# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4979f22a-fbf1-59c8-a9de-5513e2ab5cfa
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-05-23
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 23.05.2006 A 2006 16
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_A-2006-16_2006-05-23.pdf

## Full Text

A 06 16
3a Camera 

SENTENZA
del 23 maggio 2006

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente imposta sulle successioni

1. …, domiciliata a …, è deceduta il 9 gennaio 2000. Con il marito …, il cui 

decesso risaliva al 1996, era proprietaria a …, sul territorio del Comune di …, 

della PPP 50076. Il 7 settembre 2005, l’amministrazione imposte del Cantone 

dei Grigioni apriva una procedura di tassazione per l’imposta sulle successioni 

riguardante l’immobile sito sul territorio cantonale e il cui valore veniva stimato 

a fr. 238’000.--. La richiesta del 4 ottobre 2005, tendente ad ottenere una 

riduzione del valore di stima a sole Lit. 210 mio., non veniva presa in 

considerazione e con decisione 20 ottobre 2005 veniva confermata una 

successione imponibile di fr. 229'000.-- per un’imposta sulle successioni di fr. 

8'072.--. Il tempestivo reclamo - con il quale la comunione ereditaria fu … 

chiedeva la riduzione del valore di stima dell’immobile a fr. 127'666.--, sulla 

base di una stima fatta allestire a titolo privato e della presa in considerazione 

di una quotaparte di soli 75/100 - veniva in parte accolto. Il 2 marzo 2006 

l’amministrazione imposte intimava alla comunione ereditaria in parola una 

decisione su reclamo concernente una successione imponibile di fr. 169'800.-

- e la relativa imposta sulle successioni di fr. 4'806.--. Il 12 maggio 2005, la 

PPP 50076 veniva alienata per fr. 260'000.--. 

2. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 21 marzo 

2006, la comunione ereditaria fu … chiedeva di essere esonerata dal 

pagamento dell’imposta sulle successioni per la proprietà per piani in oggetto, 

essendo già stata pagata l’imposta di successione in Italia. 

3. Dal canto suo, l’amministrazione imposte concludeva alla reiezione del ricorso 

e alla conferma della decisione impugnata, non esistendo alcuna convenzione 

escludente la doppia imposizione con lo Stato italiano.

4. Replicando e duplicando, le parti si riconfermavano essenzialmente nelle loro 

precedenti allegazioni e proposte. Dopo la vendita a terzi della proprietà per 

piani per fr. 260'000.--, la comunione ereditaria ricorrente proponeva di 

prendere il valore netto dell’immobile a fondamento della decisione di 

tassazione e ribadiva la necessità di poter operare la deduzione delle imposte 

già corrisposte in Italia. Per l’amministrazione fiscale invece, la proposta fatta 

in sede di replica andrebbe a scapito della ricorrente e le imposte già pagate 

in Italia sarebbero ininfluenti per l’autorità svizzera. 

Considerando in diritto:

1. Giusta l’art. 106 lett. a della legge sulle imposte per il Cantone dei Grigioni 

(LIG) è soggetta all’imposta sulle successioni la devoluzione di sostanza netta 

del testatore per successione in forza di legge. La beneficiaria 

dell’assegnazione è soggetta all’obbligo fiscale se la sostanza immobile 

situata nel Cantone fa parte della successione (art. 107 cpv. 1 lett. e LIG). 

L’imposta viene calcolata in base al valore dell’intera sostanza netta indivisa 

il giorno del decesso (art. 109 cpv. 1 LIG). Gli attivi vengono valutati al loro 

valore venale (art. 110 cpv. 1 LIG). I debiti del testatore per i quali gli eredi 

rispondono da soli si deducono interamente e in caso di assoggettamento 

parziale le deduzioni si fanno pro rata (art. 111 cpv. 1 prima parte e cpv. 3 

LIG). 

2.a) La ricorrente solleva per la prima volta in sede di ricorso la questione di sapere 

se l’imposta di successione corrisposta in Italia la esoneri dall’obbligo di 

corrispondere una tassa sulle successioni in Svizzera per l’immobile ivi 

situato. Finora, tra la Svizzera e l’Italia non è stata stipulata una convenzione 

per evitare la doppia imposizione. Non essendo stato stipulato un diverso 

accordo nell’ambito dell’imposta sulle successioni, il Cantone dei Grigioni è 

legittimato ad esercitare la propria sovranità fiscale in base alle proprie leggi, 

senza riguardo a quanto è altrimenti oggetto della sovranità di un altro Stato. 

La doppia imposizione internazionale non viola la Costituzione svizzera. Il 

Tribunale federale ammette un’eccezione per quanto concerne la sostanza 

immobiliare all’estero e sul reddito, mentre per il rimanente occorre che 

sussistano accordi internazionali sulla doppia imposizione o che il diritto 

interno regoli espressamente la materia (Peter Locher, Einführung in das 

internazionale Steuerrecht der Schweiz, Berna 1996, pag. 50). Nel caso 

concreto, poiché un immobile della successione era ubicato sul territorio 

svizzero, la fiscalità grigionese ha giustamente imposto detta sostanza 

immobile della successione lex rei sitae giusta quanto previsto all’art. 107 cpv. 

1 lett. e LIC.

b) L’imposta già corrisposta in Italia non è del resto deducibile in Svizzera in 

assenza di un’espressa base legale al proposito (cfr. anche l’art. 109 cpv. 1 

LIC, il quale prevede che per il computo dell’imposta faccia stato il valore 

dell’intera sostanza netta indivisa il giorno del decesso e non lo stato della 

sostanza dopo la deduzione di debiti insorti solo più tardi e l’art. 111 cpv. 1 

LIG che contempla solo la possibilità di dedurre dagli attivi i debiti del testatore 

e non quelli della massa ereditaria). La deducibilità delle imposte già 

corrisposte in un altro Stato è del resto sempre espressamente regolata 

tramite disposizioni particolari anche nell’ambito dei trattati internazionali per 

evitare i casi di doppia imposizione, motivo per cui la pretesa non può neppure 

essere considerata un principio generale del diritto internazionale (cfr. sul 

tema: Locher, op. cit., pag. 52s e in particolare pag. 468ss). Ne consegue che 

il versamento dell’imposta di successione allo Stato Italiano non ha in 

concreto rilevanza alcuna.

3. Anche per quanto riguarda la valutazione dell’immobile, la decisione 

impugnata sfugge a qualsiasi critica. Come è stato esposto in precedenza, ai 

sensi della legislazione cantonale, determinante per l’imposta sulle 

successioni è il valore venale della sostanza attiva (art. 110 cpv. 1 LIG) e non 

il valore fiscalmente imponibile della sostanza immobiliare (vedi per esempio 

i diversi metodi per determinare il valore fiscale dei fondi per la determinazione 

dell’imposta sulla sostanza contemplati all’art. 56 LIG). I valori fiscali ritenuti 

dal fisco italiano e dall’architetto incaricato di determinare nel 1996 il valore 

fiscale del fondo sono pertanto ininfluenti, non trattandosi di valori venali. Il 

valore di mercato dell’immobile è stato determinato in base alla stima ufficiale 

effettuata nel 1997 e recante un valore commerciale di fr. 238'000.-- (vedi 

conferma da parte dell’ufficio del registro fondiario di … del 2 giugno 2005 e 

scritto dell’amministrazione imposte del 7 settembre 2005). Nella decisione di 

tassazione impugnata del 2 marzo 2006 del valore venale dell’immobile 

stimato a fr. 238'000.-- veniva considerata la quota parte spettante alla moglie 

di 75/100, che in questa sede non viene più posta in discussone (vedi scritto 

del 4 ottobre 2005), per un ammontare di fr. 178'500.--. Dopo la proporzionale 

deduzione delle spese passive per un ammontare di fr. 8'628.-- in 

applicazione all’art. 111 cpv. 1 e 3 LIG, ne risultava giustamente un valore 

imponibile arrotondato di fr. 169'800.--. L’inoppugnabilità del valore di stima 

ritenuto dall’autorità fiscale è del resto confermato dal prezzo di alienazione 

corrisposto nel 2005 per l’oggetto in parola e pari a fr. 260'000.--. A questo 

riguardo, la ricorrente chiede che per il calcolo dell’imposta venga preso a 

fondamento il prezzo netto di alienazione di fr. 250'000.--. Tale pretesa torna 

però manifestamente a sfavore dell’istante, giacché il valore imponibile 

dell’immobile ritenuto dall’autorità fiscale è decisamente inferiore a detto  

ammontare. 

4. Per il resto, il tasso fiscale è stato calcolato su di un valore di fr. 311'600.-- 

corrispondente al valore dell’intera sostanza netta della successione (art. 109 

cpv. 1 LIG), dopo la debita deduzione dei passivi (art. 111 cpv. 1 e 3 LIG) e in 

base ai dati forniti al fisco italiano. Ne risulta che l’imposta successoria di fr. 

4'806.-- merita conferma ed il ricorso viene respinto. L’esito della controversia 

giustifica l’accollamento delle spese occasionate dal presente procedimento 

alla parte ricorrente (art. 75 LTA).

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 1'500.--

- e le spese di cancelleria di fr. 102.--

totale fr. 1'602.--

il cui importo sarà versato dai componenti della Comunione ereditaria fu …, 

responsabili in solido, entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione 

all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira.