# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1dcc8e0e-98b1-50f6-ae26-2bcfb585b9d4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-04-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 07.04.2006 60.2003.383
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2003-383_2006-04-07.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2003.383

   

  	
  Lugano

  7 aprile 2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele
  Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretario:

  	
  Rocco Filippini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire sull’istanza 17/18.11.2003 presentata da

 

 

	
   

  	
  IS 1 

  IS 2 

  PA 1

   

  
	
   

  	
   

  tendente ad ottenere, in relazione all’esito del procedimento
  penale sfociato nel giudizio 10.12.2002 della Corte delle assise correzionali
  di __________ (inc. __________), un’indennità a’ sensi degli art. 317 ss.
  CPP;

  	 

 

 

 

richiamate le osservazioni 24/26.11.2003 del procuratore pubblico
Marco Villa, che si rimette al prudente giudizio di questa Camera, osservando
nondimeno che la nota professionale dell’avv. PA 1 appare eccessiva, che il
danno materiale non è provato e che il torto morale deve essere sensibilmente
ridotto;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto ed in diritto

 

                                         che
con decreti 26.4.1999 il magistrato inquirente ha posto in stato di accusa
davanti all’allora competente Corte delle assise correzionali di __________ IS
1 e IS 2 e ha proposto la loro condanna alla pena di trenta giorni di
detenzione sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni, al
versamento alla parte civile Dipartimento del territorio, Sezione forestale,
dell’importo di CHF 274'010.-- ed al pagamento delle relative tasse di
giustizia e spese, siccome ritenuti colpevoli di incendio colposo “per
avere, per negligenza, malgrado da diverso tempo fosse in atto il divieto
assoluto di accendere fuochi all’aperto nonché la sospensione di esercizi
militari, quali il lancio di granate, agendo congiuntamente (…), fatto brillare
con due separate esplosioni quattro inesplosi (lanciamine riduttore Niko),
tanto da cagionare un principio di incendio che poi sviluppatosi, date le
condizioni atmosferiche oltremodo favorevoli, ha assunto enormi proporzioni,
causando dei danni preventivamente stimati in almeno fr. 2'840'256.--”,
fatti avvenuti a __________, __________ __________ __________, il __________
(DAC __________, __________);

 

 

                                         che
con scritto 11.5.1999 IS 1 e IS 2 hanno interposto formale opposizione ai predetti
decreti di accusa;

 

 

                                         che
con decisione 10.12.2002 la Corte delle assise correzionali di __________ ha
assolto entrambi i coaccusati dall’imputazione (inc. __________);

 

 

                                         che
con l’istanza in esame – presentata nel termine di un anno di cui all’art. 320
cpv. 1 CPP – IS 1 e IS 2, che protestano le ripetibili, chiedono che lo Stato
della Repubblica e del Cantone Ticino sia condannato a versare loro, quale
risarcimento del danno sofferto in seguito al procedimento penale, l’importo
complessivo di CHF 90'236.-- (CHF 45'118.-- ciascuno) oltre interessi, di cui CHF
30'236.-- per spese di patrocinio, CHF 40'000.-- per danni materiali e CHF
20'000.-- per torto morale;

 

 

                                         che
giusta l'art. 317 CPP l'accusato prosciolto – ossia assolto al processo dalla
Corte delle assise correzionali o criminali o dal pretore, oppure liberato da
ogni accusa con decreto di abbandono – ha diritto ad un'indennità nella forma
della rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali
e della riparazione del torto morale (REP. 1998 n. 126; R. HAUSER / E. SCHWERI
/ K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005, § 109
n. 1 ss.; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 4017 ss.);

 

 

                                         che
– nello stabilire l'importo delle spese di patrocinio da risarcire – questa
Camera verifica la conformità della nota di onorario ai criteri della Tariffa
dell'Ordine degli avvocati (TOA), applicando i parametri giurisprudenziali
seguiti dal Consiglio di moderazione;

 

 

                                         che
giusta l'art. 37 TOA per tutti i procedimenti penali l'avvocato ha diritto di
esporre, per l'assistenza al patrocinato durante le informazioni preliminari,
l'istruttoria e la preparazione al dibattimento, un supplemento che non deve in
ogni caso eccedere quello massimo previsto dagli art. 31 ss. TOA, ossia CHF
5'000.-- per i procedimenti di contravvenzioni a leggi cantonali e federali,
CHF 3'000.-- per i processi davanti al pretore, CHF 15'000.-- per i processi
davanti alla Corte delle assise correzionali e CHF 50'000.-- per i processi davanti
alla Corte delle assise criminali;

 

 

                                         che,
entro tali limiti, l'onorario deve essere stabilito in base ai principi
generali dell'art. 8 TOA, cioè secondo la complessità e l'importanza, il valore
e l'estensione della pratica, la competenza professionale e la responsabilità
dell'avvocato, il tempo e la diligenza impiegati, la situazione sociale e
patrimoniale delle parti, l'esito conseguito e la sua prevedibilità;

 

 

                                         che
il Consiglio di moderazione fissa dal 2001 la remunerazione, a dipendenza della
complessità della fattispecie, a CHF 250.-- orari per i casi più semplici (CHF
200.-- dal 1992 e CHF 220.-- dal 1996), senza stabilire un limite massimo;

 

 

                                         che
nel riconoscimento dell'onorario risarcibile questa Camera ammette onorari corrispondenti
ad una regolare, ordinata e ragionevole conduzione del mandato, applicando
criteri corrispondenti a quanto mediamente praticato, lasciando a carico del
patrocinato la parte riconducibile ad una specifica scelta del patrocinatore;

 

 

                                         che
in questo senso si tiene conto della complessità e dell'importanza della
pratica, delle difficoltà fattuali e giuridiche, della responsabilità,
dell'impegno, della diligenza e del tempo impiegati, nonché della prevedibilità
dell'esito del procedimento;

 

 

                                         che
in altre parole l'onorario a tempo va stabilito prendendo quale parametro un
avvocato sperimentato nel diritto penale, tenuto conto di un ragionevole
margine di oscillazione connesso con le particolarità del caso;

 

 

                                         che
gli istanti postulano anzitutto la rifusione degli acconti versati al loro primo
patrocinatore di fiducia, avv. __________ __________, di complessivi CHF
4'300.-- (CHF 2'150.-- ciascuno);

 

 

                                         che
nella procedura retta dagli art. 317 ss. CPP, il principio inquisitorio – che
peraltro non dispensa la parte dal suo obbligo di collaborare all’accertamento
dei fatti, segnatamente dall’onere di provare quanto in sua facoltà (DTF 120 V
357) – trova un’applicazione limitata (decisione TF 1P.602/2003 del 23.2.2004,
p. 6);

 

 

                                         che
l’onere della prova incombe infatti agli istanti, che devono sostanziare le
domande di risarcimento (REP. 1998 n. 126 p. 380 consid. 3);

 

 

                                         che
in concreto essi si sono limitati a produrre le richieste di acconto 12.5.1999 dell’avv.
__________ __________ e le successive ricevute di pagamento (doc. A e B),
omettendo perfino di fornire concrete indicazioni sulle operazioni svolte dal
patrocinatore;

 

 

                                         che
nondimeno, come da prassi di questa Camera, anche in assenza del dettaglio
della nota professionale, le spese di patrocinio possono essere rifuse per
quanto ricostruibili dall’incarto (decisione CRP __________ del 24.2.2006);

 

 

                                         che,
esaminati gli atti, il patrocinio dell’avv. __________ __________ si è
sostanzialmente limitato alla stesura dell’istanza di complemento di inchiesta
di data 14.9.1998 (AI 40) e dell’opposizione 15.5.1999 ai decreti di accusa, a
cui vanno aggiunti gli inevitabili colloqui con gli istanti e l’inevitabile
studio degli atti;

 

 

                                         che
viene pertanto ammesso un onorario pari a 2 ore e 40 minuti a CHF 220.--/ora (come
da prassi all’epoca del mandato), per complessivi CHF 587.--, di cui 60 minuti
inerenti i colloqui con gli istanti, 60 minuti inerenti l’esame degli atti, 30
minuti inerenti l’istanza di complemento di inchiesta di data 14.9.1998 e 10
minuti inerenti la stesura dell’opposizione 15.5.1999 ai decreti di accusa;

 

 

                                         che
le spese vengono invece riconosciute in CHF 30.-- (CHF 5.--/raccomandata e CHF
5.-- per ogni pagina originale, compresa la copia per l’incarto), mentre l’IVA ammonta
a CHF 41.60 (calcolata per ¾ al tasso del 6.5%, per ¼ al tasso del 7.5%);

 

 

                                         che
gli istanti postulano in seguito la rifusione degli onorari (ridotti) e delle
spese di cui alla nota professionale 23.9.2003 del loro successivo
patrocinatore di fiducia, avv. PA 1, per complessivi CHF 25'936.-- [di cui CHF
25'000.-- a titolo di onorari e CHF 936.-- per spese (cfr. istanza
17/18.11.2003, p. 5)];

 

 

                                         che
l’avvicendamento di legale in corso di procedura era giustificato dal
fatto che l’avv. __________ __________ ha nel frattempo
cessato la sua attività (cfr. istanza 17/18.11.2003, p. 4), per cui nel caso concreto
vanno risarcite anche quelle spese che sono inevitabilmente sorte da tale
avvicendamento (R. WALLIMAN BAUR, Diss. ZH 1998,
Entschädigung und Genugtuung durch den Staat an unschuldig Verfolgte im
ordentlichen zürcherischen Untersuchungsverfahren, p. 106);

 

 

                                         che la tariffa applicata dall’avv. PA 1, pari a CHF 250.--/ora (cfr.
istanza 17/18.11.2003, p. 5), appare conforme ai principi suesposti;

 

 

                                         che
il dispendio orario che ne deriva (pari a 100 ore a CHF 250.--/ora) – pur
riconoscendo le difficoltà di fatto dipendenti dalla necessità di smontare la perizia
giudiziaria sulle cause dell’incendio allestita dall’ing. __________ __________,
problematiche che imponevano approfondimenti con esperti del ramo (cfr. istanza
17/18.11.2003, p. 4) – appare invece, per un avvocato con le dovute conoscenze
in ambito penale, oggettivamente sproporzionato alla vicenda;

 

 

                                         che
determinante è infatti non tanto l'impiego temporale effettivo nel caso
concreto, quanto semmai quello medio che un avvocato diligente avrebbe profuso,
secondo la normale esperienza, nell'esecuzione di un mandato di complessità
analoga (REP. 1998 n. 126);

 

 

                                         che
inoltre il fatto che la TOA preveda dei massimi non implica necessariamente che
essi vadano applicati al patrocinio in questione;

 

 

                                         che
viene conseguentemente ammesso un onorario pari a 52 ore a CHF 250.--/ora, per
complessivi CHF 13'000.--, di cui 2 ore inerenti gli scritti (in media 10
minuti/scritto, stralciati quelli di data 17.8.2001 e 4.9.2001, che non
figurano agli atti), 2 ore e 30 minuti inerenti le conferenze telefoniche (in
media 5 minuti/telefonata), 3 ore inerenti la trasferta e l’esame degli atti
presso il Tribunale penale cantonale di data 11.4.2002 (stralciata invece la
seconda trasferta del 22.11.2002, non essendo sufficientemente motivata in
relazione alla fattispecie), 8 ore inerenti i vari colloqui con gli istanti, 45
minuti inerenti la conferenza con “addetto Polizia fuoco” di data
22.5.2002, 45 minuti inerenti l’accesso agli “Uffici Divisione Ambiente e
Foresta” di data 27.6.2002, 45 minuti inerenti la conferenza “con
addetti Patriziato di __________” di data 3.7.2002, 4 ore inerenti la
trasferta al __________ __________, il sopralluogo alla __________ __________ __________
e la prova brillamento di data 2.12.2002 (stralciata invece la prima trasferta di
data 11.11.2002, che alla luce di questo nuovo sopralluogo, non appare
sufficientemente motivata), 1 ora inerente la conferenza con l’ex comandante
dei Civici pompieri di __________ __________ (che in tale veste aveva
partecipato allo spegnimento dell’incendio divampato il __________) e la
stesura della sua dichiarazione autenticata di data 6.12.2002, 12 ore inerenti i
vari esami dell’incarto e la preparazione del dibattimento (anche unitamente
agli istanti), 16 ore e 30 minuti inerenti le trasferte ed il dibattimento
presso la Corte delle assise correzionali di __________ durante i giorni di
lunedì 9.12.2002 (dalle ore 9.30 alle ore 17.45) e di martedì 10.12.2002 (dalle
ore 9.30 alle ore 16.05), ed infine 45 minuti inerenti la stesura del progetto di
lettera (e della relativa traduzione) per il Consigliere federale on. __________
__________;

 

 

                                         che
a detto importo vanno aggiunte le spese, riconosciute in CHF 633.30, ridotte in
particolare a CHF 10.50 quelle inerenti le telefonate (CHF 0.15/minuti,
cfr. decisione 10.12.2004 del Consiglio di moderazione in re
avv. B. C., inc. 19.2004.6), a CHF 232.-- quelle
inerenti le trasferte [CHF 1.--/km (art. 3 cpv. 2 lit. c TOA): 64 km ogni
trasferta Bellinzona/Lugano/Bellinzona (cfr. “indicatore delle distanze
chilometriche da Bellinzona, Lugano, Locarno” emanato dal Dipartimento
delle finanze e dell’economia), stralciate invece – come sopra indicato – le
trasferte di data 11.11.2002 e 22.11.2002] ed a CHF 74.80 quelle inerenti gli
scritti (CHF 5.--/raccomandata e CHF 5.-- per ogni pagina originale, compresa
la copia per l’incarto), stralciate infine quelle di data 2/3.1.2001 (“steso
progetto di lettera”, “steso traduzione lettera”), in quanto non
meglio specificate;

 

 

                                         che
l’IVA non è infine pretesa, gli istanti postulando unicamente il risarcimento
degli oneri e delle spese di cui alla nota professionale 23.9.2003;

 

 

                                         che
agli istanti va pertanto rifuso – a titolo di spese legali – l’importo
complessivo di CHF 14'291.90 (CHF 7'145.95 ciascuno), di cui CHF 658.60 per le
prestazioni dell’avv. __________ __________ e CHF 13'633.30 per le prestazioni
dell’avv. PA 1;

 

 

                                         che
per gli interessi moratori sono applicabili le disposizioni generali del CO e
pertanto essi vanno riconosciuti al tasso del 5% (art. 104 cpv. 1 CO) dalla
prima interpellazione agli atti (art. 102 CO), ossia, nel caso concreto,
dall’introduzione in data 17.11.2003 della presente istanza;

 

 

                                         che
– con riferimento al risarcimento dei danni materiali – secondo la
giurisprudenza sviluppata da questa Camera nell'interpretazione delle norme
precedentemente in vigore, in merito al concetto dei danni pecuniari da
risarcire, era stato inizialmente affermato che "tali sono e non
possono essere altri che quelli della perdita di guadagno e di occupazione"
(REP. 1925 p. 312), per poi successivamente confermare l'estensione
interpretativa del danno pecuniario al "danno patrimoniale, materiale"
e cioè del lucrum cessans e del damnum emergens in nesso di causa ed effetto
(REP. 1985 p. 406 e 1988 p. 422);

 

 

                                         che
l'accusato deve dimostrare che il danno subito é la conseguenza diretta
dell'accusa o della detenzione;

 

 

                                         che
per la valutazione e l'estensione del danno sono applicabili, quale diritto
suppletivo, gli art. 42 ss. CO (R. HAUSER / E. SCHWERI /
K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 7);

 

 

                                         che
al proposito IS 2 afferma di avere contratto una depressione che lo ha
costretto al pensionamento anticipato, mentre IS 1 sostiene di non essere stato
nominato malgrado i suoi meriti, circostanze queste che hanno provocato un
danno materiale che “(…) dovrà essere calcolato da una perizia e che viene
provvisoriamente calcolato in CHF 20'000.-- ciascuno con la riserva di
aumentarlo e diminuirlo a seconda delle risultanze di detta perizia” (istanza
17/18.11.2003, p. 5);

 

 

                                         che
in merito al pensionamento anticipato ed alla mancata nomina, gli istanti chiedono
invece l’audizione come testimoni del Col __________ __________, del Col __________
__________, del Col __________ __________ e dell’Aiutante SM __________ __________;

 

 

                                         che
a dimostrazione dell’asserito pregiudizio richiamano inoltre, in modo del tutto
generico, dalla Piazza d’armi del __________ __________ gli incarti completi
relativi alla loro attività presso l’arsenale e dall’Istituto delle
assicurazioni sociali (IAS) l’incarto relativo alla rendita AI concessa ad IS 2;

 

 

                                         che
l’assunzione di queste prove non può tuttavia essere accolta, in quanto gli
istanti – ai quali spetta l’onere della prova – non possono limitarsi a richiedere
l’allestimento di una perizia, l’audizione di testimoni ed il richiamo di
incarti come avviene in una causa civile ordinaria senza apportare ulteriori
precisazioni, ma devono fondare le loro richieste su fatti precisi e
documentare le loro pretese [decisione TF 1P.373/2004 del 15.6.2005; DTF 113 IV
93, 107 IV 155; G. PIQUEREZ, op. cit., n. 4026; N. OBERHOLZER, Grundzüge
des Strafprozessrechts, Berna 1994, p. 593; rapporto n. 3163,
p. 96 ad art. 317 e note riassuntive della seduta del 20.7.1988 della
Commissione speciale per la revisione del CPP, p. 9 ss.; N. SALVIONI, Codice di
procedura penale annotato, Locarno 1999, ad art. 320 CPP, p. 506: “(…) per
le spese di patrocinio ed i danni materiali si deve invece parlare di rifusione,
ossia di risarcimento pieno, stabilito in base alla documentazione prodotta dall'accusato
prosciolto”];

 

 

                                         che
del resto, appositamente per permettere di raccogliere la documentazione e gli
elementi necessari alla corretta quantificazione della pretesa, la revisione
del CPP ha allungato il termine per la presentazione dell’istanza fino ad un
anno (N. SALVIONI, op. cit., ad art. 320 CPP, p. 508)

 

 

                                         che
essi avrebbero invero potuto e dovuto provare il preteso pregiudizio e l’esistenza
di un nesso di causalità con il procedimento penale promosso
nei loro confronti (cfr., al proposito, decisione TF 1P.602/2003 del
23.2.2004), producendo perlomeno le relative dichiarazioni fiscali e/o i
relativi contratti di lavoro, la documentazione inerente il pensionamento
anticipato di IS 2 (cfr. documenti relativi alla rendita AI, di cui lo stesso
istante è certamente in possesso), la documentazione inerente la mancata nomina
di IS 1 ed eventualmente delle dichiarazioni scritte dei citati testimoni e/o
documenti analoghi;

 

 

                                         che,
stante quanto sopra, gli istanti non possono quindi esigere la rifusione di un
pregiudizio materiale solo dichiarato ma non provato (cfr., in relazione agli
elementi necessari per procedere eventualmente alle stime previste dall’art. 42
cpv. 2 CO, decisione TF 4C.355/1997 dell’8.3.2005), per cui nulla è loro dovuto
a questo titolo;

 

 

                                         che
l'indennità prevista dall'art. 317 ss. CPP si estende, come detto, anche al
danno morale patito dall'accusato prosciolto;

 

 

                                         che
la determinazione dell'ammontare dell'indennità é lasciata al potere
d'apprezzamento del giudice ed é stabilita in funzione della gravità della
lesione alla personalità, conformemente agli art. 42 ss. CO (DTF 113 Ia 177 e rif.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op.
cit., § 109 n. 7); 

 

 

che l’art. 49 CO prevede che un'indennità è concessa nel caso in cui
la gravità dell'offesa alla personalità lo giustifichi e questa non sia stata
riparata in altro modo;

 

 

                                         che
è necessario tenere conto delle circostanze del caso concreto, in particolare
del pregiudizio recato all'integrità fisica, psichica o alla reputazione
dell'accusato, della gravità dell'accusa, del numero di persone venute a
conoscenza dei fatti, come pure della situazione familiare e professionale
dell'accusato (decisione TF 1P.602/2003 del 23.2.2004; DTF 125 III 70, 269 e 412,
113 IV 93 e 112 Ib 446);

 

 

che l’accusato che durante l’istruzione formale non è
stato oggetto di un provvedimento restrittivo della libertà personale può
ottenere un’indennità per torto morale unicamente se prova che a seguito
dell’esecuzione di “altri atti istruttori” (per es. perquisizioni,
sequestri, richieste di informazioni, ecc.) o per il semplice fatto di essere
stato oggetto di un procedimento penale ha subito una grave violazione della
sua personalità;

 

 

                                         che
al proposito gli istanti postulano la rifusione di CHF 10'000.-- ciascuno, sottolineando
in particolare che durante il procedimento penale, durato cinque anni, “(…) hanno
subito gravi conseguenze morali, professionali ed economiche: la sfiducia dei
loro superiori, i sarcasmi dei loro colleghi di lavoro e dei loro conoscenti, (…)
il pensionamento anticipato e (…) la mancata promozione” (istanza 17/18.11.2003,
p. 3);

 

 

                                         che
non dimostrano tuttavia, come incombeva loro, che gli asseriti pregiudizi in
ambito professionale sono la conseguenza diretta del procedimento penale;

 

 

                                         che,
già lo si è detto, il semplice rinvio all’interrogatorio di testimoni ed il
generico richiamo di incarti non è ammesso;

 

 

                                         che
le lettere di ringraziamenti inviate loro dal Consigliere federale on. __________
__________, provano semmai che le accuse non hanno recato pregiudizio alla loro
reputazione, tanto è vero che vengono entrambi definiti come “(…) un
collaboratore del DDPS competente e coscienzioso che ha sempre assolto i propri
compiti con professionalità” (doc. D e E);

 

 

                                         che
non hanno inoltre prodotto alcun certificato o documento attestante una
specifica sofferenza fisica o psichica, limitandosi, una volta ancora, a
richiedere l’audizione come testimoni dei rispettivi medici dott. __________ __________ e dott. __________ __________;

 

 

                                         che,
come sopra esposto, tale richiesta – in assenza di ulteriori precisazioni – non
può tuttavia essere accolta (DTF 113 IV 93);

 

 

                                         che
il procedimento penale – benché si sia protratto per cinque anni – ha
mantenuto, almeno verso l’esterno, un profilo riservato e del resto lo Stato
non è tenuto al versamento di un'indennità a tutti coloro che hanno subito un
pregiudizio in ragione di un procedimento penale (REP. 1998 n. 126 nota 5.3);

 

 

                                         che
in definitiva non hanno provato di avere subito una grave lesione della loro personalità;

 

 

                                         che
questa conclusione tiene conto del resto della soddisfazione personale già
derivabile dal riconoscimento che il procedimento penale nei loro confronti era
ingiustificato, come emerge dal giudizio 10.12.2002 della Corte delle assise
correzionali di __________ e dalla presente decisione;

 

 

                                         che
la pretesa non può quindi essere ammessa;

 

 

                                         che
gli istanti protestano infine la rifusione delle ripetibili di questa sede;

 

 

                                         che
nella commisurazione dell’onorario relativo alla formulazione dell’istanza di
indennità questa Camera, oltre i parametri elaborati dal Consiglio di
moderazione per la determinazione dell’adeguatezza delle spese di patrocinio
legale, tiene in particolare in considerazione il grado di accoglimento del
gravame;

 

 

                                         che
la stesura dell’istanza in esame non presentava dal profilo giuridico e
fattuale difficoltà particolari;

 

 

                                         che
l’onere lavorativo può del resto essere considerato limitato dal momento che il
patrocinatore conosceva la fattispecie;

 

 

                                         che
va pertanto riconosciuto – tenuto conto del parziale accoglimento dell’istanza
– un importo di CHF 1'000.--, comprendente onorario, spese e IVA, oltre
interessi del 5% dal 17.11.2003;

 

 

                                         che,
alla luce delle suddette considerazioni, a IS 1 e IS 2 va rifuso l’importo
complessivo di CHF 15'291.90 (CHF 7'645.95 ciascuno) oltre interessi, di cui
CHF 14'291.90 per spese di patrocinio e CHF 1'000.-- per spese di patrocinio
inerenti l’istanza di indennità;

 

 

                                         che
la procedura di indennità è gratuita (art. 320 cpv. 5 CPP).

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 317 ss. CPP ed ogni altra norma applicabile,

 

 

 

pronuncia

 

                                   1.   L’istanza
è parzialmente accolta.

 

                                         Di
conseguenza lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino, in relazione al
giudizio 10.12.2002 della Corte delle assise correzionali di Lugano (inc. __________),
rifonderà a IS 1, __________, __________, a titolo di indennità giusta gli art.
317 ss. CPP, l’importo di CHF 7'645.95, oltre interessi del 5% dal 17.11.2003.

 

                                         Di
conseguenza lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino, in relazione al
giudizio 10.12.2002 della Corte delle assise correzionali di Lugano (inc. __________),
rifonderà a IS 2, __________, __________, a titolo di indennità giusta gli art.
317 ss. CPP, l’importo di CHF 7'645.95, oltre interessi del 5% dal 17.11.2003.

 

 

                                   2.   Non
si prelevano tassa di giustizia e spese.

 

 

                                   3.   Intimazione:

 

 

                                         per conoscenza:

 

 

 

 

	
  terzi
  implicati

  	
  PI 1 

   

  

Per la Camera dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                             Il
segretario