# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 47bed02d-9948-5235-8cdf-6fcd6e20f758
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-02-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.02.2007 32.2006.48
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2006-48_2007-02-14.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2006.48

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  14 febbraio
  2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 20 febbraio 2006
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 20
  gennaio 2006 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, nata nel __________ e precedentemente attiva quale impiegata d’ufficio, nel
mese di agosto 2003 ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti
motivata da problemi depressivi e da abuso di sostanze tossiche (doc. AI1).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti del caso, tra cui una perizia psichiatrica  eseguita dal dr. __________,
con decisione 8 ottobre 2004 l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni
facendo presente quanto segue:

 

"  (...)

●   Nel caso in esame il servizio medico
regionale, supportato dalla perizia del Dr. __________, definisce due periodi
ben distinti nel tempo:

                                                                                                    il
primo periodo (non considerato invalidante a causa dell'abuso di sostanza) termina
in gennaio 2004 mentre

                                                                                                    dal
febbraio 2004 il secondo periodo descrive un'invalidità parziale nella misura
del 50% nell'abituale attività, dovuta ad un danno alla salute di carattere
psichiatrico.

●   Il periodo invalidante è quindi inferiore
all'anno previsto dalla legge, di cui sopra, ragion per la quale il diritto
alla rendita non sussiste ancora.

●   in considerazione che l'abituale attività
risulta adatta non vi è indicazione a provvedimenti professionali.

 

Decidiamo
pertanto:

●   La
richiesta di prestazioni è respinta per carenza dell'anno d'attesa." 

(Doc. AI
37-14+15)

 

                               1.2.   Con
decisione 20 gennaio 2006 l’Ufficio AI, togliendo l’effetto sospensivo ad un eventuale
ricorso, ha parzialmente accolto l’opposizione dell’assicurata nel senso di
riconoscerle il diritto ad una mezza rendita a partire dal 1° febbraio 2005. A
motivazione del provvedimento preso, l’amministrazione ha evidenziato:

 

"  (...)

10.  Considerato tuttavia il rapporto medico del dottor
__________ del 15 ottobre 2005, per un'adeguata valutazione l'incarto è stato
nuovamente sottoposto al vaglio del Servizio medico regionale dell'AI di
Bellinzona (SMR).

 

                                                                                                 Il
dottor __________ del SMR dell'AI, nella sua valutazione del 10 gennaio 2006,
ha fatto osservare che la sua presa di posizione si basa sulla perizia psichiatrica
effettuata dal dottor __________ nel mese di luglio 2004 e che l'attuale
documentazione medica evidenzia una situazione invariata rispetto al momento
della perizia psichiatrica (grazie anche alla continua astinenza
dell'assicurata).

                                                                                                 Il
medico del SMR dell'AI ha confermato una persistente incapacità lavorativa del
50% unicamente a far tempo dal mese di febbraio 2004 sia nell'abituale professione
svolta dall'assicurata sia in altre attività adeguate (cfr. in tal senso il
rapporto del SMR dell'AI del 6 ottobre 2004 agli atti).

 

11.  Viste le valutazioni del SMR del 10 gennaio 2006 e
del 6 ottobre 2004, dalle quali risulta che l'assicurata presenta un'incapacità
lavorativa del 50% dal febbraio 2004, alla signora RI 1 deve essere pertanto
riconosciuto il diritto alla mezza rendita d'invalidità dal 1° febbraio 2005
(dopo la scadenza dell'anno d'attesa ex. art. 29 cpv. 1 lett. b LAI) in
avanti." (...)" (doc. AI 54-17)

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso l'assicurata, per il tramite dell’avv. RA 1, ha chiesto
l’annullamento della citata decisione su opposizione ed il conseguente riconoscimento
di un’invalidità del 100% fino al mese di gennaio 2004 e del 50% dal 1° febbraio
2004. 

                                         Sostanzialmente
la ricorrente contesta che l’incapacità lavorativa accertata sino al gennaio
2004 sia dovuta al consumo di sostanze stupefacenti e che la stessa non sia rilevante
ai fini dell’AI. Infatti, fondandosi sulla documentazione medica presente agli
atti,  essa rileva come la tossicodipendenza sia la conseguenza di un danno
alla salute psichico risalente al 2001.

                                         Contestualmente
al ricorso l’assicurata ha chiesto di essere posta al beneficio dell’assistenza
giudiziaria con gratuito patrocinio.

 

                               1.4.   Mediante
la risposta di causa l’amministrazione, ribadendo la correttezza della decisione
contestata, ha invece chiesto la reiezione del ricorso. 

 

                               1.5.   Pendente
causa la ricorrente ha prodotto i mezzi di prova da assumere ed il formulario
per l’ammissione all’assistenza giudiziaria con i relativi documenti. 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del
21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 p. 190 seg.; STFA del 22 dicembre
2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I
623/98).

 

 

                                         Nel
merito 

 

                               2.2.   Nel
caso in esame, è pacifico che l’assicurata, sulla base della perizia del dr. __________,
dal 1° febbraio 2004 risulta essere inabile al 50% nella professione
d’impiegata d’ufficio.

 

                                         Oggetto
del contendere è invece sapere se l’inabilità lavorativa che essa presentava sino
al febbraio 2004 è invalidante o meno. 

                                         Secondo
l’amministrazione la stessa era dovuta all’abuso di sostanze tossiche e quindi
non rilevante ai fini dell’AI. 

                                         Per
contro, la ricorrente ritiene che la tossicodipendenza era la causa di un precedente
danno alla salute psichico invalidante attestato nel 2001, motivo per cui il
diritto alla rendita sorgerebbe ben prima del 1° gennaio 2005.

 

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio.

                                         Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità
(Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la
sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31
dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono
invalidi almeno al 66 2/3%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50%
o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore
in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli
assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%,
a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se
sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al
40%.

 

                                         Va
altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA (cfr. art. 28 cpv. 2 vLAI) il
grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2;
Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

                                         Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28 cpv. 2 LAI: metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid.
2a e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

                                         Nel
confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di
fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale,
le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989, pag. 325
consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini, op. cit,
pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza
citata).

                                         La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra
parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di
applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2°; DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

 

                               2.4.   Per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino
intollerabile per la società (DTF 127 V  298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977
pag. 169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK
1984 pag. 342, 607 ; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98,
pag. 10 consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna
2003, pag. 128).

 

                                         Al riguardo l’Alta Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:

 

"  (…)

Tra i
danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono determinare un'invalidità
ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie
mentali propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non
sono considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono
turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della
capacità di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona
volontà; la misura di quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata
nel modo più oggettivo possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale
misura al caso, un assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare
un'attività lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle
sue attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si
può da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità
di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo
accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente;
di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che
l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui
pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102
V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid. 1a;
RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 30 giugno
2004 nella causa W., I 166/03,
consid. 3C)."

 

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie,
le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen),
l'alcolismo, la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre
1999 nella causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I
148/98, pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti). 

 

                                         Occorre
qui ricordare che, conformemente alla giurisprudenza del TFA l’alcolismo,
l’abuso di consumo di medicamenti come pure la tossicodipendenza non possono di
per sé motivare un’invalidità ai sensi della legge.

                                         L’assicurazione
AI ne tiene conto solo se la dipendenza ha provocato una malattia (o un
infortunio) in seguito alla quale o per cui l’assicurato ha subito un danno
alla salute fisica o mentale che riduce la capacità al guadagno, o se essa
stessa risulta da un tale danno con valore di malattia (DTF 124 V 268 consid.
3c e riferimenti; Pratique VSI 2002 p. 30, 2001 p. 223 = SVR 2001 IV Nr. 3 p. 7
consid. 2b; cfr. anche marginale no. 1014 della Circolare sull’invalidità e la grande
invalidità).

 

 

                               2.5.   Nel
caso in esame, nella perizia 19 luglio 2004 il dr. __________, specialista in
psichiatria e psicoterapia, ha diagnosticato un disturbo di personalità
emotivamente instabile di tipo borderline (ICD10-F60.31) sin dall’adolescenza,
una sindrome e disturbi psichici dovuti all’uso di sostanze psicoattive
multiple, attualmente in astinenza, dalla seconda metà degli anni novanta, con
episodio depressivo di lieve entità (doc. AI 22-6).

                                         Egli
ha valutato un’incapacità lavorativa del 50%, facendo risalire alla fine del
2001 una diminuzione dell’abilità al lavoro di almeno il 20%.

                                         

                                         In
merito alla succitata perizia, con nota 6 ottobre 2004 il dr. __________,
medico del SMR, ha fra l’altro osservato quanto segue:

 

"  (...)

Riflessioni
SMR:

     -     l'anamnesi dell'assicurata permette di
stabilire che l'assicurata ha sospeso le attività lavorative a causa dei
problemi derivanti dall'abuso ripetuto e continuo di sostanza.

     -     Durante il 2003 ha lavorato presso un
agriturismo con parziale riduzione del consumo, consumo esacerbato nuovamente
per fine 2003 con seguente ricovero in gennaio 2004 per una cura di disintossicazione,
da febbraio 2004 sarebbe astinente fino al momento della perizia.

     -     Dalla
perizia risulta l'assenza di una patologia psichiatrica maggiore.

     -     Il disturbo di personalità descritto è
tipico di persone con presenza di patologie di dipendenza e di per sè non è in
contrasto con una attività lavorativa regolare, questo viene comprovato al
fatto che l'assicurata abbia potuto terminare una formazione e abbia mantenuto
un posto di lavoro per ben 4 anni.

 

Conclusioni
SMR:

i
problemi lavorativi dell'assicurata fino alla fine del 2003 erano dovuti al
persistente e continuo uso di sostanze, uso non secondario ad una patologia
psichiatrica maggiore comportante un abuso di sostanza secondario quale
autotrattamento.

Da
febbraio 2004 l'assicurata è astinente, in occasione della perizia in luglio
2004 presenta una capacità lavorativa del 50% nella sua attività abituale,
riduzione della capacità lavorativa causata secondo il perito da una lieve
depressione, dal disturbo di personalità tipo borderline e dalla necessità di
trovare un nuovo equilibrio." 

(Doc. AI
24-2)

 

                                         Di
conseguenza, ritenendo l’inabilità al lavoro sino al mese di gennaio 2004 dovuta
all’abuso di sostanze tossiche e quindi non rilevante ai fini dell’AI, con
decisione 8 ottobre 2004 l’Ufficio AI aveva negato il diritto alla rendita non
essendo ancora trascorso l’anno di carenza, decorrente dal mese di febbraio
2004 (doc. AI 25-1).

 

                                         Una
volta accertato che rispetto alla perizia psichiatrica la situazione clinica era
rimasta invariata, trascorso nel frattempo l’anno di carenza, con la decisione
su opposizione 20 gennaio 2006 l’amministrazione ha riconosciuto il diritto
alla mezza rendita dal 1° febbraio 2005 (doc. AI 50).

 

                               2.6.   Con
il presente ricorso rettamente l’assicurata contesta la tesi
dell’amministrazione di ritenere l’incapacità lavorativa fino al gennaio 2004 non
invalidante poiché dovuta “solo” all’abuso di sostanze tossiche.

                                         

                                         Infatti,
dagli atti di causa si evince che sin dall’adolescenza l’assicurata presenta
una problematica psichica dovuta sostanzialmente alla situazione familiare e
che le tossicomanie sono conseguenti ad un danno alla salute extra-somatico.

 

                                         Nel
rapporto 11 settembre 2003 all’Ufficio AI, confermato in quello successivo del
16 settembre 2005 (doc. AI 45), lo psichiatra curante, dr. __________, ha
inserito la dipendenza dall’etilene e da cocaina nelle diagnosi senza
ripercussioni sulla capacità lavorativa, elencando invece le affezioni
psichiatriche di episodio depressivo severo (ICD10- F32.3) e di disturbo di
personalità di borderline (ICD10-F60.31) sotto la voce “diagnosi con
ripercussioni sull’abilità lavorativa”, valutando una totale inabilità al lavoro
(doc. AI 11). 

Il medico curante, dr. __________, nel suo rapporto 14 settembre 2003 scrive di
conoscere la paziente dal 1994 “nell’ambito di una situazione familiare
carica di problemi psicosociali” (doc. AI 12).

 

                                         Anche
nel rapporto 27 novembre 2003 il Servizio di __________ e di __________ di __________,
che segue l’assicurata dal mese di ottobre 2001, evidenziando la grave
situazione familiare, ha sottolineato come l’abuso di sostanze tossiche sia una
sorta di panacea (“ La cocaina e l’alcol le danno gioia e respiro, anche se
effimeri”; doc. AI 14-2).

 

                                         Nella
perizia 16 dicembre 2002 alla __________ la dr.ssa __________ esposte le
diagnosi d’ordine psichiatrico, ha ritenuto data “l’incapacità lavorativa al
100% a causa del grave scompenso psichico” (doc. AI 11-15).

                                      

                                         Da
ultimo, il perito dr. __________, dopo aver dettagliatamente descritto
nell’anamesi il contesto socio-familiare in cui si situa l’assicurata, ha
rilevato che “ la sig.ra RI 1 ha quindi iniziato fin da adolescente a
pensare che la “dipendenza” da persone (per esempio ragazzi più grandi) o da
sostanze fosse l’unica via per poter andare avanti a resistere alle difficoltà
esistenziali” (doc. AI 22-4/5). Alla domanda 2.1 in merito alle
ripercussioni dei disturbi sull’attività attuale dell’assicurata, il citato
specialista in psichiatria e psicoterapia ha risposto:

 

"  (...)

L'assicurata
non ha un'attività stabile da due anni circa, ma in realtà le difficoltà lavorative
si sono manifestate molto tempo prima. I disturbi psichici dell'assicurata compromettono
la sua capacità di mantenere un impegno costante nel tempo. Se si sente troppo
stimolata si innescano i meccanismi legati al disturbo di personalità (impulsività,
iperinvestimento affettivo/disinvestimento, oppositività ecc.), nonché il rischio
di ricadute nella tossicomania. (...)" (Doc. AI 22-8)

                                      

                                         In
queste circostanze, dunque, si può affermare che nella fattispecie le
tossicomanie sono la conseguenza di una problematica psichiatra risalente
all’adolescenza, il cui danno alla salute, secondo la perizia, è da far
risalire alla fine del 2001. 

                                         Sostenere
che l’incapacità lavorativa sino al mese di gennaio 2004 è da ricondurre
unicamente alla cocaina ed all’abuso di alcol non appare giustificato, poiché l’assicurata,
in astinenza da febbraio 2004, è stata ritenuta dal dr. __________ inabile al
50%.

                                         Vero
che nell’anamnesi professionale il perito ha riferito che l’assicurata è
riuscita a terminare il tirocinio nel settore alberghiero, che dal 1998 al 2002
(recte sino al 30 settembre 2001, con numerose assenze nel 2001; cfr. attestato
5 settembre 2003 dell’ex datore di lavoro, doc. AI 8) ha lavorato quale
segretaria d’ufficio ed, infine, che nel 2003 ha aiutato una sua amica nella
gestione di un agriturismo (cfr. perizia pagg. 3 e 4).

                                         Questo
non vuol comunque significare che il periodo d’incapacità lavorativa in discussione
sia da addebitare esclusivamente alla sindrome da consumo di sostanze
stupefacenti e da abuso di alcol. Certo, la problematica tossicologica ha avuto
un influsso sulla capacità lavorativa; i diversi ricoveri ospedalieri e le
inabilità lavorative al 100% attestate da diversi medici ne sono la prova.
Tuttavia, a rigor di logica, venuta meno la tossicodipendenza, dal mese di febbraio
2004 l’assicurata avrebbe dovuto essere abile al lavoro in misura del 100%.
Come visto, nella dettagliata ed approfondita perizia, a cui va dato valore
probatorio pieno, il dr. __________ ha concluso diversamente (inabilità al 50%).

 

                                         Occorre
ora valutare il grado d’incapacità lavorativa dovuto al solo danno alla salute
psichico, quindi senza tener conto della dipendenza da sostanze stupefacenti e
da alcol. 

                                         Orbene,
prima della perizia psichiatrica l’assicurata non presentava una totale inabilità
lavorativa, altrimenti le richieste di accordarle dei provvedimenti
professionali contenute nei rapporti 11 settembre 2003 del dr. __________ e 14
settembre 2003 del dr. __________ non avrebbero avuto senso. Né si
concilierebbe con le attività lucrative svolte dall’assicurata dal 1998 al 2003.
In queste circostanze è pertanto corretto fondarsi sulla perizia del dr. __________,
il quale ha valutato la ricorrente inabile al 50% e questo in stato di
astinenza. La rilevante incapacità lavorativa è invece da far decorrere a
partire dal 3 maggio 2002, così come attestato nel rapporto 11 settembre 2003
del dr. __________ (doc. AI 11-1).

                                         Di
conseguenza, trascorso l’anno di carenza ex art. 29 cpv. 1 lett. b LAI, il
diritto alla mezza rendita nasce il 1° maggio 2003.

                                      

                               2.7.   Visto l'esito parzialmente
favorevole del ricorso, l'assicurata, patrocinata da un legale, ha diritto al
versamento da parte dell’Ufficio AI di fr. 1’500 a titolo di ripetibili.

                                         Secondo
la costante giurisprudenza del TFA l’assegnazione di ripetibili rende priva
d'oggetto l'istanza di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (DTF 124
V 309 consid. 6, STFA del 9 aprile 2003 nella causa C.,
U 164/02 e STFA del 18 agosto 1999
nella causa E.T.).

 

 

 

Per questi
motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi.

§    La decisione su opposizione è annullata.

§§ RI 1 ha diritto ad una mezza rendita dal 1° maggio 2003.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         L’Ufficio
AI verserà alla ricorrente fr. 1'500.-- di ripetibili parziali (IVA inclusa).

 

                                   3.   L’istanza
20 febbraio 2006 per l’ammissione all’assistenza giudiziaria e al gratuito
patrocinio è priva di oggetto.

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti