# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7caff285-0684-56e2-ad87-3334f29a26b7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-07-11
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 11.07.2023 15.2023.73
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2023-73_2023-07-11.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2023.73

  	
  Lugano

  11 luglio 2023

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a
giudice unico (art. 48b LOG) sul ricorso 8 luglio 2023 della

	
   

  	
  RI 1 

  (patrocinata dall’avv. PA 1, )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione, sede di
Lugano, o meglio contro la comminatoria di fallimento emessa il 27 giugno
2023 nell’esecuzione n. __________ promossa nei confronti della ricorrente da

 

	
   

  	
   PI 1  

  (patrocinato dall’avv. PA 2, )

   

  

ritenuto
in fatto e considerando in diritto:

 

                                         che nell’ambito dell’esecuzione
n. __________ avviata il 23 febbraio 2023 da PI 1 contro la RI 1 per l’incasso di fr. 161'062.–, il 27 giugno
2023 la sede di Lugano dell’Ufficio d’e­secuzione (UE), appurato che il Pretore
di Lugano aveva rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dall’escussa
con sentenza del 5 giugno 2023, le ha notificato la comminatoria di fallimento;

 

                                         che
con ricorso 8 luglio 2023, la RI 1 chiede l’annullamento della comminatoria di
fallimento previo conferimento dell’effetto sospensivo;

                                         che
giusta l’art. 17 LEF, salvo nei casi in cui la legge prescriva la via
giudiziaria, il ricorso all’autorità di vigilanza è ammesso contro ogni
provvedimento di un ufficio di esecuzione o dei fallimenti per violazione di
una norma di diritto o un errore di apprezzamento;

 

                                         che
contro la notifica della comminatoria di fallimento può quindi essere formulato
un ricorso unicamente per ragioni formali (Mar­kus
in:
Basler Kommentar, SchKG I, 3a ed. 2021, n.
6 ad art. 160 LEF), quali ad esempio l’incompetenza
territoriale dell’ufficio d’ese­­cuzione (DTF 118 III 6), il mancato
assoggettamento dell’escusso all’esecuzione ordinaria in via di fallimento
(art. 39 e 40 LEF), l’as­­senza di una decisione esecutiva che rigetti l’opposizione
o l’inol­­tro di un’azione di disconoscimento di debito (art. 88 cpv. 1 LEF);

 

                                         che
la via del ricorso è invece preclusa per questioni di merito (relative cioè
alla validità materiale del credito posto in esecuzione), la cui cognizione
spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria o amministrativa competente, in
particolare nell’ambito della procedura di rigetto dell’opposizione (art. 80
segg. LEF);

 

                                         che
nel caso specifico, la RI 1 si oppone alla comminatoria di fallimento invocando
l’assenza di una decisione esecutiva che rigetti l’opposizione, “ove va inteso che la decisione di rigetto
dell’op­posizione sia passata in giudicato”, ricordato
il reclamo da essa interposto contro la decisione di rigetto, tuttora pendente
presso la scrivente Camera (inc. 14.2023.69);

 

                                         che
a sostegno della censura la ricorrente cita una sentenza del 5 novembre 2014 di
questa Camera (inc. 15.2014.106), che però tratta di due questioni diverse,
senz’attinenza con il caso in esa­me,
ovvero dell’ammissibilità di una seconda esecuzione per il me­desimo
credito (consid. 3) e dell’indicazione nella comminatoria di fallimento dell’importo del credito posto in
esecuzione qualora l’op­­posizione sia stata rigetta solo parzialmente;

 

                                         che
la ricorrente non cita la giurisprudenza e la dottrina topiche, secondo cui il
reclamo contro la decisione di rigetto dell’opposizio­­ne
non ha effetto sospensivo automatico, sicché la decisione è im­mediatamente
esecutiva (art. 325 cpv. 1 CPC) e consente la continuazione
dell’esecuzione finché l’escusso non dimostra di aver chiesto e ottenuto l’effetto
sospensivo (ad esempio: sentenze del
Tribunale federale 5A_78/2017 del 18 maggio 2017 consid. 2.2 con i rinvii, e della
CEF 15.2020.26 del 20 maggio 2020 consid. 2; Abbet in: Abbet/Veuillet (a cura di), La
mainlevée de l’opposition, 2a ed. 2022, n. 125 ad art. 84 LEF; Staehelin in: Basler
Kommentar, SchKG I, 3a ed. 2021, n. 85 ad art. 84 e n. 14 ad art. 88
LEF);

                                         che
nel caso in esame la ricorrente non ha chiesto la concessione dell’effetto
sospensivo nella procedura di reclamo contro la decisione di rigetto dell’opposizione,
sicché l’UE ha correttamente da­to seguito alla domanda di prosecuzione dell’esecuzione
emetten­do la comminatoria di fallimento ora impugnata;

 

                                         che
per il resto non sta all’ufficio d’esecuzione né all’autorità di vigilanza sindacare la decisione di rigetto dell’opposizione,
né quin­di esaminare le censure già fatte valere dalla ricorrente con il
reclamo contro la decisione di rigetto e ribadite in questa sede, non
trattandosi di doglianze di natura formale;

 

                                         che
ad ogni modo con sentenza odierna, nella sua veste di autorità giurisdizionale
superiore la Camera ha respinto il reclamo in questione (inc. 14.2023.69);

 

                                         che
comunque sia il “paradosso
inaccettabile” denunciato dalla ricorrente sarebbe in
realtà di negare in Svizzera il carattere esecutivo della decisione del
Tribunale di Milano del 24 novembre 2022, regolarmente dichiarata esecutiva in
Svizzera con decisio­ne di exequatur del 10 gennaio 2023 e confermata dalla seconda Camera civile del
Tribunale d’appello con sentenza 12.2023.24 del 5 maggio 2023, specie perché la
Corte d’appello di Milano ha respinto la richiesta della ricorrente volta alla
sospensione dell’ef­ficacia del giudizio appellato;

 

                                         che
di conseguenza, il ricorso ora in esame, nella misura in cui è ricevibile, va
respinto;

 

                                         che
la domanda volta alla concessione dell’effeto sospensivo diventa così senza oggetto;

 

                                         che
per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità
(art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ricevibile, ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   

       ;

  –   

       .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio d’esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.