# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2dde170a-f22a-53c5-b6da-2de48e73e0bb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-03-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 21.03.2007 11.2004.65
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2004-65_2007-03-21.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2004.65

  	
  Lugano,

  21 marzo 2007/lw

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani ed Ermotti

  

 

	
  segretario:

  	
  Annovazzi, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa OA.2001.404 (azione
di accertamento, rispettivamente azione negatoria) della Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 2, promossa con petizione del 18 giugno 2001 da

 

	
   

  	
   AO 1 AO 1  

  (patrocinati dall’  PA 2 )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP 1 e AP 2,
  , e

   AP 3 e AP 4
   

  (tutti patrocinati dall'  , );

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti di questione:     1.   Se dev'essere accolto l'appello del 3 giugno 2004
presentato

da AP 1, AP 2, AP 3 e AP 4 contro la
sentenza emessa il 12 maggio 2004 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione
2;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          A.
AO 1 e AO 2 sono comproprietari della particella n. 1058 RFD di __________ (733
m²), posta nella frazione di __________, su cui sorge la loro casa
d'abitazione. Il fondo confina a sud con la particella n. 1047 (764 m²),
anch'essa edificata, appartenente a AP 1 e AP 2. Entrambi i terreni
fronteggiano la sovrastante strada cantonale che sale da __________. Per
raggiungere in automobile la loro proprietà AP 1 e AP 2 fanno capo a un accesso
che si diparte dalla strada cantonale e che attraversa la particella di AO 1 e AO
2. Tale possibilità di transito risale a una sentenza del 4 luglio 1985 con cui
il Pretore della giurisdizione di Lugano Campagna aveva riconosciuto all'allora
proprietario della particella n. 1047 un “diritto di passo carrabile” sulla particella n. 1058 come accesso necessario, dietro versamento
di fr. 4000.– a titolo di indennità.

 

                                  B.   Il
18 giugno 2001 AO 1 e AO 2 si sono rivolti al Pretore del Distretto di Lugano,
sezione 2, perché accertasse che AP 1 e AP 2 devono contribuire alla
manutenzione ordinaria e straordinaria della strada d'accesso, assumendo un
quarto della spesa relativa al primo tratto (il quale serve da raccordo anche
ad altri due fondi) e la metà della spesa relativa al tratto di strada
rimanente. Inoltre essi hanno chiesto di accertare che il “diritto di passo carrabile” non comprende, per i proprietari della
particella n. 1047, il diritto di transitare a piedi. Infine essi hanno instato
perché fosse fatto divieto a AP 3 e AP 4, parenti dei AP 1 AP 2, di transitare
a piedi lungo la nota strada d'accesso. Tutti i convenuti hanno proposto di
respingere la petizione, AP 3 e AP 4 contestando finanche la loro
legittimazione passiva.

 

                                  C.   Con
sentenza del 12 maggio 2004 il Pretore ha accolto la petizione, ha accertato
che AP 1 e AP 2 sono tenuti a contribuire alle spese di manutenzione ordinaria
e straordinaria della strada d'accesso secondo la chiave di riparto proposta
dagli attori, ha accertato che il “diritto di passo carrabile” in favore della
particella n. 1047 non comprende il diritto di transito pedonale e ha vietato a
tutti i convenuti di passare a piedi sulla particella n. 1058. La tassa di
giustizia di fr. 1000.– e le spese sono state poste per tre quarti a carico di AP
1 e AP 2 e per il resto a carico di AP 3 e AP 4. I
primi sono stati tenuti a rifondere agli attori un'indennità di fr. 1800.–, i
secondi un'indennità di fr. 800.– per ripetibili.

 

                                  D.   Contro
la sentenza appena citata AP 1, AP 2, AP 3 e AP 4 sono
insorti con un appello del 3 giugno 2004 per
ottenere che la petizione sia respinta e il giudizio impugnato riformato di
conseguenza. Nelle loro osservazioni del 19 agosto 2004 AO 1 e AO 2 propongono di respingere l'appello e
di confermare la sentenza impugnata.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Gli attori hanno indicato nella petizione un valore litigioso “da determinare, superiore a fr. 15 000.–”. I convenuti non hanno mosso contestazioni
al riguardo, né il Pretore ha determinato alcunché. In realtà AO 1 e AO 2 hanno
promosso tre azioni: due di accertamento contro i coniugi __________ (la prima
sulla chiave di riparto correlata alle spese di manutenzione stradale, la seconda
sull'estensione del “diritto di
passo carrozzabile”) e una di
condanna (negatoria) contro i coniugi __________ Le prime due, materialmente
connesse, possono effettivamente presumersi raggiungere, oltre alla soglia dei
fr. 8000.– per l'appello (art. 36 cpv. 1 LOG), quella dei fr. 30 000.– per un
ricorso in materia civile al Tribunale federale (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF).
Non la terza, che già a fatica sembra appellabile. Sapere se il suo valore possa
cumularsi a quello delle altre due giusta l'art. 52 LTF è una questione che va
giudicata, se mai, dal Tribunale federale, non da questa Camera.

 

                                   2.   Il
Pretore ha ricordato anzitutto che in linea di principio le spese di
manutenzione inerenti a opere necessarie per l'esercizio di una servitù vanno
suddivise, ove le opere giovino anche agli interessi del fondo serviente, in
proporzione dei rispettivi vantaggi (art. 741 cpv. 2 CC). Nella fattispecie
egli ha ritenuto che gli attori abbiano un interesse legittimo a far accertare la
chiave di riparto, quand'anche non sia­no ancora state sostenute spese effettive.
Apprezzata la situazione, inoltre, egli ha condiviso la suddivisione proposta
degli attori. Ad ogni modo – egli ha soggiunto – “eventuali contestazioni sull'entità dei lavori da eseguire, sui relativi
singoli costi e, in caso di importante modifica delle circostanze attuali,
perfino sulla loro ripartizione, potranno ancora essere sottoposte al giudice” (sentenza impugnata, consid. 3).

 

                                         Quanto al
contenuto del “diritto di passo
carrabile”, il Pretore ha
evocato la sentenza del 4 luglio 1985 con cui il Pretore della giurisdizione di
Lugano Campagna aveva riconosciuto all'allora proprietario della particella n.
1047 un accesso necessario, rilevando che “il problema all'origine della vertenza era unicamente quello
dell'accesso veicolare”, non risultando per altro che
l'attore si trovasse nell'impossibilità di raggiungere il proprio fondo a piedi. Né AP 1 e AP 2 – ha continuato il primo giudice – abbisognano di
un accesso necessario pedonale, disponendo essi di una scalinata propria che
collega direttamente il loro fondo alla strada cantonale (consid. 4).

 

                                         Relativamente
a AP 3 e AP 4, infine, il Pretore ne ha accertato la legittimazione passiva,
non negando a costoro di passare a piedi sulla nota strada d'accesso. E siccome
nessuno dei due è abilitato a ciò, il primo giudice ha accolto la petizione
anche su questo punto, salvo rinunciare alla comminatoria di sanzioni penali
(consid. 5).

 

                                   3.   Nell'appello
AP 1 e AP 2 dichiarano di non avere mai revocato in dubbio “la regola della ripartizione delle spese” e contestano l'interesse giuridico di AO 1
e AO 2 al­l'azione di accertamento, costoro non avendo – essi sottolineano –
alcunché da riscuotere nei loro confronti. Anzi, a loro avviso 

                                         l'obiettivo degli attori è quello di stabilire criteri di suddivisione
inerenti alle spese per quanto riguarda il passato (memoriale, punti 2 e 3).

 

                                         a)   Chiunque
ha interesse giuridico e immediato a che l'esistenza o l'inesistenza di un
diritto, l'autenticità o la falsità di un documento vengano accertate, può proporre
azione di accertamento (art. 71 CPC). Nella misura in cui tende a far constatare
l'esistenza o l'ine­si­stenza di un diritto o di un rapporto giuridico disciplinato
da leggi federali, tale azione è retta dall'ordinamento federale medesimo. E
per diritto federale l'interesse a un'azione di accertamento dev'essere
concreto e attuale, giuridico o di mero fatto, purché appaia rilevante (“legittimo”).
Esso è da­to ove dal comporta­mento della controparte risulti una situazione
d'incertezza circa l'esistenza di un rapporto giuridico, non si possa
ragionevolmente pretendere che l'attore rimanga in tale situazione e non sia
possibile rimediare all'incertezza mediante un'azione di condanna o 

                                               un'azione costitutiva. Ciò è il caso anche quando un'azione di
condanna o costitutiva possa sì essere introdotta, ma solo a distanza di tempo
(principi riassunti da: RtiD I-2004 pag. 456 consid. 1 a 3).

 

                                         b)   Nella
fattispecie il Pretore ha ravvisato l'interesse legittimo degli attori nella circostanza
che, “indipendentemente dal fatto
a sapere se oggi vi sia o meno la necessità di effettuare degli interventi”, “il conoscere in anticipo la chiave di ripartizione delle spese
permetterà (…) nel futuro di meglio valutare e decidere l'eventuale esecuzione
di lavori di manutenzione della strada” (sentenza impugnata, pag. 3 in alto). Perché tale punto di vista
sarebbe censurabile gli appellanti non spiegano. Ripetono che gli attori non
vantano alcun credito nei loro confronti, ma non negano che il loro comporta­mento
alimenti una situazione d'incertezza quanto alla misura della loro partecipazione
nel caso in cui dovessero insorgere costi di manutenzione, né asseriscono
potersi ragionevol­mente pretendere che gli attori rimangano in tale incertezza
a tempo indeterminato, né sostengono che sarebbe possibile rimediare a ciò
mediante un'azione di condanna o un'azione costitutiva. A rigore, dunque, sotto
questo profilo l'appello potrebbe essere dichiarato irricevibile per carenza di
motivazione (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC combinato con il cpv. 5).

 

                                         c)   Gli
appellanti affermano di non avere mai contestato “la regola della ripartizione delle spese” e fanno valere che gli attori hanno loro sottoposto fatture “del tutto ingiustificate”. La prima asserzione è a dir poco ambigua,
non risultando che AP 1 e AP 2
abbiano mai precisato in che misura siano disposti ad assumere costi di
manutenzione stradale. Loro medesimi ammettevano del resto, davanti al Pretore,
che di “un'eventuale partecipazione
(…) si sarebbe potuto discutere a posteriori, se e quan­do se ne fosse
manifestata la necessità” (risposta,
pag. 3 nel mezzo). Quanto al fatto che siano state loro sottoposto fatture “del tutto ingiustificate”, ciò ancora non significa che gli attori non abbiano un interesse
legittimo a conoscere la chiave di riparto applicabile. Se mai è vero il contrario,
nel senso che solo conoscendo la partecipazione degli appellanti alle spese AO
1 e AO 2 potranno avanzare
pretese giustificate. Senza considerare infine che – come adduce il Pretore –
solo conoscendo la proporzione del contributo altrui costoro possono prevedere
l'entità della loro stessa partecipazione. Manifestamente infondato, su questo
primo punto l'appello è destinato pertanto all'insuccesso.

 

                                   4.   In
merito all'estensione del “diritto di passo carrabile” gli appellanti lamentano
un comportamento dispettoso degli attori, che per puro malanimo impedirebbero
loro di passare a piedi lungo l'accesso stradale. A mente loro, poi, la sentenza
emessa il 4 luglio 1985 dal Pretore della giurisdizione di Lugano Campagna non
costituiva un accesso meramente veicolare, né tale ipotesi si evince dai
considerandi del giudizio. Se tale fosse il contenuto della servitù, non si
comprenderebbe – essi allegano – il riparto paritario delle spese accertato
nella sentenza impugnata, giacché l'uso dell'accesso risulterebbe per loro
limitato (memoriale, punto 5).

 

                                         La prima
argomentazione è priva di consistenza, ove appena si pensi che nel caso in cui
il passo risultasse unicamente veicolare, gli appellanti non avrebbero alcun diritto
di percorrerlo a piedi. Rimproverare un abuso agli attori in simili condizioni
sarebbe dun­que fuori luogo. Quanto al secondo argomento, è vero che un “passo carrabile” senza altra indicazione può supporsi comprendere anche il transito a
piedi (Rep. 1908 pag. 126 in fondo). Se non che, nella fattispecie l'accezione
di “passo carrabile” è desumibile direttamente dal registro fondiario, il cui documento giustificativo
n. 17
460 del 19 settembre 1985 consiste appunto nella sentenza
emanata il 4 luglio 1985 dal Pretore della giurisdizione
di Lugano Campagna (fascicolo “Ispezione
RF”, agli atti). Questa non
specificava esplicitamente se il “diritto di passo carrabile” comprendesse anche il transito a piedi. Da essa si evince tuttavia
che quel diritto è stato concesso
alla stregua di un passo necessario (art. 694 CC), poiché
l'allora proprietario della particella n. 1047 non aveva “un accesso
veicolare alla strada cantonale, in quanto un altro accesso veicolare né esiste
né è tantomeno realizzabile tecnicamente” (consid. 7 e 8). Ora, l'istituto dell'accesso necessario è sempre
stato dato solo per rimediare a situazioni di necessità (Meier-Hayoz in: Berner Kommentar, 3ª edizione, n. 6 ad art. 694 CC, citato
anche da Rey in: Basler
Kommentar, ZGB II, 2ª edizione,
n. 1 ad art. 694). Non consta – né gli appellanti pretendono – che l'allora
proprietario della particella n. 1047 non potes­se raggiungere il suo fondo a
piedi senza passare sulla particella n. 1058. Anzi, la particella n. 1047
risulta disporre – per lo meno oggi – di una scalinata (10 gradini su un
dislivello di 1.75 m: verbale di sopralluogo del 10 aprile 2002, pag. 1 in
basso) che la collega direttamente alla strada cantonale. Contrariamente
all'opinione degli appellanti, dunque, l'accesso necessario formante oggetto
della menzionata sentenza non può dirsi comprendere anche il passaggio a piedi.

 

                                         Del
resto, si volesse opinare che nel caso precipuo il titolo di acquisto non
permette di determinare con sicurezza l'estensione della servitù, occorrerebbe
far capo al modo in cui il diritto è stato esercitato “per molto tempo, pacificamente ed in buona fede” (art. 738 cpv. 2 CC; al proposito: DTF 132
III 655 consid. 8 con rinvii). Gli appellanti non asseriscono tuttavia di
passare a piedi sulla particella n. 1058 in modo pacifico e da molto tempo. Al
contrario: dagli atti risulta che quando essi sono cominciati a transitare a
piedi lungo la strada d'accesso, alla fine di marzo del 2001, AO 2 ha reagito
senza indugio (petizione, pag. 4 n. 1.5, circostanza di per sé non contestata
nella risposta, pag. 4). Da allora gli attriti fra le parti si sono finanche acuiti
(loc. cit.). Quanto alla chiave di riparto relativa alle spese di manutenzione,
che in condizioni siffatte sarebbe – secondo gli appellanti – iniqua, sta di
fatto che nemmeno gli interessati prospettano un diverso modo di suddividere i
costi. Non incombe pertanto a questa Camera indagare se un'altra proporzione
sia, per avventura, più consona alle circostanze.

 

                                   5.   Per
quel che è infine dei AP 3 AP 4, essi postulano a loro volta il rigetto della
petizione nella misura in cui li concerne. La motivazione dell'appello tuttavia
non fa il minimo cenno al divieto loro rivolto dal Pretore. Davanti a quest'ultimo
essi contestavano la loro legittimazione passiva invocando il fatto di non
essere proprietari del fondo dominante, ma di fronte alla motivazione del primo
giudice, che ha ravvisato la loro legittimazione passiva nella circostanza
ch'essi transitano a piedi sulla particella degli attori (sentenza impugnata,
consid. 5), essi non muovono alcuna critica. Totalmente sprovvisto di
motivazione, al riguardo l'appello va dichiarato pertanto irricevibile (art.
309 cpv. 2 lett. f CPC in relazione con il cpv. 5).

 

                                   6.   Gli
oneri e le ripetibili del giudizio odierno seguono la soccombenza degli
appellanti (art. 148 cpv. 1 CPC), i quali hanno proceduto insieme e vanno
pertanto chiamati a rispondere con vincolo di solidarietà (art. 148 cpv. 4
CPC). Internamente non v'è ragione invece di scostarsi dal riparto fissato dal
Pretore (tre quarti a carico dei AP 1 AP 2, un quarto a carico dei AP 3 AP 4), proporzione
di per sé non contestata nemmeno nell'appello.

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ricevibile, l'appello è respinto e la
sentenza impugnata è confermata.

                                      

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 500.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
550.–

                                         sono
addebitati solidalmente agli appellanti in ragione di tre quarti a carico di AP
1 e AP 2 e di un quarto a carico di AP 3 e AP 4. Gli appellanti rifonderanno inoltre
alle controparti, sempre con vincolo di solidarietà, fr. 1500.– complessivi per
ripetibili, suddivisi internamente secondo la stessa chiave di riparto.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  –  ;

  –    .

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza carattere pecuniario il
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile
entro trenta giorni dalla notificazione delle decisioni previste dagli art. 90
a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 segg. LTF).
Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile
solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000
franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in
materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale (art. 74 e 100 cpv. 1 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.