# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 885b455f-f444-5a93-80eb-6f46df32d888
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-06-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 26.06.2000 15.1999.113
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1999-113_2000-06-26.html

## Full Text

Incarto n.

  15.1999.00113

  15.1999.00114

  	
  Lugano

  26 giugno
  2000

  /FA/fc/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sui ricorsi 3 maggio e 11 giugno 1999 di

 

	
   

  	
  __________

  (rappr. dall'__________)

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato dell’UEF di Bellinzona e
meglio contro, rispettivamente, il verbale di pignoramento 12 aprile 1999,
spedito il 26 aprile 1999, e il nuovo calcolo dell’eccedenza pignorabile 31
maggio 1999, entrambi relativi al pignoramento del reddito nell'ambito delle
esecuzioni n. __________, promossa dalla ricorrente, e n. __________, promossa
da __________, nei confronti di

 

	
   

   

  	
  __________

  

 

 

viste
le osservazioni       24 giugno 1999 del __________,

                                          5
luglio 1999 dell’UEF di Bellinzona,

 

 

esaminati
atti e documenti;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:                 A.      __________
(in seguito __________) e __________ procedono nei confronti del dott.
__________ per l'incasso dei rispettivi crediti. Con verbale di pignoramento 23
marzo/12 aprile 1999, spedito il 26 aprile 1999, l'UEF di Bellinzona ha
calcolato l’eccedenza pignorabile come segue:

 

                                          Introiti

                                          Introiti
debitore                                                            fr.       8'000.--

                                          Contributo
moglie                                                       fr.       1'000.--

 

                                          Minimo
di esistenza

                                          minimo
base                               fr.       1’370.--

                                          figli
minorenni                             fr.          600.--

                                          locazione                                     fr.       2'250.--

                                          cassa
malati                               fr.          944.--

                                          affitto
studio medico                  fr.       1'750.--

                                          Totale
deduzioni                         fr.       6'914.--

 

                                          Eccedenza
pignorabile                                              fr.       1'850.--

 

 

                                B.      Contro
il pignoramento si è aggravata il 3 maggio 1999 __________ sostenendo che
l’effettivo introito dell’escusso sarebbe nettamente più elevato di quanto
dichiarato. In effetti da un estratto delle statistiche del Concordato degli
assicuratori malattia (prodotto con il ricorso) risulta che l’escusso negli
anni 1995, 1996 e 1997 ha avuto un introito lordo superiore a fr. 400'000.--.
Pur tenendo conto delle spese di gestione, l’introito netto dichiarato sarebbe
irrisorio.

 

 

                                C.      Il
12 maggio 1999 il rappresentante dell’escusso, __________, ha comunicato
all’UEF che per una svista la pigione dello studio medico è stata computata nel
minimo esistenziale, mentre, essendo una voce di spesa legata all’attività professionale,
era già stata computata nel calcolo tendente a determinare il reddito netto.

 

 

                                D.      Con
scritto 31 maggio 1999 l’UEF di Bellinzona ha ricalcolato l’eccedenza pignorabile
di __________:

 

                                          Introiti

                                          Introiti
debitore                                                   fr.     8'000.--
(81%)

                                          Contributo
moglie                                              fr.     1'833.-- (19%)

 

                                          Minimo
di esistenza

                                          minimo
base                               fr.  1’370.--

                                          figli
minorenni                             fr.      600.--

                                          locazione                                     fr.   2'720.--

                                          cassa
malati                               fr.      569.--

                                          Totale
deduzioni                         fr.  5’259.--     fr.      4'259.79 (81%)

 

                                          Eccedenza
pignorabile                                     fr.      3'740.--

 

 

                                E.      __________
ha inoltrato ricorso l’11 giugno 1999 contro il nuovo provvedimento ribadendo
le proprie perplessità circa il reddito netto. Dai ricavi è stato dedotto
l’importo di fr. 35'000.-- annui destinato alla __________, in realtà mai
pagato e oggetto dell’esecuzione promossa dal ricorrente. I costi di esercizio
sarebbero troppo elevati, in particolare pigione, stipendi versati, interessi e
ammortamenti, trasferte, rappresentanza, spese telefoniche sarebbero esagerate.
La ricorrente postula la retrocessione dell’incarto all’UEF di Bellinzona
perché rifaccia il calcolo dell’eccedenza.

 

 

                                F.      Con
osservazioni 24 giugno 1999 il dott. __________ ha fatto valere la presunta
assenza di motivazione del ricorso, le critiche all’operato dell’ufficio sarebbero
generiche. La situazione trasparirebbe poi con chiarezza dal bilancio e dal
conto economico per il 1998, unitamente alle pezze giustificative, prodotte con
le osservazioni.

 

 

                                G.      L’UEF
di Bellinzona, con le sue osservazioni, si è rimesso alla decisione
dell'autorità di vigilanza.

 

 

Considerando
          

 

 

in diritto:               1.      A
norma dell’art. 11 cpv. 2 LPR, entro il termine per la trasmissione delle
osservazioni, l’organo di esecuzione e fallimento è ancora legittimato ad
annullare o modificare il provvedimento previa notifica di un nuovo
provvedimento alle parti interessate e all’autorità di vigilanza; in tal caso
deve essere espressamente menzionato il diritto di nuovo ricorso.

                                          In
concreto l’UEF di Bellinzona, a seguito del ricorso 3 maggio 1999 e visto che
il rappresentante dell’escusso ha fatto rilevare un errore nel calcolo del
minimo d’esistenza (cfr. verbale 12 maggio 1999), ha provveduto a notificare
alle parti il calcolo dell’eccedenza pignorabile 31 maggio 1999, indicando con
lettera accompagnatoria il diritto di fare ricorso. L’ufficio ha modificato il
provvedimento scaduta la decade decorrente dallo spirare del termine per le
osservazioni (art. 11 cpv. 2 LPR, art, 9 cpv. 5 LPR). Ciò non ha cagionato
alcun danno alla ricorrente, che si è comunque nuovamente e tempestivamente
aggravata. 

                                          Il
ricorso 3 maggio 1999 è così divenuto privo d’oggetto e va stralciato dai ruoli
(cfr. Flavio Cometta, Commentario
alla LPR, Lugano 1998, n. 2.1 d) ad art. 11 LPR).

 

 

                                2.      Nel
procedere al sequestro o al pignoramento del reddito le autorità di esecuzione
sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento
dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore
e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21; 108 III 12; 106 III
13), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere
tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).

 

 

                                3.      Ex
art. 19 cpv. 2 LPR le parti sono tenute a presentare tutti i documenti e ad
indicare tutti i mezzi di prova rilevanti per la valutazione del caso.

                                          "Il
dovere di collaborazione delle parti, disciplinato dall'art. 19 cpv. 2 LPR, ha
come referente l'art. 20a cpv. 2 n. 2 secondo periodo LEF e contribuisce a
relativizzare il principio inquisitorio che connota il primo periodo. (…) Le
parti devono indicare i fatti su cui fondano le loro domande, producendo i
documenti necessari contestualmente all'offerta di tutti i mezzi di prova
idonei e rilevanti per la corretta valutazione del ricorso. E' bene ricordare
che la diligente conduzione del processo compete in primo luogo alle parti e
l'Autorità cantonale di vigilanza non deve preoccuparsi di quanto non emerge
dagli atti e documenti dell'incarto" (Flavio
Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.1 a) e b) ad art. 19
LPR, p. 249). 

 

 

                                4.      Nella
fattispecie __________ non ha criticato  in nessun modo il calcolo del minimo
esistenziale limitandosi a contestare la determinazione del reddito. Questa
Camera deve però esaminare la posta relativa alla pigione.

                                          Nel
determinare il minimo vitale va considerato il canone locatizio conforme
all’uso locale per un alloggio del quale si possa pretendere che l’escusso si
accontenti nelle circostanze concrete, ritenuto l’imperativo categorico di
ridurre al minimo le spese per un’abitazione adeguata alle sue necessità e
possibilità (DTF 104 III 38-41, 87 III 102 e 57 III 207; CEF 8 aprile 1991 su reclamo
C.R: cons. 1, 30 agosto 1988 su reclamo B. cons. 4c, 4 agosto 1988 su reclamo S
e 12 giugno 1970 in Rep. 1971 p. 117). L’importo del canone va messo in
relazione con il reddito dell’escusso (CEF 16 febbraio 1989 su reclamo S. cons.
5b).

                                          Il
debitore non può essere costretto dalle autorità di esecuzione ad occupare un alloggio
corrispondente ai suoi mezzi finanziari: tuttavia il canone deve essere ridotto
ad una misura normale se l’escusso utilizza un’abitazione costosa solo per sua
eccessiva comodità (DTF 114 III 12-18 cons. 2 e 4; CEF 16 febbraio 1989 su
reclamo S. cons. 5b). La decurtazione del quantum può però, di regola, essere
operante solo nel rispetto dei termini contrattuali (DTF 119 III 73; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs-und
Konkursrechts, Berna 1997, § 23 n. 64 p. 178; Pierre-Robert
Gilliéron, Commentaire de la LP, Vol. II, Losanna 2000, n. 106 ad art.
93 LEF).

                                          In
concreto il canone di locazione mensile è di fr. 2'720.--. Per una famiglia di
quattro persone tale importo deve essere considerato un onere sproporzionato,
anche tenendo conto del reddito relativamente elevato della famiglia dell’escusso.
A far tempo dal primo termine utile di disdetta, la pigione non potrà quindi
più essere computata interamente nel minimo esistenziale.

                                          Dal
contratto di locazione 18 febbraio 1998 si evince che la disdetta può essere
data la prima volta per la fine di aprile 2003. Viste anche le oggettive
difficoltà legate al reperimento di un subentrante, fino a quella data l'intera
pigione va inclusa nel minimo vitale. Al debitore va comunque ricordato che, in
caso di ulteriori pignoramenti, dal maggio 2003 gli verrà riconosciuto quale
canone locatizio un importo massimo di fr. 1'600.--, spese di riscaldamento
comprese, per un appartamento di 4 locali a __________ o in un comune sito
nelle vicinanze del luogo di lavoro. 

 

 

                                5.      a)     La quota
pignorabile di un lavoratore indipendente si calcola sottraendo al reddito
mensile medio il minimo esistenziale della sua famiglia. Il reddito mensile
medio si determina diminuendo il reddito annuale lordo dell’importo relativo a
tutte le spese necessarie al conseguimento del reddito, il risultato va diviso
per dodici (DTF 112 III 20 s. e riferimenti ivi). Si deve lasciare la
possibilità all’escusso di tacitare tutti i creditori che gli forniscono
prestazioni indispensabili per lo svolgimento dell’attività professionale.
Questi creditori godono quindi di un – legittimo (cfr DTF 112 III 17 ss.) –
privilegio. L’ufficio di esecuzione deve determinare il reddito netto sulla
base della contabilità o di altre registrazioni. Se l’escusso non tiene una
contabilità, occorre stimare il reddito tramite comparazione con attività
analoghe a quella del debitore (DTF 112 III 21).

 

                                          b)    In concreto
il dott. __________ ha prodotto, con le osservazioni, la contabilità relativa
alla sua attività per gli anni 1997 e 1998. Agli atti vi è il bilancio e il conto
economico per quegli anni e le pezze giustificative nel dettaglio per il 1998.

                                                  Il ricorrente,
preso atto dell’esistenza della documentazione ha omesso di consultarla per
prendere poi posizione dettagliatamente in un allegato di replica, cui avrebbe
avuto diritto, visto che al momento del ricorso i documenti ancora non erano
stati prodotti (cfr. anche art. 12 LPR). Le generiche contestazioni contenuto
nell’allegato ricorsuale devono comunque essere qui considerate, utilizzando
quale base di verifica i dati per il 1998, periodo più vicino al momento del
pignoramento. 

 

                                          c)     Per il
calcolo del minimo vitale entrano in considerazione solo gli importi effettivamente
pagati (cfr. DTF 109 III 56, Georges Vonder
Mühll in: Basler Kommentar zum SchKG, Vol. II, 1998, n. 25 ad art. 93
LEF). Per analogia il principio va applicato pure ai costi per conseguire il
reddito. Come già indicato al punto 4 a), all’escusso devono essere lasciate le
necessarie risorse per coprire quei costi. Se è però provato che un creditore
che è in relazione con l’attività professionale non viene pagato ed è costretto
a porre in esecuzione il proprio credito, il relativo debito – rimasto impagato
- non deve essere dedotto dal reddito lordo.

                                                  In concreto il
passivo di fr. 35'000.-- relativo al debito nei confronti di __________ non
doveva essere considerato e l’introito netto andava di conseguenza aumentato di
quella somma.

                                                  A proposito del
reddito conseguito dall’escusso va notato che la documentazione bancaria
dimostra che __________ nel 1998 ha effettuato regolari prelevamenti a favore
suo e della moglie __________. L’importo totale dei prelevamenti ammonta a fr.
108'996.-- (differenza tra gli importi indicati come “capitale proprio
iniziale” e “privato” nel bilancio 1997 e in quello del 1998). Ciò significa
che l’escusso si è attribuito uno “stipendio” di circa fr. 9'000.--. 

 

                                          d)    Dal contratto
di locazione 25 febbraio 1994 e dagli estratti bancari si evince che la pigione
per lo studio medico sito nello stabile denominato __________, ammonta a fr.
1'775.--, compreso l’acconto spese, per un totale annuo di fr. 21'300.--.
Nell’immobile adiacente, l’escusso ha preso in affitto un appartamento in vista
di un prospettato e mai realizzato ampliamento dello studio medico, con il coinvolgimento
di altri colleghi. Dagli estratti bancari si evince che la pigione ammontava a
fr. 1'390.— mensili. Tenuto conto del conguaglio spese accessorie, delle spese
per elettricità, acqua e riscaldamento e delle spese di pulizia, si deve
ritenere che la somma di fr. 46'887.15 esposta a conto economico sotto la voce
“affitto e spese” sia corretta.

                                          

                                          e)     Per quel che
riguarda le spese telefoniche e postali, dalle pezze giustificative contenute
nel classeur “Cassa 1997-1998” risulta che i due importi a grandi linee si
equivalgono e che, sommati, si avvicinano molto all’importo mensile di fr.
954.-- di cui al bilancio. L’ammontare degli stipendi riportato a bilancio è comprovato
dai movimenti bancari e dal conteggio per il personale 1998 inviato il 26 aprile
1999 alla __________ dei medici, dentisti e veterinari. Gli interessi e spese
di banca in fr. 27'717.10 sono commisurati al debito dell’escusso nei confronti
della __________ (fr. 528'349.--).

                                                  Le poste
ammortamenti, trasferte e rappresentanza e costi diversi pure appaiono
commisurate all’attività e agli obblighi finanziari dell’escusso.

 

                                          f)      Dall’esame
puntuale delle pezze giustificative emerge che un certo numero di fatture di
modesto importo e relative a prestazioni del tutto estranee all’attività professionale
(biglietti per una partita di hockey, dischi, videocassette, riparazione porta
d’entrata della casa di __________, fiori, ecc.) fanno parte della contabilità
dello studio medico. Si deve poi considerare che nel 1998 sono stati pagati i
canoni locatizi per l’appartamento adiacente allo studio medico, in vista di un
ampliamento di quest’ultimo; l’attività professionale non ne ha tratto giovamento,
si è trattato di una perdita che si è comunque limitata a quell’anno (cfr.
pezze giustificative). Il raffronto con periodi contabili precedenti è sempre
forzatamente approssimativo, visto l’alto numero di variabili da considerare.
D’altra parte lo stesso fiduciario dell’escusso ha dichiarato un reddito netto
di fr. 8'000.--. Non si giustifica quindi, in casu, di rivedere al ribasso
l’eccedenza pignorabile calcolata dall’ufficio. 

 

 

                                6.      Il
ricorso 11 giugno 1999 deve quindi essere respinto.

                                          Sulle
tasse occorre ricordare che – benché la gratuità della procedura sia contraria
al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l’art.
17 LEF (cfr. Jean-François Poudret/Suzette
Sandoz-Monod, Commentaire de la loi fédérale d’organisation judiciaire,
vol. II, Berna 1990, n. 2.10 all’art. 81, p. 804) – siffatto principio è stato
codificato per espressa volontà del legislatore (art. 20a cpv. 1 primo periodo
LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF 125 III 383 cons. 2a). Per lo stesso motivo
non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

Richiamati
gli art. 92 e 93 LEF, 11, 12 e 19 LPR

 

 

pronuncia:           1.      Il ricorso
3 maggio 1999 di __________, è stralciato dai ruoli.

 

 

                                2.      Il
ricorso 11 giugno 1999 di __________, è respinto.

 

 

                                3.      Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

 

                                4.      Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

 

                                5.      Intimazione
a:

                                          –
__________

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                         
La segretaria