# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d09f563e-63e7-50b1-ad52-0c612b51eb8e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-10-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 26.10.2018 14.2018.73
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2018-73_2018-10-26.html

## Full Text

Incarti n.

  14.2018.73-89

  	
  Lugano

  26 ottobre 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

   

   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Villa

  

 

statuendo nelle diciassette cause da __________
(contestazione della graduatoria) della Giudicatura di pace del Circolo di
Riviera promosse con istanze 2 novembre 2017 da

	
   

  	
   RE 1  (inc.
  14.2018.73)

   RECL2
  1  (inc. 14.2018.74)

   RECL3
  1  (inc. 14.2018.75)

   RECL4
  1  (inc. 14.2018.76)

   RECL5
  1  (inc. 14.2018.77)

   RECL6
  1  (inc. 14.2018.78)

   RECL7
  1  (inc. 14.2018.79)

   RECL8
  1  (inc. 14.2018.80)

   RECL9
  1  (inc. 14.2018.81)

   RECL10
  1  (inc. 14.2018.82)

   RECL11
  1  (inc. 14.2018.83)

   RECL12
  1,  (inc. 14.2018.84)

   RECL13
  1  (inc. 14.2018.85)

   RECL14
  1  (inc. 14.2018.86)

   RECL15
  1  (inc. 14.2018.87)

   RECL16
  1  (inc. 14.2018.88)

   RECL17
  1  (inc. 14.2018.89)

  (rappresentati dall’RA 1

   )

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  CO 1 

  (rappresentata dall’Ufficio dei fallimenti, Bellinzona)

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sui diciassette reclami del 7 maggio 2018 presentati
distintamente da ognuno degli istanti contro le decisioni emesse il 23 marzo
2018 dal Giudice di pace;

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con
decisione del 25 agosto 2016, il Pretore del Distretto di Riviera ha dichiarato
il fallimento della CO 1, con sede a __________ (in seguito: CO 1), a far tempo
dal giorno successivo alle ore 14:00. Dall’8 maggio al 29 maggio 2017 è stata depositata
la (prima) graduatoria, nella quale i crediti per pretese salariali arretrate
(comprensive, oltre agli stipendi, della liquidazione della tredicesima e delle
vacanze) insinuati dai singoli ex dipendenti della società fallita – licenziati
prima del­l’inizio della procedura – sono stati ammessi in prima classe. Per
contro, l’amministrazione del fallimento ha rigettato (ai sensi del­l’art. 248
LEF) la richiesta di tutti i dipendenti – tranne, per una svista, quella di fr. 8'507.70
avanzata da RECL17 1 – d’inserire nella
graduatoria il credito corrispondente all’indennità per licenziamento abusivo
(pari a due mensilità), ammontante a fr. 7'000.– per RE 1, a fr. 16'400.– per RECL2 1, a fr. 10'000.–
per RECL3 1, a fr. 8'200.– per RECL4 1, a fr. 13'200.– per RECL5 1, a
fr. 14'800.– per RECL6 1, a fr. 10'307.– per RECL7 1, a fr. 12'400.–
per RECL8 1, a fr. 11'800.– per RECL9 1, a fr. 10'400.– per RECL10 1,
a fr. 12'000.– per RECL11 1, a fr. 16'300.– per RECL12 1, a fr. 9'000.–
per RECL13 1, a fr. 6'523.10 per RECL14 1, a fr. 12'600.– per RECL15
1 e a fr. 17'708.– per RECL16 1.

                                  B.   Con
diciassette distinte petizioni del 26 maggio 2017 ciascun dipendente, compreso RECL17
1, ha promosso contro la massa fallimentare della CO 1 un’azione di
contestazione della graduatoria, nel senso dell’art. 250 cpv. 1 LEF, dinanzi
alla Pretura del Distretto di Riviera, chiedendo che l’indennità per licenziamento
abusivo da essi vantata fosse ammessa tra i crediti di prima classe. Con decisioni del 28 settembre 2017 il Pretore,
appurato che il dividendo stimato dall’amministrazione del fallimento
per ogni singola pretesa era inferiore a fr. 5'000.–, ha dichiarato irricevibili le istanze per incompetenza in ragione del valore
della lite, con il richiamo alla facoltà di ripresentare l’azione al
giudice competente prevista all’art. 63 cpv. 1 CPC, e ponendo a
carico di ciascun attore le spese processuali di fr. 20.–. 

                                  C.   Nel
frattempo la graduatoria è stata depositata una seconda volta dal 25
ottobre al 14 novembre 2017 in seguito all’inserimento di un nuovo credito,
senz’alcuna modifica delle posizioni degli ex dipendenti.

 

                                  D.   Il 2 novembre 2017 gli attori hanno (nuovamente) convenuto individualmente
in giudizio l’amministrazione speciale del fallimento della CO 1 davanti alla
Giudicatura di pace del Circolo di Riviera. Nel termine impartitole per
presentare le proprie osservazioni, il 1°
dicembre 2017 l’amministrazione del fallimento ha po­stulato in via
principale l’irricevibilità (per tardività) delle petizioni e in via subordinata
la loro reiezione. Il 5 dicembre 2017 il Giudice di pace ha dato la possibilità
agli attori di esprimersi limitatamente alla questione della tempestività delle
loro petizioni. Essendo gli attori rimasti silenti, il 30 gennaio 2018 il primo
giudice li ha nuovamente interpellati, anche stavolta senza successo.

 

                                  E.   Statuendo il 23 marzo 2018 con diciassette
decisioni distinte, il Giudice di pace ha dichiarato irricevibili tutte le
petizioni, senza prelevare alcuna spesa processuale.

 

                                  F.   Contro le sentenze appena citate tutti
gli attori sono insorti a
que­sta Camera con diciassette
reclami del 7 maggio 2018, distinti ma uguali nel loro contenuto, per ottenerne l’annullamento e il rinvio delle cause al Giudice di pace
affinché entri nel merito delle domande da essi postulate con le petizioni e si
pronunci sul tema oggetto della controversia “rendendo un provvedimento nel merito con nuovi e
usuali rimedi di diritto”. Stante l’esito del giudizio
odierno, i reclami non sono stati notificati alla controparte per osservazioni.

 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Le sentenze impugnate – emanate in materia di contestazione della
graduatoria (art. 250 LEF) – sono decisioni finali di prima istanza, contro le
quali è dato il rimedio dell’appello (art. 308 cpv. 1 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) – e non alla Camera
civile dei reclami, come erroneamente indicato dal Giudice di pace nel suo dispositivo –, sempre che il valore litigioso secondo l’ultima
conclusione riconosciuta nella decisione raggiunga fr. 10'000.– (art. 308 cpv. 2 CPC; RtiD II-2012 893 seg. n. 53c [massima]). Per i
valori inferiori è dato invece il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC),
sempre alla CEF (art. 48 lett. e n. 1 LOG).

 

                                         Nelle
azioni di contestazione della graduatoria, il valore litigioso non corrisponde
all’importo nominale del credito contestato, ben­sì al dividendo stimato dall’amministrazione
del fallimento o dai liquidatori per quella pretesa (DTF 140 III 67 consid. 3.2
con rinvii). Nella fattispecie, applicando il dividendo ipotizzato per la prima
classe del 28% (doc. C) alle singole pretese degli attori (v. sopra ad B), tutti i valori litigiosi (di fr. 1'960.–,
fr. 4'592.–, fr. 2'800.–, fr. 2'296.–, fr. 3'696.–, fr. 4'144.–, fr. 2'885.–,
fr. 3'472.–, fr. 3'304.–, fr. 2'912.–, fr. 3'360.–, fr. 4'564.–,
fr. 2'520.–, fr. 1'826.–, fr. 3'528.–, fr. 4'958.– e fr. 2'381.–) sono inferiori alla soglia di fr. 10'000.–, sicché i ricorsi in
esame vanno trattati quali reclami nel senso dell’art. 319 lett. a CPC.

 

                                1.1   Stante
la loro analogia, a domanda dei reclamanti le diciassette cause sono state
congiunte dal presidente della Camera con decreto del 15 maggio 2018 e per
economia di procedura viene emanata una sentenza unica (art. 125
lett. c CPC), pur mantenendone l’autonomia nel senso che i dispositivi
restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente.

 

                                1.2   Avendo
la procedura carattere ordinario (art. 198 lett. e n. 6 e 251 CPC a contrario),
le decisioni sono impugnabili entro trenta giorni dalla notificazione (art. 319
lett. a e 321 cpv. 1 CPC). Tutti presentati l’8 maggio 2018 contro le sentenze
notificate al rappresentante degli attori il 26 marzo, ossia durante le ferie pasquali
(art. 145 cpv. 1 lett. a CPC), in concreto i reclami sono senz’altro
tempestivi, il termine di 30 giorni, iniziato a decorrere il 9 aprile 2018,
essendo venuto a scadere mercoledì 9 maggio.

 

                                1.3   La legittimazione dei reclamanti deriva dalla loro qualità di attori nella
procedura di prima istanza (art. 250 cpv. 1 LEF).

 

                                         Diversa
pare essere invece la posizione personale di RECL17 1, la cui insinuazione è
stata integralmente ammessa nella graduatoria. Che la decisione in questione
sia la conseguenza di un’inavvertenza è manifesto, tanto che le parti hanno
sempre presunto che fosse giunta allo stesso risultato delle altre decisioni contestate. Deve quindi,
eccezionalmente, essere corretta d’uf­­ficio (DTF 139 III
388 consid. 2.2.1, 138 III 439 consid. 4.1, 129 III 572 consid. 5.1; sentenza
della CEF 15.2013.70 del 26 agosto 2013 consid. 1; Sprecher in:
SchKG, Kurzkommentar, 2a ed. 2014, n. 37 ad art. 247 LEF con
altri rinvii; Hierholzer in:
Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 121 ad art. 247 LEF), nel
senso che l’indennità di due mensilità di fr. 8'507.70
per licenziamento abusivo (art. 336a cpv. 3 CO) dev’essere rigettata e
la somma riconosciuta ridotta a fr. 18'294.82 (pari a fr. 26'802.52
./. fr. 8'507.70). Ne consegue che anche RECL17 1 è
legittimato a ricorrere.

                                1.4   La Camera decide
in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore
(art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze
manifeste, alle censure contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione
errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo
restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di
prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                                   2.   Nelle decisioni impugnate il Giudice di pace
ha limitato il procedimento alla questione della tempestività delle petizioni,
ritenendole tutte irricevibili poiché “manifestamente tardive” dal momento che gli sono pervenute solo il 20
novembre 2017, ossia ben oltre il termine di venti giorni dalla notifica
(avvenuta il 29 settembre 2017) delle sentenze con cui il Pretore del Distretto
di Riviera ha dichiarato la sua incompetenza. Egli ha
infatti considerato applicabile – trattandosi di un’azione di contestazione
della graduatoria – la riserva prevista dall’art. 63 cpv. 3 CPC per cui il
termine di un mese entro il quale riproporre l’atto respinto dal giudice incompetente
(cpv. 1) è ridotto nei casi regolati dalla LEF. 

 

                                   3.   Nei
loro reclami gli attori sostengono anzitutto che le decisioni con cui il
Pretore si è ritenuto incompetente in ragione del valore
della lite sono pervenute al loro rappresentante il 2 ottobre 2017. Ritengono
pertanto tempestive le petizioni riproposte davanti al Giudice di pace il 2
novembre 2017, primo giorno feriale utile del termine di trenta giorni sancito
dall’art. 63 cpv. 1 CPC (esplicita­mente menzionato dal Pretore), e questo
nonostante il Giudice di pace le abbia ricevute solo il 20 novembre. Per i
reclamanti nella fattispecie non entra infatti in considerazione il terzo
capoverso della suddetta norma poiché il termine di venti giorni è, a loro dire,
“assolutamente fuorviante”, e questo per due motivi. Il primo, poiché la questione del termine
per contestare la graduatoria non concerne il merito ma solo la forma. Il
secondo, dal momento che il Giudice di pace è intervenuto in “seconda istanza” a seguito
della decisione d’incompetenza del Pretore già tempestivamente adito. Essendo
dunque il (primo) termine della contestazione originale della graduatoria stato
rispettato nel mese di maggio 2017, lo stesso non è mai stato interrotto e la
litispendenza è cessata il 2 novembre 2017 con l’invio della petizione al giudice
competente. Ad ogni modo per i reclamanti, quand’anche si volesse ritenere
applicabile l’art. 63 cpv. 3 CPC, il secondo deposito della graduatoria del 24
ottobre 2017 ha fatto ripartire il termine di venti giorni per contestarla,
sicché gli atti sono comunque da ritenere tempestivi. In conclusione gli attori
chiedono il “riavvio” della procedura, affinché il primo giudice si pronunci sui
licenziamenti abusivi da essi subiti e, in caso di accoglimento delle loro
petizioni, che il credito da ciascuno di loro vantato sia ammesso nella graduatoria.

 

                                   4.   A
norma dell’art. 63 cpv. 1 CPC, qualora un atto processuale sia respinto
per incompetenza del giudice adito e sia riproposto entro un mese davanti al
giudice competente, la causa si considera pendente dal giorno in cui l’atto fu
proposto la prima volta. Il Codice prevede però una riserva per quanto attiene
agli “speciali termini legali d’azione” della LEF (art. 63 cpv. 3 CPC). Il meccanismo correttivo sancito dall’art.
63 CPC permette quindi all’attore di beneficiare della cosiddetta “retrodatazione della
litispendenza”, in forza
della quale l’inizio della pendenza retroagisce al momento dell’introduzione
dell’atto originale viziato (FF 2006 6648; Trezzini in: Trezzini et al. [curatori],
Commentario pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, vol. II,
2a ed. 2017, n. 13 ad art. 63
CPC; Bohnet in: CPC
commenté, 2011, n. 25 ad art. 63 CPC; Müller-Chen in: Brunner/Gasser/Schwander [curatori], Schweiz­erischen ZPO,
Kommentar, 2a ed. 2016, n. 11 ad art. 63 CPC). La
norma non è applicabile ai ricorsi (DTF 140 III 638 consid. 3.2).

 

                                4.1   Tra le azioni contemplate dall’art.
63 cpv. 3 CPC rientra quella di contestazione della graduatoria prevista dall’art.
250 LEF (Vock/ Müller,
SchKG-Klagen nach der Schweizerischen ZPO, 2a ed. 2018,
pag. 235; Kren Kostkiewicz, Schuldbetreibungs- & Konkursrecht,
3a
ed. 2018, n. 243; Müller-Chen, op. cit., n. 29 ad art. 63;
Milani/Wohlgemuth in: Kommentar zur KOV, 2016, n. 167 ad
Vorbemerkungen V-VII al Regolamento concernente l’am­­ministrazione
degli uffici dei fallimenti [RUF, RS 281.32]), che prescrive un termine d’azione
di soli 20 giorni (cpv. 1). Ne discende che per una simile azione
l’attore è tenuto a
riproporre all’autorità competente l’atto respinto dal giudice erroneamente adito
entro venti giorni. Il termine inizia a decorrere dal giorno della notificazione
della decisione di non entrata in materia, e non dal suo passaggio in giudicato
(DTF 138 III 613 consid. 2.7;
Trezzini, op. cit., n. 16 ad art. 63; Berger-Steiner in: Berner Kommentar, Schweizerische ZPO, vol. I, 2012, n. 44 e 46 ad art. 63 LEF; Bohnet in: CPC
annoté, 2016, n. 4 ad art. 63 CPC; Staehelin/ Staehelin/Grolimund, Zivilprozessrecht, 2a ed. 2013, n. 4 ad § 12; Sutter Somm/Hedinger in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leu­enberger, Kommentar
zur Schweizerischen ZPO,
3ª ed. 2016, n. 11 ad art. 63 CPC).

 

                                4.2   Nel caso concreto, le diciassette
decisioni del 28 settembre 2017 (inc. __________ – __________) con cui il
Pretore del Distretto di Riviera ha dichiarato irricevibili, per difetto di
competenza (ai sensi degli art. 59 cpv. 1 e cpv. 2 lett. b CPC), le petizioni
tempestivamente promosse nel periodo di deposito della prima graduatoria
(alcune il 24, altre il 29 maggio 2017) dagli ex dipendenti della società
fallita, risultano essere state trasmesse a quest’ul­­timi il giorno
successivo, come si evince dal timbro della cancelleria apposto su ognuna di
esse. E poiché il 29 settembre 2017 era un venerdì, appare pertanto pacifico
ritenere che, come rilevano i reclamanti, le decisioni siano state notificate
al loro rappresentante lunedì 2 ottobre 2017. Da martedì 3 ottobre 2017 ha
pertanto iniziato a decorrere il termine di venti giorni – conformemente a
quanto previsto dall’art. 63 cpv. 3 CPC – per riproporre davanti al giudice
competente le loro petizioni, il quale è venuto a scadere domenica 22 ottobre,
per cui le petizioni andavano presentate al più tardi entro lunedì 23 ottobre
2017 (art. 142 cpv. 3 CPC, per il rinvio dell’art. 31 LEF). Contrariamente a
quanto pare aver considerato il Giudice di pace, determinante è infatti il
giorno della consegna degli atti alla posta (art. 143 cpv. 1 CPC), e non quello
della loro ricezione.

 

                                         Di
conseguenza, se è vero che la causa era pendente dal momento dell’inoltro dell’atto
originale viziato (sopra, consid. 4.1 in fine), essa è cessata allo scadere del
termine di venti giorni entro il quale gli attori avrebbero dovuto riproporre
le loro petizioni. Presentate solo il 2 novembre 2017 le diciassette petizioni
erano pertanto chiaramente tardive, sicché il Giudice di pace non poteva che
constatarne l’irricevibilità. 

 

                                4.3   D’altronde,
l’art. 63 CPC medesimo chiarisce che il giudice incompetente – in concreto il
Pretore – non è tenuto a trasmettere l’atto irrito a quello competente (“la
causa non è quindi rimessa d’ufficio al giudice competente”: FF 2006 6648; Trezzini, op. cit., n. 20-21 ad art. 63),
bensì che incombe alla parte attrice stessa attivarsi nel termine stabilito
dalla norma. Al riguardo, è fuorviante il riferimento dei reclamanti al termine
d’impugnazione di trenta giorni indicato dal Pretore in calce alle decisioni d’irricevibilità,
che concerne con ogni evidenza l’eventuale contestazione di quelle decisioni e
non la ripresentazione delle petizioni al giudice (di pace) competente. Del
resto il Pretore ha correttamente richiamato l’art. 63 CPC (nel dispositivo n. 1),
citato per esteso nei motivi della sentenza, compreso il terzo capoverso,
sicché dando prova di maggiore attenzione i reclamanti avrebbero potuto capire
di dover reintrodurre le azioni entro 20 giorni (art. 63 cpv. 3 CPC e 250 cpv.
1 LEF) e non 30 (art. 63 cpv. 1 CPC). Nelle predette circostanze, rimproverare
loro l’inosservanza del termine stabilito dalla legge non viola il divieto del
formalismo eccessivo, perché essi sono stati posti nella condizione di agire tempestivamente. Anche su questi punti i
reclami si rivelano infondati.

 

                                   5.   Nemmeno
soccorre infine ai reclamanti sostenere che la pubblicazione della seconda
graduatoria ha rinnovato automaticamente i termini per contestarla, poiché in
realtà il nuovo deposito non riguarda l’intera graduatoria, bensì soltanto le modifiche
o complementi (cfr. art. 251 cpv. 4 LEF, 65 cpv. 2 e 69 RUF; Schober in:
Kren-Kostkiewicz/Vock, Kommentar SchKG, 2017, n. 8 ad art. 251 LEF), mentre le
altre posizioni rimaste immutate sono considerate passate in giudicato e perciò
non possono più essere modificate, né di conseguenza contestate, neppure dagli
autori delle nuove insinuazioni (giusta l’art. 251 LEF), sebbene non abbiano avuto modo di farlo in precedenza (Sprecher, op. cit., n. 15 ad art. 251; Hierholzer, op. cit., n. 21 ad art. 251; Milani/Wohl­gemuth, op. cit., n. 18
ad art. 65 e n. 8 ad art. 69 RUF). Ciò vale a fortiori per i partecipanti
alla procedura sfociata nel primo (precedente) deposito. Una modifica è ipotizzabile
solo se si rivela che un’insinuazione è stata ammessa o rigettata
manifestamente a torto – per un’inavvertenza
dell’amministrazione del fallimento (sopra consid. 1.3) –, se un
rapporto giuridico è mutato dopo che la graduatoria è diventata definitiva o
quando fatti nuovi giustificano una revisione, ipotesi che non si verificano
nel caso in rassegna. Un nuovo esame giuridico di fatti conosciuti al momento
del precedente deposito è per contro escluso (DTF 139 III 388 consid. 2.2.1).
Ne discende che i reclami, infondati, vanno respinti senza che
sia necessario entrare nel merito della vertenza. 

 

                                   6.   Le
tasse del presente giudizio, stabilite
in applicazione dell’art. 14 LTG, seguono la soccombenza
di ciascun reclamante (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone invece problema di ripetibili, la parte
convenuta non avendo dovuto presentare osservazioni ai reclami.

 

                                   7.   Circa i rimedi esperibili
sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), nessuno dei diciassette valori litigiosi (v. sopra consid. 1) raggiunge la soglia
di fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo nella causa promossa da RE 1 è
respinto.

 

                                         Le spese processuali di
complessivi fr. 100.– relative al presente giudizio, già anticipate dalla
reclamante, sono poste a suo carico.

                                  2.   Il reclamo nella causa promossa da RECL2 1 è
respinto.

 

                                         Le spese processuali di
complessivi fr. 100.– relative al presente giudizio, già anticipate dalla
reclamante, sono poste a suo carico.

 

                                  3.   Il reclamo nella causa promossa da RECL3 1 è respinto.

 

                                         Le spese processuali di
complessivi fr. 100.– relative al presente giudizio, già anticipate dalla
reclamante, sono poste a suo carico.

 

                                  4.   Il reclamo nella causa promossa da RECL4 1 è
respinto.

 

                                         Le spese processuali di complessivi fr. 100.–
relative al presente giudizio, già anticipate dal reclamante, sono poste a suo
carico.

 

                                  5.   Il reclamo nella causa promossa da RECL5 1 è respinto.

 

                                         Le spese processuali di complessivi fr. 100.–
relative al presente giudizio, già anticipate dal reclamante, sono poste a suo
carico.

 

                                  6.   Il reclamo nella causa
promossa da RECL6 1 è respinto.

 

                                         Le spese processuali di complessivi fr. 100.–
relative al presente giudizio, già anticipate dal reclamante, sono poste a suo
carico. 

 

                                  7.   Il reclamo nella causa promossa da RECL7 1 è respinto.

 

                                         Le spese processuali di complessivi fr. 100.–
relative al presente giudizio, già anticipate dal reclamante, sono poste a suo
carico. 

 

                                  8.   Il reclamo nella causa promossa da RECL8 1 è
respinto.

 

                                         Le spese processuali di complessivi fr. 100.–
relative al presente giudizio, già anticipate dal reclamante, sono poste a suo
carico.

 

                                  9.   Il reclamo nella causa promossa da RECL9 1 è
respinto.

 

                                         Le spese processuali di complessivi fr. 100.–
relative al presente giudizio, già anticipate dal reclamante, sono poste a suo
carico. 

 

                                10.   Il
reclamo nella causa promossa da RECL10 1 è respinto.

 

                                         Le spese processuali di
complessivi fr. 100.– relative al presente giudizio, già anticipate dalla
reclamante, sono poste a suo carico.

 

                                 11.   Il reclamo nella causa promossa da RECL11 1 è
respinto.

 

                                         Le spese processuali di complessivi fr. 100.–
relative al presente giudizio, già anticipate dal reclamante, sono poste a suo
carico.

 

                                12.   Il reclamo nella causa promossa da RECL12 1 è respinto.

 

                                         Le spese processuali di complessivi fr. 100.–
relative al presente giudizio, già anticipate dal reclamante, sono poste a suo
carico. 

 

                                13.   Il reclamo nella causa promossa da RECL13 1 è
respinto.

 

                                         Le spese processuali di complessivi fr. 100.–
relative al presente giudizio, già anticipate dal reclamante, sono poste a suo
carico.

 

                                14.   Il reclamo nella causa promossa da RECL14 1 è
respinto.

 

                                         Le spese processuali di
complessivi fr. 100.– relative al presente giudizio, già anticipate dalla
reclamante, sono poste a suo carico.

 

                                15.   Il
reclamo nella causa promossa da RECL15 1 è respinto.

 

                                         Le
spese processuali di complessivi fr. 100.– relative al presente giudizio,
già anticipate dal reclamante, sono poste a suo carico.

 

                                16.   Il
reclamo nella causa promossa da RECL16 1 è respinto.

 

                                         Le
spese processuali di complessivi fr. 100.– relative al presente giudizio,
già anticipate dal reclamante, sono poste a suo carico.

 

                                17.   Il
reclamo nella causa promossa da RECL17 1 è respinto.

 

                              17.1   È
ordinata d’ufficio la rettifica nella graduatoria della pretesa di RECL17 1 (n°
34) nel senso che l’indennità di due mensilità di fr. 8'507.70 per
licenziamento abusivo (art. 336a cpv. 3 CO) è rigettata e la somma
riconosciuta è ridotta a fr. 18'294.82.

 

                              17.2   Le
spese processuali di complessivi fr. 100.– relative al presente giudizio,
già anticipate dal reclamante, sono poste a suo carico.

 

                                18.   Notificazione a:

	
   

  	
  –      

  –    

   

  

                                         Comunicazione
alla Giudicatura di pace di Riviera.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo se la controversia
concerne “una questione di diritto di importanza fondamentale” (art. 74 cpv. 2
LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto è dato, entro lo stesso
termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale
per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso è
sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 2 LTF).