# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9636ca26-4287-5219-909f-c4d1de3998e0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-02-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 01.02.2002 INC.2001.65001
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-65001_2002-02-01.html

## Full Text

N. 649.2001.1 L                                                         Lugano,
1. febbraio 2002

N. 650.2001.1.L

N. 651.2001.1 L

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

Claudio Lepori

 

 

 

sedente per statuire sul reclamo
presentato congiuntamente il 28 novembre 2001 da

 

 

__________

e

 

__________

(entrambi patrocinati dall'avv. __________)

 

 

contro la decisione 20 novembre
2001 della Procuratrice pubblica avv. Claudia Solcà, che ha rifiutato
l'accesso agli atti del procedimento conseguente a denuncia 14 aprile 2000 sporta
da __________ (patrocinato dall'avv. __________), contro i reclamanti e contro __________
(patrocinato dall'avv. __________) per titolo di appropriazione indebita e di
reati fallimentari;

 

 

 

viste le osservazioni 10 dicembre
2000 della magistrata inquirente, che postula la reiezione del reclamo, e di __________,
che condivide le allegazioni dei reclamanti senza altrimenti esprimersi, mentre
il denunciante non ha preso posizione;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

 

 

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

 

che

 

 

-         
il procedimento in oggetto si riferisce al fallimento, pronunciato il 26
aprile 1999, della ditta __________ in __________ (di seguito: __________), e
deriva dalla denuncia 14 aprile 2000 di __________ contro i suoi amministratori
__________, __________ e __________, per la perdita di un consistente credito a
seguito della decozione della ditta, asseritamente dovuta a comportamenti
corrispondenti a reati economici e fallimentari, con particolare riguardo ad
ingiustificati aumenti delle posizioni debitorie e distrazione dei mobili (v.
doc. 1 dell'inc. MP __________);

 

 

-         
dopo acquisizione dell'incarto relativo al fallimento della ditta __________
presso l'Ufficio di esecuzione e fallimenti (fascicolo doc. 3) e l'allestimento
di un succinto rapporto preliminare da parte dei collaboratori contabili del
Ministero pubblico (doc. 5), sono stati interrogati dal segretario giudiziario
avv. __________ nella semplice veste di denunciati i signori __________ e __________,
che all'occasione hanno pure prodotto documentazione in loro possesso (v.
verbali 29 settembre 2000, doc. 12 e 13 e allegati, con riferimento alle
corrispondenti citazioni, doc. 7 e 6);

 

 

-         
nei confronti di __________, non risultante reperibile, l'8 maggio 2001
è stato emesso ordine di arresto, con diffusione nazionale, per titolo di
amministrazione infedele, diminuzione dell'attivo in danno dei creditori e
cattiva gestione per aver diminuito l'attivo della __________, in particolare
trasportando all'estero mobilio della società, unico attivo fisso di bilancio
(doc. 18): egli venne così arrestato il 6 novembre 2001, con intimazione del
menzionato ordine (v. rapporto di polizia doc. 20), e interrogato il giorno
successivo dallo stesso segretario giudiziario ed in qualità di "denunciato",
per poi essere messo in libertà (doc. 20);

 

 

-         
ancora il 7 novembre 2001, il patrocinatore di __________ e di __________
ha chiesto di essere ammesso all'esame degli atti 

processuali o perlomeno di poter disporre di tutti i verbali di interrogatorio (doc.
25): con formale decisione 20 novembre 2001 (doc. 28), la Procuratrice pubblica
ha respinto la richiesta "per necessità di inchiesta e visto il
conflitto di interessi legato al doppio patrocinio" a favore di due
denunciati;

 

 

-         
il reclamo ripropone le reiette richieste e in entrata si sofferma sulla
prassi non univoca del Ministero pubblico in tema di accesso agli atti, specie
in sede di informazioni preliminari, con conseguenti incertezza giuridica e
disparità di trattamento, nonché sulla stranezza di un procedimento
effettivamente condotto con informazioni preliminari nei confronti di __________
e di __________ e già in istruzione formale nei confronti di __________, per la
valenza dell'ordine di arresto quale promozione dell'accusa secondo l'art. 184 cpv.
3 CPP, ma senza avviso alle altre parti: nel merito sostiene che l'appello a
necessità di inchiesta è del tutto astratto, senza nessuna concreta indicazione
a "potenziale intralcio dell'inchiesta", mentre per quanto
concerne il preteso conflitto di interessi, con sospetto di "illeciti
vantaggi", oltre ad essere problema dell'avvocato e dei suoi mandanti,
che non hanno sollevato obiezione alcuna, esso non ha impedito l'assistenza
agli interrogatori prima di __________, poi di __________;

 

 

-         
il denunciante non ha preso posizione sul reclamo: __________ ha
comunicato di condividere da un punto di vista generale le argomentazioni del
reclamo, senza altre particolari osservazioni;

 

 

-         
la Procuratrice pubblica postula la reiezione del reclamo, rilevando
innanzitutto che dopo l'intimazione dell'ordine di arresto è stato dato avviso
alle parti e che, in materia di accesso all'incarto, le valutazioni vanno fatte
sul caso concreto: ora le "le necessità di inchiesta menzionate nella
decisione qui impugnata emergono dalla semplice lettura degli atti a cui si
rimanda questo giudice", con necessità di "nuovi provvedimenti
di inchiesta" intesi ad accertare responsabilità e ruoli processuali
dei denunciati: d'altro canto "non solo il conflitto di interessi si
manifesta in maniera palese … ma comporta evidenti pericoli collusivi che
renderebbero vane le solo accennate ulteriori misure di inchiesta";

 

 

-         
il reclamo è ricevibile in ordine (art. 280 ss. CPP), in quanto
tempestivamente prodotto da parte abilitata quale l'accusato, indiscussa veste
processuale di __________ per il valore di promozione dell'accusa insito
nell'ordine di arresto, come riconosciuto dagli stessi 

reclamanti (indipendentemente quindi dall'avviso ad altre parti e dalla
stranezza della diversa posizione degli altri due denunciati) ed anche per il
solo denunciato __________ nell'ambito delle informazioni preliminari che lo
riguardano, con suo proprio diritto all'accesso agli atti (REP 1996, n. 106);

 

 

-         
il diritto di accesso agli atti é sancito dalla procedura penale
ticinese senza essere assoluto (REP 1998, n. 100): la possibilità di accedere
all'incarto penale, sia che si tratti di accesso pieno o di accesso parziale,
può essere limitato da un lato a ragione dello statuto dell’accusato, ossia in
considerazione dello stato di detenzione o di libertà di cui gode, ma anche a
causa di eventuale latitanza (in questo senso GIAR 347.95.18 del 25 settembre
1998 in re MP pag. 5 e 6 e CRP 213/93 del 30 dicembre 1993 in re AP),
rispettivamente per l’esistenza di eventuali prioritari interessi di terzi od
ancora per il sussistere di esigenze istruttorie preminenti (GIAR 21 gennaio
1994 770.93.1 in re RG, si ricorda ancora GIAR 62.93.2 del 25 febbraio 1993
dove ai patrocinatori di accusati é stato fatto divieto di comunicarsi il
contenuto dei verbali resi dai rispettivi patrocinati, ed ancora GIAR 912.93.1
del 27 dicembre 1993 dove invece non sono state ammesse le prioritarie esigenze
istruttorie dopo acquisizione della documentazione necessaria all’istruttoria e
contestazione della stessa all’accusato);

 

 

-         
in sostanza quindi va ammesso il diritto di potere prendere visione
dell’incarto da parte dell’accusato e del suo patrocinatore, ma con limitazioni
che vanno esaminate caso per caso alla luce delle invocate esigenze istruttorie
rispettivamente dello status dell’accusato, e ciò nell’ottica del rispetto del
principio di proporzionalità;

 

 

-         
l'eccezione opposta dalla magistrata inquirente per asserito palese
conflitto di interessi non è tutelabile, sia di principio in quanto problema
eminentemente deontologico nella valutazione propria dell'avvocato e dei suoi
mandanti, sia e se nell'ottica di paventate manovre collusive, perché nel caso
di specie queste non sono né specificate né evidenti, tanto da neppure impedire
la presenza dello stesso patrocinatore all'interrogatorio dei due suoi clienti,
con esame altresì di documentazione in precedenza acquisita;

 

 

-         
a ragione, inoltre, i reclamanti definiscono astratte le necessità di
inchiesta fatte valere con la decisione impugnata, senza migliori precisazioni
o riscontri nelle osservazioni al reclamo, non essendo ammissibile semplice
rinvio alle emergenze delle indagini, con apprezzamento da parte di questa
autorità giudicante: ed anche lo scrupolo di un loro esame non consente di evidenziare
particolari bisogni istruttori messi in forse dall'intromissione delle 

parti, avuto presente che accusato e denunciati sono stati singolarmente
interrogati e messi a conoscenza dei documenti più importanti, senza nessuna
tema di collusione futura (l'arresto di __________ venne ordinato per sua
irreperibilità, con riacquisto della libertà subito dopo il suo
interrogatorio);

 

 

-         
il reclamo merita quindi accoglimento nella sua domanda principale, con
la presente decisione definitiva (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP, e contrario),
senza conseguenza di spese giudiziarie, ma con riconoscimento di congrue
ripetibili ai reclamanti (art. 9 lett. 6 CPP);

 

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.     
Il reclamo è accolto, come ai considerandi.

 

 

2.     
Non si percepiscono né tasse né spese giudiziarie

 

 

3.     
Lo Stato verserà in solido ai reclamanti l'importo di fr. 400.- a titolo
di ripetibili.

 

 

Intimazione.

 

                                                                                giudice
Claudio Lepori