# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** efbde23a-4bda-5cc5-b775-a02747e76461
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-05-02
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 02.05.1996 15.1996.31
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1996-31_1996-05-02.html

## Full Text

Incarto n.

  15.96.00031

  	
  Lugano

  2 maggio 1996/FC/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini e Zali

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

statuendo
sul reclamo 13 febbraio 1996 di

 

	
   

  	
  __________

  patr.
  dallo Studio legale __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

l’operato
dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti di Locarno

 

nell'esecuzione
n. __________ promossa da 

 

	
   

  	
  __________

  rappr. __________ 

   

  

                                         contro

 

                                         __________,
               __________ 

in materia di notifica di precetto esecutivo in via
edittale;

 

viste le osservazioni 19 febbraio 1996 della
creditrice e 1° marzo 1996 dell’UEF di Locarno;

 

 

 

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERANDO IN DIRITTO

 

                                          che l’UEF di
Locarno ha notificato a __________ in via edittale il precetto esecutivo nell'esecuzione
n. __________ promossa dalla __________;

 

                                          che la
creditrice ha indicato il recapito all'estero dell'escusso "__________

 

                                          che la
pubblicazione sul Foglio ufficiale cantonale riporta il recapito così come
indicato dalla precettante;

 

                                          che con
tempestivo reclamo 13 febbraio 1996 __________ ha chiesto sia ordinato "all'UEF
di Locarno di pubblicare ulteriormente in via edittale il nome della __________
quale recapito presso il quale si troverebbe il sig. __________ ", protestate
spese e ripetibili, atteso che:

                                         -     l'escusso
"da ben due anni non si trova più presso l'azienda, essendo verosimilmente
ritornato in __________ ";

                                         -     "la
personalità dell'azienda è già stata inutilmente lesa a seguito della sua
menzione nell'ambito di tale estrema forma di notificazione";

                                         -     nella
pubblicazione non va indicata la persona presso la quale l'escusso aveva
l'ultimo recapito noto oppure presso la quale è stato inutilmente cercato;

                                         -     la
pubblicazione è inopportuna e lesiva dell'art. 66 cpv.4 LEF.

 

                                         che
la precettante ha reso noto il 19 febbraio 1996 che l'escusso ha provveduto al
pagamento e che pertanto "il reclamo dovrebbe essere privo d'oggetto";

 

                                         che
secondo la giurisprudenza e la dottrina, la legittimazione a presentare reclamo
è un presupposto processuale che deve essere riconosciuto ad ogni parte lesa
nei suoi interessi giuridicamente protetti da una misura dell'organo
d’esecuzione, costitutiva almeno di pregiudizio di fatto attuale (DTF 112 III 3
cons.1b con rinvii; CEF 11 marzo 1994 su reclamo R. e L.W.; Kurt Amonn, Grundriss
des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1993, §6 m.19 p.58; Pierre-Robert
Gilliéron, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, Losanna 1993, p. p.56;
Fritzsche/Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, vol.
I, Zurigo 1984, §8 m.16);

 

                                         che
il reclamante deve spiegare, a meno che già risulti evidente, in che misura la
decisione impugnata violi i suoi interessi meritevoli di tutela giuridica;

 

                                         che
vi è carenza di legittimazione processuale, ad esempio, quando il reclamante è
persona completamente estranea all'esecuzione, quando non pretende di
rappresentare l'escusso e nemmeno vanta diritto alcuno sui beni oggetto della
realizzazione in corso come pure quando non è toccato nei suoi interessi
specifici (cfr. Flavio Cometta, Brevi cenni sulla legge sulla procedura di
reclamo in materia di esecuzione e fallimento, di prossima pubblicazione in
RDAT 1996, n. 3.1.6. a);

 

                                         che
nel caso di specie la reclamante è persona completamente estranea
all'esecuzione e non è lesa nei suoi interessi specifici dal profilo del
diritto esecutivo;

 

                                         che
il gravame è pertanto irricevibile per carenza del presupposto processuale
della legittimazione processuale;

 

                                         che
- in via abbondanziale - per l’art. 17 cpv.1 LEF è ammesso il reclamo
all’autorità di vigilanza contro ogni provvedimento dell'organo d'esecuzione,
salvo i casi nei quali la LEF prescrive la via giudiziale;

 

                                         che
in linea di principio, provvedimenti di natura procedurale sono di competenza
degli organi d’esecuzione con facoltà di reclamo all’autorità di vigilanza; è
invece compito delle autorità giudiziarie esprimersi su questioni di diritto
materiale, oltre che su controversie di chiara impronta procedurale ma di
particolare rilevanza e incisività che il legislatore ha preferito demandare al
potere giudiziario. Agli organi d’esecuzione e all’Autorità cantonale di
vigilanza resta comunque riservata in misura non indifferente l’applicazione in
via pregiudiziale del diritto privato e pubblico;

 

                                         che
con provvedimento impugnabile va inteso ogni atto reso in applicazione della
LEF e del diritto esecutivo in genere, riferito ad un ben determinato fatto
esecutivo su cui vi è ancora un interesse pratico e attuale alla definizione ad
opera dell’Autorità cantonale di vigilanza: è infatti irricevibile il reclamo
che non persegua un fine procedurale concreto nell'ambito dell'esecuzione
forzata in corso (cfr. Cometta, op. cit., n. 2.1.1. b);

 

                                         che
nel caso in esame il ritiro dell'esecuzione dimostra che la procedura esecutiva
si è conclusa;

 

                                         che
quindi non vi è più un interesse procedurale pratico e attuale in un'esecuzione
ancora aperta e suscettibile di esito diverso;

 

                                         che
anche per questo motivo il reclamo è irricevibile;

 

                                         che
- in via abbondanziale - __________ non può far capo al rimedio del reclamo per
far valere eventuali danni patrimoniali riconducibili a pretesa colpa
dell'organo d'esecuzione, atteso che - ove ne ricorrano i presupposti ex art.
5, 6 e 7 LEF - la reclamante dovrà adire il giudice civile;

 

                                         che
la procedura di reclamo serve infatti per raggiungere uno scopo procedurale ben
definito e non per precostituirsi una buona base di partenza per la successiva
- eventuale - azione di responsabilità (cfr. DTF 110 III 89 cons.1b, 105 III
36-37, 91 III 46-47 cons.7; CEF 22 giugno 1987 su reclami L.P. & LLCC
cons.9 e rif. ivi);

 

                                         che
le pretese risarcitorie e i relativi presupposti, illiceità e colpa oltre a
danno e nesso adeguato di causalità, sono infatti di esclusiva competenza del
giudice civile cui la reclamante potrà, se del caso e ove ne ricorrano i
presupposti, ricorrere (cfr. in senso convergente DTF 80 III 53 e 31 II 342; Amonn,
op. cit., §5 m. da 7 a 14; Gilliéron, op. cit., p.49-50; Fritzsche/Walder, op.
cit., vol. I, §7 m.12);

 

                                         che
non si prelevano spese (art. 67 cpv.2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art.
68 cpv.2 OTLEF) perché così imposto per norma di diritto federale;

 

richiamati
gli art. 5 e 17 LEF; 2 e 7 LPR

 

 

PRONUNCIA

 

 

                                   1.   Il
reclamo 13 febbraio 1996 di __________, è irricevibile.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

 

                                         3.                      Intimazione:                                   -      __________

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

 

Il
presidente                                                                   
La segretaria