# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3f3f0c14-6762-5389-b8fc-2ec968b59703
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-11-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.11.2009 B-2843/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-2843-2009_2009-11-11.pdf

## Full Text

Corte II
B-2843/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l l ' 1 1  n o v e m b r e  2 0 0 9

Giudici Francesco Brentani (presidente del collegio), 
Claude Morvant, Vera Marantelli, 
cancelliera Elisabetta Tizzoni.

X______,
ricorrente,

contro

Dipartimento delle finanze e dell'economia Sezione 
dell'agricoltura,
viale Stefano Franscini 17, 6500 Bellinzona,
prima istanza,

Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone Ticino, 
6500 Bellinzona,
autorità inferiore.

Pagamenti diretti.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

B-2843/2009

Fatti:

A.
La signora X______, Biasca (in seguito ricorrente) gestisce un'azienda 
agricola  destinata  all'allevamento bovino sita  nel  Comune di  Biasca. 
Tale azienda conta circa 60 capi di specie bovina e circa una decina di 
capi di specie caprina.

B.
In  data  2  maggio  2008,  la  ricorrente  ha  presentato  presso  la 
competente  autorità  cantonale  regolare  domanda  per  ottenere  dei 
contributi  di  superficie,  dei  contributi  per la detenzione di  animali  da 
reddito  che  consumano  foraggio  grezzo,  dei  contributi  per  la 
detenzione  di  animali  in  condizioni  difficili  di  produzione  e  dei 
contributi di declività (tutti pagamenti diretti generali), dei contributi per 
la compensazione ecologica e dei contributi per la qualità ecologica, 
oltre  a  richiedere  i  contribuiti  per  sistemi  di  stabulazione 
particolarmente rispettosi degli animali (SSRA), per quelli per l'uscita 
regolare  all'aperto  (URA)  e  per  la  prova  che  l'esigenze  ecologiche 
siano rispettate.

C.
In data 20 maggio 2008 e a seguito della summenzionata domanda, 
un funzionario della Sezione dell'agricoltura, in qualità di  controllore, 
ha  esperito  presso  l'azienda  agricola  della  ricorrente  un sopraluogo 
per il  controllo delle prescrizioni SSRA. Come emerge dal formulario 
"SSRA rapporto di  controllo  per bovini"  compilato in medesima data 
dal  citato  funzionario  e  sottoscritto  dalla  ricorrente,  il  controllo  era 
stato  annunciato  e  le  esigenze  SSRA  risultavano  essere  rispettate. 
Tuttavia,  alla  voce  "riserve  del  controllore  concernenti  la  protezione 
degli  animali  da  reddito  nell'azienda"  del  citato  formulario,  il 
competente funzionario ha indicato che la corte esterna necessita un 
rivestimento  spiegando,  infatti,  alla  voce  "osservazioni"  come  "le 
mangiatoie  esterne  devono  essere  su  un  fondo  rivestito 
(preferibilmente  bitume).  Va  inoltrato  il  progetto  con  il  relativo 
preventivo per l'analisi di eventuali aiuti. Il progetto va presentato entro 
3 mesi".

D.
In data 3 dicembre 2008 è stata effettuata una seconda ispezione. Con 
scritto  di  medesima data,  indirizzato  alla  Sezione  dell'agricoltura,  la 

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ricorrente ha rimarcato come fosse stata informata solo con un giorno 
di  anticipo  in  merito  all'ispezione  prevista  in  corso  di  giornata 
puntualizzando di non aver inoltrato nessun preventivo per i lavori da 
svolgere secondo il formulario "SSRA rapporto di controllo per bovini" 
del 20 maggio 2008, in ragione del fatto che sarebbe sua intenzione 
eseguire personalmente tali lavori e che il ritardo di esecuzione degli 
stessi sarebbe riconducibile, come noto alle autorità, ad un intervento 
chirurgico subito e a seguito del quale avrebbe dovuto interrompere, 
per la durata di un mese, qualsiasi attività lavorativa.

E.
Con  scritto  di  data  9  dicembre  2008,  la  Sezione  dell'agricoltura 
rispondeva alla  ricorrente  informandola  sul  fatto  che conformemente 
all'art. 66 cpv. 4 lett. b dell'Ordinanza concernente i pagamenti diretti 
all'agricoltura del  7  dicembre 1998 (Ordinanza sui  pagamenti  diretti, 
OPD; SR 910.13) parte dei controlli per i programmi etologici devono 
essere  effettuati  senza  preavviso  e  che  per  quanto  concerne  i 
contributi per i sistemi di stabulazione particolarmente rispettosi degli 
animali,  a  causa  della  mancata  esecuzione  dei  lavori  necessari 
secondo il  formulario "SSRA rapporto di  controllo  per bovini"  del  20 
maggio  2008,  gli  stessi  non  le  possono  essere  riconosciuti.  Inoltre, 
considerato  l'effetto  sospensivo  del  ricorso  della  medesima  per  i 
pagamenti  diretti  2007  la  Sezione  dell'agricoltura  non  aveva ancora 
conteggiato  alcun  importo,  né  da  rimborsare,  né  eventualmente  da 
riversarle, sulla notifica dei pagamenti diretti 2008 inviatole.

F.
In  data  24  dicembre  2008  seguiva  il  reclamo  della  ricorrente  per 
mezzo del  quale si  opponeva alla soppressione dei contributi  SSRA 
2008. Infatti, a mente della medesima, l'esigenze per i contributi SSRA 
sarebbero  state  e  sono  rispettate,  come dimostrerebbe  il  formulario 
"SSRA rapporto di controllo per bovini" del 20 maggio 2008, sul quale 
non  figurerebbe  nessuna  deduzione  in  punti  o  in  percentuale  e 
nessuna recidiva. Inoltre,  considerato  come i  lavori  di  adeguamento 
verranno effettuati dalla ricorrente medesima, la stessa non ha ritenuto 
opportuno richiedere un preventivo da inviare all'autorità per eventuali 
sovvenzioni. In  aggiunta,  la  ricorrente precisa come non gli  sarebbe 
mai stato intimato alcun termine per l'esecuzione dei lavori.

G.
Con  decisione  del  9  gennaio  2009  la  Sezione  dell'agricoltura  ha 

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respinto  il  summenzionato  reclamo  confermando  il  diniego  dei 
contributi SSRA per i bovini.

H.
In data 28 gennaio 2009, la ricorrente ha interposto ricorso presso il 
Consiglio  di  Stato  riproponendo  le  argomentazioni  già  sollevate  in 
sede di reclamo.

I.
Con decisione datata 1° aprile 2009, il Consiglio di Stato ha respinto il 
summenzionato  ricorso  sostenendo  che  la  ricorrente  non  avrebbe 
ottemprato all'obbligo di rivestire la corte esterna conformemente alle 
specifiche direttive che prevedono come l'area di  foraggiamento e le 
mangiatoie esterne devono posare su un fondo rivestito.

J.
In data 30 aprile 2009, la ricorrente è insorta contro la summenzionata 
decisione presso lo scrivente Tribunale osservando come il formulario 
in  questione  sarebbe  stato  allestito  velocemente  presso  l'azienda 
agricola e che l'osservazione riportata in merito al rivestimento della 
corte  esterna  costituirebbe  un  elemento  di  completazione  non 
attinente a una mancanza di adempimento di quanto necessario per 
l'ottenimento  dei  contributi  per  il  programma  SSRA.  Inoltre,  al 
formulario non avrebbe fatto seguito nessuna intimazione da parte del 
Dipartimento dell'agricoltura. Ad ogni modo e come già ribadito davanti 
alle autorità inferiori, era intenzione della ricorrente sistemare la corte 
esterna come consigliato dal controllore, ma intendendo far svolgere i 
lavori  da  dei  suoi  collaboratori,  motivo  alla  base  del  non  invio 
all'autorità competente del preventivo.

K.
In  data  17  giugno  2009,  la  Sezione  dell'agricoltura  osserva  che  la 
procedura  di  controllo  adottata  era  quella  usuale,  come  pure  il 
formulario "SSRA rapporto di controllo per bovini" del 20 maggio 2008 
utilizzato era quello "standard" e non "volante" in opposizione a quanto 
sostenuto  dalla  ricorrente.  Inoltre,  fino  al  3  dicembre  2009,  come 
confermato dalla ricorrente stessa, con suo scritto di medesima data, 
le  migliorie  in  questione  non  erano  ancora  state  eseguite  così  da 
compromettere  il  contributo  per  l'anno  2008  e  2009.  Il  Consiglio  di 
Stato,  da  parte  sua,  tramite  scritto  del  1°  luglio  2009  non  solleva 
ulteriori  osservazioni  in  merito  al  ricorso  rimettendosi  al  giudizio  di 
codesto Tribunale.

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L.
In data 22 settembre 2009, l'Ufficio federale dell'agricoltura (in seguito 
UFAG),  quale  autorità  di  competenza  della  Confederazione  per  le 
questioni inerenti il settore agricolo, a seguito dell'ordinanza di data 1° 
settembre 2009 dello scrivente Tribunale, si è espresso sul ricorso in 
questione. Il citato Ufficio, con la sua presa di posizione, appoggia la 
decisione  dell'autorità  di  prima  istanza  che  riduce  alla  ricorrente  i 
pagamenti  diretti  per  il  2008  constatando  come  l'interessata  non 
adempiva  all'esigenza  in  materia  di  rivestimento  del  pavimento 
dell'area di foraggiamento esterna.

M.
Con ordinanza di data 30 settembre 2009, il Tribunale amministrativo 
federale  ha  trasmesso  un  esemplare  del  parere  dell'UFAG  alla 
ricorrente,  alla  prima  istanza,  nonché  all'autorità  inferiore  per 
conoscenza.

Diritto:

1.
Il  Tribunale  amministrativo  federale  esamina  d'ufficio  e  con  pieno 
potere  di  cognizione  la  questione  a  sapere  se  sono  adempiuti  i 
presupposti  processuali  e  se  si  deve  entrare  nel  merito  del  ricorso 
(DTAF  2007/6  consid.  1  con  rinvii;  ALFRED KÖLZ/ISABELLE HÄNER, 
Verwaltungsverfahren  und  Verwaltungsrechtspflege  des  Bundes,  2° 
ed., Zurigo 1998, n° 410).

1.1 Giusta l'art. 31 della Legge sul  Tribunale amministrativo federale 
del  17  giungo  2005  (LTAF,  SR  173.32),  il  Tribunale  amministrativo 
federale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'articolo 5 della 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA, SR 172.021),  eccezion fatta per le  decisioni  elencate all'art. 32 
LTAF. In  particolare,  l'art.  33  lett.  i  LTAF prevede  che  un  ricorso  è 
ammissibile contro le decisioni delle autorità cantonali, in quanto una 
legge  federale  preveda  che  le  loro  decisioni  sono  impugnabili 
mediante  ricorso  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale.  Sulla 
scorta  dell'art.  166  cpv.  2  della  legge  federale  del  29  aprile  1998 
sull'agricoltura (Legge sull'agricoltura, LAgr, RS 910.1),  un ricorso al 
Tribunale  amministrativo  federale  è  ammissibile  contro  le  decisioni 
cantonali di ultima istanza prese in applicazione della presente legge e 
delle  relative  disposizioni  d'esecuzione.  Nel  caso  di  specie,  l'atto 

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impugnato è una decisione ai sensi dell'art. 5 PA e il Consiglio di Stato 
rappresenta l'ultima istanza cantonale in materia di  pagamenti  diretti 
(cfr. artt. 55 e 60 della Legge di procedura per le cause amministrative 
del 19 aprile 1966, LPamm, BU 1966 181).

1.2 La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta 
dalla PA, in quanto la presente legge non disponga altrimenti (art. 37 
LTAF). La ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità 
inferiore, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della  stessa  (art.  48  PA). Essa  è  pertanto  legittimata  ad  aggravarsi 
contro di essa.

1.3 I  requisiti  relativi  alla  tempestività,  alla  forma e al  contenuto del 
memoriale di ricorso sono adempiuti (art. 50 e 52 PA), così come gli 
altri  presupposti  processuali  sono parimenti  soddisfatti  (art. 44 segg. 
PA).

Il ricorso è pertanto ricevibile e si deve entrare nel merito dello stesso

2.
La  Confederazione  non  solo  possiede  il  compito  di  monitorare 
l'andamento dell'agricoltura del Paese, bensì pure quello di sostenerne 
il  buon  funzionamento  promuovendo  le  aziende  contadine  che 
coltivano  il  suolo  (art.  104  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione Svizzera dl 18 aprile 1999, Cost, RS 101). La stessa, 
su domanda scritta che va inoltrata all'autorità designata dal Cantone 
di domicilio e a comprova del rispetto delle esigenze ecologiche, versa 
pagamenti  diretti  ai  gestori  di  aziende che coltivano il  suolo (art. 70 
cpv.  1  LAgr  e  art.  63  OPD  dell'Ordinanza  del  7  dicembre  1998 
concernente  i  pagamenti  diretti  all'agricoltura  [Ordinanza  sui 
pagamenti diretti, OPD, SR 910.13]). 

2.1 I  pagamenti  diretti  comprendono  i  pagamenti  diretti  generali,  i 
contributi  ecologici  e  i  contributi  etologici  (art.  1  cpv.  1  OPD).  Il 
versamento  di  pagamenti  diretti  presuppone  il  rispetto  delle 
disposizioni  della  legislazione  in  materia  di  protezione  delle  acque, 
dell'ambiente e degli animali relative alla produzione agricola (art. 70 
cpv. 4  LAgr). I  Cantoni  o  per  essi  le  organizzazioni  abilitate devono 
verificare,  anche  tramite  ispezioni,  la  correttezza  dei  dati  forniti  dal 
gestore, come pure l'osservanza delle condizioni e degli oneri nonché 
il diritto ai contributi (art. 66 OPD).

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2.2 In caso d'innoservanza della Legge sull'agricoltura e delle relative 
disposizioni  d'esecuzione  possono  essere  adottate  delle  misure 
amministrative, oppure i contributi possono essere ridotti o addirittura 
negati (art. 169 e 170 LAgr).

In particolare, i Cantoni riducono o negano i contributi conformemente 
alla direttiva della Conferenza dei direttori cantonali dell'agricoltura del 
27 gennaio 2005 (versione del 12 settembre 2008; direttiva)  relativa 
alla riduzione dei pagamenti diretti se il richiedente non ha adempiuto 
le  condizioni  della  presente  ordinanza  (art.  70  cpv.  1  let.  d  OPD). 
Tuttavia,  se,  per  cause di  forza  maggiore,  le  condizioni  inerenti  alla 
prova  che  le  esigenze  ecologiche  sono  rispettate  e  ai  contributi 
ecologici  ed etologici  non sono adempite,  il  Cantone può rinunciare 
alla riduzione o al diniego dei contributi (art. 70a OPD).

3.
Nel caso di specie, la Sezione dell'agricoltura ha negato alla ricorrente 
i contributi per i sistemi di stabulazione particolarmente rispettosi degli 
animali  (contributi  SSRA  per  bovini)  per  l'anno  2008,  in  quanto  la 
superficie dove sono situate le mangiatoie, non essendo rivestita, non 
sarebbe  rispettosa  delle  vigenti  norme  in  materia.  Decisione 
quest'ultima prontamente impugnata dalla ricorrente.

3.1 Per sistemi di stabulazione particolarmente rispettosi degli animali 
(SSRA) s'intendono sistemi di stabulazione ad aree multiple nei quali 
gli animali sono tenuti liberi in gruppi, dispongono della possibilità di 
riposarsi,  di  muoversi  e  occuparsi  in  modo  conforme  al  loro 
comportamento naturale, oltre che disporre di  sufficiente luce diurna 
naturale  (art.  60  OPD).  L'ordinanza  del  DFE  del  25  giugno  2008 
concernente i programmi etologici (Ordinanza sui programmi etologici; 
SR 910.132.4),  entrata in vigore il  1° ottobre 2008 e che riprende e 
sostituisce le  ordinanze del  DFE del  7  dicembre 1998 concernenti  i 
sistemi  di  stabulazione  particolarmente  rispettosi  degli  animali 
(ordinanza  SSRA;  RU 1999  pag.  266)  e  l'uscita  regolare  all'aperto 
degli animali da reddito (ordinanza URA; RU 1999 pag. 273), disciplina 
gli  aspetti  tecnici  del  citato programma. In particolare,  l'allegato 1 di 
tale  ordinanza determina le  esigenze specifiche relative alle  singole 
categorie  di  animali,  come  pure  le  esigenze  in  materia  di 
documentazione e di controllo. Il  punto 1.3 di detto allegato prevede, 
per la specie bovina, che nell'area di foraggiamento e di abbeveraggio 
il pavimento deve essere rivestito, perforato o non perforato.

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4.
Nel  caso  che  ci  occupa,  essendo  indiscusso  e  incontestato  che 
l'azienda  della  ricorrente  a  fine  2008  non  soddisfaceva  i  requisiti 
tecnici  regolati  al  punto  1.3  dell'allegato  1  dell'Ordinanza  sui 
programmi etologici necessari per attribuire l'erogazione dei contributi 
SSRA  per  bovini,  pacifico  che  gli  stessi,  di  principio,  non  possono 
venir riconosciuti all'interessata.

5.
Sulla  base  del  principio  della  buona  fede,  la  ricorrente  potrebbe 
ribaltare la conclusione esposta poc'anzi.

Ancorato all'art. 9 della Costituzione federale del 18 aprile 1999 (Cost; 
RS 101) e valido per l'insieme dell'attività dello Stato, il principio della 
buona fede conferisce all'amministrato, a certe condizioni, il  diritto di 
esigere  dalle  autorità  che  si  conformino  alle  promesse  o  alle 
assicurazioni  fattegli  e  che  non  tradiscano  la  fiducia  posta  in  esse 
(DTF 131 II 627, consid. 6.1; DTF 130 I 26, consid. 8.1; DTF 129 I 161, 
consid. 4).

Secondo  la  giurisprudenza,  un'indicazione  o  una  decisione 
dell'amministrazione possono  obbligare  quest'ultima  ad  acconsentire 
ad  un  amministrato  di  appellarvisi,  quand'anche  esse  risultassero 
errate, a condizione che le seguenti condizioni siano cumulativamente 
date:  (a)  l'autorità  sia  intervenuta  in  una  situazione  concreta  nei 
confronti  di  una  persona  determinata,  (b)  che  abbia  agito  nei  limiti 
delle sue competenze o presunte tali, (c) che l'amministrato non abbia 
potuto  rendersi  conto  immediatamente  dell'erroneità  dell'indicazione 
ricevuta  o  delle  sue  proprie  deduzioni,  (d)  che  in  base  a  tale 
indicazione quest'ultimo abbi preso disposizioni concrete alle quali egli 
non potrebbe rinunciare senza subire un pregiudizio, infine (e) che la 
regolamentazione  in  materia  non  sia  cambiata  posteriormente  al 
momento in cui l'autorità ha formulato il suo avviso. Inoltre, il principio 
della buona fede trova applicazione, solo qualora l'interesse pubblico, 
volto ad una applicazione conforme dell'ordinamento giuridico, lasci il 
passo alla fiducia del privato, vale a dire all'interesse del privato (cfr. 
ancora DTF 131 II 627, consid. 6.1 e le referenze ivi citate; decisione 
del  Tribunale  amministrativo  federale  A-1391/2006  del  16  gennaio 
2008,  consid. 2.3;  BEATRICE WEBER-DÜRLER,  Neuere Entwicklungen des 
Vertrauensschutzes,  schweizerisches  Zentralblatt  für  Staats-  und 

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Verwaltungsrecht [ZBL] 103/2002, pag. 281 segg., con ulteriori rimandi 
a dottrina e giurisprudenza).

5.1 Il  formulario  "SSRA  rapporto  di  controllo  per  bovini"  attesta  il 
rispetto o meno delle prescrizioni della Confederazione per i contributi 
SSRA  e  rappresenta  quindi  il  documento  cardine  per  l'autorità 
competente alfine di decidere, in un secondo tempo, se concordare al 
richiedente i relativi contributi pretesi.

5.2 In  concreto,  il  funzionario  incaricato,  per  mezzo  del  formulario 
"SSRA  rapporto  di  controllo  per  bovini"  del  20  maggio  2008,  ha 
stabilito  come  le  prescrizioni  SSRA  sarebbero  rispettate  non 
deducendo, di conseguenza, nessun punto alla ricorrente. Il controllore 
ha, altresì, riconosciuto come rispettato il punto 3. del formulario: "area 
di foraggiamento rivestita" con la "riserva", tuttavia, che l'area esterna 
non fosse effettivamente conforme alle norme dando alla ricorrente la 
possibilità d'inoltrare alla competente autorità, entro un termine di tre 
mesi, un progetto correlato da un preventivo per l'analisi di eventuali 
aiuti.

Il  controllore ha compilato il  formulario in maniera poco trasparente. 
Infatti, lo stesso avrebbe dovuto, dal principio, ritenere il punto 3. del 
formulario in questione non adempiuto sottraendo i relativi punti senza 
lasciar spazio a eventuali malintesi.

5.3 La ricorrente sembra, tuttavia, aver correttamente compreso come 
il  riconoscimento  dei  contributi  SSRA  non  dipendesse  dall'inoltro  o 
meno del progetto con relativo preventivo entro un termine di tre mesi. 
Infatti, ella giustifica il fatto di non aver inviato il citato documento entro 
il lasso di tempo impartitole, in quanto era sua intenzione far eseguire 
tali  lavori  da  dei  suoi  collaboratori  senza  quindi  ricorrere  a 
manodopera esterna e senza quindi richiedere e ottenere un aiuto per 
l'esecuzione degli stessi.

La  ricorrente  sostiene,  invece,  di  non  aver  intuito,  sulla  base  del 
formulario  "SSRA  rapporto  di  controllo  per  bovini",  che  il  mancato 
rivestimento  del  fondo  su  cui  posano  le  mangiatoie  avrebbe 
comportato una riduzione o addirittura un diniego dei contributi SSRA. 
A  mente  della  medesima,  la  riserva  apportata  sul  formulario 
comportava unicamente un suggerimento. Consiglio che, tuttavia, ella 
intendeva  seguire,  ma  che  a  causa  di  un  intervento  chirurgico  a 

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seguito  del  quale  ha  dovuto  astenersi  dall'attività  lavorativa  per  un 
periodo di un mese non aveva ancora potuto attuare.

La tesi dell'interessata non può essere condivisa. Va, infatti, da sé che 
coloro che richiedono un aiuto alla Confederazione, come i pagamenti 
diretti,  devono  attivarsi  in  maniera  tale  da  conoscere  e,  quindi, 
adempiere le condizioni previste per ottenerli. In caso di domanda per 
ricevere i  pagamenti  diretti  la Sezione dell'agricoltura deve costatare 
se le aziende agricole di coloro che inoltrano la domanda rispettano, al 
momento  della  richiesta,  le  condizioni  necessarie  per  ottenere  tali 
contributi  decidendo  poi,  sulla  base  dei  controlli  effettuati,  se 
riconoscerglieli  o  meno.  Pure  nel  caso  che  ci  occupa,  l'autorità  di 
prima istanza non aveva nessun obbligo nei confronti della ricorrente 
d'impartirle un termine per l'attuazione del  rivestimento del fondo su 
cui  posano  le  mangiatoie  esterne.  Il  controllore,  nel  concedere  alla 
ricorrente  tre  mesi  di  tempo  per  inoltrare  un  preventivo  inerente 
all'esecuzione dei lavori alfine che l'interessata potesse eventualmente 
ricevere un aiuto per l'esecuzione di tali lavori, ha oltrepassato le sue 
competenze dando così l'impressione di poter sanare la lacuna.

La  ricorrente  potrebbe  semmai  invocare  la  sua  buona  fede,  a 
condizione che i contributi in questione le fossero stati esplicitamente 
e  senza  riserva  riconosciuti  dall'autorità  competente  e  che  in 
previsione  di  ciò  avesse  attuato  delle  spese  e  degli  investimenti 
irreversibili.  Ella,  in  funzione degli  anni  precedenti,  dovrebbe sapere 
che controlli e ispezioni non danno ancora il diritto al riconoscimento di 
eventuali  contributi,  bensì  gli  stessi  vengono  attribuiti  tramite  una 
sucessiva  decisione. Nella  fattispecie  un tale  riconoscimento  difetta. 
Inoltre,  la  ricorrente  non  ha  nemmeno  fatto  valere,  in  virtù  di  una 
decisione in tal senso, di  aver assunto delle disposizioni  irreversibili, 
vale a dire che non potrebbero essere modificate senza l'insorgere di 
un pregiudizio. Cosicché, già due condizioni  delle cinque necessarie 
per invocare a giusto titolo il principio della buona fede non sono date 
nel  caso  concreto.  Senza  considerare,  tra  l'altro,  che  ci  si  poteva 
aspettare  dalla  ricorrente,  conscia  del  non  rivestimento  dell'area  di 
foraggiamento e abbeveraggio, che il formulario in questione non fosse 
stato correttamente redatto.

Pertanto,  le  circostanze  esposte  dalla  ricorrente,  come  pure  la 
compilazione  errata  del  formulario  da  parte  del  controllore  non 
giustificano una protezione della buona fede da parte della ricorrente e 

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considerato  come  l'osservanza  del  rivestimento  del  pavimento 
nell'area di  foraggiamento e di  abbeveraggio per la specie bovina ai 
sensi  del  punto  1.3  dell'allegato  1  dell'ordinanza  sui  programmi 
etologici  costituisce,  come  già  menzionato,  una  condizione 
inderogabile  per  l'ottenimento dei  relativi  contributi,  a  giusta ragione 
l'autorità di prima istanza non ha elargito tali contributi all'interessata.

6.
Riconfermata quindi la conclusione secondo la quale alla ricorrente va 
negato il diritto di beneficiare dei contributi SSRA per bovini per l'anno 
2008.  Scostandosi  da  tale  risultato,  la  questione  a  sapere,  se  un 
diniego parziale dei  contributi  al  posto di  un diniego totale potrebbe 
entrare  in  considerazione  è  da  valutare  sulla  base  della  prassi  di 
applicazione della Direttiva.

La Conferenza dei direttori cantonali dell'agricoltura, in virtù dall'art. 70 
cpv.  1  OPD,  ha  emanato  la  Direttiva  relativa  alla  riduzione  dei 
pagamenti  diretti  del  27  gennaio  2005  (Direttiva)  con  lo  scopo  di 
uniformare  l'esecuzione,  da  parte  dei  servizi  cantonali,  delle 
disposizioni  concernenti  la  riduzione  e  il  diniego  dei  contributi  della 
relativa ordinanza.

6.1 La  Direttiva  rappresenta  un'ordinanza  amministrativa  vincolante 
per gli organi d'esecuzione che, contrariamente ai decreti di legge, non 
costituisce diritti e obblighi per i privati (ULRICH HÄFELIN / WALTER HALLER / 
HELEN KELLER,  Schweizerisches Bundesstaatsrecht, 7. edizione, Zurigo 
2008, n° 1854). La funzione principale di un'ordinanza amministrativa 
consiste nel garantire una pratica amministrativa unitaria che in questo 
senso  rispetti  anche  l'uguaglianza  di  diritti.  Essa  è  pure,  di  regola, 
espressione del sapere e dell'esperienza di un ufficio qualificato (DTF 
107  Ib  50  consid.  3;  114  V  13  consid.  1c  con  rinvio;  GAAC 49.60 
consid. 3). Le direttive sono perciò vincolanti per l'amministrazione, ma 
non per il Giudice. Quest'ultimo vi si scosta, tuttavia, solo nella misura 
in  cui  esse  fissano  norme  non  conformi  alle  disposizioni  legali 
applicabili.  Secondo costante  prassi,  il  Giudice  rispetta  un'ordinanza 
amministrativa,  se  essa  permette  un'interpretazione  valida  delle 
disposizioni  legali  applicabili  e  se  rispetta le  circostanze del  singolo 
caso (DTF 115 V 4 consid. 1b). Come precedentemente annunciato la 
Direttiva  relativa  alla  riduzione  dei  pagamenti  diretti  del  27  gennaio 
2005  serve  ad  applicare  in  maniera  omogenea  l'Ordinanza  sui 
programmi etologici  così  che non vi  siano disparità tra i  Cantoni nel 

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ridurre o negare i contributi e che di conseguenza anche la scrivente 
autorità prende in considerazione.

6.2 Secondo la  summenzionata Direttiva,  per  i  contributi  etologici  la 
riduzione,  in  caso  di  una  prima  lacuna,  viene  calcolata  nel  modo 
seguente: 

- Riduzione  =  punti  delle  riduzioni  per  categoria  di  animali  -  10 
punti  di  margine di  tolleranza  per  categoria  di  animali  /  100  x 
contributi.

In  particolare,  per  quanto  concerne i  contributi  SSRA,  il  punto  1. di 
detta  Direttiva,  conformemente  all'allegato  1  dell'Ordinanza  sui 
programmi  etologici,  definisce  il  mancato  rivestimento  dell'area  di 
foraggiamento per gli animali di specie bovina una lacuna per la quale 
è prevista una riduzione minima di 110 (centodieci) punti. In concreto, 
ciò  significa una diminuzione dei  contributi  SSRA del  100%. In altre 
parole, secondo la Direttiva il non rivestimento del pavimento nell'area 
di  foraggiamento  e  abbeveraggio  esclude  l'ottenimento  dei  relativi 
contributi.  Pertanto,  la  decisione  del  9  gennaio  2009,  con  la  quale 
l'autorità  di  prima  istanza,  in  virtù  della  Direttiva,  ha  negato  alla 
ricorrente  i  contributi  SSRA  per  bovini,  è  coperta  dalle  relative 
prescrizioni legali.

7.
In  conclusione  e  per  tutto  quanto  precede,  il  ricorso  si  dimostra 
infondato e come tale deve essere respinto.

8.
Le spese processuali comprendono la tassa di giustizia, come pure i 
disborsi e vanno integralmente addossate alla parte soccombente (art. 
63  cpv.  1  e  5  PA in  combinato  composto  con  l'art.  1  cpv.  1  del 
Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi  al  Tribunale amministrativo federale, TS-TAF, SR 
173.320.2).  Visto  l'esito  della  causa  è  giustificato  addossare  alla 
ricorente un importo per le spese processuali pari a fr. 900.-- che verrà 
computato con l'anticipo di pari somma versato dalla stessa in data 6 
giugno 2009.

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 900.-- sono poste a carico della ricorrente 
e verranno computate con l'anticipo spese di medesimo importo dopo 
la crescita in giudica della presente sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. 1459 sb 7; Atto giudiziario)
- prima istanza (n. di rif. CFD090034; Atto giudiziario)
- Dipartimento federale dell'economia (Atto giudiziario)
- Ufficio federale dell'agricoltura (Posta A)

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Francesco Brentani Elisabetta Tizzoni

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico al  Tribunale federale entro un termine di  30  giorni 
dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 della legge 
sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]. Gli  atti 
scritti  devono  essere  redatti  in  una  lingua  ufficiale,  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 18 novembre 2009

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