# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7eb0c8a6-827e-566e-833e-27d87179b4d7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-05-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.05.2006 35.2005.90
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2005-90_2006-05-22.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2005.90

   

  mm/DC/td

  	
  Lugano

  22 maggio
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 novembre 2005
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 10 agosto
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1 

  rappr. da: RA 2 

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

ritenuto,                           in
fatto

 

 

                               1.1.   In data 14
novembre 2001, RI 1 – dipendente dell’Impresa di costruzioni __________ di __________
in qualità di muratore e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni
presso l’CO 1 – è scivolato mentre scendeva da un ponteggio e ha riportato un
danno alla cuffia dei rotatori della spalla destra.

 

                                         L’Istituto
assicuratore ha assunto il caso e ha versato regolarmente le prestazioni di
legge.

 

                               1.2.   Alla
chiusura del caso, con decisione formale del 25 gennaio 2005, l’CO 1 ha
assegnato all’assicurato una rendita di invalidità del 21% a decorrere dal 1°
dicembre 2004.

                                         D’altra
parte, esso ha negato la propria responsabilità in relazione alla ictiosi
volgare e all’uncartrosi presente a livello del rachide cervicale (doc. 167).

 

                                         A seguito
dell’opposizione interposta dal Sindacato RA 1 per conto dell’assicurato (doc.
169 e 179), l’assicuratore LAINF, in data 10 agosto 2005, ha confermato il
contenuto della sua prima decisione (doc. 180).

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso del 3 novembre 2005, RI 1, sempre patrocinato dall’RA 1, ha
chiesto, in via principale, che l’CO 1 venga condannato a versargli una rendita
di invalidità del 50% e, in via subordinata, che gli atti vengano retrocessi
all’amministrazione per un complemento d’istruttoria, argomentando:

 

" 
Già in sede di opposizione si è allegato il
rapporto del dottor __________ (doc. C), che ha sottoposto ad un'accurata
visita l'attore, e che quale ex medico CO 1 ben conosce la materia, la prassi e
può essere quindi considerato un autentico esperto.

 

Ci preme sottolineare che il Dr. __________ ha
indicato testualmente: "alla luce delle osservazioni fatte durante il
periodo di accertamento pratico richiesto dalla competente Assicurazione
Invalidità, contenute nei rapporti citati al paragrafo precedente, le attività
di operaio di fabbrica, magazziniere o aiuto-meccanico industriale
risulterebbero de facto non essere esigibili in misura completa e a tempo pieno
come preconizzato dalla CO 1, in relazione con le limitazioni somatiche. Gli
esempi di attività lavorativa riportati dalla CO 1 nella sua decisione del
25.1.2005 risultano essere molto generici, senza precisazione dell'effettivo
mansionario di un operaio nell'ambito di una tale attività. Volendo mantenere
lo stesso grado di generalità, ritengo ragionevole considerare una riduzione
della capacità lavorativa nell'ordine di grandezza del 50%".

 

Inoltre, il Dr. __________ ha evidenziato altri
aspetti che riteniamo fondamentali, quali: "L'esperienza pratica
acquisita durante il soggiorno presso il Centro di riqualifica professionale ha
tuttavia messo in evidenza i limiti di resistenza agli sforzi dell'arto
superiore destro del signor RI 1. Questo aspetto specifico risulta essere
quindi in contrasto con le considerazioni espresse all'esigibilità di lavoro
quando il medico __________ riteneva che, adibito a delle attività
professionali adatte, l'assicurato invece può lavorare sull'arco di tutta la
giornata con un rendimento del 100% senza necessità di pause
supplementari".

 

Va anche sottolineato che nella decisione su
opposizione la CO 1 evidenzia ai considerandi 3 che il Dr. __________ ammette
l'esigibilità della DPL 2315 che può essere svolta al 100%, aggiungendo "sintomatico
il fatto che si tratta del lavoro meglio pagato tra i cinque presi in
considerazione".

 

A nostro giudizio, le considerazioni a tal
riguardo del Dr. __________ vanno interpretate con una diversa chiave di
lettura e anche approfondite.

L'attività di controllore di abbonamenti è una
delle più leggere in assoluto, che si possano immaginare.

 

Ci permettiamo di evidenziare che, se si
prendesse come riferimento solamente il reddito conseguibile da un controllore
di abbonamenti, a nostro giudizio, i beneficiari di rendita di invalidità
diminuirebbero in misura sostanziale, come pure le percentuali di invalidità
riconosciute.

 

Si tratta, infatti, di un lavoro bene retribuito,
anche se ormai poco o nulla presente sul mercato del lavoro.

Proprio per questo, contrariamente a quanto
sostiene la CO 1, sintomatico è il fatto che l'unica attività pienamente
esigibile per il Dr. __________ tra quelle enunciate dalla CO 1 è praticamente
impossibile da intraprendere per il signor RI 1.

 

Il Dr. __________ ha quindi utilizzato gli stessi
metri di giudizio del Dr. __________, ma a nostro giudizio con maggior
obiettività, arrivando a concludere coerentemente e chiaramente che l'attore
potrebbe svolgere un'attività lavorativa a lui adeguata e quindi leggera, nella
misura non superiore al 50%.

 

A questo punto si può sottolineare che, al mero
giudizio soggettivo del Dr. __________ ha risposto puntualmente il Dr. __________
e quindi è auspicabile una valutazione di un perito super partes.

 

Come ha evidenziato il Dr. __________, la CO 1
avrebbe dovuto indicare chiaramente più esplicitamente e quindi in modo non
generico come quello agli atti un elenco di attività veramente esigibili per il
signor RI 1 e il reddito conseguibile, da confrontarsi con quanto l'attore potrebbe
guadagnare oggi nella vecchia attività lavorativa prestata prima del
malaugurato infortunio.

 

L'opponente è in grado di conseguire un reddito
inferiore rispetto ai 49'215.40 indicati dalla CO 1 e ritenevamo assolutamente
necessario in sede di opposizione che la CO 1 completasse la propria
documentazione, ai sensi dei suggerimenti del Dr. __________.

 

Ciò non è avvenuto e la richiesta, quindi, viene
confermata con questo gravame.

 

Sulla base delle valutazioni del Dr. __________
(abilità lavorativa al 50% in attività adeguata), la differenza tra il reddito
che il signor RI 1 potrebbe realizzare nella sua vecchia attività professionale
(fr. 65'000 circa) e il reddito che potrebbe conseguire in un'attività per lui
adeguata (fr. 25'000/32'000 circa all'anno), giustifica le richieste di
riconoscimento di una rendita di invalidità del 50%." 

                                         (I)

                               1.4.   L’CO 1, in
risposta, ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (V).

 

                               1.5.   In replica,
l’assicurato si è riconfermato nelle proprie allegazioni e conclusioni (VII).

 

                               1.6.   In data 20
marzo 2006, il Presidente del TCA ha proceduto all’audizione testimoniale del
dott. __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica.

                                         In quella
sede all’CO 1 è stato assegnato un termine di 10 giorni per produrre un
rapporto del dott. __________ riguardante l’esigibilità lavorativa sull’arco
dell’intera giornata (XIII).

 

                               1.7.   Il referto
del dott. __________ è pervenuto al TCA il 31 marzo 2006 (XIV bis) ed è stato
trasmesso per conoscenza al ricorrente (XV). 

 

                               1.8.   Il 5 aprile
2006, questa Corte ha interpellato la __________ dell’CO 1 invitandola a
pronunciarsi in merito alla rappresentatività del reddito da invalido ritenuto
ai fini del calcolo della rendita di invalidità (XVI).

 

                                         La
risposta é datata 12 aprile 2006. L'CO 1 ha in particolare sottolineato che:

 

" 
Tali condizioni adempiute, il reddito da
invalido può validamente essere stabilito sulla base delle DPL, essendo la
rappresentatività dello stesso data.

 

Il TFA non pone per contro esigenze in merito al
fatto che il reddito da invalido ritenuto debba situarsi al di sotto o al di
sopra della media dei salari medi.

 

Nel caso in rassegna, atteso che le 5 DPL
ritenute adempiono chiaramente i quesiti posti dalla giurisprudenza di cui
sopra, il reddito da invalido ritenuto dalla convenuta sulla base appunto delle
5 DPL di cui al doc. 164 merita piena conferma." (Doc. XVII) 

 

                               1.9.   Sempre nel
corso del mese di aprile 2006, RI 1 ha prodotto una nuova certificazione,
datata 14 aprile 2006, del dott. __________ (doc. D 1) e, a proposito
dell’aspetto economico della vertenza, ha rilevato quanto segue:

 

" 
Per quel che concerne il reddito risultante
dalle DPL, evidentemente, siamo dell’avviso che non siano stati rispettati i
criteri fissati dal TFA nella sentenza pubblicata in DTF 129 V 472.

 

Sarebbe infatti inutile determinare la “media dei
salari medi” (nell’ipotesi fr. 45'159.--) se poi si determina il reddito da
invalido, come nella fattispecie, con una mera media aritmetica, che diviene
arbitraria nella misura in cui le DPL considerate sono determinate con un
criterio assolutamente soggettivo.

 

In altre parole, a nostro modo di vedere, il
Tribunale Federale delle Assicurazioni ha introdotto il concetto di “media dei
salari medi” proprio per determinare un principio il più oggettivo possibile.

 

In caso contrario, si giungerebbe ad una
conclusione paradossale, dove le DPL, lungi dal costituire uno strumento di
determinazione del reddito da invalido più corretto, se applicate, sarebbero
meno favorevoli rispetto alla mera determinazione del guadagno cantonale medio
d’attività leggere. 

Infatti, in ossequio alla giurisprudenza
federale, a differenza del guadagno derivante dalle attività lavorative prese
in considerazione dalla CO 1, il salario da invalido sarebbe da ridurre fino ad
un massimo del 25% esaminate le circostanze specifiche del caso concreto."

                                         (XIX)

 

                                         Nella sua
presa di posizione del 3 maggio 2006 l’Istituto assicuratore convenuto su
questo tenore si è così espresso:

 

" 
La convenuta contesta integralmente le affermazioni
secondo cui non sarebbero stati rispettati i criteri fissati dal TFA nella DTF
129 V 472 per la determinazione del reddito da invalido. In particolare non
risulta che il TFA abbia posto come condizione che si utilizzi l'importo di cui
alla media dei salari medi. Le uniche esigenze poste dal TFA sono che
l'assicuratore infortuni è tenuto a produrre almeno 5 DPL, come pure a fornire
indicazioni sul numero globale dei posti di lavoro che entrano in linea di
considerazione a dipendenza dell'impedimento concreto, sul salario massimo e
minimo, nonché su quello medio del gruppo cui è fatto riferimento.

Tali condizioni adempiute, il reddito da invalido
può validamente essere stabilito sulla base delle DPL.

 

Come già ampiamente dimostrati negli scritti
precedenti, nel caso in rassegna, le 5 DPL ritenute adempiono chiaramente i
quesiti posti dalla giurisprudenza di cui sopra e il reddito da invalido
ritenuto dalla convenuta sulla base delle 5 DPL di cui al doc. 164 merita piena
conferma." (Doc. XXI)

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   Oggetto
della lite è unicamente l’entità della rendita di invalidità spettante a RI 1.

                                         La
questione riguardante l’indennità per menomazione all’integrità non può qui
essere rivista, essendo, su questo punto, la decisione formale del 25 gennaio
2005 cresciuta in giudicato (cfr. DTF 119 V 347ss.).

                                         Nel
merito

                                      

                               2.2.   Giusta
l'art. 18 cpv. 1 LAINF, l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per
cento a seguito d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.

 

                                         Secondo
l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale
o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

Il TFA, in una sentenza del 22 giugno 2004 nella causa G., U
192/03, pubblicata in RAMI 2004 U 529, p. 572ss., ha rilevato che l'art. 18
LAINF rinvia direttamente all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv. 1 LPGA, a sua volta,
corrisponde al previgente art. 18 cpv. 2 prima frase LAINF, motivo per il quale
occorre concludere che non vi sono stati cambiamenti di rilievo in seguito
all'introduzione della LPGA.

 

                                         Da parte
sua, l'art. 16 LPGA prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito
che l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività ragionevolmente
esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione di provvedimenti
d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del
lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non
fosse diventato invalido.

 

L'Alta Corte, nella sentenza del 22 giugno
2004 nella causa G., U 192/03, citata in precedenza, ha rilevato che anche
l'art. 16 LPGA non ha modificato la valutazione del grado di invalidità
dell'assicurato previsto dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2
seconda frase LAINF.

Nella stessa pronuncia la nostra Massima Istanza ha quindi
concluso che in ambito LAINF la giurisprudenza relativa ai concetti di
inabilità lavorativa, inabilità al guadagno e invalidità continua a mantenere
la sua validità anche in seguito all'introduzione della LPGA.

Su questi aspetti vedi pure DTF 130 V 343.

 

                                         Due sono,
dunque, di norma gli elementi costitutivi dell'in­va­lidità:

 

                                         1.   il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)

 

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).

 

                                         Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve i­noltre intercorrere un
nesso causale adeguato (fattore cau­sa­le). Nell'assi­cura­zione obbligatoria
contro gli infortuni deve esserci inoltre un nesso causale, naturale ed
adeguato, tra il dan­no alla salute e l'infortunio.

 

                               2.3.   L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della
capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di
salute.

                                         D'altro
canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui
dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in
questione.

 

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determinate funzioni.

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua
professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in
altre analoghe.

                                         Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti
provocano sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente confacenti
(cfr., su questi aspetti, la STFA del 20 aprile 2004 nella causa K., I 871/02 e la STFA del
18 marzo 2002 nella causa M., I 162/01). 

                                         L'invalidità,
proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (cfr. art. 16 LPGA).

 

                                         I due
redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipote­ti­ci. L'ipotesi deve
però poggiare su solide basi, avere un fondamento oggettivo.

                                         La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

                                         Il TFA ha
avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto
di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può
esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua
residua capacità lavorativa (STFA del 30 giugno 1994 nella causa P., U 25/94).

                                         La
perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno
computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al
mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro
particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato
esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare
che sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito
corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (RAMI 1991
U 130, p. 270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

                                         Le
ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale
della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se,
sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego,
esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la
propria residua capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).

 

                                         I.
Termine: reddito da invalido

 

                                         La misura
dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in
funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come
l'e­tà, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

                                         Secondo
la giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno
considerate circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria.
Particolarità quali formazione professionale o conoscenza linguistiche carenti
hanno, in quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla
media. In tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due
redditi da porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p. 97ss.,
consid. 5a, b).

 

                                         Nel
valutare la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla
in capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del
mercato del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato,
nella situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si
controbilancino (cfr. RAMI 1994 U 187, p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA
del 30 giugno 1994 succitata).

 

                                         Specifica
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infor­tuni è la norma di cui
all'art. 28 cpv. 4 OAINF:

 

" 
Se a causa della sua età l'assicurato non
riprende più un'attività lucrativa dopo l'infortunio o se la diminuzione della
capacità di guadagno è essenzialmente dovuta alla sua età avanzata, sono deter­minan­ti
per valutare il grado d'in­validità i redditi che potrebbe eseguire un
assicurato di mezza età vittima di un danno alla salute della stessa gravità."

 

                                         II.
Termine: reddito conseguibile senza invalidità:

 

                                         Nel
determinare il reddito conseguibile senza invali­di­tà ci si baserà per quanto
possibile sulla situazione an­tecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà
l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazio­ne si
sarebbe mantenuta sostan­zialmente stabile (cfr. STFA del 15 dicembre 1992
nella causa G.I.M.). Ci si discosterà da que­sta proiezione solo se le premes­se
per modifiche di qualche rilievo sono già da­te al momento del­l'infortunio o
se partico­lari circostanze ne rendono il ve­ri­ficar­si alta­mente proba­bile
(cfr. RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5b; 4a, b).

 

                                         Il
grado d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il
reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico,
conseguibile da invalido.

 

                               2.4.   Nella
presente fattispecie, l’assicuratore infortuni convenuto – fondandosi
sull’apprezzamento 11 marzo 2003 espresso dal medico __________, dott. __________,
spec. FMH in chirurgia (doc. 97, p. 4), da lui stesso aggiornato il 7 ottobre
2004 (doc. 155), dopo che la pratica era rimasta sospesa nell’attesa della
decisione dell’UAI in merito al diritto a provvedimenti professionali - ha
dichiarato l’assicurato in grado di esercitare, a tempo pieno e con un
rendimento completo, un’attività lavorativa che non richieda
l’alzare/trasportare pesi oltre i 45 kg fino all’altezza dei fianchi,
rispettivamente, oltre i 10 kg sopra l’orizzontale, oppure mansioni da eseguire
in modo duraturo sopra la testa. 

 

                                         Nel
quadro della procedura di opposizione, l’assicurato ha prodotto una relazione
medico-legale, datata 14 febbraio 2005, del dott. __________, spec. in medicina
legale e delle assicurazioni a __________, secondo il quale RI 1 presenta una
capacità lavorativa ridotta anche in attività di tipo medio-leggero:

 

" 
In primo luogo egli è totalmente inabile
alla sua specifica attività lavorativa di muratore nell'edilizia, con
conseguente importante dequalificazione professionale.

In secondo luogo egli presenta una incapacità
lavorativa ridotta anche in attività di tipo medio-leggero.

Egli ha ottenuto risultati assai scadenti sia nel
montaggio di orologi, sia nell'attività di operaio meccanico, sia in un
tentativo con il responsabile AI di attività agricola nelle viticulture.

Tenuto conto della menomazione permanente alla
spalla ed all'arto superiore destro, con scarsa destrezza manuale (in soggetto
destrimane), vi è certamente un parziale riverbero anche nelle attività  di
operaio di fabbrica, di magazziniere, di aiuto meccanico.

Tenuto conto di tali considerazioni, il grado di
incapacità lucrativa effettiva complessiva supera certamente la semplice
dequalificazione professionale ed è quantificabile in misura pari al 35%
(trentacinque per cento) della sua totale capacità." 

                                         (doc.
168)

 

                                         Le
considerazioni espresse dal dott. __________ sono state criticamente commentate
dal dott. __________, per quanto concerne tanto la descrizione dello stato
clinico, quanto la valutazione dell’esigibilità lavorativa:

 

" 
Il dott. __________ che in data 14.2.2005 ha
redatto un rapporto sulle condizioni di salute di RI 1 (per conto dell'assicurato
o dell'OCST) contrasta sia nei referti sia nella valutazione in modo importante
con quanto documentato (anche fotograficamente), in __________ durante un esame
clinico-strumentale della durata complessiva di più ore, permettendo un
confronto dettagliato con l'esame di chiusura dell'11.3.2003.

Per quanto riguarda l'esame clinico del dott. __________
manca innanzitutto uno stato ortopedico-traumatologico dettagliato
(segnatamente della spalla destra), non conoscendo neanche l'effettivo raggio di
mobilità, tanto meno un confronto con la spalla contro-laterale.

Indipendentemente da questo vengono indicate
delle riduzioni grossolane (riduzione di ¼, di 1/3 ecc.) che non corrispondono
per niente con i nostri risultati documentati solo qualche mese prima.

Mancano pure delle quantificazioni elementari
dell'arto superiore interessato, come le circonferenze, quantificazione della
forza bruta ecc..

Delle indicazioni generiche, come resistenza
ipovalida, presa ipovalida, o "come da sofferenza della cuffia dei
rotatori", non permettono dei giudizi conclusivi, in mancanza di quantificazione
dei deficit e in mancanza dei test specifici (p. es. per la cuffia dei
rotatori).

Lo stato clinico del dott. __________
effettivamente si esaurisce essenzialmente nella descrizione dei vari disturbi
dell'assicurato, poiché referti tutti soggettivi ed influenzabili direttamente
dal signor RI 1 stesso.

 

Parimenti la valutazione di un'incapacità
lavorativa ridotta pure in un'attività di tipo medio-leggero, non può
trovare in nessun modo il nostro consenso, in quanto il dott. __________ si fa
proprie delle considerazioni di natura non medica, ovvero un orientatore
dell'AI ritiene effettivamente il signor RI 1 non più adatto per dei lavori di
produzione, tuttavia non per motivi infortunistici ma ragioni ben
evidenti, come lentezza di comprensione, mancanza di scolarità, strutturazione
della persona, ecc..

Solo in questa maniera il dott. __________ può
valutare l'assicurato non idoneo nemmeno per montaggio di orologi, risp. operaio
di fabbrica, magazziniere o aiuto-meccanico.

Sono tutte delle considerazioni comunque che non
fanno parte di un apprezzamento dell'esigibilità di lavoro,
nell'ambito dell'assicurazione sociale contro gli infortuni." 

                                         (doc.
170)

 

                                         Sempre
durante la procedura di opposizione, in data 8 giugno 2005 il ricorrente ha
consultato il dott. __________. 

 

                                         Lo
specialista in chirurgia ortopedica ha dapprima affermato di non poter
confermare le constatazioni cliniche contenute nella relazione medico-legale
del dott. __________:

 

" 
Con riferimento al quadro clinico riscontrato in
data odierna, per quanto attiene all'aspetto funzionale della spalla destra non
posso confermare le limitazioni pluri-direzionali attestate dal dr. __________
nella sua relazione medico-legale del 14.2.2005. In effetti, come già descritto
negli ultimi esami medico-__________, la funzione della spalla destra risulta
essere equivalente alla sinistra al di sopra dell'orizzontale e in rotazione
esterna, costantemente deficitaria per contro in rotazione interna." 

                                         (doc.
179)

 

                                         In
seguito, a proposito della questione dell’esigibilità lavorativa, egli ha
indicato, riferendosi a quanto osservato durante il periodo di accertamento
pratico presso il __________ di __________, che RI 1 presenta un’incapacità
lavorativa del 50% nelle attività prese in considerazione dall’CO 1 per
stabilire il reddito da invalido (fatta eccezione per l’attività di controllore
di abbonamenti, esigibile in misura completa):

 

" 
Contrariamente alle affermazioni espresse dal
medico __________ nell'apprezzamento medico del 22.5.2005, le considerazioni
espresse dall'orientatore AI nel giudicare l'operato del signor RI 1 non si
limitano a ritenere dei motivi non infortunistici quali la lentezza di
comprensione, la mancanza di scolarità, oppure la strutturazione della persona.

Il rapporto della signora __________,
responsabile dell'accertamento e dell'orientamento, datato 29.7.2004 fa in
effetti un chiaro riferimento inequivocabile al fatto che "il danno alla
salute è risultato essere un importante limite (nelle attività produttive, in
orologeria, in officina meccanica, una giornata con un viticoltore, …)".

Anche il rapporto di osservazione nel settore
della meccanica, firmato dai signori __________ e __________ in data 20.7.2004,
fa riferimento a una compromissione determinante dell'attività da parte del
danno alla salute (vedi tabella a pagina 2). Nel complemento al rapporto di
osservazione essi annotano: "… i risultati ottenuti sono inferiori alle
aspettative in quanto i dolori che egli dichiara di avere lo costringono a
interrompere l'attività. Per quanto riguarda il danno alla salute emergono
notevoli difficoltà nei movimenti, dovute all'impossibilità di poter lavorare
con la spalla destra… si nota un grande affaticamento fisico quando usa il
braccio destro, per esempio quando deve limare o sbavare dei pezzi, oppure
quando deve svolgere dei lavori in serie al trapano".

Se quindi i valori di sforzo massimo ritenuti in
occasione dell'esame medico-__________ di chiusura dell'11.3.2003 possono venir
condivisi anche in occasione della visita odierna, l'esperienza pratica
acquisita durante il soggiorno presso il __________ ha tuttavia messo in
evidenza i limiti della resistenza agli sforzi dell'arto superiore destro del
signor RI 1.

 

Questo aspetto specifico risulta quindi essere in
contrasto con le considerazioni espresse all'esigibilità di lavoro quando il
medico __________ riteneva che "adibito a delle attività professionali
adatte, l'assicurato invece può lavorare sull'arco di tutta la giornata con un
rendimento del 100% senza necessità di pause supplementari".

 

-   Con riferimento alle attività prese in considerazione nella
decisione del 25.1.2005 per la determinazione del guadagno presumibile, quella
di controllore di abbonamenti risulta ragionevolmente essere esigibile in
misura completa e sull'arco di tutta una giornata lavorativa.

 

Alla luce delle
osservazioni fatte durante il periodo di accertamento pratico richiesto dalla
competente Assicurazione Invalidità, contenute nei rapporti citati al paragrafo
precedente, le attività di operaio di fabbrica, magazziniere o aiuto-meccanico
industriale risulterebbero de facto non essere esigibili in misura completa e a
tempo pieno come preconizzato dalla CO 1, in relazione con le limitazioni
somatiche.

 

Gli esempi di attività lavorativa riportati dalla
CO 1 nella sua decisione del 25.1.2005 risultano essere molto generici, senza
precisazione dell'effettivo mansionario di un operaio nell'ambito di una tale
attività.

Volendo mantenere lo stesso grado di generalità,
ritengo ragionevole considerare una riduzione della capacità lavorativa
nell'ordine di grandezza del 50%." 

                                         (doc.
179)

 

                                         In corso
di causa, l’Istituto assicuratore convenuto ha prodotto un apprezzamento
medico, datato 2 dicembre 2005, del dott. __________, spec. FMH in chirurgia,
attivo presso la __________ di __________. 

                                         Secondo
il medico di fiducia dell’CO 1, la limitazione della capacità lavorativa in
attività adeguate, sostenuta dal dott. __________, non trova alcuna
correlazione sul piano oggettivo:

 

" 
Bezüglich angeblicher Einschränkung der
zumutbaren Arbeitsfähigkeit argumentiert Herrn Dr. __________ vorwiegend mit
den Verhaltens-Beobachtungen durch medizinische Laien bei der beruflichen
Abklärung im __________ (Akt 149). Eine fundierte ärztliche Begründung kann er
dafür nicht geben. Für die behauptete Einschränkung von 50% findet sich im
Status kein entsprechendes Korrelat. Zudem bestünde auch ein offensichtlicher
Widerspruch zu einem Integritätsschaden von höchstens 5% brutto. Wir sehen nach
objektiven Kriterien weiterhin keinen angemessenen körperlichen Grund, warum
eine angepasste Arbeit nicht ganztags und mit normaler Leistung zumutbar sein
sollte. Hinweis auf die plausiblen __________ Beurteilungen vom 11.03.2003 und
07.10.2004. Konkret sind auch die von der Administration ausgewählten
DAP-Beispiele (Akt 164) aus versicherungsmedizinischer Sicht unfallbedingt ohne
weiteres voll zumutbar." 

                                         (doc.
182)

 

                                         In data
20 marzo 2006, davanti alle parti, il dott. __________ è stato sentito dal
Presidente del TCA (XIII).

 

                                         In primo
luogo, il sanitario privatamente consultato dall’assicurato ha avallato la
diagnosi e le limitazioni funzionali, così come erano state formulate dal
medico __________ dell’CO 1 (cfr. XIII, p. 2: “Il presidente del TCA chiede al
teste, con riferimento al rapporto del 20 giugno 2005, quali diagnosi ha posto.
Il dr. __________ risponde che effettivamente non ha posto nel suo rapporto
nessuna diagnosi ma che si riallaccia integralmente a quella posta dai
medici dell'CO 1.” (…). Il presidente del TCA rilegge le esigibilità di
lavoro contenute nel rapporto dell'11.3.2003 del Dr. __________ e sottolinea
che i limiti (intesi come sforzi puntuali) sono effettivamente quelli indicati
in tale rapporto.” – il corsivo è del redattore). 

 

                                         In
secondo luogo, il dott. __________ ha relativizzato, siccome generica,
l’affermazione secondo cui la capacità lavorativa in attività adeguate sarebbe
limitata al 50% (cfr. XIII, p. 2: “Il presidente del TCA chiede al dr. __________
se davvero si può ritenere l'assicurato abile al lavoro in attività leggere
adeguate soltanto al 50% o se, come lui dice nel rapporto, è stato generico in
quanto l'CO 1 stesso è stato generico nella descrizione delle attività. Il
Dr. __________ risponde che effettivamente è così, con riferimento anche
alla parte di rapporto nella quale si rileva che non era indicato un
mansionario specifico.” – il corsivo è del redattore). 

 

                                         In terzo
luogo, lo specialista in chirurgia ortopedica ha sostenuto che le DPL elaborate
dall’CO 1 non contengono tutte le informazioni necessarie per valutare, con
cognizione di causa, l’esigibilità lavorativa di un assicurato:

 

" 
Il presidente del TCA chiede al dr. __________,
anche con riferimento a valutazioni mediche abitualmente contenute negli
incarti del TCA per problemi alla spalla analoghi a quelli dell'assicurato e
con sforzi massimi esigibili inferiori, per quale motivo non può essere preteso
nel caso concreto un lavoro leggero adeguato in misura del 100%. 

Lo specialista risponde che le DAP sono generiche
e non sempre considerano la lesione che ha l'assicurato. In altre parole non
riesco ad estrapolare sempre della DAP cosa l'assicurato deve fare: ad esempio
se il braccio è contro il corpo oppure no, quali movimenti ripetitivi egli deve
svolgere.

(…).

Il teste sottolinea pure di non avere detto che
le attività considerate dall'CO 1 sono inesigibili, ma di non avere sufficienti
elementi per ritenere che l'assicurato le può svolgere con un rendimento
completo."

                                         (XIII, p.
2 - il corsivo è del redattore)

 

                                         Fuori
discussione la piena capacità lavorativa di RI 1 nell’attività di cui alla DPL
n. 2315 (controllore di abbonamenti), il dott. __________ ha così commentato le
restanti quattro occupazioni:

 

" 
(…)

DAP 2597  Il dr. __________
sottolinea che senz'altro, per quel che             riguarda le esigenze
fisiche il lavoro, è compatibile con il      danno alla salute. Egli rileva
tuttavia che dalla scheda non          emerge che tipi di movimento
l'assicurato deve effettuare,  per cui non è possibile concludere solo sulla
base di        questa descrizione che il lavoro è esigibile a tempo pieno.                                         La
rappr. dell'CO 1 sottolinea che decisiva invece è la      questione
dell'esigibilità fisica e che per il resto si tratta di   un problema di
organizzazione sul posto di lavoro.

                  Il Dr. __________ precisa che
se il movimento fosse quello        di tenere sollevato e muovere
frequentemente il braccio    spostato dal tronco durante tutta la giornata per
effettuare i                                         compiti assegnatigli, il
rendimento non potrebbe essere           del 100%. 

                  L'ora di lavoro continuo comunque l'assicurato la regge,             per
il resto occorre inserire delle pause.

 

DAP 2440 Il lavoro
consiste nel caricare e scaricare stoccaggi di     merce tramite muletto (pag.
2). Per il resto l'avv. RA 2                sottolinea che i pesi da portare
sono conformi a quanto         fissato dal dr. __________.

                  Il dr. __________ sottolinea che relativamente alla           descrizione
di questo posto di lavoro mancano riferimenti          più precisi a dove deve
essere stoccata la merce, se in              alto o in basso. 

                  Al riguardo il presidente del TCA rileva comunque che     nella
descrizione sotto "esigenze fisiche" si indica che                    "solo
di rado si devono sollevare dei pesi oltre l'altezza del    torace".

 

DAP 2479  L'avv. RA
2 sottolinea che le esigenze fisiche sono          conformi a quanto stabilito
dal dr. __________.

                  Il Dr. __________, sugli effetti concreti, si riallaccia a
quanto      emerge dai rapporti dell'orientatore professionale. Si tratta     di
vedere cosa deve fare l'assicurato mentre la macchina      lavora, se deve
muovere costantemente il braccio con una                   rotazione oppure no.
Se così non fosse, sarebbe esigibile          al 100%. In questo contesto è
possibile che vi siano dei        tempi morti mentre la macchina lavora, ciò
che può essere       equiparato ad una pausa. Potrebbero entrare in                   considerazione
delle pause più prolungate nella seconda            parte della giornata, a
dipendenza dal tipo di attività da         svolgere.

DAP 2513  A questo
proposito il Dr. __________ sottolinea in           particolare che l'attività
sarebbe pienamente esigibile se il           lavoro fosse svolto all'altezza
dei fianchi o della vita. Più              problematico sarebbe invece se il
lavoro venisse svolto                   all'altezza delle spalle o del torace.

                  In particolare è problematica la necessità di mantenere   questa
posizione per periodi prolungati."

                                         (XIII, p.
3)

 

                                         Al
termine dell’udienza, il Presidente del TCA ha assegnato all’Istituto
assicuratore un termine di 10 giorni per presentare una presa di posizione del
dott. __________ a proposito delle obiezioni sollevate dal dott. __________
(cfr. XIII, p. 4). 

 

                                         Con referto
del 27 marzo 2006, il dott. __________ si é quindi riconfermato nella tesi
secondo cui tutte e cinque le attività lavorative proposte dall’CO 1 sono
pienamente esigibili tenuto conto dello status oggettivabile a livello
della spalla destra (status che non ha del resto neppure giustificato il
riconoscimento di un’indennità per menomazione all’integrità):

 

" 
Vom "Verbale di udienza" des
Tessiner Gerichts vom 20.03.2006 wurde Kenntnis genommen. Neue medizinische
Aspekte ergeben sich nicht. Auch Herr. Dr. __________ bestätigt prinzipiell die
Richtigkeit der __________ Zumutbarkeits-Beurteilung vom 11.03.2003 (Akt 97).
Bei seiner Kontrolle vom 07.10.2004 (Akt 155) konnte Kollege __________ diese
Einschätzung bestätigen.

 

Was die 5 DAP-Beispiele in Akt 164 betrifft, so
hatte ich dazu bereits am 02.12.2005 klar Stellung genommen. Auch Herr Dr. __________
hält diese Arbeitsplätze an sich für geeignet, meint aber, teilweise sei keine
volle Leistung möglich? Immerhin hält er nicht mehr an seiner offensichtlich
übertriebenen Einschätzung vom 08.06.2005 fest (angeblich nur 50%
Arbeitsfähigkeit).

Dies stünde auch im Widerspruch zum
unbestrittenen Fehlen eines erheblichen Integritätsschadens. Die Einwände von
Herrn Dr. __________ sind rein theoretisch, insbesondere kann er sie nicht mit
konkreten Diagnosen und Befunden begründen. Es sei daran erinnert, dass auch
der Privatgutachter keine Muskelatrophie an der rechten Schulter feststellen
konnte. Die Rotatoren-manschette ist eindeutig intakt. Die
Schulter-Beweglichkeit ist frei (Abduktion bds bis 160°), nur leichte
Einschränkung der Innenrotation rechts. Wir sehen darum weiter keinen
angemessenen objektiven Grund, warum alle 5 in Akt 164 beschriebenen
Arbeitsplätze nicht ganztags und mit 100% Leistung zumutbar sein sollten (keine
zusätzlichen Pausen nötig).

Der Unterzeichnete stützt sich bei seiner
ergänzenden Beurteilung auf Akten und Röntgenbilder sowie seine langjährige
Erfahrung als Chirurge und Versicherungsmediziner. Entscheiden sind jedoch die
kompetenten kreisärztlichen Untersuchungsberichte." 

                                         (XIV bis)

 

                                         Da parte
sua, il chirurgo ortopedico privatamente consultato dall’assicurato ha così replicato:

 

"  La
presa di posizione del dr. __________ non apporta nessuna precisazione
ulteriore sulle attività ritenute esigibili da parte della CO 1.

 

Non si tratta concretamente di mettere in dubbio l’esperienza
chirurgica e quella medico-assicurativa degli attori coinvolti, ritengo
tuttavia non possano venire scotomizzate (in parte anche interpretate in
maniera per lo meno fuorviante) le considerazioni espresse dall’orientatore AI
sulla base in particolare di un periodo prolungato di osservazione al lavoro
pratico. In questo contesto veniva in particolare puntualizzata un’aumentata
affaticabilità nell’esecuzione di lavori ripetitivi, anche se leggeri, come per
esempio nella limatura o sbavatura di pezzi, oppure nello svolgimento di lavori
in serie al trapano.

 

Non ritengo possano neppure venir sottaciute le considerazioni
espresse dal prof. __________ nel referto del 6.1.2003, quando riteneva una
capacità lavorativa del 50% in un posto di lavoro strutturato in maniera
ideale."

                                         (doc. D 1)

 

                               2.5.   Chiamata ora a pronunciarsi,
questa Corte osserva, in primo luogo, che il dott. __________
ha esplicitamente riconosciuto che le limitazioni funzionali legate al danno
alla spalla destra, sono quelle descritte dal dott. __________ in occasione
della visita medica di chiusura dell’11 marzo 2003 (XIII, p. 2 e doc. 97).
Quindi, impossibilità di alzare/trasportare pesi oltre i 45 kg fino all’altezza
dei fianchi, rispettivamente, oltre i 10 kg sopra l’orizzontale, oppure di
eseguire dei lavori in modo duraturo sopra la testa.

                                         D’altronde,
le limitazioni descritte dal dott. __________ sono quelle che si riscontrano,
normalmente, in assicurati che hanno lamentato un danno alle spalle: in
sostanza, si tratta dell'impossibilità di sollevare, rispettivamente, di
trasportare pesi anche solo relativamente importanti nonché d'ingaggiare l'arto
superiore interessato in mansioni da eseguire al di sopra dell'orizzontale
(cfr., fra le tante, STCA del 23 novembre 1998 nella causa O., 35.1998.63 e
STCA del 29 luglio 1999 nella causa C., 35.1998.117, confermata dal TFA con
pronunzia del

3 gennaio 2000, U 296/99).

                                         Il dott. __________,
da parte sua, non ha affatto preteso che il caso sub judice presenta
delle particolarità che imporrebbero una diversa valutazione dell’esigibilità
lavorativa. 

                                         In
secondo luogo, il TCA ritiene che le critiche generali sollevate dal dott. __________
nei riguardi delle DPL elaborate dall’CO 1, non possano essere seguite. 

                                         In
particolare, non condivisibile appare la sua affermazione secondo cui, citiamo:
“… non riesco ad estrapolare sempre della DAP cosa l'assicurato deve fare: ad
esempio se il braccio è contro il corpo oppure no, quali movimenti ripetitivi
egli deve svolgere.” (XIII). 

                                         Secondo
questo Tribunale, le DPL forniscono invece una descrizione puntuale delle
esigenze fisiche richieste dal posto di lavoro in questione (specificando pure
la frequenza con la quale ogni singola mansione deve venir svolta), che corrispondono
del resto a quelle che vengono utilizzate dai medici __________ dell’CO 1 per
tracciare l’esigibilità lavorativa in occasione delle visite di chiusura (per
una esposizione dettagliata del contenuto delle DPL, cfr. Stefan A.
Dettwiler, "Suva «DAP»t" nicht im Dunkeln. Invalidenlohnbemessung
anhand konkreter Arbeitsplätze (DAP) in SZS 2006, pag. 7 seg.). 

 

                                         Ora, le
attività considerate dall’Istituto assicuratore convenuto, così come vengono
descritte dalle relative DPL, rispettano manifestamente i limiti funzionali
indicati dal medico di circondario (e avallati esplicitamente dal dott. __________).

 

                                         Inoltre,
per quanto concerne specificatamente l’attività di magazziniere presso la ditta
__________ di __________, la relativa DPL (n. 2440) fornisce una risposta
chiara all’interrogativo sollevato dal sanitario consultato dall’insorgente
(cfr. XIII: “Il dr. __________ sottolinea che relativamente alla descrizione di
questo posto di lavoro mancano riferimenti più precisi a dove deve essere
stoccata la merce, se in alto o in basso.” – il corsivo è del redattore),
nella misura in cui essa prevede che soltanto di rado il lavoratore è
chiamato a sollevare/trasportare pesi oltre l’altezza del torace.

                                         Un
discorso analogo vale per la professione di aiuto meccanico industriale presso
la ditta __________ di __________: dalla DPL n. 2479 si evince in effetti che
movimenti di rotazione nell’ambito della manipolazione di attrezzi sono
infrequenti. 

 

                                         Anche in
relazione alla possibilità di introdurre delle pause supplementari durante il
tempo di lavoro, visto che a detta del dott. __________ il problema
risiederebbe piuttosto nella resistenza, le DPL sono esplicite: tutte e cinque
la prevedono. 

 

                                         L’accenno
fatto dal dott. __________ alla valutazione espressa il 6 gennaio 2003 dal
Prof. dott. __________ (cfr. doc. D 1: “Non ritengo possano neppure
venir sottaciute le considerazioni espresse dal prof. __________ nel referto
del 6.1.2003, quando riteneva una capacità lavorativa del 50% in un posto di
lavoro strutturato in maniera ideale.”), non può essere di soccorso all’assicurato.

                                         In
effetti, leggendo l’affermazione del dott. __________ nel suo contesto, si
evince chiaramente che egli intendeva in realtà riferirsi all’abituale attività
di muratore e non ad altre attività sostitutive adeguate (doc. 85: “Herr RI 1
ist der Ansicht, dass mit der vorhandenen Schulterfunktion eine brauchbare
Arbeitsleistung als Maurer nicht erreicht werden kann. Meines Erachtens dürfte bei optimal strukturiertem
Arbeitsplatz eine 50%ige Arbeitsleistung erreicht werden können.” – il corsivo
é del redattore). 

 

                                         Parimenti
inconferenti appaiono gli esiti del periodo di osservazione (17 maggio-31
agosto 2004) compiuto presso il __________ di __________. 

                                         In primo luogo,
occorrerebbe che le mansioni proposte a RI 1 fossero veramente compatibili con le
limitazioni funzionali segnalate dal medico __________ dell’CO 1, aspetto che
però non emerge con sufficiente chiarezza dal rapporto di osservazione del 29
luglio 2004, in cui si parla genericamente di “attività produttive”, di
“orologeria”, di “officina meccanica”, nonché di “giornata con un viticoltore”
(allegato al doc. 149). 

                                         In secondo luogo, e ciò
risulta chiaramente dal rapporto di fine sorveglianza del 6 agosto 2004, se
l’osservazione non è stata coronata da successo è anche a causa delle “scarse
conoscenze scolastiche di base”, nonché della “lentezza di comprensione e di
esecuzione relativa alla dinamica di personalità dell’assicurato” (doc. 149). 

 

                                         Tutto ben
considerato, questa Corte è quindi dell’avviso che, da un punto di vista
medico, RI 1 è in grado di esercitare, a tempo pieno e con un rendimento
completo, le attività lavorative designate dall’CO 1. 

 

                               2.6.   Si tratta
ora di esaminare le conseguenze del danno alla salute dal profilo economico. 

                                         Per
quanto concerne il reddito da valido, sulla scorta dei dati che
figurano all'incarto (cfr. doc. 158 e 164), l'insorgente avrebbe guadagnato,
nel 2004 (cfr., a questo proposito, DTF 128 V 174 = RAMI 2002 U 467, p.
511ss.), qualora non fosse rimasto vittima dell’infortunio assicurato, un
importo annuo di fr. 62'381.80. 

                                         Tale
importo, del resto, non è stato contestato dall'assicurato e può pertanto
essere fatto proprio da questo Tribunale. 

 

                               2.7.   Per quanto
riguarda invece il reddito da invalido, la giurisprudenza
federale si fonda sui criteri fissati nelle sentenze pubblicate in DTF 126 V 75
seg. e in DTF 129 V 472 seg..

 

                                         Nella prima sentenza di
principio la Corte ha stabilito che ai fini della determinazione del reddito da
invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale
concreta dell'interessato. Qualora difettino indicazioni economiche effettive,
possono, conformemente alla giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti
dalle statistiche salariali. La questione di sapere se e in quale misura al
caso i salari fondati su dati statistici debbano essere ridotti dipende
dall'insieme delle circostanze personali e professionali del caso concreto
(limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi
che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente. La Corte ha precisato,
al riguardo, come una deduzione massima del 25% del salario statistico
permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire
sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle assicurazioni ha poi ancora
rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione
globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente
motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il suo
apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione.

 

                                         Nella
seconda sentenza di principio il TFA ha fissato i criteri da adempiere affinché
il reddito da invalido possa essere validamente determinato sulla base dei
salari DPL. 

                                         In quella
sede, la nostra Corte federale ha rilevato che, oltre a produrre almeno cinque
DPL, l’assicuratore infortuni è tenuto a fornire indicazioni sul numero totale
dei posti di lavoro entranti in linea di considerazione a dipendenza
dell’impedimento concreto, come pure sul salario più elevato, su quello più
basso, nonché su quello medio del gruppo cui è fatto riferimento. In tale contesto
l'Alta Corte ha inoltre rilevato: 

 

" 
(…).

Das rechtliche Gehör ist dadurch zu wahren, dass
die SUVA die für die Invaliditätsbemessung im konkreten Fall herangezogenen
DAP-Profile mit den erwähnten zusätzlichen Angaben auflegt und die versicherte
Person Gelegenheit hat, sich hiezu zu äussern

(vgl. Art. 122 lit. a UVV, gültig gewesen bis
31. Dezember 2000

[AS 2000 2913] und Art. 26 Abs. 1 lit. b VwVG, BGE
115 V 297 ff.). Allfällige Einwendungen der versicherten Person
bezüglich des Auswahlermessens und der Repräsentativität der DAP-Blätter im
Einzelfall sind grundsätzlich im Einspracheverfahren zu erheben, damit sich die
SUVA im Einspracheentscheid damit auseinander setzen kann. Ist die SUVA nicht
in der Lage, im Einzelfall den erwähnten Anforderungen zu genügen, kann im
Bestreitungsfall nicht auf den DAP-Lohnvergleich abgestellt werden; die SUVA
hat diesfalls im Einspracheentscheid die Invalidität aufgrund der LSE-Löhne zu
ermitteln. Im Beschwerdeverfahren ist es Sache des angerufenen Gerichts, die
Rechtskonformität der DAP-Invaliditätsbemessung zu prüfen, gegebenenfalls die
Sache an den Versicherer zurückzuweisen oder an Stelle des DAP-Lohnvergleichs
einen Tabellenlohnvergleich gestützt auf die LSE vorzunehmen."

                                         (DTF succitata, consid. 4.2.2) 

 

                                         Su questi
temi, cfr. D. Cattaneo, Novità e tendenze legislative e giurisprudenziali nel
campo delle assicurazioni sociali, in RDAT II-2001, p. 593ss. (p. 602-606); D.
Cattaneo, La promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle
assicurazioni sociali, in RDAT II-2003, p. 621-623 e in L’autonomia del
disabile nel diritto svizzero, Ed. Istituto delle assicurazioni sociali e
Helbing & Lichtenhahn, Bellinzona 2004, p. 128-131.

 

                               2.8.   Partendo
dalla constatazione che l'applicazione di dati salariali statistici
validi per tutta la Svizzera - quali quelli utilizzati dal TFA si rivela essere
discriminante per gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono
notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, ritenuto che il reddito
da non invalido è quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati
nel nostro Cantone senza il danno alla salute, questo Tribunale, in una
sentenza del 4 settembre 2000 nella causa R., pubblicata in RDAT I-2001, p.
250ss. e in SVR 2001 IV n. 35 – in seguito costantemente confermata ed
applicata in tutti i settori delle assicurazioni sociali (assicurazione per
l'invalidità, assicurazione contro gli infortuni e assicurazione contro le
malattie) - sentito preliminarmente il parere dell'allora direttore dell’Ufficio
federale di statistica, dottor __________, ha così precisato la propria
giurisprudenza:

 

"  In
data 26 luglio 2000 il Presidente del TCA ha inviato al dottor __________,
direttore dell'Ufficio federale di statistica, uno scritto del seguente tenore:

 

"(…)

Il Tribunale federale delle
assicurazioni in una recente, chiara giurisprudenza prescrive di fondarsi, in
molti casi, sulle vostre inchieste allorché dobbiamo determinare il reddito da
invalido ancora conseguibile da lavoratori non qualificati con problemi di
salute, che sono abili al lavoro soltanto in attività leggere adeguate.

Al riguardo vengono in particolare
utilizzati i salari fissati nella tabella TA1 (ad esempio fr. 4294.-- nel 1996,
cfr. "L'enquête suisse sur la structure des salaires
1996" pag. 17, e per la giurisprudenza, Pratique VSI 2000 pag. 85).

 

Al fine di applicare la giurisprudenza
federale, in modo corretto, nel Cantone Ticino (considerato che l'altro termine
di paragone per fissare il grado di invalidità è sostanzialmente il salario conseguito
nel nostro Cantone dall'assicurato prima dell'insorgenza del danno alla
salute), mi occorre sapere:

 

-   possiamo
utilizzare il valore statistico medio (ad es. fr. 4294.-- nel 1996) così come è
anche per il Cantone Ticino? Per quale motivo?

 

-   In caso di
risposta negativa:

  Perché no? Quale
coefficiente di riduzione occorre applicare, al salario citato, per adattarlo
alla situazione del nostro Cantone? 

(…)." (cfr. doc. V bis)

 

                                          Il dottor __________ ha così
risposto in data 14 agosto 2000:

 

"  (…)

Benché il campione dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari sia
definito per poter disporre di risultati rappresentativi a livello nazionale, è
possibile ottenere anche una serie d'indicatori salariali per singole entità
regionali, beninteso nel rispetto dei criteri di validità e di qualità
statistiche ed evidentemente ad un livello di aggregazione superiore. I valori
dell'indagine sulla struttura dei salari del 1996 che Lei cita nella sua
lettera possono dunque essere utilizzati legittimamente, dal punto di vista
statistico, per il Cantone Ticino.

In allegato Le invio tre tabelle relative ai salari mediani per l'anno 1998
(ultimi risultati disponibili), ripartiti in base al sesso e al livello di
qualificazione richiesto dal posto occupato.

I valori specifici per il Cantone Ticino sono i seguenti:

-   Nel 1998
(settore pubblico e settore privato), il salario lordo mediano per un uomo
esercitante attività semplici e ripetitive (livello 4) era di 3'813.-- franchi
al mese (cfr. tabella TA13).

-   È ancora
possibile precisare che il 50% dei lavoratori dipendenti di questa stessa
categoria guadagnava fra 3060 e 4704 franchi. Considerando unicamente il
settore privato, il salario mediano (sempre per la stessa categoria di
lavoratore dipendente) era di 3'611 franchi (cfr. TA 14).

A titolo di confronto Le invio anche
la tabella TA1 relativa ai salari mediani della Svizzera (settore privato),
ripartiti stavolta per settore economico (…)." (cfr. doc. V bis)

 

                                         Al fine di non
discriminare gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono
notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, visto che il reddito da
non invalido è quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati
nel nostro Cantone senza il danno alla salute, questo Tribunale ha quindi
deciso che nell'applicazione dei dati statistici occorre utilizzare la tabella
che riflette i salari versati nella nostra regione, sulla base della seguente
argomentazione:

 

"  Se
si ignorasse questo aspetto, sostenendo per ipotesi che siccome la LAINF è una
legge federale occorre riferirsi ad un unico dato salariale statistico valido
per tutto il paese (ad esempio fr. 4628.-- nel 1998 per un uomo, cfr. TA1; DTF
124 V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85), si finirebbe per utilizzare dati
salariali irrealistici ed in definitiva giungere ad un risultato che non
garantisce l'uguaglianza di trattamento (cfr. DTF 126 V 36; DTF 126 V 48; STFA
del 22 maggio 2000 nella causa I. (I 312/99); DTF 126 I 76)."

 

                                         Su questi
argomenti, cfr. D. Cattaneo, La promozione dell'autonomia …, in RDAT II-2003,
p. 618-621 e in L’autonomia del disabile nel diritto svizzero, Ed. Istituto
delle assicurazioni sociali e Helbing & Lichtenhahn, Bellinzona 2004, p.
124-128;

D. Cattaneo, "La contribution du Tribunal des assurance du Canton du Tessin
à la jurisprudence suisse en matière de securité sociale", in CGRSS n°
33-2004, p. 19 seg. (28-33).

 

                                         Nell’ambito
di una procedura ricorsuale attualmente pendente dinanzi al TFA (causa U
56/03), la Presidente della Corte federale, giudice Leuzinger, il 28 aprile
2006 ha informato le parti (e questo Tribunale) che, citiamo:

 

" 
… la Corte plenaria del Tribunale federale delle
assicurazioni ha stabilito l’inapplicabilità dei valori regionali (Tabella TA13)
di cui all’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS) – edita
dall’Ufficio federale di statistica – per la determinazione del reddito
ipotetico da invalido."

 

                                         Ne
consegue che il reddito da invalido andrà d’ora in poi determinato in
applicazione dei valori nazionali (Tabella TA1) oppure, se del caso,
soddisfatte le condizioni di cui alla DTF 129 V 472, in base alle DPL elaborate
dall’INSAI. 

 

                               2.9.   Per
determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato, l'assicuratore LAINF
convenuto ha compiuto in sede amministrativa degli accertamenti presso alcune
aziende ticinesi. Dai medesimi risulta che nelle attività leggere che
l'assicurato sarebbe in grado di esercitare tenuto conto dei postumi residuali
che interessano la spalla destra, e meglio l’operaio addetto al controllo delle
punte per trapani di dentisti presso la __________, il magazziniere presso la __________,
l’aiuto meccanico industriale presso la __________, l’operaio di fabbrica
presso la __________ e, infine, il controllore di abbonamenti presso la __________,
i dipendenti di tali ditte percepivano in media, nel 2004, un reddito annuo
pari a fr. 49'215.40 (cfr. doc. 164).

                                         D’altro
canto, sempre in conformità alla giurisprudenza evocata, l'assicuratore
infortuni ha fornito informazioni sul numero globale dei posti di lavoro che
entrano in linea di conto alla luce degli impedimenti presentati
dall'assicurato, sul salario massimo e minimo, così come sul salario medio.

                                         In
effetti, dalla tabella prodotta in allegato al doc. 164 si evince che sono 87 i
posti di lavoro che entrano in considerazione, che i salari minimo e massimo
ammontano, rispettivamente, a fr. 26’025.-- e a fr. 59'854.--, e infine che
quello medio è di fr. 45'159.--.

 

                                         In
relazione all’esigenza di rappresentatività del reddito da invalido stabilito
in base alle DPL (cfr. DTF 129 V 472), il TCA osserva che il valore considerato
dall’assicuratore LAINF convenuto (fr. 49'215.40) è superiore di circa il 9%
rispetto alla media dei salari medi (fr. 45'159.--). 

 

                                         Interrogato
in merito, l’CO 1 ha osservato quanto segue: 

 

" 
Nella sentenza di principio di cui al DTF 129 V
472, il TFA ha fissato i criteri da adempiere affinché il reddito da invalido
possa essere validamente determinato sulla base dei salari DPL, ossia che
l’assicuratore infortuni è tenuto a produrre almeno 5 DPL, come pure a fornire
indicazioni sul numero globale dei posti di lavoro che entrano in linea di
considerazione a dipendenza dell’impedimento concreto, sul salario massimo e
minimo, nonché su quello medio del gruppo cui è fatto riferimento.

Tali condizioni adempiute, il reddito da invalido
può validamente essere stabilito sulla base delle DPL, essendo la
rappresentatività dello stesso data.

 

Il TFA non pone per contro esigenze in merito al
fatto che il reddito da invalido ritenuto debba situarsi al di sotto o al di sopra
della media dei salari medi.

 

Nel caso in rassegna, atteso che le 5 DPL
ritenute adempiono chiaramente i quesiti posti dalla giurisprudenza di cui
sopra, il reddito da invalido ritenuto dalla convenuta sulla base appunto delle
5 DPL di cui al doc. 164 merita piena conferma.

 

Per completezza e a titolo informativo, le
segnaliamo che l’CO 1 ha sviluppato una propria prassi in merito, così come
dettagliatamente descritta dall’avv. Stefan A. Dettwiler della __________ dell’CO
1 in: SZS/RSAS 50/2006, p. 6ss., in particolare p. 12ss."

                                         (XVII)

 

                                         Da parte
sua, __________, nell’articolo pubblicato in SZS 2006 pag. 7 seg., ha sostenuto
che un margine del 10% (e, in determinati casi, anche maggiore) rientra nel
margine di apprezzamento di cui dispone l’amministrazione: 

 

" 
Anhand der vom EVG verlangten vier qualitativen
Anforderungen der Abfrage kann abgeschätzt werden, in welchem Bereich die fünf
ausgewählten DAP-Blätter liegen. Die CO 1 erachtet das der Vewaltung zustehende
Ermessen – Spezialfälle ausgenommen – ohne weiteres als gewahrt, wenn das aus
den fünf massgeblichen DAP-Blätter ermittelte Invalideneinkommen nicht mehr als
10% vom Durchschnitt der Durchschnittslöhne abweicht. Es besteht deshalb kein
Anlass, die fünf massgebenden DAP-Blätter genau im bzw. unterhalb des
Durchschnittsbereiches auszuwählen, wie kürzlich das Tessiner
Sozialversicherungsgericht entschieden hat. Bei den DAP-Blättern handelt es
sich um konkrete Arbeitsstellen und nicht Tabellenlöhne. Es würde auch keinen
Sinn machen, fünf DAP-Blätter auszuwählen, wenn ohnehin auf den
Durchschnittslohn der DAP-Abfrage abgestellt werden müsste.

Aber auch eine Abweichung von mehr als 10% vom
Durchschnitt ist in begründeten Fällen ohne weiteres möglich. So kann dadurch
einem tiefen/hohen Valideneinkommen oder auch Spezialkenntnissen eines
Versicherten Rechnung getragen werden. Dies ist jedoch einlässlich zu
begründen. Hierbei ist auch auf die Schadenminderungspflicht des Versicherten
zu verweisen. Unter strender Handhabe dieser Pflicht könnten auch fünf DAP-Blätter
mit dem jeweils höchstens Lohn verwendet werden. Dies würde jedoch die
Schadenminderungspflicht zu sterk strapazieren, und es bestünde die gefahr
eines Missbrauchs der DAP-Datenbank."

                                         (Stefan
A. Dettwiler, in SZS 2006 pag. 12 seg.)

 

                                         Al
riguardo, va innanzitutto precisato che, nella sua sentenza del 19 ottobre 2005
nella causa J., inc. n. 35.2005.34, citata dall’autore del menzionato articolo,
il TCA ha semplicemente indicato che, situandosi il reddito da invalido preso
in considerazione dall’CO 1 al di sotto della media dei salari medi, la
questione della rappresentatività non creava problemi di sorta. 

 

                                         Il TCA ha infatti
testualmente affermato:

 

"  Alla luce della giurisprudenza di cui alla DTF 129 V 472ss.,
le cinque DPL prodotte in causa sono numericamente sufficienti.

D’altro canto, sempre in conformità alla giurisprudenza evocata, l'assicuratore infortuni ha fornito informazioni sul numero globale
dei posti di lavoro che entrano in linea di conto alla luce degli impedimenti
presentati dall'assicurato, sul salario massimo e minimo, così come sul salario
medio.

In effetti, dalla tabella prodotta in allegato al
doc. 132 si evince che sono 20 i posti di lavoro che entrano in considerazione,
che i salari minimo e massimo ammontano, rispettivamente, a

fr. 35'321.-- e a fr. 62'701.--, e infine che quello medio è di

fr. 46'822.--. 

 

Da quanto precede, risulta che il reddito da
invalido considerato dall’INSAI (fr. 46'726.40) si situa sotto questa media 

(fr. 46'822.--), ragione per la quale esso è rappresentativo."

                                      

                                         Questa Corte,
contrariamente a quanto esposto da __________, non ha invece mai deciso che,
per essere rappresentativo il reddito desunto dalle DPL debba in ogni caso
essere inferiore o uguale alla media dei salari medi. 

 

                                         D’altra parte, a proposito
di quanto affermato dall’assicuratore infortuni convenuto
nel suo scritto del 12 aprile 2006 (il TFA non pone per contro
esigenze in merito al fatto che il reddito di invalido ritenuto debba situarsi
al di sotto o al di sopra dei salari medi", il TCA ritiene che l'esigenza,
imposta dalla giurisprudenza federale all'assicuratore che utilizza le DPL, di
dover fornire informazioni sul numero globale dei posti di lavoro che entrano
in linea di conto, sul salario massimo e minimo, così come sul salario medio,
non costituisce un esercizio fine a sé stesso. 

                                         Se l’Alta
Corte ha posto queste esigenze qualitative è evidentemente per consentire all'assicurato
(e di conseguenza all'autorità di ricorso in caso di contestazione) una
verifica della rappresentatività del reddito da invalido ritenuto con lo scopo
di calcolare il grado dell’invalidità. 

 

                                         Certo in
pratica non è possibile pretendere che il reddito da invalido risultante
dall’applicazione delle DPL si situi sempre esattamente nella media dei salari
medi. Di conseguenza va riconosciuto all’amministrazione un certo margine di
apprezzamento. 

                                         La prassi
instaurata dall’Istituto assicuratore convenuto, secondo la quale sono di
principio leciti scostamenti sino al 10%, così può dunque essere fatta propria
da questo Tribunale (in questo contesto, cfr. pure la STCA del 20 aprile 2006
nella causa S., inc. n. 35.2005.73, consid. 2.5.9., in cui questa Corte ha
ratificato uno scostamento di circa il 5% dalla media dei salari medi).

 

                                         Ciò non
significa però che l'Istituto assicuratore può sistematicamente fissare
il reddito da invalido al di sopra della media dei salari medi. Tale modo di
agire snaturerebbe infatti il senso della giurisprudenza federale. 

 

                                         In
conclusione, nella concreta evenienza, il reddito da invalido è stato
validamente determinato in base alle DPL.

                                         Esso
ammonta a fr. 49'215.40.

                                         Decurtazioni
sul reddito da invalido stabilito in applicazione delle DPL non possono entrare
in linea di conto, considerato il sistema stesso su cui si fonda questa
modalità di fissazione del reddito (cfr. DTF 129 V 472, consid. 4.2.3).

 

                                         Il grado
di invalidità del ricorrente - stabilito confrontando i fr. 49'215.40 al
reddito che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse intervenuto
l’infortunio, e cioè fr. 62'381.80 - è del 21.10%, arrotondato al 21% secondo
la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121, consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11
p. 41 (cfr. anche SVR 2004 UV Nr. 12 p. 44 in cui il TFA ha stabilito che la
giurisprudenza appena menzionata, secondo la quale il risultato aritmeticamente
esatto del grado di invalidità va arrotondato per eccesso o per difetto alla
prossima cifra espressa in percentuale intera secondo le regole applicabili in
matematica, è applicabile immediatamente, nel senso che essa si estende a
decisioni contestate che, dal punto di vista temporale, sono state emanate
prima della pubblicazione della sentenza in questione).

 

                                         Nella
misura in cui, con la decisione su opposizione impugnata, l’CO 1 ha
riconosciuto a RI 1 una rendita di invalidità del 21%, il suo ricorso deve
essere respinto.

 

                             2.10.   A titolo
abbondanziale, il TCA osserva che l’assicurato non potrebbe pretendere una
rendita di un’entità maggiore, neppure se si volesse, per pura ipotesi di
lavoro, determinare il grado della sua invalidità in applicazione dei dati
statistici (e non in base alle DPL dell’CO 1).

 

                                         In
proposito, è indubbio che, al di là di quelle ritenute dall’assicuratore
infortuni convenuto, sul mercato generale del lavoro esistono delle attività,
essenzialmente di controllo e di sorveglianza, nel settore industriale e dell’artigianato,
che RI 1 sarebbe in grado di esercitare, a tempo pieno e con un rendimento
completo, nonostante i postumi residuali che interessano il suo arto superiore destro
(cfr., del resto, XIII, p. 2: “Ci sono effettivamente delle attività che sono
fattibili al 100%, ad esempio quella di controllore è esigibile al 100%.”). 

 

                                         Conformemente
alla giurisprudenza federale di cui si è detto al considerando 2.8. in fine,
per la determinazione del reddito ipotetico da invalido tornano applicabili i
dati statistici nazionali contenuti nella Tabella TA 1.

 

                                         Orbene -
utilizzando i dati forniti dalla succitata tabella elaborata dall'Ufficio
federale di statistica - il ricorrente, svolgendo nel 2004 una professione che
presuppone qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a proposito della
rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001
U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in
media, un salario mensile lordo pari a fr. 4'588. 

                                         Riportando
questo dato su 41.7 ore (cfr. tabella B 9.2, pubblicata
in La Vie économique, 1/2-2006, p. 94), esso ammonta a fr. 4'783 mensili
oppure a fr. 57'396 per l'intero anno (fr. 4'783 x 12, ritenuto che la quota di
tredicesima è già compresa, cfr. STFA del 18 febbraio 1999 nella causa B., U
274/98, p. 5 consid. 3a).

 

                             2.11.   In ossequio
alla giurisprudenza federale, occorre, in seguito, esaminare le circostanze
specifiche del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute,
età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado
d'occupazione, cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/bb) e, se del caso, procedere ad
una riduzione percentuale del salario statistico medio. La riduzione massima consentita
ammonta al 25%, percentuale che consente "… di tener conto delle varie
particolarità che possono influire sul reddito del lavoro" (cfr. DTF 126 V
80 consid. 5b/cc).

 

                                         In una
sentenza del 25 luglio 2005 nella causa J., I 147/05, consid. 2, il TFA ha
proceduto ad una riduzione del 15% sul reddito statistico da invalido,
trattandosi di un assicurato straniero, nato nel 1953 e al beneficio di un
permesso di domicilio, che, a causa del danno alla salute, era stato giudicato
in grado di svolgere un’attività adeguata in misura del 60%.

                                         La nostra
Corte federale ha ritenuto suscettibili di incidere sul livello di reddito
ancora conseguibile dall’assicurato, gli impedimenti funzionali derivanti dal
danno alla salute (10%), così come il fatto di poter lavorare soltanto a tempo
parziale (5%):

 

" 
2.4 Aufgrund der zu Recht nicht bestrittenen
Auffassung der Gutachter des Instituts Y.________ vom 4. April 2003 ist dem
Beschwerdegegner die angestammte Tätigkeit als Schweisser nicht mehr zumutbar,
während körperlich leichte bis intermittierend mittelschwere adaptierte
Tätigkeiten zu 60% zumutbar sind (d.h. wechselbelastende Tätigkeiten ohne
Heben, Stossen und Ziehen von Lasten über 5 bis 10 kg repetitiv und vereinzelt
über 15 kg, ohne Überkopftätigkeiten und ohne Tätigkeiten in gebückter Haltung
mit Rotation der Wirbelsäule). Aufgrund dieser Einschränkungen sind keine
triftigen Gründe ersichtlich, um von einem leidensbedingten Abzug abzusehen;
dies wird von der Beschwerde führenden Verwaltung denn auch nicht bestritten.

 

2.5 Entgegen der Auffassung im kantonalen
Entscheid ist die Nationalität hier zu vernachlässigen angesichts der Tatsache,
dass die statistischen Löhne aufgrund der Einkommen der schweizerischen und der
ausländischen Wohnbevölkerung erfasst werden (AHI 2002 S. 70) und der
Beschwerdegegner kein Saisonnier ist, sondern über die
Niederlassungsbewilligung C verfügt (Urteil S. vom 16. April 2002, I 640/00
[Zusammenfassung in HAVE 2002 S. 308]). Damit gehört der Versicherte vielmehr
einer Ausländerkategorie an, für welche der monatliche Männer-Bruttolohn im
Anforderungsniveau 4 sogar etwas über dem entsprechenden, nicht nach dem
Merkmal der Nationalität differenzierenden Totalwert liegt
(Lohnstrukturerhebung 2000 S. 47 Tabelle TA12 sowie Lohnstrukturerhebung 2002
S. 59 Tabelle TA12). Es ist denn auch dieser Totalwert die massgebende
Vergleichsgrösse und nicht etwa das Einkommen der Schweizer (wie es die
Vorinstanz angenommen hat), da sich Tabellenlöhne aus den Einkommen der In- und
Ausländer zusammensetzen.

2.6 Die IV-Stelle führt in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde zwar zu Recht aus, "dass Teilzeitangestellte
nicht zwingend weniger als Vollzeittätige verdienen (zum Beispiel in
Beschäftigungsbereichen, in denen Teilzeitarbeit Nischen auszufüllen vermag,
die arbeitgeberseits stark nachgefragt und dementsprechend entlöhnt werden
...)." Jedoch wird das Invalideneinkommen hier allein aufgrund
statistischer Angaben festgesetzt, so dass die statistisch erhärtete Tatsache
der Lohneinbusse von teilzeitarbeitenden Männern im massgebenden
Anforderungsniveau 4 (einfache und repetitive Tätigkeiten) zu berücksichtigen
ist (vgl. Lohnstrukturerhebung 2000 S. 24 T8 sowie Lohnstrukturerhebung 2002 S.
28 T8), auch wenn in diesem Rahmen der prozentuale Minderverdienst nicht
schematisch dem Abzug gleichzusetzen ist (vgl. BGE 126 V 79 Erw. 5b/aa).

 

2.7 Damit sind im Rahmen des Abzuges die
leidensbedingten Einschränkungen des Versicherten (vgl. Erw. 2.4) sowie die
Möglichkeit, nur noch Teilzeit arbeiten zu können (Erw. 2.6 hievor), zu berücksichtigen.
Da die IV-Stelle in Verfügung und Einspracheentscheid keinen Abzug wegen
Teilerwerbstätigkeit berücksichtigt hat, obwohl dies angemessen gewesen wäre,
lag für das kantonale Gericht ein triftiger Grund vor, sein Ermessen an die
Stelle desjenigen der Verwaltung zu setzen; die abweichende Ermessensausübung
erweist sich deshalb insoweit als näher liegend (vgl. Erw. 2.3 hievor).
Indessen hat die Vorinstanz zu Unrecht auch den Ausländerstatus des
Beschwerdegegners berücksichtigt (Erw. 2.5 hievor). Die IV-Stelle hat jedoch
die leidensbedingten Einschränkungen - angesichts der Beschwerden - mit einem
Abzug von 10% vom Tabellenlohn berücksichtigt; wird auch der Tatsache Rechnung
getragen, dass der Beschwerdegegner nur noch teilerwerbstätig sein kann, erscheint
- gesamthaft gesehen - das Ermessen der Vorinstanz als näher liegend. Damit
hatte diese genügend triftige Gründe, um vom Abzug der Verwaltung abzuweichen,
so dass ein solcher in Höhe von 15% vorzunehmen ist, was zu einem
Invaliditätsgrad von 52% und damit zum Anspruch auf eine halbe Invalidenrente
führt."

                                         (STFA
succitata). 

 

                                         In
un’altra pronunzia del 25 luglio 2005 nella causa Y., U 420/04, consid. 2 -
riguardante un assicurato straniero, nato nel 1961 e al beneficio di un
permesso di domicilio, totalmente abile in attività lavorative leggere da un
profilo dell’impegno fisico - lo stesso TFA ha nuovamente applicato una
decurtazione del 15% (“Dem Beschwerdegegner sind aus medizinischer Sicht
unbestrittenermassen keine schweren Arbeiten mehr zumutbar (vgl. Erw.
2.5.1 hievor), sodass er den bisher ausgeübten Tätigkeiten nicht mehr nachgehen
kann. Mit den von der SUVA verfügten 15% wird sowohl dem
Verlust, Schwerarbeit leisten zu können, als auch der leidensbedingten
Einschränkung, die für sich nicht sehr ausgeprägt ist, angemessen Rechnung
getragen”). 

 

                                         In una sentenza del 25 aprile 2005 nella causa R., inc. 35.2004.104,
il TCA ha fornito alcune indicazioni circa le modalità secondo le quali deve
essere applicata la riduzione percentuale sul reddito statistico da invalido,
argomentando:

 

" 
Su quest’ultimo punto, il TCA ha attentamente
esaminato alcune recenti sentenze federali e ne ha ricavato l’impressione di
una prassi non sempre coerente.

A titolo di esempio, in una sentenza del 14
febbraio 2005 nella causa T., I 594/04, consid. 2.3, il TFA ha indicato che
l’età dell’assicurato (47 anni al momento del rilascio della decisione
impugnata) non rappresentava un fattore di riduzione, stabilendo inoltre che i
lavoratori ausiliari, su un mercato equilibrato del lavoro, vengono richiesti a
prescindere dalla loro età e quindi che, in queste attività, l’età di per sé
non influisce sul livello retributivo. 

Per conto, in una pronunzia del 20 gennaio 2005
nella causa R., I 138/04, consid. 4.3., la stessa Alta Corte federale ha
applicato una riduzione sul reddito statistico da invalido, trattandosi di un
assicurato di 35 anni, dichiarato completamente abile in attività semplici e
ripetitive nel settore dei servizi, “en regard de l’âge de l’assuré et
des limitations résultant de l’atteinte à sa santé” (la sottolineatura è del
redattore). 

 

In un’altra sentenza del 23 febbraio 2004 nella
causa M., B 67/04, consid. 3.3.2 - concernente un assicurato di 54 anni al
beneficio di un permesso di domicilio - l’Alta Corte non ha ritenuto che l’età
costituisse un fattore di riduzione. 

Del resto, con riferimento all’art. 28 cpv. 4
OAINF (cfr. consid. 2.4.), la giurisprudenza federale ha stabilito che questa
disposizione torna applicabile agli assicurati che, alla data di inizio della
rendita di invalidità, hanno un’età attorno ai 60 anni (cfr. DTF 123 V 419
consid. 1b; SVR 1995 UV 35, p. 105 consid. 2b). 

 

Al fine di garantire l’uguaglianza di trattamento
fra assicurati (circa la necessità di introdurre dei criteri obiettivi allo
scopo di evitare disparità di trattamento, cfr. DTF 123 V 104 consid. 3e, DTF
115 V 138ss. consid. 6-7, 405ss., consid. 4-6; STFA del 24 febbraio 2005 nella
causa S., U 80/04, consid. 4.2.1), questo Tribunale – chiamato peraltro, in
talune circostanze, a direttamente quantificare la riduzione percentuale (cfr.,
ad esempio, la STFA del 25 febbraio 2003 nella causa P., U 329 + 330/01) – e
visto che il problema si pone in modo analogo in alcuni importanti settori
delle assicurazioni sociali (assicurazione per l’invalidità, previdenza
professionale, assicurazione contro gli infortuni e assicurazione contro le
malattie), ritiene di dover fornire le seguenti indicazioni.

 

Ad ognuno dei fattori di rilievo indicati dalla
giurisprudenza federale corrisponde una decurtazione del 5%. 

Per quanto riguarda specificatamente la riduzione
percentuale legata alla limitazione addebitabile al danno alla salute,
l’esistenza, in un caso concreto, di impedimenti di una particolare gravità,
che in genere limitano l’assicurato anche nell’esercizio di un’attività
sostitutiva, può comunque giustificare l’applicazione di una riduzione più
elevata (cfr., in questo senso, la STFA del 16 febbraio 2005 nella causa C., I
559/04, consid. 2.2, in cui la Corte federale ha avallato la riduzione decisa
dall’amministrazione (15%), trattandosi di un assicurato abile soltanto
parzialmente in attività leggere, la STFA del 17 febbraio 2005 nella causa B.,
I 1/04, consid. 4.3.4, in cui è stata applicata una decurtazione del 10% per
tenere conto delle difficoltà legate al danno alla salute e la STFA del 23
febbraio 2005 nella causa B., I 632/04, consid. 4.2.2, in cui è stata
confermata una riduzione del 15% per ragioni di salute). 

La presenza cumulativa di più fattori legittima
l’applicazione della riduzione massima del 25% (cfr., in questo senso, la STFA
del 4 febbraio 2003 nella causa S., U 311/02, consid. 4.3). 

 

Nella già citata sentenza del 23 febbraio 2004
nella causa M., il TFA ha applicato una deduzione globale del 15% motivata
dagli impedimenti legati al danno alla salute, ritenendo assenti gli altri
fattori di riduzione (anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di
dimora, grado di occupazione)."

                                         (STCA
succitata, consid. 2.11.)

 

                             2.12.   Nella presente
fattispecie, l'importo stabilito dall'Istituto assicuratore convenuto a
titolo di reddito da invalido, ammonta a fr. 49'215.40
(consid. 2.9.).

 

                                         Esso corrisponde a una
riduzione leggermente inferiore al 15% del reddito statistico desunto dalla
Tabella TA 1 (fr. 49'215.40 rappresentano infatti l’85.7%
di fr. 57'396), ciò che alla luce delle specifiche circostanze
del caso concreto (statuto di frontaliere e impedimenti legati al danno alla
salute) e dei precedenti giurisprudenziali, appare senz’altro adeguata. 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti