# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 022d3375-f46e-58a8-96cb-8d7b85bfe4e7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-10-02
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 02.10.2017 60.2017.124
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2017-124_2017-10-02.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2017.124

   

  	
  Lugano

  2 ottobre 2017/mr

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

   

   

  
					

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Giovan Maria Tattarletti

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Alessandra Mondada, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo 12.7.2017 presentato da

 

 

	
   

  	
  RE 1, , 

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  i dispositivi n. 20.1. e 20.1.1. (tassazione note
  professionali) della sentenza 8.5.2017 della Corte delle assise criminali a
  carico, anche, di PI 1, __________ (inc. TPC 72.2017.54);

  

 

 

richiamati gli scritti 13.7.2017 e 30.8.2017 (duplica)
del procuratore pubblico Zaccaria Akbas – che, senza osservazioni, si è rimesso
al giudizio della Corte –, 20/21.7.2017 e 8.9.2017 (duplica) del giudice Marco
Villa, presidente della Corte delle assise criminali – che ha postulato la
reiezione del gravame – e 28/29.8.2017 (replica) dell’avv. RE 1 – che si è
confermato nelle sue allegazioni –;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

considerato

 

 

 

 

in fatto

 

                                   a.   Con
giudizio 8.5.2017 la Corte delle assise criminali ha dichiarato e pronunciato,
tra gli altri, PI 1 (in carcerazione preventiva dal 25.11.2016 al 17.1.2017, in
anticipata esecuzione di pena dal 18.1.2017) autore colpevole di furto
aggravato (in parte tentato), ripetuto danneggiamento (in parte qualificato) e
ripetuta violazione di domicilio e lo ha condannato alla pena detentiva di
ventotto mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto, e all’espulsione dal
territorio svizzero per la durata di dieci anni. 

 

                                         La
Corte delle assise criminali ha approvato le note professionali 13.3.2017,
28.4.2017 e 8.5.2017 dell’avv. RE 1, difensore d’ufficio di PI 1, per la somma
di CHF 6’455.00, di cui CHF 5'481.00 di onorario, CHF 584.00 di spese e
trasferte e CHF 390.00 di esborsi (dispositivo n. 20.1.). Ha parimenti disposto
che PI 1 fosse tenuto a rimborsare detto importo allo Stato del Cantone Ticino
non appena le sue condizioni economiche glielo avrebbero permesso (dispositivo
n. 20.1.1.).

 

                                         La
sentenza motivata è stata intimata in data 27.6.2017.

 

 

                                  b.   Con
gravame 12.7.2017 l’avv. RE 1 – che l’11.5.2017, ricevuto il dispositivo del
giudizio, aveva comunicato a questa Corte di presentare reclamo contro la quantificazione
della retribuzione del difensore d’ufficio come ai dispositivi n. 20.1. e n. 20.1.1.
– postula che le note professionali 13.3.2017, 28.4.2017 e 8.5.2017 siano
approvate ai sensi dei considerandi e che i dispositivi n. 20.1. e n. 20.1.1.
della sentenza 8.5.2017 siano modificati nel senso che viene riconosciuto
l’importo di CHF 8'331.00.

 

                                         Il
reclamante rimprovera alla Corte della assise criminali di avere apprezzato la
quantificazione delle prestazioni – che sarebbero state svolte a tutela dei
diritti dell’imputato – in maniera totalmente arbitraria, procedendo a
decurtazioni delle note senza sufficiente motivazione. L’avv. RE 1, ricordati
il diritto applicabile e i principi relativi alla motivazione della decisione
in tema di tassazione, elenca i punti della pronuncia che contesta, precisando
le ragioni per le quali la sentenza non sarebbe sostenibile.

 

                                         Delle
ulteriori argomentazioni si dirà, se necessario, in seguito.

 

 

 

 

in diritto

 

                                   1.   Il
difensore d’ufficio, in applicazione dell’art. 135 cpv. 3 lit. a CPP, può
interporre reclamo in materia di retribuzione contro la decisione del pubblico
ministero o del tribunale di primo grado.

 

                                         Con
il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20 cpv. 1
lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62 cpv. 2
LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e
l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art.
393 cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art.
393 cpv. 2 lit. b CPP) e l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).

 

                                         Il
reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (art. 396 cpv. 1 CPP),
con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta ed
all’art. 385 CPP per la motivazione.

 

                                         Esso
deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare,
i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati
(art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

 

 

                                   2.   2.1.

                                         2.1.1.

                                         Il
pubblico ministero [se il procedimento non viene concluso dalla decisione di un
tribunale (BSK StPO – N. RUCKSTUHL, 2. ed., art. 135 CPP n. 9)] o l’autorità
giudicante stabilisce l’importo della retribuzione al termine del procedimento
(art. 135 cpv. 2 CPP).

 

                                         L’autorità
giudicante deve pronunciarsi sulla retribuzione del difensore d’ufficio, di
principio, nella sentenza di merito (giusta i combinati art. 81 cpv. 3 lit. a /
cpv. 4 lit. b, 135 cpv. 2, 351 cpv. 1, 421 cpv. 1 e 422 cpv. 2 lit. a CPP)
[decisioni TF 6B_824/2016 del 10.4.2017 consid. 2.2.1.; 6B_659/2016 del
6.3.2017 consid. 2.3.; 6B_460/2016 del 27.2.2017 consid. 2.3.; 6B_652/2014 del
10.12.2014 consid. 1.2.; 6B_211/2014 del 9.10.2014 consid. 1.1.; 6B_212/2014
del 9.10.2014 consid. 1.1.; 6B_985/2013 del 19.6.2014 consid. 1.1.; 6B_48/2013
del 13.6.2013 consid. 2.1.; DTF 143 IV 40 consid. 3.2.1.; 140 IV 213 consid.
1.1.; 139 IV 199 consid. 5.1.; decisione TPF BB.2016.350 del 25.1.2017 consid.
3.1.; BSK StPO – N. RUCKSTUHL, op. cit., art. 135 CPP n. 12; ZK StPO – V.
LIEBER, 2. ed., art. 135 CPP n. 10; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, 2. ed.,
art. 135 CPP n. 4].

 

 

                                         2.1.2.

                                         Il
difensore d’ufficio – a differenza dell’imputato e del procuratore pubblico
che, quali parti (art. 104 cpv. 1 CPP), impugnano la sentenza con appello anche
per quanto riguarda l’indennità al difensore d’ufficio – contesta con reclamo
il giudizio di merito inerente all’entità della retribuzione (art. 135 cpv. 3
lit. a CPP) [decisioni TF 6B_659/2016 del 6.3.2017 consid. 2.1.; 6B_460/2016
del 27.2.2017 consid. 2.1.; 6B_451/2016 dell’8.2.2017 consid. 2.1.; 6B_919/2015
dell’11.12.2015 consid. 4.; DTF 143 IV 40 consid. 3.2.2.; 140 IV 213 consid.
1.4.; 139 IV 199 consid. 5.2.; BSK StPO – N. RUCKSTUHL, op. cit., art. 135 CPP
n. 16; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, op. cit., art. 135 CPP n. 5].

 

                                         2.1.3.

                                         Il
termine per aggravarsi contro l’entità della retribuzione, stante lo specifico
mezzo di ricorso, è disciplinato dall’art. 396 cpv. 1 CPP (decisioni TF
6B_659/2016 del 6.3.2017 consid. 2.1.; 6B_460/2016 del 27.2.2017 consid. 2.1.),
secondo il quale i reclami contro decisioni comunicate per scritto od oralmente
vanno presentati e motivati per scritto entro dieci giorni presso la giurisdizione
di reclamo. Il termine decorre dunque dalla notificazione della decisione
motivata (art. 384 lit. b CPP) – che il difensore d’ufficio medesimo deve
richiedere, entro dieci giorni dalla notificazione del dispositivo del
giudizio, quale terzo giusta i combinati art. 105 cpv. 1 lit. f / cpv. 2 e 82
cpv. 2 lit. a CPP (decisioni TF 6B_659/2016 del 6.3.2017 consid. 2.1.;
6B_460/2016 del 27.2.2017 consid. 2.1.; 6B_451/2016 dell’8.2.2017 consid.
2.1./2.2.; DTF 143 IV 40 consid. 3.6.) – e non dalla consegna oppure dalla
notificazione del dispositivo scritto (art. 384 lit. a CPP) [decisioni TF
6B_659/2016 del 6.3.2017 consid. 2.1./2.3.; 6B_460/2016 del 27.2.2017 consid.
2.1./2.3.; 6B_451/2016 dell’8.2.2017 consid. 2.1.; DTF 143 IV 40 consid. 3.4.].

 

                                         2.2.

                                         Il
gravame, inoltrato il 12.7.2017 contro i dispositivi n. 20.1. e n. 20.1.1.
della sentenza 8.5.2017, intimata motivata il 27.6.2017, della Corte delle
assise criminali (che si è pronunciata in applicazione dei combinati art. 135
cpv. 2 e 81 cpv. 4 lit. b CPP) è tempestivo siccome presentato nel termine di
dieci giorni (secondo l’art. 396 cpv. 1 CPP) dall’intimazione del giudizio di
merito motivato, recapitato all’avv. RE 1 in data 3.7.2017.

 

                                         Esso
è anche proponibile secondo l’art. 135 cpv. 3 lit. a CPP.

 

                                         L’avv.
RE 1, designato difensore d’ufficio di PI 1 con decreto 13.12.2016 giusta gli
art. 132 s. CPP, è legittimato a reclamare a’ sensi dell’art. 135 cpv. 3 lit. a
CPP.

 

                                         Le
esigenze di forma e motivazione del reclamo sono rispettate.

 

                                         L’impugnativa,
in queste circostanze, è ricevibile in ordine.

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Chi
dirige il procedimento nella relativa fase procedurale (giusta l’art. 61 CPP)
dispone (giusta l’art. 133 cpv. 1 CPP) una difesa d’ufficio se: a. in caso di
difesa obbligatoria 1. nonostante ingiunzione, l’imputato non designa un
difensore di fiducia; 2. il mandato è revocato al difensore di fiducia oppure
questi lo rimette e l’imputato non designa un nuovo difensore entro il termine
impartito; b. l’imputato è sprovvisto dei mezzi necessari e una sua difesa si
impone per tutelare i suoi interessi (art. 132 cpv. 1 CPP).

 

                                         3.2.

                                         Il
decreto di nomina del difensore d’ufficio fonda un rapporto di diritto
pubblico, a favore di una terza persona, tra la Confederazione rispettivamente
il Cantone e il legale designato (decisioni TF 6B_824/2016 del 10.4.2017
consid. 18.3.1.; 6B_894/2015 del 13.1.2016 consid. 2.2.2.; 6B_919/2015
dell’11.12.2015 consid. 4.1.; 6B_325/2015 del 19.5.2015 consid. 2.1.;
6B_951/2013 del 27.3.2014 consid. 3.1.; DTF 141 IV 344 consid. 4.2.; 141 I 124
consid. 3.1.; 141 I 70 consid. 6.1.; 139 IV 261 consid. 2.2.1.; 131 I 217 consid.
2.4.; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 132 CPP n. 1 / art. 135 CPP n. 1),
sulla base del quale quest’ultimo – che non svolge un mandato privato, ma
adempie un compito pubblico (decisioni TF 6B_824/2016 del 10.4.2017 consid.
18.3.1.; 6B_986/2015 del 23.8.2016 consid. 5.2.; 6B_919/2015 dell’11.12.2015
consid. 4.1.; 6B_856/2014 del 10.7.2015 consid. 2.1./2.4.; 6B_951/2013 del
27.3.2014 consid. 3.1.; DTF 141 IV 344 consid. 3.2./4.2.; 141 I 124 consid.
3.1./4.1.; 141 I 70 consid. 6.1.; 139 IV 261 consid. 2.2.1.; ZK StPO – V.
LIEBER, op. cit., art. 132 CPP n. 1) – ha un credito di diritto pubblico nei
confronti dello stato, che deriva dall’art. 29 cpv. 3 Cost., ad un indennizzo
(decisioni TF 6B_824/2016 del 10.4.2017 consid. 18.3.1.; 6B_986/2015 del 23.8.2016
consid. 5.2.; 6B_894/2015 del 13.1.2016 consid. 2.2.2.; 6B_919/2015
dell’11.12.2015 consid. 4.1.; 6B_856/2014 del 10.7.2015 consid. 2.4.;
6B_325/2015 del 19.5.2015 consid. 2.1.; 6B_951/2013 del 27.3.2014 consid. 3.1.;
DTF 141 IV 344 consid. 3.2./4.2.; 141 I 124 consid. 3.1.). 

                                         La
designazione di un patrocinatore d’ufficio (prevista anche, tra l’altro,
dall’art. 6 cifra 3 lit. c CEDU) discende invero dall’interesse pubblico
(decisione TF 6B_856/2014 del 10.7.2015 consid. 2.4.): è un mezzo dello Stato
per adempiere i suoi doveri finalizzati segnatamente a garantire un processo
equo, ad attuare il principio della parità delle armi e ad assolvere il suo
obbligo di assistenza (DTF 141 IV 344 consid. 4.2.). In applicazione dell’art.
12 lit. g della legge federale sulla libera circolazione degli avvocati
l’avvocato è di conseguenza tenuto ad assumere le difese d’ufficio e ad
accettare i mandati di gratuito patrocinio del Cantone nel cui registro egli è
iscritto (decisioni TF 6B_919/2015 dell’11.12.2015 consid. 5.3.; 6B_856/2014
del 10.7.2015 consid. 2.1.; DTF 141 IV 344 consid. 4.2.; 141 I 70 consid.
6.1.).

 

                                         3.3.

                                         3.3.1.

                                         Il
legale d’ufficio – che ha un incarico ben definito e delimitato, ovvero che ha
il compito di assistere l’imputato nel procedimento penale e di difenderlo
dalle imputazioni mosse a suo carico dalle autorità penali (decisione TF
6B_951/2013 del 27.3.2014 consid. 3.2.) – ha una pretesa costituzionale alla
retribuzione soltanto per quanto necessario alla tutela dei diritti
dell’imputato stesso.

 

                                         Secondo
questo parametro la pretesa si determina dal profilo qualitativo e quantitativo:
possono essere indennizzate unicamente quelle prestazioni – necessarie e
proporzionali – in nesso causale con/per la cura dei diritti dell’imputato nel
procedimento a suo carico (decisioni TF 6B_824/2016 del 10.4.2017 consid.
18.3.1.; 6B_618/2015 del 16.12.2015 consid. 2.3.; DTF 141 I 124 consid. 3.1.;
decisioni TPF BB.2017.97 del 21.8.2017 consid. 4.2.1.; BB.2017.60 del 18.7.2017
consid. 3.2.; BB.2016.249 del 31.8.2016 consid. 3.3.; BB.2016.58 del 26.8.2016
consid. 6.1.; BSK StPO – N. RUCKSTUHL, op. cit., art. 135 CPP n. 3; ZK StPO –
V. LIEBER, op. cit., art. 135 CPP n. 3/6; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, op.
cit., art. 135 CPP n. 3).

 

                                         Quale
criterio per rispondere alla domanda inerente al dispendio necessario per una
difesa corretta nel procedimento penale si fa riferimento ad un avvocato di
esperienza, che dispone di solide conoscenze nell’ambito del diritto penale materiale
e processuale e che può svolgere la difesa in modo mirato ed efficiente fin
dall’inizio del procedimento (decisioni TF 6B_824/2016 del 10.4.2017 consid.
18.3.1.; 6B_264/2016 dell’8.6.2016 consid. 2.4.1.; decisione TPF BB.2016.58 del
26.8.2016 consid. 6.1.). 

 

                                         Per
determinare il dispendio si deve tenere conto, segnatamente, della natura,
dell’importanza, della complessità, delle difficoltà particolari in fatto e/o
in diritto della causa, del tempo consacrato dal difensore allo studio e alla
trattazione dell’incarto, del numero dei colloqui con l’imputato prima e/o dopo
gli interrogatori, della partecipazione alle udienze e al processo, del tempo
delle trasferte, delle visite indispensabili in carcere e del tempo necessario
per la preparazione dell’arringa e del dibattimento (decisioni TPF BB.2016.369
del 12.7.2017 consid. 2.2.; BB.2016.249 del 31.8.2016 consid. 3.3.; BB.2016.58
del 26.8.2016 consid. 6.1.; BB.2016.14 del 28.7.2016 consid. 7.1.; DTF 141 IV
344 consid. 4.2.; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 135 CPP n. 4). 

 

                                         Il
legale deve esaminare ogni operazione che potrebbe essere utile per il suo
cliente. Il difensore d’ufficio ha in effetti il medesimo dovere di diligenza
di un avvocato di fiducia (DTF 141 IV 344 consid. 4.2.; ZK StPO – V. LIEBER,
op. cit., art. 134 CPP n. 13): l’imputato difeso d’ufficio ha diritto ad un
legale efficiente, esperto e dedicato alla tutela dei suoi interessi [art. 32
cpv. 2 Cost.] (decisioni TF 1B_192/2017 del 3.7.2017 consid. 3.1.; 1B_103/2017
del 27.4.2017 consid. 2.3.; 1B_259/2016 dell’11.1.2017 consid. 2.4.;
6B_172/2011 del 23.12.2011 consid. 1.3.1./1.3.2.; ZK StPO – V. LIEBER, op.
cit., art. 132 CPP n. 1 / art. 134 CPP n. 12/13). Secondo l’art. 12 lit. a
della legge federale sulla libera circolazione degli avvocati l'avvocato deve
esercitare la sua attività professionale con cura e diligenza. Sebbene legato
allo Stato dal suddetto particolare rapporto, il difensore d’ufficio è del
resto vincolato, entro i limiti della legge e delle norme deontologiche,
unicamente agli interessi dell’imputato (art. 128 CPP): gli incombe di conseguenza,
operando in completa indipendenza, di fronteggiare l’azione penale e di adoperarsi
per ottenere il proscioglimento dell’imputato oppure una condanna la più
clemente possibile per lui (DTF 141 IV 344 consid. 4.2.; BSK StPO – N.
RUCKSTUHL, op. cit., art. 128 CPP n. 1/5; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art.
128 CPP n. 4/5; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, op. cit., art. 128 CPP n. 1).

 

                                         Il
difensore ha un ampio margine di apprezzamento sulla conduzione della difesa e
sulla scelta della strategia di difesa (decisioni TF 6B_307/2016 del 17.6.2016
consid. 2.3.4.; 6B_172/2011 del 23.12.2011 consid. 1.3.2.; ZK StPO – V. LIEBER,
op. cit., art. 134 CPP n. 15). Il rimprovero di avere effettuato operazioni superflue
deve dunque essere mosso con riserbo (decisioni TPF BB.2016.58 del 26.8.2016
consid. 6.1.; BB.2016.14 del 28.7.2016 consid. 7.2.), proprio tenuto conto che
il difensore deve avere un margine di manovra e deve poter svolgere il mandato
a favore dell’imputato in maniera efficace (decisione TF 6B_618/2015 del
16.12.2015 consid. 2.3.; DTF 141 I 124 consid. 3.1.; BSK StPO – N. RUCKSTUHL,
op. cit., art. 135 CPP n. 3).

 

                                         Il
difensore d’ufficio che trascurasse i suoi obblighi dovrebbe peraltro essere sostituito
(art. 134 cpv. 2 CPP) [DTF 141 IV 344 consid. 4.2.; BSK StPO – N. RUCKSTUHL,
op. cit., art. 134 CPP n. 11 ss.] e si esporrebbe ad un procedimento
disciplinare.

 

                                         L’intervento
del giudice sulla nota professionale si giustifica di conseguenza soltanto
qualora esista una sproporzione tra il valore delle operazioni effettuate e
l’onorario (decisione TPF BB.2016.14 del 28.7.2016 consid. 7.2.). Il difensore
d’ufficio, anche se gli si richiedono determinate prestazioni nel pubblico interesse,
non deve prestare “Frondienste”, termine che si può tradurre con opere
di volontariato (decisione TF 6B_919/2015 dell’11.12.2015 consid. 5.3.; DTF 141
I 124 consid. 4.2.). La rimunerazione dell’avvocato d’ufficio – che può essere
inferiore a quella di un mandatario privato – deve pertanto essere equa
(decisioni TF 6B_856/2014 del 10.7.2015 consid. 2.4.; DTF 141 I 124 consid.
3.2.; 139 IV 261 consid. 2.2.1.; 137 III 185 consid. 5.1.; ZK StPO – V. LIEBER,
op. cit., art. 135 CPP n. 5). Per essere considerata equa, la remunerazione del
legale non deve soltanto coprire le spese generali dell’avvocato, ma deve anche
permettergli di ottenere un reddito modesto, che non sia unicamente simbolico
(decisione TF 6B_856/2014 del 10.7.2015 consid. 2.4.; ZK StPO – V. LIEBER, op.
cit., art. 135 CPP n. 5).

 

                                         Non
devono comunque essere indennizzate spese inutili, superflue e estranee al
procedimento (decisione TF 6B_652/2014 del 10.12.2014 consid. 2.3.; decisione
TPF BB.2016.14 del 28.7.2016 consid. 7.2.), di sostegno morale (decisioni TPF
BB.2017.94 del 4.7.2017 consid. 4.1.; BB.2016.14 del 28.7.2016 consid. 7.2.; ma
cfr. decisione TF 6B_951/2013 del 27.3.2014 consid. 3.2.) o inerenti
all’attività di aggiornamento dei parenti del difeso (decisione TPF BB.2016.249
del 31.8.2016 consid. 4.2.). 

 

                                         3.3.2.

                                         Giusta
l’art. 135 cpv. 1 CPP il difensore d’ufficio è retribuito secondo la tariffa
d’avvocatura della Confederazione o del Cantone in cui si svolge il procedimento
penale a carico del patrocinato.

 

                                         Nel
Canton Ticino si applica il regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio
d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili
(Rtar), in vigore dall’1.1.2008 [art. 4 della legge sull’assistenza giudiziaria
e sul patrocinio d’ufficio (LAG)].

                                         Il
predetto regolamento stabilisce la tariffa per le prestazioni dell’avvocato nel
caso della sua nomina a patrocinatore d’ufficio, nel caso di concessione del
beneficio dell’assistenza giudiziaria e, ancora, per la fissazione delle
ripetibili (art. 1 cpv. 1 Rtar). 

 

                                         Secondo
l’art. 2 cpv. 1 Rtar all’avvocato è riconosciuto l’onorario per le prestazioni
necessarie per lo svolgimento del patrocinio, calcolato secondo i principi e le
disposizioni del regolamento.

 

                                         L’onorario
dell’avvocato è calcolato secondo il tempo di lavoro sulla base della tariffa
di CHF 180.00/ora [art. 4 cpv. 1 Rtar (tariffa che l’Alta Corte ritiene
corretta, quale minimo: decisioni TF 6B_856/2014 del 10.7.2015 consid. 2.4.;
6B_502/2013 del 3.10.2013 consid. 3.2.; DTF 141 I 124 consid. 3.2.; 139 IV 261
consid. 2.2.1.; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 135 CPP n. 5)]. Se la
pratica è stata particolarmente impegnativa, per esempio avendo richiesto
studio e conoscenze speciali o avendo comportato trattazioni di nuove e
complesse questioni giuridiche, l’onorario può essere aumentato sino a CHF
250.00/ora (art. 4 cpv. 2 Rtar). L’onorario del praticante legale è calcolato
sulla base della tariffa di CHF 90.00/ora (art. 4 cpv. 3 Rtar). L’onorario
dell’avvocato per la partecipazione a interrogatori fuori orario di lavoro (tra
le ore 20.00 e le ore 08.00 dei giorni feriali, nei giorni festivi ufficiali e
di sabato) è fissato a CHF 250.00/ora; l’onorario del praticante legale è
stabilito in CHF 110.00/ora (art. 5a Rtar).

 

                                         Per
la determinazione dell’onorario a favore del difensore d’ufficio, tenute presenti
le citate tariffe orarie, fanno stato i principi dell’art. 21 cpv. 2 della
legge sull’avvocatura (art. 1 cpv. 2 Rtar) – norma che concretizza la
giurisprudenza citata più sopra – secondo i quali l’avvocato ha riguardo alla
complessità ed all’importanza del caso, al valore ed all’estensione della
pratica, alla sua competenza professionale ed alla sua responsabilità, al tempo
ed alla diligenza impiegati, alla situazione personale e patrimoniale delle
parti, all’esito conseguito ed alla sua prevedibilità.

 

                                         Ha
inoltre diritto al rimborso delle spese necessarie allo svolgimento del patrocinio,
riservato l’art. 6 Rtar (art. 2 cpv. 2 Rtar). Quest’ultima norma prevede che possa
essere riconosciuto un importo forfetario in per cento dell’onorario quale rimborso
per le spese di cancelleria, di spedizione, di comunicazione, di fotocopie e di
apertura e archiviazione dell’incarto (art. 6 cpv. 1 Rtar).

 

 

 

                                         3.4.

                                         Il
diritto di essere sentito a’ sensi degli art. 3 cpv. 2 lit. c CPP e 29 cpv. 2
Cost. – garanzia di natura formale, la cui violazione comporta l’annullamento
della decisione impugnata indipendentemente dalla fondatezza materiale del
gravame, riservato il caso in cui l’autorità di ricorso goda di pieno potere
d’esame e davanti ad essa la parte sia reintegrata nell’esercizio dei diritti
che le erano stati negati o se il rinvio all’autorità inferiore costituisca una
mera formalità che cagiona un inutile allungamento della procedura,
incompatibile con gli interessi della parte alla celerità del procedimento
(decisione TF 6B_1251/2016 del 19.7.2017 consid. 3.1.; decisioni TPF BB.2017.94
del 4.7.2017 consid. 4.1.; BB.2016.263 del 3.10.2016 consid. 2.3.; BB.2016.14
del 28.7.2016 consid. 6.1.) – comprende, oltre al diritto di esprimersi prima
che una decisione sia presa, di fornire prove sui fatti rilevanti per il
giudizio, di farsi rappresentare o assistere e di poter consultare gli atti, il
diritto di ottenere una decisione motivata.

 

                                         L’obbligo
di motivazione (art. 80 cpv. 2 prima frase CPP) impone di menzionare, almeno
brevemente, i motivi che hanno spinto l’autorità a decidere in un senso
piuttosto che nell’altro e di porre pertanto l’interessato nelle condizioni di
rendersi conto della portata del provvedimento e delle eventuali possibilità di
impugnazione presso un’istanza superiore, che deve poter esercitare il
controllo (decisione TF 6B_20/2017 del 6.9.2017 consid. 3.1.1.; ZK StPO – D.
BRÜSCHWEILER, op. cit., art. 80 CPP n. 2).

 

                                         Principio
che vale anche in materia di tassazione della nota professionale del difensore
d’ufficio: tale obbligo comporta che l’autorità di tassazione, qualora decida
sulla base di un elenco di spese presentato dal legale, indichi – se intende
discostarsene – almeno brevemente i motivi per cui ritiene certe operazioni ingiustificate
(decisioni TF 6B_1251/2016 del 19.7.2017 consid. 3.1.; 6B_329/2014 del
30.6.2014 consid. 2.2./2.4.; 6B_389/2013 del 26.11.2013 consid. 1.; 6B_502/2013
del 3.10.2013 consid. 3.4.; DTF 141 I 70 consid. 5.2.; decisioni TPF BB.2017.98
del 4.9.2017 consid. 2.1.; BB.2017.94 del 4.7.2017 consid. 4.1.; BB.2016.263
del 3.10.2016 consid. 2.3.; BB.2016.58 del 26.8.2016 consid. 5.1.; BB.2016.14
del 28.7.2016 consid. 6.1.).

 

 

                                   4.   4.1.

                                         La
procedura dibattimentale di primo grado è disciplinata agli art. 328 ss. CPP,
che regolamentano i compiti del giudice (rispettivamente, in determinati casi,
di chi dirige il procedimento), tra cui quello di pronunciarsi con sentenza –
al termine del procedimento penale, da condurre nel rispetto del principio di
celerità (art. 5 CPP) [che anche le autorità giudicanti devono ossequiare (decisioni
TF 6B_647/2017 del 10.8.2017 consid. 3.2.; 1B_103/2017 del 27.4.2017 consid.
3.2.)] – sulla colpevolezza dell’imputato, sulle sanzioni e sulle altre conseguenze
(art. 351 cpv. 1 CPP).

 

                                         Tra
le “altre conseguenze” di cui all’art. 351 cpv. 1 in fine CPP rientra
anche l’importo della retribuzione del difensore d’ufficio (art. 81 cpv. 3 lit.
a / cpv. 4 lit. b, 135 cpv. 2, 421 cpv. 1 e 422 cpv. 2 lit. a CPP), che deve
essere fissata al termine del procedimento penale nella sentenza di merito
(cfr. consid. 2.1.1.).

 

                                         Inoltre,
il giudice, se deve motivare la sentenza, la notifica entro sessanta giorni,
eccezionalmente entro novanta giorni, all’imputato e al pubblico ministero con
la motivazione completa e alle altre parti soltanto con i punti concernenti le
loro conclusioni (art. 84 cpv. 4 CPP). Si tratta di termini d’ordine, per cui
la loro eventuale inosservanza non tocca la validità del giudizio (decisione TF
6B_782/2017 del 9.8.2017 consid. 6.); la loro inosservanza potrebbe comunque
costituire indizio di una violazione del principio di celerità (decisioni TF
6B_870/2016 del 21.8.2017 consid. 4.1.; 6B_782/2017 del 9.8.2017 consid. 6.).

 

                                         4.2.

                                         4.2.1.

                                         Il
giudice deve esprimersi sulla retribuzione tenendo presente i compiti del difensore
d’ufficio in relazione all’imputato stesso.

 

                                         Si
deve anzitutto ricordare che l’imputato ha diritto ad un procedimento leale,
principio che deriva dall’obbligo delle autorità penali di trattare con equità
tutti i partecipanti al procedimento (art. 3 cpv. 2 lit. c CPP). All’imputato
deve dunque essere garantito il diritto ad una difesa effettiva (decisione TF
6B_172/2011 del 23.12.2011 consid. 1.3.1.; ZK StPO – W. WOHLERS, op. cit., art.
3 CPP n. 22), previsto peraltro dall’art. 6 cifra 3 lit. c CEDU.

 

                                         Lo
Stato ha quindi l’obbligo di assicurare una simile difesa, designando – qualora
ne siano dati i presupposti (art. 132 CPP) – un difensore d’ufficio, obbligato
ad assumere la difesa (art. 12 lit. g della legge federale sulla libera
circolazione degli avvocati).

 

                                         Si
deve poi aggiungere – come già anticipato (consid. 3.3.1.) – che il difensore
d’ufficio, pur essendo nominato dalle autorità penali e adempiendo un compito
di interesse pubblico, è vincolato unicamente agli interessi dell’imputato
(art. 128 CPP), di modo che deve procedere con la medesima diligenza di un
difensore di fiducia, svolgendo al meglio la difesa: deve perciò avere, pur senza
dimenticare che le sue prestazioni devono essere necessarie e proporzionali, un
margine di manovra per esaminare gli atti che potrebbero essere utili per il
patrocinio dell’imputato.

 

                                         Ne
discende dunque – come esposto più sopra al considerando 3.3.1. – che la
censura di avere effettuato operazioni superflue deve essere mossa al legale
con cautela. In caso contrario, infatti, all’imputato potrebbe essere messa in
pericolo rispettivamente non essere garantita una difesa effettiva, in
violazione dei diritti medesimi dell’imputato, in ragione delle restrizioni che
si potrebbe imporre il difensore per non vedersi poi rimproverato dal giudice
di avere presentato una nota professionale non corretta. Al legale d’ufficio
deve essere riconosciuto, in altre parole, un certo margine di apprezzamento
nell’impostazione degli atti di difesa.

 

                                         Il
procuratore pubblico rispettivamente il giudice interverranno quindi sulla nota
professionale soltanto qualora esista una sproporzione tra quanto esposto – con
riferimento a onorario e spese – e le esigenze per garantire una difesa effettiva,
tenuto presente – in ogni caso – il margine di apprezzamento del legale.

 

                                         Si
ricorda peraltro che giusta l’art. 3 cpv. 2 lit. a CPP le autorità penali si
attengono al principio della buona fede, da cui discende il divieto di
formalismo eccessivo, forma particolare del diniego di giustizia: esso è
realizzato quando la rigorosa applicazione delle regole procedurali non è
giustificata da alcun interesse degno di protezione, diviene fine a sé stessa,
complica in maniera insostenibile la realizzazione del diritto materiale o
l’accesso al tribunale (decisioni TF 6B_520/2016 del 18.5.2017 consid. 2.1.; 6B_901/2016 del 18.1.2017 consid.
3.2.1.; DTF 142 IV 299 consid. 1.3.2.; ZK StPO – W. WOHLERS, op. cit., art. 3
CPP n. 11).

 

                                         4.2.2.

                                         Questa
Corte, nel giudizio inc. 60.2016.15 del 14.4.2016 (consid. 4.1.), aveva ritenuto
che, per ragioni di economia procedurale, non dovevano essere esaminate le
decurtazioni delle note professionali pari o inferiori a cinque minuti, per cui
le prestazioni toccate dalle defalcazioni erano da riconoscere come esposte.

 

                                         Questa
scelta è confermata: decurtazioni di simile ristretta portata non possono
essere il frutto di un corretto esercizio del potere di apprezzamento, proprio
in considerazione della loro esiguità.

 

                                         In
senso analogo a questa Corte si era del resto già espresso anche il Consiglio
di moderazione con decisione 1.7.2002 (pubblicata sul Bollettino dell’Ordine degli
avvocati n. 24, mese di dicembre 2002, p. 38): “Certo, in regime di
assistenza giudiziaria si richiede all’avvocato anche stringatezza. D’altro
lato però il giudice della tassazione non deve defalcare a beneplacito. Se riduce
la durata di una prestazione, deve anche motivare la sua scelta in modo che il
Consiglio di moderazione possa seguire il suo ragionamento e valutare la
legittimità della decurtazione. Ridurre sistematicamente (o quasi) i colloqui
di 20, 100 anche (recte: 10 o anche) di 5 minuti solo perché il
patrocinatore ha operato in regime di assistenza giudiziaria non è ammissibile”.

 

 

                                   5.   5.1.

                                         Con
giudizio 8.5.2017 la Corte delle assise criminali ha approvato le note professionali
di data 13.3.2017, 28.4.2017 e 8.5.2017 dell’avv. RE 1 per la somma di CHF
6'455.00, di cui CHF 5’481.00 a titolo di onorario, CHF 584.00 a titolo di
spese e trasferte e CHF 390.00 a titolo di esborsi (dispositivo n. 20.1.).

 

                                         5.2.

                                         Il
reclamante postula che le note professionali 13.3.2017, 28.4.2017 e 8.5.2017
siano approvate secondo i considerandi e che i dispositivi n. 20.1. e n. 20.1.1.
della sentenza 8.5.2017 siano modificati nel senso che sono riconosciuti CHF
8'331.00.

 

                                         5.3.

                                         5.3.1.

                                         Ad
eccezione delle poste di cui si dirà successivamente, le prestazioni del legale
che hanno subito decurtazioni pari oppure inferiori a cinque minuti sono riconosciute
come esposte nelle relative note professionali, senza esame da parte di questa
Corte.

 

                                         Seguendo
questo criterio, ai minuti già ammessi dalla Corte, si devono dunque aggiungere
40 min, di cui +5 per “tel a polizia” (13.12.2016) [punto
21.2.a) della sentenza 8.5.2017 (di seguito sentenza)], +2 per “l da
pp” (20.12.2016) [punto 21.2.c) sentenza], +2 per “l da pp”
(28.12.2016) [punto 21.2e) sentenza], +2 per “fax a pp”
(10.1.2017) [punto 21.2.i) sentenza], +4 per “fax da pp”
(10.1.2017) [punto 21.2.j) sentenza], +2 per “fax da pp”
(11.1.2017) [punto 21.2.k) sentenza], +5 per “fax da direttore
carcere” (24.1.2017) [punto 21.2.p) sentenza], +5 per “fax da direttore
carcere” (26.1.2017) [punto 21.2.q) sentenza], +5 per ”l da Dr. __________”
(30.1.2017) [punto 21.2.r) sentenza], +3 per “l da PP”
(20.2.2017) [punto 21.2.s) sentenza], +5 per “l a PP per istanze
probatorie” (13.3.2017) [punto 21.2.u) sentenza].

 

                                         5.3.2.

                                         Per
quanto concerne le spese di trasferta è corretto, come ha reputato la Corte,
utilizzare l’ “indicatore delle distanze chilometriche da Bellinzona,
Lugano, Locarno”, di modo da considerare le stesse distanze per tutti i
legali d’ufficio [punto 21.1.a2) sentenza]. Secondo questo “indicatore”
la distanza Lugano-Cadro-Lugano, luogo, quest’ultimo, dove ha sede l’ufficio
legale dell’avv. RE 1 e dal quale si presume (per prassi) che origini la sua trasferta,
è pari a 12 km (6 km/tratta), per cui a ragione la Corte ha ridotto le spese
ritenendo una distanza di 12 km.

 

                                         Al
difensore d’ufficio deve essere retribuito anche il tempo di trasferta
(decisione TPF BB.2015.47 del 16.12.2015 consid. 4.5.). Questa Corte (decisioni
inc. 60.2014.26 del 2.6.2014
consid. 4.2.2.; inc. 60.2013.455 del
6.5.2014 consid. 3.5.; inc. 60.2011.204 del 5.7.2011 consid. 3.2.) ha riconosciuto il principio secondo cui,
nella tassazione della nota per prestazioni riferite a trasferte, si deve
considerare la situazione concreta in relazione alla praticabilità delle
strade: il tempo di percorrenza delle vie di transito ticinesi dipende infatti molto
dalla situazione del traffico, che muta in maniera importante a dipendenza del
giorno (feriale o festivo) e del momento della giornata (mattina, pomeriggio o
sera). Nell’esame dei tempi di percorrenza si deve tenere presente la
situazione concreta, valutando la plausibilità della durata delle tratte e non
operando una decurtazione standardizzata.

 

                                         Il
legale ha esposto diversi tempi di trasferta, dai 20 min ai 40 min a tratta per
la distanza ufficio-Cadro (La Farera). La Corte ha riconosciuto 15 min/tratta
[punto 21.1.a1) sentenza]. Ora, per tenere conto del traffico, appare corretto
aumentare di 5 min a tratta il dispendio ammesso: è evidentemente un tempo
medio, che equilibra i giorni di traffico con i giorni di meno traffico, quando
la tratta può essere percorsa in un tempo inferiore. Per le trasferte del
16.12.2016, del 22.12.2016, del 2.1.2017, del 9.1.2017, del 13.1.2017, del
27.2.2017 e del 18.4.2017 si riconoscono quindi, oltre a quanto già ammesso, +70
min (sette trasferte).

 

                                         5.3.3.

                                         Per
quanto riguarda l’onorario per gli interrogatori, il calcolo effettuato dalla
Corte è troppo rigoroso: si deve infatti considerare che le formalità di
entrata e di uscita dal carcere La Farera necessitano di un certo tempo, per
cui deve essere riconosciuto anche il dispendio orario concernente il disbrigo
di dette formalità, che può essere ipotizzato, per eccesso, in una quindicina
di minuti (senza necessità di richiamare dalle Strutture carcerarie la lista
delle entrate e delle uscite dal penitenziario La Farera).

 

                                         Oltre
a quanto accettato dalla Corte si riconosce il dispendio orario esposto non
approvato per quanto rientri nei citati 15 min (se maggiore, si riconoscono 15
min). Si ammettono quindi +50 min, di cui +15 per l’audizione del
16.12.2016 [punto 21.2.b) sentenza], +15 per l’interrogatorio del
2.1.2017 [punto 21.2.f) sentenza], +15 per le audizioni del 9.1.2017
[punti 21.2.g) e h) sentenza], +5 per gli interrogatori del 13.1.2017
[punto 21.2.m) sentenza].

 

                                         5.3.4.

                                         A
ragione la Corte ha riconosciuto 90 min per “colloquio con cliente” del
22.12.2016 [punto 21.2.d) sentenza], in luogo degli esposti 185 min. Ha
ritenuto che PI 1 fosse sostanzialmente reo confesso in una fattispecie
oltremodo semplice e per nulla complessa, per cui – pur tenuto conto della
presenza dell’interprete – 90 min apparivano equi e proporzionati alla
fattispecie. E’ in effetti ragionevole reputare che il primo colloquio serva al
legale per farsi un’idea della persona dell’imputato e per cominciare a
discutere delle accuse, segnatamente del modus operandi applicato, senza
necessità di trattare nel dettaglio tutti i fatti oggetto di inchiesta. Si
possono aggiungere +15 min per le formalità di entrata e di uscita dal carcere
(consid. 5.3.3.).

 

                                         5.3.5.

                                         La
posta “fax da PP” (17.1.2017) [punto 21.2.n) sentenza], pur trattandosi
di semplice comunicazione, viene riconosciuta in 5 min, ovvero +3 min
rispetto a quanto ammesso: al legale diligente è infatti richiesta una minima
valutazione per determinare se il tenore dello scritto del magistrato
inquirente sia corretto.

 

                                         5.3.6.

                                         La
posta “l da pp” (19.1.2017) [punto 21.2.o) sentenza] viene ammessa in 5
min, ovvero +2 min rispetto a quanto approvato: anche in questo caso il
legale diligente doveva esaminare se lo scritto fosse corretto, tanto più che
si trattava di una decisione impugnabile con reclamo, come indicato nel decreto
stesso.

 

                                         5.3.7.

                                         Per
le prestazioni “chiusura dell’istruzione” (8.3.2017) [punto 21.2.t)
sentenza] e “l a PP per istanze probatorie” (13.3.2017) [punto 21.1.u)
sentenza] si possono riconoscere complessivamente 20 min (+12 rispetto a
quanto ammesso dalla Corte): il legale diligente, oltre che verificare la
correttezza della comunicazione, doveva esaminare e valutare eventuali prove da
proporre.

                                         5.3.8.

                                         Al
punto 21.1.b) sentenza la Corte ha indicato che alcuni scritti [del 10.1.2017
(AI 47), del 28.4.2017 (doc. TPC 34) e del 6.5.2017 (doc. TPC 39)] erano stati
accompagnati da fogli di trasmissione, che – ricordato come in base alla
vigente giurisprudenza non erano da rimunerare interventi oltre lo stretto necessario
– erano totalmente inutili: il relativo onorario non poteva di conseguenza
essere preso in considerazione nel computo del tempo necessario per la
redazione delle lettere in questione.

 

                                         La
Corte delle assise criminali ha dunque dedotto 2 min per lo scritto 10.1.2017
[punto 21.2.i) sentenza]. Questa Corte ha riconosciuto 10 min per lo scritto in
quanto tale, senza considerare la lettera accompagnatoria, effettivamente
inutile (consid. 5.3.1.)

 

                                         Per
quanto concerne gli scritti del 28.4.2017
(doc. TPC 34) e del 6.5.2017 (doc. TPC 39) non si comprende se ed in che modo
siano stati ammessi dalla Corte: la sentenza non sembra discuterne [a
differenza dello scritto 10.1.2017 al punto 21.2.i)].

 

                                         Si
giustifica in ogni caso riconoscerli come esposti: +10 min per “l a
trib per nota pre processo” e +5 min per “telefax a trib per
spese traduzione”, rilevato che il dispendio orario ammesso è relativo soltanto
agli scritti, non ai fogli accompagnatori, superflui.

 

                                         5.3.9.

                                         Per
quanto concerne “lettura incarto” (6.5.2017) e “preparazione arringa”
(7.5.2017), esposte per 350 min e riconosciute per 180 min [punto 21.4.a) sentenza],
sono ammesse per 230 min (+50 min): il legale, anche se PI 1 era reo
confesso, doveva – quale patrocinatore diligente, che doveva assicurare una difesa
effettiva all’imputato, deferito davanti ad una Corte delle assise criminali –
confrontarsi con gli atti e difendere, al meglio, il suo patrocinato,
segnatamente per quanto riguardava i temi (aggravanti) della commissione dei
reati per mestiere e in banda e la commisurazione della pena. Ciò che giustifica
detto dispendio.

 

                                         5.4.

                                         In
aggiunta alla somma ammessa nel giudizio 8.5.2017 dalla Corte [CHF 6'455.00, di
cui CHF 5’481.00 a titolo di onorario, CHF 584.00 a titolo di spese e trasferte
e CHF 390.00 a titolo di esborsi (dispositivo n. 20.1.)], si riconosce l’importo
di CHF 771.00 di onorario [257 min a CHF 180.00/ora (40 min, consid.
5.3.1.; 70 min, consid. 5.3.2.; 50 min, consid. 5.3.3.; 15 min, consid. 5.3.4.;
3 min, consid. 5.3.5.; 2 min, consid. 5.3.6.; 12 min, consid. 5.3.7.; 15 min,
consid. 5.3.8.; 50 min, consid. 5.3.9.)].

                                         Le
note 13.3.2017, 28.4.2017 e 8.5.2017 dell’avv. RE 1 sono approvate per CHF 7'226.00,
di cui CHF 6'252.00 di onorario, CHF 584.00 di spese e trasferte e CHF 390.00
di esborsi.

 

 

                                   6.   Il
gravame è parzialmente accolto. Non si prelevano tassa di giustizia e spese. Lo
Stato della Repubblica e del Cantone Ticino rifonderà al reclamante, parzialmente
vincente, adeguate ripetibili.

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 135, 379 ss. e 393 ss. CPP e ogni
altra disposizione applicabile,

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il
reclamo è parzialmente accolto. Di conseguenza:

 

 

                                    §   Il
dispositivo n. 20.1. della sentenza 8.5.2017 della Corte delle assise criminali
(inc. TPC 72.2017.54) è riformato nel senso che:

 

                                         Le
note professionali del 13.3.2017, del 28.4.2017 e dell’8.5.2017 dell’avv. RE 1,
__________, sono approvate per:

 

                                         onorario                         CHF  
6’252.00

                                         spese
e trasferte          CHF     584.00

                                         esborsi                           CHF    
390.00

                                         totale                              CHF  
7'226.00

 

 

                                 §§   Il
dispositivo n. 20.1.1. della sentenza 8.5.2017 della Corte delle assise
criminali (inc. TPC 72.2017.54) è riformato nel senso che: 

 

                                         PI
1 è tenuto a rimborsare allo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino
l’importo di CHF 7'226.00 non appena le sue condizioni economiche glielo permettano
(art. 135 cpv. 4 CPP).

 

 

 

                                   2.   Non
si prelevano tassa di giustizia e spese. Lo Stato della Repubblica e del Cantone
Ticino rifonderà all’avv. RE 1, __________, CHF 800.-- (ottocento) a titolo di
ripetibili.

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali
e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione
della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al
Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

                                      

 

 

Per la Corte dei reclami penali

 

Il presidente                                                          La
cancelliera