# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b6b1de98-63f8-55d0-bbff-96e0d325b2aa
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-06-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 20.06.2005 60.2004.150
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2004-150_2005-06-20.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2004.150

   

  	
  Lugano

  20 giugno
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretario:

  	
  Rocco Filippini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per
statuire sull’istanza 20/21.4.2004 presentata da

 

 

	
   

  	
  IS 1 

  già patr. da: PA
  1 

   

  
	
   

  	
   

  tendente ad
  ottenere, in relazione all’esito del procedimento penale sfociato nel decreto
  di non luogo a procedere 25.3.2004 emanato dal sostituto procuratore pubblico
  Clarissa Torricelli Bernasconi (NLP __________), un’indennità a’ sensi degli
  art. 317 ss. CPP;

  	 

 

 

richiamate le
osservazioni 17.5.2004 del sostituto procuratore pubblico, che chiede in via
principale la reiezione dell’istanza e, in via subordinata, la riduzione a 4
ore e 30 minuti del dispendio orario esposto dal patrocinatore, rimettendosi al
prudente giudizio di questa Camera quanto alla tariffa oraria da applicare;

 

letti ed
esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto ed in
diritto

 

                                         che
nell’ambito dell’“__________” - mirata alla lotta contro l’esercizio illecito
della prostituzione - la polizia cantonale ha eseguito in data __________ un
controllo presso il __________ di __________, locale nel quale è notoriamente
esercitata la prostituzione, che ha permesso di rintracciare dieci cittadine
straniere, tra cui IS 1, la quale risulta aver già soggiornato in Svizzera nel
mese di __________ e di __________ presso il __________ di __________ e la
pensione __________ di __________, locali pure noti poiché vi si esercita la prostituzione
(cfr. AI 5, rapporto di Polizia giudiziaria del 26.3.2004);

 

 

                                         che
con decisione 25.4.2004 il sostituto procuratore pubblico Clarissa Torricelli
Bernasconi, che aveva avviato informazioni preliminari nei suoi confronti per
titolo di esercizio illecito della prostituzione e infrazione alla legge
federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri, ha decretato il
non luogo a procedere (non motivato) in assenza di riscontri probatori sufficienti
(NLP __________);

 

 

                                         che
con l’istanza in esame - presentata nel termine di un anno di cui all’art. 320
CPP - IS 1 chiede che lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino sia
condannato a versarle la somma di CHF 2'755.40, di cui CHF 2'455.40 per spese
legali, CHF 150.-- a titolo di risarcimento danni e CHF 150.-- a titolo di
torto morale; 

 

 

                                         che
giusta l'art. 317 CPP l'accusato prosciolto - ossia assolto al processo dalla
Corte delle assise correzionali o criminali o dal pretore, oppure liberato da
ogni accusa con decreto di abbandono - ha diritto ad un'indennità nella forma
della rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali
e della riparazione del torto morale (cfr. REP. 1998 n. 126; R. HAUSER / E.
SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005,
§ 109 n. 1 ss.; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 4017
ss.);

 

 

                                         che,
come detto, il diritto di cui agli art. 317 ss. CPP compete all’“accusato
prosciolto”;

 

 

                                         che
accusato è chiunque nei confronti del quale il magistrato inquirente ha promosso
l’accusa (art. 47 cpv. 1 CPP);

 

 

                                         che
l’inchiesta è rimasta allo stadio delle informazioni preliminari, concludendosi
con il decreto di non luogo a procedere 25.4.2004 (NLP __________);

 

 

                                         che
lo scopo delle informazioni preliminari é quello di verificare se una notizia
di reato é sostenuta da sufficienti indizi, onde decidere se promuovere
l’accusa e avviare l’istruzione formale, o se decretare un non luogo a procedere
(art. 184 cpv. 1 e 2 CPP);

 

 

                                         che
in questa fase preliminare, l’interessato non ha veste di accusato e pertanto
non necessita generalmente dell’assistenza di un difensore;

 

 

                                         che
la qualità di parte processuale nasce infatti, come esposto, con la promozione
dell'accusa (art. 47 cpv. 1 CPP) e da quel momento l’accusato beneficia di
determinati diritti e, segnatamente, di essere assistito da un legale, di
accedere agli atti e di partecipare agli interrogatori (art. 49 ss. CPP);

 

 

                                         che
la giurisprudenza cantonale ha nondimeno superato questa concezione formale di
“accusato”, basandosi su una nozione sostanziale, riferita alla persona
concretamente sospettata di un reato, indipendentemente dalla formale
promozione dell'accusa (cfr. sentenza GIAR 15.7.1994 in re P. F.);

 

 

                                         che
è quindi da considerare “accusata” ogni persona sospettata di aver
commesso un reato, oggetto di indagini, con importanti ripercussioni sulla sua
situazione o sulla sua sfera personale (perquisizione, sequestro, ecc.);

 

 

                                         che
la necessità della presenza di un difensore nasce pertanto quando il caso non è
senza importanza e presenta difficoltà di fatto e diritto che superano le
capacità dell'accusato;

 

 

                                         che
in ambito penale, ciò è segnatamente il caso laddove ci si debba attendere
l’irrogazione di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale
della stessa o l’assunzione di misure privative della libertà personale (DTF
120 Ia 43 e rif.; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di
procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 18 e 19 ad art. 49 CPP; G. PIQUEREZ,
op. cit., n. 1253 ss.);

 

 

                                         che
nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi si devono
considerare le difficoltà giuridiche e fattuali della procedura, alle quali
l'interessato non è in grado di far fronte (per es. la complessità delle
questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di difendersi efficacemente
nella procedura);

 

 

                                         che
nel caso di evidenti reati minori (“Bagatelldelikte”), ove entri in
considerazione solo una multa o una pena privativa della libertà di poco conto,
il Tribunale federale nega invece il diritto costituzionale al gratuito
patrocinio (cfr. DTF 129 I 281, 128 I 225, 126 I 194, 124 I 304, 122 I 49 e
275, 120 Ia 43; cfr. M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss. ad
art. 49 vCPP; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 40 n. 11 e 16;
G. PIQUEREZ, op. cit., Zurigo 2000, n. 1259 ss.; B. CORBOZ, Le droit
constitutionnel à l'assistance judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.);

 

 

                                         che
la sera del __________ l’istante è stata trovata, con altre nove cittadine
straniere, all’interno dell’esercizio pubblico __________ di __________ nell’ambito
di un’operazione di polizia volta ad accertare la presenza di persone dedite
alla prostituzione ed alla sua promozione;

 

 

                                         che
dato il numero delle persone controllate, l’istante - sospettata di esercizio
illecito della prostituzione e di infrazione alla legge federale concernente la
dimora e il domicilio degli stranieri - non ha potuto essere interrogata
immediatamente, ma solo il giorno seguente a partire dalle ore 8.20 fino alle
ore 16.45, dopodiché le è stato intimato di lasciare il territorio svizzero;

 

 

                                         che,
come osservato dal sostituto procuratore pubblico, “l’istante non è (…)
stata trattenuta in ‘fermo di polizia’ o arrestata per i giorni __________”,
bensì “(…) dopo l’operazione di polizia presso l’esercizio pubblico __________,
si è preferito far pernottare le persone fermate in un luogo sicuro al riparo
da un eventuale intervento di terze persone (con riferimento a coloro che
potrebbero aver avuto interesse nel promuovere la prostituzione ex art. 195
CP). Nel caso in cui l’istante non fosse stata d’accordo con la proposta delle
forze dell’ordine, sarebbe bastato il suo rifiuto per far sì che ella avesse a
pernottare in altro luogo (sicuro). Contrariamente alla giurisprudenza citata
dall’istante, ella non è mai stata posta in una cella di sicurezza o in un
ambiente penitenziario. In pratica l’istante non è mai stata privata della sua
libertà personale considerato che: il pernottamento è avvenuto al di fuori
dell’ambiente carcerario ed un suo rifiuto in tal senso sarebbe bastato, il
verbale di interrogatorio di polizia è stato iniziato la mattina del __________
alle ore 8.20 per terminare alle ore 14.15 (compresa la pausa pranzo) e il
verbale di interrogatorio dinanzi al magistrato inquirente è iniziato alle ore
14.45 per finire alle ore 16.20. I tempi in questione sono sicuramente
compatibili con l’espletazione dei necessari accertamenti per decidere della
posizione dell’istante che, occorre ripeterlo, si trovava in luogo conosciuto
per l’esercizio della prostituzione” (osservazioni 17.5.2004 del sostituto
procuratore pubblico, p. 2);

 

 

                                         che
- benché abbia sempre negato di essersi prostituita - a IS 1 non poteva
certo essere sfuggito che all’interno dell’esercizio pubblico __________ veniva
esercitata la prostituzione, così come in precedenza non poteva esserle
sfuggita la medesima cosa in relazione al suo soggiorno presso il __________ di
__________ e la pensione __________ di __________;

 

 

                                         che
è quindi innegabile che l’inchiesta è scaturita da un suo comportamento
perlomeno inopportuno, poiché vi è evidentemente una probabilità più alta di
incappare in un controllo di polizia frequentando locali sauna quali il __________,
il __________ e la pensione __________, che non una conferenza sull’antica __________;

 

 

                                         che
nell’ambito di simili operazioni di polizia, i necessari accertamenti ed interrogatori
di tutte le persone fermate comportano inevitabilmente un dispendio di tempo
maggiore;

 

 

                                         che
si è pertanto reso necessario trasferire le persone fermate la sera del __________
presso una sede di protezione civile, dove hanno potuto pernottare;

 

 

                                         che
dagli atti non emerge che l’istante si sia opposta a questa misura;

 

 

                                         IS
1 è stata sottoposta a semplici misure di polizia, che fanno parte di quegli
inconvenienti che ogni cittadino deve sopportare (REP. 1998 n. 126 nota 5.3);

 

 

                                         che
la fattispecie nemmeno presentava difficoltà di fatto e di diritto tali da
imporre, già in sede di informazioni preliminari, la presenza di un legale;

 

 

                                         che,
alla luce delle considerazioni sopra esposte, l’istante non può essere
considerata quale “accusata” a’ sensi dell’art. 317 CPP;

 

 

                                         che
la pretesa non può quindi essere ammessa;

 

 

                                         che la procedura di indennità è gratuita (art. 320 cpv. 5 CPP).

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 317
ss. CPP e ogni altra norma applicabile,

 

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   L’istanza
è respinta.

 

 

                                   2.   Non
si prelevano tassa di giustizia e spese.

 

 

                                   3.   Intimazione:

 

 

                                         per
conoscenza:

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  PI 1 

   

  

Per la Camera
dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                             Il
segretario