# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3a1c9ec6-6eb7-52c5-847b-e83852a00223
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2018-12-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.12.2018 D-6767/2018
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6767-2018_2018-12-07.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6767/2018, D-6772/2018 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  7  d i c e m b r e  2 0 1 8  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione della giudice Jeannine Scherrer-

Bänziger;  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), e la figlia 

B._______, nata il (…), 

Georgia, 

ricorrenti,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito / assenza di domanda ai sensi 

della LAsi) ed allontanamento;  

decisioni della SEM del 22 novembre 2018 / N (…) e  

N (…). 

 

 

 

D-6767/2018, D-6772/2018 

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Visto: 

le domande d’asilo del (…) ottobre 2018 che A._______ (cfr. atto A2/2) 

rispettivamente la figlia B._______ (cfr. atto A2/2) hanno presentato in 

Svizzera, 

i verbali relativi alle audizioni federali di A._______ del (…) novembre 2018 

(cfr. atto A10/11; di seguito: verbale 1[…]) e del (…) novembre 2018 (cfr. 

atto A16/10; di seguito: verbale 2[…]), con i mezzi di prova a sostegno della 

sua domanda d’asilo (cfr. atti A8 e A9), 

il verbale dell’audizione sulle generalità di B._______ del 

(…) novembre 2018 (cfr. atto A9/10; di seguito: verbale 1[…]) ed il verbale 

dell’audizione sui motivi d’asilo della stessa del (…) novembre 2018 (cfr. 

atto A12/7; di seguito: verbale 2[…]), con i mezzi di prova presentati a 

sostegno della domanda d’asilo (cfr. atto A8), 

le separate decisioni della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: 

SEM) del 22 novembre 2018, notificate alle richiedenti il medesimo giorno 

(cfr. avvisi di notifica e di ricevuta; atto A20/1 e atto A17/1), con le quali la 

predetta autorità non è entrata nel merito delle loro domande d’asilo in 

applicazione dell’art. 31a cpv. 3 della legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) in 

combinato disposto con l’art. 18 LAsi, altresì pronunciando il loro 

allontanamento dalla Svizzera e l’esecuzione dello stesso in quanto 

ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile, 

il ricorso unico del 28 novembre 2018 (cfr. timbro del plico raccomandato; 

data d’entrata: 29 novembre 2018), presentato da entrambe le interessate 

al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) avverso le 

predette decisioni, con cui le insorgenti hanno postulato l’annullamento 

della decisione di non entrata nel merito impugnata, contestualmente 

presentando una domanda di assistenza giudiziaria, nel senso 

dell’esenzione dal versamento dell’anticipo a copertura delle presumibili 

spese processuali, con protesta di spese e ripetibili, 

la ricezione degli incarti originali della SEM da parte del Tribunale in data 

3 dicembre 2018, 

i fatti del caso di specie che, se necessario, verranno ripresi nei 

considerandi che seguono, 

 

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e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF in quanto LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che, fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, 

in virtù dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 

dell’art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF, 

che segnatamente, le decisioni rese dalla SEM in materia d’asilo possono 

essere contestate dinnanzi al Tribunale, la quale statuisce allora 

definitivamente, salvo quelle che concernono persone contro le quali è 

pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno 

abbandonato in cerca di protezione (art. 33 lett. d LTAF, applicabile per rinvio 

dell’art. 105 LAsi, e art. 83 lett. d cifra 1 LTF), eccezione non realizzata in 

specie,  

che presentato tempestivamente contro delle decisioni di non entrata nel 

merito della SEM (art. 108 cpv. 2 LAsi), il ricorso è di principio ammissibile 

sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a – c e 52 cpv. 1 PA, 

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, 

che innanzitutto il Tribunale rileva che, qualora le impugnative concernono 

fatti di uguale o simile natura e pongono gli stessi o simili termini di diritto, 

quandanche presentate separatamente, per economia processuale può 

essere giustificata la congiunzione delle cause a qualsiasi stadio della 

causa e la pronuncia di una sola sentenza (cfr. 

MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungs- 

gericht, 2a ed. 2013, n. 3.17, pag. 144 seg.), 

che nella presente disamina, i fatti alla base delle domande d’asilo delle 

ricorrenti risultano essere di simile natura e pongono simili quesiti giuridici, 

oltreché le insorgenti hanno presentato al Tribunale un unico ricorso contro 

le due separate decisioni della SEM, 

che pertanto appare giudizioso congiungere le procedure, 

che proseguendo, il ricorso presentato, risultando manifestamente 

infondato, ai sensi dei motivi che seguono, è deciso dal giudice unico, con 

l’approvazione di una seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione 

è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

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che ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scritti, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la 

violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5), 

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 

argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che nel corso delle audizioni federali, A._______, ha dichiarato per quanto 

qui di rilievo, di essere cittadina georgiana, con ultimo domicilio presso i 

suoi genitori a C._______, D._______ (cfr. verbale 1[…], pag. 3 seg.); che 

a seguito dell’insorgere di problematiche valetudinarie dovute all’(…) di cui 

soffrirebbe dall’età di (…) anni, non avrebbe mai lavorato; che dal (…) 

riceverebbe degli aiuti statali pari a (…) Lari georgiani (GEL) mensili oltre 

alle medicine di cui necessita gratuitamente; che inoltre sarebbe stata 

riconosciuta quale invalida di secondo grado e sarebbe stata aiutata 

finanziariamente anche dai genitori e dalla figlia (cfr. verbale 1[…], p.to 

1.17.04 segg., pag. 3 segg.; verbale 2[…], D28 segg., pag. 4 segg. e D52, 

pag. 6), 

che circa i suoi motivi d’asilo, ha asserito di aver lasciato legalmente la 

Georgia il (…) ottobre 2018 unitamente alla figlia (cfr. verbale 1[…], p.to 

5.01 segg., pag. 5 seg.), principalmente poiché vorrebbe essere curata 

dalla sua malattia in Svizzera, cure che non potrebbe permettersi in 

Georgia a causa delle sue problematiche finanziarie; che inoltre, a causa 

della sua situazione valetudinaria, non potrebbe trovare un lavoro in patria 

e sostenere parimenti finanziariamente la figlia, segnatamente per gli studi 

universitari (cfr. verbale 1[…], p.to 7.01 segg., pag. 6 seg.; verbale 2[…], 

D28 segg., pag. 4 segg.), 

che dal canto suo, B._______ ha asserito essere di nazionalità georgiana, 

con ultimo domicilio a C._______ (Georgia; cfr. verbale 1[…], p.to 1.08 

segg., pag. 3 seg.); che prima di espatriare il (…) ottobre 2018 con la 

madre, avrebbe vissuto a E._______, dove frequentava l’Università e 

lavorava stagionalmente quale (…) (cfr. verbale 1[…], p.to 1.17.04 segg., 

pag. 3 seg.; verbale 2[…], D12 segg., pag. 3 seg.), 

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che nel marzo del 2018 ella avrebbe interrotto gli studi universitari per 

motivi economici, in precedenza finanziati con i proventi del suo lavoro e 

con dei prestiti bancari contratti dalla madre (cfr. verbale 2[…], D19 segg., 

pag. 3 seg.), 

che la richiedente sarebbe espatriata dal suo Paese d’origine per 

accompagnare la madre, la quale soffre di (…), malattia che non potrebbe 

essere guarita in Georgia (cfr. verbale 1[…], p.to 7.01 seg, pag. 6; verbale 

2[…], D10 segg., pag. 3 segg.); che ella desidererebbe inoltre proseguire 

in Svizzera i suoi studi universitari (cfr. verbale 1[…], p.to 7.01, pag. 6), 

che ella ha inoltre dichiarato di non avere avuto alcun problema con le 

autorità georgiane o con terze persone (cfr. verbale 1[…], p.to 7.02, pag. 6); 

che infine, nel caso di un suo rientro in Georgia, ella teme di dover restituire 

i debiti contratti per poter continuare gli studi (cfr. verbale 2[…], D31, 

pag. 4), 

che nella decisione impugnata da A._______, l’autorità inferiore ha 

anzitutto rilevato che ella non avrebbe presentato una domanda d’asilo ai 

sensi dell’art. 18 LAsi, in quanto non avrebbe dichiarato di essere oggetto 

di persecuzioni ex art. 3 LAsi o 3 CEDU; che invero ella avrebbe deciso di 

espatriare e di chiedere asilo alla Svizzera, per tentare di ottenere le 

migliori cure possibili in territorio elvetico; che tuttavia, tali difficoltà mediche 

di trovare una cura definitiva alla sua malattia, non rappresenterebbe 

alcuna forma di persecuzione rilevante, 

che oltracciò, i mezzi di prova da lei prodotti a sostegno della sua domanda 

d’asilo, confermerebbero la conclusione della SEM e dimostrerebbero 

inoltre che la richiedente avrebbe avuto accesso in Georgia alle opportune 

strutture sanitarie e ad un’adeguata assistenza, per la maggior parte 

gratuitamente, 

che infine la Segreteria di Stato ritiene che non vi sarebbero segnatamente 

motivi personali ostativi all’esecuzione dell’allontanamento dell’insorgente 

in Georgia, in quanto una volta rientrata in Patria, ella potrebbe 

nuovamente beneficiare dell’accesso alle strutture sanitarie pubbliche per 

la cura della sua malattia, nonché della rendita d’invalidità; che inoltre ella 

non potrebbe essere definita indigente, e potrebbe comunque contare su 

una buona rete familiare per sopperire ai suoi bisogni primari, 

che nella querelata decisione di B._______, l’autorità inferiore ha in primo 

luogo denotato non sussistere una domanda d’asilo ai sensi dell’art. 18 

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LAsi, in quanto ella sarebbe espatriata unicamente per accompagnare la 

madre e per motivi economici, 

che in merito all’esecuzione dell’allontanamento della medesima, la SEM 

ha inoltre rilevato che non vi sarebbero dei motivi ostativi al rinvio della 

ricorrente nel suo Paese d’origine, ove in particolare quest’ultima potrebbe 

riprendere a lavorare ed a studiare, come già fatto in passato; che invero 

l’interruzione dei suoi studi sarebbe coinciso con il desiderio di permettere 

alla madre di impiegare il denaro per finanziare il viaggio in Svizzera, per 

tentare di ottenere delle cure migliori per quest’ultima, pur non sapendo se 

tali cure esistessero effettivamente, e non da una situazione di urgenza, 

che nel proprio gravame, le ricorrenti avversano la valutazione dell’autorità 

inferiore chiedendo di entrare nel merito delle loro domande d’asilo; che 

invero, prevalendosi del suo stato di salute precario (diagnosi di […] con 

disturbi fisici collaterali quali […]) e ritenendo che il programma di cure 

universale introdotto in Georgia da parte dello Stato abbia presentato 

diverse lacune e problematiche che si sarebbero ripercosse sulla salute e 

sulle finanze della popolazione, A._______ avrebbe il timore di non essere 

curata correttamente in Georgia e pertanto che in futuro il suo stato di 

salute possa peggiorare, 

che ai sensi dell’art. 31a cpv. 3 LAsi, la SEM non entra nel merito della 

domanda se non sono soddisfatte le condizioni di cui all’art. 18 LAsi; che 

questa disposizione si applica segnatamente se la domanda d’asilo è 

presentata esclusivamente per motivi economici o medici, 

che giusta l’art. 18 LAsi, è considerata domanda d’asilo ogni dichiarazione 

con cui una persona manifesta di voler ottenere dalla Svizzera una 

protezione contro le persecuzioni ai sensi dell’art. 3 LAsi, 

che sono rifugiate le persone che, nel paese di origine o di ultima 

residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, 

religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o 

per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere 

esposte a tali pregiudizi (art. 3 LAsi); che tale definizione di rifugiato, così 

come stabilita all’art. 3 cpv. 1 LAsi, è esaustiva, nel senso che esclude tutti 

gli altri motivi, suscettibili di condurre una persona a lasciare il proprio 

paese di origine o di residenza, quali per esempio le difficoltà derivanti da 

una situazione di crisi socio-economica (povertà, condizioni di vita precarie, 

difficoltà a trovare un impiego o un alloggio, redditi insufficienti) o dalla 

disorganizzazione, o dalla mancanza di infrastrutture o da problemi 

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analoghi, ai quali ogni persona, nel paese in questione, può essere 

confrontata, 

che di conseguenza, le domande di protezione fondate unicamente sulla 

situazione personale del richiedente l’asilo, in assenza di agenti esterni di 

persecuzione, non soddisfano tali condizioni, 

che, per contro, sono compresi nella nozione di persecuzione, ai sensi 

dell’art. 18 LAsi, in senso lato, non soltanto i seri pregiudizi previsti all’art. 3 

LAsi (qualità di rifugiato), ma ugualmente gli ostacoli all’esecuzione 

dell’allontanamento di cui all’art. 44 LAsi (cfr. DTAF 2011/8 consid. 4.2 e 

relativi riferimenti), 

che nella presente fattispecie, come ha rettamente ritenuto l’autorità di 

prime cure, le dichiarazioni delle interessate fondanti le loro domande 

d’asilo, non risultano manifestamente adempiere le condizioni di cui alla 

predetta disposizione, 

che le problematiche allegate dalle insorgenti relative alle loro difficoltà 

economiche e mediche nel loro Paese d’origine, non costituiscono una 

persecuzione ai sensi dell’art. 3 LAsi, poiché inerenti alla situazione 

economica generale ed al sistema di salute in Georgia,  

che invero le medesime sarebbero espatriate unicamente per ottenere 

delle cure migliori per A._______, rispetto a quelle già prodigatele in Patria 

e per motivi economici (cfr. verbale 1[…], p.to 7.01 segg., pag. 6 seg.; 

verbale 2[…], D28 segg., pag. 4 segg.; verbale 1[…], p.to 7.01 seg., pag. 6; 

D10 segg., pag. 3 segg.); che tali cure, di cui avrebbero soltanto sentito 

parlare, senza alcuna certezza e fondamento, non potrebbero 

permettersele in Georgia per motivi finanziari (cfr. verbale 2[…], D33 segg., 

pag. 5; verbale 1[…], p.to 7.02, pag. 6), 

che oltracciò, il timore dell’insorgente esposto nel gravame in modo 

generico, di non essere stata curata adeguatamente in Georgia e che in 

futuro il suo stato di salute possa peggiorare, non risulta fondato su alcun 

elemento della benché minima consistenza, 

che invero, nel suo caso specifico, ella ha sempre ottenuto nel Paese 

d’origine le terapie necessarie atte alla cura della sua malattia e dispone 

gratuitamente dei medicinali (cfr. verbale 1[…], p.to 7.02, pag. 6 e p.to 8.02, 

pag. 7; verbale 2[…], D28 segg., pag. 4 segg.); che inoltre in Georgia è 

stata riconosciuta quale invalida con una disabilità “significativa”, 

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beneficiando di una rendita mensile di (…) GEL (cfr. verbale 1[…], p.to 

7.02, pag. 6; verbale 2[…], D42 seg., pag. 5 seg.); che tali circostanze sono 

d’altronde pure confermate dalla documentazione prodotta dalla ricorrente 

a sostegno della sua domanda d’asilo (cfr. atto A8), 

che neppure il desiderio di B._______ di proseguire eventualmente in 

Svizzera i suoi studi universitari, come pure il suo timore di dover restituire 

i debiti contratti in patria per proseguire gli studi, non rientrando nella 

definizione di persecuzione per i motivi esaustivi esposti all’art. 3 LAsi, non 

risultano pertinenti, 

che alla luce di quanto sopra, per quanto riguarda la non entrata in materia 

nelle domande d’asilo delle richiedenti, vi sono pertanto da confermare le 

decisioni dell’autorità inferiore, 

che se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM 

pronuncia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina 

l’esecuzione; che tiene però conto del principio dell’unità della famiglia 

(art. 44 LAsi), 

che le insorgenti non adempiono le condizioni in virtù delle quali l’autorità 

di prime cure avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare il loro 

allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché 

art. 32 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali 

dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. anche: DTAF 2013/37 

consid. 4.4; 2011/24 consid. 10.1), 

che il Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia 

dell’allontanamento delle interessate, 

che giusta l’art. 83 cpv. 1 della Legge federale sugli stranieri del 

16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) – al quale rinvia l’art. 44 LAsi – la SEM 

dispone l’ammissione provvisoria dello straniero se l’esecuzione 

dell’allontanamento o dell’espulsione non è possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), 

ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) o ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 

LStr), 

che tali condizioni sono alternative, nel senso che in caso di non 

adempimento d’una di queste condizioni, l’autorità inferiore dispone 

l’ammissione provvisoria (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 1 e 7 LStr), 

che in particolare, ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStr, l’esecuzione può non 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di 

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provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in 

seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o 

emergenza medica, 

che per quanto concerne le persone in trattamento medico in Svizzera, 

l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile nella misura in cui, nel 

caso di rientro nel loro paese d’origine o di provenienza, potrebbero non 

ricevere le cure essenziali che garantiscano loro delle condizioni minime 

d’esistenza; che per cure essenziali, si intende le cure di medicina generale 

e d’urgenza assolutamente necessarie alla garanzia della dignità umana 

(cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3), 

che l’art. 83 cpv. 4 LStr, non può invece essere interpretato quale norma 

che comprenderebbe un diritto di soggiorno lui stesso indotto da un diritto 

generale di accesso in Svizzera a delle misure mediche tendenti al 

recupero della salute o a mantenerla, per il semplice motivo che 

l’infrastruttura ospedaliera o le regole dell’arte medica nel paese d’origine 

o di destinazione dell’interessato, non raggiungono lo standard elevato 

elvetico (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati), 

che se le cure necessarie possono essere assicurate nel paese d’origine 

del richiedente, all’occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti 

in Svizzera, l’esecuzione dell’allontanamento in tale Paese sarà 

ragionevolmente esigibile; che invece non lo sarà più, ai sensi della 

disposizione precitata se, in ragione dell’assenza di possibilità di 

trattamento adeguato, lo stato di salute dell’interessato si degraderebbe 

così rapidamente al punto da condurlo in maniera certa alla messa in 

pericolo concreta della sua vita o ad un pregiudizio serio, durevole e 

notevolmente più grave della sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50 

consid. 8.3 con riferimenti citati), 

che nella fattispecie, sia dalle dichiarazioni delle ricorrenti, che dalle 

certificazioni mediche agli atti, lo stato di salute di A._______, che soffre di 

una diagnosi di (…), con (…) (con una frequenza da ogni […] mesi ad ogni 

[…] mesi), disturbi all’(…) e (…) (cfr. verbale 1[…], p.to 1.17.04, pag. 4; 

verbale 2[…], D29 segg., pag. 4 segg.; doc. 2 e doc. 3 sub. atto A8), risulta 

essere stabile e non presenterebbe una gravità tale da necessitare di cure 

essenziali o di una presa in carico medica particolarmente importante che 

non potrebbe essere proseguita in Georgia, come ha fino ad ora già 

beneficiato la ricorrente in Patria, o che possa occasionare una messa in 

pericolo concreta della vita o della salute della richiedente in caso di un suo 

ritorno in tale Paese, 

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che difatti, il trattamento medicamentoso che segue la ricorrente per la sua 

patologia, nonché le eventuali cure e trattamenti necessari alla stessa, 

potranno essere proseguiti in futuro, rispettivamente effettuati, anche nel 

Paese d’origine (cfr. verbale 1[…], p.to 7.01, pag. 6; verbale 2[…], D28 

segg., pag. 4 segg.), la quale è tra l’altro già in cura ed assistita da diversi 

medici in Georgia, in particolare da un neurologo (cfr. verbale 1[…], p.to 

8.02, pag. 7; doc. 3 prodotto sub atto A8), 

che le evenienze presentate dalle insorgenti, più che all’urgenza di un 

trattamento medico diverso da quello già ricevuto in Patria, per il quale non 

vi è alcuna certezza in merito alle possibilità fattive in Svizzera e riguardo 

ad un eventuale successo medico nel caso della ricorrente (cfr. verbale 

1[…], p.to 7.01, pag. 6; verbale 1[…], p.to 7.02, pag. 6), sembrano 

riconducibili piuttosto alle loro asserite difficoltà economiche nel loro Paese 

d’origine (cfr. verbale 1[…], p.to 7.01, seg., pag. 6; verbale 2[…], D28 

segg., pag. 4 segg.; verbale 2[…], D23 segg., pag. 4 segg.), che però non 

risultano elementi ostativi all’esecuzione del loro allontanamento, 

che invero, malgrado le asserite problematiche finanziarie, A._______, può 

contare anche in futuro in Georgia, sia su una rete sociale stabile – in 

particolare sui genitori presso i quali risiedeva – sia sugli aiuti economici 

già erogati a suo favore nel suo Paese d’origine, in particolare la rendita 

d’invalidità ed i prestiti bancari (cfr. verbale 1[…], p.to 1.17.04, pag. 3 seg. 

e p.to 7.02, pag.6; verbale 2[…], D5 segg., pag. 2 segg.), 

che ad uguale conclusione si giunge per quanto attiene B._______, che 

potrà riprendere come in futuro la sua attività lavorativa e contare sul 

sostegno della madre ed i parenti presenti in loco per soddisfare i suoi 

bisogni primari (cfr. verbale 1[…], p.to 1.17.04 segg., pag. 3 segg.; verbale 

2[…], D12 segg., pag. 3 seg.), 

che inoltre, ai sensi dell’art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi e degli art. 73 segg. 

dell’Ordinanza 2 sull’asilo relativa alle questioni finanziarie 

dell’11 agosto 1999 (OAsi 2, RS 142.312), le insorgenti potranno, se del 

caso, richiedere alla Svizzera un aiuto al ritorno quale sostegno finanziario 

per facilitare la loro integrazione o assicurare la loro assistenza medica per 

un periodo limitato nel Paese d’origine, 

che visto tutto quanto sopra, l’esecuzione dell’allontanamento delle 

interessate, risulta essere ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr in 

relazione con l’art. 44 LAsi), 

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che infine, dalle insorgenze di causa, nulla pare permettere di considerare 

che l’autorità inferiore avrebbe ritenuto erroneamente ammissibile e 

possibile l’esecuzione dell’allontanamento delle ricorrenti (art. 83 cpv. 2 – 

3 LStr; DTAF 2008/34 consid. 12), 

che di conseguenza, anche in materia di esecuzione dell’allontanamento, 

le decisioni della SEM vanno confermate, 

che alla luce di tutto quanto sopra, con le decisioni impugnate l’autorità di 

prime cure non ha violato il diritto federale né abusato del suo potere 

d’apprezzamento ed inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto 

i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); altresì, per quanto 

censurabili, le decisioni non sono inadeguate (art. 49 PA), 

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di 

esenzione dal pagamento di un anticipo equivalente alle presunte spese 

processuali, esposta nel gravame dalle ricorrenti, risulta priva d’oggetto, 

che visto l’esito delle procedure, le spese processuali di CHF 950.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico delle ricorrenti (art. 63 

cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 

21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]),  

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF), 

(dispositivo alla pagina seguente) 

D-6767/2018, D-6772/2018 

Pagina 12 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Le procedure D-6767/2018 e D-6772/2018 sono congiunte. 

2.  

Il ricorso, presentato congiuntamente da A._______ e B._______, è 

respinto. 

3.  

Le spese processuali di CHF 950.–, sono poste a carico delle ricorrenti. 

Tale ammontare dev’essere versato alla cassa del Tribunale 

amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di 

spedizione della presente sentenza.  

4.  

Questa sentenza è comunicata alle ricorrenti, alla SEM e all’autorità 

cantonale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

Data di spedizione: