# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e7878b13-8764-5c8e-95c7-2061fe0d23fc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-06-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.06.2003 43.2003.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_43-2003-1_2003-06-23.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  43.2003.1

   

  ir/sn

  	
  Lugano

  23 giugno 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  Composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  giudice delegato,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

statuendo sul ricorso del 5 febbraio 2003
di

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 8 gennaio 2003 emanata
  da

  
	
   

  	
  Dipartimento della sanità e della
  socialità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di aiuto alle vittime di reati

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   La sera del
6 settembre 2000 verso le 22.00/22.30 __________, all'epoca cinquantaseienne,
addetta ai Musei di __________, si trovava davanti al __________ dove si teneva
una rappresentazione.

 

                                         Come
descrive la Polizia cantonale nel Rapporto 25 novembre 2000 steso
all'attenzione del Ministero Pubblico:

 

" 
(…)

In tale frangente aveva avuto occasione di assistere ad una
discussione tra il __________ ed un gruppo di giovani. La disputa aveva assunto
toni vivaci e tra le parti vi era stato uno scambio di insulti.

La signora __________ si è sentita in obbligo di intervenire; in
particolare ha avvicinato il __________ con lo scopo di calmarlo ed invitarlo a
miglior comportamento.

In tale frangente il __________ spintonava la __________ facendola
cadere a terra. La caduta aveva conseguenza gravi per la __________, infatti
riportava la frattura del femore della gamba sinistra.

 

II __________ si allontanava dal luogo del misfatto ma veniva
raggiunto quasi subito dalla polizia comunale che procedeva al suo fermo.

La vittima veniva soccorsa dai presenti ed in seguito trasportata all'__________
per le cure del caso; i tempi di recupero, vista la particolarità della
frattura, si prospettano piuttosto lunghi.

 

Questa versione dei fatti, nella sostanza, è fornita sia della
querelante che dal querelato, il teste, sig. __________, la conferma.

 

__________, a sua parziale discolpa, afferma di non aver mai avuto
l'intenzione di cagionare ferite alla donna; dichiara che voleva solamente
allontanarla da lui... , ammette però di averla spintonata facendola cadere a
terra.

La __________ non è stata colpita con pugni, calci o in altri
modi." 

(doc. _)

 

                                         A seguito di questi eventi
__________, con il patrocinio dell'avv. __________, ha sporto querela (doc. _)
nei confronti di __________ il quale è stato successivamente condannato il 30
luglio 2001 a 15 giorni di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo
di anni 2 dal Ministero Pubblico con decreto d'accusa (DAP _). Il Procuratore
Pubblico ha ritenuto, con altra imputazione qui senza interesse, l'accusa di
lesioni semplici intenzionali.

 

" 
(…)

Per aver intenzionalmente cagionato un danno al
corpo di __________, spintonandola e facendola cadere per terra, procurandole
così le lesioni descritte nel certificato medico del 10 luglio 2001 del
dott.med. __________. (…)" (doc. _)

 

                                         Per le
pretese civili __________ è stata rinviata al competente foro. La signora
__________ ha inoltrato opposizione al decreto d'accusa (doc. _) il 9 agosto
2001, opposizione poi ritirata il 24 maggio 2002 poiché tra le parti è stato
possibile trovare un accordo.

 

                                1.2.   Con
istanza 10 ottobre 2000 e successivi complementi la signora           _____________
ha chiesto allo Stato il versamento di una                                        riparazione
morale cifrata in CHF 4'000.-- ed il risarcimento delle                                                        spese
legali per un importo complessivo di CHF 1'000.--.

                                         La
domanda è stata successivamente completata ed ampliata per quanto riguarda le
spese legali a CHF 3'174.-- (cfr. doc. _).

 

                               1.3.   Con
decisione 8 gennaio 2003 il Dipartimento della sanità e della socialità ha
parzialmente accolto la richiesta della signora ___________ riconoscendole
l'importo di CHF 1'000.-- quale "rimborso delle spese di patrocinio"
mentre non è stata accordata una prestazione per la riparazione del torto
morale.

 

                                         A
fondamento della decisione il DSS così si è espresso:

 

"  (…)

3.   La vittima
deve rendere attendibile di non potere ottenere nulla o soltanto prestazioni
insufficienti dall'autore del reato (art. 1 OAVI). Secondo quanto comunicato
dal patrocinatore d'ufficio del signor __________, quest'ultimo sarebbe a
beneficio di prestazioni assistenziali, e meglio come confermato dalle due
decisioni (6 e 15 maggio 2002) emanate dall'Ufficio del sostegno sociale e
dell'inserimento di __________. Nel periodo 1. maggio 2002 e 31 luglio 2002 gli
veniva accordato un aiuto finanziario pari a fr. 730.- per
la pigione, fr. 800.-- per il sostentamento e fr. 300.-- quale incentivo per l'inserimento sociale.

Alla luce di queste considerazioni,
risultano palesi le difficoltà per l'istante di potere ottenere, entro un
termine ragionevole, un risarcimento sufficiente ed effettivo. Le condizioni
poste dall'art. 1 OAVI sono perciò nella fattispecie realizzate.

 

4.   Come già osservato,
il Procuratore Pubblico ha rinviato la signora ___________ al competente foro
civile per eventuali pretese. Avendo formulato opposizione al decreto di
accusa, nell'ambito del procedimento penale l'istante aveva quantificato le
proprie pretese civili in fr. 10'000.-- per torto morale e
fr. 3'174.20 per spese legali (scritto 23 agosto 2001 avv.
__________/Pretura __________). II competente giudice non si è però pronunciato
su di esse. Infatti a seguito dell'intervenuta transazione tra le parti e quindi
del successivo ritiro dell'opposizione da parte dell'istante (scritto 24 maggio
2002  avv. ________/Pretura __________),
egli ha stralciato la causa (decreto 27 maggio 2002 Pretura di __________). Le
pretese civili rivendicate dall'istante non sono quindi contenute in una
sentenza penale, ma sono frutto di un accordo extragiudiziale concluso tra le
parti.

                                Con la
transazione 17 maggio 2002 esse hanno inoltre subito un ridimensionamento
rispetto a quanto notificato in un primo tempo, nel senso che il signor
____________ si è riconosciuto debitore di un importo complessivo pari a fr. 5'000.--, di cui fr. 4'000.- per il
risarcimento del torto morale e fr. 1'000.-- per spese
legali. La vittima dal canto suo ha accettato questa liquidazione a tacitazione
di ogni ulteriore pretesa.

 

5.   L'accordo
sulle pretese civili concluso tra l'autore di un reato e la vittima non può
però legare l'autorità amministrativa chiamata a pronunciarsi sulle pretese
LAV, che legittimamente si determina in modo autonomo sulla base delle
risultanze e dei mezzi di prova a disposizione (cfr. DTF 124 II 8 consid. 3).

      (…)

                                Non si
dimentichi inoltre che la pretesa di risarcimento in qualità di parte civile
nel processo penale diretta nei confronti dell'accusato rientra nell'ambito del
diritto civile, mentre quella sulla base della LAV, e quindi nei confronti
dello Stato, costituisce una prestazione di diritto pubblici.

(…)

7.   L'istante chiede il versamento di fr. 1'000.-- per spese di patrocinio sostenute in corso di
procedura. II reato di lesioni semplici sancito dall'art. 123 cifra 1 CPS, è
unicamente punito a querela di parte. Essenziale, per la condanna dell'autore
del reato, il fatto che nel caso concreto sia stata sporta una denuncia in tal senso,
e che ciò sia stato possibile facendo capo ad un rappresentante legale, la
vittima essendo dal canto suo ricoverata in ospedale a seguito della frattura
subita. Innegabile inoltre anche l'assistenza prestata per la stipula di un
accordo, in particolare per i contatti con il patrocinatore di controparte,
nonché per l'inoltro della presente procedura LAV. Considerate le difficoltà
alle quali la vittima è andata incontro, appare corretto riconoscere la
copertura delle spese legali nella misura dei fr. 1'000.-
richiesti.

      (…)

9.   L'istante fa valere un risarcimento per torto morale di fr. 4'000.-.

Come attestato dal dott. med.
__________ , specializzato FMH in chirurgia ortopedica, nel certificato medico
del 10 luglio 2001, l'aggressione subita ha costretto l'istante a sottoporsi ad
un intervento chirurgico con conseguente degenza ospedaliera di un mese, e
all'uso delle stampelle durante almeno otto settimane. Lo stesso medico, che ha
avuto in cura la paziente per complessivi due mesi (più precisamente dal 07.09.2000
al 27.11.2000), ha giudicato positivamente la prognosi, ritenuto che al 27
novembre la frattura si presentava consolidata e permetteva all'istante di
camminare in carico totale su ambedue le gambe. L'istante può dunque confidare
in un recupero totale della mobilità articolare e delle proprie attività
fisiche.

Circa i frequenti dolori all'anca
sinistra che l'istante accusava particolarmente sotto sforzo, il medico
concludeva alla possibilità che gli stessi avrebbero potuto persistere durante
mesi o anche anni.

 

10. Alla luce di
quanto esposto, si deve concludere per una completa guarigione della paziente,
e per l'assenza di complicazioni sia post-operatorie che terapeutiche. A due
mesi dall'intervento chirurgico, la cura a cui è stata sottoposta l'istante ha
avuto un pieno successo. I postumi dell'aggressione si riassumono in un
persistere dei dolori nel momento in cui l'anca e la gamba vengono sollecitate.
Non si possono tuttavia considerare come permanenti o di natura particolarmente
straordinaria, tali da giustificare un risarcimento del torto morale sulla base
della LAV.

I requisiti posti dall'art. 12 cpv. 2
LAV per il riconoscimento del torto morale non sono dunque adempiuti nella
presente fattispecie, e per questo la richiesta di risarcimento del torto
morale non può essere accolta." (doc. _)

 

                               1.4.   Insoddisfatta
della decisione dell'amministrazione ___________ si è aggravata a questo TCA
sostenendo in particolare:

 

" 
(…)

La signora ___________ ha quantificato al minimo
le proprie pretese, ed ha trovato un accordo con la controparte.

Dal volume dell'incarto e dall'elenco delle
prestazioni, non si può che constatare che l'importo di fr. 1'000.00 per spese
di patrocinio, è inferiore alle spese complessive per il procedimento civile e
penale.

 

Per questa posta, l'importo dovuto è quello
esposto di fr. 3'174.20 al quale andrebbero aggiunte le successive spese
causate per la procedura amministrativa. La ricorrente in questa sede è
pertanto costretta a far valere tutte le spese legali per difendere i suoi interessi,
e meglio come alla nota allegata. (…)" (doc. _)

 

                                         Dal canto
suo l'amministrazione si oppone all'accoglimento del ricorso, richiamando
precedenti decisioni emanate in altre fattispecie e sentenze di questo TCA
rispettivamente del TF. In particolare per quanto riguarda le pretese di torto
morale l'amministrazione ritiene:

 

" 
(…)

In base al certificato medico presentato dalla
ricorrente (certificato dr. __________ 10 luglio 2001) la frattura al femore a
quasi tre mesi dall'accaduto si presentava consolidata e permetteva alla
ricorrente di camminare in carico totale su ambedue le gambe. Il medico ha
dunque espresso una prognosi favorevole non potendo esprimersi sulla durata
degli asseriti dolori all'anca, i quali tuttavia non possono essere considerati
come permanenti o di natura particolarmente straordinaria e idonei a
giustificare la riparazione di un torto morale ai sensi della LAV." (doc.
_)

 

                                         Invitata
a prendere posizione in merito rispettivamente a proporre l'acquisizione di
nuove prove la ricorrente non ha formulato richieste.

 

                                         Il
Giudice delegato ha acquisito gli atti della procedura penale sfociata
nell'emanazione del decreto d'accusa contro __________, ha sottoposto precise
domande al dott. _________ ed ha chiesto informazioni alla signora _____________
. Agli atti sono stati acquisiti un certificato medico del dott. _________ del
22 maggio 2003 e attestazione dell'Ente Turistico di ___________e dintorni del
22 maggio 2003 documenti sui quali le parti hanno avuto facoltà di esprimersi.

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   La legge
federale concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV) del 4 ottobre 1991, in
vigore dal 1° gennaio 1993, ha lo scopo di fornire un aiuto efficace alle
vittime di reati e a rafforzarne i diritti (cfr. art. 1 cpv. 1 LAV).

                                         L'aiuto consiste
in:

                                         a.   consulenza;

                                         b.   protezione
della vittima e tutela dei suoi diritti nel          procedimento penale;

                                         c.   indennizzo
e riparazione morale.

                                         (cfr.
art. 1 cpv. 2 LAV).

 

                                         L'art. 2
LAV (campo di applicazione) stabilisce al cpv. 1 che beneficia di aiuto ogni
persona che a causa di un reato è stata direttamente lesa nell'integrità
fisica, sessuale o psichica (vittima), indipendentemente dal fatto che l'autore
del reato sia stato rintracciato e che il suo comportamento sia stato
colpevole.

 

                                         L'art. 2
cpv. 2 LAV precisa che il coniuge, i figli e i genitori della vittima nonché
altre persone unite alla vittima da legami analoghi sono parificati alla
vittima per quanto concerne:

 

                                         a.   la
consulenza (art. 3 e 4);

                                         b.   l'esercizio
dei diritti processuali e delle pretese civili (art. 8 e  9) nella misura in
cui dette persone possono far valere                  pretese civili contro
l'autore del reato;

                                         c.   l'indennizzo
e la riparazione morale (art. 11-17) nella misura   in cui dette persone
possono far valere pretese civili contro              l'autore del reato.

 

                                         La
Sezione 3 della LAV (Protezione e diritti della vittima nel procedimento
penale) prevede all'art. 8 che la vittima può intervenire come parte nel
procedimento penale. In particolare essa può fare valere le sue pretese civili
(cfr. art. 8 cpv. 1 lett. a LAV).

 

                                         L'art. 9
LAV (Pretese civili) stabilisce al cpv. 1 che, per quanto l'imputato non sia
prosciolto o il procedimento non sia abbandonato, il tribunale penale decide
anche in merito alle pretese civili della vittima.

                                         Il
Tribunale può dapprima giudicare la fattispecie penale e trattare in seguito le
pretese civili (art. 9 cpv. 2 LAV).

                                         In virtù
dell'art. 9 cpv. 3 LAV se il giudizio completo delle pretese civili esigesse un
dispendio sproporzionato, il tribunale penale può limitarsi a prendere una
decisione di principio sull'azione civile e per il rimanente rinviare la
vittima ai tribunali civili. Per quanto possibile, deve però giudicare
integralmente le pretese di lieve entità.

                                         Infine,
secondo l'art. 9 cpv. 4 LAV per quanto concerne le pretese civili, i Cantoni
possono emanare disposizioni diverse per la procedura del decreto di accusa e
per i procedimenti contro fanciulli e adolescenti.

 

                               2.2.   La Sezione 4
della LAV è dedicata all'indennizzo e alla riparazione morale.

 

                                         Secondo
l'art. 11 cpv. 1 LAV la vittima di un reato commesso in Svizzera può chiedere
un indennizzo o una riparazione morale nel Cantone in cui è stato commesso il
reato. L'articolo 346 del Codice penale svizzero si applica per analogia.

 

                                         Le condizioni
per l'indennizzo e per la riparazione morale sono fissate all'art. 12 LAV.

                                         Il cpv. 1
prevede che la vittima ha diritto a un indennizzo per il danno subito se i suoi
redditi determinanti ai sensi dell'articolo 3c della legge federale del 19
marzo 1965 sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia,
i superstiti e l'invalidità (LPC) non superano il quadruplo dell'importo
superiore destinato alla copertura del fabbisogno vitale fissato conformemente
all'articolo 3b capoverso 1 lettera a di detta legge. Sono determinanti i
redditi presumibili dopo il reato (nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 1998).

 

                                         Il cpv. 2
dell'art. 12 LAV precisa invece che una riparazione morale può essere accordata
alla vittima, indipendentemente dal suo reddito, quando la gravità dell'offesa
e circostanze particolari lo giustifichino.

                                         La
giurisprudenza ha stabilito che quando le condizioni legali sono adempiute,
esiste un vero e proprio diritto per la vittima ad ottenere la riparazione
morale (cfr. DTF 122 II 211 consid. 1b, pag. 213; DTF 121 II 369 consid 3c,
pag. 373).

 

                                         Le
modalità di calcolo dell'indennità sono invece regolate all'art. 13 LAV.

                                         Secondo
l'art. 13 cpv. 1 LAV (nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 1998) l'indennità è
fissata in funzione dell'entità del danno e dei redditi della vittima. Se i
redditi non superano l'importo limite destinato alla copertura del fabbisogno
vitale ai sensi della LPC, l'indennità copre integralmente il danno; se sono
superiori a questo importo, l'indennità è ridotta.

                                         L'indennità
può essere ridotta se la vittima, con comportamento colpevole ha contribuito in
modo preponderante a creare o ad aggravare il danno (art. 13 cpv. 2 LAV).

                                         L'art. 13
cpv. 3 LAV delega al Consiglio federale il compito di stabilire l'ammontare
minimo e massimo delle indennità ed attribuisce all'esecutivo la competenza di
emanare altre prescrizioni relative al calcolo dell'indennità.

 

                                         L'Ordinanza
concernente l'aiuto alle vittime di reati (OAVI) del 18 novembre 1992, dopo
aver precisato all'art. 1 che la vittima deve rendere attendibile di non poter
ottenere nulla o soltanto prestazioni insufficienti da terzi (autore del reato,
assicurazioni, ecc.), stabilisce all'art. 2 che:

 

"  I
redditi determinanti (art. 12 cpv. 1 LAV) sono calcolati giusta l'art. 3c

della legge federale del 19 marzo 1965 sulle
prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l'invalidità (LPC), giusta le pertinenti disposizioni federali emanate a
livello d'ordinanza nonché giusta le rispettive disposizioni speciali dei
Cantoni."

 

                                         L'art. 3
OAVI (calcolo dell'indennizzo) precisa al cpv. 1 (nuovo tenore in vigore dal 1°
gennaio 1998) che se i redditi determinanti della vittima non superano
l'importo massimo determinante per la copertura del fabbisogno vitale fissato
dall'art. 3b capoverso 1 lettera a LPC (in seguito: importo LPC), l'indennizzo
copre integralmente il danno.

                                         Secondo
l'art. 3 cpv. 2 OAVI (nuovo tenore dal 1° gennaio 1998) se i redditi
determinanti della vittima superano il quadruplo dell'importo LPC (in seguito:
limite massimo LAV), non è versato nessun indennizzo.

                                         Infine,
in virtù dell'art. 3 cpv. 3 OAVI (nel tenore in vigore dal 1° gennaio 1998), se
i redditi determinanti della vittima sono compresi tra l'importo LPC e il
limite massimo LAV, l'indennizzo è calcolato come segue:

 

                                         Indennizzo=danno
-(redditi determinanti - importo LPC) x danno 

                                                                                  (limite
massimo LAV - importo LPC)

                                         

                                         L'art. 4
OAVI prevede che l'indennizzo ammonta al massimo a 100'000 franchi (cpv. 1) e
che non sono versati indennizzi inferiori a 500 franchi (cpv. 2).

 

                                         L'art. 14
LAV (sussidiarietà delle prestazioni statali) precisa al cpv. 1 che le
prestazioni che la vittima ha ricevuto a titolo di risarcimento del danno
materiale o di riparazione morale sono dedotte dall'indennità, rispettivamente
dalla somma assegnata a titolo di riparazione morale. Fanno eccezione le
prestazioni d'indennizzo (in particolare rendite e liquidazioni in capitale)
delle quali è già stato tenuto conto nel calcolo dei redditi determinanti (art.
12 cpv. 1).

                                         L'art. 14
cpv. 2 LAV stabilisce che se l'autorità ha assegnato un'indennità o una somma a
titolo di riparazione morale, le pretese spettanti alla vittima in ragione del
reato passano al Cantone, fino a concorrenza dell'ammontare versato. Queste
pretese hanno priorità rispetto a quelle che la vittima può ancora far valere
nonché ai diritti di regresso di terzi.

                                         Infine,
secondo l'art. 14 cpv. 3 LAV, il Cantone rinuncia a far valere le proprie
pretese nei confronti dell'autore del reato se necessario per il suo
reinserimento sociale.

 

                               2.3.   Più
specificatamente per quanto attiene alla riparazione del torto morale in un
caso ticinese il Tribunale Federale, nella sentenza del 4 luglio 2002
1A.20/2002 citato nella risposta di causa del Dipartimento della sanità e della
socialità, così si è espresso:

 

" 
L'art. 12 cpv. 2 LAV sancisce il principio di
una riparazione morale, in

denaro, a favore della vittima che ha subito
un'offesa grave in circostanze particolari; la norma non fissa però criteri per
stabilire quest'indennità. Secondo la giurisprudenza occorre quindi applicare
per analogia i principi previsti dagli art. 47 e 49 CO, tenendo tuttavia conto
del fatto che il sistema d'indennizzo del danno e del torto morale secondo la
LAV corrisponde a una prestazione di assistenza e non a un obbligo di
risarcimento derivante dalla responsabilità dello Stato (DTF 128 II 49 consid.
4.1, 125 II 554 consid. 2a, 123 II 425 consid. 4c). L'ampio potere
d'apprezzamento riconosciuto in quest'ambito all'autorità competente a
stabilire l'indennità ha come limiti essenzialmente il rispetto della parità di
trattamento e il divieto dell'arbitrio (DTF 125 II 169 consid. 2b/bb pag. 274;
cfr. anche DTF 128 II 49 consid. 4.3)."

 

                                         Con la
necessaria evidenziazione qui che il risarcimento del danno e del torto morale
in virtù della LAV corrisponde ad una prestazione d'assistenza dello Stato.

 

                                         Il TF si
è poi così ulteriormente espresso:

 

" 
Una riparazione morale non è data in ogni caso
di lesioni fisiche o

psichiche: essa presuppone una lesione grave e
circostanze particolari (DTF 125 III 70 consid. 3c, 110 II 163 consid. 2c;
Brehm, op. cit., n. 28 e 161 all'art. 47). Occorre quindi che il danno sia di
una certa entità, come è il caso dell'invalidità o del pregiudizio permanente
di un organo importante (DTF 121 II 369 consid. 3c/bb; Brehm, op. cit., n. 162
e 165 all'art. 47). Qualora il pregiudizio non sia durevole, una riparazione
morale è riconosciuta se siano realizzate circostanze particolari quali una
degenza in ospedale per più mesi con numerose operazioni, un lungo periodo di
sofferenza e di incapacità lavorativa (cfr. Brehm, op. cit., n. 163 e 166 seg.
all'art. 47; Gomm/Stein/Zehnter, op. cit., n. 20 all'art. 12). Occorre inoltre
considerare pregiudizi psichici importanti quali stati di stress posttraumatici
che conducono a cambiamenti durevoli della personalità (cfr. Brehm, op. cit.,
n. 171 segg. all'art. 47). Se la lesione può invece essere guarita senza
complicazioni importanti e senza pregiudizi durevoli non è di massima dovuta
una riparazione morale (cfr. Alfred Keller, Haftpflicht im Privatrecht, vol. 2,
2a ed., Berna 1998, pag. 132 seg.; Brehm, op. cit., n. 163 segg. all'art. 47).
In linea di principio, sono quindi determinanti per stabilire l'ammontare della
riparazione morale soprattutto il tipo e la gravità della lesione, l'intensità
e la durata degli effetti sulla personalità dell'interessato e il grado di
colpa dell'autore (DTF 125 III 269 consid. 2a, 412 consid. 2a pag. 417)."

 

                            2.3.1.   Come già
evocato nella sentenza 17 dicembre 2001 nella causa 43.2000.1 di questo TCA, la
giurisprudenza del TF si è così sviluppata nel tempo:

 

                         2.3.1.1.   In una
sentenza del 20 dicembre 1995 pubblicata in DTF 121 II 369 il Tribunale
federale ha avuto occasione di stabilire, a proposito dell'art. 12 cpv. 2 LAV
(cfr. consid. 2.2.), che poiché la pretesa si riferisce a nozioni giuridiche
indeterminate (n.d.r.: "quando la gravità dell'offesa e circostanze
particolari lo giustifichino") essa dipende in larga misura - riguardo al
principio e all'entità - dal potere di apprezzamento dell'autorità (cfr. DTF
121 II 373).

                                         Il TF ha
ricordato che la definizione dell'art. 12 cpv. 2 LAV corrisponde in larga
misura ai criteri previsti agli articoli 47 e 49 CO, i quali precisano a quali
condizioni l'autore di un atto illecito è tenuto a versare alla vittima una
somma a titolo di riparazione morale. Questo corrisponde anche a uno degli
scopi della legge che è quello di accordare un aiuto efficace quando l'autore
dell'infrazione non vi provvede (cfr. art. 1 LAV).

                                         Per
determinare le condizioni alle quali attribuire una riparazione morale, occorre
dunque ispirarsi, per analogia, alla giurisprudenza civile relativa agli art.
47 e 49 CO (cfr. DTF 121 II 373; vedi pure DTF 123 II 214).

 

                                         Nel giudizio
pubblicato in DTF 121 II 369, la nostra Massima istanza ha pure avuto occasione
di ricordare che l'attribuzione di una riparazione morale a seguito di lesioni
corporali esige che esse abbiano una certa importanza. Ciò è il caso dei danni
che provocano la perdita definitiva della funzione di un organo, come ad
esempio un occhio (cfr. DTF 121 II 374 con riferimento a DTF 110 II 163 consid.
2c).

                                         Il
Tribunale federale ha aggiunto che, vista la sua natura, la riparazione morale
non può essere fissata secondo criteri matematici, ma soltanto stimata tenendo
conto della natura e della gravità della lesione, della sua durata e della sua
incidenza sulla personalità della vittima (cfr. DTF 121 II 377 con riferimenti
a DTF 117 II 50 consid. 4a, DTF 112 II 133 consid. 3).

 

                                         L'Alta
Corte federale ha inoltre precisato che se i limiti per l'indennizzo fissati
all'art. 4 OAVI (cfr. consid. 2.2) si applicano per principio soltanto alle
indennità per il danno materiale, il massimo (di franchi 100'000) stabilito dal
Consiglio federale deve servire da linea direttrice anche per quel che riguarda
la somma da attribuire a titolo di riparazione morale (cfr. DTF 121 V 377).

 

                                         Infine il
Tribunale federale ha riassunto alcuni casi giudicati in passato. Nel 1978 è
stata accordata una riparazione morale di fr. 8000.-- ad una vittima che aveva
perso un occhio, tenuto conto delle colpe rispettive (attenuato a causa della
giovane età) dell'autore del danno e della vittima (cfr. DTF 104 II 184 consid.
5). La stessa somma ridotta della metà a seguito di una colpa concomitante era
stata accordata nel 1967 (cfr. DTF 102 II 18 consid. 2). Nel 1984 l'indennità
di torto morale consecutivo alla perdita dell'udito da una parte è stata
stimata in fr. 5000.-- (cfr. DTF 110 II 163 consid. 2c). Nel 1986 una cecità
dell'80 % di lunga durata con un'invalidità fisica del 90 % e economica del 100
% ha condotto all'assegnazione di una indennità di fr. 50'000.-- (cfr. DTF 112
II 138 consid. 5b).

                                         Il TF ha
poi aggiunto che l'importo deve tenere conto della speranza di vita ridotta del
ricorrente, consecutiva al danno alla salute dal quale è colpito (cfr. DTF 121
V 377; DTF 110 II 163 consid. 2c, DTF 104 II 184 consid. 5).

 

                                         Nel caso
che era chiamato a giudicare, trattandosi di una vittima (nata nel 1966) che
aveva perso un occhio ed aveva una colpa concorrente per il danno alla salute
(ciò che giustificava soltanto una riduzione e non il rifiuto della riparazione
morale, cfr. DTF 121 II 373-375; vedi pure, a proposito della riduzione, la
precisazione della giurisprudenza in DTF 123 II 213-217), il Tribunale federale
ha ritenuto equo accordare al ricorrente un'indennità di fr. 8000.-- (cfr. DTF
121 II 377).

 

                         2.3.1.2.   In una
sentenza del 22 febbraio 1997 nella causa D., pubblicata in DTF 123 II 210 il
Tribunale federale ha avuto occasione di ricordare che l'autorità cantonale di
ricorso istituita sulla base dell'art. 17 LAV ha pieno potere cognitivo. Ciò
significa che essa può controllare non solo le constatazioni di fatto e
l'applicazione del diritto da parte dell'autorità amministrativa, ma anche
l'opportunità della decisione impugnata; essa può, se del caso, sostituire il
suo apprezzamento a quello dell'amministrazione (cfr. Gomm/Stein/Zehnter,
Kommentar zum Opferhilfegesetz, Berna 1995, art. 17 N° 5). Il potere di libero
esame non impedisce tuttavia all'autorità di ricorso di rispettare, per delle
questioni di apprezzamento, un certo margine di manovra dell'amministrazione.

                                         La
riparazione morale indennizza un danno immateriale, in sè non misurabile in denaro.
La sua ampiezza dipende dalla valutazione dei criteri che entrano in
considerazione ed è una decisione di apprezzamento. Non vi è una sola decisione
corretta, ma, entro certi limiti, una pluralità di adeguate soluzioni
corrispondenti all'equità. L'autorità di ricorso può dunque accontentarsi di
controllare il carattere appropriato della somma attribuita
dall'amministrazione e - nella misura in cui essa è conforme all'equità -
astenersi dal modificare la decisione impugnata anche se essa, se avesse dovuto
decidere come prima istanza, non sarebbe forse arrivata alla stessa somma.
Comunque il riserbo nel controllo non deve andare così lontano da fare in modo
che l'autorità di ricorso intervenga solo in caso di un'illegale violazione del
potere di apprezzamento (cfr.  DTF 123 II 212-213).

                                         Nel caso
che era chiamato a giudicare il Tribunale federale ha confermato la somma di
fr. 2000.-- a titolo di riparazione morale attribuita ad una persona che aveva
partecipato ad una manifestazione non autorizzata di 300 curdi davanti
all'ambasciata turca di Berna e che era stato colpito da alcuni colpi sparati
da membri dell'ambasciata turca. La vittima si era procurata una frattura
aperta del femore inferiore che ha dovuto essere curata in ospedale dal 24
giugno al 14 luglio 1993 e che ha provocato un'inabilità lavorativa fino al 31
gennaio 1994. La frattura è nel frattempo guarita; sono tuttavia rimasti dei
dolori in caso di caricamento.

                                         Il TFA ha
quindi concluso che "angesichts der Art der Verletzung (Unterschenkelfraktur),
des relativ kurzen Spitalaufenthalts (von weniger als einem Monat) und der
komplikationslosen Verheilung von Fraktur und Hautabdeckung, auch unter
Berücksichtigung der verbleibenden Belastungsschmerzen und der sichtbaren
(jedoch nicht entstellenden) Narben am Bein, bewegt sich die zugesprochene
Genugtuungssumme von fr. 2000.-- innerhalb des Ermessensspielraumes, in welcher
das Bundesgericht nicht eingreifen kann" (STFA del 22 febbraio 1997 nella
causa D., consid. 4a, non pubblicato della sentenza DTF 123 II 210).

                                         In
occasione di quella manifestazione, vi furono in particolare altri due feriti:
C. al quale è stata versata una riparazione morale di fr. 2000.-- e un
funzionario di polizia al quale è stata attribuita una riparazione morale di
fr. 5000.--.

 

                                         Rispondendo
alle critiche del ricorrente, che si riteneva vittima di una disuguaglianza di
trattamento, il TF ha in particolare rilevato:

 

"  Entgegen
der Auffasung des Beschwerdeführers liegt auch kein

Verstoss gegen das Gleichbehandlungsgebot gemäss
Art. 4 BV vor.  C. erlitt nach den vom Beschwerdeführer nicht bestrittenen
Festellungen der Justizdirektion eine Schussverletzung am linken Unterschenkel
und leidet noch heute an belastungsabhängigen Beschwerden; seine Verletzung ist
damit derjenigen des Beschwerdeführers durchaus vergleichbar.

  Dagegen wurde der
bei der Schiesserei getroffen Polizist am Kniegelenk schwer verletz. Schon aus
diesem Grund ist es nicht rechtsungleich, ihm eine höhere Genugtuungsumme
zuzusprechen".

(sentenza citata,
consid. 4b, non pubblicato).

 

                                         In una
sentenza del 24 giugno 1997 nella causa Etat de Vaud contro T. pubblicata in
DTF 123 II 425 il Tribunale federale ha stabilito che il Cantone non è
legittimato a proporre un ricorso di diritto amministrativo contro una decisione
cantonale fondata sulla LAV che lo obbliga a pagare un'indennità alla vittima
di un reato (cfr. DTF 123 II 429-432).

                                         Il
Tribunale cantonale vodese aveva attribuito una riparazione morale di fr.
8000.-- ad un uomo che si era procurato gravi ustioni cercando di soccorrere un
suo inquilino che aveva provocato un incendio per negligenza (cfr. DTF 123 II
426:

 

"  Il
est brûlé sur environ 30% de la surface corporelle. Hospitalisé une

dizaine de jours, il souffre durant plusieurs
mois des séquelles physiques de se blessures; il doit en outre suivre quelques
séances de psychothérapie, se montre anxieux et prend aujourd'hui encore des
tranquillisants. (...)

  Par arrêt du 26 juin
1996, la Chambre des recours du Tribunal cantonal vaudois a réformé le
jugement; elle a admis partiellement l'action de T., déclarant l'Etat de Vaud
débiteur de la somme de 8000 fr. T. avait rendu vraisemblable qu'il ne pouvait
rien recevoir de tiers, notamment en raison de la situation financière de
l'auteur de l'infraction. Les lésions dont il avait été victime constituaient
une atteinte grave au sens de l'art. 12 al. 2 LAVI (RS 312.5), et il convenait
d'admettre que ces lésions étaient en relation de causalité adéquate avec
l'infraction commise par M. Le Tribunal cantonal a également estimé que le
comportement exemplaire de T. était une circostance particulière, au sens de
l'art. 12 al. 2 LAVI, qui justifiait l'allocation d'une réparation morale qu'il
a fixée, ex aequo et bono, à 8'000 fr.").

 

                                         In questa
sentenza il Tribunale federale ha segnatamente ricordato che:

 

"  s'agissant
plus particulièrement des conditions d'octroi d'une somme

à la victime à titre de réparation morale, l'art.
12 al. 2 LAVI pose un principe essentiel: une telle somme peut être versée à la
victime indépendamment de son revenu «lorsque celle-ci a subi une atteinte
grave et que des circostances particulières le justifient».

 

Après avoir écarté les systèmes de financement
par des prélèvements obligatoires (primes et cotisations d'assurance), le
Conseil fédéral a préféré une procédure d'indemnisation distincte fondée sur le
droit public et financée par le budget de l'Etat. Il a voulu montrer par là que
l'indemnisation par l'Etat doit constituer une exception et qu'elle est
subsidiaire par rapport aux autres possibilités d'obtenir réparation que la
victime possède déjà (FF 1990 II 923). Le système d'indemnisation proposé
prévoit que la victime dont les ressources ne dépassent pas un certain seuil a
droit à une indemnité (ATF 121 II 116 consid. Ib/bb). Jusqu'à un certain niveau
de ressources considéré comme le minimum vital, il est prévu que l'indemnité
couvre l'intégralité du dommage alors qu'au-delà de ce point, le degré de
couverture diminue. Enfin, la faculté donnée à l'autorité - et, sur recours, au
juge - d'allouer aux victimes une somme d'argent à titre de réparation morale,
a été envisagée «pour atténuer les rigueurs de ce système», et «lorsque
l'équité le commande» (FF 1990 II p. 924; DTF 123 II 430-431)."

 

                                         In una
sentenza del 9 dicembre 1999, pubblicata in DTF 125 II 554, l'alta Corte
federale ha confermato che al calcolo dell'importo dovuto a titolo di
riparazione morale secondo l'art. 12 cpv. 2 LAV sono applicabili per analogia i
principi di diritto civile. Nella citata sentenza il TF ha in particolare
accolto un ricorso contro una decisione grigionese dove le due figlie di una
vittima di un reato, deceduta in circostanze non chiarite, si erano viste
riconoscere un indennizzo di fr. 2'500, a fronte di una richiesta di fr.
50'000. Il TF ha accordato alle istanti, nate nel 1985, rispettivamente nel
1987, un importo di fr. 35'000 ciascuno, riducendolo in seguito di metà
rispetto a quello che avrebbero ottenuto in caso di residenza in Svizzera,
considerato il costo della vita nettamente inferiore nel loro paese di residenza.
Il TF ha così motivato l'accoglimento del ricorso:

 

" 
Sie könnten sich damit etwas leisten, wofür ihr
Vater die Löhne von mehr als 10 Jahren aufwenden müsste. Deshalb ist eine
Herabsetzung gerechtfertig. Bei der Bemessung der Kürzung ist indessen zu berücksichtigen,
dass die Beschwerdeführerinnen noch in einem jugendlichen Alter stehen und sie
sich erst in einem späteren Zeitpunkt etwas leisten werden, das die mit dem
Verlust der Mutter erlittenen Beeinträchtigungen wettmachen kann, wie dies dem
Sinn der Genugtuung entspricht. Ferner fällt in Betracht, dass ihr Heimat-und
gegenwärtiges Wohnsitzland in Europa liegt und es daher nicht unwarscheinlich
ist, dass sie später einmal in der Schweiz oder in einem anderen europäischen
Land mit ähnlich hohen Lebenshaltungskosten leben oder sich, wie sie geltend
machen, zu Ausbildungszwecken oder um zu arbeiten, aufhalten könnten. Dafür
spricht der Umstand, dass sie einen Grossteil ihrer Kindheit in der Schweiz
verbrachten und ihre Grossmutter in Chur lebt. Deshalb rechtferigt sich nur
eine Reduktion der Genugtuungssumme um di Hälfte."

 

                                         In una
sentenza del 13 ottobre 2000 in re C. (1A.203/2000), non pubblicata, il TF ha
confermato la decisione del Tribunale amministrativo del Canton Ginevra che
aveva attribuito un'indennità per torto morale di fr. 30'000 (richiesti
100'000) alla figlia di una vittima deceduta in seguito ad un'aggressione in un
parcheggio il cui autore è stato condannato ad una pena di 15 anni di
reclusione.

 

                                         Nella
sentenza pubblicata in DTF 129 II pag. 145 e segg. il TF ha rammentato come il
Tribunale Amministrativo del Canton Berna abbia riconosciuto un importo di CHF
50'000.-- al marito la cui moglie quarantaseienne è stata uccisa con un colpo
di pistola alla testa (DTF cit. pag. 159).

 

                         2.3.1.3.   Nel Canton
Ticino, il TCA ha confermato la riparazione morale di fr. 10'000.-- accordata
ad una vittima di una rapina, ottantenne, che ha in particolare perso l'uso
permanente del braccio sinistro e che per questo fatto ha dovuto lasciare il
proprio domicilio ed essere ricoverata in una casa per anziani (cfr. STCA del
18 marzo 1998 nella causa A.B., 43.1997.1). Questo Tribunale si è fondato sulla
giurisprudenza federale citata:

 

"  A
Ginevra, ad esempio, è stata concessa un'indennità per torto morale di 50'000 fr.
ad una signora che è stata violentata ed ha assistito all'assassinio della
madre. A Friborgo sono stati accordati fr. 40'000.-- ad una persona vittima di
un tentato assassinio, stuprata, sequestrata e che ha subito lesioni corporali.

  Sempre a Friborgo,
nel corso di quest'anno, sono invece stati assegnati:

 

  - fr. 3'000.-- per
un tentativo di omicidio con lesioni gravi;

  - fr. 3'500.-- per
un altro tentativo di omicidio con lesioni gravi;

  - fr. 3'000.-- per
un caso di rapina con lesioni gravi.

 

  e ad altra
giurisprudenza cantonale citata dalla dottrina (cfr. Gomm/Stein/Zehnter, op.
cit., pag. 185-186 no. 20)."

 

                                         In una
sentenza del 4 marzo 1998 il TCA ha accordato una riparazione per torto morale
di fr. 7'000 ad una vittima di un'aggressione con rischio di perdita della vita
e conseguenze durature a livello psichico (STCA del 4 marzo 1998 in re D. R.,
43.1997.5).

 

                                         Mentre
nella sentenza 17 dicembre 2001 il TCA  ha confermato l'importo di CHF
10'000.-- per torto morale riconosciuto alla vittima di una aggressione con
ferita da arma da taglio all'addome a livello dell'ipocondrio e con necessità
di intervento chirurgico e conseguente sindrome postraumatica da stress.

 

                                         Dal canto
suo il DOS ha riconosciuto fr. 20'000.--, rispettivamente fr. 15'000.--, di
riparazione morale a due sorelle minorenni vittime di reati di carattere
sessuale da parte del loro padre.

 

                               2.4.   Nel caso
concreto _____________ ha subito la frattura del femore prossimale sinistro
senza ferita aperta. In un rapporto medico destinato al patrocinatore della
ricorrente (doc. _) il dott. ____________ ha precisato che la signora
____________ ha subito un intervento chirurgico per praticare un'osteosintesi
del femore con una placca e con degenza di 1 mese nonchè la necessità di
utilizzare due stampelle per 8 settimane. Il medico, specialista in ortopedia,
ha precisato che l'evoluzione è stata soddisfacente, la frattura consolidata e
la

 

" 
… paziente cammina in carico totale, descrivendo
tuttavia frequenti dolori a livello dell'anca sinistra presenti particolarmente
allo sforzo."

 

                                         All'epoca
(10 luglio 2001) il medico, quo alla prognosi, specificava poi:

 

" 
La prognosi è buona per quanto riguarda le
mobilità articolari ed il recupero delle attività fisiche normali. Non posso
tuttavia esprimermi sulla durata dei dolori a livello dell'anca che possono
persistere per diversi mesi, se non addirittura anni."

 

                                         Il
giudice delegato ha chiesto al medico alcune specifiche con lettera 20 marzo
2003. Il professionista ha risposto con scritto del 22 maggio 2003 indicando in
particolare come la degenza della paziente sia durata dal 6.9. al 6.10.2000 con
cure che si sono protratte sino al 27 novembre 2000 presso il dott. ___________
stesso per poi proseguire presso un altro medico.

                                         Il
chirurgo ha specificato come, a seguito dell'intervento, è rimasta una
cicatrice di una ventina di centimetri (doc. _).

                                         

                                         Dal
certificato medico doc. _ e dalle risposte del dott. _________ al TCA deve
essere ritenuto come _____________ non abbia subito un pregiudizio permanente
ad un organo importante e come il danno alla salute, seppure non secondario per
le ripercussioni (ospedalizzazione importante), non possa essere ritenuto alla
luce della giurisprudenza di una certa entità.

 

                                         Non
essendovi pregiudizio durevole il risarcimento del torto morale in virtù della
LAV, e quindi nell'ambito di prestazioni d'assistenza come evidenziato in
precedenza, può essere concesso se circostanze particolari sono riunite, quali
una degenza ospedaliera di particolare durata, la presenza di più interventi ed
il lungo periodo di sofferenza.

 

                                         In DTF
123 II 210 il TF ha ammesso, come ricordato sub. 2.3.1.2., un risarcimento per
torto morale in conseguenza alla procurata (con arma) frattura aperta al femore
inferiore con ospedalizzazione di 3 settimane e lunga inabilità lavorativa.

 

                               2.5.   Per tornare
alla fattispecie il dott. ___________ , in risposta a quesiti del TCA, ha
specificato come la degenza ospedaliera sia durata un mese, con presenza di
cicatrice importante.

 

                                         _____________
ha subito la frattura del femore prossimale sinistro, ciò che ha comportato un
intervento chirurgico di un certo rilievo, come detto la presenza di una
cicatrice, un ricovero stazionario di certa durata, l'utilizzo di stampelle per
quasi 2 mesi ulteriori e la presenta di dolori all'anca accertati dal medico
per mesi dopo l'evento.

                                         Per
quanto attiene all'inabilità lavorativa l'Ente Turistico di ____________ e
dintorni ha specificato in 4 mesi l'incapacità lavorativa della signora
_____________.

 

                                         In un
caso pubblicato in DTF 123 II 210, sopra il TF ha ammesso un versamento per
torto morale in caso di frattura aperta del femore con ospedalizzazione di 20
giorni, inabilità lavorativa di alcuni mesi (6) e dolori in casi di caricamento
dall'arto.

 

                                         Nel caso
concreto appare rispettoso della giurisprudenza federale accordare alla vittima
un'indennità per torto morale a causa della entità delle lesioni riportate. In
particolare la durata della degenza ospedaliera, la durata dell'inabilità
conseguente con l'obbligo di utilizzare delle stampelle per 8 settimane, i
dolori all'anca sopportati per mesi costituiscono un periodo di sofferenza
particolarmente lungo che impone un intervento dello Stato per rimborsare il
torto morale.

 

                               2.6.   A ragione il
DSS, nella decisione impugnata, ha rammentato come l'autorità amministrativa,
ed anche quella giudicante, non è vincolata dagli accordi di risarcimento
intervenuti dal processo penale ed in quello adesivo civile.

                                         Nella
fattispecie evocata in DTF 124 II 8 il Tribunale Federale ha infatti ritenuto
non vincolante l'accordo di transazione giudiziale concluso, e ciò sulla scorta
delle seguenti motivazioni:

 

"          d)
Es stellt sich die Frage, welche Wirkungen der zwischen dem

Opfer und dem Täter abgeschlossene gerichtliche Vergleich über die
zivilrechtliche Genugtuung auf den dem Opfer allenfalls nach Art. 12 Abs. 2
OHG zustehenden Genugtuungsanspruch hat.

         aa) Im Zusammenhang mit dem administrativen
Führerausweisentzug hat das Bundesgericht festgehalten, grundsätzlich seien
Führerausweisentzug und Strafe voneinander unabhängig; Administrativbehörden
und Strafrichter seien dementsprechend aufgrund des Gewaltenteilungsprinzips
gegenseitig nicht an ihre Erkenntnisse gebunden (BGE 109 Ib 203). Die dadurch
entstehende Gefahr sich widersprechender Entscheide verletze aber wesentliche
Interessen der Rechtseinheit und Rechtssicherheit. Die Administrativbehörde
solle deshalb nicht ohne Not von den tatsächlichen Feststellungen der
Strafbehörde abweichen, insbesondere, wenn aufgrund eingehender Sachverhaltsabklärungen
und Beweisabnahmen ein Strafverfahren sachnäher sei (BGE 115 Ib 163 E. 2a S.
164 mit Hinweisen; RENÉ A. RHINOW, BEAT KRÄHENMANN, Schweizerische
Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, Basel und Frankfurt a.M., 1990, Nr.
49, S. 158). Anderseits darf die Administrativbehörde namentlich dann von den
tatsächlichen Feststellungen des Strafrichters abweichen, wenn sie aufgrund
eigener Beweiserhebungen Tatsachen feststellt, die dem Strafrichter unbekannt
waren oder die er nicht beachtet hat, ferner wenn neue Tatsachen vorliegen,
deren Würdigung  zu einem abweichenden Entscheid führt, weiter wenn die
Beweiswürdigung des Strafrichters feststehenden Tatsachen klar widerspricht
oder wenn der Strafrichter bei der Anwendung des geltenden Rechts auf den
Sachverhalt nicht alle Rechtsfragen abgeklärt hat (BGE 109 Ib 203 E. 1, S. 204
f.). In reinen Rechtsfragen ist die Verwaltungsbehörde dagegen nicht an die
Beurteilung durch den Strafrichter gebunden, da sie sonst in ihrer freien
Rechtsanwendung beschränkt würde (BGE 115 Ib 163 E. 2a S. 164 mit Hinweis;
RHINOW/KRÄHENMANN, a.a.0., S. 158 f.). Verzichtet die Verwaltung auf eine
eigene Beweiserhebung, sollte sie die von der anderen Instanz gemachte
Beweiswürdigung anerkennen, wenn sie nicht feststehenden Tatsachen klar
widerspricht (BGE 101 Ib 270 E. 1 b S.274).

         bb) Diese Rechtsprechung in bezug auf das Verhältnis der
Administrativ- zu den Strafbehörden kann auf Sachverhalte, wie hier einer
vorliegt, sinngemäss angewendet werden. Dabei sind insbesondere die folgenden
Unterschiede und Gemeinsamkeiten der von den Opferhilfeinstanzen einerseits und
den Straf- oder Zivilgerichten anderseits zu fällenden Entscheide zu
berücksichtigen.

Bei den im Strafverfahren aufgrund einer Adhäsionsklage oder in
einem Zivilprozess beurteilten Ansprüchen handelt es sich um Forderungen unter
Privaten und nicht um Ansprüche gegenüber dem Staat, wie dies nach dem
Opferhilfegesetz der Fall ist. Nicht identisch sind zudem im Verhältnis OR zu
OHG der Rechtsgrund bzw. die rechtliche Natur der in Frage stehenden
Leistungen. Dies kann zu Unterschieden in den Entschädigungssystemen führen
(BGE 121 II 369 E. 3c/aa S. 373). Wie jedoch das Bundesgericht (in BGE 123 II

210 E. 3b/aa S. 215) festgestellt hat, stimmen in der Frage, ob
ein (wesentliches) Mitverschulden des Opfers den gänzlichen Ausschluss einer
Genugtuung nach OHG rechtfertigen könne, das OHG und die zivilrechtlichen
Grundsätze gemäss Art. 47 und 44 OR weitgehend überein. Zudem
betrachtete es das Bundesgericht als sinnvoll, wenn sich die Bemessung der
Genugtuung nach dem Opferhilfegesetz nicht zu weit von den zivilrechtlichen
Grundsätzen entfernt. Ansonsten könnte sich etwa ein Opfer, das bereits ein
rechtskräftiges Urteil auf Genugtuung gegen den Täter erwirkt habe und nun ein
Gesuch um Opferhilfe mangels Zahlungskraft des Täters einreiche, nicht auf
dieses Urteil stützen; statt dessen müsste erneut eine Genugtuungssumme
festgesetzt werden - diesmal nach den speziellen Kriterien des
Opferhilfegesetzes (BGE 123 II 210 E. 3b/dd

S. 216). Es kommt hinzu, dass der Entschädigungs- oder
Genugtuungsanspruch nach OHG im Verhältnis zu jenem nach OR in dem Sinne
subsidiär ist, dass Leistungen, die das Opfer nach OR erhalten hat, von der
Entschädigung oder der Genugtuung nach OHG abgezogen werden bzw, dass der Staat
im Umfang seiner Leistungen in die entsprechenden zivilrechtlichen Ansprüche
subrogiert (Art. 14 Abs. 1 und 2 OHG). Das OHG will sodann dem Opfer
wirksame Hilfe verschaffen und ihm die Geltendmachung von Zivilansprüchen
möglichst erleichtern (vgl. dazu BGE 123 II E. 35 und 120 la 101 E. 2e).

         cc) Läge somit im hier zu entscheidenen Fall ein Urteil
einer Strafbehörde über die Zivilansprüche gemäss Art. 47 OR vor, in
welchem dem Opfer nach umfassenden Sachverhaltsfeststellungen, Beweiswürdigungen
und rechtlichen Erwägungen eine Genugtuung in bestimmter Höhe zugesprochen
worden wäre, dann dürften die OHG-Behörden nur unter den oben (E. 3d/aa und bb)
geschilderten Voraussetzungen vom Strafurteil abweichen. Hier liegt jedoch kein
solches Urteil vor: Die Parteien haben einen Vergleich abgeschlossen, der vom
Gericht zwar genehmigt worden ist, zu dem es jedoch inhaltlich nicht Stellung
genommen hat. Aus den Erwägungen des Urteils des Geschwornengerichts ist nicht
ersichtlich, dass das Gericht aufgrund seiner eigenen rechtlichen Würdigung und
aufgrund eigener umfassender Sachverhaltsabklärungen diese Genugtuung
vorgeschlagen hat. Insbesondere hat sich das Geschwornengericht weder mit den
Voraussetzungen des Genugtuungsanspruchs noch mit der Festsetzung der Höhe
einer Genugtuung bzw. mit allfälligen Herabsetzungsgründen auseinandergesetzt.
Es rechtfertigt sich somit nicht, diesen gerichtlichen Vergleich - wie ein

Urteil - als für die OHG-Behörden (einschliesslich des
Verwaltungsgerichts) verbindlich anzusehen. Die OHG-Behörden sind befugt,
aufgrund der vom Geschwornengericht getätigten Sachverhaltsfeststellungen und
Beweiswürdigungen ihre eigenen rechtlichen Erwägungen zur Frage der Genugtuung
anzustellen.

         Aus diesen Gründen war das Verwaltungsgericht nicht an
die im gerichtlichen Vergleich enthaltene Genugtuung gebunden."

 

                                         Nel caso
qui in discussione vittima e autore hanno concluso un accordo extra giudiziale
in pendenza di causa, accordo in seguito al quale la vittima - senza che il
Pretore si esprimesse in merito - ha ritirato la sua opposizione al decreto
d'accusa, decreto cresciuto in giudicato compreso il rinvio al foro civile
della qui ricorrente per le sue pretese.

                                         Alla luce
di queste circostanze l'accordo intervenuto tra le parti ____________ e
___________ non è vincolante per l'autorità amministrativa e per il TCA.

 

                               2.7.   Va
rammentato che i patrocinatori della qui ricorrente e del signor __________
hanno fissato in CHF 4'000.-- l'importo del torto morale. Questa cifra viene
ribadita nel gravame in discussione.

 

                                         Questa
Corte non può aderire alle richieste di _____________ siccome eccessiva alla
luce della giurisprudenza evocata in particolare sub. 2.3.

 

                                         Vista
l'entità delle sofferenze, dell'assenza comunque di una ferita aperta (a differenza
del caso oggetto della sentenza pubblicata in DTF 123II 210), della durata
dell'inabilità lavorativa, dei dolori in caso di carico dell'arto, della durata
dell'uso delle stampelle, appare giustificato il versamento, in virtù della
LAV, di un importo di CHF 1'200.--.

 

                                         Ritenuta
l'insolvenza del signor __________ , dimostrata ampiamente dagli interventi
della pubblica assistenza per il soddisfacimento di necessità primarie
dell'autore del reato ed evocata al punto 3 della decisione impugnata, in virtù
dell'art. 14 LAV spetta al Cantone Ticino versare il suddetto importo alla
ricorrente.

 

                               2.8.   Per quanto
attiene al rimborso delle spese legali ___________ evidenzia l'insufficienza
dell'importo di CHF 1'000.-- allocato.

 

                                         In sede
di complemento dell'istanza di risarcimento (doc. _ del 30 ottobre 2002) l'avv.
__________ ha postulato il versamento di CHF 3'174.20 per spese legali. La
decisione impugnata appare quindi imprecisa (punto 7) laddove limita la
richiesta di rifusione ai CHF 1'000.-- inizialmente richiesti.

                                         Anche qui
va ribadito come l'accordo transattivo intervenuto tra vittima ed autore del
reato non vincola né l'amministrazione né l'autorità giudiziaria.

 

                                         Il
patrocinatore della signora ____________ ha prodotto agli atti
dell'amministrazione la nota da cui si desume un onorario complessivo di CHF
2'500.--, senza specifica del numero delle ore impiegate, e spese per CHF
450.--.

 

                                         Come
rammentato nella sentenza di questo TCA del 17 dicembre 2001 (43.2000.1):

 

" 
In virtù dell'art. 3 cpv. 3 LAV le prestazioni
dei consultori e l'aiuto immediato da parte di terzi sono gratuiti. Per quanto
la situazione personale della vittima lo giustifichi, i consultori si assumono
altre spese, quali le spese di medici, di avvocati e processuali.

 

In una sentenza del 17 maggio 1995 pubblicata in
DTF 121 II 209 il TF ha rilevato che l'aiuto alle vittime di infrazioni ai
sensi della LAV non conferisce alla vittima un diritto incondizionato
all'assunzione delle spese di avvocato; giusta l'art. 3 cpv. 4 LAV, il consultorio
può rifiutare di assumere queste spese quando appare evidente che il loro
pagamento non darebbe alcun risultato.

(…)

Circa la tariffa oraria di fr. 140.-, questo TCA
rileva che non si giustifica l'applicazione analogica della prassi instaurata
in ambito di gratuito patrocinio, non prevedendo l'art. 3 cpv. 4 LAV niente in
tal senso. Contrariamente a quanto sostiene il DOS, non vi è infatti disparità
di trattamento tra la vittima posta al beneficio del gratuito patrocinio e
quella a cui il rimborso è riconosciuto giusta l'art. 3 cpv. 4 LAV. Infatti
alla prima l'avvocato non può chiedere la differenza tra il 70% dell'onorario
coperto dal gratuito patrocinio e la tariffa piena. In entrambi i casi le spese
e l'onorario del legale sono pertanto coperti.

 

Per cui a mente del TCA può essere applicata una
tariffa oraria di fr. 200 (la minima prevista dalla TOA) che per un
procedimento come quello in esame, in una causa retta dal principio
inquisitorio (ciò che agevola l'opera di patrocinio), appare sicuramente adeguato."

 

                                         Questi
principi vanno ancora oggi pienamente confermati.

 

                                         Nel caso
concreto la redazione della querela è apparsa necessaria per dare avvio al
procedimento penale. L'istruttoria è stata demandata dal P.P. alla Polizia
Cantonale.

 

                                         Il
magistrato d'accusa ha quindi emanato il DA di sua competenza. Il lavoro del
patrocinatore necessario per giungere all'accordo con controparte non è
apparso, a fonte dei dati acquisti dagli inquirenti, complesso o articolato,
rispettivamente lungo.

 

                                         La
fattispecie, semplice in diritto, non meritava - da parte di un patrocinatore
diligente - un dispendio temporale superiore alle 7 ore. In questo tempo va
compreso il contatto con la cliente, la lettura degli atti penali (non corposi
e neppure complessi), la corrispondenza necessaria con il MP, la Pretura e
controparte, i contatti con controparte per finalizzare l'accordo ed i contatti
con gli assicuratori.

 

                                         Gli
onorari vanno cifrati in CHF 1'400.-- ed a questa somma andavano aggiunte le
spese così come esposte (CHF 450.--) per un totale di CHF 1'850.-- cui va
sommata l'IVA pari al 7,6 % (art. 36 LIVA per complessivi CHF 140,60) per un
importo totale di 1'990,60.

 

                                         Alla
ricorrente lo Stato verserà quindi l'importo complessivo delle spese legali e
di patrocinio fissate in CHF 1'990.60.

 

                               2.9.   Alla luce di
quanto precede il ricorso va parzialmente accolto nel senso delle
considerazioni che precedono.

 

                                         Alla
signora ____________ lo Stato verserà, a titolo di torto morale, l'importo di
CHF 1'200.-- inoltre, per le spese legali, verserà CHF 1'990.60.

                                         Visto
l'esito del gravame alla ricorrente vanno riconosciute ripetibili parziali che
vanno cifrate in CHF 400.--.                                 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é parzialmente accolto nel senso delle motivazioni.

                                         

                                         1.1.   
Di conseguenza la decisione impugnata è riformata

                                                               
come segue:

 

                                                 1.1.1.  L'istanza
10 ottobre 2002 e successivi complementi formulata da _____________ è
parzialmente accolta.

 

                                                 1.1.2.  Alla
signora ______________ è accordata una riparazione del torto morale cifrata in
CHF 1'200.--.

 

                                                 1.1.3.  Alla
signora _____________ è riconosciuto il rimborso delle spese di patrocinio
fissato in complessivi CHF 1'990,60 comprensivo dell'IVA.

 

                                                 1.1.4.  Le pretese
della signora _______________ passano allo Stato fino a concorrenza del
complessivo importo versato.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia. Alla signora ___________ Stato verserà a titolo
di ripetibili limitate di questa sede, l'importo di CHF 400.--.

 

                                 3.-   Intimazione
agli interessati.                                  

                                         Contro la
presente decisione, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale
federale di Losanna nel termine di 30 (trenta) giorni dall'intimazione.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti