# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c959daa5-9d3b-51ad-a71b-c4a6fd120f89
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-02-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Corte di appello e di revisione penale 29.02.2016 17.2015.199
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2015-199_2016-02-29.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2015.199

  	
  Locarno

  29 febbraio 2016/mi 

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte di appello e di revisione penale

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Giovanna Roggero-Will, presidente,

  Damiano Stefani e Giovanni Celio

  

 

	
  segretario:

  	
  Felipe Buetti, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire sull’istanza di revisione presentata il
25 novembre 2015 da

 

	
   

  	
  IS 1__________ 

   

  rappr. dall' PA 1 

  

 

	
   

  	
  contro il decreto d’accusa 31776/403
  emanato nei suoi confronti il 21 settembre 2015 dalla Sezione della
  circolazione

  

 

 

esaminati gli atti;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con decreto di accusa n. 31776/403
dell’11 settembre 2015, la Sezione della circolazione ha dichiarato IS 1 autore
colpevole di

 

infrazione alle norme della
circolazione

‘per
essersi, alla guida della vettura __________, dopo essersi fermato ad un “dare
precedenza”, inoltrato in un’intersezione e aver colliso con un motociclista
sopraggiungente da sinistra;

fatti
avvenuti a Bellinzona il 26 luglio 2015;

infrazione
di cui agli art. 3, 27 cpv. 1, 36 cpv. 2, 90 “cifra” (recte cpv.) 1 “LCS”
(recte LCStr), all’art. 14 cpv. 1 ONC e agli art. 36 cpv. 2, 75 cpv. 3 e
4 “OSS” (recte OSStr)’;

e ne ha proposto la condanna
alla multa di fr. 400.-, nonché al pagamento della tassa di giustizia pari
a fr. 100.- e delle spese giudiziarie di fr. 80.-.

 

                                  B.   Contro tale decreto
di accusa IS 1 non ha interposto opposizione: esso è, quindi, passato in
giudicato.

 

                                  C.   In data 25 novembre
2015, IS 1 ha presentato istanza di revisione postulando l’integrale annullamento
del DA 31776/403 emanato nei suoi confronti l’11 settembre 2015 e la sua
integrale assoluzione.

Quale motivo di revisione ai
sensi dell’art. 410 cpv. 1 lett. a CPP, l’istante adduce la dichiarazione
scritta 31 agosto 2015 di __________, l’altro protagonista dell’incidente
avvenuto il 26 luglio 2015, con cui quest’ultimo ha ammesso di essersi
effettivamente avvicinato all’intersezione teatro dell’incidente con
l’indicatore di direzione già inserito.

 

                                  D.   Con scritto 2 dicembre
2015, la Sezione della circolazione ha comunicato di non avere osservazioni da
formulare.

 

 

Considerando

 

in
diritto:                     

 

                                   1.   Giusta l’art. 410
cpv. 1 lett. a CPP chi è aggravato da una sentenza passata in giudicato, da un
decreto d’accusa, da una decisione giudiziaria successiva o da una decisione
emanata nella procedura indipendente in materia di misure può chiederne la
revisione se sono dati nuovi fatti o nuovi mezzi di prova anteriori alla
decisione e tali da comportare l’assoluzione oppure una punizione notevolmente
più mite o notevolmente più severa del condannato oppure la condanna della
persona assolta.

 

                                  a)   Per giustificare una
domanda di revisione, i fatti o i mezzi di prova devono essere nuovi e
rilevanti.

                                         Un fatto o mezzo di prova
è nuovo quando non era noto al giudice al momento della sentenza, ossia quando
non gli era stato per nulla sottoposto (Messaggio, pag. 1222;
Piquerez/Macaluso, Procédure pénale suisse, 3a edizione 2011, n. 2093; DTF 130
IV 72 consid. 1; 122 IV 66 consid. 2a, 120 IV 246 consid. 2a, 117 IV 40 consid.
2a pag. 47, 116 IV 353 consid. 3a).

                                         Un
fatto o un mezzo di prova non è nuovo, invece, quando è stato sottoposto in un
qualsiasi modo all’attenzione del giudice e, dunque, anche nell’ipotesi in cui
questi l’abbia esaminato senza valutarne correttamente la portata (Messaggio,
pag. 1222; Piquerez/Macaluso, op. cit., nota 2093 e seg.; DTF 122 IV 66 consid.
2b; STF 6B_114/2007 del 6 settembre 2007 consid. 4).

 

I fatti o i mezzi di prova nuovi sono rilevanti ove
siano idonei a comportare una significativa modifica della qualifica giuridica
o dell’entità della pena (Messaggio, pag. 1222), ossia suscettibili di
inficiare gli accertamenti alla base della prima sentenza in modo da far
presagire, sulla scorta del nuovo stato di fatto, un’assoluzione o un giudizio
sensibilmente più favorevole o meno favorevole al condannato oppure la condanna
dell’imputato assolto (Piquerez/Macaluso, Traité de procédure pénale
suisse, 3a ed. 2011, n.
2095, pag. 680-681; Schmid, Handbuch des schweizerischen Strafprozessrechts, 2a
ed. 2013, n. 1596 seg., pag. 715 seg.; DTF 122 IV 66 consid. 2a con
richiami; STF 6B_407/2015 del 17 luglio 2015 consid. 3; STF 6B_242/2009 del 6
agosto 2009 consid. 2; STF 6B_114/2007 del 6 settembre 2007 consid. 4). La
revisione va ammessa se una tale modifica della sentenza impugnata risulta
almeno verosimile (DTF 116 IV 353 consid. 4e; STF 6B_407/2015 del 17 luglio
2015 consid. 3; STF 6B_864/2014 del 16 gennaio 2015 consid. 1.3.1).

 

                                  b)   È generalmente
riconosciuto che l’istituto della revisione non può servire a rimettere
continuamente in discussione una decisione passata in giudicato, ad aggirare
disposizioni legali sui termini di ricorso o sulla loro restituzione, oppure a
introdurre dei fatti o delle prove non presentati nel procedimento di primo
grado in ragione di una negligenza procedurale (cfr. DTF 130 IV 72, consid.
2.2; Heer, in Basler Kommentar, StPO, 2a ed. 2014, n. 42 ad art. 410 CPP). In
simili casi vi è, in effetti, un abuso di diritto che, ai sensi dell’art. 3
cpv. 2 lett. b CPP, non può trovare tutela alcuna.

Il Tribunale federale ha, in
particolare, già avuto modo di osservare – e di confermare tale giurisprudenza
a più riprese – che una domanda di revisione diretta contro un decreto d’accusa
deve essere considerata abusiva se essa si fonda su fatti che l’istante
conosceva già inizialmente, che non aveva alcuna ragione legittima di sottacere
e che avrebbe potuto rivelare in una procedura ordinaria avviata con una
semplice opposizione (DTF 130 IV 72 consid. 2.3; STF 6B_1138/2014 del 16
gennaio 2015; STF 6B_864/2014 del 16 gennaio 2015 consid. 1.3.3; STF
6B_581/2014 del 15 agosto2014, consid. 3 in fine; STF 6B_54/2014 del 24 aprile
2014, consid. 3; STF 6B_310/2011 del 20 giugno 2011, consid. 1.3).

Per contro, una domanda di
revisione può entrare in considerazione per fatti e mezzi di prova rilevanti
che il condannato non conosceva al momento dell’emanazione della sentenza o di
cui non poteva prevalersi o non aveva ragione di prevalersi in quel periodo
(DTF 130 IV 72 consid. 2.3; STF 6B_1138/2014 del 16 gennaio 2015; STF
6B_864/2014 del 16 gennaio 2015 consid. 1.3.3; STF 6B_581/2014 del 15
agosto2014, consid. 3 in fine; STF 6B_54/2014 del 24 aprile 2014, consid. 3;
STF 6B_310/2011 del 20 giugno 2011, consid. 1.3).

Il Tribunale federale rileva
che l’abuso di diritto va ammesso con circospezione e che occorre esaminare nel
caso concreto e secondo le circostanze se l’istanza di revisione sia volta ad
aggirare le vie legali ordinarie (STF 6B_864/2014 del 16 gennaio 2015 consid.
1.3.3 in fine).

La dottrina e la giurisprudenza
menzionano, a titolo esemplificativo, quale fatto nuovo in materia di
circolazione stradale, il caso di un conducente condannato per perdita di
padronanza del veicolo, che apprende dopo la scadenza del termine di
opposizione, che il fondo stradale aveva una malformazione che ha causato altri
incidenti simili, di cui neppure il giudice era a conoscenza (Clerc, Remarque
sur l’ordonnance pénale, in RPS 94/1977, pag. 426 citato in DTF 130 IV 72
consid. 2.3).

 

                                   2.   In concreto, sia
l’istante che l’altro protagonista dell’incidente, __________, sono stati
sentiti dalla polizia il 27 luglio 2015, giorno successivo a quello in cui è
avvenuto l’incidente.

L’istante ha dichiarato di essersi immesso da Via __________ in
Via __________ perché aveva visto che lo scooter sopraggiungente da sinistra
aveva l’indicatore di direzione inserito verso destra, ciò che significava
l’intenzione del conducente __________ di svoltare alla sua destra in Via __________
(VI IS 1 27.07.2015 pag. 2 seg., in Rapporto di polizia 30.07.2015 [doc. 2 all.
a istanza di revisione]). __________, dal canto suo, non ha menzionato
l’indicatore di direzione inserito verso la sua destra e, al contrario, ha
dichiarato di non aver ceduto la precedenza all’istante (VI __________
27.07.2015 pag. 2, in Rapporto di polizia 30.07.2015 [doc. 2 all. a istanza di
revisione]).

Sentiti i protagonisti dell’incidente, gli agenti A. __________ e
A. __________ hanno redatto il loro rapporto 30 luglio 2015, senza menzionare
che, per lo meno secondo la versione dell’istante, __________ si avvicinava
all’intersezione con l’indicatore di direzione inserito verso la sua destra
(Rapporto di polizia 30.07.2015 pag. 2 [doc. 2 all. a istanza di revisione]).

 

Dopo aver decretato l’apertura dell’istruzione nei confronti
dell’istante, dando allo stesso l’occasione di esprimersi al riguardo, la
Sezione della circolazione ha emanato, l’11 settembre 2015, il DA qui
impugnato. L’autorità all’evidenza si è basata sul rapporto di polizia e ha
seguito la versione di __________. L’istante non ha interposto opposizione.

 

Nel frattempo, in data 31 agosto 2015, __________ ha compilato una
dichiarazione scritta all’attenzione dell’__________ Assicurazioni,
assicurazione di __________ e __________, allora datrice di lavoro dell’istante.
In tale scritto, __________ ha radicalmente cambiato versione rispetto a quanto
aveva dichiarato in occasione dell’interrogatorio di polizia. Egli ha ammesso
di essersi avvicinato all’intersezione fra Via __________ e Via __________ con
l’indicatore di direzione già inserito, aggiungendo che probabilmente lo stesso
era rimasto inserito sin dall’ultima rotonda circa 1 km prima, giacché lo
scooter non è dotato del disinserimento automatico e lui aveva dimenticato di
disinserirlo manualmente (doc. 7 all. a istanza di revisione).

 

                               2.1.   Tale dichiarazione di __________,
pur essendo, come visto, anteriore al decreto di accusa 11 settembre 2015, non
figurava agli atti del procedimento né la Sezione della circolazione ne era a
conoscenza al momento dell’emanazione del citato decreto di accusa. Essa
costituisce indubbiamente, dunque, un mezzo di prova nuovo ai sensi dell’art.
410 cpv. 1 lett. a CPP.

 

                               2.2.   Neppure vi è motivo di
dubitare che l’istante abbia effettivamente ricevuto copia della dichiarazione
di __________ – allegata alla copia dello scritto 19 ottobre 2015 dell’Helvetia
__________ all’attenzione dello stesso __________ – e che, quindi, non fosse a
conoscenza della dichiarazione (di contenuto contrario a quelle rese agli
inquirenti) e della relativa ammissione di __________ quando avrebbe ancora
potuto interporre opposizione.

Visto, inoltre, che __________ era già stato sentito dalla polizia
e che l’istante non disponeva di alcuna altra prova a sostegno della sua
versione, questi aveva ragione di credere che un’opposizione e la relativa
procedura ordinaria non avrebbero permesso di modificare la sua posizione e ha,
dunque, rinunciato ad interporla.

Appare, quindi, evidente che l’istanza di revisione non può essere
considerata abusiva.

 

                               2.3.   Resta da analizzare se
la dichiarazione di __________ – secondo la quale egli aveva l’indicatore di
direzione già inserito – sia anche un mezzo di prova rilevante, ossia se la sua
presa in considerazione condurrebbe ad un proscioglimento o ad un giudizio
sensibilmente più favorevole all’istante (v. supra consid. 1a).

 

                            2.3.1.   Giusta l’art. 39 cpv.1
LCStr, qualsiasi cambiamento di direzione deve essere segnalato tempestivamente
con l’indicatore di direzione. L’art. 28 cpv. 2 ONC prevede che il segnale deve
cessare subito dopo il cambiamento di direzione.

 

Il Tribunale federale, fondandosi sul principio dell’affidamento,
dedotto dall’art. 26 LCStr (cfr. STF 6S.140/2006 del 20 ottobre 2006 consid.
2.1 con rimando a DTF 125 IV 83 consid. 2b), ha stabilito che un utente della
strada, che vuole immettersi in una strada principale da una secondaria senza
diritto di precedenza e che vede un altro utente provenire dalla sua sinistra
con l’indicatore di direzione inserito verso destra, può, di principio,
legittimamente fidarsi del fatto che tale utente si comporterà effettivamente
come segnalato, ossia che rinuncerà al suo diritto di precedenza per svoltare a
destra. Rimangono riservati i casi in cui vi sono indizi concreti dai quali
l’utente che vuole immettersi deve capire che l’altro utente in realtà non si
comporterà – violando le norme della circolazione – come segnalato (DTF 92 IV
29 consid. 1; STF 6B_306/2008 del 9 ottobre 2008 consid. 2.3; STF 6S.140/2006
del 20 ottobre 2006 consid. 2.1).

 

                            2.3.2.   Visto quanto precede,
non si può che considerare rilevante il nuovo mezzo di prova, secondo cui, come
visto, __________ aveva l’indicatore di direzione inserito verso destra.
L’istante, infatti, poteva, di principio, fidarsi del fatto che __________ si
sarebbe comportato come segnalato, rinunciando così al suo diritto di
precedenza. Stando così i fatti, egli non avrebbe violato il diritto di
precedenza di __________ (art. 27 cpv. 1 e 36 cpv. 2 LCStr; art. 14 cpv. 1 ONC),
ciò che implicherebbe la sua assoluzione dall’infrazione per cui è stato
condannato.

Né agli atti si riscontra alcun elemento tale da far ritenere che,
con il nuovo quadro probatorio, l’assoluzione dell’istante non sia almeno
verosimile (cfr. supra consid. 1a in fine).

                                   3.   Per i motivi sin qui
esposti, l’istanza di revisione va accolta e il DA n. 31776/403 dell’11
settembre 2015 integralmente annullato.

 

La causa è rinviata alla Sezione della circolazione giusta l’art.
413 cpv. 2 lett. a CPP, la quale procederà in applicazione per analogia (cfr.
art. 357 CPP) dell’art. 414 cpv. 1 CPP ed avrà segnatamente a valutare se
abbandonare il procedimento o compiere ulteriori atti istruttori e procedere
all’emanazione di un nuovo DA.

 

                                   4.   Visto l’esito del
procedimento, gli oneri processuali per la procedura di revisione sono integralmente
posti a carico dello Stato (art. 428 cpv. 1 e 4 CPP; Domeisen, in Basler
Kommentar, StPO, 2a ed. 2014, n. 27 ad art. 428 CPP; Schmid, Schweizerische
Strafprozessordnung, Praxiskommentar, 2a ed. 2013, n. 16 ad art. 428 CPP; cfr.
per analogia STF 6F_25/2015 del 6 ottobre 2015 consid. 6 seg.), mentre sulle
spese del primo procedimento deciderà la Sezione della circolazione con la
nuova decisione (art. 428 cpv. 5 CPP).

 

Per indennità:

 

Lo Stato rifonderà all’istante, a titolo di indennità, fr. 500.-
per la procedura di revisione (art. 436 cpv. 4 CPP), mentre non si assegnano indennità
per la prima procedura preliminare, giacché allora l’appellante non era
rappresentato, né alcun altro danno derivante da tale procedimento è comprovato
(art. 436 cpv. 1 e 4 combinato con art. 429 CPP).

 

 

Per questi
motivi,

 

 

visti gli
art.                      3 cpv. 2 lett. b, 80 segg., 410 segg. CPP

                                         26,
27 cpv. 1, 36 cpv. 2, 39 cpv. 1 LCStr

                                         14
cpv. 1, 28 cpv. 2 ONC

                                         nonché,
sulle spese, l’art. 428 CPP e la LTG e, sulle ripetibili, gli art. 429, 436
CPP, rispettivamente il Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio
d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili,

 

 

 

 

pronuncia:              1.   L’istanza di revisione è accolta.

                                         Di
conseguenza, il DA n. 31776/403 dell’11 settembre 2015 è annullato e la causa è
rinviata alla Sezione della circolazione, che procederà giusta l’art. 414 cpv.
1 CPP.

 

                               1.1.   Sulle
spese relative al primo procedimento deciderà la Sezione della circolazione con
la nuova decisione (art. 428 cpv. 5 CPP).

 

 

                                   2.   Gli
oneri processuali per la procedura di revisione, consistenti in:

 

-  tassa di giustizia                    fr.           800.-

-  spese complessive                fr.           200.-

                                                     fr.        1’000.-

 

sono posti a carico dello Stato
(art. 428 cpv. 1 e 4 CPP), che rifonderà a IS 1 fr. 500.- a titolo di indennità
per la procedura di revisione (art. 436 cpv. 4 CPP). 

 

                                   3.   Intimazione a:

	
   

  	
   

  

                                         

                                       

Per la Corte di appello e di revisione penale

La presidente                                                        Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali,
contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione
e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione
(art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non
sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,
il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.