# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 06278320-36b1-50ad-a1fb-5b9b54c6b78c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-04-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 23.04.2015 11.2015.9
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2015-9_2015-04-23.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2015.9

  	
  Lugano

  23 aprile 2015/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Grisanti,
  giudice presidente,

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Chietti
  Soldati

  

 

 

sedente
per statuire nella causa CA.2014.518 (divorzio: esecuzione di misure provvisionali) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6,
promossa con istanza del 30 giugno 2014
da

 

	
   

  	
   CO
  1 già in  

  (patrocinato
  dall'avv.dott.  PA 2 ) 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   RE
  1  

  (patrocinata
  dall'avv.  PA 1 ) 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando sul reclamo
del 6 febbraio 2015 presentato da quest'ultima contro il decreto cautelare
emesso dal Pretore aggiunto il 26 gennaio 2015;

 

Ritenuto:                     

 

in fatto:                      che
nell'ambito di una causa di divorzio su azione di un coniuge promossa il 30
giugno 2014 da RE 1 (1979) contro il marito CO 1 (1968), entrambi cittadini
statunitensi, il Pretore aggiunto del Distretto di Lugano, sezione 6, ha disciplinato il diritto di visita paterno al figlio R__________ (nato il 22 luglio 2004) con il
seguente decreto cautelare del 5 di­cembre 2014 (inc. CA.2014.323):

                                                   1. Al padre è riservato il più ampio diritto
alle relazioni personali che i genitori sono tenuti a concordare tenendo in
considerazione bisogni e desideri del minore. Varranno inoltre le seguenti
regole e il seguente assetto minimo in caso di mancata intesa:

–  ciascun genitore è tenuto ad
incoraggiare i rapporti del figlio con l'altro genitore mettendo sempre al
centro il bene del minore;

–  i genitori sono tenuti a
garantire regolarità e prevedibilità delle visite, limitando al minimo i
cambiamenti del calendario una volta fissato;

–  il padre trascorrerà con il figlio le vacanze natalizie dal 23 dicembre
2014 al 6 gennaio 2015; 

–  un mese durante il periodo
estivo. Durante le vacanze estive del padre con il figlio, il padre provvederà
che il figlio e la madre si sentano quotidianamente; 

–  il padre ha il diritto di
intrattenere contatti telefonici o via skype giornalieri con il figlio, di preferenza
tra le ore 18.00 e le ore 21.00 ora svizzera; 

–  il padre ha il diritto di
intrattenere regolari contatti via e-mail con il figlio;

–  entrambi i genitori potranno
trascorrere con il figlio le vacanze all'estero. La madre consegnerà il passaporto
del figlio al padre (così come eventuali ulteriori documenti necessari, es.
permesso C del figlio), con una settimana di anticipo rispetto all'esercizio di
visita del padre e per il tramite dei rispettivi legali delle parti, quando vi
sarà il/la curatore/curatrice per il tramite di quest'ultimo; ciò ogni volta
che il padre eserciterà il suo diritto di visita.

 

                                  che un appello presentato da RE 1
contro tale decreto è stato ritirato il 13 gennaio 2015, sicché il 20 gennaio
2015 questa Camera ha stralciato la procedura dal ruolo (inc. 11.2014.106);

 

                                  che nel frattempo, il 17
dicembre 2014, CO 1 si è rivolto al Pretore aggiunto perché ordinasse, come
giudice dell'esecuzione, una comminatoria a norma dell'art. 292 CP nei confronti
della moglie (art. 343 cpv. 1 lett. a CPC), rea di ostacolare il diritto di
visita;

 

                                  che
con decreto cautelare del 26 gennaio 2015 il Pretore aggiunto, confermando un
decreto superprovvisionale del 17 dicembre 2014, ha comminato a RE 1 l'applicazione dell'art. 292 CP nel caso in cui non ottemperasse al diritto
di visita paterno disciplinato con decreto cautelare del 5 dicembre 2014;

 

                                  che contro il decreto predetto RE
1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 6 febbraio 2015 per ottenere –
previo conferimento dell'effetto sospensivo – che la decisione del Pretore aggiunto
sia riformata nel senso di respingere la domanda di esecuzione presentata il 17
dicembre 2014 da CO 1;

 

                                  che con decreto del 18 febbraio
2015 il presidente di questa Camera ha respinto la richiesta di effetto
sospensivo;

 

                                  che il 20 febbraio 2015 RE 1 è
stata invitata a depositare entro il 9 marzo 2015, a titolo di anticipo per le spese giudiziarie presumibili, la somma di fr. 500.– sul conto
corrente postale __________ del Tribunale di appello, introiti agiti;

 

                                  che entro la scadenza non è
intervenuto alcun versamento, di modo che il 10 marzo 2015 è stato impartito alla
reclamante un ultimo termine fino al 23 marzo 2015 per depositare il citato importo,
con l'avvertenza che, decorso infruttuoso il termine, la Camera non sarebbe entrata nel merito del rimedio giuridico (art. 101 cpv. 3 CPC);

 

                                  che l'importo di fr. 500.– è
stato accreditato sul conto del Tribunale di appello il 1° aprile 2015 per
mezzo di un pagamento postale che risulta essere avvenuto il 30 marzo 2015;

 

                                  che con decreto del 2 aprile 2015
(recapitato il giorno seguente) la reclamante è stata invitata a fornire –
entro il 15 aprile 2015 – la prova del pagamento (addebito) alla scadenza
fissata del 23 marzo 2015, in caso contrario il versamento dell'anticipo sarebbe
stato considerato tardivo;

 

                                  che l'interessata non ha reagito
a questa richiesta, ma si è limitata a trasmettere il 21 aprile 2015 due
rapporti del Servizio medico-psicologico di __________ che a suo giudizio giustificherebbero
l'opposizione alle misure ordinate con il decreto cautelare del 26 gennaio
2015; 

 

e considerando

 

in diritto:                   che l'anticipo spese in
questione non è stato versato entro il termine suppletorio e deve dunque
ritenersi tardivo;

 

                                  che nelle circostanze descritte
il reclamo sfugge a qualsiasi esame (art. 101 cpv. 3 CPC); 

 

                                  che l'irricevibilità del reclamo
comporta l'addebito delle spese processuali alla reclamante (art. 106 cpv. 1
CPC);

 

                                  che non si pone invece problema
di ripetibili, il reclamo non essendo stato intimato alla controparte per
osservazioni; 

 

 

decide:                 1.  Il reclamo è irricevibile.

 

                             2.  Le spese processuali di
complessivi di fr. 100.– sono poste a carico della reclamante.

 

                             3.  Notificazione:

	
   

  	
  –
  avv.   ; 

  –
     . 

   

  

                                  Comunicazione alla Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
giudice presidente                                     La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al
Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali,
parziali, pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in
materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge
tale somma, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne
una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non
sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine,
il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per 

i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di
ricorso al Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non
nei procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali
(art. 46 cpv. 2 LTF).