# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1b4eff23-5741-59d8-98c2-7a72654130db
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 02.07.2003 52.2003.17
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-17_2003-07-02.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.17

   

  	
  Lugano

  2 luglio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi e Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso  14 gennaio 2003 di

 

 

	
   

  	
  __________, __________, 

  patrocinato dall'avv. __________, __________, 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 17 dicembre 2002 (n. 6185) del
  Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la decisione 14 novembre 2002 del Dipartimento delle istituzioni, Sezione
  dei permessi e dell'immigrazione, in materia di revoca di un permesso di dimora;

  

 

 

viste le risposte:

-    21 gennaio 2003 del
Dipartimento delle istituzioni,

-    28 gennaio 2003 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a) Il
cittadino turco __________ (1980) è entrato in Svizzera il 7 luglio 1998, richiedendo
l'asilo.

Il 14 gennaio 1999, il ricorrente si è
sposato a Pregassona con la connazionale __________ (1979), titolare dal 1997
di un permesso di dimora giusta l'art. 7 vLAsi (ricongiungimento famigliare con
il padre, che aveva ottenuto l'asilo in Svizzera).

Il 14 aprile 1999, l'Ufficio federale dei
rifugiati (UFR) ha respinto la domanda d'asilo di __________, ammettendolo
tuttavia provvisoriamente nel canton Ticino a seguito del matrimonio con una
persona al beneficio dello statuto di rifugiata (art. 3 cpv. 3 vLAsi).

In data 8 settembre 1999, la Sezione di
permessi e dell'immigrazione del Dipartimento delle istituzioni ha rilasciato
al ricorrente un permesso di dimora annuale giusta l'art. 38 OLS, in seguito
regolarmente rinnovato, l'ultima volta fino al 6 luglio 2003. Il 14 settembre
1999 il dipartimento ha comunicato all'UFR che con il rilascio di un permesso
di dimora, la procedura d'asilo di __________ era conclusa.

Il 13 marzo 2000 è nato __________, posto
anch'esso al beneficio di un permesso di dimora.

 

b) Durante il suo soggiorno in Svizzera,
__________ è rimasto diverse volte disoccupato e ha interessato le autorità
amministrative e giudiziarie.

Il 15 giugno 2000, la Sezione della
circolazione gli ha revocato la licenza di allievo conducente durante sei mesi.

Con decreto d'accusa 4 settembre 2000, il
Procuratore pubblico lo ha condannato a 10 giorni di arresto, sospesi
condizionalmente con un periodo di prova di 1 anno, e a una multa di fr. 300.–,
per circolazione nonostante la revoca della licenza per allievo conducente.

Il 10 giugno 2002, la moglie del ricorrente
si è trasferita insieme al figlio presso la __________ a __________, perché il
marito la maltrattava. Dieci giorni dopo, essa ha chiesto alla Pretura del
Distretto di Lugano l'adozione di misure protettrici dell'unione coniugale. Nel
corso dell'udienza svoltasi il 17 luglio successivo, il Pretore ha - tra
l'altro - riconosciuto a __________ un diritto di visita sorvegliato al figlio
__________ in ragione di una volta la settimana presso la __________.

Con decreto d'accusa 29 luglio 2002, il
Procuratore pubblico ha condannato __________ a una multa di fr. 200.– per vie
di fatto, per aver schiaffeggiato la moglie nel corso del mese di aprile 2002.

 

 

                                  B.   Il 14
novembre 2002 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha revocato il
permesso di dimora a __________ e gli ha fissato un termine con scadenza il 31
dicembre 2002 per lasciare il territorio cantonale.

L'autorità ha ritenuto che con la
separazione dei coniugi fosse venuto a mancare lo scopo per il quale il
permesso di dimora annuale era stato concesso (ricongiungimento famigliare). Ha
rilevato pure che l'interessato era stato condannato per vie di fatto nei
confronti della moglie e che era al beneficio di un diritto di visita sorvegliato
al figlio.

La decisione è stata resa in applicazione
degli art. 4, 9, 12, 16 LDDS; 38 e 39 OLS; 8 ODDS.

 

 

                                  C.   Con
giudizio 10 dicembre 2002 il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da __________.

L'Esecutivo cantonale ha ritenuto che il
ricorrente, non vivendo più insieme alla moglie, non potesse conservare il
permesso di dimora che aveva ottenuto a titolo di ricongiungimento famigliare
giusta gli art. 38 e 39 OLS, non essendovi nemmeno elementi concreti circa una
possibile ripresa della comunione domestica.

Il Governo ha pure rilevato che
l'interessato adempiva le condizioni per l'espulsione (art. 10 cpv. 1 lett. a e
b LDDS), perché non si era comportato bene durante il suo soggiorno in Svizzera
e ha considerato esigibile il suo rientro in Turchia, dove vivono i genitori e
il fratello.

Inoltre, secondo l'autorità inferiore,
appariva dubbio che il ricorrente potesse prevalersi della protezione della
vita famigliare sancita dall'art. 8 CEDU, perché beneficiava solo di un diritto
di visita sorvegliato al figlio di un'ora la settimana. Il Governo ha in ogni
modo soggiunto che l'interesse pubblico ad allontanare il ricorrente a causa
del suo comportamento era in ogni caso prevalente rispetto al suo interesse di
soggiornare nel nostro cantone, in quanto egli poteva mantenere le relazioni
con il figlio __________ anche dall'estero.

 

 

                                  D.   Contro la
predetta pronunzia governativa, __________ si aggrava ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento.

Contesta che le condizioni per revocare il
suo permesso di dimora siano adempiute.

Innanzitutto non esclude di riconciliarsi
con la moglie, addebitando la separazione alle ingerenze dei genitori della
stessa.

Ritiene poi che lo si potrebbe rimproverare
unicamente per la condanna a suo carico per vie di fatto, affermando tuttavia
di essersi già pentito per quanto successo, pagando la multa e chiedendo scusa
alla moglie.

Asserisce che il suo rientro in Turchia
rischia di compromettere l'esercizio del suo diritto di visita al figlio __________,
per motivi finanziari e per le difficoltà che egli incontrerebbe con le
autorità elvetiche rientrando nel nostro Paese a seguito della revoca del suo
permesso di soggiorno.

Inoltre, la sua presenza nel nostro Paese
sarebbe necessaria per portare a termine la causa pendente in Pretura.

Chiede di concedere l'effetto sospensivo al
ricorso.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del gravame si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (art. 10
lett. a LALPS).

 

1.2. A ben guardare, la decisione 14
novembre 2002 adottata dal dipartimento si configura alla stregua di una vera e
propria revoca del permesso valido sino al 6 luglio 2003, che __________
deteneva in quel momento. Contro questo genere di provvedimenti è, in linea di
principio, ammissibile il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale
federale (v. art. 101 lett. d in relazione con l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3
OG). Di conseguenza, anche la competenza di questo Tribunale a statuire in
merito all'impugnativa inoltrata dall'insorgente è data.

 

1.3. Il gravame in oggetto, tempestivo (art.
46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere
(art. 43 PAmm), è ricevibile in ordine e può essere reso sulla base degli atti,
senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1.
L'art. 9 cpv. 2 lett. b LDDS dispone che il permesso di dimora può essere revocato,
tra l'altro, quando non venga adempiuta una condizione imposta all'atto della
sua concessione. Gli impegni assunti dallo straniero nel corso della procedura
di autorizzazione e le dichiarazioni da lui fatte, segnatamente in merito allo
scopo della dimora, si considerano come condizioni impostegli dall'autorità
(art. 10 cpv. 3 ODDS).

 

2.2. L'art. 38 cpv. 1 OLS dispone che
l'autorità cantonale di polizia degli stranieri può autorizzare lo straniero
(dimorante) a farsi raggiungere in Svizzera dal coniuge e dai figli sotto i 18
anni, non coniugati, di cui deve prendersi cura.

Giusta l'art. 39 cpv. 2 OLS, lo straniero
può essere autorizzato a farsi raggiungere dalla famiglia senza termine
d'attesa se la sua dimora e, se del caso, la sua attività lucrativa appaiono
stabili (a), abiterà con la famiglia e dispone di un alloggio conveniente (b),
dispone di sufficienti mezzi finanziari per mantenere la famiglia (c) ed è
assicurata la cura dei figli che ancora abbisognano dei genitori (d).

Per analogia con l'art. 17 cpv. 2 LDDS
(coniuge straniero di un domiciliato), è necessario che la comunione coniugale
esista sia giuridicamente, sia di fatto (cfr. "Istruzioni e commenti
sull'entrata, la dimora e il domicilio degli stranieri in Svizzera", n.
643, emanate dall'UFDS, stato giugno 2000).

                                   3.   In
concreto, si rileva che in data 8 settembre 1999 la Sezione di permessi e
dell'immigrazione ha rilasciato al ricorrente un permesso di dimora annuale
giusta l'art. 38 OLS per vivere in comunione coniugale con __________, dalla
quale ha poi avuto un figlio.

È incontestato che __________ vive separata
dal marito dal giugno 2002, quando si è trasferita insieme al figlio __________
presso la __________ a __________ a seguito dei maltrattamenti che il coniuge
le infliggeva. La separazione dura tuttora (ricorso ad 2, pag. 4). Pertanto, le
condizioni imposte al momento del rilascio del permesso di dimora al ricorrente
non sono più adempiute.

I motivi che avrebbero condotto alla
disunione della coppia non sono determinanti: che il ricorrente addebiti la
separazione ai genitori della moglie rafforza però i dubbi esistenti su
un'ipotetica ripresa della comunione domestica (v. anche la procedura relativa
alle misure di protezione dell'unione coniugale ancora pendente, in particolare
verbale 11 luglio 2002 di udienza di discussione cautelare e di merito).

 

 

                                   4.   Occorre
ora verificare la proporzionalità del provvedimento di revoca del permesso
pronunciato dalla Sezione dei permessi e dell'immigrazione.

 

4.1. In materia di ritiro dei permessi
accordati a stranieri, la LDDS conferisce all'autorità amministrativa un ampio
margine di apprezzamento, censurabile - perlomeno da parte di questo Tribunale
- soltanto quando la stessa sconfina con la propria decisione in un eccesso o
in un abuso di potere (cfr. DTF 112 Ib 478).

 

4.2. Nel 1999, __________ è stato
autorizzato a soggiornare in Svizzera unicamente per aver sposato una
connazionale titolare di un permesso di dimora. Durante il suo soggiorno, egli
ha denotato una certa instabilità professionale, cambiando diversi posti di
lavoro e rimanendo disoccupato. Quand'anche, come e gli pretende, fosse stata
la moglie a pretendere sistematicamente che egli cambiasse posto di lavoro per
motivi logistici o di orario, ciò nulla cambia alla situazione. Benché tali
aspetti non siano particolarmente gravi, vanno comunque presi in considerazione
per valutare la capacità dell'insorgente di adattarsi all'ordinamento elvetico.

Durante il suo soggiorno in Svizzera il
ricorrente ha pure interessato le autorità amministrative e giudiziarie penali.
Il 4 settembre 2000, il Procuratore pubblico lo ha condannato a 10 giorni di arresto,
sospesi condizionalmente con un periodo di prova di 1 anno, e a una multa di
fr. 300.–, per circolazione nonostante la revoca della licenza per allievo
conducente durante sei mesi. Con decreto d'accusa 29 luglio 2002, il
Procuratore pubblico lo ha nuovamente condannato a una multa di fr. 200.–, per
vie di fatto, perché aveva schiaffeggiato la moglie.

Da tali fatti si deduce che l'insorgente non
si è ben integrato nel tessuto sociale elvetico.

 

4.3. Per quanto riguarda l'interesse privato
del ricorrente a conservare il suo permesso di dimora, segnatamente in merito
alle relazioni con __________ (3 anni), il diritto di visita può essere di
regola esercitato anche quando il genitore vive all'estero, adattandone se del
caso la durata e la frequenza in virtù di tale circostanza. Non è infatti
necessario che il genitore al beneficio del diritto di visita e suo figlio
vivano nello stesso Paese; si deve comunque tener conto dell'intensità della
relazione tra gli stessi e della distanza che li separa (STF 21 giugno 2002,
2A.521/2001, consid. 4.2.).

Il ricorrente beneficia soltanto di un
diritto di visita sorvegliato su __________. Egli trascorre con suo figlio
un'ora la settimana presso la __________ a __________ (v. pto 2 del decreto supercautelare
17 luglio 2002 della Pretura del Distretto di __________; scritto 25 settembre
2002 dell'istituto alla Pretura di __________). Anche se il suo diritto di
visita dovesse essere esteso, se ne deduce tutt'al più l'esistenza di una
relazione ordinaria tra padre e figlio.

È innegabile che la partenza all'estero
dell'insorgente renderebbe l'esercizio di tale diritto difficoltoso anche dal
profilo economico. Ciò non creerebbe tuttavia ostacoli tali da renderlo impossibile
nell'ambito di soggiorni turistici, visto che può essere diversamente regolato
a seguito delle mutate circostanze (art. 273 cpv. 3 CC).

 

4.4. In simili evenienze, l'interesse
privato del ricorrente a trattenersi nel nostro Paese non prevale su quello,
pubblico, al suo allontanamento. L'interessato non si trova da molto tempo in
Svizzera, non ha stretti legami con il nostro Paese dove non è riuscito ad
integrarsi. Inoltre egli è ancora giovane e ha i suoi legami culturali e i suoi
famigliari in Turchia, dove è nato e cresciuto e risiedeva prima di giungere in
Ticino.

Come indicato in precedenza, la revoca del
permesso di dimora all'insorgente non gli impedisce in modo intollerabile
l'esercizio del suo diritto di visita al figlio __________, che può essere
esercitato dalla Turchia, dal momento che egli non pretende che sia impossibile
risiedere nuovamente nel suo Paese d'origine. Non sono le sue asserite
difficoltà a entrare in Svizzera che permettono di ritenere il contrario: egli
non è infatti colpito da divieto d'entrata. Tanto meno che egli debba partecipare
alla causa in Pretura contro la moglie: nulla gli impedisce di farsi rappresentare
o di chiedere un nulla osta per tale motivo.

 

4.5. La Sezione dei permessi e
dell'immigrazione non ha pertanto disatteso le disposizioni legali invocate.
Difatti, la decisione censurata non procede da un esercizio abusivo del potere
di apprezzamento che la legge riserva all'autorità di polizia degli stranieri
in ordine alla valutazione dell'adeguatezza della misura adottata.

 

 

                                   5.   Tenuto
conto che la decisione di revocare il permesso di dimora all'insorgente scaturisce
da una corretta ponderazione tra l'interesse dello straniero a continuare a risiedere
in Svizzera e l'interesse pubblico contrario, ne consegue che, anche qualora
egli fosse legittimato ad invocare la protezione della vita famigliare sancita
dall'art. 8 CEDU in virtù del legame con suo figlio, la censura andrebbe respinta.

 

 

                                   6.   Stando
così le cose, l'insorgente non può pretendere nemmeno di ottenere il rinnovo
del permesso di dimora alla sua scadenza.

 

 

                                   7.   In esito
alle considerazioni che precedono, il ricorso dev'essere respinto.

Con l'emanazione del presente giudizio, la
domanda di conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso diviene priva di oggetto.

La tassa di giustizia e le spese seguono la
soccombenza (art. 28 PAmm).

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 4, 9 LDDS; 8 e 10 ODDS; 38 e 39 OLS;
8 CEDU; 100 cpv. 1 lett. b n. 3, 101 lett. d OG; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 28, 43, 46,
47, 60, 61 PAmm;

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, di complessivi fr. 800.–, sono a carico del ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario