# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 00bd7c3d-ff66-52be-9d58-c34965bbe66b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-11-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.11.2000 32.2000.25
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2000-25_2000-11-22.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2000.00025

   

  BS/RG/gm

  	
  Lugano

  22 novembre 2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 28 febbraio 2000
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 1 febbraio 2000 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1955, muratore, dal 1992 percepisce una rendita intera d'invalidità
(grado 70%). 

A seguito della documentazione trasmessa dal  Procuratore Pubblico il 21
ottobre 1999, l'Ufficio assicurazione invalidità (UAI) è venuto a conoscenza
che l'assicurato ha svolto un'attività lucrativa regolare ed importante. 

Con decisione 1° febbraio 2000 L'UAI ha pertanto soppresso la rendita
d'invalidità ritenendo che 

 

" 
(…) l'assicurato abbia ottenuto già escludendo
il noleggio di macchinari, un reddito lordo mensile di almeno fr. 2'000.--.

Secondo le notifiche di tassazione, risulta un
reddito di fr. 48'000.-- per il biennio 1997-98 (pos. 243 = ogni altro reddito
imponibile) e nella notifica 1999-2000 un reddito aziendale quale indipendente
di fr. 36'000.--.

In base ai redditi citati, non risulta
chiaramente più il diritto a una rendita AI. Infatti, il grado di invalidità è
sicuramente inferiore al 40% confrontando i redditi citati, con quanto
l'interessato avrebbe potuto guadagnare senza il danno alla salute (fr.
56-57'000.-- annui circa).

Il fatto di affermare di svolgere l'attività solo
nella misura massima del 30% non giustifica la continuazione del versamento di
una rendita poiché, come già indicato, la perdita economica non raggiunge
sicuramente più il 40%, percentuale minima per beneficiare di una rendita AI.
Da rilevare che l'attività è svolta almeno dall'inizio del 1998 e in modo
abbastanza regolare, ciò che permette sicuramente di ritenere assolte le
condizioni poste dall'articolo 88 a cpv. 1 OAI. (…)"

 

                                         Nella
decisione l'UAI ha anche tolto l'effetto sospensivo ad un eventuale ricorso ai
sensi dell'art. 97 cpv. 2 LAVS (applicabile analogicamente nella LAI, cfr.
l'art. 81 LAI).

 

                               1.2.   Contro la
decisione amministrativa è tempestivamente insorto l'assicurato, per il tramite
dell'avv. __________, postulandone l'annullamento.

Egli non contesta i fatti, ma sostiene che l'attività svolta non aveva mai
superato il 30% della propria capacità lavorativa. __________ contesta tuttavia
l'inclusione nei redditi dei proventi derivanti dal noleggio di macchinari
poiché non di sua proprietà, ma degli eredi __________.

                               1.3.   Con risposta
23 marzo 2000 l'UAI propone di respingere il gravame. 

Ribadendo quanto sostenuto nella decisione impugnata, in merito al noleggio
macchinari l'amministrazione ha osservato quanto segue:

 

" 
(…)

A questo riguardo, è da precisare che anche la
retribuzione per l'utilizzo di macchinari è da imputare all'assicurato, in
quanto egli aveva comunque la disponibilità dei mezzi, potendone quindi
usufruire in base alle esigenze delle ditte presso le quali lavorava.

 

E' ancora da rilevare, fra l'altro, che in una
delle ricevute (precisamente, quella datata 16.10.1998 per l'importo di Fr.
4'860.-), risulta la dicitura "noleggio mezzi propri".

 

In effetti, benché il documento _ citato al punto
1 abbia indicato un possibile regime di proprietà dei beni, nessun documento è
stato prodotto per dimostrare eventuali pagamenti fatti dall'assicurato agli
eredi __________, allo scopo di far legittimamente dedurre tale spesa dal
computo del reddito conseguito.

 

Dai documenti contabili a disposizione, risulta
viceversa che anche gli importi relativi all'utilizzazione dei mezzi in
questione sono stati liquidati direttamente all'assicurato, senza alcun
ristorno a favore degli altri eredi.

 

Resta tuttavia da sottolineare che l'assicurato
__________, dal verbale d'interrogatorio del 23.07.1999, già citato, risulta
avere la stessa paternità degli altri eredi (fu __________)."

 

                               1.4.   Il TCA ha
richiamato d'ufficio gli incarti fiscali del ricorrente relativi ai bienni
fiscali 1995/96, 1997/98, 1999/2000.

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella
causa D.C.).

 

                                         Nel
merito

                               2.2.   L'art. 4
cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

 

                                         -  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a   infermità congenita,
malattia o infortunio, e

 

                                         -  la
conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la
sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 41 LAI, se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce
una modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa
sarà, per il futuro, aumentata o diminuita in misura corrispondente oppure
soppressa (cfr. art. 41 LAI). 

La revisione avviene d'ufficio o su domanda (cfr. art. 87 cpv. 1 OAI). 

Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere
che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del
diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in consi­derazione allorché è durato
tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a
durare (cfr. art. 88 a cpv. 1 OAI). 

                                         Analogamente,
in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del
cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da
tre mesi senza interruzione notevole (cfr. art. 88 a cpv. 2 OAI).

                                         Queste
norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma
anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel
tempo (STFA 29 maggio 1991 in re St., RCC 1984 pag. 137).

 

                               2.4.   Anche ai
fini della revisione del grado di invalidità fa stato l'art. 4 LAI, secondo il
quale per invalidità si intende l'incapacità di guadagno cagionata da un danno
alla salute.

                                         Perciò,
la costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a
revisione secondo l'art. 41 LAI non solo in caso di modifica rilevante dello
stato di salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo
stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di
guadagno hanno subito un cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno
1994 in re P. P. p. 4; RCC 1989 pag. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid.
1a; DTF 109 V 116, consid. 3 b).

                                         Affinché
sia possibile procedere alla revisione di una rendita AI è dunque necessario
che le condizioni cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito una
notevole modifica, tale da influire in modo diverso sulla perdita di guadagno.

                                         D'altra
parte la modifica deve essere notevole, non tanto vista in astratto, ma
piuttosto in rapporto all'art. 28 cpv. 1 LAI che prevede l'assegnazione di un
quarto di rendita quando il grado d'invalidità è di almeno il 40%, una mezza
rendita quando il grado d'invalidità è di almeno il 50% e una rendita intera
quando l'invalidità raggiunge almeno il 66 2/3%.

                                         Comunque
una revisione della rendita è possibile unicamente se, da quando è stata resa
la decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente mutata. Non
basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invariata, sia
giudicata in modo diverso (RCC 1987, pag. 38, consid. 1a; STFA 29 aprile 1991
in causa G.C., Bellinzona, non pubblicata, consid. 4).

                                         Inoltre,
una decisione, che conferma la decisione iniziale di riconoscimento di
un’invalidità, non può essere presa come paragone per esaminare un’eventuale
mutazione. Questo è il caso in cui la decisione iniziale di rendita, a seguito
delle revisioni, non è stata modificata, ma che ha unicamente confermato il
grado d’invalidità (anche in occasione di una modifica della situazione di
fatto che comunque non ha avuto alcuna ripercussione sugli effetti
invalidanti). Diversamente è il caso, invece, se la decisione di revisione ha
modificato la rendita allora in corso in seguito alla fissazione di un nuovo
grado d’invalidità (DTF 105 V 30, 109 V 262 consid. 4a; marg. 4030 delle
Direttive sull’invalidità e sulla grande invalidità (DIG)

                                         edite
dall’UFAS).

 

                               2.5.   Oggetto del
contendere è la soppressione, in sede di revisione eseguita dall'UAI dopo la
ricezione della documentazione penale, della rendita intera d'invalidità (grado
d'invalidità del 70%) che __________ percepiva dal 1992. 

Incontestato è che lo stato di salute del ricorrente, affetto da sindrome
cervico-spondilogena con alterazioni della cervicale, non si è modificato.
L'UAI ha infatti fondato la soppressione della rendita in base al miglioramento
della situazione economica. 

                                         Per quel
che concerne la determinazione del reddito da invalido, l'UAI ha fatto capo
agli interrogatori di polizia e concluso che l'assicurato aveva percepito
almeno fr. 2'000.-- mensili, noleggio di macchinari escluso.
L'amministrazione ha inoltre estrapolato il  reddito dalle notifiche di
tassazione 1997/98 e 1999/2000 ammontanti a fr. 48'000.-- (tassato come reddito
d'altra fonte) rispettivamente a fr. 36'000.-- (tassato come reddito
aziendale). 

Presi in considerazione i redditi fiscalmente imposti, l'UAI ha poi proceduto
al raffronto dei redditi giungendo così ad un'incapacità di guadagno inferiore
al 40% con conseguente soppressione della rendita.

L'assicurato contesta i succitati redditi, sostenendo l'inesistenza della posta
noleggio delle attrezzature in quanto appartengono alla comunione ereditaria
__________.

 

                                         A
prescindere dal fatto che siano o meno in comproprietà, come già detto, il
noleggio dell'attrezzatura/macchinari non è stato comunque considerato dall'UAI
provento da attività lucrativa.

Spetta comunque al TCA accertare quanto il ricorrente abbia percepito per la
sua attività lucrativa.

In sede d'interrogatorio 23.7.1999 davanti alla Polizia giudiziaria, __________
ha dichiarato di aver lavorato, quale autista, presso l'impresa di costruzione
__________ dagli inizi del 1997 e presso la ditta __________ dai primi mesi del
1998 fino a giugno 1999 (il mese prima del suo interrogatorio presso
l'ispettore di polizia cfr. verbale pag. 1 e 2 in doc. AI _). 

Quanto dichiarato è stato sostanzialmente confermato da __________, titolare
dell'omonima impresa (cfr. verbale 7.10.1998) e __________, responsabile della
__________ (cfr. verbale 14 luglio 1999). 

Per quel che concerne la retribuzione, __________ ha dichiarato di aver
stipendiato il ricorrente con fr. 3'000.-- mensili contenuti in una busta
chiusa che gli consegnava personalmente (cfr. verbale pag. 1). Non è dato a
sapere se in tale importo vi fosse incluso il noleggio dei macchinari.

__________ ha invece dichiarato che lo stipendio orario è stato fissato a fr.
30.--, con l'aggiunta di un importo forfetario per il noleggio
dell'attrezzatura che lo stesso __________ aveva messo a disposizione, per una
retribuzione complessiva che variava dai fr. 2'500.- ai fr. 3'000.--
mensili. In sede penale __________ ha anche prodotto delle ricevute di
pagamento dalla quali risultano che la __________ ha versato all'assicurato da
marzo 1998 a maggio 1999 complessivamente fr. 45'405,50, noleggio
dell'attrezzatura incluso. Le uniche ricevute di pagamento in cui il noleggio
dei macchinari è stato separato dalle prestazioni d'opera concernono i mesi
marzo, aprile e maggio 1999. Per la sua attività in quei tre mesi il ricorrente
ha mediamente percepito 

fr. 2'303.--. 

Inoltre, l'assicurato, a seguito del non inoltro della dichiarazione fiscale
1999/2000 (periodo di computo 1997 e 1998) è stato tassato d'ufficio con un
reddito aziendale di fr. 36'000.-- che corrisponde a fr. 3'000.-- mensili
(36'000 x 12). Anche se l'assicurato non si è opposto alla menzionata notifica
di tassazione, il reddito accertato dal fisco non può essere preso in
considerazione. __________ ha infatti dichiarato che i 

fr. 2'500/3'000 mensilmente versati erano comprensivi del noleggio dei
macchinari. Parimenti non può essere considerata la tassazione 1997/98 in
quanto il ricorrente è stato tassato con un reddito d'altra fonte e non è dato
a sapere se effettivamente corrisponde ad un provento di un'attività lucrativa
svolta durante gli anni di computo (1995/1996).

Visto quanto sopra, a mente del TCA, verosimilmente l'assicurato ha percepito
almeno fr. 2'300.-- al mese, vale a dire fr. 27'600.-- annui (2'300 x 12). 

Partendo quindi da un reddito (non contestato) di fr. 57'000.-- che
l'assicurato avrebbe percepito senza il danno alla salute, con un reddito da
invalido di fr. 27'600.-- risulta un'incapacità al guadagno del 51 % che
conferisce il diritto ad una mezza rendita AI.

 

                               2.6.   A questo
proposito occorre rilevare che il TFA ha stabilito che per determinare il grado
d'invalidità di un assicurato bisogna prendere in considerazione solo il
guadagno che corrisponde oggettivamente alla residua capacità di guadagno.

Se l'assicurato riceve un salario più elevato (cosiddetto salario sociale),
determinante è unicamente la parte che rappresenta la retribuzione per il suo
rendimento. La nostra Alta Corte ha altresì precisato che le attestazioni del
datore di lavoro prodotte al riguardo devono essere prese in considerazione
come semplici affermazioni la cui esattezza resterebbe ancora da dimostrare;
tuttavia sono sottoposte all'apprezzamento del giudice come qualsiasi altro
mezzo di prova (RCC 1979 pag. 336).

Secondo la giurisprudenza federale, di regola si deve presumere che il salario
corrisponde alla prestazione effettuata, per cui il salario sociale va
riconosciuto solo con riserva (DTF 117 V 18; RCC 1980 p. 321; P. Omlin, Die
Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, p. 213;
U. Meyer-Blaser, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, Serie:
Rechtssprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungs-recht, Zurigo 1997,
p. 201). 

Vi è un salario sociale nella misura in cui il datore di lavoro versi
benevolmente delle prestazioni superiori al rendimento dell'invalido (DTF 104 V
90). 

La prova deve comunque basarsi su dati precisi, in quanto il datore di lavoro
potrebbe avere interesse a dichiarare l’esistenza di un salario sociale: nel
caso di erogazione della rendita egli potrebbe infatti ridurre lo stipendio
(Valterio, Droit et pratique de l'assurance-invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, p. 204). In simili condizioni non ci si può pertanto fondare
unicamente sulla dichiarazione del datore di lavoro. Indizi a favore del
versamento di un salario sociale sono in particolare il rapporto di parentela,
di amicizia o commerciale tra il datori di lavoro e l’assicurato
rispettivamente la sua famiglia, così come la lunga durata del rapporto di
lavoro e una collocazione in classi di salario fisse (Omlin, op. cit. p. 213).

 

                               2.7.   Nel caso in
esame, considerate le circostanze concrete - in particolare il genere di
affezioni di cui l'assicurato è portatore nonché l'ammontare della paga oraria
- questo TCA non ritiene di dover dubitare che si tratti di salario sociale,
dalla lettura dei verbali non emergono per il resto indizi che permettono di
concludere per l'esistenza di un particolare rapporto tra il ricorrente ed i
datori di lavoro e di ipotizzare quindi una retribuzione di favore.

In queste circostanze, accertato che il reddito conseguito dall'assicurato è da
considerare come reddito da invalido, __________ ha diritto ad una mezza
rendita in luogo di quella intera a far da tempo dal 1° aprile 2000 (cfr. art.
88 bis cpv. 2 lett.a OAI). 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é parzialmente accolto ai sensi dei considerandi. .

§ __________ ha diritto da una mezza rendita AI dal 1° aprile

    2000. 

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
L'UAI verserà al ricorrente fr. 300.-- di ripetibili parziali.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti