# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a29a1be7-a807-57aa-806d-eb11701416c4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-02-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.02.2004 36.2003.88
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2003-88_2004-02-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2003.88

   

  cs/sc

  	
  Lugano

  12 febbraio
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano
  Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 ottobre 2003
di

 

	
   

  	
  __________ e __________ 

  rappr. da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 7 ottobre 2003 emanata
  da

  
	
   

  	
  Istituto assicurazioni sociali Ufficio
  assicurazione malattia, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione contro le
  malattie

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con scritto
del 12 agosto 2003 l'Istituto delle assicurazioni sociali (di seguito: IAS), ha
respinto la richiesta dei coniugi __________ ed __________, tendente ad essere
esentati dall'obbligo di assicurarsi in Svizzera per le cure medico-sanitarie
di base (doc. _).

 

                                         Con
decisione su reclamo del 7 ottobre 2003, l'IAS ha confermato la precedente presa
di posizione, affermando:

 

" 
(…)

I coniugi __________, cittadini svizzeri
domiciliati a __________ dal 1° ottobre 2002 e in Ticino già dal 1988,
dichiarano di essere beneficiari di una copertura assicurativa privata presso
la compagnia americana __________ acquisita durante la loro permanenza
all'estero.

 

Nel caso di specie, dopo un'attenta analisi della
fattispecie, lo scrivente Ufficio ha raggiunto l'intima convinzione che per i
coniugi __________ e __________ non sussistono gli estremi per poter rilasciare
un'esenzione dall'obbligo d'assicurazione delle cure medico-sanitarie ai sensi
della LAMal, non venendosi a determinare, in casu, nessuna delle
condizioni particolari di cui al già citato art. 2 OAMal.

 

È stato inoltre appurato - e lo si rileva a titolo
del tutto abbondanziale - che non possono entrare in considerazione nemmeno le
regole che discendono dai più recenti Accordi bilaterali CH/CE-AELS.

 

Osservato quanto sopra, è dunque da respingere
integralmente la censura di "un'imposizione priva di base legale".

Né più pregnante considerazione può trovare
l'obiezione circa un più favorevole trattamento in altri Cantoni.

Intanto si rileva che in forza dell'art. 6 LAMal,
il controllo dell'obbligo d'assicurazione è demandato ai Cantoni.

Al riguardo il Cantone Ticino ha promulgato
disposti normativi e ha sempre seguito una prassi amministrativa che hanno
ottenuto la più ampia protezione dell'Alto TFA; al contrario di prassi più
"agevoli" seguite da altri Cantoni e sanzionate in più di
un'occasione, per la loro mancata conformità al diritto federale, dalla
medesima Alta Corte.

Giova infatti ribadire che in questo contesto
l'autonomia dei Cantoni non è totale: pur nel quadro dell'applicazione di una
delega che discende dal diritto federale (il qui già citato art. 6 LAMal), i
Cantoni sono comunque tenuti al pedissequo rispetto del diritto superiore (in
casu: diritto federale o, per quanto occorra - ma nella vexata quaestio
non è il caso - diritto europeo).

È fuor di dubbio che, in casu, ci si trova
confrontati con cittadini svizzeri, regolarmente domiciliati in Svizzera, che
non hanno dato seguito al dettato di diritto federale di cui all'art. 3 cpv. 2
LAMal.

Da rilevare, di transenna, che già prima
dell'entrata in vigore della LAMal il diritto cantonale allora vigente
prevedeva un obbligo d'assicurazione contro le malattie.

Nel caso di specie, verosimilmente, i signori
__________ avrebbero potuto esserne esentati.

Ma questa questione può rimanere tranquillamente
irrisolta, in quanto l'entrata in vigore della LAMal ha determinato
l'automatico decadimento del diritto cantonale allora vigente in materia e ha
decretato nel contempo l'obbligo assicurativo generalizzato a tutta la
popolazione residente in Svizzera.

Come già più volte evidenziato nel corso di
questa disamina di diritto, nessuna delle eccezioni previste dalla LAMal alla
sua entrata in vigore poteva applicarsi alla pratica in oggetto.

Ergo, a non averne dubbio, a far tempo del 1°
gennaio 1996 i signori __________ e __________ sono da considerare soggetti
all'obbligo d'assicurazione contro le malattie così come previsto dalla LAMal.

Per motivi suesposti, la scrivente Autorità

 

 

 

d e c i d
e  :

 

1.   Il reclamo è respinto.

 

2.                                                                            I
coniugi __________ e __________ sono tenuti ad essere iscritti presso un
assicuratore malattie riconosciuto ai sensi della LAMal a partire dal 1°
gennaio 1996." (Doc. _)

 

                               1.2.   Contro la
predetta decisione sono tempestivamente insorti gli assicurati, rappresentati
dall'avv. __________, affermando:

 

" 
(…)

1.-

 

I termini della vertenza sono noti.

I coniugi __________ dopo aver soggiornato e
lavorato negli Stati Uniti d'America per tutto il periodo lavorativo della loro
esistenza, sono rientrati in Svizzera per trascorrere la loro quiescenza.

Essi hanno comperato un appartamento condominiale
a __________ e sono finanziariamente autosufficienti.

 

 

2.-

 

I coniugi __________ hanno organizzato la loro
copertura assicurativa per tutti i rischi di malattia, infortuni e cure
dentistiche quando erano ancora residenti negli USA ed hanno concluso una polizza
assicurativa di grande copertura che garantisce tutti i loro possibili rischi
di cure mediche e degenze ospedaliere.

 

 

3.-

 

Nel corso dell'anno corrente l'ufficio
dell'assicurazione malattia del Cantone Ticino ha chiesto ai coniugi __________
di assoggettarsi all'assicurazione malattia tramite un assicuratore svizzero.

Di fronte all'obiezione dei ricorrenti di essere
già coperti tramite una società americana, l'ufficio ha obiettato che la stessa
non figura tra quelle riconosciute dal Cantone e di non considerare la
copertura assicurativa offerta dalla compagnia americana come sufficiente e
conforme alle prescrizioni svizzere.

I coniugi __________ hanno contestato questo
obbligo, affermando che il loro assicuratore USA è stato riconosciuto in altri
Cantoni e che tutti i loro rischi malattia sono sempre stati coperti in modo
ottimale ed equivalente, per non dire migliore, a quello garantito da un
assicuratore svizzero.

 

 

4.-

 

Con la sua decisione l'ufficio cantonale ha
imposto, non solo l'obbligo di assicurarsi una seconda volta presso un istituto
svizzero, ma addirittura ordinato l'assicurazione retroattiva al 1.1.1996 (data
dell'entrata in vigore della LAMal - nuova versione riveduta).

 

 

 

5.-

 

I ricorrenti contestano sia il principio
dell'obbligo di assicurazione, sia l'imposizione retroattiva di ben 9 anni di
questo obbligo.

 

 

6.-

 

Per quanto riguarda l'imposizione retroattiva
dell'obbligo giova ricordare che la richiesta di assoggettamento è stata
intimata solo nell'estate 2003.

In precedenza i ricorrenti hanno sempre potuto
credere di essere perfettamente in regola con le prescrizioni legali, nessuno
ha mai loro chiesto alcunché, essi hanno continuato a pagare premi sostanziosi
per la loro polizza americana, nei casi assicurati si sono rivolti alla loro assicurazione
ed in definitiva non ha chiesto alcunché alle istituzioni svizzere, a medici ed
ospedali svizzeri.

È fuori dubbio che nei trascorsi anni i
ricorrenti, in assoluta buona fede, hanno organizzato l'intera copertura dei
rischi malattia tramite la loro compagnia americana.

Imporre loro di assicurarsi retroattivamente al
1.1.1996 significherebbe solo estorcere loro del denaro senza contropartita a
vantaggio di un assicuratore svizzero.

La retroattività si rivela quindi come un
balzello fiscale ingiustificato ed anticostituzionale.

Inoltre l'ufficio si comporta in modo lesivo del
principio della buona fede e del reciproco affidamento, non essendosi fatto
vivo per ben nove anni.

Esso ha lasciato i coniugi __________ nel
legittimo convincimento di essere assicurati in regola con le prescrizioni
nazionali svizzere.

 

 

7.-

 

Per quanto riguarda il principio
dell'assoggettamento, i coniugi __________ non pretendono un trattamento di
favore con l'esenzione dall'assoggettamento.

Essi rivendicano solo di poter beneficiare per il
resto dei loro giorni dell'ampia copertura assicurativa che hanno acquisito
durante il loro periodo di lavoro negli USA a caro prezzo e con grossi
sacrifici.

Per loro l'abbandono di questa copertura
costituirebbe una grossa perdita finanziaria, per ripiegare poi su una
copertura "svizzera" meno ampia e fonte di nuovi costi in aggiunta a
quelli sprecati per acquisire quella americana.

L'altra soluzione sarebbe quella di mantenere la
copertura americana e di assicurarsi una seconda volta presso un assicuratore
svizzero, praticamente "a vuoto" con costi inutili, tanto per
adempiere dal solo profilo formale un obbligo.

Il tutto si rivelerebbe un semplice regalo ad una
compagnia assicurativa svizzera che, dal profilo pratico, non dovrà mai pagare nessuna
prestazione, dato che la copertura della compagnia americana già permette di
far fronte a tutti gli eventuali futuri costi di malattia ed ospedalizzazione.

L'assoggettamento avrebbe quindi solo una
connotazione fiscale senza nessun risultato pratico effettivo, sia per gli
assicurati, sia per l'ente pubblico.

 

 

8.-

 

La LAMal impone l'obbligo di assoggettamento da
un lato, ma lascia dall'altro lato la libera scelta dell'assicuratore (art. 4
LAMal).

L'assicuratore ammesso deve garantire determinate
coperture e presentare determinati requisiti che lo legittimano a ottenere una
specifica autorizzazione (art. 11 e art. 13 LAMal).

 

Nel caso concreto i ricorrenti non pretendono un
trattamento di favore ma solo il riconoscimento di essere al beneficio di una copertura
assicurativa equivalente tramite una compagnia assicurativa americana che
adempie a tutti i requisiti di un assicuratore svizzero.

 

L'ufficio cantonale non può improvvidamente, a
nove anni di distanza, sostenere il contrario. Siamo in presenza di una
compagnia assicurativa estera che garantisce ad uno svizzero rimpatriato la
stessa copertura di un assicuratore svizzero.

 

Inoltre i ricorrenti hanno diritto di ottenere
l'esonero dalla conclusione di una copertura assicurativa presso un
assicuratore svizzero perché risultano adempiuti i requisiti d cui all'art. 2
cpv. 2 dell'OAMal, più precisamente l'esistenza di un doppio onere e
l'esistenza di una copertura assicurativa equivalente per le cure in Svizzera.

 

L'Ufficio competente, del resto, non ha mai messo
in dubbio che la polizza americana di cui beneficiano i ricorrenti non è
equivalente ad una di un assicuratore svizzero.

A dire il vero la copertura americana dei
ricorrenti è addirittura migliore della copertura obbligatoria minima di una CM
svizzera.

 

Il risultato della decisione impugnata si riduce
quindi ad una mera operazione vessatoria ed un dispendio ingiustificato, senza
senso, delle risorse private dei ricorrenti.

L'assoggettamento richiesto non può portare ad
altro risultato  che quello di far confluire nelle casse di una CM svizzera del
denaro, senza che i ricorrenti ne abbiano alcuna contropartita o alcun
beneficio." (Doc. _)

 

                               1.3.   Con risposta
del 3 novembre 2003 l'amministrazione propone di respingere il ricorso e
osserva:

 

" 
(…)

Ad 1

È pacificamente ammesso che i coniugi __________
sono domiciliati in Svizzera.

Già per questo fatto si impone l'obbligo
d'assicurazione giusta la LAMal, segnatamente in forza degli artt. 3 cpv. 1
LAMal e 1 cpv. 1 OAMal.

Di transenna si osserva infatti che in casu
non tornano applicabili eventuali disposizioni derogatorie all'obbligo
d'assicurazione contro le malattie che discendono dall'applicazione degli
Accordi bilaterali CH/CE.

Già per questo fatto - ritenuto che i coniugi
__________ non sono soggetti ad un obbligo assicurativo in virtù di un diritto
pubblico di uno Stato terzo - il ricorso deve essere rigettato e di conseguenza
l'impugnata decisione 7 ottobre 2003 protetta in ogni suo aspetto.

 

(…)

 

Ad 6

Si ribadisce, al proposito, quanto più volte già
confermato dalla giurisprudenza di codesta Alta Corte, così come dell'Alto TFA;
ovvero che l'obbligo d'assicurazione giusta la LAMal non trae fondamento, in
sé, da una mera esigenza di protezione sanitaria della popolazione, ma viene a
costituire il mezzo essenziale, e nel contempo sostanziale, per realizzare il principio
cardine della solidarietà, fondamento portante del diritto svizzero in
materia di assicurazione sociale delle cure medico-sanitarie.

Contestato in particolare l'appunto circa una
presunta responsabilità dell'Ufficio cantonale dell'assicurazione malattia,
"non essendosi fatto vivo per ben 9 anni".

L'obbligo d'assicurazione contro le malattie in
Svizzera è fattore ampiamente conosciuto a un punto tale da poterlo considerare
come elemento cognitivo comune ed elementare a livello della popolazione.

Al di là di quanto sopra giova ricordare che i
coniugi __________ erano già presenti nel Cantone Ticino nel 1996, quando è
entrata in vigore la LAMal.

I dibattimenti che hanno preceduto l'entrata in
vigore di questa novella legislativa non sono di certo passati inosservati nel
Paese (vi è stata addirittura una votazione popolare nel 1994): questi hanno
messo nella dovuta evidenza, in particolare, anche il principio
dell'obbligatorietà d'assicurazione proprio della LAMal.

Si richiama infine, su questo aspetto,
l'orientamento già più volte espresso da codesto TCA in margine all'argomento
di specie; e meglio:

 

      " Nemmeno,
la ricorrente può giustificare il suo ritardo facendo appello all'inazione
dell'autorità amministrativa.

                                                                      Per
una regola generale, nessuno può prevalersi dell'ignoranza della legge (cfr.
DTF 124 V 220 consid. 2b/aa, 113 V 88 consid. 4a) e, d'altro canto, nemmeno è
pertinente il richiamo ad un presunto obbligo di informazione dell'amministrazione
ritenuto come lo stesso si attui in generale solo dopo domanda da parte
dell'assicurato e solo in tal caso può, qualora la risposta sia errata, trovare
tutela nel rispetto del principio della buona fede (cfr. DTF 124 V 220 consid.
2b/aa, 109 V 55 consid. 3a, 107 V 160 consid. 2).

                                                                      Il
compito dell'autorità cantonale relativamente all'affiliazione nell'ambito
dell'assicurazione malattia si limita al controllo dell'inosservanza
dell'obbligo di assicurazione ed all'affiliazione d'ufficio degli assoggettati renitenti.

                                                                      Spetta,
invece, ai singoli assoggettamenti far fronte a tale obbligo senza che sia
necessario un preventivo avvertimento da parte dell'autorità cantonale." (cfr. STCA n. __________ del 2 giugno 2000)

 

Alla luce di ciò, anche questa specifica censura
avanzata nell'atto ricorsuale si rivela infondata.

 

Ad 7

Nessuno contesta che i coniugi __________ possano
a legittimo titolo rivendicare "di poter beneficiare per il resto dei
loro giorni dell'ampia copertura assicurativa che hanno acquisito durante il
loro periodo di lavoro negli USA a caro prezzo e con grossi sacrifici":
del resto non è stato chiesto di abbandonare questo segmento d'assicurazione.

La scrivente parte convenuta si è limitata, nella
fattispecie, ad applicare le norme elvetiche in fatto di obbligo
d'assicurazione contro le malattie; e questo in forza della delega di cui, in
particolare, all'art. 6 cpv. 1 LAMal.

Nulla osta infatti, dal profilo del diritto
svizzero, che possa sussistere, accanto alla copertura obbligatoria ex LAMal,
pure una copertura privata complementare, se del caso anche estera.

 

Ad 8

La libera scelta dell'assicuratore malattie
giusta l'art. 4 LAMal invocata al proposito dalla parte ricorrente non si
configura come una libertà assoluta, ma l'esercizio della stessa è pacificamente
circoscritto agli assicuratori "designati nell'art. 11 (LAMal,
n.d.a.)".

È fuor di dubbio che in questo contesto non
rientra l'assicuratore americano richiamato dalla parte ricorrente.

Per quanto attiene poi all'interpretazione
dell'art. 2 cpv. 2 OAMal, è utile ricordare come codesto TCA abbia più volte
confermato che le tre clausole che presiedono ad una possibile esenzione
dall'obbligo d'assicurazione - assicurazione obbligatoria in virtù di un
diritto pubblico estero, doppio onere, equivalenza della copertura
d'assicurazione  - devono essere cumulative.

Venendo  a mancare, in casu, il principio
dell'obbligatorietà d'assicurazione decretata in virtù di un diritto pubblico
estero, de iure viene a decadere qualsiasi possibilità di appellarsi
all'art. 2 cpv. 2 OAMal.

Irrilevante appare dunque l'esame di dettaglio
relativo agli altri due contesti di cui al medesimo disposto normativo."
(Doc. _)

 

                               1.4.   In data 17
novembre 2003 i ricorrenti hanno chiesto:

 

" 
1.

Avantutto puntualizzo che la copertura assicurativa
di cui beneficiano i coniugi __________ è parte integrante della loro
previdenza d'anzianità (concessa dal datore di lavoro USA).

Essi non vi possono rinunciare, optando per
un'assicurazione CM svizzera, senza prendere in conto una perdita finanziaria
irreversibile sulla loro previdenza d'anzianità.

 

 

2.

Chiedo l'assunzione come testi dei signori:

 

      -    __________

      -    __________, ex-dir. Ospedale __________

      -    Responsabile servizi sociali,
__________.

 

 

Faccio rimarcare che fino al 2002 i coniugi __________
hanno abitato a __________ senza che nessuno abbia loro chiesto di affiliarsi
ad una CM svizzera.

La richiesta è intervenuta solo quando, dopo
dieci anni di Domicilio a __________, i coniugi __________ hanno comperato un
appartamento a __________ e trasferito di conseguenza il domicilio a
__________, dov'è municipale __________, Capo-ufficio ASS.Mal., il quale ha
dato ordine di rintracciare tutti i nuovi domiciliati con CM estere.

 

3.

Il trattamento inquisitorio adottato a __________
non trova riscontro in altri comuni ticinesi.

Pure senza giungere a fare della delazione in
pregiudizio di altre persone i ricorrenti possono affermare, sicuri di non
essere smentiti, che il trattamento praticato nei loro confronti, per anni, a
__________ è lo stesso riservato in altri comuni ticinesi nei confronti di loro
conoscenti nella loro stessa ed identica situazione.

I ricorrenti si considerano quindi vittime di una
persecutoria disparità di trattamento." (Doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del
26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è quello di stabilire se i coniugi __________ possono chiedere
l'esenzione dall'obbligo assicurativo in Svizzera e se l'affiliazione va
effettuata retroattivamente dal 1.1.1996.

 

                                         Secondo
l'art. 3 LAMal

 

" 
1 Ogni
persona domiciliata in Svizzera deve assicurarsi o farsi assicurare dal proprio
rappresentante legale per le cure medico-sanitarie entro tre mesi
dall’acquisizione del domicilio o dalla nascita in Svizzera.

2 Il Consiglio
federale può prevedere eccezioni all’obbligo d’assicurazione, segnatamente per
i dipendenti di organizzazioni internazionali e di Stati esteri.

3 Può
estendere l’obbligo d’assicurazione a persone non aventi il domicilio in
Svizzera, in particolare a quelle che:

a. esercitano un’attività in Svizzera o vi risiedono per un periodo
prolungato;

b. lavorano all’estero per conto di un datore di lavoro con sede in
Svizzera".

 

                                         L'art. 1
OAMal precisa in proposito che

 

" 
1 Le persone
domiciliate in Svizzera ai sensi degli articoli 23 a 26 del Codice civile
svizzero (CC) sono tenute ad assicurarsi conformemente all’articolo 3 della
legge."

 

                                         Una
persona ha il proprio domicilio civile ove dimora con l'intenzione di
stabilirvisi durevolmente (art. 23 CCS) e dove si trova il centro delle sue
relazioni e dei suoi interessi (DTF 125 V 78 consid. 2 a e giurisprudenza
citata; DTF 123 III 100).

 

                               2.3.   Ritenuta
l’esistenza di un domicilio in Svizzera, non contestato in concreto, e pertanto
l'obbligo assicurativo nel nostro Paese, va esaminato se l'amministrazione ha
rettamente affiliato d'ufficio i ricorrenti dal 1.1.1996 senza concedere loro
l'esonero dall'obbligo assicurativo.

 

                               2.4.   Per quanto
concerne l'affiliazione retroattiva, va evidenziato che per l'art. 5 cpv. 1
prima frase LAMal se l'affiliazione è tempestiva (art. 3 cpv. 1),
l'assicurazione inizia dall'acquisizione del domicilio o dalla nascita in
Svizzera. In caso di affiliazione tardiva, come in concreto, l'art. 5 cpv. 2
prima frase LAMal prevede che l'assicurazione inizia dal giorno
dell'affiliazione. L'assicurato deve pagare un supplemento di premio se il
ritardo non è giustificabile (art. 5 cpv. 2 seconda frase LAMal).

 

                                         A questo
proposito l'art. 8 OAMal prevede che il supplemento di premio in caso d'affiliazione
tardiva, previsto nell'articolo 5 capoverso 2 della legge, è riscosso per una
durata pari al doppio di quella del ritardo d'affiliazione. Esso è compreso tra
il 30 ed il 50 per cento del premio. L'assicurazione stabilisce il supplemento
secondo la situazione finanziaria dell'assicurato. Se il pagamento del
supplemento risulta oltremodo gravoso per l'assicurato, l'assicuratore
stabilisce un tasso inferiore al 30 per cento, considerate equamente la
situazione dell'assicurato e le circostanze del ritardo. Non è riscosso alcun
supplemento se i premi sono assunti da un'autorità d'assistenza sociale.

 

                                         Con
sentenza del 18 febbraio 2003 nella causa H., (K 151/01), il TFA ha affermato,
a proposito della competenza del Cantone a statuire sull'affiliazione d'ufficio
così come sull'obbligo di versare un supplemento di premio in seguito ad
affiliazione tardiva:

" 
(…)

2.2. In concreto
dal chiaro tenore dell'art. 6 cpv. 2 LAMal emerge che il Cantone è competente
ad affiliare d'ufficio quelle persone che non lo hanno fatto o non lo hanno
fatto tempestivamente. L'assenza di copertura della persona tenuta ad
affiliarsi è quindi condizione indispensabile affinché l'organo di controllo
cantonale possa intervenire e la sola che giustifichi un'affiliazione d'ufficio
(sentenza del 15 luglio 2002 in re CM F. consid. 3b, K 130/01, non ancora
pubblicata nella Raccolta Ufficiale). Di conseguenza nel caso in cui
l'affiliazione sia già avvenuta non vi è più spazio per procedervi.

 

2.3. Alla luce
della prassi succitata l'UAM non poteva quindi statuire sull'affiliazione
d'ufficio dell'interessato alla Cassa malati con effetto dal 1° gennaio 2000,
essendosi egli affiliato spontaneamente, come neppure su un'affiliazione
retroattiva, non essendo essa ammissibile in caso di adesione tardiva. In
tale ipotesi infatti, secondo il chiaro tenore dell'art. 5 cpv. 2 LAMal, gli
effetti dell'assicurazione entrano in vigore solo dall'annuncio
all'assicurazione. Su questo punto quindi le allegazioni ricorsuali risultano
fondate.

 

2.4. L'insorgente
contesta pure la competenza del Cantone a statuire in materia di principio e
ammontare del supplemento di premio secondo l'art. 5 cpv. 2 LAMal. Come detto,
secondo questa disposizione in caso di affiliazione tardiva l'assicurazione
inizia dal giorno dell'affiliazione. L'assicurato deve tuttavia pagare un
supplemento di premio se il ritardo non è giustificabile. Il Consiglio federale
ne stabilisce i tassi indicativi, tenendo conto del livello dei premi nel luogo
di residenza dell'assicurato e della durata del ritardo. Se il pagamento del
premio risulta oltremodo gravoso per l'assicurato, l'assicuratore lo riduce,
considerate equamente la situazione dell'assicurato e le circostanze del
ritardo.

Per l'art. 8 OAMal il supplemento di premio è
riscosso per una durata pari al doppio di quella del ritardo d'affiliazione.
L'assicuratore stabilisce il supplemento secondo la situazione finanziaria
dell'assicurato.

 

2.5. Dal tenore
delle disposizioni citate emerge chiaramente che l'assicuratore è senz'altro
competente per stabilire sia l'ammontare del premio che l'eventuale riduzione.
Il fatto non è del resto contestato.

 

Né la legge né la relativa ordinanza federale si
esprimono per contro espressamente sulla competenza a statuire sull'obbligo del
pagamento di detto supplemento in caso di affiliazione tardiva non scusabile.
Dal messaggio del Consiglio federale emerge in proposito che in caso di
affiliazione tardiva non si possono esigere premi arretrati, "ma
l'assicuratore imporrà all'assicurato che si è affiliato tardivamente un premio
più elevato rispetto a quello degli altri suoi assicurati." (FF 1992 I
114). Dal tenore chiaro del messaggio si può e si deve quindi dedurre che il
legislatore intendeva conferire all'assicuratore non solo la competenza di
fissare l'ammontare e l'eventuale riduzione del supplemento di premio, ma anche
di statuire sull'obbligo stesso (v. sentenza 23 dicembre 2002 in re J.,
k/97/00, si confronti in tal senso anche Maurer, Das neue
Krankenversicherungsrecht, pag. 39).

 

Alla luce di quanto sopra esposto né l'autorità
amministrativa cantonale né il Tribunale cantonale erano quindi competenti a
statuire sull'obbligo dell'assicurato di versare un supplemento di premio. Su
questo punto il ricorso di diritto amministrativo essendo fondato, dev'essere
accolto, mentre la decisione amministrativa ed il giudizio impugnati vanno
annullati." (sottolineatura del redattore)

 

                                         Dalla
citata sentenza emerge che l'autorità cantonale è competente, di regola,
unicamente per accertare se vi è affiliazione presso una cassa malati svizzera
e può, di regola, unicamente decidere per l'affiliazione d'ufficio senza
tuttavia procedere ad un'affiliazione retroattiva. Infatti, l'art. 5 cpv. 2
LAMal prevede che in caso di affiliazione tardiva, l'assicurazione inizia
dall'affiliazione.

 

                                         Del
resto, a proposito del supplemento del premio previsto all'art. 8 OAMal in caso
di affiliazione tardiva il TFA, con sentenza del 25 febbraio 2003, pubblicata
in DTF 129 V 267 = SVR 2003, KV nr. 24, pag. 91 segg., ha stabilito che la
legge non permette la percezione di premi arretrati, ma impone la fissazione,
da parte dell'assicuratore, di un premio superiore a quello degli altri
assicurati. Si tratta di un supplemento al premio mensile, che può essere
richiesto al massimo per 5 anni. Competente a decidere in merito è
l'assicuratore presso cui l'interessato si è affiliato tardivamente e non
l'autorità cantonale. 

 

                                         Il TFA ha
affermato:

 

" 
(…)

3.3  L'art. 5 al. 2 LAMal ne
permet pas la perception de primes arriérées, mais impose la fixation par
l'assureur à l'assuré qui s'est affilié tardivement d'une prime supérieure à
celle de ses autres assurés (Message du Conseil fédéral, loc. cit.). Aussi la
sanction 

n'a-t-elle, d'emblée, pas été conçue sous la forme
d'une prime unique exigible à l'affiliation, mais comme un supplément aux
primes mensuelles (EUGSTER, Krankenversicherung, in Schweizerische
Bundesverwaltungsrecht, note 49, p. 13), dont la durée de perception
(Erhebungsdauer dans le texte allemand de l'art. 8 al. 1 OAMal) correspond au
double de la durée du retard d'affiliation mais à un taux n'excédant pas 50%.

 

(…)

 

La délégation de compétence au Conseil fédéral
prévue par l'art. 5 al. 2 LAMal portant sur la fixation de taux indicatifs
tenant compte, notamment, de la durée du retard, il faut admettre que le
législateur a délégué le soin de régler la question du rapport entre la durée
du retard et celle de la sanction au Conseil fédéral. Aussi n'est-il pas
nécessaire d'examiner si le non-plafonnement de la durée de la sanction
constitue une lacune, proprement dite ou non, de la loi (cf. ATF 122 I 255
consid. 6a, 121 III 225 ss) et si les conditions auxquelles le juge peut
combler une lacune de la loi sont réunies (cfr. ATF 127 V 41 consid. 4b/cc, 123
V 130 consid. 2, 121 III 226, 121 V 176 consid. 4d, 119 V 254 ss consid. 3b et
le références citées). Il suffit, en effet, de constater que l'application de
la norme réglementaire peut aboutir au prononcé de sanctions dont la durée
n'est plus dans un rapport raisonnable avec l'omission fautive qui les justifie
- elles violent, partant, l'exigence constitutionnelle de proportionnalité
(art. 36 al. 3 Cst.) - et que la règle de l'art. 8 al. 1 OAMal ne peut,
partant, être appliquée dans tous les cas sans correctif.

Le cas d'espèce, dans lequel l'obligation
d'assurance a été violée soixante-dix mois durant et où, partant, la sanction
devrait être infligée pendant 132 mois, soit onze ans, est, à cet égard,
exemplaire.

  4.3  La perception de (sur)primes d'assurance à
tire de sanction administrative en cas de violation d'une obligation
d'assurance est également prévue dans le domaine de l'assurance-accidents
obligatoire (v. MAURER, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berne 1985,
p. 580).

Conformément à l'art. 95 al. 1 LAA (Primes
spéciales) si l'employeur n'a pas assuré ses travailleurs, n'a pas annoncé à la
CNA l'ouverture de son entreprise ou, de toute autre manière, s'est dérobé à
son obligation de payer les primes, la CNA ou la caisse supplétive perçoit
auprès de lui, pour la durée de son omission, mais pour cinq ans au plus, des
primes spéciales s'élevant au montant des primes dues. Ce montant est doublé
lorsque d'une manière inexcusable l'employeur s'est dérobé à l'obligation
d'assurer ses travailleurs ou de payer les primes. En cas de récidive de la
part de l'employeur, les primes spéciales peuvent être d'un montant de trois à
dix fois celui des primes dues. Lorsque le montant des primes spéciales s'élève
au montant simple des primes dues, des intérêts moratoires sont perçus.
L'employeur ne peut déduire les primes spéciales du salaire des travailleurs.

La similitude des problématiques réglées (la
sanction en cas de retard d'affiliation) et des solutions données
respectivement par les art. 5 al. 2 LAMal et 95 LAA (une surprime) justifie que
l'on applique par analogie au supplément de prime de la LAMal le délai maximal
de cinq ans applicable à la prime spéciale de l'art. 95 LAA. Ce délai
correspond, du reste, quant à sa durée, à celui de l'art. 94 al. 1 LAA (sur
l'application par analogie de cette disposition dans le domaine de la LAMal, v.
MAURER Krankenversicherungsrecht, pp. 145 s. relatif au paiement des arriérés
de primes dans l'assurance-accidents obligatoire). (…)" (SVR 2003, KV 24,
pag- 92-93)

 

                                         Alla luce
della legge e della giurisprudenza sopra citata questo TCA deve concludere che
la decisione su opposizione è errata laddove l'amministrazione ha deciso che i
ricorrenti sono tenuti ad essere iscritti presso un assicuratore malattie
riconosciuto ai sensi della LAMal con effetto dal 1.1.1996. 

                                         Infatti
l'autorità cantonale è competente unicamente ad affiliare d'ufficio presso un
assicuratore quelle persone che non lo hanno fatto o non lo hanno fatto
tempestivamente. 

                                         Spetta
semmai all'assicuratore stabilire se, e in che misura, richiedere un supplemento
di premio conformemente all'art. 8 OAMal.

 

                                         Resta
pertanto da esaminare se gli insorgenti possono chiedere l'esonero dall'obbligo
assicurativo.

 

                               2.5.   L'art. 3
cpv. 2 e 3 della legge da facoltà al Consiglio federale di prevedere eccezioni
all'obbligo di assicurazione, segnatamente per le persone che possono godere
dei privilegi del diritto internazionale, in particolare i dipendenti di
organizzazioni internazionali e di stati esteri.

 

                                         Facendo
uso della delega di cui all'art. 3 cpv. 2 LAMal, il Consiglio federale ha
emanato l'art. 2 OAMal che prevede diverse ipotesi di eccezione all'obbligo di
assicurazione. Tale disposto ha subito un'importante modifica con l'entrata in
vigore, il 1° giugno 2002, degli "Accordi bilaterali tra la Comunità
europea ed i suoi Stati membri da una parte e la Confederazione svizzera
dall'altra" (RS 0.142.112.681).

 

                                         L'art. 2
OAMal prevede:

 

"  Art.
2       Eccezioni all'obbligo d'assicurazione

 

1 Non sono soggetti
all'obbligo d'assicurazione:

 

a.      gli
agenti della Confederazione, in attività o in pensione, sottoposti all'assi­curazione
militare ai sensi dell'articolo 1 a capoverso 1 lettera b numeri 1 a 7 e
dell'articolo 2 della legge federale del 19 giugno 1992 sull'assicurazione
militare (LAM);

 

 

b.      le persone
che soggiornano in Svizzera al solo scopo di seguire un tratta­mento medico o
una cura;

c.    le persone che, in virtù dell'Accordo
sulla libera circolazione delle persone e del relativo allegato II,
dell'Accordo AELS e del relativo allegato K e dell'appendice 2 dell'allegato K
o di una convenzione di sicurezza sociale, sottostanno alla normativa di un
altro Stato a causa della loro attività lucrati­va in tale Stato;

 

d.      le
persone che, in virtù dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone e
del relativo allegato II o dell'Accordo AELS, del relativo allegato K e
dell'appendice 2 dell'allegato K, sottostanno alla normativa di un altro Stato
poiché percepiscono una prestazione di un'assicurazione estera contro la
disoccupazione;

 

e.      le persone che non hanno diritto a una rendita
svizzera ma hanno diritto a una rendita di uno Stato membro della Comunità
europea in virtù dell'Ac­cordo sulla libera circolazione delle persone e del
relativo allegato II o a una rendita islandese o norvegese in virtù
dell'Accordo AELS, del relativo alle­gato K e dell'appendice 2 dell'allegato K;

 

f.         le persone che sono incluse nell'assicurazione
malattie estera di una delle persone di cui alle lettere c, d o e quali suoi
familiari e hanno diritto all'aiuto reciproco.

2 A domanda, sono esentate dall'obbligo
d'assicurazione le persone obbligatoria­mente assicurate contro le malattie in
virtù del diritto di uno Stato con il quale non sussiste alcuna normativa
concernente la delimitazione dell'obbligo di assicurazio­ne, se
l'assoggettamento all'assicurazione svizzera costituirebbe un doppio onere e se
esse beneficiano di una copertura assicurativa equivalente per le cure in
Svizzera. Alla domanda va accluso un attestato scritto dell'organo estero
competente che dia tutte le informazioni necessarie.

 

3 …

 

4 A domanda, sono esentate dall'obbligo
d'assicurazione le persone che soggiornano in Svizzera nell'ambito d'una
formazione o d'un perfezionamento, quali studenti, allievi, praticanti e
stagisti, purché durante l'intera durata di validità dell'esenzione beneficino
di una copertura assicurativa equivalente per le cure in Svizzera. La domanda
dev'essere corredata di un attestato scritto dell'organo estero competente che
dia tutte le informazioni necessarie. L'autorità cantonale competente può esone­rare
queste persone dall'obbligo di assicurarsi per al massimo tre anni. A domanda,
l'esenzione può essere prolungata di altri tre anni al massimo. L'interessato
non può revocare l'esenzione o la rinuncia all'esenzione senza un motivo
particolare.

 

4bis A domanda, sono esentati dall'obbligo
d'assicurazione i docenti e i ricercatori che soggiornano in Svizzera
nell'ambito di un incarico d'insegnamento o di una ricerca, purché durante
l'intera durata di validità dell'esenzione beneficino di una copertura assicurativa
equivalente per le cure in Svizzera. La richiesta dev'essere corredata di un
attestato scritto dell'organo estero competente che dia tutte le infor­mazioni
necessarie. L'autorità cantonale competente può esentare queste persone
dall'obbligo di assicurarsi per tre anni al massimo. A domanda, l'esenzione può
essere prolungata di altri tre anni al massimo. L'interessato non può revocare
l'esenzione o la rinuncia all'esenzione senza un motivo particolare.

 

5 Su domanda, sono esentati dall'obbligo d'assicurazione
i lavoratori distaccati in Svizzera non tenuti a pagare i contributi
dell'assicurazione per la vecchiaia, i super­stiti e l'invalidità (AVS/AI) in
virtù di una convenzione internazionale di sicurezza sociale come pure i loro
familiari ai sensi dell'articolo 3 capoverso 2, se il datore di lavoro provvede
affinché durante l'intera durata di validità dell'esenzione siano al­meno
coperte le prestazioni secondo la LAMal per le cure in Svizzera. Questa norma
si applica per analogia ad altre persone non tenute a pagare contributi
dell'AVS/AI in caso di soggiorno temporaneo in Svizzera in virtù di
un'autorizzazione prevista da una convenzione internazionale. L'interessato e
il suo datore di lavoro non può revocare l'esenzione o la rinuncia
all'esenzione.

 

6 A domanda, sono esentate dall'obbligo d'assicurazione
le persone residenti in uno Stato membro della Comunità europea, purché possano
esservi esentate conforme­mente all'Accordo sulla libera circolazione delle
persone e al relativo allegato II e dimostrino di essere coperte in caso di
malattia sia nello Stato di residenza e che durante un soggiorno in un altro
Stato membro della Comunità europea o in Sviz­zera.

 

7 A domanda, sono esentate dall'obbligo d'assicurazione
le persone che dispongono di un permesso di dimora per persone senza attività
lucrativa secondo l'Accordo sulla libera circolazione delle persone o l'Accordo
AELS, purché durante l'intera validità dell'esenzione beneficino di una
copertura assicurativa equivalente per le cure in Svizzera. La domanda
dev'essere corredata di un attestato scritto dell'organo estero competente che
dia tutte le informazioni necessarie. L'interessato non può revocare
l'esenzione o la rinuncia all'esenzione senza un motivo particolare.

 

8 A domanda, sono esentate dall'obbligo
d'assicurazione le persone a cui l'assogget­tamento all'assicurazione svizzera
provoca un netto peggioramento della protezione assicurativa o della copertura
dei costi e che a causa della loro età e/o del loro stato di salute non possono
stipulare un'assicurazione complementare equiparabile o lo possono fare solo a
condizioni difficilmente sostenibili. La domanda dev'essere cor­redata di
un attestato scritto dell'organo estero competente che dia tutte le informa­zioni
necessarie. L'interessato non può revocare l'esenzione o la rinuncia all'esen­zione
senza un motivo particolare."

 

                               2.6.   Va
innazitutto evidenziato come la lamentela degli insorgenti sulla presunta
diversità di trattamento fra assicurati va respinta, non potendoci essere
uguaglianza di trattamento fra assicurati qualora vi sia un'applicazione
illegale di norme giuridiche.

 

In proposito si osserva che in una recente
sentenza del 4 giugno 2003 nella causa A. (K 31/03), il Tribunale federale
delle assicurazioni ha nuovamente ribadito la propria costante giurisprudenza:

 

" 
(…)

D'une façon générale, un administré ne peut pas
invoquer le principe de l'égalité de traitement pour bénéficier d'une faveur
analogue à celle accordée illégalement à des tiers. En d'autres termes, il n'y
a pas d'égalité dans l'illégalité, à moins que l'autorité ne refuse de revenir
sur sa pratique contraire à la législation (cf. p. ex. ATF 127 I 3 consid. 3a,
125 II 166 consid. 5 et 122 II 451 consid. 4a et les références). (…)"

 

                                         Per cui,
essendo i due assicurati domiciliati in Svizzera, rettamente l'IAS ha chiesto
ai ricorrenti spiegazioni in merito alla loro affiliazione, indipendentemente
dal trattamento riservato ad altri assicurati in altri Cantoni.

 

                                         Per
quanto concerne l'applicazione dell'art. 2 OAMal, come visto in precedenza, per
l'art 2 cpv. 2 OAMal, a domanda, sono esentate dall'obbligo di assicurazione le
persone obbligatoriamente assicurate contro le malattie in virtù del diritto
estero, se l'assoggettamento all'assicurazione svizzera costituirebbe un doppio
onere e se esse beneficiano di una copertura assicurativa equivalente per le
cure in Svizzera.

                                         Le
condizioni cumulative per l'esonero poste da questo articolo sono, dunque, le
seguenti:

                                         -
assoggettamento obbligatorio ad un'assicurazione estera;

                                         - protezione
estera equivalente a quella offerta dalla LAMal;

                                         - doppio
onere finanziario.

 

                                         Con tale
disposto si vuole evitare un doppio assoggettamento nei casi in cui la persona
tenuta ad assicurarsi ai sensi dell'art 3 cpv. 1 LAMal è parimenti obbligata a
farlo in virtù del diritto pubblico estero, senza possibilità di svincolo e con
obbligo del pagamento dei premi a condizione che l'assicurazione estera offra
una copertura equivalente a quella offerta dalla LAMal.

                                         A questo
proposito, nella sentenza emanata il 20.5.1999 nella causa A. (inc. 33/999), il
TFA ha osservato quanto segue:

 

" 
... une dispense de l'obligation d'assurance ne
peut être envisagée que si le ressortissant étranger est obligatoirement assuré
contre la maladie en vertu du droit étranger (art 2 al 2 OAMal, Eugster,
Krankenversicherung in SBVR , 1998, n. 15)..." (STFA cit. consid 3b).

 

                                         Giusta
l’art. 2 cpv. 2 OAMal la possibilità di assicurarsi facoltativamente all’estero
è esclusa a motivo della possibile facile elusione del carattere obbligatorio
dell’assicurazione svizzera (v. RAMI 2000 no. KV pag. 20 c. 4c citata in STFA
29 giugno 2000). 

 

                                         Nel caso
in esame i ricorrenti, svizzeri e domiciliati in Svizzera, e dunque  astretti
all’obbligo assicurativo non hanno dimostrato l’esistenza di un obbligo imposto
da parte del diritto pubblico estero di essere assicurati all’estero. Essi non
hanno neppure sostenuto tale circostanza nelle loro impugnative all’autorità
amministrativa ed a quella giudiziaria, ciò malgrado l'amministrazione, in due occasioni
(decisione impugnata e risposta) abbia espressamente affermato che
l'assicurazione estera non è obbligatoria.

 

                                         Per cui
rettamente l'amministrazione ha respinto l'esonero assicurativo chiesto sulla
base dell'art. 2 cpv. 2 OAMal.

 

                                         Tuttavia,
dagli atti non risulta che l'IAS abbia esaminato se le condizioni previste
dall'art. 2 cpv. 8 OAMal sono adempiute.

 

                                         Questa
norma prevede che a domanda sono esentate dall'obbligo d'assicurazione
le persone a cui l'assoggettamento all'assicurazione svizzera provoca un netto
peggioramento della protezione assicurativa o della copertura dei costi e che a
causa della loro età e/o del loro stato di salute non possono stipulare
un'assicurazione complementare equiparabile o lo possono fare solo a condizioni
difficilmente sostenibili. La domanda dev'essere corredata di un attestato
scritto dell'organo estero competente che dia tutte le informazioni necessarie.

 

                                         A
proposito dell'art. 2 cpv. 8 OAMal, va segnalata una recente sentenza di questo
TCA, nella causa E., inc. __________, ove questa Corte ha confermato la
conformità alla legge, alla Costituzione e agli Accordi bilaterali, del citato
disposto. Esso trova pertanto immediata applicazione anche nel caso concreto.

 

                                         Non
avendo l'amministrazione esperito i necessari accertamenti, l'incarto deve
esserle rinviato affinché proceda alle necessarie verifiche.

 

                                         In queste
circostanze il ricorso va accolto, l'affiliazione retroattiva annullata e
l'incarto rinviato all'IAS affinché proceda come ai considerandi.

 

                                         Alla luce
dell'esito del ricorso risulta superfluo assumere ulteriori prove ed in
particolare i testi citati nello scritto del 17 novembre 2003 (doc. _).
Infatti, da una parte i ricorrenti sono tenuti ad affiliarsi in Svizzera
indipendentemente da trattamenti diversi ricevuti in altri Cantoni e/o Comuni,
ma possono ottenere l'esonero se adempiono le condizioni previste dall'art. 2
cpv. 8 OAMal, che spetta all'amministrazione accertare.

 

                                         Conformemente
alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio
conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223
consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale
modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito
desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF
124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

                                         In queste
circostanze il TCA rinuncia all'assunzione di ulteriori prove.

 

                                         Agli
assicurati, rappresentati da un avvocato, vanno assegnate ripetibili parziali
alla luce del grado di successo (art. 61 lett. g LPGA).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é parzialmente accolto ai sensi dei considerandi.

                                         La
decisione impugnata è annullata e l'incarto rinviato all'IAS affinché proceda
come ai considerandi.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         L'IAS
verserà a __________ ed __________ fr. 800.-- a titolo di ripetibili (IVA
inclusa)                           

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti