# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 09d1d87c-af82-5b2c-a261-1cc1047d1d02
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-12-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.12.2001 33.2001.101
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_33-2001-101_2001-12-05.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  33.2001.00101

   

  IR/cr/sc

  	
  Lugano

  5 dicembre 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca
  Menghetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 25 ottobre 2001
di

 

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 11 ottobre 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa cant. di compensazione, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di prestazioni complementari

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione 11 ottobre 2001, con effetto dal 1 settembre 2001, la Cassa cantonale
di compensazione (di seguito la Cassa) ha respinto la richiesta presentata da
__________ tendente all'assegnazione di una prestazione complementare mensile
(Doc. _).

 

                               1.2.   Con
tempestivo ricorso del 25 ottobre 2001, l'assicurata, rappresentata dal dott.
__________, ha impugnato la decisione dell'amministrazione, rilevando in
particolare che:

 

" 
(…)

2.   Osservazioni circa il fabbisogno

Il contributo fisso per
l'assicurazione malattia deve essere portato a CHF 4.500,00.

Già nel 2000 la signora __________ ha
pagato premi per complessivi CHF 4.388,40.

Anche l'importo per spese di
manutenzione fabbricati deve essere aumentata. Solo per l'olio di riscaldamento
vengono spesi annualmente CHF 2.000,00, per cui l'importo a questa voce
dovrebbe essere portato ad almeno CHF 5.000,00. Non bisogna infatti dimenticare
che tutte le spese di manutenzione, ivi comprese quelle del giardino, sono a
carico della signora __________. Complessivamente il fabbisogno totale
ammonterebbe quindi a CHF 32.560,00.

 

 

3.   Osservazioni circa la sostanza

Sotto la voce titoli viene indicato
un importo di CHF 200.000,00. Si tratta di un importo (prestito senza
interessi), dato alla figlia __________ abitante in Italia, importo che ben
difficilmente potrà essere recuperato.

La proprietà fondiaria è in comunione
con le due figlie, alla signora __________ è intestato unicamente ¼ per cui è
da esporre l'importo di CHF 33.261,00.

La sostanza computabile ammonterebbe
pertanto a CHF 136.038,00.

 

 

4.   Osservazioni circa il reddito non privilegiato

      Sostanza computabile 1/10 pari a CHF 13.603,00

      Rendite AVS come da conteggio CHF 14.028,00

Reddito locativo da tralasciare in
quanto la signora __________ versa CHF 500,00 alla figlia __________ residente
in Italia in quanto è disoccupata.

Interesse da deposito a risparmio,
0,50% su CHF 100.000,00 pari a CHF 500,00.

      Totale dei redditi CHF 28.131,00.

 

 

5.   Calcolo della prestazione complementare

Se dal fabbisogno totale CHF
32.560,00 si deduce il totale dei redditi CHF 28.131,00 si ottiene una
prestazione complementare annua di CHF 4.429,00. Si chiede pertanto che
la decisione venga riconsiderata tenendo conto delle osservazioni sopra
esposte.

Con una rendita complementare la
signora __________ potrà continuare a vivere in casa avvalendosi del sostegno
di una collaboratrice domestica a ore. Se il suo ricorso non venisse accolto la
signora __________ dovrebbe farsi ricoverare in una casa per anziani, causando
spese ben superiori alla comunità." (Doc. _)

 

                               1.3.   Con risposta
del 13 novembre 2001, la Cassa ha proposto di respingere il ricorso, adducendo
le seguenti motivazioni:

 

" 
(…)

Per quanto riguarda il premio cassa malati giova ricordare che per
il calcolo della prestazione complementare non viene considerato il premio
lordo di ogni singola cassa malati bensì il premio medio stabilito dall'Ufficio
federale delle assicurazioni sociali in Berna che nel caso specifico ammonta,
per l'anno 2001, a fr. 3'096.‑.

 

Le spese di manutenzione di fabbricati sono per contro dedotte in
base al tasso forfetario dell'imposta cantonale diretta fissato dal cantone di
domicilio. Nel caso di specie in ragione del 25% del reddito proveniente dalla
sostanza immobiliare (art. 16 cpv. 1 OPC).

 

Da quanto riferito in sede ricorsuale si evince inoltre che la
ricorrente ha prestato alla figlia __________, abitante in Italia, un importo
di fr. 200'000.‑ (prestito senza interessi) adducendo che lo stesso ben
difficilmente potrà essere recuperato. Per questa regione chiede che di questo
capitale non si tenga conto per stabilire la prestazione complementare.

 

Secondo il parere della resistente la situazione presentata dal
patrocinatore dell'assicurata configura chiaramente una rinuncia a valori
patrimoniali e redditi come previsto dall'art. 3c cpv. 1 lett. g. LPC e
pertanto, per stabilire il reddito determinate dell'assicurata, la resistente
deve obbligatoriamente tenerne conto.

 

Ultimo oggetto del contendere riguarda l'ammontare della proprietà
fondiaria (pos. 44 della tabella di calcolo PC) che, nel caso concreto, deve
essere rettificato. Infatti, da una verifica della documentazione agli atti e
sulla base delle informazioni fornite, la quota parte di spettanza
dell'assicurata ammonta a fr. 33'261.‑ (11/4 di fr. 133'045.‑)
contro i precedenti fr. 133'045.

 

In considerazione a quanto precede il nuovo calcolo della
prestazione complementare così si presenta:

 

FABBISOGNO

 

Fabbisogno vitale (limite di reddito)                                      16'880.­-

Contributo fisso ass. malattia                                                 3'096.­-

Spese di manutenzione fabbricati                                            282.­-

Pigione annua lorda                                                                6'180.­-

                                                                                              -----------

Totale fabbisogno                                                              26'438.‑

 

SOSTANZA

 

Deposito a risparmio e contanti                                         127'777.-

Titoli                                                                                    200'000.-

Proprietà fondiaria (abitazione primaria)                              33'261.-

                                                                                           -------------

Sostanza netta                                                                   361'038.-

Parte della sostanza non computabile                                 25'000.-

                                                                                           -------------

Sostanza computabile                                                     336'038.-

REDDITO NON PRIVILEGIATO

 

Sostanza computabile1/10                                                  33'603.-

Rendite e pensioni di ogni specie                                           1'352.-

Rendite AVS                                                                         14'028.-

Reddito lordo della proprietà fondiaria                                    1'125.-

Interesse da deposito a risparmio                                          4'588.-

                                                                                              -----------

Totale redditi                                                                      54'696.-

 

 

CALCOLO DELLA PRESTAZIONE COMPLEMENTARE

 

Totale fabbisogno                                                                 26'438.-

Totale redditi                                                                         54'696.-

                                                                                              -----------

PC di diritto                                                                           ---
. ---

 

 

Con il nuovo valore della proprietà fondiaria rettificato il nuovo
superamento del limite di reddito ammonta a fr. 28'258.‑ contro i
precedenti fr. 39'417.‑. (…)" (Doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è l'assegnazione di una prestazione complementare mensile in favore
di __________, beneficiaria di una rendita AVS. La Cassa ha infatti respinto la
richiesta dell'assicurata, poiché, sulla base del calcolo effettuato, i suoi
redditi supererebbero il fabbisogno. In particolare, l'amministrazione ha
ritenuto un importo di frs. 336'038.- quale sostanza computabile (cfr. doc. _).
La ricorrente, dal canto suo, sostiene che tale somma ammonta a frs. 136'038.-,
dato che ella ha prestato frs. 200'000.- alla figlia abitante in Italia (cfr.
doc. _).

 

                               2.3.   Scopo della
prestazione complementare è quello di garantire un "reddito minimo"
per far fronte ai "fabbisogni vitali" ai sensi dell'art. 34 quater
Costituzione Federale (RCC 1992 p. 346). Questa nozione è più ampia rispetto al
"minimo vitale" agli effetti del diritto esecutivo (art. 93 LEF). La
legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS/AI contiene dunque la
garanzia di un reddito minimo per le persone anziane e invalide (su queste
questioni cfr. DTF 113 V 280 (285), RCC 1991 pag. 143 (145), RCC 1989 pag. 606,
RCC 1986 pag. 143; Cattaneo, "Reddito minimo garantito: prossimo obiettivo
della sicurezza sociale" in RDAT 1991 II pag. 447ss, spec. pag. 448 nota
12 e pag. 460 nota 83). I limiti di redditi rivestono pertanto una doppia
funzione e meglio quella di limite dei bisogni e di reddito minimo garantito
(DTF 121 V 204; Pratique VSI 1995 p. 52 e 176; 1994 p. 225; RCC 1992 p. 225).

 

                               2.4.   Nel merito
l’art. 2a LPC prevede che hanno diritto alle prestazioni giusta l’articolo 2 le
persone che:

 

" 
a) ricevono una rendita di vecchiaia
dell’AVS;"

 

                               2.5.   Secondo
l’art. 3a LPC 

 

"  L'importo
della prestazione complementare annua deve corrispondere alla differenza tra
l'eccedenza delle spese riconosciute e i redditi (cpv. 1)."

 

                               2.6.   Per quanto
riguarda le spese riconosciute l’art. 3b LPC, prevede che:

 

"  Per
le persone che non vivono durevolmente o per un lungo periodo in un istituto o
in un ospedale (persone che vivono a casa), le spese riconosciute sono le
seguenti:

 

  a. importo destinato
alla copertura del fabbisogno vitale, per anno:

  1. per le persone
sole, almeno 14 690 franchi e al massimo 16 290             franchi;

  2. per i coniugi,
almeno 22 035 franchi e al massimo 24 435 franchi;

  3. per gli orfani e
per i figli che danno diritto a una rendita per figli                  dell'AVS
o dell'AI, almeno 7745 franchi e al massimo 8545          franchi. Per i due
primi figli si prende in considerazione la                                                     totalità
dell'importo determinante, per due altri figli due terzi                      ciascuno
e per ogni altro figlio un terzo;

 

b. la pigione di un appartamento e le relative spese accessorie. In
caso di presentazione di un conguaglio per le spese accessorie, non si può
tenere conto né di un pagamento di arretrati né di una richiesta di
restituzione."

 

                                         Dal 1
gennaio 1999 e fino al 31 dicembre 2000 l’importo massimo computabile a titolo
di fabbisogno è pari a fr. 16’460 per persone sole, fr. 24’690 per coniugi, fr.
8’630 per il primo e per il secondo figlio o orfano, fr. 5’755 per il terzo e
per il quarto figlio o orfano e fr. 2’880 per il quinto e successivi figli o
orfani (Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni
complementari all’AVS/AI del 18 novembre 1998).

 

A contare dal
1° gennaio 2001, invece, gli importi massimi destinati alla copertura del
fabbisogno vitale sono aumentati a fr. 16'800.— per persone sole, fr. 25’320.—
per coniugi ed a fr. 8'850.-- per orfani e figli che danno diritto ad una
rendita per figli AVS o dell’AI (cfr. art. 1 dell’Ordinanza 01 sull’adeguamento
delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 18 settembre 2000).

 

                                         Per
l'art. 3b cpv. 3 LPC

 

"  Per
le persone che vivono a casa e per le persone che vivono in un istituto sono
inoltre riconosciute le spese seguenti:

  a. spese per il
conseguimento del reddito fino a concorrenza del      reddito lordo
dell'attività lucrativa;

  b. spese di
manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a      concorrenza del ricavo
lordo dell'immobile;

  c. premi versati
alle assicurazioni sociali della Confederazione,        eccettuata
l'assicurazione malattie;

  d. importo
forfetario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure           medico-sanitarie.
L'importo forfetario deve corrispondere al    premio medio cantonale per
l'assicurazione obbligatoria delle cure                  medico-sanitarie
(compresa la copertura infortuni);

  e. pensioni
alimentari versate in virtù del diritto di famiglia (cpv. 3)."

 

                                         La lista
dei costi di cui può essere tenuto conto ai fini del calcolo della PC è
esaustiva e le disposizioni in esame sono di diritto federale imperativo (E.
Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, Zurigo 1995, p. 135; e
Ergänzungsband, Zurigo 2000, p. 83). Le spese che non rientrano nell'elenco succitato
non possono quindi essere ammesse.

 

                               2.7.   Secondo
l’art. 3c cpv. 1 LPC, inoltre, i redditi determinanti comprendono:

 

"  a. le
entrate in denaro o in natura provenienti dall'esercizio di            un'attività
lucrativa. Un importo di 1000 franchi per le persone sole    e di 1500 franchi
per i coniugi e le persone con figli che hanno o                               danno
diritto a una rendita è dedotto dal reddito annuo                proveniente
dall'esercizio di un'attività lucrativa, il saldo è     computato in ragione di
due terzi. Per gli invalidi ai sensi    dell'articolo 2c lettera d, il reddito
dell'attività lucrativa è                                 interamente
computato;

  b. il reddito
proveniente da sostanza mobile e immobile;

  c. un quindicesimo
della sostanza netta oppure un decimo per i       beneficiari di rendite di
vecchiaia, nella misura in cui superi per           persone sole 25 000
franchi, per coniugi 40 000 franchi e per      orfani e figli che danno diritto
a rendite per figli dell'AVS o dell'AI     15 000 franchi. Se l'immobile
appartiene al beneficiario delle         prestazioni complementari o a un'altra
persona compresa nel     calcolo della prestazione complementare e serve quale
abitazione             ad almeno una di queste persone, soltanto il valore
dell'immobile                               eccedente 75 000 franchi è preso in
considerazione quale   sostanza;

  d. le
rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche, comprese le rendite
dell'AVS e dell'AI;

  e. le prestazioni
derivanti da un contratto di vitalizio o da un'altra       convenzione analoga;

  f.  gli assegni
familiari

  g. le entrate e
le parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato;

  h. le pensioni
alimentari del diritto di famiglia."

 

                               2.8.   Nel caso di
specie, l'assicurata contesta innanzitutto l'ammontare del fabbisogno vitale
calcolato dalla Cassa, in particolare per quel che concerne il contributo per
l'assicurazione malattia e l'importo relativo alle spese di manutenzione
fabbricati (cfr. consid. 1.2.).

 

                                         Al
riguardo, come giustamente rilevato dalla Cassa (cfr. doc. _), va osservato che
secondo l’art. 1 dell’Ordinanza federale sui premi medi cantonali del 2001 dell’assicurazione
delle cure medico sanitarie, per il calcolo delle prestazioni complementari il
premio medio per gli adulti del Canton Ticino è pari a frs. 3'096.-. Tale
importo essendo prefissato per legge, non è possibile procedere ad un aumento
del contributo per l'assicurazione malattia, come richiesto dall'assicurata.

                                         Questo
Tribunale, pertanto, non può che confermare la cifra ritenuta dalla Cassa.

 

                                         In
relazione alle spese di manutenzione di fabbricati l'art. 3 cpv. 3 lett. c LPC
consente di dedurre dal reddito le spese di manutenzione dei fabbricati e gli
interessi ipotecari fino a concorrenza del ricavo lordo dell'immobile.

                                         Ai sensi
dell'art. 16 cpv. 1 OPC le spese di manutenzione dei fabbricati vengono dedotte
in base ad un tasso forfettario dell'imposta cantonale diretta fissato dal
Cantone di domicilio.

                                         Ai sensi
dell'art. 30 cpv. 1 LT, in linea di principio, vanno riconosciute le spese
effettive di manutenzione, gestione e amministrazione sostenute nel biennio di
computo. Tuttavia, per semplificare l'accertamento e per evitare al
contribuente la raccolta e la presentazione della documentazione, è lecito
concedere la deduzione forfettaria delle spese (cfr. CDT n° 282 del 30 ottobre
1992 in re J.P.; CDT n° 316 del 28 agosto 1986 in re K.; circolare n° 33/1 ACC
del 15 gennaio 1985; Epiney-Colombo RDAT 1991 II p. 310; Rivier, L'imposition
du revenu et de la fortune, Ed. Ides et Calendes 1980, Neuchâtel, pag. 122).

                                         In base
alla circolare n° 33/1 ACC del 15 gennaio 1985, recepita dalla giurisprudenza
della CDT, la deduzione forfettaria è del 15% se l'immobile è stato costruito
fino a 10 anni prima dell'inizio del periodo fiscale; oltre i 10 anni la
deduzione è del 25%.

                                         Nel caso
di specie la deduzione delle spese di manutenzione dei fabbricati corrisponde
al 25 % del reddito proveniente dalla sostanza immobiliare.

                                         L’importo
computato dalla Cassa nel fabbisogno vitale della ricorrente è pertanto
corretto e va confermato.

 

                               2.9.   Con il
ricorso, l'assicurata contesta anche l'importo di frs. 200'000.- ritenuto dalla
Cassa nella sostanza computabile. Ella sostiene di aver dato questa somma a
titolo di prestito senza interessi alla figlia residente in Italia (cfr.
consid. 1.2.).

 

                                         Ora, come
detto, lo scopo della LPC è di garantire agli assicurati un reddito minimo
(Pratique VSI 1994 p.225). Di principio, per stabilire il diritto alla PC di un
assicurato, vengono presi in considerazione solo quegli attivi che egli ha
effettivamente ricevuto e di cui può disporre senza restrizioni (AHI Praxis
1995 p. 166 consid. 2a; RDAT I 1992 p. 154; RCC 1984 p. 189; Werlen, Der
Anspruch auf Ergänzungsleistungen, Baden 1995, p.156/ 166; ZAK 1989 p. 238). È
infatti rilevante la circostanza che l’interessato non dispone dei mezzi
necessari per far fronte ai suoi bisogni esistenziali, non il motivo che ha
condotto a questa situazione (DTF 115 V 355).

 

                                         Nell’ipotesi
in cui, tuttavia, l’assicurato ha rinunciato a dei beni senza esserne
giuridicamente obbligato e senza controprestazione adeguata, dispone di un
diritto a determinate entrate o a una determinata sostanza, non ne fa tuttavia
uso o non fa valere le sue pretese (RCC 1989 p. 350 consid. 3b; 1988 p. 275
consid. 2b) oppure, per motivi di cui è responsabile, non esercita, per lo meno
a tempo parziale, un’attività lucrativa ammissibile, il succitato principio non
è applicabile (AHI Praxis 1995 p. 166 consid. 2a; Pratique VSI 1994 p. 225
consid. 3a; RCC 1992 p. 348; DTF 115 V 353 consid. 5c; cfr. Anche DTF 122 V 397
consid. 2).

                                         In tal
caso la giurisprudenza considera infatti che vi è rinuncia di sostanza
ai sensi dell’art. 3c cpv. 1 lett. g (cfr. vecchio art. 3 cpv. 1 lett. f LPC;
RDAT I 1994 p. 189 consid. 3a; RCC 1989 p. 350 consid. 3b), lo scopo della
norma consistendo avantutto nell’evitare che un assicurato si spogli di tutto o
di una parte dei suoi beni a favore di terzi, senza obbligo giuridico ed in
modo da diminuire il reddito che determina il diritto alle prestazioni.

                                         Quando
l’assicurato spende la sua fortuna per acquistare dei beni di consumo o per
migliorare il livello di vita, dispone della sua libertà personale, di
conseguenza l’art. 3c cpv. 1 lett. g LPC non torna applicabile (DTF 115 V 354).

                                         La
giurisprudenza si è dunque limitata a riconoscere l’applicabilità del citato
articolo, se la rinuncia è avvenuta senza obbligo legale e senza
controprestazione adeguata. Infatti ha ribadito più volte che il sistema delle
prestazioni complementari non offre la possibilità di procedere ad un controllo
dello stile di vita dell’assicurato e di chiedersi se in passato il richiedente
ha vissuto al di sotto oppure al di sopra della normalità (AHI Praxis 1995 p.
167 consid. 2b; E. Carigiet, Ergänzungsleistungen, Zurigo 1995, p. 120).

 

Al proposito è
opportuno rilevare che per consolidata giurisprudenza, costantemente citata
dalla dottrina, v’è rinuncia allorquando una parte considerevole del patrimonio
scompare senza che l’assicurato o circostanze attendibili lo giustifichino.
Allorquando, tuttavia, l’assicurato spende la sua fortuna per acquistare dei
beni di consumo o per migliorare il suo livello di vita e tale circostanza è
resa credibile all’amministrazione, egli dispone della sua autonomia personale.
Di conseguenza l’art. 3c cpv. 1 lett. g LPC non torna applicabile (cfr. E.
Carigiet/Koch, Ergänzungsleistungen zur AHV/AI, Supplement, ZH 2000, pag. 104 e
seg.).

 

                                         Nell'evenienza
concreta, l'assicurata allega di aver consegnato l'importo di frs. 200'000.-
alla figlia quale prestito senza interessi (cfr. doc. _).

                                         Al
riguardo occorre evidenziare l’ambiguità della locuzione "prestito senza
interessi" che potrebbe configurare sia un mutuo che una donazione. In
effetti l’assenza di interesse sul mutuo all’usuale saggio, l’assenza di
presentazione della necessaria documentazione da parte della signora __________
(patrocinata da fiduciario cui è noto il dovere di collaborazione con
l’amministrazione e con l’autorità di giudizio per l’accertamento dei fatti),
la mancata indicazione da parte della ricorrente dell’esistenza di congrue
garanzie a fronte di importo di tutto rilievo, e la difficile (e comunque non
dimostratamente tentata) recuperabilità del credito permettono di ritenere che
la dazione della signora __________ alla figlia costituisca in realtà una
donazione, ciò alla luce del principio della verosimiglianza preponderante
valido nelle assicurazioni sociali (SVR 1996 KV Nr. 85 p. 269; SVR 1996 LPC Nr.
22 p. 263ss; DTF 121 V 208 consid. 6a; RAMI 1994 p. 210/211). Quand’anche si
volesse aderire alla tesi della ricorrente secondo cui la dazione costituisce
un mutuo vi sarebbe un obbligo di restituzione della suddetta cifra da parte
della figlia e l'insorgenza di un credito corrispettivo in capo all'assicurata,
credito comunque computabile nell’ambito del calcolo delle prestazioni
richieste dalla ricorrente. Si ripete comunque che dalla documentazione agli
atti non risulta alcun elemento a conferma di tale ipotesi.

 

                                         Trattandosi
di una donazione di CHF 200'000.- bisogna considerare tale somma quale rinuncia
ai sensi dell'art. 3c cpv. 1 lett. g LPC e quindi computabile nel calcolo delle
prestazioni complementari.

 

                                         Va
inoltre osservato che la donazione di un importo, decisamente considerevole
(CHF 200'000.-) alla figlia non può avere quale conseguenza la presa a carico
della donante da parte dell’assicurazione sociale. In altri termini le
difficoltà economiche della figlia della ricorrente non possono essere
finanziate in via indiretta dalle assicurazioni sociali che hanno lo scopo di
aiutare coloro che non riescono a soddisfare il proprio fabbisogno vitale
riconosciuto dalla legge.

 

                                         Occorre
quindi, conformemente a quanto ritenuto dalla Cassa, tener conto della somma di
frs. 200'000.- per stabilire il reddito determinante dell'assicurata.

 

                             2.10.   La ricorrente
contesta infine l'ammontare della proprietà fondiaria, quantificato dalla Cassa
nella propria decisione in frs.133'045.- (cfr. doc. _). Ella rileva che la
proprietà fondiaria è in comunione con le due figlie, per cui la sua quota
parte ammonta a un quarto del suddetto importo, vale a dire a frs. 33'261.-,
come d'altronde riconosciuto dalla Cassa nella risposta di causa (cfr. doc. _).

 

                                         In simili
condizioni, pur ammettendo la riduzione della sostanza immobiliare da
frs.133'045.- a frs. 33'261.-, il reddito determinante dell'assicurata eccede
comunque il suo fabbisogno vitale. Pertanto il ricorso va respinto e la
decisione impugnata confermata, non si percepiscono tasse e spese e non si
attribuiscono ripetibili.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                      

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Gianluca
Menghetti