# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a948296c-13c2-5cd8-802f-2e874124a507
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-06-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 11.06.2008 32.2007.195
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2007-195_2008-06-11.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2007.195

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  11 giugno
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa
  Somaini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 11 giugno 2007 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 14 maggio 2007 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato
nel __________, in precedenza attivo in qualità di operaio di fabbrica
(attualmente attivo quale aiuto-ufficio presso una fiduciaria al 30%), in data 5
giugno 2003 ha presentato una
domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti (orientamento
professionale, avviamento ad altra professione), a causa di “sindrome
lombo-vertebrale cronica su artrosi L3-L4 e L4-L5 e protusione discale destra
L4-L5” (doc. 1/1-7).

 

Dopo aver disposto un periodo d’accertamento
presso il __________ di __________ allo scopo di verificare le attitudini
dell’assicurato (cfr. doc. 28-1), ritenuto il suo interesse per l’informatica,
l’assicurato ha seguito per una settimana dei corsi d’informatica presso la
Scuola professionale (__________) di __________. Nel rapporto di fine
accertamento del 6 ottobre 2004 (cfr. doc. 41) il direttore del __________ ha
rilevato che l’interessato non è riuscito a continuare il periodo di
accertamento, a causa dei dolori sempre più acuti derivanti dal fatto di dover
restare seduto tutto il giorno (dalle 8.15 alle 12.15 e dalle 13.00 alle 16.10,
con una pausa a metà mattina e una a metà pomeriggio), che lo rendono inabile
al lavoro al 100%, come attestato dal dr. __________ nel rapporto medico del 23
ottobre 2004 (cfr. doc. 42-1). L’assicurato è quindi stato dimesso dal __________,
con l’indicazione che, vista la forte motivazione ad inserirsi
professionalmente e l’ottimo bagaglio di conoscenze, tenuto conto della
necessità di svolgere un’attività nella quale sia possibile alternare la
posizione, l’interessato potrebbe essere impiegato nel settore
dell’assemblaggio e della vendita di apparecchiature informatiche (cfr. doc.
41-2).

Nel rapporto finale del 29 ottobre 2004 il
consulente IP, dopo aver elencato una serie di attività esigibili, in quanto
rispettose dei limiti funzionali dell’assicurato, ha ritenuto opportuna una
rivalutazione del caso da parte del SMR, alla luce del certificato medico del
dr. __________, rilevando che qualora da un punto di vista medico non venissero
riscontrati cambiamenti rispetto alla valutazione del 3 ottobre 2003, la
pratica sarebbe da considerare conclusa, senza alcuna proposta di riformazione
professionale, essendo l’assicurato direttamente reintegrabile sul mercato del
lavoro (doc. 44-7).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una perizia
pluridisciplinare a cura del Servizio Accertamento Medico dell’Assicurazione
Invalidità (SAM), con decisione del 14 maggio 2007 l’Ufficio AI ha attribuito
all’assicurato una rendita intera di invalidità (grado del 100%) limitatamente
al periodo compreso fra il 1° settembre 2005 e il 31 maggio 2006, negando in
seguito il diritto a prestazioni, dato che l’assicurato conserva una capacità
lavorativa dell’80% in attività leggere adeguate e, dal confronto dei redditi,
è risultato un grado di invalidità del 6% (doc. 89 e doc. 91). L’amministrazione
ha pure respinto la richiesta di gratuito patrocinio in sede amministrativa.

 

                               1.2.   Contro la
citata decisione amministrativa l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha
presentato ricorso al TCA, chiedendo l’attribuzione di una rendita intera anche
dopo il 31 maggio 2006 e, in via subordinata, il riconoscimento del diritto ad
una riformazione professionale.

                                         Egli ha
inoltre chiesto la concessione dall’assistenza giudiziaria con gratuito
patrocinio per la procedura ricorsuale (I). 

                                         Sostanzialmente
il ricorrente ha contestato la perizia del SAM, che non ha adeguatamente tenuto
conto dei suoi disturbi, sia di natura reumatologica, sia psichiatrica. 

                                         Egli ha
inoltre contestato la mancata attribuzione del gratuito patrocinio nella sede
amministrativa (I).

 

                               1.3.   L’UAI, in
risposta, dopo aver ribadito la correttezza sia della perizia del SAM, sia del
calcolo del grado di invalidità effettuato tramite raffronto dei redditi, ha
postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà,
per quanto occorra, nei considerandi di diritto (IV).

 

                               1.4.   In data 19 luglio
2007 il rappresentante dell’interessato ha trasmesso al TCA uno scritto del dr.
__________, il quale ha attestato un peggioramento delle condizioni di salute
dell’interessato a seguito della ricezione della decisione dell’UAI (doc. IX + E).

 

Tali scritti sono stati
trasmessi all’amministrazione (XV), per una presa di posizione.

 

                               1.5.   In data 7
agosto 2007 l’avv. RA 1 ha comunicato al TCA che l’assicurato si sarebbe
sottoposto a dei test per la valutazione della capacità funzionale, chiedendo
una proroga del termine per presentare nuovi mezzi di prova (XI).

                                         Il TCA,
con scritto dell’8 agosto 2007, ha accordato la proroga richiesta (XII).

 

                               1.6.   In data 8
agosto 2007 l’avv. RA 1 ha trasmesso al TCA il certificato municipale per l’ammissione
all’assistenza giudiziaria e la relativa documentazione (XIII + bis).

 

                               1.7.   Con scritto
del 10 agosto 2007 il patrocinatore ha trasmesso al TCA nuova documentazione
medica (XIV + F1-6).

 

                               1.8.   Con
osservazioni del 5 settembre 2007 l’UAI ha rilevato di avere sottoposto la
nuova documentazione medica prodotta dall’insorgente al vaglio del Servizio
medico regionale (SMR), il quale ha ritenuto che, successivamente alla
decisione impugnata, potrebbe essere insorto un peggioramento dello stato psichico
dell’interessato, mentre non vi è stata, da un punto di vista fisico, una
modifica sostanziale delle patologie rispetto alla valutazione del SAM (XVI +
1).

 

                               1.9.   In data 18 settembre
2007 l’avv. RA 1 ha confermato l’avvenuto peggioramento delle condizioni
psichiche dell’assicurato, sottolineando tuttavia come anche a livello fisico
la situazione sia molto difficile, con problemi al ginocchio, dolori
radicolopatici e una componente fibromialgica (XVIII).

 

                             1.10.   Con scritto
del 12 ottobre 2007 il patrocinatore ha informato il TCA del fatto che
l’assicurato non ha potuto sottoporsi alla prevista prova di carico di lavoro
presso il Centro __________ di __________, per motivi finanziari, chiedendo che
tale esame venga ordinato dal TCA, unitamente ad una perizia giudiziaria, volta
ad appurare le patologie che affliggono l’assicurato, sia da un punto di vista
psichico, che fisico.

                                         L’avv. RA
1 ha inoltre chiesto l’edizione della cartella clinica dell’interessato da
parte del dr. __________, del dr. __________, del dr. __________ e del dr. __________.

                                         Il
patrocinatore ha infine chiesto che venga sentito, come teste, il dr. __________,
così come pure l’attuale datore di lavoro dell’assicurato, per testimoniare la
fatica dell’interessato nello svolgimento della sua attività di aiuto ufficio,
al 30% (XIX + 1-2).

 

                             1.11.   Con
osservazioni del 26 ottobre 2007 l’UAI, confermando la correttezza della
decisione impugnata (della quale chiede l’integrale conferma), ha sottolineato
che lo stato di salute dell’assicuarto è stato approfonditamente valutato
attraverso una perizia da parte del SAM, motivo per il quale non è necessario
procedere ad ulteriori accertamenti medici.

                                         L’amministrazione
ha poi aggiunto che il possibile peggioramento delle condizioni psichiche
dell’assicurato è già stato evidenziato dal SMR: al riguardo, nelle
osservazioni del 5 settembre 2007, l’UAI ha già indicato la possibilità di
avviare una procedura di revisione per stabilire in quale misura detto
peggioramento influenza il diritto dell’insorgente ad una rendita di invalidità
(XXI + bis).

 

                             1.12.   In data 26
novembre 2007 l’avv. RA 1 ha prodotto un nuovo certificato medico dello
psichiatra curante, dr. __________ (XXIV).

 

Tale certificato medico è stato trasmesso all’UAI
(XXV), con facoltà di presentare osservazioni scritte.

 

                             1.13.   Con scritto
del 19 febbraio 2008 il patrocinatore ha trasmesso al TCA un ulteriore
certificato medico del dr. __________ (XXVII).

 

                             1.14.   Con
osservazioni del 28 febbraio 2008 l’UAI ha indicato di avere sottoposto la refertazione
dello psichiatra curante al vaglio del SMR, il quale ha rilevato che il dr. __________
riconferma l’evoluzione negativa della patologia psichiatrica, successivamente
alla decisione impugnata (XXIX + bis).

 

                                         Tali osservazioni
sono state trasmesse al ricorrente (XXX), per conoscenza.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio
2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002;
STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001,
pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000;
STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).

 

                                         Occorre
qui rilevare che per quanto concerne le norme di diritto materiale, in assenza
di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono
determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la
fattispecie che esplica degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid.
1).

 

                                         Dal
momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante è
realizzato antecedentemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5a revisione
della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati
in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo
la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. 

 

                                         Ai sensi
dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido
(reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere
determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante
la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique
de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta
perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse
divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di
eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi;
DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la
giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei
all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini
fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21;
Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente
esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e
dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione
personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua
capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge
il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se
ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione
fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                                         Al
proposito va infine ancora rilevato che, secondo la
giurisprudenza federale, per il raffronto dei redditi sono determinanti le
circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla
rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla
medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali
modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione
(rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili
di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R
consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in
SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01
pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I
26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I
475/01).

 

                               2.4.   Per
costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione
attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o
la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le
regole sulla revisione di decisioni amministrative (cfr. DTF 131 V 164; DTF 131
V 120; DTF 125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa
K., I 597/04; STFA del 27 dicembre 2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19
ottobre 2005 nella causa F., I 38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K.,
12/04; STFA del 24 febbraio 2005 nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno
2004 nella causa T., I 299/03). 

 

                                         Al
riguardo cfr. STCA 32.2005.83 del 20 febbraio 2006, massimata in RtiD II-2006
N. 39 pag. 182.

 

                               2.5.   L’art. 17
cpv. 1 LPGA stabilisce che:

 

" 
Se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce
una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta
proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta."

 

I principi giurisprudenziali sviluppati in
materia di revisione di rendite sotto il regime del vecchio art. 41 LAI sono
applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid.
3.5).

 

                               2.6.   In una
sentenza del 12 ottobre 2005 nella causa R., I 8/04, pubblicata in plaidoyer
1/06, pag. 64-65, il TFA ha ricordato i principi che sono alla base della revisione
e della riconsiderazione di decisioni amministrative e si è così espresso:

 

" 
(...)

2. 2.1  En l'espèce, il s'agit tout
d'abord de savoir si l'on est en présence d'un motif de révision, ce qui
suppose une modification notable du taux d'invalidité (art. 17 LPGA). Il n'y a
pas matière à révision lorsque les circonstances sont demeurées inchangées et
que le motif de la suppression ou de la diminution de la rente réside
uniquement dans une nouvelle appréciation du cas. Un motif de révision au sens
de l'art. 17 LPGA (ou de l'ancien art. 41 LAI) doit clairement ressortir du
dossier (p. ex. arrêt P. du 31 janvier 2003

[I 559/02], consid. 3.2 et les arrêts cités; sur
les motifs de révi­sion en particulier: Urs Müller, Die materiellen
Voraussetzun­gen der Rentenrevision in der Invalidenversicherung, thèse,
Fribourg 2002, p. 133 ss). La réglementation sur la révision ne saurait en
effet constituer un fondement juridique à un réexamen sans condition du droit à
la rente (Rudolf Ruedi, Die Verfügungsanpassung als verfahrensrechtliche
Grundfi­gur namentlich von Invalidenrentenrevisionen, in: Schaffau­ser/
Schlauri [Hrsg], Die Revision von Dauerleistungen in der Sozialversicherung,
Saint-Gall, 1999, p. 15).

 

2.2  Si l'on
compare les experti­ses du COMAI du 9 mai 1995 et de  la Clinique X. du 10 mai 2002, les principaux
diagnostics posés sont pratiquement superposables (syndrome somatoforme
douloureux persistant et personnalité fruste et dépendante en 1995; syndrome
douloureux somatoforme persistant [F45.4] et personnalité aux traits dépen­dants
[F60.7] en 2002). Les con­clusions des expertises sont divergentes, en
revanche, en ce qui concerne les répercussions des atteintes à la santé sur la
capacité de travail. Les experts du CO­MAI avaient estimé que le syn­drome
somatoforme douloureux prenait place dans le contexte d'un trouble de  la personnalité. On était en présence d'une atteinte à
la santé mentale importante, entraînant une incapacité totale de travail, sans
perspective de reclassement ni d'amélioration, vu l'importance de la régression
et de la fixation somatique.

Les experts de  la Clinique X. concluent, pour leur part, à l'absence
d'atteinte somatique ou psychique susceptible de limiter la capacité de
travail. Les mêmes experts déclarent s'écarter des conclusions du COMAI, au mo­tif
que l'association d'un trouble somatoforme douloureux à une personnalité aux
traits dépen­dants ne constitue pas, à leur avis, une atteinte à la santé men­tale
importante.

 

2.3  Sur la base
de ces éléments, il y a lieu de constater que les experts de  la Clinique X. ne font pas état d'une modification de
l'état de santé du recourant, mais remettent en cause l'apprécia­tion
précédente - et fondée sur un même état de fait - des ex­perts du COMAI. Ni
l'administration ni les premiers juges n'ont cherché du reste à démon­trer
l'existence d'un changement de circonstances. Ils insistent plutôt sur le
caractère probant de l'expertise dé  la Clinique X., en faisant totalement abstraction des
règles sur la révision et comme s'il s'agissait en l'occurrence de se prononcer
pour la première fois sur le droit à  la rente. Mais cela ne suffit pas, on l'a vu, pour
justifier une révision du droit à la rente (cf. aussi Urs Müller, op. cit., p.
135, ch. 490).

 

3. 3.1. Le principe selon lequel
l'administration peut en tout temps revenir d'office sur une décision
formellement passée en force qui n'a pas donné lieu à un jugement sur le fond,
lorsque celle-ci est certainement erronée et que sa rectification revêt une
importance appréciable, l'em­porte sur la procédure de révi­sion. Ainsi,
l'administration peut aussi modifier une décision de rente lorsque les
conditions de la révision selon l'art. 17 LPGA ne sont pas remplies. Si le juge
est le premier à constater que la décision initiale était certainement erronée,
il peut con­firmer, en invoquant ce motif, la décision de révision prise par
l'administration (ATF 125 V 369 consid. 2 et les arrêts cités; cf. aussi ATF
112 V 373 consid. 2c et 390 consid. 1b). Il est à relever que la
reconsidération est désormais expressément prévue à l'art. 53 LPGA.

3.2  Pour juger
s'il est admissible de reconsidérer une décision pour le motif qu'elle est sans
nul doute erronée, il faut se fonder sur la situation juridique existant au
moment où cette décision a été rendue, compte tenu de la pratique en vigueur à
l'époque (ATF 119 V 479 consid. 1b/cc et les références). Par le biais de la
reconsidération, on corrigera une application initiale erronée du droit, de
même qu'une constatation erronée résultant de l'appréciation des faits. Un changement
de pratique ou de jurisprudence ne saurait en prin­cipe justifier une
reconsidéra­tion (ATF 117 V 17 consid. 2c, 115 V 314 consid. 4a/cc). Une
décision est sans nul doute erronée non seulement lorsqu'elle a été prise sur
la base de règles de droit non correctes ou inappropriées, mais aussi lorsque
des dispositions importantes n'ont pas été appliquées ou l'ont été de manière
inappropriée (DTA 1996/97 n° 28 p. 158 consid. 3c). Tel est notamment le cas
lorsque l'administration a accor­dé une rente d'invalidité au mépris du
principe de la priorité de la réadaptation sur la rente (voir l'arrêt P. du 31
janvier 2003, déjà cité). A l'inverse, une inexactitude manifeste ne sau­rait
être admise lorsque l'octroi de la prestation dépend de conditions matérielles
dont l'examen suppose un pouvoir d'appréciation, quant à certains de leurs
aspects ou de leurs élé­ments, et que la décision paraît admissible compte tenu
de la si­tuation de fait et de droit (arrêt P. du 13 août 2003 [1790/01],
consid. 3).

 

3.3  En l'espèce,
c'est en vue d'élucider les divergences issues d'avis médicaux contradictoires
se trouvant au dossier que l'ad­ministration a recueilli l'experti­se du COMAI,
du 9 mai 1995, et qu'elle s'est fondée sur cette dernière pour allouer une
rente entière au recourant, le 1er décembre 1995. En présence d'un
tableau clinique complexe, par ailleurs difficile à appréhender en raison de
ses aspects subjec­tifs, la prise de position sur une incapacité de travail
implique toujours un jugement d'appréciation. Or, un tel jugement ne saurait
être qualifié de manifestement erroné que si les investi­gations médicales dans
les différents domaines concernés n'ont pas été entreprises ou qu'elles ne
l'ont pas été avec le soin nécessaire (cf. arrêt P. du 31 janvier 2003, déjà
cité). Tel n'est pas le cas en ce qui concer­ne l'expertise du COMAI dans la
mesure où cette expertise pluridisciplinaire répond aux critè­res
jurisprudentiels permettant de lui attribuer une pleine valeur probante. En
tout cas, les cri­tiques émises à l'encontre des conclusions du COMAI par les
médecins de la Clinique X. ne
suffisent pas pour admettre que ces conclusions sont dépourvues de crédibilité.
Comme on l'a vu, on est en présence d'appréciations divergentes d'experts en ce
sens que les uns, à la différence des autres, considèrent que l'as­sociation
d'un trouble somato­forme douloureux à une person­nalité aux traits dépendants
n'a pas d'incidence sur la capacité de travail. Seule une surexpertise serait
de nature à les départager. 

Mais, ici également, on ne peut faire abstraction
des éléments qui ont conduit l'administration à allouer une rente entière au re­courant
comme si l'on devait statuer pour la première fois sur les droits de l'assuré
et modifier sa situation juridique à la lumiè­re exclusivement des données
médicales recueillies à l'occasion de la procédure de révision. Une
appréciation médicale différente ultérieure ne suffit pas pour fai­re
apparaître comme manifeste­ment erronée la décision initiale ou pour ordonner
une expertise. 

On ne peut pas non plus affir­mer que
l'administration a commis à l'origine une erreur de droit, notamment en méconn­aissant
le principe de la priorité de la réadaptation sur la rente: l’expertise du
COMAI excluait toute possibilité de reclassement professionnel et ne laissait
pas entrevoir, à brève échéance, une amélioration de l'état de santé qui eût
permis la mise en oeuvre de mesures de réadaptation professionnelle."

 

Una diversa valutazione di uno stato di fatto
rimasto invariato ed inizialmente approfonditamente esaminato non costituisce
dunque né un caso di revisione, né un caso di riconsiderazione.

 

                               2.7.   Per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che è decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile
per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169;
Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag.
342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10
consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag.
128).

 

                                         L'Alta
Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:

 

"  (…)

Tra i danni alla salute psichica, i
quali come i danni fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art.
4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali
propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono
considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono
turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità
di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la
misura di quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più
oggettivo possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di
un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi
decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa
insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere
che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da
lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF
102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid.
1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29
settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10 consid. 3b)."

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le
psicopatie, le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische
Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi
(STFA del 18 ottobre 1999 nella causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998
nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a
con riferimenti). 

 

                               2.8.   Nella
decisione del 14 maggio 2007 l’UAI, fondandosi sul parere del SAM, ha
riconosciuto all’assicurato il diritto ad una rendita intera di invalidità
(grado del 100%) limitatamente al periodo compreso fra il 1° settembre 2005 e
il 31 maggio 2006, negandogli in seguito il diritto a prestazioni.

 

                                         Il TCA è,
quindi, ora chiamato a valutare, alla luce di quanto esposto ai considerandi 2.4.;
2.5. e 2.6., se l’UAI ha correttamente o meno soppresso la rendita spettante a RI
1 a fare tempo dal 1° giugno 2006.

 

                               2.9.   Nel caso in
esame, con lo scopo di accertare in maniera approfondita lo stato di salute
dell’assicurato, l’Ufficio AI ha affidato al SAM il mandato di esperire una
perizia pluridisciplinare. In tale ambito, i medici del SAM hanno valutato sia
la patologia reumatologica (dr. __________), sia quella psichiatrica (dr. __________).

 

L’aspetto reumatologico è stato vagliato dal dr. __________,
specialista FMH in reumatologia, che nel suo referto del 20 febbraio 2006 ha posto le diagnosi di “sindrome
cervico-vertebrale e lombo-vertebrale su minime alterazioni di tipo
degenerativo a livello della colonna cervicale, in particolar modo con una
discopatia C4/C5 ed un’uncartrosi a livello C5/C6; sindrome lombo-vertebrale
con componente spondilogena a livello della gamba di sinistra su minime
alterazioni degenerative discali a livello L3/L4 e L4/L5” (doc. 66-20).

Il dr. __________ ha evidenziato che vi è una
netta discrepanza tra i reperti clinici e radiologici oggettivabili e i
disturbi estremamente invalidanti accusati dall’assicurato. A mente del perito,
le sensazioni dolorose particolarmente intense sia a livello della colonna
cervicale, che alle estremità superiori, alla colonna lombare e alle gambe, non
trovano riscontro nelle alterazioni evidenziabili all’apparato
muscolo-scheletrico. Sulla base di questi aspetti, il dr. __________ ha
considerato l’interessato, da un punto di vista strettamente reumatologico e
tenuto conto delle constatazioni oggettive, pienamente abile al lavoro in tutte
le attività svolte fino a quel momento (doc. 66-20+21).

 

L’aspetto psichico è invece stato vagliato dal
dr. __________, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, che nel suo
referto del 24 marzo 2006, poste le diagnosi di “sindrome da disadattamento con
reazione mista ansioso-depressiva (ICD10-F43.22); disturbo di personalità di tipo
narcisistico importante”, ha ritenuto l’interessato, sotto il profilo
strettamente psichiatrico, abile al lavoro all’80% (doc. 66-28+29). Il dr. __________
ha rilevato che dai test ematologici effettuati è emerso che l’assicurato non
assume regolarmente la sua psicofarmacoterapia, ciò che potrebbe causare
difficoltà nella cura, raccomandando la continuazione regolare della presa a
carico (doc. 66-29).

 

                                         Globalmente,
quindi, nel rapporto peritale del 24 aprile 2006, i medici del SAM, sulla base
delle risultanze dei singoli consulti e delle visite ambulatoriali del
ricorrente presso il citato centro d’accertamento, hanno posto le diagnosi con
influsso sulla capacità lavorativa di “sindrome da disadattamento con reazione
mista ansioso-depressiva; disturbo di personalità di tipo narcisistico
importante”, mentre quali diagnosi senza ripercussioni sulla capacità lavorativa
hanno indicato quelle di “sindrome cervico-vertebrale su minime alterazioni di
tipo degenerativo a livello della colonna cervicale, in particolare con una
discopatia C4-C5 ed un’uncartrosi a livello C5-C6; sindrome lombovertebrale con
componente spondilogena a livello della gamba sinistra su minime alterazioni
degenerative discali a livello L3-L4 e L4-L5; sovrappeso con BMI 27 kg/m2;
tabagismo cronico” (doc. 66-9).

 

Quanto alla capacità lavorativa, i medici del SAM
hanno ritenuto l’assicurato inabile al lavoro al 20% nella sua precedente
attività di operaio di fabbrica (doc. 66-11). Inoltre, i medici del SAM, pur
rilevando che il dr. __________ ha considerato l’assicurato pienamente abile al
lavoro nelle professioni svolte in precedenza, tenuto conto dei limiti
funzionali indicati dal SMR in data 21 gennaio 2004 e del rapporto di fine
accertamento professionale del 6 novembre 2004, hanno ritenuto adatta alle
condizioni di salute dell’interessato un’attività nella quale possa cambiare
ogni tanto la posizione e in cui non debba sollevare ripetutamente pesi
superiori ai 15-20 kg: in attività lavorative di questo genere, rispettose dei
suoi limiti funzionali, secondo i medici del SAM l’assicurato è da considerare
abile all’80% (doc. 66-12).

Tali percentuali di abilità lavorativa sono,
secondo i periti, sicuramente presenti a partire dal momento dell’esame
peritale presso il SAM (doc. 66-12).

 

                             2.10.   Durante la
procedura di ricorso davanti al TCA, l’assicurato ha trasmesso nuovi
certificati medici, vale a dire:

 

-         
certificato del 17 luglio 2007 del dr. __________
indirizzato al SMR, del seguente tenore:

 

"  Con
la presente mi permetto di segnalarvi che il paziente sopraccitato presenta
attualmente un severo scompenso depressivo emerso rapidamente nelle scorse
settimane in diretta correlazione con la recente decisione negativa
dell’Ufficio Invalidità di Bellinzona (nella copia in mio possesso non risulta
né l’intestazione ufficiale, né la data di redazione del documento, vi si trova
solo il nome del funzionario incaricato e le firme degli autori dello stesso).
Nei giorni immediatamente successivi alla ricezione dello scritto, metà-fine
maggio, il signor RI 1 ha presentato uno stato disforico alternante eccessi di
collera-astio-risentimento a momenti di intenso abbattimento depressivo con
vissuti tanto di ingiustizia-torto subiti quanto di
delusione-disillusione-disincanto associati a pensieri autodistruttivi.

 

Nel
corso del mese di giugno e malgrado il ripristino del trattamento
psicofarmacologico che era in fase di riduzione dall’inizio 2007 (da Citalopram
20 mg al dì agli attuali Citalopram 20 mg, Trittico 100 mg, Fluanxol 2x0.5 mg,
Tranxilium 20 mg e Dalmadorm 30 mg), lo scompenso si è vieppiù aggravato. Verso
metà giugno ed alla vigilia della chiusura dell’ufficio in cui da diversi mesi
lavora come tuttofare per 2-3 ore al giorno, ha avuto un violento alterco con
il datore di lavoro ed ha lasciato i locali gettandogli addosso le chiavi e
licenziandosi. Da notare però che alla ripresa delle attività lavorative il
datore di lavoro lo ha contattato chiedendogli di riprendere il lavoro.

 

Malgrado
ciò in questi ultimi giorni lo stato clinico del paziente tende a restare
inquietante. Al nostro ultimo colloquio del 13 luglio (lo vedo ogni 15 giorni)
mi sono trovato confrontato con un paziente estremamente teso, angosciato,
disforico e marcatamente labile sul piano emozionale (nel corso dell’incontro
ha alternato momenti di intensa collera e risentimento a momenti di massiccio
abbattimento con pianto ma anche a momenti dove collera ed abbattimento si
sovrapponevano portandolo a evocare gesti autoaggressivi come soluzione a tutti
i suoi problemi), invaso e debordante di delusione-disillusione-disincanto,
travolto dal pessimismo con totale incapacità di proiettarsi costruttivamente
nel futuro ed immerso in un vissuto di sentimenti di ingiustizia, torto subito,
avvilimento, umiliazione ed ineluttabilità. Nei fatti si sente pesantemente
penalizzato dalla decisione dell’UAI di Bellinzona che da una parte gli chiude
totalmente l’accesso a concrete possibilità reintegrative sul piano lavorativo
e dall’altra lo avvilisce in modo per lui insopportabile poiché misconosce
completamente le sue problematiche somatiche di cui soffre ormai da anni.

La
prognosi a breve-medio termine è piuttosto riservata con rischio di
persistenza, se non di aggravamento, dello stato attuale e di possibile
passaggio all’atto autoaggressivo.

Ricordo
che malgrado tutto il signor RI 1 resta motivato per una reintegrazione
professionale AI e l’attuale datore di lavoro sembra alquanto ben disposto per
sostenerlo sul piano socio-occupazionale.” (Doc. E)

 

-         
certificato del 2 agosto 2007 del dr. __________
al SMR, del seguente tenore:

 

"  Con
la presente mi permetto di aggiornarvi sullo stato di salute del paziente
summenzionato.

 

Lo stesso soffre di
una patologia al ginocchio sinistro non segnalata precedentemente poiché non
dava molti sintomi, si tratta di una meloreostosi o osteosi eburneizzante che
provoca delle sofferenze al ginocchio sinistro in tutte le posizioni dopo che
le ha assunte da alcuni minuti e ciò lo obbliga a frequenti cambi di posizione
(seduto, alzato, gambe stese, gambe flesse), inoltre ha dolori nel salire e
scendere le scale con a volte cedimenti improvvisi del ginocchio sinistro.

Purtroppo non vi
sono terapie risolutive ma unicamente sintomatiche, che tra l’altro il paziente
assume già per il mal di schiena ed alla cervicale.

Allego il referto
radiologico.

 

Inoltre, il signor RI
1 soffre di dolori “radicolopatici” agli arti inferiori che saranno valutati
dal dr. __________ (neurologo) da cui riceverete un rapporto dettagliato.

Per quanto concerne
i dolori lombari, questi sono presenti già dopo 15 minuti nella posizione
seduta o eretta e sono forti al risveglio mattutino, irradiantisi alla gamba
sinistra. Tutto ciò porta a difficoltà a vestirsi, allacciare le scarpe,
raccogliere oggetti, sollevare pesi anche minimi.

Quando è seduto in
automobile il dolore è sopportabile per 15-20 minuti.

 

A mio parere vi è
una componente somatoforme del dolore con però altrettanto importante
componente fisica; tutto ciò unito alla patologia psichiatrica rende la
prognosi riservata con probabile peggioramento.” (Doc. F1)

 

-         
certificato del 2 agosto 2007 del dr. __________,
spec. FMH in neurologia, indirizzato al dr. __________, in cui ha indicato:

 

"  (…)

Conclusioni e
valutazione:

Da ormai dieci anni
questo paziente ha sviluppato una sintomatologia dolorosa localizzata a livello
lombare e cervicale, con estensione verso gli arti, in particolare alla gamba
sinistra e al braccio destro. All’esame neurologico domina una sintomatologia
dolorosa a livello lombare provocabile alla pressione locale rispettivamente
sotto sforzo o a movimenti del tronco come pure una sintomatologia simile anche
a livello cervicale. Pur con qualche difficoltà ad esaminare il paziente poiché
i vari test erano limitati dall’accentuazione dei dolori, non ho potuto
comunque evidenziare deficit sicuri che facciano sospettare attualmente una
lesione radicolare cervicale o lombare. D’altronde anche i reperti radiologici
sono piuttosto discreti. In primo piano sembra esservi una sindrome del dolore
cronico con componente fibromialgica. Dal punto di vista neurologico dunque non
ho attualmente proposte terapeutiche specifiche. Ho consigliato al paziente di
eseguire esercizi di rinforzo muscolare addominale e lombare consegnandogli una
piccola documentazione in proposito. Peraltro penso che sarà importante, oltre
a continuare il trattamento psichiatrico per la sindrome depressiva,
ridiscutere il caso anche dal punto di vista reumatologico. Da parte mia non ho
previsto altre misure.” (Doc. F6)

 

Al riguardo, nelle sue annotazioni del 20 agosto
2007, il dr. __________ del SMR, spec. FMH in medicina generale (sul
diritto per gli assicurati di conoscere la specializzazione dei medici del SMR,
cfr. SVR 2008 IV Nr. 13), ha osservato:

 

" 
Assicurato peritato in ambito SAM

 

Diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa

Sindrome da disadattamento con reazione mista
ansioso-depressiva

Disturbo di personalità di tipo narcisistico
importante

 

Diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa

Sindrome cervicovertebrale su minime alterazioni
di tipo degenerativo a livello della colonna cervicale, in particolare con una
discopatia C4-C5 ed un’uncartrosi a livello C5-C6

Sindrome lombovertebrale con componente
spondilogena a livello della gamba sinistra su minime alterazioni degenerative
discali a livello L3-L4 e L4-L5

Sovrappeso con BMI 27 kg/m2

Tabagismo cronico

 

In conclusione, viene ritenuto abile all’80% in
attività abituale (rendimento ridotto).

 

Certificato del dr. __________ del 1.11.2006:

lo psichiatra ritiene l’assicurato in pratica
inabile al 100%

diagnosi: sindrome mista, ansioso-depressiva, con
forte componente disforica

 

Decisione UAI dell’8.3.2007: rendita limitata nel
tempo fino al 31.5.2007, in seguito grado d’invalidità del 6%

 

In sede di ricorso vengono presentati:

 

-         
Rapporto dr. __________ del 17.7.2007 attestante
severo scompenso depressivo in correlazione diretta con la decisione negativa
dell’AI

-         
Rapporto dr. __________ del 2.8.2007: viene
indicata la presenza di una problematica al ginocchio sinistro finora non
menzionata, inoltre viene indicata la presenza di dolori radicolopatici agli
arti inferiori con prevista valutazione neurologica

-         
Rapporto dr. __________ del 2.8.2007: viene
espressa la valutazione d’una sindrome del dolore cronico con componente
fibromialgica. Una problematica radicolare non può essere confermata

 

Valutazione:

anche se la
patologia radicolare ipotizzata è stata smentita dal neurologo consulente,
permane aperta la questione circa una modifica dello stato di salute psichico
22.9.2006

 

Da notare che nel
rapporto del dr. __________ del 18.11.2006 (posteriore alla comunicazione del
progetto di decisione) la diagnosi posta era quella di sindrome mista
ansioso-depressiva con forte componente disforica, diagnosi che poco si
discosta da quella posta in ambito SAM. Viene espressamente indicato un forte
legame con eventuali misure di reintegrazione professionale da parte dell’AI.

 

L’8.3.2007 era
seguita poi la decisione dell’UAI che in pratica confermava il progetto. 

Con rapporto del
17.7.2007, quindi posteriore alla decisione, il dr. __________ attestava in pratica
un severo scompenso depressivo.

 

L’eventuale
peggioramento dello stato psichico dell’assicurato è avvenuto quindi dopo la
decisione.

 

Da parte del dr. __________
viene invece indicata la presenza d’una problematica a livello del ginocchio
sinistro (meloreostosi benigna), problematica già riscontrata in occasione
della radiografia del 28.7.2005 e del 15.7.1996, quindi ben precedente la
valutazione multidisciplinare in ambito SAM.

 

In conclusione,
l’attuale documentazione evidenzia un possibile peggioramento dello stato
psichico da dopo la decisione UAI, mentre non vi sono elementi in favore di una modifica sostanziale
dello stato fisico rispetto al momento della valutazione SAM.” (Doc. XVI/1)

 

Nelle successive annotazioni del 25 ottobre 2007,
il dr. __________ ha aggiunto:

 

" 
Vedi nota del 20.8.2007

Attualmente viene ripresentato il rapporto del
dr. __________ del 17.7.2007

 

In conclusione, non posso che riconfermare la
presa di posizione del 20.8.2007. Per quanto concerne la critica che la
problematica osteoarticolare non sia stata valutata finora faccio presente che
l’assicurato è stato debitamente valutato in ambito SAM con perizia
reumatologica.” (Doc. XXI/bis)

 

In data 23 novembre 2007, il dr. __________,
rispondendo ad una richiesta del patrocinatore dell’assicurato, ha ancora
osservato:

 

" 
Come da lei richiesto il 12.11 u.s. troverà qui
di seguito un aggiornamento clinico dello stato psichico del paziente
sopraccitato ed un commento allo scritto del dr. __________ del 20 agosto 2007
da lei trasmessomi.

 

Dal punto di vista clinico, e facendo riferimento
al mio rapporto del 17 luglio 2007 all’attenzione del Servizio medico Regionale
dell’UAI di Bellinzona, le confermo che tra metà luglio e lo scorso 5 ottobre
il signor RI 1 ha continuato a presentare una sintomatologia depressiva
stazionaria di intensità moderato-severa, caratterizzata da anedonia,
delusione-disillusione, abbattimento, perdita di
stima-reattività-piacere-motivazione, sentimenti di umiliazione e torto subito
ma anche di rovina imminente e di impotenza, disforia, pessimismo con
impossibilità di proiettarsi costruttivamente nel futuro. Segnalo inoltre una
netta tendenza all’isolamento sociorelazionale (il paziente si vergogna di sé e
non vuole essere visto-avvicinato da nessuno), una propensione alla
discontinuità nel portare a termine le faccende quotidiane (salvo quando lavora
presso il conoscente fiduciario tra le 9.00 e le 10.30), una grande difficoltà
nel gestire il vissuto emozionale con frequenti eccessi o sbalzi d’umore, una
bassa soglia di tolleranza alla frustrazione (può diventare molto collerico
oppure chiudersi ulteriormente sul piano relazionale) e disturbi del sonno
(difficoltà di addormentamento); al nostro ultimo colloquio del 5 ottobre non
era suicidale, ma spesso ha parlato della morte come soluzione ai problemi
(rammento che un cognato si è suicidato a __________ nella primavera del 2006
con un colpo di rivoltella alla tempia).

Oltre al quadro psicopatologico descritto sopra,
ricordo la costante presenza di algie osteoarticolari diverse, soprattutto al
dorso e agli arti inferiori.

Sul piano terapeutico prescrivo tuttora il
trattamento menzionato nel rapporto del 17.7.2007, mentre dallo scorso 5
ottobre non vedo più il paziente su sua richiesta, avendo egli chiesto una
“pausa terapeutica” di qualche settimana. Ho però avuto un paio di colloqui
telefonici con la moglie, la quale non descrive cambiamenti particolari nello
stato del coniuge.

Sul piano lavorativo e dal punto di vista
psichiatrico, tenendo conto del suo stato psichico attuale, del problematico
contesto di vita, dell’assenza di un qualsiasi tipo di progettualità
socio-occupazionale e facendo astrazione dal paio d’ore di lavoro non
qualificato presso il conoscente fiduciario, il signor RI 1 è attualmente da
considerare come totalmente inabile al lavoro.

 

Per quel che riguarda lo scritto del 20.8.2007
del dr. __________ dell’UAI di Bellinzona ho pochi commenti da fare, poiché
trattasi di un riassunto di atti medici con delle conclusioni inerenti esclusivamente
la pertinenza della decisione dell’UAI.

Nei fatti sono dell’avviso che lo scritto del
collega non trovi grandi riscontri in quelle che sono la quotidianità e le
prospettive esistenziali di questo paziente, per davvero a mio avviso minato
sul piano psicofisico, ma che potrebbe ritrovare una traiettoria esistenziale
bio-psico-sociale più adeguata-costruttiva-soddisfacente se potesse finalmente
beneficiare di una valutazione globale e consistente da parte dell’UAI,
nell’ottica di definire le capacità psicofisiche e se possibile di sostenerlo
attivamente e durevolmente in una procedura di reinserimento-reintegrazione
professionale.” (Doc. G)

 

In data 18 febbraio 2008 il dr. __________,
rispondendo a dei quesiti postigli dal patrocinatore dell’assicurato, ha
indicato:

 

" 
(…)

Per quel che riguarda la sua prima questione, e
dopo rilettura dei testi, posso affermare che da un punto di vista
esclusivamente formale, tanto la perizia SAM che conseguentemente quella del dr. __________ possono essere
considerate complete e conformi alle regole dell’arte; questo evidentemente per
quanto concerne le tematiche psichiatriche, le uniche per le quali mi considero
competente sul piano della valutazione. Sul piano dei contenuti, e pur
riconoscendo le mie insufficienti conoscenze per quel che riguarda le malattie
somatiche in generale, mi sembra doveroso rilevare un aspetto incongruente
nella perizia SAM. Nella stessa si fa in effetti spesso riferimento al fatto
che nella loro valutazione in vista di una reintegrazione professionale, gli
specialisti non medici abbiano dichiarato il signor RI 1 non atto alla
frequentazione di corsi formativi poiché afflitto da dolori dorsali che gli
impediscono di mantenere a lungo la posizione seduta, mentre dal canto loro i
colleghi specialisti di medicina somatica lo hanno dichiarato totalmente abile
in qualsiasi attività compatibile con le sue competenze, senza limitazioni
particolari. Trovo queste due così diverse prese di posizione piuttosto
discordanti e molto poco discusse-criticate dal redattore del rapporto
peritale. 

Potrebbe dunque risultare interessante ed
importante, per una migliore valutazione del caso del signor RI 1, chiedere un
approfondimento di questo aspetto così contraddittorio della perizia SAM:

 

Per la seconda domanda mi permetto di richiamare
il mio precedente scritto del 18 novembre 2006, in particolare la risposta alla
domanda n. 6, scritto certamente già in suo possesso che comunque allego alla
presente, nel quale avevo espresso il mio parere in merito al contenuto ed alle
conclusioni della perizia psichiatrica del dr. __________. 

Ora, 14 mesi dopo questa mia presa di posizione,
l’evoluzione clinica del disturbo psichico è stata negativa, con un netto
aggravamento della sintomatologia depressiva nel corso del 2007, con
conseguente prolungamento della totale inabilità lavorativa e di guadagno per
motivi psichici, fatto salvo per i 90-120 minuti giornalieri durante i quali il
signor RI 1 esegue lavoretti d’ufficio per un fiduciario.

Il peggioramento clinico è particolarmente
evidente dalla prima metà dell’estate scorsa. Malgrado l’evoluzione attuale,
rimango però dell’avviso che il paziente conservi ancora sufficienti
motivazioni e competenze per beneficiare dell’applicazione di concrete,
pertinenti e intensive misure di reintegrazione.

A questo proposito e tenendo conto della
reticenza dell’UAI di Bellinzona ad entrare nel merito di una riqualifica, le
segnalo che da qualche tempo opera sul territorio una istituzione specializzata
nella reintegrazione di persone con severi problemi bio, psico e/o sociali;
questa istituzione si avvale di una trentennale esperienza acquisita
inizialmente a __________ ed in seguito in tutta la Svizzera __________. Si
tratta di __________ (__________) con sede a __________ (Tel. __________). Non
è impossibile che in questa sede si possano raggiungere risultati migliori di
quelli che potrebbe ottenere l’UAI di Bellinzona. Nei fatti la stessa
assicurazione sociale potrebbe eventualmente prendersi a carico la
responsabilità di indirizzare il paziente a questa istituzione.

 

Per quel che riguarda la presa a carico e la
situazione attuale del paziente, le segnalo che dal mio precedente scritto di
fine novembre non ho più visto il signor RI 1 alla mia consultazione. Ho però
notizie dalla moglie che lo descrive sempre più cupo, depresso e
deluso-disilluso.” (Doc. H)

 

Il dr. __________, nelle sue annotazioni del 27
febbraio 2008, ha così
commentato il parere del dr. __________:

 

" 
(…)

Attualmente si aggiunge rapporto del dr. __________
del 18.2.2008:

 

in questo rapporto il dr. __________ riconferma
l’evoluzione negativa della patologia psichiatrica, evoluzione posteriore alla
decisione UAI. Da notare che l’assicurato non è più stato visto dallo
psichiatra da novembre 2007.

 

Valutazione: confermo la mia presa di posizione
del 20.8.2007 in assenza di nuovi elementi concreti.” (Doc. XXIX/bis)

 

                             2.11.   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso
valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli
esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta
l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi)
e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento
della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere
motivate (STFA 26 agosto 2004 nella causa G.S., I
355/03, consid. 5; STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U
330/01; DTF 125 V 352, 122 V 160; Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989, p. 31; DTF 125 V 352; Pratique VSI 2001 p. 108, 1997 p. 123; STFA 18
marzo 2002 nella causa M., I 162/01). A proposito delle perizie mediche
eseguite nell'ambito della procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di
evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici
specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono a
conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA 14 aprile 1998 nella
causa O.B.; STFA 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24 dicembre 1993
nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p.
189). In un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre
considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM.
Secondo l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte in causa,
nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere
in particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione
invalidità (STFA non pubbl. 22 maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V 178; Pratique VSI 2001 p. 110). Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove
è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la
propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per
quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono
tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).

                                         In
DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352). Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(DTF 125 V 354). 

                                         Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da
medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 p. 109; STFA 26 agosto 2004 nella causa G.C., I 355/03).

 

                                         Il TFA,
in una sentenza I 938/05 del 24 agosto 2006 si è espresso sul valore probatorio
delle opinioni espresse dai medici SMR nell’ambito dell’assicurazione per
l’invalidità, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante e
il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia. In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

" 
(…)

3.2 L'on ne saurait certes
mettre sur le même pied un rapport d'expertise émanant d'un Centre
d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence a admis que
l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et de l'OFAS
sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le SMR;
toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion entre
médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale, nécessaire
de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports
médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des
critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y
a dès lors aucune raison d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui
préférer celui du médecin traitant, pour le seul motif que c'est le service
médical régional de l'AI qui l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen
clinique pratiqué par les médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne
relève, du reste, aucune circonstance particulière propre à faire naître un
doute sur l'impartialité de ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien
valoir de tel. (…)" (consid. 3.2)

 

                                         Infine, va rilevato che, affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile deve
adempiere diverse condizioni (Cattaneo, “La promozione dell'autonomia del
disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT 2003-II pag. 628-629, in particolare la nota 158, nella
quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in particolare la DTF 127 V 294). 

                                         In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di
Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen:
Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito
psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una
classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione. Il
perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa
da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,
quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della stessa
con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

                                         Inoltre, l'esperto deve
esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Del resto, un rifiuto di
una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le
divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni
sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una
richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal
paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto
dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi
handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27
settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124).

 

                             2.12.   Dopo attento esame della fattispecie, questo TCA non ha motivi per
mettere in dubbio la valutazione effettuata dai periti del SAM, che soddisfa
i requisiti posti dalla giurisprudenza affinché un rapporto medico abbia pieno
valore probatorio (cfr. consid. 2.11.) e può quindi validamente servire da base
al presente giudizio senza che si riveli necessario procedere ad ulteriori
misure d’istruzione (perizia medica giudiziaria).

 

                                         Essi
hanno debitamente tenuto conto delle singole affezioni invalidanti di cui
l’assicurato è affetto, giungendo ad una conclusione logica e priva di
contraddizioni in merito alla capacità lavorativa dell’80% sia nella sua
precedente attività di operaio, sia in attività leggere adeguate al suo stato
di salute, rispettose delle regole dell’ergonomia, con possibilità di regolari
cambiamenti di posizioni.

 

                          2.12.1.   Riguardo alla
patologia somatica, nel suo consulto reumatologico del 20 febbraio 2006 il dr. __________
ha attentamente esaminato le patologie dell’assicurato, affetto da una sindrome
cervico-vertebrale e lombo-vertebrale su minime alterazioni di tipo
degenerativo a livello della colonna cervicale, in particolar modo con una
discopatia C4/C5 ed un’uncartrosi a livello C5/C6; sindrome lombo-vertebrale
con componente spondilogena a livello della gamba di sinistra su minime
alterazioni degenerative discali a livello L3/L4 e L4/L5.

                                         Sulla
base di tali disturbi e dopo aver evidenziato la chiara discrepanza esistente
fra i reperti clinici e radiologici oggettivabili e i disturbi lamentati
dall’interessato, il dr. __________ ha ritenuto l’assicurato pienamente abile
al lavoro in tutte le attività professionali svolte in precedenza (doc. 66-21).

                                         Nella
valutazione globale, tuttavia, i medici del SAM, condividendo il parere del SMR
del 21 gennaio 2004, hanno considerato l’assicurato abile al lavoro all’80% sia
nella precedente attività di operaio, sia in attività leggere, nelle quali non
debba sollevare pesi superiori a 15-20 kg, che non siano da svolgere con la
schiena in flessione e nelle quali, conformemente a quanto espresso nel
rapporto di fine accertamento professionale del 6 novembre 2004, possa cambiare
ogni tanto la posizione, alzandosi ogni ora circa per un momento, per compiere
piccoli movimenti al fine di rilassare schiena e gambe (doc. 66-12).

 

                                         Il parere
contrario del dr. __________ - che nel certificato medico del 2 agosto 2007 ha attestato un peggioramento dello
stato di salute, con la comparsa di una patologia al ginocchio sinistro
(meloreostosi benigna) e di dolori radicolopatici agli arti inferiori,
ritenendo inoltre che nel caso di specie vi sia anche una componente
somatoforme del dolore (cfr. doc. F1) - non può sovvertire le motivate
conclusioni del SAM e in particolare del perito reumatologo, dr. __________.

Al riguardo, nelle sue annotazioni del 20 agosto
2007, il dr. __________ ha rilevato che la presenza di una problematica al
ginocchio sinistro era già stata riscontrata ben prima della valutazione del
SAM, in occasione delle radiografie del 28 luglio 2005 e del 15 luglio 1996
(doc. XVI/1).

Tali considerazioni del medico SMR possono essere
condivise dal TCA. Va inoltre rilevato che lo stesso dr. __________, nel suo
referto peritale, ha indicato, nelle “affezioni attuali”, la presenza di un “dolore
piuttosto intenso a livello del ginocchio di sinistra, disturbo che risale a
circa 10 anni fa’, quando lavorava praticamente sempre in ginocchio, con
presenza di un gonfiore piuttosto cronico a livello del ginocchio di sinistra,
con sensazione di spostamento di un osso” (doc. 66-17).

 

Quanto ai dolori radicolopatici agli arti
inferiori, segnalati dal dr. __________ nel suo certificato del 2 agosto 2007
(cfr. doc. F1), il dr. __________, neurologo, nel suo referto del 2 agosto
2007, dopo aver evidenziato l’accentuazione dei dolori messa in atto
dall’interessato, a fronte di reperti radiologici, piuttosto discreti, ha
escluso l’esistenza di una lesione radicolare cervicale o lombare (doc. F6).

Nelle sue annotazioni del 20 agosto 2007 il dr. __________
ha osservato che la patologia radicolare ipotizzata dal curante è stata
smentita dal neurologo (doc. XVI/1).

Anche queste osservazioni del medico SMR possono
essere fatte proprie dal TCA.

 

Infine, quanto alla presunta esistenza di una
componente somatoforme e fibromialgica, avanzata dal dr. __________ (cfr. doc.
F1) e dal dr. __________ (cfr. doc. F6: “in primo piano sembra esservi una
sindrome del dolore cronico con componente fibromialgica”), questo
Tribunale rileva che né il dr. __________, nel suo consulto peritale
reumatologico del 20 febbraio 2006 (cfr. doc. 66/14-21), né il dr. __________,
nel suo consulto peritale psichiatrico del 24 marzo 2006 (cfr. doc. 66/25-30),
hanno diagnosticato la presenza di una fibromialgia o di una sindrome
somatoforme da dolore persistente.

Da notare che nel suo referto peritale il dr. __________,
nell’“anamensi attuale”, ha indicato che il dr. __________, reumatologo, nel suo
referto del 15 marzo 2005, ha osservato
che a suo avviso l’assicurato presentava un terreno estremamente fertile per lo
sviluppo successivo di una sindrome del dolore cronico (cfr. doc. 66-16). In
seguito, tuttavia, né il dr. __________, né lo psichiatra curante, dr. __________,
hanno mai riscontrato una tale patologia.

Pertanto, per lo meno fino all’emanazione della
decisione impugnata, a mente del TCA non si può ritenere che l’assicurato
presentasse né una fibromialgia, né una sindrome del dolore cronico, patologie
queste ultime che, occorre ricordarlo, di per sé non sono normalmente
invalidanti. Secondo la giurisprudenza federale, infatti, anche in
presenza di una fibromialgia, come nel caso di un disturbo del dolore
somatoforme, si deve presumere che tali affezioni o gli effetti delle stesse
possano essere sormontati facendo gli sforzi personali ragionevolmente
esigibili (cfr. DTF 131 V 49). 

Solo eccezionalmente, in presenza di determinati
presupposti fissati dalla giurisprudenza, si può ritenere inesigibile
dall'assicurato, affetto da una fibromialgia, così come nel caso di un
disturbo del dolore somatoforme, lo sfruttamento della sua capacità
lavorativa sul mercato del lavoro.

 

                                         Si
ricorda tuttavia al ricorrente che il presente giudizio non pregiudica
eventuali suoi diritti nei confronti dell’assicurazione federale per
l’invalidità insorti in epoca successiva alla data decisiva del provvedimento
impugnato, il quale delimita il potere cognitivo del giudice (cfr. DTF 130 V
140 e 129 V 4).

 

                          2.12.2.   Il TCA non ha
motivo per distanziarsi - fino al momento della decisione impugnata, che
delimita il potere cognitivo del giudice - neppure dalle conclusioni alle quali
è giunto il dr. __________, che nel suo referto peritale del 24 marzo 2006 ha diagnosticato una sindrome da disadattamento con reazione mista
ansioso-depressiva (ICD10-F43.22) e un disturbo di personalità di tipo
narcisistico importante, che a suo avviso provocano un’inabilità
lavorativa del 20% sia nella sua professione, sia in altre attività. 

                                         Il dr. __________,
dopo aver rilevato che l’interessato è motivato a svolgere un’attività
lavorativa e soffre per non avere potuto terminare la formazione che aveva
iniziato in ambito informatico, ha proposto che l’assicurato possa nuovamente
avere l’opportunità di beneficiare di una riformazione professionale (doc.
66-29).

 

Come giustamente rilevato nelle osservazioni del
20 agosto 2007 dal dr. __________ del SMR (cfr. doc. XVI/1), il possibile
peggioramento dello stato psichico dell’assicurato - il quale avrebbe subito un
severo scompenso depressivo, come attestato dallo psichiatra curante, dr. __________
- è avvenuto dopo l’emanazione della decisione dell’UAI.

Nel suo referto del 17 luglio 2007, infatti, il
dr. __________ ha sottolineato che “attualmente il paziente presenta
un severo scompenso depressivo, emerso rapidamente nelle scorse settimane
in diretta correlazione con la recente decisione negativa dell’Ufficio
Invalidità di Bellinzona”. Il dr. __________ ha aggiunto che “nei
giorni immediatamente successivi alla ricezione dello scritto, metà-fine maggio,
il signor RI 1 ha presentato uno stato disforico alternante eccessi di
collera-astio-risentimento a momenti di intenso abbattimento depressivo”.
Lo psichiatra ha poi indicato che nel corso del mese di giugno 2007 “lo
scompenso si è vieppiù aggravato”. Malgrado le cure, il dr. __________ ha
rilevato che “in questi ultimi giorni lo stato clinico del paziente
tende a restare inquietante” (doc. E, sottolineature della redattrice).

Il dr. __________ ha poi ribadito la gravità
dello stato psichico dell’assicurato nei suoi scritti del 23 novembre 2007
(cfr. doc. G) e del 18 febbraio 2008, in cui ha rilevato che “l’evoluzione clinica del disturbo psichico
è stata negativa, con un netto aggravamento della sintomatologia depressiva nel
corso del 2007” (cfr. doc. H).

 

                                         Va qui ricordato che per costante
giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali valuta la legalità della
decisione deferitagli sulla base della situazione di fatto esistente al momento
in cui essa venne emanata – in concreto il 14 maggio 2007 – quando si ritenga che fatti verificatisi
ulteriormente possono imporsi quali elementi di accertamento retrospettivo
della situazione anteriore alla decisione resa (SVR 2003 IV n. 25 consid. 1.2;
DTF 130 V 140 e 129 V 4 consid. 1.2, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid.
1b).

 

                                         In concreto, il possibile
peggioramento, dal profilo psichico, dello dello stato di salute
dell’interessato attestato dal dr. __________ nei suoi referti del 17 luglio
2007, 23 novembre 2007 e 18 febbraio 2008, è successivo alla decisione
impugnata, come correttamente osservato dal medico SMR. Da notare, inoltre, che
dal mese di novembre 2007 l’assicurato ha interrotto i colloqui terapeutici con
il dr. __________.

Si giustifica pertanto la retrocessione degli
atti all’UAI, affinché valuti la documentazione prodotta quale richiesta di
revisione su cui l’amministrazione dovrà pronunciarsi.

 

Nella decisione impugnata l’UAI ha attribuito
all’assicurato una rendita intera di invalidità (grado del 100%) limitatamente
al periodo compreso fra il 1° settembre 2005 e il 31 maggio 2006 (“tre mesi
dopo il miglioramento dello stato di salute - perizia SAM”, cfr. doc. A),
negando in seguito il diritto a prestazioni, dato che l’assicurato conserva una
capacità lavorativa dell’80% in qualsiasi attività rispettosa dei suoi limiti
funzionali (doc. A).

 

L’attribuzione, da parte dell’UAI, di una rendita
intera limitata nel tempo, poi ridotta visto il ripristino di una capacità
lavorativa dell’80% dell’assicurato, è corretta. Come visto in precedenza,
infatti, dalla perizia del SAM emerge che, come attestato dal dr. __________,
l’assicurato ha presentato un’incapacità lavorativa totale dal 17 settembre
2004 fino al momento dell’esame peritale (marzo 2006), mentre a partire da tale
data è da considerare abile al lavoro all’80% in tutte le attività svolte in
precedenza e in altre adeguate (doc. 66-12).

 

Pertanto, considerata una totale inabilità
lavorativa limitatamente al periodo compreso fra il mese di settembre 2004 e il
mese di marzo 2006 e ritenuto che successivamente, dopo il 1° marzo 2006, non è
più intervenuto, per lo meno fino al momento di emanazione della decisione
impugnata, alcun peggioramento dello stato di salute, è a giusta ragione che l’UAI
ha assegnato all’interessato una rendita intera di invalidità limitatamente al
periodo compreso fra il 1° settembre 2005 e il 31 maggio 2006.

 

                                         In
conclusione, rispecchiando la perizia del SAM tutti i criteri di affidabilità e
completezza richiesti dalla giurisprudenza (cfr. consid. 2.11.), alla stessa può
essere fatto riferimento. Inoltre, non essendo stato comprovato, sino
all’emissione della decisione contestata, un peggioramento dello stato di
salute, richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere
tutto quanto sia
ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico
cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i
riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweiz. Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid.
4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts
zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), è da ritenere
dimostrato, secondo il grado della verosimiglianza
preponderante abitualmente applicato nel settore delle assicurazioni sociali, che
ragionevolmente, a partire dal 1° marzo 2006 e fino al momento di emanazione
della decisione impugnata, l’assicurato ha presentato una capacità lavorativa
dell’80% sia nelle attività svolte in precedenza, sia in altre attività
adeguate.

 

                             2.13.   Ai fini della
valutazione economica, il dossier è stato trasmesso al consulente in
integrazione professionale.

Con rapporto dell’11 settembre 2006, tenuto conto
dei dati medici ed escludendo qualsiasi progetto di riformazione professionale,
il consulente, dopo aver indicato che l’assicurato conserva una capacità
lavorativa dell’80% sia nelle precedenti attività, sia in altre adeguate, ha
proceduto alla determinazione del grado d’invalidità in attività adeguate
mediante il consueto raffronto dei redditi (anno di riferimento 2004).

Stabilito un reddito da valido di fr. 41’443
annui - corrispondenti a quanto l’assicurato avrebbe guadagnato come operaio
generico presso la __________ di __________ (cfr. doc. 71-2) - e un reddito da
invalido di fr. 38’935 annui – calcolati secondo le tabelle RSS, in attività
semplici e ripetitive (categoria professionale 4, quartile 2), apportando una
riduzione del 20% per le limitazioni mediche e un’ulteriore riduzione del 15% “per
ragioni sociali (mercato del lavoro medio-leggero, rendimento)” – il
consulente ha determinato un grado di invalidità del 6%, non giudicando
opportuno alcun provvedimento professionale (doc. 71-2). 

 

                          2.13.1.   Preliminarmente
va ricordato che, secondo la giurisprudenza, per il raffronto dei redditi fa
stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (cfr. DTF
129 V 222; cfr., pure, STFA del 26 giugno
2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01, del 3 febbraio 2003 nella causa R.,
I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, del 18 ottobre 2002 nella causa L.
consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e del 9 agosto 2002
nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr., inoltre, STFA del 13 giugno 2003
nella causa G. consid. 4.2, I 475/01), per cui nel caso
concreto sono determinanti i dati del 2006 (visto che il miglioramento dello
stato di salute dell’assicurato è intervenuto a partire dal 1° marzo 2006
(abile al lavoro all’80%) e in quell’anno è avvenuta la soppressione della
rendita).

Il consulente ha invece proceduto al raffronto
dei redditi con riferimento all’anno 2004. Occorre pertanto aggiornare i dati
considerati dal consulente al 2006.

 

                          2.13.2.   Il reddito da
valido, come stabilito dal consulente, è pari a fr. 41’443 annui (2004) -
corrispondenti a quanto l’assicurato avrebbe guadagnato presso la __________ di
__________ in qualità di operaio generico. Adeguando tale importo al 2006, si
ottiene un reddito da valido di fr. 42’359.72 (+1% per il 2005 e + 1.2% per il 2006, cfr. tab. relativa all’evoluzione dei salari
nominali, dei prezzi al consumo e dei salari reali, 1990-2006, pubblicati sul
sito dell’Ufficio federale di statistica).

 

                          2.13.3.   Per quanto
riguarda invece il reddito da invalido, la giurisprudenza
federale si fonda sui criteri fissati nella sentenza pubblicata in DTF 126 V 75
seg.

 

                                         In
questa sentenza di principio la Corte ha stabilito che ai fini della
determinazione del reddito da invalido fa stato in primo luogo la situazione
professionale e salariale concreta dell'interessato. Qualora difettino
indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla giurisprudenza,
essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La questione di
sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati statistici debbano
essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e professionali
del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di
servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione),
criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente. La Corte
ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del 25% del salario
statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di
influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle assicurazioni ha
poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a pronunciarsi
sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione
deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire
il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione.

 

                          2.13.4.   Partendo dalla constatazione che l'applicazione di dati
salariali statistici validi per tutta la Svizzera - quali quelli utilizzati dal
TFA si rivela essere discriminante per gli assicurati attivi in Ticino, Cantone
in cui i salari sono notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, ritenuto
che il reddito da non invalido è quello che verrebbe effettivamente percepito
dagli assicurati nel nostro Cantone senza il danno alla salute, questo
Tribunale, in una sentenza del 4 settembre 2000 nella causa R., pubblicata in
RDAT I-2001, p. 250ss. e in SVR 2001 IV n. 35 - in seguito costantemente
confermata ed applicata in tutti i settori delle assicurazioni sociali
(assicurazione per l'invalidità, assicurazione contro gli infortuni e
assicurazione contro le malattie) - sentito preliminarmente il parere
dell'allora direttore dell’Ufficio federale di statistica, dottor __________,
ha così precisato la propria giurisprudenza:

 

"  In
data 26 luglio 2000 il Presidente del TCA ha inviato al dottor __________,
direttore dell'Ufficio federale di statistica, uno scritto del seguente tenore:

 

"(…)

Il Tribunale federale delle
assicurazioni in una recente, chiara giurisprudenza prescrive di fondarsi, in
molti casi, sulle vostre inchieste allorché dobbiamo determinare il reddito da
invalido ancora conseguibile da lavoratori non qualificati con problemi di
salute, che sono abili al lavoro soltanto in attività leggere adeguate.

Al riguardo vengono in particolare
utilizzati i salari fissati nella tabella TA1 (ad esempio CHF 4294.-- nel 1996,
cfr. "L'enquête suisse sur la structure des salaires 1996"
pag. 17, e per la giurisprudenza, Pratique VSI 2000 pag. 85).

 

Al fine di applicare la giurisprudenza
federale, in modo corretto, nel Cantone Ticino (considerato che l'altro termine
di paragone per fissare il grado di invalidità è sostanzialmente il salario
conseguito nel nostro Cantone dall'assicurato prima dell'insorgenza del
danno alla salute), mi occorre sapere:

 

-   possiamo
utilizzare il valore statistico medio (ad es. CHF 4294.-- nel 1996) così come è
anche per il Cantone Ticino? Per quale motivo?

-   In caso di
risposta negativa:

  Perché no? Quale
coefficiente di riduzione occorre applicare, al salario citato, per adattarlo
alla situazione del nostro Cantone? 

(…)" (cfr. doc. V bis)

 

                                          Il dottor __________ ha così
risposto in data 14 agosto 2000:

 

"  (…)

Benché il campione dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari sia
definito per poter disporre di risultati rappresentativi a livello nazionale, è
possibile ottenere anche una serie d'indicatori salariali per singole entità
regionali, beninteso nel rispetto dei criteri di validità e di qualità
statistiche ed evidentemente ad un livello di aggregazione superiore. I valori
dell'indagine sulla struttura dei salari del 1996 che Lei cita nella sua
lettera possono dunque essere utilizzati legittimamente, dal punto di vista
statistico, per il Cantone Ticino.

In allegato Le invio tre tabelle relative ai salari mediani per l'anno 1998
(ultimi risultati disponibili), ripartiti in base al sesso e al livello di
qualificazione richiesto dal posto occupato.

 

I valori specifici per il Cantone Ticino sono i seguenti:

-   Nel 1998
(settore pubblico e settore privato), il salario lordo mediano per un uomo
esercitante attività semplici e ripetitive (livello 4) era di 3'813.-- franchi
al mese (cfr. tabella TA13).

-   È ancora
possibile precisare che il 50% dei lavoratori dipendenti di questa stessa
categoria guadagnava fra 3060 e 4704 franchi. Considerando unicamente il
settore privato, il salario mediano (sempre per la stessa categoria di
lavoratore dipendente) era di 3'611 franchi (cfr. TA 14).

A titolo di confronto Le invio anche la tabella TA1 relativa ai salari mediani della Svizzera (settore privato), ripartiti stavolta
per settore economico (…)." (cfr. doc. V bis)

 

                                         Al fine di non
discriminare gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono
notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, visto che il reddito da
non invalido è quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati
nel nostro Cantone senza il danno alla salute, questo Tribunale ha quindi
deciso che nell'applicazione dei dati statistici occorre utilizzare la tabella
che riflette i salari versati nella nostra regione, sulla base della seguente
argomentazione:

 

"  Se
si ignorasse questo aspetto, sostenendo per ipotesi che siccome la LAINF è una
legge federale occorre riferirsi ad un unico dato salariale statistico valido
per tutto il paese (ad esempio CHF 4628.-- nel 1998 per un uomo, cfr. TA1; DTF
124 V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85), si finirebbe per utilizzare dati
salariali irrealistici ed in definitiva giungere ad un risultato che non
garantisce l'uguaglianza di trattamento (cfr. DTF 126 V 36; DTF 126 V 48; STFA
del 22 maggio 2000 nella causa I. (I 312/99); DTF 126 I 76)."

 

                                         Su questi
argomenti, cfr. D. Cattaneo, La promozione dell'autonomia …, in RDAT II-2003,
p. 618-621 e in L’autonomia del disabile nel diritto svizzero, Ed. Istituto delle assicurazioni sociali e Helbing & Lichtenhahn,
Bellinzona 2004, p. 124-128;

D. Cattaneo, "La contribution du Tribunal des assurance du Canton du
Tessin à la jurisprudence suisse en matière de sécurité sociale", in
CGRSS n° 33-2004, p. 19 seg. (28-33); D. Cattaneo,
"Sentenze recenti del Tribunale cantonale delle assicurazioni", in
Temi scelti di diritto delle assicurazioni sociali, Ed. CFPG, Helbing &
Lichtenhahn, Basilea-Ginevra-Monaco 2006, p. 135ss. (163-171).

 

                                         Nell’ambito
di una procedura ricorsuale dinanzi al TFA, conclusasi con uno stralcio dai
ruoli in seguito al ritiro del ricorso (cfr. STFA U 56/03 del 7 giugno 2006),
la Presidente della Corte federale, giudice Leuzinger, il 28 aprile 2006 aveva
informato le parti (e questo Tribunale) che, citiamo:

 

" 
… la Corte plenaria del Tribunale federale delle
assicurazioni ha stabilito l’inapplicabilità dei valori regionali (Tabella
TA13) di cui all’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS) – edita
dall’Ufficio federale di statistica – per la determinazione del reddito
ipotetico da invalido."

 

                                         In una
sentenza U 75/03 del 12 ottobre 2006 (pubblicata in RtiD I 2007 pag. 216 segg.
e in SVR 2007 UV n. 17 pag. 56), il TFA ha, per la prima volta, esposto le
motivazioni che hanno spinto la Corte plenaria, il 10 novembre 2005, a prendere la decisione appena
citata:

 

" 
(...)

8.2 In primo luogo si osserva che, per un'ovvia questione di parità di
trattamento (art. 8 Cost.), un'applicazione della tabella TA13 al solo Cantone
Ticino deve essere esclusa se non si vuole creare un'inammissibile lex
ticinensis. Analoghe considerazioni di praticabilità, di parità di trattamento
e di sicurezza giuridica si oppongono quindi a un'applicazione alternativa
delle tabelle nazionali (TA1) e di quelle regionali (TA13) come pure a
un'applicazione delle prime ad alcune regioni e delle seconde alle rimanenti
regioni.

 

8.3 Allo stesso
modo, un'applicazione generalizzata delle tabelle regionali TA13, al posto di
quelle nazionali TA1, pur potendo, da un lato, in alcuni casi effettivamente
creare le basi per una soluzione maggiormente vicina alla realtà
economico-sociale concreta, dall'altro lato creerebbe, a ben vedere, anche
nuovi problemi dovuti al fatto che all'interno delle medesime grandi regioni si
registrano delle differenze, non sempre trascurabili. Ad esempio, nonostante le
due regioni facciano parte della medesima grande regione "MIttelland",
è notorio che i salari esistenti nel Canton Berna non sono gli stessi di quelli
del Canton Giura. Allo stesso modo, per il Vallese occorrerebbe prendere in
considerazione i salari relativi alla regione lemanica. Ora, nell'una e
nell'altra ipotesi, l'applicazione dei valori regionali (TA13) al posto di
quelli nazionali (TA1) si dimostrerebbe maggiormente sfavorevole per questi
assicurati. Si pone quindi ugualmente la questione dell'assicurato che
lavora(va) in un Cantone appartenente a un'altra grande regione, ad esempio del
lavoratore giurassiano che lavora(va) nel Cantone di Basilea (città o
campagna). Ora, se si intendesse determinare il reddito da invalido sulla base
della tabella TA13, non si farebbe altro che spostare o restringere il cerchio
geografico nel quale si iscrive ogni determinazione di un reddito ipotetico
sulla base di valori statici. In questa maniera, però, si correrebbe pure il
rischio di offuscare oltremodo l'obbligo o l'esigibilità per l'assicurato di
ridurre il danno e di andare, se del caso e nei limiti ragionevoli, a cercare
un'attività al di fuori della sua regione abituale. Si creerebbero nuove
disparità nei confronti di assicurati che abitano a cavallo tra due o
addirittura tre grandi regioni o di chi abita in una di queste regioni e lavora
in un'altra. 

 

8.4. A ciò si
aggiunge che nella sentenza pubblicata in DTF 129 V 472, questa stessa Corte ha
precisato che, laddove una tale operazione non fosse possibile sulla base di
rilevamenti salariali DPL, il reddito da invalido va di principio definito
sulla base dei dati statistici salariali ISS applicabili nell'insieme del
settore privato (DTF 129 V 484). Ora, anche siffatta considerazione si
opporrebbe a un'applicazione generalizzata delle tabelle regionali TA13,
concernenti il settore pubblico e privato.

 

8.5 Non può
pertanto ammettersi una regionalizzazione nella determinazione dell'invalidità
poiché una siffatta soluzione sarebbe incompatibile con il principio
costituzionale di parità di trattamento come pure con il rango costituzionale
delle assicurazioni invalidità e infortuni quali assicurazioni federali." 

 

                                         In
un’altra sentenza I 790/04 del 18 ottobre 2006, il TFA ha ancora rilevato:

 

" 
Quanto alla questione della tabella applicabile
tra le varie riportate dall'ISS, il Tribunale federale delle assicurazioni ha
recentemente stabilito, con decisione della Corte plenaria del 10 novembre
2005, non potersi (più) fare capo ai dati statistici regionali desumibili dalla
tabella TA13, riferentesi ai salari in relazione alle grandi regioni (cfr. pure
la sentenza del 22 agosto 2006 in re K., I 424/05, consid. 3.2.3; v. inoltre la sentenza 12 ottobre 2006 in re S., U 75/03). Il reddito
ipotetico da invalido deve di conseguenza essere valutato sulla base della
tabella TA1 dell'ISS, concernente i salari medi nazionali conseguibili nel
settore privato. Alla luce di quanto precede non vi è (più) spazio alcuno per
ammettere una riduzione dei salari statistici, quale quella operata dai primi
giudici, che tenga conto, ispirandosi ai salari corrisposti in un vicino
cantone, che l'assicurato vive in una regione economicamente meno forte. Anche
sotto questo aspetto non può pertanto trovare conferma la valutazione del tasso
d'invalidità compiuta dalla Corte di prime cure."

 

                                         Alla luce
di questa chiara giurisprudenza federale (cfr. sul tema: L. Grisanti
"Nuove regole per la valutazione dell'invalidità " in RTiD II-2006
pag. 311 segg.), il reddito da invalido deve dunque essere determinato dal TCA
applicando i valori nazionali (Tabella TA1).

                                         Spetta
semmai al Parlamento o al Consiglio federale intervenire su questo tema, se lo
riterranno opportuno.

 

                                         Il 22
giugno 2007 il Consiglio nazionale ha accolto una mozione del 2 ottobre 2006
no. 06.3466 del Consigliere nazionale Meinrado Robbiani il quale chiede che il
"Consiglio federale proceda con sollecitudine ad ovviare a questa
distorsione, adeguando le disposizioni di applicazione della legge
sull'assicurazione invalidità".

 

                                         Il nuovo
art. 28a cpv. 1 LAI introdotto nell’ambito della 5a revisione della LAI, approvata
dal popolo il 17 giugno 2007, dispone che sarà il Consiglio federale a definire
il reddito lavorativo determinante per la valutazione dell’invalidità. 

 

                                         Il 17
dicembre 2007 il Consigliere federale Pascal Couchepin, rispondendo ad una
domanda (07.5369) del Consigliere nazionale Meinrado Robbiani ha preannunciato
che "pour respecter les différences salariales dans les diverses régions
de Suisse, il est prévu d'opérer sur le salaire ressortant de l'enquête sur la
structure des salaires en Suisse une réduction qui tienne compte des
différenciations régionales. La mise en oeuvre de cette règle est prévue pour
le premier trimestre 2008 au moyen de circulaires de l'Office fédéral des
assurances sociales" e, invitato a precisare se riteneva sufficiente una
semplice circolare, ha sottolineato quanto segue:

 

" 
Monsieur Robbiani, je ne suis pas en mesure de vous
affirmer avec toute l'autorité juridique nécessaire si oui ou non une
circulaire est suffisante. Mais ce que je vais faire, c'est demander à mes
collaborateurs si je dois moi-même signer la circulaire dans la mesure où,
comme vous le dites, il devrait y avoir une décision politique claire. On va
vérifier le point sur lequel vous attirez notre attention." 

 

                                         Questo
Tribunale si limita a ricordare che, secondo la giurisprudenza, il principio
dell'uguaglianza di trattamento proibisce, citiamo: "de faire, entre
divers cas, des distinctions qu'aucun fait important ne justifie", ma
anche "de soumettre à un régime identique des situations de fait qui
présentent entre elles des différences importantes et de nature à rendre
nécessaire un traitement différent (cfr. DTF 129 I 3; DTF 127 V 454; Zbl 2005
p. 87ss. (89-90); A. Auer-G. Malinverni-M. Hottelier, "Droit
constitutionnel suisse", Vol. II, Stämpfli Editions SA, Berna 2006,
p. 484 n. 1030 e 499 n. 1061).

 

                                         In una sentenza U 8/07 del
20 febbraio 2008, rispondendo ad una questione
sollevata dal TCA nella sentenza 35.2006.60 del 23 novembre 2006, consid.
2.10.9 ("Questo Tribunale constata che il
salario che l’assicurato avrebbe conseguito nel 2005 quale muratore
semi-qualificato (infatti nel 2005, secondo il contratto collettivo di lavoro
dell’edilizia, un lavoratore con conoscenze percepiva un salario orario di fr.
25.15, contro i fr. 22.65 percepiti dai lavoratori edili), è inferiore a quello
realizzato in media a livello svizzero dai lavoratori del settore della
costruzione con qualifiche analoghe (Tabella TA 1 2004, punto 45, livello di
qualifica 3: fr. 5'358 x 12 mesi = 64'296, riportato su 41.6 ore/settimana = 66'867.84;
dopo adeguamento all'indice dei salari nominali, si ottiene, per il 2005, un
reddito annuo pari a fr. 67'443.41; per un recente caso in cui l’Alta Corte ha
fatto riferimento ai livelli di qualifica 2 e 3, cfr. STFA del 12 ottobre 2006
nella causa S., U 404/05, consid. 2.3.4).

                                         Ci si
potrebbe chiedere se in tale ipotesi, e visto il richiamo del TFA ai salari
nazionali (Tabella TA 1), non dovrebbe essere applicata la giurisprudenza
federale secondo la quale, quando l'assicurato ha realizzato un guadagno
inferiore alla media per dei motivi estranei all'invalidità, anche il reddito
medio realizzabile sul mercato equilibrato del lavoro (reddito da invalido) va
ridotto in proporzione (cfr. DTF 129 V 225 consid. 4.4; AHI-Praxis 1999, p. 329
consid. 1; ZAK 1989, p. 458s. consid. 3b; STFA del 6 settembre 2006 nella causa
H., U 454/05 + 456/05, consid. 6.3.3 e 6.3.4). Spetta
comunque all’Alta Corte pronunciarsi al riguardo"), la nostra Alta Corte ha stabilito che:

 

"  (…)

5.3. Giova inoltre ricordare che nel caso
in cui il reddito conseguito prima dell’invalidità è inferiore alla media dei
salari per un’attività paragonabile nel settore interessato e non vi è inoltre
motivo che induca a ritenere che fosse intenzione dell’assicurato accontentarsi
di un guadagno modesto, la giurisprudenza ammette che gli stessi fattori che
hanno influenzato negativamente il reddito da valido vengano considerati anche
per fissare il reddito da invalido (DTF 129 V 222 consid. 4.4 pag. 225, SVR
2004 UV no 12 pag. 44, consid. 6.2, secondo cui un reddito inferiore del 10%
rispetto ai salari usuali del settore è stato considerato chiaramente sottola
media [U 173/02]; cfr. pure sentenza U 529/06 del 28 gennaio 2008, consid. 8.2
con riferimenti).

 

6.

Nel caso di specie, il ricorrente contesta
sia la determinazione del reddito da invalido che quella da valido.

 

6.1 Per quanto concerne il reddito da
valido, l’interessato fa valere che l’importo determinato dall’INSAI sulla base
dei dati forniti dall’ex datore di lavoro risulterebbe, come giustamente
rilevato anche dal primo giudice, inferiore del 9% circa rispetto al salario
medio nazionale dei lavoratori attivi nel settore delle costruzioni con qualifi-che
analoghe. L’argomento è pertinente. In effetti, il dato ritenuto
dall’assicuratore infortuni a titolo di reddito da valido (fr. 61'277.- per
l’anno di riferimento 2005) è inferiore nella misura del 9.58% a quello
desumibile dalla tabella TA1 di cui all’ISS (edizione 2004, pag. 53, livello di
esigenze 3, cifra 45 costruzioni), quest’ultimo essendo pari, dopo adeguamento
all’evoluzione salariale per il 2005, a fr. 67'765.89 (fr. 5'358 x 12 : 40 x
41.7[v. La Vie économique, 12-2007, pag. 98, tabella 9.2] x 1.011 [v. La Vie
économique, 12-2007, pag. 99, tabella 10.2]). Alla luce della giurisprudenza
richiamata al considerando 5.3, che, come visto, permette al giudice chiamato
ad effettuare un raffronto dei redditi di prendere in considerazione in ugual
misura per ciascuno degli elementi di paragone fattori estranei all’invalidità,
può, se del caso, essere tenuto conto di questa circostanza nell’ambito della
determinazione del reddito ipotetico da invalido.

6.2 A quest’ultimo riguardo, il ricorrente,
pur rispettando la più recente giurisprudenza in materia, rileva che il mercato
del lavoro ticinese oggettivamente offre ai lavoratori occupati in questo
Cantone di frontiera retribuzioni nettamente inferiori e penalizzanti rispetto
al resto della Svizzera, come risulterebbe, almeno in parte, dalle tabelle TA1
e TA13 di cui all’ISS. Il ragionamento è comprensibile, ma viene tuttavia
relativizzato dalle considerazioni espresse al considerando precedente.

 

6.3 Mancando in concreto indicazioni economiche
effettive, in considerazione della più recente prassi di questa Corte - cui
allude l'insorgente - che non ammette più la possibilità di fare capo ai dati
statistici salariali relativi alle grande regioni, tabella TA13 ISS, per
determinare il reddito ipotetico da invalido, quest'ultimo deve essere
stabilito sulla base della tabella TA1 dell'ISS, concernente i salari medi
nazionali conseguibili nel settore privato (cfr. sentenza del Tribunale
federale delle assicurazioni U 75/03 del 12 ottobre 2006, consid. 8, riassunta
in RSAS pag. 64). In tali condizioni, partendo dal valore totale mediano di cui
all'ISS 2004 (pag. 53, livello di esigenze 4), si ottiene un importo di base di
fr. 57'258.24 per il 2004 (fr. 4'588 x 12 : 40 x 41.6 [La Vie économique, 12-2007, pag. 98, tabella B9.2]), che,
adattato all'evoluzione salariale (1%, v. La Vie économique, 12-2007, pag. 99, tabella
B10.2), porta a ritenere un importo di fr. 57'830.82 per il 2005.

6.4 Operando una prima riduzione del 9.58% da
quest'ultimo importo per tenere conto della differenza salariale di cui si è
detto al considerando 6.1, deducendo poi una quota ulteriore del 15%, non
oggetto di contestazione, per considerare adeguatamente le circostanze
particolari del caso (DTF 126 V 75; in
concreto: limitazioni riconducibili al danno alla salute, statuto di
frontaliere), il raffronto dei redditi (reddito da valido di fr. 61'277.- e
guadagno da invalido di fr. 44'447.03 [fr. 57'830.82 ./. 9.58% ./. 15%]) dà un
grado d'invalidità arrotondato (DTF 130 V 121) del 27%. (...)"

 

                                         Di
conseguenza, quando il salario da valido conseguito in Ticino in una
determinata professione è inferiore al salario medio nazionale in quella stessa
professione, anche il reddito da invalido va ridotto nella medesima percentuale
(al riguardo cfr. L. Grisanti, art.cit., in RtiD II-2006 pag. 311 seg., in particolare
pag. 326-327).

 

                          2.13.5.   Per
determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato nonostante il danno
alla salute, l'amministrazione ha quindi giustamente fatto riferimento ai dati
statistici nazionali della Tabella TA1.

                                         Orbene -
utilizzando i dati forniti dalla succitata tabella elaborata dall'Ufficio
federale di statistica, il ricorrente, svolgendo nel 2006 una professione che
presuppone qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a proposito della
rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439,
p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in media, un
salario mensile lordo pari a fr. 4’732. 

                                         Riportando
questo dato su 41.7 ore (cfr. tabella B 9.2, pubblicata
in La Vie économique, 11-2007, p. 98), esso ammonta a fr.
4'933.11 mensili oppure a fr. 59'197.32 per l'intero anno (fr. 4'933.11 x 12,
ritenuto che la quota di tredicesima è già compresa, cfr. STFA del 18 febbraio
1999 nella causa B., U 274/98, p. 5 consid. 3a).

 

                                         L’assicurato,
quale operaio presso la __________ di __________, avrebbe guadagnato, nel 2006,
fr. 42’360/anno per un’occupazione a tempo pieno (cfr. consid. 2.13.2.),
corrispondenti a fr. 3'530.-/mese. 

                                         Tale
reddito si situa sotto la media dei salari per un'attività equivalente (cioè
fr. 58’597.--/ anno e 4’883.--/mese; cfr. Tabella TA1 2006 p.to 36-37 “Altre
industrie manifatturiere”, livello di qualifica 4: fr. 4’684.-- X 12 mesi = 56’208.--,
riportato su 41.7 ore/settimana = fr. 58’597).

 

                                         Ora,
qualora, già prima dell'insorgenza del danno alla salute, il reddito di una
persona assicurata