# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9e94d052-0184-5265-9c18-3283e8ca49ca
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-26
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 26.03.2010 D-1846/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1846-2010_2010-03-26.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1846/2010/dei
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 6  m a r z o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione di Thomas Wespi, giudice;
cancelliere Carlo Monti;

A._______,
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 5 marzo 2010 / N [...]

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-1846/2010

Visti:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha rimesso 
al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale l'ha reso attento 
circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro 
della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con la commi-
natoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scu-
sabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 1° e del 16 marzo 2010;

la  decisione  dell'UFM  del  16 marzo 2010,  notificata  all'interessato  il 
medesimo giorno (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso del 23 marzo 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 24 marzo 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi via fax al Tribunale amministrativo federale 
(TAF) in data 24 marzo 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni  previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in-
feriore,  è  particolarmente toccato dalla  decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa;

che, di conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla conces-
sione dell'asilo è inammissibile;

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti  su ricorso è determinante la lin-
gua della decisione impugnata e che, se le parti utilizzano un'altra lin-
gua, il procedimento può svolgersi in tale lingua;

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua;

che, pertanto, la presente sentenza va redatta in italiano;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino nigeriano di etnia igbo, nato 
ad B._______,  ove avrebbe vissuto fino a (...),  prima di  trasferirsi  a 
Lagos (cfr. verbale d'audizione del 1° marzo 2010, pagg. 1, 4 e 5); che 
esso avrebbe lasciato il  suo Paese d'origine nel  (...)  per il  timore di 
essere ucciso da un gruppo chiamato Niger Delta Militant (un gruppo 
militante  nigeriano  attivo  nella  zona  del  Delta  del  Niger),  del  quale 
sarebbe stato membro; che i membri di detto gruppo avrebbero ucciso 
la sua fidanzata, poiché egli non si sarebbe presentato alla consegna 
al governo delle armi a lui affidate e avrebbe smesso di recarsi alle riu-

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nioni dei Militant (cfr.  verbale d'audizione del 16 marzo 2010, pag. 5); 
che il richiedente, si sarebbe imbarcato illegalmente da Lagos su di un 
mercantile,  a  bordo del  quale  sarebbe rimasto  una ventina di  giorni 
(cfr. verbale d'audizione del 1° marzo 2010, pag. 5), per poi sbarcare di 
notte  in  un  luogo  sconosciuto  e  ripartire senza  aver  subito  alcun 
controllo d'identità; che avrebbe quindi preso un treno da un luogo a lui 
ignoto per giungere in un altro luogo altrettanto sconosciuto, oltretutto 
senza alcun titolo di trasporto (cfr. ibidem), per poi giungere infine in 
Svizzera in data 21 febbraio 2010;

che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi-
tà;

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente  non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del-
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di documenti d'identità, dichiarato di non averne mai posseduti, 
non avendo mai avuto la necessità di viaggiare e dunque di procurarsi 
detti documenti, ritenendo dunque di avere motivi scusabili e verosimi-
li; che i  suoi  motivi  d'asilo  oltre che veri  sarebbero anche verosimili; 
che, infatti, il ricorrente ritiene di aver fornito sufficienti indizi atti a di-
mostrare l'esistenza di fatti propri volti alla concessione della qualità di 
rifugiato o determinanti per la concessione della protezione provviso-
ria; che, infine, il  ricorrente ha affermato di  avere diversi  problemi di 
salute per i quali avrebbe richiesto di essere visitato al centro di regi-
strazione e procedura in cui è alloggiato; che detti problemi saranno di-
mostrati con la produzione, il più presto possibile, di un certificato me-
dico; che, infine, ha contestato l'esigibilità dell'allontanamento verso la 
Nigeria;

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che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto, in via principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua domanda d'asilo; che ha, altresì,  presentato una domanda di di-
spensa dal  versamento  dell'anticipo equivalente  alle  presunte  spese 
processuali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della do-
manda; 

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al-
l'art. 3  e  all'art.  7  LAsi  (lett.  b),  o  se  l'audizione  rileva  che  sono 
necessari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'e-
sistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi-
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti-
colari  formalità  amministrative; che,  per  contro,  non sono documenti 
validi  giusta l'art. 32  cpv. 2 lett. a LAsi  quelli  emessi  per  altri  scopi, 
come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di na-
scita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di  fine  degli  studi 
(cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre un mese dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che, per di più, egli si è semplicemente limitato a dichiarare di non mai 
aver  avuto  né  un  passaporto,  né  una  carta  d'identità,  poiché  non 
avrebbe  mai  necessitato  di  possedere  dei  documenti  di  identità 
siccome  si  sarebbe  sempre  identificato  verbalmente  (cfr.  verbale 
d'audizione del 1° marzo 2010, pag. 3);

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che, oltre a ciò, interrogato sul suo viaggio, il ricorrente non è riuscito 
a corroborare della benché minima verosimiglianza il proprio racconto, 
risultando infatti impossibile che egli si sia imbarcato a Lagos per poi 
giungere, una ventina di  giorni  dopo, in un luogo sconosciuto da cui 
sarebbe poi ripartito in treno; che il ricorrente non è stato in grado di 
specificare null'altro o fornire dettagli che possano donare credibilità al 
proprio racconto, che appare quindi vago ed impreciso; non è inoltre 
verosimile che egli sia giunto in Svizzera in seguito ad una successio-
ne di percorsi casuali, durante i quali egli non avrebbe mai subito al-
cun tipo di controllo, ed inoltre che, a prescindere dalle allegazioni pa-
lesemente  inverosimili  di  cui  sopra,  vale  sottolineare  che  varcare  il 
confine Schengen senza subire alcun controllo, come il ricorrente ha 
dichiarato  di  aver  fatto,  costituisce  al  momento  attuale,  un'impresa 
pressoché impossibile;

che, in aggiunta, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazio-
ne circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità 
del suo viaggio;

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla-
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 

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meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 
non adempia manifestamente la qualità di rifugiato; che ciò puo' risul-
tare  sia dalla  manifesta  inconsistenza sia  dalla  manifesta  irrilevanza 
dei motivi d'asilo addotti (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Nigeria per il timore di essere ucciso dai Militant e poiché teme di 
essere punito per l'omicidio della propria fidanzata;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri-
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che basti rilevare innanzitutto che il ricorrente si è espresso in modo 
molto vago e succinto sugli eventi che lo avrebbero indotto a lasciare il 
proprio  Paese;  che,  a  titolo  d'esempio,  egli  non  è  stato  in  grado  di 
esporre le attività né il ruolo che avrebbe rivestito in seno ai Militant, li-
mitandosi  a  dichiarare,  quando  sollecitato  a  raccontare  le  attività  di 
detto gruppo, che "il gruppo fa le cose insieme" (cfr. verbale d'audizio-
ne del 16 marzo 2010, pag. 4), e, quando esortato a spiegare i propri 
compiti  in  seno  al  gruppo egli  ha  affermato  che "non abbiamo ruoli 
specifici ma quando decidiamo di fare una cosa specifica la facciamo 
insieme"  (cfr. ibidem); che la  descrizione  della  fidanzata  è  scarsa e 
stereotipata, infatti l'unica descrizione allegata dal ricorrente in merito 
ad ella, frequentata peraltro da cinque anni (cfr. ibidem, pag. 6), è che 
"si chiamava C._______, questo è tutto" (cfr. ibidem); che egli ha alle-
gato che accanto al cadavere della fidanzata avrebbe trovato una let-
tera  in  cui  qualcuno  avrebbe  scritto:  "tu  sai  chi  siamo"  (cfr. ibidem, 
pag. 7), mentre in un primo tempo ha dichiarato che la lettera avrebbe 
contenuto un'intimazione a presentarsi al gruppo entro una settimana 
(cfr. verbale d'audizione del 1° marzo 2010, pag. 4); risulta inoltre con-
trario alla logica dell'agire che l'insorgente, avendo trovato la propria fi-
danzata uccisa ed accanto a lei una lettera che avrebbe dimostrato l'e-
straneità del ricorrente ai fatti -oltre ai testimoni con i quali avrebbe tra-
scorso la  notte a festeggiare-  sia  fuggito alla  vista della polizia; che 
avrebbe abbandonato il cadavere della propria fidanzata, conosciuta e 
frequentata dal 2005, senza curarsi di contattare né i genitori né altri 

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conoscenti,  per  poi  rifugiarsi  per  un  mese  in  un  bar  sulla  spiaggia 
(cfr. verbale d'audizione del 16 marzo 2010, pagg. 8 e 9);

che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati rettamente rite-
nuti come inverosimili dall'autorità inferiore, giusta l'art. 32 cpv. 3 lett. b 
LAsi;

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità d'ulterio-
ri accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato del-
l'insorgente medesimo;

che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione com-
plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 
all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista del-
l'ammissibilità  (cfr.  Sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale 
E-423/2009 dell'8 dicembre 2009 consid. 8, destinata alla pubblicazio-
ne);

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio-
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti 
del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en-
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata;

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che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi-
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che,  come  considerato  in  precedenza,  l'esecuzione  dell'allontana-
mento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane, è 
nato  ad B._______ e  vi  ha  trascorso  gran parte  della  sua vita,  ove 
inoltre vivono i genitori e ove si può presumere che egli abbia una rete 
sociale;  che  egli  possiede  inoltre  un'esperienza  professionale  come 
commerciante  di  ricambi  d'auto  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
16 marzo 2010, pag. 3);

che l'insorgente non ha nemmeno preteso nel  gravame di  soffrire  di 
gravi  problemi  di  salute che possano giustificare la  sua ammissione 
provvisoria (cfr. sulla problematica Giurisprudenza ed informazioni del-
la  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo 
[GICRA] 2003 n. 24),  senza  che  da  un  esame  d'ufficio  degli  atti  di 
causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi 
medici;

che infatti, per quanto concerne gli allegati disturbi da parte del ricor-
rente  (problemi  allo  stomaco  e  all'apparato  digerente,  cfr.  ricorso  a 
pag. 3), giova rilevare che,  di principio, incombe al ricorrente medesi-
mo di dimostrare l'esistenza dei presupposti per la pronuncia di un'am-
missione provvisoria in Svizzera, fermo restando che non compete al-
l'autorità di ricorso d'assumere d'ufficio quegli elementi, come fra l'altro 
un certificato  medico,  che l'insorgente,  usando della  necessaria  dili-
genza, avrebbe potuto e dovuto produrre di moto proprio (GICRA 1995 
n. 23);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

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che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria  diligenza,  potrà procurarsi 
ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); che l'e-
secuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in  materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese pro-
cessuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in 
materia  di  diritto  pubblico  dinanzi  al  Tribunale  federale  (art. 83 
litt. d LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
La domanda d'esenzione dal pagamento dell'anticipo a copertura delle 
spese processuali è divenuta senza oggetto.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo  federale  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  data  di 
spedizione della presente sentenza. 

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
Chiasso (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)

- all'UFM, Centro di registrazione e di procedura di Chiasso (via fax, 
per  l'incarto N  [...]  con  preghiera  di  notificare  la  sentenza  al 
ricorrente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale 
amministrativo federale)

- D._______ (via fax)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione: 

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