# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dfe73f85-1292-5fa7-8c57-a95c676d4122
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-02-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 06.02.2013 80.2013.2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2013-2_2013-02-06.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2013.1

  80.2013.2

  	
  Lugano

  6 febbraio
  2013

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Antonio Saredo-Parodi

  

 

 

	
  parti

  	
   RI 1  

   RI 2  

  entrambi rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS 1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso del 28 dicembre 2012 contro la decisione del
  28 gennaio 2012 in materia di IC e IFD 2010.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   RI 1,
di professione elettrotecnico indipendente, e RI 2, lavoratrice dipendente, la
tassazione IC/IFD 2010.

                                         I
contribuenti, rappresentati dalla RA 1, interponevano reclamo avverso la
tassazione citata, contestando la commisurazione del reddito dell’attività
indipendente del marito in fr. 240'000.– e l’imposizione di “altri redditi” per
fr. 2'400.–. Postulavano di ridurre il reddito a fr. 154'142.– come da
risultato della contabilità sulla scorta del bilancio e del conto economico al
31 dicembre 2010, e di essere sentiti.

 

 

                                  B.   In data 12 settembre 2012, l’Ispettorato fiscale della Divisione
delle contribuzioni convocava un’udienza, alla quale partecipavano, per i
reclamanti, __________, AU della __________ SA, e, per l’autorità fiscale, __________.
Al termine, le parti sottoscrivevano un verbale che aveva il seguente tenore:

                                         Dopo
aver brevemente esposto e discusso le problematiche fiscali emerse in sede di
revisione contabile fiscale dei conti annuali della contribuente citata a
margine, chiusi in data 31.12.2010, sono stati definiti di comune accordo, i
seguenti elementi imponibili 

 

                                         Reddito aziendale imponibile
IC/IFD                            2010                      

 

                                         Utile dichiarato                                                        154’142

                                         Vantaggi
auto (compreso costi privati)                            15’000 

                                         Vantaggi
diversi (tel. – rappr. – trasferte)                           6'000 

                                         Costi
di carattere privato (imposte)                                 10'208 

                                         Costi
di carattere privato (Bar __________)                       1'692 

                                         Costi
non ammessi (costi, diffide)                                       640 

                                         R.
T. TP su ricavi __________ non ammesso                  16'105 

                                         Quota
parte affitto eccessiva                                            6'000

 

                                         Reddito aziendale imponibile
IC/IFD, arrot.             210’000

 

                                         Con
decisione 28 novembre 2012 l’Ufficio di tassazione di Bellinzona  accoglieva
parzialmente il reclamo, riducendo il reddito dell’attività indipendente a fr.
210'000.– e spiegando nella motivazione di aver definito con il rappresentante
dei contribuenti, in sede di audizione, in data 12 settembre 2012, l’imponibile
dopo verifica fiscale.

 

 

                                  C.   Con ricorso 28 dicembre 2012 alla Camera di diritto tributario, RI
1 e RI 2 contestano ora le riprese relative a “vantaggi auto” per fr. 15'000.–,
“vantaggi diversi” per fr. 6'000.– “transitori passivi” per fr. 16'105.–,
“affitto” per fr. 6'000.–. Chiedono che vengano rettificate le poste come a
registrazioni contabili.

                                         Nelle sue osservazioni del 10 gennaio 2013,
l’Ufficio di tassazione propone di respingere il ricorso e di confermare la
tassazione dopo reclamo emessa il 28 novembre 2012 in base al verbale di audizione del 12 settembre 2012 sottoscritto dal rappresentante dei
contribuenti, con il quale erano stati ampiamente discussi i problemi emersi in
sede di verifica fiscale e disposti di comune accordo l’imponibile e le relative
poste.

                                       

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         I ricorrenti contestano la decisione assunta dall’Ufficio di tassazione,
ignorando del tutto la transazione intervenuta nel corso della procedura di
reclamo e proponendo di nuovo contestazioni nel merito concernenti questioni
già risolte in sede di udienza 12 settembre 2012. 

 

                                         1.2.

                                         Va
premesso che, come ha ancora recentemente ribadito il Tribunale federale, sebbene
l’autorità di tassazione sia vincolata nella sua azione al principio di
legalità e non possa pertanto concludere con i contribuenti accordi fiscali per
regolare una concreta fattispecie, quanto all’esistenza, all’estensione o al modo
di imposizione, in deroga alle disposizioni legali, tuttavia giurisprudenza e
dottrina ammettono due eccezioni a questa regola:

·       
in primo luogo, se la base legale lascia margini
di incertezza e l’autorità procede applicando la regola che il legislatore avrebbe
adottato se avesse regolamentato il caso specifico;

·       
in secondo luogo, quando nell’ambito della
procedura di tassazione né il fisco né il contribuente hanno precisa conoscenza
di taluni elementi di fatto e la determinazione di questi ultimi richiederebbe
sforzi considerevoli, allora su questi punti le parti possono concludere
accordi anche in assenza di base legale; la convenzione non deve comunque
risultare contraria al diritto materiale (cfr. sentenza del 9 novembre 2007 n.
2C_75/2007 e 2C_76/2007, in RtiD I-2008 n. 14t consid. 4.3, con riferimento a:
RDAF 2006 II p. 419 consid. 3.1; ASA 74 p. 737 consid. 4.2; RDAF 1999 II p. 97
consid. 7b/aa).

 

                                         1.3.

                                         La
fattispecie in discussione ricade nella seconda ipotesi derogatoria, avendo
l’autorità fiscale concordato con il rappresentante dei contribuenti un utile
imponibile in presenza di una situazione oggettivamente non chiara. Dopo che
l’Ufficio circondariale di tassazione di Bellinzona ha richiesto all’Ispettorato
fiscale una verifica generale per l’anno 2010, vi è stata l’ispezione nei
giorni 11 e 12 settembre 2012 e, in sede di udienza, è poi sopravvenuta la transazione.

                                         Sebbene
sia intervenuto in forma di verbale di audizione, l’accordo transattivo 12
settembre 2012 è valido, essendo stato sottoscritto dallo stesso rappresentante
dei contribuenti, __________, AU della RA 1.

 

 

                                    2   2.1.

                                         Senonché,
in questa sede i ricorrenti, ignorando del tutto il contenuto dell’accordo
transattivo di cui al verbale 12 settembre 2012, contestano genericamente “le riprese”
relative a “vantaggi auto”, “vantaggi diversi”, “transitori passivi”,
“affitto”, rilevando di aver inoltrato tempestivamente tutta la documentazione
richiesta loro dall’ispettorato fiscale. Chiedono infine di rettificare “le
poste come a registrazioni contabili ed eventualmente che il signor __________
venga sentito”.

 

                                         2.2.

                                         Ritornando
alla giurisprudenza del Tribunale federale, quest’ulti-ma afferma che un
accordo la cui liceità è stata accertata, analogamente ad un qualunque
contratto, è di principio vincolante per entrambe le parti (RtiD I-2008 n. 14t
consid. 4.5, con riferimento a: Rickli, Die Einigung zwischen Behörde und Privaten im
Steuerrecht, Basilea 1987, p. 103 s.). I contribuenti
non possono quindi dipartirsene unilateralmente, poiché incorrerebbero in un
comportamento contraddittorio contrario al principio della buona fede, il quale
è valido sia in ambito contrattuale tra privati (art. 2 CC), sia più in generale in tutti i
rapporti tra cittadini ed autorità (art. 5 cpv. 3 Cost.). Tornando al caso in esame, i
ricorrenti non hanno, in questa sede, contestato la validità, o l’efficacia
dell’accordo intercorso con l’Ufficio di tassazione, ma hanno semplicemente
proposto questioni peraltro già discusse (e risolte), entrando nuovamente nel
merito della tassazione.

                                         Essendo,
però, intervenuto un accordo tra le parti ed essendo tale accordo il fondamento
espresso della decisione su reclamo, è evidente come il comportamento degli
insorgenti risulti contraddittorio e in contrasto con il principio della buona
fede.

                                         Questi,
infatti, hanno presentato un ricorso in cui è stato completamente omesso ogni
riferimento all’accordo fiscale, peraltro sottoscritto dallo stesso
rappresentante contrattuale che ha pure inoltrato il ricorso. 

                                         Né si può
di certo ammettere che un contribuente, in un primo tempo, accetti la proposta
dell’autorità fiscale a chiusura di una vertenza e, poi, allo stesso tempo si rivolga
all’autorità giudiziaria per far valere ancora ulteriori pretese, in contrasto
con quanto convenuto in via transattiva. Verrebbe meno, in tal modo, l’essenza
stessa di un accordo transattivo in materia fiscale.

                                         2.3.

                                         Se i ricorrenti
avevano conferito mandato ad un professionista perché si occupasse della loro
pratica fiscale ed il rappresentante ha raggiunto un accordo transattivo valido
con l’autorità competente, non può certo essere opposta a quest’ultima
un’eventuale istruzione successiva. 

                                         A tale
proposito, questa Camera ha già avuto modo di stabilire che un contribuente
che, impugnata con reclamo la propria tassazione, viene convocato ad
un’audizione presso l’Ufficio di tassazione e vi invia un rappresentante
contrattuale, il quale sottoscrive una transazione con l’autorità fiscale, non
può in seguito mettere in discussione il suddetto accordo, argomentando che il
rappresentante, che non aveva esibito alcuna procura scritta all’udienza,
avrebbe oltrepassato i limiti del proprio potere di rappresentanza (CDT n.
80.97.00224 del 10 febbraio 1998 in RDAT II-1998 n. 9t). Infatti, per il codice
delle obbligazioni, devono essere tutelati i terzi che hanno confidato in buona
fede nell’esistenza di una procura, mentre quest’ultima nei rapporti interni
non era stata conferita o aveva una minore estensione (cfr. art. 33 cpv. 3 CO:
“Se il rappresentato comunica la facoltà ad un terzo, la sua estensione in
confronto di quest’ultimo è giudicata a norma dell’avvenuta comunicazione”). Da
tale principio discende la conseguenza, per il diritto fiscale, che deve essere
tutelato l’affidamento dell’autorità nell’esistenza della procura che le è
stata comunicata, nonostante la difforme volontà del contribuente (Stähli, Die Rechtstellung des Steuervertreters,
Berna, 1994, p. 104).

                                         Se poi il
rappresentante, raggiungendo l’accordo transattivo, avesse ecceduto i limiti
del proprio potere di rappresentanza, questa sarebbe una questione attinente ai
rapporti contrattuali fra le parti, che non potrebbe certamente essere opposta
all’autorità di tassazione.  

 

 

                                   3.   Alla
luce delle considerazioni che precedono, il ricorso è respinto. Tassa di
giustizia e spese processuali sono a carico dei ricorrenti, soccombenti.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Le spese
processuali consistenti:

                                         a. nella
tassa di giustizia di                                  fr.    800.–

                                         b. nelle
spese di cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         per un
totale di                                                       fr.    880.–

                                         sono a
carico dei ricorrenti.

 

                                   3.   Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss
LTF).

 

                                   4.   Intimazione
a: 

	
   

  	
  __________ 

  -  . 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per
conoscenza:

                                         - municipio
di 

 

 

 

 

per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: