# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cc9afe8a-1be5-526a-a946-19cd54d6e2e1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-10-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 24.10.2022 52.2021.469
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2021-469_2022-10-24.html

## Full Text

RI 1

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto n.

  52.2021.468

  52.2021.469

   

  	
  Lugano

  24
  ottobre 2022         

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Flavia Verzasconi, presidente,

  Matteo Cassina, Fulvio Campello

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Elisa Bagnaia

  

 

 

statuendo sul ricorso del 17 novembre
2021 di

 

 

	
   

  	
  RI 1  

  patrocinati
  da:    

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni del 18 ottobre 2021 (30.2017.34 e
  30.2017.35) del Tribunale di espropriazione, prolate nell'ambito della
  procedura di imposizione di contributi di miglioria avviata dal Comune di __________
  per la riqualifica urbana di Piazza __________ e Viale  P__________;

  

 

 

ritenuto,                         in
fatto

 

A.   Con risoluzione del 4
febbraio 2013, completata il 13 ottobre 2014, il Consiglio comunale di __________
ha approvato il progetto per le opere di riqualifica di Viale P__________ e
Piazza __________ ed ha stanziato il relativo credito, autorizzando l'esecutivo
comunale a prelevare contributi di miglioria e fissando la quota a carico dei
privati a 30% della spesa determinante. Il progetto stradale riferito
all'intervento in Piazza __________ è stato pubblicato dal 19 dicembre 2014 al
18 gennaio 2015, quello per Viale P__________ dal 5 giugno al 6 luglio 2015. Essendo
stato contestato, quest'ultimo è poi stato confermato anche dal Tribunale
federale (STF 1C_527/2016 del 29 novembre 2016). 

Dando quindi seguito a quanto deciso dal Legislativo comunale, il CO 1 ha avviato
la procedura di prelievo dei contributi di miglioria. Esso ha allestito due
distinti perimetri, uno per la riqualifica di Viale P__________ e l'altro per
quella di Piazza __________, e ha pertanto pubblicato i due relativi prospetti
dal 3 aprile al 18 maggio 2017, previo invio di un avviso personale ai
proprietari interessati e pubblicazione sul Foglio ufficiale. 

Al momento della
pubblicazione del prospetto dei contributi, RI 1 erano comproprietari in
ragione di ½ ciascuno dei mappali n. 1__________ e 5__________ di __________ e
per questo sono stati assoggettati, in entrambi i perimetri, al pagamento di
contributi di miglioria per questi loro due fondi. Nel dettaglio, il fondo n. 1__________
è stato imposto per fr. 48'046.22 (fr. 24'023.11 per ciascun comproprietario)
per l'intervento su Viale P__________ e per fr. 108'960.44 (fr. 54'480.22
ciascuno) per quello in Piazza __________. Il fondo n. 5__________ è stato
invece imposto per fr. 64'101.64 (fr. 32'050.82 ciascuno) per l'intervento in
Viale P__________ e per fr. 34'285.70 (fr. 17'142.85 ciascuno) per quello in
Piazza __________. Mediante risoluzioni del 16 ottobre 2017 l'Esecutivo
comunale ha respinto i reclami interposti dai suddetti comproprietari contro
tali imposizioni.

 

B.   Con due separate
sentenze del 18 ottobre 2021 il Tribunale di
espropriazione ha parzialmente accolto i gravami inoltrati da RI 1
avverso quest'ultime decisioni municipali, riformando gli importi posti a loro
carico a titolo di contributi di miglioria per i due suddetti fondi, nel
frattempo venduti alla __________ SA. Dato l'incontestato assoggettamento delle
due suddette proprietà, esso ha confermato i perimetri di imposizione per
entrambi gli interventi, considerando che la scelta del Comune di assoggettare
solo i fondi che dispongono di un accesso diretto o indiretto (e meglio tramite
servitù) alle opere non prestasse il fianco a critiche, tenuto conto del
margine di apprezzamento dell'ente impositore. Il Tribunale di espropriazione
ha per contro modificato alcuni coefficienti di calcolo, segnatamente per il
mappale n. 2__________ di proprietà di terzi e per il mappale n. 1__________, già
di proprietà degli insorgenti. In particolare la precedente istanza di giudizio
ha diminuito sia per la riqualifica di Piazza __________, che per la
riqualifica di Viale P__________ il fattore di correzione della superficie
utile lorda (f.c.SUL) applicabile al mappale n. 1__________ portandolo da 1.00
a 0.75. Limitatamente all'intervento in Viale P__________, essa ha invece
aumentato il coefficiente f.c.SUL applicabile alla part. n. 2__________ da 0.75
a 1.00.

C.   Avverso questi ultimi
giudizi, RI 1 sono insorti con due distinti ricorsi dinanzi al Tribunale
cantonale amministrativo chiedendone il parziale annullamento. Essi postulano,
mediante riforma da parte di questa Corte o rinvio alle autorità inferiori,
l'ampliamento del perimetro di imposizione per entrambi gli interventi (per
quello in Viale P__________ l'estensione deve comprendere almeno i mappali n. __________,
__________, __________), la correzioni del fattore di interesse all'opera per
l'intervento in Viale P__________ e meglio la riduzione del suddetto
coefficiente per i fondi già di loro proprietà da 1 a 0.75 e, in subordine,
l'aumento dello stesso da 0.75 a 1 per il mappale n. 2__________, nonché la
deduzione dei costi per le opere realizzate in Via B__________ dalla spesa
determinante per il calcolo dei contributi di miglioria riferiti all'intervento
in Viale P__________. 

Dei motivi posti a fondamento del gravame si dirà in seguito.

D.   All'accoglimento dei gravami
si oppone il Tribunale di espropriazione, senza formulare osservazioni. 

Ad identica conclusione perviene il CO 1 con argomenti di cui si dirà, per
quanto necessario, in seguito; quest'ultimo chiede altresì, invero a titolo
preliminare, di annullare le due sentenze del Tribunale di espropriazione confermando,
in sostanza, le decisioni municipali del 16 ottobre 2017. 

E.   In sede di replica e
di duplica le parti si sono riconfermate nelle loro rispettive tesi e domande
di giudizio.

Considerato,                in diritto

 

1.    1.1. La competenza del Tribunale cantonale
amministrativo è data dall'art. 13 cpv. 3a della legge sui contributi di
miglioria del 24 aprile 1990 (LCM; RL 703.100). Certa è la legittimazione
attiva degli insorgenti, personalmente e direttamente toccati dalla decisione
impugnata, di cui sono destinatari (art. 65 cpv. 1 della legge sulla procedura
amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 165.100). I gravami, tempestivi
(art. 13 cpv. 3a LCM e art. 68 cpv. 1 LPAmm), sono dunque ricevibili in ordine.

Le domande poste dal Comune resistente che vanno oltre alla semplice richiesta
di respingere o accogliere l'impugnativa sono invece, in linea di principio,
irricevibili poiché la LPAmm non conosce l'istituto del ricorso adesivo (Ruth Herzog in:
Ruth Herzog/Michel Daum [curatori], Kommentar zum Gesetz über die
Verwaltungsrechtspflege im Kanton Bern, II ed., Berna 2020, n. 5 ad art. 69). 

1.2. Avendo il medesimo fondamento di fatto, i ricorsi possono essere congiunti
ed evasi con un'unica decisione (art. 76 cpv. 1 LPAmm). 

1.3. Il giudizio può essere emanato sulla base degli atti, senza istruttoria
(art. 25 cpv. 1 LPAmm). Non è in particolare
necessario procedere al sopralluogo richiesto dagli insorgenti; i contorni
della vicenda emergono con sufficiente chiarezza dalle tavole
processuali per cui la prova richiamata sarebbe del tutto insuscettibile di
apportare la conoscenza di ulteriori elementi rilevanti per il giudizio (DTF
131 I 153 consid. 3; RtiD I-2008 n. 6 pag. 559 e rinvii).

2.    2.1. Il contributo di miglioria rappresenta una partecipazione del privato
alle spese per oneri o impianti eseguiti dallo Stato o dai Comuni o consorzi di
Comuni nell'interesse generale (pubblica utilità), che viene imposta alle
persone o gruppi di persone cui le opere o gli impianti procurano vantaggi
economici particolari. Costituisce uno dei mezzi di finanziamento di cui l'ente
pubblico dispone per l'adempimento dei
compiti affidatigli dalla legge, in particolare per l'urbanizzazione tempestiva
dei fondi di cui lo stesso è responsabile (STA 52.2013.103 del 23 luglio 2013
consid. 3.3.1, 52.2012.289 del 17 maggio 2013 consid. 2.2.1, 52.2011.299
del 19 luglio 2012 consid. 2.2.1, 52.2010.321 del 7 dicembre 2011 consid. 2.2.1; Adelio Scolari, Tasse
e contributi di miglioria, Bellinzona 2005, n. 159 e segg.; Marco Brenni/

Gianfranco Sciarini, Contributi di miglioria, applicazione secondo la nuova legge del
24.4.1990, in: RDAT II-1993 pag. 308).

2.2. Nel Cantone Ticino la LCM stabilisce, tra l'altro, che i Comuni sono
tenuti a prelevare contributi siffatti per le opere che procurano vantaggi
particolari (art. 1 cpv. 1 LCM). Danno luogo a contributo, segnatamente, le opere di urbanizzazione generale e
particolare dei terreni (art. 3 cpv. 1 lett. a LCM). Per urbanizzazione generale
s'intende l'allacciamento di un territorio edificabile ai rami principali
degli impianti di urbanizzazione, segnatamente alle condotte dell'acqua,
dell'approvvigionamento energetico e delle acque di rifiuto nonché a strade ed
accessi che servono direttamente il territorio edificabile (art. 3 cpv. 2 LCM).
L'urbanizzazione particolare comprende il raccordo dei singoli fondi ai rami
principali degli impianti di urbanizzazione, nonché alle strade di quartiere
aperte al pubblico e alle canalizzazioni pubbliche (art. 3 cpv. 3 LCM). Il
contributo è imponibile anche per il miglioramento o ampliamento di un'opera
esistente, esclusi i lavori di manutenzione (art. 3 cpv. 4 LCM). Un vantaggio
particolare è presunto specialmente quando l'opera serve all'urbanizzazione dei
fondi ai fini dell'utilizzazione prevista, oppure l'urbanizzazione viene
migliorata secondo uno standard minimo (art. 4 cpv. 1 lett. a LCM)
rispettivamente quando la redditività, la sicurezza, l'accessibilità, la salubrità e la tranquillità dei fondi, tenuto conto
della loro destinazione sono migliorate in modo evidente (art. 4 cpv. 1 lett. b
LCM). Sono imponibili tutti i proprietari, i titolari di diritti reali o di
altri diritti, compresi gli enti pubblici, cui dalle opere derivi un
vantaggio particolare (art. 5 cpv. 1 LCM). Il contributo di miglioria è un
debito personale dovuto da colui che, in base alle risultanze del registro fondiario, risulta essere proprietario
del fondo al momento della pubblicazione del prospetto (art. 5 cpv. 2 LCM; RDAT
II-1991 n. 55; II-2005 n. 24). Per le opere di urbanizzazione generale la quota
a carico dei proprietari non può essere inferiore al 30% né superiore al
60% e per le opere di urbanizzazione particolare inferiore al 70% della spesa
determinante (art. 7 cpv. 1 LCM); la quota è stabilita nel piano di
finanziamento (art. 7 cpv. 3 LCM) ed è ripartita tra gli interessati in
funzione del vantaggio particolare (art. 8 cpv. 1 LCM). La ripartizione si
effettua di regola secondo la superficie dei fondi e tenendo conto, per i
terreni edificabili, del diverso indice di sfruttamento (art. 8 cpv. 2 LCM).
Fattori di correzione e altri metodi di computo sono applicabili se speciali
circostanze lo giustificano, in particolare se l'esistente edificazione non
rende possibile un miglior sfruttamento del terreno (art. 8 cpv. 3 LCM). Posto
che l'entità del singolo vantaggio è difficilmente determinabile, la prassi
ammette l'applicazione di criteri di calcolo schematici fondati su elementi
consacrati dall'esperienza e di facile applicazione e comprensione, purché
rispettino i principi della parità di trattamento e del divieto di arbitrio
(STF 2P.264/2006 del 18 giugno 2007 consid. 5.4, 2P.75/2006 del 19 ottobre 2006
consid. 5.1 e rinvii). I beni imponibili sono individuati mediante un piano del
perimetro, con l'eventuale suddivisione in classi di vantaggio (art. 9 LCM). La
legge prevede poi che il prospetto dei contributi è elaborato sulla base del preventivo o del consuntivo dell'opera
(art. 11 cpv. 1 LCM) e che esso comprende l'elenco dei contribuenti, il piano
del perimetro, gli elementi di calcolo dei contributi, il loro ammontare e i
termini per il loro pagamento (art. 11 cpv. 2 lett. a-e LCM).

3.    3.1. Come
accennato in narrativa, i ricorrenti - che non mettono in discussione il loro
assoggettamento ai contributi di miglioria in parola - contestano anzitutto i
perimetri impositivi per entrambi gli interventi eseguiti, Piazza __________ e
Viale P__________. 

Essi criticano la scelta dell'autorità comunale di inserire nel perimetro
impositivo unicamente i fondi che si affacciano sulle opere eseguite, criterio
che reputano troppo restrittivo e privo delle necessarie distinzioni.
Sostengono che l'area interessata dai lavori in esame sia una zona centrale di
grande importanza per il Comune di __________; trattandosi di un significativo
tratto per il traffico veicolare e pedonale a ridosso del nucleo storico e sede
di svariati servizi pubblici e privati, la riqualifica della piazza e dell'asse
stradale determinerebbe un vantaggio particolare non solo per le proprietà
confinanti con le opere, bensì per tutta l'area circostante. Propongono
pertanto un perimetro impositivo che si estenda a tutte le proprietà nel raggio
di 200 metri dalle opere eseguite, distinguendo poi in sede di calcolo tra
quelle confinanti o no.

Limitatamente all'intervento in Viale P__________, gli insorgenti pretendono
che vengano almeno inclusi i mappali n. __________, __________ e __________.
Ritengono infatti che nonostante questi non si affaccino sull'asse stradale
oggetto di migliorie, la loro situazione sia del tutto paragonabile ai mappali
n. __________, __________, __________ e parte del fondo n. __________, i quali
sono stati imposti benché non fisicamente confinanti con l'opera. I mappali n. __________,
__________ e __________, come quelli n. __________, __________, __________ e __________,
accedono infatti alla via pubblica da Via C__________, per immettersi poi pochi
metri dopo su Viale P__________ che rappresenta pertanto l'unica via di accesso
veicolare; segnalano che il mappale n. __________ è adibito a posteggio per
moto, per cui ritengono che questo sfrutti verosimilmente più di altri mappali
la parte finale di Viale P__________. I fondi da includere beneficerebbero
inoltre del fatto di trovarsi nelle immediate vicinanze di una delle entrate
pedonali principali del nucleo storico di __________ e, con lo spostamento in
tale area delle fermate degli autobus, trarrebbero vantaggio in particolare
dalla sistemazione dell'ultimo tratto di strada, segnatamente dalla riqualifica
davanti all'entrata veicolare del __________.

3.2. Dagli atti di causa (cfr. messaggio municipale n. 34/2012 del 19 dicembre
2012, relazioni tecniche riferite ai due progetti stradali [doc. B - 2 e 3 dei
documenti prodotti dal Comune al Tribunale di espropriazione]) emerge che con la
riqualifica di Viale P__________ si è proceduto a un riassetto dell'asse
stradale (rifacimento della fondazione, del campo stradale e dei marciapiedi
esistenti) che dalla Piazza __________ si sviluppa fino all'innesto di Via Ci__________/Via
Bu__________, tramite la realizzazione di una singola corsia di circolazione
larga 4.30 m, delimitata lateralmente da due canalette scorriacqua, e all'interno
della quale è stata predisposta una pista ciclabile; è stata poi posata lungo
la strada una nuova alberatura ad alto fusto e una nuova illuminazione
pubblica. La fermata del bus è stata spostata a lato del __________, con
conseguente riordino dell'accesso veicolare di quest'ultimo e posa di una
pensilina di copertura, e sono stati predisposti nella parte terminale di Via B__________
- tratto che anch'esso si innesta in Viale P__________ - il terminale taxi e
uno spazio shuttle hotel. Sono poi stati sistemati e delimitati, nonché
aumentati di numero, i posteggi di corta durata, compreso uno per utenti
disabili, e quattro zone di attraversamento pedonale del campo viario sono
state demarcate. Per l'intervento in Piazza __________, invece, è stata
eseguita una pavimentazione in granito dell'area della piazza, sono stati
posati vari elementi di arredo (e meglio sette vasi-panchina contenenti ognuno
un albero e alcuni cestini) e una rastrelliera per il parcheggio di oltre 20
biciclette. Le sottostrutture sono state adattate di conseguenza; parte di
questi ultimi costi tuttavia sono esclusi dai contributi di miglioria qui in
esame (ad esempio gli interventi alle canalizzazioni). 

Gli interventi in oggetto dunque, che non si limitano a mera manutenzione,
hanno di tutta evidenza migliorato l'urbanizzazione esistente conferendo
altresì maggior pregio alla piazza e alla strada, fatto questo che invero
nemmeno gli insorgenti contestano. In discussione per contro è l'estensione del
vantaggio derivante da tali opere a fondi che non confinano con le stesse.

In questo senso bisogna osservare che la zona indicata dagli insorgenti quale
perimetro di imposizione non appare come un quartiere o un nucleo, né da un
punto di vista pianificatorio (come rilevato a giusto titolo dall'autorità
precedente), ma nemmeno di fatto atteso che l'area comprenderebbe così parte di
due diverse zone residenziali (e meglio parte di quella a Nord-Est in pianura e
parte di quella collinare a Nord-Ovest) e una porzione del borgo tradizionale,
per cui il settore indicato non presenta caratteristiche che permettano di
considerarlo come un'unità che - nel suo insieme - trarrebbe vantaggio dalle
migliorie apportate. 

Ora, in materia di contributi di miglioria l'inclusione di un fondo o di un comparto nel perimetro di imposizione
dipende sostanzialmente dall'esistenza di un vantaggio per il medesimo. Questo
deve adempiere due requisiti fondamentali: essere "particolare" e di
natura "economica". Il vantaggio è "particolare" se
concerne una cerchia ben determinata di interessati, che traggono un beneficio
specifico decisamente maggiore di quello di cui fruisce in genere la
collettività grazie all'attività dell'ente pubblico. È poi "economico"
se è realizzabile, ossia se può essere convertito in denaro (STF 2P.75/2006 del 19 ottobre 2006 consid. 4.2 e rinvii).

Seppur vero che la riqualifica di una zona centrale, come quella in esame,
porta sicuramente giovamento a tutto il Comune, così come genericamente avviene
per tutte le opere di pubblica utilità (in particolare quelle d'urbanizzazione
generale, cfr. STF 2P.75/2006 del 19 ottobre 2006 consid. 4.3), risulta tuttavia
difficile sostenere che il riassetto, prevalentemente d'ordine estetico, di
tutta la zona di Viale P__________ (Piazza __________ compresa) abbia un
impatto tale da determinare un vantaggio, di una certa rilevanza e apprezzabile
finanziariamente, su proprietà destinate alla residenza primaria site a 200
metri di distanza (considerazione questa che non necessita di alcun
accertamento particolare); per queste ultime infatti il vantaggio si confonde
piuttosto con quello collettivo. D'altra parte il criterio proposto dai
ricorrenti, che assoggetta tutte le proprietà all'interno di un certo raggio
senza riguardo alle caratteristiche morfologiche del territorio, è sicuramente
oggettivo ma non certo privo di limiti, tant'è che gli insorgenti stessi
segnalano la necessità di correggerlo poi in sede di calcolo, distinguendo
(almeno) tra proprietà confinanti o meno. Vale la pena rammentare in questo
senso che l'inclusione di un fondo nel perimetro costituisce solo la
presunzione dell'esistenza di un vantaggio particolare, per cui è possibile che
in seguito alcune proprietà possano (rispettivamente debbano) essere dichiarate
esenti o attribuite a classi di imposizione nettamente inferiori (Scolari, op. cit., n. 246). I ricorrenti
pretendono di assoggettare un grande numero di proprietà che, per ubicazione e
caratteristiche, sono molto diverse; ne risulterebbe dunque la necessità di applicare
più fattori di correzione per ponderare il giusto peso di questi fondi, primo
(e imprescindibile) fra tutti quello della distanza dalle opere, di modo che i
mappali confinanti partecipino in maniera nettamente predominante ai costi di
queste opere, ciò che a ben vedere potrebbe portare ad un'imposizione che non
si discosta poi di molto rispetto a quanto fatto.

Sia quel che sia, poiché, come già rilevato in più occasioni dal Tribunale
federale, i Comuni ticinesi dispongono di grande libertà d’apprezzamento
nell'applicazione della legislazione cantonale sui contributi di miglioria,
segnatamente nella determinazione del perimetro d'imposizione e nel riparto
dell'onere complessivo tra le varie proprietà. In tale ambito essi godono
pertanto di autonomia protetta (STF 2P.75/2006 del 19 ottobre 2006 consid. 2.2
e rinvii). Perciò, in caso di contestazioni, il Tribunale di espropriazione
deve limitarsi a verificare che l'esercizio del potere d'apprezzamento da parte
dell'autorità di prime cure sia contenuto nei termini prestabiliti e si fondi
su considerazioni serie e pertinenti. I medesimi principi valgono anche per
questa Corte. Infatti, il ricorso al Tribunale cantonale amministrativo è
proponibile contro la violazione del diritto, compreso l'eccesso e l'abuso del
potere d'apprezzamento, e l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti
giuridicamente rilevanti (art. 69 cpv. 1 LPAmm). Il controllo
dell'apprezzamento da parte di questo Tribunale non è quindi illimitato, ma
circoscritto alla verifica che l'autorità decidente non abbia travalicato i
limiti del potere discrezionale riservatole dalla legge o l'abbia esercitato in
spregio dei principi generali del diritto. L'autorità di ricorso deve in
particolare evitare di sostituire il proprio apprezzamento a quello della
precedente istanza, limitandosi a censurare quelle decisioni che integrano gli
estremi di una violazione del diritto sotto il profilo dell'eccesso o
dell'abuso di potere. Ipotesi, quest'ultima, che si verifica unicamente nei
casi in cui la decisione appare insostenibile, siccome priva di giustificazioni
oggettive, fondata su considerazioni estranee o altrimenti lesiva dei principi
fondamentali del diritto, segnatamente di quelli riferiti alla parità di
trattamento, al divieto dell'arbitrio o alla proporzionalità (DTF 104 Ia 206;
RDAT I-1994 n. 34; Ulrich Haefelin/Georg
Müller/Felix Uhlmann, Allgemeines Verwaltungsrecht, VII ed., Zurigo/San
Gallo 2016, n. 1148; Adelio Scolari,
Diritto amministrativo, parte generale, II ed., Cadenazzo 2002, n. 407 segg.; Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di
procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, ad art. 61, n. 2d).

Tornando al caso in esame, per Viale P__________, l'autorità comunale ha deciso
di delimitare il perimetro impositivo ai soli fondi direttamente o
indirettamente (e meglio mediante servitù) confinanti con l'opera e sulla quale
dispongono di un accesso veicolare e/o pedonale. Per Piazza __________ sono
stati assoggettati invece tutti i fondi prospicenti l'opera e quelli che -
benché non confinanti - beneficiano di una visuale (cfr. relazione tecnica
allegata al prospetto dei contributi di miglioria, doc. D). I criteri scelti
dunque, perfettamente in linea con quanto generalmente ammesso per questi tipi
di opere (cfr. Scolari, Tasse e
Contributi di miglioria, per le strade n. 254, per i marciapiedi n. 264, per i
posteggi 268), si fondano su distinzioni oggettive e pertinenti e permettono di
identificare le proprietà che, trovandosi a stretto contatto con le opere in
oggetto, ne traggono di tutta evidenza un vantaggio specifico, di chiara natura
economica e decisamente maggiore rispetto alla collettività. Tale modo di
procedere pertanto, che non integra gli estremi di un eccesso o un abuso di
potere da parte dell'autorità, deve essere confermato. 

A titolo abbondanziale si osserva che il Comune di __________ ha comunque
cercato di limitare il più possibile l'imposizione di questi tributi. In
effetti oltre a circoscrivere il perimetro ai soli fondi a stretto contatto con
le opere, esso ha altresì deciso di porre a carico dei privati la percentuale
minima imposta dalla legge. 

3.3. Neppure la richiesta di includere i mappali n. __________, __________ e __________
nel perimetro impositivo per l'intervento in Viale P__________ può essere
accolta. Premesso che il fondo n. __________ è stato assoggettato perché ha
accesso diretto a Viale P__________, i mappali n. __________, __________ e __________
differiscono da quelli n. __________, __________ e __________ poiché dispongono
di sbocchi veicolari e pedonali diretti sulle opere eseguite garantiti da
servitù. Seppur vero che le proprietà che gli insorgenti vogliono includere,
per una questione legata al regime di circolazione, sono obbligati a sfruttare
almeno una parte di Viale P__________, esse non vi hanno accesso diretto - ma
vi si immettono per il tramite di un'altra strada (in specie Via C__________) -
e i lavori di riqualifica non hanno interessato le aree a loro antistanti; situazione
paragonabile a quella di altri fondi, anch'essi esclusi dal perimetro, quali ad
esempio quelli in Viale M__________ (cfr. mappali n. __________ e __________) e
Via B__________ (cfr. mappali n. __________ e __________), entrambi tronchi
stradali a senso unico che confluiscono in Viale P__________. Vi è pertanto in
specie una concreta e reale differenza nella situazione oggettiva di questi due
gruppi di fondi, per cui, nel rispetto del margine di manovra che come visto va
riconosciuto all'ente impositore, il criterio applicato dall'autorità comunale regge
alle critiche dei ricorrenti.

4.    4.1.
Limitatamente all'intervento in Viale P__________, gli insorgenti contestano
pure il metodo di calcolo applicato dall'autorità comunale e la spesa
determinante ritenuta per queste opere. 

Come già dinanzi al Tribunale di espropriazione, i ricorrenti lamentano che al
mappale n. 2__________ sia stato applicato un fattore di interesse all'opera (f.int.
[percorrenza]) di 0.75. Segnalano che il fondo in questione si affaccia lungo
due lati su strade che sono oggetto dell'opera di riqualifica (Viale P__________
e Via B__________) per cui la sua situazione sarebbe del tutto comparabile a
quelle degli altri fondi adiacenti, imposti con coefficiente 1. Rilevano
d'altronde che anche i mappali __________, __________, __________ e __________
potrebbero accedere alle proprietà senza utilizzare il primo tratto di Viale P__________,
passando appunto per Via B__________, e che anche gli altri mappali - ed in
particolare i fondi di loro proprietà - non sfruttano l'intera opera,
segnatamente non utilizzano Via B__________. Contestano che i lavori su Via B__________
possano essere considerati secondari, postulando che - qualora così fosse - il
relativo costo venga dedotto dalla spesa determinante per il calcolo dei
contributi di miglioria.

Ritengono pertanto che non vi siano valide ragioni di applicare al mappale 2__________
un coefficiente inferiore rispetto agli altri del perimetro.

4.2. In primo luogo va osservato che i ricorrenti formulano le proprie domande
di giudizio chiedendo, in via principale, che ai fondi di loro proprietà venga
attribuito un f.int di 0.75 e, in subordine, che il mappale 2__________ venga
imposto con coefficiente 1. Essi stessi ammettono tuttavia che la situazione
delle loro proprietà è la medesima degli altri fondi adiacenti imposti con un
f.int di 1 poiché, avendo l'accesso veicolare su Viale P__________ che è strada
a senso unico, tale arteria viene interamente percorsa. In questo senso va
subito rilevato che la richiesta principale di attribuire ai soli mappali 5__________
e 1__________ il medesimo fattore ridotto applicato al mappale 2__________ non
può comunque essere accolta in quanto lesiva del principio di parità di
trattamento rispetto ai fondi che si trovato in circostanze di fatto identiche e
ai quali è stato attribuito un coefficiente 1. Atteso che l'applicazione di un
medesimo fattore a tutti fondi, indipendentemente dal valore numerico di
questo, non ha di fatto impatto sul peso di ogni mappale nell'ambito del
calcolo dei contributi di miglioria, la questione qui da dirimere è unicamente
quella di sapere se la part. n. 2__________ debba o meno essere trattata
differentemente dagli altri fondi che hanno ricevuto un f.int di 1.

Ora, il mappale 2__________, a differenza degli altri fondi che affacciano su
Viale P__________, non ha un accesso veicolare diretto su tale tratto ma accede
(e riparte) tramite Via B__________, tronco stradale che si innesta circa a metà
di Viale P__________, ciò che invero non è contestato. Ne consegue dunque che
per accedere e ripartire dal fondo in questione, oltre a Via B__________, solo
circa la metà di Viale P__________ viene sfruttato. Tale situazione risulta di
fatto diversa da quella degli altri fondi imposti con f.int di 1, tra cui
quelli dei ricorrenti, i quali devono invece obbligatoriamente percorrere tutto
Viale P__________. È vero, come segnalato nel ricorso, che gli utenti dei fondi
imposti con f.int di 1 non usano Via B__________, la quale anch'essa è oggetto
di riqualifica nella sua parte terminale e i cui costi sono a giusto titolo
stati inseriti nella spesa determinante per il calcolo dei tributi. Allo stesso
tempo tuttavia, va rilevato che i lavori eseguiti su tale tronco stradale si
limitano alla parte finale di meno di 70 m e l'innesto in Viale P__________
avviene a circa metà di quest'ultimo, per cui, già a colpo d'occhio, il
segmento stradale utilizzato per accedere al fondo 2__________ (tratto
terminale di Via Baraggie e circa metà di Viale Papio) è nettamente inferiore
rispetto a quello di chi deve percorrere, dalla parte finale di Viale M__________
tutto Viale P__________ fino all'incrocio tra Via Bu__________ e Via Ci__________.
Riprendendo le misurazioni indicate nel ricorso (che appaiono ad ogni modo un
po' sottostimate a favore dei ricorrenti), gli utenti del mappale 2__________
utilizzano Via B__________ (circa 70 m) e circa metà dell'asse stradale
principale per cui il tragitto risulta circa due terzi di quello necessario per
l'accesso agli altri fondi (circa 300 m da Viale M__________ all'incrocio con
Via Bu__________/Via Ci__________). Tenuto conto che la prassi ammette
l'applicazione di criteri di calcolo schematici fondati su elementi consacrati
dall'esperienza e di facile applicazione e comprensione, nonché in
considerazione della latitudine di
giudizio che occorre riconoscere in questo ambito all'autorità comunale,
la scelta dell'ente impositore di applicare al mappale 2__________ un fattore
di 0.75, ponderandone quindi il peso a due terzi rispetto agli altri fondi, non
presta il fianco a critica e va pertanto tutelata. 

Per quanto concerne poi gli altri mappali citati dagli insorgenti, e meglio i
mappali __________, __________, __________ e __________, tali proprietà potrebbero
in effetti essere raggiunte anche senza utilizzare interamente Viale P__________;
non solo passando da Via B__________ ma, per due delle suddette proprietà (e
meglio part. n. __________ e __________), pure percorrendo Via Ci__________,
seppure ciò implichi di passare per una parte non irrilevante della zona
residenziale a Est allungando il tragitto. Tuttavia, al di là del fatto che Viale
P__________ è una strada di raccolta destinata a concentrare e distribuire il
traffico e a garantire i collegamenti locali e che, invece, Via B__________ è
solo una strada di servizio per i fondi ivi situati, per cui secondo il piano
viario comunale l'accesso ai fondi indicati avviene prevalentemente per il
tramite di Viale P__________, quandanche si volesse ammettere la tesi dei
ricorrenti, questo non gioverebbe loro. Il fatto di riconoscere che i
sopracitati fondi dispongono di vie di accesso (veicolare) quantomeno
alternative, non permette ad ogni modo di negare che i fondi a Nord-Ovest, tra
cui quelli dei ricorrenti, sono invece obbligatoriamente raggiungibili solo
percorrendo interamente Viale P__________. Ciò non comporterebbe pertanto una
diminuzione del fattore applicato ai fondi degli insorgenti, bensì unicamente
la riduzione del coefficiente per i mappali che si trovano dopo Via B__________,
con conseguente aumento del contributo di miglioria dovuto da tutti gli altri
fondi assoggettati, comprese le part. 5__________ e 1__________.

In considerazione di quanto esposto, i coefficienti applicati dall'autorità
comunale quali fattori f.int ai fondi 2__________, 5__________ e 1__________,
devono essere confermati. 

5.    5.1. L'autorità
resistente, oltre che ad essersi opposta alle richieste di giudizio dei
ricorrenti, ha sostenuto nelle proprie comparse scritte che le modifiche al
fattore di correzione della superficie utile lorda (f.c.SUL) apportate dal Tribunale
di espropriazione sarebbero lesive del diritto e chiede pertanto che questa
Corte le annulli riconfermando la decisione municipale del 16 ottobre 2017.
Segnatamente, essa sostiene che al mappale n. 2__________ debba essere lasciato
un coefficiente f.c.SUL di 0.75 in ragione del fatto che questo dispone di una
seconda possibilità di accesso da Via B__________, considerazione che nulla
avrebbe a che vedere con quanto ritenuto per la fissazione del fattore
d'interesse, in funzione dunque della percorrenza dell'opera. Contesta inoltre
la riduzione da 1.00 a 075 del coefficiente f.c.SUL per il fondo n. 1__________,
già di proprietà degli insorgenti. Ritiene infatti che il diritto di superficie
che grava questo fondo ha unicamente limitato le possibilità edificatorie fuori
terra, rimanendo per contro sfruttabile e sfruttato il sottosuolo dove è stata per
altro realizzata un'autorimessa. L'area vincolata da tale onere non sarebbe in
ogni caso stata sfruttabile considerata la linea di arretramento esistente rispetto
a Viale M__________ e, soprattutto, data l'esistenza di una servitù gravante il
mapp. 1__________ e a favore delle part. __________ e __________ che limita
l'altezza delle costruzioni. D'altra parte i proprietari del fondo n. 1__________
possono cedere il potenziale edificatorio inutilizzabile ad altre proprietà,
indipendentemente dalla servitù iscritta a Registro fondiario.

5.2. Ora, già si è detto che se il Comune non era d’accordo con le decisioni
prolate dal Tribunale d’espropriazione, esso avrebbe dovuto impugnarle tramite
un proprio ricorso, non conoscendo la LPAmm
l'istituto del ricorso adesivo (cfr. consid. 1.1.).

Ritenuto comunque che il Tribunale applica d’ufficio il diritto (art. 31 LPAmm)
e che esso può modificare una
decisione impugnata anche a svantaggio della parte ricorrente (art. 86 cpv. 4
LPAmm), occorre rilevare che nel caso di specie gli argomenti addotti dal
Municipio non possono essere condivisi e pertanto non permettono di prendere in
considerazione quest’ultima eventualità. 

Anzitutto si rileva che con il f.c.SUL l'ente impositore ha voluto tenere conto
ai fini del calcolo dei contributi di miglioria, da un lato, di alcuni fattori
suscettibili di influire sulle concrete possibilità edificatorie dei fondi inclusi
nel perimetro di prelievo, dovute ad esempio alla forma del sedime e al
contemporaneo obbligo di rispettare le distanze, alla presenza di linee di
arretramento, e, dall’altro lato, dell’eventuale esistenza di accessi ai fondi da
altre strade. A questo proposito, secondo quanto emerge dalla relazione
tecnica, il Municipio ha attribuito a tutti i fondi inseriti nel comprensorio
un f.c.SUL  pari a 1.00, tranne che ai fondi n. __________ a cui è stato dato
un coefficiente di 0.00 per tenere conto della forma della particella che la
rende di fatto inedificabile, n. __________ e 2__________ a cui è stato
assegnato un fattore di 0.75 per il fatto che l’accesso principale avviene da
Via B__________, mentre che in uscita ci si deve invece immettere su Viale P__________,
e n. __________ al quale è pure stato assegnato un f.c.SUL pari a 0.75 visto la
possibilità di accedervi anche da Via Bo__________.

Ora, per il mappale n. 2__________, come rilevato dal Tribunale di
espropriazione, non si può sostenere che vi sia un accesso da altre strade che
giustifichi una riduzione del f.c.SUL al di sotto del coefficiente 1.00. Anche
l'ultimo tratto di Via B__________ infatti è stato oggetto dei lavori di
riqualifica e pertanto, indipendentemente dal fatto che si tratti di un tronco
stradale distinto da Viale P__________ e senza riguardo alle necessità di
percorrenza già considerate con il fattore f.int, l'accesso al fondo in
questione avviene direttamente da un segmento oggetto di riqualifica; medesima
situazione, d'altra parte, in cui si ritrovano i mappali n. __________, __________
e __________, i quali hanno l'acceso su Viale M__________, anch'esso
riqualificato nella parte finale fino al collegamento con Viale P__________, ed
imposti con coefficiente  f.c.SUL 1.00.

Relativamente al fondo n. 1__________, sul medesimo è stata imposta a livello
pianificatorio una linea di arretramento parallela al suo limite Nord-Ovest il
cui scopo consiste nel preservare libera da costruzioni fuori terra un’area
rettangolare di ca. 400 m2. Questa porzione di terreno è quindi stata
gravata con un diritto di superficie concesso gratuitamente dai proprietari al
Comune di __________ per permettere la realizzazione, unitamente ad una parte
del limitrofo mappale n. __________ di proprietà pubblica, di una piazza (Piazza
__________). Ora, a prescindere dalla questione di sapere se ed eventualmente
in che misura queste circostanze abbiano effettivamente inciso sulla SUL
teorica del mappale n. 1__________, resta il fatto che le possibilità
edificatorie di questa proprietà non sono di tutta evidenza comparabili a
quelle di un fondo libero da simili oneri e quindi perfettamente edificabile
sia in superficie sia nel sottosuolo nei limiti delle prescrizioni ordinarie di
zona previste dalle NAPR. Come giustamente rilevato nei suoi giudizi dal
Tribunale d’espropriazione, benché nell’ambito della costituzione del predetto diritto
di superficie i ricorrenti non abbiano ceduto al Comune delle capacità
edificatorie appartenenti al mappale n. 1__________, si deve comunque considerare
che l’area in questione, pur rimanendo assoggettata al Piano particolareggiato
del nucleo tradizionale, è toccata da degli importanti vincoli che in una certa
misura ne condizionano l’edificabilità e di cui occorre tenere conto nel
presente ambito. Mal si comprende in questo senso l'argomento del Municipio di __________
secondo cui, anche senza l'opera che ha dato luogo al prelievo dei contributi
qui contestati, i proprietari di questo mappale non avrebbero comunque potuto
sfruttare tutta la sua SUL potenziale (cfr. risposta del 15 febbraio 2022, pag.
4). È proprio a causa dei suddetti oneri di diritto pubblico e di diritto
privato a favore dell’ente pubblico che gravano (e già gravavano) la part. n .1__________
che si giustifica l’applicazione di un f.c.SUL ridotto. Non permette di
giungere a diversa conclusione il fatto che i proprietari del mappale n. 1__________
potrebbero cedere a fondi vicini le quantità edificatorie ancora non utilizzate,
secondo quanto previsto dall'art. 38a della legge edilizia cantonale del 13
marzo 1991 (LE; RL 705.100). Al di là del fatto che l'istituto del
trasferimento di quantità edificatorie è permesso a determinate condizioni, il
cui adempimento in specie è tutt'altro che scontato, e senza riguardo alle caratteristiche
dell'area in esame, che è una zona centrale già densamente edificata, quello
evocato dal Municipio è un aspetto che non consente di sovvertire la conclusione
a cui è pervenuta la precedente istanza di giudizio. Infatti, come risulta
dalla relazione tecnica, l’Esecutivo comunale ha voluto introdurre nella
formula di calcolo dei contributi un f.c.SUL per poter tenere conto
dell’esistenza di alcuni aspetti fattuali e pianificatori suscettibili di
incidere sulla situazione e le possibilità di sfruttamento edilizio di alcuni
fondi, facendo però completamente astrazione nella determinazione di questo
coefficiente da un calcolo preciso volto a verificare in che misura simili
circostanze fossero tali da incidere sulla possibilità di sfruttare pienamente le
loro rispettive SUL potenziali. Prova ne è che in tre casi su quattro l’ente
impositore ha, ad esempio, giustificato l’applicazione di un fattore ridotto pari
a 0.75 per tenere conto dell’esistenza di accessi alternativi da altre strade,
aspetto, questo, manifestamente insuscettibile di influire in qualche modo
sulle potenzialità edificatorie dei fondi in questione. In quest’ottica, il
fatto che, malgrado la linea di arretramento e il diritto di superficie che la
gravano, la part. n. 1__________ conservi intatti degli indici di sfruttamento difficilmente
sfruttabili a causa delle servitù d’altezza concesse a favore dei mappali n. __________
e __________, i quali però potrebbero comunque essere trasferiti a terzi dietro
compenso, appare in sé come una questione priva di qualsiasi rilevanza nel
contesto in esame e che non può essere ritenuta atta a escludere l’applicazione
di un f.c.SUL ridotto. Anche perché se così non fosse, allora non si
giustificherebbe nemmeno di attribuire, come ha fatto il Municipio, un f.c.SUL
pari a 0.00 al mappale n. __________, il quale pur essendo di fatto
inedificabile detiene comunque delle potenzialità edificatorie che potrebbero a
loro volta essere trasferite a terzi. A giusto titolo il Tribunale di
espropriazione ha dunque ritenuto decisiva unicamente l’esistenza sul mappale
in oggetto dei suddetti oneri a favore della collettività e degli effetti
limitativi che gli stessi hanno sull’edificabilità del fondo in questione,
attenendosi così anche a quanto esposto nella relazione tecnica dove, a titolo
esemplificativo, veniva fatto espressamente riferimento proprio alla presenza di
linee di arretramento quale possibile elemento da prendere in considerazione
nell’applicazione di un f.c.SUL ridotto.

Per quanto attiene infine alla scelta della precedente istanza di giudizio di
ridurre di 0.25 il fattore in parola va detto che la stessa si fonda sulla
constatazione che i predetti vincoli riguardano una porzione del mappale n. 1__________
pari ad all’incirca ¼ della sua intera superficie. Si tratta di una soluzione
che per quanto possa apparire opinabile si fonda su di un criterio oggettivo e
tutto sommato pertinente, ragione per la quale la stessa merita tutela.      

Ne consegue dunque che le correzioni apportate dal Tribunale di espropriazione
vanno confermate.

 

6.    6.1. Visto
quanto precede, il ricorso va respinto con conseguente conferma delle decisioni
impugnate.

6.2. Dato l'esito, la tassa di giustizia è posta è posta a carico dei ricorrenti,
in quanto soccombenti (art. 47 cpv. 1 LPAmm). Non si assegnano ripetibili al
Comune di __________, che non è rappresentato da un legale (art. 49 LPAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

decide:

 

1.   I ricorsi sono
respinti.

 

 

2.   La tassa di
giustizia, di complessivi 5'000.-, già anticipata dai ricorrenti in parti
uguali, resta a loro carico.

 

 

3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS
173.110).

 

 

	
  4.   Intimazione
  a:

  	
  .

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                            La vicecancelliera