# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1e2c8533-32a5-57d6-a281-feb3459c1a29
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-09-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.09.2010 32.2010.167
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2010-167_2010-09-07.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2010.167

   

  FS

  	
  Lugano

  7 settembre
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 15 giugno 2010 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 17 maggio 2010 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1957, allora attiva a tempo pieno quale ausiliaria presso una scuola
dell’infanzia, nell’agosto 2007 ha presentato una richiesta di prestazioni AI segnalando
quale danno alla salute “(…) 2001: ictus – 2004: trombofilia – 28.08.2006: tumore
al seno (…)” (doc. AI 9/1-8).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso l’Uffi-cio AI, con decisioni 5 e
12 febbraio 2009 cresciute incontestata in giudicato (doc. AI 31/1-2, 32/1-2 e
33/1-3), preavvisate con progetto 10 ottobre 2008 (doc. AI 26/1-3), ha riconosciuto
all’assicurata il diritto a una rendita intera dal 1. agosto 2007 al 31 maggio
2008 e ad una mezza rendita dal 1. giugno 2008.

                               1.2.   In
esito alla revisione intrapresa nel giugno 2009, l’Ufficio AI, con decisione 17
maggio 2010 (doc. AI 52/1-3), preavvisata con progetto 9 marzo 2010 (doc. AI
41/1-2), ha soppresso il diritto alla rendita con effetto dalla fine del mese
che segue l’intimazione della decisione e tolto l’effetto sospensivo ad un
eventuale ricorso.

 

                               1.3.   Contro
questa decisione, tramite l’avv. RA 1, l’assicurata ha inoltrato un tempestivo
ricorso al TCA con il quale – contestata, con argomentazioni di cui si dirà se necessario nel merito,
la valutazione medica –, oltre al ripristino dell’effetto sospensivo e al beneficio
dell’assistenza giudiziaria, ha chiesto, in via principale, il mantenimento del
diritto alla mezza rendita anche dopo il 1. luglio 2010.

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI si è opposto al ripristino dell’effetto sospensivo
e – sulla base delle annotazioni 9 luglio 2010 del dr. __________ – ha chiesto di
respingere il ricorso.

 

                               1.5.   Con
scritto 23 luglio 2010 l’avv. RA 1, oltre a trasmettere il certificato per
l’ammissione all’assistenza giudiziaria con la relativa documentazione, ha chiesto
l’assunzione di alcuni mezzi di prova e ha formulato le proprie osservazioni in
merito alle annotazioni 9 luglio 2010 del dr. __________ e al ripristino dell’effetto
sospensivo.

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H
180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se la decisione 17 maggio 2010 – con la quale l’Ufficio
AI ha soppresso il diritto alla mezza rendita con effetto dal 1. luglio 2010 –
è conforme o meno alla legislazione federale.

                                         L’assicurata
postula il mantenimento del diritto alla mezza rendita anche dopo il 1. luglio
2010.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente ad infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità,
secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la
conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso
possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc,
L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht,
Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco di Baviera 2007,
pag. 1411, n. 46).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da
invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non
fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il
grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto
del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con
quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è
portatore (Duc, op. cit., pag. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla
nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello che egli
può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità
lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali
del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi
(metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136
consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

                                         Nella
DTF 107 V 21 consid. 2c, la nostra Corte federale ha stabilito che l'assicurazione
per l'invalidità non è tenuta a rispondere, qualora l'assicurato, in ragione
della sua età, di una carente formazione oppure a causa di difficoltà di apprendimento
o linguistiche, non riesce a trovare concretamente un'occupazione (giurisprudenza
confermata dal TFA con una sentenza del 14 luglio 2006 nella causa A., U
156/05, consid. 5).

                                         La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende, d'altra parte, dalla situazione
personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative.
La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua
capacità al guadagno.

 

                                         Secondo
il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale
federale) i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità
di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                                         Al
proposito va precisato che, secondo la giurisprudenza del TFA, per il raffronto
dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento
dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da
invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la
valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute
fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione
su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V
222; STFA I 600/01 del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01 del 13 giugno
2003, consid. 4.1; STFA I 761/01 del 18 ottobre 2002, consid. 3.1, pubblicata
in SVR 2003 IV Nr. 11 e STFA I 26/02 del 9 agosto 2002, consid. 3.1).

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita
subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta
proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.

                                         Qualsiasi
cambiamento importante delle circostante suscettibili di incidere sul grado
d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta
l’art. 17 LPGA.

                                         La
rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica
sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso
sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito
una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a;
vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Una
semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente
invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA
(DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

 

                                         Per
sapere se è intervenuta una modificazione notevole, si deve confrontare la
situazione di fatto al momento della decisione iniziale di assegnazione della
rendita con quella vigente all’epoca del provvedimento litigioso (DTF 130 V 351
consid. 3.5.2). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare
una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369 consid. 2 con riferimenti, 109 V 262, 105 V 30; Meyer-Blaser, Bundesgesetz
über die Invalidenversicher-ung, in: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozial-versicherungsrecht, 2010, ad art. 30/31 (art. 17 LPGA), pag. 379-380).

                                         L’Alta
Corte ha precisato che il punto di riferimento temporale per
valutare se si è in presenza di una modifica rilevante del grado di invalidità
suscettivo di incidere notevolmente sul diritto alla prestazione è costituito,
come nel caso di nuova domanda, dall’ultima decisione cresciuta in giudicato
che si fonda su un esame materiale del diritto alla rendita (DTF 133 V 108 e
STF 9C_520/2009 del 24 novembre 2009, consid. 3.1).

 

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre
mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare
(art. 88a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al
guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni,
non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88a cpv.
2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della
rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione
limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 pag. 137).

 

                                         Circa
gli effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad
un assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI
stabilisce che la riduzione o la soppressione della rendita o
dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto il più presto, il primo giorno
del secondo mese che segue la notifica della decisione.

                                         L’art.
88bis cpv. 2 lett. b OAI prevede che la riduzione o la soppressione della
rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto retroattivamente
dalla data in cui avvenne la modificazione determinante se l’erogazione
illecita è causa dell’ottenimento indebito di una prestazione per l’assicurato
o se quest’ultimo ha violato l’obbligo di informare, impostogli ragionevolmente
dall’articolo 77 OAI.

 

                               2.5.   L’assicurata
era stata posta al beneficio di una rendita intera dal 1. agosto 2007 al 31
maggio 2008 e di una mezza rendita dal 1. giugno 2008 (doc. AI 31/1-2, 32/1-2 e
33/1-3), sulla base delle seguenti risultanze mediche.

 

                                         Il
dr. __________, FMH in oncologia e ematologia, nel rapporto medico 8 ottobre
2007 (doc. AI 6/2-6) – posta la diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa di “(…) 1.
carcinoma del seno sx – stato dopo chemioterapia neoadiuvante e adiuvante – stato
dopo trattamento immunologico con Herceptin – stato dopo radioterapia adiuvante
2. trombofilia con stato dopo TIA – osteoporosi (…)” (doc. AI 6/2) –, aveva attestato
un’inca-pacità lavorativa del 100% dal 29 agosto 2006 precisando che la misura
e il termine della possibilità di una ripresa lavorativa non erano prevedibili.

 

                                         La
dr.ssa __________, FMH in medicina interna, nel rapporto medico 9 ottobre 2007
(doc. AI 18/2-8), – posta la diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa di “(…) 1.
carcinoma dottale invasivo del seno sx, stadio T2 multifocale N + MO G3
[ER-PR-c-erb-B2+] 07.09.2006 stadio post operatorio ypT0 YpNO 18.12.2006 – a
cui è seguito il trattamento con chemioterapia neoadiuvante secondo schema TEC
+ Herceptin (2 cicli) 21.09.2006 – quadrantectomia e svuotamento ascellare
14.12.2006 – chemioterapia neoadiuvante secondo schema TEC + Herceptin (2
cicli) dal 12.01.2007 al 02.02.2007 – radioterapia adiuvante dal 04.05.2007 al
22.06.2007 – immunoterapia adiuvante con Herceptin dal 23.02.2007 al 26.06.2007;
2. Complicazione trombosi-venosa crurale e da allora paziente anti coagulata Ad
Vitam (…)” (doc. AI 18/3) –, aveva attestato un’incapacità lavorativa, tanto nella sua attività
abituale quanto in un’attività adeguata, del 100% dal 29 agosto 2006. La stessa
specialista – invitata dal dr. __________, medico SMR, ad aggiornare la
situazione oncologica e psicopatologica (lettera del 27 febbraio 2008 sub doc. AI
21/2) – con scritto 11 marzo 2008, poste le diagnosi note, aveva precisato
che “(…) al momento, dall’ultimo controllo specialistico del 27.02.2007, non si
è denotato nessun segno di attività tumorale. Per quanto riguarda la problematica
psicopatologica reattiva, la paziente è in trattamento con alti dosaggi di
ASSI, in particolare Efexor 150 mg al giorno. Malgrado il trattamento
farmacologico, la paziente è ancora molto provata, sia per i trattamenti
farmacologici e strumentali subiti a seguito del tumore, sia per le possibili
conseguenze dello stesso. (…)” (doc. AI 21/1).

 

                                         Il
dr. __________, nel rapporto medico 2 aprile 2008 (doc. AI 22/1-3) – poste le
diagnosi note e sulla base degli atti – aveva attestato un’incapacità
lavorativa in qualsiasi attività del 100% dal 28 agosto 2006 e del 50% dal 27
febbraio 2008 e, posta la seguente raccomandazione: “(…) supporto psichiatrico
oncologico auspicato – revisione fra 6 mesi (…)” (doc. AI 22/2), aveva concluso
che “(…) le condizioni attuali dell’assicurata sono ancora influenzate dalla
chemioterapia secondo quanto ci viene specificato in seguito alla nostra richiesta
dalla dr.ssa __________, curante, nel suo scritto del 14 marzo 2008. La non
ripresa dell’attività tumorale come riportato nel referto medesimo, farebbe
presagire una prognosi favorevole della patologia neoplastica sofferta dalla
paziente che unitamente ai limiti delle risorse fisiche espressi dal medico
curante, ci induce a considerare una ripresa dell’attività lavorativa nei
termini sopraelencati, auspicando in sede di prossime revisioni una ripresa
integrale dell’attività lavorativa professionale. (…)” (doc. AI 22/3).

 

                                         Con
decisioni 5 e 12 febbraio 2009 – rilevato che “(…) dal 1. giugno 2008 ha ripreso la consueta attività di ausiliaria presso la scuola dell’infanzia in misura del 50%,
anche se, medicalmente la ripresa era già esigibile, come visto sopra, a
partire dal 28 febbraio 2008. Nel caso in questione, considerato il reddito conseguito,
l’incapacità medico teorica corrisponde al grado d’invaluidità. (…)” (motivazione
sub doc. AI 28/1) – l’Ufficio AI aveva quindi riconosciuto all’assicurata il diritto ad
una rendita intera dal 1. agosto 2007 al 31 maggio 2008 e ad una mezza rendita
dal 1. giugno 2008 (doc. AI 31/1-2, 32/1-2 e 33/1-3).

 

                               2.6.   Al
considerando precedente sono state esposte le circostanze che giustificarono,
all’epoca, l’assegnazione di prestazioni all’assicurata.

                                         In
tale contesto, va rilevato che il TCA deve situarsi al mese di maggio 2010
(momento in cui è stata emanata la decisione impugnata) e valutare se, dopo il
mese di febbraio 2009, le condizioni di salute dell’assicurata hanno subito un
miglioramento tale da giustificare la soppressione della rendita.

 

                               2.7.   Il
dr. __________, FMH in oncologia (dell’omonimo Studio Oncologia __________),
nel rapporto medico di decorso 13 luglio 2009 (doc. AI 36/2-8), poste le
diagnosi note, ha attestato un’incapacità lavorativa nella sua attività abituale
del 50% dal 1. luglio 2008 e nell’anamnesi ha indicato che “(…) attualmente il
problema principale sono importanti vampate di calore, stanchezza generalizzata
che diminuiscono notevolmente la capacità lavorativa dopo alcune ore di lavoro
continuo. Attualmente assume degli antibiotici in seguito ad un ennesimo infetto
urinario. Lo stato generale di salute permane costante nel tempo. Dal punto di
vista clinico attualmente non vi sono indizi di attività tumorale. (…)” (doc.
AI 36/4).

 

                                         La
dr.ssa __________, nel rapporto medico 13 luglio 2009 (doc. AI 37/2-6) – posta oltre
alle diagnosi note quella di “(…) esiti di stripping venoso laterale dal
settembre 2008 (…)” (doc. AI 37/2) e rilevato nell’anamnesi che “(…) dopo
l’ultimo rapporto medico la paziente, dopo l’evento patologico interessante il
seno, ha dovuto subire diversi interventi chirurgici quali ad esempio la messa
in opera e l’asportazione del PAC; è stata sottoposta a terapia chemioterapica,
radioterapia. Episodio di appendicite perforata in data aprile 2007; nel 2008
una pielonefrite a dx su infezioni urinarie recidivanti. Emicrania. Depressione
a carattere medio-grave in trattamento specialistico. BCPO con diverse
esacerbazioni e sovrainfezioni infettive in dipendenza della situazione. (…)”
(doc. AI 37/3) –, ha attestato un’incapacità lavorativa nella sua attività abituale
del 50% dal 28 febbraio 2008 e precisato che “(…) la paziente riesce ad
effettuare la sua attività lavorativa nella misura del 50%, non senza un
sacrificio ma dall’altra parte questo suo reinserimento ha avuto anche un esito
favorevole sulla psiche. Ma un'attività a tempo pieno sarebbe impossibile da
effettuare viste le multi patologie che la paziente presenta. (…)” (doc. AI
37/3). La stessa specialista, nel certificato 21 aprile 2010, ha inoltre attestato che la situazione della sua paziente “(…) è peggiorata nell’ultimo
periodo. Un nuovo recente evento ischemico transitorio è andato a compromettere
maggiormente la già fragile situazione clinica della stessa. (…)” (doc. AI
49/2).

 

                                         Il
dr. __________, nelle annotazioni 18 febbraio 2010 – osservato che “(…) in
considerazione della documentazione medica pervenutaci, con follow-up senologico
scevro da indizi di recidiva ed in virtù delle ristabilite condizioni di salute
dell’Assicurata (vedi consulti dr. __________ e dr. __________) un aumento della
capacità lavorativa così come espresso nel rapporto SMR dell’aprile 2008 è
medicalmente giustificata. (…)” (doc. AI 40/1) –, ha concluso per una capacità
lavorativa nell’attività da ultimo svolta del 50% fino al 31 marzo 2009, del
66% dal 1. aprile al 31 agosto 2009 e del 100% dal 1. settembre 2009. Lo stesso
medico, nelle annotazioni 11 maggio 2010, ha rilevato che “(…) un evento ischemico transitorio per definizione non conferisce sequele al paziente, i cui
sintomi regrediscono completamente entro 24 ore dall’insorgenza. Tale evento
clinico così espresso dalla dr.ssa __________, non modifica la situazione
medica dell’Assicurata nella sua globalità rispetto alle nostre precedenti
considerazioni. Differente la situazione se si trattasse di un ictus cerebrale
ischemico, ma dalla certificazione medica, ciò non traspare. (…)” (doc. AI
51/1).

 

                               2.8.   Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto
(anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le
conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se
un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né
la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23
aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25
febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a, 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI
3/1997 pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa,
il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici
specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono a
conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi,
fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle  inaffidabili (DTF 123 V
176, 122 V 161, 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332;
ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 2003,
pag. 453).

 

                                         In una sentenza pubblicata nella Pratique VSI
2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al principio del libero
apprezzamento delle prove definire delle direttive per la valutazione di
determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per quanto concerne le
perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il giudice non si scosta
senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti, il cui compito è
quello di mettere a disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e
di valutare da un punto di vista medico una certa fattispecie. Ragioni che
possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio la presenza
di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia, altri rapporti
contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e
riferimenti citati; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01
del 25 febbraio 2003).

 

                                         Nella
DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI
1993 pag. 95).

 

                                         Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli
assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o
a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su
indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza
probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa
la loro credibilità (Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007
del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                         Il
TFA, in una decisione I 938/05 del 24 agosto 2006 concernente un caso di assicurazione per l'invalidità, ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse dai
medici SMR nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico
curante ed il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova
perizia. In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

" 
(…)

3.2 L'on ne saurait certes mettre sur le même pied un rapport d'expertise émanant
d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence a
admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et de
l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le
SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion
entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale,
nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise.

La valeur probante des rapports médicaux des uns et des
autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels
précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison
d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin
traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui
l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les
médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune
circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de
ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel. (…)"

(cfr. STFA I 938/05 del 24 agosto 2006, consid. 3.2)

 

                                         Per
quel che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto
di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di
dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125
V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109
consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundes-gericht im
Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag. 230).

 

                                         Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori,
il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed
indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                         In
una sentenza del 14 luglio 2009, (9C_323/2009), pubblicata in SVR 2009 IV Nr.
56, pag. 174, il TF, richiamati l’art. 59 cpv. 2bis LAI che regola i servizi medici regionali e l’art. 49 OAI che
stabilisce i compiti, ha sottolineato che a un rapporto del SMR può essere
riconosciuta la qualità di perizia, anche se è stato redatto senza aver
visitato personalmente l’assicu-rato.

 

                               2.9.   Nell’evenienza
concreta, richiamata la suesposta giurisprudenza in materia di valore
probatorio di rapporti medici, questo Tribunale deve concludere che dopo il
mese di febbraio 2009 non é effettivamente subentrato un miglioramento della
situazione valetudinaria tale da giustificare la soppressione del diritto alla
rendita.

 

                                         Innanzitutto
va rilevato che già nel febbraio 2009 la chemioterapia e la radioterapia erano
terminate e che non si denotava alcun segno di attività tumorale. Sulla base di
queste emergenze il dr. __________, nel rapporto 2 aprile 2008 (doc. AI
22/1-3), aveva infatti concluso per una capacità lavorativa del 50% dal 28 febbraio
2008 e si limitava ad auspicare una ripresa integrale dell’attività professionale.

 

                                         Nelle
annotazioni 18 febbraio 2010 (doc. AI 40/1), senza nemmeno averla visitata e
nonostante il dr. __________ e la dr.ssa __________ avessero attestato la
continuazione dell’inabili-tà lavorativa al 50% (cfr. consid. 2.7 e la documentazione
medica lì menzionata), il dr. __________ ha concluso per una capacità lavorativa
del 50% fino al 31 marzo 2009, del 66% dal 1. aprile al 31 agosto 2009 e del
100% dal 1. settembre 2009. In particolare il medico SMR non ha addotto in cosa
sia consistito esattamente il miglioramento – va qui ribadito che viste
le diverse conclusioni al proposito del dr. __________ e della dr.ssa __________,
per il solo fatto che il follow-up senologico fosse scevro da indizi di
recidiva neoplastica non può ancora essere automaticamente dedotto che le
condizioni di salute fossero ristabilite – e nemmeno ha in alcun
modo motivato la tempistica dell’asserito miglioramento (capacità lavorativa
del 66% dal 1. aprile 2009 e del 100% dal 1. settembre 2009). Nemmeno è
possibile concludere differentemente avuto riguardo ai rapporti 20 marzo e 30
giugno 2009 (doc. AI 37/25 e 37/28-29), indirizzati alla dr.ssa __________, nei
quali il dr. __________ e il dr. __________, FMH in ginecologia e ostetricia,
non si sono espressi sulla capacità lavorativa.

 

                                         Il
TCA rileva ancora che – anche se il dr. __________, nel rapporto medico 2 aprile 2008 (doc.
AI 22/1-3), aveva raccomandato un supporto psichiatrico oncologico e la dr.ssa __________,
nel rapporto medico 13 luglio 2009 (doc. AI 37/2-6), nell’anamne-si medica e
dati biografici rilevanti ha evidenziato una “(…) depressione a carattere medio
grave in trattamento specialistico (…)” (doc. AI 37/3) – l’aspetto
extra somatico non è stato minimamente analizzato dall’Ufficio AI.

 

                                         Non
è possibile concludere per un effettivo e rilevante miglioramento dello stato
di salute anche con riferimento alle diverse valutazioni espresse – dalla dr.ssa __________
nel cerificato medico 21 aprile 2010 e nel rapporto 27 maggio 2010 indirizzato
all’avv. RA 1 (doc. AI 57/18 e 57/19-20), dai medici SMR (che non l’hanno
tuttavia nemmeno visitata) dr. __________ e dr. __________ nelle rispettive
annotazioni 11 maggio e 9 luglio 2010 (doc. AI 51/1 e VI/bis) e dal Servizio di
neurologia dell’Ospedale Regionale di __________ nel rapporto 7 giugno 2010
indirizzato alla dr.ssa __________ (doc. E) – in merito all’ultimo evento
ischemico che ha portato alla degenza presso il Servizio di neurologia
dell’Ospedale Regionale di __________ dal 25 marzo al 2 aprile 2010.

                                         Inoltre,
il dr. __________, nel rapporto 31 maggio 2010 indirizzato all’avv. RA 1, ha
ribadito un’inabilità lavorativa del 50% dal 1. luglio 2008 e espresso la seguente
valutazione: “(…) la signora RI 1 viene regolarmente in controllo da me,
l’ultima volta il 22.03.2010. Attualmente permane uno stadio sub-depressivo, la
signora lamenta un’importante affaticabilità. Deve sovente assumere antibiotici
in seguito a degli effetti urinari recidivanti. Vi sono inoltre delle artralgie
generalizzate probabilmente su base degenerativa. Tenendo conto della situazione
generale e delle diagnosi sopraelencate non credo che la signora RI 1 sia in
grado di riprendere un’attività lavorativa al 100%, per contro un’attività
al 50% penso sia senz’altro possibile. (…)” (doc. D).

 

                                         In
conclusione, non essendo stato perlomeno reso verosimile un miglioramento della
situazione valetudinaria dell’assicura-ta rispetto alle decisioni 5 e 12 febbraio
2009 (doc. AI 31/1-2, 32/1-2 e 33/1-3), la soppressione a titolo di revisione
ai sensi dell’art. 17 LPGA non è giustificata.

                                         Ne
consegue che, annullata la decisione contestata, l’insor-gente ha diritto alla
mezza rendita anche dopo il 1. luglio 2010 (il primo giorno del secondo mese
che segue la notifica della decisione 17 maggio 2010, cfr. art. 88bis cpv. 2
lett. a OAI). Il ricorso va pertanto accolto, diventando di conseguenza
l’istanza di ripristino dell’effetto sospensivo priva di oggetto (vedi in questo senso anche la STF 8C_311/2010 dell’11 agosto 2010 consid. 6).

 

                             2.10.   L’assicurata ha chiesto di essere posta al
beneficio dell’assistenza giudiziaria con gratuito
patrocinio.

                                         Visto l'esito favorevole del ricorso, l'assicurata,
patrocinata da un legale, ha diritto al versamento da parte dell’Ufficio AI di
fr. 1’500.-- a titolo di ripetibili.

                                         Secondo
la costante giurisprudenza del TF l’assegnazione di ripetibili rende priva
d'oggetto l'istanza di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (DTF
124 V 309, consid. 6; STF 9C_313/2008 del 6 marzo 2009 e STF I 911/06 del 2 febbraio
2007).

 

                             2.11.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 200.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.

 

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è accolto.

                                         §    La
decisione 17 maggio 2010 è annullata.

                                         §§ È ripristinato, a
decorrere dal 1. luglio 2010, il diritto alla rendita di invalidità
precedentemente riconosciuta.

 

                                   2.   Le
spese, per fr. 200.--, sono poste a carico dell’Ufficio AI, il quale verserà
all’assicurata fr. 1’500.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa), ciò che rende
priva di oggetto la domanda di assistenza giudiziaria.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario    

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti