# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8c3cc949-67c0-5207-839f-68a6b7691283
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-08-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.08.2008 32.2007.319
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2007-319_2008-08-05.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2007.319

   

  FC/sc

  	
  Lugano

  5 agosto 2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Francesca
  Cassina-Barzaghini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 10 ottobre 2007
di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 13 settembre 2007
  emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

                                         

                               1.1.   RI
1, nato nel 1964, dal 1. ottobre 1993 al 31 marzo 1994 e in seguito dal 1.
maggio 1998 è stato messo al beneficio di una rendita intera in quanto
sofferente di sindrome lombovertebrale oltre a stato dopo operazione per ernia
discale operata (cfr. decisioni dell’Ufficio AI del 14 novembre 1996 e del 26
ottobre 1998, doc. AI 71 e 89). La prestazione è stata successivamente
confermata con comunicazioni del 19 gennaio 2000 e 11 giugno 2003 (doc. AI 101
e 108) 

 

                                         Nell’ambito
di una nuova procedura di revisione, avviata d’ufficio nel luglio 2006, dopo
aver interpellato i medici curanti dell’assicurato, fatta esperire una perizia
medica e sentito il consulente in integrazione professionale, con progetto di decisione
11 aprile 2007 l'amministrazione ha ridotto la prestazione intera ad una mezza
rendita di invalidità, per un grado di invalidità del 55%, ritenendo lo stato
di salute dell’assicurato sostanzialmente invariato, ma dati gli estremi per
riconsiderare la decisione di attribuzione della rendita in quanto
manifestamente errata (doc. AI 128). 

 

                               1.2.   A
seguito delle osservazioni presentate dall’assicurato, rappresentato dall’avv. RA
1, il quale ha contestato il progetto di decisione chiedendo il mantenimento
della rendita ordinaria, con decisione 13 settembre 2007 l’Ufficio AI ha
confermato il progetto di decisione e, quindi, la concessione di una mezza
rendita in luogo della prestazione intera erogata in precedenza argomentando
quanto segue:

 

" 
(...)

Esito degli accertamenti

 

Nel suo caso specifico, la concessione del diritto alla
rendita intera poi confermata con comunicazione del 19.1.2000 e del 11.6.2003,
deve purtroppo essere considerata errata, in quanto la valutazione del grado di
invalidità non ha comportato l'esame delle possibilità di guadagno ancora
esigibili in professioni da ritenere già allora esplicabili con capacità
lavorativa di almeno il 50%.

 

Nel corso della procedura di revisione avviata
d'ufficio, si è reputato necessario approfondire ancora lo stato di salute mediante
l'allestimento di una perizia medica affidata al Dr. __________.

 

Il conseguente rapporto ha messo in luce uno stato di
salute compatibile con l'esercizio di attività lucrativa al 50% (presenza
durante tutto il giorno con rendimento ridotto del 50%), adeguata e rispettosa
delle limitazioni funzionali descritte dal perito.

 

La pratica d'invalidità è stata pertanto sottoposta al
vaglio del nostro servizio integrazione professionale per una valutazione dal
profilo economico-professionale, il quale ha proceduto al confronto dei redditi
che ha portato alle seguenti conclusioni.

 

 

Attività esigibili:

 

Vengono ritenute esigibili nelle
misura del 50% attività semplici, leggere e poco qualificate e confacenti al danno alla
salute, ad esempio, operaio generico nell'industria farmaceutica, alimentare, meccanica con mansioni
d'assemblaggio di piccoli elementi, produzione, stampa, rifinitura, controllo / sorveglianza del funzionamento e della qualità,
venditore / cassiere non qualificato, custode, sorvegliante.

 

Calcolo della Capacità di guadagno residua:

 

Salario da valido:

Come
macchinista edile presso l'impresa di costruzione __________ di __________,
senza il danno alla salute, avrebbe potuto percepire un salario annuo di Fr.
61'204.- nel 2005.

 

Calcolo salario:

Salario orario 1993: Fr. 22.25

Aumenti salariali orari da contratto collettivo dal 1994 al 2005: Fr.
4.50 

Salario orario 2005: Fr. 22.25 + 4.50 = Fr. 26.75 

Coefficiente ore mensili nell'edilizia: 176 ore

Salario annuo 2005: Fr. 26.75 x 176 x 13 = Fr. 61'204.­-

 

Salario da invalido:

A
seguito della recente sentenza del Tribunale Cantonale delle Assicurazioni del
12 giugno 2006 e delle indicazioni della Corte plenaria del Tribunale federale
delle assicurazioni è stata stabilita l'inapplicabilità dei valori regionali
(tabella TA13) che erano stati utilizzati sino ad allora.

 

La
nuova giurisprudenza impone quindi che il reddito da invalido vada d'ora in poi
determinato in applicazione dei valori nazionali (tabella TA1).

 

Utilizzando
i dati forniti dalla citata tabella elaborata dall'Ufficio federale di
statistica l'assicurato potrebbe realizzare un salario mensile di Fr. 4'634.-
(categoria 4.2: attività semplici e ripetitive, valore mediano). Riportando
questo dato su 41.6ore (cfr. tabella B 9.2 pubblicata in La Vie Economique,
1/2-2006, p.94) esso ammonta a        Fr. 4'819.- mensili oppure a Fr. 57'830.-
per l'intero anno.

 

Oltre
alle limitazioni espresse in sede medica si ritiene opportuno effettuare una
riduzione del 5% per attività leggere. Non si ritiene necessario effettuare
ulteriori riduzioni a questo salario in quanto le limitazioni mediche vengono
tenute in considerazione dal minor rendimento indicato.

 

Considerando
un reddito di partenza di Fr. 57'830.- si effettua la riduzione del 5% per i
motivi menzionati sopra e del 50% relativa all'incapacità medico-teorica.

 

Ne
risulta un reddito da invalido di Fr. 27'469.­-

 

Grado d'invalidità:

61'204 - 27'469 x
100 = 55 %

      
61'204

 

Considerate
le conclusioni a cui il consulente è giunto, risulta doveroso imporre una
riconsiderazione, segnatamente e qui deve essere ribadito, siccome il grado di
invalidità, già inizialmente, doveva sottostare all'applicazione delle disposizioni
previste dall'art. 16 LPGA, norma che impone la definizione del grado di
invalidità stabilendo tale percentuale confrontando il reddito che l'invalido
potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esibite da lui dopo
la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti di integrazione,
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, con il
reddito che invece avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido.

 

In
conclusione pertanto, appurato come il grado di invalidità debba essere fissato
al 55%, il diritto alla rendita intera è sostituito dal diritto ad una mezza
rendita, con effetto a partire dal primo giorno del secondo mese che segue la
decisione formale.

 

Avverso
il progetto di decisione 11 aprile 2007, il rappresentante legale ha introdotto
le sue contestazioni in data 25.04.2007, 07.05.2007, 10.05.2007, 29 maggio 2007
ed infine il 17.07.2007, alle quali ha annesso in copia i rapporti medici
08.05.2007 e 22.05.2007 dell'Ospedale __________ di __________, 13.06.2007 del
Dr. __________, 22.06.2007 del reparto di fisioterapia della Clinica __________,
26.06.2007 della Clinica __________ di __________ e 03.07.2007 del Dr. __________.

 

Allo
scopo di valutare coscienziosamente le osservazioni inoltrate, gli atti
dell'incarto sono stati sottoposti all'esame del nostro Servizio giuridico
dapprima e del nostro Servizio medico regionale poi.

 

Dal
profilo giuridico, non sono stati ravvisati errori procedurali di sorta, in
particolare è stato rilevato che la riconsiderazione vige "pro
futuro" e che implica l'applicazione dell'art. 85 cpv. 2 OAI che rinvia
all'art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI, ciò che conduce l'effetto della decisione a
decorrere dal mese seguente la notifica della decisione formale, con riferimento
alla giurisprudenza attuale.

 

Sul
piano medico, il nostro SMR ha per contro fatto notare:

 

" La documentazione medica allegata
alla comunicazione dell'avv. RA 1 non apporta nuovi elementi rispetto le
patologie precedentemente valutate.

In seguito alla breve degenza a carattere
riabilitativo, l'assicurato è stato dimesso dalla Clinica __________ in
condizioni migliorate; in questi casi la terapia non può dirsi conclusa con le
cure stazionarie, sicuramente stabilizzerà la condizione clinica con cure
ambulatoriali; nelle conclusioni della ENG del dr. __________, oltre alle citate
migliorate condizioni cliniche, viene auspicata una presa in carico di tipo
specialistico per migliorare e stabilizzare la condizione clinica.

Da rilevare come nei vari rapporti non venga citata
alcuna patologia psichiatrica tanto meno una terapia in atto in tal senso.

In sostanza, dal punto di vista medico, non vi sono
variazioni a quanto precedentemente valutato, anche con supporto
peritale."

 

Ne
discende che, non essendo stati apprezzati elementi diretti ad inficiare il discusso
progetto di decisione, questi risulta confermato.

 

Decidiamo pertanto:

1   La rendita intera versata finora viene ridotta a
mezza rendita d'invalidità con grado del 55 %.

 

2   La diminuzione della prestazione decorre dal primo
giorno del secondo mese che segue la notifica della decisione (art. 88bis cpv.
2, lett. a dell'Ordinanza sull'assicurazione per l'invalidità (OAI)).
(...)" (Doc. A)

 

                               1.3.   Avverso
la succitata decisione amministrativa l’assicurato, rappresentato dal suo
legale, ha presentato ricorso al TCA allegando certificazioni dei medici
curanti e postulando l’annullamento della decisione e la conferma della rendita
intera. Sostanzialmente il ricorrente censura che siano dati gli estremi per
procedere ad una riconsiderazione della decisione affermando, tra l’altro,
quanto segue:

 

" 
(...)

8.     Si contesta anzitutto il fatto che
fossero date le condizioni, per l'Ufficio Al, onde procedere ad una revisione
del grado di invalidità, e comunque ad una nuova valutazione peritale. In
effetti una revisione è possibile se lo stato di salute dell'assicurato muta
notevolmente. In casu il rapporto medico del dottor Ivanisevic del 2006
specificava che l'incapacità lavorativa era sempre del 100% dal 1992,
che lo stato di salute dell'assicurato era suscettibile di peggioramento, che
la capacità lavorativa non può essere migliorata con provvedimenti sanitari,
che non ritiene indicati dei provvedimenti professionali, e che lo stato di
salute dell'assicurato mostra un peggioramento. Inoltre, nell'allegato del 26
agosto 2006, il medico curante precisava che l'attività attuale non era
proponibile, che esisteva una diminuzione del rendimento del 100%, e che
l'assicurato non è in grado di svolgere altre attività.

 

Ora, è vero che il curante ha indicato che lo stato di
salute "mostra un peggioramento". Tuttavia, e dato che l'assicurato era
già inabile al 100% o che comunque era al beneficio di una rendita intera,
detto peggioramento non ha comunque avuto influenza alcuna sul diritto dell'assicurato
ad una rendita intera (dato che già la riceveva).

 

E' quindi del tutto contestato che l'Ufficio Al abbia
fatto eseguire una nuova perizia, e che in base a detta perizia abbia poi
emanato una nuova decisione. Si contesta quindi recisamente che la perizia del
dottor __________ venga considerata nell'ambito del calcolo del grado di
invalidità dell'assicurato.

 

Prove: doc.,
testi, perizia, si richiama l'intero incarto AI/55194 di codesto lodevole
Tribunale, si richiede l'edizione da parte del dottor __________ dell'intera
cartella clinica, dei referti radiologici e di tutti i rapporti medici relativi
all'assicurato (compreso quello del 5.12.2006), si richiede l'edizione da parte
del dottor __________ dell'intera cartella clinica e di tutti i rapporti medici
relativi all'assicurato (compreso quello del 5.12.2006).

 

9.     L'Ufficio Al ha comunque emanato la
decisione formale qui impugnata (riconsiderazione del caso assicurativo), sulla
base del referto (contestato) del dottor __________ (e senza fra l'altro
verificare la problematica psichica, che esiste e che pure, come ha ammesso lo
stesso sig. __________ dell'Ufficio Al, concorre nell'invalidità del qui ricorrente).

 

Orbene, si contesta che l'agire dell'AI sia stato
corretto. In effetti, a suo tempo (nel 1998) l'Ufficio Al non si era affatto
"dimenticato" di procedere ad una comparazione dei redditi, ma aveva
ritenuto detta procedura del tutto inutile, nella misura in cui l'assicurato
era stato ritenuto inabile al lavoro nella misura del 100%. E' quindi stato un
agire ed una valutazione del tutto consapevole, e del resto l'Ufficio Al aveva
a disposizione tutti gli elementi per decidere in questo senso.

 

Prove:
doc., testi, perizia, si richiama l'intero incarto AI/55/94 di codesto lodevole
Tribunale, si richiede l'edizione da parte del dottor __________ dell'intera cartella
clinica, dei referti radiologici e di tutti i rapporti medici relativi
all'assicurato (compreso quello del 5.12.2006), si richiede l'edizione da parte
del dottor __________ dell'intera cartella clinica e di tutti i rapporti medici
relativi all'assicurato (compreso quello del 5.12.2006).

 

10.  Se poi, per pura ipotesi, fossero dati
gli estremi per procedere ad una riconsiderazione (ciò che si contesta, sia
chiaro), si contesta in ogni caso:

 

        a)   che venga applicata,
relativamente al reddito ipotetico, l'attuale giurisprudenza del TFA (che applica
i parametri federali);

        b)   che venga ora applicato un
grado di invalidità medica del 50%. Si dovrebbe invece applicare, nella
migliore delle ipotesi per l'Ufficio Al, il tasso valutato dal dottor __________
(abile fra il 30% ed il 40% in attività leggere), oltre al tasso di invalidità
dovuto alla problematica psichica che nel frattempo era subentrato.

In effetti, sul primo problema, va detto che
l'Ufficio AI sostiene la legittimità della procedura della riconsiderazione in
quanto, a suo tempo, si sarebbe dovuto procedere ad un raffronto dei redditi.

 

Orbene nel 1998 la giurisprudenza del TCA
(approvata dal TFA) stabiliva che il reddito ipotetico da invalido in attività
leggere, a tempo pieno, fosse di fr. 35'000,00 annui. Ritenuto che il dottor __________
riteneva l'assicurato abile al lavoro nella misura del 30-40% (ed
assolutamente non invece nella misura di almeno il 50%, come sostiene in modo
del tutto arbitrario l'Ufficio Al a pagina due della motivazione della
decisione impugnata...), il reddito ipotetico da invalido era quindi, al
massimo, di fr. 12'250,00 (applicando un tasso medio del 35%, a metà fra il 30%
ed il 40%). Si noti comunque che detta valutazione non tiene conto della
problematica psichica, che era poi subentrata, e che riduceva ulteriormente
tale tasso.

 

Relativamente al salario da valido, va detto
che lo stesso, nel 1994, era di fr. 54'202,00 annui (cfr. decisione per
indennità giornaliere del 30 luglio 1996), nel 1995 era di fr. 56'392,50 annui
(cfr. decisione per indennità giornaliere del 28 luglio 1995), poi corretto in
fr. 55'126,00 annui (cfr. decisione per indennità giornaliere del 27 febbraio
1997), mentre nel 1996 e nel 1997 era di fr. 55'599,00 annui (cfr. decisione
per indennità giornaliere del 27 febbraio 1997).

 

In ogni modo, anche facendo un raffronto dei
redditi già solo sulla sola base della perizia __________ (e quindi senza
considerare altre problematiche, in particolare quella psichiatrica, che
comunque esiste), ne risulta un tasso di invalidità ben superiore al 66,66%
(tasso di invalidità che, allora, dava diritto ad una rendita completa) ma
anche ben superiore al 70%, con diritto quindi in ogni caso ad una rendita Al
intera.

 

E' quindi del tutto contestato ed aberrante
che ora l'Ufficio Al (che sostiene la tesi, contestata, di avere commesso un
errore), voglia ora fare pagare questo suo asserito errore all'assicurato,
applicando ora i nuovi parametri federali ad una situazione che, secondo l'Al,
avrebbe dovuto essere valutata in modo diverso oltre 8 anni fa.

 

Se in effetti, sul principio della
riconsiderazione, le tesi dell'Ufficio Al fossero corrette (ciò che si contesta),
allora si tratta comunque di decidere correttamente, in base alle leggi ed
alla giurisprudenza di allora, con effetto comunque a far tempo dal 1.11.2007.
Si nota quindi che, ai sensi di quanto già detto, anche operando secondo il
confronto dei redditi, nel 1998 la situazione non sarebbe sostanzialmente
mutata, ed all'assicurato sarebbe stata comunque riconosciuta una rendita
intera.

 

D'altra parte, la riconsiderazione non è
giustificata se una rendita viene ridotta soltanto per le condizioni di diritto
più restrittive, o da una modifica della prassi giudiziaria.

 

Prove:
doc., testi, perizia, si richiama l'intero incarto AI/55194 di codesto lodevole
Tribunale, si richiede l'edizione da parte del dottor __________ dell'intera
cartella clinica, dei referti radiologici e di tutti i rapporti medici relativi
all'assicurato (compreso quello del 5.12.2006), si richiede l'edizione da parte
del dottor __________ dell'intera cartella clinica e di tutti i rapporti medici
relativi all'assicurato (compreso quello del 5.12.2006).

 

11.  In ogni modo, e per completezza, si
contesta che l'assicurato sarebbe ora abile al lavoro in mansioni leggere nella
misura del 50% (anzi: abile al 100% con rendimento al 50%). L'assicurato è
inabile al lavoro al 100% per ogni e qualsiasi attività, e quindi con diritto,
in ogni caso, ad una rendita intera. Ciò lo si può evincere sia dalla
documentazione medica prodotta all'Ufficio Al con lettera del 17 luglio 2007,
sia dai rapporti medici del dottor __________ del 25 e 27 settembre 2007, qui
annessi quali doc. C e D, come pure dal rapporto del dr. __________ del 2
ottobre 2007, doc. E). Verranno inoltre prodotti ulteriori atti medici non appena
gli stessi saranno in possesso dello scrivente legale.

 

(...)

 

12.  Inoltre, ed in ogni caso, nella misura
in cui codesto lodevole TCA fosse dell'avviso che il calcolo del grado di
invalidità va eseguito secondo i parametri giurisprudenziali attuali (ciò che
si contesta recisamente) va detto che l'Ufficio Al, nell'ambito del calcolo
delle "deduzioni sociali", ha considerato unicamente una deduzione
del 5%, e di non ritenere necessario effettuare ulteriori riduzioni in quanto
le limitazioni mediche vengono tenute in considerazione dal minor rendimento indicato.
Ciò è contestato.

 

Si consideri in effetti anzitutto che, in base alla
giurisprudenza federale, i redditi da invalido possono ancora essere diminuiti
nella misura massima del 25%, e ciò al fine di considerare quei fattori che,
nel caso di specie, sono suscettibili di influenzare il reddito che
l'assicurato potrebbe percepire, quali ad esempio le limitazioni addebitabili
al danno alla salute, l'età, la nazionalità ed il grado di occupazione (DTF 126
V 75).

 

In questo caso, si ritiene invece e comunque equo e
giustificato considerare una deduzione sociale, nell'ambito dell'ammontare del
reddito ipotetico da invalido dell'assicurato, del 20%, ritenuti i seguenti motivi:

 

        a)   la particolare situazione medica
dell'assicurato, che è assai grave;

        b)   la sua situazione sociale,
culturale, scolastica (ha una scolarizzazione assai bassa, non ha un diploma
professionale ed ha pure poca esperienza - ha potuto lavorare per poco tempo,
parla male l'italiano);

        c)   la sua situazione anagrafica
(ha 43 anni, e professionalmente è una persona in età avanzata)

        d)   è comunque un cittadino straniero di uno
Stato non facente parte dell'UE;

        e)   l'attuale stato del marcato del
lavoro, dove per le persone con handicap vi è poco spazio.

 

(...)

 

13.  Infine, per puro scrupolo e nella
misura in cui codesto lodevole TCA fosse dell'avviso che il calcolo del grado
di invalidità va eseguito secondo i parametri giurisprudenziali attuali (ciò
che si contesta recisamente), si contesta poi recisamente l'applicazione del
reddito mediano federale (tabella TA1) nell'ambito del calcolo del reddito
ipotetico da invalido. In effetti, nella definizione stessa del grado di
invalidità, viene comparato il reddito che l'assicurato invalido potrebbe
conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura
medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione, tenuto conto
di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, con il reddito che egli avrebbe
potuto ottenere se non fosse diventato invalido.

 

(...)

 

Se anche quindi la riconsiderazione fosse
possibile (ciò che si contesta), e se per denegata ipotesi il TCA dovesse
decidere che il reddito ipotetico computabile applicabile è quello del 2005
(ciò che si contesta), si contesta comunque il reddito da invalido calcolato
dall'AI di fr. 57'830,00, e si ritiene invece applicabile la tabella ticinese,
di fr. 52'000,00 annui (2005), al 35%, da cui va dedotta la deduzione sociale
del 20%. La percentuale di invalidità è quindi in ogni caso superiore al 75%,
da cui il diritto, in ogni caso, ad una rendita intera. Lo stesso risultato si
otterrebbe applicando la via alternativa menzionata al paragrafo precedente.
(...)" (Doc. I)

                               1.4.   Con
risposta del 31 ottobre 2007 l’amministrazione, fondandosi sulle Annotazioni
del medico del Servizio Medico Regionale dell’AI (SMR) dr. __________, ha chiesto
lo stralcio del ricorso e il rinvio degli atti all’Ufficio AI per effettuare
una valutazione pluridisciplinare affermando quanto segue:

 

" 
(...)

Con la decisione impugnata, in esito all'istruttoria
medico-economica del caso, ritenuta la valutazione medica specialistica della
perizia 28.12.2006 del Dr. __________ (doc. 117 inc. AI), che ha attestato una
capacità lavorativa in attività adeguata del 50%, l'Ufficio Al ha ridefinito un
grado d'invalidità del 55% e ridotto il diritto dell'assicurato ad una mezza
rendita d'invalidità dal 1.11.2007. Nel ricorso in esame l'assicurato chiede il
mantenimento della rendita intera anche dopo il 1 novembre 2007.

 

Il ricorrente contesta il diritto dell'Ufficio Al di
far eseguire la perizia, la sua completezza e le sue conclusioni. In merito
alla perizia, si osserva che la stessa ossequia i criteri posti dalla
giurisprudenza ed è completa e coerente, relativamente al momento del suo
allestimento. Il ricorrente contesta che vi fossero le condizioni per una revisione.
Si osserva che l'assicurato beneficia dal 1.5.1998 di una rendita d'invalidità
e la revisione in atto era una revisione d'ufficio. Notoriamente l'ufficio Al
esamina per ogni concessione di rendita a quale data una revisione è prevista.
Per il termine di revisione se al momento della decisione di rendita si presume
che le condizioni della persona assicurata potrebbero mutare in un futuro
prossimo, la data della revisione è fissata al momento delle modifiche
previste; negli altri casi stabilisce il termine di revisione alla scadenza di
tre o al massimo cinque anni a partire dalla decisione di rendita. In casi
straordinariamente gravi d'invalidità che dà diritto a una rendita intera,
possono essere effettuate revisioni periodiche a intervalli più lunghi se le
condizioni sono stabili o se lo stato di salute della persona assicurata
esclude anche in futuro ogni integrazione significativa. In altre parole anche
per la rendita intera concessa per un lungo periodo, occorre comunque avviare
una revisione d'ufficio.

 

Il ricorrente contesta che I'UAI si fosse dimenticato
in precedenza di operare il con-fronto dei redditi, ma in realtà l'aveva
ritenuto inutile essendo l'assicurato inabile al 100%. Contesta quindi la
possibilità di una riconsiderazione. Si osserva che lo scopo di una
riconsiderazione è rettificare una decisione indubbiamente errata passata in
giudicato. Contrariamente alla revisione, la riconsiderazione non presuppone
una sostanziale modifica della situazione. Ora, la precedente decisione di
rendita e le sue conferme sembrano non aver valutato con la necessaria
attenzione la capacità lavorativa residua dell'assicurato. Come risulta dalla
risposta 30.8.1999 del dr. __________ al Dr. __________ del Servizio medico
regionale dell'Al, la capacità lavorativa residua dell'assicurato non era
nulla. Egli presentava una capacità lavorativa residua almeno del 30/40% in
attività confacente. Essa andava valutata nell'ottica di un confronto dei
redditi, sul quale si basa il grado di invalidità. Ciò che non è stato fatto,
contrariamente a quanto previsto dalla legge. Una riconsiderazione era dunque
legittima.

 

Il ricorrente contesta l'applicazione degli attuali
redditi statistici e l'incapacità del 50%, dovendo applicare l'abilità del
30%-40% in attività leggere, già indicata dal Dr. __________, alla quale occorrerebbe
aggiungere anche la problematica psichica. Ne risulterebbe un'invalidità
superiore al 70% e una rendita intera. Sostiene un'incapacità lavorativa del
100% in ogni attività. Chiede una riduzione sociale del 20% e l'applicazione
del salario statistico medio federale secondo la nuova giurisprudenza, essendo
più aderente alla realtà il salario medio ticinese, ciò che determina un'invalidità
del 75%.

 

Si osserva che nell'ambito della decisione impugnata la
Consulente in integrazione professionale, sulla scorta della sua competenza
specifica ed esperienza del settore ha individuato le attività confacenti e ha
poi considerato, conformemente alla giurisprudenza vigente, il salario
statistico annuo per attività semplice e ripetitiva di fr. 57'830.-- al quale,
ponderata le specificità dell'assicurato, ha applicato un'adeguata riduzione
del 5% per le limitazioni ergonomiche, la ridotta scolarità e le difficoltà a
reperire un'altra attività, di modo che per una capacità lavorativa residua del
50% definita dal perito, risulta un salario potenziale da invalido di fr.
29'493.-- con una perdita economica ed un'invalidità del 55% (doc. 123, inc.
AI), insufficiente per una rendita intera d'invalidità. È stata
quindi correttamente applicata la giurisprudenza vigente relativa ai salari
statistici per la definizione del salario da invalido per determinare il grado
d'invalidità.

 

Relativamente al danno alla salute dell'assicurato si
osserva che esso è stato attentamente valutato, in particolare con la citata
perizia. Con il ricorso l'assicurato ha tuttavia prodotto ulteriore documentazione
medica e meglio

 

        -     lettera                         5.12.2006
     Dr. __________ -        rapporto medico                 25.9.2007         Dr.
__________

        -     rapporto medico      27.9.2007      Dr. __________          -
             rapporto medico         2.10.2007                        Dr. __________

Essa è stata sottoposta al vaglio del Servizio medico
regionale dell'AI, per una nuova valutazione globale del caso. L'SMR, con
annotazioni 25 ottobre 2007, allegate, ritiene che la documentazione messa a disposizione
evidenzia un certo peggioramento ed è quindi indicata per la corretta
valutazione dello stato di salute dell'assicurato l'esecuzione d'una rivalutazione
multidisciplinare (reumatologico, neurologico, psichiatrico), in
considerazione del tipo di patologia e della lunga inattività professionale con
problematica di cronicizzazione.

 

Visto quanto sopra, per una corretta valutazione del
caso, si chiede a codesto lodevole Tribunale di voler stralciare il ricorso
e retrocedere gli atti all'Ufficio Al del Cantone Ticino al fine di
espletare i citati accertamenti medici mediante una valutazione peritale
pluridisciplinare da parte del Servizio di accertamento medico dell'AI,
SAM." (Doc. IV)

 

                               1.5.   Con
scritto 22 novembre 2007 il ricorrente, tramite il suo legale,  prodotta
ulteriore documentazione medica, ha allegato quanto segue:

 

" 
In merito alla
problematica di cui in oggetto, invio la presente comunicazione in nome e per
conto del signor RI 1. Ho preso atto della risposta di causa della parte avversa.
Da parte mia, ritenuto che mi riservo di produrre ulteriori prove (in
particolare degli ulteriori rapporti medici che ho richiesto, e del resto non
mi è ancora stato fissato alcun termine per produrre nuove prove), produco già
da ora quanto segue:

 

        a)   MR (in CD dell'ORL di __________) del 16
maggio 2007;

        b)   Rapporto del dottor __________ del
23.10.2007;

        c)   Originale e traduzione del
rapporto della Clinica __________ di __________ del 14.11.2007;

        d)   Copia rapporto Clinica __________
dell'11.10.2007.

 

Quanto alla risposta di causa del 31 ottobre 2007, da
parte mia mantengo integralmente quanto già affermato in sede di ricorso. Sul
rapporto del dottor __________ poi, ho chiesto una valutazione da parte di un 
medico. Comunque non concordo quando lo stesso valuta nel 50% il grado di
abilità lavorativa dell'assicurato.

 

Sulla problematica dello stralcio del ricorso, da parte
mia non sono d'accordo: se mai, con tutte le riserve del caso, sono disponibile
a valutare l'ipotesi di una sospensione della causa in attesa che l'Ufficio AI
esegua una perizia pluridisciplinare.

Eventualmente poi, l'Ufficio AI può anche ritirare la
sua decisione formale ed emetterne una nuova (suscettibile di ricorso, anche
nell'ambito degli argomenti da me già sollevati nell'ambito del presente ricorso)
sulla base dei nuovi accertamenti." 

(Doc. VIII)

 

                                         In
proposito, l’Ufficio AI, nelle sue osservazioni 4 dicembre  2007 corredato
dalle Annotazioni del medico del SMR dr. __________ (IIIbis), ha confermato la
risposta al ricorso (X).

 

Con lettera 26 febbraio 2008 il ricorrente, allegata nuova documentazione
medica e in particolare una perizia della Clinica __________ del 13 febbraio
2008, ha fatto valere quanto segue:

 

" 
(…)

In merito alla problematica  di cui in oggetto, invio
la presente comunicazione in nome e per conto del signor RI 1. 

 

 

In allegato alla presente, quali nuovi mezzi di prova,
producono quanto segue:

 

a) copia
rapporto dr. __________ del 23 settembre 1999;

b) copia
rapporto Clinica __________ del 6 febbraio 2008;

c) copia
perizia Clinica __________ del 13 febbraio 2008

 

Per il resto, confermo le mie precedenti comunicazioni
come pure i mezzi di prova indicati in sede di ricorso (e quindi la perizia, si
richiama l'intero incarto AI/55/94 di codesto lodevole Tribunale, si richiede
l'edizione del dottor __________ dell'intera cartella clinica, dei referti
radiologici e di tutti i rapporti medici relativi all'assicurato (compreso
quella del 5.12.2006), si richiede l'edizione da parte del dottor __________ dell'intera
cartella clinica e di tutti i rapporti medici relativi all'assicurato (compreso
quella del 5.12.2006), si richiede l'edizione della Clinica __________ di __________,
da parte della Clinica __________ di __________, da parte dell'Ospedale __________
di __________ e da parte della Clinica __________ , rep. Fisioterapia, __________,
dell'intera cartella clinica e di tutti i rapporti medici relativi all'assicurato." (Doc. XVII)

 

In merito, l’Ufficio AI, nel suo scritto del 6 marzo 2008, ha affermato di confermarsi nella risposta al ricorso sulla base delle annotazioni del medico
SMR, per il quale lo stato di salute del ricorrente che emerge dalla perizia da
lui prodotta è sovrapponibile a quello presente in occasione della prima
assegnazione della rendita, mentre che vi sarebbe un peggioramento da giugno
2007 (XIX). 

 

 

 

 

 

 

considerato,                   In
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del
21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22
dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98).

 

                               2.2.   Il
1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).

 

                                         Occorre
qui rilevare che per quanto concerne le norme di diritto materiale, in assenza
di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono
determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la
fattispecie che esplica degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid.
1).

 

                                         Dal
momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante è
realizzato antecedentemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5a revisione
della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati
in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.

 

                                         Nel merito

 

                               2.3.   Oggetto
del contendere è la legittimità del provvedimento con cui l'amministrazione ha
ridotto la rendita di spettanza di RI 1 da intera a parziale.

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. 

                                         Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (Scartazzi-

ni, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag.
216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre
2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno
al 66 2/3%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1°
gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto
ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita
se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al
50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.

 

                                         Va
altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità
dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito
ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe
potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992, pag.
182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; Valterio,
Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985,
pagg. 200 e ss.). Si confronta perciò il reddito che
l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (art. 28 cpv. 2 LAI: metodo generale del raffronto dei redditi; DTF
128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

                                         Nel
confronto dei redditi secondo la giurisprudenza - di regola - non si tiene
conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione
professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC
1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G.
Scartazzini, op. cit, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la
giurisprudenza citata).

                                         La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra
parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di
applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                                         Al
proposito va infine ancora rilevato che, secondo la
giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le
circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla
rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla
medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali
modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione
(rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili
di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R
consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in
SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01
pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I
26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I
475/01).

                                      

                               2.5.   Se
il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che
incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro,
aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta
(art. 17 cpv. 1 LPGA). La revisione avviene d’ufficio quando, in previsione di
una possibile modificazione importante del grado d’invalidità o di grande invalidità,
è stato stabilito un termine nel momento dell’erogazione della rendita o
dell’assegno per grandi invalidi, o allorché si conoscono fatti o si ordinano
provvedimenti che possono provocare una notevole modificazione del grado
d’invalidità o della grande invalidità (art. 87 cpv. 2 OAI). Invece, se è stata
inoltrata domanda di revisione, nella domanda si deve dimostrare che il grado
d’invalidità o d’incapacità dell’invalido a provvedere a se stesso è modificato
in misura rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 3 OAI).
Infine, prescrive l’art. 87 cpv. 4 OAI che, ove la rendita o l’assegno per
grandi invalidi siano stati negati perché il grado d’invalidità era
insufficiente o perché l’invalido poteva provvedere a sé stesso, una nuova
richiesta è riesaminata soltanto in quanto siano soddisfatte le condizioni
previste nel capoverso 3.

 

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in consi­derazione allorché è durato
tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a
durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento
dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante
il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza
interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non
soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto
retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella
causa St.; RCC 1984 p. 137).

 

                                         La
costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a
revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha
un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è
rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno
subito un cambiamento importante (DTF 130 V 349; STFA non pubbl. 28 giugno 1994
nella causa P. P.; RCC 1989 p. 323; DTF 113 V 275, 109 V 116, 105 V 30).
Affinché sia possibile la revisione di una rendita AI è dunque necessario che
le condizioni cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito una
modifica, tale da influire sulla perdita di guadagno.

 

                                         D'altra
parte la modifica deve essere notevole, non tanto da un punto di vista astratto,
ma piuttosto in relazione con l'art. 28 cpv. 1 LAI.

                                         In
ogni caso la revisione della rendita è possibile unicamente se, posteriormente
alla pronuncia della decisione iniziale, la situazione invalidante è
effettivamente mutata. Non basta invece che una situazione, rimasta
sostanzialmente invaria­ta, sia giudicata in modo diverso (DTF 130 V 351; RCC
1987 pag. 38, consid. 1a; STFA 29 aprile 1991 in causa G.C., Bellinzona, non
pubblicata, consid. 4).

                                         Per
stabilire in concreto se vi è motivo di revisione, da un punto di vista
temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della
decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia
della nuova decisione. Da questo punto di vista un provvedimento che si limita
a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369 consid.
2 con riferimenti, 109 V 262, 105 V 30; Valterio, op.
cit., pag. 268; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo
1997, pag. 258).

 

                               2.6.   Per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino
intollerabile per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165 = RCC 1977
pag. 169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK
1984 pag. 342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98,
pag. 10, consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna
2003, pag. 128).

 

                                         L'Alta
Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:

 

" 
(…)

Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono
determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere
annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie
psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato
psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione
per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato
potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è ragionevolmente
esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo possibile. Bisogna
dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un assicurato può, nonostante
il danno alla salute mentale, esercitare un'attività lucrativa che il mercato
del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue attitudini. In quest'ambito il
punto è quello di sapere quale attività si può da lui ragionevolmente esigere.
Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità di guadagno causata da un
danno alla salute psichica non è quindi decisivo accertare se l'assicurato
eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente; di maggior rilievo è
piuttosto domandarsi se si debba ammettere che l'utilizzazione della capacità
lavorativa non può in pratica più essere da lui pretesa oppure che essa sarebbe
persino insopportabile per la società (DTF 102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid.
2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid. 1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e
sentenze ivi citate)" (STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F. [I
148/98], pag. 10 consid. 3b)."

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie,
le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen),
l'alcolismo, la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre
1999 nella causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I
148/98, pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti). 

                                      

                               2.7.   Nell’evenienza concreta, all'assicurato, già attivo come
macchinista di cantiere, era stata inizialmente rifiutata ogni prestazione
mediante decisione dell’Ufficio AI del 12 aprile 1994 (doc. AI 30). Tale
provvedimento, contestato dal richiedente, era stato in seguito annullato dal
TCA mediante pronuncia del 2 febbraio 1995, con la quale questa Corte,
giudicati insufficienti gli accertamenti esperiti dall’amministrazione,
segnatamente quelli di natura economica, ha rinviato gli atti all’Ufficio AI
per ulteriori indagini (STCA inc. AI 55/94; cfr. doc. AI 37). In seguito
l’assicurato, affetto da problemi ortopedici/neurologici e in particolare da “sindrome
cervicale, sindrome dorsale inferiore, sindrome lombare importante, sindrome
radicolare sensitiva bilaterale agli arti inferiori” (cfr. perizia del dr. __________,
chirurgo ortopedico, del 24 gennaio 1993, doc. AI 22), sulla base del preavviso
dell’orientatore professionale (doc. AI 41), è stato sottoposto dapprima a un
periodo di orientamento pratico presso il __________ di __________ e poi messo
al beneficio di provvedimenti professionali presso il __________ di __________
dal 12 maggio 1996 al 31 agosto 1998 con attribuzione della relativa indennità
giornaliera (doc. AI 56 e 60). Mediante provvedimento del 14 novembre 1996
l’amministrazione ha altresì riconosciuto all’assicurato il diritto ad una
rendita intera per il periodo dal 1. ottobre 1993 al 31 marzo 1994 (doc. AI 68
e 71). A seguito di un nuovo intervento alla schiena eseguito dal dr. __________
il 28 maggio 1998 l’assicurato ha interrotto la riformazione presso il __________
(doc. AI 81). 

                                         Di
conseguenza, con provvedimento del 26 ottobre 1998 l’Ufficio AI ha ripristinato
la rendita riconoscendo all’assicurato una rendita intera dal 1. maggio 1998 (doc.
AI 84-1 e 89).

                                         

                                         In
seguito, in sede di revisione della prestazione l’amministrazione ha
interpellato il dr. __________, il quale, nel suo rapporto del 30 agosto 1999
ha fra l’altro affermato:

 

" 
(…)

Dopo questo intervento, il decorso è stato favorevole.
Ho rivisto un'ultima volta il paziente il 01.09.98 ed in quest'occasione non
accusava dolori particolari, né lombari, né radicolari. Prima dell'intervento
era in atto una riformazione professionale a __________, che il paziente già
allora riusciva a seguire con grande difficoltà. Da maggio 1998 percepisce una
rendita AI intera.

 

Ho rivisto il paziente il 16.08.99 (riconvocato per
rispondere al suo scritto).

 

In quest'occasione, il paziente accusa nuovamente
dolori ma unicamente lombari. Non ha più dolori radicolari. La lombalgia viene
accusata il mattino alzandosi, per ca. 1 ora, dopo di che migliora notevolmente.
Dolori pure in posizione statiche e rimettendosi in movimento, mentre in
movimento ha pochi fastidi. Pochi dolori notturni. All'esame clinico noto una
deambulazione normale.

Atteggiamento scoliotico destro-convesso antalgico.
Mobilità lombare bloccata e dolente. Palpazione dolente diffusa ma accentuata
da L3 S1. L'esame neurologico risulta normale, con un pseduo-Lasègue bilaterale
a 70° ed una disestesia diffusa alla gamba destra. Riflesso achilleo a destra
mancante, come già in precedenza.

 

In conclusione, persiste senz'altro una sindrome
lombovertebrale, in stato dopo ripetuti interventi al rachide lombare, con
discopatie plurisegmentali accertate radiologicamente e alla RM.

 

In considerazione del decorso clinico e degli esami
neuroradiologici, penso che le misure reintegrative non siano più attuabili. Il
paziente avrà anche difficoltà a svolgere una qualsiasi altra attività pur
leggera essa sia. Inoltre, il paziente sembra aver ben accettato il fatto che
percepisce una rendita al 100% e non vede alcuna ragione di cambiare questa
situazione. Comunque sia, dal punto di vista clinico, penso che anche in
un'attività molto leggera il paziente possa al massimo avere una capacità
lavorativa residuale non superiore del 30-40%, per cui, propongo che lo stato
attuale con la rendita intera venga convalidato." (Doc. AI 99-1+2)

 

                                         Di
conseguenza, constatata l’impossibilità a riprendere il provvedimento professionale,
con provvedimento del 19 gennaio 2000 l’amministrazione ha confermato il diritto
alla rendita intera (doc. AI 100). Nella successiva procedura di revisione,
l’amministrazione, preso atto che secondo il medico curante dell’assicurato,
dr. __________, il paziente aveva pure iniziato una cura con ansiolitici (doc.
AI 107-1), ha confermato la prestazione con provvedimento del 11 giugno 2003
(doc. AI 108). 

                                         

                                         Avviata
nel luglio 2006 una nuova procedura di revisione, preso atto del questionario
compilato in data 24 luglio 2006 dall’assicurato per il quale il suo stato di
salute era rimasto invariato (doc. AI 111), l’Ufficio AI ha interpellato il
medico curante dell’assicurato, dr. __________, il quale in data 26 agosto 2006
ha affermato che la situazione dell’assicurato, affetto da “Stato dopo
intervento chirurgico per ernia discale L3-L4 e discopatia della colonna
lombare”, mostrava un peggioramento per cui riteneva giustificata
l’assegnazione della rendita (doc. AI 113).

Nelle sue
annotazioni del 20 ottobre 2006 il medico SMR dr. __________ ha affermato:

 

" 
Il medico curante riporta nel suo
rapporto un peggioramento, essendovi una modifica dello stato di salute è
giustificata una perizia per una rivalutazione, così potremo anche rimediare
alla mancata valutazione, a suo tempo, delle capacità fisiche residue."
(Doc. AI 115-1)

 

Di conseguenza
l’Ufficio AI ha dato mandato al dr. __________, specialista in medicina interna
e reumatologia, di effettuare una perizia. Nel suo rapporto peritale del 28
dicembre 2006 lo specialista ha posto le seguenti diagnosi:

" 
(...)

4.  Diagnosi

 

Sindrome lombospondilogena cronica bilaterale in

 

-    esiti da decompressione L3/4 e L4/5 a destra
l'1.4.1993,

 

-    esiti da fenestrazione L4/5 a destra, adesiolisi e
neurolisi L5, foraminoctomia L5, fenestrazione L5/S1, foraminotomia S1,
sequestrotomia e discectomia L5/S1, il 28.5.1998,

 

-    alterazioni degenerative multisegmentali lombari,

 

-    esiti da morbo di Scheuermann,

 

-    anomalia di transizione lombosacrale,

 

-    disturbi statici del rachide,

 

-    decondizionamento muscolare. (...)" (Doc. AI
117-7)

 

concludendo come
segue:

 

" 
(...)

B. Conseguenze sulla capacità di lavoro

C. Conseguenze sulla capacità d'integrazione

 

Giudico come lavoro adatto allo stato di salute
attuale, un'attività che tiene pienamente conto della capacità funzionale
residua descritta nell'allegato.

 

Sul piano medico-teorico, in un lavoro adatto allo
stato di salute attuale, giudico l'assicurato abile al lavoro nella misura del
100%, ma con una diminuzione del rendimento del 50%, a seguito della necessità
di cambiare frequentemente le posizioni corporee e per i dolori cronici
lamentati.

 

Una ripresa del lavoro in attività adatta non è finora
mai stata presa in considerazione, neanche dopo il secondo intervento
neurochirurgico alla lombare del 28.5.1998, dato che il neurochirurgo curante
era dell'avviso che l'assicurato non fosse più integrabile nel processo
lavorativo, neanche in attività leggere.

 

Nella sua ultima attività professionale come
macchinista-traxista, svolta esclusivamente in posizione seduta, giudico
l'assicurato inabile al lavoro nella misura del 100%, a partire dal
9.10.1992." (Doc. AI 117-7+8)

 

In merito il dr. __________
del SMR in data 5 gennaio 2007 ha osservato:

 

" 
Trattasi di una revisione d'ufficio
per un Assicurato a beneficio di una rendita intera al 100% al 01.05.1998 per
problemi reumatologici e parzialmente psichici.

È in cura unicamente dal dr. __________ che indica:

-    stato dopo intervento chirurgico per ernia distale
L3-L4 e discopatia della colonna lombare.

Il dr. __________ a suo tempo indicava che un'attività lavorativa
leggera era possibile nella misura del 30-40%.

Una completa valutazione delle capacità fisiche residue
non fu fatta a suo tempo, per cui in sede di revisione viene chiesta una nuova
perizia a completamento della valutazione.

La perizia si presenta come esaustiva in merito alla
valutazione dello stato attuale in considerazione dell'evoluzione clinica delle
patologie in anamnesi, per cui rimaniamo concordi nella valutazione e nelle
conclusioni.

In base alla perizia del dr. __________ viene posta la
diagnosi:

sindrome lombospondilogena cronica bilaterale in esiti
di decompressione nel 1993 e fenestrazione nel 1998, esiti di m. di Scheuermann,
disturbi statici e decondizionamento muscolare.

 

In conseguenza della diagnosi l'assicurato è ritenuto inabile
al 100% nella sua ultima attività professionale di macchinista-traxista
dall'ottobre 1992.

In attività adeguata, tenute in considerazione le
capacità fisiche residue riportate nell'apposita tabella, è considerato abile
al 100% con riduzione del rendimento del 50% motivata dalla necessità di
cambiare con frequenza le posizioni di lavoro e per i dolori cronici lamentati,
a partire dalla data della perizia (inizio dal gennaio 2007).

 

Permane l'obbligo di sottoporsi a cure fisiatriche, che
sono riferite effettuate dall'assicurato ma che alla visita medica non hanno un
reale riscontro clinico." 

(Doc. AI 119-1)

 

Dal canto suo, nel
rapporto finale del 23 febbraio 2007 il consulente in integrazione professionale
dell’AI ha concluso:

 

" 
(...)

L'A. presenta un'inabilità lavorativa del 100% nella
sua ultima attività esercitata di macchinista-­traxista a partire da ottobre
1992.

In attività adeguata allo stato di salute l'A. risulta
essere abile nelle misura del 100% con una riduzione del rendimento del 50%
motivata dalla necessità di cambiare con frequenza la posizione di lavoro e per
i dolori cronici lamentati a partire da gennaio 2007.

 

(...)

 

Attività esigibili:

Le possibilità di reintegrazione sono date in primo
luogo dalla gamma delle attività esigibili dal profilo medico. Per definire
queste ultime si confronta il profilo delle residue abilità del soggetto (esame
di funzionalità fisica) con il profilo dei requisiti (= esigenze) che
caratterizzano i posti di lavoro presenti sul mercato nei vari settori economici.

 

Si tratta quindi di identificare delle attività
semplici, leggere e non qualificate alle residue abilità del soggetto. In
concreto non si ritiene che l'A. disponga di un sufficiente bagaglio attitudinale
e cognitivo per accedere in tempi ragionevoli ad una categoria di attività
avanzata o qualificata. Partendo dalle limitazioni medico-teoriche e tenendo
conto della configurazione della realtà economica del Cantone Ticino, si può
ritenere che (pur tenendo conto delle componenti riduttive), in situazione di
equilibrio, il mercato del lavoro accessibile sia ancora apprezzabilmente
esteso.

 

I limiti invalidanti espressi in sede medica permettono
di individuare una vasta gamma di attività sia nel settore secondario (operaio
generico nell'industria farmaceutica, alimentare, meccanica con mansioni
d'assemblaggio di piccoli elementi, produzione, stampa, rifinitura, controllo /
sorveglianza del funzionamento e della qualità, ...) che nel settore terziario
(venditore / cassiere non qualificato, custode, sorvegliante, ...).

 

 

Calcolo della CGR:

Pur riconoscendo che il paragone dei redditi dovrebbe
avvenire per l'anno 2007 (esigibilità attività al 100% con riduzione del
rendimento del 50% a partire da gennaio 2007), non avendo a disposizione i rilevamenti
statistici atti al calcolo della CGR, lo effettuiamo per l'anno 2005.

 

Salario da valido:

Come macchinista edile presso l'impresa di costruzione __________
di __________, senza il danno alla salute, avrebbe potuto percepire un salario
annuo di Fr. 61'204.- nel 2005.

 

Calcolo salario:

Salario orario 1993: Fr. 22.25

Aumenti salariali orari da contratto collettivo dal
1994 al 2005: Fr. 4.50 

Salario orario 2005: Fr. 22.25 + 4.50 = Fr. 26.75 

Coefficiente ore mensili nell'edilizia: 176 ore

Salario annuo 2005: Fr. 26.75 x 176 x 13 = Fr. 61'204.
-

 

Salario da invalido:

Non esistendo un rilevamento statistico effettivo per
l'anno 2005, vengono aggiornati i valori RSS del 2004 all'anno 2005.

 

A seguito della recente sentenza del TCA del 12 giugno
2006 e delle indicazioni della Corte plenaria del Tribunale federale delle
assicurazioni è stata stabilita l'inapplicabilità dei valori regionali (tabella
TA13) che erano stati utilizzati finora. La nuova giurisprudenza impone quindi
che il reddito da invalido vada d'ora in poi determinato in applicazione dei
valori nazionali (tabella TA1). Utilizzando i dati forniti dalla citata tabella
elaborata dall'Ufficio federale di statistica l'assicurato nel 2004 potrebbe realizzare
un salario mensile di Fr. 4'634.- (categoria 4.2: attività semplici e
ripetitive, valore mediano). Riportando questo dato su 41.6ore (cfr. tabella B
9.2 pubblicata in La Vie Economique, 1/2-2006, p. 94) esso ammonta a Fr.
4'819.- mensili oppure a Fr. 57'830.- per l'intero anno.

Oltre alle limitazioni espresse in sede medica ritengo
opportuno effettuare una riduzione del 5% per attività leggere. Non si ritiene
necessario effettuare ulteriori riduzioni a questo salario in quanto le
limitazioni mediche vengono tenute in considerazione dal minor rendimento
indicato. Considerando un reddito di partenza di 57'830.- si effettua la
riduzione del 5% per i motivi menzionati sopra e del 50% relativa all'incapacità
medico-teorica. Ne risulta un reddito da invalido di Fr. 27'469.­-.

 

Grado d'invalidità: 

61'204 - 27'469 x 100 = 55 % 

       61'204

 

L'A. presenta una capacità al guadagno residua del 45%
e un grado d'invalidità del 55%.

 

Conclusioni:

Pur avendo un grado d'invalidità superiore al 20%,
considerando il grado di incapacità lavorativa (50% minor rendimento) e
l'iter scolastico-socio-professionale dell'assicurato, non riteniamo sia
opportuno mettere in atto provvedimenti di ordine professionale.

 

Se egli identificasse un datore di lavoro in grado di
garantirgli l'assunzione dopo una formazione "ad hoc" massima di 3-6
mesi, resteremmo comunque a disposizione per un eventuale finanziamento di tale
formazione, a condizione che possa incrementare l'attuale capacità di
guadagno." (Doc. AI 124-1+2+3)

 

Di conseguenza,
l’Ufficio AI, con provvedimento del 13 settembre 2007, preceduto da un progetto
di decisione del 11 aprile 2007 (doc. AI 128), ha stabilito la modifica del
diritto alla rendita con riconoscimento di una mezza rendita in luogo della prestazione
intera, ritenendo dati gli estremi per procedere ad una riconsiderazione della
rendita precedentemente erogata, in quanto riconosciuta senza corretta
valutazione delle possibilità di guadagno ancora esigibili in attività
professionali compatibili con lo stato di salute dell’assicurato (doc. AI 143 e
sopra consid. 1.2).

 

                               2.8.   Unitamente
al suo ricorso, l’assicurato ha prodotto due certificati medici del 25/27
settembre 2007 del dr. __________ attestanti un’inabilità lavorativa completa per
i problemi alla colonna lombare (doc. C e D) e due attestazioni del 5 dicembre
2006 e 2 ottobre 2007 del dr. __________, di cui la seconda, indirizzata al
curante del paziente, attesta quanto segue:

 

" 
La informo brevemente sul suo
soprannominato paziente che ho rivisto l'1.10.07.

 

Come lei sa, il paziente era stato operato anni
addietro per un'ernia del disco L4/5 e L5/S1 dal dr. __________. Rioperazione
nel 1998 per ernia del disco recidivante ed aderenze dei due segmenti a dx. La
situazione inizialmente era migliorata, poi in seguito riacutizzazione dei
dolori lombari ed alle gambe.

 

Ulteriore peggioramento in giugno con dolori
invalidanti alla gamba. Una RM del rachide lombare effettuata alcuni mesi fa ha
evidenziato gravi discopatie negli ultimi tre livelli lombari con un'importante
discopatia L4/5 e sclerosi dei piatti vertebrali. Presenza di una possibile
piccola recidiva d'ernia L5/S1 con lussato caudale a dx. In discrepanza a
quest'esame RM, l 'esame neurologico effettuato dal Dr. __________ presenta la
presenza di un'irritazione cronica S1 a dx, ma senza denervazione in atto. Ciò
può significare che l'ernia attualmente confermata nella RM non ha un effetto
comprimente sulla radice.

 

Il paziente è stato recentemente presso la Clinica __________
per una terapia di tre settimane che a quanto pare ha portato ad un leggero
miglioramento della situazione.

 

Date le circostanze penso che al momento si possa
procedere ad un'infiltrazione di Kenacort a livello L4/5 a dx che coprirà la
radice L5 ed S1. Un intervento chirurgico in questo caso dovrà consistere per
forza in un PLIF L4/5 e L5/S1 con una fissazione da L3 a S1. Si tratta qui di
un grosso intervento con sostituzione degli ultimi due dischi. Personalmente
sono convinto che quest'intervento non avrà un effetto positivo, ma potrà
solamente portare ad ulteriori problemi. Per questa ragione sono estremamente
prudente a porre l'indicazione per un tale procedere." (Doc. E)

 

                                         Nelle
sue Annotazioni del 25 ottobre 2007 il medico SMR dr. __________ ha valutato
come segue la situazione:

 

 

 

" 
(...)

Valutazione:

In occasione della perizia 12.2006 è stato in pratica
riscontrato uno stato clinico sovrapponibile a quello presente in occasione
dell'assegnazione della rendita. A conferma di questo vi è anche la valutazione
della capacità lavorativa che da parte del dr. __________ era stata valutata in
un 40% vs. il 50% del perito attuale (quindi in pratica sovrapponibile).

La documentazione medica a disposizione attualmente
evidenzia invece un certo peggioramento della situazione clinica a partire da
giugno 2007. A conferma di questo è da vedersi p.es. l'assenza del riflesso
achilleo a destra, assenza confermata dalla visita neurologica di luglio 2007,
a prova d'una problematica neurologica finora non presente.

Ritengo quindi giudizioso che il caso venga rivalutato,
rivalutazione che dovrà essere eseguita in modo multidisciplinare
(reumatologico, psichiatrico) in considerazione del tipo di patologia e della
lunga inattività professionale con problematica di cronicizzazione." (Doc.
IV/bis)

 

                                         Alla
luce di questo parere l’Ufficio AI, nella sua risposta di causa del 31 ottobre
2007, ha proposto lo stralcio del ricorso e il rinvio degli atti per procedere
ad una valutazione pluridisciplinare (IV; cfr. sopra consid. 1.4).

                                         In
corso di procedura l’assicurato ha inoltre presentato ulteriore documentazione
medica e in particolare un rapporto dell’11 ottobre 2007 della Clinica __________,
riferito ad una degenza dal 5 al 21 settembre 2007 attestante fra l’altro
quanto segue:

 

" 
(...)

VALUTAZIONE E DECORSO CLINICO - RIABILITATIVO

 

Abbiamo impostato un programma riabilitativo mirato e
al miglioramento dell'assetto posturale deficitario, al recupero funzionale
articolare della colonna lombare e alla riduzione della sintomatologia dolorosa
riferita attraverso esercizi di mobilizzazione progressiva, di istruzione
posturale ed ergonomica.

 

A seguito di un'irrequietezza agli arti inferiori,
riferita dal paziente specialmente nelle ore notturne, sospettando una sindrome
da gambe senza riposo, è stata introdotta con beneficio una terapia serale con
Rivotril al dosaggio di 1 mg. Gli esami di laboratorio di routine sono
risultati nella norma.

 

Nello specifico, dal punto di vista funzionale, il
tentativo riabilitativo ha sortito solo modesti effetti sulla sintomatologia
dolorosa caratterizzata da una lombo-sciatalgia dx da recidiva di ernia. Il
disturbo algico, piuttosto importante, sta influenzando negativamente l'assetto
posturale del tronco e invalidando progressivamente il paziente anche
attraverso la sintomatologia accessoria da esso potenzialmente indotta come
dolori intercostali a destra ed episodi di nausea.

Per tale motivo consideriamo importante una presa a
carico dal punto di vista neurochirurgico e per questo abbia previsto una
visita presso lo studio del dr. __________ per il 01.10.07 con attuale incapacità
lavorativa al 100% che sarà da rivalutare a seconda della decisione
specialistica effettuata. (...)" (Doc. F1)

 

 

                                         In
data 26 febbraio 2008 il ricorrente ha inoltre prodotto una perizia allestita
il 13 febbraio 2008 dai sanitari della Clinica __________ attestante la
diagnosi di

" 
-    Una sindrome radicolare S1 a
destra,

-    Uno stato dopo sindrome L5 a destra con deficit motori
e sensibili,

-    Un probabile stato dopo sindrome radicolare L4 a
destra

-    Una sindrome lombovertebrale in stato dopo diversi
interventi chirurgici:

·    Discectomia
L3/L4 e L4/5  a destra nel 1993

·    Fenestrazione
L4/L5 a destra, adesiolisi e neurolisi L5 e foraminotomia L5, fenestrazione
L5/S1, foraminotomia S1, sequestrotomia e discectomia L5/S1 nel 1998

 

Le diagnosi si basano sugli elementi seguenti:

A.  Lo stato neurologico attuale

B. Gli esami elettrofisiologici attuali (vedi allegato)

C. I dati anamnestici

D. I referti neuroradiologici (in modo particolare MR
della colonna vertebrale del 16.05.07) (...)" (Doc. H3, pag. 4)

 

                                         e
concludente, tra l’altro, come segue:

 

" 
(...)

3.  Dica quale è la capacità lavorativa del
Signor RI 1 nell'ambito della precedente attività lavorativa, rispettivamente
quali sono i suoi impedimenti;

 

Al momento non è presente una capacità lavorativa in
una occupazione come macchinista rispettivamente autista.

 

Gli impedimenti che fanno giudicare la situazione
clinica tale da non permettere una capacità lavorativa nella professione sopra
citata sono le seguenti:

-    La necessità di mantenere la posizione
seduta, con grosse difficoltà nel mantenete la posizione flessa del ginocchio.

-    La necessità di poter ruotare il tronco
durante la conduzione della macchina o del veicolo.

-    La sindrome algica lombovertebrale con
irradiazione del dolore nella gamba destra fino al piede lateralmente.

-    Deficit dell'estensione dorsale del piede a destra

 

4.  Dica quale è la capacità lavorativa del
Signor RI 1 nell'ambito di una attività leggera, rispettivamente quali sono i
suoi impedimenti;

 

Al momento è molto difficile ipotizzare una capacità
lavorativa in un attività seppur molto leggera.

Questo per i motivi seguenti:

-    La sindrome algica lombare con irradiazione del
dolore nella gamba destra.

-    Le difficoltà nel mantenere la posizione seduta.

-    Le difficoltà nel mantenere una posizione eretta
corretta

-    Il cammino difficoltoso

-    I movimenti della schiena, in modo particolare le
rotazioni difficoltose

 

La mia valutazione si basa sulla considerazione della
sintomatologia del paziente, descritta sopra.

 

5.  Dica quali particolari movimenti del
corpo il Signor RI 1 è limitato e perché; 

 

Vedi risposta alle domande 3 e 4.

 

6.  Dica se è d'accordo con il tenore e con
il grado di abilità lavorativa stabilito dal Dr. __________ nell'ambito della
perizia del 28.12.06. In caso negativo, in cosa non è d'accordo e per quali
motivi? E d'accordo che il grado di abilità lavorativa del Signor RI 1 sia del
50% in attività leggere? In caso contrario, perché no, e quale è il grado di
abilità medico effettivo?

 

Il Dr. __________ scrive a pag. 7 della sua perizia:
"Sul piano medico-teorico, in un lavoro adatto allo stato di salute
attuale, giudico l"assicurato abile al lavoro nella misura del 100%, ma
con una diminuzione del rendimento del 50%, a seguito della necessità di
cambiare frequentemente le posizioni corporee e per i dolori cronici lamentati".

 

No, non sono d'accordo con la valutazione grado di
abilità lavorativa stabilito dal Dr. __________ nell'ambito della perizia del
28.12.06.

 

Non mi trova d'accordo nei punti seguenti:

-    La diagnosi da lui posta (perizia a
pag. 7) non contempla la presenza di una importante sindrome S1 a destra e lo
stato dopo lesione radicolare L5 a destra. E probabile (vedi anche riposta alla
domanda 7), che un peggioramento sia avvenuto dopo l'esame della fine dell'anno
2006; non penso però che la grave atrofia del m. extensor digitorum brevis
destro si sia sviluppata solo dopo questa visita, ma non posso escluderlo. 

-    Dunque il collega ha giudicato la
situazione del paziente partendo da presupposti differenti, arrivando anche ad
altre conclusioni.

 

Dunque non sono d'accordo che il grado di abilità
lavorativa del Signor RI 1 sia del 100%, ma con una diminuzione del rendimento
del 50%, anche seppur in attività leggere. 

Non mi trova d'accordo per i motivi seguenti:

-    La sindrome algica lombare con irradiazione del
dolore nella gamba destra.

-    Le difficoltà nel mantenere la posizione seduta.

-    Le difficoltà nel mantenere una posizione eretta
corretta.

-    Il cammino difficoltoso.

-    I movimenti della schiena, in modo particolare le
rotazioni difficoltose.

-    Deficit dell'estensione dorsale del piede a
destra.

 

Il grado di abilità medico effettivo attuale è a mio
avviso del 0% per i motivi qui sopra elencati.

 

7.  È d'accordo con il Dr. __________ nel
senso che fino al maggio del 2007 il grado di abilità lavorativa era del 50%, e
che in seguito vi è stato un peggioramento? Motivi la risposta.

 

Senza dubbio, se ci si basa sulla documentazione agli
atti c'è stato un peggioramento della situazione clinica dal maggio del 2007.
La mia valutazione attuale conferma questa evoluzione e ha oggettivato una
patologia radicolare attuale S1 a destra e la sintomatologia residua L5 a
destra.

 

Nella sintomatologia del paziente c'è una continuità
che si estende però al tempo prima del maggio 2007. La sintomatologia era già
importante come già anche ricordato dal Dr. __________ nella sua perizia. La
sintomatologia prevalente era di tipo lombospondilogeno, ma con uno stato
postoperativo negativo su una insufficienza plurisegmentaria a livello della
colonna lombare. La sintomatologia algica è sempre restata importante ed
invalidante.

 

Dunque non penso che si possa retroattivamente valutare
il grado di inabilità lavorativa fino al maggio 2007 giudicandolo ridotto del
50%. Il lavoro di macchinista rispettivamente autista non era, come non lo è,
compatibile con la sintomatologia del paziente. (...)" (Doc. H3, pag. 6-8)

 

                               2.9.   Va
qui ricordato che, conformemente alla giurisprudenza del TFA, affinché un rapporto medico abbia valore probatorio determinante
occorre che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si
fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si
lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti
(anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o
nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono
inoltre essere motivate (Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung,
BJM 1989 pag. 31; DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti; Pratique VSI 2001
pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo 2002 nella causa M [I
162/01], consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa
il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite
da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono
a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi,
fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V
176, 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del
28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.;
SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità e
l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione
deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si
rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni
e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(DTF 125 V 354 consid. 3b/bb). 

                                         Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da
medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

                                         Per quel
che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della
vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a
favore del suo paziente (cfr. DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgerichts, op. cit., pag. 111).

 

                                         Inoltre,
nella sentenza del 5 ottobre 2001 pubblicata in DTF 127 V 294 e seg., il TFA ha
fatto proprie le considerazioni esposte da Mosimann (Somatoforme Störungen:
Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in cui
questo autore ha descritto in dettaglio i compiti del perito medico che deve
esprimersi sul carattere invalidante di un'affezione somatoforme.

                                         Secondo
Mosimann, in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi
secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività
lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi
criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

                                         Inoltre,
l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Del
resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,
tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le
allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le
lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le
allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto
(STCA inedita 27 settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124).

 

                             2.10.   Nella
fattispecie, l’Ufficio AI aveva sostanzialmente modificato il diritto alla
rendita fondandosi da un lato sulle conclusioni della perizia del 28 dicembre
2006 del dr. __________, il quale aveva concluso ritenendo l’assicurato inabile
nella precedente professione di macchinista-traxista dal 1992 ma comunque abile
al 50% in un’attività leggera compatibile con le sue condizioni di salute e che
gli permetta di cambiare frequentemente le posizioni corporee (doc. AI 117),
dall’altro su quelle del consulente IP, il quale, partendo dalle conclusioni
medico peritali e attuato un confronto dei redditi, ha concluso per un grado di
invalidità del 55% (doc. AI 124; cfr. per esteso sopra al consid. 2.7).  

                                          

Tale tesi è
stata contestata dal ricorrente, il quale, sulla base dei certificati prodotti,
ha, tra l’altro, in sostanza sostenuto di essere rimasto inabile al lavoro in
misura competa. 

 

                                         Ora,
ricordato come per costante giurisprudenza il giudice delle
assicurazioni sociali valuta la legalità della decisione deferitagli sulla base
della situazione di fatto esistente al momento in cui essa venne emanata – in
concreto il 13 settembre 2007 (doc. AI 128) - quando si ritenga che fatti
verificatisi ulteriormente possono imporsi quali elementi di accertamento
retrospettivo della situazione anteriore alla decisione resa (DTF 129 V 4
consid. 1.2, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b), i rapporti medici
prodotti dall’interessato in sede ricorsuale possono essere presi in
considerazione poiché quanto descritto dagli specialisti si riferisce anche
alla situazione dell’assicurato antecedente all’emissione della decisione
contestata.

Al riguardo, viste
le citate attestazioni degli specialisti e in particolare ai precitati referti
2 ottobre 2007 del dr. __________ e alla perizia 13 febbraio 2008 dei sanitari
della Clinica __________ (doc. E e H3), appare in particolare verosimile che i
problemi ortopedici e neurologici che affliggono l’assicurato abbiano limitato
la sua capacità lavorativa nel periodo susseguente al periodo maggio/giugno
2007 in misura superiore a quanto concluso dal perito dr. __________ nel suo
referto peritale del dicembre 2006. Appare altresì verosimile che al momento
della resa dell’atto amministrativo litigioso lo stato di salute dell’assicurato
e gli effetti invalidanti ad esso riconducibili fossero tali da giustificare
l’esperimento di ulteriori indagini mediche.

 

                                         Del
resto, esaminate le certificazioni prodotte con il ricorso, anche
l’amministrazione, sentito il preavviso del medico SMR, ha dichiarato di
ritenere necessario procedere a nuovi accertamenti medici pluridisciplinari
(reumatologico, neurologico, psichiatrico) avuto riguardo del tipo di patologie
e della lunga inattività professionale con problematica di cronicizzazione,
posto come dall’inserto non fosse possibile desumere l’evoluzione esatta delle
varie problematiche di cui è sofferente il richiedente (cfr. IV e IVbis). 

 

Questa Corte deve
quindi condividere la necessità di esperire ulteriori chiarimenti di natura multidisciplinare,
ritenuto come la documentazione acquisita all’inserto non consenta di addivenire ad un chiaro e attendibile giudizio sullo stato di salute
dell'assicurato e sulle sue effettive ripercussioni invalidanti nel periodo
successivo al maggio/giugno 2007 e sino al momento determinante della
pronuncia del provvedimento amministrativo querelato (cfr. DTF 121 V 362). 

                                         

                             2.11.   Mentre
il ricorrente ha da un lato chiesto la sospensione della causa in attesa
dell’effettuazione della perizia pluridisciplinare da parte dell’AI e da un
lato, più o meno esplicitamente, postulato l’effettuazione di una perizia
medica ordinata dal Tribunale così come l’assunzione di altre prove (cfr. XVII),
l’amministrazione ha postulato la retrocessione degli atti onde procedere
direttamente ad effettuare gli opportuni approfondimenti medici (IV).

 

                                         Secondo
la giurisprudenza federale, il giudice cantonale che considera che i fatti non
sono stati sufficientemente chiariti ha, di principio, la scelta fra due
soluzioni: o rinviare la causa all'assicuratore per un complemento istruttorio
o procedere personalmente a tale complemento. Un rinvio all'assicuratore non
viola né il principio della semplicità e della rapidità della procedura né il
principio inquisitorio. In una sentenza pubblicata in RAMI 1993 U 170, p.
136ss., il TFA ha comunque stabilito che un simile rinvio può costituire un
diniego di giustizia, in particolare quando una semplice perizia giudiziaria o
una misura di istruzione puntuale basterebbe a chiarire un fatto. Tale giurisprudenza
è stata criticata dalla dottrina.

                                         In
particolare, da G. Aubert (cfr. la nota pubblicata in SJ 1993, p.
560), il quale ha centrato la sua critica sull’art. 47 LAINF
che pone il principio secondo cui è compito dell'assicuratore accertare
d'ufficio i fatti, se necessario disponendo delle perizie mediche. Ora,
secondo Aubert, il risultato della giurisprudenza citata è
quello di ribaltare tale onere sui tribunali e, visto il principio della
gratuità della procedura, di porre a carico dello Stato - a meno che una parte
abbia agito temerariamente o per leggerezza - costi che, invece, incombono agli
assicuratori. Del resto, nemmeno l'argomento fondato sulla rapidità della
procedura convince Aubert: da una parte, non occorre più tempo all'assicuratore
che al giudice per ordinare una perizia e, d'altra parte, la stessa
giurisprudenza federale rischia di diventare fonte di ritardi poiché, grazie ad
essa, l'assicuratore può essere tentato di rifiutare di ordinare delle perizie
lasciando tale onere ai Tribunali (e, quindi, allo Stato).

                                         Lo
scrivente TCA non può che condividere tali critiche (cfr. in questo senso STCA
del 9 marzo 2005 nella causa G., 35.2004.100).

 

                                         D’altra
parte, in una sentenza del 17 novembre 2000 nella causa C., C 206/00,
pubblicata in DLA 2001, p. 196s., la massima Corte federale ha ricordato -
facendo riferimento ad una sua pronunzia apparsa in RAMI 1986 K 665, p. 87 -
che il rinvio all'amministrazione appare generalmente giustificato se essa ha
constatato i fatti in maniera sommaria, ritenendo che, in caso di ricorso, il
tribunale li avrebbe comunque puntualmente accertati. 

 

                                         In
concreto, ci troviamo di fronte ad un accertamento dei fatti che, come detto,
si rileva lacunoso. La decisione impugnata va quindi annullata e l'incarto
rinviato all'Ufficio AI, affinché predisponga i necessari accertamenti medici,
segnatamente di natura pluridisciplinare, intesi a valutare l’evoluzione delle
patologie di cui soffre il ricorrente e la loro ripercussione sulla sua
capacità lavorativa anche nel periodo seguente al maggio 2007.

 

                             2.12.   In
esito a tale complemento istruttorio, l’amministrazione dovrà nuovamente determinarsi
sull’eventuale diritto alla rendita dell’assicurato e quindi anche sul
tema di sapere se la decisione di riduzione della rendita (con
effetto al primo giorno del secondo mese che segue la notifica della decisione
in applicazione dell’art. 88bis cpv. 2 OAI), merita conferma in via di
riconsiderazione della precedente decisione. 

                                         Va
detto in effetti che l’amministrazione non ha fondato la riduzione della
rendita sull’art. 17 LPGA - non ritenendone adempiute le condizioni non essendo
lo stato di salute dell’assicurato sostanzialmente migliorato rispetto a quello
che, nel 1998, aveva determinato il riconoscimento della prestazione intera –
ma ha riconsiderato la decisione del 26 ottobre 1998 giusta l’art. 53 cpv. 2
LPGA ritenendola manifestamente errata. 

                                         Detto
altrimenti, occorrerà verificare se nel 1998 l’assicurato è stato erroneamente
considerato invalido al 100%, se tale errore costituisce motivo per rivedere la
decisione giusta l’art. 53 cpv. 2 LPGA e, da ultimo, se la rettifica
dell’eventuale errore è di rilevante importanza nel senso di una riduzione
della prestazione. L’Ufficio AI, riferendosi all’epoca della concessione della
rendita intera, ha infatti di fatto sostenuto che la circostanza di non aver
svolto i necessari esami dal punto di vista economico non aveva permesso di
determinare che già a quel momento non vi era diritto a una rendita intera e
quindi che la decisione era manifestamente errata. 

 

                                         State
quanto precede, vista segnatamente la necessità di procedere ad accertamenti
ulteriori - i quali, sia detto per inciso, potrebbero anche evidenziare che nel
frattempo si è verificata una modifica rilevante delle condizioni di salute del
ricorrente  - risulta superfluo esaminare le conclusioni dell'amministrazione
in merito alla riconsiderazione della decisione iniziale di attribuzione della
rendita all'assicurato, incluso il calcolo operato per definire il grado di
incapacità di guadagno eseguito dell'Ufficio AI con la decisione contestata.

 

                                         A
titolo abbondanziale non è tuttavia superfluo ricordare che i principi
relativi alla riconsiderazione e alla revisione processuale sviluppati dalla
giurisprudenza precedentemente alla LPGA, sono stati concretizzati all'art. 53
LPGA (cfr. STFA del 12 marzo 2004 nella causa D., K 147/03,
consid. 5.3 in fine; STFA del 22 marzo 2004 nella causa M., U 149/03, consid.
1.2.; STFA dell’8 febbraio 2005 nella causa G., I 133/04, consid. 1.2.).

                                         L'art.
53 LPGA prevede che:

 

" 
Le decisioni e le decisioni su
opposizione formalmente passate in giudicato devono essere sottoposte a
revisione se l’assicurato o l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti
rilevanti o nuovi mezzi di prova che non potevano essere prodotti in
precedenza.

(cpv. 1)

L'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle
decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato se è provato che
erano manifestamente errate e se la loro rettifica ha una notevole importanza.
(cpv. 2)

L'assicuratore può riconsiderare una decisione o una
decisione su opposizione, contro le quali è stato inoltrato ricorso, fino
all'invio del suo preavviso all'autorità di ricorso." (cpv. 3)

 

                                         Conformemente a un principio generale valido per il diritto delle
assicurazioni sociali, l'amministrazione può riconsiderare una decisione
cresciuta in giudicato formale, che non è stata oggetto di un controllo
giudiziario, nel caso in cui è senza dubbio errata e la correzione ha
un'importanza rilevante (cfr. STFA del 23 marzo 2004 nella causa D., C 227/03;
STFA del 12 febbraio 2004 nella causa B., C 349/00; STFA del 17 dicembre 2003
nella causa B., C 19/03; STFA del 28 novembre 2003 nella causa S., C 307/01;
STFA del 21 luglio 2003 nella causa T., C 81/03; DTF 129 V 110 = SVR 2003 ALV
Nr. 5, p. 15; DTF 127 V 466, consid, 2c, p. 469; DTF 126 V 399 = DLA 2001 N.
37, p. 247; DLA 2000 N. 40, p. 208; DLA 1998 N. 15, consid. 3b, p. 79 e 80; SVR
1997 ALV Nr. 101, p. 309 consid. 2a e riferimenti).

 

Per giudicare se è ammissibile riconsiderare una decisione per il
motivo che essa è manifestamente errata, ci si deve fondare sulla situazione
giuridica – compresa la giurisprudenza - esistente al momento in cui questa
decisione è stata emanata, tenuto conto della prassi in vigore a quel momento
(DTF 117 V 17; 120 V 132; 119 V 480
consid. 1c e i riferimenti ivi citati). Di conseguenza, anche per la determinazione del
grado d’invalidità va considerato il raffronto dei redditi eseguito all’epoca
della decisione oggetto della riconsiderazione. In una sentenza del 25 aprile
2008 nella causa M. (inc. 32.3007.206), questo TCA ha avuto segnatamente modo
di rilevare che per esaminare una decisione dell’Ufficio AI emessa nel 2004 non
era possibile calcolare il grado di invalidità computando un reddito da
invalido calcolato sulla base della giurisprudenza del TFA in vigore da fine
2006 (per la quale sono esclusivamente applicabili,
in difetto di indicazioni economiche concrete, i dati nazionali risultanti dalla
tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita
dall’Ufficio federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella
TA13, che si riferisce ai valori in relazione alle grandi regioni, utilizzati
durante all’epoca della decisione 12 novembre 2004; al riguardo vedi STFA 12
ottobre 2006 nella causa S., U 75/03, e del 5 settembre 2006 nella causa P., I
222/04).

                                         In
effetti, mediante la riconsiderazione, si corregge un’errata applicazione
iniziale del diritto, rispettivamente, un’errata constatazione derivante
dall’apprezzamento dei fatti. Un cambiamento di prassi oppure di giurisprudenza
non giustifica di principio una riconsiderazione (DTF 117 V 17 consid. 2c, 115
V 314 consid. 4a/cc; cfr. anche le STFA del 2 maggio 2007, I 870/2005 e del 7
maggio 2007, del 25 giugno 2007, I 138/07; cfr. la STCA
del 5 settembre 2007 nella causa V., 32.2006.153, nella quale questa Corte ha
ribadito che non è possibile procedere ad una revisione delle rendite AI in
corso, invocando semplicemente la nuova giurisprudenza federale che ha ritenuto
non più applicabile la tabella TA 13 ed applicabile la TA1, quando lo stato di
salute dell'assicurato è rimasto invariato; nella medesima pronuncia, allineandosi
alla precitata sentenza del Tribunale federale del 25 giugno 2007 (I
138/07), questa Corte ha pure statuito che questa nuova giurisprudenza non costituisce
un motivo di riconsiderazione ai sensi dell'art. 53 cpv. 2 LPGA).

 

                                         Inoltre,
una decisione è manifestamente errata, non soltanto quando è stata presa sulla
base di norme giuridiche sbagliate o inappropriate, ma anche quando delle
disposizioni fondamentali non sono state applicate oppure lo sono state in modo
inappropriato (DLA 1996/97 n. 28, p. 158 consid. 3c).

                                         Ciò
è segnatamente il caso quando l’amministrazione accorda una rendita di invalidità
in violazione del principio della priorità della riformazione professionale
sulla rendita (STFA del 31 gennaio 2003 nella causa P., I 559/02).

                                         Per
contro, non si è in presenza di un errore manifesto quando il versamento della
prestazione dipende da condizioni materiali la cui valutazione implica un
potere d’apprezzamento, in relazione a taluni aspetti o elementi, e che la
decisione appare ammissibile tenuto conto della situazione di fatto e di
diritto (STFA del 13 agosto 2003 nella causa P., I 790/01, consid. 3). 

                                         In
una sentenza del 13 luglio 2006 nella causa L., I 406/05, consid. 6, l’Alta
Corte ha dichiarato manifestamente errata la decisione formale mediante la
quale l’Ufficio AI aveva riconosciuto a un assicurato una mezza rendita di
invalidità per il motivo che, nella sua abituale professione di coiffeur,
presentava una inabilità lavorativa del 50% (con corrispondente riduzione del
reddito). Secondo il TFA, l’amministrazione avrebbe invece dovuto esaminare se
l’assicurato, sul mercato generale del lavoro, esercitando un’attività
sostitutiva, era in grado di meglio valorizzare la sua capacità lavorativa
residua.

                                          

                                         Nel
caso di specie, questa Corte rileva a titolo abbondanziale che l’Ufficio AI ha
basato la propria decisione iniziale del 26 ottobre 1998, attribuente una
rendita intera di invalidità, sulle indicazioni contenute nei rapporti medici
agli atti, segnatamente di quello del dr. __________ del 26 maggio 1998 con il
quale lo specialista preannunciava un intervento chirurgico per il 28 maggio
1998 con conseguente inabilità lavorativa completa per circa 2/3 mesi (cfr. doc.
AI 80 e 89), nonché sulla costatazione che non era momentaneamente più
possibile una ripresa del periodo di riformazione professionale (doc. AI 81 e 89).
Analogamente l’amministrazione ha proceduto in occasione delle revisioni successive
(doc. AI 100 e 107). 

                                         Ora,
l’esame di questi atti evidenzia che effettivamente l’amministrazione ha riconosciuto
la prestazione al richiedente senza operare una valutazione economica delle
conseguenze delle patologie lamentate sulla sua capacità lavorativa, e questo
malgrado il dr. __________ avesse evidenziato il decorso favorevole delle
patologie e che l’assicurato era in grado di effettuare, dal mese di dicembre
1998, un’attività lavorativa leggera al 50% (doc. AI 90) rispettivamente al
30/40% (doc. AI  99). L’Ufficio AI non ha in particolare ritenuto di ulteriormente
interpellare i medici sulle capacità lavorative residue dell’assicurato in
attività confacenti al suo stato di salute né quindi di esaminare se,
rispettivamente in quale misura, l’assicurato, sul mercato generale del lavoro,
esercitando un’attività sostitutiva, era in grado di valorizzare la sua
capacità lavorativa residua. 

                                         In
queste condizioni, conformemente alla giurisprudenza del TFA, a ragione
l’Ufficio AI ha ammesso gli estremi per considerare la decisione in esame
fondata su accertamenti lacunosi e, quindi, su una valutazione
manifestamente errata dell'incapacità al guadagno a seguito di una applicazione
non conforme di principi fondamentali relativi al calcolo dell'invalidità (DTF
119 V 483 consid. 3; 110 V 179; ZAK 1991 pag. 137; ) e,
quindi, suscettibile di riconsiderazione giusta l’art. 53 cpv. 2 LPGA con validità
“pro futuro”, segnatamente a decorrere dal mese seguente la notifica della decisione
formale (cfr. in proposito la STFA del 13 luglio 2006 citata sopra). 

                                         Aperto
resta per contro il tema di sapere se tale errore manifesto
risulti in concreto rilevante, circostanza questa che l’amministrazione dovrà
nuovamente esaminare alla luce degli esiti degli accertamenti medici che vorrà
eseguire e, se del caso, in applicazione dei principi giurisprudenziali in
materia di riconsiderazione dianzi evocati, fondandosi sulla situazione di fatto
e di diritto, giurisprudenza inclusa (inclusa quella determinante per la
definizione del reddito da invalido; cfr. in proposito STCA inedita del 17
dicembre 2001 in re C., 32.2000.105; cfr. SVR 1996 UV no. 55 pag. 186 consid.
2.11), esistente al momento in cui è stata resa la decisione da riesaminare. 

 

                             2.13.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle
spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI, il quale rifonderà pure all’assicurato, assistito da un
legale, fr. 1’500 a titolo di ripetibili (art. 61 lett. g LPGA).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il
ricorso é accolto ai sensi dei considerandi.

                                         § 
  La decisione 13 settembre 2007 è annullata.

                                         §§ Gli atti sono rinviati
all’Ufficio AI affinché proceda agli accertamenti di cui al consid. 2.9 e renda
una nuova decisione.

 

                                   2.   Le
spese di procedura per fr. 200.-- sono poste a carico dell’Ufficio AI. 

                                         L’Ufficio
AI verserà all’assicurato fr. 1’500.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

      

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella
impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o
del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti