# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d985cb1a-3dde-5ecf-9a24-18807c2b6f7a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2018-06-06
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 06.06.2018 F-6014/2017
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-6014-2017_2018-06-06.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-6014/2017 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  6  g i u g n o  2 0 1 8  

Composizione 

 
Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Andreas Trommer, Philippe Weissenberger,  

cancelliere Reto Peterhans. 
 

 
 

Parti 

 
1. A._______,  

2. B._______,  

3. C._______,  

rappresentati da Rosario Mastrosimone, 

SOS Antenna Profughi, Via Dunant 2,  

6830 Chiasso,  

ricorrenti,  

 
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato della migrazione (SEM),  

Quellenweg 6, 3003 Berna,  

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Visto con validità territoriale limitata (VTL). 

 

 

 

F-6014/2017 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

In data 29 giugno 2017 A._______ ed B._______, cittadini palestinesi nati 

in Siria (dove risiedono in qualità di rifugiati) rispettivamente il  

(…) ed il (…), unitamente al figlio C._______, anch’egli cittadino palesti-

nese, nato in Siria il (…) (ed ivi residente come rifugiato), hanno sollecitato 

il rilascio di un visto umanitario presso la rappresentanza elvetica a Beirut 

(Libano) per recarsi in Svizzera, dove già vive D._______, loro figlia e so-

rella. 

B.  

L’Ambasciata di Svizzera a Beirut ha rifiutato il rilascio del visto richiesto 

ed ha comunicato la sua decisione agli interessati in data 25 luglio 2017, 

mediante il modulo standard Schengen, in cui si precisava che lo scopo e 

le condizioni del soggiorno in territorio elvetico non erano stati giustificati e 

che non aveva potuto essere stabilita la volontà di lasciare il territorio dello 

spazio Schengen al termine della validità dell’eventuale visto. 

C.  

Il 24 agosto 2017 i richiedenti, agendo per il tramite del loro rappresentante, 

hanno inoltrato opposizione alla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) 

contro la citata decisione della rappresentanza svizzera a Beirut ed hanno 

versato l’anticipo spese richiesto. Nella loro opposizione A._______, 

B._______ e C._______ hanno osservato di avere richiesto un visto per 

motivi umanitari, di conseguenza la motivazione dell’Ambasciata di Sviz-

zera a Beirut, secondo cui la loro partenza dal territorio elvetico allo sca-

dere dell’eventuale visto non sarebbe garantita, non appare pertinente nel 

caso di specie. 

Gli opponenti hanno altresì rimproverato alla menzionata rappresentanza 

elvetica di avere a torto escluso l’adempimento dei criteri per il rilascio di 

un visto per motivi umanitari, non avendo preso in considerazione la situa-

zione di estrema vulnerabilità della famiglia A._______/B._______ nella re-

gione di E._______, dove risiede. La situazione dei rifugiati palestinesi – 

come lo sono gli interessati – descritta in una lettera d’accompagnamento 

all’opposizione dinanzi alla SEM, sarebbe drammaticamente peggiorata a 

seguito del ritiro delle forze ribelli e della successiva politica di ripopola-

mento della zona, con il rischio per i palestinesi di subire espulsioni collet-

tive, detenzioni ed uccisioni arbitrarie, oltre che di rapimenti da parte di 

milizie vicine al regime. 

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A._______, ufficiale dell’esercito siriano in pensione ha anche paventato la 

possibilità di essere sottoposto a pene sproporzionate a seguito del suo 

rifiuto di ritornare in servizio. Gli interessati hanno in seguito esposto quelle 

che sarebbero le loro precarie condizioni finanziarie, deterioratesi a seguito 

della partenza di D._______, dato che in assenza di quest’ultima la famiglia 

potrebbe contare unicamente sulle entrate derivanti dalla modesta pen-

sione percepita da A._______.  

Gli opponenti si sono altresì richiamati alle difficili condizioni di salute del 

giovane C._______, il quale a seguito dello stato di precarietà ed insicu-

rezza in cui è costretto a vivere, avrebbe sviluppato disturbi del comporta-

mento e turbe psichiche aggravate. 

Per questi motivi gli interessati hanno chiesto alla SEM l’accoglimento 

dell’opposizione formulata e l’esenzione dal pagamento della tassa ammi-

nistrativa prevista in questi casi. 

D.  

Il 31 agosto 2017 la SEM ha comunicato alla famiglia 

A._______/B._______ di non potere accogliere quest’ultima richiesta ed 

ha pertanto fissato un termine per versare un anticipo spese relativo al pro-

cedimento di opposizione. Gli interessati hanno tempestivamente ottempe-

rato a tale ingiunzione. 

E.  

In data 21 settembre 2017 la SEM ha respinto la citata opposizione. L’au-

torità inferiore ha considerato che A._______, B._______ e C._______ non 

adempiono alle condizioni per il rilascio di un visto uniforme per lo spazio 

Schengen; essa ha altresì ritenuto che la partenza dei richiedenti al termine 

della validità del visto non sarebbe garantita tenuto conto della situazione 

di violenza generalizzata in cui versa la Siria. 

L’autorità federale ha altresì confermato la decisione della rappresentanza 

svizzera a Beirut di rifiutare il rilascio di un visto con territorialità limitata 

(VTL) per motivi umanitari, ritenendo che, malgrado la guerra civile in corso 

in Siria e le condizioni di salute di C._______, gli interessati non si trovano 

in una situazione di rigore caratterizzata da un pericolo diretto, serio e con-

creto per la loro vita ed integrità fisica tale da rendere indispensabile un 

intervento delle autorità elvetiche, avendo chiesto aiuto in Siria ad un’orga-

nizzazione di aiuto ai rifugiati palestinesi legata alle Nazioni Unite. 

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F.  

Sempre agendo per il tramite del loro rappresentante, A._______, 

B._______ e C._______ sono insorti avverso la decisione della SEM del 

21 settembre 2017 mediante ricorso del 23 ottobre 2017 (cfr. data del plico 

raccomandato; data di entrata: 24 ottobre 2017) dinanzi al Tribunale am-

ministrativo federale (di seguito: Tribunale), postulandone l’annullamento e 

la conseguente concessione di un’autorizzazione ad entrare in Svizzera, in 

subordine hanno chiesto la restituzione degli atti alla SEM per una nuova 

valutazione delle domande di visto, nonché l’esenzione dal pagamento 

delle spese di giudizio e del relativo anticipo. 

I ricorrenti non hanno contestato di non adempiere alle condizioni per il 

rilascio di un visto Schengen di tipo C, ma hanno censurato le argomenta-

zioni dell’autorità inferiore in merito alla mancata concessione di un VTL 

per motivi umanitari. Al proposito essi hanno ribadito quanto espresso in 

sede di opposizione, in particolare la loro situazione di estrema vulnerabi-

lità, dovuta al fatto che nella regione di E._______ la minoranza palesti-

nese è oggetto di espulsioni collettive, detenzioni ed uccisioni arbitrarie. 

A._______, B._______ e C._______ hanno inoltre allegato il timore di es-

sere vittime di rapimenti da parte di milizie pro regime che obbligherebbero 

i palestinesi ad arruolamenti forzati, unito all’affermazione secondo cui 

A._______, in quanto ufficiale dell’esercito in pensione, sarebbe stato nuo-

vamente chiamato in servizio attivo. 

Gli interessati hanno in seguito ricordato che la loro casa situata a 

F._______ è stata distrutta e questa situazione di pericolo li ha spinti a cer-

care accoglienza in un luogo meno insicuro, mentre con la partenza della 

figlia/sorella D._______ è venuta a mancare la loro principale fonte di so-

stentamento, non potendo più fare fronte al proprio fabbisogno esisten-

ziale. Oltre a ciò lo stato di salute di C._______ si sarebbe aggravato, 

avendo egli sviluppato disturbi del comportamento, aggiuntisi alla sindrome 

di Asperger di cui è affetto. 

A mente dei ricorrenti tutti questi elementi dovrebbero condurre lo scrivente 

Tribunale ad ammettere l’esistenza di un pericolo grave, attuale e concreto 

non altrimenti evitabile che giustifica la concessione del visto richiesto. 

G.  

Con decisione incidentale dell’8 novembre 2017 il Tribunale ha accolto la 

richiesta di esenzione dal pagamento di un anticipo delle spese proces-

suali, riservandosi di decidere in merito alle stesse in prosieguo di causa. 

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Pagina 5 

H.  

La SEM si è espressa in merito al ricorso presentato da A._______, 

B._______ e C._______ in data 15 novembre 2017, precisando che la do-

manda di visto è stata oggetto di un’attenta analisi e che le argomentazioni 

addotte non le permettono di modificare il suo apprezzamento della fatti-

specie. Essa ha pertanto postulato il respingimento del gravame e la con-

ferma della decisione oggetto di impugnativa. 

I.  

Il 19 gennaio 2018 i ricorrenti hanno replicato alle osservazioni dell’autorità 

inferiore, osservando come quest’ultima non si sia in realtà confrontata con 

le argomentazioni sollevate nel ricorso del 23 ottobre 2017, le quali sono 

state sommariamente ribadite. 

J.  

Chiamata ad esprimersi in merito alla citata replica, in data 27 feb-

braio 2018 la SEM si è limitata ad asserire che quanto dichiarato dai ricor-

renti non le permette di modificare la propria posizione. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 LTAF, giusta l'art. 31 LTAF il 

Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese 

dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. 

1.2 In particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione d'en-

trata in Svizzera rese dalla SEM – la quale costituisce un'unità dell'ammi-

nistrazione federale come definita all'art. 33 lett. d LTAF – possono essere 

impugnate dinanzi al Tribunale, che statuisce in via definitiva (art. 1 cpv. 2 

LTAF in relazione con l'art. 83 lett. c cifra 1 LTF). 

1.3 Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura davanti 

al Tribunale è retta dalla PA (art. 37 LTAF). 

1.4 A._______, B._______ e C._______ hanno diritto di ricorrere (art. 48 

cpv. 1 PA), ed il loro ricorso, presentato nella forma e nei termini prescritti 

dalla legge, è ricevibile (art. 50 e 52 PA). 

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2.  

Ai sensi dell'art. 49 PA, i motivi di ricorso sono la violazione del diritto fede-

rale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento, l'accerta-

mento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché l'inade-

guatezza, nella misura in cui un'autorità cantonale non abbia giudicato 

come autorità di ricorso. Il Tribunale applica d'ufficio il diritto federale nella 

procedura ricorsuale e non è vincolato in nessun caso dai motivi del ricorso 

(art. 62 cpv. 4 PA). Rilevante è in primo luogo la situazione di fatto al mo-

mento del giudizio (DTAF 2014/1 consid. 2 e giurisprudenza ivi citata). 

3.  

La legislazione svizzera sugli stranieri non garantisce né il diritto d'entrata 

in Svizzera né quello al rilascio di un visto. La Svizzera, come tutti gli altri 

Stati, non è di principio tenuta ad autorizzare l'entrata di stranieri sul suo 

territorio. Tale decisione viene presa dalla Confederazione Elvetica auto-

nomamente in accordo con il diritto internazionale pubblico (cfr. DTAF 

2014/1 consid. 4.1.1 e relativi riferimenti). Tuttavia la normativa di Schen-

gen, ripresa dalla Svizzera con la conclusione degli accordi d'associazione 

a Schengen, limita le prerogative degli Stati firmatari in quanto, da un lato, 

detta regolamentazione prevede delle condizioni uniformi per l'entrata nello 

spazio Schengen e per il rilascio dei relativi visti e, dall'altro, obbliga gli 

Stati firmatari a rifiutare l'entrata ed il rilascio di un visto qualora le condi-

zioni previste non siano adempiute. Inoltre, se l'autorità competente per 

statuire sulla domanda di visto conclude all'adempimento da parte del ri-

chiedente delle condizioni per l'ottenimento e che non esiste alcun motivo 

di rifiuto, il visto deve in principio essere concesso. Nell'effettuare questo 

esame l'autorità dispone di un ampio margine di apprezzamento. Di con-

seguenza, come il Tribunale ha già rilevato a più riprese nella sua giuri-

sprudenza, la normativa di Schengen non conferisce né un diritto all'entrata 

nello spazio Schengen né un diritto al rilascio di un visto (cfr. ibidem). 

Inoltre, malgrado i Tribunali svizzeri e le autorità siano autonomi nell'appli-

cazione e nell'interpretazione dell'acquis di Schengen, in quanto non esiste 

un obbligo giuridico di tenere conto dell'interpretazione data dalla Corte di 

giustizia dell'Unione europea (CGUE), il Tribunale, contribuisce all'applica-

zione ed all’interpretazione uniforme del diritto Schengen. Di conseguenza, 

prende in considerazione la giurisprudenza della CGUE, evitando di sco-

starsene senza motivi oggettivi (cfr. DTAF 2014/1 consid. 4.1.2 e relativi 

riferimenti). 

 

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4.  

4.1 Le disposizioni sulla procedura in materia di visto nonché sull'entrata e 

sulla partenza dalla Svizzera si applicano soltanto in quanto gli accordi di 

associazione alla normativa di Schengen, elencati nell'allegato 1 numero 1 

alla LStr (RS 142.20), non contemplino disposizioni divergenti (art. 2 cpv. 4 

e 5 LStr). 

4.2 Per quanto riguarda le condizioni d'entrata in Svizzera per un soggiorno 

non superiore a 90 giorni, l'art. 2 cpv. 1 dell'ordinanza del 22 ottobre 2008 

concernente l'entrata ed il rilascio del visto (OEV, RS 142.204), nel suo 

tenore del 5 aprile 2017, in vigore dal 1° maggio 2017, rinvia all’art. 6 del 

regolamento (UE) 399/2016 del Parlamento europeo e del Consiglio del  

9 marzo 2016 che istituisce un codice comunitario relativo al regime di at-

traversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere 

Schengen, GU L 77 del 23 marzo 2016, pagg. 1-52), modificato dal rego-

lamento (UE) 2017/458 (GU L 74 del 18 marzo 2017, pag. 1). Le condizioni 

d'entrata così previste corrispondono, sostanzialmente, a quelle elencate 

all'art. 5 LStr. 

4.3 I richiedenti devono essere in possesso di uno o più documenti di viag-

gio validi che consentano di attraversare la frontiera e se richiesto, di un 

visto valido (art. 6 par. 1 lett. a e b codice frontiere Schengen), nonché 

giustificare lo scopo e le condizioni di soggiorno e disporre di mezzi finan-

ziari sufficienti (art. 6 par. 1 lett. c codice frontiere Schengen; art. 14 par. 1 

lett. a-c del regolamento [CE] N. 810/2009 del Parlamento europeo e del 

Consiglio del 13 luglio 2009 che istituisce un codice comunitario dei visti 

[codice dei visti, GU L 243/1 del 15 novembre 2009, pagg. 1-58]). Inoltre, 

non devono essere segnalati nel Sistema d'informazione Schengen (SIS) 

ai fini della non ammissione e devono non essere considerati una minaccia 

per l'ordine pubblico, la sicurezza interna, la salute pubblica o le relazioni 

internazionali di uno degli Stati membri (art. 6 cpv. 1 lett. d ed e codice 

frontiere Schengen). Infine, sarà valutata in modo particolare la volontà dei 

richiedenti di lasciare gli Stati membri, prima della scadenza del visto ri-

chiesto (art. 21 par. 1 codice dei visti; art. 5 cpv. 2 LStr). 

4.4 Se le condizioni di rilascio di un visto uniforme per lo spazio Schengen 

non sono adempiute uno Stato membro può, a titolo eccezionale, rilasciare 

un visto con validità territoriale limitata per motivi umanitari o di interesse 

nazionale oppure in virtù di obblighi internazionali (art. 2 cpv. 4 e art. 12 

cpv. 4 OEV; art. 25 par. 1 lett. a codice dei visti ed art. 6 par. 5 lett. c codice 

frontiere Schengen). 

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Pagina 8 

4.5 Con la modifica urgente della LAsi (RS 142.31) del 28 settembre 2012, 

il legislatore ha deciso di sopprimere la possibilità di depositare domande 

di asilo presso le ambasciate svizzere all’estero (cfr. art. 20 vLAsi, RU 1999 

2262). L’abrogazione di tale disposizione, avvenuta il 29 settembre 2012, 

ha reso necessaria la possibilità di accordare la protezione della Svizzera 

alle persone direttamente e gravemente minacciate che si trovano all'e-

stero. Per questo motivo è stato modificato l’art. 2 cpv. 4 OEV, che concre-

tizza l'art. 25 par. 1 lett. a codice dei visti e l’art. 6 par. 5 lett. c codice fron-

tiere Schengen, grazie al quale il Dipartimento federale degli affari esteri 

(DFAE) e la SEM possono, in determinati casi, accordare un visto d'entrata 

in Svizzera per motivi umanitari, derogando alle condizioni generali previ-

ste dalla normativa di Schengen concernenti il rilascio dei visti. La persona 

che entra in Svizzera in virtù di un visto umanitario deve depositare una 

domanda di asilo in Svizzera. Se ciò non avviene, essa dovrà lasciare il 

territorio della Confederazione dopo un soggiorno di tre mesi. 

4.6 Un visto umanitario può essere rilasciato se, nel caso concreto, si può 

ritenere che la vita o l'integrità fisica di una persona sono direttamente, 

seriamente e concretamente minacciate nel suo paese d'origine o di pro-

venienza. La persona interessata deve trovarsi in una situazione di parti-

colare emergenza che renda indispensabile l'intervento delle autorità, da 

qui la necessità di concederle un visto d'entrata in Svizzera. Ciò può essere 

il caso per esempio in situazioni di conflitto armato estremamente gravi, 

situazioni di guerra particolarmente cruente o per sfuggire ad una minaccia 

personale reale ed imminente. La domanda di visto va esaminata con cura 

tenendo conto della minaccia attuale, della situazione personale e della 

situazione prevalente nello Stato d'origine o di provenienza. È imperativo 

esaminare attentamente le specificità della domanda di visto. Se l'interes-

sato si trova già in uno Stato terzo, di norma si può considerare che non è 

più minacciato (cfr. DTAF 2015/5 consid. 4.1.3). 

4.7 Le condizioni d'entrata nel quadro della procedura di rilascio del visto 

sono pertanto più restrittive di quelle vigenti nel quadro delle domande di 

asilo dall'estero (cfr. messaggio del Consiglio federale concernente la mo-

difica della legge sull'asilo del 26 maggio 2010, FF 2010 3889, pagg. 3923-

3924; istruzione della SEM n. 322.126 del 25 febbraio 2014 relativa alle 

domande di visto per motivi umanitari [di seguito: istruzione visto umanita-

rio]). 

4.8 Va altresì considerato che in data 7 marzo 2017 la CGUE ha emanato 

una sentenza concernente i visti con territorialità limitata (VTL) nella quale 

ha ritenuto che l’art. 25 par. 1 lett. a codice dei visti non è applicabile ai casi 

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in cui una persona proveniente da uno Stato terzo intenda richiedere un 

visto con territorialità limitata – la cui durata è in principio limitata – con lo 

scopo di depositare una domanda di protezione internazionale nel paese 

che emanerebbe il visto. La CGUE ha invece osservato che in simili casi è 

unicamente applicabile il diritto interno dello Stato membro implicato (cfr. 

sentenza della CGUE del 7 marzo 2017 C-638/16 PPU, X e X contro Stato 

belga). 

4.9 Il Tribunale ritiene nondimeno che la giurisprudenza europea appena 

citata non impedisce alla Svizzera di continuare ad applicare la prassi in 

materia di visti con territorialità limitata per motivi umanitari sviluppata in 

funzione dell’art. 2 cpv. 4 OEV. La CGUE ha in effetti stabilito che spetta 

ad ogni Stato Schengen determinare sulla base del proprio diritto interno i 

criteri per il rilascio di un tale visto per le persone che intendono chiedere 

protezione. Da questo punto di vista, e fino al probabile adattamento del 

quadro giuridico, gli art. 5 e 6 LStr, nonché l’OEV costituiscono delle basi 

legali sufficienti affinché sia possibile procedere ad un esame delle condi-

zioni d’entrata in Svizzera per i cittadini di Stati terzi che hanno sollecitato 

un visto presso una rappresentanza elvetica a causa del loro bisogno di 

protezione ai sensi della convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei 

rifugiati (RS 0.142.30), e di conseguenza permettergli di soggiornare in 

questo paese per il tempo necessario ad esaminare la loro domanda di 

asilo (cfr. ad esempio la sentenza del TAF F-2799/2016 del 25 aprile 2018 

consid. 4). 

5.  

5.1 A._______, B._______ e C._______ sono di nazionalità palestinese, 

di conseguenza al fine di potere entrare in Svizzera necessitano dell’otte-

nimento di un visto (cfr. art. 4 OEV; nonché regolamento [CE] N. 539/2001 

del Consiglio del 15 marzo 2001 che adotta l'elenco dei paesi terzi i cui 

cittadini devono essere in possesso del visto all'atto dell'attraversamento 

delle frontiere esterne e l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da 

tale obbligo [GU L 81 del 21 marzo 2001, pagg. 1-7]). 

5.2 Nella fattispecie, come del resto non risulta contestato nel ricorso (cfr. 

atto ricorsuale, atto 1 dell’incarto TAF, pag. 3) e come rettamente ritenuto 

dall'autorità inferiore nella decisione impugnata alla quale si rinvia, un visto 

Schengen di tipo C non può essere concesso in quanto le condizioni per il 

rilascio non sono adempiute. In particolare, tenuto conto del contesto di 

guerra civile e violenza generalizzata in Siria, dove i richiedenti vivono, 

nonché della loro situazione personale, essi non hanno fornito garanzie 

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atte a dimostrare che lascerebbero la Svizzera al momento della scadenza 

del visto. 

Di transenna il Tribunale costata che in occasione del rifiuto della richiesta 

di visto l’Ambasciata di Svizzera a Beirut ha indicato quali motivazioni, oltre 

alla già citata mancanza di garanzie in merito al rientro in Siria alla sca-

denza dell’autorizzazione d’entrata, anche quella secondo cui l’oggetto e 

le condizioni del soggiorno desiderato nella Confederazione non sarebbero 

stati giustificati. Questa argomentazione, seppure ininfluente per l’esito del 

presente procedimento, non appare giustificata poiché i richiedenti ave-

vano dichiarato che la loro richiesta di visto si basava esclusivamente su 

motivi umanitari (cfr. incarto Simic, pagg. 16-19). 

6.  

6.1 Dopo avere sommariamente escluso la possibilità, è bene ribadirlo non 

paventata da parte dei ricorrenti, della concessione di un visto Schengen 

di tipo C deve ora essere analizzato se sono dati i presupposti per la con-

cessione di un VTL ai sensi dell’art. 2 cpv. 4 OEV e sulla base dell’istruzione 

visto umanitario. 

6.2 Preliminarmente, va rilevato che il Tribunale non è vincolato dalle istru-

zioni emesse dalla SEM. Tuttavia, senza un valido motivo non dovrebbe 

scostarsene in quanto queste istruzioni garantiscono una certa parità di 

trattamento e permettono un'interpretazione adeguata al caso di specie 

delle norme giuridiche applicabili (cfr. MOOR/FLÜCKIGER/MARTENET, Droit 

administratif, Vol. I, 3a ed. 2012, pagg. 427-430). 

6.3 Lo scrivente Tribunale ritiene per i motivi che seguono che, come ret-

tamente rilevato dall'autorità inferiore nel provvedimento querelato, gli in-

teressati non si trovano in una situazione di particolare emergenza che 

rende indispensabile l'intervento delle autorità elvetiche. 

6.4 Nella domanda di visto, come pure nelle successive procedure che 

hanno portato alla presente sentenza, i ricorrenti hanno asserito di essere 

stati costretti ad abbandonare la loro abitazione situata a F._______ nei 

pressi di G._______, poiché la stessa sarebbe stata distrutta nel 2012 e di 

avere trovato rifugio nel campo profughi di H._______, anch’esso situato 

vicino a G._______. Sempre nel corso del 2012 A._______ sarebbe stato 

prelevato dall’esercito siriano al fine di essere nuovamente arruolato tra le 

fila di quest’ultimo, essendo egli un ufficiale in pensione, ma dopo alcuni 

giorni l’interessato sarebbe stato liberato in quanto a suo dire i rapitori si 

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sarebbero convinti che le sue competenze non avrebbero apportato un 

contributo tangibile allo sforzo bellico. In seguito, probabilmente attorno al 

dicembre 2012, gli insorgenti si sarebbero rifugiati presso un parente ed in 

seguito nella città di E._______, dove allora viveva D._______. Questa si-

stemazione sarebbe in ogni caso assai precaria e la situazione nella re-

gione comporterebbe a loro dire notevoli rischi per la popolazione palesti-

nese ivi residente. A seguito del ritiro delle forze ribelli dalla regione, i pa-

lestinesi sarebbero in effetti sottoposti a continui rischi di subire violenze 

ed espulsioni, oltre a ciò essi rischierebbero di essere oggetto di arruola-

menti forzati da parte di miliziani pro regime. In questo clima di precarietà 

ed insicurezza le condizioni di salute di C._______, già affetto da sindrome 

di Asperger, si sarebbero aggravate. Gli insorgenti hanno infine espresso il 

desiderio di potersi ricongiungere con la figlia, rispettivamente sorella, che 

nel frattempo è già giunta in Svizzera. Secondo le allegazioni di A._______, 

B._______ e C._______ la partenza di D._______ avrebbe implicato un 

ulteriore peggioramento delle loro condizioni di vita, venendo meno la prin-

cipale fonte di entrate finanziarie. 

6.5 Quand’anche i ricorrenti abbiano fornito elementi a sostegno delle loro 

precarie condizioni di vita in Siria, visto l’imperversare della guerra civile ed 

il loro peculiare statuto di cittadini palestinesi, la situazione personale in cui 

si trovano non appare più gravosa di quella dei loro connazionali residenti 

in detto paese. L’asserito rischio di potere essere oggetto di atti di violenza 

o di espulsione in ragione della propria cittadinanza, non costituiscono a 

mente del Tribunale una ragione sufficiente per il rilascio di un visto per 

motivi umanitari, in quanto non è possibile stabilire l’esistenza di una mi-

naccia sufficientemente concreta, tale da giustificare una protezione da 

parte delle autorità elvetiche. A._______, B._______ e C._______ sono 

inoltre conosciuti dall’agenzia delle Nazioni Unite incaricata di portare aiuto 

ai rifugiati palestinesi, il che non esclude che gli interessati possano rivol-

gersi a quest’ultima. 

6.6 Alla medesima conclusione occorre giungere anche per quanto con-

cerne il rischio da parte di A._______ di vedersi obbligato a ritornare in 

servizio presso l’esercito siriano, o di essere obbligato a combattere al 

fianco di miliziani fedeli al regime di Damasco, in quanto ciò non appare 

probabile vista la sua età e soprattutto in ragione del fatto che per sua 

stessa ammissione già nel 2012 l’esercito siriano aveva deciso di non ob-

bligare l’interessato a rientrare in servizio. 

6.7 Nemmeno le precarie condizioni di salute di C._______ possono costi-

tuire un motivo per il rilascio di un VTL per motivi umanitari. Non è in effetti 

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possibile escludere che le cure di cui egli necessita possano essere fornite 

anche in Siria. 

6.8 Occorre infine osservare che neppure la partenza di D._______ per la 

Svizzera e la conseguente perdita di sostegno finanziario per i ricorrenti 

può giustificare il rilascio di un’autorizzazione d’entrata in Svizzera, non 

essendo tale motivo di natura economica pertinente in un caso di questo 

tipo e facendo difetto il criterio dell’esistenza di un pericolo concreto per la 

salute o l’incolumità degli interessati. 

7.  

Pertanto, alla luce di quanto precede, l'istanza inferiore ha rettamente rite-

nuto che A._______, B._______ e C._______ non si trovano in una situa-

zione di pericolo grave e concreto giustificante la concessione di un VTL 

per motivi umanitari, il ricorso non merita tutela e la decisione impugnata 

deve essere confermata. 

8.  

Visto l'esito della procedura, le spese processuali andrebbero poste a ca-

rico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 PA). Tuttavia, tenuto conto delle circostanze 

particolari del caso in esame, della domanda di esenzione formulata nel 

ricorso del 23 ottobre 2017 e della situazione precaria dei richiedenti, si 

rinuncia a prelevare tali spese (art. 63 cpv. 1 in fine PA in combinato dispo-

sto con l'art. 6 lett. b del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e 

sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede-

rale [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Pagina 13 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale  
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Non sono assegnate spese ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrenti (raccomandata)  

– autorità inferiore (n. di rif. […], […] e […]; incarto di ritorno) 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Reto Peterhans 

 

 

 

 

 

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