# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 817bc6fb-4a44-53ff-99c0-1b1ca13bb10c
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2016-05-11
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 11.05.2016 BB.2016.53
**Docket/Reference:** BB.2016.53
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_BB-2016-53_2016-05-11

## Full Text

Atti procedurali della Corte penale (art. 20 cpv. 1 lett. a in relazione con l'art. 393 cpv. 1 lett. b CPP). Effetto 
sospensivo (art. 387 CPP).
;;Atti procedurali della Corte penale (art. 20 cpv. 1 lett. a in relazione con l'art. 393 cpv. 1 lett. b CPP). Effetto 
sospensivo (art. 387 CPP).
;;Atti procedurali della Corte penale (art. 20 cpv. 1 lett. a in relazione con l'art. 393 cpv. 1 lett. b CPP). Effetto 
sospensivo (art. 387 CPP).
;;Atti procedurali della Corte penale (art. 20 cpv. 1 lett. a in relazione con l'art. 393 cpv. 1 lett. b CPP). Effetto 
sospensivo (art. 387 CPP).

Decisione dell’11 maggio 2016 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Stephan Blättler, presidente, 

Tito Ponti e Nathalie Zufferey Franciolli,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A., rappresentato dall'avv. Jürg Wernli,  

Reclamante 

 

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  

Controparte 

 

 

TRIBUNALE PENALE FEDERALE, CORTE PENALE,  

Autorità che ha reso la decisione impugnata 

 

 

B. SpA, C. SpA e D. Corp. BV, tutte rappresentate 

dall'avv. Ivan Paparelli,  

 

Banca E., rappresentata dall'avv. Lucien W. Valloni,  

Terzi 

 

   

Oggetto  Atti procedurali della Corte penale (art. 20 cpv. 1 lett. a in 

relazione con l'art. 393 cpv. 1 lett. b CPP). Effetto  

sospensivo (art. 387 CPP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: BB.2016.53+BP.2016.19 

- 2 - 
 
 

 Fatti: 

A. L'11 marzo 2004 il Ministero pubblico della Confederazione (in seguito: MPC) 

ha aperto un procedimento penale per riciclaggio di denaro, poi esteso a A. per 

il medesimo reato, falsità in documenti, truffa, corruzione passiva ed istigazione 

ad amministrazione infedele (incarto MPC EAII.04.0025). 

 

 

B. Preso atto delle risultanze dell'indagine di cui sopra, il 13 settembre 2007 il MPC 

ha avviato un ulteriore procedimento nei confronti di A. ed altri, per le ipotesi di 

reato di riciclaggio di denaro e di falsità in documenti, in seguito estesa anche 

per altri titoli di reato (incarto MPC EAII.07.0139). 

 

 

C. Il 5 settembre 2013 il MPC ha promosso l'accusa nei confronti di A. relativa 

all'incarto EAII.07.0139 dinanzi al Tribunale penale federale (in seguito: TPF), 

sfociata nella sentenza della Corte penale del TPF SK.2013.32 del 4 febbraio 

2014. 

 

 

D. Con atto d'accusa del 27 maggio 2015, il MPC ha promosso l'accusa nei con-

fronti di A. anche per quanto concerne il procedimento EAII.04.0025, causa at-

tualmente pendente dinanzi al TPF (SK.2015.24). 

 

 

E. Con sentenza 6B_536/2014 del 5 gennaio 2016, il Tribunale federale ha accolto 

parzialmente il ricorso interposto da A. avverso la sentenza del 4 febbraio 2014, 

rinviando la causa alla Corte penale del TPF per nuovo giudizio ai sensi dei 

considerandi. Tale causa è stata rubricata con il numero d'incarto SK.2016.2. 

 

 

F. Il 24 febbraio 2016 la Corte penale del TPF ha ordinato la riunione dei procedi-

menti SK.2016.2 e SK.2015.24, condotti in seguito con il numero di ruolo 

SK.2015.24 (v. act. 1.1). 

 

 

G. Con reclamo del 7 marzo 2016 A. è insorto avverso la succitata ordinanza di-

nanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, postulando 

l'annullamento della stessa nonché la concessione dell'effetto sospensivo al 

gravame. 

 

 

- 3 - 
 
 

H. Nella sua risposta del 16 marzo 2016, la banca E. si è opposta alla concessione 

dell'effetto sospensivo, chiedendo che il reclamo venga respinto (v. act. 3). 

 

 

I. Il 17 marzo 2016 la Corte penale del TPF ha espresso parere sfavorevole alla 

concessione dell'effetto sospensivo all'impugnativa, postulando la reiezione del 

gravame (v. act. 4). 

 

 

J. Mediante lettera del 18 marzo 2016, il MPC ha dichiarato rimettersi al giudizio 

della Corte dei reclami penali del TPF (v. act. 5). 

 

 

K. In data 21 marzo 2016 B. SpA, C. SpA e D. Corp. BV hanno chiesto la reiezione 

sia della domanda di concessione dell'effetto sospensivo che del reclamo (v. 

act. 6). 

 

 

L. Con replica del 4 aprile 2016, inviata alle altre parti per conoscenza, il recla-

mante ha confermato le conclusioni espresse in sede ricorsuale (v. act. 8). 

 

 

 

Diritto: 

1.  

1.1 In virtù degli art. 393 cpv. 1 lett. b del Codice di diritto processuale penale sviz-

zero del 5 ottobre 2007 (CPP; RS 312.0) e dell'art. 37 cpv. 1 della legge federale 

del 19 marzo 2010 sull’organizzazione delle autorità penali della Confedera-

zione (LOAP; RS 173.71) in relazione con l’art. 19 cpv. 1 del regolamento del 

31 agosto 2010 sull’organizzazione del Tribunale penale federale (ROTPF; RS 

173.713.161), la Corte dei reclami penali giudica i gravami contro i decreti e le 

ordinanze, nonché gli atti procedurali dei tribunali di primo grado; sono eccet-

tuate le decisioni ordinatorie. 

 

1.2 Il Tribunale penale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissi-

bilità dei reclami che gli sono sottoposti senza essere vincolato, in tale ambito, 

dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (v. art. 391 cpv. 1 CPP non-

ché PATRICK GUIDON, Die Beschwerde gemäss schweizerischer Strafprozess-

ordnung, tesi di laurea bernese, Zurigo/San Gallo 2011, pag. 265 con la giuri-

sprudenza citata). 

 

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1.3 Adita con un reclamo, la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale 

dispone di un libero potere d’esame sui fatti e sul diritto (art. 393 cpv. 2 CPP). 

Mediante il reclamo si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’ec-

cesso e l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia 

(lett. a), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (lett. b) e l’inadeguatezza 

(lett. c). 

 

1.4 Sono legittimate ad interporre reclamo contro una decisione le parti che hanno 

un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla modifica della 

stessa (art. 382 cpv. 1 CPP). I reclami contro decisioni comunicate per scritto 

od oralmente vanno presentati e motivati per scritto entro dieci giorni presso la 

giurisdizione di reclamo (art. 396 cpv. 1 CPP).  

 

1.4.1 Nell’ambito dell’art. 393 cpv. 1 lett. b CPP, il Tribunale federale ha fissato il 

principio secondo il quale le decisioni ordinatorie suscettibili di causare un pre-

giudizio irreparabile possono essere impugnate mediante il ricorso previsto nel 

CPP e poi con il ricorso in materia penale dinanzi al Tribunale federale (v. sen-

tenze 1B_37/2014 del 10 giugno 2014, consid. 2.1; 1B_678/2012 del 9 gennaio 

2013, consid. 1; 1B_569/2011 del 23 dicembre 2011, consid. 2; TPF 2013 69 

consid. 2.1; v. anche sentenza del Tribunale penale federale BB.2015.117 del 

25 novembre 2015, consid. 1.1, con rinvii). L’onere di provare l’esistenza di un 

tale pregiudizio, che deve essere di natura giuridica, spetta all’insorgente (sen-

tenza 1B_569/2011 consid. 1.1 e 1.2.1; TPF 2013 69 consid. 2.1). 

 

1.4.2 Nella fattispecie, con la decisione impugnata il tribunale di primo grado ha de-

ciso di trattare assieme tutti i reati contestati al reclamante nell’ambito delle 

cause SK.2015.24 e SK.2016.2. Pur essendo rubricate entrambe sub 

SK.2015.24, la decisione in questione, che riveste un carattere incidentale, non 

mette materialmente fine alle due cause, ma le unisce. Essa è da considerarsi 

una decisione ordinatoria (cfr. sentenza dell’Obergericht del Canton Zurigo 

n. UH140329 del 6 febbraio 2015, consid. 1.2). Premesso che il reclamante non 

ha nemmeno cercato di dimostrare l’esistenza per lui di un pregiudizio irrepara-

bile derivante dalla decisione contestata, si rileva che il Tribunale federale ha 

già avuto modo di affermare che, di regola, le decisioni relative alla riunione o 

disgiunzione di procedure non sono suscettibili di causare un pregiudizio irre-

parabile (sentenza 1B_226/2015 del 20 gennaio 2016, consid. 1.2.1, con rinvii 

giurisprudenziali). Non essendovi in concreto motivi per sostanziare un’ecce-

zione al principio in questione, ne consegue che, in assenza di un pregiudizio 

irreparabile, il reclamo deve essere dichiarato inammissibile. 

 

1.5 Foss’anche stato ammissibile, il reclamo sarebbe stato comunque da respin-

gere per i motivi illustrati ai considerandi che seguono. 

 

 

- 5 - 
 
 

2. Il reclamante invoca innanzitutto una violazione del suo diritto di essere sentito, 

nella misura in cui la decisione impugnata, da una parte, sarebbe stata emanata 

senza essere stato dapprima consultato e, dall'altra, sarebbe insufficientemente 

motivata.  

 

2.1 Il diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.) è una garanzia di natura formale, 

la cui violazione comporta l'annullamento della decisione impugnata, indipen-

dentemente dalle possibilità di successo del ricorso sul merito. Per costante 

giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il 

diritto dell'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavore-

vole nei suoi confronti, di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul prov-

vedimento, di poter prendere visione dell'incarto, di partecipare all'assunzione 

delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 132 V 

368 consid. 3.1 pag. 370 e sentenze ivi citate). Tale diritto mira a garantire all'in-

sorgente l'esercizio del diritto di esprimersi e di far valere il proprio punto di vista. 

Esso comprende segnatamente il diritto di essere informato dell'apertura di una 

procedura che lo concerne, del suo contenuto e della presa di posizione delle 

altre parti al processo o autorità (JEANNERET/KUHN, Précis de procédure pénale, 

Berna 2013, n. 4034 p. 56). Secondo la giurisprudenza, una violazione non par-

ticolarmente grave del diritto di essere sentito può considerarsi sanata allor-

quando la persona interessata ha la possibilità di esprimersi dinanzi ad  

un'istanza di ricorso/reclamo con pieno potere di esame sui fatti e sul diritto. 

Tuttavia, ciò dovrebbe rimanere l'eccezione (sentenza del Tribunale penale fe-

derale BB.2014.4 del 9 maggio 2014, consid. 3.2.1; DTF 130 II 530 consid. 7.3). 

 

 L'obbligo di motivazione, derivante dal diritto di essere sentito, prevede che l'au-

torità debba menzionare, almeno brevemente, i motivi che l'hanno indotta a de-

cidere in un senso piuttosto che nell'altro e di porre pertanto l'interessato nelle 

condizioni di rendersi conto della portata del provvedimento e delle eventuali 

possibilità di impugnazione presso un'istanza superiore, che deve poter eserci-

tare il controllo sullo stesso (v. DTF 136 I 229 consid. 5.5; 121 I 54 consid. 2; 

117 Ib 481 consid. 6b/bb, nonché più ampiamente MICHELE ALBERTINI, Der ver-

fassungsmässige Anspruch auf rechtliches Gehör im Verwaltungsverfahren des 

modernen Staates, tesi di laurea, Berna 2000, pag. 400 e segg., con altri rinvii 

giurisprudenziali). L'autorità non è tenuta a discutere in maniera dettagliata tutti 

gli argomenti sollevati dalle parti, né a statuire separatamente su ogni conclu-

sione che le viene presentata. Essa può limitarsi all'esame delle questioni deci-

sive per l'esito del litigio (DTF 134 I 83 consid. 4.1; 130 II 530 consid. 4.3; 126 I 

97 consid. 2b e sentenze citate; sentenza del Tribunale federale 1B_380/2010 

del 14 marzo 2011, consid. 3.2.1). 

 

2.2 In concreto, dall'elenco atti del procedimento SK.2015.24 non risulta che la 

Corte penale del TPF abbia dato la possibilità alle parti di esprimersi sulla pos-

sibilità di riunire le cause oggetto dell'ordinanza impugnata (v. act. 4.1 pag. 2). 

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http://links.weblaw.ch/DTF-121-I-54
http://links.weblaw.ch/DTF-117-IB-481

- 6 - 
 
 

Ciò constatato, vi è tuttavia da chiedersi se la riunione contestata debba essere 

considerata una decisione oggettivamente sfavorevole per il reclamante. Tale 

questione può tuttavia restare indecisa, dato che l'omissione di cui sopra non 

costituisce una violazione particolarmente grave del diritto di essere sentito – si 

ribadisce che parte della dottrina contesta addirittura l'impugnabilità delle deci-

sioni emanate in questo ambito (v. BERNARD BERTOSSA, Commentario ro-

mando, Codice di procedura penale svizzero, n. 4 ad art. 29 CPP) –, per cui 

essa sarebbe stata da considerarsi sanata nell'ambito della presente proce-

dura.  

 

2.3 Per quanto attiene alla motivazione della decisione contestata, la Corte penale 

del TPF, seppur in maniera sintetica, ha spiegato i motivi che l'hanno condotta 

a riunire i due procedimenti a carico del reclamante. Evocando l'art. 29 CPP, 

essa ha ritenuto giustificato, anche nell'intento di evitare giudizi contraddittori 

ed in ossequio all'economia processuale, riunire due cause che presentereb-

bero uno stretto legame oggettivo tra loro. Dopo aver constatato che parte degli 

atti delle due cause sarebbero i medesimi ed aver confinato i ruoli nelle stesse 

delle accusatrici private, essa ha evidenziato l'identità dei collegi giudicanti de-

stinati a statuire nei due procedimenti. Quanto precede rispetta le garanzie mi-

nimali derivanti dall'art. 29 cpv. 2 Cost. e ha permesso al reclamante di com-

prendere la portata della decisione e di contestarla con cognizione di causa, ciò 

che è attestato dal contenuto del suo gravame. La censura sarebbe stata dun-

que da respingere. 

 

 

3. Il reclamante sostiene poi che la decisione impugnata viola il principio della 

buona fede, dato che, dopo svariati anni in cui i due procedimenti sono stati 

condotti separatamente, egli si aspettava che tale situazione, in funzione della 

quale egli ha organizzato la sua difesa, non mutasse. Egli ritiene innanzitutto 

inspiegabile che una tale decisione intervenga dopo diversi anni di coesistenza 

delle due procedure, periodo in cui il MPC non avrebbe ritenuto date le condi-

zioni per procedere in tal senso. Avendo egli fatto capo ad una coppia di legali 

per ciascun procedimento, egli teme che la decisione impugnata gli possa cau-

sare degli svantaggi, nel senso che, da una parte, il TPF potrebbe non autoriz-

zarlo ad avere quattro legali e, dall'altra, anche in caso di assoluzione, non gli 

verrebbero rimborsate totalmente le spese legali. 

 

3.1 Occorre innanzitutto rilevare che la decisione di condurre due procedimenti se-

parati a carico del reclamante è stata presa a suo tempo dal MPC e non dalla 

Corte penale del TPF, autorità che non è vincolata in questo ambito dall'agire 

dell’autorità inquirente. La Corte del TPF ha emanato la decisione impugnata in 

seguito alla sentenza del Tribunale federale 6B_536/2014 che, in parziale ac-

coglimento del ricorso interposto da A. avverso la sentenza del Tribunale penale 

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federale del 4 febbraio 2014, ha reso necessario celebrare un nuovo dibatti-

mento. Risultando dunque pendenti contemporaneamente dinanzi alla Corte 

penale del TPF due cause concernenti il medesimo accusato ed essendo i giu-

dici formanti i due collegi giudicanti i medesimi, il Tribunale ha deciso la riunione 

dei due incarti. In questo senso, è dunque a torto che il reclamante ha invocato 

la violazione del principio della buona fede.  

 

3.2 Ciò detto, non si vede per quale ragione la decisione contestata sarebbe di 

ostacolo ad una difesa efficace, dato che il reclamante è e sarà in ogni caso 

assistito legalmente. Se è vero che i vari legali – ossia gli avv. G. e H. per la 

causa EAII.07.0139 e G. e Jürg Wernli per la causa EAII.04.0025 – nelle due 

procedure a suo carico si sarebbero chinati e preparati su fattispecie diverse, è 

altresì vero che, ai sensi di legge, per quanto il procedimento non ne risulti in-

debitamente ritardato, le parti possono far capo a due o più patrocinatori 

(v. art. 127 cpv. 2 CPP). Su tale aspetto sarà tuttavia il giudice del merito, se 

del caso, a statuire. Nella misura in cui i vari patrocinatori si sono occupati sino 

ad ora di due cause distinte, risulta incomprensibile la paura del reclamante di 

non essere indennizzato in caso di sua assoluzione, perlomeno per quei costi 

che il Tribunale riterrà giustificati. Certo, sull'attività futura dei legali del recla-

mante occorrerà – d’ora innanzi – coordinazione, al fine di evitare lavori eseguiti 

in doppio; si constata comunque che l'avv. G. è presente in entrambe le proce-

dure a carico del reclamante, ciò che facilita senz’altro il lavoro di coordinazione 

tra difensori. 

 

 

4. Il reclamante afferma che tra i procedimenti SK.2015.24 e SK.2016.2 non vi 

sarebbe un nesso oggettivo. Egli ritiene inoltre che la prosecuzione separata 

dei predetti non implicherebbe il pericolo di giudizi contraddittori. La loro riu-

nione non si giustificherebbe neppure per motivi di economia processuale.  

 

4.1 L'art. 29 cpv. 1 CPP, che sancisce il principio dell'unità della procedura, prevede 

che più reati sono perseguiti e giudicati congiuntamente se sono stati commessi 

da uno stesso imputato (lett. a) oppure vi è correità o partecipazione (lett. b). 

Eccezioni a tale principio sono previste all'art. 30 CPP, secondo il quale, per 

motivi sostanziali, il pubblico ministero e il giudice possono disgiungere o riunire 

i procedimenti. Il principio dell'unità della procedura è legato al concetto di op-

portunità, soprattutto per quanto concerne l'amministrazione omogenea delle 

prove e la difesa (v. sentenza del Tribunale penale federale BB.2009.51, 53, 54 

del 5 agosto 2009, consid. 2 e giurisprudenza citata). Come previsto dalla legge, 

una decisione di congiunzione deve fondarsi su ragioni oggettive e non su sem-

plici motivi di comodità (B. BERTOSSA, op. cit., n. 2 ad art. 30 CPP). La congiun-

zione di procedure distinte è quindi possibile quando le circostanze di fatto lo 

giustificano, segnatamente per motivi di economia e di celerità procedurale 

- 8 - 
 
 

(NIKLAUS SCHMID, Handbuch des schweizerischen Strafprozessrechts, Zu-

rigo/San Gallo 2013, n. 437 pag. 158), ma anche per evitare sentenze contrad-

dittorie (DTF 138 IV 29). Secondo il Messaggio, l'esistenza di uno stretto legame 

oggettivo tra diversi reati depone per esempio a favore di una riunione dei pro-

cedimenti (FF 2006 989, pag. 1048). Una buona amministrazione della giustizia 

impone che i differenti reati commessi da un imputato, benché sottostanti 

ognuno ad una giurisdizione differente, siano riuniti in una procedura unica e 

giudicati nella loro totalità da un unico tribunale (v. GÉRARD PIQUEREZ, Traité de 

procédure pénale suisse, 2a ediz., Ginevra/Zurigo/Basilea 2006, n. 438 pag. 

277 e segg.; DTF 138 IV 214 consid. 3.2 e dottrina citata). In quest'ultima sen-

tenza il Tribunale federale ha affermato che il principio dell'unità della procedura 

impone al pubblico ministero di riunire procedure riguardanti lo stesso imputato 

nonostante la natura molto diversa dei reati contestatigli; nel caso concreto si 

trattava di violenze domestiche e truffa (DTF 138 IV 214 consid. 3.6-3.7). 

 

4.2 In concreto, come già evidenziato in precedenza (v. consid. 3.1 supra), a partire 

da gennaio 2016 sono contemporaneamente pendenti dinanzi alla Corte penale 

del TPF due cause a carico di A.. Indipendentemente dalle motivazioni che 

hanno indotto il MPC a condurre due procedimenti separati, tale situazione per-

mette oggi, dopo il rinvio di una delle due cause dal Tribunale federale, di rite-

nere giustificata, conformemente all'art. 29 cpv. 1 lett. a CPP, una riunione dei 

procedimenti in questione. Il principio dell'unità della procedura impone infatti di 

perseguire e giudicare congiuntamente reati commessi da uno stesso imputato. 

Eccezioni a tale principio sono possibili in presenza di motivi sostanziali (v. art. 

30 CPP) che questa Corte, attualmente, non intravvede. Una lettura delle sen-

tenze SK.2013.32 e 6B_536/2014 nonché dell'atto d'accusa del 27 maggio 

2015 relativo al procedimento EAII.04.0025 permette di rilevare la contesta-

zione al reclamante di fatti e reati simili, il coinvolgimento delle stesse persone 

in periodi che si sovrappongono nonché la presenza (in parte) delle medesime 

parti accusatrici private. Come già osservato dalla Corte penale del TPF, il pro-

cedimento EAII.07.0139 si iscrive nel solco di una più vasta inchiesta condotta 

dallo stesso MPC, ossia il procedimento EAII.04.0025, che trae origine dal dis-

sesto finanziario del gruppo agroalimentare F. e che vede coinvolti, in parte, gli 

stessi imputati (v. sentenza SK.2013.32 Fatti lett. A). Tutto quanto precede evi-

denzia un innegabile legame oggettivo tra i due procedimenti, ciò che rende 

necessaria una trattazione unitaria delle medesime per svariati motivi. Innanzi-

tutto, occorre evitare giudizi contraddittori per quanto concerne l'accertamento 

dei fatti e la loro sussunzione giuridica, soprattutto ponendo mente al fatto che 

nei due procedimenti vengono contestati al reclamante modalità operative si-

mili. Per tacere del fatto che il Tribunale potrà subito pronunciare un giudizio 

unico per tutti i fatti contestati, ciò che permetterà di applicare in maniera otti-

male le disposizioni relative al concorso di reati e alla commisurazione di un'e-

ventuale pena. Ma la riunione dei procedimenti si giustifica pure per motivi di 

economia processuale: essa permette infatti di evitare di dover celebrare due 

- 9 - 
 
 

dibattimenti nei quali parteciperebbero sostanzialmente le medesime persone, 

con oneri di tempo e di mezzi ingiustificati. Ciò constatato, questa Corte non 

avrebbe potuto che respingere le censure formulate dal reclamante in questo 

ambito.  

 

 

5. Il reclamo è dichiarato inammissibile. Visto quanto precede, la domanda di con-

cessione dell'effetto sospensivo è divenuta priva d'oggetto. 

 

 

6.  

6.1 Giusta l'art. 428 cpv. 1, prima frase, CPP le parti sostengono le spese della 

procedura di ricorso nella misura in cui prevalgono o soccombono nella causa. 

La tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP nonché 5 e 8 

cpv. 3 del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripe-

tibili e le indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162), 

ed è fissata nella fattispecie a fr. 2’000.--. 

 

6.2 B. SpA, C. SpA e D. Corp. BV, da una parte, e banca E., dall'altra, si sono 

avvalse del patrocinio di un legale ed hanno quindi diritto alla corresponsione di 

ripetibili di causa per le spese sostenute ai fini di un adeguato esercizio dei loro 

diritti procedurali (art. 436 cpv. 1 in relazione con l’art. 429 cpv. 1 lett. a CPP). 

Nei procedimenti davanti al Tribunale penale federale le ripetibili consistono 

nelle spese di patrocinio (art. 11 cpv. 1 RSPPF applicabile in virtù del rinvio di 

cui all’art. 10 RSPPF). Nelle procedure davanti alla Corte dei reclami penali 

l’onorario è fissato secondo il libero apprezzamento, se, come nella fattispecie, 

al più tardi al momento dell’inoltro dell’unica o ultima memoria, non è presentata 

alcuna nota delle spese (art. 12 cpv. 2 RSPPF). Nel caso concreto, tenuto conto 

dell’attività presumibilmente svolta dal difensore di B. SpA, C. SpA e D. Corp. 

BV., un onorario complessivo di fr. 1’500.-- appare giustificato. L'indennità per 

ripetibili spettante a banca E. è pure fissata a fr. 1’500.--. Tali importi, per un 

totale di fr. 3'000.--, sono posti a carico del reclamante. 

 

 

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il reclamo è inammissibile. 

2. La domanda di concessione dell'effetto sospensivo è divenuta priva d'oggetto. 

3. La tassa di giustizia di fr. 2’000.-- è posta a carico del reclamante. 

4. Il reclamante rifonderà complessivi fr. 1'500.-- a B. SpA, C. SpA e D. Corp. 

BV. e fr. 1'500.-- a banca E. a titolo di ripetibili. 

 
 
Bellinzona, 12 maggio 2016 
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Jürg Wernli 

- Avv. Lucien W. Valloni 

- Ministero pubblico della Confederazione 

- Tribunale penale federale, Corte penale (Brevi manu) 

- Avv. Ivan Paparelli 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Contro questa decisione non è dato alcun rimedio giuridico ordinario.