# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2025ee79-1c74-5ad9-bc79-04679da541be
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-11-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.11.1998 52.1996.257
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1996-257_1998-11-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.96.00257

   

  	
  Lugano

  9 novembre 1998

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso  25 novembre 1996 di

 

 

	
   

  	
  __________ 

  patrocinato
  da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  risoluzione 16 ottobre 1996, no. 5224, del Consiglio di Stato che ha respinto
  il ricorso dell'insorgente contro la decisione 28 novembre 1995 con cui il
  municipio di __________ gli ha ordinato di allontanare dal comune od
  eliminare tutti i cavalli e tutti i cani di sua proprietà;

  

 

 

viste le risposte:

-    18 dicembre 1996 del Consiglio di
Stato;

-    23 dicembre 1996 del municipio di
__________;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Dopo vicissitudini che non
occorre riassumere __________, nato il 23 luglio 1951, divorziato ed invalido,
ha trasferito il suo domicilio da __________ a __________ a partire dal 6 novembre
1993. Il predetto, che vive in una tenda, é proprietario di due cani. E' pure
proprietario rispettivamente si occupa di svariati cavalli: il relativo numero,
mutevole (tra l'altro a dipendenza della nascita di puledri), ha raggiunto e superato
anche la dozzina.

 

 

                                  B.   Dall'arrivo nel comune
__________ é stato richiamato dal municipio in numerose occasioni, poiché egli
lasciava vagare cani e cavalli all'interno della giurisdizione, su suolo sia
pubblico che privato, creando paura e pericolo per le persone, da una parte,
danni alle proprietà, dall'altra, e perturbando inoltre la circolazione
stradale. In relazione a questi fatti il ricorrente é stato ripetutamente
multato da parte del municipio di __________. Con decisione 28 novembre 1995
fondata sull'art. 107 LOC il municipio ha inoltre ordinato a __________ di
allontanare dal comune od eliminare tutti i cavalli e tutti i cani di sua
proprietà nel termine di 30 giorni. Quell'ordine, impartito sotto la
comminatoria dell'esecuzione d'ufficio e delle sanzioni previste all'art. 292
CPS, é stato confermato dal Consiglio di Stato, adito da __________, con risoluzione
16 ottobre 1996.

 

 

                                  C.   Con ricorso 25 novembre
1996, completato il 9 dicembre successivo, __________ é insorto innanzi a
questo Tribunale contro il giudicato governativo testé menzionato, del quale ha
sollecitato l'annullamento insieme a quello della decisione municipale 28
novembre 1995. Egli ha sostenuto in particolare l'illegalità della misura,
ritenuta parimenti sproporzionata. Il ricorrente ha altresì domandato di essere
messo al beneficio del gratuito patrocinio.

 

Il Consiglio di Stato ed il municipio di __________ hanno
chiesto al Tribunale di respingere il gravame.

 

 

                                  D.   In data 5 novembre 1997 ha
avuto luogo un'udienza. A quel momento __________ deteneva 2 cani, 7 cavalli e
5 puledri. In quell'occasione municipio e ricorrente hanno chiesto al Tribunale
di tenere in sospeso la trattazione della pratica. Il municipio ha riconosciuto
che durante il 1997 l'insorgente - assentatosi dal comune - non aveva dato
adito a lamentele o violazioni di legge. L'Esecutivo si é pertanto riservato il
diritto di revocare la decisione 28 novembre 1995 entro la fine della primavera
successiva. Non vi ha però proceduto ed anzi, riacutizzandosi la tensione riconducibile
al comportamento del ricorrente, dopo ulteriori richiami e l'inflizione di una
nuova multa, con lettera 26 agosto 1998 ha finalmente sollecitato al Tribunale
l'emanazione del giudizio.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
é data (art. 208 cpv. 1 LOC), il ricorso é tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e
la legittimazione del ricorrente certa (art. 43 PAmm). Il gravame é dunque
ricevibile in ordine.

 

 

                                   2.   2.1. Giusta l'art. 107 cpv.
1 LOC il municipio esercita le funzioni di polizia locale. Queste funzioni
hanno specialmente per oggetto, a tenore dell'art. 107 cpv. 2 LOC (cfr. inoltre
art. da 23 a 26 RALOC): il mantenimento dell'ordine e della tranquillità, la repressione
delle azioni manifestamente illegali e le misure dettate dallo stato di necessità
(lett. a); la tutela della pubblica salute ed igiene (lett. b); le misure
intese a gestire i beni comunali, ad assicurare l'uso dei beni comuni, a
disciplinarne l'uso accresciuto ed esclusivo (lett. c); le misure intese a
disciplinare il traffico sul territorio comunale, riservate le norme della
legge federale e cantonale (lett. d); le funzioni di polizia che la
legislazione cantonale e federale devolvono ai municipi (lett. e).

 

2.2. Questo Tribunale ha ripetutamente avuto modo di spiegare
che l'art. 107 LOC é essenzialmente una norma attributiva di competenze. Essa
si limita infatti di principio a designare, all'interno del comune, l'organo
(municipio) al quale é demandato il compito di tutelare i cosiddetti beni di
polizia. Esso non determina invece né la natura né le modalità degli interventi
ammissibili. Il contenuto delle singole misure deve invece essere fissato da
ulteriori, specifiche norme di diritto materiale. E' tuttavia riservato il caso
in cui ricorrono i requisiti per far capo alla cosiddetta clausola generale di
polizia: rimedio di natura sussidiaria che, in caso di urgenza, permette al municipio
di adottare misure atte a prevenire rispettivamente eliminare un pericolo grave
e diretto per i beni di polizia fondandosi direttamente sull'art. 107 LOC (RDAT
I-1993 N. 2 consid. 2.1. con numerosi rinvii).

 

 

                                   3.   3.1. Nel concreto caso il
ricorso alla clausola generale di polizia da parte del municipio appare
ineccepibile. L'effettiva, seria messa in pericolo dell'ordine e della sicurezza
pubblici nonché il perturbamento nell'utilizzazione della pubblica via
cagionato dalla libera circolazione sulla stessa dei due cani e dei numerosi
cavalli di cui si occupa il ricorrente, sistematicamente praticata da questi,
giustificava ampiamente il ricorso a questo istituto. Il municipio, che aveva
esaurito le misure più morbide (ripetuti richiami, multa ecc.), non disponeva
di altri rimedi legali su cui fondarsi per poter scongiurare la ripetizione
delle suddette violazioni dell'ordine pubblico perpetrate dall'insorgente.
Sotto questo aspetto la situazione é chiara al punto che innanzi al Tribunale
l'insorgente non ha nemmeno più tentato di contestare, resosi conto dell'inutilità
ai fini dell'esito del ricorso, la lunghissima serie di addebiti mossigli dal
municipio sulla scorta degli accertamenti dallo stesso effettuati o di denunce
pervenute da terzi.

 

3.2. Più delicata appare invece la verifica della
proporzionalità della misura: il municipio ha difatti ordinato all'insorgente
di allontanare dal comune od eliminare tutti i cani e tutti i cavalli di sua
proprietà.

 

Anzitutto é utile rilevare che, stando almeno alle
dichiarazioni del ricorrente, non tutti i cavalli dallo stesso detenuti gli
apparterrebbero. Questa circostanza, emersa in sede di ricorso davanti al Consiglio
di Stato, non può tuttavia essere di nocumento all'efficacia dell'ordine
municipale. Intanto perché non é stata provata. Inoltre perché, comunque sia,
il controverso ordine é volto in realtà a colpire gli animali di cui __________
si occupa, indipendentemente dai rapporti di proprietà. Nemmeno l'insorgente ha
del resto eccepito alcunché sotto questo aspetto innanzi al Tribunale.

 

In secondo luogo, dal profilo sostanziale, l'impugnato ordine
si rivela particolarmente severo. E' certamente vero che l'insorgente ha
dimostrato di non essere in grado di gestire convenientemente lo stuolo di
animali con cui vive. Una drastica riduzione del loro numero dovrebbe tuttavia
permettergli di controllarli adeguatamente. Come ha insistentemente ribadito il
municipio, basterebbe che egli tenga i cani al guinzaglio all'interno degli
abitati, che allevi i cavalli in spazi recintati e che, parimenti, li tenga
alla cavezza quando li accompagna fuori dagli stessi. Ispirandosi a queste
considerazioni, in sede di ricorso davanti al Consiglio di Stato il municipio
si era dichiarato disposto a comporre bonalmente la lite se il ricorrente
avesse ridotto gli animali ad un solo cane e quattro cavalli. Questa offerta
non venne però accettata da __________, per il motivo che non era riuscito a "trovare
nessuno disposto a pagare un prezzo decente" (cfr. lettera 20
settembre 1996 del suo patrocinatore al municipio) per l'eccedenza di equini
che era costretto a vendere all'uopo. Il Tribunale ritiene di far propria
questa equilibrata, generosa proposta, accogliendo il ricorso nella misura
corrispondente. Rimane riservato il diritto e l'obbligo del municipio di inasprire
rispettivamente di allentare questa misura a dipendenza dell'evoluzione delle
circostanze, ma soprattutto del comportamento del ricorrente.

 

3.3. Sulla scorta delle considerazioni che precedono il
ricorso deve essere parzialmente accolto.

 

 

                                   4.   4.1. La tassa di giudizio
(art. 28 PAmm) dovrebbe essere ripartita tra il comune di __________ ed il
ricorrente. Le parti possono tuttavia essere sollevate dal pagamento delle
rispettive partecipazioni. Il comune poiché non é intervenuto a tutela di interessi
economici propri. Il ricorrente perché, visto l'esito del gravame, deve essere
messo al beneficio dell'assistenza giudiziaria innanzi a questo Tribunale (art.
30 PAmm e relativo rinvio agli art. 155 segg. CPC), ancorché il suo
patrocinatore abbia impropriamente postulato la sola ammissione al gratuito
patrocinio (cfr. completazione del ricorso 9 dicembre 1996 dell'avv. __________).

 

4.2. Il comune, favorevole ad una soluzione concordata della
lite e che si é rimesso al giudizio del Tribunale, il quale - come si é visto -
ha accolto la proposta formulata dal municipio innanzi al Governo, ma rifiutata
dal ricorrente, può parimenti essere sollevato dalla rifusione di ripetibili al
favore di quest'ultimo. Con queste premesse non può difatti essere considerato
quale parte soccombente ai sensi dell'art. 31 PAmm.

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 107, 208, 209 LOC; da 23 a 26 RALOC; 3, 18, 28, 30, 31, 43, 46, 60, 61
PAmm

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso é parzialmente
accolto.

§.       La
risoluzione 16 ottobre 1996 (n. 5224) del Consiglio di Stato é annullata.

§§.     Il
dispositivo n. 1 della decisione 28 novembre 1995 del municipio di __________ é
modificato come segue:

 

"1.   E'
fatto divieto a __________, di detenere personalmente, a qualsiasi titolo
(proprietà, allevamento, prestito, custodia, pensione ecc.), più di un cane e
quattro cavalli.

§.  Al
predetto é fissato un termine di 30 giorni dalla notifica della presente
decisione per ossequiare questo divieto"

 

§§§.  Rimane
riservato il diritto e l'obbligo del municipio di __________ di inasprire
rispettivamente di allentare la misura in rassegna a dipendenza dell'evoluzione
delle circostanze. 

 

 

                                   2.   Non si prelevano tassa di
giudizio né spese.

 

 

                                   3.   __________ é messo al
beneficio dell'assistenza giudiziaria innanzi al Tribunale amministrativo. Il
suo patrocinatore é invitato a presentare al Tribunale la nota d'onorario
riferita alle prestazioni effettuate in questa sede entro 30 giorni, per la sua
tassazione.

 

 

                                   4.   La presente decisione é immediatamente
esecutiva (art. 66 PAmm).

 

	
   

                                      5.   Intimazione
  a:

  	
   

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario