# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** af2c6c05-4438-5007-bba5-fcba030b55a9
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-06-01
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 01.06.2010 C-540/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-540-2010_2010-06-01.pdf

## Full Text

Corte II I
C-540/2010

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 °  g i u g n o  2 0 1 0

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Andreas Trommer, Blaise Vuille, 
cancelliera Mara Vassella.

1. A._______,
2. B._______,
entrambe patrocinate da Soccorso operaio svizzero SOS, 
via Zurigo 17, 6900 Lugano,
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Domanda di riesame concernente l'esecuzione del rinvio.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-540/2010

Fatti:

A.
A._______, cittadina cinese nata il  ... e C._______, cittadino italiano 
residente  in  Svizzera  nato  il  ...,  hanno  contratto  matrimonio  il  7 
gennaio 2003 in Cina. A._______ è madre di  una bambina di  primo 
letto, B._______ nata il ....

B.
Con decisione del 22 aprile 2003 la Sezione dei permessi e dell'immi-
grazione della Repubblica e Cantone Ticino (SPI) ha autorizzato il rila -
scio del visto d'entrata a madre e figlia a titolo di ricongiungimento fa -
miliare. Esse sono entrate in Svizzera il 17 luglio 2003 ed hanno otte -
nuto un permesso di dimora valido fino al 16 luglio 2008. 

C.
A decorrere  dal  21 maggio  2004,  A._______ è  stata  assunta  quale 
collaboratrice presso D._______ ed in seguito quale operaia orologiaia 
presso la società E._______. 

D.
Su richiesta dell'Ufficio regionale degli stranieri di Bellinzona, la Polizia 
cantonale ha interrogato i suddetti coniugi circa la loro situazione ma-
trimoniale  (cfr. interrogatori  del  25 ottobre,  dell'11  novembre,  del  22 
novembre e del 1° dicembre 2006). Dal rapporto d'inchiesta di polizia 
giudiziaria  steso  l'11  gennaio  2007  all'attenzione  del  Ministero 
pubblico è risultato che l'unione coniugale tra C._______ e A._______ 
è  fittizia,  contratta  unicamente  allo  scopo  di  far  entrare  in  Svizzera 
quest'ultima assieme alla figlia e risiedervi. È inoltre emerso che tale 
unione  matrimoniale  era  stata  organizzata  da  F._______,  cittadino 
cinese, svizzero naturalizzato e coniugato, con il quale A._______ ha 
intrattenuto inizialmente una relazione sentimentale finita in seguito a 
dei dissapori tra i  due. In compenso C._______ avrebbe ottenuto da 
F._______ Fr. 35'000.-.

E.
Con decisione del 17 gennaio 2007 la SPI ha revocato il permesso di  
dimora all'interessata in ragione delle dichiarazioni emerse dal verbale 
d'interrogatorio del 22 novembre 2006, in particolare per aver afferma-
to che non vi era mai stata un'unione coniugale tra lei e C._______. La 
detta autorità ha poi impartito all'interessata un termine al 20 febbraio 

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2007 per lasciare la Svizzera. A._______ ha interposto ricorso contro 
tale decisione il 1° febbraio 2007 davanti al Consiglio di Stato (CdS). 
La  ricorrente  fa  valere  di  essere  stata  plagiata  da  F._______  con 
promesse  di  una  vita  migliore  e  in  un  secondo  tempo  obbligata, 
unitamente  alla  figlia,  ad  alloggiare  nel  sottoscala  dell'abitazione  di 
quest'ultimo.

F.
Viste  le  motivazioni  contenute  nel  suddetto  ricorso  nonché le  circo-
stanze del caso concreto, in particolare la buona integrazione nel tes-
suto sociale ticinese delle interessate, con preavviso del 3 aprile 2007 
la SPI ha revocato la precedente decisione negativa, proponendo il ri-
pristino  della  postulata  autorizzazione di  soggiorno,  con  riserva del-
l'approvazione da parte dell'Ufficio federale della migrazione (UFM). Il 
17 aprile 2007 il CdS ha dunque stralciato dai ruoli il ricorso.

G.
Con  dichiarazione  del  23  maggio  2007,  la  responsabile  della  Casa 
Bambini  San  Marco  di  Bellinzona  ha  attestato  che  A._______  e 
B._______ erano loro ospiti  dal  1°  settembre 2006 e pagavano una 
retta mensile di fr. 900.-.

H.
Con preavviso del 30 novembre 2007, l'UFM ha informato l'interessata 
della  sua  intenzione  di  rifiutare  la  proroga  del  permesso  di  dimora, 
conferendole nel contempo il  diritto di essere sentita. Reagendo con 
scritto del 12 dicembre 2007 l'allora rappresentante dell'interessata ha 
osservato che la stessa è autonoma finanziariamente, è ben integrata 
nell'ambito lavorativo e  sociale e  non ha mai  dato adito  a lagnanza 
alcuna. In caso di una mancata proroga del permesso di dimora, un 
rimpatrio costituirebbe una messa in pericolo dell'esistenza di madre e 
figlia, le quali verrebbero a trovarsi in una situazione di totale miseria. 

I.
Con scritto dell'11 dicembre 2007 l'Ufficio delle famiglie e dei minoren-
ni ha segnalato la situazione delle interessate all'UFM. Questo ufficio 
ha posto l'accento sulla loro condizione di vittime di violenza in quanto 
il  matrimonio  contratto  da  A._______  era  stato  organizzato  da  una 
terza persona con lo scopo di farle ottenere un permesso di soggiorno 
ed averla come concubina. La detta autorità  ha infine sottolineato  il  
buon comportamento e l'integrazione in Svizzera di madre e figlia.

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J.
Con decisione del 18 luglio 2008, cresciuta in giudicato incontestata, 
l'UFM ha rifiutato di approvare la proroga del permesso di dimora alle 
interessate ed ha impartito loro un termine per lasciare la Svizzera al  
19 ottobre 2008. In sostanza l'UFM ha dichiarato che il diritto al per -
messo di dimora ai sensi dell'art. 17 cpv. 2 della previgente legge fede-
rale concernente la dimora e il  domicilio degli  stranieri  (LDDS, CS 1 
117) non è mai esistito poiché i coniugi non hanno mai vissuto in co-
munione domestica e matrimoniale. Pertanto, avvalersi  dell'esistenza 
di  un vincolo  matrimoniale  non concretamente  vissuto  allo  scopo di 
poter mantenere un permesso di dimora costituisce un abuso di diritto, 
che pure la difficile situazione in cui si è trovata la ricorrente non può 
mettere in questione in quanto si  è consapevolmente avvalsa di  tale 
matrimonio. Inoltre la sua integrazione non risulta essere di particolare 
rilievo a  livello  sociale  e  professionale  non  disponendo di  qualifiche 
particolari. Per quanto attiene alla figlia, non essendo ancora entrata 
nella fascia d'età dell'adolescenza, considerata come il periodo decisi-
vo per la formazione e l'integrazione di una persona, essa avrebbe po-
tuto facilmente reinserirsi nel Paese d'origine. 

Su richiesta dell'interessata il termine di partenza è stato prorogato e  
fissato per il 31 dicembre 2008. Con ultima e inderogabile proroga, il  
termine di partenza è stato convenuto al 30 giugno 2009 allo scopo di 
far terminare l'anno scolastico a B._______.

K.
Con decreto di non luogo a procedere del 18 giugno 2009, il Ministero 
pubblico  ha  messo  fine  al  procedimento  penale  contro  F._______, 
C._______, A._______ ed altri prevenuti.

L.
Il 5 novembre 2009, agendo per il tramite del suo patrocinatore, l'inte-
ressata ha presentato all'UFM una domanda di riesame e di sospen-
sione dell'allontanamento chiedendo in sostanza l'ammissione provvi-
soria a favore delle interessate vista l'integrazione in particolare della 
figlia B._______. Con decisione del 7 gennaio 2010 l'UFM ha respinto 
la  domanda  di  riconsiderazione  in  ragione  del  fatto  che  non  erano 
stato addotti elementi nuovi determinanti alla fattispecie. 

M.
Il 29 gennaio 2010, agendo per il tramite del loro patrocinatore, le inte-

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ressate sono insorte avverso la decisione del 7 gennaio 2010, postu-
landone  in  sostanza  l'annullamento,  la  concessione  dell'ammissione 
provvisoria,  l'esenzione  dal  pagamento  anticipato  delle  spese  di 
giudizio e la restituzione dell'effetto sospensivo. A sostegno del proprio 
gravame le ricorrenti hanno fatto valere che ai sensi dell'art. 83 cpv. 1 
della  legge  federale  del  16  dicembre  2005  sugli  stranieri  (LStr,  RS 
142.20)  se  l'esecuzione  dell'allontanamento  o  dell'espulsione  non  è 
possibile,  ammissibile  o  ragionevolmente  esigibile  l'UFM  non  può 
pronunciare l'esecuzione dell'allontanamento e deve perciò ammettere 
provvisoriamente  la  persona  interessata.  Le  istanti  hanno  poi 
affermato che dalla decisione del 13 luglio 2008 è trascorso un altro 
anno  e  mezzo  ciò  che  ha  contribuito  ad  intensificare  l'integrazione 
delle ricorrenti ed a rendere più difficoltoso il reinserimento nel Paese 
d'origine in particolare per B._______, richiamandosi  all'art. 3 cpv. 1 
della  Convenzione  del  20  novembre  1989  su  diritti  del  fanciullo  (di 
seguito: Convenzione sui diritti del fanciullo, RS 0.107). La figlia della 
ricorrente  è  infatti  ben  integrata  nel  tessuto  sociale  e  scolastico  e 
segue la scuola con buon profitto. 

N.
Con decisione del 9 marzo 2010, il  Tribunale amministrativo federale 
(di seguito: il Tribunale o il TAF) ha accolto l'istanza di gratuito patroci -
nio ai  sensi  dell'art. 65 cpv. 1 PA esonerando le ricorrenti  dal  paga-
mento  delle  spese  processuali  e  sospendendo  l'esecuzione  della 
decisione del 7 gennaio 2010 mediante provvedimenti d'urgenza. 

O.
Chiamati ad esprimersi in merito al suddetto gravame, con preavviso 
del 31 marzo 2010 l'UFM ha postulato la reiezione del gravame. In so -
stanza essa ha affermato che il ricorso presentato dall'interessata non 
contiene nessun elemento o mezzo di prova nuovo atto a modificare il 
suo punto di vista. L'autorità di prime cure ha poi rilevato che una nor-
male integrazione nel tessuto scolastico e sociale avvenuta durante gli 
anni di permanenza in Svizzera non costituisce un motivo per conside-
rare inesigibile il ritorno in patria e che la non conoscenza del sistema 
scolastico cinese non costituisce una difficoltà insormontabile, essen-
do la situazione di B._______ simile a quella di altri suoi coetanei che 
in seguito ad un trasferimento dei genitori in un altro Paese si devono 
inserire in un ambiente scolastico sconosciuto. 

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Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), giusta 
l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribuna-
le o il TAF) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA; RS 172.021) prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. In 
particolare, le decisioni in materia di rinvio rese dall'UFM - il quale co-
stituisce un'unità dell'amministrazione federale come definita all'art. 33 
let. d  LTAF -  possono essere impugnate dinanzi  al  TAF, che in  que-
st'ambito decide in via definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con 
l'art. 83 let. c cifra 3 e 4 della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale  
federale [LTF, RS 173.110]).

1.2 L'entrata in vigore, il  1° gennaio 2008, della  legge federale sugli 
stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) ha comportato l'abro-
gazione della LDDS conformemente all'art. 125 LStr in relazione con 
l'allegato 2, cifra I e di altre ordinanze di esecuzione.

La domanda di riesame essendo stata introdotta il 5 novembre 2009, 
deve pertanto essere applicato il nuovo diritto (cfr. sentenze del Tribu-
nale  federale  2C_706/2008  del  13  ottobre  2008  consid.  1  e 
2C_638/2008 del 16 ottobre 2008 consid. 1). 

1.3 Eccetto i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura 
davanti al Tribunale è retta dalla PA (art. 37 LTAF).

1.4 A._______ e B._______ sono legittimate a ricorrere (art. 48 cpv. 1 
PA) e il loro ricorso presentato nella forma e nei termini prescritti dalla 
legge, è ricevibile (cfr. art. 50 e 52 PA).

2.
Il Tribunale non può che esaminare i rapporti di diritto sui quali l'autori -
tà inferiore si è pronunciata nella sua decisione del 7 gennaio 2010, la  
quale determina l'oggetto del litigio  (cfr. DTF 131 II  200 consid. 3.2; 
125  V  413  consid.  1  e  2).  Quest'ultimo  si  limita  di  conseguenza  ai  
motivi della decisione di rifiuto della domanda di riesame. In concreto  
l'oggetto  del  litigio  porta  unicamente  sull'esecuzione  del  rinvio  e 
sull'eventuale  concessione  dell'ammissione  provvisoria  e  non 

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sull'approvazione della proroga del permesso di dimora oggetto della 
decisione del 18 luglio 2008, su questo punto cresciuta in giudicato. 

3.
Ai sensi dell'art. 49 PA, il ricorrente può invocare la violazione del dirit-
to federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamen-
to, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti  
nonché l'inadeguatezza, nella misura in cui un'autorità cantonale non 
abbia giudicato come autorità di ricorso. Il Tribunale applica d'ufficio il  
diritto federale nella procedura ricorsuale e non è vincolato in nessun 
caso dai motivi del ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevanti sono in pri-
mo luogo la situazione di fatto e di diritto al momento del giudizio (cfr. 
consid. 1.2 della sentenza 2A.451/2002 del 28 marzo 2003 pubblicata 
parzialmente in DTF 129 II 215).

4.

4.1 La domanda di  riesame (o  riconsiderazione)  consiste  in  una  ri -
chiesta non sottoposta ad esigenze formali o di termine, presentata ad 
un'autorità amministrativa in vista di una riconsiderazione di una deci -
sione emanata da quest'ultima e che ha acquisito forza di cosa giudi-
cata. Essa non è espressamente contemplata dalla PA ma la giurispru-
denza e la dottrina l'hanno dedotta dall'art. 66 PA, il quale regolamenta 
il  rimedio giuridico straordinario della revisione, nonché dagli art.  8 e 
29 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione svizzera del 
18 aprile 1999 (Cost., RS 101 [cfr. anche DTF 127 I 133 consid. 6 et  
109 Ib 246 consid. 4a e le sentenze del TAF C-4447/2008 del 15 mar-
zo 2010 consid. 3.1 e C-3061/2009 del 17 febbraio 2010 consid. 2.1 e 
riferimenti ivi citati]).

Nella misura in cui questa procedura costituisce un rimedio giuridico 
straordinario,  l'autorità  amministrativa è  tenuta  ad esaminarla  unica-
mente a certe condizioni. Tale è il caso secondo la giurisprudenza e la 
dottrina, quando il ricorrente invoca uno dei motivi di revisione previsti  
all'art. 66 PA (segnatamente un'irregolarità nell'ambito della procedura 
che ha condotto all'emissione della prima  decisione o dei fatti rispetti -
vamente dei mezzi di prova importanti dei quali il ricorrente non era a 
conoscenza durante la precedente procedura o dei quali  non poteva 
prevalersi e non aveva motivi per prevalersene all'epoca) o qualora le 
circostanze si sono modificate in maniera considerevole dall'emissione 
della prima decisione (cfr. DTF 127 precitato, 124 II 1 consid. 3a, 120 

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Ib 42 consid. 2b e riferimenti citati; cfr. anche le sentenze del Tribunale  
federale  2C_335/2009  del  12  febbraio  2010  consid.  2.1.1  e 
2C_168/2009 del 30 settembre 2009 consid. 2; cfr. tra l'altro le senten-
ze del TAF C-4447/2008 e C-3061/2009 precitati e riferimenti ivi citati).

La  decisione  su  riesame  deve  riferirsi  alle  circostanze  modificatesi 
successivamente alla decisione pronunciata nei confronti del ricorren-
te. Una domanda di riesame tende in altri termini a riadattare la deci-
sione da parte dell'autorità di prima istanza siccome da quando è stata 
pronunciata la prima decisione si è creata una situazione nuova di fat -
to o sul piano giuridico, segnatamente nel caso di una modifica del di-
ritto oggettivo, rispettivamente un cambiamento di legislazione la quale 
comporta una modifica considerevole delle circostanze (cfr. sentenza 
del TAF D-5897/2006 del 12 gennaio 2010 consid. 2.2). 

4.2 La procedura straordinaria (di revisione o di riesame) non deve co-
munque essere un mezzo per aggirare i termini di ricorso o continuare 
a  rimettere  in  discussione  una  decisione  cresciuta  in  giudicato  (cfr.  
DTF 127, 120 e 109 precitati, cfr. anche sentenza del Tribunale federa-
le 2C_335/2009 precitata e le sentenze del TAF C-4447/2008 precitata 
consid. 3.2 e C-3061/2009 precitata e riferimenti  ivi  citati). Essa non 
dovrebbe inoltre avere quale scopo quello di eliminare un errore di di -
ritto, di beneficiare di una nuova interpretazione o di una nuova prassi 
o ancora di ottenere un nuovo apprezzamento di fatti già conosciuti al  
momento della procedura ordinaria (cfr. DTF 111 Ib 209 consid. 1 in 
fine  e  98  Ia  568  consid.  5b;  cfr.  anche  le  sentenze  del  TAF  C-
4447/2008 e C-3061/2009 precitate e i riferimenti ivi citati).

5.
Nel loro gravame le ricorrenti hanno ritenuto che fosse necessario ri-
valutare  la  questione  circa  l'esigibilità  dell'esecuzione  dell'allontana-
mento ai sensi dell'art. 83 cpv. 1 LStr. Esse hanno in sostanza osser -
vato che vista la  lunga permanenza e la buona integrazione sociale 
delle ricorrenti in particolare della figlia, la quale ha compiuto l'intera 
scolarizzazione in Svizzera, risulterebbe alquanto problematico il rein-
serimento in Cina, considerato inoltre che quest'ultima ha progressiva-
mente perso la padronanza della lingua cinese. Esse si sono poi pre-
valse della Convenzione sui diritti del fanciullo. 

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5.1 Per quanto concerne la detta Convenzione, in parte di natura pro-
grammatica, essa non conferisce un diritto al rilascio di un permesso 
di soggiorno (cfr. DTF 135 I 153 consid. 2.2.2). 

5.2 Il Tribunale constata che l'UFM, nella sua decisione del 18 luglio 
2008,  si  è  pronunciato  in  maniera  circostanziata  circa  l'integrazione 
delle ricorrenti anche nell'ottica dell'art. 14a della LDDS (attualmente 
art.  83.  LStr).  In  sostanza  l'autorità  di  prime  cure  ha  ravvisato  che 
A._______ risiede in Svizzera dall'età di 34 anni, la durata della sua 
permanenza in Svizzera è pertanto molto breve in rapporto agli  anni 
trascorsi nel suo Paese d'origine e la sua integrazione, pur esercitan-
do un'attività lavorativa, non è eccezionale al punto da dover conside-
rare il rinvio in Cina particolarmente rigoroso. Sebbene essa sarà vero-
similmente esposta ad una situazione di disagio finanziario, la sua si-
tuazione non sarà differente da quella di molti suoi connazionali che ri -
siedono in Patria. Avrà tuttavia la possibilità di ritrovare l'ambiente so-
cioculturale da cui proviene e in cui si è formata. Per quanto riguarda 
la figlia B._______, l'UFM ha osservato che, benché essa abbia tra-
scorso parte della sua infanzia nel nostro Paese, all'epoca dell'emis-
sione della prima decisione nel 2008 aveva 11 anni, età che precede 
la fascia di età dell'adolescenza considerata generalmente come il pe-
riodo decisivo per la formazione e l'integrazione di una persona. Vista 
la sua giovane età essa dovrebbe potersi facilmente inserire nel Paese 
d'origine, di cui conosce verosimilmente la lingua e dove potrà contare 
sull'aiuto della madre e della famiglia che si trova in Cina. L'autorità in-
feriore ha infine  asserito  che anche ai  sensi  del  previgente art. 14a 
LDDS l'esecuzione del rinvio risultava essere ragionevolmente esigibi-
le. 

5.3 Da quanto precede emerge che le  censure sollevate dalle ricor-
renti nell'istanza di riesame del 5 novembre 2009 nonché nel ricorso 
del 28 gennaio 2010 circa la durata del loro soggiorno e la loro inte-
grazione in questo Paese sono già state esaminate in maniera appro -
fondita nell'ambito della procedura ordinaria. Sebbene dalla decisione 
del 18 luglio 2008 siano passati  quasi due anni e di  conseguenza il  
soggiorno delle ricorrenti in Ticino si è consolidato, rafforzando i loro 
agganci sociali e professionali, il semplice trascorrere del tempo dalla 
detta decisione cresciuta in giudicato e la rispettiva evoluzione norma-
le dell'integrazione delle interessate in questo Paese non costituiscono 
propriamente dei fatti nuovi idonei ad ammettere una modifica sostan-
ziale della loro situazione personale (cfr. sentenze del Tribunale fede-

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rale 2C_38/2008 del 2 maggio 2008 consid. 3.4, 2A.147/2003 del 10 
aprile 2003 consid. 2 e 2A.180/2000 del 14 agosto 2000 consid. 4c, cfr. 
anche la sentenza del TAF C-1645/2009 del 29 settembre 2009 con-
sid. 5). Inoltre  va osservato  che tale evoluzione dei  fatti  è  la  diretta 
conseguenza del comportamento delle ricorrenti, le quali hanno conti -
nuato a risiedere in Svizzera nonostante non ne fossero più autorizza-
te e rifiutando di  ottemperare all'obbligazione di lasciare la Svizzera.  
Ora, il non rispetto di una decisione non può costituire un motivo di rie -
same. Infine va sottolineato come pure il soggiorno legale di uno stra-
niero in Svizzera durante diversi anni non permette di ammettere un 
caso personale di estrema gravità senza che esistano altre circostan-
ze eccezionali  atte a giustificare l'esistenza di  un caso di rigore (cfr. 
DTAF 2007/16 consid. 7). 

Da quanto precede le ricorrenti  non possono avvalersi  del  loro sog-
giorno in Svizzera, in particolare della loro permanenza supplementa-
re posteriore alla procedura ordinaria al fine di beneficiare di una pro -
roga del permesso di  soggiorno o dell'ammissione provvisoria. A tal 
proposito la giurisprudenza ha osservato a più riprese che il riesame 
di una decisione non può avere come risultato l'ottenimento di un nuo-
vo apprezzamento dei fatti conosciuti all'epoca della prima decisione 
(cfr. sentenze citate al consid. 3.2). 

5.4 Come già rilevato nel consid. 3.1 sono unicamente i fatti nuovi o 
fatti  di  cui  le  ricorrenti  ne ignoravano l'esistenza o che non avevano 
motivo di  invocare nella procedura ordinaria,  segnatamente un cam-
biamento considerevole delle circostanze, che rendono accessibile la 
via della procedura straordinaria del riesame. 

5.5 Da quanto precede il Tribunale constata che le ricorrenti non han-
no fatto valere dei fatti nuovi determinanti sopravvenuti posteriormente 
alla decisione dell'UFM del 18 luglio 2008, che avrebbero potuto giusti -
ficare una proroga del permesso di dimora in loro favore o l'ammissio-
ne provvisoria ai sensi dell'art. 83 LStr. È dunque a giusto titolo che 
l'UFM ha respinto la domanda di riesame delle interessate interposta il  
5 novembre 2009. 

6.
Ne discende che l'UFM con decisione del 7 gennaio 2010 non ha vio-
lato  il  diritto  federale,  né abusato  del  suo potere di  apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 

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i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 49 PA). Per questi motivi il ricorso deve essere respinto.

7.
Conformemente  all'art.  65  cpv. 1  PA se  una  parte  non  dispone  dei 
mezzi necessari e le sue conclusioni non sembrano prive di probabilità 
di successo, l'autorità di ricorso, il suo presidente o il giudice dell'istru -
zione la dispensa, a domanda, dopo il deposito del ricorso, dal paga-
mento delle spese processuali.

In concreto le ricorrenti sono state poste al beneficio del gratuito patro-
cinio  con  decisione incidentale  del  9  marzo 2010 e  pertanto  non  si 
prelevano spese di procedura.

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Non si prelevano spese processuali.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto n. di rif. ... di ritorno)
- Sezione  della  popolazione,  Bellinzona,  per  informazione  (incarti 

cantonali di ritorno)

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Mara Vassella

Data di spedizione:

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