# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2a3d4347-44f9-5892-861f-847d66b347ba
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-26
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 26.07.2010 C-6126/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6126-2009_2010-07-26.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6126/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 6  l u g l i o  2 0 1 0

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Alberto Meuli, Vito Valenti;
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, vpatrocinata dal 
Rag. Salvatore Santoro, via F. Guardi 9,
IT-96100 Siracusa,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
12 agosto 2009).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-6126/2009

Fatti:

A.
A._______,  cittadina  italiana,  nata  il  ,  coniugata,  ha  lavorato  in 
Svizzera  dal  1966  al  1968  e  dal  1970  al  1979,  solvendo  regolari  
contributi  all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e 
l'invalidità (AVS/AI) durante tali  periodi (doc. 8). Dopo il  rimpatrio, ha 
continuato  a  svolgere  un'attività  lucrativa. Dal  1999 al  20 settembre 
2002, ha lavorato come impiegata d'ufficio per una ditta di Siracusa, in 
ragione  di  40  ore  settimanali  e  per  un  salario  adeguato  alle  sue 
mansioni;  ha  rassegnato  le  dimissioni  alla  data  indicata  per  ragioni 
familiari  (doc. 16). Si è poi dedicata ai  lavori  della propria economia 
domestica.

B.
In data 21 ottobre 2005, A._______ ha formulato una domanda volta 
al  conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità (doc. 5).

La  richiedente  è  stata  visitata  il  24  novembre  2005  presso  i  servizi 
medici  dell'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale  (INPS)  di 
Siracusa, ove è stata ritenuta la diagnosi esiti di recente intervento di 
quadrantectomia  sinistra  per  carcinoma  mammario,  successive 
radioterapia e terapia ormonale, ipertensione arteriosa, esiti di remota 
(1965)  frattura  all'omero  sinistro  mal  consolidata,  artrosi  cervicale 
(doc. 64).

Sono stati esibiti documenti oggettivi, quali:

-  la  documentazione  riguardante  diverse  cure  prestate  in  esito 
all'infortunio del 1965, fino al 1988 (doc. 20-31);

- la cartella clinica riguardante il ricovero dal 13 al 20 giugno 2005 per 
carcinoma mammario  operato  e  gli  esami  oggettivi  effettuati  in  tale 
occasione (doc. 35-56);

- i risultati di una scintigrafia ossea totale del 5 giugno 2005 (doc. 58);  
atti  riguardanti  una  terapia  oncologica  ed  un  rapporto  d'esame 
oncologico del 12 ottobre 2005 (doc. 60-62);

Pagina 2

C-6126/2009

-  un referto radiografico della  colonna cervicale del  14 ottobre 2005 
(doc. 63);

-  i  risultati  di  esami  ematochimici  del  dicembre  2005  (doc.  66);  un 
referto d'esame ecotomografico mammario del 9 dicembre 2005 (doc. 
67).

Nel  rapporto  del  16  novembre  2006,  il  Dott.  Battaglia,  sanitario  del 
Servizio  medico  regionale  (SMR)  "Rhône",  dell'Ufficio 
dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero 
(UAIE),  dopo  aver  ripreso  la  diagnosi  sopra  riferita  ed  analizzato  il 
caso  con  il  metodo  specifico  delle  casalinghe,  ha  affermato  che 
l'interessata  non  avrebbe  mai  subito  un'incapacità  di  livello 
pensionabile, la sua inabilità al lavoro nell'ambito domestico essendo 
situabile al 12% al massimo (doc. 74, 75).

Un  progetto  di  decisione  comportante  il  diniego  di  prestazioni 
assicurative è stato inviato alla nominata il  29 novembre 2006 (doc. 
76).  Con  scritti  del  4  gennaio  e  13  marzo  2007,  l'assicurata  si  è  
opposta  a  tale  progetto  facendo  valere  la  notevole  incidenza 
invalidante delle terapie seguite dopo l'evento tumorale e l'intervento 
chirurgico,  nonché  i  postumi  invalidanti  permanenti  di  un  incidente 
subito  nel  1965.  A  suffragio  delle  sue  conclusioni  produce, 
segnatamente (oltre a documentazione già ad atti): diversi risultati  di 
esami di laboratorio recenti; l'attestato di riconoscimento dell'invalidità 
civile  del  25  gennaio  2006;  ricette  mediche  riguardanti  cure 
oncologiche di diverse date; un referto ecotomografico mammario del 
23 febbraio 2006; un rapporto d'esame oncologico del 21 giugno 2006 
(Dott.  Tralongo),  un  rapporto  d'esame  senologico  del  26  settembre 
2006  (Dott.ri  Fontana  e  Zorzan);  un  referto  ecografico  addome 
superiore e radiologico del torace del 5 ottobre 2006; un altro rapporto 
d'esame oncologico (Dott. Tralongo) del 30 ottobre 2006 (doc. 77-97).

L'incarto è stato risottoposto in esame al Dott. Battaglia, il quale, nella 
sua nota del 29 marzo 2007, ha confermato l'assenza di patologie in 
atto, la guarigione dall'affezione oncologica ed ha quindi ribadito il suo 
precedente parere (doc. 98). Con decisione del 2 aprile 2007, l'UAIE 
ha respinto la domanda di rendita.

C.
Con il ricorso depositato il 16 maggio 2007, A._______, rappresentata 
dall'avv.  Santoro,  ha  chiesto,  sostanzialmente,  l'annullamento  del 

Pagina 3

C-6126/2009

summenzionato  provvedimento  amministrativo  e,  di  conseguenza,  il 
riconoscimento  del  suo  diritto  a  prestazioni  assicurative. A suffragio 
delle sue conclusioni ha esibito diversa documentazione sanitaria, fra 
la quale si possono ricordare referti radiografici della mano destra, del  
gomito  destro;  reperti  di  esami  ginecologici,  una  nuova  relazione 
d'esame  oncologico,  risultati  di  esami  ematochimici.  Produce  inoltre 
una relazione medico legale del 2 maggio 2007 del Dott. Gradante, il 
quale segnatamente ricorda gli esiti dell'infortunio del 1965 consistenti  
in  una  frattura  diafisaria  dell'omero  sinistro  con  accorciamento  del  
segmento  osseo  omerale,  irregolarità  del  troclite  omerale  e  lesione 
della  relativa  cuffia  dei  rotatori;  il  tutto  causerebbe  una  marcata 
limitazione  funzionale;  l'esperto  di  parte  menziona  poi  gli  esiti  
dell'intervento  di  quadrantectomia per  carcinoma mammario  sinistro, 
ipertensione  arteriosa  e  sindrome  ansioso-depressiva.  La  paziente 
presenterebbe un grado d'invalidità del 75% (doc. 101-115). L'incarto è 
stato inoltre inviato all'interessata in visione (doc. 103).

Il  Dott.  Battaglia,  nella  sua  relazione  del  10  ottobre  2007,  si  è 
riconfermato  nelle  sue  precedenti  considerazioni  rilevando  che  la 
documentazione esibita  non lasciava trasparire nessuna patologia di 
tipo  invalidante  (doc.  121).  Nelle  sue  osservazioni  ricorsuali  del  14 
novembre 2007, l'UAIE ha proposto la reiezione dell'impugnativa. 

Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'amministrazione e di altra 
documentazione di rilievo, il 18 dicembre 2008, la parte ricorrente ha 
ribadito  le  conclusioni  ricorsuali.  Ha  prodotto,  in  quell'occasione, 
segnatamente:  delle  controdeduzioni  del  Dott.  Gradante  dell'11 
dicembre 2007, in merito alla presa di posizione del Dott. Battaglia; un 
dettagliato  rapporto  d'esame  ortopedico  del  Dott.  Sirugo  dell'11 
dicembre 2007; un nuovo rapporto d'esame oncologico (Dott. Tralongo) 
del 3 dicembre 2007; risultati  di esami ematochimici  e strumentali  di 
recente esecuzione (doc. 122-129).

Il  Dott. Battaglia  è stato richiamato a pronunciarsi. Nel  suo rapporto 
del 6 gennaio 2008, alla luce del referto ortopedico del Dott. Sirurgo, 
ha  proposto  di  far  eseguire  una  visita  approfondita  in 
ortopedia/reumatologia in  Svizzera (doc. 131). A questa conclusione 
ha aderito l'UAIE nella duplica del 3 marzo 2008.

Con sentenza del 22 aprile 2008, il Tribunale amministrativo federale 
(TAF)  ha  accolto  parzialmente  il  ricorso  ed  ha  rinviato  gli  atti 

Pagina 4

C-6126/2009

all'amministrazione perché procedesse ai  nuovi accertamenti  sanitari 
(doc. 132).

D.
L'assicurata  è  stata  visitata  il  22  luglio  2008  dal  Dott.  Masina,  
specialista  in  medicina  interna  e  reumatologia,  Lugano.  Nella  sua 
relazione del 22 ottobre 2008, il menzionato specialista ha evidenziato 
la  sostanziale  diagnosi  di  pseudoartrosi  del  III  medio  dell'omero 
sinistro  in  esito  a  frattura  del  1965,  sindrome  cervicovertebrale, 
sindrome  lombovertebrale,  iniziale  rizoartrosi  bilaterale,  ipertensione 
arteriosa,  esiti  di  carcinoma mammario  operato  nel  giugno 2005 ed 
esiti  di  più  terapie  oncologiche,  diabete  non  insulinodipendente 
(dettagli nella parte in diritto). L'esperto ha spiegato che la perizianda, 
per  diverse ragioni  (posture,  limitazioni  oggettive),  è  da considerarsi 
invalida in misura del 25% come segretaria d'ufficio e del 50% come 
casalinga, ritenute alcune diverse incombenze pesanti e/o difficili. Altri  
referti  sono stati  esibiti  dall'interessata quali  un'elettromiografia  degli 
arti  superiori  del  12 marzo 2008,  risultati  di  esami ematochimici,  un 
nuovo rapporto d'esame oncologico (Dott. Tralongo) del 9 luglio 2008, 
un rapporto d'esame ortopedico del Dott. Finocchiaro del 19 settembre 
2008 (doc. 155-170). 

Nel  questionario  per  le  persone  occupate  nell'economia  domestica, 
l'assicurata ha affermato di essere ancora in grado di svolgere alcune 
incombenze domestiche (le più leggere), ma con difficoltà e con l'aiuto 
del marito (doc. 150).

L'incarto è stato risottoposto in esame al Dott. Battaglia, il quale, nella 
relazione  del  2  marzo  2009,  ha  condiviso  diagnosi  e  valutazione 
espresse dal Dott. Masina (doc. 177).

Con  progetto  di  decisione  del  6  marzo  2009,  l'amministrazione  ha 
disposto il riconoscimento del diritto alla mezza rendita AI a decorrere 
dal giugno 2006 (doc. 178). Con scritto del 18 giugno 2009, A._______ 
contesta il progetto di cui sopra facendo presente alcuni punti: il Dott. 
Masina deve essere considerato medico di parte, avendo un rapporto 
stretto con l'amministrazione che lo ha incaricato della perizia; vi è una 
divergenza  fra  le  valutazioni  dei  medici  legali  italiani  con  quella  del  
Dott.  Masina;  propone  di  ammettere  un  grado  d'invalidità  del  60% 
almeno. Produce alcuni risultati di esami recenti (doc. 184-193).

Pagina 5

C-6126/2009

L'incarto è stato ancora sottoposto al Dott. Battaglia che, nella nota del  
22  luglio  2009  (doc.  196),  ha  ribadito  quanto  già  precedentemente 
espresso.

Mediante decisione del 12 agosto 2009, l'UAIE ha erogato in favore di  
A._______  una  mezza  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità a decorrere dal 1° giugno 2006 (doc. 199).

E.
Con  il  ricorso  depositato  il  24  settembre  2009,  A._______, 
rappresentata  dal  Rag.  Santoro  chiede,  sostanzialmente,  il 
riconoscimento di  un tasso d'invalidità del 75%. Produce, a suffragio 
delle  sue  conclusioni,  il  referto  di  mineralometria  ossea 
computerizzata del 18 settembre 2009 attestante una osteoporosi di 
severa  entità.  In  un  secondo  tempo  produce,  oltre  ai  risultati  di  un 
recente  esame  oncologico  (15  giugno  2009),  un  parere  del  Dott. 
Gradante circa le perizia del Dott. Masina. L'esperto di parte rileva che 
il  perito  dell'UAIE  non  ha  approfondito  l'indagine  cardiologica,  ha 
sottovalutato  la  problematica  del  diabete  come  pure  gli  esiti  del 
carcinoma  mammario.  Il  Dott.  Masina  avrebbe  sopravvalutato  le 
residue  capacità  di  movimento  della  paziente  (p.  es.  nel  vestirsi,  
nell'effettuare l'igiene intima ed in altre funzioni vitali di ogni giorno), e 
non avrebbe preso in conto la grave e documentata osteoporosi. Egli  
ribadisce dunque l'invalidità della propria paziente.

F.
Ricevuto  il  ricorso,  l'amministrazione  ha  sottoposto  gli  atti  al 
Dott. Battaglia,  il  quale,  nella  relazione  del  17  dicembre  2009,  si  è 
riconfermato nei suoi precedenti pareri precisando, per quanto attiene 
all'oggettivata  rilevante  osteoporosi,  che  non  è  tanto  la  patologia  in 
quanto tale ad essere coperta dalla LAI quanto piuttosto le eventuali 
ripercussioni sul piano lavorativo (doc. 203).

Nelle  sua  risposta  ricorsuale  del  21  gennaio  2010,  l'UAIE  propone 
dunque la reiezione del gravame. L'amministrazione rileva inoltre che 
se  l'assicurata  dovesse  essere  considerata  come  persona  con 
un'attività lucrativa (e non come casalinga), presenterebbe un'invalidità 
del 25% e pertanto non avrebbe diritto neanche a una mezza rendita 
d'invalidità. Trattandosi di una reformatio in pejus, l'UAIE si rimette a 
giustizia per il seguito eventualmente da darle.

Pagina 6

C-6126/2009

G.
Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'amministrazione e di altra 
documentazione  di  rilievo,  l'insorgente,  con  replica  del  25  febbraio 
2010,  ha  ribadito  l'intenzione  di  mantenere  il  ricorso.  La  parte 
ricorrente solleva diverse contraddizioni nei rapporti del Dott. Battaglia.  
Adduce che l'amministrazione non avrebbe tenuto conto di molti fattori 
personali  che indurrebbero ad ammettere la  sua totale incapacità al 
lavoro,  quali  età,  speranza  di  vita  diminuita,  situazione  familiare. 
Produce delle controdeduzioni del Dott. Gradante.

Ricevuta la  replica,  l'amministrazione ha duplicato in  data 22 marzo 
2010 osservando che il Dott. Gradante, più volte, fonda il suo giudizio 
su sistemi e tabelle non in vigore nel sistema assicurativo svizzero per 
l'invalidità.

H.
Con decisione  incidentale  del  30  marzo  2010,  la  parte  ricorrente  è 
stata  invitata  a  versare  un  anticipo  di  Fr. 300.-,  corrispondente  alle 
presunte spese processuali. Nel contempo ha inviato alla stessa copia 
della duplica dell'UAIE del 22 marzo 2010. L'anticipo richiesto è stato 
regolarmente versato il 12 aprile 2010 nella misura di Fr. 315.-.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi  
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità 
possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 
lett. b della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per 
l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

Pagina 7

C-6126/2009

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla  
legge  (art.  60  LPGA  e  52  PA).  L'insorgente  ha  versato,  a  titolo  di  
anticipo spese processuali, la somma di Fr. 315.- invece dei Fr. 300.- 
richiesti. Il gravame è dunque ammissibile, nulla ostando all'esame del 
merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati membri  
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 

Pagina 8

C-6126/2009

sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui  
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che, il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

5.
La ricorrente ha presentato la domanda di rendita il 21 agosto 2005. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (nel suo tenore in vigore 
fino al 31 dicembre 2007) precisa che, se l'assicurato si annuncia più  
di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere 
assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In concreto, lo 
scrivente  Tribunale  amministrativo  federale  può  quindi  limitarsi  ad 
esaminare se la ricorrente avesse diritto ad una rendita il  21 agosto 
2004  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 
oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data ed il 12 agosto 
2009,  data  dell'impugnata  decisione.  Il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in 
generale,  secondo  lo  stato  di  fatto  esistente  al  momento  in  cui  la 
decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 

Pagina 9

C-6126/2009

ogni  richiedente  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

-  aver versato contributi  all'AVS/AI svizzera per un anno (art. 36 LAI 
nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007). A partire dal 1° gennaio 
2008, è tuttavia necessario avere versato contributi durante almeno 3 
anni (art. 36 LAI nel tenore modificato il 6 ottobre 2006 ). A tal fine è  
possibile  prendere  in  considerazione  anche  i  contributi  versati  ad 
un'assicurazione sociale assimilata di  uno Stato membro dell'Unione 
europea (UE) o dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), a 
condizione che almeno un anno di  contributi sia registrato all'AVS/AI 
svizzera (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento 1408/71).

Nella specie, la ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per 
un  periodo  superiore  ai  tre  anni.  Pertanto,  l'interessata  adempie  la 
condizione della  durata  minima di  contribuzione,  alla  quale  la  legge 
subordina l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia 
invalida ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 
cpv. 2  LAI  a  partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1 ter 

LAI (art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008), secondo il quale le 
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
svizzero o dell'UE e vi risiede.

Pagina 10

C-6126/2009

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace al  lavoro per almeno il  40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita  
alle  seguenti  condizioni:  a.  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

7.5 Per gli art. 5 LAI ed 8 cpv. 3 LPGA gli assicurati maggiorenni che 
prima  di  subire  un  danno  alla  salute  fisica  mentale  o  psichica  non 
esercitavano  un'attività  lucrativa  e  dai  quali  non  si  può  esigere  che 
l'esercitino  sono considerati  invalidi  se  tale  danno impedisce loro  di  
svolgere le proprie mansioni consuete. 

8.

Pagina 11

C-6126/2009

8.1 Per quanto risulta dagli atti, A._______ non ha più lavorato dopo il 
20 settembre 2002. La cessazione dell'attività  d'impiegata d'ufficio è 
dovuta, come già asserito dall'interessata il 1° giugno 2006 (doc. 17, 
cifra 7),  a motivi  familiari. Anche l'ex datore di  lavoro afferma che le 
dimissioni erano dettate da motivi familiari (doc. 16, cifra 2). In un altro  
succinto questionario sottoscritto  il  6  ottobre 2008 (doc. 138,  cifra 2 
lett. b; cfr  anche  questionario  per  l'assicurato  del  26  gennaio  2009,  
doc.  151,  cifra  7a),  l'interessata  ha  aggiunto  di  avere  smesso  di 
lavorare per motivi personali e per motivi di salute. Si è poi dedicata ai  
lavori della propria economia domestica.

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a 
cpv. 1 a partire dal 1° gennaio 2008), per valutare il grado d'invalidità, 
il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido).  In  altri  termini 
l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  soltanto  la  perdita 
economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto 
a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità 
lavorativa (metodo generale del  raffronto dei  redditi;  DTF 128 V 30, 
VSI 2000 p. 84). 

8.3 L'invalidità dell'assicurato che non esercita un'attività lucrativa, ma 
svolge le mansioni consuete e dal quale non si può ragionevolmente 
esigere che intraprenda un'attività lucrativa, è determinata, in deroga 
all'art.  16  LPGA,  in  funzione  dell'incapacità  di  svolgere  le  mansioni 
consuete (art. 28 cpv. 2bis LAI nel tenore vigente fino al 31 dicembre 
2007, ora art. 28a cpv. 2 LAI). L'art. 27 dell'ordinanza del 17 gennaio 
1961 sull'assicurazione per l'invalidità (OAI, RS 831.201) precisa che 
per  mansioni  consuete  di  una  persona  senza  attività  lucrativa 
occupata  nell'economia  domestica  s'intendono  gli  usuali  lavori 
domestici,  l'educazione  dei  figli  nonché  le  attività  artistiche  e  di 
pubblica utilità (metodo specifico).

8.4 Per  quanto  riguarda  la  scelta  del  metodo  di  valutazione 
dell'invalidità di una persona assicurata che non esercita più un'attività 

Pagina 12

C-6126/2009

lucrativa si  deve verificare quale sarebbe stata l'attività esercitata se 
non  fosse  subentrata  l'invalidità.  In  altre  parole,  lo  statuto 
dell'assicurata  viene  determinato  valutando  se  la  stessa  da  sana, 
quindi  se  non  fosse  subentrato  il  danno  alla  salute,  avrebbe 
consacrato  l'essenziale  del  suo  lavoro  all'economia  domestica  o  ad 
un'occupazione  remunerata  e  questo  tenendo  conto  dell'evoluzione 
della  situazione  fino  all'emanazione  della  decisione  impugnata. 
L'ipotetica  ripresa  di  un'attività  lucrativa  va  ammessa  ove  tale 
eventualità  si  presenti  alla  luce della  situazione personale,  familiare, 
sociale ed economica con un grado di verosimiglianza preponderante 
(DTF 125 V 150 consid. 2c, 117 V 194 consid. 3b). 

8.5 Nella specie dev'essere rilevato, in considerazione di quando già 
indicato al  considerando 8.1, che di  principio l'invalidità deve essere 
esaminata  secondo  il  metodo  specifico  delle  persone  senza  attività 
lucrativa, questo sebbene, a volte, la nominata abbia indicato di aver 
smesso di lavorare per motivi di salute. Prevalentemente, l'interessata 
ha  segnalato  che  la  ragione  principale  delle  sue  dimissioni  era  di  
ordine familiare/personale. Nell'atto di replica del 25 febbraio 2008, il  
rappresentante  della  ricorrente  indica  che  "l'assicurata  sperava  di 
poter  riprendere  il  lavoro,  questo  risaliva  all'anno  2002,  cioè  molto 
tempo  prima  dell'aggravamento  delle  condizioni  fisiche...".  Questo 
lascia  supporre  che  l'interessata  non  abbia  smesso  di  lavorare  per 
motivi  di  salute. Appare  quindi  giustificato  nella  presente  fattispecie 
valutare  l'invalidità  dell'assicurata  secondo  il  metodo  specifico  delle 
persone senza attività lucrativa.

9.

9.1 Per quanto riguarda la diagnosi può essere prestata adesione a 
quella posta in evidenza dal Dott. Masina, reumatologo ed internista. A 
questo sanitario, in  seguito alla  sentenza di  questo Tribunale del 22 
aprile 2008 (inc. C-3468/2007), è stato assegnato il compito di allestire 
una nuova perizia. Il perito incaricato ha evidenziato:

a. diagnosi  con ripercussione sulla  capacità  di  lavoro: pseudoartrosi 
del  terzo medio dell'omero di  sinistra su/con: stato dopo frattura del 
terzo  medio  il  22  luglio  1965  con  posa  di  chiodo  endomidollare, 
rimozione  del  chiodo  endomidollare  il  25  aprile  1966;  sindrome 
cervicovertebrale  su/con  condrosi  C5/C6  e  C6/C7,  carico 
inergonomico sulla prima diagnosi; sindrome lombovertebrale su/con 
condrosi L5/S1, insufficienza muscolare; iniziale rizartrosi bilaterale.

Pagina 13

C-6126/2009

b. diagnosi  senza ripercussioni  sulla  capacità di  lavoro: ipertensione 
arteriosa trattata, diabete mellito II non insulinorichiedente, carcinoma 
mammario  sinistro  su/con  stato  dopo  quadrantectomia  e  dissezione 
del cavo ascellare omolaterale nel giugno 2005, tamoxifen 20 mg 1-0-
0, radioterapia sulla ghiandola residua agosto 2005; adiposità.

Il Dott. Gradante, autore di diversi rapporti ad atti, non apporta novità 
dal  punto di  vista diagnostico, se non una diversa interpretazione di 
referti oggettivi.

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nella 
versione in vigore fino al 31 dicembre 2007). Trattasi, infatti, di malattie 
che,  per  costante  giurisprudenza,  sono  da  configurare  non  già  di 
carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì 
patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per  
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  la  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate  affezioni,  il  medico  dell'INPS  e  il  Dott.  Gradante 
(specialista  in  medicina  legale  e  delle  assicurazioni),  estensore  di 
diverse  relazioni  e/o  controrapporti  ad  atti,  pongono  un  tasso 
d'invalidità uguale o superiore al 70%. In una prima fase dell'istruttoria, 
il  Dott.  Battaglia,  medico  dell'UAIE,  ha  negato  l'esistenza  di  
un'invalidità attingente il livello del 40% almeno. In esito al suo parere 
del 6 gennaio 2008 (doc. 131) e la sentenza di questo Tribunale del 22 
aprile successivo, è stato affidato al Dott. Masina l'incarico di allestire  
la nuova perizia. Questo sanitario, valutando la situazione secondo il  
metodo specifico della casalinghe, pone un tasso d'invalidità del 50%, 
mentre invece l'incapacità sarebbe del 25% come segretaria.

Pagina 14

C-6126/2009

10.2 La parte ricorrente rimprovera all'amministrazione che l'indagine 
del  Dott.  Masina  sarebbe  di  parte,  poiché  organizzata 
dall'amministrazione. Al proposito, va rilevato che una perizia richiesta 
dall'UAIE (in casu un sanitario specialista operante in Svizzera) non 
può  essere  scartata  adducendo  che  si  tratta  di  un  referto  di  parte. 
Infatti,  la legge attribuisce all'amministrazione il  compito di istruire le  
domande di rendita, procurandosi gli atti necessari, in particolare circa 
lo  stato  di  salute,  l'attività,  la  capacità  di  lavoro  e  l'idoneità  
all'integrazione  dei  richiedenti.  A  tale  scopo  possono  essere 
domandati  rapporti  e  informazioni,  ordinate  perizie,  eseguiti 
sopralluoghi  e  consultati  specialisti  dell'aiuto  pubblico  o  privato  agli  
invalidi (art. 69 cpv. 2 OAI). In questo contesto l'Ufficio AI agisce quale 
organo  amministrativo  preposto  all'attuazione  della  legge,  sicché  le 
perizie  ordinate  in  adempimento  di  questo  compito  non  possono 
essere considerate di  parte o non conclusive alla luce di  altri  referti  
(DTF 123 V 175 e 122 V 157). Il Tribunale federale ha inoltre precisato 
che  deve  essere  considerata  rilevante  una  perizia  affidata  al  SAM 
(servizio  medico  di  accertamento  AI)  o  ad  un  perito  specialista, 
negando che tali  servizi  medici  possano essere  considerati  parte  in 
causa  per  sussistenza  di  un  vincolo  per  cui  l’istituto  (o  il  perito 
medesimo)  sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione 
gli interessi specifici dell’assicurazione per l’invalidità.

Determinante  è  invece  la  circostanza  che  la  perizia  del  medico 
indipendente  incaricato  rispetti  tutti  i  principi  concernenti  la 
valutazione medica dell'invalidità. Infatti, per quanto concerne il valore 
probatorio  d'un  rapporto  medico  va  in  particolare  accertato  se  il 
rapporto è completo per quanto riguarda i temi sollevati, se si riferisce 
ad esami approfonditi, se tiene conto delle censure del paziente, se è 
stato  redatto  con  conoscenza  della  pregressa  vicenda  valetudinaria 
(anamnesi),  se  è  chiaro  nella  presentazione del  contesto  medico e, 
infine,  se  le  conclusioni  a  cui  giunge  sono  fondate.  Elemento 
determinante dal profilo probatorio non è in linea di principio l'origine 
del mezzo di prova né la designazione del materiale probatorio quale 
rapporto o di perizia, bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352, consid.  
3a; 122 V 160 consid. 1c).

10.3 Nella  fattispecie,  alla  luce  della  giurisprudenza  citata,  si  deve 
dedurre che la perizia del Dott. Masina non può essere considerata di 
parte. Lo scrivente Tribunale può quindi fondarsi su questa perizia per 
esaminare la vertenza.

Pagina 15

C-6126/2009

11.

11.1 Come  è  già  stato  spiegato  nei  considerandi  precedenti, 
l'assicurazione svizzera per l'invalidità non indennizza una determinata 
malattia  in  quanto  tale  od  un  complesso  patologico  e  nemmeno 
assegna ad una ben precisa turba un tasso d'invalidità predeterminato, 
come invece sembra sostenere il  Dott. Gradante, soprattutto nel suo 
rapporto  del  20  febbraio  2010.  Il  sistema  assicurativo  elvetico,  in 
materia  d'invalidità,  copre  il  danno  economico  che  deriva  da 
un'incapacità  di  lavoro  (e  di  guadagno),  oppure,  come nella  specie, 
l'incapacità  di  svolgere  le  mansioni  consuete.  Pertanto,  l'analisi  del 
Dott.  Masina  è  quella  che  più  si  avvicina  alla  nozione  d'invalidità  
vigente  nel  sistema  strutturato  dalla  LAI.  Egli  approfondisce  il  suo 
esame sulle conseguenze debilitanti e sulle limitazioni funzionali delle 
patologie accertate. Peraltro, già in ingresso, egli  pone la distinzione 
fra diagnosi con conseguenze sulla capacità di lavoro e diagnosi priva 
di conseguenze sull'invalidità.

11.2 Il problema maggiore della paziente è l'artrosi omerale sinistra  in 
esito  all'infortunio  del  1965,  le  cui  conseguenze si  sono  accentuate 
negli ultimi anni. Attualmente la paziente riferisce un dolore lungo tutto 
il  braccio  e  la  spalla  sinistra  con  importante  edema localizzato; alla 
mano destra è presente un dolore a livello del pollice, dell'articolazione 
metacarpofalangiale. La funzionalità dell'arto superiore sinistro è assai 
ridotta e dolorosa. La colonna vertebrale è in asse, la mobilità della 
colonna cervicale ridotta di un terzo per la rotazione verso sinistra, a 
livello della colonna toracale e lombare, la mobilità è nella norma. Il  
braccio destro invece è funzionalmente in ordine, privo di  dolori. Dal 
punto  di  vista  prettamente  radiologico  si  nota  la  ricordata  artrosi  a 
livello del III medio dell'omero sinistro, mentre non vi è alcun segno di  
rottura  delle  cuffia  dei  rotatori,  come  invece  sostenuto  da  sanitari 
italiani; la condrosi è significativamente presente alla cervicale da C5 a 
C7 ed a livello lombare L5/S1.

Per il  resto, la paziente soffre di  affezioni non invalidanti. I  numerosi 
rapporti  dell'oncologo  Dott.  Tralongo,  anche  recenti,  confermano 
l'assenza  di  recidive  e/o  metastasi  della  patologia  tumorale.  Sotto 
questo  punto  di  vista  la  paziente  deve  essere  considerata  guarita. 
L'ipertensione risulta essere ben controllata da terapia farmacologica 
ed il diabete mellito II non richiede particolari cure (insulina), ma deve 

Pagina 16

C-6126/2009

essere  costantemente  controllato  e  la  paziente  deve  seguire 
un'adeguata igiene alimentare.

La  censura  dell'insorgente  circa  un  presunto  mancato 
approfondimento  della  problematica  cardiologica  ed  endocrinologica 
non è giustificata,  in quanto tali  turbe sono di  livello leggero e sotto 
controllo medico.

Per quel che è della osteoporosi,  questa affezione è stata accertata 
con  un  referto  di  mineralometria  ossea  del  18  settembre  2009.  A 
prescindere dal fatto che, come viene sempre ribadito, non è tanto la 
patologia stessa che è indennizzata dalla LAI, quanto le ripercussioni 
valetudinarie  della  stessa,  va  ricordato  che  l'esame in  questione  è 
stato  svolto  dopo  la  data  dell'impugnata  decisione.  Per  lo  scrivente 
Tribunale è determinante lo stato di fatto esistente fino alla data della 
decisione  impugnata:  esami  e  documenti  medici  stilati  dopo  questa 
data,  di  regola  non possono essere  presi  in  considerazione. È vero 
che la giurisprudenza ha ammesso che il  giudice delle assicurazioni 
sociali  può  tenere  conto  dei  fatti  verificatisi  dopo  la  data  della 
decisione  impugnata  quando  essi  possono  imporsi  quali  elementi 
d'accertamento retrospettivo della  situazione anteriore alla decisione 
stessa  (DTF 121  V  366  consid. 1b,  116  V  248  consid.  1a).  Queste 
condizioni non sono tuttavia adempite nella fattispecie.

11.3 Per quanto riguarda le certificazioni del Dott. Gradante e le sue 
obiezioni ai pareri del Dott. Battaglia, si può osservare che se è è vero 
che in un primo momento il medico dell'UAIE ha espresso dei pareri  
che  si  sono  rivelati  poi  troppo  severi,  è  lo  stesso  sanitario  che  ha 
consigliato  all'amministrazione  di  eseguire  una  perizia  medica 
approfondita.  Per  il  resto,  il  Dott.  Gradante  esprime  solo  un  parere 
diverso circa le conseguenze invalidanti delle menzionate affezioni.

12.

12.1 La  valutazione  del  lavoro  domestico  si  basa  sulle  indicazioni 
della richiedente stessa, le quali sono controllate in una certa misura 
dall'amministrazione.  Il  risultato  è  necessariamente  una  valutazione 
esaminata dall'UAIE (o dal giudice in caso di  ricorso) alla luce delle 
perizie mediche ad atti. Il controllo giudiziario richiede che ogni punto 
della  valutazione  sia  stato  determinato  con  cura  e  precisione.  Il 
risultato  in  percentuale  che  si  ottiene  non  può  essere  arrotondato 
(DTF 127 V 129 consid. 5a; VSI 2001 p. 265).

Pagina 17

C-6126/2009

12.2 Analizzando la situazione medica con le incombenze domestiche 
(famiglia attualmente composta da 2 persone in una casa di 6 locali) si 
giunge  a  ritenere  che  l'interessata  potrebbe  incontrare  difficoltà 
nell'ambito dei lavori più pesanti  (come le grandi pulizie, stendere la 
biancheria,  ecc.),  ma  anche  nell'ambito  di  compiti  che  richiedano 
un'abilità manuale più minuziosa. In compiti più leggeri la sua capacità 
resta  quasi  intatta  (condotta  dell'economia  domestica,  preparazione 
dei  pasti,  ecc.).  Nel  complesso  dunque,  come  lo  evidenzia  il  Dott. 
Masina,  l'interessata  presenta  un'incapacità  al  lavoro  massima, 
nell'ambito  delle  consuete  attività  domestiche,  del  50%,  tasso  che 
comporta il diritto ad una mezza rendita AI. L'assicurata risulta infatti  
inabile  solo nell'ambito  dei  lavori  casalinghi  che richiedono un certo 
sforzo o posture inergonomiche.

Il  collegio non ha pertanto alcun motivo di  scostarsi  dal convincente 
parere del Dott. Masina ripreso dal perito medico incaricato dall’UAIE, 
fondato  sul  corretto  apprezzamento  del  caso  concreto  e  sull’attento 
esame  della  documentazione  clinica  ad  atti.  Trattasi  infatti  di 
osservazioni  cliniche  da  cui  si  possono  derivare  utili  oggettivi  e 
persuasivi  elementi  di  giudizio  atti  a  dimostrare  che,  nonostante  le 
affezioni di cui è portatrice, A._______, entro la data della decisione in 
esame, sarebbe stata in grado di  attendere alle sue usuali  faccende 
domestiche in misura della metà almeno. Il  riconoscimento del diritto 
alla mezza rendita AI da giugno 2006 è quindi da tutelare.

12.3 Va ricordato infine che, secondo la giurisprudenza, una casalinga 
invalida deve organizzarsi in modo tale da ridurre gli effetti del proprio 
impedimento,  adottando  le  misure  che  prenderebbe  una  persona 
ragionevole  nella  sua  stessa  situazione,  per  potere  sbrigare  le 
faccende domestiche nel modo più completo e indipendente possibile. 
Se  una  casalinga  invalida  può  svolgere  certi  lavori  solamente  con 
fatica e impiegando molto più tempo del solito, deve rivolgersi ai propri 
familiari, affinché l'aiutino nel limite del possibile (DTF 133 V 504).

In  queste  circostanze  il  ricorso  deve  essere  respinto  e  l'impugnata 
decisione confermata.

13.

Pagina 18

C-6126/2009

13.1 A titolo di  spese ricorsuali  si  prelevano Fr. 300.-,  che vengono 
compensate con l'anticipo versato il 12 aprile 2010. Il saldo di Fr. 15.-  
è restituito alla ricorrente.

13.2 Visto l'esito  del  ricorso,  non si  assegnano indennità  per  spese 
ripetibili alla parte soccombente. 

Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di  ripetibili  (art. 7 cpv. 3 del regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi il  
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di Fr. 300.-, sono poste a carico della ricorrente.  
Esse  sono  computate  con  l'anticipo  spese  e  il  saldo  di  Fr.  15.-  è 
restituito alla parte ricorrente.

3.
Non sono riconosciute indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante della ricorrente (raccomandata A/R)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Pagina 19

C-6126/2009

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

Pagina 20