# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f3c785b0-d5d4-5c83-b63f-5c7ff5810fe2
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-11-28
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 28.11.2023 D-3283/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3283-2021_2023-11-28.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-3283/2021 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 8  n o v e m b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudici Manuel Borla (presidente del collegio),  

Lorenz Noli, Daniela Brüschweiler,  

cancelliere Luca Rossi. 
 

 
 

Parti 
 A._______, 

nato il (…) 1995, 

Angola,   

patrocinato dall'avv. Alexandre Mwanza, Migrant ARC-EN-

CIEL, (…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 15 giugno 2021 / N (…). 

 

 

 

D-3283/2021 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

A.a A._______ (di seguito: l’interessato, il richiedente, il ricorrente), citta-

dino dell’Angola, di etnia Bakongo, ha presentato una domanda d’asilo in 

Svizzera il 14 dicembre 2020 (cfr. atto Segreteria di Stato della migrazione 

di seguito: “SEM” n. 2/2, 3/2, 10/2, 12/9, 14/3). 

A.b In data 4 gennaio 2021, l'interessato è stato sentito nel corso di un 

colloquio ai sensi dell'art. 5 del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parla-

mento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e 

i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per  

l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno de-

gli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione) 

(Gazzetta ufficiale dell'Unione europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013). Da 

tale audizione è emerso che il 22 gennaio 2020 l’interessato sarebbe giunto 

in aereo in Portogallo, munito di un visto della durata di tre mesi. Egli 

avrebbe poi continuato a vivere illegalmente a Lisbona fino all’8 dicembre 

2020, per poi spostarsi in auto verso la Svizzera, dove sarebbe entrato 

senza alcun controllo delle generalità l’11 dicembre 2020 (cfr. atto SEM n. 

14/3). 

A.c Nell’audizione del 17 febbraio 2021 (cfr. atto SEM 27/10 [di seguito: 

verbale 1]), l’interessato ha dichiarato di essere nato e cresciuto a 

B._______, dove ha frequentato le scuole fino a 17 anni. Grazie all’otteni-

mento di una borsa di studio, da settembre 2013 ha potuto continuare il 

suo percorso scolastico a C._______, in Russia, dove ha conseguito la 

laurea alla facoltà di management nel luglio 2018. L’interessato è quindi 

rientrato in Patria con l’intenzione di tornare al più presto in Russia per 

proseguire gli studi di master. Come per il precedente ciclo formativo, il 

signor D._______ (di seguito: D._______) si sarebbe occupato delle prati-

che per l’ottenimento del visto per la Russia, mentre la signora E._______ 

(di seguito: E._______) avrebbe sostenuto il finanziamento della borsa di 

studio. In attesa delle necessarie autorizzazioni, da agosto 2018 a gennaio 

2020, l’interessato avrebbe lavorato a B._______ presso la scuola primaria 

privata gestita dal padre. Fallito il tentativo di ottenere il visto russo dall’An-

gola, su consiglio della signora E._______ l’interessato si sarebbe recato 

il 22 gennaio 2020 in Portogallo al fine di incontrare il signor F._______ (di 

seguito: F._______), che avrebbe dovuto facilitare le pratiche per il sog-

giorno in Russia. Il 23 gennaio 2020, N.R.D.C, al quale il giorno precedente 

l’interessato avrebbe consegnato il proprio passaporto, è stato trovato 

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morto. Egli avrebbe quindi preso contatto con il signor D._______ che gli 

avrebbe consigliato di lasciare il Portogallo e di non tornare in Angola per-

ché E._______ era indagata nell’ambito dello scandalo “Luanda Leaks” 

con il sospetto che avesse sottratto dei fondi pubblici per scopi personali. 

A causa della pandemia da Coronavirus, l’interessato avrebbe vissuto in 

Portogallo, presso l’abitazione del signor G._______ (di seguito: 

G._______) fino all’8 dicembre 2020, quando avrebbe appreso che il signor 

D._______ era stato arrestato in Angola e che un mandato d’arresto a suo 

carico era stato recapitato il 29 ottobre 2020 presso i suoi genitori a 

B._______. Interrogato sui motivi d’asilo, il richiedente ha riferito che in 

caso di ritorno in Patria egli teme di essere arrestato con l’accusa di aver 

beneficiato in maniera illecita di fondi pubblici attraverso le due borse di 

studio provenienti da società controllate dalla signora E._______ Egli ha 

quindi indicato di non aver chiesto l’asilo in Portogallo nel timore di venir 

rimpatriato verso l’Angola, dove ritiene lo attenda una punizione ingiusta, 

anche nel caso in cui dovesse dimostrare la propria innocenza.  

A supporto della sua domanda d'asilo, il richiedente ha consegnato diversa 

documentazione tra la quale segnatamente: la sua carta d'identità in origi-

nale e copia della licenza di condurre; copia dei certificati di studio rilasciati 

in Russia il 5 luglio 2018; copia della documentazione redatta in portoghese 

relativa al suo soggiorno di studio in Russia e della tessera identificativa 

dei servizi consolari in Russia rilasciata il 28 dicembre 2016 e valida fino al 

28 dicembre 2021; fotocopie di pagine di un passaporto angolano, con di-

versi visti russi apposti fra il 2013 e il 2018; copia del contratto per l’alloggio 

durante gli studi in Russia e delle cedole di pagamento delle tasse univer-

sitarie; copia del mandato d’arresto del 29 ottobre 2020 (cfr. atti SEM n. 

12/9, 13/3, 27/10, 40). 

A.d Con provvedimento del 23 febbraio 2021 la SEM ha deciso di trattare 

la domanda d’asilo in procedura ampliata ed ha assegnato l’interessato al 

Canton H._______ (cfr. atto SEM n. 29/3). 

A.e Con diritto d’essere sentito del 12 aprile 2021 la SEM ha fissato al ri-

corrente un termine per esprimersi in merito al motivo per cui non avesse 

ancora prodotto il mandato d’arresto in originale, nonostante gli fosse stato 

richiesto e in merito alla data e al tenore dell’ultima comunicazione avuta 

con i genitori (cfr. atto SEM n. 36/1). Richieste alle quali il richiedente, per 

il tramite dell’allora rappresentate, ha dato seguito indicando di disporre 

solo di una copia del mandato d’arresto, essendo l’originale ancora in pos-

sesso del padre, che non sentirebbe più dall’8 dicembre 2020 essendo lui 

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stesso indagato per i finanziamenti ricevuti per la costruzione della sua 

scuola (cfr. atto SEM n. 41/2). 

A.f Nell’ambito dell’audizione integrativa del 2 giugno 2021 (cfr. atto SEM 

42/17 [di seguito: verbale 2]) l’interessato ha fornito alcuni dettagli supple-

mentari riguardo alle modalità con cui sono stati finanziati i suoi studi in 

Russia e alla permanenza in Portogallo. A quest’ultimo è stato inoltre chie-

sto di fare maggiore chiarezza riguardo agli accadimenti dell’8 dicembre 

2020, alle persone coinvolte, alle modalità in cui è venuto a conoscenza 

del mandato d’arresto spiccato nei suoi confronti, al contenuto dello stesso 

e alla sua reazione a tale notizia. 

B.  

Con decisione del 15 giugno 2021, notificata il 17 giugno 2021 (cfr. atti SEM 

n. 45/9, 47/1), la SEM ha respinto la domanda d’asilo dell’interessato, rite-

nendo che le sue dichiarazioni non soddisfacessero né le condizioni di ve-

rosimiglianza né le condizioni richieste per il riconoscimento della qualità 

di rifugiato, pronunciando contestualmente il suo allontanamento dalla 

Svizzera e l'esecuzione del medesimo provvedimento. 

C.  

C.a Con ricorso del 17 luglio 2021 (data di entrata: 19 luglio 2021, cfr. tim-

bro di entrata), l’interessato ha impugnato dinanzi al Tribunale amministra-

tivo federale (di seguito: Tribunale, TAF) la suddetta decisione chiedendo, 

a titolo pregiudiziale che il ricorso abbia effetto sospensivo e sul piano pro-

cedurale, la concessione dell’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esen-

zione dal pagamento delle spese processuali e del relativo anticipo. Nel 

merito l’insorgente ha chiesto in via principale, l’annullamento della stessa, 

il riconoscimento della qualità di rifugiato e la concessione dell’asilo, men-

tre in via subordinata, l’ammissione provvisoria. Ha infine protestato tasse 

e spese (doc. TAF 1). 

C.b Con memoriali completivi dell’11 novembre 2021 e del 4 maggio 2023, 

il ricorrente ha trasmesso ulteriore documentazione a supporto della pro-

pria domanda, chiedendo che in caso di mancato accoglimento del ricorso, 

la causa sia rinviata all’autorità inferiore per completamento dell’istruttoria 

(doc. TAF 3, 4).  

C.c Le specifiche allegazioni e gli argomenti addotti dalle parti verranno 

ripresi nei considerandi in diritto qualora risultino decisivi per l’esito della 

vertenza.  

 

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Diritto: 

1.  

Le procedure in materia di asilo sono rette dalla legge federale sulla pro-

cedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla legge 

sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 

173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 

173.110), in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altri-

menti (art. 6 LAsi). 

Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù 

dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA 

prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (cfr. art. 105 LAsi). L’atto impugnato costituisce quindi una deci-

sione ai sensi dell’art. 5 PA e il Tribunale è dunque competente per statuire 

in merito a suddetto ricorso. 

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-

gno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa (art. 

48 cpv. 1 lett. a-c PA). Egli è pertanto legittimato ad aggravarsi contro di 

essa. 

Il ricorso è ammissibile essendo stato presentato nella forma (art. 52 cpv. 

1 PA) ed entro il termine (art. 108 cpv. 2 LAsi) previsti dalla legge. Occorre 

pertanto entrare nel merito dello stesso. 

Altresì, ai sensi dell'art.111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio 

di scritti. 

2.  

Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi e dell'art. 

37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua della deci-

sione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, il procedimento può 

svolgersi in tale lingua. 

Nella presente disamina, la decisione impugnata è stata emanata in ita-

liano, mentre che il ricorso è stato presentato in lingua francese. La pre-

sente sentenza è pertanto redatta in italiano. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

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federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. anche DTAF 2014/26 consid. 5). 

Il Tribunale non è inoltre vincolato né dai motivi addotti nel ricorso (art. 62 

cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata 

(cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

Inoltre tiene conto della situazione del Paese d'origine dell'insorgente e de-

gli elementi che si presentano al momento della sentenza, prendendo 

quindi in considerazione l'evoluzione della situazione avvenuta dopo il de-

posito della domanda d'asilo (cfr. DTAF 2010/44 consid. 3.6; 2008/4 con-

sid. 5.4). 

4.  

4.1 Nella decisione impugnata, la SEM ha considerato le allegazioni del 

ricorrente non sufficientemente motivate, oltre che povere di dettagli e di 

concretezza su alcuni punti essenziali, di modo che gli eventi addotti par-

rebbero non essere stati vissuti personalmente da quest’ultimo. L’autorità 

inferiore contesta in particolare al ricorrente le dichiarazioni estremamente 

vaghe riguardo al mandato d’arresto spiccato nei suoi confronti, sottoli-

neando alcune incongruenze nel suo racconto e il suo disinteresse ri-

guardo alle circostanze della notifica di tale documento e al contenuto dello 

stesso. A fronte delle indicazioni fornite dal ricorrente e delle capacità indi-

viduali di quest’ultimo, la SEM ha quindi ritenuto che i motivi d’asilo addotti 

non adempissero i requisiti di verosimiglianza previsti dall’art. 7 LAsi. A ti-

tolo abbondanziale, l’autorità di prime cure ha inoltre segnalato che il mo-

tivo per cui le autorità angolane starebbero cercando il ricorrente, ossia il 

fatto di aver beneficiato sotto forma di borsa di studio di soldi pubblici inde-

bitamente sottratti da una terza persona, neppure sarebbe pertinente ai 

sensi dell’art. 3 LAsi. La SEM ha infine giudicato i mezzi di prova prodotti, 

in particolare la copia del mandato d’arresto, inattendibili e inadeguati a 

provare i motivi d'asilo dichiarati. Tantopiù che l’assenza di verosimiglianza 

delle allegazioni permette di astenersi da un esame oculato dei documenti 

versati agli atti.  

4.2 Nel suo gravame, l'insorgente si prevale essenzialmente di un accerta-

mento inesatto ed incompleto dei fatti da parte dell'autorità inferiore. A 

mente del ricorrente, le sue dichiarazioni sarebbero sufficientemente moti-

vate, precise e dettagliate. Le eventuali lacune e contraddizioni nel suo 

racconto, sarebbero da attribuire alla sua natura schiva e alla sua timi-

dezza, sanate tuttavia dalle convincenti risposte fornite alle domande 

dell’auditore volte a chiarire alcuni aspetti rilevanti. Nel complesso, quindi 

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le dichiarazioni rilasciate rendono con sufficiente verosimiglianza il fatto di 

essere ricercato nel proprio paese con l’accusa di aver indebitamente be-

neficiato di fondi pubblici. Tantopiù che l’onere di dimostrare l’inattendibilità 

del mandato d’arresto prodotto in copia dal ricorrente, incomberebbe alla 

SEM che ne mette in dubbio il valore come mezzo probatorio. A fronte di 

tale accusa infondata e della notoria inefficienza della giustizia angolane, 

amplificata dall’accanimento con cui l’attuale governo angolano si è pre-

fisso di vessare la famiglia dell’interessato, è pertanto fondato il timore di 

quest’ultimo di subire trattamenti inumani e degradanti (doc. TAF 1). 

Nei memoriali dell’11 novembre 2021 e del 4 maggio 2023, il ricorrente ha 

inoltre segnalato l’avvenuto trasferimento in Repubblica democratica del 

Congo dei suoi genitori, un aggravamento dello stato di salute della madre 

e pure l’insorgere a suo carico di uno stato depressivo, di mal di testa e di 

disturbi del sonno associati a intenti suicidi (doc. TAF 3, 4). 

5.   

5.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiati. Esso 

comprende il diritto di risiedere in Svizzera. 

5.2 Secondo l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono considerati rifugiati le persone che, 

nel Paese d’origine o d’ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a 

causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determi-

nato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato 

timore d’essere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnata-

mente l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, 

nonché le misure che comportano una pressione psichica insopportabile. 

Occorre tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizione femminile 

(art. 3 cpv. 2 LAsi). 

5.3 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). 

È pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente l’asilo siano suffi-

cientemente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro. In questo senso 

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dichiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad-

dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti 

o all’esperienza generale di vita, non possono essere considerate  

verosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi. È altresì necessario che il richiedente 

stesso appaia come una persona attendibile, ossia degna di essere cre-

duta. Questa qualità non è data, in particolare, quando egli fonda le sue 

allegazioni su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette 

fatti importanti o li espone consapevolmente in maniera falsata, in corso di 

procedura ritratta dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, né 

introduce tardivamente di nuove, dimostra scarso interesse nella 

procedura oppure nega la necessaria collaborazione. Infine, non è 

indispensabile che le allegazioni del richiedente l’asilo siano sostenute da 

prove rigorose. Al contrario, è sufficiente che l’autorità giudicante, pur 

nutrendo degli eventuali dubbi circa alcune affermazioni, sia persuasa che, 

complessivamente, tale versione dei fatti sia in preponderanza veritiera. Il 

giudizio sulla verosimiglianza non deve, infatti, ridursi a una mera verifica 

della plausibilità del contenuto di ogni singola allegazione, bensì 

dev’essere il frutto di una ponderazione tra gli elementi essenziali a favore 

e contrari ad essa. Decisivo sarà dunque determinare, da un punto di vista 

oggettivo, quali fra questi risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. 

DTAF 2013/11 consid. 5.1 e relativi riferimenti). 

6.  

Nell’evenienza concreta, questo Tribunale concorda con l’autorità inferiore 

nel ritenere che il ricorrente non sia stato in grado di rendere verosimile 

che le autorità angolane lo starebbero cercando. Le dichiarazioni determi-

nanti in materia d'asilo rese dal ricorrente s'esauriscono in mere, generiche 

ed imprecise affermazioni di parte, non corroborate dal benché minimo ele-

mento di seria consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel provve-

dimento litigioso. Le tesi ricorsuali neppure possono essere seguite in 

quanto le allegazioni dell’interessato contengono effettivamente numerosi 

indicatori d'inverosimiglianza, su dei punti essenziali riguardo ai motivi ad-

dotti a fondamento della sua domanda d'asilo. Oltre a ciò, il comportamento 

descritto dall’interessato appare a tratti incompatibile con la logica 

dell’agire. 

6.1 Innanzitutto, a mente di questo Tribunale le dichiarazioni del ricorrente 

riguardo ai rapporti avuti con la signora E._______ paiono 

insufficientemente fondate. Il ricorrente ha riferito che suo padre, membro 

del partito I._______ (I._______), sarebbe amico della famiglia 

E1._______ ed avrebbe avuto regolari contatti con la signora E._______, 

mentre lui avrebbe avuto modo di incontrarla in due occasioni, per la borsa 

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di studio e per lo stage presso J._______ (cfr. MdP n. 2 – Dichiarazione 

J._______; cfr. anche verbale 1, D73 e verbale 2, D36). Non vi è tuttavia 

agli atti alcun documento che permetta di stabilire un rapporto diretto fra la 

signora E._______ e il ricorrente o la sua famiglia. Il solo fatto che 

quest’ultimo abbia svolto uno stage presso J._______, società a suo dire 

amministrata proprio da E._______ (cfr. verbale 2, D44) e dalla quale ha 

ricevuto la borsa di studio, non permette di suffragare maggiormente tale 

tesi. Non è infatti stato prodotto – o fatto riferimento – ad alcuno scritto 

proveniente direttamente dalla signora E._______ o dal suo entourage; 

non risulta esservi alcun documento, come ad esempio degli articoli di 

giornale o delle fotografie, che accostino il ricorrente o suo padre all’ex 

presidente E1._______ o alla signora E._______; a ben vedere neppure è 

stata comprovata l’effettiva affiliazione del padre al partito I._______ o alle 

forze armate angolane (come sostenuto dall’insorgente, cfr. verbale 1, D54; 

verbale 2, D52). A fronte del finanziamento, tutto sommato esiguo, 

accordato al ricorrente (da quest’ultimo quantificato in USD 30'000.-, ossia 

USD 1'500.- ogni tre mesi per cinque anni [cfr. verbale 1, D69]), appare 

finanche poco credibile che la signora E._______ – imprenditrice figlia 

dell’ex presidente angolano, considerata la donna più ricca d’Africa, alla 

quale vengono contestate delle malversazioni con fondi pubblici per 

centinaia di milioni di dollari – potesse essere in un qualche modo a 

conoscenza di tale borsa di studio e del suo beneficiario. Nel valutare la 

plausibilità delle dichiarazioni rilasciate dall'insorgente, occorre tenere 

conto che molti fatti e circostanze riferiti in sede d’audizione riguardo alla 

signora E._______ sono facilmente reperibili in rete, essendo questa una 

persona pubblica particolarmente esposta mediaticamente, specie da 

gennaio 2020 con lo scoppio dello scandalo “Luanda Leaks”. 

6.2  

6.2.1 Allo stesso modo, a questo Tribunale paiono poco credibili le circo-

stanze che avrebbero portato il ricorrente a incontrare il signor F._______. 

Quest’ultimo, era gestore patrimoniale e direttore del conto della compa-

gnia petrolifera angolana K._______ presso la banca privata portoghese 

L._______, di cui la signora E._______ era comproprietaria. Attività che 

F._______ ha svolto fino alla morte, avvenuta per impiccagione la notte tra 

il 22 e il 23 gennaio 2020, poche ore dopo che il banchiere era stato inserito 

tra i sospettati, insieme a E._______ e ad altre tre persone, nell'indagine 

penale in Angola riguardante presunte appropriazioni indebite dalla com-

pagnia petrolifera statale K._______. Secondo gli inquirenti, tutti gli indizi 

portano a credere che si è trattato di un suicidio (informazioni pubbliche 

liberamente accessibili in rete). Ora, a fronte dello status personale del si-

gnor F._______ e dell’alto profilo della clientela con cui era generalmente 

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Pagina 10 

abituato a trattare nel proprio contesto professionale, non vi è motivo di 

credere – in assenza di elementi concreti – che quest’ultimo il giorno stesso 

in cui è stato formalmente messo sotto inchiesta, fosse a disposizione del 

ricorrente e si sia recato personalmente all’aeroporto di Lisbona per acco-

glierlo e per ritirare i suoi documenti, nel solo intento di aiutarlo a tornare in 

Russia. In tal senso, a fronte del profilo professionale del signor F._______, 

appare quantomeno singolare che quest’ultimo si occupasse personal-

mente di procurare al ricorrente un visto per andare in Russia a continuare 

i suoi studi. Tale competenza non rientra certo fra quelle richieste ad un 

impiegato in una posizione dirigenziale di una banca privata e d’altra parte 

non vi è alcun indizio – agli atti o in rete – che permetta di ritenere che 

quest’ultimo disponesse di particolari canali con l’ambasciata Russa in Por-

togallo, circostanza di cui il ricorrente neppure si avvale (cfr. verbale 1, D18, 

28, 34, 70-71; verbale 2, D6).  

6.2.2 A ben vedere il ricorrente neppure avrebbe avuto modo di incontrare 

il signor F._______, dato che quest’ultimo era probabilmente già deceduto 

al momento del suo arrivo a Lisbona. Il ricorrente ha riferito di essere giunto 

in Portogallo il 22 gennaio 2020 munito di un regolare visto d’entrata per 

gli Stati Schengen (cfr. atto SEM n. 14/3). Dalla banca dati CS-VIS / ORBIS 

risulta effettivamente un riscontro positivo riguardo al rilascio in favore 

dell’interessato di un visto turistico di tipo C per il Portogallo valido dal 20 

dicembre 2019 al 2 febbraio 2020 (cfr. atto SEM n. 13/3). Gli accertamenti 

svolti dalla SEM presso le autorità portoghesi, hanno inoltre permesso di 

confermare l’ingresso in Portogallo, tuttavia il giorno seguente rispetto a 

quello dichiarato, ossia in data 23 gennaio 2020 (cfr. atti SEM n. 22/3, 

23/3). Ne consegue che, un incontro avrebbe potuto aver luogo unica-

mente nel caso in cui il ricorrente fosse giunto in Portogallo nelle primis-

sime ore del mattino del 23 gennaio 2020 e nell’improbabile circostanza 

che il signor F._______, appena prima di rientrare al proprio domicilio per 

suicidarsi, fosse andato ad accoglierlo all’aeroporto di Lisbona. 

6.3  

6.3.1 Preso atto dell’inesattezza delle allegazioni riguardanti alla data d’in-

gresso in Portogallo – che non consente di far collimare il racconto dell’in-

teressato con i fatti di cronaca (suicidio del signor F._______) – questo 

Tribunale constata che neppure è possibile verificare la fondatezza e l’at-

tendibilità delle dichiarazioni di quest’ultimo riguardo al periodo successivo 

al suo arrivo in Europa. A suo dire, dopo la scadenza del visto, egli avrebbe 

continuato a vivere illegalmente a Lisbona presso dei conoscenti fino all’8 

dicembre 2020, momento in cui si sarebbe diretto in auto verso la Svizzera, 

dove è giunto l’11 dicembre 2020 (cfr. atto SEM 14/3; verbale 2, D6, p. 3). 

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Pagina 11 

Benché tale versione dei fatti possa essere ritenuta plausibile, occorre rile-

vare che agli atti non vi è alcun elemento oggettivo che consenta di avva-

lorare la tesi secondo cui l’insorgente avrebbe vissuto per quasi un anno in 

Portogallo, come ad esempio delle fatture, delle indicazioni circa l’abbona-

mento telefonico o delle ricevute relative al soggiorno a Lisbona, ecc.  

6.3.2 Ciò posto, volendo prestare fede al racconto del ricorrente, occorre 

nondimeno rilevare che il suo comportamento non pare del tutto compati-

bile con la logica dell’agire. Egli ha infatti riferito che nel momento in cui ha 

lasciato il suo paese non aveva alcun problema con le autorità locali (cfr. 

verbale 1, D 34). Soltanto dopo il suo arrivo in Portogallo, dunque il 23 

gennaio 2020, egli avrebbe appreso del coinvolgimento della signora I.D.S 

nello scandalo “Luanda leaks”. Mesi dopo inoltre, avrebbe appreso del 

mandato d’arresto che sarebbe stato fatto spiccare nei suoi confronti da 

parte delle autorità angolane il 29 ottobre 2020.  

Ora, se egli davvero temeva di essere coinvolto nel suddetto scandalo e 

se davvero temeva di subire delle persecuzioni nel proprio paese a causa 

dei finanziamenti ricevuti per i propri studi, non è chiaro il motivo per cui 

non abbia immediatamente chiesto asilo in Portogallo, paese in cui era 

giunto legalmente, in cui già risiedeva e di cui conosce la lingua. Non vi 

sono infatti fondati motivi di ritenere che in Portogallo sussistano carenze 

sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei 

richiedenti, che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante 

ai sensi dell'art. 4 della CartaUE (cfr. art. 3 par. 2 2a frase RD III), né vi 

sono indizi che lascino credere che le autorità di tale Stato non rispettino il 

diritto internazionale e che l’avrebbero rimandato nel proprio Paese d’ori-

gine se lì avesse corso il rischio di essere perseguitato (cfr. DTAF 2010/45 

consid. 7.4 e 7.5), circostanze queste per altro neppure invocate dal ricor-

rente. La scelta di vivere per oltre dieci mesi (dalla scadenza del visto, il 2 

febbraio 2020, fino all’8 dicembre 2020) nell’illegalità con il rischio di essere 

espulso verso l’Angola, non appare infatti del tutto coerente con i timori 

riferiti dall’interessato. D’altro canto, quest’ultimo neppure fornisce mag-

giori dettagli riguardo alle ragioni che hanno indotto il signor D._______ a 

consigliarli nel gennaio 2020 di lasciare il Portogallo, né di quelle che lo 

hanno convinto a procedere in tal senso soltanto l’8 dicembre 2020.  

6.4 Il ricorrente non ha infatti fornito dichiarazioni sufficientemente conclu-

denti e convincenti riguardo al mandato d’arresto spiccato nei suoi confronti 

che lo avrebbe indotto a lasciare il Portogallo a inizio dicembre 2020. Ri-

guardo alla conversazione telefonica che l’insorgente avrebbe avuto con il 

padre la sera dell’8 dicembre 2020, questo Tribunale concorda con la SEM 

D-3283/2021 

Pagina 12 

nel ritenere che la descrizione dei fatti e delle circostanze appare oltremodo 

vaga e stereotipata. In un primo momento l’interessato aveva riferito che 

era stata “una conversazione normale” (cfr. verbale 1, D53), cosa che ap-

pare poco coerente con le circostanze drammatiche che hanno determi-

nato, a suo dire, la telefonata al padre (ossia l’arresto del signor D._______ 

e la consecutiva scoperta del mandato d’arresto a suo carico [cfr. verbale 

1, D40; verbale 2, D6]). Il ricorrente non è stato inoltre in grado di spiegare 

il tenore della conversazione avuta con il padre, né di descrivere il mo-

mento in cui ha scoperto l’esistenza di un mandato d’arresto nei suoi con-

fronti, limitandosi a ribadire l’insindacabile e impellente necessità di la-

sciare il Portogallo (cfr. verbale 2, D6, D9, D18-22). Nonostante gliene sia 

stata data a più riprese l’occasione, egli non ha saputo indicare quale fosse 

il suo stato d’animo alla notizia di essere ricercato nel proprio paese, né la 

reazione dei suoi genitori. Egli avrebbe potuto fornire alcuni dettagli, ad 

esempio spiegare se al telefono con il padre abbia cercato di trovare una 

soluzione per chiarire il malinteso con le autorità angolane, se i genitori 

avessero nel frattempo valutato l’esistenza sul piano giuridico di una pos-

sibile strategia difensiva, se si fossero rivolti a un avvocato, o se avessero 

contattato amici e conoscenze maturate in seno all’esercito o nella ge-

stione della scuola privata. 

A fronte della povertà di dettagli, dell’indifferenza per l’idea di non poter 

rientrare a casa propria e della reiterazione delle medesime affermazioni 

stereotipate, le allegazioni fornite al riguardo danno l’impressione che tale 

momento non sia stato vissuto personalmente dal richiedente.  

6.5 La veridicità del racconto del ricorrente può essere fortemente messa 

in dubbio anche sulla base di valutazioni di plausibilità. Nei considerandi 

che precedono, è stato già sollevato qualche dubbio riguardo ai rapporti fra 

l’insorgente e dei personaggi abbienti e potenti come la signora E._______ 

e suo padre, persone che è lecito presumere non siano facilmente avvici-

nabili al di fuori di una ristretta e facoltosa cerchia di conoscenze più intime. 

Il ricorrente ha inoltre ribadito in più occasioni di non aver avuto più contatti 

con suo padre da gennaio 2020, momento in cui ha lasciato l’Angola (cfr. 

verbale 2, D10, D14). Si rammenta che secondo la sua versione egli era 

espatriato in Portogallo per ottenere con più facilità il visto per la Russia. 

Ora, alla luce del repentino stravolgimento del proprio programma di viag-

gio e di prospettive, vista l’impossibilità di ottenere un visto per la Russia e 

pure di rientrare in possesso del proprio passaporto – ammesso che questo 

sia stato effettivamente consegnato a qualcuno – appare alquanto incredi-

bile e improbabile che il ricorrente, nei giorni successivi al suo arrivo non 

abbia minimamente tentato di mettersi in contatto con i propri genitori per 

D-3283/2021 

Pagina 13 

chiedere dell’aiuto o anche solo del conforto in una situazione divenuta al-

quanto scomoda (si cfr. anche verbale 2, D85-86). Ancor più bizzarro il fatto 

che i genitori dell’insorgente, che pur conoscevano il signor D._______, 

che lo aveva messo in contatto con il signor G._______, di cui parrebbe 

essere stato ospite per oltre dieci mesi, non abbiano mai tentato di contat-

tarlo (cfr. verbale 2, D6, D10-17), neppure in ottobre 2020 allorquando sa-

rebbe stato notificato presso casa loro il mandato d’arresto a suo carico 

(cfr. verbale 1, D47-49; verbale 2, D16). Appare inoltre dubbio che, dopo 

l’arrivo in Svizzera, egli non abbia mai tentato di contattare amici o fami-

gliari se non per via telefonica, almeno tramite “social media”. Le asserzioni 

riguardo al fatto di aver cambiato numero di telefono (cfr. verbale 2, D87) o 

al timore di mettere in pericolo sé stesso e loro (cfr. atto SEM n. 41/2; ver-

bale 1, D52; verbale 2, D80 segg.) appaiono invero alquanto inconsistenti 

e poco logiche. 

6.6 Da ultimo occorre rilevare che nessuno dei documenti versati agli atti 

permette di comprovare maggiormente la tesi del ricorrente. Quest’ultimo 

è certo stato in Russia tra il 2013 e il 2018, dove ha concluso un ciclo di 

formazione ottenendo la laurea. Lo dimostrano per altro gli attestati scola-

stici e le fotocopie dei visti russi, apposti sul passaporto e la tessera dei 

servizi consolari (cfr. doc. SEM n. 40). La Dichiarazione di impegno 

sull’onore sottoscritta dall’interessato con J._______ il 25 gennaio 2013, 

consente altresì di ritenere che tale formazione potrebbe essere stata fi-

nanziata in tutto o in parte, mediante una borsa di studio, dalla suddetta 

azienda, nella quale egli ha eseguito uno stage dal 13 luglio al 22 agosto 

2015 (Dichiarazione J._______, cfr. atto SEM n. 40).  

Al di fuori delle circostanze citate, non vi è alcun elemento che permetta di 

stabilire un collegamento del ricorrente con la signora E._______ e con le 

malversazioni per le quali quest’ultima è indagata. In tal senso è a giusto 

titolo che la SEM rileva che il mandato d’arresto, la cui autenticità non può 

essere dimostrata, non riporta né il nome di E._______ o di una delle so-

cietà da lei controllate, né tantomeno della società che ha erogato la borsa 

di studio in favore dell’interessato. A ben vedere, si osserva che il mandato 

d’arresto neppure permette di confermare la veridicità dei motivi d’asilo in-

vocati dal ricorrente, né di determinare di cosa viene effettivamente sospet-

tato, essendo l’accusa di “Trafico de influencia e partecipaçao in negocio” 

estremamente vaga e non riferita a specifiche circostanze concrete. 

6.7 Da una valutazione complessiva delle allegazioni del ricorrente risulta 

pertanto che la narrazione dello stesso non può dunque essere ritenuta 

verosimile ai sensi dell'art. 7 LAsi. 

D-3283/2021 

Pagina 14 

7.  

Del resto, si concorda con la SEM nel ritenere che quand’anche venisse 

ammessa la verosimiglianza delle dichiarazioni del ricorrente relative al suo 

coinvolgimento nello scandalo “Luanda Leaks” e del fatto che su di lui è 

pendente un mandato d’arresto emanato dalle autorità angolane per sot-

trazione di fondi pubblici, le stesse non rientrano fra i motivi d’asilo esau-

stivamente elencati all’art. 3 LAsi. Egli non risulta infatti essere ricercato 

dalle autorità angolane per motivi di razza, religione, nazionalità, apparte-

nenza a un gruppo sociale o per le opinioni politiche, ma unicamente per 

dei fatti che ricadono, se appurati e giuridicamente comprovati, fra i reati 

comuni. 

7.1  

7.1.1 Il fondato timore di esposizione a seri pregiudizi, come stabilito all'art. 

3 LAsi, comprende nella sua definizione un elemento oggettivo, in rapporto 

con la situazione reale, e un elemento soggettivo. Sarà quindi riconosciuto 

come rifugiato colui che ha dei motivi oggettivamente riconoscibili da terzi 

(elemento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) d'essere esposto, in 

tutta verosimiglianza e in un futuro prossimo, ad una persecuzione (cfr. 

DTAF 2011/51 consid. 6.2 e 2010/57 consid. 2.5). Sul piano soggettivo, 

deve essere tenuto conto degli antecedenti dell'interessato, segnatamente 

dell'esistenza di persecuzioni anteriori, nonché della sua appartenenza ad 

una razza, ad un gruppo religioso, sociale o politico, che lo espongono 

maggiormente ad un fondato timore di future persecuzioni. Infatti, colui che 

è già stato vittima di persecuzione ha dei motivi oggettivi di avere un timore 

(soggettivo) di nuove persecuzioni più fondato di colui che ne è l'oggetto 

per la prima volta (DTAF 2010/57 consid. 2.5 e relativi riferimenti). Sul piano 

oggettivo, tale timore deve essere fondato su indizi concreti e sufficienti 

che facciano apparire, in un futuro prossimo e secondo un'alta probabilità, 

l'avvento di seri pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi. Non sono sufficienti, 

quindi, indizi che indicano minacce di persecuzioni ipotetiche che potreb-

bero prodursi in un futuro più o meno lontano (cfr. DTAF 2010/57 consid. 

2.5 e relativi riferimenti). 

7.1.2 Nell’evenienza concreta, non vi è né dal punto di vista soggettivo – 

alla luce della vita condotta prima di partire per il Portogallo – né dal punto 

di vista oggettivo – alla luce delle accuse di cui dovrebbe rispondere, qua-

lora si dia credito a quanto riferito riguardo alla provenienza illecita del fi-

nanziamento della propria formazione in Russia – un concreto rischio per 

il ricorrente di essere esposto a seri pregiudizi in caso di rientro nel suo 

Paese. 

D-3283/2021 

Pagina 15 

7.2  

7.2.1 Nelle proprie dichiarazioni il ricorrente parrebbe alludere all’esistenza 

di un rischio di persecuzione riflessa a causa della posizione e dell’attività 

paterna. Egli afferma, in modo alquanto confuso, che anche a carico del 

padre sarebbero state avviate delle indagini in Angola (cfr. verbale 1, D53), 

sebbene distinte da quelle che lo riguardano (cfr. verbale 2, D57), che 

avrebbero portato al sequestro dei terreni di famiglia e della scuola privata 

da lui fondata (cfr. verbale 2, D21, D56) e alla soppressione del trattamento 

medico della madre (cfr. verbale 2, D23). Persecuzione giudiziaria che se-

condo il ricorrente sarebbe riconducibile a motivi politici (cfr. verbale 2, 

D66-73) e meglio alla sua appartenenza al partito I._______ e alla sua pre-

cedente carriera nell’esercito (cfr. verbale 1, D65, D73), oltre che al man-

cato supporto “al partito del Governo al potere” (cfr. verbale 2, D22, D52-

55). 

7.2.2 L'esistenza di una persecuzione riflessa viene ammessa quando i fa-

migliari di una persona perseguitata sono esposti a rappresaglie, siano 

esse finalizzate all'ottenimento di informazioni, espletate in ottica punitiva 

o, ancora, messe in atto con l'obbiettivo di imporre una cessazione delle 

attività svolte dalla persona presa di mira (cfr. sentenze del TAF  

D-2487/2022 del 7 luglio 2022 consid. 7.4, D-295/2021 del 16 marzo 2022 

consid. 5.3, D-7067/2017 del 19 novembre 2018 consid. 3.2). In tale ambito 

è necessario valutare l'intensità del rischio di esposizione a persecuzioni in 

funzione delle circostanze del caso concreto (cfr. DTAF 2010/57 consid. 

4.1.3; anche sentenza del TAF D-1665/2018 del 27 gennaio 2021 consid. 

6.2.1). Sarà rilevante ai sensi dell'asilo, allorché la persona che è toccata 

dalla persecuzione riflessa, è esposta a seri pregiudizi ai sensi dell'art. 3 

cpv. 2 LAsi o deve temere che tali pregiudizi in un futuro prossimo e se-

condo un'elevata probabilità saranno causati (cfr. per la nozione di perse-

cuzione riflessa la DTAF 2007/19 consid. 3.3 con riferimenti; cfr. anche fra 

le altre la sentenza del Tribunale D-2511/2021 dell'8 febbraio 2022 consid. 

8.2). Secondo la giurisprudenza la probabilità di essere vittima di una per-

secuzione riflessa è data soprattutto quando un membro della famiglia in 

fuga è ricercato e l'autorità ha motivo di presumere che qualcuno sia in 

contatto stretto con la persona ricercata (sentenza del TAF E-4140/2014 

del 13 ottobre 2014 consid. 5.4). 

7.2.3 Nell’evenienza concreta, quand’anche si considerasse attendibile il 

racconto esposto, non vi sono sufficienti indizi per concludere all'esistenza 

di un fondato timore per il richiedente di subire, in un prossimo futuro, delle 

misure di persecuzione riflessa a cause del suo legame con il padre. In-

nanzitutto gli atti prodotti in corso di causa non permettono di dimostrare la 

D-3283/2021 

Pagina 16 

veridicità del sequestro di beni e terreni al padre. Non si vede per altro 

come quest’ultimo, in quanto membro del I._______, potesse essere con-

trario al “partito del Governo al potere”, dato che il presidente M._______, 

successore di E1._______, è precisamente il capo del partito I._______. A 

ben vedere, il ricorrente neppure sostanzia in alcun modo le affermazioni 

che vorrebbero i genitori in esilio in Repubblica democratica del Congo (cfr. 

doc. TAF 3-4).  

7.2.4 Non essendovi altri motivi per ravvisare nel caso di specie un fondato 

timore di persecuzione riflessa, tale allegazione va pertanto respinta. 

8.  

Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia, 

di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione (art. 44 

LAsi). 

Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM avrebbe 

dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 

cpv. 1 e 2 nonché art. 44 LAsi come pure art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo 

relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

DTAF 2013/37 consid. 4.4, DTAF 2011/24 consid. 10.1). 

Pertanto, anche la pronuncia dell'allontanamento va confermata. 

9.  

9.1 Per quanto concerne l'esecuzione dell'allontanamento, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, l'art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro inte-

grazione (LStrI, RS 142.20) prevede che la stessa deve essere possibile 

(art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente 

esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di non adempimento di una di queste 

condizioni, la SEM dispone l'ammissione provvisoria (art. 44 LAsi e art. 83 

cpv. 1 LStrI).  

In particolare, l'esecuzione non è possibile se lo straniero non può partire 

né alla volta dello Stato d'origine o di provenienza o di uno Stato terzo, né 

esservi trasportato (art. 83 cpv. 2 LStrI).  

Inoltre, l'esecuzione non è ammissibile se la prosecuzione del viaggio dello 

straniero verso lo Stato d'origine o di provenienza o verso uno Stato terzo 

è contraria agli impegni di diritto internazionale pubblico della Svizzera (art. 

83 cpv. 3 LStrI), in particolare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione 

contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti 

D-3283/2021 

Pagina 17 

del 10 dicembre 1984 (RS 0.105; di seguito: Conv. tortura). L'applicazione 

di tali disposizioni presuppone, tuttavia, l'esistenza di serie e concrete ra-

gioni per ritenere che lo straniero possa essere esposto, nel paese verso il 

quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari alle succitate disposizioni.  

Infine, l'esecuzione non è ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato 

d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in 

pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza genera-

lizzata o emergenza medica (art. 83 cpv. 4 LStrI). Motivi medici rendono 

inesigibile l'esecuzione dell'allontanamento esclusivamente quando le cure 

necessarie ed essenziali non sono ottenibili nel Paese di origine e un rim-

patrio comprometterebbe rapidamente lo stato di salute della persona met-

tendone a rischio la vita (cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2). 

9.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l'apprezzamento degli 

ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento, vale lo stesso apprezzamento 

della prova consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il 

ricorrente deve provare o per lo meno rendere verosimile l'esistenza di un 

ostacolo all'esecuzione dell'allontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 

10.2 e riferimento ivi citato). 

9.3 Nella decisione impugnata, la SEM ha ritenuto ammissibile, ragione-

volmente esigibile e possibile l'esecuzione dell'allontanamento dell'insor-

gente, non essendoci in particolare dal profilo dell'esigibilità della misura, 

degli ostacoli personali che si opporrebbero all'esecuzione della stessa. 

9.4 Ora, siccome il ricorrente è in misura d'intraprendere ogni passo 

necessario presso la competente rappresentanza del suo paese d'origine 

in vista dell'ottenimento dei documenti necessari al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 

LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12) non risultano impedimenti sotto l'aspetto 

della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI). 

9.5 Gli atti non contengono inoltre alcun indizio serio e convincente che 

renda verosimile (art. 7 LAsi) l'esistenza di un probabile rischio che il ricor-

rente possa subire un trattamento contrario all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. 

tortura. L'esecuzione dell'allontanamento è dunque ammissibile (art. 83 

cpv. 3 LStrI).  

9.6  

9.6.1 Quanto all'esigibilità dell'allontanamento in Angola, ad esclusione 

della regione di Cabinda, essa deve essere esaminata individualmente, 

segnatamente tenendo conto dell'esistenza di una rete famigliare o sociale 

in grado di assicurare la sussistenza al ritorno del richiedente e di facilitarne 

D-3283/2021 

Pagina 18 

la sua reintegrazione, ma anche delle particolarità e delle risorse proprie al 

ricorrente, in particolare della sua età, del suo genere, del suo stato di sa-

lute, del suo livello d'istruzione, della sua formazione e della sua espe-

rienza professionale (cfr. DTAF 2014/26 consid. 9.14; sentenze del TAF  

D-1799/2019 del 14 agosto 2019 consid. 6.3.1, D-2514/2019 del 14 giugno 

2019, E-78/2018 del 16 maggio 2019 consid. 7.2). 

9.6.2 In Angola, non vige attualmente un contesto di guerra, guerra civile, 

violenza generalizzata o emergenza medica, da ritenere che la situazione 

in detto Paese non permetta d'acchito, ed indipendentemente dalle circo-

stanze della fattispecie, di presumere, nei confronti di tutti i suoi espatriati, 

l'esistenza di una messa in pericolo concreta ai sensi dell'art. 83 cpv. 4 

LStrI (cfr. DTAF 2014/26 consid. 9.14; sentenza del TAF E-78/2018 consid. 

7.2).  

9.6.3 Secondo la prassi del TAF relativa all’Angola, l'esecuzione dell'allon-

tanamento di persone a rischio è inesigibile (cfr. Sentenza del TAF  

E-3684/2006 del 15 settembre 2008 consid. 6.5 pag. 13; GICRA 2004  

n. 32). Come persone a rischio vengono intese le persone con gravi pro-

blemi di salute, minorenni non accompagnati, persone con bambini al di 

sotto dei sei anni, donne sole ed anziani. Inoltre, rimane esigibile l'esecu-

zione dell'allontanamento di persone con ultima residenza a Luanda, non-

ché in una delle città facilmente accessibili nelle province di Cunene, Huila, 

Namibe, Benguela, Huambo, Cuanza Sul, Cuanza Norte, Bengo e Zaire 

oppure con una rete sociale in una delle menzionate province. 

9.6.4 Nella fattispecie, alla luce dei criteri evocati sopra e sulla base degli 

atti a disposizione di questo Tribunale, il ricorrente, uomo solo di 28 anni, 

in buona salute (cfr. verbale 1, D5, p. 2; verbale 2, D3-5, p. 2), originario di 

B._______, dove ha avuto per altro l’ultimo domicilio prima di lasciare il 

Paese (cfr. atto SEM n.12/9, p. 4; verbale 1, D11-12, p. 3) non rientra nella 

nozione di persone a rischio (cfr. Sentenza del TAF E-3684/2006 del 15 

settembre 2008 consid. 6.6 pag. 13). Oltre a una buona formazione scola-

stica e ad un’esperienza lavorativa di due anni in un ambiente sicuro (la 

scuola privata del padre), si può presumere che il ricorrente goda di una 

rete di contatti sociali a B._______ sufficiente per un adeguato reinseri-

mento in Patria, ritenuto che lì ancora parrebbe vivere la sua intera famiglia 

(cfr. atto SEM n.12/9, p. 3; verbale 1, D25-26, p. 5; verbale 2, D99-105, p. 

14). I fratelli come i genitori potrebbero quindi assicurare al ricorrente un 

aiuto concreto e materiale in caso di rientro in Angola, dalla quale egli è 

espatriato del tutto legalmente in gennaio 2020 per dirigersi in Portogallo. 

Come rilevato in precedenza, inoltre, l’insorgente neppure ha reso 

D-3283/2021 

Pagina 19 

verosimile che egli incorrerebbe il rischio di essere imprigionato al suo rien-

tro in Angola. Egli non può pertanto prevalersi di una messa in pericolo per 

tale motivo.  

9.6.5 Dagli atti all'inserto non risulta inoltre alcun elemento dal quale si 

possa desumere che l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente im-

plicherebbe una sua messa in pericolo concreta.  

Non vi è infatti alcun certificato medico o rapporto specialistico che per-

metta di avvalorare l’esistenza delle problematiche valetudinarie di cui il 

ricorrente si prevale nel memoriale del 4 maggio 2023 (depressione, di-

sturbi del sonno, mal di testa e intenti suicidi [doc. TAF 4]). Tali problemati-

che non erano presenti al momento delle audizioni in cui al ricorrente era 

stato per altro espressamente chiesto se si sentisse bene e in cui gli era 

stato indicato come fosse sua responsabilità segnalare qualsiasi proble-

matica medica potenzialmente determinante per la procedura d’asilo (cfr. 

atto SEM, 14/3; verbale 1, D5 e D10, pp. 2-3; verbale 2, D4-5, p. 2). Risulta 

quindi manifestamente inconsistente, in quanto mera asserzione di parte 

non sostenuta da alcun elemento concreto e circostanziato, la dichiara-

zione circa lo stato di salute esposta nelle more ricorsuali. 

Allo stesso modo, neppure è stato prodotto alcun elemento suscettibile di 

oggettivare o di rendere quantomeno verosimile l’effettivo espatrio dei ge-

nitori in Repubblica democratica del Congo, come affermato nel memoriale 

completivo citato e in quello del 11 novembre 2021 (doc. TAF 3). Nessun 

elemento agli atti consente di ritenere che i genitori o la sua famiglia siano 

effettivamente oggetto di persecuzione in Angola. In assenza di indizi con-

trari, occorre pertanto attenersi alle dichiarazioni rese spontaneamente 

dall’insorgente in sede di procedura davanti alla SEM, riguardo al fatto che 

la sua intera famiglia è ancora residente a B._______.  

Per il resto, l'interessato non ha minimamente contestato i motivi invocati 

dalla SEM per dimostrare l'esigibilità dell'esecuzione del suo allontana-

mento, e si può pertanto rinviarvi pienamente, in quanto sufficientemente 

pertinenti. 

9.6.6 L'esecuzione dell'allontanamento appare pertanto ragionevolmente 

esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). 

9.7 Ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è possibile, ammis-

sibile e ragionevolmente esigibile. Di conseguenza, anche sotto questo 

aspetto, la decisione dell'autorità inferiore dev'essere confermata. 

D-3283/2021 

Pagina 20 

10.  

In definitiva, non violando il diritto federale (art. 3 LAsi) e stabilendo i fatti 

rilevanti in modo corretto e completo (art. 106 cpv. 1 LAsi) la decisione 

impugnata va confermata. Il ricorso dev’essere pertanto interamente re-

spinto. 

11.  

11.1 Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda formu-

lata a titolo pregiudiziale di ripristino dell'effetto sospensivo, peraltro con-

cesso ex lege nel caso in rassegna (cfr. art. 55 cpv. 1 PA) è divenuta senza 

oggetto.  

11.2 Per lo stesso motivo anche la domanda di esenzione dal versamento 

di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali, è priva di og-

getto. 

12.  

12.1 Ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favo-

revole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

pagamento delle spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA), è respinta. 

12.2 Visto l'esito della procedura, le spese processuali, che seguono la 

soccombenza, vengono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 

nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]).  

13.  

La decisione non può essere impugnata mediante ricorso in materia di di-

ritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); essa 

è pertanto definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-3283/2021 

Pagina 21 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali di fr. 750 sono poste a carico del ricorrente. Il succi-

tato importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un termine 

di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al rappresentante del ricorrente, alla SEM 

e all'autorità cantonale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Luca Rossi 

 

 

Data di spedizione: