# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cfd11cf2-fcf5-5358-9ba9-9767370ca11a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-12-27
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 27.12.2018 60.2018.357
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2018-357_2018-12-27.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2018.357

   

  	
  Lugano

  27 dicembre 2018

   

  	
  In
  nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro
  Mini, presidente,

  Raffaele
  Guffi, Giovan Maria Tattarletti

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Elena
  Tagli Schmid, vicecancelliera 

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo 18/19.12.2018
presentato da

 

 

	
   

  	
   RI
  1  

  patr.
  da:   PR 1  

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  lo scritto 13.12.2018 del procuratore pubblico
  Andrea Gianini nell’ambito del procedimento penale inc. MP __________;

  

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in
fatto e in diritto

 

                                         che presso il
Ministero pubblico è pendente un procedimento penale inc. MP __________;

 

 

                                         che, con
scritto 13.12.2018 denominato “decisione”, il procuratore pubblico Andrea Gianini ha comunicato
alle parti l’intenzione di emanare un decreto d’accusa a carico di RI 1 (per
titolo di appropriazione indebita), nonché l’intenzione di disporre, nella
decisione di condanna, dei dissequestri (a favore di RI 1 e della successione
fu __________;

                                         che con
reclamo 18/19.12.2018 RI 1 chiede di annullare il “dispositivo” relativo al
prospettato decreto d’accusa a suo carico, e il “dispositivo” relativo al
prospettato dissequestro a favore della successione, postulando la concessione
dell’effetto sospensivo;

 

 

                                         che lo
scritto impugnato, pur essendo denominato “decisione” e pur utilizzando il
termine “decide” prima dei punti da 1 a 4 e ”decisione” nell’indicazione dei
mezzi di impugnazione (p. 2), non è una decisione, ma una semplice comunicazione
o prospettazione alle parti delle intenzioni del procuratore pubblico circa
l’esito dell’istruzione pendente;

 

 

                                         che giusta
l’art. 393 cpv. 1 lit. a CPP sono impugnabili con reclamo le decisioni e gli
atti procedurali della polizia, del ministero pubblico e delle autorità penali
delle contravvenzioni;

 

 

                                         che, in
particolare, per l’art. 393 CPP il reclamo è ammissibile contro decisioni, atti
procedurali o omissioni che si manifestano all’esterno, diretti allo
svolgimento del procedimento e che toccano direttamente gli interessi
giuridicamente protetti delle parti (BSK StPO – P. GUIDON, 2. ed., art. 393 CPP
n. 6; ZK StPO – A.J. KELLER, 2. ed., art. 393 CPP n. 10; N. SCHMID / D.
JOSITSCH – StPO Praxiskommentar, 3. ed., art. 393 CPP n. 2). 

 

 

                                         che ciò non è
il caso per meri scritti che confermano precedenti provvedimenti (senza creare
nuovi obblighi e oneri per la parte interessata) oppure che prospettano future
decisioni del procuratore pubblico, come nel caso presente; 

 

 

                                         che in
effetti lo scritto impugnato, malgrado l’intestazione e l’uso dei termini
“decide” o “decisione”, in concreto non decide, come si deduce dall’uso di
verbi al futuro, e, più in generale, dal contenuto stesso dello scritto
medesimo;

 

 

                                         che lo scritto
impugnato, in quanto prospetta le intenzioni del procuratore pubblico al
termine all’istruzione del procedimento, è sostanzialmente paragonabile alla
comunicazione della chiusura dell’istruzione prevista dall’art. 318 cpv. 1 CPP,
nella quale va indicata l’intenzione di abbandonare o di promuovere l’accusa;

                                         che, in
quanto nel caso concreto si prospetti l’emanazione di un decreto d’accusa, la
comunicazione dell’art. 318 cpv. 1 CPP non sarebbe necessaria;

 

 

                                         che, in ogni
caso, la comunicazione dell’art. 318 cpv. 1 CPP non è impugnabile, come
indicato all’art. 318 cpv. 3 CPP;

 

 

                                         che, per i
motivi surriferiti, il ricorso è irricevibile, ciò che consente di non doversi
esprimere sulla concessione o meno dell’effetto sospensivo e sul merito;

 

 

                                         che la tassa di
giustizia e le spese seguono la soccombenza e vanno pertanto caricate a  RI 1.

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge citati, per la tassa di
giustizia e le spese l’art. 25 LTG, nonché ogni altra norma applicabile, 

 

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il reclamo è
irricevibile.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di CHF 100.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF 150.-- (centocinquanta),
sono poste a carico di  RI 1 .

 

 

                                   3.   Rimedio di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF),

 

Per
la Corte dei reclami penali

 

Il
presidente                                                          La
cancelliera