# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** aba55bd7-b53a-5ad2-af69-97c3a5ef4243
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-08-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 31.08.2009 11.2007.170
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2007-170_2009-08-31.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2007.170

  	
  Lugano

  31 agosto
  2009/sc

   

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani ed Ermotti

  

 

	
  segretario:

  	
  Pontarolo, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa DI.2006.1409
(protezione dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 6, promossa con istanza del 10 novembre 2006 da 

 

	
   

  	
   AP 1  

  (patrocinato
  dall'avv. PA 1 ) 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
   AO 1  

  (patrocinato dall'avv. PA 2 );

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

                                         premesso
che AP 1 (1972) e AO 1 (1974) 

si sono sposati a __________
il 14 giugno 1997 e che dalla loro 

unione sono nati D__________,
il 19 dicembre 1998, e L__________, il 17 marzo 2004;

 

accertato che con sentenza del 4 ottobre
2007 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha autorizzato i coniugi a
vivere separati, ha assegnato l'abitazione coniugale al marito, ha affidato i
figli alla madre, ha disciplinato il diritto di visita paterno e ha obbligato AP
1 a versare dal 1° luglio 2006 un contributo alimentare per la moglie di fr.
235.– mensili, uno per D__________ di fr. 1415.– mensili e uno per L__________
di fr. 1490.– mensili, modificati dal 1° gennaio 2007 in fr. 225.– mensili per
la moglie, fr. 1420.– mensili per D__________ e fr. 1495.– mensili per L__________;

preso atto che contro tale sentenza AP 1 è
insorto con un appello del 15 ottobre 2007 per ottenere una riduzione dei
contributi alimentari a fr. 60.– mensili per la moglie, fr. 950.– mensili per D__________
e fr. 990.– mensili per L__________;

 

ricordato che con decreto del 17 ottobre
2007 il presidente di questa Camera ha respinto la richiesta di effetto
sospensivo contenuta nell'appello;

 

posto che con ordinanza del 13 novembre
2007 il presidente medesimo ha sospeso, su richiesta delle parti, la procedura
d'appello fino al 30 aprile 2008 per agevolare una composizione della causa
nelle vie amichevoli;

 

rammentato che con ordinanza del 2 maggio
2008 tale sospensione è stata prorogata fino al 30 maggio 2008;

 

rilevato che nelle sue osservazioni del 30
maggio 2008 AO 1 ha proposto di respingere l'appello, postulando quello stesso
giorno il beneficio dell'assistenza giudiziaria;

 

osservato che con ordinanza del 4 maggio
2009 il giudice delegato ha nuovamente sospeso la procedura di appello fino al
30 ottobre 2009;

 

appurato che con lettera del 24 agosto 2009
AP 1 ha dichiarato di ritirare l'appello;

 

ritenuto che la desistenza di una parte
pone fine alla lite e che in simili circostanze il giudice stralcia la causa
dai ruoli (art. 352 cpv. 2 CPC);

 

precisato che in caso di recesso dalla lite
la parte desistente deve sopportare – per principio – gli oneri processuali da
essa cagionati e risarcire alla controparte un'adeguata indennità per ripetibili,
il ritiro di un appello equiparandosi a soccombenza (Rep. 1990 pag. 284, 1978
pag. 375);

 

considerato che nel caso concreto non v'è
ragione per scostarsi da tale principio, ma che la tassa di giustizia va
adeguatamente ridotta, dovendosi tener conto sia della buona volontà dimostrata
dai coniugi sia della circostanza che il processo di appello termina senza sentenza
(art. 21 LTG per analogia);

 

constatato che l'attribuzione di un'adeguata
indennità per ripetibili all'appellata rende priva di oggetto la relativa richiesta
di assistenza giudiziaria (sentenza del Tribunale federale 5P.108/2006 del 22
giugno 2006, consid. 3);

 

 

richiamato l'art. 352 cpv. 1 e 2 CPC

 

e vista sulle spese la tariffa giudiziaria,

 

 

decreta                    1.   Si
prende atto del ritiro dell'appello. La causa è stralciata dai ruoli per
desistenza.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a) tassa
di giustizia      fr. 150.–

                                         b) spese                      fr.   50.–

                                                                                fr. 200.–

                                         sono
posti a carico dell'appellante, che rifonderà alla controparte fr. 1800.– per
ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
   
  ;   . 

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale di
appello

Il presidente                                                           Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF
entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF).
Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile
solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000
franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in
materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre
è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in
materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal
caso dall'art. 115 LTF.