# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1325712c-d515-5fda-92d1-03a294cb2579
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-12-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.12.2017 32.2017.79
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2017-79_2017-12-05.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2017.79

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  5 dicembre 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 15 maggio 2017 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 5 aprile 2017 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1973, di formazione impiegato di commercio ed attivo nel campo della
ristorazione, nel marzo 2014 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per
motivi psichiatrici (doc. 1 incarto AI).

 

                                         Dopo
avere raccolto la necessaria documentazione medica, l’assicurato è stato
sottoposto ad una perizia psichiatrica a cura del CPAS (Centro peritale delle
assicurazioni sociali), nonché ad una valutazione peritale multidisciplinare eseguita
dal SAM (Servizio di accertamento medico dell’AI).

                                         Accertata
una totale inabilità lavorativa in qualsiasi attività dal 1° gennaio 2013, un’incapacità
al lavoro del 50% dal 1° febbraio 2014 e del 40% (da intendersi quale rendimento
ridotto in un’attività a tempo pieno) dal 1° marzo 2015, tenuto conto di un
reddito da valido di fr. 50'675.-- (salario statistico nell’attività di servizi
di ristorazione) e da invalido (salario statistico in attività semplici e
ripetitive, dedotto un 5% per attività leggere) di fr. 25'337.-- e di fr.
30'405.-- pari al 50% (periodo 01.02.2014 - 28.02.2015) rispettivamente al 60% (dal
01.03.2015 in avanti) di capacità lavorativa, con decisione 5 aprile 2017,
preavvisata il 22 maggio 2015, l’Ufficio AI gli ha riconosciuto il diritto ad ¼
di rendita dal 1° febbraio 2014 al 30 giugno 2015, con versamento dal 1° settembre
2014, ossia 6 mesi dall’inoltro della domanda di AI. Contestualmente
l’amministrazione ha respinto la domanda di assistenza giudiziaria (doc. 109
incarto AI; cfr. le motivazioni in doc. 104 incarto AI).

 

                               1.2.   Contro
la succitata decisione l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha interposto
ricorso postulando in via principale il riconoscimento di una rendita intera
anche dal 1° giugno 2014, con versamento dal 1° settembre 2014 ed interessi
moratori del 5%. In via subordinata chiede il rinvio degli atti per ulteriori
accertamenti medici ed economici. Chiede inoltre di essere posto al beneficio
dell’assistenza giudiziaria sia in ambito amministrativo che giudiziario con
gratuito patrocinio. Contestata è in particolare sia la valutazio-ne medico-teorica
che quella economica (precisamente il red-dito da valido). Dei singoli motivi
verrà detto, per quanto occorra, nel prosieguo.

 

                               1.3.   Con
la risposta di causa, l’Ufficio AI, modificata la valutazione medico-teorica nel
senso di fare riferimento alla perizia CPAS anziché a quella del SAM posta a fondamento
della decisione contestata, ha chiesto il rinvio degli atti per accertamenti economici.

 

                               1.4.   Interpellato
dal TCA, con osservazioni 14 giugno 2017 in sostanza il ricorrente, concordando
con la nuova valutazione medico-teorica operata dall’Ufficio AI contesta tuttavia
la necessità di un rinvio in quanto la documentazione agli atti è sufficiente
per riconoscere la richiesta ricorsuale. Qualora questo TCA dovesse optare per
il rinvio, egli ribadisce la richiesta di versamento d’interessi moratori, di
essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria amministrativa ed il rimborso
delle spese di allestimento della perizia privata eseguita durante la procedura
amministrativa (X).

 

                               1.5.   Il
23 giugno 2017 l’Ufficio AI ha inoltrato una presa di posizione in merito alle
succitate osservazioni del ricorrente (XII). 

 

                               1.6.   Il
13 settembre 2017 il ricorrente ha prodotto un nuovo rapporto medico datato 30
agosto 2017 (XIV). Con osservazioni 19 novembre 2017 l’amministrazione ha fatto
presente che il succitato atto medico, posteriore alla decisione contestata,
verrà esaminato in sede di retrocessione degli atti (XVI).

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015;
8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se all’assicurato va confermata la rendita temporanea (dal
1° febbraio 2014 al 30 giugno 2015) o meno. 

                                         

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente ad infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità,
secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la
conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso
possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc,
L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed.,
Basilea/Ginevra/Monaco di Baviera 2007, pag. 1411, n. 46).

 

                                         Giusta
l'art. 28 cpv. 1 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%.

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido
(reddito da valido).

                                         Al
proposito va precisato che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale
delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), per il
raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento
dell'(even-tuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da
invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la
valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone
intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA,
decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita
(DTF 129 V 222; STFA I 600/01 del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01
del 13 giugno 2003, consid. 4.1).

 

                               2.4.   Per
costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione
attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o
la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le
regole sulla revisione ex art. 17 LPGA (fra le tante cfr. DTF 131 V 164; DTF
131 V 120; DTF 125 V 143). 

 

                                         Se
il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica che
incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro,
aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta
(art. 17 cpv. 1 LPGA).

                                         Qualsiasi
cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul grado
d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione
giusta l’art. 17 LPGA.

                                         La
rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica
sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso
sulla capacità di guadagno, pur essendo tale stato di salute rimasto immutato,
abbiano subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275
consid. 1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Una
semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste
sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi
dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Per
stabilire in una situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto
di vista temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento
della decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della
pronuncia della nuova decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2; cfr. anche DTF
133 V 108). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare
una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V 262, 105 V
30).

 

                                         A
sua volta, l’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che “se il
grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole
modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente
o soppressa, d’ufficio o su richiesta."

                                         Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o
parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il
miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in
considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in
caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del
cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da
tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono
applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di
assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo
(STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 p. 137).

 

                                         Circa
gli effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad
un assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI stabilisce che
la riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi
è messa in atto il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue la
notifica della decisione.

 

                                         L’art.
88bis cpv. 2 lett. b OAI prevede che la riduzione o la soppressione della
rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto retroattivamente dalla
data in cui avvenne la modificazione determinante se l’erogazione illecita è
causa dell’ottenimento indebito di una prestazione per l’assicurato o se
quest’ultimo ha violato l’obbligo di informare, impostogli ragionevolmente
dall’articolo 77 OAI.

 

                               2.5.   Per
costante giurisprudenza (cfr. STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di
poter graduare l'invalidità, all'amministrazione (o al giudice in caso di ricorso)
è necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o
eventualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo nel porre
un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali
attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante
elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente
esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente
professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali
attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer/Reichmuth,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2014, ad art. 28a, pag. 389).

 

                                         Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto
(anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le
conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se
un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né
la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto
(DTF 125 V 352 consid. 3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF
8C_535/2007 del 25 aprile 2008). 

                                         Se
vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
procedura senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si
fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile
2008).

                                         Va
poi evidenziato che in ragione della diversità dell'incarico assunto (a
scopo di trattamento anziché di perizia), in caso di lite non ci si può di
regola fondare sulla posizione del medico curante, anche se specialista (STF
9C_38/2008 del 15 gennaio 2009, STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid.
5.3), poiché alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il
medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF
8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc);
Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer, Bundesgesetz über die
Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht,
2010, ad art. 28a, pag. 353) e che il solo fatto che uno o più medici
curanti esprimano un’opinione contraddittoria non è sufficiente a rimettere in
discussione una perizia ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a imporre
nuovi accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010
del 29 settembre 2010 consid. 3.4, entrambe con i rinvii giurisprudenziali ivi
menzionati).

 

                               2.6.   Nella
presente fattispecie, l’Ufficio AI ha ordinato una perizia psichiatrica presso
il CPAS. Dal referto datato 25 marzo 2015 (doc. 28 incarto AI) risulta che il
dr. __________, fondandosi sulla documentazione medica presente agli atti, dopo
aver proceduto ad una visita, ha posto le diagnosi di disturbo da deficit dell’attenzione
di iperattività nell’adulto (ICD 10: F 90.2) e di episodio depressivo maggiore
di grado medio (ICD 10: F.32.11) attualmente in remissione. 

                                         Dopo
discussione delle risultanze, il perito ha rilevato che “… l’assicurato, a
partire verosimilmente da gennaio 2013, in conseguenza di un episodio depressivo
di media gravità che è perdurato almeno fino al gennaio 2014 e che si è sovrapposto
ad un disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività già presenti
dall’infanzia, presentasse una IL del 100% in ogni attività” (pag. 430
incarto AI). Nell’abituale attività (trattasi di barman, addetto alla sicurezza
presso il __________ di __________, attività svolta dal 2005 al 2011 e ripresa
nel gennaio 2014, con un maggiore impegno lavorativo dal marzo 2015; cfr. anamnesi
punto B.1 pag. 6 della perizia), il perito ha ritenuto che “… a partire dal
febbraio 2014 l’assicurato ha presentato un graduale miglioramento della capacità
lavorativa con un funzionamento stimabile in un 50% almeno fino al febbraio
2015. Dal marzo 2015 l’assicurato, che ha assunto un ruolo di maggiore importanza
ed ha lievemente incrementato il proprio impiego, presenta una CL massima del
60% (tempo ridotto rendimento pieno) per le mansioni affidategli presso
l’attuale luogo di lavoro. Tale limitazione della capacità lavorativa è da
attribuirsi esclusivamente all’ADHD e, quindi, sul piano temporale era presente
anche in passato. (…)” (pag. 84 incarto AI).

 

                                         Per
quanto riguarda la capacità in attività adeguate e casalinghe, il dr. __________
ha concluso:

 

" 
(…)

Per le considerazioni esposte in discussione, in questo
specifico caso ritengo che, in un altro tipo di attività ma anche in un altro
luogo di lavoro mantenendo lo stesso tipo di attività, il disturbo da deficit
dell’attenzione rappresenterebbe un danno alla salute comportante una riduzione
della capacità lavorativa, che stimerei del 40% (CL 40%: rendimento ridotto).
Per questo non ritengo nemmeno utili interventi di integrazione professionale.

Anche nell’attività equivalente a quella di casalinga
sul piano medico teorico, ritengo che l’assicurato presenti una CL al massimo
del 50%. (…)” (pag. 85 incarto AI)

 

                                         Avendo
in seguito riscontrato l’esistenza di patologie somatiche, l’Ufficio AI ha
ordinato una perizia multidisciplinare al SAM per valutare il grado
d’incapacità lavorativa dell’assicu-rato sia nell’originaria che in altre
attività lucrative. 

                                         Dal
rapporto datato 17 giugno 2016 (doc. AI 178) risulta che i periti hanno fatto
capo a tre consultazioni specialistiche esterne, di natura psichiatrica (dr. __________),
di natura reumatologica (dr. __________), neurologica (dr. __________),
pneumologica (dr. __________) e neuropsicologica (dr. __________).

                                         Riportate
le diagnosi invalidanti e non (cfr. punto no. 5 della perizia), tenuto conto
dei singoli consulti specialistici, quanto alle conseguenze sulla capacità
lavorativa nell’attuale attività lucrativa, i periti del SAM hanno concluso:

 

" 
(…)

La diminuzione della capacità lavorativa è dovuta in
primis alla patologia psichiatrica con grave deficit dell’attenzione e della
concentrazione, ridotta tolleranza allo stress, necessità di dover beneficiare
di spazi autonomi per garantirsi il recupero delle energie psicofisiche.

A livello reumatologico non può svolgere attività
pesanti a mediamente pesanti o che richiedano sforzi fisici molto importanti
anche di breve durata.

A livello pneumologico l’A. deve evitare attività con
sforzi fisici pesanti a medio-pesanti ed a contatto con agenti irritativi delle
vie respiratorie. (…)” 

(pag. 224 incarto AI)

 

 

                                         L’assicurato
è stato ritenuto, dal marzo 2015, abile al 60% nell’originaria attività di
direttore di discoteca, barista e gerente. In attività adeguate i periti hanno
parimenti valutato un’abilità del 60% (da intendersi quale diminuzione di lavoro
durante la settimana, ma con rendimento pieno).

                                         In
attività casalinghe la capacità è stata valutata nella misura del 50%. 

 

                                         Con
la decisione contestata l’Ufficio AI ha fatto riferimento alla valutazione del
SAM concludente per un’abilità lavorativa del 60% sia nell’originaria attività
che in altre attività adeguate. 

 

                                         Ora,
in sede di risposta di causa l’Ufficio AI, sottoposte al SMR le censure sollevate
dal ricorrente in merito alle discrepanze tra le due perizie psichiatriche (già
elencate durante l’incontro del 30 novembre 2016; cfr. il relativo verbale in
doc. 97 incarto AI), ha fatto presente come il dr. __________, psichiatra e
psicoterapeuta presso il SMR, nel rapporto finale del 7 giugno 2017 ha ritenuto
“verosimili le inabilità in attività adatta e casalinga espresse dal CPAS in
ragione della maggiore motivazione” (VIII/1). In effetti il succitato ha
ritenuto che “… il disturbo da iperattività e deficit dell’attenzione riduce
la capacità lavorativa in modo maggiore in un altro posto di lavoro in un’attività
adatta ma anche mantenendo la stessa attività; infatti, in altro posto
dovrebbe uniformarsi a regole diverse, verosimilmente senza gli stessi spazi autonomi
di recupero che ha attualmente” (sottolineatura del redattore). Condividendo
quanto riportato dal SMR, in attività adeguate l’assicurato è da ritenere abile
al 40% dal febbraio 2014 e non al 60% come valutato dal SAM. 

 

                                         Durante
la procedura amministrativa l’assicurato ha prodotto una perizia psichiatrica
(privata) del dr. __________ (pagg. 357 – 363 incarto AI) il quale aveva
concluso per un’inabilità lavorativa del 50%, valutazione che, visto quanto
sopra, risulta essere superata. Inoltre, tenuto conto che la stessa non è rilevante
ai fini della presente vertenza, i relativi costi non devono essere rifusi
dall’Ufficio AI (art. 78 cpv. 3 OAI e art. 45 cpv. 1 LPGA). 

 

                                         Pertanto,
sulla base di quanto riportato sopra, l’assicurato è da ritenere, con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle
assicurazioni sociali (DTF 139 V 218 consid. 5.3), inabile in qualsiasi
attività da gennaio 2013, inabile al 50% da febbraio 2014 ed al 40% dal marzo
2015 nella sua abituale attività ed inabile al 60% in attività adeguate da
febbraio 2014.

 

                                         Infine,
riguardo al rapporto 30 agosto 2017 del dr. __________ prodotto pendente causa
(doc. H), giustamente l’Ufficio AI ha fatto presente che tale atto, essendo
successivo alla decisione impugnata (per costante giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali, ai fini
dell’esame della vertenza, si basa di regola sui fatti che si sono realizzati
fino al momento della resa della decisione contestata; DTF 132 V 215
consid. 3.1.1 pag. 220 con riferimenti), verrà esaminato nel contesto del
postulato e, come verrà detto al prossimo considerando, confermato rinvio.

 

                               2.7.   In
merito all’aspetto economico, per correttamente valutare in quale attività
(quella abituale o in altre adeguate al danno della salute) l’assicurato, in applicazione
dell’obbligo di ridurre il danno (DTF 113 V 22 consid. 4a pag. 28; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im
schweizerischen Sozialversicherungs-recht, tesi Zurigo 1995, pag. 296 segg.),
metta a maggior frutto la sua residua capacità lavorativa, questo TCA condivide
la necessità di un rinvio all’amministrazione, così come postulato con la
risposta di causa. Questo per i seguenti motivi.

 

                            2.7.1.   In
primo luogo occorre rilevare che nella decisione contestata quale reddito da
valido, l’amministrazione ha preso in considerazione i dati statistici riguardanti
le attività di servizi di ristorazione, senza tuttavia aver esaminato il salario
che l’interessato percepiva prima del danno alla salute, ossia prima del mese
di gennaio 2013. 

 

                                         Va
ricordato che il reddito ipotetico
conseguibile dalla persona assicurata senza il danno alla salute (reddito da
valido), occorre stabilire quanto la stessa, nel momento determinante
(corrispondente all'inizio dell'eventuale diritto alla rendita), guadagnerebbe
secondo il grado di verosimiglianza preponderante quale persona sana, tenuto conto
delle sue capacità professionali e delle circostanze personali. Tale reddito
dev'essere determinato il più concretamente possibile. Di regola ci si fonderà
sull'ultimo reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del danno
alla salute, se del caso adeguandolo all'evoluzione dei salari. Soltanto in
presenza di circostanze particolari ci si potrà scostare da questo valore e ricorrere
ai dati statistici risultanti dall'ISS (v. DTF 134 V 322 consid. 4.1
pag. 325; 129 V 222 consid. 4.3.1 pag. 224 con riferimenti). Questo
sarà in particolare il caso qualora dovessero mancare indicazioni riguardanti
l'ultima attività professionale dell'assicurato o se l'ultimo salario da lui
percepito non corrisponde manifestamente a quello che egli sarebbe stato in
grado di conseguire con ogni verosimiglianza in qualità di persona valida; per
esempio se l'assicurato, prima di essere riconosciuto definitivamente incapace
al lavoro, si trovava in disoccupazione o aveva già delle difficoltà
professionali a causa del deterioramento progressivo del suo stato di salute o
ancora percepiva una remunerazione inferiore alle usuali norme salariali. Entra
ugualmente in linea di conto la situazione in cui il posto di lavoro della
persona assicurata prima dell'insorgenza del danno alla salute non esiste più
al momento determinante della valutazione dell'invalidità (DTF 134 V 322
consid. 4.1 pag. 325; cfr. STF 9C_416/2010 del 26 gennaio 2011 consid. 3.2).

 

                                         Ritornando
al caso in esame, l’acquisizione dell’estratto del conto individuale
dell’assicurato come proposto dall’ammini- strazione può essere utile. Secondo la giurisprudenza, infatti, generalmente i redditi da attività
dipendente ed indipendente (a tal riguardo cfr. STF 8C_626/2011 del 29 marzo
2012 consid. 3) iscritti nel conto individuale possono costituire la base di
determinazione del reddito da valido (anche da invalido: DTF 117 V 8 consid.
2c/aa). Spetta all’assicurato dimostrare che tali dati si discostano in maniera
rilevante dalle effettive entrate (art. 25 OAI; STF 9C_111/2009 del 21 luglio
2009 con riferimento a SVR 1999 IVG nr. 24; STFA I 705/05 del 29 gennaio 2003
consid. 2.2.1.).

 

                                         Solo
nel caso in cui l’Ufficio AI non riuscisse a ricostruire quanto l’assicurato
effettivamente percepiva prima del danno alla salute, può utilizzare i dati salariali
statistici.

 

                            2.7.2.   Per
quel che concerne il reddito da invalido, lo stesso è determinato sulla base
della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che
quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa
residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato
e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid.
3b/aa e riferimenti). Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare
perché l'assicurato non ha intrapreso un'attività lucrativa da lui esigibile,
il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione
del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici
ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli
stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76
consid. 3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni
invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione
ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua
nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere
il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale
sul salario teorico statistico. Il TFA ha precisato, al riguardo, come una
deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener
conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del
lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale
procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il
giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello
degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).             

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni
economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di
riferimento TA1 dell’inchie-sta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio
federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che
riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17; STFA
I 222/04 del 5 settembre 2006).

                                      

In una sentenza 8C_695/2015 del 19 novembre 2015, il Tribunale
federale ha applicato, per la determinazione dei redditi da raffrontare,
l’edizione 2012 della rilevazione della struttura dei salari
(RSS), senza alcuna particolare riserva (si vedano pure, ad esempio, le
sentenze UV.2014.00277 del 31 agosto 2015 consid. 3.2.2 del Tribunale delle
assicurazioni del Canton Zurigo e 200 2015 853 del 17 dicembre 2015 consid.
4.6.2 del Tribunale amministrativo del Canton Berna).

In una sentenza 9C_767/2015 del 19 aprile 2016 al consid. 3.4, il Tribunale
federale ha confermato l'applicazione da parte del Tribunale amministrativo
federale, per la determinazione dei redditi da raffrontare, dell'edizione 2010
della rilevazione della struttura dei salari (RSS),
considerato che la decisione amministrativa litigiosa era stata emessa il 4
gennaio 2013 e l'UAIE non poteva pertanto disporre dei dati del 2012, la
cui pubblicazione era avvenuta solo nel corso del mese di ottobre 2014 (cfr.
lettera circolare AI n. 328 dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali,
UFAS, del 22 ottobre 2014), consolidando così la giurisprudenza secondo la
quale sono determinanti i dati statistici più attuali a disposizione al momento
della decisione di rendita (cfr. STF 8C_78/2015 del 10 luglio 2015 consid 4 e
9C_526/2015 dell'11 settembre 2015 consid. 3.2.2).

 

                                         Nella
fattispecie concreta, con lo scopo di accertare il salario da invalido ora
percepito dall’assicurato, rettamente l’Ufficio AI ritiene di richiedere
all’attuale datore di lavoro (__________) un nuovo questionario, tenuto conto
che quello agli atti, datato 21 giugno 2014, è precedente all’incremento
lavorativo (da marzo 2015) illustrato al considerando precedente [“Dal marzo
2015 l’assicurato, che ha assunto un ruolo di maggiore importanza ed ha
lievemente incrementato il proprio impiego, presenta una CL massima del 60%
(tempo ridotto rendimento pieno) per le mansioni affidategli presso l’attuale
luogo di lavoro. cfr. perizia CPAS, pag. 84 incarto AI]; evidentemente a
condizione che l’assicurato continui ad esercitare tale attività lucrativa. 

 

                                         L’Ufficio
AI dovrà poi far esaminare dal proprio Servizio d’integrazione professionale le
attività adeguate ancora esercitabili dall’assicurato, così come rettamente
evidenziato nella risposta di causa. A dipendenza dell’esito di tale accertamento,
l’amministrazione procederà alla determinazione del reddito da invalido
mediante l’utilizzo dei consueti dati statistici.

                                         Riguardo
alla contestata riduzione del 5% del reddito da invalido per attività leggere applicata
dall’amministrazione nella decisione contestata, questo TCA precisa già in
questa sede che l’aiuto di un curatore non permette di riconoscere, come
postulato in sede ricorsuale, un’ulteriore riduzione dal momento che tale
circostanza non influenza la capacità lavorativa. Va poi fatto presente che nella
perizia CPAS è stato ben evidenziato che le affezioni psichiche dell’assicurato
sono la causa di una riduzione di rendimento in un’attività svolta a tempo
pieno, circostanza che viene presa in considerazione nella fissazione della
capacità lavorativa e pertanto non giustifica un’ulteriore riduzione del
reddito da invalido per la stessa ragione (STF 9C_359/2014 del 5 settembre 2014
consid. 5.4; confermata in STF 9C_635/2016 del 14 dicembre 2016 consid. 4.3 e STF
9C_603/2015 del 25 aprile 2016 consid. 8.1). 

 

                               2.8.   Il TCA, di norma, rinvia l’incarto all’Ufficio AI o perché vi sono
accertamenti peritali svolti dall’amministrazione che necessitano di un
complemento (“Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen”;
cfr. DTF 137 V 210; STCA 32.2011.107 del 27 ottobre 2011), o perchè vi sono carenze negli accertamenti svolti dall’amministrazione (“Eine
Rückweisung an die IV-Stelle bleibt hingegen möglich, wenn sie allein in der
notwendigen Erhebung einer bisher vollständig ungeklärten Frage begründet ist. Ausserdem bleibt es dem kantonalen Gericht (unter dem Aspekt der
Verfahrensgarantien) unbenommen, eine Sache zurückzuweisen, wenn lediglich eine
Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen
erforderlich ist”; cfr. DTF 137 V 210; STCA
32.2011.115 del 27 ottobre 2011). Quest’ultimo è il caso in esame.

 

                                         In queste circostanze, richiamato il considerando precedente, appare
giustificato rinviare gli atti all’Ufficio AI affinché proceda alla
summenzionata valutazione economica, tenuto conto di quella medico-teorica
(cfr. consid. 2.6).

 

                                         Ne
consegue che il ricorso va accolto e la decisione impugnata
annullata con retrocessione degli atti all’Ufficio AI affinché proceda agli
accertamenti suindicati, in esito ai quali emetterà una
nuova decisione, preceduta da preavviso ex art. 57a LAI, in merito al diritto
alla rendita successivamente al 1° luglio 2015. In quell’ambito,
l’amministrazione si pronuncerà anche sulla richiesta di erogazione degli
intessi di mora ex art. 26 cpv. 2 LPGA formulata dal ricorrente. 

 

                               2.9.   L’assicurato contesta inoltre il rifiuto deciso dall’Ufficio AI di
poter beneficiare del gratuito patrocinio.

                                         

                                         Ai
sensi dell’art. 37 cpv. 4 LPGA durante la procedura amministrativa, se le
circostanze lo esigono, il richiedente può beneficiare del patrocinio gratuito.
Sussiste il diritto all’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio senza
limitazioni temporali quando sono dati i relativi presupposti (indigenza
dell’istante, causa non palesemente priva di oggetto e necessità
dell’assistenza da parte di un avvocato; cfr. Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo
2003, ad art. 37 n. 17 pag. 399). 

                                         La necessità di patrocinio
da parte di un legale dipende dalle circostanze oggettive e soggettive del caso
concreto, ossia dalla particolarità della norme procedurali applicabili, dalla
complessità delle questioni giuridiche, dalla fattispecie poco chiara, ma anche
dal richiedente. Quest’ultimo, ad esempio, non dev’essere capace di difendere i
propri interessi. Qualora sussiste la minaccia di un intervento particolarmente
grave nello statuto giuridico dell’indigente è di regola data la necessità di
un patrocinio, altrimenti soltanto nei casi in cui oltre alla relativa
complessità della fattispecie si aggiungono anche difficoltà reali e giuridiche
che non possono essere risolte dal richiedente stesso (“Falls ein besonders
starker Eingriff in die Rechtsstellung des Bedürftigen droht, ist die Verbeiständung
grundsätzlich geboten, andernfalls bloss, wenn zur relativen Schwere des Falles
besondere tatsächliche oder rechtliche Schwierigkeiten hinzukommen, denen der
Gesuchsteller auf sich alleine gestellt nicht gewachsen ist. , cfr. DTF 125
V 35 consid. 4b e riferimenti; DTF 119 Ia 265) oppure se l’assi-stenza
di rappresentanti di associazioni invalidi, assistenti sociali o altre
persone nel settore sociale non può essere presa in considerazione
(“…wenn auch eine Verbeiständung durch Verbandsvertreter, Fürsorger oder
andere Fach- und Vertrauensleute sozialer Institutionen nicht in Betracht fällt
“ DTF 125 V 34 consid. 2, 114 V 236 consid. 5b; cfr. STFA inedita 29 settembre
2005 nella causa G, I 369/05, consid. 2.2). Il criterio per ammettere la
necessità dell’assistenza di un legale nella procedura amministrativa va quindi
verificato con severità (Kieser, op. cit., ad art. 37 n. 21 pag. 400; Pratique
VSI 2000 p. 164; DTF 125 V 35s consid. 4b). 

 

                                         Secondo questo TCA la
fattispecie in esame non presenta elementi di particolare difficoltà
giuridiche, visto che rientra nella consueta casistica di questo genere di
problematiche. 

                                         Alla luce di quanto esposto
sopra, ribadito che le condizioni per ottenere il gratuito patrocinio in sede
amministrativa sono più restrittive rispetto a quelle per valutare il diritto
all’assi-stenza giudiziaria in sede di ricorso, l’amministrazione ha dunque
rettamente ritenuto, alla luce della succitata giurisprudenza restrittiva,
l’assistenza di un legale non necessaria (l’assicurato, prima dell’intervento
dell’attuale legale, era assistito dal proprio curatore) e, di conseguenza,
respinto la domanda di gratuito patrocinio, senza accertare l’eventuale indigenza
dell’assicurato, né valutare se la causa fosse palesemente priva di successo.

 

                             2.10.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità
delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese
di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.- vanno poste a carico
dell’Ufficio AI.

 

                                         Al ricorrente, patrocinato
da un legale, va riconosciuta un’indennità per ripetibili di fr. 2’000.-- (art.
61 cpv. 1 lett. g LPGA), ciò che rende priva di oggetto la domanda di assistenza
giudiziaria per la procedura ricorsuale (DTF 124 V 309, consid. 6 e, tra le tante,
STF 9C_335/2011 del 14 marzo 2012 consid. 5, STF 9C_206/2011 del 16 agosto 2011
consid. 5).

 

Per questi motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è accolto.

                                         §    La
decisione del 5 aprile 2017 è annullata.

                                         §§ Gli
atti sono rinviati all’Ufficio AI conformemente ai considerandi.                                                                                        

 

                                   2.   Il
ricorso è invece respinto per quel che concerne l’assisten-za
giudiziaria in ambito amministrativo.

 

                                   3.   Le
spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico dell’amministrazione, che
verserà inoltre al ricorrente fr. 2’000.-- di ripetibili (IVA inclusa), ciò che
rende priva di oggetto la domanda di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio
per la procedura ricorsuale.

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                                   Il
segretario

 

giudice Raffaele Guffi                                         Gianluca
Menghetti