# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 58e31ee3-03c8-5287-8b9a-621f91816732
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-06-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 20.06.2006 72.2004.97
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2004-97_2006-06-20.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2004.97

  	
  Lugano,

  20 giugno 2006/nh

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della Corte delle assise correzionali

  
	
  di Locarno

  
	
   

  
						

 

	
  Presidente:

  	
  giudice Mauro Ermani

  

 

	
  Segretaria:

  	
  Valentina Tuoni, vicecancelliera

  

 

 

Sedente nell’aula penale di questo Palazzo di giustizia, senza intervento degli assessori giurati, avendovi l’accusata, con l’annuenza
del difensore e del procuratore pubblico, rinunciato,

 

	
  per giudicare

  	
  AC 1

  e domiciliata a  

   

  	
   

  

 

 

prevenuta colpevole di:

 

 

                                   1.   ripetuta appropriazione
indebita, qualificata

siccome ha commesso il fatto nella sua qualità di curatrice,

per avere, 

nel periodo 1. ottobre 1998/18 agosto 1999, a Locarno, 

per procacciarsi un indebito profitto, 

con la complicità di __________, funzionario della Banca __________,

in cinque diverse occasioni, 

di cui le prime due volte prima della morte e le altre dopo il
decesso della curatelata PL 1, 

prelevando dai conti a questa intestati presso la __________ 

e trattenendo per sé somme di denaro per complessivi 

fr. 215'000.-, 

indebitamente impiegato a profitto proprio o di un terzo valori
patrimoniali affidatigli e, più in particolare, 

per avere:

-         
il 1.10.98
prelevato dal conto n. ______ 

intestato a PL 1 presso la __________
(ora __________) 

la somma di fr. 100'000.-,
riversandoli sul proprio conto 

cifrato “__________” presso __________;

-         
il 27.10.98
prelevato dallo stesso conto 

la somma di fr. 20'000.-
riversandoli sul proprio conto 

cifrato “__________” presso __________;

-         
il 19.11.98
prelevato dallo stesso conto 

la somma di fr. 55'000.-
destinandoli all’acquisto di un’automobile;

-         
il 28.12.98
prelevato dallo stesso conto 

la somma di fr. 20'000.-
riversandoli sul proprio conto 

cifrato “__________” presso __________;

-         
il 18.08.99
prelevato dallo stesso conto 

la somma di fr. 20'000.- per sue
spese personali;

 

                                   2.   falsità in documenti

per avere, 

nelle medesime circostanze di cui sopra, 

in veste di curatrice ed in correità con __________, 

consulente bancario, al fine di procacciarsi un indebito profitto,
omettendo di iscrivere nell’inventario iniziale per la curatela istituita a
favore di __________ il conto__________ n. __________ (conto corrente) avente
un saldo di fr. 47'159.-, il conto __________ 

n. __________ (deposito titoli) con un saldo di fr. 184'865, 

nonché il conto __________ “cauzione affitto” n. __________ con un
saldo di fr. 3'131.40, di pertinenza della curatelata, 

quindi facendo apparire una composizione ed un saldo patrimoniale
diverso da quello reale, attestato in un documento, contrariamente alla verità,
un fatto d’importanza giuridica;

 

fatti avvenuti nelle indicate circostanze di tempo e luogo;

reati previsti dagli art. 138 cifra 2 e 251 cifra 1 CP;

 

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 45/2004 del 31 agosto 2004, emanato dal Procuratore pubblico.

 

 

	
  Presenti

  	
  §  Il
  PP 1.

  §  L'accusata AC 1 assistita dal
  difensore d'ufficio (GP) DUF 1

   

  

Espleti i pubblici dibattimenti dalle ore 9:30 alle ore 11:40.

 

 

Il Presidente notifica ex art.
250 CPP, con l'accordo delle parti, un sesto capoverso al capo di accusa n. 1,
ovvero: 

"il 28.12.1998 prelevato dallo stesso conto la somma di USD
19'737,98 riversandoli sul proprio conto cifrato "__________" presso __________.

 

In relazione al punto 1.2. il
Presidente prospetta ex art. 250 CPP in alternativa al reato di falsità in
documenti il reato di falsità in atti formati da pubblici ufficiali o
funzionari.

 

 

Sentiti                        §   Il Procuratore pubblico, per la sua
requisitoria, il quale il quale chiede la conferma dell'atto di accusa con le
aggiunte prospettate dal Presidente in aula. Per quanto riguarda l'accusa di appropriazione
indebita, il PP chiede che venga respinta la tesi dell'accusata secondo cui la
signora PL 1 le avrebbe donato i suoi averi, in particolare per quanto concerne
i primi due prelevamenti. Non solo non vi è traccia di tale volontà ma la
stessa è altresì in aperta contraddizione con la natura dell'anziana signora
definita da tutti estremamente attenta ai propri averi. La signora PL 1 non ha
mai nemmeno in vita fatto dei regali alla AC 1 o ai suoi famigliari ad
eccezione di fr. 100.-- per il matrimonio della figlia, senza considerare il
fatto che la pretesa donazione è avvenuta dopo l'istituzione della curatela e
quindi in contrasto con le norme civili sulla tutela e curatela. Inoltre le
dichiarazioni della AC 1 circa il buono stato di salute della signora PL 1 nel
periodo in cui avrebbe disposto della donazione in questione sono scioccanti ed
in contrasto con gli accertamenti agli atti. La controprova poi del fatto che
la AC 1 menta su questa circostanza risiede nell'analisi della cronologia degli
eventi, e nelle numerose contraddizioni e cambiamenti di comodo delle versioni
rese dall'imputata sia prima sia dopo l'apertura dell'inchiesta penale.
Indicativa è la dichiarazione relativa alla mano tremante della AC 1 quando
doveva firmare la documentazione di apertura del conto ______. Lo stesso vale
per le dichiarazioni di __________ relativamente ai presunti, e poi ritrattati,
ordini telefonici ricevuti dalla signora PL 1 aggiunte alle sue dichiarazioni
relative alle presunte disposizioni della signora PL 1 sul destino dei suoi
soldi alla sua morte e ciò a proposito di prelevamenti effettuati quando la
signora era ancora in vita, in un momento in cui i suoi risparmi le sarebbero
certo tornati utili. Se la signora avesse voluto disporre del suo patrimonio a
favore della AC 1, prima dell'istituzione della curatela, lo avrebbe fatto. Lo
aveva infatti già fatto per altre persone sue conoscenti che le avevano
prestato aiuto. Non vi è quindi alcuno spazio per considerare che le
dichiarazioni della AC 1 come veritiere. Per quanto riguarda poi i prelevamenti
eseguiti dopo la morte della signora, al di là dell'accordo bonale raggiunto
con RL 1, nulla testimonia dell'entità della pretesa che AC 1 avrebbe fatto
valere. Non ci sono contratti, scambi di corrispondenza. Tutto ciò che esiste è
un contratto, per altro onorato regolarmente dalla signora ______, che
prevedeva una remunerazione di fr. 400.--/500.-- al mese. L'esistenza di una
pretesa nei confronti della signora ______da parte della AC 1 non è neppure
stata messa ad inventario. La tesi della compensazione altro non è che il
frutto a posteriori di discussioni tra legali per sistemare la situazione che
si era creata. Di sicuro la pretesa al momento dei prelievi non esisteva.
Chiede che venga altresì confermata l'aggravante di cui all'art. 138 n. 2 CP
anche per il periodo successivo alla morte della signora PL 1 poiché gli
obblighi del curatore di conservare i beni della curatelata non cessano certo
con la sua morte, bensì con lo scarico da parte delle competenti autorità di
nomina. Chiede poi che venga confermata pure l'accusa di falsità in documenti
poiché l'omessa iscrizione degli averi della signora PL 1 è stata intenzionale
e avvenuta a scopo di indebito profitto. A tal proposito è illuminante
l'analisi della cronologia dei fatti. Per quanto concerne la commisurazione
della pena, sottolinea la gravità oggettiva dei fatti commessi dall'accusata,
mitigati solo dalla sua incensuratezza, dalla limitata formazione scolastica e
dal relativo lungo tempo trascorso dai fatti. Conclude chiedendo che AC 1 venga
condannata alla pena di 16 mesi di detenzione, non opponendosi alla concessione
della sospensione condizionale.

 

 

                                    §   Il Difensore,
il quale esordisce spiegando che è usuale per le persone anziane risolvere le
questioni ereditarie con il semplice conferimento di una procura post mortem.
Stigmatizza l'impegno profuso dalla sua patrocinata per la signora PL 1
sull'arco di dieci anni ed intensificatosi nei suoi ultimi tre anni di vita.
Descrive l'atteggiamento autoritario e poco generoso della signora PL 1 ed
evidenzia come l'importo pattuito di fr. 500.-- copriva a mala pena le spese,
aggiungendo che la signora ______non le ha mai accordato alcun aumento di
stipendio. La signora ______le conferì poi la procura sui conti presso la Banca
______ e già in quel periodo la signora manifestava la sua intenzione di
lasciarle i suoi averi dopo la sua morte. Sottolinea come la signora AC 1,
prima del 1.10.1998 non avesse mai fatto uso della procura conferitale sui
conti presso la __________ La signora è sempre stata lucida fino alla fine dei
suoi giorni. Gli accertamenti agli atti sullo stato di salute della PL 1 sono
sconfessati dal fatto che la signora in luglio e poi in settembre 1998 avesse
provveduto a dei prelevamenti in banca. Sottolinea come i primi due
prelevamenti dal conto della PL 1 fossero stati preceduti da una sua
telefonata. Mentre per gli altri era sempre __________ a dirle quando
effettuare i prelevamenti, così come fu __________ a consigliarle l'apertura
del conto __________ ed è per questioni di natura fiscale che le tremarono le
mani al momento dell'apertura. Dopo di che ogni operazione di prelievo avviene
senza preoccupazioni poiché si fidava del genero. Il suo atteggiamento era
tranquillo, non ha prelevato gli averi in un colpo solo. I problemi nascono
quando entra in scena l'avv. __________ AC 1 non gli parla dei conti della PL 1,
e dei prelevamenti poiché li considerava soldi suoi. __________ al contrario
teme e decide di aprire il conto __________, sperando in questo modo di
confondere le acque. Tuttavia ______ scopre il conto ed iniziano le bugie di AC
1 e di __________. Quando decidono di dire la verità nessuno crede loro.
Sottolinea che l'importo che le è stato riconosciuto dalla successione PL 1 è
di gran lunga inferiore rispetto al tempo messo a disposizione della signora PL
1. Sottolinea pure che la sua patrocinata ha sofferto sia sul piano
finanziario, sia sul piano sentimentale sia su quello fisico. Per quanto
concerne la signora PL 1 ed il suo profilo, sostiene che l'istruttoria è su
questo punto contraddittoria poiché da un lato viene considerata un persona
estremamente attaccata ai soldi e dall'altro elargisce somme di denaro
cospicue. Il caso __________ poi è considerato emblematico e caratteristico del
comportamento della signora PL 1 egli non era stato istituito erede finché era
in possesso di una procura post mortem. Passando all'esame dell'atto di accusa,
chiede, in via principale, che la sua assistita venga assolta dall'accusa di
appropriazione indebita poiché ha agito con l'accordo della signora PL 1. Tale
circostanza è stata testimoniata da __________ e dalla figlia nonché da __________
che non avevano alcun motivo per mentire. In via subordinata chiede che
l'applicazione dell'art. 19 CP ed ancora dell'art. 19 cpv. 2 CP. Chiede in via
ancor più subordinata la derubrica del reato di appropriazione indebita
aggravata in quello di appropriazione indebita, poiché la sua assistita ha
agito come procuratrice e non come curatrice. Chiede inoltre l'assoluzione dal
reato di falsità in documenti poiché fu per espresso volere della sua
curatelata che non iscrisse ad inventario i conti non dichiarati e quindi non
agì con lo scopo di indebito profitto ma per proteggere gli interessi della
signora PL 1. Chiede l'assoluzione anche del reato di falsità in atti formati
da pubblici ufficiali o funzionari, poiché, secondo dottrina, il curatore non
rientra in questa categoria. In caso di condanna chiede una massiccia riduzione
della pena in applicazione delle attenuanti specifiche dell'aver agito ad
incitamento di una persona a cui deve obbedienza, dell'aver agito in quanto
indotta in grave tentazione dalla condotta della vittima e del lungo tempo
trascorso.

 

 

Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti 

 

quesiti:                          AC 1

 

                                   1.   E’ autrice colpevole di:

 

                               1.1.   ripetuta appropriazione
indebita

                                         per essersi indebitamente
appropriata delle seguenti somme:

 

                            1.1.1.   il 1.10.1998 di fr.
100'000.--;

                            1.1.2.   il 27.10.1998 di fr.
20'000.--;

                            1.1.3.   il 19.11.1998 di fr.
55'000.--;

                            1.1.4.   il 28.12.1998 di fr.
20'000.--;

                            1.1.5.   il 28.12.1998 di USD 19'737,98;

                            1.1.6.   il 18.8.1999 di fr. 20'000.--?

 

                            1.1.7.   trattasi di ripetuta appropriazione
indebita aggravata siccome commessa in qualità di curatrice?

 

                               1.2.   falsità in documenti

                                         per avere attestato in un
documento, contrariamente alla verità, un fatto d'importanza giuridica e meglio
per avere omesso, 

nelle medesime circostanze di cui al sub. 1.1., 

in veste di curatrice, di iscrivere nell'inventario iniziale per
la curatela istituita a favore di PL 1, il conto __________ n. __________
(conto corrente) avente un saldo di fr. 47'159.--, il conto __________ 

n. __________ (deposito titoli) con un saldo di fr. 184'865.--, 

nonché il conto __________ "cauzione affitto n. __________
con un saldo di fr. 3'131,40 di pertinenza della curatelata, quindi facendo
apparire una composizione ed un saldo patrimoniale diverso da quello reale;

 

e meglio come descritto dall’atto di accusa?

 

                                   2.   In relazione al punto 1.2. AC
1 è invece autrice colpevole di falsità in atti formati da pubblici
ufficiali o funzionari?

 

                                    3.   Può
beneficiare dell'attenuante:

 

                                3.1.   dell'aver
agito ad incitamento di una persona a cui deve obbedienza?

 

                                3.2.   dell'aver
agito in quanto indotta in grave tentazione dalla condotta della vittima?

 

                                3.3.   del
lungo tempo trascorso? 

 

                                    4.   Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena?

 

Considerando,               in fatto 

 

 

                                   1.   AC 1 è incensurata.
È nata a __________ in provincia di Salerno il __________, dove ha frequentato
le scuole elementari. Dopo aver conseguito il diploma di quinta elementare, ha
iniziato quasi subito a lavorare come babysitter. Rimase nel suo paese fino al
1964, anno in cui convolò a nozze con __________, suo compaesano, e con il
quale si trasferì in Svizzera. I coniugi __________, arrivati in Svizzera
andarono ad abitare a __________. Dal loro matrimonio nacquero due figli, __________,
nel __________, e __________, nel __________ AC1era a quel tempo impiegata
presso una fabbrica di orologi. Il suo matrimonio ebbe vita breve poiché già
nel 1970 __________ abbandonò il tetto coniugale dall'oggi all'indomani senza
dare più sue notizie. Il divorzio venne pronunciato nel 19__________. AC 1
iniziò quindi a lavorare presso dei privati come donna di servizio. Nel 19__________
conobbe __________, con il quale ha convissuto fino al mese di agosto/settembre
del 1999 e dal quale ebbe una figlia, __________, nel __________. AC 1 e __________
abitarono insieme a __________, a __________ e poi, dal 1982, a __________.
Dopo la separazione l'imputata è tornata ad abitare a __________. Tra il mese
di dicembre 2003 ed il mese di aprile 2004 la AC 1 ha perso entrambi i suoi
genitori. 

                                         La salute dell'accusata si
è deteriorata nel tempo ed è oggi in invalidità al 50%. Percepisce dall'AI una
rendita di circa fr. 950.--. In aula AC 1 ha precisato di beneficiare anche di
una rendita complementare e di non avere debiti.

 

                                         Sulla scorta delle
dichiarazioni di __________ - in assenza di altri accertamenti - si ha che __________
vive a __________ dove ha fondato la sua famiglia (cfr. VI PP __________
18.8.2004 AI A.7). __________, impiegata d'ufficio, si è invece sposata con __________
nel 1994. La coppia abita a __________ in una casa donata da __________ alla
figliastra per le sue nozze. 

 

 

                                   2.   PL 1, cittadina
svizzera, è nata a __________ il __________ ed è deceduta il __________. Era
figlia di un saldatore proprietario di una piccola fattoria, deceduto due anni
dopo la sua nascita, e di una casalinga. Era cresciuta con la mamma e la nonna
materna. Aveva frequentato a __________ le scuole 

                                         primarie e due anni di
scuole secondarie conseguendo il diploma di sarta. Aveva quindi svolto tale
attività a __________ fino ai 24 anni quando si trasferì a __________. Qui
insegnò presso una scuola di sartoria ed aprì un negozio. Nel corso di 20 anni
di attività arrivò ad impiegare 6 dipendenti. Nel 19__________ la signora PL 1
si sposò con un alto funzionario federale, deceduto nel 1983 e dal qual non
ebbe figli. Poco dopo la morte del marito la signora PL 1 si trasferì a __________
(cfr. dati anamnestici esposti nella lettera 9.10.1997 della dr.ssa __________
e del Dr. __________ alla dr.ssa __________ dell'ospedale distrettuale di Valle
Maggia, allegata alla cartella medica relativa alla degenza 28.8.1998 -
8.9.1998).

 

 

                                   3.   L'imputata conobbe
la signora PL 1 nei primi anni '90 poiché le fu presentata dall'allora
fidanzato di sua figlia __________, __________

 

                                         __________ - consulente
finanziario e gestore di patrimoni presso la sede di __________ della __________
di cui era vicedirettore al momento dei fatti oggetto del presente giudizio -
fece la conoscenza della signora __________ attorno alla metà degli anni '80
nella sua veste di consulente alla clientela privata presso __________ di __________.

 

                                         La signora __________ era
da poco diventata vedova__________, già fiduciario commercialista dei signori PL
1 e poi della vedova PL 1, ha dichiarato che quest'ultima incominciò a parlarle
del signor __________ dopo la morte del signor PL 1.

 

" 
La signora PL 1 ha iniziato a parlarmi di un tale signor ______
quando era già vedova, credo verso la fine degli anni '80. So che il signor __________
lavorava ancora presso l'______, prima che passasse alla __________ di Lugano.
La signora PL 1 mi dava l'impressione di essere contenta e si fidava di questo
signor __________." (VI PP __________
9.5.2001 AI A.2)

 

                                         In __________ la signora PL
1 era, a quel tempo, intestataria e beneficiaria economica del conto no. __________.
Più tardi, la signora PL 1, aprirà, sempre in __________, una seconda relazione
bancaria: il conto cauzione affitto no. __________ (AI 2.2.).

 

                                         Dall'esame della
documentazione bancaria del conto no. __________ emerge che la signora PL 1
aveva conferito al signor __________ una procura individuale sul conto no __________
il 20.3.1992 (allegato all'AI 2.2.). Tale procura non gli venne mai tolta,
neppure a seguito della revoca del mandato di fiduciario commercialista, di cui
si dirà qui sotto.

 

 

                                   4.   Il rapporto di
fiducia tra la signora PL 1 ed il suo consulente finanziario si consolidò a tal
punto che, nel 1989, quando __________ lasciò __________ di __________ per
andare a lavorare presso la __________ di __________, la signora PL 1 trasferì
parte del suo patrimonio presso l'istituto bancario luganese.

 

                                  a)   __________ testimoniò tale
trasferimento di fondi.

" 
Se non vado errato si tratta di conti che __________ sono poi
passati alla __________. Credo nel 1992, in ogni caso penso poco prima che non
mi venisse più confermato il mandato io ho chiesto alla signora ______di
controllare il corretto trasferimento dei conti, rispettivamente deposito
titoli dalla __________ alla __________, cosa che poi effettivamente abbiamo
fatto insieme. Tutto mi sembrava in ordine." (VI
PP __________ 9.5.2001 AI A.2)

 

                                         A seguito del
consolidamento del rapporto di fiducia tra la signora PL 1 e __________, __________
si vide revocato, per atti concludenti, il mandato di fiduciario
commercialista. L'incombenza di allestire le dichiarazioni fiscali della
signora PL 1 venne assunta da __________, così come da quest'ultimo dichiarato
in inchiesta.

 

                                         A tal proposito __________
ha dichiarato che, dopo essersi occupato per diversi anni dei signori PL 1,
"un bel giorno" la signora PL 1 non si fece più viva.

" 
Suppongo che ad un certo momento ______ si sia offerto per farle
la dichiarazione dell'imposta gratuitamente e da lì quindi il venir meno del
mandato del sottoscritto." (VI PP __________
9.5.2001 AI A.2)  

                                         

                                  b)   A seguito del decesso della
signora PL 1 è stato possibile accertare - sulla base dei testamenti che ella
redasse e consegnò al signor __________ ed al signor __________, suo vicino di
casa - che nel mese di maggio del 1992 e più precisamente il 1 maggio, il 2
maggio ed il 4 maggio, la signora ______ aveva disposto delle sue volontà in
tre testamenti olografi.

 

                                         In questi testamenti la
signora PL 1 aveva istituito eredi il signor __________, il signor __________,
il signor PL 1, suo cognato, la signora __________ di Zurigo, la signora __________,
portinaia dello stabile dove abitava a Muralto, il dottor __________,
presidente della __________ facendoli beneficiare di somme che oscillavano fra
i fr. 3'000.-- ed i fr. 30'000.--, il resto del proprio patrimonio dovendo
essere destinato ad enti di beneficenza.

 

                                   c)   Come detto quindi, tornando
alla cronologia dei fatti, la signora PL 1, seguì il suo consulente finanziario
e trasferì parte del suo patrimonio presso la Banca __________ aprendo, in un
primo momento il conto no__________ in data 21.10.1988. Questa relazione venne chiusa
il 30.1.1990. Nel 1992 aprì un secondo conto corrente e più precisamente il
conto no. __________n data 17.2.1992. Su quest'ultimo conto corrente, la
signora PL 1 conferì procura generale ed individuale con effetto "post
mortem" al signor __________ di Langnau (cfr. AI 7.2.)

 

                                         Il signor __________,
sentito in esecuzione della domanda di assistenza giudiziaria intercantonale,
ha dichiarato, in data 24 ottobre 2001 (allegato all'AI 10.1), di avere
conosciuto la signora PL 1 all'inizio degli anni '90 tramite sua moglie in
occasione di un soggiorno di cura in __________ e di avere allacciato con
l'anziana signora un buon rapporto che, per lo meno fino al 1997, non
contemplava questioni di natura finanziaria. __________ ha confermato di avere
avuto la procura sui conti della signora PL 1, ma non ne ha indicato lo scopo
né la ragione. La coppia AC1 e la signora PL 1 - sempre sulla scorta delle
dichiarazioni di __________ - si frequentavano amichevolmente: i signori __________
la accompagnavano nei suoi soggiorni di cura, la signora __________ invitava
per le ferie i signori __________ a casa sua.

 

                                  d)   Sulla scorta delle
dichiarazioni di __________, in parte sostanziate da documentazione prodotta in
occasione del suo interrogatorio del 24.10.2001, la PL 1, nel periodo della
loro frequentazione, aveva disposto dei lasciti a favore dei coniugi __________
per le cure che le avevano prestato. In data 30 settembre 1993, l'anziana
signora aveva disposto a favore del signor __________ una cessione del credito
di fr. 200'000.-- che vantava nei confronti di __________ e più tardi, in data
5 ottobre 1995, aveva disposto che alla sua morte il signor AC1 e sua moglie
beneficiassero ciascuno di fr. 10'000.--.

 

 

                                   5.   Nel 1993 __________
lasciò l'istituto bancario luganese per trasferirsi a Bellinzona presso la
Banca __________.

 

                                         La signora PL
1, seguì nuovamente il suo consulente e chiuse in data 31.1.1994 il suo
conto corrente presso la __________ e aprì in data 29.11.1993,
presso la sede di Bellinzona della Banca __________ un conto corrente creditore
no. __________ ed un deposito titoli no.__________.

 

                                         Risultano
inoltre, sempre presso la Banca __________, altri due conti correnti intestati
alla signora PL 1 e meglio il conto corrente no __________ "marchi
tedeschi" ed il conto corrente no __________ "dollari".

 

                                         Gli averi
depositati dalla signora PL 1 presso la Banca ______ non vennero mai dichiarati
alle autorità fiscali.  

 

                                         Chiamato a
descrivere i suoi rapporti con la signora PL1, ______ ha dichiarato quanto
segue:

 

"  Ricordo che la
signora ______ era abbastanza sola e che doveva stare attenta alle persone che
cercavano di approfittarsi di lei; subì anche delle perdite cui io attraverso
la mia consulenza ed il mio intervento riuscii in parte a rimediare. In
particolare aveva fatto dei prestiti a terze persone che non riuscì più a
recuperare." (VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)

 

"  La signora ______ era
molto attenta a quello che succedeva con i suoi soldi e questo fino in ultimo.
Voleva dei resoconti precisi e chiari di quello che avveniva con i suoi
soldi." (VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)

 

"  Le transazioni che io
effettuavo sui conti della signora ______ avvenivano dietro sua istruzione o
sua autorizzazione. È chiaro che lei agiva su mio consiglio. Negli ultimi anni
lei mi dava gli ordini telefonici verbalmente, io eseguivo l'operazione di cui
lei successivamente mi dava scarico controfirmando il ritiro della
corrispondenza e, ogni tanto, anche la dichiarazione di scarico. Quest'ultima
cosa succedeva più o meno una volta all'anno. Si tratta di una prassi usuale
della nostra banca, segnatamente quando esiste un rapporto di fiducia con il
cliente." (VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)

 

"  ADR
per quanto riguarda i rapporti con la signora ______, devo dire che la stessa
era, specialmente all'inizio, assai pignola di modo che voleva essere sempre
informata preventivamente degli investimenti che si intendevano fare e dava
solo in seguito il suo benestare. Più tardi, essendosi instaurato un rapporto
di fiducia, era sufficiente che le mostrassi l'estratto patrimoniale e lei,
conseguentemente, firmava lo scarico. Poteva capitare che la signora desse
degli ordini telefonici." (VI PP ______ 14.6.2004 AI B.7.)

 

 

                                   6.   Il signor AC1 ha dichiarato-
sempre in occasione della sua audizione del 24 ottobre 2001 - che la signora ______,
nel corso del 1997, gli avrebbe confidato che il suo consulente, il signor ______,
la ingannava. AC1 si sarebbe quindi dichiarato disposto a gestire il suo
patrimonio.

 

                                         In data 21.4.1997 venne
accreditato l'importo di fr. 30'000.-- su di un conto intestato alla signora ______ presso l'istituto di credito ______ di
Langnau sul quale AC1 beneficiava di una procura. 

 

                                         L'importo in questione
proveniva, con tutta verosimiglianza, dal conto corrente in Banca ______,
ritenuto come qualche giorno prima, e meglio in data 18.4.1997, su tale conto
si registra un prelevamento di fr. 40'000.--.

 

                                         AC1 non ebbe però il tempo
di cominciare a gestire tale somma poiché la signora ______ dispose in data 29
agosto 1997 che la stessa le venisse stornata sul suo conto in ______ di
Locarno.

 

                                         Lo storno avvenne in data
4.9.1997.

 

                                         Interrogato sui motivi di
tale ordine, AC1 ha dichiarato di essere stato sorpreso dall'agire della
signora ______aggiungendo che a suo parere fu ______ a consigliarla in tal
senso.

 

                                         ______, dal canto suo, ha fornito
un'altra chiave di lettura, dichiarando che:

 

" 
Mi risulta tuttavia che negli anni '96-'97 fece alcuni importanti
prelevamenti per ca. 20'000-30'000.-- CHF alla volta e che consegnò ad un tale
signor AC1 di Berna. Con questa persona si offese poi a morte perché avendola
invitata a raggiungerlo nel canton Berna la fece collocare in una sorta di
ricovero per casi difficili. Mi sembra fu poi la signora AC1a recarsi nel
canton Berna a riprendere la signora ______ e riportarla in Ticino." (VI PP ______
20.9.2001 AI B.2.)

 

                                         AC1 non fa
riferimento all'episodio nei termini esposti da ______. Ha però affermato -
sostanziando in parte il dire di ______ - che alla fine del mese di agosto del
1997 andò a prendere la signora ______a ______ e la portò a Leissigen per le
ferie.

 

                                         Qualunque
sia stata la ragione che indusse la signora ______ ad aprire il conto presso la
______ nel mese di aprile del 1997 ed a chiuderlo nel mese di agosto, si può
per lo meno dare per accertato che AC1 -così come da lui dichiarato -  non ebbe
più contatti con la signora ______ a partire dal mese di settembre del 1997.

 

 

                                   7.   Nel
1998 ______ si trasferì presso la sede di Locarno della Banca ______, ma rimase
consulente dei conti ______ presso la sede di Bellinzona.

 

 

                                   8.   Sulla
defunta signora ______ sono state rese, dalle persone che la conobbero e che
non hanno avuto alcun ruolo nei fatti oggetto del presente giudizio, le
seguenti dichiarazioni:

 

                                  a)   Il signor ______, in una
lettera indirizzata all'avv. ______, ha ricordato la signora ______come una
persona che "cambiava spesso la sua opinione". (allegato D al VI PP ______
9.5.2001 AI A.2).

 

                                  b)   AC1 afferma che la signora ______
era una persona molto diffidente e molto volubile. (verbale AC1 24.10.2001 pag.
4, allegato all'AI 10.1.)

 

                                   c)   ______ ha
affermato che la signora ______era molto attaccata ai soldi e che difficilmente
faceva regali. Aggiungendo che

 

" 
A noi, per esempio, dava ogni tanto, forse una volta all'anno CHF
10.-- da spartire tra i 10 nipoti. Capitava che chiedesse a qualcuno se volesse
qualche cosa di suo, per esempio un tappeto, ma allora pretendeva che fosse
pagato. Al limite poteva regalare un paio di scarpe vecchie o qualche capo di
abbigliamento vecchio o usato. (…). Posso ancora aggiungere che due o tre dei
traslochi fatti dalla signora ______ negli ultimi tempi erano collegati a
questioni di soldi nel senso che le era stato chiesto di pagare delle spese
extra. Noi le avevamo detto che costavano più traslochi di quello che ci avrebbe
guadagnato, ma lei era abbastanza testarda in qual ramo e non sentiva ragione.
Mi ricordo ancora che ai tempi aveva fatto un prestito che poi non le venne
restituito e non fu per nulla contenta" (cfr.
VI PP ______18.5.2001
AI A.4)

 

                                  d)   Dichiarazioni più o meno
concordanti che vanno a dare credito alle dichiarazioni rese dall'imputata, dal
genero e dal suo convivente.

 

                                         AC1 ha
dichiarato che la signora ______ "aveva
un carattere molto difficile: non le andava mai bene niente; quando le facevo
anche solo una piccola osservazione mi diceva "tu non mi comandi".
Era un atteggiamento che aveva con tutti. La signora ______ ordinava ed io
eseguivo " (VI PP AC1 20.9.2001 AI B.1)

 

                                         ______ ha dichiarato che
la signora ______ "Era decisamente
tirchia." (VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)

 

                                         ______
ha dichiarato che la signora ______era "molto
tirchia ed egoista. Dico che era egoista perché quando le cose andavano bene
per lei, se ne fregava degli altri e se ne fregava della mia famiglia (…)
Quando si sposò la figlia di AC1, ______, con il signor ______, salvo errore la
______le versò quale regalo di matrimonio la somma di fr. 100.--. Non ricordo
se questa era la cifra esatta, comunque l'importo si aggirava attorno a questa
somma. Mi ricordo comunque che fra noi famigliari si commentò l'episodio."
(VI PP ______ 18.8.2004 AI A.7.)

 

 

                                   9.   Venendo quindi alle circostanze in cui AC1 conobbe la signora ______ la
Corte ha accertato quanto segue:

 

                                         AC1ha
dichiarato di avere conosciuto la signora ______ siccome ______ le disse che
l'anziana signora stava cercando una donna di servizio. 

 

" 
La signora ______ l'ho conosciuta alla fine degli anni '80 inizio
anni '90. L'avevo conosciuta tramite il marito di mia figlia. Essa conosceva
mio genero poiché era cliente dell'______ quando lui lavorava ancora presso
quell'istituto di credito. Da lui venni a sapere che la signora ______ cercava
qualcuno che si occupasse di assisterla in casa con pulizie, la spesa,
trasporti, compagnia, ecc. Ricordo che abbiamo fatto tre traslochi assieme: da
ultimo ha abitato in un appartamento nello stabile "______"
a Locarno. (VI PP AC1 20.9.2001 AI B.1)

 

" 
Convenimmo che mi avrebbe versato fr. 500/600.-- al mese per
coprire le spese, tipo quelle del costo della benzina per le passeggiate che
facevamo insieme. In questi fr. 500/600.-- era compreso anche qualcosa per la
mia remunerazione. Io percepii questa indennità fino alla morte della signora ______.
Poteva capitare che alle volte mi desse solo fr. 400.--. (…) Aggiungo ancora
che io in tutto questo tempo non ho mai chiesto aumenti alla ______." (VI PP AC1 9.4.2002 AI B.6)

 

                                         ______ ha confermato tali
dichiarazioni:

 

"  Fin dall'inizio la
signora AC1si è impegnata molto per la ______ sebbene questa inizialmente fosse
ancora autonoma. Inizialmente si occupava della pulizia di casa, l'accompagnava
dai medici qualche volta cucinava, lavava i vestiti. Con il tempo questo
impegno si è pure intensificato. Mi risulta che in ogni caso la signora AC1percepiva
uno stipendio su base oraria dalla signora ______. So che veniva pagata a
contanti. Non saprei dirlo con precisione ma credo che percepisse qualcosa come
400-500 CHF mensili. Assomigliava ad un rimborso spese." (VI PP ______
20.9.2001 AI B.2.)

 

                                         Sempre ______
chiamato a descrivere la natura del rapporto tra le due donne ha dichiarato
che:

 

"  Tra la signora ______
e la signora AC1 vi era sicuramente un rapporto di fiducia e di amicizia
quantunque, devo sottolineare che la signora ______ era anche dura nei suoi
confronti e approfittava anche un po’ della bontà della AC1. Indubbiamente il
rapporto era tale per cui la signora ______ ordinava e la signora AC1 eseguiva
quanto richiestole." (VI PP ______
20.9.2001 AI B.2.)

 

 

                                10.   In
data 14.12.1995, la signora ______ conferì procura a AC1
sul conto ______ presso il ______ con
effetto "post mortem". Più tardi, in data 20.9.1996, ______
conferì procura alla AC1 anche sul conto ______ in ______.
L'imputata ha affermato di avere ottenuto procura pure sul conto corrente
postale della signora ______, anche se tale circostanza non è stata appurata in
fase d'istruttoria.

 

                                         Sul conferimento delle
suddette procure ed in particolare di quelle sui conti bancari, AC1, durante
l'inchiesta, ha dichiarato quanto segue:

 

" 
Posso dire che la signora ______ si fidava molto di me. Ad un
certo punto mi fece una procura sui suoi conti, prima all'______ e poi alla
Banca ______. Successivamente estese anche questa procura alla Posta." (VI PP AC1 20.9.2001 AI B.1)

 

"  Ricordo ancora che
una sera, a casa della ______, giunse mio genero e insieme a loro due mi chiesero
di sottoscrivere un documento che mi spiegarono essere una procura a mio nome
sul conto della signora ______ c/o Banca ______. Quando chiesi spiegazioni,
entrambi mi dissero di non preoccuparmi, di stare tranquilla che non vi erano
problemi per me." (VI PP AC1 9.4.2002 AI
B.6)

 

                                         Sebbene AC1 abbia
dichiarato che la signora ______ si fidasse molto di lei, ______ ha precisato
che la signora ______ non voleva che la signora AC1 fosse a conoscenza
dell'ammontare del suo patrimonio.

 

"  Non mi risulta che la
signora AC1fosse al corrente delle disponibilità finanziarie della signora ______.
Del resto la signora ______ non voleva che la signora AC1 fosse presente quando
io mi recavo a casa sua ad illustrare la sua situazione patrimoniale". (VI
PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)

 

                                         In aula AC1ha
precisato che la procura, in particolare di quella sui conti presso la Banca ______,
le venne conferita unicamente per ragioni di praticità.

 

" 
Il senso della procura era che se un giorno lei non poteva andare
in banca per praticità ci potevo andare io. Questo per desiderio della signora ______.
A precisa domanda a sapere se ci sono altri motivi per i quali fu allestita la
procura del 14.12.1995 rispondo che a mia conoscenza no. Era quindi solo per
facilitare le pratiche se doveva andare in banca. È capitato solo due volte,
non di più, che io sono andata in banca a fare delle operazioni. In quelle
circostanze la signora ______mi ha aspettato in macchina oppure nella hall
della banca. Ribadisco che altre finalità questa procura non ne aveva." (verb dib. pag. 2)

 

                                         In realtà AC1 non andò mai
a prelevare sul conto della Banca ______, prima del 1.10.1998, mentre si recò
diverse volte in ______ e meglio come emerge dalla documentazione bancaria in
atti qui riassunta in una griglia che indica la data del prelevamento, il conto
addebitato, la somma prelevata e l'identità dell'autore materiale del
prelevamento desumibile dalle fiches di prelevamento agli atti.

 

                                         In ______: 

 

	
  18.08.1997

  	
  ______ 533.742.J1 P

  	
  50'000.--

  	
  ______

  
	
  22.01.1998

  	
  ______ 533.742.J1 P

  	
  5'000.--

  	
  ______

  
	
  23.01.1998

  	
  ______ 533.742.J1 P

  	
  5'000.--

  	
  AC1

  
	
  02.02.1998

  	
  ______ 533.742.J1 P

  	
  2'000.--

  	
  ______

  
	
  16.02.1998

  	
  ______ 533.742.J1 P

  	
  4'000.--

  	
  AC1

  
	
  23.02.1998

  	
  ______ 533.742.J1 P

  	
  5'000.--

  	
  ______

  
	
  13.03.1998

  	
  ______ 533.742.J1 P

  	
  2'000.--

  	
  ______

  
	
  30.03.1998

  	
  ______ 533.742.J1 P

  	
  2'000.--

  	
  AC1

  
	
  09.04.1998

  	
  ______ 533.742.J1 P

  	
  3'000.--

  	
  AC1 

  
	
  04.05.1998

  	
  ______ 533.742.J1 P

  	
  3'000.--

  	
  ______

  
	
  07.05.1998

  	
  ______ 533.742.J1 P

  	
  1'000.--

  	
  AC1 

  
	
  07.05.1998

  	
  ______ 533.742.J1 P

  	
  5'000.--

  	
  ______

  
	
  19.05.1998

  	
  ______ 533.742.J1 P

  	
  3'000.--

  	
  ______

  
	
  20.05.1998

  	
  ______ 533.742.J1 P

  	
  800.--

  	
  AC1

  
	
  17.06.1998

  	
  ______ 533.742.J1 P

  	
  4'000.--

  	
  ______

  
	
  19.06.1998

  	
  ______ 533.742.J1 P

  	
  1'000.--

  	
  AC1 

  
	
  02.07.1998

  	
  ______ 533.742.J1 P

  	
  4'000.--

  	
  AC1

  
	
  10.07.1998

  	
  ______ 533.742.J1 P

  	
  4'000.--

  	
  AC1 

  
	
  17.07.1998

  	
  ______ 533.742.J1 P

  	
  600.--

  	
  AC1 

  
	
  24.08.1998

  	
  ______ 533.742.J1 P

  	
  6'000.--

  	
  AC1 

  
	
  16.09.1998

  	
  ______ 533.742.J1 P

  	
  35'000.--

  	
  ______

  

 

                                         In
Banca ______:

 

	
  18.08.1997

  	
  BdS ______

  	
  45'000.--

  	
  ______

  
	
  30.01.1998

  	
  BdS ______

  	
  3'000.--

  	
  ______

  
	
  10.02.1998

  	
  BdS ______

  	
  13'000.--

  	
  ______

  
	
  23.03.1998

  	
  BdS ______

  	
  2'000.--

  	
  ______

  
	
  06.04.1998

  	
  BdS ______

  	
  3'000.--

  	
  ______

  
	
  09.04.1998

  	
  BdS ______

  	
  2'000.--

  	
  ______

  
	
  07.05.1998

  	
  BdS ______

  	
  406,25.--

  	
  ______

  
	
  22.05.1998

  	
  BdS ______

  	
  2'000.--

  	
  ______

  
	
  05.06.1998

  	
  BdS ______

  	
  3'000.--

  	
  ______

  
	
  28.07.1998

  	
  BdS ______

  	
  30'000.--

  	
  ______

  

 

 

                                11.   Le condizioni di
salute della signora ______ peggiorarono gradualmente, ma progressivamente. La
signora ______venne ricoverata presso l'ospedale Valmaggese di Cevio nel 1997 e
nel 1998 per un totale di 10 degenze (cfr. AI 4.17)

 

                                         AC1 ha dichiarato che la
sua assistenza all'anziana signora si fece più intensa negli ultimi tre anni.

 

" 
Nel corso degli ultimi 3 anni il mio intervento si era molto
intensificato nel senso che la signora ______ richiedeva che io rimanessi per
12 ore di fila; capitava così che io rimanessi a dormire con lei quando si
trovava al ricovero. Quando era a casa io dormivo da lei 3 notti la settimana
ed inoltre le preparavo i pasti. Sempre gli ultimi 3 anni io tutte le mattine
mi recavo da lei alle ore 9.00, le facevo fare il bagno, la vestivo, le
preparavo la colazione e le davo le medicine. Le medicine non le voleva da
nessun altro, tant'è vero che ha mandato via degli operatori del servizio di
aiuto domiciliare. In seguito nel corso della mattina uscivamo magari a fare
una passeggiata ed a mezzogiorno mangiavamo qualcosa insieme. Si trattava in
definitiva di una frequentazione molto intensa. Ricordo che l'accompagnavo per
esempio anche a fare le cure termali a Stabio ed a Abano: ciò succedeva al
minimo due volte all'anno ed io rimanevo con lei: ovviamente mi pagava tutto il
soggiorno. (…).Personalmente avevo investito tutta me stessa su di lei.
(…)" (VI PP AC1 20.9.2001 AI B.1)

 

                                         Dichiarazioni confermate
da quelle rese da ______ ______ (cfr. VI PP 20.9.2001 AI A.6), da ______ (VI PP
18.8.2004 AI A.7) e da ______ (VI PP 2.10.2001 AI B.5.).

 

                                         Per quanto concerne il
periodo in cui l'assistenza della signora AC1si sarebbe intensificata, si noti
che all'avv. ______ questo venne fatto risalire dall'imputata agli ultimi due
anni (cfr. dichiarazione 30.3.1999 della signora AC1, allegato E alla
segnalazione della delegazione tutoria del 21.7.2000) e non agli ultimi tre
come dichiarato in istruttoria.

 

                                         Va inoltre specificato
che, come vedremo qui di seguito, la signora ______ venne più volte ricoverata
presso l'ospedale Valmaggese nel 1997 e nel 1998 e che a partire dall'8
settembre 1998 la stessa fu collocata nella casa anziani ______.

 

                                         In aula AC1 ha dichiarato
che il suo impegno per la signora ______ si era talmente intensificato che
doveva seguirla anche quando l'anziana signora veniva ricoverata in ospedale.

 

                                         Dalle cartelle cliniche
agli atti non emerge una costante presenza della signora AC1 presso il
nosocomio. Emerge per contro che la signora AC1 non fosse costantemente
presente in ospedale al cospetto della signora ______.

 

 

                                12.   Per quanto attiene
alle disposizioni di ultima volontà formulate dalla signora ______ - sulla
scorta della documentazione assunta agli atti in occasione dell'audizione
dell'avv. ______ - si ha che nel mese di aprile del 1998 la signora ______formulò
un ultimo testamento in cui specificava di non avere eredi e di lasciare alla
famiglia ______ di Locarno la somma di fr. 15'000.-- (allegato H al doc. dib
4).

 

                                         In precedenza e meglio in
data 2.1.1995, l'anziana signora formulò, in un altro testamento olografo, le
sue ultime volontà a favore dei signori ______ di ______, lasciando loro il suo appartamento ammobiliato (allegato
G al doc. dib 4)

 

                                         Non vi è quindi traccia di
un testamento a favore dell'imputata.

 

                                13.   Nel mese di settembre
del 1998, le competenti autorità diedero inizio alla procedura di nomina di un
curatore per la signora ______.

 

                                  a)   La signora ______,
segretaria della delegazione tutoria di Locarno, ha illustrato le circostanze
che dettarono l'avvio di detta procedura.

 

" 
Se ricordo bene il caso di ______ ci era stato segnalato
dall'ospedale di Cevio. Ci era stata inviata una lettera in cui si indicava che
l'interessata non era più in grado di provvedere alla gestione dei propri
interessi e che quindi si chiedeva un intervento dell'autorità tutoria. Mi
ricordo che vi era un problema pratico abbastanza importante nel senso che la
signora ______ non risultava più in grado di rientrare al proprio domicilio non
essendo sufficientemente autonoma. Mi ricordo che mi venne detto dagli
operatori dell'ospedale che l'interessata non era neppure in grado di avere un
colloquio, rispettivamente che aveva dei momenti di lucidità in cui non era in
grado di riconoscere le persone." (VI PP ______ 15.5.2001 AI A.3)

 

                                         Nel corso della penultima
degenza della signora ______ presso l'ospedale Valmaggese i medici assistenti
ritennero di interpellare la delegazione tutoria in considerazione delle nuove
condizioni della paziente dovute al decorso della sua malattia:

 

" 
La signora indicata a margine è degente presso il nostro istituto
dall'8.7.1998 per una malattia (vedi certificato medico) che non le permette
più di occuparsi dei propri interessi economici. Per la nuova situazione venutasi
a creare ritengo opportuno l'istituzione di una misura cautelare" (allegato B alla segnalazione della delegazione
tutoria del 21.7.2000, AI 1.1) 

 

                                         Dal certificato medico
allegato alla segnalazione si legge che
"la paziente menzionata si trova in condizioni psico fisiche tali da non
essere in grado di gestire i suoi interessi economici." (allegato B alla
segnalazione della delegazione tutoria del 21.7.2000, AI 1.1)

 

                                         Dalla disamina delle
cartelle mediche trasmesse dall'ospedale di Cevio, ed acquisite agli atti, ed
in particolare di quelle delle due ultime degenze della signora ______ avvenute
rispettivamente dal 8.7.1998 al 21.8.1998 e dal 28.8.1998 all'8.9.1998, emerge
il seguente stato di salute dalla paziente riassunto dal medico Primario dell'ospedale
Valmaggese, Dott.ssa ______ e dal Medico Assistente, Dott.
______ in uno scritto datato 28.9.1998 all'attenzione del
dott. ______ di Locarno:

 

" 
Si tratta di una paziente 88.enne, nota per numerosi ricoveri
all'ORL e presso il nostro Istituto negli ultimi anni, che ora ci viene
trasferita dall'ORL - Medicina, dopo un episodio di angor prolungato senza
movimento enzimatico /alterazioni ECG. Come problema principale attualmente
impone un'importante sindrome psico-organica con episodi confusionali, ideazioni
paranoici alternate ad episodi depressivi con suicidalità (sottolineatura ad opera del
redattore), motivo per il quale iniziamo una terapia neurolettica con
Haldol e antidepressiva con Tolvon oltre a Distraneurin per la notte. La
paziente in seguito piuttosto tranquilla  e gestibile, dal lato
cardiocircolatorio asintomatica sotto la terapia stabilita all'ORL (Tenormin
subite, Aspirina Cardio, Nitroderm TTS). Dopo circa una settimana di degenza è
improvvisamente entrata in uno stato saporoso con ipotensione arteriosa
prolungata, senza deficit neurologici focali. Dopo la somministrazione di
infusioni con Glucosaline e Plasmasteril la pressione si è poi normalizzata
mentre lo stato di coscienza rimane alterato fino al giorno seguente.
Attribuiamo questo episodio all'effetto della terapia neurolettica con Haldol
che viene quindi sospesa e più tardi sostituita con piccole dosi di
Melleretten. La paziente è in seguito piuttosto gestibile e stabile dal lato
psichico (non più idee suicidali), ma comunque si evidenziano episodi di stato
confusionale notturni e incontinenza uro-fecale. Abbiamo approfittato della
degenza per eseguire la fisioterapia di mobilizzazione e antalgica per una
sindrome lombovertebrale esacerbata. Viene poi dimessa a casa in condizioni
discrete, ma dopo solo una settimana rientra in Ospedale in seguito ad una
caduta con contusione del ginocchio destro e del ramo schio-pubico. La paziente
appare questa volta molto deperita, disidratata, in uno stato confusionale con
sonnolenza (sottolineatura ad opera del redattore). Si è ripresa poi dopo
pochi giorni con la terapia del caso, ma la mobilizzazione rimane comunque
difficile a causa della grave poliartrosi. Resta sempre asintomatica dal lato
cardio-circolatorio (non angor né crisi di dispnea) ma per una tendenza
all'ipotensione arteriosa viene ulteriormente ridotta la terapia diuretica. Vista
l'evidente impossibilità di ritornare a domicilio, dove vive da sola, (indice
di Barthel 60/100), la paziente ha accettato una sistemazione definitiva presso
la casa Anziani Canfora, dove è entrata il giorno 8 settembre1998. (sottolineatura ad opera del
redattore)"

 

                                         In aula la AC1, a domanda
del Presidente, ha dichiarato che la signora ______ stava bene di salute sino
agli ultimi suoi giorni.

 

                                         Tale affermazione non solo
è in contraddizione con quanto osservato dai medici, con la conseguente
necessità di ricoverare la signora ______ in una casa per anziani, e con quanto
dichiarato dalla signora ______, riferendosi al colloquio
avuto con la signora AC1ed in particolare alle ragioni che dettavano la
necessità di nominare all'anziana signora un curatore:

 

" 
Io le spiegai la situazione, che io potei constatare che lei
conosceva meglio di me." (VI PP ______15.5.2001
AI A.3.)

 

                                         Ma è addirittura smentito
da ______, il quale dichiara che la signora ______ era talmente malata che non
ce la faceva più ad andare in banca a fare i prelevamenti:

 

" 
AD del difensore risponde: per un periodo di tempo so che la ______andava
con la AC1a fare dei prelevamenti in banca, successivamente diede l'incarico
alla AC1e lei non ci andò più. Questo perché la ______era talmente malata che
non ce la faceva più." (VI PP ______
18.8.2004 AI A.7.)

 

                                         Come visto in precedenza
l'ultimo prelevamento effettuato dalla signora ______ risale al 16.9.1998.

 

                                  b)   La signora  ______  prese
informazioni presso l'Ospedale di Cevio e convocò la signora AC1:

 

" 
Io mi informai presso l'assistente sociale dell'ospedale se vi
era qualcuno che si prendeva cura della signora rispettivamente che aveva
contatti con lei. Mi venne risposto che vi era una signora AC1che andava a
trovarla regolarmente e che le portava anche gli effetti personali quando ne
aveva bisogno. Non erano conosciuti famigliari con i quali la ______ avesse dei
contatti. Io chiesi se vi erano altre persone che avevano contatto con la ______
ma l'assistente sociale mi disse che a lui non risultava nessuno. Fu poi lui a
darmi il recapito telefonico della signora AC1con la quale poi io presi
contatto, invitandola a passare negli uffici della Delegazione tutoria: cosa
che fece forse una settimana dopo." (VI PP ______15.5.2001
AI A.3.)

 

                                         La signora AC1si presentò
quindi presso gli uffici della Delegazione tutoria. La signora  ______  ha
riferito, in inchiesta, del contenuto di quell'incontro. 

 

" 
Io le spiegai (…) cos'era la Delegazione tutoria e in cosa
consisteva l'istituzione di una misura quale la curatela. Io poi le chiesi se
era disposta ad assumere l'incarico di curatrice cosa che lei accettò subito.
Io naturalmente le spiegai anche che doveva allestire un inventario e come lo
doveva fare, dichiarando d'altra parte la disponibilità della Delegazione
tutoria ad aiutarla dove avesse incontrato dei problemi. (…). Non mi ricordo se
la signora AC1mi parlò di eventuali conti non dichiarati fiscalmente appartenenti
alla curatelata. È comunque pacifico che se lo avesse fatto io le avrei detto
che, conformemente anche alla prassi invalsa presso la nostra Delegazione
tutoria, avrebbe dovuto registrarli nell'inventario della curatela. Posso
escludere nel modo più assoluto che la sottoscritta o altri membri della
Delegazione tutoria abbiano detto alla signora AC1che poteva anche non
registrare ad inventario eventuali conti in nero non dichiarati fiscalmente.
Devo ancora aggiungere che io a titolo precauzionale spiegavo sempre ai
curatori o tutori che qualora successivamente all'allestimento dell'inventario
fossero emersi beni prima sconosciuti questi avrebbero dovuto in ogni caso
essere registrati nel primo rendiconto successivo alla scoperta." (VI PP ______15.5.2001 AI A.3.)

 

                                         AC1ha confermato le
dichiarazioni della signora ______: 

 

" 
Confermo che io ad un certo punto venni convocata dalla
segreteria della Delegazione tutoria, la quale mi disse che dovevo allestire un
inventario: a me pareva che tutto fosse semplice anche perché la segretaria mi
disse che non vi erano problemi. Mi disse anche che se avessi incontrato
problemi mi avrebbero aiutata. (…) Io ricordo che chiesi alla Delegazione
tutoria cosa dovevo inserire nell'inventario: loro mi dissero di mettere tutto
quello che aveva la signora ______ e di tralasciare le cose inutili, cioè
quello che era da buttar via. Non mi hanno informata tutta via delle
conseguenze di un'eventuale omissione di una qualche posta
nell'inventario." (VI PP AC1
20.9.2001 AI B.1.)

 

                                         Per quanto concerne poi le
istruzioni ricevute circa eventuali beni non dichiarati fiscalmente, AC1, in
aula, per la prima volta, ha dichiarato che: "la segretaria della
delegazione tutoria mi aveva spiegato che nell'inventario andavano iscritti
anche conti eventualmente non dichiarati." (verb dib. pag. 2)

 

                                   c)   AC1 venne quindi designata
curatrice della signora ______ dalla Delegazione Tutoria della città di Locarno
in occasione della seduta del 18 settembre 1998. I suoi compiti erano quelli di
amministrare la rendita e la sostanza della curatelata e assisterla in ogni suo
bisogno amministrativo e di presentare alla Delegazione tutoria i rendiconti
finanziari e morali annui. Le venne inoltre impartito un termine di 30 giorni
per presentare l'inventario dei beni della curatelata. (decisione di nomina del
curatore del 18/21 settembre 1998, allegato A alla segnalazione della
Delegazione Tutoria della città di Locarno del 21.7.2000 AI 1.1)

 

                                         AC1si rivolse a ______ per
l'allestimento dell'inventario poiché - suo dire - ella non era in grado di
farlo da sola. ______ ha dichiarato di avere accettato tale incombenza poiché
aveva sempre allestito la dichiarazione delle imposte dell'anziana signora. Il
documento venne allestito dalla AC1insieme al signor ______, ma senza la partecipazione
della signora ______, così come dichiarato in aula dall'imputata (contra art.
367 e 419 CC).

 

                                         In fase di
allestimento dell'inventario, AC1si rivolse alla Delegazione tutoria per
ottenere dei chiarimenti limitatamente alla modalità d'iscrizione ad inventario
del mobilio di proprietà della signora ______, così come riferito dalla signora
 ______

 

" 
Mi ricordo che qualche tempo dopo la designazione della curatrice
la stessa si presentò presso la Delegazione tutoria chiedendo un'informazione
circa il modo in cui doveva presentare la distinta dei mobili della casa. Mi
pare comunque che era arrivata con il modulo dell'inventario già parzialmente
compilato. " (VI PP ______15.5.2001 AI
A.3.)

 

                                         Circostanza, quella della
registrazione dei mobili ad inventario, confermata anche da ______.

 

"  Mi ricordo di essermi
recato con la signora AC1nell'appartamento della signora ______ dove abbiamo
verificato la presenza di mobili o altri oggetti da iscrivere eventualmente
nell'inventario" (VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)

 

                                  d)   L'inventario della sostanza
mobile e immobile spettante a ______ venne quindi presentato in data 30.9.1998 ed
approvato dalla Delegazione tutoria in data 6.11.1998.

 

                                         Ad inventario, non
figuravano passivi, mentre vennero iscritti i seguenti attivi:

 

                                         diversi beni mobili come
da lista d'inventario allegata dell'appartamento 2 ½ locali nel Palazzo ______,
via ______. ______ (valore assicurativo fr. 101'800). Valore commerciale (come
da tassazione al 1.1.1997): Valore: fr. 0.--;

 

                                         alcuni effetti personali
in possesso della curatelata (orologio da polso, anello, catenina) Valore
commerciale. Valore: fr. 0.--;

 

                                         1 conto risparmio terza
età no. 593.742.J1 P c/o ______ Locarno, per l'accredito di AVS, pensione,
interessi attivi e pagamento delle fatture. Saldo al 25.0.1998. Valore: fr.
5'761,59;

 

                                         fr. 200'000.-- 5% prestito
privato 1.7.1994 (int. annuo, pagabile in rate semestrali al 30.6. e 31.12.,
disdetta con preavviso di 6 mesi) a favore di ______, 6646 Contra (come da
tassazione). Valore. Fr. 200'000.--

 

                                         Per un totale di fr.
205'761,59 

 

                                  e)   AC1, in qualità di curatrice
della signora ______, partecipò all'allestimento e presentò un inventario nel
quale omise consapevolmente di indicare i conti della signora ______ presso la
Banca ______, della cui esistenza era a conoscenza, visto che le venne
conferita procura e che le venne pure detto che si trattava di conti non
dichiarati al fisco. Ed agì in questo modo malgrado la segretaria della
Delegazione Tutoria le disse che avrebbe dovuto indicare anche eventuali conti
in nero.

 

                                         Ella ha pure omesso
consapevolmente di indicare l'esistenza del conto cauzione affitto presso l'______
in quanto era stata informata dalla signora ______ della sua esistenza ed era a
conoscenza, così come accertato in aula, del fatto che la cauzione è di
proprietà dell'inquilino.

 

" 
A proposito della cauzione affitto ricordo che la signora ______mi
aveva detto che aveva un deposito ma non so di quanto. E meglio, mi disse che
quando aveva dei problemi con l'appartamento, che se se ne fosse andata non
avrebbe pagato l'affitto perché aveva in deposito l'affitto, io non so di
quanto. So però che i soldi depositati in garanzia sono dell'inquilino." (verb. dib. pag. 2)

 

                                         Più precisamente AC1non
indicò ad inventario i seguenti attivi:

 

                                         In Banca ______:

                                         il conto corrente
creditore no. ______  che al 29.9.1998 presentava un saldo creditore di fr.
47'159.-- (cfr. estratto conto);

                                         il conto corrente marchi
tedeschi no. ______;

                                         il conto corrente dollari
no. ______;

                                         il conto deposito titoli
no. ______ consistente prevalentemente in azioni che al 30.9.1998 avevano un
valore di fr. 184'865,55 (cfr. AI 3.5)

                                         In ______:

                                         il conto cauzione affitto
no. ______ che al 31.12.1998 presentava un saldo di fr. 3'218,75 (cfr. AI.2.3)

 

                                         Per quanto
riguarda l'omissione dell'iscrizione del conto cauzione affitto, AC1non ha
saputo fornire una motivazione. Ha comunque affermato di non averlo fatto per
appropriarsi dei soldi in quanto tale conto non venne da lei mai toccato,
tant'è che fu estinto nel 2000 a favore della comunione ereditaria.

 

                                         Per quanto
attiene, per contro, all'omissione dell'iscrizione ad inventario dei conti
presso la Banca ______, AC1 ha, in un primo tempo, dichiarato di avere
agito in tal senso poiché a suo tempo la signora ______ le avrebbe detto
che non doveva parlare con nessuno di questi conti che rappresentavano i
risparmi di una vita. Aggiungendo che fu lei a dissuadere ______ dall'inserire
tali averi nell'inventario.

 

" 
Non ho inserito il conto che lei disponeva presso la Banca ______
perché a suo tempo la signora ______ mi aveva detto che di questa cosa non
dovevo parlare con nessuno, che era un segreto e che erano i risparmi di una
vita. Penso che ______ avrebbe dichiarato nell'inventario il conto segreto
presso la BdS: fui tuttavia io a dirgli di non inserirlo perché così voleva la
signora ______." (VI PP AC1 20.9.2001 AI
B.1)

 

                                         In seguito ha dichiarato
che fu ______ a dirle che dei soldi in nero non doveva parlarne con nessuno,
nemmeno con la delegazione tutoria e che lei, non avendo studiato, si fidò del
genero.

 

" 
Ribadisco ancora una volta che l'inventario iniziale della
curatela ______ è stato materialmente compilato da mio genero: io mi sono
limitato a firmarlo. Io mi sono fidata di lui e non ho posto domande
particolari. Mio genero mi diceva sempre che lui aveva studiato e che quindi
sapeva come si facevano le cose, che io non avevo studiato e che, quindi,
dovevo fidarmi di lui, mi disse anche che dei soldi "in nero" non
dovevo dire assolutamente nulla neppure alla delegazione tutoria." (VI PP AC1 9.4.2002 AI B.6)

 

                                         In aula AC1 ha nuovamente
cambiato versione affermando che lei fu d'accordo a non inserire i conti presso
la Banca ______, riconducendo tale agire alle volontà della signora ______.

 

" 
Credo che l'inventario doveva allestirlo mio genero comunque
anche io ero d'accordo di non inserire il conto non dichiarato nello stesso
perché così voleva la signora ______." (verb.
dib. pag. 3)

 

                                         E ciò in spregio ai suoi
obblighi di curatrice che le vennero esplicitamente chiariti dalla signora  ______,
così come dichiarato dall'imputata stessa in aula.

 

                                         Bertschart, dal canto suo,
in inchiesta, ha ricondotto l'omissione in questione alle volontà dell'anziana
signora (cfr. VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)

 

 

                                14.   Sennonché
il giorno precedente la consegna dell'inventario alla Delegazione tutoria, e
più precisamente in data 29.9.1998, AC1 aprì in Banca ______ un
conto cifrato (______ 491) (cfr. AI 3.8).

 

                                  a)   Su questo conto vennero
fatti confluire gli importi di fr. 100'000.-- e di fr. 20'000.--
rispettivamente in data 1.10.1998 e 27.10.1998. L'accredito avvenne tramite
versamento. Le suddette somme provenivano dal conto corrente creditore no. ______
 in Banca ______ intestato alla signora ______.

 

                                         In sostanza venne
addebitato quello stesso conto di cui venne sottaciuta l'esistenza alla
Delegazione tutoria poiché a detta della signora AC1, la ______voleva che nessuno
ne venisse a conoscenza poiché erano i risparmi di una vita.

 

                                         Dichiarazioni che di tutta
evidenza si scontrano con l'ovvietà dei fatti e su cui si ritornerà in seguito.

 

                                         L'addebito dal conto corrente
creditore no. ______ in Banca ______ intestato alla signora ______ avvenne
tramite prelevamento. Entrambe le fiches di prelevamento riportano la firma
della signora AC1.

 

                                         L'operazione era così
stata fatta per non rendere possibile risalire alla provenienza delle somme
versate sul conto ______. Lo stesso dicasi per la destinazione finale dei
prelievi effettuati sul conto della signora ______.

 

                                  b)   Il 13.11.1998 la signora ______
muore.

 

                                         Sul conto corrente
creditore no. ______ in Banca ______ intestato alla signora ______ si
registrano altri due prelevamenti di fr. 55'000.-- e di fr. 20'000.--
rispettivamente in data 19.11.1998 e 28.12.1999. Sul conto corrente dollari no.
______ si registra un addebito di USD 19'737,98 US$.--. Anche in questo caso
gli addebiti avvengono per prelevamento ad opera della signora AC1.

 

                                         Ad eccezione della somma
di fr. 55'000.-- che venne utilizzata per l'acquisto di una autovettura per il
signor ______, le altre due somme trovano riscontro con due versamenti
registrati sul conto ______.

 

                                   c)   Il 25 febbraio 1999 la
Delegazione tutoria presentò un'istanza per la nomina di un amministratore alla
competente autorità giudiziaria, proponendo quale amministratore l'avv. ______.
(allegato D alla segnalazione della Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.)

 

                                         L'avv. ______, in aula, ha
dichiarato di avere contattato la Delegazione tutoria, verosimilmente
all'inizio del 1999, poiché era in possesso di alcuni testamenti olografi della
defunta signora ______ che sapeva, poiché informato in tal senso da terze
persone, essere sotto curatela. Fu in quell'occasione che la Delegazione
tutoria chiese all'avv. ______ se fosse disponibile ad assumere l'amministrazione
della successione. (cfr. verb. dib. pag. 4)

 

                                         Il 2 marzo 1999, il
Pretore della Giurisdizione di Locarno città, accolse l'istanza della Delegazione
tutoria e designò l'avv. ______ amministratore dell'eredità della defunta
signora ______. (allegato D alla segnalazione della Delegazione Tutoria del
21.7.2000 AI 1.1.)

 

                                         Il 30 marzo 1999 la
signora AC1sottoscrisse una dichiarazione a richiesta dell'avv. ______ in cui,
tra l'altro, affermava di vantare un credito di fr. 48'000.-- per le cure
prestate alla signora ______ nel corso degli ultimi due anni ed in cui prendeva
atto che l'avv. ______ era stato nominato amministratore della successione per
cui ogni disposizione sui beni di spettanza della defunta signora ______erano
di sua esclusiva competenza. AC1si impegnò nel contempo ad allestire i conteggi
delle entrate e delle uscite del conto bancario presso l'______ di Locarno.
(cfr. dichiarazione del 30.3.1999 allegato E alla segnalazione della
Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.)

 

                                         In aula l'avv. ______ ha
precisato le circostanze che precedettero la sottoscrizione della suddetta
dichiarazione:

 

" 
Per quanto concerne l'incontro del 30.3.1999, non ricordo se fu
il primo o se la signora AC1era già venuta da me, così come è possibile che il
30 marzo 1999 era accompagnata dalla figlia, fatto sta che la dichiarazione
agli atti di tale data è il frutto delle discussioni avute con la signora AC1alla
quale ho ben spiegato che non poteva disporre del patrimonio della defunta,
anche perché io avevo avuto l'impressione che ella si ritenesse libera di
poterne disporre poiché diceva di vantare un credito per prestazioni
assistenziali fatte a favore della signora ______. Io le ho spiegato che queste
spese potevano essere onorate solo se giustificate. È così che è poi nato
l'importo che le è poi stato riconosciuto. A quanto diceva la signora AC1la
signora ______sarebbe stata d'accordo con queste sue pretese. Siccome la
situazione non era chiara, ho proceduto ad una grida affinché potesse essere
accertata l'entità del patrimonio e questo nell'aprile del 1999. Questo anche
perché da un lato i signori ______ e ______ in particolare mi avevano detto che
nutrivano qualche perplessità sul fatto che negli ultimi anni la signora non li
avrebbe più coinvolti e quindi ipotizzavano che questo ruolo sarebbe stato
assunto da ______. A loro pareva strano che nell'inventario non fosse indicato
alcun contro presso la Banca ______." (verb.dib.
pag. 4)

 

                                         Quindi nel mese di aprile
vennero fatte le grida alle quali poi la Banca ______ rispose evidenziando la
presenza di conti intestati alla signora ______.

 

                                  d)   Nel frattempo e più
precisamente in data 13.8.1999 ______, di comune accordo con la AC1, provvedeva
ad estinguere il conto ______. In data 3.8.1999 veniva aperto, sempre in Banca ______
il conto cifrato ______. Dalla documentazione bancaria emerge che il titolare
del conto si firmava "______" e nessuna altra indicazione portava
alla sua identificazione. Il conto corrente beneficiava di una linea di credito
di fr. 100'000.--. La prima operazione contabile è registrata in data 13.8.1999
ed è un prelevamento di fr. 26'863.---. A garanzia della linea di credito il
conto ______ beneficiava di un conto deposito pegno composto da titoli che al
31.12.1999 erano valutati in fr. 240'949.-- (cfr. estratto di deposito pegno
intestato a ______ al 31.12.1999) 

 

                                         Beneficiario economico del
conto non desumibile dalla documentazione bancaria agli atti, bensì dalle
dichiarazioni dell'accusata nel corso dell'inchiesta, era la figlia ______.

 

                                  e)   Il 18.8.1999 il conto corrente
creditore no. ______ in Banca ______ intestato alla signora ______ registra un
ultimo prelevamento di fr. 20'000.-- ad opera di AC1. 

 

                                         Come detto, a seguito
delle grida, l'avv. ______ venne a conoscenza da parte del BdS dell'esistenza
di conti a nome della defunta signora ______ed in particolare dell'ultimo
prelevamento di fr. 20'000.-- effettuato dalla signora AC1. Ne informò la
Delegazione tutoria con scritto datato 14.9.1999 (allegato F alla segnalazione
della Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.).

 

                                         Sempre dalla
documentazione allegata alla segnalazione si evince che in data 30.9.1999 la
signora AC1, accompagnata dalla figlia, ebbe un colloquio con la segretaria
della Delegazione Tutoria e in occasione di tale incontro la AC1- rifiutandosi
di firmare il verbale - aveva dichiarato di avere scoperto dell'esistenza del
conto in BdS solo dopo la morte della signora ______e che aveva prelevato fr.
20'000.-- quale parte del compenso che le era dovuto e che lei aveva stimato in
fr. 48'000.-- per le cure prestate alla defunta signora ______(cfr. allegato H
alla segnalazione della Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.).

 

                                         L'avv. ______ ebbe a sua
volta un secondo ed ultimo colloquio con la signora AC1il 4.10.1999. In quell'occasione
le contestò il prelievo di fr. 20'000.-- del quale ebbe notizia da parte della
Banca ______.

 

                                         Chiamato a riferire di
quell'incontro, l'avv. ______ ha dichiarato che:

 

" 
Ricordo che io rimproveravo alla signora AC1di aver prelevato fr.
20'000.-- nonostante le avessi detto chiaramente che non poteva farlo poiché io
ero stato designato amministratore. Ricordo che in una occasione mi fu
presentata sua figlia, non so quale, e con la stessa sosteneva di essere
titolare di una procura e quindi la legittimità di quell'operazione. Io ribadii
che da quando ero stato designato amministratore solo io potevo disporre. Si
giunse così all'accordo verbale che io ho poi messo per iscritto nella
dichiarazione 4.10.1999 che poi la signora AC1non volle più firmare. Ricordo che
la chiamai diverse volte ma non è mai più venuta nel mio studio."

 

                                         La dichiarazione che AC1si
rifiutò di firmare aveva il seguente tenore:

" 
1. confermo di aver prelevato in data 18 agosto 1999 l'importo di
fr. 20'000.-- dal conto della signora ______presso la Banca ______ di Locarno.
L'importo è stato speso per necessità mie e non è più a mia disposizione. 2. il
prelevamento è avvenuto in base ad una procura rilasciatami dalla signora ______qualche
anno fa. 3. prima del prelevamento dei fr. 20'000.-- del 18.8.99 non avevo mai
effettuato alcun prelievo dal conto presso la Banca ______. 4. non ho
dichiarato l'esistenza del conto c/o la Banca ______ nell'inventario che ho
consegnato alla Delegazione tutoria di Locarno perché la signora ______mi aveva
detto che il conto doveva rimanere segreto e che quando sarebbe morta io avrei
avuto la facoltà di ritirare tutto l'importo come compenso (salario) per le mie
prestazioni a suo favore." (dichiarazione
non firmata del 4.10.1999 allegata al VI PP ______ 2.2.2001 AI A.1.)

 

                                    f)   Al più tardi in data 9
novembre 1999 l'avv. ______ riuscì ad ottenere dalla Banca ______ gli estratti
conto corrente creditore no. ______ rubrica Franchi Svizzeri presso la Banca ______
intestato alla signora ______, aggiornati rispettivamente al 31.12.1998, al
31.3.1999, al 30.6.1999 e al 13.9.1999, nonché un estratto dell'elenco titoli
aggiornato al 13.11.1998. Tale documentazione venne quindi trasmessa alla Delegazione
tutoria (cfr. lettera avv. ______ alla Delegazione tutoria del 9.11.1999
allegato I alla segnalazione della Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.).

 

                                         Grazie alla documentazione
trasmessa dalla Banca ______, l'avv. ______ venne a conoscenza di tutti i
prelevamenti effettuati prima e dopo la morte della signora ______.

 

" 
Quando ebbi gli estratti conto dalla BdS, non senza qualche
difficoltà, constatai che dopo il decesso della signora ______ la signora AC1aveva
prelevato 55'000.-- CHF il 19.11.1998 e 20'000 CHF il 28.12.1998. (…). Dagli
estratti conto BdS rilevai pure due importanti prelevamenti nel corso del 1998
e meglio prima del decesso della signora ______. Si tratta di un prelevamento
di 100'000.-- CHF l'1.10.1998 e di 20'000.-- CHF il 27.10.1998. Ricordo che la
signora ______ è deceduta il 13.11.1998 e la signora AC1era stata nominata
curatrice il 18.9.1998. Io cercai di accertare il destino di questi importi
anche perché la questione aveva rilevanza dal profilo fiscale. La signora AC1disse
in sostanza che gli importi erano stati consegnati alla signora ______ la quale
ne aveva disposto ma senza essere in grado di precisarne la successiva
destinazione se non dicendo che le sembrava fossero stati dati a qualcuno che
parlava tedesco. La signora AC1disse anche che era eventualmente disposta a
sobbarcarsi l'eventuale carico fiscale di questi importi. Tengo a precisare che
queste trattative e queste richieste di chiarimento non vennero più
direttamente con la signora AC1ma con l'avv. ______ a cui la signora AC1si era
rivolta dopo che io le avevo contestato in particolare il prelevamento
dell'agosto 1999 cioè con l'amministrazione della successione in corso." (VI PP ______ 2.2.2001 AI A.1.)

 

                                         Solo in data 26.4.2000
l'avv. ______, d'accordo il signor ______ sulla cui posizione si tornerà in
seguito, siglò un accordo con la signora AC1ed il signor ______, illustrato
nella lettera di pari data trasmessa all'avv. ______ ed in punto alla quale in
aula ha precisato quanto segue:

 

" 
Mi viene chiesto di spiegare i termini dell'accordo riassunti nel
mio scritto 26.4.2000 all'avv. ______. Rispondo che per quanto riguarda ______
la successione vantava un credito di fr. 200'000.--. Come si evince dal mio
scritto 17.4.2001 al MP, a quel momento ______ aveva già restituito complessivi
fr. 95'000.--. Ne rimanevano ancora fr. 105'000.--. Come da accordo gli vennero
riconosciuti per onorari e spese fr. 20'000.-- da qui il saldo di fr. 85'000.--
indicato al punto 3 dello scritto 26.4.2000. Per quanto riguarda la signora AC1,
le vennero riconosciuti come al punto 2 dello scritto citato, fr. 80'000.--. Questo
importo è stato dedotto dall'importo di fr. 120'000.-- e quindi a favore della
successione è rimasto un credito di fr. 40'000.--. Questi due importi (fr.
85'000.-- + fr. 40'000.--) per complessivi fr. 125'000.-- sono stati versati conformemente
all'accordo il 4.5.2000, come da me indicato nello scritto 17.4.2001 al MP. Io,
al momento dell'accordo, non sapevo quanto esattamente la signora AC1aveva
prelevato. L'accordo è stato fatto sulla base della cifra di fr. 120'000.--
indicata dall'avv. ______. Prendo atto che non è logico che si trattasse dei
primi fr. 120'000 che sarebbero finiti, per le conoscenze che avevo a quel
momento, in base alle informazioni fornitemi dalla signora AC1e dall'allora suo
patrocinatore, nelle mani della signora ______e poi da questa ad anonimi
donatari, su cui la signora AC1si era pure impegnata a pagare fr. 28'050.--
quale tassa di donazione." (verb. dib. pag.
4 e 5)

 

                                         Il versamento dell'importo
concordato avvenne a debito del conto di ______ presso la Banca ______:

 

"  I soldi che ho
versato all'avv. ______ per l'accordo stipulato con la successione ______ sono
stati da me prelevati dal mio conto presso la BdS. Ho effettuato i versamenti
ad ______ a cash perché vi era un problema di tempi e volevo rispettare questi
termini." (VI PP ______ 21.9.2001 AI B.3.)

 

                                         AC1ha
confermato che fu sua figlia ______ a prestarle l'importo che si era assunta di
pagare alle autorità di tassazione per i fr. 120'000.-- prelevati prima della
morte della signora ______.

 

" 
Osservo che poi i soldi prelevati sul conto della ______ li ho
donati a mia figlia ______ di Muralto. L'altra figlia ______ mi ha poi prestato
fr. 45'000.-- che ho utilizzato per pagare le imposte dovute (personali e
quelle di successione e donazione, limitatamente a fr. 120'000.-- che mi sono
assunta in qualità di curatrice)". (VI PP AC1
20.9.2001 AI B.1)

 

                                         A seguito del versamento
di fr. 125'000.--, in data 10 maggio 2000 si tenne un ulteriore incontro alla
presenza della signora AC1, dell'avvocato ______ altro suo patrocinatore e dell'avv.
______, i cui contenuti sono riassunti nel verbale agli atti (allegato S alla
segnalazione della Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.) ed in particolare
in cui venne dato atto che l'accordo era stato ossequiato.

 

                                         In occasione di questo incontro
AC1ribadì nuovamente di non sapere a chi fossero stati consegnati i fr.
120'000.-- prelevati prima del decesso della signora ______.

 

                                         Dallo stesso verbale si
legge: "l'avv. ______ propone di sentire
il signor ______ per chiedergli se la signora ______l'aveva preventivamente
avvisato che la signora ______aveva chiesto alla AC1 di prelevare fr.
100'000.--" (allegato S alla segnalazione della Delegazione
Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.

 

                                         Venne quindi sentito ______
il 16 maggio 2000 presso gli uffici della Delegazione Tutoria. Dal verbale, che
ne riassume i contenuti, si legge che: "il
signor ______ è il genero della signora AC1. Egli si ricorda che la signora ______l'aveva
chiamato chiedendogli se i fr. 100'000.-- e fr. 20'000.-- erano a disposizione
e se avrebbe potuto mandare la signora AC1a ritirarli. Non ricorda più con
esattezza gli importi ma ricorda di essere stato contattato diverse volte dalla
signora ______sia prima della nomina quale curatrice della signora AC1che dopo.
La signora ______amava/usava regalare anche delle somme consistenti a varie
persone, ma non rivelava mai il destinatario. Spesso la signora ______faceva
prelevamenti consistenti" (allegato
U alla segnalazione della Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.)

 

                                  g)   La Delegazione tutoria
segnalò, in data 31.5.2000, all'ufficio delle imposte di successione e
donazione la fattispecie relativa alla consegna a terzi dell'importo di fr.
120'000.-- per aver chiarimenti in merito alle conseguenze fiscali di tale
operazione.

 

                                         In data 21.7.2000 la
Delegazione tutoria segnalò il caso ______ - AC1/______ anche al Ministero
pubblico. 

 

                                         L'inchiesta prese avvio,
ma il primo interrogatorio dell'accusata e del signor ______ da parte del
Procuratore pubblico avvenne solo in data 20.9.2001.

 

                                         Prima di essere sentiti
dal magistrato inquirente, nel contesto della procedura speciale presso la
divisione delle contribuzioni (AI 6.1), AC1e ______ continuarono a tenere
nascosta la destinazione della somma di fr. 120'000.-- prelevata dai conti
della signora ______ prima del suo decesso.

 

" 
L'avv. ______ (…). Precisa che l'importo di fr. 120'000.--
prelevato alcuni tempi prima del decesso della curatelata, sono stati
effettivamente versati a terza persona della quale la sua cliente non conosce
l'identità. Considerata come al momento di quest'operazione la signora AC1era
stata nominata curatrice della signora ______, l'avv. ______ ammette la
responsabilità della sua cliente quale debitrice dell'importa di donazione che
dovrà essere prelevata. Per quanto riguarda gli importi rivendicati dalla signora
AC1e dal signor ______ per prestazioni fornite i comparenti richiamano gli
accordi pattuiti con le liquidazioni già avvenute. La signora AC1ha percepito
un importo lordo per onorari, spese e prestazioni di fr 80'000.-- mentre il
genero ______ un importo di fr. 20'000.--. Questi importi non sono stati
dichiarati….".

 

                                         La prima volta in cui AC1e
poi ______ ammisero di essere stati a conoscenza del destino dei fr. 120'000.--
prelevati prima della morte della signora ______fu in occasione del secondo
verbale davanti al PP.

 

 

                                15.   In sostanza le
dichiarazioni di AC1 davanti al PP in punto ai suoi prelevamenti sono le
seguenti:

 

 

                             15.1.   Prelevamenti del
1.10.1998 e del 27.10.1998 rispettivamente di fr. 100'000.-- e di fr. 20'000.--,
entrambi riversati sul conto cifrato ______.

 

                                  a)   In occasione del suo primo
interrogatorio davanti al Procuratore pubblico, AC1 ripropose la versione già
illustrata all'avv. ______ (cfr. allegati S, U, R alla segnalazione 21.7.2000
AI 1.1. della Delegazione tutoria), alla Delegazione Tutoria (allegato R alla
segnalazione 21.7.2000 AI 1.1. della Delegazione tutoria) ed alle autorità
fiscali (verbale 7.11.2000 AI 6.1), secondo cui i primi due prelevamenti furono
eseguiti su ordine della signora ______, la quale avrebbe consegnato l'importo
di fr. 120'000.- ad una terza persona, della quale l'accusata non conosceva
l'identità.

 

" 
La prima volta che ho fatto dei prelevamenti è stato nel 1998
quando mi chiese di prelevare una prima volta fr. 100'000.-- ed una seconda
volta fr. 20'000.--. (…). Riguardo ai prelevamenti effettuati l'1.10.98 (fr.
100'000.--) e il 27.10.98 (fr. 20'000.--) gli stessi furono preceduti da una
telefonata della signora ______ a mio genero. Lei gli disse di mettermi a
disposizione questi soldi. Io quindi mi recai in banca e per la prima volta
effettuai un prelevamento sul conto della ______. Presi i soldi e glieli
consegnai personalmente. Non mi feci fare alcuna ricevuta, né il signor ______
mi consigliò in questo senso. Non so cosa la signora fece di questi soldi. In
ogni caso non li ha consegnati a me, non li ha consegnati a mia figlia, né
tanto meno al signor ______. Con il signor ______ non ho mai discusso di questi
improvvisi prelevamenti della signora ______. Non mi è venuto in mente che come
curatrice avrei dovuto interessarmi meglio di quello che stava
succedendo." (VI PP AC1 20.9.2001 AI B.1)

 

                                         Stessa versione dei fatti
fu resa da ______ al Magistrato inquirente:

 

" 
Quando la signora AC1passò a prelevare i due importi di CHF 100'000.--
e CHF 20'000.--, io venni preavvisato dalla sig.a ______ che mi avvertì che la AC1avrebbe
effettuato questa operazione. La signora ______ non mi disse lo scopo di questi
prelevamenti ma io pensai che si trattasse per dei regali poiché già in precedenza
aveva fatto dei prelevamenti che erano poi stati destinati a dei doni.
Sinceramente non saprei dire a chi avrebbe potuto regalare quelle cifre. In
ogni caso non li ha regalati né al sottoscritto né, mi risulta alla signora AC1né
tanto meno a mia moglie. (…). Non so invece cosa la signora AC1abbia fatto dei
CHF 120'000.-- prima del decesso ______ anche se ritengo li abbia consegnati a
quest'ultima. Dal momento che mi aveva preavvisato il prelevamento la signora ______
si sarebbe sicuramente fatta sentire se non li avesse ricevuti." (VI PP ______ 20.9.2001)

 

                                         Finalmente, in occasione
del secondo verbale di interrogatorio davanti al Procuratore pubblico, AC1ha
ritrattato tale versione ammettendo di avere accreditato la somma di fr.
120'000.-- su di un suo conto aperto presso la Banca ______.

 

" 
Ho chiesto di essere nuovamente interrogata dal Magistrato perché
volevo correggere alcune mie dichiarazioni fatte ieri. Volevo cioè precisare
che i fr. 120'000.-- prelevati poco prima del decesso della signora ______ li
ho collocati su un mio nuovo conto aperto presso la BdS. Ho effettuato questa
operazione su istruzione della signora ______. Lei mi diceva che questo importo
andava tenuto segreto altrimenti avrei dovuto dichiarali al fisco, lei in
particolare parlava della Città. Io di mia iniziativa ho deciso di aprire un
conto nuovo presso la BdS dove ho poi versato i fr. 120'000.-- in questione. Ho
lasciato questi soldi su quel conto per ca. un anno quando, poi, li ho
prelevati e versati su un conto a nome della figlia presso la BdS di Locarno. È
possibile che mia figlia abbia dovuto aprire un conto nuovo. L'idea di aprire
un nuovo conto presso la BdS è venuta a me unitamente ad ______. Penso che mia
figlia abbia chiesto delle spiegazioni anche a ______. Io a mia volta avevo
spiegato a mia figlia da dove questi soldi provenivano: in particolare le
spiegai che era stata la signora ______ a chiedermi di prendere questi soldi
prima che morisse e prima che fosse troppo tardi. Mia figlia era al corrente
per i lavori che ho svolto per la signora ______ e devo dire che non la
sopportava. Mi accusava di dedicarmi troppo a lei e di non essere presente per
la famiglia. Lei considerava questi soldi come provento del mio lavoro. Sapeva
comunque che erano depositati su un conto intestato alla ______." (VI PP AC1 21.9.2001 AI B.4)

 

                                         L'imputata, dovendo dare
una spiegazione al PP del perché si era decisa a confessare il reale destino
della somma di fr. 120'000.--, prelevati prima della morte della signora ______,
ha dichiarato di essersi resa conto di avere commesso uno sbaglio.

 

" 
Non so perché ieri non ho raccontato la verità, devo dire che
quando sono uscita dall'ufficio ho subito pensato di aver commesso uno sbaglio
ed è questa la ragione per cui ne ho parlato con l'avvocato." (VI PP AC1 21.9.2001 AI B.4)

 

                                         Questa spiegazione non ha
convinto questo Presidente. Si noti che fino al 20 settembre 2001 nessuno era a
conoscenza dell'esistenza di un conto presso la Banca ______ di cui AC1 era la
beneficiaria economica. Furono proprio AC1e ______ che in quella data - dopo
aver ribadito di non sapere a chi fossero stati consegnati i fr. 120'000.--
prelevati ante mortem -, chiamati, per la prima volta, a dare spiegazioni del
destino dei prelevamenti eseguiti post mortem, hanno entrambi dichiarato al PP
che erano stati versati su un conto in Banca ______ di spettanza della signora AC1:

 

" 
Ho comunque prelevato prima fr. 55'000.-- e poi fr. 20'000.--
depositandoli su un conto che io nel frattempo ho aperto a mio nome. Questo
conto l'ho aperto a mio nome. Questo conto l'ho aperto presso la BdS a Locarno.
Anche il successivo prelevamento effettuato sul conto ______ l'ho riversato su
quello nuovo che avevo aperto presso la BdS." (VI
PP 20.9.2001 G.AC1)

 

" 
Mi risulta che i soldi prelevati dalla AC1successivamente il
decesso della ______ sono stati collocati su un suo conto che ha aperto presso
la BSCT. Fui io a consigliarla in questo senso." (VI PP ______ 20.9.2001)

 

                                         Il giorno seguente a
queste dichiarazioni, entrambi chiesero di essere sentiti dal PP poiché avevano
delle correzioni da fare.

 

                                         È apparso evidente a
questo Presidente che le ammissioni rese il 21 settembre 2001 siano state
frutto di una repentina presa di coscienza che dalla documentazione che il
Magistrato inquirente avrebbe richiamato dalla Banca ______ relativa al conto
di spettanza della signora AC1, sarebbero emersi pure gli accrediti della somma
di fr. 120'000.--, prelevata dal conto della signora ______ nel mese di ottobre
del 1998. 

 

                                  b)   AC1, ammessa la circostanza
relativa all'accredito della somma di fr. 120'000.-- a suo favore, ha comunque
persistito nell'affermare che fosse stata la signora ______ ad autorizzarla ad
effettuare tale prelevamento. 

 

                                         In un primo tempo afferma
genericamente che "l'operazione" fu autorizzata dalla signora ______,
la quale si sarebbe preoccupata pure degli oneri fiscali che la AC1avrebbe
dovuto assumersi. 

 

" 
Ho effettuato questa operazione su istruzione della signora ______.
Lei mi diceva che questo importo andava tenuto segreto altrimenti avrei dovuto
dichiarali al fisco, lei in particolare parlava della Città." (VI PP AC1 21.9.2001 AI B.4)

 

                                         In seguito precisa che la
signora ______l'autorizzò a due riprese ad eseguire i prelevamenti in
questione: la prima volta il 1.10.1998 per la somma di fr. 100'000.-- e la
seconda volta il 27.10.1998 per la somma di fr. 20'000.--.

 

" 
Prelevai i soldi dal suo conto nel mese di ottobre perché così mi
disse di fare la signora ______. Fu lei a dirmi di prelevare fr. 100'000.-- e,
in un secondo momento, mi disse di prelevarne altri 20'000.--. Lei mi disse di
andarci subito per cui penso che eseguii i prelevamenti il giorno stesso che mi
disse di farlo. Penso che, perché fu lui a riferirmelo, mio genero, ______,
telefonò alla signora ______ per verificare se effettivamente mi aveva dato
questa autorizzazione." (VI PP AC1 9.4.2002
AI B.6)

 

                                         ______, in un primo
momento, sia davanti al PP, sia davanti ai rappresentanti della Delegazione
tutoria, aveva dichiarato espressamente di essere stato informato da parte
della signora ______ del prelevamento che la AC1avrebbe eseguito:

 

"  La signora ______ mi
aveva in ogni caso autorizzato a mettere a disposizione della signora AC1CHF
120'000.--." (VI PP ______ 21.9.2001 AI B.3)

 

" 
il signor ______ è il genero della signora AC1. Egli si ricorda
che la signora ______l'aveva chiamato chiedendogli se i fr. 100'000.-- e fr.
20'000.-- erano a disposizione e se avrebbe potuto mandare la signora AC1a
ritirarli. Non ricorda più con esattezza gli importi ma ricorda di essere stato
contattato diverse volte dalla signora ______sa prima della nomina quale
curatrice della signora AC1che dopo." (allegato
U alla segnalazione della Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.)

 

                                         In un
secondo momento, ______ ritratta tale versione dichiarando che la signora ______
non lo aveva preavvisato espressamente. Aggiunge però che lui eseguì le
operazioni di addebito del conto della signora ______, poiché la signora gli
aveva sempre detto che alla sua morte gli attivi dei conti in Banca ______
sarebbero stati devoluti alla signora AC1. 

 

"  D: con riferimento ai
due prelevamenti di fr. 100'000.-- (del 1.10.1998) e di fr. 20'000.-- (del
27.10.1998), lei si ricorda di avere ricevuto una telefonata o una
comunicazione esplicita da parte della signora ______ di mettere a disposizione
queste somme della signora AC1? R: no, non mi ricordo. Devo tuttavia aggiungere
che per me era chiaro che queste somme erano destinate alla signora AC1e che
quindi lei poteva disporne. La signora ______mi aveva sempre detto che alla sua
morte i soldi di quel suo conto presso la Banca ______ sarebbero stati
destinati alla signora AC1." (VI PP ______ 14.6.2004 AI B.7.)

 

                                         A fronte di
tali dichiarazioni, si sottolinea che la signora ______, non solo non ha
preavvisato il suo consulente dei prelevamenti che AC1si apprestava a fare, ma soprattutto
era ancora in vita.

 

                                         A ciò si
aggiunge che nel corso dell'inchiesta AC1ha precisato che tutti i prelevamenti
da lei effettuati avvenivano su indicazione di ______.

 

" 
Effettuavo i prelevamenti quando me lo diceva mio genero; egli mi
spiegava che il denaro era investito in titoli e che quindi non si poteva
prelevare tutto in una volta sola. Egli non mi ha peraltro mai spiegato nulla
di come funzionavano queste cose, io mi limitavo ad eseguire quello che lui mi
diceva di fare. (…)." (VI PP AC1 9.4.2002
AI B.6)

 

                                         ______
conferma tale affermazione dichiarando che:

 

"  Al riguardo osservo
che effettivamente ero io a spiegare alla signora AC1quando poteva disporre del
denaro sul conto ______ segnatamente per quello che riguardava gli investimenti
in titoli che dovevano giungere a scadenza per poter essere utilizzati. Vi era
cioè il problema della creazione di liquidità."
(VI PP ______ 14.6.2004 AI B.7.)

 

                                         Ne consegue
che l'indicazione di recarsi una prima volta il 1.10.1998 a prelevare la somma
di fr. 100'000.-- ed una seconda volta il 27.10.1998 a prelevare la somma di
fr. 20'000.-- non può essere stata data dalla signora ______ poiché, da un
lato, ______ ha confermato di non aver ricevuto precise istruzioni telefoniche
a tal riguardo dalla signora ______. E dall'altro lato era ______ a comunicare
alla signora AC1quando poteva andare a prelevare le somme in funzione delle
scadenze dei titoli.

 

                                         Quindi
l'ordine che AC1sostiene le sia stato dato dalla signora ______ di recarsi una
prima volta a prelevare fr. 100'000.-- ed una seconda volta a prelevare fr.
20'000.-- non regge. 

 

                                   c)   Sulla
circostanza che la signora ______in vita avrebbe detto alla signora AC1che alla
sua morte le avrebbe donato i suoi averi, la Corte ha accertato quanto segue:

 

                                         In
occasione del primo interrogatorio, a giustificazione dei prelevamenti
effettuati a seguito della morte della signora ______, AC1ha dichiarato che fu
la signora ______ a dirle che alla sua morte sarebbero stati suoi.

 

" 
Del resto la signora ______ mi aveva detto che quando sarebbe
morta quei soldi sarebbero stati per me." (VI
PP AC1 20.9.2001 AI B.1)

 

                                         Anche ______, chiamato a
dare spiegazioni del perché permise alla AC1di effettuare i prelevamenti dopo
la sua morte dichiarò:

 

"  Devo aggiungere che
personalmente e direttamente la signora ______ ebbe a più riprese a dirmi che
alla sua morte il denaro collocato sul conto che io gestivo sarebbe andato alla
signora AC1." (VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)

 

                                         In
occasione del secondo interrogatorio AC1dichiara di non avere parlato dei fr.
120'000.-- poiché la signora ______le disse che l'importo doveva rimanere
segreto altrimenti la AC1avrebbe dovuto dichiarali al fisco.

 

                                         In occasione del suo terzo
verbale l'accusata dichiara, nel contesto della descrizione della sua
remunerazione per i servizi resi all'anziana signora, che:

 

" 
Ricordo comunque che mi diceva sempre che quando sarebbe morta
avrei preso io i soldi che lei aveva risparmiato a valere quale ricompensa del
mio impegno. Insisteva con me affinché non dicessi niente di questi suoi
risparmi che non erano dichiarati al fisco." VI (PP AC1 9.4.2002 AI B.6)

 

                                         ______ ha dichiarato -
dovendo spiegare la ragione per la quale aveva permesso il prelevamento della
somma di fr. 120'000.-- prima della morte della signora ______- che:

 

" 
La signora ______mi aveva sempre detto che alla sua morte i soldi
di quel suo conto presso Banca Stato sarebbero stati destinati alla signora AC1."
(VI PP 14.6.2004)

 

                                         Ancora la AC1in occasione
del suo quarto verbale ha dichiarato che:

 

" 
AD del difensore rispondo: che la signora ______diceva sempre a
me ma anche a ______ di portare pazienza per la sua presenza un po’ invadente,
che quando sarebbe morta avrebbe lasciato a me i suoi soldi. Ripeteva in
continuazione questa cosa, era diventata come un disco rotto." (VI PP AC1 23.6.2004 AI B.8)

 

                                         A tal proposito ______ha
confermato che:

 

" 
la signora ______mi disse che poi, quando sarebbe morta, la
signora AC1sarebbe stata bene e anzi mi disse esplicitamente che le avrebbe
lasciato tutto quello che aveva. Mi ricordo che la signora ______disse di avere
dei conti bancari sui quali aveva fatto una procura a favore di AC1." (VI PP ______ 18.8.2004 AI A.7.)

 

                                         Dichiarazione
quest'ultima, in aperta contraddizione con la preoccupazione dimostrata da ______e
riferita dall'imputata, chiamata ad illustrare la destinazione dei fr.
55'000.-- prelevati in data 19.11.1998:

 

" 
Al signor ______avevo spiegato che avevo una procura sui conti
della signora ______ e che ero autorizzata a utilizzare questi soldi. Egli si
raccomandò con me di non creare pasticci nei suoi confronti." (VI PP AC1 23.6.2004 AI B.8)

 

                                         In aula poi AC1ha
dichiarato che:

 

" 
A domanda del difensore dichiaro che la signora ______mi ha detto
che mi avrebbe lasciato i suoi denari già quando mi diede la procura sul conto
Banca Stato. Prendo atto che queste affermazioni sono un novum e dico che non
posso ricordarmi sempre tutto e che da questo procedimento ho già sofferto
molto e per me è più importante la salute del processo." (verb. dib. pag. 7)

 

                                         ______, dal canto suo, ha
dichiarato:

 

" 
Ho sentito spesso la signora ______ pronunciare frasi nel senso
che alla sua morte avrebbe lasciato in eredità a mia madre il suo
patrimonio." (VI PP 2.10.2001 AI B.5)

 

                                         Pur avendo poco prima
affermato:

 

" 
Io la signo