# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dea3a243-656f-57c7-adc9-c944d9ae7f70
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-06-19
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 19.06.2014 D-7015/2013
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7015-2013_2014-06-19.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-7015/2013 

 

 

 

 S e n t e n z a  d e l  1 9  g i u g n o  2 0 1 4  

Composizione 

 
Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Martin Zoller;  

cancelliera Sebastiana Stähli. 

 

 
 

Parti 

 
A._______, nato il (…), 

Stato sconosciuto,  

(…),   

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale della migrazione (UFM),  

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Asilo (senza allontanamento);  

decisione dell'UFM del 8 novembre 2013 / N (…). 

 

 

D-7015/2013 

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Fatti: 

A.  

A._______, di religione sunnita e di etnia curda, è nato a B._______ (Si-

ria), nel governatorato di Hassakah. Egli avrebbe vissuto gran parte della 

sua vita a C._______ (Siria), anche chiamata D._______ in curdo. Egli ha 

dichiarato di appartenere alla "categoria" di curdi Ajanib/Ajnabi e, pertan-

to, non avrebbe la cittadinanza siriana e sarebbe registrato in Siria soltan-

to quale straniero (cfr. verbale d'audizione del 4 luglio 2011 [di seguito: 

verbale 1], pag. 5; verbale d'audizione del 30 ottobre 2013 [di seguito: 

verbale 2], D14-19, pag. 3). Il 27 aprile 2011 sarebbe partito da 

C._______ (D._______) e si sarebbe trasferito a Damasco fino 

all'8 giugno 2011, data in cui sarebbe espatriato, transitando da Turchia 

ed Italia, per giungere in Svizzera il 21 giugno 2011. Il medesimo giorno 

ha depositato la domanda d'asilo in oggetto. 

Sentito sui motivi d'asilo, il richiedente ha dapprima dichiarato in sostanza 

e per quanto è qui di rilievo, di essere espatriato per il timore di essere ar-

restato per aver distribuito illegalmente dei volantini a favore del partito 

Yeketi (Partito dell'unione democratica [di seguito: PYD]) (cfr. verbale 1, 

pag. 4). Le autorità lo avrebbero in particolare cercato in tre occasioni (cfr. 

verbale 1, pag. 5). Egli ha inoltre aggiunto di essere espatriato in quanto 

essendo curdo e non possedendo la cittadinanza siriana non avrebbe 

nulla (cfr. verbale 1, pag. 5). In un secondo tempo egli ha dichiarato, che 

oltre a quanto già allegato nella prima audizione, sarebbe espatriato per 

aver trasportato da una zona all'altra dei capitribù del partito per nascon-

derli (cfr. verbale 2, D41, pag. 5).  

B.  

Con decisione dell'8 novembre 2013, notificata all'interessato in data 

12 novembre 2013 (cfr. risultanze processuali), l'Ufficio federale della mi-

grazione (di seguito: UFM) ha respinto la succitata domanda d'asilo pro-

nunciando contestualmente l'allontanamento dell'interessato dalla Svizze-

ra, mentre ha ritenuto attualmente non ragionevolmente esigibile l'esecu-

zione dell'allontanamento verso la Siria concedendogli l'ammissione 

provvisoria. 

C.  

In data 12 dicembre 2013, A._______ è insorto contro la summenzionata 

decisione con ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di se-

guito: il Tribunale) chiedendo l'annullamento della decisione impugnata, il 

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Pagina 3 

riconoscimento della qualità di rifugiato, la relativa concessione dell'asilo 

e, in subordine, la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per 

una nuova decisione. Ha altresì presentato una domanda di esenzione 

dal versamento anticipato delle presunte spese processuali.  

D.  

Il Tribunale, con decisione incidentale del 18 febbraio 2014, ha respinto la 

domanda di dispensa dal pagamento anticipato delle presunte spese pro-

cessuali, invitando l'insorgente a versare, entro il 6 marzo 2014, un anti-

cipo di CHF 600.– a copertura delle presunte spese processuali (art. 63 

cpv. 4 e 5 PA) con comminatoria d'inammissibilità del ricorso in caso di 

decorso infruttuoso del termine. 

E.  

In data 27 febbraio 2014 il ricorrente ha tempestivamente versato al Tri-

bunale il succitato anticipo spese.  

F.  

Ulteriori fatti ed argomenti adotti dalle parti negli scritti saranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza.  

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la legge sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti 

(art. 6 LAsi). 

Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. 

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi). 

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA. 

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di 

essa. 

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Pagina 4 

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al 

contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. 

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Preliminarmente, il Tribunale rammenta che il 1° febbraio 2014 è entrata 

in vigore la modifica del 14 dicembre 2012 decretata dall'Assemblea fede-

rale della Confederazione Svizzera (RU 2013 4375) della legge sull'asilo 

del 26 giugno 1998. Giusta il cpv. 1 delle disposizioni transitorie della mo-

difica del 14 dicembre 2012 della LAsi, le procedure pendenti al momento 

dell'entrata in vigore della modifica del 14 dicembre 2012 della LAsi sono 

rette dal nuovo diritto, fatti salvi i cpv. 2-4 di tali disposizioni transitorie. 

In casu, non essendo applicabili alla fattispecie i cpv. 2-4 delle disposizio-

ni transitorie e la presente procedura d'asilo trovandosi pendente al mo-

mento dell'entrata in vigore della modifica della LAsi, codesto Tribunale 

applica il nuovo diritto. 

3.  

I ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei considerandi che seguono, 

sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, 

con l'approvazione d'un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la deci-

sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). 

4.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente ri-

levanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi ad-

dotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 

impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2009/57 con-

sid. 1.2; PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. II, 3ª ed. 2011, n. 2.2.6.5, 

pag. 300 e seg.). 

5.  

Conformemente all'art. 111a cpv. 1 LAsi il Tribunale rinuncia allo scambio 

degli scritti. 

6.  

6.1 Nella decisione querelata l'UFM ha considerato le allegazioni circa i 

motivi d'asilo dell'interessato come contraddittorie, incompatibili con l'e-

sperienza generale di vita o la logica dell'agire e quindi inattendibili ed in-

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verosimili. In particolare sarebbero contrastanti le allegazioni riguardanti il 

suo coinvolgimento per il partito curdo. Nel corso della prima audizione 

avrebbe asserito di aver aderito al partito nel 1999, di essere un semplice 

membro e di essersi occupato della distribuzione di volantini insieme ad 

altri giovani. Mentre nell'ambito della seconda audizione avrebbe dichia-

rato di avere aderito al partito soltanto nel 2004, di essere unicamente un 

simpatizzante e non un membro, nonché di distribuire i volantini solamen-

te insieme al cugino. Sarebbero altresì divergenti le dichiarazioni concer-

nenti i problemi con le autorità siriane. Inizialmente egli avrebbe dichiara-

to che oltre ai problemi avuti per il volantinaggio illegale non ne avrebbe 

avuti di ulteriori con le autorità siriane, per poi addurre in un secondo 

tempo di aver già avuto problemi con le autorità a seguito di una denun-

cia per aver trasportato e nascosto dei capitribù del partito. Sarebbero in-

fine incongruenti le sue asserzioni relative alla fuga da C._______ 

(D._______). In un primo tempo egli avrebbe dichiarato di essersi rifugia-

to a Damasco poiché sarebbe stato cercato dalle autorità, per poi in se-

guito affermare di essersi trasferito a Damasco già prima di essere ricer-

cato dalle autorità. I motivi d'asilo dell'interessato sarebbero poi incompa-

tibili con l'esperienza generale di vita o la logica dell'agire. Il suo compor-

tamento concernente la fuga da C._______ (D._______) sembrerebbe in-

fatti insensato poiché nonostante sapesse che sarebbe stato denunciato 

per aver distribuito illegalmente dei volantini avrebbe atteso ancora una 

decina di giorni prima di partire dall'abitazione famigliare. L'UFM ha inol-

tre osservato che sarebbe poi inconcepibile che il richiedente non si sia 

minimamente interessato di sapere chi l'avrebbe ricercato al suo domicilio 

il 28 o 29 aprile 2011 malgrado il padre conoscesse tali individui. Nel 

complesso, quindi, le dichiarazioni dell'interessato non soddisferebbero le 

condizioni di verosimiglianza previste all'art. 7 LAsi. A dire dell'autorità in-

feriore, le dichiarazioni dell'interessato non sarebbero inoltre rilevanti in 

materia d'asilo. Detto Ufficio ha ritenuto che il fatto che il richiedente sia 

curdo Ajnabi/Ajanib non sarebbe pertinente ai fini dell'asilo poiché in Siria 

gli Ajanib/Ajnabi non sarebbero esposti ad una persecuzione collettiva e 

poiché conformemente al decreto 49 del 7 aprile 2011 gli Ajanib/Ajnabi 

registrati nel distretto di Hasaka avrebbero la possibilità di ottenere la na-

zionalità siriana. Pertanto l'UFM non ha riconosciuto la qualità di rifugiato 

all'interessato ed ha respinto la sua domanda d'asilo.  

6.2 Aggravandosi contro la decisione dell'UFM il ricorrente ha contestato 

le contraddizioni sollevate dall'autorità inferiore. Egli ha in primo luogo ri-

levato che nel corso della prima audizione quando avrebbe indicato il 

1999 come data d'adesione al PYD avrebbe inteso la data di adesione 

del padre al partito. Sarebbe poi soltanto stato un semplice simpatizzante 

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del partito, il suo ruolo sarebbe stato unicamente secondario e le diver-

genze terminologiche tra la prima e la seconda audizione sarebbero 

spiegabili con il fatto che le due audizioni si sarebbero svolte in lingue di-

verse – la prima in curdo e la seconda in arabo. Per quel che concerne la 

contraddizione riguardante la distribuzione dei volantini, egli rileva che af-

fermando che distribuiva volantini con altri giovani tra i quali suo cugino, 

avrebbe inteso che questa attività sarebbe stata destinata ad altri giovani, 

che però sarebbero stati soltanto lui ed il cugino a svolgerla. Pertanto non 

vi sarebbero contraddizioni sui punti essenziali del suo racconto, ma si 

tratterebbe infatti semplicemente di un modo differente di leggere le stes-

se dichiarazioni. Circa la questione del trasporto dei capitribù che non sa-

rebbe stata menzionata nel corso della prima audizione egli rileva che 

non ne avrebbe fatto menzione in quanto non gli sarebbe stata posta la 

domanda, inoltre avendo il padre pagato una tangente ed essendo l'ac-

cusa caduta avrebbe pensato che non sarebbe stato utile farne menzio-

ne. In merito alla fuga da C._______ (D._______) egli conferma la ver-

sione fornita nella prima audizione. Per ciò che è delle allegazioni incom-

patibili con l'esperienza generale della vita o la logica dell'agire egli sotto-

linea quanto affermato già in prima sede, ovvero che non sarebbe espa-

triato immediatamente dopo aver distribuito volantini, ma soltanto una de-

cina di giorni dopo in quanto le autorità non ricercherebbero immediata-

mente le persone, ma attenderebbero dieci o quindici giorni prima di farlo. 

Infine, quo all'identità delle persone che lo avrebbero ricercato, ha osser-

vato che non avrebbe sentito la necessità di chiedere ulteriori dettagli al 

padre ed inoltre la comunicazione con la Siria sarebbe difficoltosa. La de-

cisione andrebbe di conseguenza annullata, gli atti di causa restituiti 

all'UFM per una nuova decisione e in subordine gli andrebbe riconosciuta 

la qualità di rifugiato. 

7.  

Preliminarmente il Tribunale osserva che, essendo il ricorrente stato po-

sto al beneficio dell'ammissione provvisoria, oggetto del litigio in questa 

sede risulta essere unicamente la questione del mancato riconoscimento 

della qualità di rifugiato e il conseguente rifiuto della sua domanda di asi-

lo, nonché la pronuncia dell'allontanamento. 

8.  

La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposizio-

ni della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto ac-

cordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Es-

so include il diritto di risiedere in Svizzera. Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono 

rifugiati le persone che, nel Paese di origine o di ultima residenza, sono 

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esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, 

appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni poli-

tiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi. 

Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita, 

dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una 

pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). 

Il fondato timore di esposizione a seri pregiudizi, come stabilito all'art. 3 

LAsi, comprende nella sua definizione un elemento oggettivo, in rapporto 

con la situazione reale, e un elemento soggettivo. Sarà riconosciuto come 

rifugiato colui che ha dei motivi oggettivamente riconoscibili da terzi 

(elemento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) di essere esposto, 

in tutta verosimiglianza e in un futuro prossimo, a una persecuzione (cfr. 

DTAF 2010/57 consid. 2.5 e 2010/44 consid. 3.3). Sul piano soggettivo, 

deve essere tenuto conto degli antecendenti dell'interessato, segna-

tamente dell'esistenza di persecuzioni anteriori, nonché della sua 

appartenenza a una razza, a un gruppo religioso, sociale o politico, che lo 

espongono maggiormente a un fondato timore di future persecuzioni. 

Infatti, colui che è già stato vittima di persecuzione ha dei motivi oggettivi 

di avere un timore (soggettivo) di nuove persecuzioni più fondato di colui 

che ne è l'oggetto per la prima volta (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.5 e 

2010/9 consid. 5.2). Sul piano oggettivo, tale timore dev'essere fondato 

su indizi concreti e sufficienti che facciano apparire, in un futuro prossimo 

e secondo un'alta probabilità, l'avvento di seri pregiudizi ai sensi dell'art. 3 

LAsi. Non sono sufficienti, quindi, indizi che indicano minacce di 

persecuzioni ipotetiche che potrebbero prodursi in un futuro più o meno 

lontano (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.5; MINH SON NGUYEN, Droit public 

des étrangers, 2003, pagg. 447 segg.; MARIO GATTIKER, La procédure 

d'asile et de renvoi, 1999, pagg. 69 segg.). 

A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare o 

per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di ri-

fugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contradditto-

rie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi 

di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). 

In altre parole, per poter ammettere la verosimiglianza, ai sensi dei sum-

menzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un richieden-

te l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di convinzione lo-

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gica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibilità del contra-

rio, così che quest'ultima risulti secondaria (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.3 

e Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in 

materia d'asilo [GICRA] 1993 n. 21). Le dichiarazioni devono essere at-

tendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche e 

non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimile) e 

concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con altri dati o 

elementi certi. Peraltro il giudizio sulla verosimiglianza dev'essere il frutto 

di una valutazione complessiva e non esclusivamente atomizzata, delle 

singole allegazioni decisive, in modo da consentire di limitare al minimo il 

rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di fondare il giudizio valo-

rizzando, contro indiscutibili postulati di civiltà giuridica, semplici impres-

sioni dell'autorità giudicante (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.3; GICRA 2005 

n. 21 consid. 6.1 e GICRA 1995 n. 23). 

9.  

Nel caso concreto, lo scrivente Tribunale osserva che, come rettamente 

rilevato dall'UFM, le dichiarazioni decisive in materia d'asilo rese dal ricor-

rente circa i motivi d'asilo, non soddisfano né le condizioni di verosimi-

glianza previste all'art. 7 LAsi né di rilevanza giusta l'art. 3 LAsi. 

9.1 Innanzitutto, le allegazioni dell'insorgente, oltre che incompatibili con 

l'esperienza generale di vita e con la logica dell'agire, risultano ricche di 

contraddizioni e, pertanto, inverosimili. 

A titolo d'esempio, palesemente divergenti sono le dichiarazioni dell'in-

sorgente circa l'anno di adesione al PYD, nonché l'asserito ruolo in tale 

partito. L'insorgente ha dapprima sostenuto di aver aderito al partito nel 

1999 in qualità di semplice membro (cfr. verbale 1, pag. 5). Contrariamen-

te a quanto precede, nella seconda audizione egli ha invece affermato di 

essere attivo nel partito dal 2004 (cfr. verbale 2, D58, pag. 6) ed unica-

mente come simpatizzante (militante) (cfr. verbale 2, D61, pag. 6). La 

spiegazione fornita in sede ricorsuale, ovvero che nella prima audizione, 

menzionando l'anno 1999, intendeva dire che era il padre ad aver aderito 

al partito in tale data (cfr. ricorso, pag. 3) non gli può giovare. Per ciò che 

è della contraddizione circa l'asserito ruolo avuto nel PYD, come si può 

facilmente intuire dalle frasi riportate a verbale, l'interessato distingue per-

fettamente l'essere membro attivo di un partito dall'esserne un semplice 

simpatizzante, motivo per cui, anche in questo caso, la tesi ricorsuale se-

condo cui le differenti versioni sarebbero semplicemente frutto di un'im-

precisione terminologica, anche dovuta al fatto che le due audizioni si so-

no svolte in due lingue differenti (curdo ed arabo), non può essere condi-

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visa. Sono inoltre discordanti le versioni circa la distribuzione di volantini 

per il PYD. In un primo tempo egli ha infatti affermato che distribuiva vo-

lantini insieme ad altri giovani, tra cui il cugino paterno (cfr. verbale 1, 

pag. 4). Tuttavia nella seconda audizione egli ha affermato che distribuiva 

i volantini unicamente con il cugino (cfr. verbale 2, D80-81, pag. 8). Nep-

pure in questo caso soccorre l'insorgente l'allegazione ricorsuale secondo 

cui avrebbe parlato di altri giovani nel senso che i destinatari dei volantini 

erano tali giovani (cfr. ricorso, pag. 3). Per il resto, circa l'inverosimiglian-

za dei motivi d'asilo, per evitare ulteriori ripetizioni, si rimanda alle consi-

derazioni della decisione dell'UFM, che questo Tribunale conferma pie-

namente. 

In conclusione, alla luce delle evocate dichiarazioni contraddittorie ed in-

compatibili con l'esperienza generale della vita o della logica dell'agire, vi 

è ragione di concludere che le allegazioni del ricorrente non soddisfano le 

condizioni di verosimiglianza poste dall'art. 7 LAsi. 

9.2 In secondo luogo, questo Tribunale giudica le dichiarazioni decisive in 

materia d'asilo rese del ricorrente come non rilevanti ai sensi dell'art. 3 

LAsi. In particolare, un timore oggettivamente fondato di subire delle per-

secuzioni a causa di avvenimenti anteriori al suo espatrio non è giustifica-

to.  

Il Tribunale osserva che l'accusa generica secondo cui quale curdo in Si-

ria non avrebbe alcun diritto non può condurre al riconoscimento di una 

persecuzione ai sensi dell'art. 3 LAsi. Invero, il Tribunale si è ripetutamen-

te pronunciato in merito alla situazione dei curdi in Siria (cfr. in particolare: 

sentenze del TAF E-2475/2010 del 29 agosto 2012, D-1129/2008 del 

14 aprile 2011 consid. 4.3 e relative referenze; E-2757/2010 del 

17 marzo 2011 consid. 3.3 e relative referenze; D-3668/2006 del 

20 gennaio 2010 e relative referenze) ritenendo che gli stessi non sono 

vittima di discriminazioni sufficientemente intense da costituire, da sole, 

dei motivi d'asilo giusta l'art. 3 LAsi. Questa giurisprudenza è ancora d'at-

tualità (cfr. sentenza del TAF D-1947/2012 dell'11 luglio 2013 pag. 5). È 

inoltre d'uopo rilevare che la situazione dei curdi "Ajanib"/"Ajnabi" regi-

strati nel governatorato di Hassakah – distretto d'origine del ricorrente – è 

migliorata in seguito al decreto 49 del 7 aprile 2011 del presidente siriano 

Bachar Al Assad che permette loro di ottenere la nazionalità siriana. Ol-

tracciò, le allegazioni del ricorrente si esauriscono in dichiarazioni generi-

che e non circostanziate, egli ha infatti unicamente dichiarato di aver la-

sciato la Siria perché senza la cittadinanza siriana non avrebbe nulla (cfr. 

verbale 1, pag. 5), tuttavia ha affermato che oltre al problema avuto per 

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Pagina 10 

aver distribuito dei volantini non ha mai avuto problemi con le autorità del 

suo Paese d'origine né con terze persone (cfr. verbale 1, pag. 5). Di con-

seguenza, la sua appartenenza etnica non può essere considerata come 

un motivo pertinente per il riconoscimento della qualità di rifugiato.  

9.3 In conclusione, visto quanto precede, il Tribunale ritiene che l'UFM ha 

rettamente ritenuto che le dichiarazioni del ricorrente circa i motivi d'asilo 

quali inverosimili ai sensi dell'art. 7 LAsi ed irrilevanti ai sensi dell'art. 3 

LAsi. Ne consegue che sul punto di questione dell'asilo a titolo originario il 

ricorso non merita tutela e la decisione impugnata va confermata.  

10.  

Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'UFM pronuncia, 

di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione; tiene 

però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi). 

L'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe 

dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera  

(art. 14 cpv. 1 e 2 nonché 44 LAsi come pure art. 32 dell'ordinanza 1 

sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, 

RS 142.311]; cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.1). 

Pertanto, anche sul punto di questione della pronuncia dell'allontanamen-

to, il ricorso non merita tutela e la decisione impugnata va confermata. 

11.  

Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d'apprezzamento e non ha accertato 

in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti  

(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto. 

12.  

Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.–, che se-

guono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 

febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Queste sono compensate con 

l'anticipo tempestivamente versato il 27 febbraio 2014. 

13.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

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Pagina 11 

nato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con  

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale  

(art. 83 lett. d cifra 1 LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Pagina 12 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di CHF 600.– sono poste a carico del ricorrente e 

sono compensate con l'anticipo versato in data 27 febbraio 2014. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Sebastiana Stähli 

 

 

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