# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1243ef5f-a748-5976-90c6-aa10e6c70b07
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-02-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.02.2025 B-397/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-397-2023_2025-02-10.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte II 

B-397/2023 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 0  f e b b r a i o  2 0 2 5  

Composizione 

 
Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio),  

David Aschmann, Chiara Piras,  

cancelliere Corrado Bergomi. 
 

 
 

Parti 

 
Fondazione X. _______,  

ricorrente,   

 

 
contro 

 

 
Ufficio federale delle assicurazioni sociali,  

Famiglia, generazioni e società, 

autorità inferiore.  

  
 

 
 

Oggetto 

 
Aiuti finanziari per la custodia di bambini  

complementare alla famiglia. 

 

 

 

B-397/2023 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a Con invio del 7 agosto 2020, pervenuto il 10 agosto successivo, la 

Fondazione X. _______ ha presentato all’Ufficio federale delle assicura-

zioni sociali (di seguito: UFAS, autorità inferiore) una richiesta per la con-

cessione di aiuti finanziari per la creazione della struttura di custodia col-

lettiva diurna “A. _______”, entrata in esercizio il 17 agosto 2020. 

A.b Con decisione del 21 maggio 2021, l’UFAS ha accolto la richiesta. In 

sostanza, ha riconosciuto alla Fondazione X. _______ il diritto all’aiuto fi-

nanziario per una durata di due anni, a partire dal 17 agosto 2020 (dispo-

sitivo, cifra 1), calcolandolo in funzione di venticinque posti (dispositivo, ci-

fra 2). Inoltre, la richiedente è stata nel contempo informata che i documenti 

giustificativi necessari (la chiusura dell’esercizio annuale e le statistiche sui 

tassi di occupazione) avrebbero dovuto essere presentati, mediante il mo-

dulo ufficiale allegato (disponibile anche in forma elettronica sul sito inter-

net dell’UFAS), entro tre mesi dalla scadenza dell’anno di erogazione degli 

aiuti finanziari e che l’inosservanza di questa scadenza avrebbe compor-

tato una riduzione degli aiuti finanziari in applicazione dell’art. 15 cpv. 2 e 3 

dell’ordinanza del 25 aprile 2018 sugli aiuti finanziari per la custodia di bam-

bini complementare alla famiglia (OACust, RS 861.1) (dispositivo, cifra 3). 

A.c Quanto al primo anno di contribuzione, con invio del 10 novembre 

2021, pervenuto il 15 novembre seguente, la Fondazione X. _______ ha 

inoltrato all’UFAS l’apposito modulo per il conteggio dell’aiuto finanziario 

concernente la chiusura dell’esercizio annuale e le statistiche sul tasso di 

occupazione della struttura di custodia collettiva diurna menzionata.  

A.d Con decisione del 17 dicembre 2021, l’UFAS ha proceduto al conteg-

gio degli aiuti finanziari per il primo anno del loro versamento.  

A.e Con scritto del 17 dicembre 2021, l’UFAS ha prospettato alla Fonda-

zione X. _______ il versamento dell’anticipo per il secondo anno di contri-

buzione. Nel medesimo scritto, rispettivamente in quello del 30 settembre 

2022, l’UFAS ha rammentato alla Fondazione X. _______ che il termine 

per l’inoltro dei documenti contabili per il calcolo dell’aiuto finanziario rela-

tivo alla richiesta per il secondo anno d’esercizio sarebbe giunto a sca-

denza il 16 novembre 2022, indicando esplicitamente il testo dell’art. 15 

cpv. 2 e 3 OACust e comminando la riduzione dei sussidi in caso di inos-

servanza del termine. 

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A.f Il modulo, datato 14 novembre 2022, per il calcolo dell’aiuto finanziario 

concernente la chiusura dell’esercizio annuale e le statistiche sul tasso 

d’occupazione della struttura di custodia collettiva diurna interessata è per-

venuto all’UFAS, in forma cartacea, in data 12 dicembre 2022. 

A.g Con decisione del 21 dicembre 2022, l’UFAS ha fissato l’aiuto finan-

ziario totale per il secondo anno di contribuzione a fr. 95'152.–, riducendolo 

del 20% (1/5), ossia di fr. 19'030.40, data l’inosservanza, da parte della 

richiedente, del termine per presentare i documenti giustificativi, ottenendo 

così, tenuto conto della deduzione del versamento anticipato di fr. 69'700.– 

avvenuto in data 17 dicembre 2021, un importo finale di fr. 6'421.60.  

In sostanza, l’autorità inferiore ha considerato che la Fondazione 

X. _______ avrebbe dovuto inoltrare i detti documenti al più tardi entro il 

16 novembre 2022, dato che la struttura “A. _______” era entrata in fun-

zione il 17 agosto 2020, mentre i giustificativi sarebbero pervenuti all’UFAS 

soltanto il 12 dicembre 2022, ossia con un ritardo di quasi un mese, senza 

che alla scadenza del termine fosse stata inoltrata alcuna richiesta di pro-

roga. L’autorità inferiore ha poi osservato che le condizioni per un’even-

tuale restituzione del termine non erano adempiute, non avendo la richie-

dente fornito alcuna prova per l’inoltro tempestivo dei documenti.  

B.  

Con ricorso del 20 gennaio 2023, la Fondazione X. _______ (di seguito: 

ricorrente) ha impugnato la suddetta decisione dinanzi al Tribunale ammi-

nistrativo federale, domandando l’accoglimento del gravame, l’annulla-

mento della deduzione del 20% (1/5), nonché il riconoscimento e il versa-

mento del sussidio rimanente pari a fr. 19'030.40 secondo il calcolo effet-

tuato. 

La ricorrente contesta in essenza la legittimità della deduzione operata 

dall’UFAS. Ella spiega di aver inviato i documenti contabili richiesti per po-

sta A in data 14 novembre 2022, vista l’imminente scadenza del termine di 

inoltro del conteggio del secondo anno di contribuzione, ossia il 16 novem-

bre seguente. Non avendo ricevuto alcun riscontro, la ricorrente si sarebbe 

poi rivolta telefonicamente all’UFAS nella seconda metà del mese di no-

vembre 2022 per chiedere ragguagli sulla ricezione dei documenti. Sic-

come la persona interpellata sia per iscritto che con e-mail del 5 dicembre 

2022 le avrebbe comunicato che la documentazione non era ancora per-

venuta, la ricorrente avrebbe inviato, con e-mail dello stesso giorno, una 

copia dell’incarto, a suo dire, già spedito il 14 novembre precedente. La 

ricorrente desume dalla cronologia degli eventi e dalla circostanza che i 

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conteggi relativi a due altre sue strutture, entrambi inviati per posta A, sa-

rebbero giunti tempestivamente a destinazione, che la posta potrebbe aver 

consegnato puntualmente, anche in questo caso, la documentazione in 

questione all’UFAS e che forse sarebbe stata proprio quest’ultima autorità 

ad aver perso tutto l’incarto. Pertanto, la ricorrente conclude che la lesione 

del principio dell’affidamento da parte della posta possa giustificare un mo-

tivo di restituzione del termine. Invero, ella avrebbe agito correttamente in-

viando il conteggio in data 14 novembre 2022 per posta A, tanto più che, 

per stessa ammissione della posta, questo servizio può essere utilizzato 

per la spedizione di documenti importanti. 

C.  

Con presa di posizione del 31 marzo 2023, trasmessa alla ricorrente con 

una copia dell’indice degli atti il 5 aprile successivo, l’autorità inferiore 

chiede di respingere il ricorso. In sintesi, l’UFAS difende la riduzione degli 

aiuti finanziari del 20%, ritenendo che la ricorrente non abbia fornito alcuna 

prova a sostegno dell’invio tempestivo dei documenti o di un’eventuale vio-

lazione dell’obbligo di diligenza da parte dell’autorità e che l’argomenta-

zione addotta non sia pertanto sufficiente per giustificare un motivo per la 

restituzione del termine. 

D.  

Entro il termine impartito con ordinanza del 5 aprile 2023, la ricorrente non 

ha fatto uso della facoltà di inoltrare una replica. 

E.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti nella documentazione scritta 

verranno ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della 

vertenza. 

  

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Pagina 5 

Diritto: 

1.  

Il Tribunale amministrativo federale esamina d’ufficio e liberamente la rice-

vibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti (cfr. DTAF 2007/6 consid. 1).  

1.1 Su riserva delle eccezioni – non realizzate nel caso di specie – previste 

dall’art. 32 della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo fe-

derale (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale, in virtù dell’art. 31 LTAF, giu-

dica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 della legge federale del 

20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021) ema-

nate dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. In particolare, le decisioni 

rese dall’UFAS nell’ambito delle domande di aiuti finanziari possono essere 

impugnate dinanzi a questo Tribunale conformemente all’art. 33 lett. d 

LTAF in combinato disposto con l’art. 7 cpv. 1 della legge federale del 4 ot-

tobre 2002 sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare 

alla famiglia (LACust, RS 861).  

1.2 La ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità 

inferiore, in qualità di beneficiaria del sussidio e destinataria della decisione 

impugnata risulta particolarmente toccata e ha un interesse degno di 

protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa (cfr. art. 48 

cpv. 1 PA in combinato disposto con l'art. 37 LTAF). Le disposizioni relative 

al termine per presentare ricorso, alla forma e al contenuto dell'atto di 

ricorso sono ossequiate (art. 50 cpv. 1 e art. 52 cpv. 1 PA), come risultano 

parimenti adempiuti gli ulteriori presupposti processuali (art. 44 segg. e 

art. 63 cpv. 4 PA). 

1.3 Ne segue che dev’essere riconosciuta l’ammissibilità del ricorso. 

2.  

2.1 In assenza di disposizioni contrarie nella LACust, la procedura per la 

concessione degli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare 

alla famiglia è regolata dall’art. 35 cpv. 1 della legge del 5 ottobre 1990 

sugli aiuti finanziari e le indennità (legge sui sussidi, LSu, RS 616.1). Con-

formemente a detta norma, la protezione giuridica è retta dalle disposizioni 

generali sull’amministrazione della giustizia federale. Non è prevista alcuna 

eccezione (cfr. sentenze del TAF B-6685/2018 del 28 luglio 2020 con-

sid. 2.1, B-5932/2018 del 18 marzo 2019 consid. 2.1, B-3091/2016 

dell’8 febbraio 2018 consid. 2 e B-3819/2017 del 3 maggio 2018 con-

sid. 2.1). 

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2.2 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo-

cati la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del po-

tere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l'accertamento inesatto o incom-

pleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. b PA), nonché l'inadegua-

tezza (art. 49 lett. c PA). Il Tribunale applica il diritto d’ufficio e non è vinco-

lato in nessun caso dai motivi del ricorso (art. 62 cpv. 4 PA). 

2.3 In linea di principio, lo scrivente Tribunale dispone di un pieno potere 

d’esame (cfr. citate sentenze del TAF B-6685/2018 consid. 2.3, B-

5932/2018 consid. 2.3, B-3091/2016 consid. 2, sentenza B-6282/2016 del 

26 settembre 2018 consid. 2.1). Per prassi costante, esso si impone tutta-

via un certo riserbo nei casi in cui la legge attribuisce al Consiglio federale 

– in qualità di promulgatore di ordinanze di esecuzione – ed all’UFAS – in 

qualità di autorità specialistica – un potere d’apprezzamento per decidere 

nel singolo caso, soprattutto quando, come nella presente fattispecie, si 

tratta di sussidi al cui ottenimento la legislazione non conferisce alcun di-

ritto (“nei limiti dei crediti stanziati”, cfr. art. 1 cpv. 2 e art. 4 cpv. 3 LACust) 

e le autorità hanno in parte il compito di definire i criteri comuni e uniformi 

per la loro concessione (cfr. citate sentenze del TAF B-6685/2018 con-

sid. 2.3, B-5932/2018 consid. 2.3, B-6282/2016 consid. 2.1 seg. e 3.2, con 

ulteriori riferimenti, nonché B-198/2018 del 30 gennaio 2019 consid. 2). 

2.4 Tuttavia, nella misura in cui siano contestate l’interpretazione e l’appli-

cazione delle disposizioni legali o vengano fatti valere vizi procedurali, lo 

scrivente Tribunale esamina le censure sollevate con piena cognizione (cfr. 

citate sentenze del TAF B-6685/2018 consid. 2.3, B-5932/2018 consid. 2.3 

seg., B-198/2018 consid. 2, con ulteriori riferimenti).  

3.  

Il presente litigio ha per oggetto la riduzione del 20% (un quinto, ossia un 

valore litigioso di fr. 19'030.40), ordinata in applicazione dell’art. 15 cpv. 3 

OACust, dell’aiuto finanziario di fr. 95'152.– che l’autorità inferiore ha con-

cesso alla ricorrente, in virtù della LACust, per il suo secondo anno d’atti-

vità. La ricorrente contesta questa riduzione e pretende che le venga rico-

nosciuto e versato il sussidio rimanente di fr. 19'030.40.  

3.1  

3.1.1 La Confederazione concede, nei limiti dei crediti stanziati, aiuti finan-

ziari per l’istituzione di posti per la custodia di bambini complementare alla 

famiglia allo scopo di aiutare i genitori a conciliare meglio famiglia e lavoro 

o formazione (cfr. artt. 1, 2 cpv. 1 lett. a LACust e art. 4 cpv. 1 OACust). Gli 

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aiuti finanziari sono destinati prioritariamente alle nuove strutture, ma pos-

sono anche essere concessi a quelle esistenti che aumentano la loro of-

ferta in maniera significativa (art. 2 cpv. 2 LACust).  

3.1.2 Gli aiuti finanziari possono essere concessi alle strutture di custodia 

collettiva diurna che, ai sensi dell’art. 3 LACust, sono gestite da persone 

fisiche, Cantoni, Comuni o da altre persone giuridiche (lett. a), il cui finan-

ziamento a lungo termine sembra garantito per sei anni al minimo (lett. b) 

e che rispondono a esigenze qualitative cantonali (lett. c). Sono conside-

rate strutture di custodia collettiva diurna le istituzioni che custodiscono i 

bambini in età prescolastica (art. 4 cpv. 1 OACust). Possono ricevere aiuti 

finanziari le strutture di custodia collettiva diurna che: a. dispongono di al-

meno 10 posti; e b. sono aperte almeno 25 ore alla settimana e 45 setti-

mane all’anno (art. 4 cpv. 2 OACust). 

3.1.3 Giusta l’art. 6 cpv. 1 e 2 LACust, le domande di aiuti finanziari devono 

essere presentate all’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) e 

le strutture di custodia collettiva diurna e di custodia parascolastica devono 

presentare la loro domanda prima dell’apertura della struttura o dell’au-

mento dell’offerta. 

3.1.4 La questione litigiosa non verte propriamente sulla domanda o sul 

riconoscimento del diritto agli aiuti finanziari, essendo quest’ultimo stato 

concesso dall’UFAS con decisione del 21 maggio 2021, ma sulle condizioni 

per il versamento di tali sussidi nel secondo anno di contribuzione, nonché 

sulle conseguenze del mancato ossequio a dette condizioni.  

A tale riguardo, l’art. 15 cpv. 3 OACust prevede che i documenti corrispon-

denti devono essere presentati all’UFAS entro tre mesi dalla scadenza 

dell’anno per il quale sono concessi aiuti finanziari (anno di contribuzione) 

o dalla conclusione del progetto (art. 15 cpv. 3 primo periodo OACust). Se 

vi sono motivi sufficienti, prima della sua scadenza il termine può essere 

prorogato, su domanda scritta, di un mese al massimo (art. 15 cpv. 3 se-

condo periodo OACust). Se il termine ordinario o prorogato non è rispettato 

senza un motivo plausibile, gli aiuti finanziari sono ridotti di un quinto in 

caso di ritardo fino a un mese e di un altro quinto per ogni ulteriore mese 

di ritardo (art. 15 cpv. 3 terzo periodo OACust). L’art. 15 cpv. 3 OACust 

corrisponde secondo il contenuto quasi totalmente all’art. 13 cpv. 3 della 

vecchia ordinanza del 9 dicembre 2002 (RU 2003 258, 2011 189, 2015 25). 

La sola differenza rilevante consiste nel fatto che la disposizione prece-

dente prevedeva una riduzione di un quinto “in caso di ritardo di un mese”, 

mentre la normativa attuale è più precisa, indicando “in caso di ritardo fino 

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ad un mese”. Tale precisazione è riconducibile ad un adattamento del testo 

in italiano alla versione tedesca e francese della vecchia ordinanza in cui 

veniva già specificato che in caso di ritardo “bis zu 1 Monat” e “allant ju-

squ’à un mois”, ossia fino ad un mese, la riduzione ammonta ad un quinto 

(cfr. sentenza del TAF B-4744/2015 del 3 luglio 2017 consid. 9.3). 

3.2  

3.2.1 Come già segnalato, con decisione del 21 maggio 2021 l’UFAS ha 

riconosciuto alla ricorrente il diritto all’aiuto finanziario a partire dal 17 ago-

sto 2020 per una durata di due anni in favore dell’apertura della struttura di 

custodia collettiva diurna “A. _______”. La documentazione contabile per 

poter effettuare il relativo versamento per il secondo anno di contribuzione 

avrebbe dovuto essere inoltrata al più tardi entro il 16 novembre 2022, ciò 

che la ricorrente non contesta. Secondo l’incarto, risulta che la documen-

tazione necessaria è pervenuta all’UFAS in via elettronica in data 23 no-

vembre 2022, 2 e 5 dicembre 2022 e poi il 12 dicembre 2022 in forma 

cartacea, dopo essere stata spedita il 5 dicembre 2022 secondo la data 

della lettera d’accompagnamento (cfr. atti preliminari C1, C 5.1, C 5.2, 

C 6-11). Sempre dall’incarto emerge che, prima della scadenza del termine 

per l’inoltro della documentazione contabile, la ricorrente non ha inoltrato 

alcuna domanda di proroga presso l’UFAS, ciò che nemmeno lei contrad-

dice. Di conseguenza, non è ravvisabile alcuna violazione del diritto se l’au-

torità inferiore, alla luce dei fatti indicati, ha ritenuto che il termine di inoltro 

della documentazione necessaria per il versamento non fosse stato rispet-

tato. 

3.2.2 La ricorrente ha asserito di aver inviato i documenti per posta A, la 

prima volta, in data 14 novembre 2022 e una seconda volta il 5 dicembre 

2022, in via elettronica e postale, dopo che l’UFAS, dietro sua esplicita ri-

chiesta in data 5 dicembre 2022, le aveva comunicato di non aver ricevuto 

la documentazione presumibilmente inoltrata in data 14 novembre 2022. 

La ricorrente spiega di aver trasmesso all’UFAS, sempre mediante posta 

A, la documentazione contabile per altre due strutture da lei gestite e che 

in questi casi l’invio sarebbe giunto puntualmente a destinazione. Ella non 

esclude che la posta possa anche aver consegnato la documentazione in 

questione all’UFAS e che si possa imputare proprio all’autorità inferiore, 

come pure alla posta, l’eventuale smarrimento dei documenti. 

3.2.2.1 Per essere considerati tempestivi, gli atti scritti devono essere con-

segnati all’autorità oppure, all’indirizzo di questa, a un ufficio postale sviz-

zero o una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi 

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l’ultimo giorno del termine (art. 21 cpv. 1 PA). L’onere della prova circa la 

tempestività dell’invio degli scritti indirizzati al Tribunale o ad un’autorità 

amministrativa e la data in cui esso è avvenuto incombe di massima alla 

parte ricorrente e al suo patrocinatore; questo vale in particolare per la que-

stione di sapere se un invio è stato consegnato tempestivamente alla posta 

(cfr. art. 8 del Codice civile svizzero del 10 dicembre 1907 [CC, RS 210]; 

DTF 139 V 176 consid. 5.2; sentenza del TF 2C_704/2014 del 10 febbraio 

2015 consid. 3.4 con rinvii; PATRICIA EGLI, in: Waldmann/Krauskopf [ed.], 

Praxiskommentar Verwaltungsverfahrensgesetz, 3a ed. 2023 [di seguito: 

Praxiskommentar], n. 14 ad art. 21 PA; URS PETER CAVELTI, in: Auer/Mül-

ler/Schindler [ed.], VwVG-Bundesgesetzt über das Verwaltungsverfahren 

Kommentar, 2a ed. 2019 [di seguito: VwVG-Kommentar], n. 11 ad art. 21 

PA; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, Prozessieren vor dem Bundes-

verwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 2.132). L’invio per posta semplice (po-

sta A) non costituisce prova della ricezione o della data di ricezione, 

quand’anche la persona che l’ha effettuato possa attestare di averlo depo-

sitato personalmente presso l’ufficio postale (cfr. DTF 142 III 369 con-

sid. 4.1; 137 III 208 consid. 3.1.2; YVES DONZALLAZ, La notification en droit 

interne suisse, 2002, n. 1260 con rinvii). In presenza di un invio per po-

sta A, il tracciamento di tale invio risulta in pratica impossibile (cfr. DONZAL-

LAZ, op. cit., n. 1260). La sempre presente possibilità di un errore della 

posta non basta, ma chi ha l’onere della prova deve apportare elementi 

concreti attestanti un errore (cfr. DTF 142 IV 201 consid. 2.3 con ulteriori 

rinvii). 

3.2.2.2 Viste le considerazioni appena esposte, in presenza di un presunto 

invio per posta A, il tracciamento di tale invio risulta impossibile, come del 

resto riconosce la stessa ricorrente. Di conseguenza, il Tribunale non è in 

grado di verificare l’attendibilità delle allegazioni della ricorrente. Quest’ul-

tima era stata avvertita a più riprese dall’UFAS riguardo ai termini di inoltro 

della documentazione e alle conseguenze del mancato ossequio dei ter-

mini secondo quanto previsto dall’art. 15 cpv. 3 OACust (cfr. fatti A.b, A.e). 

Perciò ci si poteva aspettare dalla ricorrente che scegliesse la modalità 

dell’invio raccomandato per poter garantire la prova dell’asserito puntuale 

invio dei documenti, ciò che ha omesso di fare, oppure che contattasse 

l’UFAS tempestivamente, cioè prima della scadenza del termine, per chie-

dere ragguagli circa un’eventuale proroga del termine, invece di rivolgersi 

all’autorità dopo che il termine era già scaduto. La sola dichiarazione di 

un’impiegata della ricorrente (atto C 5.1) non può essere ritenuta idonea 

per dimostrare l’invio tempestivo dei documenti contabili. Le semplici as-

serzioni di un eventuale smarrimento dell’invio da parte della posta o dello 

stesso UFAS rimangono generiche e mancano della concretezza 

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necessaria per essere considerate idonee a dimostrare la tempestività 

dell’invio. Nemmeno il fatto che l’invio, mediante posta A, della documen-

tazione necessaria in riferimento ad altre due strutture gestite dalla ricor-

rente, sia giunto puntualmente a destinazione dell’UFAS, aiuta a compro-

vare che i documenti relativi alla struttura qui interessata siano stati effetti-

vamente inviati per tempo. Pertanto, non sussiste alcun motivo plausibile 

per l’inosservanza del termine ordinario e la ricorrente deve sopportare le 

conseguenze della scelta della modalità d’invio mediante posta A semplice 

della documentazione contabile, in quanto tale modalità non permette di 

tracciare detto invio al pari invece di un invio raccomandato o per posta A 

Plus.  

3.3 La ricorrente si duole che l’UFAS abbia stabilito che gli argomenti da 

lei invocati non costituiscono alcun motivo per ottenere e giustificare una 

restituzione del termine.  

3.3.1 Ai sensi dell’art. 24 cpv. 1 PA, se il richiedente è stato impedito senza 

sua colpa di agire nel termine stabilito, quest’ultimo è restituito in quanto, 

entro 30 giorni dalla cessazione dell’impedimento, ne sia fatta domanda 

motivata e sia compiuto l’atto omesso (sentenza del 

TF 9C_137/2008 del 22 gennaio 2009). Secondo la giurisprudenza, per 

impedimento senza colpa bisogna intendere non solo l’impossibilità di 

agire oggettiva nel senso della forza maggiore, bensì anche l’impossibilità 

soggettiva dovuta a circostanze personali o all’errore scusabile (cfr. sen-

tenze del TF 8C_666/2014 del 7 gennaio 2015 consid. 4.2 e 

9C_749/2012 del 26 novembre 2012 consid. 3). Costituisce impedimento 

senza colpa qualsiasi circostanza che avrebbe impedito ad un richiedente 

diligente di agire entro il termine e impossibilitato ad incaricare un terzo di 

compiere gli atti di procedura necessari (sentenza del TAF 

C-2706/2017 del 10 luglio 2017 consid. 5.3). Non sono ritenute circostanze 

d’impedimento l’ignoranza delle norme di diritto, il carico di lavoro, l’as-

senza per vacanze oppure una cattiva organizzazione. Per contro, impedi-

menti senza colpa sono segnatamente le catastrofi naturali, la prestazione 

del servizio militare oppure una grave malattia (sentenza del TAF 

B-4608/2013 del 16 giugno 2015 consid. 5.1). Anche in materia di aiuti fi-

nanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia, la prassi 

dello scrivente Tribunale è molto restrittiva nel senso che, nell’interesse 

della certezza del diritto e dello svolgimento ordinato delle procedure, un 

motivo di impedimento non va ammesso alla leggera (cfr. sentenze del TAF 

B-674/2021 del 18 novembre 2021 consid. 5.4 segg., B-5561/2019 del 7 di-

cembre 2020 consid. 4.3, B-549/2019 del 26 maggio 2020 consid. 7.1, 

B-4608/2013 del 16 giugno 2015 consid. 5.1 e C-6945/2013 del 

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Pagina 11 

17 marzo 2014 consid. 2 segg.). La prova che il termine non ha potuto es-

sere osservato per un impedimento senza colpa deve essere fornita dalla 

persona richiedente che deve dimostrare l’avveramento delle circostanze 

invocate. In tale ambito va osservato che il grado di prova della semplice 

verosimiglianza non è sufficiente (EGLI, in: Praxiskommentar, op. cit., n. 7 

e 11 ad art. 24 PA). 

3.3.2 In linea di massima, eventuali errori da parte della posta non devono 

essere imputati ad un ricorrente, ma questo vale in particolare quando la 

posta commette errori nel caso di invii all’autorità o di operazioni di paga-

mento con quest’ultima e un simile errore comporta l’inosservanza del ter-

mine (cfr. sentenza del TAF A-5540/2013 del 6 gennaio 2014 consid. 4, 

B-65/2012 dell’11 aprile 2012 consid. 4.3.2 con rinvii). Tuttavia, in caso di 

invii non raccomandati, come è avvenuto nel caso di specie, compete al 

mittente di dimostrare se e quando gli scritti siano stati puntualmente inviati 

e siano giunti a destinazione. Anche nell’ambito di richieste di restituzione 

del termine va comunque sottolineato che la semplice possibilità teorica di 

un errore della posta e dell’autorità, rispettivamente dello smarrimento di 

un invio da parte di entrambe, senza l’indicazione di indizi concreti suscet-

tibili di corroborare con verosimiglianza preponderante che l’errore sia dav-

vero avvenuto, non può bastare per ammettere un impedimento senza 

colpa ai sensi dell’art. 24 cpv. 1 PA. Pertanto, l’UFAS non è incorso in una 

violazione del diritto per aver ritenuto che gli argomenti della ricorrente non 

potessero costituire e giustificare un motivo per la restituzione del termine.  

4.  

La ricorrente richiede l’annullamento della riduzione del 20% (1/5) dell’aiuto 

finanziario.  

4.1  

4.1.1 Secondo l’art. 15 cpv. 3 terzo periodo OACust, già citato, se il termine 

ordinario o prorogato non è rispettato senza un motivo plausibile, gli aiuti 

finanziari sono ridotti di un quinto in caso di ritardo fino a un mese e di un 

altro quinto per ogni ulteriore mese di ritardo.  

4.1.2 In concreto, come esposto ai consid. 3.2.1 segg., la ricorrente non ha 

osservato il termine per inoltrare la documentazione necessaria senza un 

motivo plausibile, per cui la riduzione dell’aiuto finanziario concesso è, in 

quanto tale, giustificata. L’inoltro della documentazione contabile necessa-

ria sarebbe dovuto avvenire al più tardi entro il 16 novembre 2022, mentre 

il modulo e i relativi dati sono stati trasmessi in via elettronica il 23 

B-397/2023 

Pagina 12 

novembre 2022, il 2 e il 5 dicembre 2022 e sono pervenuti all’UFAS in 

forma cartacea in data 12 dicembre 2022. Siccome ad una firma scansio-

nata contenuta in un documento inviato tramite e-mail non può essere at-

tribuito lo stesso valore legale di una firma elettronica qualificata o di una 

firma autografa, per il calcolo del ritardo è opportuno basarsi preferibil-

mente sulla data di ricezione del modulo firmato in versione cartacea, ossia 

il 12 dicembre 2022. Il ritardo nella trasmissione dei documenti si lascia 

così quantificare attorno ai ventisei giorni. In ogni caso, vale a dire anche 

considerando la data di trasmissione in forma elettronica, si tratta di un 

ritardo “fino ad un mese”, per cui la riduzione del 20% (1/5) si rivela con-

forme all’art. 15 cpv. 3 terzo periodo OACust (cfr. anche le sentenze del 

TAF B-724/2017 del 4 ottobre 2017 consid. 9 segg., B-4744/2015 del 3 lu-

glio 2017 consid. 9 segg., rese in applicazione dell’art. 13 cpv. 3 della vec-

chia ordinanza dal testo prevalentemente simile, cfr. supra consid. 3.1.4 

i.f.).  

4.2 Pur quanto la riduzione operata dall’UFAS possa essere ritenuta con-

siderevole, val la pena di evidenziare che essa va messa in relazione alla 

natura degli aiuti finanziari nel senso di “vantaggi pecuniari […] per assicu-

rare o promuovere l’adempimento di un compito scelto dal beneficiario” 

(art. 3 cpv. 1 LSu), i quali possono essere concessi solamente “nei limiti dei 

crediti stanziati” (art. 1 cpv. 2 LACust), non conferendo la legislazione spe-

cifica alcun diritto al loro ottenimento. Questo implica, come risulta dall’ob-

bligo che incombe all’assegnatario del sussidio, giusta l’art. 15 cpv. 3 OA-

Cust, di presentare i documenti corrispondenti all’UFAS entro tre mesi dalla 

scadenza dell’anno per il quale sono concessi gli aiuti finanziari (anno di 

contribuzione), che il beneficiario deve far prova della diligenza necessaria 

nel cooperare con l’autorità amministrativa per rendere possibile e facilitare 

l’erogazione dell’aiuto finanziario (cfr. art. 13 cpv. 1 lett. a PA) nonché per 

poterne usufruire senza temere riduzioni di sorta. A titolo abbondanziale si 

rammenta che secondo la giurisprudenza nell’ambito delle sovvenzioni, 

non vi è formalismo eccessivo nel rifiuto di richieste di sussidi se il richie-

dente ha iniziato la realizzazione di un progetto senza permesso oppure se 

ha omesso di inviare la richiesta entro i termini di legge (DTF 130 V 177 

consid. 5.4). Vi è un interesse degno di protezione dello stato ad un’attua-

zione rigorosa delle disposizioni relative alla concessione di sussidi (idem). 

Lo stesso deve poter valere anche nell’ambito delle condizioni per il loro 

versamento. 

4.3 Ne discende che le censure mosse dalla ricorrente all’autorità inferiore 

per avere ridotto del 20% l’aiuto finanziario concessole, si rivelano infon-

date.   

B-397/2023 

Pagina 13 

5.  

In conclusione, riducendo l’aiuto finanziario di fr. 95'152.– nella misura del 

20% (fr. 19'030.40), per un importo finale di fr. 6'421.60, tenuto conto della 

deduzione del versamento anticipato di fr. 69'700.–, l’autorità inferiore non 

ha violato il diritto federale (art. 49 lett. a PA). Di conseguenza, il ricorso 

deve essere respinto e la decisione impugnata confermata.  

6.  

Le spese processuali, consistenti in una tassa di decisione, nelle tasse di 

cancelleria nonché negli esborsi, sono fissate a fr. 2'000.–, poste a carico 

della ricorrente che soccombe (art. 63 cpv. 1 PA), e prelevate sull'anticipo 

dello stesso importo da essa già versato.   

Per quanto concerne le spese ripetibili, alla ricorrente non si assegna al-

cuna indennità conformemente al principio della soccombenza (art. 64 

cpv. 1 PA a contrario).  

Quanto all’UFAS, le autorità federali, come autorità di prima istanza, non 

hanno diritto, per principio, ad indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del 

regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, 

RS 173.320.2]). 

7.  

La presente sentenza non può essere impugnata davanti al Tribunale fe-

derale (art. 83 lett. k della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale 

[LTF]; RS 173.110), ed è quindi definitiva.  

  

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Pagina 14 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

Le spese processuali, di fr. 2'000.–, sono poste a carico della ricorrente e 

computate con l’anticipo di pari importo, da lei già versato.  

3.  

Non si assegnano indennità a titolo di spese ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente e all'autorità inferiore. 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Pietro Angeli-Busi Corrado Bergomi 

 

 

Data di spedizione: 18 febbraio 2025 

 

  

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Comunicazione a: 

– ricorrente (raccomandata; allegati: atti di ritorno); 

– autorità inferiore (n. di rif. […]; raccomandata; allegato: incarto).