# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a7e7d38c-77ea-5026-a841-555b694881ef
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-10-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 20.10.2008 34.2008.35
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2008-35_2008-10-20.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2008.35

   

  rg/td

  	
  Lugano

  20 ottobre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

   

   

   

   

   

  
						

 

statuendo nella
causa deferitagli il 23/27 maggio 2008 dalla Pretura di __________ (art. 142
CC) e che oppone

 

	
   

  	
   AT 1   

  rappr. da:  RA 1   

  rappr. da:  RA 2   

   

  
	
   

  	
  a

  	 

	
   

  	
   

  	 

	
   

  	
  1.  CV 1   

  1 rappr.
  da:   RA 3   

  2. CV 2   

   

   

  in materia di previdenza professionale

  (divisione delle prestazioni d’uscita in
  caso di divorzio)

  	 

	
   

  	
   

  	 

					

 

 

 

considerato                    in
fatto e in diritto

 

 1.1.  Con sentenza 30 aprile 2008, cresciuta in giudicato, per
quanto qui interessa, il 23 maggio 2008, il Pretore del Distretto di __________
ha pronunciato il divorzio tra CV 1 e AT 1 (nata __________) - unitisi in
matrimonio il 31 luglio 1981 -  e deciso una ripartizione per metà delle
rispettive presta-zioni d'uscita accumulate durante il matrimonio.

 

1.2.   Il 23/27 maggio 2008, in applicazione dell’art. 142 cpv. 2 CC
la causa è stata rimessa al TCA, quale autorità giudiziaria competente ai sensi
degli artt. 25a cpv. 1 LFLP e 73 cpv. 1 LPP, per il calcolo del quantum da
trasferire.

                               1.3.   Lo
scrivente Tribunale ha quindi chiesto agli ex coniugi __________ e agli istituti
previdenziali e di libero passaggio interessati di determinarsi al proposito
(art. 25a cpv. 2 LFLP). Delle rispettive prese di posizione e degli ulteriori
accertamenti esperiti dal TCA si dirà, per quanto necessario, nel prosieguo.

 

2.1.  La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’i-struttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque de-cidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell’art. 49 cpv. 2 LOG;

 

                               2.2.   Competente
ratione loci a statuire nel merito della presente causa è lo scrivente TCA
quale giudice del luogo del divorzio competente ai sensi dell'art. 73 LPP (art.
25a cpv. 1 LFLP), ritenuto che giusta l'art. 25a cpv. 2 LFLP oltre agli
istituti di previdenza possono essere parte nella procedura anche gli istituti
di libero passaggio (DTF 130 V 111; Schneider/Bruchez, La prévoyance professionnelle
et le divorce, in: Le nouveau droit du divorce, CEDIDAC 41, 2000, p. 253; cfr.
art. 73 cpv. 1 lett. a LPP in vigore dal 1. gennaio 2005).

 

                               2.3.   A
norma dell'art. 25a LFLP, in caso di disaccordo fra i coniugi sulla prestazione
d'uscita da dividere (artt. 122 e 123 CC), il giudice del luogo del divorzio
competente ai sensi dell'art. 73 cpv. 1 della LPP deve procedere d'ufficio alla
divisione sulla base della chiave di ripartizione determinata dal giudice del
divorzio, non appena gli sia stata deferita la controversia (art. 142 CC); sia
i coniugi
che gli istituti di previdenza professionale hanno qualità di parte in questa
procedura. Il giudice impartisce loro un termine adeguato per inoltrare le
rispettive conclusioni. In assenza di conclusioni il
giudice decide in base agli atti (Messaggio sulla revisione del Codice civile
svizzero del 15 novembre 1995, FF 1996 I 122, 233.46).

 

                               2.4.   Giusta
l'art. 22 cpv. 1 LFLP in caso di divorzio le prestazioni d'uscita acquisite durante
il matrimonio sono divise conformemente agli artt. 122, 123, 141 e 142 CC. Per
il cpv. 2, la prestazione d'uscita da dividere
corrisponde per ciascun coniuge alla differenza tra la prestazione d'uscita
aumentata degli averi di libero passaggio esistenti al momento del divorzio e
la prestazione d'uscita aumentata degli averi di libero passaggio esistenti al
momento della celebrazione del matrimonio. Alla prestazione d'uscita e
all'avere di libero passaggio esistenti al momento del matrimonio vanno aggiunti
gli interessi dovuti al momento del divorzio. I pagamenti in contanti
effettuati durante il matrimonio non sono computati.

 

                               2.5.   L'art.
122 CC dispone che se un coniuge o ambedue i coniugi sono affiliati ad un
istituto di previdenza e se non è sopraggiunto alcun caso di previdenza, ogni
coniuge ha diritto alla metà della prestazione d'uscita accumulata dall'altro
coniuge calcolata per la durata del matrimonio. L’art. 124 CC stabilisce per
contro che un’indennità adeguata è dovuta allorché è già sopraggiunto un caso
di previdenza per uno dei coniugi o per entrambi ovvero allorché le pretese in
materia di previdenza professionale acquisite durante il matrimonio non possono
essere divise per altri motivi. L'applicazione dell'art. 122 CC presuppone
quindi la possibilità, dal profilo tecnico, di dividere la prestazione
d'uscita.

 

                                         L'art.
124 CC torna applicabile allorché per uno o per entrambi i coniugi è già
sopraggiunto un caso di previdenza (vecchiaia o invalidità) (DTF 130 III 297; STCA
4 ottobre 2007 nella causa M. [inc. 34.2007.33] e 9 giugno 2008 nella causa R.
[inc. 34.2008.19]; Kieser, Ehescheidung und Eintritt des Vorsorgefalls der beruflichen Vorsorge-Hinweise
für die Praxis, in AJP 2001 pp. 155s; Vetterli/Keel, Die Aufteilung der beruflichen
Vorsorge in der Scheidung, in AJP 1999 pp. 1613ss, 1618s; Schneider/Bruchez, La prévoyance professionnelle et le divorce (2e partie), in SVZ
2000 pp. 247ss; Riemer, Berufliche Vorsorge und revidiertes Ehescheidungsrecht, in SZS
1998 pp. 423ss; FamPra 2003 p. 166; STFA 8 marzo 2007 nella causa A. [B 48/06]
consid. 3; Geiser, übersicht über die
Rechtsprechung zum Vorsorgeausgleich, in FamPra 2008 p. 309). Si applica anche, come accennato, nel caso in cui è impossibile
procedere ad una divisione per altri motivi, segnatamente nel caso in cui
prestazioni d'uscita vengono pagate in contanti in pendenza di matrimonio e
perdono in tal modo la loro natura previdenziale (cfr. art. 22 cpv. 2 in
fine LFLP; cfr. anche: DTF 128 V 48, 127 III 433; Schneider/Bruchez, cit., in SVZ 2000, p. 255; Vetterli/Keel, cit., p. 1622).      In
tale evenienza la compensazione delle aspettative previdenziali
deve essere considerata ad opera del giudice del divorzio in
applicazione appunto dell'art. 124 CC, rispettivamente nell'ambito della
liquidazione del regime matrimoniale (DTF 127 III 437 consid. 2b con riferimenti; JdT 2002 p. 350;
Zünd, Schriftliche Zustimmung zur Barauszahlung der
Austrittleistung an Verheiratete und die Folgen bei gefälschter oder fehlender
Unterschrift, in AJP 2002 pp. 662ss, 664; Schneider/Bruchez,
cit., in SVZ 2000, p. 255; Vetterli/Keel, cit., p. 1622; Grüttner/
Summermatter, Erstinstanzliche Erfahrungen mit dem
Vorsorgeausgleich bei Scheidung, insbesondere nach Art. 124 ZGB, in FamPra 2002
pp. 641ss, 650).

 

                               2.6.   Nella fattispecie in esame il matrimonio tra i coniugi __________
– per i quali il giudice del divorzio ha disposto la ripartizione a metà dei rispettivi
averi previdenziali giusta l'art. 122 CC – è stato concluso il 31 luglio 1981,
mentre che la pronunzia del divorzio è cresciuta in giudicato il 23 maggio
2008.

 

                                         Dalla
documentazione acquisita agli atti risulta che in costanza di matrimonio CV 1
ha accumulato una prestazione soggetta a divisione di fr. 52'963.75, ora
depositata sul conto di libero passaggio n. __________ presso  CV 2 (XII).

 

           Per quanto riguarda AT 1,
dagli atti emerge che l’avere previdenziale, accumulato in epoca successiva al
matrimonio (X, X/1, X/2, XIV/1-4), nel mese di settembre 1993 le è stato
versato in contanti (fr. 27'625.90) da parte di __________ presso cui disponeva
di un conto di libero passaggio, e ciò a seguito della richiesta di versamento
presentata quale persona sposata e casalinga (quindi senza attività lucrativa)
(XIV, XIV/5-6, XVI). Nessuna contestazione, in particolare riguardo alla
legittimità di tale prelievo (effettuato secondo l’ipotesi di cui all’art. 7
cpv. 2 lett. b cifra 3 dell’Ordinanza sul mantenimento della previdenza e del
libero passaggio, RS 831.245 [cfr. anche art. 30 cpv. 2 lett. c LPP] in vigore
all’epoca; in argomento v. DTF 113 V 120), è stata sollevata al riguardo,
nell'ambito della presente procedura, da parte dell'ex marito. Essendo –
conformemente alla succitata giurisprudenza e dottrina – uscito dal ciclo
previdenziale, tale    avere non è quindi suscettibile di essere diviso giusta
l’art. 122 CC (cfr. supra consid. 2.5; DTF 129 V 254; Baumann/Lauter-burg, Darf's ein bisschen weniger sein? Grundsätzliches und Strittiges
beim Vorsorgeausgleich, in FamPra 2000, p. 213; Wal-ser, Berufliche
Vorsorge, in: Das neue Scheidungsrecht, 1999, p. 58; STCA 29 gennaio
2003 nella causa V.G, inc. 34.2002.02).

 

                               2.7.   In
considerazione di quanto precede, essendo per uno dei due coniugi data
l’impossibilità ex art. 124 CC di una divisione, la ripartizione stabilita dal
giudice del divorzio in applicazione dell’art. 122 CC (divisione a metà delle rispettive
prestazioni accumulate durante il matrimonio) non è nella specie attuabile. La causa deve di conseguenza essere rinviata al Pretore per ragione
di competenza (Schneider/Bruchez, cit., CEDIDAC 41, p. 259; Bollettino UFAS n. 63 del
15 gennaio 2003, n. 401/2c p. 12; RVJ 2002 p. 120; STCA 9 giugno 2008 nella
causa R. [inc. 34.2008.19]).

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Non si fa luogo alla divisione delle prestazioni d'uscita
acquisite dagli ex coniugi T__________ durante il matrimonio.

 

                                 2.-   Gli
atti sono rinviati alla Pretura di __________ per ragione di competenza.

 

                                 3.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                                    

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti