# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 167622a2-7900-5072-8ec1-bec7963fcebb
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-03-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.03.2022 A-1797/2019
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-1797-2019_2022-03-03.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-1797/2019 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  3  m a r z o  2 0 2 2  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio), Jérôme Candrian, Christine Ackermann,  

cancelliere Manuel Borla. 
 

 
 

Parti 

 
1. A._______, …,   

2. B._______, …,   

entrambe patrocinate da …  

ricorrenti,  

 
 

 
contro 

 

 
Ferrovie federali svizzere FFS,  

Infrastruttura, Progetti, Engineering, Via Pedemonte 7, 

6500 Bellinzona,   

patrocinata dall'avv. …,  

…,  

controparte,  

 

Ufficio federale dei trasporti UFT, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Approvazione dei piani. 

A-1797/2019 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

Il 7 dicembre 2017, l’Ufficio federale dei trasporti ha ricevuto un’istanza 

delle Ferrovie federali svizzere (di seguito: FFS), datata al 24 novembre 

2017, chiedente l’approvazione di piani relativi al progetto di un nuovo 

sottopasso, Stazione di Locarno, Comune di Muralto. 

B.  

B.a L’11 gennaio 2018 l’UFT ha avviato la procedura ordinaria 

d’approvazione dei piani, chiedendo al Cantone Ticino di procedere al 

deposito pubblico dei piani e di esprimere la propria posizione in ordine al 

progetto. L’incarto è stato inoltre sottoposto all’Ufficio federale 

dell’ambiente (di seguito: UFAM) come pure all’Ufficio federale della cultura 

(di seguito: UFC). 

B.b Durante il deposito pubblico, svoltosi dal 26 gennaio 2018 al 26 

febbraio 2018, sono giunte alcune opposizioni tra cui quelle delle 

A._______ e B._______ (di seguito opponenti), tramite due scritti distinti 

ma con identico contenuto. 

B.c Con scritto del 5 giugno 2018 le FFS hanno comunicato le proprie 

osservazioni in merito alle opposizioni e alle prese di posizione cantonali e 

federali pervenute. 

B.d L’11 novembre 2018 e dopo richiesta dell’UFT, le opponenti hanno 

respinto la proposta di effettuare un esperimento di conciliazione, 

trasmettendo in seguito, il 15 gennaio 2019, le proprie osservazioni finali. 

C.  

Con decisione di approvazione piani del 14 marzo 2019, respingendo le 

opposizioni citate, l’UFT ha approvato il progetto delle FFS, del 24 

novembre 2017, completato un’ultima volta il 5 febbraio 2019, concernente 

il nuovo sottopasso, volto a collegare la Stazione FFS di Locarno, sita nel 

territorio di Muralto, con il lungolago. 

D.  

Con scritto del 15 aprile 2019, A._______ e B._______ (di seguito: 

ricorrenti), hanno inoltrato ricorso dinnanzi al Tribunale amministrativo 

federale (di seguito: TAF o il Tribunale) contro la decisione di approvazione 

dei piani sopracitata, chiedendo l’annullamento della stessa “nella misura 

in cui approva la costruzione del sottopassaggio tra la stazione FFS e il 

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lungolago di Muralto, tratto raccordo lungolago”. In sintesi le ricorrenti 

censurano l’errata applicazione del diritto federale, sostenendo come la 

fattispecie debba sottostare al diritto cantonale e comunale, ciò che 

avrebbe quale conseguenza l’incompetenza dell’UFT. 

E.  

E.a Con istanza del 30 aprile 2019 le FFS (qui di seguito anche 

controparte) hanno postulato la revoca dell’effetto sospensivo, sostenendo 

che il ricorso riguarda solamente una parte del progetto approvato dall’UFT, 

e meglio il sottopasso pedonale tra la Stazione e il lungolago di Muralto; 

per la controparte, il progetto di sottopasso sotto i binari è da considerarsi 

come cresciuta in giudicato. 

E.b Con osservazioni del 9 maggio 2019, limitatamente all’istanza di 

revoca citata, le ricorrenti hanno concluso principalmente al respingimento 

dell’istanza e subordinatamente ad un suo accoglimento limitatamente alla 

tratta di cui alle zone FFS e FART e ad un suo mantenimento per quanto 

attiene le zone 1, 2 e 3. 

E.c  Con presa di posizione del 10 maggio 2019, l’UFT (qui di seguito 

autorità di prima istanza) ha indicato di condividere l’istanza di revoca 

dell’effetto sospensivo formulata dalle FFS per quanto concerne la parte 

del progetto sotto i binari, vale a dire l’insieme del progetto presentato 

tranne il comparto dell’uscita verso sud. 

E.d Dopo diversi scambi di scritti e rilevata infine una certa convergenza 

tra le parti, il Tribunale ha accolto la richiesta di revoca dell’effetto 

sospensivo presentata dalle FFS, in ordine alle zone FFS e FART, ma 

mantenuto per quanto attiene le zone 1, 2 e 3 (zona “Raccordo lungolago”). 

F.  

Con risposta del 19 settembre 2019, la controparte ha concluso al 

respingimento del ricorso confermando la decisione d’approvazione dei 

piani del 14 marzo 2019, protestate tasse spese e ripetibili. Esse 

contestano la tesi delle ricorrenti, secondo cui il sottopasso pedonale tra la 

stazione FFS di Locarno e il lungolago non sarebbe una costruzione o un 

impianto destinato all’esercizio ferroviario con la conseguenza che avrebbe 

dovuto sfuggire alla competenza dell’UFT. 

G.  

Con presa di posizione del 27 settembre 2019, l’autorità di prima istanza si 

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è riconfermata nella sua presa di posizione del 14 marzo 2019, rilevando 

che, visti i nuovi accessi ai binari tramite scale e ascensori e la modifica 

degli stessi, il nuovo collegamento con un Park+Rail nonché il nuovo 

collegamento tra la stazione FFS e la stazione FART per l’utenza 

ferroviaria, il progetto appare perlomeno prevalentemente ferroviario ai 

sensi della legge. 

H.  

Con scritto del 25 ottobre 2019 le ricorrenti hanno postulato un ulteriore 

scambi degli allegati di causa. Con scritto del 13 dicembre 2019, la 

controparte ha invece rilevato di non vederne la necessità, nella misura in 

cui le parti avrebbero più che sufficientemente esplicitato il loro punto di 

vista nei rispettivi allegati.  

I.  

Con osservazioni finali del 15 gennaio 2020 le ricorrenti si sono 

riconfermate nelle proprie conclusioni di causa.  

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni 

ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla 

procedura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità 

menzionate all'art. 33 della legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale 

amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni di cui 

all'art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). 

1.2 L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA, 

emessa dall'UFT, che è un ufficio federale subordinato al Dipartimento 

federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni  

(di seguito: DATEC) ai sensi dell'art. 33 lett. d LTAF, avente per oggetto 

una materia diversa da quelle indicate all’art. 32 LTAF. Ne discende 

dunque la competenza del presente Tribunale a statuire sul ricorso. 

1.3 Il ricorso è poi stato interposto tempestivamente (art. 20 segg. e art. 50 

PA), nel rispetto delle esigenze di forma e di contenuto previste dalla legge 

(art. 52 PA). Esso è dunque ricevibile in ordine. 

1.4 Conformemente all'art. 48 cpv. 1 PA, ha diritto di ricorrere chi ha 

partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore o è stato privato 

della possibilità di farlo (lett. a), è particolarmente toccato dalla decisione 

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impugnata (lett. b) e ha un interesse degno di protezione all'annullamento 

o alla modificazione della stessa (lett. c). 

In concreto, le ricorrenti sono proprietarie dei mappali part. … e … RFD 

Muralto, in prossimità dell’uscita del nuovo sottopasso. Esse sono 

destinatarie della decisione impugnata la quale aveva riconosciuto la loro 

legittimazione ad opporsi al progetto in quanto beneficiarie di un interesse 

degno di protezione. 

1.5 Il ricorso è poi stato interposto tempestivamente (art. 20 segg., 

art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di forma e di contenuto previste dalla 

legge (art. 52 PA). Esso è dunque ricevibile in ordine. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché l'inadeguatezza, a 

condizione tuttavia che la decisione impugnata non sia stata emanata da 

un'autorità cantonale in veste di autorità di ricorso (cfr. art. 49 PA; 

cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundes- 

-verwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.149). 

2.2 Nell'ambito di procedure d'approvazione di piani, il potere 

d'apprezzamento dell'autorità di prima istanza è ampio, segnatamente per 

quanto riguarda questioni tecniche per le quali dispone delle necessarie 

conoscenze (cfr. DTF 135 II 296 consid. 4.4.3; tra le tante sentenza del 

TAF A-523/2010 del 19 ottobre 2010 consid. 4; BENJAMIN SCHINDLER in: 

AUER/MÜLLER/SCHINDLER [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das 

Verwaltungsverfahren, 2008 [di seguito: Kommentar VwVG], n. 9 ad art. 49 

PA). In tali circostanze, lo scrivente Tribunale non sostituisce senza 

necessità il proprio potere d'apprezzamento a quello dell'autorità inferiore, 

per quanto attiene alle questioni tecniche (cfr. tra le tante sentenze del TAF  

A-6241/2015 del 15 febbraio 2017 consid. 2.2, A-3713/2008 del 15 giugno 

2011 consid. 4). 

3.  

Oggetto della decisione impugnata è l’approvazione dei piani della 

sistemazione di sottopassi della Stazione di Locarno. Vari settori del 

progetto sono stati menzionati dalle parti e l’autorità di prima istanza, ossia 

il sottopasso che collega le zone FFS e FART (designate come zone FFS 

e FART), al di sotto dei binari, e quello sito sotto le zone 1 a 3, che collega 

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il primo sottopasso al lago (designato raccordo lungolago). Per agevolare 

la comprensione, nell’ambito di questa sentenza, verranno usate queste 

denominazioni. 

Le procedure d’approvazione dei piani soggiacciono alla legge federale del 

20 dicembre 1957 sulle ferrovie (Lferr, RS 742.101), segnatamente agli 

articoli 17 segg.  

3.1 Nelle procedure d’approvazione dei piani, tutte le obbiezioni avverso 

un progetto devono essere formulate in sede di opposizione, 

conformemente all’articolo 18f Lferr. Chi non adempie a questa condizione 

è escluso dal seguito della procedura. Questa esigenza consente, 

nell’interesse della concentrazione delle procedure, l’esame e la 

trattazione dalla stessa autorità di tutte le obbiezioni in sede 

d’approvazione (sentenza del TAF A-7192/2018, del 29 ottobre 2020, 

consid. 2.3.1). L’oggetto del contendere e quindi limitato dai gravami 

sollevati in sede d’opposizione e non può più essere esteso nell’ulteriore 

procedura contenziosa. Invece, la motivazione a sostegno dei gravami può 

essere sviluppata a condizione che non estenda – anche indirettamente – 

l’oggetto del contendere (DTF 133 II 30, consid.2.2; DTAF 2012/23 consid. 

2.1; sentenza del TAF A-592/2014, del 9 marzo 2015 consid. 2.1.2). 

3.2 Nella presente fattispecie, le ricorrenti hanno sostenuto in un primo 

tempo in sede di opposizione, che l’autorità di prima istanza non era 

competente per il raccordo lungolago. Successivamente, in sede di ricorso 

e nella motivazione del gravame, sembrano aver contestato la competenza 

per l’approvazione del progetto nel suo insieme, ossia la zona FFS e FART 

nonché la zona raccordo lungolago; in un secondo tempo però, esse hanno 

motivato l’incompetenza dell’autorità di prima istanza prevalentemente 

rispetto alla tratta del raccordo lungolago, zone 1 a 3. Del resto, le ricorrenti 

hanno comunque accettato che l’effetto sospensivo, subordinatamente, 

fosse tolto per la parte del progetto delle zone FFS e FART. 

Visto quanto considerato precedentemente, si deve ritenere che l’oggetto 

del contendere verte sulla competenza dell’autorità di prima istanza per 

l’approvazione del raccordo lungolago. 

3.3 Infine, nella loro motivazione, le ricorrenti considerano che il raccordo 

lungolago soggiace al diritto cantonale e che l’UFT, se intendeva dichiararsi 

competente per l’approvazione di questa tratta, doveva applicare il diritto 

cantonale. Le ricorrenti proseguono considerando che ormai, 

incomberebbe allo scrivente Tribunale applicare le normative cantonali e 

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comunali nella misura in cui esso non potrebbe rinviare la causa all’autorità 

di prima istanza.  

Siffatta aspettativa è errata: se lo scrivente Tribunale dovesse giungere alla 

conclusione che l’autorità di prima istanza non era competente per 

approvare i piani, non potrebbe che pronunciare l’annullamento della 

decisione, totalmente o parzialmente, ma non di certo decidere di 

approvare dei piani, applicando o meno il diritto cantonale e/o comunale. 

Come considerato qui sopra (consid. 1.1) lo scrivente Tribunale è autorità 

di ricorso contro le decisioni di autorità federali; in quanto tale, applica 

(come del resto le autorità federali) tutte le leggi, ivi compreso quelle 

cantonali e/o comunali, ma non decide in qualità di autorità di prima 

istanza. Se le ricorrenti si aspettano che lo scrivente Tribunale proceda in 

qualche modo ad una nuova approvazione dei piani al posto dell’autorità 

di prima istanza, siffatto gravame sarebbe inammissibile. 

4.  

Le ricorrenti lamentano una violazione dell’articolo 18 Lferr. Il 28 settembre 

è stato introdotto un nuovo cpv. 1bis all’articolo 18 Lferr, in vigore dal  

1° luglio 2020 (RU 2020 1889; FF 2016 7711). Detto nuovo capoverso 

sancisce che “è considerata modifica di un impianto ferroviario anche 

l’integrazione di costruzioni e impianti non ferroviari, purché l’impianto 

ferroviario continui a essere destinato prevalentemente alla costruzione o 

all’esercizio della ferrovia”. Nella misura in cui la decisione impugnata data 

del 14 marzo 2019, il nuovo disposto non si applica alla presente 

fattispecie. 

4.1 Con l’impugnativa in esame, le ricorrenti hanno censurato la carenza 

di competenza dell’UFT, rilevando che “il progettato sottopasso pedonale, 

in particolare la tratta raccordo lungolago non è una costruzione o impianto 

destinato all’esercizio ferroviario”. A dire delle insorgenti, la costruzione 

avrebbe infatti un carattere e interesse esclusivamente locale ciò che 

emergerebbe segnatamente dal Messaggio municipale 1/2018 del 

Comune di Muralto, con cui l’esecutivo comunale postulava al Consiglio 

comunale un credito di 2'729'000 CHF per la realizzazione dello stesso e 

nei confronti del quale la partecipazione delle FFS sarebbe nulla. In via 

subordinata, le ricorrenti invocano che il manufatto non sarebbe un 

impianto destinato esclusivamente o prevalentemente alla costruzione e 

all’esercizio di una ferrovia secondo la definizione dell’art. 18 cpv. 1 Lferr. 

Nell’ipotesi più favorevole alle FFS, il sottopasso costituirebbe, a dire delle 

ricorrenti, un impianto accessorio ai sensi dell’art. 18m Lferr e come tale 

sottoposto al diritto edilizio e di pianificazione cantonale. 

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Conseguentemente l’UFT avrebbe, semmai, dovuto obbligatoriamente 

applicare la normativa edilizia cantonale. 

La controparte, dal canto suo, sostiene che l’incarto contiene abbastanza 

elementi per dimostrare che il contestato raccordo lungolago prolunga la 

sistemazione della stazione, offrendo l’accesso a quest’ultima; di 

conseguenza detto raccordo è necessario all’esercizio dell’impianto 

ferroviario. Detta argomentazione, a mente della controparte, vale per 

l’insieme dei manufatti sottoposti alla contestata approvazione, ossia il 

sottopasso FFS e FART, nonché il raccordo al lago nelle zone 1 a 3.  

4.2 Le costruzioni o le modificazioni di edifici e impianti destinati 

esclusivamente o prevalentemente alla costruzione o all'esercizio di una 

ferrovia (impianti ferroviari) soggiacciono alla procedura d’approvazione 

dei piani (cfr. art 18 cpv. 1 Lferr). Con l’approvazione dei piani sono 

rilasciate tutte le autorizzazioni necessarie secondo il diritto federale 

(cpv. 3). Non è necessaria alcuna autorizzazione o piano del diritto 

cantonale. Va tenuto conto del diritto cantonale per quanto esso non 

limiti in modo sproporzionato l’adempimento dei compiti dell’impresa 

ferroviaria (cpv. 4; tra le tante, sentenza del TF 1C_434/2017 del  

27 novembre 2017, consid. 5.2). In definitiva, l’approvazione dei piani 

chiude la procedura e riveste valore di licenza di costruzione (cfr. art. 6 cpv. 

5 dell’Ordinanza sulla costruzione e l’esercizio delle ferrovie, Ordinanza 

sulle ferrovie, Oferr, RS 742.141.1). Visto quanto precede, la 

sistemazione o la costruzione di un impianto che non serve 

principalmente o prevalentemente all’esercizio ferroviario (impianti 

accessori) sono retti dalle procedure di diritto cantonale. L’accordo 

dell’impresa ferroviaria o la consultazione dell’autorità di prima istanza 

sono tuttavia necessari in certi casi (art. 18m cpv. 1 e 2 Lferr).  

4.2.1 La questione di sapere se una costruzione serva esclusivamente o 

prevalentemente all'esercizio ferroviario deve essere esaminata in ogni 

singolo caso sulla base della situazione concreta (sentenza TF 

1C_463/2010 del 24 gennaio 2011 consid. 2.2; DTF 122 II 265 consid. 3; 

116 Ib 400 consid. 5a; sentenza del TAF A-6241/2015 del 15 febbraio 2017 

consid. 4.2.3). Tale condizione è in genere realizzata quando la costruzione 

presenta, dal profilo oggettivo e dello spazio, una connessione stretta e 

necessaria con l'esercizio della ferrovia (cfr. DTF 145 II 218 consid. 4.1; 

127 II 227 consid. 4; sentenze del TF 1C_593/2019 del 19 agosto 2020, 

consid. 4.1, 1C_32/2017, del 6 marzo 2018, consid. 6.1). Servono tuttavia 

all’esercizio ferroviario e alla circolazione stradale impianti quali incroci tra 

binari e strada; si tratta di costruzioni miste che contengono regolarmente 

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elementi legati all’esercizio ferroviario ed altri che non lo sono. Sottopassi 

che permettono ai pedoni di attraversare da un lato all'altro dei binari sono 

da considerarsi alla stessa stregua. In linea di massima, soggiacciono ad 

una procedura di approvazione unica (cfr. precitate DTF 145 II 218 consid. 

4.1; 127 II 227 consid. 4; sentenza 1C_ 539/2019 consid. 4.1; cfr. pure 

sentenza del TF 1C_463/2010 del 24 gennaio 2011, consid. 2.2). Secondo 

l’obbiettivo ricercato con la sistemazione dell’impianto in questione, 

quest’ultimo dovrà essere oggetto della procedura di diritto ferroviario 

federale o, al contrario, essere oggetto di una licenza edilizia di diritto 

cantonale (cfr. stessi riferimenti di cui sopra). Nell’esame di questa 

questione, non si tratta di prendere in considerazione soltanto l’importanza 

– dal punto di vista dell’impianto ferroviario o stradale – delle modifiche 

progettate ma di fondarsi essenzialmente sull’obbiettivo perseguito con il 

progetto; in altri termini, occorre, in ogni singolo caso, determinare se la 

costruzione risponda in primo luogo alle necessità dell’esercizio ferroviario 

o a quelle della circolazione stradale o del traffico pedonale (cfr. le citate 

sentenze, nonché 1°.117/2003 del 31 ottobre 2003, consid. 2.3). 

4.2.2 Nella fattispecie, risulta dal rapporto tecnico che il progetto – nel suo 

insieme – mira alla sistemazione di un secondo accesso ai treni ed ai 

dintorni della stazione con la costruzione di un nuovo sottopasso per 

pedoni conforme alla Legge federale del 13 dicembre 2002 

sull’eliminazione di svantaggi nei confronti dei disabili (Legge sui disabili, 

LDis, RS 151.3), in quanto consente il collegamento tra l’attuale zone P+R, 

la stazione FART, la stazione FFS e la riva del lago. Visto quanto precede, 

il sottopasso costituisce globalmente e senza dubbio un impianto destinato 

all’esercizio ferroviario. Premesso quanto considerato, la decisione 

impugnata non deriva da un apprezzamento errato o da una violazione 

della legge: la costruzione d’impianti sotterranei presso la stazione di 

Lugano corrisponde agli obbiettivi dell’esercizio ferroviario. Il ricorso 

dev’essere respinto su questo punto. 

4.3 Ora, come già ricordato, le ricorrenti contestano essenzialmente la 

competenza dell’autorità di prima istanza in punto al raccordo al lago delle 

zone 1, 2 e 3. Resta quindi da determinare se la sistemazione di tale 

raccordo presenta un rapporto obbiettivo, dal profilo funzionale e spaziale, 

con l’esercizio della ferrovia (cfr. prec. consid. 4.2.1 e riferimenti citati).   

4.3.1 Nello specifico, il sottopasso è destinato all’attraversamento dei 

binari per l’accesso ai treni e alle aree limitrofe alla stazione di Locarno; ciò 

è pacifico e non è contestato nemmeno dalle ricorrenti. È vero che la tratta 

“raccordo lungolago” in particolare la Zona Strada 1, 2 e 3, è destinata a 

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permettere l’uscita dell’utenza verso l’esterno aprendosi di nuovo ad 

altezza del terreno, ma è altrettanto vero che tale manufatto in quanto ad 

ubicazione, direttamente adiacente ai binari delle FFS, è prioritariamente 

destinato all’utenza di quest’ultima. Del resto l’opera litigiosa sarà collegata 

con due scale e relativi ascensori ai marciapiedi 1, 2 e 3 della Stazione 

FFS, come pure al marciapiede FART. In altre parole, l’opera rappresenta 

da un punto di vista spaziale una continuazione naturale della stazione 

FFS. 

4.3.2 Dal punto di vista obbiettivo, si constata anche che il raccordo al lago 

è necessario all’esercizio della ferrovia. In effetti, non sarebbe logico che 

un sottopasso non abbia sbocco verso il lato sud della stazione. L’assenza 

del raccordo qui querelato non metterebbe in pericolo il buon 

funzionamento delle installazioni FFS e FART ma detto raccordo è 

comunque dettato dalla necessità di sistemare un nuovo passaggio tra il 

lago e i mezzi di trasporti pubblici e non solo – come lo sembrano ritenere 

a torto le ricorrenti – dalla volontà di migliorare il flusso dei pedoni tra la 

città di Locarno e il lago. Inoltre e in questo contesto lo scrivente Tribunale 

ricorderà che l’intera regione di Locarno è altamente turistica; siffatta 

utenza di regola visita questa regione anche per approfittare del lago ed è 

quindi logico prevedere un accesso diretto dai treni verso la riva. 

L’opera in discussione, come già ricordato pure dal municipio di Muralto 

nel suo Messaggio municipale 1/2018 in ordine alla domanda di credito di 

2'729'000 CHF, si inserisce nel contesto del Programma d’agglomerato 

Locarnese di 2a generazione, il quale mostra la volontà di strutturare 

l’agglomerato in modo da coordinare in maniera ottimale lo sviluppo degli 

insediamenti e dei trasporti. Il progettato “sottopasso pedonale stazione – 

lungolago” è indicato dal PALoc quale misura inserita nella lista A delle 

priorità. Come emerge del citato documento, esso è interconnesso 

indiscutibilmente con il “nodo intermodale stazione Locarno – Muralto”. 

Visto quanto precede, si deve quindi anche riconoscere un rapporto 

obbiettivo e funzionale fra il raccordo querelato e l’esercizio della ferrovia. 

4.3.3 Le ricorrenti ritengono invece che il progettato sottopasso pedonale 

sia una costruzione di carattere e interesse esclusivamente locale, 

evidenziando come il Messaggio municipale summenzionato li conforti in 

tale conclusione. A torto. 

A considerare i fatti nella loro integralità, il Messaggio sopracitato presenta 

il sottopasso come progetto unitario definendolo “Progetto del sottopasso” 

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(cfr. pag. 3); per chiarezza, l’esecutivo comunale suddivide – com’è stato 

anche fatto dallo scrivente Tribunale all’inizio di questa sentenza (cfr. 

consid. 3.2) – la “Tratta di interesse regionale” comprendente la tratta 

collegamento “piazzale posteggi” Ferrovie autolinee regionali ticinesi SA 

(di seguito FART) (“Zona FART”; tratta collegamento FART-FFS) e la 

“Tratta di interesse locale” ovvero le Zone 1, 2 e 3 del sottopasso. Lo stesso 

comune presenta i costi d’investimento e finanziamento dell’opera 

complessiva parlando di investimento globale e poi suddividendo i costi a 

carico del Comune di Muralto, delle FFS e del Cantone, in ragione di una 

chiave di riparto percentuale. Tali considerazioni non fanno altro che 

confermare come il progetto in discussione, debba essere letto nel suo 

complesso e, sebbene suddiviso in tratte, essere concepito quale unitario: 

in effetti avrebbe poco senso, per non dire alcun senso, ritenere 

l’edificazione o costruzione di una tratta di interesse regionale senza l’altra 

tratta di interesse locale. 

4.3.4 Il fatto che il manufatto litigioso richieda un importante investimento 

da parte del comune non soccorre le insorgenti nella propria tesi ricorsuale: 

infatti, come giustamente rileva l’autorità di prima istanza, gli accordi 

sottoscritti tra le parti in materia di ripartizione degli investimenti per la 

costruzione, esulano dalla procedura di approvazione piani qui litigiosa, la 

quale trova la sua regolamentazione negli artt. 18 – 18m Lferr, che non 

trattano la questione. La Lferr distingue in effetti le questioni di 

competenza, di approvazione dei piani nonché di finanziamento; in questo 

contesto vanno respinte le critiche delle ricorrenti secondo cui il progetto 

non sarebbe di competenza federale in quanto sarebbe il comune di 

Muralto che si assume le spese delle indennità espropriative nei confronti 

dei proprietari del mapp. … RFD Muralto (cfr. sopracitato Messaggio 

comunale 1/2018). 

4.3.5 L’argomento delle ricorrenti che pretendono che il raccordo sia 

un’opera voluta dal solo Comune di Muralto contrasta con quanto esposto 

nelle precedenti considerazioni (cfr. consid. 4.3.2). Inoltre, il fatto che il 

raccordo querelato sia stato descritto dal Comune come una “ricucitura 

dello spazio urbano comunale” e che il Piano regolatore abbia previsto 

siffatta “ricucitura” relazionando il sagrato della chiesa con il nuovo arco 

urbano, con la stazione FART, con le banchine dei treni e con il lago, non 

dimostra ancora – come invece pretendono le ricorrenti – che il progettato 

sottopasso “non rientra per nulla negli interessi delle FFS” e dei trasporti 

pubblici come considerato qui sopra (prec. consid. 4.3.1 e 4.3.2). 

A-1797/2019 

Pagina 12 

4.3.6 Con riferimento inoltre alle problematiche di pianificazione comunali, 

le ricorrenti sostengono che la realizzazione del sottopasso litigioso 

sarebbe retta dalle Norme di attuazione del Piano regolare del 1984 come 

pure soggiacerebbe alle relative restrizioni della legislazione cantonale 

sullo sviluppo territoriale. Ora, il Comune avrebbe depositato una 

modifica/variante di PR tesa a gettare le basi legali per l’edificazione 

dell’opera (Foglio ufficiale 101/2018 del 18 dicembre 2018 e Rapporto del 

10 ottobre 2019, allegati al ricorso). 

Come considerato in precedenza (cfr. consid. 4.2 e riferimenti citati), dal 

momento in cui un progetto soggiace alla legislazione federale, è di 

competenza federale e l’autorità federale tiene conto delle 

regolamentazioni cantonali e comunali a condizione che dette 

regolamentazioni non ostacolino l’esecuzione del diritto federale (art. 18 

cpv. 4 Lferr). In altre parole, occorre dapprima esaminare se un progetto 

ferroviario soggiace alla Lferr – e quindi anche alla competenza 

dell’autorità di prima istanza – e dopo esaminare eventuali disposti 

cantonali o comunali prendendoli in considerazione, per quanto possibile, 

nella decisione d’approvazione federale. In nessun caso, però, il fatto che 

normative cantonali o comunali possano entrare in applicazione può 

cambiare la natura (federale o meno) e quindi influire sull’identità 

dell’autorità competente. Anche un’autorità federale può applicare delle 

normative cantonali o comunali dal momento in cui il progetto è di sua 

competenza.  

Va infine rilevato, elemento di non secondaria importanza, che né le 

autorità cantonali né l’autorità comunale, competenti in materia di 

pianificazione cantonale e comunale, si sono opposte, durante il deposito 

pubblico dei piani e la consultazione del cantone, alla prospettata 

edificazione del sottopasso. 

4.4 Alla luce di tutto quanto suesposto, l’autorità di prima istanza era 

competente per l’approvazione del progetto nel suo insieme e la decisione 

d’approvazione dei piani del 14 marzo 2019 va confermata. 

5.  

In tali circostanze, la decisione va pertanto integralmente confermata e il 

ricorso, per quanto ricevibile, respinto.  

6.  

In considerazione dell’esito della lite, giusta l’art. 63 cpv. 1 PA, le spese 

processuali vanno poste a carico delle ricorrenti qui totalmente 

A-1797/2019 

Pagina 13 

soccombenti (cfr. art. 1 segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle 

tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale [TS-TAF; RS 173.320.2). Esse sono fissate in 2'000 franchi (cfr. 

art. 3 TS-TAF). Alla crescita in giudicato del presente giudizio, tale importo 

verrà integralmente detratto dall’anticipo spese complessivo di pari importo 

versato a suo tempo. 

7.  

Visto l’esito della lite, si giustifica altresì la concessione alla controparte di 

un’indennità a titolo di ripetibili in rapporto alle spese necessarie derivanti 

dalla causa (cfr. art. 7 TS-TAF; art. 64 cpv. 1 PA). Tenuto conto degli atti 

processuali prodotti da quest’ultima, l’indennità a titolo di ripetibili va fissata 

in 1'000 franchi onnicomprensivo, da ripartirsi in solido tra le ricorrenti. Alla 

crescita in giudicato del presente giudizio tale importo verrà versato alla 

controparte dalle ricorrenti, previa indicazione delle coordinate bancarie o 

postali sulle quali effettuare il versamento (cfr. art. 64 cpv. 2 PA). 

  

A-1797/2019 

Pagina 14 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Per quanto ricevibile, il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali pari a 2'000 franchi sono poste a carico delle 

ricorrenti. Alla crescita in giudicato del presente giudizio, detto importo 

verrà integralmente detratto dall’anticipo spese complessivo di pari importo 

versato a suo tempo. 

3.  

Alla crescita in giudicato del presente giudizio, le ricorrenti sono tenute a 

corrispondere in solido alla controparte l’importo di 1'000 franchi a titolo di 

indennità di ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrenti (atto giudiziario) 

– controparte (atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif. …; atto giudiziario) 

 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

Il presidente del collegio:    Il cancelliere: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot    Manuel Borla 

 

  

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Pagina 15 

 
Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Il 

termine è reputato osservato se gli atti scritti sono consegnati al Tribunale 

federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una 

rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l'ultimo giorno 

del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono essere redatti in una 

lingua ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi 

di prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della 

parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

 

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