# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 11efab6a-2861-5039-ae29-7555ed5758bb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-10-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 13.10.2008 60.2008.229
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2008-229_2008-10-13.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2008.229

   

  	
  Lugano

  13 ottobre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai
  giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Daniela Fossati, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso 14/16.7.2008
presentato da

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patr. da: PR 1 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 4.7.2008 del giudice dell’applicazione
  della pena Maurizio Albisetti Bernasconi in materia di libertà condizionale (inc.
  GIAP __________);

  

 

 

richiamate le osservazioni 23.7.2008 del
giudice dell’applicazione della pena, che chiede la conferma della decisione
impugnata con le relative motivazioni;

 

richiamate altresì le osservazioni
23/25.7.2008 del procuratore generale Bruno Balestra, che postula la reiezione
del gravame, evidenziando che le argomentazioni del ricorrente non inficiano le
motivazioni contenute nella decisione impugnata, cui rinvia integralmente,
osservando parimenti che l’art. 86 cpv. 4 CP non può trovare applicazione al caso
di specie, nemmeno con i motivi addotti dal ricorrente, richiamando il messaggio
riguardante la modifica del CP;

 

richiamate infine le osservazioni
24/28.7.2008 della Sezione dell’esecuzione delle pene e delle misure (di
seguito SEPEM), che postula la reiezione del gravame, con contestuale conferma
della decisione impugnata formulando alcune osservazioni, di cui si dirà,
laddove necessario, in corso di motivazione;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto

 

                                   a.   Il
16.6.2003 la Corte delle assise criminali di __________ ha dichiarato RI 1
autore colpevole di infrazione aggravata alla LStup, ripetuto riciclaggio di
denaro (in parte aggravato) e ripetuta organizzazione criminale e, avendo agito
in stato di scemata responsabilità, lo ha condannato alla pena di quattordici
anni di reclusione nella quale è stato computato il carcere preventivo sofferto,
alla multa di CHF 50'000.--, interdicendogli parimenti l'esercizio dell'__________
per un periodo di cinque anni, disponendo un trattamento ambulatoriale ex art.
43 vCP e ordinando inoltre diverse confische (inc. TPC __________).

 

 

                                  b.   Il 19.4.2004 la Corte di cassazione e di
revisione penale del Tribunale d’appello ha respinto, nella misura in cui era
ammissibile, il ricorso 7.8.2003 presentato da RI 1, per il tramite del suo
allora patrocinatore, avverso la suddetta sentenza (inc. CCRP __________).

 

 

                                   c.   Con
decisione 3.11.2004 il Tribunale federale ha respinto, nella misura in cui era
ammissibile, il ricorso di diritto pubblico presentato da RI 1, per il tramite
del suo patrocinatore avv. PR 1, dichiarando inoltre ammissibile il suo ricorso
per cassazione (decisione TF __________ – __________ del 3.11.2004).

 

 

                                  d.   Il
15.1.2008 RI 1, sempre per il tramite del suo legale avv. PR 1, ha presentato
al giudice dell’applicazione della pena un’istanza di liberazione condizionale
ex art. 86 cpv. 4 CP, postulando, in via principale, di essere posto in libertà
condizionalmente per il giorno 24.8.2008, in via subordinata per il giorno
31.12.2008 (AI 14, inc. GIAP __________).

 

 

                                   e.   Esperite
le necessarie indagini mediante in particolare l’assunzione agli atti
dell’incarto della SEPEM inerente RI 1 (AI 11, GIAP __________), del preavviso
18.4.2008 dell’Ufficio di patronato (AI 8, inc. GIAP __________), del preavviso
22.4.2008 della SEPEM (AI 6, inc. GIAP __________), del preavviso 24.4.2008 del
direttore del Carcere penale “La Stampa” (AI 5, inc. GIAP __________), delle osservazioni
datate 15.5.2008 presentate da RI 1, per il tramite del suo legale, ai citati
preavvisi (AI 3, inc. GIAP __________) e l’audizione tenutasi il 22.4.2008 di RI
1, dinanzi al giudice dell’applicazione della pena, alla presenza del suo
patrocinatore (AI 7, inc. GIAP __________), con decisione 4.7.2008 il giudice
dell’applicazione della pena ha respinto la sua istanza 15.1.2008, rifiutando
la liberazione condizionale anticipata ex art. 86 cpv. 4 CP (cfr., nel
dettaglio, decisione 4.7.2008, AI 2, inc. GIAP __________).

 

 

                                    f.   Con
il presente tempestivo gravame RI 1 chiede di annullare la surriferita
decisione, di accogliere la sua istanza 15.1.2008 e, richiamando l’applicazione
dell’art. 86 cpv. 4 CP, di essere liberato condizionalmente il 31.12.2008. 

                                         Il
qui ricorrente contesta, in sostanza, le conclusioni alle quali è giunto il
giudice dell’applicazione della pena. Delle sue puntuali motivazioni si dirà,
nella misura del necessario, in corso di motivazione.

 

 

                                  g.   Come
esposto in entrata, il giudice dell’applicazione della pena, il procuratore generale
e la SEPEM postulano la reiezione del ricorso e la conferma della decisione
impugnata.

 

in diritto

 

                                   1.   Giusta
i combinati disposti degli art. 341 cpv. 1 lit. b e 339 cpv. 1 lit. j CPP,
contro le decisioni del giudice dell’applicazione della pena in materia di
libertà condizionale è ammesso il ricorso alla Camera dei ricorsi penali, entro
dieci giorni dalla conoscenza del provvedimento impugnato. 

                                         

                                         La
tempestività del ricorso in esame, introdotto il 14/16.7.2008, e la
legittimazione di RI 1 quale destinatario della decisione impugnata, sono pacifiche
e peraltro incontestate.

 

 

                                   2.   Giusta
l'art. 86 cpv. 1 CP quando un detenuto ha scontato i due terzi della pena, ma in
ogni caso almeno tre mesi (rispettivamente dopo quindici anni in caso di pena detentiva
a vita, art. 86 cpv. 5), l’autorità competente lo libera condizionalmente se il
suo comportamento durante l’esecuzione della pena lo giustifica e non si debba
presumere che commetterà nuovi crimini o delitti. 

 

                                         L'autorità
competente esamina d'ufficio se il condannato possa essere liberato condizionalmente.
Chiede a tal fine una relazione alla direzione del penitenziario. Il detenuto
deve essere sentito (art. 86 cpv. 2 CP). 

 

                                         Se
non concede la liberazione condizionale, l’autorità competente riesamina la questione
almeno una volta all’anno (art. 86 cpv. 3 CP).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Quando il detenuto ha scontato la metà
della pena, ma in ogni caso almeno tre mesi (almeno dieci anni in caso di
condanna a vita, art. 85 cpv. 5), l’autorità competente può, a titolo eccezionale,
liberarlo condizionalmente qualora circostanze straordinarie inerenti alla
persona del detenuto lo giustifichino (art. 86 cpv. 4 CP).

 

                                         Quest’ultima
disposizione è una novità, introdotta il 1°.1.2007 nel CP, e permette, in casi
eccezionali e a determinate condizioni, di domandare la liberazione condizionale
già dopo la metà della pena (ma almeno tre mesi, rispettivamente dopo dieci
anni in caso di condanna a vita).

 

                                         L’art. 86 CP può trovare applicazione anche
ai detenuti condannati in base al diritto previgente (DTF 133 IV 201 consid.
2.1).

 

                                         3.2.

                                         Trattandosi di una nuova disposizione, è
necessario ricorrere prima di tutto alla sua interpretazione storica, a maggior
ragione in assenza di precedenti giurisprudenziali.

 

                                         Dal
Messaggio numero 98.038 del 21.9.1998 concernente la modifica del Codice penale
svizzero (Disposizioni generali, introduzione e applicazione della legge) e del
Codice penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile
del 21.9.1998 (FF 1999, p. 1669 ss. e 1802) emerge come nell’avamprogetto la Commissione
peritale non avesse voluto definire più precisamente le "circostanze straordinarie" menzionate nel cpv. 5 – corrispondente ora
all’art. 86 cpv. 4 CP nella sua versione definitiva – nell’intento di non
ostacolare l’evoluzione futura della sua applicazione. Sempre secondo il
medesimo avamprogetto dovevano entrare in linea di conto, oltre a circostanze
che di per sé giustificano una grazia, anche delle considerazioni di carattere
specificamente preventivo che potevano giustificare una liberazione a titolo
eccezionale, ad esempio nel caso in cui l’intera esecuzione della pena avrebbe
potuto avere degli effetti negativi sull’attitudine del detenuto di vivere
senza commettere delle infrazioni dopo la sua liberazione. 

                                         Considerata
la vaga formulazione "circostanze
straordinarie", nel
corso della procedura di consultazione numerosi partecipanti hanno criticato la
possibilità concessa dal cpv. 5 dell’avamprogetto, esternando il timore che poteva
assurgere facilmente a regola nella prassi quella di concedere la liberazione condizionale
già alla metà della pena. 

                                         Nel
Messaggio viene conseguentemente ulteriormente evidenziato il carattere eccezionale
di una tale liberazione. Il Messaggio indica che non sono circostanze straordinarie
il decesso accidentale dell’intero nucleo famigliare del detenuto durante
l’espiazione della pena oppure un netto calo statistico dei reati per i quali
il detenuto è stato condannato. Una liberazione condizionale ex art. 86 cpv. 4
CP potrebbe, per contro, essere ammissibile nell’ipotesi in cui il detenuto non
ha più che una speranza di vita limitata in ragione dell’evoluzione di una
malattia irreversibile oppure nell’ipotesi in cui, di sua iniziativa, si mettesse
a disposizione per un’operazione molto rischiosa, nell’ambito dell’aiuto in caso
di catastrofe.

 

                                         Nell’interpretazione storica occorre
evidenziare come il progetto di modifica del CP del Messaggio prevedeva che le
circostanze straordinarie dovevano essere in relazione con l’autore o con il
reato (circostanze particolari inerenti al reato commesso o alla persona
dell’autore); la versione definitiva dell’art. 86 cpv. 4 CP approvata dal
Parlamento sancisce che tali circostanze possono essere soltanto relative all’autore
(e non più al reato) (BSK Strafrecht I – A. BAECHTOLD, 2. ed., Basilea 2007, n.
17 ad art. 86 CP; G. STRATENWERTH, Allgemeiner Teil II: Strafen und Massnahmen,
2. ed., Berna 2006, § 4 n. 69; HANSJAKOB / H. SCHMITT / J. SOLLBERGER, Kommentierte
Textausgabe zum revidierten Strafgesetzbuch, Lucerna 2004, p. 90).

 

                                         La
dottrina, dal canto suo, richiama e riprende, in sostanza, quanto esposto nel
surriferito messaggio riguardo al carattere eccezionale di questa norma ed alla
sua applicabilità in casi molto rari (cfr., al proposito, BSK Strafrecht I – A.
BAECHTOLD, op. cit., n. 16 e 17 ad art. 86 CP; G. STRATENWERTH / W. WOHLERS,
Schweizerisches Strafgesetzbuch, Handkommentar, Berna 2007, n. 3 ad art. 86 CP;
C. FAVRE, M. BELLET, P. STOUDMANN, Code pénal, Code annotè de la jurisprudence
fédérale et cantonale, 3. ed., Losanna 2007, n. 1.1 ad art. 86 CP; G.
STRATENWERTH, op. cit., § 4 n. 52 e 69; T. HANSJAKOB / H. SCHMITT / J.
SOLLBERGER, op. cit., p. 90). 

                                         

                                         Trattandosi
di una disposizione potestativa è ammesso un libero apprezzamento da parte del
giudice.

 

                                   4.   4.1.

                                         Il ricorrente si trova in carcere dal
24.8.2000, ha espiato il 24.8.2007 la metà della pena inflittagli con sentenza
16.6.2003 della Corte delle assise criminali di __________ (cresciuta in giudicato).
L’espiazione dei 2/3 della pena interverrà il 23.12.2009. 

                                         Dalla
decisione impugnata emerge tra l’altro che RI 1 è stato in detenzione preventiva
per 1026 giorni, che il 7.5.2005 ha beneficiato di un primo congedo dopo aver
espiato 1/3 della pena e che è stato trasferito in Sezione aperta l’8.12.2006.
La sua pena viene (teoricamente) a scadere il 23.8.2014 (decisione 4.7.2008, p.
2, inc. GIAP __________).

 

                                          4.2.

                                         Nel
proprio gravame il ricorrente sostiene che il giudice dell’applicazione della
pena si sarebbe limitato a citare il Messaggio, senza indicare quali sarebbero
state le circostanze particolari che (non) giustificherebbero l’applicazione
dell’art. 86 cpv. 4 CP, contestando parimenti le sue argomentazioni di cui alla
decisione impugnata. 

                                         A
suo dire il giudice dell’applicazione della pena non avrebbe valutato nel loro
insieme, ma soltanto singolarmente, i seguenti tre aspetti: la sua età
avanzata, il lungo tempo trascorso in carcere e la sua volontà di trasferirsi
all’estero presso la sua compagna in caso di liberazione anticipata, fornendo
le sue motivazioni in merito (cfr., nel dettaglio, ricorso 14/16.7.2008, p. 2 e
3). Conclude chiedendo l’applicazione dell’art. 86 cpv. 4 CP "(…) per una fattispecie del tutto straordinaria per il
Cantone Ticino, sia dal profilo della pena comminata (…), che non è stata sindacata
da alcuna autorità superiore soltanto per errori clamorosi dell’allora suo
difensore, sia per la persona del richiedente, che ha quasi 68 anni, per il
quale un programma di esecuzione e di reinserimento in Ticino non è oggettivamente
possibile, e al quale restano ben pochi anni da vivere", adducendo che "negare l’applicazione di tale norma alla fattispecie in esame equivale
non soltanto a misconoscere la portata della stessa, ma ad accanirsi per
l’ennesima volta nei confronti di un uomo, che ha già pagato abbondantemente
per le colpe commesse" (ricorso 14/16.7.2008, p. 4).

                                         

                                         4.3.

                                         A
torto. A giudizio di questa Camera l’art. 86 cpv. 4 CP non può trovare
applicazione al caso in esame e la decisione del giudice dell’applicazione
della pena va confermata.

 

                                         Il
fatto che RI 1 abbia oltrepassato l’età del pensionamento, che egli si trovi in
carcere dal 24.8.2000, che sia stato condannato alla pena di quattordici anni
di reclusione [a dire del suo legale "(…) una
sanzione disumana e spropositata se rapportata alle imputazioni, all’età del
signor RI 1 all’epoca del pubblico dibattimento, e in genere alle pene
comminate da tribunali svizzeri", la cui commisurazione "(…) non ha potuto essere
riesaminata da nessuna istanza superiore soltanto per un grossolano errore
dell’allora difensore del signor RI 1" (ricorso 14/16.7.2008, p. 2)], e che sarebbe
intenzionato a trasferirsi in __________ __________ presso la sua compagna per "trascorrere la sua vecchiaia in modo dignitoso" (ricorso
14/16.7.2008, p. 2), non
possono né singolarmente, né congiuntamente assurgere a circostanze
straordinarie inerenti alla sua persona ai sensi dell’art. 86 cpv. 4 CP. 

 

                                         4.4.

                                         L’età
del ricorrente non riveste alcun carattere eccezionale. Il CP non prevede alcun
limite d’età riguardo all’esclusione dell’esecuzione della pena. Delle deroghe
alle forme d’esecuzione a favore del detenuto sono sancite nell’art. 80 cpv. 1
CP, in particolare con riferimento al suo stato di salute (art. 80 cpv. 1 lit.
a CP). Non va al riguardo dimenticato, che il qui ricorrente, pur avendo
raggiunto l’età del pensionamento, non presenta apparentemente particolari problemi
di salute. Non sembra quindi che la sua speranza di vita sia ridotta e che gli
resterebbero "ben pochi anni da vivere". RI 1 arriverà ad espiare i 2/3 della pena il
23.12.2009 ed a quel momento potrà richiedere la liberazione condizionale in
applicazione dell’art. 86 cpv. 1 CP, che con ogni verosimiglianza gli verrà
concessa dato il buon comportamento tenuto.

 

                                         4.5.

                                         La
sua intenzione di trasferirsi all’estero dalla sua compagna non è per nulla una
circostanza eccezionale, e può solo avere una ripercussione sul reinserimento,
ma costituisce una situazione uguale a quella dei detenuti stranieri.

 

                                         4.6.

                                         Nemmeno
la gravità della pena inflittagli dalla Corte delle assise criminali di __________
e l’iter procedurale possono soccorrere la tesi di RI 1. La commisurazione
della pena operata dalla Corte nella sua sentenza 16.6.2003 [che lo ha dichiarato
autore colpevole di infrazione aggravata alla LStup, ripetuto riciclaggio di denaro
(in parte aggravato) e ripetuta organizzazione criminale (inc. __________)], seppur
severa, non può rientrare nel contesto del presente giudizio. Anzitutto ci si
può chiedere se la pena sia in relazione con l’autore o piuttosto con il reato.
La gravità della pena, se può entrare in linea di conto, non può assurgere a
circostanza straordinaria (cfr., in tal senso, T. HANSJAKOB / H. SCHMITT / J.
SOLLBERGER, op. cit., p. 90, secondo i quali una liberazione condizionale può
essere concessa soltanto in rari casi eccezionali, se sono date circostanze
particolari di cui il Tribunale non aveva potuto tenere conto e che sono in
relazione con l’autore). Il fatto poi di aver trascorso un lungo periodo in carcere
(sia in detenzione preventiva, sia in espiazione della pena) neppure costituisce
una circostanza eccezionale, ma la conseguenza della pena.

                                         

                                         4.7.

                                         Per
il che, non essendo nella presente fattispecie alla presenza di circostanze straordinarie
inerenti alla persona di RI 1, si può prescindere dall’esame degli altri presupposti
di cui all’art. 86 cpv. 4 CP (cfr., tra tanti, G. STRATENWERTH / W. WOHLERS,
op. cit., n. 2 e 4 ss. ad art. 86 CP). La questione non merita quindi ulteriori
approfondimenti e la decisione impugnata – peraltro corretta e condivisibile –
non può che essere tutelata.

 

 

                                   5.   Il
ricorso è respinto. Tassa di giustizia e spese sono poste a carico del
ricorrente, soccombente.

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 86 CP, 339 cpv. 1 lit.
j e 341 lit. b CPP, 1 ss. e 39 lit. f LTG ed ogni altra norma applicabile,

 

 

 

 

 

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di CHF 300.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF
350.-- (trecentocinquanta), sono poste a carico di RI 1, __________,
attualmente c/o ____________________.

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
il presente giudizio è dato ricorso in materia penale al Tribunale federale di
Losanna entro 30 giorni dall’intimazione (art. 78 cpv. 2 lit. b LTF).

 

 

                                   4.   Intimazione:

                                      

 

 

 

Per la Camera dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                           La
segretaria