# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d292d129-6e9b-5bb6-a022-2ce7284de827
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-10-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 08.10.2010 72.2010.84
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2010-84_2010-10-08.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2010.84

  	
  Lugano,

  8 ottobre 2010/rb

  	
  In
  nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte delle
  assise criminali

  
	
   

   

   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Marco Villa (Presidente)

  GI 1 

  GI 2 

   

  

 

	
  e dagli assessori giurati:

  	
  AS 1 

  AS 3 

  AS 5 

  AS 6 

  AS 7 

   

  

 

	
  con la segretaria:

  	
  Orsetta Bernasconi, vicecancelliere 

  

 

 

Conviene nell’aula penale di questo palazzo di giustizia

 

 

	
  per giudicare

  	
  AC 1

   

  
	
   

  	
  detenuto dal 24 gennaio 2010;

  

 

 

prevenuto colpevole di:

 

 

                                   1.   tentato duplice omicidio
intenzionale, 

per avere, il 24 gennaio 2010,

a __________, all’interno della discoteca PC 4, 

per un futile motivo, utilizzando un coltello avente una lama di 10 cm, inferto a PC 1 quattro coltellate delle quali una dalla testa al collo lunga 20/25 cm., una
all’emitorace sinistro e due all’emiaddome sinistro delle quali una perforava a
tutto spessore la parete provocando l’erniazione di alcune anse intestinali,

nonché colpito PC 2 amico di PC 1, con sei coltellate di cui una
all’emitorace sinistro che determinò un idro-pneumotorace e una contusione
polmonare, quattro all’addome delle quali una trapassò la parete addominale
giungendo a ledere il fegato ed il legamento gastro-colico ed una al braccio
sinistro, 

provocando ad entrambi lesioni gravi che necessitarono la
sottoposizione delle vittime ad intervento chirurgico;

 

 

                                   2.   aggressione

per avere, il 22 gennaio 2010,

a __________, all’esterno della discoteca __________, verso le ore
03.00,

preso parte unitamente a __________, all’aggressione di PC 3 con
la conseguenza del ferimento della vittima che riportò le lesioni meglio
indicate nel certificato medico del PS della Clinica __________ di __________
agli atti;

 

 

                                   3.   infrazione alla LF sulle
armi

per avere, 

il 24 gennaio 2010, a __________, all’interno della discoteca PC 4,

portato su di se senza diritto, un coltello a serramanico, avente
una lama di 10 cm;

 

 

                                   4.   contravvenzione alla LF
sugli stupefacenti 

per avere, 

senza essere autorizzato,

a __________, nel periodo 2007 e fino al 24 gennaio 2010,

consumato un imprecisato ma minimo quantitativo di marijuana ed
una striscia di cocaina,

nonché detenuto, presso il proprio domicilio, 1,09 grammi netti di marijuana, sostanza sequestrata dalla Polizia Cantonale il 24.01.2010;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reati previsti:
art. 111 CP, art. 134 CP; art. 33 cpv. 1 LARM, art. 19a LS;

 

 

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 82/2010 del 5 luglio 2010, emanato dal Procuratore Pubblico.

 

 

	
  Presenti

  	
  § Il Procuratore Pubblico _________________.

  § L'accusato, AC 1, assistito dai
  difensori di fiducia DF 1 e __________ __________.

  § RC 1 in rappresentanza della parte civile PC 1.

  § RC 2 in rappresentanza della parte civile PC 2.

   

  

Espleti i pubblici dibattimenti

                                     -   mercoledì 6 ottobre 2010 dalle ore 09:30 alle ore 18:30

                                     -   giovedì 7 ottobre 2010 dalle ore 10:00 alle ore 16:30

                                     -   venerdì 8 ottobre 2010 dalle ore 09:30 alle ore 16:10

 

 

Con
riferimento al punto 2 dell’atto di accusa, il presidente, richiamato l’art.
250 CPP, in alternativa e in subordine prospetta all’accusato il reato di
lesioni semplici ai sensi dell’art. 123 CP per avere, il 22.1.2010, a __________,
all’esterno della discoteca __________, verso le ore 03.00, intenzionalmente
colpito con un pugno al viso PC 3 provocandogli una ferita lacero contusa
all’interno del labbro inferiore così come da certificato medico 22.1.2010
della Clinica __________ di __________. Le parti dichiarano di non opporsi a
questa prospettazione.

 

 

Col conseso delle parti la pubblica accusa rettifica il
punto 4 dell’atto di accusa riportando il periodo dal 8.10.2007 al 24.1.2010. L’atto
di accusa è modificato di conseguenza.

 

 

Il giudice, col consenso delle parti, precisa la data di inizio
dell’eventuale reato di cui al punto 4 dell’atto d’accusa al 9.10.2007. L’atto
di accusa è modificato di conseguenza.

 

 

Sentiti                        §   Il Procuratore Pubblico, per la sua
requisitoria il quale, dopo aver ripercorso le circostanze dell’arresto e i
fatti alla base dell’accusa di cui al punto 1 dell’atto di accusa, passa in
rassegna le versioni rese al proposito dalle parti civili e dall’accusato, che
in ragione delle risultanze in atti non può essere ritenuto credibile. Riassume
poi gli accertamenti e le conclusioni medico legali sulle ferite delle vittime,
senza dubbio potenzialmente letali, e, quindi, i fatti e le risultanze alla
base dell’accusa di aggressione di cui al punto 2 dell’atto di accusa ritenendo
anche qui più attendibile la versione della vittima.

 

 

                                    §   RC 1, in rappresentanza della PC 1, il quale si associa alla pubblica accusa per quanto attiene alla colpevolezza
dell’accusato e conclude chiedendo l’accoglimento delle pretese di risarcimento
avanzate con l’istanza versata agli atti e meglio fr. 80'000.- a titolo di
torto morale, fr. 3'118.70 per danni materiali e fr. 13'573.35 per spese
legali.

 

 

                                    §   RC 2, in rappresentanza della PC 2, il quale pure si associa alla pubblica accusa per quanto attiene alla colpevolezza
dell’accusato e chiede che l’accusato sia condannato a risarcire il suo
patrocinato nella misura di fr. 60'000.- per il torto morale subito, fr.
15'774.15 per spese legali e fr. 22'862.45 per danni materiali.

 

 

                                    §   DF 1, difensore di AC
1, il quale, senza voler banalizzare i fatti, contesta la realizzazione del
reato di omicidio sostenendo in merito al punto 1 dell’atto di accusa che si
sia invece trattato di lesioni corporali: nei confronti di PC 1 gravi e nei
confronti di PC 2 semplici qualificate, subordinatamente gravi, ritenuto
comunque in questo caso l’applicazione dell’art. 16 CP ovvero considerando un
eccesso di legittima difesa (discolpante).

Contesta quindi il reato di aggressione di cui al punto 2
dell’atto di accusa sostenendo essere invece adempiuta la fattispecie dell’art.
123 n. 1 CP (lesioni semplici) e quo alla contravvenzione alla LStup ritiene
trattarsi di un caso poco grave per cui, in virtù dell’art. 19a n. 2 LStup,
chiede, qui, di prescindere dalla condanna. Per il resto, chiede la riduzione
della pena proposta dal PP, da contenersi in al massimo 6 anni, anche nella
denegata ipotesi in cui fosse ritenuta la fattispecie del tentato omicidio. 

Chiede, infine, il rinvio delle parti civili al foro civile
ritenuto come le pretese avanzate (segnatamente quelle relative al torto
morale) non siano sufficientemente sostanziate e, comunque, eccessive.

 

 

 

 

Posti dal Presidente, con l’accordo delle Parti, i seguenti

 

 

quesiti: 

AC 1

 

                                   1.   è autore colpevole di:

 

                               1.1.   tentato omicidio
intenzionale

il 24.1.2010 a __________ ai danni di:

                            1.1.1.   PC 1;

                         1.1.1.1.   trattasi invece di lesioni
gravi;

                            1.1.2.   PC 2;

                         1.1.2.1.   trattasi invece di lesioni
gravi;

                         1.1.2.2.   trattasi invece di lesioni
semplici qualificate ex art. 123 n. 2 CP;

                         1.1.2.3.   ha egli agito in stato di
legittima difesa discolpante ex art. 16 cpv. 1 CP;

 

 

                               1.2.   aggressione

ai danni di PC 3 il 22.1.2010 a __________, unitamente a __________;

                            1.1.2.   trattasi invece di lesioni
semplici ex art. 123 n. 1 CP;

 

 

                               1.3.   infrazione alla LF sulle
armi

per avere, senza diritto, il 24.1.2010 a __________ portato seco
un coltello a serramanico avente una lama di 10 cm;

 

 

                               1.4.   contravvenzione alla LF
sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato, nel periodo 9.10.2007/24.1.2010
a __________, 

                            1.4.1.   consumato un quantitativo
minimo di marijuana e una striscia di cocaina;

                            1.4.2.   detenuto 1,09 grammi netti di marijuana;

                            1.4.3.   trattasi di caso poco grave ai
sensi dell’art. 19a n. 2 LStup;

 

e meglio come descritto nell'atto d'accusa e precisato nel verbale
dibattimentale?

 

 

                                   2.   Può beneficiare della
sospensione condizionale?

 

 

                                   3.   Deve un risarcimento alle
seguenti PC:

                               3.1.   PC 1;

                               3.2.   PC 2;

e se sì in che misura?

 

 

                                   4.   Deve subire la revoca della
sospensione condizionale dell’esecuzione della pena pecuniaria di 75 aliquote
giornaliere di fr. 30.- cadauna di cui al decreto d’accusa 8.2.2010 del
Ministero Pubblico del __________ oppure deve essergli inflitta una pena unica
ai sensi dell’art. 46 CP?

 

 

                                   5.   Deve essere ordinata la
confisca rispettivamente il sequestro conservativo di:

                               5.1.   1 coltello serramanico;

                               5.2.   1,09 grammi netti di marijuana;

                               5.3.   171,7 grammi netti di acido borico;

                               5.4.   1 patente di
guida nr. __________;

                               5.5.   vestiti
indossati dall'accusato la notte del 24.1.2010;

                               5.6.   1 telefono
cellulare __________, IMEI __________;

                               5.7.   1 carta SIM __________, nr. __________;

                               5.8.   1 __________,
nr. __________ di __________;

                               5.9.   1 chiave __________
8 nr. __________;

                             5.10.   1 chiave __________
8 __________,

                             5.11.   1 chiave
bucalettere __________ nr. __________;

                             5.12.   vestiti
indossati da PC 1 la notte del 24.1.2010;

                             5.13.   vestiti indossati
da PC 2 la notte del 24.1.2010?

 

 

Considerato                   in fatto ed in diritto

 

 

 

                                    I)   Vita e precedenti
penali di AC 1

 

                                   1.   In merito alla vita
anteriore e ai precedenti penali di AC 1 si richiamano i seguenti passaggi del
suo verbale d’interrogatorio in Polizia del 29.3.2010 con la precisazione che,
salvo differente indicazione nel prosieguo della presente sentenza, l’atto
istruttorio (di seguito solo AI) a cui si farà sempre riferimento è quello di
cui all’incarto (di seguito solo Inc.) del Ministero Pubblico (di seguito solo
MP) ___________:

 

“
Sono nato a __________ il ____________.

In famiglia siamo due maschi ed una femmina. La
primogenita è mia sorella __________.. Lei è nata il __________. Vi è poi mio
fratello __________. che è nato a ________________. Per finire il sottoscritto.

Mia sorella ha lavorato come cameriera in alberghi e
ristoranti. È ora in attesa di decisione per beneficiare di una rendita
d’invalidità.

Mio fratello ha intrapreso, senza concludere la
professione di muratore. Attualmente è in carcere in __________ per reati
legati agli stupefacenti.

Mio padre __________ __________ abita a __________.
I miei genitori si sono separati nel 1991. È sempre stata mia mamma che si è
occupata di crescerci.

Mio padre, per quanto ne so, fa il pittore. Non ho
contatti con lui, da quando sono piccolo.

Devo fare una precisazione. __________ __________ è
unicamente padre putativo. Ad agosto dell’anno scorso, ho scoperto che il mio
vero padre - biologico - è __________ __________. Cittadino __________ che
abita in quel Paese. Lui ora è in pensione. Non ho idea di cosa facesse prima
di lavoro…Mio fratello e mia sorella, dovrebbero invece essere realmente figli
di __________ __________

La prima a lasciare il Paese e venire in Italia, è
stata mia mamma, nel 1990 o giù di lì. Lei è venuta su poiché ha conosciuto un
cittadino italiano, con cui si è sposata. __________ __________, questo è il
nome del marito di mamma. Loro sono ora di fatto separati. Non credo che siano
già divorziati.

Mia sorella è stata la prima a raggiungere, nel
1998, nostra mamma in Italia. Siamo poi seguiti io e mio fratello nel 2000.
Abbiamo abitato a __________ sino al 2004. Mamma ha lasciato l’Italia forse nel
2002/03, poiché si era messa assieme a __________ __________. Con lui era
venuta ad abitare in Svizzera, a __________. Anche noi figli abbiamo seguito
nostra mamma dopo un paio d’anni e siamo arrivati in _____.

Ho frequentato l’asilo e le scuole elementari (6
anni) a __________. In Italia ho poi frequentato le scuole medie (3 anni) a __________.
Ho poi seguito per un anno il liceo tecnico economico, a __________. A seguito
del trasloco di mamma, ho abbandonato la scuola e anche io sono venuto in
Svizzera. Ho praticato e concluso l’apprendistato di montatore di impianti di
riscaldamento, lavorando per la ditta __________ di __________. Ho ottenuto il
diploma nel 2008…

Ho continuato a lavorare per __________ sino ad
ottobre 2009. A seguito di un infortunio, ho poi smesso di collaborare con
questa ditta…

Sono in possesso di doppia cittadinanza. Quella __________,
per ovvi motivi e quella italiana
(ndr:
conseguita il 9.11.2000, rapporto di inchiesta di Polizia giudiziaria 12.5.2010
allegato 101, di seguito solo RPG 12.5.2010) a seguito del matrimonio di mia mamma con un cittadino italiano.
L’acquisizione è anche dovuta ai diversi anni di residenza in questo Paese.

Non possiedo nessuna sostanza. Possiedo un conto
stipendio presso la banca __________ di __________. Non credo che ci sia un
granché depositato.

In gioventù ho praticato il calcio, giocando nelle
società di __________ e del __________. Ho giocato sino nella categoria allievi
A. Ho poi dovuto smettere per problemi di salute (difficoltà di respirazione
dovuto alle adenoidi)

Il mio passatempo preferito è giocare ed ascoltare
musica”

(PS AC 1 29.3.2010).

 

Incensurato sia in Italia sia in __________ (doc. TPC 21 e RPG 12.5.2010
allegato 100), malgrado la sua giovane età, prima dei fatti di cui al punto 1
dell’atto d’accusa (di seguito solo AA), aveva già interessato a più riprese,
sia come maggiorenne (doc. TPC 16 e 17) che come minorenne, l’autorità penale
svizzera con reati anche violenti (art. 123 cfr. 1 cpv. 1 CP ed art. 285 cfr. 1
CP) in cui già si evidenziava il suo illecito possesso di un coltello ai sensi
dell’art. 33 cpv. 1 lett. a) della LF sulle armi, gli accessori di armi e le
munizioni (di seguito solo LArm). In quest’ottica si richiamano le seguenti sue
pregresse sentenze penali:

 

                                   --   decreto di ammonimento del
21.11.2006 della Magistratura dei minorenni (di seguito solo MM) in quanto
ritenuto colpevole dei reati di violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari
(art. 285 cfr. 1 CP), infrazione alla LArm (art. 33 cpv. 1 lett. a LArm) e
contravvenzione alla LF sul trasporto pubblico (art. 51 cpv. 1 LTP), fatti
avvenuti a __________ nonché sulle tratte ferroviarie __________ - __________ e
__________ - __________ nel periodo 4/11.5.2006, per i quali gli fu inflitto un
ammonimento oltre che la condanna al versamento di fr. 340.- alle __________ a
titolo di risarcimento danno (AI Inc. MP 2010.560);

 

                                   --   decreto del 14.2.2006 della
MM in quanto ritenuto colpevole dei reati di lesioni semplici (art. 123 cfr. 1
cpv. 1 CP) e ripetuta circolazione con veicolo a motore senza licenza di
condurre (art. 95 cfr. 1 della LF sulla circolazione stradale, di seguito solo
LCStr), fatti avvenuti a __________ nonché sulla tratta __________ - __________
- __________ nel periodo 2007 / 28.8.2007, per i quali è stato condannato al
pagamento di una multa di fr. 350.- (AI Inc. MP 2010.560);

 

                                   --   decreto di accusa (di
seguito solo DA) del 13.8.2008 del MP del __________ per grave infrazione alle
norme della circolazione (art. 90 cfr. 2 LCStr) a seguito di un suo superamento
del limite di velocità in autostrada, reato da lui contestato, perlomeno in
aula, asserendo che non era lui alla guida, fatti avvenuti il 13.8.2008 e per i
quali è stato condannato, oltre che al pagamento di una multa di fr. 600.-
(art. 42 cpv. 4 CP), ad una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) di 10 aliquote
da fr. 30.- ciascuna, sospesa condizionalmente con un periodo di prova di 2
anni (art. 44 cpv. 1 CP), pena successivamente revocata con il DA del 18.5.2009
del MP del _________ (doc. TPC 17, AI Inc. MP 2010.560 ed art. 46 cpv. 1 CP);

 

                                   --   DA del 18.5.2009 del MP del
_______ per grave infrazione alle norme della circolazione (art. 90 cfr. 2
LCStr), fatti avvenuti a __________ il 20.3.2009, per la cui violazione è stato
condannato, oltre che al pagamento di una multa di fr. 600.- (art. 42 cpv. 4
CP), ad una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) di 45 aliquote da fr. 30.-
ciascuna, sospesa condizionalmente con un periodo di prova di 4 anni (art. 44
cpv. 1 CP), pena successivamente revocata con il DA del 8.2.2010 del MP del ______________
(doc. TPC 16 e 17, AI Inc. MP 2010.560 ed art. 46 cpv. 1 CP);

 

                                   --   DA del 8.2.2010 del MP del ________
per guida senza licenza di condurre o nonostante la revoca (art. 95 cfr. 2
LCStr), fatti avvenuti a __________ il 30.9.2009, con susseguente sua condanna,
oltre che al pagamento di una multa di fr. 500.- (art. 42 cpv. 4 CP), ad una
pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) di 75 aliquote giornaliere da fr. 30.-
ciascuna, sospesa condizionalmente con un periodo di prova di 5 anni (art. 44
cpv. 1 CP nonché doc. TPC 16 e 17).

 

Da ciò per la Corte, tenuto conto del periodo di commissione del
reato di cui al punto 4 AA, la decisione di erogargli, con l’odierna sua nuova
condanna, una pena unica (art. art. 46 cpv. 1 CP) con il DA del 8.2.2010 del MP
del __________ che sarà anche pena parzialmente aggiuntiva (art. 49 cpv. 2 CP e
considerando 60 della presente decisione) ai DA del 13.8.2008 del MP del __________
nonché del 18.5.2009 e del 8.2.2010 del MP del ________.

Notasi non di meno come l’accusato non è stato l’unico della sua
famiglia ad aver avuto dei problemi con la giustizia. Già si è detto
dell’attuale stato detentivo in terra iberica di suo fratello __________ __________
(PS AC 1 29.3.2010) che del resto, nel corso del 2006, ebbe identici problemi
anche in __________ così come meglio specificato, seppur con nessun credito quo
agli effettivi motivi del suo attuale fermo in __________, nel proprio verbale
d’interrogatorio di Polizia del 29.1.2010 della comune madre __________ __________:

 

“
Mio figlio __________ __________ si trova attualmente in carcere
a __________. Le autorità __________ l’hanno condannato due anni fa perché
hanno trovato un suo amico in che era in possesso, mi sembra, di 30 grammi di stupefacente. Non so che tipo di stupefacente fosse.

Siccome __________ __________ era in compagnia di questo amico,
hanno condannato pure lui alla prigione…

L’inquirente mi chiede se __________ __________ ha avuto problemi
con la giustizia Svizzera e io posso dire che nel 2006 lui ha avuto problemi.

Infatti io nel 2006, ho avuto problemi con la giustizia in __________.
Non vorrei raccontare tutta la storia nel dettaglio perché mi fa ancora male.

Posso dire che qualcuno che abita a __________ mi aveva offerto
dei soldi per andare in __________ a ritirare mezzo chilo di cocaina.

Lo scopo era appunto andare in __________, poi passare dal __________
per fare poi rientro in Svizzera. Purtroppo in __________, all’aeroporto, la
polizia __________ mi ha fermata e mi ha trovato la droga, circa 10 chili. In
mia compagnia c’era pure mia figlia ma che non era a conoscenza dello scopo del
viaggio…

Sempre nel 2006 anche __________ __________ è stato arrestato ma
in Svizzera perché quando ero in __________ avevo chiamato…__________
dell’antidroga per dirgli quanto successo.

I colleghi dell’antidroga ticinesi sono andati subito a casa mia,
ove viveva con me __________ __________, e l’hanno arrestato perché in casa
deteneva qualcosa per lavorare la droga.

I poliziotti, penso hanno collegato questo ritrovamento al fatto
che io ero stata trovata in __________ con la droga.

Premetto che invece non era così. Io non sapevo cosa lui facesse e
nemmeno lui sapeva perché ero andata in __________.

__________ __________ mi ha ammesso che la roba trovata a casa non
era la sua ma però spacciava droga, ma non so cosa.

Mi sembra che __________ __________ sia stato detenuto in carcere
qui a __________ per circa 7-8 mesi”

(PS R.__________ 29.1.2010)

 

madre che, sempre a suo dire, a seguito del suo arresto in __________
nel 2006, sarebbe rimasta in detenzione solo per 2 mesi e mezzo per poi
rientrare, assieme alla figlia, in __________ (PS __________ __________
29.1.2010).

L’accusato, di formazione montatore di impianti di riscaldamento,
conseguito il relativo diploma nel 2008, ha continuato a lavorare come aiutante nella ditta di __________ dove, dall’ottobre 2004, aveva cominciato il suo
apprendistato, facendosi però licenziare il 5.10.2009 non essendosi
volontariamente più presentato sul posto di lavoro (AI 34). Da quella data sino
al 24.1.2010 (punto 1 AA) non avrebbe più svolto alcuna attività, eccezion
fatta per un qualche non meglio specificato lavoretto in nero per amici e
conoscenti e, sempre in base al suo dire, si sarebbe mantenuto, divertimenti
compresi, grazie ai suoi risparmi sui precedenti salari (AI 34), senza altresì
dimenticare il suo acquisto, parzialmente pagato, di una autovettura __________
di seconda mano al prezzo, comprensivo delle necessarie riparazioni, di fr
6'600.- / 6'800.-, macchina che però non fu mai targata essendo in revoca della
licenza di condurre (doc. TPC 16 e 17).

Non ancora soggetto fiscalmente imponibile (doc. TPC 16) e privo
di attestati di carenza beni, nei suoi confronti, nel periodo 30.4.2010 /
19.7.2010, sono state spiccate tre esecuzioni per un complessivo importo di fr.
3'507,70 (doc. TPC 14).

Ad indiretta conferma del suo sporadico e minimo consumo di
marijuana (punto 4 AA e considerando 33 della presente decisione), il
24.1.2010 è risultato negativo all’esame tossicologico (RPG 12.5.2010 allegato
26) mentre il suo tasso etanolemico al momento dei fatti di cui al punto 1 AA,
conseguenza della sua assunzione presso la discoteca PC 4 di __________  di tre
whisky con Red Bull (PS AC 1 28.1.2010), era del 0,93-1,45 g/kg alle ore 4.43,
rispettivamente del 0,71-0,81 g/kg alle ore 6.55, momento del prelievo (RPG
12.5.2010 allegati 23 e 25).

Quo ai suoi progetti futuri in aula ha ribadito quanto già aveva
indicato in uno scritto del gennaio 2010 (AI 16) alla Procuratrice Pubblica (di
seguito solo PP), in altre parole il suo desiderio, una volta espiata la pena e
sempre che fosse possibile, di restare in __________ trovando lavoro:

 

“
Vorrei chiedere di essere indulgente in quanto vorrei poter
continuare a vivere in __________ dove sono molto legato ed avere la chance di
ritornare ad una vita serena e normale, poter ricercare un posto di lavoro…Sono
volenteroso e mi piace il mio lavoro e qua ho l’opportunità di proseguire gli
studi e il mio diploma mi da la possibilità di costruirmi un futuro in regola”

(AI 16).

 

                                   2.   Senza particolari
problemi di salute al momento dei fatti di cui al punto 1 AA e ricordato come
la già prevista operazione al naso per le adenoidi e le tonsille (PS AC 1
24.1.2010) è stata eseguita durante la carcerazione preventiva, in sede
d’istruttoria la difesa, con istanza del 2.4.2010 (AI 41), aveva postulato
l’allestimento di una perizia psichiatrica in favore del suo protetto ricordato
come lo stesso faticasse:

“
a dormire da quando aveva avuto un grave incidente stradale nella
__________ il 16 agosto 2009, nel quale è morto suo zio. Il signor AC 1 era
molto attaccato allo zio. Senza sapersene dare una ragione, in conseguenza
dell’incidente di cui sopra, il signor AC 1, talvolta, si tagliuzzava il
braccio con una lama. Ciò costituisce sicuramente un comportamento disturbato”

(AI 41).

 

La PP, prima di statuire in merito, di fatto negativamente visto
come successivamente non venne più ordinata alcuna perizia, con il consenso
della stessa difesa, il 12.4.2010 (AI 42), ha richiesto al Dr. Med. __________,
quale responsabile del servizio di psichiatria delle strutture carcerarie
ticinesi, di allestire:

 

“
una valutazione medico-psichiatrica che mi consenta di
determinarmi quo alla necessità o meno dell’esecuzione di una siffatta perizia”

(AI 42).

 

Il relativo rapporto del 10.5.2010 del sopraccitato professionista
(AI 49) ha di fatto attestato l’assenza di un qualsiasi grado di scemata
imputabilità (art. 19 cpv. 1 e 2 CP) di AC 1 al momento dei fatti di cui al
punto 1 AA:

 

“
Trattasi di un prevenuto che durante la carcerazione al Farera
non ha presentato alcun problema di natura psicologica, non ha alcun precedente
psichiatrico, si dimostra collaborante e disponibile al colloquio, senza alcun
comportamento manipolativo…

All’esame oggettivo egli presenta un orientamento perfetto, la
sfera cognitiva è priva di menomazioni, il tono dell’umore è eutimico, non si
notano segni d’ansia, disturbi di percezione, contenuti deliranti o devianze
nel corso o nei contenuti del pensiero. Non si osservano particolari tratti
caratteriali che possono indirizzare verso una diagnosi dei disturbi
caratteriali specifici. In particolare, non sono presenti quei tratti specifici
di un disturbo borderline, narcisistici, paranoici o dissociali. La sua
condotta può essere definita soltanto come un comportamento dissociale
dell’adulto ed è codificata con il codice Z72.8 dell’ICD-10 o DSM-IV…

In conclusione, dall’esame clinico, dall’osservazione
longitudinale e dal materiale raccolto non si rileva alcun elemento costituente
un disturbo psichiatrico o un qualsiasi disturbo di salute psichico o fisico
che possa incidere sull’imputabilità o sulla sua capacità di discernimento”

(AI 49).

 

                                   3.   Sia nel suo scritto
del gennaio 2010 alla PP (AI 16) che nel suo verbale d’interrogatorio di Polizia
del 29.3.2010 l’accusato si è descritto come un ragazzo:

 

“
che non va in giro a far casino bensì a divertirmi e divertire in
modo sano e non esagerato ”

(AI 16)

 

in altri termini come uno:

 

“
tranquillo che non ha mai cercato e trovato rogne.

Quando uscivo, badavo a divertirmi e basta. Ho
sempre cercato di fare attenzione a non mettermi nei guai”

(PS AC 1 29.3.2010),

 

asserita sua tranquillità e buona indole attestata anche da alcune
sue conoscenze che lo indicano come una persona dolce, pacata, che scherza e
ride con tutti.

Sia come sia gli atti attestano però come all’accusato le ragazze
piacciono particolarmente. In questo senso sua madre nel suo verbale
d’interrogatorio di Polizia del 29.1.2010:

 

“
Mio figlio è un tipo molto vivace, scherzoso. A lui piacciono
molto le donne e le cambia spesso e questo non mi piace”

(PS R.__________ 29.1.2010)

 

circostanza confermata non solo dalle dichiarazioni di __________.__________
che lo ha definito come una sorta di “gallo nel pollaio”, cioè uno che si
atteggia molto (PS __________.__________ 27.1.2010,), ma anche dalle stesse
affermazioni dell’accusato (PP AC 1 11.3.2010) da cui la Corte ha potuto ricostruire la sua passata e, al momento dei fatti di cui al punto 1 AA,
attuale situazione amorosa:

 

                                   --   periodo 2006 / marzo 2009:
sentimentalmente legato a __________.__________ con cui, come dichiarato anche
in aula dopo averlo abbozzato in sede di verbale d’interrogatorio dell’11.3.2010,
aveva ripreso dei rapporti intimi a partire dal dicembre 2009;

 

                                   --   periodo marzo 2007 /
settembre 2007: breve storia di circa sei mesi con __________.__________, sul
cui ruolo in questa vicenda meglio si dirà nel capitolo VII della presente
decisione e fermo restando come dal gennaio 2010 avessero ripreso ad avere dei
rapporti sessuali tanto da non escludere di rimettersi insieme.

 

                                   --   dal 7.10.2009 inizio della
sua relazione con __________.__________ che almeno formalmente figurava come la
sua fidanzata ufficiale,

 

da cui, per la Corte, l’accertata conclusione di come il 24.1.2010
(punto 1 AA) l’accusato fosse perlomeno intimamente impegnato con tutte queste
tre ragazze.

Rinviando a quanto verrà esposto nei considerandi 22 e 46 della
presente decisione, l’accusato ha sempre dichiarato di non essere geloso e che
quindi non è in quel sentimento che bisogna cercare il motivo del suo agire:

 

“
La PP mi fa presente che più persone, testimoni, che sono stati
sentiti, riferiscono di aver sentito che io avrei accoltellato i due, per
gelosia per via della __________.__________.

Rispondo che vorrà dire che non mi conoscono bene. In precedenza
non sono mai stato geloso per nessuna ragazza. Aggiungo che se io sono geloso,
è una cosa che io metto a posto con la ragazza e non con terzi”

(PP AC 1 5.5.2010).

 

 

 

                                   II)   Le parti civili PC 1, PC
2 e PC 3

 

                                   4.   PC 1, costituitosi
parte civile (di seguito solo PC) il 6.5.2010 (RPG 12.5.2010 allegato 46)
cronologicamente prima vittima dei fatti di cui al punto 1 AA, cittadino __________
e __________, nato a __________ __________, soprannominato __________, nome di
un noto cantante, si è così descritto nel suo verbale d’interrogatorio di
Polizia del 26.1.2010:

 

“
all’età di 5 anni con la famiglia ci siamo spostati dal __________
in __________ dove ho frequentato le scuole dell’obbligo (elementari e medie)
terminando gli studi all’età di 16 anni.

Ho esercitato diverse attività lucrative, dal magazziniere (1
anno), al muratore (5/6 mesi). Sono poi stato inserito in un programma occupazionale
e di formazione professionale organizzato dal governo per un periodo di 3 mesi.
Ho lavorato in nero quale operaio elettricista.

Nel periodo 2002/2003 ho trascorso un periodo di vacanza a __________
e ne ho approfittato per seguire dei corsi di formazione / studi normali, tipo
scuole medie.

Negli ultimi 6 anni ho esercitato diverse attività sempre
lavorando in nero.

I miei genitori abitano tutt’ora a __________.

Ho una sorella di 18 anni che vive a __________.

Economicamente vivo del guadagno in nero frutto del mio lavoro a __________”

(PS PC 1 26.1.2010).

 

La sua presenza sul suolo ticinese è dovuta al fatto che il
15.1.2010 a __________ è nato __________.__________, figlio avuto da __________.__________,
cittadina svizzera di origine __________ domiciliata nel __________, da lui
conosciuta in una discoteca di __________ quando, nei primi mesi del 2009, si
trovava in __________ per una vacanza. Dopo una sua fugace visita in ospedale
al nascituro ed un successivo suo soggiorno di circa una settimana a __________
da non meglio identificate altre amiche, questa PC si ripresenterà
nell’appartamento di __________.__________ la notte di venerdì 22.1.2010
(documento dibattimentale 1, di seguito solo doc. dib., e verbale
dibattimentale pag. 12) rimanendovi sino al pomeriggio di sabato 23.1.2010.

Malgrado quanto capitatogli PC 1 ha deciso di rimanere in __________ poiché intenzionato a riconoscere suo figlio, la cui procedura,
perlomeno in base a quanto dichiarato in aula dal suo patrocinatore, sarebbe
già in corso anche se la sua relazione con __________.__________ si è nel
frattempo conclusa.

Titolare di un permesso L con scadenza al 31.10.2010 (doc. dib. 6
e verbale dibattimentale pag. 12), lavora attualmente come aiuto cucina presso
l’Hotel __________ di __________ con un contratto stagionale che espirerà il
prossimo 31.10.2010 ed un salario mensile netto di fr. 2'677,50 (doc. dib. 2 e
verbale dibattimentale pag. 12).

Subito dopo i fatti di cui al punto 1 AA è stato sottoposto ad
esami tossicologici ed etanolemici. Se i primi sono risultati negativi (AI 54),
i secondi hanno evidenziato un tasso alcolico del 1,08-1,85 g/kg alle ore 4.47,
rispettivamente del 0,94-1,04 g/kg alle ore 8.10, momento del prelievo (RPG
12.5.2010 allegato 40).

 

                                   5.   In merito ad PC 2,
costituitosi PC il 7.5.2010 (RPG 12.5.2010 allegato 51), seconda vittima dei
fatti di cui al punto 1 AA, gli atti attestano che trattasi di un cittadino __________,
nato a __________ il __________, apparentemente residente a __________, sposato
con una cittadina italiana di 19 anni più anziana di lui, di professione
gelataio disoccupato.

Arrivato in Italia il 15.2.2007 (RPG 12.5.2010 allegato 53) dopo
aver lasciato al suo paese d’origine un’altra donna dalla quale, il 7.8.2006,
ha avuto un figlio, non ha atteso molto tempo, e meglio l’estate del 2007, per
iniziare una nuova relazione sentimentale con una cittadina svizzera di 41
anni, domiciliata a __________, dalla quale, l’8.9.2008, ha avuto una bambina 
e presso la cui abitazione si è trasferito a partire dall’1.11.2009.

Dal fisico possente (190 centimetri per 90 chili, verbale dibattimentale pag. 12), tanto che in aula le parti lo hanno
definito come un “armadio a due ante”, sembrerebbe intenzionato a riconoscere
la bambina ed a sposarsi con I.__________, che così lo descrive nel suo verbale
d’interrogatorio di Polizia del 28.1.2010:

 

“
è amico di tutti, è leale, estroverso. Che io sappia non penso
avesse dei nemici particolari. A lui piace uscire con gli amici e frequentare
discoteche e bar…

Lui ha molte conoscenze a __________, non solo persone __________,
ma anche ticinesi. Lui è anche iscritto alla palestra…dove si diletta
nell’alzare i pesi…

Qua in __________ usa la mia macchina”

(PS I.__________ 28.1.2010).

 

Asseritamente titolare di un permesso B (verbale dibattimentale
pag. 12), comunque non agli atti, prima dei fatti di cui al punto 1 AA lavorava
come tuttofare presso l’ Hotel __________ a __________ dove I.__________ è capo
del personale. Dal 4.5.2010, terminata la convalescenza susseguente i fatti del
24.1.2010 (punto 1 AA), è impiegato come lavapiatti presso lo stesso hotel di PC
1, con un salario mensile netto di fr. 2'608,95 in forza ad un simile contratto stagionale scadente il prossimo 31.10.2010 (doc. dib. 4 e
verbale dibattimentale pag. 12).

 

                                   6.   Della PC 3
costituitosi il 25.2.2010  e vittima dei fatti di cui la punto 2 AA, gli atti
dicono solo che si tratta di un cittadino __________, nato il ____________
nella __________, coniugato, residente a I-__________, di professione cameriere
disoccupato (.

 

                                   7.   Sino al 24.1.2010
(punto 1 AA) con PC 1 e PC 2, AC 1 non aveva mai avuto alcun tipo di rapporto,
trattandosi per lui solo di semplici conoscenti occasionali che al massimo
salutava quando li incontrava per strada o in qualche discoteca. In questo senso
l’accusato nel suo verbale d’interrogatorio di Polizia del 28.1.2010:

 

“
io con PC 2 e con PC 1, non ci ho mai avuto a che fare.

PC 1 è da poco che lo vedo in giro. Lo vedevo al __________ di __________.
Lui girava con altre persone, che però non conosco. E’ una questione di
cultura, tra di noi ci si saluta, senza necessariamente conoscerci.

PC 2, che oggi so chiamarsi __________, lo conosco - di vista - da
più tempo. Lui ha un __________, __________ o __________. Lo vedevo in giro a __________.
Sono pochi i __________ che girano con un’auto così bella…

ADR:   che io non ho mai né bevuto, né chiacchierato con nessuno
dei due.

ADR:   che io non nutro nessun genere di sentimento nei loro
confronti. Questo per dire che io non vedo nessun motivo per cui avessi dovuto
colpirli così come successo”

(PS AC 1 28.1.2010)

 

con l’ulteriore aggiunta in sede dibattimentale di averli visti
assieme, uno o due mesi prima dei fatti del PC 4 (punto 1 AA), in una discoteca
di __________ (verbale dibattimentale pag. 7), richiamando così la seguente sua
dichiarazione dinanzi alla PP dell’11.3.2010:

 

“
PC 1 lo avevo visto in giro 2 o 3 volte in discoteca ed era
sempre, in queste occasioni, accompagnato da PC 2”

(PP AC 1 11.3.2010).

 

Reciprocamente dello stesso ordine di idee sia PC 1 nel suo
verbale d’interrogatorio di Polizia del 25.1.2010:

 

“
l’avevo visto ca. 8 o 9 mesi orsono a __________ in modo del
tutto casuale. Come detto non ho mai parlato con questa persona”

(PS PC 1 25.1.2010)

 

che PC 2 nella sua audizione dinanzi alla PP dell’11.3.2010 dove
afferma di conoscerlo:

 

“
perché lo avevo già visto in giro a __________, __________ e nei
locali e ci si salutava”

(PP PC 2 11.3.2010)

 

da cui, per la Corte, l’innegabile conclusione, ammessa anche
dallo stesso accusato, che antecedentemente al 24.1.2010 (punto 1 AA), tra
questi tre protagonisti non vi fosse mai stato alcun motivo di attrito o altra
causale negativa che potesse in qualche modo giustificare od essere all’origine
di quanto poi avvenuto il 24.1.2010 (punto 1 AA).

Quo ai suoi rapporti con PC 3 vale, per l’accusato, la medesima
conclusione visto come in sede dibattimentale abbia dichiarato come per lui
fosse solo:

 

“
un semplice conoscente e con lui non aveva alcun motivo di lite”

(verbale dibattimentale pag. 12).

 

In merito a ciò anche PC 3 si esprime in identico modo nel suo
verbale d’interrogatorio dinanzi alla PP del 24.3.2010:

 

“
ADR: che conosco AC 1 e LS:__________
di vista. Non li ho mai frequentati.
Non ho mai girato con queste persone e non ho mai bevuto qualcosa con loro”

(PP PC 3 24.3.2010)

 

fermo restando come per cercare di comprendere l’agire
dell’accusato, il 22.1.2010, al disco bar __________ di __________ (punto 2 AA)
questa PC ha non di meno dato una precisa giustificazione e cioè perché lui
frequentava:

 

“
come amica __________.__________ che è la ex ragazza di AC 1, è
questo il motivo per il quale AC 1 non poteva vedermi.

AC 1 sa che io frequento __________.__________ e quindi è geloso”

(PP PC 3 24.3.2010)

 

ricordato come questa ragazza, oltre ad essere una delle ex di AC 1, in quello stesso periodo, con l’accusato, aveva ripreso ad avere dei rapporti intimi (considerando
3 della presente decisione).

 

 

 

                                  III)   L’arresto del 24.1.2010
di AC 1

 

                                   8.   Il 24.1.2010, verso
le ore 4.30, __________ __________, responsabile del servizio di sicurezza
all’esterno del PC 4, notò una colluttazione tra due ragazzi, poi identificati
in AC 1 e PC 2, sul pianerottolo di una scala interna all’entrata della
discoteca (RPG classificatore 3, accertamento tecnico e documentazione
fotografica della Polizia Scientifica del 20.4.2010 e del 10.5.2010 - di
seguito solo classificatore 3 - sezione 3, fotografie da 82 a 94 e da 161 a 164).

In merito al successivo suo intervento __________ __________ così
si esprime nel proprio verbale d’interrogatorio di Polizia del 24.1.2010, poi
successivamente confermato dinanzi alla PP:

 

“
Questa notte verso le 0430 notavo una colluttazione
tra due ragazzi su di un pianerottolo delle scale che portano a due sale
separate: la __________ (dove si suona musica __________) e la __________ (con
musica __________ appunto).

A precisa domanda rispondo che in sostanza ho visto
due persone che andavano ad urtare contro la parete antistante il pianerottolo.
Era evidente la colluttazione tra i due. Con questo intendo dire che vedevo due
persone che stavano uno addosso all’altro.

C’era molta gente nei pressi dell’uscita e zona
guardaroba. Ho notato questo movimento fuori dal normale e sono subito
intervenuto affiancato dal collega __________.__________.

Non ho visto con precisione la dinamica della
colluttazione, ma comunque vi erano due persone una contro l’altra, faccia a
faccia.

Fatti i pochi gradini di scale che portano a questo
pianerottolo ho subito, assieme a __________.__________ separato i due. Uno
aveva le spalle nell’angolo della parete delle scale e teneva in mano un
coltello (se non ricordo male con due mani, ma non ne sono sicuro). Prendo atto
che si tratta di AC 1, 11.12.1989.

Preciso che non ho visto come sono scesi dalle scale
e non ho visto chi dei due era davanti e chi dietro. Non ho visto neppure chi è
andato contro la parete per primo. Non so ricostruire questa situazione con
precisione.

L’altro non aveva armi con se, si trova con le
spalle verso le scale che portano alle sale citate, ed aveva la camicia bianca
piena di sangue. Mi viene detto che si tratta di PC 2. Ne prendo atto.

Preciso che la prima cosa che ho notato è stato il
coltello e pertanto ho cercato di disarmare la persona armata. Cosa che sono
riuscito a fare ed il coltello da quel momento, sino a quando l’ho consegnato
agli agenti di Polizia intervenuti è sempre stato in mio possesso. Preciso che
portavo dei quanti di pelle e pertanto ho toccato l’arma unicamente indossando
i guanti”

(PS M.P.__________ 24.1.2010).

 

Anche il nominato secondo agente di sicurezza (di seguito solo __________.__________)
si esprime nei medesimi termini nel proprio verbale d’interrogatorio di Polizia
del 24.1.2010:

 

“
Alle ore 04:30 io e il __________.__________ ci
trovavamo all’uscita del locale. Ci siamo accorti che sulle scale all’interno
del locale era in corso una lite. __________.__________ è corso verso le
persone che stavano litigando e io l’ho immediatamente seguito. Abbiamo diviso
le persone e ci siamo accorti che queste erano sporche di sangue. Uno dei due
(quello che ha subito l’accoltellamento) è stato consegnato ad altri nostri
colleghi in servizio presso le casse del locale…Una seconda persona, armata di
coltello, è stata dapprima disarmata dal collega __________.__________ ed in
seguito è stato portato all’esterno del locale...

D1: Nel momento in cui la persona che avete fermato
ha proceduto all’accoltellamento, Lei e il suo collega __________.__________ vi
trovavate all’uscita del locale pubblico. A che distanza vi trovavate dal luogo
dei fatti? Avete visto il momento dell’accoltellamento oppure il fatto era già
successo?

R1: Ci trovavamo circa ad una ventina di metri. Noi
abbiamo visto unicamente la lite...

D2: Il coltello che il suo collega __________.__________
ha tolto all’autore dell’accoltellamento dove si trova? Ha notato di che tipo
di coltello si trattava?

R2: Fino all’arrivo della Polizia è rimasto in suo
possesso, in seguito è stato consegnato ad uno di funzionari di Polizia
intervenuti. Era un coltello serramanico, con una lama di circa 7/8 cm”

(PS T.__________ 24.1.2010).

 

Una volta portato all’esterno (classificatore 3, sezione 3,
fotografie da 8 a 11) l’accusato, aiutato da terzi rimasti sconosciuti, riuscì
a liberarsi dalla presa al braccio dei due agenti di sicurezza dandosi alla
fuga, che però si concluse, poiché placcato, poche centinaia di metri più in
avanti sulla strada cantonale (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 1 a 7). In merito a queste concitati fasi così __________.__________ nel suo verbale d’interrogatorio
di Polizia del 24.1.2010:

 

“
Per accompagnare la persona armata…all’uscita io e __________.__________
l’abbiamo preso uno per braccio e l’abbiamo scortato all’esterno. Una volta
all’esterno siamo subito andati sulla destra e dopo due o tre metri…abbiamo
ricevuto diversi colpi e spintoni da tergo, tali da farci perdere la presa su AC
1. Subito AC 1 si è messo a correre, ha scavalcato una ringhiera, con un salto
ed ha iniziato a correre verso la strada principale e poi sulla strada
principale in direzione di __________ …

Io e __________.__________ …ci siamo messi
all’inseguimento a piedi di AC 1. Nel farlo ho più volte gridato fermatelo! per
attirare l’attenzione dei due agenti che normalmente sono di ronda.

__________.__________ ha raggiunto per primo AC 1 e
prendendolo per la giacca è riuscito a fermarlo atterrandolo.

Sono subito sono sopraggiunto a dare una mano a __________.__________.
Ho cercato di immobilizzare AC 1, sempre tenendo il coltello in mano. __________.__________
comunque era già in grado di tenere sotto controllo il fermato e con l’aiuto
dell’agente addetto alla segnaletica stradale ha ottimizzato questa situazione
mettendo a sedere AC 1. Dietro di noi si è formato un capannello di persone tra
amici di AC 1 e nostri colleghi.

Non appena si è messo a sedere AC 1 ha preso il suo portamonete e l’ha gettato lontano. In realtà abbiamo potuto recuperare
immediatamente il borsellino in quanto il lancio è stato decisamente scarso.

Ad AC 1 non abbiamo fatto particolari intimazioni.
Preciso che ci trovavamo al centro della carreggiata ed avevamo attorno a noi
una decina di persone (dalle 6 alle 10 persone) che con fare minaccioso ci
venivano incontro, cercando lo scontro fisico, a mio modo di vedere con lo
scopo di fare scappare nuovamente AC 1.

Tra questi ho riconosciuto una persona in
particolare che è stata da noi trattenuta sino all’arrivo della Polizia.

Mi viene sottoposta una fotografia…nella quale
riconosco questa persona che non conoscevo prima. Prendo atto che si tratta di __________.__________,
20.12.1990.

In particolare lui l’ho notato appunto in mezzo alla
strada al momento del secondo fermo di AC 1. Non so dire con certezza se l’ho
visto all’interno del locale. È possibile comunque che fosse già tra le persone
che in un primo tempo ci hanno disturbato ed hanno determinato la prima fuga di
AC 1. Ripeto che questo non l’ho visto e quindi non posso affermalo.

Invece posso tranquillamente affermare che durante
il secondo fermo di AC 1, __________.__________ ha cercato a più riprese
spintonandoci (tutti gli agenti di sicurezza che erano in mezzo alla strada a
quel momento, credo che fossimo in 4 o 5). Anche AC 1 a più riprese ha cercato di scappare ma è sempre stato bloccato a terra. Preciso che il fermo è
avvenuto senza l’ausilio di manette o simili. Era sempre trattenuto con le mani
solo quando cercava di scappare. Altrimenti eravamo in 4 o 5 attorno a lui e
gli impedivamo di fatto la fuga.

__________.__________ ha iniziato in spagnolo o in italiano
a dire parole del tipo vi ammazzo, lasciatelo andare. Comunque lui ha dato un
effettivo disturbo con lo scopo di fare scappare AC 1.

AC 1 ha tentato nuovamente la fuga, aiutato da __________.__________
il quale ha strattonato due di noi...

In questo frangente AC 1 è riuscito a fare un paio
di passi ma poi è stato nuovamente fermato. In questo caso di trova vicino al
marciapiede. In seguito è giunta l’ambulanza che ha soccorso subito AC 1,
caricato sul mezzo e lì ha atteso con noi l’arrivo della Polizia.

Giunta la prima pattuglia ho consegnato ad uno degli
agenti il coltello ed il borsellino AC 1…

A precisa domanda rispondo che AC 1 ci ha
ripetutamente minacciato di morte se non l’avessimo lasciato andare. Non ha
assolutamente parlato dei fatti e dell’accoltellamento”

(PS M.P.__________ 24.1.2010)

 

rispettivamente T.__________ nel suo verbale d’interrogatorio
dinanzi alla PP del 9.3.2010:

 

“
confermo che il collega __________.__________ ha disarmato la
persona che aveva in mano il coltello, glielo ha tolto dalle mani sul
pianerottolo dove c’è l’angolo della scala. Non ha recuperato il coltello da
terra…

L’autore dell’accoltellamento dopo essere stato
disarmato è stato portato all’esterno del locale, a lato dell’entrata, uscendo
dal locale sulla destra. Qui siamo stati assaliti all’improvviso dagli amici
della persona fermata. Siamo stati colti di sprovvista per cui la persona
fermata è riuscita ad allontanarsi verso __________. Io l’ho rincorso e sono
riuscito nuovamente a fermarlo…Ci trovavamo a questo momento in mezzo alla
strada cantonale. L’ho atterrato, immobilizzato e nel frattempo è sopraggiunto
anche il collega __________.__________.

Anche qua siamo stati raggiunti dagli amici della
persona fermata che tentavano di farla scappare.

__________.__________ cercava di tenerli lontani
mentre io mi occupavo di tener fermo l’autore dell’accoltellamento. Mentre si
trovava per terra quest’ultimo ha sfilato il proprio portamonete e lo ha
lanciato verso i suoi amici.

Il portamonete si è infilato sotto una rete
metallica per cui il collega __________.__________ lo ha recuperato e
consegnato alla Polizia”

(PP T.__________ 9.3.2010)

 

ricordato inoltre come queste dichiarazioni sono state
sostanzialmente confermate dai loro colleghi nei rispettivi loro verbali
d’interrogatorio.

Evacuato tramite autoambulanza, l’accusato fu inizialmente portato
al pronto soccorso della clinica __________ di __________  che raggiunse verso
le ore 5.40 (doc. TPC 11) dove gli venne medicata una ferita paranasale a
sinistra (RPG 12.5.2010 allegato 21, classificatore 3, sezione 2, fotografie da
 19 a 21 e doc. TPC 11), di cui meglio si dirà al considerando 14 della
presente decisione, per poi essere condotto presso il commissariato di __________,
dove alle ore 13.45 del 24.1.2010 iniziò il suo primo verbale d’interrogatorio.

 

                                   9.   In tale audizione,
così come in quella del giorno successivo dinanzi al Giudice dell’istruzione e
dell’arresto, l’accusato ha sostenuto di essere caduto sulle scale interne del PC
4 (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 64 a 88 e da 161 a 164) poiché spinto da qualcuno, di poi essere stato fermato da due agenti di
sicurezza con un coltello, non suo, per terra, poco distante da lui e, in urto
a qualsiasi evidenza, di non aver mai cercato di fuggire:

 

“
ricordo di essere caduto dalle scale perché sono
stato spinto da qualcuno che non ricordo chi è. Sono ruzzolato sino ad un
pianerottolo e subito sono arrivati gli agenti della sicurezza a fermarmi e mi
hanno chiesto perché ho gettato il coltello che si trovava poco distante da me.
Assieme a me nessuno è sceso dalle scale e non avevo nessuno addosso. Praticamente
nello stesso momento in cui è arrivata la sicurezza è sceso anche __________.__________
il quale mi faceva da scudo, perché io sanguinavo a schizzi.

Io mi sono alzato da solo e dal pianerottolo sono
scappato verso l’uscita.

ADR   che sono scappato in quanto avevo visto che
sanguinavo, c’era tutta la gente addosso a me e la mia reazione è stata quella
di scappare.

Mi viene chiesto se non fosse stato più semplice
chiedere cosa stava succedendo e rispondo che è stata una reazione spontanea e
non la so spiegare.

Una volta all’esterno sono andato sulla strada
principale, sempre correndo con l’intenzione di dirigermi verso casa. Sono
stato inseguito e placcato da quelli della sicurezza che mi hanno fermato al
centro della strada.

Una volta a terra sono riuscito a rialzarmi, mettere
una mano in tasca e prendere il portamonete che ho lanciato al mio amico __________.__________.
Non so spiegare il motivo per cui ho fatto questo gesto.

Quando mi trovavo in strada c’erano quelli della
sicurezza non ricordo quanti fossero ed anche i miei amici.

A precisa domanda rispondo che non ricordo cosa ha
fatto __________.__________ mentre mi trovavo in strada. Mi ricordo che ad un
certo punto è arrivata un’ambulanza e lì ho visto che __________.__________ era
vicino a me. Lui voleva anche entrare ma non l’hanno lasciato.

A precisa domanda rispondo che una volta fermato in
strada non ho più cercato di scappare.

Mi viene chiesto se contrariamente a quanto appena
dichiarato io non abbia comunque cercato di scappare o almeno opporre una forte
resistenza a questo fermo.

Da parte mia rispondo che effettivamente, quando ho
lanciato il borsino ho una reazione di stizza nei confronti della sicurezza in
quanto trovavo eccessivo il modo in cui sono stato fermato. In seguito visto il
taglio che avevo al naso hanno comunque capito la situazione ed hanno fatto in
modo che potessi comunque respirare tranquillamente. Non ricordo bene la
posizione in cui mi sono trovato ad aspettare l’ambulanza…

Mi viene ancora fatto presente che gli…agenti di
sicurezza sostengono di avermi accompagnato all’esterno della discoteca e lì,
grazie all’intervento di miei amici sono riuscito a scappare.

Da parte mia ribadisco che sono uscito da solo dalla
discoteca, correndo e non è vero che sono stato accompagnato dagli agenti di
sicurezza.

Mi viene chiesto se non ricordo, quando mi trovavo
all’esterno del PC 4, sulla strada principale, protetto dalle guardie di
sicurezza, se qualcuno dei miei amici ha cercato di aiutarmi ad alzarmi.

Da parte mia rispondo che non mi ricordo”

(PS AC 1 24.1.2010).

 

Già solo in forza alle dichiarazioni di __________.__________ (considerando
8 della presente decisione) non è contestato come sia alla fine della scala
interna del PC 4 (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 83 a 88 e da 161 a 164) che soprattutto fuori (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 1 a 7) chi ha cercato in tutti i modi di liberare l’accusato è stato il suo amico del cuore  __________.__________,
tanto che pure lui, quella stessa mattina, fu arrestato con l’ipotesi di
favoreggiamento (art. 305 cpv. 1 CP e AI 2), imputazione in corso di inchiesta
modificata in coazione (art. 181 CP), con emissione a suo carico, anche a
fronte delle sue dichiarazioni in confronto con __________.__________ e
direttamente dinanzi al magistrato inquirente, di un DA datato 11.3.2010 (doc.
TPC 20), ora cresciuto in giudicato, dal seguente tenore:

 

“
per avere, a __________, all’esterno della discoteca __________,
il 24 gennaio 2010, spintonando e strattonando a diverse riprese e minacciando
di uccidere __________.__________, __________.__________ e __________.__________,
addetti alla sicurezza della discoteca PC 4 che avevano fermato e bloccato a
terra (in attesa dell’arrivo della Polizia) l’autore (poi identificato in AC 1)
dell’accoltellamento di due persone avvenuto all’interno della discoteca che si
era dato alla fuga, intralciando la libertà di agire degli addetti alla
sicurezza costretti a respingerlo e ad allontanarlo a più riprese ed infine a
tollerare il suo avvicinamento all’amico bloccato a terra”

(doc. TPC 20)

con una pena detentiva da espiare di 50 giorni (art. 40 CP ed art.
41 cpv. 1 CP) previa deduzione del carcere preventivo sofferto di 47 giorni
(art. 51 CP).

 

                                10.   Tenuto conto delle
prime inconsistenti dichiarazioni dell’accusato, anche solo a confronto con
quelle di PC 1 e di PC 2 (capitoli VII e VIII della presente decisione),
rispettivamente dei primi accertamenti medico legali su queste due PC (considerandi
15 e 17 della presente decisione), la PP ha ordinato l’immediato arresto di AC
1 (AI 1 e 2) per l’ipotesi di reato di tentato duplice omicidio intenzionale
(art. 111 CP in relazione con l’art. 22 cpv. 1 CP) subordinatamente lesioni
gravi (art. 122 CP), invocando bisogni dell’istruzione nonché pericolo di
collusione, di fuga e di recidiva (AI 1).

Deferito il 25.1.2010 al GIAR (AI 9) con l’aggiunta degli
ulteriori reati di infrazione alla LArm (art. 33 cpv. 1 lett. a LArm) e di
contravvenzione alla LF sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope (di
seguito solo LStup, art. 19a cfr. 1 LStup), il suo arresto è stato confermato
per bisogni dell’istruzione rispettivamente pericolo di collusione e di fuga
(AI 10) ed è sempre in stato detentivo che AC 1 si è presentato in aula.

In merito all’imputazione di cui al punto 1 AA, l’accusato sia nel
suo verbale d’arresto del 24.1.2010 che in quello del giorno successivo dinanzi
al GIAR si è trincerato davanti a ripetuti non ricordo:

 

“
Devo fare una premessa: io di quanto avvenuto al PC 4 la scorsa
notte, tra il 23 e il 24 gennaio 2010, non ricordo praticamente nulla.

Io non ricordo come mi sono procurato la ferita al naso che mi è
stata suturata questa mattina presso la Clinica __________ di __________ …

Della serata io sinceramente l’ultimo ricordo che ho è verso le
0300 / 0330 quando stavo ballando con __________.__________.

Da quel momento io sinceramente non so perché ho questo taglio sul
naso, perché gli agenti di sicurezza che mi hanno fermato dicono che avevo
buttato un coltello, non capisco perché dicono che ho ferito una persona. Io
non ho litigato con nessuno, non ho nemici (che io sappia) e non ricordo di
avere problemi o discussioni ieri sera”

(PS AC 1 24.1.2010)

 

“
Come detto io non mi ricordo niente. Io non mi ricordo il motivo
per cui avevo un coltello in mano ed i motivi per cui mi sono azzuffato con i
due ragazzi che sono stati feriti. Io non ho mai avuto problemi con questi due
ragazzi, li salutavo e basta.

ADR   che non so di chi sia il coltello che è stato utilizzato per
ferire i due ragazzi. Non so di chi possa essere. Come detto io non mi ricordo
neppure di averlo tenuto in mano. Non so, perché non mi ricordo, se sono stato
io a ferire questi due ragazzi.

ADR   che non mi ricordo neppure chi mi ha ferito al naso.

ADR   che io, ieri sera, non ho litigato con nessuno. Non ho
neppure visto liti all’interno della discoteca PC 4…

La giudice mi dice che i due ragazzi sono oggettivamente feriti e
io sono stato visto, con in mano il coltello sequestrato dalla Polizia, durante
una colluttazione con PC 2.

Rispondo che non so cosa dire.

ADR   che non sto proteggendo nessuno, io non mi ricordo niente”

(GIAR AC 1 25.1.2010).

 

                                11.   A seguito del suo
consenso in sede di verbale d’arresto del 24.1.2010, il primo pomeriggio di
quello stesso giorno la Polizia ha proceduto alla perquisizione del domicilio
dell’accusato ed al relativo sequestro (RPG 12.5.2010 allegato 15) di 4,30 grammi lordi pari a 1,09 grammi netti di marijuana e di 175 grammi lordi pari a 171,70 grammi netti di una polvere bianca non meglio definita, poi rivelatasi
essere dell’acido borico (RPG 12.5.2010 allegati 16, 17 e 18).

Tra gli oggetti e corpi di reato dell’AA riconducibili a AC 1
figurano anche il coltello tipo serramanico marca C. Jul Herbertz Aisf 420 da
lui utilizzato per ferire PC 1 e PC 2 (classificatore 3, sezione 3, fotografie
da 107 a 113 e considerando 21 della presente decisione), una patente di guida
italiana a nome di terza persona ritrovata nel suo portamonete dopo che lo
lanciò sulla strada al momento del fermo (AI 2, RPG 12.5.2010 allegato 105 e considerando
8 della presente decisione) che l’accusato, a suo dire, aveva con sé al solo
scopo di riconsegnarla al titolare qualora lo avesse causalmente incontrato 
nonché tutti i vestiti da lui indossati la notte del 24.1.2010 (classificatore
3, sezione 3, fotografie da 114 a 123 e verbale dibattimentale pag. 12).

L’AA fa stato di intervenuti sequestri anche a danno di entrambe
le vittime del punto 1 AA. Oltre ai vestiti che questi portavano la notte del
24.1.2010, ad PC 1 sono stati sequestrati rispettivamente repertati (RPG
12.5.2010 allegato 105) il suo telefono cellulare __________ con relativa carta
Sim __________, una carta di credito __________ che aveva su di sé quale
garanzia di pagamento per un suo credito di € 500.- nei confronti del relativo
intestatario  nonché tre diverse chiavi che ha dichiarato essere non sue.

Quo alla possibile confisca (art. 69 cpv. 1 CP) ed eventuale
distruzione (art. 69 cpv. 2 CP), al sequestro conservativo poiché mezzi di
prova (art. 161 cpv. 1 CPP) e/o alla riconsegna di parte di questi oggetti ai
legittimi detentori (art. 165 cpv. 1 e 4 CPP nonché art. 270 cpv. 1 CPP) si
rinvia a quanto indicato al considerando 69 della presente decisione.

 

 

 

                                 IV)   L’evacuazione dal PC 4 di
PC 1 e di PC 2

 

                                12.   Previo richiamo del capitolo
VII della presente decisione quo alle modalità d’accoltellamento di PC 1,
trovasi sufficiente ricordare, per quanto qui utile, che questa PC è stata
ferita alla fine delle scale / inizio della piattaforma di un soppalco
all’interno del locale __________ (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 28 a 54 e da 154 a 156 nonché verbale dibattimentale pag. 7), sala del PC 4 dove si suona della
musica __________.

Così PC 1 in merito a quanto avvenuto dopo il suo ferimento:

 

“
dopo aver ricevuto la seconda coltellata
all’addome, credo di essere svenuto (ndr: qui da intendere non come perdita dei sensi ma come
perdita della nozione del tempo e dello spazio, PP AC 1 / PC 1 25.3.2010) perché non mi ricordo più nulla, salvo il fatto di essermi ripreso
all’esterno della discoteca, in posizione eretta. Ricordo poi di essermi
lasciato cadere a terra e di aver chiesto aiuto ai presenti.

Ricordo di aver visto la presenza delle viscere
all’esterno dell’addome, di aver visto molto sangue e di aver pensato non posso
morire…non posso morire”

(PP PC 1 29.1.2010).

 

Il fatto che, dopo esser stato accoltellato, questa PC abbia
disceso, semi cosciente e barcollante, le scale del soppalco uscendo dal locale
__________ (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 55 a 63 e da 156 a 160 nonché verbale dibattimentale pag. 7), per poi scendere le ulteriori scale
interne del PC 4, raggiungere l’uscita della discoteca e quindi accasciarsi
all’esterno, sulla destra della porta d’entrata, trovasi confermato da chi, al
momento dell’accoltellamento, stava parlando con lui e meglio i due fratelli __________.__________
che, in merito a ciò, nei rispettivi loro verbali d’interrogatorio del
26.3.2010 e del 27.1.2010, si sono così espressi:

 

“
Subito dopo averlo colpito, AC 1 è sceso dalle
scale, scappando. Anche io, __________.__________ e PC 1 siamo scesi dal
soppalco. Ricordo che PC 1 era davanti a me e barcollava.

Una volta raggiunto il piano bar, senza fermarci, ci
siamo di corsa diretti all’uscita. Siamo scesi anche dalla successiva rampa di
scale e abbiamo raggiunto l’esterno della discoteca.

Solo fuori dalla discoteca ho visto che PC 1 perdeva
sangue dal collo e dalla pancia da dove gli erano anche usciti parte degli
intestini. Ha anche perso i sensi”

(PP __________.__________ 26.3.2010)

 

“
PC 1 dopo i colpi ha barcollato, tant’è che se non
fosse stato per __________.__________, forse sarebbe finito di sotto. Lui si
era appoggiato alla ringhiera.

Ripeto è stato tutto molto rapido.

AC 1 è poi sparito dalla mia visione. Credo che dopo
queste due coltellate siamo immediatamente scesi dalle scale per fuggire.

A quel momento si sentivano grandi urla. Noi, inteso
io, __________.__________ e forse qualcuno d’altro abbiamo allora accompagnato PC
1 di sotto. All’uscita della discoteca.

In questo tragitto, non è successo nulla di
particolare. Abbiamo poi fatto sedere, fuori dalla discoteca PC 1 a terra. Nel frattempo i securini avevano iniziato a correre a destra e a manca...

ADR:   che quando PC 1 scendeva, accompagnato da noi
all’esterno, barcollava. Faceva fatica a camminare. Si appoggiava ovunque”

(PS __________.__________ 27.1.2010).

 

Oltre che dai due __________.__________, PC 1,
sempre all’esterno della discoteca, fu accudito, nell’attesa del sopraggiungere
dei samaritani, da altre due ragazze non meglio identificate presentatesi come
infermiere  oltre che dal gerente del PC 4.

Evacuato tramite autoambulanza all’ospedale __________ di __________ 
dove arrivò alle 5.30 circa (RPG 12.5.2010 allegato 43), vista la gravità delle
lesioni riportate (classificatore 3, sezione 2, fotografie da 1 a 9 e doc. TPC 11) è stato trasportato d’urgenza, tramite Rega (RPG 12.5.2010 allegato 43),
all’ospedale __________ dove, giunto verso le ore 7.00 circa (RPG 12.5.2010
allegato 43 e doc. TPC 11), fu operato dalle ore 7.40 alle ore 10.10 (RPG
12.5.2010 allegato 43) sulla scorta della seguente diagnosi / terapia:

 

“
Diagnosi:   Lesioni da arma bianca al torace sinistro,
all’emiaddome sinistro con eviscerazione d’intestino, al collo laterale
sinistro, al cuoio capelluto a sinistra nonché amputazione parziale del
padiglione auricolare sinistro

Terapia:   24.1.2010: laparotomia esplorativa,
esplorazione-sutura-drenaggio delle 3 ferite al tronco, esplorazione-sutura
della ferita al collo e al cuoio capelluto nonché débridement e sutura
dell’orecchio”

(doc. TPC 11)

 

con successiva sua degenza per 30 ore in cure intense e quindi
sino al 30.1.2010, giorno della sua dimissione, nel reparto di medicina di
questo nosocomio (doc. TPC 11)

 

                                13.   Rinviando
espressamente al capitolo VIII della presente decisione quo alle
modalità d’accoltellamento di PC 2, per quanto qui utile trovasi sufficiente
ricordare come questa PC, una volta separata da AC 1 alla fine della scala interna
del PC 4 grazie all’intervento di __________.__________ e __________.__________
(considerando 8 della presente decisione), raggiunse da solo, insanguinato
(classificatore 3, sezione 3, fotografie da 135 a 145) e barcollante, l’esterno della discoteca dove fu raggiunto dall’amico __________.__________,
che senza attendere l’arrivo dei sanitari decise di immediatamente trasportarlo
all’ospedale, raggiungendo il garage sotterraneo dove era stata lasciata la
macchina di __________.__________ (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 12 a 24, pag. 9 rapporto Polizia Scientifica 10.5.2010 e considerando 5 della presente decisione), mettendosi
alla guida e lanciandosi a piena velocità sulla cantonale poco distante dal
posto in cui, proprio in quegli istanti, AC 1 era stato bloccato dagli agenti
della sicurezza (considerando 8 della presente decisione).

In quest’ottica si richiamano i seguenti passaggi dei verbali
d’interrogatorio in Polizia di PC 2, di __________.__________ e degli agenti di
sicurezza __________.__________, __________.__________ e __________.__________:

 

“
Sono quindi uscito fuori dalla disco e mi sono
messo a fianco della porta d’entrata, in piedi, contro la parete. È poi
arrivato un mio amico che sia chiama __________.__________ …È la persona che mi
ha accompagnato qui all’ospedale. Quando ero fuori la discoteca ho visto che mi
stavano uscendo gli intestini. Ho allora premuto cercando di tenerli dentro”

(PS PC 2 25.1.2010)

 

“
al piano terra, all’ingresso, ho visto che in
sostanza c’era una rissa che si svolgeva sul primo pianerottolo delle scale che
portano di sopra. Io mi sono subito trovato davanti un giovane robusto, di
colore, che veniva verso di me barcollando. La gente lo ha poi nominato come PC
2. Ho capito che aveva bisogno di aiuto, che non stava tanto bene anche se lui
espressamente non mi ha fatto nessuna richiesta d’aiuto. L’ho comunque seguito,
senza doverlo sostenere, uscendo dall’entrata principale. In altre parole, pur
barcollando ha camminato da solo. E’ poi arrivata una ragazza, che non ho visto
in faccia ma unicamente che aveva dei capelli lunghi neri che si è avvicinata a
lui abbracciandolo. Lui si è appoggiato con la schiena contro il muro”

(PS __________.__________ 24.1.2010)

 

“
Verso le 04.30…al momento di lasciare la saletta, stavo scendendo
le scale con __________, ho visto PC 2 che stava cadendo dalle scale attaccato
ad un’altra persona, un altro __________ che non conosco personalmente…

Loro sono rotolati fino in fondo alle scale; da parte mia ho
raggiunto PC 2 ed ho subito visto che lui perdeva molto sangue dalla pancia.

Non ho fatto caso all’altro, non lo conosco e lui teneva la testa
bassa e si trovava a circa 1 metro di distanza…

Io mi sono solamente preoccupato di PC 2, e dato che lo conoscevo
volevo sapere cosa gli era successo…

Nel frattempo ci eravamo spostati verso l’esterno
della discoteca, davanti alla porta d’entrata. PC 2, dato che aveva male, si
continuava a muovere in attesa che arrivasse l’ambulanza…

In seguito PC 2 mi diceva che sentiva molto alla pancia, che aveva bisogno di aiuto e che non voleva morire.

Perdeva molto sangue.

Dato che l’ambulanza non arrivava ho deciso di mia
spontanea volontà di accompagnarlo presso l’Ospedale di __________.

Per fare ciò ho preso l’auto che aveva con sé, si
tratta dell’auto della sua compagna con la quale ha avuto una figlia…

Avevo anche pensato di portare pure l’altro ferito
ma dato che PC 2 è alto, non ci stavano due persone nell’auto sdraiate…

Ho accompagnato PC 2 fino all’auto che si trovava
nel parcheggio sotterraneo; lui nel frattempo perdeva sangue per terra come
pure l’auto si è sporcata molto durante il tragitto fino a __________.

Giunti a __________ ho portato PC 2 al pronto
soccorso dove è stato preso in consegna dagli infermieri”

(PS __________.__________ 26.1.2010)

 

“
mi trovavo all’esterno dello stabile e più
precisamente sul retro che dà verso montagna...

verso le ore 04.30 ho sentito via radio che c’era
casino; nel frattempo mi stavo spostando verso l’entrata della discoteca…

Praticamente a metà strada ho notato un uomo di
colore, di origini __________ che si teneva la pancia in mano e perdeva
vistosamente sangue. Tra l’altro portava una maglietta bianca ed il sangue si
vedeva ancora di più. Lui ha
continuato a correre ed sceso nel parcheggio sotterraneo della discoteca
passando per una scala che dà accesso al parcheggio stesso.

Con lui vi era pure un altro uomo pure lui __________.

Il ragazzo ferito gridava al suo amico frasi del
tipo portami in ospedale perché sto morendo.

Loro sono scesi nel parcheggio, hanno preso la
vettura e sono partiti a manetta…

Mi viene mostrato in visione direttamente dallo
schermo del computer una fotografia e riconosco la persona ferita che si è
diretta nel parcheggio sotterraneo. Prendo atto che trattasi di PC 2”

(PS V.__________ 26.1.2010)

“
durante il fermo (ndr:
il secondo di AC 1) abbiamo visto una vettura scura con a bordo la
persona ferita dall’arma che teneva in mano AC 1, che suonava insistentemente
il clacson per chiedere strada e quindi si è allontanata velocemente in
direzione di __________”

(PS __________.__________ 24.1.2010).

 

Vista la gravità delle lesioni riportate (classificatore 3,
sezione 2, fotografie da 10 a 18 e doc. TPC 11), PC 2 fu subitamente sottoposto
ad intervento chirurgico presso il sopraccitato ospedale (RPG 12.5.2010
allegato 54) a fronte della seguente diagnosi / terapia:

 

“
Diagnosi

Ferite plurime da taglio al torace sinistro, dorso, braccio destro
e addome condizionante emoperitoneo, pneumotorace sinistro e lesione muscolo
bicipite braccio destro

Terapia

Posa di drenaggio pleurico 24 ch, dr. __________, 24.1.2010

Laparotomia d’urgenza, emostasi epatica, sutura lacerazione
legamento gastrocolico, sutura e revisione ferite toracica, dorso, braccio
sinistro, dr. __________ / dr. __________, 24.1.2010”

(doc. TPC 11)

 

con successiva sua degenza per 58 ore e 30 minuti in cure intense
e quindi sino al 31.1.2010, giorno della sua dimissione, nel reparto di
chirurgia di questo nosocomio (doc. TPC 11)

 

 

 

                                  V)   Accertamenti medici e
risultanze medico legali su AC 1, PC 1 e PC 2

 

                                14.   Al momento del suo
temporaneo ricovero alla clinica __________ (considerando 8 della presente
decisione) AC 1 presentava, in forza la relativo certificato medico del
24.1.2010 (RPG 12.5.2010 allegato 21), un trauma cranico non commotivo con:

 

“
Ferita paranasale a sx verosimilmente da taglio e piccolo ematoma
sottocutaneo retro auricolare a sx”

(RPG 12.5.2010 allegato 21).

 

In merito alla ferita paranasale (classificatore 3, sezione 2,
fotografie da 19 a 21) il medico legale Dott. __________ dell’istituto di
medicina legale di __________, nel suo primo rapporto medico legale del
24.1.2010 (AI 6) ha sostenuto come predetta lesione, da lui osservata solo
fotograficamente, presentasse:

 

“
una perdita di sostanza a margini regolari e poligonali sul
versante sinistro della piramide nasale.

Non è possibile ricondurre la foggia della lesione ad uno
strumento specifico ma è suggestiva per l’essere stata prodotta da un mezzo con
margini taglienti anche se, forse, irregolari.

Le condizioni del soggetto configurano nessun pericolo di vita”

(AI 6).

 

Nel successivo suo rapporto medico legale del 22.3.2010 (doc. TPC
10), oltre ad affermare come sul corpo dell’accusato non fossero visibili segni
da difesa, il Dott. ______________ ha ulteriormente precisato come questa lesione
con asportazione della cute per circa 2 centimetri apparisse:

 

“
quasi certamente incompatibile con la produzione ad opera di
un’arma bianca. L’origine della stessa può essere attribuita solamente in via
puramente ipotetica e facendo riferimento a generiche modalità di produzione.
In particolare si potrebbe ipotizzare un’azione tangenziale al distretto
interessato da parte di uno strumento dotato di profilo tagliente o affilato
brandito con energia sufficiente ad asportare il frammento cutaneo lasciando
margini sostanzialmente regolari. L’ipotesi che sovviene ad un primo esame
all’occhio medico legale è quella di un frammento di vetro o altro strumento
dalle caratteristiche simili impropriamente usato a fini lesivi. Ci vennero
sottoposti alcuni fotogrammi relativi ad un anello indossato da una delle vittime (ndr: PC 2 e verbale dibattimentale pag. 5) al fine
di valutare l’ipotesi che il brandirlo indossato da un pugno che colpisse il
volto del AC 1 potesse aver provocato la lesione de quo. Tale ipotesi non è
astrattamente escludibile ma pare poco probabile”

(doc. TPC 10).

 

Oltre a ciò AC 1 presentava un complesso di escoriazioni cutanee
superficiali sulla faccia dorsale dell’avambraccio sinistro, perpendicolari tra
loro e paralleli (classificatore 3, sezione 2, fotografia 26 e doc. TPC 10).
Predette lesioni non hanno però alcuna rilevanza ai fini dell’odierno
procedimento e disquisirne ulteriormente appare francamente inutile visto come,
in forza allo stesso dire dell’accusato, la loro origine è unicamente
ascrivibile alla conclusione di un suo asserito patto di sangue con l’amico __________.__________,
da cui il reciproco ferimento della carne con il sequestrato coltello
(classificatore 3, sezione 3, fotografie da 107 a 113 e considerandi 11 e 21 della presente decisione) anche la sera dei fatti di cui al punto 1
AA, accordo e comune incisione che però __________.__________ ha sempre
contestato sia nei suoi verbali d’interrogatorio  che in sede di confronto 
malgrado che sul suo avambraccio sinistro fossero stati riscontrati tagli
similari (AI 46).

 

                                15.   L’analisi medico
legale da parte del Dott. __________ delle ferite occorse a PC 1 a seguito dei fatti di cui al punto 1 AA in forza alla visione delle fotografie di cui al doc. TPC
11 (classificatore 3, sezione 2, fotografie da 1 a 9) e ad un suo colloquio con il personale ospedaliero trovasi così riassunta nel suo primo
referto del 24.1.2010:

 

“
In sintesi, si apprende che il soggetto presentava due ferite al
torace, una all’addome e una all’emivolto sinistro. Le ferite erano della
foggia tipica di quelle da punta e taglio all’addome e al torace, da taglio al
volto.

La ferita al volto era della lunghezza di circa 15 cm e interessava il cuoio capelluto retroauricolare, l’orecchio (con parziale asportazione dello
stesso) e il versante laterale sinistro del collo. Le ferite interessavano cute
e sottocute ma non organi o vasi profondi.

Le ferite al torace erano cutaneo sottocutanee e si approfondivano
(come riferisce il chirurgo) per circa 10 cm senza perforare la parete toracica.

La lesione all’addome presentava la fuoriuscita di alcune anse
intestinali”

(AI 7).

 

Sempre in questo suo rapporto il sopraccitato medico legale ha
evidenziato come tutte le ferite osservate fossero perfettamente compatibili,
per foggia e dimensione, con l’uso di un coltello come quello sotto sequestro
(classificatore 3, sezione 3, fotografie da 107 a 113 e considerandi 11 e 21 della presente decisione), per poi concludere il suo parere
affermando come:

 

“
Le condizioni del soggetto non versarono mai in situazione
critica in cui si potesse temere per un decesso imminente.

Ciononostante, esse sarebbero state potenzialmente mortali se non
trattate tempestivamente in un ospedale attrezzato e, soprattutto quella al
collo, hanno interessato zone del corpo dove sono localizzati organi vitali
(principalmente vasi) a pochi millimetri dai tessuti lesionati che sono stati
risparmiati per una mera casualità indipendentemente dal possibile controllo di
chi sferrò i colpi d’arma bianca”

(AI 7).

 

Nel successivo suo referto del 22.3.2010 (doc. TPC 10) il Dott. __________
ha ulteriormente dettagliato le sue prime constatazioni del 24.1.2010 (AI 7),
specificando come le quattro ferite sul corpo di PC 1 fossero posizionate:

 

“
Una al collo: ferita da taglio lunga 20-25 cm circa che si approfonda nel cuoio capelluto a tutto spessore, amputa una porzione dell’orecchio
e interessa i tessuti superficiali del collo approfondendosi per alcuni cm e
andando a lambire, senza fortunosamente ledere le strutture muscolo-vasculo-nervose
del collo stesso;

Una all’emitorace sinistro di cui abbiamo diretta conoscenza del
solo aspetto esterno, ma che il chirurgo che ebbe a ripararla ci segnalò che
procedeva tangenzialmente al torace per 10 cm circa sotto la cute senza trapassarne la parete;

Due all’emiaddome sinistro di cui una perforava a tutto spessore
la parete provocando l’erniazione di alcune anse intestinali. La profondità di
questa ferita è difficilmente valutabile per le caratteristiche anatomiche, per
l’elasticità della parete addominale, e degli organi ivi contenuti. Peraltro,
la lama penetrò diversi centimetri. L’altra appare di minore rilevanza.

Tutte le lesioni sono compatibili con ferite taglio (al collo) e
da punta e taglio (al tronco).

Tutte le ferite sono astrattamente compatibili con il coltello
serramanico in sequestro. Certamente furono prodotte da un arma particolarmente
appuntita e dotata di un margine particolarmente affilato.

Sul corpo di PC 1 non sono state osservate ferite o lesioni
tipicamente ascrivibili a meccanismi da difesa.

La ferita al collo, quella al torace e una di quelle all’addome
erano certamente potenzialmente mortali; nel senso che per una mera casualità
non furono interessate strutture nervose o vascolari la cui lesione avrebbe
posto in serio pericolo la vita del paziente.

Il numero e la sede delle lesioni danno anche conto dal profilo
medico legale di una reiterata volontà lesiva indirizzata verso strutture
corporee notoriamente sede di organi vitali ”

(doc. TPC 10)

 

                                16.   In merito all’attuale
stato fisico rispettivamente psichico di PC 1 si richiamano i certificati
medici agli atti, il primo del 18.9.2010 del Dr. Med. __________ (doc. TPC 19),
il secondo del 23.9.2010 del Servizio psico-sociale di __________ (doc. TPC 19)
evidenzianti soprattutto, più che dei disturbi d’ordine clinico, un tuttora
persistente stress post traumatico caratterizzato da sensazioni di indefinita
paura, ansia ed insonnia:

 

“
emerge dal paziente un profilo di insicurezza, molto preoccupato
dal suo stato attuale. Il paziente lamenta sempre dolori, fastidi a livello
delle ferite, particolarmente a livello della ferita addominale, con sensazione
di indurimento, a volte gonfiore. I dolori sono temporo dipendenti, esacerbati
dopo sforzi fisici. Le ferite sono molto sensibili alla palpazione superficiale

A l’esame le ferite si presentano calme, con un certo grado di
ipertrofia, assenza di raccolto, assenza di ernie…

il paziente è stato valutato il 26 maggio da parte del Dr. Med. __________,
specialista in chirurgia plastica…

Tenuto conto di disturbi durante gli sforzi, e anche dello stato
psichico, ritengo il paziente inabile al lavoro al 50% fino a data da
stabilire. In precedenza è stato inabile al 100% dal 18.05 al 18.06.2010, in
seguito dal 01.07 al 30.07.2010 (ndr:
con la precisazione, in aula, unicamente verbale, del suo patrocinatore che la
così indicata inabilità lavorativa al 50% sarebbe ancora in essere, ciò che
comunque urta con il tenore del suo contratto di lavoro agli atti, considerando
4 della presente decisione, doc. dib. 2 e verbale dibattimentale pag. 9)”

(doc. TPC 19)

 

“
Il signor PC 1 è stato preso a carico dal nostro servizio per dei
colloqui di sostegno psicologico dal 17 maggio 2010…

Il signor PC 1 ha riportato a nostro avviso un’importante
sintomatologia post traumatica da stress: con insonnia, angoscia, ritiro
sociale. Egli all’inizio dei nostri incontri verbalizzava la paura di
deprimersi e di diventare pazzo con tutti i pensieri che aveva nella testa…

Le conseguenze sull’immagine di sé sono tuttora ancora estremamente
gravi. Per lui sono invalidanti la cicatrice al collo e la mutilazione
all’orecchio. Egli se ne vergogna moltissimo.

Inoltre queste cicatrici hanno anche avuto delle conseguenze nella
quotidianità del paziente. Ad esempio quando ha trovato lavoro…presso un
quotato albergo di __________, gli è stato proposto un impiego dove il contatto
con la clientela è limitato…Egli ha vissuto tutto questo in maniera
discriminante associandolo alle cicatrici.

Concludendo riteniamo che il signor PC 1 sia stato fortemente
danneggiato dall’accoltellamento avvenuto in gennaio e ipotizziamo che sarà
necessario ancora del tempo affinché egli possa riappropriarsi nuovamente della
propria immagine e che la sintomatologia ansiosa possa rientrare”

(doc. TPC 19).

 

                                17.   Al momento del suo
arrivo al pronto soccorso dell’ospedale __________ PC 2 presentava sei ferite
da punta e taglio, localizzate al braccio, all’emitorace sinistro ed in zona
addominale (classificatore 3, sezione 2, fotografie da 10 a 18 e considerando 13 della presente decisione), a dire del Dott. __________ tutte
potenzialmente mortali in forza al relativo suo referto del 24.1.2010 (AI 8).

Anche per questa seconda vittima l’adito medico legale ha
allestito un suo più dettagliato secondo resoconto datato 22.3.2010 (doc. TPC
10), dalla cui lettura si evince quanto segue:

 

“
Una ferita da punta e taglio al braccio sinistro, che si
approfondiva ampiamente nei tessuti molli del segmento senza peraltro…secondo
quello che ci viene riferito ledere grosse strutture vascolo-nervose. Questa
lesione si approfondì nei tessuti molli per alcuni cm (orientativamente 3-4);

Una ampia ferita da punta e taglio all’emitorace sinistro che, per
quanto ci viene riferito giunge a perforare la parete toracica determinando un
idro-pneumotorace, che poi verrà drenato e a determinare una contusione
polmonare. La profondità di questa ferita non è ricostruita con certezza ma
deve essere approssimativamente della lunghezza di alcuni cm (almeno 4 o 5);

Vi sono poi probabilmente altre quattro ferite addominali di cui
per la qualità delle riprese fotografiche non siamo in grado di fornire esatta
localizzazione. Ad ogni buon conto apprendiamo dalla documentazione sanitaria
che certamente una di queste ferite (tutte dalle caratteristiche di quelle da
punta e taglio) trapassa la parete addominale e giunge a ledere il fegato e il
legamento gastro-colico. Queste due lesioni viscerali renderanno necessario un
intervento chirurgico laparotomico e la riparazione chirurgica delle stesse. La
profondità di questa ferita, di nuovo non è precisabile con certezza, ma
sicuramente non può essere stata inferiore a diversi cm (orientativamente 4 o
5).

Sul corpo di PC 2 non sono visibili segni o lesioni riferibili con
sicurezza ad atteggiamenti compatibili a difesa. In particolare anche la ferita
al braccio non ha la foggia e topografia tipica di quelle di una vittima che
cerca di fronteggiare l’assalitore riparandosi con gli arti superiori.

Il numero, la sede e l’entità delle lesioni di cui il PC 2 fu
vittima depongono per una volontà lesiva reiterata dell’aggressore che infierì
in zone corporee notoriamente sede di organi vitali.

Le lesioni degli organi interni concretamente verificatesi non
furono di rilevante entità ma, avrebbero potuto, diventarlo anche se solo
fossero state di poco più profonde o spostate di pochi centimetri.

Le caratteristiche di tutte le lesioni sono compatibili con l’arma
in sequestro. In ogni modo, furono prodotte da un’arma bianca appuntita ed un
profilo particolarmente tagliente”

(doc. TPC 10).

 

                                18.   L’attuale stato di
salute fisico di PC 2 a seguito dei fatti di cui al punto 1 AA trovasi
documentato agli atti dal certificato medico dell’1.9.2010 del Dr. Med. __________
(doc. TPC 12) che in relazione ad alcuni disturbi riportatigli da questa PC,
quali:

 

“
1.  Difficoltà di digestione, che insorge appena dopo mangiato,
in particolare in caso di pasti un po’ più abbondanti

2.  Un iposensibilità distalmente alla ferita al braccio dx

3.  Un gonfiore e a volte dei dolori alla parte inferiore del
torace anteriore sx che gli dà fastidio a volte anche a certi movimenti

4.  Un’asimmetria dell’addome con un visibile gonfiore della parte
para-ombelicale dx”

(doc. TPC 12)

 

così clinicamente risponde e li valuta:

 

“
1.  Nulla di particolare.

2.  Un’iposensibilità obbiettivabile, verosimilmente legata ad una
lesione di un nervo cutaneo, dal punto di vista motorico non vi è nessuna
alterazione rilevante.

3.  La posizione leggermente anomala della parte cartilaginea
delle ultime coste anteriori con una tumefazione locale palpabile, senza però
degli importanti dolori o degli impedimenti alla respirazione.

4.  Vi è effettivamente una tumefazione molle a livello
dell’addome che si presenta leggermente asimmetrico, non vi sono però ernie che
fuoriescono dalla cavità addominale, i muscoli si contraggono bene…

Valutazione

Non è chiaro se la difficoltà di digestione (1) sia dovuta a
conseguenze del trauma, ma non sembra probabile, nel senso che l’esame del
transito con mezzo di contrasto ha escluso rilevanti sequele post-traumatiche.

Per quel che riguarda il disturbo della sensibilità (2) questo
rimarrà, ma non comporta impedimenti rilevanti di tipo motorio.

Per quel che riguarda le costole a sx (3) probabilmente rimarrà
una alterazione permanente con un certo fastidio a certi movimenti, senza però
rilevante diminuzione della capacità respiratoria o motoria.

Per quel che riguarda l’addome a dx (4) in assenza di ernie o
impedimenti della contrattura muscolare si tratta di un aspetto principalmente
di alterazione estetica”

(doc. TPC 12).

 

 

 

                                 VI)   Accertamenti tecnici di
Polizia Scientifica

 

                                19.   In merito al punto 1
AA, con espresso riferimento al soppalco all’interno del locale __________
(classificatore 3, sezione 3, fotografie da 28 a 54 e da 154 a 156 nonché verbale dibattimentale pag. 7) in quanto luogo dell’accoltellamento di PC
1 (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 28 a 54 e da 154 a 156, verbale dibattimentale pag. 7 e capitolo VII della presente decisione), si
richiama il seguente passaggio di pagina 9 e 10 del rapporto della Polizia
Scientifica del 10.5.2010:

 

“
Di particolare interesse è il ritrovamento della parte dell’elice
del padiglione auricolare della vittima PC 1 sul pavimento sottostante il
soppalco, all’interno del locale __________. In effetti, sul pavimento del soppalco
come pure sul parapetto vi erano numerose e vistose tracce ematiche. Appare del
tutto verosimile, suffragato pure dalle dichiarazioni dei testimoni, che la
vittima sia stata colpita sul soppalco e che la coltellata inferta al volto gli
abbia tagliato un pezzetto di orecchio sinistro che è successivamente caduto
sul pavimento sottostante”

(rapporto Polizia Scientifica 10.5.2010).

 

Gli effettuati 7 prelievi di tracce ematiche da quella zona (pag.
12 e 13 della distinta reperti e tracce rapporto Polizia Scientifica 10.5.2010)
sono stati inviati per esame all’istituto di medicina legale di __________ (di
seguito solo IRM nonché doc. TPC 9 e 13), il quale, nella sua risposta del
15.9.2010 (doc. TPC 13), così conclude:

 

“
An den 7 DNA-Abrieben PCN 31 803184 52 bis PCN
31 803190 57 ist jeweils ein DNA-Profil nachgewiesen worden, das mit demjenigen
von PC 1 (PCN 31 802918 38) übereinstimmt”

(doc. TPC 13).

 

Da ciò per la Corte la seguente fondamentale risultanza e cioè che
della lesione paranasale sinistra di AC 1 (RPG 12.5.2010 allegato 21,
classificatore 3, sezione 2, fotografie da 19 a 21, doc. TPC 11 e considerandi 8 e 14 della presente decisione), PC 1 non fu di certo autore poiché, se così
fosse stato, tra le varie tracce ematiche si sarebbe dovuto trovare anche il
sangue dell’accusato.

 

                                20.   Parallelamente, il
luogo della colluttazione rispettivamente della comune caduta di AC 1 con PC 2
(considerando 8 e capitolo VIII della presente decisione) trovasi
scientificamente accertato, oltre che dalle fotografie agli atti
(classificatore 3, sezione 3, fotografie da 64 a 94 e da 161 a 164), dalle numerose tracce riscontrate sia sui muri che sul pianerottolo in fondo
alle scale vicine dell’entrata principale del PC 4, da cui la seguente
annotazione a pagina 10 del rapporto della Polizia Scientifica del 10.5.2010,
secondo cui:

 

“
In questa zona erano pure visibili tracce di sangue strisciate,
compatibili con la colluttazione che l’indiziato ha avuto con la vittima PC 2.
I due sarebbero ruzzolati giù dalle scale per poi essere separati dagli agenti
di sicurezza. In quel punto è stato inoltre trovato il bottone mancante della
camicia indossata dalla vittima al momento dei fatti”

(rapporto Polizia Scientifica 10.5.2010).

 

                                21.   Il coltello
serramanico, non a molla ma comunque apribile con una sola mano, di marca C.
Jul Herbertz Aisf 420 (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 107 a 113 e considerando 11 della presente decisione) usato da AC 1 per ripetutamente ferire PC 1
(classificatore 3, sezione 2, fotografie da 1 a 9 e capitolo VII della presente decisione) e PC 2 (classificatore 3, sezione 2, fotografie da 10 a 18 e capitolo VIII della presente decisione) ha una lunghezza totale di 22 centimetri (10 centimetri di lama e 12 centimetri di manico) nonché una larghezza di 2 centimetri (classificatore 3, sezione 3, fotografia 108).

L’inchiesta non ha permesso di stabilire chi ha portato questa
arma all’interno del PC 4 ed in che modo.

Certo è invece per la Corte come in relazione a questo coltello
(classificatore 3, sezione 3, fotografie da 107 a 113 e considerando 11 della presente decisione) l’accusato è sempre stato poco collaborativo e
trasparente. Infatti se nei suoi primi verbali d’interrogatorio ha sostenuto di
non saperne nulla, ha poi rettificato questa sua dichiarazione affermando di
averlo casualmente trovato e messo in tasca, qualche ora prima dei fatti di cui
al punto 1 AA, nel locale __________ (classificatore 3, sezione 3, fotografie
da 28 a 54 e da 154 a 156 nonché verbale dibattimentale pag. 7) o in una qualche
altra sala del PC 4, per poi concludere questo suo periplo di versioni
argomentando di averlo preso dalla tasca dei pantaloni dell’amico __________.__________
per evitare che questi rischiasse di utilizzarlo in una possibile rissa contro
terze persone non meglio identificate, quest’ultima circostanza però sempre
negata dallo stesso __________.__________ nei suoi verbali d’interrogatorio in
Polizia, dinanzi al magistrato inquirente  ed in confronto con l’accusato, dove
ha ribadito che fu AC 1, verso le ore 2.00 circa, in un bagno del PC 4, ad
estrarre:

 

“
dalla tasca dei pantaloni un coltello e me lo ha dato in mano
chiuso. Io l’ho aperto e dopo averlo guardato, l’ho richiuso e gliel’ho ridato.
Gli ho detto di non far cazzate poiché con quegli oggetti si fanno solo
cazzate. AC 1 ha preso il coltello e lo ha messo in tasca. Io sono poi uscito
dal bagno e ho raggiunto la mia ragazza e non ho più visto AC 1 per tutta la
serata…

quel coltello non è mio. L’ho visto e l’ho preso in mano per la
prima volta quando AC 1 me lo ha mostrato in bagno. Se il coltello fosse stato
mio, lo avrei detto, non avrei avuto alcun motivo per negarlo…

Io non avevo nessun coltello e neppure stavo per litigare con
nessuno…

ripeto che il coltello non era mio e non gliel’ho
dato io a AC 1 e neppure AC 1 lo ha preso da me per evitare che io avessi
problemi con qualcuno che a suo dire mi aveva insultato”

(PP AC 1 / E.G.__________ 14.4.2010).

 

Malgrado queste insanabili discrepanze su chi ha fatto entrare
questo coltello al PC 4, resta comunque pacificamente accertato che a partire
da un certo momento, verosimilmente dopo le ore 2.00 / 2.30  ma sicuramente
prima delle ore 4.30 (considerando 8 della presente decisione), l’accusato
l’ha, senza diritto, portato e tenuto su di sé (art. 33 cpv. 1 lett. a LArm),
da cui, perlomeno nei fatti, la non contestabile realizzazione a suo carico del
reato di cui al punto 3 AA.

In quest’ottica, oltre alla già sopra riportata testimonianza di __________.__________
in sede di confronto del 14.4.2010, si richiamano le seguenti dichiarazioni di AC
1 nei suoi verbali d’interrogatorio di Polizia dell’11.2.2010 e del 25.2.2010:

 

“
Quando ho trovato il coltello ero solo. Ciò è
successo indicativamente circa un’ora prima dei fatti. Non so dove, anche se,
ritengo maggiormente nella sala __________. Camminavo ed ho urtato qualcosa con
i piedi. Ho quindi verificato cosa fosse e ho così scoperto che era un
coltello…

Dopo averlo raccolto, l’ho messo in tasca…

Ricordo di averlo mostrato a qualcuno, ma non mi
ricordo più a chi.

Il verbalizzante mi…chiede se l’ho mostrato a __________.__________
ed io rispondo, che forse può essere. Non ricordo a chi l’ho mostrato. Ricordo
però di aver detto a questa persona che l’avevo trovato.

Questa persona mi ha detto di fare attenzione. Di metterlo
via. Con il termine di fare attenzione significava di non farlo vedere in giro
poiché se la sicurezza m’avesse scoperto, di sicuro mi avrebbe buttato fuori.

So di averlo mostrato a più di una persona e ciò sia
al __________ che alla sala sopra la pista grande. Non riesco ancora a
ricordare a chi l’abbia mostrato. Di sicuro non l’ho mostrato a più di due
persone. Le persone a cui ho mostrato il coltello di sicuro sono dei miei
amici. Penso quindi a __________.__________, S.A.__________, __________.__________
…

ADR:   che il motivo per cui l’ho tenuto, è dovuto
al fatto che mi piaceva. Perché l’avevo semplicemente trovato. Perché poteva
essermi utile per il lavoro.

Di sicuro non ho pensato che potesse essermi utile
per ferire qualcuno.

Dopo averlo mostrato a qualcuno me lo sono messo in
tasca…

Mi si fa prendere atto che __________.__________ ha
riferito…d’avermi già visto prima dell’accoltellamento con il coltello in mano.
Egli sostiene che io gli ho mostrato il coltello alla presenza anche di __________.__________.
Mi si chiede di commentare questa affermazione.

R.:   Preso atto di quanto dice __________.__________,
rispondo che non credo di aver mostrato il coltello davanti a __________.__________.
A lui è ben possibile, ma a __________.__________ no. Non vedo __________.__________
in questa scena…

Ora mi ricordo con certezza di questo fatto che è
avvenuto sulla scala - circa a metà - che conduce al soppalco. Non riesco però
a vedere L.__________”

(PS AC 1 11.2.2010)

 

“
Con __________.__________ ci ho giocato, nel senso
l’ho aperto e poi ci ho giocato. Nel senso che facevo finta di tirargli. Non
gli ho fatto male. Facevo finta di colpirlo sulla pancia. Preciso che quando
gli tiravo, tenevo il coltello girato, non con la lama verso di lui. Lo toccavo
con l’impugnatura.

Con __________.__________ invece l’abbiamo
semplicemente aperto. Gliel’ho passato e lui l’ha preso in mano. Quando
gliel’ho mostrato eravamo solo io e lui. A __________.__________, l’ho
semplicemente mostrato e poi l’ho rimesso in tasca”

(PS AC 1 25.2.2010)

 

così come si richiama quanto sostenuto dai suoi amici __________.__________
e __________.__________ nei rispettivi loro verbali d’interrogatorio di Polizia
e dinanzi alla PP:

 

Devo dire che quel coltello io l’avevo già visto un
po’ prima, quando mi trovavo sul soppalco, assieme a __________.__________ e AC
1.

AC 1, per scherzo…mi puntava il coltello sulla
pancia. Coltello con la lama aperta. Lo faceva per scherzo, ma io non volevo.
Lui mi diceva:..guarda che ti accoltello...AC 1 aveva poi rimesso via il
coltello in tasca ed io sono sceso di sotto - al bar -…Credo che AC 1 abbia
fatto quel gioco per farmi vedere che aveva un coltello”

(PS __________.__________ 2.2.2010)

 

“
Forse un due o tre ore prima dei fatti, mentre ci
trovavamo nella sala __________, all’angolo opposto rispetto al bancone, AC 1 ha tolto dalla tasca un coltello e me lo ha mostrato. Mi ha detto:…guarda che bello…Me lo ha dato
chiuso. L’ho preso in mano e l’ho aperto. Gli ho chiesto cosa se ne facesse di
un coltello e lui mi ha riposto:..ma non è mio…Ho chiuso il coltello e glielo
ho ridato, dicendogli di metterlo via e non tirarlo più fuori”

(PS __________.__________ 22.2.2010)

 

“
Quando AC 1 mi ha mostrato il coltello, eravamo solo io e lui. Vicino a noi c’era gente, ma non guardava. Quando me lo ha
mostrato, non mi ha detto di chi era il coltello né se lo aveva trovato lì in
discoteca, nulla. Neppure mi ha detto se glielo aveva dato qualcuno o se lo
aveva rubato o altro”

(PP __________.__________ 19.4.2010).

 

Nessuno ha poi contestato che il coltello in essere
(classificatore 3, sezione 3, fotografie da 107 a 113 e considerando 11 della presente decisione) sia stato quello usato dall’accusato per
volontariamente accoltellare PC 1 (capitolo VII della presente
decisione) e PC 2 (capitolo VIII della presente decisione).

In questo senso si richiamano, oltre alle dichiarazioni di __________.__________
e __________.__________ (considerando 8 della presente decisione), quelle
dell’accusato stesso nel suo verbale d’interrogatorio del 5.5.2010 dinanzi al
magistrato inquirente:

 

“
La PP mi mostra a video la foto del coltello sequestrato
all’interno del PC 4 la notte dei fatti.

Rispondo che lo riconosco, è quello che ho utilizzato e che mi è
già stato mostrato in Polizia”

(PP AC 1 5.5.2010)

 

e gli accertamenti di Polizia Scientifica richiesti all’IRM (doc.
TPC 9) il quale ha concluso nel suo rapporto del 15.9.2010:

 

“
An der Messerklinge (PCN 31 803183 54) konnte
DNA von PC 1 (PCN 31 802918 38), PC 2 (PCN 31 802919 36) und von AC 1 (PCN 31
568220 34) nachgewiesen werden”

(doc. TPC 13)

 

senza poi dimenticare come sul relativo manico sono state
riscontrate delle tracce ematiche riconducibili sia a AC 1 che a PC 1
(classificatore 3, sezione 3, fotografie 112 e 113 nonché rapporto Polizia
Scientifica 10.5.2010 pag. 10).

Ciò premesso, appare allora assolutamente ininfluente ai fini del
giudizio sapere se al momento di essere disarmato, predetto coltello,
l’accusato, l’avesse ancora in mano così come dichiarato da __________.__________
e __________.__________ (considerando 8 della presente decisione) oppure se già
si trovasse a terra a pochi passi da lui poiché cadutogli alla fine del suo