# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8d9980c1-a3ac-5f77-8c34-1c82ddacf61b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-08-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 20.08.2019 32.2018.169
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2018-169_2019-08-20.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  32.2018.169

   

  PC/DC/sc

  	
  Lugano

  20 agosto 2019

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Paola Carcano, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 10 ottobre 2018 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 12 settembre 2018 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 8 febbraio 2016 RI 1,
nato il __________ 1969, di professione installatore di impianti sanitari (con
AFC, anno 1990) e montatore di riscaldamenti (con AFC, anno 1992), riformato
quale impiegato di commercio (con AFC, anno 2013) dall’UAI, disoccupato dal 1°
aprile 2015, ha informato la __________ che, in data 12 gennaio 2016, mentre si
trovava al proprio domicilio a __________, verso le 14.00, "sono
scivolato dalle scale e mi sono aggrappato alla ringhiera con il braccio destro
ed ho urtato la spalla sinistra" (pag. 1 e 2 incarto LAINF; pag. 3, 4-10,
14-19, 26-30, 48, 235, 241-242, 255, 279-284, 286-294, 397 e 402 incarto LAI). L’Istituto
assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto
regolarmente le prestazioni di legge. Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, l’__________, ha comunicato il 15 giugno 2017
all'assicurato l’estinzione del proprio obbligo a prestazioni a decorrere dal
1° luglio 2017, considerato che “la tendinite calcifica della spalla e i
disturbi al gomito sono di natura cronico degenerativa” e che, per “i
soli postumi dell’infortunio è ritenuta giustificata una capacità lavorativa
del 100% nell’attività di riferimento di impiegato di commercio” (pag. 518
e 519 incarto LAINF)

                               1.2.   Nel frattempo in data 19
aprile 2016 RI 1 ha inoltrato una richiesta di prestazioni AI per adulti,
giustificata da “infortunio 12.1.16 con contusione spalla sx (caso __________)
con dolori e deficit motorio persistente. Esiti infortunio spalla-braccio dx
(2008)” (pag. 262-270 e 275 incarto AI).

                               1.3.   Dopo avere esperito gli
accertamenti medici ed economici del caso - e, in particolare, dopo avere
acquisito agli atti l’incarto LAINF, il rapporto finale del 9 aprile 2018 del
medico SMR (pag. 382-385 incarto AI) ed il relativo complemento dell’11 giugno
(pag. 385 incarto AI) come pure la valutazione del 18 giugno 2018 della
consulente IP (pag. 397-400 incarto AI) -  l’UAI, con progetto del 19 giugno
2018, ha preavvisato il respingimento della richiesta di prestazioni
dell'assicurato, poiché egli (a fronte di un "reddito da valido" di
fr. 69'273.-, fissato mediante alla TA1 2014, categoria 41-43 costruzioni, uomini,
aggiornato al 2016, nell’attività abituale di montatore di impianti di
riscaldamento e "da invalido" di fr. 66'095.-, determinato in base
alla TA1 2014, categorie 77, 79-82, attività amministrative e di servizio di
supporto, uomini, aggiornato al 2016, tenuto conto di una capacità lavorativa
del 100%, in attività adeguate, tra cui figura pure quella di impiegato di
commercio), presenta un grado d'invalidità del 5% e, quindi, non pensionabile
(pag. 392-396 incarto AI).  

                               1.4.   Dopo aver ricevuto le
osservazioni del 26 giugno 2018 dell’assi-curato (pag. 402-403 incarto AI) ed
il certificato medico del 22 agosto 2018 del dr. med. __________, specialista
FMH in dermatologia e venereologia (pag. 409 incarto AI) ed avere richiesto un
parere al medico SMR (pag. 413 incarto AI), l’UAI, con decisione del 12
settembre 2018, ha confermato il progetto di decisione (pag. 415-420 incarto
AI).

 

                               1.5.   Con tempestivo ricorso del 10
ottobre 2018 RI 1 ha postulato l’annullamento della decisione impugnata ed il
riconoscimento di una rendita di invalidità (cfr. doc. I).

Il ricorrente contesta la decisione dell’UAI, dato che non terrebbe
adeguatamente conto dell’effettivo danno alla salute che lo affligge e
stabilirebbe un grado di invalidità insufficiente ed incompatibile con la sua
situazione personale e con la sua effettiva perdita di guadagno. L’insorgente
puntualizza che “tutti questo fastidi e dolori che mi causano ansia dunque
ancora più problemi. Mi sento già una persona inutile e l’assicurazione
invalidità così facendo non mi facilità le cose. Ho bisogno sicuramente di
aiuto perché non è facile portare avanti un’esistenza, trovo difficoltà anche
nelle attività della vita quotidiana, per fortuna ho mia figlia che mi da una
mano nelle faccende” (cfr. doc. I).   

                               1.6.   Nella risposta
dell’8 novembre 2018, l’UAI ha postulato la reiezione del
ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di
diritto (doc. IV). A suffragio delle proprie argomentazioni ha prodotto
l’annotazione del 2 novembre 2018 del medico SMR, __________
(doc. IV-1)

                               1.7.   Il 23 novembre 2018 RI 1 ha
trasmesso al TCA nuova documentazione medica (doc. VI+1-4). 

 

                               1.8.   Il 4 dicembre 2018
L’UAI ha confermato la propria posizione, insistendo nel chiedere la reiezione
del gravame, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi
di diritto (doc. VIII). A suffragio delle proprie argomentazioni ha prodotto
l’annotazione del 3 dicembre 2018 del medico SMR, __________
(doc. VIII-1)

                               1.9.   In data 7 dicembre 2018 il TCA ha trasmesso il doc. VIII-1 per
conoscenza (con facoltà di presentare eventuali osservazioni scritte entro 10
giorni) al ricorrente (doc. IX), che è rimasto a tutt’oggi silente.

                                         in diritto

 

                               2.1.   Il TCA è chiamato a stabilire
se l’amministrazione ha corretta-mente o meno rifiutato di assegnare
all’assicurato una rendita di invalidità.

 

                                         Secondo l'art. 4 cpv. 1
LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità s'intende
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio.

Gli elementi fondamentali dell'invalidità,
secondo la surriferita definizione, sono dunque un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la
conseguente incapacità di guadagno.

Occorre quindi che il danno
alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché
il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité
dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea e Francoforte sul Meno
1991, pag. 216 segg.).

 

Per incapacità al lavoro
s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla
salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente
esigibile nella professione o nel campo di attività abituale. In caso
d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione
anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6
LPGA).

L'incapacità al guadagno è
definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità
di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione,
provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo
aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione
ragionevolmente esigibili.

Secondo l’art. 8 cpv. 1 LPGA, è
considerata invalidità l’incapacità al guadagno totale o parziale
presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

La nozione d'invalidità di cui
all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico, non
medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).

 

L'art. 28 cpv. 1
LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità
al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere
ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione
ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA)
almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al
termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.

L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive
che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno
al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%.

 

Tuttavia, il diritto alla
rendita nasce al più presto dopo 6 mesi dalla data in cui l'assicurato ha
rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA,
ma al più presto a partire dal mese seguente il compimento dei 18 anni (art. 29
cpv. 1 LAI).

 

In virtù dell'art. 28a cpv. 1
LAI, per valutare l'invalidità di un assicurato che esercita
un'attività lucrativa si applica l'articolo 16 LPGA. Il Consiglio federale
definisce il reddito lavorativo determinante per la valutazione
dell'invalidità.

 

Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il
grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) ed il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

 

Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello che egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30
consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

 

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non
tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione
professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dell'assicurato (RCC
1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini,
op. cit., pag. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende,
d'altra parte, dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità
di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale
dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al
guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado
dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è
possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

Nella DTF 107 V 21 consid. 2c, la Corte federale ha stabilito che
l'assicurazione per l'invalidità non è tenuta a rispondere qualora
l'assicurato, in ragione della sua età, di una carente formazione oppure a
causa di difficoltà di apprendimento o linguistiche, non riesce a trovare
concretamente un'occupazione (giurisprudenza confermata dall'allora TFA [dal 1°
gennaio 2007: TF] con sentenza U
156/05 del 14 luglio 2006, consid. 5).

 

                               2.2.   Quanto alla valenza probante
di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano
stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami
completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia
stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la
descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito
siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha
valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad
esempio quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid.
3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF
8C_535/2007 del 25 aprile 2008). Per quel che concerne il Servizio di
Accertamento Medico (SAM) dell'assicurazione invalidità, l'Alta Corte nella DTF
132 V 376 ha rilevato che se un Centro d'accertamento medico è incaricato di
rendere una perizia, devono essere osservati i diritti di partecipazione
conferiti dall'art. 44 LPGA (consid. 6 e 7). In merito al valore
probatorio delle perizie SAM, sotto il profilo dell'indipendenza, dell'equità
del processo e della parità delle armi vedi la DTF 136 V 376.

                                         Nella DTF
137 V 210 il TF ha concluso che l'acquisizione delle basi mediche per poter
emettere una decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i
SAM nell'assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle
procedure giudiziarie, è di per sé conforme alla Costituzione e alla
Convenzione europea (consid. 2.1-2.3). Contestualmente la nostra Massima
Istanza ha inoltre ritenuto necessario adottare dei correttivi tanto a livello
amministrativo (assegnazione a caso dei mandati; differenze minime delle
tariffe della perizia; miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità
e di controllo e rafforzamento dei diritti di partecipazione; consid. dal 3.2
al 3.3, 3.4.2.6 e 3.4.2.9) quanto a livello dell’autorità giudiziaria (in caso
di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il
Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una
perizia medica i cui costi sono posti a carico dell'assicurazione invalidità;
consid. 4.4.1.3, 4.4.1.4 e 4.4.2).

                                         Se vi sono dei rapporti
medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008).

                                         Va infine evidenziato che in
ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché
di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione
del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009,
STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del
rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in
caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008;
DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid.
3a)cc; Meyer, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum Sozial-versicherungsrecht, 2010, ad art. 28a, pag. 353)
e che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un’opinione
contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia
ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF
9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010
consid. 3.4, entrambe con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

 

                               2.3.   Nella presente fattispecie
l’UAI ha negato una rendita di invalidità all’assicurato, ritenendolo
totalmente abile in qualsiasi attività lavorativa adeguata, inclusa quella di
impiegato di commercio (pag. 415-420 incarto AI).  

L’amministrazione si è fondata sul rapporto finale dell’9 aprile 2018 del
medico SMR, dr. med. __________ (pag. 382-385 incarto AI) ed i relativi
complementi dell’11 giugno 2018 (pag. 385 incarto AI) e del 30 agosto 2018
(pag. 413 incarto AI), il quale ha ripreso integralmente le diagnosi e le
conclusioni contenute nel rapporto medico del 21 novembre 2016, relativo alla
visita del 16 novembre 2016, (pag. 377 e 378-380 incarto AI) del dr. med__________,
perito della SUVA. Quest’ultimo specialista ha ritenuto quanto segue:

 

" (…). Penso
dunque che di fianco ai problemi della caduta vi sia sicuramente una sindrome
da dolore cronico (…). Faccio fatica a vedere ancora un’inabilità lavorativa
completa in attività leggera come quella d’ufficio, è chiaro che quella di
idraulico non potrà più essere eseguita. (…) ho proposto al paziente, per poter
dire di aver eseguito tutto il possibile dopo l’infortunio, un periodo di
day-hospital un po’ più intensivo, con terapia anche in acqua. Egli è rimasto
piuttosto dubbioso in merito a questa possibilità, senza darmi una risposta; è
chiaro che un periodo di day-hospital ha senso solo con una chiara motivazione
del paziente. (…) per quanto concerne la capacità lavorativa vedo di buon
occhio una ripresa progressiva, per quanto concerne le sole conseguenze
dell’infortunio; questa mia valutazione è però totalmente in contrapposizione
con quanto pensa il paziente che si ritiene totalmente inabile al lavoro. (…)”
(pag. 380 incarto AI)

 

                                         Nel rapporto finale dell’9
aprile 2018 (pag. 382-385 incarto AI) il medico SMR, dr. med. __________ ha
posto la diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa di:

 

“Caduta il 12.01.2016 con/su:

- trauma distorsivo alla spalla sx ed al gomito sx;

- epicondilite radiale sx secondaria;

- periatropatia omero-scapolare sx cronica tendinotica;

- st. d. artroscopia spalla sinistra e stabilizzazione anteriore
su trauma distorsivo (05.2005);

 

Periatropatia omero-scapolare sx con:

- stato dopo ricostruzione della cuffia dei rotatori nel 2001;

- attualmente probabile lesiona parziale del sovraspinato;

- notevole riduzione della mobilità, probabilmente nell’ambito
della IV;

 

Stato dopo epicondilite radiale dx con:

- stato dopo multiple terapie;

- stato dopo operazione di denervazione (26.02.2008).

e quella senza influsso sulla capacità lavorativa di:

“Sindrome da dolore cronico”.” (pag. 382 incarto AI)

 

                                         Il medico SMR ha quindi
concluso per una IL del 100% in qualsiasi attività (abituale e adeguata) dal 12
gennaio 2016 ed ha ritenuto l’assicurato abile al 100% in un’attività adeguata
dal 16 novembre 2016 (data della visita del dr. __________).

Il medico SMR ha indicato le seguenti limitazioni funzionali: carico massimo
senza limitazioni 0-3 kg arto superiore sx e dx; nessuna alternanza della
postura la bisogno; nessuna difficoltà nello svolgere lavori di precisione;
nessuna necessità di pause supplementari. Il medico SMR ha puntualizzato che
l’assicurato: 

 

" Non può
alzare pesi o utilizzare l’arto superiore sinistro per lavori lontano dal corpo
o lavori sopra l’orizzonte. Può sollevare con braccio destro saltuariamente
massimo 6 kg e abitualmente al massimo 3 kg. Deve evitare movimenti di torsione
dell’avambraccio destro. Deve evitare utilizzo di utensili vibranti con braccio
destro. Deve evitare movimenti di spinta e tiro prolungata. Deve evitare forza
di presa prolungata con la mano destra” (pag. 383 e 384 incarto AI).

 

                                         Nelle osservazioni
conclusive il medico SMR ha precisato che l’assicurato non presentava alcuna
diagnosi extrainfortunistica invalidante la sua CL (pag. 385 incarto AI).

Nel complemento dell’11 giugno 2018 il medico SMR ha confermato il precedente
rapporto finale, puntualizzando che l’assicurato presenta le seguenti IL:

 

" Attività
abituale (montatore di impianti di riscaldamento):

-   70% da marzo 2007;

- 100% dal 12.01.2016 e continua;

Attività adeguate (tra le quali impiegato di commercio) 

-   70% da marzo 2007;

-     0% dal luglio 2008;

- 100% dal 12.01.2016

-     0% dal 16 novembre 2016.” (pag. 386 incarto AI).

 

                                         L’assicurato ha successivamente
inoltrato all’UAI il certificato medico del 22 agosto 2018 del dr. med. __________,
specialista FMH in dermatologia e venereologia, cha ha attestato una dermatite
seborroica, il relativo trattamento medico proposto ed il previsto controllo
nel suo studio a 6 settimane di distanza (pag. 409 incarto AI) 

Il 30 agosto 2018 il medico SMR ha confermato il precedente rapporto finale del
9 aprile 2018, precisando che il dermatologo dell’assicurato attestava una
diagnosi di dermatite seborroica senza apportare sostanziali modifiche alla
valutazione del dr. med. __________ del 16 novembre 2016 (pag. 413 incarto AI).

In sede di ricorso l’assicurato
ha prodotto svariata documentazione medica (doc. A5-A-24) già agli atti (pag.
312-337 e 344-352).

Il 2 novembre 2018 il medico SMR ha confermato il precedente rapporto finale
del 9 aprile 2018, ritenuto che la “globale documentazione medica pervenuta
in sede di ricorso, non apporta alcun nuovo elemento medico, che non sia già
stato considerato” (doc. IV-1).

 

In 26 novembre 2018
l’assicurato ha ancora prodotto svariata documentazione medica (doc. VI 1-4).

Il 3 novembre 2018 il medico SMR ha confermato il precedente rapporto finale
del 9 aprile 2018, ritenuto che tutte le certifica-zioni mediche prodotte
menzionano le stesse diagnosi già citate nel rapporto anzidetto; dal profilo
neurologico l’assicurato non presenta limitazioni influenti sulla sua CL, come
attestato dal neurologo dr. med. __________ il 23 novembre ed il 15 dicembre
2017; anche l’attestazione di “deflessione dell’umore” citata dalla dr.ssa med.
__________ nel certificato del 21 novembre 2018, trattasi sintomatologia ininfluente
sulla CL dell’assicurato, in quanto non è una diagnosi codificata ICD 10, inoltre
nel certificato non vi è nessuna menzione né di presa a carico psichiatrica, né
di farmacoterapia specifica. Per cui, in assenza di nuove diagnosi e di nuove
terapie invasive e/o chirurgiche affrontate dall’assicurato, il medico SMR ha
concluso confermando il rapporto finale del 9 aprile 2018 (doc.
VIII-1).           

                               2.4.   Chiamato ora a pronunciarsi
il TCA condivide l’operato dell’UAI.

Nella concreta evenienza questo Tribunale ritiene infatti di far propria
l'esigibilità stabilita dal medico SMR e posta alla base della decisione
avversata. Tanto più che la stessa risulta plausibile anche alla luce dei
precedenti giurisprudenziali, riguardanti assicurati che accusavano limitazioni
nell'utilizzo degli arti superiori (cfr. a questo proposito, tra le tante, STCA
35.2016.89 del 13 febbraio 2017, consid. 2.9 e rinvii ivi citati).

In siffatte circostanze non consente di giungere a diversa conclusione il
certificato del 15 giugno 2017 agli atti del medico curante, dr.ssa __________,
giusta la quale l’assicurato presenta una IL del 100% dal 12 gennaio 2016 e
continua per impedimenti “unicamente fisici con impossibilità di muovere
braccio sx” (pag. 308 incarto AI).  

Parimenti dicasi per la documentazione medica prodotta in questa sede, ove non
è attestata alcuna inabilità lavorativa dell’assicurato, segnatamente in
attività adeguate (inclusa quella di impiegato di commercio, nella quale
l’assicurato è stato riformato con conseguimento dell’AFC nell’anno 2013, ed è
stata ritenuta adeguata dal medico SMR: cfr. consid. 2.3), e nessuno
specialista si esprime in particolare in merito all’esigibilità lavorativa
dell’assicurato.  

A proposito del medico SMR non va del resto dimenticato che per l’art.
59 cpv. 2bis LAI i servizi medici regionali sono a disposizione degli uffici AI
per valutare le condizioni mediche del diritto alle prestazioni, stabiliscono
la capacità funzionale dell'assicurato - determinante per l'AI secondo
l'articolo 6 LPGA - di esercitare un'attività lucrativa o di svolgere le
mansioni consuete in una misura ragionevolmente esigibile e sono indipendenti
per quanto concerne le decisioni in ambito medico nei singoli casi. Scopo e
senso del disposto come pure dell’art. 49 OAI risiedono nella possibilità, per
gli uffici AI, di fare capo a propri medici per la valutazione degli aspetti
sanitari del diritto alla rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche
conoscenze medico-assicurative, sono quindi chiamati a valutare la capacità
funzionale della persona assicurata. In questo modo è stata creata una chiara
separazione di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla
base delle indicazioni del SMR, l'UAI deve così decidere cosa si può
ragionevolmente pretendere da un assicurato e cosa invece no (v. sentenza
9C_9/2010 del 29 settembre 2010, 9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in
SVR 2009 IV n. 56 pag. 174, con riferimenti).

In conclusione, stante quanto sopra esposto, richiamato inoltre l'obbligo che
incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare
alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF
123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka,
Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572;
Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweiz. Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo
1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer
Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), è
da ritenere dimostrato, secondo il grado
della verosimiglianza preponderante abitualmente applicato nel settore delle
assicurazioni sociali (DTF 138 V 218 consid. 6
pag. 221 con riferimenti), che
RI 1 è in grado di svolgere, a tempo pieno e con un rendimento completo,
un'attività lavorativa compatibile con le limitazioni derivanti dal danno alla
salute infortunistico dal 16 novembre 2016 (inclusa quella di impiegato di
commercio).

Del resto la giurisprudenza federale ha, in maniera costante, già avuto modo di
stabilire che nel mercato occupazionale aperto a personale non
qualificato o semi qualificato, vi è una sufficiente offerta di occupazioni, in
particolare nell'industria, in cui possono venir eseguite mansioni di
sorveglianza e controllo, che non comportano aggravi fisici, che consentono il
cambiamento frequente di posizione e che non richiedono necessariamente la
messa in atto di particolari misure di reintegrazione professionale (cfr., tra
le altre, STF 8C_563/2012 del 23 agosto 2012 consid. 3.3, che ha interamente
confermato la STCA 35.2012.17 del 18 giugno 2012; 9C_635/2007 del 21
agosto 2008 consid. 3.3 e 9C_10/2007 del 26 marzo 2008 consid.
4.6.3).

                                         Secondo la giurisprudenza,
se è vero che vanno indicate possibilità di lavoro concrete,
all'amministrazione rispettivamente al giudice non vanno poste esigenze
esagerate. È infatti sufficiente che gli accertamenti esperiti permettano di
fissare in maniera attendibile il grado di invalidità. In proposito, va
rilevato che il TF ha in particolare già ritenuto corretto il rinvio ad
attività nel settore industriale e commerciale, composto di lavori leggeri di
montaggio, compiti di controllo e sorveglianza che non comportano aggravi
fisici, che consentono il cambiamento frequente di posizione e che non
richiedono necessariamente la messa in atto di particolari misure di
reintegrazione professionale (per es. attività d’incasso, d’assemblaggio, di
confezione prodotti, di controllo ecc.; cfr. la già citata STF 8C_563/2012 del
23 agosto 2012, consid. 3.3 con riferimenti).

                                         Si può, quindi,
senz'altro ipotizzare - senza far riferimento alla difficoltà concreta di
reperimento di posti di lavoro dovuta all’eccedenza della domanda, difficoltà
che viene assicurata dall’assicurazione contro la disoccupazione e non
dall’assicurazione contro l’invalidità (DTF 110 V 276 consid. 4c; RCC 1991 pag.
332 consid. 3b; P. Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen
Unfallversicherung, Friborgo 1995, pag. 83) - che il ricorrente sia in grado di
mettere a frutto la sua residua capacità lavorativa in attività professionali
idonee (inclusa quella di impiegato di commercio).

                                         Questo
Tribunale è dell’opinione che le limitazioni derivanti dal danno alla salute
non impedirebbero all'assicurato, su di un mercato equilibrato del lavoro, di
svolgere, a tempo pieno e con un rendimento completo, l’attività di impiegato
di commercio, nella quale è stato riformato con conseguimento dell’AFC
nell’anno 2013 rispettivamente un'attività lavorativa (ad es. di controllo e di sorveglianza) compatibile con le
limitazioni derivanti dal danno alla salute (prevalentemente leggera).   

Inoltre, quanto alla possibilità di reintegrazione senza la necessità di
provvedimenti professionali, questo Tribunale condivide la conclusione della
consulente in integrazione professionale __________ che, nella valutazione del
18 giugno 2018 (pag. 399 incarto AI), ha stabilito che “(…) Si tratta di un
uomo 49enne che, a causa del danno alla salute, risulta abile al 100% in
attività adeguate. L’A.to è stato formato quale impiegato di commercio con
AFC - attività tuttora esigibile. I limiti che l’A. presente non incidono
negativamente sulle possibilità di reperire autonomamente un posto di lavoro
per il tramite dei normali canali di collocamento. Si chiude pertanto il
mandato di integrazione (…)” (n.d.r.: il grassetto non è della redattrice).

In siffatte circostanze il Tribunale non condivide le critiche mosse
dall'assicurato all'operato dell’amministrazione dal profilo medico, motivo per
le quali tutte le censure sollevate al riguardo sono respinte.  

Questa Corte ritiene pertanto che lo stato di salute dell’assi-curato sia stato
dettagliatamente ed approfonditamente vagliato dall'amministrazione, prima
dell'emanazione della decisione qui impugnata, data questa (in casu, il 12
settembre 2018) che segna il limite temporale del potere cognitivo del giudice
delle assicurazioni sociali (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1;
130 V 140 e 129 V 4; cfr. pure STF 9C_863/2014 del 23 marzo 2015
consid. 3.2.2 e 8C_792/2014 del 23 marzo 2015 consid. 3.3).

                                         

In tale contesto, va qui ricordato che, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o
il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla
convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata
predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare
il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata
delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274,
si veda pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V
344 consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto
di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V
162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti).

Il TCA rinuncia quindi all'assunzione di ulteriori prove, ritenendo la
situazione sufficientemente chiarita.

                               2.5.   Si tratta ora
di valutare le conseguenze economiche del danno alla salute infortunistico.

                               2.6.   Per quanto concerne
il reddito da valido, l'UAI ha ritenuto che, se non fosse subentrato il danno
alla salute (nel 2008) e avesse continuato a svolgere la sua abituale attività
lavorativa (montatore di impianti di riscaldamento al 100%), l'assicurato
avrebbe potuto percepire un salario annuo lordo di fr. 69'273.- per l'anno
2016, fissato mediante alla TA1 2014, categoria 41-43 costruzioni, uomini,
aggiornato al 2016 (cfr. pag. 387 e 388 incarto AI). 

Il TCA non ha motivo di scostarsi da tale dato. Tanto più che neppure il
ricorrente pretende il contrario.

Il "reddito da valido" quale "montatore di
impianti di riscaldamento" al 100% per il 2016 è,
pertanto, fissato a fr. 69'273.-.

                               2.7.   Per quanto riguarda il reddito
da invalido, va ricordato
che lo stesso è determinato sulla base della situazione professionale concreta
dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera
completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito
derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un
salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e
riferimenti).

                                         Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

 

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di
indicazioni economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla
tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita
dall’Ufficio federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella
TA13, che riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV
nr. 17, STFA I 222/04 del 5 settembre 2006).

                                         In
una sentenza del 7 aprile 2008 (32.2007.165) questa Corte, fondandosi sulla
sentenza U 8/07 del 20 febbraio 2008,
 ha stabilito che “(…) quando il salario da valido conseguito in Ticino in
una determinata professione è inferiore al salario medio nazionale in quella
stessa professione, anche il reddito da invalido va ridotto nella medesima
percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti, art.cit., in RtiD II-2006 pag. 311
seg., in particolare pag. 326-327) (…)”.

 

                                         Con
sentenza 8C_399/2007 del 23 aprile 2008 al consid. 6.2 il TF ha lasciato aperta
la questione di sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso in cui il
valore fosse chiaramente sotto la media (“deutliche Abweichung”). Tale è
di regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV no. 12 pag. 45
consid. 6.2; dell’8% nella sentenza U 463/06 del 20 novembre 2007; nella
sentenza pubblicata in SVR 2008 IV Nr. 49 consid. 2.3. l’Alta Corte non ha
ritenuto rilevante un gap salariale del 4%).

 

                                         La questione è stata
definitivamente risolta con la DTF 135 V 297, sentenza in cui la nostra Massima
Istanza ha stabilito che se il guadagno effettivamente conseguito
diverge di almeno il 5% dal salario statistico usuale nel settore, esso
è considerevolmente inferiore alla media ai sensi della DTF 134 V 322 consid. 4
p. 325 e può giustificare - soddisfatte le ulteriori condizioni -, un
parallelismo dei redditi da raffrontare. Questo parallelismo si effettua però
soltanto per la parte percentuale eccedente la soglia del 5%. Inoltre, le
condizioni per una deduzione a titolo di parallelismo e per circostanze
personali e professionali sono interdipendenti, nel senso che i medesimi
fattori che incidono sul reddito non possono giustificare contemporaneamente
una deduzione a titolo di parallelismo e una deduzione per circostanze
personali e professionali.

 

                                         Questa giurisprudenza è
stata confermata anche recentemente dal TF, segnatamente in DTF 141 V 1 consid.
5.

                                         

                            2.7.1.  Nel caso in esame, ritenuto che
l'insorgente non ha intrapreso un'attività lucrativa da lui esigibile (al 100%:
cfr. consid. 2.4), per il calcolo del reddito da invalido vanno applicati i
dati statistici.

L'UAI ha fissato il reddito "da invalido" in fr.
66'095.-, determinato in base alla TA1 2014, categorie 77, 79-82, attività
amministrative e di servizio di supporto, uomini, aggiornato al 2016, tenuto
conto di una capacità lavorativa del 100%, in attività adeguate, tra cui figura
pure quella di impiegato di commercio (cfr. pag. 398 e 400
incarto AI). 

 

                                         Dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari
2014 (cfr., a proposito del 2012, la sentenza 9C_632/2015
del 4 aprile 2016 pubblicata in DTF 142 V 178, in particolare consid. 2.5.7),
edita dall'Ufficio federale di statistica,
più precisamente dalla tabella TA1 2014 tirage_skill_level (NOGA08, RSS 2014;
salario mensile lordo [valore centrale] secondo il ramo economico, il livello
di competenze e il sesso; cfr., per il 2012, la sentenza 9C_632/2015 del
4 aprile 2016 pubblicata in DTF 142 V 178),
emerge che il salario lordo mediamente percepito in quell'anno dagli uomini
per attività amministrative e di servizi di supporto, settori 77,79-82, livello 1 di competenza, per 40 ore settimanali nel settore privato,
ammonta a fr. 62'148.- (fr. 5'179.- x 12 mesi), ritenuto che la quota di
tredicesima è già compresa (STFA U 274/98 del 18 febbraio 1999, consid. 3a).
L’UAI ha quindi ottenuto un "reddito da invalido" per
il 2014 di fr. 62'148.-, che ha poi adeguato all'orario medio settimanale nelle
aziende nel 2014, che corrispondeva a 42.1 ore, per giungere all'importo di fr.
65'410.77 (fr. 62'148.- : 40 x 42.1). Adattando all'evoluzione dei salari
nominali questo dato fino al 2016, ha ottenuto un salario di fr. 66'095.- per
il 2016.

Il TCA condivide il modo di procedere dell’amministrazione, ritenuto che
l’assicurato è stato riformato nell’attività di impiegato di commercio con
conseguimento dell’AFC nell’anno 2013, da considerarsi a tutt’oggi adeguata, in
quanto compatibile con le limitazioni derivanti dal danno alla salute
infortunistico dal 16 novembre 2016 (cfr. consid. 2.4). Il TCA non ha quindi
motivo di scostarsi da tale dato. Tanto più che neppure il ricorrente pretende
il contrario.

Il "reddito da invalido" quale "impiegato di
commercio" al 100% per il 2016 è, pertanto, fissato a
fr. 66'095.-.

                            2.7.2.
 Secondo la giurisprudenza
federale, per gli assicurati che, a causa della particolare situazione
personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di
permesso di dimora, grado di occupazione), non possono mettere completamente a
frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non
riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene
operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico. 

                                         L’Alta
Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del
salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità
suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Inoltre, chiamato a
pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che
l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può, senza valido
motivo, sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi
dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

Nel caso di specie l’UAI nella decisione impugnata non ha applicato alcuna
decurtazione a titolo sociale, sulla base di quanto indicato dalla consulente
AI Michela Laloli (cfr. pag. 398 incarto AI). 

Tenuto conto di tutte le circostanze del caso concreto come pure del riserbo di
cui deve dare prova il giudice delle assicurazioni sociali nel sostituire il
proprio apprezzamento a quello dell’amministrazione (cfr. DTF 137 V 71, 132 V
393 consid. 3.3), questa Corte non ha motivo di scostarsi da tale dato. Tanto
più che neppure il ricorrente pretende il contrario.

Il "reddito da invalido" quale "impiegato di
commercio" al 100% per il 2016 è, pertanto, fissato a
fr. 66'095.-.

                               2.8.   Confrontando il reddito da
invalido di fr. 66'095.- (cfr. consid. 2.7.2) con quello da valido di fr. 69'273.- (cfr. consid. 2.6), si ottiene un grado d’invalidità
del 5% ([69'273.00 - 66'095.-] x 100 : 69'273.00 = 4.58% arrotondato al 5%
secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121).

Questo grado d’invalidità non conferisce il diritto ad una rendita d’invalidità
(cfr. consid. 2.1).

Da notare che se, per pura ipotesi di lavoro, si prendessero in considerazione
anziché le attività amministrative (inclusa, quindi, quella di impiegato di
commercio) e di servizio di supporto quelle semplici e ripetitive, livello 1 di
competenze (ipotesi maggior-mente favorevole all’assicurato che comunque non
sarebbe in alcun modo giustificata nel caso di specie, tenuto conto in
particolare del bagaglio formativo - che include tre AFC - professionale
dell’insorgente: cfr. CV a pag. 235 incarto AI; cfr. sul tema STCA 32.2018.114
del 18 marzo 2019, consid. 2.6.1), RI 1 non ne trarrebbe alcun beneficio per i
motivi qui di seguito esposti.

In effetti, dall'inchiesta
svizzera sulla struttura dei salari 2014 (cfr., a  proposito
del 2012, la sentenza 9C_632/2015 del 4 aprile 2016 pubblicata in DTF 142 V
178, in particolare consid. 2.5.7), edita dall'Ufficio federale di statistica, più precisamente dalla tabella TA1 2014
tirage_skill_level (NOGA08, RSS 2014; salario mensile lordo [valore centrale]
secondo il ramo economico, il livello di competenze e il sesso; cfr., per il
2012, la sentenza 9C_632/2015 del 4 aprile 2016 pubblicata in DTF 142 V
178), emerge che il salario lordo
mediamente percepito in quell'anno dagli uomini per un'attività semplice
di tipo fisico o manuale (ossia il livello 1 di competenze; cfr. sentenza
9C_632/2015 del 4 aprile 2016 pubblicata in DTF 142 V 178, consid. 2.5.7) di 40 ore settimanali nel settore privato
(circa la rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato,
cfr. RAMI 2001 U 439 pag. 347 segg. e SVR 2002 UV 15 pag. 47 segg.), corrisponde ad un importo di Fr. 63’744.- (Fr.
5'312.- x 12 mesi).

                                         Questi
dati si riferiscono, però, ad un tempo lavorativo di 40 ore alla settimana.
Riportando queste cifre su un orario medio di lavoro settimanale nelle aziende
di 41,7 ore computabili nel 2014 (cfr. per questo aspetto, STFA I 203/03 del 21
luglio 2003, consid. 4.4; vedi anche sentenza U 8/07 del 20 febbraio 2008 e la
tabella: “Durée normale du travail dans les entreprises selon la division
économique”), il salario lordo medio ipotetico nazionale da invalido per un
uomo ammonta a fr. 66'453.12 (fr. 63’744:
40 x 41,7), ritenuto che la quota di tredicesima è già compresa (STFA U 274/98
del 18 febbraio 1999, consid. 3a).

                                         Adattando
all'evoluzione dei salari nominali questo dato fino al 2016, si ottiene un
salario di fr. 66'646.30 per il 2015 e di fr. 67'133 per
il 2016 ([63'744.-- : 103.2 x 104.1; Tabella T1.1.10 Indice dei salari
nominali, Uomini, 2011-2016]; riportati all’orario medio di lavoro settimanale
nelle aziende di 41.7 per quell’anno; STCA 32.2017.209 del 10 settembre 2018,
consid. 2.8). 

Il "reddito da invalido" in attività adeguate al
100% per il 2016 ammonterebbe, quindi, a fr. 67'133.-.

Nel caso di specie, in tale contesto, la consulente AI __________ ha
considerato adeguata una deduzione sociale del 10% per attività leggera (cfr.
pag. 387 e 388 incarto AI). Globalmente, e tenuto conto di tutte le circostanze
del caso concreto come pure del riserbo di cui deve dare prova il giudice delle
assicurazioni sociali nel sostituire il proprio apprezzamento a quello
dell’amministrazione (cfr. DTF 137 V 71, 132 V 393 consid. 3.3), questa Corte ritiene
che una deduzione sociale del 10%, così come stabilito dalla consulente AI,
terrebbe debitamente conto degli effetti legati al danno alla salute di
cui è affetto l’assicurato.  

Il "reddito da invalido" in attività adeguate di
fr. 67'133.-, tenuto conto di una decurtazione sociale del 10%,
ammonterebbe dunque, per il 2016, a fr. 60'419.70.   

Confrontando il reddito da invalido di fr. 60'419.70 (cfr. consid. 2.7.2) con
quello da valido di fr. 69'273.- (cfr. consid. 2.6), si
otterrebbe un grado d’invalidità del 13 % ([69'273.00 - 60'419.70] x 100
: 69'273.00 = 12.78% arrotondato al 13% secondo la giurisprudenza di cui alla
DTF 130 V 121). Questo grado d’invalidità non conferirebbe il diritto ad una
rendita d’invalidità (cfr. consid. 2.1).

                               2.9.   Secondo l'art. 29 cpv. 2
LPTCA e l'art. 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di
controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi
al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.

                                         L'entità
delle spese è determinata fra fr. 200.- e fr. 1'000.- in funzione delle spese
di procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF
9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

 

Visto l'esito della vertenza,
le spese per complessivi fr. 500.-vanno poste a carico dell'insorgente. 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese per complessivi
fr. 500.- sono poste a carico del ricorrente.

                                      

                                   3.   Comunicazione agli interessati
i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti