# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 463c8e95-f624-5543-a461-390c3f095396
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2018-11-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.11.2018 D-1533/2017
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1533-2017_2018-11-07.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1533/2017 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  7  n o v e m b r e  2 0 1 8  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Emilia Antonioni Luftensteiner, Claudia Cotting-Schalch,  

cancelliere Lorenzo Rapelli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Eritrea,   

patrocinato dall Sig. Rosario Mastrosimone,  

SOS Antenna Profughi,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento; 

decisione della SEM del 16 febbraio 2017 / N (…). 

 

 

 

D-1533/2017 

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Fatti: 

A.  

A._______, cittadino eritreo con ultimo domicilio a B._______ (nome uffi-

ciale locale: C._______), nella regione del sud (Zoba Debub), è espatriato 

nell’ottobre del 2014 giungendo poi in Svizzera il 10 luglio 2015, data nella 

quale ha depositato la propria domanda d’asilo (cfr. atto A8). 

Sentito sui motivi alla base della stessa, egli ha dichiarato di aver svolto la 

dodicesima classe alla scuola Warsay Yikelao, situata nel campo di adde-

stramento di Sawa, presso il quale avrebbe anche ottenuto un primo adde-

stramento militare. Dopo aver ricevuto un congedo di un mese nell’estate 

del 2014, egli sarebbe dovuto tornare a Sawa al fine di farsi assegnare ad 

un’unita militare civile a dipendenza del punteggio ottenuto nel corso 

dell’anno scolastico precedente. Sennonché, conscio che, in virtù delle sue 

scarse doti di studente, avrebbe con ogni probabilità dovuto integrare l’ap-

parato militare, egli si sarebbe deciso a non fare ritorno al campo di adde-

stramento nonostante le autorità avessero iniziato a richiamare in servizio 

i giovani del suo girone. Dopo aver lasciato il paese, l’interessato avrebbe 

appreso dalla madre che le autorità gli avrebbero trasmesso un invito a 

ripresentarsi a Sawa (cfr. atto A8). 

B.  

Con decisione del 16 febbraio 2017, notificata al richiedente il giorno se-

guente (cfr. atto A28), la Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: 

SEM) ha respinto la succitata domanda d’asilo, pronunciando contestual-

mente il suo allontanamento dalla Svizzera ed ordinandone l’esecuzione 

siccome lecita, esigibile e possibile 

C.  

Il 13 marzo 2018 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d’entrata: 14 

marzo 2018), l’interessato è insorto contro detta decisione con ricorso di-

nanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale). In via 

principale egli ha postulato l’annullamento della decisione impugnata, il ri-

conoscimento dello statuto di rifugiato e la concessione dell’asilo. In primo 

subordine ha chiesto la ritrasmissione degli atti alla SEM per una nuova 

valutazione di tali aspetti. In via ancor più subordinata di essere ammesso 

provvisoriamente in Svizzera dopo constatazioni della presenza di ostacoli 

all’esecuzione dell’allontanamento. Altresì ha presentato, secondo il senso, 

una domanda di assistenza giudiziaria, come esenzione dal versamento 

delle spese processuali e del relativo anticipo. 

D-1533/2017 

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Contestualmente al proprio ricorso, l’insorgente, oltre agli allegati d’uso, ha 

fatto pervenire al Tribunale diverse fotografie che lo ritraggono in divisa ed 

una copia del certificato di iscrizione alla scuola Warsay Yikelao. 

D.  

Con ulteriore scritto del 31 marzo 2017, il ricorrente ha versato agli atti il 

summenzionato certificato in originale. 

E.  

Il 26 luglio 2018 il Tribunale ha accolto la domanda di assistenza giudiziaria 

ed ha trasmesso gravame e mezzi di prova alla SEM. 

F.  

Con osservazioni del 6 agosto 2018, l’autorità intimata ha presentato la 

propria risposta all’allegato ricorsuale. 

G.  

Il 29 agosto 2018, il ricorrente si è espresso in replica. 

H.  

Lo scambio scritti si è concluso con la duplica della SEM del 19 settembre 

2018, trasmessa per conoscenza all’insorgente. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti saranno ripresi nei conside-

randi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la legge sull’asilo non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). Fatta ec-

cezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù 

dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA 

prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L’atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell’art. 5 PA. 

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-

gno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 

cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. 

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Pagina 4 

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al 

contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti. 

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la 

violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato 

né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche 

della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. 

DTAF 2014/1 consid. 2). I principi della massima inquisitoria e dell’applica-

zione d’ufficio del diritto sono tuttavia limitati: l’autorità competente procede 

difatti spontaneamente a constatazioni complementari o esamina altri punti 

di diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in tal 

senso (cfr. DTF 122 V 157 consid. 1a; DTF 121 V 204 consid. 6c; DTAF 

2007/27 consid. 3.3).  

2.2 Nelle procedura d’asilo – così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo 

dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi in relazione con l’art. 12 PA, Art. 

106 cpv. 1 lett. b LAsi). In concreto, l’autorità deve occuparsi del corretto e 

completo accertamento della fattispecie, procurarsi la documentazione ne-

cessaria alla trattazione del caso, accertare le circostanze giuridiche ed 

amministrare in tal senso le opportune prove a riguardo (cfr. DTAF 2012/21 

consid. 5). D’un lato, v’è un accertamento inesatto dei fatti quando la deci-

sione si fonda su fatti incorretti e non conformi agli atti, e dall’altro lato, v’è 

un accertamento incompleto dei fatti quando non è tenuto conto di tutte le 

circostanze di fatto giuridicamente rilevanti (cfr. DTAF 2015/10 consid. 3.2 

con rinvii; KÖLZ/HÄNER/BERTSCHI, Verwaltungsverfahren und Verwaltungs-

rechtspflege des Bundes, 3a ed. 2013, n. 1043, pag. 369 segg.).  

3.  

3.1 Nella querelata decisione, l’autorità di prime cure ha considerato inte-

gralmente inverosimile il racconto dell’interessato. A mente della SEM, il 

richiedente asilo avrebbe reso asserzioni inconsistenti in merito alla sua 

esperienza a Sawa. Egli non sarebbe stato in misura di descrivere attendi-

bilmente né il suo arrivo, né il suo soggiorno, né tantomeno il periodo tra-

scorso nel campo di addestramento. Le sue spiegazioni in merito al viaggio 

verso tale luogo si sarebbero rivelate insufficienti. Anche quo alle “fattezze” 

di Sawa, il suo resoconto sarebbe stato lacunoso, di modo che l’autorità di 

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prime cure è giunta persino a mettere in dubbio che l’interessato vi abbia 

soggiornato. A comprova di ciò, ha proseguito l’autorità di prime cure, an-

drebbero annoverate anche le vaghe e stereotipate affermazioni del richie-

dente asilo in merito alla sua permanenza in loco. La caratterizzazione 

dell’addestramento iniziale e del successivo periodo di studio sarebbe in-

vero stata proposta per il tramite di una superficiale descrizione delle gior-

nate tipo. Egli non sarebbe segnatamente stato in misura di dettagliare il 

contenuto dell’addestramento iniziale, il tenore delle lezioni e le materie 

insegnate così come l’istruzione militare finale e le relative simulazioni di 

combattimento. Oltremodo, ha concluso l’autorità di prima istanza, le alle-

gazioni riguardanti la diserzione sarebbero inconsistenti e contrastanti. 

L’insorgente avrebbe infatti dapprima asserito che le autorità militari avreb-

bero iniziato a cercarlo in quanto non avrebbe rispettato i termini del con-

gedo, sicché gli avrebbero mandato un richiamo. Successivamente, egli si 

sarebbe però smentito, affermando che il richiamo non sarebbe mai arri-

vato a casa e che avrebbe appreso delle ricerche solo dopo l’espatrio. Di-

poi, durante l’audizione sulle generalità, l’interessato nemmeno sarebbe 

stato in misura di descrivere il momento del recapito della comunicazione 

alla madre né tantomeno il suo contenuto. Inoltre, nel corso dell’audizione 

sulle generalità il richiedente asilo avrebbe affermato di doversi recare a 

Sawa per sapere il luogo in cui sarebbe stato mandato mentre in seguito 

avrebbe ricondotto tale necessità al fatto di ottenere informazioni circa il 

suo punteggio dell’anno precedente. Su tali presupposti, l’asserito espatrio 

illegale non sarebbe rilevante in materia d’asilo. 

3.1.1 Con ricorso, l’insorgente contesta le valutazioni dell’autorità di prime 

cure. A suo dire, la descrizione del viaggio non presenterebbe alcun indizio 

dal quale poter inferire elementi d’inverosimiglianza. Lo stesso varrebbe 

del resto anche quanto alla caratterizzazione dell’area di Sawa, che, per 

quanto scarna, corrisponderebbe alle informazioni note sulla realtà pae-

saggistica (effettivamente povera) del luogo. Oltremodo, prosegue il ricor-

rente, la descrizione temporale di una giornata tipo da lui fornita sarebbe 

stata minuziosa. Egli avrebbe inoltre reso indicazioni concludenti circa la 

sua incorporazione e le generalità del suo insegnante. Per quanto succinta, 

la sua esposizione circa l’addestramento le attività fisiche svolte non giu-

stificherebbe un giudizio di inverosimiglianza. Una tale conclusione rischie-

rebbe infatti di essere fuorviante, in particolare laddove si consideri la strin-

gatezza quale aspetto della personalità del richiedente asilo; aspetto che 

trasparirebbe dagli stessi verbali. Ove si consideri il complesso delle alle-

gazioni emergerebbe invece che le stesse siano tali da permettere di con-

cludere che l’insorgente abbia realmente vissuto tali circostanze. Sarebbe 

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infatti difficile immaginare ch’egli fosse in misura di delucidare l’autorità in-

terrogante a proposito dei differenti aspetti della vita militare senza essere 

effettivamente stato incorporato. Oltracciò, conclude l’interessato, le pre-

sunte contraddizioni circa il recapito o meno del richiamo a rientrare in ser-

vizio, pur potendosi effettivamente evincere dai verbali, non sarebbero af-

fatto riconducibili ad un tentativo di avvalersi di un costrutto fittizio ai fini 

della causa. La frase potrebbe infatti essere stata mal interpretata ed inol-

tre, il richiedente asilo avrebbe immediatamente chiarito la corretta crono-

logia dei fatti, senza che nulla gli fosse stato contestato. In quel momento, 

le indicazioni incriminate non sarebbero state in contrasto con nessuna 

delle allegazioni precedenti. Mal si comprenderebbe invero come mai egli 

avrebbe rettificato le sue dichiarazioni se effettivamente intento a escogi-

tare una “storia” in quel preciso istante. Allo stesso modo, quo alla diver-

genza sul motivo per il quale egli si sarebbe dovuto recare nuovamente a 

Sawa, il ricorrente avrebbe semplicemente voluto indicare che, conto te-

nuto delle sue difficoltà scolastiche, sarebbe senz’altro stato assegnato ad 

un percorso in ambito militare. Nel prosieguo del gravame egli rinvia quindi 

ai mezzi di prova prodotti, che, congiuntamente alle sue allegazioni nel 

complesso, renderebbero verosimile la sua versione dei fatti. I motivi 

d’asilo addotti soddisferebbero del resto pienamente le condizioni di cui 

all’art. 3 LAsi. 

3.2 Nell’ambito della propria risposta al gravame, l’autorità intimata ha in 

parte rivisto la propria valutazione del caso. Ritenuti in particolare i docu-

menti prodotti, la SEM ha infatti considerato plausibile che l’insorgente sia 

effettivamente stato nel campo di addestramento di Sawa. Tuttavia, dal 

momento che permarrebbero ugualmente dubbi insormontabili quanto al 

periodo successivo, non sarebbe comunque dato a sapersi se l’interessato 

aspettasse ancora una convocazione o fosse di fatto già stato esentato. 

3.3 In sede di replica, l’insorgente sottolinea come l’ipotesi avanzata dalla 

SEM circa l’eventuale esenzione dal servizio nazionale sarebbe il frutto di 

impressioni soggettive non supportate da sufficienti riscontri. Essa non 

avrebbe infatti sostenuto che l’esenzione gli sarebbe stata concessa poi-

ché già attivo nel servizio nazionale precedentemente all’emanazione della 

“Proclamation on National Service” o in quanto partecipante alla guerra ci-

vile. Al contrario, la licenza cui avrebbe fatto riferimento l’insorgente do-

vrebbe essere compresa come quella successiva agli esami del dodice-

simo anno. Secondo le fonti riportate nella presa di posizione, tale congedo 

avrebbe effettivamente la durata di un mese e sarebbe spesso utilizzato 

dagli studenti per lasciare il paese. Apparrebbe pertanto verosimile che l’in-

sorgente, che temeva di essere assegnato alla parte militare del servizio 

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nazionale in caso di ritorno a Sawa, abbia disertato o si sia sottratto all’ob-

bligo di leva. La probabilità che i fatti si siano svolti diversamente sarebbe 

invero estremamente bassa. 

4.  

4.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. 

Esso include il diritto di risiedere in Svizzera. Giusta l’art. 3 cpv. 1 LAsi, 

sono rifugiati le persone che, nel Paese d’origine o d’ultima residenza, sono 

esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, 

appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni poli-

tiche, ovvero hanno fondato timore d’essere esposte a tali pregiudizi. Sono 

pregiudizi seri segnatamente l’esposizione a pericolo della vita, dell’inte-

grità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una pressione 

psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre altresì tenere conto dei 

motivi di fuga specifici della condizione femminile (art. 3 cpv. 2 2ª frase 

LAsi). A tenore dell’art. 7 cpv. 3 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).  

4.2 Il timore di essere sanzionati per renitenza o diserzione è oggettiva-

mente fondato allorquando il richiedente è in contatto con le autorità militari 

(cfr. Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso 

in materia d’asilo [GICRA] 2006 n. 3 consid. 4.10 pag. 39). Detto contatto 

è presunto se la diserzione è intervenuta durante il servizio attivo oppure 

se la persona ha ricevuto un ordine di marcia (cfr. GICRA 2006 n. 3 con-

sid. 4.10 pag. 40). Al contrario, il solo rischio di dover probabilmente effet-

tuare il servizio nazionale nel contesto eritreo non costituisce un pregiudi-

zio determinante ai sensi dell’art. 3 LAsi. Dal canto suo, l’espatrio illegale 

dall’Eritrea è invece da considerarsi rilevante solo in presenza di elementi 

supplementari che lascino presupporre che la persona sia malvista dalle 

autorità (cfr. sentenza del Tribunale D-7898/2015 del 30 gennaio 2017 

[pubblicata come sentenza di riferimento] consid. 5.1). 

4.3 In una recente sentenza in ambito di ammissibilità dell’esecuzione 

dell’allontanamento il Tribunale ha tra le altre cose rilevato che il recluta-

mento per il servizio nazionale avviene in genere nel corso dell’ultimo anno 

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della scuola secondaria. Di norma, tutti gli studenti sono tenuti ad assolvere 

il dodicesimo anno di scuola presso il campo di addestramento di Sawa, 

laddove ricevono un basilare addestramento militare, terminano la loro for-

mazione scolastica e sostengono gli esami di fine ciclo. I diplomati migliori 

hanno quindi la possibilità di accedere a degli studi superiori, per poi essere 

assegnati al servizio nazionale civile. Gli studenti con valutazioni più basse 

ricevono invece una formazione professionale all’interno o all’esterno del 

campo di addestramento; in seguito ed a seconda dei casi e delle valuta-

zioni, sono incorporati nel servizio nazionale civile o militare (cfr. sentenza 

del Tribunale D-2311/2016 del 17 agosto 2017 [pubblicata come sentenza 

di riferimento] consid. 12.2 e riferimenti citati).  

5.  

5.1 Ora, visto quanto precede, il Tribunale ritiene che le allegazioni dell’in-

teressato a proposito del suo primo anno a Sawa possano iscriversi in un 

contesto di generale plausibilità. Su tali aspetti la versione del ricorrente 

risulta pure esente da contraddizioni in punti essenziali e, nonostante l’au-

torità di prima istanza sia del parere contrario, può altresì dirsi sufficiente-

mente sostanziata. Le fotografie prodotte in sede ricorsuale avvalorano 

tale tesi in quanto raffigurano incontestabilmente il ricorrente in un contesto 

apparentabile al campo di addestramento citato. Inoltre, il certificato di iscri-

zione agli esami presso la scuola interna allo stesso Sawa risulta conforme 

al materiale comparativo in possesso del Tribunale e come tale può essere 

considerato un valido mezzo di prova a sostegno delle sue dichiarazioni. 

Si può dunque partire dal presupposto che il ricorrente abbia effettivamente 

svolto il dodicesimo anno di scuola a Sawa ricevendo anche una prima 

formazione militare. Del resto, la SEM, nell’ambito della propria risposta al 

gravame, ha a sua volta ritenuto plausibile tale aspetto, riconsiderando de 

facto buona parte della motivazione contenuta nella decisione impugnata. 

5.2 Sennonché, l’autorità di prime cure permane dell’opinione che i suc-

cessivi avvenimenti, e meglio, il congedo e la riconvocazione al campo di 

addestramento non sarebbero verosimili. Ora, la versione dell’interessato 

sembra effettivamente differire sui alcuni aspetti dal momento che nel 

corso dell’audizione sulle generalità, egli pare aver dapprima asserito che 

le autorità avrebbero iniziato a cercarlo e che gli avrebbero mandato un 

richiamo salvo poi, di lì a poco, affermare di non aver ricevuto nulla al do-

micilio e di aver semplicemente appreso che le stesse “stavano facendo il 

giro”. Tuttavia, a mente del Tribunale, tale presunta dissonanza non per-

mette ad essa sola di giungere con la necessaria preponderanza ad un 

giudizio d’inverosimiglianza. In primo luogo, le dichiarazioni in questione 

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Pagina 9 

sono state rilasciate nell’ambito di un’audizione volta ad accertare le gene-

ralità del ricorrente e non i suoi motivi d’asilo (tanto che l’interessato non è 

stato questionato al riguardo ma unicamente a proposito del percorso for-

mativo). Inoltre, a ben guardare si potrebbe altresì ritenere che il ricorrente, 

più che rendere asserti contradditori, abbia voluto precisare quanto asse-

rito poc’anzi, finanche ch’egli avesse potuto omettere di distinguere tra il 

periodo di permanenza nel paese d’origine e quello successivo. Non di 

meno, alla luce delle fonti disponibili, la durata del congedo estivo da lui 

indicata sembra a sua volta plausibile. Lo stesso può dirsi quanto al fatto 

di doversi ripresentare onde ottenere i risultati del dodicesimo anno e co-

noscere il suo percorso futuro in seno al servizio nazionale. Del resto, an-

che le ulteriori considerazioni della SEM (che ha intravisto dell’incon-

gruenze a proposito del motivo per il quale l’interessato si sarebbe dovuto 

recare nuovamente a Sawa) sembrano d’acchito ingiustificate. Le due que-

stioni (il fatto di conoscere il punteggio del dodicesimo anno e di sapere il 

settore di futura assegnazione) sono infatti strettamente correlate. Menzio-

nando alternativamente le due circostanze, l’insorgente non ha dunque 

reso dichiarazioni contrastanti bensì ha elencato due aspetti interdipen-

denti della medesima contingenza. 

5.3 Sia quel che sia, quanto appare indubbio in specie è che l’autorità di 

prime cure sia incappata in un accertamento inesatto delle circostanze giu-

ridicamente rilevanti. Ciò mettendo dapprima a torto in dubbio il vissuto 

dell’insorgente a Sawa (salvo poi correggersi in sede ricorsuale a fronte dei 

mezzi di prova prodotti) e successivamente ritenendo inverosimili gli avve-

nimenti susseguenti sulla sola scorta di valutazioni poco convincenti. Ciò 

detto, il Tribunale ritiene giudizioso rinviare la presente causa alla SEM 

perché quest’ultima abbia a verificare dettagliatamente e sulla base di un 

giudizio di probabilità preponderante (tenente conto anche dei succitati 

aspetti di plausibilità) se il ricorrente possa o meno essere considerato 

quale renitente/disertore. In buona sostanza, l’autorità è chiamata ad ac-

certare se, dopo lo svolgimento del dodicesimo anno di formazione, l’inte-

ressato sia stato effettivamente esentato dalla leva o se, al contrario, non 

si sia ripresentato in servizio nonostante fosse tenuto a farlo. 

6.  

Pertanto, il ricorso è accolto e la decisione della SEM del 2 marzo 2017 è 

annullata. Gli atti di causa sono trasmessi alla SEM (art. 61 cpv. 1 PA) af-

finché la stessa proceda, in termini ragionevoli (art. 29 cpv. 1 Cost.), a pro-

nunciare una nuova decisione rispettosa dei considerandi della presente 

sentenza, eventualmente dopo ulteriori misure d’istruzione. 

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Pagina 10 

Su tali presupposti, il Tribunale può esimersi dal passare in rivista le ulte-

riori censure ricorsuali, segnatamente per quanto concerne gli aspetti rela-

tivi all’esecuzione dell’allontanamento. 

7.  

7.1 Visto l’esito della procedura non si prelevano spese processuali (art. 63 

cpv. 1 seg. PA). 

7.2 Giusta l’art. 64 PA, l’autorità di ricorso se ammette il ricorso in tutto o in 

parte, può, d’ufficio o a domanda, assegnare al ricorrente un’indennità per 

le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. La parte 

vincente ha diritto alle ripetibili per le spese necessarie derivanti dalla 

causa (art. 7 cpv. 1 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). Le parti che chiedono la rifusione di ripetibili de-

vono presentare al Tribunale, prima della pronuncia della decisione, una 

nota particolareggiata delle spese ed il Tribunale fissa l’indennità dovuta 

alla parte sulla base di tale nota. In difetto di tale nota il Tribunale fissa 

l’indennità sulla base degli atti di causa (cfr. art. 14 TS-TAF). 

8.  

Nella fattispecie, in difetto di una nota particolareggiata, l’indennità per 

spese ripetibili è fissata d’ufficio dal Tribunale sulla base degli atti di causa 

in CHF 1050.– (disborsi e indennità supplementare in rapporto all’IVA com-

presi) (art. 14 cpv. 2 TS-TAF, art. 9 cpv. 1 lett. c TS-TAF, art. 7 TS-TAF). 

9.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ri-

corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF).  

La pronuncia è quindi definitiva. 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-1533/2017 

Pagina 11 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è accolto. La decisione della SEM del 16 febbraio 2017 è annul-

lata e gli atti di causa le sono ritrasmessi per la pronuncia di una nuova 

decisione ai sensi dei considerandi. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

La SEM rifonderà al ricorrente complessivamente CHF 1050.– a titolo di 

indennità ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Lorenzo Rapelli 

 

 

Data di spedizione: