# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c5327a12-a4ee-5a81-83ef-b30918bbf06c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-08-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 06.08.2002 52.2002.37
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2002-37_2002-08-06.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2002.00037

   

  	
  Lugano

  6 agosto 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso  25 gennaio 2002 della

 

 

	
   

  	
  Commissione di vigilanza in materia di diritto
  fondiario rurale 

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 11 dicembre 2001 (no. 5857) del
  Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la risoluzione 31 luglio 2001 con la quale la Sezione
  dell'agricoltura ha accertato il non assoggettamento alla LDFR del mapp. no.
  __________ RFD di __________, ponendo a carico della ricorrente fr. 600.- per
  titolo di ripetibili;

  

 

 

viste le risposte:

-    29 gennaio 2002 della
Sezione delle bonifiche fondiarie e del catasto;

-    30 gennaio 2002
dell'Ufficio dei registri di __________;

-    5 febbraio 2002 della
Sezione dell'agricoltura;

-    5 febbraio 2002 del
Consiglio di Stato;

-    8 febbraio 2002 della CE
__________ e di __________;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che il 21
maggio 2001 il notaio avv. __________ ha chiesto alla Sezione dell'agricoltura
se la vendita del mapp. __________ RFD di __________, in parte censito a RF
quale pascolo, era soggetta alle restrizioni sancite dalla LDFR;

 

che esperiti gli opportuni accertamenti, con
decisione 31 luglio 2001 la Sezione dell'agricoltura ha stabilito che il fondo
era incolto e inutilizzabile a fini agricoli, per cui la sua vendita non era
sottoposta al regime autorizzativo istituito dalla LDFR;

 

che adito dalla Commissione di vigilanza in
materia di diritto fondiario rurale, con pronunzia 11 dicembre il Consiglio di
Stato ha confermato la suddetta decisione;

 

che constatata la situazione in loco,
l'autorità di ricorso di prime cure ha ritenuto in sostanza che il mappale,
scosceso, ombroso, sassoso, in completo stato di abbandono, ricoperto da bosco
e da vegetazione invasiva, nonché sito in luogo impervio, isolato quanto
distante dal piano, fosse manifestamente inadatto a qualsiasi attività agricola
razionale; donde la possibilità per il suo proprietario di alienarlo liberamente,
senza dover ottenere l'autorizzazione prevista dalla LDFR (art. 61) per la
compravendita di fondi agricoli;

 

che il Governo non ha prelevato tassa di
giustizia, ma ha imposto alla ricorrente di versare in solido fr. 300.- di
ripetibili al venditore e all'acquirente del fondo; 

 

                                         che
avverso la predetta condanna al pagamento di complessivi fr. 600.- di indennità
di patrocinio la Commissione di vigilanza insorge ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, sollecitandone l'annullamento; a mente della
ricorrente, le ripetibili andrebbero semmai poste a carico dello Stato, essendo
escluso che i singoli membri della Commissione possano essere chiamati a
rispondere personalmente di simili oneri;

che all'accoglimento dell'impugnativa si
oppone il Consiglio di Stato, che propone la conferma della decisione impugnata
senza formulare particolari osservazioni; ad identica conclusione pervengono la
CE __________ e __________ - venditrice, rispettivamente compratore del mapp.
__________ di __________ - mentre la Sezione delle bonifiche fondiarie e del
catasto, l'Ufficio dei registri di __________ e la Sezione dell'agricoltura si
richiamano ai contenuti delle loro precedenti prese di posizione;

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         che la
competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva
dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono incontestabilmente date
dagli art. 13 cpv. 2 LALDFR, 83 cpv. 3 seconda frase LDFR, nonché 88 cpv. 1
LDFR e 13 cpv. 3 LALDFR; 

 

                                         che il
gravame è pertanto ricevibile in ordine e data la natura della questione posta
a giudizio può essere deciso sulla scorta degli atti, senza procedere ad
accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1 PAmm);

 

che la LDFR (art. 90 lett. b) delega ai
cantoni la competenza di designare un'autorità di vigilanza legittimata ad
impugnare tutte le autorizzazioni (art. 83 cpv. 3 LDFR) e le decisioni di accertamento
rese in materia di diritto fondiario rurale dalle preposte istanze cantonali
(Bandli, Kommentar BGBB, N. 6 ad art. 90);

 

che in Ticino questo ufficio è stato
attribuito alla Commissione di vigilanza, un organismo composto da cinque
membri al massimo nominati ogni quattro anni dal Consiglio di Stato (art. 2
Regolamento sul diritto fondiario rurale; RL 8.1.3.1.1);

 

che la Commissione di vigilanza svolge con
ogni evidenza un compito di natura istituzionale: per volontà del Legislatore
deve adoperarsi affinché la LDFR non venga elusa compromettendo il
raggiungimento degli scopi per i quali è stata varata (promozione della
proprietà fondiaria rurale, rafforzamento della posizione del coltivatore
diretto e lotta contro i prezzi esorbitanti per il suolo agricolo; cfr. art. 1
cpv. 1 LDFR);

 

che la Commissione esercita le sue mansioni
di sorveglianza agendo in via ricorsuale; la legge federale stessa (art. 83
cpv. 3 LDFR) le conferisce infatti la potestà di aggravarsi contro le autorizzazioni
e le decisioni di accertamento prolate dall'autorità cantonale competente,
ovvero dalla Sezione dell'agricoltura (vedi art. 1 Regolamento sul diritto
fondiario rurale);

 

che il ricorso della CV-LDFR si configura
come un ricorso dell'autorità (cd. Behördenbeschwerde; cfr. Borghi Corti, Compendio
di procedura amministrativa ticinese, ad art. 43 PAmm, n. 9); 

 

che in caso di ricorso dell'autorità, parte
processuale è l'ente pubblico al quale l'autorità insorgente si ricollega
(Fritz Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2. ed., § 15 n. 5 pag. 163); 

 

che in caso di rigetto dell'impugnativa
dell'autorità le ripetibili sono pertanto dovute dall'ente di riferimento e non
dall'autorità, che ha diritto di ricorso, ma non capacità di parte; 

 

che il ricorso va pertanto accolto, ponendo
a carico dello Stato del Cantone Ticino le ripetibili che il Governo ha
indebitamente addebitato alla CV-LDFR; 

 

che, dato l'esito, si prescinde dal prelievo
di una tassa di giustizia e dall'assegnazione di ripetibili.

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 83, 88, 90 LDFR; 13 LALDFR; 18, 28,
31 e 61 PAmm;

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso è parzialmente accolto. 

                                   §
   Di conseguenza, il dispositivo n. 2 della decisione 11 dicembre 2001 del
Consiglio di Stato è riformato nel senso che lo Stato del Cantone Ticino
rifonderà fr. 300.- alla parte venditrice e fr. 300.- alla parte acquirente a
titolo di ripetibili. 

                                   2.   Non si
prelevano né spese, né tassa di giustizia.

 

 

                                   3.   Non si
assegnano ripetibili. 

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario