# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dacc5006-6dec-560f-ba21-af1a8f45753f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-08-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.08.2001 32.2001.2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2001-2_2001-08-21.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2001.00002

   

  BS/nh

  	
  Lugano

  21 agosto 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 gennaio 2001 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 6 dicembre 2000 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
cittadino croato e di professione infermiere, ha subito diversi infortuni alla
mano ed al polso sinistro. L'ultimo infortunio, avvenuto il 23 maggio 1995 a
seguito di un tamponamento, gli ha causato una distorsione dell'articolazione
metacarpofalangea del pollice sinistro.

L'8 ottobre 1996 egli ha presentato istanza all’Ufficio assicurazione
invalidità (UAI) tendente all’assegnazione di prestazioni AI per adulti.

                                         Dopo aver
esperito i necessari accertamenti medici e economici, con decisione 25 novembre
1999 l'UAI ha negato il diritto ad una rendita poiché l'assicurato è stato
ritenuto abile al 75% nella professione di infermiere in ambulatorio e abile al
100% in altre attività rispettanti le controindicazioni mediche.
Contestualmente l'amministrazione ha lasciato in sospeso la domanda dal profilo
della reintegrazione professionale (cfr. doc. AI _).

                               1.2.   In data 2
novembre 1998 l'assicurato è stato convocato la prima volta dall'orientatrice
professionale (doc. _). 

A seguito di tale colloquio, con scritto 27 novembre 1998 l'orientatrice gli ha
comunicato l'intenzione dell'amministrazione di procedere ad una riformazione
professionale quale tecnico in radiologia medica (doc. _).

Di conseguenza __________ si è annunciato per sostenere gli esami di ammissione
abbreviati presso la __________ (cfr. doc. _).

Al fine di garantire una buon esito degli esami, l'amministrazione ha deciso di
finanziargli un corso intensivo d'italiano (doc. _), esami che tuttavia egli
non è riuscito a superare (doc. _). 

                               1.3.   L'assicurato
è stato convocato dall'orientatrice per un nuovo colloquio tenutosi il 22
ottobre 1999 (cfr. doc. _). 

Con diffida 25 ottobre 1999 l'amministrazione gli ha assegnato un termine di 10
giorni per esprimersi in merito alle sue intenzioni di continuare il
provvedimento d'integrazione ordinato (doc. AI _). 

Mediante lettera 27 ottobre 1999 l'assicurato si è quindi impegnato a superare
gli esami di ammissione per potere frequentare i corsi quale tecnico in
radiologia (doc. AI _).

                               1.4.   L'UAI ha
conseguentemente concesso all'assicurato di presentarsi alla successiva
sessione di esami di ammissione e finanziato un altro corso intensivo
d'italiano (doc. AI _).

Dal 22 al 24 marzo 2000 l'assicurato ha svolto uno stage di osservazione presso
il reparto radiologia dell'Ospedale __________ (doc. _).

L'assicurato non si è tuttavia presentato agli esami previsti l'8 maggio 2000,
in quanto il giorno precedente è stato vittima di un infortunio (scivolamento
con contusione alla testa, mano e gamba destra) dal quale si è rapidamente
ripreso (cfr. certificato 15 maggio 2000 del dr. __________ in doc. AI _).   

                               1.5.   Con scritto
23 giugno 2000 la direzione della Scuola __________ ha convocato l'assicurato
per una sessione straordinaria organizzata per il 10 agosto 2000 (doc. AI _).

Mediante lettera 10 agosto 2000 il direttore della __________ ha informato
l'amministrazione che il giorno degli esami __________ si è presentato
unicamente per consegnargli uno scritto in cui ha espresso la sua intenzione di
rinunciare alla formazione di tecnico in radiologia manifestando il proprio
desiderio di frequentare il corso di ergoterapia (cfr. doc. AI _).

L'orientatrice ha quindi convocato __________ per un colloquio, fissato per il
27 settembre 2000 (doc. AI _), durante il quale egli ha confermato di non
essere interessato alla formazione di tecnico in radiologia, ma piuttosto a
quella di ergoterapista. 

In quella occasione l'orientratrice ha informato l'assicurato che la
professione di tecnico in radiologia medica è da ritenere esigibile e adeguata,
facendogli anche notare come l'assicurazione invalidità abbia investito diverse
risorse in questo progetto di riformazione professionale che ormai dura da
oltre due anni (cfr. rapporto doc. AI _).

                               1.6.   Con rapporto
finale 1° novembre 2000, richiamate le diffide e preso atto delle intenzioni
dell'assicurato, l'orientatrice ha ritenuto di chiudere il caso (doc. AI _).

                                         Di
conseguenza, il 6 dicembre 2000 l'UAI ha emanato le seguente decisione formale:

" 
Giusta l'art. 10 della legge federale
sull'assicurazione invalidità, lei deve facilitare tutte le misure intraprese
in vista del suo reinserimento nella vita professionale o nel quadro delle sue
attività abituali. L'assicurazione può sospendere o rifiutare le prestazioni,
se lei ostacola o impedisce la integrazione. Inoltre, l'art. 31 LAI precisa che
se l'assicurato si sottrae o si oppone al provvedimento di integrazione
ordinatogli, a cui si può esigere che si sottoponga e dal quale si può
aspettare un notevole miglioramento della capacità di guadagno, o se non
partecipa spontaneamente miglioramento della stessa secondo l'aspettativa,
l'assicurazione gli intima di collaborare all'integrazione entro un termine
adeguato, avvisandolo delle conseguenze dell'omessa collaborazione. Se
l'assicurato non ottempera all'intimazione, la rendita gli è rifiutata
temporaneamente o durevolmente o revocata.

Nella nostra lettera datata 25 ottobre 1999, avevamo
attirato la sua attenzione sulle conseguenze del suo comportamento negativo.

Da un rapporto del nostro Servizio di
integrazione professionale, risulta chiaramente la sua opposizione ad un
progetto formativo senz'altro esigibile (Tecnico in radiologia medica) ed
adeguato dal profilo medico, sostenuto dall'Al da oltre due anni, con il
versamento di indennità giornaliere di attesa e indennità normali durante la
frequenza preparativa dei corsi di lingua italiana.

La sua scelta di optare ora verso la professione
di ergoterapista, non sostenuta da ragionevoli motivi, non può essere ad un
tratto appoggiata dall'Assicurazione Invalidità.

Considerato dunque l'iter assicurativo seguito e,
nonostante tutto, il suo comportamento negativo nei confronti dell'adozione
della prevista riqualificazione, la sua domanda di prestazioni deve essere
respinta.

                               1.7.   Contro la
decisione amministrativa è tempestivamente insorto l'assicurato, per il tramite
del suo legale, postulandone l'annullamento con conseguente ammissione al
beneficio di una reintegrazione professionale nel campo dell'ergoterapia.

Dopo aver ripercorso tutte le tappe relative al percorso formativo, il
ricorrente, a motivazione della propria richiesta ricorsuale, ha rilevato in
particolare quanto segue:

 

" 
L'esposizione dell'iter seguito dall'assicurato
per la sua domanda di reintegrazione fa sì che immediatamente si possa
verificare come egli non si sia opposto né tantomeno sottratto ai provvedimenti
integrativi individuati dall'amministrazione. Egli, nonostante difficoltà
linguistiche e di formazione, ha affrontato entro termini brevissimi una prima
volta gli esami per la Scuola di __________, con esito negativo; la seconda
volta ha dovuto rinunciarvi per ragioni non legate certamente alla sua volontà.
Durante l'estate dello scorso anno egli ha dovuto maturare il convincimento
dell'impossibilità da parte sua di superare questi esami, presentimento
concreto, al quale si è aggiunta la ulteriore preoccupazione, in caso di esito
favorevole della formazione propostagli, di non trovare collocazione
professionale.

L'assicurato ha dato dunque seguito alla diffida
25 ottobre 1999 (doc. _ e _), come si è visto non potendo affrontare gli esami
per motivi legati al suo stato di salute: già per questo la decisione,
rilasciata oltre un anno dopo la diffida, appare irrita dal profilo del merito
ma anche da quello della tempestività (per tutti cfr. DTF 122 V 218 e segg.).

D'altra parte la stessa non è nemmeno conforme ai
principi perseguiti dall'Istituto della reintegrazione professionale,
nell'ambito del quale va ricercata un'adeguata e concreta ipotesi di
collocazione dell'assicurato. Nel caso concreto ci si trova confrontati con una
persona evidentemente in piena possibilità di svolgere questo provvedimento,
non però nel campo proposto dall'Istituto, che non ha dato e non darà esito
favorevole, non per motivi legati a cattiva volontà da parte dell'assicurato
stesso ma per contingenze oggettive che sembrano invalicabili.

L'accesso al campo della ergoterapia appare per
contro essere adeguato e una reintegrazione in quest'ambito ha certamente tutte
le premesse per poter essere svolta a pieno soddisfacimento degli
interessati."

 

                               1.8.   Mediante
risposta 23 marzo 2001 l'UAI chiede che il ricorso venga respinto rilevando
segnatamente che:

 

" 
Nel caso di specie si è concluso che la
professione di tecnico radiologo fosse ideale per l'assicurato. Detto impiego
era infatti stato preavvisato favorevolmente dal perito, dottor __________,
permetteva all'assicurato di esercitare ancora in ambito paramedico,
consentendogli cosi la messa a frutto dell'esperienza accumulata, ed era
inoltre conforme ai desideri espressi dallo stesso assicurato (cf. rapporto CIP
sopraccitato). 

Vi è però che questi non ha mai dimostrato il
necessario impegno nel tentativo di superare un esame che era perfettamente
consono alle sue possibilità. 

Che poi l'attuale stato di cose sia stato
determinato non già da imprevisti, bensì dal volere dell'assicurato, è fatto
ampiamente provato. A comprova si cita l'ultimo episodio saliente in ordine di
tempo: è stato lo stesso ricorrente che ha rifiutato di sottoporsi alla
sessione d'esami straordinaria, organizzata fra l'altro esclusivamente per lui,
dichiarando di non essere più interessato al superamento della stessa, e ciò in
dispregio non solo di avvertimenti e diffide, ma anche del dispendio di tempo e
denaro ‑peraltro non indifferente‑ da parte dello scrivente
Ufficio."

 

 

                               1.9.   Il TCA ha
richiamato dalla __________ il prospetto concernente la formazione in
Ergoterapia (doc. _).

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   In ordine

 

                                         La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le
cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999
nella causa D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H
304/99).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è il rifiuto da parte dell'amministrazione di concedere
all'assicurato ulteriori provvedimenti professionali, in particolare di non
finanziare un corso in ergoterapia. 

                                         Giusta
l'art. 8 cpv. 1 LAI, gli assicurati invalidi hanno diritto ai provvedimenti
d'integrazione necessari e atti a ripristinare, migliorare, conservare o
avvalorare la capa­cità di guadagno (cfr. SVR 1995 IV Nr. 47 p. 131ss.; SVR
1996 IV Nr. 79 p. 229 consid. 1a).               

                                         I
provvedimenti reintegrativi tendono a procurare, rispettivamente, a garantire
un posto di lavoro a quelle persone che, a seguito di un danno alla salute,
trovano notevoli difficoltà ad inserirsi nel ciclo produttivo, rispettivamente
arrischiano di esserne escluse per il futuro.

                                         Si può
ritenere che la reintegrazione è neces­saria se l'assicurato, a causa della sua
invalidi­tà, non è in grado di esercitare un'attività professionale o non si
può ragionevolmente esigere da lui che, senza l'appli­cazione di un
provvedimento reintegrativo, eserciti a lungo termine una simile attività (RCC
1970, p. 521).

                                         Va
inoltre precisato che, per ottenere le prestazioni (re-) integrative, di regola
non è necessario che l'invalidità dell'assicurato abbia raggiunto un
determinato grado (per la riformazione professionale, vedi tuttavia RCC 1984,
pag. 95: esigenza di una incapacità di guadagno del 20%).

                                         L'art. 8
cpv. 1 LAI conferisce infatti un diritto ai provve­dimenti d'integrazione sia
agli assicurati invalidi che a quelli "direttamente minacciati
d'invalidità".

                                         In altre
parole, è sufficiente che il danno alla salute possa causare, in un prossimo
futuro, un’incapacità al guadagno.

                                         Il grado
d'invalidità, quindi (come definito dagli art. 4 e 28 LAI, che si riferiscono
alla rendita AI), può essere minimo o addirittura non ancora rilevabile, che
già all'assicurato dev’essere riconosciuto il diritto ai provvedimenti
d'integrazione.

                                         Nondimeno,
l'art. 8 al cpv. 1 LAI pone due condizioni essenziali per l'ottenimento dei
provvedimenti d'integra­zione, e meglio:

 

a)   il provvedimento deve essere idoneo "a ripristinare,
migliorare, conservare o avvalorare la capacità di guadagno";

 

b)   il diritto ai provvedimenti reintegrativi deve essere stabilito
"considerando tutta la durata di lavoro preve­dibile" (cfr. art. 8
cpv. 1 LAI)

                                         

                                         Fra i
provvedimenti d'integrazione sono previsti tra l'altro i provvedimenti
professionali (art. 8 cpv. 3 lett. b LAI), che consistono nell'orientamento
professionale (art. 15 LAI), nella prima formazione professionale (art. 16
LAI), nella riformazione professionale (art. 17 LAI) ed nel collocamento (art.
18 cpv. 1 LAI).

 

                               2.3.   L’art. 17
LAI prevede in particolare che:

 

"  L’assicurato ha diritto alla formazione in una nuova attività
lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione professionale e se con
questa la capacità al guadagno possa essere presumibilmente conservata o
migliorata, in misura essenziale.”

                                      

                                         Invalido
ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della
gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione
professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 111
consid. 2b; AHV Praxis 1997 p. 80 consid. 1b; SVR 1998 IV Nr. 24).

 

                                         Secondo
l’art. 6 cpv. 1 OAI

 

"  per riformazione professionale vanno intesi i provvedimenti di
formazione necessari a mantenere o migliorare sensibilmente la capacità di
guadagno al termine della prima formazione professionale o dopo l’inizio di
un’attività lucrativa senza previa formazione professionale a causa
dell’invalidità.” 

 

                                         Con
riformazione professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme
delle misure reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente un'opportunità
di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta dalla vecchia
attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite del
possibile, la capacità di guadagno (DTF 124 V 110 consid. 2a; SVR 1996 IV p.
230 consid. 1 b.; STFA non pubbl. del 12 aprile 1994 in re S.; Valterio, op.
cit., p. 136; DTF 99 V 34; Meyer-Blaser, op. cit., p. 127/128). Di regola è
dato il diritto ad un provvedimento adeguato e necessario allo scopo
integrativo, se esso corrisponde alle capacità dell'assicurato, non tuttavia ad
una formazione professionale nettamente superiore o che supera le esigenze
medie (per esempio da muratore a pilota, DTF 122 V 79 consid. 3b.bb;
Meyer/Blaser, op. cit. p. 128; DTF 99 V 35). La legge intende infatti
assicurare una riformazione necessaria e sufficiente (DTF 124 V 110 consid.
2a). La misura dev’essere quindi adeguata e deve esistere una proporzione
ragionevole tra i costi che provoca e il risultato che ci si può attendere
(Meyer-Blaser, op. cit., p. 130/131).                                                                

                                         Vengono
in particolare considerati necessari e adeguati tutti quei provvedimenti di
tipo professionale che sono direttamente necessari alla reintegrazione. Per
stabilire quali provvedimenti entrano in linea di conto, ci si deve pertanto
fondare sulle circostanze del caso concreto (DTF 124 V 110 consid. 2a; STFA non
pubbl. del 21 luglio 1995 in re F consid. 2b). L'assicurato ha in particolare
diritto alla formazione completa, che appare necessaria nel suo caso per
mantenere o migliorare in maniera essenziale la sua capacità di guadagno (AHI
1997 p. 85; STFA non pubbl. del 21 luglio 1995 in re F. consid. 2b). 

                                         Secondo
il TFA, una formazione non può quindi essere interrotta anticipatamente se,
tenuto conto del principio della proporzionalità, è raggiungibile (RDAT I 1998
p. 295 consid. 1b). Se, inoltre, la riformazione non permette all'assicurato di
conseguire un reddito adeguato, mentre un provvedimento supplementare
permetterebbe di ottenere un reddito paragonabile a quello percepito prima del
danno alla salute, l'amministrazione deve assumerlo tenuto conto
dell'adeguatezza economica (RDAT I 1998 consid. 1a p. 294; ZAK 1978 p. 516;
Meyer/Blaser, op. cit. p. 131).

                                         Se per
contro la formazione è adeguata, ma non necessaria, l'interessato deve
sopportare personalmente i costi supplementari (STFA non pubbl. del 21 luglio
1995 in re F consid. 2b).

 

                               2.4.   Secondo
l'art. 10 cpv. 2 LAI l'avente diritto deve facilitare l'applicazione dei
provvedimenti d'integrazione presi in suo confronto. L'assicurazione può
sospendere le prestazioni se egli rende difficile o impossibile l'integrazione.

 

                                         Secondo
la giurisprudenza, la sospensione o soppressione delle prestazioni può avvenire
solo a conclusione della procedura di diffida ai sensi dall'art. 31 LAI (cfr.
ZAK 1983 pag. 28 consid. 3 cpv. 1, Maurer, Bundessozialversicherungsrecht,
Basilea 1993, pag. 169s citato in DTF 122 V 219 consid. 4b inizio, cfr. anche
Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 71).

In applicazione dell'art. 31 LAI qualora un assicurato si opponga ad un
provvedimento d'integrazione, l'amminstrazione può disporre il rifiuto o la
soppressione di prestazioni assicurative solo dopo aver diffidato l'interessato
e dopo avergli assegnato un termine di riflessione. Secondo la giurisprudenza
del TFA, la procedura di diffida non può essere sostituita da un semplice
accenno, contenuto nella decisione di rifiuto o di soppressione, alla
possibilità di presentare in seguito una nuova domanda di prestazioni. Tale
procedura deve essere applicata pure nel caso in cui l'assicurato abbia
rifiutato in modo inequivoco di sottoporsi ad un provvedimento integrativo
ragionevolmente esigibile (DTF 122 V 219, cfr. anche Meyer-Blaser, op. cit.,
pag. 71). 

Infine, oggetto della sanzione ai sensi dell'art. 10 cpv. 2 LAI può essere
unicamente un provvedimento integrativo o di osservazione che risulti per
l'assicurato, tenuto conto delle singole circostanze, oggettivamente esigibile
(Meyer-Blaser, op. cit., pag. 70). 

 

                               2.5.   Nell'evenienza
concreta, il ricorrente sostanzialmente contesta l'adeguatezza e l'esigibilità
dell'integrazione professionale decisa dall'amministrazione.

 

                                         Orbene,
va rilevato che durante l'istruttoria amministrativa l'assicurato è stato
sottoposto ad una perizia eseguita dal dr. __________, ortopedico e specialista
in chirurgia della mano, presso la clinica __________. 

Nel referto 25 settembre 1997 il sanitario ha concluso per una capacità
lavorativa residua nella professione di infermiere del 40% e rilevato che in
tali condizioni l'assicurato non avrebbe certamente reperito un posto di
lavoro. Contestualmente il dr. __________ ha comunque sottolineato che quale
tecnico in radiologia medica  (Radiologie-Assistent) l'assicurato potrebbe
essere ritenuto abile nella misura dell'80%. Per questo motivo il perito ha
vivamente raccomandando la riformazione dell'assicurato quale tecnico
radiologo, professione del resto affine a quella di infermerie che il
ricorrente esercitava prima del danno alla salute (cfr. doc. AI _).

 

                                         Il caso è
stato poi trasmesso alla consulente in integrazione professionale. Nel rapporto
di valutazione 15 maggio 1999 si legge quanto segue:

 

" 
Considerati gli elementi socio‑economici
riguardanti il signor __________, si è delineato, prendendo in con­siderazione
la sua formazione di base, i suoi desideri, i suggerimenti e la valutazione
scaturiti dalla perizia medica della __________ (Abt. Handchirurgie) di
__________, un progetto di for­mazione nell'ambito dell'attività di Tecnico in
radiologia medica; progetto teoricamente sostenibile, ma ancora da definire nel
dettaglio in quanto, per essere ammessi alla formazione, nel caso specifi­co, è
necessario superare degli esami attitudinali (tema in lingua italiana, commento
scritto di un te­sto, colloquio con un insegnante della scuola, colloquio con
uno psicologo); vista la sua formazione di base é stato esonerato dalle prove
di verifica delle conoscenze nelle materie scientifiche."

 

                                         Inoltre,
come ricordato nel medesimo ricorso, il ricorrente ha conseguito nel suo paese
di origine un diploma di infermiere ed ha svolto, prima di entrare in Svizzera
nel 1989, un'attività professionale di cinque anni presso un centro medico in
__________.

Dal 1989 al 31 gennaio 1995 egli ha continuato la propria professione nella
Svizzera interna per poi assumere il posto di infermiere presso la Clinica
__________.

Del resto va rilevato che la __________, grazie all'esperienza lavorativa
acquisita, gli ha concesso di sostenere gli esami d'ammissione abbreviati,
consistenti nella stesura di un tema e un commento su un tema professionale
(cfr. doc. _).

                                         Infine,
come si evince dal rapporto 13 ottobre 1999 dell'orientatrice e dai relativi
allegati, " la classe di stipendio attribuita all'assicurato dalla
Clinica __________, nella funzione di infermiere, corrisponde perfettamente a
quella attribuibile ad un Tecnica in radiologia medica (parità di tipo di
diploma)" (cfr. doc. AI _). 

In queste circostanze, quindi, dal punto di vista medico ed economico la scelta
operata dall'amministrazione non può che essere ritenuta adeguata ed esigibile,
oltre che ad essere necessaria per incrementare la capacità lucrativa. 

                               2.6.   L'assicurato
ritiene invece non esigibile la riformazione quale tecnico in radiologia,
optando per una formazione in ergoterapia.

 

                                         Orbene, non
è contestato che l'assicurato non abbia incontrato delle difficoltà, legate in
particolare a problemi di lingua.

Tale problematica è stata comunque presa in considerazione dall'orientratrice
professionale la quale, nel citato rapporto 13 settembre 1999 a pagina 2, ha
precisato che:

 

" Il
problema della lingua italiana non è da negare, per ovviare alla lacuna abbiamo
finanziato un corso di lingua italiana (che scopriamo non essere stato
frequentato assiduamente ... ); a mio avviso, nella mancata riuscita agli
esami, vi potrebbe essere una componente intenzionale. Parziale conferma di
questa ipotesi l'ho avuta di recente. Ho convocato l'assicurato per
comunicargli come intendevo procedere con la sua pratica di reintegrazione; ho
sottolineato che vista la possibilità di recuperare la capacità di guadagno in
una professione affine alla precedente (Tecnico in radiologia medica dove non
si hanno motivi di credere che il livello intellettuale richiesto non sia alla
sua portata), operando il calcolo dei redditi non si giunge a stabilire il
diritto ad una rendita d'invalidità; ho aggiunto che eccezionalmente, viste le
difficoltà linguistiche riscontrate avremmo eventualmente consentito e
finanziato un secondo tentativo (esami d'ammissione alla __________ della primavera
del 2000). Il signor __________ sottolinea di essere sposato da quattro anni e
di non avere ancora dei bambini, non è particolarmente interessato alla
professione di Tecnico in radiologia medica perché teme una sterilità dovuta
alle radiazioni (prima di prendere una decisione definitiva desidera discutere
della questione con la moglie). Questa riserva era già stata avanzata sia a me
che ai responsabili della __________, avevamo spiegato che quei timori sono
infondati."

 

                                         Fatto sta
che l'amministrazione, preso atto dell'impegno scritto del ricorrente a
continuare la riformazione intrapresa (cfr. doc. AI _), ha nuovamente
finanziato un corso intensivo d'italiano (cfr. doc. AI _).

Non potendo l'assicurato presenziare agli esami previsti per l'8 maggio 2000,
poiché infortunatosi il giorno precedente, la __________ ha così organizzato
una sessione "straordinaria" per il 10 agosto 2000.

Presentatosi il giorno stabilito il ricorrente non ha sostenuto gli esami ma
consegnato al direttore della scuola una lettera datata 9 agosto 2000 del
seguente tenore:

 

" 
Dopo aver esaminato attentamente le proposte da
voi formulate e dopo diverse consultazioni e decisione finale nell'ambito
famigliare, vi comunico che il mio desiderio sarebbe di frequentare il corso di
ergoterapia. Siccome le mie condizioni di salute non garantiscono stabilità,
anzi con passare degli anni peggioreranno, frequentare il corso di ergoterapia
mi aiuterà nel senso che potrò mantenermi attivo e allo stesso momento
migliorare.

Da parte mia, nella formazione di tecnico in
radiologia medica, c'è una mancanza di conoscenze nelle materie di fisica,
chimica, biologia e altro, oltre alla differenza nel sistema scolastico e una
pausa scolastica di circa 18 anni. In tre anni di formazione di tecnico in
radiologia, al contrario che in ergoterapia, metto a rischio la formazione
della mia famiglia (rischio di radiazione) e inoltre non ho la certezza di un
posto di lavoro sicuro, e nel vostro caso la riqualifica finale professionale.

Vi prego di voler prendere in considerazione
questa mia proposta, che è anche l'unica opzione da me accettabile e che si è
manifestata all'ultimo momento."

 

                                         Orbene,
tale modo di procedere dimostra come il ricorrente, nonostante il formale
impegno, non è intenzionato a seguire la riformazione professionale prevista
dall'amministrazione. 

In particolare va evidenziato come egli abbia avuto oltre un anno per
prepararsi agli esami di ammissione, ricevendo nel frattempo l'indennità
giornaliera (cfr. doc. AI _). 

Inoltre, le motivazioni esposte nella lettera 9 agosto 2000 non possono essere
condivise. 

                                         Riguardo
al rischio di radiazioni, come appena letto nel rapporto 13 settembre 1999,
l'assicurato ha già ricevuto dall'orientratrice e dalla __________ una risposta
negativa. Non solo, ma è notorio che durante l'esecuzione di una lastra il
tecnico radiologo si trovi in un locale separato, protetto da eventuali
radiazioni.

Per quel che concerne l'aspetto scolastico, va ricordato che l'assicurato
possiede una formazione di infermiere, simile a quella di tecnico in
radiologia.

Del resto anche la professione di ergoterapista presuppone un iter formativo,
tra l'altro da seguire presso la stessa Scuola __________ (cfr. prospetto in
consid. 1.9).

Non avendo l'assicurato portato validi motivi che permettono di considerare la
riformazione quale tecnico in radiologia inadeguata e inesigibile, costatata
inoltre l'intenzione dello stesso di non voler seguire tale formazione,
l'amministrazione ha giustamente deciso di non concedere ulteriori prestazioni
assicurative. 

Infine, già nella diffida 25 ottobre 1999 (doc. AI _) l'assicurato è stato
informato delle conseguenze che una sua mancata collaborazione avrebbe
comportato, ciò che è pure stato ribadito  dall'orientatrice in occasione del
colloquio del 27 settembre 2000 (il cui tenore è riportato nel doc. AI _).      

Per questo motivo, contrariamente a quanto sembra sostenere il ricorrente, non
era necessario che l'amministrazione, prima di emanare la decisione contestata,
avviasse un'ulteriore procedura di diffida ex art. 31 LAI con fissazione di un
termine di riflessione 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti