# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6a032e37-2f7c-5ad5-8f3c-b4ab0d8cc428
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-11-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.11.2010 39.2010.12
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_39-2010-12_2010-11-29.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  39.2010.12

   

  rs

  	
  Lugano

  29 novembre
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris
  Vacchini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 22 luglio 2010 di

 

	
   

  	
  1.  RI 1   

  2.  RI 2   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 17 giugno
  2010 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale per gli assegni
  familiari, 6501 Bellinzona 

   

  in materia di assegni di famiglia

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   La Cassa cantonale per gli assegni familiari (di seguito la Cassa), con decisione su reclamo del 17 giugno 2010, ha confermato il proprio provvedimento del 15 aprile 2010,
con cui ha ordinato a RI 1 e RI 2 di restituire l’importo di fr. 3'212.-- che
avrebbero percepito a torto a titolo di assegni integrativi e di prima infanzia
dal 1° maggio 2008 al 30 aprile 2009 (cfr. doc. A1; A2).

 

                                         In
particolare l’amministrazione ha indicato di avere ricalcolato le prestazioni
effettivamente spettanti agli assicurati, in quanto in occasione della
revisione ordinaria operata dallo Sportello Laps di __________ in data 28
aprile 2009 è emerso che nelle decisioni del 7 maggio 2008 era stato computato
un ammontare di spese professionali non rispecchiante la reale situazione
economica dell’unità di riferimento. 

                                         La Cassa ha, inoltre, rilevato che a partire dal mese di gennaio 2009 RI 1 ha beneficiato di un
aumento di stipendio (cfr. doc. A1).

 

                               1.2.   Contro la
decisione su reclamo del 17 giugno 2010 gli assicurati hanno inoltrato un tempestivo
ricorso al TCA. Essi hanno censurato gli importi conteggiati nei nuovi calcoli
degli assegni integrativi e di prima infanzia a titolo di spese di trasporto e
di spese per doppia economia domestica.

                                         Gli
insorgenti, al riguardo, hanno segnatamente osservato che:

 

" 
(…)

Come si evince dalla
tabella di calcolo API rispettivamente AFI (n.d.r.: del 15 luglio 2009),
acclusa alla decisione (n.d.r.: decisione su reclamo del 17 giugno 2010),
 la Cassa ha apportato in deduzione per

 

- spese professionali
di trasporto            fr. 3'861.--

- spese doppia economia
domestica      fr.    536.--

 

Prove:
decisione 15.07.2009 + tabella di calcolo AFI + API

 

13.

A mente nostra, quanto attribuito
a tiolo di spese risulta errato. Infatti, saputo che ai fini della
determinazione delle spese professionali tornano applicabili le disposizioni
della Legge tributaria (LT) del 21 giugno 1994 e che di regola si calcolano 220
giorni lavorativi all’anno, ne consegue ai sensi dell’art. 4 del “Decreto
esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche” siano date le
seguenti deduzioni:

 

Anno 2008

 

1.      spese di trasporto auto privata:

 

gg.lav.
110 x km 36 al giorno = km 3’960

gg.lav.
110 x km 18 al giorno = km1’980

                                                            km
5'940 x fr. 0.65 = fr. 3'861.00

 

2.      spese per doppia economia domestica

 

torna
applicabile l’art. 7 del prefato “Decreto esecutivo concernente l’imposizione
delle persone fisiche” cosicché lavorando a turni la deduzione da ammettere
pari a fr. 3'200.-- o nella peggiore delle ipotesi, evento escluso, per
100 giorni, fr. 1'600.--

 

Anno 2009

 

1.   spese di trasporto
auto privata

 

km
5'940 x fr. 0.70 (importo valido dal 01.01.2009) = fr. 4'158.--

                                        

        2.                             spese
doppia economia domestica = fr. 3'200.-- / fr. 1'600.--

 

(…)” (Doc. I)

 

                               1.3.   La Cassa, in risposta, ha chiesto l’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.4.   Il 9
settembre 2010 i coniugi __________ hanno comunicato di non avere altri mezzi
di prova da presentare e di riconfermarsi nel proprio ricorso (cfr. doc. V).

 

                               1.5.   Il doc. V è
stato trasmesso per conoscenza alla Cassa (cfr.d oc. VI).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21
dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio
2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il TCA è
chiamato a stabilire se gli assicurati devono oppure no restituire l’ammontare
di fr. 3'212.--, corrispondenti ad assegni integrativi e di prima infanzia
percepiti nel periodo dal mese di maggio 2008 al mese di aprile 2009.

 

                                         Più
precisamente deve essere appurato se a ragione o meno la Cassa, nei nuovi calcoli degli assegni di famiglia relativi al periodo 1° maggio 2008 – 30
aprile 2009, ha computato a titolo di spese professionali di trasporto e di
doppia economia domestica gli importi di fr. 3'861.--, rispettivamente fr. 536.--.

 

                               2.3.   Il 1° gennaio
2009 sono entrate in vigore la Legge federale sugli assegni di famiglia (LAFam)
del 24 marzo 2006 e la relativa Ordinanza (OAFam; cfr. RU 2008 pag. 131 segg.).

                                         Conseguentemente
il Cantone Ticino si è dotato di una nuova Legge sugli assegni di famiglia
(Laf) del 18 dicembre 2008 e di un nuovo Regolamento sugli assegni di famiglia
(Reg.Laf) del 23 giugno 2009, validi retroattivamente dal 1° gennaio 2009.

                                         Nel
diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in
vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente
rilevante (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr.
3;SVR 2003 IV Nr. 25; STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01; STFA
20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01; DTF 122 V 35 consid. 1; DTF
118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).

                                         Nel caso
in esame la Cassa ha ordinato la restituzione degli assegni integrativi e di
prima infanzia percepiti dai ricorrenti nel lasso di tempo maggio 2008-aprile
2009. 

 

                                         Di
conseguenza i nuovi disposti della LAFam, dell’OAFam, della Laf e del Reg.Laf tornano
applicabili nel caso concreto unicamente per i mesi da gennaio ad aprile 2009.

                                         Al
riguardo va, in ogni caso, evidenziato che la Legge federale sugli assegni di famiglia (LAFam) regola l’assegno per i figli e l’assegno di formazione (art. 3
LAFam), mentre le prestazioni familiari cantonali, segnatamente l’assegno
integrativo e l’assegno di prima infanzia, restano disciplinate esclusivamente
dalla Legge sugli assegni di famiglia del cantone Ticino (art. 1 Laf).

 

                                         Per il
periodo da maggio a dicembre 2008 vanno applicate le disposizioni valide fino
al 31 dicembre 2008, e meglio la Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno
1996 (LAF) e il Regolamento della legge sugli assegni di famiglia del 5
febbraio 1997 (Reg.LAF). 

 

                               2.4.   L’assegno
integrativo è regolato dagli art. 24 segg. LAF.

                                         L'art. 24
LAF stabilisce come segue le condizioni per potere beneficiare dell'assegno
integrativo:

 

" 
Il genitore domiciliato nel Cantone ha diritto
all’assegno, per il figlio, se cumulativamente: 

a)   coabita, anche soltanto in forma parziale,
con il figlio; 

b)   ha il domicilio nel Cantone da almeno tre
anni; 

c)   soddisfa
i requisiti della Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (Laps). (cpv. 1)

Se entrambi i genitori coabitano con il figlio,
ha diritto all’assegno la madre o il padre. (cpv. 2)

... (cpv. 3)."

 

                                         L'art. 27
LAF prevede altresì che:

 

" 
Richiamati gli articoli 10 e 11 Laps, l’importo
massimo dell’assegno corrisponde ai limiti minimi di reddito del o dei figli,
definito dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI, per i
quali l’assegno è riconosciuto. (cpv. 1)

In ogni caso, dall’importo erogabile vanno
dedotti gli eventuali assegni di base. (cpv. 2)."

 

                                         L’art. 47
della nuova Laf, valida dal 1° gennaio 2009, relativo all’assegno integrativo riprende
sostanzialmente le medesime condizioni di cui all’art. 24 LAF, e meglio: 

 

" 
Richiamata la Laps, il genitore ha diritto all’assegno, per il figlio, se cumulativamente:

 

a)      è domiciliato nel cantone al momento della richiesta;

b)      coabita, anche soltanto in forma parziale, con il figlio;

c)      ha il domicilio nel Cantone da almeno tre anni. (cpv. 1)

Se entrambi i genitori
coabitano con il figlio, il diritto all’assegno spetta alla madre o al padre.
(cpv. 2)”

 

                                         Ai sensi,
poi, dell’art. 49 Laf, afferente all’importo massimo dell’assegno:

 

" 
L’importo massimo dell’assegno corrisponde alle
soglie di intervento per i figli definite dalla Laps. (cpv. 1)

Dall’importo erogabile
vanno dedotti gli eventuali assegni per figli e di formazione. (cpv. 2)”

 

 

                               2.5.   Gli art. 31
e 32 LAF fissano le condizioni per poter beneficiare dell’assegno di prima
infanzia.

 

                                         L’art. 32
LAF, che si riferisce alla famiglia biparentale, stabilisce quanto segue:

 

" 
I genitori hanno diritto all’assegno, per il
figlio, se cumulativamente: 

a) sono domiciliati nel Cantone al momento della
richiesta; 

b) coabitano costantemente
con il figlio; (cpv. 1)

c) il padre o la madre ha il domicilio nel
Cantone da almeno 3 anni; 

d) il reddito disponibile dei genitori, inclusi
gli eventuali assegni di cui il nucleo familiare beneficia in virtù della
legge, è inferiore ai limiti posti dall’art. 24 cpv. 1 lett. c). 

Al genitore che non esercita un’attività
lucrativa o ne esercita una solo a tempo parziale, senza giustificati motivi, è
computabile un reddito ipotetico, pari al guadagno di un’attività a tempo
pieno, da lui esigibile. (cpv. 2)

Il reddito ipotetico minimo è pari al doppio del
limite minimo per persona sola secondo la legislazione sulle prestazioni
complementari all’AVS/AI. (cpv. 3)"

 

 

                                         L’art. 35
LAF enuncia inoltre che:

 

" 
Richiamati gli articoli 4, 10 e 11 Laps,
l’importo massimo dell’assegno è pari alla differenza fra il reddito
disponibile residuale ai sensi della Laps e il limite minimo di reddito
previsto dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI,
cumulativamente, per il genitore o i genitori, i figli di età superiore ai tre
anni e i figli per i quali sussiste il diritto all’assegno di età inferiore ai
tre anni. (cpv. 1)

Dall’importo erogabile vanno dedotti gli
eventuali assegni di base. (cpv. 2)" 

 

                                         Dal
tenore di queste norme legali, risulta che la LAF, la cui prima revisione, per quanto attiene agli assegni integrativi e di prima infanzia, è entrata in
vigore il 1° febbraio 2003, per il calcolo di tali assegni rinvia alla Laps,
anch’essa in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. BU 55/2002 del 24 dicembre 2002
pag. 489 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.; BU 3/2003 del 31
gennaio 2003 pag. 24 segg.).

                                         Il 1°
ottobre 2006 sono peraltro entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della
Laps (cfr. BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).

                                      

                                         L’art. 52
della nuova Laf, afferente all’assegno di prima infanzia nel caso di una
famiglia biparentale, contempla, poi, gli stessi presupposti di cui all’art. 32
LAF.

                                         Il
relativo tenore è, in effetti, il seguente:

 

" 
I genitori hanno diritto al’assegno, per il
figlio, se cumulativamente:

a)      sono domiciliati nel Cantone al momento della richiesta;

b)      coabitano costantemente con il figlio;

c)      il padre o la madre ha il domicilio nel Cantone da almeno tre anni;

d)      soddisfano i requisiti della Laps. (cpv. 1)

Se l’unità di riferimenti
è costituita, oltre che dal titolare del diritto anche da membri di cui alla Laps
e nessuno di questi svolge un’attività lucrativa a tempo pieno o ne svolge una
solo a tempo parziale, senza giustificati motivi, a questi è computabile un
redditi ipotetico pari al guadagno di un’attività a tempo pieno da lui
esigibile. (cpv. 2)

  Il reddito ipotetico minimo è pari al doppio
della soglia di intervento per il titolare del diritto ai sensi della Laps.
(cpv. 3)”

 

                                         Per
quanto attiene all’importo massimo erogabile, l’art. 54 Laf prevede che:

 

" 
L’importo massimo dell’assegno corrisponde alle
soglie di intervento definite dalla Laps per il genitore o i genitori, i figli
di età superiore ai tre anni e i figli per i quali sussiste il diritto
all’assegno di età inferiore ai tre anni. (cpv. 1)

Dall’importo erogabile
vanno dedotti gli eventuali assegni per figli e di formazione. (cpv. 2)”

 

                                         Dai
disposti appena menzionati emerge che anche la nuova Laf, per la determinazione
dell’ammontare dell’assegno integrativo e dell’assegno di prima infanzia, fa
riferimento alla Laps.

 

                               2.6.   Il titolare
ha diritto alle prestazioni sociali di complemento armonizzate fino a quando la
somma fra il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento, la
partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie di cui
beneficiano o potrebbero beneficiare le persone facenti parte della sua unità
di riferimento e le prestazioni sociali di complemento di cui essa beneficia
non raggiunge la soglia di intervento (art. 11 cpv. 1 Laps). 

                                         Se,
nell’ambito della medesima prestazione sociale, la somma delle prestazioni di
cui potrebbero beneficiare i singoli membri dell’unità di riferimento che ne
hanno fatto richiesta supera la soglia d’intervento, ad ogni membro spetta una
quota proporzionale (art. 11 cpv. 2 Laps).

 

                                         Il
reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi
computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità
di riferimento (art. 5 Laps).

                                                      Esso viene determinato tenendo conto della situazione finanziaria
dell’unità di riferimento esistente al momento del deposito della richiesta. Il
regolamento definisce e disciplina i casi particolari (art. 10a Laps).

 

                                         L'art. 6
Laps regolamenta il reddito computabile:

 

" 
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi: 

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

b) ... 

c) ... 

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità; 

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992; 

f)  1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare imponibile, la
deduzione sociale per i coniugi giusta la legge tributaria si applica anche
alle famiglie monoparentali e alle coppie conviventi.

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e
le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato. 

Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

 

                                         La spesa
computabile è costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per
l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 8 Laps:

 

" 
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese: 

a) le
spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale
misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle
persone con attività lucrativa salariata;

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT; 

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f)  i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui 

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

    un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro; 

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata; 

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente
assicurate;

i)  ... 

j)  …

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi: 

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 LT, maggiorato di 3000 fr.; 

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

" 
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di: 

a) per le persone unità               importo
riconosciuto dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle
prestazioni complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI
per la persona sola

 

      b) per le unità di                      importo
riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi

 

      c)                                            per
le unità di      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più
di due persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato 

                                                   del
20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 5
cpv. 1 lett. b cifra 2 della Legge federale sulle prestazioni complementari (vLPC),
in vigore fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che i cantoni stabiliscono
l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a
decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di
fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01
sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre
2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni
complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).

                                         Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.

 

                                         Il 1°
gennaio 2008 è entrata in vigore la nuova Legge federale sulle prestazioni
complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità
(LPC). L’art. 10 cpv. 1 lett. b LPC prevede che l’importo massimo annuo
riconosciuto delle spese per pigione è di fr. 13'200.-- per le persone sole
(cifra 1), fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con orfani che hanno diritto
a una rendita o con figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o
dell’AI (cifra 2) e di fr. 3'600.-- in più se è necessaria la locazione di un
appartamento in cui è possibile spostarsi con una carrozzella (cifra 3).

 

                                         Infine
l'art. 10 cpv. 1 Laps precisa a cosa equivale la soglia di intervento:

 

" 
La soglia d’intervento corrisponde alla somma
di: 

a) per il titolare               importo
corrispondente al limite minimo

    del
diritto:                   previsto dalla legislazione sulle 

                                                     prestazioni
complementari all'AVS/AI per la

                                                     persona
sola

 

      b) per la prima perso-            importo
corrispondente alla metà del limite

                                        na
supplementare            minimo previsto dalla legislazione sulle

                                        dell'unità
di riferi-              prestazioni complementari all'AVS/AI per la

                                        mento   persona
sola

 

 c)  per la seconda e       importo corrispondente
al limite minimo

                                        la terza
persona               previsto dalla legislazione sulle 

                                        supplementare                 prestazioni
complementari all'AVS/AI 

                                        dell'unità
di riferi-              per il primo figlio

                                        mento:  

 

 d)  per la quarta e la       importo
corrispondente al limite minimo

                                        quinta
persona                 previsto dalla legislazione sulle

                                        supplementare
                prestazioni complementari all'AVS/AI

                                        dell'unità
di riferi-              per il terzo figlio

                                        mento:  

 e)  per la sesta e ogni    importo corrispondente
al limite minimo

                                        ulteriore
persona              previsto dalla legislazione sulle

                                        supplementare
                prestazioni complementari all'AVS/AI

                                        dell'unità
di riferi-              per il quinto figlio"

                                        mento:  

 

                                         Il nuovo
art. 10 cpv. 2 Laps, in vigore dal 1° gennaio 2008, prevede che per limiti
minimi secondo la legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI si
intende fr. 16’540.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. a), fr. 8'270.--
con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. b), fr. 8'680.-- con riferimento
all’art. 10 cpv. 1 lett. c), fr. 5'787.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1
lett. d) e fr. 2'893.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. e) (cfr. BU
6/2008 del 15 febbraio 2008 pag. 110).

                                         Secondo,
poi, il nuovo art. 40 LAF, valido dal 1° gennaio 2008, per limiti minimi
secondo la legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI si intendono
i limiti di cui all’art. 10 Laps.

 

                               2.7.   Secondo
l'art. 41 cpv. 2 LAF, concernente l'obbligo di informare:

 

" 
Per l'assegno integrativo e di prima infanzia si
applica altresì l'art. 30 Laps."

 

                                         L'art. 30
Laps prevede che:

 

"Le persone che compongono l'unità di
riferimento sono tenute a informare tempestivamente gli organi amministrativi
competenti per l'applicazione della legge e delle leggi speciali qualsiasi
cambiamento importante sopraggiunto nelle condizioni determinanti per
l’erogazione di una prestazione. (cpv. 1)

                                        Qualsiasi
persona o servizio che partecipa all’esecuzione della legge o delle leggi
speciali ha l’obbligo di informare l’organo amministrativo competente se
apprende che le condizioni determinanti per l’erogazione delle prestazioni
hanno subito modifiche."

 

                                         In
proposito l'art. 10 Reg.Laps precisa che:

 

" 
E' considerato cambiamento rilevante:

      a)                               un
cambiamento pari ad un importo di almeno fr. 1’200.-- annui del

                                        reddito
disponibile residuale dell'unità di riferimento rispetto a quello determinante
per la decisione più recente;

      b)                               una
variazione della composizione dell'unità di riferimento."

 

                                         Con la
nuova Laf restano applicabili l’art. 30 Laps e l’art. 10 Reg.Laps. 

                                         In effetti la Laf rinvia in maniera generale alla Laps, sempreché la legge stessa non preveda espressamente
una deroga (cfr. art. 46 lett. a Laf; Messaggio del 27 maggio 2008 relativo
alla nuova legge sugli assegni di famiglia p.to 5.2.1.) 

                               2.8.   Per quanto
riguarda l'obbligo di restituzione e il condono, l'art. 44 cpv. 4 LAF prevede
che:

 

" 
Resta riservato l'art. 26 Laps per quanto
concerne l'assegno integrativo e di prima infanzia."

 

                                         L'art. 26
Laps sancisce:

 

" 
La prestazione sociale indebitamente percepita
deve essere restituita. (cpv. 1)

Il diritto di esigere la restituzione è perento
dopo un anno dal momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto
conoscenza dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della
prestazione. (cpv. 2)

La restituzione è condonata, in tutto od in
parte, se il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona
fede e se, tenuto conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento
al momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo
grave. (cpv. 3)

I coniugati e i conviventi sono solidalmente
tenuti alla restituzione (cpv. 4).”

 

                                         L’art. 26
Laps torna pure applicabile sotto il regime della nuova Laf in virtù del rinvio
di cui all’art. 46 lett. a Laf.

 

                                         Il Messaggio
relativo all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per
quanto attiene all’art. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni
percepite indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata
giurisprudenza del TCA e del TFA in materia di prestazioni complementari (cfr.
Messaggio N. 4773, p.to 12 ad art. 26).

 

                               2.9.   Secondo la
giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile
alla LPC e quindi, secondo il tenore del Messaggio del 1° luglio 1998
menzionato sopra (cfr. consid. 2.8.), anche alla Laps, la richiesta di rimborso
è subordinata ai presupposti della revisione processuale o del riesame. 

                                         In
effetti, contrariamente a quanto asserito dagli insorgenti nell’atto ricorsuale
(cfr. doc. I pag. 9), l’amministrazione può riesaminare una decisione cresciuta
in giudicato formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel
caso in cui è senza dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante
oppure deve procedervi se si manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova
atti a indurre ad una conclusione giuridica differente. Solo in tali casi può
richiedere una restituzione (cfr. STFA C 25/00 del 20 ottobre 2000; DTF 122 V
21; RCC 1989 p. 547; RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo, Rechtsprechung des
Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).

                                         Per quel
che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare
limite generalmente valido. 

                                         È infatti
determinante l’insieme delle circostanze del singolo caso (RCC 1989 p. 547).

 

                                         È tenuto
alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla
quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è quindi
stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante
sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto
l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame
nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung
unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen,
Tesi, Basilea 1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese;
STFA del 20 ottobre 2000 nella causa C., C 25/00).

                                         Il
principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 vLAVS, analogo alle
regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr.
art. 62ss CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS
e delle leggi ad essa correlate (art. 49 vLAI e art. 27 vLPC), nel senso che,
se il principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo),
la persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura
distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la
restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase
vLAVS e art. 79 vOAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur
l'assurance-vieillesse et survivants, pag. 226; STCA 14
maggio 1993 in re P.).

                                         Questo
concetto è stato pure ripreso dall'art. 26 cpv. 3 Laps (cfr. consid. 2.8.).

 

                             2.10.   A motivazione
dell’ordine di restituzione la Cassa sostiene che dalla documentazione
consegnata dai ricorrenti in occasione della revisione periodica degli assegni
di famiglia è emerso, da un lato, che nei calcoli relativi alle decisioni 7
maggio 2008 con cui agli stessi sono stati erogati un assegno integrativo e un
assegno di prima infanzia a fare tempo dal 1° maggio 2008 (cfr. doc. 2, 2e) le
spese professionali erano state erroneamente conteggiate. Dall’altro, che dal
1° gennaio 2009 RI 1 ha beneficiato di un aumento di stipendio (cfr. doc. A2,
A1, III).

 

                                         Gli
insorgenti, dal canto loro, hanno in buona sostanza contestato unicamente
l’ammontare delle spese professionali (di trasporto e di doppia economia
domestica) considerato nei nuovi calcoli degli assegni. Essi hanno precisato
che le spese professionali per il 2008 e il 2009 corrisponderebbero a un
ammontare (per il 2008: fr. 3'861.-- a titolo di spese di trasporto con l’auto
privata e fr. 3'200.-- o nella peggiore delle ipotesi fr. 1'600.-- quali spese
per doppia economia domestica; per il 2009: fr. 4'158.-- a titolo di spese di
trasporto con l’auto privata e fr. 3'200.-- o nella peggiore delle ipotesi fr.
1'600.-- quali spese per doppia economia domestica; cfr. doc. I) superiore a
quello indicato dall’amministrazione (fr. 3'861.-- per le spese professionali
di trasporto e fr. 536.-- per le spese di doppia economia domestica sia per il
2008 che per il 2009; cfr. doc. 12d-12m) e che il relativo computo escluderebbe
la restituzione (cfr. doc. I).

 

                             2.11.   Il TCA,
chiamato a pronunciarsi in merito alla fattispecie, rileva che dalle carte
processuali risulta che effettivamente il ricorrente, attivo quale assistente
di cura presso la Casa __________ (cfr. doc. 7c), ha beneficiato, a partire dal
gennaio 2009, di un aumento di salario.

                                         Più
precisamente lo stipendio mensile lordo dell’assicurato, che nel 2008 era pari
a fr. 4'651.25 mensili (cfr. doc. 10c), è stato incrementato nel 2009 a fr. 4'796.-- al mese (cfr. doc. 10d).

 

                                         Inoltre da
uno scritto del 28 aprile 2009 di __________ dello Sportello Laps di __________
si evince che in sede di revisione è emerso che nei conteggi degli assegni di
famiglia del maggio 2008 era stato considerato un ammontare complessivo di spese
professionali eccessivo (fr. 1'122.-- a titolo di spese professionali di
trasporto + fr. 1'500.-- a titolo di spese professionali per doppia economia
domestica + fr. 4'600.-- quali altre spese professionali = fr. 7'222.--; cfr.
doc. 2-2i), poiché probabilmente gli importi erano stati ripresi dai dati
fiscali e non erano stati aggiornati (cfr. doc. 5).

 

                                         E’
pertanto evidente che, essendosi realizzato un cambiamento importante del
reddito disponibile dei ricorrenti (cfr. art. 10 Reg.Laps), il calcolo
dell'assegno integrativo e dell’assegno di prima infanzia andava rivisto.

 

                                         Giova,
del resto, ribadire che deve essere restituito quanto un assicurato, da un
profilo oggettivo, ha effettivamente percepito indebitamente, a
prescindere dalla buona fede o meno del medesimo (cfr. consid. 2.9.).

 

                                         Gli
insorgenti non hanno peraltro sollevato obiezione alcuna in merito all’aumento
di salario ritenuto dall’amministrazione.

 

                                         Contestato,
per contro, come già indicato, è l’importo delle spese professionali, sia di
quelle di trasporto che di quelle per doppia economia domestica (cfr. consid.
2.10.; doc. I).

 

                             2.12.   In
relazione alle spese professionali, il TCA osserva che l’art. 8 cpv. 1 lett. a
Laps, il quale enuncia che la spesa vincolata è costituita, tra l’altro, dalle
spese ai sensi degli art. 25-31 LT (cfr. consid. 2.6.), prevede che il Consiglio di Stato determina in quale misura vengono computate
le spese per il conseguimento del reddito delle persone con attività lucrativa
salariata.

 

                                         L’art. 4a
Reg.Laps, in vigore dal 1° ottobre 2006, afferente alle spese per il
conseguimento del reddito dei salariati, prevede che: 

 

"  Per spesa di trasporto si intende il trasferimento dal luogo di
domicilio al luogo di lavoro allorquando la distanza fra i due è di almeno due
chilometri. (cpv. 1)

La spesa di doppia economia domestica è
riconosciuta soltanto se il richiedente non può consumare il pasto principale
al suo domicilio a causa della notevole distanza dal luogo di lavoro o della
brevità della pausa per il pasto impostagli dall’attività professionale. (cpv.
2)

Per altre spese professionali si intendono le
spese necessarie all’esercizio della professione effettivamente sopportate dal
richiedente. (cpv. 3)”

 

                                         Nel Canton
Ticino, per accertare la deducibilità delle spese professionali, e meglio i
costi di trasferta e per i pasti fuori domicilio, per l’anno 2008 l'autorità fiscale si appoggia sul Decreto esecutivo concernente l’imposizione delle
persone fisiche valido per il periodo fiscale 2008 emesso dal Consiglio di
Stato il 20 dicembre 2007 (RDAT II 1993 no. 6t p. 401).

 

                                         Per
l’art. 4, relativo alle spese di trasporto, del Decreto appena citato 

 

"  Sono
considerate spese di trasporto quelle causate al contribuente per trasferirsi
dal luogo di domicilio a quello in cui lavora. Le relative deduzioni sono
stabilite come segue:

a) per l’uso di mezzi di trasporto pubblici: la spesa effettiva;

b) per l’uso della bicicletta, di un ciclomotore o di una
motoleggera (cilindrata fino a 50 cmc., targa di controllo con fondo giallo):
fino a fr. 700.– l’anno, ma al massimo il costo del mezzo di trasporto
pubblico;

c) per l’uso di una motocicletta o di un’automobile privata: le
spese del mezzo pubblico disponibile. (cpv. 1)

Eccezionalmente, se nessun mezzo pubblico è a disposizione o se il
contribuente non può servirsene (es. infermità, distanza notevole dalla più
vicina fermata, orario sfavorevole, ecc.) è ammessa una deduzione fino a 40
cts. il km per le motociclette (cilindrata oltre 50 cmc., targa di controllo
con fondo bianco) e fino a 65 cts. il km per le automobili. (cpv. 2)

La deduzione per il tragitto di andata e ritorno a mezzogiorno non
può in ogni caso superare quella massima ammessa per i pasti consumati fuori
casa (fr. 15.– al giorno o fr. 3200.– l’anno). (cpv. 3)”

 

                                         Per l’anno 2009 l’art.
4 del Decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche valido
per il periodo fiscale 2009 del 23 dicembre 2008 enuncia che:

 

" 
Sono considerate spese di trasporto quelle causate
al contribuente per trasferirsi dal luogo di domicilio a quello in cui lavora.
Le relative deduzioni sono stabilite come segue:

a) per l’uso di mezzi di trasporto pubblici: la
spesa effettiva;

b) per l’uso della bicicletta, di un ciclomotore
o di una motocicletta con targa di controllo su fondo giallo: fino a fr. 700.–
l’anno, ma al massimo il costo del mezzo di trasporto pubblico;

c) per l’uso di una motocicletta con targa di
controllo su fondo bianco o di un’automobile privata: le spese del mezzo pubblico
disponibile. (cpv. 1)

Eccezionalmente, se nessun mezzo pubblico è a
disposizione o se il contribuente non può servirsene (es. infermità, distanza
notevole dalla più vicina fermata, orario sfavorevole, ecc.) è ammessa una
deduzione fino a 40 cts. il km per le motociclette con targa di controllo su
fondo bianco e fino a 70 cts. il km per le automobili. (cpv. 2)

La deduzione per il tragitto di andata e ritorno
a mezzogiorno non può in ogni caso superare quella massima ammessa per i pasti
consumati fuori casa (fr. 15.– al giorno o fr. 3’200.– l’anno). (cpv. 3)

 

                                         A titolo
di costi per le trasferte possono, dunque, essere dedotte le spese per
l’utilizzo di un mezzo pubblico. I costi di un autoveicolo privato entrano in
linea di conto soltanto se non vi sono mezzi pubblici a disposizione oppure
l’utilizzo non è ammissibile, ad esempio, per la lontananza della prossima
fermata (RCC 1980 p. 125, 127, 128 consid. 3c; A. Rumo
Jungo, Bundesgesetz über Ergänzungsleistungen, Serie: Rechtssprechung des
Bundesgerichts zum Sozialversicherugsrecht, Zurigo 1994, pag. 52 e 53).

 

                             2.13.   In
concreto RI 1 abita a __________ e lavora a __________.

                                         La Casa __________ ha attestato che l’assicurato svolge i seguenti turni di lavoro:

 

"  -
Turno 1        dalle 07.00 alle 12.00         dalle 12.30 alle 15.30

- Turno 2        dalle 07.00 alle 12.00         dalle
17.00 alle 19.30” (Doc. 7c)

 

                                         Il collegamento con i
mezzi pubblici è garantito da autobus, ma non è diretto. Occorre cambiare a __________
e prendere la linea verso __________, __________.

                                         Il primo bus del mattino
parte da __________ alle 6:35 e arriva a __________ alle 7:20 (cfr. www.ffs.ch).

 

                                         Iniziando a lavorare alle
ore 7:00 (cfr. doc. 7c), l’utilizzo di un mezzo pubblico non è, perciò,
esigibile dall’assicurato, come del resto riconosciuto dalla Cassa (cfr. doc.
III).

 

                                         Con l’automobile privata
la distanza da percorrere tra __________ e __________ è di 9 km (cfr. www.tcs.ch).

                                         Per stessa indicazione dei
ricorrenti, RI 1 per metà del numero dei giorni lavorativi annui percorre il
tragitto domicilio – luogo di lavoro due volte al giorno e per l’altra metà quattro
volte al giorno (cfr. doc. I pag. 9). 

                                         Egli, quindi, svolge il
turno 1 (dalle 7:00 alle 12:00 e dalle 12:30 alle15:30) per il 50% del suo
tempo lavorativo e il turno 2 (dalle 7:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle19:30)
per il restante 50%.

 

                                         Ne discende che per il 2008
la somma di fr. 3'861.-- [(fr. 0.65 x km 9 x 4 x 110 giorni) + (fr. 0.65 x km 9
x 2 x 110 giorni)] computata dalla Cassa quale spesa professionale per il
trasporto automobilistico non presta fianco a critiche.

                                         Tale importo è, in ogni
caso, stato riconosciuto anche dai coniugi __________ (cfr. doc. I pag. 9).

 

                                         Per l’anno 2009,
invece, l’importo di fr. 3'861.-- considerato dall’amministrazione non risulta
corretto. 

 

                                         Infatti, da una parte, l’ammontare
ammesso in deduzione per ogni chilometro percorso con la propria automobile di
cui all’art. 4 del Decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone
fisiche è stato aumentato per il 2009 a fr. 0.70 dopo che per molti anni era
rimasto invariato a fr. 0.65 (cfr. Decreto esecutivo concernente l’imposizione
delle persone fisiche del 3 settembre 2002; STCA 39.2004.11 del 27 aprile 2005
consid. 2.11.).

                                         Dall’altra, in ambito
Laps, relativamente alla determinazione delle spese professionali di trasporto,
non vengono applicate deroghe a quanto previsto a livello fiscale (al riguardo
cfr. pure Direttiva Laps 1/2004 attualmente ancora valida cfr. FU 25/2009 del
31 marzo 2009 pag. 2381; www.ti.ch/DSS/sw/struttura/dss/ias).

 

                                         Questa Corte, dunque, al
fine di stabilire le spese professionali da computare nel calcolo Laps e
quindi, in casu, degli assegni di famiglia, non vede valide ragioni per non
adeguare, come per il settore fiscale, l’importo deducibile per ogni chilometro
effettuato con una vettura privata da fr. 0.65 a 0.70.

                                         

                                         Di
conseguenza per il 2009 la Cassa, a titolo di spesa professionale per il
trasporto, deve conteggiare la somma di somma di fr. 4'158.-- [(fr. 0.70 x km 9
x 4 x 110 giorni) + (fr. 0.70 x km 9 x 2 x 110 giorni)], come preteso dagli
insorgenti (cfr. doc. I).

 

                             2.14.   Per quanto
concerne le spese per doppia economia domestica, l’art. 5 del Decreto esecutivo
concernente l’imposizione delle persone fisiche valido per il periodo fiscale 2008
prevede che:

 

" 
Sono considerate spese supplementari per doppia
economia domestica quelle causate al contribuente quando non può consumare un
pasto principale al proprio domicilio. La relativa deduzione è ammessa se il
luogo di lavoro è a notevole distanza da quello di domicilio oppure quando, per
le condizioni imposte dall’attività professionale, la pausa per i pasti è tale
da non permettere al contribuente di rientrare a domicilio. (cpv. 1)

La deduzione è stabilita come segue:

a) se il contribuente rientra ogni giorno a
domicilio, per ogni pasto principale consumato fuori casa: fr. 15.– il giorno o
fr. 3200.– l’anno se i pasti a mezzogiorno sono consumati regolarmente fuori
casa;

b) se il contribuente soggiorna al luogo di
lavoro durante i giorni lavorativi ma rientra regolarmente al proprio domicilio
fiscale il fine settimana, per ogni pasto consumato fuori casa: fr. 15.–, vale
a dire fr. 30.– il giorno o fr. 6400.– l’anno se le medesime circostanze
sussistono tutto l’anno. (cpv. 2)

Se il costo dei pasti è ridotto poiché consumati
in parte o totalmente nella mensa del datore di lavoro oppure se quest’ultimo
versa un contributo per ridurne il prezzo, le deduzioni previste dal capoverso
2 sono ammesse solo nella misura della metà (fr. 7.50 il giorno o fr. 1’600.–
l’anno, rispettivamente fr. 22.50 il giorno o fr. 4’800.– l’anno). Se la
riduzione di prezzo è tale che il contribuente non ha palesemente più alcuna
spesa supplementare, non è ammessa alcuna deduzione per quel pasto. (cpv. 3)”

 

                                         Del medesimo tenore
risulta l’art. 5 del Decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone
fisiche valido per il periodo fiscale 2009.

 

                                         Oltre
alla lunghezza del percorso entrano in considerazione anche altri motivi: per
esempio orari irregolari di lavoro, ragioni di salute, pausa breve che non
consente il rientro a casa (RDAT II 1992 no. 12t p. 198).

 

                                         Secondo
la prassi della Camera di diritto tributario del Tribunale di appello la citata
deduzione può essere negata solo se la pausa di mezzogiorno è di durata
sufficiente da consentire il viaggio di andata e ritorno dal posto di lavoro al
domicilio con una sosta di una certa durata per prendere il pasto. La deduzione
è negata se il contribuente ha la possibilità di optare per un orario che gli
permette di pranzare a casa (RTT 1987 p. 645). Tipico è il caso dei
contribuenti che beneficiano dell'orario flessibile e che per motivi personali
optano per una breve pausa che non consente loro di rientrare al domicilio per
la pausa di mezzogiorno. Una sosta di mezz'ora non è sufficiente.

                                         In genere
se le spese di trasferta sono deducibili in ragione della lontananza del posto
di lavoro, lo sono anche quelle per il pasto fuori casa, in quanto il criterio
per concedere la deduzione per pasti presi fuori casa è identico (Sentenza del
TA no. 360 del 22.11.89 in re S.). Se, tuttavia, accordando la deduzione delle
spese di trasferta per la pausa di mezzodì, è data la possibilità di avere
almeno un'ora per consumare il pasto, la deduzione non è concessa (Sentenza del
TA no. 47 del 20.2.85).

 

                                         Relativamente
al lavoro a turni o notturno l’art. 7 del Decreto esecutivo concernente
l’imposizione delle persone fisiche valido per il periodo fiscale 2008 enuncia
che:

 

" 
Il contribuente che svolge un lavoro a turni o
di notte può dedurre per ogni giorno di lavoro a turni o di notte di almeno 8
ore consecutive: fr. 15.– oppure fr. 3’200.– l’anno se il lavoro a turni o di
notte è svolto tutto l’anno. Questa deduzione non può essere cumulata con
quelle per spese supplementari per doppia economia domestica previste dall’art.
5. (cpv. 1)

Il totale dei giorni di lavoro a turni o notturno
deve essere attestato dal datore di lavoro nel certificato di salario. (cpv. 2)

Il lavoro a orario irregolare è equiparato al
lavoro a turni, se i due pasti principali non possono essere consumati a
domicilio all’ora consueta. (cpv. 3)

 

                                         Il Decreto esecutivo
concernente l’imposizione delle persone fisiche valido per il periodo fiscale 2009
non ha apportato modifiche all’art. 7.

 

                                         Infine
dev'essere rilevato che la Laps, per definire la soglia di intervento, fa
riferimento agli importi minimi previsti dalla LPC per la copertura del
fabbisogno vitale (cfr. art. 10 Laps; consid. 2.6.).

                                         Pertanto,
anche in ambito Laps, come precedentemente per la v.LAF, in vigore
relativamente agli assegni integrativi e di prima infanzia fino al 31 gennaio
2003 (cfr., ad esempio, STCA del 30 settembre 2002 nella causa E., 39.2001.77),
resta valido quanto previsto nel settore della LPC, ossia che a titolo di spese
per il conseguimento del reddito si possono dedurre le spese supplementari
per i pasti fuori casa (RCC 1968 p. 113). Le spese usuali, per contro, dovute
al fatto di consumare i pasti fuori casa, sono già comprese nel fabbisogno
(cfr. Direttiva Laps 2/2004). Le spese per il vitto, comprese nel fabbisogno
minimo, sono in particolare calcolate in virtù dell'art. 11 cpv. 2 OAVS (art.
11 OPC) e sono pari a fr. 10.-- (cfr. STFA P 28/95 dell'11 dicembre 1997,
pubblicata in DTF 123 V 258).

 

                                         Di
conseguenza, poiché l'importo relativo alla soglia di intervento tiene già
conto dei pasti consumati dalla famiglia, solo le spese supplementari vanno
considerate spese per pasti fuori casa. Queste spese sono di fr. 5.-- al giorno
(fr. 15.-- -  fr. 10.--).

 

                             2.15.   Nel caso di
specie la Cassa, nei nuovi conteggi riferiti al periodo maggio 2008-aprile 2009, a titolo di spese professionali di doppia economia domestica ha computato l’importo di fr.
536.--, corrispondente all’importo massimo riconosciuto annualmente nel caso in
cui il pasto possa essere consumato in una mensa del datore di lavoro (cfr.
consid. 2.14.; doc. A1; III).

 

                                         Gli
assicurati, dal canto loro, hanno chiesto di tener conto di un ammontare di fr.
3'200.--, in applicazione dell’art. 7 del Decreto esecutivo concernente
l’imposizione delle persone fisiche oppure, nella peggiore delle ipotesi, di
fr. 1'600.-- (cfr. doc. I).

 

                                         Il TCA
ritiene che in casu, dal momento che l’assicurato svolge un’attività lavorativa
a turni (cfr. doc. 7c; consid. 2.13.) e che uno dei due tipi di turni
effettuati, il turno 1 (cfr. doc. 7c), si estende su otto ore consecutive,
fatta salva una pausa di mezzora (cfr. consid. 2.13.), trovi applicazione la
regolamentazione prevista al riguardo.

 

                                         Di conseguenza
per ogni giorno di lavoro svolto secondo l’orario del turno 1, a prescindere dalla questione di sapere se effettivamente il datore di lavoro disponga o meno di
una mensa, l’assicurato ha diritto a una deduzione di fr. 5.-- (fr. 15.--
previsti dall’art. 7 del Decreto esecutivo concernente l’imposizione delle
persone fisiche valido sia per il periodo fiscale 2008 e dall’art. 7 Decreto
esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche valido sia per il
periodo fiscale 2009 – fr. 10.-- già compresi nell’importo della soglia di
intervento di cui all’art. 10 laps; cfr. consid. 2.14.).

 

                                         L’ammontare
totale da dedurre a titolo di spese professionali supplementari per lavoro a
turni sia per l’anno 2008 che per l’anno 2009 è, quindi, pari a
fr. 550.-- (fr. 5.-- x 110 giorni; cfr. consid. 2.13.).

 

                                         In
proposito è utile ribadire che la deduzione per il lavoro a turni non può
essere cumulata con le decurtazioni per spese supplementari per doppia economia
domestica (cfr. consid. 2.14.).

 

                                         Nella
concreta fattispecie ciò non comporta, in ogni caso, degli svantaggi per gli
assicurati.

                                         In
effetti, tenendo conto che l’assicurato non può rientrare al proprio domicilio
per il pranzo unicamente nei giorni di lavoro in cui la pausa è di una sola
mezzora, dalle 12:00 alle 12:30 (cfr. consid. 2.13.), a titolo di spese per
doppia economia domestica si potrebbe computare al massimo il medesimo importo
considerato per il lavoro a turni di fr. 550.-- (fr. 5.-- per pasto fuori casa,
cfr. consid. 2.14., x 110 giorni).

                                         Nell’ipotesi
in cui, poi, il datore di lavoro disponesse di una mensa, l’ammontare da
conteggiare risulterebbe inferiore, e meglio di fr. 275.-- (fr. 5.-- : 2 - metà
dell’importo per pranzo fuori casa senza mensa, cfr. art. 5 cpv. 3 Decreto
esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche per il 2008 e art. 5
cpv. 3 Decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche per il
2009 – x 110 giorni).

 

                             2.16.   Alla luce di
tutto quanto esposto, la decisione su reclamo impugnata deve, dunque, essere
annullata e gli atti rinviati alla Cassa affinché, dapprima, operi dei nuovi
calcoli degli assegni integrativi e di prima infanzia spettanti ai ricorrenti
nel periodo da maggio 2008 ad aprile 2009 che contemplino gli importi delle
spese professionali stabiliti da questo Tribunale (cfr. consid. 2.13.; 2.15.).

 

                                         Più
precisamente andrà conteggiato un importo di spese professionali di trasporto
di fr. 3'861.-- per il 2008 e di fr. 4'151.-- per il 2009 (cfr. consid. 2.13.).

                                         A titolo
di spese supplementari per lavoro a turni andrà, invece, computato un ammontare
di fr. 550.-- sia nei calcoli relativi al 2008, che a quelli afferenti al 2009.

 

                                         In
seguito l’amministrazione, sulla base dei nuovi conteggi degli assegni di
famiglia, rideterminerà la somma di assegni percepita indebitamente dagli
insorgenti nel lasso di tempo maggio 2008-aprile 2009 da restituire.

 

                             2.17.   A titolo
abbondanziale e in riferimento a quanto i ricorrenti hanno sostenuto nel
reclamo del 14 maggio 2010, ossia di avere percepito gli assegni di famiglia
nel periodo maggio 2008-aprile 2009 in buona fede e che il relativo rimborso
costituirebbe per loro un onere troppo grave (cfr. doc. A3), giova rilevare che
giusta l’art. 26 cpv. 3 Laps la restituzione è condonata, in tutto od in parte,
se il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona fede e
se, tenuto conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento al
momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo grave
(cfr. consid. 2.8.).

 

                                         Il
condono non è, tuttavia, oggetto della presente vertenza, dato che la decisione
su reclamo impugnata si limita unicamente a chiedere la restituzione degli
assegni integrativi e di prima infanzia percepiti a torto nell’arco di tempo in
questione.

 

                                         La Cassa, inoltre, rettamente non ha ancora emesso un provvedimento formale concernente il
condono, visto che, per costante giurisprudenza, è possibile pronunciare una
decisione di condono solo al momento della crescita in giudicato formale della
decisione di restituzione, ritenuto che unicamente in quel caso tale obbligo è
stabilito definitivamente (cfr. STF 9C_211/2009 del 26 febbraio 2010; STF
8C_130/2008 dell'11 luglio 2008; STF 8C_617/2009 del 5 novembre 2009).

 

                                         Questa
Corte prende comunque atto del fatto che l’amministrazione, nella decisione su
reclamo, ha già anticipato che una decisione sul condono sarà emanata quando
sarà passata in giudicato la decisione di rimborso (cfr. doc. A1).

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi e la decisione
su reclamo 17 giugno 2010 è annullata.

                                         § L'incarto
è rinviato all'amministrazione per determinare nuovamente, sulla base di quanto
stabilito ai consid. 2.13. e 2.15., l’importo di assegni integrativi e di prima
infanzia versati ai ricorrenti nel periodo maggio 2008 ad aprile 2009 da
restituire.

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti