# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1708a12b-c9de-59e6-b1ec-2559170746c4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-02-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.02.2014 38.2013.44
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2013-44_2014-02-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2013.44

   

  rs

  	
  Lugano

  12 febbraio
  2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris
  Vacchini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 agosto 2013 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 25 giugno
  2013 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su opposizione del 25 giugno 2013 la Cassa Disoccupazione CO 1 (di
seguito: la Cassa) ha confermato la precedente decisione del 26 aprile 2013
(cfr. doc. 15) con cui ha negato a RI 1 il diritto a indennità di
disoccupazione dal 28 marzo 2013, in quanto, da una parte, il termine quadro di
contribuzione non può essere prolungato avendo intrapreso un’attività lucrativa
indipendente a titolo accessorio, dall’altra, non è in grado di giustificare
almeno dodici mesi di contribuzione negli ultimi due anni precedenti l’annuncio
in disoccupazione (cfr. doc. A).

                                         La Cassa
ha, in particolare, rilevato che:

 

" 
(…)

Nel caso in esame risulta
agli atti che l’assicurato ha ottenuto lo statuto di lavoratore indipendente
unicamente per una attività accessoria e soprattutto con decisione dello scorso
mese di maggio 2013 per il periodo retroattivo 1°marzo 2011 – 31 marzo 2013.
Inoltre questa attività accessoria indipendente non impediva all’assicurato di
svolgere anche attività dipendenti soggette a contribuzione che in effetti ha
svolto sia nell’anno 2011 sia nell’anno 2012.

Viene quindi a mancare un
requisito importante di legge, ossia il fatto di non poter svolgere un periodo
contributivo in quanto occupato pienamente nell’attività indipendente.

Nel caso dell’assicurato
questo divieto non gli è stato precluso in quanto, per fatti concludenti, ha
documentato di aver svolto alcune attività lavorative dipendenti anche nel
periodo nel quale ha ottenuto lo statuto di lavoratore indipendente. Inoltre
questo statuto gli è stato riconosciuto, sia pur retroattivamente, dopo
l’annuncio in disoccupazione e a partire da marzo 2011 con l’osservazione che l’attività
indipendente svolta era di carattere accessorio in quanto per l’anno 2011
l’assicurato ha percepito un salario da lavoratore dipendente superiore a
quello dell’attività indipendente.

In simili circostanze,
venendo a mancare il requisito per ottenere il prolungamento del termine quadro
di contribuzione, non è quindi possibile accogliere l’opposizione presentata
dall’assicurato e quindi la decisione della sezione di __________ viene
confermata in quanto non è in grado di giustificare almeno 12 mesi di
contribuzione negli ultimi 2 anni precedenti l’annuncio in disoccupazione.”
(Doc. A)

(…)

 

                               1.2.   Contro la
decisione su opposizione l’assicurato, rappresentato dalla RA 1, ha inoltrato
un tempestivo ricorso al TCA nel quale ha chiesto il riconoscimento del diritto
alle prestazioni LADI in considerazione del prolungamento del termine quadro ai
sensi dell’art. 9a LADI (cfr. doc. I pag. 4).

 

                                         A
sostegno della propria pretesa ricorsuale l’insorgente ha segnatamente addotto
che non gli era precluso lo svolgimento della sua attività indipendente, visto
che le attività dipendenti intraprese successivamente al marzo 2011 sono state
di brevissima durata (una della durata di due settimane a maggio 2011 presso la
__________ a __________ e l’altra di una settimana a settembre 2011 presso il __________
a __________) e da considerare accessorie.

                                         Al
riguardo egli ha asserito di essersi dedicato, dal marzo 2011 al marzo 2013,
pienamente e costantemente alla sua attività principale di massaggiatore
indipendente, tant’è che non vi sono state altre attività parallele e per la
maggior parte del tempo si è dedicato totalmente alla sua attività (cercando
clientela e promuovendola con attività parallele, come in occasione di
manifestazioni particolari, idonee a pubblicizzare l’attività principale che
nel corso dei mesi e degli anni non è mai stata modificata).

                                         Il
ricorrente ha inoltre aggiunto che se si tiene in considerazione il fatto che
ha lavorato come dipendente solo nei primi due mesi dell’anno 2011 e in un periodo
di 3 settimane complessive successivamente, ben si comprende come nell’arco di
oltre 9 mesi egli si sia dedicato totalmente alla sua attività indipendente.

                                         Infine
l’assicurato, riferendosi alla Prassi LADI emessa dalla SECO secondo cui “si
considera che l’assicurato abbia intrapreso un’attività indipendente dal
momento in cui la cassa di compensazione AVS gli riconosce lo statuto
d’indipendente. Il fatto che abbia o meno conseguito un reddito dalla sua
attività indipendente o che abbia versato dei contributi alle assicurazioni
sociali è irrilevante”, ha indicato che la Cassa avrebbe ritenuto
erroneamente di non dover prolungare il suo termine quadro per il periodo
contributivo fondandosi sullo statuto di indipendente per un’attività
accessoria determinato dalla Cassa AVS in funzione unicamente dei redditi
conseguiti

                                         L’insorgente
ritiene, pertanto, di avere diritto al prolungamento del termine quadro per il
periodo di contribuzione per ulteriori 2 anni, considerato il periodo di affiliazione
quale indipendente e, conseguentemente, di avere diritto alle indennità di
disoccupazione, dato che antecedentemente il periodo contributivo era assolto
(cfr. doc. I).

 

                               1.3.   In risposta
la Cassa la postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà,
per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                                      

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto
del contendere è la questione di sapere se l’assicurato abbia diritto o meno
all’apertura di un termine quadro per la riscossione di prestazioni a decorrere
dal 28 marzo 2013.

 

                               2.2.   L'assicurato
ha diritto all'indennità di disoccupazione, tra l’altro, se ha compiuto o è
liberato dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione (cfr. art. 8 cpv.
1 lett. e LADI).

 

                                         Secondo
l'art. 13 cpv. 1 LADI, ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che,
entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3), ha svolto durante almeno 12 mesi
un'occupazione soggetta a contribuzione.

 

                                         L'art. 2
cpv. 1 lett. a LADI stabilisce che è tenuto a pagare i contributi
all'assicurazione contro la disoccupazione (assicurazione) il salariato (art.
10 LPGA) che è assicurato obbligatoriamente ed è tenuto a pagare contributi per
il reddito di un'attività dipendente giusta la legge federale del 20 dicembre
1946 sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti(LAVS).

                                         L'obbligo
di adempiere al periodo di contribuzione è dunque ossequiato quando
l'assicurato, quale dipendente, prova di aver svolto, nel pertinente termine
quadro, un'occupazione soggetta a contribuzione e di aver percepito durante
almeno dodici mesi un salario determinate ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LAVS
(cfr. DTF 122 V 249, consid. 2b, pag. 250-251 e la giurisprudenza ivi citata).

 

                                         Ai fini
dell’applicazione di tale articolo non è necessario che il datore di lavoro,
quale organo nella procedura di percezione, abbia effettivamente trasferito
alla cassa di compensazione i contributi del salariato (cfr. DTF 113 V 352; DLA
1988 N. 88, consid. 3a, pag. 88-89; vedi inoltre
Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht
[SBVR], Soziale Sicherheit, cifra marginale 67, pag. 27-28 e 161, pag. 64-65 e
Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, (AVIG), Berna 1987,
Vol. 1, Ad. art. 13, N. 29, pag. 174).

 

                                         In una sentenza pubblicata in DTF 131 V 444 l’Alta Corte, precisando
la propria giurisprudenza, ha stabilito che, dal profilo del periodo di
contribuzione, la sola condizione per il diritto all'indennità di
disoccupazione è, di principio, l'esercizio di un'attività soggetta a tale
obbligo durante il periodo minimo di contribuzione. La giurisprudenza esposta
in DLA 2001 no. 27 pag. 225 (e le sentenze che ne sono seguite) non deve dunque
essere intesa nel senso che, in aggiunta a ciò, deve pure essere stato versato
un salario; per contro, la prova che un salario è stato effettivamente pagato
costituisce un indizio importante per la prova dell'esercizio effettivo di una
attività dipendente.

 

                                         Al
riguardo cfr. anche DTF 133 V 515 e STF 8C_226/2007 del 16 maggio 2008.

 

                                         L'art. 14
LADI, che regola l'esenzione dall'adempimento del periodo di contribuzione,
prevede al cpv. 1 che sono esonerate dall’adempimento del periodo di
contribuzione le persone che, entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3 LADI),
durante oltre 12 mesi complessivamente, non sono state vincolate da un rapporto
di lavoro
per uno dei seguenti motivi e non hanno quindi potuto
soddisfare i relativi obblighi:

 

                                         a.   formazione
scolastica, riqualificazione o perfezionamento, a condizione che durante almeno
dieci anni siano state domiciliate in Svizzera;

                                         b.
  malattia (art. 3 LPGA), infortunio (art. 4 LPGA) o maternità (art. 5 LPGA), a
condizione che durante questo periodo siano state domiciliate in Svizzera;

                                         c.
  soggiorno in un istituto svizzero per l’esecuzione delle pene d’arresto o
d’educazione al lavoro o in un istituto svizzero analogo.

 

                                         In merito
al rapporto tra l'art. 13 e l'art. 14 LADI, in una sentenza pubblicata in DLA
2004 N. 26 pag. 269 segg., il TFA ha ribadito la sussidiarietà delle regole
circa l'esenzione dall'adempimento del periodo di contribuzione secondo l'art.
14 LADI rispetto al periodo minimo di contribuzione secondo l'art. 13 LADI.

 

                                         Contestualmente
il TFA ha pure confermato che non è possibile cumulare periodi di contribuzione
con periodi di esonero.

 

                                         Cfr. pure
STF C 25/07 del 22 novembre 2007. 

 

                               2.3.   L’art. 9
cpv. 1 LADI prevede che per la riscossione della prestazione e per il periodo
di contribuzione vigono termini quadro biennali, sempre che la presente legge
non disponga altrimenti.

 

                                         In virtù
del cpv. 2 il termine quadro per la riscossione decorre dal primo giorno nel
quale sono adempiuti tutti i presupposti per il diritto alla prestazione.

 

                                         Il
termine quadro per il periodo di contribuzione decorre due anni prima di tale
giorno (cfr. art. 9 cpv. 3 LADI).

 

                                         Secondo
il cpv. 4 se il termine quadro per la riscossione è scaduto e l'assicurato
pretende di nuovo l'indennità di disoccupazione, termini quadro biennali sono
nuovamente applicabili alla riscossione e al periodo di contribuzione sempre
che la legge non disponga altrimenti.

 

                                         Riguardo
all’art. 9 cpv. 4 LADI cfr. STF 8C_957/2011 del 22 novembre 2011, pubblicata in
DLA 2012 N. 10 pag. 284.

 

                                         L’art. 9a
LADI, in vigore dal 1° luglio 2003, regola i “Termini quadro dopo l’avvio di
un’attività indipendente senza l’aiuto dell’assicurazione contro la
disoccupazione”.

 

                                         Secondo
il primo capoverso, il termine quadro per la riscossione della prestazione da
parte di un assicurato che ha intrapreso un’attività lucrativa indipendente
senza aver ricevuto le prestazioni previste negli articoli 71a - 71d è
prolungato di due anni se:

                                         a.   l’assicurato
intraprende l’attività lucrativa indipendente durante un termine quadro; e

                                         b.   al
momento in cui cessa l’attività lucrativa indipendente e a causa di questa
attività, l’assicurato non adempie i presupposti di un periodo di contribuzione
sufficiente.

                                         (cfr.
art. 9a cpv. 1 LADI).

 

                                         Il termine quadro per il periodo di contribuzione di un assicurato
che ha intrapreso un’attività lucrativa indipendente senza aver ricevuto prestazioni
è prolungato della durata dell’attività indipendente, ma al massimo di due anni
(cfr. art. 9a cpv. 2).

 

                                         Le indennità giornaliere non possono superare complessivamente il
numero massimo fissato nell’articolo 27 (cfr. art. 9a cpv. 3).

 

                                         Nel
Messaggio concernente la revisione della legge federale sull'assicurazione
contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, il Consiglio federale, riguardo
all’art. 9a LADI, ha sottolineato che:

 

" 
1.2.3.2 Assicurazione per le persone esercitanti un’attività lucrativa indipendente

 

Il problema è analogo a quello per l’assicurazione complementare
facoltativa: anche per le persone esercitanti un’attività lucrativa
indipendente il rischio non può praticamente essere assicurato, poiché le
assicurazioni non sono in grado di adempiere i presupposti tecnici richiesti. È
quanto risulta anche da una perizia ordinata dalla commissione peritale. Il
nuovo articolo 9a si prefigge comunque di promuovere ulteriormente
l’attività indipendente prolungando i termini quadro a quattro anni per meglio
tenere conto dei maggiori rischi assunti dalle persone esercitanti un’attività
indipendente.

 

(…)

 

Art. 9a Termini quadro dopo l’avvio di un’attività
indipendente senza l’aiuto dell’assicurazione contro la disoccupazione (nuovo)

 

Il nuovo articolo 9a permette agli assicurati che si sono
dedicati a un’attività indipendente senza chiedere indennità giornaliere in
virtù degli articoli 71a e seguenti di beneficiare, a talune condizioni,
di una proroga di due anni al massimo del termine quadro di riscossione delle
prestazioni o del termine quadro di contribuzione.

 

Il capoverso 1 disciplina il caso in cui il termine quadro per la
riscossione della prestazione scade durante l’attività lucrativa indipendente.
In questo caso entra in considerazione solo un prolungamento del termine quadro
per la riscossione della prestazione perché altrimenti vi sarebbe una
sovrapposizione dei due termini quadro.

 

Il capoverso 2 disciplina invece il caso in cui, in mancanza di un
termine quadro per la riscossione della prestazione, non entra in
considerazione nemmeno un suo prolungamento. In questo caso è opportuno un
prolungamento del termine quadro per il periodo di contribuzione della durata
dell’attività indipendente, ma al massimo di due anni. Con questa disposizione
si vuole evitare che l’assicurato sia penalizzato nel suo diritto all’indennità
a causa della sua attività indipendente.

 

Il capoverso 3 precisa che un prolungamento dei termini quadro non
comporta un aumento del numero di indennità giornaliere." (cfr. FF 2001 pagg. 1976 e 2000)

 

                                         A
proposito dell'art. 9b cpv. 1 LADI, che prevede il prolungamento del termine
quadro per la riscossione della prestazione in caso di periodo educativo cfr.
DTF 139 V 482 seg..

 

                                         Con l’adozione dell’art.
9a LADI il legislatore ha voluto estendere la protezione, allungando il termine
quadro a coloro che hanno effettivamente esercitato un'attività lucrativa
indipendente e che in assenza di ciò, non potrebbero beneficiare del diritto
all'indennità di disoccupazione (cfr. STCA 38.2004.80 del 23 maggio 2005
consid. 2.7., pubblicata in RtiD II-2005 N. 59 pag. 266 segg.).

 

                                         E’ inoltre utile rilevare
che con la sentenza 38.2004.80 del 23 maggio 2005 consid. 2.8., pubblicata in
RtiD II-2005 N. 59 pag. 266 segg., appena citata, questa Corte ha stabilito
che, visti il testo della norma, i lavori preparatori, lo scopo della
disposizione legale (tenere conto dei maggiori rischi assunti dalle persone esercitanti
un’attività indipendente) e ritenuta la distinzione che risulta da altre norme
della LADI tra la fase di progettazione e quella di esercizio dell'attività
lucrativa, l’art. 9a LADI deve essere interpretato nel senso che esso va
applicato solo nel caso in cui l’assicurato inizia e intraprende effettivamente
l’esercizio di un’attività lucrativa indipendente.

                                         Tale interpretazione
permette, peraltro, un'applicazione della norma sulla base di dati oggettivi,
ciò che non sarebbe il caso se si volesse estenderne il campo d’applicazione
anche alla fase preparatoria, visto oltretutto che quest'ultima può avere una
durata estremamente variabile.

 

                               2.4.   Il Tribunale
federale, con giudizio 8C_311/2011 del 12 dicembre 2011, pubblicato in DTF 138
V 50, a proposito dell'art. 9a cpv. 2 LADI, ha deciso che nella misura in cui
il n. marginale B59 della circolare della SECO concernente l'indennità di
disoccupazione (sostituita dall’ottobre 2012 dalla Prassi LADI/ID B59) prevede
che l'estensione del termine quadro di contribuzione non può eccedere la durata
dell'attività indipendente esercitata durante il termine quadro ordinario di
contribuzione, esso pone una condizione supplementare, non prevista dalla
legge, per la presa in considerazione dell'attività indipendente ai fini
dell'estensione del termine quadro di contribuzione. In questa misura, il suo
contenuto si scosta dai limiti stabiliti dalla norma che esso deve
concretizzare. Si deve ammettere, conformemente al testo legale, che
l'estensione del termine quadro di contribuzione può eccedere la durata
dell'attività indipendente esercitata durante il termine quadro ordinario di
contribuzione.

 

                                         Contestualmente
l’Alta Corte ha sviluppato, in particolare, le seguenti considerazioni:

 

" 
(…)

4.4 Selon le Message du Conseil fédéral, le
but de l'art. 9a al. 2 LACI est d'éviter que l'assuré qui a exercé une activité
indépendante soit pénalisé pour cette raison dans son droit à l'indemnité
(Message cité, p. 2156 ch. 2.1 ad art. 9a LACI). Aussi bien les droits acquis
avant l'exercice de l'activité indépendante sont-ils préservés (BORIS RUBIN,
Assurance-chômage, 2e éd. 2006, p. 138 n. 3.4.4.1.2). En ce sens, le
législateur a fait un pas en direction de la réalisation du mandat
constitutionnel visant à ce que les indépendants soient protégés en cas de
chômage, mandat qui prévoit l'institution d'une assurance facultative pour les
indépendants (art. 114 al. 2 let. c Cst.; cf. RUBIN, op. cit., p. 137 n.
3.4.4.1).

Rien ne permet de dire, comme le soutient le SECO,
qu'une interprétation littérale dépasserait la volonté du législateur. Le
message ne contient aucune restriction qui irait dans le sens préconisé par le
SECO. La question n'a ensuite pas été discutée au Parlement, les deux Chambres
s'étant ralliées sans discussion à la proposition du Conseil fédéral (cf. BO
2001 CE 395 et 2001 CN 1884). Une prolongation du délai-cadre de deux ans au
maximum présente déjà une garantie face à une extension plus large de
l'assurance-chômage aux indépendants que le législateur, à ce jour, n'a pas
concrétisée. La solution proposée par le SECO revient en réalité à admettre une
prolongation maximale de 24 mois uniquement dans des situations où l'activité
indépendante se recouvre en totalité avec le délai-cadre ordinaire de
cotisation de deux ans, ce qui va à l'encontre du texte clair de la loi. Elle
pénalise, de surcroît, les assurés qui, après la cessation de leur activité
indépendante, ne s'annoncent pas immédiatement à l'assurance-chômage.
L'assurance-chômage n'a d'ailleurs aucun intérêt à une annonce immédiate, car
l'assuré peut trouver dans l'intervalle un emploi. Quant au principe de causalité,
il trouve son expression dans la condition que la prolongation doit
correspondre exactement à la période de l'activité indépendante: c'est
uniquement durant la période où l'assuré a exercé son
activité indépendante qu'il n'a pas été en mesure de cotiser en vue d'ouvrir un
droit à l'indemnité de chômage (RUBIN, op. cit., p. 139 n. 3.4.4.1.2). On
notera enfin que la conception défendue par le SECO ne trouve pas non plus
appui en doctrine (RUBIN, op. cit., p. 138 s. n. 3.4.4.1.2 s.; THOMAS
NUSSBAUMER, Arbeitslosenversicherung, in Soziale Sicherheit, SBVR, vol. XIV, 2e
éd. 2007, p. 2213 n. 106 ss).

(…)." (La sottolineatura è del redattore)

 

                                         Con
sentenza 8C_462/2012 del 10 settembre 2012 la nostra Massima Istanza ha poi confermato
il diniego del diritto a indennità di disoccupazione dal 1° ottobre 2010 a un assicurato, in quanto quest’ultimo nel termine quadro per il periodo di contribuzione
prolungato di due anni essendosi occupato dei suoi due figli gemelli nati nel
febbraio 2006 (dal 1° ottobre 2006 al 30 settembre 2010) non poteva comprovare
il periodo di contribuzione minimo di dodici mesi.

                                         A ragione
il Tribunale cantonale del Canton S. Gallo ha lasciato aperta la questione di
sapere se l’assicurato poteva o meno beneficiare di un ulteriore prolungamento
del termine quadro di contribuzione a seguito dell’esercizio di un’attività
indipendente dal 1° ottobre 2009 al 30 settembre 2010, poiché il medesimo non
aveva comunque dimostrato che in questo lasso di tempo a causa della gestione
della sua ditta individuale era stato impossibilitato ad assumere
un’occupazione soggetta a contribuzione.

                                         Il TF, al
riguardo, ha evidenziato che il prolungamento del termine quadro per il periodo
di contribuzione giusta l’art. 9a LADI implica necessariamente un nesso di
causalità tra lo svolgimento di un’attività indipendente e il mancato
adempimento del periodo di contribuzione.

 

                               2.5.   La Segreteria di Stato
dell'economia (SECO) nella Prassi LADI ID B62-67 emessa il 1° ottobre 2012 ha indicato che:

 

" 
Principi alla base del prolungamento del termine
quadro per il periodo di contribuzione e del termine quadro per la riscossione
della prestazione

 

B62  Si considera che l'assicurato abbia
intrapreso un'attività indipendente dal momento in cui la cassa di
compensazione AVS gli riconosce lo statuto di indipendente. 

         Il fatto che abbia o meno conseguito un reddito dalla sua
attività indipendente o che abbia versato dei contributi alle assicurazioni
sociali è irrilevante.

 

B63  (B63 soppresso)

B64  L'assicurato deve dimostrare di aver cessato definitivamente la
sua attività indipendente presentando un attestato della cassa di compensazione
AVS e un estratto del registro di commercio. 

      Giurisprudenza

 

         DTFA C 188/06 dell’8.5.2007 (Per poter far valere il
diritto all’indennità e prolungare il termine quadro per il periodo di
contribuzione o il termine quadro per la riscossione della prestazione
l’assicurato deve aver cessato definitivamente la sua attività indipendente)

 

B65  Per beneficiare del prolungamento dei termini quadro non è
necessario che l’attività indipendente sia stata esercitata per un periodo
minimo.

 

B66  Un’attività indipendente esercitata a titolo accessorio non
comporta il prolungamento dei termini quadro.

 

B67  Un’attività indipendente esercitata in uno Stato non membro
dell’UE/AELS (cfr. Circ. ID 883 A60) non dà diritto al prolungamento dei
termini quadro (DTFA C350/05 del 3.5.2006).”

                                      

                                         Le direttive
amministrative non costituiscono norme giuridiche e non sono vincolanti per il
giudice delle assicurazioni sociali (cfr. STF 8C_688/2011 del 13 febbraio 2012
consid. 3.2.1; DTF 138 V 50 consid. 4.1 pag. 54; DTF 137 V 434
consid. 4.2 pag. 438; DTF 133 V 169 consid. 10.1 pag. 181). 

                                         Quest’ultimo deve tenerne
conto per prendere la sua decisione nella misura in cui queste ultime
permettono un’interpretazione delle disposizioni legali applicabili giustificata
nel caso di specie (cfr. DTF 138 V 50 consid. 4.1; DTF 132
V125 consid.4.4; DTF 132 V 203 consid. 5.1.2;DTF 131 V 286 consid. 5.1.; DTF
131 V 45 consid. 2.3; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; DTF 127 V 57 consid. 3a;
STFA I 102/00 del 22 agosto 2000; DTF 125 V 377, consid. 1c, pag. 379 e
riferimenti; SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d, pag. 252, ALV Nr. 86 consid. 2c,
pag. 262, ALV Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c,
pag. 127 e ALV Nr. 98 consid. 4a, pag. 300).

                                         

                                         Il giudice deve, invece,
scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr.
DTF 130 V 229 consid. 2.1.; STFA H 183/00 dell'8 maggio 2001; DTF 126 V 68
consid. 4b; DTF 125 V 379 consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR 1997 ALV Nr.
86, consid. 2c, pag. 262, SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag. 267-268 = DLA
1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid. 4a, pag. 300;
DTF 120 V 163 consid. 4b, DTF 119 V 65 consid. 5a; RCC 1992 pag. 514, RCC 1992
pag. 220 consid. 16; DLA 1992 N. 5, consid. 3b, pag. 91; DTF 117 V 284 consid. 4c, DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16 consid. 1, DTF 112 V 233
consid. 2a, DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4 consid. 3a;
vedi inoltre Bois, "Procédures applicables aux requérants d'asile" in
RSJ 1988 pag. 77ss; Duc-Greber: "La portée de l'art. 4 de la Constitution
fédérale en droit de la sécurité sociale" in RDS 1992 II pag. 527;
Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e
Francoforte sul Meno 1992, pag. 296-297).

                                        Secondo la giurisprudenza,
infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una
pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze
(DTF 118 V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b).

 

                                         In una sentenza
2C_105/2009 del 18 settembre 2009, l'Alta Corte, a proposito delle direttive,
ha ricordato che:

 

" 
Simili atti servono a favorire un'applicazione
uniforme del diritto e a garantire la parità di trattamento. Essi non hanno
forza di legge e non fondano quindi diritti ed obblighi dei cittadini né
vincolano gli amministrati, i tribunali o la stessa amministrazione. Ciò non
significa tuttavia che siano irrilevanti per le istanze di ricorso. Queste
ultime verificano in effetti se le direttive riflettono il senso reale del
testo di legge e ne tengono conto nella misura in cui propongono
un'interpretazione corretta ed adeguata al caso specifico. Più
specificatamente, tali autorità non si scostano senza motivi importanti da
un'ordinanza amministrativa, se la stessa concretizza in modo convincente i
presupposti di legge e di regolamento a cui è subordinato l'ottenimento di una
determinata prestazione (DTF
133 II 305 consid. 8.1; 133
V 394 consid. 3.3; 130
V 163 consid. 4.3.1; 128
I 167 consid. 4.3)."

 

                               2.6.   In
dottrina B. Rubin "Assurance-chômage". Ed. Schultess,
Zurigo-Basilea-Ginevra 2006 pag. 161 e 166 rileva quanto segue:

 

" 
Selon l'art. 9a al. 2 LACI, le délai-cadre de
cotisation de l'assuré qui a entrepris une activité indépendante sans toucher
d'indemnités journalières est prolongé de la durée de l'activité indépendante,
mais de deux ans au maximum. Ainsi, les droits acquis avant l'exercice de
l'activité indépendante sont préservés. Le but de cette disposition est
d'éviter que l'assuré qui a exercé une activité indépendante soit pénalisé dans
son droit à l'indemnité du fait de l'exercice de son activité indépendante. Une
relation de causalité doit ainsi exister entre le défaut d'exercice d'une
activité soumise à cotisation et l'exercice d'une activité indépendante. L'art.
9a al. 2 LACI régit donc le cas où une prolongation du délai-cadre
d'indemnisation n'est pas possible car aucun délai-cadre d'indemnisation n'a
été ouvert.

 

C’est uniquement durant la
période où l’assuré a exercé son activité indépendante qu’il n’a pas été en
mesure de cotiser en vue d’ouvrir un droit à l’indemnité de chômage (causalité
entre l’exercice d’une activité indépendante et l’absence de période de
cotisation). Il est donc logique que la prolongation corresponde exactement à
cette période."

 

                               2.7.   Nell’evenienza concreta dalla documentazione agli atti emerge che
l’assicurato nei mesi di maggio e giugno 2009, più precisamente dall'11 maggio
al 7 giugno 2009, ha lavorato a ore, quale autista patente B, presso la __________
di __________o (cfr. doc. 14).

 

                                         Dal 2 al
26 aprile 2010 il ricorrente è poi stato alle dipendenze della __________ di __________
come manovale a tempo pieno (cfr. doc. 7).

                                         Egli era
stato assunto dalla Sagl con un contratto di lavoro a tempo determinato dal 2
aprile al 30 giugno 2010 (cfr. doc. 8). Tuttavia nel periodo di prova di un
mese (cfr. doc. 8) è stato licenziato, poiché le attività svolte non hanno
soddisfatto il datore di lavoro (cfr. doc. 7).

 

                                         Dal 17
maggio 2010 al 28 febbraio 2011 ha lavorato presso la __________ di __________
quale operaio, dal 17 maggio al 31 agosto 2010 in virtù di un contratto di lavoro con la __________ di __________ e dal 1° settembre 2010 al 28
febbraio 2011 sulla base di un contratto concluso direttamente con la __________
(cfr. doc. 3; 5, 6).

 

                                         L'assicurato
ha disdetto il rapporto di impiego con la __________ con effetto dalla fine del
mese di febbraio 2011 (cfr. doc. 4).

                                         Al
riguardo egli ha precisato, da un lato, che il motivo della disdetta era da
ricondurre al fatto di aver ricevuto un'offerta di lavoro molto interessante
che richiedeva la sua disponibilità da subito. Dall’altro, che purtroppo, però,
tale offerta non è andata a buon fine a causa di un imprevisto (cfr. doc. 2).

 

                                         Dal 19 al
27 maggio 2011 il ricorrente ha effettuato dei "lavori sporadici quale
polimeccanico" alle dipendenze __________ di __________ (cfr. doc. 9).

 

                                         L'insorgente,
dal 25 settembre al 1° ottobre 2011, ha lavorato quale massaggiatore presso il __________
in occasione del campo "__________" (cfr. doc. 11).

                                         La
medesima attività per il Centro Sportivo di __________ è stata svolta dal 14 al
18 maggio 2012 (cfr. doc. 12).

 

 

                                         Il 28 marzo
 2013 l'assicurato si è annunciato per il collocamento dichiarando una
disponibilità lavorativa del 100% (cfr. doc. 1).

                                         Nella
Domanda d'indennità di disoccupazione sottoscritta il 2 aprile 2013 il
ricorrente ha indicato di percepire ancora un reddito da attività indipendente
quale massaggiatore dal 2013 e di svolgere tale professione a ore presso lo
Studio __________ (cfr. doc. 2).

 

                                         Con
decisione del 26 aprile 2013 la Cassa ha respinto la domanda di prestazioni
LADI inoltrata dall'insorgente, poiché non poteva dimostrare un periodo
contributivo sufficiente durante il biennio 28.03.2011 - 27.03.2013 e non
presentava un motivo di esonero (cfr. doc. 15).

 

                                         L'assicurato,
interponendo opposizione al provvedimento appena menzionato, ha chiesto che il
periodo contributivo di almeno dodici mesi venisse valutato considerando un
termine quadro di quattro anni, visto che dal marzo 2011 al marzo 2013 ha lavorato come indipendente (cfr. doc. 16).

                                         Egli, a
tale proposito, ha prodotto una Conferma di affiliazione alla Cassa cantonale
di compensazione AVS/AI/IPG del 15 maggio 2013 da cui emerge che il medesimo è
stato affiliato dal 1° marzo 2011 nella categoria indipendente. A titolo di
osservazioni è stato specificato "Attività accessoria quale
indipendente svolta unicamente per il periodo dal 01.03.2011 al
31.03.2013." (cfr. doc. 17, 19).

 

                                         Il 29
maggio 2013 l'insorgente ha inviato alla parte resistente copia della Notifica
di stralcio dal registro affiliati del 22 maggio 2013 in cui è stato indicato che con effetto al 31 marzo 2013 cessava il rapporto assicurativo quale
assicurato nella categoria indipendente e che il motivo era la cessata attività
indipendente accessoria (cfr. doc. 18).

 

                                         La Cassa,
il 28 maggio 2013, ha interpellato la __________ AVS/AI/IPG, invitandola a
specificare cosa si intenda per attività accessoria nel caso dell'assicurato,
in particolare comunicando quale genere di attività quest'ultimo ha dichiarato
di svolgere come indipendente e per quale motivo è stato affiliato unicamente
come indipendente per attività accessoria (poteva svolgere nello stesso periodo
anche un lavoro dipendente?; cfr. doc. 19).

 

 

                                         La Cassa __________
AVS/AI/IPG, il 4 giugno 2013, ha risposto:

 

" 
(…) il signor RI 1 è stato iscritto presso la
nostra Cassa come indipendente attività accessoria per l'attività di
massaggiatore per il periodo dal 01.03.2011 al 31.03.2013.

L'attività è considerata accessoria, in quanto
per l'anno 2011 il signor RI 1 ha avuto anche due attività da salariato e il
salario lordo percepito (chf 12'955.-) ha superato il reddito conseguito
dall'attività indipendente (chf 3'900.-).

Per questo motivo la Cassa ha proceduto alla sua
iscrizione a titolo accessorio." (Doc. 20)

 

                                         Dopo aver
dato all'assicurato la possibilità di presentare osservazioni in merito
all'accertamento effettuato presso la Cassa __________ di compensazione (cfr.
doc. 21) - il ricorrente si è espresso al riguardo con scritto del 6 giugno
2013 (cfr. doc. 22) -, la parte resistente, il 25 giugno 2013, ha emanato nei suoi confronti una decisione su opposizione con cui ha confermato il diniego a
indennità di disoccupazione dal 28 marzo 2013.

                                         Tale
provvedimento è stato motivato, rilevando, da una parte, che il termine quadro
di contribuzione non può essere prolungato avendo l’insorgente intrapreso
un’attività lucrativa indipendente a titolo accessorio, dall’altra, che questi
non è in grado di giustificare almeno dodici mesi di contribuzione negli ultimi
due anni precedenti l’annuncio in disoccupazione (cfr. doc. A; consid. 1.1.).

 

                                         L'assicurato
ha contestato quanto deciso dalla Cassa, facendo valere di avere diritto al
prolungamento del termine quadro per il periodo di contribuzione per ulteriori
due anni, visto che da marzo 2011 a marzo 2013 si è dedicato pienamente e
costantemente alla sua attività indipendente di massaggiatore. A mente del
ricorrente ciò è dimostrato anche dal fatto che ha lavorato come dipendente
soltanto nei primi due mesi del 2011 e in un periodo di tre settimane
successivamente.

                                         Egli ha,
inoltre, aggiunto che la Cassa a torto non ha prolungato il suo termine quadro
fondandosi sul suo statuto di indipendente per un'attività accessoria, visto
che la Cassa __________ di compensazione ha determinato tale statuto in
funzione unicamente dei redditi conseguiti, allorché invece secondo la Prassi
LADI emessa dalla SECO si considera che un assicurato ha intrapreso un'attività
indipendente dal momento in cui la cassa di compensazione AVS gli riconosce lo
statuto d’indipendente prescindendo dal conseguimento o meno di un reddito dalla
sua attività indipendente e dal versamento di contributi alle assicurazioni
sociali (cfr. doc. I; consid. 1.2.). 

                               2.8.   Chiamata a
pronunciarsi in merito alla fattispecie, questa Corte, tutto
ben considerato, ritiene che l’operato della Cassa che ha negato all’assicurato
l’apertura di un termine quadro per la riscossione delle prestazioni LADI dal 28
marzo 2013 non sia censurabile.

 

                                         Al riguardo giova
innanzitutto ribadire che il prolungamento del termine quadro
per il periodo di contribuzione giusta l’art. 9a LADI implica necessariamente
un nesso di causalità tra lo svolgimento di un’attività indipendente e il
mancato adempimento del periodo di contribuzione (cfr. consid. 2.4.; 2.5.;
2.6.).

 

                                         In
concreto il ricorrente nella Domanda di indennità di disoccupazione dell’aprile
 2013 ha precisato di esercitare un’attività indipendente quale massaggiatore
dal 2013 a ore (cfr. doc 2).

 

                                        L’affiliazione
dell’assicurato alla Cassa __________ di compensazione AVS/AI/IPG, che ha
peraltro avuto luogo retroattivamente nel maggio 2013, concerne poi il periodo
marzo 2011- marzo 2013 e ha comportato la determinazione dello statuto di
indipendente per un’attività accessoria (cfr. doc. 17; 20).

 

                                         E’ utile
evidenziare che secondo la giurisprudenza federale la caratteristica di
lavoratore si determina nell’ambito dell’assicurazione contro la disoccupazione
facendo riferimento allo statuto di contribuente nell’AVS, a meno che tale
statuto risulti chiaramente errato (cfr. DTF 8C_925/2012 del 28 maggio 2013
consid. 3.3.; DTF 119 V 156).

 

                                         Nel caso
di specie decisiva risulta la circostanza che l’insorgente non ha debitamente
sostanziato le proprie allegazioni circa lo svolgimento di un’attività
indipendente a titolo principale quale massaggiatore, nonostante ne abbia avuto
a più riprese la possibilità. 

                                         In
particolare nell’opposizione si è limitato a indicare di aver intrapreso
un’attività indipendente per due anni dal marzo 2011 al marzo 2013 (cfr. doc.
16).

                                         Inoltre,
allorché ha avuto l’opportunità di esprimersi in merito all’accertamento
esperito dalla Cassa presso la Cassa __________ di compensazione circa i motivi
per i quali è stato affiliato quale indipendente per un’attività accessoria
(cfr. doc. 21; 19), l’assicurato non ha preso posizione specificatamente al
riguardo (cfr. doc. 22).

                                         Infine
con il ricorso al TCA egli ha soltanto affermato di essersi dedicato, dal marzo
2011 al marzo 2013, pienamente e costantemente alla sua attività principale di
massaggiatore indipendente, tant’è che non vi sono state altre attività
parallele e per la maggior parte del tempo si è dedicato totalmente alla sua
attività (cercando clientela e promuovendola con attività parallele, come in
occasione di manifestazioni particolari, idonee a pubblicizzare l’attività
principale che nel corso dei mesi e degli anni non è mai stata modificata, cfr.
doc. I; consid. 1.2.).

 

                                         Il
ricorrente non ha fornito alcuna indicazione riguardo al tempo effettivamente
dedicato all’attività di massaggiatore indipendente, rispettivamente all’entità
dell’investimento finanziario nella sua impresa (cfr. DTF 8C_462/2012 del 10
settembre 2012; consid. 2.4.).

                                         Egli non
ha del resto contestato le entrate relative al 2011 percepite dall’attività
indipendente di fr. 3'900.-- (cfr. doc. 20; consid. 2.7.), né ha fatto valere,
documentando, che i ricavi del 2011 sono stati ben superiori ma sono stati
decurtati a seguito di costi elevati connessi all’attività in questione.

                                         Nulla ha asserito
circa le entrate concernenti l’anno 2012.

 

                                         Al
contrario dalle carte processuali emerge che nel 2011 e nel 2012 l’assicurato
ha svolto delle attività lavorative dipendenti quale polimeccanico presso la __________
dal 19 al 27 maggio 2011 (cfr. doc. 9) e come massaggiatore presso il __________
dal 25 settembre al 1° ottobre 2011 e dal 14 al 18 maggio 2012 (cfr. doc. 11;
12).

 

                                         In simili condizioni
risulta che l’insorgente non ha dimostrato di essere stato impossibilitato, dal
marzo 2011 al marzo 2013 a seguito dell’esercizio della sua attività
indipendente quale massaggiatore, ad assumere un’occupazione a titolo
dipendente soggetta a contribuzione.

 

                                         Questa
Corte, pertanto, in applicazione dell’abituale criterio della
probabilità preponderante valido nel settore delle assicurazioni sociali (cfr.
STF 8C_999/2010 del 15 marzo 2011; STF 8C_911/2010 del 10 marzo 2011 consid.
3.2; STF 8C_909/2010 del 1° marzo 2011; DTF 129 V 177 consid. 3 pag. 181; DTF
126 V 353 consid. 5b pag. 360; DTF 125 V 193 consid. 2 pag. 195), ritiene che nella
presente evenienza non sia dato un nesso causale tra lo svolgimento
dell’attività indipendente e il mancato adempimento del periodo di
contribuzione (cfr. STF 8C_462/2012 del 10 settembre 2012 consid. 4.2.2.;
consid. 2.4.).

 

                                         Ne
discende che il ricorrente non può beneficiare del prolungamento del termine
quadro per il periodo di contribuzione ai sensi dell’art. 9a LADI.

 

                                         L’obiezione sollevata
dall’insorgente secondo cui a torto la Cassa non ha prolungato
il suo termine quadro fondandosi sul suo statuto di indipendente per
un'attività accessoria, visto che la Cassa __________ di compensazione ha
determinato tale statuto in funzione unicamente dei redditi conseguiti,
allorché invece secondo la Prassi LADI emessa dalla SECO si considera che un
assicurato ha intrapreso un'attività indipendente dal momento in cui la cassa
di compensazione AVS gli riconosce lo statuto d’indipendente, indipendentemente
dal fatto che abbia o meno conseguito un reddito dalla sua attività
indipendente o che abbia versato dei contributi alle assicurazioni sociali (cfr.
doc. I; consid. 1.2.; 2.7.), non è in ogni caso atta a sovvertire l’esito della
presente vertenza.

 

                                         In primo
luogo, la Prassi LADI ID B62 menziona l’irrilevanza del conseguimento o meno di
un reddito dall’attività indipendente quando indica che dal profilo
dell’assicurazione contro la disoccupazione si considera che un assicurato ha
intrapreso un’attività indipendente dal momento in cui la cassa di
compensazione AVS gli riconosce lo statuto di indipendente (cfr. consid. 2.5.).

                                         Al
riguardo va sottolineato che al p.to B66 la Prassi LADI precisa, tuttavia, che
un’attività indipendente svolta a titolo accessorio non comporta il
prolungamento dei termini quadro (cfr. consid. 2.5.).

                                         L’entità
del reddito conseguito da un’attività indipendente non è, pertanto, un
impedimento al fine del prolungamento del termine quadro per il periodo di
contribuzione qualora la Cassa di compensazione AVS ritenga un assicurato quale
indipendente a titolo principale.

                                         Secondo
la SECO, infatti, se un assicurato svolge un’attività indipendente accessoria,
il prolungamento dei termini è escluso a priori, indipendentemente dai redditi
ottenuti. 

                                         

                                         In
secondo luogo, come visto, per prolungare il termine quadro per il periodo di
contribuzione occorre in ogni caso una relazione di causalità tra il mancato
adempimento del periodo di contribuzione e lo svolgimento dell'attività indipendente.
Soltanto nel caso in cui sia dato un nesso causale, il fatto che i redditi
siano esigui o nulli è irrilevante per procedere a prolungare il termine quadro.

 

                                         In casu,
siccome è escluso il prolungamento del termine quadro per il periodo di
contribuzione, poiché difetta un nesso di causalità, la questione dei redditi
non si pone.

 

                               2.9.   L’insorgente,
non potendo comprovare nel termine quadro determinante di due anni (28 marzo
2011 – 27 marzo 2013) un periodo di contribuzione minimo di dodici mesi giusta
l’art. 13 cpv. 1 LADI e non potendo essere esonerato dal
compimento del periodo di contribuzione ex art. 14 LADI (cfr. consid. 2.2.) -
circostanze queste che nemmeno l’assicurato ha contestato -, non ha diritto a
prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione dal 28 marzo 2013.

 

                                         Alla luce
di tutto quanto esposto, questo Tribunale non può che tutelare la decisione su
opposizione impugnata.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia
di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Gianluca
Menghetti