# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9f6dbbb8-9824-5a18-ac59-9737491026bf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-04-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.04.2004 32.2003.76
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2003-76_2004-04-29.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2003.76

   

  ZA/tf

  	
  Lugano

  29 aprile
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Zaccaria Akbas, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 8 settembre 2003
di

 

	
   

  	
  _____________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 9 luglio 2003 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità 6501 Bellinzona 1 caselle

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
1960, operaia, dal 1° febbraio 1997 è stata posta al beneficio di una mezza
rendita AI, per un grado d'invalidità del 40%, in quanto le è stato riconosciuto
il caso di rigore (cfr. doc. _).

 

                               1.2.   In esito
alla procedura di revisione, avviata d'ufficio nel mese di agosto 2002 (cfr.
doc. _), con decisione 17 marzo 2003, l'UAI ha soppresso il diritto alla
rendita dalla fine del mese di aprile 2003, osservando:

 

" 
(…)

Nel suo specifico caso, la documentazione
raccolta in sede di istruttoria della procedura di revisione del diritto alla
rendita ci consente di appurare che nel nuovo e recente posto di lavoro,
occupato da lei in qualità di ausiliaria di pulizie, viene retribuita in
ragione di fr. 28'914,60 annui, come da contratto stipulato con l'__________.

 

•   Pertanto, nonostante l'attività sia svolta dal 01.02.2002 a
tempo parziale, lo svolgimento della stessa le permette di recuperare quasi
totalmente la sua capacità di guadagno precedentemente ridotta dallo stato di
salute cagionevole.

Non più rilevando
dunque una diminuzione della sua capacità lucrativa di almeno il 40%, la legge
federale ci impone la soppressione del diritto alla rendita." (Doc. _)

 

                               1.3.   A seguito
della tempestiva opposizione inoltrata dall’assicurata, con decisione su
opposizione 9 luglio 2003 l’UAI ha confermato la soppressione della mezza
rendita precedentemente attribuita all'assicurata, osservando:

 

" 
(…)

 

3.      Attualmente,
ed a far tempo dal febbraio dello scorso anno, l'assicurata lavora in qualità
di ausiliaria delle pulizie per conto dell'__________. Nel corso del 2002,
lavorando al 50%, ha percepito un salario pari a fr. 28'914.60.

Per il 2003 è previsto il versamento
di un salario ammontante a fr. 29'203.50.

In assenza di danno alla salute,
l'assicurata avrebbe potuto conseguire un reddito di poco superiore. Contattata
in proposito, la ditta __________ -ultima datrice di lavoro presso la quale
l'assicurata è stata attiva prima che il danno alla salute compromettesse la
capacità lucrativa- ha infatti attestato che attualmente l'opponente avrebbe
potuto conseguire un reddito ammontante a fr. 31'200.- circa (cf. dich.
__________ 11.6.2003).

Confrontando i due termini di paragone
si ottiene un grado di invalidità pari al 6,4 %.

Per quel che concerne il riferimento
al reddito annuo medio, si rileva che tale importo costituisce la base di
calcolo adottata dalla Cassa di compensazione per calcolare l'importo della
rendita. L'UAI fonda per contro i propri calcoli sul reddito effettivamente
conseguito o, qualora l'assicurato non sfrutti appieno la residua capacità di
guadagno, sul reddito che il medesimo potrebbe conseguire svolgendo l'attività
maggiormente consona al proprio stato di salute.

Si sottolinea ad ogni modo che in
concreto l'assicurata ha sempre conseguito redditi di gran lunga inferiori a
quello annuo medio determinante. L'importo in questione risulta elevato in
quanto comprensivo di un accredito per compiti educativi pari a fr. 26'865.-.

 

3.      L'interessata
ritiene altresì che l'attuale reddito conseguito non dovrebbe venir considerato
ai fini del calcolo dell'invalidità, considerato il fatto che l'impiego non è
stato accordato a titolo definitivo. L'opponente è infatti stata assunta in
qualità di ausiliaria.

In base all'art. 88 a cpv. 1 OAI, se
la capacità di guadagno dell'assicurato migliora v'è motivo d'ammettere che il
cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a
prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento constatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre
mesi, senza interruzione, e che presumibilmente continuerà a durare.

In considerazione del fatto che la
rendita di invalidità compensa una diminuzione, del guadagno, appare infatti
equo poterla diminuire non appena il salario percepito aumenta.

Non si potesse procedere in tal senso,
l'assicurato percepirebbe in pratica una compensazione per una perdita di
guadagno che in realtà non subisce.

In casu una durata del rapporto di
impiego di due anni (al minimo) costituisce senz'altro motivo di revisione,
tanto più se si pon mente al fatto che l'assicurata mantiene la facoltà di
inoltrare in ogni momento una nuova richiesta di prestazioni, qualora avvengano
modifiche tanto a livello economico che di salute.

 

4.      L'assicurata
postula inoltre il riconoscimento dei costi legati al conseguimento del
reddito. Accenna in particolare alle spese di trasferta.

Anche da questo punto di vista le
motivazioni dell'opponente non possono essere seguite.

Dal reddito che la persona invalida
consegue possono sì essere dedotti i costi legati al conseguimento del reddito,
ma solo se i medesimi sono dovuti all'invalidità stessa (RCC 1986, p. 496). Si
cita quale esempio la necessità di sottoporsi a visite mediche regolari, oppure
la necessità di conservare un alloggio vicino al posto di lavoro per il fatto
che l'invalidità non consente all'assicurato spostamenti giornalieri (cf. al
proposito Circolare concernente l'invalidità e la grande invalidità, marg.
3073).

In casu per mantenere l'attuale
impiego l'assicurata non è costretta a sopportare costi maggiori rispetto a
quelli che dovrebbe affrontare in assenza di danno alla salute.

         Non è pertanto giustificato ritenere deduzioni in tal
senso.

In definitiva quindi la decisione
impugnata appare corretta, meritando pertanto piena conferma." (Doc. _)

 

                               1.4.   Avverso la
citata decisione su opposizione, __________ ha presentato al TCA un tempestivo
atto di ricorso, chiedendo l'annullamento della decisione su opposizione ed il
ripristino della mezza rendita d’invalidità.

                                         In
particolare ella ha fatto presente quanto segue:

 

" 
Faccio ancora opposizione, perché non trovo
giusto la vostra 2 lettera.

Ho letto e riletto il vostro scritto, ma
purtroppo io con tutte queste leggi, non ho capito nulla.

Mi ha spiegato l'avvocato __________ e che avete
detto di nuovo no.

Io nel mio piccolo so solo una cosa che lavoro
sempre 4 ore 20 minuti al giorno. E di mattina perché al pomeriggio faccio fatica.
E che la mia malattia c'è sempre.

Quando ho iniziato a lavorare, il giorno prima mi
scadeva la disoccupazione.

Il posto che ti propongono non puoi rifiutare
perché prendi delle penalità.

Erano 2 anni che cercavo lavoro, ma con la mia
malattia nessuno mi prendeva, perché dicono che sono una donna a rischio.

Anche lì ad Airolo non mi volevano prendere,
sempre per via della mia malattia. Loro avevano scritto anche una lettera in
tedesco.

Il signor dell'ufficio personale, signor
__________ ha fatto da garante.

Io so solo che alla fine di settembre 03, ci
diranno se ci tengono.

Per via della nuova legge militare, oggi il
nostro capo ci ha fatto capire che al 90% non ci tengono.

 

È vero sì che prendo

Fr. 2336.- ma è
anche vero che

Fr.   332.50 è per
gli assegni di custodia

Fr. 350.-per la
benzina che spendo al mese.

Già Fr. 2336.- - 332.50 = Fr. 2003.50

 

Poi per finire io ho fatto domanda nel 1997, e
sono passati ben 7 anni  e la vita costa sempre di più.

Cosa succederà in gennaio se voi mi rifiutate?

Dovrà di nuovo fare domanda e aspettare altri 4
anni per una risposta?

Come già scritto sopra io sono sempre ASMATICA e
non potrò guarire mai. In settembre l'anno scorso sono andata dal Dottore
__________ Ospedale __________ e mi ha detto che ero un po' peggiorata.

Rimando a vostra completa disposizione per ogni
ulteriore ragguaglio chiedendo nel contempo che mi venga mantenuta al beneficio
di una mezza rendita AI."  (Doc. _)

 

                               1.5.   Con risposta di causa 13
ottobre 2003 l’UAI ha postulato la reiezione del ricorso, richiamando quanto
già illustrato in sede di decisione su opposizione (cfr. doc. _).

 

                               1.6.   Con scritto
24 ottobre 2003 l'assicurata ha chiesto al TCA una proroga del termine concesso
per presentare ulteriori mezzi di prova (cfr. doc. _).

 

                               1.7.   Con scritto
13 novembre 2003 l’assicurata ha osservato:

 

" 
Purtroppo l'avvocato a cui ho chiesto
informazione, per un aiuto voleva troppo e non me lo posso permettere.

L'unica cosa che posso dirvi è che l'ultimo posto
di lavoro ero mal pagata. Però visto che anche lì ero in disoccupazione e
cercavo lavoro al 50%.

Era l'unico che mi abbia offerto un lavoro.

Prima ho lavorato all'__________, e __________ ho
chiesto l'ultima busta paga ma ci vuole un po' di tempo. Perché sono passati
più di dieci anni. Spero in una vostra comprensione e porgo distinti
saluti." (Doc. _)

 

 

 

 

 

                                         in
diritto

 

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

 

                                         Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e
poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si
basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel
presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1°
gennaio 2003.

                                         Non
applicabili per contro sono le nuove norme di legge introdotte a seguito della
4a revisione della LAI, entrata in vigore al 1° gennaio 2004.

Per quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione
in vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è sapere se vi è stato un cambiamento importante della situazione
invalidante di __________ giustificante la soppressione, in via di revisione,
della mezza rendita d'invalidità.

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. 

Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione,
sono quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité
dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una
rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono
invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40
%. 

Va altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2;
Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI: metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1,
104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di
fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale,
le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989, pag. 325
consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G. Scartazzini, op. cit, pag. 232; D.
Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage,
pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete
(SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                               2.5.   Se il grado
d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in
modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata
o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (cfr. art. 17
cpv. 1 LPGA). 

                                         La
revisione avviene d’ufficio quando, in previsione di una possibile
modificazione importante del grado d’invalidità o di grande invalidità, è stato
stabilito un termine nel momento dell’erogazione della rendita o dell’assegno
per grandi invalidi, o allorché si conoscono fatti o si ordinano provvedimenti
che possono provocare una notevole modificazione del grado d’invalidità o della
grande invalidità (art. 87 cpv. 2 OAI). 

                                         Invece,
se è stata inoltrata domanda di revisione, nella domanda si deve dimostrare che
il grado d’invalidità o d’incapacità dell’invalido a provvedere a sé stesso è
modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 3
OAI).

                                         Infine,
prescrive l’art. 87 cpv. 4 OAI che, ove la rendita o l’assegno per grandi
invalidi siano stati negati perché il grado d’invalidità era insufficiente o
perché l’invalido poteva provvedere a sé stesso, una nuova richiesta è
riesaminata soltanto in quanto siano soddisfatte le condizioni previste nel
capoverso 3.

                                         Se la
capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il
cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a
prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in consi­derazione allorché è durato
tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a
durare (cfr. art. 88 a cpv. 1 OAI). 

                                         Analogamente,
in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del
cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da
tre mesi senza interruzione notevole (cfr. art. 88 a cpv. 2 OAI).

                                         Queste
norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma
anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel
tempo (STFA 29 maggio 1991 in re St., RCC 1984 pag. 137).

 

                               2.6.   La costante
giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a revisione non
solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso
sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto
invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un
cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno 1994 in re P. P. pag. 4;
RCC 1989 pag. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid. 1a; DTF 109 V 116,
consid. 3 b; DTF 105 V 30).

                                         Affinché
sia possibile la revisione di una rendita AI è dunque necessario che le condizioni
cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito una modifica, tale da
influire sulla perdita di guadagno.

 

                                         D'altra
parte la modifica deve essere notevole, non tanto da un punto di vista
astratto, ma piuttosto in relazione con l'art. 28 cpv. 1 LAI che prevede
l'assegnazione di un quarto di rendita se il grado d'invalidità è di almeno il
40%, una mezza rendita quando il grado d'invalidità è di almeno il 50% e una
rendita intera quando l'invalidità raggiunge almeno il 66 2/3%.

                                         In ogni
caso la revisione della rendita è possibile unicamente se, posteriormente alla
pronuncia della decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente
mutata. Non basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invaria­ta,
sia giudicata in modo diverso (RCC 1987, pag. 38, consid. 1a; RCC 1985, pag.
336; STFA del 29 aprile 1991 nella causa G.C., consid. 4).

Per stabilire in concreto se vi è motivo di revisione, da un punto di vista
temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della
decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia
della nuova decisione. Da questo punto di vista un provvedimento che si limita
a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369
consid. 2 con riferimenti; DTF 109 V 262; 105 V 30; Valterio, op. cit., pag.
268; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag.
258).

 

                               2.7.   In sede di
revisione, basandosi sul rapporto 2 gennaio 2002 del medico curante (doc. _),
l’amministrazione ha accertato che le condizioni di salute di __________ sono
rimaste sostanzialmente invariate (doc. _).

Dal lato economico, invece, vi è stata una modifica.

Nel questionario compilato il 21 ottobre 2002 il datore di lavoro, __________,
ha dichiarato di versare mensilmente alla ricorrente, occupata al 50% in
qualità di ausiliaria di pulizia, fr. 2'272.35 di salario al lordo degli oneri
sociali, per un totale annuo di fr. 28'914.60 (cfr. doc. _), specificando in
seguito che senza il danno alla salute l'assicurata avrebbe percepito "il
medesimo salario" e rilevando che la signora __________ "svolge il
suo lavoro prevalentemente in piedi e in ginocchio, spostando pesi fino anche a
15 Kg, con frequenza giornaliera" (cfr. doc. _). Per il 2003 il salario
annuo previsto, sempre per un'attività al 50%, è di fr. 29'203.50, come risulta
dal contratto sottoscritto dall'assicurata il 18 marzo 2003 (cfr. doc. _).

                                         In
precedenza, prima del danno alla salute, l'assicurata aveva lavorato presso la
ditta __________; contattata dall'amministrazione al fine di accertare quale
sarebbe stato lo stipendio dell'assicurata nel caso in cui fosse stata ancora
alle dipendenze della ditta citata (cfr. doc. _), la __________ con scritto 11
giugno 2003 ha comunicato che l'assicurata ha lavorato presso di loro dal 2
febbraio 1998 al 31 gennaio 2000, in qualità di operaia part-time, al 50%,
percependo uno stipendio lordo mensile di fr. 1'200; il datore di lavoro ha poi
indicato che qualora l'assicurata avesse continuato ad essere dipendente della
__________, lo stipendio lordo annuale, per un'attività al 100%, sarebbe ora
pari a fr. 31'200 (cfr. doc. _).

Di conseguenza, l’UAI, facendo un raffronto tra il reddito di 

fr. 31'200 che l'assicurata avrebbe potuto percepire prima del danno alla salute
(aggiornato al 2003) con quello da invalido di fr. 29'203.50 (nel 2003), ha
determinato un grado di invalidità pari al 6,4% (cfr. doc. _).

L’assicurata sostiene che l'attuale reddito conseguito non dovrebbe venire
considerato ai fini del calcolo per l'invalidità, in quanto l'attività presso l'__________
è provvisoria (ausiliaria, cfr. doc. _). 

                                         L'assicurata
postula inoltre il riconoscimento dei costi legati al conseguimento del reddito
(spese di trasferta, cfr. doc. _).

 

                               2.8.   Riguardo al reddito
da invalido, oltre a quanto esposto al consid. 2.4, va precisato che lo
stesso va determinato sulla base
della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che
quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa
residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia
adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126
V 76 consid. 3b/aa e riferimenti). 

                                         La giurisprudenza federale
ha inoltre precisato che è giustificato fondarsi sul reddito effettivo nella
misura in cui si può ammettere che l'assicurato potrebbe conseguire un guadagno
analogo in altri posti sul mercato del lavoro (RCC 1973 201, 1961 80; Valterio,
Droit et pratique de l'assurance invalidité, Lausanne 1985, pag. 202-203; ATFA
1968 188; EVGE 1961, 41).

 

                               2.9.   L'insorgente
sostiene che l'aumento del reddito da invalido percepito presso l'__________ e
non può essere considerato duraturo, in quanto trattasi di un impiego di durata
determinata (allegato doc. _), quindi precario. 

 

                                         Come
visto al considerando 2.5, se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora,
v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime,
all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si
può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso
tenere in consi­derazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione
notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (cfr. art. 88 a cpv. 1
OAI). 

 

                                         Ora,
ritenuto che il cambiamento del reddito da invalido è avvenuto a far tempo dal
febbraio 2002 (cfr. doc. _) e quindi, considerata la data della decisione
impugnata del 17 marzo 2003, per più di tre mesi, si può ammettere che si è
trattato di un cambiamento duraturo del reddito. Vero è che il contratto di
lavoro è stato stipulato (una seconda volta, cfr. doc. _) a tempo determinato
sino al 31 dicembre 2003. Tuttavia, l'assicurata beneficerebbe di una rendita
cui non avrebbe diritto per un periodo superiore ad un anno. Non si può quindi
parlare di un cambiamento non duraturo del reddito.

                                         Come
rettamente indicato dall'amministrazione, all'assicurata è comunque data la
possibilità di richiedere in qualsiasi momento una nuova domanda di prestazioni
se nel frattempo sono mutate le proprie condizioni di salute o economiche.

 

                                         Per
quanto attiene alle spese rivendicate dall'assicurata (costi per il
conseguimento del reddito), a ragione la Cassa non le ha prese in
considerazione. 

                                         Le cifre
3071-3073 della Circolare sull'invalidità e la grande invalidità
nell'assicurazione per l'invalidità (CIGI), stabiliscono delle regole sulla
deduzione delle spese per il conseguimento del reddito causate dall'invalidità.
La circolare riprende in pratica quanto stabilito dal TFA nella sentenza del 9 aprile
1995 nella causa R. I., pubblicata in RCC 1986 pag. 496, ossia che le spese,
oltre ad essere giustificate e provate, devono essere causate direttamente o
indirettamente dall'invalidità. Si tratta per esempio (cifra 3073 CIGI), di
spese regolari per il tragitto verso il lavoro (spese per l'utilizzo di una
vettura personale, l'abbonamento per il treno oppure per l'accompagnamento),
spese necessarie per conservare la capacità lavorativa (cure mediche e/o
medicamentose regolari), alloggio e assistenza (cfr. anche STFA dell'11 luglio
2002 nella causa G., I 176/02).

                                         Ora,
nella fattispecie non è possibile riconoscere le spese di trasferta
all'assicurata, in quanto queste non sono cagionate direttamente dalla sua
situazione invalidante. Esse sono spese che deve sostenere indipendentemente
dalle affezioni di cui è portatrice, ossia spese che dovrebbe sostenere anche
se fosse completamente valida. 

                                         In ogni
caso pur volendo dedurre - per un'ipotesi di lavoro - dal reddito da invalido
le spese di trasporto quantificate in ragione di fr. 350.-- mensili, il tasso
d'invalidità dell'assicurata non raggiungerebbe all'evidenza il minimo
pensionabile (cfr. consid 2.10).

 

                             2.10.   La modalità
di calcolo eseguita dall’UAI (ultimo reddito percepito dall’assicurata prima
dell’insorgenza del danno, aggiornato dalla __________, su richiesta dell'UAI,
al 2003) risulta consona ai succitati dettami giurisprudenziali (cfr. consid.
2.8).

                                         Inoltre,
gli atti non contengono concreti indizi che permettano di ipotizzare
un’evoluzione salariale maggiore di quella fissata dall’amministrazione,
segnatamente a titolo di avanzamento professionale.

Riguardo al reddito da invalido, l’amministrazione ha rettamente preso in
considerazione l’importo di fr. 29'203.50 che corrisponde al salario mensile di
fr. 2'246.40 percepito dalla ricorrente nel 2003, moltiplicato per tredici
mensilità, così come risulta dal contratto di lavoro stipulato il 18 marzo 2003
(cfr. doc. _). Per il resto nulla agli atti permette di ipotizzare l'esistenza
di un salario sociale, rispettivamente che l'interessata non potrebbe
conseguire guadagno analogo in altri posti nel mercato del lavoro (cfr. DTF 117
V 18 e riferimenti, cfr. consid. 2.8).

 

                                         Di
conseguenza, facendo un raffronto tra il reddito di 

fr. 31'200 che l'assicurata avrebbe potuto percepire prima del danno alla
salute (aggiornato al 2003) con quello da invalido di fr. 29'203.50 (nel 2003),
il grado di invalidità risulta essere pari al 6,4%, percentuale che non
permette l'erogazione di una rendita AI. 

                                         Un'invalidità
rilevante ai sensi della LAI non emergerebbe neppure volendo considerare - per
ipotesi - in deduzione al salario di fr. 29'203.50 l'importo di fr. 4'200.--
annui (fr. 350.-- mensili) a titolo di spese di trasferta.

In queste circostanze, essendo subentrata
una rilevante modifica ai sensi dell’art. 17 LPGA, rettamente l’amministrazione
ha soppresso, in via di revisione, la mezza rendita.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti