# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** da781af6-3946-50e5-8caa-e9675466ee42
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-11-09
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 09.11.2016 U 2015 38
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2015-38_2016-11-09.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

U 15 38

1a Camera

presidenza Racioppi
giudici Audétat, Stecher 
attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 9 novembre 2016

nella vertenza di diritto amministrativo 

A._____,

rappresentato dall'Avvocato Stefano Pizzola,

ricorrente

contro 

Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità dei Grigioni,

convenuto

concernente divieto di accedere a un'area determinata

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1. Il ___ si svolgeva a X._____ una partita di disco su ghiaccio tra l'Hockey 

Club X._____ e l'Hockey Club Y._____. Un gruppo di tifosi di Y_____ 

raggiungeva X._____ a bordo di un minibus e, durante una sosta, alcuni 

di loro si recavano presso il Bar Q._____, locale frequentato dai tifosi di 

X._____, e causava diversi danni materiali. In seguito, il gruppo ripartiva e 

i passeggeri del veicolo venivano lasciati scendere nei pressi dello stadio. 

Fermato dalla polizia, l'autista del minibus veniva interrogato per risalire ai 

nominativi dei passeggeri che trasportava e quindi stabilire quali di loro 

fossero coinvolti negli atti di vandalismo. Durante questo interrogatorio, 

parte della tifoseria di Y._____, tra i quali anche alcuni dei precedenti 

occupanti del minibus, minacciavano la Polizia cantonale di provocare 

ulteriori danni presso lo stadio di X._____ qualora il loro conducente non 

fosse stato subitamente rilasciato. Onde evitare ulteriori disordini, 

l'interrogatorio dell'autista veniva concluso il più in fretta possibile. Tra i 

passeggeri del minibus si trovava pure A._____. 

2. Per essere contravvenuto alle disposizioni sul Concordato sulle misure 

contro la violenza in occasione di manifestazioni sportive, con decisione 

31 ottobre 2014, la Polizia cantonale dei Grigioni pronunciava nei 

confronti di A._____ il divieto di accedere, sei ore prima e sei ore dopo 

una partita di disco su ghiaccio, allo stadio di X._____ e paraggi - 

secondo un piano allegato - per il periodo dal 20 settembre 2014 al 19 

settembre 2015. Il tempestivo reclamo introdotto al Dipartimento di 

giustizia, sicurezza e sanità dei Grigioni (DGSS) veniva respinto con 

decisione 4/5 marzo 2015, dopo la costatazione di una violazione 

sanabile del diritto di audizione e la presa a carico da parte del Cantone 

delle spese procedurali e di rappresentanza dell'insorgente. Nel merito 

l'autorità dipartimentale lasciava aperta la questione della partecipazione 

dell'insorgente agli atti di danneggiamento nel ritrovo pubblico dei tifosi di 

X._____, ma reputava sufficientemente comprovato che A._____ avesse 

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con le proprie minacce impedito alla polizia di condurre l'interrogatorio - 

dell'autista fermato - nei dovuti modi. 

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo dei Grigioni in 

data 23 aprile 2015, A._____ chiedeva, oltre al conferimento dell'effetto 

sospensivo al ricorso, l'annullamento della decisione impugnata e di 

essere posto al beneficio del gratuito patrocinio. Formalmente, l'istante 

insiste sulla violazione del proprio diritto di audizione, non avendo potuto 

visionare tutti gli atti all'incarto ed essendosi trovato per questo fatto 

nell'impossibilità di potersi debitamente difendere. Materialmente, il 

ricorrente contesta di essersi dato ad atti di vandalismo, dopo che le 

impronte trovate sul posto sarebbero risultate appartenere al suo 

fratellastro. Pur essendosi poi trovato davanti allo stadio nel momento 

determinate, come del resto una 40ina di altri fans, egli non avrebbe 

proferito alcuna minaccia nei confronti della polizia, disponendo solo di 

elementari nozioni di tedesco. Le pretese minacce espresse non 

avrebbero poi in ogni caso impedito alla Polizia cantonale di agire in un 

determinato modo, per cui non sarebbero neppure dati gli elementi 

costitutivi dell'infrazione penale che vorrebbe essere ritenuta a suo carico. 

4. Nella risposta di causa del 18 maggio 2015, il DGSS postulava la 

reiezione del ricorso essenzialmente per i motivi già contenuti nel 

provvedimento impugnato. La mancata visione degli atti non sarebbe 

stata sollevata in sede di reclamo e l'istante non avrebbe in detta sede 

neppure preteso l'edizione degli atti per cui anche questa censura 

risulterebbe infondata. 

5. Il 29 maggio 2015, A._____ rinunciava a replicare ed in seguito il 

procedimento veniva sospeso in attesa dell'esito del processo penale. 

Con sentenza del 29 settembre 2016, intimata il 4 ottobre 2016, il 

Tribunale del distretto B._____ riteneva A._____ colpevole di 

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impedimento di atti dell'autorità e di non attitudine alla guida e lo 

condannava ad una pena pecuniaria di 50 aliquote giornaliere a fr. 50.-- 

cadauna, con sospensione condizionale della pena per 3 anni, e ad una 

multa di fr. 800.--. Tale decreto passava incontestato in giudicato. 

Considerando in diritto:

1. a) É' controversa la liceità del divieto di accedere ad una determinata area 

emanato nei confronti del ricorrente il 31 ottobre 2014. L'allontanamento 

dall'area dello stadio di X._____ deciso dalla Polizia cantonale riguardava 

l'intervallo dal 20 settembre 2014 al 19 settembre 2015, periodo quindi 

ora già trascorso. Ai sensi dell'art. 50 della legge sulla giustizia 

amministrativa (LGA; CSC 370.100), è legittimato ad inoltrare ricorso 

chiunque sia interessato dalla decisione impugnata e abbia un interesse 

tutelabile all'abrogazione o alla modifica della decisione o chiunque vi sia 

autorizzato in base ad una prescrizione speciale. Giusta l'art. 8 cpv. 1 e 2 

dell'ordinanza sulle misure di polizia amministrativa dell'Ufficio federale di 

polizia sul sistema d'informazione HOOGAN (OMPAH; RS 120.52), nel 

sistema d'informazione elettronico HOOGAN sono registrati i dati delle 

persone che hanno avuto un comportamento violento in occasione di 

manifestazioni sportive in Svizzera o all'estero e contro cui è stata 

pronunciata una misura di cui all'articolo 6 capoverso 2 lettera a oppure 

un divieto limitato di lasciare la Svizzera di cui all'articolo 7. In HOOGAN 

sono inoltre registrate le manifestazioni sportive, come pure gli 

avvenimenti a esse collegati e le aree interdette dai Cantoni. I dati 

personali e le informazioni concernenti una singola misura sono cancellati 

trascorsi tre anni dalla scadenza della misura (art. 12 cpv. 1 OMPAH) e la 

registrazione può essere prorogata per altri tre anni qualora venisse 

registrata durante questi tre anni una nuova misura contro la medesima 

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persona (vedi art. 12 cpv. 2 OMPAH). I dati sono tuttavia cancellati al più 

tardi dopo dieci anni (art. 12 cpv. 3 OMPAH). 

b) Nel ricorso, l'interesse alla causa - dopo il trascorrere del periodo di 

proibizione di accedere all'area circostante lo stadio in oggetto - viene 

giustificato dalla volontà - fatta valere dall'istante - di avere una buona 

fedina penale anche in vista di un suo eventuale futuro impiego in ambito 

pubblico. Poiché per quanto esposto in precedenza il divieto di accedere 

ad una determinata area viene in ogni caso registrato nel sistema 

HOOGAN per tre anni, è allora effettivamente possibile che all'istante 

possa derivare uno scapito a seguito di tale catalogazione. Per questo 

egli va considerato detenere un interesse degno di protezione a sapere 

se la misura a suo tempo decisa e non più attuale fosse stata presa 

regolarmente e se quindi la registrazione della sua persona nel sistema 

HOOGAN sia legittima o meno. 

2. a) Formalmente viene addotta una violazione del diritto di audizione, non 

avendo l'istante potuto prendere visione di tutti gli atti all'incarto. La 

censura cade a lato. Giusta l'art. 17 cpv. 1 e 2 LGA, gli interessati alla 

procedura hanno diritto di prendere visione degli atti. La presa in visione 

degli atti può essere negata per salvaguardare importanti interessi 

pubblici o interessi privati tutelabili. Un tale rifiuto deve essere motivato. 

Nell'ambito della procedura di reclamo in sede dipartimentale, l'istante era 

già rappresentato. In detta sede, non veniva sollevata la questione della 

visione dell'incarto e tantomeno il legale richiedeva gli atti in edizione, 

motivo per cui non è dato concludere ad una violazione del diritto di 

audizione. All'istante non è stata preclusa la possibilità di visionare gli atti 

di causa o i documenti a fondamento del provvedimento preso nei suoi 

confronti. Semplicemente, la documentazione in parola non è mai stata 

chiesta in edizione e neppure è stata domandata la sua consultazione. 

Come emerge dalla normativa cantonale applicabile, il fatto di avere il 

diritto di prendere visione degli atti non implica evidentemente 

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l'automatica trasmissione all'interessato di tutta la documentazione 

contenuta nell'incarto dal momento della sua stesura, come sembra 

invece voler sottintendere il ricorrente (vedi analogamente la sentenza del 

Tribunale federale 5A_312/2014 del 9 maggio 2014 cons. 3).

b) Relativamente al diritto di audizione giova in questa sede precisare che, 

contrariamente alla fattispecie oggetto della sentenza del Tribunale 

federale 1C_88/2011 del 15 giugno 2011 cons. 3.4, mediante copia dello 

scritto del 23 settembre 2015 l'istante era stato resto attento al fatto che il 

procedimento davanti al Tribunale amministrativo fosse stato sospeso "in 

attesa dell'esito della procedura penale, per decidere se il provvedimento 

preso nei confronti del ricorrente sia stato emanato giustamente o meno". 

L'attesa sentenza penale è stata emanata dopo che l'istante aveva 

espressamente "accettato il decreto d'accusa che il Procuratore Pubblico 

emetterà nei suoi confronti per le due infrazioni" (sentenza del Tribunale 

distrettuale B._____ del 29 settembre 2016, pag. 5 infine) e gli è stata 

intimata in data 4 ottobre 2016. Nel frattempo il giudizio penale è 

cresciuto in giudicato. Davanti al Tribunale amministrativo, ad oltre 30 

giorni dall'intimazione della sentenza penale, l'istante, pur essendo 

patrocinato, non si è facoltativamente espresso sulle risultanze di detto 

procedimento, malgrado fosse stato orientato in merito all'incidenza di 

detta procedura sull'esito materiale del provvedimento qui impugnato. 

Inoltre, dopo il ritiro dell'opposizione e l'accettazione del decreto d'accusa 

in sede penale egli doveva essere al corrente dell'esito materiale del 

procedimento davanti al Tribunale distrettuale. Ne consegue che la presa 

in considerazione nell'ambito del presente procedimento della sentenza 

penale del 29 settembre 2016 non potrebbe essere considerata violare il 

diritto dell'istante a conoscere tutti gli atti a fondamento della decisione 

presa nei suoi confronti, essendogli il provvedimento noto e non avendo 

l'interessato ritenuto doveroso determinarsi al riguardo entro un congruo 

termine. 

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3. a) Giusta l'art. 4 del concordato sulle misure contro la violenza in occasione 

di manifestazioni sportive (CMCVMS; CSC 613.180) nella versione in 

vigore fino al 20 maggio 2015 e qui determinante in considerazione del 

fatto che il divieto è stato pronunciato nell'ottobre 2014, le autorità 

competenti possono vietare a una persona di accedere, in determinati 

orari, a un'area esattamente delimitata in prossimità di una 

manifestazione sportiva (area vietata), se è provato che in occasione di 

manifestazioni sportive ha partecipato ad atti violenti contro persone o 

cose. L’autorità cantonale competente definisce i confini delle singole 

aree vietate (cpv. 1). Fino al maggio 2015, il divieto era valido per la 

durata massima di un anno (cpv. 2). Nella versione inasprita attualmente 

in vigore e a cui il Cantone dei Grigioni ha aderito nel febbraio 2015, il 

divieto è pronunciato per una durata fino a tre anni e può riguardare aree 

sull’intero territorio svizzero (nuovo art. 4 cpv. 2 CMCVMS). Ai sensi 

dell'art. 5 CMCVMS, la decisione d'interdizione d'accesso a un'area 

stabilisce la durata dell'interdizione e l'area interdetta. La decisione è 

accompagnata da una piantina in cui sono indicati esattamente i luoghi 

interessati dall'interdizione e le relative aree interdette (cpv. 1). Per la 

prova della partecipazione ad atti violenti è applicabile l’articolo 3 del 

presente Concordato (cpv. 3). L'art. 3 cpv. 1 lett. a CMCVMS sancisce 

che sono considerate prove di un comportamento violento ai sensi 

dell'articolo 2 le pertinenti sentenze giudiziarie o denunce della polizia. 

b) L'art. 2 CMCVMS cerca di dare una definizione di comportamento 

violento, elencando degli atteggiamenti che vanno considerati come tali. 

Non è contestato che questo elenco, propriamente a seguito 

dell'espressione "segnatamente se" non sia esaustivo (vedi sul tema la 

"Modifica del concordato del 15 novembre 2007 sulle misure contro la 

violenza in occasione di manifestazioni sportive" edita dalla Conferenza 

delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia, 

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pag. 18 in fine) e che quindi possano essere considerati violenti anche 

altri atteggiamenti che esulano da quelli elencati espressamente in detto 

disposto. Nella versione attuale del CMCVMS, la violazione dell'art. 286 

del Codice penale svizzero (CP; RS 311.0) è oggetto dell'art. 2 cpv. 1 lett. 

j CMCVMS. Nella versione previgente, la violazione di questa normativa 

non veniva espressamente elencata tra quelli che andavano ritenuti in 

ogni caso come degli atteggiamenti violenti. La mancata inclusione degli 

impedimenti di atti dell'autorità giusta l'art. 286 CP nell'elenco di cui all'art. 

2 cpv. 1 CMCVMS non è però nell'evenienza propria a modificare le sorti 

del giudizio, come verrà meglio esposto in seguito. 

c) Per quanto pertinente alla presente vertenza, l'istante è stato ritenuto 

colpevole di impedimento di atti dell'autorità ai sensi dell'art. 286 CP (vedi 

sentenza del Tribunale distrettuale B._____ del 29 settembre 2016). 

Come si evince dai fatti e dalle considerazioni della sentenza, 

l'imputazione si riferiva espressamente a fatti avvenuti durante una 

manifestazione sportiva. Il ricorrente aveva la sera del ____ minacciato la 

polizia di commettere ulteriori atti di violenza qualora non fosse stato 

rilasciato al più presto il conducente del minibus, trattenuto dalle forze 

dell'ordine per indagare sui nominativi dei passeggeri che avrebbero 

commesso i precedenti atti di violenza presso il Bar Q._____. Come 

ritenuto dalla giurisdizione penale, con le sue minacce l'istante avrebbe 

influenzato indirettamente l'audizione dell'autista, riducendola e 

impedendo in questo modo alla polizia di raccogliere tutti i dati che 

riteneva necessari e di condurre un interrogatorio nel modo che 

considerava più opportuno. In questo senso, l'atteggiamento dell'istante 

ha propriamente obbligato i tutori dell'ordine ad agire in un determinato 

modo, motivo per cui gli elementi costitutivi dell'infrazione di cui all'art. 

286 CP sono stati ritenuti soddisfatti e l'autore è stato condannato di 

conseguenza. La sentenza del 29 settembre 2016, passata in giudicato, 

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costituisce pertanto la prova di un comportamento violento giusta l'art. 3 

cpv. 1 lett. a CMCVMS. 

d) Il fatto che la violazione dell'art. 286 CP non abbia fatto parte dell'elenco 

di cui all'art. 2 cpv. 1 CMCVMS fino al suo inasprimento nel 2015 è 

ininfluente. Come è già stato evocato in precedenza l'elenco non è 

esaustivo. In ogni caso, già il fatto che la violazione dell'art. 286 CP sia 

stata aggiunta all'elenco di cui all'art. 2 cpv. 1 CMCVMS lascia supporre il 

ricorso sistematico a tali mezzi coercitivi da parte di un certo tipo di tifosi 

per raggiungere i loro obiettivi. Determinante nella fattispecie in oggetto è 

il fatto che l'istante sia stato penalmente condannato per un 

comportamento violento nell'ambito di una manifestazione sportiva. 

Questa condanna è la prova di un comportamento violento e giustifica 

quindi la sanzione pervista all'art. 4 CMCVMS, ovvero il divieto di accesso 

all'area dello stadio di X._____ così come deciso. Ne discende che la 

sanzione pronunciata dalla Polizia cantonale e confermata dal DGSS 

merita piena conferma e che vada quindi affermata la liceità del 

provvedimento a suo tempo deciso. 

e) Come si evince già dal provvedimento impugnato e come emerge dalla 

sentenza penale del Tribunale distrettuale B._____ del 29 settembre 2016 

a carico del ricorrente non sono stati ritenuti anche dei danneggiamenti 

(art. 144 CP). Non occorre pertanto soffermarsi oltre sulla questione si 

sapere se il ricorrente fosse o meno tra i fautori dei danni provocati al Bar 

Q._____.

4. a) L'istante chiede di essere posto al beneficio del gratuito patrocinio. A 

livello cantonale l'art. 76 LGA sancisce che tramite decisione 

determinante il corso della procedura o decisione nella causa principale, 

l'autorità può, su richiesta, concedere l'assistenza giudiziaria gratuita ad 

una parte che non dispone dei mezzi necessari, se la sua causa non è 

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evidentemente temeraria o a priori senza speranza (cpv. 1). La 

concessione esenta da tutte le spese e tasse di un'autorità. Sono fatte 

salve le disposizioni sul rimborso (cpv. 2). Laddove le circostanze lo 

giustifichino, l'autorità designa a proprie spese un avvocato. L'indennità si 

conforma alla legislazione sugli avvocati (cpv. 3). 

b) La condizione inerente alle possibilità di successo di fondo del ricorso 

posta dalla legge per il riconoscimento dell'assistenza giudiziaria vuole 

evitare abusi in materia. Per questo nella valutazione del diritto ad 

ottenere l'esonero dalle spese di procedura e di rappresentanza occorre 

in primo luogo valutare se anche una persona tenuta a sostenere da sola 

i costi del procedimento avesse - nelle medesime condizioni - adito le vie 

legali. Questo presupposto va analizzato dando prova di una certa 

severità di giudizio (DTF 125 V 32 cons. 2 e STA U 04 103) e tenendo 

conto di tutte le circostanze del caso concreto (DTF 139 III 475 cons. 2.2 

e 138 III 217 cons. 2.2.4). Nella fattispecie in esame, l'istante ha 

essenzialmente sostenuto l'illiceità del divieto di accedere ad una 

determinata area contestando di aver preso parte ai fatti. Dall'esito della 

procedura penale - nell'ambito della quale il ricorrente ritirava 

l'opposizione e accettava il decreto d'accusa – emergeva invece l'esatto 

contrario, ovvero il ruolo attivo da lui assunto negli atti di violenza 

imputatigli. Ben sapendo quindi come si fossero svolti affettivamente i 

fatti, l'istante sembrerebbe aver intentato una causa delle poche o 

inesistenti possibilità di successo di fondo. Questa questione può però 

rimanere aperta in quanto l'assistenza giudiziaria va comunque negata 

per altri motivi. 

c) In base alla documentazione prodotta davanti al Tribunale amministrativo 

in data 6 maggio 2015, l'istante, che vive in comunione domestica con la 

madre, disponeva di una indennità di disoccupazione di fr. 2'496.--. Quali 

uscite faceva valere una contribuzione alle spese d'affitto di fr. 650.--, i 

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costi della cassa malati di fr. 148.-- e un importo di costi di fr. 252.-- a 

titolo di altre spese come quelle della custodia dei figli o spese 

scolastiche. Fermo restando che l'istante è celibe, non ha figli e non 

adduce lo scopo di tali uscite, eccetto allegare un contratto di leasing per 

la vettura intestata alla madre, per il Tribunale amministrativo queste 

spese non sono giustificate. In base al decreto del Tribunale cantonale 

del 14 settembre 2009 concernente la modifica delle direttive per la 

determinazione del minimo vitale del diritto esecutivo, l'importo base 

mensile per una persona sola è di fr. 1'200.--. Tenendo conto dei principi 

elencati nelle citate direttive del Tribunale cantonale - in merito al calcolo 

da effettuare qualora vi sia alloggio comune o una comunione di vita - 

bisogna nell'evenienza applicare l'importo base per coniugi di fr. 1'700.--, 

ridotto di regola al massimo della metà. Concretamente questo comporta 

un fabbisogno personale dell'istante di fr. 850.--. Per il calcolo del diritto al 

gratuito patrocinio, questo importo di base secondo il diritto esecutivo va 

aumentato del 20 % (sentenza del Tribunale amministrativo U 12 96 cons. 

3a). Ne risulta allora un importo base mensile di fr. 1'020.--. Detraendo 

alle entrate di fr. 2'496.-- i costi, esclusi quelli non giustificati di fr.  252.--, 

e il fabbisogno vitale aumentato del 20 % risulta un'eccedenza mensile di 

fr. 678.--. Considerato che le spese di procedura e di patrocinio inerenti la 

presente vertenza ammontano a poco più di fr. 2'000.-- (necessità di 

ridurre la nota del patrocinatore legale al periodo posteriore 

all'emanazione del decreto impugnato), le eccedenze dovrebbero 

permettere all'istante di saldare il proprio debito entro circa 4 mesi. Giusta 

la prassi, un'eventuale eccedenza conduce a negare l'indigenza se essa 

permette alla parte richiedente di pagare le spese processuali entro un 

anno nel caso di processi relativamente poco esigenti, in procedimenti più 

complessi entro due anni (sentenza del Tribunale federale 

5A_565/2011del 14 febbraio 2012 cons. 3.3). Per questo, non si giustifica 

nell'evenienza il riconoscimento dell'assistenza giudiziaria. 

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d) Anche quanto esposto in sede penale non modifica questo giudizio. 

Giusta le indicazioni contenute nella sentenza del 29 settembre 2016, dal 

2016 l'istante risulta essere impiegato quale broker assicurativo con un 

salario base netto di fr. 2'000.--, al quale vanno aggiunte le relative 

provvisioni a partire da acquisizioni superiori a fr. 2'000.-- al mese. 

Concretamente non vi sono però cifre agli atti che attestino a quanto 

ammonti effettivamente la retribuzione mensile media del ricorrente. 

Applicando comunque i dati indicati in precedenza al reddito base mensile 

attuale, permarrebbe un'eccedenza di fr. 180.--, con la quale sarebbe 

ancora sempre possibile un estinzione del debito entro circa 12 mesi. Per 

l'estinzione della multa che gli è stata inflitta, l'istante disporrebbe 

comunque della 13. mensilità. Considerato comunque il tipo di contratto in 

parola è d'uopo ritenere come altamente probabile il conseguimento 

concreto di un reddito pari o superiore a quello ottenuto in precedenza 

tramite le indennità della disoccupazione, per cui anche in base a tali dati 

la situazione economica dell'istante non permette di concludere 

all'esistenza di uno stato di rigore finanziario tale da giustificare 

l'affermazione della domanda di assistenza giudiziaria. 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 700.--

- e le spese di cancelleria di fr. 295.--

totale fr. 995.--

il cui importo sarà versato da A._____, entro trenta giorni dalla notifica della 

presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei 

Grigioni, Coira. 

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3. La richiesta di assistenza giudiziaria è respinta. 

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