# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e468dd13-01bd-51c6-b622-cfd471dd954c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-10-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.10.2011 38.2011.53
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2011-53_2011-10-03.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2011.53

   

  DC/sc

  	
  Lugano

  3 ottobre
  2011

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso del 18 giugno 2011 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 19 maggio
  2011 emanata da

  
	
   

  	
  Sezione del lavoro Ufficio delle
  misure attive, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 13
luglio 2010 l'Ufficio delle misure attive (in seguito: UMA) ha posto __________
al beneficio degli assegni per il periodo di introduzione per la durata di 12
mesi con la seguente motivazione:

 

" 
Visti gli art. 59, 59b cpv. 3, 59c, 65 e 66
LADI, art. 90 OADI, tenuto conto della situazione del mercato del lavoro e
delle difficoltà di collocamento dell'assicurato, decide quanto segue:

 

la domanda per l'ottenimento degli assegni per il
periodo d'introduzione del 01.06.2010 è approvata.

 

Data della decisione:             13.07.2010

Nr della decisione:                 322012157

Datore di lavoro:                    RI 1                          __________

Durata:                                  12.0
mesi, dal 01.06.2010 al 31.05.2011

Salario mensile lordo:           CHF 6500.00

 

 

 

Il calcolo che determina la prestazione è il
seguente:

 

              Periodo                           Assegno         Assegno            Salario
residuo azienda

     dal                       al                      in
%               in CHF                              CHF

 

01.06.2010      30.06.2010           60                 3900.00                          2600.00

01.07.2010      31.07.2010           60                 3900.00                          2600.00

01.08.2010      31.08.2010           60                 3900.00                          2600.00

01.09.2010      30.09.2010           60                 3900.00                          2600.00

01.10.2010      31.10.2010           40                 2600.00                          3900.00

01.11.2010      30.11.2010           40                 2600.00                          3900.00

01.12.2010      31.12.2010           40                 2600.00                          3900.00

01.01.2011      31.01.2011           40                 2600.00                          3900.00

01.02.2011      28.02.2011           20                 1300.00                          5200.00

01.03.2011      31.03.2011           20                 1300.00                          5200.00

01.04.2011      30.04.2011           20                 1300.00                          5200.00

01.05.2011      31.05.2011           20                 1300.00                          5200.00

 

Motivo della concessione

L'assicurato/a necessita di un adeguato periodo
d'introduzione.

 

Osservazioni:

Nel salario lordo mensile di CHF 6'500.-- è stata
compresa la quota relativa alla tredicesima mensilità.

 

Condizioni:

Il rispetto del contratto di lavoro del
17.05.2010 è la condizione da cui dipende il versamento degli assegni
d'introduzione. In caso di disdetta del contratto senza motivi gravi (CO art.
337, cpv. 2), data durante il periodo di introduzione (dopo il periodo di
prova), e non concordata con l'autorità cantonale, questa potrà richiedere al
datore di lavoro il rimborso degli assegni versati.

 

Versamento:

Gli assegni d'introduzione saranno versati
all'assicurato dal datore di lavoro per la durata sopraccitata, assieme alla
parte del salario a suo carico. Il datore di lavoro recupera il sussidio della
Cassa disoccupazione inviando mensilmente il conteggio del salario. La Cassa
disoccupazione verserà l'ultimo assegno unicamente quando l'Ufficio misure
attive avrà ricevuto il "Rapporto finale d'attività – API"!

 

La cassa disoccupazione verserà gli assegni per
il periodo d'introduzione al datore di lavoro sul conto:

__________

Informazioni sul provvedimento:

Per tutte le questioni inerenti il provvedimento,
durante il periodo di introduzione, l'interlocutore per l'assicurato e per
l'azienda è la signora __________, tel. +41 91 814 48 11." (Doc. A04)

 

                               1.2.   Il 30
dicembre 2010 la ditta RI 1 ha inviato a __________ uno scritto del seguente
tenore:

 

" 
Con la presente le comunichiamo che il nostro
rapporto lavorativo s'interromperà il 31.01.2011.

La ringrazio per la sua collaborazione ma come
già anticipatole verbalmente non siamo in grado di sostenere uno stipendio pari
al suo e lo sviluppo economico dell'azienda, che pensavamo ci fosse con il suo
ingresso non è avvenuto, questo non certo per sua incapacità ma per una crisi
del settore, quindi prima che la situazione possa mettere a repentaglio la
posizione lavorativa degli altri dipendenti siamo stati costretti a prendere
questa decisione.

Si fa presente che io stesso sto frequentando la
scuola gerenti e dallo 01.02.2011 sarò in grado di svolgere questa funzione
all'interno del mio ristorante." (Doc. A05)

 

                               1.3.   Con
decisione su opposizione dell’11 maggio 2011, confermando quanto figura nella
decisione del 15 febbraio 2011 (cfr. doc. A09) l'UMA ha stabilito che i
presupposti per la concessione degli assegni per il periodo di introduzione non
sono adempiuti, che gli assegni versati devono essere chiesti in restituzione e
che la Cassa di disoccupazione dovrà valutare se sono adempiuti i presupposti
dell'art. 95 LADI.

                                         L'amministrazione
si è al riguardo così espressa:

 

" 
(…)

Nel caso in esame, si osserva che il contratto di
lavoro con il signor __________ è stato interrotto per motivi economici durante
il periodo d'introduzione. Dalle osservazioni contenute nell'opposizione alla
decisione di restituzione non ci sono elementi per una diversa valutazione del
caso." (Doc. A)

 

                               1.4.   Contro la decisione su
opposizione la ditta RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale
chiede che venga annullata la richiesta di rimborso delle prestazioni versante
dall'assicurazione contro la disoccupazione e rileva in particolare:

 

"  (…)

1) Nella lettera di licenziamento abbiamo ritenuto per una ragione
di privacy non enunciare tutte le manchevolezze del signor __________, le quali
hanno reso dannosa economicamente la sua permanenza all'interno di una
struttura, che con tanti sforzi abbiamo reso piena di prospettive e nella quale
abbiamo inserito persone provenienti dalla disoccupazione o da altre
istituzioni cantonali dando loro un lavoro e prospettive di tranquillità
economica, il tutto senza fini speculativi ma per collaborare ad un
reinserimento sociale delle persone.

Per essere più precisi il signor __________ al di là del fatto di
non aver mai rispettato con precisione gli orari di lavoro, come già precisato
nell'opposizione all'Ufficio delle misure attive, si è assentato dal lavoro nel
mese di dicembre e gennaio parzialmente giustificati dalle vacanze a cui aveva
diritto, si consideri che avendo iniziato a lavorare l'1.06.2010 aveva maturato
circa 18 gg., dicendo che per gli altri giorni ci avrebbe trasmesso i
giustificativi che non ci sono mai giunti.

La lettera di licenziamento per un fatto precauzionale non
enunciava tutto ciò al fine di dare il tempo e modo al signor __________ di
inviarci la documentazione, ma ciò non è avvenuto e dopo attente verifiche
siamo venuti a conoscenza del fatto che il signor __________ è stato beatamente
in vacanza tra __________, __________ lautamente pagato da noi e dalle Misure
attive.

Si citano come testimoni i dipendenti della RI 1 i signori __________
e __________." (Doc. I)

 

                               1.5.   Nella sua
risposta del 5 luglio 2011 l'UMA chiede di respingere il ricorso e osserva:

 

" 
(…)

Il datore di lavoro sostiene che il sig. __________
si sia assentato dal lavoro nel corso dei mesi di dicembre 2010 e gennaio 2011
parzialmente giustificati dalle vacanze a cui aveva diritto. I giorni di
vacanza maturati dal 1° giugno 2010 (data d'inizio impiego) secondo RI 1
ammontavano a 18 giorni.

Visto e considerato che la disdetta del rapporto
di lavoro è datata 30 dicembre 2010, l'assenza per il mese di dicembre si
ritiene giustificata. I motivi del licenziamento sono quindi a imputare a
ragioni economiche.

 

Nel merito delle diverse motivazioni addotte nel
ricorso precisiamo che non ci sono nuovi elementi rispetto a quelli contenuti
nell'opposizione interposta il 10 marzo 2011.

In sostanza il signor __________ è stato
licenziato per motivi economici durante il periodo di concessione dell'assegno
per il periodo d'introduzione.

Considerato che la condizione posta sulla
decisione di concessione della misura del 13 luglio 2010, relativa alla
disdetta del contratto di lavoro durante il periodo d'introduzione, non è stata
rispettata, si chiede al lodevole Tribunale di voler respingere il ricorso,
confermando la decisione impugnata." (Doc. III)

                              

                            1.6.  Il 13 luglio
2011 la ditta ha inoltrato uno scritto al TCA nel quale ribadisce che l’assicurato
è stato licenziato per un’assenza ingiustificata dal lavoro (dopo le vacanze) e
ha contestato l’operato dell’amministrazione che non ha sentito l’ex dipendente
(cfr. doc. V).

                                         Al riguardo l’UMA il 10
agosto 2011 si é così espresso:

 

" 
(…)

In data 13 luglio 2011 la ditta RI 1, ha
inoltrato una replica al lodevole Tribunale cantonale delle assicurazioni,
ritenendo che il dipendente sig. __________ si sia astenuto dal lavoro durante
i mesi di dicembre 2010 e gennaio 2011, malgrado avesse diritto a soli diciotto
giorni di vacanza.

 

La fattispecie a cui fa riferimento la ditta RI 1,
ovvero l'assenza ingiustificata sul lavoro da parte del sig. __________ non
viene in alcun modo citata nella lettera di disdetta del 30 dicembre 2011.

 

Visto e considerato che la lettera di disdetta è
stata inviata nel periodo in cui il sig. __________ doveva già aver ripreso
l'attività lavorativa e quindi durante la presunta assenza ingiustificata, la
motivazione indicata sulla lettera di licenziamento non citava in alcun modo
l'assenteismo durante i mesi di dicembre e gennaio, ma si faceva riferimento a
cause economiche, ovvero al fatto che l'azienda non era in grado di sostenere
lo stipendio del sig. __________.

 

L'Ufficio misure attive tiene inoltre a precisare
che il sig. __________ è stato interpellato per iscritto in data 15 aprile 2011
dove gli veniva chiesto dell'assenteismo ingiustificato dal posto di lavoro. Il
sig. __________ in data 18 aprile 2011 ha dato seguito alla nostra lettera comunicandoci che quanto affermato dalla ditta RI 1 non corrisponde al vero e
che le vacanze erano state concesse dal sig. __________.

 

Visto quanto precede si chiede piaccia giudicare
come richiesto con la risposta di causa del 5 luglio 2011." (Doc. VII)

 

 

                                         in diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF  9C_211/ 2010 del 18 febbraio
2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21
dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio
2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1° luglio
2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI del 22 marzo 2002,
accettata dal popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag.
2502 segg.; RU N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

 

                                         Questa
revisione della LADI non ha sostanzialmente modificato i provvedimenti inerenti
al mercato del lavoro, che peraltro erano già stati estesi con la seconda
revisione della legge del 1995.

                                         Questi
provvedimenti si sono rivelati un valido strumento di prevenzione e di lotta
contro la disoccupazione e pertanto sono stati mantenuti (cfr. Consiglio
federale, Messaggio concernente la revisione della legge sull'assicurazione
contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, p.to 1.1.2., in FF 2001 N. 23
del 12 giugno 2001, pag. 1972):

 

" 
(…)

In linea di massima, la presente revisione non
concerne gli URC recentemente istituiti né il rafforzamento dei PML conseguito
sino ad oggi con la revisione del 1995.

Entrambi gli strumenti si sono dimostrati validi
e vanno pertanto mantenuti nella forma attuale, anche se leggermente migliorata
(…)."

 

                                         Pertanto,
la giurisprudenza concernente il vecchio Capitolo 6 della LADI, che agli art.
59-75 LADI regolava le "Prestazioni per provvedimenti destinati a
prevenire e a combattere la disoccupazione" (provvedimenti inerenti al
mercato del lavoro), mantiene pienamente la sua validità anche dopo l'entrata
in vigore della terza revisione della LADI (cfr. la STFA C 209/04 del 10
dicembre 2004, in particolare per quanto riguarda il nuovo tenore dell’art. 59
cpv. 2 LADI, che ha ripreso i concetti che figuravano al vecchio art. 59 cpv. 1
e cpv. 3 LADI, la STFA 

                                         C 56/04
del 10 gennaio 2005 e la STFA C 77/04 del 24 dicembre 2004.

 

                               2.3.   Fra gli
scopi principali dell'assicurazione contro la disoccupazione vi è quello di
"prevenire la disoccupazione incombente, di combattere quella esistente e
di favorire la reintegrazione rapida e duratura sul mercato del lavoro"
(cfr. art. 1a cpv. 2 LADI).

                                         Per
realizzare questo obiettivo il legislatore, agli articoli 59 - 71d LADI
(Capitolo 6), ha previsto una serie di provvedimenti inerenti al mercato del
lavoro. 

                                         Si tratta
di provvedimenti di formazione (art. 60-62: corsi individuali o collettivi di
riqualificazione, di perfezionamento o di reintegrazione; aziende di
esercitazione; pratiche di formazione), di provvedimenti di occupazione (art.
64a - 64b: programmi di occupazione temporanea, pratiche professionali, semestri
di motivazione) e di provvedimenti speciali (art. 65 – 71d: assegni per il
periodo di introduzione, assegni di formazione, sussidi per gli assicurati
pendolari o soggiornanti settimanali, sostegno ai fini del promovimento
dell'attività lucrativa indipendente).

 

                                         Il nuovo
art. 59 LADI fissa i principi alla base di tutti i provvedimenti inerenti al
mercato del lavoro e prevede che:

 

" 
1
L’assicurazione fornisce prestazioni finanziarie per provvedimenti inerenti al
mercato del lavoro a favore di assicurati e di persone minacciate dalla
disoccupazione.

 

2 I
provvedimenti inerenti al mercato del lavoro sono volti a promuovere la
reintegrazione di assicurati il cui collocamento è reso difficile da motivi
inerenti al mercato del lavoro. Tali provvedimenti devono in particolare:

 

    a.  migliorare
l’idoneità al collocamento degli assicurati in modo da permettere loro una
rapida e durevole reintegrazione;

    b.  promuovere
le qualifiche professionali secondo i bisogni del mercato del lavoro;

    c.  diminuire il rischio di una
disoccupazione di lunga durata; o

    d.  offrire la possibilità di acquisire
esperienze professionali.

 

3 Possono
partecipare ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro secondo gli
articoli 60–71d gli assicurati che adempiono:

 

    a.  i
presupposti del diritto secondo l’articolo 8 per quanto la legge non disponga
altrimenti; e

    b.  le condizioni specifiche per il
provvedimento in questione.

 

4 I servizi
competenti collaborano con gli organi dell’assicurazione invalidità nella
reintegrazione dei disoccupati invalidi."

 

                                         All'art.
59 cpv. 2 viene dunque ribadito il principio fondamentale secondo cui il
diritto a prestazioni finanziarie per provvedimenti inerenti
al mercato del lavoro è connesso alla situazione del mercato del lavoro:
provvedimenti possono essere messi in atto solo se sono direttamente imposti
dallo stato del mercato. Si tratta di un presupposto che permette di evitare
l'erogazione di prestazioni che non siano in rapporto con l'assicurazione
disoccupazione (cfr. STFA del 10 dicembre 2004 nella causa F., C 209/04,
consid. 2; le STFA del 5 agosto 2003 nelle cause A., C 200/02 e A., C 201/02,
consid. 1, la giurisprudenza ivi citata e il Messaggio del Consiglio federale
concernente una nuova legge federale sull'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione
e l'indennità per insolvenza del 2 luglio 1980; FF 1980 III 469 segg.).

 

                               2.4.   In
particolare, quale provvedimento speciale, agli art. 65 e 66 LADI sono
regolamentati gli assegni per il periodo d’introduzione, l’ammontare e la
durata degli stessi.

                                         Questa
misura, che tende a favorire la reintegrazione professionale dei disoccupati,
consiste nell'attribuzione di assegni per il periodo di introduzione in un
nuovo lavoro.

                                         I
presupposti del diritto a ricevere queste prestazioni sono così enumerati
all'art. 65 LADI:

 

"  Agli
assicurati difficilmente collocabili, che assolvono un periodo d’introduzione
in un’azienda e ricevono un salario ridotto, possono essere concessi assegni
per il periodo d’introduzione se:

 

   a.   ...

   b.   il salario
ridotto corrisponde almeno alla prestazione lavorativa fornita durante questo
periodo e

   c.   l’assicurato,
dopo l’introduzione, può contare su un impiego alle condizioni usuali nel ramo
e nella regione, tenuto, se del caso, conto di una capacità lavorativa durevolmente
ridotta."

 

                                         Nel
tenore in vigore fino al 30 giugno 2003 l’art. 65 lett. a LADI prevedeva, quale
ulteriore condizione, che: “essi adempiono il presupposto giusta l’articolo 60
capoverso 1 lettera b;”.

 

                                         Al
riguardo, nel Messaggio del Consiglio federale concernente la revisione della
legge sull'assicurazione contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, p.to
2.1, in FF 2001 N. 23 del 12 giugno 2001, pag. 2013 si legge che:

 

" 
(…)

Art. 65     Assegni per il periodo d’introduzione

 

La lettera a è contemplata nella clausola
generale prevista dall’art. 59 capoverso 3, motivo per cui non deve più essere
menzionata.

(…)." (cfr. FF 2001 N. 23 del 12 giugno
2001, pag. 2013)

 

                                         L'OADI,
al cpv. 1 dell'art. 90, definisce così la nozione di "assicurato
difficilmente collocabile":

 

"  1
Un assicurato è considerato difficilmente collocabile se, tenuto conto della
situazione del mercato del lavoro, ha difficoltà particolarmente gravi per
trovarsi un impiego poiché:

 

   a.   è in età avanzata;

   b.   è impedito fisicamente, psichicamente o mentalmente;

   c.   ha cattivi precedenti professionali; 

   d.   ha già riscosso 150 indennità giornaliere."

 

                                         Gli
assegni di introduzione coprono la differenza tra il salario effettivo e il
salario normale che l'assicurato può pretendere al termine del periodo di
introduzione, tenuto conto della sua capacità lavorativa, ma al massimo il 60 %
del salario normale (art. 66 cpv. 1 LADI).

                                         La legge
pone dunque una serie di condizioni affinché possano essere concessi gli
assegni dell'art. 65 LADI (cfr. D. Cattaneo, "Les
mesures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage", Basilea e
Francoforte sul Meno 1992, p. 467 e seg.).

                                         Innanzitutto deve trattarsi di assicurati difficilmente collocabili
(prima condizione).

                                         Poi, deve
trattarsi di persone che necessitano di un periodo di introduzione in
un'azienda e che ricevono perciò un salario ridotto (seconda condizione).

 

                                         Inoltre
tali assicurati devono adempiere i presupposti secondo l’art. 8 per quanto la
legge non disponga altrimenti (terza condizione). Il salario ridotto deve
corrispondere almeno alla prestazione lavorativa da loro fornita durante questo
periodo (quarta condizione). Infine, gli assicurati, dopo l'introduzione,
devono poter contare su un impiego alle condizioni usuali, tenuto, se del caso,
conto di una capacità lavorativa durevolmente ridotta (quinta condizione).

 

                                         Secondo
l'art. 66 cpv. 2 LADI, durante il termine quadro, gli assegni di introduzione
sono pagati per sei mesi al massimo; in casi eccezionali, soprattutto per disoccupati
in una certa età, per dodici mesi al massimo.

                                         Il
Consiglio federale disciplina i particolari.

 

                                         Secondo
l'art. 90 cpv. 1 bis OADI gli assegni per il periodo di introduzione possono
essere versati per un periodo di dodici mesi al massimo se, in base alla
situazione personale dell'assicurato, si deve dedurre che lo scopo
dell'introduzione al lavoro non possa essere raggiunto in sei mesi.

 

                                         Su queste
disposizioni, cfr. D. Cattaneo, op. cit., pag. 131 no. 167 e pag. 478 no. 804; G.
Gerhards, "Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz", Volume
III, Berna-Stoccarda-Vienna 1993, pag. 1306-1307, nos. 8-9 e Th.
Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in:
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit.

                                         Ed.
Helbing & Lichtenhahn, Basilea-Ginevra-Monaco 2007, il quale rileva in
particolare che:

 

" 
Definitive Zusage: Die Versicherte Person muss schliesslich nach der Einarbeitung mit
einer Anstellung zu orts- und brachenüblichen Bedingungen, allenfalls unter
Berücksichtigung einer dauernd verminderten Leistungsfähigkeit, rechnen können.
Entgegen dem Gesetzeswortlaut und um die dauerhafte Eingliederung nicht
illusorisch werden zu lassen, ist hier definitive Zusage für die Einstellung
nach Abschluss der Einarbeitungsphase zu fordern, und zwar in Form eines
unbefristeten Arbeitsverhältnisses. Zu Recht räumt Art. 90 Abs. 3 AVIV daher
der kantonalen Amtsstelle die Befugnis ein, eine schriftliche Anstellungszusage
zu verlangen. Diese ändert aber nichts daran, dass der Arbeitgeber das
Arbeitsverhältnis während der Einarbeitungszeit auflösen kann. Sofern en hiefür
keine plausiblen Gründe vorbringen kann oder damit gegen Bedingungen der
schriftlichen Vereinbarung (art. 90 Abs. 3 AVIV) verstösst, ist er als
Leistungsempfänger rückerstattungspflichtig." 

(N° 737 pag. 2400-2401)

 

                               2.5.   In una
sentenza pubblicata in DTF 124 V 246 il Tribunale federale delle assicurazioni
(TFA) (dal 1° gennaio 2007: Tribunale Federale, TF) ha, in particolare,
sottolineato:

 

" 
(…)

b) Bien que les assurés soient eux-mêmes titulaires
du droit aux allocations d'initiation au travail (voir consid. 1 ci-dessus),
celles-ci sont versées par la caisse à l'employeur; ce dernier les verse à son
tour à l'assuré avec le salaire convenu (art. 90 al. 4 OACI). Si l'employeur
résilie les rapports de travail, le droit à l'indemnité prend fin
immédiatement. La pratique administrative envisage la restitution des
prestations par l'employeur lorsque celui-ci résilie le contrat pendant la
durée de l'initiation au travail sans pouvoir se prévaloir de «motifs graves»,
c'est-à-dire, en principe, de justes motifs au sens de l'art. 337 CO
(circulaire de l'Office fédéral du développement économique et de l'emploi,
anciennement Office fédéral de l'industrie, des arts et métiers et du travail,
relative aux mesures de marché du travail [MMT], valable depuis le 1er
juin 1997, partie J n° 27; voir aussi DIETER FREIBURGHAUS, Präventivmassnahmen
gegen die Arbeitslosigkeit in der Schweiz, Berne 1987, p. 51).

  Le problème si pose de
manière différente en cas de résiliation pendant le temps d'essai. Dans cette
éventualité, la suppression des prestations n'aura en principe pas d'effet
rétroactif. Le temps d'essai doit en effet fournir aux parties l'occasion de
préparer l'établissement de rapports de travail destinés à durer, en leur
permettant d'éprouver leurs relations de confiance, de déterminer si elles se
conviennent mutuellement et de réfléchir avant de s'engager pour une plus
longue période (BRUNNER/BÜHLER/WAEBER, Commentaire du contrat de travail, 2ème
édition, note 1 ad art. 335b CO; BRÜHWILER, Kommentar Einzelarbeitsvertrag 2ème
édition, note 1 ad art. 335b CO). Quant au but des allocations d'initiation au
travail, il est de favoriser l'engagement durable de personnes au chômage dont
le placement est fortement entravé (ATF 112 V 251 sv. consid. 3b; CATTANEO, Les
mesures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage, thèse Genève
1992, n° 780 ss, p. 467). Le droit est subordonné, on l'a vu, à la condition
qu'au terme de la période d'initiation, l'assuré puisse escompter un engagement
aux conditions usuelles dans la branche et la région, compte tenu, le cas
échéant, d'une capacité de travail durablement restreinte (art. 65 let. c
LACI). L'autorité cantonale peut exiger que cette condition fasse l'objet d'un
contrat écrit (art. 90 al. 3 OACI).

  Au regard des
engagements que l'employeur est ainsi amené à prendre, celui-ci doit pouvoir,
sans encourir le remboursement de prestations d'assurance, s'en libérer pendant
le temps d'essai, si les rapport contractuels noués entre les parties ne
répondent pas à son attente (dans ce sens: FREIBURGHAUS, ibidem). Dans le même
ordre d'idées, on peut relever que la jurisprudence tient aussi compte du but
du temps d'essai, dans le sens d'une atténuation de la faute, quand il s'agit
de décider si le droit d'un assuré â l'indemnité de chômage doit être suspendu,
lorsque ce dernier a lui-même résilié le contrat de travail pendant le temps
d'essai, sans avoir été préalablement assuré d'obtenir un autre emploi (arrêt
non publié C. du 5 décembre 1995). Tout au plus faut-il réserver, en l'espèce,
le cas où l'employeur a agi avec légèreté ou de manière abusive, notamment en
concluant le contrat avec l'intention dissimulée de mettre fin rapidement aux
rapports de travail (cf. GERHARDS, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz [AVIG], vol. II, note 30 ad art. 65-67
LACI).

(…)." (cfr. DTF 124 V 246, consid. 3b, pag. 248-249)

 

                                         In
un’altra sentenza del 27 marzo 2000 nella causa D. SA, pubblicata in DTF 126 V 42 in SVR ALV Nr. 26, il TFA, in un caso in cui il riconoscimento del diritto agli assegni per il
periodo di introduzione era stato sottoposto alla condizione risolutiva secondo
cui il rapporto di lavoro non doveva venire disdetto (al di fuori del tempo di
prova e in assenza di causa grave), durante il periodo di introduzione o nei
tre mesi successivi, ha stabilito che se questo presupposto non è realizzato,
l'amministrazione può chiedere al datore di lavoro la restituzione degli
assegni percepiti, a prescindere dall'adempimento dei requisiti cui è
subordinata la revoca di una decisione.

                                         Al
riguardo l'Alta Corte si è così espressa:

 

"  (…)

2.- a) Dans ses décisions des 30 décembre 1997 et 13
mars 1998, l'office régional de placement a réservé l'éventualité d'une
restitution des prestations si le contrat de travail était résilié, en dehors
du temps d'essai et sans justes motifs, pendant la période d'initiation ou dans
les trois mois suivant celle-ci. Une telle réserve doit être comprise en ce
sens que le versement des allocations a lieu sous condition résolutoire,
appelée aussi réserve de révocation (cf. ATF 111 V 223 consid. 1; GRISEL,
Traité de droit administratif, vol. I, p. 408). Elle est tout à fait admissible
au regard du but de la mesure, qui est de favoriser l'engagement durable de personnes
au chômage dont le placement est fortement entravé; il s'agit également
d'éviter une sous-enchère sur les salaires, ainsi qu'un subventionnement des
employeurs par l'assurance-chômage (ATF 112 V 251 sv. consid. 3b; THOMAS NUSSBAUMER, Arbeitslosenversicherung, in :
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, ch. 583;
DANIELE CATTANEO, Les mesures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage, thèse Genève 1992, no 780 ss, p. 467 ss). L'autorité
cantonale peut même exiger que la condition légale d'un engagement aux
conditions usuelles dans la branche et la région, après la période d'initiation
(art. 65 let. c LACI), fasse l'objet d'un contrat écrit (art. 90 al. 3 OACI).
L'employeur peut ainsi être tenu à restituer les allocations perçues si les
rapports de travail sont résiliés sans justes motifs avant l'échéance du délai
indiqué par l'administration dans sa décision; cette restitution s'opère
conformément à l'art. 95 al. 1 LACI (GERHARDS, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, vol. II,
n. 30 ad art. 65-67). Quant à la notion de justes motifs,
elle est, dans le présent contexte, la même que celle définie à l'art. 337 CO (DIETER FREIBURGHAUS,
Präventivmassnahmen gegen die Arbeitslosigkeit in der Schweiz, Berne 1987, p.
51).

   La restitution ne peut
toutefois pas être exigée quand le contrat de travail est résilié pendant le
temps d'essai, attendu que celui-ci a notamment pour but de permettre aux
parties de réfléchir avant de s'engager pour une plus longue période (ATF 124 V 246). (…)." 

(cfr. DTF 126 V 42, consid. 2a, pag. 45)

 

                                         Nel caso
che era chiamato a giudicare ha, in particolare, sottolineato quanto segue:

 

" 
(…)

3.‑ a) En l'espèce, les deux contrats de
travail en cause ont été résiliés par l'employeur (en dehors du temps d'essai)
avant l'expiration du délai de trois mois suivant la fin de la période
d'initiation, fixé par l'office régional de placement dans ses décisions. Il
s'agit donc de savoir si l'employeur peut se prévaloir de justes motifs.

Sont notamment considérées comme de justes motifs
toutes les circonstances qui, selon les règles de la bonne foi, ne permettent
pas d'exiger de celui qui a donné le congé la continuation des rapports de
travail (art. 337 al. 2 CO). D'après la jurisprudence, seul un manquement
particulièrement grave du travailleur justifie son licenciement immédiat. Un
tel manquement suppose que le travailleur ait violé soit l'une de ses
obligations au travail, soit son devoir de fidelité. Si le manquement est moins
grave, il ne peut entraîner une résiliation immédiate que s'il a été répété
malgré un avertissement (ATF 121 III 472 consid. 4d et les arrêts cités).

b) Dans le cas de J., l'employeur a invoqué des
griefs d'ordre général ‑ au demeurant contestés par l'intéressée ‑
liés à la qualité du travail fourni. A l'évídence il ne s'agit pas de
manquements pouvant justifier une résiliation immédiate. Quant au motif tiré
des absences répétées de la travaiIleuse, il ne peut pas être retenu comme un
juste motif de résiliation. A l'exception, semble-t-il, d'une brève absence
motivée par le décès du frère de l'intéressée, les absences reprochées étaient
dues à la maladie, soit un empêchement non fautif de travailler au sens de
l'art. 324a al. 1 CO, qui ne saurait iustifier le licenciement immédiat du
travailleur (art. 337 al. 3 CO).

En ce qui concerne K., l'employeur n'a formulé aucun
reproche susceptible d'entrer dans les prévisions de l'art. 337 CO. Le fait
qu'il n'était pas en mesure de procurer suffisamment de travail à l'assurée, en
raison du manque de développement d'un secteur d'activité de la société, ne
saurait le dispenser de son obligation de restituer.

S'il apparaît que l'employeur n'est plus à même, peu
de temps après le début de la période d'initiation, de garantir un emploi
durable au salarié, en raison d'un manque de travail, cela démontre que le but
du versement des allocations ne sera pas atteint et que les allocations déjà
versées l'ont été indûment. On ne voit pas de raison qui justifierait une
renonciation à restitution dans un tel cas.

c) En conséquence, l'office régional de placement
était en droit, comme l'ont retenu avec raison les premiers juges, de réclamer
à la recourante la restitution des allocations versées.

(…)." (cfr. DTF 126 V 42, consid. 3a, pag. 46-47)

 

                                         In una sentenza
38.2004.65 del 9 marzo 2005 il TCA ha confermato la decisione su opposizione
con la quale l'amministrazione ha stabilito che gli assegni per il periodo di
introduzione versati a una ditta dovevano essere restituiti, argomentando:

 

" 
Anche nella propria “Opposizione”, il cui
contenuto è stato sostanzialmente ripreso nell’atto di ricorso, la ditta ha
sostenuto che lo scioglimento del rapporto di lavoro è dovuto alla mancanza del
lavoro nel settore immobiliare (revoca di mandati) (cfr. doc. 7 e I).

 

Ora, i motivi addotti alla disdetta del rapporto
di lavoro con X (motivi d’ordine economico e in nessun modo riconducibili a
manchevolezze particolarmente gravi da parte del lavoratore, quali la
violazioni dei propri obblighi e il suo dovere di fedeltà), non configurano una
causa grave ai sensi dell’art. 337 CO (cfr. consid. 2.7. Vedi pure: DTF 127 III
310, consid. 3, pag. 313-314; DTF 127 III 153; STF del 28 marzo 2001 nella
causa X SA contro L., 4C.349/2000, consid. 3a; STF del 13 agosto 2001 nella
causa X contro A., 4C.116/2001, consid. 3b e DLA 2002 pag. 25).

 

Nella già citata DTF 126 V 42, la nostra Massima
Istanza ha del resto rilevato che:

 

"                                     (…)

En
ce qui concerne K., l'employeur n'a formulé aucun reproche susceptible d'entrer
dans les prévisions de l'art. 337 CO. Le fait qu'il n'était pas en mesure de
procurer suffisamment de travail à l'assurée, en raison du manque de
développement d'un secteur d'activité de la société, ne saurait le dispenser de
son obligation de restituer.

  (…)." (cfr. DTF 126 V 42, consid. 3a, pag. 47)

 

Di conseguenza la ditta non poteva sciogliere il
contratto di lavoro, come invece ha fatto (cfr. doc. 11/H), durante il periodo
d’introduzione.

 

Nella più volte citata DTF 126 V 42, il TFA, in
un caso in cui il riconoscimento del diritto agli assegni per il periodo di
introduzione era stato sottoposto alla condizione risolutiva secondo cui il
rapporto di lavoro non doveva venire disdetto (al di fuori del tempo di prova e
in assenza di causa grave), durante il periodo di introduzione o nei tre mesi
successivi, ha stabilito che se questo presupposto non è realizzato,
l'amministrazione può chiedere al datore di lavoro la restituzione degli
assegni percepiti, a prescindere dall'adempimento dei requisiti cui è
subordinata la revoca di una decisione.

 

In simili condizioni la decisione impugnata deve
dunque essere confermata (per un caso analogo cfr. STCA del 27 gennaio 2005
nella causa M. SA, inc. 38.2004.56).

 

Il diritto alla protezione della buona fede di
cui all'art. 9 Cost. fed. - che permette al cittadino di esigere che l'autorità
rispetti le proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi - è garantito e
impone all'autorità di discostarsi dal principio della legalità, allorché essa,
intervenendo in una situazione concreta nei confronti di persone determinate,
era competente a rilasciarle, il cittadino non poteva riconoscerne
l'inesattezza e, sempre che l'ordinamento legale non sia mutato nel frattempo,
fidente nelle informazione ricevute egli abbia preso delle disposizioni non
reversibili senza pregiudizio (cfr. STFA del 28 gennaio 2004 nella causa
Arbeitslosenkasse der Gewerkschaft Bau & Industrie GBI c/ A., C 218/03,
consid. 2; STFA del 29 agosto 2002 nella causa Amt für Arbeit St. Gallen c/ S.,
C 25/02; STFA del 22 agosto 2000 nella causa B., C 116/00; DTF 121 V 65,
consid. 2a pag. 66-67 e la giurisprudenza ivi citata; RAMI 1993 pag. 120-121,
Pratique VSI 1993 pag. 21-22, RCC 1991 pag. 220 consid. 3a, RCC 1983 pag. 195
consid. 3, RCC 1982 pag. 368 consid. 2, RCC 1981 pag. 194 consid. 3, RCC 1979
pag. 155, DLA 1992 p. 106, DTF 118 V 76 consid. 7, RDAT I-1992 n° 63; Grisel,
Traité de droit administratif, vol. I, pag. 390ss;
Knapp, Précis de droit administratif, 4a ed., n° 509, pag.
108-109; Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze gleich, pag. 217ss).

 

Nel caso concreto, dalla “Decisione relativa agli assegni per il
periodo d’introduzione” e dagli accertamenti effettuati dalla Sezione del
lavoro Ufficio giuridico (cfr. doc. 11/F e consid. 1.5), è emerso che
l’amministrazione ha informato correttamente la ditta ricorrente riguardo alle
possibili conseguenze che il licenziamento della signora X durante il periodo
d’introduzione avrebbe potuto avere.

In particolare alla ditta ricorrente non è mai stato garantito
che, in una tale evenienza, non le sarebbe stata chiesta la restituzione degli
API così come espressamente previsto nella decisione relativa agli
stessi."

 

                                         Infine,
in una sentenza C 332/99 del 17 aprile 2000, il TFA ha, tra l’altro, ricordato
che:

 

"  (…)

Va inoltre rilevato che gli assegni per il periodo d'introduzione
devono essere vincolati a condizioni severe e rimanere limitati, per evitare
una compressione dei salari, nonché un sussidiamento dei datori di lavoro (cfr.
FF 1980 III pag. 543; Nussbaumer, Arbeitslosen-versicherung, in:
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, cifra marg.
583; Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, vol. Il, pag.
660, nota 20).

Tali prestazioni possono essere concesse solo se la collocazione
(recte: il collocamento) dell'assicurato è fortemente ostacolata e in quanto
esista una indicazione in rapporto con il mercato del lavoro. Questa doppia
condizione permette di evitare che prestazioni delle assicurazioni sociali
siano fornite a fini che non hanno alcun rapporto con l'assicurazione
disoccupazione, il cui scopo non può per certo essere quello di assumere, in
modo generale, le spese determinate dall'inserimento nelle specialità aziendali
del datore di lavoro, cui incombe in linea di principio siffatto onere nei
processi lavorativi usuali richiesti ai propri dipendenti (DTF 112 V 252
consid. 3b).

(…)." 

 

                                         La nostra
Massima Istanza ha così rifiutato il riconoscimento dal diritto agli assegni
per il periodo di introduzione ad un architetto, argomentando:

 

"  (…)

Tutta la documentazione agli atti testimonia per contro con
chiarezza che la ricorrente fonda la sua richiesta di prestazioni non tanto su
motivi riferiti ad incapacità o a carenze pratiche professionali del
lavoratore, ma unicamente a temporanei problemi finanziari della ditta. Va in
particolare rilevato che il 26 marzo 1999 - a poco più di un mese
dall'assunzione di X. e in evidente contraddizione con le asserite presunte
carenze di capacità professionali di quest'ultimo - Z  e il nuovo dipendente
dell'omonima SA vengono iscritti quali soci gerenti della I. S.a.g.l., ciascuno
con firma individuale e con una quota di fr. 5'000.--.

Orbene, se è vero che gli assegni per il periodo di introduzione
possono essere concessi più volte entro il termine quadro, in particolare
quando dopo la perdita del posto di lavoro è necessario un ulteriore periodo di
introduzione presso il nuovo datore di lavoro (Nussbaumer, op. cit., cifra
marg. 594 in fine), in concreto è di tutta evidenza che X. non necessitava di
questo ulteriore periodo di introduzione, che peraltro non deve essere confuso
con l'abituale periodo di inserimento nel nuovo ambiente lavorativo a carico
del datore di lavoro e non della legge contro la disoccupazione. Infatti,
l'averlo voluto quale socio gerente dimostra, per atti concludenti, che la Z.
SA l'ha considerato, praticamente da subito, sufficientemente qualificato,
responsabile inserito nell'ambiente lavorativo. Non va neppure dimenticato che
la riduzione dell'orario di lavoro dal 100% al 20%, effettuata per il solo mese
di giugno 1999, è stata - per ammissione stessa della ricorrente - una mossa
strategica finalizzata all'ottenimento delle prestazioni sociali. Questo modo
di operare è per certo contrario ai principi stabiliti dalla legge sulla
disoccupazione, che tende a favorire l'inserimento nel mondo lavorativo del
disoccupato e non a concedere finanziamenti gratuiti o facilitazioni
equivalenti a ditte in difficoltà d'ordine finanziario. Si noti infine che la
X. SA già beneficia dei sussidi previsti dalla legge cantonale ticinese sul
rilancio dell'occupazione e sul sostegno ai disoccupati nella misura del 50%
dall'11 gennaio 1999.

 

c) Ne consegue che non sono dati i presupposti per la concessione
di assegni di introduzione a favore di X. (…)." 

(cfr. STFA C 322/99 del 17 aprile 2000)

 

                               2.6.   Nella
presente fattispecie risulta dagli atti che l'assicurato è stato posto al
beneficio di assegni per il periodo di introduzione dal    1° giugno 2010 presso
la ditta RI 1, attiva nel settore della ristorazione.

                                         Scopo
della misura era di introdurre l'assicurato quale gerente nelle struttura del
Ristorante __________ a __________ (cfr. Doc. A01-A03 ).

                                         Sul
formulario "Domanda per ottenimento degli Assegni per il periodo di
introduzione (API)", sottoscritto dall'assicurato e dal datore di lavoro,
figurano esplicitamente le seguenti indicazioni:

 

" 
(...)

2.   L'azienda deve:

 

      ●   stipulare con l'assicurato un contratto di lavoro a
tempo indeterminato;

      ●   inserire l'assicurato al lavoro nella propria
azienda, preparando e seguendo un piano di introduzione adeguato;

      ●   anticipare al lavoratore mensilmente, o
conformemente ad accordo scritto ed entro i termini, gli assegni unitamente al
salario. Conteggiare anche sugli assegni per il periodo d'introduzione i
contributi per le assicurazioni sociali (AVS, Al, IPG, AD, SUVA, e LPP);

      ●   trasmettere mensilmente i conteggi e l'attestato PML
alla cassa disoccupazione dell'assicurato;

      ●   informare immediatamente l'Ufficio delle misure
attive in caso di difficoltà che potrebbero portare ad una disdetta del
contratto durante il periodo di introduzione (informazione da svolgere prima
della comunicazione della disdetta) allo scopo di permettere a quest'ultima di
mediare una soluzione del problema;

      ●   le parti si impegnano a comunicare per iscritto
all'Ufficio delle misure attive (Residenza governativa, 6501 Bellinzona)
l'esercizio del diritto di disdetta e i motivi dello stesso. In caso di
mancata informazione preventiva dell'autorità prima della pronuncia della
disdetta, rispettivamente in caso di disdetta durante il periodo d'introduzione
in assenza di gravi motivi (art. 337 CO), l'autorità si riserva il diritto di
esigere il rimborso degli assegni e dei bonus versati;

      ●   inviare all'Ufficio delle misure attive (Residenza
governativa, 6501 Bellinzona), al termine del periodo di introduzione, un
rapporto sull'andamento di quest'ultimo. La cassa disoccupazione rimborsa
l'ultimo assegno solo quando l'Ufficio delle misure attive avrà ricevuto dal
datore di lavoro il rapporto finale. Sulla base di questo documento l'Ufficio
procede al riconoscimento del bonus d'inserimento in azienda. (…)"
(Doc. A01)

 

                                         L'azienda ha disdetto il
rapporto di lavoro, prima della conclusione del periodo di introduzione,
invocando una motivazione di carattere economico (cfr. Doc. A05: “e lo sviluppo
economico dell’azienda, che pensavamo ci fosse con il suo ingresso nell’azienda
non è avvenuto, questo non certo per sua incapacità ma per una crisi del
settore”). Inoltre le argomenta-zioni invocate successivamente
dal datore di lavoro per giustificare il licenziamento (vacanze prolungate in __________,
assenza per malattia non comprovata da certificato medico, cfr. Doc. A08; Doc.
A10; Doc. I) non figurano sulla lettera di disdetta, dove viene anzi
sottolineato che la rescissione del rapporto di lavoro non è avvenuta per
l’incapacità dell’assicu-rato.Infine, interpellato dall’UMA , __________ ha
comunicato di essere stato autorizzato dall’ex datore di lavoro ad effettuare
il periodo di vacanza e ha richiamato la lettera di licenziamento che indica
esclusivamente ragioni economiche (cfr. doc. A12).

 

                                    Ora, come visto (cfr. consid.
2.4), secondo la costante giurisprudenza federale, dei motivi  economici non
configurano una causa grave ai sensi dell'art. 337 CO. Di conseguenza, non
avendo la ditta RI 1 rispettato la condizione risolutiva posta al momento della
concessione degli API, a ragione l'UMA ne ha chiesto la restituzione. La
decisione su opposizione impugnata deve pertanto essere confermata.

 

                               2.7.   La ditta ricorrente ha
chiesto di sentire come testimoni i suoi dipendenti __________ e __________
(cfr. doc. I).

                                         Va qui ricordato che, quando l'istruttoria da
effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344
consid. 3c con
riferimenti).

                                         In
concreto questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita
dall’esame degli atti contenuti nell’incarto, per cui non appare necessario
assumere la prova richiesta.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

                                         

Daniele Cattaneo                                                  Gianluca
Menghetti