# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 211b668a-b3d2-5ed7-8e13-db97931d6e71
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-06
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 06.09.2010 D-5309/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5309-2006_2010-09-06.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5309/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  6  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio), 
Bruno Huber, Fulvio Haefeli, 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, alias 
B._______, la sua concubina 
C._______, alias 
D._______ e suo figlio 
E._______, Mongolia, 
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Esecuzione dell'allontanamento; 
decisione dell'UFM del 22 giugno 2006 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5309/2006

Fatti:

A.
Il  24  marzo  2004,  gli  interessati  A._______ e  C._______ hanno 
presentato una prima domanda d'asilo in Svizzera. Con decisione del 
14 luglio  2004,  l'UFM ha respinto la  succitata domanda d'asilo. Tale 
decisione è cresciuta in giudicato in data 17 agosto 2004.

B.
Il  26  aprile  2006,  gli  interessati  unitamente  al  loro  figlio  E._______ 
hanno presentato una seconda domanda d'asilo in Svizzera. Dopo il 
loro  soggiorno  in  Svizzera,  in  settembre  2004,  A._______  e 
C._______ si sarebbero recati in Francia, dove avrebbero presentato 
una domanda d'asilo. Avrebbero quindi vissuto nei giardini pubblici a 
Parigi. In ottobre 2004, avrebbero conosciuto F._______ e sua zia, la  
quale  l'avrebbe  picchiata  spesso.  Nel  febbraio  2005,  quest'ultima 
avrebbe  dato  in  affidamento  F._______  agli  interessati.  La  bambina 
avrebbe poi vissuto con i richiedenti, i quali l'avrebbero accolta come 
una figlia facendola sentire parte di una famiglia. Dato che l'interessato 
avrebbe  ricevuto  notizia  dal  suo  ex  datore  di  lavoro  in  Mongolia, 
secondo cui lui e la sua compagna sarebbero ancora ricercati in patria 
a  causa delle  denunce sporte  dall'ex convivente  della  richiedente  e 
considerato  che  l'interessato  sarebbe  ricercato  anche  in  quanto 
clandestino,  i  richiedenti  hanno  deciso  di  lasciare  la  Francia,  dopo 
l'esito  negativo della  loro procedura d'asilo,  e  presentare  una nuova 
domanda d'asilo in Svizzera.

A sostegno della loro domanda d'asilo, hanno inoltrato un documento 
della polizia mongola del 20 aprile 2006.

C.
Con  decisione  del  22  giugno  2006,  l'UFM  ha  respinto  la  domanda 
d'asilo. Detto Ufficio  ha pure pronunciato l'allontanamento dei  richie -
denti  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  il  loro 
Paese d'origine, ossia la Mongolia, siccome lecita, esigibile e possibi -
le.

D.
Il  24  luglio  2006,  gli  interessati,  hanno  inoltrato  ricorso  dinanzi  alla 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  (CRA) contro  la 
menzionata decisione dell'UFM limitatamente al punto dell'esecuzione 

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dell'allontanamento. Hanno chiesto, l'annullamento della decisione im-
pugnata e, in via sussidiaria, la concessione dell'ammissione provviso-
ria. Hanno altresì presentato una domanda domanda d'esenzione dal 
versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese proces-
suali.

E.
Il 3 agosto 2006, la CRA ha rinunciato, ritenuta la sussistenza di motivi 
particolari  (art.  63  cpv.  4  della  legge  federale  sulla  procedura 
amministrativa del  20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]),  a  chiedere 
agli  insorgenti  il  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle 
presumibili spese processuali.

Diritto:

1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) giudica 
definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM (art. 31 e art. 33 
lett.  d  della  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17 giu-
gno 2005  [LTAF, RS 173.32],  art.  105  della  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 [LAsi, RS 142.31] e art. 83 lett. d della legge sul Tribu-
nale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

1.2 Dal  1° gennaio  2007  il  Tribunale  giudica,  in  quanto  sia 
competente,  i  ricorsi  pendenti  al  31  dicembre  2006  presso  le  com-
missioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ricorsi dei 
dipartimenti. Il  giudizio si svolge secondo il  nuovo diritto processuale 
(art. 53 cpv. 2 LTAF).

1.3 Giusta il  capoverso 1 delle disposizioni transitorie della modifica 
della LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento 
dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui agli art. 48, 50 e 52 PA.

3.
Il  Tribunale  esamina  liberamente  l'applicazione  del  diritto  federale, 
l'accertamento dei fatti e l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai 

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motivi invocati dalle parti  (art. 62 cpv. 4 PA) o dai considerandi della 
decisione  impugnata  (cfr. sentenza  del  Tribunale  D-4917/2006  del 
12 luglio 2007 consid. 3).

4.
Secondo  l'art.  111a  cpv.  1  LAsi,  il  Tribunale  può rinunciare  allo 
scambio di scritti.

5.
5.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato inverosimili le al-
legazioni  dei richiedenti concernenti la loro domanda d'asilo. In parti-
colare,  l'interessato,  si  sarebbe  contraddetto  affermando  durante  la 
prima procedura d'asilo di essere di cittadinanza mongola, mentre nel 
corso  della  prima  audizione  della  seconda  procedura  d'asilo,  egli 
avrebbe dichiarato di non sapere quale sia la sua cittadinanza, ma ba-
sandosi sul fatto che la Mongolia interna sia situata in Cina, credereb-
be che i  suoi  genitori  fossero  cinesi,  in  quanto avrebbero vissuto in 
tale zona. Infine,  l'esecuzione dell'allontanamento sarebbe, oltre  che 
ammissibile e possibile, anche ragionevolmente esigibile, ritenuto che 
gli  interessati  sono giovani,  la richiedente disporrebbe di  una forma-
zione scolastica ed il richiedente avrebbe un'esperienza professionale 
quale  commerciante. I  medesimi  potrebbero quindi  rientrare  nel  loro 
Paese d'origine unitamente alla ragazza che hanno accolto nella loro 
famiglia e di cui la medesime si sentirebbe parte integrante.

5.2 Nel gravame, gli insorgenti hanno segnalato che, in merito all'ese-
cuzione dell'allontanamento,  A._______ avrebbe dichiarato nella pre-
sente procedura d'asilo di non essere cittadino della Mongolia, bensì 
di  essere  originario  della  Mongolia  Interna  e  quindi  della  Cina.  Per 
conseguenza, il rinvio verso la Mongolia non sarebbe possibile dal mo-
mento che il  ricorrente non ne possiederebbe la cittadinanza. D'altra 
parte non essendo coniugato con la ricorrente non potrebbe vantare 
alcun diritto ad un permesso di soggiorno in Mongolia. Peraltro, gli in -
sorgenti non avrebbero nessun legame sociofamiliare con la Mongolia, 
in quanto i genitori di entrambi i ricorrenti sarebbero deceduti e non vi  
sarebbero  altri  parenti  stretti  in  Mongolia. In  aggiunta,  occorrerebbe 
considerare la posizione di F._______ che vivrebbe con gli autori del 
gravame, i quali la considerebbero alla stregua di una figlia. Quest'ulti -
ma, in quanto minorenne non accompagnata, non potrebbe essere rin-
viata verso la Mongolia, data l'assenza di familiari prossimi. Pertanto, 

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anche i  ricorrenti  che l'accudiscono come una figlia,  non potrebbero 
essere rinviati verso la Mongolia.

6.
Essendo il ricorso unicamente volto a contestare la decisione dell'UFM 
in materia d'esecuzione dell'allontanamento, la stessa è da considerar-
si cresciuta in giudicato in materia d'asilo e di pronuncia dell'allontana-
mento.

7.
7.1 L'esecuzione dell'allontanamento, l'art. 83 della legge federale del 
16  dicembre  2005  sugli  stranieri  (LStr, RS  142.20) prevede  che  la 
stessa sia ammissibile (cpv. 3), esigibile (cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In 
caso di non adempimento di una di queste condizioni, l'Ufficio federale 
dispone l'ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 LStr). Tuttavia, questo 
principio è limitato dall'obbligo dell'interessato di collaborare all'accer -
tamento dei fatti giusta l'art. 8 cpv. 1 LAsi (cfr. sentenza del Tribunale 
D-3975/2007  del  15 giugno 2007  consid.  3.4;  WALTER KÄLIN,  Grundriss 
des Asylverfahrens, Basilea e Francoforte sul Meno, 1990, pag. 262).  
Si tratta di un tipico caso d'applicazione dell'art. 13 cpv. 1 lett. c PA.

7.2 Nel caso di specie e per quanto riguarda Sainji Ulaanhuu, le affer-
mazioni del medesimo in merito alla propria cittadinanza sono manife -
stamente carenti ed inverosimili al punto tale che può essere esclusa 
la sua provenienza dalla Cina. Infatti, già nel corso della prima proce-
dura d'asilo l'allora Ufficio federale dei rifugiati  (UFR) nella sua deci-
sione del 14 luglio 2004, cresciuta in giudicato, aveva ritenuto inverosi-
mile  la  sua  dichiarata  cittadinanza  cinese,  considerandolo  cittadino 
mongolo. Nondimeno, l'insorgente ha nuovamente dichiarato di essere 
cittadino  cinese  nella  presente  procedura  d'asilo  ed  ha  presentato 
come mezzo di prova un documento della polizia mongola il quale non 
dimostra alcunché (cfr. atto B3). Tale comportamento, peraltro al limite 
dell'abuso processuale, denota una chiara mancanza di volontà di col-
laborare da parte del ricorrente. Pertanto, l'insorgente viene considera-
to cittadino mongolo nella presente procedura.

7.3
7.3.1 Ritenuta segnatamente la crescita in giudicato della decisione di 
prima istanza in materia d'asilo, dalle carte processuali non emergono 
neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione  dell'allontana-
mento è inammissibile nella misura in cui possa violare l'art. 25 cpv. 2 
della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 apri-

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le 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei ri-
fugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di 
respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  come  pure  l'art.  3  della 
Convenzione  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà 
fondamentali  del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) nonché l'art. 3 
della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli,  
inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

7.3.2 Pertanto,  come  rettamente  ritenuto  nel  giudizio  litigioso, 
l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile  ai  sensi  delle  norme 
del diritto pubblico internazionale nonché della LAsi.

7.4
7.4.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, l'esecuzione non può essere ragione-
volmente esigibile  qualora,  nello  Stato d'origine o di  provenienza,  lo 
straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a si -
tuazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergen-
za medica. Qualora venga constatato un pericolo concreto deve esse-
re concessa l'ammissione provvisoria, salvi i casi di cui l'art. 83 cpv. 7 
LStr  (cfr.  Foglio  Federale  n.  20  del  20  maggio  2002  pag. 3433 
[FF 2002 3433]).

7.4.2 In Mongolia non vige attualmente una situazione di guerra, guer-
ra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popola-
zione nella totalità del territorio nazionale.

7.4.3 Quanto alla situazione personale degli insorgenti, A._______ e 
C._______  sono ancora  giovani  ed  A._______ ha  una  certa 
esperienza professionale quale venditore di carni.  Inoltre, per il  figlio 
dei  ricorrenti,  dal  profilo  dell'interesse  superiore  del  fanciullo  (cfr. 
Decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale  svizzero  [DTAF] 
2009/28 consid. 9.3.2-9.3.5 pagg. 367-369), non vi sono motivi che si  
oppongono all'esigibilità del suo allontanamento – insieme ai genitori – 
verso il Paese d'origine,  vista segnatamente la sua età prescolastica. 
Per  di  più,  i  ricorrenti  non  hanno,  altresì,  preteso  nel  gravame  di 
soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare 
un'ammissione provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24), senza che da un 
esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una perma-
nenza degli autori del gravame in Svizzera per motivi medici. In siffatte 
circostanze, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto siccome adempi-
ti i presupposti per formulare una prognosi favorevole con riferimento 

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alle effettive possibilità per gli stessi di un adeguato reinserimento so-
ciale nel loro Paese d'origine.

7.4.4 In considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontana-
mento è ragionevolmente esigibile per i ricorrenti nella fattispecie.

7.5 Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità del -
l'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti, i ricorrenti,  
usando della dovuta diligenza potranno procurarsi ogni documento ne-
cessario al rimpatrio. L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure 
possibile.

7.6 Per quanto riguarda l'argomentazione secondo cui essi si prende-
rebbero cura di F._______, ormai quindicenne, la quale a detta dei ri -
correnti avrebbe diritto all'ammissione provvisoria, e, di conseguenza, 
anche i ricorrenti dovrebbero beneficiare di tale misura, il Tribunale, in 
data  odierna  ed  in  separata  sede,  ha  riconosciuto  F._______  quale 
minorenne  non  accompagnata,  dato  che  i  ricorrenti  non  detengono 
l'autorità  parentale. Inoltre,  alla  minorenne è stato  nominato,  in  data 
11 agosto 2006, un rappresentante ai sensi dell'articolo 386 del codice 
civile svizzero del 10 dicembre 1907 (CC, RS 210). Pertanto, è invano 
che gli insorgenti fanno leva sulla condizione della minorenne per op-
porre in questa sede un ostacolo all'esecuzione dell'allontanamento ed 
ottenere l'ammissione provvisoria fondandosi sulla giurisprudenza del-
la CRA (cfr. GICRA 2005 n. 6 consid. 7 pagg. 58-59, per analogia), mi -
sura che, del resto, non è finora nemmeno stata decisa per la minoren-
ne.

8.
In considerazione di quanto precede, il gravame va disatteso e la que-
relata decisione confermata.

9.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali,  di  CHF 600.–,che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico dei ricorrenti  (art. 63 
cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico dei ricorrenti. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

3.
Comunicazione a:

- rappresentante dei ricorrenti (Raccomandata; allegato: bollettino di 
versamento)

- UFM, Divisione Soggiorno, con allegato l'incarto N [...] (in copia)
- G._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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