# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 11f370fb-f6e6-5c67-8dc5-5893e2b856d3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-12-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 27.12.2022 11.2022.191
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2022-191_2022-12-27.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2022.191

  	
  Lugano,

  27 dicembre 2022/jh  

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G.
  A. Bernasconi, presidente,

  Giani
  e Giamboni

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  F.
  Bernasconi

  

 

 

sedente
per statuire sull'istanza di delibazione del 19 dicembre 2022 presentata da

 

	
   

  	
  IS
  1 e  IS 2  (I) 

  (patrocinati
  dall'avv.  PA 1 )

  
	
   

  	
   

  

per ottenere che sia
riconosciuto e dichiarato esecutivo un decreto del 21 luglio 2022 (rettificato
il 2 settembre 2022) con cui il Tribunale di Milano ha autorizzato IS 1 a
sottoscrivere in nome e nell'interesse di IS 2 un contratto di compravendita riguardante
la particella n. 51 RFD di __________;

 

Ritenuto

 

in fatto:                   A.   Il 27 giugno 2022 IS 1
(1989) si è rivolta al Giudice tutelare del Tribunale di Milano per essere
autorizzata, come amministratrice di sostegno del fratello IS 2 (1992),
cittadino italiano residente a __________, a sottoscrivere in nome e
nell'interesse di lui un contratto riguardante la vendita della particella n.
51 RFD di __________ per fr. 340 000.‒.
Con decreto del 21 luglio 2022, rettificato il 2 settembre successivo, il
Tribunale di Milano, sezione VII (Ufficio tutele), ha rilascia­to
l'autorizzazione, dichiarandola “immediatamente efficace”.

 

                                  B.   IS 1 e IS 2 hanno
presentato il 19 dicembre 2022 al Tribunale
d'appello un'istanza di delibazione perché il decreto in questione sia
riconosciuto e dichiarato esecutivo in Svizzera. Il caso è stato iscritto
ai ruoli dalla prima Camera civile.

Considerando

 

in diritto:                 1.   Il riconoscimento e la
dichiarazione di esecutività di una decisio­ne straniera (exequatur) dev'essere
chiesta all'autorità competente del Cantone in cui è fatta valere la decisione
(art. 29 cpv. 1 LDIP). La parte che si oppone all'istanza di
riconoscimento o di esecuzione dev'essere sentita e può produrre prove (art. 29
cpv. 2 LDIP). Se una decisione è fatta valere in via pregiudiziale,
l'autorità adita può procedere essa stessa al giudizio di delibazione (art. 29
cpv. 3 LDIP).

 

                                   2.   In materia di
protezione degli adulti l'art. 85 cpv. 2 LDIP dispone che la competenza dei
tribunali o delle autorità svizzeri, il diritto applicabile, il riconoscimento
e l’esecuzione di decisioni o provvedimenti stranieri sono regolati dalla
Convenzione dell’Aia del 13 gennaio 2000
sulla protezione internazionale degli adulti (RS 0.211.232.1).
I provvedimenti adottati in uno Stato che non è parte a tale Convenzione sono
riconosciuti se sono stati adottati o sono riconosciuti nello Stato di dimora
abituale dell'adulto (art. 85 cpv. 4 LDIP). 

 

                                   3.   L'Italia ha firmato
il 31 ottobre 2008 la citata Convenzione del­l'Aia, ma non l'ha ratificata. Gli
art. 22 segg. di quella convenzio­ne sul riconoscimento e l'esecuzione di “misure
adottate dalle autorità di uno Stato contraente” non sono quindi applicabili al
caso in esame. Ne segue che il decreto emesso il 21 luglio 2022 (e rettificato
il 2 settembre successivo) con cui il Tribunale di Milano ha autorizzato IS 1 a
sottoscrivere in nome e nell'interesse del fratello il contratto di
compravendita va riconosciuto se adempie i requisiti dell'art. 85 cpv. 4 LDIP,
ciò che nella fattispecie è manifestamente il caso, IS 2 essendo residente in
Italia. La questione è di sapere chi sia competente per pronunciare l'exequatur.

 

                                   4.   In concreto gli
istanti hanno introdotto l'istanza di delibazione, dando per scontato che sussista
il principio sancito a suo tempo dall'art. 511 cpv. 1 del vecchio CPC
ticinese, secondo cui il riconoscimento e l'esecuzione di decisioni este­re incombevano
al Tribunale d'appello come giurisdizione unica. Se non che, quella disciplina
è venuta a cadere il 1° gennaio 2011 con
l'entrata in vigore del nuo­vo art. 37 cpv. 3 LOG in concomitanza
con la promulgazione del Codice di diritto processuale civi­le svizzero. Secondo
quest'ultima norma i Pretori fungono ora “da giudice del-l'esecuzione delle decisioni ai sensi degli art. 335 segg. nCPC,
compre­se le decisioni straniere ai sensi
della LDIP e della CLug”. In tema di exequatur il Tribunale
di appello è unicamente un'autorità di secondo grado. La soluzione ticinese è
analoga, del resto, a quella adottata da altri Cantoni (per esempio Ginevra:
cfr. sentenza del Tribunale federale 5A_712/2018 del 20 novembre 2018: il Tribunal
de première instance).

 

                                   5.   Ne segue che l'esame
dell'istanza presentata da IS 1 e IS 2 va sindacata dal Pretore. In realtà v'è
da domandarsi se nel caso specifico un exequatur autonomo sia davvero necessario.
L'art. 29 cpv. 3 LDIP stabilisce in effetti che ‒ come detto ‒ se
una decisione è fatta valere in via pregiudiziale, “l'autorità adita può
procedere essa stessa al giudizio di delibazione”. È quanto avviene di regola davanti
al giudice del rigetto definitivo del­l’op­posi­zione secondo la LEF, il quale procede
egli stesso a un exequatur di carattere pregiudiziale allorché si tratti
di esegui­re decisioni straniere che condannino a pagamenti in denaro o a
prestazioni di garanzie. Analogamente, in materia di polizia degli stranieri,
un'autorità amministrativa chiamata ad autorizzare un ricongiungimento
familiare in base a un'adozione pronunciata al­l'estero decide essa medesima in
via pregiudiziale giusta l'art. 29 cpv. 3 LDIP sul riconoscimento dell'adozione,
senza che a tal fine occorra un forma­le exequatur (sentenza del
Tribunale federale 2A.655/2004 del­l'11 aprile 2005 consid. 2.3.1).

 

                                         Posto ciò, non è dato a
divedere perché un ufficiale del registro fondiario non dovrebbe statuire egli
stesso, in via pregiudiziale giusta l'art. 29 cpv. 3 LDIP, sul
riconoscimento di un'autorizzazione a firmare un contratto di compravendita rilasciata
al rappresentante di un cittadino straniero dall'autorità tutelare estera alla
residenza abituale del tutelato. Sia come sia, nella prospettiva del
pronunciato odierno non giova approfondire la questione. L'attuale giudizio ha
per oggetto invero una richiesta di forma­le delibazione (di per sé
proponibile), non l'eventuale rifiuto opposto dall'ufficia­le del registro fondiario
di procedere a un exequatur incidentale per iscrivere il trasferimento
di proprietà. Non soccorre pertanto attardarsi al proposito.

 

                                   6.   Se ne conclude che,
di competenza del Pretore, l'istanza in esa­me va dichiarata inammissibile.
Data la particolarità della fattispecie, si rinuncia ‒ eccezionalmente ‒
al prelievo di oneri processuali.

 

Per questi motivi,

 

decide:                    1.   L'istanza è irricevibile.

 

                                   2.    Non si riscuotono spese.

 

                                   3.   Notificazione all'avv.   .

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso
in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116
LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso
durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto
sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).