# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 16a63238-b66c-5be1-bdff-bff218547044
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-01-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.01.2001 39.2000.37
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_39-2000-37_2001-01-29.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  39.2000.00037-38

   

  rs/nh

  	
  Lugano

  29 gennaio 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  presidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella
  Sartoris

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sui ricorsi del 29 maggio 2000 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni del 18 maggio 2000 emanate
  da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale assegni familiari, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assegni di famiglia

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con due
decisioni 18 maggio 2000, con effetto dal 1° maggio 2000, la Cassa cantonale
per gli assegni familiari (in seguito la Cassa) ha respinto la richiesta di
__________, tendente all'assegnazione di un assegno integrativo a favore delle
figlie __________ e __________ e di un assegno di prima infanzia.

                                         A
motivazione delle proprie decisioni l'amministrazione ha precisato che i
redditi superano il fabbisogno.

 

                               1.2.   Con
tempestivo ricorso 29 maggio 2000 gli interessati hanno impugnato le decisioni
dell'amministrazione, chiedendo l'erogazione dei due tipi di assegno. Essi si
sono così espressi:

 

 

" 
(…)

Innanzi tutto vogliamo
spiegare la nostra situazione:

Nel dicembre 1999 è nata la seconda
figlia. Già nel periodo di gravidanza abbiamo valutato tutte le possibilità per
quanto riguarda: cambiamento casa, il lavoro della moglie (continuare o no), ed
altro. Alla fine abbiamo deciso che sarebbe meglio che la moglie rimanesse a
casa ad accudire i propri figli (almeno per un periodo di ca. 2 anni), che
andare a lavorare a tempo parziale, per poi pagare l'asilo nido o la baby‑sitter
che sono, come certamente sapete, molto costosi. Il guadagno rimanente è poco,
anzi pochissimo, per non parlare dello stress che si crea sia per la moglie,
sia per le bambine. 

Poi abbiamo valutato anche la questione abitazione. Chiaramente la
famiglia aumenta, ma invece di cercare un appartamento più grande, si dovrebbe
trovare uno più conveniente. Quindi, dopo aver cercato a lungo, abbiamo trovato
un 3 ½  locali ad affitto meno caro, cioè
Fr. 1'500.‑‑ al mese (+ spese d'elettricità a fine anno, però non
sappiamo ancora a quanto ammontano). Attualmente paghiamo Fr. 1'750.‑ al
mese, spese incluse.

 

Sinceramente parlando, al prezzo da voi "ammesso", si
trovano solo 2 ½ locali nella zona di
__________ e nel __________. In ogni modo abbiamo visitato tanti appartamenti
di 3 ½ locali nella zona, e giornalmente abbiamo guardato nel Corriere del Ticino,
ma erano: o troppo cari, o in stato decadente, o vecchi, o lontani da servizi
pubblici (come mezzi di trasp., asilo, scuola ecc.), oppure troppo piccoli da
abitarci con due bambini. Forse nelle parti di __________ si troverebbe un
appartamento a quel prezzo. Ma per motivi di lavoro ed diversi altri, non ci si
può trasferire! Certamente non cerchiamo il lusso ed escludiamo anche i 4 ½ locali, ma non si può pretendere che 4 persone
vadano ad abitare in un 2 ½ locali.

 

Conosciamo altre famiglie che hanno Io stesso problema e di
conseguenza pensiamo che nella nostra società viene fatto poco per le famiglie
che vogliono procreare. Se quelli come noi, con basso reddito, vogliono avere
dei figli, sono costretti ad andare in 2 a lavorare, e dare da accudire i
propri figli ad altri, se non si ha la fortuna che Io faccia la nonna o un
parente ed anche gratis! E quando si rientra dal lavoro? Cosa rimane ad una
madre o ad un padre per godersi i figli, visto che a casa c'è ancora lavoro
domestico da sbrigare, escludendo sport oppure hobby?          

 

Perciò riteniamo che il calcolo fatto non sia reale. 

Vi invitiamo dunque a ricalcolare il tutto, considerando anche
quanto spiegato.

 

Ci riteniamo persone modeste, corrette e civili, paghiamo
regolarmente le tasse come anche tutto il resto, (affitto, assicurazioni,
telefono ecc.) e fino ad oggi non abbiamo mai avuto debiti (e certamente non
vogliamo incominciare adesso). Ci permettiamo veramente pochi divertimenti o
lussi, sempre all'insegna del risparmio. 

ln questo senso possiamo dire che siamo pienamente coscienti, che,
se entra solo una paga, si debba controllare ancora di più le spese
d'uscita. Ma nel nostro caso, anche "Stringendo bene la cintura",
la sola paga del marito non potrà bastare Io stesso.

 

Quindi vi chiediamo cortesemente di venirci incontro."  (Doc. _)

                               1.3.   Con risposta
10 luglio 2000 la Cassa ha proposto di respingere il gravame con le seguenti
motivazioni:

 

"  Dai
ricorsi si evince che l'elemento di contestazione riguarda il computo della
pigione. La famiglia __________ paga una pigione annua di fr. 19'200.‑
mentre la Cassa limita il riconoscimento dell'ammontare della pigione a fr.
13'800.‑ (= massimo consentito). Le argomentazioni ricorsuali secondo le
quali una famiglia di quattro persone non può accontentarsi di un appartamento
di 2 ½ locali sono certamente condivisibili e nessuno, men che meno la Cassa,
intende obbiettare. Il problema è di altra natura e riguarda quanto il
legislatore prevede quale locazione massima deducibile.

 

L'articolo 3 cpv. 1 lett. b) LPC stabilisce che sono riconosciute
la pigione di un appartamento e le relative spese accessorie. L'articolo 5 cpv.
1 lett. b) recita:

 

" 
I Cantoni stabiliscono l'importo delle spese di pigione giusta
l'articolo 3b cpv. 1 lett. b) fino a concorrenza, in un anno, di:

•   fr. 12'000.‑
per le persone sole;

•   fr. 13'800.‑
per i coniugi e le persone con figli che hanno o danno diritto a una
rendita."

 

La LAF per quanto attiene al calcolo delle prestazioni rinvia alla
LPC e quindi questi limiti sono vincolanti anche per la determinazione del
diritto all'assegno integrativo e di prima infanzia." (Doc.
_)

 

                               1.4.   Con
osservazioni del 19 luglio 2000 gli assicurati hanno precisato che:

 

" 
(…)

Siamo spiacenti, ma non possiamo accettare la
decisione di Bellinzona, in quanto non siamo ancora in chiaro o meglio,
non siamo d'accordo con i calcoli da loro fatti.

 

Riteniamo che l'importo delle spese di pigione stabilito e
previsto dalla legge sia superato. Se da articolo 3 cpv. 1 lett. b) sono
riconosciute la pigione di un appartamento e le relative spese
accessorie, è ancora meno accettabile l'importo stabilito. Prendendo la
media del costo di un appartamento 3 ½ locali!,
a Fr. 1'300.‑ più spese acc. Fr. 150.‑, si arriva a Fr. 1'450.‑
, cioè Fr. 17'400.­- all'anno. Forse la cifra stabilita corrisponderebbe nel
Mendrisiotto o a Chiasso,  ma a Lugano e dintorni assolutamente no!

 

Invece per quanto riguarda il contributo assicurazioni malattia, 

nel frattempo abbiamo ricevuto risposta dalle assicurazioni. Come
da calcolo fatto da loro, il rimborso ammonta intorno al 40%. Quindi anche
questo calcolo dell'istituto non è realistico. Perché secondo il nostro calcolo
(dopo la risposta), l'ammontare annuo del contributo cassa malattia è di ca.
Fr. 3'000.‑ (tolti i sussidi) e non Fr. 1'730.‑ (mentre nel
libretto dell'istituto delle assicurazioni sociali di Bellinzona è
calcolato a Fr. 2'595.‑). Allora, ci chiediamo: cosa è giusto??

 

Nel menzionato libretto vengono presi in considerazione anche
altri contributi, per esempio (nel capitolo "Fabbisogno") : il limite
di reddito, per ogni figlio per un importo di 7'745.‑. Inoltre viene
citato che: 

In ogni caso si ha sempre diritto prima all'assegno integrativo
e poi all'assegno di prima infanzia, che interviene là dove non basta quello
integrativo.

 

Siamo certi che abbiamo diritto agli assegni richiesti e non solo
perché abbiamo diritto, ma soprattutto perché abbiamo bisogno. Credeteci, una
sola paga per una famiglia di 4 persone non basta! 

Da qualche mese stiamo usando il nostro conto di risparmio, per
far fronte alle fatture da pagare. Un altro punto che non corrisponde o almeno
non più. Nel frattempo si è ridotto a circa Fr. 11 '000.‑. Anche se non
interferisce sul calcolo degli assegni, per quanto riguarda la nostra
"sopravvivenza" interferisce tantissimo. E se andiamo avanti così,
logicamente il conto si riduce "all'osso"! E poi?

 

Come abbiamo spiegato nel nostro ricorso del 29.05.2000, noi siamo
delle persone modeste, corrette e civili, paghiamo regolarmente le tasse come
anche tutto Il resto ..... 

e fino ad oggi non abbiamo mai avuto debiti, e certamente non
vogliamo incominciare adesso! Ci permettiamo veramente pochi divertimenti o
lussi, e viviamo sempre all'insegna del risparmio. .....

 

E' veramente così! Ma con tutti i nostri sforzi e tutte le nostre
attenzioni, arrivati alla fine del mese... 

non basta, l'unica entrata del marito non basta!

 

Se ricalcolate tutto perfettamente, capirete che stiamo dicendo il
giusto e che gli assegni sono necessari." (Doc. _)

 

                               1.5.   La Cassa con
lo scritto del 24 agosto 2000 ha riconfermato il rifiuto dell'assegnazione dei
due tipi di assegno e ha rilevato:

 

"  nella nostra risposta di causa del 10 luglio 2000 ci eravamo
limitati a delle osservazioni che riguardavano il solo elemento contestato dal
ricorso, ossia l'entità dell'affitto deducibile.

 

Nella loro replica i coniugi __________ contestato altri elementi
della tabella di calcolo, in particolare l'entità del premio della cassa malati
a loro carico dopo deduzione dei sussidi, il saldo del libretto di risparmio ed
il fabbisogno dei figli secondo loro non riconosciuto.

 

Nel merito possiamo precisare quanto segue:

 

a)   i coniugi
__________ sono stati posti al beneficio dei sussidi all'assicurazione malattia
con il 1. maggio 2000, mese seguente la cessazione dell'attività della signora
__________. Il sussidio complessivo mensile ammonta a fr. 385.85 (fr. 139.60 al
marito, fr. 139.60 alla moglie, fr. 41.65 al primo figlio e fr. 65.‑ al
secondo figlio). L'ammontare del premio per l'assicurazione malattia
dell'intera famiglia è di fr. 530.‑ mensili, ne consegue uno scoperto di
fr. 144.15 (annui fr. 1'729.80) che dà esattamente l'importo considerato dalla
Cassa nella decisione valida dal 1. maggio 2000;

 

 

 

b)   il saldo
dei libretti di risparmio era di fr. 21'839.‑ al 01.01.2000, la sua
successiva riduzione non è influente sul calcolo dal momento che non esiste
sostanza computabile. La loro redditività di fr. 318.‑ si riferisce
all'anno 1999, anche nell'evenienza di una mancata computabilità di questo
reddito, il risultato circa il diritto all'assegno non muterebbe;

 

c)   il
fabbisogno dei figli (2 x 7'830.-) è stato considerato nel totale del
fabbisogno vitale della famiglia __________ di fr. 37'950.-.

 

In considerazione di quanto precede la Cassa conferma il rifiuto
dell'assegnazione dei due tipi di assegno del 1° maggio 2000."

(Doc. _)

 

                               1.6.   Infine il 26
ottobre 2000 gli assicurati hanno osservato:

 

" 
(…)

Non siamo d'accordo con la valutazione fatta dalla
Cassa cant. assegni familiari al 24.08.2000, e replichiamo i motivi come da
nostra lettera del 19.07.2000. ln particolare la questione degli affitti e del
saldo del libretto di risparmio, il quale sta riducendosi sempre più!! Anche se
da parte loro non influisce sul calcolo, secondo la nostra opinione e
situazione invece dovrebbe essere considerato, visto che è l'unica risorsa
rimastaci !!!" (Doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad
esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il
TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi
dell’art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella
causa D.C.).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è il calcolo effettuato dalla Cassa per stabilire se __________ e
__________ possono avvalersi di un assegno integrativo e di un assegno di prima
infanzia. I ricorrenti chiedono in particolare che venga tenuto conto delle
spese effettive, e meglio della pigione lorda annua, del contributo
all'assicurazione malattia, e del reale fabbisogno. Inoltre censurano
l'ammontare del saldo del conto di risparmio.

 

 

 

                                         L'art. 24
LAF enumera le seguenti condizioni per poter beneficiare dell'assegno
integrativo:

 

"  Il
genitore domiciliato nel Cantone ha diritto all'assegno (integrativo), per il
figlio, se cumulativamente:

  a)   ha la custodia
del figlio;

  b)   ha il domicilio
nel Cantone da almeno tre anni;

  c)   il reddito
disponibile del o dei genitori, con l'aggiunta         dell'eventuale assegno
di base nonché degli eventuali obblighi                     alimentari, è
inferiore ai limiti minimi previsti dalla legislazione                                       sulle
prestazioni complementari all'AVS/AI.

  Se entrambi i
genitori hanno la custodia del figlio, la madre ha diritto all'assegno. 

  Non ha diritto
all'assegno il beneficiario di una prestazione complementare all'AVS/AI, se il
figlio è considerato per il calcolo della prestazione."

 

                                         Secondo
l’art. 28 cpv. 1 a 3 LAF 

 

"  Per
l’accertamento ed il calcolo sono applicabili per analogia le disposizioni
della legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.

  Il reddito del
lavoro è computato per intero; la sostanza computabile è considerata quale
reddito nella misura di 1/15. 

  Il premio per
l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della
famiglia è preso in considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia
non sono prese in considerazioni nel calcolo.”

                                         

                                         L’art. 33
del Regolamento LAF (Reg. LAF), adottato dal Consiglio di Stato il 5 febbraio
1997, prevede che

 

"  Nei
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI non è compreso il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le
malattie”.

 

                                         Per la
determinazione dell’importo dell’assegno vengono considerati anche i figli:

                                         a) se non
sono in formazione, fino ai 18 anni;

                                         b)  se
sono in formazione, fino al termine della stessa ma al più   tardi fino ai 25
anni (art. 34 LAF).

 

                               2.3.   L’assegno di
prima infanzia è regolato agli art. 31ss LAF.

                                         L’art. 32
LAF prevede in particolare che

 

"  1 I genitori domiciliati nel Cantone
hanno diritto all'assegno, per il figlio, se cumulativamente:

 

  a)   hanno il
domicilio nel Cantone da almeno tre anni;

  b)   uno dei
genitori non esercita nessuna attività lucrativa oppure ne            esercita
una che non supera il 50% per dedicarsi alla cura del       figlio;

  c)   il reddito
disponibile dei genitori, inclusi gli eventuali assegni di    cui il nucleo
familiare beneficia in virtù della legge, è inferiore ai             limiti
posti dall'art. 24 cpv. 1 lett. c).

  Al genitore che non
esercita un'attività lucrativa o ne esercita una solo a tempo parziale, senza
giustificati motivi, è computabile un reddito ipotetico, pari al guadagno di
un'attività a tempo pieno, da lui esigibile.

 

  Il reddito ipotetico
minimo è pari al doppio del limite minimo per persona sola secondo la
legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI.

 

  Il diritto
all'assegno sorge il primo giorno del mese in cui sono soddisfatte le condizioni
legali, ma al più presto il primo giorno del mese in cui nasce il figlio.

 

  Il diritto
all'assegno si estingue:

 

  a)   alla fine del
mese in cui il genitore inizia un'attività lucrativa con  un grado di
occupazione superiore al 50%;

  b)   quando il
genitore affida il figlio alle cure di una terza persona     per più di mezza
giornata sull'arco di un giorno;

  c)   al più tardi
alla fine del mese in cui il figlio compie i tre anni di      età."

 

                                         Da quanto
esposto all’art. 32 lett. c LAF, che richiama l’art. 24 cpv. 1 lett. c LAF,
emerge che il calcolo per stabilire il diritto all’assegno di prima infanzia
corrisponde a quello relativo all’assegno integrativo.

 

                               2.4.   L’art. 3b
della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC), a cui rinvia l’art.
24 cpv. 1 lett. c LAF, entrato in vigore con la terza revisione delle PC il 1°
gennaio 1998, prevede che le spese riconosciute si compongono di un importo
destinato alla copertura del fabbisogno vitale, per anno, pari al minimo per le
persone sole, a fr. 14’860.--, per i coniugi, almeno 22’290.-- franchi e per
gli orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o
dell'AI, a fr. 7’830.--. Per i due primi figli si prende in considerazione la
totalità dell'importo determinante, per due altri figli due terzi ciascuno (fr.
5'220.--) e per ogni altro figlio un terzo (fr. 2'610.--).

 

                                         Viene
inoltre tenuto conto della pigione di un appartamento e delle relative spese
accessorie. In caso di presentazione di un conguaglio per le spese accessorie,
non si può invece tenere conto né di un pagamento di arretrati né di una
richiesta di restituzione (art. 3b cpv. 1 lett. b LPC).

 

                                         Per
quanto riguarda l'importo computabile a titolo di pigione l'art. 5 cpv. 1 lett.
b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per
pigione fino a concorrenza di un importo annuo di fr. 13'800.-- per coniugi e
le persone con figli. Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a
titolo di pigione si applica l'importo massimo.

                                         Alla
presente fattispecie si applicano i limiti appena citati, visto che la
decisione impugnata riguarda l'anno 2000.

 

                               2.5.   In concreto
quindi il fabbisogno vitale della famiglia dei ricorrenti, formata dalla madre,
dal padre e da due figlie, è pari a fr. 37'950.--, come peraltro correttamente
indicato dalla Cassa.

 

                                         Per
costante giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali esamina la
legalità delle decisioni in base alla situazione di fatto esistente al momento
in cui la decisione impugnata è stata resa. I fatti accaduti posteriormente e
che hanno modificato questa situazione devono di regola formare oggetto di un
nuovo atto amministrativo (cfr. DLA 2000 pag. 74; STFA del 18 settembre 2000
nella causa R.S., I 278/00; STFA del 5 giugno 2000 nella causa V.P., I 76/00;
DTF 121 V 366 consid. 1b e sentenze ivi citate).

 

                                         In casu
la pigione, comprensiva delle spese accessorie, pagata mensilmente dai
ricorrenti al momento dell'emanazione delle due decisioni impugnate ammontava a
fr. 1'600.-- (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione). Il canone annuo era
pari, pertanto, a fr. 19'200.--, per cui, essendo tale somma superiore al
massimo riconosciuto, la Cassa ha giustamente computato unicamente l'importo di
fr. 13'800.--.

                                         Per
inciso, va comunque segnalato, che anche l'importo lordo della nuova pigione,
menzionato nell'atto ricorsuale (cfr. consid. 1.2.), di fr. 1'500.-- mensili,
pari a fr. 18'000.-- annui, è più elevato dell'ammontare massimo consentito
dalla legge.

 

                               2.6.   Per
stabilire l'ammontare degli assegni vanno pure computate secondo l’art. 3b cpv.
3 LPC le

 

"  a.
spese per il conseguimento del reddito fino a concorrenza del 

      
reddito lordo dell'attività lucrativa;

 b.
spese di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a                         concorrenza
del ricavo lordo dell'immobile;

 c.
premi versati alle assicurazioni sociali della Confederazione,                           eccettuata
l'assicurazione malattie;

 d.
importo forfettario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure                 medico-sanitarie.
L'importo forfettario deve corrispondere al                           premio
medio cantonale per l'assicurazione obbligatoria delle cure                 medico-sanitarie
(compresa la copertura infortuni);

 e.
pensioni alimentari versate in virtù del diritto di famiglia (cpv. 3)."

                                         

                                         Secondo
l’art. 3c cpv. 1 LPC, inoltre, i redditi di cui si deve tener conto per il
calcolo della PC e quindi dell’assegno integrativo e di prima infanzia
comprendono

 

"  b.   il
reddito proveniente da sostanza mobile e immobile;

  c.   un quindicesimo
della sostanza netta oppure un decimo per i     beneficiari di rendite di
vecchiaia, nella misura in cui superi per           persone sole 25 000
franchi, per coniugi 40 000 franchi e per      orfani e figli che danno diritto
a rendite per figli dell'AVS o dell'AI       15 000 franchi. Se l'immobile
appartiene al beneficiario delle       prestazioni complementari o a un'altra
persona compresa nel     calcolo della prestazione complementare e serve quale                              abitazione
ad almeno una di queste persone, soltanto il valore                                     dell'immobile
eccedente 75 000 franchi é preso in                      considerazione quale sostanza;

  d.   le rendite, le
pensioni e le altre prestazioni periodiche, comprese           le rendite
dell'AVS e dell'AI;

  e.   le prestazioni
derivanti da un contratto di vitalizio o da un'altra     convenzione analoga;

  f.    gli assegni
familiari

  g.   le entrate e le
parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato;

  h.   le pensioni
alimentari del diritto di famiglia."

 

                                         Per
quanto riguarda invece il reddito del lavoro non si applicano le disposizioni
della LPC, in quanto la LAF prevede in maniera autonoma la modalità di computo
di questo reddito in particolare il computo globale e non ridotto di questa
entrata (art. 28 cpv. 2 LAF; Messaggio relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’assegno di famiglia del 19 gennaio 1994 p. 51).

 

                               2.7.   A proposito
delle modalità di computo del premio per l’assicurazione malattia, il TCA
rileva che la Cassa ha agito conformemente alle disposizioni della LAF e del
relativo regolamento. 

                                         Come
indicato al consid. 2.6, ai fini del calcolo della PC viene computato
unicamente il premio relativo all’assicurazione obbligatoria contro le malattie
a carico della famiglia, cioè quindi all’assicurazione sociale secondo la LAMal
(art. 28 cpv. 3 LAF e 33 RegLAF). 

                                         Gli
eventuali premi che concernono le prestazioni complementari alla LAMal non
vengono per contro computati (cfr. Rapporto di maggioranza del 23 maggio 1996
p. 36). 

                                         Per
quanto riguarda la modalità di calcolo dei premi dell'assicurazione malattia,
la LAF non rinvia tuttavia alla LPC (cfr. art. 28 LAF; consid. 2.2.). Dunque, per
questo costo, i criteri di computo di tale legge, che si fonda sul premio medio
cantonale (cfr. art. 3b cpv. 3 lett.d LPC), non sono rilevanti per il calcolo
degli assegni familiari, dato che ai fini del conteggio dell'assegno
integrativo e di prima infanzia viene comunque dedotto tutto il premio per
l'assicurazione malattia obbligatoria (cfr. rapporto di maggioranza della
commissione della gestione del 3 maggio 1996, pag. 36).

 

                                         Infine va
evidenziato che è computabile il premio netto e meglio va tenuto conto di
eventuali sussidi erogati agli interessati. L’art. 28 cpv. 2 LAF precisa
infatti che va tenuto conto del premio per l’assicurazione sociale ed
obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia (cfr. in proposito il
rapporto di maggioranza della commissione della gestione del 23 maggio 1996
pag. 36).

 

                                         Nella
fattispecie la Cassa ha dichiarato in proposito che il premio netto computabile
è pari a fr. 1'730.--. 

                                         Il premio
di base relativo all'assicurazione obbligatoria contro le malattie, senza la
deduzione di eventuali sussidi, ammonta a fr. 6'360.-- annui (fr. 204.80 premio
mensile per __________, fr. 185.20 premio mensile per __________, fr. 70.-- per
ciascuna delle due figlie; cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).

                                         I sussidi
ammontano a fr. 1'675.-- per ciascun coniuge, a fr. 500.-- per __________, nata
nel 1995 e fr. 780.-- per __________, nata nel 1999. 

                                         Il
sussidio di una figlia è più elevato, poiché l'art. 44 LCAMal prevede che le
famiglie sussidiate sono esonerate dal pagamento del premio dell'assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie per il secondo figlio e per quelli
successivi, tuttavia ex art. 48 LCAMal solo fino all'ammontare massimo della
quota media cantonale ponderata per assicurati il cui premio è inferiore a
quello degli adulti, che corrisponde appunto a fr. 780.-- (cfr. art. 1 Decreto
esecutivo concernente le basi di calcolo per l'applicazione dei sussidi
nell'assicurazione sociale malattie per l'anno 2000). Globalmente quindi i
sussidi sono di fr. 4'630.--. 

                                         In simili
condizioni il premio annuo a carico dei ricorrenti ammonta a fr. 1'730.--, come
indicato dalla Cassa.

 

                               2.8.   Per quanto
concerne l'importo del saldo del conto di risparmio, il TCA rileva che anche
computando una somma meno elevata di fr. 21'839.-- il risultato finale non
cambierebbe. Infatti in ogni caso non è stata conteggiata alcuna sostanza, in
quanto nel caso concreto essa non è computabile fino alla quota massima di fr.
70'000.-- (cfr. art. 3c cpv. 1 lett. c LPC; consid. 2.6.), come d'altronde
correttamente osservato dalla Cassa (cfr. consid. 1.5.).

 

 

 

                                         Pure
l'ammontare della redditività di tale conto è irrilevante ai fini
dell'erogazione degli assegni, poiché, anche considerando un interesse del
conto di risparmio di fr. 0.--, i redditi dei ricorrenti superano comunque
l'importo del fabbisogno di fr. 2'799.--.

 

                               2.9.   Alla luce di
quanto esposto occorre concludere che il calcolo effettuato dalla Cassa è
incensurabile e di conseguenza __________ e __________ non hanno diritto ad un
assegno integrativo e di prima infanzia.

                                         Pertanto
le decisioni impugnate vanno confermate. 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   I ricorsi
sono respinti.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   intimazione
alle parti.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti