# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e3850968-95be-5299-a112-886e64701d66
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-01-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 02.01.2003 INC.2002.20702
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2002-20702_2003-01-02.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2002.20702

  	
  Lugano

  2 gennaio 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Claudio Lepori

  
	
   

  Visto il reclamo presentato il 17 aprile 2002, presentato
  dalla

  
						

 

 

	
   

  	
  __________ patrocinata dall'avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  contro l'ordine di perquisizione e sequestro con divieto
  di informare gli interessati emanato il 10 aprile 2002 dalla Procuratrice
  pubblica avv. Claudia Solcà nel procedimento pendente contro __________, __________
  per titolo di appropriazione indebita e altri reati;

  

 

 

viste le osservazioni 29 aprile
2002 della magistrata inquirente, che postula la reiezione del reclamo;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto e considerato

 

 

in fatto:

 

 

A.

 

 

Nei confronti di __________ è pendente
procedimento penale per titolo di appropriazione indebita, amministrazione
indebita aggravata subordinatamente semplice, falsità in documenti e
riciclaggio di denaro, per avere nelle sue attività di fiduciario malversato
fondi di clienti e dirottato anche a proprio favore somme di denaro importate
clandestinamente, rispettivamente - come all'ordine impugnato - per "reati
commessi in danno di clienti che hanno conferito mandato di gestione del loro
patrimonio alle società dove ha lavorato e da lui gestiti personalmente, nonché
per avere compiuto atti suscettibili di vanificare l'accertamento dell'origine,
il ritrovamento e la confisca di valori patrimoniali sapendo o dovendo
presumere che provenivano da crimini commessi da terze persone".

In questo contesto la
Procuratrice pubblica ha emanato diversi ordini di perquisizione e di sequestro
bancari, anche con divieto di dare informazione del provvedimento a terzi, tra
i quali evidentemente e principalmente i titolari o comunque aventi diritto ai
relativi conti e averi, in applicazione dell'art. 161 cpv. 7 CPP: per quanto
qui concerne si tratta della decisione del 10 aprile 2002, che cita
espressamente, oltre all'accusato, altri nominativi di cittadini __________,
per i quali è richiesta l'identificazione delle relazioni a partire dal 1.
gennaio 1999, con il sequestro di ogni avere e la trasmissione della relativa
documentazione. E si ricorda che lo stesso giorno la magistrata inquirente
aveva disposto identico provvedimento nei confronti di "tutti gli istituti
bancari del Cantone Ticino" né risultano in proposito impugnative, ma
più o meno puntuale esecuzione, con successivi tempestivi dissequestri di quei
conti risultati estranei al procedimento (v. in particolare gli atti sub C
dell'inc. MP __________).

 

 

 

B.

 

 

L'istituto reclamante contesta
unicamente il divieto di informare, che si rivela gravemente lesivo del diritto
di essere sentito, per rapporto alla limitata possibilità di impugnativa
riservata ad una banca, e che sarebbe proponibile solo al cospetto di
preminenti motivi di interesse pubblico o di circostanze eccezionali, come a
giurisprudenza e dottrina. Nel presente caso la Procuratrice pubblica ha
formulato solo delle ipotesi di reato senza proporre un'accresciuta
motivazione, voluta per l'eccepito divieto, per cui - in uno con la domanda
preliminare di accesso agli atti e successiva facoltà di replica - nel merito
viene postulato l'annullamento del divieto di informare gli interessati
dell'emanazione del provvedimento di perquisizione e di sequestro, che potrà
assumere efficacia solo alla sua crescita in giudicato nei confronti appunto di
quegli interessati.

 

La Procuratrice pubblica, nel
postulare la reiezione del reclamo, osserva preliminarmente che non vi sono
parti lese da reato di riciclaggio, che vuole proteggere l'amministrazione
della giustizia e non il patrimonio dei singoli: d'altro canto la Banca __________
non è parte al procedimento, per cui non può avere accesso agli atti, facoltà
peraltro negata alle parti civili e parzialmente anche allo stesso accusato,
data la particolarità della fattispecie inquisita. Per quanto concerne notizie
sui contenuti del procedimento, è sufficiente che l'istituto reclamante - oltre
alla conoscenza dei capi di imputazione mossi a __________ - sappia che "svariate
relazioni bancarie, presso più banche svizzere, a suo nome [dell'accusato] e/o
di clienti, sono state utilizzate anche per depositare e far transitare
proventi illeciti di crimini commessi da terze persone all'estero, non si sa
ancora con quale consapevolezza dei clienti stessi". Maggiori notizie
sull'avvenuta perquisizione e sequestro potrebbero nuocere all'inchiesta e
compromettere seriamente le indagini, consentendo agli interessati di
intervenire su altri qui ignoti conti di collegamento, anche spostando beni
destinati alla confisca. La Banca __________ dovrebbe inoltre rispettare l'art.
9 LRD, per cui "mal si comprende" che "cavilli sul
divieto o meno di informare i clienti quando rischia di non ottemperare
addirittura ad un suo obbligo legale di segnalazione".

 

 

 

e considerando

 

 

 

 

in diritto:

 

 

 

1.

 

 

In quanto diretto contro
contenuti dell'ordine di perquisizione e sequestro il reclamo è tempestivo e
prodotto da terzo con un interesse legittimo, per cui è ricevibile in ordine,
secondo gli art. 280 e rel CPP. Limitato ad una disposizione del decreto 10
aprile 2002, quella appunto che fa divieto di informare, mentre non sono stati
contestati perquisizione e sequestro come tali, non occorrerà entrare in
discussione sulla loro pertinenza, peraltro data, come altrimenti già costatato
da questo giudice.

Irricevibile è per contro la
domanda di accesso agli atti, che avrebbe dovuto essere indirizzata in prima
sede alla Procuratrice pubblica e poi semmai dedotta con reclamo in questa
sede. Abbondanzialmente si annota che vanno condivise le obiezioni proposte
dalla magistrata inquirente in proposito, anche poi per l'esito complessivo
della presente impugnativa.

 

 

 

2.

 

 

L’art. 161 cpv. 7 CPP consente di
ordinare al detentore dell’oggetto del sequestro di non rendere noto a quanti
ne sono concretamente colpiti il provvedimento o le sue cause, “quando ciò
sia richiesto da importanti ragioni di inchiesta”.

Questo istituto (v. decisione 5
aprile 1996 in re F.M., GIAR 1093.93.21, massimata in REP 1996 n. 109) è stato
introdotto con la revisione totale del CPP entrata in vigore il 1. gennaio
1996, siccome derivato dalla corrispondente proposta del Messaggio dell’11
marzo 1987, che ne ha dato la seguente motivazione (pag. 144, ad art. 120 nota
6):

 

“ E’ stato osservato che la notizia dell’avvenuto
sequestro può essere nociva all’inchiesta, in particolare quando si tratti del
sequestro di atti bancari. Il cpv. 4 (N.d.R. recte cpv. 5) ha per fine
di dare una base legale all’ordine che l’inquirente può dare di non render noto
il sequestro. Questo disposto non può diventar regola; va applicato solo quando
sussistano importanti ragioni e quindi quando la comunicazione del sequestro
possa intralciare l’inchiesta.”

 

Evidentemente si tratta di una
restrizione importante del diritto di essere sentito che si apparenta con le
restrizioni nella compulsazione degli atti, cui può essere soggetto un
accusato, rispettivamente con la facoltà di porre sotto controllo un’utenza
telefonica senza preventiva informazione alla persona interessata. E allora
(anche) questa limitazione del diritto di essere sentito deve essere
giustificata da prevalenti motivi di interesse pubblico, con riferimento
all’interesse-dovere dello Stato al perseguimento ed alla punizione di
colpevoli di atti aventi rilevanza penale, ed in presenza di circostanze
eccezionali. Occorre quindi che la fattispecie sia di particolare gravità
affinché si possa imporre ad un terzo, come nel caso di specie la banca, di
tacere nei confronti dell’interessato (qui neppure potenziale indagato), ed al
contempo necessario che sussista un rischio di inquinamento probatorio o di
fuga (si pensi al divieto di informare imposto ad una banca nel caso di un
grosso trafficante di stupefacenti con relazioni bancarie che intenda prelevare
danaro provento del traffico; od ancora al divieto formulato all’indirizzo
della banca di informare di una perquisizione la moglie di malvivente
attivamente ricercato).

 

 

3.

 

 

I contenuti del procedimento a
carico di __________ rientrano sicuramente nella casistica accennata al
considerando precedente, legittimando il contestato divieto.

Ricordato che l'ordine di
perquisizione e sequestro, diretto alla Banca __________, e quelli simili
concernenti altri istituti bancari sono giustificati dalla concreta necessità di
ricostruire tutte le movimentazioni operate da __________, avveratesi spesso
sospette malversazioni a danno di clienti rispettivamente sospette transazioni
di riciclaggio e connesso dirottamento di corrispondenti fondi, si ha che quel
contesto vede coinvolti - oltre a probabilmente ignara clientela dell'accusato
- anche altri criminali, interessati ed attivi in particolare nel riciclaggio
di denaro, con necessità allora di accurate indagini bancarie tale da
consentire di arrivare ad un quadro istruttorio completo ed affidabile, anche
seguendo i percorsi della criminosa movimentazione di capitali, ovviamente
senza che i sospettati mandanti o cooperatori delle manovre di quel riciclaggio
- non assicurati alla giustizia di questa sede ed i cui nominativi sono in
parte conosciuti - possano vanificare di principio l'inchiesta, attraverso
manovre collusive a più o meno ampio raggio, ma soprattutto impedire o rendere
problematico il ricupero di importi di valenza criminale. Senza necessità di
scendere in dettagli concreti, sottoposti in ogni modo a segreto istruttorio,
le notizie sul genere di reato e sulle sue implicazioni pur scarne a
disposizione della reclamante, danno per sufficientemente dimostrata
l'eccezionalità delle circostanze e quindi la prevalenza dell'interesse
pubblico, pur tralasciando di approfondire il dovere di rispetto dell'obbligo
di informazione dell'intermediario finanziario, quale è una banca, di fronte al
solo sospetto di riciclaggio, come imposto dell'art. 9 LRD.

Come già accennato in ingresso,
si aggiunge abbondanzialmente che, nel giusto rispetto del principio di
proporzionalità, la Procuratrice pubblica ha già dimostrato coerenza in
concreto nei confronti di altri istituti bancari colpiti da analogo
provvedimento coercitivo, procedendo ad esami senza indugi della documentazione
bancaria via via sottopostale, con seguito di pronto dissequestro e
contemporanea revoca del divieto di informare per quelle relazioni
comprovatamente estranee al procedimento.

 

 

 

4

 

 

Il reclamo, in quanto ricevibile,
è di conseguenza respinto con la presente decisione suscettibile di ricorso
alla Camera dei ricorsi penali, in quanto riferita a materia connessa con il
sequestro (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP), con seguito di spese giudiziarie (art.
39 lett. F TG).

 

 

 

Per i quali motivi,

 

 

visti i citati articoli di legge,

 

 

 

 

 

 

 

 

decide:

 

 

1.     
In quanto ricevibile, il reclamo è respinto.

 

 

2.     
La tassa di giustizia di fr. 300.- e le spese di fr. 50.- sono a carico
della Banca__________.

 

 

3.     
Contro la presente decisione è dato ricorso, entro dieci giorni
dall'intimazione, alla Camera dei ricorsi penali.

 

 

4.     
Intimazione:

 

 

 

                                                                                 giudice
Claudio Lepori