# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 05c09166-8419-5014-bac9-8ba11d294196
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 02.07.2003 52.2003.25
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-25_2003-07-02.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.25

   

  	
  Lugano

  2 luglio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Paolo Bianchi, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 22 gennaio 2003 del

 

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 8 gennaio 2003, no. 77, del Consiglio
  di Stato, che accoglie l’impugnativa presentata da __________ __________
  contro la decisione su reclamo 8 ottobre 2002 con cui il municipio di
  __________ conferma l’imposizione della tassa per il servizio di raccolta e
  di eliminazione dei rifiuti relativa al 2002; 

  

 

 

viste le risposte:

-    11 febbraio 2003 del
Consiglio di Stato;

-    21 febbraio 2003
__________ __________;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che il
qui resistente __________ __________, domiciliato a __________, svolge
l’attività di imbianchino a titolo indipendente e dispone, per le proprie
esigenze professionali, di un magazzino a __________;  

 

                                         che il 31
maggio 2002, con scadenza per la fine del mese successivo, il municipio di
__________ ha emesso nei confronti dell’inte-ressato una tassa per il servizio
di raccolta ed eliminazione dei rifiuti di fr. 220.-, relativa all’economia
domestica, e di ulteriori fr. 330.--, inerente all’attività professionale; 

 

                                         che il
documento su cui era steso il conteggio, allestito sotto forma di fattura,
indicava che contro il tributo era dato reclamo al municipio entro 15 giorni
dall’intimazione; 

 

                                         che dopo
aver ricevuto un primo richiamo il 15 luglio 2002, un secondo il 19 agosto e
una formale diffida di pagamento il 13 settembre seguente, il 7 ottobre 2002 il
resistente ha interposto reclamo all’autorità comunale contro il suddetto tributo;

 

                                         che con
decisione 8 ottobre 2002 il municipio ha respinto il reclamo, confermando
l’ammontare della tassa; 

 

                                         che con
giudizio 8 gennaio 2003 il Consiglio di Stato ha accolto il gravame interposto
da __________ __________ contro l’imposizione, defalcandola dell’importo relativo
all’attività professionale; 

 

                                         che il
Governo, esposti diffusamente i principi legislativi e giurisprudenziali in materia,
ha in sostanza ritenuti insufficienti gli accertamenti esperiti dall’autorità
comunale in ordine alla determinazione del centro dell’attività professionale
del resistente, criterio decisivo per stabilire la controversa tassa;   

 

                                         che
contro il suddetto giudicato governativo, il Comune di __________ insorge ora
dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l’annullamento e
postulando la conferma del conteggio allestito; 

 

                                         che
l’autorità comunale eccepisce in primo luogo la crescita in giudicato della
fattura notificata al resistente e considera ad ogni modo il domicilio del
titolare quale sede della ditta, trattandosi dell’esercizio di un’attività
economica indipendente; 

 

                                         che
all’accoglimento dell’impugnativa si oppongono il Consiglio di Stato, senza formulare
osservazioni, e __________ __________, sulla scorta di argomentazioni che
verranno riprese, se del caso, nel seguito; 

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         che la
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data (art. 208 cpv. 1 LOC),
la legittimazione del Comune ricorrente certa e la tempestività
dell’impugnativa sicura (art. 46 cpv. 1 PAmm): il gravame è pertanto ricevibile
in ordine;

 

                                         che il
giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv.
1 PAmm);   

 

                                         che,
notoriamente, l’autorità adita deve esaminare d’ufficio la tempestività di un
gravame, presupposto di ricevibilità del medesimo (cfr. Borghi/Corti, Compendio
di procedura amministrativa ticinese, ad art. 11, n.1);    

 

                                         che i
termini ricorsuali, stabiliti dalla legge, sono perentori (art. 11 PAmm) e decorrono
dall’intimazione della decisione impugnata, ritenuto che, in caso di mancata o
irrita notificazione, iniziano a decorrere dalla conoscenza dell’atto
impugnabile, nei limiti tuttavia del principio di buona fede (cfr.
Borghi/Corti, op. cit., ad art. 46, n. 1);  

 

                                         che, in
concreto, la tassa per il servizio di raccolta e di eliminazione dei rifiuti
per il 2002 è stata notificata al resistente all’inizio del mese di giugno del
medesimo anno sotto forma di fattura,  circostanza che il resistente stesso
peraltro non contesta; 

 

                                         che la
fattura, oltre a fissare il 30 giugno quale termine di pagamento, specificava
che contro l’imposizione era dato reclamo al municipio entro 15 giorni
dall’intimazione; 

 

                                         che il
suddetto mezzo d’impugnazione è previsto dagli art. 9 cpv. 4 LOC e 35 ROC di
__________, secondo cui il municipio può delegare ai servizi
dell’amministrazione comunale competenze decisionali per il disbrigo di affari
correnti, con successiva facoltà di reclamo all’esecutivo stesso;

 

                                         che il
termine quindicinale per interporre reclamo è stabilito dal-l’art. 35 cpv. 2
ROC; 

 

                                         che il
resistente ha proposto il reclamo soltanto il 7 ottobre 2002, ossia dopo più di
quattro mesi dall’emissione della fattura nonché posteriormente a due richiami
di pagamento e una formale diffida, senza peraltro aver mai espresso precedentemente
le proprie rimostranze; 

 

                                         che a
quel momento l’impugnativa risultava manifestamente tardiva e, di conseguenza,
irricevibile; 

 

                                         che ad
analoga conclusione si giungerebbe anche ammettendo che la notificazione della
decisione non fosse propriamente avvenuta all’atto della ricezione della
fattura; 

 

                                         che in
effetti, considerati i mesi trascorsi e gli svariati solleciti inviati, il
resistente avrebbe in ogni caso reagito intempestivamente dal profilo del
principio di buona fede e dell’obbligo, che ne deriva per le parti, di assumere
diligentemente le necessarie informazioni; 

 

                                         che,
pertanto, la decisione su reclamo 8 ottobre 2002 con cui il municipio conferma
la controversa fattura, con succinta motivazione e senza entrare nel merito dei
criteri d’imposizione, si rivela, nella sostanza, corretta; 

 

                                         che, in
effetti, l’irricevibilità del gravame, a motivo della sua tardività, convalida
indirettamente il tributo, cresciuto in giudicato e pertanto insuscettibile di
venir rimesso in discussione;

                                         che a
torto il Consiglio di Stato non ha ravvisato preliminarmente il suddetto vizio
procedurale, invero palese;

 

                                         che, in
esito alle considerazioni che precedono, l’impugnativa presentata dal comune va
quindi accolta, con il conseguente annullamento del giudizio governativo e la
conferma della decisione municipale su reclamo; 

 

                                         che la
tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm). 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 9, 208 LOC; 35 ROC di __________; 3,
18, 28, 43, 46, 60 e 61 PAmm;  

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

§.  Di conseguenza:

1.1.      la decisione 8 gennaio 2003, n. 77, del Consiglio di Stato è
annullata;

1.2.      la decisione 8 ottobre 2002 con cui il municipio di __________
conferma la tassa per la raccolta e l’eliminazione dei rifiuti relativa al 2002
a carico di __________ __________ è confermata.

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, di complessivi fr. 800.-, sono a carico del resistente. 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario