# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5f9b37be-f077-57b1-8ade-1b1b6b5be0e1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-05-21
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 21.05.2001 15.2001.45
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2001-45_2001-05-21.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2001.00045

  	
  Lugano

  21 maggio
  2001

  /LG/fc/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente 

  Pellegrini e Rusca

  

 

	
  segretario:

  	
  Cassina, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 1° marzo 2001 di

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr. dall'avv. __________ 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti di
Locarno, nell'ambito della procedura di pignoramento di salario dipendente da
diverse esecuzioni contro di lui promosse da

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr. da: avv__________

  

 

 

richiamata
l'ordinanza presidenziale 5 marzo 2001 con la quale non è stato concesso
effetto sospensivo,

 

 

viste le
osservazioni:

- 22 marzo 2001
della __________

 

 

esaminati atti e
documenti,

 

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:

                                  A.   La
__________ procede nei confronti di __________ per l'incasso di propri crediti.
L'UEF di Locarno ha allestito il 25 maggio 1998 dieci attestati di carenza di
beni provvisori, contestati dalla creditrice, che ha ottenuto il 9 ottobre 1998
dall'UEF l'allestimento di un verbale di pignoramento di redditi, che tuttavia
ha accertato l'assenza di un'eccedenza mensile pignorabile. Contro questa
decisione la creditrice ha interposto il 21 ottobre 1998 ricorso, accolto da
questa Camera il 24 marzo 1999 con l'ordine all'UEF di esperire ulteriori
indagini per accertare il reddito dell'escusso. Il 5 dicembre 2000 l'UEF ha
accertato un'eccedenza mensile pignorabile di CHF 1'000.--. Con ricorsi 12
dicembre 2000 dell'escusso e 18 dicembre 2000 della creditrice è stato chiesto
a questa Camera di annullare l'ultimo verbale di pignoramento. Con sentenza 16
gennaio 2001 questa Camera ha stimato i redditi dell'escusso in CHF 10'000.–
mensili, ha accolto alcuni punti ricorsuali di entrambe le parti e ha ordinato
all'UEF l'allestimento di un nuovo verbale di pignoramento.

 

 

                                  B.   Con
verbale di pignoramento 13 febbraio 2001, spedito il 20 febbraio 2001, l'UEF ha
effettuato un pignoramento di immobili e uno di reddito, rilevando che
l'eccedenza mensile pignorabile si attesta a CHF 3'768.–.

 

 

                                  C.   Con
ricorso 1° marzo 2001 __________ chiede l'annullamento del verbale di
pignoramento 13/20 febbraio 2001, sostenendo che i propri redditi mensili non
eccedono CHF 8'000.–.

 

                                      

                                  D.   Con
osservazioni 22 marzo 2001 __________ rileva che questa Camera ha effettuato
nella sua decisione 16/19 gennaio 2001 una stima dei redditi dell'escusso,
fissandoli in CHF 10'000.--; dal momento che contro questa sentenza non è stato
interposto ricorso al Tribunale federale, questa stima sarebbe cresciuta in
giudicato e di conseguenza il ricorso andrebbe respinto.

 

 

                                  E.   Con
osservazioni 11 aprile 2001 l'UEF di Locarno conferma il proprio operato,
avvenuto nell'ossequio della citata sentenza di questa Camera.

 

considerando

 

 

in diritto:

                                   1.   Il ricorso ex art. 17 LEF all'Autorità di vigilanza cantonale ha per
oggetto non l'accertamento con giudizio di merito di un diritto materiale posto
a fondamento di un'esecuzione forzata, bensì il provvedimento di un organo
amministrativo. Il ricorso LEF è un istituto di natura amministrativa, il cui
scopo è quello di controllare la legalità e la proporzionalità di una misura
esecutiva (Flavio Cometta,
Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 1 ss. ad
art. 17; Cometta, Commentario
alla LPR, Lugano 1998, n. 3.c pag. 14 s.).    

 

 

                                   2.   Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito le autorità
di esecuzione sono tenute ad accertare d'ufficio le circostanze determinanti al
momento dell'esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del
debitore e il fabbisogno suo o della famiglia (DTF 112 III 21, 108 III
12, 106 III 13; Georges Vonder Mühll,
Basler Kommentar zum SchKG, n. 17 ad art. 93), ritenuto che delle
successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto
mediante riesame del pignoramento (art. 93 cpv. 3 LEF; DTF 108 III 13; CEF
vig. [15.2001.5] cons. 2). 

 

 

                                   3.   In
casu occorre rilevare che il ricorrente, non avendo contestato al Tribunale
federale la sentenza 16/19 gennaio 2001 di questa Camera, con la quale sono
stati stimati d'ufficio i suoi redditi fissandoli in CHF 10'000.– mensili, e
non avendo prodotto con il ricorso nessun nuovo elemento fattuale per la
determinazione dei suoi redditi e delle sue spese, conferma il proprio
comportamento poco collaborativo (cfr. CEFvig. [15.2000.195] cons. 3.2
fra le medesime parti). Di conseguenza il ricorso qui in esame si rivela
palesemente privo di ogni buona ragione e al limite del temerario.

 

 

                                   4.   Sulle
tasse occorre ricordare che – benché la gratuità della procedura sia contraria
al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l’art.
17 LEF (Jean-François Poudret/Suzette
Sandoz-Monod, Commentaire de la loi fédérale d’organisation judiciaire,
vol. II, Berna 1990, n. 2.10 all’art. 81, pag. 804) – siffatto principio è
stato codificato per espressa volontà del legislatore (art. 20a cpv. 1 primo
periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF 125 III 383 cons. 2a). Per lo
stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).

Tuttavia, la parte o il suo rappresentante che agisce in modo temerario o in
mala fede può essere condannata ad una multa sino a fr. 1'500.--, nonché al
pagamento di tasse e spese. Nel caso in esame, il ricorrente ripropone
integralmente le stesse contestazioni della precedente procedura senza fornire
le prove richieste nella precedente decisione( cfr. CEFvig.
[15.2000.195] cons. 3). Il ricorrente è pertanto avvisato che in occasione di
ulteriori simili ricorsi questa Camera si pronuncerà su spese e indennità,
nonché su una multa a suo carico.

 

 

richiamati gli
art. 17, 20a, 93 LEF, art. 61 e 62 OTLEF,

 

 

pronuncia:

 

                                   1.   Il
ricorso 1° marzo 2001 di __________, è respinto.

 

                                      

                                   2.   Non
si prelevano tasse, né si assegnano indennità.

 

 

                                   3.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello, in conformità
dell'art. 19 LEF.

 

 

                                   4.   Intimazione
a:

                                         -
__________

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                           La
segretaria