# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 66a492a3-5f18-5194-8617-95cc400c5cd8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-04-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 08.04.2024 15.2024.3
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2024-3_2024-04-08.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2024.3

  	
  Lugano

  8 aprile 2024

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  cancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a
giudice unico (art. 48b LOG) sul ricorso 12 gennaio 2024 di

 

	
   

  	
   RI 1 

  (rappresentata da RA 1, )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione, sede di
Mendrisio, o meglio contro il provvedimento del 3 gennaio 2024 con cui esso
ha negato la sospensione dell’esecuzione n. __________ promossa nei confronti
della ricorrente da

 

	
   

  	
  PI 1, 

  (patrocinato dall’ PR 1, )

   

  

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Sulla
scorta del precetto esecutivo n. __________ emesso l’8 febbraio 2021 dalla sede
di Mendrisio dell’Ufficio d’esecuzione (UE), PI 1 procede contro RI 1 per l’incasso
di fr. 70'000.– oltre agli interessi del 5% dal 15 aprile 2021.

 

                                  B.   Dando
seguito alla domanda di continuazione dell’esecuzione dell’escutente del 5
giugno 2023, dopo aver accertato che con decisione pretorile del 21 marzo 2023 l’opposizione
interposta dall’e­­scussa al precetto esecutivo era stata rigettata in via
definitiva, il 19 giugno 2023 l’UE ha emesso l’avviso di pignoramento per il 4
settembre 2023.

                                  C.   Mediante
provvedimento del 31 ottobre 2023 l’Ufficio ha sospeso l’esecuzione in questione
giusta l’art. 61 LEF fino al 15 dicembre 2023, accogliendo la relativa
richiesta di RA 1, convivente di RI 1, fondata sul certificato medico del 29
settembre 2023 della Dr.ssa med. PI 2.

 

                                  D.   Tramite
scritto del 1° dicembre 2023 il convivente RA 1 ha chiesto all’organo esecutivo
un’ulteriore “interruzione” dell’esecuzione fino al 30 aprile 2024, facendo valere che lo stato di
salute della debitrice non era migliorato. In risposta a tale domanda, il 14
dicembre 2023 l’UE ha rifiutato di accordare un’altra sospensione.

 

                                  E.   Il
31 dicembre 2023 RA 1 ha dichiarato di non accettare il provvedimento dell’Ufficio,
sollecitando nuovamente la sospensione dell’esecuzione. Il 3 gennaio 2024 l’organo
esecutivo ha però ribadito di non poter più concedere un’ulteriore sospensione.

 

                                  F.   Con
ricorso del 12 gennaio 2024, a nome di RI 1, il convivente RA 1 chiede alla
Camera di annullare il predetto provvedimento e concedere “un’interruzione fino al 15 luglio 2024” a causa della grave malattia dell’escussa.

 

                                  G.   Tramite
osservazioni del 19 gennaio 2024 l’Ufficio si oppone al gravame, postulando che
sia dichiarato irricevibile, in quanto intempestivo.

 

                                  H.   Mediante
replica spontanea del 31 gennaio 2024 RA 1 contesta le osservazioni dell’organo
esecutivo e confer­ma le sue conclusioni.

 

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino
la Camera esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 3 LPR [RL 280.200]) – entro dieci giorni
dalla notifica dell’atto impugnato emesso il 3 gennaio 2024 dall’UE, il ricorso
presentato il 15 gennaio 2024 sarebbe in linea di principio ricevibile (art. 17
LEF), il termine essendo difatti scaduto (al più presto) sabato 13 gennaio
2024, per cui la scadenza è stata riportata a lunedì 15 gennaio 2024 in virtù
dell’art. 142 cpv. 3 CPC (per il rinvio dell’art. 31 LEF). Sennonché, a ben
guardare, lo scritto 3 gennaio 2024 impugnato altro non è che la conferma della
precedente decisione del 14 dicembre 2023, ove l’Ufficio aveva già rifiutato di
sospen-dere l’esecuzione, respingendo la relativa richiesta del convivente di RI
1 del 1° dicembre 2023. Proprio perché trattasi della conferma del precedente
provvedimento e non di una decisione nuova e indipendente, l’atto impugnato non
fa decorrere un nuovo termine di ricorso (DTF 113 III 29, consid. 1; sentenza
della CEF 15.2022.133 del 22 febbraio 2023, consid. 1, con riman­do).

 

                                1.1   A
favore della ricorrente va tuttavia dato atto che in realtà, sempre per il
tramite del convivente, ella aveva già contestato il preceden­te provvedimento,
ricevuto il 23 dicembre 2023 (v. tracciamento dell’invio raccomandato n. 98.41.71170
4.00064018), con una comunicazione inoltrata per raccomandata all’UE
il 2 gennaio 2024, ove aveva affermato di non accettare siffatta decisione. Ad
ogni modo, non occorre soffermarsi ulteriormente sulla questione di sapere se
tale comunicazione debba considerarsi un ricorso nel sen­so dell’art. 17 LEF, dal momento che, come esposto
in seguito (con­sid. 2.2), il gravame risulta infondato.

 

                                1.2   Per
lo stesso motivo, neppure è necessario assegnare alla ricorrente un termine per
munirsi di un rappresentante riconosciuto giusta l’art. 15 LPR o ratificare il
ricorso, firmandolo di proprio pugno, ricordato nuovamente (sentenza della CEF
15.2023.63 del 2 ottobre 2023, pag. 2) che la rappresentanza nelle cause di
ricorso all’autorità di vigilanza è riservata ai rappresentanti legali
(curatore, organo di una persona giuridica, ecc.), agli avvocati ammessi al
libero esercizio della professione nel Cantone e ai loro praticanti nonché ai fiduciari con l’autorizzazione cantonale
(art. 15 della leg­ge
cantonale sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento [LPR,
RL 280.200]).

 

                                   2.   Nel
ricorso RI 1 contesta il rifiuto dell’UE di sospendere (nuovamente) l’esecuzione
giusta l’art. 61 LEF, facendo valere di aver subito gravi lesioni interne
durante una colonscopia rutinaria all’Ospedale
__________ di L__________, ciò che ha comportato una lunghissima degenza
e ulteriori gravi complicazioni, tra cui smemoratezza, disorientamento e ansia.
Spiega altresì di doversi sottoporre presso l’Ospedale __________ di M__________
e l’Ospedale cantonale di S__________ a ulteriori esami medici, che però sono
stati rinviati, motivo per cui ha chiesto all’Ufficio “un’interruzione” dell’ese­cuzione.
A sostegno delle sue dichiarazioni, ella ha prodotto le lettere d’appuntamento
delle visite mediche e alcuni referti medici. Cita inoltre una sentenza del Tribunale
federale per ricordare che una sospensione nel senso dell’art. 61 LEF può
intervenire non solo per permettere di designare un rappresentante legale, come
sostenuto dall’UE nella decisione impugnata, ma anche per motivi umanitari, se
la malattia impedisce al debitore di esercitare un’at­tività lucrativa (DTF 58
III 18).

 

                                2.1   Giusta
l’art. 61 LEF, in caso di grave malattia del debitore, l’uffi­­ciale può
accordargli la sospensione per un tempo determinato. Stabilire se sono riunite
le condizioni per la concessione di una sospensione dell’esecuzione è una questione
di opportunità, che l’Ufficio deve risolvere in base a criteri di umanità e/o
di praticità. Il solo fatto che l’escusso sia gravemente malato non basta in sé
a giustificare una sospensione: essa dev’essere giustificata in considerazione
delle circostanze concrete della fattispecie (Foëx/
Jeandin, Commentaire romand de la LP, 2005, n. 1, 2 e 8 ad art. 61 LEF).
Secondo dottrina e giurisprudenza, l’esecuzione deve in particolare essere
sospesa per il tempo necessario all’escusso a nominarsi un rappresentante
nonché nell’ipotesi in cui la malattia gli impedisce di esercitare un’attività
lucrativa e ciò ha causato la sua insolvibilità (DTF 105 III 101 consid. 3; 74
III 37, pag. 39; sentenza della CEF 15.2013.64 del 17 settembre 2013, consid. 1
e rinvii; Schmid/Bauer, in: Basler
Kommentar, SchKG I, 3a ed. 2021, n. 7-8
ad art. 61 LEF; Gilliéron,
Commentaire de la LP, vol. I, 1999, n. 11 ad art. 61 LEF). Visto il
tenore della legge sono ipotizzabili anche altri casi di sospensione (Foëx/Jeandin, op. cit., n. 10 ad art.
61).

 

                                2.2   Nel
caso in rassegna, per sua stessa ammissione, RI 1 è al beneficio di una rendita
AVS e di un assegno per grandi invalidi (v. ricorso, pag. 2), sicché la
decisione da lei citata nel ricorso (DTF 58 III 18) non le viene
in soccorso, poiché la colonscopia del 2022
non ha potuto impedirle di esercitare un’attività
lucrativa che non aveva più, essendo
invalida e pensionata già dal 2016 (è nata il 23 aprile 1953). D’altronde,
la sua presunta insolvenza non risulta causata dalle conseguenze della
colonscopia, dal momento che i primi
attestati di carenza di beni rilasciati a suo carico risalgono già al
2005. I problemi di salute consecutivi alla colonscopia del 2022 non
costituiscono pertanto un motivo umanitario che secondo la giurisprudenza
attuale (sopra consid. 2.1) giustificano una sospensione dell’esecuzione giusta
l’art. 61 LEF. Ci si potrebbe del resto chiedere, alla stregua del Tribunale
federale in una sentenza più recente (5A_344/2016 del 13 luglio 2016, consid.
2.3.1), in cui però ha infine lasciato la questione aperta, se la giurisprudenza
attuale possa considerarsi in generale ancora adeguata alla luce della diffusa copertura
finanziaria contro i rischi di perdita di guadagno a causa di malattia, attraverso
i redditi di sostituzione versati dalle assicurazioni sociali. Ora, nella
fattispecie, la ricorrente non ha allegato né dimostrato di aver subito, per
causa di una grava malattia, una perdita di guadagno che ha pro-vocato la sua
insolvenza, e nemmeno fa valere altri motivi per ottenere la sospensione dell’esecuzione.
La grave malattia non potendo costituire da sola una ragione sufficiente per
concedere la sospensione (sopra, consid. 2.1), il provvedimento impugnato va
confermato e il ricorso, infondato, dev’essere respinto.

 

                                   3.   Stante
l’esito del giudizio odierno, non è necessario notificare al­l’escutente né il
ricorso né la sentenza (art. 9 cpv. 2 LPR).

 

                                   4.   Per
legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a RI 1,  .

	
   

  	
   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio d’esecuzione, Mendrisio.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
cancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.