# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f2f1168f-63eb-542a-9da6-a11db70ee04f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.03.2010 (publiziert) 52.2001.258
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2001-258_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2001.258

   

  	
  Lugano

  29 ottobre 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretaria:

  	
  Tamara Merlo, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 9 luglio 2001 di

 

 

	
   

  	
   

  patrocinati da: 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 19 giugno 2001 del Consiglio di Stato
  (n. 2932), che ha respinto il ricorso degli insorgenti avverso la risoluzione
  22 settembre 2000 con cui il Dipartimento del territorio/Sezione della
  protezione dell'aria e dell'acqua (SPAA) ha imposto loro l'obbligo di
  allacciare al collettore pubblico l'edificio situato al mapp. __________ RFD
  di __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    11 luglio 2001 del
municipio di __________;

-    23 luglio 2001 del
Dipartimento del territorio (SPAA);

-    22 agosto 2001 del
Consiglio di Stato;

 

 

esperito il sopralluogo in
data 25 luglio 2002;

visto l'accordo transattivo
25 luglio 2002;

 

viste le perizie 28 febbraio
2003 e 25 giugno 2003;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   __________
e __________ sono comproprietari dal 1999 di una villa di 11 stanze che sorge
sul mapp. __________ RFD di __________, fuori zona edificabile. L'edificio non
è allacciato alla rete delle canalizzazioni e dispone di un pozzo perdente.

 

 

                                  B.   Il 22
settembre 2000, la Sezione della protezione dell'aria e dell'acqua (in seguito:
"SPAA") del Dipartimento del territorio ha fatto ordine a __________
e __________ di allacciare al collettore pubblico la costruzione che sorge sul
mapp. __________ RFD, considerato che la stessa si trova fuori dal perimetro
del piano generale di smaltimento delle acque (PGS) del comune di __________.

 

 

                                  C.   Con
decisione 19 giugno 2001 (n. 2932), il Consiglio di Stato ha respinto il
ricorso di __________ e __________ avverso l'ordine della SPAA, ritenuto che
l'allacciamento alla rete delle canalizzazioni sarebbe opportuno, nonché
ragionevolmente esigibile. Detto ordine, inoltre, sarebbe stato impartito già
nel 1994 al precedente proprietario, __________, e sarebbe cresciuto in giudicato
(risoluzione del Consiglio di Stato 28 giugno 1995, n. 3557).

 

 

                                  D.   __________
e __________ si aggravano ora innanzi al Tribunale cantonale amministrativo
contro il predetto giudizio governativo, chiedendo che sia annullato. Innanzi
tutto, i ricorrenti rilevano che, avendo acquistato l'immobile nel 1999, la
mancata esecuzione di un ordine di allacciamento impartito nel 1995 al
precedente proprietario non potrebbe venire loro contestata. Inoltre gli
insorgenti reputano eccessivamente oneroso l'intervento, tale da non reggere al
vaglio dei contrapposti interessi. Ritengono che la decisione impugnata avrebbe
sottovalutato la reale difficoltà (e conseguente onerosità) degli interventi
imposti.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato, il Dipartimento del territorio
ed il municipio di Stabio, con motivazioni di cui si dirà, se necessario, in
seguito.

 

 

                                  F.   In data 25
luglio 2002, facendo seguito all'esperimento del sopralluogo, le parti hanno
concordemente deciso di fare allestire una perizia sul costo della
canalizzazione da parte dell'ing. __________. In virtù dell'accordo transattivo
raggiunto, "[l]e parti convengono che, nel caso in cui i costi
preventivati supereranno la somma di fr. 55'000.--, il Dipartimento aderirà al
ricorso. Se saranno invece inferiori, i ricorrenti lo ritireranno; a loro
carico andrà la nota del perito riguardante lo studio preliminare".

 

 

                                  G.   Il rapporto
peritale 28 febbraio 2003 ha indicato due possibili tracciati per le canalizzazioni.
La "Variante A - raccordo al collettore comunale posto su via __________
" si trova completamente su sedime comunale e presenta un costo di
costruzione preventivato in fr. 60'288.--. La "Variante B - raccordo al
collettore privato posto sulla strada privata" ha un costo preventivato di
fr. 40'699.-- e viene a trovarsi interamente su sedime privato.

 

 

                                  H.   Preso atto
del referto peritale, i ricorrenti hanno chiesto che, in esecuzione dell'accordo
transattivo, il Dipartimento aderisca al ricorso, dal momento che la
"Variante B", per quanto preferibile dal profilo tecnico e
finanziario, sarebbe praticamente irrealizzabile, in quanto presupporrebbe il
consenso e l'indennizzo di più di una ventina di proprietari.

Da parte sua, il Dipartimento ha espresso
l'avviso che, onde stabilire se il limite di fr. 55'000.-- fissato nell'accordo
sia o meno superato dalla "Variante B", si renderebbe necessario
verificare con i proprietari della canalizzazione privata sia la possibilità
d'allacciamento sia gli eventuali oneri richiesti.

 

                                    I.   Su
richiesta di questo Tribunale, in data 25 giugno 2003 l'ing. __________ ha allestito
un complemento peritale con lo scopo di accertare l'ammontare degli oneri che i
proprietari della canalizzazione privata potrebbero chiedere ai ricorrenti, a
titolo di partecipazione ai costi di costruzione e d'esercizio, conformemente
all'art. 60 LALIA.

Nelle proprie conclusioni, il perito ha
indicato due varianti, che si differenziano per il metodo di suddivisione dei
costi di costruzione:

I.-     la partecipazione ai costi è calcolata in base alle
superfici dei mappali; in questo caso il perito ipotizza che ai ricorrenti
potrebbe essere chiesto di versare fr. 10'000.-- ai proprietari della canalizzazione;

II.-    la partecipazione ai costi è calcolata secondo le unità abitative;
in tale caso l'ammontare della partecipazione è stimato in fr. 6'000.--.

Il perito ha quindi indicato una terza
variante, corrispondente alla media delle due varianti precedenti e ammontante
a fr. 8'000.--, sulla base del fatto che in tale modo entrambi i fattori
(superficie dei mappali ed unità abitative) vengono presi in considerazione.

Secondo le conclusioni del perito, "[i]n
funzione sia delle considerazioni esposte precedentemente sia dei conteggi
allegati possiamo affermare che i proprietari della canalizzazione privata
potrebbero richiedere a titolo di partecipazione un importo massimo pari a ca.
fr. 8'000.--" (p. 4).

 

 

                                   L.   Il
municipio ed il Consiglio di Stato, preso atto del complemento peritale del 25
giugno 2003, si sono astenuti dal formulare ulteriori osservazioni.

                                         Il
Dipartimento ha espresso l'avviso che i costi della "Variante B" (fr.
40'699.--) oltre agli oneri che potrebbero essere richiesti dai proprietari
della canalizzazione privata (fr. 8'000.--) possano essere sopportati dai
ricorrenti, poiché si troverebbero al di sotto del limite di fr. 55'000.--
fissato dall'accordo transattivo.

I ricorrenti, dal canto loro, sottolineano
che le conclusioni della perizia avrebbero un valore puramente teorico. Sarebbe
impossibile sul piano pratico convincere 26 proprietari a "concedere il
diritto alle condizioni economiche desunte da una perizia che non li concerne
direttamente e che non specifica neppure quale delle due ripartizioni percentuali
dovrebbe essere applicata". L'intervento di un giudice si renderebbe
assai probabilmente necessario. Inoltre la perizia non terrebbe conto di una
serie di spese, quali le tasse d'iscrizione all'Ufficio del registro fondiario,
estratti, autentiche, allestimento di un piano, etc., per un totale che i
ricorrenti valutano come minimo in fr. 2'135.--. Considerate anche le rimanenti
spese effettive (scritturazioni, etc.), l'importo supererebbe il limite fissato
con l'accordo transattivo e il Dipartimento sarebbe pertanto chiamato ad
aderire al ricorso.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 124 lett. f
della Legge cantonale d'applicazione della legge federale contro l’inquinamento
delle acque (LALIA, RL 9.1.1.2). La legittimazione attiva degli insorgenti,
destinatari del provvedimento impugnato, è certa (art. 43 PAmm). Il ricorso,
tempestivo (art. 46 PAmm), è perciò ricevibile in ordine.

 

 

                                   2.   2.1. La
materia del contendere è regolata dalla legislazione sulla protezione delle
acque, e segnatamente dalla legge federale sulla protezione delle acque (LPAc,
RS 814.20) del 24 gennaio 1991 (che ha abrogato la precedente legge contro
l'inquinamento delle acque del 1971); dall'ordinanza sulla protezione delle
acque del 28 ottobre 1998 (OPAc, in sostituzione dell'ordinanza generale) e
dalla già citata legge di cantonale d'applicazione della legge federale contro
l'inquinamento delle acque del 2 aprile 1975 (LALIA).

 

                                         2.2. La
LPAc prevede all'art. 11 che, nel perimetro delle canalizzazioni pubbliche, le
acque di scarico inquinate devono essere immesse nelle canalizzazioni (cpv. 1);
il perimetro delle canalizzazioni pubbliche comprende (cpv. 2):

a) le zone edificabili;

b) le altre zone, non appena dispongano di
una canalizzazione (art. 10 cpv. 1 lett. b);

c) le altre zone nelle quali l’allacciamento alle canalizzazioni sia opportuno
e ragionevolmente esigibile.

Secondo l'art. 12 cpv. 1 OPAc,
l’allacciamento di acque di scarico inquinate alla canalizzazione pubblica
fuori della zona edificabile (art. 11 cpv. 2 lett. c LPAc) è considerato
opportuno, se è realizzabile in modo ineccepibile e l’onere per la costruzione
risulta normale; ed è ragionevolmente esigibile, se i costi non sono
sensibilmente superiori a quelli richiesti per un allacciamento analogo nella
zona edificabile.

 

2.3. La LALIA prescrive l'obbligo di
allacciamento, a spese dei proprietari, di costruzioni ed impianti esistenti
entro il perimetro del piano generale delle canalizzazioni, PGC (art. 44).

Per quanto riguarda le costruzioni e gli
impianti esistenti fuori del perimetro del PGC, il Dipartimento ne ordina
l'allacciamento alla rete delle canalizzazioni, sempreché esso sia opportuno e
ragionevolmente esigibile. Le spese per l'allacciamento sono sempre a carico
dei proprietari (art. 46 cpv. 1, cpv. 3 LALIA; RDAT 1985, N. 57).

 

2.4. In virtù dell'art. 60 cpv. 1 LALIA, i
proprietari d’impianti privati devono, nei limiti della capacità degli impianti
stessi, tollerare l’allacciamento di altri proprietari contro rifusione di una
parte proporzionata delle spese di esecuzione e di esercizio.

 

 

                                   3.   3.1. La
realizzazione delle canalizzazioni spetta ai comuni; i proprietari, per contro,
hanno l'obbligo di eseguire i lavori necessari sui loro fondi fino al raccordo
con le canalizzazioni pubbliche, ossia gli allacciamenti situati tra la rete
delle canalizzazioni dell'urbanizzazione di dettaglio ed i singoli edifici
privati (Scolari, Commentario ad art. 78/79 LALPT, n. 588).

Gli allacciamenti privati, situati tra
l'urbanizzazione particolare ed i singoli fondi, non costituiscono
un'infrastruttura pubblica, ma rimangono delle mere opere private, il cui onere
finanziario ricade esclusivamente sui proprietari dei fondi (Scolari, Diritto
amministrativo, Parte speciale, n. 484).

 

3.2. Secondo l'art. 19 cpv. 1 LPT, un fondo
è urbanizzato se, tra l'altro, ai fini della prevista utilizzazione, le
condotte di evacuazione dei liquami arrivano così vicine da rendere possibile
un raccordo senza dispendio rilevante (cfr. art. 4 legge federale che
promuove la costruzione di abitazioni e l'accesso alla loro proprietà, RS 843).

L'obbligo di allacciamento alle
canalizzazioni sussiste anche se comporta difficoltà di natura tecnica
particolari (RDAT II - 1991, N. 23).

Sotto il profilo del dispendio economico,
può essere considerato come sopportabile un allacciamento che comporta una
spesa media dell'ordine di fr. 5'000.-- per ogni locale d'abitazione (Scolari,
Commentario, ad art. 77 LALPT, n. 584, e giurisprudenza ivi citata).

 

 

                                   4.   Le parti,
con accordo transattivo 25 luglio 2002, hanno stabilito in fr. 55'000.-- il limite
massimo della spesa imponibile ai ricorrenti.

La villa di proprietà di quest'ultimi è un
immobile di pregio che conta ben 11 locali, ed il limite fissato di comune accordo
tra le parti appare obiettivamente giustificato.

Le parti hanno altresì risolto di affidare
ad un perito la determinazione dei costi per la variante più economica dei
lavori d'allacciamento.

 

 

                                   5.   Tuttavia
le risultanze peritali, come evidenziato dai ricorrenti, sono di difficile
lettura e soggette ad interpretazione.

Se il costo della "Variante A"
(fr. 60'288.--) risulta chiaramente superiore al limite fissato tra le parti
(fr. 55'000.--) e va pertanto scartata in limine, non altrettanto palese
è l'ammontare dei costi preventivabili per la "Variante B", calcolati
inizialmente in fr. 40'699.--. Come sottolineato dal medesimo perito, da un
lato "[i] prezzi considerati andranno meglio verificati al momento dell'eventuale
messa in appalto dei lavori" (perizia 28.6.2003, p. 2), il che
potrebbe comportare importanti aggiustamenti e deve rendere particolarmente
cauto il giudizio laddove gli importi stabiliti dalla perizia siano prossimi al
limite dei fr. 55'000.--. D'altro lato,  l'economicità della "Variante
B" è subordinata al fatto "che si riesca a trovare un accordo
finanziario sostenibile per l'utilizzo della condotta privata esistente"
(p. 3).

 

                                   6.   6.1. Il
complemento peritale 25 giugno 2003 indica in circa fr. 8'000.-- l'importo massimo
che i proprietari della canalizzazione privata potrebbero chiedere ai
ricorrenti, a titolo di partecipazione (p. 4). Tale importo, sommato al costo
preventivato per la "Variante B" (fr. 40'699.--), dà un totale di fr.
48'699.--, inferiore al limite di fr. 55'000.-- concordato tra le parti.

Tuttavia, il costo della "Variante
B" indicato dal perito appare scarsamente attendibile.

 

                                         6.2.
Oltre alle incognite precedentemente evidenziate (supra pto. 5), va qui
sottolineato che, per il calcolo dei costi di costruzione del collettore
privato (Tratte 2 e 3; p. 2), il perito ha potuto basarsi unicamente su di una
fattura del 1975 relativa alla Tratta 2 di 120m. L'importo è stato quindi
indicizzato e rapportato alle dimensioni della Tratta 3 (195m), costruita nel
periodo 1985-1990. Il risultato è quindi altamente ipotetico.

                                         Ulteriormente
foriero di perplessità è il metodo utilizzato dal perito per giungere al
risultato di fr. 8'000.-- per il calcolo dei costi di partecipazione alla
costruzione del collettore privato esistente. Infatti, dopo aver indicato due
possibili varianti di suddivisione dei costi - secondo la superficie del
mappale o secondo il numero di unità abitative - che portano a due risultati
sensibilmente diversi (rispettivamente: fr. 10'000.-- e fr. 6'000.--), il perito
ha optato per una terza variante: una combinazione delle due precedenti, il cui
risultato è la media aritmetica (fr. 8'000.--). Orbene, nessuna delle tre
varianti appare essere strettamente vincolante sul piano del diritto o della
logica, e non è dato sapere per quale delle tre potrebbero optare i proprietari
dei fondi interessati dalla posa della canalizzazione.

 

6.3. Come sottolineato dai ricorrenti, vi è
inoltre una serie di costi che non sono stati sufficientemente considerati dal
perito (tasse d'iscrizione all'Ufficio del registro fondiario, estratti,
autentiche, etc.), oltre alle notevoli difficoltà organizzative, connesse
all'elevato numero di proprietari coinvolti.

Da non sottovalutare, infine, è
l'eventualità che non si giunga ad un accordo tra i ricorrenti ed i proprietari
del collettore privato, con conseguente necessità di dirimere la questione
nell'ambito di un procedimento giudiziario, comportante ulteriori costi per i ricorrenti.
Non v'è dubbio che tali spese avrebbero notevoli ripercussioni sul costo finale
dell'opera.

 

6.4. In definitiva, bisogna concludere che
le incognite legate al tracciato della "Variante B", perizia
completamente su terreno privato, risultano eccessive e tali da non permettere
di concludere con sufficiente verosimiglianza che il costo finale dell'opera di
canalizzazione si collocherà al di sotto del limite di fr. 55'000.-- convenuto
tra le parti in occasione del sopralluogo esperito da questo Tribunale in data
25 luglio 2002.

 

 

                                   7.   Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso va dunque accolto.

Visto l'esito della causa, non si preleva
tassa di giustizia, le spese peritali sono a carico dello Stato, (art. 28
PAmm). Data la soccombenza dell'autorità cantonale, lo Stato del Cantone Ticino
verserà ai ricorrenti, patrocinati da un avvocato, un'indennità per ripetibili
(art. 31 PAmm). 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 11 LPAc; 12 OPAc; 44, 46, 124 LALIA;
78, 79, 80 LPT; 3, 18, 28, 31, 43, 46, 60, 61 e 65 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

§.  Di conseguenza, sono annullate la decisione 19
giugno 2001 del Consiglio di Stato (n. 2932) e la risoluzione 22 settembre 2000
del Dipartimento del territorio/Sezione della protezione dell'aria e dell'acqua
(n. 2481).

 

 

                                   2.   Non si
preleva tassa di giustizia né spese.

Le spese peritali di fr.                   sono a carico dello Stato.

                                   3.   Lo Stato
del Cantone Ticino rifonderà a __________ e __________ la somma di fr. 2'000.--
a titolo di ripetibili per entrambe le istanze.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria