# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 51632c6d-e76d-5a1d-b805-3c8c8ebe6f4e
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-11-30
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 30.11.2004 U 2004 49
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2004-49_2004-11-30.pdf

## Full Text

U 04 49
1a Camera 

SENTENZA
del 30 novembre 2004

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente strada cantonale (limite di velocità)

1. Tramite decreto del 27 aprile 2004, pubblicato sul Foglio ufficiale cantonale 

del 6 maggio seguente, il  Governo del Cantone dei Grigioni (in seguito: 

Governo) ha sancito la riduzione della velocità massima, da 80 km/h a 60 

km/h, sulla strada della …, fra …, all’altezza delle cave … (area edificata su 

entrambi i lati della carreggiata, lungo un tratto di ca. 300 metri, prevedendo 

contestualmente la posa della necessaria segnaletica.

2. In data 24 maggio 2004, … e …, alla testa di un autodefinito “Gruppo di ricorso 

contro la riduzione della velocità massima sulla strada della …”, costituito dai 

72 firmatari elencati quali ricorrenti, ha inoltrato un tempestivo gravame al 

Tribunale amministrativo, postulando l’annullamento della decisione 

governativa e il conseguente rinvio degli atti all’autorità convenuta per 

l’adozione di misure non implicanti la riduzione della velocità. 

La decisione contestata sarebbe scaturita da una procedura condotta in modo 

sommario, nel cui contesto la situazione non sarebbe stata valutata tenendo 

conto di tutte le particolarità del caso che avrebbero pure dovuto essere 

oggetto di una perizia. In effetti, la sicurezza stradale potrebbe essere 

garantita tramite altre misure, rinunciando quindi ad un intervento incisivo 

quale la riduzione del limite di velocità che rappresenterebbe una misura 

sproporzionata e quindi lesiva degli interessi generali preponderanti 

riguardanti la fluidità del traffico. Secondo i ricorrenti, la decisione impugnata 

perseguirebbe esclusivamente gli interessi particolari dei proprietari delle 

cave di granito sito lungo il tratto di strada interessato dalla limitazione della 

velocità. Detti proprietari, ai quali sarebbero stati concessi degli accessi non 

conformi alle più elementari norme di sicurezza, eserciterebbero la loro attività 

intralciando sovente il traffico stradale nonché lordando la carreggiata. Alla 

luce di tali circostanze, la sicurezza degli utenti stradali potrebbe essere 

meglio perseguita ponendo ai gestori dei cantieri interessati dei vincoli, in 

particolar modo per quanto riguarda l’attraversamento della strada cantonale.

3. Tramite presa di posizione del 16 giugno 2004, il Governo ha proposto di 

respingere integralmente il ricorso. 

Già nel 1984, la polizia stradale sarebbe stata confrontata con la problematica 

relativa alle cave dei fratelli … costeggiate dalla strada della ... Si sarebbe 

quindi proceduto alla posa dei necessari segnali di indicazione. Nel 1998, 

sarebbe stata respinta una domanda dei fratelli … volta ad ottenere, lungo il 

tratto di strada che costeggia le cave, una riduzione della velocità massima 

da 80 a 50 km/h. 

Con istanza del 23 aprile 2003, la Sovrastanza comunale di … avrebbe 

chiesto, per tutto il tratto di strada in questione di ca. 1.1 km, una riduzione 

della velocità consentita da 80 km/h a 70 km/h. Sulla base degli accertamenti 

svolti, la Commissione per la determinazione della velocità massima 

differenziata non avrebbe ritenuto adempiti i presupposti per una riduzione 

della velocità in applicazione delle direttive per la determinazione di deroghe 

alla velocità massima del 13 maggio 1990, motivo per cui, tramite scritto del 

22 luglio 2003, sarebbe stata respinta la richiesta del comune. 

Il 25 agosto 2003, la ditta … avrebbe postulato al Governo almeno la riduzione 

del limite di velocità a 50 km/h su una tratta limitata. Basandosi sulle risultanze 

di un sopralluogo e sulla nuova valutazione della situazione, la Commissione 

per la determinazione della velocità differenziata sarebbe quindi giunta alla 

conclusione dell’opportunità di ridurre la velocità massima consentita da 80 

km/h a 60 km/h su un tratto di strada di 250-300 metri in prossimità di una 

curva e di edifici sui due lati della strada, ferma restando l’applicazione di altre 

misure quali la posa di uno specchio e dei segnali di pericolo.

La decisione in oggetto sarebbe il frutto di un approfondito esame della 

situazione. Nell’ambito del sopralluogo, la commissione incaricata avrebbe 

preso atto della necessità di limitazione della velocità lungo il tratto di strada 

di ca. 250-300 metri interessato dall’attraversamento da parte dei macchinari, 

del personale d’esercizio e dei visitatori, rispettivamente della clientela, 

sottoposti ad una situazione di pericolo a causa della visibilità limitata. La 

riduzione del limite di velocità sarebbe quindi sostenuta da motivi di sicurezza 

del traffico, nel perseguimento della sicurezza dei macchinari, del personale 

d’esercizio e della clientela, che attraversano la strada, nonché della tutela 

degli utenti stradali in generale. In tale contesto, l’interesse pubblico alla 

sicurezza del traffico prevarrebbe sull’interesse particolare degli automobilisti 

limitati nella scelta della velocità. Preso atto della carenza di misure adeguate 

onde rendere meno pericoloso il tratto stradale in questione, la riduzione della 

velocità sarebbe pienamente conforme al principio della proporzionalità. 

4. Nella propria presa di posizione il Comune di … ha proposto l’accoglimento 

del ricorso e il conseguente rinvio degli atti all’autorità competente affinché 

proceda a valutare la situazione nel suo complesso e quindi ad estendere la 

limitazione della velocità lungo tutto il tratto di strada interessato dai cantieri 

che dovrebbe altresì essere munito degli opportuni segnali onde rendere 

attenti gli utenti stradali dei pericoli derivanti dalle attività in questione. 

In sostanza, il municipio considera la limitazione oggetto del contenzioso 

quale palliativo che non terrebbe conto della situazione generale e che quindi 

non sarebbe idoneo a garantire la sicurezza del traffico. In effetti, il tratto di 

strada esposto ai pericoli derivanti dallo sfruttamento delle cave sarebbe ben 

più lungo di quello oggetto della limitazione. Inoltre, la limitazione della 

velocità dovrebbe estendersi fino a valle del nuovo impianto di depurazione 

delle acque, il cui accesso sboccherebbe direttamente sulla strada in 

prossimità di una curva senza visuale. In tale contesto, il comune sarebbe già 

intervenuto ripetutamente, senza successo, nei confronti dell’autorità 

cantonale al fine di ottenere una limitazione della velocità lungo tutto il 

perimetro delle cave. L’autorità locale lamenta pure la mancanza di 

collaborazione da parte degli organi cantonali che non l’avrebbero interpellata 

nell'ambito della procedura d’accertamento aperta in seguito alla richiesta 

della ditta ... A tale mancanza di collaborazione sarebbe da addebitare 

l’incertezza sulla portata e sulle conseguenze della limitazione della velocità 

lungo un tratto di strada limitato ad una lunghezza massima di 300 metri, che 

non si estenderebbe neppure fino all’inizio dell’abitato. La limitazione, così 

come prevista dal Cantone, di fatto riguarderebbe solo la tratta che costeggia 

il cantiere della ditta …, interessando solo parzialmente le adiacenze della 

sede della ditta ... Tale situazione sarebbe insostenibile, a maggior ragione 

tenendo conto che la tratta più pericolosa non sarebbe quella iniziale, oggetto 

della limitazione, bensì quella che corre davanti alle strutture della ditta …, 

caratterizzata da una visibilità ridotta e dalla mancanza di protezioni laterali, 

nei confronti della quale, inspiegabilmente, la commissione incaricata non 

avrebbe ritenuto necessario intervenire. 

Alla luce della situazione descritta, il comune ribadisce l’insufficienza della 

limitazione decretata dal Governo postulando l’elaborazione di un concetto 

globale volto a mettere in sicurezza l’intera tratta stradale soggetta a pericolo. 

5. La ditta … nella propria presa di posizione ha proposto di respingere 

integralmente in ricorso. 

In sostanza, la convenuta ribadisce l’interesse generale alla salvaguardia 

dell’incolumità di tutti gli utenti stradali perseguito con la limitazione oggetto 

del contenzioso che non sarebbe da considerare quale misura emanata a 

favore delle cave ... Più della metà dei 72 ricorrenti non risiederebbe nei 

comuni allacciati dalla strada in questione, mentre almeno 30 degli stessi non 

sarebbero neppure domiciliati nel Canton Grigioni. Di conseguenza, il 

Tribunale amministrativo sarebbe tenuto a vagliare approfonditamente la 

legittimazione al ricorso dei firmatari stessi. 

Il carattere angusto della valle e la morfologia stessa del terreno renderebbero 

necessario l’attraversamento frequente della strada cantonale da parte di 

autocarri e veicoli di cantiere, nonché da parte degli addetti ai lavori, creando 

così una situazione di pericolo, in modo particolare nei confronti dei turisti e 

dei non risiedenti che percorrono la strada della valle … senza essere consci 

di detta peculiarità. La convenuta tiene però a precisare che le pale 

meccaniche e i veicoli di cantiere che attraversano la strada, anche se 

sprovvisti di targhe, godono dei permessi rilasciati dall’autorità cantonale 

competente. La circostanza per la quale, lungo il percorso in questione, non 

si sarebbero verificati incidenti, non costituirebbe, a mente della convenuta, 

un argomento valido a contrastare una efficiente misura di prevenzione quale 

la limitazione della velocità.

6. Su esplicita richiesta giudiziaria pure la ditta … SA ha inoltrato le proprie 

osservazioni sul ricorso perorandone l’irricevibilità, eventualmente l’integrale 

reiezione. 

Secondo la convenuta, nel caso specifico, non sarebbe data la premessa 

della legittimazione al ricorso da parte dei petenti in quanto gli stessi non 

godrebbero di un interesse personale e effettivo all’annullamento della 

decisione impugnata. Il ricorso rivestirebbe le caratteristiche di un gravame 

popolare poiché i ricorrenti, che avrebbero pure omesso di concretizzare gli 

estremi della propria legittimazione, perseguirebbero presunti interessi 

generali. In ogni caso, la carenza di legittimazione sarebbe palese per quei 

ricorrenti domiciliati fuori dalla Valle … che percorrono solo saltuariamente il 

tratto di strada in questione. 

La richiesta del Comune di … volta all’estensione della limitazione di velocità, 

nel caso concreto, nell’ottica del principio della via gerarchica, non sarebbe 

ammissibile, a maggior ragione tenendo conto che lo stesso comune non 

avrebbe impugnato una decisione negativa del Governo risalente al 2003. 

L’oggetto del contenzioso sarebbe perciò circoscritto dagli estremi della 

decisione governativa in giudizio. In ogni caso, l’autorità comunale dovrebbe 

dichiararsi soddisfatta del pur parziale successo ottenuto dalla convenuta che 

tornerebbe a vantaggio della sicurezza della collettività. La misura in 

questione non precluderebbe al comune la possibilità di chiedere, in futuro, 

un’estensione del tratto oggetto della limitazione di velocità. 

7. In sede di replica i ricorrenti precisano come il loro intervento sia dettato dal 

perseguimento della salvaguardia generale della sicurezza del traffico 

estendibile a favore di tutti i cittadini che percorrono il tratto di strada in 

questione, siano essi indigeni o semplici turisti occasionali. In effetti, tutti gli 

automobilisti dovrebbero godere della possibilità d’utilizzo della strada senza 

impedimenti e disagi di sorta quali quelli causati, nel caso in giudizio, dallo 

sfruttamento delle cave, che non verrebbero risolti tramite la limitazione della 

velocità da 80 km/h a 60 km/h lungo un tratto di soli 300 metri. I ricorrenti sono 

dell’avviso che la messa in sicurezza della strada dovrebbe avvenire tramite 

delle particolari misure volte ad evitare le ingerenze provenienti dalle industrie 

in questione. I firmatari del ricorso avrebbero quindi approfittato dell’occasione 

scaturita dalla procedura di limitazione della velocità per provocare l’intervento 

dell’autorità cantonale e far sì che la stessa si occupasse finalmente dei 

pericoli latenti che gravano sul tratto di strada oggetto della controversia e che 

non possono essere eliminati tramite palliativi quali quello in giudizio.

8. Mentre il Cantone dei Grigioni ha rinunciato a duplicare, il Comune di … e le 

ditte … e …, tramite le proprie dupliche, hanno, in sostanza, ribadito e 

approfondito gli argomenti presentati con le prese di posizione che, per quanto 

utili ai fini del giudizio, saranno ripresi nell’ambito dei considerandi in diritto.

9. In data 30 novembre 2004, il Tribunale amministrativo ha esperito un 

sopralluogo a …, nel cui ambito, oltre a prendere visione dello stato di fatto, 

ha concesso a tutte le parti presenti la possibilità di esprimersi verbalmente 

nel merito del contenzioso. Appare doveroso sottolineare che …, quale 

portavoce dei ricorrenti, all’ultimo momento, con un argomento alquanto 

pretestuoso riguardante la strada innevata, ha comunicato al Tribunale di non 

poter partecipare al sopralluogo. Di conseguenza, al sopralluogo, che è stato 

tenuto alla presenza di tutte le altre parti in causa e dei loro patrocinatori, è 

mancato il portavoce dei ricorrenti. 

Per quanto rilevanti ai fini del giudizio, gli argomenti addotti in sede di 

sopralluogo saranno disquisiti nei considerandi in diritto.

Considerando in diritto:

1. a) Ai sensi dell’art. 52 LTA, è legittimato al ricorso chiunque risulti colpito dalla 

decisione contestata e goda di un interesse tutelabile alla sua abrogazione o 

modifica. La legittimazione al ricorso descritta dall’art. 52 LTA corrisponde 

testualmente ai parametri di legittimazione previsti dall’art. 103 lett. a OG. 

Onde uniformare i requisiti di legittimazione al ricorso a livello cantonale con 

quelli a livello federale, il Tribunale amministrativo, dopo diversi aggiornamenti 

della propria prassi, tramite la decisione R 03 69, ripresa in PTA 2003 no. 34, 

ha stabilito come l’art. 52 LTA debba essere interpretato in modo unitario in 

tutti i campi di pertinenza della Corte amministrativa. 

La revisione della prassi riguarda l’interpretazione della norma per la quale 

gode del requisito di tutelabile non solo l’interesse garantito da una 

disposizione legale bensì pure un mero interesse di fatto all’abrogazione o 

modifica della decisione impugnata. In tal senso, come premesso, si 

persegue, a prescindere da eventuali disposizioni speciali, una prassi unitaria 

per l’accertamento della legittimazione al ricorso. Di conseguenza, l’art. 52 

LTA viene interpretato alla stessa stregua dell’art. 103 lett. a OG e della 

relativa giurisprudenza. Un’interpretazione della legittimazione al ricorso sulla 

base dei parametri applicabili per il diritto federale appare, a maggior ragione, 

appropriata, tenendo conto che, in molteplici pratiche, la normativa 

procedurale cantonale deve, in ogni caso, garantire delle premesse ricorsuali 

pari a quelle del diritto federale, qualora una decisione possa essere 

impugnata tramite i rimedi legali ordinari davanti al Tribunale federale (art. 98a 

OG; DTF 122 II 132, 121 II 74). 

Tenor l’art. 3 cpv. 1 LCStr, la sovranità cantonale sulle strade è riservata nei 

limiti del diritto federale. I cantoni possono vietare, limitare o disciplinare la 

circolazione su determinate strade. Essi possono delegare tale competenza 

ai comuni, riservato il ricorso ad un’autorità cantonale (art. 3 cpv. 2 LCStr). 

Altre limitazioni o prescrizioni possono essere emanate in quanto lo esigano 

la protezione degli abitanti o di altri ugualmente toccati dall’inquinamento 

fonico o atmosferico, l’eliminazione di svantaggi per i disabili, la sicurezza, 

l’alleviamento o la disciplina del traffico, la protezione della strada o d’altre 

condizioni locali. Per tali motivi, soprattutto nei quartieri d’abitazione, può 

essere limitato il traffico e regolato specialmente il posteggio. La decisione 

cantonale di ultima istanza concernente tali misure può essere impugnata 

mediante ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale. I comuni sono 

legittimati a ricorrere se sul loro territorio sono ordinate misure in materia di 

circolazione stradale (art. 3 cpv. 4 LCStr). 

Alla luce delle disposizioni citate, specificatamente in applicazione degli art. 3 

cpv. 4 LCStr, 13 cpv. 1 lett. c LTA e 52 LTA, appare quindi data la possibilità 

di impugnazione della decisione governativa davanti al Tribunale 

amministrativo sia da parte del cittadino che da parte del comune il quale, nel 

caso concreto, ha rinunciato a tale prerogativa limitandosi a proporre di 

accogliere il ricorso nel contesto della propria presa di posizione. 

b) In base alla prassi precedentemente descritta, la legittimazione al ricorso, ai 

sensi dell’art. 52 LTA, viene riconosciuta quando il cittadino, colpito da una 

decisione, comprova un interesse, anche se meramente di fatto, 

all’abrogazione o modifica della disposizione stessa. In ogni caso, 

l’interessato deve sempre ancora essere toccato dalla decisione in maniera 

tale da rendere concreto l’interesse al giudizio nel merito della pratica. Detto 

interesse deve rivestire intensità tale da poter essere giudicato quale 

personale e quindi superiore a quello della collettività. Colui che intende 

impugnare una decisione amministrativa deve quindi dimostrare che, nel caso 

della mancata abrogazione o modifica della stessa, egli sarebbe soggetto a 

degli effettivi svantaggi. Di conseguenza, detto interesse, e contrario, implica 

la salvaguardia di una situazione di fatto a vantaggio del ricorrente, 

perseguibile tramite la contestazione ricorsuale di un cambiamento che 

comporterebbe degli svantaggi materiali o ideali (DTF 122 II 369, 121 II 361, 

120 Ib 487). Tale prassi permette quindi di differenziare il ricorso di diritto 

amministrativo dal gravame popolare che continua ad essere inammissibile.  

Inoltre, l’interesse, di regola, deve essere attuale, con la conseguenza che la 

decisione giudiziaria deve risultare atta ad incidere sulla situazione legale o di 

fatto del ricorrente, così da evitare delle pratiche dal mero carattere 

accademico volte unicamente a chiarire una situazione legale astratta (DTF 

120 Ib 308). 

Secondo la costante prassi, spetta al ricorrente motivare al Tribunale la 

propria legittimazione illustrando, a mano della fattispecie concreta, i motivi 

per i quali egli sarebbe colpito in misura maggiore a quella della collettività 

nonché gli svantaggi legali o di fatto che comporta nei suoi confronti la 

decisione stessa. 

In base alla giurisprudenza in materia, la legittimazione attiva al ricorso contro 

le disposizioni volte ad interdire o a limitare la circolazione stradale è data per 

quegli automobilisti che percorrono la strada oggetto dell'intervento limitativo 

con una certa regolarità.

Secondo il parere espresso dal Tribunale federale nella propria decisione 

1A.73/2004, la legittimazione al ricorso premette una particolare frequenza 

delle corse sulla strada in questione, che deve essere di carattere duraturo e 

avvenire a intervalli temporali regolari e relativamente corti. Detta premessa 

deve essere accertata tenendo conto delle peculiarità del singolo caso. Un 

interesse degno di protezione viene, di regola, ammesso quando la misura 

avversata riguarda una strada che il ricorrente percorre per raggiungere la 

propria dimora, rispettivamente per recarsi al lavoro. In tale evenienza, appare 

lecito supporre l'uso regolare e prolungato della struttura viaria. L'interesse 

degno di protezione deve invece essere negato quando la strada viene usata 

solo saltuariamente. 

Nel caso in giudizio, sia nel ricorso che nella replica, … e i cofirmatari non 

hanno addotto alcun argomento a giustificazione della loro legittimazione al 

gravame. Anzi, tramite la replica del 29 settembre 2004, gli stessi demandano 

semplicemente al Tribunale amministrativo il giudizio nel merito ponendo 

l'accento sull'interesse generale che riveste la sicurezza del traffico. 

Basandosi sugli elementi riscontrabili dal carteggio, in particolare sulla lista 

indicante i dati personali e il domicilio di ogni singolo ricorrente, questa Corte 

prende atto che, su 72 firmatari, 26 risiedono nelle località a monte di … che 

risultano allacciate al fondovalle dall'unica strada della Val ….

Alla luce delle considerazioni precedenti, la legittimazione al ricorso può 

quindi essere ammessa solo per coloro che, in virtù del luogo di residenza, si 

presume transitino regolarmente lungo il tratto di strada in oggetto. La 

legittimazione deve invece essere negata agli altri firmatari che, fra l'altro, non 

hanno addotto alcun argomento a sostegno della stessa. Nell'ottica di tali 

premesse formali, che vedono data la legittimazione attiva di almeno una 

parte dei ricorrenti, questa Corte deve perciò esaminare l'aspetto materiale 

del gravame.

2. a) In effetti, la decisione governativa impugnata si limita a rinviare alla proposta 

del Dipartimento di giustizia, polizia e sanità, omettendo di addurre una 

motivazione concreta a sostegno della decretata riduzione della velocità 

massima consentita. Nel merito, giova però rilevare che le misure limitative ai 

sensi dell'art. 3 cpv. 3 e 4 LCStr costituiscono delle disposizioni di carattere 

generale che, per la loro stessa concezione, non sono dirette a una cerchia di 

persone circoscritta o meglio identificabile (DTF 101 Ia 73 cons. 3b; 

Häfelin/Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4. Ed. 1.2002, pag. 190; Roger 

Marco Meier, Verkehrsberuhigungsmassnahmen nach dem Recht des 

Bundes und des Kantons Zürich, 1989, pag. 235). Di regola, in ottemperanza 

al diritto costituzionale del cittadino di essere sentito, ripreso altresì dalle 

specifiche norme procedurali, l'autorità amministrativa, prima di emanare una 

decisione, deve concedere agli interessati la possibilità di esprimersi nel 

merito. Inoltre, la decisione amministrativa deve essere motivata perlomeno 

in misura tale da permettere al destinatario di prendere atto degli argomenti 

che reggono la disposizione e quindi di decidere se impugnare o meno la 

stessa con cognizione di causa. Per ovvi motivi, la situazione appare diversa 

nel caso dei decreti amministrativi che rivestono portata generale, come 

quello in giudizio, per i quali, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, 

per quanto concerne la circolazione stradale, è applicabile la norma di 

procedura speciale prevista dall'art. 107 OSStr che esclude la consultazione 

preliminare degli interessati i quali godono del pieno esercizio del diritto di 

essere sentiti nel contesto della procedura di gravame (sentenza del Tribunale 

federale del 14.10.1994, ripresa in ZBL 1995, pag. 508, cons. 4a/aa). Il diritto 

di essere sentiti dei ricorrenti non risulta quindi leso in quanto gli stessi hanno 

goduto della più ampia possibilità di esporre i propri argomenti, con piena 

cognizione di causa, nel contesto della procedura in giudizio. 

b) Per quanto concerne la posizione del comune, giova ulteriormente premettere 

che il suo petito richiedente l’estensione della riduzione del limite di velocità 

su una tratta di 1.1 km risulta tardivo, in quanto non è stato inoltrato entro il 

termine di ricorso di 20 giorni prescritto e esplicitamente indicato nel decreto 

impugnato.

3. a) Il Governo grigionese, tramite il decreto in giudizio, ha sancito la riduzione 

della velocità massima consentita, sulla strada cantonale fuori dal centro 

abitato di …, da 80 km/h a 60 km/h, lungo un tratto di ca. 300 metri. Prima del 

decreto, il tratto di strada in questione era caratterizzato, ai sensi dell’art. 4a 

cpv. 1 lett. b ONC, da una velocità massima di 80 km/h.

Tenor l’art. 3 cpv. 2 LCStr, i cantoni possono vietare, limitare o disciplinare la 

circolazione su determinate strade. Le limitazioni e le prescrizioni possono 

essere emanate, fra l’altro, nel perseguimento della protezione degli abitanti, 

degli utenti stradali e dell’ambiente, tenendo conto delle caratteristiche della 

strada e delle condizioni locali. In applicazione dell’art. 32 cpv. 3 LCStr, la 

velocità massima stabilita dal Consiglio Federale può essere ridotta o 

aumentata, per determinati tratti di strada, dall’autorità competente. Salvo 

eccezioni stabilite dal Consiglio Federale, simili misure possono essere 

decretate soltanto sulla base di una perizia. La norma generale dell’art. 32 

LCStr viene concretizzata dai disposti dell’art. 108 OSStr ai sensi dei quali, 

per evitare o attenuare pericoli particolari della circolazione stradale, per 

ridurre un carico ambientale eccessivo o per migliorare la fluidità del traffico, 

l’autorità o l’ufficio federale può ordinare deroghe alle limitazioni generali della 

velocità (art. 4a ONC) su determinati tratti di strada. Le limitazioni generali 

della velocità possono essere ridotte, fra l’altro, se un pericolo è percepibile 

difficilmente o troppo tardi e non può essere eliminato altrimenti oppure se 

determinati utenti della strada necessitano di protezione speciale non 

altrimenti conseguibile. Prima di fissare una deroga alla limitazione generale 

della velocità si procedere a una perizia (art. 32 cpv. 4 LCStr) per chiarire se 

il provvedimento è necessario (cpv. 2), oppure se sono da preferire altre 

misure. Occorre esaminare in particolar modo se il provvedimento può essere 

limitato alle ore di punta. 

Nel perseguimento di un’applicazione unitaria delle disposizioni che reggono 

la fissazione delle deroghe alle limitazioni generali della velocità, il 

Dipartimento federale di giustizia e polizia, in data 13 marzo 1990, ha emanato 

delle direttive che concretizzano le disposizioni di carattere generale. 

b) Nel Canton Grigioni, l’autorità preposta all’accertamento dei presupposti per 

le deroghe alla limitazione della velocità è la Commissione della velocità 

massima differenziata che, sulla base di una perizia, deve formulare la propria 

proposta all’autorità competente per l’emanazione del decreto. 

Giova altresì rilevare che, ai sensi della cifra 3 delle citate direttive, una deroga 

al limite di velocità può essere presa in considerazione, sulla base di una 

perizia, unicamente se la velocità massima consentita, a causa della 

particolare situazione locale, lungo un determinato tratto stradale, risulta 

inadeguata.

La cifra 4.1 di dette direttive precisa inoltre che un pericolo risulta difficilmente 

percepibile ai sensi dell’art. 108 cpv. 2 lett. a OSStr,  fra l’altro, quando la 

visibilità insufficiente dovuta alla strada può indurre il conducente di un veicolo 

a commettere un errore d’apprezzamento e quando il tratto stradale esige da 

parte del conducente un’attenzione accresciuta.

Come risulta dagli atti del carteggio, la Commissione della velocità massima 

differenziata ha avuto modo di studiare approfonditamente la problematica 

relativa al tratto di strada in questione sulla base di accertamenti peritali quali 

i controlli della velocità, la statistica degli incidenti, i sopralluoghi ecc., 

giungendo, in un primo tempo, a respingere la richiesta del comune di limitare 

la velocità lungo tutto il tratto di strada all’imbocco del paese su una lunghezza 

superiore al chilometro. In seguito alla richiesta di un’azienda interessata, la 

commissione preposta si è chinata nuovamente sulla problematica e, in 

seguito a sopralluogo e sulla base di un ulteriore accertamento peritale, 

nell’ambito di una seduta tenuta il 2 dicembre 2003, è giunta alla conclusione 

dell’esistenza delle premesse legali per una riduzione della velocità massima 

consentita da 80 km/h a 60 km/h su un tratto di strada  di ca. 300 metri, ritenuto 

quale a rischio per gli automobilisti in generale nonché per i mezzi di cantiere 

e per gli addetti ai lavori. In sostanza, la Commissione della velocità massima 

differenziata ha constatato che, a causa degli spazi limitati dovuti alla 

morfologia del terreno, sussistono dei punti di contrasto fra i cantieri delle cave 

di granito e la strada cantonale. In particolare, si riscontra una situazione di 

pericolo a causa del frequente attraversamento della strada da parte delle 

pale meccaniche. Inoltre, pure il personale addetto ed i clienti sono costretti 

ad attraversare la strada in prossimità degli uffici. Alla luce di tale situazione, 

la commissione peritale ha ritenuto, nel punto critico, la velocità di 80 km/h 

quale eccessiva. D’altro canto, a mente della commissione, non è possibile 

ovviare alla situazione di pericolo accertata tramite altre misure meno incisive 

della riduzione della velocità massima consentita. Di conseguenza, è stata 

formulata al Governo la proposta che ha condotto al decreto in giudizio. 

Alla luce di un attento esame degli atti e del sopralluogo esperito, il Tribunale 

amministrativo è giunto alla conclusione che il decreto governativo contestato 

è conforme ai citati disposti che reggono la limitazione della velocità. Il tratto 

di strada in oggetto, per i motivi addotti, implica infatti una situazione di 

pericolo per il traffico in generale, in particolare per quello occasionale o 

turistico, per i mezzi di cantiere nonché per il personale e per i clienti delle 

aziende che devono attraversare la strada. Come accertato dalla 

Commissione della velocità massima differenziata, la situazione di pericolo 

non può essere validamente contrastata se non tramite una riduzione della 

velocità. Il provvedimento si rivela quindi necessario per la salvaguardia 

dell’incolumità delle persone. Alla luce del fine perseguito, risulta pure 

rispettato il principio della proporzionalità in quanto la riduzione di velocità 

nella misura di 20 km/h  su un tratto di strada di 300 metri non implica certo 

per gli utenti stradali, neppure per quelli che transitano regolarmente, dei 

particolari disagi visto che il tempo di percorrenza si allunga in misura di tempo 

inferiore al minuto. Come espressamente confermato al sopralluogo la 

competente commissione, come usuale, dopo l’attuazione delle misure decise 

seguirà l’evolversi della situatione del traffico sulla tratta in questione nel 

tempo per valutarne l’efficacia e la validità.

4. Riassumendo, questa Corte non può che constatare la conformità formale e 

materiale del decreto governativo impugnato che viene quindi confermato. 

In considerazione dell’esito del ricorso che, ai sensi delle conclusioni 

giudiziali, per quanto ricevibile, deve essere respinto, le spese procedurali 

vengono integralmente accollate ai ricorrenti i quali, in applicazione della 

costante prassi, devono altresì rifondere ai convenuti, per quanto patrocinati 

da un avvocato, un’equa somma a titolo di ripetibili. Al comune che ha 

postulato l’accoglimento del ricorso e che ha visto la propria richiesta respinta 

per quanto si è  potuto entrare nel merito della stessa, non vengono assegnate 

ripetibili (art. 75 LTA).

Il Tribunale decide:

1. Per quanto ricevibile il ricorso è respinto.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 3'000.--

- e le spese di cancelleria di fr. 399.--

totale fr. 3'399.--

il cui importo sarà versato in solido da …, … e cofirmatari entro trenta giorni 

dalla notifica della presente decisione all’Amministrazione delle finanze del 

Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. …, … e i cofirmatari sono tenuti a versare, in solido, la somma di fr. 1’500.-- 

alla ditta … nonché la somma di fr. 1’500.-- alla ditta …, a titolo di ripetibili.