# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 891a95e4-f860-5af3-a392-268e047e7cde
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 09.03.2010 (publiziert) 36.2004.94
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2004-94_2010-03-09.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2004.94

   

  cs/fe

  	
  Lugano

  9 novembre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 18 luglio 2004 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 3 giugno 2004 emanata da

  
	
   

  	
  Istituto assicurazioni sociali Ufficio
  assicurazione malattia, 6501 Bellinzona 

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1,
cittadina italiana domiciliata a __________, al beneficio di un permesso G di
frontaliere, esercita un'attività lucrativa in Svizzera dove è assicurata
contro le malattie presso la __________.

 

                                         In data
10 febbraio 2004, con lettera all'istituto delle assicurazioni sociali (di
seguito: IAS), l'assicurata ha chiesto di poter essere esonerata dall'obbligo
assicurativo in Svizzera, facendo valere il diritto d'opzione, di cui si dirà
in seguito, previsto dall'ALC concluso tra la Confederazione Svizzera e
l'Unione Europea.

                                         In
seguito al rifiuto dell'IAS, confermato tramite decisione su reclamo del 3 giugno
2004, di dar seguito alla sua richiesta, l'interessata si è aggravata al TCA
affermando:

 

" 
con la presente intendo porre ricorso
cautelativo alle decisioni prese dall'ufficio Assicurazione malattia del
Cantone Ticino riguardanti il mio caso.

Sono una cittadina italiana con permesso per
frontalieri G, per un breve periodo ho soggiornato sul suolo elvetico e quindi
per maggior sicurezza mi ero assicurata presso un'assicurazione svizzera, nel
frattempo sono tornata ad abitare in Italia e da qui la mia decisione di
disdire la mia assicurazione malattia questo con l'aggiunta di altri motivi
quali la nascita di una figlia e la mutazione della situazione finanziaria.

In sostanza mi trovo impossibilitata a disdire
l'assicurazione in quanto non ho rispettato (causa svista) i termini per la
scelta del paese dove assicuracurarmi (recte: assicurarmi) e quindi mi è stato
attribuito d'ufficio l'obbligo assicurativo delle cure medico sanitarie
svizzero, senza nessuna possibilità di optare per la soluzione Azienda Sanitaria
Locale (mutua) al quale sono tutt'ora iscritta in quanto non ho mai optato
personalmente per la scelta di abbandono del sistema sanitario italiano e di
conseguenza per l'obbligo di assicurarmi in Svizzera. Sono inoltre rammaricata
che l'unica via d'uscita che mi viene proposta è quella di depositare il
permesso di lavoro e di tornare in Italia a lavorare, quando sono ormai 15 anni
che lavoro in Svizzera.

Vi faccio notare che il mio reclamo arriva in
ritardo in quanto la risposta dell'ufficio assicurazione malattia mi è giunta
in data 15.7.2004 sul posto di lavoro dopo mio sollecito (la decisione presa
dall'ufficio assicurazione malattia in data 3.6.2004 non è mai giunta al mio
recapito)."

 

                               1.2.   Con risposta
del 17 agosto 2004 l'amministrazione ha affermato:

 

" 
(…)

1.2

Quanto alla tempestività del gravame - decisione UAM 3 giugno
2004; impugnativa 18 luglio 2004 - si specifica che gli invii da parte
dell'Amministrazione cantonale sono avvenuti per mezzo di posta semplice. Già
questo fatto impedisce di sollevare censure quanto alla tempestività del
presente gravame.

Occorre inoltre precisare, per completezza di analisi, che in data
8 luglio 2004, per interposta persona, l'interessata ha sollecitato una
decisione circa il reclamo 30 aprile 2004 (decisione intervenuta il 3 giugno
2004, ma che l'interessata indicava di non aver ricevuto).

Nella medesima data (8 luglio 2004) l'UAM ha pertanto rispedito
all'interessata copia della decisione in questione.

Questo invio si è incrociato con una comunicazione scritta, per
lettera raccomandata datata 12 luglio 2004, attraverso la quale l'interessata
sollecitata una decisione UAM in margine al già citato reclamo 30 aprile 2004.

Quanto sopra può essere ritenuto quale indicatore che
l'interessata è effettivamente venuta a conoscenza della decisione UAM 3 giugno
2004 soltanto, al più presto, il 9 luglio 2004.

Ciò può ragionevolmente far propendere per la tempestività - e
quindi la ricevibilità­ - del gravame in oggetto.

2.  NEL MERITO

 

2.1

La signora RI 1, cittadina italiana, è in possesso di un permesso
G (frontaliere).

Con l'entrata in vigore degli Accordi bilaterali CH/CE - 1 °
giugno 2002 - la stessa è diventata, di principio, soggetta all'assicurazione
malattie in Svizzera, per quanto attiene alle cure medico-sanitarie ai sensi
del diritto sociale, in forza del principio di diritto europeo lex loci labori.

Residendo tuttavia in Italia, la stessa avrebbe potuto esercitare
il diritto di opzione assicurativa verso il Paese di residenza, beneficiando a
tal proposito di una clausola particolare che discende dai predetti Accordi
bilaterali CH/CE [riferimento: art. 3 lett. b) della Sezione A dell'ALLEGATO II
all'Accordo sulla libera circolazione delle persone].

Interpellata al riguardo dall'Autorità cantonale preposta al
controllo dell'obbligo d'assicurazione, l'interessata non vi ha mai dato
seguito.

AI proposito la ricorrente ammette apertamente quanto segue:
"non ho rispettato (causa svista) i termini per la scelta del paese dove
assicurarmi".

In tal modo si viene ad applicarsi il già citato principio della
lex loci labori e, in concreto, l'assoggettamento all'assicurazione malattie ai
sensi del diritto svizzero. In questo contesto si rileva - fattore certamente
fondamentale ai fini del presente giudizio - che lo statuto attraverso il quale
l'interessata è legata alla Svizzera nel frattempo non è cambiato: la medesima
è sempre titolare di un permesso G per lavoratori frontalieri.

Irrilevante diventa dunque il fatto che "per un breve
periodo ho soggiornato sul suolo elvetico (...) nel frattempo sono tornata ad
abitare in Italia".

 

2.2

L'art. 3 lett. b) della Sezione A dell'ALLEGATO II all'Accordo
sulla libera circolazione delle persone, prevede che certe categorie di
persone, previa domanda formale, possano esercitare il diritto di opzione
nel campo dell'assicurazione sociale malattie.

Al riguardo il medesimo disposto prevede quanto segue:

 

"La domanda dev'essere presentata entro i tre mesi
successivi all'obbligo di assicurarsi in Svizzera; quando in casi giustificati,
la richiesta è presentata dopo questo termine, l'esenzione diventa efficace
dall'inizio dell'assoggettamento all'assicurazione obbligatoria."

 

Ciò significa che:

 

•     l'esercizio
del diritto di opzione (in casu: assicurazione malattie in Italia) può
essere esercitato entro un termine di tempo ben determinato (3 mesi);

•     se entro i
termini di cui sopra la persona interessata non fa valere il predetto diritto
di opzione, automaticamente si applica il principio dell'assicurazione malattie
in Svizzera, richiamato il già citato principio di diritto europeo lex loci
labori;

•     solo in casi
giustificati tale istanza può essere presentata dopo i 3 mesi
dall'insorgere dall'obbligo di assicurarsi in Svizzera.

 

In sostanza - e per quanto può concernere il presente gravame -
oggi come oggi i lavoratori frontalieri in Svizzera, di nazionalità CE (non
tuttavia dei 10 nuovi Stati entrati a far parte della CE in data 1 ° maggio 2004)
e residenti in Italia, Austria, Germania, Francia, possono esercitare una
scelta quanto all'indirizzo assicurativo per se stessi e per i propri familiari
senza attività lucrativa: o in Svizzera (luogo di lavoro), o nel proprio Paese
(luogo di residenza).

Una volta operata, questa scelta ha carattere definitivo, e la
stessa perdura fintanto che mantiene validità il permesso di lavoro G.

II già citato art. 3 lett. b) della Sezione A dell'ALLEGATO Il
all'Accordo sulla libera circolazione delle persone non prevede infatti né la
possibilità di revoca dell'opzione assicurativa esercitata, né la possibilità
di modifica della stessa nel tempo.

 

Come già indicato, richiamato l'assunto lex loci labori, in
via ordinaria e di principio la copertura assicurativa è da intendere nel Paese
in cui si esercita l'attività lucrativa.

 

2.3

La ricorrente, in precedenza, aveva già formulato ben due istanze
presso la scrivente Autorità di essere esonerata dall'obbligo d'assicurazione
in Svizzera, ancorché, come già rilevato, quando è stata interpellata a
riguardo dell'eventuale esercizio del diritto di opzione assicurativa da questa
medesima Autorità, ella non abbia dato seguito alcuno.

 

2.4

Entrambe queste istanze sono state respinte perché ritenute
manifestamente infondate.

 

2.5

II conseguente reclamo si fondava, in particolare, su due
motivazioni (la prima delle quali ripresa nell'atto ricorsuale); e meglio:

 

a)   i "già
citati motivi economici ampiamente documentati con le buste paga degli ultimi
mesi";

b)   "non
sono stata informata dell'obbligo di scelta della nazione al quale fare capo
per l'assicurazione malattia".

 

2.6

Circa le motivazioni economiche, questa Autorità si riconferma
pienamente nelle proprie decisioni 30 marzo e 3 giugno 2004.

La qui invocata situazione economica non può essere assimilata al
concetto di "casi giustificati ex art. 3 lett. b), Sezione A,
dell'ALLEGATO II all'Accordo sulla libera circolazione delle persone, in quanto
fa riferimento a una contingenza già manifesta ab initio dell'obbligo
d'assicurazione in Svizzera. Accogliere l'istanza presentata in questi termini
significherebbe contornare in maniera non accettabile lo spirito, ma anche la
lettera, degli Accordi bilaterali CH/CE (e segnatamente al capitolo della
Libera circolazione delle persone).

Non è infatti concepibile che una persona possa ad libitum restare
assicurata nel Paese in cui esercita un'attività lucrativa fintanto che trova
conveniente questa scelta, e invocare, successivamente, un "diritto di
cambiamento" quando possono apparire più convenienti altri indirizzi dal
profilo assicurativo contro le malattie.

Ciò porterebbe ad una situazione arbitraria, di certo non conforme
né allo spirito, né alla lettera, dell'Accordo sulla libera circolazione delle
persone; ossia ad una sorta di "codificazione dell'assicurazione secondo
la convenienza personale". Come già più volte s'è ribadito in questa sede,
il principio che deve presiedere all'assoggettamento assicurativo contro le
malattie, in forza del diritto europeo, si fonda sul concetto lex loci
labori, a cui solo certune persone possono derogare, e segnatamente in
forza della situazione d'eccezione che si configura come il "diritto
d'opzione".

Trattandosi di una situazione d'eccezione, che di principio deroga
il diritto europeo ordinario, a più forte ragione è legittimo che sia soggetta
a criteri ristrettivi, tra cui quello dei limiti temporali entro i quali poter
esercitare tale diritto di opzione.

 

2.7

Destituita di ogni fondamento appare poi la censura relativa alla
mancata informazione (non più ripresa, del resto, nell'atto ricorsuale in
narrativa).

Come già più volte rilevato in questo contesto, alla ricorrente è
stato inviato da parte di questa Autorità il modulo ufficiale per
l'eventuale esercizio del diritto di opzione, a cui l'interessata non ha
comunque dato seguito.

 

2.8

In conclusione ci si soffermerà
brevemente sull'esternazione della ricorrente secondo cui 'l'unica
via d'uscita che mi viene proposta è quella di depositare il permesso di lavoro
e di tornare in Italia a lavorare". AI
riguardo si precisa solamente che similare "suggerimento" non
proviene di certo dall'Autorità cantonale preposta al controllo dell'obbligo
d'assicurazione." (Doc. VI)

 

                               1.3.   Pendente
causa il TCA ha effettuato alcuni accertamenti di cui si dirà in seguito.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   Va
innanzitutto esaminato se il ricorso contro la decisione del 3 giugno 2004,
presentato il 18 luglio 2004, è tempestivo.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 60 LPGA il ricorso deve essere interposto entro 30 giorni dalla
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione è
esclusa. Gli articoli 38-41 sono applicabili per analogia.

 

                                         Giusta
l'art. 38 cpv. 1 LPGA se il termine è computato in giorni o in mesi e deve
essere notificato alle parti, inizia a decorrere il giorno dopo la
notificazione.

                                         Se non
deve essere notificato alle parti, esso inizia a decorrere il giorno dopo l'evento
che lo ha provocato (cpv. 2).

 

                                         Per il
cpv. 3 se l'ultimo giorno del termine è un sabato, una domenica o un giorno
festivo del Cantone in cui ha domicilio o sede la parte o il suo
rappresentante, il termine scade il primo giorno feriale seguente.

 

                                         I termini
stabiliti dalla legge o dall'autorità in giorni o in mesi non decorrono:

 

                                         a. dal
settimo giorno precedente la Pasqua al settimo giorno successivo alla Pasqua
incluso;

 

                                         b.
dal 15 luglio al 15 agosto incluso;

 

                                         c.
dal 18 dicembre al 1° gennaio incluso.

 

                                         Le
richieste scritte devono essere consegnate all'assicuratore oppure, a lui
indirizzate, a un ufficio postale svizzero o a una rappresentanza diplomatica o
consolare svizzera al più tardi l'ultimo giorno del termine (art. 39 cpv. 1
LPGA).

 

                                         Se la
parte si rivolge in tempo utile a un assicuratore incompetente, si considera
che il termine è stato rispettato.

 

                                         Per
l'art. 40 LPGA il termine legale non può essere prorogato (cpv. 1). Se
l'assicuratore assegna un termine per una determinata azione, commina
contemporaneamente le conseguenze in caso d'inosservanza. Sono escluse
conseguenze diverse da quelle comminate (cpv. 2). Il termine stabilito
dall'assicuratore può essere prorogato, purché sussistano motivi sufficienti,
se la parte ne fa richiesta prima della scadenza (cpv. 3).

 

                                         Se il
richiedente o il suo rappresentante è stato impedito, senza sua colpa, di agire
entro il termine stabilito, lo stesso è restituito, sempre che l'interessato lo
domandi adducendone i motivi entro 10 giorni dalla cessazione dell'impedimento
(art. 41 cpv. 1 LPGA).

 

                                         Se la
restituzione del termine è concessa, il termine per compiere l'atto omesso
decorre dalla notifica della decisione (art. 41 cpv. 2 LPGA).

 

                               2.2.   Se il termine per presentare
ricorso è spirato, il giudice non entra nel merito e la decisione contestata
cresce in giudicato (DTF 110 V 37).

                                         Secondo costante
giurisprudenza l’onere della prova dell’avvenuta notifica incombe all’autorità
amministrativa (cfr. DTF 115 V 113 con riferimenti).

Qualora la notifica o la relativa data sono contestate, in caso di dubbio fa
stato la versione fornita dal destinatario (DTF 103 V 66 consid. 2a).
L’andamento organizzativo di una spedizione da parte dell’autorità
amministrativa non è sufficiente per provare la notifica di una decisione, in
particolare quando si tratta di un invio per posta A (RCC 1992 pag. 395 consid.
3c). 

 

                                         Questa prova può essere
tuttavia portata per il tramite di indizi (per esempio: corrispondenza con
l’autorità amministrativa, RCC 1984 pag. 123 consid. 1b), tenuto conto che,
secondo la giurisprudenza del TFA, è sufficiente che la prova sia stata fornita
secondo il principio della verosimiglianza preponderante (cfr. DTF 121 V 6 dove
si trattava di un termine per salvaguardare la perenzione dei contributi AVS ex
art. 16 cpv. 1 LAVS; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, Zurigo 1999, N 364, pag. 166). 

 

                                         In una sentenza del 22
febbraio 1993 nella causa V. pubblicata in DTF 119 V 7 il Tribunale federale
delle assicurazioni sociali aveva invero avuto modo di stabilire che la
tempestività dell'esercizio di un rimedio di diritto dev'essere determinata con
certezza (ad esempio fornendo la prova dall'invio mediante raccomandata) e che
in simili casi, la regola della verosimiglianza preponderante, usuale nel
diritto delle assicurazioni sociali, non è applicabile.

                                         In una successiva sentenza
del 28 febbraio 1995 nella causa R. pubblicata in DTF 121 V 5 e AJP 1995 pag.
1090-1091 la nostra Massima Istanza ha precisato che la giurisprudenza citata
(DTF 119 V 7) si applica solamente per valutare la tempestività di atti
processuali ma non invece nell'ambito dell'amministrazione di massa (ad
esempio: l'emanazione di decisioni in materia di contributi) dove è applicabile
l'abituale criterio della probabilità preponderante.

                                         Va comunque osservato che,
anche in questa seconda occasione, in assenza di un invio raccomandato, il TFA,
pur applicando il criterio della probabilità preponderante, ha ritenuto non
avvenuta la notifica della decisione alla data indicata dall'amministrazione
(per una critica della giurisprudenza federale, anche con riferimento al DTF
120 V 37, cfr. U. Kieser in AJP 1995 pag. 1091-1092).

                                         A questo proposito va
rilevato che in una sentenza del 26 settembre 1994 nella causa E.K. AG il
Tribunale federale delle assicurazioni ha riconfermato che colui che è in grado
di comprovare l'avvenuta spedizione (ad esempio mediante una ricevuta postale),
beneficia della presunzione che in quell'invio sono contenuti i documenti
rilevanti ai fini dei diritti che si vogliono fare valere. In tale ipotesi se
l'amministrazione ritiene che in quell'invio figuravano altri documenti sta a
lei fornire la prova delle proprie affermazioni. 

                                         In una sentenza del 14
dicembre 1999 nella causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118 segg., l'Alta
Corte ha rilevato che l'autorità sopporta le conseguenze della mancanza di
prove (o della mancanza della probabilità preponderante) nel senso che, se la
notifica o la rispettiva data sono contestate e se esistono effettivamente
dubbi a tale proposito, occorre basarsi sulle dichiarazioni del destinatario
dell'invio. La spedizione con la posta normale non consente in generale di
stabilire se la comunicazione sia pervenuta al destinatario; la semplice
presenza nel fascicolo della copia dell'invio non è sufficiente per dimostrare
che tale lettera sia stata effettivamente spedita e ricevuta. Tuttavia, la
prova della notifica di un atto può risultare da altri indizi o dall'assieme
delle circostanze, quali la mancata protesta da parte di una persona che riceve
richiami.

 

                               2.3.   Nella fattispecie in esame
l'amministrazione ha affermato che l'invio della decisione su reclamo datata 3
giugno 2004 è avvenuto per posta semplice e che l'8 luglio 2004 e il 12 luglio
2004 l'interessata ha sollecitato l'emanazione della decisione su opposizione.

 

                                         L'insorgente nella sua
impugnativa afferma di non aver mai ricevuto al suo domicilio in Italia la
decisione su reclamo datata 3 giugno 2004. L'assicurata rileva di aver preso
visione della decisione solo il 15 luglio 2004, presso il suo datore di lavoro.

 

                                         In simili circostanze
questo Tribunale, applicando l'abituale criterio della verosimiglianza
preponderante e la giurisprudenza sopra riportata, deve concludere che il
ricorso, presentato il 18 luglio 2004, è tempestivo e deve pertanto entrare nel
merito dell'impugnativa.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.4.   Oggetto del
contendere è la questione a sapere se la ricorrente, cittadina dell'Unione
europea residente in Italia, al beneficio di un permesso per frontalieri, può
far valere il diritto d'opzione previsto dalle norme internazionali ed essere
esonerata dall'obbligo di assicurarsi contro le malattie in Svizzera.

 

                               2.5.   Il 1° giugno
2002 è entrato in vigore l'Accordo tra la Comunità europea ed i suoi Stati
membri, da una parte, e la Confederazione Svizzera, dall'altra, sulla libera
circolazione delle persone" (RS 0.142.112.681, di seguito: ALC), che
rinvia, per quanto concerne la sicurezza sociale al "Regolamento (CEE)
N. 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei
regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e
ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità",
modificato ed aggiornato dal regolamento (CE) N. 118/97, regolamento (CE) N.
1290/97, regolamento (CE) N. 1223/98, regolamento (CE) N. 1606/98 e regolamento
(CE) N. 307/1999 e modificato dall'Accordo sulla libera circolazione delle
persone tra la Comunità europea e i suoi Stati membri da una parte e la
Svizzera dall'altra parte.

 

                                         Da rilevare
che l'ALC non si applica (ancora) ai dieci nuovi membri entrati nell'UE il 1°
maggio 2004.

 

                                         Il campo
di applicazione è definito all'articolo 4 che "elenca i settori della
sicurezza sociale disciplinati dal regolamento. Comprende tutte le prestazioni
legali (incluse le disposizioni regionali e indipendentemente dalla legge cui
sono soggette) che concernono le prestazioni di malattia e di maternità,
d'invalidità, di vecchiaia, le prestazioni ai superstiti, le prestazioni per
infortunio sul lavoro e malattie professionali, le prestazioni di
disoccupazione, gli assegni in caso di morte e le prestazioni familiari,
indipendentemente dalle modalità di finanziamento." (cfr. Messaggio
concernente l'approvazione degli Accordi bilaterali tra la Svizzera e la CE, pag.
184).

 

                                         Il titolo
II del regolamento (art. 13-17a) si occupa dell'assoggettamento di una persona
al diritto di uno o l'altro Paese e a tal fine allestisce un catalogo
dettagliato delle regole relative ai conflitti di legge. Sono simili alle
prescrizioni in materia di assoggettamento contenute nelle convenzioni
bilaterali in vigore, ma hanno un'applicazione multilaterale.

 

                                         Queste
norme determinano essenzialmente quanto segue:

 

" 
Le persone coperte dal regolamento sono soggette
esclusivamente alla legislazione di un solo Stato membro, di regola quella
dello Stato in cui lavora (principio dell'assoggettamento contributivo).
Per determinati gruppi di persone sono applicabili norme speciali (in parte
analoghe a quelle contenute nelle nostre convenzioni di sicurezza sociale).
Queste norme concernono i lavoratori dipendenti e autonomi distaccati, le
persone attive in diversi Stati, i lavoratori occupati in un'azienda
transfrontaliera, i lavoratori dipendenti o autonomi che lavorano
contemporaneamente in più Stati membri e il personale delle ambasciate e dei
consolati.

 

Una clausola evasiva (art. 17) permette in
singoli casi deroghe a favore degli assicurati. Se le norme previste non
permettono di stabilire l'assoggettamento di una persona alla legislazione di
uno Stato, il regolamento impone a titolo sussidiario il principio del Paese di
residenza." (Messaggio, pag. 185, sottolineatura del redattore)

 

                               2.6.   Va
innanzitutto esaminato se nel caso di specie trova applicazione l'ALC.

 

                                         La
decisione impugnata concerne un periodo successivo alla sua entrata in vigore
ed è stata emanata nel corso del 2004. 

                                         Dal punto
di vista temporale l'ALC e i regolamenti cui fa riferimento sono applicabili
(cfr. DTF 128 V 315).

 

                                         Dal punto
di vista personale, il TFA con sentenza del 20 febbraio 2004 nella causa P.,
inc. H 197/03, concernente una cittadina germanica che beneficiava in Svizzera
di una rendita straordinaria ed è ritornata nel proprio Paese, ha affermato:

 

" 
Die Verfügung der SAK vom 12. Dezember 2002
wurde nach Inkraft-Treten des FZA am 1. Juni 2002 erlassen und beschlägt
Rentenleistungen für die Zeit ab 1. Januar 2003. Das Abkommen und die
Koordinierungsverordnungen sind somit in zeitlicher Hinsicht anwendbar. Sie
gelten für die Beschwerdeführerin ferner auch persönlicher Hinsicht, weil sie
Arbeitnehmerin war, für welche die Rechstvorschriften eines oder mehrerer
Mitgliedstaaten gelten oder galten, und Staatsangehörige eines Mitgliedstaates
ist (Art. 2 Abs. 1 Verordnung Nr. 1408/71)."

 

                                         In concreto, trattandosi di una cittadina italiana beneficiaria di
un permesso per frontalieri di tipo G che svolge la propria attività lavorativa
in Svizzera, l'ALC trova applicazione anche dal punto di vista personale.

 

                               2.7.   L'ALC, per
quanto concerne le assicurazioni sociali, rinvia al regolamento (CEE) n.
1408/71.

 

                                         Il Titolo
II del regolamento (CEE) n. 1408/71 (art. 13-17bis) contiene le norme relative
alla determinazione della legislazione applicabile. 

 

                                         Di
principio gli assicurati sono soggetti alla legislazione di un solo Stato
membro, di regola quella dello Stato in cui lavorano (principio
dell'assoggettamento contributivo).

                                         Tuttavia,
in ambito di assoggettamento all'assicurazione malattie per alcuni Paesi vige
il diritto di opzione, nel senso che i cittadini dell'Unione europea residenti
in questi Paesi possono scegliere tra l'assicurazione del loro luogo di
residenza o l'assicurazione in Svizzera.

 

                                         L'art. 89
del regolamento (CEE) n. 1408/71 prevede che "le modalità particolari
di applicazione delle legislazioni di alcuni Stati membri sono indicate
nell'Allegato VI".

 

                                         Conformemente
all'Allegato II, Sezione A dell'ALC, nell'allegato VI è aggiunto un testo
relativo all'Assicurazione obbligatoria nell'ambito dell'assicurazione malattia
svizzera e possibilità di esenzione. Il punto 1, lett. o, cifra 3, lett. a
prevede al riguardo:

 

"  a)   Le
disposizioni giuridiche svizzere sull'assicurazione malattia 

obbligatoria si applicano alle
seguenti persone che non risiedono in Svizzera:

      i)     le persone soggette alle disposizioni
giuridiche svizzere in 

             virtù del tito­lo II del regolamento;

      ii)     le persone per le quali la Svizzera è lo Stato
competente in 

             virtù degli articoli 28, 28bis o 29 del regolamento;

      iii)    le persone che ricevono indennità di disoccupazione 

             dall'assicurazione svizzera;

      iv)    i familiari delle persone citate ai punti i) e iii) o
di un 

lavoratore auto­nomo o dipendente che
risiede in Svizzera ed è assicurato nel regime assicurativo di quel paese,
quando i suoi familiari non risiedono in uno dei seguenti Stati: Danimarca,
Spagna, Portogallo, Svezia e Regno Uni­to;

      v)    i familiari delle persone citate al punto ii) o di un
titolare di 

pensione o di rendita che risiede in
Svizzera ed è assicurato dal regime di assicura­zione malattia svizzero quando
questi familiari non risiedono in uno dei seguenti Stati: Danimarca,
Portogallo, Svezia e Regno Unito.

Per 'familiari' si intendono quelle
persone ritenute familiari in confor­mità con la legislazione dello Stato di
residenza;

b)   le persone
citate alla lettera a) possono, su richiesta, essere     esentate
dall'assicurazione obbligatoria per tutto il tempo in cui risiedono in uno dei
seguenti Stati e dimostrano di beneficiare di una copertura in caso di
malat­tia: Germania, Austria, Francia, Italia e - nei casi di cui alla lettera
a), pun­ti iv) e v), Finlandia.

 

La domanda

      aa)  dev'essere presentata entro i tre mesi successivi
all'obbligo di 

assicu­rarsi in Svizzera; quando in casi
giustificati, la richiesta è presentata dopo questo termine, l'esenzione
diventa efficace dall'inizio dell'as­soggettamento all'assicurazione
obbligatoria;

      bb)  si applicherà a tutti i familiari residenti nello
stesso stato."

 

 

                                         I
lavoratori frontalieri ed i loro familiari residenti in Italia possono dunque
scegliere liberamente se assicurarsi nel loro Paese di residenza o in Svizzera.
In virtù dell'ALC i cittadini italiani possono essere esentati
dall'assicurazione obbligatoria svizzera, optando per il sistema sanitario
nazionale o assicurativo del loro Paese di residenza. Questa facoltà è accordata
in particolare pure ai residenti in Francia, Germania e Austria. Questa regola
è comunque applicabile soltanto se questi frontalieri lavorano esclusivamente
in Svizzera. Se, per esempio, essi lavorano sia in Svizzera che in uno degli
Stati UE che prevedono l'opzione, allora sono tenuti ad assicurarsi nel loro
Paese di residenza (cfr. "Accordo sulla libera circolazione delle persone
e sicurezza sociale con particolare riferimento ai rapporti fra Svizzera ed
Italia", in RDAT I-2002, in particolare pag. 29 e seg.).

 

                                         La
decisione di non adesione all'assicurazione svizzera (cioè il mantenimento al
servizio sanitario nazionale) deve essere formulata entro tre mesi a contare
dall'inizio dell'assoggettamento al diritto svizzero (principio
dell'"opting out", cfr. "Accordo sulla libera circolazione delle
persone e sicurezza sociale con particolare riferimento ai rapporti fra
Svizzera ed Italia", in RDAT I-2002, pag. 30.). Anche ai familiari
residenti in Italia, di lavoratori residenti in Svizzera, è garantito il diritto
di opzione.

 

                               2.8.   Nel caso di
specie l'assicurata, quale cittadina dell'Unione europea, domiciliata in Italia
ed esercitante attività lucrativa in Svizzera, in virtù dell'ALC e del
regolamento (CEE) 1408/71, di principio, deve assicurarsi in Svizzera contro le
malattie. Tuttavia, come visto, l'allegato II, Sezione A, punto 1, lett. o),
cifra 3, lett. b all'ALC prevede la possibilità per i cittadini dell'Unione
europea residenti in Italia ed esercitanti un'attività lucrativa in Svizzera di
optare per il sistema sanitario italiano.

 

                                         La
domanda, conformemente all'allegato II, Sezione A, punto 1 lett. o) cifra 3
lett. b/aa all'ALC deve essere presentata entro i tre mesi successivi
all'obbligo di assicurarsi in Svizzera. Unica eccezione prevista dall'allegato
è la presenza di un "caso giustificato".

 

                            2.9.1.   In concreto
dagli atti emerge che l'insorgente ha presentato due istanze volte ad ottenere
l'esonero dall'obbligo assicurativo in Svizzera.

 

                                         Il 6
maggio 2003 l'IAS ha scritto all'insorgente e richiamandosi ad un colloquio
telefonico del 23 aprile 2003 ha confermato la tardività della richiesta di
esonero:

 

" 
facciamo riferimento al colloquio telefonico
intercorso il 23 aprile 2003 per quanto in entrata e con la presente le
comunichiamo quanto segue.

 

Il termine per poter esercitare il diritto
d'opzione (scelta di assicurarsi in Italia) per i lavoratori frontalieri che,
come nel suo caso, al momento dell'entrata in vigore degli Accordi bilaterali
CH/UE (1° giugno 2002) esercitavano attività lucrativa in Svizzera è scaduto.

La sua richiesta di aderire al Sistema sanitario
italiano giunge con diversi mesi di ritardo e quindi non può essere
accolta." (doc. 1)

                                         

                                         La
seconda istanza (datata 10 febbraio 2004) è invece sfociata nella decisione
impugnata (doc. 2).

 

                                         In
entrambi i casi le istanze (23 aprile 2003 e 10 febbraio 2004) sono state
presentate oltre il termine di tre mesi previsto dall'ALC per optare per il
sistema sanitario del Paese di residenza (l'ALC è entrato in vigore l'1.6.2002)
e sono pertanto tardive.

 

                                         Ciò è del
resto ammesso dall'insorgente secondo la quale il ritardo nel far valere
l'opzione è dovuto ad una svista.

                                         Quale
giustificazione l'assicurata fa valere le difficoltà economiche dovute in
particolare alla nascita di una bambina.

 

                                         Interpellata
dal TCA sulla questione a sapere quando è stata domiciliata in Svizzera e da
quando è domiciliata in Italia ed in particolare se dal 1.6.2002 al 1.2.2003
(data d'inizio di un contratto di locazione di un appartamento in Italia) era
domiciliata nel nostro Paese, l'insorgente ha affermato:

 

" 
con la presente vi informo che la mia presenza
sul suolo elvetico è avvenuta sotto la forma di frontaliera soggiornante
(obbligo di rientro al luogo di domicilio al Week-end) e che questo periodo è
intercorso a partire dal 01.08.2002 al 28.02.2003 (controllo abitanti di __________).
Per quel che riguarda il luogo di residenza ero alloggiata presso il mio
compagno in __________ - __________.

Il mio domicilio in Italia durante il periodo
antecedente il 01.02.2003 era presso i miei genitori in __________
ITALIA." (doc. IX)

 

                                         Alcuni
giorni dopo la ricorrente ha fatto pervenire un nuovo scritto con il quale ha
affermato:

 

 

 

 

" 
(…)

1)
  Causa svista non ho letto i formulari riguardanti l'assoggettamento
all'assicurazione malattie in Svizzera a partire dal 1 Giugno 2002, quindi non
ero informata in materia.

2)
  Non ho mai scelto personalmente la nazione al quale fare capo per
l'assicurazione malattia.

3)
  Non ho mai dato seguito all'interpellanza dell'Autorità Cantonale in quanto
non avendo letto la documentazione ne ero completamente all'oscuro.

4)
  Non sapendo di aver scelto di assicurarmi in Svizzera in maniera definitiva
non ho neanche minimamente pensato e saputo che il periodo concesso per
esercitare il diritto d'opzione doveva essere presentato entro i 3 mesi
successivi all'obbligo di assicurarsi in Svizzera.

5)
  Mi sono assicurata in Svizzera perché soggiornando nel paese (dal 1 agosto
2002 al 28 febbraio 2003) ho ritenuto necessario prendere delle precauzioni
assicurative.

6)   Non ho ricevuto alcun richiamo o sollecito per non aver dato
seguito all'interpellanza dell'autorità preposta (ritengo che sia diritto di
ogni lavoratore essere informati su questioni così determinanti per il
proseguio della propria esistenza).

 

Concludendo le chiedo che mi venga data la
possibilità di rescindere il contratto dell'assicurazione malattie in Svizzera
e che quindi la disdetta inoltrata a suo tempo dall'assicurazione __________
sia ritenuta valida." (doc. XI)

 

                                         La
convenuta ha potuto prendere posizione in merito (doc. XII-XIV).

 

                                         Alla luce
delle dichiarazioni della ricorrente emerge che l'insorgente non è mai stata
domiciliata in Svizzera ma ha sempre beneficiato di un permesso per frontaliera
(dal 1.8.2002 al 28.02.2003 di frontaliera soggiornante). 

                                         Per cui
il termine di tre mesi per far valere il diritto d'opzione parte dall'entrata
in vigore dell'ALC, ossia dall'1.6.2002.

                                         L'istanza
del 10 febbraio 2004 (così come quella del 23 aprile 2003) è pertanto tardiva
poiché inoltrata oltre il termine fissato dagli Accordi internazionali.

 

                                         Dalle
risposte della ricorrente emerge inoltre che l'autorità cantonale l'ha
interpellata, trasmettendole la documentazione necessaria all'espletamento del
suo diritto di opzione. 

 

                                         Tuttavia,
malgrado fosse stata informata in merito, l'assicurata non ha dato seguito allo
scritto dell'amministrazione e non ha letto la documentazione inviatale. 

 

                                         Ne
discende che in virtù dell'ALC ed in particolare del regolamento (CEE) 1408/71
che prevede l'affiliazione obbligatoria nello Stato in cui viene svolta
l'attività lucrativa, tranne, in determinati casi (cfr. consid. 2.7), se si fa
valere il proprio diritto d'opzione entro 3 mesi dall'inizio dell'obbligo
assicurativo, a giusta ragione l'amministrazione ha negato all'insorgente la
possibilità di affiliarsi nel suo Paese di residenza. 

 

                            2.9.2.   L'assicurata,
quale giustificazione per il ritardo nell'optare per il sistema sanitario del
suo Paese di residenza, fa valere le ristrettezze economiche e la nascita di
una bambina.

 

                                         Queste
circostanze, tuttavia, non possono essere intese quali "caso
giustificato".

                                         Infatti,
le difficili condizioni economiche sono comunque intervenute dopo il periodo di
tre mesi entro il quale l'insorgente poteva far valere il diritto d'opzione ed
in ogni caso non sono un motivo che possono sanare un ritardo nella richiesta
dell'esonero dall'assicurazione obbligatoria svizzera, quale invece poteva
essere una grave malattia improvvisa che avrebbe impedito l'assicurata di agire
tempestivamente o l'impossibilità, per altri motivi (per esempio un incidente),
di compiere gli atti necessari entro il termine previsto per far valere
l'opzione. Lo stesso dicasi per la nascita della figlia, argomento sollevato
con l'impugnativa e non più ripreso nello scritto 1° settembre 2004 (doc. XI),
con il rilievo che la nascita della figlia dell'assicurata non ha costituito –
circostanza neppure sostenuta nell'impugnativa – reale e sostanziale
impedimento al rispetto del termine per l'esercizio dell'opzione.

 

                                         Nel caso
di specie le difficoltà economiche potrebbero invece far sorgere il diritto al
pagamento del sussidio del premio dell'assicurazione malattia. Infatti, l'art.
65a LAMal prevede che i Cantoni accordano riduzioni dei premi ai seguenti
assicurati di condizioni economiche modeste che risiedono in uno Stato membro
della Comunità europea, in Islanda o in Norvegia:

                                         

                                         ai
frontalieri e ai loro familiari (lett. a), ai familiari dei dimoranti
temporanei, dei dimoranti annuali e dei domiciliati (lett. b) e ai beneficiari
di una prestazione dell'assicurazione svizzera contro la disoccupazione e ai
loro familiari (lett. c).

 

                                         In
concreto non risulta che l'amministrazione abbia deciso sulla possibilità della
concessione di un sussidio, verosimilmente in attesa della conclusione della
presente vertenza. Spetterà tuttavia all'IAS fornire all'assicurata tutte le
informazioni utili all'ottenimento del sussidio.

                                         Alla luce
di tutto quanto sopra esposto, il ricorso va respinto e la decisione impugnata
confermata.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella
impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o
del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti