# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1ea31a88-e809-5e6d-88a9-a0f479d4450e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-07-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 28.07.2018 90.2015.27
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_90-2015-27_2018-07-28.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2015.27

   

  	
  Lugano

  28 luglio 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Giovan
  Maria Tattarletti, vicepresidente,

  Matea
  Pessina, Fulvio Campello 

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Laura
  Bruseghini 

  

 

 

statuendo
sul ricorso del 9 marzo 2015 di

 

 

	
   

  	
  RI
  2   

  RI
  3 

  rappresentati
  da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  il
  decreto legislativo del 18 dicembre 2014, con cui il Gran Consiglio ha
  approvato il piano di utilizzazione cantonale del Parco del Piano di Magadino
  (PUC-PPdM);

  

 

 

ritenuto,                      in
fatto

 

A.    Il Poligono di
tiro al piattello di Giubiasco, posto al mapp. 115 di Giubiasco, sulla sponda
sinistra del fiume Ticino all'altezza dei boschetti di Sementina, è situato su
un terrazzo golenale all'interno della zona palustre d'importanza nazionale
oggetto n. 260 dell'inventario federale delle zone palustri secondo l'allegato
1 dell'ordinanza sulla protezione delle zone palustri di particolare bellezza e
di importanza nazionale del 1° maggio 1996 (ordinanza sulle zone palustri; RS
451.35). La struttura occupa una superficie di circa 0.6 ha e presenta diverse
infrastrutture fisse, erette negli anni '70 del secolo scorso e oggetto di
successivi interventi. 

 

 

B.    Con decreto
legislativo del 18 dicembre 2014 il Gran Consiglio ha approvato il piano di utilizzazione cantonale del Parco del Piano di
Magadino (PUC-PPdM), che persegue gli obiettivi generali (cfr. art. 2 cpv. 1 delle
norme di attuazione del PUC-PPdM, NAPUC-PPdM)
di valorizzare le qualità paesaggistiche del Parco, segnatamente la sua varietà
e ricchezza (n. 1), di rafforzare il settore agricolo e sostenere le aziende
che operano nel Parco, favorendone la collaborazione (n. 2), di proteggere,
gestire e promuovere le componenti naturali e le funzioni ecologiche (n. 3), di
valorizzare il Parco quale area di svago di prossimità e quale componente
dell'offerta turistica regionale (n. 4), di promuovere sinergie tra
agricoltura, natura e svago (n. 5), di garantire all'interno del parco una
mobilità coordinata con i suoi obiettivi (n. 6), di migliorare la qualità
ambientale all'interno del Parco (n. 7) ed infine di informare e sensibilizzare
sui contenuti e i valori del Parco (n. 8). Gli obiettivi generali sono
precisati dagli obiettivi specifici elencati nell'allegato 1 (cfr. art. 2 cpv.
2 NAPUC-PPdM). L'attuazione del PUC-PPdM è affidata all'Ente Parco del Piano di
Magadino, al quale spetta in particolare il compito di realizzare, per quanto
possibile, le misure elencate nell'allegato 2 (cfr. art. 8 cpv. 1 e cpv. 2 lett.
a NAPUC-PPdM), fra cui figura anche il risanamento di situazioni conflittuali con l'ordinanza sulle zone palustri (cfr. allegato
2, M_1.1.2). Secondo la scheda relativa alla misura M_1.1.2, contenuta nel
capitolo "Obiettivi e misure" del PUC-PPdM, pag. 5, ciò
comporterà l'emanazione di ordini di ripristino da attuare nel primo
quadriennio (priorità 1). Per quanto attiene specificamente al Poligono di
tiro, il Rapporto di pianificazione, p.to 8.3.6., pag. 61, considerate le
emissioni foniche legate alla struttura nonché il suo progressivo ampliamento
effettuato senza le necessarie autorizzazioni, osserva come "(…) il PUC
formula l'obiettivo di allontanamento dell'attività dalla golena. Tale
obiettivo dovrà essere tuttavia concretizzato non immediatamente, ma entro un
periodo di 5 anni dall'entrata in vigore dello strumento pianificatorio".

C.    Il RI 2 e l'RI 3
- quest'ultima beneficiaria della concessione d'uso a titolo precario stipulata
con il proprietario del mapp. 115 - insorgono dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo
contro il predetto decreto, segnatamente contro "(…) l'obiettivo del
PUC di allontanamento della struttura dalla Golena". Precisando come
la stessa abbia formato oggetto nel corso degli anni di semplici lavori di
manutenzione, essi sottolineano come i limiti fissati dalle normative
sull'inquinamento fonico e del suolo siano rispettati. Peraltro i miglioramenti
apportati al materiale utilizzato dai tiratori, che si occuperebbero anche del
suo smaltimento al termine delle manifestazioni che si svolgono solo su 4/5
fine-settimana all'anno, lo renderebbero sempre più eco-compatibile. Chiedono
infine che alla loro struttura venga riservato lo stesso trattamento adottato
per il Go-kart di Locarno, per il quale non è stato previsto l'allontanamento. 

 

 

D.    a. La Sezione
dello sviluppo territoriale, agente per conto del Gran Consiglio, postula la
reiezione del gravame, ribadendo in particolare come gli interventi effettuati
sulla struttura non siano al beneficio di regolari permessi. Degli ulteriori argomenti
si dirà, se necessario, nei considerandi di diritto.

 

b. Negli allegati di
replica e di duplica le parti si riconfermano nelle rispettive allegazioni e
domande.

 

 

E.    a. Chiamati a
esprimersi in merito al ricorso, alla risposta della Sezione dello sviluppo
territoriale e agli allegati di replica e di duplica, il CO 2 osserva come il
poligono non influisca minimamente sulle opere di premunizione poste nelle sue
adiacenze, mentre il Comune di Giubiasco, negando la sussistenza di abusi e
segnalando la presenza all'interno del perimetro del PUC-PdM di una struttura
di tiro analoga, ha chiesto che il gravame venga accolto. 

b. Gli insorgenti,
preso atto di tali allegati, ribadiscono la loro posizione.

 

Considerato,               in
diritto

 

1.     La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data e il ricorso è tempestivo
(art. 47 cpv. 1 della legge sullo sviluppo territoriale del 21 giugno 2011;
LST; RL 701.100, in vigore dal 1° gennaio 2012; art. 49 cpv. 1 della legge cantonale
di applicazione della legge federale sulla pianificazione del territorio del 23
maggio 1990 [LALPT; BU 1990, 365], in vigore fino al 31 dicembre 2011). In
merito alla legittimazione attiva degli insorgenti si osserva quanto segue.

 

 

2.Secondo l'art. 47
cpv. 3 LST, che ricalca l'art. 49 cpv. 3 LALPT, in vigore fino al 31 dicembre
2011, contro la decisione del Gran Consiglio sono legittimati a ricorrere i
comuni interessati (lett. a), ogni cittadino attivo nei comuni interessati
(lett. b) e ogni altra persona o ente che dimostra un interesse degno di
protezione (lett. c). La nozione di interesse degno di protezione corrisponde a
quella degli art. 48 lett. a della legge federale sulla procedura
amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021) e 89 cpv. 1 della legge
sul Tribunale federale, del 17 giugno 2005 (LTF; RS 173.110). Affinché il
gravame sia ricevibile in ossequio dei citati disposti basta che il ricorrente
possa prevalersi di un interesse personale, immediato ed attuale
all'annullamento o alla modificazione della decisione contestata e dunque
all'ottenimento di un giudizio più favorevole (cfr. RDAT I-2001 n. 27 consid.
2.1. e rinvii; STA 52.2008.420 del 31 agosto 2010). In linea di principio, l'interesse degno di protezione deve esistere non
soltanto al momento del deposito del ricorso, bensì anche nel momento in
cui viene resa la decisione (DTF 137 II 40 consid. 2.1). L'interesse è
riconosciuto degno di protezione quando la posizione di chi lo fa valere può essere
direttamente influenzata dalla procedura, ovvero se, a seconda del suo esito,
questa possa portargli vantaggi o svantaggi concreti (Isabelle Häner in: Bernhard Waldmann/

Philippe Weissenberger
[curatori], Praxiskommentar VwVG, Zurigo 2016, II ed., ad art. 25 n. 17-18). La
condizione dell'interesse pratico ed attuale non è per contro adempiuta quando
agli svantaggi che la decisione impugnata implica non possa essere posto
rimedio neppure con il suo annullamento (Häner,
op. cit., ad art. 48 n. 21). 

3.     3.1. In
concreto il PUC-PPdM prevede due misure per attuare l'obiettivo specifico OS_1.1
"Valorizzare la zona centrale del Parco nella sua vocazione di paesaggio
palustre d'importanza nazionale": la misura M_1.1.1 "Definizione
delle utilizzazioni ammissibili e degli obiettivi nella zona palustre",
che viene attuata tramite gli art. 18 e 19 NAPUC-PPdM, e la misura M_1.1.2 "Risanamento
situazioni conflittuali con Ordinanza federale sulla protezione delle zone
palustri" che prevede (cfr. capitolo 2, "obiettivi e misure",
pag. 5:

 

Risanamento delle situazioni conflittuali segnalate
dall'Ufficio federale dell'ambiente e integrate con le verifiche eseguite
dall'Ufficio natura e paesaggio nell'estate del 2011. Tali verifiche hanno
comportato un'analisi, sulla base del confronto di foto aeree, dell'evoluzione dell'uso
del territorio tra il 1983 ed il 2009. Il 1983 è la data da considerare per l'effetto
retroattivo delle disposizioni di protezione relative alla zona palustre
(scaturite dall'iniziativa di Rothenthurm del 1987 e ancorate nell'art. 25b
della Legge federale sulla protezione della natura), che prevede di designare
gli impianti e le modifiche di terreno non autorizzati e contrari agli scopi
della protezione. Esempi di impianti e costruzioni che ricadono nel campo d'applicazione
di questa misura sono depositi, piccole costruzioni non autorizzate,
dissodamenti ecc. L'Ente Parco svolge un lavoro di supporto verso il Cantone ed
i comuni, ai quali competono le decisioni formali relative ai ripristini da
eseguire. Essendo le situazioni di principio illegali, spetta ai proprietari l'onere
di risanare le situazioni.

 

Responsabili per
l'attuazione della misura, prevista per il primo quadriennio (priorità 1), sono
l'Ente Parco (impostazione e supporto), il Cantone e i comuni (decisioni e procedure
formali) e i proprietari (attuazione). 

 

3.2. I ricorrenti non
contestano l'obiettivo specifico OS_1.1 né tanto meno le misure previste dal
PUC-PPdM per attuarlo, inclusi gli art. 18 e
19 NAPUC-PPdM. Essi insorgono contro il Rapporto di pianificazione che
nell'ambito delle "Tematiche particolari", e più precisamente al punto
8.3.6, pag. 60-61, tratta le due strutture del Go-kart di Locarno e del tiro al
piattello a Giubiasco/Sementina, formulando per quest'ultima "(…)
l'obiettivo di allontanamento dell'attività dalla golena". Senonché,
se da un lato il Rapporto di pianificazione possiede carattere puramente indicativo
(cfr. art. 3 lett. c NAPUC-PPdM) e non è quindi vincolante (ciò che vale anche
per le considerazioni relative al Go-kart di Locarno; cfr. inoltre STA
90.2010.58 del 16 aprile 2012 consid. 3.3), dall'altro l'obiettivo di allontanamento
ivi menzionato non è poi stato ancorato né nelle NAPUC-PPdM né nei relativi
allegati, che si limitano a prevedere gli obiettivi e le misure esposte sopra,
rispettivamente a dichiarare direttamente applicabili gli art. 23 a-d della
legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio del 1° luglio 1966
(LPN; RS 451) e l'ordinanza sulle zone palustri (cfr. art. 18 cpv. 2
NAPUC-PPdM). Non imponendo quindi aggravi specifici e particolari a carico del
Poligono, ne consegue che agli insorgenti fa difetto l'interesse concreto e
attuale all'annullamento del decreto d'approvazione del PUC-PPdM. Sarà semmai
nell'ambito dell'adozione di un'eventuale decisione concreta di allontanamento,
in applicazione della misura M_1.1.2, che i ricorrenti potranno proporre le loro doglianze, che si rivelano in questa sede
premature. Per tutti questi motivi il ricorso va dichiarato irricevibile.

 

 

4.  La tassa di giustizia è posta a carico dei
ricorrenti (art. 47 cpv. 1 e 2 della legge sulla procedura amministrativa del
24 settembre 2013; LPAmm; RL 165.100).

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                             1.  Il ricorso è irricevibile.

 

 

                             2.  La tassa di giustizia di fr. 900.-
è posta a carico dei ricorrenti in solido, ai quali va restituito l'importo di
fr. 600.-, versato in eccesso a titolo di anticipo sulle presunte spese
processuali.

 

 

3.Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. LTF).

 

	
                               4.  Intimazione a:

  	
    
  

   

     
  ; 

    
  

    
  ;

   
  ;

   

    

  Ufficio
  federale dello sviluppo territoriale ARE, 3003 Berna;

  Ufficio
  federale dell'ambiente UFAM, 3003
  Berna.

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo 

Il
vicepresidente                                            La vicecancelliera