# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2c4b863f-bf80-5d71-8faf-c8550b9a92b7
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-05-27
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht I. Strafkammer 27.05.2013 SK1 2012 23
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_004_SK1-2012-23_2013-05-27.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

Rif.: Coira, 27 maggio 2013 Comunicata per iscritto il:
SK1 12 23 [non comunicata oralmente] 6 giugno 2013

Sentenza
Prima Camera penale

Presidenza Pritzi
Giudici Brunner e Michael Dürst
Attuaria ad hoc Vecellio

Nell'appello penale

di X . _ _ _ _ _ , appellante, patrocinato dall’avv. Fulvio Biancardi, Via degli Oliva 2 / 
Via Nassa, 6901 Lugano,

contro

la sentenza del Tribunale distrettuale Maloja del 21 febbraio 2012, comunicata il 1° 
maggio 2012, in re della P r o c u r a  p u b b l i c a  d e i  G r i g i o n i , 
Sennhofstrasse 17, 7001 Coira, appellata, contro l’appellante,

concernente infrazione grave alle norme della circolazione stradale,

è risultato:

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I. Fattispecie

A. L’imputato è nato il _____ 1965 a O.1._____ ed è cresciuto a O.2._____, 
dove ha frequentato le scuole dell’obbligo. Dopo aver conseguito la maturità a 
O.3._____, ha frequentato gli studi di giurisprudenza a O.4._____. Dopo 
l’ottenimento del licenziato nel 1993/1994, l’imputato ha svolto degli stages nello 
studio legale del padre e presso il Tribunale d’appello a Lugano. Dopo un soggior-
no all’estero, l’imputato ha rilevato il ramo fiduciario. Attualmente è direttore e so-
cio della ditta SMI, la quale ha delle filiali a O.17._____, O.5._____, O.6._____, 
O.18._____ e O.8._____. In base alle dichiarazioni in sede di udienza, negli ultimi 
tre anni le sue entrate sono rimaste invariate e corrispondono a quanto deposto 
alla Polizia. Da circa due anni l’imputato possiede un appartamento nella 
S.1._____ a O.9._____, motivo per cui egli si reca regolarmente in O.10._____. 
Durante il servizio militare l’imputato era autista di mezzi leggeri. Egli non ha mai 
commesso delle infrazioni alle norme della circolazione in ambito privato o milita-
re. L’imputato è incensurato sia nel casellario giudiziale come anche nel registro 
automatizzato nelle misure amministrative. 

B. Dal decreto di accusa della Procura pubblica dei Grigioni del 31 agosto 
2011 risulta la seguente fattispecie:

“Venerdì, 11 febbraio 2011, alle ore 23.02, X._____ circolava nell’abitato di 
O.11._____/Comune di O.12._____, alla guida del veicolo A._____, targato  
_____. All’altezza della casa “B._____”, nonostante il limite di velocità se-
gnalato di 60 km/h, viaggiava a velocità elevata, ovvero – dedotta la tolle-
ranza di 5 km/h – a 89 km/h, e pertanto a 29 km/h oltre il consentito. Que-
sto avveniva in quanto l’imputato, per grave negligenza, non teneva 
sott’occhio la velocità, considerando che era a conoscenza del limite mas-
simo di velocità o che perlomeno avrebbe dovuto esserlo, considerate la 
segnaletica sul posto.” 

Durante l’interrogatorio della Gendarmeria Territoriale Lugano del 1° marzo 2011 
l’imputato ha riconosciuto questa fattispecie.

Tenor decreto di accusa della Procura pubblica dei Grigioni del 31 agosto 2011 
l’imputato è stato ritenuto colpevole di infrazione grave alle norme della circolazio-
ne stradale ai sensi degli art. 27 cpv. 1 e 32 cpv. 1 LCStr in unione all’art. 90 cifra 
2 vLCStr (corrispondente all’attuale art. 90 cpv. 2 LCStr) ed è stato condannato ad 
una pena pecuniaria di 10 aliquote giornaliere di CHF 190.–, sospesa con la con-
dizionale per un periodo di prova di 2 anni e ad una multa di CHF 500.–.

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L’imputato in data 12 settembre 2011 ha interposto opposizione a tale decreto. 
Dopo aver visionato l’incarto, egli ha dichiarato il 21 settembre 2011 di mantenere 
l’opposizione contro il decreto di accusa.

In data 24 settembre 2011 la Procura pubblica dei Grigioni ha decretato l’apertura 
di un’istruzione penale nei confronti dell’imputato, confermando in data 28 settem-
bre 2011 il decreto di accusa ai sensi dell’art. 355 cpv. 3 lit. a CPP per il reato di 
violazione grave alle norme della circolazione stradale. Nel contempo è stato con-
cesso alle parti di presentare eventuali istanze probatorie entro dieci giorni. Con 
scritto del 7 ottobre 2011 l’imputato ha prodotto una documentazione fotografica 
della località ed ha inoltrato una decisione del Tribunale federale (sentenza 
6B_622/2009 del Tribunale federale del 23 ottobre 2009).

La Procura pubblica dei Grigioni in data 15 novembre 2011 ha trasmesso il decre-
to di accusa al Tribunale distrettuale Maloja.

C. L’udienza presso il Tribunale distrettuale Maloja ha avuto luogo il 21 febbra-
io 2012, alla quale l’imputato si è presentato accompagnato dal suo patrocinatore, 
avv. Fulvio Biancardi. Durante tale udienza l’imputato ha ammesso esplicitamente 
di aver percorso il tragitto alla velocità constatata. 

Il patrocinatore dell’imputato ha dichiarato nella sua arringa che il curriculum di 
automobilista di quest’ultimo sarebbe esemplare: in quasi trent’anni non avrebbe 
mai commesso infrazioni di rilevanza penale o amministrativa e di conseguenza 
non sarebbe mai stato oggetto di sanzioni. Questo vale anche per il servizio milita-
re, durante il quale l’imputato sarebbe stato autista nelle truppe stazionate al 
O.13._____.

L’imputato ha dichiarato che unicamente nell’ambito del diritto della circolazione 
stradale – segnatamente in caso di guida in stato di ebbrezza e/o superamento dei 
limiti di velocità – si tenderebbe a fare completamente astrazione dell’aspetto sog-
gettivo e delle circostanze oggettive per qualificare un’infrazione, limitandosi ad 
applicare semplici tabelle. Nel caso in esame, vigendo il limite di 60 km/h, un su-
peramento di oltre 25 km/h comporterebbe automaticamente la qualifica 
d’infrazione grave alle norme della circolazione. Secondo l’opinione dell’imputato, 
l’art. 90 cifra 2 vLCStr risp. l’attuale art. 90 cpv. 2 LCStr richiederebbe per la sua 
applicabilità non solo che si sia in presenza di un’infrazione grave, ma anche che 
questo comportamento abbia potuto creare un grave pericolo per la sicurezza al-
trui. Nel caso in esame gioverebbe osservare come l’ora tarda, lo scarsissimo traf-

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fico, la buona visibilità, il tempo asciutto, il perfetto stato della strada e del veicolo 
dell’imputato, non permetterebbe di concludere che la velocità registrata fosse 
inadeguata, rispettivamente che il conducente abbia tenuto un comportamento 
oggettivamente sconsiderato. Dal profilo soggettivo, l’imputato stabilisce che da 
parecchi anni non avrebbe percorso quel tratto di strada. A causa della posizione 
della segnaletica nessun conducente potrebbe aspettarsi che, uscendo 
dall’abitato, vi sia un brevissimo tratto di circa 200 metri sul quale la velocità viene 
improvvisamente limitata a 60 km/h, per poi lasciare via libera su tutto il passo del 
O.14._____. Inoltre lungo tutta la strada che da O.15._____ porta a O.16._____ vi 
sarebbero dei limiti di 50 km/h o 70 km/h all’interno delle località e attorno alle 
stesse, mentre all’esterno vigerebbe il limite generale previsto dal codice della 
strada italiano. Secondo l’imputato, ciò potrebbe anche in qualche modo aver in-
fluenzato il suo comportamento. Oltre a ciò, la visibilità del cartello in questione 
non sarebbe stata ottimale, sia per la presenza di pali e paletti, sia per la presenza 
di vegetazione innevata. Circa dopo 60/70 metri dopo il suddetto cartello si trove-
rebbe il segnale “strada postale di montagna”. Anche questo segnale, a parere 
dell’imputato, potrebbe aver influito sull’inconscia percezione di trovarsi già fuori 
dall’abitato, dove vige il limite di 80 km/h. Pertanto, l’infrazione commessa sarebbe 
sostanzialmente riconducibile ad una disattenzione. Di conseguenza, il giudice 
penale dovrebbe prendere in considerazione che l’accusato sarebbe stato piena-
mente convinto di trovarsi su di un tratto di strada dove era vigente il limite di velo-
cità generale fuori dalle località, cioè di 80 km/h. L’imputato dichiara che il Tribuna-
le federale (sentenza 6B_622/2009 del Tribunale federale del 23 ottobre 2009) 
sarebbe giunto in un caso simile alla stessa conclusione. Anche in questo caso il 
conducente sarebbe stato convinto di trovarsi su di un tratto di strada dove vigeva 
il limite di 80 km/h. La struttura della strada, la visibilità, la costellazione del territo-
rio circostante e soprattutto il fatto che su tutto il passo del O.14._____ vigerebbe 
il limite di 80 km/h, avrebbero indotto l’imputato a credere di trovarsi già fuori dalla 
località. Per l’insieme di questi motivi all’imputato non potrebbe essere rimprovera-
to un comportamento privo di scrupoli. A parere dell’imputato sarebbero dati i pre-
supposti per giudicare l’imputato tenendo conto dell’art. 13 CP, ossia consideran-
do l’errore sui fatti e cioè sul limite di velocità che egli riteneva essere di 80 km/h e 
non di 60 km/h. Pertanto il comportamento dell’imputato dovrebbe essere valutato 
in modo analogo a quanto avrebbe fatto il Tribunale federale nella sentenza citata. 
Non si tratterebbe quindi di una grave negligenza, ma di un comportamento sba-
dato. Nel caso in esame, i presupposti della grave negligenza, secondo l’opinione 
dell’imputato, non sarebbero quindi adempiuti. In conclusione, l’imputato ritiene di 

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essere colpevole d’infrazione semplice alle norme della circolazione stradale ai 
sensi dell’art. 90 cifra 1 vLCStr. Di ciò occorrerebbe tenerne conto anche nella 
commisurazione della pena, che dovrebbe essere convenuta in una semplice mul-
ta, prescindendo dalla pena pecuniaria. 

D. Con la sentenza del 21 febbraio 2012, comunicata il 1° maggio 2012, il tri-
bunale penale di primo grado ha dichiarato l’accusato colpevole di infrazione gra-
ve alle norme della circolazione stradale ai sensi degli art. 27 cpv. 1 e 32 cpv. 1 
LCStr in unione all’art. 90 cifra 2 vLCStr, punendo l’accusato con una pena pecu-
niaria di 10 aliquote giornaliere di CHF 190.– cadauna, sospesa con condizionale 
per un periodo di prova di 2 anni. Inoltre l’accusato è stato punito con una multa di 
CHF 500.– ed in caso di mancato pagamento per colpa, la multa sarà sostituita da 
una pena detentiva di 4 giorni. Per la motivazione della sentenza, il Tribunale di-
strettuale Maloja ha ritenuto che il traffico sarebbe stato scarso al momento 
dell’infrazione, ma l’imputato non avrebbe potuto confidare sul fatto che a quella 
tarda ora sul tratto in questione non si trovassero dei pedoni. Inoltre, su tratti simili 
ed in particolar modo in quel periodo dell’anno sarebbe usuale incontrare selvag-
gina che attraversa la strada. La collisione con un veicolo che viaggia alla velocità 
di 89 km/h potrebbe causare ad un pedone o ad un selvatico delle ferite gravi, se 
non mortali. Pertanto, nel caso in esame vi sarebbe stato un pericolo maggiorato 
astratto, in quanto la possibilità di un pericolo per terzi sarebbe stato dato. Stando 
alle dichiarazione dell’imputato egli pensava di trovarsi già fuori dal tratto abitato, 
siccome il lato sinistro del tratto di strada in questione non sarebbe edificato. Il 
fatto che non abbia percepito il cartello di limitazione della velocità a 60 km/h sa-
rebbe da ricondursi ad una disattenzione. In questo contesto andrebbe considera-
to che il passaggio dalla zona abitata a quella fuori dall’abitato è fluido, conside-
rando che i cosiddetti tratti atipici nell’abitato sarebbero nella maggior parte dei 
casi brevi. Su questi tratti di strada i conducenti tenderebbero a prestare meno 
attenzione, motivo per cui il rispetto della velocità massima segnalata sarebbe di 
essenziale importanza. Anche sui cosiddetti tratti atipici all’interno degli abitati, il 
superamento della velocità segnalata di 25 km/h e più rappresenterebbe una gra-
ve infrazione alle norme della circolazione. Contrariamente alle dichiarazioni 
dell’imputato, la segnaletica sarebbe stata ben percepibile. Il tratto di strada in 
questione avrebbe tutte le caratteristiche di un tratto all’interno dell’abitato, in 
quanto sulla destra, rispetto alla direzione di marcia dell’imputato, sarebbero situa-
te un paio di case. In questo contesto andrebbe inoltre evidenziato che la strada 
attraversa il paese di O.11._____, mentre nel caso citato dall’imputato questa si 
troverebbe alla periferia. Inoltre egli avrebbe conosciuto il tragitto, poiché lo avreb-

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be già percorso in passato. Pertanto il comportamento di guida dell’imputato do-
vrebbe essere qualificato sia dal punto oggettivo come anche da quello soggettivo 
come una grave negligenza.

E. Contro tale sentenza l’imputato è insorto al Tribunale cantonale con dichia-
razione di appello del 18 maggio 2012 (act. A.2), contestando il verdetto di colpe-
volezza, segnatamente di essere stato autore e colpevole di un’infrazione grave 
alle norme della circolazione stradale. L’appellante ha richiesto che la sentenza di 
primo grado sia modificata e che egli sia condannato per l’infrazione semplice alle 
norme della circolazione stradale. In ormai ordinata procedura scritta l’appellante 
ha inoltrato la sua motivazione scritta dell’appello del 30 giugno 2012 (act. A.5), 
asserendo che per lunghi anni avrebbe raggiunto l’O.10._____ solamente attra-
verso l’asse stradale P._____. Inoltre l’appellante contesta la qualifica del tratto di 
strada in questione come interno alle località, nonostante la presenza di un paio di 
costruzioni su entrambi i lati. L’appellante contesta anche la possibilità che a quel-
la tarda ora sul tratto in questione avrebbero potuto trovarsi dei pedoni e della sel-
vaggina. L’appellante oltre a ciò dichiara che non avrebbe visto il cartello di limita-
zione della velocità a 60 km/h, considerando che la visibilità sarebbe stata ostaco-
lata dalla vegetazione e da un palo dell’illuminazione stradale. Infine egli sostiene 
che si sarebbe trovato in una situazione di “attenzione automatica”, non essendo 
richiesto in quel momento un impegno accresciuto rispetto ad una normale situa-
zione di guida.

F. Invitati a presentare osservazioni circa la motivazione dell’appello con ordi-
nanza del 4 luglio 2012 il Tribunale distrettuale Maloja ha dichiarato con scritto del 
9 luglio 2012 di non avere osservazioni, mentre la Procura pubblica, tramite scritto 
del 17 luglio 2012, ha proposto di respingere il ricorso e di confermare la sentenza 
dell’istanza precedente.

G. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini 
del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

II. Considerandi

1.a) L’appello può essere proposto contro le sentenze dei tribunali di primo gra-
do che pongono fine, in tutto o in parte, al procedimento (art. 398 cpv. 1 CPP [RS 

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312.0]). La sentenza del Tribunale distrettuale Maloja data del 21 febbraio 2012 ed 
è stata notificata in dispositivo il 22 febbraio 2012. Giusta l’art. 399 cpv. 1 CPP 
l’appello va annunciato al tribunale di primo grado entro dieci giorni dalla comuni-
cazione della sentenza. In data 29 febbraio 2012 (act. A.1) il patrocinatore 
dell’appellante ha richiesto al Tribunale distrettuale Maloja la motivazione scritta 
della sentenza e annunciava l’appello. L’annuncio di appello è quindi tempestivo.

b) La dichiarazione scritta d’appello va poi inoltrata entro 20 giorni dalla notifi-
cazione della sentenza motivata (art. 399 cpv. 3 CPP). Dato che la motivazione 
scritta della sentenza è stata comunicata dal Tribunale distrettuale Maloja in data 
1° maggio 2012, il termine per la dichiarazione di appello è scaduto il 21 maggio 
2012. Anche la dichiarazione d’appello del 18 maggio 2012 (data del timbro posta-
le) è dunque tempestiva ed essendo sufficientemente motivata ai sensi dell’art. 
399 cpv. 3 CPP va ricevuta in ordine. 

2. Giusta l’art. 391 CPP nella sua decisione la prima Camera penale del Tri-
bunale cantonale quale giurisdizione d’appello non è vincolata né dalle motivazioni 
delle parti, né dalle loro conclusioni, eccettuate quelle riguardanti le azioni civili 
(cpv. 1). Essa non può modificare una decisione a pregiudizio dell’imputato o con-
dannato se il ricorso è stato esperito esclusivamente a suo favore come nella fatti-
specie. È fatta salva unicamente una punizione più severa sulla base di fatti di cui 
il tribunale di primo grado non poteva essere a conoscenza (cpv. 2). 

3.a) L’art. 90 cifra 2 vLCStr, il cui contenuto è identico all’attuale art. 90 cpv. 2 
LCStr, sanziona chiunque, violando gravemente le norme della circolazione, ca-
giona un pericolo serio per la sicurezza altrui o assume il rischio di detto pericolo. 
Anche la negligenza è punibile (art. 100 cifra 1 LCStr). Sotto il profilo oggettivo, il 
reato è realizzato quando l’autore disattende in modo grave una regola fondamen-
tale della circolazione e pone così in serio pericolo la sicurezza del traffico, essen-
do sufficiente una messa in pericolo astratta accresciuta. Sotto quello soggettivo, 
l’infrazione presuppone un comportamento senza riguardi o gravemente contrario 
alle norme della circolazione, vale a dire una colpa o una negligenza gravi. Que-
st’ultima implica che l’autore sia cosciente del pericolo rappresentato dalla sua 
maniera di guidare o che non tenga assolutamente conto, disattendendo i propri 
doveri, del fatto che mette in pericolo gli altri utenti della strada, ciò che può pure 
consistere nel non aver presente (momentaneamente) la messa in pericolo degli 
altrui interessi (DTF 131 IV 133 consid. 3.2). Quanto più è grave la violazione delle 
norme della circolazione sotto il profilo oggettivo, tanto più fondata sarà la conclu-

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sione che l’agente ha agito senza riguardi, salvo particolari indizi contrari al propo-
sito (sentenza 6B_786/2011 del Tribunale federale del 5 luglio 2011 consid. 2.1, 
sentenza 6B_742/2011 del Tribunale federale del 1° marzo 2012 consid. 3.3). 

b) Come già perfettamente riscontrato dal Tribunale distrettuale Maloja i fatti 
descritti, sufficientemente documentati e pure riconosciuti dall’appellante, adem-
piono di principio la fattispecie di cui all’art. 90 cifra 2 vLCStr. Rimane dunque solo 
ed esclusivamente da esaminare se sussiste l’elemento soggettivo della negligen-
za grave. La grave negligenza può, infatti, essere negata solamente in casi ecce-
zionali, laddove un minor rigore può essere giustificato in circostanze particolari, le 
quali possono indurre l’utente ad un errore condivisibile a proposito del limite di 
velocità vigente nel tratto in discussione (DTF 124 II 97 consid. 2.b seg.). Oggetto 
dell’appello è quindi l’elemento soggettivo e le circostanze particolari che fa valere 
l’appellante. In special modo l’estraneità del luogo dell’infrazione, l’apparenza e le 
caratteristiche del tratto segnalato come “fuori delle località” nel punto 
dell’infrazione, la mancanza di visibilità della segnaletica e la situazione di “atten-
zione automatica” del conducente. 

Queste argomentazioni dell’appellante vanno esaminate a fondo nelle considera-
zioni seguenti. 

4.a) L’appellante fa valere che da diversi anni raggiungerebbe l’O.10._____ so-
lamente attraverso l’asse stradale P._____. L’appellante ritiene di aver già lasciato 
l’abitato di O.11._____ nel punto di misurazione della velocità e di trovarsi quindi 
fuori delle località, dove vige un limite massimo di velocità di 80 km/h. 

b) Tuttavia, l’argomentazione dell’appellante si rivela contraddittoria: nella mo-
tivazione scritta dell’appello del 30 giugno 2012 egli ha precisato che per lunghi 
anni avrebbe raggiunto l’O.10._____ esclusivamente dal P._____ (pag. 2). In que-
sto modo intende manifestare che non conoscerebbe la tratta in questione nel 
Comune di O.12._____. Più tardi l’appellante asserisce che nel luogo esatto 
dell’infrazione si sarebbe trovato in una fase di passaggio da una situazione di 
attenzione accresciuta ad una dove sarebbe comprensibile un certo rilassamento, 
poiché si trattava di una situazione familiare. In questo contesto si rimanda alle 
considerazioni della cifra 7 seguente. 

Il riferimento dell’appellante alla mancata conoscenza del posto in questione risul-
ta pertanto discordante. Infatti, in questa situazione a lui sconosciuta, egli avrebbe 
dovuto guidare addirittura con maggiore prudenza e attenzione. Inoltre bisogna 

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aggiungere che il termine di “fuori delle località” è regolato dalla legge e non è de-
terminato dall’interpretazione individuale di ogni conducente. Per di più, la segna-
letica stradale era ben visibile da come risulta anche dalle considerazioni seguenti.

5.a) L’appellante dichiara inoltre che occorrerebbe chiarire se il tratto di strada in 
questione sia da qualificare come “interno delle località”. Egli ritiene che nel mo-
mento dell’infrazione abbia avuto la percezione di trovarsi effettivamente su un 
tratto di strada “fuori delle località”. L’appellante ritiene che le abitazioni non sa-
rebbero state ben visibili per i conducenti che circolavano verso nord, in direzione 
di O.14._____. 

b) In casu bisogna innanzitutto menzionare che il termine di “fuori delle locali-
tà” è regolamentato dalla legge e non viene determinato dall’interpretazione indivi-
duale di ogni conducente: 

”I termini «all’interno delle località» o «nelle località» designano una zona 
che incomincia al segnale «Inizio della località sulle strade principali» (4.27) 
o «Inizio della località sulle strade secondarie» (4.29) e termina al segnale 
«Fine della località sulle strade principali» (4.28) o «Fine della località sulle 
strade secondarie» (4.30). Il termine «fuori delle località» designa una zona 
che incomincia al segnale «Fine della località sulle strade principali» o «Fi-
ne della località sulle strade secondarie» e termina al segnale «Inizio della 
località sulle strade principali» o «Inizio della località sulle strade seconda-
rie».” (art. 1 cpv. 4 dell’ordinanza sulla segnaletica stradale del 5 settembre 
1979 [OSStr; RS 741.21])

La deroga alle limitazioni generali della velocità è ordinata altresì dall’art. 108 cpv. 
3 e 5 lit. d OSStr e ciò permette di migliorare la fluidità del traffico senza arrecare 
svantaggi alla sicurezza e all’ambiente. Ciononostante questo tratto di strada si 
trova “all’interno delle località” e prima della fine delle località con la relativa se-
gnaletica stradale. La percezione individuale dell’appellante non è determinante 
per la valutazione delle caratteristiche del tratto “all’interno delle località” e quindi 
anche del relativo limite di velocità. 

c) Da ciò che traspare dai documenti agli atti (in special modo dalla fotografia 
radar dell’infrazione, act. PP.2) è evidente che l’appellante è transitato di fronte a 
delle abitazioni sulla parte sinistra della carreggiata (nel senso di guida 
dell’appellante). Anche se l’appellante nel momento dell’infrazione – come lui 
stesso riconosce – è già circolato di fronte alle ultime case sulla sinistra della car-
reggiata, bisogna tener presente che in questo punto egli aveva già accelerato alla 
notevole velocità di 94 km/h (89 km/h dopo la detrazione del margine di tolleran-
za). Anche in base alla documentazione agli atti, emerge il fatto che sulla parte 
destra della strada vi sono diverse ulteriori abitazioni a pochi metri dalla strada 

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principale (e non ad una decina di metri dal campo stradale come sostiene 
l’appellante). Anche la presenza del marciapiede sulla parte destra della strada – 
da come emerge anche dalla fotografia radar dell’infrazione (act. PP.2) – confer-
ma infine che il tratto si trova all’interno dell’abitato. Infine, al contrario della sen-
tenza del Tribunale federale menzionata dall’appellante (sentenza 6B_622/2009 
del Tribunale federale del 23 ottobre 2009), in questo caso la strada non è formata 
da un lungo rettilineo con la relativa visuale, siccome la carreggiata al termine 
dell’abitato compie un’ampia curva sulla destra, priva di visibilità. Da questa do-
cumentazione risulta che il tragitto in questione non è affatto una tipica tratta “fuori 
delle località”, ma rappresenta manifestamente una zona “all’interno delle località”.

6.a) L’appellante sostiene che la segnaletica stradale che limitava la velocità a 
60 km/h sul posto non sarebbe visibile ed ha presentato una nuova documenta-
zione. Queste fotografie sono state scattate il 9 giugno 2012. L’appellante ritiene 
altresì che la visibilità dei cartelli sarebbe stata ostacolata da un palo 
dell’illuminazione e dalla vegetazione. 

b) La giurisdizione di ricorso ha assunto queste prove necessarie ad istanza di 
parte ai sensi dell’art. 389 cpv. 3 CPP. In base alle fotografie inoltrate dal qui ap-
pellante, risulta però che la segnaletica era ben visibile. Innanzitutto le fotografie 
dell’appellante sono state scattate addirittura un anno e quattro mesi dopo 
l’infrazione. Oltre a ciò, le fotografie sono state realizzate parecchi metri prima dei 
cartelli che limitano la velocità a 60 km/h. Bisogna anche considerare che in que-
sto tratto di strada i veicoli circolano alla velocità di 50 km/h e la segnaletica – a 
questa velocità – è perfettamente visibile. In special modo il segnale di limitazione 
della velocità sulla destra della strada principale (nella direzione di marcia 
dell’appellante) è ben percepibile. Al buio questa segnaletica è visibile anche gra-
zie all’illuminazione stradale. In base alle fotografie scattate dalla polizia (act. 
PP.22), nonostante la pioggia e la visibilità ridotta, entrambi i cartelli – in particola-
re il segnale sulla destra – sono pure ben evidenti. Anche le nuove prove inoltrate 
dall’appellante non sono in grado di confutare la visibilità della segnaletica presen-
te. I criteri dell’art. 103 OSStr concernente l’ubicazione dei segnali, sono pertanto 
adempiuti.  

7.a) L’appellante dichiara che al momento dell’infrazione si sarebbe trovato in 
una situazione di “attenzione automatica”, non essendo richiesto in quel momento 
un impegno accresciuto rispetto ad una normale situazione di guida. Egli ritiene 
che ogni conducente potrebbe affermare di aver compiuto un percorso (ad esem-

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pio il tragitto casa-lavoro), senza prestare particolare attenzione. Tale “attenzione 
automatica”, a detta dell’appellante, verrebbe impiegata in situazioni familiari o 
poco impegnative. Un guidatore esperto terrebbe contemporaneamente sotto con-
trollo attentino il traffico che gli scorre intorno, converserebbe con il passeggero 
seduto al suo fianco e magari ascolterebbe anche la radio che trasmette musica. 
Tuttavia se il traffico dovesse aumentare o la situazione si facesse più impegnati-
va, il conducente passerebbe da una situazione di “attenzione automatica” ad una 
di “attenzione volontaria”, focalizzando le sue reazioni sullo stimolo prioritario. 
Considerando che la sera dell’infrazione il traffico sarebbe stato quasi nullo ed il 
campo stradale sarebbe stato in ottime condizioni, così come la visibilità, 
l’appellante ribadisce che si sarebbe trovato in una situazione di “attenzione auto-
matica” e non avrebbe quindi potuto agire con grave negligenza. 

b) Innanzitutto l’affermazione dell’appellante risulta contraddittoria, asserendo 
di raggiungere negli ultimi anni l’O.10._____ esclusivamente attraverso il P._____ 
e di quindi non conoscere assolutamente il tragitto in questione. La dichiarazione 
dell’appellante non corrisponde però al ragionamento concernente l’”attenzione 
automatica”, che secondo l’appellante stesso verrebbe applicata esclusivamente 
in situazioni familiari. Se l’appellante non conosceva la tratta in questione, non può 
invocare il fenomeno dell’”attenzione automatica”. Al contrario, in questo caso, la 
tratta a lui sconosciuta richiede addirittura un’attenzione maggiore e quindi volon-
taria. Inoltre il numero degli stimoli che un conducente deve elaborare all’interno di 
una località è maggiore rispetto a quanto dovrebbe affrontare fuori dall’abitato o su 
di un’autostrada, motivo per cui all’interno delle località viene richiesta una mag-
giore attenzione (DTF 123 II 37 consid. 1.d). Una concentrazione più intensa da 
parte del conducente era necessaria su questa tratta a lui sconosciuta anche con-
siderando la tarda ora (23:02) e quindi la mancanza di visibilità. La giustificazione 
avanzata dall’appellante risulta quindi errata. 

8.a) Oltre a ciò l’appellante contesta che nel momento dell’infrazione abbia potu-
to incontrare dei pedoni o della selvaggina. Inoltre la strada principale per 
l’appellante sarebbe un asse di transito normalmente trafficato e chi abita a 
O.11._____ ben ne conoscerebbe la pericolosità. L’appellante infine contesta 
l’eventualità di incontrare della selvaggina all’interno dell’abitato di O.11._____. 
L’appellante afferma che pertanto non avrebbe creato una situazione di possibile 
imminente messa in pericolo concreta o infortunio. 

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b) L’appellante ignora il fatto che al momento dell’infrazione circolava a 94 
km/h (89 km/h dopo la detrazione del margine di tolleranza) di fronte a diverse 
abitazioni, situate su entrambi i lati e a pochi metri dalla carreggiata. Sulla destra 
(nella sua direzione di marcia) si trovavano inoltre ancora diverse case. Oltre a ciò 
sulla destra vi era un marciapiede, motivo per cui la presenza di pedoni era vero-
simile. Infine era probabile che sulla via principale si immettessero altri veicoli, da 
come risulta dagli imbocchi visibili sulla mappa e dalla documentazione agli atti 
(act. PP.22). Anche l’appellante ammette infine la pericolosità della strada princi-
pale che transita da O.11._____. Questo rischio concreto – riconosciuto esplicita-
mente dall’appellante - rappresenta un altro motivo per non superare la velocità 
limitata e segnalata di 60 km/h. L’appellante in questo momento era quindi assolu-
tamente consapevole della pericolosità della sua azione. Bisogna anche menzio-
nare che nel mese di febbraio, durante la tarda serata, è molto probabile imbatter-
si nella selvaggina in questo tratto di strada. 

c) Secondo costante giurisprudenza, un superamento di 25 km/h o più della velo-
cità consentita all’interno delle località costituisce un’infrazione oggettivamente 
grave alle norme della circolazione stradale ai sensi dell’art. 90 cifra 2 vLCStr. Ge-
neralmente in questi casi i criteri oggettivi e anche soggettivi dell’art. 90 cifra 2 
vLCStr sono adempiuti, a prescindere dalle circostanze concrete (DTF 132 II 234 
consid. 3, DTF 128 II 131, DTF 123 II 37). 

In casu l’appellante viaggiava nell’abitato di O.11._____ alla velocità di 94 km/h 
(89 km/h dopo la detrazione del margine di tolleranza) nonostante il buio e quindi 
con una precaria visibilità. Nella zona in cui è avvenuta l’infrazione su entrambi i 
lati vi erano diverse abitazioni con degli sbocchi sulla via principale. Inoltre non vi 
era alcuna visuale, perché oltre al buio, la strada non era rettilinea: infatti, la fine 
del tratto di limitazione della velocità a 60 km/h si trova solo dopo l’ampia curva a 
nord del paese di O.11._____. Ciò significa che l’appellante – a questa forte velo-
cità - non aveva assolutamente la visuale sul traffico proveniente da nord. Il peri-
colo imminente poteva quindi essere causato effettivamente da un attraversamen-
to della strada di un pedone, dall’immissione di un veicolo da una strada laterale 
sulla strada principale o da una collisione con della selvaggina. In questa situazio-
ne concreta il comportamento dell’appellante si dimostra privo di scrupoli. Pertan-
to, in casu, non ci sono elementi discolpanti a favore dell’appellante. 

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9.a) Infine l’appellante sostiene che la Gendarmeria Territoriale Lugano avrebbe 
esplicitamente indicato che si tratterebbe di un caso bagatella e pertanto non po-
trebbe essere ritenuto colpevole di un’infrazione grave alla circolazione stradale. 

b) Innanzitutto è bene stabilire che la Gendarmeria Territoriale Lugano non è 
competente per giudicare tale reato, avvenuto su territorio grigionese. Inoltre tenor 
verbale (act. PP.6), l’affermazione della Gendarmeria si riferisce all’art. 158 cpv. 1 
lett. c CPP, secondo il quale l’imputato ha il diritto di avvalersi di un difensore di 
fiducia a sue spese. Tale normativa contempla le informazioni nel primo interroga-
torio, fra le quali anche l’avviso di poter designare un difensore od un difensore di 
ufficio. Questa norma va interpretata unitamente all’art. 129 e seguenti CPP. Infat-
ti, ai sensi dell’art. 130 CPP in casi gravi l’imputato deve essere difeso obbligato-
riamente. In questo caso non sussiste un reato ai sensi dell’art. 130 CPP, per cui 
vi è un caso di lieve entità e l’imputato può incaricare un difensore di fiducia o di-
fendersi da sé giusta art. 129 cpv. 1 CPP. Anche quest’affermazione 
dell’appellante si rivela di conseguenza priva di fondamento.

10. Nella fattispecie il Tribunale distrettuale Maloja ha condannato l’appellante 
ad una pena pecuniaria di 10 aliquote giornaliere di CHF 190.– cadauna, sospesa 
con la condizionale per un periodo di prova di due anni e ad una multa di CHF 
500.–. Come sancito dall’art. 404 cpv. 1 CPP il tribunale d’appello esamina la sen-
tenza di primo grado soltanto riguardo ai punti impugnati. Poiché l’appellante non 
critica con nessuna parola l’ammontare di tale multa e che quest’ultima può esse-
re considerata proporzionata e perfettamente conforme al diritto e alla prassi in 
materia, non si impone di riesaminare la sanzione pronunciata, visto anche che 
questa Corte non è giunta ad un risultato diverso in nessuno dei punti avanzati 
dall’appellante. 

Da quanto esposto, le pretese dell’appellante si rivelano infondate e la sentenza 
impugnata merita di essere confermata. L’appello va pertanto respinto. 

11. Le spese procedurali comprendono gli emolumenti a copertura delle spese 
e i disborsi nel caso concreto (art. 422 cpv. 1 CPP). Tenor l’art. 424 CPP i cantoni 
disciplinano il calcolo delle spese procedurali e fissano gli emolumenti (cpv. 1) che 
in casi semplici possono essere di natura forfetaria a copertura anche dei disborsi 
(cpv. 2). Nel Cantone dei Grigioni giusta l’art. 37 cpv. 4 lett. b della legge 
d’applicazione del Codice di diritto processuale penale svizzero del 16 giugno 
2010 (LACPP; CSC 350.100) per procedure giudiziarie l’ammontare della tariffa 
viene disciplinato con ordinanza del Tribunale cantonale. L’ordinanza sugli emo-

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lumenti in cause penali del 14 dicembre 2010 (OECP; CSC 350.210) prevede al 
suo art. 7 che per decisioni in procedure d’appello l’emolumento è compreso tra i 
CHF 1'500.– e i CHF 20'000.–. Nella presente procedura d’appello un emolumento 
di CHF 2'000.– pare proporzionato in considerazione di tutti gli aspetti del caso. 
Giusta l’art. 428 cpv. 1 CPP le spese della procedura vanno a carico della parte 
soccombente, nella fattispecie dunque vanno a carico dell’appellante.

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III. La prima Camera penale giudica:

1. L’appello è respinto.

2. Le spese della procedura di appello di CHF 2'000.– vanno a carico 
dell’appellante.

3. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia penale ai 
sensi dell’art. 78 LTF al Tribunale federale. Il ricorso è da inoltrare al 
Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per iscritto entro 30 giorni dalla 
notificazione della decisione con il testo integrale nel modo prescritto dagli 
artt. 42 seg. LTF. Per l’ammissibilità, il diritto, gli ulteriori presupposti e la 
procedura di ricorso fanno stato gli artt. 29 segg., 78 segg. e 90 segg. LTF.

4. Comunicazione a: