# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dfd5ff27-6ffc-5e8f-bbe0-39420a92452d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-04-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.04.2002 34.2001.35
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2001-35_2002-04-23.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2001.00035

   

  fc/nh

  	
  Lugano

  23 aprile 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Francesca
  Cassina-Barzaghini

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 26 aprile
2001 di

 

	
   

  	
  Municipio di __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

	
   

  	
  

  	 

	
   

  	
  Cassa pensioni dipendenti __________,  

   

  in materia di previdenza professionale

  	 

	
   

   

  in relazione al caso

  	
   

   

  __________

  	 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione 15 giugno 2001 Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha concesso a
__________, domiciliato a __________, docente alle scuole elementari di
__________, una mezza rendita d'invalidità con effetto dal 1. luglio 2000.

 

                               1.2.   La Cassa
pensioni dei dipendenti __________ (in seguito: Cassa) ha dal canto suo
riconosciuto all'assicurato una mezza rendita d'invalidità con supplementi per
le figlie minorenni. L'erogazione della rendita è stata tuttavia differita sino
all'esaurimento del diritto allo stipendio al 100% da parte del datore di
lavoro secondo l'art. 23 della Legge cantonale sugli stipendi degli impiegati
__________, ovvero sino al 1. settembre 2001 (doc. _).    

 

                               1.3.   Con
"ricorso" 26 aprile 2001 il Municipio di __________, nella sua
qualità di datore di lavoro di __________, ha contestato la decorrenza della
rendita di invalidità stabilita dalla Cassa, postulando in sostanza che la
stessa venga erogata dal 1. luglio 2000, analogamente alla rendita versata
dall'UAI. A motivazione della propria richiesta ha evidenziato:

 

" 
Egregi signori,

 

con la presente inoltriamo ricorso alla decisione
emessa dall'amministrazione della Cassa pensione dei dipendenti __________
inerente il caso del docente __________.

 

In modo particolare contestiamo la data del
diritto di inizio della rendita della cassa pensione. La loro decisione è
fondata sulla sentenza del tribunale cantonale assicurativo 17.11.1994 in RDAT 

1-­1995 no. __ consid. 2.6. ai sensi dell'art. 26
cpv. 2 LPP e 24 cpv. dello statuto.

 

Precisiamo che in seguito l'art. 26 della LPP è
stato abrogato 18.12.1984; in vigore dal 1.1.1985 BU 1985, 66, per cui non deve
più essere tenuto in considerazione.

 

La nostra convinzione si fonda pertanto sugli
art. che seguono.

 

Art. 23 Legge sugli stipendi degli impiegati e
docenti (Assenza per malattia o infortunio: diritto allo stipendio).

 

Cpv. 1: In caso di malattia o infortunio non
professionale, comprovati da certificato medico il dipendente
percepisce l'intero stipendio per i primi 360 giorni di assenza e il 50% per i
successivi 360 giorni di assenza.

 

Cpv.: 3 Al dipendente iscritto alla cassa
pensioni sono in ogni caso garantite le prestazioni a cui avrebbe diritto in
caso di pensionamento.

 

E' chiaro che l'articolo citato garantisce
giustamente lo stipendio pieno per due anni, ma questo unicamente in assenza
di una decisione da parte dell'AI e comprovati da un certificato medico.

 

Nel caso che solleviamo la decisione Al è già
stata emessa ed il signor __________ è stato dichiarato invalido al 50% da
1.7.2000. Infatti la rendita dal 1.7.2000 fino al 28.2.2001 è stata
riconosciuta retroattivamente e versata al nostro Comune che ha finora
anticipato lo stipendio pieno (art. 24 della presente legge).

 

Art. 16 a Legge sulla cassa pensioni dei
dipendenti __________. (Decorrenza delle
prestazioni)

 

Cpv. 1: La pensione d'invalidità ed i relativi
supplementi decorrono dalla nascita del diritto alla rendita federale
d'invalidità (AI)

Cpv. 2: Il versamento delle prestazioni della
Cassa inizia il mese successivo alla delibera dell'Ufficio Al, ma al più presto
dalla scadenza del diritto allo stipendio pieno (riservato il cpv. 29).

 

L'interpretazione di questo articolo è
imperativa e non può lasciar alcun dubbio. Quello
che può forse essere mal interpretato è la frase: ma al più presto dalla
scadenza del diritto allo stipendio pieno.

 

Ci sembra chiaro che questa frase deve essere
applicata nel caso della mancanza di una decisione da parte dell'Al,
infatti si richiama l'art. 29. Ciò che non riguarda il presente caso.

 

In attesa di una vostra decisione, cordialmente
salutiamo." (I)

 

                               1.4.   Con risposta
di causa del 23 maggio 2001 il Comitato della Cassa ha proposto di respingere
la petizione adducendo le seguenti motivazioni:

 

" 
Con delibera del 21 gennaio 2001 l'Ufficio
dell'assicurazione invalidità del Cantone Ticino ha riconosciuto al signor
__________, il diritto ad una mezza rendita d'invalidità a contare dal 1 luglio
2000.

 

II signor __________ - docente delle scuole
elementari di __________ - è in assenza per malattia al 50% per rapporto
all'orario completo di lavoro.

 

L'art. 23 LStip recita:

 

"  1 In caso di malattia o infortunio non
professionale, anche discontinui, comprovati da certificato medico, il
dipendente percepisce l'intero stipendio per i primi 360 giorni di assenza e il
50% per i successivi 360 giorni di assenza. In tal caso l'indennità per
economia domestica e per figli non subisce riduzioni."

 

Sulla base di questa disposizione il dipendente
ha quindi diritto allo stipendio intero per 285 giorni (1 anno scolastico); se
l'assicurato è assente al 50% questo diritto equivale a 570 giorni (2 anni
scolastici).

Secondo le indicazioni del Dipartimento
Istruzione e cultura, Servizio sussidi - perdurando l'attuale assenza per
malattia al 50% - l'interessato avrà diritto allo stipendio al 100%
presumibilmente sino al 31 agosto 2001.      

 

(…)

 

I diritti previdenziali - in senso generale - di
un avente diritto sono disciplinati dalla Legge federale sulla previdenza
professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPP) e dalle
relative Ordinanze. Per quanto riguarda gli assicurati alla Cassa pensioni
nell'ambito della previdenza più estesa è applicabile la Legge 14 settembre
1976 sulla Cassa pensioni ed il relativo Regolamento di applicazione.

 

II diritto alle prestazioni d'invalidità, nonché
la possibilità di differire tale diritto secondo la LPP è stabilito dagli artt.
23, 24, 25 e 26. Queste disposizioni sono tuttora in vigore.

 

L'art. 26 cpv. 2 della Legge federale sulla
previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPP),
recita:

 

"  L'Istituto
di previdenza può stabilire nelle sue disposizioni regolamentari che il diritto
alle prestazioni sia differito fintanto che l'assicurato riscuote il salario
completo."

(…)

Oltre alla sentenza del 17.11.1984 pubblicata in
RDAT 1-1995, no. _ ancora successivamente, con la sentenza in re R. B. del 19
novembre 1998 pagg. 4,5,6 e 7 questo Tribunale cantonale ha statuito senza
ombra di dubbio che quando le disposizioni regolamentari lo prevedono,
l'Istituto di previdenza può differire il diritto alle prestazioni.

La disposizione della Cassa pensioni - come
vedremo in seguito - prevede appunto questa possibilità.

 

In presenza quindi del versamento dello stipendio
pieno, l'Istituto di previdenza non può intervenire con un pensionamento per
invalidità, sospendendo quindi il versamento dello stipendio pieno che il
datore di lavoro, nell'ambito dei suoi obblighi contrattuali è tenuto comunque
a versare. Una simile decisione sarebbe lesiva dei legittimi diritti
dell'avente diritto.

 

Tenuto conto di questa giurisprudenza le
disposizioni contenute nella Legge 14.09.1976 sulla Cassa pensioni dei
dipendenti __________ sono state modificate con effetto 1 ottobre 2000.

 

In particolare il nuovo art. 16a Lcpd recita:

 

"  1 La pensione d'invalidità ed i
relativi supplementi decorrono dalla nascita del diritto alla rendita federale
d'invalidità (AI).

2 ll versamento delle prestazioni della Cassa inizia il mese
successivo alla delibera dell'Ufficio AI, ma al più presto dalla scadenza del
diritto allo stipendio pieno.

3 Rimane riservato l'art. 29a della presente legge."

 

Inoltre l'art. 14 cpv. 3 Lcpd cita:

 

"  La
Cassa può differire il diritto a prestazioni d'invalidità fino all'esaurimento
del diritto all'indennità giornaliera."

 

Sulla base di queste norme, conformi alle
disposizioni LPP, e tenuto conto che l'interessato aveva ed ha diritto ancora
dello stipendio pieno, il pensionamento al 50% per invalidità è stato quindi
differito fino alla scadenza di questo diritto. Ciò a tutela dei legittimi
interessi dell'assicurato." (III)

 

                                         La
convenuta ha poi concluso:

 

" 
conclusioni

 

Come detto in precedenza i diritti
dell'assicurato devono essere considerati preminenti su quelli dell'Istituto di
previdenza e del datore di lavoro. Ribadiamo quindi che una decisione di
pensionamento al 50% causerebbe all'assicurato un perdita finanziaria non
indifferente.

A nostro parere il datore di lavoro sulla base
delle disposizioni in  vigore e di quanto statuito da codesto Tribunale, è
tenuto quindi a versare lo stipendio intero sino alla scadenza di tale diritto.
L'Amministrazione della Cassa accerterà in ogni caso, al momento opportuno, la
data esatta dell'inizio della riduzione dello stipendio secondo l'art. 23
LStip. A quel momento sarà versata la pensione d'invalidità al 50% a favore del
sig. __________.

 

Per queste motivazioni si chiede quindi a codesto
lodevole Tribunale di voler giudicare:

 

1.   La petizione del 26 aprile 2001 del Municipio di __________ è
respinta;

 

2.   La comunicazione dell'Amministrazione della Cassa pensioni del
14 aprile 2001 è quindi confermata."

 

                                      

                               1.5.   In data 11
ottobre 2001 l'Amministrazione della Cassa ha comunicato al TCA che, avendo
__________ esaurito il diritto allo stipendio intero secondo l'art. 23 LStip
per decorrenza del periodo biennale massimo di assenza per malattia, il
Comitato, con comunicazione del 28 settembre 2001 (allegata in copia), ha
conseguentemente riconosciuto all'assicurato il diritto alla pensione
d'invalidità al 50% con effetto al 1. settembre 2001 (doc. _).

 

Lo scritto è
stato intimato al Municipio di __________, il quale, con lettera del 24 ottobre
2001, si è confermato nelle proprie domande di petizione.

 

                               1.6.   Pendente
causa il TCA ha effettuato alcuni chiarimenti presso la  Divisione cantonale
della scuola. Le risultanze sono state trasmesse alle parti, le quali si sono
ribadite nelle rispettive posizioni.   

                                         

 

                                         in
diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   Il Municipio
di __________ ha presentato "ricorso" per contestare  la decorrenza
della rendita di invalidità assegnata dalla Cassa pensioni dei dipendenti
__________ a __________ con comunicazione dell'11 aprile 2001 (doc. _). 

                                         In
proposito va rilevato che il Tribunale federale ha già statuito, riferendosi
all'art. 73 LPP, che la LPP non prevede la possibilità per gli organi
dell'istituto di previdenza, di pronunciare decisioni vincolanti, in applica­zione
del diritto federale, cantonale o comunale (RDAT I 1994 p. 195).

                                         Per
questi motivi la procedura di cui all'art. 73 LPP non è quella del ricorso, ma
dell'azione. Alla base del procedimento non vi è infatti una decisione, bensì
una "controversia tra istituti di previdenza, datori di lavoro e aventi
dirit­to" (DTF 112 Ia 184 consid. 2a; DTF 118 Ib 177, DTF 118 V 162;
Viret, "La jurisprudence du TFA en matière de prévoyance professionnelle:
Questions de procédure" in RSA 1989 pag. 92; Schwarzenbach-Hanhart,
"Die Rechtspflege nach dem BVG" in SZS 1983 pag. 183; Spira, "Le
contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure cantonale"
in RJN 1984 pag. 14; Grisel, Traité de droit administratif, pag. 940).                                                                                 

                                         Dal
momento che gli istituti di previdenza non sono dotati del potere di emanare decisioni,
le loro prese di posizione rivestono il valore di semplici dichiara­zioni di
parte, contro le quali può essere intentata azione al fine di ottenere il
riconoscimento di diritti negati, e ciò non nel termine breve del ricorso (di
regola 30 giorni), pena la perenzione della pretesa, ma nei termini più ampi di
prescrizione del credito (art. 41 LPP che dichiara inoltre applicabili gli art.
129 a 142 CO; Maurer, Bundessozialversicherungsrecht, pag. 242 nota 653).

 

                                         Nel caso
in esame il rimedio di diritto corretto è quindi quello dell'azione, non del
ricorso. L'atto di causa è in ogni caso ricevibile.

                                      

                                         Nel
merito 

 

                               2.2.   Litigiosa è
in concreto la data di decorrenza della mezza rendita d'invalidità della
previdenza professionale erogata a __________, docente alle scuole comunali di
__________. 

                                         

                                         La Cassa
ritiene che la pensione debba decorrere dalla data della cessazione del
versamento dello stipendio pieno, e meglio il 1. settembre 2001, momento in cui
si è esaurito il periodo biennale d'assenza per malattia giusta l'art. 23
LStip. Il Municipio di __________ pretende invece che la prestazione venga
erogata a far tempo dal 1. luglio 2000, ossia parallelamente alla nascita del
diritto alla rendita AI. 

                                      

                               2.3.   Per quanto
concerne la decorrenza della pretesa l’art. 26 cpv. 1 LPP prevede che

 

"  per la nascita del diritto alle prestazioni di invalidità sono
applicabili per analogia le pertinenti disposizioni della legge federale
sull’assicurazione per l’invalidità (art. 29 LAI)."

 

                                         Secondo
l’art. 29 cpv. 1 LAI, applicabile in base al rinvio di cui all’art. 26 cpv. 1
LPP,

 

"  il
diritto alla rendita secondo l’art. 28 nasce, tra l’altro, il più presto nel 
momento in cui l’assicurato è  stato, per un anno e senza notevoli
interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40% in media."

 

                                         Questo
concetto è ribadito all’art. 16a cpv. 1 della Legge sulla Cassa pensioni dei
dipendenti __________ (Lcpd) (nella sua versione in vigore dal 1. ottobre
2000), secondo cui

 

"  La
pensione d'invalidità e i relativi supplementi decorrono dalla nascita del
diritto alla rendita federale d'invalidità (AI)”.

 

In proposito
si rilevi di transenna che a ragione la convenuta fa osservare come l'attore,
laddove adduce che l'art. 26 LPP è stato abrogato, sia incorso in una manifesta
svista nella misura in cui confonde detta norma con l'art. 26 Lcpd,
disposizione quest'ultima che è stata effettivamente abrogata a decorrere dal
1. gennaio 1985 e che concerneva comunque tutt'altra fattispecie. 

 

                               2.4.   Nella
fattispecie l’AI ha fissato la decorrenza della rendita al 1. luglio 2000
(consid. 1.1).

                                         Di
conseguenza, secondo l’art. 26 cpv. 1 LPP e l'art. 16a cpv. 1 Lcpd, anche la
rendita LPP dovrebbe decorrere dalla medesima data.

 

                               2.5.   L’Istituto
di previdenza si avvale tuttavia dell'art. 26 cpv. 2 LPP. 

                                         

                                         Richiamando
la sentenza del TCA pubblicata in RDAT I 1995 p. 232 consid. 2.6 e quella, non
pubblicata, del 19 novembre 1998 in re R.B., evidenzia che, nel caso di specie,
vi è la possibilità di differire il versamento della rendita, poiché
all’assicurato è stato versato il salario completo sino al 31 agosto 2001.

 

                                         Secondo
l’art. 26 cpv. 2 LPP

 

"  L’istituto
di previdenza può stabilire nelle sue disposizioni regolamentari che il diritto
alle prestazioni sia differito fintanto che l’assicurato riscuote il salario
completo."

 

Per la giurisprudenza, si tratta di una norma di
coordinamento nel tempo che persegue lo scopo di evitare che il pagamento del
salario o di prestazioni sostitutive, grazie a cui il datore di lavoro è
esonerato dal pagamento del salario, procuri all'assicurato delle risorse più
elevate di quelle che percepiva quando lavorava (SZS 1998 pag. 393; RAMI 1994
p. 171 consid. 2b).

 

                                         Secondo
la giurisprudenza il diritto alla rendita di invalidità
può inoltre essere differito solo se le disposizioni interne dell'istituto di
previdenza (statuti, regolamento) lo prevedono espressamente (RAMI 1994 p. 171
consid. 2b e dottrina ivi citata; SZS 1998 pag. 393; cfr. M. Moser, Die Zweite
Säule und ihre Tragfähigkeit, Basilea e Francoforte 1993, p. 206).

                                      

                               2.6.   In proposito
la Lcpd, al suo art. 16a cpv. 1 (nella versione in vigore dal 1. ottobre 2000),
prevede, come detto, che la pensione d'invalidità ed i relativi supplementi
decorrono dalla nascita del diritto alla rendita federale d'invalidità (AI).
Giusta il cpv. 2 del medesimo disposto, il versamento delle prestazioni della
Cassa inizia il mese successivo alla delibera dell'Ufficio AI, ma al più presto
dalla scadenza del diritto allo stipendio pieno. Per il cpv. 3, rimane riservato
l'art. 29a della legge.  

 

                                         Inoltre,
l’art. 12 cpv. 1 del Regolamento della Cassa pensioni dei dipendenti dello
Stato stabilisce che  

 

"  Se
l’assicurato ha esaurito il suo diritto allo stipendio, la Cassa esamina
d’ufficio, secondo l’art. 29 e 29a della Lcpd, se ricorrono i limiti per il
pensionamento di invalidità”.

 

                                         L’art. 14
cpv. 3 del Regolamento (nella sua versione in vigore dal 1. luglio 2001)
prevede d'altra parte che

 

"  La
Cassa differisce il diritto alla pensione d'invalidità fino all’esaurimento del
diritto allo stipendio 100% o all’indennità giornaliera per malattia o
infortunio”.

 

Dal chiaro
tenore delle disposizioni della Cassa pensioni convenuta, in particolare
dell’art. 16a cpv. 2 Lcpd, emerge che il fondo di previdenza ha espressamente
previsto la  possibilità del differimento del pagamento della rendita di
invalidità conformemente dell’art. 26 cpv. 2 LPP (e 27 OPP2) e della
giurisprudenza federale, sia in caso di pagamento di salario che di versamento
di indennità giornaliere.

 

                                         A titolo
abbondanziale si rilevi che già nella richiamata sentenza pubblicata in RDAT I
1995 p. 232 il TCA aveva avuto modo di statuire che la LCP, nel vecchio tenore,
prevedeva il differimento della rendita. Il previgente art. 24 cpv. 2 disponeva
segnatamente che “la pensione è esigibile a partire dal mese successivo a
quello in cui all’assicurato o ai suoi superstiti è stato riconosciuto il
salario”.

 

                                         Inoltre,
nella sentenza non pubblicata del 19 novembre 1998 in causa B. (inc.
__________), con specifico riferimento all'art. 14 cpv. 3 del Regolamento nella
sua versione in vigore sino al 30 giugno 2001 - che prevedeva la possibilità
per la Cassa di differire il diritto a prestazioni d'invalidità " fino
all’esaurimento del diritto all’indennità giornaliera"-, questo Tribunale
ha concluso che il fatto che l’art. 14 indicava unicamente le indennità
giornaliere non era rilevante e significava unicamente che il legislatore aveva
voluto assimilare colui che riceve indennità giornaliere a colui che percepisce
un salario, il differimento nell’ipotesi di versamento del salario essendo
comunque espressamente previsto agli art. 16 cpv. 3 LCP e 12 cpv. 1 del
regolamento.

 

                               2.7.   Secondo
l'art. 23 LStip 

 

"  1In caso di malattia o infortunio non
professionale, anche discontinui, comprovati da certificato medico, il
dipendente percepisce l’intero stipendio per i primi 360 giorni di assenza e il
50% per i successivi 360 giorni di assenza. In tal caso l’indennità per
economia domestica e per figli non subisce riduzioni. 

 

3Al
dipendente iscritto alla Cassa pensioni sono in ogni caso garantite le
prestazioni a cui avrebbe diritto in caso di pensionamento". 

 

                                         In
concreto, dagli atti risulta che __________, assente per malattia al 50% dal 1.
settembre 1999,  ha percepito lo stipendio intero fino al mese di agosto 2001
compreso. Sulla base dell'art. 23 LStip, in caso di malattia il dipendente ha
infatti diritto allo stipendio intero per 285 giorni (1 anno scolastico) o, in
caso di assenza al 50% (come in casu), per 570 giorni (2 anni scolastici). Dal
1. settembre 2001 __________, esaurito il diritto allo stipendio integrale
secondo l'art. 23 LStip per decorrenza del periodo massimo di assenza per
malattia, percepisce uno stipendio pari al 50%.

 

                                         Alla luce
di queste circostanze appare chiaro che il versamento della mezza rendita
d’invalidità della Cassa pensioni dev'essere differito fino al 30 agosto 2001,
come asserito dalla convenuta. La prestazione decorre quindi dal 1. settembre
2001, istante a partire dal quale non viene più versato il salario completo a
__________.

                                                                                                                         

                                         Ne
discende che la petizione del Municipio di __________, in quanto infondata,
dev’essere respinta. 

                                      

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   La
petizione è respinta.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti