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**Case Identifier:** c47cf108-af8d-5622-8586-4df2a7671f30
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-09-02
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 02.09.2014 S 2014 72
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2014-72_2014-09-02.pdf

## Full Text

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO 
DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 14 72

3a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

presieduta da

Priuli, vicepresidente, e composta dal giudice Stecher e dalla 

giudice Moser, attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 2 settembre 2014

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____,

rappresentato dall'Avvocato lic. iur. Martino Luminati, 

ricorrente

contro

Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, 

convenuto

concernente rendita AI

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1. A._____, 1972, era impiegato dal 1991 in qualità di macchinista. L’8 

giugno 2003, era vittima di un incidente della circolazione nel quale 

riportava un trauma cranico e la frattura del processo spinoso C4 e 

retrospettiva C5. L’attività lavorativa non veniva più ripresa e l’assicurato 

tornava a vivere in Italia. Medicalmente persisteva una sindrome cervico-

occipitale, delle leggere disfunzioni neuro-psicologiche e una sindrome 

dolorosa vertebro-lombare. L’8 luglio 2004 veniva presentata richiesta per 

prestazioni da parte dell’assicurazione per l’invalidità (AI) e il 9 giugno 

2006 all’assicurato veniva riconosciuto il diritto ad una rendita intera 

d’invalidità dal 1. giugno 2004 al 31 luglio 2005, decisione poi modificata il 

17 marzo 2009, a favore del mantenimento di una rendita intera fino al 31 

marzo 2009. Anche da parte dell’assicurazione infortuni l’iniziale 

decisione del 28 marzo 2006 attestante un’incapacità lucrativa del 25 % 

veniva revocata il 13 agosto 2007 e l’assicurato era nuovamente posto al 

beneficio dell’indennità giornaliera sulla base di una completa inabilità al 

lavoro per disturbi di natura psichica. Con decisione 12 marzo 2010 

l’Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, Ufficio AI 

(ufficio AI), manteneva il diritto ad una rendita intera d’invalidità dal 1. 

aprile al 30 settembre 2009. Da tale data, l’assicurato non era più ritenuto 

invalido.

2. In esito al ricorso (procedimento S 10 64) intentato contro detto 

provvedimento, l'ufficio AI veniva dal Tribunale amministrativo invitato a 

voler meglio accertare il miglioramento intervenuto dal 2009 e la misura 

della residua abilità lucrativa anche dal lato psichico. Il 27 luglio 2011, a 

A._____ veniva da parte dell'assicurazione infortuni riconosciuto il diritto 

ad una rendita d'invalidità del 25 % dal 1. agosto 2011 e questo grado 

d'invalidità veniva confermato anche dal Tribunale amministrativo il 17 

aprile 2012 (procedimento S 12 3). Dal canto suo, con decisione 23 aprile 

2014, l'ufficio AI rifiutava a A._____ il diritto ad una rendita d'invalidità, in 

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quanto le ulteriori indagini condotte avrebbero permesso di confermare un 

grado d'inabilità complessivo di solo il 25 %. 

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo il 27 maggio 

2014, A._____ chiedeva l'annullamento del provvedimento impugnato. 

Contrariamente a quanto preteso dallo psichiatra che peritava il paziente 

il 25 gennaio 2011 e che accertava un grado d'impedimento del 25 %, le 

osservazioni fatte presso il Centro di accertamento di O.1._____ e 

riportate nella valutazione del 21 dicembre 2011 permetterebbero un ben 

diverso giudizio, in quanto sul lungo tempo il rendimento effettivo del 

peritando raggiungerebbe il 40 % anche con un tempo di lavoro ridotto a 

sei ore al giorno. La tesi di ricorso verrebbe anche supportata dalla 

relazione dello psichiatra che da anni seguirebbe professionalmente il 

ricorrente.

4. Il 20 giugno 2014 l'ufficio AI rinunciava ad una presa di posizione non 

ritenendo che il ricorso apportasse nuovi argomenti o mezzi di prova 

suscettibili di incidere sul giudizio impugnato. 

5. Nell'ambito del secondo scambio di scritti processuali, veniva dal 

ricorrente evidenziata una certa contraddizione nella perizia psichiatrica 

sulla quale l'ufficio AI fonderebbe esclusivamente il proprio giudizio e 

messa in dubbio la possibilità di riprendere la precedente occupazione. 

Duplicando, l'ufficio AI manteneva le posizioni prese in precedenza. 

 

Considerando in diritto:

1. La controversia verte sul grado d'invalidità presentato dal ricorrente a 

partire dal 1. ottobre 2009. Secondo l’art. 4 cpv. 1 della legge federale su 

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l’assicurazione per l’invalidità (LAI; RS 831.20) in relazione con l’art. 8 

della legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali 

(LPGA; RS 830.1), per invalidità s’intende l'incapacità al guadagno 

presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla 

salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o 

infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita 

definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica 

conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente 

incapacità di guadagno. L'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati 

hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre 

quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se 

sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi 

almeno al 40%. In generale, ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità 

è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che 

l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell’invalidità e dopo 

l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di 

un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di 

mercato del lavoro e il reddito del lavoro che esso avrebbe potuto 

conseguire se non fosse diventato invalido. Non sono considerati effetti di 

un danno alla salute psichica, e dunque non costituiscono turbe a carico 

dell'assicurazione per l'invalidità, le limitazioni della capacità di guadagno 

cui la persona assicurata potrebbe ovviare dando prova di buona volontà, 

atteso che un danno alla salute psichica produce una incapacità al 

guadagno (art. 7 LPGA) solo nella misura in cui è lecito ammettere che 

l'impiego della capacità lavorativa (art. 6 LPGA) non possa più essere 

preteso dalla persona assicurata dal profilo pratico sociale oppure risulti 

insostenibile per la società (DTF 127 V 298 cons. 4c).

2. a) Nel giudizio di rinvio del 28 settembre 2010, il Tribunale amministrativo 

aveva ricordato le disposizioni sulla revisione applicabili alla presente 

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fattispecie, alle quali può in questa sede essere rinviato, e questa Corte 

aveva ritornati gli atti all'ufficio AI per la verifica del diritto ad una 

eventuale rendita d'invalidità dopo il 1. ottobre 2009 non essendo stata 

sufficientemente chiarita la limitazione ancora presentata dall'assicurato 

dal lato psichico (sentenza S 10 64), in presenza di valutazioni dello 

stesso danno alla salute di carattere diametralmente opposto. Per quanto 

ha tratto alle sequele di carattere fisico, nel precedente giudizio venivano 

esclusi danni alla salute di carattere invalidante riconducibili a detta sfera. 

Nel giudizio di rinvio S 10 64 si legge: sia dal punto di vista ortopedico che 

neurologico, la sintomatologia accusata dal paziente non aveva più alcun 

correlato organico (vedi referti del 28 maggio 2007 e del 18 settembre 

2008 dello specialista in ortopedia dott. med. B._____ e neurologici del 22 

maggio 2007 e 19 settembre 2008 del dott. med. C._____ nonché del 22 

febbraio 2008 del dott. med. D._____). Del resto il Tribunale 

amministrativo giungeva alle stesse conclusioni anche nell'ambito del 

parallelo procedimento riguardante l'assicurazione infortuni (S 12 3) dopo 

che il ricorrente era stato nuovamente visitato da uno specialista in 

reumatologia, il quale non poteva rilevare patologie funzionali o strutturali 

dell’apparato locomotorio suggestive per una malattia della sfera 

reumatologica (relazione del dott. med. E._____ del 20 settembre 2011). 

Anche gli ulteriori esami eseguiti dall'assicuratore infortuni confermavano 

pienamente questa tesi (vedi sentenza S 12 3 cons. 3). 

b) Nel proprio ricorso invece, l'assicurato ritorna sulla questione e pretende 

che abbiano carattere invalidante anche le patologie ancora lamentate ed 

ascrivibili alla sfera fisica. In effetti, in seguito alle osservazioni fatte 

presso il centro d'accertamento professionale, dove l'assicurato era 

rimasto dal 14 novembre al 13 dicembre 2011 e dal 2 aprile al 2 luglio 

2012, in vista di una eventuale riformazione prima e per un periodo di 

osservazione come addetto alla manutenzione in seguito, non era 

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possibile escludere il concorso di fattori invalidanti traducibili in dolori 

cervicali pungenti con irradiazione a tutti i muscoli delle spalle e alla testa, 

sofferenze alle spalle irradianti verso i gomiti e in aumento nell'eseguire 

lavori sopra il livello della testa, dolenze articolari alle dita della mano 

sinistra in aumento al carico, dolori lombari, fitte intermittenti a livello 

inguinale più accentuate deambulando in salita, insensibilità alla coscia 

ventrale destra, mali all'anca, formicolii agli alluci. Per i consulenti del 

centro professionale (vedi rapporto d'osservazione del 2 luglio 2012), le 

limitazioni evidenziate comportavano una riduzione del tempo di lavoro di 

dieci minuti ogni ora con un rendimento dell'80 % e una conseguente 

capacità lavorativa, se considerata la giornata lavorativa di soli sei ore, 

del 40 %.

c) Anche l'ennesimo esame specialistico condotto in questo ambito ha però 

permesso di escludere la presenza di qualsivoglia sequela di carattere 

invalidante dal profilo dei disturbi lamentati dal paziente a livello fisico. 

Nella perizia del 2 aprile 2013, il reumatologo dott. med. F._____ poneva 

la diagnosi di sindrome cervicospondilogena cronica bilateralmente, esiti 

da morbo di Scheuermann, ipercifosi della dorsale alta con protrazione 

del capo, tendenza al reumatismo delle parti molli, sindrome 

lombovertebrale cronica, periartropatia omeroscapolare bilaterale, 

coxalgia a destra e nota condropatia retrorotulea a destra. L'esperto 

notava che le alterazioni degenerative riscontrate a livello del rachide e 

quelle articolari periferiche non si discostavano sostanzialmente da 

quanto riscontrabile nella stessa classe di età dell'assicurato. Veniva 

consigliato un calo ponderale, responsabile dell'eccessivo carico a livello 

del passaggio lombosacrale e delle articolazioni degli arti inferiori. Utile 

restava la continuazione della fisioterapia per la riabilitazione muscolare. 

Per le patologie di stretta competenza reumatologica l'assicurato veniva 

giudicato già dal 2004 abile al lavoro sull'arco di una giornata lavorativa 

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normale di otto o nove ore, con rendimento massimo del 100 %. 

Relativamente alla funzionalità fisica, l'assicurato era reputato in grado di 

portare normalmente pesi fino a 25 kg, di manipolare praticamente 

normalmente qualsiasi tipo di oggetto, attrezzo o pulsantiere, anche per le 

posizioni o gli spostamenti non vi erano impedimenti che andassero oltre 

la limitazione lieve. Relativamente all'ultima attività svolta in qualità di 

macchinista il reumatologo riteneva sussistere una completa abilità, 

tenuto conto del fatto che questo lavoro tenesse pienamente conto dei 

limiti funzionali e di carico citati nell'allegato alla perizia. Per il dott. med. 

F._____ tale abilità completa sussisterebbe già dal 19 luglio 2004, 

allorquando l'assicurato era stato reinserito a prova nel processo 

lavorativo. 

d) Sul danno alla salute è competente a pronunciarsi il medico (DTF 132 V 

99 cons. 4, 125 V 261 cons. 4, 114 V 314 cons. 3c e 105 V 158 cons. 1). 

A questi spetta descrivere la menomazione fisica o psichica di cui 

l’assicurato è portatore e specificare quali impedimenti funzionali ne 

derivano. Le informazioni mediche sono pertanto un’importante base per 

valutare quali prestazioni lavorative possano ancora essere pretese 

dall’assicurato. È poi compito dell’amministrazione stabilire e valutare 

quali siano, alla luce dei dati medici raccolti, le reali possibilità di lavoro di 

cui l’assicurato dispone e poter così stabilire quale potrebbe ancora 

essere il reddito conseguibile da invalido. L'assicurato contesta il grado 

d'impedimento fondandosi sulle conclusioni dell'accertamento 2 luglio 

2012 fatto in vista della riformazione professionale. In base a tale 

resoconto sarebbero comprovabili le limitazioni lamentate in sede di 

ricorso e la conseguente riduzione dell'abilità lucrativa. Tale deduzione 

non è però corretta. Scopo dell'osservazione svolta presso il centro di 

riformazione professionale era quello di valutare una concreta possibilità 

di reinserimento professionale. Necessariamente tali accertamenti 

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riprendono i comportamenti, le lamentele e magari le motivazioni dei 

partecipanti, senza però che sia possibile stabilire se il quadro che gli 

assicurati danno di loro stessi corrisponda pure oggettivamente a quanto 

singolarmente risentito dai partecipanti. Per questo tali risultanze non 

sono atte a sostituire il giudizio del medico o a comprovare l'effettiva 

esistenza di una limitazione. Esse non sono neppure idonee a confutare 

gli innumerevoli accertamenti eseguiti in precedenza e che concordano 

nel considerare le patologie fisiche lamentate dall'assicurato di carattere 

non invalidante. In altri termini, che l'assicurato lavorasse solo sei ore al 

giorno è oggettivabile dal profilo psichico, che durante queste sei ore 

fossero ancora necessari dieci minuti di pausa ogni ora e che il 

rendimento fosse ulteriormente ridotto - come accertato presso il centro di 

accertamento - non trova invece alcuna giustificazione oggettiva dal punto 

di vista medico e quindi la misura di questo mancato rendimento non può 

concorrere nella valutazione del grado d'invalidità. 

e) Anche il contesto nel quale l'osservazione presso il centro di riformazione 

professionale è avvenuta non può essere del tutto ignorato. Come risulta 

dalla notizia relativa all'incontro con l'incaricata dell'accertamento in vista 

della concreta possibilità di reintegrazione, l'assicurato non si sentiva 

pronto per una simile misura ed era demotivato (vedi notizia dell'11 aprile 

2011 atto 187 dell'ufficio convenuto). Inoltre, come giustamente rilevato 

dal dott. med. G._____, non potrebbero essere ignorati i vantaggi 

secondari che l'istante trarrebbe dal mantenimento del ruolo di malato, 

quali la permanenza in Italia, la vicinanza con la famiglia e gli amici, il 

grande appartamento di sua proprietà di cinque locali che abita e il potersi 

dedicare all'allevamento di animali che sarebbe la sua passione. Dal 

2003, il baricentro degli interessi dell'istante si sarebbe quindi spostato in 

Italia e all'interessato mancherebbe ogni motivazione profonda a 

cambiare gli equilibri costituiti (vedi perizia del 3 febbraio 2011, pag. 9). 

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Quanto precede può allora avere anche in parte influenzato, 

consciamente o meno, l'esito dell'osservazione. 

3. a) Riguardo la menomazione di carattere psichico, la sola ad avere carattere 

invalidante, si può in questa sede fare ampio riferimento a quanto è già 

stato esposto nell'ambito del procedimento S 12 3 in vista dell'ottenimento 

di prestazioni da parte dell'assicuratore infortuni, trattandosi dello stesso 

danno alla salute ed essendo state le risultanze dell'indagine coordinate 

tra di due assicuratori. Nella dettagliata perizia del dott. med. G._____ del 

3 febbraio 2011, lo psichiatra e psicoterapeuta, dopo aver escluso la 

presenza o comunque la persistenza di un eventuale disturbo post-

traumatico da stress (vedi perizia pag. 9/10), poneva la diagnosi di 

sindrome ansioso-depressiva e accentuazione di tratti di personalità, 

mentre esprimeva dei dubbi sulla presenza di una sindrome somatoforme 

da dolore persistente. In ogni caso anche considerata la giurisprudenza 

riguardante il disturbo da dolore somatoforme (DTF 132 V 70 cons. 4.2.1 

e 130 V 352), per il dott. med. G._____ il paziente non presenterebbe una 

concomitante di una comorbidità psichica di notevole gravità, per cui il 

perito considerava esigibile che l’interessato si sforzasse per attivare le 

proprie risorse, cercando di superare i vantaggi secondari che si erano 

instaurati con la condizione di malato. In questo senso, il disturbo da 

dolore somatoforme, oltre a non poter essere diagnosticato chiaramente, 

sarebbe in ogni caso per il perito stato superabile. Di natura invalidante 

erano invece i sintomi “di marca ansioso depressiva” qualificati come una 

depressione ormai lieve che non avrebbe comunque giustificato una 

limitazione della capacità lavorativa oltre il 25% per l’attività da ultimo 

svolta. Come autista di mezzi pesanti sui cantieri edili, il perito non 

vedeva alcuna controindicazione di carattere neuropsicologico, giacché il 

paziente era in grado di guidare per lunghe tratte l’automobile 

(settimanalmente viaggio di andata dal suo domicilio in Italia a 

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O.2._____). Anche in qualsiasi altra attività manuale, l’istante era ritenuto 

abile in ragione del 75% lavorando per sei delle otto ore giornaliere 

normali (vedi sulla questione la sentenza del Tribunale amministrativo S 

12 3 cons. 4 e 5a). Tale valutazione peritale non era stata contestata 

dall'assicurato in sede federale e pertanto la valutazione cresceva in 

giudicato. 

b) Come già nel giudizio S 12 3, nella relazione del 22 maggio 2014, il Prof. 

dott. med. H._____ non concorda con le conclusioni del dott. med. 

G._____ in merito alla residua capacità dell'assicurato e vede nelle 

osservazioni - e in special modo nella valutazione della residua abilità 

lucrativa - fatte presso il centro di riformazione professionale la conferma 

dei propri dubbi riguardo alle reali risorse di cui l'istante disporrebbe per 

reagire alla situazione. Nella propria valutazione, lo psichiatra curante 

omette però un vero confronto con le conclusioni della perizia che 

contesta e si fonda su quanto messo in evidenza dal responsabile 

dell'osservazione. Nell'ambito degli accertamenti fatti presso il centro 

professionale non vi sono però indagini psichiatriche. Come si è già detto 

nella sentenza S 12 3, il basso livello di affaticabilità ed energia erano 

stati considerati dal dott. med. G._____ per definire il grado di abilità 

residua e ritenere indicata una diminuzione del tempo di presenza 

sull'arco della giornata lavorativa di due ore su otto. Quanto "allo stress 

da trauma che non sarebbe stato curato" a detta dello psichiatra curante, 

nella perizia in questione si legge come "anche se vi fosse stato un 

disturbo post-traumatico da stress dopo l'infortunio, dal 2007 in avanti 

esso va considerato definitivamente superato" in quanto tale diagnosi non 

veniva più avanzata in nessuna successiva perizia psichiatrica dopo tale 

anno. Anche l'accenno non meglio precisato alle reali risorse 

dell'assicurato non apporta nuovi elementi di giudizio suscettibili di 

mettere in dubbio l'attendibilità delle conclusioni del dott. med. G._____. 

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Molti dei disturbi lamentati dall'istante sono poi da questi attribuiti a 

menomazioni fisiche, che non hanno però trovato riscontri oggettivabili. 

Ne discende che quanto espresso dal curante non apporta alcun 

elemento di giudizio tale da permettere di dubitare delle conclusioni 

mediche riguardo al danno di natura invalidante presente nella sfera 

psichica. Non vi sono allora motivi validi per scostarsi dalla valutazione 

fatta dallo specialista in data 3 febbraio 2011 (DTF 125 V 352 cons. 3 e 

riferimenti).

c) Anche le pretese contraddizioni che l'istante vorrebbe in questa sede 

attribuire alla perizia del dott. med. G._____ e che non sono neppure 

state avanzate nell'ambito del procedimento S 12 3 non possono essere 

definite tali. Quando nella perizia viene fatto riferimento al disadattamento 

sociale, il perito intende "la rinuncia al ruolo lavorativo con la relativa 

assenza di contesti stimolanti o prestazioni che diano rinforzo positivo 

all'autostima", ciò che non ha nulla a che vedere con l'intatta situazione 

familiare o le amicizie del ricorrente. Anche lo scompenso affettivo, nella 

misura in cui si riferisce "alla mancanza di una relazione di coppia stabile 

e alla frustrazione del desiderio di diventare padre" (vedi sul tema la 

perizia del 3 febbraio 2011 a pag. 10), non può essere considerato 

contraddire gli altri legami affettivi che indiscutibilmente ha il ricorrente.

d) Per la malattia psichica in senso stretto, il dott. med. G._____ ammetteva 

una inabilità lavorativa del 25% per l’attività da ultimo svolta, mentre dal 

punto di vista reumatologico tale lavoro era ritenuto dal dott. med. 

F._____ esigibile in misura completa. In termini temporali, questo grado di 

inabilità psichica sussisterebbe retroattivamente già dalla data della prima 

perizia fatta allestire dall'ufficio AI il 28 giugno 2009 (vedi perizia del dott. 

med. G._____ del 3 febbraio 2011, pag. 13 e 14). L'inesigibilità dell'attività 

di macchinista di cantiere era già stata dall'assicurato addotta senza 

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successo nell'ambito del procedimento che lo vedeva opposto 

all'assicuratore infortuni. In detto giudizio venivano annoverati tra i lavori 

particolarmente indicati al suo stato di salute "la manutenzione di stabili, 

logistica in un magazzino e consegne con furgoncino. E’ in queste 

condizioni evidente che anche l’attività prevalentemente di macchinista di 

cantiere svolta in precedenza è comunque ancora consona allo stato di 

salute attuale. Per quali motivi nell’esercizio della precedente attività di 

macchinista di cantiere, accanto alle pause, dovrebbe permanere una 

diminuzione del rendimento non è oggettivabile, spostandosi l’assicurato 

praticamente giornalmente in macchina ed essendo in grado di condurre 

anche per lunghe tratte". Attualmente tale valutazione viene condivisa 

anche dal reumatologo dott. med. F._____. In base alle doglianze 

ricorsuali, che sono rimaste fondamentalmente le stesse di quelle già 

addotte nel giudizio S 12 3, non vi sono pertanto motivi per rimettere di 

nuovo in discussione le questioni legate all'infermità di carattere psichico 

da tempo cresciute in giudicato nei confronti dell'assicurazione infortuni e 

che si pongono negli stessi identici termini anche in questa sede. Pertanto 

la valutazione del grado d'impedimento del 25 % mantiene anche in 

questa sede piena validità. 

4. Nell’ambito della valutazione del grado d’invalidità l'ufficio AI ha quindi 

giustamente calcolato il grado dell’impedimento medico riscontrato in 

funzione dell’attività precedentemente svolta dall’interessato e che per i 

motivi esposti in precedenza risulta ancora esigibile. In questo senso il 

grado dell'inabilità lavorativa e quello dell'inabilità lucrativa si 

corrispondono e il grado d'invalidità risulta essere del 25 %, ovvero di 

carattere decisamente insufficiente per dare diritto a prestazioni sotto 

forma di rendita. Ne consegue che il ricorso deve essere respinto. In 

deroga all’art. 61 lett. a LPGA, la procedura di ricorso in caso di 

controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi 

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al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità 

delle spese è determinata tra fr. 200.-- e fr. 1000.-- in funzione delle 

spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (art. 69 cpv. 1bis 

LAI) ). L'esito della controversia giustifica pertanto l'accollamento delle 

spese al ricorrente.  

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. Vengono prelevati dei costi di fr.700.--, il cui importo sarà versato da 

A._____ entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione 

all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]