# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5cb525df-d342-5aee-a2c5-babf18d0a133
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-05-17
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 17.05.2010 D-3347/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3347-2010_2010-05-17.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3347/2010/gam
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 7  m a g g i o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Hans Schürch;
cancelliere Carlo Monti;

A._______, alias 
B._______, Macedonia, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 5 maggio 2010 / N [...]

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3347/2010

Visti:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  14 mar-
zo 2010 in Svizzera;

i verbali d'audizione di A._______ del 30 marzo e del 22 aprile 2010;

le segnalazioni di casi medici del 9 aprile 2010 e del 13 aprile 2010;

la  decisione  dell'UFM del  5 maggio 2010,  notificata  al  richiedente  il 
medesimo giorno (cfr. risultanze processuali);

il ricorso del 10 maggio 2010 ed i relativi documenti forniti in allegato, 
ossia due fogli di trasmissione di informazioni mediche redatte dal dott. 
C._______ dell'8 e del 13 aprile 2010, un certificato medico redatto in 
lingua macedone del 28 luglio 1998 in originale, la tessera di membro 
del ricorrente in originale ed una conferma da parte del partito sociali-
sta delle persecuzioni subite congiunta alla tessera di membro di suo 
figlio  in  copia  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato,  data  d'entrata 
11 maggio 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo federale (TAF) in 
copia tramite fax in data 11 maggio 2010;

gli ulteriori fatti che, se del caso, verranno ripresi nei considerandi che 
seguono;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni  previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionata all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in-
feriore,  è  particolarmente toccato dalla  decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che con il gravame, il ricorrente può far valere la violazione del diritto 
federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento; 
l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti e 
l'inadeguatezza (art. 106 cpv. 1 LAsi);

che,  nell'ambito delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  l'interessato  ha di-
chiarato di essere d'etnia rom e cittadino della Macedonia con ultimo 
domicilio  a  D._______  (cfr.  verbale  d'audizione  del  30 marzo 2010, 
pagg. 1-2 e ricorso, pag. 4); che, inoltre, ha asserito di essere espa-
triato per maltrattamenti perpetrati dagli albanesi a causa della sua et-
nia rom menzionando, in particolare, un'aggressione subita 10 anni fa, 
oppure nel 1998,  nel corso della quale sarebbe stato colpito con un 
martello  ed  avrebbe  subito  una  commozione  cerebrale  (cfr.  verbali 
d'audizione del 30 marzo 2010, pag. 5 e del 22 aprile 2010, pag. 2); 
che l'interessato ha allegato di  avere subito  persecuzioni  e  minacce 
dovute alla propria appartenenza al partito politico Socijaldemokratski 
sojuz  na  Makedonija  (SDSM)  (cfr.  verbale  d'audizione  del  22 apri-
le 2010, pag. 3); che da ultimo sarebbero stati picchiati suo figlio e sua 
nuora in data 11 marzo, oppure 12 marzo 2010, da un gruppo di 200 o 
300 persone mafiose sotto  il  commando di  un  certo  E._______ ap-
partenenti al partito Vnatreš makedonska revolucionerna organizcija - 
Demokratska  partija  za  makedonsko  nacionalno  edinstvo 
(VMRO-DPMNE) (cfr. verbali d'audizione del 30 marzo 2010, pag. 5-6 
nonché del 22 aprile 2010, pagg. 4 e 8); che gli stessi avrebbero pure 
demolito la sua casa lanciandovi contro dei sassi (cfr. verbale d'audi-
zione del 22 aprile 2010, pagg. 4-5); che, a causa di suddetti avveni-
menti, sarebbe  espatriato  il  giorno  seguente,  ossia  in  data  11  o 
12 marzo 2010  recandosi dapprima a F._______ per poi giungere in 
Svizzera  il  14 marzo 2010  a  bordo  di  un  furgone  (cfr.  verbale 
d'audizione del 30 marzo 2010, pag. 7);

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che, nella decisione impugnata l'UFM ha constatato, da un lato, che il 
Consiglio  federale  in  data  25 giugno 2003  ha  inserito  la  Macedonia 
nell'elenco dei Paesi sicuri e, dall'altro ha ritenuto che le allegazioni in 
materia d'asilo presentate dal richiedente sarebbero contraddittorie ed 
inverosimili,  di  modo che non emergerebbero dalle carte processuali 
degli  indizi  d'esposizione  dell'interessato  a  persecuzioni  in  caso  di 
rientro in patria; che, infatti,  si sarebbe contraddetto per quanto con-
cernerebbe la presenza della polizia in data 11 marzo 2010 dichiaran-
do  nella  prima  audizione  che  dopo  la  discussione  con  la  polizia,  il 
VMRO si sarebbe ritirato, mentre nella seconda audizione avrebbe as-
serito che la polizia sarebbe venuta mezz'ora dopo il ritiro di tale parti-
to; che, inoltre, non sarebbe stato in grado di indicare né il cognome, 
né il nome della donna della coppia che gli avrebbe dato rifugio duran-
te i pretesi attacchi da parte dei membri del VMRO, nonostante si co-
noscevano dalla scuola; che, peraltro, sarebbe totalmente inverosimile 
e non corrispondente all'esperienza di vita che il VMRO faccia pressio-
ne in tal modo e in tale frequenza ad un ex-membro del SDS, il quale 
avrebbe soltanto svolto un ruolo minore ed avrebbe lasciato tale parti-
to già da tre anni; che, per di più, il certificato medico presentato dal ri-
chiedente  non  farebbe  riferimento  alle  cause  dell'aggressione  del 
1998; che, in tale ambito, sarebbero pure intervenute le autorità mace-
doni ed avrebbe altresì perso la causa in tribunale; che, infine, l'UFM 
ha ritenuto che non risulterebbero dagli  atti  problemi medici che non 
possano essere curati in patria;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure 
pronunciato l'allontanamento degli interessati dalla Svizzera e l'esecu-
zione dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha rimandato a quanto già dichiarato in 
sede d'audizione ed ha ribadito la verosimiglianza del proprio racconto 
circa i suoi motivi d'asilo basandosi altresì sui documenti forniti in alle-
gato  all'atto  ricorsuale;  che,  inoltre,  ha  precisato  che  la  gente  di 
E._______ avrebbe distrutto la sua abitazione in data 11 marzo 2010 
e le contraddizioni  sarebbero dovute ad equivoci  di  traduzione come 
da  quest'ultimo  già  spiegato  nella  seconda  audizione;  che,  peraltro, 
non potrebbe rientrare in  patria,  in  quanto sarebbe stata distrutta  la 
sua casa e non avrebbe alcuna rete familiare in loco visto il soggiorno 
in  Svizzera  di  suo figlio  e  della  sua famiglia  quali  richiedenti  l'asilo; 

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che, infine, ostacolerebbero un suo rinvio pure i suoi problemi di salute 
e la sua etnia rom;

che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, in via principale, l'annul-
lamento della decisione impugnata, la trasmissione degli atti di causa 
all'autorità inferiore per una nuova decisione nel merito della sua do-
manda  d'asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione 
provvisoria  congiuntamente ad una domanda d'esenzione dal  versa-
mento dell'anticipo a copertura delle presumibili spese processuali;

che, giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una doman-
da d’asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio fe-
derale ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, a 
meno che non risultino indizi di persecuzione;

che, da un lato, giova rilevare che allorquando il Consiglio federale in-
serisce un Paese nel novero dei Paesi sicuri, sussiste di massima una 
presunzione d’assenza di persecuzioni in detto Paese;

che incombe al richiedente l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per 
quanto attiene alla sua situazione personale;

che la nozione d’indizi di persecuzione ai sensi dell’art. 34 cpv. 1 LAsi 
va intesa in  senso lato, comprendendo non soltanto i  seri  pregiudizi 
previsti dall’art. 3 LAsi, ma pure gli ostacoli all’esecuzione dell’allonta-
namento, di cui all’art. 44 cpv. 2 LAsi, imputabili all'agire umano (Giuri-
sprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in 
materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 18);

che peraltro, per ammettere l'esistenza di  indizi  di  persecuzione che 
implicano l'entrata nel merito di una domanda d'asilo, vale un grado di 
verosimiglianza ridotto (GICRA 2004 n. 35, consid. 4.3, pag. 247);

che,  visto  l'inserimento  della  Macedonia  con  decisione  del  25 giu-
gno 2003 a partire dal 1° agosto 2003 da parte del Consiglio federale 
nel novero dei Paesi esenti da persecuzioni, sussiste una presunzione 
d'assenza di persecuzioni in detto Paese;

che, nella fattispecie, il  ricorrente non è riuscito ad invalidare la pre-
sunzione d'assenza di persecuzioni, posto che le allegazioni agli atti di 
causa non sono tali ai sensi dell'asilo;

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che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili  di giustificare una diversa valutazione ri-
spetto a quella di cui all'impugnata decisione;

che le allegazioni decisive in materia di asilo si esauriscono in mere 
affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché 
minima consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel provvedi-
mento litigioso pur tenendo conto di un grado di verosimiglianza ridot-
to;

che, in particolare, il ricorrente ha allegato durante la prima audizione 
che le persone responsabili  delle persecuzioni da lui  subite - dovute 
alla sua etnia rom - sono degli albanesi guidati da un certo E._______, 
mentre nella seconda audizione ha dichiarato che i suoi problemi sono 
iniziati a causa della sua attività politica in seno al partito SDSM ed ha 
precisato  che  le  suddette  persone  sono  membri  del  partito  VMRO- 
DPMNE (cfr. verbale d'audizione del 30 marzo 2010, pagg. 5 e 6 non-
ché del 22 aprile 2010, pagg. 4 e 5); che codesto Tribunale ritiene in-
comprensibile che l'insorgente non abbia già puntualizzato tale fatto in 
occasione della prima audizione;

che,  inoltre,  non  è  riuscito  a  spiegare  il  significato  del  partito 
VMRO-DPMNE indicando “sono dei mafiosi”, oppure “Vostanie Vo Re-
publika  Makedonja”  (cfr.  verbale  d'audizione  del  22  aprile  2010, 
pag. 4); che, peraltro, non è stato in grado né di precisare quando il 
partito VMRO-DPMNE sarebbe salito al potere, né il periodo in cui sa-
rebbe stato membro del SDSM (cfr. ibidem, pagg. 3 e 6); che, conside-
rato tali risposte, non si può che concludere che - pur ammettendo il 
caso in cui la tessera di membro del SDSM allegata al ricorso dovesse 
essere un originale - egli non ha svolto un ruolo esposto in seno al suo 
partito - come tra l'altro da lui stesso menzionato -, in quanto risulta 
poco probabile che abbia tali lacune di conoscenze politiche dopo 13 
anni di appartenenza a suddetto partito (cfr. ibidem, pag. 3); che, per-
tanto, risulta poco probabile che sia stato un obbiettivo centrale per i 
membri del VMRO-DPMNE ritenuto altresì il fatto che non farebbe più 
parte del SDSM da ben tre anni (cfr. ibidem, pag. 3); che, di  conse-
guenza, codesto Tribunale non ritiene le persecuzioni allegate di natu-
ra politica;

che egli durante la prima audizione non ha accennato a quanto fatto 
valere durante la seconda, ossia che in seguito ad un attacco perpe-
trato da persone non precisate (“200-300” persone), l'abitazione in cui 

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egli risiedeva con la propria famiglia sarebbe stata distrutta (cfr. verba-
le d'audizione del 22 aprile 2010, pag. 4); che, inoltre, l'insorgente non 
è stato in grado di precisare quando sarebbe successa l'ultima aggres-
sione allegando l'11 o il  12 marzo 2010 (cfr. verbale d'audizione del 
30 marzo 2010, pagg. 5-6 e del 22 aprile 2010, pagg. 4-5); che, peral-
tro, non ha nemmeno saputo indicare il nome del negozio - situato vici-
no a casa sua di cui conosce un impiegato fin dai tempi dalla scuola - 
dove si sarebbe nascosto “circa trenta volte” solo nel 2010 (cfr. verbale 
d'audizione del 22 aprile 2010, pagg. 5-6);

che, del resto, non è riuscito a dimostrare che le autorità macedone 
non gli accorderebbero un'appropriata protezione contro l'eventuale fu-
turo agire illegittimo di terzi nei suoi confronti; che, difatti, l'autore del 
gravame stesso ha dichiarato che le forze dell'ordine sono intervenute 
in seguito alle telefonate da parte del proprietario del negozio dove si 
nascondeva (cfr. verbale d'audizione del 20 aprile 2010, pag. 6); che 
sono altrettanto intervenute in occasione dell'ultima aggressione, allor-
quando egli stesso le ha chiamate tenendo altresì conto della contrad-
dizione - peraltro rettamente rilevata dall'UFM - tra la prima e la secon-
da audizione, in quanto si sono ritirati gli aggressori in seguito alla di-
scussione con la polizia, oppure sono arrivate le autorità statali dopo 
che i membri del VMRO-DPMNE erano già spariti (cfr. verbali  d'audi-
zione del 30 marzo 2010, pag. 6 e del 20 aprile 2010, pag. 10);

che, inoltre, il ricorrente non ha prodotto alcun documento atto ad atte-
stare le varie denunce sporte dal ricorrente;

che l'interessato non ha saputo controbattere a quanto contenuto nella 
decisione predetta, se non limitandosi a confermare le proprie allega-
zioni e comunque senza fornire alcuna spiegazione attendibile;

che nemmeno i documenti allegati al ricorso del 10 maggio 2010 pen-
dente dinanzi a codesto Tribunale costituiscono elementi  decisivi  per 
giungere a diversa conclusione rispetto a quella a cui è giunta l'autori-
tà inferiore circa i motivi di asilo invocati;

che, in conclusione, le allegazioni del ricorrente non sono state rese 
verosimili;

che, in considerazione di quanto suesposto, non appaiono sussistere 
seri pregiudizi ai sensi degli art. 3 e 18 LAsi;

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che non emergono dalle carte processuali neppure elementi da cui de-
sumere che l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente in Mace-
donia  possa  violare  l'art.  25  cpv. 2  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., 
RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto di  respingimento) nonché l'art. 83 
cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli  stranieri (LStr, 
RS 142.20) o esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed immedia-
to di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguar-
dia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novem-
bre 1950 (CEDU, RS 0.101)  o  all'art. 3  della  Convenzione contro  la 
tortura ed altre  pene o trattamenti  crudeli,  inumani  o degradanti  del 
10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, premesso ciò,  quanto agli  ostacoli  all'esecuzione dell'allontana-
mento riconducibili all’art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 4 LStr, in Ma-
cedonia non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o 
violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nella 
totalità del territorio nazionale;

che, nel caso di specie, non risultano manifestamente esservi indizi di 
persecuzione ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi;

che, di conseguenza, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della 
domanda d'asilo secondo l'art. 34 cpv. 1 LAsi, di modo che, su questo 
punto, il  ricorso,  destituito  d'ogni  e benché minimo fondamento,  non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata;

che il  ricorrente non adempie le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 e 44 cpv. 1 LAsi come pure art. 32 dell'ordinanza 1 sul-
l'asilo  relativa  a  questioni  pregiudiziali  dell'11  agosto  1999  [OAsi 1, 
RS 142.311]; GICRA 2001 n. 21);

che dalle carte processuali non emergono neppure ostacoli dal profilo 
dell'esigibilità dell'allontanamento quanto alla situazione personale del 
ricorrente; vista l'esperienza lavorativa quale dipendente comunale, il 
fatto che - a suo dire - avrebbe diritto ad uno stipendio da disoccupato 
ed ha sempre vissuto a D._______, si può partire dal presupposto che 
l'insorgente disponga in patria di una rete sociale ancora intatta; che, 
in  particolare, avrà altresì a suo canto suo figlio  e la sua famiglia,  i 
quali  saranno  allontanati  in  patria  considerato  che  la  decisione 

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dell'UFM nei loro confronti  è cresciuta in giudicato con sentenza del 
TAF D-3152/2010 dell'11 maggio 2010;

che l'insorgente non ha tanto meno preteso nel gravame di soffrire di 
gravi  problemi  di  salute che possano giustificare la  sua ammissione 
provvisoria (GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio degli 
atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per 
motivi medici;

che, infatti, quo ai problemi di salute del ricorrente, vi è da evidenziare 
che dagli atti di causa si rileva che tali sono stati definiti come baga-
tella (cfr. atto A9/1);

che dai certificati medici allegati pendente causa dinanzi a questo Tri-
bunale non si  evincono elementi  per giungere a diversa conclusione 
alla quale è giunta l'autorità inferiore;

che non vi è dunque ragione di ritenere che il ricorrente non possa ri-
cevere le cure necessarie in patria;

che, se date le  condizioni,  in relazione ai  mezzi  finanziari  necessari 
per accedere alle cure mediche, il TAF segnala che il ricorrente ha la 
facoltà  di  richiedere  un  adeguato  aiuto  al  ritorno  ai  sensi  del-
l'art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi;

che, per le ragioni sopraindicate, l'autorità inferiore ha rettamente rite-
nuto  siccome  ammissibile  e  ragionevolmente  esigibile  l'esecuzione 
dell'allontanamento;

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi ed art. 83 
cpv. 2 LStr);  che  il  ricorrente,  usando  la  necessaria  diligenza,  potrà 
procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (art.  8 
cpv. 4 LAsi); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure pos-
sibile;

che,  per  conseguenza,  anche in  materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il  gravame va disatteso e la querelata decisione confer-
mata;

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che, il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autori-
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti 
giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 
106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse e sulle spese ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-
strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in 
materia  di  diritto  pubblico  dinanzi  al  Tribunale  federale  (art. 83 
lett. d LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del TAF, entro un termi-
ne di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, […] (via fax, per l'incarto N [...], con preghiera di notificare la 

sentenza al ricorrente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato 
al Tribunale amministrativo federale)

- G._______ (via fax)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione:

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