# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f364068c-fe17-579f-9638-db02cead60b3
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-05-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.05.2010 D-3104/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3104-2010_2010-05-10.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3104/2010/pen
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 0  m a g g i o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice 
Jenny de Coulon Scuntaro;
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...),
Nigeria,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 28 aprile 2010 / N […].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3104/2010

Visto: 

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso all'interessato il medesimo giorno 
e mediante il quale lo ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità  o  di  viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo, 

i  verbali  d'audizione del  14 aprile  2010 (di  seguito: verbale 1)  e del 
28 aprile 2010 (di seguito: verbale 2),

il  verbale  della  decisione  dell'UFM  del  28  aprile  2010,  notificata 
oralmente all'interessato lo stesso giorno (cfr. risultanze processuali), 

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 30 aprile 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato),

la copia dell'incarto dell'UFM, pervenuto via fax a codesto Tribunale in 
data 3 maggio 2010,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono, 

e considerato :

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il Tribunale amministrativo federale (TAF) giudica definitivamente i 
ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM  in  materia  d'asilo  (art.  31  e 
art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e art. 83 lett. d LTF), 

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che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa, 

che,  per  conseguenza,  la  conclusione  ricorsuale  tendente  alla 
concessione dell'asilo è inammissibile,

che,  nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie  le  condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e 
all'art. 52 PA nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione impugnata; che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua, 

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua; che, pertanto, la presente 
sentenza va redatta in italiano,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  l'interessato  ha 
dichiarato di essere originario del villaggio di B._______, nella zona di 
C._______ (Nigeria) dove ha vissuto dalla nascita sino al (...), quando 
si  sarebbe trasferito  a  D._______; che,  nel  (...),  sarebbe ritornato  a 
vivere nel suo villaggio nativo, da suo padre,

che  ha  affermato  di  essere  espatriato  dopo  aver  preso  attivamente 
parte agli scontri di natura religiosa accaduti a B._______ nel (...); che, 
in  occasione  degli  stessi,  nella  notte  del  (...),  la  casa  di  suo  padre 
sarebbe  stata  attaccata  da  individui  di  religione  mussulmana 
provocando la morte del fratello dell'interessato; che, a seguito di tali 
fatti,  l'(...),  il  ricorrente,  armatosi  di  un  fucile,  avrebbe  partecipato 
insieme  ad  altri  suoi  compaesani,  ad  un  attacco  al  villaggio  di 
E._______, uccidendo diverse persone, di cui dodici uccisi da lui (uno 
sarebbe il figlio del Re); che, in seguito, per paura di essere vendicato 
per l'uccisione del figlio del re, si sarebbe nascosto per diversi giorni 
nel  villaggio di  B._______, finché sarebbe poi espatriato in Svizzera 
con l'aiuto di un conoscente di suo padre, il signor F._______,

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che dal suo villaggio, la notte del (...), l'interessato avrebbe raggiunto 
in  auto  l'aeroporto  "G._______";  che  il  (...)  avrebbe  preso  un  volo 
diretto per la Svizzera; che avrebbe in seguito preso un treno fino ad 
una località sconosciuta, dove sarebbe rimasto due giorni; che, infine, 
avrebbe preso un altro treno e sarebbe giunto a H._______ (Svizzera), 
il  (...),  presso il  Centro di  registrazione e procedura (CRP),  dove ha 
depositato la sua domanda d'asilo,

che  l'interessato  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità,

che, nella decisione del 28 aprile 2010, l'UFM ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia  d'asilo  un  documento  d'identità  o  di  viaggio  valido  ai  sensi 
dell'art.  1a  lett.  b  e  c  dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni 
pregiudiziali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1,  RS 142.311); che,  dall'altro 
lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste 
all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie,

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile,

che,  nel  ricorso,  l'insorgente  contesta  la  decisione  dell'UFM 
sostenendo che vi sarebbero nel suo caso dei motivi che giustificano 
la  mancata  presentazione  dei  documenti  d'identità,  ragione  per  cui 
l'autorità  inferiore  avrebbe dovuto  entrare  nel  merito  della  sua  della 
sua  domanda  d'asilo  e  la  decisione  impugnata  dovrebbe  essere 
annullata; che, in particolare, egli ribadisce di non aver mai posseduto 
né il passaporto né la carta d'identità e che, una volta in Svizzera, non 
gli sarebbe stato possibile fare alcunché per procurarseli; che, inoltre, 
l'interessato ritiene che vi sarebbe la necessità di ulteriori chiarimenti 
in  relazione  alla  qualità  di  rifugiato  o  in  relazione  all'esecuzione 
dell'allontanamento; che, peraltro, esso ritiene di aver esposto in modo 
dettagliato,  sostanziato  e  coerente  i  suoi  motivi  d'asilo;  che  non  vi 
sarebbe  per  lui  nessuna  possibilità  realistica  di  futuro  in  Nigeria, 
ritenuto che, se vi ritornasse, sarebbe esposto al concreto pericolo di 
essere  ucciso  a  causa  del  suo  coinvolgimento  negli  scontri 
interreligiosi della regione, ciò che metterebbe la sua vita in gravissimo 
pericolo;  che,  per  questa  seconda  ragione,  la  decisione  impugnata 
dovrebbe essere annullata; che, infine, l'interessato fa valere di soffrire 

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di  problemi  di  salute  importanti,  in  particolare  di  un'infezione  che 
necessiterebbe di essere curata e che gli causerebbe dei problemi di 
sonno;  che,  secondo  il  ricorrente,  questi  problemi,  dopo  analisi, 
dovrebbero  portare  a  qualificare  il  suo  allontanamento  come  non 
ragionevolmente esigibile,

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della  decisione impugnata e la trasmissione degli  atti 
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 
domanda  d'asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'asilo  o 
dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda 
d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle 
presumibili spese di processuali,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che 
sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato 
o  l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c),

che  sono  documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non lo sono documenti quelli emessi per altri scopi, come la licenza di 
condurre,  la  carta  professionale,  il  certificato  di  nascita,  la  carta 
scolastica  o  l'attestato  di  fine  degli  studi  (Decisioni  del  Tribunale 
amministrativo federale svizzero [DTAF] 2007/7 consid. 6),

che, nel  caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i  citati  criteri,  pur avendo avuto un mese di  tempo per 
farlo,

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che,  peraltro,  come  risulta  dalle  sue  dichiarazioni,  egli  non  ha 
nemmeno effettuato seri e concreti sforzi che avrebbero potuto avere 
un esito favorevole per l'invio dei suoi documenti, ciò che costituisce 
un  indizio  della  dissimulazione  dei  documenti,  considerato  che  di 
regola, chi è già in possesso di un documento di identità e si limita a 
dissimularlo, non intraprende alcunché per procurarsene di nuovi o di 
complementari;  che,  peraltro,  il  ricorrente  ha  affermato  di  aver 
chiamato  i  suoi  genitori  diverse  volte  senza  riuscire  a  mettersi  in 
contatto con loro (cfr. verbale 2 D6 e D7 pag. 2) senza fornire alcun 
mezzo  di  prova  o  indizio  a  comprova  di  quanto  asserito;  che, 
d'altronde,  non  soccorrono  l'insorgente  le  vaghe  e  stereotipate 
allegazioni  ricorsuali  secondo le  quali  in  particolare  non gli  sarebbe 
stato possibile consegnare dei documenti, poiché sostanzialmente non 
né  avrebbe  mai  posseduti  o  non  avrebbe  potuto  fare  alcunché  per 
procurarseli  una  volta  in  Svizzera;  che  tali  asserzioni,  infatti,  non 
costituiscono  ragioni  valide  per  giustificare  la  mancata  esibizione  di 
documenti ai sensi della legge,

che il ricorrente afferma di aver preso un volo diretto da D._______ per 
la Svizzera utilizzando un documento fornitogli  dal signor F._______, 
presso  il  quale  si  era  rifugiato  dopo  aver  partecipato  all'attacco  al 
villaggio  di  E._______;  che  il  documento  in  questione,  che  egli 
avrebbe mostrato alle autorità e che gli avrebbe permesso di passare i 
controlli  aeroportuali,  sarebbe  un  "foglio  quadrato"  che  aveva  la 
copertina rinforzata e nel cui interno c'era una tessera (cfr. verbale 2 
D14 pag. 3), con una foto non sua e contenente generalità di cui non 
ricorda nulla (cfr. verbale 1, pag. 7); che, inoltre, non ha risposto alla 
domanda  tendente  a  capire  come  abbia  passato  i  controlli 
all'aeroporto  (cfr. verbale  2 D15 pag. 3); che non può corrispondere 
alla realtà dei fatti che il ricorrente non sia stato sottoposto ai severi ed 
accurati controlli aeroportuali oppure che li abbia potuti superare con il 
suddetto  documento  al  momento  della  partenza  da  D._______  e 
all'arrivo in Svizzera; che, per di più, il ricorrente non è stato in grado 
di indicare né la destinazione del suo volo, né il nome della compagnia 
con cui avrebbe viaggiato, nonché quanto sarebbe durato il volo (cfr. 
verbale 1 pag. 7), aggiungendo di non aver fatto caso né agli annunci 
del pilota, né a quelli dell'altoparlante dell'aeroporto (cfr. verbale 2 D18 
e D19 pag. 3),

che,  pertanto,  alla  luce  di  tali  considerazioni  –  senza  che  sia 
necessario  evocare  ulteriori  elementi  d'inverosimiglianza  del  viaggio 

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d'espatrio del ricorrente – v'è ragione di ritenere che l'insorgente non 
può aver viaggiato nelle circostanze descritte, se non in possesso dei 
suoi documenti d'identità,

che, vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, v'è ragione di 
concludere che l'insorgente dissimuli i suoi documenti d'identità per i 
bisogni della causa,

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità,

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile,

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente,

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),

che  l'insorgente,  in  sostanza, ha  dichiarato  di  avere  lasciato  il  suo 
Paese, perché teme per la sua vita in ragione dell'uccisione da parte 
sua  del  figlio  del  Re,  oltre  ad  altre  undici  persone  di  religione 
mussulmana, in occasione degli scontri di natura religiosa accaduti a 
B._______ e E._______ nel (...),

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 

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rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che  i  motivi  d'asilo  fatti  valere  dal  ricorrente  sono  da  considerarsi 
irrilevanti  per  la  concessione della  qualità  di  rifugiato,  questo  senza 
che sia necessario chinarsi sugli elementi di illogicità ritenuti dall'UFM; 
che,  segnatamente,  le  persecuzioni  di  cui  pretende essere  vittima il 
ricorrente sarebbero causate da terzi, in particolare dagli  abitanti del 
vilaggio di E._______ (cfr. verbale 2 D61 pag. 7); che, a prescindere 
dalla  verosimiglianza  di  tali  persecuzioni,  il  ricorrente  ha  dichiarato 
espressamente di non essersi rivolto alle autorità né per denunciare la 
morte di suo fratello, né al fine di ricevere aiuto per cercare suo padre 
che era rimasto al villaggio dopo la sua fuga (cfr. ibidem D27 e D29 
pagg.  4  e  5),  né  per  richiedere  protezione;  che  il  ricorrente  ha 
dichiarato  non  avere  mai  avuto  problemi  con  le  autorità  nigeriane 
(cfr. verbale 1 pag. 6),

che  il  ricorrente  non  ha  invocato,  né  tanto  meno  provato,  una 
mancanza di protezione da parte delle autorità nigeriane; che, in tale 
contesto,  non  v'è  motivo  di  ritenere  che  il  ricorrente  non  possa 
ottenere  dalle  autorità  in  Patria,  se  opportunamente  sollecitate, 
un'appropriata protezione contro l'eventuale agire illegittimo di terzi nei 
suoi confronti,

che,  a  titolo  abbondanziale,  occorre  sottolineare  che  egli  aveva  la 
possibilità alternativa di tornare a D._______, dove ha vissuto con sua 
madre per più di (...) anni, dal (...) fino al mese di (...) (cfr. verbale 1 
pag. 1 e verbale 2 D57 pag. 7) e dove peraltro vive tuttora sua madre 
(cfr.  verbale  1  pag.  3);  che,  inoltre,  non  soccorre  l'insorgente 
l'allegazione  di  non  esservi  tornato,  perché,  in  detta  città,  non  vi 
sarebbe sicurezza e le  autorità  sarebbero corrotte, tanto più che ha 
dichiarato  di  non  aver  mai  avuto  problemi  con  le  autorità  e  tenuto 
conto che vi ha vissuto per anni (cfr. verbale 1 pagg. 1 e 6),

che,  per  conseguenza,  l'UFM ha  rettamente  considerato  inverosimili 
con  riferimento  all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  le  dichiarazioni  rese  dal 
ricorrente,

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che,  pertanto,  non  risultano  elementi  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori 
accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato 
dell'insorgente medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal 
punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr.  Sentenza  del  Tribunale 
amministrativo  federale  E-423/2009  dell'8  dicembre  2009  consid.  8, 
destinata alla pubblicazione),

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art. 33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 0.142.20) o esporre il ricorrente in Patria al rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti  del  10  dicembre  1984  (Conv.  tortura,  RS  0.105);  che, 
peraltro, il ricorrente non ha fatto valere alcunché in tal senso,

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi,

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 OAsi 1),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 

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che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e  art.  83 
cpv. 3 LStr),

che,  in  aggiunta,  in  Nigeria,  non vige  attualmente  una  situazione di 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nella totalità del territorio nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
possiede un'istruzione di base, un'esperienza lavorativa e dispone, nel 
suo Paese, di una rete familiare, ritenuto che sua madre, con la quale 
ha vissuto fino a pochi mesi prima del suo espatrio, vive tuttora in loco 
(cfr. verbale 1 pag. 3),

che l'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi 
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria (v. sulla problematica Giurisprudenza ed informazioni della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
2003 n. 24);  che,  infatti,  i  problemi  di  salute  di  cui  soffrirebbe 
(cfr. ricorso pag. 3) non sono corroborati da alcun certificato medico; 
che i rapporti dell'I._______ del (...) e del (...), agli atti, qualificano di 
"bagatella"  i  sintomi  (dolori  nella  zona [...])  del  ricorrente,  il  quale è 
stato sottoposto ad un'analisi delle urine; che, ad ogni modo, non vi è 
ragione  di  non  ritenere  che  questo  tipo  di  problemi   possa  essere 
curato nel Paese d'origine dell'insorgente;

che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  in 
Nigeria  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e  art.  83 
cpv. 4 LStr);

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv. 2  LAsi  e 
art.  83  cpv.  2  LStr);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria 
diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio; 
che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile,

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che,  per  conseguenza,  anche in  materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione,  il  gravame  va  disatteso  e  la  querelata  decisione 
dell'autorità inferiore confermata,

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto,

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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D-3104/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
H._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, centro di registrazione e di procedura di H._______ (via fax, 
per l'incarto  N  [...],  con  preghiera  di  notificare  la  sentenza  al 
ricorrente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale 
amministrativo federale)

- J._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione:

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