# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 86b7b37e-f251-569e-964c-f813945a4b73
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-09-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 09.09.2008 14.2008.73
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2008-73_2008-09-09.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2008.73

  	
  Lugano

  9 settembre
  2008

  CJ/sc/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Walser e Roggero-Will

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques

  

 

 

statuendo nella causa a procedura sommaria appellabile
(inc. EF.__________ della Pretura __________) promossa con opposizione 10
giugno 2008 da

 

	
   

  	
  1. AP 1 

  2. AP 2 

  entrambi patrocinati dall’ PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

   

  	 

il sequestro 27 maggio 2008 (n. __________)
richiesto nei confronti della prima ricorrente da 

 

	
   

  	
  AO 1 

  patrocinato dall’ PA 2 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

in cui il Pretore __________, con decisione 14 luglio
2008, ha respinto l’opposizione, confermando di conseguenza il sequestro;

 

appellanti AP 1 e AP 2 con allegato 4 agosto 2008, con
cui postula la riforma del giudizio impugnato nel senso di accogliere
l’opposizione e di annullare il sequestro;

 

lette le osservazioni dell’opponente con cui chiede la
reiezione dell’appello.

 

Ritenuto

 

in fatto:                       

                                  A.   Con
istanza 27 maggio 2008, il AO 1 ha chiesto alla Pretura __________ nei confronti
di AP 1, a garanzia di un credito di fr. 3'396,70, oltre interessi al 5% dal 4
maggio 2006 e spese, il sequestro in base all'art. 271 cpv. 1 n. 5 LEF di “tutto
il mobilio che si trova nell’abitazione sita al mapp. n. __________ RFD del
Comune di __________ di proprietà della singora __________ [...], sino a
concorrenza del credito”. Quali titoli del credito sono stati indicati diverse
tasse (acqua, canalizzazioni, rifiuti) per gli anni 2004 a 2007 e l’imposta
comunale 2005, tutte oggetto di attestati di carenza di beni.

 

                                  B.   Lo stesso 27 maggio 2008, il Segretario assessore della Pretura __________
ha ordinato il sequestro come richiesto, sennonché ha limitato l’importo
garantito a fr. 3'396,70, siccome in virtù dell’art. 149 cpv. 4 LEF i crediti
accertati mediante un attestato di carenza di beni non maturano interessi.

 

                                  C.   Il 10 giugno 2008, sia la debitrice AP 1 che sua figlia AP 2, che
allega essere proprietaria dei beni sequestrati, hanno interposto opposizione
al sequestro. Entrambi hanno sostenuto la nullità del decreto di sequestro, in
quanto emesso da una persona – il Segretario assessore – che non dispone di un
potere giurisdizionale autonomo. Le ricorrenti si sono inoltre opposte al
sequestro di beni che pretendono essere di proprietà di un terzo, ovvero
dell’opponente AP 2. All’udienza di contraddittorio del 23 giugno 2008, le
opponenti hanno confermato le loro richieste, mentre la parte sequestrante, che
non è comparsa, ha comunicato l’8 luglio 2008 di non intendere aderire alla
proposta transazionale formulata dal Pretore all’udienza di discussione ed
accettata dalla debitrice il 3 luglio 2008. 

 

                                  D.   Con
sentenza 14 luglio 2008, il Pretore __________, ha respinto l’opposizione. In
sintesi, egli ha considerato che il Segretario assessore aveva validamente
decretato il sequestro sulla base dell’art. 34 cpv. 1 LOG, siccome, vista “l’estrema”
urgenza della decisione sull’istanza di sequestro, egli l’aveva dovuto
supplire, poiché il Pretore sedeva presso la Pretura penale di Bellinzona in
due processi che lo avrebbero impegnato tutto il giorno. Il primo giudice ha
d’altronde ritenuto inverosimile la rivendicazione formulata dalla figlia della
debitrice su beni che si trovavano presso l’abitazione locata dalla debitrice. Con
decisione del medesimo giorno, il Pretore ha pure respinto l’istanza di ammissione
al gratuito patrocinio, in quanto le istanti non avevano prodotto alcuna
documentazione a suffragio della loro richiesta.

 

                                  E.   Con
“ricorso per cassazione” del 4 agosto 2008, AP 1 e AP 2 hanno chiesto la riforma
della sentenza pretorile, nel senso dell’annullamento del decreto di sequestro.
Esse ripropongono la censura della nullità del decreto di sequestro per assenza
di potere giurisdizionale del Segretario assessore. Ritengono che non siano
dati i presupposti dell’art. 34 cpv. 1 LOG, poiché il decreto non indica la
sostituzione né il suo motivo e il Segretario assessore non risulta essere
stato assistito da un segretario, un notaio o un’altra persona di notoria
idoneità. Le ricorrenti chiedono inoltre l’acquisizione agli atti dei verbali
dei due dibattimenti presieduti dal Pretore il 27 maggio 2008 presso la Pretura
penale. Ribadiscono poi che i beni sequestrati apparterebbero ad AP 2. Infine,
si dolgono che l’UEF di Faido abbia sequestrato mobili in parte impignorabili
(giusta l’art. 92 cpv. 1 n. 1 LEF) per un valore di stima (di fr. 11'144,30)
superiore all’importo del credito vantato dal sequestrante.

 

                                  F.   Nelle
sue osservazioni, il sequestrante evidenzia come la decisione del Tribunale
federale sulla quale le controparti fondano la nullità del decreto di sequestro
sia verosimilmente stata intimata dopo il 27 maggio 2008 e quindi non fosse a
conoscenza della Pretura __________. Inoltre, detta sentenza non esclude, a determinate
condizioni peraltro realizzate nel caso concreto, che il Segretario assessore
possa emettere decisioni. Sulla questione dell’appartenenza dei beni
sequestrati, la parte sequestrante ritiene che la tesi della debitrice sia
quantomeno contraddittoria e che la decisione pretorile vada confermata.
Contesta peraltro le altre censure ricorsuali e si oppone all’istanza di ammissione
al gratuito patrocinio.

 

                                  G.   Con
decreto 7 agosto 2008, la Camera, ritenendo che il ricorso rientrasse nella sua
competenza (cfr. infra ad cons. 1), ha dichiarato irricevibile l’istanza per
effetto sospensivo formulata dalle ricorrenti.

 

                                  H.   Il
21 agosto 2008, il Pretore __________, così come richiesto dalla Camera, si è
determinato sulle allegazioni delle ricorrenti, confermando di essere stato
impegnato presso la Pretura penale con due udienze (di cui ha prodotto il
verbale) dal mattino presto alla sera del 27 maggio 2008, sicché il decreto di
sequestro ha dovuto essere emesso dal Segretario assessore. Con osservazioni
del 29 agosto 2008, le ricorrenti hanno fatto valere che il Pretore avrebbe
potuto determinarsi personalmente sull’istanza di sequestro prima del primo
dibattimento, tra il primo e il secondo dibattimento oppure dopo la fine del secondo
dibattimento.

 

 

Considerando

 

 

in diritto:                     

                                   1.   La
decisione del giudice del sequestro – sia essa di annullamento o di conferma
del sequestro (cfr. Reiser,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. III, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 44-45 ad
art. 278) – che statuisce sull’opposizione (ai sensi dell’art. 278 cpv. 1 LEF)
interposta dal debitore destinatario del sequestro o da un terzo può essere
impugnata entro dieci giorni davanti all’autorità giudiziaria superiore (art.
278 cpv. 3 primo periodo LEF), nel Cantone Ticino la Camera di esecuzione e
fallimenti, con il rimedio dell’appello (art. 22 LALEF nonché 14 e 22 lett. c
LOG), e ciò qualora il valore litigioso sia pari o superiore a fr. 8’000.--. La questione della competenza per valore va esaminata d’ufficio
(art. 97 n. 3 CPC, per il rinvio dell’art. 25 LALEF). Nel caso in esame,
il valore litigioso determinante, ovvero il valore di stima
dei beni sequestrati (art. 11 lett. a CPC, per il rinvio dell’art. 25 LALEF), è
di fr. 14'541.-- (verbale di sequestro, doc. A allegato all’istanza di
opposizione), sicché il ricorso rientra nella competenza di questa Camera (art.
18 LALEF in relazione con gli art. 31 cpv. 1 e 36 cpv. 1 LOG).

 

 

                                   2.   Gli appelli di AP 1 e di AP 2 sono riferiti alla stessa sentenza e
contengono le stesse conclusioni e motivazioni. Le procedure di ricorso vanno
quindi considerate connesse ai sensi dell'art. 320 CPC (per rinvio dell’art. 25
LALEF) e possono essere congiunte ed evase con una sola sentenza, pur
mantenendo la loro autonomia nel senso che i dispositivi restano separati e
possono essere impugnati anche singolarmente.

 

 

                                  3.    Il giudice esamina d'ufficio, in ogni stadio di causa, se esistono i
presupposti processuali (art. 97 CPC, applicabile anche nelle procedure
previste all'art. 20 LALEF, per il rinvio dell'art. 25 LALEF). Ravvisandone la
mancanza, egli “respinge la petizione o l'istanza senza entrare nel merito
della lite” (art. 99 cpv. 2 CPC), a meno che il difetto possa essere sanato
entro breve termine (art. 99 cpv. 3 CPC). Tra i presupposti processuali si annovera
anzitutto la giurisdizione (art. 97 n. 1 CPC), che consiste nel potere di
applicare la legge in una determinata causa. La giurisdizione è l'attributo
primo dell'autorità giudiziaria e il fondamento di ogni sua attività (Picard, Studi sulla riforma del processo
civile ticinese, Bellinzona 1954, pag. 214 in alto). Essa discende dal
principio della separazione dei poteri e costituisce una questione d'ordine
pubblico.

 

                                  4.    In
una recente sentenza del 13 maggio 2008 (DTF 134 I 184), il Tribunale federale
ha avuto modo di diffondersi proprio sulla giurisdizione del Segretario
assessore. Nel Cantone Ticino l'art. 34 cpv. 1 della legge sull'organizzazione
giudiziaria (LOG) – entrata in vigore il 14 luglio 2006 – prevede che “in caso
di impedimento legale o assenza, il Pretore è sostituito dal Segretario
assessore, salvo il disposto dell'art. 24” (che abilita il Consiglio di Stato a
designare un supplente fisso nell'ipotesi di assenze durevoli). L'art. 34 cpv.
2 LOG stabilisce altresì che il Segretario assessore sostituisce il Pretore,
“su richiesta e sotto la responsabilità di quest'ultimo, quando lo esiga il
funzionamento della Pretura”. Nella fattispecie giudicata dal Tribunale federale
non era controversa la funzione del Segretario assessore come sostituto del
Pretore “in caso di impedimento legale o di assenza” (art. 34 cpv. 1 LOG), né
il Segretario assessore aveva statuito in quella veste. Litigiosa era la
giurisdizione del Segretario assessore come sostituto del Pretore, “su richiesta
e sotto la responsabilità di quest'ultimo”, ogni qual volta “lo esiga il
funzionamento della Pretura” (art. 34 cpv. 2 LOG). Visto che l'art. 34 cpv. 2
LOG disciplina – come l'art. 34 cpv. 1 LOG – supplenze puramente temporanee
(cons. 5.2), il Tribunale federale ha considerato che la norma permette la
sostituzione del Pretore “in determinate circostanze” per il buon funzionamento
della Pretura, ma non in maniera generale né tanto meno sistematica. Nelle
condizioni descritte esso ha ritenuto che la sentenza emessa da un Segretario
assessore “così incaricato dal Pretore giusta l'art. 34 cpv. 2 LOG”, per di più
senza la firma del Pretore, sottragga il cittadino al suo giudice
costituzionale, regolarmente fondato sulla legge (cons. 5.5) e ha pertanto
annullato la sentenza.

 

 

                                  5.    Il caso in esame non corrisponde alla fattispecie vagliata dal
Tribunale federale. Non è infatti contestato che il motivo per il quale il
Segretario assessore si è ritenuto autorizzato a supplire il Pretore è fondato
sull’art. 34 cpv. 1 LOG. È vero che questo motivo non figura sul decreto di
sequestro. Il Pretore l’ha tuttavia indicato nella sentenza impugnata (al cons.
5) e le ricorrenti hanno avuto modo di determinarsi ampiamente sulla questione
nella procedura di ricorso. Dalla carente indicazione del motivo di sostituzione,
le ricorrenti avrebbero tutt’al più potuto dedurre una pretesa contro lo Stato
tendente alla rifusione delle spese e delle indennità della procedura di
opposizione al sequestro. Siccome esse hanno comunque continuato a contestare
la validità della sostituzione anche dopo averne saputo il motivo, la loro situazione
attuale non è diversa da quella che sarebbe stata se il decreto ne avesse
menzionato la causa. Le spese seguiranno quindi la soccombenza. A questo punto,
l’unico quesito decisivo per il giudizio rimane quello di sapere se le
condizioni dell’art. 34 cpv. 1 LOG erano adempiute nel caso concreto.

 

 

                                  6.    Le
ricorrenti allegano che il Pretore avrebbe potuto
determinarsi personalmente sull’istanza di sequestro prima del primo dibattimento, iniziato alle ore 10.30, tra il primo
(conclusosi alle ore 11.45) e il secondo dibattimento (iniziato alle ore 15.00)
oppure dopo la fine del secondo dibattimento (conclusosi alle ore 16.08). Tuttavia,
esse non tengono conto dei tempi di spostamento tra le due Preture, del tempo
di preparazione dei dibattimenti, delle incombenze successive alle udienze (in
particolare, il Pretore ha emanato un decreto di parziale stralcio dopo il
primo dibattimento) e del tempo che avrebbero necessitato l’esame dell’istanza
di sequestro e l’emanazione del relativo decreto. Le ricorrenti misconoscono
inoltre che il Pretore non ha avuto modo di organizzare anticipatamente la sua
giornata del 27 maggio 2008 in funzione dell’istanza di sequestro, poiché la
stessa è stata consegnata in Pretura brevi manu lo stesso 27 maggio.
Dall’insieme delle circostanze, si deve quindi ritenere che il Pretore era assente
ai sensi dell’art. 34 cpv. 1 LOG. Non è inoltre dubbio che il decreto di
sequestro dovesse essere prolato lo stesso giorno (del resto le ricorrenti non
lo negano). La supplenza, eccezionale e temporanea, del Segretario assessore
era quindi ammissibile. Può essere lasciata aperta la questione di sapere se il
Pretore, con la decisione sull’opposizione, l’ha comunque ratificata nel senso dell’art. 34 cpv. 2 LOG, invocando l’esistenza di determinate circostanze (ricordate sopra)
che rendevano indispensabile l’intervento del Segretario assessore per il buon
funzionamento della Pretura.

 

 

                                  7.    Le ricorrenti ritengono la sostituzione inoltre formalmente carente,
in quanto il Segretario assessore non risulta essere stato assistito da un
segretario, un notaio o un’altra persona di notoria idoneità giusta l’art. 34
cpv. 1 LOG. In realtà, la procedura di sequestro non prevede, nella sua prima
fase, l’obbligo per il giudice d’indire un’udienza (art. 19 LALEF). In un tal
contesto, l’assistenza di una persona priva di potere decisionale è priva di
significato. V’è quindi da ritenere che la forma prevista dall’art. 34 cpv. 1
LOG non abbia ad applicarsi nella procedura di concessione del sequestro. Del
resto, la forma del decreto di sequestro è determinata dall’art. 274 LEF e dal
formulario n. 45 allestito dal Tribunale federale (il cui uso è obbligatorio in
virtù dell’art. 1 cpv. 1 Rform), che prevalgono sulle norme cantonali in virtù
della forza derogatoria del diritto federale (art. 49 cpv. 1 Cost). Orbene,
questo formulario non prescrive che sia firmato da un altra persona oltre al
giudice del sequestro. È d’altronde un uso costante ed uniforme nel Canton
Ticino che i decreti di sequestro siano firmati solo dal giudice. A titolo
aggiuntivo si può poi rilevare come, anche se si volesse ritenere l’art. 285
cpv. 2 lett. g CPC applicabile al decreto di sequestro, l’assenza di firma del
segretario (o di un notaio o un’altra persona di notoria idoneità) non ne
determinerebbe la nullità, poiché si tratta in ogni caso di vizio puramente
formale che non reca pregiudizi ai diritti delle parti (sentenza del 6 novembre
1995 della prima Camera civile in re X. c/ Y., citata in Cocchi/Trezzini, CPC-TI, Lugano 2000,
n. 25 ad art. 285).

 

 

                                  8.    Nel
merito, le ricorrenti sostengono che i beni sequestrati non sarebbero di
proprietà della debitrice bensì della figlia AP 2. Quest’ultima avrebbe
notificato le sue pretese all’UEF __________ già il 15 maggio 2007, precisando
che si trattava di mobilia che le era stata donata da una zia ed allegando
l’elenco degli oggetti di sua proprietà.

 

                                         Le
decisioni in materia di sequestro, in tutte le istanze, sottostanno alla
procedura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF). Il giudice non agisce d'ufficio,
esamina solo ciò che è stato allegato e decide unicamente in base alle prove
addotte dalle parti e che possono essere assunte seduta stante, salvo che il fatto
allegato sia stato ammesso o non contestato dalla controparte non contumace.
Sono imposte alle parti alte esigenze di motivazione per poter giungere a un
giudizio sollecito. Esse devono sostanziare le loro tesi con riferimenti puntuali
e d'immediato riscontro nei documenti che considerano determinanti. Il giudice
può accontentarsi della semplice verosimiglianza dei fatti ed esaminare
sommariamente i punti di diritto nella misura compatibile con l'esigenza di
celerità. Vi è verosimiglianza quando esiste una certa probabilità che i fatti
allegati corrispondano al vero (Piégai,
op. cit., n. 792, p. 173). In particolare, la giurisprudenza esige che la parte
fornisca un “inizio di prova” (“commencement de preuve”, DTF 107 III 36, 39 e
40, cons. 3 e 5), ossia indizi oggettivi e concreti a conforto della sua tesi (cfr.
CEF 15 maggio 2002 [14.2002.6], cons. 1.5d).

 

 

                              8.2.    Nel
caso in esame, il fatto che AP 2 abbia rivendicato i beni sequestrati più di un
anno prima del sequestro non è certo un indizio che ne sia proprietaria.
Nell’atto ricorsuale non viene indicato alcun indizio oggettivo e concreto a
conforto dell’asserita donazione dei beni posti sotto sequestro. Le ricorrenti
non spiegano del resto perché la motivazione del primo giudice, che si è fondato
sulla presunzione dell’art. 714 CC, sarebbe errata. È poi irricevibile la
censura relativa al mancato avvio della procedura di rivendicazione prescritta
agli art. 106 segg. LEF. Trattandosi di un atto di competenza dell’ufficio di
esecuzione, andava proposta – e del resto lo è stata (cfr. inc. 15.08.51) – con
un ricorso ai sensi dell’art. 17 LEF.

 

 

                                  9.    In
ultimo luogo, le ricorrenti si dolgono che l’UEF __________ abbia sequestrato
mobili in parte impignorabili (giusta l’art. 92 cpv. 1 n. 1 LEF) per un valore
di stima (di fr. 11'144,30) superiore all’importo del credito vantato dal
sequestrante. Anche queste censure, che riguardano l’operato dell’ufficio di
esecuzione, andavano proposta – e del resto una lo è stata (cfr. inc. 15.08.51)
– con un ricorso ai sensi dell’art. 17 LEF. In questa sede, basta rilevare che
il primo giudice, alla voce “oggetti da sequestrare”, ha correttamente ordinato
il sequestro “sino a concorrenza del credito”.

 

 

                                10.   I
ricorsi vanno quindi respinti.

                                         La
tassa di giustizia e le indennità di appello seguono la soccombenza.

 

 

                                11.   AP 1 chiede
di essere messa al beneficio del gratuito patrocinio. 

 

                             11.1.   Risulta
dalla legge cantonale sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria
(Lag, RL 3.1.1.7) che l’assistenza giudiziaria è concessa alle condizioni
cumulative seguenti:

                                          –   il
richiedente è una persona fisica indigente (art. 3);

                                          –   la
procedura per la persona richiedente presenta probabilità di esito favorevole e
una persona ragionevole e di condizioni agiate non rinuncerebbe alla procedura
a causa delle spese che questa comporta (art. 14 cpv. 1 a contrario);

                                          –   per
il gratuito patrocinio vi è necessità oggettiva di patrocinio (art. 14 cpv. 2 a
contrario), ossia:

                                               –   la
persona richiedente non è in grado di procedere con atti propri, o

                                               –   la
designazione di un patrocinatore è necessaria alla corretta tutela dei suoi
interessi, oppure

                                               –   la
causa presenta difficoltà particolari.

 

                             11.2.   Nel caso di specie, v’è da ritenere che una persona ragionevole e di condizioni agiate
avrebbe rinunciato a contestare l’assenza di potere giurisdizionale del Segretario
assessore a causa delle spese che la procedura di ricorso comporta, dal momento
che l’accoglimento dell’appello non avrebbe comunque impedito che il Pretore
emanasse un ulteriore e – ricordata la sentenza di reiezione dell’opposizione –
identico sequestro. Orbene, le altre censure sollevate da AP 1 erano
manifestamente prive di probabilità di accoglimento.

 

 

 

Richiamati gli art. 271
ss. LEF, 11 CPC, 18, 19, 25 LALEF, 48, 49, 61 e 62 OTLEF,

 

pronuncia:                 

                                   1.   Le procedure dipendenti dal ricorso 4 agosto 2008 di AP 1 e
di AP 2 sono congiunte.

 

                                   2.   L’appello
di AP 1 è respinto.

 

                                   3.   L’appello
di AP 2 è respinto.

 

                                   4.   La
tassa di giustizia della presente decisione di fr. 300.-- è posta in solido a
carico di AP 1 e AP 2, che rifonderanno al AO 1 fr. 200.-- a titolo di
indennità.

 

                                   5.   L’istanza
di AP 1 tendente alla concessione del beneficio dell’assistenza
giudiziaria è respinta.

 

                                   6.   Intimazione
a:

                                         -
avv. PA 1, __________;

                                         -
avv. PA 2, __________;

                                         Comunicazione
alla Pretura __________.

 

 

Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                                Il
segretario

 

 

 

Giacché il valore litigioso della
vertenza, di fr. 14'541.-- non raggiunge il limite di legge di fr. 30'000.-, contro la
presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al
Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione, solo se la controversia concerne una questione di diritto di
importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2 lett. a LTF).

Nello stesso termine è possibile
proporre al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, anche ricorso sussidiario
in materia costituzionale (art. 113 e segg. LTF).