# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8f91ebe9-c784-55db-a29f-36b5b06a923e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-11-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 18.11.2002 52.2002.317
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2002-317_2002-11-18.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2002.00317

   

  	
  Lugano

  18 novembre 2002

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Stefano Bernasconi e Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso  28 agosto 2002 di

 

 

	
   

  	
  __________,  

  rappr. da __________,  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 9 luglio 2002 (n. 3489) del Consiglio
  di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la
  decisione 7 giugno 2002 del Dipartimento delle istituzioni, Sezione dei permessi
  e dell'immigrazione, in materia di espulsione;

  

 

 

viste le risposte:

-    11 settembre 2002 del
Dipartimento delle istituzioni;

-    18 settembre 2002 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a) Il 21
giugno 1990 il cittadino giamaicano __________ __________ (1963) si è sposato
nel proprio Paese d'origine con la cittadina elvetica __________ (1940).
Autorizzato ad entrare nel nostro Paese per vivere insieme alla moglie, il 23
dicembre 1990 egli ha ottenuto un permesso di dimora, in seguito regolarmente
rinnovato. L'8 gennaio 1995 i coniugi __________ si sono separati di fatto. Il
7 ottobre 1997 il ricorrente ha ottenuto un permesso di domicilio, con termine
di controllo fissato per il 6 ottobre 2000.

 

b) __________ è senza formazione
professionale e può essere considerato analfabeta. In Giamaica egli ha lavorato
come bagnino e aiuto tecnico per diversi gruppi musicali, mentre nel nostro
Paese, dove ha continuato a coltivare la passione per la musica, ha svolto
l'attività di operaio o manovale, rimanendo a volte disoccupato.

 

c) Durante il suo soggiorno in Svizzera, il
ricorrente ha a più riprese interessato le autorità amministrative e giudiziarie.

Il 21 dicembre 1995 è finito sotto inchiesta
per appropriazione semplice, subordinatamente per furto.

Il 19 aprile 1997 è divenuto padre di
__________, nato da una relazione con la cittadina svizzera __________ con la
quale conviveva dal 1996. Quest'ultima, già madre di altri tre figli, è dovuta
ricorrere all'assistenza sociale per ottenere l'anticipo del contributo
alimentare che __________ non versava per __________. Alla fine di giugno 1998
l'interessato è andato a vivere per conto proprio e dal 1° luglio 1998 ha
chiesto anch'egli le prestazioni assistenziali.

Incarcerato dal 10 giugno 1999, con sentenza
17 febbraio 2000 la Corte delle assise criminali ha condannato __________ a 4
anni e 6 mesi di reclusione e all'espulsione dal territorio svizzero per 7
anni, quest'ultima pena sospesa con un periodo di prova di 5 anni, oltre al
risarcimento allo Stato dell'importo di fr. 1'000.– quale illecito profitto
conseguito, per infrazione semplice e aggravata alla LFStup commessa in
correità con altri due cittadini stranieri S.G. e T.R.O., e, singolarmente, per
infrazione alla LFStup, ricettazione e furto.

A seguito di questa condanna penale, il 21
dicembre 2000 l'Ufficio federale degli stranieri (UFDS) ha emanato nei suoi
confronti un divieto di entrata in Svizzera di durata illimitata, considerandolo
una persona indesiderata. La decisione è stata confermata il 4 giugno 2002 dal
Dipartimento federale di giustizia e polizia.

L'8 giugno 2002 il ricorrente è stato posto
in libertà condizionale e sottoposto a patronato con un periodo di prova di 5
anni.

 

 

                                  B.   Il 7 giugno
2002 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento delle
istituzioni ha deciso di espellere __________ dal territorio cantonale e
svizzero dal 10 luglio 2002, ritenendo che i reati commessi dall'interessato
giustificassero l'adozione di un simile provvedimento. Nel contempo, gli è
stato vietato di rientrare nel nostro Paese senza l'autorizzazione del dipartimento.
L'autorità ha negato l'effetto sospensivo in caso di ricorso.

La risoluzione è stata resa sulla base degli
art. 10 cpv. 1 lett. a/b, 11 LDDS e 16 ODDS. 

 

 

                                  C.   Con
giudizio 9 luglio 2002, il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta
risoluzione, respingendo l'impugnativa contro di essa interposta dall'interessato.

Considerate tutte le circostanze del caso,
il Governo ha ritenuto che il provvedimento adottato dall'autorità di prime
cure fosse conforme al principio della proporzionalità. Secondo l'Esecutivo
cantonale, l'interesse pubblico a espellere il ricorrente era prevalente su
quello dello stesso di vivere in Svizzera per esercitare il suo diritto di visita
a __________. Il Governo ha inoltre ritenuto esigibile il rientro del
ricorrente in Giamaica, dove avrebbe potuto mantenere le relazioni con il
figlio.

 

 

                                  D.   Contro la predetta
pronunzia, __________ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento.

Il ricorrente non contesta di adempiere i
requisiti dell'espulsione previsti dall'art. 10 cpv. 1 lett. a LDDS. Ritiene
tuttavia che la decisione impugnata sia sproporzionata. In sostanza, critica il
Governo per non aver tenuto sufficientemente conto del suo lungo soggiorno in
Svizzera e delle sue relazioni con __________.

Chiede infine che venga concesso l'effetto
sospensivo al gravame.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del ricorso si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (art. 10
lett. a LALPS).

 

1.2. Il ricorso di diritto amministrativo al
Tribunale federale è, di principio, ammissibile contro le decisioni
d'espulsione fondate sull'art. 10 cpv. 1 LDDS (art. 97 cpv. 1 e 98 OG), non
sussistendo nessuna delle eccezioni previste dagli art. 99 a 102 OG. In
particolare, non trovano applicazione i motivi di esclusione previsti dall'art.
100 cpv. 1 lett. b OG (DTF 114 Ib 1 consid. 1b).

 

1.3. Il gravame in oggetto, tempestivo (art.
46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere
(art. 43 PAmm), è ricevibile in ordine e può essere reso sulla base degli atti,
senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1. Il
permesso di domicilio, di durata illimitata (art. 6 cpv. 1 prima frase LDDS),
perde ogni validità in seguito ad espulsione o rimpatrio (art. 9 cpv. 3 lett. b
LDDS). Giusta l'art. 10 cpv. 1 LDDS, uno straniero può essere espulso quando è
stato punito dall'autorità giudiziaria per un crimine o un delitto (lett. a) o
la sua condotta in generale e i suoi atti permettono di concludere che non
vuole o non è capace di adattarsi all'ordinamento vigente nel Paese che lo
ospita (lett. b).

L'art. 11 cpv. 3 LDDS precisa tuttavia che
l'espulsione può essere pronunciata solo se dall'insieme delle circostanze essa
sembra adeguata. Per valutare se tale presupposto sia adempiuto, occorre tenere
conto segnatamente della gravità della colpa dell'interessato, della durata del
suo soggiorno in Svizzera e del pregiudizio che egli e la sua famiglia
subirebbero in caso di espulsione (art. 16 cpv. 3 ODDS).

 

2.2. Con sentenza 17 febbraio 2000,
cresciuta in giudicato, la Corte delle assise criminali ha condannato
__________ a 4 anni e 6 mesi di reclusione e all'espulsione dal territorio
svizzero per 7 anni, quest'ultima pena sospesa con un periodo di prova di 5 anni,
oltre al risarcimento allo Stato dell'importo di fr. 1'000.– quale illecito
profitto conseguito, per infrazione semplice e aggravata alla LFStup commessa
in correità con altri due cittadini stranieri, e, singolarmente, per infrazione
alla LFStup, ricettazione e furto.

L'insorgente non contesta che le condizioni
poste dall'art. 10 cpv. 1 lett. a LDDS siano adempiute. Egli ritiene però che
la misura adottata nei suoi confronti violi il principio della proporzionalità.

 

 

                                   3.   3.1. La
Corte delle assise criminali ha riconosciuto il ricorrente e i cittadini
stranieri S.G. e T.R.O. colpevoli di violazione aggravata alla LFStup per avere
i primi due, in almeno un paio di occasioni e in correità tra loro, triturato
tra l'estate e l'inizio di dicembre del 1998 due "sassi" di 500 g di
cocaina, confezionando con lattosio palline stupefacenti da circa 1 g vendute a
fr. 100/150.– l'una, così come per avere tutti e tre, in due altri occasioni e
in correità tra loro, tra il dicembre 1998 e il febbraio 1999, triturato altri
due "sassi" di 500 g di cocaina con la stessa tecnica e la stessa finalità,
sicché per finire __________ ha venduto almeno 990 g di sostanza.

L'insorgente è stato inoltre ritenuto
colpevole di violazione semplice alla LFStup per avere, la notte tra il 10 e
l'11 aprile 1999, sottratto nel giardino di S.G. a Sementina un sacchetto contenente
40 g di cocaina, vendendone poi la metà a tossicomani della zona e cedendo il
resto a T.R.O., affinché lo spacciasse per suo conto; colpevole di ricettazione
per avere, l'11 ottobre 1995, incassato un assegno EC di fr. 4'000.– ricevuto a
Gordola da due sconosciuti, risultato rubato, sapendo o dovendo presumere la
provenienza furtiva; colpevole di furto per avere, il 19 febbraio 1999, sottratto
con destrezza a un terzo un telefono cellulare.

In particolare, la Corte ha rilevato quanto
segue:

 

"La colpa
degli accusati assume quindi connotazione di sicura gravità, non solo quindi
per i quantitativi di droga pesante trafficanti e mezzi messi in circolazione
sul mercato dei tossicodipendenti della piazza Bellinzonese, ma anche perché
essi hanno agito in un periodo di tempo prolungato con determinazione e con una
buona programmazione. Gli accusati (in particolare __________. e __________)
non si sono limitati unicamente alla vendita al dettaglio, ma tutti in una
prima fase hanno proceduto con cura al taglio della sostanza per aumentarne la
quantità e conseguentemente il profitto, con la possibilità anche che una
sostanza di cattiva qualità poteva creare ulteriori nefaste conseguenze, ciò
che rivela una non indifferente assenza di scrupoli. Tutti hanno, infatti, pure
agito per puro proprio tornaconto senza alcuna necessità o bisogno. __________
aveva svolto anche un'attività lavorativa saltuaria ed era comunque al
beneficio della pubblica assistenza.(…) Tutti avevano quindi il necessario per
vivere senza dover delinquere alle spalle delle miserie dei giovani
tossicodipendenti per darsi poi alla bella vita. Grave è poi il fatto che
nessuno era consumatore di droga. Inoltre tutti gli accusati non sono più
giovanissimi e addirittura __________ e __________. sono padri di famiglia e
sposati"

(v. sentenza penale
17 febbraio 2000, consid. 5 pag. 41).

 

__________ ha quindi gravemente violato la
sicurezza e l'ordine pubblico elvetici; tanto più che egli non è consumatore di
stupefacenti.

Il fatto che la pena dell'espulsione sia
stata sospesa condizionalmente e che l'insorgente sia stato posto nel frattempo
in libertà condizionale non è di rilievo ai fini del presente giudizio. In
effetti, l'autorità competente in materia di polizia degli stranieri persegue
uno scopo differente: nel determinare se pronunciare l'espulsione di un
condannato straniero giusta l'art. 55 CP oppure di pronunciarla accordando la sospensione
condizionale, il giudice penale terrà conto, anzitutto, del reinserimento
sociale dell'interessato. Per l'autorità amministrativa è invece determinante
il mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblici. Ne deriva che
l'apprezzamento effettuato dall'autorità di polizia degli stranieri può avere,
nei confronti dello straniero, ripercussioni più rigorose di quello
dell'autorità penale (DTF 122 II 433 consid. 2b, 120 Ib 129 consid. 5, 114 Ib 1
consid. 3a). Orbene, nell'evenienza concreta la gravità dei reati commessi è
rilevante per la sicurezza e l'ordine pubblico elvetico.

 

3.2. __________ risiede in Svizzera da una
decina d'anni. Durante il suo soggiorno, egli non è mai riuscito a integrarsi
pienamente nella realtà del nostro Paese (art. 10 cpv. 1 lett. b LDDS). Lo
dimostrano i reati commessi nel corso della seconda parte degli anni '90, la
sua instabilità professionale e il debito assistenziale accumulato dal 1°
luglio 1998, che alla fine di giugno 2002 era di fr. 25'029.70 (v. sentenza penale
citata, consid. 1.2. pagg. 14 e 15; scritto 5 luglio 2002 dell'Ufficio del
sostegno sociale e dell'inserimento al Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato).

E' dunque in Giamaica dove è nato e ha
trascorso la maggior parte della sua vita che il ricorrente possiede ancora i
legami culturali più stretti. Tornando in Patria egli non si troverà dunque
confrontato con insormontabili difficoltà di risocializzazione.

Dal profilo dei suoi legami famigliari, il
vincolo coniugale del ricorrente con la moglie __________ esiste soltanto
formalmente almeno dal gennaio 1995, per cui il problema di una eventuale
rottura delle loro relazioni non si pone.

La convivenza dell'insorgente con
__________, iniziata nel 1996 e nel corso della quale è nato __________, è
cessata nel giugno 1998. I loro successivi contatti, imposti essenzialmente dal
diritto di visita del ricorrente al figlio, sono stati caratterizzati da una
certa conflittualità e non possono essere attualmente considerati intensi (v.
doc. G: dichiarazione 30 giugno 2002 di __________ al Consiglio di Stato).

Meno scontata, nell'ottica della
proporzionalità del provvedimento, appare invece la definizione del pregiudizio
con il figlio __________, che il ricorrente incontra nell'ambito del proprio diritto
di visita. In tal senso va però rilevato che la nascita del figlio non ha
comunque impedito a __________ di commettere i gravissimi reati per i quali è
stato pesantemente condannato, né di lasciar cadere __________ a carico
dell'assistenza pubblica, omettendo di versargli gli alimenti. Il saldo
presenta attualmente un passivo di fr. 16'914.– (v. scritto 5 luglio 2002
dell'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento al Servizio dei ricorsi
del Consiglio di Stato).

Certo, il ricorrente ha recentemente
intensificato gli incontri con il figlio (doc. B prodotto al Consiglio di
Stato: scritto 14 luglio 2002 dell'Ufficio di patronato a __________; doc. C
versato agli atti in questa sede: complemento del 14 agosto 2002 dell'Ufficio
di patronato alla Commissione tutoria regionale 16; decreto 13 marzo 2002 del
Consiglio di vigilanza relativo alla liberazione condizionale dell'insorgente)
e dal gennaio di quest'anno ha iniziato a rimborsare il debito assistenziale di
__________ nella misura di fr. 200.–/fr. 420.– mensili (doc. D e E prodotti dinnanzi
al Tribunale). Rimangono però ancora seri dubbi sull'intensità e la stabilità
della loro relazione a causa del comportamento del padre durante tutti questi
anni. L'impossibilità per l'insorgente di tornare in Svizzera avrà certo delle
conseguenze sui suoi legami personali con __________, sempre che tale relazione
possa essere considerata intensamente vissuta. Anche se le modalità del diritto
di visita potranno essere adattate alla nuova situazione (art. 157 CC), i
contatti personali saranno forzatamente limitati e saranno resi ancor più
difficili a causa delle precarie condizioni finanziarie del ricorrente.

Tali circostanze non sono comunque atte a
sovvertire l'interesse pubblico ad allontanare uno straniero che si è
dimostrato indesiderabile a causa dei gravi reati di cui è stato protagonista.

 

 

                                   4.   L'insorgente
sostiene che la decisione impugnata sarebbe pure lesiva dell'art. 8 CEDU.
Ribadisce che un suo allontanamento dalla Svizzera provocherebbe una rottura
del legame con il figlio. In concreto, non occorre esaminare in che misura il
ricorrente sia legittimato a prevalersi della violazione dell'art. 8 CEDU nelle
relazioni con __________. In particolare non va approfondito se in tutti questi
anni egli abbia esercitato in modo regolare il proprio diritto di visita e se,
pertanto, con esso esista un legame stretto, intatto e effettivamente vissuto,
che è protetto dalla norma invocata. Va in effetti osservato che, comunque sia,
giusta l'art. 8 n. 2 CEDU, un'ingerenza nell'esercizio del diritto al rispetto
della vita privata e famigliare è ammissibile, se è prevista dalla legge e se
costituisce una misura che, in una società democratica, è necessaria, tra
l'altro, per la protezione dell'ordine pubblico e per la prevenzione dei reati
(cfr. DTF 119 Ib 90 consid. 4b; 118 Ib 161 consid. d). Orbene, l'espulsione del
ricorrente persegue tali fini e scaturisce da una corretta ponderazione tra
l'interesse dello straniero a che egli possa continuare a risiedere in Svizzera
e l'interesse pubblico contrario. Ne consegue che, anche qualora il ricorrente
fosse legittimato ad invocare la disposizione citata, la censura andrebbe
respinta.

 

 

                                   5.   In
conclusione, un'attenta ponderazione di tutti gli interessi in gioco permette
di ritenere proporzionato il provvedimento adottato dall'autorità inferiore.
L'interesse ad allontanare il ricorrente che si è dimostrato una persona
indesiderabile è infatti preponderante rispetto ai motivi di ordine privato da
egli invocati.

Il 21 dicembre 2000, l'UFDS ha peraltro già
emanato un divieto d'entrata in Svizzera a tempo indeterminato nei confronti
dell'insorgente.

Le autorità inferiori non hanno pertanto
disatteso le disposizioni legali invocate. Difatti, la decisione censurata non
procede da un esercizio abusivo del potere di apprezzamento che la legge riserva
all'autorità di polizia degli stranieri in ordine alla valutazione
dell'adeguatezza della misura adottata.

 

 

                                   6.   Sulla
scorta di quanto precede, il ricorso dev'essere respinto. Con l'emanazione del
presente giudizio, la domanda di concessione dell'effetto sospensivo al gravame
diviene priva di oggetto. La tassa di giustizia e le spese seguono la
soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 8 CEDU; 6,
9, 10, 11 LDDS; 8, 16 ODDS; 10 lett. a/b LALPS; 3, 18, 28, 43, 46, 47, 60, 61
PAmm;

 

 

 

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, per complessivi fr. 800.–, sono a carico del ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario