# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e26eb9da-e245-5100-92d3-f529fbe7748c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-12-19
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 19.12.2002 10.2002.31
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_10-2002-31_2002-12-19.html

## Full Text

Incarto n.

  10.2002.31

  	
  Lugano

  19 dicembre
  2002/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato della seconda Camera
  civile 

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

chiamato a giudicare  l'istanza di misure
provvisionali 28 ottobre 2002 in materia di protezione di marchi, presentata da

 

	
   

  	
  __________ 

  (rappr. da: avv. __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________ 

  (rappr. dall'avv. __________)

  

 

chiedente anzitutto che sia fatto divieto
al convenuto di importare, esportare, offrire, mettere in commercio o detenere
o immagazzinare a tale scopo prodotti alimentari, congelati e non, contrassegnati
con il marchio __________;

 

tenutosi il contraddittorio in data 14 novembre 2002
dove il convenuto si è opposto all'istanza;

 

esaminati i documenti prodotti dalle parti, non
essendo state proposte prove ulteriori;

 

data la competenza per materia di questo giudice in
virtù dell'art. 22 lett. a) n. 1 LOG;

 

accertata la competenza territoriale di
questo tribunale in virtù dell'art. 3 cpv. 1 lett. a) e -per quanto riguarda le
misure cautelari- dell'art. 33 LForo; 

 

 

considerato

 

in fatto e in diritto:

 

                                 1.      La
società istante è titolare del marchio verbale svizzero __________ depositato
al no. __________ in data 11 luglio 1991, per le classi internazionali di
prodotti 1, 5 e 29 - 33 (plico doc. _). Il convenuto è titolare della ditta
individuale __________ Importazioni Alimentari di __________ e in tale veste è
pacifico che ha importato e importa tuttora dall'Italia in Svizzera alimentari
fra i quali prodotti recanti il marchio __________ (doc. _). Di tale marchio,
validamente registrato in Italia, non è titolare l'istante, ma società del
gruppo __________ (doc. _).

 

                                 2.      Invitato
invano dall'istante a cessare la commercializzazione in Svizzera di prodotti
recanti il marchio __________ (del gruppo __________), con la presente istanza
viene rimproverato al convenuto di ledere il marchio svizzero __________, dato
il carattere territoriale della protezione in esame.

 

                                          Il signor
__________ si oppone all'istanza, pur non contestando la fattispecie che ne sta
alla base. Anzi, egli esplicitamente ammette, pur con la riserva di non essere
dettagliante ma grossista, di importare esclusivamente linee di prodotti
della __________ italiana che già non si trovano sul mercato svizzero con il
marchio __________. In particolare espone che la sua attività concerne i
prodotti messi in commercio sotto la denominazione "__________" di
cui produce una lista relativa alla sua attività commerciale (doc. _); ammette
di fornire tali prodotti (__________) a grandi magazzini: in particolare al
__________ e alla __________, ancorché limitatamente a punti vendita ticinesi.
In diritto, considera che "__________" sia un marchio registrato
dalla società italiana __________ SpA, sostiene di non aver mai avuto ostacoli
di natura doganale importando in Svizzera i prodotti controversi, afferma che
non tutti i prodotti __________ (italiani) che si trovano in commercio nel
Cantone provengono dalla sua attività di importatore e conclude, osservando
come -accanto a lui- avrebbe semmai dovuto essere convenuto anche chi offre al
pubblico gli stessi prodotti. 

 

                                 3.      In
virtù dell'art. 59 LPM la parte che rende verosimile di subire o di temere di
subire una violazione di un proprio diritto al marchio e che la stessa rischia
di causarle un pregiudizio difficilmente riparabile può chiedere che siano
ordinati provvedimenti cautelari. In particolare sulla pretesa lesione
-avvenuta o imminente- l'istante deve offrire elementi concreti a sostegno del
proprio diritto e almeno indizi della lesione affinché il giudice possa dedurne
un'impressione di probabilità della fattispecie lamentata (David,
Markenschutzgesetz, Muster- und Modellgesetz, Basilea 1999, art. 59 LPM, N. 4).
In quest'ambito la pretesa lesione rientra nella definizione di cui all'art. 13
cpv. 2 LPM (David, op. cit., art. 59, N. 3; art. 55, N. 7).

 

                                 4.      In
concreto, la tesi dell'istante sulla lesione del proprio marchio svizzero
__________ trova conferma. Infatti, esclusa dalla controversia ogni obiezione
sia sull'identità fra il marchio verbale svizzero dell'istante e il segno -pure
verbale- usato dal convenuto nell'ambito del suo commercio, sia sull'identità
dei prodotti cui entrambi i marchi sono destinati (art. 3 cpv. 1 lett. a LPM),
due sono le questioni che caratterizzano la fattispecie poiché messi in
discussione dalla parte convenuta: la validità territoriale della protezione
del marchio e l'indifferenza del ruolo del convenuto nei rapporti commerciali
svolti nel medesimo ambito geografico. Sul primo tema si osserva che uno dei
principi cardine della legge applicabile è quello per cui la protezione offerta
dal marchio non ha effetto universale, ma territoriale, ovvero limitatamente al
territorio dello Stato in cui il marchio è stato registrato; in senso positivo,
un marchio (ad esempio) validamente registrato in Svizzera trova protezione nel
diritto interno a fronte di qualsiasi lesione del medesimo che si attualizzi
sul territorio svizzero; ciò che, e contrario, viene a significare che
la protezione garantita da uno Stato (ad esempio estero) è limitata al
territorio di quello  (David, op. cit., Vorbemerkungen zum 1. Titel,
pag. 13, N. 10; art. 13 LPM, N. 17; Vorbemerkungen zum 3. Titel, pag.
313, N. 6).

 

                                          In concreto,
resa verosimile sia la validità del marchio svizzero dell'istante, sia la
registrazione in Italia dello stesso marchio verbale in favore di altro
titolare, e pacifico che né il convenuto, né i titolari del marchio da questi
usato riguardo ai prodotti in esame pretendono di essere protetti dal marchio svizzero,
è resa sufficientemente evidente la lesione di quest'ultimo perché il convenuto
appare aver messo in commercio in Svizzera prodotti alimentari recanti il nome
__________ e non immessi sul mercato dalla società istante, averli
verosimilmente detenuti a tale scopo, aver usato lo stesso marchio per
l'importazione dei prodotti, eventualmente per indicarli nei rapporti
commerciali, ecc. (art. 13 cpv. 2 LPM).

 

                                          Poco importa
al proposito il ruolo svolto dal convenuto nella catena commerciale seguita dai
prodotti, ossia se egli funga solo da tramite in favore -come afferma- di
dettaglianti svizzeri: sono infatti in grado di ledere un marchio svizzero
tutti coloro che adempiono i presupposti dell'art. 13 cpv. 2 LPM, anche come
semplici possessori o detentori della merce recante il marchio controverso (David,
op. cit., art. 13 LPM, N. 13).

 

                                 5.      Nemmeno discussa -nel caso concreto-
l'intenzione del convenuto di continuare la sua attività in relazione ai
prodotti italiani recanti il marchio contestato, quanto al presupposto del
pregiudizio difficilmente riparabile l'istante deve indicare e convincere il
giudice sul fatto che lo stesso, a meno degli interventi richiesti, non potrà
più essere stabilito, stimato o riparato (David, op. cit., art. 59, N.
6). 

 

                                          Nel caso in
esame, su questo aspetto della controversia non v'è stata contestazione,
conseguendone che non v'è motivo perché il pregiudizio lamentato -nell'ambito
della presente istanza- venga reso ulteriormente verosimile poiché non è
arbitrario considerarlo inerente all'azione stessa che appare fondata -tutto
sommato- sulla confusione del mercato.

 

                                 6.      Se il
convenuto contesta il diritto invocato dall'istante, non si oppone però,
nemmeno a titolo subordinato, alle singole misure proposte nei suoi confronti.
Non v'è pertanto motivo, accogliendo l'istanza, per non dar seguito -in linea
di massima- agli interventi ivi indicati che sono peraltro conformi agli scopi
contemplati dalla legge per la concessione di misure cautelari, segnatamente di
assicurare prove, salvaguardare la situazione attuale, rispettivamente
assicurare provvisoriamente la cessazione del danno (art. 59 cpv. 2 LPM). Tuttavia,
non ogni misura richiesta dev'essere automaticamente concessa dal momento che
la legge impone al giudice il rispetto del criterio di proporzionalità (David,
op. cit., art. 59 LPM, N. 9).

 

                                          In questo
solco, non appare ammissibile di estendere la protezione del marchio svizzero
(ancorché a titolo provvisorio) indistintamente ad altre società del gruppo
__________, come chiede l'istante, dal momento che oggetto della procedura
è un marchio di cui appare titolare unicamente l'istante e non ogni società di
un determinato gruppo commerciale o finanziario. 

 

                                          Inoltre,
dato il tempo trascorso dall'inoltro dell'istanza in esame e tenuto conto
soprattutto che l'istante non ha ritenuto di chiedere interventi
supercautelari, appare ormai privo d'attualità il richiesto sequestro dei
prodotti alimentari __________ detenuti dal convenuto, non potendo escludere
peraltro la natura eventualmente deperibile di parte almeno della merce. Può
invece essere accolta la richiesta (formulata a titolo eventuale) di una messa
ad inventario, completa e dettagliata, dei prodotti alimentari contestati che
verrà eseguita per conto della Seconda Camera civile in tutti i locali e
magazzini disponibili dal convenuto, rispettivamente dalla sua ditta
individuale, su semplice richiesta di chi -autorità o funzionario competente-
glielo ordini. Il sequestro (e la conseguente consegna al giudice) può invece
concernere la documentazione promozionale e commerciale, ritenuto come ogni
misura decisa sia comunque accompagnata dalla comminatoria penale in caso di disobbedienza.

 

                                 7.      L'accoglimento
dell'istanza comporta il carico di spese e ripetibili alla parte soccombente.

 

 

Motivi per i quali,

richiamati l'art. 59 LPM, l'art. 148 CPC, la LTG e la
TOA

 

 

decide:                    1.      L'istanza 28
ottobre 2002 di __________ SA è accolta.

 

                                          Di
conseguenza:

                                          1.1   E'
fatto divieto a __________, personalmente e come titolare della ditta __________
Importazioni Alimentari, __________, di importare, esportare, offrire, mettere
in commercio o detenere a tale scopo prodotti alimentari (congelati e non)
contrassegnati con il marchio __________, fatta eccezione nel caso in cui i
prodotti siano stati immessi sul mercato dall'istante. In particolare è fatto
divieto al convenuto di importare dall'Italia alla Svizzera prodotti alimentari
contrassegnati con lo stesso marchio, di offrirli, metterli in commercio o
immagazzinarli a tale scopo in Svizzera, fatta eccezione nel caso in cui gli
stessi siano stati immessi sul mercato dall'istante.

                                          1.2   E'
fatto divieto a __________ di utilizzare il marchio __________ a scopi
pubblicitari e nella propria corrispondenza o documentazione commerciale, in
particolare su listini prezzi e ordinazioni, tranne nel caso in cui tale
pratica avvenga per contraddistinguere prodotti immessi sul mercato dall'istante.

                                          1.3   E'
ordinata la messa ad inventario di tutti i prodotti alimentari che si trovano
presso i locali di __________, rispettivamente della __________ Importazioni
Alimentari, o presso ulteriori magazzini dallo stesso controllati e che sono
contrassegnati dal marchio __________, a meno che gli stessi siano stati
immessi sul mercato dall'istante.

                                          1.4   E'
ordinato il sequestro di tutta la documentazione promozionale e commerciale relativa
all'acquisto o vendita di prodotti alimentari recanti il marchio __________ non
immessi sul mercato dall'istante e in particolare di tutti i bollettini di
ordinazione, bollettini di fornitura, fatture, ricevute, ecc.

 

                                 2.      Le
misure di cui ai punti precedenti sono decise con l'avvertimento a __________
di cui all'art. 292 CP che recita: Chiunque non ottempera a una decisione a
lui intimata da un'autorità competente o da un funzionario competente sotto
comminatoria della pena prevista nel presente articolo, è punito con l'arresto
o con la multa.

 

                                 3.      All'istante,
__________ SA, __________, è assegnato un termine di giorni 30 (trenta)
dall'intimazione della presente decisione per proporre la causa di merito.

 

                                 4.      Le
spese e la tassa di giustizia di complessivi fr. 1'000.-, anticipati dall'istante,
sono posti a carico di __________. Questi rifonderà inoltre a __________ la
somma di fr. 1'500.- a titolo di ripetibili.

 

                                 5.      Intimazione:

                                          – avv. __________

                                          – avv.
__________;

                                          – alla
Polizia cantonale, posto di Lugano, per l'esecuzione delle

                                             misure di
cui ai punti 1.3 e 1.4 della presente decisione (brevi manu). 

 

 

 

                                                                                 Il
giudice delegato della

                                                                                 Seconda
Camera civile:

 

 

                                                                                 __________