# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a3c23ed2-5867-52be-8525-a44cedbcf47c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-08-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 17.08.1995 11.1995.235
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1995-235_1995-08-17.html

## Full Text

Incarto n.

  11.95.00235

  	
  Lugano

  17 agosto 1995

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G.
  Bernasconi, vicepresidente, 

  Giani e Pellegrini (quest’ultimo in sostituzione 

  della
  presidente Epiney-Colombo, astenutasi)

   

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli,
  vicecancelliera  

  

 

sedente
per statuire nella causa n. ___ ___ (azione di divorzio con riconvenzione di separazione) della Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 6,
promossa con petizione del 27 aprile 1988
da

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________

   

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________
  __________, nata __________,
  __________,  

  (patrocinata
  dall’avv. __________ __________ __________, __________);

  

 

esaminati
gli atti,

 

posti
i seguenti

 

punti
di questione:

 

                                   1.   Se dev’essere accolta l’appellazione del 28 luglio
1995 presentata da __________ __________ contro la sentenza emessa il 10 luglio
1995 dal Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 6;

 

                                   2.   Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in
fatto:

 

                                         che
__________ __________ (1923) e __________ __________ (1925) si sono sposati a
__________ (__________a) il __________ 1960 e dal matrimonio non sono nati
figli;

 

                                         che
l’8 febbraio 1988 __________ __________ ha instato per il tentativo di conciliazione,
decaduto infruttuoso il 19 aprile successivo;

 

                                         che
il 27 aprile 1988 il marito ha introdotto un’azione di divorzio, con la quale
ha chiesto lo scioglimento del matrimonio, negando qualsiasi contributo a
favore della moglie;

 

                                         che
con risposta del 12 luglio 1988 __________ __________ si è opposta all’azione
del marito e con azione riconvenzionale ha postulato la separazione per tempo
indeterminato, un contributo alimentare di fr. 2’000.-- mensili, il versamento
di fr. 300’000.-- a titolo di liquidazione del regime dei beni e  fr. 50’000.--
per torto morale;

 

                                         che,
a seguito del mancato pagamento dell’anticipo delle spese giudiziarie, l’azione
di divorzio introdotta dal marito è stata stralciata dai ruoli il 27 settembre
1993 e il processo è continuato sulla sola base della riconvenzione;

 

                                         che
esperita l’istruttoria, le parti hanno presentato il rispettivo memoriale
conclusivo, in cui si sono confermate nelle proprie argomentazioni e domande;

 

                                         che
il dibattimento finale si è tenuto il 15 giugno 1994;

 

                                         che
con sentenza del 10 luglio 1995 il Pretore ha pronunciato la separazione dei coniugi
per tempo indeterminato, ha obbligato il marito a versare fr. 860.-- mensili a
titolo di contributo alimentare indicizzato per la moglie, ordinando nel
contempo alla __________ __________ __________ __________ __________ __________
di trattenere e di versare direttamente tale importo  alla beneficiaria, e ha
obbligato il marito a versare a quest’ultima fr. 22’245.-- a liquidazione del
regime dei beni oltre fr. 10’000.-- per torto morale;

 

                                         che
insorto il 28 luglio 1995 contro la predetta sentenza, __________ __________
critica il pronunciato stesso, senza formulare precise richieste di giudizio e
chiede di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria;

 

                                         che
l’atto non è stato notificato alla controparte;

 

considerando

 

in
diritto:

 

                                         che
l’atto di appello deve contenere - tra l’altro - l’esatta indicazione delle
parti e del loro domicilio (art. 309 cpv. 2 lett. b CPC), la dichiarazione di
appellare, con l’indicazione dei punti della sentenza appellata che si
intendono dedurre dinanzi alla seconda sede (art. 309 cpv. 2 lett. d CPC), le
domande (art. 309 cpv. 2 lett. e CPC) e i motivi di fatto e di diritto sui
quali si fonda (art. 309 cpv. 2 lett. e CPC);

 

                                         che
nel caso concreto difettando questi requisiti, l’appello presentato da
__________ __________ potrebbe essere dichiarato inammissibile senza ulteriori
approfondimenti (art. 309 cpv. 5 CPC);

 

                                         che,
quand’anche si volesse essere meno rigorosi, e dichiarare ricevibile il gravame,
lo stesso risulterebbe comunque infondato nel merito;

 

                                         che
in effetti, come rilevato dal Pretore, l’azione di divorzio presentata dal
marito è stata stralciata dai ruoli il 27 settembre 1993, a causa del mancato
pagamento degli anticipi delle spese giudiziarie;

 

                                         che
contrariamente all’opinione dell’appellante, solo i documenti prodotti con il memoriale
conclusivo sono stati stralciati dai ruoli e non l’allegato stesso (sentenza
pag. 3; dispositivo n. 1);

 

                                         che
le presunte colpe della moglie addotte dall’appellante a fondamento della sua
azione di divorzio sono stati considerate nell’ambito dell’azione di
separazione promossa dalla moglie, e respinte con sufficiente motivazione dal
primo giudice (sentenza pag. 4 e 5); 

 

                                         che
nonostante lo stralcio dell’azione di divorzio del marito, le lettere e le
fotografie, già prodotte con l’allegato di replica del 30 settembre 1988,
rappresentando materiale processuale, sono state giustamente considerate dal
Pretore;

 

                                         che
ciò posto l’appello di __________ __________ dev’essere respinto con la procedura
semplificata prevista dall’art. 313bis CPC;

 

                                         che
visto quanto precede la richiesta di beneficio dell’assistenza giudiziaria
diventa priva d’oggetto;

 

                                         che
gli oneri processuali andrebbero a carico dell’appellante (art. 148 cpv. 1
CPC), mentre non si giustifica attribuire ripetibili alla controparte, cui il
gravame non è stato nemmeno notificato;

 

                                         che,
vista la particolarità della fattispecie, appare giustificato rinunciare anche
al prelievo di spese e tassa di giustizia;

 

per
questi motivi,

 

richiamato
l’art. 313bis CPC,

 

pronuncia:

 

                                   1.   Nella misura in cui è ricevibile, l’appello è respinto
e la sentenza impugnata è confermata.

 

                                   2.   Non si riscuotono né tassa di giustizia né spese.

 

                                   3.   Intimazione a: 

                                         -
__________ __________, __________

                                         -
avv. __________ __________ __________, __________o

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 6

 

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

Il
vicepresidente                                                    La segretaria