# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 98ae90ba-6926-5f27-8927-2b849e09f573
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 09.03.2010 (publiziert) 11.2002.91
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2002-91_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2002.91

  	
  Lugano

  12 settembre
  2005/rgc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Lardelli ed Epiney-Colombo

  

 

	
  segretaria:

  	
  Locatelli, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa OA.2000.424 (divorzio
su richiesta comune con accordo parziale) della Pretura del Distretto di
Lugano, sezione 6, promossa con istanza del 10 luglio 2000 da

 

	
   

  	
   CO 1 ,  

  (patrocinata dall'  RA 2 ) 

   

  
	
   

  	
  e

  

 

	
   

  	
   RI 1  

  (patrocinato dall'  RA 1 );

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
l'appello (“ricorso”) del 19 agosto 2002 presentato da RI 1 contro la sentenza
emessa il 29 maggio 2002 dal Pretore del
Distretto di Lugano, sezione 6;

 

                                         2.   Se
dev'essere accolta la domanda di assistenza giudiziaria contestuale all'appello;

 

                                         3.   Se
dev'essere accolta la domanda di assistenza giudiziaria formulata da CO 1 con
le osservazioni all'appello (“risposta”) del 10 settembre 2002;

 

                                         4.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   RI 1 (1969) e CO 1 (1971), cittadini italiani, si sono sposati ad
__________ il 18 ottobre 1991. Dal matrimonio sono nate S__________ (2
settembre 1994) e G__________ (13 luglio 1997). Dopo avere lavorato come cuoco
per vari esercizi pubblici, il marito ha trovato il 1° novembre 1995 un impiego
a metà tempo per il __________ di __________. La moglie è funzionaria amministrativa
presso __________ a __________.

 

                                  B.   Il
10 luglio 2000 CO 1 ha promosso un'azione di divorzio davanti al Pretore del Distretto
di Lugano, sezione 6, postulando – previa concessione dell'assistenza giudiziaria
– l'affidamento delle figlie, la regolamentazione del diritto di visita del
padre, un contributo mensile per le figlie di fr. 700.– ciascuna fino al 6°
anno di età, di fr. 800.– fino al 12° anno di età e di fr. 900.– fino alla
maggior età, l'attribuzione dell'alloggio coniugale (compresa la mobilia e le
suppellettili) e quello di una Opel “Vectra 2.0”, come pure la mutua
ripartizione dell'avere di previdenza professionale accumulato in costanza di
matrimonio. Analoghe richieste essa ha formulato in via provvisionale. I
coniugi si sono separati di fatto verso la fine di luglio del 2000, quando la
moglie ha lasciato l'abitazione coniugale di __________ per trasferirsi
provvisoriamente con le figlie dalla propria madre.

 

                                  C.   Con
decreto cautelare del 31 luglio 2000 emanato “nelle more istruttorie” il
Pretore ha affidato le figlie alla madre, ha riconosciuto a RI 1 un diritto di
visita sorvegliato di tre ore la settimana da esercitare al “__________” della __________
a __________, ha attribuito l'abitazione coniugale e l'automobile all'attrice –
ingiungendo al convenuto di lasciare l'alloggio entro 14 giorni (con la
comminatoria dell'esecuzione effettiva e dell'art. 292 CP) – e ha fissato in
favore delle figlie un contributo alimentare di fr. 500.– mensili, più gli
assegni familiari incassati direttamente dalla madre (inc. DI.2000.464). Il 1°
settembre 2000 RI 1 si è trasferito in un appartamento ad __________ e il 

                                         1° dicembre 2000, rimasto senza attività, si è annunciato all'assicurazione
contro la disoccupazione. Con decreto del 15 gennaio 2001 il Pretore ha poi modificato
parzialmente l'assetto cau­telare, riconoscendo a RI 1 “un diritto di visita
usuale sulle figlie”, sempre che queste potessero pernottare in un'abitazione
confacente, e ha aumentato a fr. 523.– mensili il contributo mensile per
ciascuna di esse. 

 

                                  D.   All'udienza
preliminare del 5 marzo 2001 il convenuto ha aderito allo scioglimento del
matrimonio, di modo che l'azione è stata trattata come domanda comune di divorzio
con accordo parziale. Una richiesta del convenuto intesa a ottenere una diminuzione
del contributo provvisionale per le figlie è stata respinta dal Pretore con decreto
cautelare del 22 marzo 2001 (inc. DI.2001.188). Il 4 maggio 2001 i coniugi
hanno confermato davanti al Segretario assessore, in luogo e vece del Pretore,
l'intenzione di divorziare, demandando al giudice la decisione sulle
conseguenze litigiose. Scaduto il termine di riflessione di due mesi, essi
hanno ribadito la loro posizione. Nel frattempo, tra il febbraio e il giugno
del 2001, RI 1 – disoccupato – ha svolto qualche attività per lo snack-bar __________
di __________, mentre dal 1° settembre 2001 CO 1 ha esteso il suo grado
d'occupazione dal 50 al 100%. All'udienza del 10 ottobre 2001, indetta per
discutere gli effetti contestati del divorzio, CO 1 ha confermato le sue
pretese. Il marito si è rimesso a giudizio sull'entità dei contributi
alimentari per le figlie, sollecitando un diritto di visita regolare e
frequente, compatibile con il suo stato di salute. I coniugi hanno rinunciato
entrambi a pretese pensionistiche e hanno proceduto seduta stante al
dibattimento finale, riconfermando le rispettive richieste.

 

                                  E.   Con
decreto cautelare del 29 gennaio 2002 ha obbligato nuovamente RI 1 a incontrare
le figlie alla __________, ordinando all'operatrice responsabile di allestire
un rapporto dopo dieci incontri (inc. DI.2002.61). Con decreto del 20 febbraio
2002 egli ha poi vietato a RI 1 – sotto comminatoria dell'art. 292 CP – di
avvicinare moglie e figlie fuori dell'esercizio del diritto di visita e ha diffidato
i responsabili della scuola e dell'asilo a non consegnare le bambine al padre.

 

                                  F.   Statuendo
con sentenza del 29 maggio 2002, il Pretore ha pronunciato il divorzio, ha
affidato le figlie alla madre, ha riconosciuto al padre un diritto di visita di
2.5–3 ore la settimana da esercitare al “__________” della __________ nei modi
di volta in volta stabiliti dall'istituto medesimo, ha vietato a RI 1 di
avvicinare moglie e figlie, ha proibito alle docenti di consegnare le piccole
al padre, ha attribuito l'abitazione coniugale e la vettura Opel “Vectra 2.0” a
CO 1 e ha fissato un contributo alimentare indicizzato per ciascuna figlia di fr.
523.– mensili (senza gli assegni familiari, da incassare direttamente dalla
madre) fino al 12° anno di età e di fr. 600.– dopo di allora. Egli ha
rinunciato a riscuotere tasse o spese, ponendo entrambi i coniugi al beneficio
dell'assistenza giudiziaria.

 

                                  G.   Contro
il giudizio appena citato è insorto RI 1 con un ricorso (recte: appello)
del 19 agosto 2002 nel quale chiede che – conferitogli il beneficio
dell'assistenza giudiziaria – la sentenza del Pretore sia riformata nel senso
di concedergli un diritto di visita libero (previo accordo diretto con la
madre) di tre ore la settimana da esercitare durante il pomeriggio o ripartito
su due giorni, di revocare il divieto a lui diretto di avvicinare la moglie e
le figlie e, vista la sua situazione d'indigenza, di sopprimere il contributo
alimentare per le figlie medesime. Nella sua risposta (recte: osservazioni)
del 10 settembre 2002 CO 1 – sollecitando a sua volta il beneficio
dell'assistenza giudiziaria – ha aderito alle nuove modalità per l'esercizio
del diritto di visita, ma ha chiesto di affidarne la sorveglianza a un curatore
chiamato a redigere un rapporto entro un anno. Essa non si è opposta inoltre a
che fosse revocato il divieto di avvicinare lei e le figlie, ma ha avversato la
soppressione del contributo per il mantenimento di S__________ e G__________.

 

                                  H.   Con
ordinanza del 3 ottobre 2002 la giudice delegata di questa Camera ha invitato
le parti ad aggiornare e documentare le loro fonti di reddito e i fabbisogni
personali. Il 22 ottobre 2002 essa ha sentito personalmente i coniugi e con
ordinanza dell'indomani ha disposto l'audizione di S__________ per il tramite
di un'operatrice specializzata. Il 5 novembre 2002 CO 1 ha chiesto di sospendere
– già in via cautelare – il diritto di visita del padre, di modo che il 26
novembre 2002 la giudice delegata ha nuovamente sentito le parti. Intanto RI 1,
che alla fine di agosto del 2002 aveva esaurito le indennità di disoccupazione,
ha cominciato il 1° dicembre 2002 un programma di reinserimen­to professionale
sussidiato presso il Comune di __________, occupandosi di sorveglianza e
piccola manutenzione. La documentazione del Servizio psico-sociale di __________,
del Comune di __________ e dell'Ufficio del lavoro di __________ relativa a RI
1 – chiesta a quest'ultimo e mai prodotta – è stata assunta d'ufficio con
ordinanza del 26 febbraio 2003. Il medesimo giorno il Servizio sociale di __________
è stato incaricato di allestire un rapporto sulla situazione socio-ambientale
di S__________ e G__________. Giunto il rap­porto, che prospetta la nomina di
un curatore educativo per mediare la comunicazione tra le parti in favore delle
figlie, l'istrut­to­ria è stata chiusa il 30 luglio 2003. Le parti hanno
rinunciato al dibattimento finale.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   All'appello RI 1 acclude un rapporto del 19 giugno 2002 redatto
dall'operatrice della __________ sullo svolgimento del diritto di visita,
intimato dal Pretore alle parti il  26 giugno 2002, dopo la sentenza impugnata.
Ora, nuovi mezzi di prova in appello sono ammissibili giusta l'art. 138 cpv. 1
CC (art. 423b cpv. 2 CPC). Il documento va quindi versato agli atti,
mentre non occorre acquisire i tre conteggi della Cassa disoccupazione, pure
uniti all'appello, che già figurano nella documentazione assunta d'ufficio
dalla giudice delegata (act. X pag. 2, act. XI pag. 2).

 

                                         Nell'appello
l'interessato chiedeva altresì che si richiamasse documentazione medica sul suo
stato di salute, che si esperisse una perizia al proposito e che si ascoltasse
il suo medico curante (memoriale, pag. 3 in alto e in basso). La giudice delegata
di questa Camera ha invitato più volte l'appellante a produrre “un certificato
medico specialistico attuale, in forma estesa, compor­tante una diagnosi
precisa e una descrizione particolareggiata delle eventuali affezioni
sussistenti, della prognosi a medio termine e una valutazione del grado di
capacità lavorativa” (act. X pag. 2, act. XI pag. 2 in fondo,
act. XV pag. 1, act. XVI pag. 2, act. XVII).
L'interessato si è limitato a trasmettere uno scarno certificato medico del 17
ottobre 2001 (doc. 8 di appello) e un rapporto del 24 settembre 2002 allegato
alla sua domanda di prestazione AI (doc. 11 di appello). La giudice delegata ha
quindi assunto d'ufficio un rapporto 12 marzo 2003 del Servizio psico-sociale
di __________, un certificato d'impiego 28 febbraio 2003 del Comune di __________,
un rapporto 1° aprile 2003 dell'Ufficio regionale di collocamento di __________
e un rapporto 13 giugno 2003 del Servizio sociale di __________ (act. XIX), i
quali appaiono più che sufficienti ai fini del giudizio. Una perizia medica non
si giustifica, tanto meno ove si consideri che – come si vedrà in appresso (consid.
4d) – l'asserita incapacità di svolgere la professione di cuoco non è
determinante, mentre la prospettata audizione del medico curante non
apporterebbe altri verosimili elementi di rilievo. Quanto al richiamo di un
carteggio relativo a uno sfratto dalla Pretura del Distretto di Lugano, sezione
4, e di documentazione dall'Ufficio esecuzione e fallimenti (appello, pag. 3
nel mezzo), se ne può prescindere, giacché la situazione finanziaria dell'appellante
emerge con sufficiente chiarezza dagli atti.

 

                                         Dal canto
suo l'appellata ha prodotto il 26 febbraio 2003 una querela (con allegati) da
lei sporta nei confronti del marito per ingiurie e minacce. Visto il rapporto
13 giugno 2003 del Servizio sociale di __________, la giudice delegata ha rinunciato
a misure istruttorie su questo punto (act. XX). Il 4 agosto 2003, del resto, CO
1 ha dichiarato di approvare le conclusioni del Servizio sociale di __________
sul diritto di visita (act. XXI, pag. 1). Ai fini del presente giudizio
l'aspetto penale è dunque superato dagli eventi.

 

                                   2.   L'appellante
insorge anzitutto contro il diritto di visita sorvegliato, che il Pretore ha
stabilito doversi esercitare – per i motivi esposti nei relativi decreti
cautelari – al “__________” della __________. L'appellante
censura disparità di trattamento a suo danno da parte degli operatori e
definisce inutile limitare l'esercizio delle visite al “__________”,
sottolineando la disponibilità della moglie ad accettare incontri liberi
(appello, pag. 4). Egli chiede anche la revoca del divieto di avvicinarsi a
moglie e figlie, che sarebbe manifestamente eccessivo, e rivendica il diritto
di intrattenere normali rapporti con le figlie (appello, pag. 5).

 

                                         a)   Il
genitore non affidatario e il figlio minorenne hanno reciprocamente il diritto
di conservare le relazioni personali indicate dalle circostanze (art. 273 cpv.
1 CC). Decisivo per la concessione, l'estensione e la regolamentazione di tale
diritto è il bene del figlio, inteso non solo in senso fisico, ma anche psichico,
morale e spirituale. L'autorità valuta ogni singolo caso in base alle
circostanze concrete, tenendo conto dell'età del figlio, del suo sviluppo
fisico e psichico, dell'opinione di lui, del suo legame con il genitore non affidatario,
del carattere di quest'ultimo, della distanza tra le abitazioni dei genitori,
dei desideri espressi dai genitori medesimi, di eventuali conflitti interni e
così via (Schwenzer in: Basler Kommentar,
ZGB I, 2ª edizione, n. 10 e 11 ad art. 273 con numerosi richiami:
DTF 123 III 451 consid. 3b con rinvio). Nel suo apprezzamento essa non è
vincolata, in virtù del principio inquisitorio illimitato che governa il
diritto di filiazione, né alle dichiarazioni delle parti né alle prove offerte
(DTF 122 III 408 consid. 3d, 120 II 231 consid. 1c, 119 II 203 consid. 1).

 

                                         b)   Dall'istruttoria
risulta che nell'esercizio delle visite l'appellante ha dimostrato incostanza, tant'è
che il più delle volte ha fatto rinviare o annullare appuntamenti senza
giustificazione all'ultimo momento (doc. 3 di appello). Di fatto, dopo il 23
giugno 2002 egli si è anche reso irreperibile e ha sospeso unilateral­mente gli
incontri (lettera del 26 luglio 2002 della __________, nel fascicolo “corrispondenza
diversa”). All'udienza in appello del 22 ottobre 2002 CO 1 ha però dichiarato
che da un paio di mesi la situazione era migliorata e che si sarebbe potuta
sopprimere la vigilanza sulle visite, così come la limitazione d'accesso al
luogo di lavoro suo e alle scuole delle bambine” (act. XI, pag. 1 in fondo). Se
non che, a distanza di nemmeno due settimane essa ha postula­to la “sospensione
del diritto di visita paterno” (act. XIII). Tale richiesta è stata confermata
all'udienza del 26 novembre 2002 (act. XVI, pag. 1 in basso). Nondimeno, S__________
è tutto sommato contenta di incontrare il padre (rapporto 20 dicembre 2002 del
Centro d'ascolto “__________” presso la __________, nel fascicolo “audizione figlia”
in appello). Entrambe le bambine poi auspicano la ripresa regolare degli incontri
(act. XI, pag. 1 in basso; rapporto citato, pag. 2; rapporto 13 giugno 2003 del
Servizio sociale di __________, pag. 2 in alto), per quanto le fragili relazioni
tra i coniugi si ripercuotono sulle bambine (rapporto 13 giugno 2003 del Servizio
sociale di __________, pag. 1 in basso e pag. 2 verso l'alto).

 

                                         c)   Un
diritto di visita sorvegliato non si giustifica solo qualora si abbia a temere
per l'integrità del figlio, ma – almeno per un tempo determinato – anche in
caso di conflitto tra genitori (Schwenzer,
op. cit., n. 26 ad art. 273; Bally
in: RDT 1998 pag. 3; RDT 1999 pag. 23; Hegnauer,
Grundriss des Kindes­rechts, 5ª edizione, pag. 138, n. 19.31; Meier/Stettler, Droit civil, VI/2, 2ª
edizione, pag. 131 n. 252). Ciò non toglie che la sorveglianza debba
legittimarsi alla luce di indizi concreti che adombrino una minaccia per il
bene del figlio, ad esempio nel caso in cui il diritto di visita andrebbe
altrimenti negato o revocato (art. 274 cpv. 2 CC; v. DTF 122 III 408 consid.
3c). In ogni caso il bene di un figlio non deve dipendere dai rapporti tra i
genitori, ciò che sarebbe contrario al diritto federale (DTF 131 III 209). In
sintesi, un diritto di visita sorvegliato deve giustificarsi non perché i
genitori faticano a intendersi, ma perché il genitore non affidatario rischia
di nuocere con il suo comportamento durante le visite alla salute fisica,
psichica, morale o spirituale del figlio. 

 

                                         d)   In
concreto è pacifico che i genitori non appaiono in grado di gestire i loro rapporti
personali (rapporto 13 giugno 2003 del Servizio sociale di __________, pag. 1
in basso). Tale situazione – già accertata dal primo giudice (sentenza
impugnata, pag. 2 in mezzo) – si riconduce alla conflittualità della loro relazione,
caratterizzata da un continuo succedersi di accordi e disaccordi,
incomprensioni e litigi (rapporto 20 dicembre 2002 del Centro d'ascolto “__________”
presso la __________, pag. 2, nel fascicolo “audizione figlia” in appello;
rapporto 13 giugno 2003 del Servizio sociale di __________, pag. 1 in basso).
Certo, l'incapacità di comunicare tra genitori si riflette sulle figlie.
Dall'audizione di S__________ è emerso, in effetti, che le bambine “restano
coinvolte in problemi che non le concernono” (rapporto 20 dicembre 2002 del
Centro d'ascol­to “__________” presso la __________ a pag. 2, nel fascicolo
“audizione figlia” in appello). Nulla lascia presagire tuttavia che durante gli
incontri con il padre il bene delle bambine sia in qualche modo a rischio.
Anzi, sugli incontri esse si esprimono in modo positivo – S__________
addirittura prendendo le difese del padre – auspicandone l'immediata ripresa
(rapporto 20 dicembre 2002 del Centro d'ascolto “__________” presso la __________,
pag. 1, nel fascicolo “au­dizione figlia” in appello; rapporto 13 giugno 2003
del Servizio sociale di __________, pag. 2 verso l'alto). Il padre inoltre ha
“cessato di intraprendere visite a sorpresa” e “altre modalità di disturbo”,
ciò che ha condotto a un miglioramento della situazione (rapporto 13 giugno
2003 del Servizio socia­le di __________, pag. 1 in basso). Tali circostanze
non denotano una minaccia o un pericolo concreto per il bene di S__________ e G__________,
di modo che non può più ritenersi giustificata la sorveglianza imposta dal
Pretore al diritto di visita stabilito – con frequenza che l'appellante non contesta
(sopra, consid. G) – in un pomeriggio (2.5–3 ore) la settimana. Su questo punto
l'appello merita accoglimento.

 

                                         e)   Il
giudice dovendo adeguare alle nuove circostanze le misure di protezione del
figlio (art. 315a cpv. 2 CC), appare ragionevole seguire la proposta
avanzata dal Servizio sociale di __________ e istituire una curatela educativa
(art. 315a cpv. 1 CC) che funga da tramite fra genitori
nell'organizzazione del diritto di visita (art. 308 cpv. 1 CC; rapporto 13
giugno 2003 del Servizio sociale di __________, pag. 2 in mezzo). A suo tempo,
del resto, CO 1 aveva avallato tale provvedimento (osservazioni, pag. 6 in
alto), aderendo al termine dell'istruttoria di appello alle conclusioni del
Servizio sociale (act. XXI). È vero che quel Servizio sembra suggerire di estendere
la curatela educativa alla vigilanza sulle relazioni personali tra padre e
figlie (art. 308 cpv. 2 CC), affermando che S__________ e G__________
dovrebbero vedere il genitore “solo se la stesso è in buone condizioni
psico-fisiche”. Che le condizioni di RI 1 potrebbero rivelarsi inadeguate
all'esercizio del diritto di visita è un'ipotesi però senza riscontro agli
atti. Una curatela educativa giusta l'art. 308 cpv. 1 CC appare dunque
sufficientemente proporzionata alle peculiarità del caso.

 

                                         f)    Quanto
alla richiesta dell'appellante, che postula la revoca del divieto di avvicinare
moglie e figlie sul luogo di lavoro, rispettivamente all'asilo e a scuola
(sentenza impugnata, pag. 3 n. 4), fuori dall'esercizio del diritto di visita,
essa può trovare accoglimento. Dall'istruttoria in appello non si desumono, in
effetti, elementi sufficienti per confermare la proibizione, tanto meno ove si
consideri che il comportamento del padre è migliorato, avendo egli rinunciato a
“disturbare” le figlie fuori dal diritto di visita (sopra, consid. 2d).
L'interdizione apparirebbe quindi sproporzionata alle contingenze.

                                      

                                   3.   Per quanto riguarda il contributo alimentare in favore di S__________
e G__________, il Pretore si è limitato a richiamare le motivazioni dei decreti
cautelari emessi a suo tempo (sentenza impugnata, pag. 2 a metà). Con il primo,
del 15 gennaio 2001, egli aveva fissato il contributo per ogni figlia in fr.
523.– mensili, visto anche l'accordo del convenuto (inc. DI.2000.464). Le richieste
di CO 1 si fondavano a quel momento su un reddito ipotetico del marito di fr.
3168.20 netti mensili – oltre il doppio di quanto egli guadagnava
effettivamente lavorando a metà tempo – e un fabbisogno minimo di fr. 2121.90
(minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1025.–, premio della cassa
malati fr. 246.90, costo dell'alloggio fr. 800.– stimati, imposte fr. 50.–). Il
saldo attivo di 

                                         fr.
1046.30 è poi stato suddiviso fra le due figlie, onde il contributo mensile di fr.
523.– a testa (memoriale scritto prodotto all'udienza del 23 novembre 2000,
pag. 3, nell'inc. DI.2000.464). Statuendo su una domanda di riduzione inoltrata
dal marito, con il secondo decreto cautelare del 22 marzo 2001 il Pretore ha accertato
il reddito mensile di lui in fr. 2650.– e il fabbisogno minimo in fr. 2373.–
(minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1100.–, costo dell'alloggio fr.
1010.–, premio della cassa malati fr. 263.–), con un saldo attivo ridottosi a fr.
277.– mensili (pag. 2 in alto nell'inc. DI.2001.188), ma non ha modificato i
contributi. Nella sentenza impugnata il Pretore ha riconfermato infine l'assetto
cautelare (contributo di fr. 523.– mensili per figlia, esclusi gli assegni
familiari), salvo aumentare il contributo a fr. 600.– dal 12° complean­no per
tenere conto “delle scalarità delle tabelle di Zurigo”.

 

                                         L'appellante fa valere di non poter versare contributi del
genere, non essendo in grado di esercitare la professione di cuoco per ragioni
di salute, mentre una sua riqualifica professionale è or­mai impensabile.
Sostiene di avere guadagnato durante l'ultimo anno fr. 2200.– mensili e di
poter contare attualmente su un'indennità di disoccupazione non superiore a fr.
2100.– mensili per coprire un fabbisogno minimo di fr. 2522.90 (minimo
esistenziale del diritto esecutivo fr. 1250.–, locazione e spese accessorie fr.
1010.–, premio della cassa malati fr. 262.90). Trovandosi in una situazione di
indigenza, egli reputa del tutto irrilevante avere consentito a suo tempo a un
contributo alimentare di fr. 523.– mensili per figlia.

                                      

                                         a)   Il giudice del divorzio disciplina il contributo di mantenimento
del genitore non affidatario secondo le disposizioni che reggono gli effetti
della filiazione (art. 133 cpv. 1 CC). Secondo l'art. 285 cpv. 1 CC il
contributo di mantenimento dev'essere commisurato ai bisogni del figlio, alla
situazione sociale e alle possibilità dei genitori. La capacità finanziaria di
questi ultimi dipende, oltre che dalla sostanza, dai redditi effettivi o – dandosi
il caso – dai redditi conseguibili facendo uso di buona volontà (Hegnauer, Droit suisse de la filiation,
4ª edizione, pag. 140 n. 21.15c; Berner Kommentar, edizione 1977, n.
58 ad art. 285 CC), ovvero dal guadagno che il debitore potrebbe conseguire
dando prova di buona volontà, vista la sua for­mazione professionale, l'età, il
tempo a disposizione, lo stato di salute e la situazione sul mercato
dell'impiego (Hausheer/ Spycher in:
Handbuch des Unterhaltsrechts, Berna 1997, pag. 48 n. 1.52 segg.). Al debitore
del contributo deve rimanere, in ogni modo, almeno l'equivalente del fabbisogno
minimo; un eventuale ammanco va a carico del figlio (DTF 127 III 70 consid. 2c
con richiami; Wullschleger in: Schwenzer,
FamKommentar Scheidung, Berna 2005, n. 40 ad art. 285 CC; da ultimo: I CCA,
sentenza inc. 11.2005.64 del 19 maggio 2005, consid. 1, e inc. 11.2003.39 del
30 dicembre 2004, consid. 2).

 

                                         b)   Le raccomandazioni diramate dall'Ufficio della gioventù e del­l'orientamento
professionale del Canton Zurigo, cui questa Camera si ispira per prassi
ventennale (tabella dell'edizione 2002 applicabile al momento in cui ha
statuito il Pretore) prevedono nel caso di un figlio (su due) tra i 7 e i 12
anni di età un fabbisogno medio in denaro di fr. 1540.– mensili. Dopo di allora
il fabbisogno passa a fr. 1700.– mensili. Fino al 1° set­tembre 2006 S__________
e G__________ rientrano entrambe nella seconda fascia d'età prevista dalle
raccomandazioni, con un fabbisogno in denaro di fr. 1540.– ciascuna. Adattato
il costo dell'alloggio alla situazione concreta (un terzo della spesa effettiva
nel fabbisogno della prima figlia e un quarto nel fabbisogno della seconda: Empfehlungen
zur Bemessung von Unter­haltsbeiträgen für Kinder, Zurigo 2000, pag. 13 in
alto), nel fabbisogno di S__________ va inserito un onere di fr. 408.35 mensili
e in quello di G__________ uno di fr. 306.25 (pigione complessiva fr. 1225.–:
doc. A in appello) in luogo dei fr. 305.– stimati dalle raccomandazioni. La
posta di fr. 360.– per cura e educazione va riconosciuta per intero, la madre
lavorando a tempo pieno. Essa comprende l'indennizzo di fr. 200.– per figlia
che la madre corrisponde a __________, la quale si occupa di accompagnare le
figlie a scuola e di curarle fino al rientro serale di lei (doc. F di appello).
Anche la spesa di fr. 168.– mensili per i pranzi fuori casa di ogni figlia
(tutti i giorni: doc. F in appello) rientra nei fr. 260.– previsti dalle
raccomandazioni. Ne segue un fabbisogno medio di fr. 1643.35 mensili per S__________
e fr. 1541.25 mensili per G__________.

 

                                              Il
2 settembre 2006 S__________ entrerà nella terza fascia d'età e il suo fabbisogno
in denaro aumenterà a fr. 1823.35 mensili (in luogo dei fr. 1700.– stimati
nelle raccomandazioni, di cui fr. 285.– per l'alloggio). Il 13 luglio 2009
entrerà nella terza fascia anche G__________, il cui fabbisogno in denaro
lieviterà a fr. 1721.25 mensili. Il 2 settembre 2012 S__________ diventerà
maggiorenne, di modo che il fabbisogno di G__________ va calcolato come quello
di un figlio unico (fr. 2018.35 mensili: fr. 1920.– più il costo dell'alloggio
effettivo di fr. 408.35 in luogo dei fr. 310.– stimati).

 

                                         c)   Si
aggiunga che, per quanto un contributo alimentare vada calcolato anche in
relazione alle capacità finanziarie dei genitori (DTF 123 III 1 consid. 3b/bb),
il fabbisogno in denaro dei figli non va decurtato solo perché i genitori non
sono in grado di assicurarlo. L'ammontare va calcolato seguendo le citate
raccomandazioni. Ove il fabbisogno dovesse rimanere parzialmente scoperto, il
giudice accerta in che misura ciò sia il caso e riduce i contributi in
proporzione (Rep. 1999 pag. 151; I CCA, sentenza inc. 11.2000.5 del 23 gennaio
2003, consid. 12a).

 

                                   4.   Quanto
al suo reddito, l'appellante ribadisce di avere guadagna­to durante l'ultimo
anno fr. 2200.– mensili e di poter contare oggi su un'indennità di
disoccupazione di soli fr. 2100.– mensili (appello, pag. 3). Ora, per oltre un
decennio (fino al 1995) il convenuto ha lavorato come cuoco a tempo pieno (act.
II: verbale del 

                                         5 marzo
2001, pag. 2 nel mezzo). Dal 1° novembre 1995 egli ha ridotto il grado
d'occupazione a metà, impiegandosi per il __________ di __________ (act. II,
pag. 2 nel mezzo; fascicolo “richiami”, curriculum vitæ dall'Ufficio regionale
di collocamento nell'inc. DI.2000.464), conseguendo un reddito mensile netto di
fr. 1462.25 (doc. 1). Il 1° novembre 1997 e il 28 febbraio 1998 egli si è poi
iscritto alla Cassa di disoccupazione __________ con un guadagno assicurato di fr.
3002.– mensili (fascicolo “richiami” dalla Cassa disoccupazione __________
nell'inc. DI.2000.464). Tra il giugno e l'ottobre del 2000 l'appellante è stato
in cura dalla dott. __________ per una “sindrome depressiva seria” (doc. 6).
Nel frattempo, il 26 luglio 2000, egli si è nuovamente annunciato all'Ufficio
regionale di collocamento di __________ come disoccupato parziale, salvo
desistere il 15 settembre 2000 (fascicolo “richiami” dall'Ufficio del lavoro e
dall'Ufficio regionale di collocamento nell'inc. DI.2000.464). Nel novembre del
2000 egli risulta avere smesso di lavorare anche per il __________ (act. II,
pag. 2 a metà).

 

                                         Dal 1°
dicembre 2000 al 31 gennaio 2001 l'appellante ha riscosso nuovamente indennità
di disoccupazione con un guadagno assicurato di fr. 2756.– mensili (doc. 4). In
occasione della prima udienza tenutasi in appello è poi emerso che dal 1° febbraio
al 30 giugno 2001 egli è stato alle dipendenze dello Snack-Bar “__________” di __________,
svolgendo un'attività a tempo pieno e guadagnando nel mese di marzo fr. 2650.–
netti (doc. 12 in appello; doc. 5). In relazione a questo periodo l'interessato
ha nondimeno indicato le sue entrate in fr. 2900.– mensili netti senza tredicesima
(act. XI, pag. 2 in mezzo). Il rapporto d'impiego è stato disdet­to dal datore
di lavoro in seguito a una riorganizzazione dell'esercizio pubblico (doc. 12 in
appello). Il 17 ottobre 2001 la dott. __________ ha rilasciato un certificato
medico nel quale attestava – laconicamente – che il convenuto non era “più in
gra­do di esercitare la sua professione di cuoco per complessi motivi di
salute”, confermando tuttavia l'abilità e la disponibilità del paziente alla
riqualificazione professionale (doc. 8 in appello). 

 

                                         Agli atti
figurano anche conteggi della Cassa di disoccupazione __________ relativi al
periodo tra l'ottobre del 2001 e l'aprile del 2002 e conteggi della Cassa di disoccupazione __________ da maggio
all'agosto del 2002 calcolati in base a un guadagno assicurato di fr. 2756.–
mensili (doc. 10 in appello). Quest'ultima Cassa ha cessato l'erogazione delle
indennità il 1° settembre 2002 poiché il diritto del convenuto era scaduto e
non sussistevano i presupposti per la riapertura di un termine quadro (doc. 6 e
13 in appello). Durante il periodo di disoccupazione il convenuto ha avuto modo
di assolvere un corso di “bilancio lungo” seguendo a __________ una formazione
per l'allestimento di un inven­tario delle competenze quale “locomotorista __________”.
L'intento era quello di conseguire una riqualifica professionale in “lavori con
macchine industriali (gruista o simili)” e quindi essere integrato nel cantiere
__________ (doc. C, pag. 1 e 2 allegato alla lettera 1° aprile 2003 prodotta in
appello dall'Ufficio regionale di collocamento).

 

                                         Su
domanda del 18 settembre 2002 l'appellante ha potuto beneficiare di prestazioni
assistenziali erogategli dall'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento
(doc. 15 in appello). Segnalato al Servizio psico-sociale di __________, dal 10
ottobre 2002 egli è stato seguito dalla psicologa __________, che lo ha
dichiarato abile al lavoro al 100% e ha attivato, a sua volta, un aiuto psicologico
e sociale per consentirgli un reinserimento professionale (doc. 12 in appello;
lettera del 12 marzo 2003 prodotta in appello dal Servizio psico-sociale di __________).
L'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento ha poi sussidiato un
programma di inserimento (doc. 15 in appello; lettera 1° aprile 2003 prodotta
in appello dall'Ufficio regionale di collocamento). Il Comune di __________ ha
quindi attestato che dal 1° dicembre 2002 al 31 agosto 2003 l'interessato ha svolto
un programma occupazionale a norma della LAS (art. 31g e art. 31l
della legge sull'assistenza sociale dell'8 marzo 1971 in: RL 6.4.11.1) presso
l'Ufficio stabilimenti comunali__________ con compiti di sorveglianza e piccola
manutenzione, conseguendo un reddito lordo di fr. 2600.– mensili compresa la
tredicesima (certificato del 28 febbraio 2003 prodotto in appello dal Municipio
di __________).

 

                                         a)   Dagli
atti si desume in ultima analisi che l'appellante, trentaquattrenne, è abile al
lavoro nella misura del 100%. Stando al medico curante, egli non sarebbe più in
grado di svolgere la professione di cuoco per “complessi motivi di salute”. Il
medico stesso riconosce però che il paziente può senz'altro reinserirsi in un
lavoro “semplice, non stressante, con responsabilità limitata e con orari
regolari solo diurni” (doc. 8 e 11, pag. 3, di appello). I rapporti allestiti
dal Servizio psico-sociale di __________ attestano dal canto loro un'abilità lavorativa
completa, senza restrizioni, indicando anzi che il lavoro rappresenta per
l'appellante “la vera e unica terapia per uscire da una situazione di
adagiamento e passività e di grande costo sociale” (doc. 12 in appello;
rapporto 12 marzo 2003 del dott. __________ e della psicologa __________
prodotto in appello dal Servizio psico-sociale). Ciò premesso, occorre valutare
il reddito che dando prova di buona volontà, l'appellante potrebbe conseguire.

 

                                         b)   Quanto
all'impossibilità di lavorare come cuoco, essa appare confortata dal (laconico)
certificato del medico curante e dal rapporto del medesimo professionista
allegato alla domanda per l'ottenimento di prestazioni AI (doc. 11 in appello).
In quest'ultimo attestato il medico – riferendo che RI 1 “non tollera gli orari
spezzati e in particolare il lavoro serale e notturno” – ha diagnosticato
“disturbi della personalità di tipo Borderline e tossicomania in trattamento metadonico
dal 1993” con conseguenze fisiche “tendenti verso forme di anoressia” e
psichiche “tendenti ad esaurimento e pre-scompen­so”. D'altro lato non si deve
dimenticare però che l'appellante non si è prestato a più approfondite indagini
(rapporto 12 marzo 2003 prodotto in appello dal Servizio psico-sociale). E come
cuoco egli potrebbe guadagnare circa fr. 3700.– lordi (salario minimo previsto
per un collaboratore con apprendistato professionale o formazione equivalente:
art. 10 e 12 del CCNL dell'industria alberghiera e della ristorazione).

 

                                         c)   Comunque
sia, ci si volesse attenere solo all'esito del menzionato corso di riqualificazione
professionale, non si disconosce che l'interessato non è riuscito a trovare una
sistemazione effettiva nell'ambito del cantiere “__________” (rapporto 1°
aprile 2003 dell'Ufficio regionale di collocamento). Non si deve trascurare
nemmeno però che, pur non disponendo di esperienza nel settore, egli ha dimostrato
particolare interesse per la “posizione di locomotorista” in ambito edilizio
(doc. C, “scheda profilo” allegata alla lettera del 1° aprile 2003 prodotta in
appello dall'Ufficio regionale di collocamento). Ora, secondo il contratto
nazionale mantello per l'edilizia principale in Svizzera 2003/05, del 25 marzo
2002, il salario di base per lavoratori edili senza conoscenze professionali
nel Cantone Ticino era di fr. 3895.– mensili (art. 41, 42 e appendice 9 del
Contratto). Il salario base contrattuale in vigore dal 1° marzo 2005 per la
stessa categoria di lavoratori è di fr. 3975.– lordi (adeguamenti in vigore dal
1° marzo 2005 in: ‹www.ocst.com›), cui
bisogna aggiungere la tredicesima mensilità (8.33% del salario lordo totale
percepito in un anno). Ne discende uno stipendio presumibile di almeno fr.
4300.– lordi mensili (arrotondati).

                                               

                                         d)   In
definitiva, anche volendo escludere un ritorno dell'appellante al settore della
ristorazione, si può ragionevolmente 

                                               esigere
che, dando prova di adeguato impegno e buona volontà, egli si reintegri nel
comparto dell'edilizia, in particolare nell'uso di macchinari. Nessuna controindicazione
medica vi osta. E in tale ruolo non é sicuramente fuori luogo supporre un
guadagno potenziale di almeno fr. 3500.– netti mensili. È possibile che
l'ultimo lavoro svolto (terminato il 31 agosto 2003) gli ha abbia fruttato solo
fr. 2600.– mensili lordi. È altrettanto possibile che, secondo la consulente dell'Ufficio
regionale di collocamento di __________, l'appellante si sia dichiarato
“soddisfatto delle mansioni che svolge nell'ambito del programma di inserimento
professionale, augurandosi di po­ter continuare in questa attività che riesce a
svolgere a tempo pieno senza difficoltà” (lettera del 1° aprile 2003 prodotta
in appello dall'Ufficio regionale di collocamento, pag. 2). Ed è possibile
infine che fino all'agosto del 2002 egli abbia percepito uno stipendio medio di
fr. 2100.– lordi mensili (appello, pag. 3 verso il basso), calcolato tenendo
conto delle indennità di disoccupazione (I CCA, sentenza inc. 11.2005.64 del 19
maggio 2005, consid. 5; doc. 10 in appello). Ciò nulla muta però alla
potenzialità di reddito dell'interessato.

 

                                   5.   L'appellante
indica il proprio fabbisogno minimo in fr. 2522.90 mensili (minimo esistenziale
del diritto esecutivo fr. 1250.–, locazione con spese accessorie fr. 1010.–,
premio della cassa malati fr. 262.90). Tuttavia il minimo esistenziale del
diritto esecutivo per una persona che vive sola è di fr. 1100.– mensili (FU
2/2001 del 5 gennaio 2001 pag. 74, cifra I). Il premio della cassa malati è
aumentato invece, dal 1° gennaio 2003, a fr. 309.50 mensili (documentazione
allegata al certificato municipale per l'ammissione all'assistenza giudiziaria
prodotto in appello). Non può per contro essere computato l'onere fiscale,
poiché come si vedrà oltre il fabbisogno in denaro delle figlie non è garantito
(DTF 127 III 68; Wullschleger, op.
cit., n. 42 ad art. 285 CC). Il fabbisogno minimo del ricorrente ammonta così a
fr. 2419.50 mensili.

 

                                   6.   Per
quanto riguarda la moglie, dal 1° maggio 2000 essa è stata incaricata quale
funzionaria amministrativa ausiliaria a metà tem­po presso __________ di __________
(doc. M). Il conteggio del salario relativo al mese precedente attesta
un'entrata netta di fr. 1663.55 (doc. F). Dal 1° settembre 2001 il suo grado
d'occupazione è stato esteso al 100% (doc. G e H, pag. 4, di appello). Dal
conteggio del luglio 2002, risulta uno stipendio netto (comprese le indennità
familiari e per i figli) di fr. 4376.20 mensili (doc. C di appello). Tenuto
conto della tredicesima, il reddito mensile assomma a fr. 4722.95 netti.

 

                                         Il
fabbisogno minimo di lei risulta di fr. 2554.45 mensili. Esso comprende il
minimo esistenziale del diritto esecutivo per genitori affidatari di fr. 1250.–
(FU 2/2001 del 5 gennaio 2001 pag. 74, cifra I), il costo dell'alloggio di fr.
510.40 (fr. 1225.– meno la quo­ta già compresa nel fabbisogno delle figlie, di fr.
714.60), il premio della cassa malati di fr. 261.– (doc. B di appello, pag. 1 a
3), quello dell'assicurazione RC e dell'economia domestica di fr. 32.70 (doc. E
di appello), le spese professionali di trasferta in automobile di fr. 280.35
(assicurazione auto fr. 120.35 e spese di quantificate in fr. 160.–: doc. O e F
di appello), non potendo l'interessata far capo ai mezzi pubblici (cura delle
figlie) e l'indennità per pasti fuori casa di fr. 220.– (20 giorni di lavoro,
come indica l'appellata, per fr. 11.– a pasto: FU 2/2001 del 5 gennaio 2001,
pag. 74, cifra II n. 4). Come per il marito, dandosi gravi ristrettezze non si
può tenere conto invece delle imposte. Dal 2 settembre 2012 il costo per
l'alloggio aumenterà a fr. 816.65 mensili (consid. 3b), di modo che il
fabbisogno minimo passerà a fr. 2860.70 mensili. 

 

                                   7.   Riassumendo,
all'appellante va computata un'entrata mensile di fr. 3500.– netti a fronte di
un fabbisogno minimo di fr. 2419.50, con una disponibilità di fr. 1080.50
mensili. La moglie ha un reddito di fr. 4722.95 mensili netti e un fabbisogno
minimo di fr. 2554.45, onde una disponibilità di fr. 2168.50 mensili fino al 

                                         2 settembre 2012 e di fr. 1862.25 dopo di allora (fabbisogno minimo
di fr. 2860.70). I fabbisogni in denaro delle figlie sono i seguenti:

                                         Fino al 1° settembre 2006

                                         fabbisogno in
denaro di S__________                           fr. 1643.35                fabbisogno
in denaro di G__________                    fr. 1541.25 

                                                                                                                         fr.
3184.60 mensili

                                         Dal 2 settembre 2006 al 12
luglio 2009

                                         fabbisogno in
denaro di S__________                           fr. 1823.35                

                                         fabbisogno
in denaro di G__________                          fr. 1541.25

                                                                                                                         fr.
3364.60 mensili

                                         Dal
13 luglio 2009 al 1° settembre 2012

                                         fabbisogno in
denaro di S__________                           fr. 1823.35 

                                         fabbisogno
in denaro di G__________                          fr. 1721.25 

                                                                                                                         fr.
3544.60 mensili

                                         Dal
2 settembre 2012 in poi

                                         fabbisogno in
denaro di G__________                          fr. 2018.35 mensili.

 

                                         Fino al 1° settembre 2006 i genitori hanno mezzi sufficienti e devono
sopportare tale onere in proporzione alla loro disponibilità. I contributi a
carico dell'appellante risultano pertanto di:

                                         fr. 546.50, arrotondati a fr. 545.– per S__________,

                                         fr.
512.50, arrotondati a fr. 515.– per G__________.

                                      

                                         Tra
il 2 settembre 2006 e il 1° settembre 2012 i contributi di mantenimento eccedono
invece la disponibilità mensile dei genitori (fr. 3249.– mensili complessivi).
L'appellante dovrà quindi versare l'intero suo margine disponibile alle figlie
(il suo fabbisogno minimo essendo intangibile), che sarà attribuito in parti
uguali. I contributi risultano così essere i seguenti:

 

                                         Dal 2 settembre 2006 al 12
luglio 2009

                                         fr. 585.55,
arrotondati a fr. 585.– per S__________, 

                                         fr.
494.95, arrotondati a fr. 495.– per G__________.

                                      

                                         Dal
13 luglio 2009 al 1° settembre 2012

                                         fr. 555.80,
arrotondati a fr. 555.– per S__________,

                                         fr.
524.70, arrotondati a fr. 525.– per G__________.

                                      

                                         Dal 2 settembre 2012 i mezzi dei genitori coprono l'intero fabbisogno
di G__________. Calcolato ancora una volta in proporzione alle rispettive
disponibilità, il contributo per lei a carico dell'appellante riesce di fr.
741.10 mensili, arrotondati a fr. 740.–.

                                      

                                   8.   Nel
risultato, i contributi complessivi stabiliti dal Pretore fino al 

                                         1° settembre 2006 risultano inferiori di fr. 14.– mensili rispetto a
quanto ottenuto applicando il corretto metodo di calcolo. Dal 2 settembre 2006
invece essi si rivelano superiori di fr. 42.– mensili, per poi passare a fr.
119.– dal 13 luglio 2009. Dopo il 2 settembre 2012 il contributo previsto dal
Pretore riesce invece inferiore di fr. 141.– mensili. Considerato l'arco di
tempo fino alla maggior età delle figlie S__________ e G__________, la differenza
non raggiun­ge l'1% (meno di fr. 1000.– su 10 anni). Tenuto conto altresì che
il reddito ipotetico imputato al ricorrente è più basso dei minimi salariali
previsti nel rispettivo settore professionale (sopra, consid. 4d), non è il
caso di intervenire al riguardo. Su questo punto la sentenza impugnata merita
quindi conferma. 

 

                                   9.   Gli
oneri processuali del giudizio odierno seguono il vicendevole grado di soccombenza
(art. 148 cpv. 2 CPC). L'appellante chiedeva che la sentenza impugnata fosse
riformata nel senso di sopprimere qualsiasi limitazione nelle relazioni
personali con le figlie e l'ex coniuge, sospendendo inoltre il contributo
alimentare per S__________ e G__________. Come si è visto, i contributi per le
figlie stabiliti dal Pretore resistono nel complesso alle censure del ricorren­te,
che ottiene invece causa vinta sul divieto di avvicinare moglie e figlie presso
l'abitazione, il luogo di lavoro e la scuola, uscendo vittorioso anche sulla soppressione
del diritto di visita sorvegliato. Non bisogna dimenticare però che a favore
delle figlie va istituita una curatela educativa in virtù del principio
inquisitorio illimitato che governa il diritto di filiazione. Ciò posto, tutto
ben ponderato si giustifica di porre gli oneri processuali a suo carico per due
terzi.

 

                                         Entrambe
le parti postulano in questa sede l'assistenza giudiziaria. Lo stato di indigenza
può ritenersi dato, gli ex coniugi non avendo alcun margine di disponibilità finanziaria
oltre il fabbisogno minimo (art. 3 cpv. 2 Lag). Le posizioni di entrambi si rivelano
inoltre parzialmente provviste di buon diritto (art. 14 lett. a Lag).
L'attribuzione di ripetibili a CO 1 renderebbe di per sé senza oggetto la
relativa domanda di assistenza giudiziaria. Considerate nondimeno le verosimili
difficoltà d'incasso, stante la disagiata situazione economica dell'ex coniuge,
si giustifica di accogliere fin da ora la domanda.

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:               I.   L'appello
è parzialmente accolto, nel senso che la sentenza impugnata è così riformata:

 3.  A RI 1 è
riconosciuto un diritto di visita libero di 2.5–3 ore la settimana, di
pomeriggio.

 4.  In favore delle figlie S__________ e G__________
è istituita una curatela educativa (art. 308 cpv. 1 CC). Il curatore avrà il
compito di fungere da tramite fra genitori nell'organizzazione del diritto di
visita. La Commissione tutoria regionale 6 designerà il curatore.

                                         Per il resto l'appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

 

                                   II.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 250.–

                                         b)
audizione di Sara     fr. 240.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                 fr. 540.–

                                         sono
posti per un terzo a carico di CO 1 e per il resto a carico dell'appellante,
che rifonderà a CO 1 fr. 1000.– per ripetibili ridotte.

 

                                   III.   RI 1 è
ammesso al beneficio dell'assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio dell'RA
1.

 

                                 IV.   RI 1 è
ammessa al beneficio dell'assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio dell'RA
2.

 

                                  V.   Intimazione:

	
   

  	
  – ;

  – .

  

                                         Comunicazione:

	
   

  	
  – Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6;

  –
  Commissione tutoria regionale 6, Agno.

  

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria