# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cbca1380-deb1-5769-b0e1-f84ae3cac325
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-10-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 03.10.2005 11.2005.83
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2005-83_2005-10-03.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2005.83

  	
  Lugano

  3 ottobre 2005/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Lardelli

  

 

	
  segretaria:

  	
  Chietti Soldati, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa OA.2004.255 (divorzio
su unilaterale) della Pretura del Distretto di Bellinzona promossa con petizione
del 24 novembre 2004 da

 

	
   

  	
   AA 1,
   

  (patrocinato dall' PA 2, )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP 1,
   

  (patrocinata dall' PA 1, ),

   

  

giudicando ora sul decreto cautelare del 10
giugno 2005 con cui il
Pretore ha modificato l'assetto provvisionale fra i coniugi;

esaminati gli atti,

posti i seguenti

punti di questione:     1.   Se
dev'essere accolto l'appello del 22 luglio (recte: giugno) 2005
presentato da AP 1 contro il decreto cautelare emesso il 10 giugno 2005 dal
Pretore supplente del Distretto di Bellinzona;

                                         2.   Se
dev'essere accolto l'appello adesivo del 26 luglio 2005 presentato da AA 1
contro il medesimo decreto;

                                         3.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   AA 1 (13 settembre 1965) e AP 1 (13 novembre 1973) si sono
sposati a __________ il 26 marzo 1999. Dal matrimonio è nato N__________, il 10
maggio 1999. Il marito è alle dipendenze della __________ di __________. La
moglie lavora a tempo parziale in un salone per parrucchiere uomo-donna a __________,
gestito dalla società in nome collettivo __________, in cui essa ha qualità di
socio. I coniugi si sono separati di fatto nel gennaio del 2001, quando AA 1 ha
lasciato l'abitazione coniugale di __________ per trasferirsi in un appartamento
a __________.

 

                                  B.   In
esito a un'istanza di misure a protezione dell'unione coniugale presentata il
10 dicembre 2003 da AP 1, con sentenza dell'8 giugno 2004 il Pretore del
Distretto di Bellinzona ha fissato un contributo alimentare di fr. 423.–
mensili per lei e uno di fr. 1230.– mensili per il figlio. Adita da ambo le
parti, con sentenza del 13 giugno 2005 questa Camera ha annullato il
contributo alimentare per la moglie e ha aumentato a fr. 1580.– mensili quello
per N__________ (inc. 11.2004.76).

 

                                  C.   Nel
frattempo, il 24 novembre 2004, AA 1 ha promosso azione unilaterale di divorzio,
chiedendo in via provvisionale l'estensione del suo diritto di visita e la
riduzione del contributo per il figlio a fr. 650.– mensili dal 1° novembre
2004. Al­l'udienza del 21 dicembre 2004, indetta per la discussione cautelare, AP
1 ha proposto di respingere l'istanza, postulando nel contempo un contributo
alimentare per sé di fr. 305.– mensili e l'aumento di quello per il figlio a
fr. 1638.– mensili. Esperita l'istruttoria, le parti hanno rinunciato alla
discussione finale, inoltrando conclusioni scritte nelle quali hanno confermato
le loro domande.

 

                                  D.   Statuendo
il 10 giugno 2005, il Pretore supplente ha respinto

                                         l'istanza del marito e ha accolto parzialmente quella della moglie,
aumentando il contributo provvisionale per N__________ a fr. 1220.– mensili dal
1° novembre 2004 al 30 aprile 2005 e a fr. 1298.– mensili dopo di allora. Le
spese, con una tassa di giustizia di 

                                         fr.
200.–, sono state poste a carico di AA 1, tenuto a rifondere alla moglie fr.
600.– per ripetibili.

 

                                  E.   Contro
il decreto appena citato AP 1 è insorta con un appello del 22 luglio (recte:
giugno) 2005 per ottenere che il contributo di mantenimento in favore del
figlio sia aumentato a fr. 1672.– mensili dal 1° novembre 2004 al 30 aprile
2005 e a fr. 1674.– mensili dopo di allora. Nelle sue osservazioni del 26
luglio 2005 AA 1 propone di respingere l'appello e con appello adesivo chiede
di ridurre il contributo per il figlio a fr. 762.– mensili dal 1° novembre 2004
al 30 aprile 2005 e a fr. 804.– mensili dopo di allora. AP 1 ha comunicato il
12 settembre 2005 di rinunciare a osservazioni sull'appello adesivo.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Le misure a protezione dell'unione coniugale ordinate prima di
una causa di divorzio rimangono in vigore finché non siano sostituite da misure
provvisionali (DTF 129 III 61 consid. 2, 119 II 314 in fine; Deschenaux/Steinauer/Baddeley, Les effets
du mariage, Berna 2000, pag. 324 n. 789). Esse possono sempre essere mo­dificate,
sia quando siano mutate in maniera rilevante e duratura le circostanze considerate
al momento della decisione, sia quando le previsioni formu­late in base alla
situazione di quel mo­men­to non si siano avverate o si siano avverate solo in
parte, sia quando il giudice abbia statuito senza conoscere circostanze determinanti
(cfr., in materia di decreti cautelari, Gloor
in: Basler Kommentar, ZGB I, 2ª edizione, n. 15 ad at. 137 CC). A tal fine poco
giova sapere se l'istante potesse far valere prima la causa di modifica:
decisivo è sapere se, per il lasso di tempo successivo all'istanza, il cambia­mento
invocato sia rilevante e duraturo. Nella fattispecie l'unico elemento
modificatosi per rapporto al momento in cui il giudice ha emanato le misure a
tutela del­l'unione coniugale è la lieve riduzione del reddito conseguito dall'istante.
Visto nondimeno che il contributo alimentare per il figlio appariva
manifestamente inferiore al fabbisogno in denaro di lui, la provvisionale di
divorzio poteva ritenersi ammissibile.

                                      

                                   2.   Il
Pretore ha accertato che nel 2004 l'istante si è visto ridurre lo stipendio a
fr. 4900.– mensili e che il suo fabbisogno minimo ammonta a fr. 2704.60 (minimo
esistenziale del diritto esecutivo fr. 1100.–, locazione fr. 805.10, posteggio
fr. 115.–, premio della cassa malati fr. 182.20, assicurazione dell'economia
domestica fr. 27.30, assicurazione dell'automobile fr. 175.–, imposte fr.
300.–). Quanto alla moglie, egli ne ha accertato un reddito in fr. 3500.– netti
mensili e il fabbisogno minimo in fr. 2489.75 (minimo esistenziale del diritto
esecutivo fr. 1250.–, locazione fr. 1000.– da cui dedurre la quota per N__________,
premio della cassa malati fr. 117.15, assicurazione dell'economia domestica fr.
38.60, spese d'automobile fr. 189.–, imposte fr. 250.–). Il fabbisogno in
denaro di N__________ è stato valutato in fr. 1255.– mensili fino al 30 aprile
2005 e in fr. 1410.– mensili dopo di allora. Constatata in simili condizioni
un'eccedenza di fr. 1795.65 mensili, il Pretore ha posto a carico dell'istante
un contributo alimentare per il figlio di fr. 1220.– mensili fino al 30 aprile
2005 e di fr. 1298.– mensili dopo di allora.

 

                                    I.   Sull'appello
principale

 

                                   3.   L'appellante rimprovera al Pretore di avergli imputato un reddito di
fr. 3500.– con l'argomento che dal salone di cui è contitolare ha sempre
ricavato almeno fr. 3000.– mensili. In effetti, nella sentenza del 13 giugno
2005 questa Camera ha accertato che esercitando l'attività di parrucchiera la
moglie aveva sempre gua­dagnato fr. 3000.– mensili netti (consid. 5e).
Quell'accertamento si fondava tuttavia sui dati allora disponibili. In seguito
è emerso che l'interessata prelevava bensì fr. 3000.– mensili dalla cassa del
salone, ma che al conto aziendale essa attingeva anche per pagamenti privati,
come ad esempio per le imposte (deposizione __________, del 3 febbraio 2005:
verbali, pag. 6). Il fiduciario che cura la contabilità del salone ha dichiarato
inoltre che nel 2004 la società in nome collettivo ha conseguito un utile netto
di fr. 100 000.–/105 000.– e che la quota spettante a AP 1 è del 40-42% (loc. cit). Ciò
posto, e senza dimenticare che l'interessata
ammette di incassare mance per fr. 50.–/100.– mensili (interrogatorio
formale del 9 marzo 2005, risposta n. 1), a un sommario esame come quello che
presiede all'emanazione di misure provvisionali la valutazione del Pretore,
secondo cui il reddito dell'interessata può stimarsi in fr. 3500.– mensili,
resiste alla critica.

 

                                   4.   Per
quanto riguarda il fabbisogno in denaro del figlio, l'appellante fa valere che
esso ammonta a fr. 1672.– mensili fino al 6° anno di età e a fr. 1674.– mensili
dopo di allora. Nella precedente sen­tenza del 13 giugno 2005 questa Camera
aveva avuto modo di rilevare che, lavorando al 60%, l'interessata non poteva
prestare più del 40% della cura e educazione in natura (consid. 10). Non
essendo intervenute modifiche da allora, non vi sono ragioni per scostarsi da
tale apprezzamento, sicché la relativa posta prevista dalle raccomandazioni
pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton
Zurigo – cui questa Camera si ispira notoriamente da un ventennio – va ridotta
di due quinti (fr. 278.–, pari al 40% di fr. 695.–). Inoltre il costo dell'alloggio
(fr. 355.– mensili stimato dalle raccomandazioni) va commisurato a un terzo di
quanto paga effettivamente la madre (Empfehlungen zur Bemessung von
Unterhaltsbeiträgen für Kinder, Zurigo 2000, pag. 13 in alto),
cioè fr. 1000.– mensili (doc. 1 e 4; verbali, pag. 7 in alto). Nelle
circostanze descritte il fabbisogno in denaro di N__________ risulta di fr.
1652.– mensili fino al 6° anno di età (aprile del 2005) e di fr. 1654.– in
seguito. Ciò comporta, come si vedrà oltre, il parziale accoglimento dell'appello.

 

                                   II.   Sull'appello
adesivo

 

                                   5.   Al Pretore l'appellante rimprovera di non avere computato alla
moglie un reddito potenziale di almeno fr. 4000.– mensili netti, guadagno che
l'interessata potrebbe a suo avviso conseguire dando prova di buona volontà. A
suo parere poi, dovendosi escludere una ripresa della comunione domestica (la
moglie stessa ha aderito al divorzio), vanno applicati anticipatamente i parametri
dell'art. 125 CC, sicché la moglie va tenuta ad aumen­tare la sua attività
lucrativa, ciò che rientra nelle sue possibilità.

 

                                         a)   Per
quanto riguarda le misure provvisionali durante una causa di divorzio, l'art.
137 cpv. 2 seconda frase CC richiama esplicitamente le disposizioni a tutela
dell'unione coniugale. In materia di contributi alimentari torna dunque
applicabile, analogicamente, l'art. 176 cpv. 1 n. 1 CC. Ora, per prassi invalsa
questa Camera calcola l'entità di tali contributi, in casi del genere, dividendo
l'eccedenza mensile tra i coniugi – di regola a metà – una volta dedotto dal
reddito familiare il fabbisogno dei coniugi e dei figli minorenni (v. DTF 121
III 302 consid. 5b, 123 III 1; Schwander in: Basler Kommentar, ZGB I, 2ª edi­zio­ne,
n. 4 ad art. 176; Hausheer/Reusser/Geiser
in: Berner Kom­mentar, edizione 1999, n. 26 ad art. 176 CC). Tale metodo di calcolo è pacificamen­te conforme al diritto federale
(DTF 126 III 9 consid. 3c, 119 II 314, 114 II 26). 

 

                                         b)   Il
problema di sapere se e in che misura il coniuge liberato da
compiti legati alla cura dell'economia domestica in seguito alla separazione di
fatto sia tenuto a usare altrimenti la sua capacità lavorativa, esercitando o
estendendo un'attività rimunerata, è stato trattato ancora recentemente dal
Tribunale federale. Esso ha ribadito che nell'ambito di misure provvisionali
in pendenza di divorzio valgono, per principio, i principi applicabili nel
quadro di misure a protezione del­l'unione coniugale. Si può pretendere dunque
che una moglie riprenda o estenda un'attività lucrativa a tre condizioni
cumulative: quando non sia possibile attingere all'eccedenza o – almeno
provvisoriamente – a sostanza accumulata durante la vita in comune, quando i
mezzi a disposizione (compresi quelli della sostanza) non bastino a finanziare
due economie domestiche separate nonostante le restrizioni imposte dalle circostanze
e quando la ripresa o l'estensione di un'attività lucrativa da parte del
coniuge interessato sia compatibile con la situazione personale di lui (età,
stato di salute, formazione professionale e così via), oltre che con la
situazione del mercato del lavoro (DTF 130 III 542 consid. 3.2 con rinvii). 

 

                                         c)   Un
solo criterio distingue le misure provvisionali in pendenza di divorzio
dalle misure a protezione del­l'unione coniugale: quello secondo cui,
nell'ambito delle prime, occorre por men­te al fatto che durante una causa di
stato il ritorno dei coniugi al riparto dei compiti consensualmente stabilito
ai fini della vita in comune non è più né auspicato né verosimile. Nel quadro
di siffatte misure occorre annettere dunque particolare importanza, più che nel
caso di provvedimenti a tutela dell'unione coniugale, all'autonomia economica
che il coniuge professionalmente inattivo – o attivo solo a tempo parziale – è
chiamato ad acquisire o a riacquisire (DTF 130 III 542 consid. 3.2 con rinvii).
Ma perché sotto questo profilo il giudice si dimostri più esigente devono
sussistere anche gli altri due presupposti cumulativi citati dianzi. Non è il
caso perciò di imporre a una moglie la ripresa o l'estensione di un'attività
lucrativa qualora l'eccedenza mensile o la sostanza accumu­lata dai coniugi
basti – almeno provvisoriamente – a finanziare le due economie domestiche
separate e nemme­no quando i coniugi possano essere chiamati, per finanziare le
due economie domestiche, a ragionevoli misure di risparmio. Nella misura in cui
crede di poter applicare pedisse­qua­mente i criteri dell'art. 125 nel quadro
dell'art. 137 cpv. 2 CC, l'appellante adombra quindi speculazioni che cadono
nel vuoto.

 

                                         d)   In concreto, come si vedrà in appresso, attingendo all'eccedenza
mensile i mezzi a disposizione della famiglia bastano per sovvenire alle due
economie domestiche, di modo che non soccorrono gli estremi per imputare alla
moglie – già attiva al 60% – un reddito superiore a quello conseguito. Tanto
meno ove si ricordi che di regola una madre non può essere tenuta a cominciare
– o a ricuperare  – un'attività a tempo parziale se non al momento in cui il
figlio cadetto a lei affida­to avrà raggiunto i 10 anni, mentre un'attività a
tempo pieno può esserle imposta al momento in cui tale figlio avrà compiuto i
16 anni (DTF 115 II 10 consid. 3c e 11 consid. 5a; SJ 116/ 1994 pag. 91). Tale
orientamento è rimasto immutato anche nel nuovo diritto del divorzio (sentenza
del Tribunale federale 5C.48/2001 del 28 agosto 2001; Schwenzer, FamKommentar Scheidung, Berna 2005, n. 59 ad art.
125 CC con riferimenti). Si aggiunga che, contrariamente a quan­to pretende
l'interessato, l'importo di fr. 500.– corrisposto mensilmente dalla
moglie alla AHV-Kasse __________ è, con tutta evidenza, destinato al pagamento
del contributo della previdenza professionale e non va aggiunto al reddito
netto. Al riguardo l'appello adesivo è destinato quindi all'insuccesso.

 

                                   6.   Per
quel che attiene al proprio fabbisogno minimo, l'appellante fa valere che il
Pretore ha erroneamente computato il premio della cassa malati in fr. 182.20
mensili (in luogo di almeno fr. 253.–) e l'onere fiscale in soli fr. 300.–
(invece di fr. 400.–). Al primo giudice egli rimprovera altresì di avere trascurato
il costo di un'assicurazione sulla vita (fr. 180.–) e quello dell'assicurazione
domestica. Le diverse voci litigiose vanno esaminate singolarmente.

 

                                         a)   Circa
il premio della cassa malati, agli atti figurano due cedole di versamento,
l'una di fr. 182.20 (doc. D, 5° foglio) e l'altra di fr. 164.60 (doc. D, 6°
foglio). Mal si comprende perciò in quale errore sia incorso il Pretore
inserendo nel fabbisogno minimo dell'interessato l'importo più alto.
L'appellante obietta che tale pagamento corrisponde solo a una sola parte del
premio, ma non ha reso verosimile l'assunto. Che nella precedente procedura gli
sia stato riconosciuta una spesa più elevata poco giova. A lui incombeva di
documentare il premio attuale.

 

                                         b)   In
merito all'onere fiscale è possibile che durante il periodo considerato dal Pretore
l'appellante fosse parzialmente disoccupato, ma ciò soltanto non giustifica un
aumento del carico tributario da fr. 300.– a fr. 400.– mensili. A tal fine sarebbe
occorso un minimo di calcolo sui valori imponibili e le deduzioni applicabili,
motivazione che all'appello adesivo fa totale difetto. Tutto ciò senza
considerare che l'ultima tassazione agli atti (doc. E) è fondata su un
contributo alimentare per il figlio di fr. 770.– mensili, mentre in esito
all'attuale giudizio il contributo che l'appellante adesivo potrà dedurre dal
suo reddito imponibile è di gran lunga più elevato. Al proposito l'appello
adesivo dimostra tutta la sua inconsistenza.

 

                                         c)   Gli
asseriti costi per l'arredamento della nuova abitazione non sono
quantificati, di modo che su questo punto la Camera non può entrare in
argomento. Vanno inseriti invece nel fabbisogno minimo dell'interessato, come
questa Camera aveva già avuto modo di fare nella precedente sentenza, il premio
per l'assicurazione sulla vita (fr. 175.– mensili) e l'indennità per pasti
fuori casa (fr. 100.– mensili: sentenza del 13 giugno 2005, consid. 6b e 6c).
Non essendo mutate le circostanze, non vi sono ragioni del resto per
disconoscere tali oneri, né la convenuta pretende il
contrario. Tutto ciò posto, il fabbisogno minimo dell'appellante ascende a
complessivi fr. 2980.– mensili (arrotondati).

                                      

                                   7.   Per
quel che è del figlio N__________, l'appellante sostiene che applicando al caso
concreto le raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della
gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo occorre tenere
conto anche del sostentamento da lui stesso prestato al ragazzo. Egli chiede
pertanto di ridurre il fabbisogno in denaro di
quest'ultimo a fr. 1463.50 mensili fino al 6° anno di età e a fr. 1542.–
mensili dopo di allora, dovendosi dedurre dall'importo indicato dalla tabella
la parte dei costi per cura e educazione da lui medesimo
assunta in natura. L'appellante fa valere inoltre che, essendo il suo diritto
di visita più esteso di quello usualmente riconosciuto, anche i costi di vitto,
vestiario e alloggio, come pure quelli vari vanno moderati. A suo parere, infine,
il contributo alimentare va commisurato alla sua disponibilità effettiva.

 

                                         Dall'ultima
argomentazione va subito sgombrato il campo. Il fabbisogno in denaro di un
figlio minorenne va definito in base alle citate raccomandazioni (consid. 4),
non secondo le disponibilità del genitore. Cer­to, ogni genitore deve
partecipare al mantenimento del figlio secondo le sue possibilità (art. 276 e
285 cpv. 1 CC). Nell'ambito di misure provvisionali in una causa di divorzio la
rispettiva partecipazione si calcola però secondo il riparto dell'eccedenza
comune (sopra, consid. 5), non secondo la disponibilità singola, che è un
criterio non pertinente (DTF 114 II 31 consid. 7 e 8) e contrario alla prassi
invalsa di questa Camera (Rep. 1992 pag. 237; v. anche Rep. 1994 pag. 139 con
rimandi e pag. 297). Il precedente menzionato dall'appellante adesivo
(pubblicato nel Bollettino dell'Ordine degli avvocati del 23 dicembre 2003,
pag. 17) si riferiva alla modifica di una sentenza di divorzio nel merito, che
è disciplinata da principi completamente diversi. Su questo punto l'appello
adesivo non merita altra disamina.

 

                                         Tornando
al fabbisogno in denaro del figlio, diminuzioni per rapporto alle cifre indicate
dalle raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e
dell'orientamento professionale del Canton Zurigo sono possibili, ma devono
giustificarsi alla luce delle circostanze concrete, per esempio nel caso in cui
il ragazzo fruisca di vitto o alloggio a condizioni particolarmente favorevoli
(Empfehlungen von Unterhaltsbeiträgen für Kinder,
Zurigo 2000, pag. 12 lett. C). Nulla di tutto ciò si ravvisa nella fattispecie.
Cer­to, l'appellante adesivo invoca un diritto di visita più ampio dell'usua­le.
Perché ciò incida sul contributo alimentare è necessario tuttavia che il
genitore affidatario consegua risparmi sensibili (Wull­schleger in: Schwenzer, op. cit., 46 ad art. 285 CC).
Non bisogna trascurare che in condizioni del genere l'onere di mantenimento in
denaro si trasferisce solo limitatamente da un genitore all'altro. Dandosi un
ampio diritto di visita diminuiscono infatti le spese correnti del genitore
affidatario, come ad esempio il vitto, ma non le spese fisse come quel­le per
l'alloggio, l'abbigliamento, le assicurazioni e i costi accessori (Wullschleger, op. cit., n. 47 ad art.
285 CC). In concreto il diritto di visita a N__________ risulta un po' più esteso
(sostanzialmente un giorno settimanale) di quello solito (nel Ticino: RtiD
I-2005 pag. 778, n. 58c). A parte il fatto però che le spese inerenti a un
diritto di visita abituale, come i costi di una bibita o il biglietto di un
cinema, sono di principio a carico del genitore non affidatario (Breitschmid, Kind und Schei­dung
der Elternehe in: Das neue Scheidungsrecht, Zurigo 1999, pag.
102 con rimandi), in concreto l'appellante non quantifica neppure per ordine di
grandezza le maggiori spese da lui sostenute. Non incombe dunque a questa
Camera rimediare alla mancanza.

 

                                   8.   Visto
l'esito dell'appello principale e dell'appello adesivo, il quadro delle entrate
e delle uscite coniugali si presenta per finire come segue:

                                         reddito del marito                                                        fr.
4900.–

                                         reddito
della moglie                                                     fr. 3500.– 

                                                                                                                         fr.
8400.–  mensili

                                         fabbisogno
minimo del marito (arrotondato)                   fr. 2980.–

                                         fabbisogno
minimo della moglie (arrotondato)                fr. 2490.–

                                         fabbisogno
in denaro di N__________                           fr. 1652.–

                                                                                                                         fr.
7122.–  mensili

                                         eccedenza                                                                 fr.
1278.–  mensili

                                         metà
eccedenza                                                         fr.   639.– 
mensili

                                         Il marito può
conservare per sé:                                   

                                         fr.
2980.– + fr. 639.– =                                                fr. 3619.– 
mensili

                                         e deve
destinare al figlio:                                             fr. 1281.– 
mensili

                                                                                                      arrotondati a fr.
1280.–  mensili.

 

                                         Dopo i 6
anni del figlio dovrebbe applicarsi una modifica di fr. 2.– mensili, che non
giustifica una modifica del contributo. Entrambi gli appelli vanno dunque
accolti, per contrapposte ragioni, entro tali limiti.

 

                                  III.   Sulle
spese e le ripetibili                                   

 

                                   9.   Gli oneri processuali dell'appello principale seguirebbero la vicendevole
soccombenza (art. 148 cpv. 2 CPC). L'appellante principale ottiene un aumento
del contributo litigioso, ma solo di fr. 60.– mensili dal 1° novembre 1994 al
30 aprile 2005. Deve pertanto sopportare la quasi totalità dei costi e versare
alla controparte un'indennità per ripetibili ridotte, mentre si rinuncia a riscuotere
la quota di oneri – trascurabile – che andrebbe a debito del marito. Per quanto
attiene all'appello adesivo, vige il medesimo principio. Il contributo
litigioso risultando ridotto di soli fr. 18.– mensili dal 1° maggio 2005, va
posta a carico dell'appellante adesivo la quasi totalità dei costi (rinunciandosi
a incassare la differenza), mentre non si giustifica l'addebito di ripetibili,
la controparte non avendo introdotto osservazioni. L'esito dell'attuale
giudizio non influisce apprezzabilmente, invece, sugli oneri processuali e le
ripetibili di prima sede, che possono rimanere invariati.

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello
principale e l'appello adesivo sono parzialmente accolti, nel senso che
il dispositivo n. 3 del decreto impugnato è così riformato:

                                         AA 1 è tenuto a versare dal 1° novembre 2004 a AP 1, anticipatamen­te entro il 5° giorno di ogni mese, un contributo
alimentare per il figlio N__________ di fr. 1280.– mensili, assegni familiari
compresi.

 

                                   2.   Gli oneri
dell'appello principale, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia ridotta     fr. 250.–                

                                         b) spese                                    fr.   50.–                       

                                                                                           fr.
300.–

                                         sono
posti a carico di AP 1, che rifonderà alla controparte fr. 1400.– per
ripetibili ridotte.

 

                                   3.   Gli oneri
dell'appello adesivo, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia ridotta     fr. 250.–

                                         b)
spese                                    fr.   50.–

                                                                                           fr.
300.–

                                         sono
posti a carico di AA 1. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   4.   Intimazione
a:

	
   

  	
  – , ;

  – , .

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria