# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 572bfce2-26d3-5dd3-a979-65c44491344d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-10-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 20.10.1995 11.1995.230
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1995-230_1995-10-20.html

## Full Text

Incarto n.

  11.95.00230

  	
  Lugano

  20 ottobre 1995

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. Bernasconi e Giani

   

  

 

	
  segretaria:

  	
  Gianinazzi

  

 

sedente
per statuire nella causa __________.__________.__________ (misure provvisionali
in causa di stato) della Pretura del
Distretto di Lugano, Sezione 6, promossa con istanza 18 luglio 1994 da

 

	
   

  	
  __________
  __________ __________,
  __________

  (patrocinata
  dall’avv. __________ __________, __________)  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________

  (patrocinato
  dall’avv. __________ __________, __________);  

   

  

 ed ora sul decreto cautelare del 20 giugno 1995 con
cui il Pretore ha disciplinato l'assetto provvisionale dei coniugi;

 

 

esaminati gli atti,

 

posti a giudizio i
seguenti 

 

punti di questione:

 

                                   1.   Se
dev'essere accolto l'appello del 3 luglio 1995 presentato da __________
__________ contro il decreto cautelare emesso il 20 giugno 1995 dal Pretore del
Distretto di Lugano, Sezione 6;

 

                                   2.
  Se dev'essere accolta l'istanza di ammissione al beneficio dell'assistenza
giudiziaria e gratuito patrocinio formulata dall'appellante unitamente all'appello
del 3 luglio 1995;

 

                                   3.   Se
dev'essere accolta l'istanza di ammissione al beneficio dell'assistenza giudiziaria
e gratuito patrocinio formulata dall'appellata nelle osservazioni all'appello
del 12 luglio 1995;

 

                                   4.   Il
giudizio sulle spese e ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:

 

                                  A.   __________
__________ (1966), cittadino turco, e __________ __________ (1966) si sono
sposati a __________ il __________ 1991. Dalla loro unione è nata il __________
1992 la figlia __________. Il marito è giunto in Svizzera nel 1989 come
richiedente d’asilo. Ha conosciuto __________ __________ nel 1991 e l'ha
sposata non appena ottenuto il divorzio in Turchia dalla precedente moglie, da
cui ha avuto i figli __________ (1986) e __________ (1988). A seguito di un
matrimonio con __________ __________ egli è stato posto al beneficio di un
permesso di dimora. Nei primi anni della sua permanenza in Svizzera il marito
ha lavorato quale pizzaiolo; dal 1° dicembre 1992 è alle dipendenze dell'__________
__________ __________ in qualità di ausiliario presso il servizio economia
domestica dell’__________ di Lugano; si occupa del trasporto interno della
biancheria e della spazzatura. La moglie lavora quale segretaria presso la
__________ __________ __________ __________, Lugano.

 

                                  B.   In
data 18 luglio 1994 __________ __________ ha instato per il tentativo di conciliazione,
decaduto il 20 settembre successivo. Contestualmente essa ha presentato
un'istanza per l'adozione di provvedimenti cautelari tendente a ottenere
l'affidamento della figlia, la regolamentazione del diritto di visita del
marito, la fissazione di un contributo alimentare per sé e per la figlia di fr.
800.–, l'attribuzione dell'abitazione coniugale, il blocco degli averi del
marito relativi alla previdenza professionale e ad un conto bancario presso l’__________
Lugano, nonché, da ultimo, il versamento di una provvigione ad litem di
fr. 2'500.–.

                                         Con
decreto supercautelare del 19 luglio 1994 il Pretore ha stabilito l'affidamento
della figlia alla madre, ha disciplinato il diritto di visita del padre e ha
disposto il blocco del conto presso __________ come pure degli averi LPP presso
il Fondo dell'__________ __________ __________.

 

                                  C.   All'udienza
del 2 agosto 1994, indetta per il contraddittorio, il Pretore ha assegnato al
marito un termine di 20 giorni per procurarsi un legale. La moglie ha postulato
l'adozione di ulteriori provvedimenti supercautelari; in particolare ha chiesto
che il marito venisse obbligato a lasciare l'abitazione coniugale e a pagare
fr. 1'600.- mensili quale contributo alimentare a favore di moglie e figlia.
Con riferimento al decreto già emanato, ha pure richiesto la modifica della
regolamentazione del diritto di visita. Il 10 agosto 1994 il Pretore, in via supercautelare,
ha aderito alla domanda riguardo all'esercizio del diritto di visita, ha
ordinato al marito di lasciare l'abitazione coniugale entro il 15 agosto seguente
e ha stabilito in fr. 900.– il contributo alimentare per moglie e figlia.

 

                                  D.   In
considerazione del mancato versamento del contributo deciso del giudice, in
data 29 agosto 1994 la moglie ha inoltrato un'istanza di trattenuta di salario.
La richiesta è stata accolta dalla Segretaria assessora, in luogo e vece del
Pretore, mediante decreto supercautelare 31 agosto 1994 con cui ha ordinato all'__________
__________ __________, datore di lavoro del marito, di trattenere l'importo di
fr. 900.– mensili dallo stipendio del marito per poi riversarlo sul conto intestato
alla moglie.

 

                                  E.   All'udienza
3 ottobre 1994 indetta per il contraddittorio sul decreto del 10 agosto precedente
e per la notifica delle prove, la moglie si è riconfermata nelle richieste
formulate in precedenza. Il marito si è opposto a tali richieste chiedendo, in
sintesi, la riduzione del contributo alimentare a fr. 504,50 mensili, la regolamentazione
del diritto di visita secondo gli usuali criteri e lo sblocco del conto
__________; da ultimo si è pure opposto al pagamento di una provvigione ad litem.

 

                                  F.   Esperita
l'istruttoria, le parti hanno concordemente rinunciato al dibattimento
finale e hanno inoltrato, su invito del Pretore, conclusioni scritte. Statuendo
il 20 giugno 1995, il Pretore ha stabilito innanzitutto l'affidamento della
figlia __________ (1992) alla madre e regolato il diritto di visita del marito.
Con riguardo al contributo alimentare per moglie e figlia, egli ha fissato sino
al 30 settembre 1994 l'importo di fr. 1'296.–, ridotto per il seguito a fr.
855.–; a tali importi si aggiungono fr. 306.– per il pagamento di un debito
__________, contratto in comune dai coniugi. L'ordine di trattenere mensilmente
fr. 1'161.– dal salario del marito è stato confermato, così com'è stato
confermato il blocco del conto a lui intestato presso __________ Lugano; sono
stati sbloccati invece gli averi LPP del marito di cui al fondo di previdenza
del personale dell'__________ __________ __________.

 

                                  G.   Contro
la decisione pretorile __________ __________ è insorto con appello del 3
luglio 1995. Egli chiede, previa concessione dell'effetto sospensivo, la
riforma del querelato giudizio nel senso di ridurre a fr. 400.– il contributo
alimentare a favore della figlia e di sopprimere quello a favore della moglie,
con conseguente riduzione dell'importo trattenuto dal datore di lavoro. 

 

                                  H.   Il
6 luglio 1995 la presidente di questa Camera ha dichiarato irricevibile, in
virtù dell'art. 310 cpv. 4 lett. a CPC, la richiesta di effetto sospensivo formulata
dall'appellante. 

 

                                    I.   Nelle
sue osservazioni del 12 luglio 1995 __________ __________ __________ postula la
reiezione dell'appello e la conferma del decreto impugnato.

                                         Entrambe
le parti hanno chiesto di essere poste al beneficio dell'assistenza giudiziaria.

 

 

Considerato 

 

 

in diritto:

 

 

                                   1.   Secondo
l'art. 145 cpv. 2 CC, il giudice, in pendenza di un’azione di separazione o di
divorzio, prende le opportune misure provvisionali, specialmente circa
l’abitazione e il mantenimento della famiglia, i rapporti patrimoniali e la
custodia dei figli. Tali provvedimenti sono emanati con la procedura sommaria (art.
376 cpv. 2 lett. d CPC), la quale prevede un contraddittorio, intendendosi con
ciò la discussione finale, indetta dopo l'eventuale assunzione delle prove
(Rep. __________280 __________. __________ con riferimenti). A tale udienza le
parti possono essere autorizzate a produrre un riassunto scritto delle loro
allegazioni, da annettere al verbale (art. 119bis cpv. 2 CPC). Né le parti né
il giudice possono adottare tuttavia un modo di procedere diverso da quello
stabilito dalla legge (art. 101 CPC). Se la parti rinunciano alla discussione
finale, non può quindi essere autorizzata nemmeno la presentazione di riassunti
scritti, giacché non vi è alcun verbale di udienza. I memoriali presentati
dalle parti il 5 e l'8 maggio 1995 sono quindi irriti e andrebbero stralciati
dagli atti. Dato che essi sono stati inoltrati con l'assenso del Pretore, si
può rinunciare per questa volta al provvedimento. Le parti sono avvertite
tuttavia che non potranno più beneficiare su analoga provvidenza (I CCA
sentenza del 21 luglio 1995 in re P./P.).

 

                                   2.   Il
criterio per la definizione dei contributi alimentari ai fini dell’art. 145
cpv. 2 CC è disciplinato dal diritto federale e si fonda sul riparto
dell’eccedenza una volta dedotto dal reddito familiare il fabbisogno personale
dei coniugi e dei figli (DTF 114 II 31 __________. __________ e __________). Il
fabbisogno dei coniugi è determinato in base al minimo vitale del diritto
esecutivo, cui vanno aggiunti gli oneri fiscali e le spese correnti della famiglia,
in particolare i premi della cassa malati e delle assicurazioni domestiche (DTF
114 II 394 __________. __________; Perrin,
La méthode du minimum vital, in: SJ 115/1993 pag. 429). Il fabbisogno dei figli
è stabilito, per prassi costante di questa Camera, in base alle Raccomandazioni
edite dall’Ufficio della gioventù del Canton Zurigo (aggiornamento gennaio 1993
in: RDT 1993 pag. 78), adattate caso per caso in virtù del principio
inquisitorio che governa il diritto di filiazione (DTF 120 II 231 consid. 1c
con rinvii). 

 

                                   3.   Nella
fattispecie l'appellante censura innanzitutto il computo del suo fabbisogno personale
mensile effettuato dal Pretore. Questi ha infatti determinato tale fabbisogno
in fr.1'956.– fino al 30 settembre 1994 e in fr. 2'506.– per il seguito,
comprendente fr. 900.– per il minimo di base, fr. 550.– per il canone di
locazione, dal 1° ottobre 1994, fr. 100.– per le trasferte con i mezzi
pubblici, fr. 360.– per il contributo dovuto ai figli in Turchia, fr. 306.– per
metà del rateo derivante dal debito __________, fr. 140.– per la cassa malati e
infine fr. 150.– per i pasti consumati fuori casa.

 

                                  a)   L'appellante
critica la valutazione del canone di locazione, adducendo che non sarebbe
ragionevole pretendere che egli occupi per sempre un monolocale al prezzo di
fr. 550.–, avendo egli il diritto di cercare un'abitazione dalle dimensioni più
consone alle sue esigenze. A ragione. I coniugi hanno infatti diritto a una sostanziale
parità logistica in virtù del principio dell’uguaglianza e un onere per
alloggio di fr. 750.– mensili comprensivo delle spese accessorie per un
appartamentino adatto a una persona sola non è fuori luogo a Lugano e dintorni.

 

                                  b)   Il
marito chiede inoltre che gli venga riconosciuto un importo di fr. 150.– per le
spese di trasferta, stimando in 20 km giornalieri il percorso tra il suo
alloggio a __________ e l’__________ __________ di Lugano, in via __________. A
prescindere dal fatto che tale tragitto appare esagerato, tenuto conto
dell’effettiva distanza fra __________ e via __________, l’appellante non ha
reso verosimile – e neppure addotto – di dover utilizzare per motivi di lavoro
un veicolo privato. L’importo di fr. 100.– stimato dal Pretore è anzi generoso,
se si considera che il costo di un abbonamento mensile dell’Azienda Comunale
Trasporti di Lugano è notoriamente inferiore. L’apparente disuguaglianza con le
analoghe spese inserite nel fabbisogno della moglie, di cui a torto si duole il
marito, trova origine nel fatto che l’appellata è rimasta nell’abitazione già
coniugale ad __________, e che essa si reca giornalmente a Lugano per il lavoro,
con conseguenti maggiori spese professionali (trasporto, ecc.) di quelle
connesse con il breve tragitto tra __________ e l’__________ __________. 

 

                                   c)   Il
convenuto rinnova in appello la richiesta di inserire nel suo fabbisogno
l’indennità per lavori faticosi di fr. 100.– prevista dalle tabelle dei minimi
esecutivi, edita dalla CEF, e a sostegno della sua pretesa produce, per la
prima volta, un'attestazione rilasciata dal suo datore di lavoro che chiede
venga acquisita agli atti. In sede di appello è di principio esclusa la facoltà
di produrre nuovi mezzi di prova (art. 321 CPC). Il giudice di seconda istanza
può eccezionalmente derogare a tale regola e assumere d'ufficio nuovi mezzi di
prova qualora questi vengano prodotti nell'ambito di un'azione di stato e
risultino rilevanti per il giudizio (Cocchi/Trezzini,
Codice di procedura civile ticinese annotato, n.23 ad art. 321, n. 1 ad art.
420). Tale circostanza non è data nell'evenienza concreta, poiché il documento
prodotto non riferisce alcun fatto nuovo né rilevante ai fini del presente
giudizio, limitandosi a rammentare le mansioni, peraltro già definite in prima
sede, svolte dall'appellante presso l'__________ __________ di Lugano. Come
rettamente ritenuto dal Pretore, il lavoro svolto dall'appellante, sebbene sia
di natura prettamente manuale, non può essere ragionevolmente ritenuto
particolarmente gravoso ai sensi dell'art. 93 LEF, essendo paragonabile a
quello svolto in una comune economia domestica. 

 

                                   4.   Il
fabbisogno personale dell'appellante deve ancora essere decurtato del debito contratto
in comune dai coniugi presso la banca __________. Il mantenimento della famiglia
è infatti prioritario rispetto ai debiti coniugali, nel senso che tali debiti
possono essere inclusi nel fabbisogno (mensile) solo in quanto i membri della famiglia
si vedano assicurato il rispettivo fabbisogno minimo (Bühler/Spühler, Berner Kommentar, 3a ed., n. 162 ad art. 145 CC). Nel caso
concreto, benché non sia contestato che il debito __________ sia un debito
coniugale, non è possibile inserire tale voce nel fabbisogno della famiglia
dopo il 1° ottobre 1994, poiché altrimenti le uscite supererebbero le entrate,
come si vedrà in seguito.

 

                                   5.   L’appellante
critica poi il computo relativo al fabbisogno dell'appellata. In particolare
egli contesta la somma di fr. 780.– ritenuta dal Pretore a titolo di
"culla per __________ ". Il marito sostiene infatti che avendo la
bambina ormai compiuto 3 anni tale spesa decadrà in un prossimo futuro, quando
la figlia inizierà a frequentare l'asilo, e chiede pertanto che tale importo
venga ridotto a fr. 200.–. Giova qui rammentare che i provvedimenti adottati
nell'ambito dell'art. 145 CC non acquisiscono se non limitatamente forza di
cosa giudicata e possono essere modificati qualora non corrispondano più ai
criteri di opportunità posti alla base della norma: e cioè o essendo state
trascurate alcune circostanze influenti per la decisione o essendosene
modificate altre in modo rilevante e duraturo (Bühler/Spühler, op. cit., n. 437 ad art. 145). Ne discende
che l'importo di fr. 780.– per la culla della figlia si giustifica fino
all’effettiva modifica della situazione logistica della bambina, che potrà se
del caso motivare un diverso assetto cautelare. Tali spese devono però essere
inserite nel fabbisogno di __________ e non in quello della madre, che deve
dunque venir decurtato di fr. 780.–. L’onere fiscale inserito dal Pretore nel
fabbisogno dell’appellata per fr. 262.– mensili deve essere ridotto, poiché il
primo giudice si è fondato sulla tassazione precedente al matrimonio (cfr. doc.
_). L’istante può invece beneficiare, dopo il matrimonio e soprattutto dopo la
nascita della bambina, dell’aliquota più favorevole (tariffa _), di modo che un
onere fiscale di fr. 200.– mensili appare più adeguato al caso concreto.
L’importo per l’alloggio di fr. 1016.–, contrariamente a quanto reputa
l’appellata nelle osservazioni, non è frutto di una svista, ma tiene conto
della quota parte già considerata nel fabbisogno della figlia.

 

                                   6.   Il
convenuto contesta inoltre che sia possibile applicare in concreto le Raccomandazioni
dell'Ufficio della gioventù di Zurigo, sostenendo che queste si riferiscono a
un reddito medio di circa fr. 6'000.–, mentre il suo è limitato a fr. 3'360.–.
L'argomentazione dell'appellante si fonda però su un errato presupposto, poiché
il reddito di circa fr. 6'600.– cui si riferiscono le citate raccomandazioni
concerne i redditi complessivi della famiglia (Rep. __________ 353) e non
quelli di ogni singolo genitore. A giusta ragione quindi il Pretore ha
considerato il reddito complessivo di fr. 6’588.– (moglie fr. 3’228.–, marito
fr. 3’360.–). Contrariamente a quanto deciso dal primo giudice, tuttavia, il
fabbisogno della figlia __________ va modificato. Oltre ad aggiungere il costo
della culla di fr. 780.– (cfr. sentenza I CCA del 17.1.1994 nella causa Z/Z),
occorre inserire anche un adeguato importo per le cure ed educazione prestate
in natura dal genitore affidatario. Il collocamento della bambina durante
l’orario lavorativo della madre non elimina infatti l’onere per cura ed
educazione nel periodo in cui essa è libera dagli impegni di lavoro. Si
giustifica quindi di considerare nel fabbisogno della bambina anche un terzo
dell’importo per cure ed educazione, di fr. 150.–, da aggiungere all’importo in
denaro di fr. 660.–. La deduzione del 10% decisa dal Pretore per tener conto
del reddito della famiglia, inferiore, seppur di poco, al reddito medio
considerato nelle citate raccomandazioni appare opportuna, e in definitiva il
fabbisogno complessivo di __________ ammonta a fr. 1’510.–.

 

                                   7.   Riassumendo,
il fabbisogno del marito è di fr. 1956.– fino al 30 settembre 1994 e di fr.
2400.– dal 1° ottobre 1994 (minimo fr. 900.–, alloggio fr. 750.–, trasferte fr.
100.–, pasti fuori casa fr. 150.–, alimenti figli in Turchia fr. 360.–, premio
cassa malati fr. 140.–), quello della moglie di fr. 2’973.– fino al 30
settembre 1994 (minimo fr. 1025.–, quota parte alloggio fr. 1016.–, premio
cassa malati fr. 238.–, onere fiscale presunto fr. 200.–, spese professionali
fr. 188.–, metà debito __________ fr. 306.–) e di fr. 2667.– dal 1° ottobre
1994 (idem, decurtato del debito __________) e infine quello della figlia
ascende a fr. 1510.–. Deducendo dal reddito mensile complessivo di fr. 6588.–
il fabbisogno familiare mensile di fr. 6439.– fino al 30 settembre 1994 e di
fr. 6577.– dal 1° ottobre 1994 si ottiene un’eccedenza da ripartire a metà fra
i coniugi di fr. 149.– fino al 30 settembre 1994 e di fr. 11.– dal 1° ottobre
1994. All’appellante spettano quindi mensilmente fr. 2035.– (arrotondati) fino
al 30 settembre 1994 e fr. 2410.– (arrotondati) dal 1° ottobre 1994, di modo
che egli dovrebbe pagare alla moglie fr. 1325.– fino al 30 settembre 1995 e fr.
945.– dal 1° ottobre 1994. La quota disponibile a favore dell’appellata
(fabbisogno più metà dell’eccedenza) risulta però inferiore al suo reddito (fr.
3048.– fino al 30 settembre 1994 e fr. 2673.– dal 1° ottobre 1994), motivo per
cui l’intero importo dovuto dall’appellante è destinato a coprire i bisogni
della figlia. L’appello deve dunque essere respinto sull’ammontare del contributo
alimentare, non potendo essere ridotti gli importi stabiliti dal Pretore di fr.
1296.– (fino al 30 settembre 1994) e di fr. 855.– dal 1° ottobre 1994.

 

                                   8.   L'appellante
si oppone infine all'obbligo fattogli dal primo giudice di versare la sua quota
del debito __________ nelle mani della moglie affinché quest'ultima provveda al
pagamento presso la suddetta banca. La decisione del Pretore, equivalente in
pratica a una trattenuta di stipendio, può essere giustificata sino al 30
settembre 1994, se si considerano le difficoltà di incasso degli alimenti cui è
stata confrontata l’appellata. A partire dal 1° ottobre 1994, come visto, la
quota parte di debito mensile non può più venir inclusa nel fabbisogno
coniugale, di modo che l’appello merita accoglimento su questo punto. 

 

                                   9.   Da
ultimo l'appellante ritiene che il Pretore, ordinando all'__________ __________
__________ di trattenere fr. 1'161.– dal suo salario, abbia intaccato il suo
minimo vitale. La critica è fondata solo per il periodo successivo al 1°
ottobre 1994, poiché da questa data l’importo disponibile è di soli fr.
950.–.Non può essere considerato nel minimo vitale, per i motivi già esposti in
precedenza (cfr. __________. __________), l’ulteriore debito contratto successivamente
dal marito presso la Banca __________, e per il quale è tenuto a versare fr.
411,65 mensili.

 

                                10.   L’insorgente
ha dedotto in appello anche il punto 4 del dispositivo del decreto pretorile,
concernente il blocco del conto bancario, senza però motivare le sue contestazioni,
ciò che conduce alla dichiarazione di irricevibilità dell'appello su questo
punto ai sensi dell'art. 309 cpv. 5 CPC, vista la carenza dei requisiti formali
previsti dal cpv. 2 lett. f della citata norma legale.

 

                                11.   Gli
oneri processuali seguono, di principio, la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC).
Visto l'esito dell'appello, che accoglie solo in minima misura le richieste
dell'appellante, si giustifica una ripartizione degli oneri processuali in
ragione di 9/10 al marito e di 1/10 alla moglie e l’obbligo di versare un’equa
indennità per ripetibili ridotte di appello. Considerata la situazione
finanziaria delle parti, entrambe possono essere ammesse al beneficio dell'assistenza
giudiziaria. La conformità al diritto federale del metodo seguito dal Pretore
nel calcolo del contributo alimentare, invero dubbia, non è infatti
verificabile per carenza di motivazione (cfr. pag. 6 del decreto impugnato),
ciò che può aver indotto in buona fede l’appellante a ricorrere. All’appellata
si giustifica di concedere già sin d’ora l’assistenza giudiziaria, ritenuto che
l’incasso delle ripetibili appare di difficile, se non impossibile incasso.

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese
anche la tariffa giudiziaria

 

pronuncia:

 

 

                                   1.   Nella
misura in cui è ricevibile, l'appello è parzialmente accolto e il decreto
impugnato è riformato come segue:

                                         2.   È fatto obbligo a __________ __________ di versare
nelle mani della moglie, anticipatamente entro il 5 di ogni mese, la prima
volta (quota parte) il 19 luglio 1994, i seguenti contributi alimentari
mensili:

                                              A)
fino al 30.09.1994

                                               fr. 1296.–- per __________a

                                               B)
dal mese di ottobre 1994

                                              fr.
855.- per __________

                                              § Il
contributo per la figlia è comprensivo dell'assegno famigliare.

                                         3.   È
fatto ordine all’__________ __________ __________ di trattenere mensilmente
l’importo di fr. 855.– dallo stipendio del signor __________ __________,
cittadino turco, nato il __________ 1966 e di riversarlo sul conto corrente
postale __________-__________-_ intestato a __________ __________ -__________.

                                         Per
il resto il decreto rimane invariato.

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia                        fr.         300.-

                                         b)
spese                                           fr.           50.-

                                                                                                  fr.         350.-

                                         sono
posti a carico dell’appellante per 9/10 e a carico dell’appellata per 1/10, e
per essi, al beneficio dell'assistenza giudiziaria, a carico dello Stato.
__________ __________ verserà alla controparte fr. 600.– per ripetibili ridotte
di appello.

                                   3.   __________
__________ è ammesso al beneficio dell’assistenza giudiziaria, con il gratuito
patrocinio dell'avv. __________ __________.

                                   4.   __________
__________ __________ è ammessa al beneficio dell’assistenza giudiziaria, con
il gratuito patrocinio dell'avv. __________ __________.

                                   5.   Intimazione
a:

                                         -
avv. __________ __________, __________

                                         -
avv. __________ __________, __________

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 6

 

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        La segretaria