# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 590b8143-6259-5038-8bf8-07d1456f28fc
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-02-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.02.2024 D-1030/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1030-2024_2024-02-22.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1030/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 2  f e b b r a i o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Contessina Theis;  

cancelliere Matteo Piatti. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), 

Canada,  

c/o CFA Chiasso, Via Milano 23, 6830 Chiasso,   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (nessuna 

domanda asilo - art. 31a cpv. 3 LAsi);  

decisione della SEM del 12 febbraio 2024 / N (…). 

 

 

 

D-1030/2024 

Pagina 2 

 

Visto: 

la domanda d’asilo che A._______, cittadina canadese, ha presentato in 

Svizzera il 10 gennaio 2024 congiuntamente a sua figlia B._______(cfr. 

incarto D-1031/2024),  

la procura conferita dall’interessata il 10 gennaio 2024 alla rappresentanza 

legale assegnatale,  

il verbale d’audizione del 1° febbraio 2024 giusta l'art. 26 cpv. 3 della legge 

sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31; cfr. atto della Segreteria di 

Stato della migrazione [di seguito: SEM] n. 1307211-19/9), 

i mezzi di prova consegnati in corso di procedura e la documentazione me-

dica agli atti (cfr. mezzi di prova SEM [mdp SEM] n. 1-3), 

il parere legale datato 9 febbraio 2024, mediante il quale la rappresentante 

della richiedente ha preso posizione in merito al progetto di decisione della 

SEM datato 8 febbraio 2024 (cfr. atti SEM n. 22/5 e 24/1),  

la decisione del 12 febbraio 2024, notificata il medesimo giorno, con la 

quale l’autorità inferiore non è entrata nel merito della domanda d’asilo 

della richiedente ai sensi dell’art. 31a cpv. 3 LAsi, ha pronunciato l’allonta-

namento dell’interessata dalla Svizzera verso il Canada, nonché ordinato 

l’esecuzione di quest’ultima misura in quanto ammissibile, ragionevol-

mente esigibile e possibile (cfr. atto SEM n. 25/7), 

il ricorso datato 16 febbraio 2023 (cfr. timbro del plico raccomandato; data 

d’entrata 19 febbraio 2024) per mezzo del quale l’interessata insorge di-

nanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale o TAF) 

postulando l'annullamento della decisione avversata, il riconoscimento 

della sua qualità di rifugiata nonché la concessione dell’asilo in Svizzera; 

in subordine, chiede di essere ammessa provvisoriamente in Svizzera a 

fronte dell’inammissibilità e/o dell’inesigibilità dell’esecuzione del suo allon-

tanamento verso la Tunisia [recte: verso il Canada]; essa presenta altresì 

istanza di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal pagamento 

delle spese di giudizio e del relativo anticipo, con protesta di tasse e spese, 

 

 

D-1030/2024 

Pagina 3 

e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 

173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 

173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che, nel caso in esame, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) 

contro una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 

31-33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 

48 cpv. 1 lett. a-c e 52 cpv. 1 PA; che la ricorrente è altresì legittimata ad 

aggravarsi contro la decisione avversata, avendo partecipato al procedi-

mento dinanzi all'autorità inferiore, essendo particolarmente toccata dalla 

decisione impugnata e vantando un interesse degno di protezione all'an-

nullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 PA),  

che, tuttavia, nell’ambito di un ricorso contro una decisione di non entrata 

nel merito, il Tribunale si limita ad esaminare se l’autorità inferiore ha rifiu-

tato a giusto titolo di entrare nel merito della domanda d’asilo (cfr. DTAF 

2011/30 consid. 3),  

che, di riflesso, le richieste di giudizio tendenti al riconoscimento della qua-

lità di rifugiata e alla concessione dell’asilo risultano in concreto inammis-

sibili,  

che, nei limiti succitati, occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, 

che, in materia d’asilo, con il ricorso al Tribunale possono essere invocati 

la violazione del diritto federale (compreso l’eccesso o l’abuso del potere 

di apprezzamento) e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridica-

mente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); che il Tribunale non è inoltre vincolato 

né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche 

della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 

2014/1 consid. 2),  

che i ricorsi manifestamente infondati, come quello in esame, sono decisi 

da un giudice unico con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. 

e LAsi); che, in tal caso, la relativa decisione è motivata soltanto somma-

riamente (art. 111a cpv. 2 LAsi),  

che, nella presente fattispecie, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio de-

gli scritti (cfr. art. 111a cpv. 1 LAsi), 

D-1030/2024 

Pagina 4 

che a sostegno della propria domanda d’asilo, l’interessata ha sostanzial-

mente addotto problemi di salute nonché interessi personali; che, in parti-

colare, ha dichiarato di essere originaria di Jaffna (Sri Lanka) e di etnia 

tamil; di aver lasciato il suo Paese d’origine nel 1999 per raggiungere sua 

figlia B._______ in Canada, in quanto quest’ultima soffriva di (…) (cfr. atto 

SEM n. 19/9 D29, D32 e D38); che da allora avrebbe sempre vissuto a 

Toronto, ottenendo altresì la cittadinanza canadese (idem D12-13, D17); 

che avrebbe sofferto di serie problematiche (…), le quali hanno imposto 

diverse ospedalizzazioni (idem D4-5); che soffrirebbe inoltre di (…) (idem 

D8, D28, D68); che in Canada avrebbe inoltre subìto una caduta nella sua 

abitazione, battendo la testa e fratturandosi l’anca; che tali sequele le im-

pediscono attualmente di muoversi autonomamente e di cucinare (idem 

D28, D70); di aver attualmente quattro figli; di essere giunta in Svizzera per 

vedere due suoi figli – ivi residenti – prima di morire (idem D28); di non 

disporre di nessun’altra persona disposta a curarla (idem D29); che in Ca-

nada avrebbe ottenuto gratuitamente dei medicamenti, trattamenti ospe-

dalieri nonché aiuti domiciliari per compiere gli atti di igiene personale 

(idem D34); di non aver tuttavia chiesto ulteriori aiuti ai servizi sociali cana-

desi (idem D 35-36); che in Canada risiederebbe ancora il figlio C._______, 

sessantenne e di professione autista (idem D44-47); che, infine, in Canada 

percepirebbe una pensione di circa 1'000 dollari, 

che nella decisione avversata, la SEM rileva anzitutto come la volontà di 

cercare protezione contro delle persecuzioni non sarebbe nella fattispecie 

soddisfatta, avendo l’interessata addotto motivi d’asilo esclusivamente di 

ordine medico; che, di riflesso, non sussisterebbe alcuna domanda d’asilo 

ai sensi dell’art. 18 LAsi,  

che l’autorità inferiore non è pertanto entrata nel merito della domanda 

d’asilo, ritenendo altresì ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile 

l'esecuzione dell'allontanamento della richiedente in Canada; che in parti-

colare, per quanto concerne l’esigibilità dell’esecuzione dell’allontana-

mento, l’autorità di prima istanza ha esaminato le affezioni mediche della 

richiedente e ha illustrato come nel Paese in questione vi sarebbero noto-

riamente le strutture necessarie per garantire le terapie e l’intervento di cui 

necessiterebbe; che, in Canada, l’interessata avrebbe già ottenuto le pre-

stazioni dell’assistenza sociale e le necessarie cure mediche, sicché non 

sarebbe plausibile l’allegazione per cui, in caso di ritorno, non le verrebbe 

garantita un’adeguata assistenza personale; che, inoltre, in detto Paese 

risiederebbe anche uno dei suoi figli, al quale potrebbe rivolgersi per otte-

nere un sostegno, 

D-1030/2024 

Pagina 5 

che la ricorrente, per mezzo di un gravame alquanto confuso contenente 

riferimenti e nomi manifestamente estranei alla fattispecie in esame, av-

versa tuttavia le conclusioni della SEM censurando la violazione del diritto 

federale (segnatamente gli artt. 3 LAsi e 83 cpv. 4 LStrI), 

che, tuttavia, essa non apporta alcuna motivazione, afferente agli atti della 

propria domanda d’asilo, a sostegno delle richieste di giudizio formulate e 

volta ad intaccare la valutazione giuridica e fattuale svolta dalla SEM; che, 

infatti, il gravame contiene unicamente dei riferimenti allo Stato della Tuni-

sia nonché ad attività politiche che, con tutta evidenza, nulla hanno a che 

vedere con i motivi d’asilo addotti; che, ciononostante, l’insorgente sembra 

generalmente rimproverare alla SEM di non aver ritenuto rilevanti le sue 

allegazioni sotto il profilo dell’art. 3 LAsi e sostenere che l’esecuzione del 

suo allontanamento non sarebbe ragionevolmente esigibile (cfr. ricorso 

pagg. 2-3), 

che giusta l'art. 31a cpv. 3 LAsi, non si entra nel merito di domande d'asilo 

che non soddisfano le condizioni fissate dall'art. 18 LAsi; che questa dispo-

sizione si applica segnatamente se la domanda d'asilo è presentata esclu-

sivamente per motivi economici o medici,  

che, ai sensi dell'art. 18 LAsi, è considerata come domanda d'asilo ogni 

dichiarazione con cui una persona manifesta di voler ottenere dalla Sviz-

zera una protezione contro le persecuzioni; che la nozione di persecuzione 

presuppone un pregiudizio per opera di terze persone; che, pertanto, non 

rientrano in questa definizione i pregiudizi indipendenti dall'agire umano; 

che, di conseguenza, le domande di protezione fondate unicamente sulla 

situazione personale del richiedente l'asilo, in assenza di agenti esterni di 

persecuzione, non soddisfano tali condizioni; che, per contro, sono com-

presi nella nozione di persecuzione, ai sensi dell'art. 18 LAsi, in senso lato, 

non solo i seri pregiudizi previsti all'art. 3 LAsi, ma anche gli ostacoli all'e-

secuzione dell'allontanamento ai sensi dell’art. 83 cpv. 3 segg. della legge 

federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI, RS 142.20; cfr. DTAF 

2011/8 consid. 4.2 e riferimenti citati),  

che sono rifugiate le persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi 

(art. 3 cpv. 1 LAsi); che tale definizione di rifugiato è esaustiva, nel senso 

che esclude tutti gli altri motivi, suscettibili di condurre una persona a la-

sciare il proprio Paese d'origine o di residenza, quali per esempio le 

D-1030/2024 

Pagina 6 

difficoltà derivanti da una situazione di crisi socio-economica come la po-

vertà, le condizioni di vita precarie, la difficoltà a trovare un impiego o un 

alloggio, il reddito insufficiente oppure la disorganizzazione, la mancanza 

d'infrastrutture o problemi analoghi, ai quali ogni persona, nel Paese in 

questione, può essere confrontata,  

che, nel caso di specie, la ricorrente non ha chiesto alla Svizzera prote-

zione contro delle persecuzioni, non avendo infatti allegato, sulla base di 

valide e riconoscibili circostanze di fatto, di essere personalmente e con-

cretamente esposta o di avere fondato timore di essere esposta in un futuro 

prevedibile, in caso di rientro in Canada, a seri pregiudizi a causa della sua 

razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo so-

ciale o per le sue opinioni politiche (art. 3 LAsi),  

che, infatti, la motivazione per giustificare il suo espatrio – addotta dalla 

ricorrente nell’ambito della procedura d’asilo – è legata principalmente a 

ragioni di ordine medico e personale, segnatamente la volontà di vivere i 

suoi ultimi giorni di vita con i figli residenti in Svizzera e la difficoltà di prov-

vedere autonomamente al proprio sostentamento in Canada,  

che, tuttavia, questi motivi non rientrano chiaramente nella definizione di 

persecuzione in senso lato giusta l'art. 18 LAsi, 

che la volontà di ricongiungersi con i familiari residenti in Svizzera non co-

stituisce inoltre un valido motivo d’asilo ai sensi delle condizioni legali e 

giurisprudenziali succitate,  

che dalle carte processuali non emergono altresì elementi da cui desumere 

che, in Canada, l'insorgente possa essere confrontata al rischio reale ed 

immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salva-

guardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 

1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della convenzione contro la tortura ed 

altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 

(Conv. tortura, RS 0.105),  

che la SEM non ha quindi violato il diritto federale nella misura in cui non è 

entrata nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 3 LAsi,  

che il ricorso, destituito d'ogni fondamento, non merita quindi tutela su que-

sto punto, 

 

D-1030/2024 

Pagina 7 

che l'insorgente non adempie inoltre le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(cfr. art. 14 e 44 LAsi cum art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a que-

stioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. DTAF 

2013/37 consid. 4.4),  

che va dunque analizzato se l’autorità inferiore ha ritenuto a giusto titolo 

ammissibile, esigibile e possibile l'esecuzione dell'allontanamento della ri-

corrente dalla Svizzera verso il Canada (art. 44 LAsi cum art. 83 LStrI), 

che a norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera; che le questioni di natura medica 

possono avere influssi sull’ammissibilità dell’allontanamento solo in casi 

straordinari e di estrema gravità identificati sulla scorta della restrittiva giu-

risprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (di seguito: CorteEDU; 

cfr. sentenze della Corte EDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 

n. 26565/05; Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, 

§181 segg.; cfr. anche le DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2 e 2011/9 consid. 7.1);  

che, nel caso in esame, le affezioni evidenziate in corso di procedura, ossia 

le difficoltà motorie, (…), (…), non rientrano manifestamente tra le circo-

stanze di straordinaria gravità ai sensi della giurisprudenza succitata (cfr. 

documentazione medica di cui al mdp SEM n.1; atto SEM n. 19/9 D28, 

D68, D80); che, nel caso concreto, difettano infatti elementi per concludere 

che, in caso di rimpatrio, la ricorrente sarebbe esposta ad un declino grave, 

rapido e irreversibile del suo stato di salute, ingenerando intense soffe-

renze o una riduzione significativa della sua speranza di vita,  

che i problemi di salute dell’interessata, tenuto anche conto della sua età 

avanzata, non ingenerano inoltre un particolare rapporto di dipendenza dal 

figlio e dalla figlia residenti in Svizzera, a fronte del quale occorrerebbe 

ammettere un suo diritto di soggiorno nel nostro Paese sulla base dell’art. 

8 CEDU, rispettivamente l’inammissibilità del suo allontanamento verso il 

Canada (cfr. DTF 144 II 1 consid. 6.1; sentenze del Tribunale E-3704/2022 

del 27 ottobre 2022 consid. 6.3; D-3976/2012 del 23 aprile 2013 pag. 4); 

che la ricorrente non ha del resto presentato alcun mezzo di prova atto a 

dimostrare che il suo allontanamento precluderebbe un’assistenza quoti-

diana indispensabile, la quale può essere prestata soltanto dai parenti re-

sidenti in Svizzera e vada al di là del sostegno morale o psicologico, 

che l'esecuzione dell'allontanamento risulta pertanto ammissibile, 

D-1030/2024 

Pagina 8 

che con particolare riferimento all’esigibilità dell’esecuzione, l’art. 83 cpv. 4 

LStrI dispone che l'esecuzione non può essere ragionevolmente esigibile 

qualora, nello stato di origine o di provenienza, lo straniero venisse segna-

tamente a trovarsi in concreto pericolo a fronte di situazioni quali guerra, 

guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica, 

che è anzitutto notorio che la situazione vigente in Canada non è caratte-

rizzata da guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza me-

dica che coinvolga l’insieme della popolazione nell’integralità del territorio 

nazionale; che la qualità delle cure in Canada corrisponde generalmente a 

quella garantita in Svizzera (cfr. sentenza del Tribunale D-2122/2023 del 

27 aprile 2023),  

che prima di giungere in Svizzera, la ricorrente avrebbe beneficiato di cure 

mediche e ospedaliere, nonché di una parziale assistenza per lo svolgi-

mento di mansioni quotidiane presso il suo domicilio; che, di principio, l’in-

teressata potrà quindi nuovamente rivolgersi alle competenti autorità cana-

desi al fine di trovare un alloggio adeguato alle sue esigenze di salute e 

beneficiare eventualmente dell’assistenza sociale come in precedenza,  

che per quanto concerne le persone in trattamento medico in Svizzera, 

l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile qualora nel caso di 

rientro nel paese d’origine o di provenienza, esse potrebbero non ricevere 

le cure essenziali che garantiscono loro delle condizioni minime d’esi-

stenza, e quindi che il loro stato di salute si degraderebbe così rapidamente 

al punto da condurlo in maniera certa alla messa in pericolo concreta della 

sua vita o ad un pregiudizio serio, durevole e notevolmente più grave della 

sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati); che, 

pertanto, se le cure necessarie possono essere assicurate nel paese d'o-

rigine, all'occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in Sviz-

zera, l'esecuzione dell'allontanamento in tale Paese sarà ragionevolmente 

esigibile (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati, sentenza del 

Tribunale D-1078/2023 consid. 7.3.2), 

che, nel caso concreto, l’interessata ha dichiarato di avere difficoltà motorie 

e di soffrire di (…); che per la cura di tali affezioni assumerebbe inoltre dei 

farmaci (cfr. documentazione medica di cui al mdp SEM n.1; atto SEM n. 

19/9 D28, D34),  

che, ciò posto, occorre concludere che, nonostante la fragilità dovuta all’età 

avanzata, le affezioni succitate non risultano così gravi, rispettivamente le 

sue esigenze terapeutiche non appaiono così specifiche, da non poter 

D-1030/2024 

Pagina 9 

essere adeguatamente trattate in Canada; che pur considerando con la 

dovuta attenzione lo stato di salute dell’interessata, non si evince infatti la 

stretta necessità per la stessa di rimanere in Svizzera, 

che, invero, in Canada esistono le cure mediche essenziali per il tratta-

mento delle problematiche di salute della ricorrente e un programma 

d'aiuto sociale per il relativo finanziamento, cosicché le può essere assicu-

rata una vita dignitosa, 

che, del resto, l’insorgente non spiega per quali ragioni i suoi problemi di 

salute non potrebbero essere curati in Canada; che essa non ha nemmeno 

reso verosimile l’inadeguatezza delle cure mediche e dell’assistenza so-

ciale già ottenute in detto Paese,  

che nemmeno la situazione personale giustifica una diversa valutazione 

del caso; che, infatti, in Canada la ricorrente dispone anche di un appoggio 

famigliare, ossia il figlio C._______, il quale potrà senz’altro facilitare il suo 

ritorno; che, ciò posto, il fatto di essere anziana e bisognosa di generali 

cure non costituisce un elemento ostativo all’esecuzione dell’allontana-

mento; che con sentenza odierna (D-1031/2024) il Tribunale ha respinto 

pure il ricorso presentato da B._______(figlia della ricorrente), sicché il pre-

sente giudizio non comporta alcuna separazione dell’interessata dai mem-

bri della famiglia che l’hanno finora supportata e con i quali ha convissuto,  

che dalla documentazione medica agli atti si evince dipoi che sono state 

effettuate delle verifiche rispetto al suo stato di salute in previsione del suo 

viaggio verso la Svizzera, le quali non hanno riscontrato alcun ostacolo 

particolare (cfr. mdp SEM n. 1 [rapporto n. {…} “Nephrology Report” del 

{…} di Toronto]),  

che, peraltro, l’insorgente potrà richiedere un sostegno finanziario per as-

sicurare l’assistenza medica e l’eventuale proseguimento dei trattamenti 

necessari – ad esempio ottenendo una riserva di medicinali prima del suo 

allontanamento dalla Svizzera – per un periodo limitato nel Paese d’origine 

(cfr. art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi e art. 73 segg. dell’Ordinanza 2 sull’asilo re-

lativa alle questioni finanziarie dell’11 agosto 1999 [OAsi 2, RS 142.312]), 

che l’esecuzione dell’allontanamento dell’insorgente verso il Canada risulta 

pertanto ragionevolmente esigibile,  

che, infine, non emergono impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in relazione all'art. 

D-1030/2024 

Pagina 10 

44 LAsi); che la ricorrente potrà infatti procurarsi ogni documento indispen-

sabile al rimpatrio, posto comunque ch’essa è titolare di un passaporto ca-

nadese (cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12); che l’interessata 

sarà altresì accompagnata dalla figlia B._______, la quale dovrà anch’essa 

lasciare la Svizzera (cfr. sentenza del Tribunale D-1031/2024 del 22 feb-

braio 2024), 

che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque anche possibile dal profilo 

tecnico,  

che, visto quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento risulta ammis-

sibile, ragionevolmente esigibile e possibile (art. 83 LStrI), 

che, di riflesso, il gravame va respinto anche in materia di allontanamento, 

che, in esito, la SEM non ha violato il diritto federale, non ha abusato del 

suo potere d’apprezzamento e non ha accertato in maniera inesatta e in-

completa i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); che, per 

quanto censurabile, la decisione non è altresì inadeguata (art. 49 PA),  

che la decisione avversata va quindi integralmente confermata,  

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-

zione dal versamento d'un anticipo equivalente alle presunte spese pro-

cessuali è divenuta senza oggetto;  

che ritenute le richieste di giudizio sprovviste di probabilità di esito favore-

vole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

versamento delle spese processuali, deve essere respinta,  

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– sono 

poste a carico della ricorrente soccombente (cfr. artt. 63 cpv. 1 e 5 PA non-

ché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]),  

che la decisione è definitiva e non può, di principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF), 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

D-1030/2024 

Pagina 11 

 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico della ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza.   

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all'autorità can-

tonale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Matteo Piatti 

 

 

Data di spedizione: