# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a93b1a1c-b867-5fb8-87d4-926d1c3fc161
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-11-02
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 02.11.2010 C-5817/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5817-2009_2010-11-02.pdf

## Full Text

Corte II I
C-5817/2009/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2  n o v e m b r e  2 0 1 0  

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Madeleine Hirsig, Beat Weber, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
patrocinato dall'avvocato Riccardo Schuhmacher, 
via Ca' del Caccia 4, 6943 Vezia,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità, decisione del 22 luglio 2009.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-5817/2009

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano nato il (...), coniugato e padre di un figlio, 
ha  lavorato  in  Svizzera  come meccanico dipendente,  con permesso 
per  confinanti,  dal  1977  al  2006,  versando  i  contributi  obbligatori 
all'assicurazione  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  (AVS/AI;  
incarto AI, doc. 9/5). 

B.

B.a Il 25 aprile 2005 l'assicurato è stato vittima di un infortunio della 
circolazione  stradale,  a  seguito  del  quale  ha  riportato  un  trauma 
cranio-cervicale  con  lesioni  multiple  petecchiali  cerebrali,  una 
contusione polmonare bibasale e una frattura della  II  e III  costola a 
sinistra. 

Il  caso  è  stato  preso  a  carico  dall'Istituto  nazionale  svizzero  di  
assicurazione contro gli infortuni (Suva), il quale ha erogato l'indennità 
giornaliera  per  un'incapacità  lavorativa  dapprima  del  100%  dal  25 
aprile 2005 al 5 giugno 2006, quindi del 70% dal 6 giugno 2006 al 30 
novembre  2007,  l'assicurato  avendo  ripreso  ad  operare  come 
meccanico presso il suo datore di lavoro nella misura del 30% dal 6 
giugno 2006 fino al 30 novembre 2007, data termine del suo contratto 
di lavoro (incarto Suva, doc. 17/1, 56/1 e 57/1 e 2). Per determinarsi in 
merito, la Suva si è basata, tra gli altri, sui rapporti specialistici dell'"..."  
dell'Ospedale  universitario  di  (...),  del  20 aprile  2007  (incarto  Suva, 
doc. 52/27), come pure sui rapporti del dott. B._______, neurologo, e 
della  dott.ssa  C._______,  neuropsicologa,  entrambi  attivi  presso  la 
Clinica (...) a (...), del 14 maggio 2007 (incarto Suva, doc. 52/21 a 26), 
e  dello  psicologo  D._______,  del  21  settembre  2007  (incarto  Suva, 
doc. 54/1 e 2). 

Nell'ambito  della  visita  medica  di  chiusura  della  Suva,  del  26 
settembre  2007  (incarto  Suva,  doc.  55/1  a  3  e  56/1),  il  dott.  
E._______,  specialista  in  chirurgia  ortopedica,  dopo  avere  posto  la 
diagnosi di stato da trauma cranio-cerebrale, di persistenza di ptosi, di 
oftalmoplegia parziale a sinistra con diplopia verticale su lesione del 
nervo oculo-motorico, di minima lesione centrale del nervo facciale a 
sinistra e di persistenza di deficit neuro-psicologici da minimi a lievi, ha 
constatato  la  stabilizzazione  dello  stato  di  salute  dell'assicurato, 

Pagina 2

C-5817/2009

riconoscendo, per attività idonee, tra le quali  sembrerebbe includere 
anche  quella  di  meccanico,  un'incapacità  lavorativa  del  70%  dal  6 
giugno  2006  e,  a  decorrere  dal  26  settembre  2007,  una  capacità 
lavorativa  nella  massima  misura  possibile.  A  questo  proposito,  il 
medico della Suva ha osservato che "tutto sommato si può pretendere  
dall'assicurato  un  impegno di  circa  sei  ore  e  mezzo  a  sette  ore  al  
giorno, purché egli non venga messo troppo sotto pressione e possa  
eseguire  un'attività  alla  volta  e  non  debba  pianificare  o  prestare  
attenzione a più cose contemporaneamente. Lavorando circa quattro  
ore al mattino e due ore al pomeriggio, potendo quindi effettuare una  
pausa  di  mezzogiorno  abbastanza  lunga  e  riposarsi  un  po',  non  
necessita durante il  tempo di  lavoro di  pause supplementari  al  di  là  
della normale pausa caffè effettuata in generale da tutti i lavoratori". 

B.b Fondandosi  sulla  documentazione  medica  citata  e  sui  propri 
accertamenti  economici,  la  Suva  ha  emanato  una  decisione,  il  21 
gennaio 2008 (incarto Suva, doc. 58/1 e 59/1 a 4), mediante la quale 
ha calcolato un grado d'invalidità del 43%, in funzione di un salario da 
valido di Fr. 56'436.90 (dati forniti dal datore di lavoro) e di un salario 
da  invalido,  secondo  i  dati  dell'Ufficio  federale  di  statistica  (UFS) 
relativi ad attività leggere e non qualificate (tabelle TA1, categoria 4),  
di Fr. 60'026.08, ridotto a Fr. 56'436.90 e considerato nella misura di 
30  ore  su  41.7  ore  alla  settimana,  con  in  aggiunta  una  deduzione 
sociale del 21%, ossia Fr. 32'101.30. La Suva ha quindi riconosciuto 
all'assicurato il diritto ad una rendita d'invalidità di Fr. 1'530.35 mensili  
dal  1°  dicembre  2007,  attribuendogli  inoltre  un'indennità  per 
menomazione dell'integrità del 25%, pari a Fr. 26'700.-. 

In seguito all'opposizione contro questa decisione, la Suva, basandosi  
essenzialmente  sui  rapporti  del  dott.  F._______,  specialista  in 
chirurgia ortopedica, del 1° aprile 2008 (incarto Suva, doc. 63/1 a 3), e 
su quelli dei propri medici, ossia dei dott.ri N._______, neurologo, del 
22 settembre 2008 e del 24 marzo 2009 (incarto Suva, doc. 68/1 a 5 e 
81/1  a  13),  e  G._______,  oftalmologo,  del  3  febbraio  2009  (incarto 
Suva,  doc.  78/1  a  3),  come  pure  della  dott.ssa  H._______, 
oftalmologa,  del  20  marzo  2009  (incarto  Suva,  doc.  79  e  80),  ha 
manifestato l'intenzione, con scritto del 30 marzo 2009 (incarto Suva, 
doc.  83/1),  di  riconoscere  all'assicurato  il  diritto  ad  una  rendita 
d'invalidità  del  46%  e  il  diritto  ad  un'indennità  per  menomazione 
dell'integrità del 30%. L'assicurato ha accettato questa proposta il 28 
aprile 2009 (incarto Suva, doc. 84/1), per cui la Suva ha emesso una 

Pagina 3

C-5817/2009

decisione,  il  6  maggio  2009  (incarto  Suva,  doc.  85/1  e  2  e  86/1),  
mediante la quale gli ha riconosciuto un'incapacità lavorativa del 46% 
ed  attribuito  una  rendita  d'invalidità  di  Fr. 1'637.10  al  mese,  dal  1° 
dicembre 2007 al 31 dicembre 2008, e di Fr. 1'697.20 dal 1° gennaio 
2009,  nonché  un'indennità  per  menomazione  dell'integrità  del  30%, 
corrispondente a Fr. 32'040.-. 

C.
Nel  frattempo,  il  24  aprile  2006,  l'assicurato,  rappresentato  dal 
patronato  INAS,  aveva  formulato  all'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità  del  canton  Ticino  (UAI-TI)  una  domanda  di  rendita 
d'invalidità svizzera (incarto AI, doc. 2/1 a 7). 

Nell'ambito dell'istruzione della domanda, l'UAI-TI ha acquisito, tra gli  
altri, i documenti seguenti:

- l'incarto Suva, con i diversi rapporti medici citati al consid. B, 

- il questionario per il datore di lavoro, del 17 maggio 2006 (incarto AI,  
doc. 8/1 a 3),  dal  quale si  evince che l'assicurato ha lavorato come 
meccanico d'auto, dal  9 ottobre  1995 al  22 aprile  2005,  per la  ditta 
"...",  eseguendo da ultimo otto ore lavorative al  giorno, cinque giorni  
alla  settimana,  e  percependo  un  salario  orario  di  Fr.  24.50,  non 
comprese la  tredicesima e  l'indennità  per  vacanze. Dal  questionario 
risulta pure che l'assicurato ha guadagnato, nel 2004, Fr. 54'282.50, 

-  un  rapporto  medico  della  dott.ssa  I._______,  del  15  giugno  2006 
(incarto  AI,  doc. 11/1  a  3),  nel  quale  è  riportato,  in  particolare,  che 
l'assicurato  ha  ricominciato  a  lavorare  come  meccanico  al  30% il  6 
giugno 2006 e che l'incapacità lavorativa per quest'ultima attività è pari  
al 70%, 

-  una  perizia  medica  particolareggiata  E  213  del  dott.  L._______, 
medico dell'Istituto nazionale italiano della previdenza sociale (INPS),  
del 19 settembre 2006 (incarto AI, doc. 12/1 a 11), facente stato della 
diagnosi  di  esiti  di  trauma  cranio-cervicale  con  lesioni  multiple 
petecchiali  cerebrali  ed  esito  ischemico  a  livello  del  peduncolo 
cerebrale destro con attuale deficit del terzo nervo cranico sinistro, di  
ptosi,  d'oftalmoplegia,  di  contusione  polmonare  bibasale,  di  frattura 
della  II  e  III  costola  a  sinistra  e  d'ipertrofia  prostatica.  Il  perito  ha  
inoltre  indicato  che  l'assicurato  può  svolgere  regolarmente  lavori 

Pagina 4

C-5817/2009

leggeri  confacenti  al  suo  stato  di  salute  al  70%,  senza 
controindicazioni,  ma che  non  è  più  in  grado di  esercitare  a  tempo 
pieno  l'attività  di  meccanico  d'auto  (50%  al  massimo),  fissando  un 
grado d'invalidità, secondo il diritto italiano, del 50%. 

D.
L'UAI-TI ha trasmesso per valutazione la documentazione raccolta al 
proprio servizio medico, nella persona del  dott. M._______, il  quale, 
con presa di  posizione del 15 aprile 2008 (incarto AI,  doc. 19/1), ha 
diagnosticato  uno  stato  da  trauma  cranio-cerebrale,  una  ptosi 
persistente, un'oftalmoplegia parziale a sinistra con diplopia verticale 
su lesione del  nervo oculo-motorio, una minima lesione centrale del 
nervo facciale  a sinistra e dei  deficit  neuro-psicologici  persistenti  da 
minimi  a  lievi.  Specificando  che  "valgono  le  conclusioni  della  Suva  
[dott.  E._______]  concernenti  i  limiti  funzionali  da  prendere  in  
considerazione in  attività  idonee",  il  medico dell'UAI-TI  ha  formulato 
un'incapacità lavorativa del 100% dal 25 aprile 2005 al 17 settembre 
2006,  del  70% dal  18 settembre 2006, e del  30% dal  26 settembre 
2007, data della visita di chiusura della Suva. 

La  consulente  in  integrazione  professionale  dell'UAI-TI  ha  quindi 
redatto un rapporto finale, il 22 luglio 2008 (incarto AI, doc. 24/1 a 4),  
dal  quale  si  evince  che,  nel  2006,  l'assicurato  avrebbe  potuto 
guadagnare,  visti  i  dati  forniti  dal  datore  di  lavoro  per  il  2004  e 
debitamente  aggiornati,  un  salario  da  valido  annuo  in  Ticino  di  Fr. 
55'483.-,  e, secondo i  dati  dell'UFS relativi  ad attività leggere e non 
qualificate (tabelle TA1, categoria 4.2), adattati ad un ciclo di lavoro di 
41.7 ore settimanali (tabella B9.2, La Vie Économique, 1/2-2006, pag. 
94), un salario da invalido medio svizzero di Fr. 59'197.-, considerato 
nella  misura  del  70%  e  ridotto  del  15%  per  tenere  conto  delle 
circostanze  personali  dell'assicurato,  ossia  Fr.  35'222.-,  per  cui  si 
ottiene,  secondo la  formula  [(55'483 –  35'222)  : 55'483  x 100],  una 
perdita  di  guadagno  del  36.50%,  corrispondente  ad  un  grado 
d'invalidità del 37%. 

Sulla base di queste risultanze, l'UAI-TI ha messo a punto un progetto 
d'assegnazione di rendita, il 13 agosto 2008 (incarto AI, doc. 26/1 a 3),  
notificato  al  patronato  INAS,  attribuente  all'assicurato  una  rendita 
intera  d'invalidità  limitata  nel  tempo,  ossia  dal  1°  aprile  2006  al  31 
dicembre 2007, e ciò sulla base di un grado d'invalidità del 70%. L'UAI-
TI  ha  comunicato  nello  stesso  tempo  la  corrispondente  delibera 

Pagina 5

C-5817/2009

all'Ufficio  dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  
all'estero (UAIE). 

E.
Mediante  scritto  dell'11  settembre  2008  (incarto  AI,  doc.  29/1  a  3), 
l'assicurato, rappresentato dall'avvocato Schuhmacher, si è opposto a 
questo  progetto,  chiedendo  che  gli  sia  riconosciuto  il  diritto  ad  una 
rendita intera d'invalidità, sulla base di  un grado d'invalidità del 70% 
per l'attività di meccanico, anche oltre il 31 dicembre 2007, oppure, a 
titolo  sussidiario,  che  il  salario  da  invalido  in  attività  sostitutive  sia 
ridotto del 25%, e non solamente del 15% come stabilito dall'UAI-TI,  
considerati il lungo periodo d'inattività dell'assicurato, la sua età, il suo 
grado di formazione e la sua nazionalità. 

Con  scritto  dell'8  maggio  2009  (incarto  AI,  doc.  32/1),  l'assicurato, 
riferendosi alla fissazione da parte della Suva di un grado d'invalidità 
del 46%, ha chiesto all'UAI-TI che gli sia riconosciuto, a decorrere dal 
1° gennaio 2008, il diritto ad una mezza rendita d'invalidità. 

Tramite decisione del 22 luglio 2009 (incarto AI,  doc. 38/2 a 6),  non 
rilevando nelle osservazioni dell'assicurato elementi  nuovi suscettibili  
di modificare la valutazione del caso, l'UAIE gli ha riconosciuto, sulla  
base di  un grado d'invalidità del  70%, il  diritto  ad una rendita intera 
d'invalidità limitata nel tempo, coprente il periodo dal 1° aprile 2006 al 
31 dicembre 2007. 

F.
Contro  questa  decisione,  sempre  rappresentato  dall'avvocato 
Schuhmacher,  l'assicurato  ha  inoltrato  ricorso  al  Tribunale 
amministrativo  federale  il  14  settembre  2009,  chiedendo  che  gli  sia 
attribuita  una  mezza  rendita  d'invalidità  dal  1°  gennaio  2008,  sulla 
base  di  un  grado  d'invalidità  del  58%,  ottenuto  applicando,  in 
particolare, una deduzione sociale del 25%, e non solamente del 15%, 
sul salario da invalido stabilito dall'UAI-TI. Egli ha inoltre esibito della 
documentazione  già  agli  atti,  ossia  il  rapporto  medico  del  dott.  
G._______, quello del dott. N._______, del 24 marzo 2009, e quello 
della dott.ssa H._______. 

L'UAI-TI  e  l'UAIE  hanno  risposto  al  ricorso  il  1°,  rispettivamente  l'8 
dicembre 2009, ricordando in particolare che la valutazione del grado 
d'invalidità da parte della Suva non vincola gli uffici per l'invalidità, e si  

Pagina 6

C-5817/2009

sono quindi pronunciati per il rigetto dello stesso e la conferma della 
decisione  impugnata.  Subordinatamente,  l'UAI-TI  e  l'UAIE  hanno 
chiesto  di  riconoscere  un  tasso  d'invalidità  del  46%,  così  come 
stabilito  dalla  Suva,  e,  implicitamente,  di  attribuire  al  ricorrente  un 
quarto di rendita d'invalidità dal 1° gennaio 2008. 

G.
Con decisione  incidentale  del  9  febbraio  2010,  questo  Tribunale  ha 
invitato  il  ricorrente  a  versare  un  anticipo  equivalente  alle  presunte 
spese processuali di Fr. 300.-. Il relativo pagamento è stato effettuato il 
10 febbraio 2010. 

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla  
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20). 

Di  conseguenza,  questo  Tribunale  è  competente  a  giudicare  il 
presente ricorso. 

1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali  (LPGA, RS 830.1). In conformità 
con l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono applicabili  
alle assicurazioni sociali  disciplinate dalla legislazione federale, se e 
per  quanto  le  singole  leggi  sulle  assicurazioni  sociali  lo  prevedano. 
Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili  
all'assicurazione per  l'invalidità  (art.  1a-26bis e  28-70),  sempreché la 
LAI non deroghi alla LPGA.

Pagina 7

C-5817/2009

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi,  
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti  
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art.  
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso  è  ammissibile  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente  e  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge  (art.  59  e  60  LPGA,  nonché  l'art.  52  cpv. 1  PA),  e  visto  che 
l'anticipo di  Fr. 300.-,  relativo alle spese processuali,  è stato versato 
nel termine impartito. 

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di trattamento tra i cittadini di uno Stato membro della Comunità 
europea,  ivi  risiedenti,  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  2  e  3  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 

Pagina 8

C-5817/2009

Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente  procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  italiano  che  risiede 
nell'Unione europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del 
Consiglio del 14 giugno 1971 e (CEE) n° 574/72 del Consiglio del 21 
marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e,  a partire  dal  1°  gennaio 2008,  in  conformità con le  nuove 
disposizioni. 

4.
In  deroga  all'art.  24  cpv. 1  LPGA,  il  quale  prevede  che  il  diritto  a 
prestazioni arretrate si estingue cinque anni dopo la fine del mese per 
cui  era dovuta la  prestazione,  l'art. 48 cpv. 2 LAI,  nel  suo tenore in 
vigore  fino  al  31  dicembre  2007,  precisa  che,  se  l'assicurato  si 
annuncia più di dodici  mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni 
possono  essere  assegnate  soltanto  per  i  dodici  mesi  precedenti  la 
richiesta. 

In  concreto,  il  ricorrente  ha  presentato  la  domanda  di  rendita  il  24 

Pagina 9

C-5817/2009

aprile 2006. Questo Tribunale può quindi limitarsi  ad esaminare se il 
ricorrente avesse diritto ad una rendita il 24 aprile 2005 (ossia dodici  
mesi precedenti la presentazione della domanda), oppure se un diritto 
alla  rendita  fosse  sorto  tra  tale  data  e  il  22  luglio  2009,  data  della 
decisione  dell'UAIE.  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  analizza, 
infatti,  la  legalità della  decisione impugnata,  in  generale,  secondo lo 
stato di  fatto esistente al  momento in cui  la decisione in lite è stata  
resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

5.
Secondo  le  norme  applicabili,  per  avere  diritto  ad  una  rendita 
dell'assicurazione  per  l'invalidità  svizzera,  un  cittadino  italiano  deve 
adempiere, cumulativamente, le seguenti condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

-  avere  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  per  almeno  un  anno 
intero  (art.  36  cpv. 1  LAI,  nel  tenore  in  vigore  fino  al  31  dicembre 
2007).  A  partire  dal  1°  gennaio  2008,  è  tuttavia  necessario  avere 
versato  contributi  durante  almeno  3  anni  (art.  36  LAI  nel  tenore 
modificato  il  6  ottobre  2006  ).  A  tale  fine  è  possibile  prendere  in 
considerazione anche i  contributi  versati  ad un'assicurazione sociale 
assimilata  di  uno  Stato  membro  dell'Unione  europea  (UE)  o 
dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), a condizione che 
almeno  un  anno  di  contributi  sia  registrato  all'AVS/AI  svizzera  (FF 
2005 p. 4065; art. 45 del Regolamento CEE n° 1408/71).

In  concreto,  è  pacifico  che il  ricorrente  adempie  la  condizione della 
durata  minima  di  contribuzione,  alla  quale  la  legge  subordina 
l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai 
sensi di legge. 

6.

6.1 In base all'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità 
al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga 
durata.  L'art.  4  cpv.  1  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere 
conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2 
della  stessa norma stabilisce che l'invalidità  è considerata insorgere 
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

Pagina 10

C-5817/2009

6.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  Va 
ricordato che fino al  31 dicembre 2003, la LAI prevedeva il  diritto al 
quarto di rendita con un tasso d'invalidità del 40% almeno, alla mezza 
rendita con un tasso d'invalidità del 50% almeno ed alla rendita intera 
con un tasso d'invalidità dei due terzi (66.67%). In seguito all'entrata in 
vigore dell'ALC, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1 ter  LAI  (art. 29 
cpv. 4 LAI, a partire dal 1° gennaio 2008), secondo il quale le rendite 
per  un  grado  d'invalidità  inferiore  al  50%  sono  versate  solo  ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
svizzero o dell'Unione europea e vi risiede.

6.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando egli è stato per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace 
al  lavoro per  almeno il  40% in media (lettera b). La prima lettera si  
applica  allorché lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è  stabilizzato; la 
seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire  suscettibile  di 
evolvere  verso  un  miglioramento  od  un  peggioramento  (DTF  121  V 
264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, l'art. 28 cpv. 
1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita alle seguenti  
condizioni:  (a)  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua  capacità  di 
svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o 
migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili; (b) ha avuto un'incapacità di lavoro (art. 6 LPGA) almeno del  
40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e (c)  al 
termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

6.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno  è  definita  all'art.  7  cpv. 1  LPGA e  consiste  nella  perdita, 
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 

Pagina 11

C-5817/2009

salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA, nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

6.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è  
di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 
1b). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 
LAI (art. 28a cpv. 1 LAI,  dal  1° gennaio 2008),  per valutare il  grado 
d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando 
l'attività  ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e 
l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione, tenuto conto di 
una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido.  In  altri  termini,  l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità 
risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla  
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la conseguente incapacità lavorativa.

6.6 Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti  
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti  
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 

Pagina 12

C-5817/2009

fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di  
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

7.

7.1 Una  rendita  d'invalidità  limitata  nel  tempo  corrisponde, 
materialmente,  ad  una  revisione  ai  sensi  dell'art.  17  cpv.  1  LPGA. 
Bisogna  perciò  conformarsi  ai  principi  di  questa  disposizione  per 
verificare la legalità della decisione impugnata. 

Secondo l'art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario 
della  rendita  subisce  una  notevole  modificazione,  per  il  futuro  la 
rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio 
o su richiesta. 

Se  la  capacità  al  guadagno  dell'assicurato  migliora,  v'è  motivo  di 
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, 
tutto  o  parte  del  diritto  a  prestazioni  dal  momento  in  cui  si  può 
supporre che il  miglioramento constatato perduri. Lo si  deve in  ogni 
caso  tenere  in  considerazione  allorché  è  durato  tre  mesi,  senza 
interruzione  notevole,  e  che  presumibilmente  B._______nuerà  a 
durare  (art.  88a cpv. 1  dell'ordinanza  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità [OAI, RS 831.201]). 

7.2 Assegnando  retroattivamente  una  rendita  d'invalidità  degressiva 
e/o limitata nel tempo, l'autorità amministrativa disciplina un rapporto 
giuridico suscettibile di essere, in caso di contestazione, oggetto della 
lite e dell'impugnazione. Qualora sia contestata solo la riduzione o la  
soppressione delle  prestazioni,  il  potere  cognitivo  del  giudice  non è 
limitato nel senso che egli debba astenersi dallo statuire circa i periodi 
per i quali il riconoscimento di prestazioni non è censurato (DTF 125 V 
413 consid. 2.2 e 2.3, confermato in 131 V 164). 

8.
In concreto, come risulta dall'incarto e, in particolare, dal questionario 
per il  datore di lavoro del 23 aprile 2003 (incarto AI, doc. 8/1 a 3), il  
ricorrente  ha  operato  in  qualità  di  meccanico,  durante  otto  ore  al 
giorno e quaranta ore alla settimana, dal 9 ottobre 1995 al 22 aprile 
2005,  quando  ha  dovuto  smettere  di  lavorare  a  causa  del  noto 
infortunio. Egli ha quindi ripreso la sua attività, nella misura del 30%, 
dal giugno 2006, ed è poi stato licenziato per la fine d'ottobre 2007. 

Pagina 13

C-5817/2009

Date queste circostanze, è necessario fondarsi sulla documentazione 
medica per  valutare la  capacità lavorativa del  ricorrente (cfr. consid. 
6.6). 

9.

9.1 Dall'insieme  della  documentazione  medica  agli  atti  e,  in 
particolare, dalla perizia E 213 del dott. L._______, medico dell'INPS, 
del  19 settembre 2006 (incarto AI,  doc. 12/1 a 11), dal rapporto del 
dott. F._______, del 1° aprile 2008 (incarto Suva, doc. 63/1 a 3), dalla 
presa  di  posizione  del  dott.  M._______,  medico  dell'UAI-TI,  del  22 
luglio 2008 (incarto AI, doc. 19/1), e dai rapporti dei medici della Suva,  
ossia dei dott.ri E._______, del 26 settembre 2007 (incarto Suva, doc.  
55/1 a 3 e 56/1), e N._______, del 22 settembre 2008 e del 24 marzo 
2009  (incarto  Suva,  doc.  68/1  a  5  e  81/1  a  13),  come  pure  della 
dott.ssa H._______, del 20 marzo 2009 (incarto Suva, doc. 79 e 80), 
risulta la diagnosi,  dai punti  di  vista neurologico ed oftalmologico, di  
stato  da  trauma  cranio-cerebrale,  di  persistenza  di  ptosi, 
d'oftalmoplegia parziale a sinistra con diplopia verticale su lesione del 
nervo oculo-motorio, di  minima lesione centrale del  nervo facciale a 
sinistra e di persistenza di deficit neuro-psicologici da minimi a lievi. 

Questa diagnosi è univoca agli atti e non contestata dal ricorrente, per 
cui il collegio giudicante non può che aderirvi. 

9.2 È  opportuno  rammentare  che  le  affezioni  appena  menzionate 
devono,  dal  profilo  giuridico,  essere  esaminate  alla  luce  dell'art.  29 
cpv.  1  lett.  b  LAI.  Si  tratta,  infatti,  di  malattie  che,  per  costante 
giurisprudenza, sono da configurare non già di carattere permanente 
(cioè  di  natura  consolidata  o  irreversibile),  bensì  patologico-labile, 
ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per  
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera dell'invalidità solo a partire dal momento in  
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

Pagina 14

C-5817/2009

10.

10.1 Per quanto  concerne  le  conseguenze invalidanti  delle  affezioni 
diagnosticate sulla sua capacità lavorativa, il ricorrente non contesta il  
riconoscimento del suo diritto ad una rendita intera d'invalidità dal 1° 
aprile 2006, ossia un anno dopo l'infortunio (art. 29 cpv. 1 lett. a LAI,  
testo in  vigore fino  al  31 dicembre 2007),  ma la  soppressione della 
stessa  al  31  dicembre  2007,  chiedendo  che  gli  sia  attribuita  una 
mezza rendita a decorrere dal 1° gennaio 2008. 

10.2 Rispetto alle dette conseguenze, il  dott. L._______ ha stabilito, 
nella sua perizia E 213, riferendosi a delle condizioni generali di salute 
migliorate,  che il  ricorrente  può svolgere  regolarmente  lavori  leggeri 
confacenti nella misura del 70%, senza controindicazioni, ma che non 
è  più  in  grado  di  esercitare  a  tempo  pieno  l'attività  di  meccanico 
d'auto,  fissando  un  grado  d'invalidità,  secondo  il  diritto  italiano,  del 
50%. 

10.3 Nel  suo  rapporto  relativo  alla  visita  medica  di  chiusura  della 
Suva,  il  dott.  E._______  ha  formulato,  per  l'attività  di  meccanico, 
un'incapacità lavorativa del 70% dal 6 giugno 2006 e, a decorrere dal 
26  settembre  2007,  una  capacità  lavorativa  nella  massima  misura 
possibile,  sottolineando  che  "tutto  sommato  si  può  pretendere  
dall'assicurato  un  impegno di  circa  sei  ore  e  mezzo  a  sette  ore  al  
giorno, purché egli non venga messo troppo sotto pressione e possa  
eseguire  un'attività  alla  volta  e  non  debba  pianificare  o  prestare  
attenzione a più cose contemporaneamente. Lavorando circa quattro  
ore al mattino e due ore al pomeriggio, potendo quindi effettuare una  
pausa  di  mezzogiorno  abbastanza  lunga  e  riposarsi  un  po',  non  
necessita durante il  tempo di  lavoro di  pause supplementari  al  di  là  
della normale pausa caffè effettuata in generale da tutti i lavoratori". 

Queste  conclusioni  sono  state  riprese  in  toto  dal  dott.  M._______, 
nella  sua presa di  posizione del  22 luglio  2008,  in  cui  è specificata 
un'incapacità lavorativa del 30% dalla visita di chiusura della Suva del 
26 settembre 2007. 

10.4 Nell'ambito della procedura d'opposizione presso la Suva, il dott. 
F._______ ha dichiarato, nel suo rapporto del 1° aprile 2008, di  non 
condividere le conclusioni del  dott. E._______ riguardo alla capacità 
lavorativa,  rilevando  la  necessità  di  eseguire  una  rivalutazione 
dell'esigibilità su base neurologica/neuropsicologica. Nel suo rapporto 

Pagina 15

C-5817/2009

del  22  settembre  2008,  il  dott.  N._______  ha  espresso  lo  stesso 
parere e proposto di eseguire l'esame neurologico presso la Clinica St. 
Anna  a  Lucerna,  sotto  la  sua  direzione.  Il  dott.  N._______  ha  così 
esaminato il ricorrente il  28 gennaio 2009 e, nel suo rapporto del 24 
marzo  2009,  ha  concluso,  relativamente  all'esigibilità,  che  "aus 
neurologischer  Sicht  ist  dem  Versicherten  allein  unter  
Berücksichtigung  von  unfallbedingten  minimalen  bis  leichten  
neuropsychologischen  Funktionsstörungen  eine  Tätigkeit  mit  nicht  
speziell  hohen  Anforderungen  an  die  Konzentration  und  
Aufmerksamkeit,  einem regelmässigen Arbeitsablauf  ohne Zeitdruck,  
ohne Leistungsdruck sowie ohne die Erfordernis, Paralleltätigkeiten zu  
erledigen,  ganztags  zumutbar.  Repetitive  Tätigkeit  mit  erhöhter  
Kraftaufwendung des linken Armes können  nur  begrenzt  ausgeführt  
werden.  Unter  zusätzlicher  Berücksichtigung  der  beklagten  
Ermüdbarkeit  müssen  dem  Versicherten  längere  Pausen  oder  eine  
ausgedehnte Mittagspause von 1 bis 1.5 Stunden möglich sein. Unter  
Berücksichtigung der Einschränkungen ist aus neurologischer Sicht in  
einer  angepassten  Tätigkeit  eine  Arbeitszeit  von  sechs  bis  sieben  
Stunden pro Tag zumutbar". 

Dal  canto  suo,  pronunciandosi  da  un  punto  di  vista  prettamente 
oftalmologico,  la  dott.ssa  H._______  ha  invece  chiaramente 
constatato,  nel  suo  rapporto  del  20  marzo  2009,  che  l'attività  di 
meccanico è sempre esigibile senza restrizioni. 

10.5 Visto  quanto  precede,  il  collegio  giudicante  non  può  che 
condividere  le  conclusioni  unanimi  di  tutti  gli  esperti  (Suva,  UAIE e 
INPS) che si sono pronunciati in merito alla capacità lavorativa, non 
contraddette  da  altri  rapporti  medici  all'incarto  e,  del  resto,  non 
contestate  dal  ricorrente,  secondo  cui  la  capacità  lavorativa  di 
quest'ultimo è pari al 70% in attività confacenti. 

11.
Come già evidenziato al consid. 7.5, per valutare il grado d'invalidità,  
secondo l'art. 16 LPGA, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire 
esercitando  l'attività  ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura 
medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione, 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse diventato invalido.

Pagina 16

C-5817/2009

In concreto, l'UAI-TI  ha proceduto al  calcolo del  grado d'invalidità  in 
applicazione del  metodo di  confronto  dei  redditi.  Dal  rapporto  finale 
della  consulente  in  integrazione  professionale,  del  22  luglio  2008 
(incarto AI,  doc. 24/1 a 4),  si evince che l'assicurato avrebbe potuto 
guadagnare nel 2006, visti i dati forniti dal datore di lavoro per il 2004 
e debitamente aggiornati,  un salario da valido annuo in Ticino di  Fr. 
55'483.-,  e, secondo i  dati  dell'UFS relativi  ad attività leggere e non 
qualificate (tabelle TA1, categoria 4.2), adattati ad un ciclo di lavoro di 
41.7 ore settimanali (tabella B9.2, La Vie Économique, 1/2-2006, pag. 
94), un salario da invalido medio svizzero di Fr. 59'197.-, considerato 
nella misura del 70% (capacità lavorativa residua) e ridotto del 15% 
per tenere conto delle circostanze personali  dell'assicurato, ossia Fr. 
35'222.-,  per  cui  si  ottiene,  secondo la  formula  [(55'483 –  35'222)  :  
55'483 x 100], una perdita di guadagno del 36.50%, corrispondente ad 
una grado d'invalidità del 37%. 

12.

12.1 Secondo  la  giurisprudenza  del  Tribunale  federale,  se  un 
assicurato,  per  motivi  estranei  alla  sua  invalidità,  ha  realizzato  un 
reddito considerevolmente inferiore alla media nazionale svizzera per 
un'attività  equivalente  senza  spontaneamente  accomodarsene  si 
procede  ad  un  parallelismo  dei  due  redditi  di  paragone.  Questo 
parallelismo può avvenire aumentando in maniera adeguata il reddito 
da  valido  effettivamente  conseguito  o  determinato  secondo  i  valori 
statistici,  oppure  riducendo  opportunamente  il  reddito  statistico  da 
invalido  (DTF  134  V  322  consid.  4.1).  Il  Tribunale  federale  ha  poi 
precisato che un reddito è inferiore alla media dei salari per un'attività 
equivalente allorquando il guadagno effettivamente conseguito diverge 
di  almeno il  5% del  salario  statistico  usuale  nel  settore. Pertanto,  il 
parallelismo dei redditi di paragone va effettuato soltanto per la parte 
percentuale eccedente la soglia del  5% (cfr. DTF 135 V 297). In un 
secondo  tempo,  occorre  esaminare  la  questione  di  un'eventuale 
deduzione  per  circostanze  personali  e  professionali,  applicabile  al 
reddito  da  invalido  ottenuto  sulla  base  dei  valori  medi  statistici.  A 
questo riguardo, i fattori estranei all'invalidità di cui si dovesse già aver 
tenuto conto con il parallelismo dei redditi, non possono essere presi  
in considerazione una seconda volta nell'ambito della deduzione per 
circostanze personali e professionali.  

Pagina 17

C-5817/2009

12.2 In  concreto,  l'UAI-TI  avrebbe  dovuto  innanzitutto  aggiornare  il 
salario da valido di Fr. 55'483.- al 2007, visto che la capacità di lavoro 
del  ricorrente  è  stata  fissata  al  70%  dal  settembre  2007, 
aumentandolo  dell'1.6%  (variazione  nominale  rispetto  al  salario  del 
2006), conformemente alla Tabella T1.39 dell'UFS, ed ottenendo così 
all'incirca un reddito annuo di Fr. 56'371.-. 

In un secondo tempo, avendo constatato che il salario da invalido in 
Svizzera  è  superiore  a  quello  da  valido  in  Ticino,  l'UAI-TI  avrebbe 
dovuto  riferirsi  ai  dati  salariali  svizzeri  medi  calcolati  dall'UFS,  per 
determinare  se  fosse  necessario  procedere  ad  un  parallelismo  dei 
redditi  conformemente alla giurisprudenza precitata. Sulla base della 
Tabella  TA1,  categoria  3  (attività  con  conoscenze  professionali 
specialistiche, nel settore del commercio e della riparazione di veicoli 
a  motore),  il  salario  mensile  da  valido  in  Svizzera  ammontava  nel 
2006,  su  quaranta  ore  settimanali,  a  Fr.  4'989.-,  ossia  nel  2007, 
aumentato dell'1.6%, Fr. 5'068.80, e, sulla base di 41.7 ore settimanali, 
Fr.  5'296.90,  vale  a  dire  approssimativamente  Fr. 63'563.-  all'anno. 
Come salario da invalido, l'UAI-TI avrebbe dovuto considerare, sempre 
seguendo  la  Tabella  TA1,  categoria  4,  Fr.  4'732.-,  ossia  nel  2007, 
aumentato dell'1.6% e calcolato sulla base di 41.7 ore settimanali, Fr. 
5'012.-, corrispondenti a Fr. 60'144.- all'anno. 

Ora,  la  differenza  tra  il  salario  da  valido  in  Ticino  di  Fr. 56'371.-  e  
quello  da  valido  medio  svizzero  di  Fr.  63'563.-,  è  pari 
approssimativamente all'11.32%. Essa deve quindi  essere qualificata 
di  considerevole ai  sensi della  giurisprudenza del  Tribunale federale. 
Tale  percentuale  va  dedotta  dal  reddito  da  invalido,  visto  che  non 
emergono dagli atti sufficienti elementi idonei e concludenti per poter 
considerare che il  ricorrente si sia spontaneamente accontentato del 
reddito  inferiore  conseguito.  Conseguentemente,  l'UAI-TI  avrebbe 
dovuto procedere al parallelismo dei redditi e ridurre dell'6.32%, ossia 
della differenza tra i due redditi di paragone superiore al 5%, il salario 
da invalido di Fr. 60'144.- (oppure aumentare della stessa percentuale 
quello da valido), ottenendo così un valore di Fr. 56'343.-, in ragione 
del  70%  (capacità  lavorativa  residua)  e  diminuito  ulteriormente  del 
15%  in  funzione  delle  circostanze  personali  del  ricorrente  e  del 
carattere  leggero  delle  attività  confacenti  non  già  considerati  con  il  
parallelismo  dei  redditi,  ossia  approssimativamente  Fr.  33'524.-. 
Confrontando il salario da valido con quello da invalido per il 2007, si  
ricava una perdita di guadagno del 40.53% [(56'371 – 33'524) / 56'371 

Pagina 18

C-5817/2009

x 100],  corrispondente  ad un grado d'invalidità  del  41%, il  quale  dà 
diritto  al  ricorrente  all'ottenimento  di  un quarto  di  rendita  d'invalidità 
svizzera. 

12.3 Per  il  resto,  l'affermazione  del  ricorrente  secondo  cui  l'UAI-TI 
avrebbe considerato il salario da invalido nella misura del 100% e non 
del  70%,  non  trova  nessun  riscontro  agli  atti,  come  si  evince  dal 
rapporto della  consulente in integrazione professionale, del  22 luglio 
2008.  Inoltre,  la  riduzione  del  15%  del  salario  da  invalido  operata 
dall'UAI-TI,  appare  giudiziosa  e  non  si  presta  perciò  a  critica, 
considerato  in  particolare  che l'amministrazione non è vincolata alla 
valutazione della Suva (DTF 133 V 549) e che basta che motivi la sua 
scelta  succintamente  (DTF  126  V  76).  A  questo  proposito,  i  criteri 
menzionati  dal  ricorrente  per  operare  una  tale  riduzione,  ossia  il 
periodo  d'inattività,  le  possibili  difficoltà  d'adattamento  e  l'età 
professionale,  si  rispecchiano  adeguatamente,  a  parere  del  collegio 
giudicante, nel valore applicato dall'UAI-TI. Quanto al calcolo del grado 
d'invalidità  proposto  dal  ricorrente,  per  i  motivi  appena esposti,  non 
può essere seguito. 

12.4 Visto  quanto  precede,  il  ricorrente  ha  diritto  ad  un  quarto  di 
rendita d'invalidità svizzera a decorrere dal 1° gennaio 2008. 

13.
È  necessario  a  questo  punto  ricordare  che,  secondo  un  principio 
generale  del  diritto  delle  assicurazioni  sociali,  ogni  assicurato  ha 
l'obbligo di ridurre il  danno conseguente alla sua invalidità (sentenza 
del  Tribunale  federale I  147/01 del  9  maggio  2001; DTF 123 V 230 
consid.  3c  e  DTF  117  V  275  consid.  2b).  In  virtù  di  tale  obbligo, 
l'assicurato  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  ragionevolmente 
esigibile  per  ovviare  nel  modo  migliore  possibile  alle  conseguenza 
della sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la sua residua 
capacità lavorativa, se necessario in una nuova professione (sentenza 
del  Tribunale  federale  I  543/03  del  27  agosto  2004;  DTF  113  V  22 
consid. 4a).

14.
Di  conseguenza,  il  ricorso  deve  essere  parzialmente  accolto  e  la 
decisione  impugnata  riformata,  nel  senso  che  al  ricorrente  è 
riconosciuto il  diritto ad un quarto di  rendita d'invalidità svizzera con 
effetto dal 1° gennaio 2008. 

Pagina 19

C-5817/2009

15.
Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola messe 
a  carico  della  parte  soccombente.  In  concreto,  visto  l'esito  della 
procedura, non si riscuotono spese processuali e l'anticipo di Fr. 300.-,  
versato il 10 febbraio 2010, è restituito al ricorrente. 

Conformemente all'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il 
ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità 
per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato 
(spese ripetibili). In concreto, considerato che il ricorrente ha agito per 
il  tramite di un rappresentante professionale, è giustificato assegnarli 
un'indennità  per  spese  ripetibili  di  Fr.  1'200.-  (art.  7  e  segg.  del  
Regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale,  del  21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 
173.320.2]).

Pagina 20

C-5817/2009

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto e la decisione dell'UAIE del 22 luglio 
2009 è riformata, nel senso che al ricorrente è riconosciuto il diritto ad 
un quarto di rendita d'invalidità dal 1° gennaio 2008. 

2.
L'incarto è trasmesso all'UAIE affinché calcoli  le prestazioni spettanti  
al ricorrente.

3.
Non si prelevano spese processuali e l'anticipo di Fr. 300.-, versato il  
10 febbraio 2010, è restituito al ricorrente.

4.
Al ricorrente è assegnata un'indennità per spese ripetibili di Fr. 1'200.-  
a carico dell'UAIE. 

5.
Comunicazione: 

- al rappresentante del ricorrente (Atto giudiziario);
- all'autorità inferiore (n. di rif. ...; Raccomandata);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata). 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

Pagina 21

C-5817/2009

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

Pagina 22