# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ef559812-8283-53d1-9963-414abfa19cd1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-07-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 25.07.2000 10.1999.24
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_10-1999-24_2000-07-25.html

## Full Text

Incarto n.

  10.1999.00024

  	
  Lugano,

  25 luglio
  2000/ld

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini, vicecancelliere

  

 

 

 

sedente per statuire sull'istanza di delibazione
presentata il 4 maggio 1998 e integrata il 15 luglio 1999 dal

 

	
   

  	
  __________

  (patrocinato dall'avv. __________

  
	
   

  	
   

  	 

relativa alla sentenza emessa il 7 dicembre
1989 dalla Sezione monocratica presso il Tribunale di primo grado di Iraklion
nella causa (contributi alimentari) che ha opposto l'istante a

 

	
   

  	
  __________;

  

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolta
l'istanza di delibazione;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto 

 

in fatto:                          che il 12 aprile 1983 __________ ha chiesto al Pretore del Distretto
di Riviera lo scioglimento del matrimonio per divorzio, domanda cui la moglie
__________ si è opposta;

                                         

                                         che con
sentenza del 26 settembre 1985 questa Camera ha riformato un decreto cautelare
del Pretore, respingendo un'istanza provvisionale con cui l'attore chiedeva di
ridurre i contributi alimentari da egli dovuti alla moglie e ai due figli da
fr. 7000.– mensili complessivi a fr. 3500.– mensili complessivi dall'agosto all'ottobre
1984, rispettivamente a fr. 1200.– mensili dal novembre 1984 in poi (inc. n.
2205);

 

                                         che la
causa di divorzio, formalmente sospesa, pende tuttora;

 

                                         che il 4
maggio 1998 __________ ha presentato a questa Camera un'istanza, integrata il
15 luglio 1999, volta a far riconoscere e dichiarare esecutiva in Svizzera una
sentenza del 7 dicembre 1989 con cui il Tribunale di primo grado di __________,
adito l'8 ottobre 1988 da __________ per conto dei figli __________ ed
__________, ha fissato in 35 000 dracme da versare sull'arco di due anni il
contributo alimentare in favore del figlio __________;

 

                                         che lo
stesso 15 luglio 1999 __________ ha introdotto a questa Camera un'“azione”
avente il medesimo oggetto dell'istanza, chiedendo altresì che il giudizio di
questa Camera sia trasmesso all'Ufficio del sostegno sociale e
dell'inserimento, Servizio ricuperi e anticipo alimenti;

 

                                         che con
ordinanza del 29 luglio 1999, notificata all'istante per commissione rogatoria,
il giudice delegato di questa Camera ha convocato le parti al contraddittorio
del 15 dicembre 1999 alle ore 14.30 per discutere l'istanza di delibazione;

 

                                         che a
tale udienza è comparsa soltanto __________, la quale ha dichiarato di non
avere mai intentato alcuna causa davanti al Tribunale di __________, di non
avere rimunerato alcun legale estero, di non sapere nemmeno chi sia l'avv.
__________ (il quale l'ha patrocinata in quella sede) e di non avere mai
ricevuto alcuna citazione né alcuna sentenza da parte di tribunali greci;

 

                                         che nelle
circostanze descritte il giudice delegato di questa Camera ha fissato all'istante
il 16 dicembre 1999 un termine fino al 30 giugno 2000 per prestare un anticipo
di fr. 250.– in garanzia delle spese giudiziarie presunte (con l'avvertenza
che, decorso infruttuoso il termine, l'istanza sarebbe stata dichiarata
irricevibile), per produrre una copia autentica o ufficiale della procura
conferita da __________ all'avv. __________ e per indicare un recapito in
Svizzera dove potessero essere eseguite le notificazioni a lui dirette;

 

                                         che
l'ordinanza del giudice delegato è stata notificata al patrocinatore
dell'istante, per commissione rogatoria, l'8 febbraio 2000 (attestazione del 14
febbraio 2000 del Ministero ellenico della giustizia, Direzione A, sezione 4);

 

                                         che
l'istante non ha reagito all'ingiunzione;

 

e considerando 

 

in diritto:                        che
a norma dell'art. 147 CPC ciascuna delle parti deve versare, nel corso del processo,
le spese degli atti che chiede e anticipare le somme fissate dal giudice in
garanzia delle spese giudiziarie presunte;

 

                                         che nella
fattispecie il giudice delegato di questa Camera ha invitato l'istante il 16
dicembre 1999 a depositare entro il 30 giugno 2000 una somma di fr. 250.– in garanzia
delle spese giudiziarie presunte, con l'avvertenza che, decorso infruttuoso il
termine, l'istanza sarebbe stata dichiarata irricevibile;

 

                                         che
l'ordinanza è pervenuta per rogatoria al patrocinatore dell'istante, come
detto, l'8 febbraio 2000;

                                         

                                         che nel
termine impartitogli l'istante non ha versato alcunché e nemmeno ha postulato –
per avventura – la restituzione del termine (art. 137 CPC) o il beneficio
dell'assistenza giudiziaria (art. 155 CPC);

 

                                         che in
siffatte condizioni l'istanza non può essere vagliata nel merito e va
stralciata dai ruoli (art. 12 cpv. 1 LTG);

 

                                         che, ciò
posto, l'“azione” introdotta parallelamente all'istanza diviene senza interesse,
tale atto essendo manifestamente inteso a far riconoscere nelle vie ordinarie
la sentenza del Tribunale di Iraklion qualora la delibazione non fosse stata
possibile (mentre la delibazione in sé sarebbe stata senz'altro proponibile);

 

                                         che gli
oneri della procedura odierna andrebbero a carico dell'istante, il quale con la
sua istanza ha provocato alla Camera civile di appello spese inutili (art. 148
cpv. 3 CPC);

 

                                         che
nondimeno, date le particolarità del caso e le verosimili difficoltà d'incasso,
si può eccezionalmente rinunciare a tale prelievo;

 

                                         che si
giustifica in ogni modo di riconoscere a __________, la quale si è presentata
il 15 dicembre 1999 al contraddittorio indetto da questa Camera, un'equa
indennità per le spese di trasferta, gli inconvenienti e il dispendio di tempo
a lei occasionati dalla citazione;

 

                                         che a rigor
di logica l'attuale decreto potrebbe essere intimato nelle forme edittali,
l'istante non avendo indicato alcun recapito in Svizzera dove possano essere eseguite
le notificazioni a lui dirette;

 

                                         che, sia
come sia, appare opportuno procedere un'ultima volta per commissione rogatoria,
facendo eseguire la notifica dell'attuale decreto nelle vie diplomatiche;

 

 

decreta:                   1.   L'istanza
è stralciata dai ruoli per mancato versamento dell'anticipo.

 

                                   2.   Non si
riscuotono tasse né spese. L'istante rifonderà alla convenuta un'indennità di
fr. 200.– per la procedura davanti a questa Camera.

 

                                   3.   Intimazione:

                                         – avv.
__________;

                                         –
__________.

                                         Comunicazione
all'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, Servizio ricuperi e
anticipo alimenti, Bellinzona.

 

 

 

Per la
prima Camera civile del Tribunale d'appello

La
presidente                                                         Il
segretario