# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c5199692-8ede-581a-b48c-15d7a37463ea
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-03-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 09.03.2012 12.2011.185
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2011-185_2012-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2011.185

  	
  Lugano

  9 marzo 2012/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  Bozzini e Fiscalini

  

 

	
  cancelliere:

  	
  Isotta

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2010.31
della Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud promossa con petizione 19
aprile 2010 da

 

 

	
   

  	
   AO 1  

  (  RA 2 )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
    AP 1 ,

   AP 2 , 

   AP 3 ,

  (  RA 1 )

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

mediante
la quale era chiesta la condanna dei convenuti al versamento in solido di € 10000.– oltre
interessi al 5% dal 1° febbraio 2010;

 

domanda
avversata dai convenuti e che il Pretore ha integralmente accolto con sentenza
del 1° settembre 2011;

 

appellanti
i convenuti con appello del 5 ottobre 2011 in cui chiedono che, in riforma del giudizio impugnato, la petizione sia respinta, con carico di spese e ripetibili
a controparte, mentre l’attore, con risposta dell’8 novembre 2011, ne ha
chiesto la reiezione, con protesta di spese e ripetibili.

 

 

Ritenuto

 

in fatto:

                                  A.   Con contratto di sponsorizzazione datato 7 gennaio 2009 l’atleta AO
1 si è impegnato a promuovere quale atleta le attività della Scuola __________
e del Centro Professionale per il __________, dei quali sono titolari AP 1, AP
2 e AP 3. Il contratto, di durata quadriennale dal 1° gennaio 2009 al 31
dicembre 2012, con possibilità di disdetta con due mesi di anticipo per la fine
di un anno, prevedeva il versamento di un fisso annuale di € 10’000.– (doc. B).

 

                                  B.   Con petizione del 19 aprile 2010 AO 1 ha chiesto la condanna di AP 1, AP 2 e AP 3 al versamento di € 10’000.–, dovuti per l’anno 2010,
oltre interessi al 5% dal 1° febbraio 2010. Con risposta del 22 giugno 2010 i
convenuti si sono opposti alla petizione sostenendo che il contratto non era
stato firmato il 7 gennaio 2009 ma successivamente e che era stato validamente
disdetto durante un colloquio personale nella scuola del __________ il 30
gennaio 2010. Nell’allegato di replica 16 luglio 2010 l’attore ha ribadito le
proprie allegazioni e contestato quelle di controparte. Non è stata presentata
la duplica. Esperita l’istruttoria, le parti si sono riconfermate nelle
rispettive domande con conclusioni del 12 maggio 2011.

 

                                  C.   Statuendo il 1° settembre 2011 Il Pretore ha accolto la petizione e
ha posto la tassa di giustizia di fr. 1'000.– e le spese a carico dei convenuti
in solido, con l’obbligo di rifondere alla controparte, sempre in solido, fr. 2'500.–
di ripetibili.

 

                                  D.   Contro il predetto giudizio sono insorti i convenuti con appello del
5 ottobre 2011 in cui ne chiedono la riforma nel senso che la petizione sia
integralmente respinta. L’attore ha postulato la reiezione dell’appello con
risposta dell’8 novembre 2011.

 

e considerato

 

in diritto:

                                   1.   La decisione impugnata è stata emessa il 1° settembre 2011,
sicché al procedimento di impugnazione si applica il Codice di diritto
processuale civile svizzero in vigore dal 1° gennaio 2011 (CPC).

 

                                   2.   Nel proprio giudizio il Pretore ha rilevato che la firma apposta successivamente
sul contratto nulla mutava alla sostanza dal momento che la decorrenza era
stata pattuita e voluta dalle parti con effetto dal 1° gennaio 2009, che esse
avevano inteso vincolarsi per una durata quadriennale e che il contratto non
era altro se non una formalizzazione degli accordi già presi. Riguardo
all’asserita disdetta verbale avvenuta il 30 gennaio 2010 durante un colloquio personale,
il primo giudice ha ritenuto che da un lato essa disattendeva i termini contrattuali
e dall’altro non erano emersi dal carteggio e dall’audizione del teste G__________
elementi sufficienti a suo suffragio.

 

                                   3.   Gli appellanti ribadiscono in questa sede che erroneamente il
Pretore aveva ritenuto stipulato il contratto il 7 gennaio 2009, data apposta
dall’attore, e lo aveva considerato quale semplice formalizzazione di accordi
presi, intesi a farne valere la decorrenza con effetto retroattivo al 1°
gennaio 2009. Al proposito essi asseriscono che la parte AP 3 aveva dato il
consenso ad aprile 2009, che l’effetto retroattivo non avrebbe loro giovato
perché a quel momento avevano perso quattro mesi di attività promozionale di un
accordo oneroso e che il 7 gennaio 2009 nessuno aveva visto il contratto, né se
ne era discusso il contenuto. Se non che, a ben vedere, si tratta di argomenti
inconferenti perché, da un lato il contratto indica chiaramente che “… è
valido dal 01.01.2009 al 31.12.2012 …” (doc. B) e gli appellanti non
pretendono di non avere visto e accettato questa clausola al momento della
firma, e, dall’altro non spiegano perché abbiano versato l’importo di € 10'000.– dovuto per l’anno 2009 se, come sostengono, per i primi quattro
mesi non ne avevano tratto beneficio alcuno.

 

                                   4.   Ancora gli appellanti sostengono che il contratto era stato validamente
annullato per esplicito accordo intervenuto il 10 (recte: 30) gennaio 2009
(recte: 2010) e trasformato in una collaborazione “a eventi”. Nella
misura in cui essi invocano a sostegno di questa asserzione la deposizione del
teste G__________ non possono essere seguiti perché questi ha sì riferito che “…
durante la discussione veniva comunicato a __________ che la collaborazione
come era stata instaurata non avrebbe potuto continuare, mantenendo un rapporto
solo su singoli eventi o su chiamata” (verbale 28 febbraio 2011), ma
inutilmente si cerca un benché minimo riferimento ad un concordato annullamento
con effetto immediato o ad una concordata disdetta del contratto, valida già
per il 2010.

 

                                   5.   Invocando gli art. 316 cpv. 3 e 317 CPC gli appellanti chiedono
l’assunzione di due nuove prove, ossia le testimonianze di N__________ e della
parte convenuta avv. AP 1 stesso. Al proposito va detto che l’art. 317 cpv. 1 CPC
prevede che nuovi fatti o mezzi di prova sono considerati solo se vengono
immediatamente addotti (lett. a) e dinanzi alla giurisdizione inferiore non era
possibile addurli nemmeno con la diligenza ragionevolmente esigibile tenuto
conto delle circostanze (lett. b). Il giudizio d’appello può tenere conto
dell’evoluzione della situazione di fatto prodottasi dopo il dibattimento (veri
nova), mentre potrà considerare fatti preesistenti soltanto a condizione
che non potessero essere addotti in primo grado neppure facendo uso della
diligenza ragionevolmente esigibile alla luce delle circostanze (pseudo nova)
(Cocchi Trezzini Bernasconi,
Commentario al Codice di diritto processuale civile svizzero CPC, 2010, pag.
1393). Per quanto concerne N__________, l’assunzione era stata chiesta dalla
parte convenuta all’udienza preliminare 9 dicembre 2010 e respinta dal Pretore
perché l’art. 227 CPC-TI escludeva la possibilità di sentire i fratellastri e
le sorellastre di una delle parti, indipendentemente da quale essa sia
(litisconsorte o controparte). Un’assunzione in questa sede è esclusa per il
fatto che la testimonianza di N__________ non può considerarsi un novum
e perché era stata notificata in primo grado, ma rifiutata per i motivi
anzidetti, per cui non si tratta neppure di un pseudo novum. Non
diversamente vale per la seconda prova chiesta, ossia l’assunzione dell’avv. AP 1: non si tratta in tutta evidenza di un novum e neppure di un pseudo novum poiché
non poteva in ogni caso essere assunto quale teste in prima sede in quanto
parte convenuta, né lo potrebbe con l’attuale CPC (cfr. al proposito l’art. 169
CPC: “Chi non è parte …”).

 

                                   6.   Ne deriva che l’appello si rivela infondato e va respinto. Ciò giustifica
di caricare agli appellanti in solido la tassa, le spese e le ripetibili di
seconda istanza (art. 97 e 106 cpv. 1 CPC). 

 

 

Per questi motivi, 

 

richiamati la LTG e il Regolamento sulle
ripetibili,

 

 

decide:

                                   1.   L’appello 5 ottobre 2011 dell’avv. AP 1, di AP 2 e di AP 3 è
respinto. 

 

                                   2.   Le spese processuali del presente giudizio, consistenti in
complessivi fr. 1'000.-, già anticipati dagli appellanti, restano a loro
carico, con l’obbligo di rifondere alla controparte fr. 1’500.– di ripetibili
di questa sede.

 

                                   3.   Notificazione
a:

	
   

  	
  -     ; 

  -     . 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                     Il
cancelliere

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente sentenza è dato ricorso in materia civile al
Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del
testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle cause a carattere
pecuniario il ricorso è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr.
15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr.
30'000.- negli altri casi. Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la
controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se
una legge federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF).
Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli
stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117
LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario
sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi
con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).