# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 82e3436e-0ce5-5ad2-a0a9-3220f31be354
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-08-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 14.08.2023 80.2023.63
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2023-63_2023-08-14.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2023.63

  80.2023.64

  	
  Lugano

  14 agosto 2023    

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Piemontesi - Gianola, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
   RI 1  

   RI 2  

  entramb  RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 1° aprile 2023 contro la decisione del 1° marzo 2023 in materia di IC e IFD
  2019.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   I coniugi __________
(____________________) ed __________) presentavano il 3.10.2020 la
dichiarazione fiscale IC/IFD 2019, indicando un reddito imponibile complessivo
di fr. 86'457.- ed una sostanza imponibile complessiva di fr. 357'782.-.

 

 

                                  B.   Con decisione di
tassazione IC/IFD 2019 del 12.10.2022 l’Ufficio di tassazione di Lugano (di
seguito UT) accertava, per l’IC un reddito imponibile di fr. 103'900.- (fr.
89'900.- il reddito determinante per l’aliquota) e la sostanza di fr. 328'000.-
(fr. 375'000.- la sostanza determinante per l’aliquota). Per l’IFD il reddito
imponibile veniva accertato in fr. 100'600.- (in fr. 86'500.- il reddito
determinante per l’aliquota). 

 

 

                                  C.   Con reclamo
24/26.10.2022 i coniugi __________, patrocinati dallo Studio contabile e
fiduciario __________ contestavano la decisione di tassazione 2019. Oggetto di
censura erano sia il valore locativo dell’abitazione secondaria sia la mancata
concessione della deduzione per persone bisognose a carico, inerente la figlia __________
(__________). Quest’ultima, per l’anno 2019, aveva dichiarato un reddito di fr.
2'900.- ed una sostanza netta di fr. 2'000.-. Secondo i reclamanti, essi avevano
pertanto dovuto provvedere al suo sostentamento. Chiedevano di poter
beneficiare della deduzione massima consentita dalla legge, pari a fr. 11'100.-
per l’IC e fr. 6'500.- per l’IFD. Specificavano inoltre quanto segue: “(…) i
valori di reddito e di sostanza della figlia __________ permettono di ritenere
che non sia necessario comprovare tramite giustificativi quanto viene speso dai
genitori per le spese minime di sostentamento della figlia”.

 

 

                                  D.   Con decisione del 1°
marzo 2023 l’UT accoglieva parzialmente il gravame dei ricorrenti,
limitatamente al valore locativo dell’abitazione secondaria, determinato in fr.
2'400.-. Il reddito imponibile veniva pertanto stabilito, per l’IC in fr.
103'800.- (in fr. 86'400.- il reddito determinante per l’aliquota). La
sostanza, ai soli fini IC, veniva stabilita in fr. 328'000.- (in fr. 375'000.-
l’ammontare determinante per l’aliquota). Il reddito, per l’IFD veniva
accertato in fr. 100'400.- (in fr. 83'000.- l’importo determinante per
l’aliquota).

                                         La deduzione per persona
bisognosa a carico veniva respinta con la seguente motivazione:

                                         “Secondo gli art. 34 cpv. 1 lett. b LT e 35 cpv. 1
lett. b LIFD, è deducibile quale persona bisognosa a carico ogni persona
residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare
un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede. Visto
quanto esposto, la figlia __________ viene ritenuta capace di esercitare
un’attività lucrativa (…)”.

 

                                         

                                  E.   Con ricorso
1/3.4.2023 i coniugi __________, rappresentati dall’avv. __________, insorgono
contro la decisione di tassazione su reclamo IC/IFD 2019 postulando la
deduzione per persona bisognosa a carico in relazione al sostentamento della
figlia __________.

                                         Secondo i ricorrenti,
diversamente dalla tesi del fisco, __________, che vive nella stessa economia
domestica dei genitori, non sarebbe “totalmente capace di esercitare
un’attività lucrativa”, motivo per il quale i genitori provvedono al suo
sostentamento. Nel 2019 __________ avrebbe avuto un reddito di fr. 7'820.-
(corrispondente ad un importo mensile di fr. 650.-) e non sarebbe così stata in
grado di provvedere al proprio sostentamento. Ciò non dipenderebbe da una
mancanza di volontà nel ricercare un’attività lavorativa ma “(…) solo e
unicamente a causa della sua disabilità che ha quale conseguenza, ancora
attualmente, una capacità lavorativa solo parziale. L’incapacità di __________
all’esercizio di un’attività lucrativa è comprovata dalla domanda di
prestazioni dell’assicurazione invalidità che è stata inoltrata il 4.7.2022”.
Dal formulario presentato emerge che il danno alla salute (una patologia
psichiatrica) esisterebbe sin dall’infanzia. Per tale ragione sarebbe stata
presentata una richiesta per una rendita d’invalidità completa. Secono gli
insorgenti “fintanto che questa domanda non sarà stata evasa per i motivi
sopra indicati, __________ __________ dovrà essere sostenuta dai propri
genitori (…)”.

 

 

                                  F.   Con scritto
11/12.4.2023 l’autorità fiscale indica che, le informazioni relative alla
richiesta di rendita AI della figlia __________ sono state rese note unicamente
in sede ricorsuale.

 

 

                                  G.   Con scritto del
4.5.2023, la Camera di diritto tributario si è rivolta al patrocinatore dei
contribuenti, chiedendo di voler trasmettere – entro il 22.5.2023 – la
decisione relativa alla richiesta di AI presentata da __________,
rispettivamente di voler informare in merito allo stato della pratica AI.

                                         Con risposta del
13.5.2023, l’avv. __________, in nome e per conto dei coniugi __________, ha indicato
che, al momento, la decisione di AI non era ancora stata pronunciata, ma che “in
questa fase, il competente Ufficio AI, in base alle informazioni fornite al
sottoscritto dai ricorrenti, sta valutando un’eventuale misura di reinserimento
socioprofessionale”.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   Oggetto del ricorso
è l’ammissione della deduzione per persona bisognosa a carico in relazione al
sostentamento da parte dei ricorrenti, nel 2019 della figlia __________ (__________),
la quale soffrirebbe, sin dall’infanzia, di un “disturbo da deficit di
attenzione e iperattività (ADHD)”. Nel 2019 __________ ha lavorato (part
time) alle dipendenze della __________, percependo un reddito netto di fr.
7'663.55 nonché presso la __________, a __________ per un compenso netto, tra
il 1.1.2019 ed il 31.3.2019 di fr. 156.-.

 

 

                                    2.   2.1.

                                         Per l’imposta cantonale,
l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede la deduzione di un importo da 5'700.--
a 11'100.-- franchi al massimo (per il periodo fiscale 2019), dal reddito
netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente
incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il
contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5’700.-
franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i
quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a. Le deduzioni
sociali sono stabilite secondo la situazione alla fine del periodo fiscale
(art. 50 LT) o dell’assoggettamento (art. 34 cpv. 3 LT).

                                         Analogamente, per
l’imposta federale diretta, l’art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la
deducibilità dal reddito netto di un importo di 6’500.- franchi (per il periodo
fiscale 2019) per ogni persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare
un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre
che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione; questa deduzione non è
ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione
giusta la lettera a. Le deduzioni sociali sono stabilite secondo la
situazione alla fine del periodo fiscale (art. 40 LIFD) o dell’assoggettamento
(art. 35 cpv. 2 LIFD).

 

                                         2.2.

                                         Secondo la lettera sia
della norma cantonale sia di quella federale, non basta che la persona
assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace
di esercitare un’attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder beschränkt
erwerbsfähige Person”), nozione che fa riferimento all’art. 6 LPGA, per cui
costituisce un’incapacità al lavoro qualsiasi incapacità, totale o parziale,
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica (che sia
riconducibile ad aspetti congeniti, a malattia o infortunio), di compiere un
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo d’attività abituale,
rispettivamente ‑ se di lunga durata ‑ anche in
mansioni esigibili in un’altra professione o campo d’attività. La nozione è
ripresa nel diritto delle assicurazioni sociali e prevista in diverse leggi
(LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP). Essa sta sostanzialmente a significare che la
persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a
seguito di infermità congenita, malattia, infortunio o comunque, più in
generale, di impedimenti di ordine fisico o psichico.

                                         2.3.

                                         Oltre al requisito della
parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge
subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione
all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e
di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che
abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della
deduzione (Agner/Jung/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149;
inoltre decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n.
11t).

                                         Per
stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di
mantenersi, occorre riferirsi, secondo la vecchia giurisprudenza di questa
Camera, alla tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e
fallimenti del Tribunale d’appello (decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre
1995, in: RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p. 491).

                                         In
altre parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri
obiettivi e non da un punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si
domanda nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia
esecutiva, che richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire
criteri più schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito
imponibile o di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve
essere negato. Il Canton Berna pone questo limite a fr. 16'000.- di reddito
netto o a fr. 50'000.- di sostanza netta.
Il Canton Zurigo, dal canto suo, a fr. 13'000.- di reddito netto e a fr. 46'000.-
di sostanza imponibile per le persone sole e a fr. 19'000.- di reddito netto e a fr. 92'000.- di sostanza imponibile per le persone coniugate (Blöchliger, Das Verhältnis vom
Kinderabzug zum Unterstützungsabzug, Teil 2, in RF 64/2009 p. 255).

 

                                         2.4.

                                         Secondo la Circolare n. 30
del 21 dicembre 2010 dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC)
riguardante l’imposizione dei coniugi e della famiglia secondo la legge
federale sull’imposta federale diretta, un contribuente può dedurre i
contributi di sostentamento ad una persona totalmente o parzialmente incapace
al guadagno se le prestazioni uguagliano almeno l'importo delle deduzioni (art.
35 cpv. 1 lett. b LIFD). Il sostegno non deve necessariamente basarsi su
un obbligo legale come l'obbligo di assistenza tra i parenti di cui all’articolo 328 CC, bensì può essere prestato anche
in virtù di un obbligo contrattuale o volontariamente. Ai fini della
concessione della deduzione, è inoltre irrilevante che il contribuente e la
persona assistita siano imparentati tra loro. Pure irrilevante il fatto che le
prestazioni siano fornite in base ad un obbligo di legge. La deduzione per
persona bisognosa a carico può essere richiesta per bambini, e parenti, nonché
per figli adottivi, amici ed ex impiegati. La deduzione per persona bisognosa a
carico deve essere concessa a tutti i contribuenti che sostengono una persona
che soddisfa i requisiti posti dalla legge (Baumgartner/Eichenberger,
in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum DBG, 4a ed., Basilea
2022, n. 30 ad art. 35 LIFD, p. 859 s.).

                                         La deduzione può essere
richiesta per ogni persona bisognosa a carico.

                                         Nel caso in cui, in un
anno fiscale, venga versato meno della deduzione stabilita, questa deduzione
sociale decade.

                                         La
deduzione è concessa a condizione che la persona aiutata non possa
oggettivamente provvisoriamente o definitivamente provvedere essa stessa al
proprio sostentamento. Ciò è il caso qualora una persona - indipendentemente
dalla propria volontà - sia parzialmente o completamente impossibilitata ad
esercitare un'attività lucrativa. La deduzione può essere accordata anche a
persone di per sé in grado di esercitare un'attività lucrativa, ma che non
conseguono un reddito da attività lucrativa sufficiente in quanto disoccupate o
nuclei monoparentali con figli in età prescolastica, pertanto bisognose di
sostentamento. Non vi è invece esigenza di sostentamento quando la persona
bisognosa rinuncia volontariamente e senza motivo imperativo al conseguimento
di un reddito sufficiente. I contributi di sostentamento devono inoltre essere
gratuiti o effettuati senza controprestazione. I contributi di sostentamento
compensati con prestazioni economicamente misurabili del beneficiario dei
contributi, come ad esempio il disbrigo dei lavori casalinghi, non
costituiscono contributi di sostentamento ai sensi dell'articolo 35 cpv. 1 lit.
b LIFD.

                                         L'esigenza
di sostentamento deve tuttavia essere sempre determinata secondo criteri
oggettivi, che non possono però essere unificati a livello svizzero, in quanto
il costo della vita varia a seconda delle regioni.

                                         Così
come per tutte le deduzioni sociali, ai fini della concessione della deduzione
per il sostentamento è determinante la situazione alla fine del periodo fiscale
o dell'assoggettamento (principio della data di riferimento; cfr. Circolare AFC
n. 30, n. 11).

 

                                         2.5.

                                         Per quanto concerne
l’onere della prova, spetta al contribuente dimostrare che la persona bisognosa
a carico non è in grado di lavorare o ha una capacità di guadagno limitata e
che ha bisogno di sostegno. Di norma, sono necessarie prove documentali. Il
contribuente deve ottenere le prove relative alla persona sostenuta. Non è
possibile delegare questo compito all'autorità di tassazione. L'autorità di
tassazione si limiterà a verificare le prove presentate (Baumgartner/Eichenberger, op. cit., n.
31a ad art. 35 LIFD, p. 860).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Occorre anzitutto
verificare se __________, che vive nella medesima economia domestica dei
genitori, adempiva, nel periodo fiscale 2019, il requisito della totale o
parziale incapacità di esercitare un’attività lucrativa.

 

                                         3.2.

                                         Come visto, la figlia dei
contribuenti, nel 2019 è stata impiegata a tempo parziale quale addetta alle
pulizie presso la__________, azienda attiva nel mondo dei servizi come anche
presso la __________.

                                         Con il reclamo del 24
ottobre 2022 i contribuenti hanno chiesto - per la prima volta - la deduzione
in discussione (infatti nella dichiarazione d’imposta non era stata fatta
valere). La richiesta di deduzione per persona bisognosa a carico è stata
motivata unicamente con il fatto che quest’ultima aveva avuto un reddito netto
pari a fr. 2'600.- e una sostanza di fr. 2'000.-.

 

                                         3.3.

                                         Solo in sede ricorsuale,
gli insorgenti, patrocinati dall’avv. __________, hanno indicato che __________
nel 2019 non era stata in grado di esercitare un’attività lucrativa in maniera
superiore a quella prestata, a causa della sua disabilità, che avrebbe
comportato una capacità lavorativa parziale. L’incapacità lavorativa sarebbe
provata da una domanda di prestazioni all’assicurazione invalidità, inoltrata
il 4.7.2022, nella quale il danno alla salute, che non permetterebbe l’esercizio
di un’attività professionale è così descritto: “(…) Diagnosi ADHD e/o qualcosa
di simile (borderline) dall’infanzia”. La diagnosi in questione è
confermata da una relazione della dr.ssa __________, Psicologa Psicodiagnosta,
del 5.3.2022.

                                         A seguito dello scritto
inviato al patrocinatore dei contribuenti, in relazione allo stato della
pratica AI, l’avv. __________, il 13.5.2023, ha indicato che non era stata
ancora pronunciata una decisione dell’AI, ma che l’Ufficio AI stava valutando “(…)
un’eventuale misura di reinserimento socioprofessionale”.

 

                                         3.4.

                                         I
ricorrenti non spiegano per quali ragioni la richiesta AI è stata inoltrata
unicamente nel 2022. Nella lettera allegata al ricorso, __________ descrive la
sua situazione di salute e le implicazioni lavorative. In particolare sostiene
quanto segue: 

                                         “Per tenermi occupata i miei genitori mi hanno mandata
in __________ per imparare il tedesco e nella speranza che questa esperienza mi
aiutasse a maturare e “crescere”. (…). Con l’aiuto di una amica loro, ho potuto
iniziare, dopo la scuola in Germania, uno stage di 3 mesi in cucina
all’Ospedale “. Speravo di poter fare là poi un apprendistato, ma purtroppo non
potevo rimanere. (…). Sono riuscita a trovare dopo un apprendistato come cuoco
in un ristorante italiano a __________ ed ero piena di speranza. (…). Quando lo
chef mi ha urlato che avrebbe preferito lavorare da solo piuttosto che con me,
ho lasciato anche quell’apprendistato. Tornata a casa a __________, i miei
genitori hanno cercato di tenermi occupata con un corso di lingua alla __________
e un corso di matematica. Tramite una collega ho poi trovato un piccolo lavoro
part – time alla __________, e questo lavoro svolgo ancora oggi. Un livello di
occupazione di circa il 17% purtroppo non mi permette di mantenermi senza il
supporto dei miei genitori. Solo quando sono stata mentalmente devastata,
sofferente di depressione, ero disposta a vedere uno psicologo di mia
iniziativa (…), in seguito su consiglio dei miei genitori, di iniziare fare il
test dell’ADHD che risultava positivo”.

 

                                         3.5.

                                         Dagli atti a disposizione
non risulta pertanto che, nel periodo fiscale 2019, la figlia degli insorgenti avesse
una conclamata incapacità lavorativa. La relazione della psicologa e la
richiesta di prestaziono dell’AI risalgono al 2022 e la diagnosi si riferisce “allo
stato attuale” ossia al momento del test. Non è pertanto comprovata
un’effettiva incapacità lavorativa.

                                         Nel 2019, la contribuente
ha lavorato per due datori di lavoro. I ricorrenti non spiegano né documentamo
per quale motivo ella, nel 2019, non ha trovato un’occupazione ad un grado
superiore, rispettivamente presso un altro datore di lavoro, né se si sia
attivata ad una ricerca di impiego. Inoltre, non è dato sapere per quali
ragioni la figlia dei contribuenti, non abbia proceduto, già nel 2019, ad inoltrare
una richiesta di AI, tanto più che sostengono che soffrirebbe di un “disturbo
da deficit di attenzione e iperattività (ADHD)” sin dall’infanzia. Fatto sta
che, per il periodo fiscale 2019, i ricorrenti non hanno trasmesso alcuna
documentazione medica inerente lo stato di salute della figlia __________,
venendo meno in tal modo all’onere della prova a loro carico (sentenza della
Commissione di ricorso in materia fiscale del Canton Basilea Città del 17
settembre 2009, in BStPra 1/2012, p. 38). 

                                         Ora, la persona che
rinuncia, liberamente e senza un motivo imperativo, all’ottenimento di un
reddito sufficiente non è in una situazione di bisogno (Jaques, in: Noël /Aubry Girardin [a cura di], Commentaire
LIFD, 2a ed., Basilea 2017, n. 38 ad art. 35 LIFD). Per contro,
l’assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto
(Richner/Frei/Kaufamm/Meuter,
Handkommentar zum DBG, 3a ed., Zurigo 2016, n. 72 ad art. 35).

 

                                         3.6.

                                         I ricorrenti non hanno
pertanto apportato la prova della totale o perlomeno parziale incapacità di
esercitare un’attività lucrativa della figlia nel periodo fiscale litigioso.

 

 

                                   4.   4.1.

                                         A ciò si aggiunge anche
che la ricorrente vive nella stessa economia domestica dei genitori. 

 

                                         4.2.

                                         Un ulteriore requisito per
la deduzione è che il mantenimento avvenga a titolo gratuito (sentenza del
Tribunale federale 2C_216/2020 del 24 aprile 2020 consid. 2.4 e giurisprudenza
citata). Non rappresentano degli aiuti (in mancanza di gratuità) le prestazioni
di mantenimento (vitto ed alloggio) accordati ad una persona che vive con il
contribuente e fornisce una controprestazione, ad esempio aiutando nelle
faccende domestiche (Jaques, op.
cit., n. 43 ad art. 35 LIFD).

 

                                         4.3.

                                         Ora, se è vero che nel
gravame non si specifica se la figlia __________ aiuti concretamente nelle
usuali faccende domestiche i genitori, ciò tuttavia appare più che verosimile,
visto che nel 2019 (a 25 anni) aveva un lavoro part time quale addetta
alle pulizie, mentre entrambi i genitori lavoravano a tempo pieno.

                                         Anche per questa ragione,
la decisione impugnata appare legittima.

 

 

                                   5.   5.1.

                                         Indipendentemente dai
motivi fin qui considerati, la deduzione non potrebbe comunque essere accolta
anche per il semplice fatto che i ricorrenti non hanno comprovato l’ampiezza
del loro sostentamento. Già solo per tale ragione, la deduzione per persona
bisognosa a carico non può essere riconosciuta.

 

                                         5.2.

                                         Nella procedura fiscale
l’onere della prova è ripartito nel senso che l’autorità fiscale è tenuta a
dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano l’onere fiscale,
mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che concorrono a
escludere o a ridurre il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 e 121 II 257;
ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8). Per quanto concerne le spese deducibili
dal reddito imponibile, l’onere della prova è pertanto a carico del
contribuente (cfr. p. es. la sentenza del TF 2C_112/2014 del 15.9.2014 consid.
4.1 in fine; inc. CDT 80.2014.36 del 29.7.2014 consid. 3.2.). Per quanto
concerne i fatti che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso
l’erario il contribuente non li deve unicamente affermare, bensì pure
documentare (DTF 140 II 248 consid. 3.5.; sentenza TF 2C_871/2016 dell’11.7.2016;
BStPra 1/2012, pag. 37).

                                         Per quanto attiene ai
requisiti della prova dei versamenti corrisposti nell’ambito della deduzione
per persona bisognosa a carico, gli stessi devono essere rigorosamente
applicati (BStPra 1/2012, p. 38). Come visto la prova incombe al contribuente
anche per quanto attiene all’ampiezza dei versamenti corrisposti (Locher, Kommentar DBG, 2a
ed., n. 52 ad art. 35 LIFD).

 

                                         5.3.

                                         Nel reclamo del 26 ottobre
2022 i ricorrenti avevano definita non necessaria la prova tramite giustificativi
di quanto speso per il sostentamento della figlia. Ciò non è tuttavia
compatibile con la legge e la giurisprudenza in materia.

 

 

                                   6.   Il ricorso è
respinto. Le spese processuali e la tassa di giustizia sono poste a carico dei
contribuenti, soccombenti.

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

                                      

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                 fr.    400.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi     fr.    100.–

                                         per un totale di                                                      fr.    500.–

                                         sono a carico dei
ricorrenti.

 

                                   3.   Contro il presen           Copia
per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: