# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f762f08e-1dcb-53cd-b4e0-d48367b89997
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-10-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.10.2009 D-5668/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5668-2006_2009-10-07.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5668/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  7  o t t o b r e  2 0 0 9

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Maurice Brodard; 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, alias 
B._______, nato il 26 agosto 1969, Macedonia, 
C._______, nata il 4 agosto 1970, alias 
D._______, nata il 4 agosto 1970, Bosnia e Erzegovina, 
E._______, nato il 7 maggio 1993 e 
F._______, nata il 2 dicembre 1996, 
Macedonia, 
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 10 maggio 2006 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5668/2006

Fatti:

A.
Il 14 settembre 2005, gli interessati di etnia rom con ultimo domicilio a 
G._______ (Macedonia), hanno presentato una prima domanda d'asilo 
in  Svizzera.  Con  decisione  del  6  ottobre  2005,  l'UFM  ha  ordinato 
l'allontanamento  preventivo  dei  richiedenti  verso  la  Francia.  Tale 
decisione è cresciuta in giudicato con l'Ordinanza della Commissione 
svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  (CRA)  in  data  20 ottobre 2005 
nella  quale  è  stato  stralciato  dai  ruoli  il  ricorso  interposto  dagli 
interessati il 7 ottobre 2005 causa irreperibilità dei medesimi.

B.
Il 5 aprile 2006, gli interessati, hanno presentato una seconda doman-
da d'asilo in Svizzera. Nel mese di dicembre 2005 A._______ sarebbe 
stato riconosciuto al mercato di  G._______ dagli  stessi albanesi che 
l'avrebbero maltrattato in precedenza. Il  2 gennaio 2006,  oppure una 
settimana dopo il capodanno del 2006, quest'ultimi sarebbero andati a 
casa degli interessati a chiedere loro del denaro. Nel momento in cui 
l'interessato  avrebbe  risposto  di  essere  privo  di  mezzi  finanziari,  gli 
stessi avrebbero minacciato di ucciderlo e di violentare sua moglie. In 
seguito, avrebbe sporto denuncia e la polizia in loco avrebbe arrestato 
uno  dei  suddetti  albanesi.  Il  4 gennaio 2006,  i  richiedenti  sarebbero 
nuovamente stati minacciati dagli stessi albanesi. Tale avvenimento li 
avrebbe indotti a nascondersi dapprima, per due settimane, a casa di 
amici e poi, per un mese, dalle sorelle del richiedente a H._______. Il 
24 marzo 2006, sarebbero poi espatriati alla volta della Francia, dove 
avrebbero  ricevuto  una  decisione  di  allontanamento  in  Svizzera.  In 
data 3 aprile 2006 sarebbero quindi giunti in Svizzera.

C.
Tramite  decisione  del  10  maggio  2006  (notificata  agli  interessati  il 
giorno  medesimo;  cfr.  risultanze  processuali),  l'UFM  ha  respinto  la 
succitata domanda d'asilo. Detto Ufficio ha pure pronunciato l'allonta-
namento  dei  richiedenti  dalla  Svizzera  nonché  l'esecuzione  dell'al-
lontanamento medesimo, siccome lecita, esigibile e possibile.

D.
Il  30  maggio  2006,  gli  interessati  hanno  inoltrato  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  deci-
sione dell'UFM. Hanno chiesto, in via principale, l'annullamento della 

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decisione impugnata ed, in via sussidiaria, la concessione dell'ammis-
sione provvisoria. Hanno altresì presentato una domanda d'esenzione 
dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali.

E.
Con decisione incidentale del 20 giugno 2006, la CRA ha considerato 
il  gravame  privo  di  probabilità  d'esito  favorevole  ed  ha  respinto  la 
surriferita  domanda. Ha quindi  invitato i  ricorrenti  a  versare,  entro il 
5 luglio 2006, un anticipo di  CHF 600.- (art. 63 cpv. 4 e cpv. 5 della 
legge  sulla  procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968 
[PA, RS 172.021]) a copertura delle presumibili spese processuali, con 
comminatoria  d'inammissibilità  del  ricorso,  in  caso  di  mancato 
versamento di detto anticipo.

F.
Il  6 luglio 2006, i ricorrenti  hanno tempestivamente versato l'anticipo 
richiesto.

Diritto:

1.
Il  Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  giudica  definitivamente  i 
ricorsi contro le decisioni dell'UFM (art. 31 e art. 33 lett. d della legge 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
[LTAF, RS 173.32],  art. 105 della  legge sull'asilo  del  26 giugno 1998 
[LAsi, RS 142.31] e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

1.1 Il TAF osserva, altresì, che dal 1° gennaio 2007 giudica, in quanto 
sia competente, i ricorsi pendenti al 31 dicembre 2006 presso le com-
missioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ricorsi dei 
dipartimenti. Il  giudizio si svolge secondo il  nuovo diritto processuale 
(art. 53 cpv. 2 LTAF).

1.2 Giusta il  capoverso 1 delle disposizioni  transitorie della modifica 
della LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento 
dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

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2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 nonché all'art. 50 e all'art. 52 PA.

3.
3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, il pro-
cedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in tedesco 
ed il  ricorso è  stato  presentato  in  italiano,  di  modo che la  presente 
sentenza può essere redatta in italiano.

4.
Il TAF esamina liberamente il diritto federale, l'accertamento dei fatti e 
l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai motivi invocati dalle parti 
(art.  62  cpv.  4  PA)  o  dai  considerandi  della  decisione  impugnata 
(v. sentenza del TAF D-4917/2006 del 12 luglio 2007 consid. 3).

5.
Giusta  l'art. 111a cpv. 1  LAsi,  il  TAF può rinunciare  allo  scambio  di 
scritti.

6.
6.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato che i richiedenti 
avrebbero  presentato  dei  motivi  d'asilo  concernenti  dei  pregiudizi 
subiti da parte di terzi. Inoltre, dagli atti di causa non vi sarebbero degli 
indizi  di  una partecipazione statale a tali  azioni. Di conseguenza, gli 
interessati  avrebbero  potuto  sporgere  denuncia  presso  le  autorità 
statali.  Infatti,  si  sarebbero  avvalsi  di  tale  mezzo  con  successo,  in 
quanto si sarebbero rivolti alla polizia dopo la prima visita dei albanesi. 
In siffatta occasione, l'autorità statale avrebbe fermato uno dei colpe-
voli  che l'interessato avrebbe denunciato con il proprio nome per cui 
avrebbe  dimostrato  la  sua  volontà  e  capacità  protettiva.  Per  tale 
ragione,  sarebbe  stato  possibile  ai  richiedenti  di  presentarsi  nuova-
mente  innanzi  la  polizia  dopo  la  seconda  visita  degli  albanesi,  in 
quanto  non vi  sarebbe stata  ragione per  cui  la  stessa non avrebbe 
dovuto  venire  loro  incontro.  Tuttavia,  non  si  potrebbe  rinfacciare  al 
Paese d'origine dei richiedenti un'eventuale violazione della volontà e 
capacità protettiva, siccome non si  potrebbe aspettarsi da uno Stato 
che intervenga preventivamente in qualsiasi momento. Di conseguen-

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za,  non  adempirebbero  ai  requisiti  della  qualità  di  rifugiato  prevista 
dall'art. 3 LAsi i motivi presentati dagli interessati.

6.2 Nel  gravame,  gli  insorgenti  hanno  segnalato,  in  sostanza  e  per 
quanto  è  qui  di  rilievo,  che  dopo  il  loro  rientro  in  Macedonia,  non 
avrebbero avuto l'intenzione di ritornare in Svizzera. Inoltre, i fatti  da 
loro  presentati  non  sarebbero  stati  contestati  dall'UFM e  sarebbero 
quindi da ritenere verosimili. Peraltro, vi sarebbero la denuncia sporta 
presso la polizia in loco nonché l'abbandono in Macedonia dell'attrez-
zatura e della merce appena comperata, per la vendita ambulante con 
conseguente perdita economica, a riprova della buona fede dei ricor-
renti. Per di più, l'autorità di prime cure avrebbe valutato la storia dei 
ricorrenti in maniera piuttosto superficiale, limitandosi a ritenerli vittime 
di semplice criminalità, non attribuibile alla responsabilità dello Stato. 
In  aggiunta,  sarebbero  evidenti  le  coperture  di  cui  goderebbero  le 
bande  criminali  organizzate  albanesi  che  operano  in  Macedonia. 
Infine, di fronte agli albanesi che sarebbero tornati a minacciarli dopo 
la denuncia sporta contro un componente minore della banda nonché 
al fatto che i ricorrenti si sarebbero sentiti  abbandonati dalle forze di 
polizia e dall'intero vicinato di  origine albanese – a cui  non sarebbe 
stato  possibile  chiedere  aiuto,  in  quanto  nemici  durante  la  guerra -, 
essi non avrebbero potuto fare altro che espatriare nuovamente.

7.
7.1 Sono  rifugiate  le  persone  che,  nel  Paese  d'origine  o  di  ultima 
residenza,  sono  esposte  a  seri  pregiudizi  a  causa  della  loro  razza, 
religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale 
o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere 
esposte a tali  pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposi-
zione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della libertà, nonché 
le  misure  che  comportano  una  pressione  psichica  insopportabile. 
Occorre  altresì tenere  conto  dei  motivi  di  fuga specifici  della  condi-
zione femminile (art. 3 LAsi).

7.2 Chiunque  domanda  asilo  deve  provare  o  per  lo  meno  rendere 
verosimile  la  sua  qualità  di  rifugiato. Per poter  ammettere  la  verosi-
miglianza, ai sensi dell'art. 7 LAsi, delle dichiarazioni determinanti rese 
da un richiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado 
di  convinzione logica tale da prevalere in  modo preponderante  sulla 
possibilità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria 
(Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso 

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in materia d'asilo [GICRA] 1993 n. 21). In altri termini, le dichiarazioni 
devono essere attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero 
non generiche e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto 
o più verosimile), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e 
nemmeno con altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla vero-
simiglianza dev'essere il frutto di una valutazione complessiva, e non 
esclusivamente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo 
da  consentire  di  limitare  al  minimo  il  rischio  dell'approssimazione, 
ovvero il pericolo di fondare il giudizio valorizzando, contro indiscutibili 
postulati  di  civiltà  giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità  giudi-
cante (GICRA 1995 n. 23).

7.3 Secondo la teoria della protezione (Schutztheorie), una persecu-
zione, di cui gli autori non sono né lo Stato, né uno dei suoi organi, né 
un'entità  quasi  statale,  è  determinante  per  il  riconoscimento  della 
qualità  di  rifugiato,  se  la  vittima  non  può  ottenere  una  protezione 
adeguata  dal  suo Paese d'origine  (principio  della  sussidiarietà  della 
protezione  internazionale).  Lo  Stato  non  è  tenuto  a  garantire  una 
protezione  assoluta  e  durevole  a  tutti  i  cittadini  in  ogni  luogo 
(GICRA 1996 n. 18).  Tuttavia,  tale  protezione  deve  assumere  un 
carattere effettivo e ragionevole. Lo Stato non può prevenire ogni tipo 
di attacchi, ma può proibirli e sanzionarli. Se i comportamenti illegittimi 
di  terzi  sono  oggetto  di  inchieste  e  sanzioni  sistematiche,  lo  Stato 
adempie  in  generale  al  suo obbligo  di  protezione. Inoltre,  un  richie-
dente  l'asilo  può  essere  obbligato  a  chiedere  la  protezione  del  suo 
Paese  d'origine,  se  essa  è  appropriata,  ossia  se  è  suscettibile 
d'essere  ottenuta  da  strutture  di  protezione  interne  funzionanti  ed 
efficienti (GICRA 2006 n. 18).

8.
8.1 Il TAF osserva che, nella fattispecie, i motivi d'asilo presentati dai 
ricorrenti si basano unicamente a delle persecuzioni da parte di terzi, 
le quali sono, come facilmente riconoscibile, palesemente irrilevanti e 
non  costituiscono,  di  per  sé,  un  indizio  proprio  a  giustificare  né  la 
qualità di rifugiato ai sensi dell'art. 3 LAsi, né, tanto meno, la conces-
sione della protezione provvisoria giusta gli art. 66 e segg. LAsi (che 
presuppone una decisione di principio del Consiglio federale che non è 
notoriamente data nel  caso concreto). Peraltro, i  ricorrenti  non sono 
riusciti  a  corroborare  l'allegata  incapacità  delle  autorità  macedoni  di 
accordare loro un'appropriata protezione contro l'eventuale futuro agi-
re illegittimo di  terzi  nei  loro confronti. Difatti,  gli  autori  del  gravame 

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stessi  hanno  dichiarato  che  le  forze  dell'ordine  sono  intervenute  in 
seguito alla denuncia sporta ed hanno fermato uno dei cinque alba-
nesi  (cfr. verbali  d'audizione del  12 aprile 2006 pag. 5  [C._______ e 
A._______], del 24 aprile 2006 pagg. 3 [C._______ e  A._______] e 4 
[C._______]  e  del  26 aprile 2006  pag. 2  [C._______ e  A._______]). 
Per di più, va rilevato che, avendo rinunciato a segnalare alle autorità 
ln  loco le  minacce successive del  4 gennaio 2006,  i  ricorrenti  stessi 
hanno  impedito  alle  autorità  di  proteggerli  (cfr.  audizione  del 
24 aprile 2006 pagg. 4 [C._______] e 5 [A._______]). Di conseguenza, 
non sono stati in grado di dimostrare che quest'ultime, se opportuna-
mente  sollecitate,  non  avrebbero  accordato  a  loro  una  protezione 
adeguata anche in tale occasione, oppure in una futura. Visto quanto 
precede, codesto Tribunale ritiene che l'UFM ha rettamente conside-
rato i motivi presentati dai ricorrenti come non realizzanti le condizioni 
della qualità di rifugiato previste dall'art. 3 LAsi.

8.2 In considerazione di  quanto esposto, il  ricorso sul  punto di  que-
stione dell'asilo,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo fondamento,  non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata.

9.
I ricorrenti  non  adempiono  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento 
(art. 14 cpv. 1 e cpv. 2 ed art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordi-
nanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 
[OAsi 1, RS 142.311]).

10.
10.1 Per  quanto  concerne  l'esecuzione  dell'allontanamento, 
l'art. 83 della  legge  federale  del  16  dicembre  2005  sugli  stranieri 
(LStr, RS  142.20) prevede  che  la  stessa  sia  ammissibile  (cpv.  3), 
esigibile (cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di non adempimento di 
una  di  queste  condizioni,  l'Ufficio  federale  dispone  l'ammissione 
provvisoria (art. 83 cpv. 1 LStr).

10.2
10.2.1 Per  gli  stessi  motivi  citati  al  considerando  8.1  del  presente 
giudizio, non emergono dalle  carte  processuali  neppure elementi  da 
cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento degli insorgenti in 
Macedonia possa  violare  l'art.  25  cpv. 2  della  Costituzione  federale 
della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101), 
l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 

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(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 
(LStr, RS 142.20).

La  portata  dell'art.  83  cpv.  3  LStr  non  si  esaurisce,  altresì,  nella 
massima  del  divieto  di  respingimento.  Anche  altri  impegni  di  diritto 
internazionale  della  Svizzera  possono  essere  ostativi  all'esecuzione 
del  rimpatrio,  in  particolare  l'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre 1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  l'art. 3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). L'applica-
zione  di  tali  disposizioni  presuppone,  peraltro,  l'esistenza  di  serie  e 
concrete ragioni  per  ritenere che lo  straniero possa essere esposto, 
nel Paese verso il quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a 
detti  articoli; spetta  all'interessato di  rendere plausibile  l'esistenza di 
siffatte serie e concrete ragioni.

Nel caso concreto non è dato rilevare alcun serio indizio secondo cui i 
ricorrenti possano essere esposti in caso di rimpatrio al rischio reale 
ed immediato di un trattamento contrario a siffatte disposizioni. In altri 
termini,  quest'ultimi  non  hanno  saputo  fornire  un  insieme  d'indizi, 
oppure presunzioni non contraddette, sufficientemente gravi, precisi e 
concordanti quo ad un pericolo d'esposizione personale ad atti o fatti 
che si ritengono contrari alle disposizioni sopraccitate.

10.2.2 Pertanto, come rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l'ese-
cuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile  ai  sensi  delle  norme  del 
diritto pubblico internazionale nonché della LAsi.

10.3
10.3.1 Inoltre, il  TAF osserva nondimeno che in Macedonia non vige 
attualmente  una situazione di  guerra,  guerra civile  o violenza gene-
ralizzata  che  coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del 
territorio nazionale.

10.3.2 Quanto alla  situazione personale degli  insorgenti,  i  medesimi 
sono  giovani  ed  A._______  ha  una  certa  esperienza  profes-sionale 
quale  manovale.  Inoltre,  dispongono  di  una  rete  sociale  in  patria, 
segnatamente i genitori, due fratelli (a G._______), nonché tre sorelle 
(due a H._______ ed una a I._______) di A._______ (cfr. audizioni del 
21  settembre 2005 pag. 3  [A._______]  e  del  12  aprile  2006 pag. 3 

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[A._______]).  Non  hanno,  altresì,  preteso  nel  gravame di  soffrire  di 
gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  un'ammissione 
provvisoria (GICRA 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli 
atti di causa emerga la necessità di una permanenza degli autori del 
gravame in Svizzera per motivi medici. In siffatte circostanze, l'autorità 
inferiore  ha  rettamente  ritenuto  siccome  adempiti  i  presupposti  per 
formulare  una  prognosi  favorevole  con  riferimento  alle  effettive 
possibilità per gli stessi di un adeguato reinserimento sociale nel loro 
Paese d'origine.

10.3.3 In considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allonta-
namento è ragionevolmente esigibile nella fattispecie.

10.4 Non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti, i ricor-
renti,  usando  della  dovuta  diligenza  potranno  procurarsi  ogni  docu-
mento  necessario  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontanamento  è 
dunque pure possibile.

11.
In  considerazione  di  quanto  precede,  anche  in  materia  d'allontana-
mento ed esecuzione dell'allontanamento, il gravame va disatteso e la 
querelata decisione confermata.

12.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura semplifi-
cata (art. 111a cpv. 2 LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un 
secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

13.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 
seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  degli  insorgenti 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse e sulle spese ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-
strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Esse 
sono computate con l'anticipo spese, di CHF 600.-, versato dai ricor-
renti il 6 luglio 2006.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico dei ricorrenti. 
L'anticipo, di CHF 600.-, versato il  6 luglio 2006, è computato con le 
spese processuali.

3.
Comunicazione a:

- rappresentante dei ricorrenti (plico raccomandato)
- UFM, Divisione Soggiorno (in copia; n. di rif. N [...]; allegato: incarto 

UFM)
- J._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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