# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6b176b27-ceed-5320-ba5e-4077b8220321
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-08-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 06.08.1997 12.1997.201
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1997-201_1997-08-06.html

## Full Text

Incarto n.

  12.97.00201

  	
  Lugano

  6 agosto 1997/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente 

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

   

  

 

 

sedente
per statuire nella procedura sommaria per lo sfratto dei conduttori - inc. no. DI.97.00138
della Pretura del distretto di Bellinzona - promossa con istanza 3 giugno 1997
da

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

 

che
il Segretario assessore, con decreto 28 luglio 1997, ha accolto ordinando al
convenuto di mettere a libera disposizione dell’istante l’appartamento di 4
locali oltre cucina, sala da bagno e cantina, sito in Via __________ a
__________;

 

appellante
il convenuto, con ricorso per cassazione 30 luglio 1997, con cui chiede
l’annullamento del decreto di sfratto, la congiunzione della presente vertenza
con quella di cui all’inc. 12’798 e la loro conseguente evasione da parte del
“tribunale cantonale amministrativo civile e penale di Lugano”, nonché di
essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria internazionale e che gli
venga infine nominato un patrocinatore d’ufficio;

 

in virtù dell’art. 313bis CPC

 

 

 

 

considerato

 

 

in
fatto ed in diritto 

 

                                         che
con decisione 28 luglio 1997 il Segretario assessore, rilevando che il
contratto di locazione tra le parti -concluso a tempo determinato- era giunto a
scadenza il 31 maggio 1997 e che l’ente locato non era tuttavia stato
riconsegnato alla proprietaria, ha senz’altro accolto l’istanza e decretato lo
sfratto del convenuto dall’appartamento di 4 locali oltre cucina, sala da bagno
e cantina, sito in Via __________ a __________;

 

                                         che
con ricorso per cassazione 30 luglio 1997 il convenuto chiede l’annullamento
del decreto di sfratto, la congiunzione della presente vertenza con quella di
cui all’inc. 12’798 e la loro conseguente evasione da parte del “tribunale
cantonale amministrativo civile e penale di Lugano”, nonché di essere posto al
beneficio dell’assistenza giudiziaria internazionale e che gli venga infine
nominato un patrocinatore d’ufficio;

                                      

                                         che competente a statuire
sui ricorsi in materia di sfratto, che per legge sono appellabili (art. 508
cpv. 2 CPC; Rep. 1973, 340), è la scrivente Camera;

 

                                         che l’atto ricorsuale
formulato quale “ricorso per cassazione” non è nullo e va trattato come appello
se questa è la forma corretta ed ammissibile dell’impugnativa (Cocchi/Trezzini,
CPC, N. 8 ad art. 309; IICCA 2 febbraio 1993 in re M./R. e llcc., 22
luglio 1993  in re F./T. SA; 28 settembre 1995 in re CE A./M.-R.);

 

                                         che giusta l’art. 506 CPC
nei casi di cessata locazione o affitto, per qualsiasi motivo, o di comodato,
non avvenendo la riconsegna della cosa locata, affittata o data in comodato, il
locatore può domandare direttamente lo sfratto al Pretore con istanza motivata;

 

                                         che i motivi addotti
dall’appellante -in gran parte irriti siccome sollevati per la prima volta in
questa sede (art. 321 CPC)- non possono comportare la riforma del primo
giudizio, in quanto non criticano l’avverarsi dei presupposti per la
concessione dello sfratto, per altro correttamente esposti dal giudice di prime
cure;

 

                                         che,
in particolare, il convenuto non contesta che il contratto di locazione sia
giunto a scadenza il 31 maggio 1997 a dipendenza dello spirare del periodo per
il quale la locazione era stata concessa;

 

                                         che l’appellante sostiene
per contro che il Segretario assessore non era competente a statuire
sull’istanza di sfratto, ma che la decisione sulla stessa doveva invece essere
demandata, in virtù di una “Convenzione” -verosimilmente la Convenzione dei
diritti dell’uomo (CEDU)- ad una non meglio precisata autorità amministrativa;

 

                                         che la censura è
assolutamente infondata, l’art. 506 CPC attribuendo imperativamente al Pretore
o -nei casi dell’art. 11 LOG- al Segretario assessore la competenza a decidere
in prima istanza in merito alla concessione o meno dello sfratto; 

 

                                         che, contrariamente a
quanto ritenuto dall’appellante, la CEDU ed i suoi protocolli aggiuntivi (in
particolare il protocollo n. 9: RS 0.101.09, in RU 1995 p. 3949 e
segg.) non prevedono affatto -ed è semmai vero il contrario- che le istanze di
sfratto debbano essere decise da un’autorità amministrativa, piuttosto che da
un’autorità giudiziaria;

 

                                         che, a sostegno della
domanda di annullamento del decreto di sfratto, l’appellante contesta inoltre
la mancata concessione a suo favore dell’assistenza giudiziaria internazionale
e la mancata nomina di un patrocinatore d’ufficio, che egli sostiene di aver
chiesto al Pretore di Bellinzona da oltre un anno;

 

                                         che
tale censura è infondata già per il fatto che la causa qui in esame ha preso
avvio solo il 3 giugno 1997, per cui è evidente che le rimostranze
dell’appellante non concernono questa, bensì un’altra procedura (e meglio
l’inc. 12’798, già noto a questa Camera, per questi stessi motivi), per altro
concernente altre parti; 

 

                                         che,
in ogni caso, essendo il convenuto rimasto contumace davanti al Segretario
assessore, non è oggettivamente possibile che egli abbia potuto formulare in
prima istanza una richiesta di assistenza giudiziaria o di nomina di un
patrocinatore d’ufficio per la causa che qui ci occupa, per cui, anche per
questo motivo, la censura è senz’altro fuori luogo;

 

                                         che la richiesta di
congiungere la presente vertenza con quella di cui all’inc. 12’798 e quella di
far sì che entrambe le cause vengano poi evase da parte del “tribunale
cantonale amministrativo civile e penale di Lugano”, è assolutamente
improponibile;

 

                                         che innanzitutto la
congiunzione delle due cause è pacificamente esclusa, non essendo adempiute le
condizioni di cui all’art. 72 CPC: non si è in effetti in presenza né di un
litisconsorzio (lett. a), né le due cause sono promosse contro il medesimo
convenuto (lett. b);

 

                                         che inoltre non è
possibile trasmettere entrambe le vertenze ad un altro tribunale, ostandovi da
una parte la circostanza che questa causa è già pendente in questa sede mentre
l’altra lo è davanti al Pretore, e dall’altra il fatto che in ogni caso non
esiste alcun “tribunale cantonale amministrativo civile e penale di Lugano”;

 

                                         che la chiara mancanza di
possibilità di esito favorevole del gravame impone di respingere la richiesta
di assistenza giudiziaria formulata per la procedura d’appello (art. 157 CPC);

 

                                         che non torna infine conto
nominare all’appellante un patrocinatore d’ufficio per la procedura di secondo
grado, atteso che con l’allestimento del gravame la parte appellante ha in
sostanza già esaurito tutti gli atti a sua disposizione in questa sede, tanto è
vero che in appello è escluso un secondo scambio degli allegati (Cocchi/Trezzini,
op. cit., N. 1 ad art. 314; IICCA 14 giugno 1993 in re C./N., 24
febbraio 1995 in re V./S. SA, 23 marzo 1995 in re G./P., 15 novembre 1995
V./O.); del resto neppure vi sono le condizioni per eventualmente citare le
parti ad un dibattimento orale (art. 324 CPC);

 

                                         che l’appello, del tutto
infondato, deve così essere respinto già in occasione dell’esame preliminare dell’art.
313bis CPC;

 

                                         che,
per evidenti motivi di economia processuale, si prescinde dall’intimare il
gravame alla controparte per le osservazioni, stante la chiara situazione
giuridica e la necessità di dar corso, con celerità, alla procedura di sfratto
(IICCA 19 settembre 1994 in re F.F. SA/I., 26 settembre 1994 in re
B./S., 23 agosto 1995 in re A./P., 5 agosto 1996 in re B./S. SA, 26 giugno 1997
in re R./P.);

 

                                         che
la tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 148 CPC);

 

per i quali motivi

visti gli art. 313bis CPC, 321 CPC e 506 e seg. CPC

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   L’appello 30 luglio
1997 __________ è respinto.

 

                                   2.   La domanda di
assistenza giudiziaria è respinta.

 

                                   3.   Gli oneri giudiziari
in complessivi fr. 100.- (con una tassa di giustizia di fr. 80.- e spese di fr.
20.-) sono posti a carico dell’appellante.

 

                                   4.   Intimazione a:   -    __________

                                         Comunicazione alla
Pretura del distretto di Bellinzona

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                            Il
segretario