# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7a0089fd-c5dd-5e1d-91c3-180b772cb770
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-12-08
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 08.12.2008 D-4425/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4425-2007_2008-12-08.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4425/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l l ' 8  d i c e m b r e  2 0 0 8

Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio), 
Fulvio Haefeli e Robert Galliker; 
cancelliera Chiara Piras.

A._______, Afghanistan,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 21 giugno 2007 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4425/2007

Fatti:

A.
Il  15  maggio  2007,  l'interessato  –  di  etnia  hazara  ed  originario  di 
B._______,  provincia  di  C._______  –  ha  presentato  una  domanda 
d'asilo in Svizzera. Ha dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di 
rilievo (v. verbali d'audizione del 23 maggio e del 16 giugno 2007) di 
avere  lasciato  il  proprio  villaggio  nel  [...]  o  [...]  per  recarsi  a  Kabul, 
dove avrebbe  trascorso  [...]  o  [...]  a  cause  della  minacce  subite  da 
parte  di  un  comandante.  L'interessato  avrebbe  infatti  reso  servizio 
militare presso le forze talebane attive nella regione di  B._______ a 
partire dall'[...] o [...]. Nell'ambito di tale attività avrebbe assistito ad un 
pestaggio  ed alla  cattura  del  figlio  del  comandante  summenzionato. 
Quest'ultimo, dopo aver appreso della morte del  figlio,  avrebbe reso 
responsabile l'interessato per la perdita del figlio e deciso di ucciderlo. 
Dopo  che  degli  interventi  da  parte  del  padre  dell'interessato  erano 
rimasti  senza esito  favorevole,  quest'ultimo si  sarebbe trasferito  con 
tutta la famiglia prima a Kabul e poi a D._______ (Iran), dove avrebbe 
vissuto illegalmente dal [...]  al  [...]. In seguito, avrebbe lasciato l'Iran 
per recarsi  prima in Turchia ([...])  poi in Grecia ([...])  prima di partire 
per la Svizzera. L'interessato ha consegnato alle autorità competenti in 
materia d'asilo un documento presentato come l'originale della licenza 
di condurre internazionale (fotocopia e traduzione agli atti). 

B.
Il 21 giugno 2007, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
d'asilo  ai  sensi  dell'art. 32 cpv. 2 lett. a  della  legge sull'asilo  del  26 
giugno  1998  (LAsi,  RS  142.31).  Detto  Ufficio  ha  anche  pronunciato 
l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'interessato  verso  l'Afghanistan 
siccome lecita, esigibile e possibile. 

C.
Il 28 giugno 2007, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della decisione 
impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per 
ulteriori  indagini  ed  una  nuova  decisione  nel  merito  della  domanda 
d'asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione 
provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una  domanda  d'esenzione  dal 
versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali. 

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D.
Il 2 luglio 2007, il TAF ha rinunciato, ritenuta la sussistenza di motivi 
particolari  (art.  63  cpv.  4  della  legge  federale  sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]), a chiedere al 
ricorrente  il  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili 
spese  processuali.  Nel  contempo,  ha  invitato  l'autorità  inferiore  a 
presentare una risposta al ricorso. 

E.
Il 4 luglio 2007, l'UFM, nell'ambito della sua risposta, ha proposto la 
reiezione del gravame. 

F.
Il  19 luglio 2007, il  ricorrente ha inoltrato l'atto di replica,  chiedendo 
l'accoglimento del suo ricorso.

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  [LTAF,  RS  173.32], 
art. 105 LAsi  e  art.  83  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e  all'art.  52  PA,  nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

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4.
Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato che il ricorrente non 
ha  addotto  motivi  che  possano giustificare  la  mancata  esibizione  di 
documenti di viaggio o d'identità. La licenza per condurre consegnata 
dal ricorrente alle autorità in materia d'asilo non costituirebbe un valido 
documento  d'identità  o  di  viaggio  ai  sensi  della  legge.  Inoltre, 
l'insorgente  avrebbe fornito  un racconto  superficiale  ed inverosimile. 
Per di più, detto Ufficio ha anche sottolineato che la versione dei fatti 
resa  dal  ricorrente  lascia  concludere  che  egli  abbia  lasciato  la 
provincia di C._______ e l'Afghanistan in tenera età e non come da lui 
affermato  nel  [...].  Infine,  l'UFM  ha  ritenuto  non  necessari  ulteriori 
chiarimenti  ai  fini  dell'accertamento  della  qualità  di  rifugiato  o 
dell'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento. 

5.
Nel ricorso, l'insorgente fa valere di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti d'identità o di viaggio nel termine 
legale di  48 ore,  ma di  avere versato agli  atti  di  causa la  licenza di 
guida  originale  rilasciata  a  Kabul  il  [...]  e  valida  fino  al  [...].  Egli 
contesta  altresì  che  nel  caso  concreto  non  ricorrano  i  presupposti 
dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi circa la necessità d'ulteriori  chiarimenti 
per la  determinazione della  qualità di  rifugiato o dell'esistenza di  un 
ostacolo  all'esecuzione  dell'allontanamento.  In  particolare,  conto 
tenuto della situazione vigente in Afghanistan (richiamato in proposito, 
il  rapporto  pubblicato  dall'OSAR  nel  dicembre  2006),  non  sarebbe 
consentito, come invece avrebbe effettuato l'autorità inferiore nel caso 
di  specie,  di  non  entrare  nel  merito  della  domanda  d'asilo.  Infine, 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  l'Afghanistan  sarebbe 
inesigibile,  vista  la  costante  prassi  della  Commissione  svizzera  di 
ricorso  in  materia  d'asilo  (CRA),  secondo  la  quale  l'esecuzione 
dell'allontanamento verso l'Afghanistan sarebbe esigibile solo se vi è 
una solida rete sociale, una garanzia del minimo vitale e la sicurezza 
di  trovare un alloggio (richiamata a tal  proposito  Giurisprudenza ed 
informazioni della Commissione svizzera di  ricorso in materia d'asilo 
[GICRA] 2006 n. 9).

6.

6.1 Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi,  non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 

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documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c).

6.2 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(DTAF 2007/7 consid. 6).

6.3 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dalla  evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

7.

7.1 Preliminarmente, questo Tribunale osserva che, a prescindere dal 
fatto  che,  allo  stato  attuale  degli  atti  di  causa,  nell'incartamento  è 
disponibile solo una fotocopia della licenza di condurre internazionale, 
la  quale  è  notoriamente  e  manifestamente  propensa  ad  essere 
facilmente  falsificabile,  secondo  la  permanente  giurisprudenza  di 
questo  Tribunale,  vale  sottolineare  che  un  tale  documento  non 
costituisce un documento atto a provare, senza dubbio, l'identità del 
ricorrente,  compresa  la  sua  cittadinanza  (DTAF  2007/7  consid. 
5.1-5.3). Inoltre, il ricorrente ha affermato di avere ottenuto la licenza 

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di condurre internazionale senza dovere mostrare la carta d'identità, 
presupposto però indicato sul documento stesso. Di conseguenza, tale 
documento non può essere ammesso come documento d'identità o di 
viaggio ai sensi della legge. 

7.2 Questo Tribunale rileva che il ricorrente, senza valide ragioni, non 
ha  tempestivamente  presentato  documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai 
sensi di legge, benché l'UFM l'abbia invitato ad esibirli già il 23 maggio 
2007, e quindi più di 18 mesi fa. Non soccorre, altresì, il ricorrente la 
generica affermazione, secondo la quale avrebbe provato a contattare 
i  propri  familiari  in  Iran per  farsi  inviare un documento,  ma che tale 
intento sarebbe andato a vuoto perché il numero di telefono sarebbe 
bloccato (cfr. verbale d'audizione del 18 giugno 2007 pag. 2). Non v'è, 
altresì,  ragione  di  ritenere  che  se  l'insorgente  avesse  effettuato  dei 
seri e concreti sforzi per procurarsi tempestivamente un documento di 
viaggio  o  d'identità,  detti  sforzi  non  avrebbero  potuto  avere  esito 
favorevole. A tale scopo, il ricorrente avrebbe potuto e dovuto rivolgersi 
ad  una  rappresentanza  del  suo  Paese  all'estero  (presente  anche  a 
Ginevra), non avendo fatto valere delle persecuzioni statali. Infine, se 
un  richiedente  non  aveva  ragioni  valide  per  giustificare  la  mancata 
esibizione di documenti ai sensi di legge in procedura di prima istanza, 
non  v'è  motivo  d'annullare  la  decisione  di  non  entrata  nel  merito 
quand'anche  avesse  a  presentare  un  siffatto  documento  in  sede  di 
ricorso (v. sentenza del Tribunale amministrativo federale D-8199/2007 
del 18 dicembre 2007 consid. 8 e relativo riferimento). Ciò non può che 
convalidare  la  conclusione dell'autorità  inferiore,  secondo la  quale  il 
ricorrente  dissimula  i  propri  documenti  d'identità  per  i  bisogni  della 
causa. 

8.
Il  TAF rileva, altresì,  che il  ricorrente non ha presentato all'infuori  di 
generiche censure,  argomenti  o  prove suscettibili  di  giustificare  una 
diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione. Le 
allegazioni  decisive in  materia  d'asilo si  esauriscono, infatti,  in mere 
affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché 
minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF 
in relazione all'art. 6 LAsi, all'art. 37 LTAF ed all'art. 4 PA). Basti ancora 
rilevare  che  il  ricorrente  ha  fornito  un  racconto  vago,  lacunoso  ed 
inverosimile.  A  titolo  d'esempio,  quest'ultimo  non  è  riuscito  a 
descrivere la situazione geografica e culturale nella propria provincia 

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ed il  viaggio intrapreso per arrivare a Kabul (cfr. verbale d'audizione 
del  18  giugno  2007  pag.  3).  Inoltre,  egli  basa  i  suoi  timori  di 
persecuzione in caso di rientro in patria su mere affermazioni di parte, 
non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza. 
Non giova, infatti, al ricorrente l'allegata esistenza di “voci aumentate” 
(ibidem pag. 4),  che il  comandante  voleva ucciderlo. Il  ricorrente  ha 
affermato  che  quest'ultimo  sarebbe  venuto  una  volta  a  Kabul  per 
parlare con il padre. Egli non è stato però in grado di precisare quando 
tale convensazione avrebbe avuto luogo (ibidem). Per di  più,  il  fatto 
che il  comandante si fosse presentato una volta a Kabul nell'arco di 
sei  mesi,  non  può costituire  di  per  sé  una  seria  minaccia  per  il 
ricorrente e la sua famiglia. L'insorgente non ha, altresì, affermato di 
avere avuto problemi con le autorità statali, giova quindi rilevare, che 
non vi è ragione di ritenere che le autorità statali, se opportunamente 
sollecitate, non accorderebbero al ricorrente un'appropriata protezione 
contro l'eventuale futuro agire illegittimo di terzi nei suoi confronti. In 
particolare,  va  rilevato  come  il  comportamento  del  ricorrente,  che 
appare avere vissuto in Grecia per [...], ma che non ha fatto domanda 
d'asilo in tale paese, perché la Grecia non lo “ispirava” e non “gli stava 
a cuore” (cfr. verbale d'audizione del 18 giugno 2007 pag. 6), dimostra 
l'assenza  di  seri  timori  d'esposizione  a  persecuzioni  nel  suo  Paese 
d'origine. Per conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato come del 
tutto prive di fondamento, con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
le dichiarazioni rese dall'insorgente.

9.
Ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni  decisive 
presentate  (v.  considerando  8  del  presente  giudizio),  non  risultano 
elementi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini 
della determinazione della qualità  di  rifugiato del   ricorrente (art. 32 
cpv. 3 lett. c LAsi).

10.

10.1 Per  gli  stessi  motivi,  non  emergono  dalle  carte  processuali 
neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento del ricorrente in Afghanistan possa violare l'art. 25 
cpv. 2 della  Costituzione federale della  Confederazione Svizzera del 
18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo 
statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951  (Conv.,  RS 0.142.30),  l'art.  5 
LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  della  legge 

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federale  del  16  dicembre  2005  sugli  stranieri   (LStr,  RS  142.20)  o 
esporre  il  ricorrente  in  patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di 
trattamenti contrari all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della Convenzione contro 
la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 
10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). 

10.2 Ai  fini  dell'esame  dell'applicabilità  della  seconda  eccezione 
prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi, ovvero se sono necessari ulteriori 
chiarimenti per accertare l'esistenza di un impedimento all'esecuzione 
dell'allontanamento, la  questione  legata  segnatamente  al  carattere 
esigibile ai sensi dell'art. 83 cpv. 4 LStr dev'essere esaminata d'ufficio. 
Tuttavia,  questo  principio  è  limitato  dall'obbligo  dell'interessato  di 
collaborare  all'accertamento  dei  fatti  giusta  l'art. 8  cpv. 1 LAsi  (v. la 
sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  D-3975/2007  del  15 
giugno 2007,  consid. 3.4;  WALTER KÄLIN,  Grundriss des Asylverfahrens, 
Basel  und Frankfurt  am Main,  1990,  pag. 262). Si  tratta di  un tipico 
caso  d'applicazione  dell'art.  13  cpv.  1  lett.  c  PA.  In  tal  senso, 
l'occultamento  deliberato  di  fatti  rilevanti  è  da  riteneresi  quale 
violazione dell'obbligo di collaborare (v. GICRA 1995 n. 18 consid. 3b). 

10.2.1 Premesso ciò, questo Tribunale osserva che per quanto attiene 
alla situazione generale regnante in Afghanistan, secondo la recente 
giurisprudenza (v. GICRA 2006 n. 9), l'esecuzione dell'allontanamento 
in  tale  Paese  è  ragionevolmente  esigibile  a  Kabul  e  in  tutte  quelle 
province che non conoscono più, dal 2004, attività militari significative, 
oppure  che  non  sono  esposte  ad  un'instabilità  permanente. Trattasi 
delle province di  Kabul,  di  quelle site a nord della capitale (Parwan, 
Baghlan, Takhar, Badakhshan, Kunduz, Balkh, Sari Pul e le regioni del 
Samangan che non fanno parte di  Hazarajat  [v. GICRA 2003 n. 30, 
consid.  7a,  pag.  193]),  come  pure  di  Herat  nell'ovest  del  Paese. 
L'esecuzione dell'allontanamento è peraltro ragionevolmente esigibile 
unicamente per le persone originarie di tali regioni che adempiono le 
medesime restrittive condizioni di cui a GICRA 2003 n. 10, vale a dire 
che dispongono in loco di una solida rete familiare o sociale in grado 
d'assicurare loro un adeguato reinserimento sociale (alloggio, minimo 
vitale).  Potranno,  inoltre,  essere  rimpatriate  solo  le  persone  giovani, 
non  sposate  oppure  le  coppie  senza  figli,  a  condizione  che  non 
soffrano d'alcun grave problema medico. 

10.2.2  Nel caso di  specie, il  ricorrente è giovane, celibe ed ha una 
certa esperienza lavorativa (come contadino in Afghanistan ed autista 

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in  Iran; cfr. verbale d'audizione del  23 maggio 2007 pag. 2). Egli  ha 
dichiarato  di  essere  cittadino  afghano  di  etnia  hazara  e  di  avere 
vissuto fino al [...]  o [...]  a B._______ nella provincia C._______ (nel 
E._______). Tale provincia non fa parte delle province sopra indicate 
verso  le  quali  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ragionevolmente 
esigibile. 

Nel  provvedimento  litigioso  l'UFM  non  ha  messo  in  dubbio  la 
provveninza del ricorrente da tale regione del Paese, ma ha ritenuto, a 
causa delle indicazioni vaghe, superficiali e contrarie alla realtà fornite 
dal  ricorrente  in  merito,  probabile  che  quest'ultimo  abbia  lasciato 
l'E._______  in  particolare  e  l'Afghanistan  in  generale  in  tenera  età. 
Inoltre, l'autorità inferiore ha ritenuto che il ricorrente nel suo racconto 
non è stato sufficientemente convincente riguardo al suo soggiorno a 
Kabul,  non  essendo  stato  neanche  in  grado  di  fornire  informazioni 
dettagliate  sulle  modalità  del  proprio  alloggio  per  [...]  o  [...]  nella 
capitale.

Come rettamente rilevato dall'UFM, questo Tribunale ritiene che nella 
fattispecie,  l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  la  provincia  di 
C._______  non  è  manifestamente  esigibile.  Il  ricorrente  ha  tuttavia 
affermato  di  avere  ancora  conoscenti  ed  una  zia  materna  residenti 
nella capitale (cfr. verbale d'audizione del 18 giugno 2007 pag. 3). In 
base  a  tali  indicazioni,  l'autorità  inferiore  di  regola  esamina  la 
possibilità di un'alternativa di rifugio interna a Kabul, città nella quale 
in ricorrente avrebbe, peraltro, passato [...]  o [...]  prima dell'espatrio. 
Le affermazioni del ricorrente in merito al soggiorno a Kabul sono però 
da ritenere  come manifestamente  carenti,  inverosimili  e  quindi  poco 
credibili,  come  peraltro  lo  è  anche  il  resto  del  suo  racconto  (v. 
considerandi 7 e 8 del presente giudizio), al punto tale che non può 
essere escluso che la descrizione lacunosa del soggiorno a Kabul sia 
stata  consapevolmente  construita  ad  arte  per  i  bisogni  della  causa. 
Non v'è infatti ragione di credere al ricorrente su questo punto, ritenuto 
in  particolare  che  lo  stesso  ha  mostrato  di  essere  poco  credibile 
durante  tutta  la  procedura,  presentando  una  versione  vaga  e 
incompleta del proprio racconto ed omettendo alle autorità in materia 
d'asilo dei documenti d'identità o di viaggio. Così facendo, l'insorgente 
ha mostrato di essere pronto a affermare qualsiasi cosa o ad omettere 
delle informazioni rilevanti pur di riuscire a rimanere nel nostro Paese. 
Di  conseguenza,  il  ricorrente  ha  violato  l'obbligo  di  collaborare  (v. 
GICRA  1995  n.  18  consod.  3b)  ed  ha  così  posto  le  autorità 

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nell'impossibilità  di  determinare  la  presenza  di  una  rete  sociale,  la 
garanzia di un minimo vitale e la sicurezza di  trovare un alloggio (v. 
GICRA  2006  n.  9)  in  patria,  ed  in  particolare  a  Kabul,  e  quindi 
l'esistenza  d'ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento.  Considerata 
l'evidente mancanza di collaborazione, ulteriori accertamenti da parte 
dell'UFM, o da parte di questo Tribunale, ai fini di appurare l'effettiva 
esistenza  per  il  ricorrente  di  una  rete  sociale  a  Kabul  per  potere 
determinare  l'esistenza  di  eventuali  ostacoli,  da  questo  profilo, 
all'esecuzione dell'allontanamento non sarebbero di alcun'utilità. 

Inoltre,  l'insorgente  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi 
problemi di salute che possano giustificare un'ammissione provvisoria 
(v. sulla  problematica  GICRA 2003  n. 24),  senza  che  ad  un  esame 
d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una  sua 
permanenza  in  Svizzera  per  motivi  medici.  In  siffatte  circostanze, 
risultano adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole 
con riferimento alle effettive possibilità per il ricorrente di un adeguato 
reinserimento sociale in Afghanistan. 

10.3 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Il 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile. 

11.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata. 

12.
Il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 
agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]). 

13.
L'esecuzione  dell'allontanamento  verso  l'Afghanistan  è  ammissibile, 
esigibile  e  possibile  per  le  ragioni  indicate  al  considerando  10  del 
presente  giudizio.  Per  conseguenza,  anche  in  materia 

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d'allontanamento  ed  esecuzione  dell'allontanamento,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione confermata. 

14.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 
nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- rappresentante  del  ricorrente  (plico  raccomandato;  allegato: 
bollettino di versamento)

- UFM,  Divisione  dimora  e  aiuto  al  ritorno  (in  copia;  n.  di  rif. N  ; 
allegato: incarto UFM)

- F._______ (in copia)

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

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