# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1e7f093d-ccfd-5445-88c2-87c2616d4bcb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-05-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 06.05.2005 INC.2005.8602
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2005-8602_2005-05-06.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2005.8602

  	
  Lugano

  6 maggio 2005

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Ursula Züblin

  
	
   

  sedente per statuire sull'istanza di libertà provvisoria
  presentata il 2 maggio 2005 da

  
						

 

	
   

  	
  __________

  patr. d'ufficio dalla __________

  
	
   

  	
   

  

                                         e qui trasmessa con
preavviso negativo del 4 maggio 2005 dal

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico Marco Villa, Lugano;

  

 

viste le osservazioni della
difesa dell'accusata (6 maggio 2005);

 

visto l'inc. MP __________;

 

considerato,

 

 

in fatto

 

 

A.

 

__________ è stata arrestata il
23 febbraio 2005 con l'accusa di ripetuto furto, subordinatamente complicità in
furto tentato e consumato, e meglio, "per avere, agendo in correità con
__________, rispettivamente aiutando quest'ultimo quale complice sia agendo
come palo che per l'occultamento della refurtiva, a Gordola, Tenero, Cadenazzo,
ed in altre località non meglio precisate, perlomeno nel periodo
11.08.2004/23.02.2005, onde procacciarsi un indebito profitto al fine di
appropriarsene, ripetutamente sottratto rispettivamente tentato di sottrarre
cose mobili altrui da appartamenti privati" (doc. 1, inc. GIAR
86.2005.1).

 

L'arresto è stato confermato da
questo giudice il giorno successivo, vista l'esistenza di gravi e concreti
indizi di colpevolezza, pericolo di fuga e bisogni dell'istruzione (doc. 3,
inc. GIAR cit.).

 

 

B.

 

__________, dopo aver
inizialmente negato ogni addebito (cfr. verbale GIAR 24.02.2005), ha
successivamente ammesso la sua partecipazione a numerosi furti consumati e tentati
in correità con __________, precisando che suo compito era quello di aiutare __________
andando a suonare i campanelli delle abitazioni per verificare se all'interno
vi fosse qualcuno (cfr. verb. PP 16.03.2005). L'inchiesta ha inoltre permesso
di stabilire che i furti hanno avuto luogo perlomeno a far tempo dal giugno
2004 e hanno interessato anche altri Cantoni.

 

 

C.

 

Con l'istanza qui in discussione,
__________, per il tramite del difensore d'ufficio, chiede di essere
immediatamente posta in libertà provvisoria. L'istante - la quale non contesta
l'esistenza di seri concreti indizi di colpevolezza a suo carico - sostiene di
avere sempre collaborato con le autorità inquirenti, di aver risposto alle
domande postele dal Procuratore pubblico nel corso dell'interrogatorio 16 marzo
2005 e che i sopralluoghi disposti dal magistrato inquirente "sono
terminati e l'accusata è stata interrogata dalla polizia a seguito di ognuno di
questi". In tali circostanze il mantenimento della carcerazione
preventiva sarebbe inutile e sproporzionato, tanto più che in relazione agli
accertamenti ancora da eseguire (verifiche soggiorni, tabulati telefonici ecc.)
non vi sarebbe alcun rischio di inquinamento delle prove. Al pericolo di fuga
si potrebbe invece ovviare con la presentazione di una cauzione (quantificata
nell'ordine di fr. 5'000.--) o con altra misura sostitutiva. Infine, si
evidenzia la disponibilità a "sospendere" l'istanza qualora __________
dovesse essere liberata al termine del prossimo interrogatorio PP, già fissato
per il 17 maggio 2005.

 

 

D.

 

Il magistrato inquirente
preavvisa negativamente la richiesta (4 maggio 2005). Ribadita l'esistenza di
gravi indizi di colpevolezza a carico di __________, elenca, seppur a titolo
non esaustivo, gli atti istruttori ancora da esperire e per i quali il
mantenimento in carcere dell'accusata risulta essere di vitale importanza,
rilevando nel contempo l'esistenza di un manifesto pericolo di collusione
/inquinamento delle prove in caso di scarcerazione. Pure dato, e non ovviabile
con la prestazione di una cauzione, concreto pericolo di fuga. Infine, il
carcere preventivo sofferto e ancora da esperire sarebbe rispettoso del
principio di proporzionalità.

 

 

E.

 

Con osservazioni 6 maggio 2005 la
difesa si riconferma sostanzialmente nella primitiva istanza.

 

 

E ritenuto, 

 

in diritto

 

 

1.

 

__________, accusata e detenuta,
è certamente legittimata all'inoltro della presente istanza.

Il preavviso negativo, consegnato
unitamente all'incarto a questo ufficio il 4 maggio 2005, è tempestivo.

 

 

 

 

2.

 

I principi che reggono la
materia, pur se noti alle parti, vengono qui riproposti:

 

"L'art.
95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23
settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio
secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2
arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP,
quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di
colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti
motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni
dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione che, - sia
detto qui a futura memoria - può continuare ad esistere sino al pubblico
dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale
del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento
al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95
cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente
la revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota 3), tra altri possibili,
essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione
della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato
codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283
cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla
giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del
Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP
1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche
questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua
cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."

(per tutte:
sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5) 

 

 

3.

 

Sufficienti presupposti di legge,
come esplicati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella
situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare il
perdurare della cautelare privazione della sua libertà. 

 

3.1.

 

I seri e concreti indizi di
colpevolezza a carico di __________ (non formalmente contestati dalla difesa,
ma comunque soggetti a verifica da parte di questo giudice) sono senz'altro
dati. 

Basti qui rilevare che
l'accusata, da ultimo nel corso del verbale PP 16 marzo 2005 ha ammesso di aver
partecipato a più furti, commessi in correità con __________. Sono pertanto
dati i presupposti oggettivi e soggettivi del reato a lei prospettato: in sostanza,
così come evidenziato dal Procuratore pubblico nel proprio preavviso, resta da
stabilire a quanti furti l'accusata ha partecipato non potendo essere
contestata, viste le modalità, l'aggravante della banda con __________. 

 

 

 

3.2.

 

Quanto alle necessità istruttorie
atte a giustificare la misura cautelare di privazione della libertà, non è
inutile ricordare i seguenti principi: 

 

"

-     
In relazione ai bisogni istruttori, atti a giustificare la misura
restrittiva della libertà personale, occorre ricordare che questi non
s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto tali, o con gli
accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di collusione o
d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la corretta
raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse,
ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss.;
RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica il fatto che l'inchiesta
sia tuttora in corso non è, di per sé, decisivo, in quanto "Die
Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise erhoben bzw. die Mitverdächtigen
dingfest gemacht werden konnten oder dass der Angeschuldigte die Aussage
verweigert, genügt nicht" (N. Schmid, op. cit., no. 701a). Occorre
che l'indagato, se posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il
corretto svolgimento e, conseguentemente, l'esito.

 

-     
E', inoltre, necessario che questa possibilità
di pregiudicare la raccolta di elementi di prova si fondi su elementi concreti:
"Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des Bundesgerichtes die
theoretische Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in Freheit kolludieren
könnte, nicht, um die Fortsetzung der Haft oder die Nichtgewährung von Urlauben
unter diesem Titel zu rechtfertigen. Es müssen vielmehr konktrete Indizien für
eine solche Gefahr sprechen." (DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.).

 

-     
Gli elementi di concretezza del pericolo vanno individuati, di
volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e nel rapporto
(oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad esempio,
trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non può essere
invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della misura
cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del teste) sia
possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza d'interessi
(tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p. 438; DTF
117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p.19). Il semplice atteggiamento di diniego
dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66;
Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13)."

(GIAR 23
settembre 2002 in re Y.)

 

 

Va da sé che i criteri sopra
esposti richiedono applicazione più restrittiva allorquando l'inchiesta (e la
detenzione) é in corso da un certo tempo. 

 

In concreto, l'istruttoria,
contrariamente a quanto sostenuto nell'istanza, non è affatto terminata.
Infatti sono già stati fissati due ulteriori verbali d'interrogatorio di
polizia (4 e 13 maggio 2005) per la continuazione e conclusione della
sistematica contestazione dei furti ancora in sospeso (stimabili in ancora
70/80) ed un interrogatorio di chiarificazione (17 maggio 2005) dinanzi al
Procuratore pubblico, nonché dovranno essere contestate all'accusata da parte
sia della polizia che del magistrato inquirente le risultanze delle rogatorie
inoltrate nel Canton Nidwaldo e Vaud (la necessaria documentazione di supporto
è pervenuta al Ministero pubblico soltanto il 2 e 3 maggio scorsi). Gli stessi
atti, vista la correità, dovranno essere esperiti nei confronti di __________.
In una fase successiva si dovrà dapprima procedere, sempre per entrambi i
correi, alla contestazione di tutti i furti non ancora ammessi, ma che sono o
saranno comprovati dalla presenza di DNA, di impronte digitali o di scarpe, o
ancora dalle dichiarazioni di danneggiati e di eventuali testi, quindi, a
dipendenza delle risultanze così ottenute, alla verifica delle dichiarazioni di
__________ con quelle del correo __________ ed, in caso di discrepanze, a tutta
una serie di confronti sia con il correo sia con le parti lese ed i testi.

Si tratta di passi d'inchiesta
che esigono il mantenimento del carcere preventivo di __________, ciò a
salvaguardia di una corretta ricerca della verità, anche a vantaggio
dell'accusata stessa. Il fatto che i suddetti atti istruttori non siano ancora
stati effettuati, non può essere ritenuto lesivo del principio di
proporzionalità, tenuto conto del fatto che l'inchiesta, pur tenuto conto della
sua complessità - in caso di furti seriali, ancor più quelli commessi da più
persone, i tempi di inchiesta sono comunque per loro natura lunghi -, è stata
sin qui condotta in modo celere e preciso - l'istante è stata più volte sentita
dagli inquirenti ed ulteriori verbali sia di polizia che dinanzi al Procuratore
pubblico sono già stati fissati - e che l'inchiesta procede parallelamente
anche contro altre persone, segnatamente __________, con la conseguenza che gli
atti d'inchiesta nei confronti dell'uno sono funzionali anche all'inchiesta
dell'altro. Non va inoltre dimenticato che a fronte della chiamata in correità
di __________ per 80 furti tentati e consumati, la qui istante ne ammette meno
della metà (verb. PP 16.03.2005).

Inoltre, in caso di
scarcerazione, è senz'altro dato, contrariamente a quanto sostenuto dalla
difesa, pericolo di collusione ed inquinamento delle prove con __________,
essendo altamente verosimile che un loro possibile contatto indiretto tramite
amici comuni - ad esempio tramite corrispondenza contenente messaggi criptati -
o ricorrendo a __________ o alla di lui compagna __________. Ciò, anche in
considerazione dell'atteggiamento poco trasparente della qui istante, che dopo
aver dichiarato di poter essere in grado di riconoscere "le case da noi
visitate" (verb. PP 16.03.2005), di fatto ha riconosciuto ben poche
abitazioni (spesso in forma dubitativa "potrebbe ) e nella maggior
parte dei casi si è limitata a "mai visto ..mai stata" sino ad
affermare "riconosco questa casa come obbiettivo dei furti di __________
ma non so se __________ sia poi entrato a rubare o no". A tale ultimo
proposito giova ricordare che, se è pur vero che il carcere preventivo non può
e non deve essere utilizzato per ottenere confessioni è altrettanto vero che un
accusato che non collabora (come suo diritto) può dover in qualche modo
sopportare le eventuali conseguenze che questa sua scelta potrebbe avere
sull'evoluzione dell'inchiesta (SJ 1998 p. 247). 

 

3.3.

 

In casu è pure dato concreto
pericolo di fuga.

 

Il pericolo di fuga, per
giustificare carcerazione preventiva, deve essere concreto e rivestire una
certa probabilità: in altri termini lo si ammette quando l’accusato, se posto
in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento
penale ed alla (eventuale) esecuzione della pena. La gravità della pena
presumibile non basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre valutare
l’insieme delle circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la sua morale,
i legami famigliari, il domicilio, la professione, la situazione economica e
tutti quegli elementi che rendono la fuga non solo possibile ma probabile (DTF
19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid,
Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).

Ritenuto che a poco valgono, per
quest'analisi, le semplici dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso (per
tutte: sentenza GIAR 27 maggio 2002 in re P.) e che la concretezza del pericolo
di fuga può essere accertata "Auch wenn keine konkrete Flüchtpläne u.ä.
gefordet sind, …" (Schmid, ibidem).

 

Nel caso in esame, non occorrono
grandi disquisizioni per accertarne l'esistenza. L'accusata non ha infatti
particolari legami con il territorio svizzero (né familiari, né professionali).

Inoltre, il suo comportamento
processuale, come evidenziato al consid. 3.2, indica un atteggiamento che non
può certo essere definito trasparente, legittimo in capo ad un accusato, ma che
non esenta da valutazione per la verifica del rischio di fuga. 

La richiesta di fissare una
cauzione può essere oggetto di discussioni (posto che tutti gli elementi per
una sua determinazione siano dati, ciò che qui non è il caso vista
l'impossibilità di stabilire un importo secondo i criteri minimi riconosciuti -
N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, n. 719; Hauser/Schweri, op. cit., § 68
n. 44; DTF 105 Ia 187) allorquando l'unico motivo a giustificazione del
mantenimento della detenzione preventiva è il pericolo di fuga. In presenza di
altri motivi a fondamento della carcerazione (nel caso specifico il pericolo di
collusione) la cauzione non entra comunque in linea di conto. In ogni caso, il
versamento di una cauzione di soli fr. 5'000.--, come proposto dalla difesa,
appare comunque, di primo acchito, insufficiente, a garantire la presenza
dell'accusata agli atti istruttori, rispettivamente al dibattimento.

 

 

4.

 

In concreto sono quindi date le
condizioni che giustificano la detenzione preventiva - seri indizi di
colpevolezza, bisogni istruttori, pericolo di collusione e pericolo di fuga -. 

Tenuto conto della complessità
dei fatti da appurare (i furti che entrano in considerazione sono almeno 101
anche limitandosi al solo Ticino, sono stati compiuti in un arco di tempo di
oltre 6 mesi ed hanno interessato più Cantoni), della presenza di almeno due
coaccusati, delle divergenti versioni rese da questi (__________sostiene che la
qui istante avrebbe partecipato a circa ottanta furti, quest'ultima ne ammette
una ventina), dell'atteggiamento non trasparente dell'accusata ("non
ricordo"), il carcere preventivo sofferto ed ipotizzabile, in un
procedimento che risulta essere condotto con sollecitudine nonostante le
suddette oggettive difficoltà, è rispettoso del principio di proporzionalità,
con riferimento anche alla presumibile pena.

 

Resta sottinteso l'obbligo per il
magistrato inquirente di trattare con priorità i casi in cui l'accusato è in
detenzione (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP).

 

Il presente giudizio, in tema di
libertà personale, è esente da spese e tassa di giustizia.

 

P.Q.M.

 

richiamati gli articoli 21, 25 e
139 CP, 95 ss. 102, 103, 279 ss, 284 CPP,

 

decide:

 

1.     
L'istanza è respinta.

 

2.     
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

3.     
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

4.     
Intimazione (anticipata via fax):

 

 

                                                                                 giudice
Ursula Züblin