# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ab8d9563-e9d4-5fef-b936-69dbb4659d44
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-05-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.05.2007 D-2369/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2369-2007_2007-05-07.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2369/2007
{T 0/2}

Sentenza del 7 maggio 2007

Composizione: Giudici Vito Valenti, Robert Galliker e Daniel Schmid
Cancelliere Marco Poretti

A._______, _______, Bosnia e Erzegovina, 
Ricorrente

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,
Autorità inferiore

concernente

la  decisione  del  26  marzo  2007  in  materia  di  non  entrata  nel  merito, 
allontanamento ed esecuzione dell'allontanamento / N _______

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

2

Ritenuto in fatto: 

A. Il  richiedente  ha depositato  una prima domanda  d'asilo  il  3  ottobre  2002.  Il  15 
maggio  2003,  l'UFM (allora  Ufficio  federale  dei  rifugiati,  UFR)  ha respinto  detta 
domanda  e  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  nonché 
l'esecuzione dell'allontanamento. Il ricorso interposto contro tale decisione dinanzi 
alla Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo (CRA) il 18 giugno 2003 è 
stato respinto con sentenza dell'8 luglio 2003.

B. Il richiedente ha depositato una seconda domanda d'asilo il 6 settembre 2004. Il 
23 settembre 2004, l'UFM ha respinto la suddetta domanda. L'autorità inferiore ha 
pure  pronunciato  l’allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  nonché 
l’esecuzione dell’allontanamento medesimo siccome lecita, esigibile e possibile. Il 
ricorso interposto contro tale decisione dinanzi alla CRA il 25 ottobre 2004 è stato 
dichiarato inammissibile,  in quanto privo di firma e motivazione,  con sentenza del 
17 novembre 2004.

C. Il richiedente ha depositato una terza domanda d'asilo il 14 novembre 2005. Il 1° 
dicembre 2005, l'UFM ha respinto la citata domanda. L'autorità inferiore ha pure 
pronunciato  l’allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  nonché  l’esecuzione 
dell’allontanamento  medesimo  siccome  lecita,  esigibile  e  possibile.  Il  ricorso 
interposto  contro  tale  decisione  dinanzi  alla  CRA  il  30  dicembre  2005  è  stato 
dichiarato inammissibile con sentenza del 3 febbraio 2006 (mancato versamento 
del richiesto anticipo sulle presumibili spese processuali).

D. Il 2 marzo 2007, il richiedente ha presentato la quarta domanda d’asilo in Svizzera. 
Ha dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. verbali d'audizione 
dell'8  e del  16 marzo 2007),  d'essere rientrato al  domicilio  sito  nella B._______ 
alla  fine  della  precedente  procedura.  Quivi  sarebbe  stato  minacciato  da  un 
poliziotto  a  causa  dell'appartenenza  alla  religione  C._______  e  avrebbe  litigato 
con l'occupante/affittuario di un suo terreno.

E. Il 26 marzo 2007, l'UFM non è entrato nel merito della succitata domanda ai sensi 
dell’art.  32  cpv.  2  lett.  e  della  legge  sull'asilo  del  26  giugno  1998  (LAsi,  RS 
142.31).  L'autorità  inferiore ha pure pronunciato l’allontanamento dell'interessato 
dalla Svizzera nonché l’esecuzione dell’allontanamento medesimo siccome lecita, 
esigibile e possibile.

F. Il  30  marzo  2007,  il  richiedente  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF).  Ha  chiesto  l’annullamento  della  decisione 
impugnata e la conseguente entrata nel merito della domanda d’asilo. Unitamente 
al  gravame  ha  esibito  due  fogli  di  trasmissione  d'informazioni  mediche  che  lo 
concernono. 

Considerato in diritto:

1. Il  TAF decide definitivamente  in  merito  ai  ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31 e art.  33 lett.  d  della  legge sul  Tribunale  amministrativo 

3

federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32)], art. 105 cpv. 1 LAsi e art. 83 lett. 
d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2. Nel  caso concreto,  il  potere cognitivo del  TAF, per quanto attiene al  giudizio  di 
legittimità  della  decisione  di  non  entrata  nel  merito  della  domanda  d'asilo,  è 
limitato alla questione di sapere se la stessa sia stata pronunciata a ragione o a 
torto (una conclusione tendente al riconoscimento della qualità di rifugiato sarebbe 
pertanto inammissibile). La cognizione di questo Tribunale è per contro completa 
in  materia  d'allontanamento  e  d'esecuzione  dell'allontanamento  (Giurisprudenza 
ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 
2004 n. 34 consid. 2.1. pag. 240 e seg.).

2.1 Peraltro,  solo  la  decisione  pronunciata  dall'UFM  il  26  marzo  2007  costituisce 
l'oggetto suscettibile d'essere impugnato nella procedura di ricorso ordinaria qui in 
esame. Non lo sono per contro le decisioni negative, ormai cresciute in giudicato, 
rese  dall'UFM  nelle  precedenti  domande  d'asilo  depositate  dal  ricorrente  in 
Svizzera,  e  basate  su  fatti  intervenuti  anteriormente  al  3  febbraio  2006,  come 
sembrerebbe  volere  l'insorgente  alludendo  agli  orrori  che  avrebbe  vissuto  in 
passato in Bosnia e Erzegovina.

2.2 Nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48 e all'art.  52 della  legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 
108a LAsi. 

3. Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  osservato  che  la  terza  procedura  si  è 
definitivamente  conclusa  il  3  febbraio  2006.  I  fatti  addotti  dal  richiedente,  e 
verificatisi dopo la conclusione di tale procedimento, non sarebbero altresì propri a 
motivare la qualità di rifugiato. Da un lato, l'insorgente non ricorderebbe neppure il 
nome del poliziotto che l'avrebbe minacciato. Dall'altro lato, non avrebbe chiesto 
l'intervento  delle  autorità  per  ovviare  ai  problemi  avuti  con  privati.  Infine, 
l'interessato  non  avrebbe  saputo  precisare  di  quali  disturbi  psichici  soffrirebbe, 
fermo  restando  che  gli  stessi  possono  di  principio  essere  curati  in  Bosnia  e 
Erzegovina.

4. Nel  gravame,  il  ricorrente  fa  valere  che  i  C._______  sono  cittadini  di  seconda 
classe in B._______. La Bosnia e Erzegovina è per lui un posto ostile, per gli orrori 
che  vi  ha  conosciuto,  e  non  v'è  alcuna  speranza  di  vita  normale.  Preferirebbe 
pertanto potere risiedere in un posto libero e tranquillo come la Svizzera. Chiede 
altresì che sia tenuto conto del suo attuale stato d'animo e di salute.

5. Giusta l’art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, non si entra nel merito di una domanda d’asilo 
se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una procedura d’asilo terminata 
con  decisione  negativa,  ha  ritirato  la  domanda  o,  mentre  era  pendente  la 
procedura d'asilo,  è rientrato  nel  Paese d'origine  o di  provenienza,  a meno che 
dall’audizione non emergano indizi secondo cui nel frattempo siano intervenuti fatti 
propri  a  motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la  concessione  della 
protezione provvisoria.

4

6. Questo  Tribunale  constata  che  le  allegazioni  del  ricorrente  in  merito  agli 
accadimenti,  verificatisi  dopo  la  conclusione  della  terza  procedura  d'asilo  in 
Svizzera e che l'avrebbero indotto ad espatriare nuovamente, non sono proprie a 
giustificare un'entrata nel merito sulla sua quarta domanda d'asilo. In particolare, 
una lite concernente lo sfruttamento di un terreno agricolo non è – di principio – 
rilevante  ai  sensi  dell'art.  3  LAsi,  senza  che  l'insorgente  abbia  fatto  valere  un 
qualsivoglia motivo giustificante un'eccezione. Inoltre, sono del tutto inconsistenti 
le  dichiarazioni  del  ricorrente  riguardanti  le  minacce  subite  da  un  poliziotto, 
ritenuto che egli non ha saputo indicare il nome dello stesso, nemmeno in sede di 
ricorso e dopo un periodo di riflessione, benché abbia asserito d'avere già avuto 
dei problemi con detta persona in passato.  Peraltro,  l'insorgente non ha preteso 
nel gravame che questa sua dimenticanza possa essere ascritta all'assunzione di 
calmanti, fermo restando che i medicamenti che gli sono stati prescritti (v. mezzi di 
prova  esibiti  in  questa  sede)  non  hanno  di  regola  conseguenze  prolungate, 
definitive  e/o  irreversibili  sulla  capacità  mnemonica  del  paziente  (v.  descrizione 
degli effetti collaterali secondo il compendio svizzero dei medicamenti).

7. Da quanto esposto,  discende che in materia  di non entrata nel merito il  ricorso, 
destituito  d’ogni  e benché  minimo fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione 
impugnata va confermata.

8. Il  ricorrente  non adempie  le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM avrebbe dovuto 
astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, 
art.  44 cpv. 1 LAsi nonché art.  32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 
procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]). 

9. Per i  motivi  indicati  al  considerando 6 del  presente  giudizio,  non v'è  ragione di 
ritenere  che l'esecuzione dell'allontanamento  possa violare  l'art.  25 cpv.  2 della 
Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 
101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30) nonché l'art. 5 LAsi (principio del non-refoulement).

10. La  portata  dell'art.  14a  cpv.  3  della  legge  federale  concernente  la  dimora  e  il 
domicilio degli  stranieri del 26 marzo 1931 (LDDS, RS 142.20) non si esaurisce, 
altresì,  nella  massima  del  non-refoulement.  Anche  altri  impegni  di  diritto 
internazionale  della  Svizzera  possono  essere  ostativi  all'esecuzione 
dell'allontanamento,  in  particolare  l'art.  3  della  Convenzione  per  la  salvaguardia 
dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 
0.101)  o l'art.  3  della  Convenzione  contro  la  tortura  ed altre  pene o  trattamenti 
crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10  dicembre  1984  (Conv.  tortura,  RS  0.105). 
L'applicazione  di  tali  disposizioni  presuppone,  peraltro,  l'esistenza  di  serie  e 
concrete  ragioni  per  ritenere  che  lo  straniero  possa  essere  esposto,  nel  Paese 
verso il quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli;  spetta al 
richiedente di dimostrare, nel senso della probabilità preponderante, l'esistenza di 
siffatte serie e concrete ragioni.

10.1 Nel caso concreto, alcun elemento emergente dagli atti di causa (v. considerando 
6) consente di ritenere che il ricorrente sia esposto, in caso di rimpatrio, al rischio 
reale ed immediato di  un trattamento contrario all'art.  3 CEDU o all'art.  3 Conv. 
tortura.  In  altri  termini,  egli  non  ha  saputo  fornire  un  insieme  d'indizi 
sufficientemente gravi, precisi e concordanti, oppure presunzioni non contraddette, 

5

quo ad un pericolo d'esposizione personale in Bosnia e Erzegovina ad atti o fatti 
che si ritengono contrari a tali disposizioni. Peraltro, giova precisare che ai sensi 
della  giurisprudenza  della  Corte  europea  dei  diritti  dell'uomo,  la  situazione 
generale che regna in un Paese non comporta, ad essa sola, l'inammissibilità del 
rimpatrio secondo le disposizioni della CEDU (GICRA 1995 n. 12 consid. 10 pag. 
110 e segg.).

10.2 Pertanto,  e  come  rettamente  rilevato  nel  giudizio  impugnato,  l’esecuzione 
dell’allontanamento del ricorrente è lecita.

11. Occorre quindi esaminare se per l’insorgente vi siano pericoli  concreti  in caso di 
rimpatrio, tali da rendere inesigibile il rimpatrio (art. 14a cpv. 4 LDDS).

11.1 Va rilevato  che  in  Bosnia  e  Erzegovina  non vige attualmente  una situazione  di 
guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga  l'insieme  della 
popolazione nella totalità del territorio nazionale.

11.2 Per il resto, il TAF constata che il ricorrente è giovane ed ha una certa formazione 
ed  esperienza  professionale.  Inoltre,  dalle  carte  processuali  non  emergono 
problemi  medici  suscettibili  d'ostare  alla  pronunzia  dell’esecuzione 
dell’allontanamento (v. sulla problematica GICRA 2003 n. 24). S'osserva, in effetti, 
che  l'insonnia  e  un  non  meglio  precisato  stato  ansioso-depressivo,  in  via  di 
miglioramento  [...]  possono  essere  curati  in  Bosnia  e  Erzegovina.  In  siffatte 
circostanze,  sono adempite le condizioni  per formulare una prognosi  favorevole, 
con  riferimento  all’effettiva  possibilità  di  un  adeguato  reinserimento  sociale  del 
ricorrente nel suo Paese d’origine, segnatamente nella D._______.

11.3 Da quanto esposto, consegue che l’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente 
dalla  Svizzera  deve  ritenersi  ragionevolmente  esigibile.  Il  ricorso  non  merita 
pertanto tutela nemmeno su tale punto di questione.

12. Il  ricorrente,  usando  della  dovuta  diligenza,  può  procurarsi  ogni  documento 
necessario  al  rimpatrio.  Considerato  che  nessun  ostacolo  d’ordine  tecnico  si 
oppone al  rientro in Bosnia e Erzegovina,  l’esecuzione dell’allontanamento deve 
pure considerarsi possibile (art. 14a cpv. 2 LDDS). 

13. Manifestamente infondato,  il  ricorso può essere evaso in procedura semplificata 
(art. 111 cpv. 1 e 3 LAsi).

14. Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccombenza, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b 
del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale 
amministrativo federale dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

(dispositivo alla pagina seguente)

6

Per questi motivi, il Tribunale pronuncia:

1. Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente.

3. Comunicazione: 

- al ricorrente (plico raccomandato)

- all'autorità inferiore (in copia; n. di rif. N _______; allegato: incarto UFM)

- all'E._______ (in copia)

Il Giudice: Il Cancelliere:

Vito Valenti Marco Poretti

Data di spedizione: