# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2c2c1321-1fd9-587d-aac5-83c5d43a3ae3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-05-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.05.2003 32.2002.130
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-130_2003-05-23.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.130

   

  BS/cd

  	
  Lugano

  23 maggio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 settembre 2002
di

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 5 settembre 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1  

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1951, manovale-carpentiere, presenta fra l’altro disturbi alla colonna
lombo vertebrale con importante discopatia (cfr. rapporto 26 settembre 2000 del
medico curante, dr.___________, doc. AI _).

L’ 8 novembre 2000 egli ha presentato una domanda di prestazioni AI per adulti
(doc. AI _).

 

 

                               1.2.   Dopo aver
esperito degli accertamenti medici ed economici, tra cui una perizia
reumatologica a cura del dr. __________, con progetto di decisione 24 maggio
2002 l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha respinto la domanda di
prestazioni in quanto:

 

" 
(…)

La pratica AI del Signor __________ ha
necessitato di una perizia medica specialistica, come pure l'acquisizione degli
atti economici e professionali. Sulla scorta della documentazione in nostro
possesso risulta che come carpentiere l'assicurato è ancora abile al 50 %.
Possiamo infine giudicare che il danno alla salute di cui è portatore
l'assicurato non è di entità tale da precludere lo svolgimento di attività in
cui non debba alzare pesi dal suolo superiori ai 15 kg e dove non debba portare
pesi a corpo superiori a 20 kg. 

 

Il settore Secondario, non qualificato,
medio-leggero, privato, che produce o lavora prodotti di dimensioni
medio-piccole è quello più aderente al profilo attitudinale dell'assicurato.

Il ciclo di produzione industriale o artigianale,
rappresenta lo spazio lavorativo più idoneo alle condizioni del Signor __________.
Nel settore ci si occupa della lavorazione degli alimenti, del tabacco, delle
bibite, del cuoio, del vetro, della plastica, del metallo, di parti elettrici,
ecc.

Le attitudini e i limiti invalidanti acconsentono
all'assicurato di svolgere i seguenti ruoli: l'addetto alla produzione,
l'addetto alla rifinitura/trasformazione/lucidatura, l'addetto al controllo
della produzione, l'addetto al montaggio, l'addetto allo
stoccaggio/confezione/immagazzinamento, l'addetto al rifornimento interno.

In forma minore anche il Terziario potrebbe
presentare opportunità lavorative, come per esempio il tutto fare in un
albergo.

 

In attività non qualificate il reddito annuo
presumibile è di circa

Fr. 54'564.-- (statistiche federali ESS 2001).

Considerato che l'assicurato non ha una
formazione scolastica di base soda e che le sue competenze
intellettive/linguistiche sono insufficienti per affrontare una formazione, una
riformazione professionale non può entrare in linea di conto.

 

Pertanto, per concludere, considerato il salario
che avrebbe ricavato senza il danno alla salute (circa Fr. 80'000.-- annui) e
quello ancora attualmente conseguibile in professioni non qualificate (fr.
54'564.--) il pregiudizio economico equivale ad un grado AI di circa il 31 %
che non da diritto al versamento di una rendita d'invalidità." 

(cfr. doc. AI _)

 

 

                                         In sede
di osservazioni, __________, per il tramite del __________, ha trasmesso un
certificato del dr. __________ (doc. AI _) e del dr. __________, psichiatra
(doc. AI _) e postulato il riesame della pratica.

 

 

                                         Ritenuta
la nuova documentazione medica influente per modificare il progetto di
decisione, con provvedimento formale  5 settembre 2002 l’UAI ha confermato il
rifiuto di erogare delle prestazioni assicurative (doc. AI _).

 

                               1.3.   Contro la
succitata decisione amministrativa __________ è tempestivamente insorto al TCA,
sempre rappresentato dal __________, chiedendo l’erogazione di una rendita
intera, rilevando:

" 
(…)

Leggendo la documentazione non possiamo non
tenere conto di una grave discrasia tra quanto viene accertato sia a livello
medico e sia a livello sociologico e ciò che viene posto in essere con la
decisione.

Da una parte non si ritiene più idoneo il
ricorrente al proseguimento della usuale attività lavorativa e, nel contempo,
no lo si ritiene all'altezza per una riqualifica. Tutto ciò dimentica il nesso
diretto che c'è - e non potrebbe essere diversamente - tra problematica
psico-fisica e situazione economica; questo per far presente che è, purtroppo,
lo stesso mercato del lavoro a stabilire il grado invalidante." (cfr. doc.
_)

 

 

                               1.4.   Mediante
risposta di causa 7 ottobre 2002 l’UAI ha proposto la reiezione del gravame,
osservando in particolare:

" 
(…)

Dal punto di vista medico si dispone infatti di
una dettagliata e coerente perizia, che descrive chiaramente i limiti
funzionali dell'assicurato.

I certificati medici prodotti in epoca
successiva, pure sottoposti ad esame da parte del nostro Servizio medico, sono
stati giudicati ininfluenti (cf. doc. n. _ inc. AI).

 

 

Non essendo stati presentati ulteriori mezzi di
prova in sede di ricorso, e risultando l'istruttoria nel suo globale completa,
lo scrivente Ufficio si limita a proporre l'integrale conferma della decisione
impugnata, con conseguente reiezione dell'atto ricorsuale." 

(cfr. doc. _)

 

 

                               1.5.   Il 21
ottobre 2002 il ricorrente ha replicato facendo presente:

" 
tenendo conto del concetto medico economico è
inimmaginabile che l’A. possa reinserirsi autonomamente nel processo
produttivo. In quanto da una parte lo si ritiene inidoneo al cinquanta per
cento per la precedente professione e, nel contempo, non più riqualificabile.
Per giunta si sottace in merito alla sopraggiunta patologia psichiatrica,
presentata in sede probante” (V).

                                         in
diritto

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22
dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è accertare se __________ ha diritto ad una rendita d'invalidità.

                               2.3.    Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché,
secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non
tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento
determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non
pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid.
1, 121 V 366 consid. 1b). 

Ne consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso il 5
settembre 2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI
corrispondono al tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.

                               2.4.   Secondo
l'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

     

-  un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a   infermità  

                                           
congenita, malattia o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Affinché
il caso possa essere sottoposto all’AI, occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno (G. Scartazzini, Les
rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                               2.5.   Va altresì
rilevato che, secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e
il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato
invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l’assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pagg.
200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI).            

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G.
Scartazzini, op. cit, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la
giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).    

                               2.6.   Nel caso in
esame, l’amministrazione ha ordinato una perizia reumatologica, affidata al dr.
__________, al fine di accertare l’effettivo stato di salute dell’assicurato e
le eventuali ripercussioni sulla capacità lavorativa.

Nel rapporto 14 settembre 2001 lo specialista in reumatologia, dopo aver
compiutamente proceduto ad una dettagliata anamnesi ed alla visita del
ricorrente, ha posto la seguente diagnosi, con ripercussioni sulla capacità di
lavoro: sindrome algica cronica dell’apparato locomotorio (colonna vertebrale,
cinto scapolare e pelvico) in/con turbe statiche del rachide contenute (cifosi
toracale appiattita e allungata; scoliosi non decompensata in sede
toracolombare); alterazioni degenerative lombari (specialmente L1-L3 con
osteocondrosi e spondilosi in parte iperostotica); gonartrite urica avvenuta nell’ottobre
1999. 

Dopo aver proceduto ad una dettagliata discussione medica, in merito alla
capacità lavorativa dell’assicurato il dr. __________ è giunto alle seguenti
conclusioni (sottolineature del redattore): 

 

" 
(…)

Su base delle constatazioni cliniche e
considerando anche le alterazioni morfologiche documentate l'unica patologia
limitante per la capacità fisica rispettivamente quella lavorativa riguarda la
colonna lombare (scoliosi ed alterazioni degenerative specialmente nei segmenti
tra L1 ed L3). Il paziente non può alzare pesi dal suolo superiori a 15 kg
circa. Non può portare pesi a corpo superiori a 20 kg circa. Secondo il
formulario dell'AI la funzionalità fisica appare lievemente ridotta per la
posizione di lavoro a braccia elevate, con rotazione, seduta e piegata in
avanti ed eretta e piegata in avanti.

Il paziente può invece assumere la posizione
inginocchiata, anche il flessione. Può mantenere la posizione seduta ed eretta
in maniera normale. Può camminare pure in maniera normale per tratti lunghi (su
terreni piani) mentre appare lievemente ridotta la capacità funzionale per gli
spostamenti su terreni accidentati. Nessun limite per salire e scendere le
scale inclusi ponteggi e scale a pioli.

 

(…)

 

Su base di queste constatazioni considero il paziente
abile al lavoro nella misura del 50 % per la professione svolta di carpentiere. Dato il parere contrastante dei medici che hanno esaminato il
paziente nel periodo 99/00 riguardante la capacità lavorativa residuale (vedi
in particolare punto 1.3.) il giudizio retroattivo appare difficile.

In assenza di elementi oggettivi di un'evidente
peggioramento del quadro dopo l'01.02.2000 (quando l'allora medico curante Dr.
__________ lo dichiarò abile al lavoro in maniera normale) credo comunque di
poter affermare che l'inabilità lavorativa parziale per il lavoro svolto sia
valida sin da allora (01.02.2000). Data l'irreversibilità delle alterazioni
strutturali presenti essa è per intanto definitiva." 

(cfr. doc. AI _)

 

                                         Il perito
ha infine escluso misure terapeutiche per migliorare la capacità lavorativa,
ritenendo tuttavia che:

" 
(…)

Per qualsiasi attività lucrativa adeguata alle
capacità intellettuali del paziente, che possa rispettare i limiti esposti
sotto il punto 5, il signor __________ è da considerare abile al lavoro in
maniera normale. Egli dispone di capacità
linguistiche di base per l'italiano.

Tenuto conto dell'età e dell'apparente scarsa
motivazione del paziente, una riformazione professionale non entra a mio modo
di vedere in considerazione.

Il paziente non necessita di mezzi
ausiliari." (cfr. doc. AI _)

L’UAI ha poi disposto una valutazione economica affidata al consulente in
integrazione professionale.

Con rapporto 29 aprile 2002 il consulente, ritenuto che l’assicurato è da
considerare abile al 50% nella sua attività di carpentiere, ma pienamente abile
in attività leggere rispettose delle limitazioni funzionali descritte dal
perito, ha rimarcato quanto segue (la sottolineatura è del redattore):

 

" 
(…)

Dal punto di vista formativo, l'A è sprovvisto di
formazione di base, le competenze intellettive/linguistiche sono insufficienti
per affrontare una formazione. In breve l'A non sa né scrive né leggere!

Conosce parzialmente la lingua italiana e tedesca
(forma parlata), poiché ha lavorato a __________ e a __________; non conosce la
lingua francese.

Oltre a ciò l'A non è per nulla motivato a
pianificare o modificare il suo futuro professionale. L'A desidera ricevere la
rendita, i provvedimenti professionali dell'AI non gli interessano.

Il parere oggettivo (medico) e quello soggettivo
(Assicurato) è in netto contrasto. L'A è convinto di non essere più in grado di
lavorare. Purtroppo il passato ha esaurito il presente dell'A. Malgrado ciò mi
sono permesso di rammentare all'A talune norme lavorative/formative previste
nel nostro Paese: si lavora fino a 65 anni e gli apprendisti iniziano all'età
di 15 anni.

 

Il settore Secondario, non qualificato,
medio-leggero, privato, che produce o lavora prodotti di dimensioni
medio-piccole (escludo quelli micro per esempio dell'orologeria o
dell'elettronica), è quello più aderente al profilo attitudinale dell'A.

II ciclo di produzione industriale o artigianale, rappresenta lo
spazio lavorativo più idoneo alle condizioni dell'A. Nel Settore ci si occupa
della lavorazione degli alimenti, del tabacco, delle bibite, del cuoio, del
vetro, della plastica, del metallo, di parti elettriche, ecc.. Le attitudini e
i limiti invalidanti acconsento all'A di svolgere i seguenti ruoli:

l'addetto alla produzione, l'addetto alla rifinitura / trasformazione
/ lucidatura, l'addetto al controllo delle produzione, l'addetto al montaggio,
l'addetto allo stoccaggio / confezione / immagazzinamento, l'addetto al
rifornimento interno.

In forma minore anche il terziario potrebbe presentare opportunità
lavorative, come per esempio il tuttofare in un albergo."

(cfr. doc. AI _)

 

                               2.7.   Va ricordato che affinché un rapporto medico
abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto
di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena
conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni
dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 p. 31; Pratique VSI 3/1997
pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988
p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189).        

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, p. 33ss.), la nostra Corte federale
ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

Per quel che riguarda il medico di
fiducia, infine, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve
tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a favore del suo paziente
(DTF 125 V 353 consid. 3b/cc), cfr. U. Meyer‑Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die
Invalidenversicherung, Zurigo 1997, pag. 111).

                               2.8.   Nell'evenienza
concreta questo TCA non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le
conclusioni cui è pervenuto il dr. __________, specialista delle affezioni
invalidanti di cui il ricorrente è portatore. Infatti, egli ha compiutamente
valutato il danno alla salute lamentato dall'assicurato sulla base di
accertamenti approfonditi e completi, giungendo a conclusioni logiche e
motivate in merito alla ridotta (50%) capacità di lavoro nella precedente
professione di carpentiere, rispettivamente alla normale abilità lavorativa in
attività leggere rispettose delle limitazioni funzionali descritte in sede
peritale (evitare il sollevare ed il portare pesi superiori ai 15-20 chili).
Nondimeno il perito ha rilevato come “ le lamentele, rispettivamente i
limiti funzionali dimostrati durante l’esame, contrastano con la scioltezza con
la quale si muove per svestirsi e vestirsi, rispettivamente per recarsi nel
locale di radiologia” (perizia pag. 7).

Lo scarno certificato 18 marzo 2002 del medico curante prodotto dal ricorrente
non permette tuttavia di giungere ad un diverso risultato (doc. AI _). Infatti
il dr. __________ si limita a ribadire che il paziente, a causa dell’età e dei
grossi problemi alla colonna lombare, non è in grado di svolgere alcuna
attività lucrativa.

Da ultimo va sottolineato come i reumatologici dr. __________ e __________
abbiano concordemente ammesso una piena abilità del paziente in un’attività
lavorativa leggera (cfr. rapporto 31 agosto 2000 dr. ___________, allegato alla
perizia doc. AI _).

In sede amministrativa il ricorrente ha prodotto la lettera 22 agosto 2002 del
medico psichiatra curante dr. __________ indirizzata
al __________ del seguente tenore:

 

"  Su
vostra richiesta ho esaminato il paziente in epigrafe che è stato

visto presso il mio studio regolarmente dal 17.07. di quest'anno.

Ho pure preso visione della problematica assicurativa e dei
reperti medici fin qui prodotti.

Dall'esame clinico psichiatrico del paziente e dalla lettura della
documentazione che mi è stata prodotta posso affermare che il caso del signor
__________ sembra rientrare nel capitolo delle sindromi somatoformi
particolarmente la sindrome somatoforme da dolore persistente così come
codificata nel ICD 10 al capitolo F 45.4.

Ovviamente questa prima impressione diagnostica andrà confermata
nel proseguimento del trattamento terapeutico che è stato da me iniziato, ma
appare assai verosimile." (cfr. doc. AI _)

L’assicurato sostiene quindi che l’amministrazione
non ha debitamente tenuto conto della problematica psichiatrica.

L’UAI rileva per contro come la sindrome da dolore somatoforme sia evocata come
probabile diagnosi e che lo specialista non ha indicato alcuna inabilità
lavorativa (cfr. nota 2 settembre 2002 del dr. __________, medico dell’AI, doc.
AI _).

Orbene, vero che sia il perito che i due succitati reumatologi (__________e
__________) hanno concordemente rilevato una discrepanza tra reperto obbiettivo
e sintomi dichiarati e che lo psichiatra curante ha ritenuto verosimile una
diagnosi di sindrome somatoforme, ma è altrettanto vero che né in sede di
ricorso (I), tantomeno in occasione della notifica dei nuovi mezzi di prova
(IV), il ricorrente non ha prodotto alcun documento atto a comprovare (o
perlomeno rendere verosimile) il carattere invalidante di un’eventuale
affezione psichiatrica. 

Al proposito va ricordato che se da una parte la procedura davanti al TCA è retta dal principio inquisitorio, secondo
cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal
giudice, dall’altra si rileva che questo principio non è però assoluto, atteso
che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare
all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c con
riferimenti). 

Il dovere processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo
delle parti di apportare ‑ ove ciò fosse ragionevolmente esigibile ‑
le prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti
invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare le conseguenze
della carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).

Ora, come detto, nel caso in esame l’assicurato non ha
prodotto della documentazione atta a rendere perlomeno verosimile il carattere
invalidante dell’eventuale sindrome da dolore somatoforme, tenuto inoltre conto
che, secondo la giurisprudenza del TFA, solo a determinate condizioni tale
sindrome è da ritenere determinante ai fini dell’AI (cfr. Pratique VSI 2000
pag. 159, DTF 120 V 119 consid. 2c/cc con riferimenti).

                                         Questo,
tuttavia, non esclude che l’assicurato possa in futuro avviare una procedura di
revisione della rendita, facendo valere un rilevante peggioramento del suo
stato di salute per motivi psichiatrici. 

 

                               2.9.   Ritenuta
dunque una piena capacità lavorativa in attività leggere, il consulente in
integrazione professionale ha dunque proceduto ad una valutazione economica,
elencando tutte le attività lavorative ancora esigibili (cfr. consid. 2.4).

L’assicurato rileva una contraddizione tra il parere del perito che ha escluso
una qualsiasi riformazione professionale e quello del consulente in
integrazione che ha invece ipotizzato l’esigibilità in diverse attività
adeguate.

Va qui ricordato che compito dell’orientatore professionale è quello di
stabilire, in base alle informazioni del medico riguardo alle mansioni ancora
possibili, le attività lavorative ancora concretamente ammissibili per
l’invalido (Meyer-Blaser, op. cit., p. 228, Omlin, Die Invalidità in der
obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, p. 201).

Ai fini dell'accertamento dell'invalidità
ci si deve quindi fondare su un mercato del lavoro equilibrato e quindi
fittizio; ci dev'essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta di posti
di lavoro e un'offerta di posti diversificati in relazione con le capacità
professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un concetto
teorico e astratto (DTF 110 V 276; Meyer‑Blaser, op cit. p. 212). Un
assicurato non può pertanto avvalersi dell'impossibilità congiunturale di
trovare un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK 1984 p. 347). 

                                         Ciò
non è il caso se l'attività ammissibile è possibile solo in forma talmente
limitata, che il mercato generale del lavoro praticamente non la conosce o se
il suo esercizio è reso possibile solo grazie alla collaborazione irrealistica
di un datore di lavoro medio (cfr. ZAK 1989 p. 322 consid. 4a; Locher,
Grundriss des Sozialversicherungsrecht, 2a edizione, Berna 1997, p. 80).

Dall’altra parte, l'art. 8 cpv. 1 LAI prevede che gli
assicurati invalidi o direttamente minacciati d'invalidità hanno diritto ai
provvedimenti d'integrazione, tra cui i provvedimenti professionali (art. 15
–18 LAI), necessari e atti a ripristinare, migliorare, conservare o
avvalorare la capacità di guadagno.

                                         Ciò
non vuol dire che un assicurato, per il quale sono esclusi provvedimenti
integrativi, non possa svolgere un’attività adeguata mettendo a frutto la
residua capacità lavorativa, verifica che, come detto, spetta al consulente in
integrazione professionale. 

                                         Nel
caso in esame tale accertamento, a cui va data piena adesione, è stato eseguito
il 29 aprile 2002. Se da un lato l’orientatore ha escluso l’adozione di
provvedimenti professionali (l’assicurato è infatti sprovvisto di una
formazione di base), dall’altro le attività proposte, oltre a rispecchiare la
valutazione peritale, non necessitano di una particolare formazione. 

Inoltre, secondo questo TCA, l’esperienza specifica del
consulente è una garanzia che le attività professionali da lui indicate sono
presenti sul mercato equilibrato del lavoro e che le stesse rispecchiano le
limitazioni funzionali dell’assicurato.

Per questi motivi non vi è alcuna contraddizione dell’operato dell’UAI.

                                      

                             2.10.   Al
fine di determinare l’incapacità al guadagno mediante il metodo ordinario dell’art.
28 LAI (cfr. consid. 2.5), occorre porre in confronto il reddito che
l’assicurato avrebbe conseguito, senza il danno alla salute, quale manovale
(reddito da valido) con quello risultante dalle attività leggere (reddito da
invalido). 

                                         

Per quel che concerne il salario da valido (non
contestato), dalla decisione contestata risulta che l’amministrazione ha preso
in considerazione l’importo annuo di fr. 80'000.---, corrispondente al guadagno
assicurato su cui è stata determinata l’indennità di disoccupazione (doc. AI
_).

Riguardo al salario da invalido, considerato che l'assicurato non ha mai intrapreso un’attività
adeguata, la determinazione di tale reddito può essere ricavata dai rilevamenti
statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si
riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro
(VSI 2002 pag. 68 consid. 3b, DTF 126 V 76 consid. 3b/bb, RCC 1991 pag. 332
consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre, va rilevato che, secondo la giurisprudenza
federale, per gli assicurati che, a causa della particolare situazione
personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di
permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere
completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che
pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul
mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico
che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF
126 V 80 consid. 5b/cc, recentemente confermato in VSI 2002 pag. 64).

                                         In applicazione dei succitati criteri, nella sentenza pubblicata
in SVR 2001 IV Nr. 21 questo Tribunale ha
precisato che, conformemente ai dati statistici salariali pubblicati
dall'Ufficio federale di statistica ("L'enquête suisse sur la structure
des salaires 1998), il salario ipotetico nel 1998 conseguibile in attività
leggera adeguata esercitata a tempo pieno nel Cantone Ticino e prima di
eventuali riduzioni per motivi particolari, che possono arrivare al massimo al
25% (cfr. DTF 124 V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85 e, soprattutto, STFA inedita
del 9 maggio 2000 nella causa A, I 482/99), riportato su 41,9 ore, ammonterebbe
a fr. 45'390.--  nel settore privato (rispettivamente fr. 47'929.‑‑
nel settore pubblico e privato) per gli uomini e a fr. 33'587.‑‑
(rispettivamente fr. 33'725.‑‑ ) per le donne. 

Recentemente l’Ufficio federale di
statistica ha proceduto all’elaborazione dei dati statistici salariali relativi
all’anno 2000. Secondo tali dati il salario mediamente percepito nel 2000 in
Ticino, riportato su una media di 41,8 ore settimanali (cfr. “La vie économique” 2/2002”, Tabella B9.2, pag. 88), per un’attività leggera e ripetitiva nel settore
privato corrisponde a fr. 50’498.-- (fr. 4027: 40 x 41,8 x 12) per gli uomini e
fr. 36'328.-- (fr. 2’897: 40 x 41,8 x 12) per le donne (cfr. Tabella TA 13
privato). Nel settore privato e pubblico l’ammontare è di fr. 51'702.-- (fr.
4123: 40 x 41,8 x 12) per gli uomini e fr. 36'679.-- (fr. 2925: 40 x 41,8 x 12)
per le donne (cfr. Tabella TA 13 privato e pubblico).

                                         Nella
fattispecie concreta, per calcolare il reddito da invalido, sulla base dei
recenti dati statistici, si deve partire da un salario di fr. 50’498.- riferito
al settore privato ( cfr.”…. in primo luogo sono applicabili i rilevamenti
salariali applicabili nel settore privato” cfr. RAMI 2001 p. 348).
Conformemente alla giurisprudenza federale (cfr. 126 V 81 consid. 7a) questo
importo, adeguato al 2001 in base all’indice dei salari nominali 

(cfr. “La vie économique 1/2003, Tabella B10.3, p.95), ammonta a fr. 51'750.--
( 50498 x 1902 : 1856).

Non essendo stata apportata alcuna riduzione di rendimento (considerato tra
l’altro la giovane età del ricorrente ed i modesti limiti funzionali), il
salario da invalido è quindi da determinare in fr. 51'750.--, anziché in fr.
54'564.— come stabilito dal consulente in integrazione professionale (cfr.
rapporto 29 aprile 2002, doc. AI _, in cui il consulente ha preso i vecchi dati
statistici del 1998, aggiornati al 2001). Da un raffronto di tale dato con un
reddito da invalido di fr. 80’000.--, risulta un’incapacità al guadagno del 35,31%
(80’000 – 51’750
x 100 : 80’000).

                                         Per costante giurisprudenza il giudice delle assicurazioni
sociali valuta la legalità della decisione impugnata in base alla situazione di
fatto esistente al momento in cui essa è stata resa (cfr. DTF 121 V 366) – in casu 24 aprile 2002:
determinanti sono quindi i redditi aggiornati al 2002. 

Tuttavia, visto il risultato al quale si è appena giunti, è da ritenere come
anche nel 2002, con grande verosimiglianza (l’adeguamento al 2002 del reddito
da invalido non è ancora disponibile), il grado d’invalidità risulti inferiore
al 40%, tasso minimo per poter riconoscere il diritto ad una rendita
d’invalidità.

Sulla scorta di quanto precede, la decisione contestata deve essere confermata
e il ricorso respinto.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti