# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 920296bb-cf92-558c-9f9d-d4357b8ba701
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-09-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.09.2009 C-5786/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5786-2007_2009-09-15.pdf

## Full Text

Corte II I
C-5786/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 5  s e t t e m b r e  2 0 0 9

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Michael Peterli, Beat Weber, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
patrocinato dall'avvocato Santo De Blasi, 
via P. Colaci 42, IT-73100 Lecce,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

prestazioni dell'assicurazione invalidità.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-5786/2007

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano nato il (...), coniugato e padre di un figlio, 
ha  cominciato  a  lavorare  in  Svizzera  come  imbianchino  nel  1971, 
versando  i  contributi  obbligatori  all'assicurazione  per  la  vecchiaia,  i 
superstiti e l'invalidità (doc. 2). 

Il  21  aprile  1972  l'assicurato  è  stato  vittima  di  un  infortunio 
professionale, che gli ha procurato, in particolare, un trauma cranico. Il 
caso  è  stato  preso  a  carico  dall'Istituto  nazionale  svizzero  di 
assicurazione  contro  gli  infortuni  (Suva),  il  quale  ha  riconosciuto 
all'assicurato, il 20 dicembre 1973, il diritto ad una rendita del 33 1/3% 
dal 14 ottobre 1973 (doc. 5 a 12). 

L'assicurato ha subito un nuovo incidente sul lavoro il 16 ottobre 1986, 
a seguito del quale ha riportato, in particolare, una contusione della 
colonna  lombosacrale. La  Suva  gli  ha  quindi  riconosciuto,  mediante 
decisione del 7 gennaio 1988, confermata su opposizione il 28 marzo 
successivo sulla  base di  un rapporto del  dott. Sch._______, facente 
stato di un'incapacità lavorativa del 50% imputabile ai due infortuni, il 
diritto ad una rendita d'invalidità del 50%, a decorrere dal 1° gennaio 
1988 (doc. 13 a 52). 

B.
Nel  frattempo,  l'8  settembre  1987,  l'assicurato  aveva  formulato  una 
domanda  di  rendita  d'invalidità  alla  Commissione  dell'assicurazione 
invalidità  del  canton  (...)  (CAI;  doc.  2).  Dopo  avere  acquisito  la 
documentazione  medica  necessaria,  tra  cui  un  rapporto  del  dott. 
B._______,  del  12  ottobre  1987  (doc.  63),  e  un  rapporto  del  dott. 
F._______,  del  28  ottobre  1987  (doc.  64),  che  hanno  ritenuto  la 
diagnosi  di  dorsalgie  cervicali,  fibromialgia,  stato depressivo reattivo 
ed esiti  da trauma cranico, come pure un rapporto neuropsichiatrico 
del  dott.  K._______,  del  14  luglio  1988,  facente  stato  di 
un'encefalopatia  posttraumatica  e  di  uno  stato  depressivo 
ipocondriaco con un'incapacità lavorativa definitiva del 50% (doc. 65), 
la CAI ha riconosciuto all'assicurato, mediante pronuncia del 29 luglio 
1988,  il  diritto  ad  una rendita  intera  d'invalidità  dal  1°  ottobre  al  30 
novembre 1987, e ad una mezza rendita d'invalidità dal 1° dicembre 
1987 (doc. 71). Con decisioni del 6 ottobre 1998, la Cassa cantonale 
(...)  di  compensazione  ha  quindi  accordato  all'assicurato  le  dette 

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prestazioni assicurative, unitamente alla relativa rendita completiva per 
la  moglie  (doc.  73).  Contro  queste  decisioni,  il  2  novembre  1988, 
l'assicurato  ha  inoltrato  ricorso  al  Tribunale  cantonale  (...)  delle 
assicurazioni, il quale lo ha respinto mediante sentenza del 6 ottobre 
1989, cresciuta in giudicato senza essere stata impugnata (doc. 74 e 
79). 

Siccome  l'assicurato  è  in  seguito  rientrato  in  Italia,  la  CAI  ha  poi 
trasferito  l'incarto  per  competenza  alla  Cassa  svizzera  di 
compensazione (CSC; doc. 92 a 98). 

C.
Tre  successive  revisioni  non  hanno  permesso  di  constatare 
cambiamenti  nel  grado  d'invalidità  dell'assicurato  (cfr. comunicazioni 
del 9 dicembre 1991, del 13 febbraio 1996 e dell'8 giugno 1999; doc. 
111, 123 e 133). 

D.
Il  28  febbraio  2003  l'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli 
assicurati residenti all'estero (UAIE) ha cominciato la quarta procedura 
di  revisione  della  rendita  d'invalidità.  Dopo  avere  preso  conoscenza 
della  documentazione  medica  raccolta  dall'UAIE,  tra  cui  una  perizia 
medica  dettagliata  E  213  del  4  giugno  2003,  facente  stato,  in 
particolare,  di  una cardiopatia  ischemica postinfartuale (doc. 142),  il 
dott. G._______ ha posto la diagnosi, il 23 ottobre 2003, di sindrome 
lombovertebrale  cronica,  sospetto  di  nevrosi  ipocondriaca 
posttraumatica  e  cardiomiopatia  ischemica  postinfartuale, 
concludendo ad un'incapacità lavorativa invariata (doc. 144). L'UAIE ha 
perciò  comunicato  all'assicurato  che  il  grado  d'invalidità  non  si  era 
modificato (doc. 134 a 145). 

Il  15 febbraio 2005 l'assicurato ha chiesto all'UAIE di  procedere alla 
revisione  della  sua  rendita  d'invalidità,  producendo  diversa 
documentazione medica (doc. 146 a 157). Fondandosi sulla presa di 
posizione del proprio servizio medico, formulata dal dott. M._______ 
l'11  maggio  2005,  l'UAIE  ha  considerato  che  l'assicurato  non  aveva 
reso plausibile che il suo grado d'invalidità si era modificato in misura 
rilevante, e non è perciò entrato nel merito della domanda di revisione 
(decisione del 25 maggio 2005; doc. 159 e 160). 

E.
Il  12 ottobre 2006 l'UAIE ha avviato la quinta procedura di  revisione 

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della  rendita  d'invalidità  (doc.  161),  acquisendo,  tra  gli  altri,  i 
documenti seguenti: 

- il questionario per la revisione della rendita, del 14 maggio 2007, dal 
quale risulta che l'assicurato non ha più lavorato dopo il suo rientro in 
Italia (doc. 167),

- la cartella clinica relativa al ricovero dell'assicurato, dal 7 al 13 aprile 
2001,  per  infarto  miocardico  acuto  infra-postero  laterale,  diabete 
mellito e iperlipemia mista (doc. 168),

- la cartella clinica relativa al ricovero dell'assicurato, dal 29 maggio al 
2 giugno 2001, per angioplastica coronarica transuminale percutanea 
(PTCA) con impianto di stent (doc. 169),

-  un'ecografia  renale,  un'ecografia  prostatica,  una  radiografia  della 
colonna  vertebrale,  una  densitometria  ossea  femorale  e  un 
elettrocardiogramma, del 2006 e 2007 (doc. 170 a 182),

- diversi  referti  di visite specialistiche ed esami oggettivi (doc. 168 a 
182),

- la perizia medica particolareggiata E 213 del dott. P._______, del 20 
marzo 2007, dalla quale si evince la diagnosi di sindrome depressiva 
(depressione  nevrotica),  diabete,  pregresso  infarto  del  miocardio  e 
artropatia  del  rachide.  Il  perito  ha  inoltre  stabilito,  da  un  lato,  che 
l'assicurato  è  in  grado  di  svolgere  regolarmente  lavori  leggeri,  e, 
dall'altro  lato,  che  egli  può  esercitare  un  lavoro  adeguato  alle  sue 
condizioni  solamente  nella  misura del  30%, come pure  che il  grado 
d'invalidità per l'ultimo lavoro svolto è pari al 70% (doc. 183). 

L'UAIE  ha  quindi  trasmesso  l'incarto  per  apprezzamento  al  proprio 
servizio medico, nella persona del dott. B._______. Nella sua presa di 
posizione del 25 giugno 2007, quest'ultimo ha riformulato la diagnosi, 
posta  dal  dott.  G._______  nel  2003,  di  sindrome  lombovertebrale 
cronica,  spondilartrosi,  sospetto  di  nevrosi  ipocondriaca 
posttraumatica  e cardiopatia  ischemica dopo infarto  del  miocardio e 
angina postinfartuale, concludendo che, in assenza di nuovi elementi 
diagnostici  rispetto  alle  valutazioni  precedenti,  bisogna  ritenere  lo 
stato di salute dell'assicurato immutato (doc. 185). 

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Il 29 giugno 2007 l'UAIE ha quindi comunicato all'assicurato che, dalle 
delucidazioni mediche effettuate, risulta che il grado d'invalidità non si 
è modificato in misura rilevante, per cui il diritto ad una mezza rendita 
d'invalidità rimane invariato (doc. 186). 

Richiesto dall'assicurato di emettere una decisione soggetta a ricorso, 
l'UAIE ha proceduto in questo senso il 26 luglio 2007 (doc. 187 e 189). 

F.
Contro questa decisione, per il  tramite del suo avvocato, l'assicurato 
ha  inoltrato  ricorso  al  Tribunale  amministrativo  federale  il  28  agosto 
2007, chiedendo, in sostanza, di annullare la decisione impugnata e di 
riconoscergli il diritto ad una rendita d'invalidità di grado superiore. Egli 
ha inoltre prodotto nuova documentazione medica, in parte di difficile 
lettura,  tra  cui  un  referto  del  dott.  Ba._______,  neurologo,  del  12 
gennaio  2007,  facente  stato  della  sintomatologia  di  cefalee  a 
frequenza  quotidiana,  frequenti  crisi  di  pianto  e  difficoltà 
all'addormentamento  e  risvegli  precoci,  qualificata  come  sindrome 
ansioso-depressiva  reattiva,  trattata  con  il  farmaco  Cipralex  10  mg, 
una compressa al giorno, e in fase di parziale remissione da circa un 
anno, come pure un referto del referto del dott. Ma._______, nel quale 
è attestato che le condizioni di compenso emodinamico sono buone. 

G.
Chiamato  a  pronunciarsi,  l'UAIE  ha  sottoposto  l'incarto  al  dott. 
B._______,  il  quale,  dopo  aver  preso  conoscenza  dei  nuovi  referti 
medici il 5 febbraio 2008, ha concluso che essi non testimoniano di un 
peggioramento  rilevante  dello  stato  di  salute  del  ricorrente.  Egli  ha 
sottolineato,  in  particolare,  che  non  si  è  in  presenza  di  una 
depressione  secondo  la  classificazione  ICD-10  (International 
Classification  of  Diseases),  F  32  (Depressive  episode), 
dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), nella misura in cui i 
criteri definenti tale malattia non sono adempiuti nella fattispecie e che 
il  farmaco Cipralex 10 mg, una compressa al giorno, costituisce una 
terapia leggera (doc. 191). 

L'UAIE ha quindi risposto il 26 febbraio 2008, chiedendo la conferma 
della decisione impugnata e il conseguente rigetto del ricorso. 

Dopo la risposta non sono più intervenuti scambi di allegati. 

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H.
Con  decisione  incidentale  del  24  aprile  2008,  il  Tribunale 
amministrativo federale ha invitato il  ricorrente a versare un anticipo 
equivalente  alle  presunte  spese  processuali  di  Fr.  300.-.  Il  relativo 
versamento è stato effettuato il 12 giugno 2008. 

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20).

1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70),  sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi, 
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti 
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art. 
52 cpv. 1 PA).

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1.4 I termini stabiliti dalla legge o dall'autorità in giorni o in mesi non 
decorrono, in particolare, dal 15 luglio al 15 agosto incluso (art. 38 cpv. 
4 cifra b LPGA). 

1.5 In  concreto,  il  ricorso è  ammissibile,  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente,  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge (art. 38 cpv. 4 cifra b, 59 e 60 LPGA, nonché l'art. 52 cpv. 1 PA), 
e visto che l'anticipo equivalente alle presunte spese processuali di Fr. 
300.- è stato versato nei termini.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della Comunità europea ed i cittadini svizzeri (art. 3 del Regolamento 
CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

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2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

3.2 L'esame del diritto a prestazioni secondo la LAI è retto dal tenore 
della LAI al momento della decisione impugnata in virtù del principio 
secondo  il  quale  sono  determinanti  le  norme  materiali  in  vigore  al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  giuridicamente 
determinante  (DTF  130  V  445  consid.  1.2  e  relativi  riferimenti).  Le 
disposizioni  della  5a  revisione  della  LAI  e  della  LPGA,  in  vigore  dal 
1° gennaio 2008, non sono pertanto applicabili nel caso concreto e di 
seguito  è  fatto  riferimento  alle  disposizioni  in  vigore  fino  al  31 
dicembre 2007.

4.

4.1 Ai  sensi  dell'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

4.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 

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ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista  dall'art.  28  cpv. 1ter LAI,  secondo  il  quale  le  rendite  per  un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non è più  applicabile  quando l'assicurato  è  cittadino della  Comunità 
europea e vi risiede.

4.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando egli è stato per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace 
al  lavoro per  almeno il  40% in media (lettera b). La prima lettera si 
applica  allorché lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è  stabilizzato; la 
seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire  suscettibile  di 
evolvere  verso  un  miglioramento  od  un  peggioramento  (DTF  121  V 
264, 111 V 21 consid. 2b).

4.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

4.5 Giova  ancora  ricordare  che,  secondo  un  principio  generale  del 
diritto delle assicurazioni sociali, ogni assicurato ha l'obbligo di ridurre 
il danno conseguente la sua invalidità (sentenza del Tribunale federale 
I 147/01 del 9 maggio 2001; DTF 123 V 230 consid. 3c e DTF 117 V 
275 consid. 2b). In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve intraprendere 
tutto  quanto  sia  ragionevolmente  esigibile  per  ovviare  nel  modo 
migliore possibile alle conseguenza della sua invalidità, segnatamente 
mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario in 

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una nuova professione (sentenza del Tribunale federale I  543/03 del 
27 agosto 2004; DTF 113 V 22 consid. 4a). 

5.
Il ricorrente contesta la fondatezza della decisione del 26 luglio 2007, 
con la quale l'UAIE ha constatato che egli continua ad avere diritto ad 
una mezza rendita d'invalidità. 

6.

6.1 Secondo  l'art.  17  cpv.  1  LPGA,  se  il  grado  d'invalidità  del 
beneficiario  della  rendita  subisce  una  notevole  modificazione,  per  il 
futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, 
d'ufficio o su richiesta. 

6.2 Conformemente  all'art.  87  cpv.  2  dell'Ordinanza  federale 
sull'assicurazione invalidità del 17 gennaio 1961 (OAI, RS 831.201), la 
revisione  avviene  d'ufficio  quando,  in  previsione  di  una  possibile 
modifica importante del grado d'invalidità, è stato stabilito un termine 
nel momento dell'erogazione della rendita o allorché si conoscono fatti 
o  si  ordinano  provvedimenti  che  possono  provocare  una  notevole 
modifica del grado d'invalidità. 

Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora o peggiora, occorre 
tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni non 
appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole e, nel 
caso  in  cui  la  capacità  al  guadagno  migliori,  presumibilmente 
continuerà a durare (art. 88a OAI). 

L'aumento della rendita avviene al più presto, se la revisione ha luogo 
d'ufficio, a partire dal mese in cui è stata prevista (art. 88bis cpv. 1 let. b 
OAI). 

Al  fine  di  giudicare  se  sussistono  indizi  sufficienti  per  ritenere 
verosimile  una  modifica  rilevante  del  grado  d'invalidità,  si  deve 
considerare il periodo tra la decisione iniziale e quella che pronuncia 
la revisione. Decisioni intercalari  sono pertinenti unicamente se sono 
state emesse sulla base di una nuova valutazione materiale del grado 
d'invalidità,  ossia  dopo  delucidazione  dei  fatti,  apprezzamento  delle 
prove e esecuzione del raffronto dei redditi (DTF 133 V 108). 

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6.3 In  concreto, la  decisione iniziale è stata pronunciata il  6 ottobre 
1998 (doc. 73). Ne consegue che il periodo di riferimento per giudicare 
se  verosimilmente  è  intervenuta  una  modifica  rilevante  del  grado 
d'invalidità, tale da giustificare una soppressione della rendita, è quello 
tra il 6 ottobre 1998 e il 26 luglio 2007, data della decisione impugnata 
(doc. 189). 

A  questo  proposito,  giova  rilevare  che  il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali  analizza  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in  generale, 
secondo lo stato di fatto esistente al momento in cui essa è stata resa 
(DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1). 

7.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti 
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti 
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di 
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

8.
In concreto, al ricorrente è stato riconosciuto il diritto ad una rendita 
intera d'invalidità dal 1° ottobre al 30 novembre 1987, quindi ad una 
mezza  rendita  d'invalidità  dal  1°  dicembre  1987,  in  seguito  ad 
un'encefalopatia  postraumatica,  ad  una  contusione  della  colonna 
lombosacrale e ad uno stato depressivo ipocondriaco. 

Pagina 11

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Occorre  pertanto  verificare  se,  nel  periodo  in  esame,  ossia  dal  6 
ottobre 1998 al 26 luglio 2007, l'incidenza delle affezioni di cui soffre il 
ricorrente sulla sua capacità lavorativa s'è accresciuta in modo tale da 
giustificare un aumento della rendita d'invalidità.

9.

9.1 Dalla documentazione agli atti si evince che il ricorrente soffre, sul 
piano fisico, di una sindrome lombovertebrale cronica, di diabete e di 
esiti  da  cardiopatia  ischemica  postinfartuale,  nonché,  sul  piano 
psicologico, di una sindrome ansioso-depressiva. 

Questa  diagnosi  è  condivisa  da  tutti  gli  specialisti,  sia  dai  medici 
dell'UAIE, sia dai medici  che hanno visitato il  ricorrente in Italia,  per 
cui  il  collegio  giudicante  non  intravede  nessun  motivo  per 
discostarsene. 

9.2
Per quanto riguarda le conseguenze invalidanti dei disturbi legati agli 
infortuni  occorsi  il  21  aprile  1972  e  il  16  ottobre  1986,  ossia  la 
sindrome  lombovertebrale  e  la  sindrome  psico-organica,  non  sono 
stati  evidenziati,  nel  corso delle  successive revisioni,  nuovi  elementi 
oggettivi atti a giustificare un peggioramento dello stato di salute del 
ricorrente. In particolare, a proposito della sindrome psico-organica, il 
dott. B._______ ha osservato,  nel  suo rapporto  del  5  febbraio  2008 
(doc.  191),  che  non  si  è  in  presenza  di  un  fenomeno  depressivo 
secondo  la  classificazione  ICD-10,  F32,  dell'OMS,  poiché  i  criteri 
definenti  tale  affezione  non  sono  adempiuti  e  la  cura  di  Cipralex 
prescritta  al  ricorrente,  senza alcuna terapia psichiatrica,  è  alquanto 
("eher") leggera.

Dal punto di vista cardiaco, il ricorrente ha subito un infarto miocardico 
nell'aprile  2001,  con  impianto  di  stent  nel  maggio  successivo. 
Prendendo  posizione  il  23  ottobre  2003,  nel  quadro  della  quarta 
revisione del diritto alla rendita (doc. 144), il dott. G._______, medico 
dell'UAIE,  ha  osservato  che  è  possibile,  anche  dopo  un  infarto 
miocardico,  svolgere  delle  attività  leggere.  Sulla  base  degli  atti 
all'incarto, i quali non permettevano di ritenere un decorso grave e non 
controllabile  della  miocardiopatia  ischemica,  associato  ad  uno 
scompenso  cardiaco,  il  dott.  G._______  ha  ritenuto  quindi  invariata 

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l'incapacità lavorativa del ricorrente. Dal canto suo, il dott. B._______ 
ha considerato che, dopo l'infarto nel 2001, non si sono più verificati 
nuovi fatti e che la pulsione cardiaca del ricorrente, con una frazione di 
eiezione  del  50%  (norma:  70%),  è  pienamente  compatibile  con 
un'attività leggera e pure, almeno parzialmente, con un'attività medio-
leggera.  Per  completare  il  quadro  relativo  all'affezione  cardiaca,  è 
ancora  opportuno  sottolineare,  a  titolo  di  conclusione,  che 
l'elettrocardiogramma del 12 marzo 2007 (doc. 182), ultimo referto del 
genere agli  atti,  menziona un tracciato normale degli  impulsi elettrici 
del cuore del ricorrente, e che nel referto del dott. Ma._______ si può 
leggere come le condizioni di compenso emodinamico siano buone.  

9.3
Per questi  motivi,  il  collegio  giudicante  è  del  parere  che dall'incarto 
non risulta  provato che l'incidenza delle  affezioni  diagnosticate sulla 
capacità  lavorativa del ricorrente,  si  sia  modificata in  modo rilevante 
durante  il  periodo  dal  6  ottobre  1998  al  26  luglio  2007,  per  cui  il 
ricorrente  deve  essere  considerato  abile  al  lavoro,  in  attività 
confacenti, sempre nella misura del 50%, come era già stato stabilito 
dal dott. Sch._______ nel suo rapporto del 22 febbraio 1988 (doc. 51). 

10.
Di conseguenza, la decisione dell'UAIE del 26 luglio 2007 deve essere 
confermata ed il ricorso respinto.

11.
Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola messe 
a carico della parte soccombente.

In  concreto,  visto  l'esito  della  procedura  che  vede  il  ricorrente 
soccombere, le spese processuali di Fr. 300.- sono poste a carico di 
quest'ultimo  e  compensate  con  l'anticipo  dello  stesso  ammontare, 
versato il 12 giugno 2008.

In conformità con l'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il 
ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità 
per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato 
(spese ripetibili).

Visto l'esito della procedura, non si assegnano al ricorrente indennità 
per spese ripetibili. 

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Per quanto concerne l'UAIE, le autorità federali  non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del Regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di Fr. 300.- sono poste a carico del ricorrente e 
compensate  con  l'anticipo  dello  stesso  ammontare,  versato  il  12 
giugno 2008. 

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione: 

- al rappresentante del ricorrente (Raccomandata/AR);
- all'autorità inferiore (n. di rif. ...);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali. 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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