# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 69129765-8490-5080-8671-26794cd9147d
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-01-31
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 31.01.2018 S 2017 131
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2017-131_2018-01-31.pdf

## Full Text

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VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 17 131

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

presidenza Racioppi
giudici Moser, Meisser 
attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 31 gennaio 2018

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali 

A._____,

rappresentato da B._____,

ricorrente

contro 

Cassa di compensazione AVS del Cantone dei Grigioni,

convenuta

concernente prestazioni complementari (decisione incidentale ritiro 

effetto sospensivo)

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1. C._____, vive separata dal marito dal 1995. Dal 1. novembre 2010 

A._____ aveva diritto ad una prestazione complementare di fr. 1'319.--, in 

quanto da tale data esauriva il diritto a prestazioni da parte 

dell'assicurazione contro la disoccupazione, e dal 1. gennaio 2011 a una 

prestazione complementare di fr. 1'483.--. Nel calcolo venivano 

costantemente considerati dei costi di affitto di fr. 10'320.--. Di riflesso dal 

2011 C._____ veniva posta al beneficio di prestazioni complementari per 

fr. 575.--. Tali prestazioni venivano poi regolarmente ricomputate e 

adeguate per gli anni successivi. Con il raggiungimento dell'età del 

pensionamento e il passaggio da una rendita d'invalidità ad una rendita 

AVS, il diritto a prestazioni complementari di A._____ si riduceva nel 2014 

e 2015 a fr. 545.--, a fr. 546.-- nel 2016 ed a fr. 547.-- nel 2017.

2. Nel 2017 veniva effettuata la periodica revisione della prestazione e in 

tale occasione la cassa di compensazione veniva a conoscenza del fatto 

che nel corso del mese di agosto 2014 la moglie si era trasferita da 

X._____ a Y._____ e che i due coniugi vivevano nello stesso 

appartamento dell'edificio intestato alla figlia ed al marito di questa e che il 

valore locativo proprio di tale unità abitativa a pianterreno risultava 

essere, secondo la stima ufficiale del 2007, di fr. 8'400.-- annui. 

Ricalcolando allora il fabbisogno dei due beneficiari di prestazioni 

complementari sulla base di spese d'affitto individuali di fr. 4'200.-- e costi 

forfettari per l'affitto di fr. 840.-- a partire dal settembre 2014, il diritto 

individuale a prestazioni complementari veniva sensibilmente ridotto e 

con decisione del 5 luglio 2017 a A._____ veniva chiesta la restituzione di 

fr. 13'692.-- per prestazioni ottenute indebitamente. 

3. Vivendo poi la coppia separata legalmente nello stesso appartamento, 

veniva operato un calcolo delle prestazioni di vecchiaia per coniugi 

tenendo in considerazione che, a determinate condizioni, la somma delle 

due rendite per coniugi ammonta al massimo al 150 per cento dell’importo 

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massimo della rendita di vecchiaia. Secondo detto calcolo, il rispettivo 

diritto sarebbe apparso decisamente più contenuto per ambedue i 

beneficiari della rendita di vecchiaia. In tali condizioni, la cassa di 

compensazione informava i beneficiari delle rendite dell'eventuale 

necessità di ricalcolare anche le rendite di vecchiaia. Contro la richiesta di 

restituzione e il ventilato nuovo computo delle rendite di vecchiaia i due 

coniugi interponevano tempestiva opposizione alla cassa di 

compensazione ed in seguito ricorso al Tribunale amministrativo 

(procedimento S 17 166, attualmente allo stadio procedurale dello 

scambio di scritti). Con decisione 22 agosto 2017 la cassa di 

compensazione sospendeva anche l'erogazione di prestazioni 

complementari a favore di A._____ con effetto a partire del 1. settembre 

2017 e ritirava contemporaneamente l'effetto sospensivo all'eventuale 

ricorso. 

4. Nel tempestivo ricorso del 14 settembre 2017 proposto alla cassa di 

compensazione e fatto da questa proseguire al Tribunale amministrativo 

A._____ contestava in sostanza il ben fondato della sospensione delle 

prestazioni complementari reputando di non vivere in comunione 

domestica, ma semplicemente in una economia domestica comune con la 

moglie legalmente separata. 

5. Nella risposta di causa del 4 ottobre 2017, la cassa di compensazione 

chiedeva la reiezione del ricorso di A._____. Continuando a versare 

all'istante prestazioni eventualmente non dovute verrebbe seriamente 

pregiudicato il diritto al rimborso, in quanto l'istante userebbe tali 

versamenti e non sarebbe poi in grado di restituirli. Per questo l'interesse 

pubblico alla sospensione delle prestazioni prevarrebbe su quello privato 

del ricorrente a vedersi corrispondere la prestazione complementare. 

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6. Replicando, A._____ ribadiva di non poter far fronte al minimo vitale con 

le entrate a sua disposizione e neppure alle spese necessarie per le cure. 

Il diritto alla riduzione del premio della cassa malati per il 2017 

sussisterebbe poi indipendentemente dall'esito materiale della 

controversia. La cassa di compensazione rinunciava dal canto suo a 

duplicare. 

Considerando in diritto:

1. La presente controversia verte unicamente sulla legittimità del ritiro 

dell'effetto sospensivo al ricorso e non riguarda né la correttezza della 

decisione di restituzione né la necessità di effettuare un nuovo calcolo 

della rendita AVS per coniugi. Nello scritto di ricorso 14 settembre 2017, 

trasmesso al Tribunale amministrativo da parte della cassa di 

compensazione, venivano indicati quali opponenti ambedue i coniugi, in 

quanto il rimedio giuridico era stato interposto contro la decisione 

materiale di restituzione e il ventilato nuovo calcolo delle due prestazioni 

per coniugi. Per contro il ritiro dell'effetto sospensivo oggetto del separato 

provvedimento 22 agosto 2017 con come conseguenza la sospensione 

dell'intera prestazione complementare riguarda solo la prestazione 

erogata al marito per cui è solo A._____ che va considerato come 

ricorrente. Questo fatto appare incontestato, oltre che da controparte, 

anche da parte attrice che ha redatto lo scritto di replica a nome del solo 

istante. 

2. a) Secondo l’art. 52 cpv. 1 della legge federale sulla parte generale del 

diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 832.20), le decisioni possono 

essere impugnate entro trenta giorni facendo opposizione presso il 

servizio che le ha notificate; fanno eccezione le decisioni processuali e 

pregiudiziali. L’art. 56 cpv. 1 LPGA prevede che le decisioni su 

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opposizione e quelle contro le quali un’opposizione è esclusa possano 

essere impugnate mediante ricorso. Decisioni riguardanti la consultazione 

degli atti, la sospensione, la ricusa, il gratuito patrocinio oppure 

provvedimenti riguardanti l’accertamento della fattispecie sono, quali 

decisioni incidentali, escluse dall’opposizione e possono essere 

impugnate direttamente con ricorso. Parimenti i provvedimenti cautelari 

sono disposizioni che vengono emanate in vista della decisione finale, 

che valgono soltanto temporaneamente e che decadono con la decisione 

finale. Essi devono essere emanati nella forma di una decisione 

incidentale e sono impugnabili direttamente con ricorso (cfr. U. KIESER, 

ATSG-Kommentar, 3a ed., Zurigo 2015, note 44-49 all'art. 52 e note 14 

ss. all'art. 56). La prassi nell'ambito delle assicurazioni sociali conosce 

essenzialmente due tipi di decisioni cautelari, quelle che sospendono 

l'erogazione di una prestazione periodica in seguito a revisione o 

riconsiderazione e quelle riguardanti la revoca dell'effetto sospensivo al 

ricorso (cfr. U. MÜLLER, Verwaltungsverfahren in der 

Invalidenversicherung, Berna 210, § 30 nota 2328). La misura cautelare 

che revoca l'effetto sospensivo di un eventuale ricorso è come detto 

impugnabile direttamente al tribunale cantonale delle assicurazioni in 

quanto decisione incidentale per quanto il provvedimento possa causare 

un pregiudizio irreparabile all'assicurato giusta quanto analogamente 

previsto all'art. 46 cpv. 1 lett. a della legge federale sulla procedura 

amministrativa (PA; RS 172.021 e vedi U. KIESER, op. cit., nota 20 all'art. 

56 e le sentenze del Tribunale amministrativo S 13 8 e S 17 65 con i 

riferimenti). Vi è un pregiudizio irreparabile quando l'improvvisa 

cessazione dell'erogazione di prestazioni periodiche fino ad allora godute 

comporta conseguenze tali da compromettere la situazione finanziaria 

dell'assicurato e da costringerlo a prendere provvedimenti onerosi o altre 

disposizioni da lui non esigibili ragionevolmente (U. MÜLLER, op. cit., § 30 

nota 2383 e riferimenti). 

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b) Questa è del resto anche la prassi del Tribunale amministrativo. Nella 

decisione S 17 65, la competenza a statuire su ricorso da parte del 

Tribunale amministrativo contro il ritiro dell'effetto sospensivo e quindi 

nell'ambito di una decisione incidentale veniva dedotta dalla congiunta 

applicazione dell'art. 61 prima frase LPGA – giusta il quale fatto salvo 

l'articolo 1 capoverso 3 PA, la procedura dinanzi al tribunale cantonale 

delle assicurazioni è retta dal diritto cantonale - in concomitanza con l'art. 

49 cpv. 4 della legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100). 

In conformità a detto disposto, le disposizioni determinanti il corso della 

procedura e le misure provvisionali, nonché altre decisioni intermedie 

sono impugnabili solo se causano alla parte interessata uno svantaggio 

probabilmente irreparabile (lett. a) oppure se vengono espressamente 

emanate quali decisioni impugnabili singolarmente, se in tal modo è 

probabilmente possibile semplificare la procedura (lett. b). Un pregiudizio 

irreparabile è dato in presenza di un interesse effettivo all'esito della 

controversia anche se il carattere di tale interesse può essere meramente 

economico (decisioni del Tribunale federale 2C_86/2008 del 23 aprile 

2008 cons. 3.2 e del Tribunale amministrativo federale C-4163/2013 del 2 

giugno 2014 cons. 2.1.1 nonché DTF 130 II 149 cons. 1.1). 

c) Nell'evenienza, con il ritiro dell'effetto sospensivo, l'istante viene ad 

essere privato della mensile prestazione complementare di cui ha finora 

beneficiato. Non è posto in forse che tale misura incida sul minimo 

esistenziale dell'istante e che pertanto con la stessa vengano pregiudicati 

degli aspetti importanti della sua vita economica. In tale eventualità è 

stata dalla prassi riconosciuta l'esistenza di un interesse attuale, effettivo 

ed economico alla verifica della liceità del provvedimento incidentale 

preso, rappresentando la sospensione con il ritiro dell'effetto sospensivo 

uno svantaggio probabilmente irreparabile per l'interessato (cfr. le 

decisioni del Tribunale amministrativo federale in applicazione dell'art. 46 

cpv. 1 lett. a PA A-4634/2012 del 4 settembre 2014 cons. 1.2.4 nonché C-

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4163/2013 del 2 giugno 2014 cons. 2.1.2 con i rispettivi riferimenti e 

decisione del Tribunale amministrativo S 17 65). Per il resto le condizioni 

di competenza territoriale e materiale del Tribunale amministrativo per 

l'entrata in materia sul ricorso sono soddisfatte in applicazione dei 

combinati disposti di cui agli art. 1 cpv. 1 della legge federale sulle 

prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e 

l'invalidità (LPC; RS 831.30), 58 cpv. 1 LPGA nonché 49 cpv. 2 lett. a 

LGA). 

3. a) Giusta la prassi applicabile nell'ambito della PA, l'autorità chiamata a 

ordinare misure cautelari - e in seguito il Giudice tenuto a statuire sulla 

liceità di simili misure - deve in ogni caso esaminare se i motivi a favore di 

un'immediata esecutorietà della decisione appaiano più importanti rispetto 

a quelli che possono condurre a una soluzione contraria. A questo 

proposito, l'autorità interessata gode di un certo margine 

d'apprezzamento. Di regola, essa fonderà la propria decisione sui fatti che 

emergono dalla documentazione a sua disposizione, senza procedere a 

ulteriori accertamenti, onde evitare dispendio di tempo. Trattandosi della 

ponderazione degli interessi a favore oppure contrari a un’immediata 

esecutorietà, possono avere una certa importanza le prospettive chiare 

circa l'esito finale della vertenza principale (cfr. sentenza del Tribunale 

federale U 283/05 del 21 ottobre 2005 cons. 2.2 e riferimenti ivi citati). 

Allorché non è possibile stabilire sin dall'inizio l'esito finale della vertenza 

occorre ritenere che, per principio, l'interesse dell'amministrazione è 

predominante quando il rischio di non poter recuperare le prestazioni 

versate pendente causa è concreto (cfr. sentenze del Tribunale federale 

8C_110/2008 del 7 maggio 2008 cons. 2.3, I 4/05 del 20 gennaio 2005 

cons. 4.2 e 75/04 del 16 aprile 2004 cons. 4.1). In materia di assicurazioni 

sociali, il Tribunale federale ha avuto modo di statuire che l'interesse 

dell'assicurato a non dover far capo, durante la procedura giudiziaria, 

all'autorità assistenziale non è preponderante rispetto a quello 

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dell'amministrazione a non dover anticipare il versamento delle 

prestazioni (DTF 119 V 507 cons. 4 e riferimenti nonché sentenze del 

Tribunale federale 8C_110/2008 del 7 maggio 2008 cons. 2.3 e 

8C_276/2007 del 20 novembre 2007 cons. 4). Inoltre appare evidente 

l'interesse dell'amministrazione a evitare misure di restituzione di 

prestazioni laddove potrebbe rivelarsi che esse sono state versate 

indebitamente. In questo contesto è stato in particolare accennato alle 

difficoltà d'ordine amministrativo collegate al recupero delle prestazioni 

versate a torto (DTF 119 V 507 cons. 4 e i riferimenti ivi citati). 

b) I principi di giurisprudenza suesposti devono trovare applicazione anche 

nel presente caso. Fermo restando che un giudizio di fondo sulla 

questione non appare già sin d'ora del tutto scontato, si giustifica operare 

essenzialmente con una ponderazione di interessi. L'istante invoca la 

alquanto probabile necessità di ricorrere all'aiuto sociale e il suo precario 

stato di salute. Come esposto in precedenza, il fatto di dover chiedere 

l'aiuto sociale non rappresenta un provvedimento oneroso o comunque 

una richiesta tale da non essere ragionevolmente esigibile dall'istante 

nell'evenienza concreta. Quanto alle spese delle cure ed alla riduzione dei 

premi della cassa malati, il fatto di non poter più beneficiare di prestazioni 

complementari nei termini goduti fino ad ora non può essere visto come 

una seria compromissione delle possibilità di cura di cui l'assicurato 

beneficia finora o di cui ha necessità. Giusta l'art. 2 delle disposizioni di 

attuazione della legge cantonale sull'assistenza (DELCAss; CSC 

546.270) nel calcolo del contributo assistenziale vengono considerate tra 

le altre anche le spese mediche di base e le eventuali spese straordinarie 

dovute a malattia o handicap (vedi art.2 cpv. 1 lett. b e c DELCAss). Non 

va poi dimenticato che in termini economici l'assicurato può comunque 

ancora disporre della propria rendita di vecchiaia e che pertanto la 

sospensione decisa non lo priva di qualsivoglia entrata. Che la misura lo 

confronti con delle restrizioni è innegabile, ma il suo interesse economico 

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all'ulteriore erogazione della prestazione non è da questo giudice reputato 

prevalere sull'interesse pubblico alla sospensione immediata delle 

prestazioni, che se erogate ulteriormente potrebbero esserlo a torto e non 

più recuperabili.

c) Come risulta dal formulario compilato il 27 febbraio 2017 rispetto a quello 

dell'8 aprile 2013, i debiti contratti dall'istante, malgrado l'erogazione della 

prestazione complementare, si sono incrementati da fr. 47'041 a fr. 

58'482.--. E' in tali circostanze dato ritenere che il ricorrente non è finora 

stato in grado di operare qualsivoglia risparmio sulla prestazione 

versatagli e che pertanto utilizzerebbe la stessa anche in futuro come 

fatto in passato. Con l'ulteriore erogazione di prestazioni verrebbe 

pertanto verosimilmente seriamente compromessa la possibilità che il 

beneficiario possa restituire la prestazione, qualora essa dovesse risultare 

indebita. Ne consegue che l'interesse pubblico a ritirare al ricorso l'effetto 

sospensivo va reputato prevalere sull'interesse del ricorrente al 

mantenimento inalterato della prestazione complementare. 

4. In conclusione, il ricorso è respinto e viene confermata la misura 

cautelare decisa. Giusta l’art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA, la procedura è 

gratuita.

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. La procedura è gratuita.

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