# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bd45cc88-d8a4-5ac7-8c32-c4434de0d124
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 02.07.2003 INC.2003.16504
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-16504_2003-07-02.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.16504

  	
  Lugano

  2 luglio 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________

  
	
   

  Vista l'istanza di libertà provvisoria 21/24 giugno 2003
  presentata da

  
						

 

 

	
   

  	
  __________, attualmente detenuta
  presso il PCT La Stampa, Cadro

  patrocinata d'ufficio dall'avv.
  __________

   

  

 

e qui trasmessa con preavviso
negativo del 27/30 giugno/1 luglio 2003 dal PP __________;

 

viste le osservazioni al
preavviso negativo, presentate dalla difesa con scritto 1. luglio 2003

 

visto l'incarto MP. __________;

 

ritenuto 

 

 

in fatto:

 

 

A.

 

__________ è giunta in Ticino, e
qui arrestata, il 21 marzo 2003, proveniente dalla Germania (a seguito di una
procedura estradizionale avviata con il suo arresto in quel paese il 6 dicembre
2002). L'arresto è stato confermato dal Giar il 22 marzo 2003 (inc. Giar
__________).

__________ è imputata di
istigazione, sub. correità in assassinio (art. 112 CP), sub. omicidio
intenzionale (art. 111 CP), sequestro di persona e rapimento (art. 183 CP),
sub. coazione (art. 181 CP), favoreggiamento (art. 305 CP) e meglio, come
risulta dalla richiesta di conferma di arresto stilata dal Procuratore pubblico
(doc. _ inc. Giar citato).

 

 

B.

 

Le accuse mosse a __________ sono
tutte in relazione con fatti in qualche modo connessi all'uccisione violenta di
__________ avvenuta a __________ il 3 dicembre 2002 ad opera di __________
(marito della qui istante) e di tale __________. 

Per il (presunto) concorso, a
vari titoli, negli stessi fatti, sono pure stati arrestati __________ (in
Romania e là inquisito), __________ e __________ (estradati dalla Romania) e,
recentemente di __________ (estradato dalla repubblica Ceca), nonché di tali
__________ e __________ (arrestati in Moldavia).

Altre persone, in particolare
colui che viene indicato quale autore materiale dell'uccisione __________, sono
allo stato attuale ancora ricercate. 

 

 

C.

 

La conferma dell'arresto, decisa
il 22 marzo 2003, è stata impugnata da __________ davanti alla CRP con atto
ricorsuale del 1/2 aprile 2003 (doc. _ inc. Giar __________), che con sentenza
9 maggio 2003 ha confermato l'arresto, limitatamente all'ipotesi di reato di
favoreggiamento ed alle necessità istruttorie, nonché pericolo di fuga,
connesse con questo reato. Per le altre ipotesi di reato, formulate dal
magistrato inquirente, la CRP ha ritenuto insufficienti gli indizi presentati
(e che emergevano dall'incarto) a carico di __________ (cfr. sentenza CRP 9
maggio 2003, cons. 3 in particolare).

 

Delle dettagliate argomentazioni
della CRP, con puntuali riferimenti giurisprudenziali ed agli atti di
inchiesta, si dirà nel seguito della presente decisione. Ci si limita qui a
richiamare il fatto che la CRP ha sottolineato l'importanza sempre crescente
del principio di proporzionalità, in relazione al mantenimento dell'arresto, e
la necessità di un'oggettiva valutazione degli indizi pur nel tristissimo e
gravissimo contesto dei fatti (sentenza CRP citata, cons. 4).

 

 

D.

 

Con il reclamo qui in esame,
__________ chiede la revoca dell'arresto, rispettivamente la messa in libertà
provvisoria o scarcerazione.

A suo dire gli interrogatori e
gli altri atti d'inchiesta, effettuati dopo il 9 maggio 2003, non hanno fatto
emergere nulla di nuovo in relazione alle ipotesi di reato che già la CRP aveva
ritenuto insufficientemente indiziati ai fini della giustificazione della
restrizione della libertà personale.

In merito all'ipotesi di reato di
favoreggiamento, l'istante afferma che in ben 7 interrogatori effettuati
(sempre dopo la sentenza CRP) hanno, di fatto, "eliminato" le
necessità istruttorie atte a giustificare il mantenimento della carcerazione
preventiva. In oltre, il principio di proporzionalità non è più rispettato
(alla luce del cpv. 2 dell'art. 305 CP) e l'arresto essendo avvenuto il 6.12.2002,
il termine di 6 mesi (art. 102 cpv. 2 CP) è ormai trascorso senza che sia stata
decisa una proroga. 

 

 

E.

 

Con il preavviso negativo del 27
giugno 2003, il PP chiede che l'istanza sia respinta. 

Dopo aver ripercorso i fatti che
hanno condotto __________ e il suo correo __________ a __________ il 3 dicembre
2002 (Preavviso pag. 2/3/4), afferma che, dopo la sentenza 9 maggio 2003 della
CRP, "si sono rafforzati i gravi e concreti indizi di reato,
soprattutto per quanto riguarda l'ipotesi di complicità in assassinio (sub
omicidio) così come quella subordinata di favoreggiamento" (preavviso
pag. 5). Di seguito, elenca gli elementi (a suo giudizio) indizianti emersi nei
confronti di __________ (Preavviso pag. 5/6), sui quali nel dettaglio si
tornerà, se del caso, nel seguito della presente decisione, e si diffonde in
considerazioni relative alla personalità dell'accusata per confutare quanto
asserito dalla CRP (Preavviso pag. 7). Quanto alle necessità istruttorie ancora
presenti, segnala l'inoltro di due commissioni rogatorie (Preavviso p. 8). La
prima alle autorità germaniche relativamente ai movimenti di denaro
dell'accusata rispettivamente agli oggetti depositati presso __________, con
anche richiesta d'interrogatorio di quest'ultima circa i rapporti tra l'accusata
ed il marito. La seconda in Romania ai fini di un ulteriore interrogatorio di
__________ per contestargli le risultanze dell'inchiesta. Segnala inoltre che
nel frattempo altre due persone coinvolte nei fatti sono state arrestate in
Moldavia (vedi cons. B. della presente). 

Sottolinea il pericolo concreto
di fuga in capo all'accusata che non ha legami personali o professionali con il
territorio svizzero e che stava già cercando di raggiungere la Romania da dove
non potrebbe neppure essere estradata (Preavviso p. 9). 

La gravità dei reati (recte:
fatti) ed i gravi indizi di complicità in assassinio con conseguente rischio di
una pena severa, fanno si che la carcerazione, quella sin qui sofferta (circa 3
mesi, ritenuto come il carcere estradizionale non può essere considerato in
questa sede) e quella ancora da subire, sia ancora rispettosa del principio di
proporzionalità.

 

Merita qui essere sottolineato
come il preavviso negativo, che consta di 10 pagine di cui praticamente 8
contenenti indicazioni di fatti rispettivamente indizi, non menzioni
praticamente alcun atto istruttorio e non indichi dove, nel corposo incarto, si
trovino gli elementi indizianti menzionati (confronta pag. 5/6 del preavviso),
con la sola eccezione delle considerazioni sul carattere dell'accusata che
emergerebbero dal comportamento tenuto durante i confronti del 10 e 12 giugno.

A prescindere dal fatto che
questo ufficio ha soli 3 giorni per emanare la decisione (per cui la lettura
completa e dettagliata di certi incarti voluminosi, come quello in questione, è
problematica), l'assenza di indicazione su dove si trovino gli elementi
indizianti  può anche far si che gli stessi vengano individuati erroneamente o
comunque non necessariamente laddove intende il Procuratore pubblico (o, peggio,
neppure individuati - cfr. la descrizione dei prelevamenti ed il contenuto
degli estratti conto, laddove presenti). E' compito e responsabilità del
magistrato inquirente, e rientra nell'obbligo di motivazione, indicare con un
minimo di precisione da quali atti emergono i vari elementi indizianti di cui
parla, per permetterne individuazione e verifica. 

 

 

F.

 

Con osservazioni del 1. luglio
2003, la difesa non contesta la ricostruzione dei fatti operata dal Procuratore
pubblico e sottolinea come non si sia opposta all'estradizione, collaborando
con le autorità inquirenti già durante la detenzione ai fini dell'estradizione
(Osservazioni, p. 2).

Riprende, poi, quanto accertato
dalla CRP nella sentenza del 9 maggio 2003 (Osservazioni p. 3) ed afferma che
nei successivi interrogatori __________ ha sostanzialmente confermato quanto
detto nei verbali precedenti, circostanza confermata dal fatto che lo stesso
magistrato inquirente, nell'elenco degli elementi indizianti, non effettua
alcun rinvio a tali atti. Passa poi in rassegna gli indizi di reato elencati
dal Procuratore pubblico, precisando (con rinvio ai singoli atti) che tutto é
già stato vagliato dalla CRP e ribadendo che non sono emersi (nuovi) indizi di
reato (Osservazioni, p. 4, 5 e 6).

Contesta le ulteriori  necessità
istruttorie indicate dal magistrato inquirente: non c'è pericolo di collusione
con il marito detenuto in Romania e gli atti richiesti alla Germania, in
relazione a __________, sarebbero già stati effettuati o privi d'importanza (
p. 8).

Da ultimo, afferma che il termine
di 6 mesi di cui all'art. 102 cpv. 2 CPP deve essere computato a partire
dall'inizio della detenzione ai fini dell'estradizione (p. 9).  

 

 

Delle altre
argomentazioni/osservazioni delle parti, si dirà se del caso nei considerandi
che seguono.

 

 

Considerato

 

 

In diritto:

 

 

1.

 

__________, accusata e detenuta,
è pacificamente legittimata a presentare istanza di libertà provvisoria. 

 

 

2.

 

L'istanza, presentata il 21
giugno 2003, è giunta al Ministero pubblico il 24 giugno 2003. Il termine per
l'inoltro del preavviso (e trasmissione dell'incarto) scadeva quindi il 27
giugno 2003 (108 cpv. 1 CPP). L'incarto è giunto a questo ufficio il 30 giugno
2003, consegnato brevi man da un agente di polizia (ore 10.25 circa - cfr. nota
su copia elenco atti in inc. Giar __________) che l'ha ritirato da Bellinzona
quella stessa mattina. Il preavviso in originale e l'istanza sono qui giunti,
via posta, il 1. luglio 2003. Questi documenti risultano esser stati consegnati
alla Messaggeria dell'amministrazione cantonale di Bellinzona, il 27.6.2003 e
spediti, sempre da Bellinzona, il 30.6.2003.

 

I termini fissati dal CPP non
sono prorogabili (art. 19 CPP) in materia di libertà personale la scadenza dei
termini (perentori) conduce, di norma, alla decadenza della misura cautelare
con conseguente scarcerazione ope legis dell'accusato (DTF 114 Ia 281,
considerando 4b; Piergiorgio Mordasini in "La riforma del Codice di
procedura penale ticinese", Lugano 1994 pag. 66/67; Giar 15 maggio 2003 in
re K., inc. 255.2003.2).

 

Ciò nonostante, qualora il
mancato rispetto del termine per la scarcerazione o presentazione del preavviso
negativo con trasmissione dell'incarto al GIAR (art. 108 CPP) dovesse non
risultare rispettato causa un disguido, la dottrina cantonale sembra ammettere
la possibilità di sanare la cosa (Rusca/Salmina/Verda, Commento del CPPT, nota
4 ad art. 108).

Nel caso in esame, accertamenti
effettuati presso la Cancelleria del Ministero pubblico di Bellinzona e presso
la Messaggeria della Residenza Governativa, sempre di Bellinzona, indicano che
il preavviso negativo è stato consegnato, alla Messaggeria appunto, venerdì 27
giugno 2003 e che questa ha provveduto alla spedizione raccomandata solo la
mattina del 30 giugno 2003 (confronta timbri sulla busta di spedizione,
rispettivamente timbro sul libretto delle raccomandate). Il motivo per cui il
preavviso non è stato spedito venerdì pare imputabile al servizio Messaggeria
in quanto, nonostante il furgone che si reca in Posta era ancora presente,
"… le mappe erano già chiuse …" (sic! - cfr. scritto 30 giugno 2003
MP/Segreteria CdS, doc. _ inc. GIAR __________).

 

Alla luce di quanto sopra, questo
giudice ritiene che il ritardo nella spedizione sia effettivamente imputabile
ad un disguido, avendo il Ministero pubblico comunque consegnato il preavviso
per la spedizione ancora nei termini. Ne consegue che, applicando la dottrina
citata, il ritardo può, nel caso specifico, essere sanato. Ritenuto inoltre,
che questo ufficio ha ricevuto brevi manu l'incarto il 30 giugno 2003 e che
nello stesso erano presenti copia sia dell'istanza che del preavviso,
l'emanazione della decisione entro i termini applicabili nel caso di corretta
ricezione il 30 giugno (conseguente a spedizione per posta il 27), non
compromette i termini normali per la decisione imposti dalla legge e quindi i
diritti della reclamante. 

 

Va da sé che qualora un disguido
analogo dovesse ripetersi, non potrà più essere considerato tale. Incombe a chi
deve rispettare un termine fare di tutto perché ciò avvenga assicurandosi
dell'effettiva spedizione e delegando ad altri questo compito solo se vi è
certezza di immediata e corretta esecuzione.

 

 

3.

 

I principi che
reggono la materia della detenzione cautelare, pur se noti alle parti, vengono
qui ribaditi:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al
pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare
ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di
interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.
32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine
pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior
rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della
libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag.
416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi
penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."

(per tutte:
sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5) 

 

 

4.

 

a)

Come detto, sommariamente, nei
considerandi sui fatti, la CRP ha ritenuto insufficienti gli indizi di reato
relativi all'ipotesi di istigazione e/o correità (ed anche quella di complicità
seppur non menzionata dal magistrato inquirente nella richiesta di conferma, né
nell'ordine d'arresto) in assassinio, sub. omicidio, sequestro di persona e
rapimento, sub. coazione, in relazione all'uccisione di __________. Lo ha fatto
(senza pregiudizio per il merito e con esclusivo riferimento alle condizioni
per la carcerazione preventiva) con una decisione dettagliatamente motivata,
sia con riferimento alla giurisprudenza sulle nozioni di correità, complicità e
istigazione (sentenza 9 maggio 2003, cons. 2), sia con riferimento alle
emergenze dell'istruttoria (sentenza citata, cons. 3), e non certo affrettata
(la decisione è stata prolata ad un mese dalle osservazioni del Procuratore
pubblico). Ne consegue che queste conclusioni (rispettivamente accertamenti)
dell'autorità superiore possono  essere  modificati solo in presenza di nuovi
elementi di giudizio (cfr. per analogia sentenze CRP 10 aprile 1997 in re V.,
GIAR 26 settembre 1996, GIAR 30 giugno 2003 in re B.; e neppure avrebbe molto
senso essendo autorità di ricorso anche per rapporto alla presente decisione).
L'arresto e la carcerazione preventiva sono, quindi, stati confermati
unicamente in relazione all'ipotesi di reato di favoreggiamento.

 

b)

Si tratta qui, pertanto, di
verificare quelli che il magistrato inquirente afferma essere nuovi elementi
emersi dall'inchiesta, dopo il 9 maggio 2003, che rafforzano i gravi indizi di
complicità (ipotesi a cui l'accusa non risulta essere stata estesa ma che può
essere considerata compresa in quella di correità, vista la possibilità di
subordinazione e lo stesso complesso di fatti - CRP 27 ottobre 1994 in re R.)
in assassinio, sub. omicidio.

Dopo aver affermato rafforzamento
degli indizi, il magistrato inquirente presenta un elenco di indizi
sostanzialmente identico (con qualche modifica redazionale o suddivisione in
due) a quello contenuto nelle osservazioni presentate alla CRP l'8/9 aprile
(cfr. Preavviso p. 5 e 6, Osservazioni 8 aprile 2003 p. 3). Trattasi quindi di
elementi già analizzati dall'autorità superiore con l'unica (apparente)
eccezione dei menzionati prelevamenti di EUR 7'000.- dalla __________ e (per la
stessa cifra) dalla __________.

Per quanto concerne questi ultimi
due elementi (o indizi che dir si voglia), il magistrato inquirente li menziona
senza indicare da dove emergano, rispettivamente in quali atti istruttori si
trovi il relativo accertamento. Questo giudice ha reperito della documentazione
bancaria unicamente per quanto concerne la __________ (AI __________). Da tale
documentazione non emerge un prelevamento per 7'000.- EUR (neppure a due
riprese), bensì una serie di movimenti molto più piccoli che sull'arco di un
paio di mesi (cfr. allegato allo scritto 12.12.2002 della banca) possono anche
raggiungere quella cifra. Per quanto concerne i movimenti presso la __________,
non è stata reperita documentazione né nell'AI __________ né nel gli AI
__________, rispettivamente __________, entrambi relativi a documentazione
pervenuta dalla Germania. D'altro canto, la documentazione relativa a questo
conto viene chiesta con rogatoria del 26 giugno 2003 (AI __________) con
riferimento alle dichiarazioni dell'accusata del 17 aprile 2003, conseguenti a
richieste circa la provenienza del denaro trovato in suo possesso al momento
dell'arresto (cfr. VI __________, pagina 6 in particolare). 

Sia come sia, neppure questi
elementi (a prescindere dalla loro valenza) hanno carattere di novità per
rapporto alle conclusioni della CRP, che ne era a conoscenza al momento della
sua decisione e li ha considerati (cfr. sentenza CRP, p. 6 primo capoverso e
ultime 4 righe con citazione del verbale 17 aprile 2003).

Pertanto, gli indizi elencati
alle p. 5 e 6 del preavviso negativo non sono emersi successivamente alla
decisione della CRP che li ha già considerati tutti (forse con l'eccezione,
ininfluente, del ritiro di EUR 645.- il 3.12.2002) ritenendoli insufficienti a
giustificare il perdurare della detenzione cautelare per le ipotesi di
istigazione e/o concorso ai reati contro la vita e la libertà personale.

 

c)

Neppure dai verbali successivi
(alla decisione della CRP - VI da 28 a 40), emergono elementi di rilievo per
una valutazione diversa della posizione dell'accusata. Lo stesso Procuratore
pubblico non ne indica, se non con riferimento ai verbali di confronto tra
__________ e __________ e per dire che la lucidità, la capacità di ragionare e
il carattere dimostrato dall'accusata nel sostenere il confronto, lo hanno
maggiormente convinto che si tratti di una donna diversa da quella descritta
dalla CRP (Preavviso, p. 7).

Questo giudice non può che
constatare che (nei confronti menzionati) __________ non fa che ribadire, anche
di fronte a __________, la versione dei fatti fornita in precedenza (e sulla
cui linearità si è già espressa anche la CRP- sentenza 9 maggio 2003, p. 7
prima riga). E ciò sebbene tale conferma non le sia necessariamente favorevole.
Inoltre, elementi forniti da terzi paiono rafforzarne la credibilità della sua
versione. In particolare si rileva che la versione dell'accusata, in contrasto
con quella di __________, secondo cui il marito si sarebbe presentato a loro
come persona operante nel settore dell'incasso crediti (Verbale di confronto
10.06.2003, p. 4, VI 36) sembra supportata dalle dichiarazioni di __________
(che, peraltro, non menziona mai l'accusata parlando dei rapporti avuti con
__________) allorquando afferma che __________ si è presentato a lui
dichiarando di operare nel settore dell'incasso crediti (Verbale PP __________
16 giugno 2003, p.7, VI 38).

Da tuttoquanto sopra consegue
che, al di là delle opinioni sul carattere, da questi verbali non emergono
(neppure sono concretamente indicati) elementi nuovi che giustificano la
modifica delle conclusioni della CRP in relazione all'esistenza di
sufficientemente gravi indizi di reato (per quanto concerne le ipotesi di
istigazione, correità e complicità in assassinio, sub. omicidio) a fondamento
del perdurare della carcerazione preventiva (ovviamente, sempre senza
pregiudizio per il merito). L'indebolimento della concludenza degli indizi a
carico di __________ (sempre per le ipotesi di partecipazione ai reati contro
la persona e la libertà), accertato dalla CRP (sentenza p. 7 ultima righe) non
può certo dirsi sovvertita dalle successive emergenze istruttorie. 

 

d)

Analogamente, tuttavia, gli atti
d'inchiesta esperiti dopo la sentenza della CRP non hanno evidenziato elementi
di rilievo che inducano a conclusioni diverse (da quelle della CRP) in merito
agli indizi (e la loro gravità) che fondano l'ipotesi di favoreggiamento
(sentenza CRP 9 maggio 2003, cons. 5). La "gestione" (in tutte le sue
forme: prelevamento, custodia, consegna o atti finalizzati a questa) della
liquidità di "famiglia", il nascondere (ancorché in gran parte presso
la suocera) oggetti e documenti di possibile utilità all'inchiesta, sono
confermati (Verbali PP  __________ 22 maggio 2003, p. 2/3 e 7 e 5 giugno 2003 p.
8/9; VI 30 e 35) e sufficienti ad indiziare gravemente la commissione del reato
(REP 1989 p. 462, DTF 5 giugno 1996 6S.152/1996, in Plädoyer 4/96).

 

e)

In conclusione, per quanto
concerne i gravi indizi di reato non sono stati addotti nuovi elementi, né gli
stessi sono stati individuati nell'incarto, atti a modificare la conclusione
contenuta nella sentenza dalla CRP che viene qui ripresa e confermata:

 

"Non
potendosi più concludere attualmente sull'esistenza di indizi sufficientemente
gravi per giustificare la privazione della libertà della ricorrente sulla base
delle ipotesi di reato sostenute dal magistrato per istigazione, sub. correità
- ma neppure per complicità - in assassinio, sub. omicidio intenzionale,
sequestro di persona e rapimento, sub. coazione, nemmeno dev'essere esaminata
l'esistenza di preminenti motivi di interesse pubblico, quali in particolare il
pericolo di fuga, i bisogni dell'istruzione, la cui esistenza in caso contrario
sarebbe pacifica, e del pericolo di recidiva".

 

ma

 

"Il
comportamento tenuto dalla ricorrente, in particolare dopo la concreta messa in
atto da parte del marito della vendetta, fonda per contro a suo carico indizi
sufficientemente seri e concreti a sostegno dell'ipotesi di reato di
favoreggiamento, seppure non le si possa rimproverare di non aver segnalato
all'autorità penale i propositi delinquenziali del marito (cfr. DTF 120 IV 98
consid. 2c)".

 

 

5.

 

a)

Per quanto concerne l'ulteriore
necessario elemento, che deve sommarsi alla presenza di gravi indizi di reato,
a giustificazione della detenzione preventiva, il magistrato inquirente
sostiene l'esistenza di necessità istruttorie e di un pericolo di fuga
(Preavviso p. 8 e 9).

Il primo è fatto valere in
relazione all'esistenza di un pericolo di collusione sia con le persone ancora latitanti,
sia con chi deve essere sentito a seguito della recenti commissioni rogatorie
(in particolare il marito e la suocera; cfr. AI __________ e __________). Il
secondo in base alla totale assenza di legami dell'accusata con il territorio
svizzero ed al fatto che al momento dell'arresto (estradizionale) in Germania,
si stava preparando a lasciare quel paese per quello d'origine. Questo giudice
deve, vagliarne l'esistenza in relazione unicamente all'ipotesi di reato di cui
all'art. 305 CP, la sola sufficientemente indiziata ai fini della decisione
sulla detenzione cautelare.

 

b)

Pericolo di collusione ed
inquinamento delle prove appaiono concretamente presenti in particolare per
quanto concerne gli accertamenti di cui ai punti 2 e 4 della commissione rogatoria
presentata alle autorità germaniche il 26 giugno 2003 (AI 197). Il rapporto di
parentela con la persona da interrogare (la suocera __________) e, ovviamente,
il coinvolgimento del marito (rispettivamente figlio della teste) potrebbero
indurre l'accusata, se posta in libertà a concordare versioni, rispettivamente
distruggere documenti (qualora fossero ancora presenti), non solo per
migliorare la propria situazione (o quella del marito), ma anche per evitare il
rischio di un coinvolgimento della suocera nell'inchiesta (cfr. Verbali PP
__________ 22 maggio 2003, p. 2 e 3 giugno 2003 p. 8;  VI 30 e 33).

Meno concreto, visto lo stato
detentivo perdurante dello stesso, ma comunque non da escludere (non essendo
note le condizioni di detenzione in Romania e la possibilità di rapporti con
l'esterno dei detenuti - i __________, dopo l'arresto estradizionale, sono
stati intervistati insieme dalla __________, se la memoria non inganna)
presente un pericolo di collusione con il marito.

Questa conclusione vale facendo
astrazione dal principio di proporzionalità, di cui si dirà in seguito.

 

c)

Pure presente e concreto il
pericolo di fuga. L'accusata non ha, né mai ha avuto, legami con il territorio
svizzero. Tutti i suoi legami, in particolare quelli famigliari, si trovano
altrove (in particolare in Romania). Al momento dell'arresto stava lasciando il
paese di residenza (la Germania) per recarsi nel paese d'origine (la Romania)
portando con sé tutti i suoi (rispettivamente della famiglia) averi, quindi con
l'intenzione di rimanervi. Ciò dimostra l'assenza d'interesse (come di volontà)
a subire fino in fondo il procedimento in corso in Svizzera e che, con grande
verosimiglianza, qualora dovesse essere rilasciata si sottrarrebbe allo stesso
(DTF 12 gennaio 1982 in re F.; DTF 18 dicembre 1999 in re G.; SJ 1980 p. 186).
Misure sostitutive (ritiro del passaporto) non sono atte allo scopo trattandosi
di cittadina straniera.

Il rischio di una pena, anche
severa e non necessariamente posta al beneficio della sospensione condizionale,
non può essere escluso, neppure in virtù del cpv. 2 dell'art. 305 CP. Sebbene
si tratti di un reato contro l'amministrazione della giustizia in generale, la
gravità dello stesso non può prescindere totalmente dalla gravità del reato
commesso dalla persona "favorita" (l'amministrazione della giustizia
è maggiormente compromessa dall'impossibilità o difficoltà di perseguire reati
gravi che reati bagatella). Il cpv. 2 dell'art 305, va qui ricordato,
conferisce al giudice una "semplice" facoltà (DTF 106 IV 193) la cui
applicazione presuppone sì un comportamento umanamente comprensibile e
moralmente giustificabile, quindi scusabile, in virtù dei rapporti personali,
ma che deve anche corrispondere ad un concetto di valori e ad un etica
generalmente riconosciuti a livello sociale (BL ABOG 1992, p. 63); anche in
questo ambito, il reato commesso dalla persona "favorita" non è privo
d'importanza per la valutazione; siamo in una situazione diversa da quella
prevista dall'art. 125 CPP (facoltà di non deporre).

Certo, non si può dimenticare che
la possibilità d'applicazione del cpv. 2 norma esiste (anche se di totale
competenza del giudice del merito), ma appare più corretto considerarla
nell'ambito della determinazione del rispetto del principio di proporzionalità
(della durata del carcere preventivo), come fatto dalla CRP (sentenza 9 maggio
2003, cons. 5 ultimo paragrafo), trattandosi di una questione connessa alla
pena e non alla perseguibilità.

 

 

 

6.

 

a)

Gravi indizi di reato (quo
all'ipotesi di favoreggiamento) sono quindi ancora presenti in capo a
__________. Pure presenti sono (ancorché residue) necessità istruttorie e un
concreto pericolo di fuga.

V'è ora da chiedersi se, alla
luce di quanto sopra (nonché del richiamo operato dalla stessa CRP nella più
volte citata sentenza - cfr. considerandi 5 e 6) è ancora rispettato il
principio di proporzionalità. 

Parte degli accertamenti che la
CRP ha ritenuto di dover salvaguardare da pericolo di collusione ed
inquinamento sono stati effettuati con le verbalizzazioni già citate (e
posteriori alla sentenza). Incomprensibilmente (nessuna indicazione è fornita
con il preavviso) la commissione rogatoria alle autorità germaniche, relativa
all'interrogatorio di __________, alla perquisizione domiciliare della stessa
ed alla perquisizione bancaria presso la __________, è stata inoltrata solo il
26 giugno 2003, quindi a quasi 2 mesi dalla sentenza in questione e dopo la
ricezione dell'istanza di libertà provvisoria. Ne consegue che il mantenimento
della detenzione ai fini dell'espletamento della rogatoria in questione non
sarebbe più rispettoso del principio di proporzionalità (art. 102 cpv. CPP), a
maggior ragione quando è noto che la necessità di acquisire elementi probatori
all'estero è già, di per sé, causa di dilatazione dei tempi d'inchiesta
(Preavviso p. 9). Analogo discorso vale per la commissione rogatoria presentata
alle autorità rumene, con richiesta di nuovo interrogatorio di __________,
anch'essa datata 26 giugno 2003. Se è vero che le due rogatorie menzionate non
contengono unicamente richieste relative alla qui istante, è altrettanto vero
che nulla impediva la formulazione delle richieste che la concernono in modo
più tempestivo (se del caso limitatamente alla sua posizione) per dar seguito
alle chiare indicazioni della CRP (sentenza considerando 6).

 

b)

La carcerazione preventiva di
__________ potrebbe (e può) essere, oggi, considerata rispettosa del principio
di proporzionalità, solo con riferimento al perdurante pericolo di fuga ed ai
fini della celere chiusura dell'istruttoria per il reato di favoreggiamento. A
tale scopo, l'ulteriore periodo di carcerazione prospettabile (e dettato dalle
norme di cui all'art. 196 e 197 CPP) appare ancora proporzionato, tenuto conto
del fatto che il carcere subito all'estero (nelle more della procedura di
estradizione) non può essere computato come carcere preventivo durante
l'istruttoria secondo le norme sulla detenzione preventiva (REP 1986 p. 161).
Trascorso tale periodo il perdurare della carcerazione di __________ non
sarebbe più proporzionato e l'inchiesta dovrà, se del caso (a dipendenza delle
decisioni del magistrato inquirente) continuare con l'accusata a piede libero.

A scanso di equivoci, si
sottolinea che le decisioni relative al seguito, rispettivamente alla
conclusione, dell'istruttoria sono di competenza del magistrato inquirente.
Quanto sopra espresso deve quindi essere riferito unicamente alla situazione di
carcerazione preventiva dell'accusata, ed alle condizioni di legge applicabili
a tale misura, la cui verifica d'esistenza compete a questo ufficio.

 

In conclusione, ritenuto che nei
confronti di __________ sono presenti gravi indizi di commissione del reato di
favoreggiamento, che è pure presente il pericolo di fuga e che il principio di
proporzionalità è ancora rispettato (e lo sarà per il tempo necessario alla
chiusura dell'istruttoria e la decisione di merito), l'istanza di libertà
provvisoria viene respinta.    

 

 

 

P.Q.M.

 

 

richiamati gli artt. 111, 112,
183, 181, 24, 25, 305 CP, 95 ss, 96, 102, 107, 108, 280 e 284 CPP,

 

 

decide :

 

 

 

1.      L’istanza
di libertà provvisoria è respinta, come ai considerandi (in particolare n. 6).

 

 

2.      Non
si percepiscono né tasse né spese giudiziarie.

 

 

3.      Contro
la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro dieci
giorni dall’intimazione.

 

 

4.      Intimazione:

-       
avv. __________, per sé e per l'istante;

-       
Procuratore pubblico __________ (con copia delle osservazioni
dell’accusato e l'incarto di ritorno).

 

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
__________