# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2b0c6197-c723-55ad-afed-3149a3ff104d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-10-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 25.10.2006 60.2006.365
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2006-365_2006-10-25.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2006.365

   

  	
  Lugano

  25 ottobre
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretario:

  	
  Rocco Filippini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire sull’istanza 21/22.9.2006 presentata dalla

 

 

	
   

  	
  IS 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

	
   

  	
  tendente ad ottenere l’autorizzazione a compulsare gli atti dell’incarto
  penale MP __________;

  	 

 

 

 

richiamate le osservazioni 2/4.10.2006 del procuratore pubblico Luca
Maghetti, che preavvisa favorevolmente l’istanza;

 

richiamate le osservazioni 4/5.10.2006 del patrocinatore di PI 4, con
le quali evidenzia l’irrilevanza fiscale dei documenti di cui è chiesta l’ispezione;

 

richiamate le osservazioni 5/6.10.2006 del patrocinatore di PI 2,
che comunica di non avere obbiezioni all’accoglimento dell’istanza;

 

richiamate le osservazioni 6/9.10.2006 del patrocinatore di PI 3, con
le quali comunica di opporsi al richiesto accesso agli atti;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

 

in fatto ed in diritto

 

                                   1.   Il
Ministero pubblico ha aperto un procedimento penale (inc. MP __________) per
violazione della LStup a carico di diverse persone. Nell’ambito di tale procedimento,
ed in particolare a seguito dell’audizione di un teste, che ha riferito di
incassi in nero nell’attività del Motel __________ di __________, in data
11.9.2006 il procuratore pubblico ha inoltrato una segnalazione alle autorità
fiscali.

 

 

                                   2.   Con
la presente procedura, dando seguito alla citata segnalazione, la Divisione qui
istante chiede l’accesso agli atti dell’inc. MP __________. Come esposto in
entrata, il procuratore pubblico ed il patrocinatore di PI 2 non si oppongono
alla richiesta; il patrocinatore di PI 4 ritiene che i fatti oggetto dell’incarto
penale non abbiano sostanzialmente rilevanza fiscale, mentre che il
patrocinatore di PI 3 si oppone, evidenziando l’estraneità del suo cliente
nella gestione del motel e nella contabilizzazione degli importi incassati.

 

 

                                   3.   Giusta
l’art. 27 CPP – in vigore dall’1.1.1996, che ha precisato e completato il
previgente art. 8 vCPP, con riferimento anche alla giurisprudenza del Tribunale
federale (DTF 110 Ia 83 e 95 I 108) – "oltre ai casi previsti dal
presente codice, la Camera dei ricorsi penali può permettere l’ispezione degli
atti di un processo e l’estrazione di copie a chi giustifica un interesse
giuridico legittimo che prevale sui diritti personali delle persone implicate
nel processo, segnatamente su quelli delle parti, del denunciante, dei testimoni
e dei periti. La Camera dei ricorsi penali fissa le modalità dell’ispezione”.

                                         L’art.
27 CPP istituisce una procedura specifica (per l’ispezione atti) applicabile a
titolo sussidiario, come emerge chiaramente dall’inizio del testo della disposizione:
“Oltre i casi previsti dal presente codice,…”. Occorre chiedersi se
altre norme del CPP siano applicabili in tema di ispezione degli atti. Il CPP
contiene delle norme relative all’accesso agli atti ad opera delle parti ad un
procedimento aperto (ad esempio, art. 58 cpv. 1, 59 cpv. 1 e 79 cpv. 2 CPP). Il
CPP non prevede invece una specifica norma per l’accesso agli atti da parte di
terzi: a questi, come del resto alle parti dopo la chiusura del procedimento,
si applica la procedura dell’art. 27 CPP. Questo risulta anche dai lavori
legislativi, che hanno esteso il campo di applicazione dell’art. 27 CPP, come risulta
in particolare dalla modifica della nota marginale (inizialmente “Ispezione
degli atti dopo il processo”, modificato in “Ispezione degli atti”;
cfr. Rapporto 8.11.1994 della Commissione speciale del Gran Consiglio, p. 19).

 

                                   4.   Non
essendo di regola l’autorità fiscale parte ad un procedimento penale (tranne
nei casi di frode fiscale), ma sostanzialmente terzo, la decisione relativa ad
una sua richiesta di informazioni riguardo ad un incarto penale compete a questa
Camera in virtù dell’art. 27 cpv. 1 CPP (decisione CRP del 4.7.2006, inc. __________).
Questa Camera non solo decide l’ammissibilità o meno della richiesta, ma è
competente pure per fissare le modalità di ispezione degli atti (art. 27 cpv. 2
CPP).

 

 

                                   5.   Per
ammettere una richiesta di informazioni non si richiedono indizi di
un’infrazione ai doveri fiscali. È sufficiente che l’informazione richiesta sia
utile alla buona applicazione delle normative fiscali ad una situazione o a un
caso ben preciso (A. PEDROLI, L’assistenza delle autorità amministrative e giudiziarie
nei confronti del fisco, in ASA vol. 72/2003, p. 183 ed esempi ivi riportati);
detto altrimenti, si deve trattare di fatti rilevanti ai fini della tassazione
(decisione Giar 24.8.2001, inc. 462.2000.3, p. 5). 

                                         La
richiesta può avere anche solo fondamento ipotetico (decisione Giar 24.8.2001,
inc. 462.2000.3, p. 6). È sufficiente poter ragionevolmente ipotizzare che
certo tipo di investimento (per i rendimenti promessi) o certo tipo di
operazioni (ad es. pagamento di commissione) attirino o vadano a costituire
fondi non dichiarati fiscalmente: basta che l’autorità penale disponga di
informazioni (anche reperite a mezzo stampa) che rendano plausibile l’esistenza
di un’infrazione alla legge tributaria (A. PEDROLI, op. cit., p. 189). 

 

                                         Esistono
comunque dei casi in cui è giustificato non accogliere la richiesta di
informazioni.

                                         Anzitutto
nel caso in cui il procedimento penale fosse pretestuoso, a meri fini fiscali,
onde permeare il segreto bancario ed ottenere in tal modo documenti inesigibili
in base alle norme fiscali (M. RUSCA, Scambio internazionale di informazioni
fiscali; riflessi sul diritto interno: segreto bancario e segreto istruttorio,
in RtiD II-2004, p. 480: l’autore parla di “effetto grimaldello”). Si
tratterebbe in tal caso di un manifesto abuso. 

                                         Inoltre
nel caso in cui la richiesta di accesso agli atti assurgesse a ricerca
indiscriminata (“fishing expedition”, “allgemeine Suchaktionen”). Il fisco non
può ottenere un’autorizzazione a consultare atti senza distinzioni ed in
assenza di un obbiettivo concreto; è pertanto escluso che possa chiedere di
consultare i documenti di un procedimento nell’intento di condurre un’azione di
ricerca generale (A. PEDROLI, op. cit., p. 187). 

                                         Infine,
anche motivi di carattere procedurale penale potrebbero ostare, magari solo
temporaneamente, all’accesso agli atti: segnatamente se ciò comportasse un
pericolo per il segreto istruttorio o se ci fosse un pericolo di inquinamento
di prove (M. RUSCA, op. cit., p. 483).

 

 

                                   6.   Nel
presente caso, è certamente dato, anche in relazione all’estratto del verbale allegato
alla segnalazione dell’11.9.2006, un interesse giuridico legittimo delle
autorità fiscali ad accedere agli atti, in quanto sono dati in concreto gli
elementi utili alla buona applicazione delle normative fiscali ad una
situazione o a un caso ben preciso. L’addotta estraneità da parte di PI 3,
anche se ammessa, non è tale da impedire l’accesso agli atti del procedimento
penale alle autorità fiscali.

 

 

                                   7.   L’istanza
è accolta. L’ispettore del fisco potrà compulsare gli atti del procedimento
penale ed estrarre copie degli stessi, limitatamente a quelli pertinenti ad un
corretto accertamento fiscale.

 

 

                                   8.   Di
transenna è utile ricordare il segreto d’ufficio e fiscale connesso con le
procedure condotte dalla IS 1.

 

 

                                   9.   Considerati
gli art. 112 LIFD, 39 cpv. 3 LAID e 185 LT, si prescinde dal prelievo di tassa
di giustizia e spese.

 

 

 

 

Per
questi motivi, 

visti
gli art. 27 CPP, 112 LIFD, 39 cpv. 3 LAID, 185 LT ed ogni altra norma
applicabile,

 

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   L’istanza
è accolta ai sensi dei considerandi.

 

 

                                   2.   Non
si prelevano tassa di giustizia e spese.

 

 

 

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Il
giudizio può essere impugnato mediante ricorso di diritto amministrativo al
Tribunale federale. Il ricorso deve essere depositato presso il Tribunale
federale entro trenta giorni dalla notificazione della presente decisione.

 

 

                                   4.   Intimazione:

 

 

 

 

	
  terzi
  implicati

  	
  1. PI 1 

  2. PI 2 

  2 patr. da: PR 1 

  3. PI 3 

  3 patr. da: PR 2 

  4. PI 4 

   

  

Per la Camera dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                             Il
segretario