# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 076d8a2d-3780-5492-bd88-0c69f99f32b6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-03-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 20.03.1998 11.1997.119
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1997-119_1998-03-20.html

## Full Text

Incarto n.:

  11.97.00119

  	
  Lugano

  20 marzo 1998/lg

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baranovic

  

 

 

sedente
per statuire nella causa n. __________ (nullità di testamento)  della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4. promossa
con petizione del 31 gennaio 1997  da

 

	
   

  	
  __________, __________ (__________) e ora in __________ (__________)

  (patrocinato
  dall’avv. __________, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________, __________

  (patrocinata
  dall’avv. __________ __________, __________);

   

  

e ora sul decreto
25 giugno 1997 con cui all’attore è stato ordinato di prestare una cauzione
processuale;

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti 

 

punti di
questione:     1.   Se deve essere accolto l’appello del 7 luglio 1997
presentato da __________ contro il decreto 25 giugno 1997 del Pretore del
Distretto di Lugano;

                                         

                                         2.
  Se deve essere accolto l’appello adesivo del 25 luglio 1997 presentato da
__________ contro il dispositivo n. 1 del medesimo decreto;

                                         

                                         3.
  Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

 

in fatto :                   A.   __________ (1911),
cittadino italiano, è deceduto a __________, ove risiedeva, il __________ 1995.
Con testamento olografo del 9 aprile 1995 egli aveva istituito suoi eredi, in
parti uguali, il nipote __________, __________ e __________. Il testamento è
stato pubblicato il 15 gennaio 1996 davanti al Pretore del Distretto di Lugano,
sezione 4. Il 2 febbraio 1996 è stato pubblicato anche un testamento pubblico
del 14 novembre 1995, con il quale __________, dopo avere revocato ogni sua
precedente disposizione di ultima volontà, ha istituito sua erede universale __________.

 

                                  B.   Con petizione del 31
gennaio 1997 __________ ha convenuto __________ davanti al Pretore del
Distretto di Lugano, sezione 4, per far accertare la nullità del testamento
pubblico, in via subordinata per chiederne l’annullamento. Il 3 marzo 1997
__________ __________ ha instato affinché l’attore, domiciliato in __________,
prestasse una cauzione processuale di fr. 60’000.–, calcolata su un valore
litigioso di fr. 769’373.– e affinché la causa fosse sospesa. Nelle sue
osservazioni del 10 aprile 1997 __________ ha confermato di risiedere
temporaneamente in __________ con la famiglia, ma ha affermato di essere domiciliato
in Italia, nel comune di __________ (__________) e di non essere quindi
obbligato a versare alcuna cauzione giusta l’art. 17 della Convenzione
dell’Aia. Inoltre egli ha contestato il valore litigioso, sostenendo che esso
sarebbe di  fr. 224’684.70, pari alla differenza tra gli attivi inventariati e
il credito di fr. 290’000.– da lui vantato nei confronti della successione, ciò
che comporterebbe al massimo una cauzione di fr. 13’000.–, compresa la tassa di
giustizia (fr. 2’000.–) e le ripetibili (fr. 11’000.–). Nel frattempo, non
essendo stata sospesa la procedura di merito, la convenuta ha inoltrato il 30
aprile 1997 la risposta, proponendo di respingere la petizione. L’attore ha
replicato il 6 giugno 1997. 

 

                                  C.   Statuendo il 25
giugno 1997 sulla domanda di cauzione, il Pretore ha ingiunto ad __________ di
prestare una garanzia di fr. 37’000.–, essendo egli domiciliato in __________.
La tassa di giustizia di fr. 800.– è stata posta a carico della convenuta nella
misura di due quinti e a carico dell’attore per il resto, con obbligo per
quest’ultimo di versare alla convenuta fr. 400.– per ripetibili. 

 

                                  D.   __________ è insorto
contro il decreto predetto con un appello del 7 luglio 1997 nel quale chiede –
previo conferimento dell’ef-fetto sospensivo – che la decisione impugnata sia
dichiarata nulla, in via subordinata che sia riformata nel senso di respingere
l’istanza di cauzione; in via ancor più subordinata egli postula la riduzione
della cauzione a fr. 13’000.–. Il Pretore ha concesso effetto sospensivo
all’appello l’8 luglio 1997.

 

                                  E.   __________ ha
proposto nelle sue osservazioni del 25 luglio 1997 di respingere l’appello e
con appello adesivo ha chiesto l’aumento della cauzione processuale a fr.
60’000.–. L’appel-lante ha concluso il 22 settembre 1997 per la reiezione
dell’ap-pello adesivo.  

 

Considerando

 

in diritto:                   I.   Sull’appello principale

 

                                   1.   Giusta l’art. 153
cpv. 1 lett. b CPC il convenuto può in ogni stadio della lite chiedere che
l’attore presti cauzione per il rimborso delle spese e per il pagamento delle
ripetibili se questi è domiciliato all’estero e non beneficia di disposizioni
di un trattato internazionale. Il Pretore, accertato che l’attore era
domiciliato a __________ (nello Stato dell’__________ __________, in
__________), gli ha ingiunto di prestare una cauzione processuale di fr.
37’000.– poiché lo Stato di domicilio non beneficia di alcun esonero a norma di
una convenzione internazionale né di un trattato bilaterale.

 

                                   2.   L’appellante ritiene
di dover essere esonerato dall’obbligo di prestare cauzione poiché ha mantenuto
il proprio “centro d’inte-ressi” – e quindi il domicilio – in Italia, come
dimostra il certificato di residenza rilasciato dal comune di __________ (doc.
O e 1), ove egli risulta risiedere definitivamente dal 27 giugno 1997. Alla
fattispecie sarebbe pertanto applicabile l’art. 17 della Convenzione dell’Aia
del 1° marzo 1954 sulla procedura civile (RS 0.274.12) e non sarebbe possibile
imporgli alcuna cauzione processuale. Inoltre il valore litigioso sarebbe di
fr. 224’684.70 e non di fr. 500’000.–, come ritenuto dal Pretore, onde un
importo massimo a titolo di cauzione processuale di fr. 13’000.–.

 

a)   Giusta
l’art. 20 cpv. 1 LDIP una persona fisica ha il suo domicilio nello Stato dove
dimora con l’intenzione di stabilirsi durevolmente. Il tenore della norma corrisponde
a quello dell’art. 23 CC e dell’art. 43 del Codice civile italiano. Sebbene
l’art. 20 cpv. 2 LDIP disponga l’inapplicabilità delle disposizioni del codice
civile alle fattispecie internazionali, ai fini dell’interpretazione dell’art.
20 cpv. 1 LDIP si può nondimeno far capo alla giurisprudenza relativa all’art.
23 CC (PATOCCHI/GEISINGER, Code DIP annoté, Losanna 1995, nota 1 ad art. 20; DTF
119 II 65, 169). Per consolidata giurisprudenza del Tribunale federale,
l’intenzione di stabilirsi durevolmente in un luogo non è determinata sulla
base della volontà soggettiva di una persona, bensì valutando le circostanze
oggettive, riconoscibili a terzi (DTF 97 II 34). Di conseguenza si considera
“domicilio” il luogo ove una persona mostra, mediante il proprio comportamento,
di aver stabilito il centro delle sue relazioni e dei suoi interessi (RIEMER, Personenrecht des ZGB, Berna 1995, nota
184, pag. 87). 

 

b)   Nella
fattispecie l’appellante sostiene che il suo domicilio si troverebbe a
__________ e non in __________, dove egli si troverebbe solo temporaneamente.
In realtà l’attore ha sempre indicato nei documenti ufficiali l’indirizzo in
__________ (procura doc. A del 6 febbraio 1997, inventario della successione
doc. F del 31 luglio 1997, precetto esecutivo del 1° febbraio 1997). Anche la petizione
del 31 gennaio 1997 indica come domicilio “__________, __________.__________.,
__________ ” (art. 163 cpv. 2 litt. b CPC). L’appellante stesso ammette di
vivere in __________ con la famiglia (appello, pag. 7), ma si prevale della
distinzione che il diritto italiano fa tra domicilio e residenza effettiva e
sostiene che l’art. 17 della citata Convenzione dell’Aia lo esenterebbe
dall’obbligo di versare cauzione, avendo egli sempre mantenuto il domicilio in
Italia, nonostante l’effettiva residenza abituale in __________.
L’argomentazione non gli giova. La nozione di domicilio ai sensi dell’art. 17
della predetta Convenzione dell’Aia deve essere interpretata tenendo conto
dello scopo del trattato e non differisce sostanzialmente da quella sancita
dall’art. 23 CC (SJ 117/1995 pag. 50 segg.). Neppure l’art. 17 della
Convenzione consente dunque di tenere in considerazione domicili meramente
amministrativi, come quello di cui si prevale l’appellante. Il certificato
rilasciato dal Comune di __________, del resto, attesta senza equivoci che
l’attore abitava all’estero dal 23 febbraio 1995 con residenza in __________
(doc. O). In siffatte circostanze il Pretore non aveva motivo per considerare
che l’attore era domiciliato in Italia.

 

                                   c)  Rimane
da verificare se l’asserito rimpatrio, che a detta dell’appellante sarebbe
avvenuto il 27 giugno 1997, consenta di esonerare l’attore dal versamento della
cauzione. Il certificato di domicilio del 2 luglio 1997 prodotto con l’appello,
in cui si attesta che l’attore è residente dal 27 giugno 1997 nel comune di
__________ in provenienza dal __________, è invero ricevibile, nonostante sia
successivo al giudizio del Pretore. La prestazione di garanzie a norma
dell’art. 153 CPC è infatti un presupposto processuale (art. 97 n. 6 CPC), che
deve sussistere al momento in cui statuisce il giudice (Vogel, Grundriss des Prozessrechts, 5a edizione, §
7 n. 85; Frank/ Sträuli/Messmer,
Kommentar zur zürcherischen Zivilprozessordnung, 3a edizione, Zurigo
1997, n. 4 al § 73, pag. 313; Stutzer,
Die Kautionspflicht im ordentlichen zürcherischen Zivilprozess, tesi, Zurigo
1980, pag. 99 e 134). Del resto la mancanza di un presupposto processuale è
sempre sanabile, purché ciò possa avvenire “entro breve termine” (art. 99 cpv.
3 CPC). Nel caso concreto il Pretore ha conferito all’appello effetto sospensivo,
sicché decisivo è il momento in cui statuisce questa Camera. E siccome
l’appellante risulta essere domiciliato a __________ dal 2 luglio 1997,
determinante è ormai il domicilio di __________, sicché l’attore non può più
essere tenuto a prestare cauzione. Italia e Svizzera partecipano entrambe,
infatti, alla citata Convenzione dell’Aia (DTF 90 II 144). L’appello si rivela
quindi, per finire, provvisto di buon diritto. 

 

                                   II.   Sull’appello adesivo

 

                                   3.   L’accoglimento
dell’appello principale, che annulla l’obbligo di prestare cauzione, comporta
la reiezione dell’appello adesivo, inteso all’aumento della cauzione processuale
stabilita dal Pretore.

 

                                  III.   Sulle spese e
ripetibili

 

                                   4.   Gli oneri
processuali di appello seguirebbero, di principio, la soccombenza (art. 148
cpv. 1 CPC). In concreto esistono tuttavia i giusti motivi (nel senso dell’art.
148 cpv. 2 CPC) per derogare a tale regola, quanto meno per gli oneri di prima
sede, poiché al momento in cui la convenuta ha chiesto la prestazione di garanzie
l’attore era ancora domiciliato in __________, e ciò giustificava – come si è
visto – l’obbligo di prestare cauzione. Il successivo cambiamento essendo
dovuto unicamente al comportamento dell’attore, la ripartizione della tassa di
giustizia, delle spese e delle ripetibili decisa dal Pretore può rimanere
invariata. Invece al momento in cui l’appellata ha formulato le proprie osservazioni
e ha proposto – a torto – di respingere il gravame, l’appellante risultava già
domiciliato in Italia. In seconda sede non vi è quindi ragione per derogare al
principio della soccombenza. 

 

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia  :             I.   L’appello principale è accolto
è il decreto impugnato è così riformato:

                                         

                                         1.
L’istanza è respinta.

 

                                         Per il resto il decreto è
confermato.

 

                                   II.   Gli oneri dell’appello
principale, consistenti in :

                                         a) tassa di
giustizia      fr. 400.–

                                         b) spese                         fr.  
50.–

                                                                                fr.
450.–

                                         sono
a carico di __________ a, che rifonderà ad __________ fr. 800.– per ripetibili
d’appello.

 

                                   III.   L’appello adesivo è
respinto.

 

                                 IV.   Gli oneri dell’appello
adesivo, consistenti in :

                                         a) tassa di giustizia      fr.
200.–

                                         b) spese                         fr.  
50.–

                                                                                fr.
250.–

                                         sono
posti a carico dell’appellante adesiva, che rifonderà alla controparte fr.
600.– per ripetibili d’appello.

 

                                  V.   Intimazione a 

                                         – avv. __________,
__________;

                                         – avv. __________,
__________. 

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4. 

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La Presidente                La segretaria