# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2c874dd1-4d2f-57f1-8ed4-e1fce10aff8e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-09-17
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 17.09.2008 D-8364/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-8364-2007_2008-09-17.pdf

## Full Text

Corte IV
D-8364/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 7  s e t t e m b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Kurt Gysi,
cancelliera Chiara Piras.

A._______, Iraq,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 
3003 Berna
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 3 dicembre 2007 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-8364/2007

Fatti:

A.
Il 12 novembre 2007, l'interessato ha presentato una domanda d'asilo 
in Svizzera. Ha dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di rilievo 
(cfr.  verbali  d'audizione  del  19  e  del  26  novembre  2007),  d'essere 
espatriato nel settembre 2007 per timore d'essere punito dalle autorità 
a causa della sua collaborazione con il PKK (Partito dei Lavoratori del 
Kurdistan). Avrebbe, infatti, proceduto ad acquisti per i guerriglieri PKK 
e  venduto  loro,  tra  l'altro,  del  bestiame  affidatogli  da  terzi  per  il 
pascolo. Inoltre,  i  proprietari,  una volta  accortisi  della  mancanza del 
bestiame,  lo  avrebbero  denunciato  alla  polizia.  A  quel  punto, 
l'interessato  si  sarebbe  dapprima  nascosto  nelle  montagne,  per  poi 
lasciare  il  paese,  per  paura  d'essere  trovato  dalle  autorità  curde. In 
occasione  dell'audizione  del  19  novembre  2007,  l'interessato  ha 
esibito  la  fotocopia  di  un  documento  presentato  come  la  sua  carta 
d'identità. 

B.
Il  3  dicembre  2007,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della legge sull'asilo del 26 
giugno  1998  (LAsi,  RS  142.31).  Detto  Ufficio  ha  anche  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento verso l'Iraq siccome lecita, esigibile e possibile. 

C.
Il  10  dicembre  2007,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata 
decisione dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della 
decisione impugnata e la  trasmissione degli  atti  di  causa all'autorità 
inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda d'asilo 
e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione dell'ammissione provvisoria. Ha 
altresì  presentato  una  domanda  d'esenzione  dal  versamento 
dell'anticipo a copertura delle presumibili spese processuali. 

D.
Il  12  dicembre 2007,  il  TAF ha rinunciato,  ritenuta  la  sussistenza di 
motivi  particolari  (art. 63 cpv. 4 della  legge federale sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]), a chiedere al 
ricorrente  il  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili 

Pagina 2

D-8364/2007

spese  processuali.  Nel  contempo,  ha  invitato  l'autorità  inferiore  a 
presentare una risposta al ricorso. 

E.
Il 17 dicembre 2007, l'UFM ha proposto la reiezione del gravame.

F.
Il 18 gennaio 2008, il ricorrente ha inoltrato l'atto di replica. 

G.
Il  18 aprile  2008,  il  ricorrente ha esibito  l'originale di  un documento 
presentato come la sua carta d'identità. 

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
LAsi, e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 
2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA, nonché all'art. 
108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato che il ricorrente non 
ha  addotto  motivi  che  possano giustificare  la  mancata  esibizione  di 
documenti  di  viaggio  o  d'identità.  Detto  Ufficio  ha  qualificato  come 

Pagina 3

D-8364/2007

vaghe,  contraddittorie  e  tardive  le  dichiarazioni  dell'insorgente.  In 
particolare,  quest'ultimo non sarebbe stato in  grado,  benché avesse 
collaborato per ben sette anni con il PKK, di  esporre il loro acronimo, 
di  indicare  i  nomi  dei  guerriglieri  o  il  numero  di  servizi  svolti  a  loro 
favore.  Avrebbe  altresì  reso  versioni  contraddittorie  sulla  fuga  dai 
monti, effettuata, a seconda della versione, dopo la denuncia da parte 
dei proprietari  del  bestiame o dopo essere stato “rimproverato” dalla 
polizia. Infine, non sarebbe plausibile che abbia chiesto al  fratello  di 
portargli dei soldi ma non la carta d'identità lasciata a casa, a seconda 
delle  versioni,  a  causa  della  sua  partenza  improvvisa  o  perché 
avrebbe intrapreso un viaggio da clandestino. L'UFM ha altresì ritenuto 
non  necessari  ulteriori  chiarimenti  ai  fini  dell'accertamento  della 
qualità  di  rifugiato o dell'esistenza di  un impedimento all'esecuzione 
dell'allontanamento. 

5.
Nel  ricorso,  l'insorgente  fa  valere  di  non  avere  mai  posseduto  un 
passaporto.  Ribadisce  di  avere  contattato  i  genitori  dopo  la  prima 
audizione  affinché  quest'ultimi  gli  mandassero  l'originale  della  carta 
d'identità. Contesta che nel caso concreto non ricorrano i presupposti 
dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi circa  la necessità  d'ulteriori  chiarimenti 
per la  determinazione della  qualità di  rifugiato o dell'esistenza di  un 
ostacolo  all'esecuzione  dell'allontanamento. In  particolare  –  e  conto 
tenuto  della  nota  situazione  vigente  nel  suo  Paese  d'origine, 
segnatamente  nel  Kurdistan  iracheno  (richiamato  in  proposito,  il 
rapporto  pubblicato  dall'OSAR  il  22  maggio  2007)  –  non  sarebbe 
consentito,  come invece avrebbe fatto  l'autorità  inferiore nel  caso di 
specie,  di  semplicemente  affermare  che  non  sussistono  indizi  per 
ritenere  che,  in  caso  di  rimpatrio,  egli  possa essere  esposto  a 
trattamenti vietati dall'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4  novembre  1950 
(CEDU,  RS  0.101).  Peraltro,  l'intervento  dell'esercito  turco  nel 
Kurdistan  iracheno,  per  colpire  postazioni  del  PKK,  costituirebbe  un 
ulteriore  aggravamento  della  già  tragica  situazione  nella  regione. In 
sostanza,  l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  il  suo  Paese 
d'origine  sarebbe,  allo  stato  attuale  dell'istruttoria  della  causa, 
manifestamente contraria all'art. 3 CEDU.

6.
Nella risposta al ricorso, l'UFM ha proposto la reiezione del gravame, 
in  sostanza  per  i  motivi  indicati  nel  provvedimento  litigioso.  Inoltre, 

Pagina 4

D-8364/2007

l'autorità  inferiore  ha  osservato  che  il  ricorso  dell'insorgente  non 
fornisce  alcun  nuovo  elemento  atto  a  confutare  le  argomentazioni 
sviluppate nella decisione impugnata. 

7.
Nella  replica,  l'insorgente  ha  osservato  che,  al  contrario  di  quanto 
affermato  dall'autorità  inferiore,  il  suo  racconto  sarebbe  privo  di 
contraddizioni. Nell'ambito delle  audizioni,  avrebbe infatti  spiegato di 
avere  lasciato  la  carta  d'identità  in  patria  sia  per  il  fatto  di  essere 
fuggito  da  casa  improvvisamente,  sia  per  il  timore  di  essere 
intercettato  in  possesso  di  quest'ultima.  Inoltre,  in  merito  al 
passaporto,  non  si  sarebbe  mai  espresso  in  modo  contraddittorio. 
Sarebbero infatti due i motivi per la mancata richiesta del passaporto: 
da un lato la difficoltà di ottenerlo, dall'altro lato l'assenza di necessità. 
Infine,  sarebbe  necessario  provvedere  ad  ulteriori  accertamenti  in 
relazione alla determinazione dello statuto di  rifugiato e all'esigibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento.

8.

8.1 Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi,  non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. 
c).

8.2 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in 
particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(DTAF 2007/7 consid. 6).

Pagina 5

D-8364/2007

8.3 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dalla  evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

9.
Questo Tribunale osserva che il  ricorrente, senza valide ragioni,  non 
ha  tempestivamente  presentato  documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai 
sensi  di  legge,  benché  l'UFM  l'abbia  invitato  ad  esibirli  sin  dal  19 
novembre 2007. Nell'ambito  dell'audizione  del  26  novembre  2007,  il 
ricorrente  ha  sì  presentato  una  fotocopia  della  carta  d'identità,  che 
avrebbe portato con sé nel borsellino, a tal proposito il TAF rileva però, 
che la copia di una carta d'identità non costituisce manifestamente un 
documento  valido  ai  sensi  della  legge  (v.  sentenza  del  Tribunale 
amministrativo  federale  E-7458/2007  del  2  novembre  2007  consid. 
3.1). Certo, in data 18 aprile 2008, e quindi cinque mesi dopo essere 
stato  informato  dell'obbligo  di  esibire  un  documento  di  viaggio  o 
d'identità,  l'insorgente  ha  prodotto  un  documento  presentato  come 
l'originale  della  carta  d'identità.  Tuttavia,  non  ha  fornito  alcuna 
giustificazione per l'esibizione del menzionato documento ben oltre le 
48  ore  previste  dalla  legge,  senza che,  da un esame d'ufficio  delle 
carte  processuali,  ne  emerga  una  valida.  Secondo  le  proprie 
affermazioni,  il  ricorrente  avrebbe  infatti  contattato  i  familiari  subito 
dopo l'audizione del 19 novembre 2007 (cfr, verbale d'audizione del 26 
novembre 2007 pag. 4). Mal  si  capisce  dunque,  come il  documento 
presentato come originale della carta d'identità sia arrivato solo il 21 
aprile  2008.  Non  v'è  altresì  ragione  di  ritenere  che  se  l'insorgente 
avesse  davvero  effettuato  dei  seri  e  concreti  sforzi  per  procurarsi 
tempestivamente un documento di viaggio o d'identità detti sforzi non 
avrebbero potuto avere esito favorevole. Inoltre, appare poco probabile 
che  il  ricorrente  abbia  potuto  viaggiare  a  bordo  di  un  camion  dalla 
Turchia alla Svizzera, transitando attraverso diversi  Paesi,  a lui  però 
sconosciuti,  senza  subire  alcun  controllo.  Infine,  se  un  richiedente 
l'asilo non aveva ragioni valide per giustificare la mancata esibizione di 
documenti di viaggio o d'identità in procedura di prima istanza, non v'è 
motivo d'annullare la decisione di non entrata nel merito quand'anche 

Pagina 6

D-8364/2007

avesse a presentare un siffatto documento in sede di ricorso, come nel 
caso di specie (v. Giurisprudenza ed informazioni della Commissione 
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 1999 n. 16).

10.
Il  TAF rileva, altresì,  che il  ricorrente non ha presentato, all'infuori  di 
generiche censure,  argomenti  o  prove suscettibili  di  giustificare  una 
diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione, 
delle allegazioni decisive in materia d'asilo da lui presentate in corso 
di procedura. Quest'ultime s'esauriscono in mere affermazioni di parte 
non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, 
in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può 
essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF in relazione all'art. 6 LAsi, all'art. 
37  LTAF ed  all'art.  4  PA).  Inoltre,  il  TAF rileva  che  non  soccorre  il 
ricorrente la generica osservazione secondo cui il fratello gli avrebbe 
detto  che  tutte  le  autorità  lo  starebbero  cercando  (cfr.  verbale 
d'audizione del 19 novembre 2007 pag. 5). Infatti,  il  timore di essere 
ricercato dalle autorità curde (cfr. verbale d'audizione del 26 novembre 
2007 pag. 8) e di essere condannato a quindici o venti anni di prigione 
(cfr. verbale d'audizione del 26 novembre 2007 pag. 9) non costituisce 
di per sé, e manifestamente, un indizio proprio a motivare la qualità di 
rifugiato  e  determinante  per  la  concessione  della  protezione 
provvisoria.  In  particolare,  non  appare  motivo  per  ritenere  che  il 
ricorrente,  non  possa  ottenere  in  patria,  se  opportunamente 
sollecitata,  un'appropriata  protezione  contro  l'eventuale  futuro  agire 
illegittimo  di  terzi  nei  suoi  confronti,  rispettivamente  non  possa 
beneficiare  di  un  equo  processo  in  relazione  ad  eventuali  accuse 
mosse nei suoi confronti  per ragioni che non appaiono avere alcuna 
relazione con uno dei motivi  enumerati  all'art. 3 LAsi. Inoltre, questo 
Tribunale  osserva  che  l'insorgente  si  limita  a  mere  congetture,  non 
confortate  da  alcun  elemento  serio  e  concreto  sull'eventualità  di 
persecuzione a causa della sua collaborazione con il PKK, di cui non 
conosce né il significato dell'acronimo, né i nomi dei guerriglieri con i 
quali avrebbe collaborato, né con esattezza il numero di lavori svolti in 
loro favore, in caso di rientro in patria (cfr. verbale d'audizione del 26 
novembre 2007 pag. 8). Infine, l'UFM ha rettamente considerato come 
inverosimili,  con  riferimento  all'art.  32  cpv.  3  lett.  b  LAsi,  le 
dichiarazioni rese dall'insorgente. 

11.
Ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni  decisive 

Pagina 7

D-8364/2007

presentate  dal  ricorrente  (v. considerando 10 del  presente  giudizio), 
non  risultano  elementi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori 
accertamenti  ai fini della determinazione della qualità di rifugiato del 
ricorrente medesimo (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).

12.

12.1 Per  gli  stessi  motivi,  non  emergono  dalle  carte  processuali 
neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione  dell'allontana-
mento  del  ricorrente  in  Iraq  possa  violare  l'art.  25  cpv.  2  della 
Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile 
1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo  statuto  dei 
rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di 
respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  della  legge  federale  del  16 
dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente 
in patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 
della  Convenzione  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle 
libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 
3  della  Convenzione  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti 
crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 
0.105). Inoltre, questo Tribunale rileva che l'insorgente ha dichiarato di 
non avere mai avuto problemi nel suo Paese con le autorità e neppure 
con terze persone (cfr. verbale d'audizione del 22 maggio 2007 pag. 
6). Infine, il TAF segnala, per sovrabbondanza, che le forze dell'ordine 
e le autorità giudiziarie delle tre province curde del nord dell'Iraq – fra 
cui  Dohuk,  regione  da  cui  è  originario  l'insorgente  –  hanno,  di 
principio,  la  capacità  e  la  volontà  di  garantire  agli  abitanti  delle  tre 
province la protezione dalle persecuzioni (DTAF 2008/4 consid. 6).

12.2 Per il resto, può essere lasciata indecisa la questione di sapere 
se per impedimenti all'esecuzione dell'allontanamento ai sensi dell'art. 
32  cpv.  3  lett.  c  LAsi  debbano  intendersi  anche  quelli  di  diritto 
nazionale  (riguardanti  l'esigibilità  e  la  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto  internazionale  pubblico 
(esaminati  al  precedente  considerando  12.1).  In  effetti,  anche  in 
materia d'esigibilità e di possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile 
d'imporre degli ulteriori chiarimenti.

12.3 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento  riconducibili  all'art.  83  cpv. 4  LStr,  in  merito  allo 
stato della  sicurezza in  Iraq,  questo  Tribunale ha già avuto modo di 

Pagina 8

D-8364/2007

precisare che nelle tre province curde nel nord dell'Iraq (Dohuk, Erbil e 
Suleimaniya)  non  vige,  al  momento,  una  situazione  di  violenza 
generalizzata  e  la  situazione  politica  non  è  talmente  tesa  da 
considerare  un  rimpatrio  come  generalmente  inesigibile. 
Segnatamente,  lo  stato  della  sicurezza  è  più  stabile  ed  equilibrato 
rispetto al resto del Paese. Inoltre, la situazione dei diritti dell'uomo è 
migliore rispetto alle zone nel sud e nel centro dell'Iraq. In particolare, 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  le  tre  province  curde  è 
esigibile, di principio, per gli uomini curdi, non sposati, in buona salute 
e giovani, a condizione che la persona interessata sia originaria della 
regione o vi  abbia vissuto  un lungo periodo e disponga di  una rete 
sociale,  segnatamente  famiglia,  parenti  o  conoscenti,  oppure  di 
relazioni con i partiti al potere (DTAF 2008/5 consid. 7.5, in particolare 
7.5.1 e 7.5.8).

12.4 Nel caso di specie, il ricorrente ha dichiarato di essere cittadino 
iracheno di etnia curda e di avere vissuto sin dalla nascita ad Dohuk 
(nord  dell'Iraq),  è  giovane,  celibe  ed  ha  una  certa  esperienza 
professionale  (dal  1998  fino  all'espatrio  nel  2007  come  pastore). 
Secondo le sue dichiarazioni, in patria risiedono ancora due sorelle ed 
un  fratello,  come  pure  i  genitori  (cfr.  verbale  d'audizione  del  19 
novembre 2007 pag. 3). In particolare, prima dell'espatrio il ricorrente 
avrebbe vissuto con i genitori a B._______ (Dohuk). In caso di rinvio 
nel  suo  Paese,  il  ricorrente  avrebbe  quindi  la  possibilità  di  essere 
nuovamente ospitato dai genitori  e di  lavorare con il  padre, come fa 
anche  il  fratello,  nell'orto.  Peraltro,  l'insorgente  potrebbe  pure 
beneficiare degli  aiuti  offerti  dai  programmi di  distribuzione di  generi 
alimentari (DTAF 2008/5 consid. 7.5, in particolare 7.5.4). Il ricorrente 
non  ha  altresì  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi  di 
salute  che  possano  giustificare  un'ammissione  provvisoria  (v.  sulla 
problematica  GICRA 2003  n.  24),  senza  che  ad  un  esame  d'ufficio 
degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una  permanenza 
dell'insorgente  in  Svizzera  per  motivi  medici.  In  siffatte  circostanze, 
l'autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto  siccome  adempiti  i 
presupposti per formulare una prognosi favorevole con riferimento alle 
effettive  possibilità  per  il  ricorrente  di  un  adeguato  reinserimento 
sociale in Iraq.

12.5 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Il 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 

Pagina 9

D-8364/2007

documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione 
dell'allontanamento è dunque pure possibile.

13.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

14.
Il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 
agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

15.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per le  ragioni  indicate al  considerando 12 del  presente giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

16.
Il  ricorso,  tenuto  conto  anche  della  recente  giurisprudenza  del  TAF, 
risulta  essere  manifestamente  infondato.  Pertanto,  quest'ultimo  è 
deciso  dal  giudice  unico,  con  l'approvazione  di  un  secondo  giudice 
(art. 111 lett. e LAsi).

17.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 
nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 10

D-8364/2007

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura 
delle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto. 

3.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante  del  ricorrente  (plico  raccomandato;  allegato: 
bollettino di versamento)

- UFM,  Divisione  dimora  e  aiuto  al  ritorno  (in  copia;  n.  di  rif.  N  ; 
allegato: incarto UFM)

- C._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

Pagina 11