# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ff15b9aa-9319-5859-bcf0-454612886bb1
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-12-09
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 09.12.2021 S 2020 103
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2020-103_2021-12-09.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 20 103

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

Presidenza Racioppi

Giudici von Salis e Meisser

Attuario Rogantini

SENTENZA

del 9 dicembre 2021

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali

A._____,

ricorrente

contro

Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni

(INSAI/SUVA),

resistente

concernente prestazioni assicurative LAINF

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I. Ritenuto in fatto:

1. A._____ nacque nel 1963, è cittadino italiano, coniugato, padre di un figlio 

maggiorenne e risiede in Italia. Ha lavorato maggiormente in Svizzera 

come frontaliere dal 1981 in qualità di installatore e manutentore di impianti 

sanitari e di riscaldamento presso diversi datori di lavoro. Dal 2003 in poi 

era impiegato presso la ditta B._____ SA a C._____, con un impiego 

stagionale tra aprile e dicembre. Con questo era assicurato contro postumi 

d'infortunio presso l'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli 

infortuni (INSAI, sigla tedesca più diffusa SUVA). D'inverno si annunciava 

come disoccupato in Italia. Accanto al lavoro gestisce una piccola impresa 

agricola con 50 pecore, occupandosi fra l'altro della fienagione, usando 

anche un mezzo agricolo (cfr. act. C.46).

2. In data 25 aprile 2017 inoltrò la prima richiesta di prestazioni AI dopo 

persistente inabilità lavorativa completa a partire dal 16 settembre 2016. Il 

4 settembre 2017 riprese l'attività abituale in misura del 50% e dal mese 

di novembre 2017 in misura completa.

3. Con notifica d'infortunio LAINF del 15 giugno 2018 (act. C.1) A._____ fece 

valere di aver sofferto un infortunio il 10 giugno 2018 nel suo luogo di 

domicilio in Italia facendo dei lavori agricoli risp. di giardinaggio. Il trattore 

su cui si sarebbe trovato si sarebbe ribaltato sul lato e lo avrebbe 

schiacciato. Una descrizione più precisa dell'accaduto manca invece nella 

notifica d'infortunio. A._____ fu ricoverato all'Ospedale generale di zona 

D._____ lo stesso 10 giugno 2018 (act. C.2) e vi rimase fino al 24 giugno 

2018 (act. C.12).

Nel corso del tempo – dalla dimissione dall'ospedale a giugno 2018 fino 

alla fine di dicembre 2019 – si susseguirono numerose attestazioni 

mediche di inidoneità al lavoro, tutte al 100% (act. C.40, C.44, C.47, C.58, 

C.64, C.66, C.67, C.72, C.84, C.98, C.121 e C.126).

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4. Secondo il referto di visita specialistica del 17 giugno 2018 (act. C.17) 

presso il Dr. med. E._____, medico specialista in chirurgia vascolare, 

sarebbe stato fatto un eco-color Doppler venoso agli arti inferiori, dal quale 

sarebbe risultata una trombosi venosa profonda (TVP) femorale 

superficiale distale all'arteria poplitea e a quella tronco tibio-peroneale e 

gemellare laterale di destra.

5. Il 21 giugno 2018 l'INSAI compilò il modulo E123 (act. C.4), dichiarando di 

non eseguire più rimborsi diretti delle spese di cura in Italia da quel 

momento (act. C.5). Con decisione del 25 giugno 2018 l'INSAI precisò di 

regolare direttamente le spese derivanti dalle cure mediche eseguite in 

Svizzera. Inoltre corrispose un'indennità giornaliera di CHF 180.85 a 

favore di A._____ al più presto dal 13 giugno 2018 in poi (act. C.7).

6. Dal referto di dimissione del 24 giugno 2018 (act. C.15) risulta che il 

medico di reparto dell'Ospedale generale di zona D._____ diagnosticò un 

trauma chiuso toracico sinistro con fratture costali multiple, bifocali, ed 

emopneumotorace. Fu precisato che non vi sarebbero lesioni di altri 

organi, che in base a due tomografie computerizzate (TC o TAC) di 

controllo dopo 4 e 10 giorni l'evoluzione clinica sarebbe favorevole e che 

il paziente avrebbe attualmente un buon recupero della funzione 

polmonare e il dolore sarebbe controllabile.

7. Secondo il referto medico del 2 agosto 2018 (act C.23) del Dr. med. 

F._____, medico specialista in ortopedia e traumatologia oltre che in 

medicina dello sport, A._____ avrebbe riferito anche un trauma alla spalla 

sinistra e gonalgia sinistra. Vi sarebbe una netta limitazione della funzione 

della spalla sinistra e meniscopatia mediale a sinistra, in trattamento 

anche per trombosi venosa profonda sviluppata a luglio. Consiglierebbe 

una risonanza magnetica (RM o RMN) della spalla sinistra in merito alla 

lesione traumatica sovraspinosa e del ginocchio sinistro in merito alla 

lesione del menisco mediale (MM).

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8. Il 2 e 30 luglio 2018 nonché il 27 e 30 agosto 2018 furono eseguite delle 

radiografie (RX) del torace, del ginocchio sinistro e della spalla sinistra, 

oltre a delle risonanze magnetiche (RM) anch'esse del ginocchio sinistro 

e della spalla sinistra (act. C.26 = act. B.4, C.27, C.28 e C.42). Nell'ambito 

della radiografia del ginocchio sinistro fu costatata fra l'altro una modesta 

sclerosi dei piatti tibiali e una modesta entesopatia calcifica intersezionale 

prossimale rotulea. Nell'ambito della radiografia della spalla sinistra si 

costatò un'artrosi acromion-claveare, grossolane calcificazioni in 

corrispondenza dell'articolazione scapolo-omerale e una minuta 

calcificazione in prossimità del trochite omerale. La radiografia del torace 

mostrò esiti di multiple fratture costali a sinistra. Non sarebbe invece più 

osservabile l'enfisema sottocutaneo a sinistra, non vi sarebbero falde di 

pneumotorace, né versamenti pleurici, né franchi addensamenti 

parenchimali a focolaio. Vi sarebbe però una spondilosi al passaggio 

dorso-lombare.

9. In occasione di un colloquio con l'INSAI del 20 novembre 2018 (act. C.46) 

al luogo di residenza dell'assicurato, A._____ dichiarò di aver sofferto 

anche una frattura del torace destro. Inoltre riferì di dolori subentrati più 

tardi alla spalla sinistra e al ginocchio sinistro. La spalla sinistra sarebbe 

limitata nell'elevazione e dolente, il che sarebbe stato costatabile 

correttamente dopo aver ridotto gli antidolorifici. Sostenne pure di aver 

sofferto una contusione al ginocchio sinistro, il quale dorrebbe alle volte. 

Tuttavia non sarebbe stato in cure per questo. In merito alla dinamica 

dell'incidente spiegò che il tutto sarebbe accaduto mentre egli stava 

salendo una rampa ripida con il veicolo agricolo nell'ambito della 

fienagione. Il veicolo a tre ruote si sarebbe ribaltato e lui sarebbe rimasto 

incastrato all'altezza del torace sul lato sinistro o dal manubrio o dal roll-

bar.

10. Il 26 novembre 2018 il medico dell'INSAI appoggiò l'intento 

dell'assicurazione di eseguire una valutazione della capacità di lavoro da 

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parte di un esperto ZAFAS, la quale fu ordinata lo stesso giorno (act. C.49 

segg.). 

11. Con referto del 3 gennaio 2019 del Dr. med. G._____, medico specialista 

in chirurgia, la Clinica H._____ di C._____ informò l'INSAI sull'esito della 

valutazione ZAFAS dopo aver esaminato A._____ in data 14 dicembre 

2018 (act. C.62 = act. B.5). Detto medico diagnosticò un trauma da 

compressione toracico sinistro con fratture costali multiple IV-IX ed 

emopneumotorace da ricondurre all'infortunio non professionale del 

10 giugno 2018, dolori persistenti alla spalla sinistra con lesioni 

degenerative, inizi di dolori al ginocchio sinistro con lesioni degenerative 

della giunta del tendine quadricipite, e sviluppo di una trombosi venosa 

profonda femorale destra dal 9 luglio 2018 sotto anticoagulanti. Come 

diagnosi secondaria costatò un'ernia discale C6/7 con occasionali 

parestesie nel braccio destro.

Nell'ambito degli accertamenti precedenti non sarebbero state rilevate 

lesioni ossee, bensì unicamente dei cambiamenti dovuti alla 

degenerazione. Nella zona della spalla sarebbero state rilevate lesioni 

degenerative della cuffia dei rotatori e artrosi acromion-claveare, mentre 

nella zona del ginocchio sinistro si sarebbe costatato alterazioni 

degenerative all'inserzione del tendine del quadricipite e al polo superiore 

della rotula. Ultimamente i dolori al ginocchio sinistro sarebbero 

praticamente scomparsi. A causa dell'immobilizzazione e dell'assenza di 

profilassi contro la trombosi alla dimissione dall'ospedale si sarebbe creata 

una trombosi venosa profonda alla gamba destra attualmente in cura.

A._____ lamenterebbe ancora dolori nella regione dell'emitorace a 

sinistra, benché non vi sarebbero più crepitazioni, e alla spalla sinistra, 

nonché fastidio alla gamba destra con alterazioni post-trombotiche. 

Nell'ambito dell'esame la respirazione sarebbe stata libera, la spalla 

sinistra con marcata e dolorosa limitazione dell'escursione di movimento, 

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dolenzia pressoria nell'area articolare e segni clinici di sindrome da 

impingement. Andrebbero menzionate inoltre una borsite sub-acromiale e 

la cuffia dei dotatori presenterebbe lesioni più piccole e più vecchie e forse 

una piccola lesione legata a un trauma sul sottoscapolare. Il 

pneumotorace sarebbe sparito. Al momento non vi sarebbero reperti 

patologici sul ginocchio sinistro. Ci sarebbe una certa dolenzia pressoria 

sul polo superiore della rotula ma l'articolazione del ginocchio sarebbe 

libera di muoversi. La circonferenza della parte inferiore della gamba 

destra sarebbe chiaramente più grande di quella sinistra.

Secondo l'apprezzamento del Dr. med. G._____, il grave trauma toracico 

con fratture costali di serie e lo sviluppo di un emopneumotorace 

spiegherebbero i disturbi toracici residui. Il problema persistente alla spalla 

sinistra sarebbe certamente in gran parte preesistente, come dimostrato 

anche dalla documentazione di imaging con lesioni degenerative. Il trauma 

da impatto avrebbe causato un possibile peggioramento dei risultati ma 

non avrebbe certo fatto tendenza. Anche il dolore al ginocchio sinistro 

sarebbe certamente stato di natura prevalentemente degenerativa. La 

trombosi avrebbe certamente influito negativamente sul processo di 

guarigione e, se si fosse sviluppata un'embolia, avrebbe potuto portare a 

un peggioramento dei risultati polmonari.

A suo dire occorrerebbe ora procedere a un'accurata valutazione 

pneumologica, con test di funzionalità polmonare e valutazione della 

capacità polmonare, e d'altra parte anche a una valutazione delle 

aderenze e delle conglutinazioni, in particolare con la questione dei 

possibili residui dovuti all'esposizione accertata all'amianto nei primi anni 

80, in base a quanto avrebbe riferito A._____ (fra l'altro lavoro nell'ambito 

del quale si segava a pezzi tubi di amianto senza maschere o altre misure 

di protezione). Infine secondo il Dr. med. G._____ l'incapacità lavorativa 

in merito al trauma toracico sarebbe giustificata. Secondo lui i dolori alla 

spalla non sarebbero stati causati dall'infortunio, soprattutto perché dal 

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punto di vista radiologico e della risonanza magnetica vi sarebbero chiare 

lesioni degenerative e non vi sarebbero alterazioni post-traumatiche 

definite. Il ritorno al lavoro nell'attività abituale sarebbe realistico a partire 

da aprile 2019. A._____ stesso avrebbe dichiarato di voler riprendere il 

lavoro al più presto possibile.

12. Il medico dell'assicurazione condivise pienamente tali apprezzamenti con 

risposta alle domande dell'INSAI del 4 gennaio 2019 (act. C.63).

13. Il 5 aprile 2019 l'INSAI contattò A._____ telefonicamente (act. C.69). 

Quest'ultimo fece valere di soffrire tuttora di dolori al torace e alla spalla. 

Inoltre la trombosi alla gamba gli poserebbe ancora problemi. Andrebbe in 

fisioterapia da sua sorella. Dichiarò di non poter riassumere il lavoro dopo 

Pasqua, poiché sarebbe ancora troppo limitato. Dopo un'ora avrebbe 

dolori e dovrebbe riposarsi 2-3 ore, dimodoché così non potrebbe lavorare.

14. Nel seguito con scritto dell'11 aprile 2019 l'INSAI chiese un nuovo 

apprezzamento della capacità lavorativa ZAFAS da parte dello stesso 

Dr. med. G._____ (act. C.70). Dopo aver esaminato A._____ in data 

31 maggio 2019 il medico trasmise all'INSAI il suo referto dell'11 giugno 

(act. C.82 = act. B.6). Diagnosticò dolore toracico residuo in stato dopo 

trauma da compressione toracica con fratture costali di serie a sinistra IV-

IX ed emopneumotorace, sindrome dolorosa della spalla sinistra indotta 

dall'esercizio fisico con perdita di forza, sindrome post-trombotica della 

gamba destra dopo trombosi venosa profonda, attualmente sottoposta a 

indagini ematologiche, e aumento dei disturbi nella zona del rachide 

cervicale con nota ernia discale C6/C7, presente dal 2016.

Nel frattempo sarebbero disponibili i risultati degli accertamenti 

pneumologici in merito all'esposizione all'amianto. Non sarebbero state 

rilevabili delle conseguenze di tale esposizione.

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Per quanto riguarderebbe l'incidente vi sarebbero diversi motivi per cui non 

sarebbe stato possibile riprendere l'attività abituale. Il dolore alla spalla 

sinistra dipendente dal carico e la riduzione della forza sarebbero credibili. 

Nel lavoro fisicamente impegnativo di un installatore di impianti di 

riscaldamento, spesso in posizione accovacciata, i disturbi nell'area 

dell'emitorace sinistro potrebbero pure essere fastidiosi. La sindrome post-

trombotica non influirebbe invece sulla ripresa del lavoro. Per contro il 

problema di dolore alla colonna vertebrale cervicale si svilupperebbe 

ormai come problema principale, con protrusioni discali dimostrabili a 

diversi livelli, che, tuttavia, sarebbero da considerarsi preesistenti e 

indipendenti dall'incidente. A._____ non potrebbe più svolgere il suo 

lavoro di installatore di impianti di riscaldamento in queste circostanze e 

dichiarerebbe che i disturbi alla colonna vertebrale cervicale sarebbero il 

motivo principale. Riferirebbe di dolori nella regione del rachide cervicale 

e del collo con parziale irradiazione al braccio destro. Tuttavia andrebbe 

detto anche che la condizione sarebbe nota dal 2016 e secondo il Dr. med. 

G._____ non sarebbe causalmente legata all'infortunio. Comunque a 

mente del medico A._____ potrebbe certamente essere reinserito in 

un'attività leggera, ad esempio come magazziniere con un impiego a 

tempo parziale di almeno il 50%. Rispetto alla visita del 14 dicembre 2018, 

l'atteggiamento e l'opinione di A._____ sarebbero cambiati e, secondo il 

medico, A._____ avrebbe deciso per sé stesso di non poter più partecipare 

al processo lavorativo. Nel suo caso sarebbe probabilmente molto difficile 

distinguere le conseguenze effettive dell'incidente dal problema al rachide 

cervicale che ora sarebbe in primo piano. Secondo l'apprezzamento del 

Dr. med. G._____ sarebbe sensato esaminare nuovamente A._____ in 

modo preciso e corretto in condizioni di degenza. Il centro di riabilitazione 

dell'INSAI di Bellikon sarebbe un buon punto di riferimento.

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15. Con sostegno dell'Istituto Nazionale Assistenza Sociale (INAS) 

Frontalierato Svizzera-Grigioni, in data 6 giugno 2019 A._____ inoltrò una 

nuova richiesta di prestazioni AI (act. C.75 segg.).

16. Il medico dell'assicurazione Dr. med. I._____, medico specialista in 

chirurgia ortopedica e traumatologia dell'apparato locomotore, dichiarò 

all'INSAI su domanda del 26 giugno 2019 (act. C.85) che a suo avviso i 

dolori alla colonna cervicale non sarebbero da ricondurre all'infortunio del 

10 giugno 2018, bensì costituirebbero un'affezione preesistente dal 2016. 

Difatti l'evento incidentale non avrebbe compromesso la colonna 

cervicale. Una limitazione della capacità lavorativa dovuta al trauma di 

compressione toracico sarebbe invece tuttora data. Vi sarebbero disturbi 

residui in funzione della posizione e del carico nella regione del torace, 

oltre a un problema con le vene.

17. L'INSAI annunciò A._____ per un esame specialistico in pneumologia e 

angiologia presso l'Ospedale J._____ e l'Ospedale K._____.

Nel suo referto angiologico del 5 agosto 2019 (act. C.95) il Dr. med. 

L._____, medico specialista in medicina interna generale, cardiologia e 

angiologia, costatò che le vene sarebbero di nuovo canalizzate 

normalmente. Non vi sarebbe più alcuna differenza sostanziale di 

circonferenza fra la parte inferiore della gamba sinistra e quella destra. Le 

alterazioni cutanee sarebbero evidenti su entrambe le gambe; a suo dire 

non sarebbero però post-trombotiche ma piuttosto dovute d'un canto al 

notevole sovrappeso e d'altro canto eventualmente anche al trattamento 

con anticoagulanti.

Con referto del 28 agosto 2019 il Dr. med. M._____, medico specialista in 

radiologia, si espresse in merito a una possibile asbestosi, negandola 

(act. C.103).

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Il referto pneumologico intervenne il 3 settembre 2019 (act. C.105 = 

act. B.7) da parte del Dr. med. N._____, medico specialista in medicina 

interna generale e in pneumologia. Dopo esame del 27 agosto 2019 

quest'ultimo medico ritenne che da varie misurazioni della funzione 

polmonare, ad eccezione del picco di flusso espiratorio (peak expiratory 

flow, PEF), sarebbero risultati dei valori del tutto nella norma. L'analisi dei 

gas nel sangue arterioso avrebbe inoltre rivelato una lieve insufficienza 

respiratoria parziale. Il valore ristretto del PEF lo interpreterebbe come una 

limitazione legata al dolore durante le manovre di respirazione forzata. I 

dolori al torace nella zona delle costole inferiori durante il movimento e lo 

sforzo sarebbe un residuo del trauma da compressione del torace. 

Presumerebbe che si tratti di dolori cronici o cronicizzati e che ci sia una 

limitazione funzionale permanente nel contesto dei dolori. In questo caso 

potrebbero essere utili misure riabilitative o fisioterapiche. La lieve 

insufficienza respiratoria parziale potrebbe avere varie cause. Oltre a un 

mismatch ventilazione-perfusione nel contesto dell'obesità (altezza 

190 cm, peso 146 kg, BMI 40.4 kg/m2) sarebbe teoricamente possibile una 

causa cardiaca o un'ipertensione polmonare nel contesto di un'ipotizzabile 

embolia polmonare (con trombosi venosa della gamba dimostrata). Oltre 

ai problemi menzionati anche l'obesità potrebbe contribuire alla dispnea 

da sforzo mMRC 2 descritta da A._____.

18. Nel frattempo in data 20 agosto 2019 l'INPS (Istituto Nazionale Previdenza 

Sociale) italiano espresse il suo giudizio definitivo sull'accertamento 

dell'invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità. A 

A._____ venne riconosciuta un'invalidità del 46% dal 3 giugno 2019 in poi 

(act. D.12). Ciò in base a una diagnosi di esiti di trauma toracico con 

fratture costali multiple a sinistra e sindrome restrittiva obesità con 

sospetta osas meniscopatia a sinistra ed esiti di lesione sovraspinosa alla 

spalla sinistra, discopatia cervicale ed esiti di trombosi venosa profonda 

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gemellare (codice DM 5/2/92 6014), costatando una riduzione permanente 

della capacità lavorativa dal 34% al 73%.

19. In base ai due referti specialistici in angiologia e pneumologia, il medico 

assicurativo Dr. med. I._____ rilasciò la sua valutazione medica il 

25 settembre 2019 (act. C.108 = act. B.8). A suo dire, solo i disturbi residui 

nella regione toracica e le condizioni dopo la trombosi venosa sul lato 

destro sarebbero da ricondurre all'infortunio. Per quanto riguarda il 

problema toracico si potrebbe escludere una disfunzione polmonare 

dovuta all'incidente. Le fratture costali sarebbero completamente 

consolidate, eventuali disturbi residui dovrebbero essere attribuiti alla 

cicatrizzazione post-traumatica della parete toracica. L'esame medico 

specialistico avrebbe mostrato in merito alle vene che la trombosi sarebbe 

guarita senza conseguenze. Andrebbe notato che dal punto di vista della 

causa dell'infortunio un anno e un quarto dall'incidente si potrebbe esigere 

una capacità lavorativa piena nell'attività abituale. Tuttavia i fattori di 

malattia verosimilmente non consentirebbero la riabilitazione 

nell'occupazione abituale.

Il medico giudicò inoltre che tutti i disturbi del rachide cervicale sarebbero 

di natura degenerativa. Dagli accertamenti nell'ambito della spalla sinistra 

non sarebbero emersi indizi di lesioni strutturali nell'area della spalla da 

ricondurre all'incidente. Anche in questa zona vi sarebbero invece delle 

alterazioni degenerative che dovrebbero essere valutate come 

preesistenti. Pertanto con probabilità preponderante i disturbi alla spalla 

sinistra non sarebbero stati causati dall'infortunio.

20. Con decisione dell'11 ottobre 2019 (act. C.114 = act. B.3) l'INSAI chiuse il 

caso e sospese l'erogazione delle prestazioni assicurative finora versate 

(indennità giornaliere e spese di cura) con effetto dal 31 ottobre 2019, 

ritenendo che l'ulteriore incapacità al lavoro e le cure mediche non 

andrebbero quindi più a carico dell'assicurazione infortuni, bensì 

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dell'assicurazione malattia. Secondo la valutazione del medico di 

circondario, a 18 mesi dall'infortunio si potrebbe ragionevolmente esigere 

una capacità lavorativa completa nella professione svolta prima 

dell'infortunio. I disturbi attualmente ancora presenti alla colonna cervicale 

e alla spalla sinistra non sarebbero più in relazione con l'infortunio.

21. In data 14 novembre 2019 A._____ fece sollevare opposizione tramite 

l'INAS (act. C.123 = act. B.2), facendo valere essenzialmente che le sue 

condizioni di salute non gli permetterebbero una ripresa dell'attività 

lavorativa e che i postumi dell'incidente sarebbero tali da valutarne l'entità 

ai fini della corresponsione da parte dell'INSAI delle prestazioni di invalidità 

(indennità per menomazione dell'integrità e rendita di invalidità).

L'evento del 10 giugno 2018 sarebbe da intendersi come infortunio grave. 

Le parti colpite direttamente al momento dell'incidente sarebbero la 

schiena, la spalla sinistra, il ginocchio sinistro e il torace. Prima 

dell'incidente, egli non avrebbe sofferto di alcuna limitazione. Lo sviluppo 

degenerativo sarebbe stato accelerato dall'infortunio. L'obbligo dell'INSAI 

di pagare le prestazioni cesserebbe soltanto se il danno alla salute 

sarebbe dovuto solo ed esclusivamente a fattori estranei all'infortunio.

Per quanto riguarderebbe il torace sarebbe vero che le costole si 

sarebbero saldate, però la parte sinistra risulterebbe notevolmente 

compressa, il cui volume sarebbe ridotto almeno del 30%. Questa 

condizione con le almeno 14 fratture anche scomposte causerebbe dei 

dolori frequenti e difficoltà respiratoria, costringendolo spesso al riposo 

assoluto e alla terapia antidolorifica. Non si potrebbe comunque parlare di 

ritorno allo status quo ante.

Il Dr. med. G._____ avrebbe classificato i disturbi al torace come credibili 

e affermato che A._____ dovrebbe convivere con le conseguenze del 

trauma toracico. Alla spalla, oltre ai fattori degenerativi sarebbero presenti 

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anche lesioni da trauma. A causa del trauma i disturbi preesistenti alla 

spalla sarebbero peggiorati. Non sarebbe possibile reintegrare A._____ 

nella sua occupazione abituale. La capacità lavorativa in attività adatta 

leggera sarebbe del 50%. Il medico avrebbe inoltre dichiarato che sarebbe 

difficile distinguere le conseguenze effettive dell'incidente sulla colonna 

vertebrale dai disturbi preesistenti. Avrebbe costatato pure che le ernie 

cervicali C6 e C7 sarebbero già state presenti e curate nel 216 [recte: 

2016] e 2017, ma le altre due ernie trovate in C4/C5 e C5/C6 sarebbero 

apparse a seguito dell'incidente.

Il Dr. med. N._____ avrebbe diagnosticato un'insufficienza respiratoria 

parziale. Il test di camminata veloce sarebbe stato effettuato due volte, la 

seconda volta dopo somministrazione di un broncodilatatore. Il 

pneumologo avrebbe inoltre raccomandato l'esecuzione di una tomografia 

computerizzata. Ambedue i medici avrebbero suggerito di far sottoporre 

A._____ a ulteriori accertamenti, ma lui non sarebbe mai stato informato 

su queste possibilità. La relazione del Dr. med. I._____ sarebbe inoltre 

lacunosa.

La menomazione fisica al torace sarebbe permanente e causerebbe forti 

dolori, con i quali sarebbe difficile convivere. Anche gli altri disturbi 

lamentati sarebbero stati causati dall'infortunio del 10 giugno 2018.

22. Il 13 gennaio 2020 l'Ufficio AI (procedura parallela di invalidità) incaricò il 

Dr. med. O._____, medico specialista in medicina interna generale e 

reumatologia, di allestire una perizia monodisciplinare reumatologia 

(act. C.134).

23. In data 16 gennaio 2020 (act. C.135) l'avvocato Fabrizio Keller, nel 

frattempo incaricato da A._____, si rivolse all'INSAI, chiedendo di chiarire 

se l'INSAI ritenga che non sia dovuta più alcuna prestazione, inclusa 

anche un'eventuale rendita di invalidità e un'eventuale indennità per 

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menomazione dell'integrità, oppure se la decisione impugnata 

riguarderebbe unicamente l'indennità giornaliera e le spese di cura. 

L'INSAI rispose il 27 gennaio 2020 (act. C.139) che la decisione si 

riferirebbe all'integrità delle prestazioni previste dalla LAINF.

24. La Divisione giuridica dell'INSAI pose delle domande al Centro di 

competenza per medicina assicurativa dell'INSAI. Per quest'ultimo rispose 

il Dr. med. P._____, medico specialista in chirurgia, il 6 febbraio 2020 

(act. C.143 = act. B.12), ritenendo che le uniche evidenti conseguenze 

post-traumatiche, come le fratture alle costole e la trombosi venosa, 

sarebbero guarite praticamente senza conseguenze e non dovrebbero 

limitare in modo significativo la capacità lavorativa di A._____ nella 

professione che svolgeva prima dell'infortunio. Dai referti specialistici non 

troverebbero lesioni strutturali di grande rilevanza che possano impedire 

di riprendere la regolare attività professionale che svolgeva prima 

dell'infortunio. Sarebbe opportuno ottenere ulteriori referti riguardanti la 

mobilità dell'articolazione alla spalla e un'ulteriore artro risonanza 

magnetica dell'omonima spalla, per valutarne anche le prospettive di 

guarigione. Dal loro punto di vista sarebbe immensamente importante che 

A._____, a 56 anni di età, riprendesse al più presto possibile un'attività 

lavorativa. Momentaneamente sembrerebbe che i disturbi si limitino alla 

spalla sinistra e che sembrerebbero di entità lieve da conseguirne una 

pronta guarigione. Solo dopo che sarebbero stati effettuati gli accertamenti 

mancanti, loro potrebbero esprimersi definitivamente in merito.

25. In un documento apparentemente inoltrato da A._____ (act. C.151), il 

Dr. med. Q._____ del Centro Medico Diagnostico e di Riabilitazione di 

R._____ (Italia) indicò quale motivo dell'esame una sospetta spalla 

congelata in esiti traumatici e ritenne che vi sarebbero modeste alterazioni 

di significato degenerativo al tendine del sovraspinato in assenza di 

focalità a eventuali lesioni a carattere attuale e minime alterazioni di 

significato distrofico cistico al trochite omerale, ma non vi sarebbero altre 

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alterazioni di rilievo né segni di versamento articolare né altre alterazioni 

focali o diffuse alle strutture ossee, con regolari rapporti articolari.

26. Con progetto di decisione del 3 aprile 2020 (act. C.156) l'Ufficio AI 

comunicò a A._____ di prevedere di decidere che egli abbia diritto a una 

rendita intera d'invalidità dal 1° dicembre 2019 al 31 gennaio 2020. 

Parallelamente gli comunicò che egli non avrebbe diritto a provvedimenti 

professionali e che tale richiesta sarebbe respinta. A._____ fece sollevare 

opposizione tramite l'avv. Fabrizio Keller (vedi l'act. B.9).

27. Con ritardo dovuto alla pandemia del SARS-CoV-2, il 16 giugno 2020 si 

svolse la visita medica presso il medico di circondario, il Dr. med. S._____, 

specialista in chirurgia ortopedica e traumatologia dell'apparato 

locomotore (act. C.164). Motivo della visita furono l'eventuale procedere 

terapeutico e la valutazione dello stato attuale della spalla sinistra e delle 

conseguenze infortunistiche, oltre alla valutazione dell'abilità lavorativa ed 

eventuale diritto all'indennità per menomazione dell'integrità.

Per quanto concernerebbe le strette conseguenze infortunistiche e la pluri-

frattura dell'emitorace sinistro si noterebbe una situazione stabile da più di 

un anno senza un oggettivabile problema respiratorio. Le conseguenze 

dell'infortunio e le valutazioni nel decorso avrebbero mostrato una 

situazione guarita e priva di problemi. Quanto al problema delle costole 

dell'emitorace sinistro potrebbe riconfermare la valutazione del Dr. med. 

I._____ del 25 settembre 2019, siccome già l'anno precedente (2019) si 

avrebbe notato una completa consolidazione delle fratture senza evidente 

instabilità con un respiro normale. 

Pure in merito ai problemi della spalla sinistra potrebbe confermare la 

valutazione del Dr. med. I._____ del 25 settembre 2019, dove i problemi 

della colonna cervicale sarebbero di origine degenerativa e non 

infortunistica. L'infortunio non avrebbe portato a un cambiamento del 

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processo degenerativo. Quanto ai problemi alla spalla sinistra vi sarebbe 

stato un miglioramento nel decorso ma sarebbe ancora presente una 

limitazione sopra l'orizzontale. Le risonanze magnetiche dell'agosto 2018 

e del 30 ottobre 2019 non avrebbero mostrato nessun danno di origine 

infortunistico e nessun cambiamento strutturale a parte i segni 

degenerativi con un impingement sub-acromiale cronico con conseguenti 

tendinopatie che non sarebbero state influenzate dall'infortunio. 

L'eventuale conseguenza infortunistica di un'acutizzazione del processo 

degenerativo alla spalla sinistra sarebbe guarita in modo sicuro, dopo due 

anni, e alla visita odierna potrebbe escludere in modo chiaro una spalla 

congelata. Gli esami non avrebbero mostrato nessuna lesione di origine 

infortunistica strutturale della spalla sinistra. Si potrebbe esprimere una 

chiara estinzione del nesso causale per i dolori alla spalla sinistra e alla 

colonna cervicale riguardando l'infortunio del 10 giugno 2018.

Confermerebbe anche la piena abilità lavorativa con una limitazione nel 

piegarsi in avanti che in gran parte sarebbe disturbato a causa del volume 

della pancia che già da seduto non riuscirebbe a piegarsi verso il piede. In 

piedi sarebbe riuscito ad arrivare fino a 37 cm fra mano e suolo. Per quanto 

concernerebbe l'indennità per menomazione dell'integrità in presenza 

delle fratture guarite non vi sarebbe diritto a tale beneficio.

28. Su concrete domande dell'avv. Fabrizio Keller del 30 giugno 2020 

(act. C.165), il Dr. med. S._____ precisò le sue conclusioni in data 

10 agosto 2020 (act. C.168).

29. L'INSAI emanò la decisione su opposizione il 12 agosto 2020 (act. C.169 

= act. B.1), respingendo l'opposizione e togliendo l'effetto sospensivo a un 

eventuale ricorso al tribunale cantonale delle assicurazioni.

30. Avverso questa decisione A._____ ha presentato ricorso al Tribunale 

amministrativo del Cantone dei Grigioni in data 11 settembre 2020, senza 

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essere rappresentato in questa sede (act. A.1). Chiede l'annullamento 

della decisione impugnata con rinvio degli atti all'INSAI perché abbia a 

emanare una decisione di rendita d'invalidità perlomeno del 50% e una 

decisione di indennità per menomazione dell'integrità almeno del 15%.

Fa valere che al momento dell'incidente del 10 giugno 2018 avrebbe usato 

il braccio sinistro, impiegando una forza sovraumana, al fine di impedire 

che il mezzo agricolo di una tonnellata che lo aveva investito, 

schiacciandolo violentemente con la schiena a terra e la testa piegata, lo 

colpisse in testa. Per questo le parti direttamente colpite sarebbero la 

schiena, la spalla sinistra, il torace e il ginocchio sinistro. Sarebbe 

inconfutabile che lo schiacciamento avrebbe provocato lesioni irreversibili 

e dolori cronici invalidanti ancora ben evidenti ad oggi.

Come fatto valere nell'opposizione ma non considerato dall'INSAI, il torace 

con le almeno 14 fratture, anche scomposte, non potrebbe più ritornare 

come prima dell'infortunio. Benché le fratture si sarebbero saldate, la parte 

sinistra risulterebbe notevolmente compressa con un volume ridotto 

almeno del 30%. Inoltre i dolori moltiplicati per il numero di fratture e per 

l'area compromessa sarebbero cronici. Si tratterebbe di una 

menomazione irreversibile e permanente.

L'INSAI avrebbe disatteso i suggerimenti proposti dai medici, fra cui quelli 

dei Dr.es med. G._____, N._____, I._____ e O._____. Tutti avrebbero 

ritenuto che sussisterebbero ancora delle conseguenze dell'infortunio 

oppure che lui non sarebbe idoneo a svolgere il suo lavoro a tempo pieno.

Avrebbe già riscontrato la limitazione al braccio sinistro già quando era in 

ospedale, ma i medici avrebbero concentrato la loro attenzione sul 

problema al polmone perforato e sul torace. La prima risonanza magnetica 

del 30 agosto 2018 avrebbe rivelato la presenza di tumefazioni sia di 

origine traumatica sia presunte degenerative. Il medico curante Dr. med. 

- 18 -

T._____ che l'avrebbe visitato il 22 ottobre 2019 e l'8 novembre 2019 gli 

avrebbe confermato la diagnosi di capsulite adesiva "frozen shoulder" 

della spalla sinistra causata dal trauma da schiacciamento subito 

nell'infortunio (cfr. l'act. C.122). La decisione impugnata conterrebbe dati 

confusi o addirittura mancanti e non risponderebbe alle domande sollevate 

nell'opposizione. La patologia degenerativa non avrebbe sicuramente 

avuto un'evoluzione così improvvisa nella manifestazione di sintomi 

dolorosi e lmitazioni funzionali senza l'infortunio. Sarebbe stato proprio 

l'evento traumatico a determinare un significativo peggioramento. Il 

riscontro del Dr. med. S._____ sarebbe contrastato da quanto rilevato 

dagli altri medici.

Nella decisione impugnata inoltre non troverebbe menzione neanche la 

trombosi venosa profonda, benché il ricorrente sarebbe in cura da oltre 

due anni presso il Dr. med. E._____ per questo problema (vedi gli allegati 

act. B.10 e B.11).

Vi si aggiungerebbe ancora che dopo l'incidente sarebbero state accertate 

altre due ernie cervicali C4/C5 e C5/C6 che sarebbero plausibilmente 

comparse in conseguenza della posizione assunta dal ricorrente nel 

momento in cui sarebbe stato sbattuto violentemente a terra con la testa 

piegata e schiacciato dal peso del mezzo agricolo. L'INSAI avrebbe 

omesso di fare accertamenti anche in merito a questo problema, 

nonostante sia stato segnalato.

Infine dopo l'infortunio il ricorrente avrebbe riscontrato difficoltà 

respiratorie e dolori nella respirazione sia da fermo sia in movimento 

associati ai dolori costali e toracici. Il Dr. med. N._____ avrebbe suggerito 

di prendere in considerazione una tomografia computerizzata a basso 

dosaggio per chiarire la situazione.

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Insomma la situazione sarebbe molto complessa e non potrebbe essere 

archiviata tenendo conto del contenuto della decisione su opposizione per 

le numerose contraddizioni esposte. Sarebbe insostenibile l'affermazione 

dei Dr.es med. I._____ e S._____ che lui potrebbe esercitare la sua 

professione di manutentore e installatore di impianti sanitari al 100% 

31. Con risposta al ricorso del 9 ottobre 2020 (act. A.2) l'INSAI ha proposto la 

reiezione integrale del ricorso.

Asserisce che i disturbi alla colonna cervicale e alla spalla sinistra non 

sarebbero più in relazione di causalità con l'infortunio. Per quanto 

riguarderebbe le lesioni riportate al torace, il ricorrente sarebbe in grado di 

riprendere a svolgere la propria attività originaria in misura completa. Il 

fatto che il ricorrente sia stato vittima di un infortunio non significherebbe 

che l'INSAI debba versare le prestazioni vita natural durante. Anche i dolori 

riferiti non giustificherebbero un'incapacità di lavoro e/o il riconoscimento 

di un'indennità per menomazione all'integrità.

In procedura di opposizione l'incarto sarebbe stato sottoposto al Centro di 

competenza della Divisione medicina assicurativa. Il Dr. med. P._____ 

avrebbe rilevato che le conseguenze dell'infortunio, cioè la frattura delle 

costole e la trombosi venosa profonda, sarebbero guarite praticamente 

senza conseguenze e non dovrebbero limitare in modo significativo la 

capacità lavorativa del ricorrente nell'attività che svolgeva prima 

dell'infortunio. Al fine di fugare le incertezze, l'INSAI avrebbe seguito il 

consiglio del Dr. med. P._____ e avrebbe versato agli atti il referto e le 

lastre della risonanza magnetica esperita il 30 ottobre 2019, la quale 

avrebbe messo in luce unicamente delle modeste alterazioni di significato 

degenerativo del sovraspinato. Il ricorrente sarebbe poi stato esaminato 

dal Dr. med. S._____, altro medico di circondario, in data 16 giugno 2020, 

il quale avrebbe confermato le conclusioni del Dr. med. I._____.

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In merito al rachide cervicale, in occasione della visita del 31 maggio 2019 

il Dr. med. G._____ avrebbe spiegato al ricorrente che i disturbi non 

avrebbero nulla a che fare con l'infortunio ma sarebbero di natura 

morbosa. L'affermazione del ricorrente che l'infortunio avrebbe causato le 

ernie C4-C5 e C5-C7 non sarebbero corroborate da alcun elemento. Dalla 

perizia del Dr. med. O._____, allestita su incarico dell'AI, risulterebbe che 

il ricorrente presenterebbe una sindrome cervico-spondilogena cronica 

bilaterale, prevalentemente a destra su alterazioni degenerative 

plurisegmentali nel rachide cervicale (protrusione discale C4-C5 e C6-C7). 

Non vi sarebbe nessun accenno in merito a un'eventuale eziologia 

traumatica, fermo restando che la risonanza magnetica del 24 ottobre 

2016 avrebbe messo in luce dei dischi intersomatici disidratati, bulging 

discale C4-C5 e un'ernia discale C6-C7, per cui il ricorrente non potrebbe 

pretendere che prima dell'infortunio non presentava alcuna alterazione a 

livello C5-C6, fermo restando che il principio post hoc ergo propter hoc 

non permetterebbe di riconoscere il nesso di causalità naturale secondo il 

criterio della probabilità preponderante e pertanto non potrebbe essere 

considerato quale mezzo di prova.

Per quanto riguarderebbe la spalla sinistra, il Dr. med. O._____ avrebbe 

diagnosticato una periatropatia omero-scapolare con deficit funzionale in 

artrosi acromion-claveare; anche in tal caso non riterrebbe che si tratti di 

alterazioni post-infortunistiche.

Preso atto del ricorso, in data 7 ottobre 2020 si sarebbe espresso 

nuovamente il Dr. med. S._____, confermando le sue valutazioni del 

16 giugno 2020. Sussisterebbe un'ernia cervicale degenerativa e la spalla 

non presenterebbe danni da ricondurre all'infortunio. Oggettivamente la 

radiografia del 27 agosto 2019 mostrerebbe un torace assolutamente 

normale senza segni di riduzione del volume.

- 21 -

In merito alla funzionalità polmonare e al torace anche il Dr. med. N._____ 

avrebbe ritenuto in data 3 settembre 2019 che la funzionalità polmonare 

sarebbe normale, ad eccezione del picco di flusso espiratorio. 

Sussisterebbe una lieve insufficienza respiratoria parziale che potrebbe 

avere varie cause (l'obesità, una causa cardiaca, ipertensione polmonare 

nel contesto di un'ipotizzabile embolia polmonare). Dalla perizia del 

Dr. med. O._____ risulterebbe peraltro che prima dell'infortunio il 

ricorrente sarebbe stato esaminato da uno specialista in pneumologia in 

quanto accusava un dolore intenso quando era costretto ad alzare dei pesi 

superiori ai 5 kg e quando doveva compiere movimenti di flessione e 

rotazione della spalla.

La trombosi sarebbe risolta, come risulterebbe dal referto del Dr. med. 

L._____ del 5 agosto 2019. Nel suo rapporto, prodotto con il ricorso, il 

Dr. med. E._____, d'un lato, si limiterebbe a evocare la possibilità che la 

patologia da lui riscontrata sia da ricondurre all'infortunio e, d'altro lato, 

non avrebbe mai preteso che vi sia un'inabilità lavorativa.

Alla luce dei rapporti specialistici in angiologia e pneumologia non 

sussisterebbe nessun motivo per mettere in dubbio le conclusioni dei 

Dr.es med. I._____, P._____ e S._____, i quali avrebbero riconosciuto il 

ricorrente abile al lavoro al 100% nella sua attività originaria. La capacità 

di lavoro attestata il 31 maggio 2019 dal Dr. med. G._____ di almeno il 

50% in attività leggere terrebbe conto dell'insieme delle patologie 

presentate dal ricorrente, fermo restando che il ricorrente stesso avrebbe 

riferito al medico che il motivo principale per il quale la ripresa del lavoro 

abituale non entrerebbe più in considerazione sarebbe da ricondurre al 

rachide cervicale e cioè un danno alla salute che, così come pure le 

alterazioni alla spalla sinistra, non concernerebbe l'infortunio e con questo 

l'INSAI. Sulla base delle risposte del ricorrente lo stesso Dr. med. G._____ 

avrebbe rilevato che il ricorrente avrebbe deciso di uscire dal processo 

lavorativo.

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L'INSAI non dovrebbe tenere conto di dolori fatti valere che non potrebbero 

essere messi in relazione con le lesioni subite. A tal proposito il Dr. med. 

O._____ avrebbe rilevato che il ricorrente sarebbe stato in grado di 

spogliarsi e rivestirsi in maniera autonoma, mantenendosi in parte su una 

gamba sola, sia sulla destra sia sulla sinistra, piegando liberamente le 

anche e le ginocchia e in parte anteflettendo il tronco. Il ricorrente avrebbe 

riposto i vestiti in parte sul gancio situato sopra la sua testa alzando 

simmetricamente le braccia, anche quando si sarebbe sfilato la maglia. 

Durante l'anamnesi il ricorrente sarebbe rimasto seduto tranquillamente 

senza ricercare posizioni antalgiche e sarebbe passato dalla posizione 

seduta a quella in piedi e viceversa senza problemi. Non vi sarebbe stata 

nessuna zoppia alla deambulazione. Vi sarebbe invece una discrepanza 

tra l'intensità dei dolori recepiti come invalidanti e il fabbisogno analgesico 

incostante di riserva al quale ricorrerebbe il ricorrente.

32. Con esaustiva replica del 3 novembre 2020 (act. A.3) il ricorrente ha 

confermato le sue richieste. Critica varie affermazioni contenute nei referti 

medici e le conclusioni tratte dall'INSAI. Inoltre versa agli atti vari 

documenti concernenti la fisioterapia, alcune fatture e risultati di analisi, 

praticamente tutti antecedenti la decisione impugnata.

33. L'INSAI ha presentato la sua duplica il 13 novembre 2021 (act. A.4), nella 

quale conferma quanto scritto e richiesto in precedenza e fa valere che 

nella sua lunga replica il ricorrente si sarebbe limitato a riprendere i fatti e 

contestare le conclusioni dei Dr.es med. I._____ e S._____, senza fornire 

alcun nuovo elemento di giudizio.

34. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini 

del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

- 23 -

II. Considerando in diritto:

1. Ai sensi dell'art. 1 cpv. 1 della Legge federale sull'assicurazione contro gli 

infortuni del 20 maro 1981 (LAINF; RS 832.20) in unione con l'art. 56 cpv. 1 

e con l'art. 58 cpv. 2 della Legge federale sulla parte generale del diritto 

delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; RS 830.1) contro le 

decisioni su opposizione delle assicurazioni contro gli infortuni l'assicurato 

domiciliato all'estero può interporre ricorso al tribunale delle assicurazioni 

del cantone in cui il suo ultimo datore di lavoro aveva domicilio.

Nell'occorrenza il ricorrente è domiciliato a U._____ in Italia e ha lavorato 

da ultimo, appena prima dell'infortunio, presso una dita con sede a 

C._____ nel Cantone dei Grigioni. La competenza per materia è anch'essa 

data in base all'art. 57 LPGA in unione con l'art. 49 cpv. 2 lett. a della 

Legge sulla giustizia amministrativa del 31 agosto 2006 (LGA; 

CSC 370.100). Questa Corte è dunque competente per trattare la pratica 

in giudizio.

In quanto destinatario formale e materiale della decisione su opposizione, 

il ricorrente è particolarmente toccato dalla decisione impugnata, ha un 

interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica della stessa 

ed è quindi legittimato a presentare ricorso (art. 59 LPGA). Sul ricorso 

tempestivo e presentato nella dovuta forma può perciò essere entrato nel 

merito (artt. 60 e 61 lett. b LPGA).

2. Controverso è se il resistente ha chiuso il caso d'infortunio del ricorrente a 

giusto titolo, sospendendo il versamento delle indennità giornaliere dal 

31 ottobre 2019 in poi e negando il diritto a una rendita d'invalidità LAINF 

nonché a un'indennità per menomazione dell'integrità. Va esaminato 

innanzitutto se i problemi di salute ancora lamentati dal ricorrente siano da 

ricondurre all'infortunio del 10 giugno 2018 e se questi siano invalidanti o 

costituiscano una menomazione all'integrità del ricorrente.

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3. Dapprima vanno ricordati i principi delle varie prestazioni assicurative della 

LAINF.

3.1. Giusta l'art. 6 cpv. 1 LAINF, per quanto non previsto altrimenti dalla legge, 

le prestazioni assicurative sono effettuate in caso d'infortuni professionali, 

d'infortuni non professionali e di malattie professionali. L'assicurazione 

effettua le prestazioni anche per fratture e altre lesioni corporali, sempre 

che non siano dovute prevalentemente all'usura o a una malattia (cpv. 2). 

Effettua le prestazioni pure per lesioni causate alla persona infortunata 

durante la cura medica (cpv. 3).

3.2. Secondo l'art. 10 cpv. 1 LAINF una persona assicurata ha diritto alla cura 

appropriata dei postumi d'infortunio. Devono dunque esserle pagate o 

indennizzate le spese per prestazioni sanitarie createsi in tal senso. Tale 

diritto non comprende però tutti gli atti medici possibili e immaginabili, 

bensì unicamente i trattamenti necessari, grazie all'impiego di mezzi 

adeguati, per ristabilire la salute. Ai sensi dell'art. 54 LAINF le misure 

sanitarie devono essere limitate a quanto richiede lo scopo del 

trattamento. La persona assicurata ha diritto al pagamento delle spese di 

cura previste dalla legge solo fino al momento in cui è preventivabile un 

notevole miglioramento dello stato di salute. Quando una misura riesce 

con probabilità preponderante soltanto ad attenuare per un periodo 

limitato i disturbi causati da un danno alla salute stazionario, non sussiste 

alcun diritto alla continuazione del trattamento. In altre parole il diritto alle 

cure cessa qualora dalla loro continuazione del trattamento non sia da 

attendersi un sensibile miglioramento della salute della persona 

assicurata. Nemmeno persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla 

continuazione del trattamento se da questo non è dato sperare in un 

miglioramento sensibile dello stato di salute.

3.3. Secondo l'art. 16 cpv. 1 LAINF ha diritto all'indennità giornaliera la persona 

assicurata totalmente o parzialmente incapace al lavoro ai sensi dell'art. 6 

- 25 -

LPGA in seguito a infortunio. Il diritto si estingue con il ripristino della piena 

capacità lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la morte della 

persona assicurata (cpv. 2).

3.4. Presupposto essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte 

dell'assicurazione contro gli infortuni è l'esistenza di un nesso di causalità 

naturale fra l'evento e le sue conseguenze che nel caso delle indennità 

giornaliere si riassumono nel danno alla salute da cui deriva l'incapacità al 

lavoro. Questo presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa 

ammettere che senza l'evento infortunistico il danno alla salute non si 

sarebbe potuto verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo. 

Non occorre invece che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del 

danno alla salute; è sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad 

altri fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o 

psichica della persona assicurata, vale a dire che l'evento appaia come 

una condizione sine qua non del danno. È questione di fatto lo stabilire se 

tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità 

naturale. Su detta questione l'assicurazione e il tribunale si determinano 

secondo il principio della probabilità preponderante. Ne discende che ove 

l'esistenza di un nesso di causalità tra infortunio e danno sia possibile, ma 

non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato 

dall'infortunio assicurato deve essere negato (DTF 129 V 177 consid. 3.1). 

Secondo la giurisprudenza il nesso di causalità deve però essere anche 

adeguato. Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato 

effetto quando secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della 

vita il fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si 

è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato 

dall'evento in questione (DTF 129 V 177 consid. 3.2).

3.5. Il diritto alla cura medica e alle indennità giornaliere cessa con la nascita 

del diritto alla rendita (art. 19 cpv. 1 ultimo periodo LAINF). I due titoli di 

diritto sono dunque alternativi e si escludono a vicenda.

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3.6. Ha diritto a una rendita d'invalidità chi rimane invalido ai sensi dell'art. 8 

LPGA almeno al 10% in seguito a infortunio se l'infortunio si è verificato 

prima del raggiungimento dell'età ordinaria di pensionamento (art. 18 

cpv. 1 LAINF). Nasce qualora dalla continuazione della cura medica non 

sia da attendersi un sensibile miglioramento della salute della persona 

assicurata e siano conclusi eventuali provvedimenti d'integrazione dell'AI 

(art. 19 cpv. 1 primo periodo LAINF).

3.7. Infine la persona assicurata ha diritto a un'equa indennità se, in seguito 

all'infortunio, accusa una menomazione importante e durevole all'integrità 

fisica, mentale o psichica (art. 24 cpv. 1 LAINF). L'indennità è determinata 

simultaneamente alla rendita d'invalidità o al termine della cura medica se 

la persona assicurata non ha diritto a una rendita (cpv. 2).

4. Vanno rammentati ancora i principi del diritto probatorio.

4.1. Sia la procedura amministrativa sia quella dinanzi al tribunale cantonale 

delle assicurazioni sono governate dal principio inquisitorio. Secondo 

questo principio, l'amministrazione e il tribunale devono garantire d'ufficio 

l'accertamento corretto e completo dei fatti giuridicamente rilevanti (cfr. 

art. 43 cpv. 1 e art. 61 lett. c LPGA). L'assicuratore sociale quale organo 

di decisione e, in caso di ricorso, il tribunale possono accettare un fatto 

come provato soltanto se sono convinti della sua esistenza. Nel diritto delle 

assicurazioni sociali, a meno che la legge non preveda altrimenti, il 

tribunale deve prendere la sua decisione secondo il grado di prova della 

probabilità preponderante. La semplice possibilità di una certa circostanza 

non soddisfa i requisiti della prova. Piuttosto, il tribunale deve seguire il 

resoconto dei fatti che considera il più probabile tra tutti i possibili corsi 

degli eventi. Il principio inquisitorio esclude necessariamente l'onere della 

prova nel senso di onere di produrre prove, poiché spetta al tribunale delle 

assicurazioni sociali adito (o all'organo amministrativo chiamato a 

decidere) raccogliere le prove. Nel procedimento di assicurazione sociale 

- 27 -

generalmente le parti hanno l'onere della prova solo nella misura in cui in 

assenza di prove la decisione va a svantaggio della parte che voleva trarre 

dei diritti dai fatti non provati. Tuttavia, questa regola ha effetto soltanto se 

nell'ambito del principio inquisitorio si dimostra impossibile, sulla base di 

una valutazione delle prove, stabilire fatti che abbiano almeno la 

probabilità di corrispondere alla realtà (sentenza del Tribunale federale 

8C_17/2017 del 4 aprile 2017 consid. 2.2 con rinvio alla DTF 138 V 218 

consid. 6).

4.2. Il dovere inquisitorio dura fino a quando non vi è sufficiente chiarezza sui 

fatti necessari per la valutazione della pretesa. Il principio inquisitorio è 

strettamente legato al principio della libera valutazione delle prove a livello 

amministrativo e giudiziario. Se, con una valutazione delle prove completa, 

accurata, obiettiva e orientata sul contenuto, gli accertamenti da effettuare 

d'ufficio nell'ambito del principio inquisitorio portano l'assicuratore sociale 

o il tribunale alla convinzione che un certo fatto è da considerarsi 

prevalentemente probabile e che ulteriori misure di prova non potrebbero 

più modificare questo risultato stabilito, la rinuncia all'assunzione di 

ulteriori prove non costituisce una violazione del diritto di essere sentiti 

(valutazione anticipata delle prove). Tuttavia, se permangono dubbi 

significativi sulla completezza e/o sulla correttezza delle costatazioni di 

fatto finora effettuate, devono essere effettuati ulteriori accertamenti, nella 

misura in cui dalle ulteriori misure di prova ci si possono ancora attendere 

nuovi risultati essenziali (cfr. per il tutto le sentenze del Tribunale federale 

8C_831/2019 del 13 febbraio 2020 consid. 3.2.1 e 8C_281/2018 del 

25 giugno 2018 consid. 3.2.1). Se l'assicuratore sociale rispettivamente 

l'amministrazione non ottempera al suo dovere inquisitorio o lo fa solo 

parzialmente, la causa può essere rinviata per ulteriori accertamenti e 

susseguente nuovo giudizio (cfr. la DTF 132 V 368 consid. 5).

4.3. Per poter valutare lo stato di salute e con questo la questione di quali 

prestazioni lavorative possano ancora essere pretese dalla persona 

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assicurata, l'amministrazione rispettivamente il tribunale adito in caso di 

ricorso dipendono da documenti che devono essere allestiti e forniti da 

medici o eventualmente da altri specialisti, il cui compito consiste nel 

valutare lo stato di salute e di prendere posizione in merito alla misura in 

cui e in riferimento a quale attività l'assicurato sia incapace al lavoro. In 

altre parole sono chiamati a fornire referti, in base a esami medici 

professionali e tenendo conto dei lamenti soggettivi, e fare una diagnosi 

basata su questo. In tal modo il perito medico svolge il suo compito 

originale, per il quale l'amministrazione e il tribunale adito non sono 

competenti.

4.4. Il diritto federale non prescrive come debbano essere valutate le singole 

prove. Il principio del libero apprezzamento delle prove si applica a tutte le 

procedure di ricorso amministrativo e giudiziario. Secondo questo principio 

gli assicuratori sociali e i tribunali delle assicurazioni sociali devono 

valutare le prove liberamente, cioè senza essere vincolati da regole formali 

di prova, così come in modo completo e doveroso. Per la procedura di 

ricorso ciò significa che il tribunale deve esaminare obiettivamente tutte le 

prove, indipendentemente da chi le ha fornite, e poi decidere se i 

documenti disponibili permettono una valutazione affidabile della pretesa 

giuridica in questione. In particolare, in caso di rapporti medici contrastanti 

non può decidere il caso senza valutare le prove nel loro insieme e indicare 

i motivi per cui si basa su una tesi medica piuttosto che sull'altra (DTF 143 

V 124 consid. 2.2.2 e DTF 125 V 351 consid. 3a). Quanto alla valenza 

probatoria di un rapporto medico, secondo la giurisprudenza è 

determinante che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio 

approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri 

parimenti i disturbi lamentati dall'assicurato, che sia stato stilato in piena 

conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto 

medico e della situazione medica sia chiara e che le conclusioni 

dell'esperto siano ben motivate. Di conseguenza in linea di principio per 

- 29 -

stabilire se un rapporto medico abbia valore di prova o meno non è 

decisivo né l'origine né la sua denominazione, ad esempio quale perizia o 

rapporto (DTF 134 V 231 consid. 5.1, DTF 125 V 351 consid. 3a). La 

giurisprudenza ha ciononostante ritenuto compatibile con il principio del 

libero apprezzamento delle prove stabilire alcune direttive per la 

valutazione delle prove in relazione a determinate forme di attestazioni 

mediche (DTF 125 V 351 consid. 3b, DTF 118 V 286 consid. 1b, DTF 112 

V 30 consid. 1a con rinvii).

4.5. Alle perizie ottenute nell'ambito della procedura amministrativa di medici 

specialisti esterni che rilasciano i propri rapporti in base a indagini e 

osservazioni approfondite e dopo aver preso visione di tutta la 

documentazione medica e che nella descrizione dei loro referti giungono 

a risultati concludenti va riconosciuto pieno valore probatorio nella 

valutazione delle prove, a meno che non sussistano indizi concreti a 

mettere in causa la loro attendibilità (DTF 137 V 210 consid. 1.3.4, 

DTF 125 V 351 consid. 3b/bb). Anche i rapporti e le perizie dei medici 

impiegati dall'assicurazione hanno un valore probatorio comparabile, a 

condizione che appaiano conclusivi, comprensibilmente motivati e privi di 

contraddizioni e che non vi siano indizi atti a mettere in causa la loro 

attendibilità (vedi la DTF 137 V 210 consid. 1.2.1, sentenza del Tribunale 

federale 8C_839/2016 del 12 aprile 2017 consid. 3.1 seg.). Il semplice fatto 

che il medico interpellato sia impiegato dall'assicuratore sociale non 

permette di per sé di concludere a una mancanza di obiettività o a una 

parzialità. Piuttosto sono richieste circostanze speciali che fanno apparire 

oggettivamente giustificata la sfiducia nell'imparzialità della valutazione. 

Vista la notevole importanza delle perizie mediche nel diritto delle 

assicurazioni sociali, occorre però applicare uno standard rigoroso 

all'imparzialità del perito (cfr. per il tutto le DTF 125 V 351 consid. 3b/ee, 

DTF 122 V 157 consid. 1c). In caso di dubbi, anche minimi, sull'affidabilità 

e la conclusività delle costatazioni mediche interne dell'assicuratore, 

- 30 -

devono essere fatti ulteriori accertamenti (DTF 139 V 225 consid. 5.2, 

DTF 135 V 465 consid. 4.3.2 e 4.4; sentenze del Tribunale federale 

9C_415/2017 del 21 settembre 2017 consid. 3.2, 8C_452/2016 del 

27 settembre 2016 consid. 4.2.2 seg. e 8C_245/2011 del 25 agosto 2011 

consid. 5.3).

Per quanto attiene ai rapporti dei medici curanti il tribunale può e deve 

tenere conto del fatto che, per esperienza, nel dubbio essi tendono talvolta 

a testimoniare a favore dei loro pazienti, vista la loro posizione di fiducia 

istauratasi contrattualmente (DTF 135 V 465 consid. 4.5, DTF 125 V 351 

consid. 3b/cc). In particolare, la diversa natura del mandato di cura della 

persona (specialista) terapeutica da un lato e del mandato di valutazione 

peritale commissionato d'ufficio dall'altro (cfr. la DTF 124 I 170 consid. 4) 

non basta, per sé stessa, per mettere in discussione una perizia 

amministrativa o giudiziaria e per dare adito a ulteriori accertamenti, se i 

medici curanti giungono a opinioni differenti da quelle dei periti. Sono fatti 

salvi i casi in cui si impone una valutazione diversa dalla perizia (ufficiale) 

perché i rapporti dei medici curanti menzionano degli aspetti importanti 

che non sono puramente frutto di un'interpretazione soggettiva e che sono 

rimasti non riconosciuti o non apprezzati nella perizia (sentenze del 

Tribunale federale 8C_317/2019 del 30 settembre 2019 consid. 2.3, 

8C_379/2019 del 21 agosto 2019 consid. 2.2 e 8C_835/2018 del 23 aprile 

2019 consid. 3).

4.6. In termini fattuali e temporali, nella procedura di ricorso per il tribunale 

adito è determinante lo stato di salute come si è concretizzato al momento 

dell'emanazione della decisione impugnata (vedi fra tante la sentenza del 

Tribunale federale 8C_136/2017 del 7 agosto 2017 consid. 3; cfr. UELI 

KIESER, op. cit., n. 109 ad art. 61 LPGA). Nel caso qui in giudizio vanno 

dunque considerate le circostanze sussistenti il 12 agosto 2020.

- 31 -

5. Nel seguito deve essere esaminato se il resistente ha giustamente chiuso 

il caso d'infortunio e quindi sospeso le prestazioni di breve durata, cioè il 

pagamento di spese di cura e di indennità giornaliere a partire dal 

31 ottobre 2019. In caso non dovesse sussistere il diritto alle spese di cura 

e all'indennità giornaliera, in un secondo passo va giudicato l'eventuale 

diritto a una rendita d'invalidità e a un'indennità per menomazione 

dell'integrità.

6. Una chiusura del caso con conseguente sospensione delle prestazioni di 

breve durata è possibile qualora dalla continuazione della cura medica non 

sia da attendersi un sensibile miglioramento della salute dell'assicurato e 

siano conclusi eventuali provvedimenti d'integrazione dell'AI (cfr. art. 19 

cpv. 1 primo periodo LAINF; DTF 134 V 109 consid. 4.1). Il presupposto 

del "sensibile miglioramento" si definisce nella misura del prevedibile 

incremento o ripristino della capacità lavorativa compromessa 

dall'infortunio. Il prevedibile miglioramento dalla continuazione della cura 

medica deve essere significativo, da qui il termine "sensibile" (cfr. DTF 134 

V 109 consid. 4.3). La questione del sensibile miglioramento deve essere 

giudicata prospettivamente al momento della sospensione delle 

prestazioni. Questa valutazione si fonda sulle informazioni mediche a 

proposito delle opzioni terapeutiche e del decorso della patologia, 

generalmente riassunte nel concetto di prognosi (cfr. la sentenza del 

Tribunale federale 8C_277/2012 del 12 ottobre 2012 consid. 2.2.2). La 

conclusione del caso presuppone unicamente che da ulteriori cure 

mediche non ci si debba più aspettare un sensibile miglioramento dello 

stato di salute; non è invece richiesto che un trattamento medico non sia 

più necessario (cfr. le sentenze del Tribunale federale 8C_590/2008 del 

3 dicembre 2008 consid. 4.2 e 8C_432/2009 del 2 novembre 2009 

consid. 3.2).

6.1. Nel caso qui in giudizio è incontestato che l'incidente con il mezzo agricolo 

del 10 giugno 2018 costituisca un infortunio non professionale ai sensi 

- 32 -

dell'art. 8 LAINF. Sono inoltre conclusi, per quanto si possa costatare dagli 

atti, i provvedimenti d'integrazione dell'AI. Pacifico è inoltre che il ricorrente 

dichiari di soffrire ancora di vari danni alla salute. Controverso è d'una 

parte quali di questi danni alla salute siano da ricondurre causalmente 

all'infortunio, e d'altra parte pure quali di essi siano guariti rispettivamente 

se a quel proposito ci si debba ancora aspettare un sensibile 

miglioramento ai sensi della giurisprudenza. Ciò va giudicato 

esclusivamente sotto l'ottica del diritto dell'assicurazione contro gli 

infortuni (e non ad esempio anche dell'assicurazione malattia; cfr. l'art. 3 

cpv. 1 LPGA che definisce la malattia come qualsiasi danno alla salute 

fisica, mentale o psichica che non sia la conseguenza di un infortunio e 

che richieda un esame o una cura medica oppure provochi un'incapacità 

al lavoro).

6.2. Mentre le parti sono d'accordo nel ritenere postumi d'infortunio i problemi 

al torace, solo il ricorrente afferma che anche i disturbi lamentati al rachide 

cervicale e alla spalla sinistra sarebbero da ricondurre direttamente 

all'infortunio. A tal proposito si nota innanzitutto come la descrizione 

dell'incidente stesso è cambiata sensibilmente. Nelle prime deposizioni e 

descrizioni ai medici, il ricorrente non aveva mai menzionato la spalla o 

comunque di non sapere se fosse stato colpito al petto dal manubrio o dal 

roll-bar. Nel ricorso invece sostiene d'un tratto di aver usato il braccio 

sinistro per respingere il mezzo e di essere rimasto incastrato con la testa 

piegata. Da queste circostanze non provate tenta di dedurre che i problemi 

alla spalla e al rachide cervicale sarebbero nati proprio da detto incidente, 

il che non è stato corroborato dai tanti medici che lo hanno visitato. I 

documenti da lui inoltrati con la replica, ad esempio, non fanno neanche 

riferimento ai referti specialistici agli atti, né tantomeno fanno la distinzione 

qui di particolare rilievo fra disturbi infortunistici e limitazioni dovuti a 

malattia. Con le varie valutazioni mediche agli atti, però, è stata fatta luce 

sulle varie problematiche descritte dal ricorrente. I rapporti medici si 

- 33 -

fondano su esami completi, considerano i diversi disturbi lamentati dal 

ricorrente perlomeno nel loro ambito specialistico, sono stati stilati in piena 

conoscenza dell'incarto con approfondite anamnesi e la descrizione del 

contesto medico e della situazione medica è chiara e le conclusioni degli 

esperti sono ben motivate. Non si trovano difatti contraddizioni di 

importanza. Conviene ciononostante entrare nei dettagli dei lamenti che 

concernono primariamente tre parti del corpo: il rachide cervicale, la spalla 

sinistra e il torace.

6.3. In merito al rachide cervicale, innanzitutto, si rileva che soltanto perché 

l'ernia fra alcune vertebre cervicali si è apparentemente manifestata solo 

dopo l'evento infortunistico, ciò non significa per forza che essa sia stata 

causata dallo stesso, o meglio, che vi sia un nesso di causalità naturale e 

adeguato. Dalle numerose valutazioni mediche non si desumono indizi 

concreti a sostegno di una tale causalità. Manca perciò in ogni caso la 

probabilità preponderante richiesta dal consueto grado di prova. Anche le 

dichiarazioni del ricorrente stesso non sono in grado di sollevare alcun 

dubbio al riguardo, nemmeno mediante le conferme dei medici curanti. Si 

ritiene difatti che soltanto dei medici curanti del ricorrente hanno ipotizzato 

una riconducibilità possibile dell'ernia all'infortunio del 10 giugno 2018. 

Questi medici, però, non si sono espressi nello stesso dettaglio e con la 

stessa vista generale sullo stato di salute del ricorrente, e in particolare 

non hanno minimamente tenuto conto degli apprezzamenti contrari nei 

vari referti medici agli atti. Questi ultimi sono invece chiari e concordanti 

sul fatto che i problemi al rachide cervicale sono da ritenersi preesistenti e 

comunque estranei all'incidente e inoltre che l'infortunio non ha portato a 

un cambiamento del processo degenerativo già in corso (vedi fra tanti 

l'act. C.82 del Dr. med. G._____, secondo cui i disturbi non sarebbero 

legati causalmente all'infortunio, confermato così dal Dr. med. I._____ in 

act. C.85 e C.108, a loro volta espressamente confermati dal Dr. med. 

S._____ in act. C.164 che lo ha ribadito nuovamente pure in sede di 

- 34 -

ricorso). Anche il Dr. med. O._____, medico incaricato dall'AI di allestire 

una perizia monodisciplinare in reumatologia, nella sua esaustiva e 

dettagliata perizia ha diagnosticato una sindrome cervico-spondilogena 

cronica bilaterale, prevalentemente a destra e lombo-spondilogena 

cronica intermittente, in alterazioni degenerative plurisegmentali del 

rachide cervicale da protrusione discale endocanalare bilaterale, con 

disturbi statici della colonna vertebrale (ipercifosi della dorsale alta con 

protrazione del capo, appiattimento della colonna dorsale intermedia, 

caudale e della colonna lombare con minima scoliosi sinistro-convessa 

dorsale, destro-convessa lombare), senza nemmeno accennare 

minimamente una possibile causa traumatica. Per questa Corte non vi 

sono dunque elementi sufficienti per concludere che vi potrebbe essere la 

causalità richiesta fra l'infortunio e i problemi riferiti dal ricorrente. L'INSAI 

poteva quindi ritenere i disturbi estranei all'infortunio e così dichiarare non 

adempiuti i presupposti per assumersene le eventuali ulteriori spese di 

cure, laddove queste ultime si dovessero ancora rivelare utili e necessarie.

6.4. Per quanto attiene alla spalla sinistra, fin dall'inizio i disturbi sono stati 

descritti come degenerativi, compresa l'artrosi acromion-claveare, e non 

come conseguenza dell'incidente. I medici italiani che hanno eseguito le 

prime radiografie e risonanze magnetiche della spalla sinistra in agosto 

2018 hanno difatti costatato un'artrosi acromion-claveare, grossolane 

calcificazioni in corrispondenza dell'articolazione scapolo-omerale e una 

minuta calcificazione in prossimità del trochite omerale. Il Dr. med. 

G._____ ha concluso pure lui a delle chiare lesioni degenerative della 

cuffia dei rotatori e un'artrosi acromion-claveare, ritenendo che il problema 

persistente alla spalla era certamente in gran parte preesistente, che il 

trauma da impatto ha causato un possibile peggioramento dei risultati ma 

che non ha certo fatto tendenza, e che non vi sono alterazioni post-

traumatiche definite. Il Dr. med. I._____ ha sostenuto tali conclusioni, 

considerando che non sono emersi indizi di lesioni strutturali da ricondurre 

- 35 -

all'incidente, per cui i disturbi con probabilità preponderante non sono 

causati dall'infortunio. Ciononostante, dopo l'opposizione, su proposta e a 

causa della valutazione critica del Dr. med. P._____, l'INSAI ha fatto 

effettuare ulteriori chiarimenti dal Dr. med. S._____. Quest'ultimo ha 

esaminato il ricorrente il 16 giugno 2020 e ha escluso disturbi alla spalla 

legati all'incidente. Anche se l'infortunio dovesse aver acutizzato il 

processo degenerativo già in corso, a suo dire l'eventuale conseguenza è 

guarita in modo sicuro dopo due anni dall'accaduto. In altre parole l'effetto 

acutizzante è certamente venuto meno, visto il tempo trascorso. Si può 

inoltre escludere in modo chiaro una spalla congelata, sempre secondo il 

Dr. med. S._____, del resto soltanto ipotizzata da un solo medico curante 

senza alcuna motivazione concreta. Anche in questo punto le dichiarazioni 

del ricorrente non sono in grado di sollevare alcun dubbio al riguardo, 

nemmeno in base ai rapporti medici da lui trasmessi, trattandosi peraltro 

pure qui di medici curanti e di referti nei quali i medici non hanno tenuto 

conto dell'intera anamnesi medica. La Corte condivide perciò con 

convinzione le conclusioni dell'INSAI di non ritenere questi disturbi legati 

con nesso di causalità adeguato con l'infortunio e di rifiutare di 

assumersene eventuali altre spese.

6.5. Infine quanto alla problematica del torace, ossia la guarigione delle fratture 

delle costole e le difficoltà respiratorie reclamate, i medici si sono 

dimostrati pure qui unanimi nel considerare le fratture guarite e la 

funzionalità polmonare principalmente normale. Lo conferma in particolare 

il pneumologo, Dr. med. N._____, consultato che ha esaminato 

personalmente il ricorrente il 27 agosto 2019. È pur vero che egli ha 

rilevato una lieve insufficienza respiratoria parziale. Come descritto sopra 

e fatto valere a ragione dall'INSAI, però, va detto anche che dalle varie 

misurazioni della funzione polmonare, ad eccezione del picco di flusso 

espiratorio, sono risultati dei valori del tutto nella norma. A mente del 

pneumologo, il PEF va ricondotto a una limitazione legata al dolore 

- 36 -

durante le manovre di respirazione forzata e la lieve insufficienza 

respiratoria parziale può avere varie cause fra cui innanzitutto l'obesità del 

ricorrente. Le considerazioni dell'INSAI e le conclusioni tratte dai rapporti 

medici sono comunque coerenti e convincenti. Conviene sottolineare che 

dalla perizia del Dr. med. O._____ si desume che, a quanto pare, il 

ricorrente soffriva di disturbi al torace già prima dell'infortunio (vedi le 

pagg. 3 segg. della perizia). Inoltre il perito ha costatato che il ricorrente 

era in grado fra l'altro di stare seduto e in piedi senza ricercare posizioni 

antalgiche, di alzarsi prontamente da posizione seduta a posizione eretta, 

di camminare senza zoppicare, di vestirsi e svestirsi autonomamente e 

senza disagio, di sollevare simmetricamente le braccia fino sopra le spalle 

e di mantenersi su una gamba sola, sia destra sia sinistra, per togliersi gli 

indumenti, piegando liberamente le anche e le ginocchia e in parte 

anteflettendo il tronco. Considerati tutti questi elementi, mal si comprende 

perché non dovrebbe essere sostenibile ritenere che con probabilità 

preponderante i disturbi non sono causati precipuamente dall'infortunio.

6.6. Da quanto precede si desume dunque che l'INSAI ha agito in conformità 

alla legge nella misura in cui ha sospeso il pagamento di ulteriori spese di 

cura. La stessa cosa vale anche per le indennità giornaliere. Difatti per tutti 

e tre i problemi menzionati i referti medici agli atti concordano nel ritenere 

che i disturbi non abbiano nessun nesso causale con l'infortunio, il che 

esclude di prenderli in considerazione anche nell'ambito del diritto 

all'indennità giornaliera.

7. Visto che l'INSAI ha chiuso a giusto titolo il caso, sospendendo le 

prestazioni di breve durata (spese di cura e indennità giornaliere), va 

esaminato ora anche se ha giustamente negato pure il diritto a una rendita 

di invalidità e l'indennità per menomazione dell'integrità.

7.1. Si ricorda a tal proposito innanzitutto che l'invalidità è una nozione 

economica e non medica. Per la valutazione dell'invalidità non è 

- 37 -

determinante la pura stima medico-teorica della capacità lavorativa del 

medico, bensì la limitazione dovuta all'infortunio delle possibilità di 

guadagno sull'intero mercato del lavoro equilibrato da considerare per la 

persona assicurata (prassi costante dalla DTF 110 V 273 consid. 4, 

confermata ad esempio con sentenza del Tribunale federale 8C_229/2020 

del 10 agosto 2020 consid. 3). Le valutazioni mediche costituiscono una 

base importante per giudicare la questione delle attività lavorative ancora 

esigibili dalla persona assicurata (DTF 132 V 93 consid. 4; DTF 115 V 133 

consid. 2). Secondo la prassi, la valutazione medica della misura in cui la 

capacità lavorativa della persona assicurata sia limitata dalle conseguenze 

dell'infortunio è di maggior importanza, in particolare per quanto riguarda 

il lavoro che si può ancora ragionevolmente esigere.

Per il diritto all'indennità per menomazione dell'integrità giusta l'art. 24 

LAINF, poi, occorre che la persona assicurata accusi una menomazione 

importante e durevole all'integrità fisica, mentale o psichica. Esempi 

classici sono la perdita di estremità o ad esempio della vista o dell'udito.

A prescindere di tutto ciò, però, va ribadito che anche il diritto alla rendita 

presuppone necessariamente un nesso causale naturale e adeguato con 

l'evento infortunistico.

7.2. Il ricorrente critica che la (mancata) attribuzione della rendita sarebbe stata 

valutata in modo superficiale da parte dell'INSAI e chiede una rendita di 

almeno il 15%. Pretende inoltre che gli venga riconosciuta un'indennità per 

menomazione dell'indennità. Quale motivazione adduce che la capacità 

toracica risulterebbe ridotta di almeno il 30%, che lui dovrebbe convivere 

con dolori permanenti, costali e toracici, con relative difficoltà respiratorie, 

che nonostante le terapie la capsulite adesiva ("frozen shoulder") non 

sarebbe risolta e rimarrebbe una limitazione nel movimento, che la 

trombosi venosa profonda avrebbe compromesso la funzionalità di alcune 

vene e avrebbe causato la necessità di indossare calze elastiche e a 

- 38 -

sottoporsi a regolari specifici controlli periodici e che le due ernie cervicali 

sarebbero plausibilmente comparse in conseguenza della posizione 

assunta nel momento in cui sarebbe stato sbattuto violentemente a terra 

con la testa piegata e schiacciato dal peso del mezzo, l'INSAI non avendo 

mai approfondito il problema.

7.3. Anche a tal proposito si deve notare che il ricorrente non è stato in grado 

di dimostrare perché non sarebbe sostenibile, sotto l'ottica di una 

probabilità preponderante, ritenere interrotto il nesso di causalità fra 

l'infortunio e lo stato di salute del resto soltanto asseritamente invalidante. 

In merito ai disturbi discussi in dettaglio sopra questa Corte è giunta alla 

stessa conclusione come l'INSAI, ossia che essi non sono da ricondurre 

all'incidente del 10 giugno 2018. Come spiegato, nella misura in cui il 

ricorrente soffre ancora di varie patologie, egli dovrà rivolgersi ad altre 

assicurazioni sociali. Ne segue però anche che la stessa cosa deve valere 

per un'eventuale rendita d'invalidità e un'eventuale indennità per 

menomazione dell'integrità. Fatto sta che gli accertamenti eseguiti 

dall'INSAI sono complessivi ed esaustivi, ricoprono tutti i disturbi lamentati 

dal ricorrente in sede di opposizione e hanno condotto a una conclusione 

chiara che non ci si può più attendere un notevole miglioramento dello 

stato di salute e che dunque lo stato finale è stato raggiunto. Se in tali 

circostanze non permangono condizioni invalidanti da ricondurre 

causalmente all'infortunio, l'assicurazione contro gli infortuni non può 

essere obbligata a erogare altre prestazioni.

8. Per questi motivi la decisione su opposizione qui impugnata si rivela 

corretta. Di conseguenza il ricorso va respinto.

9. Non si prelevano spese per la presente procedura (art. 61 lett. a nella 

versione in vigore fino al 31 dicembre 2020 in unione con l'art. 82a LPGA). 

Al resistente (INSAI) non va riconosciuta un'indennità a titolo di ripetibili 

(art. 61 lett. g LPGA e contrario).

- 39 -

III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è respinto.

2. Non si prelevano spese.

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]