# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 078ead86-b38a-5371-84b3-875280abdb17
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-02-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.02.2024 D-935/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-935-2024_2024-02-21.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-935/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 1  f e b b r a i o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l’approvazione del giudice Aileen Truttmann; 

cancelliere Kevin Togni. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

B._______, nata il (…), 

Turchia, 

entrambi patrocinati da Salvatore Crisogianni, 

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale – Caritas Svizzera, 

(…), 

ricorrenti, 

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino – art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); 

decisione della SEM del 5 febbraio 2024 / N (…). 

 

 

 

D-935/2024 

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Visto: 

le domande d’asilo che il marito A._______, di nazionalità turca, ha pre-

sentato in Svizzera il 5 e il 18 novembre 2023 e quella presentata dalla 

moglie, B._______, di nazionalità turca, il 18 novembre 2023 (cfr. atti della 

Segreteria di Stato della migrazione di seguito: SEM o autorità inferiore 

n. […]-2/2, 13/7, 14/5), 

il questionario Europa del 5 novembre 2023 dal quale risulta che l’interes-

sato ha dichiarato di essere partito dalla Turchia il 26 ottobre 2023 e di aver 

raggiunto l’Europa il 29 ottobre 2023, prima di giungere in Svizzera (cfr. atto 

SEM n. 4/1), 

l’estratto dalla banca dati Eurodac del 21 novembre 2023 dal quale si 

evince che il 3 novembre 2023 le autorità croate hanno rilevato le impronte 

digitali dell’interessato contestualmente alla sua entrata illegale in Croazia 

(cfr. atto SEM n. 16/1), avvenuta in compagnia dell’interessata alla quale, 

a suo dire, sarebbero parimenti state rilevate le impronte digitali (cfr. atto 

SEM n. 31/3), 

i verbali dei colloqui Dublino del 1° dicembre 2023 (cfr. atti SEM n. 30/3 e 

31/3), 

le domande di presa in carico, del medesimo giorno, della SEM fondate 

sull’art. 13 par. 1 del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento euro-

peo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccani-

smi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una 

domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri 

da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione) GU L 24/1 del 

27.1.1983 (di seguito: RD III; cfr. atti SEM n. 32/8, 33/8), per quanto con-

cerne il marito, e, sugli artt. 13 par. 1 e 11 lett. b RD III, per quanto concerne 

la moglie, inoltrate alle competenti autorità croate (cfr. atti SEM n. 34/1, 

35/5, 36/1 e 37/5), 

la lettera del 6 dicembre 2023, con cui gli interessati hanno trasmesso alla 

SEM la copia del loro certificato di matrimonio (cfr. atto SEM n. 38/1), 

le risposte del 1° febbraio 2024 con le quali le competenti autorità croate 

hanno espressamente accettato tali domande sulla base dell’art. 20 par. 5 

RD III (cfr. atti SEM n. 39/2 e 40/2), 

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la decisione della SEM del 5 febbraio 2024 (cfr. atto SEM n. 42/17), notifi-

cata agli interessati il giorno successivo (cfr. atto SEM n. 43/1), mediante 

la quale essa non è entrata nel merito della loro domanda d’asilo, pronun-

ciandone l’allontanamento (recte: trasferimento) verso la Croazia, 

i documenti attestanti la maternità dell’interessata del 9 febbraio 2024 

(cfr. atti SEM n. 45/2 e 46/1), 

il ricorso del 13 febbraio 2024, depositato il medesimo giorno (cfr. timbro 

del plico raccomandato; data di entrata: 14 febbraio 2024) ed inoltrato al 

Tribunale amministrativo federale (di seguito: Tribunale), con il quale gli 

interessati hanno concluso, preliminarmente alla sospensione in via super-

cautelare dell’esecuzione della decisione e alla concessione dell’effetto so-

spensivo; in via principale all’annullamento della precitata decisione e la 

restituzione degli atti all’autorità inferiore affinché questa effettui un esame 

nazionale della domanda d’asilo; in subordine, alla restituzione degli atti 

all’autorità inferiore per complemento istruttorio; essi hanno altresì presen-

tato una domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

versamento delle spese di giustizia e del relativo anticipo, con protesta di 

tasse e spese, 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

e considerato 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi), contro una deci-

sione in materia d’asilo della SEM (artt. 6 e 105 LAsi, 31‒33 LTAF), il ri-

corso è ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1, 52 PA, 

che occorre pertanto entrare nel merito dello stesso, 

che con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del di-

ritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti giuridicamente 

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rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); che adito con un ricorso contro una decisione 

di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, il Tribunale si limita ad 

esaminare la fondatezza di tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1), 

che siccome il ricorso è manifestamente infondato, la decisione è pronun-

ciata dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice, e moti-

vata soltanto sommariamente (art. 111 lett. e e 111a cpv. 1 e 2 LAsi); il 

Tribunale rinuncia, inoltre, a uno scambio di scritti (art. 111a cpv. 1 LAsi), 

che, nel merito, i ricorrenti si oppongono al loro trasferimento verso la Croa-

zia invocando un’errata applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi nella 

determinazione dello Stato membro competente per il trattamento della 

loro domanda di protezione internazionale (art. 106 cpv. 1 lett. a LAsi); che, 

in particolare, essi ammettono di aver varcato illegalmente, per via terre-

stre, la frontiera croata ma sostengono di essere transitati anche in altri 

Stati membri, e meglio la Grecia o la Bulgaria; che non avendo tenuto conto 

di tale fatto, l’autorità inferiore avrebbe accertato i fatti in maniera inesatta 

(art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi), 

che, di conseguenza, occorre chiedersi se la SEM poteva fare applicazione 

dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, disposizione che prevede che di norma non 

si entra nel merito di una domanda di asilo se il richiedente può partire alla 

volta di uno Stato terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, 

l’esecuzione della procedura d’asilo e d’allontanamento,  

che, nella procedura Dublino, la SEM non entra nel merito del ricorso ai 

sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi quando conclude, in virtù 

dell’art. 3 par. 1 RD III, dopo aver passato in rassegna gli artt. 7 – 15 RD III 

(criteri per la determinazione dello Stato membro competente), che un altro 

Stato è competente per l’esecuzione della procedura d’asilo e allontana-

mento, 

che lo Stato membro competente in forza del suddetto regolamento è te-

nuto a prendere in carico – in ossequio alle condizioni poste agli artt. 21, 

22 e 29 RD III – il richiedente, 

che lo Stato membro in cui la domanda di protezione internazionale è stata 

presentata per la prima volta è obbligato, al fine di completare il processo 

di determinazione dello Stato membro competente, a riprendere in carico 

un richiedente che ha presentato una domanda di protezione internazio-

nale in un altro Stato membro dopo aver ritirato la sua prima domanda 

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presentata in un altro Stato membro durante il processo di determinazione 

dello Stato membro competente (art. 20 par. 5 RD III), 

che, secondo la giurisprudenza, tale norma si applica anche quando il ri-

chiedente ha implicitamente posto fine alla procedura lasciando il primo 

Stato membro, prima che il processo di determinazione dello Stato membro 

competente per l'esame della domanda sia stato completato (cfr. ex multis 

sentenza del Tribunale E-3771/2022 del 2 novembre 2022 consid. 4.3.2), 

che, nel caso di specie, la Croazia ha riconosciuto la propria competenza 

per la trattazione della domanda di protezione internazionale dei ricorrenti 

conformemente agli artt. 13 par. 1 e 20 par. 5 RD III (ingresso illegale nel 

territorio attraverso una frontiera esterna) il quale prevede quanto segue: 

quando è accertato, sulla base degli elementi di prova e delle circostanze 

indiziarie di cui ai due elenchi menzionati all’art. 22 par. 3 RD III, che il 

richiedente ha varcato illegalmente, per via terrestre, in provenienza da un 

Paese terzo, la frontiera di uno Stato membro, lo Stato membro in que-

stione è competente per l’esame della domanda di protezione internazio-

nale, 

che, ciò premesso, nonostante l’avviso dei ricorrenti, dall’incarto non si 

evincono dichiarazioni sufficientemente circostanziate e verificabili, ai 

sensi delle summenzionate norme, tali da poter accertare l’attraversa-

mento dei medesimi dalla frontiera di un altro Stato membro; che l’argo-

mento secondo cui essi si sarebbero recati in Croazia attraverso la Grecia 

o la Bulgaria risulta essere una mera speculazione addotto, per di più, uni-

camente in sede di ricorso (cfr. atti SEM n. 30/3, 31/3), 

che, pertanto, l’autorità inferiore ha correttamente applicato l’art. 13 par. 1 

RD III alla luce delle risultanze Eurodac, 

che, di conseguenza, la Croazia è competente per il trattamento della do-

manda di protezione internazionale dei ricorrenti ed è tenuta, a tal propo-

sito, di prenderli in carico alle condizioni poste dall’art. 22 RD III, 

che è quindi a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do-

manda d’asilo dei ricorrenti, in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi 

ed ha pronunciato il loro trasferimento verso la Croazia conformemente 

all’art. 44 LAsi, 

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che, sebbene i ricorrenti non presentano ulteriori censure ricorsuali, il Tri-

bunale rileva che i presunti maltrattamenti che avrebbero subito, ad opera 

di agenti della polizia, al momento del loro arrivo in Croazia (cfr. atti SEM 

n. 30/3, 31/3) non permettono, secondo la giurisprudenza, di concludere 

all’esistenza di carenze sistemiche ai sensi dell’art. 3 par. 2 2a frase RD IIII 

(cfr. sentenza di riferimento del Tribunale E-1488/2020 del 22 marzo 2023), 

che i ricorrenti non fanno infine valere l’esistenza di problemi di salute che 

si opporrebbero al loro trasferimento in Croazia; che, a tal proposito, nep-

pure la gravidanza della ricorrente è ostativa al trasferimento verso la tale 

Paese (artt. 17 par. 1 RD III e 29a cpv. 3 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa 

a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 Ordinanza 1 sull’asilo, OAsi 1; 

RS 142.311), 

che, in conclusione, con il provvedimento impugnato l’autorità inferiore non 

ha violato il diritto federale né abusato del suo potere di apprezzamento e 

non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); che il ricorso deve quindi essere respinto e la 

decisione dell’autorità inferiore confermata, 

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di con-

cessione dell’effetto sospensivo e di esenzione dal pagamento dell’anticipo 

delle spese processuali risulta essere priva d’oggetto, 

che, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favo-

revole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

versamento delle spese processuali, è respinta, 

che le spese processuali di CHF 750.– che seguono la soccombenza, sono 

quindi poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1–3 del 

regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribu-

nale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]), 

che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto 

pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); essa è 

pertanto definitiva, 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico dei ricorrenti. Tale 

importo dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo fede-

rale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Kevin Togni 

 

 

Data di spedizione: