# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a9ad5441-fb06-5a13-9a20-10a82409e3a7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-04-02
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 02.04.1996 15.1995.223
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1995-223_1996-04-02.html

## Full Text

Incarto n.

  15.95.00223

  	
  Lugano

  2 aprile 1996/FC/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini, Zali

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

statuendo
sul reclamo 23 ottobre 1995 di

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

l'operato
dell'UE di Lugano nelle esecuzioni .
__________, __________, __________, __________ e __________ promosse da

 

	
   

  	
  __________

  

 

 

in materia di emissione di precetto esecutivo (abuso di diritto);

 

viste le osservazioni 13 novembre 1995 dell'UE di Lugano;

 

 

 

considerato

 

 

 

IN FATTO E IN DIRITTO

 

 

                                          che
__________ procede per la quinta volta in via esecutiva contro __________ nel
periodo tra il 22 ottobre 1992 e il 18 ottobre 1995 per l'incasso di:

                                          a)     Fr.
2'900.-- con interessi al 6% dall'1.9.1992 (PE n.__________ del 22.10.1992) per
"acconto versato più spese da me sopportate per ponte denti");

                                          b)    Fr.
3'000.-- con interessi al 5,5% dall'1.8.1993 (PE n. __________ del 13.10.1993)
per "danni morali per la non avvenuta cancellazione del precetto esecutivo
n. __________ dopo la sentenza del Pretore del Distretto di Lugano del
29.1.1993 a lui sfavorevole e dietro miei solleciti per la cancellazione del
precetto";

                                          c)     Fr.
2'900.-- con interessi al 6% dall'1.9.1992 (PE n. __________ del 21.10.1993)
per "acconto versato per ponte denti più spese da me sopportate - lavoro
mai consegnato");

                                          d)    Fr.
2'900.-- con interessi al 6% dall'1.9.1992 (PE n. __________ del 20.10.1994)
per "acconto versato per ponte denti più spese, più spese di trasporto,
ponte non consegnato");

                                          e)     Fr.
2'315.-- con interessi al 6% dall'1.9.1992 e Fr. 585.-- con interessi al 6%
dall'1.9.1992 (PE n. __________ del 18.10.1995) per "acconto versato per
ponte denti (ponte non consegnato)";

 

                                          che
__________ ha sempre interposto tempestive opposizioni;

 

                                          che con
decreto 26 ottobre 1994 il Pretore del Distretto di Lugano ha stralciato dai
ruoli la causa a procedura inappellabile promossa dalla precettante contro
l'escusso con istanza 9 novembre 1993, ritenuto che l'istante non aveva designato
il suo patrocinatore dopo che il pretore aveva "accertato l'incapacità
dell'istante a discutere con sufficiente chiarezza la causa e di conseguenza
l'aveva diffidata a munirsi di un patrocinatore, pena lo stralcio della lite ex
art. 39 cpv.2 CPC";

 

                                          che contro
__________ vi è un attestato di carenza di beni per Fr. 4'038.-- emesso nel
1987 e risulta un'esecuzione nel 1991 per Fr. 2'952.--;

 

                                          che in
procedura di reclamo ex art. 17 LEF è in linea di principio esclusa la
possibilità di ottenere l'annullamento dell'esecuzione fondato sulla violazione
dell'art. 2 CC, atteso che la decisione sull'abuso di diritto è riservata al
giudice ordinario, benchè il principio della buona fede trovi applicazione
anche nel diritto esecutivo (DTF 113 III 3 cons.2a e rif. ivi);

 

                                          che la
pretesa di diritto materiale sottesa all'esecuzione non può essere in principio
oggetto d'esame avanti le autorità di esecuzione e di vigilanza, avuto riguardo
al loro limitato potere di cognizione;

 

                                          che è una
peculiarità del diritto esecutivo svizzero di permettere a chi reputa di essere
creditore di iniziare un'esecuzione senza dover previamente provare il
fondamento materiale della sua pretesa (DTF 113 III 3 cons.2b);

 

                                          che
nell'esecuzione ex art. 38 cpv.1 LEF volta ad ottenere il pagamento di denaro
costituisce titolo esecutivo unicamente il precetto esecutivo cresciuto in
giudicato e non la pretesa creditoria fatta valere e nemmeno l'eventuale titolo
che ne costituisce il fondamento;

 

                                          che per il
fatto che il precetto esecutivo viene emesso senza esame della pretesa dedotta
in esecuzione, l'abuso di diritto è praticamente escluso (DTF 113 III 4 e 102
III 5) a meno che il creditore persegua altri fini che non l'incasso di un
credito, ad esempio quando porti offesa al credito dell'escusso per mezzo di ripetute
esecuzioni vessatorie;

 

                                          che nel caso
in esame le cinque esecuzioni si riferiscono sostanzialmente a due cause diverse
("ponte denti" e torto morale), con varianti sul quantum e sulla
descrizione della causa del credito;

 

                                          che la
reiterazione a ciclo annuo può sottendere ipotesi di interruzione di prescrizione,
ritenuto che la precettante già ha proceduto nelle forme ordinarie contro
l'escusso e che il giudice di merito ha stralciato dai ruoli la causa per
omessa designazione del patrocinatore, dopo aver accertato "l'incapacità
di __________ di discutere con sufficiente chiarezza la causa";

 

                                          che le
continue vicende esecutive non consentono in sede di reclamo di avere certezza
su qualsivoglia intento vessatorio della precettante, risultando semmai il
frutto di una concezione giuridica assolutamente carente;

 

                                          che de lege
lata va dato atto al reclamante che la soluzione cui si approda è ben lungi
dall'essere soddisfacente;

 

                                          che di ciò
si è reso conto il legislatore, attuando la novella legislativa che entrerà in
vigore il 1° gennaio 1997 nel senso che il nuovo art. 85a LEF consentirà
all'escusso di domandare in ogni tempo al tribunale del luogo dell'esecuzione
l'accertamento dell'inesistenza del debito e di conseguenza la declaratoria di
annullamento dell'esecuzione;

 

                                          che pertanto
__________ non può che essere invitato a pazientare in attesa di poter disporre
del citato istituto;

 

                                          che il
reclamo va quindi respinto;

 

                                          che non si
prelevano spese (art. 67 cpv.2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 68
cpv.2 OTLEF);

 

 

richiamati gli art. 17 LEF e 2 CC

 

 

 

PRONUNCIA

 

 

                                    1.   Il
reclamo 23 ottobre 1995 __________ è respinto.

 

                                    2.   Non si
prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

                                    3.   Intimazione:    -    __________

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

 

Il
presidente                                                                    La
segretaria