# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 52828ade-b258-5a98-b9b0-3a7a0d4ce6b0
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-09-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.09.2023 D-3084/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3084-2021_2023-09-14.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-3084/2021 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 4  s e t t e m b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudici Chiara Piras (presidente del collegio),  

Esther Marti, Nina Spälti Giannakitsas,  

cancelliera Giulia Marelli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Nigeria,   

patrocinato dall'avv. Simona Cautela,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (riesame); 

decisione della SEM del 24 giugno 2021. 

 

 

 

D-3084/2021 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

Il ricorrente, cittadino nigeriano, ha presentato una domanda d’asilo in Sviz-

zera il 25 marzo 2021. 

B.  

Il 13 aprile 2021, con il ricorrente si è tenuto il colloquio Dublino. Durante il 

predetto, gli è stata data l’occasione di essere sentito circa la possibile 

competenza della Francia o della Germania per lo svolgimento della sua 

procedura d’asilo, circa i motivi che si opporrebbero ad un suo rinvio in tali 

Paesi, nonché al suo stato di salute. Nel corso della procedura, al ricorrente 

è stata diagnosticata una schizofrenia paranoide (ICD-10 F20.0) ed è stato 

constatato l’abuso di sostanze psicoattive nell'anamnesi personale (ICD-10 

Z86.4). 

C.  

Con decisione del 3 maggio 2021, la Segreteria di Stato della migrazione 

(di seguito: SEM), fondandosi sull’art. 31a cpv.1 lett. b LAsi, non è entrata 

nel merito della domanda d’asilo succitata ed ha pronunciato il trasferi-

mento dell’interessato verso la Francia. 

D.  

L’11 maggio 2021, il richiedente ha inoltrato ricorso al Tribunale ammini-

strativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la decisione della SEM del 

3 maggio 2021. Con sentenza D-2220/2021 del 19 maggio 2021, questo 

Tribunale ha respinto il ricorso.  

E.  

Per mezzo di uno scritto datato 16 giugno 2021, il ricorrente ha presentato 

un’istanza di riesame all’autorità inferiore, chiedendo a titolo principale l’an-

nullamento della decisione del 3 maggio 2021 e l’esame della domanda 

d’asilo in Svizzera, con contestuali richieste di concessione dell’effetto so-

spensivo nonché, quale “misura urgente”, la sospensione dell’esecuzione 

dell’allontanamento. In subordine, egli ha chiesto la disposizione di ulteriori 

accertamenti ritenuti necessari. 

All’istanza di riesame il ricorrente ha allegato un certificato medico del 

10 giugno 2021 della Clinica psichiatrica cantonale del (…).  

F.  

Con decisione del 24 giugno 2021, notificata il giorno successivo, la SEM 

ha respinto la domanda di riesame ed ha confermato la crescita in giudicato 

D-3084/2021 

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e l’esecutività della decisione del 3 maggio 2021, statuendo nel contempo 

circa l’assenza di effetto sospensivo di un eventuale ricorso e fissando un 

emolumento di CHF 600.–. 

G.  

Il 5 luglio 2021 (data d’entrata: 6 luglio 2021), l’interessato è insorto dinanzi 

al Tribunale contro la summenzionata decisione, con richieste procedurali 

tendenti, d’un canto, alla sospensione dell’esecuzione della decisione in 

via supercautelare e alla restituzione (recte: concessione) dell’effetto so-

spensivo al ricorso, e d’altro canto, all’accoglimento dell’istanza d’assi-

stenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese di 

giudizio e del relativo anticipo. Nel merito, egli ha postulato, in via princi-

pale, l’annullamento della decisione avversata e la restituzione degli atti di 

causa alla SEM perché effettui l’esame nazionale della sua domanda 

d’asilo; in via subordinata, che gli atti siano restituiti all’autorità inferiore per 

il completamento dell’istruttoria.  

Al ricorso il ricorrente ha allegato due documenti medici (certificato medico 

della Clinica psichiatrica cantonale del (…) del 10 giugno 2021 e modulo 

F2 del 28 giugno 2021). 

H.  

Con misure supercautelari del 7 luglio 2021, il Tribunale ha provvisoria-

mente sospeso l'esecuzione dell'allontanamento. 

I.  

Con scritto del 21 dicembre 2022, il ricorrente ha trasmesso al Tribunale 

un rapporto medico della clinica psichiatrica (…) del 29 novembre 2022. 

J.  

Con scritto del 9 maggio 2023, l’insorgente ha trasmesso al Tribunale un 

referto medico della clinica psichiatrica (…) del 14 aprile 2023, una lettera 

dell’associazione “(…)” del 29 marzo 2023, una lettera, non datata, del 

gruppo “(…)”, un attestato del 10 febbraio 2023 nonché una lettera del 

mese di maggio 2023 dell’associazione “(…)”, due certificati di “(…)” del 20 

ottobre 2022 e del 18 gennaio 2023, uno scritto a nome di “(…)” del 4 mag-

gio 2023, una lettera dell’associazione “(…)” dell’8 maggio 2023 e una let-

tera dell’associazione “(…)” del mese di maggio 2023. 

K.  

Il Tribunale, con decisione incidentale del 12 giugno 2023, ha accolto le 

richieste di concessione dell'effetto sospensivo al ricorso – autorizzando al 

contempo l’insorgente a soggiornare in Svizzera fino a conclusione della 

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procedura – e dell'assistenza giudiziaria, trasmettendo un esemplare del 

ricorso insieme ad una copia dei successivi scritti dell’insorgente all'autorità 

inferiore, invitandola ad inoltrare una risposta. 

L.  

Alle osservazioni della SEM del 20 giugno 2023, l’insorgente ha replicato il 

13 luglio seguente, allegando un attestato di frequenza di diversi corsi 

dell’associazione “(…)” del 28 giugno 2023 e una conferma da parte del 

comitato organizzativo dello “Stadtfest (…)” del 26 giugno 2023.  

La presa di posizione è stata trasmessa alla SEM in data 18 luglio 2023 

per informazione.   

M.  

Il 25 luglio 2023, il ricorrente ha trasmesso al Tribunale un ulteriore referto 

medico della clinica psichiatrica (…) del 18 luglio 2023. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF, tra le quali rientra la 

SEM (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

2.  

2.1 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, 

è toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse degno di prote-

zione all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 PA). 

Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. 

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Pagina 5 

2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 6 LAsi), alla forma e 

al contenuto del ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono adempiuti. Occorre dunque 

entrare nel merito dello stesso. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

4.  

4.1 Nella prassi, la forma più importante della domanda di riesame ha lo 

scopo di modificare una decisione inizialmente corretta per adeguarsi ad 

un mutamento dei fatti verificatosi successivamente all’emissione della 

stessa (cfr. BVGE 2014/39 consid. 4.5 con ulteriori rif. cit.). Se la decisione 

in questione è rimasta inoppugnata, o se la procedura di ricorso si è con-

clusa con una sentenza formale, anche i motivi di revisione possono giu-

stificare una domanda di riesame ("riesame qualificato", cfr. BVGE 2013/22 

consid. 5.4 con ulteriori rif. cit.). 

4.2 Una domanda di riesame non può servire a rimettere continuamente in 

discussione le decisioni amministrative; di conseguenza ed in analogia con 

l'art. 66 cpv. 3 PA, il riesame di una decisione di prima istanza cresciuta in 

giudicato è escluso, segnatamente, se il ricorrente fa valere mezzi di prova 

che avrebbe già potuto presentare nell'ambito del ricorso contro la deci-

sione in questione (cfr. art. 66 cpv. 3 PA p.a.; DTF 136 II 177 consid. 2.1 e 

relativi riferimenti; Giurisprudenza ed informazione della Commissione 

svizzera di ricorso in materia di asilo [GICRA] 2003 n. 17 consid. 2b e re-

lativi riferimenti). 

5.  

5.1 Nel caso in disamina, avendo l’interessato domandato l’adattamento di 

una decisione inizialmente corretta in seguito ad una modifica susseguente 

dei fatti, è a ragione che l’autorità inferiore ha trattato l’istanza quale do-

manda di riesame. 

5.2 La SEM è quindi entrata nel merito della domanda di riesame, proce-

dendo all’esame materiale; conseguentemente, il Tribunale analizzerà se 

l’autorità inferiore ha rettamente stabilito l’esistenza delle condizioni circa il 

trasferimento dell’interessato in Francia e negato una modifica dei fatti ri-

levante in materia di riesame. 

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5.3 Alla luce delle considerazioni che seguono, si può rinunciare a deter-

minare se i presunti motivi di riesame siano stati fatti valere dal ricorrente 

entro il termine di 30 giorni dal loro ritrovamento (art. 111b cpv. 1 LAsi). 

6.  

6.1 In sostanza, l'interessato ha motivato la domanda di riesame sulla 

scorta di un nuovo mezzo di prova, segnatamente il rapporto medico della 

Clinica psichiatrica cantonale del (…) del 10 giugno 2021, riguardante il 

proprio ricovero dall’8 maggio al 4 giugno 2021 e il suo attuale stato psi-

chico. Il ricovero presso la Clinica si sarebbe reso necessario per una ria-

cutizzazione della sintomatologia psicotica nel contesto di una schizofrenia 

paranoide. Durante il ricovero, egli avrebbe presentato una riacutizzazione 

del quadro clinico noto, con deflessione del tono d’umore e ideazione anti-

conservativa, dispercezioni uditive e idee deliranti di persecuzione, riferite 

ad un conoscente residente in Francia che vorrebbe, secondo lui, ucci-

derlo. Il rapporto medico evidenzierebbe inoltre che lo stato psichico del 

paziente permarrebbe instabile sul versante timico e del pensiero. Egli ap-

parirebbe particolarmente sensibile all’ambiente circostante e ai fattori che 

potrebbero inficiare il suo fragile stato di compenso psichico. In particolare, 

secondo il rapporto, un ritorno in Francia potrebbe esacerbare le idee di 

persecuzione menzionate, motivo per cui si riterrebbe indispensabile che il 

paziente venisse preso in carico dal punto di vista psichiatrico in maniera 

immediata e continuativa nel caso in cui egli dovesse esser rinviato in Fran-

cia o nel suo Paese d’origine. Alla luce di tale nuova documentazione me-

dica, la decisione della SEM del 4 maggio 2021 parrebbe carente sotto il 

profilo istruttorio nonché in merito alla necessaria acquisizione di garanzie 

sufficienti rispetto ad un trasferimento in Francia, l’effettiva continuità delle 

cure mediche necessarie e l’immediata accessibilità di un alloggio ade-

guato ai suoi bisogni particolari. Contestualmente, per le stesse ragioni, 

anche la valutazione e la motivazione in merito all’ammissibilità del rinvio 

in Francia e alla sussistenza di motivi umanitari ai sensi dell’art. 17 del re-

golamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 

26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'Unione euro-

pea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: Regolamento Dublino III) 

apparirebbero incomplete. Pertanto, la richiesta di riesame risulterebbe 

fondata e necessaria.  

6.2 Nella decisione impugnata, la SEM ha constatato innanzitutto che il ri-

corrente chiederebbe l’adattamento di una decisione inizialmente corretta 

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Pagina 7 

in seguito ad una modifica dei fatti intervenuta ulteriormente. In seguito, 

l’autorità ha fatto riferimento alla lettera di dimissioni della Clinica psichia-

trica cantonale del (…) dell’11 giugno 2021, non menzionata nell’istanza di 

riesame, nonché gli atti medici F2 dell’8 giugno 2021 e del 18 giugno 2021, 

pervenuto quest’ultimo successivamente alla presentazione della do-

manda di riesame. L’autorità di prime cure ha poi rilevato che dagli atti me-

dici F2 dell’8 e del 18 giugno 2021, facenti rapporto dei consulti psichiatrici 

settimanali ripresi dopo la dimissione, risulterebbe la diagnosi di schizofre-

nia paranoide (ICD-10 F20.0), la posticipazione di assunzione di una parte 

della terapia farmacologica alla sera e l’aggancio al centro diurno del Ser-

vizio psico-sociale di B._______. La situazione medica, per quanto non si 

volesse sminuirne la gravità, non risulterebbe iscriversi nella restrittiva giu-

risprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU), in quanto 

l’accesso alle cure mediche in Francia sarebbe garantito, come sottolineato 

anche dal Tribunale nella sua sentenza pregressa del 19 maggio 2021. 

Pertanto, anche le considerazioni del medico curante nel certificato del 10 

giugno 2021 non risulterebbero ostative al rinvio dell’interessato in Francia. 

Inoltre, il richiedente stesso avrebbe dichiarato di aver ottenuto le cure me-

diche necessarie e di essere stato ospedalizzato durante il suo primo sog-

giorno in Francia. Anche in seguito al suo trasferimento dalla Germania alla 

Francia egli avrebbe potuto rivolgersi nuovamente all’ospedale nel quale 

sarebbe stato ricoverato precedentemente, ottenendo un appuntamento 

per una visita medica. L’autorità di prime cure ha dipoi sottolineato che lo 

stato di salute del ricorrente sarebbe stato preso in considerazione al mo-

mento dell’organizzazione del trasferimento verso la Francia, momento in 

cui le autorità francesi sarebbero state debitamente informate sulla situa-

zione medica, con il dovuto anticipo nonché in maniera precisa e completa, 

tenendo conto anche degli ultimi rapporti medici pervenuti e conforme-

mente a quanto disposto dagli artt. 31 e 32 del Regolamento Dublino III. 

Alla luce di tali considerazioni, i problemi medici dell’interessato non sareb-

bero di una gravità tale da ostacolare il trasferimento in Francia. 

6.3 In sede di ricorso, l'insorgente rileva, in sostanza, che l’attuale com-

plessiva documentazione medica imponga un’assunzione regolare della 

terapia psicofarmacologica e l’esigenza di non interrompere la presa in ca-

rico psichiatrica, motivo per cui non si potrebbe che dissentire dalle con-

clusioni dell’autorità di prime cure, soprattutto in rapporto alle difficili condi-

zioni di accoglienza in Francia. Inoltre, la SEM avrebbe considerato solo 

parzialmente le allegazioni fatte nell’ambito del colloquio Dublino circa le 

precarie condizioni di accoglienza in Francia durante il suo secondo sog-

giorno, da cui si evincerebbe che in caso di ritorno in tale Paese egli po-

trebbe nuovamente essere privo di un alloggio, costretto a vivere per 

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strada, senza un accompagnamento di qualsivoglia tipo e quindi, nella sua 

condizione di eccezionale fragilità, totalmente esposto a tutti i rischi evi-

denziati nella documentazione medica agli atti. Apparirebbe evidente che 

egli non avrebbe accesso ai farmaci e al trattamento medico necessari, 

circostanze che potrebbero risultare nella fattispecie fatali e che imporreb-

bero, se non l’adozione della clausola di sovranità, almeno l’attuazione 

delle misure di istruzione atte ad assicurare l’effettiva garanzia di un allog-

gio adeguato e di una continuità delle cure fin dal primo giorno dell’arrivo 

in Francia. In questo contesto, la SEM avrebbe omesso di considerare il 

suo caso quale caso vulnerabile e di valutare “la possibilità di strutture ido-

nee” messe a disposizione dalla Francia per i richiedenti appartenenti a 

tale categoria. Per di più, l’autorità non avrebbe valutato correttamente “le 

condizioni di salute del ricorrente in caso di rinvio in Francia”. Numerosi 

rapporti e studi di settore indicherebbero che l’attuale sistema d’acco-

glienza francese risulti critico sotto molteplici punti di vista, fatto che sa-

rebbe stato riconosciuto “nell’ambito di un certo numero di costellazioni a 

rischio” in diverse sentenze del Tribunale. La decisione avversata inoltre 

parrebbe carente sotto il profilo istruttorio per quanto riguarda il suo stato 

di salute e la necessaria acquisizione di garanzie sufficienti rispetto ad un 

trasferimento in Francia, all’effettiva continuità delle cure mediche neces-

sarie e all'immediata accessibilità di un alloggio adeguato ai bisogni parti-

colari di un richiedente l’asilo particolarmente vulnerabile. Contestual-

mente, e per le stesse ragioni, anche la valutazione e la motivazione in 

merito all’ammissibilità del rinvio in Francia e alla sussistenza di motivi 

umanitari ai sensi dell’art. 17 del Regolamento Dublino III apparirebbero 

incomplete. 

6.4 In sede di risposta al ricorso, la SEM osserva che, anche basandosi sul 

più recente referto medico, le condizioni mediche dell’interessato non si 

sarebbero aggravate, negli ultimi anni, a tal punto da imporre un riesame 

della propria posizione. Al contrario, si constaterebbe piuttosto che le pro-

blematiche mediche non risulterebbero diverse da quelle già accertate e 

considerate nella decisione del 3 maggio 2021, nel rigetto della domanda 

di riesame del 24 giugno 2021 e nella sentenza del Tribunale del 19 mag-

gio 2021. Sarebbe a questo proposito doveroso richiamare la giurispru-

denza della Corte EDU in merito all’art. 3 CEDU nonché quella del Tribu-

nale, avendo quest’ultimo già a varie riprese confermato che sarebbero 

notorie sia l’esistenza di strutture mediche efficienti in Francia sia la re-

sponsabilità delle autorità francesi di provvedere alla necessaria assi-

stenza medica. Per quanto attiene all’integrazione in Svizzera dell’interes-

sato, l’autorità di prime cure constata che la durata della procedura d’asilo 

sarebbe ad essa imputabile solo in minima parte. Allo stesso tempo, al 

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ricorrente, che avrebbe già domandato asilo due volte in Germania e una 

volta in Francia, sarebbe stato comunicato sin dall’inizio che la Svizzera 

non sarebbe stata il Paese competente per il trattamento della propria do-

manda d’asilo. DaI suo arrivo in Europa risulterebbe per di più che l’inte-

ressato avrebbe vissuto principalmente fra Francia e Germania, per un to-

tale di sei anni, e solo in minima parte in Svizzera, ovvero per poco più di 

due anni; Paese dove peraltro si sarebbe trasferito solo dopo avere rice-

vuto delle decisioni negative nei precedenti Paesi. Tenendo conto delle cir-

costanze del caso specifico e delle condizioni di salute del ricorrente, un 

eventuale suo ritorno in Francia, non avrebbe quale conseguenza un’emer-

genza esistenziale di una gravità tale da configurare un “real risk” di viola-

zione della CEDU e nemmeno sussisterebbero sufficienti motivi umanitari 

per giustificare l’applicazione della clausola di sovranità di cui all’art. 

29 cpv. 3 Oasi 1 in relazione all’art. 17 cpv. 1 del Regolamento Dublino III. 

Infine, come esplicitamente indicato dalle autorità francesi nella loro accet-

tazione deI 30 aprile 2023 (recte: 30 aprile 2021, cfr. consid. 7.3.2), in pre-

senza di problematiche mediche rilevanti, come nella fattispecie, le infor-

mazioni relative allo stato di salute dell’interessato andrebbero comunicate 

loro sette giorni lavorativi in anticipo, o un mese in caso di malattia grave 

che necessiti un’ospedalizzazione. Si provvederebbe quindi ad informare 

con iI dovuto anticipo le autorità francesi in merito allo stato di salute del 

ricorrente e alle terapie che egli necessiterebbe, conformemente a quanto 

previsto dagli artt. 31 e 32 deI Regolamento Dublino III.  

6.5 In sede di replica, l'insorgente contesta alla SEM una negligente con-

siderazione dei suoi gravi problemi medici-psichiatrici, come pure della loro 

concretezza e gestione quotidiana. In particolare, dal referto medico della 

clinica psichiatrica (…) del 14 aprile 2023 emergerebbe come attualmente 

egli possa rivolgersi immediatamente al personale ausiliario del centro in 

cui alloggia o all’ufficio permanente presso la stazione ferroviaria di 

C._______ durante il fine settimana, qualora si presentassero pensieri sui-

cidari o “sentisse delle voci”. In queste circostanze, richiamata anche la 

giurisprudenza di questo Tribunale, l’autorità di prime cure dovrebbe inda-

gare su quali sarebbero le condizioni di accoglienza e di accesso alle cure 

mediche in caso di trasferimento, non dimenticando che durante il prece-

dente soggiorno egli si sarebbe ritrovato senza supporto medico immediato 

e senza accesso ad un alloggio. In riferimento allo scritto delle autorità 

francesi del 30 aprile 2023, menzionato nella presa di posizione della SEM, 

si chiede al Tribunale l’accesso all’atto in questione nonché la concessione 

di un breve termine per un’eventuale presa di posizione. Per quanto con-

cerne l’integrazione dell’interessato in Svizzera, egli vi risiederebbe da 27 

mesi e, quale soggetto vulnerabile, sarebbe per la prima volta, dopo lungo 

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Pagina 10 

tempo, riuscito a trovare un contesto stabile in una comunità con uno scam-

bio reciproco di sostegno e contributo.  

6.6 Con scritto del 25 luglio 2023, il ricorrente riporta il contenuto del rap-

porto medico inoltrato con lo stesso, sottolineando segnatamente che i me-

dici specialisti indicherebbero una prognosi buona in presenza di regolare 

accesso al trattamento (di tipo psichiatrico e psicoterapeutico con integra-

zione in ambulatorio, con adattamento della somministrazione dei farmaci 

quando necessario), una prognosi infausta in assenza del trattamento me-

dico indicato. Inoltre, in assenza di garanzie individualizzate rispetto all’ac-

cesso alle cure mediche specialistiche descritte ed alloggio in Francia, te-

nuto conto del fatto che egli sia oggetto di una decisione di allontanamento 

nel Paese d’origine passata in giudicato, sarebbe verosimilmente posto in 

condizione di detenzione preventiva in vista dell’allontanamento.  

7.  

7.1 Preliminarmente occorre esaminare le censure formali proposte dall’in-

sorgente, il quale lamenta – in particolare – un accertamento incompleto 

ed inesatto dei fatti giuridicamente rilevanti da parte della SEM in merito al 

proprio stato di salute e alle specifiche condizioni di accoglienza in Francia, 

che potrebbero condurre all'annullamento della decisione avversata (art. 6 

LAsi; art. 12 PA; cfr. DTF 144 I 11 consid. 5.3 e giurisprudenza ivi citata; 

DTF 142 II 218 consid. 2.8.1; DTAF 2019 VII/6 consid. 4.1; ed a titolo esem-

plificativo la sentenza del Tribunale E-1684/2022 dell'11 gennaio 2023 con-

sid. 3.1). 

7.2  

7.2.1 Nelle procedure d’asilo – così come nelle altre procedure di natura 

amministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente accerta d’ufficio i fatti (art. 6 LAsi in relazione all’art. 12 PA). In 

concreto, essa deve procurarsi la documentazione necessaria alla tratta-

zione del caso, chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine 

le opportune prove. Il principio inquisitorio non dispensa comunque le parti 

dal dovere di collaborare all’accertamento dei fatti ed in modo particolare 

dall’onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l’amministrazione 

o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed 

art. 8 LAsi; cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1) Nelle procedure di riesame, 

l’istanza deve essere indirizzata per iscritto e debitamente motivata alla 

SEM, comportando dunque, come per tutti i mezzi d’impugnazione straor-

dinari, un dovere di collaborazione elevato da parte della persona interes-

sata (Art. 111b cpv. 1 LAsi).  

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Pagina 11 

7.2.2 La determinazione dei fatti e l’applicazione della legge non sono 

aspetti disgiunti; senza considerare il diritto applicabile non vi è modo di 

delimitare quali fatti siano giuridicamente rilevanti (cfr. ISABELLE HÄNER, in: 

Häner/Waldmann, Das erstinstanzliche Verwaltungsverfahren, 2008, 

n. 34). Significativo è innanzitutto il substrato fattuale per le condizioni di 

applicazione della norma giuridica (cfr. KRAUSKOPF/WYSSLING, in: Wald-

mann/Krauskopf [ed.], Praxiskommentar VwVG, 3a ed. 2023, n. 17 ad 

art. 12 PA). Fatti che non sono rilevanti per la decisione, che l’autorità è 

convinta siano già stati provati o che si presumono veri a favore delle parti 

interessate non impongono lo svolgimento di indagini supplementari 

(cfr. KRAUSKOPF/WYSSLING, in: op. cit., n. 29 ad art. 12 PA). Allorquando 

l’autorità reputa le circostanze di fatto e le prove prodotte sufficienti per 

avere una propria convinzione, essa emana la decisione (cfr. sentenze del 

Tribunale D-114/2021 dell’11 maggio 2021 consid. 4.2, D-291/2021 del 

9 marzo 2021 consid. 7.3.1; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, Pro-

zessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 3.144, 

pag. 241).  

7.2.3 I principi sopra esposti delimitano sia l’attività istruttoria dell’ammini-

strazione che quella del Tribunale (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5; sentenza 

del Tribunale F-5065/2019 del 21 gennaio 2021 consid. 5.3; MOSER/BEU-

SCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, op. cit., n. 1.49, pag. 26) e tornano applicabili 

anche nel contesto del chiarimento di questioni di natura medica (cfr. le 

sentenze del Tribunale D-114/2021 consid. 4.4, D-291/2021 consid. 7.3.3 

e D-1665/2018 del 27 gennaio 2021 consid. 8.3.5). Va detto inoltre che in 

tale ambito, di principio, le autorità svizzere non sono tenute a prendere in 

considerazione il potenziale insorgere di ulteriori affezioni non ancora dia-

gnosticate o sospettate, essendo determinante lo stato di fatto presente al 

momento della decisione (cfr. DTAF 2012/21 consid. 5.1; 2010/44 con-

sid. 3.6).  

7.3  

7.3.1 Contrariamente a quanto sostenuto dall’insorgente, la SEM ha preso 

in debita considerazione i suoi problemi di salute rispettivamente i recenti 

sviluppi della sua situazione valetudinaria sollevati in sede di riesame, an-

che alla luce del trasferimento in Francia, ed ha motivato nel merito le pro-

prie conclusioni. È d’uopo rammentare che nell’ambito di una domanda di 

riesame non si tratta di svolgere un nuovo esame integrale delle condizioni 

del trasferimento, bensì unicamente di determinare se, successivamente 

alla conclusione della procedura ordinaria, siano sorte circostanze atte a 

giustificare una modifica della decisione di prima istanza, che al momento 

della sua emissione risultava corretta. Inoltre, l’atto ricorsuale e i successivi 

D-3084/2021 

Pagina 12 

scritti inoltrati dal ricorrente dimostrano in modo limpido come egli è stato 

in grado di comprendere gli elementi della decisione dell’autorità di prime 

cure nonché le argomentazioni sulle quali essa si basava. Del resto, le 

censure circa la situazione medica e le condizioni d’accoglimento in Fran-

cia sono piuttosto riferibili al merito della questione, ovverossia trovandosi 

in disaccordo con l’apprezzamento compiuto dalla SEM, argomenti che 

verranno pertanto trattati in appresso. 

7.3.2 Per quanto riguarda la richiesta, inoltrata in sede di replica, di ac-

cesso al presunto scritto di accettazione delle autorità francesi del 

30 aprile 2023, il Tribunale rileva che appare trattarsi di un mero errore di 

battitura nello scritto dell’autorità inferiore del 20 giugno 2023. Invero, l’ac-

cettazione delle autorità francesi in questione, già conosciuta al ricorrente, 

è datata 30 aprile 2021. Di conseguenza, non occorre dare seguito alla 

domanda di visione atti e di concessione di un termine per un’eventuale 

presa di posizione in merito. 

7.4 Ne discende quindi che le censure formali, in quanto infondate, vanno 

respinte.  

8.  

8.1 Nel ricorso, il ricorrente sostiene, facendo anche riferimento a rapporti 

e studi di settore, che le condizioni di accoglienza in Francia sarebbero 

precarie e difficili, motivo per cui rischierebbe di trovarsi senza alloggio, 

costretto a vivere per strada, senza un qualsivoglia tipo di accompagna-

mento e senza accesso alle cure mediche necessarie. Con tali allegazioni, 

secondo il senso, vengono lamentate carenze nel sistema d’asilo francese.  

8.2 In proposito, va detto però che l’interessato non apporta alcun nuovo 

elemento, legato al sistema d’asilo francese, atto a stabilire un mutamento 

delle circostanze avvenuto dopo la conclusione della prima procedura, che 

possa portare questo Tribunale ad altra conclusione in merito. Invero, si 

osserva che le condizioni di accoglienza in Francia sono già state tenute 

debitamente in considerazione ed analizzate nell’ambito della procedura 

pregressa (cfr. sentenza del Tribunale D-2220/2021 pag. 5 segg.). Non vi 

è dunque motivo per rivedere quanto ivi stabilito (cfr. anche sentenza del 

Tribunale E-4488/2023 del 28 agosto 2023 pag. 6 seg.).  

9.  

9.1  Il ricorrente lamenta altresì che il suo trasferimento in Francia, alla luce 

delle sue condizioni di salute psichica, comporterebbe una violazione del 

diritto internazionale, segnatamente dell’art. 3 CEDU.  

D-3084/2021 

Pagina 13 

9.2 Dal certificato medico del 10 giugno 2021 della Clinica psichiatrica can-

tonale del (…), prodotto insieme all’istanza di riesame (cfr. supra lett. F.), 

risulta che il ricorrente ha quale diagnosi primaria una schizofrenia para-

noide (ICD-10 F20.0), circostanza confermata dai rapporti successivi della 

clinica psichiatrica (…) del 29 novembre 2022, del 14 aprile 2023 e del 18 

luglio 2023. Dagli ultimi due rapporti citati, si evince quale diagnosi secon-

daria un episodio depressivo di gravità severa con sintomi psicotici (ICD-

10 F32.3; rapporto del 14 aprile 2023) rispettivamente una depressione 

(rapporto del 18 luglio 2023). Nel certificato del 14 aprile 2023 si attesta 

inoltre la terapia medicamentosa dettagliata che lo stesso assume.  

9.3 Alla luce di quanto precede, il Tribunale constata quindi che lo stato 

valetudinario dell’interessato non risulta aver subito un cambiamento signi-

ficativo in seguito alla conclusione della procedura ordinaria. Invero, 

nell’ambito di quest’ultima era stata presa in considerazione, sia dall’auto-

rità inferiore sia dal Tribunale, quale diagnosi principale del ricorrente la 

schizofrenia paranoide, già nota all’epoca (cfr. decisione della SEM del 

3 maggio 2021, pag. 3 ss.; sentenza del Tribunale D-2220/2021 pag. 

10 ss.). 

La scrivente autorità giudiziaria deve altresì constatare che pure la possi-

bilità di ottenere l’accompagnamento medico necessario in Francia in vista 

del quadro clinico menzionato è già stata esaminata dalla SEM nell’ambito 

della procedura ordinaria e dal Tribunale con sentenza D-2220/2021. Al 

riguardo, il Tribunale è in particolare giunto alla conclusione che non vi fos-

sero indizi per ritenere che il trasferimento dell’interessato in Francia com-

portava una violazione dell’art. 3 CEDU e che lo stato di salute del mede-

simo non rappresentava un ostacolo al trasferimento (cfr. sentenza del Tri-

bunale D-2220/2021, pag. 10 ss.). Oltracciò, il Tribunale ha stabilito che la 

Francia, essendo segnatamente uno Stato firmatario della direttiva 

2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 

recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazio-

nale (direttiva accoglienza), doveva provvedere che i richiedenti l’asilo ri-

cevevano la necessaria assistenza sanitaria comprendente quanto meno 

le prestazioni di pronto soccorso e il trattamento essenziale di malattie e di 

gravi disturbi mentali e fornire necessaria assistenza medica o di altro tipo 

ai richiedenti con esigenze di accoglienza particolari, comprese, se neces-

sarie, appropriate misure di assistenza psichica (art. 19 par. 1 e 2 direttiva 

accoglienza).  

Tali considerazioni rimangono valide anche nella presente procedura di rie-

same e vengono pienamente confermate considerato che l’interessato non 

D-3084/2021 

Pagina 14 

ha apportato nuovi elementi o fatto valere un cambiamento di circostanze 

rilevanti in materia di riesame. Invero, se anche in passato si era manife-

stato un peggioramento del quadro clinico del ricorrente, che ha compor-

tato un ricovero dall’8 maggio al 4 giugno 2021, la sua evoluzione si è man-

tenuta in seguito stabile, e la diagnosi principale è rimasta invariata e cor-

risponde in sostanza alla situazione al momento della prima decisione 

d’asilo. Dalla documentazione agli atti (cfr. supra lett. K.) emerge per di più 

un percorso di partecipazione ed integrazione dell’interessato in Svizzera 

negli ultimi due anni, circostanza che dimostra che egli, nonostante i suoi 

problemi di natura psichiatrica di cui il Tribunale non disconosce la gravità, 

è autonomo nella gestione della vita quotidiana.  

9.4 In proposito, a titolo abbondanziale, va rammentato che il respingi-

mento forzato di persone che soffrono di problemi medici, costituisce una 

violazione dell’art. 3 CEDU unicamente in circostanze eccezionali (cfr. sen-

tenze della Corte EDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 

41738/10, §181 e segg.; DTAF 2011/9 consid. 7.1). 

10.  

10.1 Da ultimo, il ricorrente sottolinea, anche per il tramite di svariati mezzi 

di prova, di essersi integrato in Svizzera e lamenta che un trasferimento in 

Francia interromperebbe un percorso di vita iniziato e finalmente stabile. 

Con tali argomentazioni egli fa dunque, secondo il senso, riferimento ai 

motivi umanitari a norma dell’art. 29a cpv. 3 OAsi 1.  

10.2 Ora, ai sensi della precitata disposizione, se “motivi umanitari” lo giu-

stificano, la SEM può entrare nel merito della domanda anche qualora giu-

sta il Regolamento Dublino III un altro Stato sarebbe competente per il trat-

tamento della domanda (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7.6). Nell’applicazione di 

tale articolo, l’autorità inferiore dispone di un reale potere di apprezzamento 

mentre il Tribunale, a seguito dell’abrogazione dell’art. 106 cpv. 1 lett. c 

LAsi (entrata in vigore il 1° febbraio 2014), dispone di un potere di esame 

ridotto. Esso può infatti unicamente esaminare se la SEM ha esercitato il 

suo potere di apprezzamento in modo conforme alla legge e stabilito i fatti 

in modo completo e corretto, prendendo in considerazione tutti gli elementi 

rilevanti (cfr. art. 106 cpv. 1 lett. a e b LAsi). 

10.3 Alla luce degli atti all'inserto e delle circostanze del caso di specie, 

non risultano esserci indizi che permettano di ritenere che nella presente 

procedura di riesame la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria il potere 

di apprezzamento di cui dispone nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 

OAsi 1. Con riferimento al percorso di integrazione del ricorrente in 

D-3084/2021 

Pagina 15 

Svizzera avvenuto dopo il deposito dell’istanza di riesame, si constata, a 

titolo abbondanziale e come rettamente sottolineato dalla SEM nella presa 

di posizione del 20 giugno 2023, che la maggior parte del soggiorno in Eu-

ropa, per complessivi sei anni circa, è stato trascorso tra la Francia e la 

Germania, e non in Svizzera. In questo contesto, è d’uopo rammentare che 

il Regolamento Dublino III non conferisce al richiedente il diritto di scegliere 

lo Stato membro competente nel quale desideri che la propria domanda 

sia esaminata.  

10.4 Infine, il Tribunale sottolinea che, come già rettamente segnalato nella 

decisione del 3 maggio 2021 della SEM e nella sentenza del Tribunale 

D-2220/2021, così come ricordato dalla SEM nella decisione del 24 giu-

gno 2021 sulla domanda di riesame e nella sua successiva presa di posi-

zione nell’ambito della presente procedura, incomberà alle autorità sviz-

zere incaricate dell’esecuzione del trasferimento trasmettere alle autorità 

francesi, con tutta la precisione che la situazione impone, le informazioni 

necessarie, tese a raggiungere una presa in carico medica adeguata del 

ricorrente.  

11.  

Ciò detto, il ricorso va respinto e la decisione della SEM sulla domanda di 

riesame confermata.  

12.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali che seguono la soccom-

benza, sarebbero da porre a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 

nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, avendo il Tribunale accolto la domanda 

di concessione dell’assistenza giudiziaria con decisione incidentale del 

12 giugno 2023 non vengono prelevate spese processuali. 

(dispositivo pagina seguente) 

  

D-3084/2021 

Pagina 16 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale  
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

La presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Chiara Piras Giulia Marelli 

 

Data di spedizione: