# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ca2a1a5e-449a-5a3f-b8bc-166faecc61b2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-01-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 21.01.2015 80.2014.235
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2014-235_2015-01-21.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2014.235

  80.2014.236

  	
  Lugano

  21 gennaio 2015

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Ivano Ranzanici (in sostituzione di Stefano Bernasconi,
  assente)

  

 

	
  segretario

  	
  Rocco
   Filippini, vicecancelliere

  

 

 

	
  parti

  	
  RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 10 settembre 2014 contro la decisione del 18 agosto 2014 in materia di IC e IFD 2012.

  

 

 

 

Fatti

 

                                  A.   RI 1, divorziato, svolge
la professione di operatore addetto ai servizi di disinfezione e
disinfestazione. Nel periodo fiscale qui in esame, il contribuente era ancora
titolare, unitamente all’ex moglie, della ditta __________ Sagl, nel frattempo
sciolta in seguito a fallimento.

                                         Non avendo consegnato la
dichiarazione fiscale 2012 nemmeno dopo un richiamo e una diffida, con
decisione del 16 luglio 2013, l’Ufficio di tassazione di Mendrisio gli
infliggeva una multa disciplinare di fr. 200.–, assegnandogli altri 20 giorni
per adempiere i propri obblighi procedurali.

 

 

                                  B.   Decorso infruttuoso
anche quest’ultimo termine, con decisione del 5 marzo 2014, l’autorità fiscale
assoggettava il contribuente ad una tassazione d’ufficio, commisurando il
reddito imponibile in fr. 41'000.– per l’IC ed in fr. 43'200.– per l’IFD.

                                         Nella motivazione allegata
veniva precisato che la tassazione poteva essere contestata solo con il motivo
che era manifestamente inesatta e che in tal caso il reclamo doveva essere motivato
ed accompagnato dai mezzi di prova. In caso di inosservanza di tali requisiti
di forma, quest’ultimo sarebbe stato dichiarato irricevibile.

 

 

                                  C.   Con scritto del 5
agosto 2014, il contribuente chiedeva all’autorità di tassazione una copia
della suddetta decisione, sostenendo di non averla mai ricevuta prima. Con successivo
scritto del 12 agosto 2014 presentava infine una copia della sua dichiarazione
fiscale, pretendendo questa volta di averla già inoltrata in originale.

                                         L’Ufficio di tassazione,
con lettera del 18 agosto 2014, dichiarava irricevibile per tardività l’ultimo
scritto del contribuente, considerandolo quale reclamo contro la tassazione
d’ufficio.

 

 

                                  D.   Con scritto del 10
settembre 2014 indirizzato direttamente all’autorità di tassazione, e da questa
trasmesso alla Camera di diritto tributario per competenza, RI 1 ritiene
tempestivo il suo reclamo, non avendo ricevuto prima la decisione di tassazione.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         La Camera di diritto
tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli
Uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a
condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto esaminare
preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente
motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una persona legittimata,
ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di tassazione, che abbia
dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Se
l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti verranno
retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre, in
caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.

                                         1.2.

                                        Nella fattispecie, come
visto, RI 1 è stato sottoposto ad una tassazione d’ufficio per mancato inoltro
della dichiarazione fiscale 2012, con la conseguenza che l’ammissibilità di un
reclamo contro la decisione dell’autorità era subordinata alle condizioni che
la stessa fosse “manifestamente inesatta” e che il gravame fosse motivato e
indicasse eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT; art. 132 cpv. 3 LIFD).
Come esposto in narrativa, con scritto del 12 agosto 2014, il contribuente ha
(finalmente) presentato una copia della sua dichiarazione fiscale, pretendendo
di averla già inoltrata in originale. Di diverso avviso l’autorità di
tassazione, che ha contestato la tempestività del citato scritto, considerandolo
quale reclamo tardivo contro la tassazione d’ufficio.

                                         A questa Camera non resta quindi
che verificare quest’ultimo aspetto procedurale, senza la possibilità di
entrare nel merito della dichiarazione fiscale nel frattempo prodotta dal
ricorrente.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         L’art. 206 cpv. 1 LT per
imposta cantonale e l’art. 132 cpv. 1 LIFD per l’imposta federale diretta
stabiliscono che contro la decisione di tassazione o contro la decisione di
tassazione d’ufficio, se è manifestamente inesatta, il contribuente può
reclamare per iscritto all’autorità che ha emesso la tassazione, entro trenta
giorni dalla notifica.

                                         Gli art. 192
cpv. 5 LT e 133 cpv. 3 LIFD precisano che tale termine, stabilito dalla legge,
è perentorio, essendo prevista una deroga solo quando esiste un motivo di
restituzione in intero del termine, vale a dire quando è provato che l’inosservanza del termine è da attribuire a servizio militare, malattia,
assenza dal cantone o altri gravi motivi riguardanti il contribuente o il suo
rappresentante.

 

                                         2.2.

                                         Come esposto in narrativa,
la decisione di tassazione è stata intimata dall’Ufficio di tassazione il 5
marzo 2014, mentre il reclamo è stato interposto dal contribuente unicamente il
12 agosto 2014, quando (finalmente) ha inoltrato la dichiarazione fiscale.
Ancora in questa sede, il ricorrente ribadisce tuttavia di non avere mai ricevuto
la suddetta tassazione e di esserne venuta a conoscenza solo tramite le
bollette per il pagamento del conguaglio d’imposta. Giustifica così la
tempestività del suo reclamo.

 

 

 

                                         2.3.

                                         Per intimazione o
notificazione di un atto si intende la consegna materiale del documento o di un
suo esemplare al destinatario (cfr., al proposito, ASA 45 p. 471, Cocchi/Trezzini/Bernasconi, Commentario
al Codice di diritto processuale civile svizzero, Lugano 2011, art. 138 CPC, p.
581; Knapp, Grundlagen des Verwaltungsrecht,
4ª ediz., vol. I, Basilea 1992, p. 157, Häfelin/Müller/Uhlmann, Allgemeines
Verwaltungsrecht, 6ª ediz, Zurigo 2010, n. 885 ss.). Il termine decorre
dal giorno successivo alla notificazione ed è reputato osservato se
l’opposizione perviene all’autorità di tassazione o è consegnato a un ufficio postale
svizzero ovvero a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera
all’estero il giorno di scadenza (art. 192 LT e art. 133 LIFD).

 

                                         2.4.

                                         L'autorità può notificare
un atto con lettera semplice oppure mediante invio postale raccomandato. Dal
profilo giuridico, la differenza fondamentale concerne l’onere della prova
circa l’effettiva comunicazione di un atto e la data in cui la stessa ha avuto
luogo. Infatti, nel caso della notifica di una decisione con lettera semplice,
l’amministrazione deve assumere l’onere della prova in base alla regola dell’art.
8 CCS: questa norma, che ha una portata generale e che si applica sia in
diritto privato, sia in diritto pubblico, dispone che ove la legge non
stabilisca altrimenti, chi vuol dedurre il suo diritto da una circostanza di
fatto da lui asserita, deve fornirne la prova (DTF 114 III 54, 99 Ib 359).

                                         Ora, in caso di invio di
una decisione per lettera semplice, l’accertamento del giorno della notifica –
determinante per la decorrenza del termine d’impugnazione (DTF 115 Ia 17, 113
Ib 297) – può risultare difficile, specie se il destinatario si è spogliato
della busta che la conteneva: in questa evenienza incombe però all’autorità l’onere
di provare la data in cui è effettivamente avvenuta la notificazione, non
potendosi imporre all’interessato l’obbligo di conservare tutte le buste
contenenti una comunicazione proveniente da un’autorità, in previsione di
eventuali controversie circa l’osservanza di un termine (DTF 99 Ib 359; Catenazzi, Le insidie dell’invio non
raccomandato di atti giudiziali ed amministrativi, RTT 1974, p. 65 ss.). Più
volte, il Tribunale federale ha quindi attirato l’attenzione delle autorità sui
pericoli che sono insiti negli invii con lettera semplice, adducendo esplicitamente
che le controversie relative all’effettiva comunicazione degli atti possono
essere evitate soltanto ricorrendo ad una notifica mediante lettera
raccomandata o contro avviso di ricevimento: in altre parole, se un’autorità
vuole essere sicura che un suo invio giunga al destinatario, deve allora
notificarlo con lettera raccomandata (DTF 101 Ia 8, 99 Ib 362, 61 I 8; ASA 27
p. 358; Catenazzi, op. cit., p.
66; Corti, L’intimazione delle
decisioni secondo l’art. 14 LPamm, in RDAT II-1995 p. 284 s.; Messaggio del Consiglio di Stato n. 4509
del 3 aprile 1996: Modifica, volta ad abolire l’obbligo di intimare gli atti e
le decisioni mediante invio postale raccomandato, dell’art. 14 della Legge di
procedura per le cause amministrative).

                                         All’autorità
di tassazione non è però preclusa la facoltà di addurre altre prove
dell’intimazione della tassazione che non siano la quietanza dell’azienda delle
poste, al fine di rendere verosimile la notifica. Tale verosimiglianza in
particolare può essere raggiunta sulla scorta di circostanze concludenti che
confermino in modo univoco che la tassazione sia pervenuta al destinatario, e
segnatamente alla data indicata dall’autorità (cfr. sentenza del Tribunale
federale del 18 febbraio 1982 in re R.; DTF 99 Ib 360 e richiami; 103 V 65
cons. 2; CDT n. 331 del 27 agosto 1984 in re P.). Costituiscono ad esempio una prova indiretta dell’avvenuta intimazione
della tassazione: il fatto che il contribuente abbia ricevuto, senza reagire
immediatamente, le polizze di versamento del conguaglio di imposta in cui è
indicata la data di intimazione della tassazione, il richiamo e la diffida di
pagamento (cfr. CDT n. 331 del 27 agosto 1984 in re P.); il fatto che il contribuente abbia pagato il conguaglio di imposta cantonale mediante
una bolletta che fa riferimento alla tassazione notificata (cfr. CDT n. 526 del
14 dicembre 1983 in re R.; CDT n. 428 del 13 dicembre 1982 in re M.).

 

                                         2.5.

                                         Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale, se in caso di omessa o anomala notifica il destinatario
di una decisione amministrativa ha diritto di impugnarla anche dopo la scadenza
del termine di ricorso ordinario, il principio della buona fede (art. 5 cpv. 3
Cost.) non gli permette di procrastinare a piacimento il deposito di un rimedio
di diritto: l’interessato, a conoscenza del fatto che l’amministrazione ha
emanato una decisione che lo grava (rispettivamente al quale tale conoscenza
dev’essere imputata), non può passivamente attendere che tale decisione gli
venga – nuovamente – notificata nelle forme di rito, ma deve ad esempio
contestare i richiami pervenutigli e domandare in tempo utile che la decisione
che pretende di non aver ricevuto gli sia nuovamente intimata (sentenze del
Tribunale federale n. 5P.176/2005 del 19 ottobre 2005, consid. 6; n.
5P.190/1999 del 25 agosto 1999 consid. 4a; n. 2P.163/1995 del 13 giugno 1996
consid. 5a, in RDAT I-1997 p. 535; DTF 105 III 43 consid. 3). Giova inoltre
rilevare che in linea di principio il termine di ricorso inizia a decorrere,
anche in assenza di una notifica formale, dal momento in cui l’interessato ha
effettivamente avuto conoscenza della decisione (DTF 124 II 124 consid. 2d/aa;
130 IV 43 consid. 1.3). Si può infine ancora aggiungere che notoriamente
nell’ambito dell’amministrazione di massa le decisioni vengono per motivi di
costo unicamente comunicate per posta semplice e che in tali casi la giurisprudenza
non richiede la prova piena della notificazione da parte dell’autorità, qualora
le circostanze concrete permettano di concludere con verosimiglianza preponderante
che la decisione sia stata effettivamente notificata (DTF 124 V 400 consid. 2b;
121 V 5 consid. 3b; 120 V 33 consid. 3c e 3d; sentenza 5P.190/1999 del 25 agosto
1999 consid. 4a; Cocchi/Trezzini/Bernasconi,
op. cit., art. 138 CPC, p. 579).

 

                                         2.6.

                                         Tornando al caso in esame,
è vero che l’autorità fiscale, che aveva l’onere di provare l’avvenuta
intimazione della decisione del 5 marzo 2014, non è stata in grado di fornirla,
essendo la stessa avvenuta per posta semplice. È tuttavia data
perlomeno la prova indiretta della sua intimazione. Al contribuente sono infatti
stati inviati i conguagli dell’imposta cantonale e
dell’imposta federale diretta, con l’indicazione della data della decisione di
tassazione, il 31 marzo 2014. Sono poi seguiti un richiamo (il 31 maggio 2014)
e una diffida di pagamento (il 31 luglio 2014), che il ricorrente definisce
genericamente “conguagli di tassazione” (cfr. scritto del 5 agosto 2014).

                                         Ne consegue
che, anche volendo ammettere che non ha ricevuto nessun conguaglio
d’imposta, al più tardi al momento della notifica del richiamo, ai primi del
mese di giugno 2014, il ricorrente doveva presumere che l’Ufficio di tassazione
avesse emanato una decisione che lo concerneva e quindi, secondo il principio
della buona fede (art. 5 cpv. 3 Cost.), avrebbe dovuto agire in modo tempestivo
e domandare in tempo utile una nuova intimazione. L’attesa di più mesi prima di
intraprendere alcunché è da considerarsi eccessiva. È infatti altamente inverosimile
che l’insorgente abbia preso conoscenza dei “diversi conguagli di tassazione” solo
con la diffida di pagamento del 31 luglio 2014. Ammettere una simile
conclusione significherebbe accettare che sono andati persi, oltre alla
decisione di tassazione, anche le numerose bollette per il pagamento del
conguaglio e i successivi richiami, senza dimenticare infine che lo stesso ricorrente
pretende di avere inviato l’originale della sua dichiarazione precedentemente, contraddicendo
di fatto la sua tesi ricorsuale.

 

                                         2.7.

                                         Alla luce di
quanto precede, la decisione di irricevibilità qui contestata non può
che essere confermata, ciò che impedisce a questa Camera di entrare nel merito
delle censure sollevate dal contribuente.

 

 

                                   3.   Il ricorso è
conseguentemente respinto.

                                         Visto l’esito del gravame,
tassa di giustizia e spese processuali sono poste a carico del ricorrente,
soccombente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.    200.–

                                         b. nelle spese di cancelleria
di complessivi    fr.      80.–

                                         per un totale di                                                      fr.    280.–

                                         sono a carico del
ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss LTF).

 

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
  -;

  -;

  -;

  -.

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         Il
segretario: