# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a3a3acdd-3d48-58e0-b8f9-ebcb5382393b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-01-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.01.2002 32.2001.20
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2001-20_2002-01-10.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2001.00020

   

  cs/nh

  	
  Lugano

  10 gennaio 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 marzo 2001 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 13 febbraio 2001 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con una
decisione del 13 febbraio 2001 l'Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha
posto __________, con effetto dal 1° febbraio 2000, al beneficio di una rendita
semplice d'invalidità di fr. 1'560 al mese (fr. 1'599 dal 2001), di una rendita
completiva per la moglie di fr. 468 (fr. 480 dal 2001) e per i tre figli di fr.
452 (fr. 463 dal 2001).

                                         La
prestazione è stata calcolata in base ad un reddito annuo medio di fr. 39'552,
una durata di contribuzione di 33 anni e una scala di rendita 44.

 

                               1.2.   L'assicurato
è tempestivamente insorto contro la predetta decisione, facendo valere quanto
segue:

 

"1) In data
13.02.2001 l'Istituto delle assicurazioni sociali, Ufficio assicurazione
invalidità ha emesso la decisione impugnata con cui stabiliva il diritto alla
rendita invalidità del sottoscritto con effetto retroattivo al 1.02.2000.

      La rendita è
stata assegnata per un'accertata invalidità nella misura dell'80%.

 

2) La rendita risulta essere così composta:

 

	 
	
  Anno 1999/00

  	
  Dal 2001

  
	
  Rendita semplice d'invalidità

  __________  __________

  	
   

  fr.      1560.00

  	
   

  fr.      1599.00

  
	
  Rendita completiva per la moglie

  __________  __________

  	
   

  fr.        468.00                                       

  	
   

  fr.        480.00

  
	
  Rendita semplice per figli 

  (di un beneficiario di rendita)

  __________  __________

  	
   

   

  fr.        452.00

  	
   

   

  fr.        463.00

  
	
  Rendita semplice per figli 

  (di un beneficiario di rendita)

  __________  __________

  	
   

   

  fr.        452.00

  	
   

   

  fr.        463.00

  
	
  Rendita semplice per figli 

  (di un beneficiario di rendita)

  __________  __________

  	
   

   

  fr.        452.00

  	
   

   

  fr.        463.00

  
	
  TOTALE

  	
  fr.      3384.00

  ============

  	
  fr.      3468.00

  ===========

  

 

                                                                               

3) Il sottoscritto
desidera una verifica del conteggio sopra indicato ed in particolare desidera
sapere se nel calcolo della rendita a lui spettante sono stati presi in
considerazione tutti i redditi da lui conseguiti nel corso della sua attività
professionale.

 

4) La rendita a lui
assegnata risulta infatti essere insufficiente al sostentamento della famiglia
composta, oltre che dai genitori, da tre figli in tenera età.

 

5) Il signor
__________ chiede inoltre una spiegazione relativa alla riduzione della rendita
completiva per figli a causa della sovrassicurazione conformemente all'art. 38
bis LAI."  (doc. _)

 

                               1.3.   Nella sua risposta del 20
aprile 2001 la Cassa propone di respingere il ricorso e osserva:

 

" 
Nel caso specifico, l'ufficio ha proceduto al
calcolo della rendita sulla base degli anni di contribuzione dell'assicurato
registrati sul suo conto individuale personale per il periodo 1° gennaio 1967 ‑
31 dicembre 1999. Risulta pertanto un periodo contributivo di 33 anni (31 anni
da attività lucrativa, 1 anno da attività lucrativa in gioventù e un anno di
accredito educativo) come gli assicurati della sua classe d'età; ciò consente
di applicare la scala massima ossia la 44 e di riconoscere al Signor __________
una rendita d'invalidità di fr. 1'560.‑ mensili dal 1°  febbraio 2000
aumentata a fr. 1'599.‑ mensili dal 1° gennaio 2001, una rendita
completiva moglie di fr. 468.‑ dal 1° febbraio 2000 aumentata a fr. 480.‑
dal 1°  gennaio 2001.

 

 

Per determinare il limite di riduzione, al
reddito annuo medio di fr. 38'592.‑ bisogna aggiungere l'importo della
rendita mensile di fr. 2'010.‑ ottenendo così l'ammontare massimo che la
famiglia può percepire ossia fr. 40'602.

 

 

Considerato che la
rendita per ciascun figlio ammonterebbe a fr. 624.‑ mensili e aggiunte a
quella dell'invalido e della moglie risulterebbe di fr. 3'900.‑ al mese
pari a fr. 46'800.‑ annui, è necessario operare una riduzione delle
rendite per i figli.

La riduzione è di fr.
6'198.‑ (fr. 46'800.‑ ‑ fr. 40'602.‑) e dev'essere
dedotta dal totale delle rendite per i figli di fr. 22'464.‑ (624.‑
x 3 x 12).

L'importo della rendita
attribuibile per i figli è pertanto di fr. 16'266.‑ (fr. 22'264.‑ ‑
fr. 6'198.‑) e consente quindi di riconoscere una rendita di fr. 452.‑
mensili per ciascuno di loro, rendita aumentata a fr. 463.‑ dal 1°
gennaio 2001.

 

 

Si osserva inoltre che
in data 2 aprile 2001, il ricorrente ha presentato al servizio prestazioni
complementari, una domanda intesa a ricevere un eventuale supplemento alla
rendita d'invalidità già stabilita.

Il suddetto servizio
provvederà quindi prossimamente all'intimazione della relativa decisione di
prestazione complementare."  (doc. _).

 

 

                               1.4.   Con scritto 30 aprile 2001 il
ricorrente ha ribadito quanto segue:

 

" 
Non sono affatto d'accordo con il contenuto
della risposta che è particolarmente oscuro per chi non è addetto ai lavori.

 

In particolare non capisco cosa intende l'UAI
quando afferma che io avrei, nel frattempo, chiesto la Prestazione
complementare: tale prestazione è separata indipendente dalla rendita Al.

 

Poiché l'UAI cita un mucchio di articoli di legge
a me ignoti, espone le sue argomentazioni in modo a dir poco "incomprensibile",
chiedo che il Tribunale verifichi accuratamente l'operato dell'Ufficio Al e che
accolga il mio ricorso."  (doc. _)

 

 

                               1.5.   Pendente causa il TCA ha
proceduto ad alcuni accertamenti di cui si dirà, se necessario, nei
considerandi di diritto.

 

                                         in diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre
1999 nella causa C.,    I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Giusta
l'art. 36 cpv. 1 LAI hanno diritto alle rendite ordinarie gli assicurati
legittimati alla rendita che, quando l'invalidità si manifesta, hanno pagato i
contributi per almeno un anno. Il capoverso 2 prevede che, fatto salvo il
capoverso 3, le disposizioni della legge sull'AVS sono applicabili per analogia
al calcolo delle rendite ordinarie. A norma del citato capoverso 3 prima frase se
l'assicurato non ha ancora compiuto i 45 anni quando diventa invalido, il
reddito medio dell'attività lucrativa è aumentato di un supplemento
percentuale.

 

                                         A seconda
che l'assicurato abbia pagato sempre e regolarmente i contributi dovuti oppure
che il suo periodo di contribuzione presenti delle lacune contributive, egli ha
diritto ad una rendita completa o parziale (cfr. art. 29 cpv. 2 lett. a, b
LAVS), vale a dire ad una rendita calcolata sulla base della scala 44 (rendita
completa) o di una scala inferiore (rendita parziale; cfr. art. 52 OAVS e 32
OAI).

 

                                         Il
calcolo della rendita è determinato dagli anni di contribuzione, dai redditi
dell’attività lucrativa nonché dagli accrediti per compiti educativi o
d’assistenza tra il 1° gennaio successivo alla data in cui l’avente diritto ha
compiuto 20 anni e il 31 dicembre che precede l’insorgere dell'evento
assicurato (art. 29 bis cpv. 1 LAVS).

 

                                         Il
periodo di contribuzione è completo se una persona presenta lo stesso
numero di anni di contribuzione degli assicurati della sua classe di età (art.
29 ter cpv. 1 LAVS). 

                                         Secondo
l’art. 29 ter cpv. 2 LAVS sono considerati anni di contribuzione i periodi,
durante i quali: 

                                         - una
persona ha pagato i contributi (lett. a); 

                                         - il suo
coniuge, secondo l’art. 3 capoverso 3 LAVS, ha versato

                                           almeno
il doppio del contributo minimo (lett. b); 

                                         - possono
essere computati accrediti per compiti educativi o 

                                          
d’assistenza (lett. c).

                                         Inoltre,
la rendita è calcolata in base al reddito annuo medio dell'assicurato (art.
29 quater LAVS). 

                                         Esso si
compone:

                                         - dei
redditi risultanti da un’attività lucrativa (lett. a); 

                                         - degli
accrediti per compiti educativi (lett. b);

                                         - degli
accrediti per compiti assistenziali (lett. c). 

                                         La somma
dei redditi dell’attività lucrativa deve essere rivalutata secondo il fattore
di cui all'art. 51 bis cpv. 1 OAVS (art. 30 cpv. 1 e art. 33ter LAVS). 

                                         Il
reddito annuo medio è determinato sommando i redditi da attività lucrativa
rivalutati e gli accrediti per compiti educativi e assistenziali e divisi per
il numero di anni di contribuzione (art. 30 cpv. 2 LAVS).

 

                                         Il
reddito annuo determinante (indicato sulla decisione della Cassa) non
corrisponde dunque necessariamente all'ultimo reddito conseguito
dall'assicurato, ma serve unicamente a fissare la corrispondente rendita.

 

                               2.3.   Sono presi
in considerazione unicamente i redditi da un’attività lucrativa sui
quali sono stati versati i contributi (art. 29 quinquies cpv. 1 LAVS).

                                         I
contributi delle persone che non hanno esercitato un’attività lucrativa vengono
moltiplicati per 100 e in seguito divisi per il doppio del tasso di
contribuzione previsto dall’art. 5 capoverso 1; essi sono computati come
reddito di un’attività lucrativa (art. 29 quinquies cpv. 2 LAVS). 

                                         Secondo
l’art. 29 quinquies cpv. 3 LAVS, i redditi che i coniugi hanno conseguito
durante gli anni civili di matrimonio comune sono ripartiti e attribuiti per
metà a ciascun coniuge se: 

                                         -
entrambi i coniugi hanno diritto alla rendita (lett. a); 

                                         - una
persona vedova ha diritto a una rendita di vecchiaia 

                                           (lett.
b);

                                         - il
matrimonio è stato sciolto mediante divorzio (lett. c). 

                                         Tuttavia
sottostanno alla ripartizione e all’attribuzione reciproca soltanto i redditi
conseguiti:

                                         - tra il
1° gennaio che segue il compimento del 20.o anno di età e il 31 dicembre che
precede l’insorgere dell’evento assicurativo da parte del coniuge che ha per
primo diritto alla rendita (art. 29 quinquies cpv. 4 lett. a LAVS) e

                                         - i
periodi durante i quali entrambi i coniugi sono stati assicurati 

                                          
all’AVS, con riserva dell’art. 29 bis cpv. 2 LAVS (art. 29 

                                          
quinquies cpv. 4 lett. b LAVS). 

 

                                         Secondo
l’art. 29 sexies cpv. 1 LAVS è riconosciuto un accredito per compiti
educativi agli assicurati per gli anni durante i quali hanno esercitato
l’autorità parentale su uno o più figli minori di 16 anni (per determinati casi
cfr. art. 52e e f OAVS).

                                         Generalmente
l’anno di inizio dell’accredito sorge con la nascita del primo figlio (marg.
5316 delle Direttive sulle rendite edite dall’UFAS (DR) valide dal 1.01.1997) e
cessa con il compimento del 16mo anno di età dell’ultimo figlio (marg. 5320
DR).

                                         Tuttavia
nessun accredito è attribuito per l’anno in cui sorge il diritto, mentre è
riconosciuto per l’anno in cui tale diritto si estingue (art. 52f cpv. 1 OAVS).

                                         L’ammontare
dell’accredito corrisponde al triplo dell’importo della rendita di vecchiaia
annua minima al momento dell’inizio del diritto alla rendita (art. 29 sexies
cpv. 2 LAVS).

                                         L’accredito
assegnato alle persone coniugate durante gli anni civili di matrimonio è
tuttavia ripartito per metà tra i coniugi (art. 29 sexies cpv. 3 LAVS). 

 

 

                               2.4.   Con il
ricorso in esame il ricorrente contesta la decisione dell'UAI sostenendo che le
rendite percepite non sono sufficienti al suo sostentamento. Egli chiede
inoltre spiegazioni circa l'applicazione dell'art. 38 bis LAI.

 

                                         Come
visto in precedenza, le rendite sono calcolate in base al periodo di
contribuzione e al reddito annuo medio (consid. 2.2.).

 

                            2.4.1.   Periodo di
contribuzione

 

                                         Va qui preliminarmente
rilevato che il ricorrente con il suo gravame ha in particolare richiesto di
controllare che tutti i redditi da lui conseguiti nel corso della sua attività
professionale siano stati presi in considerazione (doc. _).

                                         

                                         Ritenuto
che dagli atti risultavano lacune contributive per il 1971 e per il 1991
(colmate comunque con i redditi conseguiti prima del 1° gennaio che segue il
compimento del 20.o anno di età, conformemente all'art. 52b OAVS,
rispettivamente con gli accrediti educativi), il TCA ha interpellato
l'insorgente (doc. _ e _), il quale ha rilevato:

 

" 
Per quanto concerne l'anno 1971, mio marito ha
lavorato fino allora alle dipendenze __________, in qualità di
pittore-imbianchino, e dovreste risalire a loro per le trattenute AVS! 

Per l'anno 1991, posso dire che avevamo
un'attività quale S.A., poi regolarmente chiusa, se non erro a fine 1991. 

Ho trovato uno scritto dell'agenzia __________ ed
altri due della Cassa Cantonale Compensazione AVS/B.zo­na, oltre alla ns.
dichiarazione d'imposta 1993/94, ove è citato un importo di fr. 1'006.‑‑
versati quell'anno.

 

Purtroppo, non ho altra documentazione, poichè
dopo qualche anno, con il ns. trasferimento di domicilio a __________, ho
eliminato la contabilità di quegli anni.

 

Allego al presente scritto, alcune fotocopie
inerenti la corrispondenza con gli uffici competenti negli anni
1991/1992."  (doc. _)

 

                                         Chiamato
dal TCA a trasmettere la documentazione inerente il ricorrente, __________ ha
affermato:

 

" 
Le comunichiamo che l'interessato è stato alle
dipendenze dell'allora Ospedale __________, ora __________, a contare dal 15
febbraio 1967 e sino al 31 luglio 1970. Più precisamente: dal 15 febbraio 1967
al 31 dicembre 1967 quale allievo infermiere, ed a partire dal 1. gennaio 1968
al 31 luglio 1970 quale operaio pittore.

Ha lasciato il posto di lavoro all'__________, a
seguito di sue dimissioni.

 

La vostra richiesta inerente i salari pagati ed i
vari contributi, viene trasmessa all'Ufficio cantonale stipendi ‑che
ci legge in copia‑, competente in merito."  (doc. _)

 

                                         Interpellata
dal TCA per verificare se nel 1971 e nel 1991 risulta che il ricorrente ha
pagato ulteriori contributi, l'amministrazione ha affermato:

 

" 
Da ulteriori ricerche, in particolare per gli
anni contributivi 1971 e 1991, abbiamo riscontrato che: per l'anno 1971
l'assicurato era affiliato presso la nostra cassa quale indipendente con un
reddito di fr. 8'000.-. Per il 1991, contrariamente al 1990, anno in cui è
stata costituita la __________, non è stato registrato alcun dipendente salariato.

A tal proposito alleghiamo un questionario per
l'affiliazione degli indipendenti e una distinta di salario.

 

Precisiamo tuttavia che, dopo aver ricalcolato la
rendita del signor __________, con l'aggiunta del reddito di cui sopra,
l'importo mensile di diritto non si modifica e pertanto riconfermiamo le nostre
osservazioni precedentemente inviate."  (doc. _) 

 

                                         Per cui,
in realtà nel 1971, contrariamente a quanto sostenuto in un primo tempo dalla
Cassa, non esiste nessuna lacuna, avendo il ricorrente contribuito a
sufficienza. Va tuttavia rilevato che malgrado la nuova iscrizione di fr. 8'000
per il 1971, come si vedrà in seguito, l'ammontare della rendita non viene
modificato.

 

                              Circa
il 1991, il TCA oltre a chiedere all'amministrazione la verifica di
un'eventuale iscrizione del pagamento dei contributi, che avuto esito negativo
(doc. _), ha chiesto al ricorrente di produrre documenti comprovanti il
pagamento di contributi nell'anno in esame e ha richiamato l'incarto fiscale
dell'insorgente relativo agli anni 1991/1992 e 1993/1994. Infatti, dalla
dichiarazione fiscale allegata dall'insorgente emergeva che nel biennio
1993/1994 aveva dichiarato di aver versato fr. 1'006 di contributi AVS/AI/IPG.
Tuttavia, né dall'incarto fiscale, né dagli ulteriori documenti vi è la prova
di tale pagamento. Inoltre, dagli scritti presentati dal ricorrente emerge che
l'iscrizione quale indipendente ha avuto luogo nel 1992 (doc. _). 

                              Pure
gli altri documenti allegati dall'assicurato si riferiscono in gran parte al
1992. Spettava all'assicurato, qualora già esercitava un'attività indipendente
nel 1991, annunciarsi presso la Cassa competente, ciò che costituisce un
obbligo di diritto pubblico (art. 64 cpv. 5 LAVS, Greber, Duc Scartazzini,
Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse
et survivants, n. 30, pag. 30). 

 

                                         Ora, va
ricordato che la procedura in materia di assicurazioni sociali é retta dal
principio inquisitorio (STFA inedita del 5 settembre 2001 nella causa C., U
94/01, STFA inedita del 31 maggio 2001 nella causa C., I 83/01, STFA inedita
del 13 marzo 2001 nella causa P., U 429/00; Untersuchungsgrundsatz, SVR 1995
AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; AHI praxis 1994 pag. 212; DTF 125 V 195 consid.
2 con riferimenti). E’ dunque compito del giudice chiarire d’ufficio in modo
corretto e completo i fatti giuridicamente rilevanti.

                                         Questo
principio non é tuttavia assoluto, ma trova il suo correlato nell’obbligo delle
parti di collaborare (DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti; RAMI 1994 pag.
211; AHI praxis pag. 212; DLA 1992 pag. 113; Meyer, “Die Rechtspflege in der
Sozialversiche- rung” in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 12;
Spira, “Le contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure
cantonale” in Recueil de jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16;
Kurmann, “Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz”
in Luzerner Rechtsseminar 1986, Sozialversicherungsrecht, Referat XII, pag. 5
ss.)

                                         Questo
obbligo comprende in particolare quello di motivare le pretese di cui le parti
si avvalgono e quello di apportare, nella misura in cui può essere
ragionevolmente richiesto da loro, le prove dettate dalla natura della vertenza
o dai fatti invocati: in difetto di ciò esse rischiano di dover sopportare le
conseguenze dell’assenza di prove (STFA inedita del 5 settembre 2001 nella
causa C., U 94/01; SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993 pag.
158-159 consid. 3a; DTF 117 V 264 consid. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V 113).

                                         Su questi
aspetti, cfr. in particolare: J. L. DUC, “Les assurances sociales en Suisse”,
Losanna 1995, pag. 827-828 e TH. Locher, “Grundriss des
Sozialversicherungsrecht” Berna 1997, pag. 339-341 il quale rileva che
“besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne
Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”. 

 

                                         In
concreto, non avendo provato e nemmeno reso verosimile il pagamento di
contributi nel 1991, per quell'anno risulta una lacuna contributiva. Va infatti
rammentato che un eventuale pagamento dei contributi non sarebbe possibile al
momento attuale, essendo ormai prescritti (art. 16 cpv. 1 LAVS: prescrizione
quinquennale).

                                         

                                         Va
tuttavia rilevato che la Cassa ha rettamente proceduto a colmare la lacuna, prendendo
in considerazione il 1991 quale anno di contribuzione, in virtù dell'art. 29ter
cpv. 2 lett. c LAVS giusta il quale sono considerati anni di contribuzione i
periodi durante i quali possono essere computati accrediti per compiti
educativi, come in concreto.

 

                                         Per cui
il periodo di contribuzione dell'assicurato (classe __________), che va dal 1°
gennaio 1967 (anno susseguente il compimento del 20.o anno di età) al 31
dicembre 1999 (anno precedente l'insorgere del diritto alla rendita AI),
raggiunge un periodo di 33 anni, corrispondente alla scala di rendita massima,
ossia la 44.

 

                            2.4.2.   Reddito
annuo medio

 

                                         Occorre
ora verificare la determinazione del reddito annuo medio (RAM). 

 

 

                                         Come già
detto (cfr. consid. 2.2 e 2.3), il RAM è composto dalla somma risultante
dai redditi da attività lucrativa e dagli accrediti per compiti di educazione
computabili durante il proprio periodo di contribuzione. 

 

                                         Nel caso
di specie, la Cassa ha sommato tutti i redditi da attività lucrativa iscritti
nel conto individuale dell'assicurato relativi al succitato periodo giungendo
così all'importo di fr. 655'379, compresi i fr. 8'000 del 1971. 

 

                                         Orbene,
la somma dei redditi da attività lucrativa deve essere rivalutata in funzione
dell’indice previsto per l’adeguamento delle rendite all’evoluzione dei prezzi
e dei salari di cui all’art. 33 ter LAVS (cfr. rinvio dell'art. 30 cpv. 1
LAVS). Tale fattore di rivalutazione è stabilito dall’Ufficio federale delle
assicurazioni sociali (UFAS) secondo le modalità di calcolo esposte all’art. 51
bis OAVS. Il fattore di rivalutazione è contenuto nelle tavole per la
determinazione del reddito annuo medio, edite dall’UFAS, il cui uso è
obbligatorio (cfr. art. 30 LAVS, art. 51bis OAVS) e varia a seconda della prima
registrazione sul conto individuale determinante per la rendita.

                                         

                                         Nel caso
che ci occupa, la prima registrazione determinante nel conto individuale
dell’assicurato è avvenuta nel 1967 e, dalle citate tavole, il fattore di
rivalutazione risulta essere l'1,348. 

                                         

                                         L'importo
rivalutato va poi diviso per i 33 anni di contribuzione per un importo di fr.
26'771 (655'379 x 1,348 : 33)

 

                                         Per ogni
anno in cui l’assicurato ha provveduto all’educazione dei figli minori di 16
anni viene assegnato un accredito che corrisponde al triplo della rendita
minima vigente al momento in cui è sorto il diritto alla rendita (art. 29
sexies cpv. 1 LAVS, consid. 2.3).

 

                                         L’assicurato
ha avuto cinque figli nati nel __________. 

 

                                         Gli
accrediti per compiti educativi possono essere computati dal 1° gennaio dopo il
compimento dei 20 anni e al massimo fino al 31 dicembre prima dell'insorgere
dell'evento assicurato (art. 29bis cpv. 1 LAVS). 

 

                                         In concreto vanno
attribuiti accrediti dal 1979 (anno susseguente la nascita del primo figlio) al
1999 (anno precedente l'insorgere dell'evento assicurato).

 

                                         Infatti, gli accrediti
educativi sono computati unicamente per il periodo di contribuzione e nessun accredito è attribuito per l’anno in cui sorge il diritto,
mentre è riconosciuto per l’anno in cui tale diritto si estingue (art. 52f cpv.
1 OAVS).

 

                                         Da rilevare infine che
l’accredito per compiti educativi assegnato alle persone coniugate durante gli
anni civili di matrimonio è ripartito per metà tra i coniugi (art. 29 sexies
cpv. 3 LAVS).

 

                                         Ne consegue quindi che a
__________ vanno computati 

                                         21 mezzi accrediti per un
importo di fr. 11'512.

 

                                         Per cui
il reddito annuo medio ammonta a fr. 38'592 (fr. 26'771 + 11'512 = 38'283
arrotondato all'importo immediatamente superiore secondo le Tabelle UFAS) nel 2000
e a fr. 39'552 nel 2001, per una prestazione di fr. 1'560 nel 2000 e una
completiva per la moglie di fr. 468, rispettivamente di fr. 1'599 dal 2001 e
fr. 480 per la moglie, come calcolato dalla Cassa.

 

                               2.5.   Circa la
rendita semplice da accordare ai figli essa ammonterebbe a fr. 624 nel 2000 e a
fr. 639 nel 2001. Tuttavia, l'amministrazione ha ridotto la prestazione in
applicazione dell'art. 38 bis LAI assegnando fr. 452 nel 2000 e fr. 463 nel
2001.

 

                                         Giusta
l'art. 38bis LAI le rendite per figli sono ridotte nella misura in cui insieme
con le rendite del padre o della madre superino sensibilmente il reddito annuo
medio determinante per il calcolo di queste ultime. Il Consiglio federale
stabilisce tuttavia un importo minimo (cpv. 2). Il Consiglio federale
disciplina i particolari, specialmente la riduzione delle rendite parziali,
delle mezze rendite e dei quarti di rendita (cpv. 3). L'art. 33 bis OAI, cui
rinvia l'art. 38bis LAI, prevede che la riduzione delle rendite per figli è
retta dall'art. 54 bis OAVS. 

 

                                         Giusta
l'art. 54 bis cpv. 1 OAVS le rendite per figli e le rendite per orfani sono
ridotte conformemente all'articolo 41 capoverso 1 LAVS nella misura in cui,
aggiunte alla rendita del padre o a quella della madre, il loro importo
supererebbe quello del reddito annuo medio determinante per il calcolo di
questa rendita, aumentato dell'importo mensile massimo della rendita di
vecchiaia (art. 34 cpv. 3 LAVS).

                                         Il cpv. 2
prevede che esse non sono ridotte quando, addizionate alla rendita del padre o
della madre, non superano la somma del 150 per cento dell'importo minimo della
rendita di vecchiaia a cui si aggiungono gli importi minimi di tre rendite per
figli o per orfani. Questo importo è aumentato, a partire dal quarto figlio, e
per ciascuno dei seguenti, dell'importo mensile massimo della rendita di
vecchiaia (art. 34 cpv. 3 LAVS). 

                                         A norma
del cpv. 3 la riduzione è ripartita tra ciascuna delle rendite per figli o
delle rendite per orfani.

                                         Nei casi
di rendita parziale, l'importo ridotto corrisponde alla percentuale, fissata
secondo l'articolo 52, della rendita completa, ridotta conformemente ai
capoversi 1 e 2.

 

                                         In
concreto, come rettamente esposto dalla Cassa nella sua risposta, al reddito
annuo medio di fr. 38'592 nel 2000 (39'552 nel 2001) va aggiunto l'importo
della rendita massima (fr. 2'010 nel 2000, 2'060 nel 2001), per un importo
totale di fr. 40'602 (fr. 41'612 nel 2001).

 

                                         Come
visto in precedenza le rendite per i tre figli ammonterebbero a fr. 624 nel
2000 (fr. 639 nel 2001), che sommate alle rendite percepite dai genitori,
raggiungerebbero fr. 3'900 al mese nel 2000 (fr. 3'996 nel 2001) e fr. 46'800
all'anno (fr. 47'952 nel 2001).

 

                                         Per cui
la deduzione ammonta a fr. 6'198 (46'800 - 40'602) nel 2000 (nel 2001: fr.
6'340 = fr. 47'952 - 41'612). 

                                         Tale
importo va dedotto dalla somma delle rendite dei figli (624 X 3 X 12 - 6'198),
per un ammontare di fr. 16'266 (nel 2001: 639 X 12 X 3 - 6'340 = 16'664) e una
rendita di fr. 452 (16'266 : 12 : 3) al mese per i tre figli nel 2000 e di fr. 463
dal 2001 (16'664 : 12 : 3).

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti