# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1f5061d7-b70d-5da7-bc1c-f3c82597d2a6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-12-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 24.12.1998 11.1997.177
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1997-177_1998-12-24.html

## Full Text

Incarto n.

  11.97.00177

  	
  Lugano

  24 dicembre 1998/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Gronchi
  Pozzoli, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire nelle cause n. ______ e ______ (rapporti di vicinato) della Pretura della giurisdizione di Locarno-Campagna
promosse con petizioni del 19 luglio e 24
novembre 1988 da

 

	
   

  	
  __________
  e __________ __________, __________ (__________)

  (patrocinati
  dall’avv. __________ __________ __________, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________, e

  Comunione
  dei comproprietari

  della Residenza __________, __________

  (patrocinati
  dall’avv. __________ __________, __________);

   

  

giudicando ora la domanda di revisione presentata il 10 ottobre 1997 da __________
__________ e dalla Comunione dei comproprietari della “Residenza __________ ”
contro la sentenza emessa il 17 settembre 1997 da questa Camera
(__________.__________.__________);

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti di
questione:     1.   Se dev’essere accolta la domanda di revisione;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e sulle ripetibili.

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che il 19 gennaio 1997 il
Pretore della giurisdizione di Locarno-Campagna ha respinto in ordine due
petizioni presentate da __________ e __________ __________ per ottenere la
demolizione di un muro eretto sulla particella n. __________RFD di __________,
ove sorge il Condominio “Residenza __________ ” (inc. __________e __________);

 

                                         che __________ e
__________ __________ hanno impugnato tale sentenza con un appello del 12
febbraio 1997 nel quale hanno chiesto di ordinare alla Comunione dei
comproprietari della “Residenza __________ ” di demolire il muro fino
all’altezza di 1.50 m entro il termine di trenta giorni;

 

                                         che con sentenza del 17
settembre 1997 questa Camera ha accolto l’appello e ha ordinato la demolizione
del muro in questione fino all’altezza di 1.50 m;

 

                                         che il 10 ottobre 1997
__________ __________ e la Comunione dei comproprietari della “Residenza
__________ ” hanno introdotto a questa Camera una domanda di revisione in cui
chiedono, previa concessione dell’effetto sospensivo, l’annullamento della
sentenza impugnata e la sua riforma nel senso di ordinare la demolizione del
muro fino all’altezza massima consentita dalle disposizioni di vicinato (art.
134 LAC), rispettivamente dall’art. 15 NAPR di __________;

 

                                         che con decreto del 14
ottobre 1997 la presidente di questa Camera ha accordato effetto sospensivo
alla domanda di revisione;

 

                                         che contestualmente i
convenuti hanno presentato al Tribunale federale un ricorso di diritto pubblico
e un ricorso per riforma, il cui esame è stato sospeso con decreto del 24
ottobre 1997 del presidente della II Corte civile fino alla conclusione della
procedura di revisione;

 

                                         che il 27 ottobre 1997
__________ e __________ __________ hanno presentato anch’essi ricorso per
riforma contro la medesima sentenza;

 

                                         che nelle loro
osservazioni del 3 novembre 1997 __________ e __________ __________ concludono
per il rigetto della domanda di revisione e chiedono la condanna della
controparte al pagamento di fr. 10’500.– a titolo di indennità per responsabilità
aggravata;

 

 

e considerando

 

in diritto:                        che a norma dell’art. 340
lett. b CPC, invocato nella domanda in esame, la revisione di una sentenza può
essere chiesta – tra l’altro – se il giudice ha aggiudicato più di quanto era
domandato;

 

                                         che con la sentenza del 17
settembre 1997 questa Camera, accertato come il muro litigioso violi le norme
sulle distanze contenute nel piano regolatore di __________, ha ritenuto – in
estrema sintesi – che in mancanza di un’azione intesa all’ottenimento di un
diritto reale per conservare il manufatto i convenuti non potevano opporsi alla
parziale demolizione del muro, indipendentemente dall’intempestiva opposizione
degli attori e dalla buona fede dei costruttori;

                                      

                                         che nella domanda di
revisione i convenuti ritengono l’ordine impartito eccessivo rispetto alla
domanda di giudizio formulata dagli attori nei memoriali scritti; 

 

                                         che il giudice deve
statuire basandosi sulle domande di giudizio, ma può individuare la domanda e
il suo senso chiaro dagli allegati all’incarto (Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile annotato, Lugano
1993, nota 10 ad art. 165);

 

                                         che nella causa promossa
contro __________ __________ gli attori hanno preteso la demolizione del muro
fino all’altezza di 2.50 m (inc. __________), mentre in quella contro la Comunione
dei comproprietari della “Residenza __________ ” ne hanno postulato
l’abbattimento fino all’altezza massima consentita dalla legge (inc.
__________);

 

                                         che nella sua genericità
quest’ultima richiesta non adempiva i requisiti dell’art. 165 cpv. 2 CPC, né la
violazione di un ordine formulato in termini tanto imprecisi avrebbe potuto
essere sanzionata dal giudice del rigetto dell’opposizione o dall’autorità penale,
i quali non avrebbero potuto individuare con un minimo di sicurezza fino a che
altezza avrebbe dovuto essere abbassato il muro;

 

                                         che opportunamente,
quindi, nel memoriale conclusivo congiunto del 23 marzo 1993 gli attori hanno
precisato che per altezza massima consentita dalla legge doveva intendersi
quella di 1.50 m (domanda I, pag. 5 e 6);

 

                                         che tale precisazione non
configura affatto una mutazione dell’azione nel senso dell’art. 74 CPC, come
pretendono i convenuti, ma è una semplice chiarificazione della domanda di giudizio;

 

                                         che del resto l’azione non
subisce mutazioni se, poggiando sul medesimo complesso di fatti e vertendo fra
le stesse parti, la richiesta di giudizio cambia solo per estensioni,
completazioni o rettificazioni di dettaglio (Cocchi/Trezzini,
op. cit., nota 3 ad art. 75 CPC);

 

                                         che, ciò premesso, questa
Camera non ha ecceduto la domanda degli attori, di modo che la domanda di
revisione si palesa infondata;

 

                                         che la richiesta di
partecipare a una discussione orale davanti a questa Camera si rivela dunque
inutile;

 

                                         che gli oneri processuali
del giudizio odierno sono posti a carico degli istanti in solido (art. 148 cpv.
1 CPC), con obbligo di rifondere alla controparte un’equa indennità per
ripetibili;

 

                                         che non essendo
riscontrabile una sconsiderata arditezza o una inammissibile leggerezza
nell’agire dei convenuti, non vi è spazio per un’indennità fondata sull’art.
152 CPC;

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   La domanda di revisione è
respinta.

 

                                   2.   Gli oneri processuali,
consistenti in:

                                         a) tassa di
giustizia      fr.  450.–

                                         b) spese                         fr.   
50.–

                                                                                fr. 
500.–

                                         sono
posti in solido a carico degli istanti, che rifonderanno alla controparte,
sempre con il vincolo della solidarietà, fr. 1’000.– per ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

                                         – avv. __________
__________, __________;

                                         – avv. __________ __________
__________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Campagna e alla II Corte civile del
Tribunale federale.

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        La
segretaria