# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ca072587-1d2f-50c0-be3b-8e1ed14490cd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-02-04
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 04.02.2013 15.2012.136
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2012-136_2013-02-04.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2012.136

  	
  Lugano

  4 febbraio 2013

  EC/fp/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
  d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini,
  presidente,

  Walser
  e Jaques

  

 

	
  segretario:

  	
  Cassina

  

 

 

statuendo
sul ricorso 21 dicembre 2012 di

 

	
   

  	
   RI
  1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

l’operato
dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Leventina e meglio contro il pignoramento di un credito nelle varie esecuzioni promosse
contro il ricorrente da

 

	
   

  	
  1.
  PI 1  

      rappr. da RA 1  

  2. ,  

  3.   

  2 e 3 rappr. dall’  

  4.   

      rappr. dall’  

  5.   

      rappr.  

  

 

viste le
osservazioni:

– 8
gennaio 2012 della PI 1, __________;

– 16
gennaio 2013 dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Leventina, Faido;

esaminati
atti e documenti;

 

ritenuto

 

in fatto:

                                     A.      Nell’ambito
delle varie esecuzioni promosse contro RI 1, il 17 dicembre 2012 l’Ufficio
esecuzione e fallimenti di Leventina ha pignorato la somma di fr. 1’338.31
depositata sul conto del debitore presso la __________. L’Ufficio non ha invece
pignorato gli ulteriori fr. 1’200.- esistenti sul conto.

 

 

                                     B.      Con
ricorso 18 dicembre 2012 RI 1 ha postulato la declaratoria di nullità del
pignoramento argomentando, per quanto di rilevanza in sede di ricorso, che egli,
attivo professionalmente quale artigiano indipendente, dovrebbe pagare con
l’importo pignorato i propri fornitori.

 

 

                                     C.      Delle
osservazioni 8 gennaio 2013 di PI 1, 16 gennaio 2013 dell’CO 1 e della replica
18 gennaio 2013 di RI 1, si dirà per quanto necessario, in seguito.

 

 

Considerato

 

in diritto:

                                     1.      Nel
procedere al sequestro o al pignoramento del reddito del debitore, le autorità
di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al
momento dell’esecuzi­one del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del
debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21; 108 III 12; 106 III 13; Vonder Mühll, Basler Kommentar zum
SchKG, Basilea 2010, n. 17 ad art. 93), ritenuto che delle successive modifiche
della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento
(DTF 108 III 13). Anche la
questione della pignorabilità va esaminata d’ufficio. 

 

 

                                     2.      Per
l’art. 93 cpv. 1 LEF ogni provento del lavoro, gli usufrutti e il loro
prodotto, le rendite vitalizie e gli alimenti, le pensioni e le prestazioni di
qualsiasi tipo destinate a risarcire una perdita di guadagno o una pretesa
derivante dal diritto al mantenimento, segnatamente le rendite e le indennità
che non sono impignorabili giusta l’art. 92, possono essere pignorati in
quanto, a giudizio dell’ufficiale, non siano assolutamente necessari al
sostentamento del debitore e della sua famiglia, comprese le spese indispensabili
connesse all’esercizio della professione o del mestiere ch’egli effettivamente
sopporta (cfr. punto II/4 della Tabella per il calcolo del minimo di esistenza
agli effetti del diritto esecutivo, allegata alla Circolare CEF n. 35/2009 e
pubblicata sul Foglio ufficiale cantonale n. 68/2009 del 28 agosto 2009). Per “provento
del lavoro” si intende ogni prestazione, in denaro o in natura, costituente
la retribuzione di un lavoro personale, svolto sia quale dipendente che quale
indipendente (cfr. Vonder Mühll, op.
cit., n. 3 ad art. 93; Gilliéron, Commentaire
de la LP, vol. II, Losanna 2000, n. 26 ad art. 93, con rif.).

 

 

                                     3.      Tutti
i redditi che l’escusso ha risparmiato non facendoci capo per finanziare il
proprio minimo di esistenza corrente – finanche quelli assolutamente
impignorabili quali ad esempio le rendite AVS/AI/PC (art. 92 cpv. 1 n. 9a LEF)
– sono illimitatamente pignorabili (DTF 115 III 48, cons. 1b; 59 III 116; Ochsner, Commentaire romand de la LP,
Basilea/Ginevra/ Monaco 2005, n. 17 ad art. 93; Hunkeler,
Kurzkommentar SchKG, Basilea 2009, n. 70 ad art. 92 e rif. ivi; Vonder Mühll, op. cit., n. 59 ad art.
92). Avendo nel caso concreto l’escusso omesso di dimostrare, come gli
incombeva, quanto da lui asserito, ossia che l’importo pignorato avrebbe dovuto
servire a pagare dei fornitori, la somma di fr. 1'338.31 depositata presso la __________
è da considerare quale risparmio effettuato sui proventi da attività lavorativa
indipendente e come tale deve essere interamente pignorata, ritenuto che l’Ufficio,
correttamente, non ha pignorato gli ulteriori fr. 1'200.- esistenti sul conto in
quanto considerati necessari a coprire il minimo esistenziale del debitore per
il mese in corso. Il pignoramento va quindi confermato.

 

 

                                     4.      Da
quanto precede discende che il ricorso si rivela infondato e come tale va
respinto. 

                                               Non
si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità
(art. 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

 

 

Per questi
motivi,

 

richiamati gli art. 17, 92,
93 LEF; 61 cpv. 2 lett. a, 62 cpv. 2 OTLEF;

 

pronuncia:

 

                                        1.    Il
ricorso è respinto.

 

                                      2.    Non si prelevano spese e non si assegnano
indennità.

 

                                   3.   Notificazione
a:

	
   

  	
  –     ;

  –    ;

  –   

  –    

  –    

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio esecuzione e fallimenti di Leventina per il tramite dell’Ufficio
esecuzione e fallimenti di Bellinzona.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                                               Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile
presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna
14, entro 10 (dieci) giorni dalla notificazione, rispettivamente entro
5 (cinque) giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione
impugnata è stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.