# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6353767a-4dee-5e66-b361-3e96aa4a9506
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-11-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 30.11.2005 30.2005.41
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2005-41_2005-11-30.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2005.41

   

  cs

  	
  Lugano

  30 novembre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 20 luglio 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 27 giugno
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1

   

   

  in materia di contributi AVS

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In seguito
ad un controllo del conteggio dei salari (art. 162 segg. OAVS) relativo al
periodo 1.1.2001-31.12.2004 presso la società RI 1 un __________ della Cassa CO
1 ha effettuato una ripresa degli importi versati a __________, ritenuto
dipendente della società, ed ha chiesto, con decisione del 27 aprile 2005, il
pagamento di complessivi fr. 16'431 (doc. 1).

 

                               1.2.   L’opposizione
presentata dalla ditta, rappresentata dall’avv. RA 1, è stata respinta il 27
giugno 2005 (doc. 6). L’amministrazione ha confermato che l’attività svolta da __________
a favore della RI 1 andava considerata quale attività dipendente.

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso del 20 luglio 2005 la società contesta la qualifica
effettuata dall’amministrazione. L’insorgente censura l’agire della Cassa,
sostenendo che non esiste alcun rapporto di dipendenza con il proprio
collaboratore. La società rileva di aver sempre considerato, in totale buona
fede, che la collaborazione con __________ fosse di assoluta indipendenza e
libera collaborazione, trattandosi di un tipico modo di operare commerciale che
sempre più caratterizza l’economia locale. 

                                         L’insorgente
contesta poi la tempestività dell’intervento, poiché la Cassa ha ripreso, nel
2005, importi risalenti al 2001 e solleva l’eccezione di prescrizione, almeno
parziale.

                                         L’asserito
ritardo con il quale la Cassa ha effettuato la ripresa metterebbe inoltre in
difficoltà la ditta e sarebbe contrario alla buona fede. Infine la ricorrente
sostiene che in caso di reiezione dell’impugnativa le regolari contribuzioni
corrisposte dal collaboratore non sarebbero prese in considerazione e
verrebbero pertanto ingiustamente pagate. Per RI 1 la Cassa doveva intervenire
ogni anno e non solo nel 2005 (doc. I). La società richiama l’intero incarto
dalla convenuta così come dalla Cassa ___________.

 

                               1.4.   Tramite
risposta del 9 agosto 2005 la Cassa propone la reiezione del ricorso, rilevando
in particolare che __________, nell’ambito della collaborazione con la ditta
ricorrente, aveva quale compito quello di consegnare automobili, essere attivo
nell’aiuto SOS e nella sorveglianza dei trasporti. Egli utilizzava
esclusivamente automobili di proprietà dell’insorgente, si presentava a nome e
per conto della ricorrente e veniva pagato in base ai chilometri effettuati
(doc. III). 

 

                               1.5.   Pendente
causa il TCA ha interpellato __________, ha richiamato il suo incarto fiscale e
il suo dossier dalla Cassa __________ (doc. V e segg.). Le parti hanno potuto
esprimersi in merito alle risultanze (doc. XIII e seg.).

 

 

 

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Va
innanzitutto rilevato che il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla
parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha
comportato diverse modifiche della LAVS.

 

                                         Da un
punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali
in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (STFA del 22
luglio 2005 nella causa L., K 114/03, consid. 3; DTF
130 V 160 consid. 5.1; DTF 129 V 4 consid. 1.2, DTF 127 V 467 consid. 1, DTF
126 V 166 consid. 4b).

                                         Per
contro, per quanto attiene alle disposizioni formali della LPGA, il TFA ha già
avuto modo di accertare l’assenza di una normativa specifica che regola la
questione intertemporale stabilendo di conseguenza la necessità di ricorrere al
principio generale secondo il quale, di regola, siffatte disposizioni entrano
immediatamente in vigore (STFA del 22 luglio 2005 nella causa L., K 114/03; DTF
130 V 4 consid. 3.2).

 

                                         In
concreto le riprese si riferiscono a importi versati dal 2001 al 2004, mentre
le decisioni (formale e su opposizione) sono state emanate nel corso del 2005.

                                         Per cui,
mentre per l'aspetto procedurale trovano applicazione le norme della LPGA e le
relative modifiche apportate alla LAVS, vanno applicate le vecchie norme per le
riprese del periodo 1.1.2001 - 31.12.2002 e le nuove disposizioni per le
riprese relative al 2003 e 2004, ritenuto tuttavia che non vi sono stati, di
principio, nell’ambito che ci concerne, cambiamenti di rilievo.

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è la qualifica (dipendente o indipendente) dell’attività svolta da __________
per la società ricorrente.

 

                               2.3.   A norma
dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività
salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.

 

Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario
determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri
per un tempo determinato o indeterminato.

 

Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente
da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia
mercede a dipendenza d'altri.

 

Per l'art. 10 LPGA è considerato salariato chi per
un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente
legge.

 

E' considerato datore di lavoro chi impiega
salariati

(art. 11 LPGA).

 

L'art. 12 LPGA prevede che è considerato
lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di
un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere
contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro
dipendente (cpv. 2).

 

Per quanto concerne la qualifica dell'attività
esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha
precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo
del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro
non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una
persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (STFA
dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04).

In particolare, insolite costruzioni di diritto
civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non
hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).

 

                               2.4.   Di principio
si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una
delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego
del tempo o l'organizzazione del lavoro (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03;
STFA del 21 marzo 2005, H 31/04). Un altro indizio può essere dato da un
rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti
il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua
impresa e ne assume la responsabilità.

Questi principi non comportano comunque, da soli,
soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono
assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi
delle Autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di
stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente.
La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi,
quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri
che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 21 marzo 2005, H 31/04,
STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA,
H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid.
3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi
citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi
predominanti nel caso concreto (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03, STFA del 18
settembre 2000 nella causa F. M., H 59/00).

 

                               2.5.   Secondo la
giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid.
2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio:
investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali
propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag.
226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando,
indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono
sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120
consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è
l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività
per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le
stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di
accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione
effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).

 

Si è in presenza di un’attività dipendente quando
le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando
l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente
dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato
nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra
attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione,

pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in:
Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso
l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul
lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro
(RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso,
risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC
1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività
regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto
di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che
perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993

pag. 226 consid. 3b).

 

Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che
la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice
delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli
importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono
un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.;
GREBER/DUC/ SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur
l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS),

pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).

 

In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, a pagina
63 il TFA ha precisato:

 

" 
(…) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la
qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine
importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des
conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les
références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande
toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité
de l'appréciation fiscale. (…)"

 

                               2.6.   Il TFA ha
pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o
indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione
avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o
nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente
confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica
definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di
assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne
lo stato professionale definitivamente.

Solo la natura di tale attività, considerata
nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della
qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato
qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti
un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA;
STCA del 3 ottobre 1991 nella causa

A. B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).

                                         Per
questi motivi un assicurato può essere qualificato simultaneamente come
salariato per un lavoro e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per
ogni reddito bisogna esaminare se proviene da un’attività dipendente o meno
(Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

 

                               2.7.   Pendente
causa il TCA ha interpellato __________ il quale ha affermato di essere stato “impiegato
dalla” società ricorrente “in qualità di autotrasportatore, per
trasporti nazionali ed internazionali a nome e per conto della RI 1. Tra le
parti non è stato sottoscritto un contratto di lavoro individuale.” (doc.
X)

 

                                         L’interessato
ha poi rilevato che “il tipo di lavoro, per ovvi motivi, non poteva essere
pianificato in modo perfetto ed organizzato: penso, in particolare alle
disposizioni in materia di orario di lavoro per i viaggi internazionali. Il
sottoscritto veniva interpellato direttamente dal signor __________ il quale si
limitava ad indicarmi il trasporto (dove, a chi) e mi consegnava dei fax che
lui stesso riceveva da clienti, garage ed assicurazioni varie (recuperi veicoli
accidentati). In buona sostanza, prendevo atto della missione che dovevo
compiere (trasporto a, per il tal dei tali) e la eseguivo, sulla scorta
esclusiva delle indicazioni che mi venivano fornite dal signor __________.”

 

                                         Per
quanto concerne le modalità di pagamento il collaboratore ha affermato che “la
remunerazione era calcolata nel seguente modo: all’inizio il signor __________
concordava con me un importo forfetario (esempio, fr. 200.-- per portare tot.
Automobili a __________) e, negli ultimi due anni, sia per i trasporti
nazionali che internazionali mi corrispondeva cts 50 al chilometro (esempio,
fr. -50 X 415 chilometri = fr. 207.50 per portare tot. Automobili a __________).
Faccio presente che, all’inizio il signor __________ mi chiamava
occasionalmente (circa, ero occupato al 50%), di seguito (gli ultimi due anni),
il lavoro era aumentato e la mia occupazione era pressoché totale.”

 

                                         Circa la
qualifica dell’attività lucrativa, l’interessato afferma di essersi “annunciato
indipendente durante l’anno 2000: siccome, per motivi di salute, non potevo più
svolgere la mia attività di carpentiere, ho tentato la via del lavoro
indipendente in qualità di “addetto alla sicurezza privata” (in questo ambito,
ho ricevuto la dichiarazione AVS di affiliazione indipendente). Questa mia
attività non mi permetteva, da sola, di far fronte a tutti i miei obblighi
finanziari. Quando ho iniziato la mia collaborazione con la” ricorrente “il
signor __________ mi ha semplicemente chiesto di portare in ufficio una copia
della dichiarazione/affiliazione AVS indipendente per i suoi atti. Confermo,
nel modo più assoluto, di non aver effettuato degli investimenti personali per
svolgere l’attività di autotrasportatore presso” l’insorgente “(il
veicolo era di proprietà” della ricorrente “come pure le carte di
credito – benzina, caselli e spese diverse – che la” ricorrente “mi
affidava): nemmeno a titolo amministrativo (ufficio) ero chiamato a sbrigare
corrispondenza o altro. In buona sostanza, io guidavo il veicolo per il signor __________
e questi mi pagava il trasporto effettuato.” Egli ribadisce “che il
veicolo “di lavoro” da me utilizzato era di proprietà della” ricorrente “(vedi
anche assicurazioni diverse sul veicolo) e che il lavoro era eseguito,
esclusivamente a nome e per conto della” ditta insorgente.

                                         L’interessato,
alla domanda a sapere se ha svolto la medesima o altre attività per altre
società e/o persone ha affermato di rispondere “negativamente. Addirittura,
durante gli anni 2003 / 2004 lavoravo pressoché al 100% presso la”
ricorrente.

 

                                         Per
quanto concerne la questione del pagamento degli oneri sociali, il
collaboratore della ricorrente ha rilevato che “i conteggi AVS personali
sono stati calcolati, quindi da me pagati sulla base del reddito annualmente
annunciato come indipendente (ivi comprese le prestazioni presso la”
ricorrente). “Quando il signor __________ “mi ha presentato il conto”
(pretendeva il pagamento integrale delle quote AVS per il periodo 2001/2004) ho
reclamato con il medesimo. Mi attendevo che, da parte del signor __________ o
della sua cassa di compensazione AVS, qualcuno si sarebbe mosso nella mia
direzione: capisco ora dalla Sua lettera che, la” ricorrente “ha
impugnato al decisione AVS della sua cassa di compensazione davanti al
Tribunale Cantonale delle Assicurazioni.”

 

                                         Alla
richiesta del TCA di sapere se ha ricevuto dalla Cassa di compensazione una
decisione tramite la quale è stato informato del fatto che il lavoro svolto per
la ricorrente è stato considerato dipendente, l’interessato ha aggiunto che “la
“mia” cassa di compensazione AVS (…) non mi ha comunicato nulla,
rispettivamente, ha calcolato i contributi AVS sulla base dei redditi presunti
da me dichiarati come indipendente.” Infine ha precisato che “fine 2004
ho chiesto lo stralcio della mia affiliazione indipendente. Dal 2005 sono
infatti tornato “salariato dipendente” presso un altro garage quale autista
ed ha dichiarato di non avere “nulla in contrario affinché da parte di codesto
Tribunale Cantonale delle Assicurazioni si chiedano informazioni in merito alla
mia situazione fiscale e AVS personale” (doc. X).

 

                                         Dagli
atti dell’incarto della Cassa __________ emerge quanto segue.

                                         Il 20
giugno 2002 l’interessato è stato iscritto quale assicurato indipendente dal
1.5.2002 per l’attività di dog bodyguard security service.

 

                                         Il 15
ottobre 2004 ha chiesto l’iscrizione quale indipendente (dal 15.10.2004) per
l’attività di autista categoria B, indicando nel formulario di richiesta di affiliazione,
di aver lavorato quale indipendente dal 2002 al 2004.

 

                                         Il 18
marzo 2005 ha scritto alla Cassa __________ affermando che “in relazione
alla vostra dichiarazione di conferma del 20 giugno 2002 della mia iscrizione
alla Cassa __________ come assicurato esercitante attività lucrativa
indipendente principale, dal 1° maggio 2002, con la presente vi comunico che
per me era implicita anche la mansione di autista di autoveicoli leggeri in
quanto, nell’esercizio della mia attività mi capita di dover accompagnare le
persone anche con i loro mezzi di trasporto.” 

 

                                         Il 6
aprile 2005 la Cassa ha respinto la richiesta di affiliazione quale autista
indipendente dal 2005 poiché, tra l’altro, emergeva che l’interessato lavorava
per un unico committente.

 

                                         Il 13
aprile 2005 l’interessato è stato stralciato con effetto al 31 ottobre 2004
dalla categoria degli indipendenti. A motivazione viene indicato: “cessata
attività indipendente (scuola cinofila e vigilanza notturna). Per la nuova
attività indipendente di autista, la richiesta è stata respinta”.

 

                                         Il 20
luglio 2005 è stata emanata una decisione definitiva di fissazione dei
contributi dal 1.5.2002 al 31.12.2002 con la richiesta del pagamento del
contributo minimo a causa di una “perdita aziendale”. Non vi sono altre
decisioni di fissazione dei contributi.

 

                                         Per
quanto concerne l’aspetto fiscale dagli atti emerge che, nel periodo litigioso,
l’interessato aveva dichiarato di essere indipendente ed è stato tassato in
tale qualità. 

 

                               2.8.   A proposito
degli autisti va rilevato che le Direttive sul salario determinante (di
seguito: DIN) prevedono che gli autisti contrattuali sono persone che tengono
dei mezzi di trasporto a disposizione di uno o più mandanti per contratto
(centrali di trasporto, case editrici, grandi distributori, servizio del
corriere), eseguendo trasporti (marg. 4122).

                                         Si
considera che costoro esercitano un'attività indipendente se sopportano un
rischio economico d'imprenditore e non dipendono particolarmente dal mandante
per ciò che riguarda l'organizzazione del lavoro (marg. 4123).

 

                                         I rischi
all'acquisto di un camion devono essere considerati rischio economico nel senso
sopraccitato, tanto più che, contrariamente a un'automobile o a un furgoncino,
il camion è praticamente sempre impiegato a scopi professionali (marg. 4124).

 

                                         Non si
deve vedere un manifesto rapporto di dipendenza per ciò che riguarda
l'organizzazione del lavoro nel fatto che l'autista contrattuale deve redigere
dei rapporti o rispettare un orario di lavoro e itinerari determinati (marg.
4125).

 

                               2.9.   Il TFA ha
avuto modo di sviluppare la propria giurisprudenza in materia di
autotrasportatori in particolare in due occasioni.

 

                                         In una
sentenza del 22 giugno 1983, pubblicata in RCC 1983 a pag. 427 e seguenti, il
TFA ha stabilito che il proprietario di un camion, che non è manifestamente in
rapporto di dipendenza dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro nei
confronti del suo mandante, esercita un’attività indipendente se con l’acquisto
del suo veicolo ha effettuato un importante investimento. Si ammette
l’esistenza di questo investimento se, da una parte, le spese derivanti
dall’acquisto e dalla gestione rappresentano un effettivo rischio aziendale e,
d’altra parte, l’acquisto ha fini unicamente o principalmente lucrativi.

 

                                         L’Alta
Corte ha affermato:

 

"  b. Dans
le présent litige, l'autorité de première instance invoque le fait que les
chauffeurs sont, depuis 1974, propriétaires des véhicules qu'ils utilisent pour
les transports et qu'ils en supportent les frais, si bien qu'ils courent un
risque d'entreprise au sens de la jurisprudence. Avant 1974, W. F. mettait à
leur disposition des véhicules leasing. L'OFAS objecte que dans d'autres
professions aussi (par exemple celle de voyageur de commerce), on utilise
fréquemment son propre véhicule sans remplir néanmoins les conditions d'une
activité indépendante. En soi, cet argument est pertinent, mais il passe ici à
côté de la question. On ne peut pas admettre que l'acquisition d'une voiture
privée pour le transport de personnes soit un investissement de poids, tel que
les indépendants doivent l'effectuer souvent pour exercer leur activité
lucrative; cela même lorsque cette voiture est nécessaire à l'accomplissement
des travaux professionnels. L'utilisation privée d'une telle voiture représente
actuellement, en général, un motif suffisant pour justifier son acquisition, même si
l'acheteur n'a pas l'intention de s'en servir à des fins professionnelles.
C'est pourquoi l'on ne peut - du moins en règle générale - attacher une
importance décisive à une telle acquisition lorsqu'on veut tracer la limite
entre l'activité indépendante et l'activité salariée. Il n'en va pas de même,
cependant, lors de l'acquisition d'un camion qui est pratiquement toujours
utilisé à des fins professionnelles, alors que son affectation possible à
d'autres usages est généralement reléguée à l'arrière-plan.

En outre, I’OFAS allègue qu'en modifiant les
conditions de propriété, on ne prouve nullement que la dépendance effective des
chauffeurs par rapport à W. F. ait changé; des contrats de prêt, par exemple,
pourraient avoir remplacé les anciens «contrats leasing». On ne peut dire, en
l'état du dossier, si cela s'est réellement produit; cependant, ce point-là est
ici sans importance. Même si W. F. avait facilité l'achat de véhicules par
ses chauffeurs en leur accordant des prêts, cela n'empécherait pas d'admettre
que lesdits chauffeurs supportent un risque économique comme des indépendants.
Une perte de ces véhicules par suite d'accident ou de vol frapperait les
chauffeurs en tant que propriétaires, s'ils ne sont pas assurés contre de tels
risques, alors que la dette, résultant des prêts en question subsisterait telle
quelle. De plus, les chauffeurs doivent supporter les frais de réparations
éventuelles, ainsi que les frais non négligeables d'exploitation et
d'entretien; ils supportent en outre le fardeau des amortissements.

 

c. Bien entendu, les chauffeurs restent, en
quelque sorte, dépendants de W. F. sur le plan économique même sous le régime
des contrats valables dès 1974; cependant, ce fait n'est nullement déterminant.
De telles dépendances de petites entreprises envers leurs mandants ou envers
les acheteurs de leurs marchandises sont très courantes dans l'économie (arrêt
non publié en la cause B., du 10 juin 1981), sans que l'on puisse en conclure à
l'existence d'une activité salariée.

 

d. Enfin, il est également sans importance que W. F.
soit l'office d'encaissement pour les mandats de transport confiés aux
chauffeurs et exécutés par eux. Cette circonstance, ainsi que la question d'un
éventuel risque ducroire, n'excluent pas, en effet, que les chauffeurs
supportent, à d'autres égards, un risque d'entrepreneur.

 

e. En résumé, on peut conclure que les objections de
l'OFAS ne sont pas de nature à faire qualifier de contraire au droit fédéral la
décision selon laquelle les chauffeurs étaient à considérer, dès 1974, comme
des indépendants. En outre, le jugement cantonal n'est pas fondé sur une
constatation inexacte ou incomplète des faits au sens des articles 104 et 105 OJ."
(sottolineature del redattore)

 

                                         In
un'altra sentenza del 15 gennaio 1992, pubblicata in RCC 1992 a pag. 173 e
seguenti, l’Alta Corte ha stabilito che i conducenti che hanno un contratto con
un’agenzia che si occupa del servizio di corriere rapido vanno considerati come
esercitanti un’attività lucrativa dipendente.

 

                                         Il TFA ha
in particolare affermato:

 

" 
4.a. La maison T. a conclu des accords écrits avec
les chauffeurs quelle emploie (appelés mandataires) dans lesquels ces derniers
s'engageaient à exécuter des mandats de transport "en leur nom personnel
et à leurs risques et périls" (ch. 1). Les mandataires doivent établir à
la fin de chaque mois "une facture portant sur les montants engagés
globalement pour le mois", sur laquelle les recettes hébdomadaires doivent
être déduites. Le mandant s'engage à rembourser aux mandataires 30% de leur dû
"jusqu'au 10 du mois suivant au plus tard" (ch. 2). Un
émetteur-récepteur a été mis à disposition des mandataires aux frais de
l'entreprise (ch. 3). Les mandataires doivent organiser leur exploitation afin
d'être à même d'exécuter en tout temps les mandats dans le délai imparti; en
cas d'empèchement (vacances, maladie, accident, etc.), ils doivent se soucier
eux-mêmes de se trouver un remplacant (ch. 4). Ils sont astreints au secret
professionnel et soumis à la clause de non-concurrence, d'après laquelle ils ne
doivent pas avoir une activité dans la même branche commerciale que le mandant
pendant la durée du contrat et dans les deux ans qui suivent sa résiliation,
que ce soit à leur propre compte ou pour des tiers, dans le canton Z.; une
pénalité conventionnelle de 30'000 francs est prévue en cas d'infraction à
cette clause (ch. 5). Le contrat peut étre résilié en tout temps pour la fin du
mois suivant le dédit (ch. 6).

 

b. Selon les constatations faites en première
instance et qui sont demeurées inattaquées, ainsi que dans le cadre de celles
qui sont liées à l'art. 105 al. 2 CO, les contrats de transport sont conclus
avec les clients exclusivement par la maison T. Dans la procédure en dernière
instance, l'entreprise ne s'arrête pas à I'allégation avancée dans la procédure
cantonale, à savoir que les chauffeurs des entreprises de courrier express
recruteraient également de nouveaux clients. Les chauffeurs ne sont concernés
par cette activité que dans la mesure où ils sont habilités à encaisser les
paiements des clients en leur propre nom et à leurs risques et périls (ch. 1 du
contrat). La maison T. décide de cas en cas quand et pour quels clients ils
doivent accomplir des mandats. Chaque chauffeur est relié à une centrale radio
par un émetteur-récepteur qui lui a été remis par l'entreprise. Aux termes du
contrat, le chauffeur s'engage à être constamment en mesure d'exécuter à
n'importe quel moment les mandats de transport en temps utile. II n'est pas
libre de refuser les mandats de transport qui lui sont confiés, il est au
contraire obligé contractuellement de les exécuter (et en cas d'empéchement
personnel il est tenu de se trouver un remplacant). Ce faisant , il est lié aux
instructions de l'entreprise qui décide également, pour la plus grande part, de
la durée et de l'organisation du travail. Ces données et la clause de
non-concurrence, qui excluent pratiquement toute autre activité de transport,
font conclure à un rapport de subordination comme c'est typiquement le cas lors
d'une activité dépendante.

Les chauffeurs encourent un risque d'entrepreneur
dans la mesure où ils doivent mettre à disposition leurs propres véhicules et
en supporter les frais. Il s'agit cependant de véhicules qui ne sont pas
réservés uniquement à l'usage professionnel, ce ne sont donc pas des camions à
proprement parler. Le risque d'entreprise qui en découle n'a donc pas
d'importance selon la pratique (voir RCC 1983 p. 427 ainsi que Kaeser, Unterstellung
und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, p. 101 ch. marg. 4.15). Un risque
réel d'entreprise peut d'autant moins apparaitre que les chauffeurs de courrier
express ne disposent pas d'un revenu fixe et qu'ils dépendent économiquement du
genre et du nombre des mandats de transport qui leur sont confiés. Selon la
pratique, le fait que la propre existence dépende du succès du travail
personnel ne peut être considéré comme un risque couru par une personne
indépendante que si des investissements importants doivent étre effectués ou si
des salaires doivent être payés à du personnel, conditions qui ne sont pas
remplies en l'espèce (RCC 1986 p. 347 consid. 2d avec références; voir aussi Kaeser,
loc. cit., p. 102 ch. marg. 4.17). D'après ce qui vient d'être dit, les
chauffeurs de courrier express ne supportent aucun risque ducroire ou
d'encaissement. Enfin, le fait que l'on ait à supporter les risques de maladie,
d'accident et d'heures perdues, ou l'obligation contractuelle de se trouver un remplacant
personnellement ne veut pas dire qu'il s'agit forcément d'une activité
indépendante (RCC 1989 p. 110 consid. 5b, 1986 p. 650 consid. 4b).

En résumé, l'on doit constater que le rapport
contractuel entre la maison T. et ses chauffeurs contient autant d'indices
d'une activité indépendante que d'une activité dépendante. Cela ne contrevient pas cependant au droit fédéral, encore que le
juge de première instance se fonde sur une constatation inexacte (ou
incomplète) des faits, lorsqu'il se rallie à l'avi de l'administration en
concluant que, dans l'ensemble, les indices d'une activité dépendante
prédominent.

 

5. Ce que les recourants allèguent contre le
jugement de première instance ne peut mener à aucune autre conclusion.

Que la caisse de compensation ait qualifié d'indépendants
d'autres transporteurs ou des chauffeurs de taxi n'est pas déterminant en
l'espèce pour la suite de la procédure; c'est pourquoi des explications plus
détaillées s'avèrent superflues. Si une activité déterminée doit étre qualifiée
d'indépendante ou de dépendante, on évalue toutes les circonstances du cas
particulier, ce qui exclut les solutions schématiques (voir consid. 3 ci-avant).
Cela vaut en particulier lorsque, s'agissant de l'activité de transporteurs et
de chauffeurs de taxi, le TFA a conclu à une activité indépendante ou
dépendante selon les circonstances (RCC 1983 p. 427, 1971 p. 27 ainsi que
plusieurs arréts non publiés). Même si l'administration avait évalué
différemment le même état de faits, la recourante ne pourrait rien en déduire
pour elle-même, puisque les conditions pour une égalité de traitement dans
l'illégalité ne seraient pas remplies (voir ATF 115 la 83 consid. 2, 115 V
238/39, chacun avec références; RAMA 1987 No K 710 p. 27 consid. 3b; Auer,
L'égalité dans l'illégalité, ZBI 79 {1978} p. 297).

L'objection du chauffeur H.S., d'après laquelle il
effectuerait le décompte pour la caisse de compensation depuis le 1er octobre
1985 comme indépendant, doit étre contredite puisqu'un assuré peut étre
qualifié de personne exercant une activité à la fois dépendante pour un travail
et indépendante pour un autre travail (ATF 104 V 126 = RCC 1979 p. 149). Il
ressort du dossier que H.S. exerce diverses activités lucratives et qu'il a été
enregistré par l'administration pour les domaines d'activité "transports
automobiles" et "représentation d'automates" comme indépendant.
Si la maison T. avait dû également faire les décomptes sur les rémunérations
touchées, la caisse de compensation serait tenue à la restitution des cotisations
conformément à l'art. 16 al. 3 LAVS, ce que le juge de première instance a déjà
exposé. Sous cette réserve, les décisions relatives au paiement des cotisations
arriérées attaquées ne sont pas du tout contestables et le recours se révèle
mal fondé." (sottolineature del redattore)

 

                                         Questo
Tribunale si è occupato, con sentenza 19 novembre 1998 (30.97.22) di una
fattispecie che coinvolgeva piccoli trasportatori che si erano impegnati ad
organizzare la distribuzione di stampati.

                                         In quel
caso l'attività era stata qualificata di dipendente, per l’organizzazione del
lavoro, rifusione spese, direttive impartite dal datore di lavoro, ecc.

 

                                         In una
sentenza del 27 gennaio 2005 (30.2004.63), il TCA ha ritenuto indipendenti dei
padroncini che lavoravano per una società, ma che sopportavano tutte le spese
(benzina, olio, assicurazioni, manutenzione dei furgoni, ecc.) ed erano
responsabili in caso di deperimento delle merci. Essi inoltre potevano
rifiutare l’incarico proposto dalla società e potevano svolgere la medesima
attività per altri committenti

 

                             2.10.   In concreto
dagli atti, ed in particolare dalle risposte fornite da __________, emerge
chiaramente che l’attività svolta a favore della ricorrente era di carattere
dipendente. 

 

                                         L’interessato
si trovava infatti manifestamente in un rapporto di subordinazione nei confronti
della società insorgente. Era impiegato quale autotrasportatore della società,
per trasporti nazionali ed internazionali, agiva a nome e per conto della
ricorrente ed utilizzava esclusivamente macchinari della società, tra cui i
camion. Egli non ha effettuato alcun investimento e tutti i mezzi gli venivano
mesi a disposizione dall’insorgente. Negli anni 2003 e 2004 ha inoltre svolto
praticamente l’attività lavorativa unicamente per la ricorrente, ciò che
configura un elemento decisivo a favore della qualifica di dipendente. Egli, in
altre parole, dipendeva economicamente dalla ricorrente.

 

                                         I diversi
elementi del caso di specie indicano che si è in presenza, dal profilo assicurativo-sociale,
di un rapporto di dipendenza. Infatti, oltre a far capo esclusivamente a
strumenti (in particolare automezzi) messi a disposizione dalla ricorrente, __________
non ha assunto un rischio aziendale ed economico tipico di un imprenditore.
Egli infatti non ha dovuto effettuare alcun investimento e lavorava per nome e
per conto della società. Emerge inoltre una subordinazione economica tipica e
parificabile a quella di un lavoratore dipendente (cfr. STFA dell’8 agosto
2005, H 119/04) dalla società ricorrente come pure il fatto che, perlomeno nel
2003 e nel 2004, tale attività rappresentava la sua primaria fonte di
sostentamento (cfr. la sentenza del 16 dicembre 2002 nella causa D., H 279/00,
in cui il TFA ha qualificato di dipendente l’attività lavorativa esercitata da
un’appaltatrice che, perlomeno per un determinato periodo, aveva lavorato per
un’unica committente, nonché la STFA dell’8 agosto 2005, nella causa G., H
119/04, dove l’Alta Corte ha confermato questa giurisprudenza).

 

                                         La
circostanza che l’interessato ha dichiarato, in ambito fiscale, di svolgere
un’attività indipendente e di essere stato tassato in tale qualità, nel caso di
specie, a fronte di tutti gli elementi che fanno propendere per l’attività
dipendente, non è decisivo. Infatti, di regola, la comunicazione fiscale
è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali
solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni
relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa
disposizione (cfr. consid. 2.5). 

 

                                         Il fatto che l’interessato
fosse affiliato come indipendente, peraltro come bodyguard presso un’altra
Cassa, nulla muta ai fini del presente giudizio. Infatti se anche l’assicurato
esercita simultaneamente più attività lavorative, si deve esaminare per ogni
singola attività se la rimunerazione percepita deriva da un’attività
indipendente o dipendente, essendo senz’altro possibile che la stessa persona
svolga simultaneamente un’attività salariata e una indipendente (STFA dell’8
agosto 2005, H 119/04). Lo scopo dell’affiliazione ad una cassa è quello di
assicurare una persona che esercita un’attività lucrativa e non quello di
qualificarne in modo definitivo lo statuto professionale.

 

                                         Nel caso
di specie gli elementi a favore di un’attività dipendente sono nettamente
predominanti rispetto a quelli a favore dell’attività indipendente. La
qualifica della cassa risulta corretta.

 

                             2.11.   L’insorgente
fa valere la prescrizione poiché solo nel 2005 sono state effettuate le riprese
dal 2001 al 2004.

 

                                         Giusta l'art.
16 cpv. 1 LAVS, i contributi il cui importo non è stato fissato in una
decisione notificata entro un termine di cinque anni dalla fine dell'anno
civile per il quale sono dovuti, non possono più essere né pretesi né pagati. In
deroga all’articolo 24 capoverso 1 LPGA (nuovo tenore dal 1.1.2003), trattandosi
di contributi secondo gli articoli 6, 8 capoverso 1 e 10 capoverso 1, il
termine decorre dalla fine dell'anno civile in cui passa in giudicato la
tassazione fiscale determinante o la tassazione consecutiva a una procedura di
ricupero d'imposta. Se il diritto di esigere il pagamento di contributi
arretrati nasce da un atto punibile per il quale la legge penale prevede un
termine di prescrizione più lungo, quest'ultimo è determinante.

                                         Il
credito per contributi, fissato in una decisione notificata conformemente al
capoverso 1, si estingue cinque anni dopo la fine dell'anno civile in cui la
decisione è passata in giudicato. Durante la procedura d'inventario chiesta
dagli eredi (art. 580 e segg. CC) o la moratoria concordataria, il corso del
termine rimane sospeso. Se allo spirare del termine è in corso una procedura di
esecuzione o di fallimento, il termine spira alla chiusura di tale procedura.
L'articolo 149 capoverso 5 della legge federale sulla esecuzione e sul
fallimento non è applicabile. Il credito per contributi non estinto alla
nascita del diritto alla rendita può in ogni caso essere ancora compensato
conformemente all'articolo 20 capoverso 3.

 

                                         La
prescrizione dell'art. 16 LAVS ha gli stessi effetti della perenzione: il
credito contributivo o il diritto di reclamare la restituzione dei contributi
si estinguono alla fine del termine previsto e nessun obbligo naturale sussiste
(Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale
sur l'assurance-vieillesse et survivants, 1997, N 2 ad art. 16, pag. 405). 

 

                                         La
decisione deve essere notificata, entro il termine di prescrizione, al debitore
dei contributi. Non basta che sia impostata entro il termine (DTF 103 V 63,
Pratique VSI 1996 pag. 136 segg. e pag.299; Greber, Duc, Scartazzini, op. cit.,
N 9 ad art. 16, pag. 409; marg. 4027 DRC). 

 

                                         In
concreto la censura dell’insorgente va respinta. Infatti, la Cassa nel 2005 ha
fissato definitivamente i contributi dovuti dal 2001 al 2004. Il termine di
prescrizione di 5 anni è pertanto stato salvaguardato.

                                         

                             2.12.   La ricorrente
ritiene poi che la Cassa ha già fissato i contributi di __________ quale
indipendente, per cui potrebbe esserci una doppia imposizione, nonché una
violazione del principio della sicurezza del diritto e della proporzionalità.

 

                                         Il TFA ha
stabilito che il cambiamento dello statuto contributivo nei casi in cui i
contributi assicurativi in lite siano stati oggetto di decisione formalmente
cresciuta in giudicato è possibile solo quando siano dati i presupposti del
riesame o della revisione processuale. Se non si tratta di un cambiamento dello
statuto con effetto retroattivo, ma con effetto per il futuro, la questione
dello statuto viene di principio esaminata liberamente come per la prima volta,
con il dovuto riserbo nei casi limite. Se la questione del cambiamento dello
statuto concerne sia rimunerazioni dalle quali sono già stati prelevati
contributi assicurativi, sia rimunerazioni non ancora oggetto di decisione, deve
essere esaminato, per la parte già considerata del provvedimento formalmente
cresciuto in giudicato, se sono dati i presupposti del riesame o della
revisione processuale, mentre lo statuto contributivo per le rimanenti
rimunerazioni, non ancora contemplate da decisione, è apprezzato liberamente
(DTF 121 V 1; cfr. anche Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à
16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), n. 121
seg. ad art. 5 , pag. 183 seg., in particolare n. 127 pag. 185).

 

                                         Per
l'art. 53 cpv. 1 LPGA le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente
passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato o
l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di
prova che non potevano essere prodotti in precedenza. Per il cpv. 2
l'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione
formalmente passate in giudicato se è provato che erano manifestamente errate e
se la loro rettifica ha una notevole importanza. L'assicuratore può
riconsiderare una decisione o una decisione su opposizione, contro le quali è
stato inoltrato ricorso, fino all'invio del suo preavviso all'autorità di
ricorso.

 

                                         Kieser,
in ATSG-Kommentar, Zurigo, Basilea, Ginevra 2003, a pag. 541 ad art. 53, nota
30, a proposito dell'art. 53 cpv. 3 LPGA, precisa:

 

" 
b) Die in art. 53 Abs. 3 ATSG kodizierte
Regelung galt bereits nach der bisherigen Rechtsprechung (einlässliche
Darstellung derselben SCHLAURI, Neuverfügung lite pendente, 176 ff.), welche
ihre Gültigkeit auch unter Berücksichtigung von Art 53 Abs. 3 ATSG beibehält.
Insbesondere steht es dem Versicherungsträger frei, während des laufenden Beschwerdeverfahrens
ohne Beachtung der besonderen Wiedererwägugnsvoraussetzungen (insbesondere ohne
Annahme einer zweifellosen Unrichtigkeit) auf den Entscheid zurückzukommen
(vgl. BGE 107 V 192). Hat der Versicherungsträger die Beschwerdeantwort
eingereicht, ist ihm eine Wiedererwägung untersagt (dazu HISCHIER, Wiedererwägung,
457, der eine Wiedererwägung lite pendente auch noch zulassen will, wenn der
Versicherungsträger nach Erstattung der Beschwerdeantwort zu einer weiteren
Stellungnahme aufgefordert wird). Einer nach diesem Zeitpunkt erlassenen
Verfügung kommt immerhin der Charakter eines Antrages an das Gericht zu (vgl.
BGE 109 V 236 f.). Entspricht die Wiedererwägung nicht dem im
Beschwerdeverfahren gestellten Antrag, kommt sie ebenfalls bloss einem Antrag
an das Gericht gleich (vgl. ZAK 1992 117). Im übrigen wird bei einer
entsprechenden Wiedererwägung das Beschwerdeverfahren gegenstandlos (vgl. ATSG-Kommentar,
Art. 61 Rz. 76). Allerdings ist es nach der Rechtsprechung dem
Versicherungsträger nicht benommen, eine im Gerichtsverfahren vorgenommene Wiedererwägung
zu widerrufen (vgl. SVR 2001 IV Nr. 20)."

 

                                         Va qui rammentato che una decisione è manifestamente errata,

 

" 
wenn kein vernünftiger Zweifel daran möglich
ist, dass die Verfügung unrichtig war. Es ist nur ein einziger Schluss -
derjenige auf die Unrichtigkeit - möglich (vgl. BGE 125 V 393 oben; Locher,
Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2. Auflage, Bern 1997, S. 362; Kieser,
Kommentar ATSG, Ziffer 20 zu Art. 53). Dabei ist nach dem eingangs Gesatgen
(Erw. 1.2.hievor) vom Rechtszustand auszugehen, wie er sich bei
Verfügungserlass präsentierte." (STFA del 10
settembre 2003 nella causa U, H 97/03)."

 

                                         In
concreto dagli atti emerge che l’unica decisione definitiva di fissazione dei
contributi quale indipendente nei confronti del collaboratore della società è
stata emessa per il 2002 il 20 luglio 2005 sulla base di una perdita aziendale.

 

                                         Ne
discende che la cassa poteva esaminare liberamente lo statuto di __________,
non essendo stata emanata alcuna decisione antecedente la decisione impugnata.
Ciò vale anche per il 2002, sia perché la decisione è del 25 luglio 2005, sia
perché comunque risulta che in quel periodo l’interessato ha subito una perdita
aziendale che, proprio perché vi è una perdita, rimarrebbe tale anche se si
togliessero gli importi (“attivi”) ripresi dalla Cassa (cfr. STCA del 30
novembre 2004, 30.2004.34).

 

                                         Anche
su questo punto il ricorso va respinto.

 

                             2.13.   Infine
l’insorgente fa valere la buona fede. 

 

                                         La
società ritiene infatti di essere stata in buona fede quando ha considerato il
rapporto con il proprio collaboratore quale indipendente e non sarebbe stata da
subito resa attenta del fatto che l’interessato era da considerare dipendente. 

 

                                         Il
diritto alla protezione della buona fede, principio generale dell'ordinamento
giuridico svizzero che dal 1° gennaio 2000 trova il suo fondamento nell'art. 9
della nuova Costituzione federale, permette al cittadino di esigere che
l'Autorità rispetti le proprie promesse e che eviti di contraddirsi. Così
un'informazione o una decisione erronea possono obbligare l'Amministrazione a consentire
ad un assicurato un vantaggio contrario alla legge.

Le condizioni per tutelare la buona fede
dell'assicurato, e scostarsi dal principio della legalità, sono precisate da
una lunga e consolidata giurisprudenza e possono così essere formulate:

 

                                         1.   l'autorità
deve essere intervenuta in una situazione concreta nei riguardi di persone
determinate;

 

                                         2.   l'autorità
ha agito o creduto di agire nei limiti delle proprie competenze;

 

                                         3.   la
promessa dell'autorità deve essere propria a ispirare fiducia all'assicurato.

                                         Ciò
significa che l'interessato, date le circostanze, non deve poter riconoscere
immediatamente l'erroneità della disposizione o dell'informazione ricevuta. La
comunicazione dell'amministrazione deve infatti essere interpretata come il
destinatario può e deve capirla usando tutta l'attenzione da lui esigibile
(protezione della buona fede dell'assicurato).

                                         Una
mancanza di chiarezza di un'informazione da parte della Cassa non può trarre
seco conseguenze sfavorevoli per il cittadino (DTF 106 V 33 consid. 4; DTF 104
V 18 consid. 4; RAMI 1991 pag. 68).

                                         Inoltre
l'informazione deve essere incondizionata. Qualora l'organo amministrativo che
fornisce la comunicazione esprime - almeno implicitamente, ma con chiarezza -
che la comunicazione non è definitiva, il destinatario della comunicazione non
può far valere la propria buona fede (IMBODEN-RHINOW, Schweiz. Vewaltungsrechtsprechung,
5a edizione, n. 75 B III b 3);

 

                                         4.   l'informazione
errata ha indotto l'assicurato ad adottare un comportamento o un omissione che
gli è pregiudizievole;

 

                                         5.   la
legge non è stata modificata dal momento in cui l'informazione è stata data
(RAMI 1991 pag. 68 segg.; DTF 113 V 87 consid. 4c; DTF
112 V 199 consid. 3a; DTF 111 V 71; DTF 110 V 155 consid. 4b; DTF 109 V 55).

 

                                         La
giurisprudenza applicabile in materia, in relazione con l'art. 4 vCost. fed.
(DTF 121 V 66 consid. 2), è applicabile anche in virtù del nuovo art. 9 Cost.
fed. (RAMI 2000 pag. 223).

 

                                         In
merito si vedano in particolare: SZS 1998 pag. 42; DTF 121 V 65 consid. 2a pag.
66-67 e la giurisprudenza ivi citata; RAMI 1993 pag. 120-121, Pratique VSI 1993
pag. 21-22; RCC 1991 pag. 220 consid. 3a; RCC 1983 pag. 195 consid. 3; RCC 1982
pag. 368 consid. 2; RCC 1981 pag. 194 consid. 3; RCC 1979 pag. 155; DLA 1992
pag. 106; DTF 118 V 76 consid. 7; RDAT I-1992 n° 63; GRISEL, Traité de droit administratif,
vol. I, pag. 390 segg.; KNAPP, Précis de droit administratif,
4a ed., n° 509, pag. 108-109; HAEFLIGER, Alle Schweizer
sind vor dem Gesetze gleich, pag. 217 segg..

 

Va infine rilevato che in una sentenza del 27
giugno 1996, pubblicata in DTF 122 V 169, il TFA, pur confermando la modifica
di uno statuto contributivo con effetto retroattivo, ha accennato al principio
della buona fede, non ritenendo tuttavia adempiuti i presupposti, poiché
l'assicurato non ha fatto valere di aver ricevuto informazioni vincolanti da
parte della Cassa. In particolare l'Alta Corte si è così espressa (sentenza
citata, pag. 178):

 

" 
Inwiefern dieser Statutswechsel dem Grundsatz
des

Vertrauensschutzes widersprechen soll, wie in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde gerügt wird, ist nicht ersichtlich. Namentlich
kann keine Rede davon sei, es habe im Zeitpunkt der Uebernahme des
Telekiosk-Betriebes am 1. Januar 1993 eine langjährige Praxis der Ausgleichskassen
im Sinne der Einstufung der Telefonhostessen als Selbständigerwerbende
bestanden, gibt es doch den "Telekiosk 156" erst seit Oktober 1991. Der
Beschwerdeführer durfte daher nicht ohne weiteres auf die Richtigkeit dieser
Qualifizierung vertrauen. Dass er eine solche nach Treu und Glauben
verbindliche Auskunft von der zuständigen Ausgleichskasse erhalten hatte (vgl.
BGE 119 V 307 Erw. 3a, 118 Ia 254 Erw. 4b, je mit Hinweisen), macht er im übrigen
nicht geltend."

 

                                         Anche
in concreto non vi sono gli estremi per applicare il principio della buona
fede. Infatti non risulta che siano stati date dalla cassa informazioni
vincolanti, contrarie alla legge, in merito alla fattispecie. La decisione
impugnata, corretta ed emessa in applicazione delle norme della LAVS, va
pertanto confermata.  

                                                                                

                                         In queste circostanze il
ricorso va pertanto respinto.

 

                             2.14.   L’insorgente ha richiamato
l’intero incarto dalla cassa convenuta, la quale ha prodotto quanto richiesto
in sede di risposta, nonché dalla Cassa __________ tutto il dossier che
concerne __________.

 

                                         Pendente causa il TCA ha
interpellato __________ e ha richiamato gli incarti inerenti l’interessato
dalla Cassa __________ e dall’autorità fiscale. 

 

                                         Le parti sono state
informate delle risultanze ed hanno potuto esprimersi in merito (doc. XIII e
seg.).

 

                                         Come visto nei
considerandi precedenti queste prove, non contestate nel loro contenuto, sono
ampiamente sufficienti per poter decidere in merito alla vertenza in esame.
L’assunzione di ulteriori prove è pertanto superflua. 

 

                                         Va qui
ricordato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria
da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad
assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren
in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren
und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no.
320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA
dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122
III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere
sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.;
DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e
riferimenti).

 

                                         In
concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita
dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all’assunzione di ulteriori
prove.

 

                             2.15.   A __________,
persona interessata ed intervenuta in corso di causa, va trasmessa copia della
presente sentenza

(cfr. anche STFA del 2 maggio 2005 nella causa S, H 14/04). 

                                         

                                         Nella
misura in cui il presente giudizio ha attinenza a contributi imposti dal
diritto federale è data facoltà di impugnativa al Tribunale federale delle
assicurazioni mediante ricorso di diritto amministrativo.

 

                                         Per
quanto il presente giudizio si riferisca invece alla richiesta di versamento di
contributi per assegni familiari - che attengono al diritto cantonale - non vi
è controllo giudiziario da parte del Tribunale federale delle assicurazioni
mediante ricorso di diritto amministrativo (v. DTF 124 V 146 c. 1 e
riferimenti) ed il giudizio cantonale è definitivo.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Nella
misura in cui le liti hanno per oggetto la richiesta di contributi per assegni
familiari, la presente decisione è definitiva.

 

                                 4.-   Per quanto
attiene ai contributi di diritto federale la presente decisione viene
comunicata agli interessati, i quali possono impugnare il presente giudizio con
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti