# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8254b43a-3182-5da2-9217-85ede97d6e5d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-08-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 21.08.2000 52.2000.58
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2000-58_2000-08-21.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2000.00058

   

  	
  Lugano

  21 agosto
  2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 22 febbraio 2000 della

 

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 15 febbraio 2000 (n. 7) con cui il
  Dipartimento delle istituzioni ha respinto il reclamo 13 agosto 1998 della
  ricorrente contro l'imposizione da parte del comune di __________ della tassa
  di consumo dell'energia elettrica;

  

 

 

 

viste le risposte:

-     24 febbraio 2000 del
municipio di __________;

-     29 marzo 2000 del
Dipartimento delle istituzioni, Bellinzona;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a)
__________, già __________, con sede a __________, ha come scopo la produzione,
lo sviluppo, la vendita, la rappresentanza nel campo dell'alta tecnologia, della
comunicazione, degli elaboratori elettronici, di programmi e di prodotti accessori.

 

                                         b) Il 2
luglio 1998 le aziende industriali della città di __________ / sezione
elettricità hanno notificato alla menzionata società la tassa di consumo
dell'energia elettrica concernente il secondo semestre 1998 (09.03.-23.06.98),
di fr. 414,75 (IVA compresa). Per il calcolo della tassa l'utente era inserita
nella fascia C degli abbonati.

 

c) __________ ha inoltrato reclamo contro
quell'imposizione lo stesso giorno. Essa ha rilevato che le tasse applicate
agli abbonati della fascia C, ove erano inclusi gli uffici, erano assai superiori
rispetto a quelle applicate alla fascia A, cui appartenevano - segnatamente -
le economie domestiche, senza che tale differenza apparisse giustificata. La
reclamante ha pertanto chiesto al municipio di accertare che l'applicazione
delle tasse della fascia C era lesiva del principio di uguaglianza ed inoltre
di essere imposta secondo le tasse della fascia A.

 

d) Con risoluzione 30 luglio 1998 il
municipio di __________ ha respinto il reclamo, adducendo in particolare che la
differenza di imposizione era giustificata dal fatto che le economie domestiche,
caratterizzate da un consumo regolare di energia, diurno e notturno,
provocavano minori costi alle __________ che non gli uffici, i quali consumano
energia esclusivamente durante le ore lavorative dei giorni feriali, incidendo
in modo più marcato sui costi d'acquisto dell'energia e della potenza. Il municipio
ha altresì suggerito alla reclamante di verificare la potenza delle valvole di
entrata dei suoi uffici, la quale - a prima vista - appariva sovradimensionata
rispetto alle necessità della stessa: una sua riduzione le avrebbe permesso di
conseguire una sostanziosa riduzione della tassa.

 

 

 

              B.   a) Con reclamo 13 agosto 1998 __________ é insorta davanti al
dipartimento delle istituzioni contro la decisione del 30 luglio precedente,
ribadendo ed ampliando le censure già sottoposte all'esame del municipio.

 

b) Con decisione 15 febbraio 2000 il
dipartimento delle istituzioni ha respinto il reclamo, condividendo i motivi
addotti dal municipio per legittimare la differente imposizione.

 

 

                                  C.   Con ricorso
22 febbraio 2000 __________ si è aggravata innanzi a questo Tribunale contro il
giudicato dipartimentale. La ricorrente ripropone la censura di violazione del
principio di uguaglianza tra gli abbonati della fascia C e quelli della fascia
A. Sostiene che sono addirittura questi ultimi a provocare i maggiori costi di
produzione/acquisto e distribuzione dell'energia elettrica. Mette comunque in
luce la difficoltà a dimostrare la bontà di questa sua tesi, poiché il
municipio non ha prodotto alcun dato in merito. La ricorrente domanda pertanto
che la controversa tassazione che la concerne venga ricalcolata secondo le
tasse applicate alla fascia A degli abbonati.

 

Il dipartimento ed il comune di __________
hanno sollecitato la reiezione del gravame.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale é data (art. 40 LMSP). Il ricorso é inoltre tempestivo
(art. 42 LMSP, 46 cpv. 1 PAmm) e la legittimazione della ricorrente certa (art.
42 LMSP, 43 PAmm). L'impugnativa é dunque ricevibile in ordine e può inoltre
essere decisa sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1. Le
AIL/sezione elettricità sono un ente di diritto pubblico sprovvisto di personalità
giuridica istituito a norma della LMSP e del regolamento organico delle aziende
municipalizzate della città di Lugano del 5 luglio 1983 (ROAM), attraverso cui
quest'ultima distribuisce, con diritto di privativa, l'energia elettrica nel comune
(art. 1, 2 ROAM, 1, 2, 3 del regolamento per la fornitura di energia elettrica
del 27 settembre 1995, RFEE). Esse devono essere finanziariamente
autosufficienti; il loro finanziamento ha luogo attraverso l'imposizione di
tasse di vario tipo, tra cui - per quanto qui interessa - quella di consumo
(art. 6 RFEE), regolamentata al capitolo IX del RFEE, art. da 74 ad 83.

 

                                         2.2. La
tassa di consumo è suddivisa per categorie (fasce) di abbonati (art. 74 seg.
RFEE e allegato 6 allo stesso). La fascia A comprende, segnatamente, le economie
domestiche, oltre alle attività del settore primario, del culto ecc.. La fascia
B concerne invece l'industria, le arti e i mestieri, i cantieri, il commercio,
i servizi, le scuole, la cultura, lo sport ecc.. La fascia C comprende le altre
attività del settore terziario come le banche, le assicurazioni, gli uffici, le
amministrazioni pubbliche ecc.. La fascia D, che qui non interessa, riguarda
infine le forniture provvisorie di breve durata ed a forfait.

 

                                         2.3. Per
tutte le fasce (che qui interessano, ossia A, B e C) la tassa di consumo è
composta dall'abbonamento di potenza e dall'energia consumata (art. 76 cpv. 1 e
2 RFEE). Per le fasce B e C, oltre i 63 A (=Ampère) la tassa si compone, oltre
ai due menzionati fattori, della punta di massimo prelievo e, per grandi
utenti, del fattore di potenza (art. 46 cpv. 2 lett. b RFEE).

 

                                         L'abbonamento
di potenza, a parità di quest'ultima, ha costi diversi a seconda della fascia,
fissati nell'allegato 4 al RFEE (art. 79 cpv. 1 e 2 RFEE). Per la fascia A l'abbonamento
invernale spazia tra 0,50 e 1.-- fr./kVA/mese sino a 3 x 25A, tra 1.-- e 2.--
fr./kVA/mese oltre quella potenza. Per la fascia B esso si situa tra 1.-- e
3.-- fr./kVA/mese; per la fascia C tra 1.-- e 4,50 fr./kVA/mese. Per tutte le
fasce l'abbonamento di potenza estivo costa la metà di quello invernale.

 

Il prezzo dell'energia diurna è invece
fissato, per tutte le fasce, tra 14 e 21 cts./kWh. Il prezzo dell'energia
notturna concernente la fascia A è determinato tre 8 e 14 cts./kWh. Non è
invece previsto per le altre fasce di abbonati (cfr. art. 80 cpv. 1 e 4 RFEE e
allegato 4 allo stesso).

 

2.4. Fondandosi sugli art. 79 cpv. 3, 80
cpv. 5 e 99 RFEE, il municipio, muovendosi nei limiti sopraindicati, ha
determinato le tasse di consumo mediante l'ordinanza tariffe per la fornitura
di energia elettrica 18 aprile 1996 (OTFEE). Per la fascia A l'abbonamento
invernale è stato fissato in 3.-- fr./kVA/semestre sino a 3 x 25A, a 6.--
fr./kVA/semestre oltre quella potenza. Per la fascia B esso è stato determinato
in 10,80 fr./kVA/semestre. Per la fascia C l'abbonamento invernale è stato
tassato in 10,80 fr./kVA/semestre sino a 3 x 20A, in 24.-- fr./kVA/semestre
oltre quella potenza. Per tutte le fasce l'abbonamento di potenza estivo è
stato fissato nella metà di quello invernale.

 

Il municipio ha invece determinato il prezzo
dell'energia diurna, per tutte le fasce e per tutto l'anno, in 15 cts./kWh. Il
prezzo dell'energia notturna concernente la fascia A è stato determinato in 10
cts./kWh per tutto l'anno.

 

 

                                   3.   3.1. La
ricorrente contesta l'imposizione della tassa di consumo dell'energia elettrica
che la concerne in applicazione degli importi previsti per la fascia C degli
abbonati, tra cui sono classificati gli uffici. Essa sostiene che tali importi
sono discriminatori, poiché sono nettamente superiori rispetto a quelli
adottati per imporre la tassa di consumo agli abbonati della fascia A, ossia
alle economie domestiche. Dal momento che la controversa tassazione si limita
ad applicare le tasse esattamente previste, entro i limiti indicati nel RFEE,
nell'OTFEE, la censura di violazione del principio di uguaglianza è diretta
contro questi atti normativi.

 

3.2. Per costante giurisprudenza un decreto
di portata generale viola il principio della parità di trattamento ancorato
all'art. 8 Cost. (sino al 31 dicembre 1999 art. 4 Cost. 1874) se per fattispecie
analoghe opera distinzioni giuridiche non dettate da ragioni serie e obiettive
oppure se sottopone ad un regime identico situazioni che presentano tra di loro
differenze importanti e di natura tale da rendere necessario un trattamento
diverso. Il principio in esame impone unicamente che fattispecie giuridicamente
uguali siano trattate in modo uguale e fattispecie diverse in modo diverso.
Esso non vieta invece che, sul piano legislativo, vengano effettuate delle
distinzioni, ma richiede che le stesse siano giustificate da motivi seri e
obiettivi (DTF 124 I 159 consid. 2c pag. 163 con rinvio = RDAT II-1998 n. 35
pag. 131; inoltre 122 I 18 consid. 2c/cc pag. 25, 121 I 102 consid. 4a pag.
104, 129 consid. 3d pag. 134 e relativi rinvii). Il principio della parità di
trattamento trova applicazione anche in materia di tributi causali e
segnatamente - come nella fattispecie - di tasse di utilizzazione (DTF 111 Ia
324 consid. 7 pag. 326 segg. = RDAT 1986 n. 38 pag. 67; 101 Ia 193 consid. 6
pag. 200; F. Gygi, Verwaltungsrecht, pag. 272; A. Grisel, Traité de droit
administratif, pag. 609 e 613; Imboden/Rhinow/Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung,
Nr. 110 B V e; inoltre RDAT I-1996 n. 52).

 

3.3. Nella risoluzione 30 luglio 1998 con
cui aveva respinto il reclamo di __________, il municipio di __________ aveva
addotto che la differenza di imposizione era giustificata dal fatto che le
economie domestiche, caratterizzate da un consumo regolare di energia, diurno e
notturno, provocavano minori costi alle AIL che non gli uffici, i quali
consumavano energia esclusivamente durante le ore lavorative dei giorni
feriali, incidendo in modo più marcato sui costi d'acquisto dell'energia e
della potenza. Nel giudizio impugnato, il dipartimento ha condiviso questo argomento.
Lo ha fatto tuttavia in modo sbrigativo ed acritico, elevando in buona sostanza
a motivazione del suo giudizio quanto addotto dal municipio. L'autorità
inferiore non ha per contro promosso, com'era invece imprescindibile in
ossequio al principio inquisitorio (art. 18 cpv. 1 PAmm), il benché minimo
accertamento volto a verificare la fondatezza delle menzionate giustificazioni,
genericamente avanzate dal municipio senza alcun supporto probatorio ed
oltretutto vivamente contestate dalla ricorrente, secondo cui si realizza
piuttosto il contrario di quanto asserito dall'autorità comunale. Il giudizio
impugnato appare pertanto viziato già sotto il fondamentale e preliminare aspetto
dell'accertamento dei fatti (art. 18 cpv. 1 PAmm). Tale carente accertamento ha
indi necessariamente implicato l'impossibilità per il dipartimento di effettuare
una conveniente, autonoma valutazione circa la legittimità, rispetto all'art. 8
Cost., della differenziata regolamentazione della tassa di consumo operata sia
dal RFEE che dall'OTFEE e, pertanto, di rispondere al quesito sollevato nel
reclamo 13 agosto 1998.

 

                                   4.   Il
giudizio impugnato deve dunque essere annullato già per questo motivo e gli atti
retrocessi all'autorità inferiore affinché esperisca i necessari accertamenti
che le permettano di pronunciarsi, con sufficiente cognizione di causa ed
autonomamente, sulla censura di violazione del principio di uguaglianza addotto
dalla ricorrente (art. 65 cpv. 2 PAmm). In questo contesto il dipartimento
dovrà altresì verificare l'eventuale incidenza sull'esame e sull'esito del
reclamo della riduzione della potenza della valvola di entrata dell'energia
elettrica a 3 x 20A effettuata dalla ricorrente all'inizio del 1999, che le ha
permesso, da quel momento, di beneficiare della stessa tassa di consumo degli
abbonati della fascia B.

 

                                   5.   Il
Tribunale non preleva una tassa di giudizio (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 40, 42 LMSP, 3, 18, 28, 43, 46, 65
PAmm,

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto e la risoluzione 15 febbraio 2000 (n. 7) del dipartimento delle istituzioni
è annullata.

§   Gli atti sono retrocessi al dipartimento delle
istituzioni affinché proceda come indicato al consid. 4 e relativo rinvio al
consid. 3.3.

 

 

 

                                   2.   Non si
preleva una tassa di giudizio.

 

 

 

 

 

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario