio del
ricorrente e del comune ove ha sede la società per cui lavora è stato
sottoposto alle parti in data 21 aprile 1999. Il ricorrente ha preso posizione
con scritto del 10 maggio 1999.

 

 

                                   4.   La Camera di diritto
tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli
uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a
condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto esaminare
preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo,
sufficientemente  motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una
persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell'Ufficio di tassazione,
che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Se
l'irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti verranno
retrocessi all'autorità di tassazione per la decisione di merito. In caso
contrario la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.

 

 

                                   5.   5.1.

                                         Gli articoli 206 cpv. 1 LT
e 132 cpv. 1 LIFD stabiliscono che contro la tassazione è consentito interporre
reclamo scritto all'autorità che ha emesso la tassazione nel termine di 30
giorni dall'intimazione della stessa; tale termine, stabilito dalla legge, è
perentorio (art. 192 cpv. 1 LT 1994 e 119 cpv. 1 LIFD). È prevista una deroga
solo quando esiste un motivo di restituzione in intero del termine, vale a dire
quando è provato che l'inosservanza del termine è da attribuire a servizio
militare, malattia, assenza dal cantone o altri gravi motivi riguardanti il
contribuente o il suo rappresentante (art. 192 cpv. 5 LT e 133 cpv. 3 LIFD).

 

                                         5.2.

                                         Per intimazione o notificazione
di un atto si intende la consegna materiale del documento o di un suo esemplare
al destinatario (cfr. ASA 45 p. 471; Guldener, Schweizerisches
Zivilprozessrecht, Zurigo 1979, p. 250 s.; Cocchi/Trezzini, Codice di
procedura civile ticinese annotato, Lugano 1993, p. 180 s.; Knapp,
Grundlagen des Verwaltungsrecht, 4a ediz., vol. I, Basilea 1992, p.
157; CDT n. 144 del 15 maggio 1986 in re D.R.; CDT n. 494 del 12
dicembre 1986 in re K.B.). La tassazione si considera notificata il giorno in
cui viene debitamente intimata, e non al momento in cui il contribuente ne prende
atto. Determinante è che la tassazione entri nella sfera di potere (“Herrschaftsbereich”)
del destinatario (Känzig/Behnisch, Direkte Bundessteuer, 2a
ediz., vol. III, Basilea 1992, n. 3 ad art. 74 DIFD, p. 33).

 

                                         5.3.

                                         L'autorità può notificare
un atto con lettera semplice oppure mediante invio postale raccomandato. Dal
profilo giuridico, la differenza fondamentale concerne l'onere della prova
circa l'effettiva comunicazione di un atto e la data in cui la stessa ha avuto
luogo. Infatti, nel caso della notifica di una decisione con lettera semplice,
l'amministrazione deve assumere l'onere della prova in base alla regola
dell'art. 8 CCS: questa norma, che ha una portata generale e che si applica sia
in diritto privato, sia in diritto pubblico, stabilisce che ove la legge non
stabilisca altrimenti, chi vuol dedurre il suo diritto da una circostanza di
fatto da lui asserita, deve fornirne la prova (DTF 114 III 54, 99 Ib
359). Ora, in caso di invio di una decisione per lettera semplice,
l'accertamento del giorno della notifica – determinante per la decorrenza del
termine d'impugnazione (DTF 115 Ia 17, 113 Ib 297) – può risultare
difficile, specie se il destinatario si è spogliato della busta che la
conteneva: in questa evenienza incombe però all'autorità l'onere di provare la
data in cui è effettivamente avvenuta la notificazione, non potendosi imporre
all'interessato l'obbligo di conservare tutte le buste contenenti una
comunicazione proveniente da un'autorità, in previsione di eventuali
controversie circa l'osservanza di un termine (DTF 99 Ib 359; Catenazzi,
Le insidie dell'invio non raccomandato di atti giudiziali ed amministrativi,
RTT 1974, p. 65 ss.). Più volte, il Tribunale federale ha quindi attirato
l'attenzione delle autorità sui pericoli che sono insiti negli invii con
lettera semplice, adducendo esplicitamente che le controversie relative
all'effettiva comunicazione degli atti possono essere evitate soltanto
ricorrendo ad una notifica mediante lettera raccomandata o contro avviso di ricevimento:
in altre parole, se un'autorità vuole essere sicura che un suo invio giunga al
destinatario, deve allora notificarlo con lettera raccomandata (DTF 101
Ia 8, 99 Ib 362, 61 I 8; ASA 27 p. 358; Catenazzi, op. cit., p. 66; Corti,
L'intimazione delle decisioni secondo l'art. 14 LPamm, in RDAT II-1995 p. 284
s.; Messaggio del Consiglio di Stato n. 4509 del 3 aprile 1996:
Modifica, volta ad abolire l'obbligo di intimare gli atti e le decisioni
mediante invio postale raccomandato, dell'art. 14 della Legge di procedura per
le cause amministrative).

 

                                         5.4.

                                         Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale, la mancata o anomala notificazione di una decisione
amministrativa, come pure l'omessa o difettosa indicazione del rimedio
giuridico, non devono cagionare alcun pregiudizio alle parti (art. 107 cpv. 3
OG e art. 38 PA; DTF 115 Ia 19 consid. 4a, 112 Ia 310 consid. 3). La
facoltà del destinatario di invocare vizi formali trova tuttavia il suo limite
nel principio della buona fede (DTF 107 Ia 72 consid. 4a p. 76; RDAT
1989 n. 28 p. 87 consid. 5). Il destinatario di un'omessa o irregolare
notificazione di una decisione ha sì il diritto di impugnarla anche dopo la
scadenza del termine di ricorso ordinario, ma non può differire la sua azione a
piacimento. Al contrario, deve agire a salvaguardia dei propri diritti, non
appena a conoscenza dell'esistenza di una decisione che lo riguarda (ZBl
95/1994 p. 529 consid. 2b; DTF 112 Ib 417 consid. 2d p. 422, 107 Ia 72
consid. 4a p. 76, 102 Ib 93 consid. 3; STF del 13 giugno 1996 in re E.M.,
inedita, consid. 5a; inoltre Knapp, Grundlagen des Verwaltungsrechts, 4a
ediz., vol. II, Basilea 1993, n. 1920).

 

 

                                   6.   6.1.

                                         Nel caso in esame,
l'autorità di tassazione si è rifiutata di entrare nel merito del reclamo del
ricorrente, argomentando che quest'ultimo ha presentato il reclamo contro le
tassazioni intimategli il 9 dicembre 1997 e il 19 gennaio 1998 solo il 3 luglio
1998. 

                                         Il ricorrente afferma per
contro di non avere mai ricevuto le notifiche in questione e di essersi fatto
parte diligente il 19 maggio 1998, facendo chiedere dal proprio fiduciario
signor __________ informazioni riguardanti le tassazioni e la loro notifica
all’autorità fiscale ticinese indicata sulle bollette d’imposta; il reclamo
sarebbe perciò tempestivo.

 

                                         6.2.

                                         In una recentissima
sentenza (STF n. __________.__________/__________ e
__________.__________/__________ del 14 giugno 1999, inedita), il Tribunale
federale ha negato che dalla propria giurisprudenza possa essere ricavata una regola
generale secondo cui, allorquando l'amministrato viene a conoscenza dell'esistenza
di una decisione a lui destinata, la quale non gli è però stata notificata,
questi debba reagire a tale situazione, chiedendo la ripetizione della notifica
entro il termine previsto dalla legge per ricorrere o reclamare. In verità, la
giurisprudenza è a questo proposito meno rigorosa: essa esige unicamente che
l'amministrato non possa attendere quanto più gli pare per chiedere una nuova
notifica della decisione che lo riguarda, ma deve agire entro un termine, che,
tenuto conto delle circostanze concrete, appaia ragionevole, nonché rispettoso
dei principi della buona fede e della certezza del diritto (cfr. DTF 119
Ib 64 consid. 3b, e in particolare le pag. 71‑72 con vari riferimenti).
Un simile termine non deve necessariamente corrispondere a quello stabilito
dall'ordinamento legislativo per l'inoltro di un rimedio di diritto. Fosse vero
il contrario, la parte alla quale non è stata intimata una decisione che la
concerne, ma che apprende in altro modo dell' esistenza della medesima,
verrebbe addirittura a trovarsi in una posizione più svantaggiosa di chi invece
la decisione l'ha ricevuta, anche se sprovvista di ogni indicazione riguardo ai
rimedi di diritto esperibili: in quest'ultimo caso la prassi considera in
effetti come tempestivo il gravame introdotto anche dopo la scadenza del
termine di ricorso (Rhinow/Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung,
Ergänzungsband, Basilea e Francoforte 1990, 5 86 B III, pag. 293). Certo –
prosegue l’Alta Corte –, in singoli casi, dove la notifica di una decisione è
avvenuta in modo scorretto, la giurisprudenza ha valutato la tempestività della
reazione dell' amministrato, tenendo conto del termine previsto dalla legge per
impugnare tale atto. Va però detto che ciò è sempre avvenuto in presenza di
circostanze particolari, per cui alle parti non poteva obiettivamente sfuggire
l'obbligo di agire entro un ben preciso termine.

 

                                         6.3.

                                         Nella medesima sentenza,
il Tribunale federale ha ulteriormente argomentato che, per l’art. 116 LIFD, la
decisione di tassazione deve essere provvista dell'indicazione dei rimedi di
diritto, così che al contribuente risulti chiaro in che modo ed entro quale
termine egli abbia la possibilità di insorgere contro la medesima. Laddove una simile
indicazione dovesse mancare, questi può quindi validamente inoltrare reclamo
anche dopo lo scadere del termine processuale previsto per un simile atto (Känzig/Behnisch,
Die direkte Bundessteuer, vol. III, Basilea 1992, n. 13 ad art. 95 DIFD). Per
contro le bollette d’imposta non riportano di regola nessuna indicazione circa
le modalità di reclamo, di modo che non si può oggettivamente pretendere dal
contribuente che si vede recapitare degli atti di questo genere, che egli abbia
a reagire entro un ben determinato termine dalla loro ricezione, per rimettere
in discussione la decisione di tassazione sulla quale tali bollette si basano.
Analogamente a quanto avviene nei casi d'omessa indicazione dei rimedi di
diritto, anche nella situazione in parola deve dunque di principio essere
possibile chiedere una formale notifica della decisione di tassazione anche
dopo lo scadere del termine per impugnare un simile atto. 

                                         Sulla base di queste
premesse, la Suprema Corte Federale ha annullato una sentenza di questa Camera,
contestando che potesse essere dichiarato irricevibile il reclamo di un
contribuente che aveva reagito, chiedendo una copia della decisione di
tassazione circa 5/6 settimane dopo la data in cui gli erano state inviate le
bollette per il pagamento dei conguagli, tanto più che l’autorità fiscale non
era stata in grado di dimostrare neppure la data esatta di tali invii.

 

                                         6.4.

                                         Nel caso in esame,
l’autorità fiscale non è stata in grado di comprovare l’avvenuta notificazione
delle decisioni fiscali in questione, per la semplice ragione che, come avviene
usualmente, l’intimazione è stata effettuata tramite invio per posta semplice.
Per la stessa ragione, di fronte all’affermazione del ricorrente, di non averle
ricevute, è pure impossibile la prova della notifica delle bollette relative al
pagamento dei conguagli, che sarebbero state inviate al contribuente il 31
dicembre 1997. Nessun conguaglio è infatti stato pagato, neppure in seguito al
richiamo ed alla diffida seguenti. L’unico invio del quale è provata l’avvenuta
notifica al ricorrente è la diffida per il pagamento del conguaglio
dell’imposta cantonale 1997, avvenuta in data 31 maggio 1998; lo stesso ricorrente
ammette infatti di averla ricevuta e precisa altresì di avere prontamente
reagito, chiedendo di essere ragguagliato circa le modalità di calcolo su cui
si fondava il conguaglio in questione.

 

                                         6.5.

                                         Ora, se si esamina la
fattispecie alla luce delle considerazioni formulate nella sentenza del
Tribunale federale precedentemente menzionata, si deve concludere che
l’autorità di tassazione non era in condizione di poter dichiarare irricevibili
i reclami del ricorrente, in mancanza di prove circa la regolarità della
notificazione delle decisioni di cui si tratta. A tali considerazioni deve poi
aggiungersi un ulteriore aspetto, messo in risalto dal ricorrente. Risulta
infatti che quest’ultimo aveva impartito alla Posta un ordine di rispedizione,
in virtù del quale gli invii a lui destinati dovevano essere inviati alla
società sua datrice di lavoro. Tuttavia, quando l’ufficio postale di Carona
effettuava la rispedizione indirizzandola a dott. __________ __________ - casella
postale __________ - __________ __________, anziché a __________
__________, l’invio veniva ritornato al mittente, in quanto la casella
postale __________ è intestata non al signor __________ bensì alla __________
__________. 

                                         È dunque possibile che
anche queste complicazioni nell’inoltro della corrispondenza al ricorrente
abbiano contribuito ad intralciare la regolare notificazione delle decisioni. 

                                         Non è tuttavia necessario
approfondire tale aspetto, poiché non è certo il contribuente che deve
comprovare la mancata notificazione delle decisioni.

 

 

                                   7.   Il ricorso è
pertanto accolto. Le decisioni su reclamo sono annullate e gli atti sono
rinviati all’autorità fiscale perché entri nel merito delle censure del
ricorrente. Non si prelevano quindi né tassa di giustizia né spese processuali
ed al ricorrente è riconosciuta un’indennità per ripetibili.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

 

                                   1.   Il ricorso è accolto.

                                         §    Di
conseguenza, le decisioni su reclamo del 10, 17 e 24 agosto 1998 sono annullate
e gli atti sono rinviati all’autorità fiscale perché entri nel merito delle
censure del ricorrente.

 

                                   2.   Non si prelevano né tassa
di giustizia né spese.

                                         Al ricorrente è
riconosciuta un’indennità di fr. 2’500.– per ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione alle parti.

 

                                   4.   Per l'IC il presente
giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT).

                                         Per l'IFD è ammesso il
ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).

 

 

 

per
la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello

Il
Presidente:                                                          Il
Segretario: