# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dcb64ee1-51e5-50db-93a2-188361c4dbe2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-05-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 25.05.2000 INC.2000.8703
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-8703_2000-05-25.html

## Full Text

N. 87.2000.3 M                                                          Lugano,
25 maggio 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
inoltrata in data 15/16 maggio 2000 da

__________,            

(difeso di fiducia dal lic. iur.
__________)

e trasmessa
in data 19/22 maggio 2000 con preavviso negativo dal Procuratore Pubblico
avv. __________;

concesso all’accusato istante, con ordinanza 22 maggio
2000, di formulare osservazioni al preavviso negativo del magistrato
inquirente, e letto l’allegato 24 maggio 2000;

avuti a
disposizione gli atti formanti l’inc. MP 1024/2000/FL;

ritenuto

in fatto:

A.

__________ è
stato tratto in arresto in data 17 febbraio 2000, siccome sospetto autore di
truffa ai danni dell’assicurazione, per aver denunciato il danno totale alla
vettura BMW M3 intestata alla sorella di lui, __________, consapevole del fatto
che non vi era stato incidente alcuno, bensì che l’auto era stata da lui
acquistata già accidentata (v. rapporto d’arresto 17 febbraio 2000, inc. GIAR
87.2000.1 doc. _, p. 1). Il giorno successivo, questo giudice ha confermato
l’arresto, con contestuale intimazione della promozione d’accusa per titolo di
truffa, falsità in documenti, sub. denuncia mendace e sviamento della giustizia
(inc. GIAR cit., doc. _).

 

B.

Il
procedimento nel quale è coinvolto l’accusato istante concerne anche diverse
altre persone, e riguarda un vasto traffico di automobili seriamente
danneggiate, che facevano oggetto di nuovo contratto leasing per poi a volte
essere fatte sparire e denunciate falsamente siccome rubate oppure oggetto di
nuovo incidente così da ottenere congruo risarcimento assicurativo (così, verbatim,
decisione 20 aprile 2000 in re C.C., inc. GIAR 133.2000.2, consid. 1 p. 1-2).
L’inchiesta esperita ha permesso di accertare che egli è stato attivamente e
scientemente coinvolto in cinque truffe (v. preavviso negativo, inc. GIAR
87.2000.3 doc. _ p. 2).

 

C.

Con l’istanza
qui in discussione (inc. GIAR 87.2000.3 doc. _), __________ chiede di essere
posto in libertà provvisoria: nemmeno discussi i pacifici indizi di
colpevolezza a suo carico, egli – con riferimento alla propria nazionalità ed
al domicilio in Ticino – esclude in entrata ogni e qualsiasi pericolo di fuga
(loc. cit., pto. 1 p. 2). Non considera dato neppure pericolo di collusione, “poiché
i fatti determinanti sono già stati accertati, anche grazie all’immediata ed
ampia collaborazione e confessione [...]” (istanza, cit., pto. 2 p. 3). Da
ultimo, egli nega anche l’esistenza di concreto pericolo di recidiva: il suo
comportamento collaborativo “durante l’istruttoria evidenzia infatti un
completo distacco dall’agire delittuoso precedente” (loc. cit., pto. 3 p.
3), senza dimenticare che l’ampio risalto dato all’inchiesta nell’opinione pubblica
renderebbe di fatto impossibile la commissione di nuovi reati (loc. cit., p.
4).

 

D.

Il magistrato
inquirente, rammentata l’estensione dell’inchiesta che vede coinvolte 18
persone, delle quali sei sono state in carcerazione preventiva (v. preavviso negativo,
cit., p. 1), fonda il proprio preavviso negativo sull’esistenza di necessità
istruttorie, segnatamente l’audizione in contraddittorio con altri due
coaccusati, le versioni dei quali divergono puntualmente dalle sue (loc. cit.,
p. 2). Il Procuratore Pubblico ritiene inoltre dato concreto pericolo di
recidiva, atteso che __________ ha delinquito durante il periodo di prova
relativo ad una sentenza collezionata nel luglio 1996 per il medesimo genere di
reati (ibid.).

 

E.

Nelle proprie
osservazioni al preavviso negativo del magistrato inquirente (inc. GIAR
87.2000.3 doc. _), preso atto che neppure il magistrato si appella al pericolo
di fuga (loc. cit., p. 1), __________ ribadisce anzitutto l’inconsistenza
dell’asserito pericolo collusivo: il suo atteggiamento processuale improntato
alla collaborazione permetterebbe di escludere che egli possa approfittare
della riacquistata libertà per contaminare prove non ancora assunte (loc. cit.,
pto. 1 p. 2). Quanto al pericolo di collusione, egli lo nega rilevando come i
fatti per i quali era stato condannato nel 1996 risalgono al 1993, e che da
allora non avrebbe più delinquito fino ai fatti oggetto della presente
inchiesta (loc. cit., pto. 2 p. 3).

Considerato

in diritto:

1.

L'art. 95 CPP
- corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre
1992 / 1. gennaio 1993 (per cui mantiene validità la pregressa giurisprudenza:
v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H., GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al cpv.
1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente
al cpv. 2 arresto, perdurare ed eventualmente proroga del carcere preventivo a
norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e
concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono
presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui
concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione e pericolo di recidiva (senza
dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve
unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza
dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF
109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale
federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss) -ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128).

 

2.

Con la
verosimiglianza sufficiente a questo stadio del procedimento ed in questa sede,
si può con tranquillità concludere per la presenza di seri e concreti indizi di
colpevolezza a carico di __________, e relativi a un suo coinvolgimento nei
fatti inquisiti, da lui ammesso avanti agli inquirenti (v., ad es., il verbale
di notifica dell’arresto [inc. GIAR 87.2000.1, doc. _ p. 2-3], e soprattutto il
verbale di polizia 23 febbraio 2000, ore 14.30 [inc. MP doc. _]).

 

3.

a)        L’esistenza di ulteriori passi istruttori, così come preannunciato
dal magistrato inquirente (v. preavviso negativo, cit., p. 2), è incontestata.
Parimenti incontestata è rimasta l’affermazione del magistrato inquirente,
secondo il quale sussisterebbero sempre ancora divergenze fra le versioni
fornite dall’accusato e da altre persone coinvolte nell’inchiesta: __________
per la BMW 535i, rispettivamente __________ per le false ricevute della
carrozzeria __________ ed il timbro __________ (ibid.). Esigenze istruttorie
sono allora senz’altro date, senza parlare dei passi tecnici che ancora devono
essere effettuati prima della chiusura formale dell’inchiesta (segnatamente il
deposito degli atti e l’evasione di eventuali complementi istruttori).

b)        La domanda è, tuttavia, se tali esigenze d’inchiesta vantate
dal Procuratore Pubblico esigano il mantenimento o meno dello stato di
detenzione preventiva dell’accusato – ciò che, appunto, egli contesta. A tal
proposito, vanno fatte le seguenti considerazioni. In primo luogo, le
divergenze che tuttora sussistono fra le versioni di __________ e dell'accusato
istante a proposito della vicenda BMW 535i sembrano riguardare soprattutto la
posizione di __________ che non quella di __________ (v. verbale di polizia di
__________ del 21 marzo 2000, ore 14.20 [inc. MP doc. _): quest’ultimo ha
comunque già ammesso il proprio coinvolgimento nella vicenda, e mal si vede
come e perché il (presunto) correo __________ possa voler modificare la propria
versione, ritenuto inoltre che ciò andrebbe con tutta verosimiglianza a
detrimento della posizione di sé medesimo. Inoltre, un eventuale confronto fra
__________ e __________ – che, a quanto emerge dall’incarto, non è più stato
sentito dal momento dell’arresto (non mantenuto) dello scorso marzo – avrebbe
potuto e dovuto essere effettuato tempo addietro, e non può certamente venire
addotto oggi, apoditticamente, quale esigenza d’inchiesta contraria alla
concessione della libertà provvisoria all’accusato istante.

Quanto
precede vale pure, mutatis mutandis, anche per quanto riguarda le
divergenze fra le versioni date dall’accusato istante e __________ in merito
all’utilizzo del timbro __________ ed a false ricevute per acquisti presso la
carrozzeria __________. Si tratta di dettagli relativamente secondari, e
soprattutto di temi sui quali il correo __________ si è già espresso da tempo
(sul timbro, ad es., v. verbale MP 23 marzo 2000, ore 15.00 [inc. MP doc. _],
p. 3): anche qui, dunque, non può essere ritenuto un pericolo collusivo, al
quale sarebbe stato facile ovviare con una anticipata messa a confronto dei due
coaccusati.

c)         Ne discende, in conclusione, che le necessità istruttorie
fatte valere dal Procuratore Pubblico non giustificano un mantenimento della
detenzione preventiva di __________.

 

4.

a)        Notoriamente, il pericolo di recidiva deve essere concreto
(DTF 105 Ia 31) e risultare da una valutazione dell’insieme delle circostanze,
tra le quali i precedenti dell’accusato, il suo comportamento durante
l’istruttoria, la sua personalità, la sua costituzione fisica e soprattutto
psichica, e le modalità di commissione dei reati che gli vengono addebitati,
così che la reiterazione appaia assai verosimile (v. Mario Luvini, I
presupposti materiale del carcere preventivo nel processo penale ticinese, in:
Rep. 122 [1989], p. 287 ss., pto. 3 p. 294; Gérard Piquerez, Précis de
procédure pénale suisse, 2ème éd. Lausanne 1994, margin. 1388 s.).

b)        All'inizio dell'inchiesta a suo carico, dopo iniziali
reticenze, __________ si è dimostrato maggiormente disposto a collaborare,
tanto che già avanti a questo giudice aveva ammesso le proprie responsabilità
per i fatti legati alla BMW M3 (inc. GIAR 87.2000.1, doc. _ p. 2-3). Sono poi
seguiti altri verbali, in occasione dei quali egli ha confessato, in parte
anche spontaneamente, il proprio coinvolgimento in altre operazioni truffaldine
(v. soprattutto il verbale di polizia 23 febbraio 2000, ore 14.30 [inc. MP doc.
_], poi verbale di polizia 2 marzo 2000, ore 09.30 [inc. MP doc. _]; meno
spontanee, invece, le ammissioni a verbale di polizia 17 marzo 2000, ore 09.29 [inc.
MP doc. _]). Ciò permette di affermare che l’accusato istante si sia reso conto
delle proprie responsabilità almeno nella misura necessaria per ammetterle agli
inquirenti: da ciò a dedurre “un completo distacco dall’agire delittuoso
precedente” (così in istanza, cit., pto. 3 p. 3), il passo sembra assai
lungo.

c)         In effetti, dubbi in merito al paventato pericolo di
recidiva appaiono senz’altro giustificati in considerazione della precedente
condanna per reati simili – condanna che, evidentemente, non ha avuto
l’auspicato effetto deterrente. D’altro canto, in questa sede non può e non
deve essere discussa la problematica della prognosi circa il futuro
comportamento dell’accusato: è, questo, tema di esclusiva competenza della
Corte di merito, che dalle proprie valutazioni trarrà le debite conseguenze sia
con riferimento alla sospensione condizionale della pena qui in discussione,
sia per quanto riguarda l’eventuale revoca della sospensione condizionale della
pena del 1996. Il pericolo di recidiva deve essere valutato in un’ottica a
breve-medio termine, primariamente con riferimento all’intervallo temporale che
intercorre fra la liberazione provvisoria ed il pubblico dibattimento (poiché
una valutazione a più lunga gittata sarà fatta dalla Corte, appunto in sede
dibattimentale).

d)        Nel caso di specie, va allora ricordato che il pericolo di
una recidiva appare limitato dall’imminenza del pubblico dibattimento: uno dei
principali artefici della serie di truffe qui in discussione è ancora in
detenzione preventiva, ed anzi una sua istanza di messa in libertà provvisoria
è stata recentemente respinta (decisione 20 aprile 2000, inc. GIAR 133.2000.2);
ed è lecito supporre che il Procuratore Pubblico procederà in parallelo con
tutti i protagonisti della vicenda. Ciò significa che non dovrebbe trascorrere
un lasso di tempo rilevante dalla messa in libertà di __________ alla
celebrazione del processo, e dunque limitate dovrebbero essere le opportunità,
per lui, di ulteriormente delinquere. Nulla può essere matematicamente escluso,
ovviamente: tuttavia, nuovi reati commessi dall’accusato fra oggi ed il
processo sarebbero una manifestazione talmente eclatante di inaffidabilità ed
inclinazione alla recidiva, da aggravare in modo rilevante la sua posizione di
fronte ai giudici di merito. Vi è da augurarsi che almeno questo pericolo
sappia costringere __________ ad evitare, in futuro, ogni e qualsiasi
coinvolgimento in affari dubbi.

e)        Pertanto, pur con qualche residuo dubbio dovuto agli
specifici precedenti ed al rinnovato delinquere durante il periodo di prova, le
circostanze del caso – segnatamente la ragionevole certezza di una rapida
celebrazione del pubblico dibattimento – fanno apparire il pericolo di recidiva
non grave al punto da ostare, di per se stesso, alla messa in libertà
provvisoria dell’accusato istante. Misure sostitutive non appaiono necessarie.

 

5.

In
conclusione, l’istanza in discussione deve essere accolta, con la presente
decisione impugnabile entro 10 (dieci) giorni alla Camera dei ricorsi penali
del tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP) e senza conseguenze di
tassa e spese.

 

Per i quali
motivi,

visti gli
artt. 95 ss., 107 s., 279 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP

d e c i d e :

1.      L’istanza
di libertà provvisoria inoltrata in data 15/16 maggio 2000 da __________ è
accolta, e l’accusato istante è posto immediatamente in libertà provvisoria.

2.      Non
si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

3.      Contro
la presente decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi
penali del Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.      Intimazione:

-    lic. iur. __________, per sé e per l’accusato
__________, con copia del preavviso negativo del magistrato inquirente;

-    Procuratore Pubblico avv. __________, con l’inc. 1024/2000/FL di
ritorno, con copia delle osservazioni dell’accusato istante e per
immediata esecuzione;

-    SEPEM e
Direzione del PCT, per conoscenza.

giudice __________