# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c91aea03-2925-59e5-8650-0eba98cb9494
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-08-26
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 26.08.2009 A-2703/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-2703-2009_2009-08-26.pdf

## Full Text

Corte I
A-2703/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 6  a g o s t o  2 0 0 9

Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 
collegio), Markus Metz, André Moser, 
cancelliere Marco Savoldelli.

X._______,
patrocinato dall'avv. Rosemarie Weibel, 
casella postale 6262, 6901 Lugano,
ricorrente,

contro

Comando regione guardie di confine (...),
prima istanza,

Direzione generale delle dogane, 
Monbijoustrasse 40, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Risoluzione del rapporto di lavoro.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

A-2703/2009

Fatti:

A.
X._______ lavora per l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) 
dal  1986. Dopo aver assolto  la  formazione di  base quale guardia di 
confine, egli è stato attivo presso diversi valichi doganali (...) quindi, a 
partire dal dicembre 2001 (...), in qualità di capogruppo. 

B.
Nel mese di ottobre 2006 il  Comando regione guardie di confine (...) 
ha comunicato a X._______ che, a seguito del programma di riorga-
nizzazione (...),  dal  1. gennaio  2007 egli  sarebbe stato  nuovamente 
impiegato quale guardia di confine (...). 

C.
Nel corso di un colloquio con il  comandante della regione guardie di 
confine  (...),  in  data  2  novembre 2006 X._______ ha comunicato  al 
suo superiore di soffrire oramai da tempo di problemi circolatori dovuti 
all'esposizione al freddo. Il 6 novembre successivo, tali problemi sono 
stati  confermati  dal  medico curante. Quest'ultimo gli  ha rilasciato un 
certificato nel quale attesta la necessità di dispensarlo da lavori svolti 
all'esterno, ritenendolo per contro abile al 100% per impieghi all'inter-
no di uffici del tipo di quello svolto nei 5 anni precedenti. Il 30 gennaio 
2007, X._______ ha inviato al “Centro HR” di (...) un rapporto medico 
redatto da uno specialista e chiesto nel contempo, dati i suoi problemi 
di  salute,  di  venire  attribuito  a  un'altra  unità  organizzativa da quella 
scelta dal Comando regione guardie di confine (...).

D.
X._______ è stato quindi sottoposto ad accertamenti medici da parte 
del “MedicalService”. Nel suo rapporto del 13 marzo 2007, quest'ulti-
mo ha sostanzialmente confermato i problemi di salute evidenziati dal 
medico curante e dallo specialista precedentemente consultati.

E.
Il 22 marzo 2007, il “Centro HR” di (...) ha informato il Comando regio-
ne guardie di confine (...) e (...) circa l'esito degli accertamenti citati. ll 
27  aprile  2007  il  Comando  regione  guardie  di  confine  (...)  ha  pure 
informato  X._______  che,  sulla  base  della  situazione  riscontrata,  il 
trasferimento da lui richiesto (...) non risultava possibile. 

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F.
Dopo un colloquio tra le parti, il  Comando regione guardie di confine 
(...) ha chiesto alla “sezione esercizio” dell'AFD di chiarire le possibilità 
d'impiego di X._______ nell'ambito del servizio civile del (...) circonda-
rio. Esso ha pure  comunicato  a  X._______ e  a (...)  la  possibilità  di 
effettuare  delle  prove  durante  i  mesi  di  giugno-agosto  2007  con  lo 
scopo  di  verificare  quale  attività  potesse  essere  compatibile  con  lo 
stato di salute del dipendente. 

G.
Il  29 maggio 2007 la “sezione esercizio” dell'AFD ha risposto al  Co-
mando regione guardie di confine (...) che, tenuto conto delle sue con-
dizioni di  salute e dei posti  a disposizione a quel momento, non era 
possibile  proporre  a  X._______  nessun  posto  di  lavoro  nel  servizio 
civile. Egli è stato quindi informato delle prove d'impiego che il suo da-
tore  di  lavoro  era  intenzionato  a  eseguire  col  sostegno  del  “Medi-
calService”.

H.
Su richiesta di X._______, che non riteneva adatte ai disturbi che ac-
cusava le prove propostegli,  con certificato del 6 giugno 2007 il  suo 
medico curante ha certificato la non idoneità del dipendente al servizio 
esterno quale guardia di confine né d'inverno né d'estate, definendolo 
per contro totalmente abile al lavoro per impieghi da svolgere all'inter-
no di uffici. Su tali basi, X._______ si è rifiutato di procedere a dette 
prove.  

I.
Eseguiti ulteriori accertamenti medici, colloqui e verifiche con esito ne-
gativo in  merito  al  possibile  impiego che X._______ avrebbe potuto 
svolgere, in data 8 settembre 2008 il Comando regione guardie di con-
fine (...) ha manifestato al “Centro HR” di (...) l'intenzione di procedere 
alla risoluzione del rapporto di lavoro. In questo senso, X._______ è 
stato informato con lettera consegnatagli  brevi manu il  18 settembre 
2008. 

J.
Dopo aver consultato l'interessato, con decisione del 9 ottobre 2008 il 
Comando regione guardie di confine (...) (autorità di prima istanza) ha 
formalizzato la risoluzione del rapporto di lavoro per il 30 aprile 2009. 
Contro tale atto  X._______ ha interposto opposizione il  4  novembre 
2008.

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K.
L'incarto è stato quindi trasmesso alla Direzione generale delle doga-
ne (DGD) accompagnato dalla richiesta di conferma della decisione di 
scioglimento del rapporto di lavoro. Con decisione del 24 aprile 2009, 
la DGD (autorità inferiore) ha confermato la risoluzione del rapporto di 
lavoro per il 30 aprile 2009, togliendo l'effetto sospensivo ad un even-
tuale ricorso.

Dopo aver riassunto quanto sin lì accaduto, rimarcando non da ultimo 
il fatto che X._______ non aveva tempestivamente informato i suoi su-
periori dei problemi di salute di cui da tempo soffriva, l'autorità inferio-
re ha giustificato la disdetta con l'incapacità dello stesso ad effettuare i 
compiti convenuti nel contratto di lavoro, segnatamente a svolgere l'at-
tività all'esterno che la professione di guardia di confine comporta. Es-
sa ha altresì sottolineato l'impossibilità di trovare un impiego idoneo a 
X._______ in seno all'AFD e nel contempo considerato che il provvedi-
mento preso vada giudicato siccome ragionevole e sostenibile, ritenuto 
pure che egli ha comunque diritto ad un versamento dell'ammontare di 
ca. fr. (...). 

L.
La decisione della DGD è stata immediatamente impugnata con ricor-
so al Tribunale amministrativo federale, che qui concretamente ci occu-
pa. Postulando sia in via supercautelare che cautelare la restituzione 
dell'effetto sospensivo, X._______ (ricorrente) contesta una sua inido-
neità in quanto, a partire dal 2001, il lavoro contrattualmente convenu-
to sarebbe stato un lavoro all'interno. Egli rileva che il suo spostamen-
to presso (...), dove dal 1. gennaio 2007 pure svolge un'attività d'uffi-
cio, è avvenuto nell'ambito della riorganizzazione denominata (...), con 
l'esplicita  promessa  di  essere  occupato  in  un lavoro  amministrativo. 
Nella denegata e contestata ipotesi  che il  lavoro convenuto dovesse 
invece essere quello nel servizio armato svolto all'esterno, il ricorrente 
denuncia il comportamento assunto dal suo datore di lavoro ritenendo 
che quest'ultimo non abbia affatto esaminato tutte le possibilità ragio-
nevolmente esigibili per continuare ad impiegarlo rispettivamente non 
abbia validamente sostanziato la posizione secondo cui,  tenuto conto 
dei  compiti  che il  Corpo guardie di  confine è chiamato a svolgere e 
della  necessaria  organizzazione  che  ciò  comporta,  avrebbe  invece 
adempiuto a tali obblighi. Il ricorrente censura infine la mancata crea-
zione  di  un  posto  di  lavoro  ad  personam  quale  concreta  misura 
d'integrazione come pure il fatto che il datore di lavoro non abbia moti-

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vato perché egli non sarebbe idoneo a posti per cui ha nel frattempo 
concorso in seno all'AFD e perché, nell'ambito dei concorsi svolti, gli 
siano stati preferiti altri candidati.

M.
Con ordinanza supercautelare del 28 aprile 2009, prendendo atto del 
ricorso, lo scrivente Tribunale ha restituito l'effetto sospensivo al grava-
me. Esso ha quindi assegnato un termine al Comando regione guardie 
di  confine (...)  e  all'autorità  inferiore per esprimersi  in  merito  alla  ri-
chiesta di restituzione dell'effetto sospensivo formulata in via cautela-
re.

N.
Preso atto delle sue osservazioni, con ordinanza del 12 maggio 2009 il 
Tribunale  amministrativo  federale  ha  richiesto  all'autorità  inferiore  la 
trasmissione dell'incarto completo. Quest'ultimo gli è stato trasmesso il 
18 maggio successivo.

O.
Con decisione incidentale del 19 maggio 2009 lo scrivente Tribunale 
ha accolto la domanda di restituzione dell'effetto sospensivo al ricorso.

P.
Con atto del 26 giugno 2009 rispettivamente del 29 giugno 2009 il Co-
mando regione guardie di confine (...) e la DGD hanno preso posizione 
in merito al ricorso. Confermando quanto esposto nella decisione im-
pugnata, essi domandano che lo stesso venga respinto. 

Q.
Il 27 luglio 2007, il ricorrente ha presentato nuove osservazioni con cui 
ribadisce in sostanza quanto già espresso nelle precedenti comparse 
scritte.

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, 
più oltre.

Diritto:

1.

1.1 La decisione impugnata è stata emessa dalla DGD in virtù dell'art. 
14 cpv. 2 rispettivamente dell'art. 35 cpv. 1 della legge federale del 24 

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marzo 2000 sul personale federale (LPers; 172.220.1) e dell'art. 110 
lett. b dell'ordinanza federale del 3 luglio 2001 sul personale federale 
(OPers; RS 172.220.111.3). Il Tribunale amministrativo federale è com-
petente a statuire sul ricorso interposto contro tale decisione in virtù 
degli art. 1, 31 segg. della legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribu-
nale amministrativo federale (LTAF; RS 173.32) in relazione con l'art. 
36 cpv. 1 LPers. 

1.2 Fatta eccezione per quanto direttamente prescritto dalla LTAF co-
me pure da normative speciali (art. 37 LTAF, art. 2 e art. 4 della legge 
federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa [PA; RS 
172.021]), la procedura soggiace alla PA.

1.3 Come  già  constatato  con  decisione  incidentale  del  19  maggio 
2009, in quanto destinatario della decisione impugnata, che conferma 
la decisione del 9 ottobre 2008 del Comando regione guardie di confi-
ne (...),  il  ricorrente ha senz'altro qualità per ricorrere (art. 48 cpv. 1 
PA).

1.4 Essendo la decisione della DGD stata impugnata con atto tempe-
stivo (art. 22 segg. PA, art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di forma 
e di contenuto previste dalla legge (art. 52 PA), il ricorso è ricevibile in 
ordine e dev'essere esaminato nel merito.

2.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l’accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti giuridicamente rilevanti e l’inadeguatezza (art. 49 PA). Ciò 
non di meno, se la decisione impugnata concerne la valutazione delle 
prestazioni di un impiegato, del rapporto di fiducia tra datore di lavoro 
e impiegato o  la responsabilità di assicurare una corretta esecuzione 
dei compiti di un'unità amministrativa, esso opera con una certa pru-
denza. In caso di dubbio, in simili fattispecie non si scosta infatti dalla 
posizione assunta dall'autorità inferiore rispettivamente non sostituisce 
il  proprio apprezzamento a quello di quest'ultima  (decisioni del Tribu-
nale amministrativo federale A-880/2009 del 16 giugno 2009, consid. 
2; A-1781/2006 del 15 agosto 2007, consid. 1.4;  ANDRÉ MOSER/MICHAEL 
BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER,  Prozessieren vor dem Bundesverwaltungs-
gericht, Basilea 2008, no. 2.160).

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3.

3.1 Un rapporto di lavoro di durata indeterminata può essere disdetto 
da ciascuna delle parti  contraenti (art. 12 cpv. 1 LPers). I  motivi  che 
permettono  al  datore  di  lavoro  una  disdetta  ordinaria  sono  elencati 
esaustivamente dalla legge (art. 12 cpv. 6 LPers). L'impiegato che ha 
preso conoscenza della disdetta da parte del suo datore di lavoro ha 
30 giorni di tempo per contestarla rendendo plausibile, in forma scritta, 
uno dei motivi di nullità indicati nella LPers (art. 14 cpv. 1 LPers). Se 
entro 30 giorni dalla ricezione della lettera con cui l'impiegato fa valere 
la nullità della disdetta, il datore di lavoro non chiede all'autorità di ri-
corso di confermare la validità della stessa, quest'ultima è nulla e l'im-
piegato ritrova il suo precedente lavoro oppure, se ciò non è possibile, 
un altro lavoro ragionevolmente esigibile (art. 14 cpv. 2 LPers). 

3.2 Tra i motivi che giustificano una disdetta del contratto di lavoro da 
parte del datore di lavoro vi sono l'incapacità o l'inattitudine a svolgere 
l'attività  convenuta nel  contratto  stesso  (art. 12 cpv. 6 lett. c  LPers). 
L'incapacità o l'inattitudine dell'impiegato sono motivi di disdetta ogget-
tivi, legati alla sua persona ed al compito da lui svolto (decisione della 
Commissione  federale  di  ricorso  in  materia  di  personale  federale 
[CRP] 2006-012 del 20 settembre 2006, consid. 4c). Un impiegato è in-
capace o inadatto ai sensi dell'art. 12 cpv. 6 lett. c LPers, quando non 
può assolvere o può assolvere solo in maniera insufficiente ai doveri 
pattuiti. Chiari indizi in tal senso sono ad esempio problemi di salute, 
insufficienti  conoscenze  o  capacità  intellettive,  insufficiente  capacità 
d'integrazione (HARRY NÖTZLI, Die Beendigung von Arbeitsverhältnissen 
im Bundespersonalrecht, Berna 2005, no. 202). 

3.3 In  via  generale,  l'incapacità  o l'inadeguatezza nella  forma sopra 
descritta non possono essere riconosciute con facilità o leggerezza. In 
base al  principio della proporzionalità,  ancorato all'art. 5 cpv. 2 della 
Costituzione  federale  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile  1999 
(Cost, RS 101), segue pure che in caso di malattia può essere conclu-
sa l'inadeguatezza di una persona, solo quando il suo stato di salute 
resta tale piuttosto a lungo rispettivamente quando è prevedibile che in 
un  termine  ragionevole  non  vi  potrà  essere  miglioramento  (DTAF 
2007/34, consid. 7.2; decisione della CRP 2006-012 del 20 settembre 
2006, consid. 4b).  

3.4 Giusta l'art. 19 cpv. 1 LPers, benché nella LPers non sia ancorata 
nessuna garanzia del  posto di  lavoro, sempre nell'ottica del  rispetto 

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del principio della proporzionalità, prima di recedere dal rapporto di la-
voro  senza  colpa dell'impiegato  interessato,  il  datore  di  lavoro  deve 
esaminare  tutte  le  opportunità  e  possibilità  ragionevolmente  esigibili 
per continuare ad impiegarlo (DTAF 2007/34, consid. 7.2; PETER HÄNNI, 
Personalrecht  des  Bundes,  in:  Heinrich  Koller/Georg  Müller/René 
Rhinow/Ulrich  Zimmerli  [curatori],  Schweizerisches  Bundesverwal-
tungsrecht,  vol. I/2,  2. edizione,  Basilea 2004,  no. 112;  ANNIE ROCHAT 
PAUCHARD, La nouvelle loi sur le personnel de la Confédération, in: Rivi-
sta  di  diritto  amministrativo  e  tributario  ticinese  [RDAT]  II-2001  pag. 
549 segg., 566).

3.5 Gli obblighi che incombono al datore di lavoro sono accompagnati 
da un dovere di collaborazione dell'impiegato medesimo. Quest'ultimo 
è tenuto a valutare attentamente tutte le proposte che il datore di lavo-
ro gli sottopone e ad agevolarlo nella ricerca di una soluzione soddi-
sfacente (decisione della CRP 2005-019 del 7 dicembre 2005, consid. 
5, confermata dal Tribunale federale con decisione 2A.62/2006 del 27 
giugno 2006). 

4.

4.1 Nel caso in esame, preso atto dell'opposizione interposta dal qui 
ricorrente contro la decisione del 9 ottobre 2008 con cui gli veniva co-
municata la  risoluzione del  rapporto di  lavoro (art. 14 cpv. 1 LPers), 
con atto del 19 novembre successivo il  Comando regione guardie di 
confine (...)  ha correttamente  adito  la  DGD, postulando la  conferma 
della validità della disdetta impartita (art. 14 cpv. 2 LPers). Il 24 aprile 
2009,  la  DGD ha quindi  confermato  il  provvedimento  preso dal  Co-
mando regione guardie di confine (...) di risolvere il rapporto di lavoro 
con il ricorrente per il 30 aprile 2009. Nella sua decisione, essa ha giu-
stificato la disdetta recapitata al ricorrente con l'incapacità dello stesso 
ad effettuare i compiti convenuti nel contratto di lavoro, segnatamente 
a svolgere l'attività all'esterno che la professione di guardia di confine 
comporta (art. 12 cpv. 6 lett. c LPers). Sottolineando l'impossibilità di 
trovare un impiego idoneo al ricorrente in seno all'AFD, l'autorità infe-
riore ha quindi ritenuto che detto provvedimento debba essere giudica-
to ragionevole e sostenibile rispettivamente proporzionale.

4.2 Impugnando la decisione della DGD davanti allo scrivente Tribuna-
le,  il  ricorrente  contesta  una  sua  inidoneità  in  quanto,  a  partire  dal 
2001,  il  lavoro  contrattualmente  convenuto  sarebbe  stato  un  lavoro 
all'interno. Egli rileva che il  suo spostamento presso (...),  dove dal 1. 

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gennaio 2007 pure svolge un'attività  d'ufficio,  è  avvenuto  nell'ambito 
della  riorganizzazione  denominata  (...),  con  l'esplicita  promessa  di 
essere  occupato  in  un  lavoro  amministrativo  (successiva  consid. 5). 
Nella denegata e contestata ipotesi  che il  lavoro convenuto dovesse 
invece essere quello nel servizio armato svolto all'esterno, il ricorrente 
denuncia il comportamento assunto dal suo datore di lavoro ritenendo 
che quest'ultimo non abbia affatto esaminato tutte le possibilità ragio-
nevolmente esigibili per continuare ad impiegarlo rispettivamente non 
abbia validamente sostanziato la posizione secondo cui,  tenuto conto 
dei  compiti  che il  Corpo guardie di  confine è chiamato a svolgere e 
della  necessaria  organizzazione  che  ciò  comporta,  avrebbe  invece 
adempiuto a tali  obblighi (successiva consid. 6). Il  ricorrente censura 
infine la mancata creazione di  un posto di  lavoro ad personam sulla 
base dell'art. 11a OPers (successiva consid. 7) come pure il fatto che il 
datore di lavoro non abbia concretamente motivato perché egli non sa-
rebbe idoneo a posti per cui ha nel frattempo concorso in seno all'AFD 
e  perché,  nell'ambito  dei  concorsi  svolti,  gli  siano  stati  preferiti  altri 
candidati (consid. 8).

5.

5.1 Come correttamente rilevato anche dal Comando regione guardie 
di confine (...) nella sua risposta, nella fattispecie, l'attività convenuta 
ai  sensi  dell'art. 12 cpv. 6 lett. c  LPers,  sulla  base della  quale deve 
essere  valutata  anche  l'incapacità  rispettivamente  l'inattitudine  del 
ricorrente secondo la stessa norma è quella di guardia di confine, ov-
vero di un membro di una formazione armata e in uniforme con com-
petenze specifiche,  tra  cui  quelle  di  intercettazione,  perquisizione  e 
messa in stato di fermo (art. 91 cpv. 2 e art. 100 segg. della legge fe-
derale  del  18  marzo  2005  sulle  dogane  [LD;  RS  631.0];  HEINZ 
SCHNEIDER/RODOLFO CONTIN,  Aufgaben  und  Funktionsweise  des  Grenz-
wachtkorps heute und unter Schengen, in: Christine Kaddous/Monique 
Jametti  Glauser  [curatrici],  Bilaterale  Abkommen II  Schweiz-EU und 
andere neue Abkommen, Basilea/Bruxelles 2006, pag. 281 segg.; HANS 
WIPRÄCHTIGER,  in:  Martin  Kocher/Diego  Clavadetscher  [curatori],  Zoll-
gesetz-Handkommentar, Berna 2009, ad art. 100 segg.). 

5.2 Il contratto (doc. 1.6.1 del dossier personale) da lui sottoscritto il 
23 novembre 2006 a seguito della riorganizzazione (...), che però è in-
tervenuta prima della comunicazione dei disturbi di cui soffriva ai suoi 
superiori  e  quindi  non  può  essere  considerata  quale  causa  della 

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disdetta data al  ricorrente (cfr. comunicazione del  trasferimento  doc. 
1.2.2 del dossier personale e  certificato medico  doc. 1), lo designava 
infatti come tale attribuendolo a (...).

5.3 Contrariamente a quanto da lui sostenuto in sede di ricorso, dagli 
atti non emerge invece affatto che la sua attività avrebbe dovuto com-
portare lo svolgimento di mansioni di carattere esclusivamente ammi-
nistrativo. Benché il ricorrente sostenga di aver ricevuto assicurazioni 
in tal senso, anche da essi risulta piuttosto che i compiti particolari at-
tribuitigli nell'ambito del traffico turistico avevano e hanno carattere pu-
ramente  transitorio  rispettivamente  temporaneo.  Questi  compiti  gli 
sono infatti  stati  attribuiti  unicamente  nell'attesa che  le  ripercussioni 
sull'attività lavorativa dei disturbi denunciati dal ricorrente successiva-
mente alla decisione di spostarlo a (...) potessero venire chiarite (cfr. 
doc. 49-50, sottoscritti dal ricorrente medesimo). In conformità dell'art. 
8 LPers rispettivamente l'art. 25 OPers è quindi il  contratto di  lavoro 
sottoscritto dalle parti ad essere determinante (HÄNNI,  op. cit., no. 52; 
ROCHAT PAUCHARD, op. cit., pag. 556 segg.).   

5.4 Sulla  base di  quanto  precede,  anche  la  conclusione tratta  dalla 
DGD secondo cui la disdetta recapitata al ricorrente sarebbe motivata 
dall'incapacità dello stesso ad effettuare i  compiti  convenuti  nel  con-
tratto  di  lavoro, segnatamente a svolgere l'attività  di  servizio  armato 
all'esterno che la professione di guardia di confine comporta, è giustifi-
cata. La conclusione della DGD si fonda per altro sul risultato di esami 
approfonditi eseguiti sia dai medici curanti del ricorrente, sia dal “Medi-
calService”, da cui emerge in modo concorde che non vi sono margini 
di  miglioramento dello stato di  salute del ricorrente né a breve né a 
lungo  termine  (DTAF  2007/34,  consid.  7.2;  decisione  della  CRP 
2006-012 del 20 settembre 2006, consid. 4b).

6.

6.1 Sempre contrariamente a quanto sostenuto dal  ricorrente,  il  suo 
datore di lavoro non è venuto meno neppure agli obblighi che l'art. 19 
cpv. 1 LPers gli imponeva. Risulta infatti dall'incarto che – dopo la non 
certo tempestiva comunicazione in merito ai problemi di salute che lo 
affliggevano ai suoi superiori e l'esecuzione di esami approfonditi – la 
posizione professionale del ricorrente è stata discussa in occasione di 
più incontri con il diretto interessato (in particolare, quelli del 2 maggio 
e del 9 novembre 2007) e che, durante rispettivamente dopo ogni col-

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loquio, il Comando regione guardie di confine (...) si è concretamente 
attivato al fine di sbloccare la situazione.

6.2 Esso ha quindi agito su più fronti, sia per capire se vi fossero an-
cora delle attività da lui esercitabili nell'ambito del servizio armato, sia 
per verificare le possibilità di impiego del ricorrente nel servizio civile 
dell'AFD, mettendo in atto quanto ragionevolmente esigibile per conti-
nuare ad impiegarlo. In tale ottica, il Comando regione guardie di con-
fine (...)  ha proposto al  ricorrente di  effettuare delle prove d'impiego 
sempre in seno al Corpo delle guardie di confine e, parallelamente, si 
è pure rivolto alla “sezione esercizio” della Direzione delle dogane di 
(...): una prima volta il 25 maggio 2007 (doc. 12, 14) poi, ad un anno di 
distanza ed in modo più puntuale, il 28 luglio 2008 (doc. 23).

6.3 Poco adeguato alla situazione, è stato semmai il  comportamento 
del ricorrente. Rendendo parzialmente vani gli sforzi messi in atto dal 
suo datore di lavoro, egli ha infatti più volte rifiutato di eseguire dette 
prove, insistendo unicamente per l'ottenimento di  un posto in ufficio, 
all'interno del Corpo stesso o nel servizio civile (cfr. ad esempio doc. 
19). Benché comprensibilmente  temesse per  la  sua salute  e l'espe-
rienza personale lo facesse essere pessimista, avrebbe dovuto valuta-
re le offerte propostegli con maggiore attenzione, evitando di rifiutarle 
a priori. Comunicando, sulla base dell'avviso del suo medico di fami-
glia, la sua indisponibilità ad eseguire dei tentativi mirati, il ricorrente 
ha invece peggiorato una situazione già delicata, precludendo quella 
che anche il  “MedicalService” (cfr. doc. 13) aveva ritenuto l'unica via 
percorribile per permettere ai suoi superiori di comprendere, sulla ba-
se di puntuali resoconti da lui stesso forniti, i reali limiti di una sua oc-
cupazione futura in seno al Corpo delle guardie di confine. 

6.4 Di  carattere  temporaneo,  accompagnati  dai  necessari  supporti 
(scarpe con suola molle)  ed espressamente previsti  in una stagione 
con temperature relativamente costanti,  tali  tentativi  d'impiego erano 
stati  pianificati con scrupolo (cfr. doc. 15) e avrebbero dovuto essere 
considerati tutt'altro che irragionevoli. Unitamente alle richieste formu-
late  alla  “sezione  esercizio”  della  Direzione  delle  dogane  di  (...), 
costituivano un concreto strumento per ovviare al problema presenta-
tosi, che sarebbe spettato al ricorrente di adeguatamente valorizzare 
(decisione della CRP 2005-019 del 7 dicembre 2005, consid. 5, confer-
mata dal  Tribunale federale con decisione 2A.62/2006 del  27 giugno 
2006).

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6.5 Anche su questo punto, il ricorso è pertanto infondato. La misura 
presa nei confronti  del  ricorrente non è infatti  né contraria all'art. 19 
cpv. 1 LPers rispettivamente il risultato di un abuso del potere di ap-
prezzamento che tale norma concede, né – per quanto verificabile in 
quest'ottica, dato che la decisione presa è giustificata pure dalla ne-
cessità  da  parte  dell'AFD di  assicurare  una corretta  esecuzione dei 
compiti a lei affidati (cfr. precedente consid. 2) – inadeguata. 

7.
Il ricorso presentato non può per altro essere accolto neppure con rife-
rimento all'art. 11a OPers. 

Al riguardo, occorre infatti rilevare che, al pari dell'art. 19 cpv. 1 LPers, 
anche questa norma non fornisce nessuna garanzia del posto di lavo-
ro, bensì unicamente una base legale per il ricorso – nell'ottica della 
protezione della personalità e della salute, nonché della salvaguardia 
della sicurezza del personale sul  posto di lavoro (art. 4 cpv. 2 lett. g 
LPers) – a tutte le possibilità sensate e ragionevolmente esigibili  per 
reintegrare nel mondo del lavoro una persona impedita al lavoro a cau-
sa di una malattia o di un infortunio.

Ciò emerge chiaramente anche dal Foglio d'informazione del 19 marzo 
2007 “I datori di lavoro e la 5. revisione AI” (scaricabile dal sito dell'Uf-
ficio  federale  delle  assicurazioni  sociali  [www.ufas.admin.ch  ]),  citato 
dal ricorrente nelle sue osservazioni del 27 luglio 2009. Secondo tale 
scritto, nell'ambito della 5. revisione della legge federale del 19 giugno 
1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI; RS 831.20),  il  legislatore 
ha infatti volontariamente rinunciato all'introduzione di misure cogenti, 
segnatamente di quote a favore di personale con limitazioni d'impiego.

8.
Infondato è infine anche il  rimprovero secondo cui il  datore di lavoro 
del  ricorrente  non  avrebbe  motivato  a  sufficienza  perché  egli  non 
sarebbe idoneo a posti  per i  quali  ha nel frattempo concorso presso 
l'AFD e perché gli  siano stati  preferiti  altri  candidati,  violando così il 
suo diritto di essere sentito.

In effetti, oltre a non conferire affatto al dipendente un diritto ad un im-
piego (cfr. precedente consid. 3.4), l'art. 19 cpv. 1 LPers non gli garan-
tisce  neanche  un  trattamento  privilegiato  nell'ambito  della  messa  a 
concorso di nuovi posti (anche se con specifico riferimento all'art. 104 
OPers, applicabile in casi di ristrutturazioni, cfr. decisioni del Tribunale 

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http://www.ufas.admin.ch/

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amministrativo federale A-5455/2007 dell'11 giugno 2008, consid. 5.4, 
confermata con decisione del Tribunale federale 1C_318/2008 dell'11 
maggio 2009; A-2737/2007 del 25 settembre 2007, consid. 4.3). 

Dalle menzionate decisioni  emerge per altro pure che la valutazione 
dell'idoneità di  una persona in relazione ad un posto vacante rientra 
nell'ampio potere di apprezzamento riconosciuto al (potenziale) datore 
di lavoro, per cui lo scrivente Tribunale vi si distanzia unicamente nel 
caso risulti basare su elementi manifestamente insostenibili (cfr. al ri-
guardo precedente consid. 2). Così comunque non è nella fattispecie. 
Né gli allegati inoltrati dal ricorrente né gli ulteriori documenti compo-
nenti l'incarto contengono infatti indicazioni in tal senso.

In conclusione,  ancorché comprensibilmente difficile  da accettare,  la 
misura presa nei confronti del ricorrente non è contraria al diritto appli-
cabile, non può inoltre essere considerata né frutto di un abuso del po-
tere di  apprezzamento conferito all'autorità inferiore né – per quanto 
verificabile anche in quest'ottica – inadeguata.

Il ricorso presentato contro la decisione del 24 aprile 2009 della DGD 
va pertanto respinto. 

9.
In base all'art. 34 cpv. 2 LPers rispettivamente all'art. 7 cpv. 3 del rego-
lamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  (TS-TAF;  RS 
173.320.2), non vengono prelevate spese né assegnate ripetibili.

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Non si prelevano spese processuali.

3.
Non vengono assegnate ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (atto giudiziario)
- autorità di prima istanza (raccomandata)
- autorità inferiore (atto giudiziario)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Claudia Pasqualetto Péquignot Marco Savoldelli

Rimedi giuridici:

Le decisioni del Tribunale amministrativo federale in ambito di rapporti 
di lavoro di diritto pubblico possono essere impugnate davanti al Tribu-
nale federale entro trenta giorni dalla loro notificazione, a condizione 
che concernano controversie sulla parità tra i sessi oppure controver-
sie di carattere patrimoniale il cui valore litigioso sia pari almeno a fr. 
15'000.-- rispettivamente – se ciò non è il caso – nelle quali si ponga 
una questione di  diritto di importanza fondamentale (art. 83 lett. g in 
relazione con l'art. 85 della legge federale del 17 giugno 2005 sul Tri-
bunale federale [LTF; RS 173.110]). Gli atti scritti devono essere redatti 
in una lingua ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione 
dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in 
possesso della parte ricorrente – i  documenti  indicati  come mezzi di 
prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 
Data di spedizione: 

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