# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2d32898c-d1d1-5b01-86bc-a5cd8aca5478
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 09.03.2010 (pubblicato) 12.2002.189
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2002-189_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2002.189

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente,

  Chiesa e Epiney-Colombo

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa -inc. n. OA.1997.00707
della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 3- promossa con petizione 25
settembre 1997 da

 

	
   

  	
  __________

  rappr. dall’avv.
  __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  __________

  rappr. dall’avv.
  __________

   

  

con cui
l’attrice ha chiesto la condanna del convenuto al pagamento di fr. 9'000.-
oltre interessi, somma aumentata in replica a fr. 9'572.75 e con le conclusioni
a fr. 13'834.75; 

 

domanda
avversata dal convenuto che ha postulato la reiezione della petizione e in via
riconvenzionale ha chiesto la condanna della controparte al pagamento di fr.
500.- più interessi; 

 

sulle
quali il Pretore si è pronunciato, con sentenza 3 ottobre 2002, con cui ha
respinto entrambe le cause;

 

appellante
l'attrice con atto di appello 23 ottobre 2002, con cui chiede, previa
concessione dell'assistenza giudiziaria, la riforma del querelato giudizio nel
senso di accogliere la petizione, protestando spese e ripetibili di entrambe le
sedi;

 

mentre il
convenuto con osservazioni 14 novembre 2002 postula la reiezione del gravame,
pure con protesta di spese e ripetibili;

 

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   In
data 26 luglio 1995 __________ ha acquistato da __________ un'automobile Subaru
1.8 GL 4WD automatica, collaudata, entrata in circolazione nell'aprile 1989, ad
un prezzo di fr. 7'000.- (doc. A). Al momento della consegna del veicolo,
avvenuta il 2 agosto successivo, essa ha trattenuto un importo di fr. 500.-, somma
che avrebbe dovuto essere pagata dopo la riparazione del paraurti anteriore,
del parafango posteriore e di un sottoporta (doc. C).

 

 

                                   2.   Con
la petizione in rassegna l'acquirente, ravvisata la presenza di tutta una serie
di difetti nell'auto -in particolare oscillazione dei freni posteriori, carenze
degli ammortizzatori posteriori, difetto di geometria, rumore del cambio,
problema allo sterzo, volante non originale, clacson non funzionante, scarsa
ripresa- da lei tempestivamente notificati, ha chiesto la risoluzione del
contratto e la condanna del venditore alla rifusione del prezzo di vendita (fr.
6'500.-), del costo dei PE (fr. 138.-), delle spese indicate nei PE stessi (fr.
600.-), delle spese per la verifica da parte del __________ (fr. 120.-), delle
spese per il controllo della geometria (fr. 70.-), delle fatture per la
sostituzione delle gomme (fr. 430.-) del semiasse (fr. 530.-) e della batteria
(fr. 140.-), delle spese postali, telefoniche e di scritturazione (fr. 152.50)
nonché della fattura dell'avv. __________ (fr. 319.50). In replica essa ha pure
preteso il rimborso della fattura per la sostituzione della marmitta (fr.
572.75), mentre in sede conclusionale ha esteso le sue richieste alla fattura
per la sostituzione degli ammortizzatori (fr. 422.-) e alle spese di posteggio
(fr. 3'840.-).

 

 

                                   3.   Il
convenuto si è opposto alla petizione contestando in particolare la
tempestività della notifica dei difetti e rilevando che gli inconvenienti
lamentati dalla controparte, che per altro non rientravano tra quelli per cui
era stata concessa la garanzia contrattuale di 3 mesi, limitata al motore (cfr.
doc. C), non costituivano in realtà dei difetti, in quanto non eccedevano la
normale usura del veicolo. Ritenendo di aver eseguito le riparazioni concordate
il 2 agosto 1995, egli in via riconvenzionale ha a sua volta preteso il
pagamento del saldo del prezzo di vendita di fr. 500.-.

 

 

                                   4.   Con
la sentenza qui impugnata, il Pretore, oltre ad aver respinto -per motivi che
qui non torna conto indicare- la riconvenzionale, si è analogamente pronunciato
anche sulla petizione. Il giudice di prime cure, richiamate correttamente le
disposizioni di legge che disciplinano la garanzia per i difetti della cosa
venduta (art. 197 e segg. CO), ha innanzitutto accertato la tempestività della
notifica da parte dell'attrice. Rilevato che, per giurisprudenza invalsa, nella
compravendita di automobili d'occasione i diritti di garanzia dell'acquirente
erano limitati, nel senso che l'esistenza di un difetto poteva essere ammessa solo
se l'anomalia riscontrata eccedeva l'usura normale del veicolo, egli ha
provveduto ad esaminare se quanto lamentato dall'attrice con riferimento al
cambio, alla geometria, ai freni, al volante, allo sterzo e agli
ammortizzatori, eccedesse l'ordinario deperimento, concludendo per la negativa:
il perito giudiziario ing. __________ aveva in effetti confermato che tutti i
pezzi sostituiti dopo l'acquisto erano elementi sottoposti a normale usura; il
veicolo acquistato consisteva del resto in un auto di quasi 6 anni e mezzo,
almeno di terza mano, non di lusso, che aveva circolato fino al 18 gennaio 2002
percorrendo altri ca. 27'000 Km, priva dei necessari libretti di servizio e per
la quale era stata concessa una garanzia di 3 mesi per il solo motore, ciò che
imponeva un minor rigore nella valutazione della difettosità; in ogni caso,
esprimendosi sugli inconvenienti che riguardavano sia pure indirettamente il
motore, e meglio il cambio e il catalizzatore, il perito aveva chiaramente
escluso che gli stessi potessero essere considerati difetti in senso normativo,
tanto più che le riparazioni eseguite in seguito dall'attrice erano a loro
volta dovute alla normale usura.

 

 

                                   5.   Dell'appello,
con cui l'attrice, previa concessione dell'assistenza giudiziaria, chiede la riforma
del giudizio pretorile nel senso di accogliere integralmente la petizione, e
delle osservazioni, con cui il convenuto postula la reiezione del gravame, si
dirà, se necessario, nei prossimi considerandi.

 

 

                                   6.   Nelle
osservazioni all'appello (p. 3) parte convenuta ha dichiarato di non
condividere l'assunto con cui il Pretore aveva concluso per l'ammissibilità ed
il carattere probante delle cassette audio prodotte dalla controparte quali
doc. UU e UU1, rilevanti per l'accertamento della tempestività della notifica
dei difetti. Sennonché, avendo essa in precedenza (sempre a p. 3) addotto che
il giudizio pretorile in merito alla tempestività della notifica dei difetti
avrebbe potuto anche essere ammesso, dal momento che effettivamente l'attrice
alcune settimane dopo l'acquisto aveva espresso il suo scontento per come la
vettura funzionava (a questo proposito, cfr. in ogni caso l'interrogatorio
formale del convenuto ad 12, 37, 38 e 46 e la testimonianza __________ p. 3 e
seg.), la questione sollevata in questa sede può in definitiva rimanere
irrisolta.

 

 

                                   7.   Dovendosi
con ciò confermare la tempestività della notifica dei difetti da parte
dell'attrice, si tratta ora di stabilire se in concreto l'automobile venduta
fosse effettivamente difettosa oppure no. 

                                         Il
Pretore ha giustamente evocato il principio giurisprudenziale, secondo cui in
caso di compravendita di automobili d'occasione l'esistenza di un difetto può
essere ammessa solo se l'anomalia riscontrata eccede l'usura normale del
veicolo (JdT 1968 I 401; cfr. pure Giger, Berner Kommentar, N. 81
ad art. 197 CO). Nelle particolari circostanze, però, il fatto che le parti non
si siano limitate ad accordarsi per la vendita di una semplice automobile
d'occasione, ma abbiano pure specificato che si trattava di una vettura
collaudata, modifica la situazione e permette tutto sommato di concludere -ciò
che trova conferma nella dottrina e nella giurisprudenza (Maissen,
Sachgewährleistungsprobleme beim Kauf von Auto-Occasionen, Zurigo 1999, p. 65 e
in particolare le note 208 e seg.)- per l'esistenza di una garanzia implicita
del venditore circa la funzionalità e l'idoneità all'uso del veicolo: il fatto
che in sede di interrogatorio formale il convenuto abbia ammesso implicitamente
di essere un meccanico, avendo in precedenza lavorato presso il garage
__________ (ad 1), e di occuparsi a quel momento della vendita d'automobili a
titolo professionale, ciò che del resto è provato dal fatto che egli era stato
in grado di sottoporre all'attenzione dell'attrice ben 3 automobili (ad 2),
appoggiandosi al garage __________ (ad 12, cfr. pure doc. H), è innanzitutto
tale da far insorgere nell'attrice acquirente, oltretutto non cognita in
materia, un accresciuto grado di fiducia circa le affermazioni formulate dalla
controparte; ma è soprattutto il fatto che il collaudo sia stato effettuato 2
giorni dopo la conclusione del contratto (cfr. doc. rich. I°) a indurre
l'attrice a ritenere che nel frattempo le condizioni dell'auto non siano mutate
e comunque non certo in modo tale da comprometterne addirittura
l'utilizzabilità. In tali circostanze, gli inconvenienti dell'automobile
accertati dal __________ dopo la consegna all'attrice, relativi ai freni
posteriori, agli ammortizzatori posteriori, alla geometria (rispettivamente
sterzo), al differenziale, rumoroso in rilascio e in tiro (doc. D), devono
senz'altro essere considerati dei difetti, al pari dei difetti al volante e al
clacson, accertati nel corso dell'istruttoria.

 

 

                                   8.   Questo
accertamento permette di accogliere, almeno in parte, le richieste formulate
dall'attrice con la petizione.

                                         Passando
in rassegna le varie posizioni, occorre innanzitutto premettere che la
richiesta di risoluzione del contratto con la contestuale pretesa di
restituzione del prezzo di vendita (fr. 6'500.-) non può essere accolta già per
il fatto che l'attrice vi ha espressamente rinunciato in sede conclusionale (p.
6; cfr. pure il diverso petitum a p. 7), modificando a quel momento la
sua precedente scelta a favore del minor valore della cosa venduta (sull'ammissibilità
del cosiddetto "ius variandi", cfr. Giger, op. cit., N.
69 ad art. 205 CO; Honsell, Basler Kommentar, 2. ed., N. 3 ad art. 205
CO; Maissen, op. cit., p. 79; DTF 96 II 181 consid. 3b; IICCA
5 febbraio 1996 inc. n. 12.95.277), questione su cui per altro torneremo in
seguito. Vanno a loro volta disattese siccome irricevibili, in quanto sollevate
per la prima volta solo in sede conclusionale (art. 78 CPC), le pretese
relative alle spese di posteggio (fr. 3'840.-), posizione che in ogni caso non
spettava all'attrice, ma semmai a suo figlio __________, titolare del relativo
contratto di locazione (doc. BBB), e quella relativa alla sostituzione di due
ammortizzatori (fr. 422.-, doc. VV). Del tutto infondate risultano poi le
pretese per spese incluse nei PE (fr. 600.-, doc. L e M), che invero non è dato
a sapere a cosa si riferiscano, le spese postali, telefoniche e di
scritturazione (fr. 152.50), che, contrariamente a quanto ritenuto
dall'attrice, non hanno trovato alcun riscontro nel doc. DD o in altri documenti,
come pure la fattura dell'avv. __________ (fr. 319.50), che, oltre a non essere
stata versata agli atti sub doc. U, non era in ogni caso tale da essere
risarcita dalla controparte, atteso che quanto svolto dal legale, in sostanza
solo l'inoltro di un'istanza di conciliazione avanti all'UC per le controversie
tra consumatori finali e fornitori (doc. BB) e la richiesta di rinvio della
relativa udienza (doc. DD), non costituiva un danno ai sensi della
giurisprudenza, non trattandosi di prestazioni giustificate, necessarie e
appropriate per la salvaguardia dei diritti del suo cliente (DTF 117 II
101 consid. 6b; ICCTF 12 febbraio 2003 in re J./G. SA; IICCA 11
marzo 2003 inc. n. 12.2002.98). Restano pure a carico dell'attrice, come
indicato dal perito giudiziario (perizia p. 7), le fatture relative ai lavori
di sostituzione di pezzi effettuati negli anni successivi, ovvero quelle per la
sostituzione del giunto e della cuffia del semiasse (fr. 530.-, doc. S), della
marmitta (fr. 572.75, doc. SS, fattura che oltretutto comprende pure vari
interventi di ordinaria manutenzione, ad es. il controllo dei gas di scarico,
il cambio dell'olio, ecc.), della batteria (lire 140'000, doc. T) e delle gomme
(fr. 430.-, doc. R), tanto più che la verifica da parte del __________ (doc.
D), eseguita subito dopo la consegna del veicolo, aveva confermato che quelle
parti dell'auto erano in buono stato. Può di contro essere ammessa la rifusione
delle spese per il controllo della geometria (fr. 70.-, doc. P) e per la
verifica da parte dal __________ (fr. 120.-, doc. E), in quanto l'istruttoria
ha permesso di accertare l'esistenza dei difetti riscontrati in quell'occasione
(Giger, op. cit., N. 60 ad art. 201 CO; Maissen, op. cit., p.
74). Quanto al minor valore dell'auto, ritenuto da una parte che il perito
giudiziario (perizia p. 5 e seg.), per ovviare ai difetti in questione, ha
auspicato la rettifica dei dischi dei freni (costo: fr. 150.-), la saldatura
delle lamiere anti-calore del catalizzatore (fr. 40.-), la sostituzione della nocciola
interna sinistra dello sterzo (costo: fr. 173.60), e dall'altra che oltre al
difetto riscontrato agli ammortizzatori, il quale avrebbe imposto una spesa
tutto sommato analoga a quella di cui al doc. VV, andavano pure considerati il
volante non originale, il problema dovuto al mancato funzionamento del clacson
e la rumorosità del differenziale, che, se anche non si sarebbe risolto nel
tempo con una rottura permanente (perizia p. 6), era fastidioso e contribuiva
pur sempre a rendere sgradevole la guida, questa Camera ritiene tutto sommato
equo ridurre il valore dell'auto di fr. 1'200.-, soluzione che si giustifica a
maggior ragione in considerazione della scoperta, in corso di causa,
dell'avvenuto "alleggerimento" del contachilometri, passato da Km 105'653
al momento del precedente collaudo (cfr. doc. rich. I°) a ca. Km 79'800 al
momento dell'acquisto (perizia p. 6). Stante il buon fondamento della pretesa
attorea in ragione di complessivi fr. 1'390.-, l'escussione del convenuto in
ragione di fr. 7'100.- appare eccessiva, per cui le spese dei 2 PE (di fr. 68.-
e 70.-, cfr. doc. L e M), di cui uno era invero superfluo, possono in
definitiva essere risarcite all'attrice in ragione di fr. 10.-. Dal che il
benfondato della petizione per fr. 1'400.- più interessi.

 

 

                                   9.   Ne
discende il parziale accoglimento del gravame. 

                                         La tassa
di giustizia, le spese e le ripetibili di entrambe le sedi seguono la
soccombenza (art. 148 CPC), ritenuto che l'istanza di concessione
dell'assistenza giudiziaria formulata dall'attrice in appello, pacifico il suo
stato d'indigenza, può essere accolta solo limitatamente a un decimo del valore
appellato, atteso che per le altre pretese, in gran parte irrite in questa sede
e comunque già evase con argomentazione convincente dal primo giudice, non era
sin dall'inizio dato il requisito del "fumus boni iuris" (cfr.
Cocchi/Trezzini, CPC-TI, Lugano 2000, m. 2 e 8 ad art. 157).

 

 

 

Per i quali motivi

richiamati gli art. 148
CPC e la TG

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   L’appello
23 ottobre 2002 di __________ è parzialmente accolto e di conseguenza la
sentenza 3 ottobre 2002 della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 3,
invariati gli altri dispositivi, è così riformata:

 

                                         1.   La petizione è parzialmente accolta.

                                         §    Di
conseguenza __________, è tenuto a pagare a __________, la somma di fr. 1'400.-
oltre interessi al 5% dal 27 settembre 1995 su fr. 1'200.- e dal 2 luglio 1997
su fr. 200.-.

                                         §§  La
tassa di giustizia di fr. 600.- e le spese, da anticipare dalla parte attrice e
per essa dallo Stato, restano a suo carico per  9/10 e per la rimanenza sono
caricate al convenuto. La parte attrice rifonderà al convenuto fr. 1'300.- per
parti di ripetibili.

 

 

                                   II.   L’istanza
23 ottobre 2002 di assistenza giudiziaria per la procedura di appello di
__________ è accolta limitatamente a un decimo del valore appellato, con il
gratuito patrocinio dell’avv. __________, e di conseguenza la tassa di
giustizia di fr. 280.- e le spese di fr. 20.- (in totale fr. 300.-), da
anticipare dall'appellante e meglio da quest'ultima per 9/10 e per 1/10 dallo
Stato, restano a suo carico per 9/10 e per 1/10 sono poste a carico
dell'appellato. L’appellante rifonderà inoltre all'appellato fr. 450.- per
parti di ripetibili di appello.

 

 

                                  III.   Intimazione:    - 
__________

                                         Comunicazione
alla Pretura del distretto di Lugano, Sezione 3.

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario