# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9b467743-8dc2-554d-8238-7d5203ed465d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-07-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.07.2009 35.2009.34
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2009-34_2009-07-27.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2009.34

   

  rs

  	
  Lugano

  27 luglio
  2009

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris
  Vacchini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 marzo 2009 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 2
  febbraio 2009 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

  rappr. da:   RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il 3 ottobre
2004 RI 1 (1946) – a quel momento iscritto in disoccupazione alla ricerca di un
impiego quale rappresentante (l’ultima attività esercitata prima dell’annuncio per
il collocamento era quella di rappresentante di prodotti per pasticceria e
gelateria; cfr. doc. 12) – è scivolato sul pavimento della propria cucina,
riportando un danno alla salute all’emitorace e alla spalla destri (cfr. doc.
1, 4, 173).

 

                                         LCO 1 ha
assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

 

                               1.2.   L’assicurato,
il 2 giugno 2005, è stato sottoposto da parte del Dr. med. __________ a
un’artroscopia diagnostica e riparazione della cuffia dei rotatori a livello della
spalla destra (cfr. doc. 33).

 

                                         Il 24
febbraio 2006 l’insorgente è stato nuovamente operato, e meglio il Dr. med. __________
ha proceduto a un intervento di capsular release della spalla destra e
rimozione delle aderenze residue delle suture della pregressa operazione (cfr.
doc. 83).

 

                                         Il 26
settembre 2007 il Dr. med. __________ ha poi effettuato la sutura della cuffia
rotatoria a destra (cfr. doc. 152). 

 

                               1.3.   Esperiti gli
accertamenti medico-amministrativi del caso, l’CO 1, il 27 ottobre 2008, ha
comunicato all’assicurato, che la situazione clinica era stabilizzata e che non
vi erano da attendersi ulteriori miglioramenti. Inoltre è stato indicato che il
1° novembre 2008 sarebbe terminato il versamento delle indennità giornaliere.
L’assicuratore LAINF ha, infine, precisato che stava esaminando le premesse per
l’assegnazione di prestazioni assicurative di lunga durata (cfr. doc. 181).

 

                               1.4.   Con
decisione del 5 dicembre 2008 l’Istituto assicuratore resistente, per tenere
conto degli impedimenti cagionati dal sinistro del 3 ottobre 2004, ha posto RI
1 al beneficio di una rendita del 37% a fare tempo dal 1° novembre 2008 e di
un’IMI del 15% (cfr. doc. 189).

 

                                         A seguito
dell’opposizione interposta dall’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1 (cfr.
doc. 190), l’assicuratore LAINF, il 2 febbraio 2009, ha confermato il contenuto
della sua prima decisione (cfr. doc. A).

 

                               1.5.   Con
tempestivo ricorso del 3 marzo 2009 l’assicurato, sempre assistito dall’avv. RA
1, ha postulato il riconoscimento di un’incapacità lucrativa di almeno il 46%,
nonché di un’IMI del 25%, pari a fr. 26'700.-- (25% di fr. 106'800.--).

                                         A
sostegno delle proprie pretese ricorsuali egli ha addotto, segnatamente, che
nella determinazione delle attività ragionevolmente esigibili da invalido non è
stata considerata la sua età. Al riguardo l’insorgente ha puntualizzato che a
63 anni ben difficilmente riuscirebbe a espletare un’attività lavorativa in
fabbrica nelle migliori condizioni paragonabili a quelle di un operaio
ventenne/trentenne.

                                         Il
ricorrente ha, inoltre, sottolineato di non disporre di una formazione
qualificata che a ogni buon conto un’attività in fabbrica presuppone. 

                                         Egli ha,
del resto, censurato il fatto che l’assicuratore LAINF abbia omesso di
menzionare nel dettaglio le attività leggere che potrebbero essere da lui
eseguite quale “operaio di fabbrica” e che risulterebbero compatibili con il
suo stato valetudinario.

                                         A mente
dello stesso il reddito annuo da invalido - determinato facendo capo alle DPL -
deve essere così decurtato del 15%.

                                         L’assicurato
ha, altresì, chiesto a questa Corte di verificare la corretta applicazione
delle DPL, in particolare modo l’indicazione del numero totale come pure del
salario massimo, di quello minimo e di quello medio dei posti di lavoro documentai
entranti in linea di conto, atteso che tali informazioni non sono desumibili
dalle decisioni intimate dall’Istituto assicuratore.

                                         Per
quanto attiene alla menomazione all’integrità, il ricorrente ha asserito che la
spalla destra comporta non solo delle limitazioni funzionali evidenziate dai
medici specialisti che hanno avuto modo di visitarlo, bensì pure forti dolori
durante il sonno e un disturbo in molte posizioni.

                                         In
proposito è stata chiesta l’erezione di una perizia medica giudiziaria finalizzata
alla determinazione oggettiva del danno all’integrità (cfr. doc. I).

 

                               1.6.   L’avv. RA 2,
patrocinatore dell’CO 1, in risposta, ha chiesto la reiezione dell’impugnativa
con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto
(cfr. doc. III).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (cfr. STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007;
STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA           H 335/00 del 18 febbraio 2002;
STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U
347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT  I-2002 pag. 190 seg.; STFA H
304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   L’oggetto
della lite è circoscritto all’entità della rendita di invalidità e dell’IMI
spettanti all’assicurato.

 

                               2.3.   Rendita
di invalidità

 

                            2.3.1.   Giusta l'art.
18 cpv. 1 LAINF, l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per cento a
seguito d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.

                                         Secondo
l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale
o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

Il TFA, in una sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, pubblicata in
RAMI 2004 U 529, p. 572ss., ha rilevato che l'art. 18 LAINF rinvia direttamente
all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv. 1 LPGA, a sua volta, corrisponde al previgente
art. 18 cpv. 2 prima frase LAINF, motivo per il quale occorre concludere che
non vi sono stati cambiamenti di rilievo in seguito all'introduzione della
LPGA.

                                         Da parte
sua, l'art. 16 LPGA prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito
che l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività
ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione
di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del
mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto
ottenere se non fosse diventato invalido.

L'Alta Corte, nella sentenza U 192/03 del
22 giugno 2004, citata in precedenza, ha rilevato che anche l'art. 16 LPGA non
ha modificato la valutazione del grado di invalidità dell'assicurato previsto
dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2 seconda frase LAINF.

Nella stessa pronuncia la nostra Massima Istanza ha quindi
concluso che in ambito LAINF la giurisprudenza relativa ai concetti di
inabilità lavorativa, inabilità al guadagno e invalidità continua a mantenere
la sua validità anche in seguito all'introduzione della LPGA.

Su questi aspetti si veda pure la DTF 130 V 343.

 

                                         Due sono,
dunque, di norma gli elementi costitutivi dell'in­va­lidità:

 

                                         1.   il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)

 

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).

                                         Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve i­noltre intercorrere un
nesso causale adeguato (fattore cau­sa­le). 

                                         Nell'assi­cura­zione
obbligatoria contro gli infortuni deve esserci inoltre un nesso causale,
naturale ed adeguato, tra il dan­no alla salute e l'infortunio.

 

                            2.3.2.   L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della
capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di
salute.

                                         D'altro
canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui
dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in
questione.

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determinate funzioni.

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua
professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in
altre analoghe.

                                         Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti
provocano sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente
confacenti (cfr., su questi aspetti, la STFA I 871/02 del 20 aprile 2004 e la STFA I
162/01 del 18 marzo 2002). 

                                         L'invalidità,
proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (cfr. art. 16 LPGA).

 

                                         I due
redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipote­ti­ci. L'ipotesi deve
però poggiare su solide basi, avere un fondamento oggettivo.

                                         La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

                                         Il TFA ha
avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto
di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può
esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua
residua capacità lavorativa (STFA U 25/94 del 30 giugno 1994).

                                         La
perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno
computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al
mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro
particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato
esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare
che sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito
corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (RAMI 1991
U 130, p. 270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

                                         Le
ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale
della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se,
sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego,
esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la
propria residua capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).

 

                                         I.
Termine: reddito da invalido

 

                                         La misura
dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in
funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come
l'e­tà, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

                                         Secondo
la giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno
considerate circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria.
Particolarità quali formazione professionale o conoscenza linguistiche carenti
hanno, in quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla
media. In tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due
redditi da porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p.
97ss., consid. 5a, b).

 

                                         Nel
valutare la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla
in capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del
mercato del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato,
nella situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si controbilancino
(cfr. RAMI 1994 U 187, p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA del 30 giugno 1994
succitata).

 

                                         II.
Termine: reddito conseguibile senza invalidità:

 

                                         Nel
determinare il reddito conseguibile senza invali­di­tà ci si baserà per quanto
possibile sulla situazione an­tecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà
l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazio­ne si
sarebbe mantenuta sostan­zialmente stabile (cfr. STFA del 15 dicembre 1992
nella causa G.I.M.). Ci si discosterà da que­sta proiezione solo se le premes­se
per modifiche di qualche rilievo sono già da­te al momento del­l'infortunio o
se partico­lari circostanze ne rendono il ve­ri­ficar­si alta­mente proba­bile
(cfr. RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5b; 4a, b).

 

                                         Il
grado di invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra
il reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno
ipotetico, conseguibile da invalido.

 

                             2.3.3.  Dalle
carte processuali emerge che nel mese di ottobre 2004 RI 1 è scivolato sul
pavimento della propria cucina riportando una contusione della spalla e
dell’emitorace destri (cfr. consid. 1.1.).

 

                                         Il 26
ottobre 2004 è stata effettuata un’artro RM della spalla destra, la quale ha
posto in luce:

 

" 
- Frattura dislocata del tubercolo maggiore;

- marcata tendinopatia del
tendine del sovraspinato ed infra-spinato

  senza lesioni
transmurali / parziali;

- moderata artrosi
acromio-clavicolare con leggero impingement sul 

  tendine del
sovraspinato;

- possibile lesione del
labbro tipo SLAP, questo reperto va correlato

  però molto bene con
l’esame clinico.” (Doc. 11)

 

                                         L’artro
RM della spalla destra esperita il 7 gennaio 2005 ha, poi, rilevato una piccola
lesione parziale articolare al passaggio sovraspinato infra-spinato (cfr. doc. 27).

 

                                         Dal
referto della TAC del 18 gennaio 2005 emerge una regolare consolidazione dopo
esiti da frattura del tuberculum majus. Non segni per pseudoartrosi. Moderata
artrosi acromio-clavicolare ed incipiente omartrosi (cfr. doc. 24).

 

                                         L’assicurato,
il 2 giugno 2005, è stato sottoposto da parte del Dr. med. __________ a
un’artroscopia diagnostica e riparazione della cuffia dei rotatori a livello
della spalla destra (cfr. doc. 33).

 

                                         Il 24
febbraio 2006 l’insorgente è stato nuovamente operato, e meglio il Dr. med. __________
ha proceduto a un intervento di capsular release della spalla destra e
rimozione delle aderenze residue delle suture della pregressa operazione (cfr.
doc. 83).

 

                                         Il 26
settembre 2007 il Dr. med. __________ ha poi effettuato la sutura della cuffia
rotatoria a destra (cfr. doc. 152). 

 

                                         Dall’esame
medico effettuato dal Dr. med. __________, spec. FMH in chirurgia, responsabile
del servizio medico delle __________ CO 1, in occasione della visita medica di
chiusura del 29 agosto 2008 risulta che:

 

" 
Epaules et bassin équilibrés. Discrète amytrophie
au niveau des épineux à droite.

La trophicité des membres
supérieurs est normale, les callosités palmaires correspondent à la dominance
chez un droitier, la force de préhension est diminuée à droite.

Les parties molles de
l’épaule droite sont calmes, la palpation est décrite comme douloureuse en
correspondance du moignon et le long du LCB avec irradiation dans le trapèze et
la région cervicale.

L’abduction et l’antépulsion
actives atteignent l’horizontale à droite, les rotations sont conservées des 2
côtés. 

Impossibilité de porter la
main droite derrière la nuque, par contre pas de problème pour la porter
derrière la ceinture.

Périmètres membres supérieurs:
29/27/26 cm ddc.” (Doc. 180)

 

                                         Egli
ha, in seguito, così valutato l’esigibilità lavorativa del
ricorrente:

 

" 
(…)

Je rappelle les aspects
fonctionnels d’activités adaptées du point de vue médico-théorique, découlant
de ce dossier __________, à savoir des activités légères, l’abduction et
l’antepulsion de l’épaule droite ne dépassant pas l’horizontale, en tout cas
sans charges ni contraintes, avec appuis si prolongées, sans mouvements en
prosupination si ces derniers concernent également l’épaule, la capacité de
travail dans le contexte de place parfaitement adaptée étant complète.” (Doc.
180)

 

                            2.3.4.   L’CO 1,
fondandosi sulla valutazione del Dr. med. __________, ha ritenuto l’assicurato
in grado di svolgere un’attività leggera per tutto il giorno (cfr. doc. 189;
A).

 

                                         L’insorgente non ha
contestato l’apprezzamento in merito alla sua capacità lavorativa formulato dal
medico dell’CO 1 (cfr. doc. I).

 

                                         Agli atti nemmeno
risultano atti medici specialistici di differente tenore.

 

                                         Questo Tribunale non ha,
perciò, motivo di scostarsi dal parere allestito dal Dr. med. __________, che
peraltro adempie i criteri per riconoscere a un rapporto medico piena forza
probante (cfr. DTF 125 V 351 seg. = SVR 2000 UV Nr. 10, p.
33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572). Più
precisamente il medico responsabile del servizio medico delle __________ CO 1
ha espresso la sua valutazione in modo chiaro, motivato e
convincente, dopo aver proceduto allo studio approfondito del dossier
dell’assicurato e a numerose visite di quest’ultimo (cfr. doc. 115, 132, 180).

 

                                         Riguardo
alla possibilità per l’insorgente di esercitare un'attività adeguata alle sue
condizioni di salute, giova ricordare quanto il TFA e il TCA hanno giudicato in
fattispecie analoghe, riguardanti assicurati anch'essi con problematiche agli
arti superiori. 

 

                                         In una
sentenza inedita del 12 novembre 1996 nella causa I., il TFA ha, ad esempio,
ritenuto realistica la possibilità di mettere a frutto la restante capacità
lavorativa in attività cosiddette sostitutive, trattandosi di un assicurato
cinquantacinquenne che - a causa dei postumi infortunistici interessanti, in
particolare, la spalla destra - era impedito nel sollevare pesi superiori ai 10
kg lungo tutto l'asse corporeo. La mobilità era ridotta di 2/3, certi movimenti
non erano più possibili, come ad esempio, il sollevamento del braccio oltre i
60°, di modo che il braccio destro poteva unicamente servire come aiuto per il
braccio adominante.

 

                                         In una
sentenza 35.1997.23 dell'11 settembre 2000 - integralmente confermata dal TFA
con sentenza U 449/00 dell'8 maggio 2002 -, il TCA ha riconosciuto come
reintegrabile nel mondo del lavoro, un'assicurata che, secondo l'avviso dei
medici, presentava una mano sinistra infortunata praticamente inutilizzabile,
ad eccezione per delle prese a tre dita senza forza.

 

                                         Il TFA è
pervenuto alla medesima conclusione in una sentenza U 240/99 del 7 agosto 2001,
parzialmente pubblicata in RAMI 2001 U 439, p. 347ss., concernente un
assicurato che, a causa dei disturbi e dei deficit funzionali all'estremità
superiore destra, è stato dichiarato in grado di svolgere lavori manuali molto
leggeri, che non richiedono l'impiego di forza con la mano destra, ed il
sollevamento di pesi superiori ai 2 kg (e pertanto ritenuto praticamente monco
di una mano):

 

" 
(…).

Aufgrund der Beschwerden und Funktionsdefizite in
der ganzen rechten oberen Extremität ist der Beschwerdeführer faktisch als
Einhänder einzustufen, der seine rechte Hand bei der Arbeit - wenn überhaupt -
nur noch in ganz untergeordnetem Masse als Hilfshand einsetzen kann. Es kann
ihm daher nicht mehr zugemutet werden, bei einer manuellen Arbeit seinen
rechten Arm und seine rechte Hand dauernd einzusetzen und damit Gewichte bis zu
2 kg zu heben. Überdies fallen häufigere Schreibarbeiten wegen der dabei
auftretenden schmerzhaften Verkrampfungen ausser Betracht. Die im
Einspracheentscheid vom 11. April 1996 genannten Verweisungstätigkeiten, u.a.
Überwachungsarbeiten an automatischen und halbautomatischen
Produktionseinheiten, Qualitätskontrolle, Arbeiten im Auskunftsdienst oder als
Portier, können auch bei vorwiegendem Gebrauch der linken Hand ausgeführt
werden und sind daher vom (unfall-) medizinischen Standpunkt aus grundsätzlich
vollzeitlich zumutbar. Hingegen fällt die Tätigkeit als Transportdisponent
ausser Betracht, nachdem der Beschwerdeführer die gemäss Unfallversicherer
hiefür erforderliche Umschulung (zweijährige Handelsschulausbildung) nicht
erfolgreich beendet hat. 

Bei den angeführten noch zumutbaren erwerblichen
Tätigkeiten handelt es sich um solche, die auf dem allgemeinen ausgeglichenen Arbeitsmarkt
durchaus zu finden sind. Zudem werden in Industrie und Gewerbe Arbeiten, welche
physische Kraft erfordern, in zunehmendem Mass durch Maschinen verrichtet,
während den körperlich weniger belastenden Bedienungs- und
Überwachungsfunktionen eine stetig wachsende Bedeutung zukommt (ZAK 1991 S. 321
Erw. 3b am Ende)." 

                                         (STFA
succitata, consid. 3b)

 

                                         In
un’altra pronunzia U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003, l'Alta Corte
federale ha pure giudicato reintegrabile professionalmente, un'assicurata,
vittima di un grave politrauma, che, secondo l'avviso dei medici, poteva ancora
esercitare un'attività da svolgere in posizione prevalentemente seduta e non
comportante il sollevare, rispettivamente il trasportare pesi anche solo
relativamente importanti, così come l'utilizzo dell'arto superiore destro in
mansioni da eseguire al di sopra dell'orizzontale:

 

" 
(…).

La tesi cantonale, in quanto conforme alla
giurisprudenza federale, va senz'altro confermata. In effetti, contrariamente a
quanto ritiene l'assicurata, questa Corte ha già ripetutamente statuito in casi
con limitazioni funzionali analoghe che esiste un mercato del lavoro
sufficiente in cui realizzare la propria capacità lavorativa residua (consid.
2b non pubblicato della sentenza DTF 119 V 347; VSI 1998 pag. 296 consid. 3b;
si veda anche sentenza del 4 aprile 2002 in

re W., I 401/01, consid. 4c). Si tratta segnatamente del mercato occupazionale
aperto a personale femminile non qualificato o semi qualificato (RCC 1989 pag.
331 consid. 4a), in cui vi è una sufficiente offerta di occupazioni, in
particolare appunto nell'industria, in cui possono venir eseguite mansioni di
sorveglianza e controllo, che non comportano aggravi fisici e con possibilità
di cambiare frequentemente posizione (RCC 1980 pag. 482 consid. 2). In tale
ambito bisogna pure considerare la ancor giovane età dell'interessata con
conseguente presumibile buon potenziale di adattamento ad una nuova professione
(cfr. SVR 1995 UV no. 35 pag. 106 consid. 5b; e contrario sentenza già citata
del 4 aprile 2002 in re W. consid. 4a-d). 

 

Inoltre se è vero che vanno indicate possibilità
di lavoro concrete, all'amministrazione rispettivamente al giudice non vanno
poste esigenze esagerate. È infatti sufficiente che gli accertamenti esperiti
permettano di fissare in maniera attendibile il grado di invalidità. In
proposito va rilevato che questa Corte ha in particolare già ritenuto corretto
il rinvio ad attività nel settore industriale e commerciale, composto di lavori
leggeri di montaggio, compiti di controllo e sorveglianza (VSI 1998 pag. 296
consid. 3b; si veda nuovamente sentenza del 4 aprile 2002 in re W. consid. 4c).

 

Certo, non si misconoscono gli sforzi e gli
inconvenienti che la messa a profitto della residua capacità lavorativa
dell'interessata comporterà. Tuttavia, essi non appaiono sproporzionati né
inesigibili, ricordato altresì che per un principio generale del diritto delle
assicurazioni sociali l'assicurato ha l'obbligo di intraprendere tutto quanto
può da lui essere ragionevolmente preteso per ovviare nel miglior modo
possibile alle conseguenze delle sue affezioni invalidanti (DTF 127 V 297
consid. 4b/cc; DTF 113 V 28 consid. 4a e riferimenti; cfr. anche DTF 115 V 52
consid. 3d e 114 V 285

consid. 3)." (STFA succitata, consid. 4.7)

 

                                         In una sentenza
35.2002.88 del 14 aprile 2003, questa Corte ha giudicato completamente abile in
attività leggere dal profilo dell'impegno fisico, comportanti in prevalenza dei
compiti di sorveglianza, un assicurato che, a causa di un, citiamo:
"importante deficit funzionale e ipotrofia muscolare all'emicinto
scapolare destro. Flessione attiva 100°, abduzione 90° solo con il gomito
flesso, rotazione interna solo fino all'altezza del trocantere. Ipersensibilità
nella regione del deltoide in corrispondenza del territorio di innervazione del
nervo ascellare", il medico di fiducia dell'assicuratore aveva ritenuto,
citiamo: "… limitato nelle attività lavorative che richiedono l'ingaggio
dell'arto superiore destro al di sopra della vita, scostato dal tronco, così
come nei movimenti di rotazione. Limitato l'uso di utensili, rispettivamente,
macchinari vibranti e contundenti. Trasporto di pesi possibile solo con il
braccio pendente, sollevamento di pesi solo al massimo fino al di sotto della
vita, tenendo l'arto superiore destro accostato al tronco." (cfr. STCA
succitata, consid. 2.6.).

 

                                         È pure
stato dichiarato in grado di esercitare, a tempo pieno e con un rendimento
completo, un’attività adeguata, nella quale venga ingaggiata prevalentemente la
mano destra in mansioni non gravose per il polso, con la mano controlaterale a
svolgere una funzione ausiliaria, un assicurato, cuoco di professione, che
soffriva - a livello dell’estremità superiore sinistra – di una sindrome
dolorosa e da risparmio cronica con deficit funzionali, in presenza di una
lieve artrosi dell’articolazione radio-ulnare distale, di una modica artrosi
dell’articolazione radio-carpale nonché di una neuropatia del mediano e - a
destra – di una leggera sindrome dolorosa e da inattività con una lieve artrosi
dell’articolazione radio-ulnare distale, un’incipiente artrosi
dell’articolazione radio-carpale ed una lieve neuropatia del mediano (cfr. STCA
35.2004.38 del 3 marzo 2005). 

                                         È stato
giudicato completamente abile in attività leggere, da svolgere all’altezza del
banco e che implicano unicamente la manipolazione di oggetti leggeri, un
assicurato, di professione muratore, che soffriva di una sindrome da attrito
sottoacromiale ad entrambe le spalle, persistente malgrado le operazioni
eseguite nel frattempo (riparazione cuffia dei rotatori, acromioplastica a
livello della due spalle; STFA I 356/04 del 12 maggio 2005, consid. 2.2 e 3.1).

 

                                         Infine,
con un giudizio I 27/06 e U 18/06 del 24 agosto 2006, consid. 5.2.3, il TFA ha
considerato in grado di svolgere a tempo pieno semplici mansioni di
sorveglianza, rispettivamente, di controllo, così come lavori in un chiosco
nonché attività ausiliarie nel campo della gastronomia o in un magazzino, un
assicurato, nato nel 1948, che soffriva di dolori cronici alla spalla destra
con irradiazione al braccio destro, di un’importante rottura della cuffia dei
rotatori a destra (con rottura completa del tendine dei muscoli sovra- e
infraspinato, rottura parziale del tendine sottoscapolare e lussazione del
tendine del bicipite), di un’artrosi dell’articolazione acromio-claveare e di
una persistente pseudoparalisi del braccio destro (diagnosi differenziale:
spalla congelata post-traumatica).

 

                                         Questo
Tribunale rileva che il concetto d’invalidità è riferito a un mercato del
lavoro equilibrato, nozione quest’ultima teorica e astratta implicante, da una
parte, un certo equilibrio tra offerta e domanda di manodopera e, dall’altra, un
mercato del lavoro strutturato in modo tale da offrire una gamma di posti di
lavoro diversificati (cfr. DTF 110 V 273 e Jean-Maurice
Frésard/Margit Moser-Szeless, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht,
Soziale Sicherheit, 2. edizione, n. 170 p. 899). 

                                         Inoltre, il
mercato del lavoro accessibile ai lavoratori non qualificati è in generale
limitato a dei lavori di manodopera o ad altre attività fisiche (RCC 1989 p.
331 consid. 4a). Tuttavia nell'industria e nell'artigianato le attività
fisicamente pesanti vengono eseguite sempre più spesso tramite delle macchine,
motivo per cui aumentano le attività di controllo e sorveglianza che possono
essere svolte da personale non qualificato o semi qualificato (SVR 2002
no. U 15 p. 49 consid. 3b; RCC 1991 p. 332 consid. 3b; STF
8C_709/2008 del 3 aprile 2009 consid. 2.3.). 

 

                            2.3.5.   Per quanto attiene all’età
dell’assicurato, nato nel 1946 e quindi 62enne al momento della nascita del
diritto alla rendita (2008) e quasi 63enne al momento dell’emanazione della
decisione su opposizione, occorre sottolineare che, alla luce delle circostanze
del caso risultanti dalle carte processuali - in particolare del fatto che
l’insorgente abbia svolto nel corso degli anni differenti attività, quali
quella di idraulico, di rappresentante di gioielli (fino al 1985), di installatore
sanitario (dal 1986), di addetto nel settore di impianti di distribuzione di
carburanti (dal 1990; dal settembre 1997 all’agosto 1999 è stato al beneficio di
indennità di disoccupazione), di responsabile vendita-rappresentante di
prodotti per pasticceria e gelateria (dal 2000; cfr. doc. 170; 22), ausiliario
presso __________ (dal 2002 come guadagno intermedio) -, sia realistico considerare
che, su un mercato equilibrato del lavoro, egli sarebbe in grado di sfruttare
la propria capacità lavorativa residua nelle attività di controllo e
sorveglianza nei settori dell’industria e dell’artigianato menzionate al
considerando precedente.

 

                                         Certo,
non possono essere ignorati gli sforzi e gli inconvenienti che la messa a
profitto della residua capacità lavorativa comporterà per l’insorgente. Ciò
nondimeno, essi non appaiono nè sproporzionati nè inesigibili, ricordato ancora
che secondo un principio generale del diritto delle assicurazioni sociali,
l'assicurato ha l'obbligo di intraprendere tutto quanto può da lui essere
ragionevolmente preteso per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze
delle sue affezioni invalidanti (obbligo di ridurre il danno cfr. STFA P 2/06
del 18 agosto 2006; DTF 123 V 96 consid. 4c; DTF 113 V 28 consid. 4a e
riferimenti ivi citati). 

 

                                         Per inciso è, del resto, utile
evidenziare che, allorché la capacità di guadagno di un
assicurato risulta diminuita essenzialmente a causa della sua età avanzata,
torna applicabile l'art. 28 cpv. 4 OAINF, specifico dell'assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni, il quale prevede quanto segue: 

 

" 
Se a causa della sua età l'assicurato non
riprende più un'attività lucrativa dopo l'infortunio o se la diminuzione della
capacità di guadagno è essenzialmente dovuta alla sua età avanzata, sono deter­minan­ti
per valutare il grado d'in­validità i redditi che potrebbe eseguire un
assicurato di mezza età vittima di un danno alla salute della stessa gravità."

 

                                         L’Alta Corte, con sentenza
pubblicata in DTF 122 V 426, si è riconfermata nella propria giurisprudenza
secondo cui l’art. 28 cpv. 4 OAINF è ritenuto conforme alla Costituzione e alla
legge.

 

                                         Secondo la giurisprudenza
il concetto di “età avanzata” si situa intorno ai 60 anni. Questa età,
tuttavia, non costituisce un limite assoluto, bensì vanno pure considerate le
abitudini professionali specifiche, nonché le particolari circostanze del
singolo caso (cfr. STF U 538/06 del 30 gennaio 2007 consid. 3.2.; STFA U 122/05
del 30 agosto 2005 consid. 3.2.2.).

 

                                         Il raffronto dei redditi
ai sensi di questo disposto deve essere effettuato riferendosi al salario che
potrebbe conseguire una persona di mezza età con le stesse attitudini
professionali e personali dell’assicurato. Determinante per i redditi ipotetici
prima e dopo l’invalidità è il salario che potrebbe guadagnare questa persona
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro esercitando
l’attività ragionevolmente esigibile dalla stessa.

                                         L’art. 28 cpv. 4 OAINF
impone, dunque, di fondarsi sulle circostanze ipotetiche di un assicurato di
mezza età per la determinazione non soltanto del reddito da invalido, ma anche
di quello da valido (cfr. STFA U 21/03 del 25 agosto 2003 consid. 4.2.).

 

                                         Il
concetto di mezza età si riferisce, poi, secondo la giurisprudenza a un’età di
42 anni oppure a un’età tra i 40 e i 45 anni (cfr. STF U 313/06 del 14 agosto
2007 consid. 3.4.).

 

                                         Nella
sentenza U 313/06 del 14 agosto 2007 appena citata il TF, a proposito dello
scopo dell’art. 28 cpv. 4 OAINF, ha rilevato che:

 

" 
(…)

                                        Mit dieser Bestimmung wird bei der Invaliditätsbemessung zum einen dem
Umstand Rechnung getragen, dass nebst der - grundsätzlich allein versicherten -
unfallbedingten Invalidität auch das vorgerückte Alter eine Ursache der
Erwerbslosigkeit oder -unfähigkeit bildet. Zum andern wird berücksichtigt, dass
die Invalidenrenten der Unfallversicherung bis zum Tod der Versicherten zur
Ausrichtung gelangen (Art. 19 Abs. 2 UVG), wobei sie - in Abweichung von Art.
17 Abs. 1 ATSG - nach dem Monat, in dem Männer das 65. und Frauen das 62.
Altersjahr vollendet haben, nicht mehr revidiert werden können (Art. 22 UVG).
Mit Art. 28 Abs. 4 UVV soll demnach verhindert werden, dass bei älteren
Versicherten zu hohe Invaliditätsgrade resultieren und Dauerrenten zugesprochen
werden, wo sie mit Blick auf die unfallbedingte Invalidität eher die Funktion
von Altersrenten aufweisen (BGE 122 V 418 E. 3a S. 421 f. mit Hinweisen).“

 

                            2.3.6.   In esito alle considerazioni sviluppate ai considerandi precedenti
(cfr. consid. 2.3.4.; 2.3.5.) e tutto ben considerato, il TCA ritiene che sul
mercato generale del lavoro - in particolare nei settori della produzione e dei
servizi - esistano delle attività, segnatamente di controllo e di sorveglianza,
che il ricorrente, nonostante i disturbi che interessano l’estremità superiore
destra, sarebbe in grado di esercitare a tempo pieno e con un rendimento
completo (cfr. STF 8C_971/2008 del 23 marzo 2009 consid. 4.2.5.; STF
8C_709/2008 del 3 aprile 2009 consid. 2.3.).

 

                                         In questo
contesto, è utile ricordare che, secondo la giurisprudenza, se è vero che vanno
indicate possibilità di lavoro concrete, all'amministrazione rispettivamente al
giudice non vanno poste esigenze esagerate. È, infatti, sufficiente che gli
accertamenti esperiti permettano di fissare in maniera attendibile il grado di
invalidità. In proposito, va rilevato che il TFA ha in particolare già ritenuto
corretto il rinvio ad attività nel settore industriale e commerciale, composto
di lavori leggeri di montaggio, compiti di controllo e sorveglianza (cfr. VSI
1998 p. 296 consid. 3b; STFA U 329/01 del 25 febbraio 2003, consid. 4.7).

 

                            2.3.7.   Si tratta ora di valutare le
conseguenze economiche del danno alla salute infortunistico.

 

                                         Per
quanto concerne il reddito da valido, secondo l’INSAI,
l'insorgente avrebbe guadagnato, nel 2008 (cfr., a questo proposito, DTF 128 V
174 = RAMI 2002 U 467, p. 511ss.), qualora non fosse rimasto vittima
dell’infortunio assicurato, un importo annuo di fr. 76'183.-- (cfr. doc.
150, 183).

.

                                         Questo
dato, desunto dalle informazioni fornite dalla ditta __________ presso la quale l’assicurato ha
lavorato, quale responsabile vendite-rappresentante di prodotti per
pasticceria, gelateria, nel periodo dal 25 maggio 1999 al 30 aprile 2000
precedente all’iscrizione in disoccupazione (cfr. doc. 150), e non contestato
dal ricorrente, può essere fatto proprio dal TCA (per un caso in cui quale
reddito da valido di un assicurato che al momento dell’infortunio era al
beneficio di indennità di disoccupazione è stato considerato il salario che
avrebbe percepito al momento determinante se avesse continuato a essere
impiegato presso l’ultimo datore di lavoro prima della disoccupazione cfr. STFA
U 283/01 del 25 ottobre 2002).

 

                            2.3.8.   Per quanto
riguarda invece il reddito da invalido, la giurisprudenza
federale si fonda sui criteri fissati nelle sentenze pubblicate in DTF 126 V 75
seg. e in DTF 129 V 472 seg.

 

                                         Nella prima sentenza di
principio la Corte ha stabilito che ai fini della determinazione del reddito da
invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale
concreta dell'interessato, a condizione
però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità
lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente
svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale
("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti). Qualora
difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla
giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La
questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati
statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze
personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno
alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora,
grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare
globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del
25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità
suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle
assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a
pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che
l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido
motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi
dell'assicurazione.

                                         Nella
seconda sentenza di principio il TFA ha fissato i criteri da adempiere affinché
il reddito da invalido possa essere validamente determinato sulla base dei
salari DPL. 

                                         In quella
sede, la nostra Corte federale ha rilevato che, oltre a produrre almeno cinque
DPL, l’assicuratore infortuni è tenuto a fornire indicazioni sul numero totale
dei posti di lavoro entranti in linea di considerazione a dipendenza
dell’impedimento concreto, come pure sul salario più elevato, su quello più
basso, nonché su quello medio del gruppo cui è fatto riferimento.

 

                                         L’Alta
Corte, relativamente ai dati statistici, ha stabilito che sono esclusivamente
applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i dati salariali
nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla
struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di statistica e non i valori
desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei valori in relazione alle
grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA del 5 settembre 2006 nella causa P., I
222/04).

 

                                         In una
sentenza del 7 aprile 2008 (32.2007.165) questa Corte, fondandosi sulla
sentenza U 8/7 del 20 febbraio 2008, ha stabilito che “(…) quando il salario da valido conseguito in
Ticino in una determinata professione è inferiore al salario medio nazionale in
quella stessa professione, anche il reddito da invalido va ridotto nella
medesima percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti, art.cit., in RtiD II-2006
pag. 311 seg., in particolare pag. 326-327) (…)”.

                                         Con
sentenza 8C_399/2007 del 23 aprile 2008 al consid. 6.2 il TF ha lasciato aperta
la questione di sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso in cui il
valore fosse chiaramente sotto la media (“deutliche Abweichung”). Tale è
di regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV no. 12 pag. 45
consid. 6.2; dell’8% nella sentenza U 463/06 del 20 novembre 2007; nella
sentenza pubblicata in SVR 2008 IV Nr. 49 consid. 2.3. l’Alta Corte non ha
ritenuto rilevante un gap salariale del 4%).

 

                                         La
questione è stata definitivamente risolta dalla nostra Massima Istanza, la
quale nella sentenza 8C_44/2009 del 3 giugno 2009 ha ricordato che:

 

" 
3.3 In una
recente sentenza 8C_652/2008 dell'8 maggio 2009, non ancora pubblicata nella
Raccolta ufficiale, il Tribunale federale, precisando la propria
giurisprudenza, ha stabilito che quando il reddito effettivamente conseguito
differisce di almeno il 5% rispetto al salario statistico riconosciuto nel
corrispondente settore economico, esso deve essere considerato
considerevolmente inferiore alla media nel senso della DTF 134 V 322 e può - in
caso di adempimento degli altri presupposti - giustificare un parallelismo dei
redditi di raffronto (consid. 6.1.2). A questo parallelismo si procederà però
soltanto limitatamente alla parte percentuale eccedente la soglia determinante
del 5% (consid. 6.1.3). Questa Corte ha nella stessa sentenza confermato che i
fattori estranei all'invalidità di cui si dovesse già aver tenuto conto con il
parallelismo non possono essere presi in considerazione una seconda volta
nell'ambito della deduzione per circostanze personali e professionali." 

 

                            2.3.9.   Nel caso in
esame per determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato,
l'assicuratore LAINF resistente ha compiuto in sede amministrativa degli
accertamenti presso cinque aziende ticinesi. L’CO 1 ha indicato che dai
medesimi risulta che nelle attività leggere che l'insorgente sarebbe in grado
di esercitare tenuto conto dei postumi infortunistici residuali, e meglio affilatore
presso la __________ di __________, operaio di fabbrica – reparto iniezione
presso la __________ di __________, operaio addetto alla fabbricazione di
trapani – controllo delle punte dei trapani per dentisti presso la ____________________,
operaio di fabbrica generico presso la ____________________, preparatore di
cioccolata presso ____________________, i dipendenti di tali ditte percepivano
in media, nel 2008, un reddito annuo pari a fr. 48’032.-- (cfr. doc. 184).

 

                                         D’altro
canto, sempre in conformità alla giurisprudenza evocata sopra, l'assicuratore infortuni, contrariamente a quanto asserito dal
ricorrente (cfr. doc. I pag. 8), ha fornito informazioni sul numero globale dei
posti di lavoro che entrano in linea di conto alla luce degli impedimenti
presentati dall'assicurata, sul salario massimo e minimo, così come sul salario
medio.

                                         In
effetti, dalla tabella prodotta in allegato al doc. 184 si evince che sono 53 i
posti di lavoro che entrano in considerazione, che i salari minimo e massimo
ammontano, rispettivamente, a fr. 31’199.-- e a fr. 65’819.--, e infine che
quello medio è di fr. 44’945.--.

 

                                         Il TCA
constata che il valore considerato dall’assicuratore LAINF resistente (fr.
48'032.--) è superiore del 6.43% rispetto alla media dei salari medi
(fr. 44’945.--).

                                         In base
alla giurisprudenza federale, ciò non è però sufficiente per dubitare della
rappresentatività del reddito da invalido stabilito in base alle DPL. 

                                         In una
sentenza U 594/06 del 26 aprile 2007, l’Alta Corte è pervenuta a questa stessa
conclusione trattandosi di una differenza dell’8% circa (cfr., pure, la STCA
35.2005.90 del 22 maggio 2006 consid. 2.9., in cui questo Tribunale ha deciso
di fare propria la prassi dell’CO 1 secondo la quale sono di principio
tollerati scostamenti sino al 10%). 

 

                                         L’insorgente
sostiene che l’CO 1, facendo riferimento alle cinque DPL di cui sopra per
determinare il reddito da invalido, non abbia considerato la sua età avanzata, né
la mancanza di una formazione qualificata (cfr. doc. I pag. 7).

 

                                         Riguardo
al fatto che l’assicurato non disponga di una particolare formazione, il TCA
rileva che dalla descrizione delle singole DPL, che - contrariamente a quanto
addotto dall’assicurato (cfr. doc. I pag. 7) - risulta dettagliata, emerge che
tali attività richiedono, quali requisiti di formazione, unicamente lo
svolgimento delle scuole dell’obbligo o formazione empirica (cfr. doc. 184). 

                                         Non è,
dunque, necessaria alcuna formazione qualificata specifica.

                                         

                                         In ogni
caso la questione di sapere se l’assicurato, dal profilo della formazione e
dell’età, è o meno in grado di reperire, su un mercato del lavoro equilibrato,
tutte e cinque le attività ritenute dall’CO 1 non merita di ulteriori
approfondimenti (cfr., in questo senso, la STFA del 3 febbraio 2003 nella causa
M., U 151/00, consid. 4.3 e del 23 gennaio 2003 nella causa D., U 196/02,
consid. 4.5). 

                                         L’insorgente
non potrebbe pretendere, infatti, una rendita di un’entità maggiore (cfr.
consid. 2.3.10), neppure se il grado della sua invalidità venisse determinato
in applicazione dei dati statistici (e non in base alle DPL dell’CO 1).

 

                                         Abbondanzialmente
è comunque utile osservare che sul reddito da invalido stabilito in
applicazione delle DPL non può entrare in linea di conto alcuna decurtazione,
considerato il sistema stesso su cui si fonda questa modalità di fissazione del
reddito (cfr. DTF 129 V 472, consid. 4.2.3).

 

                          2.3.10.   Come visto
sopra (cfr. consid. 2.3.4.-2.3.6.), al di là di quelle ritenute
dall’assicuratore infortuni, sul mercato generale del lavoro esistono, nel
settore industriale e dell’artigianato, delle attività, essenzialmente di
controllo e di sorveglianza, fisicamente assai leggere e che non presuppongono
particolari attitudini intellettuali, che l’assicurato, nonostante i postumi
infortunistici residuali che interessano l’arto superiore destro, sarebbe in
grado di svolgere a tempo pieno e con un rendimento completo (al riguardo cfr.
SVR 2002 UV 15 pag. 49 consid. 3b; RCC 1991 pag. 332 consid. 3b; STFA del 20
aprile 2004 nella causa K., U 871/02, consid. 3; STCA del 6 marzo 2006 nella
causa C., 35.2005.86 consid. 2.10.) e il cui reperimento, su un mercato del
lavoro equilibrato, non risulta irrealistico.

 

                                         Conformemente
alla giurisprudenza federale di cui si è detto al considerando 2.3.8., per la
determinazione del reddito ipotetico da invalido tornano applicabili i dati
statistici nazionali contenuti nella Tabella TA 1 elaborata dall'Ufficio
federale di statistica.

 

                                         Orbene -
utilizzando i dati forniti dalla tabella TA1 - il ricorrente, svolgendo nel
2006 una professione che presuppone qualifiche inferiori nel settore privato
svizzero (a proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel settore
privato, cfr. RAMI 2001 U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe
potuto realizzare, in media, un salario mensile lordo pari a fr. 4'732.--. 

                                         Riportando
questo dato su 41.6 ore (per la durata settimanale di lavoro nelle
imprese nel 2008 cfr. tabella B 9.2, pubblicata in La
Vie économique, 6-2009, pag. 86), esso ammonta a fr. 4'921.- mensili
oppure a fr. 59'055.- per l'intero anno (fr. 4'921.- x 12, ritenuto che la
quota di tredicesima è già compresa, cfr. STFA U 274/98 del 18 febbraio 1999,
consid. 3a).

                                         Dopo
adeguamento all’evoluzione salariale (cfr. STF U 8/07 del 20 febbraio 2008
consid. 6.3.; tabella B 10.2, pubblicata in La
Vie économique, 6-2009, pag. 87), si ottiene, per il 2008, un reddito mensile di fr. 5’100.-- oppure di fr. 61’200.--
per l'intero anno (fr. 5'100.-- x 12).

 

                                         L’assicurato,
quale responsabile vendita-rappresentante di prodotti per pasticceria e
gelateria presso __________, avrebbe guadagnato nel 2008 fr. 76'183.-/anno per un’occupazione a tempo pieno (cfr. consid. 2.3.7.)

                                         Tale
reddito si situa al di sopra della media dei salari per un'attività equivalente
(cioè fr. 74’742.--/anno; cfr. Tabella TA1 2006 p.to 51
“Commercio all’ingrosso e intermed. comm.”, livello di qualifica 3: fr. 5’779.--
X 12
mesi = 69’348.--, riportato su 41.6 ore/settimana = fr. 72’122.-- e aggiornato
al 2008).

                                         Nel caso in
esame non sono, perciò, realizzati i presupposti per ridurre il reddito
statistico da invalido in applicazione della giurisprudenza di cui alla STF
8C_44/2009 del 3 giugno 2009 menzionata al considerando precedente.

 

                          2.3.11.   In ossequio
alla giurisprudenza federale, occorre, in seguito, esaminare le circostanze
specifiche del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute,
età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado
d'occupazione, cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/bb) e, se del caso, procedere ad
una riduzione percentuale del salario statistico medio. La riduzione massima
consentita ammonta al 25%, percentuale che consente "… di tener conto
delle varie particolarità che possono influire sul reddito del lavoro"
(cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

 

                                         Nella
sentenza I 147/05 del 25 luglio 2005, consid. 2, il TFA ha proceduto a una
riduzione del 15% sul reddito statistico da invalido, trattandosi di un
assicurato straniero, nato nel 1953 e al beneficio di un permesso di domicilio,
che, a causa del danno alla salute, era stato giudicato in grado di svolgere
un’attività adeguata in misura del 60%.

                                         L'Alta
Corte ha ritenuto suscettibili di incidere sul livello di reddito ancora
conseguibile dall’assicurato, gli impedimenti funzionali derivanti dal danno
alla salute (10%), così come il fatto di poter lavorare soltanto a tempo
parziale (5%):

 

" 
2.4 Aufgrund der zu Recht nicht bestrittenen
Auffassung der Gutachter des Instituts Y.________ vom 4. April 2003 ist dem
Beschwerdegegner die angestammte Tätigkeit als Schweisser nicht mehr zumutbar,
während körperlich leichte bis intermittierend mittelschwere adaptierte
Tätigkeiten zu 60% zumutbar sind (d.h. wechselbelastende Tätigkeiten ohne
Heben, Stossen und Ziehen von Lasten über 5 bis 10 kg repetitiv und vereinzelt
über 15 kg, ohne Überkopftätigkeiten und ohne Tätigkeiten in gebückter Haltung
mit Rotation der Wirbelsäule). Aufgrund dieser Einschränkungen sind keine
triftigen Gründe ersichtlich, um von einem leidensbedingten Abzug abzusehen;
dies wird von der Beschwerde führenden Verwaltung denn auch nicht bestritten.

2.5 Entgegen der Auffassung im kantonalen
Entscheid ist die Nationalität hier zu vernachlässigen angesichts der Tatsache,
dass die statistischen Löhne aufgrund der Einkommen der schweizerischen und der
ausländischen Wohnbevölkerung erfasst werden (AHI 2002 S. 70) und der
Beschwerdegegner kein Saisonnier ist, sondern über die
Niederlassungsbewilligung C verfügt (Urteil S. vom 16. April 2002, I 640/00
[Zusammenfassung in HAVE 2002 S. 308]). Damit gehört der Versicherte vielmehr
einer Ausländerkategorie an, für welche der monatliche Männer-Bruttolohn im
Anforderungsniveau 4 sogar etwas über dem entsprechenden, nicht nach dem
Merkmal der Nationalität differenzierenden Totalwert liegt
(Lohnstrukturerhebung 2000 S. 47 Tabelle TA12 sowie Lohnstrukturerhebung 2002
S. 59 Tabelle TA12). Es ist denn auch dieser Totalwert die massgebende
Vergleichsgrösse und nicht etwa das Einkommen der Schweizer (wie es die
Vorinstanz angenommen hat), da sich Tabellenlöhne aus den Einkommen der In- und
Ausländer zusammensetzen.

2.6 Die IV-Stelle führt in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde zwar zu Recht aus, "dass Teilzeitangestellte
nicht zwingend weniger als Vollzeittätige verdienen (zum Beispiel in Beschäftigungsbereichen,
in denen Teilzeitarbeit Nischen auszufüllen vermag, die arbeitgeberseits stark
nachgefragt und dementsprechend entlöhnt werden ...)." Jedoch wird das
Invalideneinkommen hier allein aufgrund statistischer Angaben festgesetzt, so
dass die statistisch erhärtete Tatsache der Lohneinbusse von
teilzeitarbeitenden Männern im massgebenden Anforderungsniveau 4 (einfache und
repetitive Tätigkeiten) zu berücksichtigen ist (vgl. Lohnstrukturerhebung 2000
S. 24 T8 sowie Lohnstrukturerhebung 2002 S. 28 T8), auch wenn in diesem Rahmen
der prozentuale Minderverdienst nicht schematisch dem Abzug gleichzusetzen ist
(vgl. BGE 126 V 79 Erw. 5b/aa).

 

2.7 Damit sind im Rahmen des Abzuges die
leidensbedingten Einschränkungen des Versicherten (vgl. Erw. 2.4) sowie die
Möglichkeit, nur noch Teilzeit arbeiten zu können (Erw. 2.6 hievor), zu
berücksichtigen. Da die IV-Stelle in Verfügung und Einspracheentscheid keinen
Abzug wegen Teilerwerbstätigkeit berücksichtigt hat, obwohl dies angemessen
gewesen wäre, lag für das kantonale Gericht ein triftiger Grund vor, sein
Ermessen an die Stelle desjenigen der Verwaltung zu setzen; die abweichende
Ermessensausübung erweist sich deshalb insoweit als näher liegend (vgl. Erw.
2.3 hievor). Indessen hat die Vorinstanz zu Unrecht auch den Ausländerstatus
des Beschwerdegegners berücksichtigt (Erw. 2.5 hievor). Die IV-Stelle hat
jedoch die leidensbedingten Einschränkungen - angesichts der Beschwerden - mit
einem Abzug von 10% vom Tabellenlohn berücksichtigt; wird auch der Tatsache Rechnung
getragen, dass der Beschwerdegegner nur noch teilerwerbstätig sein kann,
erscheint - gesamthaft gesehen - das Ermessen der Vorinstanz als näher liegend.
Damit hatte diese genügend triftige Gründe, um vom Abzug der Verwaltung
abzuweichen, so dass ein solcher in Höhe von 15% vorzunehmen ist, was zu einem
Invaliditätsgrad von 52% und damit zum Anspruch auf eine halbe Invalidenrente
führt."

                                         (STFA
succitata). 

 

                                         In
un’altra pronunzia U 420/04 del 25 luglio 2005, consid. 2 - riguardante un
assicurato straniero, nato nel 1961 e al beneficio di un permesso di domicilio,
totalmente abile in attività lavorative leggere da un profilo dell’impegno
fisico - lo stesso TFA ha nuovamente applicato una decurtazione del 15% (“Dem
Beschwerdegegner sind aus medizinischer Sicht unbestrittenermassen keine
schweren Arbeiten mehr zumutbar (vgl. Erw. 2.5.1 hievor), sodass er den bisher
ausgeübten Tätigkeiten nicht mehr nachgehen kann. Mit den von
der SUVA verfügten 15% wird sowohl dem Verlust, Schwerarbeit leisten zu können,
als auch der leidensbedingten Einschränkung, die für sich nicht sehr ausgeprägt
ist, angemessen Rechnung getragen”). 

 

                                         In una sentenza 35.2004.104 del 25 aprile 2005, il TCA ha fornito
alcune indicazioni circa le modalità secondo le quali deve essere applicata la
riduzione percentuale sul reddito statistico da invalido, argomentando:

 

" 
Su quest’ultimo punto, il TCA ha attentamente
esaminato alcune recenti sentenze federali e ne ha ricavato l’impressione di
una prassi non sempre coerente.

A titolo di esempio, in una sentenza del 14
febbraio 2005 nella causa T., I 594/04, consid. 2.3, il TFA ha indicato che
l’età dell’assicurato (47 anni al momento del rilascio della decisione
impugnata) non rappresentava un fattore di riduzione, stabilendo inoltre che i
lavoratori ausiliari, su un mercato equilibrato del lavoro, vengono richiesti a
prescindere dalla loro età e quindi che, in queste attività, l’età di per sé
non influisce sul livello retributivo. 

Per conto, in una pronunzia del 20 gennaio 2005
nella causa R., I 138/04, consid. 4.3., la stessa Alta Corte federale ha
applicato una riduzione sul reddito statistico da invalido, trattandosi di un
assicurato di 35 anni, dichiarato completamente abile in attività semplici e
ripetitive nel settore dei servizi, “en regard de l’âge de l’assuré et
des limitations résultant de l’atteinte à sa santé” (la sottolineatura è del
redattore). 

 

In un’altra sentenza del 23 febbraio 2004 nella
causa M., B 67/04, consid. 3.3.2 - concernente un assicurato di 54 anni al
beneficio di un permesso di domicilio - l’Alta Corte non ha ritenuto che l’età
costituisse un fattore di riduzione. 

Del resto, con riferimento all’art. 28 cpv. 4
OAINF (cfr. consid. 2.4.), la giurisprudenza federale ha stabilito che questa
disposizione torna applicabile agli assicurati che, alla data di inizio della
rendita di invalidità, hanno un’età attorno ai 60 anni (cfr. DTF 123 V 419
consid. 1b; SVR 1995 UV 35, p. 105 consid. 2b). 

 

Al fine di garantire l’uguaglianza di trattamento
fra assicurati (circa la necessità di introdurre dei criteri obiettivi allo
scopo di evitare disparità di trattamento, cfr. DTF 123 V 104 consid. 3e, DTF
115 V 138ss. consid. 6-7, 405ss., consid. 4-6; STFA del 24 febbraio 2005 nella
causa S., U 80/04, consid. 4.2.1), questo Tribunale – chiamato peraltro, in
talune circostanze, a direttamente quantificare la riduzione percentuale (cfr.,
ad esempio, la STFA del 25 febbraio 2003 nella causa P., U 329 + 330/01) – e
visto che il problema si pone in modo analogo in alcuni importanti settori delle
assicurazioni sociali (assicurazione per l’invalidità, previdenza
professionale, assicurazione contro gli infortuni e assicurazione contro le
malattie), ritiene di dover fornire le seguenti indicazioni.

Ad ognuno dei fattori di rilievo indicati dalla
giurisprudenza federale corrisponde una decurtazione del 5%. 

Per quanto riguarda specificatamente la riduzione
percentuale legata alla limitazione addebitabile al danno alla salute,
l’esistenza, in un caso concreto, di impedimenti di una particolare gravità,
che in genere limitano l’assicurato anche nell’esercizio di un’attività
sostitutiva, può comunque giustificare l’applicazione di una riduzione più
elevata (cfr., in questo senso, la STFA del 16 febbraio 2005 nella causa C., I
559/04, consid. 2.2, in cui la Corte federale ha avallato la riduzione decisa
dall’amministrazione (15%), trattandosi di un assicurato abile soltanto
parzialmente in attività leggere, la STFA del 17 febbraio 2005 nella causa B.,
I 1/04, consid. 4.3.4, in cui è stata applicata una decurtazione del 10% per
tenere conto delle difficoltà legate al danno alla salute e la STFA del 23
febbraio 2005 nella causa B., I 632/04, consid. 4.2.2, in cui è stata
confermata una riduzione del 15% per ragioni di salute). 

La presenza cumulativa di più fattori legittima
l’applicazione della riduzione massima del 25% (cfr., in questo senso, la STFA
del 4 febbraio 2003 nella causa S., U 311/02, consid. 4.3). 

 

Nella già citata sentenza del 23 febbraio 2004
nella causa M., il TFA ha applicato una deduzione globale del 15% motivata
dagli impedimenti legati al danno alla salute, ritenendo assenti gli altri
fattori di riduzione (anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di
dimora, grado di occupazione)."

                                         (STCA
succitata, consid. 2.11.)

 

                          2.3.12.   Il reddito da
invalido determinato fondandosi sulle DPL per il 2008 di fr. 48’032.-- (cfr.
consid. 2.3.9.) corrisponde a una riduzione di circa il 22% del reddito
statistico desunto dalla Tabella TA1 per il 2008 di fr. 61’200.--.

 

                                         In considerazione delle specifiche circostanze della fattispecie (ovvero della
menomazione alla salute e dell’età avanzata dell’assicurato), nonché dei
precedenti giurisprudenziali, tale decurtazione risulta adeguata.

 

                                         In esito
a quanto precede, il grado di invalidità del ricorrente
- stabilito confrontando i fr. 48’032.-- al reddito che
egli avrebbe potuto conseguire se non fosse intervenuto l’infortunio, e cioè fr.
76’183.-- (cfr. consid. 2.3.7.) - è del 36.95% arrotondato al 37% secondo la
giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121, consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 p.
41.

 

                                         Rettamente,
dunque, l’CO 1 ha assegnato al ricorrente una rendita di invalidità del 37%.

 

                               2.4.   Indennità
per menomazione dell’integrità

 

                            2.4.1.   Secondo
l'art. 24 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto ad un'equa indennità se, in
seguito all'infortunio, accusa una menomazione importante e durevole
all'integrità fisica, mentale o psichica.

                                         Tale
indennità è assegnata in forma di prestazione in capitale.

                                         Essa non
deve superare l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca
dell'infortunio ed è scalata secondo la gravità delle menomazioni.

                                         Il
Consiglio federale emana disposizioni particolareggiate sul calcolo
dell'indennità (art. 25 cpv. 1 e 2 LAINF).

 

                            2.4.2.   L'art. 36
cpv. 1 OAINF definisce i presupposti per la concessione dell'indennità giusta
l'art. 24 LAINF: una menomazione dell'integrità è considerata durevole se
verosimilmente sussisterà tutta la vita almeno con identica gravità ed
importante se l'integrità fisica, mentale o psichica, indipendentemente dalla
capacità di guadagno, è alterata in modo evidente o grave.

                                         In questa
valutazione dovrà essere fatta astrazione dalla capacità di guadagno ed anche
dalle circostanze personali dell'assicurato. Secondo la giurisprudenza,
infatti, la gravità della menomazione si stima soltanto in funzione di
accertamenti medici senza ritenere, all'opposto delle indennità per torto
morale secondo il diritto privato, le eventuali particolarità dell'assicurato
(cfr. RAMI 2000 U 362, p. 42-43; DTF 113 V 218 consid. 4; RAMI 1987 U 31, p.
438).

                                         La parte
della riparazione del torto morale contemplata dagli

artt. 24ss. LAINF è, dunque, soltanto parziale: gli aspetti soggettivi del
danno (segnatamente il pretium doloris e il pregiudizio estetico) ne
sono esclusi (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 121).

 

                                         Questi
concetti sono stati ribaditi in un sentenza U 349/06 dell11 luglio 2007 nel
quale il Tribunale federale ha rilevato:

 

" 
Occorre poi ricordare al ricorrente, come già
spiegato dal giudice cantonale, che secondo giurisprudenza la menomazione
dell'integrità è valutata in modo astratto, uguale per tutti. Da questo
profilo, l'IMI si distingue quindi dall'indennità per torto morale ai sensi del
diritto civile, per il quale si procede ad una valutazione individuale del
danno avuto riguardo alle particolarità del caso. Contrariamente alla
valutazione del torto morale secondo il diritto privato, la fissazione dell'IMI
può prendere a base criteri medici di carattere generale, risultanti da esami
comparativi di postumi infortunistici analoghi, senza tener conto delle
specifiche limitazioni che la lesione è suscettibile di comportare per un
determinato assicurato. In altri termini, l'importo dell'IMI non dipende dalle
circostanze del caso concreto, ma da una valutazione medico-teorica del danno
alla salute fisica o psichica, prescindendo da fattori di carattere soggettivo
(DTF
115 V 147 consid. 1; cfr. DTF
133 V 224). In quest'ordine di idee, la Corte cantonale ha rettamente
rilevato che la circostanza che l'insorgente, a causa delle conseguenze
dell'infortunio, possa essere stato costretto a modificare le proprie abitudini
di vita, non può essere presa in considerazione nella valutazione della
menomazione all'integrità di cui è portatore."

 

                            2.4.3.   Secondo
l'art. 36 cpv. 2 OAINF, l'indennità è calcolata in base alle direttive
contenute nell'Allegato 3 dell'OAINF. 

                                         Una
tabella elenca una serie di lesioni indicando per ciascuna il tasso normale di
indennizzo, corrispondente ad una percentuale dell'ammontare massimo del
guadagno assicurato. 

 

                                         Questa
tabella - riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco
esaustivo (cfr. RAMI 2000 U 362, p. 43; DTF 124 V 32; DTF 113 V 219 consid. 2a;
RAMI 1988 U 48

p. 235 consid. 2a e sentenze ivi citate). Deve essere intesa come una norma
valida "nel caso normale" (cifra 1 cpv. 1 dell'allegato).

                                         Le
menomazioni extra-tabellari sono indennizzate secondo i tassi previsti
tabellarmente per menomazioni di analoga gravità (cifra 1 cpv. 2
dell'allegato).

                                         La
perdita totale dell'uso di un organo è equiparata alla perdita dell'organo
stesso. In caso di perdita parziale l'indennità sarà corrispondentemente
ridotta; tuttavia nessuna indennità verrà versata se la menomazione
dell'integrità risulta inferiore al 5% (cifra 2 dell'allegato).

 

                                         Se più
menomazioni all'integrità fisica, mentale o psichica, causate da uno o più
infortuni sono concomitanti, l'indennità va calcolata in base al pregiudizio complessivo
(art. 36 cpv. 3 1a frase OAINF; cfr. SVR 2008 UV Nr. 10).

 

                                         Si prende
in considerazione in modo adeguato un peggioramento prevedibile della
menomazione dell'integrità. E' possibile effettuare revisioni solo in casi
eccezionali, ovvero se il peggioramento è importante e non era prevedibile
(art. 36 cpv. 4 OAINF).

                                         Peggioramenti
non prevedibili non possono, naturalmente, essere anticipatamente considerati.

                                         Nel caso
in cui un pregiudizio alla salute si sviluppi nel quadro della prognosi
originaria, la revisione dell'indennità per 

                                         menomazione
è, di principio, esclusa. Per contro, l'indennità dev'essere di nuovo valutata,
quando il danno è peggiorato in una misura maggiore rispetto a quanto
pronosticato (cfr. RAMI 1991 U 132, p. 308ss. consid. 4b e dottrina ivi
menzionata).

 

                            2.4.4.   L’INSAI ha
allestito una serie di tabelle, dalla griglia molto più serrata, che integrano
quella dell'ordinanza.

                                         Semplici
direttive di natura amministrativa, esse non hanno valore di legge e non
vincolano il giudice (cfr. STFA I 102/00 del 22 agosto 2000; DTF 125 V 377
consid. 1c; STFA del 7 dicembre 1988 nella causa P.; RAMI 1989 U 71,

p. 221ss.).

                                         Tuttavia,
nella misura in cui esprimono unicamente valori indicativi, miranti a garantire
la parità di trattamento di tutti gli assicurati, esse sono compatibili con
l'annesso 3 all'OAINF (RAMI 1987 U 21, p. 329; DTF 113 V 219, consid. 2b; DTF
116 V 157, consid. 3a).

 

                                         Al
riguardo in una sentenza 8C_472/2007 del 9 giugno 2008 il Tribunale federale ha
rilevato:

 

" 
3.4 La table 1.2. prévoit, en ce qui concerne
l'épaule, un taux d'atteinte à l'intégrité de 30 pour cent pour une épaule
bloquée en adduction, de 10 pour cent pour une épaule mobile jusqu'à 30 degrés
au dessus de l'horizontale, et de 15 pour cent pour une épaule mobile jusqu'à
l'horizontale. En l'espèce, il ressort des constatations du docteur E.________
- qui se fondent sur un examen clinique approfondi et dont il n'y a pas lieu de
remettre en cause l'exactitude - que la mobilité de l'épaule est réduite
jusqu'à l'horizontale (l'abduction active atteint l'horizontal tandis que la
flexion active est possible un peu au dessus de l'horizontal). Le taux de 15
pour cent retenu par la __________ et les premiers juges correspond dès lors
bien au handicap du recourant."

 

                            2.4.5.   Nel caso
di specie l’assicuratore LAINF resistente, sentito il parere del Dr. med. __________,
ha assegnato all’assicurato un’IMI del 15% (cfr. doc. A, 189).

 

                                         Questa la
valutazione del medico responsabile del servizio medico delle __________ CO 1
del 5 marzo 2007:

 

" 
(…)

L’atteinte à l’intégrité est
ici celle d’une épaule mobile jusqu’à l’horizontale, estimée à 15% d’après les
barèmes de la table no 1 de l’indemnisation des atteintes à l’intégrité selon
la LAA." (Doc. 133)

 

                                         Il
Dr. Med. __________, nel rapporto afferente alla visita medica di chiusura del
29 agosto 2008, ha poi indicato che:

 

"  (…)

                                        L’atteinte à
l’intégrité physique ne connaît pas a ce jour de changement significatif,
susceptible de modifier le taux déjà retenu." (Doc. 180)

 

                                         Chiamato a pronunciarsi su
una questione di carattere medico, questo Tribunale, considerata anche
l'assenza di pareri specialistici divergenti, ritiene che l’apprezzamento
espresso dal medico dell’assicuratore resistente possa validamente costituire
da supporto probatorio al presente giudizio, senza che si riveli necessario
esperire ulteriori accertamenti, segnatamente la perizia medica richiesta dal
ricorrente (cfr. doc. I; sul valore probatorio delle
valutazioni del medico dell’CO 1, cfr. sentenza del Tribunale federale U 350/06
del 20 luglio 2007 in cui l'Alta Corte ha ricordato che "nell'ambito del
libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito che
l'amministrazione e il giudice delle assicurazioni sociali si fondino
esclusivamente su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore."). 

 

                                         Al riguardo va ricordato
che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora
l’istruttoria da effettuare d'ufficio conduca l'amministrazione o il
giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione
che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e
che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato
(valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr.
STF I 1018/06 del 16 gennaio 2008 consid. 5.3.; SVR 2003 IV Nr. 1; STFA H
102/01 dell'11 gennaio 2002; STFA H 103/01 dell'11 gennaio 2002; STFA H 299/99
dell'11 gennaio 2002; STFA U 257/01 del 26 novembre 2001; STFA U 82/01 del 15
novembre 2001; STFA I 11/01 del 28 giugno 2001; RCC 1986 p. 202 consid. 2d;
STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.;
STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa
M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212;
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a
ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di essere
sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162
consid. 1d e sentenza ivi citata). 

 

                                         La
tabella n. 1 edita dalla Divisione medica dell’CO 1 (“Atteinte
à l’intégrité résultant de troubles fonctionnels des membres supérieurs”),
per quanto concerne la spalla, stabilisce il tasso di menomazione all’integrità
in funzione del grado di mobilità della stessa.

                                         Tale
tabella prevede un’IMI del 15% allorché la mobilità della spalla raggiunge
l’orizzontale, come è il caso per l’assicurato (cfr. doc. 132, 180).

                                         Un’indennità
del 25%, quale quella che pretende il ricorrente, viene, invece, riconosciuta
in caso di lussazione non ridotta o periartrite scapolo-omerale grave. 

                                         Le affezioni
appena descritte appaiono, tuttavia, più gravi rispetto a quella che presenta
l’insorgente.

 

                                         Giova, del resto, ribadire
che l'indennità per menomazione dell'integrità si valuta sulla base di
constatazioni mediche. Ciò significa che
per tutti quegli assicurati che presentano uno stesso status medico, la
menomazione all'integrità sarà la medesima; essa è, in effetti, stabilita in
maniera astratta, uguale per tutti. In altri termini, l'ammontare dell'IMI non
dipende dalle circostanze particolari del caso concreto, ma bensì da un
apprezzamento medico-teorico della menomazione fisica o psichica, a
prescindere da fattori soggettivi (cfr. DTF 115 V 147 consid. 1, 113 V 121
consid. 4b e riferimenti ivi menzionati; RAMI 2000 U 362, p. 43; cfr., pure,
STCA 35.2001.71 del 12 dicembre 2001, confermata dal TFA con pronunzia U 14/02
del 28 giugno 2002; cfr., altresì, Th. Frei, Die
Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes über die
Unfallversicherung, Tesi Friborgo 1998, p. 40s.).

                                         In questo senso le sofferenze soggettive patite dall'assicurato, non
possono essere prese in considerazione nella valutazione dell'indennità per
menomazione all'integrità.

 

                                         La
pretesa ricorsuale (IMI del 25%) si rivela, conseguentemente, infondata.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti