# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 94bd8aac-350b-55d6-958f-2bde7289dbf3
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-04-08
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 08.04.2025 D-2195/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2195-2025_2025-04-08.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-2195/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l l ’ 8  a p r i l e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Camilla Mariéthoz Wyssen;  

cancelliere Agostino Bullo. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Iran,   

patrocinato da Viviana Lino, 

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…), 

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento 

(paese terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi);  

decisione della SEM del 24 marzo 2025 / N (…). 

 

 

 

D-2195/2025 

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Fatti: 

A.  

Il 5 dicembre 2024, l’interessato ha presentato una domanda d’asilo in 

Svizzera insieme alla madre (di cui alla procedura del Tribunale  

D-2191/2025; cfr. atto della Segreteria di Stato della migrazione [di seguito: 

SEM] n. [{…}]-3/2). Dalle informazioni contenute nella banca dati europea 

di rilevamento delle impronte digitali (EURODAC) è risultato che, il 

(…) 2024, il richiedente aveva depositato una domanda d’asilo in Grecia, 

ottenendo la protezione internazionale il (…) 2024 successivo. Agli atti è 

stato depositato il permesso di soggiorno greco in originale dell’interessato. 

Il 19 dicembre 2024, la SEM ha effettuato con l’interessato un colloquio in 

merito al rinvio verso uno Stato terzo sicuro, nel contesto del quale è stato 

concesso il diritto di essere sentito in relazione al suo stato di salute, alla 

possibile non entrata nel merito della domanda d'asilo secondo l'art. 31a 

cpv. 1 lett. a LAsi (RS 142.31), nonché al prospettato allontanamento dalla 

Svizzera verso la Grecia. Il 23 dicembre 2024, l’autorità inferiore ha pre-

sentato alle competenti autorità greche una domanda di riammissione del 

richiedente conformemente alla Direttiva 2008/115/CE del Parlamento eu-

ropeo e del Consiglio recante le norme e procedure comuni applicabili negli 

Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irrego-

lare (GU L 348/98 del 24 dicembre 2008; di seguito: direttiva ritorno) e 

all'Accordo bilaterale di riammissione tra la Grecia e la Svizzera per le per-

sone a beneficio di una protezione internazionale (Accordo tra il Consiglio 

federale svizzero e il Governo della Repubblica ellenica concernente la 

riammissione di persone in situazione irregolare [RS 0.142.113.729]; 

cfr. atto della SEM n. 16/6). Il 30 dicembre 2024, la Grecia ha accettato la 

riammissione dell’interessato confermando che, il (…) 2024, quest’ultimo 

aveva ottenuto lo statuto di rifugiato, unitamente ad un permesso di sog-

giorno valido fino (…) 2027 (cfr. atto della SEM n. 25/1). Con scritto del 

31 dicembre 2024, la rappresentanza legale ha trasmesso una richiesta di 

concessione dell’ammissione provvisoria (cfr. atto della SEM n. 26/3). Tra-

mite ulteriore lettera la ricorrente per il tramite della sua patrocinatrice ha 

trasmesso nuovi mezzi di prova in data 17 febbraio 2025 (cfr. atto della 

SEM n. 29/1). Con scritto del 21 marzo 2025, la rappresentanza legale si 

è espressa in merito al progetto di decisione negativa della SEM (cfr. atto 

della SEM n. 35/3). 

B.  

Con decisione del 24 marzo 2025, notificata il medesimo giorno (cfr. atto 

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della SEM n. 52/1), la SEM non è entrata nel merito della domanda d’asilo 

e ha pronunciato l’allontanamento dell’interessato dalla Svizzera, incari-

cando il Canton B._______ dell’esecuzione della misura e disponendo la 

consegna degli atti procedurali conformemente al relativo indice.  

C.  

Con ricorso del 31 marzo 2025, l’interessato avversa la decisione succitata 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) con-

cludendo alla congiunzione delle cause con quella della madre (di cui alla 

procedura del Tribunale D-2191/2025), all’annullamento della decisione 

impugnata e la concessione dell’ammissione provvisoria. In subordine, il 

rinvio dell’incarto all’istanza inferiore per completamento dell’istruzione. Sul 

piano procedurale, egli chiede la concessione dell’assistenza giudiziaria 

parziale, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali.  

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).  

1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una 

decisione in materia di asilo della SEM (artt. 6 e 105 LAsi e 31‒ 33 LTAF), 

è di principio ricevibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c nonché 

52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del gravame  

1.3 I ricorsi manifestamenti infondati, come quello in esame, sono decisi 

da un giudice unico con l'approvazione di un secondo giudice e la sentenza 

è motivata soltanto sommariamente (artt. 111 lett. e cum 111a cpv. 2 LAsi). 

Nello specifico, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio degli scritti in virtù 

dell'art. 111a cpv. 1 LAsi.  

2.  

In materia d’asilo, il potere di cognizione del Tribunale e le censure ammis-

sibili sono disciplinati dall’art. 106 cpv. 1 LAsi (art. 62 cpv. 4 PA; cfr. DTAF 

2014/1 consid. 5 secondo cui, in materia di diritto degli stranieri, resta cen-

surabile l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA). Adito su ricorso contro 

una decisione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, il Tribunale 

si limita ad esaminare la fondatezza di tale decisione (cfr. DTAF 2012/4 

consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 

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3.  

3.1 Nel ricorso viene anzitutto chiesta la congiunzione delle cause tra il ri-

corrente e la madre C._______.  

3.2 In merito a tale richiesta si rileva come le impugnative che fanno riferi-

mento alla medesima fattispecie, quandanche presentate separatamente, 

possono essere congiunte in una sola procedura a qualsiasi stadio della 

causa (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, Prozessieren vor dem 

Bundesverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 3.17).  

3.3 Nella presente disamina le cause inerenti il ricorrente e la madre 

(quest’ultima di cui al ruolo D-2191/2025), che sono state pure oggetto di 

due decisioni separate da parte della SEM, per quanto pongano simili que-

siti giuridici avendo presentato pure un unico memoriale difensivo, a diffe-

renza di quanto ritenuto nel gravame (cfr. p.to II., pag. 6 del ricorso), non 

riguardano essenzialmente fattispecie coincidenti in ogni loro punto. Per-

tanto, non appare giudizioso congiungere le cause. Tuttavia, il Tribunale, 

avrà cura che le medesime siano evase parallelamente. Entrambi i ricorsi 

sono infatti valutati e decisi nello stesso momento dal medesimo collegio 

giudicante.  

4.  

4.1 Nella decisione impugnata, la SEM rileva anzitutto che, in virtù della 

sua qualità di rifugiato, il ricorrente avrebbe già ottenuto in Grecia un valido 

titolo di soggiorno e che, il 30 dicembre 2024, detto Paese avrebbe accet-

tato la domanda della sua riammissione sul proprio territorio. Inoltre, il Con-

siglio federale avrebbe designato la Grecia come Stato terzo sicuro ai sensi 

dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi. In virtù dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, tali cir-

costanze imporrebbero di non entrare in materia della domanda d’asilo in 

oggetto. Inoltre, considerate le dichiarazioni relative al suo stato valetudi-

nario e alle vicende occorse durante il suo precedente soggiorno in Grecia, 

il richiedente potrebbe rientrare nello Stato in parola senza temere tratta-

menti contrari agli impegni di diritto internazionale pubblico della Svizzera 

o un allontanamento in violazione del divieto di respingimento. Egli non 

apparterrebbe poi alla categoria delle persone particolarmente vulnerabili, 

poiché le sue affezioni non sarebbe gravi ai sensi della sentenza di riferi-

mento del Tribunale E-3427/2021 e E-3431/2021 del 28 marzo 2022. L’in-

sorgente potrebbe altresì rivolgersi alle competenti autorità greche per far 

valere i suoi diritti derivanti dallo statuto di rifugiato al beneficio della prote-

zione internazionale, segnatamente per cercare un lavoro, un alloggio, ot-

tenere la necessaria assistenza medica e protezione adeguata da parte 

dell’autorità nell’eventualità in cui dovesse incontrare nuovamente suo 

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padre violento. In questo senso, l'esecuzione del suo allontanamento sa-

rebbe ammissibile, possibile e ragionevolmente esigibile.  

5.  

5.1 Nel ricorso in merito alle dichiarazioni rilasciate dal ricorrente concer-

nenti le difficoltà di accesso a corsi di formazione, all’alloggio, al mercato 

del lavoro e alle cure mediche per i beneficiari di protezione internazionale, 

la ricorrente cita diversi rapporti a sostegno della propria tesi (cfr. ricorso 

pag. 8 e segg.). In merito alla ricerca di un lavoro e alloggi, nonostante gli 

sforzi dello stesso e il possesso di documenti atti ad accertare la sua situa-

zione di rifugiato esso avrebbe trovato solo attività di volontariato e nessun 

alloggio al di fuori del campo profughi situato sull’isola di D._______ dal 

quale le autorità elleniche avrebbero cercato di cacciarlo sin dal momento 

dell’ottenimento dei documenti. Egli si sarebbe rivolto diverse volte all’as-

sociazione Euro Releve e, nonostante si fosse messo a disposizione per 

ricoprire qualsiasi attività lavorativa da loro proposta e tutti i suoi indirizzi di 

contatto, non ha mai ottenuto nessun riscontro. Infine, il ricorrente do-

vrebbe essere considerato soggetto vulnerabile, vista la natura dei traumi 

subiti nel corso della sua vita e le condizioni di precarietà alle quali sarebbe 

stato sottoposto in caso di ritorno in Grecia.  

6.  

6.1 In virtù dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, non si entra nel merito della do-

manda d’asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo sicuro se-

condo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato precedente-

mente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene che vi sia un 

effettivo rispetto del principio di “non-refoulement” ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 

LAsi, tra i quali figura anche la Grecia (art. 2 cpv. 2 unitamente all’allegato 

2 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 

1999 [OAsi 1, RS 142.311]). Tale principio presuppone imperativamente la 

ratifica ed il rispetto della CEDU, della Convenzione sullo statuto dei rifu-

giati (Conv. Rifugiati, RS 0.142.30) o di norme giuridiche equivalenti (cfr. 

DTAF 2010/56 consid. 3.2). È inoltre necessario che lo Stato in esame ab-

bia garantito la riammissione della persona interessata nei confronti delle 

autorità svizzere preposte all’asilo. Senza tale garanzia, l’allontanamento 

verso lo Stato terzo non può infatti essere eseguito (cfr. DTAF 2010/56 

consid. 5.2.2; FF 2002 6087, 6125). La giurisprudenza ha poi precisato 

come non v’è luogo di entrare nel merito della domanda d’asilo se la per-

sona richiedente, che avrebbe manifestamente la qualità di rifugiata 

(art. 31a cpv. 4 LAsi), ha già ottenuto l’asilo o una protezione effettiva com-

parabile in uno Stato terzo designato come sicuro dal Consiglio federale 

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(cfr. DTAF 2010/56 consid. 5 e 5.4, che si basa sull’analisi del vecchio 

art. 34 LAsi).  

 

6.2 Nel caso concreto, il 29 agosto 2024 la Grecia ha riconosciuto al ricor-

rente la qualità di rifugiato, concedendogli la protezione internazionale uni-

tamente ad un permesso di soggiorno, mentre il 30 dicembre 2024, su ri-

chiesta della Svizzera, ha accettato la riammissione dello stesso sul proprio 

territorio (cfr. atto della SEM n. 25/1). Tali elementi non sono stati peraltro 

contestati nel ricorso.  

 

6.3 Ciò posto, le condizioni legali dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano 

pacificamente ottemperate. È quindi a giusto titolo che la SEM non è en-

trata nel merito della domanda d'asilo dell’insorgente. 

 

7.  

Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia, 

di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione, te-

nendo però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi). Nella 

fattispecie, la ricorrente non adempie alle condizioni in virtù delle quali l’au-

torità inferiore avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare il suo allontana-

mento (art. 14 cpv. 1 e 2 cum art. 44 LAsi nonché art. 32 OAsi 1; cfr. DTAF 

2013/37 consid. 4.4; 2009/50 consid. 9) e, pertanto, il Tribunale conferma 

la pronuncia di quest’ultima misura. 

8.  

L’art. 83 della legge sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 

2005 (LStrI, RS 142.20), applicabile per rinvio dell'art. 44 LAsi, dispone che 

l'esecuzione dell'allontanamento – contestata indirettamente nel ricorso – 

dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) 

e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr). Qualora non sia adempiuta 

una di queste condizioni, la SEM dispone l'ammissione provvisoria in Sviz-

zera (art. 83 cpv. 1 LStrI).  

8.1  

8.1.1 Giusta l’art. 83 cpv. 3 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non è 

ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto inter-

nazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nel princi-

pio del divieto di respingimento. Infatti, anche altri impegni di diritto inter-

nazionale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in partico-

lare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene 

o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. Tortura, RS 0.105). A tal 

proposito, la Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha più volte 

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ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una si-

tuazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di 

destinazione non è tuttavia sufficiente per ritenere una violazione dell'art. 3 

CEDU. Spetta infatti all'interessata provare o rendere verosimile l'esistenza 

di seri motivi che permettano di ritenere ch’egli correrà un reale rischio 

("real risk") di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, 

a trattamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2). 

8.1.2 Giusta l’art. 83 cpv. 3 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non è 

ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto inter-

nazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nel princi-

pio del divieto di respingimento. Infatti, anche altri impegni di diritto inter-

nazionale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in partico-

lare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene 

o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. Tortura, RS 0.105). A tal 

proposito, la Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha più volte 

ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una si-

tuazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di 

destinazione non è tuttavia sufficiente per ritenere una violazione dell'art. 3 

CEDU. Spetta infatti all'interessata provare o rendere verosimile l'esistenza 

di seri motivi che permettano di ritenere ch’egli correrà un reale rischio 

("real risk") di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, 

a trattamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2). 

8.1.3 In punto all'ammissibilità dell'esecuzione dell'allontanamento verso la 

Grecia, il Tribunale ha poi stabilito che vanno riconosciuti degli ostacoli uni-

camente a condizioni molto severe (cfr. sentenza del TAF E-3427/2021, 

E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 11.2 [sentenza di riferimento]). Si 

può infatti partire dal presupposto che, essendo la Grecia firmataria della 

CEDU, della Conv. tortura e della Conv. rifugiati, essa rispetti di principio 

gli obblighi di diritto internazionale. Sebbene dalle informazioni a disposi-

zione di questo Tribunale risulti che i beneficiari della protezione sussidia-

ria, così come i rifugiati, siano esposti al rischio di vivere in condizioni pre-

carie, non emergono da fonti attendibili e concordi degli elementi che com-

provino l'adozione di una pratica sistematica di discriminazione nei con-

fronti di tali soggetti rispetto ai cittadini greci, in relazione all’accesso all’oc-

cupazione, all’assistenza sociale, all’assistenza sanitaria, all’istruzione e 

all’alloggio. Nonostante le carenze nel sistema d’accoglienza, non è inoltre 

possibile ammettere che, in detto Stato, i beneficiari della protezione inter-

nazionale si trovino, in maniera generale (quindi indipendentemente dalle 

fattispecie concrete), totalmente dipendenti dall'aiuto pubblico, confrontati 

all'indifferenza delle autorità oppure in una situazione di privazione o 

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mancanza di assistenza incompatibile con la dignità umana (sentenza 

E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 9 e 11.2 confermata a più riprese, cfr. 

ex pluris sentenze del TAF D-6873/2024 del 25 novembre 2024 consid. 

8.2.1; D-4625/2024 del 20 agosto 2024 consid. 6.2.3.2). 

8.1.4 Nel caso concreto, il ricorrente è rinviato in uno Stato terzo designato 

come sicuro da parte del Consiglio federale (art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi), dove 

sussiste una presunzione di rispetto degli impegni di diritto internazionale 

pubblico, tra cui il principio di non respingimento ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 

LAsi, così come il principio del divieto della tortura sancito dall'art. 3 CEDU 

e dall'art. 3 della Conv. tortura.  

8.1.5 Inoltre, posta l’assenza di ulteriori elementi avvalorati da riscontri do-

cumentali, le allegazioni per cui l’interessato sarebbe stata in Grecia in pes-

sime condizioni, senza alcun accesso alle cure mediche e poi si sarebbe 

ritrovato in serie difficoltà nella ricerca di un alloggio e di un lavoro, non 

risultano dirimenti per il giudizio (cfr. atto della SEM n. 17/7, D15 e segg., 

pag. 3 e segg.,). I beneficiari della protezione internazionale possono con-

tare sulle garanzie derivanti dalla Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e 

del Consiglio del 13 dicembre 2011 recante norme sull’attribuzione, a citta-

dini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione inter-

nazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo 

a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della pro-

tezione riconosciuta (rifusione; GU L 337/9 del 20.12.2011 [di seguito: di-

rettiva qualificazione]). Quest’ultima è stata trasposta dalla Grecia nel di-

ritto nazionale interno con decreto presidenziale (P.D.) 141/2013, pubbli-

cato nella gazzetta ufficiale A 226/21.10.2013. Gli obblighi dello Stato greco 

nei confronti dei beneficiari della protezione internazionale impongono inol-

tre l'accesso all'occupazione, all'istruzione, all'assistenza sociale, all'assi-

stenza sanitaria, all'accesso all'alloggio e agli strumenti di integrazione (cfr. 

capo VII [contenuto della protezione internazionale] della direttiva qualifi-

cazione). In caso di violazione dei diritti sanciti dalla CEDU, le persone in-

teressate possono poi adire i tribunali greci e, in ultima istanza, la Corte 

EDU (art. 34 CEDU). 

8.1.6 Va altresì osservato che il (…) 2024 la Grecia gli ha riconosciuto lo 

statuto di rifugiato e gli ha rilasciato un permesso di soggiorno con validità 

dal (…) 2024 al (…) 2027 (cfr. atti della SEM n. 9/1 e 25/1). Il 30 dicem-

bre 2024, la Grecia ha inoltre dichiarato di accettare la riammissione dell’in-

sorgente sul proprio territorio (cfr. atto della SEM n. 25/1). Ne discende 

ch’egli potrà rivolgersi alle competenti autorità per far valere i diritti che gli 

spettano. Dagli atti di causa non emergono inoltre elementi per concludere 

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che, in caso di allontanamento, le sue prospettive future, considerate dal 

punto di vista materiale, fisico o psicologico, denotino un rischio, sufficien-

temente reale e imminente, di privazioni di una gravità tale da rientrare 

nell’ambito di applicazione dell’art. 3 CEDU. Le garanzie internazionali suc-

citate potranno infatti permettere all’interessato l’accesso ad un alloggio, al 

mercato del lavoro e al sistema sanitario laddove necessario. Per questi 

motivi, egli non sarà confrontato con una situazione di emergenza di carat-

tere esistenziale oppure esposto a trattamenti vietati dalle norme di diritto 

internazionale.  

8.1.7 Anche in merito alle asserite minacce proferite dal padre alla madre 

del ricorrente e alla sua presunta presenza in territorio greco, l’interessato, 

insieme alla madre, potrà altresì rivolgersi alle autorità di polizia e giudizia-

rie elleniche per denunciare i fatti che gli sarebbero capitati o eventuali atti 

futuri, ed ottenere protezione. Infatti, è compito di quest’ultimo rivolgersi, 

se del caso, alle autorità di polizia e giudiziarie per denunciare fatti ed ot-

tenere protezione.  

8.1.8 Da ultimo, non risultano validi elementi per ritenere che lo stato di 

salute dell’insorgente, di cui si dirà in seguito (cfr. consid. 8.3.3 infra), risulti 

ostativo all’ammissibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (cfr. sentenza 

della Corte EDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, 

§ 181 segg.; DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2 e DTAF 2011/9 consid. 7.1). 

8.2 L’esecuzione dell’allontanamento risulta quindi ammissibile.  

8.3  

8.3.1 Secondo l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non 

può essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di 

provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a 

seguito di situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o 

emergenza medica.  

 

8.3.2 Ai sensi dell’art. 83 cpv. 5 LStrI, l’allontanamento verso i paesi 

UE/AELS è da ritenersi di principio esigibile e tale presunzione legale può 

essere sovvertita solo se la persona interessata rende verosimile che, per 

delle ragioni personali, varrebbe il contrario (cfr. sentenza del TAF 

D-559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 9 [sentenza di riferimento]). A tal 

fine, la persona richiedente d’asilo deve addurre seri indizi che, con riferi-

mento al caso specifico, le autorità dello Stato in questione violino il diritto 

internazionale, non le concedano la necessaria protezione o la espongano 

a condizioni di vita disumane, oppure che si troverebbe in una situazione 

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d’emergenza esistenziale a causa di circostanze individuali di natura so-

ciale, economica o sanitaria (cfr. ex pluris sentenze del TAF D-628/2024 

del 9 febbraio 2024 consid. 12.2; D-4606/2022 del 9 dicembre 2022 consid. 

6.4; D-911/2021 del 25 maggio 2022 consid. 9.3). Il Tribunale ha inoltre 

statuito che l’esecuzione dell’allontanamento di persone beneficiarie della 

protezione internazionale in Grecia rimane esigibile anche se trattasi di 

persone vulnerabili, quali ad esempio donne incinte o persone che soffrono 

di problemi di salute, che non sono da considerare come malattie gravi (cfr. 

sentenza E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.3–11.5.1). La giurispru-

denza ha fissato dei criteri più rigidi soltanto per i nuclei familiari e per le 

persone particolarmente vulnerabili, quali i minorenni non accompagnati o 

persone il cui stato di salute è compromesso in modo particolarmente 

grave, tale da esporle ad un rischio di trovarsi, in modo duraturo, in gravi 

difficoltà in ragione dell’impossibilità di rivendicare con le proprie forze i loro 

diritti (idem consid. 11.5.2-11.5.3).  

8.3.3 Nel caso concreto, si rileva innanzitutto che il ricorrente non ha fornito 

elementi concreti a dimostrazione del fatto che la Grecia non gli garanti-

rebbe le prestazioni assistenziali a cui ha diritto. A tale riguardo, egli nel 

breve periodo di soggiorno in Grecia non si è prodigato sufficientemente a 

cercare un alloggio, un sostegno o un lavoro legale dopo avere ottenuto la 

protezione internazionale. Analogamente, non ha reso verosimile l’assenza 

di un’adeguata protezione contro eventuali aggressioni da parte di terzi. 

Inoltre, con riferimento al suo stato psicologico, si rileva che lo stesso è 

perlopiù legato alla presenza del padre in Grecia, alla sua domanda d’asilo 

e quindi al futuro suo e di sua madre. Nell’ambito della sessione psicologica 

del 17 febbraio 2025 ha riferito di non voler assumere famarci, ma ha ac-

consentito a prendere Redormin e Relaxan, tuttavia nell’incontro succes-

sivo, ha ammesso che i farmaci ricevuti erano troppo leggeri e ha accettato 

una presa in carico psichiatrica che verrà pertanto programmata (cfr. atti 

della SEM n. 28/3, 32/4 e 33/4). Ciononostante il Tribunale rileva che la 

Grecia dispone di strutture mediche sufficienti che possono offrire eventuali 

trattamenti necessari al suo stato psicologico. Infatti, quest’ultimo ha ac-

cesso alle cure mediche alle stesse condizioni dei cittadini greci (artt. 2 lett. 

b e g cum 30 par. 1 della direttiva qualificazione; cfr. sentenza E-3427/2021 

e E-3431/2021 consid. 8-9.10; ex pluris sentenze del TAF D-2685/2024 del 

10 maggio 2024 consid. 7.4.4; D-1522/2024 del 14 marzo 2024 consid. 

11.2.3). Anche per quanto concerne le ulteriori patologie di cui soffre l’inte-

ressato ovvero (…); calazio occhi sinistro (cfr. atti della SEM n. 11/4 e 14/2) 

nonché le patologie psicologiche citate in precedenza, il ricorrente non può 

essere ritenuto una persona particolarmente vulnerabile ai sensi della giu-

risprudenza. Infatti, le affezioni di cui soffre non appaiono essere 

D-2195/2025 

Pagina 11 

suscettibili, dal profilo della loro gravità, di porre concretamente e seria-

mente in pericolo la sua vita o la sua salute a breve termine in caso di 

ritorno in Grecia, rispettivamente non si rileva dagli atti che il suo stato di 

salute necessiti imperativamente di trattamenti medici che non possano 

essere proseguiti che in Svizzera, secondo la giurisprudenza restrittiva ap-

plicabile in materia (cfr. giurisprudenza citata supra consid. 8.1.8).  

8.3.4 Per queste ragioni, l’esecuzione dell’allontanamento si rivela ragio-

nevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrl).  

 

8.4 Infine, non risultano impedimenti sotto il profilo della possibilità dell’ese-

cuzione dell’allontanamento ai sensi dell’art. 83 cpv. 2 LStrI.  

 

8.5 Per il resto, conviene rinviare agli accertamenti e alle motivazioni con-

tenute nella decisione impugnata, alla quale può essere prestata adesione 

(art. 109 cpv. 3 LTF per rinvio dell’art. 4 PA). 

9.  

Visto quanto precede, la SEM non ha violato il diritto federale e neppure 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 

106 cpv. 1 LAsi). La decisione avversata non è inoltre inadeguata per 

quanto attiene all’esecuzione dell’allontanamento (art. 49 PA). Il ricorso va 

quindi respinto.  

 

10.  

Posto che le richieste di giudizio contenute nel ricorso erano sprovviste di 

probabilità di successo, occorre inoltre respingere la domanda di assi-

stenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese 

processuali (art. 65 cpv. 1 PA). 

 

11.  

Visto l’esito della vertenza, le spese processuali di CHF 750.– sono quindi 

poste a carico del ricorrente soccombente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché 

artt. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause di-

nanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]). 

 

12.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

D-2195/2025 

Pagina 12 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF).  

La pronuncia è quindi definitiva.  

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-2195/2025 

Pagina 13 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

La domanda di congiunzione delle cause è respinta.  

3.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

4.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico della ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

5.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Agostino Bullo 

 

 

Data di spedizione: