# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dea08c8c-1d75-5352-80af-27f9eeeddacd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-10-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 14.10.2003 INC.2001.3802
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-3802_2003-10-14.html

## Full Text

Incarto n.

  2001.3802

  	
  Lugano

  14 ottobre 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Ursula Züblin

  
	
   

  Sedente per statuire sul reclamo presentato il 14 maggio
  2003 da

  
						

 

	
   

  	
  __________

  (rappr. dall'avv. __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  la decisione 5 maggio 2003 del Procuratore pubblico
  Emanuele Stauffer che ha respinto i complementi istruttori proposti dal
  reclamante nel procedimento contro di lui pendente per titolo di truffa,
  appropriazione indebita, amministrazione infedele e falsità in documenti
  (inc. MP __________);

  

 

preso atto delle osservazioni 19
maggio 2003 del magistrato inquirente, concludente per la reiezione del
reclamo, 26 maggio 2003 della parte civile, e 24 giugno 2003 di __________;

 

visto l'inc. MP __________;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto 

 

 

in fatto

 

A.

Nei confronti di __________, __________
e __________, è pendente un procedimento per titolo di truffa, appropriazione
indebita, amministrazione infedele e falsità in documenti, reati commessi, nel
periodo 1998-2000, ai danni della __________ di __________. In particolare,
dagli atti risulta che nel corso del 1998 __________ (fratello __________), a
quell'epoca responsabile dell'amministrazione ordinaria degli __________,
istituti scolastici della suddetta congregazione, ha trasferito in Svizzera, su
consiglio di __________, presentatogli da __________, la somma di circa Lit.
2,5 miliardi a favore di una società finanziaria, facente capo ai due accusati,
la __________, con sede in __________ ed in seguito a __________, perché fosse
investita, con esplicita richiesta di una gestione conservativa. Le indagini
esperite hanno permesso di stabilire che di tale somma non è rimasto
praticamente nulla: dopo vari giri bancari su conti di spettanza dei due soci,
il denaro è stato poi da loro prelevato (__________ circa 1/3 e __________
circa 2/3). Va precisato che nei confronti di fratello __________ è stata
promossa l'accusa per falsa testimonianza e falsità in documenti (in relazione
all'uso illecito del timbro della __________).

 

 

B.

Il 12 febbraio 2003 il
Procuratore pubblico ha disposto il deposito atti a norma dell'art. 196 CPP.
Con allegato 30 aprile 2003, entro i termini prorogati fino al 2 maggio 2003
(v. decisione 3 aprile 2003 del magistrato inquirente), __________ ha postulato
l'assunzione di tre testi e la riaudizione del prevenuto __________. Con
decisione 5 maggio 2003 il Procuratore pubblico ha respinto integralmente le
richieste dell'accusato. Ha fatto seguito il reclamo in oggetto che le
ripropone tutte.

 

In sede di osservazioni il
Procuratore pubblico, si è riconfermato nel proprio diniego, argomentando
sostanzialmente l'irrilevanza delle prove richieste per il procedimento in
corso.

La parte civile si è rimessa alla
decisione di questo Giudice, mentre __________ ha ribadito la propria
estraneità ai fatti oggetto del procedimento.

Delle relative argomentazioni si
dirà, per quanto necessario, nel seguito.

__________ e __________ non hanno
invece presentato osservazioni.

 

 

e considerato 

 

 

In diritto

 

1.

Il reclamo, inoltrato dal
destinatario della decisione impugnata ed accusato, è presentato da persona
legittimata e tempestivo, quindi ricevibile in ordine.

 

 

2.

In termini generali per
l'assunzione di prove proposte dalle parti nel corso dell'inchiesta valgono i
seguenti principi:

 

a)

Gli art. 60
cpv. 1 (per la difesa) e 79 cpv. 1 CPP (per la parte civile), stabiliscono la
facoltà di proporne in ogni tempo nel corso delle indagini di pertinenza del
magistrato inquirente. Di massima, il Procuratore pubblico è tenuto a
pronunciarsi in merito solo a conclusione dell’istruzione formale nel contesto
di quanto disposto dall’art. 196 CPP (v. Messaggio aggiuntivo concernente la
revisione totale del Codice di procedura penale del 20 marzo 1991, pag. 81, ad
art. 58 ter risp. 61 bis del disegno di legge, per il rinvio del commento
all’art. 58 quinquies risp. 61 quater del disegno di legge e all’art. 63 ter
risp. 69 del disegno di legge: cfr. decisione 9 giugno 1995 in re F.M., GIAR
1093.93.10, e riferimenti), ma in presenza di anticipata decisione del
magistrato inquirente è dato reclamo nelle vie ordinarie stabilite dagli art.
280 ss. CPP, ritenuto tuttavia che non potranno poi più trovare udienza in sede
di deposito degli atti, a norma del citato art. 196 cpv. 1 CPP, complementi di
prova in precedenza decisi e definitivamente respinti, per quanto concerneva
necessità e contenuti dell’inchiesta (cfr. sentenze 15 luglio 1991 in re F.B.,
CRP 144/91, e 7 ottobre 1991 in re F.M., CRP 210/91; decisione 3 novembre 1993
in re G.G., GIAR 862.93.1), fatte beninteso salve nuove emergenze (v. decisione
17 agosto 1994 in re A.A., GIAR 209.94.12).

b)

I principi in
base dei quali si deve determinare se la prova debba essere assunta, sono
identici sia che la decisione avvenga in corso d'istruttoria, sia che avvenga
alla conclusione della stessa (e nel termine del deposito degli atti).

 

"Per meritare di essere assunte, le prove proposte dalle parti
contestualmente al deposito atti (art. 196 CPP), o in altro momento dell’istruttoria
(artt. 60 cpv. 1 e 79 cpv. 1 CPP), devono rispettare tre concorrenti ordini di
considerazione: esse devono essere motivate per quanto attiene al loro oggetto
ed al loro scopo in diretta connessione con la fattispecie inquisita; tali
mezzi di prova devono avere i requisiti della novità, della rilevanza e della
pertinenza alle successive conclusioni di competenza del Procuratore Pubblico,
dapprima per decidere se promuovere l’accusa oppure non far luogo al
procedimento e poi (dopo conclusione dell’istruzione formale) se decretare
messa in stato d'accusa o abbandono, sino se del caso a quelle del giudice di
merito; per quest’ultima evenienza, le stesse prove devono essere di difficile
produzione al dibattimento, avute presenti le finalità dell’art. 189 CPP,
inteso appunto tra l’altro ad assicurarne la non interrotta assunzione (v.
sentenza 24 gennaio 1990, inc. CRP 337/89; v. decisioni 17 febbraio 1993 in re
L.P., inc. GIAR 135.93.1; 3 novembre 1993 in re G.G., inc. GIAR 862.93.1, e 14
giugno 1995 in re F.M., inc. GIAR 1093.93.5). Se, in particolare per
l’accusato, la facoltà di proporre mezzi di prova è espressione del diritto di
essere sentito ai sensi dell’art. 4 Cost. fed. (ora, art. 8 cpv. 1 della nuova
Cost. fed.; v., da ultimo, DTF 124 I 49, consid. 3a p. 51; DTF 121 I 306,
consid. 1b p. 308) e del “fair trial” ai sensi dell’art. 6 CEDU (v.
Frowein/Peukert, EMRK-Kommentar, 2. Aufl. Kehl/Strassburg/ Arlington 1996, nota
99 ad art. 6 CEDU), il giudice del merito (ed il magistrato inquirente) è tenuto,
in applicazione delle norme procedurali corrispondenti, a considerare
rispettivamente ammettere soltanto quei mezzi di prova che “nach seinem
richterlichen Ermessen entscheidungserheblich sind” (Frowein/Peukert, loc. cit.
p. 231). Con riferimento specifico all’audizione di testi, il magistrato può
rifiutare la prova proposta “wenn er die zu erwartende Antwort bzw. Aussage
nach seiner freien Ermessensentscheidung für die Wahrheitsfindung nicht für
beachtlich hält” (Frowein/Peukert, loc. cit., nota 202 ad art. 6 CEDU, con
rinvii), nelle parole di Niklaus Schmid (Strafprozessrecht, 3. Aufl. Zürich 1997, margin. 270, con rinvii a DTF 103 Ia 491 et al.
in nota 321) “wenn sie den rechtlich relevanten Sachverhalt als genügend
geklärt erachten”. Di conseguenza, non è data violazione dell’art. 6
CEDU se il giudice del merito rifiuta un mezzo di prova dopo averne esaminato
la pertinenza (v. Frowein/Peukert, loc. cit., nota 203 ad art. 6 CEDU, con
rinvio al noto caso Vidal; come qui, v. decisione 17 giugno 1998 in re F.F.,
inc. GIAR 55.98.1 consid. 1). (GIAR 21 giugno 2001 in re C.)".

 

c)

Non va,
inoltre, dimenticato che la fase in cui si colloca la presente discussione del
complemento probatorio in questione è quella predibattimentale, finalizzata in
primo luogo a permettere alla pubblica accusa di determinarsi sulle questioni
se promuovere l’accusa o meno, indi se deferire l’accusato alla Corte
competente oppure se pronunciare l’abbandono del procedimento (art. 184 cpv. 1
CPP, rispettivamente artt. 196 cpv. 1 e 198 cpv. 1 CPP combinati). Per costante
dottrina e giurisprudenza, invece, l’eventuale utilità o opportunità della
prova proposta nell’ottica del giudice del merito è elemento a favore della sua
assunzione già nella fase predibattimentale unicamente qualora l’amministrazione
di tale prova in sede dibattimentale sia impossibile, o vi sia concreto rischio
che lo diventi.

 

 

 

 

3.

Occorre innanzitutto rilevare
che, come peraltro evidenziato dal Procuratore pubblico sia nella decisione
impugnata che in sede di osservazioni, l'inchiesta ha permesso di chiarire in
modo sufficientemente preciso i fatti a fronte dei quali occorre valutare
un'eventuale responsabilità penale del reclamante: in particolare è stata
accertata la destinazione dei fondi affidatigli ed i motivi per i quali ha
agito. E' ben vero che non si è potuto procedere all'audizione del correo __________,
tuttavia la sua posizione si desume chiaramente dalle dichiarazioni rilasciate
da __________, dalla documentazione bancaria acquisita, nonché dalla ricostruzione
dei flussi finanziari allestita dall'EFIN, sulla quale il reclamante ha
dichiarato di non avere nulla da obiettare (cfr. verbale PP 7 febbraio 2001).
Chiaro è pure il ruolo, peraltro piuttosto marginale rivestito, da fratello __________
nella vicenda.

Ciò premesso, i mezzi di prova
richiesti da __________, a questo stadio della procedura, non appaiono né di
rilievo né di pertinenza, vuoi per insufficiente motivazione, vuoi per carenza
di novità nel contesto di quanto acquisito: segnatamente non possono essere
considerate determinanti per il giudizio di competenza del Procuratore
pubblico, che chiaramente persegue la via accusatoria, e neppure sono
oggettivamente tali da consentire uno stravolgimento di questo indirizzo. Del
resto per i testi prevale il principio della loro eventuale assunzione al
dibattimento, sede propria dell'accertamento dei fatti.

Per quanto concerne le audizioni
in qualità di testi di __________ (industriale che ha avuto contatti con __________
in relazione a cessioni immobiliari che avrebbero dovuto essere garantite dalla
__________) e di __________ (che ha presentato __________ al reclamante), __________
non dà sufficiente ragione (rilevanza e pertinenza) dell'importanza di tali
mezzi istruttori, limitandosi a sostenere che esse servirebbero a chiarire i
rapporti fra fratello __________ ed __________. Neppure può essere accolta la
richiesta di procedere ad una nuova audizione di __________, funzionario di
banca che si è occupato dei conti di pertinenza di __________ e __________. Innanzitutto
non si tratterebbe di novità, essendo lo stesso già stato sentito dal
Procuratore pubblico, ma piuttosto di ripetizione quanto già dichiarato nel
verbale 17 gennaio 2001 con particolare riferimento ai suoi rapporti con i due
accusati in relazione ai loro conti. In secondo luogo, le operazioni effettuate
sui conti di pertinenza di __________ e __________, emergono chiaramente dalla
ricostruzione effettuata dall'Efin e riconosciuta come veritiera da __________
stesso. La reiezione delle suddette tre richieste comporta anche quella di una
nuova audizione di fratello __________ - peraltro più volte sentito dal
magistrato inquirente (verbali PP 19 gennaio 2001, 25 gennaio 2001 e 31 gennaio
2001 [a confronto con il reclamante]) - in quanto postulata per confronto e
verifica.

 

 

4.

Il reclamo è respinto, con la
presente decisione definitiva (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP e contrario) e con
carico delle spese giudiziarie al reclamante soccombente (art. 39 lett. f TG).

 

 

Richiamati i citati articoli di
legge,

 

decide

 

 

1.        Il reclamo è respinto.

 

 

2.        La tassa di giustizia
di fr. 300.-- e le spese di fr. 30.-- sono a carico di __________.

 

 

3.               
La presente decisione è definitiva.

 

 

4.               
Intimazione a:

 

 

 

 

                                                                                     giudice
Ursula Züblin