# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 91b9f6f7-e7e8-510a-b89d-6e8964550d57
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-11-13
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 13.11.2008 BE.2008.10
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_BE-2008-10_2008-11-13.pdf

## Full Text

Sentenza del 13 novembre 2008 
I Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Emanuel Hochstrasser, Presiden-
te, Tito Ponti e Alex Staub, 
Cancelliere Stefan Graf  
 

   
Parti  UFFICIO DEI GIUDICI ISTRUTTORI FEDERALI, 

 
Richiedente 

 
  contro 
   

A. SA, rappresentata dall’avv. Luca Marcellini, 
 

Opponente 
 

Oggetto  levata dei sigilli (art. 69 cpv. 3 PP) 
 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

Numero dell’incarto: BE.2008.10 

 

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 Fatti: 
 
A. Nell'ambito dell’istruzione preparatoria avviata nei confronti di B., C. e ignoti 

per titolo di riciclaggio di denaro ai sensi dell'art. 305bis CP, il 22 agosto 2008 
l’Ufficio dei giudici istruttori federali (in seguito: UGIF) ha ordinato alla banca 
A. SA, succursale di Z., l’edizione di una serie di documenti volti a chiarire, 
per l’ipotizzata fattispecie penale, il ruolo svolto da quei dipendenti della 
A. SA che hanno seguito i clienti B. e C. (v. act. 1.1). Nel corso dell’indagine 
preliminare di polizia era infatti stato possibile determinare l’esistenza presso 
la succursale di Z. della predetta banca di due relazioni bancarie riconducibili 
a B. e C. e raccogliere fondati sospetti che il denaro transitato su tali relazio-
ni sia il provento dei reati commessi in Italia dai due menzionati indagati 
(bancarotta fraudolenta aggravata e appropriazione indebita). 

 
 
B. In data 26 settembre 2008 la A. SA, ottemperando all’ingiunzione ricevuta, 

ha trasmesso all’UGIF la documentazione di cui si chiede l’edizione in un pli-
co sigillato ai sensi dell’art. 69 cpv. 3 PP (v. act. 1.5). 

 
 
C. Con scritto del 6 ottobre 2008 l’UGIF ha presentato alla I Corte dei reclami 

penali una richiesta di levata dei sigilli riguardante la documentazione inviata 
in plico sigillato il 26 settembre 2008 (v. act. 1). 

 
 
D. Con risposta del 16 ottobre 2008 la A. SA postula la reiezione dell’istanza di 

levata dei sigilli e la restituzione integrale della documentazione in oggetto 
(v. act. 3). 

 
 
E. Negli allegati di replica e duplica le parti si sono sostanzialmente riconferma-

te nelle rispettive allegazioni e conclusioni (v. act. 5 e 7). Le argomentazioni 
delle parti saranno riprese – nella misura del necessario – nei considerandi 
seguenti. 

 
 
 
 Diritto: 
 
1.  
1.1. La I Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale è competente per 

statuire sull’ammissibilità della perquisizione qui contestata in virtù degli 
art. 69 cpv. 3 PP, 28 cpv. 1 lett. b LTPF e 9 cpv. 2 del Regolamento del 
20 giugno 2006 del Tribunale penale federale (RS 173.710). La richiesta di 

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levata dei sigilli non è sottoposta ad un termine particolare. La legittimazione 
dell’autorità richiedente a presentare l’istanza è pacifica. 

 
1.2. Sono per contro inconcludenti le obiezioni del richiedente secondo cui la ri-

chiesta dell’opponente di porre sotto sigillo la documentazione bancaria tras-
messa sarebbe irricevibile e contraria alla buona fede processuale. Per co-
stante giurisprudenza di questa Corte, confermata da quella del Tribunale fe-
derale, giova infatti rilevare che il detentore della documentazione di cui viene 
richiesta l’edizione – nel presente caso la banca – non è di principio legittima-
to a ricorrere giusta gli art. 214 e segg. PP, avendo facoltà di opporsi alla 
perquisizione di carte conformemente alla procedura di messa sotto sigilli de-
scritta all’art. 69 cpv. 3 PP (v. sentenze del Tribunale federale 1B_178/2007 
del 12 novembre 2007, consid. 1.4, e 1S.4/2006 del 16 maggio 2006, con-
sid 1.3; TPF 2006 218; TPF BV.2008.7 del 14 luglio 2008, consid. 1.3 e 1.4, 
BB.2007.70 del 14 dicembre 2007, BB.2007.48 del 30 luglio 2007 e 
BB.2006.52 del 20 febbraio 2007, consid. 2.2). La procedura seguita 
dall’opponente nel caso in esame è quindi corretta. 

 
 
2. Giusta l’art. 69 cpv. 3 PP, se il detentore si oppone alla perquisizione, le car-

te vengono suggellate e poste in luogo sicuro. In tal caso, fino al dibattimen-
to, la decisione sull’ammissibilità o meno della perquisizione spetta alla 
I Corte dei reclami penali. Per contro, durante il dibattimento tale decisione è 
di competenza del tribunale. 

 
 
3. La perquisizione di carte è ammissibile allorquando esistono indizi sufficienti 

relativi alla commissione di un reato, se vi è il sospetto che delle prove con-
cernenti l’inchiesta si trovino nel luogo della perquisizione e se il principio 
della proporzionalità è rispettato (v. TPF BK_B 039/04 del 26 maggio 2004, 
consid. 2.1; SCHMID, Strafprozessrecht, 4a ediz., Zurigo, Basilea, Ginevra 
2004, n. 734 e segg.; PIQUEREZ, Traité de procédure pénale suisse, 2a ediz., 
Ginevra, Zurigo, Basilea 2006, n. 906 e segg.). Inoltre, le carte non devono 
essere esaminate se non quando si possa supporre che contengano scritti 
importanti per l’istruzione (art. 69 cpv. 2 PP). Tale regola non va interpretata 
in maniera restrittiva e, come suggerito dalla formulazione tedesca, 
«…Papiere…die für die Untersuchung von Bedeutung sind», significa che i 
documenti per essere perquisiti devono perlomeno avere una pertinenza con 
l’inchiesta («untersuchungsrelevant» secondo la formulazione utilizzata da 
SCHMID, op. cit., n. 734). Infine, il segreto d’ufficio e professionale devono 
essere salvaguardati (art. 69 cpv. 1 PP). 

 
 

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4. In concreto, l’opponente non contesta – a giusta ragione – l’esistenza di suf-
ficienti indizi di commissione di un reato o di sospetti in tal senso a carico 
degli indagati (v. act. 3, pto. 7.1, pag. 7); come evidenziato anche in una sen-
tenza della Camera di accusa del Tribunale federale del 9 dicembre 2003 
(8G.52/2003, consid. 3), i sospetti dell’UGIF a carico di C. e B. appaiono suf-
ficientemente plausibili e motivati, e sono in ogni caso sufficienti a giustificare 
la perquisizione di ogni documentazione utile a chiarire la fattispecie penale. 
Per contro, non vi sono indicazioni che al momento attuale l’indagine sia sta-
ta estesa ad impiegati della A. SA di Z. oppure all’istituto stesso ai sensi 
dell’art. 102 CP; certo, formalmente l’istruzione preparatoria riguarda anche 
eventuali “ignoti” (v. ordine di edizione act. 1.1), ma il richiedente non ha pre-
cisato né nella sua istanza di levata dei sigilli né nel successivo allegato di 
replica inoltrato a questa Corte se intendeva estendere le imputazioni ad altri 
nominativi. 

 
 
5. Assodata in concreto l’esistenza di sufficienti indizi di reato, questa Corte 

esprime però delle forti riserve con riferimento al rispetto del principio della 
proporzionalità nonché in relazione all’effettiva rilevanza ai fini dell’inchiesta 
della documentazione messa sotto suggello. Basti qui rilevare che l’oggetto 
della perquisizione in esame – vale a dire in sostanza tutta la documentazio-
ne interna della banca relativa agli obblighi di diligenza in materia di lotta al 
riciclaggio e di rispetto delle regole del “compliance” tra gli anni 1996 e 2003 
compresi (v. elenco dettagliato in act. 1.1, pag. 2 e 3 in alto) – è invero al-
quanto vasto e non appare sufficientemente circoscritto in rapporto al so-
spetto vantato dall’UGIF, rischiando altresì di configurare, segnatamente in 
mancanza di precisazioni da parte dell’UGIF sulla rilevanza per l’inchiesta 
dei documenti suggellati, un’inammissibile ricerca indiscriminata di prove 
(cosiddetta “fishing expedition”). 

 
A tale motivo, si aggiunge inoltre l’incombente prescrizione della procedura 
avviata a carico di B. e C. (luglio 2009), scadenza ancora confermata 
dall’UGIF durante le recenti annuali ispezioni svolte dalla I Corte dei reclami 
penali. Ora, la preventiva cernita e il successivo esame in così poco tempo (il 
giudice istruttore incaricato prevede infatti di consegnare il rapporto finale 
dell’istruzione preparatoria nel mese di gennaio del 2009 per permettere al 
MPC di poter redigere l’atto di accusa ancora in tempo utile) di una tale mas-
sa di documenti non sarebbe oggettivamente realizzabile e rischierebbe anzi 
di togliere ogni residua possibilità di poter condurre tempestivamente a giu-
dizio i due summenzionati imputati dinanzi alla Corte penale. Dal profilo della 
proporzionalità giova infine osservare che parte della documentazione ri-
chiesta oggetto della presente istanza è in realtà già stata acquisita agli atti, 
come attestato dallo stesso giudice istruttore, e che il medesimo genere di 

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informazioni (e quindi di prove) può essere assunto molto più rapidamente 
per via testimoniale, al limite anche durante il dibattimento di merito. 
 
 

6. Ne scende che, per i pregressi motivi, la presente domanda di levata dei 
sigilli deve essere respinta e la documentazione suggellata riconsegnata 
all’opponente. Giusta l’art. 66 cpv. 4 LTF, applicabile in virtù dell’art. 245 
cpv. 1 PP, all’autorità soccombente non sono addossate spese giudiziarie. 

 
 
7. All’opponente, che si è avvalso del patrocinio di un avvocato, vanno ricono-

sciute adeguate indennità per ripetibili (art. 245 cpv. 1 PP con rinvio 
all’art. 68 LTF). Secondo l’art. 68 cpv. 1 LTF, statuendo sulla contestazione, 
il tribunale decide se e in quale misura le spese della parte vincente devono 
essere sostenute da quella soccombente. In concreto è applicabile il Rego-
lamento del 26 settembre 2006 sulle spese ripetibili nei procedimenti davanti 
al Tribunale penale federale (RS 173.711.31). Giusta il suo art. 3 cpv. 2, se 
entro l’udienza finale il patrocinatore non fa pervenire la sua nota delle spe-
se, l’onorario è fissato secondo il libero apprezzamento del Tribunale. Nelle 
procedure davanti alla I Corte dei reclami penali, la data della decisione fa 
stato e sostituisce quella della chiusura dei dibattimenti. Tenuto conto del 
presumibile e necessario dispendio causato dalla presente causa, in concre-
to viene assegnata all’opponente un’indennità forfetaria (IVA inclusa) di 
fr. 1’500.-- a titolo di ripetibili, da porre a carico dell’UGIF. 

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Per questi motivi, la I Corte dei reclami penali pronuncia: 
 
1. La richiesta di levata dei sigilli del 6 ottobre 2008 è respinta. 
 
2. I documenti sotto sigillo sono restituiti all’opponente. 
 
3. Non si prelevano spese giudiziarie. 
 
4. L’UGIF verserà all’opponente un importo di fr. 1’500.-- a titolo di ripetibili del-

la sede federale. 
 
 
Bellinzona, il 13 novembre 2008 
 
In nome della I Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Ufficio dei giudici istruttori federali 
- Avv. Luca Marcellini 

 
 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 
Le decisioni della I Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili entro 
30 giorni dalla notifica mediante ricorso al Tribunale federale (art. 79 e 100 cpv. 1 della legge 
federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale; LTF). La procedura è retta dagli art. 90 ss 
LTF. 

Il ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui il giudice 
dell’istruzione lo ordini (art. 103 LTF).