# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** edb64cff-fcd8-5f91-a2fa-7ff738387077
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-08-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 29.08.2017 72.2016.60
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2016-60_2017-08-29.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2016.60/61

  	
  Lugano,

  29 agosto 2017/lc 

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone Ticino

  
	
  La Corte
  delle assise correzionali di Bellinzona

  
	
   

  
						

 

	
  composta da:

  	
  giudice Mauro Ermani, Presidente

  
	
   

  	
  Stefano Stillitano, vicecancelliere

  

 

sedente nell’aula
penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare

 

nella causa penale       Ministero
Pubblico

 

	
   

  	
  e in qualità di accusatore
  privato:

  

 

	
   

  	
  ACPR 1

  rappresentato dall’avv. RAAP 1

  
	
   

  	
   

  
	
  contro

  	
  IM 1

   

  IM 2

  entrambi rappresentati dall’avv.
  DF 1

  

 

 

	
  IM 1, imputato, a norma del
  decreto d’accusa 96/2016 del 23 marzo 2016, emanato dal Procuratore pubblico PP
  1, considerato come atto d’accusa (art. 356 cpv. 1 CPP),
  di

  

 

falsa testimonianza

per avere, a __________ il 26.09.2007 davanti al Pretore e sotto
giuramento, reso una falsa deposizione in veste di testimone, in particolare
per aver dichiarato contrariamente al vero: “…non ho mai lavorato con
l’istante (n.d.r.: ACPR 1)…”, quando in realtà in almeno una occasione
aveva lavorato di sabato con il suo collega di lavoro ACPR 1, per conto della
ditta __________;

 

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di
luogo;

reato previsto: dall’art. 307 cpv. 1 e 2 CPS;

 

 

e IM 2, imputato, a norma del
decreto d’accusa 97/2016 del 23 marzo 2016, emanato dal Procuratore pubblico PP
1, considerato come atto d’accusa (art. 356 cpv. 1 CPP), di

 

falsa testimonianza

per avere, a __________ il 26.09.2007 davanti al Pretore e sotto
giuramento, reso una falsa deposizione in veste di testimone, in particolare
per aver dichiarato contrariamente al vero: “…non ho mai lavorato con
l’istante (n.d.r.: ACPR 1)…”, quando in realtà in almeno una occasione
aveva lavorato di sabato con il suo collega di lavoro ACPR 1, per conto della
ditta __________;

 

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di
luogo;

reato previsto: dall’art. 307 cpv. 1 e 2 CPS;

 

 

Presenti:                   -   l’imputato IM 2, assistito
dal suo difensore di fiducia, avv. __________ in sostituzione dell’avv. DF 1;

                                     -   l’imputato
IM 1, assistito dal suo difensore di fiducia, avv. __________ in sostituzione
dell’avv. DF 1;

                                     -   l’avv. RAAP 1,
patrocinatore di fiducia dell’accusatore privato ACPR 1.

 

 

Espletato il
pubblico dibattimento dalle ore 09:34 alle ore 13:06.

 

 

Sentiti:                       -   l’avv. RAAP 1,
rappresentante dell’accusatore privato ACPR 1, il quale formula e motiva le
seguenti conclusioni: il reato di falsa testimonianza viene spesso
sottovalutato anche con riferimento alle conseguenze che ha nei confronti delle
vittime. L’inchiesta ha seguito un percorso difficile: nel 2009 c’è stato un
non luogo a procedere del PP, immediatamente opposto, a cui è seguito un
decreto d’accusa per errore finito alla Pretura penale e una serie
d’interrogatori eseguiti senza contraddittorio. Anche la difesa ha fatto in
modo di ritardare la procedura. Oggi sono in discussione le dichiarazioni degli
imputati rilasciati in Pretura, ove essi hanno negato quanto più volte indicato
ai sindacalisti. In merito all’attendibilità degli accusati, in corso
d’inchiesta essi hanno negato di avere mentito in Pretura, ma essi hanno
rilasciato ben 5 versioni diverse. Essi si sono rivolti per primi al sindacato,
prima anche dello stesso AP, e nei primi incontri hanno incontrato il sig. __________
ma poi anche __________ e __________. Tutti i sindacalisti hanno affermato che
tutti e quattro hanno sempre sostenuto di avere lavorato al sabato senza essere
stati pagati. Sono loro che hanno anche affermato che si trovavano al magazzino
prima di recarsi al cantiere. Questo è il momento in cui le dichiarazioni erano
davvero libere e non erano influenzate né dalla promessa di __________ né dal
procedimento penale. In seguito essi hanno rilasciato versioni molto
differenti. In Polizia nel dicembre 2007 affermano una cosa diversa rispetto a
quanto detto davanti al Pretore: IM 2 risponde che probabilmente aveva lavorato
di sabato con l’AP, mentre IM 1 ha dichiarato di aver lavorato con lui un solo
sabato. Nel marzo 2010 gli imputati cambiano versione ed indicano un elemento
nuovo, ovvero la pressione del ACPR 1, uscita solo due anni e mezzo dopo le
prime dichiarazioni. L’08.04.2010 entrambi ammettono che tutto era un tentativo
finalizzato ad ottenere il pagamento di cose non dovute. Gli imputati sono
inattendibili. Essi cambiano le loro versioni in contemporanea, a dibattimento
hanno affermato che entrambi nel primo verbale di Polizia hanno capito male la
domanda che gli è stata rivolta dalla Polizia. Ma dai sindacati erano andati
loro per primi e non ACPR 1, che quindi essi abbiano subito le pressioni
dell’AP è del tutto falso. L’ultima versione del tentativo di gonfiare le ore
di straordinario è del tutto insostenibile per il fatto che __________ aveva
già l’indicazione delle ore lavorate. C’è anche l’incongruenza tra i documenti
presentatati ai sindacati nel 2007 e quelli del 2017 presentati alla Corte. __________
afferma che erano stati svolti degli accertamenti atti a verificare che le
rivendicazioni avanzate erano verosimili, altrimenti non avrebbero intentato
una causa civile. Lo stesso __________ in un primo tempo si era detto disposto
ad andare incontro alle rivendicazioni dei sindacati, anche se l’accordo poi
non è stato raggiunto. Ci sono moltissime incongruenze nelle dichiarazioni dei
due imputati. __________, invece, non ha alcun interesse nella causa, egli
afferma nel verbale 20.10.2015, a pag. 5, che gli imputati avevano confermato
la presenza di ACPR 1 presso il magazzino di sabato. In Pretura gli imputati
hanno mentito e dopo non sono riusciti a spiegare in modo lineare perché siano
andati dai sindacati. Le affermazioni false in realtà sono due: quella di non
avere mai lavorato con l’AP e quella di essere sempre stati pagati per le ore
di straordinario svolte. Il PP ha ritenuto di indicarne soltanto una. In
Pretura essi hanno mentito sotto giuramento, il reato è pertanto qualificato.
Le fattispecie sono identiche, entrambi i decreti meritano conferma per l’art.
307, cpv. 2 con risarcimento danni come nota d’onorario a cui devono
aggiungersi fr. 900.- per il dibattimento;

 

                                     -   l’avv. __________,
difensore degli imputati IM 1 e IM 2, la quale formula e motiva le seguenti
conclusioni: gli imputati si trovano sotto processo per il fatto che avrebbero
affermato il falso in Pretura sostenendo di non avere mai lavorato al sabato
con l’AP. Tale procedura risale ormai a 10 anni fa. Il sig. IM 1 ha lavorato
per circa 1 anno e mezzo presso la __________, mentre IM 2 vi ha lavorato da
luglio 2005 fino alla fine dell’anno. Se ci sono stati così tanti incidenti
nella conduzione dell’inchiesta non è per colpa degli imputati. Quando essi si
recano dai sindacati, non lavorano già più con la __________, si è dunque
formato un effetto domino: prima vi è un lavoratore che avanza pretese, a cui
poi si aggiungono altre persone. Per avere ragione in Pretura occorrono
conferme circostanziate. Gli imputati hanno più volte reso la loro versione dei
fatti, hanno ammesso di essersi comportati in modo leggero, ingolositi da una causa
che si prospettava già vinta. Ma poi, quando è iniziato il tutto, hanno
semplicemente cambiato avviso sul fatto che possa essere corretto ottenere un
qualcosa di non dovuto. Si sono limitati a riportare al Pretore quanto davvero
successo, ovvero di non avere mai lavorato al sabato con l’AP. Si sono
menzionate le testimonianze dei sindacalisti: __________ afferma nel 2008, a
distanza non immediata dai fatti, che effettivamente c’erano conteggi di ore
non corrette e di avere tentato una conciliazione con il __________, della
quale però non vi è alcuna risultanza. Egli poi nel 2015 non ricorda nulla
richiamandosi al verbale del 2008. Resta la testimonianza di __________ che ha
una precisione agghiacciante nel descrivere i fatti con grande puntualità,
seppur siano passati parecchi anni. Ha pure riferito che la causa era stata
elaborata a tavolino. È l’unico a parlare della partenza di tutti i lavoratori
dal magazzino, che però è un fatto riportato. __________ non era presente e non
può avere visto da dove partivano i lavoratori. Nel dicembre 2007 gli imputati
si presentano in Polizia e dichiarano che forse hanno lavorato con l’AP di
sabato, e da qui parte tutto l’iter processuale. Durante il dibattimento essi
non sono riusciti a spiegarsi con chiarezza, ma entrambi sono sempre stati
coerenti su tutte le dichiarazioni, salvo in quel verbale del 2007. Essi non
hanno mai detto che ACPR 1 non ha mai lavorato di sabato, hanno detto di non
averlo mai visto e di non avere lavorato con lui. Gli imputati non hanno mai tratto
giovamento da questa situazione, hanno fatto solo ciò che ritenevano giusto,
non dicendo il falso di fronte ad un’autorità civile. Quanto detto nel secondo
verbale è dovuto a tanti fattori diversi, essi si sono trovati in una
situazione non usuale e volevano evitare di essere categorici. Le testimonianze
dei sindacalisti non sono arrivate subito dopo l’udienza in Pretura, è poi solo
__________ che, con molta precisione, fa determinate dichiarazioni, le fa
proprio lui che aveva perso la causa che aveva intentato. Il fatto di essere
stati nel secondo verbali così poco precisi non deve indurre a pensare che
tutto quanto poi detto sia frutto di menzogne, essi vivono in Svizzera da
decenni e non hanno mai avuto problemi di sorta. Entrambi hanno detto la verità
in Pretura e la dichiarazione del dicembre 2007 non bastano, in assenza di
altre risultanze, per pervenire ad una sentenza di condanna. Sull’art. 307 CP,
lo stesso è stato applicato per il fatto che all’epoca gli imputati erano stati
sentiti sotto giuramento. Agli atti vi è una sola contraddizione e non si
rileva l’elemento soggettivo, non vi era alcuna intenzione di dire una cosa non
vera. L’ignoranza sull’errore esclude il dolo. La testimonianza difforme su cui
si basa il reato deve essere granitica, inequivocabile, non è sufficiente
immaginare o ipotizzare. Occorrono seri indizi di colpevolezza. In più c’è un
altro aspetto da valutare, il cpv. 3 dell’art. 307 CP fa riferimento
all’ininfluenza delle dichiarazioni. La causa civile non si è limitata alle dichiarazioni
degli imputati, va ben oltre a delle mere dichiarazioni. Occorre valutare tutte
le circostanze e le risultanze agli atti. La difesa conclude chiedendo il
proscioglimento degli imputati in quanto nulla sarebbe mutato nella causa
pretorile. Ove si ritenessero adempiuti gli estremi del reato, chiede che venga
riconosciuto il lungo tempo trascorso e il fatto che gli imputati hanno sempre
tenuto una condotta esemplare. Invoca l’art. 54 CP, i due imputati hanno subito
le conseguenze di questa lunga procedura, cosa che giustifica un abbandono del
procedimento penale. Sull’’art. 47 CP, gli imputati sono incensurati, sono
contribuenti e hanno famiglia a carico. Essi non hanno mai usufruito di aiuti
sociali, si sono comportati da buoni cittadini e pertanto la pena indicata nel
decreto deve essere ridotta. Sulle richieste di parte civile, la difesa chiede
che siano deferite al foro civile;

 

                                     -   l’accusatore privato,
rispettivamente il suo patrocinatore, in replica afferma che __________ non può
essere messo in discussione. È vero che ciò che egli riferisce ciò che gli è
stato a sua volta riferito, ma riferisce quanto gli è stato detto dai medesimi
imputati;

 

                                     -   l’avv. __________,
difensore degli imputati IM 1 e IM 2 in duplica afferma che stupisce la memoria
granitica del __________ a così distanza di tempo.

 

 

Preso atto che le
parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della
sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;

 

 

visti gli art.                      12, 34, 47, 48, 307
CP;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   IM 1 e IM 2 sono autori
colpevoli di:

 

                               1.1.   falsa testimonianza

per avere,

a __________ il 26.09.2007 davanti al Pretore, reso una falsa
deposizione in veste di testimoni, 

 

e meglio come descritto nei decreti d’accusa.

 

 

                                   2.   Di conseguenza, IM 1 e IM 2,
ritenuto il lungo tempo trascorso e la violazione del principio di celerità,
sono condannati alla pena pecuniaria di fr. 3'000.-, corrispondenti a 50
aliquote giornaliere da fr. 60.- cadauna.

 

 

                                   3.   La pena pecuniaria è
sospesa condizionalmente per un periodo di anni 2 (due).

 

 

                                   4.   IM 1 e IM 2 sono inoltre
condannati a versare all’accusatore privato ACPR 1 fr. 3'000.- a titolo di
ripetibili, per il resto, le pretese sono riconosciute nel principio e per la
loro quantificazione si rinvia al foro civile.

 

 

                                   5.   La tassa di giustizia di
fr. 500.- senza motivazione scritta e di CHF 2’000.- con motivazione scritta e
le spese procedurali sono poste a carico dei condannati, in solido, con
ripartizione interna in misura del 50%. La parte eccedente i CHF 500.-, sarà
posta a carico della parte o, con la medesima ripartizione interna, delle parti
che chiederanno la motivazione scritta.

 

 

 

Distinta spese:              Tassa di giustizia                                  fr.           500.--

                                         Inchiesta
preliminare                           fr.           200.--

Spese postali,tel.,affr. in
blocco         fr.           217.85

                                                                 fr.           917.85

                                                                 ============

 

 

 

                                         Distinta spese a
carico di IM 2 (1/2)

 

                                         Tassa di giustizia                                  fr.           250.--

Inchiesta preliminare                           fr.           100.--

Spese postali,tel.,affr. in
blocco         fr.           108.90

                                                                 fr.           458.90

                                                                 ============

 

 

 

                                         Distinta spese a
carico di IM 1 (1/2)

 

                                         Tassa di giustizia                                  fr.           250.--

Inchiesta preliminare                           fr.           100.--

Spese postali,tel.,affr. in
blocco         fr.           108.90

                                                                 fr.           458.90

                                                                 ============

 

 

 

 

 

 

 

 

Intimazione a:          -

 

 

Comunicazione a:  -   Comando della Polizia cantonale, SG/SC
(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

                                     -   Ministero Pubblico, SERCO,
6501 Bellinzona

                                     -   Ufficio dei Giudice dei
provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

                                     -   Sezione della Popolazione,
ufficio della migrazione, servizio contenzioso, 6501 Bellinzona

 

 

 

 

 

 

 

Per la Corte delle assise
correzionali

Il Presidente                                                          Il
vicecancelliere