# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ae10c65c-6ce0-58c1-aaba-08a20dd4f503
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-09-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.09.2001 35.2001.2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2001-2_2001-09-05.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2001.00002

   

  mm

  	
  Lugano

  5 settembre 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 5 gennaio 2001 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 5 ottobre 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________, 

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 4
novembre 1989, __________ - alle dipendenze dell'Ospedale regionale di
__________ in qualità di ausiliaria addetta alle pulizie - è caduta dalle scale
ed ha battuto a terra la spalla destra e la colonna lombare (cfr. doc. _).

 

                                         L'infortunata
ha presentato un'incapacità lavorativa sino al 26 novembre 1989 (cfr. doc. _). 

 

                                         Il caso è
stato assunto dalla __________ (già Cassa malati __________), la quale ha
regolarmente corrisposto le prestazioni assicurative.

 

                               1.2.   In data 13
gennaio 2000, l'assicurata, per il tramite del proprio datore di lavoro, ha
annunciato all'__________ una ricaduta dell'evento traumatico del novembre
1989, facendo stato di una recrudescenza dei
disturbi a livello della spalla destra e della schiena (cfr. doc. _).

 

                               1.3.   Con
decisione formale 16 giugno 2000, l'assicuratore LAINF ha negato la propria
responsabilità relativamente ai disturbi annunciati nel corso del gennaio 2000,
giacché farebbe difetto un nesso di causalità naturale con l'infortunio
assicurato (cfr. doc. _).

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dall'avv. __________ per conto dell'assicurata, la
__________, in data 5 ottobre 2000, ha sostanzialmente confermato il contenuto
della sua prima decisione (cfr. doc. _).

 

                               1.4.   Con
tempestivo ricorso 5 gennaio 2001, __________, sempre patrocinata dall'avv.
__________, ha chiesto che la __________ venga
condannata "… a coprire il caso relativo all'incidente occorso
all'assicurata (…) in data 4.11.1989 e corrispondere alla stessa tutte le
prestazioni di legge" (cfr. I, p. 4).

 

                                         Queste,
in particolare, le considerazioni espresse dall'insorgente a sostegno della
propria pretesa ricorsuale:

 

" 
(…).

Con l'avversata decisione la spett. __________
sostiene, a torto, che i disturbi alla salute patiti a tutt'oggi dalla signora
__________ ed i conseguenti impedimenti nei movimenti, non hanno alcun nesso
causale con l'infortunio occorso all'assicurata.

 

Tali considerazioni, basate su supposizioni
errate e prive di sufficienti riscontri medici probatori, non possono che
venire contestate dall'assicurata, la quale soffre di tali disturbi alla salute
ad oggi ancora più aggravatisi e conseguenti all'infortunio in narrativa.

 

Non corrisponde al vero che i danni alla salute
di cui lamenta a tutt'oggi l'assicurata non devono essere messi in relazione
con l'infortunio. In effetti, nell'ipotesi in cui lo stesso non si fosse
verificato, è assolutamente improbabile per non dire impossibile che la signora
_________ potrebbe oggi patire tali dolori.

 

Il referto medico su cui poggia l'impugnata
decisione non risulta essere categorico e non esclude a priori un legame di
causalità tra i dolori patiti dalla signora __________ e l'evento dannoso
occorsole in data 4.11.1989. 

 

La documentazione medica qui prodotta ed in
particolare il certificato medico 24.7.2000 del Dr. __________ non esclude il
legame di causalità tra l'infortunio e lo stato di salute attuale dell'assicurata.

 

Trattasi dunque di voler espletare una perizia
medica che risponda esaustivamente al quesito a sapere se lo stato di salute di
cui soffre a tutt'oggi la signora __________ sia riconducibile all'infortunio:
cosa che d'altronde pare molto probabile" (I).

 

                               1.5.   La
__________, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con
argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr.
III).

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   La lite è
circoscritta alla questione di sapere se i disturbi di cui __________ ha
sofferto in coincidenza con la ricaduta annunciata nel mese di gennaio 2000, si
trovavano ancora in una relazione di causalità, naturale ed adeguata, con
l'evento infortunistico del 4 novembre 1989. 

 

                               2.2.   Presupposto
essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro
gli infortuni è, in effetti, l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra
l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo
presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza
l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare
o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che
l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è
sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia
comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato,
vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

 

                                         È questione
di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista
un nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si
determinano secondo il principio della probabilità preponderante -
insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile
generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di
assicurazioni sociali. Al riguardo essi si attengono, di regola, alle
attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la
disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134;
DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46; cfr., pure, sentenza inedita 17
ottobre 1989 in re F.).

                                         Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 117 V 360 consid. 4a
e sentenze ivi citate).

 

                               2.3.   Occorre,
inoltre, rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure
l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.

                                         Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 117 V 361
consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può
rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della
causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste
questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents
(LAA), Losanna 1992, p. 51-53).

                                         La
giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore
restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni
allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza
di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che
l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che
solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 118 V 286;
DTF 117 V 365 in fine).

 

                               2.4.   In virtù
dell’art. 11 OAINF, l’assicuratore LAINF é tenuto a riprendere l’erogazione
delle prestazioni assicurative in caso di ricadute o conseguenze
tardive (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 71 e A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, p. 277).

                                         Né la
LAINF né l’OAINF prevedono, al riguardo, un limite temporale. Pertanto, la
pretesa potrà essere fatta valere anche qualora la ricaduta o le conseguenze
tardive appaiono, per la prima volta, dieci o vent’anni dopo l’infortunio
assicurato, e ciò indipendentemente dal fatto che, a quel momento,
l’interessato sia o meno ancora assicurato. Rilevante é soltanto l’esistenza di
un nesso di causalità (cfr. STFA 31.7.2001 in re H. c/ INSAI, consid. 1b, (U
122/00) e giurisprudenza ivi citata). 

 

                               2.5.   In data 4 novembre 1989, __________ è dunque rimasta
vittima di un infortunio che ha interessato - stando al certificato 5 dicembre
1989 del dottor __________ - la spalla destra ed il rachide lombare (cfr. doc.
_). 

                                         L'assicurata
ha potuto riprendere la propria attività lavorativa già a decorrere dal 27
novembre 1989 (cfr. doc. _).

 

                                         Dalle
tavole processuali emerge che, nel corso della primavera del 1999, l'assicurata
ha consultato il dottor __________, spec. FMH in reumatologia, per la cura di
una sindrome dolorosa generalizzata riconducibile ad una carenza di calcio e
vitamina D, regredita con trattamento sostitutivo. All'occasione, __________ ha
pure fatto stato di dolori localizzati alla spalla destra (cfr. doc. _). 

                                         Successivamente,
verso la fine del 1999, sono stati predisposti degli accertamenti radiologici,
grazie ai quali è stata posta la diagnosi di tendinite del sovraspinato con
rottura parziale della superficie superiore del tendine e versamento nella
borsa sottoacromiale (cfr. doc. _).

                                         In data 3
dicembre 1999, __________ è stata visitata dal dottor __________, spec. FMH in
chirurgia ortopedica, il quale ha diagnosticato una sindrome d'attrito sottoacromiale
con lesione parziale del sovraspinato della spalla destra nonché una cervicobrachialgia
destra su fibromialgia (cfr. doc. _). 

                                         Nel
febbraio 2000, l'insorgente si è invece rivolta al dottor __________, anch'esso
spec. FMH in chirurgia ortopedica, il quale - diagnosticate, all'esame radiologico,
una tendinite calcarea e delle alterazioni degenerative sottoacromeale e AC -
ha ritenuto indicato un intervento artroscopico alla spalla destra, ciò che ha
effettivamente avuto luogo il 31 marzo 2000 (doc. _). Da sottolineare ancora
che il reperto intraoperatorio ha finalmente permesso di escludere la presenza
di una lesione del tendine del sovraspinato (cfr. doc. _).

 

                                         In data 7
settembre 2000 - quindi prima di procedere all'emanazione dell'impugnata
decisione - la __________ ha interpellato il proprio medico di fiducia, il
dottor __________, spec. FMH in medicina interna, il quale già aveva avuto modo
di personalmente visitare l'assicurata il 14 marzo 2000. 

                                         Il dottor
__________ è pervenuto alla conclusione che i disturbi oggetto della ricaduta
del gennaio 2000, non si trovano in una relazione di causalità naturale con
l'infortunio del 4 novembre 1989, e ciò sulla base delle seguenti
considerazioni:

 

" 
La signora __________ all'età di 44 anni cade e
si procura una contusione della spalla destra e della colonna lombare. Risulta
un'inabilità lavorativa in misura del 100% per tre settimane come
ausiliaria.Contrariamente a quello che esprime verbalmente l'assicurata durante
l'audizione del 24.2.2000 all'ispettore __________, non è più stata curata per
problemi alla spalla destra e neppure per problemi al tratto cervicale o
lombare fino al 25.05.1998.Questo risulta anche dagli estratti della cassa
malati __________ e della cassa malati __________ prima e dopo il periodo
dell'avvenimento infortunistico del 4.11.1989. 

Solo nel marzo 1996, l'assicurata si reca di
nuovo dal suo medico curante Dr. __________  per dolori cervicali e lombari con
leggere parestesie al braccio sinistro (non destro come ai tempi,
durante il periodo post-infortunistico dal 4.11.1989).

In data 25.5.1998 viene ricoverata dal Dr.
__________ presso la Clinica __________ per lombosciatalgia acuta su
prolasso discale a livello L3 fino L5 e stenosi L4/L5.

In data 25.11.1998 segue un ricovero dal Dr.
__________ per una neuropatia al nervo mediano, sia a sinistra che a destra,
bilateralmente operato (non come indicato dall'assicurata nell'audizione con la
data 25.11.1990); segue un recupero e reintegrazione professionale come
ausiliaria, protratto con un'inabilità lavorativa di quattro mesi.

Solo in data 25.5.1999 l'assicurata viene
visitata dallo specialista reumatologo Dr. __________ che fa la diagnosi di
periartropatia scapolo-omerale tendinopatica a destra; tramite MRI della spalla
destra viene dimostrata una grande rottura parziale della superficie superiore
del tendine e versamento nella borsa sottoacromeale.

Dopo lo specialista reumatologo Dr. __________,
l'assicurata è stata vista anche dallo specialista ortopedico Dr. __________
che parla, oltre che di una lesione a livello della spalla destra, anche di una
cervicobrachialgia destra su fibromialgia.

Il secondo specialista ortopedico, Dr.
__________, in data 23.2.2000, esegue un'artroscopia della spalla destra, con
asportazione della calcificazione e decompressione sottoacromeale assieme ad
una resezione AC per impingement cronico spalla destra su lesione parziale del
sovraspinato, tendinite calcarea, alterazioni degenerative AC e sottoacromeali.

 

Concludendo si può constatare che la signora
__________ in seguito all'avvenimento infortunistico del 4.11.1989, con una
breve inabilità lavorativa e semplicissima cura conservativa, non ha più avuto
bisogno di cure mediche per quanto riguarda il cinto omero-scapolare destro
fino al mese di maggio 1999. Durante tutto questo periodo, non ha avuto bisogno
del medico di famiglia Dr. __________ e neppure viene citato nel rapporto del
Dr. __________, durante il ricovero per lombosciatalgia acuta su prolasso
discale in paziente con alterazioni degenerative a livello lombare, durante il
periodo maggio-giugno 1998.

Neanche il Dr. __________, chirurgo della mano,
accenna qualcosa potesse avere, oltre ai problemi a livello del tunnel carpale
bilaterale, impedimenti al cinto omero-scapolare destro. Qualcosa di
fondamentale per un chirurgo della mano che guarda tutta la linea della colonna
cervicale passando dal cinto omero-scapolare fino alle mani.

Solo dopo più di nove anni viene visitata dal
reumatologo Dr. __________ per una periatropatia scapolo-omerale destra.
Tramite MRI e operazione del Dr. __________ in data 23.2.2000 viene
concretizzata la diagnosi di impingement cronico spalla destra su lesione
parziale del sovraspinato, tendinite calcarea e alterazioni degenerative AC e
sottoacromeali.

 

L'assicurata non ha presentato segni di ponte né
poco tempo dopo l'avvenimento del 4.11.1989 né più tardi in un mestiere assai
pesante come quello di ausiliaria.

 

Le alterazioni al cinto omero-scapolare
diagnosticate sono puramente degenerative e non sono conseguenti al banale
avvenimento del 4.11.1989, in quanto una lesione fresca tipo cuffia rotatoria o
impingement sottoacromeale avrebbe richiesto una sospensione dell'attività
lavorativa per un periodo più lungo di tre settimane o problemi seri sul lavoro
come ausiliaria per un bel periodo di tempo.

 

I problemi sorti dopo gli anni 1998 di
lombosciatalgia acuta, cervicalgia su fibromialgia e lesione del sovraspinato
con impingement su tendinite calcarea, sono alterazioni puramente degenerative
e non hanno nulla a che vedere con l'avvenimento infortunistico di otto anni fa. 

 

La ricaduta dev'essere rifiutata" 

                                         (doc. _ -
la sottolineatura è del redattore). 

 

                               2.6.   Tutto ben
considerato, questo TCA ritiene che l’opinione del dottor __________ possa
validamente costituire da supporto probatorio al giudizio che ora lo occupa,
senza che si riveli necessario dare seguito al provvedimento probatorio preteso
dalla ricorrente (perizia medica giudiziaria).

Al proposito, va ricordato che, per costante
giurisprudenza, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione
o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla
convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata
predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare
il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere
altre prove (RCC 1986 p. 202 consid. 2d; sentenza TFA del 27 ottobre 1992 in re
A.B.P.; sentenza TFA del 13 febbraio 1992 in re M.O.; sentenza TFA del 13
maggio 1991 in re A.A.; sentenza TCA del 25 novembre 1991 in re G.M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege,
2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,
Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117) senza che ciò costituisca una lesione del
diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 nCost. (DTF 124 V 94
consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

 

                                         Come
poc’anzi detto, il TCA, chiamato a pronunciarsi su una questione sostanzialmente
di carattere medico, non ha in concreto motivi di scostarsi dalle conclusioni
dello specialista consultato dall’__________, se si considera che, per costante
giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è
parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece
nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato
di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U281, p. 282; DTF 104 V 209;
sentenze inedite 5 gennaio 1993 in re S., 5 aprile 1984 in re M. e 2 novembre
1983 in re M.; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM
1989 pag. 30 seg.).

                                         Il TFA,
nella DTF 122 V 157ss., ha ancora precisato che, nell'ambito del libero
apprezzamento delle prove, é, in linea di principio, consentito che
l'amministrazione ed il giudice delle assicurazioni sociali fondino la loro
decisione esclusivamente su basi di giudizio interne dell'istituto
assicuratore: in questo caso, devono, però, essere poste esigenze severe per
quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove.

                                         Nella DTF
125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV10, p. 33ss. e RAMI 1999 U356, p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come
oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                         Per quel
che riguarda le perizie allestite da specialisti esterni all'amministrazione,
il TFA ha pure loro riconosciuto pieno valore probante, fintantoché non vi sono
degli indizi concreti che facciano dubitare della loro attendibilità (cfr. DTF
125 V 353, consid. 3b/bb). 

                                         Trattandosi
del valore probante di un rapporto medico determinante é che esso sia completo
sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto
delle censure dell'assicurato, che sia stato redatto in piena conoscenza della
pregressa vicenda valetudinaria (anamnesi), che sia chiaro nella presentazione
del contesto medico e che le conclusioni siano chiare, motivate e condivisibili
(cfr. RAMI 1991 pag. 311 consid. 1; RAMI 1996 pag. 191ss.; DTF 122 V 160ss.
consid. 1c e riferimenti; STFA 29.9.1998 in re UAI c. F. non pubbl.).

                                         Determinante
dal profilo probatorio non é, dunque, di principio, l'origine del mezzo di
prova o la sua designazione quale rapporto o perizia, bensì il suo contenuto
(DTF 122 V 160 in fine).

 

                                         Le
considerazioni - di per sé puntuali e convincenti - enunciate dal dottor
__________ a proposito dell'eziologia dei disturbi accusati da __________
appaiono, del resto, avvalorate dalla rimanente documentazione medica presente
all'inserto, in particolare dai due referti allestiti dal dottor __________,
medico curante dell'assicurata. 

                                         In
effetti, il summenzionato reumatologo, nel suo rapporto del 27 aprile 2000, ha
affermato che i disturbi a livello del rachide cervicale e di quello lombare,
hanno un'origine morbosa:

 

" 
(…).

Dal momento della prima consultazione la paz.
lamentava una sindrome di tipo fibromialgia-like nel quadro di una
ipovitaminosi D. Anche i dolori cervicali (e lombari?) erano dunque
verosimilmente da inquadrare in questo contesto. Infatti, le Rx della colonna
cervicale ap/lat dell'11.03.99 mettevano in evidenza solo una
"possibile" discopatia C4/5.

 

Per quanto riguarda i dolori lombari, attualmente
relativamente calmi, questi sono da mettere in relazione a fenomeni
degenerativi del passaggio lombo-sacrale evidenziati alla TAC nel 12.05.98
(discopatia e spondilartrosi L5/S1)"

                                         (doc. _ -
la sottolineatura è del redattore). 

 

                                         Nel corso
del mese di luglio 2000, il dottor __________ è stato interpellato direttamente
dal patrocinatore della ricorrente, a proposito della problematica presente a
livello della spalla destra. 

                                         Questo il
contenuto del suo rapporto 24 luglio 2000:

 

" 
(…).

Ho in cura la signora __________ dal 10.03.1999
quando si era presentata per una sindrome dolorosa generalizzata riconducibile
ad una carenza di Calcio e Vitamina D, regredita con un trattamento
sostitutivo. Lamentava già a quel momento dei dolori alla spalla dx che si sono
in seguito intensificati e che risultavano refrattaria tutti i trattamenti
conservativi.

 

La Rx della spalla dx eseguita il 18.10.1999
evidenziava una forma uncinata dell'acromion con segni di artrosi
dell'articolazione acromio-clavicolare ed una calcificazione sotto-acromiale
del diametro di circa 0.6 cm. La RMN della spalla dx eseguita il 22.11.1999
evidenziava inoltre una rottura parziale del tendine del muscolo sopraspinato
ed una borsite sottoacromiale.

 

Per questo motivo è stato in seguito indirizzata
al Dr. __________, chirurgo ortopedico, che ha esaminato la paz. il 18.02.2000
(vedi allegato). In data 31.03.2000 la paz. è stata operata dal Dr. __________
(vedi allegato). Nel referto intra-operatorio viene descritta una obliterazione
quasi completa dello spazio sottoacromiale mentre i tendini della cuffia dei
rotatori risultano intatti.

 

Da allora l'evoluzione è lentamente favorevole
con un recupero progressivo della mobilità della spalla dx e dei dolori in
diminuzione.

 

La patologia alla spalla dx della Signora __________
sembra dunque di natura degenerativa. È difficile quantificare il ruolo della
caduta avvenuta il 04.11.1989. Questo infortunio non sembra aver provocato
delle lesioni traumatiche a livello della cuffia dei rotatori, potrebbe al
limite essere co-responsabile dell'artropatia acromio-clavicolare e dunque dei
disturbi della paz., anche se da parte mia non posso quantificare causalmente
questo fatto"

                                         (doc. _).

 

                                         Il TCA
non ignora che lo specialista in reumatologia ha fatto accenno al ruolo co-causale
che potrebbe aver giocato l'evento traumatico del novembre 1989 (cfr. doc. _, in
fine). 

                                         Ciò
nondimeno - considerati i termini impiegati dal dottor __________ ("…
potrebbe al limite essere co-responsabile …") - si tratta qui, né più né
meno, di una semplice ipotesi, ciò che non basta a fondare la responsabilità
dell'assicuratore LAINF convenuto (cfr. consid. 2.2.). 

 

                                         Non va,
d'altra parte, dimenticato che __________ ha annunciato la ricaduta (gennaio
2000) a distanza di circa 10 anni dalla chiusura del caso iniziale (novembre
1989) e che, stando almeno alla documentazione versata agli atti, essa non ha
affatto presentato una sintomatologia cosiddetta "a ponte" a partire
dall'infortunio del 4 novembre 1989 (cfr., al riguardo, lo scritto 24.8.2000
del dottor __________, già medico curante dell'assicurata (doc. _) ed il
rapporto 7.9.2000 del dottor __________ (doc. _, p. 5)). A quest'ultimo
proposito, appare particolarmente pertinente l'osservazione del medico di
fiducia dell'__________, secondo cui l'insorgente non avrebbe potuto
esercitare, per quasi un decennio, un'attività a tempo pieno quale ausiliaria
di pulizie, qualora essa avesse effettivamente continuato a lamentare dei
disturbi alla spalla destra. 

                                         D'altronde,
la giurisprudenza del TFA insegna che, più il tempo trascorso fra l'infortunio e la manifestazione dell'affezione
é lungo, e più le esigenze riguardanti la prova del nesso di causalità naturale
devono essere severe (cfr. RAMI 1997 U275, p. 188ss.; RJJ 1994, p. 46 consid.
1b).

                                         In esito
ai considerandi che precedono, si deve concludere che i disturbi accusati da
__________ al rachide lombare e cervicale nonché alla spalla destra, sono di
natura squisitamente morbosa. La __________ non può, pertanto, essere chiamata
a riconoscere il proprio obbligo contributivo in relazione alla ricaduta
annunciatale nel corso del mese di gennaio 2000.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti