# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ceb33b67-6f21-5ad4-88ab-07628a5d86c4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-05-18
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 18.05.1999 16.1999.12
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-1999-12_1999-05-18.html

## Full Text

Incarto n.

  16.99.00012

  	
  Lugano

  18 maggio 1999/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

 

sedente per
giudicare il ricorso per cassazione 2 febbraio 1999 presentato da

 

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

 

la
sentenza 25 gennaio 1999 del Giudice di pace del circolo di Malvaglia nella
causa a procedura speciale in materia di contratto del lavoro promossa con
istanza 22 giugno 1998 da

 

 

	
   

  	
  ____________________)

   

  

 

 

 

con la
quale l’istante ha chiesto il pagamento di fr. 1’040.– oltre interessi a saldo
delle proprie pretese salariali, domanda accolta dal primo giudice,

 

 

 

letti ed esaminati
gli atti

 

considerato 

 

 

in fatto e in
diritto: 

 

                                          che
con istanza 22 gennaio 1998 __________ ha convenuto in giudizio __________,
ditta presso la quale aveva lavorato in qualità di apprendista, al fine di
ottenere il pagamento di fr. 1’040.– a saldo delle proprie pretese salariali;

 

                                          che
la convenuta si è opposta alla pretesa avversaria prevalendosi di un danno di
pari importo che l’istante avrebbe cagionato a un macchinario di sua proprietà
e di cui alla fattura 14 aprile 1998 (doc. H);

 

                                          che
con il querelato giudizio il giudice di pace ha accolto l’istanza non avendo la
convenuta provato di aver subito un danno a dipendenza del comportamento
dell’istante;

 

                                          che
con il presente tempestivo ricorso __________ è insorta contro il predetto giudizio
postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art.
327 lett. g CPC: la ricorrente rimprovera innanzi tutto al primo giudice di
aver erroneamente applicato il diritto formale trattando la vertenza che oppone
le parti secondo i disposti applicabili alle procedure inappellabili anziché
quelli che regolano le cause derivanti da contratto di lavoro che prevedono in
particolare la gratuità della procedura; nel merito rimprovera al giudice di
pace di non aver considerato la pretesa da lei fatta valere in via riconvenzionale
(o meglio, opposta in compensazione) non permettendole di proporre prove a
sostegno della medesima e non avendo neppure ordinato la disgiunzione del
giudizio in applicazione dell’art. 417 lett. d CPC;

                                                  

                                          che
al ricorso la controparte non ha formulato osservazioni; 

 

                                          che
giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace
può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto
materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti
di causa o di prove;

 

                                          che
l’art. 8 CC impone a chi intende dedurre il proprio diritto da una circostanza
di fatto l’obbligo di provare detta circostanza, ritenuto che la mancanza della
prova delle circostanze di fatto costitutive del diritto obbliga il giudice a
decidere in sfavore di chi pretende l’esistenza del diritto (Kummer, Berner
Kommentar, n. 20 ad art. 8 CC);

 

                                          che
in quest’ottica spettava alla convenuta provare il benfondato della sua pretesa,
basata sull’art. 321e cpv. 1 CO secondo il quale il lavoratore è responsabile
del danno che cagiona intenzionalmente o per negligenza al datore di lavoro;

 

                                          che
in particolare spettava alla datrice di lavoro provare, oltre all’esistenza e
la consistenza del danno, che questo è stato cagionato da una violazione da
parte del lavoratore dei propri obblighi contrattuali (Brühwiler, Kommentar
zum Einzelarbeitsvertrag, 1996, n. III ad art. 321e CO; Streiff/von Kaenel,
Leitfaden zum Arbeitsvertragsrecht, 1992, n. 4 ad art. 321e CO);

                                    

                                          che
nel caso in rassegna, manca qualsiasi prova circa una violazione del contratto
da parte del dipendente, in particolare la convenuta non ha provato che il
danno alla pialla spessore sarebbe da addebitare a una negligenza dell’istante;

 

                                          che
per quanto attiene alla censura ricorsuale relativa alla lesione dei diritti di
difesa della ricorrente, la stessa, oltre a non essere stata sostanziata, è
pure destituita di fondamento;

 

                                          che
infatti la ricorrente non può dolersi in questa sede della mancata assunzione
di prove che lei stessa non ha proposto (cfr. verbale 25 novembre 1998);

 

                                          che
a questo proposito va rilevato che pur trattandosi di una controversia in
materia di lavoro retta dal principio indagatorio, spetta comunque e in ogni
caso alle parti proporre al giudice l’assunzione di quelle prove necessarie a
comprovare le loro  ragioni (Cocchi/Trezzini, CPC, ad art. 417 n. 1);

 

                                          che
pure destituita di fondamento è la censura ricorsuale secondo la quale il
giudice di pace avrebbe violato l’art. 417 cpv. 1 lett. d CPC non ordinando la
disgiunzione del giudizio, ritenuto che contrariamente a quanto preteso dalla
ricorrente, essa non ha proposto nessuna domanda riconvenzionale, né peraltro
la prospettata disgiunzione essendo imposta in ogni caso;

 

                                          che
il ricorso merita invece di essere accolto nella misura in cui la ricorrente
rimprovera al primo giudice di aver posto a suo carico il pagamento di tasse e
spese di giustizia, in evidente contrasto con l'art. 417 cpv. 1 lett. e CPC;

                                          

                                          che
in considerazione dell’accoglimento solo parziale del ricorso e della minima entità
del giudicato rispetto al valore dell’impugnazione, non v’è motivo per
riconoscere indennità in favore della ricorrente.

 

 

 

Per i quali
motivi,

richiamati gli art.
327 segg. CPC, per le spese l’art. 417 lett. e CPC

 

 

pronuncia:             I.      Il
ricorso per cassazione 2 febbraio 1999 __________ è parzialmente accolto.

                                          Di
conseguenza la sentenza 25 gennaio 1999 del Giudice 

                                          di
pace del circolo di Malvaglia, limitatamente al suo dispositivo  no. 2,
è annullata e sostituita dal seguente giudicato:

 

                                                  2.       Non
si prelevano tasse e spese per il presente giudizio.

 

                                 II.      Non
si prelevano tasse e spese.

 

                                III.      Intimazione
a:

                                          __________

                                          Comunicazione
alla Giudicatura di pace del circolo di Malvaglia.

 

 

 

Per la Camera
di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                
La segretaria