# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f9a5e8e0-ae8d-5ebd-89f2-3d6de1f2a9d1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-04-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.04.2022 35.2021.95
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2021-95_2022-04-25.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  35.2021.95

   

  cr

  	
  Lugano

  25 aprile 2022      

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Cinzia Raffa Somaini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 22 novembre 2021 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 22 ottobre 2021 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da:   RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                      in fatto

 

                          1.1.  In data 5 agosto 2016 RI 1, nato
nel 1976, di professione metalcostruttore, è stato vittima di una distorsione
al ginocchio sinistro. Una RM eseguita il 9 agosto 2016 ha messo in luce una
rilesione del menisco mediale in un assicurato portatore di una plastica del
legamento crociato anteriore già portatore di una plastica legamentosa a
seguito di una lesione risalente al 1994, nonché di un’importante condropatia
del compartimento femoro-tibiale e femoro-rotuleo.

                                  Egli è stato operato il 7
novembre 2016 e il 6 marzo 2017.

 

                                  L’Istituto
assicuratore ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di
legge.

 

                          1.2.  Con decisione del 13 dicembre 2018
l’Istituto assicuratore ha confermato la sospensione del versamento delle
prestazioni assicurative a partire dal 6 agosto 2018, in quanto i disturbi
ancora presentati dall’assicurato non possono più essere ricondotti, secondo
verosimiglianza preponderante, all’infortunio del 5 agosto 2016 (doc. 189).

 

                                  In data 31 gennaio 2019 l’assicurato,
rappresentato dal sindacato RA 1 (di seguito: RA 1), ha inoltrato un’opposizione
cautelativa contro tale decisione, corredata da un referto del 30 gennaio 2019
del dr. __________ (doc. 202).

 

                                  Il 10 febbraio 2019 l’CO 1 ha
dichiarato irricevibile, in quanto tardiva, l’opposizione dell’assicurato (doc.
212).

 

                                  Con complemento all’opposizione
del 22 febbraio 2019 l’assicurato, sempre per il tramite dell’RA 1, ha chiesto,
in via principale, l’accoglimento dell’opposizione e, in via sussidiaria, ha presentato
un’istanza di riconsiderazione della decisione del 13 dicembre 2018 (doc. 216).

 

                                  L’CO 1, con decisione su
opposizione del 27 febbraio 2019, ha considerato irricevibile l’opposizione
interposta dall’assicurato (doc. 217). Tale decisione su opposizione è
cresciuta incontestata in giudicato (doc. 218).

 

                                  L’Istituto assicuratore, inoltre,
con decisione del 20 agosto 2020, ha, da un lato, rifiutato di entrare nel
merito della domanda di riconsiderazione e, dall’altro, rifiutato di dare
seguito alla domanda di revisione procedurale (doc. 232). 

                                  Tale decisione è cresciuta,
incontestata, in giudicato.

 

                          1.3.  In data 21 maggio 2021 RA 1 ha
presentato una domanda di rivalutazione del caso, producendo, a comprova della
propria domanda, il referto peritale dell’11 maggio 2021 redatto su richiesta
dell’assicurato da parte del PD dr. __________ (doc. 245).

 

                                  Con decisione del 25 agosto 2021
l’CO 1 ha rifiutato di entrare nel merito della domanda di riconsiderazione,
rispettivamente di dare seguito alla richiesta di revisione procedurale.

 

                                  A
seguito dell’opposizione interposta dall’RA 1 per conto dell’assicurato (doc. 256),
dopo avere richiesto una presa di posizione al proprio medico __________ (doc.
257), in data 22 ottobre 2021 l’CO 1 ha confermato il contenuto della sua precedente
decisione (doc. 258). 

 

                          1.4.  Con
tempestivo ricorso del 22 novembre 2021 RI 1, sempre rappresentato dall’RA 1,
ha chiesto l’annullamento della decisione impugnata e, in via principale, il
ripristino delle prestazioni LAINF (raggiungimento di uno status quo sine
accettabile, oltre al riconoscimento delle cure necessarie e di un intervento
chirurgico idoneo) e, in via sussidiaria, di riaprire il caso e concedere le
indennità giornaliere dalla chiusura del caso in poi.

 

                                  L’insorgente
ha chiesto la riconsiderazione di quanto, troppo frettolosamente, deciso dall’assicuratore
LAINF nel 2018, dato che ben quattro specialisti hanno attestato la necessità
di continuazione delle cure e di un intervento di valgizzazione, dichiarando
l’esistenza di un nesso causale con l’infortunio.

                                  Egli
ha evidenziato che i continui cedimenti del ginocchio appaiono incompatibili
con la semplice artrosi, mentre è evidente che la rilesione è in nesso causale
con l’infortunio e non conseguente unicamente ad un aspetto degenerativo. Prima
dell’infortunio, infatti, la plastica legamentosa reggeva nonostante l’artrosi,
permettendogli per lungo tempo di svolgere un’attività lavorativa pesante (doc.
I).

 

                          1.5.  L’CO
1, in risposta, ha postulato che l’impugnativa venga respinta con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. IV). 

 

                          1.6.  In
data 28 gennaio 2022 l’insorgente ha ribadito le richieste ricorsuali,
sottolineando come l’intervento di osteotomia viene ritenuto necessario al fine
di un recupero della capacità lavorativa e non, invece, in relazione ai
problemi degenerativi.

                                  A
suo parere l’instabilità (problema mai avuto prima dell’infortunio) è stata
causata da un impianto cadaverico di ricostruzione non adeguato al suo caso,
come affermato dai medici dr. __________ e dr. __________.

                                  Visti
i diversi pareri medici agli atti che indicano un errore valutativo tra il
piano di salute collegato all’infortunio e il piano prettamente degenerativo, a
mente dell’assicurato vi è spazio per una riconsiderazione ai sensi dell’art.
53 cpv. 2 LPGA (doc. VIII). 

 

                          1.7.  Con
osservazioni del 2 febbraio 2022, l’assicuratore LAINF ha ribadito la
correttezza del proprio agire, rilevando come il dr. __________, presa visione
dei referti del dr. __________ e del dr. __________, abbia confermato che la
lesione del LCA e la lesione parziale del menisco siano state riparate e sanate
post infortunio in un ginocchio con una gonartrosi preesistente.
L’amministrazione ha aggiunto che, “inoltre, non sono dati i presupposti per
procedere con una riconsiderazione o una revisione” (doc. X).

 

                                  Tali considerazioni
dell’amministrazione sono state trasmesse all’assicurato (doc. XI), per
conoscenza.

 

                          1.8.  In data 25 marzo 2022 l’insorgente
ha comunicato al TCA che in ambito AI, con sentenza del 3 marzo 2022, il Tribunale
amministrativo federale di San Gallo ha parzialmente accolto il ricorso contro
la decisione del 21 ottobre 2020 dell’Ufficio Assicurazione Invalidità Estero
(UAIE), rinviando gli atti all’amministrazione affinché proceda al complemento
dell’istruttoria accertando l’evoluzione dello stato di salute e della capacità
lavorativa in attività adeguate da novembre 2019 (doc. XII).

 

                          1.9.  Con scritto del 31 marzo 2022
l’Istituto assicuratore si è integralmente confermato nella risposta di causa, evidenziando
come “l’assicurazione infortuni non è in alcun modo condizionata dalle
decisioni dell’assicurazione invalidità” (doc. XIV).

Tali considerazioni dell’amministrazione sono state trasmesse
all’assicurato (doc. XV), per conoscenza.

 

                                  in diritto

 

                                  in ordine

 

                          2.1.  Preliminarmente, richiamata la STF
8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2. (si veda anche la STF 8C_14/2018 del
25 aprile 2018), questa Corte rileva che decide questa vertenza nella sua
composizione ordinaria (pubblicata sul FUCT N. 043/2018 del 29 maggio 2018).
Con scritto del 18 ottobre 2018 l’CO 1 ha infatti comunicato al TCA che, a
partire da quella data, gli incarti affidati dall’assicuratore a un legale
esterno all’istituto per le fasi della procedura giudiziaria non vengono gestiti,
in seno alla Direzione, dalla giurista di lingua italiana figlia del Giudice
Ivano Ranzanici (cfr. STF 8C_668/2021 del 18 febbraio 2022 consid. 2.1).

 

                                  nel merito

 

                          2.2.  L’oggetto
della lite è circoscritto unicamente alla questione di sapere se l’CO 1 fosse o
meno legittimato, non reputandone adempiute le condizioni, a rifiutare di
procedere alla revisione procedurale o alla riconsiderazione della decisione
del 13 dicembre 2018, cresciuta in giudicato (aspetto quest’ultimo incontestato).

 

                          2.3.  Ai
sensi dell’art. 53 cpv. 1 LPGA, le decisioni e le decisioni su opposizione
formalmente passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se
l’assicurato o l’assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o
nuovi mezzi di prova che non potevano essere prodotti in precedenza.

                                  D’altro
canto, l’assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su
opposizione formalmente passate in giudicato se è provato che erano
manifestamente errate e se la loro rettifica ha una notevole importanza (cpv.
2). 

 

                                  I principi relativi alla riconsiderazione e alla revisione processuale
sviluppati dalla giurisprudenza precedentemente alla LPGA, sono stati
concretizzati all'art. 53 LPGA (cfr. DTF 133 V 50, consid. 4.1; STF K
147/03 del 12 marzo 2004 consid. 5.3 in fine, U 149/03 del 22 marzo 2004
consid. 1.2., I 133/04 dell’8 febbraio 2005 consid. 1.2.).

 

                          2.4.  Dalle tavole processuali si evince che,
con la decisione del 13 dicembre 2018, l’assicuratore LAINF ha rifiutato
all’assicurato il diritto ad ulteriori prestazioni dopo il 6 agosto 2018,
ritenendo che i disturbi di salute da egli ancora presentati non fossero in
nesso causale sicuro o probabile con il precedente infortunio del 5 agosto 2016
(cfr. doc. 190).

 

                                  Tale
decisione è cresciuta in giudicato a seguito della tardiva opposizione
interposta dall’interessato (cfr. doc. 212), così come stabilito con la
decisione su opposizione del 27 febbraio 2019 che ne ha dichiarato
l’irricevibilità (doc. 217). 

                                  Tale
decisione su opposizione non è stata impugnata dall’assicurato (doc. 218).

 

                                  Pertanto,
stante la sua incontestata crescita in giudicato, la decisione del 13 dicembre
2018 potrebbe essere rimessa in discussione unicamente attraverso i rimedi straordinari
di diritto (revisione processuale o riconsiderazione).

 

                                  Da
sottolineare, inoltre, che già in data 11 maggio 2020 l’assicurato, per il
tramite dell’RA 1, ha formulato una domanda di riconsiderazione della decisione
formale del 13 dicembre 2018, cresciuta in giudicato (cfr. doc. 227). 

                                  Quest’ultima
è stata respinta dall’amministrazione con decisione del 20 agosto
2020, cresciuta in giudicato, con la quale l’CO 1 ha, da un canto, rifiutato di
entrare nel merito della domanda di riconsiderazione e, dall’altro, negato che
fossero dati i presupposti per sottoporre a revisione processuale la decisione
formale del 13 dicembre 2018 (cfr. doc. 232).

 

                          2.5.  In data 21 maggio 2021, la
rappresentante legale dell’interessato ha presentato all’assicuratore infortuni
una richiesta di “riapertura sinistro” (doc. 245).

 

                                  Con decisione del
15 agosto 2021, l’CO 1, considerata la richiesta dell’assicurato come una nuova
istanza di riconsiderazione e di revisione, ha ritenuto, da un lato, di non potere
entrare nel merito della domanda di riconsiderazione e, dall’altro, ha
rifiutato di procedere ad una revisione processuale, non essendone adempiuti i
presupposti, in mancanza in particolare di nuovi elementi di prova o fatti
nuovi già presenti al momento della decisione del 13 dicembre 2018, ma rimasti
sconosciuti per motivi non dovuti ad errore o che restavano indimostrati (doc.
255).

 

                       2.5.1.  L'amministrazione è tenuta a
procedere a una revisione processuale se si manifestano nuovi elementi o
nuovi mezzi di prova atti a indurre a una conclusione giuridica differente
(cfr. STFA C 227/03 del 23 marzo 2004,
 C 349/00 del 12 febbraio 2004, C 19/03 del 17 dicembre 2003,
 C 81/03 del 21 luglio 2003, C 354/01 del 7 marzo 2003; DTF 127 V 466, consid.
2c, p. 469 e la giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 ALV Nr. 101, p. 309 consid.
2a e riferimenti; DLA 1998 N. 15, consid. 3b, p. 79 e 80).

                                  Nuove, secondo costante
giurisprudenza federale, vanno considerate quelle circostanze che si sono
realizzate fino al momento in cui, nel procedimento principale, allegazioni di
fatto sarebbero ancora state lecite, ma che tuttavia, nonostante sufficiente
attenzione, erano sconosciute all’istante (cfr. STFA C 354/01 del 7 marzo 2003;
DLA 1995, p. 64 consid. 2b e riferimenti; DTF 122 V 134 e seg.). 

                                  Inoltre, i fatti nuovi devono essere
rilevanti, ovverosia essere idonei a modificare la base fattuale della
decisione e a condurre, attraverso un appropriato apprezzamento giuridico, a
una diversa decisione (DTF 110 V 141 consid. 2, 293
consid. 2a; RAMI 1991 K 855, p. 16; A. Grisel, Traité de droit administratif,
Vol. II, Neuchâtel 1984, p. 942ss.; U. Kieser, ATSG
Kommentar, 2003, ad art. 53, n. 10).

 

                                  Relativamente
alle nuove prove, va sottolineato che l'art. 53 cpv. 1 LPGA non fa menzione del
fatto che esse debbano essere rilevanti. Ciò si spiega ponendo mente alla
circostanza che, alla luce dei quesiti fattuali spesso complessi, il criterio
della rilevanza dei mezzi di prova spesso è difficile da chiarire (U. Kieser,
op. cit., ad art. 53, n. 11).

                                  I nuovi mezzi di prova devono
comunque essere tali da provare fatti nuovi importanti che fondano la revisione
o fatti che erano conosciuti nel procedimento precedente, ma che non hanno
potuto essere provati a detrimento dell'istante. Se i nuovi mezzi di prova sono
destinati a provare fatti già allegati anteriormente, il richiedente deve
dimostrare di non aver potuto produrli nella precedente procedura.

                                  Un mezzo di prova è considerato come
concludente, qualora si debba ammettere che avrebbe condotto ad una diversa
decisione, nel caso in cui l'assicuratore ne avesse avuto conoscenza nella
procedura amministrativa (STFA del 13 aprile 1993 nella causa G.P.). In sostanza, il nuovo mezzo di prova non deve solo
servire ad apprezzare i fatti ma pure ad accertarli (DTF 110 V 141, consid. 2).
Non è pertanto sufficiente, ad esempio, che una nuova perizia valuti in modo
diverso una determinata fattispecie. Occorrono, piuttosto, nuove circostanze,
che facciano apparire oggettivamente incompleta la base su cui si fonda la precedente
decisione. Per la revisione di una decisione non basta che, successivamente, il
perito tragga, da fatti già conosciuti, delle conclusioni differenti. Non
costituisce neppure motivo di revisione la circostanza che siano stati forse
valutati in modo errato fatti già conosciuti nella procedura principale.
Occorre piuttosto che l'apprezzamento non corretto sia avvenuto poiché fatti
determinanti ai fini del giudizio erano sconosciuti o rimasti non provati (su
questo tema, cfr. STF 8C_148/2018 del 6 luglio 2018, destinata alla
pubblicazione).

 

                       2.5.2.  Nel caso di specie, la rappresentante
dell’assicurato ha individuato, quale motivo concreto di revisione, la
circostanza che il PD dr. __________ - da ella incaricato di eseguire una
perizia da produrre nell’ambito di un ricorso inoltrato al Tribunale di San
Gallo in materia di assicurazione invalidità (cfr. doc. 245) - ha ritenuto che l’infortunio
dell’interessato sarebbe stato chiuso in maniera precoce, mentre vi erano
ancora possibilità di cure e di interventi atti al recupero (doc. 256).

 

                                  Nel
rapporto dell’11 maggio 2021 indirizzato alla rappresentante legale
dell’assicurato, il PD dr. __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica e
traumatologia, si è così espresso:

 

" Valutazione

paziente di 45 anni atletico, di professione aiuto costruttore,
con una lesione legamentosa del ginocchio sinistro di cui una plastica del
legamento crociato anteriore si trova in modo non anatomico e probabilmente è
la causa della mancanza di estensione del ginocchio. La flessione invece è
fisiologica.

Inoltre il morfotipo mostra un genu varum bilaterale che è stato
verificato tramite un ortoradiogramma eseguito in data odierna con un
sovraccarico e sofferenza del compartimento mediale di entrambe le ginocchia,
più marcata a sinistra.

In modo terapeutico mi sembra ragionevole salvare questo ginocchio
sinistro e ristabilire un’abilità lavorativa completa come aiuto costruttore
tramite un’osteotomia di valgizzazione e discreta estensione del plateau
tibiale della gamba prossimale sinistra.

È perfettamente lecito riaprire il caso CO 1 per completare il
trattamento chirurgico post-traumatico che non è stato soddisfacente finora.
Nella condizione attuale il paziente è completamente inabile al lavoro come
aiuto costruttore.

 

Alle domande che mi ha posto posso dunque rispondere nel seguente
modo:

 

1.     È
realmente capace al lavoro per il grado da loro prospettato? No.

2.     Può
svolgere lavori leggeri ma in che modo se la gamba anche da seduto crea
problemi? Eventualmente sì.

3.     Se la
gamba cede in modo non appropriato né programmato che tipo di lavoro può
svolgere? Non determinabile visto che il trattamento non è terminato.

4.     Può
guidare? Magari per brevi tragitti ma per lunghi tratti? Può guidare ma non
per lunghi tratti.

5.     Può
fare il magazziniere? Visto che ha braccia forti ma come fa se la gamba gli
trema improvvisamente, oppure gli cede. No, non può fare il magazziniere.

6.     Può essere
assunto da qualcuno in quale lavoro dal momento che cadendo può farsi male nel
luogo di lavoro. Anche in un luogo di tipo sedentario davanti a un computer? Si
tratta di un rischio non da proporre. Davanti ad un computer eventualmente
abile.

7.     È possibile
pensare a una rendita ancora temporanea? No.

8.     A un
rafforzamento del muscolo? Si tratta di una proposta terapeutica e in questo
caso ribadisco che il trattamento deve essere completato con le misure sopra
menzionate.” (Doc. 246)

                                  Nella propria valutazione del
20 ottobre 2021 il dr. __________, esaminato il referto del dr. __________
e gli esami radiologici eseguiti (radiografie convenzionali del ginocchio
sinistro del 1.2.2021, MRI del 1.2.2021 e ortoradiogramma ap
anca-ginocchio-caviglia del 10.5.2021), ha escluso che la nuova documentazione
prodotta dall’assicurato metta in luce nuovi elementi che risultavano sconosciuti
al momento della decisione del 13 dicembre 2018, osservando:

 

" No, situazione invariata

La problematica degenerativa è invariatamente preesistente e crea
invariatamente un problema anche in futuro al sig. RI 1.

Vedo una buona valutazione clinica nel rapporto del collega dr. __________.
Il decorso è invariato in uno status quo sine quale non può più migliorare.

La proposta terapia è per stabilire il processo degenerativo
preesistente.

La valutazione assicurativa rimane invariata. La lesione del LCA e
lesione parziale del menisco è stata riparata e sanata post infortunio in un
ginocchio con una gonartrosi preesistente dell’infortunio. Il processo
degenerativo precoce continuerà invariatamente. Senso dell’intervento proposto
è ridurre i dolori e frenare il processo degenerativo in corso, quale non è un problema
di diretta conseguenza infortunistica assicurato sotto CO 1. Lascio
all’amministrazione la decisione se vogliono prendere a carico anche il danno
non infortunistico.” (Doc. 257)

 

Con decisione su opposizione del 22 ottobre 2021 l’Istituto
assicuratore ha respinto la domanda di revisione procedurale, non essendo
emersi dal referto del dr. __________ fatti nuovi o nuovi mezzi di prova
rimasti sconosciuti al momento della decisione del 13 dicembre 2018 (doc. B).

 

                       2.5.3.  Chiamato a pronunciarsi, il TCA ritiene
che l’CO 1, a ragione, non abbia accolto la richiesta avanzata dall’insorgente di
revisione procedurale della decisione del 13 dicembre 2018,
cresciuta incontestata in giudicato, non reputandone adempiute le condizioni.

                                

                                  Al
riguardo, va evidenziato che con apprezzamento medico del 20 ottobre 2021, il
dr. __________, medico __________ dell’assicuratore infortuni, esprimendosi
riguardo al referto del dr. __________, ha constatato una situazione invariata,
escludendo che i disturbi ancora presentati dall’interessato siano in nesso
causale con l’infortunio. Egli ha ribadito che gli esiti infortunistici (lesione
del LCA e lesione parziale del menisco) sono stati riparati e sanati dopo
l’infortunio, in un ginocchio affetto da una gonartrosi preesistente. Egli ha
quindi ribadito che l’intervento di osteotomia valgizzante proposto dal dr. __________
servirebbe a frenare il processo degenerativo precoce in corso, il quale “non è
un problema di diretta conseguenza infortunistica assicurato sotto CO 1” (doc.
257). 

 

                                  Ora,
come correttamente indicato dall’amministrazione nella decisione su opposizione
in discussione, quanto attestato dal dr. __________ non mette in luce fatti
nuovi o nuovi mezzi di prova non conosciuti al momento della decisione del 13
dicembre 2018, cresciuta in giudicato. 

                                  Al
contrario, il referto in questione - come correttamente spiegato dal dr. __________
nell’apprezzamento medico del 20 ottobre 2021 - ripropone un intervento di osteotomia
valgizzante già programmato e oggetto di una richiesta di autorizzazione a
procedere all’CO 1 avanzata da parte del dr. __________, in accordo con il dr. __________,
tramite referto del 19 settembre 2017, (doc. 91). 

                                  Tale
questione era poi stata analizzata e sottoposta al vaglio del medico __________,
il quale, con referto del 18 gennaio 2018 concernente la visita __________ del
16 gennaio 2018, aveva rilevato come il prospettato intervento non riguardasse
gli esiti dell’infortunio, bensì il danno pregresso, di natura non infortunistica
(cfr. doc. 124). Da qui era quindi seguita la decisione di chiusura dell’infortunio
del 13 dicembre 2018.

 

                                  Il
TCA non ha motivo per mettere in dubbio tali conclusioni del dr. __________, le
quali appaiono convincenti.

                                

                                  Analogamente
a quanto ritenuto dal Tribunale federale in una STF 8F_2/2017 del 4 ottobre
2017 – nella quale l’Alta Corte ha rilevato come “l'istante con la sua domanda
in realtà tenta impropriamente di procedere - ancora una volta - a un libero
riesame del suo caso, cercando di concludere per l'erroneità delle conclusioni
di allora. Ci si può chiedere altresì se la domanda sia tempestiva alla luce
della circostanza che il prurito di cui soffre è noto. È quindi in occasione
della prima procedura dinanzi all'CO 1 che gli incombeva l'onere di dimostrare
le sue pretese o per lo meno di provare le conclusioni dell'assicuratore da lui
ritenute erronee” – il TCA non può che sottolineare come anche nella presente
fattispecie l’assicurato non possa ora, tramite la propria richiesta di
revisione procedurale della decisione del 13 dicembre 2018, cresciuta in
giudicato, tentare di procedere ad un libero riesame del proprio caso. 

 

                                  Al
contrario, egli, peraltro patrocinato da un legale, avrebbe dovuto, in
occasione della procedura sfociata nella decisione del 13 dicembre 2018,
contestare tramite i mezzi ordinari di diritto il rifiuto
dell’amministrazione di riconoscere la sussistenza di un nesso causale tra i
disturbi ancora presentati dopo il 6 agosto 2018 e l’infortunio.

                                  Ciò
che, come già ricordato, non è, tuttavia, stato fatto (opposizione tardiva),
con la conseguente crescita in giudicato della decisione del 13 dicembre 2018.

 

                                  Questo Tribunale rileva, del resto, che un analogo tentativo di rimessa
in discussione del caso attraverso lo strumento della revisione processuale era
già stato respinto con decisione del 20 agosto 2020, cresciuta in giudicato (cfr.
doc. 232). 

 

                                  Pertanto,
stante quanto sopra esposto, questo Tribunale concorda con l’assicuratore LAINF
nel ritenere che nel caso di specie non ricorrano le condizioni per potere
procedere ad una revisione processuale della decisione del 13 dicembre 2018,
cresciuta in giudicato, posto che il fatto che il PD dr. __________ abbia un
parere diverso non costituisce un motivo di revisione ex art. 53 cpv. 1 LPGA. 

 

                          2.6.  Resta
quindi da verificare se, come preteso dall’insorgente, possa entrare in
considerazione un'eventuale riconsiderazione della decisione del 13 dicembre
2018 sulla base dell'art. 53 cpv. 2 LPGA.

 

Nel caso di specie, questo Tribunale constata che con la decisione
del 25 agosto 2021 (doc. 255) e la decisione su opposizione del 22 ottobre 2021
l’CO 1, come era nel suo diritto, ha esplicitamente affermato di non volere
entrare nel merito della domanda di riconsiderazione (doc. B).

                                  Il TCA non può censurare il modo
di agire dell’amministrazione.

                                  Per costante giurisprudenza, difatti,
l'amministrazione non può essere obbligata né dagli interessati, né dai
Tribunali ad effettuare una riconsiderazione (cfr.
STF I 61/04 del 20 settembre 2006, pubblicata in DTF 133 V 50; STF 9C_517/2011
del 12 settembre 2011; STF U 17/05 del 27 ottobre 2006; STF I 206/06 del 13
marzo 2007).

 

Inoltre va rammentato che l’Alta Corte, con sentenza I 61/04 del
20 settembre 2006, pubblicata in DTF 133 V 50, ha stabilito che la mancata
entrata in materia su una domanda di riconsiderazione non è impugnabile
mediante opposizione.

 

Nemmeno è possibile entrare nel merito di un conseguente ricorso.
Pertanto il rifiuto di entrare in materia di una domanda di riconsiderazione
non può fare l’oggetto di un controllo giudiziario (cfr. STF 9C_452/2013 del 10
luglio 2013; STF 9C_517/2011 del 12 settembre 2011; si vedano anche STF
9C_188/2012 del 28 marzo 2012; STF 8C_691/2014 del 16 ottobre 2015, consid. 4 e
STF 8C_210/2017 del 22 agosto 2017, consid. 8.2).

 

                                  Alla
luce di ciò, la richiesta dell’insorgente di procedere alla valutazione dei
diversi pareri medici agli atti che indicano un errore valutativo tra il piano
di salute collegato all’infortunio e il piano prettamente degenerativo -
circostanza che, a suo parere, giustificherebbe la domanda di riconsiderazione
ai sensi dell’art. 53 cpv. 2 LPGA (cfr. consid. 1.7.) - non può essere
esaminata da questo Tribunale.

                                  Anche
da questo profilo la decisione su opposizione impugnata deve, pertanto, essere
confermata.

 

                          2.7.  L’art. 61 lett. a LPGA, in vigore
fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere semplice,
rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti; la tassa di giudizio
e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un
comportamento temerario o sconsiderato.

                                  In data 1° gennaio 2021 è entrata
in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA prevede ora
unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica.
Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA
secondo cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è
soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola
legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che
ha un comportamento temerario o sconsiderato. 

 

                                  Secondo l’art. 82a LPGA (Disposizione
transitoria, cfr. RU 2021 358), ai ricorsi pendenti dinanzi al tribunale di
primo grado al momento dell’entrata in vigore della modifica del 21 giugno 2019
si applica il diritto anteriore.

 

                                  In concreto, il ricorso è del 22
novembre 2021 per cui si applica la nuova disposizione legale. Trattandosi di
prestazioni LAINF, il legislatore non ha previsto di prelevare le spese.

 

                                  Sul tema cfr. anche STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022; STF
9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares
Bernasconi, Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais
judiciaires pour les tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la
LPGA du 21 juin 2019, in SZS/RSAS 2/2022 pag. 107).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                             1.  Il ricorso è respinto.

 

                             2.  Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                             3.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                  L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti