# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 90abd85f-0d0c-56e6-b26f-6d978a0c72c1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-01-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 18.01.2018 80.2016.119
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2016-119_2018-01-18.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2016.119

  80.2016.120

  	
  Lugano

  18 gennaio 2018

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Daniela
  Fossati, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
  RI 1 

  RI 2 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 30 maggio 2016 contro la decisione del 12 maggio 2016 in materia di IC e IFD
  2014.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   Nella dichiarazione
d’imposta 2014, i coniugi RI 2 e RI 1, fra le deduzioni hanno in particolar
modo fatto valere quella per persone bisognose a carico dell’ammontare di fr.
11'100.–.

 

 

                                  B.   Notificando ai
contribuenti la tassazione IC/IFD 2014, con decisione del 7 aprile 2016, l’RS 1
ha stabilito un reddito imponibile complessivo di fr. 89'900.– per l’IC, una
sostanza imponibile complessiva di fr. 265'000.– per l’IC e un reddito imponibile
complessivo di fr. 91'100.– per l’IFD. 

                                         L’autorità fiscale non ha
ammesso la postulata deduzione per persone bisognose a carico di fr. 11'100.–,
con la seguente motivazione:

                                         Deduzione non concessa: la persona potrebbe ricevere aiuti finanziari.

 

 

                                  C.   I contribuenti hanno
impugnato la suddetta decisione, con reclamo del 20 aprile 2016, domandando di
rivedere la decisione riguardo alla deduzione per persone bisognose a carico.
Hanno in particolare sostenuto che, una delle loro figlie (__________, nata il __________)
sarebbe affetta da una malattia reumatica cronica. Essa non percepirebbe alcuna
rendita d’invalidità e attualmente non eserciterebbe alcuna attività lucrativa,
non potendo svolgere qualsiasi lavoro proprio a causa della malattia. Tra le
varie spese a loro carico, vi sarebbero i contributi per l’AVS.

 

 

                                  D.   L’RS 1 ha respinto il
reclamo, con decisione del 12 maggio 2016. Nella motivazione allegata
l’autorità fiscale ha spiegato quanto segue: 

                                         … Già negli anni 2012 e 2013 avevate presentato
reclamo contestando la mancata concessione della deduzione ed il reclamo era
stato respinto. Visto che la legge e la giurisprudenza non sono cambiate
rispetto a quando sono state emesse le due decisioni sopraccitate anche per
l’anno 2014 il reclamo viene respinto. Si precisa che a norma di legge e
giurisprudenza è prevista una deduzione per persone bisognose a carico,
incapaci a seguito di malattia, di esercitare una attività lucrativa. Oltre al
requisito della parziale o totale incapacità di esercitare una attività
lucrativa la legge subordina la concessione della deduzione alla condizione che
la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza propria
sufficienti al proprio mantenimento. La prassi dell’autorità fiscale è quella
di non considerare una persona bisognosa fintanto che può percepire l’indennità
di disoccupazione o altri aiuti sociali (rendita AI, assistenza,…). Diventa
invece bisognosa e quindi a carico dei genitori nel momento in cui non può più
ricevere simili aiuti (fine termine disoccupazione, rifiuto rendita AI, …). La
figlia __________ non consegue redditi e sembra non aver mai fatto capo agli
aiuti citati. Dichiara propri risparmi che le permettono, in parte, di far fronte
alle proprie necessità d’esistenza. In queste condizioni non è possibile
accordare la deduzione per persone bisognose a carico.

 

 

                                  E.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 2 e RI 1 ribadiscono in
particolare che la persona a loro carico è la figlia __________, la quale sarebbe
affetta da artrite cronica giovanile, diagnosticata all’età di tre anni e
mezzo. Fino all’anno 2011, quest’ultima sarebbe stata sottoposta a cure
invasive (con effetti collaterali sulla funzione dei reni), che sono poi state
interrotte su decisione della stessa ragazza. In questo periodo, essa non
eserciterebbe alcuna attività lucrativa, sarebbe alla ricerca di un lavoro
idoneo e non vorrebbe far capo alle indennità di disoccupazione/alla rendita AI.
Avrebbe a disposizione un aiuto della propria famiglia e pochi risparmi. Si
chiedono quindi se è lecito che essa debba utilizzare questi risparmi, come affermato
dall’autorità fiscale nella decisione impugnata. Postulano di verificare, in
base alle informazioni fornite, i presupposti per la deduzione per persone
bisognose a carico riguardo ad __________. Evidenziano infine di non voler
pesare sulle istituzioni sociali (AI e Cassa disoccupazione), considerato come
per lo Stato ciò sarebbe più oneroso rispetto alla loro richiesta.

 

 

                                  F.   Con scritto del 7
giugno 2016, l’RS 1 ha trasmesso a questa Camera gli incarti fiscali 2013 e
2014, senza formulare osservazioni in merito al ricorso.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Per l’imposta cantonale,
l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per sostentamento di
un importo da 5'700.– a 11'100.– franchi al massimo (per il periodo fiscale
2014), dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o
parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento
il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5’700.–
franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i
quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.

                                         Analogamente, per
l’imposta federale diretta, l’art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la
deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'500.– franchi (applicabile
per il periodo fiscale 2014) per ogni persona totalmente o parzialmente
incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il
contribuente provve-de, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della
deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i
quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.

 

                                         1.2.

                                         Secondo la lettera sia
della norma cantonale sia di quella federale, non basta che la persona
assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace
di esercitare un’attività lucrativa (erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige
Person). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude alla
definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni
sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta
sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere
limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita,
malattia, infortunio (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque, più in generale, di
impedimenti di ordine fisico o psichico. La dottrina e la giurisprudenza più
recente sono invero più generose al riguardo. Una capacità di guadagno limitata
è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente fondata nel caso di una
madre sola che deve accudire i propri figli in tenera età (Baumgartner/Eichenberger,
in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum Steuerrecht, Bundesgesetz über
die direkte Bundessteuer (DBG), 3a ediz., Basilea
2017, n. 23c ad art. 35 LIFD, p. 889; Bosshard/Bosshard/Lüdin,
Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo
2000, p. 195; decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una
persona adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di
lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve
essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per
altri motivi oggettivi e duraturi (cfr. p. es. la sentenza CDT n. 80.97.8 del
20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).

 

                                         1.3.

                                         Oltre al requisito della
parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge
subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione
all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e
di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che
abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione
(Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum
Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149; inoltre decisione
CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t).

 

                                         1.4.

                                         Tanto
la prassi dell’autorità fiscale quanto la dottrina (entrambe citate Bosshard/Bosshard/Lüdin in, Sozialabzüge und Steuertarife im
schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 191, nota 439) ammettono che sia
adempiuto il requisito della capacità lucrativa limitata quando una persona, a
causa della disoccupazione, non è in grado di conseguire un reddito lucrativo
sufficiente. Poiché però non è determinante la disoccupazione in sé ma
piuttosto lo stato di bisogno finanziario che ne dipende, una persona non si
considera bisognosa fintantoché può percepire indennità di disoccupazione o
prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel momento in cui non può più
ricevere sussidi di disoccupazione, nel qual caso è adempiuto, perlomeno di
regola, anche il requisito della durevolezza dello stato di bisogno (Bosshard/Bosshard/Lüdin, op. cit., p.
192).

                                         Per
stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di
mantenersi, occorre riferirsi, secondo la vecchia giurisprudenza di questa Camera,
alla tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti
del Tribunale d’appello (decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in:
RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p. 491).

                                         In
altre parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri
obiettivi e non da un punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si
domanda nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia
esecutiva, che richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire
criteri più schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito
imponibile o di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere
negato. Il Canton Berna pone questo limite a fr. 16'000.– di reddito
netto o a fr. 50'000.– di sostanza netta.
Il Canton Zurigo, dal canto suo, a fr. 13'000.– di reddito netto e a fr. 46'000.–
di sostanza imponibile per le persone sole e a fr. 19'000.– di reddito netto e a fr. 92'000.– di sostanza imponibile per le persone coniugate (Locher, Kommentar zum DBG, Therwil/Basel
2001, p. 883).

 

 

                                   2.   2.1.

                                         I ricorrenti, come detto, chiedono
a questa Camera di valutare se la figlia __________ sia qualificabile come
persona bisognosa a carico. Sostengono in particolare che è affetta da un’artrite
giovanile. Essa avrebbe volontariamente rinunciato a chiedere aiuti sociali e
sarebbe alla ricerca di un’attività lucrativa compatibile con la malattia. La
famiglia provvederebbe al suo sostentamento. Avrebbe inoltre a sua disposizione
"un piccolo importo su un conto corrente risparmio". Si chiedono dunque
se sia effettivamente lecito che __________ "… dovrebbe esaurire il suo
piccolo capitale di risparmio realizzato da donazioni dei famigliari",
come indicato dall’RS 1. Evidenziano infine di voler evitare che lo Stato debba
erogare aiuti sociali, poiché sarebbe più oneroso per quest’ultimo rispetto
alla loro richiesta di deduzione.

 

 

                                         2.2. 

                                         Nel caso in esame, i
ricorrenti non hanno provato che la figlia __________ sia totalmente o
parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, come richiesto dalla
legge. I certificati medici prodotti – per altro non recentissimi, risalendo
l’uno al 2011 e l’altro addirittura al 2006 – attestano unicamente che la
giovane è affetta da artrite giovanile idiopatica, ma non che tale patologia
pregiudichi la capacità lucrativa. Tanto basta per escludere che la figlia dei
contribuenti si possa considerare oggettivamente bisognosa. 

                                         Nella misura in cui gli
insorgenti sostengono che “attualmente” la giovane “è alla ricerca di un lavoro
per lei idoneo”, riconoscono perlomeno implicitamente che non sia incapace di
esercitare un’attività lucrativa.

                                         In ogni caso, gli stessi
ricorrenti sembrano riconoscere che la figlia abbia rinunciato volontariamente
a percepire prestazioni di assicurazioni sociali, in particolar modo
dell’assicurazione contro la disoccupazione. Come visto al considerando 1.4,
viene negato lo stato di bisogno di una persona fino al momento in cui può
percepire indennità di disoccupazione o prestazioni assimilabili. L’indigenza finanziaria
della persona assistita va giudicata secondo criteri oggettivi e non in funzione
delle sue necessità soggettive. Non v’è in particolare necessità di mantenimento,
quando la persona bisognosa volontariamente e senza motivi costrittivi rinuncia
al raggiungimento di un’entrata sufficiente (la cosiddetta indigenza soggettiva
dovuta, per esempio, all’abbandono di un posto di lavoro, al rifiuto d’indennità
di disoccupazione o prestazioni assimilabili come la rendita AI). 

                                         Ne discende che, nella
presente fattispecie, la circostanza che la figlia dei ricorrenti abbia
volontariamente rinunciato a rivendicare un’indennità di disoccupazione non
consente di considerarla incapace di conseguire un reddito lucrativo. 

                                         Già solo per questi
motivi, la postulata deduzione per persone bisognose a carico per il
sostentamento di __________ non può trovare accoglimento.

 

                                         2.3.

                                         In queste circostanze, può
essere lasciata aperta la questione del capitale dichiarato dalla figlia dei
ricorrenti. Un’ulteriore condizione per ammettere la deduzione per persona
bisognosa a carico è infatti che la persona assistita non disponga di un reddito
e di una sostanza sufficienti a provvedere al mantenimento e che abbisogni di
un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione.

                                         __________, classe __________,
dunque maggiorenne, dal 23 novembre 2014 vive con la sorella __________ (__________)
in un appartamento di proprietà dei genitori, nel Comune di __________ [cfr.,
al proposito, la banca dati MOVPOP (che gestisce l’anagrafe della popolazione
del Cantone Ticino e l’incarto fiscale 2014 dei ricorrenti)]. Nell’anno 2014, essa
non aveva percepito alcun reddito, ma aveva però a disposizione la somma di fr.
29'000.– di sostanza (cfr. decisione di tassazione IC 2014 del 24 giugno 2014).
I genitori hanno dichiarato che si tratta di risparmi accumulati e di denaro
ricevuto dai famigliari a titolo di donazione. 

                                         Secondo la decisione
impugnata, la presenza di un capitale proprio (in casu i propri
risparmi) in capo alla (presunta) persona bisognosa porterebbe a escludere lo
stato di bisogno richiesto dalla legge, proprio perché la persona in questione
poteva ancora contare su un capitale che, per quanto ritenuto esiguo (fr.
29'000.–), le permetteva di far fronte autonomamente alle spese necessarie (che
peraltro non sono state quantificate). 

                                         Si è detto che la prassi
di altri cantoni fissa dei limiti di sostanza, superati i quali la persona
incapace di esercitare un’attività lucrativa non si considera bisognosa. In
questa prospettiva, ci si potrebbe chiedere se la disponibilità di un capitale
di 29'000 franchi basti per ritenere che la figlia dei ricorrenti non sia
bisognosa.

                                         Per le ragioni già
ricordate, la questione non necessita tuttavia di essere risolta.

 

 

                                   3.   In queste
circostanze, la decisione dell’autorità di tassazione, che ha negato la deduzione per persona bisognosa a carico, deve essere confermata. Vista la particolarità del caso, si
rinuncia a porre a carico dei ricorrenti la tassa di giustizia e le spese processuali,
nonostante la soccombenza.

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano né tassa
di giustizia né spese processuali.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
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                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di 

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: