# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 50847424-165d-54fc-97b7-5d022b67af06
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-10-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 10.10.2008 17.2007.59
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-2007-59_2008-10-10.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2007.59

  	
  Lugano

  10 ottobre
  2008/lw

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte di cassazione e di revisione
  penale                                 del Tribunale d'appello

  
						

 

 

 

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Roggero-Will, presidente,

  Lardelli e Pellegrini

  

 

	
  segretario:

  	
  Akbas, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso per cassazione del 9
ottobre 2007 presentato da

 

	
   

  	
   RI 1

  di , cittadino bosniaco, nato a  il 20 ottobre 1981,
  domiciliato a , celibe, carrozziere

  ( PA 1 )

   

  
	
   

  	
  contro la sentenza emanata il 14 settembre 2007 dal
  presidente della Pretura penale nei suoi confronti;

  	 

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti di questione:      1. Se
dev’essere accolto il ricorso per cassazione. 

                                          2.
Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

                                          

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con
decreto d’accusa 20 agosto 2007, il sostituto procuratore pubblico  ha dichiarato
RI 1 autore colpevole di rissa e, in applicazione della pena, ne ha proposto la
condanna alla pena pecuniaria di fr. 2 000.– corrispondente a 20 aliquote giornaliere
da fr. 100.– cadauna.

 

                                  B.   Con
sentenza del 14 settembre 2007, il presidente della Pretura penale, constatato
che l’accusato ha presentato opposizione soltanto via telefax, l’ha dichiarata
irricevibile.

 

                                  C.   Con
ricorso 9 ottobre 2007, il condannato, rappresentato dallo studio legale PA 1, ha chiesto l’annullamento della sentenza e il rinvio degli atti alla Pretura penale affinché si proceda
al giudizio.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Nel
ricorso viene sostenuto che la sentenza pretorile è viziata da formalismo eccessivo.
In particolare, si sostiene che l’accusato – all’epoca sprovvisto di
patrocinatore – aveva, non appena ricevuto il DA, telefonato al Ministero
pubblico che gli avrebbe “suggerito di trasmettere una dichiarazione di opposizione
al DA, anche via fax” (ricorso pag 5). Così, “totalmente ignaro dei
propri diritti e dei requisiti di forma degli atti che gli spettavano, egli si
è affidato in completa buona fede alle indicazioni del Ministero pubblico” (ricorso
pag 7) e, immediatamente, ha fatto quanto gli era stato suggerito. 

                                         Non solo. Due giorni dopo l’invio dell’opposizione, il ricorrente
avrebbe nuovamente chiamato il MP per assicurarsi che fosse tutto a posto e
sarebbe stato tranquillizzato in tal senso.                   Il ricorrente aggiunge,
poi, che l’incarto è stato trasmesso dal Ministero pubblico alla Pretura penale
“ancora in pendenza del termine di opposizione ex art 208 e 210 CPP” (ricorso
pag 7) e conclude che, avendo egli pure indicato sulla sua opposizione il
suo numero di telefono, nulla avrebbe impedito al presidente della Pretura
penale di renderlo, perlomeno, “attento al vizio di forma rimproveratogli” così
che egli avrebbe potuto porvi tempestivo rimedio: “ove si consideri che gli
atti del Ministero pubblico sono pervenuti alla Pretura penale il 26 agosto
2007, il ricorrente avrebbe disposto di almeno 12 giorni per trasmettere
l’originale dell’opposizione inviata per fax” (ricorso pag 7).

                                         A mente
del ricorrente, oltre che viziata da eccessivo formalismo, la sentenza pretorile
sarebbe contraria al principio della buona fede avendo egli agito in conformità
alle indicazioni ricevute.

 

                                         Nelle sue
osservazioni, il sostituto procuratore pubblico si è “rimesso al prudente
criterio di codesta lodevole Corte” limitandosi a segnalare come, ritenuta
la particolarità del caso – e cioè che il ricorrente sostiene di non avere
partecipato alla rissa e di non essere la persona che la polizia ha interrogato
(e che si è identificata come RI 1) – è stato aperto un procedimento penale contro
ignoti per titolo di denuncia mendace, subordinatamente di sviamento della
giustizia.

 

                                         a)  Giusta
l’art. 208 cpv. 1 lett. e CPP l’accusato o la parte civile che intende opporsi
a una decreto di accusa deve presentare opposizione scritta al Procuratore pubblico
entro 15 giorni dall’intimazione del decreto medesimo, senza di che le proposte
contenute in quest’ultimo acquistano forza di giudicato. 

 

                                         Secondo
la giurisprudenza – che concerne essenzialmente atti o situazioni di diritto
federale ma che ha una portata generale ed è applicabile anche ad atti giudiziari
 cantonali – la firma di un atto è una condizione della sua ricevibilità (DTF
108 Ia 289 e segg., 102 IV 143 consid 2 e sent. ivi cit.), sufficiente essendo,
tuttavia, che sia firmata l’eventuale lettera di accompagnamento dell’atto (DTF
108 Ia 289, 83 II 514, 60 I 76) od anche che la firma sia stata apposta sul
retro della busta contenente l’atto (DTF 108 Ia 289, 106 IV 67 consid 1).

                                         Un
atto inviato per fax non è, per definizione, munito della firma manoscritta del
suo estensore: pertanto, un tale atto non rispetta le esigenze succitate (DTF
121 II 252 consid 4a; STF 26.1.2007 2A.52/2007).

 

                                                                           Secondo
quanto stabilito dal TF sino, in particolare, alla sentenza in DTF 108 Ia 289,
l’assenza di firma della parte o di un mandatario autorizzato comportava, di
principio, l’irricevibilità dell’atto senza che fosse necessario accordare un
termine per riparare il vizio (cfr., pure, DTF 77II 351, 80 IV 47, 81 IV 142,
84 II 590, 86 III 3, 102 IV 142). In seguito, pur senza rinunciare a questo
principio, il TF ha stabilito che, quando riceve un allegato non firmato,
l’autorità cantonale deve rinviarlo al suo autore affinché ponga riparo
all’omissione quando l’autore è identificabile ed è ancora possibile farlo
prima dell’espirazione del termine entro cui l’atto andava presentato (DTF 111
Ia 169). In seguito, il TF ha relativizzato l’esigenza della correzione
dell’atto prima della scadenza del termine, precisando che determinante non è
la scoperta effettiva del vizio da parte dell’autorità, ma piuttosto il momento
in cui tale vizio avrebbe dovuto essere scoperto nella misura in cui a quel
momento l’autore avrebbe potuto porvi rimedio prima della scadenza del termine
(DTF 114 Ia 20). In seguito, il TF, poi, in relazione ad un atto di ricorso
inviato per fax, ha precisato, in applicazione dell’art 52 cpv 2 PA e 30 cpv 2
OG, che l’assenza di firma è un vizio sanabile, a condizione che si tratti di
un errore involontario (DTF 121 II 252; STF 29.1.2001 in SJ 2001 I 289; STF
28.11.2007 9C.739/2007).

 

                                              La
dottrina ha criticato i limiti posti dal TF. In particolare e per tutti, Poudret che,
ispirandosi all’allora progetto di OG, sosteneva che dall’art 30 cpv 2
dell’allora progetto di legge (entrato in vigore il 15.2.1992) e dall’art 52
cpv 2 e 3 PA andava dedotto un principio generale dettato dalla proibizione del
formalismo eccessivo secondo cui, quando riceve un atto non firmato ma di cui
può identificare l’autore oppure firmato da un rappresentante non autorizzato o
che non giustifica dei suoi poteri di rappresentanza con una procura, ogni
autorità ha l’obbligo di accordare un termine per riparare il vizio con
l’avvertimento che, trascorso infruttuoso il termine assegnato, l’atto sarà
dichiarato irricevibile (J.F. Poudret, Commentaire de la loi fédérale d’organisation judiciaire, I, Ed. Staempfli
Berna 1990, pag. 184- 186).

 

                                         Nel
frattempo, è entrata in vigore (il 1° gennaio 2007) la Legge
del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF) che, all’art 42 relativo
agli atti scritti, riprendendo il testo dell’art 30 cpv 2 OG, prevede che se
mancano la firma della parte o del suo patrocinatore, la procura dello stesso o
gli allegati prescritti, o se il patrocinatore non è autorizzato in quanto
tale, va fissato un congruo termine per sanare il vizio, con la comminatoria
che altrimenti l’atto scritto non sarà preso in considerazione.

 

                                         b)  Tutto
ciò considerato, questa Corte ritiene che, dichiarando irricevibile
l’opposizione nelle circostanze descritte sopra (cfr punto 1), il presidente
della Pretura penale sia incorso in un formalismo eccessivo: senza alcun
problema, infatti, egli avrebbe potuto avvisare il ricorrente, sprovvisto di
patrocinatore, del vizio che avrebbe potuto essere sanato (peraltro, ancor
prima dell’espirazione del termine) con il semplice invio per posta dello
scritto già inviato per fax. Un semplice gesto avrebbe permesso all’accusato –
che aveva indicato chiaramente la sua volontà di opporsi al DA il giorno stesso
in cui tale decreto gli era stato notificato e cui non può, quindi, essere
rimproverato nessun tentativo indegno di protezione in relazione al termine
imposto dal CPP – di correggere il vizio e di evitare l’estrema gravità del
giudizio di irricevibilità (cfr. Poudret, op cit., pag. 184).

 

                                                                                                                    La
questione relativa alla violazione del principio dell’affidamento può, quindi,
rimanere indecisa, la sentenza dovendo essere annullata già per quanto sopra e
l’incarto rinviato alla Pretura penale affinché indichi il dibattimento e
proceda al giudizio di sua competenza.

 

                                   2.   La
tassa di giustizia e le spese del giudizio odierno seguono il principio per cui
"se fu pronunciata la cassazione, lo Stato sopporta le spese posteriori
all'atto che l'ha determinata" (art. 15 cpv. 2 CPP). In esito all'attuale
sentenza si giustifica, perciò, di caricare gli oneri processuali allo Stato che
verserà al ricorrente fr. 1 000.–  per ripetibili
(art. 9 cpv. 6 CPP). Sugli oneri di prima sede giudicherà nuovamente, come visto,
 la Pretura penale in sede di rinvio.

 

Per questi motivi,

 

visto sulle spese anche l'art. 39 lett. d LTG,

 

pronuncia:

                                   1.   Il ricorso è accolto nel senso che, annullata la sentenza impugnata,
gli atti sono rinviati alla Pretura penale per un nuovo giudizio.

 

                                   2.   Gli oneri processuali, consistenti in:

 

                                         a) tassa
di giustizia      fr.            900.–

                                         b) spese                         fr.            100.–

                                                                                fr.        
1 000.–

                                         sono
posti a carico dello Stato che rifonderà a RI 1 fr. 1 000.– per ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

–                                                                                 –     .

 

 

Per la Corte di cassazione e di revisione
penale

La presidente                                                         Il
segretario

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Contro decisioni finali, contro decisioni
parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la
ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93
LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione (Art. 100 cpv, 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art.
78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove
non sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso
termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale
per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata in tal caso dall’ art.115 LTF.