# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7b0233b5-d9f8-5e99-be58-46216f5da12f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2012-03-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.03.2012 D-1498/2012
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1498-2012_2012-03-21.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-1498/2012 

 

 

 

 S e n t e n z a  d e l  2 1  m a r z o  2 0 1 2  

Composizione 

 
Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 

con l'approvazione del giudice Kurt Gysi,  

cancelliere Gilles Fasola. 

 

 
 

Parti 

 
A._______, nato il (…), 

Marocco,  

 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale della migrazione (UFM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;  

decisione dell'UFM del 9 marzo 2012 / N […]. 

 

 

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Visto: 

la prima domanda di asilo che l'interessato ha presentato in data  

(…) in Svizzera, 

la decisione dell'UFM del 20 ottobre 2011, mediante la quale detto Ufficio 

non è entrato nel merito della citata domanda di asilo ai sensi  

dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della legge del 26 giugno 1998 sull'asilo (LAsi, 

RS 142.31) ed ha pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla 

Svizzera, nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo, 

la sentenza del 2 novembre 2011 del Tribunale amministrativo federale (di 

seguito: il Tribunale) che ha respinto il ricorso inoltrato dal ricorrente con-

tro la suddetta decisione, 

la seconda domanda di asilo in Svizzera che l'interessato ha presentato 

in data (…), 

il verbale di audizione del 15 febbraio 2012 (di seguito: verbale 1), non-

ché quello relativo al diritto di essere sentito in merito all'applicazione 

dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi del medesimo giorno (di seguito: verbale 2), 

la decisione dell'UFM del 9 marzo 2012, notificata all'interessato il  

12 marzo 2012 (cfr. risultanze processuali), 

il ricorso inoltrato il 16 marzo 2012 (cfr. timbro del plico raccomandato), 

l'incarto originale dell'UFM, pervenuto al Tribunale in data  

19 marzo 2012, 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei conside-

randi che seguono, 

e considerato: 

che le procedure in materia di asilo sono rette dalla legge federale del  

20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), dalla 

legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 

173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF, RS 

173.110), in quanto la legge del 26 giugno 1998 sull'asilo (LAsi, RS 

142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

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che il Tribunale giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni 

dell'UFM in materia di asilo, salvo se è stata depositata una domanda di 

estradizione da parte dello Stato abbandonato dal richiedente l'asilo in 

cerca di protezione (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e 

art. 83 lett. d cpv. 1 LTF),  

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai sen-

si dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, l'oggetto suscettibile di essere impugnato 

non può essere esteso alla questione della concessione dell'asilo, che 

presuppone una decisione nel merito della domanda stessa, 

che, di conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla concessione 

dell'asilo è inammissibile, 

che, nei citati limiti, vi è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adem-

pie le condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA non-

ché all'art. 108 cpv. 2 LAsi,  

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi e 

dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 

della decisione impugnata; che, se le parti utilizzano un'altra lingua, il 

procedimento può svolgersi in tale lingua, 

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano ed 

il ricorso è stato presentato in tale lingua; che, pertanto, la presente 

sentenza va redatta in italiano, 

che l'interessato ha dichiarato di essere cittadino marocchino nato a 

B._______ (Marocco) e di avere vissuto a C._______ (Marocco) sino al 

suo espatrio nel (…) (cfr. verbale 1, pag. 3-4), 

che egli ha affermato di avere lasciato la Svizzera nel (…), dopo la con-

clusione infruttuosa della sua procedura di asilo, e di non essere tornato 

nel proprio Paese di origine, bensì in Italia (cfr. verbale 1, pag. 5); che egli 

ha, altresì, dichiarato di non avere nuovi motivi di asilo (cfr. verbale 1, 

pag. 7 e verbale 2, pag. 1), 

che, nell'ambito dell'audizione in merito al diritto di essere sentito a ri-

guardo dell'applicazione dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, egli ha dichiarato di 

essere stato picchiato in Italia da suoi connazionali a causa della sua 

conversione al cristianesimo; che nell'asserito pestaggio avrebbe riportato 

la rottura di (…); che non avrebbe denunciato il fatto alle autorità italiane 

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per timore procuratogli dalle minacce di morte che avrebbe subito (cfr. 

verbale 2, pag. 1), 

che, nella decisione del 9 marzo 2012, l'UFM ha considerato che la prima 

procedura di asilo è definitivamente conclusa e che i fatti addotti 

dall'interessato nella presente procedura non sono propri a motivare la 

qualità di rifugiato o determinanti per la concessione della protezione 

provvisoria; che, inoltre, i motivi relativi la conversione al cristianesimo sa-

rebbero già stati ritenuti inverosimili nel corso della prima procedura di a-

silo, 

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 

ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi; che l'autorità inferiore ha pure pro-

nunciato l'allontanamento del ricorrente dalla Svizzera e l'esecuzione 

dell'allontanamento verso il Marocco, siccome lecita, esigibile e possibile, 

che, nel ricorso, il ricorrente fa valere che l'UFM avrebbe dovuto entrare 

nel merito della sua domanda di asilo in quanto l'autorità inferiore non a-

vrebbe avuto alcuna considerazione in merito a quanto accadutogli in Ita-

lia; che, a suo dire, vi sarebbero fatti nuovi rispetto alla problematica sol-

levata nel corso della prima domanda di asilo; che la fattispecie necessi-

terebbe quindi di ulteriori chiarimenti; che, infine, andrebbe riconsiderata 

l'esigibilità dell'esecuzione del suo allontanamento dalla Svizzera conce-

dendogli, in ragione dei gravi rischi a cui sarebbe esposto in caso di ritor-

no nel Paese di origine, l'ammissione provvisoria, 

che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, in via principale, l'annulla-

mento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti all'autorità in-

feriore per una nuova decisione nel merito della sua domanda d'asilo, la 

concessione dell'asilo, e, in via sussidiaria, l'ammissione provvisoria; che 

ha, altresì, presentato una domanda di esenzione dal versamento di un 

anticipo a copertura delle presumibili spese processuali,  

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, non si entra nel merito di una do-

manda di asilo se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una pro-

cedura di asilo terminata con decisione negativa o se, mentre era pen-

dente la procedura di asilo, è rientrato nel Paese di origine o di prove-

nienza, a meno che dall'audizione non vi siano indizi che siano intervenuti 

nel frattempo fatti propri a motivare la qualità di rifugiato o determinanti 

per la concessione della protezione provvisoria, 

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che la precedente procedura di asilo si è definitivamente conclusa con la 

crescita in giudicato della decisione dell'UFM del 20 ottobre 2011, a se-

guito della sentenza del 2 novembre 2011 del Tribunale con la quale è 

stato respinto il ricorso dell'insorgente, 

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, argo-

menti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, rispetto a 

quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito della do-

manda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi),  

che, innanzitutto, il ricorrente ha espressamente dichiarato di non essere 

rientrato nel suo Paese di origine tra la crescita in giudicato della decisio-

ne del 20 ottobre 2011 e l'inoltro della seconda domanda di asilo in Sviz-

zera e di fare valere gli stessi motivi già invocati nel corso del primo pro-

cedimento di asilo (cfr. verbale 1, pagg. 5 e 7 e verbale 2, pag. 1), 

che, d'altronde, le dichiarazioni del ricorrente in merito al pestaggio o alle 

minacce che avrebbe subito in Italia a causa della sua adotta conversione 

al cristianesimo non sono credibili, ritenuto che la sua conversione è già 

stata ritenuta inverosimile da parte del Tribunale, 

che, alla luce di quanto evocato, vi è ragione di concludere che non vi 

siano indizi che siano intervenuti nel frattempo fatti propri a motivare la 

qualità di rifugiato o determinanti per la concessione della protezione 

provvisoria ai sensi della giurisprudenza (cfr. DTAF 2009/53 consid. 4.2, 

pag. 769 e i relativi riferimenti), 

che, di conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato che i fatti nuova-

mente addotti dal ricorrente nella presente procedura di asilo, non sono 

propri a motivare la qualità di rifugiato o determinanti per la concessione 

della protezione provvisoria,  

che, da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito 

il ricorso, destituito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tute-

la e la decisione impugnata va confermata, 

che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM a-

vrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 

1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, 

RS 142.311]; cfr. DTAF 2009/50 consid. 9, pag. 733),  

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che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della leg-

ge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); che, 

giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere 

possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragione-

volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che 

l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Marocco possa violare 

l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera 

del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della convenzione del  

28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi 

(divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 LStr o esporre il 

ricorrente in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari 

all'art. 3 della convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei 

diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 

della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105),  

che, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamen-

to è ammissibile, 

che, inoltre, la situazione in Marocco, non è notoriamente caratterizzata 

da guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 

della popolazione nell'integralità del territorio nazionale, 

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli è giovane ed ha 

lavorato come (…) (cfr. verbale 1, pag. 4); che, inoltre, dispone in Patria 

di una rete familiare, segnatamente, i genitori, tre fratelli, due sorelle ed 

un figlio che vive con i nonni (cfr. verbale 1, pag. 6), 

che il ricorrente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi 

problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria 

(cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.3, pag. 21 e relativi riferimenti), 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo Pa-

ese di origine è ragionevolmente esigibile, 

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che il ricorrente, 

usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indi-

spensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12, pagg. 513-515); 

che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile,  

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che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, ra-

gionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in mate-

ria di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la 

querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,  

che il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplifi-

cata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un secondo 

giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di 

esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 

spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente  

(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse 

e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-

derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale 

amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 

della presente sentenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Pietro Angeli-Busi Gilles Fasola 

 

 

Data di spedizione: