# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2299e323-5e81-5705-9fc9-c21d85b036d8
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2015-04-08
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 08.04.2015 A-1402/2014
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-1402-2014_2015-04-08.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte I 

A-1402/2014 

 

 

  S e n t e n z a  d e l l ' 8  a p r i l e  2 0 1 5  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio), Marie-Chantal May Canellas, Kathrin Dietrich,  

cancelliere Manuel Borla. 

 

 
 

Parti 

 
A._______, 

…, 

patrocinato dall'avv. …, 

…, 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Corpo delle guardie di confine, 

Comando Regione gcf IV, Via Calprino 8, 6900 Paradiso,    

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Scioglimento del rapporto di lavoro. 

 

 

A-1402/2014 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

Il signor A._______, nato il …, è attivo presso il Corpo delle guardie di 

confine (Cgcf) dal …. Con effetto al 1° aprile 2004, egli ha assunto la 

funzione di capoposto con il grado di aiutante presso il posto guardie di 

confine (po gcf) X._______, in 18a classe di stipendio. Dal 1° gennaio 2007, 

al termine del programma nazionale di riorganizzazione denominato 

"Innova", il signor A._______ è stato designato capoposto presso il po gcf 

B._______, in 21a classe di stipendio. 

B.  

Nell'ambito dell'ottimizzazione dei processi e delle strutture organizzative 

della regione di confine IV (reg gcf IV) – necessitante la focalizzazione delle 

priorità nel sud del T._______, con adeguamenti strutturali – il Comando 

del Cgcf di Berna ha approvato con effetto dal 1° gennaio 2013 l'unifica-

zione degli attuali po gcf B._______ e Ceresio comportante la creazione 

del nuovo po gcf L._______, rispettivamente del nuovo po gcf F._______. 

C.  

Le funzioni di capoposto e sostituto del capoposto delle due nuove unità 

organizzative sono poi state messe a concorso nel bollettino dei posti 

vacanti interni, al fine di garantire l'operatività secondo le nuove strutture a 

partire dal 1° gennaio 2013. Il bando per la funzione di capoposto dei posti 

di L._______ e F._______ è stato pubblicato nel bollettino n. 16/2012. 

D.  

In detto contesto, il signor A._______ si è candidato solo per la funzione di 

capoposto del nuovo po gcf L._______. 

E.  

Con bollettino informativo 22 giugno 2012, i collaboratori sono stati 

informati in merito alle persone nominate quali capiposto dei posti di 

L._______ e F._______. Il signor A._______, che non figurava tra le 

persone nominate, ne è stato informato personalmente sia durante il 

colloquio tenutosi il 6 giugno 2012 che con scritto del 21 giugno 2012. 

F.  

Dal 27 giugno 2012 il signor A._______ è stato assente dall'attività 

professionale per malattia. 

 

A-1402/2014 

Pagina 3 

G.  

Il 20 luglio 2012 il Comandante della reg gcf IV (Comandante) ha chiesto 

al capo del Cgcf di autorizzare la garanzia dello stipendio, l'assunzione 

delle spese di trasporto e il mantenimento del grado di aiutante per il 

capoposto A._______, che non era stato preso in considerazione al 

momento della nomina. Tale richiesta è stata accolta sia dal capo del Cgcf 

che dal capo della divisione del personale dell'Amministrazione federale 

delle dogane (AFD). 

H.  

Il 24 luglio 2012 il Comando Regione guardie di confine IV (di seguito: 

Comando) ha poi comunicato al signor A._______ che lo stesso, 

nell'ambito dell'ottimizzazione della struttura organizzativa e 

dell'occupazione dei nuovi posti messi a concorso, non ha potuto essere 

nominato ad una funzione classificata in una classe di stipendio uguale o 

superiore rispetto a quella attuale (21a classe di stipendio). Poiché l'attuale 

posto di capoposto po gcf B._______ sarebbe stato soppresso a partire 

dal 31 dicembre 2012 con l'entrata in funzione il 1° gennaio 2013 della 

nuova struttura organizzativa (po gcf L._______), l'autorità menzionata gli 

ha poi indicato di dover procedere all'adeguamento del suo rapporto di 

lavoro conformemente alla legislazione applicabile. In tale contesto, il 

predetto Comando ha proposto al signor A._______ due alternative: 

l'occupazione della funzione di sostituto capoposto (18a classe di stipendio) 

presso il po gcf F._______ oppure presso il po gcf T._______ con, 

segnatamente, la concessione della garanzia dello stipendio per un 

determinato periodo. 

I.  

Il 25 ottobre 2012 – dopo vari scambi di scritti e aver concesso il diritto di 

essere sentito al signor A._______, il quale mai ha optato per una delle 

due opzioni a lui proposte – il Comando ha emanato una decisione di 

modifica del rapporto di lavoro nel contesto della predetta riorganizzazione, 

stabilendo che, a partire dal 1° febbraio 2013, il dipendente avrebbe 

occupato la funzione di sostituto capoposto classificata nella 18a classe di 

stipendio presso il posto guardie F._______ con sede a Chiasso; lo 

stipendio versato nella precedente funzione gli era inoltre garantito per due 

anni, nonché il pagamento delle spese supplementari di trasporto per 

recarsi al nuovo posto di lavoro; infine il grado di aiutante era mantenuto. 

J.  

Avverso la predetta decisione, A._______ ha presentato ricorso con scritto 

A-1402/2014 

Pagina 4 

del 26 novembre 2012 dinanzi alla Direzione generale delle dogane (DGD), 

chiedendone l'annullamento. 

Con decisione su ricorso del 16 aprile 2013, la DGD ha respinto il predetto 

gravame. 

K.  

Contro tale decisione, il signor A._______ ha quindi ricorso dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale con scritto del 21 maggio 2013.  

L.  

Con decisione del 4 novembre 2013, l'ufficio dell'assicurazione invalidità 

(ufficio AI) del Cantone T._______ ha riconosciuto un diritto ad una rendita 

AI intera a favore dell'interessato, a contare dal mese di giugno 2013. 

M.  

Con sentenza A-2878/2013 del 21 novembre 2013, il Tribunale ammini-

strativo federale ha respinto il gravame del signor A._______, rilevando 

che la decisione impugnata non era contraria al diritto applicabile, non era 

frutto di una violazione del diritto di essere sentito del ricorrente, né 

tantomeno dei principi della buona fede, dell'uguaglianza di trattamento o 

del divieto dell'arbitrio come neppure di un abuso del potere dell'autorità 

inferiore. Essa è stata infine considerata rispettosa del principio di 

proporzionalità ed adeguata. 

N.  

Con scritto del 28 novembre 2013, il Comando (di seguito: autorità di prima 

istanza) ha comunicato all'interessato di voler sciogliere il rapporto di 

lavoro a causa del perdurare della totale incapacità lavorativa dovuta a 

malattia dal mese di giugno 2012. In proposito, l'autorità di prima istanza 

ha sottoposto al signor A._______ la sottoscrizione di un accordo 

concernente lo scioglimento del rapporto di lavoro, oppure lo scioglimento 

dello stesso mediante decisione. 

O.  

In data 6 febbraio 2014 le parti hanno quindi proceduto ad un incontro in 

occasione del quale il signor A._______ ha indicato di essere disponibile 

per una riqualifica professionale presso la Sezione Anti Frode doganale. 

Con decisione del 7 febbraio 2014, comunicata al signor A._______ il 

12 febbraio seguente, il Direttore del circondario doganale ha però 

informato lo stesso di non potere dare seguito alla richiesta di riqualifica 

personale. 

A-1402/2014 

Pagina 5 

P.  

Con decisione del 13 febbraio 2014, l'autorità di prima istanza ha disdetto 

il rapporto di lavoro con il signor A._______ a causa dell'incapacità di 

effettuare il lavoro convenuto, per il 31 agosto 2014. Allo stesso tempo, 

essa ha stabilito che il diritto al pagamento dello stipendio terminava il 

27 giugno 2014, mentre dal 28 giugno al 31 agosto 2014 l'interessato era 

considerato in congedo non pagato. 

Q.  

Con ricorso del 17 marzo 2014, A._______ (di seguito: il ricorrente) ha 

impugnato la predetta decisione dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale. Protestando tasse, spese e ripetibili, in sunto egli ha postulato 

l'annullamento della decisione impugnata e il rinvio dell'incarto all'autorità 

di prima istanza. Egli ha evidenziato in primo luogo la violazione del diritto 

federale segnatamente la mancanza dei presupposti a fondamento di una 

disdetta ordinaria del rapporto di lavoro per incapacità nell'effettuare il la-

voro convenuto, nella misura in cui mancherebbe qualsiasi accertamento 

in proposito. Il ricorrente ha altresì rilevato la violazione del principio di 

proporzionalità, previsto dalla legislazione federale, nella misura in cui il 

datore di lavoro non "abbia seriamente esaminato tutte le opportunità e le 

possibilità ragionevolmente esigibili per continuare ad essere impiegato 

nella medesima funzione o 'in altri ambiti', nel rispetto delle limitazioni della 

sua capacità lavorativa". L'origine dell'incapacità lavorativa, la riduzione 

della stessa non sarebbero state approfondite, e nemmeno il "case 

management aziendale" sarebbe stato svolto conformemente alle direttive 

applicabili. Il ricorrente ha altresì allegato che la decisione sarebbe 

incompleta poiché non contemplerebbe alcunché in merito al versamento 

di un'indennità. Infine egli contesta il termine del 27 giugno 2014 quale 

termine per il pagamento dello stipendio nella misura in cui l'assenza dal 

posto di lavoro sarebbe stata determinata anche da infortunio e non solo 

dovuta da malattia. 

R.  

Con scritto del 26 maggio 2014 l'autorità inferiore ha chiesto la conferma 

della decisione impugnata, precisando in particolare che la totale incapa-

cità lavorativa è causata da malattia. 

S.  

Invitato a trasmettere le proprie osservazioni finali, il ricorrente non vi ha 

dato seguito. 

A-1402/2014 

Pagina 6 

T.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessari, nei 

considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni 

ai sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla proce-

dura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità menzionate 

all'art. 33 della Legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale ammini-

strativo federale (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni di cui all'art. 32 

LTAF (cfr. art. 31 LTAF). La procedura dinanzi ad esso è retta dalla PA, in 

quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF).  

1.2  

1.2.1 Nel valutare il diritto qui applicabile, vale il principio secondo cui sono 

determinanti le norme giuridiche valide al momento della realizzazione 

della fattispecie giuridicamente rilevante (cfr. PIERMARCO ZEN-RUFFINEN, 

Droit administratif, Partie générale et éléments de procédure, 2a ed. 2013, 

n. 169; MAX IMBODEN/RÉNÉ A. RHINOW, Schweizerische 

Verwaltungsrechtsprechung, vol. I: Allgemeiner Teil, 6a ed. 1986, no. 15, 

pag. 95). Secondo la giurisprudenza dell'Alta corte, la legalità di un atto 

amministrativo dev'essere giudicata, di regola, in base al diritto vigente al 

momento dell'emanazione dello stesso (cfr. DTF 130 V 329 consid. 2.3; 

125 II 591 consid. 5e/aa). Questo principio si basa principalmente sul 

concetto secondo il quale l'istituto del ricorso di diritto amministrativo tende 

in primo luogo al controllo della legalità della decisione querelata, motivo 

per cui eventuali modifiche delle disposizioni pertinenti intervenute durante 

la procedura di ricorso sono da considerarsi irrilevanti (cfr. MARCO BORGHI, 

Il diritto amministrativo intertemporale, in: Revue de droit suisse [RDS] / 

Zeitschrift für schweizerisches Recht [ZSR] 1983, II, pag. 487). Il fatto di 

applicare la regolamentazione in vigore al momento della pronuncia della 

prima decisione corrisponde del resto ad un principio generale del diritto 

pubblico (cfr. sentenza del TAF A-1661/2011 del 26 marzo 2012 

consid. 4.2).  

1.2.2 Ne discende dunque che, siccome il 1° luglio 2013 è entrata in vigore 

la revisione (cfr. Messaggio concernente la modifica della legge sul 

personale federale del 31 agosto 2013 [di seguito: Messaggio LPers], FF 

2011 5959; RU 2013 1493) della legge del 24 marzo 2000 sul personale 

A-1402/2014 

Pagina 7 

federale (LPers, RS 172.220.1) e ci si trova confrontati ad una decisione 

resa il 13 febbraio 2014 dal Comando – quale datore di lavoro ai sensi 

dell'art. 34 cpv. 1 LPers – si applica il nuovo diritto.  

1.3 Tale decisione è stata impugnata dal ricorrente dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale conformemente all'art. 36 cpv. 1 LPers, nonché 

all'art. 33 lett. d LTAF. 

Pacifica è la legittimazione ricorsuale del ricorrente, essendo lo stesso 

destinatario della decisione impugnata e avendo un interesse a che la 

stessa venga qui annullata (art. 48 PA). Il ricorso è poi stato interposto 

tempestivamente (art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di 

forma e di contenuto previste dalla legge (art. 52 PA). 

Il ricorso è ricevibile in ordine e deve essere esaminato nel merito. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del 

potere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l'accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. b PA) nonché 

l'inadeguatezza (art. 49 lett. c PA; cfr. ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LO-

RENZ KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 

2a ed. 2013, n. 2.149; ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, 

Allgemeines Verwaltungsrecht, 6a ed. 2010, n. 1758 segg.). 

2.2 Lo scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62 

cpv. 4 PA) né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né 

dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 consid. 2; PIERRE 

MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3a ed. 2011, no. 2.2.6.5, 

pag. 300). I principi della massima inquisitoria e dell'applicazione d'ufficio 

del diritto sono tuttavia limitati: l'autorità competente procede difatti 

spontaneamente a constatazioni complementari o esamina altri punti di 

diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso 

(cfr. DTF 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27 

consid. 3.3). 

2.3 Nel decorso della presente procedura, le osservazioni, alle quali erano 

allegati gli atti di causa dell'autorità di prima istanza, sono giunte dopo il 

termine inizialmente fissato con decisione procedurale, ma conformemente 

ad una proroga concessa oralmente. Di conseguenza e malgrado vi sia 

stato invitato, il ricorrente, ritenendo tardiva la produzione dell'autorità di 

A-1402/2014 

Pagina 8 

prima istanza, ha rinunciato a formulare le proprie osservazioni. Lo 

scrivente Tribunale ha invitato di nuovo il ricorrente a formulare le sue 

osservazioni, esponendo per altro varie considerazioni. Il ricorrente ha 

quindi fatto sapere che a suo parere, la presa di posizione dell'autorità di 

prima istanza non poteva essere considerata e che rinunciava quindi a 

prendere posizione. 

Secondo l'art. 12 PA, l'autorità procede d'ufficio alla constatazione dei fatti 

pertinenti (massima d'ufficio) e conseguentemente, può prendere in 

considerazione pure delle allegazioni tardive (cfr. art. 32 cpv. 2 PA). Per 

quanto riguarda la produzione degli atti di causa, gli stessi vanno presi in 

considerazione (cfr. art. 57 PA). Nella presente fattispecie, quindi, il 

ricorrente si sbaglia se suppone che gli atti di causa non verranno 

considerati; per la presa di posizione dell'autorità di prima istanza, vale lo 

stesso ragionamento. Inoltre – e come emerge chiaramente dai conside-

randi che seguono – lo scrivente Tribunale era in misura di giudicare la 

presente causa anche in base al solo incarto. 

3.  

3.1 Preliminarmente, alla luce del susseguirsi dei contratti di lavoro tra le 

parti, da ultimo la modifica contrattuale unilaterale terminata con giudizio 

cresciuto in giudicato, il Tribunale ritiene che si debba determinare l'inizio 

del rapporto di lavoro tra il ricorrente e le Dogane. 

3.2 Come rilevato in narrativa, il ricorrente, nato nel …, è entrato alle 

dipendenze del Corpo guardie di confine nel … e con effetto al 1° aprile 

2004 ha assunto la funzione di capoposto con il grado di aiutante presso il 

po gcf X._______, in 18a classe di stipendio. Dagli atti di causa emerge 

inoltre che dal 1° gennaio 2007, al termine del programma nazionale di 

riorganizzazione denominato "Innova", il ricorrente è stato designato 

capoposto presso il po gcf B._______, in 21a classe di stipendio. 

Conseguentemente ad una nuova riorganizzazione interna ed alla 

cancellazione del posto di lavoro sino ad allora ricoperto, il ricorrente ha 

concorso – senza successo – quale capoposto al po gcf L._______. 

Contestualmente alla mancata assunzione – notificata con scritto del 

21 giugno 2012 (cfr. lettera del Comando, atti, doc. 2) – e meglio dal 

28 giugno 2012, il ricorrente è stato ritenuto "totalmente incapace al lavoro 

causa malattia" (cfr. scritto del Centro HR dell'AFD di L._______, del 

12 ottobre 2012 e certificati medicali del medico curante, atti, doc. 9 / 3-6, 

8, 10, 13, 15, 18, 21-24, 26, 29-30, 33-35, 38, 46, 49 e 61). All'insorgere 

della malattia, il ricorrente effettuava prevalentemente servizio ammini-

strativo nella fascia oraria 06h00-20h00, con compiti di condotta dei capi 

A-1402/2014 

Pagina 9 

squadra (4 collaboratori). Avendo la responsabilità della gestione del posto 

Guardie di confine B._______, egli era responsabile di un organico di circa 

40 collaboratori; inoltre, sebbene saltuariamente, poteva essere chiamato 

ad effettuare – nell'ambito dei compiti di conduzione e controllo dell'attività 

lavorativa e sorveglianza del confine – un servizio di sorveglianza armato 

(servizio mobile o statico; cfr. scritto 12 ottobre 2012, summenzionato).  

Dal 1° febbraio 2013 invece, alle dipendenze del Comando quale sostituto 

capoposto, il ricorrente ha, "oltre che compiti di condotta di una squadra di 

ca 10 collaboratori", l'obbligo di dover adempiere a turni di "servizio armato 

24h su 24h, 7 giorni su 7" (cfr. decisione del Comando del 25 ottobre 2012, 

atti, doc. 14).  

Ciò detto, sebbene siano evidenti alcune modifiche importanti alle nuove 

mansioni rispetto a quelle precedenti di capoposto, non è possibile ravvi-

sare una differenza tale da considerare che il 1° febbraio 2013 sia stato 

stipulato un nuovo contratto di lavoro. La differenza più sostanziale è legata 

alla retribuzione (classe salariale ridotta di 3 classi), ma essa non può – 

quale unico elemento – portare a considerare la nascita di un nuovo 

rapporto di lavoro, rispetto ai precedenti di cui il primo è nato con contratto 

del 1984. 

3.3 In queste circostanze, il Tribunale statuente ritiene che il rapporto di 

lavoro tra il ricorrente e le Dogane, visto il susseguirsi dei vari contratti di 

lavoro, abbia avuto inizio nel …. La funzione qui disdetta è quella che il 

ricorrente avrebbe dovuto eseguire a contare dal 1° febbraio 2013. 

4.  

Nel merito, il presente litigio pone l'interrogativo a sapere se l'autorità di 

prima istanza abbia applicato correttamente le disposizioni di diritto 

federale relative alla disdetta del contratto di lavoro tra il ricorrente e il 

Comando, rispettivamente se i presupposti di tali disposizioni siano stati 

ottemperati. Inoltre, qualora la disdetta fosse giustificata, si tratta di 

analizzare il rispetto dei termini legali della stessa. Infine, in caso di 

ottemperamento ai requisiti di legge il ricorrente chiede il completamento 

della disdetta con la determinazione di un'indennità.  

Il contratto di lavoro ed i relativi compiti che qui di seguito saranno 

esaminati per giudicare della presente fattispecie sono quelli determinati 

dal contratto di lavoro proposto dalle Dogane nel 2012 e successivamente 

imposto con decisione del 25 ottobre 2012, ormai cresciuta in giudicato a 

A-1402/2014 

Pagina 10 

seguito della sentenza dello scrivente Tribunale A-2878/2013 del 

21 novembre 2013. 

 

5.  

5.1 Il ricorrente invoca in primo luogo la violazione del diritto federale, 

segnatamente la mancanza dei presupposti a fondamento di una disdetta 

ordinaria del rapporto di lavoro per incapacità nell'effettuare il lavoro 

convenuto, nella misura in cui mancherebbe qualsiasi accertamento in 

proposito.  

5.2 Nell'atto impugnato, l'autorità di prima istanza ha rilevato che, in 

ragione dello stato di salute e della situazione contestuale venuta a crearsi, 

il ricorrente "difficilmente […] riuscirà ad essere in grado di esercitare la 

sua attività convenuta contrattualmente o un'attività nel servizio di 

sorveglianza armato, né tantomeno un altro genere di attività lavorativa 

ragionevolmente esigibile, proponibile e adeguato all'interno della Regio-

ne IV, sempre che vi siano dei posti e/o delle funzioni vacanti da occupare, 

come pure nel IV circondario della dogana civile" (cfr. decisione impugnata, 

pag. 4). L'autorità di prima istanza ha altresì indicato che il perdurare 

dell'incapacità lavorativa totale non permetteva di attuare appropriati 

provvedimenti di reintegrazione, adeguati al suo stato di salute e 

ragionevolmente esigibili. 

5.3 Giusta l'art. 10 LPers, il datore di lavoro può disdire in via ordinaria il 

rapporto di lavoro di durata indeterminata per motivi oggettivi sufficienti, 

segnatamente a seguito di incapacità, inattitudine o mancanza di 

disponibilità nell'effettuare il lavoro convenuto nel contratto di lavoro (art. 10 

cpv. 3 lett. c LPers). L'incapacità o l'inattitudine sono causate da ogni 

circostanza – di cui l'impiegato non è responsabile ed a lui personale – che 

obbiettivamente gli impedisce di svolgere il compito pattuito 

contrattualmente. In linea di massima, i problemi di salute costituiscono 

valevoli indizi di un'incapacità o inattitudine al lavoro. Perché venga 

ammessa un'incapacità o un'inattitudine, i predetti problemi di salute 

devono comunque sussistere da un certo periodo ed non ci si deve 

aspettare ad una guarigione entro un termine ragionevole. Tuttavia, non è 

necessario che la malattia venga considerata definitiva. L'incapacità 

dovuta a motivi di salute non deve essere ammessa troppo facilmente ed 

in base all'art. 19 cpv. 1 LPers, il datore di lavoro deve esaminare tutte le 

possibilità sensate e ragionevolmente esigibili per potere continuare ad 

impiegare il collaboratore prima di rescindere dal contratto (cfr. art. 11a 

A-1402/2014 

Pagina 11 

dell'Ordinanza del 3 luglio 2001 sul personale federale [OPers, 

RS 172.220.111.3]; sentenze del TAF A-2849/2014 del 28 ottobre 2014, 

consid. 3.2.; A-6509/2013 del 27 agosto 2014 consid. 4.3; HARRY NÖTZLI 

in: Handkommentar BPG, 2013, n. 35 seg. ad art. 12 LPers). 

5.4 Nella presente fattispecie, l'incapacità medica è attestata dai successivi 

certificati medicali rilasciati sin dal 27 giugno 2012 e per una durata 

complessiva di 23 mesi (cfr. summenzionati certificati medicali agli atti) 

nonché dai rapporti del MedicalService del 19 dicembre 2012 e 

dell'11 novembre 2013 (cfr. atti, doc. 19 e 37). 

Si evince da questi ultimi rapporti, tra altro, che l'incapacità lavorativa del 

ricorrente, "nel decorso di questi primi mesi, sempre basando[mi] sulle 

spiegazioni del Dott. D._______ [medico curante del ricorrente], era 

giustificata", che una prognosi a quel momento non era possibile e che una 

domanda circa delle restrizioni, alleggerimenti o adattamenti sul posto di 

lavoro era prematura (cfr. rapporto del 19 dicembre 2012). Un anno dopo, 

lo stato di salute del ricorrente non era migliorato ed una prognosi era 

sempre incerta in quanto i medici dichiaravano che il suo stato di salute 

sarebbe legato al conflitto che opponeva quest'ultimo al suo datore di 

lavoro; lo stato di salute era descritto come molto instabile (cfr. rapporto 

MedicalService, atti, doc. 37). Va inoltre considerato che l'assicurazione AI, 

con decisione del 3 dicembre 2013, ha riconosciuto al ricorrente – che per 

altro neanche menziona questa circostanza – un grado d'invalidità del 77% 

attribuendogli una rendita del 100% a partire dal mese di giugno 2013 

(cfr. atti, doc. 43). 

5.5 Considerando che l'insorgere della malattia nonché la sua durata 

sarebbero state legate al conflitto che opponeva il ricorrente al suo datore 

di lavoro (respingimento della candidatura al posto di capoposto del po gcf 

L._______, cfr. consid. di fatto D di cui sopra, rapporti summenzionati del 

Medical Service), non s'intravede in ché l'apprezzamento dell'autorità di 

prima istanza sarebbe stato errato o abusivo quando ritiene che lo stato di 

salute del ricorrente non gli consente di esercitare la propria l'attività: in 

effetti l'attività qui in esame (sostituto capoposto presso il posto guardia 

F._______ con sede a Chiasso) oggetto della decisione qui impugnata, 

come già ricordato qui sopra (cfr. prec. consid. di fatto D e consid. 4), è 

precisamente quella che era stata addirittura imposta al ricorrente con 

decisione del 25 ottobre 2012 successivamente confermata con sentenza 

A-2878/2013 del 21 novembre 2013 dello scrivente Tribunale. Il ricorrente, 

tenuto conto dello stato di salute e della situazione creatasi, non ha mai 

svolto i compiti legati a questa sua funzione. In maniera costante, i 

A-1402/2014 

Pagina 12 

certificati medicali ed i rapporti del MedicalService attestano invece 

dell'incapacità del ricorrente ad occupare il posto attribuitogli.  

Per quanto riguarda l'argomento secondo cui la decisione sarebbe stata 

prematura, lo scrivente Tribunale deve considerare che l'incapacità 

lavorativa è attestata in maniera non interrotta dal 27 giugno 2012 al 

31 maggio 2014. Nessun documento agli atti attesta di una miglioria dello 

stato di salute del ricorrente. Seppur non dichiarata definitiva dai medici, 

siffatta incapacità lavorativa adempie ampiamente al requisito della durata 

per un certo periodo durante il quale non ci si deve aspettare ad una 

guarigione entro un termine ragionevole (cfr. consid. 5.3 qui sopra).   

5.6 Va altresì considerato che in virtù dell'art. 12 cpv. 1 LPers, il termine di 

disdetta ordinario del rapporto di lavoro, dopo il periodo di prova, è al 

massimo di sei mesi.  

Secondo le disposizioni d'esecuzione e nella presente fattispecie, tenendo 

conto di un rapporto lavorativo iniziato nel 1984 (cfr. prec. consid. 3.3), 

dopo il periodo di prova, il rapporto di lavoro poteva essere disdetto in via 

ordinaria per la fine del mese e rispettando un termine di quattro mesi 

(cfr. art. 12 cpv. 2 LPers e art. 30a cpv. 2 OPers), rispettivamente di 6 mesi 

(cfr. cpv. 3 dell'art. 30a OPers); predetto termine è stato qui rispettato 

dall'autorità di prima istanza. 

Per altro, in caso d'impedimento al lavoro per malattia o infortunio, una 

volta decorso il periodo di prova, il datore di lavoro può disdire il rapporto 

di lavoro al più presto al termine di un periodo di due anni dall'inizio 

dell'impedimento al lavoro (cfr. art. 31a cpv. 1 OPers; cfr. sentenza del TAF 

A-5294/2013 del 25 marzo 2014 consid. 3.1). L'esigenza del rispetto di un 

periodo di due anni è comunque temperata quando l'assicurazione per 

l'invalidità ha riconosciuto una permanente incapacità parziale al lavoro; in 

questo caso, la disdetta può avvenire al più presto con effetto dall'inizio del 

versamento della rendita invalidità (cfr. art. 31a cpv. 5 OPers). In questa 

ultima circostanza, il datore di lavoro deve offrire all'impiegato un lavoro 

ragionevolmente esigibile 

Nella presente fattispecie, l'autorità di prime cure con decisione datata 

13 febbraio 2014, ha disdetto il contratto per il 31 agosto 2014, ossia per 

una data posteriore alla fine del periodo di protezione di due anni di cui 

all'art. 31a cpv. 1 OPers. Per altro, la rendita al 100% dell'assicurazione AI 

è stata versata al ricorrente a partire del mese di giugno 2013 (cfr. prec. 

A-1402/2014 

Pagina 13 

consid. 5.4 e atti, doc. 43), elemento, quello, che avrebbe consentito al 

datore di lavoro di disdire anche prima il contratto.  

Visto quanto precede, il gravame di violazione della legge in quanto l'atto 

impugnato riporrebbe su di un apprezzamento errato dei fatti circa la 

sussistenza di un'incapacità lavorativa e sarebbe prematuro è respinto.  

6.  

Il ricorrente invoca inoltre che la decisione impugnata violerebbe il principio 

di proporzionalità in quanto il datore di lavoro non si sarebbe attivato "a 

trovare una soluzione adeguata" o a svolgere il "case management 

aziendale" secondo le direttive. Siffatte critiche, del tutto generiche 

contenute nell'atto ricorsuale non adempiono all'esigenza di motivazione 

dell'art. 52 PA (cfr. sentenza del TAF A-235/2008 del 13 dicembre 2011 

consid. 2.4), sicché questo punto verrà esaminato in maniera sommaria 

dallo scrivente Tribunale.  

6.1  Come considerato in precedenza (cfr. prec. consid. 5.3), il datore di 

lavoro deve esaminare tutte le possibilità sensate e ragionevolmente 

esigibili per potere continuare ad impiegare il collaboratore prima di 

rescindere dal contratto (cfr. art. 19 LPers e art. 11a OPers). 

6.2 Nella presente causa, va rilevato quanto segue. La malattia del 

ricorrente consiste in una depressione legata – a quanto risulta dai rapporti 

medicali – al conflitto che l'ha opposto al suo datore di lavoro, a seguito 

della non nomina al po cgf di L._______. Per altro il posto occupato sinora 

dal ricorrente veniva soppresso nell'ambito della riorganizzazione dei 

servizi della regione IV. Si evince chiaramente dagli atti che il ricorrente è 

rimasto assente dal lavoro per malattia a contare dal 27 giugno 2012, 

mentre era stato informato oralmente dell'insuccesso della candidatura il 

6 giugno 2012 e con scritto del 21 giugno successivo. 

6.3 Il 24 luglio 2012, al ricorrente sono stati proposti due posti di lavoro 

ossia la funzione di sostituto capoposto (18a classe di stipendio) presso il 

po gcf F._______ oppure presso il po gcf T._______; gli veniva inoltre 

concessa la garanzia dello stipendio per un determinato periodo e la 

copertura delle spese supplementari per recarsi al posto di lavoro più 

lontano. Il ricorrente ha rifiutato ambedue le proposte, sicché le dogane gli 

hanno imposto una modifica del contratto con decisione del 25 ottobre 

2012, successivamente impugnata senza successo dal ricorrente 

(cfr. sentenza summenzionata del TAF).  

A-1402/2014 

Pagina 14 

Predette offerte erano state fate al ricorrente in un primo tempo a seguito 

della soppressione del suo posto e dell'insuccesso ch'egli aveva sofferto 

rispetto alla sua candidatura. In questo primo momento, quindi, le proposte 

formulate la prima volta in data del 24 luglio 2012, non erano provvedimenti 

d'integrazione del datore di lavoro a seguito di malattia o d'infortunio ai 

sensi dell'art. 19 cpv. 2 LPers e dell'art. 11a OPers; in effetti l'inizio 

dell'assenza per malattia, il 28 giugno 2102, era ancora troppo vicino nel 

tempo. Le proposte sono comunque state mantenute finché una delle due 

sia decisa sotto forma di modifica del contratto esistente.  

In queste condizioni, si deve constatare che il datore di lavoro si è 

adoperato a cercare delle soluzioni facendo inoltre verificare se predette 

soluzioni potevano, sotto il profilo medicale, essere attuate. Risulta dagli 

atti che il MedicalService – anche se non mettendo in dubbio un'incapacità 

lavorativa – non disponeva d'informazioni sufficienti per concludere ad un 

inidoneità alla funzione di sostituito capoposto (cfr. rapporto 

MedicalService del 19 dicembre 2012, specialmente risposte alle 

domande 3 e 5); nel mese di novembre 2013, il MedicalService spiegava 

che teoricamente il ricorrente sarebbe potuto raggiungere una certa 

capacità lavorativa, ma soltanto quando il confronto di natura giuridica con 

il datore di lavoro si sarebbe risolto (cfr. rapporto del MedicalService 

dell'11 novembre 2013). 

In queste circostanze, le proposte formulate dal datore di lavoro per 

mantenere il ricorrente nel mondo del lavoro – addirittura imposta per 

quanto concerne la funzione che qui ci occupa – costituivano una soluzione 

ragionevolmente esigibile nei suoi confronti, in particolare se si considera 

che gli era garantito lo stipendio, il grado di aiutante ed il rimborso delle 

spese supplementari per recarsi a Chiasso. 

6.4 Risulta inoltre dall'incarto che altri passi per una ricerca alternativa 

erano stati intrapresi a favore del ricorrente: in particolare era stato 

organizzato un incontro il 20 marzo 2013 per discutere di eventuali altre 

soluzioni; purtroppo detti passi rimasero senza seguito in quanto il 

ricorrente l'indomani dell'incontro è rimasto ferito alla spalla destra a causa 

di una caduta in bicicletta ed incapace di lavorare a causa d'infortunio, fino 

al 30 settembre 2013 (cfr. atti, doc. 62-68).  

6.5 Il ricorrente, infine, non si è mai attivato per cercare un'altra soluzione, 

se non di recente – dopo che gli è stata nota l'intenzione del datore di lavoro 

di rescindere dal contratto – chiedendo una reintegrazione quale ispettore 

della Sezione Antifrode a L._______. Purtroppo il ricorrente non adempie 

A-1402/2014 

Pagina 15 

ai requisiti posti dalla carica, tra altro la necessità di svolgere una 

formazione di 2 anni e degli stage che neanche erano previsti nel 2014 

(cfr. incontro del 6 febbraio 2014 e lettera del 7 febbraio 2014 del Direttore 

del circondario, atti, doc. 50-53). 

Ne consegue dunque che la censura della violazione del principio di 

proporzionalità, nella forma dell'assenza dell'analisi delle opportunità di un 

possibile impiego all'interno del medesimo datore di lavoro, deve essere 

respinta. 

7.  

7.1 Il ricorrente ha infine lamentato che la decisione impugnata sarebbe 

incompleta poiché non contempla un'eventuale indennità di disdetta. 

Giusta l'art. 19 cpv. 3 lett. b LPers, il datore di lavoro corrisponde 

un'indennità all'impiegato quando il rapporto di lavoro dura da molto tempo 

o l'impiegato ha già raggiunto una certa età. Secondo l'art. 78 OPers, 

hanno diritto all'indennità ai sensi dell'art. 19 cpv. 3 LPers gli impiegati attivi 

in professioni di monopolio o che rivestono una funzione altamente 

specializzata, il cui rapporto di lavoro è durato ininterrottamente per 20 anni 

presso una o più unità amministrative secondo l'art. 1 OPers, o che hanno 

più di 50 anni. Predetti presupposti sono alternativi, il rapporto di lavoro è 

durato ininterrottamente per 20 anni o l'impiegato ha più di 50 anni 

(cfr. sentenza del TAF A-4813/2014 del 9 febbraio 2015 consid. 4.3 con 

riferimenti ivi citati). 

Nella presente fattispecie, è da considerare che il rapporto lavorativo del 

ricorrente è durato dal …al … 2014, quindi più di 20 anni. In linea di 

massima, egli adempie quindi agli requisiti per vedersi concedere siffatta 

indennità. 

7.2 L'autorità di prima istanza ha comunque tralasciato di considerare 

l'eventualità della concessione di predetta indennità. Nelle sue osserva-

zioni, invece, quest'ultima invoca che il licenziamento sia stato pronunciato 

per colpa dell'impiegato, e che siffatta indennità non può quindi essere 

concessa.  

L'art. 78 cpv. 3 OPers dispone che non è versata alcuna indennità alle 

persone il cui rapporto di lavoro è risolto ai sensi dell'art. 31 OPers, ossia 

per colpa dell'impiegato. Secondo il predetto disposto, la risoluzione del 

rapporto di lavoro è colposa se la risoluzione è basata – tra altro – su uno 

dei motivi menzionati all'art. 10 cpv. 3 lett. a – d LPers.  

A-1402/2014 

Pagina 16 

Se certi dei motivi elencati all'art. 10 cpv. 3 lett. c LPers possono essere 

considerati come colposi da parte dell'impiegato, non si può, nella presente 

fattispecie, considerare che l'incapacità del ricorrente sia colposa: essa è 

stata considerata come consecutiva alla stato di salute del ricorrente, sia 

da parte dell'autorità di prima istanza che dallo scrivente Tribunale. Di 

conseguenza, il requisito della colpa difetta nella presente fattispecie per 

negare l'indennità di cui all'art. 19 LPers (cfr. sentenza del TAF A-

4813/2014 del 9 febbraio 2015 consid. 4.2 con rinvii). 

7.3 Il ricorrente non ha formulato pretese cifrate quo al versamento 

dell'indennità di cui all'art. 19 LPers e all'art. 78 OPers.  

Giusta l'art. 19 cpv. 5 LPers, l'indennità corrisponde al minimo all'ammon-

tare di uno stipendio mensile e al massimo a quello di uno stipendio annuo. 

Conformemente all'art. 79 cpv. 4 Opers, si tiene in particolare conto dell'età 

dell'impiegato, della sua situazione professionale e personale, della durata 

complessiva dell'impiego e del termine di disdetta. 

Il ricorrente ha prestato un servizio particolarmente lungo presso le Dogane 

ed ha compiuto … anni al momento della presente sentenza. È stato 

comunque messo al beneficio di un'intera rendita per invalidità. Visto anche 

il termine di disdetta e le circostanze particolari del caso, lo scrivente 

Tribunale riterrà che un'indennità di 3 mesi di stipendio lordo sia adeguata 

e proporzionata. Il ricorso sarà quindi accolto parzialmente e limitatamente 

a questo punto. 

8.  

A fronte di quanto sopra menzionato, nella misura in cui il licenziamento 

non è contrario al diritto applicabile – segnatamente alla LPers e OPers –

ed al principio di proporzionalità, il ricorso è respinto su questo punto. Lo 

stesso è invece ammesso, nella misura in cui l'autorità di prima istanza ha 

tralasciato di concedere al ricorrente un'indennità ai sensi dell'art. 19 LPers 

e dell'art. 78 OPers.  

9.  

In base all'art. 34 cpv. 2 LPers, la procedura di ricorso è gratuita tranne nei 

casi di temerarietà; nella fattispecie si rinuncia quindi alla riscossione di 

spese di procedura.  

Visto l'esito della lite, il ricorrente ha diritto alla rifusione di indennità a titolo 

di ripetibili (cfr. art. 64 cpv. 1 PA e art. 7 cpv. 1 del regolamento del 

21 febbraio 2008 sulle tasse e spese ripetibili, nelle cause dinanzi al 

A-1402/2014 

Pagina 17 

Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). Essa verrà 

fissata tenuto conto degli atti all'incarto e del fatto che i gravami del 

ricorrente sono molto parzialmente ammessi, a 1'200 franchi, IVA e disborsi 

compresi. L'autorità inferiore non ha diritto alla rifusione di indennità a titolo 

di ripetibili (cfr. art. 7 cpv. 3 TS-TAF). 

(il dispositivo è indicato alla pagina seguente) 

 

  

A-1402/2014 

Pagina 18 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è parzialmente ammesso ai sensi dei considerandi. 

2.  

L'autorità di prima istanza verserà al ricorrente, ad avvenuta crescita in 

giudicato della presente sentenza, un'indennità pari a 3 mesi di stipendio 

lordo. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

È addossata all'autorità di prima istanza – e a favore del ricorrente –

un'indennità per spese ripetibili di 1'200 franchi (IVA ed eventuali disborsi 

compresi). 

5.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– autorità inferiore (n. di rif. ...; atto giudiziario) 

 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Manuel Borla 

 

  

A-1402/2014 

Pagina 19 

Rimedi giuridici: 

Le decisioni del Tribunale amministrativo federale in ambito di rapporti di 

lavoro di diritto pubblico possono essere impugnate davanti al Tribunale 

federale a condizione che concernano controversie di carattere patrimo-

niale il cui valore litigioso sia pari almeno a fr. 15'000.– rispettivamente – se 

ciò non è il caso – nelle quali si ponga una questione di diritto di importanza 

fondamentale (art. 85 cpv. 1 lett. b e cpv. 2 della legge federale del 

17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF; RS 173.110]). Se non si tratta 

di una contestazione a carattere pecuniario, il ricorso è ricevibile soltanto 

nella misura in cui concerna la parità dei sessi (art. 83 lett. g LTF). Se il 

ricorso in materia di diritto pubblico è ammissibile, esso deve essere 

interposto, nel termine di 30 giorni dalla notificazione della decisione 

contestata, presso il Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna 

(art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Gli atti scritti devono essere redatti 

in una lingua ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei 

mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in 

possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova 

devono essere allegati (art. 42 LTF). 

Data di spedizione: