# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 047ddedc-a056-5dd7-81ff-96da5825bd93
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-08-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 14.08.2008 10.2008.5
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_10-2008-5_2008-08-14.html

## Full Text

Incarto n.

  10.2008.5

  	
  Lugano,

  14 agosto
  2008/sc

   

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Ermotti e Pellegrini

  

 

	
  segretaria:

  	
  Chietti Soldati, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare sull'istanza di delibazione del
17 giugno 2008 presentata da

 

	
   

  	
  IS 1 

   

  

                                         relativa
alla sentenza del 24 gennaio 2008 con cui il Tribunale civile di Varese, prima
Sezione civile, ha pronunciato la cessazione degli effetti civili del
matrimonio contratto dall'istante a 

                                         __________
il 16 agosto 1984 con

 

	
   

  	
  CO 1;

  
	
   

  	
   

  	 

				

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev’essere accolta
l’istanza di delibazione;

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con
sentenza del 24 gennaio 2008 il Tribunale civile di Varese, prima Sezione civile,
ha pronunciato la cessazione degli effetti civili del matrimonio contratto a __________
__________ il 

                                         16 agosto 1984 da CO 1 (1961) e IS 1 (1962), cittadini italiani,
omolgando le conclusioni comuni formulate dai coniugi sugli effetti del
divorzio. Tra di esse figura la seguente pattuizione:

                                         La signora IS
1 sarà autorizzata ad incassare presso l'assicurazione __________ di __________
la metà parte dell'“avere di vecchiaia”
maturato al 1° gennaio 2007 a favore del CO 1 ed ammontante a fr. 38 640.25; tale importo sarà da considerare a tacitazione di ogni credito
della signora IS 1 (nessuno escluso, eccetto quello di cui al successivo
punto), nonché a titolo di tacitazione una tantum ex art. 5 c. comma 8
L. 898/70.

 

                                         Tale
sentenza è passata in giudicato il 12 febbraio 2008.

 

                                  B.   Il
17 giugno 2008 IS 1 ha introdotto un'istanza di delibazione alla Camera civile
di appello, così sollecitata dalla cassa pensione __________ cui si era rivolta
per ottenere il versamento della somma, affinché la pattuizione omologata dal
Tribunale civile di Varese fosse riconosciuta e dichiarata esecutiva in
Svizzera. Le parti sono state citate da questa Camera al contraddittorio del 12
agosto 2008, con l'avvertimento che la comparsa era facoltativa. IS 1 si è
nondimeno presentata al­l'udienza, confermando la propria richiesta. CO 1 è
rimasto assente.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   La Camera civile di appello è competente per riconoscere e dichiarare
esecutive, secondo le norme della legge federale sul diritto internazionale
privato (art. 29 LDIP), le sentenze civili pronunciate all'estero (art. 511
cpv. 1 CPC). La procedura è quella sommaria contenziosa di camera di consiglio
(art. 511 cpv. 2 CPC).

 

                                   2.   L'art.
25 LDIP stabilisce che una decisione straniera è riconosciuta in Svizzera se vi
era la competenza dei tribu­nali o delle autorità dello Stato in cui fu
pronunciata (lett. a), se la decisione non può più essere impugnata con un
rimedio giuridico ordinario o è definitiva (lett. b) e se non sussiste alcun
motivo di rifiuto giusta l'art. 27 (lett. c). La decisione deve essere passata
in giudicato o avere carattere definitivo (art. 29 cpv. 1 lett. b LDIP). Quanto
all'art. 27, esso esclude il riconoscimen­to di sentenze manifesta­mente
incompatibili con l'ordine pubblico svizzero (cpv. 1), ma anche di sentenze emanate in difetto
di regolare citazione (cpv. 2 lett. a), in violazione
di principi fondamen­tali del diritto procedurale svizzero, segnatamente in
spregio del diritto d'essere sentito (cpv. 2 lett. b), come pure di sentenze pronunciate
allorché tra le stesse parti già pendesse o fosse stata decisa in Svizzera – o
in uno Stato terzo – una
causa sul medesimo oggetto (cpv. 2 lett. c).

 

                                   3.   La “competenza dei tribu­nali o delle autorità dello Stato in cui
[la decisione] fu pronunciata” prevista dall'art. 25 lett. a LDIP è regolata,
in materia di divorzio o di separazione, dall'art. 65 LDIP. Più delicata è la
questione relativa agli effetti del divorzio: mentre per quanto riguarda la
liquidazione del regime matrimoniale l'art. 58 cpv. 2 LDIP rinvia chiaramente all'art.
65, per quel che è di altre conseguenze la situazione non è esplicita (Bopp in: Basler Kommentar, IPRG, 2ª edizione, n. 7 ad art. 65). In materia di
previdenza professionale, ad ogni modo, la dottrina reputa che la “competenza
dei tribu­nali o delle autorità dello Stato in cui [la decisione] fu
pronunciata” è quella – generale – dello Stato in cui il convenuto aveva il
domicilio al momento del divorzio (art. 26 lett. a LDIP), senza escludere per
ciò solo quella dell'art. 65 LDIP (Bopp,
op. cit., n. 35 ad art. 65 LDIP).

 

                                   4.   Non
applicabile agli effetti del divorzio è, per contro, la Convenzione sul
riconoscimento dei divorzi e delle separazioni, conchiusa all'Aia il 1° giugno
1970 (RS 0.211.212.3), la quale non concerne “i provvedimenti o le condanne accessori pronunciati nella decisione
di divorzio o di separazione, segnatamente le condanne di ordine pecuniario” (art. 1 cpv. 2). Tutt'al più può tornare
applicabile nella fattispecie, ove risulti più favorevole alla delibazione
rispetto agli art. 26 lett. a e 65 LDIP, la Convenzione tra la Svizzera e
l'Italia circa il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni giudiziarie,
del 3 gennaio 1933 (RS 0.276.194.541). Sull'esigenza si tornerà, se mai, in
appresso.

 

                                   5.   La
conseguenza del divorzio omologata dal Tribunale civile di Varese attiene, nel
caso specifico, al riparto della prestazione d'uscita maturata da CO 1 in
costanza di matrimonio presso il rispettivo istituto di previdenza
professionale (la cassa pensione __________). Davanti al giudice di merito non
sussisteva un “convenuto” in senso tecnico, l'azione di divorzio
essendo stata promossa su richiesta comune dei coniugi. Al momento del divorzio,
comunque sia, entrambe le parti erano già domiciliate nel luogo della loro
attuale residenza: __________, rispettivamente __________ (sentenza da
delibare, prima pagina). La “competenza dei tribu­nali o delle autorità dello
Stato in cui [la decisione] fu pronunciata” era quindi data (art. 26 lett. a
LDIP), come sarebbe data – del resto – a norma dell'art. 65 cpv. 1 LDIP, il
quale prevede la competenza delle autorità dello Stato di domicilio, di dimora
abituale o di origine di uno dei coniugi. Per il resto, la sentenza da delibare
è regolarmente passata in giudicato il 12 febbraio 2008, come attesta la
stampiglia apposta dal cancelliere del Tribunale sulla penultima pagina.

 

                                   6.   Ciò premesso, rimane da verificare che
alla delibazione non ostino – per ipotesi (sopra,
consid. 2) – una manifesta incompatibilità con l'ordine
pubblico svizzero (art. 27 cpv. 1 LDIP), il difetto di una regolare citazione in giudizio (art. 27 cpv. 2 lett. a LDIP), la violazione di principi fondamen­tali del diritto procedurale
svizzero come il diritto d'essere sentito (art. cpv. 2 lett. b LDIP), il
rispetto di sentenze pronunciate allorché tra le stesse parti già pendesse o
fosse stata decisa in Svizzera – o in uno Stato terzo – una cau­sa sul medesimo
oggetto (art. 27 cpv. 2 lett. c LDIP). Ora, nulla di tutto ciò si ravvisa nella
fattispecie, il che rende superfluo analizzare i motivi che potrebbero impedire
la delibazione in virtù della Convenzione tra la Svizzera e l'Italia circa il
riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni giudiziarie, del 3 gennaio 1933,
alla quale si fa capo solo – come si è spiegato (consid. 4 in fine) – qualora
la sentenza estera non possa essere delibata conforme­mente al diritto interno.

 

                                   7.   Ne
discende che in concreto soccorrono tutti i requisiti per riconoscere e
dichiarare esecutorio il noto dispositivo della sentenza emessa dal Tribunale
civile di Varese. Gli oneri dell'odierno giudizio vanno a carico dell'istante,
non essendovi un convenuto “soccombente” a norma dell'art. 148 cpv. 1 CPC.

 

                                   8.   Quanto ai rimedi giuridici esperibili contro l'odierna sentenza sul
piano federale, “le decisioni sul riconoscimento e l'esecuzione di decisioni”
possono formare oggetto di ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. b n.
1 LTF), nella fattispecie il valore litigioso superando inoltre la soglia di
fr. 30 000.–
cui si riferisce l'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

pronuncia:              1.   L’istanza
è accolta, nel senso che il dispositivo della sentenza emessa il 24 gennaio
2008 con cui il Tribunale civile di Varese, prima Sezione civile, ha
autorizzato IS 1 a riscuotere dalla cassa pensione __________, __________, la
somma di fr. 38 640.25, pari alla metà della prestazione d'uscita maturata il 1°
gennaio 2007 da CO 1 in costanza di matrimonio, è riconosciuto e dichiarato
esecutivo.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 300.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
350.–

                                         sono
posti a carico dell'istante. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  –;

  –.

  

 

 

Per la prima Camera
civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF
entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF).
Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile
solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000
franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in
materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre
è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in
materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata in tal
caso dall'art. 115 LTF.