# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d4862a4d-d69e-5ced-bf85-16ee7011bd63
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-03-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.03.2004 35.2003.18
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2003-18_2004-03-25.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2003.18

   

  MM/tf

  	
  Lugano

  25 marzo 2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 marzo 2003 di

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 4 novembre 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 13
aprile 1998, __________ - dipendente della ditta __________ in qualità di
ausiliario e, perciò, assicurato d'obbligo contro gli infortuni presso
l'__________ - è caduto mentre stava salendo sul treno, riportando una
contusione della spalla destra.

                                         Accertamenti
successivamente eseguiti hanno mostrato una rottura totale del legamento del
muscolo sopraspinato della spalla destra.

 

                                         L'Istituto
assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità al riguardo ed ha
regolarmente versato le prestazioni di legge.

 

                               1.2.   Alla
chiusura del caso, con decisione formale del 26 giugno 2001, l'__________ ha
assegnato all'assicurato una rendita di invalidità del 20% a contare 1° luglio
2001 ed un'indennità per menomazione all'integrità del 25% (cfr. doc. _).

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dall'avv. __________ per conto dell'assicurato
(cfr. doc. _), l'assicuratore LAINF, in data 4 novembre 2002, ha ribadito il contenuto
della sua prima decisione (cfr. doc. _).

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso del 12 marzo 2003, __________, sempre patrocinato dall'avv.
__________, ha chiesto che l'__________ venga
condannato a riconoscergli una rendita di invalidità di almeno il 61.65% (I, p.
2), argomentando:

 

"  3.
L'__________ nella decisione su opposizione resa rileva che il dott. __________
dell'__________ nella sua presa di posizione del 12 giugno 2002 (allegato _)
ritiene molto credibile la perizia medica della clinica __________ del 27 marzo
2001 (allegato 6), nella quale viene attestata al ricorrente una capacità
lavorativa intera per un lavoro leggero adattato allo stato di salute attuale
del ricorrente. Riguardo alla perizia medica dell'__________ di __________ del
21 gennaio 2002 (allegato _) invece, il dott. __________ nella sua presa di
posizione ritiene che nella perizia __________ non venga fatta nel modo dovuto
una chiara differenza tra la capacità lavorativa residua del ricorrente dovuta
alle conseguenze dell'incidente del 13 aprile 1998 e quella dovuta unicamente a
malattia. L'__________ ritiene che le osservazioni fatte dal dott. __________
nella sua presa di posizione del 12 giugno 2002 siano chiare e convincenti,
percui la perizia dell'__________I non sarebbe assolutamente da prendere in
considerazione per definire la capacità residua del ricorrente dovuta
all'incidente del 13 aprile 1998, la quale forma la base per definire la
rendita d'invalidità da pagare. Per conseguenza, la rendita d'invalidità
dell'__________ di 20% viene calcolata basandosi unicamente sulla perizia
medica della clinica __________ del 27 marzo 2001 (allegato _), essendo questa
perizia medica stata considerata chiara e convincente dal dott. __________
(allegato _).

 

4. Per diversi motivi la presa di posizione del dott. __________ dell'__________ invece non convince affatto.
Innanzitutto deve essere rilevato che il dott. __________ è un medico impiegato
dell'__________ e già per questo solo motivo non può assolutamente essere
ritenuto abbastanza indipendente per potere valutare la capacità residua del
ricorrente dovuta all'incidente del 13 aprile 1998, dovendo ovviamente
dichiarare nella sua presa di posizione quello che vuole sentire il suo datore
di lavoro, cioè l'__________. Inoltre il ricorrente non è stato mai visitato
personalmente dal dott. __________.

Pur sapendo che il tribunale federale delle assicurazioni a
__________ ritiene a volte anche chiare e convincenti le perizie mediche dei
medici dell'__________ basate unicamente sugli atti ("Aktengutachten'),
nel caso presente questa giurisprudenza del TFA sicuramente non può
essere applicata. La presa di posizione del dott. __________ non può in nessun
modo essere qualificata come perizia medica redatta nell'ambito della procedura
amministrativa interna dell'__________, non soddisfacendo chiaramente le
esigenze di una perizia medica basata unicamente sugli atti ("Aktengutachten";
vedere a riguardo Dr. __________, Der Sachverständige im
Verwaltungsverfahren der obligatorischen Unfallversicherung, __________ Verlag Zürich 1999, pagina 71). Inoltre il
caso presente dal punto di vista medico è troppo complicato per essere valutato
nell'ambito di una semplice presa di posizione basata unicamente sugli atti. In
questo contesto deve essere inoltre rilevato che il dott. __________ è un
medico chirurgo ("Facharzt FMH für Chirurgie") e
dunque non abbastanza qualificato come medico per potere valutare la capacità
residua del ricorrente dovuta all'incidente del 13 aprile 1998.

 

5. Il ricorrente è stato controllato nella clinica __________ a
__________ una volta sola il 29 marzo 2001, mentre a __________ è stato
controllato due volte, il 4 dicembre 2001 ed il 10 gennaio 2002. La perizia
dell'__________ è dunque molto più attuale di quella della clinica
__________ e prende debitamente in considerazione il peggioramento dello
stato di salute del ricorrente riguardo alla spalla ferita nell'incidente del
13 aprile 1998. Questo fatto viene adirittura anche riconosciuto dal
dott. __________ stesso nella sua presa di posizione del 12 giugno 2002. Deve
essere inoltre sottolineato che la perizia medica dell'__________ è stata
redatta da tre medici specializzati (un internista, un reumatologo ed
una psichiatra), i quali hanno tutti controllato personalmente il ricorrente,
mentre nella clinica __________ il ricorrente è stato unicamente controllato da
un ortopedico.

Nella presa di posizione del sottoscritto del 18 maggio 2001
(allegato 8) sono già stati menzionati diversi motivi per i quali la perizia
della clinica __________ non può essere accettata. Per i seguenti motivi la
perizia medica della clinica __________ non appare adatta per stabilire la
capacità lavorativa residua del ricorrente:

 

a)   Il dott.
__________, nella sua presa di posizione del 26 giugno 2000 critica già in modo
chiaro il rapporto medico del dott. __________ (medico impiegato
dell'__________) del 7 giugno 2000, dicendo che lo stato di salute del
ricorrente era da ritenere molto più grave di come lo aveva ritenuto il dott.
__________, il quale aveva stabilito una capacità lavorativa del ricorrente di
100% per un'attività adeguata. Inoltre in una ulteriore presa di posizione
dettagliata del 1 novembre 2001 il dott. __________ - dopo avere nuovamente
esaminato personalmente il ricorrente il 31 ottobre 2001 - critica la perizia
della clinica __________ in modo fondamentale, ritenendo che la detta perizia
nei punti 8.1 e 8.2 faccia delle osservazioni sbagliate e non precise riguardo
alle possibilità del ricorrente di usare la spalla destra. Il dott. __________
ritiene che il ricorrente abbia alla spalla destra una situazione "wie wir sie bei Erb'schen Plexuslähmung haben." Per questo motivo ritiene che il ricorrente non
può assolutamente usare la spalla destra come definito nella perizia della
clinica __________.

 

(…)

 

b)   Il medico
trattante dott. __________ della clinica universitaria __________ di __________
- dove il ricorrente è stato operato il 11 maggio 1999 - ritiene nel suo
rapporto del 13 luglio 2000 il ricorrente abile a svolgere solamente delle
attività lavorative leggere fino all'altezza della pancia ("Leichte Arbeitsfähigkeiten auf Bauchhöhe..."),
in chiaro contrasto con la perizia medica della clinica __________.

 

 

(…)

 

c)   Il medico
trattante dott. __________ - noto reumatologo - nel suo rapporto medico del 18
settembre 2000 redatto per l'assicurazione invalidità statale _______ ritiene
anche lui unicamente possibile delle attività leggere fino all'altezza della
pancia ("Der Patient kann noch lediglich Arbeiten bis
auf Bauchhöhe durchführen").
Inoltre stabilisce una capacità lavorativa di 30-50% al massimo,
rispettando però per la sua valutazione tutti i problemi di salute del
ricorrente.

 

(…).

 

6. La perizia medica dell'__________ del 21 gennaio 2002 convince
grazie a la sua chiara e dettagliata analisi dello stato di salute del
ricorrente. Il reumatologo dott. __________ scrive sulla pagina 12 della
perizia:

"Trotz verschiedener ambulanter rehabilitativer
Versuche zeigt sich nun heute eine persistierende massivste funktionelle
Einschränkung der rechten oberen Extremität, so dass praktisch von einer
funktionellen Einarmigkeit gesprochen werden muss."

Alla pagina 13 invece
scrive chiaro riguardo al problema della spalla:  Theoretisch zumutbar ist höchstens noch maximal eine 50%-ige sehr
leichte wechselbelastende berufliche Tätigkeit, zum Beispiel während
zweimal 2 Stunden täglich unter folgenden Bedingungen: Mit dem rechten Arm sind
einzig leichte manuelle Arbeiten unter ständiger Neutralstellung des Oberarmes
möglich, zum Beispiel Briefe zusammenfalten, kleinere mechanische Arbeiten ohne
Krafteinsatz etc."

Ed infine alla pagina 13:"Zusammenfassend
kann daher global von einer mindestens 70% igen Arbeitsunfähigkeit aus rein
rheumatologischer Sicht gesprochen werden."

Pur volendo accettare che il dott. __________ abbia nella sue
considerazioni riguardo alla incapacità lavorativa del ricorrente rispettato i
dolori del ricorrente alla schiena, la maggior parte dell'incapacità lavorativa
del ricorrente è legata chiaramente all'impossibilità di usare la spalla destra
ferita nell'incidente del 13 aprile 1998. Il dott. __________ lo dice fissando
a 50% l'incapacità lavorativa per causa della spalla. Per questo motivo una
rendita d'invalidità dell'__________ deve essere stabilita prendendo come base una
incapacità lavorativa dovuta all'incidente del 13 aprile 1998 di almeno 50%.

 

7. Nella presa di posizione del sottoscritto del 3 aprile 2002
(allegato 12) l'__________ è stata informata che il diritto dell'assicurato di
essere ascoltato ("Rechtliches Gehör") non è per niente stato rispettato nell'ambito della
procedura amministrativa riguardo alla determinazione del guadagno che
l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (Art. 18
al. 2 LAINF). L'__________ si è limitata a chiedere una presa di posizione
dell'anziano datore di lavoro del ricorrente (ved. Act. 101 atti __________).
Il TFA a diverse riprese ha stabilito che l'assicurato deve essere ascoltato
nell'ambito della determinazione del guadagno secondo l'art. 18
LAINF, trattandosi di un punto principale per potere stabilire la rendita
d'invalidità di un assicurato. L'__________ invece ritiene che in questi casi
sia applicabile l'art. 30 della legge federale sulla
procedura amministrativa ("VwVG"), percui il diritto dell'assicurato
di essere ascoltato non sarebbe stato violato. Innanzitutto questa presa di
posizione dell'________ non rispetta assolutamente la giurisprudenza del TFA
stabilita nelle decisioni 117 V 285 e 119 V 216:

"...Sind aber Auskünfte zu wesentlichen Punkten
des rechtserheblichen Sachverhaltes einzuholen, kommt grundsätzlich nur die
Form einer schriftlichen Anfrage und Auskunft in Betracht. Werden
Auskunftspersonen zu wichtigen tatbeständlichen Punkten dennoch mündlich
befragt, ist eine Einvernahme durchzuführen und darüber ein Protokoll
aufzunehmen. In der Regel ist dem Betroffenen überdies Gelegenheit zu geben,
der Einvernahme beizuwohnen...." (citato dal commentario
di Alexandra Rumo-Jungo, Bundesgesetz über die
Unfallversicherung, 3. Auflage __________ 2003, pagina 350).

Alla luce della giurisprudenza del TFA l'_______ avrebbe dunque
dovuto ascoltare la presa di posizione dell'assicurato prima di emettere la
decisione del 26 giugno 2001 (allegato _).

La ditta __________ ha fatto sapere all'__________ che
l'assicurato il 7 giugno 2001 avrebbe ottenuto un guadagno di Fr. 3'700. -
mensili (ved. Act. 101 atti __________). Questa informazione chiaramente non
può essere giusta visto il fatto che il ricorrente a partire da gennaio 1998
guadagnava già Fr. 3'670.- al mese. Ora non c'è assolutamente motivo di
ammettere che l'assicurato nel giro di tre anni avrebbe ottenuto unicamente un
aumento di stipendio di Fr. 30.- al mese. Il solo carovita degli anni 1998 -
2001 avrebbe contribuito a far ottenere al ricorrente un guadagno superiore a
quello indicato dalla ditta __________. Non ci sono elementi credibili negli
atti che potrebbero far credere che il carovita non sarebbe stato concesso al
ricorrente. Deve essere dunque ritenuto che ogni anno ci sarebbe stato un
aumento salariale di almeno Fr. 80.-, dovuto anche al fatto che il ricorrente
lavorava presso la ditta __________ da diversi anni soddisfacendo pienamente le
esigenze del posto di lavoro. Il guadagno mensile per l'anno 2001 sarebbe
dunque almeno Fr. 3'910.-. Il guadagno annuale deve essere stabilito con almeno
Fr. 48'420.- (Fr. 3'910x12, Fr. 1'200.­- gratificazione, Fr. 300.-
premio).

 

8. Il reddito del lavoro che l'assicurato potrebbe conseguire dopo
l'insorgenza dell'invalidità deve giustamente essere stabilito secondo la "Schweizerische Lohnstrukturerhebung 2000"
dell'ufficio federale di statistica, come ammette anche l'__________,
riferendosi alla decisione TFA 126 V 76. La tabella che deve essere presa in
considerazione però è la tabella TA1 ("Privater
Sektor") e non la TA3 ("Privater und
öffentlicher Sektor (Bund) zusammen'), come vuole far credere
l'________.

Il guadagno mensile del ricorrente deve essere stabilito a Fr.
4'127.- (Sektor 3 Dienstleistungen). Il
guadagno annuale sarebbe dunque  Fr. 49'524.-. A questo punto è interessante
rilevare che l'__________ per stabilire il guadagno del ricorrente addirittura
vuole far valere un aumento annuale di 2,5%, arrivando così ad una paga mensile
di Fr. 4'843.- per l'anno 2001, mentre per stabilire il guadagno
dell'assicurato nella ditta __________ l'__________ non vuole assolutamente
accettare un aumento di guadagno nominale dovuto al carovita, cosa
assolutamente inaccettabile!

Basandosi sulla perizia medica chiara e convincente
dell'__________ per causa dell'incidente il ricorrente è capace a lavorare
unicamente il 50%, svolgendo l'attività due ore di mattina e due ore di
pomeriggio. Inoltre deve essere rispettato lo stato di salute del ricorrente e
prendere in considerazione una deduzione dal guadagno di 25% (secondo la giurisprudenza
del TFA) e non solo di 20%, come l'ha fatto l'__________.

Rispettando queste premesse si arriva ad un guadagno annuale di Fr.
18'571.50. La differenza è di Fr. 29'848.50. Il tasso d'invalidità
dovuto all'incidente del 13 aprile 1998 è dunque di 61.65%" 

                                         (I).

 

                               1.4.   L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione dell'impugnativa con argomenti
di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. IV). 

 

                               1.5.   In corso di
causa, il TCA ha interpellato l'ex datore di lavoro dell'assicurato, la ditta
__________, con lo scopo di accertare il reddito da valido (VII).

 

                                         La
risposta data del 12 marzo 2004 (cfr. VII).

 

                                         Le parti
hanno formulato le loro osservazioni in merito (cfr. IX e X). 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00;
STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002
nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000. 

                                         Con la
stessa sono state modificate numerose disposizioni contenute nella LAINF.

                                         Al
riguardo va, tuttavia, segnalato che unicamente le norme di procedura, in via
di principio (cfr. art. 82 cpv. 2 LPGA), entrano immediatamente in vigore (cfr.
SVR 2003 IV Nr. 25, consid. 1.2., pag. 76; STFA del 23 ottobre 2003 nella causa
K., H 73/03; STFA del 23 ottobre 2003 nella causa J., K 55/03; STFA del 20
marzo 2003 nella causa E., I 238/02; DTF 117 V 93 consid. 6b, DTF112 V 360
consid. 4a, RAMI 1998 KV no 37 pag. 316 consid. 3b). Tali disposizioni pertanto
si applicano a tutte le decisioni emesse dopo il 1° gennaio 2003. 

                                         Per
quanto concerne invece le norme di diritto materiale, nel diritto delle
assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in vigore al momento in
cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (cfr. DTF 129 V 1
consid. 1.2.; DTF 127 V 466 consid. 1; DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; SVR
2003 IV Nr. 25 consid. 1.2.).

                                         Di
conseguenza nel caso in esame, visto che l'infortunio in questione ha avuto
luogo il 13 aprile 1998 e oggetto della presente lite è il tasso
dell'invalidità presentata dall'assicurato a far tempo dal 1° luglio 2001,
torna applicabile il diritto in vigore fino al 31 dicembre 2002.

 

                               2.3.   Oggetto
della lite è unicamente l'entità della rendita di invalidità spettante a
__________.

 

                               2.4.   Definizione
dell'invalidità

 

                                         L'art. 4
LAI definisce l'invalidità come la diminuzione della capacità di guadagno,
presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.

 

                                         Lo stesso
con­cet­to vale negli altri set­tori delle assicura­zio­ni sociali e nello
stesso sen­so va letto l'­art. 18 cpv. 2 LAINF secondo cui "è considerato
invalido chi è presu­mi­bilmente altera­to nel­la sua ca­pacità di guada­gno in
modo per­manente o per un pe­riodo ri­levante". 

 

                                         Due sono
dunque di norma gli elementi costitutivi dell'in­va­lidità:

 

                                         1.   il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)

 

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).

 

                                         Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve i­noltre intercorrere un
nesso causale adeguato (fattore cau­sa­le). Nell'assi­cura­zione obbligatoria
contro gli infortuni dev'esserci per giun­ta un nesso causale, naturale ed
adeguato, tra il dan­no alla salute e l'infortunio.

 

                               2.5.   Commisurazione
dell'invalidità

 

                                         Giacché
il danno alla salute e la perdita della capacità di guadagno devono essere in relazione
causale, il primo avrà giuridica rilevanza solo nella misura in cui riduca la
se­conda.

 

                                         L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si mi­sura in base alla riduzione della
capacità di guada­gno e non se­condo il grado di menomazione dello stato di
salute.

                                         Tuttavia,
poiché l'incapacità di guadagno importa uni­camente nella misura in cui dipende
da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in que­­­­­­­­stione.

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determi­nate funzioni.

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può an­co­ra svolgere la sua professione,
precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre
analoghe. 

                                         Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti,
risp. le precauzioni rese necessarie dal danno alla salute provocano sia nella
professione at­­­­­­­­tua­le che nelle altre relativamente confacenti.

                                         La
valutazione della ripercussione di simili inconvenienti sul piano reddituale
spetta invece all'amministrazione e, all'occorrenza, al giudice.

                                         L'invalidità,
evento di natura essenzialmente eco­nomica, si misura raffrontando il reddito
che l'as­sicu­rato avrebbe po­tuto con­seguire se non fosse divenuto invalido
con quello ch'e­gli può tuttora realiz­zare, benché invalido, sfruttando la
residua capacità lavora­tiva in at­tività da lui ragione­vol­mente esi­gi­bili
in condizioni normali del mer­cato del lavo­ro, pre­via adozione di even­tuali
provvedimenti integrativi (art. 28 LAI e 18 cpv. 2 ultima frase LAINF;
RAMI 1994 p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133)

 

                                         I due
redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipote­ti­ci. L'ipotesi deve
però poggiare su solide basi, avere un fondamento oggettivo.

                                         La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

                                         Il TFA ha
avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto
di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può
esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua
residua capacità lavorativa (STFA del 30 giugno 1994 nella causa P., U 25/94).

                                         La
perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno
computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al
mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro
particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato
esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare
che sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito
corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (RAMI 1991
U 130, p. 270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

                                         Le
ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale
della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se,
sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego, esigibile
dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la propria residua
capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).

 

                                         I.
Termine: reddito da invalido

 

                                         La misura
dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in
funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come
l'e­tà, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

                                         Secondo
la giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno considerate
circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria. Particolarità quali
formazione professionale o conoscenza linguistiche carenti hanno, in
quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla media. In
tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due redditi da
porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid.
5a, b). 

 

                                         Nel
valutare la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla
in capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del
mercato del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato,
nella situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si
controbilancino (cfr. RAMI 1994 U 187, p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA
del 30 giugno 1994 succitata).

 

                                         Specifica
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infor­tuni è la norma di cui
all'art. 28 cpv. 4 OAINF:

 

"  Se a causa della sua età l'assicurato non riprende più un'attività
lucrativa dopo l'infortunio o se la diminuzione della capacità di guadagno è
essenzialmente dovuta alla sua età avanzata, sono deter­minan­ti per valutare
il grado d'in­validità i redditi che potrebbe eseguire un assicurato di mezza
età vittima di una danno alla salute della stessa gravità".

 

                                         II.
Termine: reddito conseguibile senza invalidità:

 

                                         Nel
determinare il reddito conseguibile senza invali­di­tà ci si baserà per quanto
possibile sulla situazione an­tecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà
l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazio­ne si
sarebbe mantenuta sostan­zialmente stabile (cfr. STFA del 15 dicembre 1992
nella causa G.I.M.). Ci si discosterà da que­sta proiezione solo se le premes­se
per modifiche di qualche rilievo sono già da­te al momento del­l'infortunio o
se partico­lari circostanze ne rendono il ve­ri­ficar­si alta­mente proba­bile
(cfr. RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5b; 4a, b).

 

                                         Il
grado d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il
reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico,
conseguibile da invalido.

 

                               2.6.   Nella
presente fattispecie la questione relativa alla valutazione medica
dell'esigibilità lavorativa è oggetto di contestazione fra le parti. 

 

                                         Da un
canto, l'Istituto assicuratore convenuto - fondandosi sulle risultanze di una
perizia elaborata il 27 marzo 2001 dalla __________ Klinik di __________,
nonché sul contenuto di un rapporto, datato 12 giugno 2002, del dott.
__________, spec. FMH in chirurgia presso la Divisione medica di __________ -
ha dichiarato l'assicurato in grado di svolgere, a tempo pieno e con un
rendimento completo, un'attività lavorativa leggera, in cui il braccio destro
non debba venire ingaggiato sopra l'altezza dello stomaco (cfr. doc. _, p. 4,
pto. 3 in fine). 

 

                                         D'altro
canto, __________ - riferendosi soprattutto alla valutazione espressa dai
sanitari __________, in una perizia del 21 gennaio 2002 allestita per conto
dell'Ufficio __________ del Cantone __________ (doc. _) - sostiene invece che
la sua capacità lavorativa in un'attività adeguata sarebbe limitata al 50%
almeno (cfr. I, p. 7). 

 

                                         Il TCA
osserva che, ancora prima di essere sottoposto alla visita medica di chiusura
del 7 giugno 2000, l'assicurato, durante il periodo 1° marzo-5 aprile 2000, è
rimasto degente presso la Clinica di riabilitazione di __________, dove ha
segnatamente seguito un cosiddetto "Ergonomie-Trainingsprogramm".

                                         Dal
relativo rapporto del dott. __________, responsabile del Servizio di ergonomia
e integrazione professionale, risulta che il problema più rilevante presentato
dall'insorgente consisteva in una limitata funzionalità della spalla destra, in
particolare un impedimento nell'utilizzare il braccio destro sopra
l'orizzontale, nonché, subordinatamente, della schiena e del ginocchio destro. 

                                         __________
è stato giudicato in grado di esercitare a tempo pieno un, citiamo:
"sitzende bis leichte Arbeit wechselbelastend mit Möglichkeit,
gelegentlich kurz aufzustehen und sich zu bewegen" (cfr. doc. _).

 

                                         In
occasione della visita medica di chiusura del 7 giugno 2000, il dott.
__________ ha espresso una valutazione della residua capacità lavorativa del
tutto simile a quella degli specialisti di __________ (cfr. doc. _, p. 2:
"An eine Rückkehr des Patienten in den angestammten Beruf als Mechaniker
ist nicht mehr zu denken. Der Patient kann jedoch leichte industrielle
handwerkliche Tätigkeiten wechselbelastend durchführen und zwar den ganzen Tag.
Ein Einsatz des rechten Armes über Brusthöhe ist nicht mehr möglich"). 

 

                                         Nel
prosieguo, l'assicurato ha prodotto un referto del dott. __________, spec. FMH
in chirurgia ortopedica, secondo il quale __________ si troverebbe
nell'impossibilità di svolgere un lavoro con il braccio destro all'altezza del
petto, siccome una tale posizione può essere mantenuta soltanto per brevissimo
tempo. Per contro, egli è stato giudicato in grado di utilizzare la sua mano
destra a livello del piano di lavoro con il sostegno dell'avambraccio e del
gomito (cfr. doc. _).

                                         Da parte
sua, con referto del 13 luglio 2000, il dott. __________, Capo-clinica presso
la Clinica di ortopedica __________, ha giudicato possibile che il ricorrente
eserciti un lavoro leggero all'altezza dello stomaco, precisando comunque che
la questione merita di essere nuovamente valutata (doc. _).

                                         Nel corso
del mese di marzo 2001, l'assicurato è stato periziato presso la Clinica
__________ di __________.

                                         Dal
relativo referto, datato 27 marzo 2001, risulta che __________ soffre di una
sintomatologia residuale alla spalla destra, di una incipiente omartrosi,
nonché di una, citiamo: "Hyposensibilität im Bereich des
Versorgungsgebietes des sensibeln Astes des Nervus musculocutaneus radialseitig
rechts", reperti che costituiscono, secondo il criterio della
verosimiglianza preponderante, una naturale conseguenza dell'infortunio
dell'aprile 1998 e che sono responsabili di una limitazione attiva dei
movimenti sopra l'orizzontale, di dolori carico dipendenti e di una
significativa riduzione della forza dell'arto superiore destro (cfr. doc. _, p.
14-16).

 

                                         L'insorgente
lamenta pure dei problemi - a livello del ginocchio destro e del rachide
lombare - che non si trovano in una relazione di causalità naturale con
l'evento traumatico assicurato (doc. _, p. 16, risposta al quesito n. 6). 

                                         Tuttavia,
fra di essi soltanto quelli localizzati alla regione lombare incidono
negativamente sulla capacità lavorativa dell'assicurato, nella misura in cui
sono da prevedere delle limitazioni in attività che comportano il mantenimento
prolungato della stazione eretta o seduta oppure lunghe deambulazioni (doc. _,
p. 16, risposta al quesito n. 6.2 e 6.3).

 

                                         Per
quanto riguarda l'esigibilità lavorativa, tenuto conto delle sole sequele
infortunistiche, gli specialisti della __________ Klinik, il dott. __________
ed il Prof. dott. __________, Primario di ortopedia, hanno ritenuto __________
in grado di esercitare, a tempo pieno e con un rendimento completo, un'attività
leggera, da svolgere in posizione seduta ed all'altezza dello stomaco (al
massimo all'altezza del petto) e che non comporti il sollevamento,
rispettivamente, il trasporto di pesi superiori ai 5 kg (cfr. doc. _, p. 17s.,
risposta ai quesiti n. 8.1 e 8.2).

 

                                         A cavallo
fra il dicembre 2001 ed il gennaio 2002, l'assicurato è stato sottoposto ad una
perizia pluridisciplinare (internistica, reumatologica e psichiatrica) a cura
dell'__________, perizia ordinata dall'Ufficio __________ del Cantone
__________. 

                                         D'interesse,
nella concreta evenienza, è soltanto l'apprezzamento espresso dal dott.
__________, il quale ha esaminato __________ da un punto di vista
reumatologico. Le valutazioni internistica e psichiatrica non hanno peraltro
messo in luce alcuna patologia con incidenza sulla capacità lavorativa del
ricorrente.

                                         Secondo
il citato reumatologo, considerato lo stato del braccio destro, all'assicurato
restano accessibili unicamente delle leggere attività manuali, nell'esercizio
delle quali la parte superiore del braccio rimanga in una costante posizione
neutrale, ovvero senza alcuna abduzione e anteposizione (ad esempio, ripiegare
delle lettere, piccoli lavori meccanici senza impiego della forza, ecc.). 

                                         I
disturbi alla schiena impongono, da parte loro, la possibilità di cambiare
regolarmente la posizione del corpo. La posizione seduta può essere mantenuta
per una durata massima di 30 minuti.

                                         Infine, a
dipendenza della problematica alle ginocchia, non è più esigibile che
__________ percorra dei lunghi tragitti e, in particolare, che salga le scale.

 

                                         In
conclusione, il dott. __________ - tenuto conto dell'insieme delle patologie
presentate dall'assicurato - lo ha giudicato inabile al lavoro nella misura di
almeno il 70% (cfr. rapporto del 17.12.2001 accluso al doc. _, p. 4:
"Zusammenfassend kann daher global von einer mindestens 70%-igen
Arbeitsunfähigkeit aus rein rheumatologischer Sicht gesprochen
werden").

 

                                         La
valutazione finale del dott. __________ è stata ripresa come tale nel rapporto
21 gennaio 2002 dell'__________ (cfr. doc. _, p. 15s.: "Zusammenfassend
kann aus rheumatologischer Sicht von einer 70 %-igen Arbeitsunfähigkeit
ausgegangen werden. Aufgrund der dokumentierten Polymorbidität am
Bewegungsapparat ist dem Exploranden also nurmehr eine Rest-Arbeitsfähigkeit in
adaptierter Form von 30% als zumutbar zu erachten"). 

 

                                         Prima
dell'emanazione della decisione su opposizione impugnata, l'Istituto
assicuratore convenuto ha sottoposto il rapporto elaborato dai sanitari
dell'__________ al dott. __________, spec. FMH in chirurgia presso la Divisione
medica di __________. 

                                         Il medico
fiduciario ha raffrontato le risultanze della perizia allestita dalla
__________ Klinik con quelle del referto dell'__________, sottolineando
l'insostenibilità, da un profilo medico, di queste ultime, a proposito
dell'attività ancora esigibile malgrado i postumi residuali dell'infortunio in
questione:

 

" 
Unterschiedliche Auffassungen bestehen hingegen in
Bezug auf die einer den Unfall­folgen angepassten zumutbaren Tätigkeit. Der
wesentlichste Unterschied besteht darin, dass für eine den Unfallfolgen
angepasste Tätigkeit gemäss Gutachten der Klinik __________ eine volle Leistung
erwartet werden könne, währenddem gemäss Dr. __________, dessen Beurteilung im
Gutachten des __________ auch in der Gesamtbeur­teilung übernommen wurde, eine
angepasste, d.h. sehr leichte, wechselbelastende berufliche Tätigkeit höchstens
nur noch 50% möglich sei bei zeitlicher Einschrän­kung auf zweimal zwei Stunden
täglich.

Wenn man die klinischen Befunde an der rechten
Schulter anlässlich der zehn Monate auseinanderliegenden Begutachtungen in der
Klinik __________ und im __________ miteinander vergleicht, sieht man, dass
sowohl Dr. __________ /Prof. __________ als auch Dr. __________ eine deutliche
Atrophie des Musculus supra- und infraspinatus und eine ein­geschränkte
Funktion der rechten Schulter festhalten. Ein direkter Vergleich der
Beweglichkeitsprüfung der rechten Schulter ergibt folgendes Messprotokoll:

 

	
  Schulterfunktion rechts

  
	
   

  	
  Gutachten KWS

  (März 2001)

  	
  Gutachten ­­___

  (Januar 2002)

  
	
  Innenrotation/Aussenrotation
  aktiv

  	
  60/10/0°

  	
  90/45/0°

  
	
  Innenrotation/Aussenrotation
  passiv

  	
   

  	
  90/0/10°

  
	
  Abduktion/Adduktion aktiv

  	
  90/0/20°

  	
  25° (Schmerz- angabe)

  
	
  Abkuktion/Adduktion passiv

  	
  110°

  	
  90°

  
	
  Flexion/Extension aktiv

  	
  90/0/20°

  	
  70/0/20°

  
	
  Flexion/Extension passiv

  	
  120/0/20°

  	
  100/0/30°

  

 

Man erkennt, dass sich die Beweglichkeit der rechten
Schulter in der Zeit zwischen den beiden Gutachten v.a. in Bezug auf die aktive
Abduktion (nur 25°) und die Aus­senrotation (Verlust von 45°; die
Neutralstellung wird aktiv nicht mehr erreicht) verschlechtert hat. Im
Gutachten des _______wird nicht näher diskutiert, worin diese Verschlechterung
beruht. Ist sie rein schmerzbedingt oder beruht sie evtl. sogar auf einer
Insuffizienz des Latissimus-Transfers? Ist es möglicherweise schon zu einer
Cuff-Arthropathie gekommen, mit der gemäss Beurteilung der Gutachter der Klinik
__________ im weiteren Verlauf zu rechnen sei? Auf eine weitere Ab­klärung
(neue Bildgebung) wurde von Dr. __________ offenbar verzichtet. Dementsprechend
gelangen die Gutachter zu unterschiedlichen Auffassungen in Bezug auf die
invali­disierenden Auswirkungen der Unfallfolgen an der rechten Schulter:
Währenddem Dr. __________ und Prof.
__________ von einer aktiven Bewegungseinschränkung der rechten Schul­ter über
die Horizontale mit belastungsabhängiger Schmerzproblematik und deutli­cher
Krafteinbusse ausgingen, sprach Dr. __________ von einer massivsten
funktionellen Einschränkung der rechten oberen Extremität (praktisch
funktionelle Einarmigkeit). Die beiden Gutachten unterscheiden sich jedoch noch
in einem anderen wichtigen Punkt voneinander, indem im Gutachten von der Klinik
__________ klar un­terschieden wird zwischen den Unfallfolgen an der rechten
Schulter und den Auswir­kungen der unfallfremden Lumboischialgie, währenddem im
Gutachten des __________, da es im Auftrag der Invalidenversicherung erfolgte,
diese Unterscheidung wegfiel. Doch gerade auch aus dem Gutachten des __________ kann geschlossen werden, dass unfallfremde
Leiden wie die Lumboischialgie sowie eine laterale und femoropatellare Arthrose
links (sie werden in der Liste der die Arbeitsfähigkeit bestimmenden Diagnosen
er­wähnt) massgeblichen Einfluss auf die Arbeitsfähigkeit haben und bei der
Zumutbar­keitsbeurteilung dementsprechend global mitberücksichtigt wurden. So
wirkt sich die unfallfremde verminderte Belastbarkeit des Achsenskeletts bei
längerem Sitzen, längerem Gehen und beim Treppensteigen aus.

Wenn man hingegen davon abstrahiert und nur die
Zumutbarkeitsbeurteilung in Bezug auf die Unfallfolgen an der rechten Schulter
isoliert betrachtet, ergeben sich Un­terschiede nur noch im Feinraster der
einzelnen Zumutbarkeitsbeurteilungen. Wenn man die inzwischen eingetretene
Verschlechterung der Abduktion und der Aussenrota­tion mitberücksichtigen will,
ergibt sich, dass man heute dem rechten Arm nur noch eine leichte manuelle
Tätigkeit auf Bauchhöhe (jedoch nicht auf Brusthöhe) ohne jegliche Abduktion
und Anteversion sowie ohne Gewichtsbelastung zumuten kann, was dem
Zumutbarkeitsprofil, so wie es Dr. __________ definierte, näher kommt als dem
frü­heren Profil der Gutachter der Klinik __________, welches damals von einer
besseren Schulterfunktion ausging und dementsprechend angemessen definiert war.
Zum Zumutbarkeitsprofil Dr. __________ ist lediglich ergänzend zu bemerken,
dass eine Arbeit in Neutralstellung des Oberarmes gar nicht durchgeführt werden
kann, solan­ge aufgrund eines Aussenrotationsdefizites von 45°, so wie es Dr.
__________ mass, die Neutralstellung von 0° gar nicht erreicht werden kann.
Zudem dürfte eine funktio­nelle Einarmigkeit wahrscheinlich kaum vorliegen,
solange nur die Schulterfunkti­on, nicht aber die des Ellbogens und der rechten
Hand betroffen sind.

Schliesslich gibt es keine plausible medizinische
Begründung, weshalb eine den Un­fallfolgen angepasste Tätigkeit, auch in dem
Umfang, wie sie Dr. __________ als zumut­bar erachtete, nur zu max. 50%
verrichtet werden können sollte bei gleichzeitiger zeitlicher Beschränkung auf
zweimal zwei Stunden täglich. Gerade bei dieser zeit­lichen Limitierung ist bei
der Zumutbarkeitsbeurteilung des __________ -Gutachtens die deutlich
verminderte unfallfremde Belastbarkeit des Achsenskeletts miteingeflos­sen,
werden doch zeitliche Einschränkungen nur mit der Sitzdauer (max. 30 Minuten) 

und längeren Gehstrecken in Verbindung
gebracht" 

                                         (doc. _).

 

                               2.7.   Con il
proprio ricorso, __________ mette in dubbio la fondatezza delle conclusioni a
cui sono pervenuti gli specialisti della __________ Klinik ed il dott.
__________, e ciò con riferimento alle valutazioni espresse, rispettivamente,
dai dottori __________ dell'__________, __________, __________ e __________
(cfr. I, p. 4-7). 

 

                                         Attentamente
esaminati gli atti di causa, il TCA ritiene invece che l'opinione degli
specialisti interpellati dall'__________ - i quali hanno dichiarato
l'assicurato totalmente abile per un'attività da svolgere in
posizione seduta, in cui il braccio destro non debba venire ingaggiato in
mansioni da eseguire sopra l'altezza dello stomaco (piano del tavolo) e che non
comporti il sollevamento, rispettivamente, il trasporto di pesi anche solo
relativamente importanti - possa validamente costituire da supporto
probatorio al giudizio che ora lo occupa, senza che si riveli necessario
procedere ad ulteriori atti istruttori (perizia medica giudiziaria).

 

                                         Al proposito, va ricordato
che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio
conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle
prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U
257/01; sentenza TFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; sentenza TFA del 13
febbraio 1992 nella causa O.; sentenza TFA del 13 maggio 1991 nella causa A.;
sentenza TCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; RCC 1986 p. 202 consid. 2d;
F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., p. 274; U. Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212;
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a
ed., p. 39 e p. 117) senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (cfr. SVR 2001 IV no 10 p. 28;
DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata). 

 

                                         Per
quel che concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante
è che esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami
approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata,
che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella
presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano
motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352;
RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss,
consid. 1c e riferimenti). 

                                         L'elemento
rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo
di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma
semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                         Questa
Corte, chiamata a pronunciarsi su una questione sostanzialmente di carattere
medico, non ha in concreto motivi di scostarsi dalle valutazioni enunciate dai
medici consultati dall'__________, tanto più se si considera che, per costante
giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte
solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella
fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di
attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282;
DTF 104 V 209; STFA dell'8 luglio 2003 nella causa B., U 259/02, consid. 2.1.1;
U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM
1989, p. 30ss.). 

 

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(cfr. anche Pratique VSI 2001 p. 108 segg.).

                                         In questo
contesto, il TFA ha peraltro precisato che i pareri redatti dai medici
dell'_______ hanno pieno valore probatorio, anche quando essi si sono espressi unicamente
in base agli atti, dunque senza visitare personalmente l'assicurato (cfr.
STFA del 10 settembre 1998 nella causa R., U 143/98 e STFA del 2 luglio 1996
nella causa A., U 49/95).

 

                                         Nella
medesima pronunzia, il TFA ha stabilito che quando, nell'ambito della procedura
amministrativa, una perizia ordinata ad un medico indipendente è eseguita da
uno specialista riconosciuto, sulla base di investigazioni approfondite e complete,
nonché in piena conoscenza dell'incarto, e che l'esperto perviene a delle
conclusioni convincenti, il Tribunale non deve scostarsene se non vi è alcun
indizio concreto che consenta di dubitare della loro fondatezza (cfr., pure,
STFA del 10 luglio 2003 nella causa C., U 168/02, consid. 3.2.2 e del 19 aprile
2000 nella causa S., U 264/99, consid. 3b). 

                                         Infine,
la nostra Massima Istanza ha ripetutamente deciso che le certificazioni del
medico curante - anche se specialista (cfr. STFA del 7 dicembre 2001 nella
causa M., U 202/01, consid. 2b/bb) - hanno un valore di prova ridotto, ciò in
ragione del rapporto di fiducia che lo lega al suo paziente 2000, p. 26(cfr. RAMI 2001 U 422, p. 113ss. [=
AJP 1/2002, p. 83]; DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; DTF 124 I 175 consid. 4; DTF
122 V 161; STFA del 10 ottobre 2003 nella causa C., U 278/02, consid. 2.2; R.
Spira, La preuve en droit des assurances sociales, in Mélanges en
l'honneur de Henri-Robert Schüpbach, Basilea 9s.).

 

                                         Nel caso
concreto va innanzitutto sottolineato che la circostanza che l'assicurato sia
stato visitato in una sola occasione, non è suscettibile di sminuire il valore
probante della perizia 27 marzo 2001 della __________ Klinik. Del resto, anche
nell'ambito degli accertamenti eseguiti presso __________, il dott. __________ ha visto __________ soltanto in data 4
dicembre 2001 (cfr. doc. _, p. 12). 

                                         D'altra
parte, i dott. __________ e __________ sono specialisti proprio nella materia
che qui interessa ed attivi presso una clinica universitaria di ortopedia. 

                                         Il loro
referto non contiene contraddizioni e presenta tutti i requisiti posti dalla
giurisprudenza affinché possa essere riconosciuto, ad un apprezzamento medico,
piena forza probante: in particolare, essi hanno espresso la loro valutazione in
modo chiaro, motivato e convincente, dopo aver proceduto ad un esame
approfondito del caso.

                                         Infine, i
sanitari della __________ Klinik hanno chiaramente distinto l'esigibilità
lavorativa dipendente dai soli postumi dell'infortunio dell'aprile 1998 da quella
globale (che tiene conto anche degli impedimenti che derivano dai disturbi
lamentati a livello lombare, cfr. doc. _, p. 17s., risposta ai quesiti n. 8.1 e
8.2). 

 

                                         Per
quanto concerne la perizia 21 gennaio 2002 allestita dall'__________ per conto
dell'__________, va invece osservato quanto segue.

 

                                         In primo
luogo, il fatto che __________ sia stato visitato personalmente da tre
specialisti è del tutto ininfluente (cfr. I, p. 5), nella misura in cui le
indagini eseguite dall'internista, rispettivamente, dallo psichiatra non hanno
comunque alcuna rilevanza in relazione alla materia che qui interessa. 

 

                                         Inoltre e
contrariamente a quanto preteso in sede ricorsuale (cfr. I, p. 6 in fine:
"Il dott. __________ lo dice fissando a 50% l'incapacità lavorativa per
causa della spalla" - la sottolineatura è del redattore), le
indicazioni fornite dal dott. __________ riguardo
alla residua capacità lavorativa dell'insorgente in attività adeguate non
consentono di concludere che, tenuto conto unicamente delle sequele
infortunistiche alla spalla destra, egli presenti un'abilità lavorativa massima
del 50%. 

                                         In
effetti, dopo avere affermato, a pagina 4 del suo referto, che ancora esigibile
è tutt'al più un'attività molto leggera da esercitare in misura del 50%, ad esempio
in ragione di quattro ore giornaliere, il reumatologo ha elencato i limiti
funzionali che quest'ultima deve ossequiare e, in questo contesto, egli ha
indiscutibilmente preso in considerazione sia lo stato della spalla destra sia
quello - extra-infortunistico - di schiena e ginocchia (cfr. rapporto
del 17.12.2001 accluso al doc. _: "Theoretisch zumutbar ist höchstens noch
maximal eine 50%-ige sehr leichte wechselbelastende berufliche Tätigkeit, zum
Beispiel während zweimal 2 Stunden täglich unter folgenden Bedingungen:
Mit dem rechten Arm sind einzig leichte manuelle Arbeiten unter ständiger
Neutralstellung des Oberarmes möglich, zum Beispiel Briefe zusammenfalten,
kleinere mechanische Arbeiten ohne Krafteinsatz, etc.

                                         Augrund
der chronischen Rückenproblematik muss aber ein regelmässiges selbstständiges
Wechseln der Körperposition gewährleistet sein, maximal zumutbare Sitzdauer ca.
30 Minuten.

                                         Das
Zurücklegen von längeren Gehstrecken sowie insbesondere Treppensteigen ist
ebenfalls nicht zumutbar" - la sottolineatura è del redattore). 

 

                                         Comunque
anche ammettendo, per pura ipotesi di lavoro, che il dott. __________ si fosse
riferito esclusivamente alla situazione della spalla destra - il suo
apprezzamento dell'esigibilità lavorativa (50% di abilità lavorativa in
attività adeguate) apparirebbe insostenibile alla luce di quanto il TFA,
rispettivamente, questo TCA hanno giudicato in fattispeci analoghe, riguardanti
assicurati anch'essi con problematiche agli arti superiori.

 

                                         In una
sentenza inedita del 12 novembre 1996 nella causa I., il TFA ha, ad esempio,
ritenuto realistica la possibilità di mettere a frutto la restante capacità
lavorativa in attività cosiddette sostitutive, trattandosi di un assicurato
cinquantacinquenne che - a causa dei postumi infortunistici interessanti, in
particolare, la spalla destra - era impedito nel sollevare pesi superiori ai 10
kg lungo tutto l'asse corporeo. La mobilità era ridotta di 2/3, certi movimenti
non erano più possibili, come ad esempio, il sollevamento del braccio oltre i
60°, di modo che il braccio destro poteva unicamente servire come aiuto per il
braccio adominante.

 

                                         Il TFA è
pervenuto alla medesima conclusione in una sentenza del 7 agosto 2001 nella
causa K., U 240/99, parzialmente pubblicata in RAMI 2001 U 439, p. 347ss.,
concernente un assicurato che, a causa dei disturbi e dei deficit funzionali
all'estremità superiore destra, è stato dichiarato in grado di svolgere lavori
manuali molto leggeri, che non richiedono l'impiego di forza con la mano
destra, nonché il sollevamento di pesi superiori ai 2 kg, e pertanto ritenuto
praticamente monco di una mano:

 

" 
(…).

Aufgrund der Beschwerden und Funktionsdefizite in
der ganzen rechten oberen Extremität ist der Beschwerdeführer faktisch als
Einhänder einzustufen, der seine rechte Hand bei der Arbeit - wenn überhaupt -
nur noch in ganz untergeordnetem Masse als Hilfshand einsetzen kann. Es kann
ihm daher nicht mehr zugemutet werden, bei einer manuellen Arbeit seinen
rechten Arm und seine rechte Hand dauernd einzusetzen und damit Gewichte bis zu
2 kg zu heben. Überdies fallen häufigere Schreibarbeiten wegen der dabei
auftretenden schmerzhaften Verkrampfungen ausser Betracht. Die im
Einspracheentscheid vom 11. April 1996 genannten Verweisungstätigkeiten, u.a.
Überwachungsarbeiten an automatischen und halbautomatischen
Produktionseinheiten, Qualitätskontrolle, Arbeiten im Auskunftsdienst oder als
Portier, können auch bei vorwiegendem Gebrauch der linken Hand ausgeführt
werden und sind daher vom (unfall-) medizinischen Standpunkt aus grundsätzlich
vollzeitlich zumutbar. Hingegen fällt die Tätigkeit als Transportdisponent
ausser Betracht, nachdem der Beschwerdeführer die gemäss Unfallversicherer
hiefür erforderliche Umschulung (zweijährige Handelsschulausbildung) nicht
erfolgreich beendet hat. 

Bei den angeführten noch zumutbaren erwerblichen
Tätigkeiten handelt es sich um solche, die auf dem allgemeinen ausgeglichenen
Arbeitsmarkt durchaus zu finden sind. Zudem werden in Industrie und Gewerbe
Arbeiten, welche physische Kraft erfordern, in zunehmendem Mass durch Maschinen
verrichtet, während den körperlich weniger belastenden Bedienungs- und
Überwachungsfunktionen eine stetig wachsende Bedeutung zukommt (ZAK 1991 S. 321
Erw. 3b am Ende)"

                                         (STFA
succitata, consid. 3b).

 

                                         In una sentenza
del 25 febbraio 2003 nella causa P.-G., U 329/01 e U 330/01, l'Alta Corte ha
riconosciuto come reintegrabile nel mondo del lavoro, un'assicurata, vittima di
un grave politrauma, che, secondo l'avviso dei medici, poteva ancora esercitare
un'attività da svolgere in posizione prevalentemente seduta e non comportante
il sollevare rispettivamente il trasportare pesi anche solo relativamente
importanti, così come l'utilizzo dell'arto superiore destro in mansioni da
eseguire al di sopra dell'orizzontale:

 

" 
(…).

La tesi cantonale, in quanto conforme alla
giurisprudenza federale, va senz'altro confermata. In effetti, contrariamente a
quanto ritiene l'assicurata, questa Corte ha già ripetutamente statuito in casi
con limitazioni funzionali analoghe che esiste un mercato del lavoro
sufficiente in cui realizzare la propria capacità lavorativa residua (consid.
2b non pubblicato della sentenza DTF 119 V 347; VSI 1998 pag. 296 consid. 3b;
si veda anche sentenza del 4 aprile 2002 in re W., I 401/01, consid. 4c). Si tratta
segnatamente del mercato occupazionale aperto a personale femminile non
qualificato o semi qualificato (RCC 1989 pag. 331 consid. 4a), in cui vi è una
sufficiente offerta di occupazioni, in particolare appunto nell'industria, in
cui possono venir eseguite mansioni di sorveglianza e controllo, che non
comportano aggravi fisici e con possibilità di cambiare frequentemente
posizione (RCC 1980 pag. 482 consid. 2). In tale ambito bisogna pure
considerare la ancor giovane età dell'interessata con conseguente presumibile
buon potenziale di adattamento ad una nuova professione (cfr. SVR 1995 UV no.
35 pag. 106 consid. 5b; e contrario sentenza già citata del 4 aprile 2002 in re
W. consid. 4a-d). 

 

Inoltre se è vero che vanno indicate possibilità
di lavoro concrete, all'amministrazione rispettivamente al giudice non vanno
poste esigenze esagerate. È infatti sufficiente che gli accertamenti esperiti
permettano di fissare in maniera attendibile il grado di invalidità. In
proposito va rilevato che questa Corte ha in particolare già ritenuto corretto
il rinvio ad attività nel settore industriale e commerciale, composto di lavori
leggeri di montaggio, compiti di controllo e sorveglianza (VSI 1998 pag. 296
consid. 3b; si veda nuovamente sentenza del 4 aprile 2002 in re W. consid. 4c).

 

Certo, non si misconoscono gli sforzi e gli
inconvenienti che la messa a profitto della residua capacità lavorativa
dell'interessata comporterà. Tuttavia, essi non appaiono sproporzionati né
inesigibili, ricordato altresì che per un principio generale del diritto delle
assicurazioni sociali l'assicurato ha l'obbligo di intraprendere tutto quanto
può da lui essere ragionevolmente preteso per ovviare nel miglior modo
possibile alle conseguenze delle sue affezioni invalidanti (DTF 127 V 297 consid.
4b/cc; DTF 113 V 28 consid. 4a e riferimenti; cfr. anche DTF 115 V 52 consid.
3d e 114 V 285 consid. 3).

                                         (STFA
succitata, consid. 4.7). 

 

                                         Infine,
in una sentenza del 14 aprile 2003 nella causa P., inc. n. 35.2002.88, questa
Corte ha giudicato completamente abile in attività leggere dal profilo
dell'impegno fisico, comportanti in prevalenza dei compiti di sorveglianza, un
assicurato che, a causa di un, citiamo: "importante deficit funzionale e
ipotrofia muscolare all'emicinto scapolare destro. Flessione attiva 100°,
abduzione 90° solo con il gomito flesso, rotazione interna solo fino
all'altezza del trocantere. Ipersensibilità nella regione del deltoide in
corrispondenza del territorio di innervazione del nervo ascellare", il
medico di fiducia dell'assicuratore aveva ritenuto, citiamo: "… limitato
nelle attività lavorative che richiedono l'ingaggio dell'arto superiore destro
al di sopra della vita, scostato al tronco, così come nei movimenti di
rotazione. Limitato l'uso di utensili, rispettivamente, macchinari vibranti e
contundenti. Trasporto di pesi possibile solo con il braccio pendente,
sollevamento di pesi solo al massimo fino al di sotto della vita, tenendo
l'arto superiore destro accostato al tronco" (cfr. STCA succitata, consid.
2.6.). 

 

                                         L'apprezzamento
degli specialisti della __________ Klinik non appare neppure contraddetto dalle
certificazioni del dott. __________, chirurgo ortopedico privatamente
consultato dall'assicurato.

                                         In
particolare, nel certificato del 1° novembre 2001, stilato dopo avere preso
conoscenza del referto dei dott. __________ e __________ ed in vista della
visita peritale presso l'__________, egli ha sì precisato che il braccio destro
può essere ingaggiato in mansioni da svolgere soltanto fino all'altezza
dell'ombelico (e quindi non fino all'altezza del petto), senza tuttavia
pretendere che il suo paziente, in un'attività idonea, presenterebbe una
capacità lavorativa ridotta (cfr. doc. _: "(…). Das Gutachten der
__________ Klinik vom 27.03.01 spricht unter Punkt 8.1 an, dass der Patient
Arbeiten über der Horizontalen nicht mehr verrichten könne. Dies scheint mir
etwas unpräzise zu sein. Arbeiten über der Horizontalen sind meines Erachtens
Arbeiten, die höher sind als Augenhöhe. Die Grenze liegt beim Patienten tiefer,
nämlich auf Nabelhöhe.

                                         Einige
Linien später bei Punkt 8.2 wird davon gesprochen, dass eine volle Leistung
zugemutet werden kann, im Sinne einer leichten, sitzenden Arbeit (wohl Arbeit,
die im Sitzen verrichten wird) in Bauch-, max. Brusthöhe, sowie Heben und
Halten von Gewichten unter 5 kg. Auch diese Angabe scheint mir nicht ganz
präzise genug zu sein, resp. nicht ganz richtig. Er kann, wenn der rechte
Oberarm am Thorax angelegt ist, seinen rechten Ellbogen ungehindert und kräftig
flektieren und seine rechte Hand ungehindert brauchen, d.h. aber, dass er
Gewichte etwa bis Nabelhöhe anheben kann, nicht aber bis Brusthöhe. Wenn er ein
Gewicht auf Brusthöhe behen muss, muss er dabei mit dem Thorax eine maximale
Ausweichbewegung nach links machen um den rechten Ellbogen etwas höher zu
kriegen. Diese Einschränkung muss bei der erneuten Evaluation unbedingt
berücksichtig werden"). 

 

                                         Del
resto, non può essere ignorato che anche i medici della Clinica __________,
così come il dott. __________ (cfr. doc. _), hanno ritenuto esigibili lavori da
svolgere fino all'altezza dello stomaco. Soltanto a titolo eventuale, essi
hanno parlato di un ingaggio dell'arto superiore destro in mansioni fino
all'altezza del petto (cfr. doc. _, p. 17: "In einer angepassten Erwerbstätigkeit
bezüglich der Unfallfolgen kann sicherlich eine volle Leistung zugemutet wersen
im Sinne einer leichten, sitzenden Arbeit mit Verrichtungen in Bauch-,
maximal Brusthöhe sowie Heben und Halten von Gewichten unter 5 kg" e
p. 18: "Die Einschränkungen wurden oben erwähnt. Zugemutet können ihm
jedoch Arbeiten auf Bauchhöhe ohne monotone Bewegungsabläufe sowie ohne
Heben und Tragen von schweren Lasten (Grenze 5 kg)" - le sottolineature
sono del redattore). 

 

                                         In simili
condizioni questo Tribunale deve concludere che, da un lato, __________ non può
più svolgere la sua originaria professione di meccanico, ma, dall'altro, è
totalmente abile in attività che presentino le caratteristiche dettate,
segnatamente, dagli specialisti della __________ Klinik e dal dott. __________.

 

                               2.8.   Dalle tavole
processuali emerge che l'Istituto assicuratore convenuto ha determinato il reddito
da non invalido sulla base di informazioni direttamente raccolte presso
l'ex datore di lavoro dell'assicurato in occasione di un incontro avvenuto il 7
giugno 2001 (cfr. doc. _).

                                         Il
reddito che __________ avrebbe realizzato, nel 2001 (cfr., a questo proposito,
DTF 128 V 174 = RAMI 2002 U 467, p. 511ss.), qualora non fosse
rimasto vittima dell'infortunio dell'aprile 1998 è così stato quantificato in
fr. 45'900.--/anno (fr. 3'700.-- x 12 +gratifica a dicembre di fr. 1'200.-- +
premio, sempre a dicembre, di fr. 300.--, cfr. doc. _, p. 2). 

 

                                         Con il
proprio ricorso, l'assicurato ha preteso di essere rimasto vittima di una
violazione del diritto di essere sentito, per il fatto che l'__________ non gli
avrebbe concesso la facoltà di esprimersi sulle informazioni fornite dal suo ex
datore di lavoro e finalmente servite a stabilire il reddito da non invalido
(cfr. I, p. 7). 

 

                                         La
censura si rivela infondata.

 

                                         Il
diritto di essere sentito - espressamente sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. -
garantisce segnatamente il diritto dell'amministrato di prendere parte ad una
procedura decisionale suscettibile di ledere la sua sfera giuridicamente
protetta (cfr. DTF 121 V 152 e giurisprudenza ivi citata). 

                                         Si tratta
di un diritto di natura formale, la cui violazione comporta di regola
l’annullamento della decisione impugnata, a prescindere dall’incidenza di una
tale lesione sul risultato materiale della procedura (cfr. DTF 127 V 437
consid. 3d/aa, 126 V 132 consid. 2b e riferimenti ivi citati).

                                         Qualora
l’istanza superiore gode dello stesso potere cognitivo dell’autorità che ha
emesso la decisione contestata, la giurisprudenza ammette che il vizio possa
essere sanato nel corso della procedura di seconda istanza. Una correzione del
vizio può tuttavia entrare soltanto eccezionalmente in linea di conto (cfr. DTF
127 V 437 consid. 3d/aa, 126 I 72, 126 V 132 consid. 2b e riferimenti). 

                                         Si
sottolinea comunque che il TFA ha più volte statuito che una violazione del
diritto d’essere sentito può di principio essere sanata se il ricorrente ha
avuto modo di esprimersi dinanzi ad un’autorità di ricorso con pieno potere
cognitivo (RCC 1989, p. 495, consid. 2b e giurisprudenza ivi citata).

 

                                         Nella
concreta evenienza, il TCA osserva che i dati economici, consegnati nel
rapporto ispettivo datato 7 giugno 2001, sono stati raccolti prima
dell'emanazione della decisione formale del 26 giugno 2001 (cfr. doc. _). Può
rimanere aperta la questione a sapere se tali dati dovevano essere sottoposti
all'assicurato prima dell'emanazione della decisione formale (cfr., tuttavia,
art. 42 LPGA e la sentenza del 22 dicembre 2003 nella causa J., H 272/03, in
cui il TFA ha ricordato che, secondo un principio generale di procedura
amministrativa, l'autorità non è tenuta a sentire le parti prima di prendere
una decisione suscettibile di opposizione (art. 30 cpv. 2 lett. b PA),
principio oggi specificatamente consacrato in materia di assicurazioni sociali
all'art. 42 LPGA).

 

                                         Ancora
nell'ambito della procedura di opposizione, il patrocinatore dell'assicurato ha
potuto prendere visione dell'intero incarto __________ (cfr. doc. _), quindi
anche del contenuto del succitato rapporto ispettivo, e di formulare le proprie
osservazioni al proposito (cfr. doc. _), ciò che ha del resto potuto fare anche
davanti a questo TCA (cfr. I), autorità giudiziaria che gode di un potere
cognitivo pieno. 

 

                                         Sulla
scorta di quanto precede, anche volendo ammettere che il diritto di essere
sentito di __________ sia stato leso, tale lesione risulta sanata. 

 

                                         D'altro
canto, in sede di opposizione (così come in sede di ricorso), l'assicurato non
è stato in grado di fornire alcun elemento concreto atto a far sorgere dei
dubbi circa la correttezza dei dati ritenuti dall'assicuratore LAINF convenuto.
Egli si è infatti limitato a pretendere che, nel corso degli anni 1998-2001, il
salario versatogli dalla ditta __________ sarebbe certamente aumentato in
proporzioni ben maggiori rispetto a quanto considerato dall'__________
(incremento quantificato in almeno fr. 80.--/mese, cfr. I, p. 7), vuoi in
ragione degli aumenti che gli sarebbero stati concessi, vuoi in ragione
dell'adeguamento al rincaro (cfr. doc. _). 

                                         Del
resto, interpellato al proposito da questo Tribunale, l'ex datore di lavoro di
__________ ha dichiarato che quest'ultimo, nel 2001, qualora non fosse rimasto
vittima del noto infortunio, avrebbe sempre percepito un salario lordo di fr.
3'670.--/mese, senza gratifica e premio di fine anno (cfr. risposta apposta sul
doc. _). 

 

                                         Tutto ben
considerato, il TCA non vede ragioni che gli impediscano di fare proprio il
reddito da valido preso in considerazione dall'__________, ossia l'importo
annuo di fr. 45'900.--, che é peraltro più favorevole all'assicurato
rispetto a quello che risulterebbe applicando i dati forniti dalla __________
il 12 marzo 2004. 

                                         __________
non può essere seguito quando, in sede di ricorso, afferma, citiamo: "Non
ci sono elementi credibili negli atti che potrebbero far credere che il
carovita non sarebbe stato concesso al ricorrente" (I, p. 7; cfr., pure,
X). 

                                         In
effetti, dai conteggi di salario acclusi al doc. _ si evince che, nel passaggio
dal 1997 al 1998, il salario di base da lui percepito non era stato oggetto di
alcun adeguamento, neppure al rincaro, circostanza che rende di per sé
plausibili i dati raccolti presso l'ex datore di lavoro. 

 

                               2.9.   Per quanto
riguarda il reddito da invalido, il TCA osserva quanto segue. 

 

                                         Inizialmente,
allo scopo di stabilire il reddito che __________ potrebbe realizzare
nonostante i postumi residuali dell'infortunio assicurato, l'__________ aveva
compiuto degli accertamenti presso alcune aziende dei Cantoni di Zurigo e di
Svitto (cfr. doc. _), pervenendo alla conclusione che il ricorrente potrebbe
conseguire un reddito annuo medio pari a fr. 37'180.-- (e poi precisamente
all'importo di fr. 43'875.-- decurtato del 15%, cfr. doc. _, p. 2).

 

                                         In
seguito, con la decisione su opposizione impugnata (cfr. doc. _, p. 5), l'assicuratore
infortuni convenuto - rilevato che i posti di lavoro indicati in sede di
decisione formale apparivano soltanto parzialmente indicati, rispettivamente,
le loro descrizioni poco chiare - ha invece fatto riferimento ai valori
risultanti dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari edita
dall'Ufficio federale di statistica e, concretamente, ai dati contenuti nella
tabella TA3 (settore privato e pubblico insieme). 

                                         Constatato
che il reddito statistico (fr. 58'116.-- nel 2001) risultava essere superiore a
quanto l'insorgente avrebbe percepito senza l'infortunio (fr. 45'900.--),
l'__________ è partito da quest'ultimo dato e, su di esso, ha operato una
decurtazione del 20% per tenere conto degli impedimenti derivanti dalle sequele
infortunistiche (cfr. doc. _, p. 5). 

 

                                         Da parte
sua, __________ ha contestato le modalità seguite dall'Istituto assicuratore
convenuto, nella misura in cui, da un canto, applicabile, in casu,
sarebbe la tabella TA1 (solo settore privato) e, d'altro canto, le circostanze
del caso di specie giustificherebbero una deduzione globale dal reddito
statistico da invalido del 25% (cfr. I, p. 8).

 

                             2.10.   Per
quel che concerne la determinazione del reddito ipotetico da invalido
conseguibile da manodopera maschile nel Cantone Ticino in attività leggere e
non qualificate, svolte a tempo pieno e con rendimento completo in un mercato
del lavoro equilibrato, questo Tribunale, utilizzando dati salariali concreti,
ha stabilito, in una sentenza di principio pubblicata in SVR 1996, UV N° 55
pag. 183, che il reddito annuo ammonta:

 

                                         per il 1992 fr. 34'000.--

                                         per il 1993 fr. 34'500.--

                                         per il 1994 fr. 35'000.--

                                         per il 1995 fr. 35'000.--

 

                                         Lo scrivente TCA ha, poi,
escluso cambiamenti nella remunerazione e ritenuto, anche per il 1996, l'importo
di fr. 35'000.-- (STCA 27 agosto 1996 in re M.). Simile aumento è, poi, stato
escluso anche per il 1997 (STCA 18 marzo 1998 in re O.), per il 1998 (STCA 19
giugno 1998 in re M.) e per il 1999 (cfr. STCA 28 gennaio 2000 in re C.).

 

Nel passato, questi parametri
sono sempre stati approvati dal TFA, in particolare nella sentenza pubblicata
in RAMI 1998 U 292 pag. 223 (= SVR 1998 UV N° 6 p. 15s.). 

 

                                         In una sentenza del 27
ottobre 1999 nella causa S., pubblicata in SVR 2000 IV N° 21, il TCA ha riconfermato
la propria giurisprudenza, dopo avere constatato che i salari di riferimento
sarebbero praticamente identici anche utilizzando i risultati dell'indagine
svizzera sulla struttura dei salari dell'ufficio federale di statistica (cfr.
DTF 124 V 324 = Pratique VSI 1999 pag. 51 seg.; Pratique VSI 2000 pag. 84-85)
riducendoli, se del caso, conformemente a quanto stabilito dall'Alta Corte
(cfr. DTF 124 V 323-324 = Pratique VSI 1999 pag. 55-56; Pratique VSI 2000 pag.
85-86).

 

                                         La giurisprudenza federale
relativa alla fissazione del reddito da invalido è stata oggetto
di una completa verifica da parte del Tribunale federale delle assicurazioni
(cfr., a tale proposito, D. Cattaneo, Novità e tendenze legislative e
giurisprudenziali nel campo delle assicurazioni sociali, in RDAT
II-2001, p. 593 segg. (p. 602-606)).

                                         In una sentenza del 30
giugno 2000 nella causa B. (I 411/98) - pervenuta al TCA il 24 luglio 2000 -
l'Alta Corte si è in particolare così espressa riguardo alle conclusioni del
suo esame:

 

"  (…)

3.- b) Contrariamente all'__________, l'autorità giudiziaria
cantonale ha invece proceduto al prescritto confronto dei redditi. Per quel che
riguarda, in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, essa, facendo capo
alla propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di
riferimento ai fini del calcolo della capacità di guadagno residua, finora più
volte confermata dal Tribunale federale delle assicurazioni, ha ritenuto
l'importo di fr. 35'100.‑, che corrispondeva nel 1994 alla retribuzione
annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati
non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate (SVR 1996
UV no. 55 pag. 186 consid. 2.11). Orbene, la questione dei salari medi fondati
su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si
riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del 9 maggio 2000 del
Tribunale federale delle assicurazioni nella causa A. (I 482/99), destinata
alla pubblicazione.

 

4.- In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza
stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato, in
primo luogo, la situazione salariale concreta in cui versa l'assicurato.
Qualora i dati economici effettivi difettino per l'inattività di quest'ultimo,
possono essere ritenuti, conformemente alla giurisprudenza, i dati forniti
dalle statistiche salariali.

La questione di sapere se e in quale misura i salari medi
fondati su dati statistici devono essere ridotti dipende dall'insieme delle
circostanze personali e della situazione professionale del caso concreto
(limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi
che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente facendo un uso corretto
del potere di apprezzamento che le compete. La Corte ha precisato, al riguardo,
come una riduzione complessiva massima del 25% del salario statistico
permettesse di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul
reddito di lavoro.

Questa Corte ha poi ancora rilevato, nella medesima
sentenza, che nell'ambito dell'esame della riduzione globale da operare -
percentuale che è stimata e deve essere succintamente motivata
dall'amministrazione -, il giudice delle assicurazioni sociali non può senza
valido motivo sostituire il proprio apprezzamento a quello
dell'amministrazione. (n.d.r., in quella sentenza il TFA ha operato una
riduzione del 15% invece del 40% effettuata dai giudici cantonali).

5.- Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo
cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro
equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti
allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle circostanze
specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa le
esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata.

 

In queste condizioni, il giudizio di prima istanza e la decisione
amministrativa devono essere annullati, nel senso che gli atti sono rinviati
all'Ufficio ricorrente perché, stabilito il tasso d'invalidità fondandosi sulla
recente giurisprudenza di questa Corte, statuisca di nuovo sul diritto ai
provvedimenti professionali in lite."

(STFA succitata)

 

                                         La nostra Corte federale
ha pure emesso numerose sentenze in materia d'assicurazione contro gli
infortuni. Si tratta di fattispecie in cui questo TCA aveva proceduto a
quantificare il reddito da invalido in applicazione della suesposta prassi, a
discapito della valutazione operata dall'_______ sulla base dei dati risultanti
dalla documentazione sui posti di lavoro (DPL). 

                                         La prima di queste
pronunzie è stata emanata nella causa INSAI c/ L., U 181/98 e reca la data del
22 maggio 2001. Essa è stata successivamente confermata con i seguenti giudizi:
STFA 31 maggio 2001 nella causa INSAI c/ M., U 286/98; 31 maggio 2001 nella
causa INSAI c/ M., U 275/98; 31 maggio 2001 nella causa INSAI c/ M., U 279/98;
11 giugno 2001 nella causa INSAI c/ M., U 17/99; 11 giugno 2001 nella causa INSAI
c/ S., U 285/98; 19 giugno 2001 nella causa INSAI c/ P., U 271/98; 21 giugno
2001 nella causa R. c/ INSAI, U 349/98; 27 giugno 2001 nella causa INSAI c/ B.,
U 362/98; 28 giugno 2001 nella causa INSAI c/ C.-D. C., U 18/99; 2 luglio 2001
nella causa INSAI c/ F., U 4/99; 9 luglio 2001 nella causa INSAI c/ M., U
142/99; 10 luglio 2001 nella causa UAI c/ C. e INSAI c/ C., I 442/99 + U
256/99; 18 luglio 2001 nella causa G. c/ INSAI e INSAI c/ G., U 154 + 163/99;
19 luglio 2001 nella causa INSAI c/ T., U 190/99; 27 luglio 2001 nella causa
INSAI c/ B., U 252/99; 31 luglio 2001 nella causa G., U 311/99; 5 ottobre 2001
nella causa INSAI c/ B., U 165/00; 5 ottobre 2001 nella causa INSAI c/ I., U
91/00; 10 ottobre 2001 nella causa INSAI c/ C., U 217+225/00; 16 ottobre 2001
nella causa M., U 301/00; 13 febbraio 2002 nella causa INSAI c/ L., U 41/00; 19
febbraio 2002 nella causa INSAI c/ C., U 99/00; 19 febbraio 2002 nella causa
INSAI c/ C., U 268/00; 5 marzo 2002 nella causa INSAI c/ CE fu M., U 155/00; 15
marzo 2002 nella causa A. c/ INSAI e INSAI c/ A., U 220 + 238/00; 18 marzo 2002
nella causa INSAI c/ K., U 239/00; 18 marzo 2002 nella causa INSAI c/ P.S., U
235/00; 24 aprile 2002 nella causa INSAI c/ R., U 240/00; 30 aprile 2002 nella
causa INSAI c/ P., U 241/00; 8 maggio 2002 nella causa C.-F., U 449/00; 23
maggio 2002 nella causa Winterthur Assicurazioni c/ D., U 234/00).

 

                                         Sostanzialmente, il TFA ha
approvato i dati salariali utilizzati dall'INSAI, dopo avere anche verificato,
in applicazione della DTF 126 V 75ss., che, nel caso di specie, l'importo
ritenuto dall'assicuratore LAINF appariva plausibile alla luce dei dati dedotti
dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari edita dall'Ufficio federale
di statistica, considerata la possibilità di ridurre il salario statistico fino
al limite massimo del 25%:

 

"  (…)

Ai fini di stabilire le ripercussioni economiche
dell'impossibilità, per l'assicurato, di svolgere la precedente attività, le
istanze inferiori hanno fatto capo ad un paragone dei redditi, come lo prescrive
l'art. 18 cpv. 2 LAINF, già citato. Per quel che riguarda, in particolare, il
reddito ipotetico da invalido, i primi giudici, in modifica di quanto stabilito
nel provvedimento amministrativo impugnato e prevalendosi della propria
giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di riferimento
per il calcolo della capacità di guadagno residua, hanno ritenuto l'importo di
fr. 35'000.--, che corrispondeva negli anni dal 1994 al 1998 alla retribuzione
annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati
non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate. Orbene, la
questione dei salari medi fondati su dati statistici, cui pure la predetta
prassi giudiziaria ticinese si riferisce, è stata oggetto di una recente
sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni pubblicata in DTF 126 V 75
segg.

 

c) In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza stabilito
che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato in primo
luogo la situazione professionale e salariale concreta dell'interessato.
Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla
giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La
questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati
statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze
personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno
alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora,
grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare
globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del
25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità
suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle
assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a
pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che
l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido
motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi
dell'assicurazione.

 

d) Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un
mercato del lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in
attività confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare
riferimento alle specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non
soddisfa manifestamente le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata
(nello stesso senso: sentenze 19 aprile 2001 in re P., I 226/00, 31 gennaio
2001 in re R., I 10/00 e 30 giugno 2000 in re B, I 411/98). Il giudizio
querelato non può quindi essere tutelato.

 

e) Per determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato, l'istituto ricorrente ha compiuto degli accertamenti
presso alcune aziende del Cantone Ticino appurando come in attività leggere,
che anche l'interessato sarebbe in grado di esercitare dal profilo sanitario, i
dipendenti di tali ditte percepissero un reddito annuo medio pari a fr.
42'030.--. Orbene, il Tribunale federale delle assicurazioni può aderire alla
valutazione del guadagno ipotetico di invalido operata dall'_______. L'importo
stabilito appare plausibile alla luce dei dati statistici sulla struttura dei
salari editi dal competente Ufficio federale - dati secondo i quali la
retribuzione annua media dei lavoratori di sesso maschile attivi in occupazione
semplici e ripetitive nel settore privato ammontava, nel 1997, a fr. 54'245.--
(fr. 4'294.-- : 40 x 41,9 x 12 x 100,5%) - quando si consideri come, ai sensi
della giurisprudenza in DTF 126 V 75 sopra indicata, le specifiche circostanze
del caso concreto siano suscettibili di comportare una riduzione del salario
statistico fino, realizzate tutte le premesse, al limite massimo del 25%.

 

3.- In tali condizioni, ritenuto che il reddito ipotetico
conseguibile senza invalidità (fr. 50'568.-- annui) non è mai stato contestato
dalle parti in causa, la decisione amministrativa in lite che riconosce
all'opponente il diritto ad una rendita calcolata su un'invalidità del solo 17%
merita di essere ristabilita."

(STFA 22 maggio 2001 nella causa L. c/ INSAI, p. 4ss.). 

 

                                         L'Alta Corte nelle
sentenze menzionate non ha comunque risolto la questione di principio a sapere
quale deve essere, in materia di assicurazione contro gli infortuni, il
rapporto tra i dati dell'Ufficio federale di statistica (ai quali il TFA fa
costantemente riferimento nella giurisprudenza pubblicata, cfr. DTF 124 V
323-324 e DTF 126 V 75) e le DPL (cfr. D. Cattaneo, op. cit., p. 604-605). 

                                         Tale questione è stata
invece affrontata in una sentenza del 28 agosto 2003 nella causa C., U 35/00 +
U 47/00, pubblicata in DTF 129 V 472ss. (= RAMI 2003 U 494, p. 383ss.), in cui
il TFA - dopo avere sottolineato le difficoltà che comporta il volere imporre
un ordine di priorità fra dati statistici e DPL, siccome
ognuno dei due metodi presenta vantaggi e svantaggi (cfr. DTF 129 V 477,
consid. 4.2.1) - ha definito quali sono i presupposti che devono essere
soddisfatti affinché il reddito da invalido possa essere validamente
determinato sulla base dei salari DPL:

 

" 
(…).

 

Weil die Invaliditätsbemessung aufgrund
hypothetischer Vergleichseinkommen und unter Berücksichtigung des in Betracht
fallenden (ausgeglichenen) allgemeinen Arbeitsmarktes zu erfolgen hat, müssen
die DAP auch im konkreten Einzelfall repräsentativ sein. Es genügt daher nicht,
wenn lediglich ein einziger oder einige wenige zumutbare Arbeitsplätze
angegeben werden, weil es sich dabei sowohl hinsichtlich der Tätigkeit als auch
des bezahlten Lohnes um Sonder- oder Ausnahmefälle handeln kann. Unbeachtlich
ist, ob der Arbeitsplatz frei oder besetzt ist, weil die Invaliditätsbemessung
auf der Fiktion eines ausgeglichenen Arbeitsmarktes beruht (BGE110 V 276 Erw.
4b; AHI 1998 S. 291 Erw. 3b). Wenn die Vorinstanz eine Mindestzahl von fünf
zumutbaren Arbeitsplätzen voraussetzt, so erscheint dies in quantitativer
Hinsicht in der Regel als genügend. Im Hinblick auf die geforderte Repräsentativität
der DAP-Profile und der daraus abgeleiteten Lohnangaben hat der
Unfallversicherer im Sinne einer qualitativen Anforderung jedoch, zusätzlich
zur Auflage von mindestens fünf DAP-Blättern, Angaben zu machen über die
Gesamtzahl der aufgrund der gegebenen Behinderung in Fragekommenden
dokumentierten Arbeitsplätze, über den Höchst- und den Tiefstlohn sowie über
den Durchschnittslohn der dem jeweils verwendeten Behinderungsprofil
entsprechenden Gruppe. Damit wird auch die Überprüfung des Auswahlermessens hinreichend
ermöglicht, und zwar in dem Sinne, dass die Kenntnis der dem verwendeten
Behinderungsprofil entsprechenden Gesamtzahl behinderungsbedingt in Frage
kommender Arbeitsplätze sowie des Höchst-, Tiefst- und Durchschnittslohnes im
Bereich des Suchergebnisses eine zuverlässige Beurteilung der von der SUVA
verwendeten DAP-Löhne hinsichtlich ihrer Repräsentativität erlaubt. Das
rechtliche Gehör ist dadurch zu wahren, dass die SUVA die für die
Invaliditätsbemessung im konkreten Fall herangezogenen DAP-Profile mit den
erwähnten zusätzlichen Angaben auflegt und die versicherte Person Gelegenheit
hat, sich hiezu zu äussern (vgl. Art. 122 lit. a UVV, gültig gewesen bis 31.
Dezember 2000 [AS 2000 2913] und Art. 26 Abs. 1 lit. b VwVG, BGE 115 V 297
ff.). Allfällige Einwendungen der versicherten Person bezüglich des
Auswahlermessens und der Repräsentativität der DAP-Blätter im Einzelfall sind
grundsätzlich im Einspracheverfahren zu erheben, damit sich die SUVA im
Einspracheentscheid damit auseinander setzen kann. Ist die SUVA nicht in der
Lage, im Einzelfall den erwähnten Anforderungen zu genügen, kann im
Bestreitungsfall nicht auf den DAP-Lohnvergleich abgestellt werden; die SUVA
hat diesfalls im Einspracheentscheid die Invalidität aufgrund der LSE-Löhne zu
ermitteln. Im Beschwerdeverfahren ist es Sache des angerufenen Gerichts, die
Rechtskonformität der DAP-Invaliditätsbemessung zu prüfen, gegebenenfalls die
Sache an den Versicherer zurückzuweisen oder an Stelle des DAP-Lohnvergleichs
einen Tabellenlohnvergleich gestützt auf die LSE vorzunehmen"

                                         (DTF
succitata, consid. 4.2.2). 

 

                             2.11.   Partendo
dalla constatazione che l'applicazione di dati salariali statistici
validi per tutta la Svizzera - quali quelli utilizzati dal TFA (cfr., fra le
più recenti, STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U 234/00 e del 30 aprile
2002 nella causa P., U 241/00) - si rivela essere discriminante per gli
assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono notoriamente più
bassi rispetto alla media nazionale, ritenuto che il reddito da non invalido è
quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati nel nostro
Cantone senza il danno alla salute, questo TCA, in una sentenza del 4 settembre
2000 nella causa R., pubblicata in RDAT I-2001, p. 250ss. e in SVR 2001 IV n.
35 - successivamente confermata in più di un'occasione (cfr., ad esempio, STCA
del 17 aprile 2001 nella causa B. e del 22 maggio 2001 nella causa M.) -
sentito preliminarmente il parere del __________ dell'Ufficio federale di
statistica, dottor __________, ha così precisato la propria giurisprudenza:

 

"  In
data 26 luglio 2000 il Presidente del TCA ha inviato al dottor __________,
__________ dell'Ufficio federale di statistica, uno scritto del seguente
tenore:

 

"(…)

Il Tribunale federale delle
assicurazioni in una recente, chiara giurisprudenza prescrive di fondarsi, in
molti casi, sulle vostre inchieste allorché dobbiamo determinare il reddito da
invalido ancora conseguibile da lavoratori non qualificati con problemi di
salute, che sono abili al lavoro soltanto in attività leggere adeguate.

Al riguardo vengono in particolare
utilizzati i salari fissati nella tabella TA1 (ad esempio fr. 4294.-- nel 1996,
cfr. "L'enquête suisse sur la structure des salaires 1996" pag. 17, e
per la giurisprudenza, Pratique VSI 2000 pag. 85).

 

Al fine di applicare la giurisprudenza
federale, in modo corretto, nel Cantone Ticino (considerato che l'altro termine
di paragone per fissare il grado di invalidità è sostanzialmente il salario
conseguito nel nostro Cantone dall'assicurato prima dell'insorgenza del
danno alla salute), mi occorre sapere:

 

-   possiamo
utilizzare il valore statistico medio (ad es. fr. 4294.-- nel 1996) così come è
anche per il Cantone Ticino? Per quale motivo?

 

-   In caso di
risposta negativa:

  Perché no? Quale
coefficiente di riduzione occorre applicare, al salario citato, per adattarlo
alla situazione del nostro Cantone? 

(…)" (cfr. doc. _)

 

Il dottor __________ ha così risposto in data 14 agosto 2000:

 

" 
(…)

Benché il campione dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari sia
definito per poter disporre di risultati rappresentativi a livello nazionale, è
possibile ottenere anche una serie d'indicatori salariali per singole entità
regionali, beninteso nel rispetto dei criteri di validità e di qualità
statistiche ed evidentemente ad un livello di aggregazione superiore. I valori
dell'indagine sulla struttura dei salari del 1996 che Lei cita nella sua
lettera possono dunque essere utilizzati legittimamente, dal punto di vista
statistico, per il Cantone Ticino.

In allegato Le invio tre tabelle relative ai salari mediani per l'anno 1998
(ultimi risultati disponibili), ripartiti in base al sesso e al livello di
qualificazione richiesto dal posto occupato.

 

 

I valori specifici per il Cantone Ticino sono i seguenti:

-   Nel 1998
(settore pubblico e settore privato), il salario lordo mediano per un uomo
esercitante attività semplici e ripetitive (livello 4) era di 3'813.-- franchi
al mese (cfr. tabella TA13).

-   È ancora
possibile precisare che il 50% dei lavoratori dipendenti di questa stessa
categoria guadagnava fra 3060 e 4704 franchi. Considerando unicamente il
settore privato, il salario mediano (sempre per la stessa categoria di
lavoratore dipendente) era di 3'611 franchi (cfr. TA 14).

 

A titolo di confronto Le invio anche la
tabella TA1 relativa ai salari mediani della Svizzera (settore privato),
ripartiti stavolta per settore economico (…)" (cfr. doc. Vbis).

 

Al fine di non discriminare gli assicurati attivi in Ticino,
Cantone in cui i salari sono notoriamente più bassi rispetto alla media
nazionale, visto che il reddito da non invalido è quello che verrebbe
effettivamente percepito dagli assicurati nel nostro Cantone senza il danno
alla salute, questo Tribunale ritiene che nell'applicazione dei dati
statistici occorre utilizzare la tabella che riflette i salari versati nella
nostra regione.

Se si ignorasse questo aspetto, sostenendo per ipotesi che siccome
la LAI è una legge federale occorre riferirsi ad un unico dato salariale
statistico valido per tutto il paese (ad esempio fr. 4628.-- nel 1998 per un
uomo, cfr. TA1; DTF 124 V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85), si finirebbe per
utilizzare dati salariali irrealistici ed in definitiva giungere ad un
risultato che non garantisce l'uguaglianza di trattamento (cfr. DTF 126 V 36; DTF
126 V 48; STFA del 22 maggio 2000 nella causa I. (I 312/99); DTF 126 I 76).

Del resto, il TFA, nella sua giurisprudenza, ha per lungo tempo
giustamente e regolarmente tenuto conto dei salari vigenti nel Cantone in cui
opera l'assicurato (cfr. RCC 1989 pag. 485 "du Canton concerné";
sentenza del 26 agosto 1998 nella causa K.W. citata in SVR 1996 UV Nr. 55 pag.
185: "Im Wohnsitz Kanton des Beschwerdegegners (Thurgau)".

 

Nella sentenza pubblicata in SVR 2000 IV Nr. 21, il TCA ha al
riguardo precisato:

 

" 
La necessità di adattare i salari medi nazionali alla situazione del
Ticino risulta peraltro implicitamente nella risposta del Consiglio di Stato
del 28 settembre 1999 ad una interrogazione dell'On. __________ del 14 agosto
1999 «Bassi salari e reddito famigliare» con la quale chiedeva di pubblicare,
dati disponibili per documentare la situazione relativa al reddito e alle
condizioni  sociali della famiglie in Ticino, nonché di presentare i dati
aggiornati sui livelli salariali nel nostro Cantone:

 

«(…)

Su scala federale la statistica
ufficiale fornisce diversi dati che permettono di conoscere l'evoluzione e la
struttura dei salari in Svizzera.

 

A livello regionale, le informazioni di
cui si dispone sono molto ridotte e riguardano unicamente la struttura dei salari,
i cui dati vengono rilevati ogni due anni. Si ricorda al lettore che nel 1994
la statistica è stata sottoposta a profonda revisione, e per quell'anno,
eccezionalmente. Il Ticino ha potuto disporre di informazioni supplementari.

 

Il calcolo dei dati regionali (grandi
regioni) si basa tuttavia sullo schema di ponderazione dell'economia svizzera,
schema che, come noto, presenta diversità anche importanti rispetto al Ticino.

Non si è certi tuttavia in che misura
questo accorgimento provochi delle distorsioni nei dati pubblicati.

 

Per i prossimi anni è inoltre probabile
che l'UST, ritenuta l'importanza della tematica in questione, riesca a mettere
a disposizione delle regioni un numero più elevato di informazioni. Per il
Ticino si tratterebbe in questo caso di applicare ai dati lo schema di
ponderazione della struttura economica cantonale»"

 

Va pure ricordato che, secondo il TFA, occorre prendere in
considerazione il salario, risultante dalla tabella, di un uomo, se si tratta
di un assicurato, e di una donna se si tratta di un'assicurata (cfr. Pratique
VSI 2000 pag. 84-85):

 

" 
Dans ce cas, en raison des inégalités de salaires entre
les deux sexes révélées par les statistiques, il faut se référer, pour les
femmes, aux salaires des femmes et, pour les hommes, aux salaires des hommes.
Il n'est pas question de se baser sur une valeur moyenne entre les salaires des
femmes et des hommes. (…)"

                                         (STCA succitata - la
sottolineatura è del redattore). 

 

                                         In una
sentenza del 5 giugno 2003 nella causa B. (inc. n. 35.2003.6), il TCA ha
inoltre sottolineato come il TFA, che ha posto il principio della priorità dei
dati statistici nazionali rispetto a quelli regionali - in alcune sue pronunzie
ha confermato il reddito da invalido fissato sulla base di valori regionali.

                                         Ad esempio,
in una sentenza del 10 agosto 2001 nella causa R., I 474/00 - sentenza che è
poi stata ripresa in più di un giudizio federale (cfr., per es., la STFA del 23
maggio 2002 nella causa D., U 234/00, consid. 4c, parzialmente pubblicata in
DTF 128 V 174s.) - il TFA ha considerato non censurabile l'applicazione dei
dati relativi alla regione "Svizzera orientale" (TA 13), siccome più
favorevoli all'assicurata rispetto al dato nazionale (cfr. consid. 3c/aa:
"Obwohl das Eidgenössische Versicherungsgericht grundsätzlich die
gesamtschweizerischen Werte heranzieht, ist vorliegend auch nicht zu
kritisieren, dass der Berechnung zu Gunsten der Beschwerdeführerin die tieferen
Werte der Region Ostschweiz (TA 13) zu Grunde gelegt worden sind").

 

                                         Parimenti,
nelle sentenze del 30 novembre 2001 nella causa R., I 226/01 e del 20 novembre
2002 nella causa D., I 764/01, l'Alta Corte ha valutato il reddito da invalido
facendo capo al valore afferente al Cantone Ticino, rispettivamente, alla
regione lemanica. 

 

                                         In una
sentenza del 13 giugno 2003 nella causa M., U 236/01, consid. 4.3.2, il TFA ha
ribadito che esso "… non esclude di principio l'applicazione dei valori
regionali, desumibili dalle tabelle TA14 (recte: TA13, n.d.r.) -
(…) -, segnatamente laddove questi appaiono maggiormente favorevoli per
l'assicurato (cfr. sentenza del 10 agosto 2001 in re R., I 474/00, consid.
3c/aa)".

 

                                         In
un'altra sentenza, datata sempre 13 giugno 2003, la Somma Istanza ha ricordato
segnatamente che "… le circostanze del caso concreto determinano quale sia
la tabella da applicare nel caso esaminato. È pertanto ammissibile ad esempio
applicare la tabella TA7, che indica i valori per una determinata attività, se
così facendo è possibile determinare in maniera più precisa il reddito da
invalido (in proposito si veda anche consid. 4c non pubblicato in DTF 128 V
174). Questa Corte, infine, ha pure ritenuto non criticabile applicare la
tabella TA13, che riferisce dei salari in relazione alle grandi regioni
(sentenza del 10 agosto 2001 in re R. consid. 3c/aa, I 474/00, del 27 marzo
2000 in re P. consid. 3c, I 218/99, del 28 aprile 1999 in re T. consid. 4c, I
446/98)" (STFA del 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/01, consid. 4.4.).

 

                             2.12.   Nella
concreta evenienza, non è contestato che il reddito da invalido debba essere
determinato in applicazione dei dati statistici, così come entrambe le parti
hanno d'altronde riconosciuto.

 

                                         Conformemente
alla giurisprudenza di questa Corte, secondo cui la priorità deve essere
attribuita ai valori statistici regionali (rispetto a quelli raccolti a livello
nazionale, cfr. consid. 2.10.), e ritenuto che l'assicurato ha trasferito il
proprio domicilio da Winterthur al Cantone Ticino soltanto nel corso del mese
di