# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 80e0bf4e-b2d8-509f-adca-a5416d7d5757
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-04-18
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 18.04.2014 15.2014.20
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2014-20_2014-04-18.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2014.20

  	
  Lugano

  18 aprile 2014

  EC/cj/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
  d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques, presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cassina

  

 

 

Statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG)
nella procedura dipendente dall’istanza 21 febbraio 2014 dell’IS 1 con cui
chiede di determinare il modo di realizzazione ai sensi dell’art. 132 LEF
dell’interessenza spettante all’escusso

 

	
   

  	
  PI 5, __________

   

  

nell’eredità
indivisa ed in comunione fu __________ composta oltre che dall’escusso di

 

	
   

  	
  1. PI 2 

  2. PI 3 

  3. PI 4 

  4. PI 5 

   

  

 

nelle
varie esecuzioni promosse contro l’escusso da

 

	
   

  	
  1. PI 6, __________
  

  2. PI 7, __________
  

  3. PI 8, __________

     rappr. dall’RA 1, __________ 

   

  

ritenuto

 

in fatto:                A.  Nelle
varie esecuzioni promosse dal PI 6, dalla PI 7 e dallo PI 8 contro PI 1, il 4
giugno 2012, il 28 agosto 2012, l’11 dicembre 2012, il 26 febbraio 2013, il 25
giugno 2013 e il 10 settembre 2013 l’IS 1 ha pignorato “i diritti ereditari
spettanti all’escusso nella comunione ereditaria fu __________”. In sede di
pignoramento l’Ufficio ha indicato che il valore di stima dell’interessenza
spettante all’escusso nella comunione sarebbe stato stabilito in sede di realizzazione.

 

                            B.  Avendo i creditori presentato le domande di vendita, il 5 aprile 2013
l’UEF ha convocato tutti gli interessati a un’udienza di conciliazione ai sensi
dell’art. 9 cpv. 1 RDC. A tale udienza nessuna conciliazione è stata raggiunta
a causa dell’assenza di tutti i membri della comunione ereditaria e di parte
dei creditori. Il 26 aprile 2013, l’Uffi­cio ha quindi assegnato agli
interessati un termine di 10 giorni per presentare eventuali proposte concrete
per la realizzazione della quota ereditaria dell’escusso (art. 10 cpv. 1 RDC),
precisando che l’intera sostanza ereditaria è composta delle particelle n. __________
RFD di __________ del valore di stima ufficiale di fr. 111'486.– e che la
particella n. 636 è gravata da una cartella ipotecaria di fr. 30'000.–. Nel
termine impartito non sono pervenute proposte all’Ufficio.

 

                            C.  Il
21 febbraio 2014 l’UEF ha chiesto a questa Camera di determinare il modo di
realizzazione dei diritti in comunione spettanti a PI 1. Nell’istanza l’Ufficio
ha precisato che la comunione ereditaria è proprietaria di un mezzo della part.
n. __________ RFD di __________, ha attribuito all’intera sostanza ereditaria
un valore di stima peritale di fr. 270'000.– e ha stabilito che il debitore
partecipa alla massa ereditaria nella misura del 20%.

 

                            D.  Nel
termine impartito agli interessati dal presidente della Camera con ordinanza 26
marzo 2014 per presentare osservazioni sul modo di realizzazione alla luce del
valore attribuito dall’UEF alla quota da realizzare, si sono espressi solo il
Municipio del PI 6, che ha aderito alla “proposta dell’Ufficio esecuzione e fallimenti
di sciogliere la Comunione ereditaria __________”, e PI 5, che si è invece
opposto allo scioglimento, facendo valere da una parte che i valori attribuiti
alla sostanza ereditaria erano a suo avviso di gran lunga superiore al valore
reale, e dall’altra che la propria quota ereditaria è di 2/6
e quindi quella di suo fratello PI 1 di 1/6 e non
di 1/5.

 

 

Considerato

 

in diritto:              1.  Ricevuta
la domanda di vendita d’una parte in comunione, l’Ufficio convoca tutti gli
interessati a un’udienza di conciliazione (art. 9 cpv. 1 del Regolamento del
Tribunale federale concernente il pignoramento e la realizzazione di diritti in
comunione (RDC; RS 281.41), dando poi loro la facoltà di formulare proposte sul
modo di realizzazione (art. 10 cpv. 1 RDC). L’autorità di vigilanza deve determinare
il modo di realizzazione dei diritti ereditari del­l’escus­so (art. 132 cpv. 1
LEF) scegliendo tra la messa all’asta oppure lo scioglimento
della comunione, con consecutiva liquidazione del patrimonio comune (cfr. art.
10 cpv. 2 RDC), ritenuto che giusta l’art. 10 cpv. 3 RDC la vendita
all’asta dei diritti in comunione sarà ordinata, di regola, solo se il valore
della quota pignorata può essere determinato almeno approssimativamente in base
alle informazioni assunte in occasione del pignoramento o delle trattative di
conciliazione.

 

                             2.  Nel
caso di specie, come visto, l’Ufficio ha attribuito all’intera sostanza
ereditaria un valore di stima peritale di fr. 270'000.– e stabilito che il
debitore partecipa alla massa ereditaria nella misura del 20%. In realtà, la
comunione ereditaria, che era composta di 7 membri, il 29 febbraio 2012 è stata
ridotta a 5 membri, in seguito alla cessione all’asta della quota di __________
(1961) al fratello PI 5 avvenuta il 4 settembre 2009 per fr. 500.– e all’estromissione
della moglie del defunto, __________ (1929), deceduta il 2 giugno 2013. Come
sostiene PI 5, la quota dell’escusso è pertanto oggi di 1/6.
Non consta invece alcuna valida ragione per scostarsi dalla stima dei fondi
della comunione esperita dall’ing. __________ nel febbraio di quest’anno, PI 5
non motivando in alcun modo la contestazione espressa nelle sue osservazioni
del 4 aprile 2014. In tali circostanze, il valore della quota pignorata risulta
essere di fr. 45’000.– (fr. 270'000.– diviso 6). Ora, i crediti per
cui era stata chiesta la realizzazione della quota ammontavano al 21 febbraio 2014 a complessivi fr. 8’135.– mentre quelli dei creditori giunti solo allo stadio del pignoramento ascendevano
a fr. 5’979.– in tutto. La somma dei due importi rappresenta meno di un
terzo del valore di stima. Ciò considerato, sussiste il rischio concreto
che la quota venga aggiudicata ad un prezzo ampiamente inferiore al suo valore
reale, non avendo i creditori alcun interesse, in sede di asta, a rilanciare non
appena l’offerta migliore abbia superato l’importo totale dei loro crediti.

 

                                  Il
modo di realizzazione dello scioglimento della comunione ereditaria garantisce
invece che l’ufficio, dopo aver estinto i crediti, possa riversare un’ec­cedenza
all’escusso. La soluzione alternativa dell’as­segna­zi­one della quota ai
creditori giusta l’art. 131 cpv. 2 LEF (cfr. art. 13 cpv. 1 RDC) è esclusa
quando si tratti di quota ereditaria (art. 13 cpv. 2 RDC). Nel caso concreto
poi, a fronte del valore dell’interes­senza le spese connesse alla divisione
della successione – da saldare con quanto otterrà l’escusso nella divisione
(art. 13 cpv. 2 RDC) – appaiono coperte. Giova quindi, nel caso specifico,
ordinare all’UEF di procedere a richiedere lo scioglimento della comunione e la
liquidazione del patrimonio comune (cfr. art. 10 cpv. 2 RDC; RtiD 2009 II 762 seg.
n. 58c). È comunque fatta salva la possibilità per la comunione ereditaria di
evitare lo scioglimento pagando i crediti per i quali la quota dell’escusso è
stata pignorata oppure formulando un’offerta di vendita della quota a
trattative private che possa essere accettata da tutti i creditori pignoranti e
dal­l’escusso (art. 130 LEF; v. Bettschart,
in: Commentaire romand, Poursuite et faillite [2005], n. 15 ad
art. 132).

 

                             3.  Nel
Canton Ticino l’autorità competente ai sensi dell’art. 609 CC per intervenire
nella divisione in luogo dell’erede le cui ragioni successorie sono state
pignorate è l’ufficiale delle esecuzioni nel cui circondario l’escusso ha il
proprio domicilio (art. 96 cpv. 2 LAC). Spetterà quindi all’Ufficiale dell’IS 1
chiedere la divisione della successione alla competente autorità qualora i
coeredi dovessero opporvisi (art. 12 e 13 cpv. 2 RDC) e rappresentare l’escusso
nella procedura (v. CEF, sentenza inc. 15.01.287 dell’11 gennaio 2002). Come
detto, le spese connesse alla procedura di divisione devono essere anticipate
dai creditori (art. 13 cpv. 2 RDC), pena la rinuncia alla realizzazione e la
decadenza del pignoramento (art. 68 cpv. 1 LEF); contrariamente a quanto
sostenuto da Gilliéron (op. cit.,
n. 35 ad art. 132), gli art. 10 cpv. 4 e 13 cpv. 1 RDC sono inapplicabili,
altrimenti i creditori potrebbero agevolmente raggirare la tutela prevista
dall’art. 10 cpv. 3 RDC a favore del debitore. L’Ufficio procederà poi, nella misura
necessaria al soddisfacimento dei creditori, a realizzare i beni attribuiti
all’escusso nella divisione alfine di potere disporre della necessaria
liquidità per estinguere i crediti a beneficio dei quali la quota è stata
pignorata.

 

                             4.  Non
si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2
lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:            1.  L’istanza
è accolta, nel senso che è ordinato all’IS 1 di sostituirsi a PI 1 nella comunione
ereditaria fu __________ che egli compone con PI 2, PI 3, PI 4 e PI 5, di
chiederne lo scioglimento e di procedere poi alla realizzazione di quanto attribuito
all’escusso nella divisione, secondo le indicazioni del considerando 3, fatte
salve le soluzioni alternative menzionate in fondo al considerando 2.

 

                             2.  Non
si prelevano spese né si assegnano indennità.

                             3.  Notificazione
all’IS 1 e, per il suo tramite, a tutti gli interessati.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                  Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione
è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna
14, entro dieci giorni dalla notificazione, rispettivamente entro cinque giorni
dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata
nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.