# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9bb0fa09-70ea-5d18-9fcb-ddd124f58cdd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-04-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.04.2008 36.2007.170
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2007-170_2008-04-17.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto n.

  36.2007.170 

  36.2008.1

   

  cs

  	
  Lugano

  17 aprile
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

statuendo sulla petizione del 31 ottobre
2007 di

 

	
   

  	
  AT 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
   CV 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  in materia di assicurazione complementare
  contro le malattie

  

 

 

e sulla domanda riconvenzionale del 27
dicembre 2007 (inc. 36.2008.1) di 

 

	
   

  	
  CV 1, __________
  

  rappr. da: RA 1, 

   

   

  contro

  
	
   

  	
   

  AT 1,  

   

  

                                         in
materia di assicurazione complementare contro le malattie

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   CV 1, già dipendente
della __________ di __________, era assicurato contro la perdita di guadagno in
caso di malattia presso la AT 1 per il tramite del proprio datore di lavoro.
Dal 1° settembre 2003 è passato nell’assicurazione individuale.

 

                                         In
seguito ad un’inabilità lavorativa, inizialmente coperta dalla __________, CV 1
ha beneficiato dal 1° gennaio 2003 al 30 dicembre 2004 delle prestazioni
assicurate nell’ambito dei predetti contratti.

 

                               1.2.   Nel corso
del mese di febbraio 2006 la AT 1 è stata informata che il proprio assicurato è
stato messo al beneficio di ¾ di rendita AI per un ammontare di fr. 1'757 (fr.
719 per lui, fr. 216 di completiva per la moglie e fr. 274 per ognuno dei 3
figli) al mese per gli anni 2003-2004.

 

                                         In
seguito a questa informazione, l’assicuratore ha riesaminato la fattispecie ed
ha calcolato un sovraindennizzo per il periodo dal 1° gennaio 2004 al 30
dicembre 2004 di fr. 13'904.

 

                                         Con
scritto del 5 aprile 2006 AT 1 ha chiesto ad CV 1 il rimborso di fr. 11'234,
giacché la Cassa di compensazione AI ha deciso di rimborsare l’importo di fr.
2'670.

 

                                         Dopo vari
scambi di corrispondenza, visto che l’interessato non ha dato seguito alle
richieste di pagamento, l’assicuratore ha fatto spiccare un precetto esecutivo
dell’importo di fr. 11'234 oltre alle spese e agli interessi del 5% dal 5
aprile 2006, contro il quale CV 1 ha sollevato opposizione.

 

                               1.3.   Il 31
ottobre 2007 l’assicuratore ha inoltrato al TCA una petizione con la quale ha
chiesto la condanna di CV 1 al pagamento dell’importo di fr. 11’234 per
indennità giornaliere versate in troppo per il periodo dal 1° gennaio 2004 al 30
dicembre 2004 oltre ad interessi al 5% dal 5 aprile 2006 ed il rigetto dell’opposizione
al precetto esecutivo (doc. I).

 

                               1.4.   Con risposta
del 27 dicembre 2007 l’assicurato, rappresentato dal RA 1, chiede la reiezione
della petizione e fa valere, in via riconvenzionale, il rimborso, da parte di AT
1, dell’importo di fr. 2'670 versato dall’AI all’assicuratore (doc. VI). 

                                         Il
convenuto rileva di non aver restituito l’ammontare richiesto poiché, in
assoluta buona fede, ha creduto di essersi assicurato per le prestazioni figuranti
nella polizza, ossia fr. 84 al giorno per 720 indennità giornaliere. Egli non
ha mai pensato che la somma versatagli potesse in qualche modo costituire un
semplice anticipo delle prestazioni dell’AI, altrimenti non si sarebbe mai
assicurato. Infatti il premio da versare per ottenere un semplice anticipo
sarebbe stato troppo elevato. La circostanza che le prestazioni sono solo un
anticipo nell’attesa di poter percepire la rendita AI, secondo il convenuto
configura un inganno.

 

                                         CV 1
afferma inoltre che l’assicurazione sottoscritta è un’assicurazione di somma. A
comprova cita quanto affermato dall’avv. __________, rappresentante
dell’attrice,: “pur trattandosi di un’assicurazione per un importo fisso …”.
e rileva che nel doc. 8 viene indicato “foglio d’indennità giornaliera in
franchi fissi”. 

 

                                         Il
convenuto fa inoltre valere che il passaggio nell’assicurazione individuale
presuppone che esso avvenga con le medesime prestazioni garantite dalla polizza
collettiva. Le condizioni generali d’assicurazione (CGA) tuttavia non
corrispondono. In particolare l’art. 12.1 CGA collettiva precisa che
l’assicuratore integra la parte di effettiva perdita di guadagno non coperta
dalle suddette assicurazioni, al massimo l’indennità giornaliera stabilita
contrattualmente. In altri termini il conteggio della  sovrassicurazione si
deve effettuare partendo dal 100% del salario perso e non dall’indennità
giornaliera assicurata.

 

                                         Infine
l’assicurato chiede che venga preso in considerazione il fatto che il salario
assicurato da AT 1 corrisponde solo al 55% del reddito effettivamente perso in
seguito all’inabilità lavorativa. Per cui va dedotto solo l’importo della
rendita AI corrispondente alla percentuale ivi indicata. L’importo della
rendita AI di fr. 1'757 va ridotto di fr. 597 (deduzione già operata dalla AT 1),
e il saldo, ossia fr. 1'160, va conteggiato proporzionalmente al reddito perso,
ossia il 55% che corrisponde a fr. 638. Questo importo va moltiplicato per 12
mesi e rapportato al reddito effettivo assicurato presso l’attrice (2'600 x
13). La somma finale determina l’eventuale sovrassicurazione.

 

                               1.5.   Il 28
gennaio 2008 l’attrice ha ribadito la sua posizione (doc. VIII).

 

                               1.6.   Con scritto
del 1° febbraio 2008 CV 1 ha ritirato la domanda riconvenzionale (doc. VII: “con
riferimento alla domanda riconvenzionale, registrata con il numero d’incarto di
cui in oggetto, ci pregiamo di revocare la richiesta. La preghiamo quindi di
ritenerla annullata.”).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         in
ordine

 

                               2.1.   Secondo
quanto disposto dall'art. 1a cpv. 1 LAMal l'assicurazione sociale contro le
malattie comprende l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e
l'assicurazione d'indennità giornaliera facoltativa.

                                         La LAMal
si applica soltanto all'assicurazione malattia sociale. Le assicurazioni
complementari offerte dalle casse malati sono rette dal diritto privato ed in
particolare, in applicazione dell'art. 12 cpv. 3 LAMal, dalla legge federale
sul contratto d'assicurazione (LCA).

                                         Giusta
l'art. 85 cpv. 2 della legge federale sulla sorveglianza delle imprese
d’assicurazione del 17 dicembre 2004 (LSA), per le controversie relative alle
assicurazioni complementari all’assicurazione sociale malattie, i Cantoni
prevedono una procedura semplice e spedita, nella quale il giudice accerta
d’ufficio i fatti e valuta liberamente le prove.

 

                                         In ambito
cantonale, la LCAMal all'art. 75 prevede che le contestazioni relative alle
assicurazioni complementari all'assicurazione sociale contro le malattie praticate
da assicuratori autorizzati all'esercizio ai sensi della LAMal sono decise dal
TCA, che applicherà, per analogia, la Legge di procedura per le cause davanti
al TCA (LPTCA).

 

                                         In
concreto, la causa concerne una vertenza relativa ad un contratto di indennità
giornaliera in caso di malattia retto dalla LCA, ossia un ambito di competenza
del TCA.

 

                               2.2.   Con scritto
del 1° febbraio 2008 il convenuto ha ritirato la domanda riconvenzionale
presentata con la risposta di causa del 27 dicembre 2007 (doc. I e VII, inc.
30.2008.1). La causa va quindi stralciata dai ruoli.

 

                                         nel
merito

 

                               2.3.   Oggetto
della vertenza è la questione a sapere se l’assicuratore può chiedere al convenuto
la restituzione di fr. 11’234 versati a titolo di indennità giornaliera dal 1.1.2004
al 30.12.2004 a causa di sovraindennizzo, oltre interessi al 5% dal 5 aprile
2006.

 

                               2.4.   Per quanto concerne
l’indennità perdita di guadagno, va innanzitutto rilevato, come emerge da una
sentenza del TF del 26 settembre 2007 (4A_53/2007), che l'art.
324a cpv. 1 CO prevede che se il lavoratore è impedito senza sua colpa di
lavorare, per motivi inerenti alla sua persona, come la malattia, il datore di
lavoro deve pagargli per un tempo limitato il salario, compresa un'adeguata
indennità per perdita del salario in natura, in quanto il rapporto di lavoro
sia durato o sia stato stipulato per più di tre mesi (sulle condizioni di
applicazione di questa norma, cfr. Adrian von Kaenel, Verhältnis einer Krankentaggeldlösung
zu Art. 324a OR, in: Krankentaggeldversicherung: Arbeits- und versicherungsrechtliche
Aspekte, Zurigo 2007, pag. 109-131, in
particolare pag. 111-115).

                                         La durata del pagamento
del salario dipende dalla durata del rapporto di lavoro (art. 324a cpv. 2 CO;
sui criteri usualmente applicati dai tribunali in questi casi cfr. Adrian von Kaenel,
op. cit., pag. 116 seg.).

                                         Salvo pattuizione
contraria, l'obbligo di pagamento del salario in caso di malattia cessa con la
fine del rapporto di lavoro (Hans-Rudolf Müller, Grundlagen der Krankentaggeldversicherung
nach VVG, in: Krankentaggeldversicherung: Arbeits- und versicherungsrechtliche Aspekte,
Zurigo 2007, pag. 19-45, in particolare pag.
20).

 

                                         Queste norme configurano
il regime legale di base a tutela del lavoratore, gli garantiscono una
protezione minima alla quale non può essere derogato a suo svantaggio (art. 362
cpv. 1 CO; cfr. DTF 131 III 263 consid. 2.2 pag. 628).

 

                                         L'art. 324a cpv. 4 CO
prevede la possibilità di derogare al regime di base legale appena descritto
mediante accordo scritto, contratto normale o contratto collettivo che sancisca
un ordinamento almeno equivalente per il lavoratore (sull'aspetto
dell'equivalenza cfr. Adrian von Kaenel, op. cit., pag. 120 segg.). Si tratta,
di regola, di un regime che comporta una riduzione delle prestazioni del datore
di lavoro durante il periodo minimo previsto dalla legge, ma compensa questa
riduzione mediante l'estensione del periodo durante il quale il datore
di  lavoro procede al versamento (Gabriel Aubert, in: Commentaire romand,
n. 50 ad art. 324a CO).

                                         La deroga al regime di
base deve essere pattuita in forma scritta.

                                         Trattandosi di un accordo
che concerne i diritti minimi del lavoratore, esso deve menzionare i punti
essenziali del regime convenzionale, quali ad esempio la percentuale del
guadagno assicurato, i rischi coperti, la durata delle prestazioni, se del caso
la durata del periodo di attesa. Qualora – come spesso accade nella pratica -
il datore di lavoro stipuli un'assicurazione d'indennità giornaliere in caso di
malattia, l'accordo indica anche le modalità di finanziamento dei premi
assicurativi; per il resto può rinviare alle condizioni generali di
assicurazione o a un altro documento tenuto a disposizione del lavoratore (DTF
131 III 623 consid. 2.5.1 con numerosi riferimenti dottrinali).

 

                                         Già si è detto che nella
pratica numerosi sono i datori di lavoro che - come nel caso qui in esame -
stipulano un contratto d'assicurazione d'indennità giornaliere in caso di
malattia, sottoposto alla LCA (Vincent Brulhart, L'assurance collective contre
la perte de gain, Le droit social dans la pratique de l'entreprise, Questions choisies,
Berna 2006, pag. 95-112, in particolare pag. 101).

 

                                         Va ancora
rammentato che ai sensi dell'art. 62 cpv. 1 CO chi senza causa legittima si
trovi arricchito a danno dell'altrui patrimonio, è tenuto a restituire
l'arricchimento. Si fa luogo alla restituzione specialmente di ciò che fu dato
o prestato senza valida causa, o per una causa non avveratasi o che ha cessato
di sussistere (art. 62 cpv. 2 CO).

 

                               2.5.   In concreto,
rilevanti, per la verifica della fondatezza delle pretese dell'attrice, sono le
Condizioni generali d'assicurazione (in seguito CGA), nonché la LCA e il CO che
costituiscono il fondamento legale su cui poggia il rapporto fra le parti.

 

                                         Per
quanto concerne le CGA, sono applicabili quelle del 1997 relative
all’assicurazione individuale, poiché l’attrice chiede la restituzione di
importi versati dal 1° gennaio 2004, quando l’assicurato aveva già effettuato
il passaggio (cfr. doc. I, doc. VI punto 3 e doc. A/27; cfr. anche sentenza del
4 agosto 2004, inc. 36.2003.95).

 

                               2.6.   Va inanzitutto
esaminato se le parti hanno concluso un’assicurazione di danno oppure di somma.

                                         Infatti
l’assicurazione d’indennità giornaliere in caso di malattia può essere
stipulata nella forma di un’assicurazione di somme o di un’assicurazione contro
i danni (STF del 26 settembre 2007, inc. 4A_53/2007, consid. 4.4.2).

                                         L’assicurazione
di somme garantisce una prestazione che è stata definita al momento della
conclusione del contratto e non dipende dal verificarsi di un pregiudizio
economico: essa è dovuta non appena l’evento assicurato si sia verificato (cfr.
STF del 26 settembre 2007, inc. 4A_53/2007, consid. 4.4.2; cfr. anche sulla
nozione di assicurazione di somme in relazione a un’assicurazione d’indennità
giornaliere in caso di malattie la sentenza del 16 luglio 2007 nella causa
4A_168/2007 consid. 3.2.4 e 3.2.5, pubblicata in DTF 133 III 527).

 

                                         L’assicurazione
contro i danni mira invece a rimborsare il danno: in questo caso il versamento
e la misura delle prestazioni dipendono dalla misura del pregiudizio economico
effettivamente patito dall’assicurato (cfr. STF del 26 settembre 2007, inc.
4A_53/2007, consid. 4.4.2)

                                         La
questione di sapere se si è in presenza dell’una o dell’altra forma di
assicurazione va decisa mediante l’interpretazione del contratto di
assicurazione e delle condizioni generali d’assicurazione che lo accompagnano
(CGA), secondo le regole usuali dell’interpretazione dei contratti (sui criteri
di distinzione fra queste due modalità di assicurazione cfr. anche sentenza
dell’11 giugno 1998 nella causa 4C.83/1998 consid. 3c e 3d).

 

                                         Va ancora
rilevato che in una sentenza 5C.243/2006 del 19 aprile 2007, il TF ha
affermato:

 

" 
La demanderesse reproche à l'autorité cantonale
d'avoir faussement appliqué le droit fédéral en estimant que le contrat
d'assurance auquel elle a souscrit auprès de la défenderesse constitue une
assurance contre les dommages et non une assurance de sommes. Elle fait valoir
que ce contrat donne droit, en cas d'incapacité de travail entraînant une perte
de gain, à une somme journalière fixe et non à une indemnité calculée sur la
base d'un pourcentage de salaire. Selon elle, la défenderesse doit fournir les
prestations convenues dès que l'assuré est incapable de travailler,
indépendamment de savoir s'il a prouvé l'existence d'un dommage. Sur le vu de l'art. 96 LCA, la perte économique qu'elle a subie ne saurait
donc être compensée par l'assurance de sommes conclue avec Z.________. Enfin,
le Tribunal cantonal aurait estimé à tort que les conditions générales
d'assurance autorisent la défenderesse à tenir compte de toute prestation allouée
par un autre assureur, qu'il soit privé ou social.

 

3.1 La loi fédérale sur le contrat d'assurance
(LCA; RS 221.229.1) établit une distinction entre l'assurance contre les dommages
(régie par les art. 48 à 72 LCA), d'une part, et l'assurance de personnes (qui
relève des art. 73 à 96 LCA), d'autre part, sans toutefois définir ces deux notions
(Christian Boll, Commentaire bâlois, 2001, n. 1 des remarques préliminaires à
l'art. 48 LCA; Bernard Viret, Droit des assurances privées, 3e éd. 1991, p.
155).

L'assurance de personnes est celle qui a pour objet
une personne physique et où la prestation de l'assureur dépend généralement
d'un événement qui atteint la personne de l'assuré, tel que maladie, accident, lésion
corporelle, invalidité ou décès (Viret, op. cit., p. 158; Moritz Kuhn/Pascal Montavon,
Droit des assurances privées, 1994, p. 85; Alfred Maurer, Schweizerisches Privatversicherungsrecht,
3e éd. 1995, p. 168 et 271).

L'assurance de personnes se caractérise, par rapport
à l'assurance contre les dommages, par sa nature non indemnitaire: elle est une
promesse de capital indépendante du montant effectif du préjudice subi par le preneur
ou l'ayant droit (ATF 49 II 364 consid. 3 p. 370; Viret, op. cit., p. 153 et
158; Kuhn/Montavon, op. cit., p. 85 s.). Ainsi, même dans le cas d'une assurance
qui, comme celle contre la maladie, a pour objet une personne physique, on est
en présence d'une assurance de personnes uniquement lorsque les parties

au contrat d'assurance n'ont subordonné la prestation
de l'assureur dont elles ont fixé le montant lors de la conclusion du contrat qu'à
la survenance de l'événement assuré, sans égard à ses conséquences pécuniaires;
on est en revanche en présence d'une assurance contre les dommages lorsque les parties
au contrat d'assurance ont fait de la perte patrimoniale effective une condition
autonome du droit aux prestations (ATF 104 II 44 consid. 4c p. 50; 119 II 361
consid. 4 p. 365 et l'auteur cité; Kuhn/Montavon, op. cit., loc. cit.).

3.2 En l'occurrence, la police d'assurance prévoit
le paiement d'une

indemnité journalière différée, d'un montant de
70 fr., dès le 31e jour. Les conditions spéciales relatives à l'assurance maladie
complémentaire litigieuse (catégorie P.________) ont pour titre "Assurance
d'indemnités journalières pour perte de gain". L'art. 1 ch. 1.1 de ces conditions
indique ce qui suit: "En contrepartie d'une perte de salaire ou de gain
consécutive à une incapacité de travail par suite de maladie ou d'accident,
Y.________ S.A.  alloue, selon la couverture choisie par l'assuré, une ou des indemnités
journalières au sens des dispositions ci-après. Ces prestations sont allouées jusqu'à
concurrence de la perte économique réelle de l'assuré". De plus, selon
l'art. 2, l'ouverture du droit aux prestations est déterminée par la survenance
d'une incapacité de travail entraînant une perte de gain (ch. 2.1), et l'assuré
doit notamment fournir, pour faire valoir son droit, une déclaration de perte
de gain attestée par son employeur ou une déclaration personnelle s'il est indépendant;
en cette dernière occurrence, les revenus déclarés à l'AVS, à défaut de ceux déclarés
à l'administration fiscale, servent de base pour le calcul de la perte de gain
(ch. 2.3). Enfin, le chiffre 2.4 de cette dernière disposition prévoit que lorsqu'une
incapacité de travail n'est que partielle - mais d'au moins 50% - le dommage
économique résultant de la perte de gain ne donne droit qu'à une indemnité proportionnelle.

 

Il apparaît ainsi que le droit à une indemnité journalière
prévu par la

police d'assurance perte de gain litigieuse est subordonné
à ce que l'assuré subisse une perte effective sur le plan économique; en effet,
le montant journalier est prévu en fonction non pas du seul degré de l'incapacité
de travail de l'assuré, mais des conséquences économiques réelles du sinistre
pour celui-ci. Le fait que la police mentionne une indemnité de 70 fr. par jour
ne permet pas de déduire le contraire: cette somme correspond au montant
maximal assuré prévu par l'art. 1 ch. 1.2, c'est-à-dire à la limite la plus élevée
de la prestation en cas de sinistre. La fixation d'un tel montant - aussi appelé
somme d'assurance ou assurée (cf. art. 69 al. 1 LCA) - n'empêche pas que seul
le dommage effectif soit couvert (cf. notamment Raphaël Tatti, La surassurance,
la sous-assurance et la double assurance, thèse Lausanne 2005, p. 40 ss).

 

Interprétées au regard du principe de la confiance
(art. 18 CO; ATF 122 III 118 consid. 2a p. 121 et les arrêts cités; 112 II 245
consid. II/1c p. 253), la police et les conditions spéciales en cause ne peuvent
ainsi être comprises que dans le sens que le risque couvert par le contrat est
la perte de gain effective, subie en raison d'une incapacité de gain consécutive
à une maladie ou un accident. Les juges cantonaux n'ont
donc pas enfreint le droit fédéral en qualifiant l'assurance litigieuse
d'assurance contre les dommages."

 

                               2.7.   Per
costante giurisprudenza al contratto d’assicurazione si applicano i principi
generali dell’interpretazione dei contratti, tanto più che la legge speciale
non contiene disposizioni particolari in proposito: l’art. 100 cpv. 1 LCA
rinvia infatti al diritto delle obbligazioni e, di riflesso, al Codice civile
(STF del 9 ottobre 2006, 5C.13/2006 consid. 3.2; DTF 118 II 342 consid. 1a pag.
344). Dovendosi determinare il contenuto di un contratto d’assicurazione e
delle condizioni generali che ne formano parte integrante, il giudice deve,
come per ogni altro contratto, ricorrere in primo luogo alla cosiddetta
interpretazione soggettiva, ovvero ricercare la “vera e concorde volontà dei
contraenti”, se del caso in modo empirico, basandosi su indizi (art. 18 cpv. 1
CO; STF del 9 ottobre 2006, 5C.13/2006 consid. 3.2, cfr. anche STF del 26
luglio 2007, inc. 4A_34/2007, consid. 3.1). Se non gli è possibile stabilire
tale reale volontà, oppure se constata che uno dei contraenti non ha compreso
la reale volontà espressa dall’altro, il giudice ricercherà il senso che le
parti potevano e dovevano attribuire alle reciproche manifestazioni di volontà
(principio dell’affidamento: STF del 26 luglio 2007, inc. 4A_34/2007, consid.
3.1; STF del 9 ottobre 2006, 5C.13/2006 consid. 3.2, DTF 129 III 118 consid.
2.5; 126 III 119 consid. 2a; 122 III 118 consid. 2a). Punto di partenza di tale
interpretazione è l’espressione letterale del contratto; il giudice dovrà tuttavia
tener conto delle circostanze che hanno caratterizzato la conclusione del
contratto (DTF 127 III 444 consid. 1b; 125 III 305 consid. 2b). Sarebbe infatti
errato attribuire un’importanza decisiva ai termini utilizzati dalle parti,
seppur chiari; dall’art. 18 cpv. 1 CO traspare che non si può erigere a
principio l’assioma che in presenza di un testo chiaro si debba escludere il
ricorso ad altri mezzi d’interpretazione; sebbene una clausola contrattuale
possa apparire a prima vista chiara ed indiscutibile, il fine perseguito dalle
parti, ma anche altre circostanze possono lasciar intendere che l’espressione
verbale non restituisca pienamente il senso dell’accordo concluso (STF del 9
ottobre 2006, 5C.13/2006 consid. 3.2, DTF 128 III 212 consid. 2b/bb, consid.
3c). Sussidiariamente, all’interpretazione di clausole redatte esclusivamente
dall’assicuratore ed alle clausole generali prestampate trova applicazione il
principio “in dubio contra stipulatorem”, in virtù del quale esse vanno lette a
sfavore di chi le ha redatte, dunque dell’assicuratore (DTF 122 III 118 consid.
2a). L’art. 33 LCA ne è un’espressione (STF del 9 ottobre 2006, 5C.13/2006
consid. 3.2, DTF 115 II 264 consid. 5a). Perché questa regola venga applicata
non basta, tuttavia, che le parti discordino sul significato da attribuire ad
una dichiarazione; questa deve effettivamente prestarsi a differenti
interpretazioni, ed inoltre deve essere impossibile, in assenza di altri mezzi
d’interpretazione, dissipare altrimenti il dubbio venutosi a creare (DTF 122
III 118 consid. 2d; 118 II consid. 1a). 

 

                               2.8.   In concreto l’assicuratore
ha versato le indennità pattuite dal 1° gennaio 2003 (quando il convenuto era
assicurato per il tramite dell’assicurazione collettiva) al 30 dicembre 2004. 

 

                                         Il 1°
settembre 2003 il convenuto è passato nell’assicurazione individuale,
continuando a percepire il medesimo importo precedentemente assicurato, e con
il 1° gennaio 2004, è stato messo al beneficio di ¾ di rendita d’invalidità (in
precedenza: ¼).

 

                                         Quest’ultimo
avvenimento ha indotto la Cassa malati a ricalcolare il diritto alla
prestazione ed ha chiedere la restituzione dell’importo di fr. 13'904 (compensato,
nella misura di fr. 2'670, con le prestazioni versate dall’AI) sulla base
dell’art. 15.1. CGA 1997 dell’assicurazione individuale. 

 

                                         L’assicuratore
ritiene che si sia in presenza di un’assicurazione di danno poiché il convenuto
è passato dall’assicurazione collettiva, dove la prestazione era calcolata in
base al salario (assicurazione di danno), a quella individuale mantenendo le
medesime prestazioni.

 

                                         Dalla
polizza d’assicurazione individuale risulta una copertura in caso di malattia
per una durata delle prestazioni di 730 giorni nell’arco di 900 giorni, con un
periodo di attesa di 3 giorni. L’indennità riconosciuta ammonta a fr. 84 (doc.
A/20).

 

                                         Le CGA
1997 dell’assicurazione individuale all’art. 9.1 prevedono che l’assicuratore
versa “la comprovata perdita di guadagno dovuta ad un’incapacità
lavorativa assicurata.” (sottolineatura del redattore). Per l’art. 9.2 “la
variante assicurata, l’ammontare, la durata ed il periodo di differimento sono
riportati sulla polizza.”

 

                                         L’art.
9.1 CGA 1999 dell’assicurazione collettiva, applicabili fino al 31 agosto 2003,
sulla base della quale sono state versate, perlomeno fino a tale data, le
prestazioni, prevede che il calcolo delle prestazioni d’indennità giornaliera
in funzione del salario si basa sull’ultimo salario sottoposto all’AVS
percepito dall’assicurato prima dell’inizio della malattia, comprese le
componenti non ancora pagate, alle quali egli ha diritto e che sono assicurate.

                                         Per
l’art. 9.2 CGA 1999 se per l’assicurato specificato nel contratto è stato
precedentemente pattuito un salario annuo fisso, è considerata guadagno
assicurato la 365esima parte di detto salario (assicurazione di somma).

 

                                         Nell’appendice
l’assicuratore ha precisato che l’assicurazione contro i danni “(regola)”
copre “la comprovata perdita di guadagno a seguito di malattia o infortunio;
le prestazioni di altri assicuratori o aventi l’obbligo di risarcimento vengono
computate. L’assicurazione collettiva d’indennità giornaliera secondo la LCA
della AT 1 è da considerarsi assicurazione contro i danni” mentre
l’assicurazione di somma “eccezione” è l’”assicurazione di una somma
definita in franchi. E’ possibile cumulare le prestazioni con i pagamenti di
altri assicuratori o altri aventi l’obbligo di risarcimento.”

 

                                         Nella
polizza d’assicurazione collettiva d’indennità giornaliera LCA relativa
all’ex-datore di lavoro per il periodo 1.1.2003-31.12.2003 non figura che per
un determinato assicurato, e meglio per il convenuto, sia stato pattuito un
salario annuo fisso. Le parti hanno unicamente precisato che, in generale, il
salario massimo assicurabile ammonta a fr. 252'000.

 

                                         Dagli
atti emerge inoltre che l’assicuratore ha calcolato l’indennità versata dal 1°
gennaio 2003 sulla base dell’ultimo salario mensile percepito (fr. 2'600) a cui
ha aggiunto la tredicesima (fr. 216.58), moltiplicato per 12 e diviso per 365
ed ha versato il 90% del risultato così ottenuto, ossia fr. 84 (doc. A8). Il 31
luglio 2003 l’attrice ha scritto al convenuto a proposito della decisione di
rendita AI della Cassa di compensazione e a proposito del sovraindennizzo lo ha
informato che “il computo del sovraindennizzo si basa sulla perdita
effettiva di salario per il periodo 01.01.2003 al 28.02.2003” ed ha
calcolato un importo da restituire di fr. 2'478 che sarebbe stato chiesto
direttamente alla Cassa (doc. A31).

 

                                         Alla luce
di quanto appena esposto, per quel che concerne l’assicurazione collettiva
questo Tribunale, come del resto già stabilito in una recente sentenza (STCA
del 28 febbraio 2008, inc. 36.2007.56), deve concludere che dal tenore delle
condizioni generali menzionate risulta che il diritto all’indennità giornaliera
per perdita di guadagno previsto dalla polizza assicurativa è subordinata alla
circostanza che l’assicurato subisca una perdita effettiva sul piano economico.
L’importo viene calcolato sulla base dell’ultimo salario percepito.

                                         Interpretate
alla luce del principio dell'affidamento (cfr. art. 18 CO; DTF 122 III 118
consid. 2a pag. 121 e riferimenti; DTF 112 II 245 consid. II/1c pag. 253), la
polizza assicurativa e le condizioni generali possono essere comprese solo nel
senso che il rischio coperto dal contratto è la perdita di guadagno effettiva,
subita a causa di un’incapacità di guadagno causata da una malattia.

                                         Si
tratta dunque di un’assicurazione contro i danni.

 

                                         Dev'essere
quindi dimostrata una perdita di guadagno effettiva, in quanto presupposto
necessario per l'assegnazione delle indennità giornaliere. 

 

                                         Dal 1°
settembre 2003 l’interessato è passato nell’assicurazione individuale, dove ha
continuato a percepire lo stesso importo precedentemente assicurato di fr. 84
al mese. Dalla “proposta per un’assicurazione malattie”, sottoscritta
dal convenuto (allegato al doc. 2), a pag. 4 “disposizioni importanti LCA”
figura che “il/la sottoscritto/a conferma che le assicurazioni non
esplicitamente modificate rimangono nella forma finora avuta.” e “conferma
di aver ricevuto le disposizioni d’assicurazione e di averle
incondizionatamente riconosciute.”

                                         Per
l’art. 13.3 CGA 1999 nell’ambito delle condizioni e delle tariffe in vigore per
l’assicurazione individuale, applicando il relativo premio, l’assicuratore
garantisce le prestazioni assicurate in precedenza. L’art. 13.4 CGA 1999
aggiunge inoltre che se, come in concreto, l’assicurato è inabile al lavoro nel
momento in cui passa nell’assicurazione individuale o in caso di ricaduta dopo
il passaggio, si terrà conto della durata delle prestazioni corrisposte nel
quadro dell’assicurazione collettiva, computando i relativi giorni nella nuova
assicurazione individuale.

                                         

                                         Per cui,
anche nell’ambito l’assicurazione individuale siamo in presenza di un’assicurazione
contro i danni.

                                         Del
resto, l’allora rappresentante del convenuto (cfr. doc. A/27), il 9 agosto 2004,
ossia quando l’interessato era già nell’assicurazione individuale, ha scritto
all’assicuratore affermando che “vi informiamo che con decisione del 24.05.2004”
il convenuto “è stato messo al beneficio di prestazioni complementari alla
rendita AI. Vi chiediamo cortesemente di voler verificare se sulla base di
questi nuovi elementi sussiste un eventuale sovraindennizzo”
(allegato al doc. A/30, sottolineatura del redattore). Ciò a conferma che le
parti erano coscienti che, nel caso di specie, è stata conclusa
un’assicurazione di danno e che il convenuto era al corrente della possibilità
di poter essere chiamato a restituire prestazioni ricevute in troppo. 

                                         In queste
circostanze non trova conferma l’affermazione secondo la quale l’assicurato non
avrebbe mai pensato che le prestazioni derivanti dall’assicurazione individuale
fossero solo degli anticipi ed in assoluta buona fede ha creduto d’essersi
assicurato per le prestazioni così come figuranti nella polizza assicurativa.

 

                                         Certo,
come rileva il convenuto, in uno scritto del 1° settembre 2006, l’assicuratore ha
iniziato una frase affermando che “pur trattandosi di un’assicurazione per
un importo fisso”, l’attrice ha tuttavia continuato la frase nei seguenti
termini:  “l’assicurazione d’indennità giornaliera stipulata non è
un’assicurazione di somma, bensì un’assicurazione di danno.” (doc. 16). 

                                         Per cui
da quanto affermato ad inizio della frase, il convenuto non può dedurre alcun
particolare diritto. 

                                         Quanto
alla circostanza che nei fogli di calcolo dell’indennità giornaliera venga
indicato “foglio d’indennità giornaliera in franchi fissi” (cfr. doc.
A/25; allegato al doc. A8), secondo il TCA questa  espressione poco felice, non
permette ancora di concludere che le parti abbiano voluto concludere
un’assicurazione di somma. Infatti, questi fogli di calcolo non sono stati
usati unicamente quando il convenuto è passato nell’assicurazione individuale
(cfr. allegato al doc. A8), bensì anche quando l’interessato era ancora
nell’assicurazione collettiva, che come, visto, era un’assicurazione contro i
danni. Il passaggio nell’assicurazione individuale non ha modificato il tipo di
copertura. Pertanto, l'importo di fr. 84, indicato nella polizza di
assicurazione d'indennità giornaliera altro non è che il reddito giornaliero
presumibile dell'assicurato e non la "somma" da rimborsare in caso di
perdita di guadagno.

                               2.9.   Per quanto
concerne il calcolo stesso della sovrassicurazione, per l’art. 12.1 CGA 1999
qualora l’assicurato percepisca prestazioni da un’assicurazione sociale
svizzera, da un’assicurazione straniera paragonabile o da un terzo avente la
responsabilità civile, allo scadere del periodo di differimento, la Cassa
malati integra la parte di effettiva perdita di guadagno non coperta dalle
suddette assicurazioni, al massimo tuttavia l’indennità giornaliera stabilita
contrattualmente.

                                         A norma dell’art. 12.6 CGA 1999 le disposizioni previste alla cifra
12 non sono valevoli, qualora l’indennità giornaliera sia assicurata in franchi
o in somma salariale fissa (assicurazione di somma).

 

                                         Per l’art. 15.1 CGA 1997 nei casi di prestazioni per i quali è
d’obbligo l’indennizzazione secondo la LAINF, l’assicurazione militare oppure
l’assicurazione invalidità, nell’ambito delle prestazioni assicurate l’attrice
paga la parte di prestazioni dovute, non coperta da tali assicuratori.

 

                                         Dal
chiaro tenore delle CGA del 1997 e del 1999 emerge che le parti hanno inteso
concludere un'assicurazione che copre, in caso di versamento di prestazioni da
parte di altri assicuratori sociali (LAINF, assicurazione militare o
assicurazione invalidità), unicamente la differenza tra l'importo dovuto
dalla Cassa e l'ammontare complessivo versato dagli altri assicuratori

(cfr. anche STCA 36.2003.95 del 4 agosto 2004 e STCA del 28 febbraio 2008, inc.
36.2007.56, non ancora cresciuta in giudicato).

 

                             2.10.   Per quanto
concerne il calcolo del sovraindennizzo, dagli atti emerge che l’assicuratore,
vista la perdita di salario al 75% (cfr. doc. A13), dal 1.1.2004 al 30.12.2004,
ha versato un importo di fr. 22'995 (fr. 84 per 365 X 0.75). Nel contempo le
rendite AI (fr. 1'757 al mese) versate ammontavano a fr. 13'920 (1’757 al mese -
597 [importo di cui beneficiava già in precedenza] X 12} e non fr. 13'904 come
indicato in sede di petizione.

                                         

                                         Poiché
l’assicurazione AI ha versato all’assicuratore un importo di fr. 2'670, la
Cassa malati chiede il rimborso dell’ammontare residuo di fr. 11'234 (13'904 –
2'670; in realtà l’importo da chiedere in restituzione sarebbe stato di fr.
11’250).

 

                                         Il
convenuto, sulla base dell’art. 12.1 CGA 1999 ritiene che il conteggio della sovrassicurazione
si determina partendo dal 100% del salario perso e non dall’indennità giornaliera
assicurata. Per cui il conteggio è errato ed andrebbe rifatto partendo dalla
perdita salariale effettiva anziché dall’indennità giornaliera che in questo
caso è determinata al 90% del salario.

 

                                         In
realtà, come già avuto modo di stabilire in passato (cfr. STCA del 4 agosto
2004, inc. 36.2003.95 consid. 2.12; STCA del 7 febbraio 2006, inc. 36.2005.64,
consid. 2.8, nonché sentenza del 28 febbraio 2008, inc. 36.2007.56 non ancora
cresciuta in giudicato), questo Tribunale ritiene che per calcolare l’importo
dell’indennità giornaliera da versare all’assicurato, vada presa in
considerazione l’indennità giornaliera massima assicurata (in concreto il 90%
del salario conseguito) e che solo questo importo possa, al massimo, essere
erogato. Infatti, occorre altresì tener conto del fatto che, dopo la
realizzazione del rischio, l’assicurato è liberato dal versamento di certi
oneri sociali, valutati all’incirca al 10% del salario lordo (cfr., per quanto
concerne le controversie nell’ambito dell’assicurazione sociale: DTF 122 V 315
con riferimenti; STF H 305/01 del 7 marzo 2003, consid. 4.1). Su questo punto
il calcolo dell’attrice si rivela pertanto corretto.

 

                                         Il
convenuto afferma inoltre che nel 2003 era beneficiario di un quarto di rendita
AI per un importo di fr. 597 e lavorando percepiva un importo di fr. 2'600,
assicurato tramite l’assicurazione collettiva d’indennità giornaliera.
Tuttavia, in seguito all’opposizione da lui interposta, gli è stata assegnata
una rendita intera nel dicembre 2002, una mezza rendita dal 1.1.2003 al
31.12.2003 e ¾ di rendita con un grado del 62% dal 1.1.2004 per un importo di
fr. 1'757.-. Il convenuto ritiene che “per giungere al grado del 62%
l’ufficio AI parte da un salario perso da valido di franchi 61'295.- (valore
2004) e stima che l’assicurato è ancora in grado di realizzare un reddito
residuo di franchi 23'649.- Egli è potenzialmente nella condizione di poter
realizzare tale reddito, tanté che aveva trovato anche un posto di lavoro
presso la __________ (__________) a partire dal 1.02.2006 per un salario di fr.
1750.- per tredici. Per cui non è corretto da parte della AT 1 detrarre tutta
la rendita AI (al netto del quarto già assegnata prima dell’opposizione) perché
tale importo non è derivante dal 2600 fr. assicurato da loro, ma bensì dal
salario realizzato in precedenza. Il signor CV 1 è assicurato alla AT 1 per un
salario di fr. 33'800.- ma egli a seguito dell’invalidità perde un reddito di
fr. 61295.-. In buona sostanza il salario assicurato alla AT 1 corrisponde al
55% del reddito perso.” (doc. VI).

 

                                         Anche per
quanto concerne questo aspetto il TCA, in precedenti sentenze (STCA 28 febbraio
2008, inc. 36.2007.56 non ancora cresciuta in giudicato; cfr. anche STCA del 4
agosto 2004, inc. 36.2003.95 consid. 2.12; STCA del 7 febbraio 2006, inc.
36.2005.64, consid. 2.8), ha confermato l’agire dell’assicuratore, nel senso
che non vengono presi in considerazione salari conseguiti presso altri datori
di lavoro e la rendita AI viene dedotta completamente, tranne se un altro
assicuratore, a sua volta, deduce la prestazione nell’ambito del suo calcolo
del sovraindennizzo. In tal caso occorre evitare una doppia deduzione della
rendita (STCA 28 febbraio 2008, inc. 36.2007.56, non ancora cresciuta in
giudicato).

 

                                         Va qui in
particolare rammentato che per l’art. 9.1 CGA 1999,
nell’ambito del calcolo dell’indennità giornaliera, se prima della malattia
l’assicurato era occupato presso più datori di lavoro, viene considerato
soltanto il salario percepito nell’azienda dello stipulante e che per l'art.
13.3 CGA 1999 (passaggio nell'assicurazione individuale) nell'ambito delle
condizioni e delle tariffe in vigore per l'assicurazione individuale,
l'assicuratore garantisce le prestazioni assicurate in precedenza. Non
va poi dimenticato che il contratto stipulato dal datore di lavoro con
l'assicurazione è un contratto a favore di terzi (art. 112 CO; Vincent Brulhart,
op. cit., pag. 99). Il lavoratore non è parte al contratto, anche se ne è
il beneficiario (Hans-Rudolf Müller, op. cit., pag. 30).

                                         Con la (valida)
conclusione di un contratto di assicurazione malattia collettiva il datore di
lavoro si libera dal suo obbligo di continuare a versare il salario (DTF 120 V
38 consid. 3); gli subentra l'assicuratore, il quale non versa al
lavoratore/assicurato il salario vero e proprio, dal quale andrebbero ancora
dedotti i contributi sociali, bensì un'indennità giornaliera, esente da tali
contributi (Adrian von Kaenel, op. cit., pag. 116).

 

                                         Per cui solo il salario
conseguito presso la __________ di __________ può essere preso in
considerazione per il calcolo della sovrassicurazione, ad esclusione degli
altri importi conseguiti con ulteriori datori di lavoro o tramite altre
prestazioni. Inoltre, considerato che il convenuto non fa valere che altri
assicuratori nell’ambito del loro calcolo di sovrassicurazione, abbiano preso
in considerazione la rendita AI, deve essere utilizzato l’intero importo.

                                         

                                         In queste condizioni la
richiesta della Cassa che chiede il rimborso dell’importo di fr. 11'234 (per il
calcolo cfr. supra), va confermata.

 

                             2.11.   L’attrice chiede anche
interessi al 5% dal 5 aprile 2006.

 

                                         Per
l’art. 102 cpv. 1 CO se l’obbligazione è scaduta, il debitore è costituito in
mora mediante interpellazione del creditore.

 

                                         A norma
dell’art. 102 cpv. 2 CO quando il giorno dell’adempimento sia stato stabilito o
risulti determinato da una disdetta preventivamente convenuta e debitamente
fatta il debitore è costituito in mora pel solo decorso di detto giorno.

                                         L’art.
104 cpv. 1 CO prevede che il debitore in mora al pagamento di una somma di
danaro deve pagare gli interessi moratori del cinque per cento all’anno,
quand’anche gli interessi convenzionali fossero pattuiti in misura minore.

 

                                         In
concreto dagli atti emerge che il 21 febbraio 2006 l’assicuratore ha scritto al
convenuto, informandolo dell’avvenuta sovrassicurazione e chiedendogli il
pagamento di fr. 9'864 entro 30 giorni. Il 5 aprile 2006 l’attrice ha
nuovamente scritto all’assicurato, informandolo che l’AI ha restituito
unicamente fr. 2'670, per cui l’importo da rimborsare sarebbe aumentato a fr.
11'234 ed ha concesso un termine di 30 giorni per versare il dovuto.
L’assicurato è stato ulteriormente interpellato il l’11 maggio 2006 ed il 12
giugno 2006. Il __________ ad CV 1 è stato notificato il precetto esecutivo. 

 

                                         Considerato
che la prima interpellazione per il pagamento dell’importo di fr. 11'234 ha
avuto luogo il 5 aprile 2006 è che l’assicuratore ha concesso un termine
ulteriore di 30 giorni per il pagamento, gli interessi sono dovuti dal 5 maggio
2006. 

 

                                         Vincente
in causa solo per quanto concerne la decorrenza degli interessi, il convenuto
ha diritto a ripetibili ridotte.

 

                             2.12.   Con il 1°
gennaio 2007 è entrata in vigore la legge federale sul Tribunale federale del
17 giugno 2005 (LTF).

 

A proposito della materia qui in questione (causa di diritto civile),
la nuova legge prevede la via del ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 1
LTF; cfr. anche l’art. 72 cpv. 2 LTF, che elenca quali altre decisioni
soggiacciono al ricorso in materia civile). Giusta l'art. 74 cpv. 1 lett. b
LTF, nelle cause a carattere pecuniario il ricorso è ammissibile soltanto se il
valore litigioso ammonta a Fr. 30'000.-. Quando il valore litigioso non
raggiunge questo importo, il ricorso è ugualmente ammissibile se la
controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art.
74 cpv. 2 lett. a LTF). Per l’art. 75 cpv. 1 LTF, il ricorso è ammissibile
contro le decisioni pronunciate dalle autorità cantonali di ultima istanza e
dal Tribunale amministrativo federale.

L’art. 95 LTF prevede che il ricorrente può far valere la violazione
del diritto federale (lett. a), del diritto internazionale (lett. b), dei
diritti costituzionali cantonali (lett. c), delle disposizioni cantonali in
materia di diritto di voto dei cittadini e di elezioni e votazioni popolari
(lett. d), del diritto intercantonale (lett. e). A norma dell’art. 97 cpv. 1
LTF, il ricorrente può censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è stato
svolto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi
dell’articolo 95 e l’eliminazione del vizio può essere determinante per l’esito
del procedimento. Possono essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di prova
soltanto se ne dà motivo la decisione dell’autorità inferiore. Non sono
ammissibili nuove conclusioni (art. 99 LTF).

Il ricorso contro una decisione deve essere depositato presso il
Tribunale federale entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale
della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Per l'art. 100 cpv. 7 LTF, il ricorso
per denegata o ritardata giustizia può essere interposto in ogni tempo. Di
regola, il ricorso non ha effetto sospensivo (art. 103 cpv. 1 LTF). Nei limiti
delle conclusioni presentate, il ricorso ha effetto sospensivo in materia
civile se è diretto contro una sentenza costitutiva (art. 103 cpv. 2 lett. a
LTF). Secondo l'art. 105 LTF, il Tribunale federale fonda la sua sentenza sui
fatti accertati dall'autorità inferiore, riservato il caso in cui l'accertamento
è stato fatto in modo inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell'articolo
95. Giusta l'art. 107 cpv. 1 LTF, il Tribunale federale non può andare oltre le
conclusioni delle parti.

 

Va ancora rilevato che, laddove non sia ammissibile il ricorso
ordinario in materia civile, è aperta la via del ricorso sussidiario in materia
costituzionale (art. 113 LTF). A norma dell’art. 116 LTF, con questo ricorso
può essere censurata la violazione di diritti costituzionali. A proposito del
ricorso in materia costituzionale, va evidenziato come, affinché sia
ammissibile, è necessario che il ricorso ordinario sia escluso, o perché il
valore litigioso non è raggiunto o perché il caso figura in un catalogo di
eccezioni, che la decisione impugnata emani da un’autorità cantonale di ultima
istanza e che venga fatta valere una censura in ambito di diritto
costituzionale (cfr., a questo proposito, Bernard Corboz, Introduction à la nouvelle loi sur le Tribunal fédéral, SJ 2006,
n. 8, pag. 319 segg., in particolare pag. 351 segg.).

 

Infine, l'art. 119 LTF prevede la possibilità di inoltrare un
ricorso ordinario simultaneo. Al riguardo il cpv. 1 della norma stabilisce che
"la parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario
sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi
con una sola e medesima istanza (cpv. 1). Il Tribunale federale tratta i due
ricorsi nella stessa procedura (cpv. 2) ed esamina le diverse censure secondo
le disposizioni applicabili ai due diversi tipi di ricorso."

 

In concreto, con la petizione l’attrice chiede la
condanna del convenuto al pagamento di un importo di fr. 11’234 oltre interessi
al 5% dal 5 aprile 2006.

 

Trattandosi di una causa di carattere pecuniario,
non sono pertanto dati gli estremi per interporre un eventuale ricorso in
materia civile al Tribunale Federale sulla base del valore litigioso (art. 74
cpv. 1 lett. b LTF).

 

Secondo l'art. 49 cpv. 2 LSA, i tribunali
svizzeri devono trasmettere gratuitamente all'autorità di sorveglianza una
copia di tutte le sentenze civili concernenti disposizioni del diritto in
materia di contratto d'assicurazione; s'impone perciò di notificare
all'autorità di sorveglianza anche la presente sentenza.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

1.La petizione è parzialmente accolta.

Di conseguenza:

 

§    CV 1 è condannato a rimborsare alla AT 1 l’importo di fr. 11’234.-
per indennità giornaliere versate in sovrindennizzo, oltre ad
interessi al 5% dal 5 maggio 2006.

§§                                   L’opposizione al precetto
esecutivo n. __________ dell’UEF di __________, __________, del __________ è
rigettata in via definitiva per l’importo di fr. 11'234.- oltre agli interessi
al 5% dal 5 maggio 2006 e alle spese di fr. 100.

                                        

                                   2.   La domanda
riconvenzionale formulata da CV 1, 

                                         __________,
è stralciata dai ruoli.

 

                                   3.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
AT 1 verserà ad CV 1 fr. 100 (IVA inclusa) a titolo di ripetibili.

 

                                   4.   Comunicazione
alle parti ed all'UFAP, Berna.

Contro il presente giudizio è dato ricorso in
materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione.

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare
quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve
motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso è
ammissibile soltanto se il valore litigioso ammonta almeno a:

 

                   a.   Fr. 15'000.- nelle controversie in materia di diritto del lavoro e di
locazione;

                                         b.   Fr.
30'000.- in tutti gli altri
casi.

 

Quando il valore litigioso non raggiunge
l’importo determinante secondo il punto precedente, il ricorso è ammissibile se
la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale.

 

                                   5.   Qualora
non sia ammissibile il ricorso in materia civile, contro la presente decisione
è ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale
federale entro il termine di trenta giorni dalla notificazione.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti