# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b07909e4-0287-5af2-8d96-015186605094
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-03-18
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 18.03.2014 S 2013 73
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2013-73_2014-03-18.pdf

## Full Text

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO 
DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 13 73

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

presieduta da

Stecher, giudice, e composta dalla giudice Moser e dal 

presidente Meisser, attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 18 marzo 2014

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____, 

rappresentato dall'Avvocato Stefania Vecellio, 

ricorrente

contro

Ufficio per l'industria, arti e mestieri e lavoro dei Grigioni,

convenuto

concernente prestazioni assicurative LADI

- 2 -

1. A._____ si iscriveva il 18 maggio 2011 alla disoccupazione e rivendicava 

il diritto all’indennità giornaliera a partire dal 1. agosto successivo. Con 

scritto del 13 agosto 2012, X._____ comunicava all’assicurato che il diritto 

alle indennità giornaliere di disoccupazione veniva ad esaurirsi il 3 agosto 

2012, avendo l’interessato riscosse le 260 indennità giornaliere a cui 

aveva diritto. Parallelamente, l’assicurato veniva reso attento al fatto che il 

suo termine quadro veniva a scadenza il 31 luglio 2013, ma che con 

l’esaurimento del diritto alle indennità giornaliere veniva a cessare 

automaticamente la copertura assicurativa in caso di infortunio come pure 

il versamento degli assegni per figli. A._____ veniva di conseguenza 

invitato a prendere contatto con il competente ufficio regionale di 

collocamento per valutare la sua situazione personale. Il 23 agosto 2012, 

l’assicurato sottoscriveva l’annuncio di mutazione, giusta il quale si 

annullava dal collocamento con effetto dal 22 agosto 2012. Il 3 settembre 

successivo l’annullamento dal collocamento veniva confermato 

all’assicurato per iscritto. 

2. In data 22 febbraio 2013, A._____ faceva formale domanda per ottenere 

degli assegni per il periodo d’introduzione e allegava alla richiesta il 

contratto di lavoro come ausiliario contabile concluso con il Comune 

O.1._____ con relativo piano d'introduzione professionale. 

3. Con decisione 8 aprile 2013 l’Ufficio cantonale dell’industria, delle arti e 

mestieri e lavoro (UCIAML) rifiutava la richiesta, adducendo che 

l’assicurato non era più iscritto alla disoccupazione. La tempestiva 

opposizione, mediante la quale l’assicurato chiedeva di poter beneficiare 

degli assegni per il periodo d'introduzione richiesti in quanto la domanda 

sarebbe stata presentata prima dello scadere del termine quadro, veniva 

respinta in data 21 maggio 2013. In sostanza, non essendo più iscritto 

alla disoccupazione dall’agosto 2012, il richiedente non avrebbe più diritto 

- 3 -

a prestazioni da parte di tale assicurazione e, anche considerando la 

domanda introdotta come un nuovo annuncio alla disoccupazione non 

sarebbero soddisfatti i presupposti legali per aver diritto agli assegni 

richiesti.

4. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo dei Grigioni in 

data 20 giugno 2013, A._____ chiedeva l’annullamento del 

provvedimento impugnato e la concessione degli assegni per il periodo 

d'introduzione. In sostanza, il ricorrente reputava di soddisfare 

perfettamente tutti i presupposti legali per avere diritto alle prestazioni 

richieste. In particolare, l’assicurato non si sarebbe mai ritirato dal 

collocamento e l’UCIAML non sarebbe in grado di provare il contrario. 

5. Nella propria presa di posizione del 6 agosto 2013 l’UCIAML postulava la 

reiezione del ricorso. Dopo aver annullato la propria iscrizione al 

collocamento, l’assicurato non avrebbe più diritto alle prestazioni che ora 

pretenderebbe. I presupposti per l’erogazione di provvedimenti inerenti il 

mercato del lavoro da parte dell’assicurazione contro la disoccupazione 

non sarebbero più soddisfatti. 

6. Nelle successive osservazioni del 26 agosto 2013, A._____ non 

contestava più di essersi annullato dal collocamento, ma contestava di 

aver ricevuto conferma di tale fatto il 3 settembre 2012. Egli precisava 

comunque di non aver capito la portata della propria scelta, mentre 

sarebbe stato compito del responsabile dell’ufficio di collocamento 

informarlo meglio riguardo alle eventuali conseguenze dell'annullamento 

sottoscritto. Omettendo di informare debitamente l’assicurato, come 

invece sarebbe stato loro preciso compito, gli organi incaricati 

dell’assicurazione contro la disoccupazione avrebbero violato i loro doveri 

e sarebbero tenuti a subirne le relative conseguenze.

- 4 -

7. L’UCIAML rinunciava a duplicare. 

8. Da parte del Giudice dell'istruzione veniva allora richiesto il protocollo dei 

colloqui avuti dall'assicurato con il proprio consulente presso l'ufficio di 

collocamento. Al ricorrente veniva di seguito dato il diritto di esprimersi 

sulla nuova documentazione trasmessa. Il 13 febbraio 2013, l'assicurato 

evidenziava come la tematica degli assegni per il periodo d'introduzione 

fosse già stata discussa tra le due parti e che pertanto il ricorrente 

avrebbe dovuto essere informato in merito alle conseguenze su tale diritto 

dell'annullamento dell'iscrizione al collocamento. 

Considerando in diritto:

1. In esito al secondo scambio di scritti processuali non è più contestato che 

l'assicurato abbia annullata l'iscrizione al collocamento dal 22 agosto 

2012, sottoscrivendo il relativo formulario. La questione di sapere se egli 

abbia ricevuto la conferma dell’annullamento dal collocamento il 3 

settembre 2012 può nell'evenienza rimanere aperta, in quanto anche se 

la comunicazione gli fosse stata debitamente notificata, la problematica 

del caso in oggetto rimarrebbe comunque la stessa. Controversa è infatti 

la questione di sapere se l'assicurato fosse stato sufficientemente 

informato sulle conseguenze del suo agire allorquando si è annullato dal 

collocamento. Tale argomento è stato sollevato per la prima volta in sede 

di ricorso, ma il petito volto all'annullamento della decisione di rifiuto degli 

assegni per il periodo d'introduzione è rimasto invariato, per cui il 

cambiamento della motivazione, anche se avvento per la prima volta in 

questa sede va considerato ammissibile. All'UCIAML è stata del resto 

trasmessa la replica con le nuove motivazioni di ricorso e lo stesso ufficio 

ha rinunciato a duplicare (vedi art. 61 cpv. 1 lett. d della legge federale 

- 5 -

sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali [LPGA; RS 

830.1]). In seguito anche le nuove osservazioni sulla documentazione 

data in edizione sono state debitamente trasmesse alla parte convenuta. 

2. a) Il 1° gennaio 2003 è entrato in vigore l'art. 27 LPGA che regola l' 

informazione e la consulenza e recita: gli assicuratori e gli organi esecutivi 

delle singole assicurazioni sociali, nei limiti delle loro competenze, sono 

tenuti ad informare le persone interessate sui loro diritti e obblighi (cpv. 1). 

Ognuno ha diritto, di regola gratuitamente, alla consulenza in merito ai 

propri diritti e obblighi. Sono competenti in materia gli assicuratori nei 

confronti dei quali gli interessati devono far valere i loro diritti o adempiere 

i loro obblighi (cpv. 2 all'inizio). Il primo capoverso dell'art. 27 LPGA 

prevede un obbligo di informazione generale e permanente nei confronti 

di una cerchia indeterminata di persone, che non deve avvenire 

unicamente su richiesta degli interessati, bensì regolarmente e d’ufficio, e 

a cui viene fatto fronte ad esempio tramite la consegna di opuscoli 

informativi, direttive, inserzioni, internet, ecc. (DTF 131 V 476 cons. 4.1; 

DLA 2002 pag. 194). Per quanto attiene al diritto alla consulenza 

enunciato all'art. 27 cpv. 2 LPGA, va segnalato che ogni assicurato può 

esigere che il proprio assicuratore gli fornisca consulenza in merito ai suoi 

diritti e obblighi. Quest'obbligo concerne soltanto l'ambito di competenza 

dell'assicuratore in questione e le informazioni possono esse fornite 

anche da non giuristi, come del resto prima dell'entrata in vigore della 

LPGA (vedi sul tema sentenze dal Tribunale federale C 241/04 del 9 

maggio 2006 cons. 6, C 157/05 del 28 ottobre 2005 cons. 4.2.; U. KIESER, 

ATSG - Kommentar, 2. ed., Zurigo-Basilea-Ginevra 2009, ad art. 27 pag. 

402 ss.; U. MEYER, Grundlagen, Begriff und Grenzen der Beratungsplicht 

der Sozialversicherungsträger nach Art. 27 Abs. 2 ATSG in: Sozialversi-

cherungsrechtstagung 2006, R. SCHAFFHAUSER/F. SCHLAURI (ed.), pag. 9 

ss.; E. IMHOF/CH. ZÜND, ATSG und Arbeitslosenversicherung in: SZS 2003 

- 6 -

pag. 306 s.; R. SPIRA, Du droit d'être renseigné et conseillé par les 

assureurs et les organes d'exécution des assurances sociales (art. 27 

LPGA) in: SZS 2001 pag. 524 ss.). Contrariamente alle informazioni di 

carattere generale, la consulenza deve riferirsi al caso specifico (cfr. FF 

1999 IV 3953). 

b) La norma di cui all'art. 27 cpv. 2 LPGA garantisce il diritto all'informazione 

e consulenza. Nel caso classico, questa consulenza ha luogo su istanza 

della persona assicurata ed in relazione ad una precisa situazione o ad 

una determinata problematica. La questione di sapere se la disposizione 

si applichi anche qualora l'assicurato non richieda esplicitamente 

ragguagli è più delicata. In principio, la consulenza non presuppone una 

richiesta mirata, ma necessita di uno spunto concreto. Un dovere di 

consulenza generale e d'ufficio senza che vi sia una situazione o 

occasione concreta che lo giustifichi non esiste. Per far insorgere un 

dovere di consulenza basta però che per l'assicuratore competente si 

riconoscibile la necessità di informare l'assicurato che il suo 

atteggiamento o la sua inattività potrebbero pregiudicare il diritto a 

prestazioni. Per stabilire cosa siano i fondamenti del dovere di consulenza 

occorre ispirarsi al principio della buona fede. Nel senso che l'autorità è 

tenuta a prestare la consulenza imposta della situazione dopo una 

diligente analisi dello stato di fatto e di diritto. Al riguardo non occorre 

ricercare nelle condizioni di vita dell'interessato o segnalare alternative o 

spazi di manovra per situazioni alla quali non vi è alcun motivo di 

pensare. Sostanzialmente con la consulenza l'amministrazione dovrebbe 

poter evitare - nei casi chiari e senza che siano necessari chissà quali 

accertamenti - che l'assicurato prenda delle decisioni a lui pregiudizievoli 

dal profilo assicurativo (vedi sulla tematica U. MEYER, op. cit., pag. 25 s.). 

- 7 -

c) In termini di casistica, nella DTF 133 V 249 e DLA 2007 no. 10 pag. 193, 

l’Alta Corte ha stabilito che l'assicuratore non ha un obbligo di 

informazione e di consulenza ai sensi dell'art. 27 LPGA, fintanto che, 

prestando l'usuale attenzione, non può riconoscere che la situazione in 

cui si trova la persona assicurata è tale da pregiudicarne il diritto a 

prestazioni. Con sentenze del 27 marzo 2006 C 141/05 e dell'8 maggio 

2006 C 301/05, l'allora Tribunale federale delle assicurazioni reputava che 

l'amministrazione avesse violato il dovere di consulenza non informando 

l’assicurata che il fatto di rimanere iscritta quale socia senza diritto di 

firma della Sagl per la quale aveva lavorato come dipendente o di 

mantenere la carica di consigliera di amministrazione della ditta in cui 

aveva lavorato come dipendente le pregiudicava il diritto alle indennità di 

disoccupazione. La DTF 131 V 472 riguardava il caso di un assicurato 

ritenuto non idoneo al collocamento, essendo il lasso di tempo fra la 

presentazione della domanda di prestazioni e l’inizio del soggiorno 

linguistico all’estero - di cui aveva peraltro informato i funzionari dell’ufficio 

regionale di collocamento durante il primo colloquio - troppo breve per 

poterlo collocare. In applicazione all'art. 27 cpv. 2 LPGA, l'Alta Corte 

federale concludeva che l’ufficio regionale di collocamento avrebbe 

dovuto avvertire l’assicurato che la prevista partenza a breve scadenza 

non permetteva di collocarlo. In questa importante decisione il Tribunale 

federale ha stabilito che gli assicurati devono essere resi attenti - dagli 

organi incaricati dell'applicazione del diritto delle assicurazioni sociali - se 

il loro comportamento dovesse pregiudicare il diritto a prestazioni (DTF 

131 V 476 cons. 4.1).

3. a) Nell'evenienza in oggetto, in data 13 agosto 2012 l'assicurato veniva reso 

attento alla scadenza del termine quadro il 31 luglio 2013 ed 

all'esaurimento del diritto alle 260 indennità giornaliere a far stato dal 4 

agosto 2012, nonché alle conseguenze di tale fatto sulla copertura 

- 8 -

assicurativa per infortunio e sugli assegni familiari. Per meglio valutare la 

sua situazione personale visti tali cambiamenti, veniva invitato a 

contattare il competente ufficio regionale di collocamento. Come risulta 

dai protocolli dei colloqui avuti il 2 luglio e il 2 agosto 2012, il consulente 

era perfettamente a conoscenza dal fatto che l'assicurato stava 

esaurendo il proprio diritto all'indennità giornaliera. Parimenti evidente era 

l'interesse dell'assicurato ad ottenere degli assegni per il periodo 

d'introduzione, in quanto la questione era stata ripetutamente discussa 

con il consulente (vedi protocolli del 31 maggio e del 2 agosto 2012). Il 

data 31 maggio 2012, l'assicurato veniva informato che detti assegni 

potevano essere concessi anche dopo l'esaurimento delle indennità 

giornaliere, fintanto che restava aperto il termine quadro, e per un 

massimo di sei mesi. In occasione del colloquio con il proprio consulente 

avuto il 2 agosto 2012, veniva con l'assicurato discussa la non ancora 

avvenuta conclusione di un contratto con un potenziale datore di lavoro e 

quindi il rinvio della data di compilazione della domanda in vista 

dell'ottenimento degli assegni per il periodo d'introduzione. Alla luce di tali 

protocolli è quindi indiscutibile che anche al momento dell'esaurimento del 

diritto alle indennità giornaliere il ricorrente mantenesse un grande 

interesse all'ottenimento degli assegni per il periodo d'introduzione e che 

attendesse solo la conclusione di un eventuale contratto di lavoro per 

presentare formalmente la relativa richiesta.

b) La fattispecie in esame richiedeva pertanto che il consulente 

dell'assicurato avvertisse esplicitamente lo stesso che annullandosi dal 

collocamento egli avrebbe perso il diritto agli assegni per il periodo 

d'introduzione. In questo senso, dagli atti all'incarto, non risulta che una 

simile consulenza sia stata fornita. Nel colloquio avuto il 31 maggio 2012, 

l'informazione fornita era incompleta. In detta sede veniva precisata la 

possibilità di far valere il diritto a tali assegni anche dopo l'esaurimento del 

- 9 -

diritto all'indennità giornaliera, fintanto che fosse rimasto aperto il termine 

quadro e per un massimo di sei mesi. Non era stato però in detta 

occasione fatto alcun accenno al fatto che per ottenere tali aiuti fosse 

indispensabile non annullarsi dal collocamento. Anche dal protocollo dei 

colloqui del 2 luglio e 2 agosto successivi non è dato dedurre alcuna 

specifica informazione al riguardo. Poiché l'assicurato intendeva 

richiedere gli assegni per il periodo d'introduzione ed essendo tale 

interessamento noto al suo consulente in materia di disoccupazione, 

quest'ultimo ha violato il proprio dovere di consulenza, omettendo di 

rendere attento l'assicurato sulla perdita del diritto agli assegni in caso di 

annullamento dal collocamento. Giusta le informazioni ricevute, 

l'assicurato poteva in buona fede ritenere che fino alla scadenza del 

termine quadro permanesse il diritto ad ottenere degli assegni per il 

periodo d'introduzione. 

c) In vista dell'esaurimento del diritto all'indennità giornaliera, all'assicurato 

era stato consegnato un promemoria. Da questo risulta che "Anche dopo 

la cessazione del diritto alle indennità di disoccupazione vi è la possibilità, 

a determinate condizioni, di beneficiare di provvedimenti inerenti al 

mercato del lavoro fino alla scadenza del termine quadro". Giusta la 

prassi del tribunale federale, tramite la consegna di opuscoli informativi o 

di promemoria viene ossequiato il dovere generale di informazione ai 

sensi dell’art. 27 cpv. 1 LPGA, ma non il dovere di consulenza ex art. 27 

cpv. 2 LPGA (sentenza del Tribunale federale C 141/05 del 27 marzo 

2006 cons. 4.2). Relativamente alla concreta fattispecie, l'informazione 

contenta nel promemoria corrispondeva del resto a quanto comunicato 

all'istante dal suo consulente in occasione del colloquio del 31 maggio 

2012. Ai fini del presente giudizio è però decisivo che l'assicurato non 

fosse stato esplicitamente avvertito in merito alla perdita del diritto a 

chiedere l'assegno qualora si fosse annullato dal collocamento. Da tutta la 

- 10 -

documentazione prodotta non risulta che questa fondamentale 

informazione fosse stata debitamente fornita al disoccupato. 

4. a) Il principio della buona fede, applicabile a tutto l'ambito dell'attività dello 

Stato, conferisce ad ogni individuo la facoltà di esigere che l'autorità 

statale si conformi alle sue promesse e sia coerente nei propri 

comportamenti, evitando di contraddirsi o di deludere la fiducia da essa 

ragionevolmente suscitata (DTF 131 II 627 cons. 6.1, 130 I 26 cons. 8.1, 

125 I 219 cons. 2c, 122 II 123 cons. 3b/cc e 121 I 181 cons. 2a). Giusta la 

giurisprudenza, l'omissione di fornire un'informazione qualora sussista un 

obbligo d'informare o qualora le circostanze concrete avessero 

comportato un obbligo di informare l'assicurato in applicazione all'art. 27 

cpv. 2 LPGA à parificato ad una informazione errata che può comportare 

l'obbligo per l’amministrazione di rispondere per la sua omissione e quindi 

di erogare all'assicurato le prestazioni dell’assicurazione contro la 

disoccupazione a cui avrebbe avuto diritto in piena conoscenza della 

situazione (DTF 131 V 480 cons. 5). Presupposti per potersi avvalere del 

principio della buona fede sono: l'autorità deve anzitutto essere 

intervenuta in una circostanza concreta nei confronti di una persona 

determinata (DTF 125 I 274 cons. 4c); essa deve avere, o essere 

reputata avere, agito nel rispetto dei limiti della sua competenza; l'errore 

dell'atto sul quale l'amministrato ha improntato il suo comportamento non 

doveva essere immediatamente riconoscibile; l'amministrato stesso deve 

essersi fondato su queste assicurazioni o su tale comportamento per 

prendere disposizioni che non può più modificare senza subire un 

pregiudizio (DTF 121 V 66 cons. 2a); infine, e in ogni caso, la situazione 

giuridica non deve essersi modificata tra il momento in cui l'autorità si è 

pronunciata e quello in cui l'amministrato ha preso le sue disposizioni 

(DTF 131 II 636 cons. 6, 129 I 170 cons. 4.1 e 122 II 123 cons. 3b/cc).

- 11 -

b) Nel caso in esame, fermo restando che non sono intervenuti cambiamenti 

legislativi che potrebbero incidere sul presente contenzioso, per i motivi 

esposti in precedenza è pacifico che l'amministrazione non ha, in un caso 

specifico, prestata la sufficiente consulenza avvertendo l'assicurato che 

l'annullamento dal collocamento avrebbe pregiudicato i suoi diritti 

all'assegno per il periodo d'introduzione. L'omissione è stata perpetrata 

tramite il consulente al collocamento, abilitato ad agire in qualità di organo 

d'esecuzione dell'assicurazione contro la disoccupazione. Per l'assicurato 

l'incompletezza dell'informazione ottenuta non era manifestamente 

riconoscibile e lo ha indotto ad annullandosi dal collocamento e quindi a 

pregiudicare il proprio diritto ad ottenere l'assegno ora richiesto. In 

ossequio al principio della buona fede quindi, l’amministrazione deve 

rispondere della propria omissione e concedere all'assicurato le 

prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione a cui l'istante 

avrebbe avuto diritto se non si fosse annullato dal collocamento.

5. In conclusione il ricorso è accolto e la decisione su opposizione 

impugnata è annullata. Gli atti sono rinviati all'UCIAML affinché statuisca 

sul diritto agli assegni per il periodo d'introduzione come se l'assicurato 

non si fosse annullato dal collocamento. Giusta l'art. 61 cpv. 1 lett. a 

LPGA, la procedura è gratuita e l'assicurato, ricorso alla collaborazione di 

una rappresentate legale ha diritto alla rifusione delle spese di 

rappresentanza in applicazione art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA. Queste 

ripetibili ammontano conformemente alla nota d'onorario introdotta in data 

12 febbraio 2014 a fr. 4'243.20 (IVA compresa). 

Il Tribunale decide:

- 12 -

1. Il ricorso è accolto e la decisione 21 maggio 2013 è annullata. Gli atti 

sono rinvitati all'UCIAML per la presa di una nuova decisione nel senso 

dei considerandi.

2. La procedura è gratuita.

3. L'UCIAML versa a A._____, fr. 4'243.20 (IVA compresa) a titolo di ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]