# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1f7c6265-3383-5e23-8ddb-b8715336024c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-03-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.03.2022 35.2021.92
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2021-92_2022-03-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  35.2021.92

   

  PC/sc

  	
  Lugano

  21 marzo 2022     

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Paola Carcano, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso dell’11 novembre 2021 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione dell’11 ottobre 2021 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 1  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 14 gennaio 2017 RI 1,
nato il __________ 1973, attivo al 100% in qualità di "operaio generico"
presso la __________ dal 1° ottobre 2005 (fino al 31 dicembre 2017) con
contratto a tempo determinato rinnovabile annualmente, verso le ore 9:30, mentre
si trovava in __________ a __________ e stava spalando la neve, è scivolato e
cadendo ha picchiato il ginocchio destro, riportando un trauma
contusivo-distorsivo allo stesso con rottura meniscale postero-mediale e plica
infra-rotulea (doc. 1, 8, 9, 40, 53 incarto LAINF no. 2: inf. no. __________).

L’Istituto assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità e ha
corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

                               1.2.   In data 10 luglio 2019 ancora
totalmente inabile al lavoro a causa dell’infortunio del 14 gennaio 2017, “mentre
stava camminando per strada non ha visto arrivare una bicicletta e per non
farsi urtare ha perso l’equilibrio ed è caduto facendosi male all’altro
ginocchio sinistro”, riportando un trauma contusivo-distorsivo allo stesso,
con lesione meniscale (doc. 1, 2, 4, 5, 6, 72 incarto LAINF no. 1: inf. no. __________).

Anche in questo caso l’Istituto assicuratore ha riconosciuto la propria
responsabilità e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

                                        

                               1.3.   A causa della persistenza dei
dolori come pure delle difficoltà funzionali e di forza, in particolare al
ginocchio destro, RI 1 si è sottoposto a svariate indagini, che sono state
effettuate per mezzo di apparecchiature diagnostiche e di immagine radiologica
come pure a diverse visite mediche specialistiche (anche in Svizzera interna).
Egli si è sottoposto anche a svariate sedute di fisioterapia come pure ad
infiltrazioni.

                                         

                               1.4.   Dopo avere preso atto della “valutazione
della capacità funzionale (VFC)” del 29 aprile 2021 (doc 259 incarto LAINF
no. 2) e dell’apprezzamento medico del 10 maggio 2021 del medico __________ (dr.
med. __________, specialista FMH in chirurgia; doc. 261 incarto LAINF no. 2), in
data 14 maggio 2021, l’amministrazione, a fronte di uno stato di salute ritenuto
stabilizzato, ha sospeso il versamento delle prestazioni di corta durata a
contare dal 1° luglio 2021, puntualizzando quanto segue: “Assumeremo
tuttavia i costi dei controlli medici ancora necessari” (doc. 75 incarto
LAINF no. 1).

 

                               1.5.   Con decisione del 27 luglio
2021, l’CO 1, dopo avere considerato l’assicurato abile al 100% (presenza e
rendimento) in attività adeguate (“lavoro da leggero a talvolta mediamente
pesante”), gli ha negato una rendita LAINF, a fronte di un grado di
invalidità nullo, assegnandogli un’indennità per menomazione dell’integrità
(IMI) complessiva del 15% (doc. 82 incarto LAINF no. 1).

 

                               1.6.   A seguito dell’opposizione
interposta personalmente il 9 agosto 2021 dall’assicurato (doc. 87 incarto
LAINF no. 1) e dopo avere preso atto anche dell’apprezzamento medico dell’8
ottobre 2021 del dr. med. __________, specialista FMH in neurologia (doc. 92 incarto
LAINF no. 1), in data 11 ottobre 2021, l’CO 1 ha confermato il contenuto della
sua prima decisione (doc. A).

                                        

                               1.7.   Con tempestivo ricorso
dell’11 novembre 2021 RI 1, sempre personalmente, ha postulato l’annullamento
della decisione impugnata, contestando la stabilizzazione dello stato di salute
e, in particolare, facendo presente “che, su richiesta del dr. med. __________
traumatologo presso l'Ospedale __________, __________, domani 12.11.2021 presso
l'Ospedale __________ di __________ verrà sottoposto a scintigrafia per un
esame di medicina nucleare volto ad appurare il suo stato di salute e le sue
menomazioni. (Doc. B).” (doc. I, pag. 2). Il ricorrente ha chiesto di: “1.
Ripristinare le indennità giornaliere sospese il 1.7.2021. 2. Accertare il suo
attuale stato di menomazione rispetto a quello precedentemente assegnato del
15%. 3. Rimborsare al sottoscritto tutti i costi da lui sino ad oggi sostenuti.”
(doc. I, pag. 2). A suffragio delle proprie argomentazioni ha prodotto la
convocazione del Servizio di __________ dell’__________ per una scintigrafia
ossea (doc. B).

 

                               1.8.   Nella risposta del 6 dicembre
2021 (doc. III), l’CO 1 ha postulato la reiezione del ricorso con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto.

 

                               1.9.   Il 15 dicembre 2021 (doc. V) RI
1 ha prodotto il referto del 12 novembre 2021 della scintigrafia ossea
trifasica (doc. V-1), riconfermandosi nelle proprie tesi e domande con
argomentazioni (in particolare, rilevando che “dal predetto esame come
indagine ortopedica risulta rilievi di natura degenerativa a carico delle
spalle, delle articolazioni sterno-clavicolari, rachide cervicale, delle anche
e del ginocchio sinistro, rilievi che dimostrano che la mia permanente
inabilità lavorativa”) di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi
di diritto. 

                             1.10.   Nelle osservazioni del 3
gennaio 2022 (doc. VII), l’CO 1 ha postulato la reiezione del ricorso,
puntualizzando quanto segue:

 

" (…) in
primis si ricorda che l'CO 1 è chiamato ad intervenire unicamente per il
ginocchio destro e non per le ulteriori patologie indicate dall'assicurato.

In data 10.12.2021 l'__________ ha trasmesso all'Agenzia di __________
tre rapporti medici. Dopo avere preso nota degli stessi nonché degli esiti
della Spect-TAC il medico di circondario ha rilevato che sono emersi dei fatti
nuovi per cui l'indicazione ad un'artroscopia diviene logica e necessaria.

Il 27.12.2021 l'Agenzia di __________ ha comunicato all'assicurato
che prenderà a carico l'artroscopia a titolo di ricaduta. L'assicurato è stato
pregato di comunicarle la data prevista per l'intervento e di informarla in
merito alla sua situazione professionale così da poter valutare il diritto
all'indennità giornaliera.

Per quanto concerne la presente procedura l'CO 1 si conferma nelle
proprie conclusioni nel senso che non è emerso nessun elemento che permette di
ammettere che la situazione non era stabilizzata al momento in cui sono state
sospese le prestazioni di breve durata o per mettere in discussione il
raffronto dei redditi o ancora l'indennità per menomazione all'integrità.

Alla chiusura della ricaduta l'CO 1 si esprimerà nuovamente in
merito alle prestazioni di lunga durata. (…)”

 

                                         A suffragio delle proprie
argomentazioni ha prodotto le lettere ambulatoriali del 6 dicembre 2021 (Doc.
VII-1) e del 9 dicembre 2021(doc. VII-2 e 3) del Dipartimento di chirurgia
dell'__________ al medico di famiglia dell’insorgente e la nota del 20 dicembre
2021 del medico __________, dr. med. __________ (doc. VII-4).

 

                             1.11.   Il 4 gennaio 2022 (doc. VIII)
il doc. VII+1/4 sono stati trasmessi per osservazioni all’insorgente, il quale
a tutt’oggi è rimasto silente.

 

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   Preliminarmente, richiamata
la STF 8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2 (relativa a un caso in cui
l’incarto era stato affidato dall’assicuratore a un legale esterno all’istituto
per le fasi della procedura giudiziaria; sul tema, si veda pure la STF
8C_561/2019 dell’11 maggio 2020 consid. 1), questa Corte rileva che decide
questa vertenza nella sua composizione ordinaria (pubblicata sul FUCT N.
043/2018 del 29 maggio 2018) poiché, come dichiarato dall’CO 1 in una
comunicazione dell’8 giugno 2020 al TCA, l’incarto sub judice è stato
trattato dalla funzionaria che figura nell’intestazione degli allegati prodotti
(in concreto, dall’avv. RA 1), senza che la giurista di lingua italiana figlia
del Giudice Ivano Ranzanici se ne sia in alcun modo occupata (cfr. STF
8C_668/2021 del 18 febbraio 2022 consid. 2.1).

 

                                         nel merito

 

                               2.2.   Nel caso concreto, litigiosa
è la questione di sapere se l’CO 1 era legittimato a porre fine alle
prestazioni di corta durata a far tempo dal 1° luglio 2021 e, nell’affermativa,
a negare all’assicurato il diritto a una rendita d’invalidità, oppure no.
Parimenti contestata l’assegnazione di un’IMI complessiva del 15%.

 

                                         Preliminarmente il TCA
rileva che oggetto del presente giudizio sono esclusivamente i danni alla
salute del ricorrente al ginocchio destro riconducibile all’infortunio del 14
gennaio 2017 (inf. no. __________) e al ginocchio sinistro riconducibile
all’infortunio del 10 luglio 2019 (inf. no. __________). Dalle tavole
processuali si evince che l’insorgente, oltre ai disturbi (infortunistici)
anzidetti, presenta altre problematiche di carattere morboso (ad es.: alle spalle,
alle articolazioni sterno-clavicolari, al rachide cervicale e alle anche: cfr. scintigrafia
ossea trifasica del 12 novembre 2021 della, di cui al doc. V-1: cfr. consid.
1.9) che esulano dal presente giudizio (in particolare, con riferimento alla
stabilizzazione dello stato di salute dell’assicurato), non essendo in nesso di
causalità naturale con gli infortuni in questione. Giova qui, infatti,
ricordare che l’assicurazione contro gli infortuni tiene conto esclusivamente
il danno alla salute causato dall’evento assicurato (diversamente
dall’assicurazione per l’invalidità che, in quanto assicurazione finale, deve
considerare il danno alla salute nella sua globalità; cfr. tra le tante, la
STCA 35.2019.74 dell’11 marzo 2020, consid. 2.5 e la STCA 35.2021.81 del 7
febbraio 2022, consid. 2.2).

                               2.3.   Condizioni di salute
infortunistiche stabilizzate al 1° luglio 2021?

 

                            2.3.1.   Giusta l'art. 10 LAINF,
l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr.
DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF,
l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (art. 6 LPGA) a
seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.

                                         Il diritto all'indennità
giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si
estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione
di una rendita o con la morte dell'assicurato.

 

                                         Il diritto alle cure cessa
qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile
miglioramento della salute dell'assicurato (art. 19 cpv. 1 seconda frase
LAINF), un miglioramento insignificante non basta. Non vi è un sensibile
miglioramento delle condizioni di salute, se la misura terapeutica in questione
è in grado soltanto di alleviare momentaneamente dei dolori causati da uno
stato altrimenti stazionario. Se un miglioramento non è più possibile, la cura
termina e l’assicurato può pretendere una rendita d’invalidità (sempre che
presenti un’incapacità di guadagno del 10% almeno).

                                         Una volta terminata la
cura medica, delle misure terapeutiche possono essere assunte soltanto alle
condizioni di cui all’art. 21 LAINF e soltanto se l’assicurato è stato posto al
beneficio di una rendita. Se ciò non è il caso, spetta all’assicurazione contro
le malattie prendere a proprio carico il trattamento (cfr. STF 8C_50/2018 del
20 luglio 2018 e riferimenti ivi menzionati).

 

                                         È utile precisare che,
secondo la giurisprudenza federale, occorre procedere a una valutazione
prospettica della questione della stabilizzazione, ponendosi al momento in
cui le prestazioni sono state interrotte (cfr. RAMI 2005 U 557 pag. 388; STF
8C_289/2018 del 15 marzo 2019 consid. 3.6.; STF 8C_651/2016 del 15 dicembre
2016 consid. 4.1, 8C_184/2017 del 13 luglio 2017 consid. 2.2, 8C_303/2017 del 5
settembre 2017 consid. 6.3.1; STCA 35.2017.68 del 27 novembre 2017, consid.
2.3.3; STCA 35.2017.76 del 4 ottobre 2018, consid. 2.2.2; STCA 35.2018.114 del
18 marzo 2019, consid. 2.2.2; STCA 35.2020.86 dell’8 marzo 2021, consid. 2.3.1;
STCA 35.2020.98 del 26 marzo 2021, consid. 2.3.1).

 

                            2.3.2.   Per costante giurisprudenza,
in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STF dell'8
luglio 2003 nella causa B., U 259/02, consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege
in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                         Nella DTF 125 V 351 seg.
(= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come
oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                         In una sentenza
8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale
federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la
propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze
dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno
il più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in
tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle
armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1
CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio
l’affidabilità dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei
mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in
particolare, anche le certificazioni dei medici curanti.

                                         Per quel che concerne il
valore probante di un rapporto medico, determinante è che esso sia completo sui
temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle
censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena
conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto
medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr.
21 p. 63; DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p.
191ss.; DTF 122 V 160ss, consid. 1c e riferimenti). 

                                         L'elemento rilevante per
decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la
sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo
contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                         È, infine, utile osservare
che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia,
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come
farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è
l’opinione più adeguata (cfr. STFA I 811/03 del 31 gennaio 2005, consid. 5 in
fine; STFA I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV n. 10 pag. 35 consid. 4b).

 

                                         Giova qui infine ricordare
un principio ripetutamente riconosciuto dalla nostra Massima Istanza, quello
secondo il quale le certificazioni del medico curante - anche se specialista
(cfr. STF U 202/01 del 7 dicembre 2001, consid. 2b/bb) - hanno un valore di
prova ridotto, ciò in ragione del rapporto di fiducia che lo lega al suo
paziente (cfr. STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; RAMI 2001 U 422, p. 113ss.
(= AJP 1/2002, p. 83); DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; DTF 124 I 175 consid. 4; DTF 122 V 161; RCC 1988 p. 504; R. Spira, La preuve en droit des
assurances sociales, in Mélanges en l'honneur de Henri-Robert Schüpbach,
Basilea 2000, p. 269s.). Il TF ha affermato che in ragione della
diversità dell’incarico assunto (a scopo di trattamento anziché di perizia) in
caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione del medico
curante, anche se specialista (cfr. STF I 1102/06 del 31 gennaio 2008; STF I
701/05 del 5 gennaio 2007 consid. 2; STCA 32.2020.88 del 31 maggio 2021,
consid. 2.5).

 

                            2.3.3.   Con la decisione su
opposizione impugnata, sentito il parere del proprio medico __________, l’CO 1
ha dichiarato che, a contare dal 1° luglio 2021, non vi erano più provvedimenti
terapeutici suscettibili di migliorare notevolmente le condizioni di salute
infortunistiche dell’insorgente e, pertanto, ha posto termine alle prestazioni
di corta durata.

                                         

                                         Il ricorrente contesta
tale conclusione, poiché dal profilo terapeutico, ritiene che il suo stato di
salute possa essere migliorato, considerato che continua ad avere difficoltà di
deambulazione (doc. I).     

 

                            2.3.4.   Dalle tavole processuali
emerge che, a causa dell’infortunio del 14 gennaio 2017, il ricorrente si è
sottoposto il 23 ottobre 2017 ad un intervento chirurgico artroscopico di
resezione meniscale parziale mediale con asportazione della plica in
artroscopia de ginocchio destro, il 25 settembre 2019 ad una nuova resezione
meniscale mediale subtotale del ginocchio destro e il 2 giugno 2020 alla posa
di una protesi (doc. 247, 250, 261 incarto LAINF no. 2). A causa
dell’infortunio del 10 luglio 2019 l’insorgente si è sottoposto il 1° novembre
2019 ad un’operazione di “artroscopia diagnostica con lesione del menisco
mediale e meniscectomia parziale, resezione plica sinoviale” (doc. 72
incarto LAINF no. 1).  

 

A causa della persistenza dei
dolori come pure delle difficoltà funzionali e di forza, in particolare al
ginocchio destro, RI 1 si è sottoposto a svariate indagini, che sono state
effettuate per mezzo di apparecchiature diagnostiche e di immagine radiologica
come pure a diverse visite mediche specialistiche (anche in Svizzera interna).
Egli si è sottoposto anche a svariate sedute di fisioterapia come pure ad
infiltrazioni.

In particolare, l’assicurato è stato visitato il 9 marzo 2021 dal dr. med. __________,
specialista FMH in medicina interna e malattie reumatiche, il quale, nel
relativo referto di medesima data (doc. 247 incarto LAINF no. 2) ha segnatamente
rilevato quanto segue:

 

" (…) Il
02.06.2020 il paziente veniva poi sottoposto a una emiprotesi del ginocchio dx
intervento che a detta del paziente non ha portato alcun miglioramento anzi
doveva continuare a camminare spesso con le stampelle con recidivanti gonfiori.
Il paziente era rivisitato più volte dal Dr. __________ il quale parlava
anch'egli sempre di un risultato negativo, di aver proceduto alla
punzione del versamento con assenza di microrganismi del versamento e
consigliava infine una seconda opinione. La seconda opinione effettuata presso
il Kantospital di __________ dal Dr. med. __________ capoclinica che si
limitava a parlava dello stato dopo gli interventi essi risottolineavano come
non vedono indicazioni per ulteriori interventi operatori consigliano la
fisioterapia e eventualmente una valutazione interdisciplinare in un centro del
dolore. Essi pensano che il paziente non potrà riprendere la sua abilità
lavorativa in un lavoro pesante. Il paziente è poi rivisitato il 09.02.2021 dal
Dr. med. __________ e anche egli riferisce come non può offrire ulteriori
terapie e consiglia una fisioterapia in regime di day-hospital.

Il paziente attualmente riferisce sempre i dolori alle due
ginocchia con difficoltà a camminare, ginocchio dx che ogni tanto si gonfia
sensazione di cedimento con dolori continui persistenti sia di giorno sia di
notte. Egli riferisce come passa tutte le giornate a guardare la televisione
raramente fa qualche passeggiata con dolori al ginocchio sempre un VAS 10. Egli
ha preso in passato del Tramal 100 mg senza beneficio attualmente assume
unicamente Dafalgan al bisogno.

(…).

Il paziente continua ad accusare importanti dolori alle due ginocchia
che non si spiegano del tutto con l'esame clinico. Tutti gli interventi
effettuati non hanno portato ad alcun miglioramento anzi a un peggioramento
dice. Proveremo ora a effettuare la fisioterapia, ma ho paura che il
risultato non sari quello sperato. (…)”. (n.d.r.: il corsivo è della
redattrice)

Il 26 marzo 2021 il dr. med. __________
(doc. 248 incarto LAINF no. 2), in merito all’evoluzione durante il
day-hospital (fisioterapia), ha segnatamente rilevato quanto segue:

 

" (…) Il
paziente riferisce che non c'è stato nessun miglioramento, anzi ha avuto un
aumento dei dolori dopo un lavoro (…). Riferisce sempre gli stessi dolori
forti al ginocchio sul lato mediale e di non poter camminare. Il
day-hospital ha portato come unico miglioramento un po' più di stabilità alle
ginocchia.

(…). Ho discusso con la fisioterapista (fisioterapista esperta) dell'evoluzione
durante Day-Hospital. Il paziente ha svolto un lavoro veramente minimo per non
dire nullo, non arrivando spesso neanche per dolori a quello che
normalmente fa durante la giornata. (…). Non si è riuscito ad arrivare a un
vero rinforzo in quanto il paziente come già rapportato al centro del dolore
accusava già dolore ai minimi sforzi.

In un tale contesto che mi sembra quello del 2018 non vedo senso
per continuare la terapia. Si tratta ora di prendere posizione su quello che si
può ancora fare, da quello che ho capito ben poco. I chirurghi hanno già
escluso ulteriori interventi che comunque dubito porteranno qualsiasi
miglioramento vista l'attuale evoluzione e da parte mia non vedo come con della
fisioterapia si possa ottenere un miglioramento.” (n.d.r.: il corsivo è della
redattrice)

Il 29 marzo 2021 la fisioterapista (doc. 249 incarto LAINF no. 2) ha
segnatamente rilevato quanto segue:

 

" (…) Il
paziente ha svolto regolarmente l'intero percorso riabilitativo adattato alla
sintomatologia riferita dal paziente. Il dolore è stato sempre presente con
intensità variabile da 6-8/10. (…).

Globalmente il carico di lavoro proposto è stato di bassa

intensità perché anche le attività di bassa intensità o simili
alle attività quotidiane provocavano un peggioramento del dolore. 

Al termine del percorso day hospital il paziente riferisce di percepire un
leggero miglioramento della forza dell'arto inferiore dx, di camminare meglio e
senza zoppia. La sintomatologia dolorosa non è migliorata, ha sempre assunto
3 dafalgan al giorno.” (n.d.r.: il corsivo è della redattrice)

 

L’assicurato si è pure
sottoposto il 27 e 28 aprile 2021 ad una “valutazione della capacità
funzionale (VFC)” presso la Clinica __________. Dal relativo referto del 29
aprile 2021 (doc 259 incarto LAINF no. 2), si evince, per quanto qui
maggiormente interessa, quanto segue:

 

" (…) Anamnesi
attuale in base al racconto dell'assicurato

Sente le 2 ginocchia molto rigide. I dolori sono rimasti identici
nonostante i vari interventi chirurgici che non hanno per niente aiutato. L'assicurato
sente sotto la rotula qualche cosa che entra dentro e gli fa male. Non può
mettere un ginocchio sotto l'altro quando è a letto. Il dolore quotidianamente
raggiunge 6-7/10 ed è un po' più intenso a destra rispetto al ginocchio
sinistro.

(…).

 

Status

SEGNI COMPORTAMENTALI: l'esame della mobilità della schiena
provoca dolori alle ginocchia non comprensibili da un punto di vista medico. Anche
il semplice sfiorare la pelle in un'ampia zona attorno al ginocchio destro
evoca dolori con gemiti e sospiri.

(…).

Valutazione/raccomandazioni da un punto di vista medico

Abbiamo nuovamente a che fare con una chirurgia inutilmente
aggressiva in un assicurato con una sindrome da dolore cronico che dunque, come
riconosciuto dallo stesso Dr. __________, "soggettivamente" continua
ad andare male nonostante l'assenza di reperti che spieghino questo disagio
soggettivo. Il Dr. __________ descrive bene l'impostazione comune in situazioni
di dolore cronico: "finché non vi sari una totale assenza di dolore non
potrò svolgere alcun lavoro". (…) Dal mio punto di vista un assicurato con
un dolore cronico non deve essere aggredito chirurgicamente ma trattato in modo
conservativo in ambito pluridisciplinare sotto la regia del medico di famiglia
come suggerito anche nell'ambito della seconda opinione a __________ dove si
raccomanda di non più intervenire chirurgicamente in questo caso. (…)” (cfr.
doc. 259, pag. 4, 5 e 6 incarto LAINF no. 2; n.d.r.: il grassetto non è della
redattrice mentre il corsivo è della redattrice)

 

Nell’apprezzamento medico del
10 maggio 2021 (doc. 261 incarto LAINF no. 2), il medico __________, dr. med. __________,
ha precisato quanto segue:

 

" Motivo
della sottoposizione. 

Valutazione complessiva e chiusura dei due casi nr. 23.51841.17.9, nr.
25.74073.19.0. con valutazione esigibilità lavorativa e IMI con adeguata
ponderazione.

Si decide di effettuare un apprezzamento medico piuttosto che
una visita medica in quanto una visita accuratissima è stata fatta durante il
test EFL e si ritiene che la stessa possa essere sufficiente per formulare
un giudizio adeguato e completo.

 

Apprezzamento.

La documentazione medica è decisamente esaustiva, gli esami
effettuati particolarmente nel test EFL dove vi è anche un importante riscontro
clinico non lasciano dubbi circa la situazione dell'assi-curato, e pertanto si
può porre la diagnosi di:

ginocchio destro:

14.01.2017 distorsione con lesione meniscale mediale.

24.10.2017 artroscopia lesione del menisco mediale, assenza di
artrosi meniscectomia mediale parziale.

29.05.2018 artroscopia diagnostica con reperto invariato.

02.06.2020 protesi parziale del ginocchio destro.

Ginocchio sinistro:

11.07.2019 trauma distorsivo contusivo al ginocchio sinistro con
lesione meniscale.

01.11.2019 artroscopia diagnostica con lesione del menisco mediale
e meniscectomia parziale, re-sezione plica sinoviale, assenza di artrosi.

L'obbiettività riscontrata durante il test EFL peraltro anche confermata
dall'ultima visita del dr. med. __________ è la seguente:

«[...] L'esame della mobilità della schiena provoca dolori alle ginocchia
non comprensibili da un punto di vista medico. Anche al semplice sfiorare la
pelle in un'ampia zona attorno al ginocchio destro evoca dolori con gemiti e
sospiri. [...] Ginocchio destro: mobilità 120-0-0, nessun versamento,
nessuna instabilità. Ginocchio sinistro mobilità 120-0-0, nessun versamento,
nessuna instabilità. [...] Punti di fibromialgia (criteri di classificazione
ACR1990): 0. [...] La valutazione standardizzata nell'ambito 'descrizione del
dolore e limitazioni', 'comportamento in relazione al dolore', 'comportamento
in relazione allo sforzo e 'consistenza' ha dato i risultati riassunti di
seguito: amplificazione di sintomi di media importanza con evidenti segni
comportamentali [...]».

Tra tutti i dati in nostro possesso il dolore riferito
dall'assicurato non trova una spiegazione clinica certa e soprattutto
attendibile dal punto di vista della probabilità.

Per quanto riguarda l'esame clinico delle ginocchia la flessione e
l'estensione appaiono moderatamente adeguate allo stato clinico
dell'assicurato, non c'è versamento e il semplice sfioramento che comporta
dolore non trova spiegazione da un punto di vista fisiologico. Certamente
vi è stata una chirurgia troppo aggressiva rispetto alla scarsezza d'entità
della lesione che probabilmente se non fosse avvenuta avrebbe certamente
migliorato lo stato ultimo dell'assicurato. Per quanto concerne la necessità di
cure future al momento non se ne vede la necessità ma semplicemente perché non
vi sono indicazioni in tal senso sia da un punto di vista chirurgico sia da un
punto di vista meramente fisioterapico. L'unica cosa su cui tutti sono
d'accordo a partire dal dr. med. __________, dal prof. dr. med. __________
nonché dal dr. med. __________ e dal dr. med. __________ è una limitazione
funzionale della esigibilità lavorativa che indubbiamente consideri se non
altro gli interventi subiti e le loro conseguenze. Per quanto sopra esposto,
quindi, la situazione dell'assicurato è tale per cui egli non può più essere
impiegato nell'attività lavorativa precedente seguendo la descrizione della
stessa agli atti, tuttavia egli pub essere dichiarato abile al 100%, anche nel
mercato generale del lavoro, secondo la seguente esigibilità lavorativa: (…)” (doc.
261 pag. 1 incarto LAINF no. 2; n.d.r.: il corsivo è della redattrice)

 

Il 7 luglio 2021 l’assicurato è
stato visitato dal dr. med. __________, specialista FMH chirurgia ortopedica e
ortopedia, il quale, nel relativo referto di medesima data (doc. 278 incarto
LAINF no. 2) ha segnatamente rilevato quanto segue:

 

" (…) Il
paziente si presenta per la valutazione dell'effetto della mia infiltrazione
cortisonica, del ramo infrapatellare del nervo safeno del ginocchio destro.

L'effetto benefico è nullo.

Non ho nessun provvedimento a mia portata suscettibile a
migliorare il quadro clinico di questo paziente e pertanto ribadisco la
richiesta al Dott. Maino per convocare il paziente per la presa a carico della
terapia del dolore. (…)”.

 

Il 4 agosto 2021 la dr.ssa med.
__________, capoclinica del Centro __________ (doc. 284 incarto LAINF no. 2) ha
posto la diagnosi di 

“Esito da protesi parziale
mediale del ginocchio destro nel 2020 dolori persistenti al quadrante
infero-mediale con descrizione anche di dolori urenti e di tipo scossa
elettrica superficiali mediali e inferiori alla rotula con ipersensibilità
cutanea e intolleranza allo sfregamento di capi con stoffe di maggiore rigidità
- esito da due interventi di artroscopia con meniscectomia parziale” e,
dopo avere rilevato che il quadro clinico era sospetto per la presenza di una
neuropatia del ramo infrapatellare del nervo safeno, ha chiesto alla CO 1 di
assumere i costi per l'applicazione di Qutenza, precisando che, in caso di
inefficacia, era pensabile un percorso infiltrativo diagnostico terapeutico. 

 

Interpellato al riguardo, l’8
ottobre 2021 il dr. med. __________, specialista FMH in neurologia (doc. 92
incarto LAINF no. 1), ha osservato quanto segue:

 

" (…) Das
neurologische Fachgebiet betreffend kann ein neuropathischer Schmerzanteil bei
mittlerweile chronifizierten Schmerzen und mehreren arthroskopischen Eingriffen
und einem operativen Eingriff am rechten Knie im Rahmen einer
operationsbedingten Läsion des Ramus infrapatellaris rechts zwar möglich
angenommen werden. Es liegen Hinweise auf eine Symptomausweitung vor
(Schmerzintensität VAS 10/10, nicht behandelbar). Von einer erneuten Behandlung
mit Qutenzapflaster und/oder infiltrativer diagnostisch-therapeutischer
Behandlung ist heute nicht mehr eine erhebliche Verbesserung des Beschwerdebildes
insgesamt zu erwarten.

(…).

Das neurologische Fachgebiet betreffend kann in Ergänzung zu den
kreisärztlichen Stellungnahmen keine zusätzliche unfallbedingte
Beeinträchtigung der zumutbaren Leistungsfähigkeit und kein zusätzlicher
Integritätsschaden begründet werden.” 

 

Il 2 novembre 2021 l’assicurato
è stato visitato dai dr. med. __________ (caposervizio) e dal dr. __________
(capoclinica) del Servizio di Ortopedia e Traumatologia del Dipartimento di
Chirurgia dell’__________ dell’Ospedale __________ di __________, i quali, nel
relativo referto del 6 dicembre 2021, hanno attestato quanto segue (doc.
VII-1):

 

" (…) 

Diagnosi

Sospetta mobilizzazione asettica della protesi monocompartimentale
del ginocchio destro (2020)

Anamnesi

Il paziente riferisce nel giugno 2020 impianto della protesi
monocompartimentale del ginocchio destro, da allora riferisce una gonalgia
mediale ingravescente. Afferma che ha dolore sia a camminare quindi durante il
carico che durante il riposo notturno. Attualmente nega versamenti articolari.
Riferisce una limitazione importante delle attività quotidiane

Esame obiettivo

(…).

Esami radiologici

Mostra una sospetta mobilizzazione asettica della componente della protesi
monocompartimentale del ginocchio destro.

Valutazione e procedere

Faccio il punto della situazione con il paziente e con il Dr. __________.

Affermiamo che probabilmente la protesi si è mobilizzata, pertanto
è necessario eseguire una Spect-TAC per avere la conferma di tale sospetto.
Rivedremo il paziente dopo la spect TAC per decidere il procedere. (…)”
(n.d.r.: il grassetto non è della redattrice mentre il corsivo è della
redattrice)

Il 12 novembre 2021 l’assicurato
si è sottoposto ad una scintigrafia ossea trifasica presso il Servizio __________
dell’__________, dal cui referto di medesima data (doc. V-1) si evince quanto
segue: 

 

" (…) 

Indicazione clinica

Indagine ortopedica

Sospetta mobilizzazione/scollamento della protesi
mono-compartimentale mediale destra inserita in giugno 2020.

L'indagine, eseguita con tecnica trifasica e SPECT-CT, ha
documentato focale iperfissazione del tracciante a carico del tessuto osseo
peri-protesico tibiale mediale del ginocchio destro senza associata iperemia.
Disomogenea captazione del radiofarmaco si apprezza a livello del compartimento
laterale e femoro-patellare dello stesso ginocchio.

L'esplorazione dei restanti distretti osteo-articolari ha
documentato rilievi di matura degenerativa a carico delle spalle, delle
articolazioni sterno-claveari, rachide cervicale, delle anche e del ginocchio
sinistro.

Conclusioni

I reperti descritti a livello del versante tibiale della PTG
mono-compartimentale mediale destra appare sospetto per un quadro di
mobilizzazione/scollamento protesico.” (n.d.r.: il grassetto non è della
redattrice mentre il corsivo è della redattrice)

 

Il 23 novembre 2021
l’assicurato è stato nuovamente visitato dai dr. med. __________ e dal dr. __________,
i quali, nel relativo referto del 9 dicembre 2021, hanno attestato quanto segue
(doc. VII-3):

 

" (…) 

Diagnosi

Sospetta mobilizzazione della protesi monocompartimentale del
ginocchio destro impiantata nel giugno 2021 (recte: 2020) in un altro
istituto.

(…).

 

Anamnesi

Controllo clinico di decorso con Spect-TAC.

Il paziente riferisce persistenza della sintomatologia con gonalgia
ai versamenti articolari.

Lamenta inoltre una limitazione funzionale importante e deambula
con una zoppia di fuga ben evidente.

Esame obiettivo

(…). Flessione 90° dolente, vivo dolore alla digitopressione del
condilo femorale mediale e del piatto tibiale mediale. (…).

 

Esami radiologici

La Spect-TAC mostra una mobilizzazione della protesi
monocompartimentale mediale.

Valutazione e procedere

Faccio il punto della situazione con il paziente, affermo che la protesi
monocompartimentale impiantata a destra è mobilizzata. Di conseguenza è
necessaria una revisione della protesi stessa in protesi totale del ginocchio.
Prima di eseguire però un altro intervento, per essere sicuri che si tratti di
una mobilitazione asettica, quindi non vi sia presente un'infezione
peri-protesica low grade, si vuole organizzare un intervento di artroscopia
diagnostica a prese bioptiche per esame culturale istologico. Il paziente
però una volta fissato la data per il 29.11.2021, decide di pensarci e di
parlare con la moglie di tale proposta. Ci ricontatterà quando deciderà la data
dell'intervento chirurgico. Restiamo comunque a disposizione. (…)”. (n.d.r.: il
grassetto non è della redattrice mentre il corsivo è della redattrice)

 

Il 2 dicembre 2021 l’assicurato
è stato nuovamente visitato dai dr. med. __________ e dal dr. __________, i
quali, nel relativo referto del 9 dicembre 2021, hanno attestato quanto segue
(doc. VII-2):

 

" (…) 

Diagnosi

Mobilizzazione della protesi monocompartimentale del ginocchio
destro impiantata nel giugno 2021 (recte: 2020) in un altro istituto.

(…).

Esame obiettivo

(…) Flessione 90° dolente. vivo dolore alla digitopressione del condilo
femorale mediale e del piatto tibiale mediale. (…).

Valutazione e procedere

Programmiamo il 19.01.2021 un’artroscopia del ginocchio destro per prese
bioptiche per esame culturale ed istologico come discusso in precedenza.

Il paziente, edotto dei rischi e dei benefici firma il consenso
informato. (…)”

 

Interpellato al riguardo, il 20
dicembre 2021 il dr. med. __________ (doc. VII-4), ha osservato quanto segue:

 

" (…) rispetto
alla documentazione agli atti nessuno degli specialisti che hanno avuto in cura
il paziente ha mai formulato l'ipotesi di una mobilizzazione protesica. Il
dolore in effetti non appariva spiegabile se non con una possibile neuropatia
del nervo infrapatellare secondo il dott. __________. Ora sono emersi fatti
nuovi con la spect tac che ha evidenziato una sospetta mobilizzazione protesica
che potrebbe spiegare una parte del dolore riferito. La indicazione ad un’artroscopia
a questo punto diviene logica e necessaria anche per l'eventualità di una
sostituzione protesica. Va detto che la neuropatia definita possibile dal
neurologo è del tutto indipendente dalla mobilizzazione protesica, potendo le
due patologie essere contemporanee.”

 

Sulla base di quanto indicato
dal proprio medico __________, il 27 dicembre 2021 l’CO 1 ha comunicato all’assicurato
avrebbe preso a carico l’artroscopia al ginocchio destro a titolo di ricaduta
(doc. VII).  

 

                            2.3.5.   Ora, alla luce del decorso
complesso appena (con particolare riguardo al periodo intercorrente tra il 2
giugno 2020 - allorquando è stata posata la protesi a ginocchio destro - e il 1°
luglio 2021 - allorquando sono state sospese le prestazioni di corta durata da
parte dell’amministrazione -; cfr., in particolare, i doc. 247, 248, 249 e 259
incarto LAINF no. 2) come pure degli elementi convergenti (persistenza dei
dolori come pure delle difficoltà funzionali e di forza, in particolare al
ginocchio destro) che emergono dalla documentazione medica appena riassunta
(cfr., in particolare, i doc. 247, 248, 249 e 259 incarto LAINF no. 2), il TCA
ritiene dimostrato, con il grado di verosimiglianza richiesto dalla
giurisprudenza federale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti), che al
momento in cui l’CO 1 ha posto termine alle prestazioni di corta durata (in
casu, il 1° luglio 2021), l’assicurato non fosse effettivamente guarito
dagli infortuni in disamina (in particolare, da quello del 14 gennaio 2017 al
ginocchio destro) e vi fossero ancora delle misure terapeutiche suscettibili di
migliorare sensibilmente le condizioni di salute infortunistiche
dell’insorgente. Tanto è che già al 2 novembre 2021 è stata sospettata una mobilizzazione
della protesi mono-compartimentale del ginocchio destro (2020; doc. VII-1),
accertata tramite una scintigrafia ossea trifasica il 12 novembre 2021 (doc. V-1)
ed al 23 novembre 2021 è stato indicato necessario procedere ad una revisione della
protesi stessa in protesi totale del ginocchio, preceduta da un intervento di
artroscopia diagnostica a prese bioptiche per esame culturale istologico
(fissato il 2 dicembre 2021 per il 19 gennaio 2021, doc. VII-2, assunto dall’CO
1 a titolo di ricaduta: cfr. doc. VII) per verificare che la mobilizzazione
fosse asettica e, quindi, non vi fosse presente un'infezione peri-protesica low
grade (doc. VII-3).  

Tale conclusione si impone a maggior ragione alla luce della STF 8C_ 234/2019
del 7 ottobre 2019, riguardante un assicurato che il 20 gennaio 2015 aveva
subito un infortunio alla spalla sinistra e al quale l’CO 1 aveva sospeso le
prestazioni di breve durata per il 28 febbraio 2017, giusta la quale:

 

" 3.  

3.1. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni, ricordato lo
svolgimento del processo, ha riferito che l'assicuratore avrebbe basato la sua
decisione essenzialmente sulle risultanze della visita circondariale di chiusura
del 26 ottobre 2016. Il Dr. med. D.________ ha rilevato che non erano previste
altre misure o terapie e che la risonanza magnetica non ha mostrato alcuna
lesione alla cuffia. Tale conclusione sarebbe stata tratta anche dal Dr. med.
E.________ nel mese di ottobre 2016. Secondo la Corte cantonale in questo senso
si sarebbero poi pronunciati il Dr. med. F.________ e il Dr. med. G.________.
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha concluso di non doversi scostare
da questa documentazione medico-specialistica ampiamente convergente, che
fisserebbe la stabilizzazione del caso al 1° marzo/1° aprile 2017. La Corte
cantonale non ha ignorato le conclusioni dei medici della Clinica H.________
del 12 ottobre 2018, ma ha ricordato che la stabilizzazione va valutata in modo
prospettico, ponendosi nel momento in cui le prestazioni sono state interrotte.
Del resto, l'assicuratore ha riconosciuto la ricaduta dei disturbi lamentati
dal ricorrente. (…).

(…).

4.2. L'assicuratore può ritenere una stabilizzazione o chiudere il
caso, quando dalla continuazione della cura medica non sia da attendersi un
sensibile miglioramento della salute dell'assicurato e siano conclusi eventuali
provvedimenti d'integrazione dell'AI (art. 19 cpv. 1 LAINF; DTF 134 V 109
consid. 4 pag. 113 segg.; sentenza 8C_493/2018 del 12 settembre 2018 consid.
3.2). Se un sensibile miglioramento della salute sia ancora possibile, esso
deve essere determinato rispetto all'aumento prevedibile o il ristabilimento
della capacità lavorativa, nella misura in cui quest'ultima non sia limitata
dall'infortunio. In altre parole, il concetto "sensibile" dell'art.
19 cpv. 1 LAINF vuole sottolineare che grazie a una cura medica secondo l'art.
10 cpv. 1 LAINF il miglioramento auspicato possa effettivamente entrare in considerazione
(DTF 134 V 109 consid. 4.3 pag. 115). Non c'è un diritto a una cura medica, né
se dalla continuazione del trattamento medico ne deriva una probabilità molto
remota di esito positivo, né se dall'implementazione di ulteriori misure il
progresso terapeutico presumibile sia esiguo. In tale contesto, lo stato di
salute della persona assicurata deve essere valutata in maniera prognostica e
non mediante accertamenti retrospettivi (sentenza 8C_537/2018 del 22 gennaio
2019 consid. 4.2 con riferimenti).  

(…).

4.4. Contrariamente all'apprezzamento dei fatti operato dalla Corte cantonale,
al fascicolo non vi sono elementi di prova sufficientemente circostanziati per
sostenere, al di là di ogni minimo dubbio, che per fine marzo 2017 si potesse
considerare chiuso il caso. Infatti, il ricorrente in seguito all'infortunio
del 20 gennaio 2015 ha subito un primo intervento chirurgico il 10 dicembre
2015. Il 9 marzo 2016 il ricorrente ha riferito di soffrire sempre di dolori
nella spalla sinistra. Il 14 aprile 2016 il Dr. med. E.________, che ha
eseguito l'intervento operatorio, ha riferito di un decorso postoperatorio
caratterizzato da un lento, ma graduale recupero. Egli confermava la totale
inabilità lavorativa del ricorrente. Il 5 luglio 2016 il Dr. med. E.________ ha
sottolineato il decorso lungo e ha consigliato una riqualifica professionale,
non potendo più essere svolta l'attività lavorativa precedente. Il 3 ottobre
2016 il Dr. med. E.________ riferisce di un aumento della sintomatologia
dolorosa e della necessità di svolgere una risonanza magnetica, concedendosi la
riserva di rivalutare il paziente in seguito. Il 12 ottobre 2016 la Dr. med.
M.________ ha riferito i risultati della risonanza magnetica. Il 27 ottobre
2016, in seguito alla visita del 21 ottobre 2016, il Dr. med. E.________ ha
consigliato di svolgere fisioterapia, confermando un'inabilità lavorativa del
100% per 15 giorni. Alla luce di questo decorso complesso, può apparire
d'acchito sorprendente la conclusione diametralmente opposta del Dr. med.
D.________ resa il 2 novembre 2016 (di pochi giorni successiva) che ha
dichiarato di non accertare lesioni e stabilito un'abilità lavorativa del 100%
nella misura massima possibile. Questo lascia pensare per contro che il
ricorrente non sia mai effettivamente guarito dall'infortunio. Tanto che già il
2 ottobre 2017 il Dr. med. F.________ ipotizzava l'opzione di un nuovo
intervento chirurgico. Il medesimo specialista il 12 dicembre 2017 osservava
una probabile evoluzione sintomatica sugli eventi passati e sui distretti
trattati. Il 12 gennaio 2018 il Dr. med. L.________ ha lasciato intendere la
persistenza di una menomazione funzionale in seguito agli infortuni. Tanto che
il 12 ottobre 2018 il ricorrente ha subito, dopo numerosi referti della Dr.
med. C.________, un nuovo intervento alla Clinica H.________. Del resto, è
infine lo stesso medico interno dell'assicuratore Dr. med. G.________ nel
referto del 22 novembre 2018 ad affermare dopo un apprezzamento di quasi due
pagine che l'operazione del 12 ottobre 2018 è da considerare in nesso di
causalità con l'infortunio del 20 gennaio 2015, osservando che una nuova
valutazione sarebbe comunque stata indicata alla fine del periodo riabilitativo
postoperatorio. L'assicuratore il 6 febbraio 2019 ha ribadito questa opinione
per la seconda volta nel corso della procedura cantonale. (…)”. 

                               2.4.   Alla luce delle
considerazioni che precedono, le censure ricorsuali volte a criticare l’operato
dell’amministrazione per avere chiuso il caso dal 1 luglio 2021 devono essere
accolte.  

 

                                         Pertanto, data la mancata
stabilizzazione delle condizioni di salute infortunistiche al 1° luglio 2021,
l’assicuratore LAINF convenuto non era legittimato a porre fine alle
prestazioni di corta durata e a valutare il diritto alle prestazioni di lunga
durata. 

 

                               2.5.   Sulla scorta delle
considerazioni che precedono il gravame deve dunque essere accolto ai sensi dei
considerandi, la decisione su opposizione avversata annullata e le prestazioni
di corta durata ristabilite a decorrere dal 1° luglio 2021 .

                                        

                               2.6.   L’art. 61 lett. a LPGA, in
vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere
semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti; la tassa
di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte
che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

                                         In data 1° gennaio 2021 è
entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA prevede ora
unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica.

                                         Dalla medesima data è
entrato in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie
relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge
interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può
imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario o
sconsiderato.

 

                                         Secondo l’art. 82a LPGA
(Disposizione transitoria, cfr. RU 2021 358), ai ricorsi pendenti dinanzi al
tribunale di primo grado al momento dell’entrata in vigore della modifica del
21 giugno 2019 si applica il diritto anteriore.

 

                                         In concreto, il ricorso è
del 9 dicembre 2021 per cui si applica la nuova disposizione legale.
Trattandosi di una controversia relativa a prestazioni LAINF, il legislatore
non ha previsto di prelevare le spese (cfr. STCA 35.2021.9 del 20 settembre
2021 consid. 2.12; STCA 35.2021.58 del 18 ottobre 2021 consid. 2.12).

 

                                         Sul tema cfr. anche STF
8C_265/2021 del 21 luglio 2021 e STF 9C_394/2021 del 3 gennaio 2022.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è accolto ai
sensi dei considerandi.  

                                         § La decisione su
opposizione impugnata è annullata e le prestazioni di corta durata sono
ristabilite dal 1° luglio 2021.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta
in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti