# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 19abb15a-422b-5f92-b0c1-b98839f2bdbb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-02-02
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 02.02.2004 16.2003.39
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2003-39_2004-02-02.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2003.39

  	
  Lugano

  2 febbraio
  2004/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 14
febbraio 2003 presentato da

 

 

	
   

  	
  __________, __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

 

la sentenza 25 gennaio 2003 del Giudice di pace
supplente del circolo __________ , nella causa civile inappellabile (inc. n.
12/99) promossa con istanza 31 maggio 2002 da

 

 

	
   

  	
  avv. __________, __________ 

   

  

 

 

con la quale l'istante ha chiesto la condanna del
convenuto al pagamento di fr. 1'000.- 

a titolo di torto morale, nonché il rigetto in via
definitiva dell'opposizione interposta dal 

convenuto al PE n. __________ dell'UEF di
__________, domande accolte dal giudice,

 

 

letti ed esaminati gli atti

 

 

 

 

 

considerato

 

 

in fatto e in diritto:

 

                                         che con
istanza 31 maggio 2002 l'avv. __________ ha convenuto in giudizio __________
postulandone la condanna al pagamento di fr. 1'000.- rivendicati a titolo di
torto morale;

 

                                         che a
sostegno della sua pretesa l'istante ha allegato la sentenza 22 novembre 2000
del Pretore della Giurisdizione di __________ con la quale il convenuto è stato
riconosciuto autore colpevole del reato di diffamazione per avere in data 15
ottobre 1999, durante un'udienza tenutasi presso gli Uffici del Giudice di pace
del Circolo __________, reso sospetto l'avv. __________ di condotta
disonorevole nuocendo la sua reputazione avendo dichiarato che "la sua
fattura non è una fattura da avvocato ma una fattura da ladri" e che
"__________ ha rubato a mia cugina quasi Fr. 20'000.-";

 

                                         che con
sentenza 25 gennaio 2003 il Giudice di pace supplente del Circolo __________,
preso atto dell'assenza delle parti all'udienza, ha accolto integralmente le
pretese di parte istante;

 

                                         che con
il presente tempestivo gravame __________ è insorto contro il predetto giudizio
postulandone l'annullamento; il ricorrente si duole innanzi tutto del mancato
accoglimento della sua istanza di ricusa formulata nei confronti del Giudice di
pace __________, nel merito ritiene invece ingiustificato e sproporzionato
l'importo riconosciuto dal giudice a titolo di torto morale;

 

                                         che con
osservazioni 25 giugno 2003 la controparte postula la reiezione del gravame;

 

                                         che a
prescindere dalle censure ricorsuali, la sentenza dedotta in cassazione, che
sembra accogliere l’istanza solo a dipendenza della contumacia del convenuto,
risulta priva di motivazione;

 

                                         che
l'art. 285 cpv. 2 lett. e CPC (applicabile in base al rinvio dell'art. 299 CPC)
prevede la nullità delle sentenze che non contengono i motivi di fatto e di
diritto che hanno indotto il giudice a determinarsi nel senso che risulta dal
dispositivo della decisione;  

 

                                         che per
non incorrere in questa sanzione, il giudice deve spiegare, ancorché
succintamente, perché si risolve a dar torto, totalmente o parzialmente, a una
parte piuttosto che all'altra, essendo sufficiente ma necessario, per quanto
riguarda i motivi di diritto, che il giudice indichi sommariamente le ragioni
della sua decisione, riferendosi a disposizioni legali, regole professionali o
usi commerciali (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, ad art. 285, m. 2); 

 

                                         che
quest'obbligo di motivazione sussiste anche di fronte a un convenuto assente
dalla causa, trattandosi del solo mezzo atto a  permettere a quest'ultimo di
eventualmente impugnare la sentenza con riferimento al merito della causa
(Cocchi/ Trezzini, op. cit., ad art. 285, m. 14; ad art. 169, m. 7),
rispettivamente a fornire all'autorità di ricorso gli elementi per un'eventuale
censura dell'operato del primo giudice circa l'applicazione del diritto e/o la
valutazione delle prove (Frank/Sträuli/Messmer, Kommentar zur zürcherischen Zivilprozessordung,
3. ed., § 281 n. 40b);

                                         che alla
luce di quanto sopra esposto la sentenza impugnata deve quindi essere
dichiarata nulla e gli atti ritornati al giudice di pace supplente affinché
proceda a un nuovo giudizio sulla base della documentazione in suo possesso,
senza dover riconvocare le parti;

 

                                          che
in virtù dell'art. 142 CPC, la nullità della sentenza (in concreto
espressamente comminata dalla legge) dev'essere rilevata d'ufficio, ciò che
rende superflua la verifica delle ulteriori censure ricorsuali;

 

                                         che visto
l'esito del gravame e le particolarità della fattispecie, non si prelevano
spese né tassa di giustizia e non si assegnano ripetibili.

 

 

 

Per questi motivi,

 

richiamati gli art. 327 segg. CPC

 

pronuncia:              1.
  La sentenza 25 gennaio 2003 del Giudice di pace supplente del circolo
__________ è nulla.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese, né tassa di giustizia. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

                                         

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale
d’appello

La presidente                                                               La
segretaria