# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dd5a2fea-6621-5ded-90c9-65ee151cdf95
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-10-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 25.10.2000 INC.2000.53002
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-53002_2000-10-25.html

## Full Text

N. 530.2000.2 M                                                        Lugano,
25 ottobre 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
inoltrata in data 19/20 ottobre 2000 da

__________, 

(difeso d’ufficio dall’avv. __________)

e trasmessa
in data 23/24 ottobre 2000 con preavviso negativo dal Procuratore Pubblico
avv. __________;

concesso all’accusato istante, con ordinanza 24 ottobre
2000, di formulare osservazioni al preavviso negativo del magistrato
inquirente, e letto l’allegato 25 ottobre 2000;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. MP 3820/2000/GA;

ritenuto

in fatto:

A.

__________ è
stato tratto in arresto lo scorso 31 agosto 2000 su ordine del competente
magistrato inquirente, siccome attivamente coinvolto in un ingente traffico di
sostanze stupefacenti verso gli Stati Uniti d’America. Il giorno successivo,
questo giudice ha confermato l’arresto, con contestuale intimazione della
promozione dell’accusa per titolo di infrazione aggravata alla LFStup. (v. inc.
GIAR 530.2000.1, doc. _ risp. _).

 

B.

Le
fattispecie inquisite riguardano due trasporti via mare di cocaina dai Caraibi
alla Florida, effettuati dall’accusato in correità con terze persone,
utilizzando un veliero da diporto. Il primo trasporto, effettuato a cavallo
degli anni 1991/1992, ha riguardato almeno 1,25 tonnellate di stupefacente; il
secondo, risalente agli anni 1995/1998 e sfociato nel sequestro dello
stupefacente in data 28 maggio 1998, riguarda un carico di due tonnellate di
cocaina (v. preavviso negativo, inc. GIAR 530.2000.2 doc. _ p. 1-2). I fatti
sono incontestati: dopo qualche iniziale reticenza, l’accusato ha ammesso la
propria partecipazione ad almeno uno dei due viaggi (v. già verbale di polizia
31 agosto 2000, ore 14.15, p. 4-5, allegato al rapporto d’arresto, inc. GIAR
530.2000.1 doc. _; verbale GIAR 1° settembre 2000, inc. GIAR cit. doc. _, p.
2), completando in seguito le proprie dichiarazioni (v. istanza, inc. GIAR
530.2000.2 doc. _ pto. 2 p. 2).

 

C.

Con l’istanza
qui in discussione (inc. GIAR 530.2000.2 doc. _), __________ chiede di essere
posto in libertà provvisoria: ammessa l’esistenza di gravi e concreti indizi di
reato a suo carico (loc. cit., pto. 3 p. 2-3), richiamati in dettagli i
principi dottrinali e giurisprudenziali che reggono la materia (loc. cit., pti.
5-7, p. 3-6), egli contesta l’esistenza di un pericolo di fuga in
considerazione della piena collaborazione da lui fornita, della sua residenza
in Svizzera, dove avrebbero luogo anche i suoi rapporti famigliari e di lavoro,
del suo sincero pentimento (desumibile dall’atteggiamento assunto durante
l’inchiesta), dall’assenza di preparativi di fuga, infine dall’inesistenza di
mezzi o interessi che gli permetterebbero di vivere all’estero (loc. cit., pto.
8 p. 6-8). Egli contesta inoltre l’esistenza di esigenze d’inchiesta, avendo “dimostrato
con i fatti di non avere alcuna intenzione di intraprendere alcunché volto a
compromettere la corretta raccolta delle prove” (loc. cit., pto. 12 p. 10);
mette anzi in dubbio l’esistenza di prove sulle quali egli possa indebitamente
intervenire (loc. cit., p. 10-11). Egli propone dunque di sostituire l’arresto
con le misure, meno invasive, di deposito di una cauzione e di divieto di
contattare terze persone (loc. cit., pti. 14 e 15, p. 12-13).

 

D.

Il magistrato
inquirente, riassunti i fatti e premessa la collaborazione fornita
dall’accusato in sede d’istruttoria, fonda il proprio preavviso negativo (inc.
GIAR 530.2000.2 doc. _) essenzialmente sulla sussistenza di ulteriori bisogni
dell’istruzione: avendo __________ “avuto un ruolo assai importante nel
contesto di un’organizzazione criminale che vede coinvolti, oltre a cittadini
di nazionalità americana e colombiana, anche cittadini italiani, tuttora
latitanti” (loc. cit., p. 2) – per rapporto ai quali sussiste dunque
concreto pericolo di collusione –  (ibid.), devono essere chiariti i dettagli
dei traffici e reperiti i latitanti “per chiamarli a rispondere delle loro
responsabilità” (ibid.). È inoltre necessario “raccogliere almeno un
minimo di elementi oggettivi che vestano le ammissioni dell’istante”
(ibid.). Il magistrato inquirente motiva inoltre un effettivo pericolo di fuga
non solo per l’oggettiva gravità dei fatti (“con la conseguente concreta
eventualità di pena da espiare importante”, loc. cit., p. 3), ma
soprattutto con la possibilità, per l’accusato istante, di esercitare la
propria professione di istruttore sub all’estero, dalla propensione ai viaggi
di cui egli avrebbe già fatto prova in passato, infine dai motivi addotti da
lui a giustificazione della sua mancata comparizione in aula, nel 1984, alla
celebrazione di un processo nei suoi confronti (ibid.).

 

E.

In sede di
osservazioni al preavviso negativo (inc. GIAR 530.2000.2 doc. _), l’accusato
istante si riconferma nella propria istanza: ammessa l’esistenza di indizi di
colpevolezza a suo carico (loc. cit., pto. 2 p. 2), ribadisce tuttavia che i
paventati bisogni dell’istruzione non possono essere dedotti unicamente dalla
gravità dei fatti, e che egli comunque non ha alcuna intenzione di contattare i
correi di allora (loc. cit., pto. 3 p. 2-3). Pure inesistente sarebbe infine il
pericolo di fuga, contraddetto dal suo carattere nel frattempo maturato, e
comunque semmai ovviabile con il deposito di una cauzione e dei suoi documenti
di identificazione (loc. cit., pto. 3 p. 3-4).

Considerato

in diritto:

1.

L'art. 95 CPP
- corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre
1992 / 1. gennaio 1993 (per cui mantiene validità la pregressa giurisprudenza:
v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H., inc. GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al
cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà,
consente al cpv. 2 arresto, perdurare ed eventualmente proroga del carcere
preventivo a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso
accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e
nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione e pericolo di
recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad
assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione
della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993
del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep. 132 [1999] n.
116).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.) -ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (Rep. 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep. 1980 pag.
128).

 

2.

Con la
verosimiglianza sufficiente a questo stadio del procedimento ed in questa sede,
si può con tranquillità concludere per la presenza di seri e concreti indizi di
colpevolezza a carico di __________, e relativi ad un suo coinvolgimento nei
fatti inquisiti, da lui peraltro ammesso sia avanti agli inquirenti che in sede
dell’istanza qui discussa (v. supra, consid. C; istanza, cit., pto. 3 p.
2-3; osservazioni, cit., pto. 2 p. 2).

 

3.

a)        A torto l’accusato istante ritiene che in ragione della sua
cooperazione con gli inquirenti non sussistano più necessità istruttorie: come
giustamente sottolinea il magistrato inquirente (v. preavviso negativo, cit.,
p. 2), non solo le ammissioni dell’istante abbisognano di essere “vestite”
(art. 120 CPP), ma pure il ruolo avuto dai correi (almeno in parte individuati,
ma sempre ancora latitanti) necessita chiarimento.

b)        Va anche sottolineato che proprio in punto al grado di
coinvolgimento nei fatti dell’accusato istante, fino ad oggi vi sono agli atti
unicamente le versioni di lui e del coaccusato __________: è indispensabile che
gli inquirenti si garantiscano la possibilità di completare quelle informazioni
con altre – segnatamente l’audizione dei correi, ma anche un approfondito
studio delle carte statunitensi – senza che __________ abbia la possibilità di
influire in un qualsiasi modo sul loro contenuto. E, senza con ciò voler in
alcun modo mettere in dubbio il desiderio di sincerità espresso dall’accusato,
gli inquirenti non possono accontentarsi delle sue garanzie verbali che si
asterrà dal contattare le persone indicategli.

c)         Né si può, a questo stadio del procedimento, incolpare il
Procuratore Pubblico per non fondare la propria richiesta “su fatti precisi,
in particolare su un’attività dell’imputato volta a compromettere la corretta
raccolta delle prove” (osservazioni, cit., pto. 3 p. 2): l’accusato istante
è stato posto in carcere preventivo proprio all’inizio delle indagini, senza
che abbia avuto la possibilità di attuare mosse suscettibili di dimostrare la
sua eventuale intenzione di inquinare le prove. Inoltre, l’oggettiva gravità
dei fatti discussi e la prevedibile entità della pena detentiva che lo attende
costituiscono comunque, almeno in astratto, importante stimolo per una presa di
contatto con i correi al fine di avvertirli e di migliorare la propria
posizione processuale, e giustifica (più che in un’inchiesta per reati di
minore portata) che gli inquirenti non intendano correre rischio alcuno di
collusione.

 

4.

a)        Il pericolo di fuga, per giustificare la carcerazione
preventiva, deve essere concreto e rivestire il carattere di una certa
probabilità: in altri termini si ammette siffatto pericolo quando l’accusato,
fosse posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al
perseguimento penale e all’esecuzione della pena. La gravità della presumibile
pena, di per sé, non basta a motivare la carcerazione preventiva; piuttosto,
l’insieme delle circostanze, quali il carattere dell’interessato, la sua
morale, i suoi legami familiari, l’assenza di un domicilio fisso, la sua
professione, la sua situazione finanziaria e le sue risorse economiche, deve
essere valutato e vanno accertati motivi concreti che rendano la fuga non solo
possibile, ma probabile (così verbatim DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.,
consid. 5a p. 7-8, con rinvio a DTF 117 Ia 69 consid. 4 e ad altra sentenza di
imminente pubblicazione).

b)        Nel caso di specie è incontestato che l’accusato istante è
cittadino svizzero con residenza in loco. D’altro canto, come
giustamente rileva il Procuratore Pubblico (v. preavviso negativo, cit., p. 3)
egli svolge effettivamente un’attività che lo porta spesso e volentieri
all’estero: la possibilità, anzi l’inclinazione al viaggio è dimostrata (v.
verbale di polizia 19 ottobre 2000, ore 14.45, p. 2), e non relativizzata da
legami familiari particolarmente stretti (come possono essere quelli attinenti
una propria famiglia). Inoltre, senza con ciò voler aprioristicamente negare
che egli sia potuto maturare nel frattempo, è parimenti accertato che
__________, quando venne citato in aula in occasione di un precedente
procedimento penale, si rese volutamente latitante (ibid.). Tutto ciò, unito
alla prospettiva quanto mai concreta di una lunga pena detentiva da espiare,
potrebbe effettivamente fargli apparire una fuga all’estero come un’allettante
alternativa.

c)         In conclusione, anche se forse – preso per sé – il pericolo
di fuga non basterebbe per giustificare il mantenimento della carcerazione
preventiva, combinato con l’effettivo pericolo di collusione esso rafforza la
legittimità della preventiva privazione della libertà cui è e rimane sottoposto
__________.

 

5.

a)        Considerata l’estensione e la gravità oggettiva dei reati
commessi dall’accusato istante e dai correi, e vista la necessità di attingere
primariamente a documentazione ed informazioni raccolte da autorità estere, si
può ben dire che l’inchiesta di cui è oggetto è da annoverare fra quelle
certamente complesse, e di corrispondente durata. L’istruttoria, in ogni caso,
sembra procedere a ritmo sufficientemente celere, in consonanza con i dettami
di legge. Il carcere preventivo sofferto e prospettabile appare allora
ampiamente rispettoso del principio di proporzionalità, con riferimento sia
alla presumibile (lunga) pena detentiva, sia alla presumibile durata
dell’evasione delle necessità istruttorie ancora incombenti.

b)        Né tale proporzionalità appare scalfitta dalla motivazione
principale che ha manifestamente spinto l’accusato istante a formulare la
presente richiesta: quella di riprendere in mano, almeno temporaneamente, la
gestione del proprio negozio di articoli sub (v. istanza, cit., pto. 8 p. 7).
Sarà semmai compito del patrocinatore dell’accusato istante (o di chi per esso)
impostare una nuova gestione del negozio, che tenga anche conto del fatto che
un ritorno di __________ alla guida del negozio appare, in tempi medio-lunghi,
assolutamente improbabile.

c)         Resta sottinteso l’obbligo, per il magistrato inquirente, di
trattare con priorità i casi in cui l’accusato è in detenzione (art. 102 cpv. 1
e 176 cpv. 3 CPP).

 

6. 

In
conclusione, l’istanza in discussione dev’essere respinta, con la presente
decisione impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP), e senza conseguenza di tassa
e spese.

Per i quali motivi,

visti gli
artt. 95 ss., 107 s., 279 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP

d e c i d e :

1.   L’istanza di libertà
provvisoria inoltrata in data 19/20 ottobre 2000 da __________ è respinta.

2.   Non si percepiscono né
tassa né spese giudiziarie.

3.   Contro la presente
decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.   Intimazione:

-      avv. __________, per sé e per l’accusato __________, con copia
del preavviso negativo del magistrato inquirente;

-      Procuratore
Pubblico avv. __________, con copia delle osservazioni dell’accusato istante e
con l’inc. MP 3820/2000/GA di ritorno.

giudice __________