# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ffefd7ec-e1b5-5cc4-912e-cbfc9a0c1e2b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-09-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.09.2025 D-7033/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7033-2025_2025-09-22.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-7033/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 2  s e t t e m b r e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice William Waeber;  

cancelliera Ambra Antognoli. 
 

 
 

Parti 
 A.________, nato il (…), 

Afghanistan,   

patrocinato da Elena Formisano,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi);  

decisione della SEM del 8 settembre 2025. 

 

 

 

D-7033/2025 

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Fatti: 

A.  

A.a L’interessato, dichiaratosi cittadino afghano minorenne, ha presentato 

una domanda d’asilo in Svizzera il 21 luglio 2025 (cfr. atto della Segreteria 

di Stato della migrazione [di seguito: SEM o autorità inferiore] n. (…)-2/2). 

A.b Dai riscontri dattiloscopici nell’unità centrale del sistema europeo "Eu-

rodac" è risultato ch’egli aveva già depositato una domanda d’asilo in Gre-

cia il 19 giugno 2025 (cfr. atto SEM n. 9/1). 

A.c Il 24 luglio 2025, l’autorità inferiore ha presentato alle competenti au-

torità greche una richiesta di informazioni ai sensi dell’art. 34 del Regola-

mento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giu-

gno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello 

Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione in-

ternazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'Unione euro-

pea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: RD III) (cfr. atto SEM 

n. 11/3). Con comunicazione del 1° agosto 2025, le autorità elleniche 

hanno dato riscontro alla richiesta, indicando che l’interessato aveva già 

ottenuto lo statuto di rifugiato il 9 luglio 2025 unitamente ad un permesso 

di soggiorno valido dal 10 luglio 2025 fino al 9 luglio 2028 (cfr. atto SEM 

n. 17/1). Esse hanno inoltre precisato che egli risulta registrato quale mag-

giorenne. 

A.d L’8 agosto 2025, la SEM ha svolto un’audizione sommaria sulla sua 

persona quale richiedente minorenne non accompagnato (RMNA) alla pre-

senza del rappresentante legale e persona di fiducia (cfr. atto SEM 

n. 20/14). Nel corso dell’audizione sono stati trattati in particolare le sue 

generalità, l’età, la provenienza e il percorso migratorio che lo ha condotto 

in Svizzera. La SEM ha inoltre rilevato la discordanza tra le tre differenti 

date di nascita fornite alle autorità, la vaghezza e, in parte, la contradditto-

rietà delle dichiarazioni rese in sede di audizione, nonché la mancanza di 

documenti d’identità originali agli atti. Gli è stato pertanto concesso il diritto 

di essere sentito circa l’intenzione di modificare la propria data di nascita 

nel Sistema d’informazione centrale sulla migrazione (SIMIC) per fissarla 

al (…). In tale contesto, egli ha precisato di aver dichiarato alle autorità 

elleniche la data di nascita del (…) al fine di ottenere la “carta rossa” e 

lasciare il Paese. Le autorità di frontiera svizzere avrebbero invece regi-

strato la data del (…), sebbene egli avesse riferito di avere (…) anni, 

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precisando che, in ogni caso, vi sarebbero stati problemi di comunicazione 

dovuti all’assenza di un interprete. Mentre che la data del (…), fornita du-

rante l’audizione, corrisponderebbe alla sua effettiva data di nascita. Infine, 

gli è stato concesso il diritto di essere sentito anche in relazione al suo stato 

di salute, alla possibile non entrata nel merito della domanda d’asilo se-

condo l'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi (RS 142.31) e al prospettato allontana-

mento dalla Svizzera verso la Grecia. Egli ha dichiarato di versare in buone 

condizioni di salute e di non voler essere trasferito in Grecia.  

A.e In medesima data, la SEM ha modificato la data di nascita dell’interes-

sato in SIMIC in (…), considerandolo maggiorenne per il seguito della pro-

cedura (cfr. atto SEM n. 21/2). 

A.f L’11 agosto 2025 la SEM ha presentato alle competenti autorità greche 

una richiesta di riammissione del richiedente conformemente alla Direttiva 

2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante le norme e 

procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di 

paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicembre 2008; 

di seguito: direttiva ritorno) e all'Accordo bilaterale di riammissione tra la 

Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una protezione interna-

zionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Re-

pubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situazione ir-

regolare [RS 0.142.113.729]) (cfr. atto SEM n. 24/2). 

A.g Il 1° settembre 2025 la Grecia ha accettato la riammissione dell’inte-

ressato sul proprio territorio, confermando il suo statuto di rifugiato a far 

tempo dal 10 luglio 2025, unitamente ad un permesso di soggiorno valido 

dal medesimo giorno fino al 9 luglio 2028 (cfr. atto SEM n. 26/2). 

B.  

Con decisione dell’8 settembre 2025, notificata il giorno seguente, la SEM 

non è entrata nel merito della domanda d’asilo in oggetto e ha pronunciato 

l’allontanamento dell’interessato dalla Svizzera (verso la Grecia), unita-

mente all’esecuzione di quest’ultima misura (cfr. atti SEM n. 31/18 e 32/1). 

C.  

Con ricorso del 27 agosto 2025, l’interessato avversa la decisione succitata 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale o TAF) 

concludendo, principalmente, all’annullamento della stessa e alla conces-

sione dell’ammissione provvisoria in Svizzera e, in subordine, alla restitu-

zione degli atti alla SEM per il completamento dell’istruzione. Sul piano 

procedurale, egli chiede la concessione dell’assistenza giudiziaria, nel 

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senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo 

anticipo, con protesta di tasse e spese. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (cfr. art. 108 cpv. 3 LAsi) contro 

una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒ 33 

LTAF), è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-

c nonché 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del gravame. 

1.3 Il ricorso, manifestamente fondato ai sensi dei motivi che seguono, è 

deciso dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un se-

condo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto som-

mariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). 

2.  

In materia d’asilo, il potere di cognizione del Tribunale e le censure ammis-

sibili sono disciplinati dall’art. 106 cpv. 1 LAsi (art. 62 cpv. 4 PA; DTAF 

2014/1 consid. 2; 2014/26 consid. 5 secondo cui, in materia di diritto degli 

stranieri, resta censurabile l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA). Adito 

su ricorso contro una decisione di non entrata nel merito di una domanda 

d’asilo, il Tribunale si limita ad esaminare la fondatezza di tale decisione 

(cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 

3.  

Nella decisione impugnata, la SEM rileva anzitutto che, in virtù della sua 

qualità di rifugiato, il ricorrente avrebbe già ottenuto in Grecia un valido 

titolo di soggiorno e che, il 1° settembre 2025, detto Paese avrebbe accet-

tato la domanda della sua riammissione sul proprio territorio. Inoltre, il Con-

siglio federale avrebbe designato la Grecia come Stato terzo sicuro ai sensi 

dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi. In virtù dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, tali 

circostanze imporrebbero quindi di non entrare nel merito della domanda 

d’asilo in oggetto. Inoltre, considerate le dichiarazioni relative alle vicende 

occorse durante il precedente breve soggiorno in Grecia, il richiedente po-

trebbe rientrarvi senza temere trattamenti contrari agli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico della Svizzera o un allontanamento in violazione del 

divieto di respingimento. Egli è stato dipoi considerato maggiorenne in 

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ragione dell’assenza agli atti di qualsivoglia documento d’identità originale 

e dell’incapacità di fornire dichiarazioni coerenti e verosimili in merito alla 

propria età e data di nascita. Egli non apparterrebbe pertanto alla categoria 

delle persone particolarmente vulnerabili. L’insorgente potrebbe altresì ri-

volgersi alle autorità greche per reclamare i diritti derivanti dal suo statuto 

di rifugiato posto al beneficio della protezione internazionale, segnata-

mente per cercare un lavoro e un alloggio, nonché per ottenere assistenza 

medica in caso di bisogno. L’esecuzione del suo allontanamento sarebbe 

quindi ammissibile, possibile e ragionevolmente esigibile. 

4.  

4.1 Il ricorrente censura anzitutto un accertamento inesatto ed incompleto 

dei fatti giuridicamente rilevanti in relazione alla sua data di nascita. In par-

ticolare, egli rimprovera alla SEM di aver erroneamente concluso per la sua 

maggiore età nonostante l’assenza di una perizia medica e la verosimi-

glianza delle dichiarazioni rese. Egli avrebbe infatti fornito informazioni coe-

renti e plausibili in merito alla propria età e alla data di nascita, anche in 

considerazione del suo contesto di origine e delle sue caratteristiche per-

sonali. La minore età dovrebbe inoltre essere valutata anche nell’ambito 

dell’analisi dell’esigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento. Infine, nono-

stante le richieste di espletare ulteriori misure istruttorie, formulate sia in 

sede di audizione sia in occasione del parere sul progetto di decisione, la 

SEM non avrebbe indicato le ragioni per le quali non ha ritenuto opportuno 

disporre una perizia sull’età, violando così il proprio obbligo di motivazione. 

In esito, in assenza di una perizia medica sull’età, l’insorgente non po-

trebbe essere ritenuto maggiorenne e l’incarto andrebbe pertanto retro-

cesso alla SEM per nuova istruzione. 

4.2  

4.2.1 Qualora la questione della minore età dell’interessato sia oggetto di 

disputa, occorre dirimere preliminarmente tale aspetto poiché determi-

nante segnatamente a livello procedurale (art. 17 cpv. 3 LAsi). 

4.2.2 Nella procedura d'asilo ‒ così come nelle altre procedure di natura 

amministrativa ‒ si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente accerta i fatti d’ufficio (artt. 6 LAsi e 12 PA). Essa deve procu-

rarsi la documentazione necessaria alla trattazione del caso, chiarire le cir-

costanze giuridiche e amministrare a tal fine le opportune prove. Il principio 

inquisitorio non dispensa le parti dal dovere di collaborare all’accertamento 

dei fatti e, in modo particolare, dall’onere di provare quanto sia in loro fa-

coltà e quanto l’amministrazione, o il giudice, non siano in grado di deluci-

dare con mezzi propri (artt. 13 PA e 8 LAsi; cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). 

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Quando in sede ricorsuale vengono identificate delle carenze nell’accerta-

mento dei fatti, il caso va di principio retrocesso all’autorità di prima istanza, 

di modo che questa possa procedere ad un nuovo e completo accerta-

mento dei fatti (cfr. MOSER / BEUSCH / KNEUBÜHLER / KAYSER, Prozessieren 

vor dem Bundesverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 2.191). Una violazione 

del principio inquisitorio non implica comunque l’automatica retrocessione 

degli atti all’autorità inferiore, essendo il Tribunale libero di raccogliere gli 

elementi necessari al giudizio se tale opzione appare giudiziosa per ragioni 

di economia procedurale (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.2; 2012/21 con-

sid. 5.1). 

4.2.3 L’onere della prova relativo alla minore età incombe al richiedente 

d’asilo. A fronte di un accertamento dei fatti esaustivo e corretto nonché di 

una corretta valutazione degli atti di causa, il richiedente sarà tenuto ad 

assumere le conseguenze giuridiche qualora la valutazione globale non 

permettesse di ritenere come verosimile la sua minore età, venendo per-

tanto considerato maggiorenne (cfr. DTAF 2021 VI/3 consid. 5.2; 2019 I/6 

consid. 5.4-5.6 e riferimenti; Giurisprudenza ed informazioni della Commis-

sione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2004 n. 30 consid. 5.1, 

2001 n. 22 consid. 3, 2000 n. 19 consid. 8b). 

4.2.4 Salvo casi particolari, la SEM ha altresì il diritto di pronunciarsi a titolo 

pregiudiziale sulla questione dell’età di una persona richiedente d’asilo. Per 

giungere ad una determinazione al riguardo, l’autorità deve basarsi sui do-

cumenti d’identità autentici depositati agli atti nonché sui risultati delle au-

dizioni in relazione al quadro personale dell’interessato nel Paese d’ori-

gine, alla sua cerchia familiare e alla sua formazione scolastica. Se neces-

sario, essa può ordinare una perizia medica volta alla determinazione 

dell’età (artt. 17 cpv. 3bis, 26 cpv. 2 LAsi e art. 7 cpv. 1 dell'ordinanza 1 

sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, 

RS 142.311]). Una volta esperita l’istruttoria, la SEM procede ad un ap-

prezzamento globale degli elementi nel rispetto dei principi succitati (cfr. 

DTAF 2019 I/6 consid. 5.5). Se essa è convinta dell’inverosimiglianza della 

minore età dell’interessato e lo considera maggiorenne, deve infine moti-

vare la propria decisione (cfr. GICRA 2002 n. 15 consid. 6b). 

4.3 Nel caso di specie, al momento della presentazione della domanda 

d’asilo, l’interessato non ha prodotto alcun documento d’identità originale 

idoneo a comprovare, o quantomeno a rendere verosimile, la minorità da 

lui allegata. Incombeva pertanto alla SEM procedere a una valutazione 

complessiva degli altri elementi pertinenti, sia a favore sia in contrasto con 

la minorità allegata. In tale contesto, risulta essere convincente l’argomento 

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della SEM secondo cui sarebbe poco comprensibile il motivo per cui il ri-

corrente avrebbe fornito tre date di nascita differenti in tre diversi contesti. 

Le spiegazioni di quest’ultimo in merito alla data di nascita registrata in 

Grecia e a quella registrata dalle autorità di confine svizzere risultano infatti 

essere poco chiare (cfr. atto SEM n. 20/14 D5.02, D5.03 e D8.01). Tuttavia, 

altre argomentazioni addotte dalla SEM non possono essere condivise, 

poiché insufficienti a giustificare l’esclusione della minore età del ricorrente. 

In particolare, l’interessato è stato in grado, durante l’audizione, di valutare 

l’età che aveva nelle diverse tappe significative della propria vita (cfr. atto 

SEM n. 20/14 D1.17.04, D2.01 e D5.01) e di indicare l’età dei propri fami-

liari, nonché la differenza di età con la sorella maggiore (cfr. atto SEM n. 

20/14 D3.01). Tali dichiarazioni appaiono complessivamente coerenti e i 

suoi racconti in relazione al percorso di vita si inseriscono in una cronologia 

logica. Il fatto che, il giorno dell’audizione, egli abbia dichiarato di avere 

“(…)”, anziché “(…)”, costituisce una discrepanza minima, non tale da com-

promettere l’attendibilità delle sue dichiarazioni (cfr. atto SEM n. 20/14 

D1.06). Infine, le dichiarazioni in merito alle modalità attraverso le quali egli 

sarebbe venuto a conoscenza della propria data di nascita risultano, come 

rilevato dall’autorità inferiore, vaghe, ma non completamente incompatibili 

con il contesto culturale afghano (cfr. atto SEM n. 20/14 D1.06).  

Tenuto conto di quanto precede, gli argomenti contrari alla verosimiglianza 

della minorità dell’interessato non prevalgono sugli elementi che depon-

gono a suo favore. Le incoerenze dell’insorgente in merito alle diverse date 

di nascita addotte non appaiono, in definitiva, di tale entità da consentire di 

concludere per la sua maggiore età. In tali circostanze, la SEM avrebbe 

dovuto istruire ulteriormente la questione, in particolare disponendo una 

perizia medico-legale volta a determinare l’età del ricorrente (cfr. nello 

stesso senso le sentenze del TAF E-4108/2023 dell’8 settembre 2023 con-

sid. 4.4-4.6; E-2984/2023 del 3 luglio 2023 consid. 3). 

5.  

5.1 Posto quanto sopra, il ricorso è accolto. La decisione della SEM dell’8 

settembre 2025 è annullata e gli atti di causa sono rinviati alla SEM per il 

completamento dell’istruttoria e l’emanazione di una nuova decisione. 

5.2 L’autorità inferiore è invitata a svolgere ulteriori chiarimenti onde deter-

minare l’età del ricorrente, avvalendosi, se necessario, dei metodi scienti-

fici a sua disposizione. In base all’esito dei medesimi e ad un apprezza-

mento d’insieme degli elementi in favore e contrari alla minore età, essa 

emanerà una nuova decisione. 

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Pagina 8 

6.  

Visto l’esito della procedura, non sono riscosse delle spese processuali e 

l’istanza di assistenza giudiziaria, nel senso di esenzione dal pagamento 

dell’anticipo delle spese giudiziarie, diviene priva d’oggetto (art. 63 cpv. 1 

e 2 PA). Inoltre, ai sensi dell’art. 111ater LAsi, non sono attribuite indennità 

ripetibili, in quanto il ricorrente è assistito dalla rappresentante legale desi-

gnata dalla SEM a norma dell'art. 102h LAsi. 

7.  

Questa sentenza non può essere impugnata mediante un ricorso di diritto 

pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF) ed è quindi 

definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Pagina 9 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è accolto. 

2.  

La decisione della SEM dell’8 settembre 2025 è annullata. Gli atti di causa 

sono ritrasmessi all’autorità inferiore per procedere ai sensi dei conside-

randi. 

3.  

Non si prelevano spese processuali.  

4.  

Non si assegnano indennità ripetibili. 

5.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Manuel Borla Ambra Antognoli 

 

 

Data di spedizione: