# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 361e1604-f511-5796-818d-a6271762c5fd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-06-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 06.06.2018 72.2018.69
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2018-69_2018-06-06.html

## Full Text

Incarto
  n.

  72.2018.69

  	
  Lugano,

  6 giugno 2018/ns

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte delle assise criminali

  
	
   

  
					

 

	
  composta da:

  	
  giudice Amos
  Pagnamenta, Presidente

  
	
   

  	
  GI 1, giudice
  a latere 

  GI 2, giudice
  a latere 

  
	
   

  	
  Cristina
  Laghi, vicecancelliera

  

 

sedente nell’aula penale maggiore di questo palazzo
di giustizia, per giudicare

 

	
  nella causa penale

  	
  Ministero pubblico

  

 

	
   

  	
  e in qualità di accusatori privati

   

  
	
   

  	
  ACPR 1 

  ACPR 2 

  

 

 

	
  contro

  	
  IM 1

  rappr. da: avv.DUF 1 

  

 

	
   

  	
  in carcerazione preventiva dal 04.12.2017
  al 29.01.2018 (57 giorni)

  
	
   

  	
  In esecuzione anticipata della
  pena dal 30.01.2018

  

 

imputato, a
norma dell’atto d’accusa 54/2018 del 22 marzo 2018 emanato dal Procuratore
pubblico PP 1, di

 

 

                                   1.   rapina aggravata,
ripetuta, consumata e tentata

siccome commessa come associato a una banda intesa a commettere
furti o rapine, composta con __________, __________ detto “__________” e __________
detto “__________”, ognuno con il proprio ruolo,

per compiere le quali si sono muniti di un’arma da fuoco o di
un’altra arma pericolosa,

nonché per avere, commettendo i furti, usato o tentato di usare
violenza contro delle persone, sia minacciandole di un pericolo imminente alla
vita o all'integrità corporale, sia rendendole incapaci di opporre resistenza,
sottraendo, rispettivamente tentando di sottrarre loro cose mobili altrui,

 

e meglio per avere,

 

                               1.1.   a __________,

l’08 maggio 2017, tra le ore 16:28 e le 16:36 circa, in Via __________,

agendo in correità con le summenzionate persone,          

tentato di sottrarre denaro contante, ai danni della società ACPR
1, senza riuscire nel suo intento per la presenza di alcuni clienti all’interno
della stazione di servizio __________,

 

e più precisamente,

dopo avere raggiunto __________, dal valico doganale __________,
alle ore 16:28 circa, a bordo dell’autovettura Opel Corsa targata (I) __________,
condotta da __________,

proseguito e transitato davanti alla stazione di servizio __________,
fermandosi in una stradina poco distante, dove l’imputato, presa la pistola,
indossati un capellino e un paio d’occhiali da sole, scendeva dall’autovettura
e si avviava a piedi verso la stazione di servizio, con l’intenzione di
accedervi, minacciare l’impiegata e sottrarle il denaro custoditovi, senza
riuscire nel suo intento per la presenza di alcune persone all’interno,

quindi desistendo e rientrando a __________ dove l’attendeva __________;

 

                               1.2.   a __________,

il 09 maggio 2017, verso le ore 10:30 circa, in Via __________,

agendo in correità con le summenzionate persone,

sottratto, ai danni della società ACPR 1, denaro contante per
complessivi CHF 1'956.70 ed € 4'545.00 (refurtiva non recuperata),

 

e più precisamente,

dopo avere raggiunto __________, dal valico doganale __________,
alle ore 10:22 circa, a bordo dell’autovettura Opel Corsa targata (I) __________,
condotta da __________,

proseguito e transitato davanti alla stazione di servizio __________,
fermandosi in una stradina poco distante, dove l’imputato, presa la pistola e
fatto il movimento di carica, indossati un cappellino e un paio d’occhiali da
sole, scendeva dall’autovettura e raggiungeva la stazione di servizio,

entrava nell’immobile e impugnando la pistola, minacciava
l’impiegata ACPR 2 puntandogliela contro, costringendola a consegnargli il
denaro, appropriandosene,

e dopo averle ordinato di non chiamare la Polizia, usciva dalla
stazione di servizio e rientrava a __________ dove l’attendeva __________;

 

 

                                   2.   infrazione alla LF sulle
armi e sulle munizioni, ripetuta 

per avere,

a __________, l’8 e il 9 maggio 2017,

agendo in correità con __________,

nelle circostanze descritte al punto 1 del presente atto di
accusa,

senza diritto, introdotto in territorio svizzero e portato sulla
sua persona un’arma da fuoco, acquistata dal correo in circostanze sconosciute;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reati previsti: dagli art. 140 cifra 1 cpv. 1, cpv. 2 e
cifra 3 cpv. 1 CP (in relazione con l’art. 22 CP) e l’art. 33 LARM.

 

 

Presenti:                   -   il Procuratore pubblico PP 1
in rappresentanza del Ministero Pubblico; 

                                     -   l’imputato IM 1, assistito
dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1.

 

 

Espletato il pubblico dibattimento mercoledì 6 giugno 2018, dalle
ore 09:43 alle ore 15:44.

 

 

Sentiti:                       §   il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il
quale formula e motiva le seguenti conclusioni: IM 1 ha conosciuto i __________
ed è stato coinvolto in questi due episodi di rapina consumata e tentata. 

Quanto all’aggravante della banda, abbiamo sentito che IM 1 dice
che con i __________ non avrebbe fatto altre rapine, ma i fatti lo smentiscono
in questo, siccome lui, dopo la scarcerazione dei __________, si è ritrovato
con loro, quando già sapeva che erano stati arrestati e aveva già incassato la
sua parte di guadagno dalla rapina commessa. Se veramente non voleva fare più
nulla con loro, bastava non incontrarli più. In occasione dell’incontro avranno
deciso di non fare più nulla semplicemente perché ormai sapevano di essere
sotto controllo. 

Per quanto attiene all’aggravante dell’arma da fuoco, abbiamo la
descrizione della commessa, la quale ha dichiarato che a suo avviso si
tratterebbe di un’arma vera, e abbiamo le dichiarazioni dell’imputato, il quale
ha dichiarato che si trattava di un’arma di metallo, non di plastica, e ha
detto di avere fatto il movimento di carica. Se fosse stato davvero un neofita
delle armi, come da lui affermato, non si vede perché l’imputato avrebbe dovuto
fare il movimento di carica. A mente dell’accusa, si trattava di un’arma vera e
non di un giocattolo. 

I fatti sono ammessi dall’imputato, che del resto ha raccontato
esattamente quello che ha fatto. Un aspetto sul quale ha insistito è il fatto
che aveva consumato cocaina e quindi non sapeva bene quello che faceva. L’8
maggio lui non ha portato a termine la rapina perché aveva capito che c’erano
parecchie persone all’interno della stazione di servizio, anche perché il 9
maggio non ha avuto alcuna esitazione ed era determinato nell’esecuzione della
sua attività. L’imputato ha agito lucidamente, sapeva bene cosa voleva e dove
doveva cercare, tant’è che quando ha visto l’esitazione della commessa è subito
andato dietro il bancone e ha preso quello che voleva. IM 1 è recidivo
specifico per quanto riguarda la rapina, ed ha espiato anche lunghe condanne,
che non l’hanno fatto desistere dal commettere altri reati. Ha agito per motivi
egoistici, e meglio per guadagnare qualcosa. L’accusa conclude chiedendo la
conferma dell’atto d’accusa, la condanna di IM 1 alla pena detentiva di 2 (due)
anni e 10 (dieci) mesi, da espiare, e che nei suoi confronti venga decretata
l’espulsione dal territorio svizzero per 10 (dieci) anni.;

 

                                    §   l’avv.
DUF 1, difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni: la difesa respinge l’accusa di tentata rapina di data 8 maggio
2017, l’infrazione alla LArm e le aggravanti indicate nell’atto d’accusa per la
rapina del 9 maggio 2017. 

Per quanto afferisce ai fatti dell’8 maggio 2017, è integralmente
contestata l’imputazione di tentata rapina, siccome la ricostruzione dell’atto
d’accusa non corrisponde a quanto affermato dall’imputato. Non sono state
raccolte dichiarazioni testimoniali riguardo a quanto avvenuto. IM 1 ha dichiarato
che quel giorno era in uno stato di assuefazione dovuta al consumo di cocaina e
che il suo stato d’animo era ridotto a uno straccio. Ha precisato di avere
compreso che si trattava di un atto sbagliato, in un attimo di lucidità, e che
non voleva fare male a nessuno. Egli ha dichiarato di non essersi sentito di
fare la rapina, ancora mentre si trovava sull’auto di __________. La sua
desistenza è stata del tutto spontanea e incondizionata, non determinata da
fattori esterni, come ad esempio la presenza di persone o della Polizia.
L’imputato non si è neppure avvicinato al distributore per valutare la
situazione e dalla posizione in cui si trovava non poteva scorgere persone
all’interno. Sapeva fin dall’inizio di non voler commettere la rapina, né fare
un tentativo. In applicazione del principio in dubio pro reo, la difesa chiede
il proscioglimento del suo assistito da tale capo d’accusa. 

Quanto ai fatti del 9 maggio 2017, rileva che il tutto si è
consumato nel breve lasso di tempo di un solo minuto, IM 1 era sempre distante
dalla commessa, ha estratto la pistola con titubanza, non l’ha puntata in
direzione della commessa, ma si è limitato a mostrarla, quasi temendo di farlo.
Il suo atteggiamento non dimostra violenza o minaccia di sorta. Per tutto il tempo
l’imputato è stato concentrato sul movimento di estrazione del denaro e non ha
rivolto nessuno sguardo alla commessa, non era certo nelle condizioni di
puntare l’arma verso di lei. Presi i soldi dal cassetto, senza rivolgersi alla
commessa, si è allontanato di fretta dal distributore. La reazione pressoché
immediata della commessa, la quale è subito uscita a chiamare la Polizia,
dimostra che lei non si trovava in uno stato di shock. Tutto si può dire
fuorché IM 1 fosse un rapinatore spavaldo, anzi, egli ha agito in maniera
approssimativa e distratta, non ha tenuto sotto controllo la vittima e non si è
preoccupato di quello che poteva fare. La sua mente era inoltre offuscata
dall’assunzione di cocaina. La commessa ha fornito una versione contradditoria
dei fatti accaduti, che non trova conferma nel video del sistema di
sorveglianza: in particolare non risulta che l’imputato abbia puntato l’arma
nei suoi confronti, e non risulta neppure confermato che l’avrebbe minacciata
dicendole di aspettare 10 minuti prima di chiamare la Polizia. La vita della
commessa nemmeno per un secondo è stata messa in pericolo. Quanto all’arma,
agli atti non risulta che la stessa sia rinvenuta. L’imputato ha sempre
dichiarato di non avere nessuna dimestichezza con le armi e non era in grado di
stabilire con certezza se fosse vera o un giocattolo. La pistola gli era stata
consegnata da terzi e non era sua. In merito alla stessa l’imputato ha anche
dichiarato che __________ gli avrebbe detto che era una pistola a pallini. Ha
dichiarato che solo il 9 maggio, come si vede fare nei film, ha fatto un
movimento di carica in modo istintivo, ma l’arma era difettosa e ha dovuto
spingere per farla tornare indietro. L’arma non avrebbe potuto funzionare e
quindi non avrebbe potuto mettere in pericolo la vita di nessuno. Il TF ha già
stabilito che armi fittizie o difettose non costituiscono armi da fuoco ai
sensi dell’aggravante indicata nell’atto d’accusa, motivo per cui tale
circostanza aggravante è esclusa. 

Di riflesso, la difesa chiede il proscioglimento anche
dall’imputazione di cui al punto 2 dell’atto d’accusa, invocando il principio
in dubio pro reo, dal momento che non si sa se l’arma era vera o fittizia. 

Quanto all’aggravante della banda, la difesa la esclude, tenuto
conto del fatto che la nozione di banda deve sempre essere ritenuta in maniera
restrittiva. IM 1 ha conosciuto i __________ solo pochi giorni prima della
rapina, ed è stato usato per commettere quella singola rapina. Dall’inchiesta è
emerso che quello era il loro modus operandi, avendo i __________ fatto la
medesima cosa con altri autori già condannati. Non si trattava di una squadra
con un certo grado di affiatamento o stabilità e l’autore non ha mai
manifestato la volontà di compiere una pluralità di infrazioni, tanto da non
avere più alcun contatto dopo essersi spartito il bottino. Dopo la rapina del 9
maggio l’imputato si è trasferito presso il suo padrino e ha interrotto i
rapporti con i __________ per potersi sistemare e trovare un lavoro. Non è
quindi data l’aggravante della banda.

Quando gli è stato proposto per la prima volta di fare una rapina,
l’imputato non ha accettato subito perché era sobrio e spaventato di fare male
a qualcuno. È stato vittima di un piano subdolo di manipolazione attuato dai __________
e da __________, che hanno approfittato della sua situazione di debolezza, si
sono mostrati suoi amici in un paese sconosciuto, standogli vicino e
offrendogli della cocaina. Dopo avere appreso del primo rifiuto iniziale, sono
tornati all’attacco, proprio il giorno del compleanno dell’imputato. Hanno
festeggiato con lui sin dalla mattina, gli hanno offerto della droga e l’hanno
incoraggiato, dicendogli anche di avere informazioni da un poliziotto, secondo
cui le telecamere sarebbero state spente, e che persino la commessa del
distributore era d’accordo. Proprio questo ultimo dettaglio ha convinto
l’imputato, il quale sapeva quindi di non dover fare male a nessuno,
trattandosi di una sceneggiata. Le sue condizioni erano poi offuscate dalla
cocaina. 

Riguardo all’atteggiamento dimostrato nei confronti della
giustizia, la difesa rileva che sin dai primi momenti l’imputato è stato
collaborativo, non si è mai sottratto alle domande, ha fornito elementi utili
ai fini della ricerca della verità, anche per vicende legate ai __________ e a __________,
ha fornito versioni costanti e lineari. Ha sempre riconosciuto i propri errori
ed esternato dispiacere per il suo agire, in particolare nei confronti della
commessa, ed ha palesato l’intenzione di risarcire i danni. 

È noto a tutti il passato dell’imputato, il quale è partito da un
ambiente famigliare ostico, che l’ha portato ad allontanarsi da casa, fino a
riuscire con le sue forze a trovare un lavoro. L’imputato ha dimostrato spirito
di riscatto e volontà di inserirsi nella società. In territorio elvetico non ha
mai commesso altri reati, precisato che al momento del suo arresto si stava
recando in Svizzera per motivi di lavoro. IM 1 non è un soggetto con tendenza a
delinquere. Nel corso dei mesi trascorsi in carcere ha tenuto un comportamento
esemplare. Le sue prospettive future sono una ferma volontà di trovare un
lavoro e inserirsi nella società. Ha da sempre manifestato il desiderio di
vivere in Svizzera e ha ora una concreta possibilità lavorativa. In questo ha
ottenuto il totale appoggio del sig. __________, il quale si attiverebbe nel
dargli un sostegno nella ricerca di lavoro e nel far fronte ai suoi impegni nei
confronti della vittima. La difesa si rimette al potere di apprezzamento del
Giudice, chiedendo che venga massicciamente ridotta, e possibilmente sospesa,
la pena proposta dal PP. Postula in fine che venga respinta la richiesta di
espulsione formulata dalla pubblica accusa.

 

 

Preso atto che le parti non hanno
richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui
sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;

 

 

visti gli art.:                     12, 22, 23, 40,
42, 43, 44, 47, 49, 51, 66a, 69, 70, 140 CP;

33 LArm;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

IM 1

 

                                   1.   è autore colpevole di:

 

                               1.1.   rapina, consumata e
tentata

per avere commesso e tentato di commettere un furto usando
violenza contro una persona, minacciandola di un pericolo imminente alla vita o
all’integrità corporale o rendendola incapace di resistenza, e meglio per
avere,

 

                            1.1.1.   l’8 maggio 2017, a __________,
agendo in correità con terzi, tentato di sottrarre denaro contante ai danni
della società ACPR 1, e più precisamente per essersi, dopo avere preso una
pistola, indossato un cappellino e un paio di occhiali da sole, avviato a piedi
verso la stazione di servizio, con l’intenzione di accedervi, minacciare
l’impiegata e sottrarre il denaro custodito all’interno della stazione di
servizio __________, desistendo spontaneamente dal suo intento;

 

                            1.1.2.   il 9 maggio 2017, a __________,
agendo in correità con terzi, sottratto ai danni della ACPR 1 denaro contante
per CHF 1'956.70 ed EUR 4'545.00, e più precisamente per essere entrato
all’interno della stazione di servizio __________ impugnando una pistola ed
indossando un cappellino e un paio di occhiali da sole, ed avere minacciato
l’impiegata ACPR 2 puntandole contro la pistola, costringendola a consegnargli
il denaro, appropriandosene;

 

                               1.2.   infrazione alla LF sulle
armi ripetuta

per avere,

l’8 e il 9 maggio 2017, a __________, agendo in correità con un
terzo, nelle circostanze descritte al punto 1.1 del presente dispositivo, senza
diritto, introdotto in territorio svizzero e portato sulla sua persona una
pistola che per il suo aspetto poteva essere scambiata per un’arma vera;

 

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei
considerandi.

 

 

                                   2.   IM 1 è prosciolto dalle
aggravanti dell’avere agito come associato a una banda intesa a commettere
furti o rapine e dell’essersi munito di un’arma da fuoco o di un’altra arma
pericolosa di cui al punto 1 dell’atto d’accusa. 

 

 

                                   3.   Di conseguenza,

 

IM 1 è condannato

 

                               3.1.   alla pena detentiva di 22
(ventidue) mesi,

da dedursi il carcere preventivo sofferto.

 

                               3.2.   L’esecuzione della
pena detentiva è sospesa in ragione di 13 (tredici) mesi, con un periodo di
prova di anni 2 (due). Per il resto è da espiare.

 

 

                                   4.   È ordinata l’espulsione di IM
1 dal territorio svizzero per un periodo di 10 (dieci) anni, ai sensi dell’art.
66a CP.

 

 

                                   5.   È ordinato il dissequestro
di tutto quanto sotto sequestro. 

 

 

                                   6.   La tassa di giustizia di
fr. 1'100.00 senza motivazione scritta o di fr. 2'000.00 con motivazione
scritta e le spese procedurali sono a carico del condannato.

 

 

                                   7.   Le spese per la difesa
d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

 

                               7.1.   La nota professionale
dell’avv. DUF 1 è approvata per:

 

onorario          fr.   8'685.00

spese              fr.      273.00

IVA (7,7%)      fr.      689.75

totale               fr.   9'647.75

 

                               7.2.   Il condannato è tenuto a
rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 9’647.75 non appena le
sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

 

Intimazione a:          -   

 

 

Comunicazione a:  -   Comando della Polizia cantonale, SG/SC
(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

                                     -   Ministero Pubblico, SERCO,
6501 Bellinzona

                                     -   Ufficio dei Giudice dei
provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

                                     -   Sezione della Popolazione,
ufficio della migrazione, servizio contenzioso, 6501 Bellinzona

                                     -   Ufficio federale di
Polizia, ufficio centrale armi, 3003 Berna

                                     -   Direzione del carcere
penale La Stampa, CP, 6904 Lugano

 

 

Per la Corte delle assise
criminali

Il Presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Distinta spese:

Tassa di giustizia                             fr.        1'100.--

Inchiesta preliminare                       fr.           464.--

Altri disborsi (postali, tel.,
ecc.)      fr.           183.70

                                                             fr.        1'747.70

                                                             ============