# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 63f763fb-997d-5473-a58f-d9b8ffb302c5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-09-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.09.2008 D-5446/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5446-2008_2008-09-15.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5446/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 5  s e t t e m b r e  2 0 0 8

Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio), 
Regula Schenker Senn e Fulvio Haefeli, 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, Algeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 15 agosto 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5446/2008

Fatti:

A.
Il  15  aprile  2002,  l'interessato  ha  presentato  una  prima  domanda 
d'asilo  in  Svizzera.  Il  4  febbraio  2003,  l'allora  Ufficio  federale  dei 
rifugiati  (UFR,  attuale  UFM)  ha  respinto  la  citata  domanda.  Il  24 
ottobre  2003,  la  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo 
(CRA) ha respinto il ricorso inoltrato dall'interessato il 5 marzo 2003.

B.
Il  10 luglio  2008,  l'interessato  ha presentato  una seconda domanda 
d'asilo in Svizzera. Ha dichiarato, in sostanza, di non essere rientrato 
in  patria  dopo  la  conclusione  infruttuosa  della  sua  prima  procedura 
d'asilo in Svizzera. Ha allegato, inoltre, d'avere fornito indicazioni false 
sui motivi d'asilo e sulla sua identità nel corso della prima procedura, 
perché  così a  lui  consigliato  e  per  il  timore  d'essere  rimpatriato 
(cfr. verbale d'audizione del 23 luglio 2008 pag. 2). Perciò non avrebbe 
presentato  un  documento  che  comproverebbe  la  sua  vera  identità. 
Infine,  sarebbe  espatriato  a  causa  della  sua  appartenenza  al 
B._______, per il quale avrebbe fatto il corriere e quindi sarebbe stato 
ricercato dalle autorità algerine.

C.
Il 15 agosto 2008, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  e  LAsi.  L'autorità  inferiore  ha  pure 
pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  nonché 
l'esecuzione  dell'allontanamento  medesimo  siccome  ammissibile, 
esigibile e possibile.

D.
Il 25 agosto 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF).  Ha  chiesto  che  il  provvedimento 
impugnato sia annullato e che gli atti di causa siano trasmessi all'UFM 
per  una  decisione  nel  merito.  Ha  altresì  presentato  una  domanda 
d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle 
spese processuali e del relativo anticipo.

Diritto:

1.
Il  Tribunale  amministrativo  federale  giudica  definitivamente  i  ricorsi 

Pagina 2

D-5446/2008

contro le decisioni dell'UFM in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d 
della  legge sul  Tribunale amministrativo federale del  17 giugno 2005 
[LTAF, RS 173.32],  art. 105 della  legge sull'asilo  del  26 giugno 1998 
(LAsi, RS 142.31) e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è  pertanto  motivo  d’entrare  nel  merito  del  ricorso che adempie  le 
condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art. 48 cpv. 1 nonché all'art. 50 e 
all'art.  52  della  legge  federale  sulla  procedura  amministrativa  del 
20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021).

3.

3.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in francese 
ma il  ricorso è stato presentato in  italiano, di  modo che la  presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Il TAF esamina liberamente il diritto federale, l'accertamento dei fatti e 
l'inadeguatezza senza essere vincolato dai motivi  invocati  dalle parti 
(art. 62  cpv. 4  PA)  o  dai  considerandi  della  decisione  impugnata 
(v. sentenza del  Tribunale amministrativo federale del  25 luglio  2007 
D-6735/2006 consid. 4 e relativo riferimento). In altri termini, il ricorso 
può  essere  accolto  per  ragioni  che  il  ricorrente  non  ha  addotto  o 
respinto  in  base  ad  argomenti  che  la  decisione  impugnata  non  ha 
preso in considerazione (ibidem).

5.
Nella  decisione  impugnata,  l'UFM ha  osservato  che  il  ricorrente  ha 
chiesto nuovamente l'asilo senza essere rientrato in patria nel periodo 
intercorso  tra  le  due  procedure.  Ha  ritenuto  come  manifestamente 
infondato il nuovo motivo d'asilo presentato dall'insorgente, siccome il 
documento da egli prodotto non sarebbe idoneo a comprovare la sua 
identità e non sarebbe convincente la spiegazione, secondo la quale 
egli  non  avrebbe  avuto  alcunché  per  dimostrare  la  sua  identità  al 
momento della sua entrata in Svizzera nel 2002. Il ricorrente avrebbe 

Pagina 3

D-5446/2008

pertanto  fornito  un'identità  falsa  come  pure  fatto  valere  altri  motivi 
d'asilo.  L'UFM  ha  altresì rilevato  che  l'insorgente  non  avrebbe 
presentato  la  minima  prova  relativa  ai  problemi  asseriti,  nonostante 
siano passati parecchi anni dai presunti avvenimenti. Inoltre, l'UFM ha 
considerato  i  fatti  allegati  come  impropri  a  motivare  la  qualità  di 
rifugiato  o  non  determinanti  per  la  concessione  della  protezione 
provvisoria.  Secondo  l'autorità  inferiore  nulla  s'opporrebbe  infine 
all'esecuzione dell'allontanamento  dell'insorgente  verso il  suo Paese 
d'origine, la stessa essendo ammissibile, esigibile e possibile.

6.
Nel  gravame,  il  ricorrente  ribadisce  di  non  avere  fornito  le  sue 
generalità  veritiere,  in  quanto  sarebbe  stato  mal  consigliato  da  altri 
richiedenti l'asilo e, perciò, non avrebbe presentato alcun documento 
relativo  ai  suoi  problemi  in  Algeria. Ora,  invece,  avrebbe  potuto 
consegnare  un  documento  che  metterebbe  in  relazione  la  sua 
domanda  d'asilo  con  elementi  nuovi  che  non  potevano  emergere 
durante  la  prima  procedura  d'asilo.  Infine,  ribadisce  d'avere  fatto  il 
corriere  per  il  B._______,  con  il  quale  sarebbe  entrato  in  contatto 
attraverso  i  suoi  cugini  e,  in  seguito,  sarebbe  stato  ricercato  dalla 
polizia algerina.

7.

7.1 Giusta l'art. 36 cpv. 2 LAsi, nel caso di cui all'articolo 32 cpv. 2 lett. 
e  LAsi,  è  concesso  al  richiedente  il  diritto  di  essere  sentito,  se  lo 
stesso  non  è  rientrato  in  Svizzera  dal  Paese  d'origine  o  di 
provenienza, dopo la conclusione di una procedura d'asilo precedente.

7.2 Questo  Tribunale  constata  che  l'art.  36  cpv.  2  LAsi  trova 
applicazione nella fattispecie, essendo incontestato che l'insorgente è 
rimasto clandestinamente sul territorio svizzero dopo la chiusura con 
esito  negativo  della  sua  prima  procedura  d'asilo.  Per  conseguenza, 
l'UFM avrebbe dovuto concedere al ricorrente il diritto d'essere sentito 
prima  dell'evasione  della  decisione  del  15  agosto  2008  giusta 
l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi. Ciò non è avvenuto nel caso di specie.

7.3 Secondo  la  giurisprudenza  del  Tribunale  federale,  il  diritto  di 
essere  sentito  è  di  natura  formale.  Tale  diritto  esiste  infatti 
indipendentemente  dal  suo  grado  d'influenza  sul  risultato  della 
decisione.  Pertanto,  il  suo  mancato  rispetto  conduce  di  principio 
all'annullamento della decisione impugnata, quand'anche il contenuto 

Pagina 4

D-5446/2008

di  quest'ultima  sarebbe  stato  identico,  se  il  diritto  di  essere  sentito 
fosse  stato  concesso  (v. DTF 122 II  464  consid.  4a,  pag.  469  e 
GICRA 2006  n.  20  consid. 3.2,  pag.  215).  Tuttavia,  è  possibile 
rinunciare all'annullamento della decisione, se tale lacuna può venire 
riparata  in  sede  di  ricorso  e  se  lo  scopo  di  questa  garanzia 
procedurale può essere così realizzato successivamente, senza che la 
parte interessata ne sia seriamente lesa. Tale riparazione presuppone 
comunque  che  l'autorità  di  ricorso  disponga  dello  stesso  potere 
cognitivo dell'autorità di prima istanza sui punti litigiosi, come nel caso 
del TAF. In tale circostanza, l'interessato può infatti far valere in sede di 
ricorso i suoi argomenti con la medesima efficacia. Ciò, è solitamente 
il  caso in  materia  di  ricorso  nell'ambito  del  diritto  amministrativo  (v. 
DTF 124 II  132 consid. 2d,  pag. 138 e seg.). Tuttavia,  anche se,  di 
caso in caso, la riparazione può essere ammessa, in particolare per 
motivi  d'economia  procedurale,  questa  pratica  deve  rimanere 
l'eccezione e dev'essere applicata di  modo ristrettivo, ritenuto altresì 
che  la  stessa  non  va  intesa  come  un'autorizzazione  per  l'autorità 
inferiore di disconoscere i diritti  procedurali  delle parti  (v. DTF 124 II 
132 consid. 2d,  pag. 138 e seg.). In  materia  d'asilo,  la  pratica  della 
CRA (attualmente TAF) era di non procedere alla riparazione nei casi 
in cui la violazione del diritto di essere sentito costituiva un vizio grave 
di procedura (v. GICRA 1994 n. 1).

7.4 Nel caso di  specie, la violazione del  diritto di  essere sentito nel 
corso della procedura di prima istanza costituisce un vizio di carattere 
formale  grave,  non  essendo  stata  data  in  nessuna  maniera  la 
possibilità al ricorrente di esprimersi segnatamente sulle consequenze 
che la decisione, che l'UFM si apprestava ad emanare, avrebbe potuto 
arrecare  in  relazione  alla  sua  situazione  personale.  Infatti,  soltanto 
permettendo  al  richiedente  di  esercitare  il  proprio  diritto  di  essere 
sentito in merito, da un lato, sarebbe stato garantito a quest'ultimo uno 
svolgimento  corretto,  dal  punto  di  vista  dei  suoi  diritti  fondamentali, 
della procedura d'asilo in sede di prima istanza e, dall'altro lato, l'UFM 
avrebbe avuto a disposizione tutti gli elementi determinanti per potere 
decidere. Gli atti di causa sono pertanto da ritenersi incompleti e delle 
misure d'istruzione complementari s'impongono. 

7.5 In  considerazione  di  quanto  precede,  la  decisione  impugnata 
incorre  nell'annullamento  e  gli  atti  di  causa  sono  rinviati  all'autorità 
inferiore affinché la stessa proceda, in termini ragionevoli (art. 29 cpv. 
1  Cost.),  a  completare  l'accertamento  dei  fatti  determinanti  e  a 

Pagina 5

D-5446/2008

pronunciare  una  nuova  decisione  rispettosa  dei  considerandi  della 
presente sentenza   (art. 61 cpv. 1 PA; ULRICH HÄFELIN / GEORG MÜLLER / 
FELIX UHLMANN,  Allgemeines Verwaltungsrecht,  5a ed., Zurigo 2006, n. 
1977 pag. 418).

8.
Visto  l'esito  della  procedura,  non  si  prelevano  spese  processuali 
(art. 63 cpv. 1 PA). Considerato che l'insorgente non è rappresentato in 
questa  sede  e  che  non  risulta,  comunque,  che  abbia  dovuto 
sopportare  delle  spese  indispensabili  e  relativamente  elevate  in 
relazione  alla  procedura  di  ricorso  in  esame,  non  si  giustifica 
l'attribuzione  di  spese  ripetibili  (art.  64  PA  ed  art.  7  e  segg.  del 
regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale  amministrativo  federale  del  21  febbraio  2008  [TS-
TAF,RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 6

D-5446/2008

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto e la decisione impugnata è annullata.

2.
Gli atti  di causa sono rinviati  all'autorità inferiore affinché proceda al 
completamento  dell'istruttoria  ed  alla  pronuncia  di  una  decisione  ai 
sensi dei considerandi.

3.
Non si prelevano spese processuali, né si attribuiscono ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato)
- UFM,  Divisione  Dimora  e  aiuto  al  ritorno  (in  copia;  n.  di  rif. N  ; 

allegato: incarto UFM)
- C._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

Pagina 7