# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 54ea56d5-c73d-57ca-bf80-048826dfb3f0
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-10-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.10.2014 D-6085/2014
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6085-2014_2014-10-27.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-6085/2014 

 

 

 

 S e n t e n z a  d e l  2 7  o t t o b r e  2 0 1 4   

Composizione 

 
Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 

con l'approvazione del giudice Walter Lang; 

cancelliera Zoe Cometti. 

 

 
 

Parti 

 
A. _______, nato il (…), 

Romania, 

ricorrente, 

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale della migrazione (UFM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 

 

Oggetto 

 
Asilo ed allontanamento (termine del ricorso accorciato); 

decisione dell'UFM del 13 ottobre 2014 / N […]. 

 

 

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Visto: 

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera in data 

18 settembre 2014; 

i verbali d'audizione del 26 settembre 2014 (di seguito: verbale 1) e del 

13 ottobre 2014 (di seguito: verbale 2); 

il verbale di decisione del 13 ottobre 2014 dell'Ufficio federale della 

migrazione (di seguito: UFM), notificato il medesimo giorno all'interessato 

(e non come erroneamente indicato nell'avviso di notifica e ricevuta 

[atto A9/1] il 13 dicembre 2014), con il quale detto Ufficio ha respinto la 

domanda d'asilo ed ha pronunciato l'allontanamento del richiedente dalla 

Svizzera, rispettivamente l'esecuzione di tale misura siccome lecita 

esigibile e possibile; 

il ricorso del 20 ottobre 2014 (cfr. timbro del plico raccomandato; data 

d'entrata: 21 ottobre 2014) con il quale l'insorgente ha concluso, in via 

principale, all'annullamento della decisione impugnata e alla trasmissione 

degli atti all'autorità inferiore per una nuova decisione, in via subordinata, 

alla concessione dell'asilo oppure alla concessione dell'ammissione 

provvisoria; che ha altresì presentato una domanda d'esenzione dal 

versamento di un anticipo a copertura delle presunte spese processuali 

con protestate tasse, spese e ripetibili; 

gli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: 

il Tribunale) in data 21 ottobre 2014; 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei 

considerandi che seguono; 

 

e considerato: 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi [RS 142.31]) contro 

una decisione in materia d'asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 

LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 

cpv. 1 lett. a-c e 52 PA; 

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; 

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che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di 

un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata 

soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); 

che, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scritti; 

che, con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del 

diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); 

che nel corso dell'audizione sulle generalità il richiedente ha dichiarato di 

essere cittadino rumeno, nato e cresciuto a B._______ in Romania  

(cfr. verbale 1, pagg. 3 seg.); 

che sarebbe espatriato poiché avrebbe avuto problemi con la mafia e la 

polizia, le quali, a suo dire, gli avrebbero introdotto un serpente oppure 

delle telecamere nel corpo per controllarlo; che inoltre la di lui moglie 

sarebbe stata coinvolta in un'attività illegale di clonazione di carte di 

credito e che la polizia e la mafia l'avrebbero poi obbligata a prostituirsi 

(cfr. verbale 1, pag. 6 e verbale 2, pagg. 2 seg.); che a sostegno delle sue 

dichiarazioni ha depositato due ecografie; 

che il Consiglio federale designa come Stati sicuri gli Stati in cui, secondo 

i suoi accertamenti, non vi è pericolo di persecuzioni (art. 6a cpv. 2 lett. a 

LAsi); 

che il richiedente è cittadino rumeno (cfr. passaporto agli atti); che il 

Consiglio federale ha inserito la Romania nel novero degli Stati esenti da 

persecuzioni ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi; 

che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le 

disposizioni della LAsi (art. 2 LAsi); che sono rifugiati le persone che, nel 

Paese di origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a 

causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un 

determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno 

fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi (art. 3 cpv. 1 LAsi); 

che, a tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda l'asilo deve 

provare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato; che la 

qualità di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una 

probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi); che sono inverosimili in 

particolare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate 

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o contraddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo 

determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi); 

che nella querelata decisione l'UFM ha considerato inverosimili le 

dichiarazioni dell'interessato circa i suoi motivi d'asilo; che, in particolare, 

il richiedente non avrebbe reso verosimile la persecuzione subita dalla 

mafia e dalla polizia; che si sarebbe limitato ed esporre in modo confuso 

delle congetture di persecuzione non riuscendo ad approfondirne alcuna; 

che inoltre non sarebbe coerente aver trascorso in Italia otto mesi per 

cercare lavoro senza chiedere asilo e poi giungere in Svizzera a chiedere 

protezione ed indicare che le persecuzioni allegate risalirebbero a due o 

quattro anni orsono; che in fine, le ecografie non sarebbero idonee a 

provare la verosimiglianza dei motivi d'asilo e non si riuscirebbe ad 

intravvedere le asserite telecamere; 

che pertanto l'UFM ha concluso che le dichiarazioni dell'interessato non 

soddisferebbero le condizioni richieste per ammettere la verosimiglianza 

giusta l'art. 7 LAsi; 

che nel ricorso egli ha contestato l'inverosimiglianza rilevata dall'UFM ed 

ha ribadito quanto asserito in corso di audizioni; che ha contestato la 

vaghezza delle sue dichiarazioni indicando tuttavia che non essendo 

chiaro nemmeno per lui quanto accadutogli, potrebbe riferire 

esclusivamente solo ciò che ricorda; 

che, come rettamente ritenuto nella querelata decisione, questo Tribunale 

ritiene che le dichiarazioni rese dal ricorrente in corso di procedura sono 

inverosimili, giacché non corroborate da elementi consistenti, limitandosi, 

quo ai fatti evocati, ad esprimere delle congetture non fondate su un 

indizio oggettivo; 

che, infatti, l'insorgente indica di aver subito delle persecuzioni dalla 

polizia e dalla mafia non indicando, in alcun momento, in quale 

circostanza abbia avuto una relazione con le stesse; che l'unico 

riferimento esplicito ad un'eventuale relazione sarebbe allorquando, a 

bordo della nave C._______, la mafia e la polizia gli avrebbero introdotto 

un serpente nella bocca; che non ha indicato ulteriori dettagli su tale 

evento (cfr. verbale 1, pag. 7); che inoltre la presenza di telecamere nel 

fegato o in un altro organo per opera della polizia non è di per sé 

credibile; che ha giustificato tale circostanza con la volontà della polizia o 

della mafia di danneggiare la di lui famiglia (cfr. verbale 2, pag. 4); che 

anche se così fosse, mal si comprende che lo stesso non abbia cercato 

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aiuto presso un avvocato per denunciare tali sospetti (cfr. ibidem); che 

per il resto, onde evitare ulteriori ripetizioni, si rimanda a quanto 

osservato dall'UFM nella decisione impugnata; 

che a livello ricorsuale il ricorrente non ha nemmeno presentato 

argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione 

rispetto a quella di cui all'impugnata decisione; 

che di conseguenza, per tutte queste ragioni, le dichiarazioni del 

richiedente non adempiono le condizioni di verosimiglianza ai sensi 

dell'art. 7 LAsi; 

che quindi il ricorrente non è riuscito a dimostrare, o perlomeno a rendere 

verosimile, la qualità di rifugiato, per il che è a giusto titolo che l'UFM ha 

respinto la sua domanda d'asilo; 

che se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'UFM 

pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina 

l'esecuzione; che tiene però conto del principio dell'unità della famiglia 

(art. 44 LAsi); 

che l'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo 

relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4); 

che in limine, nemmeno la circostanza di poter entrare e risiedere, come 

cittadino di uno Stato membro dell'Unione europea, sul territorio svizzero 

alla luce delle norme e principi dell'Accordo tra la Confederazione 

Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, 

dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 21 giugno 1999 (ALC, 

RS 0.142.112.681), fa ostacolo alla pronuncia dell'allontanamento posto 

che l'entrata sul territorio svizzero è stata con lo scopo di depositare 

domanda di asilo; 

che codesto Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia 

dell'allontanamento; 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr 

(RS 142.20), giusta il quale l'esecuzione dell'allontanamento dev'essere 

possibile (cpv. 2), ammissibile (cpv. 3) e ragionevolmente esigibile 

(cpv. 4); 

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che nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione 

dell'UFM relativa alla domanda d'asilo dell'insorgente, quest'ultimo non 

può prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1  

LAsi), generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale 

pubblico ed espressamente enunciato all'art. 33 della Convenzione sullo 

statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30); 

che, in siffatte circostanze, non v'è motivo di considerare l'esistenza di un 

rischio personale, concreto e serio per il ricorrente d'essere esposto, in 

caso di allontanamento nel suo Paese d'origine ad un trattamento 

proibito, in relazione all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della Convenzione contro 

la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 

10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); 

che a livello ricorsuale si è limitato ad indicare che un rientro al suo 

Paese d'origine lo esporrebbe a subire trattamenti vietati dall'art. 3 CEDU 

senza approfondire ulteriormente tale congettura; 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile (cfr. art. 83 

cpv. 3 LStr in relazione all'art. 44 LAsi); 

che, inoltre, la situazione vigente in Romania non risulta caratterizzata da 

guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 

della popolazione nell'integralità del territorio nazionale; 

che, come già enunciato, il Consiglio federale ha inserito la Romania 

nella lista «Safe Countries» ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi; 

che inoltre, giusta l'art. 83 cpv. 5 LStr, se gli stranieri allontanati o espulsi 

provengono da uno degli Stati designati dal Consiglio federale come Stati 

in cui il ritorno è ragionevolmente esigibile o da uno Stato membro 

dell’UE o dell’AELS, si ritiene che l’esecuzione dell’allontanamento o 

dell’espulsione sia di norma ragionevolmente esigibile; 

che tale presunzione non è stata inficiata dal ricorrente; 

che egli è giovane ed ha frequentato dodici anni di scuola per poi 

specializzarsi quale meccanico navale ottenendo in seguito un diploma di 

motorista marittimo; che inoltre gode di un'ottima esperienza 

professionale in tale campo; che inoltre la sua famiglia vive a tuttora nel 

Paese d'origine (cfr. verbale 1, pag. 4); che, pertanto, in Romania ha 

un'ottima rete sociale; 

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che, in aggiunta, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di 

gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione 

provvisoria (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.1-8.3; 2009/2 consid. 9.3.2); 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente nel suo 

Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr in 

relazione all'art. 44 LAsi); 

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in relazione 

all'art. 44 LAsi); 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 

ragionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in 

materia di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso 

e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; 

che l’UFM con la decisione impugnata non ha pertanto violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), per il che il ricorso va respinto; 

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di 

esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese 

processuali è divenuta senza oggetto; 

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.– che 

seguono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 

21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF); 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale 

amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 

della presente sentenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità 

cantonale. 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Zoe Cometti 

 

 

Data di spedizione: