# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 777c84e7-bb46-526c-85cb-0106d5996046
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-10-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 04.10.2000 INC.2000.49402
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-49402_2000-10-04.html

## Full Text

N. 494.2000.2 M                                                        Lugano,
4 ottobre 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
inoltrata in data 25/26 settembre 2000 da

__________

(difeso di fiducia dall’avv. __________)

e trasmessa
in data 29 settembre / 2 ottobre 2000 con preavviso negativo dal Procuratore
Pubblico avv. __________;

concesso
all’accusato istante, con ordinanza 2 ottobre 2000, di formulare osservazioni
al preavviso negativo del magistrato inquirente, e letto l’allegato 4 ottobre
2000;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. MP 3943/2000/FL;

ritenuto

in fatto:

A.

__________ è
stato tratto in arresto in data 21 agosto 2000, in forza di un ordine 26 giugno
2000 emanato dal competente magistrato, in quanto apparentemente coinvolto
nell’esportazione clandestina in Italia di telefoni cellulari rubati. il giorno
successivo, questo giudice ha confermato l’arresto, con contestuale intimazione
della promozione dell’accusa per titolo di ricettazione (inc. GIAR 494.2000.1
doc. _).

 

B.

Sin
dall’inizio l’accusato ha ammesso di essersi messo a disposizione degli autori
del furto di telefoni cellulari unicamente per il trasporto dei medesimi in
Italia, convinto inoltre che fossero merce di contrabbando e non provento di
furto (v. già verbale di polizia 22 agosto 2000, ore 11.00, p. 1-2; verbale
GIAR 22 agosto 2000, cit., p. 2; verbale MP 6 settembre 2000, inc. MP doc. _,
p. 2-3). Per il fatto di aver ripetutamente guatato, la notte del trasbordo dei
cellulari in Italia, il fiume Tresa, accompagnando anche un cittadino slavo in
Italia, il Procuratore Pubblico ha esteso l’accusa al reato di ripetuta entrata
illegale ed aiuto all’uscita illegale (inc. MP, doc. _).

 

C.

Con l’istanza
qui discussa (inc. GIAR 494.2000.2 doc. _), __________ chiede di essere posto
in libertà provvisoria: ammessa l’effettuazione del trasporto dei cellulari in
Italia, egli pretende tuttavia di aver agito nella convinzione che si trattasse
di merce di contrabbando, e di non aver saputo della provenienza furtiva della
stessa (loc. cit., pto. 5 p. 3-4). Nega l’esistenza di ulteriori necessità
istruttorie (loc. cit., pto. 6 p. 5), di un qualsiasi pericolo di recidiva
(nonostante nel 1999 sia stato messo in stato d’accusa per truffa, loc. cit.,
pto. 7 p. 5), infine di un serio pericolo di fuga (avendo egli tutto
l’interesse a presenziare al dibattimento dove si discuteranno entrambe le
imputazioni, loc. cit., p. 6).

 

D.

Il
Procuratore Pubblico, da parte sua (v. preavviso negativo, inc. GIAR 494.2000.2
doc. _), premessa e spiegata la sussistenza degli elementi soggettivi del reato
di ricettazione da parte di __________ (loc. cit., pto. A p. 2-3), chiede la
reiezione dell’istanza in ragione di possibili ulteriori necessità istruttorie
dipendenti da eventuali domande di complemento probatorio da parte
dell’accusato (loc. cit., pto. B p. 3), del pericolo di recidiva scaturente
dalle condanne già subite da __________ in Italia – pericolo già
concretizzatosi, con i fatti qui inquisiti, nonostante fosse già pendente nei
suoi confronti un atto d’accusa per titolo di truffa (loc. cit., pto. D p. 3),
infine di un serio pericolo di fuga, motivato con la scarsa probabilità che
all’accusato possa venire concesso il beneficio della sospensione condizionale
della pena (loc. cit., pto. D. p. 4).

 

E.

In sede di
osservazioni (inc. GIAR 494.2000.2 doc. _), l’accusato istante ribadisce le
proprie posizioni: dopo aver ancora una volta messo in discussione la
fondatezza degli argomenti addotti dal Procuratore Pubblico in favore
dell’accusa di ricettazione (loc. cit., ad A p. 2-3), precisa che – pur non
contestando il carattere indipendente di quel reato per rapporto alle
infrazioni preliminari – “sia più giudizioso processare gli autori del furto
prima del ricettatore” (loc. cit., ad B p. 4). Ribadita l’inesistenza di
necessità istruttorie (loc. cit., ad C p. 4), contesta ancora una volta
qualsivoglia pericolo di recidiva o di fuga, precisando altresì di non essere
stato reticente in corso d’inchiesta (loc. cit., ad D e E, p. 4-5). 

Considerato

in diritto:

1.

L'art. 95 CPP
- corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre
1992 / 1. gennaio 1993 (per cui mantiene validità la pregressa giurisprudenza:
v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H., GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al cpv.
1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente
al cpv. 2 arresto, perdurare ed eventualmente proroga del carcere preventivo a
norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e
concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono
presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui
concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione e pericolo di recidiva (senza
dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve
unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza
dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF
109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale
federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss) -ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128).

 

2.

a)        Con la verosimiglianza sufficiente a questo stadio del
procedimento ed in questa sede, si può con tranquillità concludere per la
presenza di indizi di colpevolezza a carico di __________, e relativi a un suo
coinvolgimento nei fatti inquisiti, da lui ammesso sia avanti agli inquirenti
che in sede dell’istanza qui discussa (v. supra, consid. C). 

b)        In quale misura gli indizi a suo carico – visti nell’ottica
dei reati che gli imputa il Procuratore Pubblico e non di “mero” contrabbando –
siano seri e concreti, è questione che non può essere dibattuta in questa sede.
I sottili distinguo che la difesa propone in merito alle informazioni di
cui disponeva l’accusato al momento del fatidico trasporto (v. ad esempio
istanza,  cit., pto. 5 p. 3-4), così come gli argomenti contrari addotti dal
Procuratore Pubblico (v. preavviso negativo, cit., pto. A p. 2-3),
rappresentano, a non dubitarne, obiezioni che vorranno approfondimento. Tuttavia,
trattandosi di obiezioni di natura sostanziale, esse competono alla corte di
merito e non a questo giudice – nell’ambito delle proprie competenze limitate
alla valutazione della legittimità della carcerazione preventiva, unicamente
autorizzato ad un esame sommario di verosimiglianza del grado di responsabilità
dell’accusato istante (v., come qui, anche la decisione 19 aprile 2000 in re
C.F., inc. GIAR 124.2000.2 consid. 2b p. 4). E, almeno nell’ottica di mera
verosimiglianza, gli argomenti che il magistrato inquirente apporta a suffragio
dell’ipotesi accusatoria da lui sostenuta (v. preavviso negativo, cit., pto. A
p. 2, con rinvio al rapporto di polizia giudiziaria 15 settembre 2000, inc. MP
doc. _ p. 4) non sono peregrini al punto da far apparire la stessa
tendenzialmente o preponderantemente insostenibile, così come – di converso –
gli argomenti addotti dalla difesa non convincono immediatamente dell’innocenza
di __________.

 

3.

I soli
bisogni dell’istruzione ai quali si appella il Procuratore Pubblico (v.
preavviso negativo, cit., pto. C p. 3) sono quelli che potrebbero derivare da
eventuali istanze di complemento istruttorio proposte dall’accusato istante
medesimo, che tuttavia non vi ha fatto cenno alcuno né in sede di reclamo (v.
reclamo, cit., pto. 6 p. 5), né in sede di osservazioni (v. osservazioni, cit.,
ad C p. 4). Ad essi vanno ad aggiungersi unicamente i tempi tecnici per
arrivare fino alla celebrazione del pubblico dibattimento (chiusura
dell’istruttoria formale ed emanazione dell’atto d’accusa). Data l’aleatorietà
che tale requisito riveste nella concreta fattispecie, non è tuttavia comunque
possibile appurare se eventuali ulteriori passi istruttori siano di natura tale
da esigere il mantenimento o meno dello stato di detenzione preventiva
(finalizzato ad evitare inquinamento delle prove o collusione con altri
correi): l’istanza non può pertanto venire respinta sulla scorta di tale
argomento.

 

4.

a)        Il pericolo di fuga, per giustificare la carcerazione
preventiva, deve essere concreto e rivestire il carattere di una certa
probabilità: in altri termini si ammette siffatto pericolo quando l’accusato,
fosse posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al
perseguimento penale e all’esecuzione della pena. La gravità della presumibile
pena, di per sé, non basta a motivare la carcerazione preventiva; piuttosto,
l’insieme delle circostanze, quali il carattere dell’interessato, la sua
morale, i suoi legami familiari, l’assenza di un domicilio fisso, la sua
professione, la sua situazione finanziaria e le sue risorse economiche, deve
essere valutato e vanno accertati motivi concreti che rendano la fuga non solo
possibile, ma probabile (così verbatim DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.,
consid. 5a p. 7-8, con rinvio a DTF 117 Ia 69 consid. 4 e ad altra sentenza di
imminente pubblicazione; decisione 19 aprile 2000 in re C.F., inc. GIAR
124.2000.2 consid. 4a p. 5).

b)        Se la difesa (v. istanza, cit., pto. 7 p. 5-6) sottolinea
come l’accusato abbia tutto l’interesse a partecipare al pubblico dibattimento,
al fine di dimostrare la propria innocenza quo al reato che gli viene imputato
nell’ambito del presente procedimento (nonché al fine di ridurre al minimo le
pene relative all’incarto sfociato nell’atto d’accusa già pendente), la
pubblica accusa evidenzia come “la reiterazione dell’illecito”
(preavviso negativo, cit., pto. E p. 4) faccia apparire a priori dubbia la
prognosi favorevole, necessaria per la concessione della sospensione
condizionale della pena; unitamente alla possibilità di fatto di continuare a
frequentare il suolo svizzero, dovuta alla prossimità del luogo di domicilio
dell’accusato con la frontiera, ciò “potrebbe dunque indurre il __________ a
darsi alla fuga e a non presentarsi al processo” (ibid.).

c)         I timori del Procuratore Pubblico non sono infondati.
__________ non ha alcun (lecito) legame con la Svizzera, rispettivamente il
Cantone Ticino: quest’ultimo rappresenta unicamente il territorio con il quale
svolgere i suoi traffici illeciti (o, nella migliore delle ipotesi, non adamantini,
come si esprime l’accusato medesimo in sede d’istanza, cit., pto. 5 p. 3 in
fine). Né i suoi precedenti permettono di ritenere che i due procedimenti
penali aperti qui nei suoi confronti, qualsivoglia sia il loro esito, potranno
indurlo a modificare il proprio rapporto con la Svizzera: tutt’al più, egli
farà più attenzione a non farsi prendere. Tuttavia, proprio per il fatto di
vivere a ridosso della frontiera, è certo che egli ha un concreto interesse a
porre in atto quanto in suo potere per limitare le sanzioni penali che qui
verranno prese nei suoi confronti. E se i presupposti per una sospensione
condizionale della pena accessoria dell’espulsione dalla Svizzera appaiono
alquanto tenui, altrettanto non si può dire della sospensione condizionale della
pena privativa della libertà. Tutto sommato, in conclusione, non sembra potersi
affermare che una sua presenza al pubblico dibattimento appaia sin d’ora
improbabile.

 

5.

a)        Notoriamente, il pericolo di recidiva deve essere concreto
(DTF 105 Ia 31) e risultare da una valutazione dell’insieme delle circostanze,
tra le quali i precedenti dell’accusato, il suo comportamento durante
l’istruttoria, la sua personalità, la sua costituzione fisica e soprattutto
psichica, e le modalità di commissione dei reati che gli vengono addebitati,
così che la reiterazione appaia assai verosimile (v. Mario Luvini, I
presupposti materiale del carcere preventivo nel processo penale ticinese, in:
Rep. 122 [1989], p. 287 ss., pto. 3 p. 294; Gérard Piquerez, Précis de
procédure pénale suisse, 2ème éd. Lausanne 1994, margin. 1388 s.).

b)        Nel caso di __________, un certo qual pericolo di recidiva
esiste. A preoccupare è il fatto di aver egli delinquito pendente un atto
d’accusa recente: ciò denota un’innegabile inclinazione al reato, che i
numerosi – seppur disparati – precedenti non hanno saputo mitigare, ed
un’indifferenza preoccupante di fronte all’eventualità di un’ulteriore
condanna. Emerge anche dalle carte processuali che per __________ il
contrabbando è ovviamente occupazione abituale (v., fra l’altro, verbale di
polizia 22 agosto 2000, ore 11.00, p. 1 e R6 p. 4), ma che tutto quanto egli
sembra aver imparato da questa esperienza è che “anche nel contrabbando non
si sa più dove si va a finire” (verbale MP 6 settembre 2000, ore 09.25, p.
3, all’inc. MP doc. _): ancora una volta, dopo i fatti che lo hanno portato in
carcere a fine 1998 egli ha dunque dimostrato di essere persona assai poco
affidabile, costantemente sul filo del rasoio, avvezza a sopravvivere grazie ad
espedienti sempre al limite della legalità (e talvolta al di là). Tuttavia, i
suoi precedenti italiani per contrabbando e ricettazione risalgono alla fine
degli anni ’60 / inizio anni ’70, mentre le condanne successive – anch’esse
piuttosto lontane nel tempo – riguardano fattispecie di natura diversa (v.
estratto del casellario giudiziale italiano 13 settembre 2000, inc. MP doc. _).
A mente di questo giudice, in conclusione, seppur __________, in questi ultimi
anni, non abbia fatto nulla per meritarsi la fiducia dell’autorità svizzera,
non può neppure essere escluso che, finalmente, le recenti disavventure
giudiziarie gli possano insegnare a muoversi con maggiore prudenza, senza
confidare sul fatto che basta non porre troppe domande per mettersi al riparo
da situazioni illecite.

 

6.

In condizioni
normali, il mantenimento della carcerazione preventiva di __________ avrebbe
potuto essere giustificato, senza arbitrio, in ragione dei combinati pericoli
di fuga e di recidiva, almeno quest’ultimo certamente non ovviabile con la
prestazione di misure sostitutive quali il versamento di una cauzione (v.
istanza, cit., pto. 7 p. 6). Due fattori, però, fanno pendere la bilancia in
favore dell’accoglimento della presente istanza.

a)        Il suo ruolo nell’ambito dei fatti attualmente sotto
inchiesta è senz’altro limitato (alla peggio) alla ricettazione dei telefoni
cellulari rubati da __________ e __________ (con la partecipazione di
__________ e tale __________), il procedimento contro i quali è stato disgiunto
dal Procuratore Pubblico “proprio per limitare i tempi della carcerazione
preventiva di __________ ” (preavviso negativo, cit., pto. B p. 3). Ora,
seppur pacifico che quello di ricettazione sia un reato indipendente per
rapporto al reato patrimoniale a monte, appare effettivamente difficile
immaginare che il ricettatore possa essere processato separatamente dagli
autori del reato a monte – non fosse altro che per l’opportunità (qui, poi, si
dovrà verosimilmente parlare di necessità) di sentire gli altri al fine di
stabilire cosa __________ sapesse effettivamente (oppure dovesse
ragionevolmente presumere, date le circostanze) circa la provenienza dei
cellulari da lui trasportati in Italia.

b)        Inoltre, va ricordato che a carico di __________ è pendente
un ulteriore atto d’accusa che lo vede coinvolto, con ben altre sei persone, in
diverse truffe commesse da un lato mettendo a disposizione dei correi carte di
credito “clonate”, d’altro lato introducendo nel giro altri correi (v. atto
d’accusa 115/1999/FL del 17 agosto 1999, agli atti MP). In applicazione degli
artt. 35 e 36 cpv. 1 prima frase CPP sulla connessione, l’accusato istante
dovrebbe essere processato contemporaneamente per quei fatti e per la nuova
fattispecie. Tale principio, dettato da considerazioni di opportunità pratica,
non è invero assoluto (v. Hauser/Schweri, Schweizerisches
Strafprozessrecht, 4. Aufl. 1999 Basel/Genf/München, § 34 margin. 14, § 33
margin. 18, con rinvio a DTF 99 IV 17); tuttavia, visto anche nella prospettiva
delle norme sul concorso retrospettivo (art. 68 cfr. 2 e 350 cfr. 2 CPS),
eccezioni si giustificano solamente se atte ad evitare gravi complicazioni (Hauser/Schweri,
loc. cit., § 34 margin. 14, con rinvio a DTF 97 IV 55).

Nel caso di
specie avviene piuttosto il contrario: l’inoltro dell’atto d’accusa per i fatti
qui discussi costringerebbe la corte competente, in virtù della discussa
connessione soggettiva, ad indire anche il processo per le carte di credito
“clonate” – oppure a disgiungere anche in quel caso la posizione di __________.
Il risultato sarebbe che quest’ultimo verrebbe giudicato, per due atti d’accusa
indipendenti l’uno dall’altro, separatamente dai rispettivi coaccusati: a mente
di questo giudice, il principio di connessione – che dovrebbe venire disatteso
due volte nei confronti del medesimo accusato – ne uscirebbe eccessivamente
strapazzato, tanto più che, nel caso di specie, lo scopo perseguito dal
Procuratore Pubblico con la disgiunzione della posizione di __________ da
quella degli autori del furto a monte – ovvero giungere alla celebrazione del
pubblico dibattimento con l’accusato in detenzione preventiva – non appare
giustificato al di là di ogni dubbio.

 

7.

In
conclusione, l’istanza in discussione deve essere accolta, con la presente
decisione impugnabile entro 10 (dieci) giorni alla Camera dei ricorsi penali
del tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP) e senza conseguenze di
tassa e spese.

Appare
nondimeno opportuna la fissazione di una cauzione, di ammontare commisurato
alla natura e alle conseguenze del reato nonché alle condizioni economiche
dell’accusato ed ai suoi precedenti.

Per i quali motivi,

visti gli
artt. 95 ss., 96, 107 s., 110, 279 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP

decide:

1.   L’istanza di libertà
provvisoria inoltrata in data 25/26 settembre 2000 da __________ è respinta.

2.   Non si percepiscono né
tassa né spese giudiziarie.

3.   Contro la presente
decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.   Intimazione:

-      avv.
__________, per sé e per l’accusato __________, con copia del preavviso
negativo del magistrato inquirente;

-      Procuratore
Pubblico avv. __________, con copia delle osservazioni dall’accusato istante e
l’inc. MP 3943/2000/FL di ritorno.

giudice __________