# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3bed7a41-aada-5f15-b6f9-5d34343995fa
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2011-01-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.01.2011 C-6315/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6315-2010_2011-01-11.pdf

## Full Text

Bundesverwaltungsgericht

Tribunal administratif fédéral

Tribunale amministrativo federale

Tribunal administrativ federal

Corte III
C-6315/2010

Sentenza dell'11 gennaio 2011

Composizione Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Stefan Mesmer, Johannes Frölicher;
Cancelliere: Dario Croci Torti.

Parti A._______,  
ricorrente, 

Contro

Fondazione istituto collettore LPP, via Cantonale 18, 
casella postale 224, 6928 Manno,  
autorità inferiore. 

Oggetto Previdenza professionale (decisione del 31 agosto 2010).

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Fatti:

A. 
La società a garanzia limitata A._______ (A._______) è stata iscritta al 
registro di commercio il (data)______ ed ha per scopo la pulizia e la 
manutenzione degli stabili sotto diverse modalità. Socia gerente con firma 
individuale è la signora F._______.

Con lettera raccomandata del 5 luglio 2010, la Fondazione istituto collettore LPP (FIC), Manno, su 
segnalazione della competente Cassa di compensazione AVS (CC/AVS) cantonale, ha constatato che la 
A._______ non era affiliata ad un istituto di previdenza in qualità di datore di lavoro e l'ha invitata a 
trasmettere la documentazione che comprovasse il contrario (ossia l'avvenuta affiliazione), entro il 5 agosto 
successivo. La FIC rendeva attenta l'interessata sui costi supplementari d'affiliazione e sulla possibilità di 
affiliarsi volontariamente alla stessa.

Con la risposta del 9 luglio successivo, F._______ ha spiegato alla FIC che la società non ha proceduto 
all'affiliazione in quanto il rapporto di lavoro con il dipendente (unico) B._______, nato il , ha avuto inizio il 
1° febbraio 2010 e si è interrotto il (data) ________ successivo in seguito al decesso dello stesso. Su 
richiesta della FIC, F._______ ha compilato il 13 agosto 2010 il formulario di notifica d'affiliazione e alla 
stessa data il formulario di cessazione del rapporto di lavoro. Il salario annuo previsto era di Fr. 66'000.-. Il 
18  agosto 2010 il datore di lavoro ha siglato la Convenzione di adesione.

B. 
La FIC ha comunque preso atto che un evento assicurato si era già 
verificato (decesso del dipendente) in carenza d'affiliazione previdenziale. 
Con decisione del 31 agosto 2010, la FIC ha affiliato il datore di lavoro 
con effetto retroattivo al 1° febbraio 2010. Alla A._______ sono stati 
addossati i costi di decisione pari a Fr. 450.-, le tasse d'affiliazione 
d'ufficio pari a Fr. 375.-, nonché i costi di fatturazione retroattiva. 
L'interessata è stata inoltre chiamata a pagare, a titolo di risarcimento, un 
supplemento pari al quadruplo dei contributi inerenti il rischio di decesso 
ed invalidità dell'intero personale sottostante al regime obbligatorio. Il 
datore di lavoro è stato invitato a comunicare entro 10 giorni alla FIC tutti i 
dipendenti occupati con relative date di entrata ed uscita ed il compenso 
salariale applicato. Alla decisione è stata allegata la normativa 
concernente le condizioni di affiliazione e il regolamento della FIC a 
copertura degli oneri amministrativi straordinari alla quale il dispositivo 
della decisione rimanda.

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C. 
Con il ricorso depositato il 3 settembre 2010, la A._______ fa notare di 
avere ritenuto che l'obbligo di affiliazione non sussisteva per un rapporto 
durato meno di tre mesi e che, peraltro, tramite diversi messaggi 
elettronici del 26 luglio, 12 e 27 agosto 2010 si era convenuto con la FIC 
che  sarebbero stati compilati i fogli di affiliazione volontaria senza spese. 
Dando seguito a questi messaggi, spiega la ricorrente, il 13 agosto 2010 
sono stati consegnati i formulari di affiliazione e di cessazione del 
rapporto di lavoro del dipendente ed il 18 agosto la convenzione di 
adesione. L'e-mail della FIC del 27 agosto successivo specificava che la 
procedura di affiliazione volontaria non poteva essere applicata in quanto 
la persona ex-dipendente deceduta era sposata. L'insorgente sostiene 
tuttavia di essersi sempre conformata alle indicazioni della FIC già dopo 
la raccomandata del 5 luglio 2010. Pone inoltre dei dubbi sullo stato civile 
della persona deceduta in quanto non è certo se al momento del 
decesso, il suo dipendente era ancora spostato o già divorziato. Fa inoltre 
notare che prima del decesso alcune assicurazioni private erano state 
contattate in vista dell'affiliazione II pilastro, ma che non se n'era fatto 
nulla per via della presunzione, da parte del datore di lavoro, di non 
dovere procedere all'affiliazione.

D. 
Nella sua risposta al ricorso del 22 settembre 2010, la FIC fa presente 
che l'insorgente avrebbe dall'inizio mal interpretato la normativa 
applicabile. Il dipendente, assunto il 1° febbraio 2010 a tempo 
indeterminato, è assoggettabile alla previdenza professionale obbligatoria 
da quella data. D'altra parte, le stesse relazioni fra la ricorrente e gli istituti 
d'assicurazione privati in vista dell'assoggettamento confermerebbe che 
la stessa era in grado di sapere che sussisteva tale obbligo. Il rapporto di 
lavoro si è interrotto dopo poco più di un mese a causa del decesso del 
dipendente. Ora, il (data)______, data del decesso e del caso di 
assicurazione, il datore di lavoro non si era ancora affiliato. Chiede 
dunque la reiezione del gravame.

E. 
Con ordinanza del 23 settembre 2010, la parte ricorrente è stata invitata a 
presentare una replica alla risposta della FIC, entro il 25 ottobre 
successivo. L'interpellata non ha esercitato il suo diritto di replica.  Con 
decisione incidentale del 4 novembre 2010, la A.______ è stata invitata a 
voler versare l'importo di Fr. 1'000.- a titolo di anticipo sulle presunte 
spese processuali. Detto importo è stato regolarmente versato il 19 
novembre successivo.

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Diritto:

1. 
In virtù dell'art. 31 legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale 
amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), questo tribunale giudica i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20 
dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021) 
emanate dalle autorità menzionate agli art. 33 LTAF, riservate le 
eccezioni di cui all'art. 32 LTAF. In particolare, le decisioni rese dagli 
Istituti collettori concernenti la previdenza professionale possono essere 
portate innanzi al TAF conformemente all'art. 33 lett. h LTAF.

2. 

2.1. La procedura innanzi al TAF è retta dalla PA, nella misura in cui la 
LTAF non preveda altrimenti.

2.2. Secondo l'art. 48 PA ha diritto di ricorrere chi ha partecipato al 
procedimento dinanzi all'autorità inferiore (o è stato privato di farlo), è 
particolarmente toccato dalla decisione impugnata e ha un interesse 
degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa. La 
A._______ adempie nella fattispecie queste condizioni.

2.3. Il ricorso del 3 settembre 2010 è tempestivo e rispetta i requisiti 
minimi prescritti dalla legge (art. 52 PA). L'insorgente ha versato l'anticipo 
corrispondente alle spese processuali entro il termine impartito. Il 
gravame è dunque ricevibile, nulla ostando all'esame del merito dello 
stesso.

2.4. La ricorrente può di principio fare valere la violazione del diritto 
federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento, 
l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti e 
l'inadeguatezza della decisione (art. 49 PA). L'autorità di ricorso non è 
comunque vincolata dai motivi del gravame (art. 62 cpv. 4 PA).

3. 
Giusta l'art. 5 cpv. 1 della legge federale sulla previdenza professionale 
del 25 giugno 1982 (LPP, RS 831.40) la stessa si applica soltanto alle 
persone che sono assicurate presso l'assicurazione svizzera per la 
vecchiaia e per i superstiti (AVS). Sono sottoposti all'assicurazione 
obbligatoria i lavoratori che hanno più di 17 anni e riscuotono da un 

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datore di lavoro un salario annuo base fissato dalla legge (art. 2 cpv. 1 
LPP in relazione all'art. 5 dell'ordinanza sulla previdenza professionale 
per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità del 18 aprile 1984 (OPP2, RS 
831.441.1; ora Fr. 20'520.-). Dal canto suo, l'art. 7 cpv. 1 LPP prevede 
che questi lavoratori sono sottoposti all'assicurazione obbligatoria per i 
rischi di morte ed invalidità dal 1° gennaio dopo l'anno in cui hanno 
compiuto il 17esimo anno di età, e per la vecchiaia dal 1° gennaio dopo 
l'anno che hanno compiuto il 24esimo anno di età.

4.   

4.1. Secondo l'art. 11 cpv. 1 LPP il datore di lavoro che occupa lavoratori 
da assicurare obbligatoriamente deve essere affiliato a un istituto di 
previdenza iscritto nel registro della previdenza professionale. La Cassa 
di compensazione dell'AVS verifica se i datori di lavoro ad essa 
assoggettati sono affiliati ad un istituto di previdenza registrato (cpv. 4). 
La Cassa di compensazione dell'AVS ingiunge al datore di lavoro che non 
ha dato seguito all'obbligo previsto nel capoverso 1 di affiliarsi entro due 
mesi ad un istituto di previdenza registrato (cpv. 5). Se il datore di lavoro 
non si conforma all'ingiunzione entro il termine impartito, la Cassa di 
compensazione dell'AVS lo annuncia all'istituto collettore per l'affiliazione 
con effetto retroattivo (cpv. 6). L'istituto collettore e la Cassa di 
compensazione dell'AVS conteggiano al datore di lavoro moroso le spese 
amministrative che ha causato (cpv. 7).

4.2. L'art. 12 LPP regola la situazione esistente prima dell'affiliazione. I 
salariati o i loro superstiti hanno diritto alle prestazioni legali anche se il 
datore di lavoro non è ancora affiliato ad un istituto di previdenza; queste 
prestazioni sono effettuate dall'istituto collettore. In questo caso, il datore 
di lavoro deve all'istituto collettore non solo i contributi arretrati con gli 
interessi di mora, ma anche un supplemento a titolo di risarcimento. Se 
un salariato ha legalmente diritto ad una prestazione d'assicurazione o di 
libero passaggio quando il suo datore di lavoro non è ancora affiliato a 
un'istituzione di previdenza, il datore di lavoro viene affiliato per legge 
all'istituto collettore per l'insieme dei salariati sottostanti al regime 
obbligatorio (art. 2 cpv. 1 dell'ordinanza concernente i diritti dell'istituto 
collettore in materia di previdenza professionale del 28 agosto 1985 [RS 
831.434]).

4.3. Da quanto precede, emerge che l'art. 12 LPP regola una situazione 
speciale e ben distinta dall'art. 11 LPP. Quest'ultima norma concerne il 
datore di lavoro che può ancora affiliarsi volontariamente oppure essere 

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affiliato (per sommazione) d'ufficio in carenza d'affiliazione nel termine a 
tal fine impartito. Di contro, l'art. 12 LPP si configura quando un evento 
assicurato (per esempio vecchiaia, decesso, invalidità, divorzio) o la 
cessazione del rapporto di lavoro si sono verificati prima che il datore di 
lavoro sia affiliato ad un istituto di previdenza. Una sommazione così 
come prevista dall'art. 11 cpv. 5 LPP non è dunque, in questo contesto, 
necessaria (cfr. sentenza 9C_655/2008 del 2 settembre 2009 del 
Tribunale federale, consid. 5.3 in fine). 

Pertanto, l'art. 12 LPP regola un'affiliazione d'ufficio privando il datore di lavoro di concludere un'affiliazione 
retroattiva volontaria con un istituto di sua scelta. L'affiliazione deriva quindi dal tenore imperativo della 
legge, la decisione resa su questa base dall'istituto collettore essendo di natura constatatoria (DTF 130 V 
526 consid. 4.3, 129 V 242 consid. 5.1). Deve essere tuttavia precisato che l'art. 2 cpv. 2 dell'ordinanza 
concernente i diritti dell'istituto collettore sopra ricordata (RS 831.434) stabilisce che se il datore di lavoro 
prova che un altro istituto di previdenza debba riprendere anche gli obblighi fino a quel momento assunti 
dall'istituto collettore, l'affiliazione del datore di lavoro all'istituto collettore sarà annullata a decorrere dal 
momento in cui detti obblighi verranno ripresi dall'altro istituto di previdenza. Questa affiliazione presso un 
altro istituto non può che essere successiva all'affiliazione d'ufficio all'istituto collettore.

4.4. Giusta l'art. 60 cpv. 1 e 2 lett. a LPP l'istituto collettore è un istituto di 
previdenza che è tenuto ad affiliare d'ufficio i datori di lavoro che non 
adempiono l'obbligo di affiliarsi ad un istituto di previdenza e effettuare le 
prestazioni di cui all'art. 12 LPP. L'istituto collettore può emanare le 
decisioni per adempiere i compiti di cui al cpv. 2 lettere a e b (dell'art. 60 
LPP) e all'art. 12 cpv. 2 (art. 60 cpv. 2bis LPP).

Infine, può essere ricordato che giusta l'art. 9 cpv. 1 OPP2 è il datore di lavoro che deve fornire alla sua 
cassa di compensazione dell'AVS tutte le informazioni necessarie alla verifica della sua affiliazione. Questa 
disposizione stabilisce l'obbligo del datore di lavoro di conformarsi lui stesso ai sui obblighi derivanti dalla 
sua situazione di datore di lavoro e, se necessario, di assumere attivamente notizie presso terzi sul modo 
di agire.

5. 

5.1. Nella specie, la ricorrente ricorda di essersi sempre conformata alle 
indicazioni fornite dalla FIC. Segnatamente, dopo la lettera della FIC del 5 
luglio 2010, la datrice di lavoro ha fatto sapere in data 9 luglio 2010 di 
avere creduto che non sussisteva l'obbligo d'affiliazione in quanto il 
dipendente ha lavorato per un periodo inferiore ai tre mesi.

Questo argomento è stato validamente censurato dalla FIC (cfr. e-mail del 26 luglio 2010 della FIC) e non è 
più stato fatto valere in sede ricorsuale. Verosimilmente questa tesi risulta da un'errata interpretazione 

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dell'art. 1j cpv. 1 lett. b OPP2 che prevede l'esenzione dall'assicurazione obbligatoria di salariati assunti per 
un periodo limitato non superiore ai tre mesi. Ora, la giurisprudenza ha precisato che non è tanto la durata 
reale del contratto a determinare se il dipendente sottostà all'assicurazione obbligatoria, ma piuttosto la 
natura del contratto. Se si tratta di un contratto di durata indeterminata, la persona deve essere 
obbligatoriamente assicurata anche se il contratto termina prima di tre mesi (sulla questione sentenza del 
TAF C-2376/2006 del 4 giugno 2007 consid. 4.3.1). Nella fattispecie, B._______ venne assunto a tempo 
indeterminato per un salario annuale di Fr. 66'000.- e doveva pertanto essere assicurato obbligatoriamente 
alla LPP (cfr. consid. 3).

5.2. Una volta appurato che il datore di lavoro occupava un impiegato da 
assicurare obbligatoriamente, resta da esaminare la questione 
dell'affiliazione del datore di lavoro.

Dagli atti si evince che la FIC, dando seguito a una comunicazione della Cassa cantonale AVS, ha avviato 
una procedura per l'affiliazione d'ufficio in base all'art. 11 LPP. A tale scopo, il 5 luglio 2010 ha inviato al 
datore di lavoro una sommazione per accertare se era già affiliato ad un istituto di previdenza registrato e, 
in caso di risposta negativa, procedere ad un'affiliazione d'ufficio oppure volontaria. In quest'ultima ipotesi, 
l'affiliazione non avrebbe comportato costi amministrativi supplementari. Il datore di lavoro non essendosi 
ancora affiliato ad un istituto di previdenza (malgrado tre tentativi infruttuosi), il 13 agosto 2010 la FIC ha 
provveduto ad inviargli la convenzione volontaria di affiliazione.

Se non ché, quando questa procedura d'affiliazione è stata avviata, il dipendente era già deceduto (il 
data______) e, quindi, l'art. 11 LPP non trovava più applicazione. Non ci si trova dunque in presenza di 
un'affiliazione in costanza d'impiego di personale e con la possibilità per il datore di lavoro di procedere alla 
scelta dell'istituto di previdenza e, in carenza di scelta, all'affiliazione d'ufficio all'istituto collettore. Si tratta 
invece di una situazione in cui è già avvenuto un evento assicurato, che può dar luogo a prestazioni 
assicurative ai sensi della LPP, senza che il datore di lavoro fosse affiliato ad un istituto di previdenza. Il 
caso rientra quindi nel campo di applicazione dell'art. 12 LPP. Nel caso in esame dunque poco importa che 
la FIC abbia avviato la procedura sulla base dell'art. 11 LPP. Questa procedura ha comunque permesso di 
chiarire i fatti e di scoprire che la casuistica era da trattare sotto l'art. 12 LPP che prevede un'affiliazione ex 
lege.

In queste circostanze, la ricorrente non può invocare il principio della buona fede sancito dall'art. 9 della 
Costituzione federale del 18 aprile 1999 (RS 101), che tutela la legittima fiducia dell'amministrato nei 
confronti dell'autorità amministrativa quando, assolte determinate condizioni, egli abbia agito 
conformemente alle istruzioni o alle dichiarazioni della stessa autorità. Infatti, la FIC è intervenuta il 5 luglio 
2010 e a quella data il caso di assicurazione era già insorto provocando l'affiliazione d'ufficio di cui all'art. 
12 LPP.

6.  

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Giusta l'art. 3 cpv. 3 dell'ordinanza concernente i diritti dell'istituto collettore menzionata, in caso di decesso 
o d'invalidità di un salariato sottostante al regime obbligatorio, il datore di lavoro deve pagare, a titolo di 
risarcimento, un supplemento pari al quadruplo dei contributi inerenti ai rischi di decesso e invalidità 
dell'intero personale sottostante la regime obbligatorio. 

 Conformemente a questa disposizione, la FIC ha ricordato al datore di lavoro che gli incomberà di versare 
un supplemento. L'importo non è stato tuttavia ancora determinato. La FIC emanerà quindi una nuova 
decisione impugnabile dopo avere proceduto agli accertamenti del caso. Le altre spese amministrative 
relative alla decisione di affiliazione sono stabilite in applicazione delle stessa ordinanza. Conformemente 
all'art. 3 cpv. 4 dell'ordinanza menzionata il datore di lavoro deve risarcire l'istituto collettore di tutte le 
spese inerenti alla sua affiliazione. In base a questa disposizione, la FIC ha prelevato una tassa di 
decisione di Fr. 450.- ed una tassa di esecuzione d'affiliazione obbligatoria (d'ufficio) di Fr. 375.-. Queste 
tariffe vincolanti sono previste nelle condizioni d'affiliazione il cui testo completo è allegato all'impugnata 
decisione e costituisce parte integrante della stessa.  Il ricorso deve essere pertanto respinto e l'impugnata 
decisione confermata.

7. 

7.1. Visto l'esito della causa, le spese processuali, fissate a Fr. 1'000.-, 
sono poste a carico della ricorrente e sono compensate con l'anticipo già 
fornito.

7.2. Non sono riconosciute indennità per spese ripetibili (art. 64 PA e art. 
7 del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinnanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TA, RS 
173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. 
Il ricorso è respinto. 

2. 
Le spese processuali, di Fr. 1000.-, sono poste a carico della ricorrente. 
Esse sono computate con l'anticipo spese di Fr. 1'000.-.

3. 
Non sono assegnate indennità per spese ripetibili.

4. 
Comunicazione a:

– ricorrente (Atto giudiziario)
– autorità inferiore ( Atto giudiziario)
– Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

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Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 
diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 
entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 
segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, 
RS 173.110]). Gli atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, 
contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed 
essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte 
ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 
allegati (art. 42 LTF).